﻿a'   ⇨ ai (1).
a   (1) s.f.  o m. invar.  prima lettera dell'alfabeto, che rappresenta la vocale di massima apertura | dalla a alla z, dal principio alla fine; non dire né a né ba, non dire nulla | a come ancona, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. a  è sigla automobilistica dell'austria) e abbreviazioni (p. e. s.a. , sua altezza; a., per nomi propri di persona, come angelo, anna, antonio) | a, (fis.) simbolo dell'accelerazione | a, in metrologia, simbolo di ara | a, (chim.) simbolo dell'argo (fino al 1957; poi sostituito da ar) | a, (fis.) simbolo dell'ampere o dell'atomo | a, (mus.) il nome della nota la  nei paesi germanici e anglosassoni | a, (filos.) nella logica scolastica, simbolo della proposizione universale affermativa | usata come  agg. ord.  equivale a primo : serie, turno, sezione a. 
a   (2) prep.  [davanti a parola che comincia con a-  si ha nell'uso scritto normalmente ad; questa variante eufonica si può incontrare, ma meno com., anche davanti alle altre vocali; si unisce agli art. determ. il, lo, la, i, gli, le, formando le prep. articolate al, allo, alla, ai, agli, alle]    • 1 •   esprime una relazione di termine o di destinazione, il punto di arrivo di un'azione, avendo assunto la funzione che era propria del dativo lat.: consegnare un pacco al destinatario; scrivere una lettera a un amico; ordinare il vestito al sarto; si è rivolto a me; fate attenzione ai pericoli!  | in loc. con il verbo sottinteso: a noi due!; al fuoco!; al ladro!    • 2 •   introduce una specificazione di luogo, in senso proprio o fig., continuando il costrutto lat. a°d  + acc. (può essere sostituita da altre prep., come in, su, sopra, verso ecc.); in partic., moto a luogo: vado ad ancona; il treno è giunto a milano; girare a destra  (o sulla, verso destra); andare a cena; arrivare alle stesse conclusioni; venire a patti, a un accordo; elevare un numero a potenza; muovere a pietà; mandare al diavolo  | stato in luogo: stare a  (o in) casa; essere a scuola; restare a pranzo; abita a napoli; lavorare al  (o presso il) ministero; dolore alla spalla  | introduce una distanza, con valore spazio-temporale: il paese è a tre chilometri; la vetta è a due ore di marcia  | nei toponimi indica vicinanza, prossimità: francavilla a mare; san vito al tagliamento  ' in correlazione con da : da qui a lì; da una parte all'altra    • 3 •   con valore temporale: a settembre; a natale; al mattino, a sera, al pomeriggio  (o il mattino, la sera, nel pomeriggio  o di mattino ecc.); alle (ore) otto; a un quarto all'una; oggi a otto, fra una settimana; da qui a dieci anni; da un momento all'altro; dall'oggi al domani  | indica l'età: si diventa maggiorenni a diciott'anni; leopardi morì a trentanove anni    • 4 •   esprime la modalità in cui un'azione si compie: pagare a rate; comprare all'ingrosso; vendere a cinquemila lire al chilo; stare a bocca chiusa; camminare a passo lento; sognare a occhi aperti; fare una cosa a caso  | il modo in cui qualcosa si presenta o è fatta, la sua qualità: soluzione a bassa concentrazione; strumento a corde; veicolo a quattro ruote; palazzo a tre piani; gonna a quadri  | riferito a cosa, esprime somiglianza, rispondenza, similarità con qualcos'altro: bicchiere a calice; testa a pera; disegno a spina di pesce  | indica l'attenersi a mode, fogge, abitudini tipiche di un'altra epoca o di una particolare città, regione e sim.: una persona all'antica; vestire alla marinara; ossobuco alla milanese; giardino all'italiana  | è molto com. in loc. di deriv. francese come spaghetti al sugo, uova al pomodoro, bistecca ai ferri  (un tempo si consigliava: spaghetti con il sugo, uova con il pomodoro, bistecca sui ferri)    • 5 •   con valore strumentale: barca a vela; motore a benzina; mulino a vento; andare a piedi; scrivere a mano, a macchina; comunicare a gesti; giocare a scacchi, a tennis, a palla    • 6 •   indica la causa: svegliarsi a un rumore; ridere a una battuta; riconoscere alla voce    • 7 •   ha valore limitativo o di semplice relazione: essere coraggioso a parole; a mio parere ti sei comportato male; star bene a soldi    • 8 •   introduce il fine o lo scopo: i soldati restarono a guardia della polveriera; andare a caccia  | indica vantaggio o svantaggio: ha parlato a nostro favore; lo fa a suo danno    • 9 •   introduce una pena: condannare a un'ammenda, a sei mesi di carcere    • 10 •   stabilisce una relazione di paragone: il tuo vestito è simile al suo    • 11 •   ha funzione distributiva: a due a due; 50 km all'ora; due volte al giorno    • 12 •   introduce una funzione predicativa: prendere a esempio; fu eletto a presidente  (ma è più com. fu eletto presidente)    • 13 •   seguita da un verbo all'inf., introduce prop. causali: ho fatto male a mangiare tanto  | condizionali: a dire il vero, non mi pare possibile  | finali: mandare a lavorare; mi hanno invitato a esser presente; dare una lettera a copiare  (un tempo si prescriveva l'uso di da  in loc. di questo tipo: p. e. un terreno da vendere  non a vendere) | temporali: a vederlo, mi si riempie il cuore di gioia  | relative, con sfumatura consecutiva: siamo stati gli ultimi ad apprendere la notizia    • 14 •   concorre alla formazione di loc. avverbiali: a mano a mano; a poco a poco; goccia a goccia; corpo a corpo; fianco a fianco; a digiuno; a bizzeffe; alla rinfusa  | prepositive: a causa di; a favore di; di fronte a; in mezzo a; oltre a; sino a; davanti a; intorno a; al di qua, al di là di    • 15 •   (merid.) introduce il complemento oggetto: senti a me!    • 16 •   (ant.) introduce il complemento d'agente o indica lontananza, separazione: e lontana a rinaldo mille miglia  (ariosto o. f.  i, 36).
abacà   o abaca [àbaca], s.f.    • 1 •   pianta tropicale delle drusacee tipica delle filippine    • 2 •   la fibra tessile che si ricava dalla pianta omonima; canapa di manila.
abaco   o abbaco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   libretto che tratta i primi elementi di aritmetica; strumento per calcoli elementari, simile al pallottoliere, in uso nell'antichità e nel medioevo e ancor oggi in oriente; tavola pitagorica | (estens.) l'arte di fare i conti    • 2 •   (mat.) nomogramma    • 3 •   (arch.) parte superiore del capitello, a forma di parallelepipedo o di tavoletta, sulla quale poggia l'architrave o l'arco.
abadessa    ⇨ badessa.
abadia    ⇨ badia.
ab aeterno   loc. avv.  dall'eternità, da sempre; per estens., fin dai tempi più remoti.
abalietà   s.f.  nella tradizione filosofica medievale, caratteristica di ciò che deve la sua esistenza ad altro.
ab antiquo   anche italianizzato in ab antico, loc. avv.  fin dai tempi antichi, fin dalle origini.
abarico   agg.  [pl.m. -ci] (astr.) si dice di ogni punto in cui la forza gravitazionale terrestre e quella lunare si annullano a vicenda.
abasia   s.f.  (med.) incapacità parziale o totale di camminare, spesso di origine psichica.
abate   lett. abbate, s.m.    • 1 •   il superiore di un'abbazia o di un monastero    • 2 •   nel sec. xviii, chiunque godesse di un beneficio ecclesiastico, pur avendo ricevuto i soli ordini minori. dim. abatino. 
abatino   s.m.    • 1 •   dim.  di abate  | (iron.) giovane prete amante della vita mondana    • 2 •   (estens.) persona leziosa e inconcludente    • 3 •   (region.) seminarista che indossa l'abito ecclesiastico.
abat-jour  abat-jour s.m. invar.  paralume | lampada con paralume.
abavo   s.m.  [f. -a] (ant.) trisavolo.
abazia   e deriv.   ⇨ abbazia e deriv. 
abbacare   v. intr.  [io àbbaco, tu àbbachi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (ant.) fare i conti    • 2 •   (fig. rar.) fantasticare, almanaccare.
abbacchiamento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'abbacchiare; bacchiatura    • 2 •   (fam.) avvilimento, stato di depressione.
abbacchiare   v. tr.  [io abbàcchio ecc.]    • 1 •   (non com.) bacchiare, battere: abbacchiare le noci    • 2 •   (fig. fam.) avvilire, deprimere | abbacchiarsi v. rifl.  (fam.) abbattersi, avvilirsi, deprimersi.
abbacchiato   part. pass.  di abbacchiare   agg.  (fam.) abbattuto, avvilito, depresso.
abbacchiatura   s.f.  (non com.) bacchiatura | periodo dell'anno in cui essa si esegue.
abbacchio   s.m.  (region.) agnello da latte macellato: abbacchio al forno, in fricassea. 
abbacinamento   s.m.  l'abbacinare, l'essere abbacinato (anche fig.); accecamento.
abbacinare   v. tr.  [io abbàcino ecc. ; anche io abbacìno ecc.]    • 1 •   accecare accostando agli occhi un bacino rovente (antica forma di supplizio)    • 2 •   (lett.) offendere la vista con luce troppo viva; abbagliare: veniva riflesso nella stanza solitaria tanto sole da abbacinare  (svevo)    • 3 •   (fig. lett.) attrarre ingannevolmente, illudere, frastornare: tante lusinghe l'abbacinarono. 
abbaco    ⇨ abaco.
abbadare   v. intr.  [aus. avere] (ant. lett.) badare.
abbadessa    ⇨ badessa.
abbadia    ⇨ badia.
abbagliamento   s.m.  l'abbagliare, l'essere abbagliato.
abbagliante   part. pres.  di abbagliare   agg.  che abbaglia, sfolgorante (anche fig.): lampo, luce abbagliante; un sorriso abbagliante  | (proiettori, fari) abbaglianti, (aut.) quelli che consentono di illuminare la strada in profondità.
abbagliare   v. tr.  [io abbàglio ecc.]    • 1 •   offendere la vista con luce troppo viva (anche assol.): una luce che abbaglia    • 2 •   (fig.) affascinare, incantare; ingannare, illudere: abbagliare con false promesse  | abbagliarsi v. rifl.    • 1 •   perdere momentaneamente la vista    • 2 •   (fig.) ingannarsi, cadere in errore, prendere un abbaglio.
abbaglio   (1) s.m.    • 1 •   (rar.) abbagliamento    • 2 •   (fig.) errore, svista: prendere un abbaglio; cadere in un abbaglio. 
abbaglio   (2) s.m.  abbagliamento continuato e intenso.
abbaiamento   s.m.  l'abbaiare.
abbaiare   v. intr.  [io abbàio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto del cane, emettere il proprio verso o urlo | prov.  : can che abbaia non morde, chi minaccia e strepita non fa danno    • 2 •   (fig.) gridare, inveire con rabbia, per esprimere protesta o minaccia | abbaiare al vento, alla luna, gridare contro chi non se ne cura | v. tr.  (ant. lett.) gridare, dire ad alta voce: assai la voce lor chiaro l'abbaia  (dante inf.  vii, 43).
abbaiata   s.f.    • 1 •   un abbaiare prolungato    • 2 •   (fig.) il gridare contro qualcuno per rimproverarlo, beffarlo o sim.
abbaiatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi abbaia | chi parla male degli altri; maldicente: credi tu che io creda agli abbaiatori?  (boccaccio dec.  iii, 7).
abbaino   s.m.    • 1 •   piccola costruzione sporgente sopra il tetto e dotata di finestra    • 2 •   soffitta abitabile.
abbaio   (1) s.m.  (non com.) l'abbaiare.
abbaio   (2) s.m.  un abbaiare insistente e prolungato.
abballare   v. tr.  (non com.) avvolgere merci in balle; imballare.
abballottare   v. tr.  [io abballòtto ecc.] (non com.) sballottare.
abbambolato   agg.  (non com.) imbambolato.
abbancare   v. tr.  [io abbanco, tu abbanchi ecc.]    • 1 •   stendere le pelli sopra tavole, durante la concia    • 2 •   (mar.) mettere nelle imbarcazioni i banchi per i rematori.
abbandonamento   s.m.  (lett.) abbandono: s'accasciò in un completo abbandonamento di membra  (pirandello).
abbandonare   v. tr.  [io abbandóno ecc.]    • 1 •   lasciare definitivamente o per un lungo tempo (anche fig.): abbandonare il proprio paese; la speranza non mi ha mai abbandonato  | riferito a un oggetto materiale, lasciarlo in un luogo, disfarsene: abbandonare la refurtiva    • 2 •   lasciare senza aiuto, sostegno, assistenza e sim.: abbandonare qualcuno a sé stesso; non mi abbandonare!  | lasciare nell'incuria, trascurare: è un peccato abbandonare un giardino così bello    • 3 •   smettere di tenere, di stringere o di tirare: abbandonare la presa, le briglie  | riferito a parti del corpo, piegare, reclinare, lasciar cadere: abbandonare il capo sul petto; abbandonare le braccia    • 4 •   rinunciare a portare a termine; desistere da qualcosa: abbandonare gli studi; abbandonare la lotta, un'impresa, un progetto; abbandonare il campo, (anche fig.) desistere dalla lotta | ritirarsi da un'attività: abbandonare il commercio, gli affari  | abbandonare il mondo, (fig.) entrare in un ordine religioso    • 5 •   (sport) usato assol., ritirarsi da una competizione: il pugile ha abbandonato alla seconda ripresa  | abbandonarsi v. rifl.    • 1 •   lasciarsi andare (anche fig.): abbandonarsi alla corrente; abbandonarsi ai sogni, alle fantasie  | affidarsi totalmente: abbandonarsi a dio    • 2 •   distendersi, rilassarsi; lasciarsi cadere: si è abbandonato sulla sedia    • 3 •   (fig.) cedere, non resistere: abbandonarsi all'ira, alle passioni    • 4 •   (non com.) perdersi d'animo; non avere più cura di sé, avvilirsi.
abbandonato   part. pass.  di abbandonare   agg.    • 1 •   lasciato definitivamente; senza aiuto, senza guida (anche fig.): infanzia abbandonata    • 2 •   non frequentato, deserto; quindi, incolto: luogo, terreno abbandonato  | (poet.) solo: abbandonata, oscura / resta la vita  (leopardi il tramonto della luna  27-28)    • 3 •   rilasciato, disteso: stare con le braccia abbandonate  | (poet.) languido: un'elegia latina, malinconica ed abbandonata  (d'annunzio)  s.m.  [f. -a] (region.) orfano o trovatello affidato alla pubblica assistenza § abbandonatamente avv.  (lett.) con abbandono, con fiducia | senza cura.
abbandonico   agg.  [pl. m. -ci] (psicol.) dovuto ad abbandonismo; che denota avvilimento: crisi abbandonica; atteggiamento abbandonico. 
abbandonismo   s.m.  (psicol.) tendenza a perdersi d'animo, ad abbandonarsi moralmente.
abbandono   s.m.    • 1 •   l'abbandonare definitivamente o per un lungo periodo qualcuno o qualcosa: abbandono del tetto coniugale    • 2 •   (estens.) trascuratezza, incuria, disordine: lasciare in abbandono una proprietà, la casa; essere in stato di abbandono    • 3 •   stato di rilassamento fisico: stava distesa con grande abbandono  | atteggiamento fiducioso, effusione: parlare, confidarsi con abbandono  ' con valore negativo, cedimento, prostrazione morale: vivere in completo abbandono    • 4 •   rinuncia a portare a termine, a realizzare: abbandono di un progetto, degli studi    • 5 •   (dir.) il reato commesso da chi lascia ingiustificatamente qualcuno o qualcosa di cui è responsabile: abbandono di minore, d'incapace; abbandono di pubblico ufficio; abbandono di posto, reato previsto dal codice militare | rinuncia a esercitare un diritto: abbandono liberatorio, rinuncia alla proprietà o al possesso di un bene | situazione di abbandono, quella in cui si trovano i minori privi di assistenza materiale e morale    • 6 •   (sport) nel pugilato e nella lotta, la rinuncia a continuare l'incontro; in generale, il ritirarsi, il non presentarsi a una competizione: vincere per abbandono dell'avversario. 
abbarbagliamento   s.m.  (non com.) l'abbarbagliare, l'essere abbarbagliato | (fig.) errore; frastornamento, sbaglio.
abbarbagliare   v. tr.  [io abbarbàglio ecc.] (non com.)    • 1 •   abbagliare intensamente o all'improvviso    • 2 •   (fig.) confondere, frastornare: abbarbagliare la mente  | abbarbagliarsi v. rifl.  (non com.)    • 1 •   rimanere abbagliato    • 2 •   (fig.) confondersi, smarrirsi.
abbarbare   v. intr.  [aus. avere], abbarbarsi v. rifl.  (ant.) mettere le radici, abbarbicare, attecchire (anche fig.).
abbarbicamento   s.m.  l'abbarbicare, l'abbarbicarsi.
abbarbicare   v. intr.  [io abbàrbico, tu abbàrbichi ecc. ; aus. avere], abbarbicarsi v. rifl.    • 1 •   attaccarsi con radici al terreno o ad altro sostegno: l'edera si abbarbica al tronco degli alberi    • 2 •   (estens., fig.) fissarsi saldamente in un luogo, avvinghiarsi a qualcosa o a qualcuno; radicarsi: si abbarbicò alla sponda; questo sospetto si è abbarbicato in tutti. 
abbarcare  (1) v. tr.  [io abbarco, tu abbarchi ecc.] (antiq.) accatastare, ammassare: abbarcare il grano. 
abbarcare   (2) v. tr.  [io abbarco, tu abbarchi ecc.] (mar.) dare l'incurvatura a una tavola in modo che si adatti allo scafo di un'imbarcazione.
abbarrare   v. tr.  (ant.) ostacolare il passaggio con sbarramenti; sbarrare.
abbaruffamento   s.m.  (non com.) l'abbaruffare, l'abbaruffarsi; baruffa, litigio.
abbaruffare   v. tr.  arruffare, scompigliare | abbaruffarsi v. rifl.  venire alle mani, accapigliarsi; litigare aspramente | v. rifl.  (lett.) mettersi in agitazione, scompigliarsi: imperversaro i venti; / s'abbuiò l'aria, abbaruffossi il mare  (caro).
abbaruffio   s.m.  (non com.) grande disordine, confusione; zuffa.
abbassalingua   s.m. invar.  strumento usato dal medico per tener abbassata la lingua del paziente nell'esplorazione della cavità orale e della gola; cataglosso.
abbassamento   s.m.    • 1 •   l'abbassare, l'abbassarsi; diminuzione, riduzione: abbassamento di voce, di tempertura; abbassamento del livello delle acque    • 2 •   (fig. lett.) avvilimento, degradazione: quell'aspetto così ammansato senza debolezza, così umiliato senza abbassament o (manzoni p.s. xxiv).
abbassare   v. tr.    • 1 •   portare, mettere qualcosa più in basso | abbassare un primato, migliorarlo | abbassare le vele, ammainarle    • 2 •   ridurre l'altezza, il valore o l'intensità di qualcosa: abbassare un muro, un prezzo; abbassare la voce, la luce, la radio    • 3 •   chinare, volgere in basso: abbassare il capo, gli occhi  | abbassare le armi, (fig.) arrendersi; abbassare la guardia, (fig.) rinunciare a difendersi, o ridurre le misure difensive | abbassare le orecchie, la cresta, (fig.) cedere, piegarsi    • 4 •   (fig.) umiliare, mortificare, avvilire: abbassare l'orgoglio    • 5 •   abbassare una perpendicolare, (mat.) condurre una perpendicolare da un punto a una retta o a un piano | abbassare un numero, nella divisione, portare a destra del resto del quoziente una cifra del dividendo per proseguire l'operazione | abbassarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   chinarsi, piegarsi, curvarsi: abbassarsi a raccogliere qualcosa    • 2 •   (fig.) umiliarsi, degradarsi: abbassarsi a chiedere scusa    • 3 •   diminuire, calare: la febbre si è abbassata. 
abbasso   avv.  (region.) in giù, di sotto, in basso  inter.    • 1 •   espressione di avversione o di rivolta; si contrappone a evviva  (nelle scritte murali è spesso rappresentata da m): abbasso gli sfruttatori!    • 2 •   usata con ellissi del verbo nelle intimazioni: abbasso le mani!, giù le mani!  s.m. invar.  grido di avversione: si udivano gli abbasso della folla. 
abbastanza   antiq. a bastanza, avv.    • 1 •   a sufficienza; quanto basta: hai mangiato abbastanza?  | averne abbastanza di qualcosa, di qualcuno, esserne stufo    • 2 •   alquanto, piuttosto (davanti ad agg. o a un altro avv.): è abbastanza superbo; si è espresso abbastanza chiaramente    • 3 •   in correlazione con da  o per, introduce una prop. consecutiva: sei abbastanza sveglio da (per) capirlo al volo  | con funzione di agg.  sufficiente: non ho abbastanza tempo; c'è pane abbastanza per tutti. 
abbastare   v. intr.  [aus. essere] (ant. , dial.) bastare.
abbatacchiare   v. tr.  [io abbatàcchio ecc.] (non com.) percuotere col batacchio | (estens.) urtare, picchiare, percuotere.
abbate    ⇨ abate.
abbattaggio   s.m.  nella tecnica mineraria, parte laterale della sezione di scavo di una galleria.
abbattere   v. tr.    • 1 •   far cadere, gettare giù, atterrare: abbattere un albero, un ostacolo; abbattere un aereo  | abbattere l'avversario, nel pugilato, mandarlo al tappeto    • 2 •   demolire, distruggere (anche fig.): abbattere un muro, un fabbricato; abbattere un regime  | (fig.) diminuire fortemente: abbattere i costi produzione    • 3 •   colpire a morte, uccidere: abbattere un animale; abbattere un gran numero di nemici    • 4 •   (fig.) prostrare, deprimere, avvilire: la notizia lo ha abbattuto    • 5 •   (mar.) far compiere a una nave il movimento di abbattuta | abbattersi v. rifl.    • 1 •   cadere, piombare: sulla città si è abbattuta una forte grandinata    • 2 •   (fig.) avvilirsi, scoraggiarsi: abbattersi per un nonnulla    • 3 •   (lett.) imbattersi, incontrare: abbattersi in qualcuno. 
abbattifieno   s.m. invar.  nei fienili, botola attraverso la quale si cala il fieno nella stalla sottostante.
abbattimento   s.m.    • 1 •   l'abbattere; demolizione; uccisione: l'abbattimento della selvaggina    • 2 •   (fig.) avvilimento, prostrazione morale o anche fisica: essere in uno stato di abbattimento    • 3 •   abbattimento alla base, (econ.) esclusione di una prima quota del reddito o del patrimonio dalla tassazione    • 4 •   (chim.) processo di eliminazione di particelle solide o liquide da un gas.
abbattitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi abbatte (anche fig.)  s.m.    • 1 •   operaio specializzato nell'abbattere piante forestali    • 2 •   operaio che, nelle cave di pietra, distacca il materiale e lo demolisce    • 3 •   macchina per abbattere le piante.
abbattuta   s.f.    • 1 •   zona di bosco in cui sono stati abbattuti gli alberi | insieme di alberi abbattuti, spec. per ostacolare il passaggio di truppe nemiche    • 2 •   (mar.) movimento di rotazione che una nave a vela compie lasciando l'ormeggio per prendere il vento    • 3 •   (aer.) contatto al suolo di un aereo sul carrello anteriore, che nella fase di atterraggio è successivo al contatto sul carrello posteriore.
abbattuto   part. pass.  di abbattere   agg.  nei sign. del verbo | scoraggiato, avvilito: essere, sentirsi abbattuto. 
abbatuffolare   v. tr.  [io abbatùffolo ecc.] (non com.) riunire in forma di batuffolo | abbatuffolarsi v. rifl.  (rar.) azzuffarsi, accapigliarsi.
abbazia   lett. abazia, s.f.    • 1 •   comunità monastica maschile o femminile governata da un abate (o da una badessa) e autonoma dalla giurisdizione del vescovo    • 2 •   il complesso degli edifici occupati da tale comunità | la chiesa di un monastero o qualunque chiesa officiata da monaci    • 3 •   il beneficio ecclesiastico di cui gode l'abate | carica, dignità di abate.
abbaziale   lett. abaziale, agg.  proprio di un'abbazia, di un abate o di una badessa: chiesa abbaziale; diritto, titolo abbaziale. 
abbecedario   antiq. abecedario, s.m.  libretto usato un tempo per imparare a leggere mediante l'apprendimento successivo delle singole lettere | nell'uso com., sillabario  agg.  si dice di componimento poetico, proprio della letteratura latina cristiana, nel quale le lettere iniziali dei singoli versi o delle singole strofe si succedono in ordine alfabetico: carmi  o inni abbecedari. 
abbellare   v. tr.  [io abbèllo ecc.] (poet.) abbellire | v. intr.  [aus. avere] (ant.) piacere: secondo che v'abbella  (dante par.  xxvi, 132) | abbellarsi v. rifl.  (lett.) acquistare nuova bellezza, abbellirsi.
abbellimento   s.m.    • 1 •   l'abbellire: l'abbellimento di una sala  | ornamento che abbellisce: abbellimenti poetici, retorici    • 2 •   (mus.) suono, gruppo di suoni o effetto sonoro introdotto in una melodia a scopo espressivo od ornamentale.
abbellire   v. tr.  [io abbellisco, tu abbellisci ecc.]    • 1 •   far bello; adornare qualcosa per renderlo bello o più bello: abbellire una terrazza con fiori    • 2 •   far sembrare più bello: quel ritratto lo abbellisce  | abbellirsi v. rifl.  o intr. pron.  diventare bello o farsi più bello: i prati si abbelliscono di fiori. 
abbenché   cong.  (ant.) benché.
abbeveraggio   s.m.  l'abbeverare.
abbeverare   v. tr.  [io abbévero ecc.]    • 1 •   far bere, spec. il bestiame    • 2 •   (estens. non com.) irrigare, innaffiare | (fig. lett.) ristorare; inebriare: abbeverare l'anima, lo spirito    • 3 •   (mar.) riempire d'acqua un'imbarcazione tirata in secco in modo che il legno si dilati e favorisca il restringimento del fasciame, aumentandone l'impermeabilità | abbeverarsi v. rifl.  (lett.) dissetarsi (anche fig.): abbeverarsi alle sorgenti del sapere. 
abbeverata   s.f.  l'abbeverare, l'abbeverarsi | (estens.) luogo dove gli animali vanno a dissetarsi: portare le bestie all'abbeverata. 
abbeveratoio   s.m.  vasca per abbeverare il bestiame.
abbevilliano   agg.  e s.m.  si dice della più antica delle culture preistoriche appartenenti all'età paleolitica: reperto abbevilliano; amigdala abbevilliana. 
abbicare   v. tr.  [io abbico, tu abbichi ecc.] (non com.) disporre le messi in biche, in covoni | (estens.) ammucchiare, ammassare | abbicarsi v. rifl.  (rar.) ammucchiarsi.
abbiccì   o abicì, meno com. abc, s.m.    • 1 •   (antiq.) alfabeto    • 2 •   (fig.) l'insieme dei principi e delle nozioni elementari di una disciplina, di una tecnica: conoscere appena l'abbiccì della musica  | essere all'abbiccì, essere agli inizi    • 3 •   (antiq.) sillabario.
abbiente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi possiede una certa ricchezza; agiato, benestante: una famiglia abbiente; i ceti meno abbienti; i non abbienti. 
abbietto   e deriv.   ⇨ abietto e deriv. 
abbigliamento   s.m.  l'abbigliare, l'abbigliarsi; le cose usate per abbigliarsi: curare molto l'abbigliamento; un capo di abbigliamento; negozio di abbigliamento  | settore dell'industria e dell'artigianato che produce e distribuisce indumenti e accessori : lavorare nell'abbigliamento. 
abbigliare   v. tr.  [io abbìglio ecc.] vestire con cura, con raffinatezza | (estens.) adornare | abbigliarsi v. rifl.  vestirsi con cura, adornarsi: le signore si abbigliano per la festa. 
abbigliatoio   s.m.  (non com.) spogliatoio.
abbigliatura   s.f.  (non com.) l'abbigliare, l'abbigliarsi: che strana abbigliatura!. 
abbinamento   s.m.    • 1 •   l'abbinare | accordo a scopi finanziari e pubblicitari fra un'impresa industriale o commerciale e una società sportiva, la quale associa la denominazione dell'impresa al proprio nome | nelle lotterie nazionali, accoppiamento dei biglietti estratti con i concorrenti di una gara, per lo più sportiva, ai fini dell'attribuzione dei vari premi | (sport) accoppiamento dei concorrenti o delle squadre che dovranno gareggiare fra loro nelle fasi di un torneo    • 2 •   (banc.) scambio di merci tra operatori di paesi diversi tramite banca, senza esborso di valuta.
abbinare   v. tr.  unire, collegare due cose, per lo più affini: abbinare due gare. 
abbinata   s.f.  accoppiata.
abbinatrice   s.f.  (non com.) binatrice.
abbinatura   s.f.  (non com.) binatura.
abbindolamento   s.m.  l'abbindolare, l'essere abbindolato; raggiro.
abbindolare   v. tr.  [io abbìndolo ecc.]    • 1 •   (non com.) avvolgere il filo sul bindolo    • 2 •   (fig.) raggirare, imbrogliare, ingannare.
abbindolatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi abbindola, inganna; imbroglione.
abbioccare   v. intr.  [io abbiòcco ecc. ; aus. avere] detto della gallina, covare le uova | v. tr.  (region.) stancare, sfinire | abbioccarsi v. rifl.  (region.) sentirsi sfinito; avvilirsi.
abbioccato   part. pass.  di abbioccare   agg.  (region.) stanco, sfinito; avvilito.
abbiocco   s.m.  [pl. -chi] (region.) stanchezza improvvisa che induce uno stato di sonnolenza.
abbiosciamento   s.m.    • 1 •   l'abbiosciarsi    • 2 •   (agr.) avvizzimento delle piante provocato dalla decorticazione o dall'incisione del fusto.
abbiosciarsi   v. rifl.  [io mi abbiòscio ecc.]    • 1 •   lasciarsi cadere, accasciarsi; avvilirsi    • 2 •   detto di piante o fiori, avvizzire.
abbiosciato   part. pass.  di abbiosciarsi   agg.    • 1 •   abbattuto, accasciato    • 2 •   avvizzito.
abbisciare   v. tr.  [io abbìscio ecc.] (mar.) avvolgere a spire gomene, cavi ecc.
abbisognare   v. intr.  [io abbisógno ecc. ; aus. avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2] (non com.)    • 1 •   aver bisogno: abbisognare d'aiuto    • 2 •   essere necessario: essa comprò tre volte più di carne di quella che ne sarebbe abbisognata per la cena  (collodi).
abbittare   o bittare, v. tr.  (mar.) avvolgere un cavo attorno a una bitta.
abbittatura   s.f.  (mar.) l'abbittare; l'operazione dell'abbittare.
abboccamento   s.m.    • 1 •   colloquio importante o riservato: avere, chiedere, fissare un abboccamento    • 2 •   (tecn.) accostamento bocca a bocca di due elementi cavi, come tubi o condutture | (med.) intervento chirurgico che mette in comunicazione due organi cavi interni fra loro o un organo cavo interno con l'esterno, mediante la creazione di un nuovo orifizio.
abboccare   v. intr.  [io abbócco, tu abbócchi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   afferrare l'esca con la bocca (detto di pesci): abboccare all'amo; i pesci oggi non abboccano    • 2 •   (fig.) cadere in inganno, lasciarsi abbindolare: abboccare alle lusinghe di qualcuno; qualunque proposta gli facciano, lui abbocca    • 3 •   combaciare, essere congiunti (detto di due tubi)    • 4 •   (mar.) detto di natante a vela, navigare inclinato, con uno dei bordi che sfiora il pelo dell'acqua | v. tr.    • 1 •   (non com.) afferrare con la bocca (detto di animali): merluzzi che abboccherebbero un chiodo arrugginito  (verga)    • 2 •   far combaciare (tubi, condotti e sim.)    • 3 •   (region.) colmare fino all'orlo: abboccare un fiasco  | abboccarsi v. rifl.  (non com.) avere un abboccamento, incontrarsi per un colloquio.
abboccato   agg.  si dice di vino che tende al dolce; amabile.
abboccatoio   s.m.  bocca delle fornaci.
abboccatura   s.f.    • 1 •   l'abboccare; imboccatura    • 2 •   nei serramenti, tratto in cui il montante della parte mobile opposto a quello incernierato combacia con il corrispondente montante della parte fissa.
abbocchevole   agg.  (mar.) si dice di imbarcazione che naviga inclinata su uno dei bordi, sfiorando il pelo dell'acqua.
abboffarsi   e deriv.   ⇨ abbuffarsi e deriv. 
abbominare   e deriv.   ⇨ abominare e deriv. 
abbonacciamento   s.m.  l'abbonacciare, l'abbonacciarsi.
abbonacciare   v. tr.  [io abbonàccio ecc.] rendere tranquillo, placare (il mare) | v. intr.  [aus. essere], più com. abbonacciarsi v. rifl.    • 1 •   calmarsi (detto del mare)    • 2 •   (fig. non com.) acquietarsi.
abbonamento   s.m.    • 1 •   pagamento anticipato (gener. con uno sconto) di un servizio ripartito nel tempo o di una pubblicazione a cadenza periodica: abbonamento annuale, semestrale; abbonamento ferroviario, tranviario; rinnovare l'abbonamento a una rivista  | spettacolo in abbonamento, riservato ai soli abbonati    • 2 •   il prezzo, l'importo dell'abbonamento: pagare, versare l'abbonamento    • 3 •   tessera che comprova l'avvenuto pagamento per il servizio di cui si usufruisce: mostrare l'abbonamento. 
abbonare   (1) o abbuonare, v. tr.  [io abbuòno  (pop. abbòno) ecc. , noi abboniamo  (o abbuoniamo) ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  (pop. -ò-) se tonico, -o-  o -uo-  se atono]    • 1 •   condonare un debito, per intero o in parte    • 2 •   (fig.) far passare per buono, e quindi scusare, perdonare: ti abbuono anche questa scappatella. 
abbonare   (2) v. tr.  [io abbòno ecc.] fare un abbonamento a favore di qualcuno | abbonarsi v. rifl.  contrarre un abbonamento: abbonarsi a un quotidiano, alla televisione. 
abbonato   part. pass.  di abbonare    • 2 •   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha contratto un abbonamento.
abbondante   lett. abondante, part. pres.  di abbondare   agg.    • 1 •   che è in grande quantità che supera la giusta misura: porzione abbondante; un chilo abbondante    • 2 •   che ha gran quantità di qualcosa: un libro abbondante di citazioni  § abbondantemente avv. 
abbondanza   lett. abondanza, s.f.    • 1 •   grande quantità: abbondanza di mezzi; mangiare in abbondanza  | nuotare, affogare nell'abbondanza, avere grande disponibilità di denaro o di altri beni | abbondanza isotopica, (fis.) rapporto percentuale tra il numero di atomi di una specie isotopica e il numero totale di atomi dello stesso elemento presenti in un campione    • 2 •   (st.) annona.
abbondare   lett. abondare, v. intr.  [io abbóndo ecc. ; aus. essere  se ciò che abbonda è espresso come sogg., avere  se è espresso come compl.]    • 1 •   essere abbondante, in grande quantità, copioso: i soldi non sono mai abbondati in casa nostra; questa regione ha sempre abbondato d'acqua    • 2 •   eccedere, essere prodigo: abbondare di cautele, in complimenti. 
abbondevole   o abondevole, agg.  (lett.) abbondante § abbondevolmente avv. 
abbonire   v. tr.  [io abbonisco, tu abbonisci ecc.]    • 1 •   placare: abbonire gli animi    • 2 •   (non com.) bonificare, rendere migliore: abbonire un terreno  | abbonirsi v. rifl.    • 1 •   calmarsi, placarsi    • 2 •   (non com.) giungere a maturazione, detto di frutti.
abbono    ⇨ abbuono.
abbordabile   agg.  che si può abbordare: una curva facilmente abbordabile  | (fig.) avvicinabile, affrontabile: una persona, un problema abbordabile. 
abbordaggio   s.m.  l'abbordare | andare all'abbordaggio, (mar.) attaccare una nave nemica accostandone il bordo; andare all'abbordaggio di qualcosa, (fig. fam.) tentare di ottenerla con estrema decisione.
abbordare   v. tr.  [io abbórdo ecc.]    • 1 •   avvicinarsi con una nave al bordo di un'altra, per lo più con intento aggressivo | (estens.) venire a collisione con un'altra nave, anche involontariamente    • 2 •   (fig. fam.) avvicinare, accostare qualcuno per parlargli o proporgli qualcosa    • 3 •   (fig.) affrontare con risolutezza: abbordare un argomento scottante, una difficoltà  | abbordare una curva, prenderla, imboccarla.
abbordatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi effettua un abbordaggio.
abbordo   s.m.  abbordaggio (anche fig.): un personaggio di difficile abbordo. 
abborracciamento   s.m.  l'abborracciare; abborracciatura | lavoro eseguito malamente, in fretta.
abborracciare   v. tr.  [io abborràccio ecc.] fare qualcosa male, in fretta o senza impegno: abborracciare un discorso. 
abborracciato   part. pass.  di abborracciare   agg.  mal fatto, pasticciato: un catalogo abborracciato  § abborracciatamente avv.  (non com.).
abborracciatura   s.f.  l'abborracciare; abborracciamento | lavoro abborracciato, mal fatto.
abborraccione   s.m.  [f. -a] (non com.) chi suole abborracciare; pasticcione.
abborrare   v. tr.  [io abbórro ecc.] (ant.) riempire di borra | v. intr.  [aus. avere] (ant.) essere confuso nel parlare o nello scrivere: e qui mi scusi / la novità se fior la penna abborra  (dante inf.  xxv, 143-144).
abborrire   e deriv.   ⇨ aborrire e deriv. 
abbottare   v. tr.  [io abbòtto ecc.] (region.) gonfiare, far diventare gonfio: se rimango finisce che gli abbotto gli occhi  (moravia) | abbottarsi v. rifl.  (region.) rimpinzarsi, abbuffarsi.
abbottonare   v. tr.  [io abbottóno ecc.] infilare i bottoni nei corrispondenti occhielli: abbottonare una federa; abbottonarsi la giacca  | abbottonarsi v. rifl.  chiudersi per mezzo di bottoni: il golf si abbottona sulla spalla  | v. rifl.    • 1 •   chiudere per mezzo di bottoni un indumento che si indossa: abbottónati che prendi freddo!    • 2 •   (fig. fam.) assumere un atteggiamento cauto e riservato: restarsene abbottonato. 
abbottonato   part. pass.  di abbottonare   agg.    • 1 •   chiuso con bottoni    • 2 •   (fig. fam.) riservato, cauto: sembra un tipo molto abbottonato  § abbottonatamente avv.  con riservatezza, con cautela.
abbottonatura   s.f.    • 1 •   l'abbottonare    • 2 •   serie di bottoni e occhielli; la parte dell'abito dove si trovano i bottoni: abbottonatura laterale. 
abbozzamento   s.m.  (non com.) il modo in cui si abbozza; abbozzo.
abbozzare   (1) v. tr.  [io abbòzzo ecc.]    • 1 •   fare un abbozzo; dare una prima forma approssimativa a un'opera: abbozzare un disegno, un racconto    • 2 •   tentare di esprimere; formulare a grandi linee: abbozzare una risposta, un'idea  | accennare appena: abbozzare un saluto, un sorriso. 
abbozzare   (2) v. intr.  [io abbòzzo ecc. ; aus. avere] (fam.) subire con pazienza, senza reagire, qualcosa di sgradevole o ingiusto: non gli rimase che abbozzare. 
abbozzare   (3) v. tr.  [io abbòzzo ecc.] (mar. , aer.) trattenere con una legatura provvisoria un cavo o una catena.
abbozzata   s.f.  abbozzo rapido.
abbozzatura   s.f.  (rar.) abbozzamento.
abbozzo   s.m.    • 1 •   prima forma o stesura incompleta di un lavoro, di uno scritto, di un'opera d'arte | abbozzo di legge, stesura sommaria di una proposta di legge    • 2 •   accenno, tentativo: un abbozzo di saluto    • 3 •   abbozzo embrionale, (biol.) formazione cellulare da cui successivamente si sviluppano e si differenziano gli organi    • 4 •   (edil.) primo intonaco, non lisciato, che si stende su un muro.
abbozzolarsi   v. rifl.  [io mi abbòzzolo ecc.]    • 1 •   rinchiudersi nel bozzolo (detto dei bachi da seta)    • 2 •   agglomerarsi (detto di farina quando si mette nell'acqua o in altri liquidi).
abbracciabosco   s.m.  [pl. abbracciaboschi] (bot.) caprifoglio.
abbracciamento   s.m.    • 1 •   spec. pl.  l'abbracciarsi ripetutamente    • 2 •   (ant. , lett.) amplesso amoroso: come biada orgogliosa in campo estivo  / cresce di santi abbracciamenti il frutto  (parini).
abbracciare   (1) v. tr.  [io abbràccio ecc.]    • 1 •   cingere e stringere con le braccia, per esprimere amore, affetto, o per trattenere qualcuno o qualcosa che vorrebbe o potrebbe sfuggire    • 2 •   (fig.) comprendere, contenere: il mare abbraccia molte terre; abbracciare con lo sguardo; abbracciare tutti gli aspetti di una questione    • 3 •   (fig.) seguire, accettare; dedicarsi a qualcosa: abbracciare una fede, una professione, una causa  | abbracciarsi v. rifl.  stringersi con le braccia a qualcosa, a qualcuno: s'abbracciò al padre  | v. rifl.  cingersi l'un l'altro con le braccia: si abbracciarono affettuosamente. 
abbracciare   (2) s.m.  (ant. , lett.) abbraccio (usato spec. al pl.): le tenere lagrime, gli abbracciari e gli onesti baci  (boccaccio dec.  ii, 5).
abbracciata   s.f.  (ant.) abbraccio.
abbraccio   s.m.  l'abbracciare o l'abbracciarsi: scambiarsi un abbraccio; stringere in un abbraccio  | un abbraccio, formula di chiusura o di saluto, nella corrispondenza | abbraccio mortale, (fig.) l'essere unito a qualcuno o qualcosa che produce un danno irreparabile, che distrugge.
abbrancare   (1) ant. o region. brancare, v. tr.  [io abbranco, tu abbranchi ecc.]    • 1 •   afferrare con le branche, con gli artigli    • 2 •   (estens.) prendere con rapidità e tener saldo: il ladro fu abbrancato da un poliziotto  | abbrancarsi v. rifl.  attaccarsi con forza: abbrancarsi a uno scoglio. 
abbrancare   (2) v. tr.  [io abbranco, tu abbranchi ecc.] mettere in branco | abbrancarsi v. rifl.  unirsi in branco.
abbreviamento   s.m.    • 1 •   l'abbreviare    • 2 •   nella metrica greca e latina, il fenomeno per cui una sillaba lunga diviene breve.
abbreviare   v. tr.  [io abbrèvio ecc.] rendere breve o più breve; accorciare, ridurre: abbreviare il cammino; abbreviare un discorso; abbreviare una parola, scriverla o pronunciarla in forma ridotta.
abbreviativo   agg.  che abbrevia: metodo abbreviativo. 
abbreviatore   (1) agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi abbrevia.
abbreviatore   (2) s.m.  (st.) funzionario della curia pontificia che aveva il compito di preparare le minute dei brevi e delle bolle papali; minutante.
abbreviatura   s.f.  (non com.) abbreviazione di una parola.
abbreviazione   s.f.    • 1 •   l'abbreviare; in particolare, forma accorciata o ridotta di una parola: in questo dizionario «s.» è abbreviazione di «sostantivo»; «auto» è abbreviazione di «automobile»; sciogliere le abbreviazioni, riscrivere o pronunciare per intero le parole abbreviate    • 2 •   (ling.) riduzione della quantità di una vocale da lunga a breve    • 3 •   (mus.) nella notazione o nelle didascalie, segno convenzionale o termine abbreviato che fornisce una particolare indicazione (p. e. una forchetta divergente per indicare il 'decrescendo'; tr.  per 'trillo', cb  per 'contrabbasso')    • 4 •   abbreviazione dei termini, (dir.) riduzione dei termini stabiliti dalla legge per la comparizione in giudizio; viene concessa dal giudice per motivi di urgenza.
abbrivare   v. tr.  (mar.) mettere in movimento un natante o accelerarne il moto | v. intr.  [aus. avere] mettersi in moto, prendere l'abbrivo (detto di natante).
abbrividire   v. intr.  [io abbrividisco, tu abbrividisci ecc. ; aus. essere  e avere] (lett.) rabbrividire.
abbrivo   o abbrivio, s.m.    • 1 •   (mar.) velocità che un natante acquista appena iniziata la spinta dei suoi mezzi di propulsione | abbrivo residuo, moto residuo di un natante quando sia cessata la spinta    • 2 •   (estens.) impulso iniziale che si dà a un veicolo o ad altro corpo per metterlo in movimento    • 3 •   (fig.) inizio, avvio deciso: prendere l'abbrivo per fare qualcosa. 
abbronzamento   s.m.  (non com.) l'abbronzare, l'abbronzarsi; abbronzatura.
abbronzante   part. pres.  di abbronzare   agg.  che abbronza  s.m.  prodotto cosmetico che favorisce l'abbronzatura della pelle.
abbronzare   v. tr.  [io abbrón zo ecc.] dare un colore bruno | (estens.) rendere bruna la pelle (anche assol.): un sole che abbronza  | abbronzarsi v. rifl.  o intr. pron.  assumere il colore bruno; in partic., esporsi alla luce del sole per far diventare scura la pelle.
abbronzata   s.f.  l'abbronzare, l'abbronzarsi | dare un'abbronzata, dare un leggero colore di bronzo | prendere un'abbronzata, diventare abbronzato. dim. abbronzatina. 
abbronzato   part. pass.  di abbronzare   agg.  che ha il colore del bronzo (detto in partic. della pelle, e per estens. della persona, resa scura dai raggi solari).
abbronzatura   s.f.  l'abbronzare o l'abbronzarsi; l'aspetto di chi è abbronzato: avere una bella abbronzatura. 
abbruciacchiare   v. tr.  [io abbruciàcchio ecc.] bruciare leggermente; bruciacchiare, abbrustolire: abbruciacchiare il pollo, passarlo sulla fiamma dopo averlo spennato, per eliminare la peluria rimasta.
abbruciamento   s.m.    • 1 •   (lett.) il bruciare; bruciatura, scottatura    • 2 •   (agr.) debbio.
abbruciare   v. tr.  [io abbrùcio ecc.] (ant.  o lett.) bruciare; ardere.
abbrumare   v. intr.  [aus. essere] (mar.) detto della carena delle imbarcazioni, corrodersi per l'azione di organismi animali e vegetali insediatisi sulla superficie del legno sommerso.
abbrunamento   s.m.  (non com.) l'abbrunare, l'essere abbrunato.
abbrunare   v. tr.    • 1 •   rendere bruno    • 2 •   contrassegnare con un segno di lutto: bandiere abbrunate  | abbrunarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   diventare scuro, imbrunire    • 2 •   (non com.) vestirsi a lutto.
abbrunire   v. tr.  [io abbrunisco, tu abbrunisci ecc.]    • 1 •   rendere bruno, spec. la pelle    • 2 •   sottoporre a brunitura oggetti metallici.
abbruscatura   s.f.  (agr.) brusca.
abbrustolare   v. tr.  [io abbrùstolo ecc.] (non com.) abbrustolire.
abbrustolimento   s.m.  l'operazione dell'abbrustolire.
abbrustolire   v. tr.  [io abbrustolisco, tu abbrustolisci ecc.] seccare e bruciare leggermente un alimento esponendolo al calore del fuoco; tostare: abbrustolire del pane, dei semi di zucca  | abbrustolirsi v. rifl.  (fig. scherz.) esporsi lungamente al sole per abbronzarsi.
abbrustolita   s.f.  leggero abbrustolimento.
abbrutimento   s.m.  l'abbrutire, l'abbrutirsi.
abbrutire   v. tr.  [io abbrutisco, tu abbrutisci ecc.] rendere simile a un bruto | v. intr.  [aus. essere], abbrutirsi v. rifl.  ridursi come un bruto: lavora fino ad abbrutirsi. 
abbruttire   v. tr.  [io abbruttisco, tu abbruttisci ecc.] (non com.) rendere brutto; imbruttire | v. intr.  [aus. essere], abbruttirsi v. rifl.  (non com.) diventare brutto, imbruttirsi.
abbuffarsi   o abboffarsi, v. rifl.  (pop.) mangiare voracemente e in abbondanza.
abbuffata   o abboffata, s.f.  (pop.) l'abbuffarsi; grande mangiata: fare un'abbuffata di pastasciutta  | (estens.) grande quantità, abbondanza.
abbuiamento   s.m.  (non com.) l'abbuiare, l'abbuiarsi; oscuramento.
abbuiare   v. tr.  [io abbùio ecc.]    • 1 •   mettere al buio, oscurare; (fig.) smorzare, attenuare    • 2 •   (fig. non com.) mettere a tacere, passare sotto silenzio: abbuiare uno scandalo  | v. intr. impers.  [aus. essere] (non com.) divenire buio: d'inverno abbuia presto  | abbuiarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) divenire buio    • 2 •   (fig.) farsi scuro in volto; divenire triste.
abbuonare    ⇨ abbonare 1.
abbuono   pop. abbono, s.m.    • 1 •   riduzione accordata su una prestazione, un prezzo, un debito o sulla riscossione di un credito: concedere, ottenere un abbuono    • 2 •   ciò che si detrae da un conto o da una partita all'atto della liquidazione o del pagamento: abbuono d'imposta; fattura d'abbuono    • 3 •   (sport) riduzione del tempo impiegato a coprire un percorso concessa ai primi arrivati in talune corse ciclistiche a tappe | nelle gare ippiche, riduzione della distanza o del peso concessa ai concorrenti più deboli.
abburattamento   s.m.    • 1 •   l'operazione di abburattare    • 2 •   (med.) grave disturbo del linguaggio per cui le parole si pronunciano precipitosamente e balbettando.
abburattare   v. tr.    • 1 •   separare la farina dalla crusca col buratto, con lo staccio o con speciali macchine    • 2 •   (fig. non com.) passare al vaglio, esaminare    • 3 •   (non com.) agitare, scuotere.
abburattata   s.f.    • 1 •   abburattamento rapido: dare un'abburattata alla farina    • 2 •   quantità di farina che può essere contenuta dal buratto.
abburattatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi abburatta; chi fa la cernita delle farine.
abburattatura   s.f.    • 1 •   abburattamento    • 2 •   la crusca ottenuta dall'abburattamento.
abc    ⇨ abbiccì.
abdicare   v. intr.  [io àbdico, tu àbdichi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   rinunciare volontariamente al potere sovrano: abdicare al trono; abdicare in favore di qualcuno  | anche assol.: edoardo viii abdicò nel dicembre del 1936    • 2 •   (estens.) rinunciare a qualcosa: abdicare a un diritto  | sottrarsi, venir meno a: abdicare ai propri doveri  | v. tr.  (ant.) ripudiare: egli abdicò olimpia, e prese per moglie una sua nepote  (boccaccio esposizioni sopra la comedia).
abdicatario   agg.  che abdica o ha abdicato (anche fig.).
abdicazione   s.f.    • 1 •   l'abdicare: abdicazione al regno    • 2 •   (estens.) rinuncia.
abduano   agg.  (lett.) del fiume adda.
abducente   part. pres.  di abdurre   agg.  (anat.) che abduce; relativo a un movimento di abduzione: funzione, azione abducente  | (nervi) abducenti, nervi cranici del sesto paio che innervano i muscoli adibiti alla rotazione del globo oculare verso l'esterno.
abdurre   v. tr.  [io abduco, tu abduci ecc.] (fisiol.) detto di muscolo o di nervo, allontanare un arto o una parte mobile del corpo dall'asse mediano di questo o da un altro punto di riferimento.
abduttivo   agg.  (filos.) di abduzione; che si basa sull'abduzione: ragionamento abduttivo  § abduttivamente avv.  in modo abduttivo; per abduzione.
abduttore   agg.  e s.m.  (anat.) si dice di muscolo che determina i movimenti di abduzione.
abduzione   s.f.    • 1 •   (fisiol.) il movimento dell'abdurre    • 2 •   (filos.) nella logica aristotelica, sillogismo in cui la premessa maggiore è certa, la minore probabile, e dunque la conclusione ha un grado di certezza non superiore alla premessa minore | nella filosofia di ch. s. peirce (1839-1914), ragionamento congetturale che, sulla base dell'osservazione di un fatto, mette capo a un'ipotesi esplicativa del fatto stesso.
abecedario    ⇨ abbecedario.
abelia   s.f.  arbusto con fiori a corolla tubulosa, di colore rosa vivo (fam.  caprifogliacee).
abeliano   agg.  (mat.) si dice di operazione, gruppo ecc. dotato della proprietà commutativa.
abelmosco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   erba tropicale che dà frutti e semi commestibili, dotati di proprietà medicinali (fam.  malvacee)    • 2 •   (non com.) ambretta.
abena   s.f.  (lett.) briglia, spec. del cavallo.
abento   s.m.  (ant.) riposo, quiete.
aberrante   part. pres.  di aberrare   agg.  anormale, anomalo, abnorme; caratterizzato da aberrazione: comportamento aberrante  | specie aberrante, (biol.) specie animale o vegetale che presenta caratteri devianti rispetto alla norma | reato aberrante, (dir.) quello commesso involontariamente o per errore durante il compimento di un altro reato (p. e.  ferire una persona volendo distruggere una cosa).
aberrare   v. intr.  [io abèrro ecc. ; aus. avere] (lett.) allontanarsi dalla norma, dal vero, dal giusto; sviarsi.
aberrazione   s.f.    • 1 •   l'aberrare, il deviare da ciò che si considera normale, da una legge morale e sim.: aberrazione mentale, sessuale    • 2 •   (med.) anomalia, irregolarità di organi o di funzioni: aberrazione tiroidea    • 3 •   (astr.) spostamento apparente della posizione di un astro; è dovuto alla combinazione della velocità della luce che da esso proviene con quella della terra che la riceve: aberrazione diurna, per il moto di rotazione della terra; aberrazione annua, per il moto di rivoluzione della terra    • 4 •   aberrazione cromosomica, (biol.) alterazione del normale assetto dei cromosomi in seguito a una mutazione    • 5 •   (fis.) in un sistema ottico, difetto nella formazione delle immagini: aberrazione cromatica, quella per cui intorno alle immagini si producono effetti iridescenti; aberrazione sferica, quella per cui le immagini risultano distorte o incurvate    • 6 •   (dir.) il commettere un reato aberrante.
aberrometro   s.m.  (fis.) strumento usato per misurare le aberrazioni ottiche.
abetaia   s.f.  bosco d'abeti.
abete   pop. abeto, s.m.    • 1 •   conifera ad alto fusto, resinosa, a chioma piramidale, con foglie aghiformi sempreverdi; fornisce legno da costruzione (fam.  pinacee)    • 2 •   il legname dell'abete: un tavolo d'abete. 
abetella   s.f.  tronco d'abete mondato dei rami e della corteccia che si usa per lavori di carpenteria e in edilizia.
abetina   s.f.  bosco o piantagione di abeti.
abeto    ⇨ abete.
abiatico   s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] (lomb.) nipote di nonno, figlio del figlio o della figlia.
abicì    ⇨ abbiccì.
abiettare   o abbiettare, v. tr.  [io abiètto ecc.] (rar.) rendere abietto | abiettarsi v. rifl.  (rar.) rendersi abietto, spregevole.
abiettezza   o abbiettezza, s.f.  (lett.) l'essere abietto; bassezza, viltà.
abietto   o abbietto, agg.  spregevole, ignobile, vile: gesto abietto; persona abietta  § abiettamente avv. 
abiezione   o abbiezione, s.f.    • 1 •   l'essere abietto | nell'ascetica cristiana, estrema mortificazione di sé stesso    • 2 •   condizione di avvilimento degradante: cadere, vivere nell'abiezione. 
abigeatario   s.m.  [f. -a] (dir.) chi si rende colpevole del reato di abigeato.
abigeato   s.m.  (dir.) furto di capi di bestiame.
abigeo   s.m.  [f. -a] (dir.) chi si è reso colpevole di abigeato.
abile   agg.    • 1 •   idoneo a fare qualcosa: abile al servizio militare  | che ha capacità legalmente riconosciuta; abilitato: essere abile a esercitare una professione; abile alla guida di un autoveicolo    • 2 •   esperto, capace, valente: un abile artigiano  | dotato di scaltrezza, di destrezza: un abile diplomatico    • 3 •   fatto con intelligenza, con astuzia: un abile stratagemma    • 4 •   (ant. , lett.) adatto: i gambi del granturco, abili al fuoco  (pascoli) § abilmente avv.  con abilità, con destrezza.
-abile  -abile  ⇨ -bile.
abilità   s.f.    • 1 •   l'essere abile; capacità acquisita con l'esperienza, con l'esercizio; bravura: un violinista di straordinaria abilità; abilità a, nel guidare    • 2 •   destrezza, scaltrezza: una mossa di grande abilità. 
abilitante   part. pres.  di abilitare   agg.  nei significati del verbo | corso abilitante, corso di specializzazione al termine del quale viene rilasciato un diploma di abilitazione professionale.
abilitare   v. tr.  [io abìlito ecc.]    • 1 •   rendere abile    • 2 •   riconoscere legalmente idoneo a una funzione, a esercitare una professione, un'attività: abilitare un impianto; abilitare alla guida di un autoveicolo, all'insegnamento    • 2 •   attivare un congegno elettrico o elettronico, o metterlo nelle condizioni di svolgere determinate funzioni: abilitare un circuito, un motore  | abilitarsi v. rifl.  conseguire un'abilitazione.
abilitativo   agg.  che abilita all'esercizio di una professione o di un'attività.
abilitato   part. pass.  di abilitare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha conseguito un'abilitazione: motorista abilitato; un (professore) abilitato. 
abilitazione   s.f.  (dir.) riconoscimento legale della capacità di svolgere una data funzione o di esercitare una professione, un'attività anche, il documento che attesta tale capacità: esami di abilitazione. 
ab imis   loc. avv.  dalle fondamenta, dalla base.
ab immemorabili   loc. avv.  da lunghissimo tempo.
ab intestato   loc. agg. invar.  e avv.  (dir.) si dice per indicare una successione legittima, quando il defunto non abbia lasciato testamento.
abio-  abio- primo elemento di moderne parole composte della terminologia scientifica, comp. di a-    • 1 •   e bio-, cioè 'senza vita', sul modello del gr. ábios  (abiogenesi, abiotico).
abiogenesi   s.f.  (biol.) teoria secondo la quale gli esseri viventi avrebbero origine dalla materia inorganica.
abiosfera   s.f.  (geog.) le parti della terra dove non è possibile alcuna forma di vita.
abiotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che non consente alcuna forma di vita: condizioni abiotiche. 
abissale   agg.    • 1 •   dell'abisso, spec. degli abissi marini: profondità abissali; fauna abissale  | regione abissale, zona di profondità marina superiore ai 2000 m, caratterizzata da assoluta oscurità e mancanza di vita vegetale    • 2 •   (fig.) enorme, spropositato: ignoranza abissale  § abissalmente avv.  in modo abissale; enormemente.
abissare   v. tr.  (ant.) inabissare | v. intr.  [aus. essere], abissarsi v. rifl.  sprofondare, inabissarsi.
abissino   agg.  dell'abissinia (odierna etiopia)  s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'abissinia.
abisso   s.m.    • 1 •   profondità grandissima; baratro, voragine (anche fig.): gli abissi dell'oceano; cadere, sprofondare in un abisso  | essere sull'orlo dell'abisso, (fig.) vicino alla definitiva rovina, materiale o morale    • 2 •   (geog.) cavità naturale di notevole profondità prodotta dall'azione erosiva delle acque; l'area più depressa di una fossa marina    • 3 •   (lett.) inferno: gli spiriti dell'abisso, i demoni    • 4 •   (fig.) enorme distanza o differenza: tra le mie idee e le tue c'è un abisso    • 5 •   (fig.) quantità grandissima, subisso: un abisso di errori, di ignoranza    • 6 •   (arald.) centro dello scudo.
abitabile   agg.  che si può abitare; che ha i requisiti necessari per essere abitato: una terra, una casa abitabile. 
abitabilità   s.f.    • 1 •   l'essere abitabile    • 2 •   l'insieme delle condizioni previste dalla legge che rendono abitabile un edificio o un appartamento: autorizzazione, licenza di abitabilità. 
abitacolo   s.m.    • 1 •   negli autoveicoli, lo spazio destinato alle persone; negli aeromobili, la parte riservata al pilota o ai piloti, detta più com. cabina    • 2 •   (mar.) custodia della bussola; chiesuola    • 3 •   (ant.) abitazione, sede.
abitante   part. pres.  di abitare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  chi abita in un luogo: l'italia ha 57 milioni di abitanti.
abitanza   s.f.  (ant.) abitazione, dimora.
abitare   v. tr.  [io àbito ecc.]    • 1 •   avere come dimora abituale: abitare un appartamento; un quartiere abitato da immigrati    • 2 •   avere come ambiente naturale: gli animali che abitano la savana  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   vivere in un luogo, risiedere; alloggiare, dimorare: abitare in città, in campagna; abitare in italia, all'estero; abitare al secondo piano; abitare con i genitori    • 2 •   (lett.) avere sede, trovarsi: dolce mio lauro, ove abitar solea / ogni bellezza  (petrarca canz.  cccxxxvii, 5-6).
abitativo   agg.  relativo all'abitare, che riguarda le abitazioni | edilizia abitativa, quella che ha per oggetto la costruzione di case di abitazione.
abitato   part. pass.  di abitare   agg.  nei sign. del verbo | popolato, frequentato: lontano dai luoghi abitati; comune densamente abitato   s.m.  l'area dove si addensano le case d'abitazione (di una città, un paese, un quartiere): abitato urbano, rurale; fuori dell'abitato. 
abitatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi abita: gli abitatori delle caverne  ' gli abitatori dell'aria, gli uccelli.
abitazione   s.f.    • 1 •   edificio, o parte di esso, in cui si abita; casa, dimora: un'abitazione modesta, lussuosa    • 2 •   l'abitare, l'essere abitato: casa d'abitazione  | diritto di abitazione, (dir.) diritto reale che consente di abitare con la propria famiglia in una casa altrui per soddisfare il bisogno di un alloggio.
abitino   s.m.    • 1 •   dim.  di abito    • 2 •   immaginetta sacra, racchiusa tra due piccoli pezzi di stoffa, che si porta appesa al collo per devozione; scapolare.
abito   s.m.    • 1 •   vestito, veste: abito estivo, da sera, da uomo, da ballo  | taglio d'abito, la stoffa necessaria per fare un vestito | abito talare, quello degli ecclesiastici | vestire  (o prendere), levarsi l'abito, abbracciare, lasciare la vita religiosa | prov.  : l'abito non fa il monaco, l'apparenza inganna. dim. abitino  pegg. abituccio    • 2 •   (filos.) da aristotele ai nostri giorni (j. dewey, b. croce), disposizione stabile, innata o durevolmente acquisita, a essere o comportarsi in un certo modo nella vita affettiva, pratica, intellettuale | nell'uso corrente, atteggiamento, inclinazione: abito mentale    • 3 •   (med.) tipo di costituzione determinato dalle caratteristiche fisiche e fisiologiche e dalla predisposizione alle malattie: abito apoplettico    • 4 •   (biol.) il complesso dei caratteri determinanti di un animale, di una pianta.
abituale   agg.    • 1 •   che si fa per abitudine; consueto, solito: contegno abituale; mi rispose con l'abituale gentilezza    • 2 •   che è tale per abitudine: cliente abituale  | delinquente abituale, (dir.) chi, per la sua reiterata attività criminosa, si dimostra incline al delitto; reato abituale, quello commesso dal delinquente abituale    • 3 •   (filos.) intrinseco, che inerisce in maniera permanente | grazia abituale, (teol.) dono soprannaturale che rende l'uomo partecipe della vita divina § abitualmente avv. 
abitualità   s.f.  tendenza all'abitudine; condizione di ciò che è abituale: abitualità in un reato, nell'ubriachezza. 
abituare   v. tr.  [io abìtuo ecc.] far prendere un'abitudine, assuefare, avvezzare: abituare all'ordine, alla pulizia; abituare a sopportare la fatica  | abituarsi v. rifl.  prendere un'abitudine, assuefarsi: abituarsi ad alzarsi presto la mattina; abituarsi a un'idea. 
abituato   part. pass.  di abituare   agg.  che ha l'abitudine a qualcosa: non è abituato a mangiare fuori pasto  ' bene, male abituato, che ha ricevuto una buona o una cattiva educazione.
abitudinario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è attaccato alle proprie abitudini; si dice spec. di persona che conduce vita regolare e monotona: essere un abitudinario  § abitudinariamente avv. 
abitudine   s.f.    • 1 •   inclinazione, tendenza acquisita con la ripetizione degli stessi atti; consuetudine, assuefazione: una vecchia abitudine; fare qualcosa per abitudine; la forza dell'abitudine; fare l'abitudine a qualcosa, abituarcisi fino al punto di non sentirne più gli effetti    • 2 •   disposizione stabile, modo costante di operare: l'abitudine del peccato; l'abitudine al delitto. 
abituro   s.m.    • 1 •   (lett.) abitazione piccola e miserevole: un piccolo abituro, un bugigattolo, dove dormiva il sagrestano  (manzoni p. s.  viii)    • 2 •   (ant.) abitazione, dimora: quante belle case, quanti nobili abituri  (boccaccio dec.  i, introduzione).
abiura   s.f.  ripudio pubblico e ufficiale di una religione o di una dottrina che si riconosce erronea di fronte a un'altra accettata come vera.
abiurare   v. tr.  fare abiura, ritrattare solennemente una fede, una dottrina, una teoria e sim.
ablaqueazione   s.f.  (agr.) scalzamento circolare del terreno intorno al piede di un albero per favorirvi l'afflusso dell'acqua.
ablativo   (1) agg.  e s.m.  (gramm.) si dice del sesto caso della declinazione latina, che indica il luogo in cui o da cui avviene l'azione, lo strumento o il modo dell'azione, la causa ecc.; la denominazione è stata estesa anche ai casi di altre lingue indoeuropee: ablativo di causa, di origine, di tempo, di luogo, di agente, di causa efficiente  | ablativo assoluto, costrutto del latino con valore analogo a quello di alcune proposizioni subordinate (causali-temporali, ipotetiche, concessive); si dice «assoluto» perché è «sciolto» da legami sintattici diretti con la reggente.
ablativo   (2) agg.  (geol.) proprio dell'ablazione, che produce o subisce ablazione | materiali ablativi, in astronautica, quelli che vengono usati come rivestimento dei veicoli spaziali allo scopo di dissipare calore al rientro nell'atmosfera.
ablatore   agg.  (geol.) si dice del bacino che costituisce la parte inferiore del ghiacciaio  s.m.  (med.) strumento usato dal dentista per asportare il tartaro dai denti.
ablatorio   (dir.) si dice di provvedimento che comporta un trasferimento coattivo di beni.
ablazione   s.f.    • 1 •   (geol.) asportazione di materiale dal suolo terrestre a opera del vento, delle acque o di un altro agente esterno | riduzione della massa di volume di un ghiacciaio per fusione o per sublimazione    • 2 •   asportazione, per fusione o per sublimazione, del rivestimento superficiale dei veicoli spaziali, prevista per dissipare il calore prodotto dall'attrito con l'atmosfera terrestre    • 3 •   (med.) asportazione chirurgica: ablazione di un rene  | ablazione del tartaro, la sua rimozione dai denti    • 4 •   (dir.) procedimento che comporta trasferimenti coattivi di beni.
ablefaria   s.f.  (med.) mancanza parziale o totale delle palpebre.
ablegato   s.m.  ecclesiastico incaricato dal pontefice di particolari compiti, p. e. quello di consegnare la berretta a un cardinale di nuova nomina assente da roma.
ablutorio   agg.  (lett.) di abluzione, relativo all'abluzione; purificatorio: rito ablutorio. 
abluzione   s.f.    • 1 •   lavaggio del corpo o di una sua parte per motivi igienici o terapeutici    • 2 •   (lit.) lavacro purificatorio (p. e. nel rito cattolico, l'atto di lavarsi le dita compiuto dal sacerdote durante la messa).
abnegare   v. tr.  [io abnégo  o abnègo  o àbnego, tu abnéghi  o abnèghi  o àbneghi ecc.] (non com.) rinunziare interamente a qualcosa per motivi ideali.
abnegazione   ant. annegazione, s.f.  totale rinuncia al piacere o all'utile per senso del dovere, per dedizione al bene altrui, per motivi religiosi, ideali o sociali.
abnorme   agg.  che esce dalla norma; non comune, insolito; anomalo: uno sviluppo abnorme  | provvedimento abnorme, (dir.) quello che dà luogo a deviazioni o anomalie nel corso di un giudizio § abnormemente avv. 
abolire   v. tr.  [io abolisco, tu abolisci ecc.] sopprimere, annullare; cancellare con un atto d'autorità abrogare: abolire una legge, la pena di morte  | più gener., eliminare, rinunciare a qualcosa: ha dovuto abolire le sigarette e il caffè. 
abolitivo   agg.  diretto ad abolire: decreto abolitivo. 
abolitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi abolisce.
abolizione   s.f.  l'abolire, l'essere abolito; soppressione: l'abolizione della schiavitù. 
abolizionismo   s.m.  movimento tendente ad abolire norme, leggi o consuetudini che non sono più ritenute valide; il termine si riferisce, in partic., a due movimenti sorti negli stati uniti d'america per l'abolizione della schiavitù (1865) e contro il proibizionismo (cessato nel 1933).
abolizionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi sostiene l'abolizionismo.
abolizionistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'abolizionismo.
abolla   s.f.  mantello di lana ampio e pesante usato dagli antichi romani.
abomaso   s.m.  l'ultima delle quattro sacche dello stomaco dei ruminanti.
abominabile   meno com. abbominabile, agg.  (non com.) abominevole § abominabilmente avv. 
abominando   meno com. abbominando, agg.  (lett.) che si deve abominare; detestabile.
abominare   meno com. abbominare, v. tr.  [io abòmino ecc.]    • 1 •   (lett.) avere in orrore; detestare    • 2 •   (ant.) accusare, infamare.
abominatore   meno com. abbominatore, s.m.  [f. -trice] (lett.) chi abomina, chi detesta.
abominazione   meno com. abbominazione, s.f.    • 1 •   l'abominare, il detestare: provare, avere abominazione per qualcuno o qualcosa    • 2 •   la cosa o la persona abominata, disprezzata.
abominevole   meno com. abbominevole, agg.    • 1 •   che merita abominazione, disprezzo; detestabile, odioso: delitto abominevole; persona, azione abominevole  | l'abominevole uomo delle nevi, lo yeti    • 2 •   disgustoso, ripugnante: un cibo, un pranzo abominevole  § abominevolmente avv. 
abominio   meno com. abbominio, s.m.    • 1 •   sentimento di grande avversione e disprezzo    • 2 •   condizione moralmente detestabile: cadere nell'abominio    • 3 •   ciò che suscita avversione e disprezzo.
abominoso   meno com. abbominoso, agg.  (ant.  o lett.) spregevole, abominevole.
abondare   e deriv.   ⇨ abbondare e deriv. 
aborale   agg.  (biol.) negli organismi a simmetria raggiata, situato nella parte opposta a quella dove si apre la bocca: polo aborale. 
aborigeno   agg.  e s.m.  [f. -a] spec. pl.  che, chi è originario del paese o del luogo in cui abita; indigeno, autoctono: popolazioni aborigene; gli aborigeni d'australia. 
ab origine   loc. avv.  originariamente, dal principio.
aborrevole   agg.  (lett.) degno di essere aborrito, esecrabile § aborrevolmente avv. 
aborrimento   meno com. abborrimento, s.m.  (lett.) l'aborrire; ripugnanza: avere in aborrimento. 
aborrire   meno com. abborrire, v. tr.  [io aborrisco  (o abòrro), tu aborrisci  (o abòrri) ecc.] (lett.) avere in orrore; detestare, esecrare: aborrire la violenza, la falsità; l'aborrita dittatura  | v. intr.  [aus. avere] (lett.) rifuggire con orrore da qualcosa: aborrire dal sangue, dal tradimento. 
abortire   v. intr.  [io abortisco, tu abortisci ecc. ; aus. avere  nel sign. proprio, essere  in quello fig.]    • 1 •   avere un aborto | partorire un feto immaturo    • 2 •   (fig.) non realizzarsi, non avere sviluppo; fallire sul nascere: l'impresa è abortita. 
abortista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è favorevole alla legalizzazione dell'aborto.
abortito   part. pass.  di abortire   agg.  fallito in partenza, non riuscito: un progetto abortito. 
abortivo   agg.  che provoca l'aborto; relativo all'aborto: pratiche abortive; travaglio, intervento abortivo  | parto abortivo, aborto spontaneo  s.m.    • 1 •   (ant.) feto nato morto    • 2 •   sostanza che provoca l'aborto.
aborto   s.m.    • 1 •   interruzione della gravidanza: aborto spontaneo, naturale, procurato  | aborto terapeutico, quello procurato da intervento medico quando è in pericolo la salute della donna    • 2 •   (fig. spreg.) persona o cosa fatta male, imperfetta: un aborto di natura, una creatura deforme.
ab ovo   loc. avv.  dalle origini, dagli inizi: cominciare ab ovo una narrazione. 
abracadabra   s.m. invar.    • 1 •   antica parola magica, di significato oscuro, alla quale si attribuiva la proprietà di guarire dalle malattie    • 2 •   (fig.) mero gioco di parole; formula indecifrabile.
abradere   v. tr.  [part. pass. abra so] (non com.) togliere via raschiando | levigare.
abrasione   s.f.    • 1 •   l'abradere; cancellatura, raschiatura    • 2 •   (geol.) azione meccanica di erosione e demolizione esercitata sulle coste dalle onde marine e sull'alveo di torrenti o fiumi dallo scorrere dell'acqua    • 3 •   (tecn.) asportazione superficiale di materiale mediante abrasivi    • 4 •   (med.) lesione superficiale della cute o delle mucose, prodotta da traumi lievi.
abrasività   s.f.  proprietà di essere abrasivo.
abrasivo   agg.  che abrade, che provoca l'abrasione: polvere, pasta abrasiva; l'azione abrasiva dell'acqua   s.m.  nome generico di materiali granulosi di elevata durezza, usati sotto forma di polvere, oppure incollati su un foglio di carta o su tela, oppure sinterizzati o impastati con un legante rigido a formare mole o pietre abrasive.
abré  gé abrégé;s.m. invar.  riassunto, compendio, sommario.
abreazione   s.f.  (psicoan.) liberazione e presa di coscienza, nel corso della terapia, di un affetto rimosso legato al ricordo di un'esperienza traumatica.
abro   s.m.  arbusto rampicante, con foglie paripennate e infiorescenze a grappolo di color rosso (fam.  papilionacee); i semi si usano per fare collane, rosari ecc.
abrogabile   agg.  che si può abrogare.
abrogare   v. tr.  [io àbrogo, tu àbroghi ecc.] (dir.) annullare, revocare una legge, un decreto e sim. mediante un atto di autorità pubblica.
abrogativo   agg.  che ha il fine di abrogare, che abroga: referendum abrogativo di una legge. 
abrogatorio   agg.  (dir.) che abroga: provvedimento abrogatorio. 
abrogazione   s.f.  (dir.) l'abrogare, l'essere abrogato: abrogazione espressa, quella che avviene mediante un'esplicita menzione; abrogazione tacita, quella che avviene per incompatibilità con le norme precedenti.
abrogazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene la necessità di abrogare una legge | anche agg.  : campagna, propaganda abrogazionista. 
abrostine   s.m.    • 1 •   specie di vite americana | (ant.) vite selvatica    • 2 •   l'uva prodotta da questa vite.
abrotano   s.m.  pianta erbacea, con foglie frastagliate, aromatiche, e piccoli fiori biancastri riuniti in capolini globulari (fam.  composite).
abruzzese   agg.  dell'abruzzo: l'appennino abruzzese   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita in abruzzo    • 2 •   dialetto dell'abruzzo.
absidale   agg.  (arch.) dell'abside: catino absidale. 
absidato   agg.  (arch.) a forma di abside; provvisto di abside: cappella absidata. 
abside   s.f.    • 1 •   (arch.) nelle basiliche romane, struttura semicircolare, poligonale o lobata posta in fondo alla navata; poi, costruzione dello stesso tipo alla fine della navata centrale delle chiese cristiane, ricoperta da una semicupola e contenente il coro    • 2 •   nella tenda da campeggio del tipo canadese, zona, in genere semicircolare, opposta all'ingresso | s.m.  (astr.) apside.
absidiola   s.f.  (arch.) piccola abside | abside che chiude una navata minore o il transetto.
absintina   s.f.  (chim.) principio amaro dell'assenzio.
absintismo   s.m.  (med.) intossicazione cronica da assenzio.
absorto   agg.  (lett.) sommerso; inghiottito: e fra l'onde agitato e quasi absorto  (tasso g. l.  i, 4).
abstract   s.m. invar.  breve sunto del contenuto di un libro o di un articolo scientifico, anche in una lingua diversa da quella dell'originale.
abulia   s.f.    • 1 •   mancanza, debolezza della volontà irresolutezza    • 2 •   (psicol.) forma patologica di mancanza di volontà.
abulico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   privo di volontà pigro, irresoluto    • 2 •   (psicol.) affetto da abulia.
abuna   s.m. invar.  titolo che, in etiopia, precede il nome dei monaci; in passato, l'arcivescovo copto primate della chiesa di etiopia.
abusare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   fare un uso cattivo, illecito o smodato: abusare delle proprie forze, del potere, dell'alcol    • 2 •   usare qualcosa a proprio vantaggio; approfittarsi: abusare della buona fede di qualcuno  | abusare di una donna, usarle violenza | v. tr.  (ant.) usare illecitamente: così abusi, fellon, la pietà mia?  (tasso g. l.  xix, 26).
abusato   part. pass.  di abusare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   troppo usato, logorato dall'uso: termine abusato. 
abusione   s.f.  (ling.) catacresi.
abusivismo   s.m.  tendenza a trasformare l'abuso in norma; pratica sistematica dell'abuso | abusivismo edilizio, costruzione illegale di edifici.
abusivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica sistematicamente l'abuso; in particolare, chi è responsabile di abusi edilizi.
abusività   s.f.  l'essere abusivo: abusività di un provvedimento; abusività di una costruzione. 
abusivo   agg.    • 1 •   fatto senza averne il diritto, con abuso; che rappresenta un abuso: porto d'armi, pascolo abusivo    • 2 •   si dice di chi esercita un'attività senza esserne autorizzato: posteggiatore abusivo  § abusivamente avv. 
abuso   s.m.    • 1 •   uso cattivo, illecito, smodato di qualcosa: abuso del cibo, del fumo; fare abuso di farmaci    • 2 •   uso di un diritto o di un potere oltre i limiti stabiliti dalla legge.
abutilon   s.m.  pianta ornamentale con fiori penduli a calice rosso campanulato, corolla gialla e lunghi stami sporgenti (fam.  malvacee).
acacia   tosc. cascia [cà-scia], s.f.  [pl. -cie] pianta arborea o arbustiva, spinosa, con foglie imparipennate e fiori bianchi profumati in grappolo (fam.  leguminose); è originaria dell'australia.
academia   e deriv.   ⇨ accademia e deriv. 
acagiù   s.m.    • 1 •   (bot.) nome dato a due diversi alberi, il mogano e l'anacardio    • 2 •   sfumatura del colore castano tendente al rosso violaceo; si usa spec. nella loc. rosso acagiù, dove ha valore agg.
acaico   agg.  [pl. m. -ci] dell'acaia, regione dell'antica grecia; acheo.
acajou   s.m. invar.  (bot.) acagiù.
acalefa   s.f.  (zool.) grande medusa dal corpo gelatinoso a forma di ombrello, detta com. ortica di mare. 
acanino   agg.  (ant.) bello, caro, amato.
acantacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, erbacee o arbustive, tra cui l'acanto | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
acanto   s.m.    • 1 •   pianta erbacea perenne, dalle foglie larghe pennate e lobate, diffusa nelle regioni tropicali afroasiatiche e nell'area mediterranea (fam.  acantacee)    • 2 •   motivo ornamentale caratteristico del capitello corinzio, così chiamato perché imita la forma della foglia di questa pianta.
acanto-  acanto- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. ákantha  'spina' (acantocefali).
acantocefali   s.m. pl.  (zool.) gruppo di vermi nematelminti, muniti di una proboscide retrattile uncinata, parassiti di pesci, uccelli e mammiferi | sing.  [-o] ogni verme appartenente a tale gruppo.
acantosi   s.f.  (med.) malattia della pelle caratterizzata da anormale accrescimento dello strato epidermico, con ispessimenti o placche spec. alle ascelle, all'inguine e alla nuca.
acapnia   (1) s.f.  (med.) abbassamento della concentrazione dell'anidride carbonica nel sangue.
acapnia   (2) s.f.  polvere da sparo che non produce fumo.
acardia   s.f.  (med.) anomalia dello sviluppo embrionale consistente nell'assenza del cuore.
acari   s.m. pl.  (zool.) ordine di aracnidi di piccole dimensioni, parassiti di uomini, animali e piante | sing.  [-o] ogni aracnide di tale ordine: l'acari della scabbia, della vite. 
acariasi   s.f.    • 1 •   (med. , vet.) malattia della pelle provocata da acari    • 2 •   (vet.) grave malattia dell'apparato respiratorio delle api.
acaricida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] (chim.) si dice di sostanza che ha il potere di uccidere gli acari.
acariosi   s.f.  (bot.) malattia della vite provocata da acari.
acarodermatite   s.f.  (med.) malattia della pelle provocata da acari.
acaroide   s.f.  gommoresina di colore giallo o rossastro che cola da alcune specie di piante australiane del genere xanthorrhea; è utilizzata per preparare vernici.
acarosi   s.f.  alterazione del vino dovuta alla presenza di acari sull'uva, sulla feccia o sui tappi.
acarpo   agg.  (bot.) si dice di ogni vegetale che manca di frutto.
acatalessi   s.f.  nella metrica classica, assenza di catalessi.
acatalessia   s.f.  (filos.) per gli scettici greci, l'impossibilità di comprendere la vera natura delle cose.
acatalettico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (filos.) dell'acatalessia; che professa l'acatalessia.
acatalettico   (2) agg.  acataletto.
acataletto   agg.  si dice di verso latino o greco che non presenta catalessi.
acatisto   s.m.  nella liturgia quaresimale bizantina, inno alla vergine che si canta stando in piedi.
acato    ⇨ acazio.
acattolico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] non cattolico; si dice spec. in riferimento alle altre confessioni cristiane.
acaule   agg.  (bot.) si dice di pianta con stelo così poco sviluppato da sembrarne priva.
acazio   o acato [à-ca-to], s.m.  nave veloce, bassa e allungata, con due o tre alberi, vela generalmente quadra, in uso presso gli antichi greci.
acca   s.m. invar.  o f.  [pl. invar.  o acche] nome dell'ottava lettera dell'alfabeto italiano | non capire, non valere, non sapere un'acca, (fig.) non capire, non valere, non sapere nulla.
accademia   ant. academia, s.f.    • 1 •   l'accademia, la scuola filosofica fondata da platone nel 387 a. c. presso i giardini dedicati all'eroe academo, nei dintorni di atene    • 2 •   associazione di studiosi che ha lo scopo di incrementare lo studio delle lettere, delle arti o delle scienze: accademia della crusca, dei lincei  | l'insieme degli studiosi di rango universitario; in diversi paesi europei istituzione superiore di cultura e ricerca, che stipendia i suoi membri senza obblighi di insegnamento: l'accademia di francia    • 3 •   istituto d'insegnamento superiore, spec. d'arte, di recitazione, scienze militari e affini; anche, istituto di perfezionamento per studiosi e artisti stranieri: accademia militare; accademia d'arte drammatica; accademia americana  | accademia di belle arti, scuola di livello universitario dove si insegnano il disegno, la pittura e la scultura    • 4 •   trattenimento pubblico o privato con varie esibizioni (recitazione di versi, musica, canto) | saggio, prova solenne    • 5 •   esercitazione scolastica o retorica fine a sé stessa; pura esibizione di stile: fare dell'accademia    • 6 •   nelle arti figurative, disegno o dipinto di un nudo che si esegue dal vero a scopo di studio.
accademico   ant. academico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è seguace delle dottrine professate da platone e dai maestri che gli succedettero nella direzione dell'accademia    • 2 •   di accademia, relativo a un'accademia: consiglio, socio accademico; pubblicazioni accademiche    • 3 •   che si riferisce all'università: anno, titolo accademico  | corpo accademico, l'insieme dei professori di una università | quarto d'ora accademico, i quindici minuti di attesa che precedono tradizionalmente l'inizio delle lezioni universitarie    • 4 •   astratto, ozioso; che è fatto per puro sfoggio: discorso accademico    • 5 •   si dice di opera o di artista troppo rispettosi dei modelli tradizionali e codificati, quindi poco originali    • 6 •   alpinismo accademico, che comporta scalate di grande difficoltà  s.m.    • 1 •   seguace di platone o del platonismo    • 2 •   [f. -a] chi è membro di un'accademia artistica o scientifica    • 3 •   [f. -a] artista molto tradizionale    • 4 •   titolo attribuito all'alpinista non professionista che abbia al suo attivo varie scalate di grande difficoltà § accademicamente avv.    • 1 •   secondo l'uso delle accademie    • 2 •   in modo astratto, ozioso: parlare accademicamente. 
accademismo   s.m.  osservanza pedantesca delle norme tramandate dalla tradizione, spec. nelle arti figurative.
accademista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] allievo di un'accademia, spec. militare.
accadere   v. intr.  [coniugato come cadere; aus. essere]    • 1 •   capitare, succedere, avvenire, spec. per caso: accadono cose incredibili  | usato spesso impers.: accadde una volta che...    • 2 •   (ant. lett.) venire, capitare a proposito.
accadico   agg.  [pl. m. -ci] degli accadi, antico popolo semitico della babilonia che dette vita con i sumeri alla prima civiltà mesopotamica  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi apparteneva al popolo degli accadi    • 2 •   la lingua degli accadi.
accadimento   s.m.  (lett.) avvenimento, evento, fatto: gli accadimenti storici. 
accado   agg.  e s.m.  accadico.
accaduto   part. pass.  di accadere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (solo al sing. e con art. determ.) ciò che è avvenuto; evento: raccontò l'accaduto. 
accaffare   v. tr.  (ant.) afferrare, arraffare.
accagliare   v. tr.  [io accàglio ecc.] (non com.) far cagliare, far coagulare, detto del latte | v. intr.  [aus. essere], accagliarsi v. rifl.  (non com.) coagularsi, rapprendersi.
accagliatura   (non com.) s.f.  l'accagliare, l'accagliarsi.
accalappiacani   s.m. invar.  agente addetto alla cattura di cani randagi o senza museruola.
accalappiamento   s.m.    • 1 •   l'accalappiare    • 2 •   (fig.) inganno, raggiro.
accalappiare   v. tr.  [io accalàppio ecc.]    • 1 •   prendere col calappio o con un laccio; acchiappare    • 2 •   (fig.) ingannare, circuire: farsi accalappiare come uno sciocco. 
accalappiatore   s.m.  [f. -trice] chi accalappia.
accalcare   v. tr.  [io accalco, tu accalchi ecc.] (non com.) stipare | accalcarsi v. rifl.  affollarsi, far ressa: la folla s'accalcava all'uscita dello stadio. 
accaldarsi   v. rifl.    • 1 •   prendere molto caldo    • 2 •   accendersi in volto per la fatica | (fig.) accalorarsi, infiammarsi: si è accaldato nel discorso. 
accaldato   part. pass.  di accaldarsi   agg.  che ha preso molto caldo; sudato.
accaloramento   s.m.  l'accalorarsi, l'essere accalorato.
accalorare   v. tr.  [io accalóro ecc.] rendere vivace, acceso | accalorarsi v. rifl.  infervorarsi: accalorarsi nel raccontare, nel discutere. 
accalorato   part. pass.  di accalorare   agg.  infervorato, animato § accaloratamente avv. 
accambiare   v. tr.  [io accàmbio ecc.] (ant.) barattare.
accampamento   s.m.    • 1 •   alloggiamento all'aperto di truppe al riparo di tende o baracche; campo militare    • 2 •   qualsiasi alloggiamento all'aperto di persone, provvisorio, di fortuna o mobile: un accampamento di zingari, di profughi  | sembrare, essere un accampamento, (estens.) si dice di luogo dove regnano la confusione e il disordine.
accampanare   v. tr.  (agr.) unire i tralci della vite in forma di campana.
accampare   v. tr.    • 1 •   far alloggiare truppe o gruppi di persone sotto tende o all'aperto    • 2 •   (fig.) mettere innanzi, addurre: accampare scuse, pretese, diritti  | accamparsi v. rifl.  porre l'accampamento, disporsi in un accampamento | (estens.) attendarsi, alloggiare provvisoriamente: accamparsi all'aperto, alla meglio; accamparsi in casa di qualcuno. 
accampionamento   s.m.  (burocr.) l'accampionare, l'essere accampionato; accatastamento.
accampionare   v. tr.  [io accampióno ecc.] (burocr.) registrare al catasto edifici, terreni ecc., a scopi fiscali.
accaneggiare   v. tr.  [io accanéggio ecc.]    • 1 •   (ant.) fare inseguire la selvaggina dai cani    • 2 •   (fig. rar.) vessare, perseguitare, tormentare.
accanimento   s.m.    • 1 •   l'accanirsi; applicazione tenace: lavorare, studiare con accanimento  | accanimento terapeutico, (med.) trattamento terapeutico insistito praticato su un malato in fase terminale, con il solo scopo di prolungargli di poco la vita    • 2 •   (estens.) comportamento ostinato e rabbioso dettato da odio: perseguitò i suoi nemici con accanimento. 
accanirsi   v. rifl.  [io mi accanisco, tu ti accanisci ecc.]    • 1 •   infierire con rabbia: accanirsi contro il nemico; accanirsi sul vinto    • 2 •   perseverare fermamente in un'attività: accanirsi nello studio. 
accanito   part. pass.  di accanirsi   agg.    • 1 •   furioso, violento: odio accanito    • 2 •   (fig.) ostinato, tenace: lavoratore, fumatore, giocatore accanito  § accanitamente avv. 
accannellare   v. tr.  [io accannèllo ecc.]    • 1 •   nell'industria tessile, incannare    • 2 •   (ant.) scanalare.
accanto   ant. a canto, avv.  vicino, presso, di fianco: carlo abita qui accanto  | in unione con a  forma una loc. prep.  : la casa accanto alla scuola; siedi accanto a me  | anche agg. invar.  : l'edificio accanto. 
accantonamento   s.m.    • 1 •   l'accantonare    • 2 •   somma accantonata come riserva    • 3 •   alloggiamento temporaneo di truppe in baracche o edifici coperti; per estens., alloggiamento provvisorio.
accantonare   v. tr.  [io accantóno ecc.]    • 1 •   lasciar da parte, rinviare: accantonare un problema, un lavoro    • 2 •   metter da parte come riserva: accantonare una somma    • 3 •   sistemare le truppe al coperto.
accantonato   part. pass.  di accantonare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo: oggetti accantonati; fondi accantonati    • 2 •   (non com.) fatto ad angoli, a canti.
accaparramento   s.m.  l'accaparrare (anche fig.).
accaparrare   v. tr.    • 1 •   acquistare prodotti in gran quantità in vista di aumenti di prezzo o di scarsa disponibilità, oppure per provocarne il rincaro    • 2 •   fissare un acquisto mediante versamento di caparra    • 3 •   procurare qualcosa per sé assicurarsi, procacciarsi (sempre con la particella pron.): accaparrarsi la simpatia di qualcuno; accaparrarsi voti. 
accaparratore   s.m.  [f. -trice] chi accaparra, chi fa incetta.
accapezzare   v. tr.  [io accapézzo ecc.]    • 1 •   sbozzare pietre per la pavimentazione stradale in modo che possano combaciare tra loro    • 2 •   (ant. , lett.) condurre a termine, concludere qualcosa | accomodare, raccapezzare.
accapezzatore   s.m.  operaio che accapezza pietre.
accapezzatura   s.f.  l'operazione dell'accapezzare pietre.
accapigliamento   s.m.  l'accapigliarsi.
accapigliarsi   v. rifl.  [io mi accapìglio ecc.]    • 1 •   prendersi per i capelli, venire alle mani    • 2 •   (fig.) litigare.
accapo   o a capo, avv.  a capo, all'inizio di una riga: andare accapo  | e' usato anche come s.m. invar.  nel sign. di capoverso : una pagina con due accapo. 
accappatoio   s.m.  indumento di spugna che si indossa dopo il bagno per asciugarsi.
accappiare   v. tr.  [io accàppio ecc.]    • 1 •   (rar.) fare un cappio; stringere con un cappio qualcosa    • 2 •   (fig. ant.) ingannare, accalappiare.
accappiatura   s.f.  (rar.) l'accappiare; il cappio stesso.
accappiettare   v. tr.  [io accappiétto ecc.] (rar.) fermare, stringere qualcosa con piccoli cappi.
accapponare   (1) v. tr.  [io accappóno ecc.] castrare un galletto o togliere le ovaie a una gallina per farli ingrassare | v. intr.  [aus. essere], accapponarsi v. rifl.  l'incresparsi della pelle per il freddo, la paura, l'emozione.
accapponare   (2) v. tr.  [mar.] capponare.
accapponatura   s.f.  l'operazione dell'accapponare.
accappucciare   v. tr.  [io accappùccio ecc.] (non com.) incappucciare.
accaprettare   v. tr.  [io accaprétto ecc.] (tosc.) legare per le zampe un quadrupede, come si usa fare ai capretti.
accapricciare   v. intr.  [io accaprìccio ecc. ; aus. essere  o avere] (ant.) provare raccapriccio, inorridire | accapricciarsi v. rifl.  (rar.) invaghirsi.
accarezzamento   s.m.  l'accarezzare (anche fig.): l'accarezzamento di un grande progetto. 
accarezzare   v. tr.  [io accarézzo ecc.]    • 1 •   fare carezze, lisciare con la mano, per lo più in segno d'affetto; per estens., sfiorare leggermente, detto dell'acqua e del vento: accarezzare un bambino, un cane; accarezzare qualcuno sulle guance; accarezzare le guance a, di qualcuno; una brezza leggera le accarezzava il viso  | accarezzare le spalle a qualcuno, (iron.) bastonarlo: soldati spagnoli che... accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre  (manzoni p. s.  i) | accarezzare con gli occhi, con lo sguardo, (fig.) guardare con compiacimento    • 2 •   (fig.) lusingare: accarezzare la vanità degli altri    • 3 •   (fig.) vagheggiare, coltivare nella mente: accarezzare una speranza. 
accarezzevole   agg.  carezzevole § accarezzevolmente avv. 
accartocciamento   s.m.    • 1 •   l'accartocciare, l'accartocciarsi    • 2 •   (arch.) fregio a forma di cartoccio    • 3 •   (bot.) deformazione fogliare provocata da insetti (acari e afidi) o da funghi parassiti.
accartocciare   v. tr.  [io accartòccio ecc.] piegare a forma di cartoccio: accartocciare una pagina  | accartocciarsi v. rifl.  diventare simile a cartoccio: le foglie si accartocciano per la siccità; raggrinzirsi, spiegazzarsi | (estens.) ripiegarsi su sé stesso, raggomitolarsi.
accartocciato   part. pass.  di accartocciare   agg.    • 1 •   piegato a cartoccio: foglio accartocciato    • 2 •   (arald.) si dice di scudo con i lembi ricurvi su sé stessi.
accartocciatore   agg.  [f. -trice] che accartoccia | insetto accartocciatore, quello che depone le uova sulle foglie facendole accartocciare.
accartocciatura   s.f.  l'essere accartocciato.
accasamento   s.m.  l'accasare, l'accasarsi.
accasare   v. tr.  far sposare un figlio o una figlia | accasarsi v. rifl.  metter su casa, sposarsi.
accasato   part. pass.  di accasare   agg.    • 1 •   che ha messo su casa, sposato    • 2 •   (fig.) che fa parte di un gruppo sportivo, di una squadra (detto spec. di corridori ciclisti).
accasciamento   s.m.  l'accasciarsi; lo stato di chi è accasciato; abbattimento, prostrazione.
accasciare   v. tr.  [io accàscio ecc.] abbattere fisicamente o moralmente; avvilire: il caldo, il dolore mi accascia; sentirsi accasciato  | accasciarsi v. rifl.    • 1 •   lasciarsi cadere per mancanza di forze, per disperazione: accasciarsi al suolo    • 2 •   (fig.) avvilirsi, abbattersi.
accasciato   part. pass.  di accasciare   agg.  spossato, sfinito; avvilito, abbattuto.
accasermamento   s.m.  l'accasermare.
accasermare   v. tr.  [io accasèrmo  o accasèrmo ecc.] alloggiare i soldati in caserma.
accastellamento   s.m.    • 1 •   l'accastellare, l'essere accastellato    • 2 •   (mar.) l'insieme dei castelli di difesa delle antiche navi da guerra.
accastellare   v. tr.  [io accastèllo ecc.]    • 1 •   (ant.) fortificare con castelli    • 2 •   ammonticchiare in forma di castello; ammucchiare una cosa sull'altra: accastellare le casse. 
accatarrare   v. intr.  [aus. essere], accatarrarsi v. rifl.  (non com.) divenire catarroso; infreddarsi.
accatastabile   agg.  che si può accatastare.
accatastamento   (1) s.m.    • 1 •   l'accatastare    • 2 •   mucchio, ammasso disordinato: un accatastamento di legnami. 
accatastamento   (2) s.m.  l'insieme delle operazioni necessarie per l'iscrizione al catasto di un nuovo fabbricato; l'iscrizione stessa.
accatastare   (1) v. tr.  fare una catasta, ammucchiare; per estens., disporre disordinatamente le cose una sull'altra (anche fig.): accatastare la legna; accatastare argomenti. 
accatastare   (2) v. tr.  iscrivere nei registri catastali: accatastare un immobile. 
accattabrighe   s.m.  e f. invar.  (non com.) attaccabrighe | «l'accattabrighe», titolo di un giornale milanese del tempo della polemica romantica (inizio sec. xix).
accattafieno   s.m. invar.  (agr.) macchina che raccoglie e ammucchia il fieno.
accattapane   s.m.  e f. invar.  (non com.) accattone, mendicante.
accattare   v. tr.    • 1 •   cercare a qualunque costo di ottenere qualcosa; raggranellare in qualche modo; elemosinare, mendicare: accattare soldi; accattare la protezione di qualcuno; accattare notizie qua e là  | prendere a prestito, copiare: accattare idee, parole altrui    • 2 •   (assol.) chiedere l'elemosina | (ant.) chiedere prestiti    • 3 •   (ant.) ottenere, ricevere    • 4 •   (dial.) trovare; comperare.
accattatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi accatta.
accattivante   part. pres.  di accattivare   agg.  che mira a ottenere benevolenza, stima, simpatia, o che riesce a ottenerle: un sorriso, un atteggiamento accattivante  § accattivantemente avv.  (non com.).
accattivare   v. tr.  guadagnare, conquistare per merito o con arte l'affetto, la stima altrui (sempre con la particella pron.; più com. di cattivarsi): accattivarsi le simpatie di qualcuno. 
accatto   s.m.    • 1 •   l'accattare; elemosina, questua: vivere d'accatto  | d'accatto, (fig.) preso da altri, di seconda mano: idee d'accatto    • 2 •   nel medioevo, prestito pubblico forzoso.
accattonaggio   s.m.  pratica di chi vive accattando, elemosinando.
accattone   s.m.  [f. -a] chi pratica l'accattonaggio; chi vive di elemosine.
accattoneria   s.f.  (non com.) accattonaggio.
accavalcare   v. tr.  [io accavalco, tu accavalchi ecc.] (non com.)    • 1 •   far passare una cosa su di un'altra; accavallare    • 2 •   (estens.) valicare.
accavalcatura   s.f.  difetto tipografico per cui le lettere di una riga non sono allineate.
accavalciare   v. tr.  [io accavàlcio ecc.] (non com.)    • 1 •   stare a cavalcioni di o su qualcosa: accavalciare una sedia  | accavalciare le gambe, accavallarle    • 2 •   (estens.) valicare, scavalcare.
accavallamento   s.m.  l'accavallare, l'accavallarsi (anche fig.): accavallamento di pensieri, di idee. 
accavallare   v. tr.  mettere una cosa su un'altra; sovrapporre (anche fig.): accavallare le gambe; accavallare gli argomenti  | accavallare una maglia, nel lavoro ai ferri, incrociare una maglia con quella seguente già lavorata, eliminandola | accavallarsi v. rifl.    • 1 •   addensarsi, accumularsi (anche fig.): le onde si accavallavano fragorosamente; l'accavallarsi dei ricordi    • 2 •   sovrapporsi di fili, catene ecc.; impropriamente, si dice di nervi o di tendini quando un'improvvisa trazione provoca un dolore acuto.
accavallatura   s.f.  effetto dell'accavallare o dell'accavallarsi: accavallatura di una maglia, di un filo. 
accavezzare   v. tr.  [io accavézzo ecc.] mettere la cavezza agli animali; incavezzare.
accavigliare   v. tr.  [io accavìglio ecc.]    • 1 •   (ind. tessile) avvolgere i filati di lana o di seta intorno ai fusi dell'orditoio    • 2 •   (mar.) fissare i capi dei cavi alle caviglie    • 3 •   (non com.) legare insieme fasci di legna o di altro materiale.
accavigliatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   operaio tessile che avvolge i filati intorno ai fusi dell'orditoio    • 2 •   (mar.) chi lega i cavi alle caviglie durante una manovra.
accavigliatura   s.f.  l'operazione dell'accavigliare.
accecamento   s.m.    • 1 •   l'accecare | accecamento delle gemme, in frutticoltura, l'asportazione di alcune gemme per favorire lo sviluppo delle rimanenti    • 2 •   (fig.) offuscamento: accecamento della mente. 
accecante   part. pres.  di accecare   agg.  che accieca; abbagliante: luce, riflesso accecante. 
accecare   non com. acciecare, v. tr.  [io accièco  (non com. accèco), tu accièchi  (non com. accèchi) ecc. ; in posizione tonica -cie-  o - ce-, fuori d'accento -ce-]    • 1 •   rendere cieco, privare della vista    • 2 •   (iperb.) abbagliare, abbacinare: essere accecato da una luce violenta    • 3 •   (fig.) offuscare, ottenebrare: lasciarsi accecare dall'ira    • 4 •   ostruire, chiudere: accecare una finestra, un canale  | accecare un chiodo, una vite, conficcarli in modo da non lasciarne sporgere la testa | v. intr.  [aus. essere] (lett.) divenire cieco | accecarsi v. rifl.  o intr. pron.  privarsi della vista, perdere la vista; (iperb.) rovinarsi la vista, sforzare gli occhi.
accecatoio   s.m.  (tecn.) punta da trapano che serve a praticare un foro che accolga la testa di una vite o di un chiodo in modo che non sporga.
accecatore   rar. acciecatore, agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi accieca  s.m.    • 1 •   accecatoio    • 2 •   (teat.) ognuna delle lampade colorate poste all'esterno della ribalta che, accese improvvisamente, formano una barriera di luce, permettendo di cambiare le scene a sipario aperto senza che il pubblico veda.
accecatura   non com. acciecatura, s.f.    • 1 •   (rar.) l'accecare    • 2 •   incavo fatto con l'accecatoio    • 3 •   (tip.) nella composizione a piombo, difetto di impressione dovuto a caratteri sporchi, che fa risultare neri gli occhi di alcune lettere.
accedere   v. intr.  [pres. io accèdo ecc. ; pass. rem. io accedètti, poet. io accèssi; aus. essere  nel sign. proprio, avere  in quello fig., ma poco usati i tempi composti]    • 1 •   entrare, avere accesso: si accede al salone da uno stretto corridoio    • 2 •   (fig.) aderire, acconsentire: accedere alle richieste di qualcuno. 
acceffare   v. tr.  [io accèffo ecc.] (ant.) afferrare col ceffo, con la bocca; addentare: ei ne verranno dietro più crudeli / che 'l cane a quella lievre ch'elli acceffa  (dante inf.  xxiii, 17-18).
acceggia   s.f.  (ant. tosc.) beccaccia.
acceleramento   s.m.  l'accelerare: l'acceleramento di un'operazione, di una pratica. 
accelerando   s.m. invar.  (mus.) indicazione che prescrive un'accelerazione del tempo in un dato punto di un brano.
accelerante   part. pres.  di accelerare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (chim.) sostanza capace di aumentare la velocità di una reazione chimica.
accelerare   v. tr.  [io accèlero ecc.] rendere più celere: accelerare l'andatura, la marcia, il passo  | v. intr.  [aus. avere] aumentare di velocità o la velocità: il treno stava accelerando; il pilota accelerò in curva. 
accelerata   s.f.    • 1 •   accelerazione improvvisa    • 2 •   deciso aumento di pressione sul pedale dell'acceleratore di un autoveicolo, o brusca rotazione della manopola di un motoveicolo, per provocare un rapido aumento di velocità l'aumento stesso.
accelerativo   agg.  che serve ad accelerare: procedimento accelerativo. 
accelerato   part. pass.  di accelerare   agg.  nei sign. del verbo: passo, polso accelerato  ' moto accelerato, (fis.) moto con velocità crescente o decrescente; moto uniformemente accelerato, con accelerazione costante  s.m.  vecchia denominazione di treni analoghi a quelli che ora vengono detti regionali  § acceleratamente avv. 
acceleratore   agg.  [f. -trice] che accelera  s.m.    • 1 •   dispositivo o altro mezzo che determina un'accelerazione    • 2 •   (mecc.) sistema di tiranti e leve che regola l'afflusso del carburante nella camera di scoppio del motore a combustione interna e, di conseguenza, la velocità di rotazione dell'albero motore | (estens.) il dispositivo di comando del sistema, che negli autoveicoli è normalmente un pedale: premere l'acceleratore    • 3 •   acceleratore di particelle, (fis.) macchina capace di aumentare enormemente la velocità di particelle atomiche o subatomiche dotate di carica elettrica (protoni, ioni, elettroni ecc.) facendo agire su di esse campi elettrostatici o elettromagnetici    • 4 •   (econ.) il rapporto tra le variazioni della quantità di prodotto e le variazioni dell'investimento in beni capitali    • 5 •   (foto.) sostanza chimica che, disciolta nel bagno di sviluppo, riduce la durata dello sviluppo stesso.
acceleratorio   agg.  che produce un effetto di accelerazione.
accelerazione   s.f.    • 1 •   l'accelerare    • 2 •   (fis.) variazione di velocità nell'unità di tempo; può essere positiva o, quando la velocità diminuisce, negativa | accelerazione di gravità, aumento di velocità di un corpo in caduta libera, determinato dall'attrazione terrestre    • 3 •   (econ.) teoria secondo la quale, in un dato periodo, il livello dell'investimento è proporzionale all'incremento del prodotto nazionale | coefficiente di accelerazione, acceleratore    • 4 •   (cine.) effetto speciale che si ottiene proiettando a velocità normale una pellicola impressionata a velocità inferiore.
accelerografo   s.m.  (fis.) strumento per registrare graficamente la variazione di velocità nell'unità di tempo.
accelerometro   s.m.  (fis.) strumento per misurare la variazione di velocità nell'unità di tempo.
accendere   v. tr.  [pres. io accèndo ecc. ; pass. rem. io accési, tu accendésti ecc. ; part. pass. accéso]    • 1 •   suscitare, comunicare, applicare la fiamma: accendere un fiammifero, la stufa, la caldaia    • 2 •   trasmettere energia elettrica a un apparecchio o dispositivo per farlo funzionare: accendere la luce, il televisore    • 3 •   (fig.) suscitare; eccitare, infiammare: accendere una lite; accendere l'odio, la passione; a egregie cose il forte animo accendono / l'urne de' forti  (foscolo sepolcri  151-152)    • 4 •   porre in essere, avviare un'operazione contabile o un atto giuridico: accendere un conto, un'ipoteca  | accendersi v. rifl.    • 1 •   prendere fuoco, incendiarsi: la legna si accese    • 2 •   (estens.) diventare rosso; brillare, illuminarsi: si accese in volto; la strada si accese di mille luci    • 3 •   detto di un dispositivo elettrico, cominciare a funzionare: la lampada non si accende    • 4 •   (fig.) infiammarsi, eccitarsi: accendersi d'ira, d'amore. 
accendigas   s.m. invar.  strumento elettrico o elettronico per accendere fiamme a gas.
accendimento   s.m.  (rar.) accensione.
accendino   s.m.  (fam.) accendisigaro; gener., apparecchio per accendere.
accendisigaro   o accendisigari [pl. -ri  o invar.] s.m.  apparecchio con fiamma a benzina o a gas di petrolio liquefatto per accendere sigarette o sigari.
accenditoio   s.m.  canna con in cima uno stoppino, usata per accendere candele o lumi.
accenditore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi accende    • 2 •   dispositivo che serve per accendere.
accennare   v. tr.  e intr.  [io accénno ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   indicare, far capire con cenni: accennare di sì col capo; mi accennò di attendere  | accennare le carte, nei giochi con le carte, far capire al compagno quali carte si hanno in mano    • 2 •   trattare, esporre in modo sommario; toccare di sfuggita, dire in breve: accennare un progetto; accennare a un argomento    • 3 •   alludere, riferirsi a: a chi accennavi con quel discorso?    • 4 •   compiere l'atto di voler fare qualcosa: accennare uno schiaffo; accennò di voler uscire    • 5 •   abbozzare, delineare: accennare un disegno, uno schizzo  | accennare un motivo musicale, eseguirne le prime note    • 6 •   dar segno di: la pioggia non accenna a smettere. 
accenno   s.m.    • 1 •   l'accennare qualcosa brevemente; cenno, allusione; avvertimento: fare un accenno a qualcosa    • 2 •   lieve indizio, traccia: non vi era alcun accenno di miglioramento. 
accensare   v. tr.  [io accènso ecc.] (ant.) sottoporre a censo, a tributo.
accensione   s.f.    • 1 •   l'accendere, l'accendersi (anche fig.)    • 2 •   (chim.) operazione con cui si provoca l'inizio della combustione di una sostanza in presenza di ossigeno o altro comburente | circuito, impianto di accensione, nei motori a combustione interna, l'insieme dei dispositivi che producono l'esplosione della miscela aria-carburante    • 3 •   (dir.) costituzione di un'operazione o di un atto giuridico: accensione di un conto, di un'ipoteca. 
accenso   s.m.  in roma antica, cittadino della quinta e ultima classe di censo, che serviva nell'esercito solo come ausiliario o riserva.
accentare   v. tr.  [io accènto ecc.]    • 1 •   segnare l'accento su una parola per indicare la sillaba tonica    • 2 •   pronunciare facendo sentire l'accento tonico    • 3 •   (mus.) intensificare un suono o più suoni in un brano musicale.
accentato   part. pass.  di accentare   agg.  che ha il segno dell'accento; che si pronuncia facendo sentire l'accento tonico: vocale accentata. 
accentatura   s.f.  l'accentare; la maniera in cui vengono segnati gli accenti.
accentazione   s.f.  il modo in cui si segnano o si fanno sentire gli accenti: regole d'accentazione. 
accento   s.m.    • 1 •   (ling.) rafforzamento della voce nella pronuncia di una sillaba, che assume così particolare rilievo; si distinguono un accento intensivo  o dinamico  (proprio dell'italiano, del francese, del tedesco ecc.), che consiste in un aumento dell'intensità della voce, e un accento musicale  o cromatico  (p. e. nel cinese), che consiste in un aumento dell'altezza della voce | accento fisso, quando in una lingua cade in tutte le parole su una data sillaba (p. e. nel francese, sempre sull'ultima) | accento libero, quando in una lingua può cadere su tutte le sillabe (assolutamente libero), o su alcune determinate sillabe (relativamente libero), come nell'italiano, dove cade normalmente sull'ultima, sulla penultima o sulla terzultima sillaba, raramente sulla quartultima, la quintultima o addirittura la sestultima | accento principale, quello proprio della parola (detto anche accento tonico); accento secondario, in italiano, nelle parole di almeno quattro sillabe, quello semitonico (p. e. in marmellata  l'accento principale cade su -lá-, quello secondario su már-) | accento ritmico  o metrico, quello che cade su determinate sillabe di un verso (p. e. nell'endecasillabo nel mezzo del cammin di nostra vita, dante inf.  i, 1, gli accenti ritmici principali cadono su méz-, -mín, ví-) | accento sintattico, la particolare intensità espressiva con la quale talora si pronuncia una parola nella frase | mettere, porre l'accento su qualcosa, (fig.) metterla bene in evidenza, sottolinearne l'importanza    • 2 •   segno grafico che si usa per indicare la vocale tonica; nell'ortografia italiana è obbligatorio sui polisillabi tronchi (andò, carità), sui monosillabi con dittongo ascendente (più, può) o, puramente grafico (già, ciò), su alcuni monosillabi per distinguerli da altri (là  avv. da la  art., sé  pron. da se  cong); è invece facoltativo su parole omografe, p. e. nòcciolo  e nocciòlo, pésca  e pèsca  | accento grave  [`], si segna su e  e o  aperte e su a, i  e u  | accento acuto  [´], si segna su e  e o  chiuse e talora anche su i  e u  | accento circonflesso  [^], si trova solo sulla -i  finale delle parole con sing. in -io, spec. negli omografi (p. e. parlatorî, pl. di parlatorio, e parlatori, pl. di parlatore)    • 3 •   intonazione, cadenza nel modo di parlare: accento milanese, siciliano; parla l'italiano con accento inglese; un accento nasale    • 4 •   (fig. lett.) inflessione, tono della voce che esprime un sentimento: un accento d'ira, di dolore, di sdegno; con accento umile    • 5 •   (poet.) voce, parola: post'hai silenzio a' più soavi accenti / che mai s'udiro  (petrarca canz.  cclxxxiii, 6-7)    • 6 •   (mus.) intensificazione di un suono o di un insieme di suoni perché acquistino rilievo ritmico o espressivo; si indica con particolari segni posti sopra o sotto le note.
accentramento   s.m.    • 1 •   l'accentrare, l'accentrarsi    • 2 •   (dir.) sistema amministrativo per il quale le decisioni rilevanti sono riservate agli organi centrali, mentre gli organi periferici e locali funzionano da strumenti esecutivi.
accentrare   v. tr.  [io accèntro ecc.]    • 1 •   radunare insieme in un luogo, concentrare: accentrare gli uffici nella sede principale    • 2 •   (fig.) riunire nelle proprie mani, avocare a sé: il presidente vuole accentrare tutte le attività  | riunire i poteri nelle mani di un singolo o di gruppi ristretti    • 3 •   (fig.) attirare su di sé: accentrare gli sguardi, l'attenzione  | accentrarsi v. rifl.  radunarsi, concentrarsi (anche fig.): nelle oligarchie il potere si accentra nelle mani di pochi. 
accentratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi accentra: sistema accentratore; nel lavoro è un vero accentratore. 
accentuare   v. tr.  [io accèntuo ecc.]    • 1 •   dare risalto a una parola o a una frase nel discorso, pronunciandola con accento più marcato    • 2 •   (estens.) dare maggior rilievo, rendere più marcato: accentuare i contorni di un disegno    • 3 •   (fig.) accrescere, aumentare; aggravare: questi fattori hanno accentuato la crisi    • 4 •   (non com.) accentare | accentuarsi v. rifl.  accrescersi, aumentare: il divario si è accentuato. 
accentuativo   agg.  che riguarda l'accento, fondato sull'accento | metrica accentuativa, la metrica delle lingue neolatine, fondata sull'alternanza di sillabe toniche e atone secondo vari schemi; si contrappone alla metrica quantitativa (cioè fondata sull'alternanza di brevi e lunghe) delle lingue classiche.
accentuato   part. pass.  di accentuare   agg.  evidente, marcato: un rosso troppo accentuato  § accentuatamente avv. 
accentuazione   s.f.    • 1 •   l'accentuare (anche fig.)    • 2 •   (non com.) accentazione    • 3 •   (mus.) l'operazione di segnare o eseguire gli accenti.
acceppare   v. tr.  [io accéppo ecc.] (mar.) mettere il ceppo all'ancora dopo averla salpata.
accerchiamento   s.m.    • 1 •   l'accerchiare, l'essere accerchiato    • 2 •   (mil.) manovra offensiva di truppe tendente a circondare completamente lo schieramento nemico, precludendogli ogni possibilità di ritirata    • 3 •   (fig.) azione di chi tende a indebolire l'avversario determinandone l'isolamento: politica di accerchiamento. 
accerchiante   part. pres.  di accerchiare   agg.  che accerchia, che tende ad accerchiare: manovra accerchiante. 
accerchiare   v. tr.  [io accérchio ecc.] chiudere in un cerchio, circondare; eseguire una manovra di accerchiamento: accerchiare lo schieramento nemico. 
accerchiatura   s.f.  cipollatura del legno.
accercinare   v. tr.  [io accércino ecc.] (lett.) avvolgere in forma di cercine: la brunetta dai treccini accercinati  (sbarbaro).
accertabile   agg.  che si può accertare.
accertabilità   s.f.  possibilità di essere accertato, verificato: accertabilità di una notizia; accertabilità dei redditi. 
accertamento   s.m.    • 1 •   l'accertare; verifica, controllo    • 2 •   negozio di accertamento, (dir.) negozio con il quale si accerta la situazione giuridica esistente tra le parti per eliminare ogni eventuale controversia | accertamento d'imposta, determinazione da parte dell'autorità finanziaria dell'ammontare dell'imposta a carico del contribuente | accertamenti  (sanitari), controlli medici effettuati per legge su persone che debbano svolgere particolari tipi di lavoro; nell'uso corrente, serie di analisi e controlli clinici eseguiti a scopo diagnostico: ricoverarsi per accertamenti. 
accertare   v. tr.  [io accèrto ecc.]    • 1 •   verificare, controllare, riconoscere come certo: accertare l'esattezza di una notizia; un dato rigorosamente accertato    • 2 •   rendere certo qualcuno di qualcosa; assicurare: ti accerto che non ho mentito  | accertarsi v. rifl.  rendersi certo, assicurarsi, convincersi: accertarsi della realtà dei fatti. 
accertatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi accerta.
acceso   part. pass.  di accendere   agg.    • 1 •   che brucia: legna accesa    • 2 •   (estens. lett.) illuminato: la città... / sfuma nell'orizzonte ancora acceso  (saba)    • 3 •   (fig.) eccitato, infiammato; animato, appassionato: sguardo acceso d'ira; discussione accesa    • 4 •   che è in funzione: motore acceso    • 5 •   si dice di colore o colorito molto intenso, vivace: rose di un rosso acceso; acceso in volto  § accesamente avv.  vivacemente, con passione.
accessibile   agg.    • 1 •   cui si può accedere; raggiungibile: un luogo accessibile; una città non accessibile dal mare  ' un prezzo accessibile, (fig.) modico    • 2 •   (fig.) detto di persona, cordiale, alla mano    • 3 •   (fig.) comprensibile: concetto accessibile. 
accessibilità   s.f.  l'essere accessibile.
accessione   s.f.    • 1 •   l'accedere | adesione, partecipazione: l'accessione di un nuovo stato alla comunità europea    • 2 •   modo di acquisto per il quale il proprietario di un suolo acquisisce anche la proprietà dei beni che vi sono incorporati    • 3 •   (estens.) ciò che costituisce un aumento, un'aggiunta: elenco, catalogo delle nuove accessioni, in musei e biblioteche.
accesso   s.m.    • 1 •   l'accedere; ingresso, entrata (anche fig.): divieto di accesso; accesso a una carica  | accesso al fondo altrui, (dir.) diritto di ingresso o di passaggio in un fondo privato per particolari necessità (p. e.  riparare un'opera comune) | accesso sul luogo, (dir.) formalità processuale consistente in un sopralluogo al fine di reperire ogni possibile mezzo di prova    • 2 •   (med.) l'insorgere improvviso di una manifestazione di carattere patologico: accesso di tosse; accesso epilettico    • 3 •   impulso violento, impeto: accesso d'ira, di follia    • 4 •   (inform.) insieme di operazioni necessarie per entrare in collegamento con una memoria, un archivio, un'unità periferica, al fine di ricercare, individuare, richiedere e registrare dati: tempo, codice di accesso. 
accessoriato   agg.  dotato di accessori: automobile ben accessoriata. 
accessorietà   s.f.  carattere di ciò che è accessorio.
accessorio   agg.    • 1 •   che si accompagna o si aggiunge a ciò che è principale; secondario, complementare, marginale: questioni, funzioni accessorie; oneri accessori  | capitali accessori, (econ.) quelli che non sono indispensabili per la costituzione o l'attività di un'azienda    • 2 •   (nervo) accessorio, (anat.) nervo cranico dell'undicesimo paio i cui rami si uniscono uno al plesso cervicale e l'altro al nervo vago    • 3 •   (dir.) si dice di bene connesso con un altro bene detto principale, di cui completa la funzione | diritto accessorio, quello che viene trasmesso o acquisito insieme a un diritto principale  s.m.  ciò che serve a completare qualcosa migliorandone la funzionalità o l'aspetto, senza essere strettamente necessario: accessori da bagno, per auto  | nell'abbigliamento, elemento che completa gli abiti, come le scarpe, il cappello, i guanti, la borsetta | nell'edilizia, ognuno dei locali che non possono essere definiti come stanze, e cioè la cucina, i servizi igienici, i ripostigli ecc. § accessoriamente avv. 
accessorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi vende o fabbrica accessori.
accessoristica   s.f.    • 1 •   insieme di accessori: negozio di accessoristica    • 2 •   settore industriale specializzato nella produzione di accessori.
accestimento   s.m.  (bot.) fase vegetativa propria di molte piante erbacee, durante la quale la pianta assume la forma di cespo o cespuglio.
accestire   v. intr.  [io accestisco, tu accestisci ecc. ; aus. avere  o essere] far cesto, detto di piante erbacee che moltiplicano i rami alla base del fusto: il grano accestisce  | «l'accestire», titolo di un poemetto di g. pascoli.
accetta   s.f.  attrezzo da boscaiolo e da carpentiere, e un tempo anche arma, costituito da un ferro trapezoidale con bordo tagliente e da un manico di legno | fatto, tagliato con l'accetta, (fig.) si dice di lavoro grossolano o anche di persona dai tratti o dalle maniere rozze | darsi l'accetta sui piedi, (fig.) causare il proprio danno | fare le parti con l'accetta, (fig.) senza grande cura, senza precisione.
accettabile   agg.    • 1 •   che si può accettare: una proposta accettabile    • 2 •   di qualità discreta o sufficiente: una cucina accettabile  § accettabilmente avv. 
accettabilità   s.f.  l'essere accettabile.
accettante   part. pres.  di accettare   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi accetta    • 2 •   (dir.) che, chi compie un atto di accettazione: ufficio accettante. 
accettare   v. tr.  [io accètto ecc.]    • 1 •   acconsentire a ricevere qualcosa o qualcuno oppure a fare qualcosa; per estens., accogliere, ammettere: accettare un invito, una sfida; accettare in un circolo; accettare come socio    • 2 •   approvare, seguire: accettare una proposta, un'idea  | sopportare con serenità: accettare la malattia, la sorte    • 3 •   (dir.) compiere un atto di accettazione: accettare un'eredità. 
accettata   s.f.  colpo d'accetta.
accettatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi accetta.
accettazione   s.f.    • 1 •   l'accettare: l'accettazione di una proposta, di un incarico    • 2 •   locale in cui si accettano domande, si ricevono visitatori, clienti, ammalati    • 3 •   (dir.) l'atto con cui si accetta un determinato rapporto obbligazionario | accettazione di una cambiale, sottoscrizione della cambiale da parte del trattario | accettazione bancaria, tratta spiccata da un'impresa nei confronti di una banca (che l'accetta mediante l'apposizione della propria firma sul titolo), nell'intento di negoziarla sul mercato e provvedersi di denaro liquido.
accettevole   agg.  (lett.) accettabile § accettevolmente avv. 
accetto   agg.  ricevuto volentieri; gradito, caro: persona bene accetta. 
accettore   s.m.  (fis.) atomo di impurezza, naturale o artificiale, presente in un cristallo semiconduttore.
accezione   s.f.  (ling.) ciascuno dei diversi significati che può assumere un vocabolo.
acchetare   v. tr.  [io acchéto ecc.] (non com.) acquietare, placare, calmare | acchetarsi v. rifl.  quietarsi, calmarsi.
acchiappacani   s.m. invar.  accalappiacani.
acchiappafarfalle   s.m. invar.    • 1 •   retino usato per catturare le farfalle    • 2 •   persona che conclude poco o nulla.
acchiappamosche   s.m.  e f. invar.    • 1 •   dispositivo o arnese usato per prendere o uccidere le mosche    • 2 •   (bot.) nome comune di piante che invischiano e catturano gli insetti    • 3 •   (zool.) pigliamosche    • 4 •   (fig.) persona che conclude poco o nulla.
acchiappanuvole   s.m.  e f. invar.  persona distratta e inconcludente.
acchiappare   v. tr.    • 1 •   afferrare rapidamente; acciuffare, agguantare: acchiappare la palla al volo; non è facile acchiapparlo quando corre  ' (fig. fam.) buscare, prendere: acchiapparsi un raffreddore    • 2 •   (fam.) sorprendere sul fatto: l'acchiapparono mentre rubava    • 3 •   (fam.) colpire: l'acchiappò con una sassata  | acchiapparsi v. rifl.  afferrarsi, tenersi: acchiapparsi a un ramo per non cadere  | v. rifl.  prendersi l'un l'altro: giocare ad acchiapparsi. 
acchiapparello   s.m.  chiapparello.
acchiappino   s.m.  (tosc.) chiapparello.
-acchiare  -acchiare suffisso alterativo di verbi, che attribuisce al significato di base un valore insieme frequentativo e diminutivo, o anche peggiorativo (ridacchiare, rubacchiare, scribacchiare).
-acchio  -acchio suffisso alterativo corrispondente al lat. -acu°lum; di per sé poco diffuso (p. e. volpacchio), ma che contribuisce alla formazione dei suff. composti -acchione, -acchiotto. 
acchiocciolare   v. tr.  [io acchiòcciolo ecc.] (non com.) avvolgere a guisa di chiocciola | acchiocciolarsi v. rifl.  raggomitolarsi, rannicchiarsi.
-acchione  -acchione suffisso alterativo di nomi e di aggettivi, formato per accumulo dei suff. -acchio  e -one 1; ha valore accrescitivo, quasi sempre con una connotazione ironica, spregiativa o talora vezzeggiativa (fratacchione, furbacchione, mattacchione).
-acchiotto  -acchiotto suffisso alterativo di nomi e di aggettivi, formato per accumulo dei suff. -acchio  e -otto; ha valore diminutivo e vezzeggiativo (fessacchiotto, lupacchiotto).
acchitare   v. tr.  nel gioco del biliardo, iniziare il gioco mandando la palla o il pallino in un punto svantaggioso per l'avversario.
acchito   s.m.  nel gioco del biliardo, la mossa con cui un giocatore acchita la palla; anche, la posizione della palla o del pallino all'inizio del gioco | d' acchito, di primo acchito, (fig.) al primo tentativo, subito.
acchittarsi   v. rifl.  (region.) abbigliarsi ricercatamente (per lo più iron.); agghindarsi, azzimarsi.
acchittato   part. pass.  di acchittarsi   agg.  (region.) vestito con ricercatezza leziosa; agghindato, azzimato: se ne va acchittato pei lungotevere a rimorchiare  (pasolini).
acchiudere    ⇨ accludere.
accia   (1) s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   filo greggio in matassa, spec. di lino o canapa    • 2 •   (region.) gugliata.
accia   (2) s.f.  [pl. -ce] (ant.) ascia.
acciabattare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) camminare con le ciabatte facendone sbattere la suola sul pavimento e contro il calcagno | v. tr.  (fig. non com.) eseguire in fretta e male (anche assol.); abborracciare.
acciaccamento   s.m.  l'acciaccare; ammaccatura.
acciaccare   v. tr.  [io acciacco, tu acciacchi ecc.] (fam.)    • 1 •   sformare una cosa comprimendola; ammaccare, schiacciare: acciaccare un cappello; acciaccarsi un dito col martello    • 2 •   (fig.) abbattere, infiacchire: la malattia lo lasciò acciaccato. 
acciaccata   s.f.  (fam.) l'acciaccare.
acciaccatura   s.f.    • 1 •   (fam.) l'acciaccare, l'essere acciaccato; ammaccatura    • 2 •   (mus.) abbellimento musicale consistente nella rapidissima esecuzione di una o più note accessorie a ridosso della nota principale o di un accordo.
acciacco   s.m.  [pl. -chi] malessere; disturbo fisico per lo più cronico: gli acciacchi della vecchiaia. 
acciaccoso   agg.  (non com.) pieno di acciacchi: un vecchio acciaccoso. 
acciaiare   v. tr.  [io acciàio ecc] ricoprire con ferro una superficie metallica mediante procedimento elettrolitico.
acciaiatura   s.f.  l'operazione dell'acciaiare | rivestimento superficiale di ferro elettrolitico.
acciaieria   s.f.  impianto industriale per la produzione dell'acciaio | acciaieria di conversione, quella che impiega convertitori e tratta la ghisa fusa proveniente dagli altiforni | acciaieria a colata continua, che produce acciaio sotto forma di barra continua | acciaieria elettrica, quella che tratta rottami ferrosi al forno elettrico.
acciaio   s.m.    • 1 •   lega di ferro e carbonio ottenuta gener. dalla ghisa allo stato fuso; per le sue particolari caratteristiche di tenacia, durezza, resistenza ed elasticità trova larghissima applicazione industriale | acciaio inossidabile, legato anche con cromo e nichel, resistente alla corrosione e all'ossidazione | acciai speciali, tutti quelli legati con altri elementi che ne migliorano singole caratteristiche    • 2 •   in molte locuzioni è simbolo di robustezza, di resistenza, di tenacia o anche di freddezza, insensibilità: tempra, volontà, memoria d'acciaio; muscoli, nervi d'acciaio, saldissimi; sguardo, occhio d'acciaio, penetrante o duro | patto d'acciaio, l'alleanza politico-militare tra la germania e l'italia firmata a berlino da a. hitler e b. mussolini il 22 maggio 1939    • 3 •   (ant) acciarino.
acciaio-cemento  acciaio-cemento s.m.  pavimentazione stradale costituita da una rete metallica ricoperta di calcestruzzo.
acciaiolo   lett. acciaiuolo, s.m.    • 1 •   arnese con cui si affilano gli strumenti da taglio    • 2 •   (ant.) acciarino delle armi da fuoco.
acciambellare   v. tr.  [io acciambèllo ecc.] avvolgere a ciambella | acciambellarsi v. rifl.  disporsi a ciambella; raggomitolarsi: il gatto si acciambellò in un angolo. 
acciarino   s.m.    • 1 •   piccolo strumento d'acciaio che si batte sulla pietra focaia per accendere l'esca    • 2 •   nelle armi da fuoco a pietra focaia, dispositivo d'acciaio sul quale batteva la pietra inserita nel cane, producendo scintille che accendevano la polvere d'innesco    • 3 •   nome generico di strumenti che servono a provocare un'accensione    • 4 •   bietta d'acciaio infilata nel mozzo della ruota di un carro per impedire che questa si sfili.
acciarito   agg.  (rar. lett.) acciaiato; che ha riflessi d'acciaio: nell'occhio acciarito dell'eroe libico brillava la tentazione  (d'annunzio).
acciaro   s.m.  (poet.)    • 1 •   acciaio    • 2 •   spada: pugnan per altra terra itali acciari  (leopardi all'italia  53).
acciarpare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (rar.)    • 1 •   eseguire male un lavoro; abborracciare    • 2 •   raccogliere confusamente, senza ordine.
acciarpone   s.m.  [f. -a] (rar.) chi è solito acciarpare.
accidempoli   inter.  (fam.) eufemismo per accidenti. 
accidentaccio   inter.  (fam.) forma intensiva di accidenti. 
accidentale   agg.    • 1 •   dovuto al caso; fortuito: circostanza, errore accidentale    • 2 •   (filos.) non essenziale, accessorio: qualità accidentali    • 3 •   (dir.) si dice di elemento non essenziale al negozio giuridico    • 4 •   carico accidentale, nelle costruzioni, carico non permanente § accidentalmente avv. 
accidentalità   s.f.    • 1 •   l'essere accidentale; casualità: l'accidentalità di un fatto, di una disgrazia    • 2 •   l'essere accidentato, spec. di un terreno, di un percorso.
accidentato   agg.    • 1 •   (non com.) colpito da una paralisi    • 2 •   irregolare, pieno di ostacoli, disuguale: terreno accidentato    • 3 •   pieno di imprevisti, di difficoltà: un viaggio accidentato. 
accidente   s.m.    • 1 •   ciò che capita per caso; avvenimento imprevisto e gener. spiacevole: gli accidenti della vita  | accidente di mare, incidente di navigazione | per accidente, per caso    • 2 •   (med.) manifestazione morbosa improvvisa; complicazione | (fam.) colpo apoplettico; malanno: mandare un accidente a qualcuno; gli venisse, gli prendesse un accidente!    • 3 •   (fig. fam.) persona molto vivace: quel bambino è un accidente  | persona irrequieta e fastidiosa: quell'accidente fa un baccano terribile  | lavorare come un accidente, molto o in modo convulso | che accidente di persona è?, (spreg.) che strano o brutto tipo    • 4 •   (filos.) nella filosofia aristotelica e medievale, qualsiasi proprietà che non faccia parte stabilmente e necessariamente di un essere (si contrappone a sostanza); per estens., nel linguaggio corrente, ciò che è un particolare aggiunto dall'esterno o, comunque, un dettaglio insignificante, donde le loc. fam. del tipo: non capire, non fare un accidente, non capire, non fare nulla    • 5 •   (mus.) segno che, posto davanti a una nota, indica un'alterazione di altezza    • 6 •   (ling.) modificazione morfologica delle parti variabili del discorso | accidenti  (o fenomeni) generali, i fenomeni che possono interessare le varie parti del discorso, come metaplasmo, epitesi, metatesi, epentesi ecc.
accidenti   inter.  espressione di meraviglia, ira, dispetto, rabbia: accidenti! ho fatto tardi; accidenti a te!. 
acciderba   inter.  (fam.) eufemismo per accidenti. 
accidia   s.f.    • 1 •   avversione all'operare unita a tedio; indolenza, pigrizia, inerzia    • 2 •   (teol.) l'indolenza nell'operare il bene, che costituisce uno dei sette peccati capitali.
accidiosaggine   s.f.  (non com.) l'essere accidioso.
accidioso   agg.    • 1 •   che pecca di accidia | (estens.) pigro, indolente, inoperoso | anche s.m.  [f. -a]: gli accidiosi dell'inferno dantesco    • 2 •   triste, tetro; tedioso, uggioso: pensieri accidiosi  § accidiosamente avv. 
acciecare   e deriv.   ⇨ accecare e deriv. 
accigliamento   s.m.  l'accigliarsi; aspetto accigliato.
accigliare   v. tr.  [io accìglio  ecc.] (ant.) cucire le palpebre agli uccelli da preda, per addomesticarli | accigliarsi v. rifl.  aggrottare le sopracciglia per preoccupazione, sdegno, tristezza e sim.; oscurarsi in volto.
accigliato   part. pass.  di accigliare   agg.  aggrottato, con le sopracciglia aggrottate; scuro in volto: viso accigliato; mi accolse tutto accigliato  § accigliatamente avv. 
accigliatura   s.f.    • 1 •   (non com.) l'aspetto di chi è accigliato    • 2 •   (ant.) lo spazio tra le due sopracciglia.
accignere    ⇨ accingere.
accincignare    ⇨ incincignare.
accingere   ant. accignere, v. tr.  [coniugato come cingere] (lett.) cingere | accingersi v. rifl.  prepararsi, apprestarsi a fare qualcosa: accingersi a un'impresa; accingersi a partire. 
-accino  -accino suffisso derivativo o alterativo formato per accumulo dei suffissi -accio  e -ino; ha valore affettivo o intensivo (fantaccino, spadaccino).
accintolare   v. tr.  [io accìntolo ecc.] cucire un cintolo alla cimosa di una stoffa da tingere, in modo da non farle prendere il colore.
accio   agg.  [pl. f. -ce] (region.) cattivo; solo in usi fam. come rafforzativo di un pegg. in -accio : è un tipaccio accio davvero!. 
-accio  -accio suffisso che continua il lat. -ace°u(m), usato per formare sostantivi e aggettivi alterati con valore peggiorativo (avaraccio, barcaccia, ragazzaccio). [ ⇨ -aceo].
acciò   cong.  (lett.) acciocché, affinché (introduce una prop. subordinata al congiunt. con valore finale): supplicarono il padre commissario... acciò volesse dar loro de' soggetti abili  (manzoni p. s.  xxxi).
acciocché   o acciò che, cong.  (lett.) al fine che, affinché (introduce una prop. subordinata con valore finale e verbo al congiunt.): davano poi, di questi ricoverati, la nota ai parrochi, acciocché li visitassero  (manzoni p. s.  xxviii).
acciocchire   v. tr.  [io acciocchisco, tu acciocchisci ecc.] (non com.) rendere immobile come un ciocco; intorpidire, assopire | v. intr.  [aus. essere] addormentarsi, intorpidirsi.
-accione  -accione suffisso alterativo formato per accumulo dei suff. -accio  e -one 1; ha valore insieme accrescitivo e peggiorativo, talora con sfumatura scherzosa (birbaccione, omaccione, spendaccione).
acciottolare   v. tr.  [io acciòttolo ecc.]    • 1 •   selciare, pavimentare con ciottoli: acciottolare una strada    • 2 •   battere le stoviglie tra loro producendo rumore.
acciottolato   part. pass.  di acciottolare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  selciato di ciottoli.
acciottolatore   s.m.  operaio che esegue l'acciottolatura.
acciottolatura   s.f.  l'operazione dell'acciottolare una strada.
acciottolio   s.m.  rumore prodotto da stoviglie o altri oggetti che cozzano insieme.
accipicchia   inter.  (fam.) eufemismo per accidenti. 
accipigliarsi   v. rifl.  [io mi accipìglio ecc.] (non com.) accigliarsi, irritarsi.
accipitridi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli rapaci diurni caratterizzati da becco robusto e arcuato (rostro), piedi con forti artigli, vista acutissima; vi appartengono, tra gli altri, il nibbio, l'astore, la poiana, l'aquila e l'albanella (ord.  falconiformi) | sing.  [-e] ogni uccello di tale famiglia.
accisa   s.f.  tributo indiretto che colpisce determinate produzioni (p. e.  l'imposta di fabbricazione).
accismare   v. tr.  (ant.) adornare, acconciare | (iron.) ridurre a mal partito: un diavolo è qua dietro che n'accisma  / sì crudelmente  (dante inf.  xxviii, 37-38).
acciuffare   v. tr.  prendere chi cerca di fuggire; acchiappare, agguantare: acciuffare un ladro, arrestarlo.
acciuga   (1) s.f.    • 1 •   pesce di mare, noto anche col nome di alice, comune nel mediterraneo e lungo le coste europee dell'atlantico, con corpo affusolato, dorso azzurro e ventre argenteo (ord.  clupeiformi); si conserva sotto sale o sott'olio e viene impiegato per intingoli e salse | stare stretti come acciughe, (fig.) stare molto pigiati in un luogo. dim. acciughetta, acciughina    • 2 •   (fig.) si dice di persona magra, asciutta: è un'acciuga. 
acciuga   (2) agg.  (tosc.) solo nella loc. erba acciuga, origano.
acciugata   s.f.  salsa ottenuta friggendo acciughe e aglio nell'olio.
acciughero   s.m.  (tosc.) origano.
acciughina   s.f.    • 1 •   dim.  di acciuga    • 1 •    • 2 •   nome pop. della lepisma, piccolo insetto dell'ord. tisanuri detto anche pesciolino d'argento. 
accivettare   v. tr.  [io accivétto ecc.]    • 1 •   attirare uccelli con la civetta    • 2 •   (fig. non com.) adescare, lusingare.
accivire   v. tr.  [io accivisco, tu accivisci ecc.] (ant.) provvedere, procurare.
acclamare   v. tr.    • 1 •   approvare ad alta voce; applaudire: acclamare una proposta, un artista    • 2 •   eleggere per acclamazione: fu acclamato presidente    • 3 •   (fig.) celebrare, lodare | v. intr.  [aus. avere] approvare ad alta voce: acclamare a una proposta. 
acclamatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi acclama.
acclamazione   s.f.    • 1 •   l'acclamare; manifestazione collettiva e clamorosa di consenso, plauso e sim.    • 2 •   consenso unanime espresso da un organo collegiale deliberante senza ricorrere alla votazione: eleggere per acclamazione    • 3 •   nell'antica roma, manifestazione pubblica di consenso, dapprima spontanea e poi resa ufficiale, che si tributava ai generali vittoriosi e agli imperatori    • 4 •   (lit.) formula cantata o recitata dai fedeli durante una cerimonia religiosa.
acclarare   v. tr.  nel linguaggio giuridico, chiarire, mettere in chiaro; accertare.
acclimare   e deriv.   ⇨ acclimatare e deriv. 
acclimatamento   o acclimamento [ac-cli-ma-mén-to], s.m.  acclimatazione.
acclimatare   o acclimare [ac-cli-mà-re], v. tr.  [io acclìmato ecc.]    • 1 •   abituare uomini, animali o piante a vivere in ambienti diversi da quelli di origine    • 2 •   (fig. lett.) rendere consueto, familiare | acclimatarsi v. rifl.  abituarsi a vivere in ambienti diversi da quelli di origine | (fig.) assuefarsi, familiarizzarsi.
acclimatazione   o acclimazione [ac-cli-ma-zió-ne], s.f.  processo di adattamento di un essere vivente a un ambiente geografico e climatico diverso da quello originario.
acclimatore   s.m.  [f. -trice] chi si occupa dell'acclimatazione delle piante.
accline   ant. acclino, agg.  (lett.)    • 1 •   incline, proclive, disposto    • 2 •   inclinato; in discesa, in pendio.
acclive   agg.  in salita, ripido: terreno acclive. 
accludere   ant. o lett. acchiudere, v. tr.  [pass. rem. io acclusi, tu accludésti ecc. ; part. pass. accluso] chiudere insieme in una busta; includere, allegare: accludere un documento a una lettera. 
accluso   part. pass.  di accludere   agg.  incluso, allegato: si prega di rispedire la lettera acclusa. 
accoccare   v. tr.  [io accòcco, tu accòcchi ecc.  o io accócco ecc.]    • 1 •   sistemare la cocca della freccia sulla corda dell'arco per lanciarla    • 2 •   fissare il filo alla cocca del fuso    • 3 •   riunire le quattro cocche di un fazzoletto, di un tovagliolo ecc.    • 4 •   (fig. non com.) appioppare, assestare un colpo, uno schiaffo | accoccarla a qualcuno, (fig.) imbrogliarlo, fargli un brutto tiro.
accoccolarsi   v. rifl.  [io mi accòccolo ecc.] piegarsi sulle ginocchia fin quasi a sedersi sui calcagni: se ne stava accoccolato in un angolo. 
accodamento   s.m.  l'accodare, l'accodarsi.
accodare   v. tr.  [io accódo ecc.]    • 1 •   mettere le bestie da soma una in coda all'altra; per estens., disporre cose una dietro l'altra; riferito a persone, metterle in fila    • 2 •   nell'uccellagione, legare per la coda uccelli da richiamo | accodarsi v. rifl.  mettersi in fila dietro ad altri: ci accodammo davanti alla cassa  | accodarsi a qualcuno, seguirlo (anche fig.).
accogliente   part. pres.  di accogliere   agg.  ospitale; comodo, piacevole: una persona molto accogliente; una stanza accogliente. 
accoglienza   s.f.  l'accogliere; il modo di accogliere: trovare, avere un'accoglienza festosa, calorosa, affettuosa, fredda  | fare buona, cattiva accoglienza a qualcuno, accoglierlo bene, male | fare accoglienza, (antiq.) accogliere bene.
accogliere   poet. accorre [ac-còr-re], v. tr.  [coniugato come cogliere]    • 1 •   ricevere; per estens., ospitare: accogliere qualcuno con freddezza, con gioia; un asilo che accoglie gli orfani; essere ben accolto, gradito; accogliere una voce in un dizionario, registrarla    • 2 •   accettare, esaudire: accogliere una domanda, una preghiera  | seguire: accogliere un suggerimento, un consiglio    • 3 •   (lett.) raccogliere, riunire: voglio io tutte sue prove accorre  (ariosto o. f.  xi, 5)    • 4 •   contenere: questo locale può accogliere duecento persone |  accogliersi v. rifl.  (lett.) riunirsi, raccogliersi: li uomini poi che 'ntorno erano sparti / s'accolsero a quel luogo  (dante inf.  xx, 88-89).
accoglimento   s.m.    • 1 •   (lett.) accoglienza    • 2 •   accettazione: l'accoglimento di un ricorso. 
accoglitore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi accoglie    • 2 •   (ant.) chi riunisce, raccoglitore.
accolita   s.f.  lo stesso che accolta, ma più com. in usi spreg.: un'accolita di canaglie, di poco di buono. 
accolitato   s.m.  (eccl.) il quarto degli ordini sacri minori (aboliti dopo il concilio vaticano ii), che conferiva al chierico l'ufficio di servire all'altare; oggi, il ministero di servire all'altare durante la messa.
accolito   ant. acolito, s.m.    • 1 •   (eccl.) chi è insignito dell'accolitato, e in genere chi serve all'altare    • 2 •   (estens.) chi fa parte del seguito di un personaggio o frequenta abitualmente un gruppo (spesso spreg.).
accollacciato   agg.    • 1 •   si dice di abito chiuso sino al collo; accollato    • 2 •   di persona, che porta un abito accollato.
accollamento   s.m.  l'accollare, l'accollarsi.
accollante   part. pres.  di accollare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  (dir.) chi si assume il debito di un altro.
accollare   v. tr.  [io accòllo ecc.]    • 1 •   (lett.) mettere sul collo    • 2 •   (fig.) addossare, attribuire: si accollò tutte le spese    • 3 •   mettere un carico sul collo di un animale, oppure caricare eccessivamente il carro nella parte anteriore, così che il peso grava sul collo dell'animale    • 4 •   (mar.) manovrare un veliero in modo che il vento colpisca la faccia prodiera delle vele quadre | v. intr.  [aus. avere] coprire il collo, arrivare fino al collo: abito, scarpa che accolla. 
accollata   s.f.  nel medioevo, colpo di spada dato di piatto sulla nuca o sulla spalla del nuovo cavaliere, nella cerimonia dell'investitura.
accollatario   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (dir.) creditore a vantaggio del quale opera l'accollo    • 2 •   (non com.) chi si accolla un lavoro, un incarico ecc.; impresario, appaltatore.
accollatico   s.m.  tassa che, nella campagna romana e nelle legazioni pontificie, si pagava per i buoi da giogo (secc. xvi-xvii).
accollato   part. pass.  di accollare   agg.  si dice di abito chiuso fino al collo o di scarpa che copre il collo del piede  s.m.  [f. -a] (dir.) debitore il cui debito viene assunto da un terzo.
accollatura   s.f.    • 1 •   parte del vestito che si chiude attorno al collo    • 2 •   segno lasciato dal giogo sul collo dei buoi.
accollo   s.m.    • 1 •   assunzione volontaria di un obbligo    • 2 •   (ant.) appalto    • 3 •   (arch.) parte sporgente di un muro, sostenuta da mensole    • 4 •   (mar.) in una vela quadra, la faccia rivolta verso prora    • 5 •   (dir.) contratto con il quale un terzo si assume un debito altrui    • 6 •   parte del carico che grava sul collo di un animale da tiro o sulla parte anteriore di un carro.
accolta   s.f.    • 1 •   (lett.) riunione, gruppo di persone (anche spreg.)    • 2 •   (ant.) accoglienza.
accoltellamento   s.m.  l'accoltellare, l'accoltellarsi, l'essere accoltellato.
accoltellare   v. tr.  [io accoltèllo ecc.] ferire a colpi di coltello | accoltellarsi v. rifl.  ferirsi a colpi di coltello.
accoltellato   part. pass.  di accoltellare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  muro o pavimento di mattoni disposti a coltello, cioè di taglio, per ritto.
accoltellatore   s.m.  [f. -trice] chi accoltella.
accolto   part. pass.  di accogliere   agg.  nei sign. del verbo.
accomandante   part. pres.  di accomandare   s.m.  e f.  (dir.) socio di società in accomandita che non partecipa alla gestione ed è responsabile nei limiti del capitale versato.
accomandare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   affidare, raccomandare: la donna, accomandatigli a dio, da lor si partì  (boccaccio dec.  x, 9)    • 2 •   fissare, assicurare: accomandato ben l'uno de' capi della fune ad un forte bronco  (boccaccio dec.  iv, 1).
accomandatario   s.m.  [f. -a] (dir.) socio di società in accomandita che partecipa alla gestione e ha responsabilità illimitata riguardo agli obblighi societari.
accomandazione   s.f.  nel medioevo, atto con il quale il vassallo si metteva sotto la protezione di un signore.
accomandigia   s.f.  [pl. -gie  e -ge] (stor.) patto per il quale un comune o una signoria si poneva sotto la protezione di un altro comune o signoria oppure della chiesa.
accomandita   s.f.  (dir.) tipo di società commerciale che può essere semplice  o per azioni  e i cui soci si distinguono in due categorie (accomandatari  e accomandanti) con responsabilità diverse: società in accomandita. 
accomandolare   v. tr.  [io accomàndolo ecc.] nella tessitura, rannodare i fili spezzati dell'ordito con il filo intero, detto comandolo. 
accomiatare   meno com. accommiatare, v. tr.  dare commiato, licenziare, congedare | accomiatarsi v. rifl.  prendere commiato, congedarsi da qualcuno (anche assol.).
accomodabile   agg.  che si può accomodare.
accomodamento   s.m.    • 1 •   l'accomodare    • 2 •   accordo a cui giungono due parti in contrasto; conciliazione: arrivare, venire a un accomodamento; tentare un accomodamento    • 3 •   accomodamento elastico, (mecc.) fenomeno di adattamento di un materiale sottoposto ripetutamente a sollecitazione variabile tra due limiti estremi; assestamento.
accomodante   part. pres.  di accomodare   agg.  accondiscendente, conciliante, remissivo: essere, mostrarsi accomodante. 
accomodare   v. tr.  [io accòmodo ecc.]    • 1 •   mettere o rimettere in ordine, in buono stato; riparare, aggiustare: accomodare un orologio, un vestito, una strada  | ora t'accomodo io!, (iron.) ti punisco, ti do una lezione!    • 2 •   disporre in modo adatto, sistemare: accomodare i volumi in uno scaffale    • 3 •   (fig.) appianare, comporre, conciliare: accomodare una controversia, una lite  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) far comodo, riuscire gradito: venite quando vi accomoda  | accomodarsi v. rifl.    • 1 •   mettersi a proprio agio, sistemarsi; mettersi a sedere: accomodarsi in una poltrona  | prego, si accomodi!, formula di cortesia per invitare qualcuno a entrare, a sedersi, a servirsi    • 2 •   adattarsi: la stanza è piccola, ma per questa notte ci accomoderemo  | v. rifl.  mettersi d'accordo: sul prezzo ci accomoderemo. 
accomodatura   s.f.  l'operazione di accomodare; riparazione.
accomodazione   s.f.    • 1 •   (non com.) accomodamento    • 2 •   (fisiol.) proprietà dell'occhio di mettere a fuoco oggetti a diverse distanze mediante la contrazione di muscoli specifici, che modificano la curvatura del cristallino.
accomodo   agg.  (lett.) adatto; ben disposto, ben situato  s.m.  (lett.) accomodamento; conciliazione.
accompagnabile   agg.  (non com.) che si può accompagnare.
accompagnamento   s.m.    • 1 •   l'accompagnare; anche, il gruppo di persone che accompagnano; seguito, scorta: accompagnamento funebre; venne con tutto il suo accompagnamento    • 2 •   accompagnamento coattivo, (dir.) quello disposto dall'autorità giudiziaria per un imputato o un testimone: ordine, mandato di accompagnamento    • 3 •   ciò che si unisce a una cosa come complemento: stampe con lettera d'accompagnamento    • 4 •   (mus.) in una composizione musicale, l'insieme degli elementi che, subordinati alla parte principale, le conferiscono risalto e ambientazione armonica    • 5 •   tiro di accompagnamento, (mil.) azione di fuoco dell'artiglieria che precede e appoggia un attacco di fanteria o di carri armati.
accompagnare   v. tr.    • 1 •   seguire per amicizia, cortesia o protezione; scortare: accompagnare qualcuno alla stazione, a scuola, in chiesa, dal dentista    • 2 •   (fig.) seguire: accompagnare qualcuno con lo sguardo, con il pensiero  | accompagnare la porta, seguirla con la mano per non farla sbattere | accompagnare un tiro, nella caccia, seguire con il fucile i movimenti dell'animale preso di mira | accompagnare un colpo, nel pugilato, assecondare la forza del proprio pugno con la spinta del corpo; seguire la traiettoria del pugno dell'avversario spostandosi indietro, in modo da attutire il colpo    • 3 •   unire una cosa a un'altra; far seguire, mettere insieme: accompagnare un dono con un mazzo di fiori    • 4 •   (mus.) eseguire un accompagnamento con uno strumento musicale o con la voce: accompagnare al pianoforte  | accompagnarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   unirsi come compagno: accompagnarsi a, con qualcuno    • 2 •   armonizzarsi, intonarsi: due colori che si accompagnano bene    • 3 •   (mus.) sostenere il proprio canto col suono di uno strumento.
accompagnatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi accompagna, chi fa da guida o da scorta: accompagnatore turistico, sportivo    • 2 •   (mus.) chi esegue l'accompagnamento.
accompagnatoria   s.f.  (burocr.) lettera con cui si accompagna l'invio di atti, documenti ecc. | anche agg.  : lettera accompagnatoria. 
accompagnatorio   agg.  (burocr.) che accompagna, che costituisce un allegato: fattura accompagnatoria. 
accompagnatura   s.f.  (ant. , lett.) accompagnamento, seguito | accordo, armonizzazione.
accompagno   s.m.    • 1 •   (burocr.) accompagnamento: bolletta d'accompagno    • 2 •   (region.) funerale, onoranze funebri.
accomunabile   agg.  che si può accomunare.
accomunamento   s.m.  l'accomunare, l'essere accomunato.
accomunare   v. tr.    • 1 •   mettere in comune: accomunare i beni, le forze    • 2 •   riunire: accomuna in sé i peggiori difetti    • 3 •   rendere simile; avvicinare, unire spiritualmente: ci accomuna l'amore per la musica  | accomunarsi v. rifl.  rendersi simile, affine | v. rifl.  unirsi, mettersi insieme.
acconciamento   s.m.  (non com.) l'acconciare, l'acconciarsi.
acconciare   v. tr.    • 1 •   accomodare con arte o eleganza; abbigliare, adornare: acconciare i capelli, le vesti; acconciare la sposa    • 2 •   (non com.) preparare, disporre (anche fig.): acconciare l'animo a una novità    • 3 •   (ant.) sistemare in modo conveniente; accasare    • 4 •   (ant.) mettere d'accordo | acconciarsi v. rifl.    • 1 •   accomodarsi i capelli; abbigliarsi, abbellirsi    • 2 •   (non com.) adattarsi, rassegnarsi: acconciarsi a fare qualcosa    • 3 •   (ant.) prepararsi, disporsi: volentieri io mi t'acconcio a udire  (ariosto o. f.  xliii, 71)    • 4 •   (ant.) mettersi d'accordo, accordarsi: con lui s'acconciò per servidore  (boccaccio dec.  ii, 9).
acconciatore   s.m.  [f. -trice] chi acconcia, spec. i capelli.
acconciatura   s.f.    • 1 •   l'acconciare, l'acconciarsi, l'essere acconciato    • 2 •   modo di acconciare o di ornare i capelli; pettinatura fatta con arte | ornamento femminile del capo: acconciatura da sposa. 
acconcio   (1) agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   (lett.) opportuno, conveniente, idoneo: parole acconce; luogo, tempo acconcio    • 2 •   (ant.) abbigliato o preparato con arte    • 3 •   (ant.) disposto: voi sapete che la gente è più acconcia a credere il male che il bene  (boccaccio dec.  iii, 6) § acconciamente avv. 
acconcio   (2) s.m.  (ant.)    • 1 •   sistemazione, ordinamento, adattamento    • 2 •   vantaggio, opportunità, comodo | venire, tornare in acconcio, a proposito.
accondiscendente   part. pres.  di accondiscendere   agg.  condiscendente: una persona accondiscendente. 
accondiscendenza   s.f.  condiscendenza.
accondiscendere   v. intr.  [coniugato come scendere; aus. avere] condiscendere; acconsentire, aderire: finì con l'accondiscendere alle mie richieste. 
accone   s.m.  imbarcazione a fondo piatto usata un tempo per trasportare merci.
acconigliare   v. tr.  [io acconìglio ecc.] (ant.) ritirare i remi dall'acqua, disponendoli orizzontalmente, pronti per essere reimmersi.
acconsentimento   s.m.  (non com.) l'acconsentire; consenso.
acconsentire   v. intr.  [io acconsènto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   dare il consenso, consentire, assentire; aderire: acconsentire con un cenno; acconsentire a una richiesta  | prov.  : chi tace acconsente, chi non rifiuta apertamente, mostra di accettare    • 2 •   (fig. non com.) di cose, sopportare elasticamente una sollecitazione esterna, una pressione o una trazione: la molla non acconsente al peso  | v. tr.  (mar.) filare un cavo troppo teso per evitarne la rottura.
acconsenziente   part. pres.  di acconsentire  e agg.  nei sign. del verbo.
accontarsi   v. rifl.  [io mi accónto ecc.] (ant.) incontrarsi; avere un abboccamento; accordarsi.
accontentamento   s.m.  l'accontentare, l'accontentarsi; appagamento.
accontentare   v. tr.  [io accontènto ecc.] rendere contento; soddisfare, appagare: lo accontentano in tutti i suoi desideri  | accontentarsi v. rifl.  ritenersi pago, soddisfatto; limitarsi nei propri desideri: si accontenta di poco. 
acconto   (1) s.m.  pagamento parziale anticipato di un dato prezzo: dare, ricevere, chiedere, versare un acconto; una somma in acconto. 
acconto   (2) agg.  (ant.) amico, familiare.
accoppare   v. tr.  [io accòppo ecc.] (pop.) colpire a morte, uccidere | (iperb.) ridurre a mal partito: accoppare qualcuno di botte  | accopparsi v. rifl.  o intr. pron.  (pop.) uccidersi, morire.
accoppiabile   agg.  che si può accoppiare.
accoppiamento   s.m.    • 1 •   l'accoppiare, l'accoppiarsi (anche fig.)    • 2 •   (biol.) unione di individui di sesso opposto per la riproduzione sessuale    • 3 •   (tecn.) connessione fra due sistemi che si scambiano energia | connessione tra due parti meccaniche a contatto: accoppiamento mobile, stabile    • 4 •   (elettr.) connessione tra due o più circuiti i cui flussi magnetici si concatenano.
accoppiare   v. tr.  [io accòppio ecc.]    • 1 •   congiungere, unire in coppia; appaiare, accostare (anche fig.): accoppiare pregi e difetti  | prov.  : dio fa gli uomini e poi li accoppia, persone simili si ritrovano e stanno bene insieme (con sfumatura iron. o scherz.)    • 2 •   far unire il maschio di un animale con la femmina | accoppiarsi v. rifl.  disporsi, unirsi in coppia | v. rifl.  congiungersi, unirsi sessualmente (detto di animali).
accoppiata   s.f.  nell'ippica, scommessa che si effettua su due cavalli per la vittoria di uno e il secondo posto dell'altro: accoppiata vincente. 
accoppiato   part. pass.  di accoppiare   agg.  nei sign. del verbo | rima accoppiata, la rima fra due versi consecutivi, detta anche rima baciata  | verso accoppiato, quello formato da due versi uguali divisi da una cesura.
accoppiatoio   s.m.    • 1 •   guinzaglio per legare in coppia i cani da caccia    • 2 •   (tecn.) giunto.
accoppiatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (rar.) chi accoppia    • 2 •   nel medioevo, magistrato straordinario fiorentino e senese addetto alle operazioni elettorali    • 3 •   (tecn.) apparecchio che collega le condutture elettriche e idrauliche tra due veicoli ferroviari o tra un autocarro e il rimorchio    • 4 •   (elettr.) dispositivo che collega due circuiti.
accoppiatrice   s.f.    • 1 •   (elettr.) macchina per la produzione di cavi elettrici accoppiati    • 2 •   nell'industria tessile, binatrice.
accoppiatura   s.f.  (non com.) accoppiamento.
accoramento   s.m.  afflizione, tristezza.
accorare   v. tr.  [io accòro ecc.]    • 1 •   colpire al cuore | accorare il maiale, (tosc.) ammazzarlo trafiggendogli il cuore    • 2 •   (fig.) addolorare profondamente; rattristare, affliggere: la notizia accorò tutti  | accorarsi v. rifl.  addolorarsi profondamente.
accorato   part. pass.  di accorare   agg.    • 1 •   addolorato, afflitto, triste: essere, mostrarsi accorato; parole accorate    • 2 •   (ant.) trafitto al cuore § accoratamente avv.  tristemente, con sofferenza.
accoratoio   s.m.  coltello acuminato usato per accorare i maiali.
accorazione   s.f.  (lett.) accoramento.
accorciabile   agg.  che si può accorciare.
accorciamento   s.m.  l'accorciare, l'accorciarsi, l'essere accorciato; abbreviazione.
accorciare   v. tr.  [io accórcio ecc.] rendere più corto; abbreviare (anche fig.): accorciare una gonna, un discorso; accorciare i tempi  | v. intr.  [aus. essere], accorciarsi v. rifl.  diventare più corto: in autunno le giornate si accorciano. 
accorciativo   agg.  che serve ad accorciare  s.m.  forma abbreviata di una parola: «auto» è accorciativo di «automobile». 
accorciatoia   s.f.  (region.) scorciatoia.
accorciatura   s.f.  accorciamento.
accordabile   agg.  che si può accordare § accordabilmente avv.  (rar.) compatibilmente.
accordamento   s.m.  (non com.) accordo.
accordanza   s.f.  (ant. poet.) accordo, armonia.
accordare   v. tr.    • 1 •   mettere d'accordo, conciliare: accordare due avversari; accordare la fede con la ragione    • 2 •   (mus.) portare uno strumento all'intonazione esatta; armonizzarlo con altri: accordare il violino; accordare il pianoforte con l'orchestra    • 3 •   (estens.) creare un effetto armonico, armonizzare: accordare i colori    • 4 •   concedere: accordare una grazia, un permesso    • 5 •   (gramm.) concordare i vari elementi di una proposizione: accordare il predicato con il soggetto  | accordarsi v. rifl.  mettersi d'accordo: accordarsi sul prezzo  | v. rifl.  essere conforme, armonizzarsi: il blu si accorda bene col giallo. 
accordata   s.f.  accordatura rapida, fatta alla meglio: dare un'accordata al pianoforte. 
accordato   part. pass.  di accordare   agg.  (mus.) portato alla giusta intonazione; in accordo, in armonia: strumenti perfettamente accordati. 
accordatore   s.m.  [f. -trice] chi accorda strumenti musicali, spec. pianoforti.
accordatura   s.f.  (mus.) operazione consistente nel dare la giusta intonazione alle corde o alle altre parti che producono i suoni negli strumenti, regolandole in base al diapason; in molti strumenti a corda, l'insieme delle note sulle quali vengono intonate le corde.
accordellare   v. tr.  [io accordèllo ecc.] (non com.) attorcere in forma di corda.
accordio   (1) s.m.  tipo di organino.
accordio   (2) s.m.  prolungata e noiosa accordatura di strumenti musicali.
accordissimo   solo nella loc. avv. d'accordissimo, (fam.) perfettamente d'accordo, benissimo.
accordo   s.m.    • 1 •   concordia; armonia di volontà, di sentimenti; intesa: in perfetto accordo; di comune, di buon accordo; essere, restare, andare, mettersi d'accordo  | andare d'amore e d'accordo, essere in perfetta armonia | andare d'accordo come cani e gatti, bisticciare continuamente    • 2 •   (mus.) combinazione armonica di più suoni emessi simultaneamente: accordi consonanti, dissonanti    • 3 •   (dir.) incontro di due o più volontà per dar vita a un successivo rapporto giuridico; patto, trattato; convenzione: concludere, firmare un accordo; accordo internazionale; accordo fra le parti    • 4 •   (banc.) intesa fra le banche in materia di tassi e condizioni da applicare alla clientela    • 5 •   (gramm.) concordanza: l'accordo del soggetto con il predicato. 
accorgersi   v. rifl.  [pres. io mi accòrgo, tu ti accòrgi ecc. ; pass. rem. io mi accòrsi, tu ti accorgésti ecc. ; part. pass. accòrto]    • 1 •   scorgere improvvisamente, avvedersi: non si era accorto di me; mi sto accorgendo che s'è fatto tardi    • 2 •   (fig.) cominciare a capire, a comprendere, a rendersi conto: si accorse di avere sbagliato  | fare qualcosa senz'accorgersene, inavvertitamente; (fam.) senza fatica.
accorgimento   s.m.    • 1 •   prontezza nell'accorgersi, intuito, accortezza: essere dotato di accorgimento; avere l'accorgimento di fare qualcosa    • 2 •   astuzia, espediente ingegnoso: usare un accorgimento. 
accorpamento   s.m.  l'accorpare, l'essere accorpato: accorpamento delle aliquote di un'imposta. 
accorpare   v. tr.  [io accòrpo ecc.] riunire cose, strutture, organizzazioni prima separate; fondere, unificare: accorpare due terreni, due uffici. 
accorre    ⇨ accogliere.
accorrere   v. intr.  [coniugato come correre; aus. essere] correre verso un luogo, spec. per portare aiuto: accorrere sul luogo dell'incidente. 
accorruomo   o accorr'uomo, inter.  (ant.) invocazione di aiuto: gridare accorruomo, invocare soccorso.
accorso   part. pass.  di accorrere   agg.  nei sign. del verbo.
accortezza   s.f.  qualità di chi è accorto; astuzia, avvedutezza, cautela: agire con accortezza. 
accorto   part. pass.  di accorgersi   agg.    • 1 •   perspicace, prudente, avveduto: persona accorta; usare parole accorte  | essere, stare accorto, fare molta attenzione | fare qualcuno accorto di qualcosa, avvertirlo, metterlo in guardia    • 2 •   (ant.) che sa, che conosce; informato, esperto: donna del ciel, di queste cose accorta  (dante purg.  ix, 88)    • 3 •   (ant.) pronto, tempestivo § accortamente avv. 
accosciarsi   v. rifl.  [io mi accòscio ecc.] abbassarsi piegandosi sulle gambe.
accostabile   agg.  che si può accostare; (fig.) avvicinabile, affabile, alla mano: è una persona accostabile. 
accostamento   s.m.  l'accostare, l'accostarsi (anche fig.): accostamento di colori. 
accostare   v. tr.  [io accòsto ecc.] avvicinare: accostare l'automobile al marciapiede; mi accostò per parlarmi  | accostare la porta, socchiuderla | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   stare vicino, aderire: l'armadio non accosta bene alla parete    • 2 •   far mutare la direzione di una nave o di un aereo; avvicinare il fianco di un'imbarcazione a quello di un'altra o a una struttura fissa | accostarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   avvicinarsi (anche fig.): accostarsi alla finestra; accostarsi a una dottrina, aderirvi almeno in parte; accostarsi a un autore, ai classici, intraprenderne lo studio; accostarsi ai sacramenti, riceverli    • 2 •   rassomigliare: questo colore si accosta al marrone. 
accostata   s.f.  la manovra dell'accostare, riferita a navi e aerei.
accostatore   s.m.  (agr.) contadino che accosta le bestie ai covoni per la trebbiatura effettuata con il calpestio degli animali.
accostatura   s.f.    • 1 •   (non com.) accostamento    • 2 •   attaccatura, commettitura.
accostevole   agg.  (lett.) che si può accostare, affabile, alla mano.
accosto   avv.  vicino, da presso, a lato: gli stava accosto  | farsi accosto, avvicinarsi, accostarsi | nella loc. prep. accosto a, vicino a: accosto al muro   s.m.    • 1 •   (rar.) accostamento    • 2 •   (mar.) attracco, approdo: manovra, gancio di accosto   agg.    • 1 •   (pop. tosc.) accostato    • 2 •   (ant.) vicino.
accostolare   v. tr.  [io accòstolo ecc.] lavorare a costole un tessuto, un panno ecc.
accostolatura   s.f.  piega falsa assunta dal panno durante la tessitura.
accostumare   v. tr.  (non com.) avvezzare, abituare, assuefare | accostumarsi v. rifl.  abituarsi.
accostumato   part. pass.  di accostumare   agg.  nel sign. del verbo | (non com.) bene educato: una persona accostumata. 
accotonare   v. tr.  [io accotóno ecc.] arricciare il pelo ai pannilani; foderare di cotone | accotonare i capelli, cotonarli.
accotonatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto all'accotonatura.
accotonatura   s.f.  l'operazione dell'accotonare.
accottimare   v. tr.  [io accòttimo ecc.] dare a cottimo | (non com.) prendere a cottimo.
account   sost. m. invar.    • 1 •   funzionario di un'agenzia di pubblicità che interpreta le esigenze del cliente gestendone i fondi stanziati per una campagna di propaganda (anche account executive)    • 2 •   (inform.) codice che consente l'accesso a un sistema multiutente: disporre di un proprio account in internet. 
accovacciarsi   v. rifl.  [io mi accovàccio ecc.] di animali, ritirarsi nel covo; per estens., detto di persona, rannicchiarsi.
accovonare   v. tr.  [io accovóno ecc.] legare in covoni grano o altre piante di cereali.
accovonatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi accovona il grano    • 2 •   organo della mietilegatrice che riunisce gli steli per la legatura in covoni.
accozzabile   agg.  che si può accozzare.
accozzaglia   s.f.  insieme disordinato di persone o cose: un'accozzaglia di delinquenti; un'accozzaglia di oggetti. 
accozzame   s.m.  (non com.) accozzaglia.
accozzamento   s.m.  l'accozzare, l'accozzarsi; insieme di cose accozzate.
accozzare   v. tr.  [io accòzzo ecc.] mettere insieme senza ordine persone o cose: accozzare un esercito; accozzare i colori più disparati; non sa accozzare due parole  | accozzare i pentolini, (tosc.) mangiare insieme portando ciascuno le proprie provviste | accozzarsi v. rifl.    • 1 •   (lett.) incontrarsi, riunirsi di persone o cose    • 2 •   (ant.) accordarsi    • 3 •   (ant.) azzuffarsi.
accozzaticcio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.) accozzato, messo insieme alla meglio.
accozzo   s.m.  l'accozzare; accozzamento: un accozzo di colori diversi. 
accreditabile   agg.  che si può accreditare.
accreditamento   s.m.    • 1 •   l'accreditare | accreditamento di un agente diplomatico, (dir.) la sua presentazione ufficiale, mediante lettere credenziali, alle autorità del paese straniero nel quale egli è inviato    • 2 •   (comm. , banc.) operazione contabile mediante la quale una banca o altro ente mette a disposizione di una persona una determinata somma: ordine di accreditamento  | assegno per accreditamento, quello che non può essere riscosso in contanti, ma soltanto accreditato sul conto corrente dell'ultimo giratario | lettera di accreditamento, comunicazione della banca a un cliente dell'avvenuto accredito.
accreditante   part. pres.  di accreditare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  (dir.) chi, con un'operazione contabile, mette a disposizione di altri una data somma per un tempo stabilito.
accreditare   v. tr.  [io accrédito ecc.]    • 1 •   dare credito a qualcosa, avvalorare, convalidare: accreditare una notizia, un'opinione    • 2 •   provvedere un agente diplomatico di lettere credenziali    • 3 •   (comm. , banc.) ascrivere a credito; compiere un accreditamento | accreditarsi v. rifl.  acquistare credito.
accreditatario   s.m.  [f. -a] (banc.) persona a favore della quale una banca apre un credito per conto di un cliente.
accreditato   part. pass.  di accreditare   agg.    • 1 •   che gode di credito e fiducia: notizie accreditate    • 2 •   munito di lettere credenziali: ambasciatore accreditato presso la santa sede  | giornalista accreditato, autorizzato ad accedere a determinati uffici per averne informazioni  s.m.  [f. -a] (banc.) chi ha un credito bancario aperto.
accredito   s.m.  (comm. , banc.) accreditamento.
accrescere   v. tr.  [coniugato come crescere] rendere maggiore di quantità o di numero; ampliare, aumentare: accrescere il patrimonio  | v. intr.  [aus. essere], accrescersi v. rifl.  aumentare, ingrandirsi.
accrescimento   s.m.    • 1 •   l'accrescere, l'accrescersi; incremento, aumento    • 2 •   (biol.) aumento nel tempo delle dimensioni di un organismo | ormone dell'accrescimento, ormone somatotropo    • 3 •   (min.) graduale aumento delle dimensioni di un cristallo per lenta e ordinata sovrapposizione di particelle    • 4 •   (dir.) aumento della quota spettante a un coerede, condonatario o collegatario, per mancato rilevamento della quota da parte di altro erede, donatario o legatario.
accrescitivo   agg.  che accresce, che ha capacità di accrescere  s.m.  (gramm.) forma alterata di un sostantivo o di un aggettivo, che esprime un'idea di grande, maggiore del normale o anche di importante, di miglior qualità si otteniene mediante aggiunta del suffisso (detto appunto 'accrescitivo') -one  per il m., -ona  per il f. (p. e. libro / librone, casa / casona, professore / professorone), a volte anche con cambiamento di genere (p. e. la stanza / lo stanzone) | falso accrescitivo, gioco enigmistico che consiste nel porre in relazione due termini di cui uno è apparentemente l'accrescitivo dell'altro (p. e. matto  e mattone).
accrescitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi accresce.
accrespare   v. tr.  [io accréspo ecc.] (rar.) increspare.
accrespatura   s.f.  (rar.) increspatura.
accrezione   s.f.  (scient.) accrescimento; ispessimento.
accroccare   v. tr.  [io accròcco, tu accròcchi ecc.]    • 1 •   (ant.) prendere col crocco; (fig.) accalappiare    • 2 •   (region.) affibbiare, appioppare.
accrocco   s.m.  [pl. -chi] (region.)    • 1 •   macchina, dispositivo fatto con pezzi messi su alla meglio    • 2 •   (estens.) lavoro abborracciato, malfatto.
accrochage   s.m. invar.  negli sport nautici, collisione.
accubito   s.m.    • 1 •   posizione sdraiata con appoggio su un gomito    • 2 •   il triclinio greco-romano su cui i commensali stavano sdraiati appoggiandosi sul gomito    • 3 •   (etnol.) lo stesso che covata. 
accucciarsi   v. rifl.  [io mi accùccio ecc.]    • 1 •   detto di cani, mettersi nella cuccia; anche, mettersi giù, accovacciarsi    • 2 •   (estens.) riferito a persona, rannicchiarsi.
accucciolarsi   v. rifl.  [io mi accùcciolo ecc.] (non com.) accucciarsi.
accudire   v. intr.  [io accudisco, tu accudisci ecc. ; aus. avere] attendere con cura a un lavoro: accudire alle faccende domestiche  | v. tr.  assistere; aver cura di: accudire un malato. 
acculamento   s.m.    • 1 •   l'acculare, l'accularsi, detto di animali    • 2 •   (mar.) inarcatura progressiva dei madieri di uno scafo.
acculare   v. tr.  far indietreggiare un animale (cavallo, bue o sim.) | acculare un carro, appoggiarlo sulla parte posteriore, con le stanghe in alto | accularsi v. rifl.  detto di quadrupedi, mettersi a sedere poggiando la parte anteriore del corpo sulle zampe anteriori ritte.
acculattare   v. tr.  sollevare qualcuno per le braccia e le gambe e poi lasciarlo ricadere facendogli battere ripetutamente il sedere in terra o su una pietra (era un'antica pena; è ancora in uso fra ragazzi, come punizione scherzosa).
acculattata   s.f.  nel medioevo, pena ignominiosa che si infliggeva ai debitori insolventi acculattandoli per tre volte su di una pietra (detta pietra del vitupèro).
acculturamento   s.m.  acculturazione.
acculturare   v. tr.  (etnol. , sociol.) far compiere un processo di acculturazione | acculturarsi v. rifl.  adattarsi volontariamente o forzatamente a un processo di acculturazione.
acculturazione   s.f.    • 1 •   (etnol.) processo di adattamento, spesso forzoso, di un popolo o di un gruppo sociale a una cultura dominante    • 2 •   (sociol.) processo di interazione e integrazione culturale tra gruppi sociali diversi.
accumulabile   agg.  che si può accumulare.
accumulamento   s.m.  l'accumulare, l'accumularsi.
accumulare   v. tr.    • 1 •   mettere in cumulo; mettere più cose l'una sull'altra    • 2 •   (fig.) raccogliere in quantità: accumulare denaro, esperienza  | (assol.) mettere da parte denaro: quell'uomo ha accumulato per tutta la vita  | accumularsi v. rifl.  ammucchiarsi, ammassarsi (anche fig.).
accumulatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi accumula    • 2 •   (tecn.) apparecchio che accumula e conserva energia elettrica, meccanica o termica in modo che si possa poi facilmente utilizzare; p. e. l'accumulatore elettrico  accumula l'energia elettrica, ricevuta da un generatore di corrente continua, convertendola in energia potenziale chimica che restituisce mediante un circuito utilizzatore passivo    • 3 •   (elettron.) nei calcolatori, zona di memoria destinata alle operazioni aritmetiche e logiche.
accumulazione   s.f.    • 1 •   l'accumulare, l'accumularsi    • 2 •   (econ.) in un sistema economico, destinazione di parte del prodotto all'accrescimento dei mezzi di produzione | accumulazione originaria, nella teoria marxiana, fase di trasformazione economica e sociale che sta alla base del processo di accumulazione capitalistica    • 3 •   (geol.) processo di formazione di grandi depositi detritici di varia natura (alpini, desertici, glaciali ecc.)    • 4 •   bacino di accumulazione, in idraulica, lago artificiale    • 5 •   punto di accumulazione, (mat.) in un insieme, punto che ammette in ogni suo intorno un numero infinito di punti dello stesso insieme.
accumulo   s.m.  accumulazione; insieme di cose accumulate: accumulo di materiali, di energia, di capitali, di conoscenze. 
accuratezza   s.f.    • 1 •   attenzione scrupolosa nel compiere qualcosa; cura, diligenza: lavorare con accuratezza    • 2 •   esecuzione accurata: l'accuratezza di una ricerca    • 3 •   (tecn.) indice di precisione di uno strumento di misura o di una misura strumentale.
accurato   agg.    • 1 •   fatto con cura, con attenzione: ricerca accurata    • 2 •   che opera con diligenza e precisione: un accurato esecutore di ordini  § accuratamente avv. 
accusa   s.f.    • 1 •   attribuzione di una colpa: fare, muovere, rivolgere un'accusa a qualcuno; provare, confutare, smentire un'accusa    • 2 •   (relig.) nella confessione, la denuncia dei propri peccati    • 3 •   (dir.) imputazione: formulare, intentare un'accusa; difendersi da un'accusa; essere assolto, prosciolto da un'accusa  | stato d'accusa, condizione di chi è imputato di reato | capo d'accusa, descrizione del fatto per cui l'imputato è citato in giudizio | (pubblica) accusa, il magistrato che in un processo sostiene il ruolo di accusatore per conto dello stato | atto d'accusa, quello che porta a conoscenza dell'imputato il reato a lui attribuito    • 4 •   in alcuni giochi con le carte, dichiarazione di una speciale combinazione che dà diritto a determinati punti di vantaggio.
accusabile   agg.  che si può accusare.
accusare   v. tr.    • 1 •   muovere un'accusa a qualcuno; incolpare: accusare qualcuno di trascuratezza  ' accusare la sorte, il caso, il destino, attribuire a essi la causa delle proprie disgrazie    • 2 •   denunciare all'autorità giudiziaria: accusare qualcuno di omicidio    • 3 •   rivelare, manifestare: il suo volto accusava stanchezza  | dichiarare di provare, di sentire: accusava un dolore al capo  | accusare il colpo, trovarsi in difficoltà per effetto di un colpo ricevuto (spec. fig.) | accusare ricevuta di qualcosa, (burocr.) dichiarare di averla ricevuta    • 4 •   in alcuni giochi con le carte, dichiarare una particolare combinazione: accusare tre assi    • 5 •   nella scherma, dichiarare di essere stato toccato | accusarsi v. rifl.  dichiararsi colpevole: accusarsi di un furto  | v. rifl.  incolparsi reciprocamente.
accusativo   agg.  e s.m.  si dice del caso grammaticale che in alcune lingue antiche (latino, greco, sanscrito) e moderne (p. e.  tedesco, russo) indica il complemento oggetto dei verbi transitivi (mangio la mela), il complemento oggetto interno dei verbi intransitivi (vivo la vita) e altre funzioni di estensione, di durata, di relazione ecc.: accusativo di moto a luogo, di tempo continuato, di relazione  o alla greca  | accusativo con l'infinito, in alcune lingue indoeuropee, la costruzione delle proposizioni cosiddette oggettive e soggettive, rette da verbi transitivi come dire, pensare ecc. 
accusato   part. pass.  di accusare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è in stato di accusa; imputato.
accusatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi accusa    • 2 •   (dir.) pubblico ufficiale che esercita l'azione penale nell'interesse dello stato | pubblico accusatore, nel linguaggio corrente, pubblico ministero.
accusatorio   agg.    • 1 •   che accusa, che contiene un'accusa; che è proprio dell'accusatore: discorso, tono accusatorio    • 2 •   sistema accusatorio, (dir.) tipo di processo penale, proprio dei paesi anglosassoni, caratterizzato dalla parità tra accusa e difesa e dalla pubblicità degli atti del processo; si contrappone al sistema inquisitorio. 
accusazione   s.f.  (ant.) accusa.
accuso   s.m.  (region.) nei giochi con le carte, accusa.
ace   s.m. invar.  nel tennis, battuta di servizio imprendibile.
-ace  -ace suffisso di aggettivi di derivazione latina (continua il latino -a¯cem), i quali esprimono attitudine, capacità (audace, loquace).
acedia   s.f.  (lett.) indifferenza, malinconia; stato di depressione che frena la volontà accidia.
-acee  -acee suffisso che ricalca il latino -ace°ae, nom. pl. f. di -ace°us  '-aceo', usato nella terminologia della moderna sistematica botanica per formare i nomi che designano le piante; viene normalmente aggiunto alla radice del nome di un genere che fa parte di quella famiglia (p. e. rosacee  da rosa). [ ⇨ -aceo].
acefali   s.m. pl.  (zool.) classe di molluschi in cui non è distinta la regione cefalica; bivalvi, lamellibranchi | sing.  [-o] ogni mollusco appartenente a tale classe.
acefalia   s.f.    • 1 •   (med.) mancanza congenita della testa    • 2 •   nella metrica classica, mancanza in un verso della prima sillaba.
acefalo   agg.    • 1 •   senza capo (anche fig.): busto acefalo  | manoscritto acefalo, (filol.) mancante della prima o delle prime pagine    • 2 •   nella metrica classica, si dice di verso mancante della prima sillaba.
acellulare   agg.  (biol.) senza cellule; che non ha struttura cellulare (p. e.  alcuni funghi).
acentrico   agg.  [pl. -ci] che manca di un centro, di un nucleo centrale: los angeles è una città acentrica. 
-aceo  -aceo suffisso deriv. del lat. -ace°us, presente in aggettivi, per la maggior parte di derivazione latina, che esprimono relazione, somiglianza (cartaceo, erbaceo).
aceracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, arboree o arbustive, tra cui l'acero | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
aceraia   s.f.  bosco di aceri.
aceraterio   s.m.  (zool.) rinoceronte fossile del cenozoico, probabile antenato dei rinoceronti attuali.
acerbare   v. tr.  [io acèrbo ecc.] (ant. lett.) esacerbare, inasprire.
acerbezza   s.f.  acerbità.
acerbità   s.f.  l'essere acerbo (spec. fig.).
acerbo   agg.    • 1 •   non maturo (anche fig.): frutta acerba; è troppo acerbo per questi studi    • 2 •   acre, aspro (anche fig.): sapore, rimprovero acerbo    • 3 •   (lett.) doloroso, amaro § acerbamente avv.    • 1 •   con asprezza di modi: rimproverare acerbamente    • 2 •   dolorosamente: rimpiangere acerbamente    • 3 •   (lett.) immaturamente: mie speranze acerbamente ha spente  (petrarca canz.  cccxxiv, 6).
acereta   s.f. , o acereto s.m. , terreno piantato ad aceri.
acero   s.m.    • 1 •   genere di piante arboree, tipiche delle regioni temperate dell'emisfero sett., con fusto alto, foglie palmate, fiori verdognoli e frutti alati; il legno è usato in falegnameria e nell'industria della carta    • 2 •   il legno dell'acero.
aceroso   agg.  (bot.) aghiforme.
acerra   s.f.  turibolo usato dagli antichi sacerdoti romani.
acerrimo   agg.  [superl. di acre] accanito, implacabile: nemico acerrimo  § acerrimamente avv. 
acervo   s.m.  (lett.) mucchio, cumulo.
acervolo   o acervulo, s.m.  (bot.) tipo di conidio.
acescente   agg.  che può inacidirsi, che tende all'acidità.
acescenza   s.f.  inacidimento, per fermentazione, del vino o di altri liquidi a bassa gradazione alcolica.
acet(o)-  acet(o)- primo elemento di nomi composti della terminologia chimica, indicante che in un composto organico è presente il radicale monovalente ch3coo4 derivato dall'acido acetico.
acetabolo   o acetabulo, s.m.    • 1 •   (anat.) cavità sferoidale dell'osso iliaco nella quale ruota la testa del femore    • 2 •   nell'antica roma, ampollina per l'aceto.
acetabularia   s.f.  (bot.) alga delle clorofite, simile a un esile fungo, di colore verde chiaro.
acetabulo    ⇨ acetabolo.
acetaldeide   s.f.  (chim.) aldeide acetica o etanale, liquido incolore, volatile, di odore pungente, prodotto di ossidazione dell'alcol etilico; è un importante intermedio in varie industrie chimiche.
acetale   s.m.  (chim.) denominazione comune di una classe di composti organici eterei risultanti dall'addizione di alcoli ad aldeidi o a chetoni, usati in profumeria e per la produzione di materie plastiche.
acetammide   s.f.  (chim.) ammide dell'acido acetico; si usa in farmacia e nella produzione di materie plastiche.
acetato   s.m.    • 1 •   (chim.) sale o estere che risulta dalla reazione tra l'acido acetico e una base o un alcol | acetati di sodio, di potassio, di alluminio, di cromo, usati come reattivi o come mordenti | acetato di metile, acetato di etile, esteri dell'acido acetico usati come solventi | acetato di cellulosa  o acetilcellulosa, estere dell'acido acetico usato nella produzione della seta artificiale    • 2 •   disco di materia plastica sul quale, per prova, viene riversata l'incisione di un brano musicale    • 3 •   filato artificiale simile alla seta, ottenuto per filatura di soluzioni concentrate di acetilcellulosa.
acetico   agg.  [pl. m. -ci] dell'aceto | acido acetico, (chim.) liquido incolore, caustico, di odore pungente, che si trova libero nell'aceto; si produce ossidando l'aldeide acetica in presenza di catalizzatori; è usato nelle industrie di materie plastiche, medicinali ecc. | aldeide acetica, acetaldeide.
acetificare   v. tr.  [io acetìfico, tu acetìfichi ecc.] (chim.) trasformare l'alcol in acido acetico.
acetificatore   s.m.  apparecchio usato nella produzione dell'aceto.
acetificazione   s.f.  (chim.) l'acetificare; trasformazione del vino o di altri liquidi alcolici in aceto a opera di microrganismi.
acetificio   s.m.  fabbrica di aceto.
acetil-  acetil- primo elemento di nomi composti della terminologia chimica, che indica il radicale acetile. 
acetilare   v. tr.  (chim.) sottoporre ad acetilazione: composto acetilato. 
acetilato   s.m.  [a-ce-ti-là-to] (chim.) composto organico che ha subito un processo di acetilazione.
acetilazione   s.f.  (chim.) introduzione di uno o più radicali acetile in un composto organico.
acetilcellulosa   s.f.  (chim.) estere acetico della cellulosa (detto anche acetato di cellulosa); viene usato per la fabbricazione di fibre artificiali, vernici, pellicole.
acetilcolina   s.f.  (med.) sostanza che viene liberata dalle cellule nervose e che consente la trasmissione dell'impulso nervoso tra una cellula e l'altra.
acetile   s.m.  (chim.) radicale dell'acido acetico.
acetilene   s.m.  (chim.) idrocarburo gassoso, incolore, appartenente alla classe degli alchini, che brucia con fiamma luminosa; serve come combustibile per la saldatura autogena e per l'illuminazione: lampada ad acetilene. 
acetilenico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) dell'acetilene | serie acetilenica, serie di idrocarburi alifatici o alchinici, insaturi per un triplo legame fra due atomi di carbonio.
acetilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) che deriva da acetile; composto di acetile.
acetilsalicilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido risultante dalla reazione dell'anidride acetica con l'acido salicilico, usato in farmacia, con il nome commerciale di aspirina ®, come analgesico, antinfiammatorio e antifebbrile.
acetiluro   s.m.  (chim.) composto ottenuto dall'acetilene per sostituzione di uno o due atomi di idrogeno con metalli: acetiluro di argento. 
acetimetro   s.m.  strumento che misura il grado di concentrazione di acido acetico nell'aceto.
acetino   s.m.  varietà di granato di colore rosso chiaro.
acetire   v. intr.  [io acetisco, tu acetisci ecc. ; aus. essere] (non com.) diventare aceto; inacidire.
aceto   s.m.    • 1 •   prodotto della fermentazione del vino o di altri liquidi alcolici, usato come condimento, nella conservazione di prodotti alimentari e in farmacia: condire con olio e aceto; mettere sott'aceto  (o sottaceto) | conserve sotto aceto  (o sottaceto), prodotti alimentari, generalmente vegetali, conservati per mezzo dell'aceto | prendere d'aceto, si dice del vino che comincia a inacidire; (fig. fam.) di persona che si altera facilmente    • 2 •   soluzione di sostanze medicamentose nell'aceto: aceto aromatico    • 3 •   (fig. lett.) spirito mordace.
acetone   s.m.    • 1 •   (chim.) liquido etereo, incolore, volatilissimo, infiammabile; si ottiene per fermentazione di sostanze amidacee e, industrialmente, dall'alcol isopropilico o dal propilene: si usa soprattutto come solvente e come intermedio chimico    • 2 •   (med.) prodotto del metabolismo dei grassi che viene eliminato nelle urine o nell'aria espirata; se ne determina un eccesso (soprattutto nell'organismo di neonati o lattanti) quando c'è carenza di zuccheri o il loro metabolismo è difettoso.
acetonemia   s.f.  (med.) quantità eccessiva di acetone nel sangue.
acetonemico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo ad acetonemia: vomito acetonemico. 
acetonico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo all'acetone: acido acetonico. 
acetonuria   s.f.  (med.) presenza di un'eccessiva quantità di acetone nelle urine.
acetosa   s.f.  pianta erbacea perenne, con foglie a saetta di sapore acido, fiori verdi e rossi raccolti in pannocchia (fam.  poligonacee); è detta pop. erba brusca. 
acetosella   s.f.  pianta erbacea con foglie simili a quelle del trifoglio, di sapore acido, da cui si estrae il sale di acetosella, usato per togliere le macchie di inchiostro e di ruggine (fam.  oxalidacee).
acetosità   s.f.  sapore d'acido, d'aceto.
acetoso   agg.  che sa di aceto.
achenio   s.m.  (bot.) frutto secco indeiscente, con pericarpo sottile, che racchiude un unico seme.
acheo   agg.  dell'acaia, regione della grecia antica e moderna: dialetto acheo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi abitava o era nativo dell'antica acaia | (estens. lett.) greco.
acheronte   s.m.  (poet.) l'oltretomba pagano.
acheronteo   agg.  (poet.) dell'acheronte; infernale: errar vede il suo spirto / fra 'l compianto de' templi acherontei  (foscolo sepolcri  43-44).
acherontico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) acheronteo.
acheronzia   s.f.  farfalla notturna più nota come atropo  o pop. testa di morto. 
acheropita   agg.  e s.f.  immagine sacra di origine miracolosa.
acheuleano   agg.  e s.m.  si dice della cultura del paleolitico inferiore, caratterizzata da manufatti bifacciali di forma evoluta.
achilia   s.f.  (med.) mancanza di acido cloridrico e pepsina nella secrezione gastrica.
achillea   s.f.  pianta erbacea perenne con numerosi capolini bianchi o rosa e foglie finemente suddivise (fam.  composite).
achilleo   agg.    • 1 •   di achille    • 2 •   (anat.) relativo al tendine d'achille.
achiria   s.f.  (med.) assenza congenita di una o di entrambe le mani.
achivo   agg.  e s.m.  (lett.) acheo; per estens., greco.
aciclico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (fis.) si dice di fenomeno che non presenta caratteri di periodicità    • 2 •   (bot.) si dice di fiore i cui petali sono disposti a spirale    • 3 •   (chim.) si dice di composto organico avente una struttura a catena aperta | serie aciclica, serie alifatica.
acicolare   o aciculare, agg.  (scient.) aghiforme: foglia acicolare; cristalli acicolari. 
acidaro   o acidario, s.m.  antico, caratteristico berretto a forma di corno, simile a quello portato dai dogi di venezia.
acidezza   s.f.  (non com.) acidità.
acidificante   part. pres.  di acidificare   agg.  e s.m.  si dice di additivo chimico, come l'acido citrico, usato per acidificare prodotti alimentari.
acidificare   v. tr.  [io acidìfico, tu acidìfichi ecc.] rendere acido.
acidificazione   s.f.  (chim.) l'acidificare, l'essere acidificato.
acidimetria   s.f.  (chim.) insieme dei metodi di analisi chimica per misurare il grado di acidità di una soluzione.
acidimetro   s.m.  (chim.) apparecchio per misurare l'acidità di una soluzione.
acidità   s.f.    • 1 •   l'essere acido | acidità di stomaco, eccesso di secrezione acida    • 2 •   (fig.) acredine, asprezza: l'acidità di un carattere, di un giudizio    • 3 •   (chim.) presenza di ioni idrogeno liberi in una soluzione.
acid music   loc. sost. f.  tipo di musica rap le cui sonorità, molto dure, sono accompagnate da rumori prodotti elettronicamente a forte volume, con l'intento di suscitare le stesse sensazioni che si provano sotto l'effetto degli allucinogeni.
acido   agg.    • 1 •   di sapore aspro, pungente | latte acido, inacidito    • 2 •   (fig.) astioso e malevolo: una persona, una risposta acida    • 3 •   (chim.) proprio degli acidi, che presenta le caratteristiche degli acidi: reazione acida   s.m.    • 1 •   (chim.) sostanza solida, liquida o gassosa di sapore pungente che, in soluzione, libera ioni idrogeno e, combinandosi con una base, dà un sale: acido solforico, solfidrico; acidi organici, inorganici    • 2 •   sapore acre: sapere d'acido    • 3 •   (gerg.) droga allucinogena, in partic. quella nota come lsd § acidamente avv.  con astio e malevolmente.
acidofilia   s.f.  (scient.) l'essere acidofilo.
acidofilo   agg.    • 1 •   (chim.) che si colora con sostanze acide    • 2 •   (bot.) si dice di pianta che può vivere in terreni a reazione acida.
acidosi   s.f.  (med.) disturbo del ricambio per cui aumenta l'acidità del sangue; è caratteristico del diabete.
acidulare   v. tr.  [io acìdulo ecc.] rendere acidulo un liquido o un'altra sostanza.
acidulo   agg.    • 1 •   di sapore leggermente acido: acqua acidula    • 2 •   (fig.) un poco pungente, aspro: tono acidulo. 
acidume   s.m.  sostanza acida; insieme di sostanze acide; sapore acido.
acie   s.f. invar.  (st.) schieramento dell'esercito su un fronte molto esteso, ma di scarsa profondità.
acinace   s.m.  (st.) spada corta tipica di antichi persiani, medi e sciti, poi entrata in uso anche nell'esercito romano.
acinellatura   s.f.  (agr.) presenza di alcuni acini verdi e poco sviluppati nel grappolo d'uva.
acinesia   s.f.  (med.) difetto motorio non dovuto a diminuzione della forza muscolare, che si manifesta in malattie neurologiche (morbo di parkinson) o psichiatriche (isteria).
acineti   s.m. pl.  (zool.) classe di protozoi acquatici, talvolta parassiti, muniti di tentacoli retrattili attraverso i quali succhiano il nutrimento | sing.  [-o] ogni protozoo di tale classe.
acinetico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di acinesia; affetto da acinesia.
aciniforme   agg.  che è a forma d'acino: organo aciniforme. 
acino   s.m.    • 1 •   chicco dell'uva o di frutto simile    • 2 •   (estens.) ciascun grano della corona del rosario o di una collana    • 3 •   (anat.) elemento costitutivo di certe ghiandole (dette acinose), formato da cellule secernenti e da un condotto escretore.
acinoso   agg.    • 1 •   ricco di acini: uva acinosa    • 2 •   che ha la forma di acino: ghiandole acinose. 
acipenseriformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci dal corpo privo di squame e percorso, in alcuni generi, da cinque serie di scudi ossei; comprende lo storione | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
acirologia   s.f.  (ret.) uso improprio di un vocabolo o di una locuzione.
acirologico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di vocabolo o locuzione usati impropriamente.
aclamidato   o aclamide [a-clà-mi-de], agg.  (bot.) si dice di fiore sprovvisto di perianzio.
aclassismo   s.m.  teoria e pratica politica che prescindono dall'esistenza o dalla contrapposizione delle classi sociali.
aclassista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   che, chi non si riconosce in alcuna classe sociale    • 2 •   che, chi prescinde dall'esistenza o dalla contrapposizione delle classi sociali.
aclassistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'aclassismo o degli aclassisti.
aclista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è iscritto alle acli (associazioni cristiane lavoratori italiani).
acloridria   s.f.  (med.) carenza di acido cloridrico nella secrezione gastrica.
acme   s.f.    • 1 •   punto culminante: essere all'acme; raggiungere l'acme della fama    • 2 •   (med.) stadio più acuto di una malattia: acme febbrile. 
acmeismo   s.f.  movimento letterario russo fondato nel 1912 con l'intento di proporre un'arte concreta, improntata alla chiarezza espressiva; si opponeva polemicamente al simbolismo.
acmonital   s.m. invar.  nome dato a un acciaio inossidabile usato in italia per coniare monete dal 1939 al 1942.
acne   s.f.  (med.) malattia della pelle caratterizzata dalla formazione di piccole pustole in corrispondenza dei bulbi piliferi e delle ghiandole sebacee: acne giovanile  (o volgare); acne rosacea, couperose.
acneico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'acne; affetto da acne.
acolia   s.f.  (med.) arresto della secrezione della bile o del suo deflusso nell'intestino.
acolito    ⇨ accolito.
aconcettuale   agg.  non concettuale, estraneo a qualsiasi forma di determinazione concettuale: arte aconcettuale. 
acondrite   s.f.  meteorite pietroso di aspetto basaltico.
acondroplasia   s.f.  (med.) malattia ereditaria che comporta un grave difetto di sviluppo delle cartilagini e quindi delle ossa; è causa di nanismo.
acondroplasico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'acondroplasia; affetto da acondroplasia.
aconfessionale   agg.  indipendente da ogni confessione religiosa: movimento aconfessionale. 
aconfessionalità   s.f.  l'essere aconfessionale.
aconitina   s.f.  alcaloide velenoso estratto dall'aconito, usato come calmante e antinevralgico.
aconito   s.m.  (bot.) pianta erbacea medicinale, con fiori di color azzurro cupo riuniti in grappolo (fam.  ranuncolacee).
acoria   s.f.  (med.) assenza congenita dell'iride e quindi della pupilla.
acoro   s.m.  (bot.) pianta erbacea palustre, con foglie a forma di spada, fusto triangolare e fiori piccoli verdastri (fam.  aracee).
acosmismo   s.m.  (filos.) ogni dottrina che neghi l'esistenza della realtà esterna.
acotiledone   agg.  e s.f.  (bot.) si dice di pianta i cui semi mancano di cotiledoni.
acqua   s.f.    • 1 •   composto di idrogeno e ossigeno, presente in natura allo stato liquido (in mari, fiumi, laghi, nel sottosuolo o in forma di goccioline nelle nubi), allo stato solido (ghiaccio e neve) e allo stato di vapore (nell'atmosfera); costituente fondamentale degli organismi, in condizioni ordinarie è un liquido trasparente, inodore, insapore e incolore, azzurrognolo se in grandi masse : acqua distillata, quella contenente i soli elementi chimici costitutivi, senza impurità acqua naturale, quella presente in natura e contenente una certa quantità di sali disciolti; acqua minerale, quella contenente una quantità maggiore di sali (spesso medicamentosi) e talvolta gas disciolti; acqua limpida, torbida; acqua calda, fredda; acqua corrente; acqua di sorgente, di fiume, di mare; acqua dolce, salata; acqua piovana; acqua sulfurea, salsoiodica, ferruginosa; acqua oligominerale; acqua termale; acqua da tavola  | acqua potabile, batteriologicamente pura e priva di nitriti e nitrati | allacciare l'acqua, collegare le tubature con la sorgente di alimentazione | acqua santa, benedetta, consacrata dal sacerdote, usata per benedire | acqua di rifiuto, di scolo, quella che proviene da abitazioni, industrie, allevamenti di animali | acque pubbliche, quelle del demanio, in contrapposizione ad acque private, su cui i privati possono esercitare un diritto di proprietà | acqua di cristallizzazione, acqua che un composto chimico trattiene quando cristallizza | giochi d'acqua, nei giardini, effetti ornamentali ottenuti con getti o zampilli d'acqua | mulino ad acqua, con le pale azionate da una corrente d'acqua | fare acqua, si dice di natante che imbarca acqua; (fig.) non funzionare, versare in cattive condizioni: un'azienda che fa acqua.  dim. acquetta  pegg. acquaccia    • 2 •   (estens.) pioggia: acqua a catinelle, a secchi; l'acqua viene giù a dirotto  | rovescio d'acqua, acquazzone | scroscio d'acqua, pioggia improvvisa e impetuosa | prendere l'acqua, bagnarsi per la pioggia    • 3 •   raccolta d'acqua; distesa, massa d'acqua: corso, specchio d'acqua; buttarsi in acqua; stare sott'acqua  | acqua stagnante, morta, acqua di palude | acqua alta, nella laguna di venezia, innalzamento del livello dell'acqua che provoca l'allagamento delle parti basse della città | il filo dell'acqua, la direzione della corrente di un fiume | il pelo dell'acqua, la superficie | a fior d'acqua, in superficie    • 4 •   pl.  sorgenti termali: le acque di fiuggi, di montecatini; fare la cura delle acque    • 5 •   liquido in genere: l'acqua del cetriolo, del cocomero, l'umore acquoso di tali frutti | acqua di rose, di colonia, soluzioni idroalcoliche di essenze profumate | all'acqua di rose, (fig.) si dice di qualcosa che risulta attenuata, superficiale, riduttiva rispetto a come dovrebbe essere: una conclusione all'acqua di rose; una teoria, un'interpretazione all'acqua di rose    • 6 •   pl.  il liquido amniotico: perdita, rottura delle acque, emissione del liquido amniotico all'inizio del parto; sacco delle acque, complesso degli involucri embrionali    • 7 •   nome di soluzioni chimiche: acqua ossigenata, con proprietà ossidanti, decoloranti, antisettiche; acqua regia, miscela di acido nitrico e cloridrico usata per sciogliere il platino e l'oro    • 8 •   acqua pesante, acqua la cui molecola contiene uno o due atomi di idrogeno pesante (deuterio) in luogo degli atomi di idrogeno; è presente in piccola quantità nell'acqua comune e si usa come moderatore dei neutroni in alcuni reattori nucleari    • 9 •   purezza, trasparenza, detto di pietre preziose: acqua del diamante  | di prima, di seconda, di terza acqua, in relazione alla qualità delle pietre | della più bell'acqua, (fig. scherz.) della miglior specie: un briccone della più bell'acqua    • 10 •   in locuzioni fig.: essere con, avere l'acqua alla gola, essere in difficoltà; anche, disporre di pochissimo tempo | trovarsi, essere in cattive acque, essere nei guai, in difficoltà economiche | fare un buco nell'acqua, operare invano, senza frutto | acqua in bocca!, non parlare, non rivelare nulla! | intorbidare le acque, creare confusione | lavorare sott'acqua, agire, manovrare di nascosto | mettere acqua nel vino, gettare acqua sul fuoco, sdrammatizzare una situazione | scoprire l'acqua calda, dire o fare una cosa ovvia, scontata | tirare l'acqua al proprio mulino, fare i propri interessi | prov.  : l'acqua va al mare, la fortuna capita sempre a chi ne ha meno bisogno; l'acqua cheta rovina i ponti, nuoce maggiormente chi opera in silenzio, nascostamente; acqua passata non macina più, è inutile rivangare il passato.
acqua-aria  acqua-aria loc. agg. invar.  si dice di missile lanciato da un sommergibile in immersione contro un bersaglio aereo.
acquacedrata   o acqua cedrata, s.f.  bevanda a base di sciroppo di cedro.
acquacoltura   e deriv.   ⇨ acquicoltura e deriv. 
acquaforte   rar. acqua forte, s.f.  [pl. acqueforti]    • 1 •   nome antico dell'acido nitrico    • 2 •   tecnica di incisione su lastre di rame o di zinco opportunamente preparate, che vengono sottoposte all'azione dell'acido nitrico o di altro mordente | la riproduzione a stampa così ottenuta.
acquafortista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] incisore di acqueforti.
acquaio   (1) agg.  che porta acqua: solco acquaio, solco che incanala le acque di un campo.
acquaio   (2) s.m.  impianto della cucina, formato da una o due vaschette, con acqua corrente e condotto di scolo, adibito alla lavatura delle stoviglie e ad altri usi.
acquaiolo   lett. acquaiuolo, agg.  che vive nell'acqua: serpe acquaiola   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi vende o porta acqua potabile    • 2 •   chi è addetto al governo delle acque irrigue.
acquamanile   s.m.  nel medioevo, vaso in cui era contenuta acqua per lavarsi le mani prima e dopo i pasti; è ancora usato in alcune funzioni religiose.
acquamarina   o acqua marina, s.f.  [pl. acquemarine]    • 1 •   pietra preziosa di colore verde-azzurrino; è una varietà di berillo    • 2 •   colore azzurro chiaro.
acquapark   s.f. invar.  parco dei divertimenti con piscine e altri giochi d'acqua.
acquapendente   s.m.  (antiq.) il versante di un monte in quanto convoglia a valle le sue acque torrentizie.
acquaplano   s.m.  sorta di largo sci sul quale ci si regge in equilibrio mentre si viene trascinati da un motoscafo.
acquaragia   o acqua ragia, s.f.  liquido aromatico costituito da essenza di trementina greggia; è usato come solvente.
acquare   v. tr.  [io àcquo ecc.] (ant.) innaffiare; abbeverare | v. intr.  [aus. avere] (ant.) far provvista d'acqua.
acquarello   (1) e deriv.   ⇨ acquerello    • 1 •   e deriv. 
acquarello   (2)  ⇨ acquerello 2.
acquario   o anche aquario, s.m.  vasca o sistema di vasche in cui si tengono in vita piante o animali acquatici; per estens., l'edificio in cui si trovano tali vasche.
acquario    ⇨ aquario.
acquariologia   s.f.  studio della fauna e flora d'acquario.
acquartieramento   s.m.  alloggiamento di truppe in quartieri.
acquartierare   v. tr.  [io acquartièro ecc.] (mil.) alloggiare le truppe in quartieri | acquartierarsi v. rifl.  prendere alloggio in quartieri.
acquasanta   o acqua santa, s.f.  acqua benedetta per uso liturgico.
acquasantiera   s.f.  pila nella quale si conserva l'acqua santa per l'uso dei fedeli.
acquascivolo   s.m.  scivolo per bambini che finisce in una piscina.
acquascooter   s.m. invar.  moto d'acqua.
acquata   s.f.    • 1 •   (fam.) breve e improvviso rovescio di pioggia    • 2 •   (mar.) provvista di acqua dolce a bordo.
acqua-terra  acqua-terra loc. agg. invar.  si dice di missile lanciato da un sommergibile in immersione contro un bersaglio in superficie.
acquaticità   s.f.  (sport) attitudine, che varia da individuo a individuo, a muoversi nell'acqua, sia in superficie sia in immersione.
acquatico   ant. aquatico, agg.  [pl. m. -ci] che nasce o vive nell'acqua o in prossimità dell'acqua: flora, fauna acquatica. 
acquatile   ant. aquatile, agg.  (rar.) acquatico.
acquatinta   rar. acqua tinta, s.f.  [pl. acquetinte] tecnica di incisione su metallo simile all'acquaforte, ma che consente più delicate gradazioni e sfumature | la riproduzione a stampa che si ottiene con tale tecnica.
acquattare   v. tr.  (rar.) nascondere | acquattarsi v. rifl.  rannicchiarsi, nascondersi: essere, stare acquattato. 
acquavite   s.f.  [pl. acquaviti, acqueviti] nome generico di bevande fortemente alcoliche (40° -70°) ottenute mediante distillazione di mosti, frutta o cereali fermentati.
acquazzone   s.m.  pioggia improvvisa e impetuosa, di breve durata; rovescio d'acqua.
acquedotto   s.m.    • 1 •   l'insieme delle strutture e delle opere necessarie per la raccolta, il trasporto e la distribuzione di acqua potabile; conduttura d'acqua    • 2 •   acquedotto di silvio, (anat.) canale nel cervello che mette in comunicazione il quarto con il terzo ventricolo    • 3 •   servitù di acquedotto, (dir.) servitù in base alla quale il proprietario di un fondo deve consentire il passaggio di acque a uso di un fondo vicino.
acqueo   agg.  di acqua, della stessa natura dell'acqua: vapore acqueo  | umore acqueo, (anat.) liquido incolore e di perfetta limpidezza che riempie la camera anteriore dell'occhio (spazio fra cornea e iride).
acquereccia   s.f.  [pl. -ce] grande vaso da acqua che si teneva sulle credenze come ornamento.
acquerella   s.f.  pioggerellina.
acquerellare   o acquarellare, v. tr.  [io acquerèllo ecc.] (non com.) dipingere all'acquerello.
acquerellista   o acquarellista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] artista che dipinge all'acquerello.
acquerello   (1) o acquarello, s.m.  tecnica pittorica che usa colori preparati con la gomma arabica e diluiti con acqua: dipingere all'acquerello  | il dipinto che si esegue con tale tecnica.
acquerello   (2) ant. acquarello, s.m.  bevanda poco alcolica ottenuta aggiungendo acqua alle vinacce; vinello.
acquerugiola   s.f.  pioggia minuta.
acquetare    ⇨ acquietare.
acquetta   s.f.    • 1 •   pioggerella    • 2 •   (fam.) caffè, vino, brodo o altra bevanda fortemente diluiti con acqua    • 3 •   veleno a base d'arsenico, detto anche acquetta di perugia  o acqua tofana    • 4 •   (ant. lett.) ruscello, torrentello.
acquicolo   agg.  si dice di organismo animale o vegetale che vive nell'acqua.
acquicoltura   o acquacoltura, s.f.    • 1 •   allevamento di pesci o molluschi mediante lo sfruttamento sistematico di acque dolci e marine    • 2 •   (agr.) tecnica di coltivazione delle piante che consiste nel tenere immerse nell'acqua le radici.
acquicolturista   o acquacolturista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica l'acquicoltura.
acquidoccio   s.m.    • 1 •   (ant.) acquedotto    • 2 •   fossa che serve a ricevere le acque dei campi.
acquidoso   agg.  (ant. , lett.) acquoso.
acquiescente   part. pres.  di acquiescere   agg.  incline ad accettare le decisioni altrui; remissivo, accondiscendente | tacitamente consenziente.
acquiescenza   s.f.    • 1 •   l'essere acquiescente; arrendevolezza | tacito consenso    • 2 •   (dir.) accettazione tacita o espressa di una sentenza sfavorevole.
acquiescere   v. intr.  [io acquièsco, tu acquièsci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (lett.) trovare pace    • 2 •   (non com.) non opporsi, acconsentire tacitamente.
acquietabile   agg.  che si può acquietare.
acquietamento   s.m.  l'acquietare, l'acquietarsi.
acquietare   lett. acquetare, v. tr.  [io acquièto ecc.] rendere quieto; calmare, placare: acquietare la collera  | acquietarsi v. rifl.  calmarsi, placarsi.
acquifero   agg.  (scient.) che porta acqua; che consente il passaggio dell'acqua: falda acquifera  | via acquifera, (bot.) l'insieme dei vasi attraverso i quali l'acqua, assorbita dal terreno, viene distribuita in una pianta.
acquirente   s.m.  e f.  chi acquista.
acquisire   v. tr.  [io acquisisco, tu acquisisci ecc.] venire in possesso di qualcosa: acquisire diritti, esperienza; acquisire la proprietà di un bene; ha molto acquisito in sensibilità. 
acquisitivo   agg.  atto ad acquisire.
acquisito   agg.    • 1 •   acquistato, fatto proprio (anche fig.): parente acquisito, non consanguineo; documento acquisito, accolto in una pratica, in un processo | un fatto acquisito, ritenuto certo    • 2 •   (dir.) si dice di diritto soggettivo che non può essere modificato da una legge intervenuta dopo il suo acquisto da parte del soggetto    • 3 •   (med.) non congenito: malattia, tendenza acquisita. 
acquisitore   s.m.  [f. -trice] chi acquisisce | (non com.) chi per professione procura affari; produttore.
acquisizione   s.f.  il fatto di acquisire e il suo risultato (spec. fig.).
acquistabile   agg.  che può essere acquistato.
acquistare   v. tr.    • 1 •   venire in possesso di qualcosa in cambio di denaro o altri mezzi di pagamento; conseguire la proprietà di qualcosa; comperare: acquistare una casa, un abito; acquistare in contanti, a credito; acquistare all'ingrosso, al minuto    • 2 •   (fig.) ottenere, conseguire, guadagnarsi: acquistare meriti, fama  | acquistare terreno, estendersi, affermarsi: una teoria che sta acquistando terreno  | acquistare tempo, indugiare, temporeggiare a proprio vantaggio    • 3 •   (ant.) conquistare    • 4 •   (sport) ingaggiare: acquistare un calciatore  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   progredire, migliorare: acquistare in bellezza, in simpatia    • 2 •   (lett.) avanzare, procedere guadagnando spazio: de' remi facemmo ali al folle volo, / sempre acquistando dal lato mancino  (dante inf.  xxvi, 125-126).
acquistato   part. pass.  di acquistare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (ant.) acquisto, conquista.
acquisto   s.m.    • 1 •   l'acquistare, il fare proprio: l'acquisto di un appartamento; l'acquisto di un diritto  ' fare acquisti, fare compere | l'acquisto di un giocatore, (sport) il suo ingaggio | potere d'acquisto (di una moneta), (econ.) la quantità di beni acquistabile con una data unità monetaria | è stato un bell'acquisto, (iron.) è stato un pessimo affare    • 2 •   la cosa acquistata: mostrami i tuoi acquisti!    • 3 •   (ant.) guadagno, vantaggio | conquista: altro acquisto non vi fece di terra alcuna  (g. villani).
acquitrino   lett. aquitrino, s.m.  terreno con acqua stagnante, spesso ricoperto di erbe palustri.
acquitrinoso   agg.  con acquitrini; paludoso: terreno acquitrinoso. 
acquolina   s.f.    • 1 •   la salivazione provocata dalla vista, dal profumo o anche dal pensiero di un cibo appetitoso; solo nelle loc. far venire, avere l'acquolina in bocca  (anche in usi fig.)    • 2 •   (non com.) pioggerella.
acquoreo   agg.  (lett.) d'acqua, acquoso.
acquosità   s.f.  l'essere acquoso; parte acquosa, umore.
acquoso   agg.    • 1 •   che contiene acqua; impregnato d'acqua: frutto acquoso; terreno acquoso  | occhi acquosi, lacrimosi; (fig.) slavati    • 2 •   simile all'acqua: umore, liquido acquoso. 
acrani   s.m. pl.  (zool.) cefalocordati.
acrania   s.f.  (med.) mancanza congenita del cranio.
acrasiee   s.f. pl.  (bot.) classe di piccoli funghi saprofiti, appartenente ai mixomiceti | sing.  [-a] ogni fungo di tale classe.
acre   poet. acro, agg.  [superl. acerrimo]    • 1 •   agro, penetrante, pungente al gusto o all'odorato: il limone è acre; un fumo acre    • 2 •   (fig.) acuto, stridulo: strillò... con quella sua vocetta acre che pizzicava  (verga)    • 3 •   (fig.) mordace, malevolo: parole acri  § acremente avv.  con asprezza.
acredine   s.f.    • 1 •   l'essere acre    • 2 •   (fig.) acrimonia, astio, malevolenza.
acribia   s.f.  (lett.) scrupolosa accuratezza nell'indagine critica: acribia filologica. 
acridina   s.f.  (chim.) base organica azotata, con proprietà irritanti, i cui derivati si usano come coloranti e in medicina.
acridio   s.m.  locusta con antenne corte (ord.  saltatori).
acrilato   s.m.  (chim.) estere o sale dell'acido acrilico.
acrilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido organico insaturo liquido ottenuto da idrocarburi | (filato) acrilico, ottenuto dalla polimerizzazione di tale acido | resina acrilica, ottenuta dai suoi esteri | colori acrilici, fabbricati con resine acriliche, usati nell'industria e anche in pittura per la loro brillantezza e la rapida essiccazione.
acrilonitrile   s.m.  (chim.) composto organico usato nella produzione di polimeri per materie plastiche, fibre artificiali e coloranti.
acrimonia   s.f.  (lett.) acredine, asprezza: rispondere con acrimonia. 
acrimonioso   agg.  (lett.) pieno di acrimonia; aspro, malevolo: una critica acrimoniosa. 
acrisia   s.f.  (non com.) mancanza di senso critico.
acriticità   s.f.  assenza di spirito critico, di capacità di valutazione autonoma: l'acriticità di un giudizio. 
acritico   agg.  [pl. m. -ci] privo di senso critico, dogmatico; non vagliato criticamente § acriticamente avv. 
acro-  acro- primo elemento di composti di origine greca o di formazione moderna, dal gr. ákros  'estremo'; significa 'punto più alto, punto estremo', 'estremità' (acrocoro, acromegalia, acropoli).
acro   (1)  ⇨ acre.
acro   (2) s.m.  misura inglese di superficie, pari a 4047 m2.
acroamatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) si dice degli scritti di aristotele costituiti da lezioni destinate esclusivamente ai discepoli; esoterico    • 2 •   (estens.) si dice di dottrina trasmessa oralmente.
acrobata   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi, nei circhi e nei varietà, compie esercizi che richiedono doti di agilità fisica, equilibrio e prontezza.
acrobatica   s.f.  l'arte del compiere acrobazie; l'insieme degli esercizi acrobatici.
acrobatico   agg.  [pl. m. -ci] di, da acrobata; che riguarda le acrobazie: esercizio, spettacolo acrobatico; squadra (aerea) acrobatica  § acrobaticamente avv. 
acrobatismo   s.m.    • 1 •   arte, attività degli acrobati; esercizio acrobatico    • 2 •   (fig.) argomentazione, comportamento artificioso con cui si cerca di destreggiarsi in una situazione difficile; funambolismo.
acrobazia   s.f.    • 1 •   esercizio di acrobata    • 2 •   movimento o manovra che presenti difficoltà eccezionali: acrobazia aerea, evoluzione compiuta da un aereo in combattimento, per esercitazione o per esibizione | fare acrobazie, (fig.) tentare in ogni modo di destreggiarsi nelle difficoltà anche, fare di tutto (per ottenere qualcosa).
acrocefalia   s.f.  (med.) malformazione del cranio, che presenta elevazione eccessiva nella regione parietale e arretramento della fronte.
acrocefalo   agg.  (med.) che presenta acrocefalia: cranio acrocefalo. 
acrocianosi   s.f.  (med.) disturbo circolatorio per cui le mani e i piedi assumono colorazione bluastra.
acrocoro   s.m.  (geogr.) altopiano circondato da catene montuose; complesso di altipiani e massicci montuosi.
acrofobia   s.f.  (psicol.) paura patologica di affacciarsi da un luogo elevato.
acroleina   s.f.  (chim.) aldeide acrilica; è un composto liquido, volatile, assai usato nella preparazione di vari polimeri sintetici.
acrolito   s.m.  (archeol.) statua di legno con testa, mani e piedi di pietra, d'avorio, o di marmo, dipinta o dorata; è tipica della grecia arcaica.
acromatico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di sistema ottico che presenta acromatismo: lenti acromatiche. 
acromatismo   s.m.  (fis.) in un sistema ottico, proprietà di ridurre al minimo l'aberrazione cromatica; anche, assenza di aberrazione cromatica.
acromatizzare   v. tr.  (fis.) rendere acromatico.
acromatopsia   s.f.  (med.) incapacità di percepire i colori, che sono visti come diversa gradazione di grigio.
acromegalia   s.f.  (med.) esagerato sviluppo dello scheletro, in particolare degli arti e di parti del viso, per eccesso di secrezione ipofisaria.
acromia   s.f.  (med.) mancanza del pigmento cutaneo che determina la colorazione della pelle.
acromion   o acromio, s.m.  (anat.) parte sporgente della scapola che si articola con la clavicola.
acromo   agg.  (lett.) privo di colore, non colorato: statua acroma. 
acronico   agg.  [pl. m. -ci] (rar.) senza tempo; non collocabile nel tempo § acronicamente avv. 
acronimo   s.m.  parola formata da una o più lettere iniziali di altre parole; sigla (p. e. bot  'buono ordinario del tesoro'; colf  'collaboratrice familiare').
acropoli   s.f.  la parte più alta e fortificata delle antiche città greche, sede della reggia in età minoico-micenea, poi centro monumentale e religioso della città: l'acropoli di atene. 
acrostico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   (lett.) componimento poetico nel quale le lettere iniziali dei singoli versi, lette verticalmente, formano un nome o una frase di senso compiuto    • 2 •   (estens.) sigla o parola di senso compiuto, formata dalle iniziali di un gruppo di parole (p. e. luce  'l'unione cinematografica educativa')    • 3 •   gioco enigmistico consistente nel trovare delle parole le cui iniziali formino un'altra parola o una frase.
acrostolio   s.m.  nelle navi antiche, la parte prominente e decorata della prua.
acroterio   s.m.  (archeol.) piedistallo per elementi ornamentali (vasi, statue ecc.) posto alla sommità del frontone di un tempio; anche, l'ornamento stesso.
acrotonico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di parola che ha l'accento sulla prima sillaba.
acta   s.m. pl.    • 1 •   nell'antica roma, i registri che raccoglievano i verbali delle sedute senatorie o dei collegi sacerdotali; anche, sorta di giornale affisso in luoghi pubblici    • 2 •   nell'agiografia e nella storia ecclesiastica, atti processuali o narrazioni biografiche di martiri, santi ecc.    • 3 •   nell'uso moderno, titolo di pubblicazioni scientifiche; atti.
actea   s.f.  pianta erbacea con foglie pennate e piccoli fiori bianchi in grappolo (fam.  ranuncolacee).
acth   s.m. invar.  (biol.) ormone adrenocorticotropo (detto anche corticotropina) secreto dall'ipofisi; stimola la corteccia surrenale.
actina   s.f.  (biol.) proteina che, in combinazione con la miosina, è responsabile della contrazione muscolare.
acting out   loc. sost. m. invar.  (psicoan.) processo per cui il soggetto in analisi passa dal piano dell'espressione verbale a quello del comportamento, rivivendo durante la seduta analitica o fuori di essa impulsi e conflitti risvegliati in lui dall'analisi; ogni azione o comportamento di tale natura: il rapporto tra acting out e transfert in psicoanalisi; un acting out di carattere aggressivo. 
actinia    ⇨ attinia.
actinidia   s.f.  genere di piante cui appartiene il kiwi (fam.  dilleniacee).
actino   -  ⇨ attino-.
actinolite   s.f.  minerale del gruppo degli anfiboli.
actinomiceti   o attinomiceti, s.m. pl.  (bot.) ordine di batteri schizomiceti, di forma bacillare o filamentosa | sing.  [-e] ogni batterio di tale ordine.
actinomicosi   o attinomicosi, s.f.  (med.) micosi determinata da actinomiceti.
actinomorfo   o attinomorfo, agg.  si dice di pianta o animale a simmetria raggiata.
actinopterigi    ⇨ attinopterigi.
acufene   s.m.  (med.) spec. pl.  sensazione uditiva (per lo più in forma di sibili, fischi, ronzii) che ha origine da disturbi dell'orecchio.
acuire   v. tr.  [io acuisco, tu acuisci ecc.] rendere acuto o più acuto (spec. fig.): acuire il desiderio, l'ingegno  | acuirsi v. rifl.  farsi acuto o più acuto: il dolore si è acuito. 
acuità   s.f.  acutezza: acuità visiva. 
aculeati   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti imenotteri che hanno l'addome unito al torace per mezzo di un peduncolo, provvisto nelle femmine di aculeo velenifero (p. e.  le api) | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
aculeato   agg.  fornito di aculeo.
aculeo   s.m.    • 1 •   (zool.) organo difensivo e offensivo, talora in corrispondenza di ghiandole velenifere, che si trova in alcuni animali (p. e.  le vespe, l'istrice); pungiglione    • 2 •   (bot.) sporgenza legnosa e aguzza che si forma sul fusto di alcune piante    • 3 •   (lett.  fig.) assillo, pungolo: l'aculeo dell'invidia  | motto pungente: di gentile aculeo / altrui pungi e diletti  (parini).
acume   s.m.    • 1 •   (non com.) l'essere acuto, appuntito    • 2 •   (fig.) acutezza d'ingegno, perspicacia: un osservatore di grande acume  | (fig.) intensità, vivezza (di sensazioni, sentimenti e sim.): l'acume di uno sguardo. 
acuminare   v. tr.  [io acùmino ecc.] rendere acuto, appuntito; aguzzare: acuminare un palo. 
acuminato   part. pass.  di acuminare   agg.  appuntito, acuto, aguzzo: ferro acuminato; foglia acuminata, che termina con una punta sottile.
acustica   s.f.    • 1 •   parte della fisica che studia la generazione, la propagazione e la ricezione del suono | acustica ambientale  (o architettonica), studio dei materiali e delle tecniche che consentono di rendere nitido e omogeneo l'ascolto dei suoni in un ambiente chiuso    • 2 •   proprietà di un ambiente di diffondere suoni senza alterarli: sala, teatro con ottima acustica. 
acustico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo all'acustica; che riguarda l'udito o il suono: fenomeno acustico  | meato acustico, (anat.) canale interno dell'orecchio | nervo acustico, (anat.) ciascuno dei nervi cranici dell'ottavo paio, che portano al cervello le sensazioni sonore    • 2 •   nella terminologia della musica leggera, si dice di strumento che non sia elettrico o elettronico: chitarra acustica  § acusticamente avv. 
acutangolo   agg.  (geom.) si dice di triangolo che ha tutti gli angoli acuti.
acutezza   s.f.    • 1 •   l'essere acuto (anche fig.): l'acutezza di uno spigolo; l'acutezza di un desiderio  | acutezza visiva, la capacità dell'occhio di vedere distintamente gli oggetti    • 2 •   (fig.) prontezza d'intelligenza, perspicacia: acutezza d'ingegno    • 3 •   (lett.) parola, frase eccessivamente ricercata: le acutezze degli scrittori secenteschi. 
acutizzare   v. tr.  rendere acuto | acutizzarsi v. rifl.  passare allo stadio acuto, detto spec. di malattia | (fig.) acuirsi: la crisi si è acutizzata. 
acutizzazione   s.f.  l'acutizzare, l'acutizzarsi.
acuto   ant. aguto, agg.    • 1 •   che ha la punta sottile; appuntito, acuminato, aguzzo: spigolo, ferro acuto    • 2 •   (fig.) sottile, perspicace, fine: una mente acuta; un giudizio acuto    • 3 •   (fig.) penetrante, intenso, profondo: odore, freddo, dolore, desiderio acuto    • 4 •   (geom.) si dice di ogni angolo inferiore a un angolo retto | arco (a sesto) acuto, che ha la forma di un angolo acuto    • 5 •   accento acuto, (gramm.) segno grafico (´) usato in italiano per indicare il timbro chiuso delle vocali e  e o  toniche (p. e. scégliere, rómpere), e talora anche per indicare la pronuncia tonica di i, u    • 6 •   (fis.) si dice di suono che abbia alta frequenza    • 7 •   (mus.) si dice di nota alta    • 8 •   (med.) si dice di malattia che insorge con violenza e ha decorso rapido | fase acuta, il momento cruciale, risolutivo di una malattia; si dice anche, per estens., con riferimento a qualsiasi processo, spec. economico o politico: la fase acuta della crisi, dei negoziati, della lotta   s.m.    • 1 •   (mus.) nota alta | suono emesso da un cantante al limite superiore del proprio registro    • 2 •   (iron.) urlo, strillo    • 3 •   (fig.) prestazione personale, spec. sportiva, di altissimo livello § acutamente avv.    • 1 •   con acutezza, intensamente: soffrire acutamente    • 2 •   con acume: gli fece acutamente notare la differenza. 
acuzie   s.f.  (lett.) acutezza.
ad-  ad-  ⇨ a- 2.
ad   (1)  ⇨ a 2.
ad   (2)  ⇨ advertisement.
ad abundantiam   loc. avv. lat.  per giunta, in sovrappiù.
adacquamento   s.m.  (agr.) irrigazione di un terreno.
adacquare   v. tr.  [io adàcquo ecc.]    • 1 •   (agr.) irrigare    • 2 •   (ant.) abbeverare.
adacquatore   s.m.  (agr.) canale secondario che porta l'acqua di irrigazione alle adacquatrici.
adacquatrice   s.f.  (agr.) piccolo fosso nel quale si raccoglie l'acqua, che traboccando si riversa sul terreno da irrigare.
ad acta   loc. agg. invar.  (burocr.) solo nella loc. commissario ad acta, funzionario pubblico incaricato dell'esecuzione di un determinato compito amministrativo.
adagiamento   s.m.  (non com.) l'adagiare, l'adagiarsi (anche fig.).
adagiare   v. tr.  [io adàgio ecc.] collocare, posare con riguardo; deporre con cura: adagiare un bambino sul letto, un ferito sulla barella  | adagiarsi v. rifl.    • 1 •   distendersi, sdraiarsi, mettersi comodo: adagiarsi sul divano    • 2 •   (fig.) lasciarsi andare, abbandonarsi: adagiarsi nell'ozio  | adagiarsi sugli allori, essere soddisfatto dei risultati ottenuti, non preoccupandosi di migliorarli.
adagio   (1) avv.    • 1 •   piano, lentamente, senza fretta: camminare, parlare adagio  | adagio adagio, con molta lentezza; (fig.) a poco a poco. dim. adagino    • 2 •   con cura, in modo riguardoso e delicato; con cautela e circospezione: posare adagio un oggetto fragile; andare adagio con le innovazioni   inter.  esortazione alla riflessione, alla calma: adagio! non è così semplice   s.m. invar.  (mus.) movimento o singolo brano di andamento intermedio tra il «largo» (più lento) e l'«andante» (un po' più veloce): adagio sostenuto, cantabile, appassionato. 
adagio   (2) s.m.  proverbio; massima: un vecchio adagio. 
adamante   o adamas [a-da-màs], s.m.  (ant. , lett.)    • 1 •   diamante    • 2 •   ferro, acciaio; per estens., qualsiasi metallo assai duro    • 3 •   calamita.
adamantino   agg.  (lett.)    • 1 •   di diamante; brillante, puro e terso come diamante    • 2 •   di ferro, d'acciaio    • 3 •   (fig.) duro, inattaccabile, puro: carattere adamantino; onestà adamantina. 
adamas    ⇨ adamante.
adamita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] seguace di movimenti ereticali (sec. ii e, poi, secc. xv-xix) che predicavano il ritorno alla condizione di adamo, rifiutavano il matrimonio e praticavano, tra le altre cose, il nudismo.
adamitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di adamo; per estens., primitivo, ingenuo | in costume, in abito adamitico, (fig. scherz.) nudo    • 2 •   degli adamiti: setta adamitica. 
adano    ⇨ ladano 2.
adattabile   agg.  che si può adattare; che ha capacità di adattamento.
adattabilità   s.f.  l'essere adattabile.
adattamento   s.m.    • 1 •   l'adattare o l'adattarsi, in particolare a una situazione, a una condizione, a un ambiente: adattamento scolastico, sociale; avere spirito di adattamento, la capacità di adeguarsi a ogni situazione | adattamento teatrale, cinematografico, rielaborazione di un'opera letteraria in vista di una rappresentazione scenica o di un film    • 2 •   (ling.) fenomeno per cui una parola passata da una lingua a un'altra si adatta al sistema della lingua che la riceve; la parola stessa adattata: adattamento fonetico, morfologico; «maionese» è un adattamento italiano del francese  «mayonnaise »    • 3 •   (biol.) processo per cui gli esseri viventi si adeguano morfologicamente e fisiologicamente alle condizioni ambientali    • 4 •   adattamento dell'occhio, (fisiol.) accomodazione.
adattare   v. tr.    • 1 •   rendere adatto a un uso o a uno scopo: adattare una camera a laboratorio    • 2 •   adeguare una cosa a un'altra: adattare gli occhiali al naso  | adattarsi v. rifl.  conformarsi, adeguarsi (a una determinata situazione, all'ambiente ecc.): adattarsi alle circostanze, ai tempi  | rassegnarsi: si adattò alla miseria  | v. rifl.  essere adatto; addirsi, convenire: la tappezzeria si adatta ai mobili. 
adattativo   agg.  (biol.) adattivo.
adattatore   s.m.  (tecnol.) dispositivo che serve ad adattare due strumenti o due parti di uno strumento, conformi a standard diversi, in modo che possano essere collegati, combinati o fatti funzionare insieme.
adattivo   agg.  (biol.) che consente l'adattamento di un organismo all'ambiente: comportamento adattivo. 
adatto   agg.  che ha i requisiti necessari per un determinato uso o scopo; idoneo, opportuno, conveniente: sei la persona adatta per dirglielo; questo è il luogo meno adatto per discutere. 
addarsi   v. rifl.  [io mi addò ecc. ; coniugato come dare]    • 1 •   (ant. tosc.) accorgersi: ci apparve un'ombra... / né ci addemmo di lei  (dante purg.  xxi, 10-12)    • 2 •   (lett.) dedicarsi, adoperarsi.
addax   s.m.  (zool.) genere di ruminanti artiodattili comprendente l'unica specie africana antilope addax, con corna a spirale, manto grigiastro e mascherina bianca sul muso.
addebbiare   v. tr.  [io addébbio ecc.] (non com.) debbiare.
addebbiatura   s.f.  (non com.) debbiatura.
addebitamento   s.m.  l'addebitare; addebito.
addebitare   v. tr.  [io addébito ecc.]    • 1 •   ascrivere a debito (si contrappone ad accreditare): addebitare una spesa a qualcuno    • 2 •   (fig.) far carico a qualcuno di qualcosa; attribuire, addossare: gli addebitarono la responsabilità dell'insuccesso. 
addebito   s.m.    • 1 •   attribuzione a debito: addebito di un milione    • 2 •   (fig.) imputazione, attribuzione di colpa o responsabilità: muovere un addebito a qualcuno. 
addenda   s.m. pl.  aggiunte; in partic., l'elenco delle aggiunte da farsi a un testo stampato (spec. per ovviare a omissioni).
addendo   s.m.  (mat.) ogni termine di una somma.
addensamento   s.m.  l'addensare, l'addensarsi; massa densa: un addensamento (di nuvole); un addensamento di persone. 
addensante   part. pres.  di addensare   agg.  e s.m.  (chim. ind.) si dice di sostanza che conferisce consistenza a liquidi o a materiali solidi di scarsa coesione.
addensare   v. tr.  [io addènso ecc.] (non com.) rendere denso, spesso, fitto | addensarsi v. rifl.  o intr. pron.  divenire denso o più denso; accalcarsi, infittirsi, ammassarsi: la folla si addensava nella piazza; la nebbia si è addensata sulla valle. 
addensatore   s.m.    • 1 •   apparecchio usato nella tecnica mineraria per separare i materiali solidi in sospensione nella torbida    • 2 •   nell'industria della carta, dispositivo a tamburo col quale si rende l'impasto più consistente.
addentare   v. tr.  [io addènto ecc.] afferrare con i denti, mordere; per estens., si riferisce anche a ruote dentate di ingranaggi, a tenaglie, morse ecc.
addentatura   s.f.    • 1 •   l'addentare; il segno lasciato dai denti nella parte addentata    • 2 •   parte sagomata di un legno che si incastra nell'intaccatura di un altro.
addentellare   v. tr.  [io addentèllo ecc.] munire di dentelli | (edil.) fare l'addentellato a un muro.
addentellato   part. pass.  di addentellare   agg.  che ha dentelli o sporgenze; dentellato, dentato  s.m.    • 1 •   (edil.) insieme di risalti che si lasciano sul lato di un muro per poterlo collegare con un altro    • 2 •   (fig.) appiglio concettuale, possibilità di connessione: fra i due problemi c'è un addentellato. 
addentrare   v. tr.  [io addéntro ecc.] mandare dentro, inserire | addentrarsi v. rifl.  penetrare, inoltrarsi (anche fig.): addentrarsi in un bosco; addentrarsi in una discussione. 
addentro   antiq. addrento, avv.  nell'interno; in profondità, a fondo: scavare più addentro  | in unione con le prep. in  e a  forma delle loc. prep.  : il coltello penetrò ben addentro nella carne; essere molto addentro a qualcosa, esserne esperto, conoscerla molto bene.
addestrabile   agg.  che si può addestrare.
addestramento   s.m.  l'addestrare, l'addestrarsi, l'essere addestrato: addestramento militare, professionale. 
addestrare   (1) v. tr.  [io addèstro ecc.] (ant.) atto di deferenza consistente nell'accompagnare a piedi un cavallo montato da altri, tenendo il morso con la destra: addestreremo il vostro cavallo e voi sempre con debita reverenza e onore  (boccaccio dec.  i, 107).
addestrare   (2) v. tr.  [io addèstro ecc.] rendere abile; ammaestrare, esercitare, allenare: addestrare qualcuno nella corsa, a correre; addestrato alla lotta  | addestrarsi v. rifl.  esercitarsi in modo da diventare abile: addestrarsi nell'uso delle armi. 
addestratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi addestra; addetto all'addestramento.
addetto   agg.    • 1 •   assegnato a un ufficio, incaricato di un lavoro: è addetto alla segreteria, alla manutenzione    • 2 •   destinato a un particolare uso; adibito: autocarro addetto al trasporto del bestiame   s.m.  [f. -a] persona assegnata a un ufficio o a un lavoro | in diplomazia, chi esercita una particolare competenza presso una rappresentanza diplomatica: addetto militare, culturale  | addetto stampa, in un'azienda, un ufficio e sim., chi cura i rapporti con la stampa.
addì   antiq. a dì, avv.  (burocr.) nel giorno: addì 25 ottobre 1986. 
addiacciare   (1) v. tr.  [io addiàccio ecc.] (non com.) tenere il gregge all'addiaccio.
addiacciare   (2)  ⇨ agghiacciare.
addiaccio   rar. agghiaccio, s.m.    • 1 •   tratto di terreno scoperto e cinto da una rete, in cui i pastori chiudono il bestiame di notte    • 2 •   all'addiaccio, per terra e all'aperto (riferito spec. all'alloggiamento di truppe, escursionisti ecc.): dormire all'addiaccio. 
addietro   antiq. a dietro, avv.  (lett.)    • 1 •   a tergo, dietro, indietro: stare, restare addietro; dare addietro, indietreggiare    • 2 •   avanti, prima, dianzi: alcuni giorni addietro  | in funzione di s.m.  nelle loc. avv. in addietro, per l'addietro, in passato  s.m.  (mar.) ogni parte della nave a poppavia della sezione maestra.
addiettivo   s.m.  (ant.) lo stesso che aggettivo. 
addimandare   o addomandare, v. tr.  (ant. , lett.) domandare | addimandarsi v. rifl.  (lett.) chiamarsi, aver nome.
addimesticare    ⇨ addomesticare.
addimorare   v. intr.  [coniugato come dimorare; aus. essere  e avere] (ant.)    • 1 •   dimorare    • 2 •   indugiare.
addimostrare   v. tr.  [coniugato come dimostrare] (ant.) dimostrare.
addio   antiq. a dio, inter.    • 1 •   espressione di saluto, spec. in un commiato definitivo (e per questo contrapposta normalmente ad arrivederci, sebbene in alcune regioni le due parole si equivalgano): dire addio a qualcuno  | dire addio a qualcosa, allontanarsene, rinunciarvi    • 2 •   espressione di rammarico o di rimpianto per qualcosa che si perde o alla quale bisogna rinunciare: addio vacanze!; addio illusioni!; addio riposo!; se non arriviamo in tempo, addio!, è finita, è un bel guaio | per porre fine a una disputa, a una questione: digli di andarsene e addio!; facciamo così, e addio!, non parliamone più  s.m.  (sempre con grafia unita; pl. addìi) saluto definitivo, distacco: nel mestissimo giorno degli addii  (gozzano) | dare l'addio  (o un addio) alle scene, ritirarsi dal teatro | dare l'ultimo, l'estremo addio, rendere l'estremo omaggio a chi viene sepolto | serata, recita d'addio, lo spettacolo che conclude la serie di rappresentazioni date da una compagnia.
addipanare   v. tr.  (non com.) dipanare.
addire   v. tr.  [coniugato come dire] (lett.) dedicare, consacrare, destinare | addirsi v. rifl.  (lett.) consacrarsi, votarsi: a le libere muse  / puro si addisse  (carducci).
addirittura   antiq. o lett. a dirittura, avv.    • 1 •   assolutamente, senz'altro: una simile affermazione è addirittura inconcepibile    • 2 •   nientedimeno, persino (per lo più con valore enfatico): conosce addirittura il ministro    • 3 •   (ant.) direttamente; senza indugio.
addirizzare   o addrizzare [ad-driz-zà-re], v. tr.  rendere diritto; raddrizzare (anche fig.).
addirsi   v. rifl.  [coniugato come dire; si usa solo la terza persona sing. e pl. del pres. e imperf. indic. e congiunt.] confarsi, convenire: questo comportamento non ti si addice. 
additamento   (1) s.m.  l'additare.
additamento   (2) s.m.  (ant.) aumento, incremento.
additare   v. tr.  indicare con il dito; (fig.) mostrare, esporre, individuare.
additivo   agg.  (non com.) aggiuntivo | (mat.) che si riferisce all'addizione  s.m.  sostanza naturale o artificiale che si aggiunge in piccole quantità a prodotti industriali per migliorarne determinate caratteristiche (aspetto, sapore, rendimento ecc.) o per poterli meglio conservare: additivo chimico. 
addivenire   ant. adivenire, v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere]    • 1 •   venire, giungere alla conclusione di qualcosa: addivenire a un accordo    • 2 •   (ant.) accadere.
addizionale   agg.  che si aggiunge, aggiuntivo; accessorio: lavori addizionali; lente addizionale   s.f.  (fin.) imposta straordinaria consistente in un'aggiunta ad altra imposta già esistente | s.m.  apparecchio telefonico supplementare che si può inserire su un impianto a spina.
addizionare   v. tr.  [io addizióno ecc.]    • 1 •   (mat.) fare l'addizione    • 2 •   (estens.) aggiungere, sommare | (chim.) mescolare insieme, unire.
addizionatrice   s.f.  macchina calcolatrice per eseguire addizioni e sottrazioni.
addizione   s.f.    • 1 •   operazione aritmetica con la quale si calcola la somma di due o più numeri (addendi): fare un'addizione  ' in algebra, operazione binaria, definita sugli elementi di un insieme, che gode in generale delle proprietà associativa e commutativa, ammette l'elemento neutro e, per ogni elemento, l'inverso    • 2 •   (non com.) aggiunta    • 3 •   (chim.) reazione nella quale le molecole dei reagenti si combinano formando una singola molecola di prodotto    • 4 •   (fisiol.) sommazione.
addobbamento   s.m.  (non com.) addobbo.
addobbare   v. tr.  [io addòbbo ecc.]    • 1 •   adornare con paramenti; parare a festa: addobbare una chiesa, una strada    • 2 •   (scherz.) vestire con abiti solenni o ricercati    • 3 •   (ant.) vestire qualcuno da cavaliere | addobbarsi v. rifl.  (scherz.) vestirsi in modo solenne, ricercato, vistoso.
addobbatore   s.m.  [f. -trice] chi addobba.
addobbo   s.m.  l'addobbare; paramento, decorazione.
addocciare   v. tr.  [io addóccio ecc.] incavare il legno in forma di doccia.
addocilire   v. tr.  [io addocilisco, tu addocilisci ecc.] (non com.)    • 1 •   rendere morbido, pieghevole: addocilire un panno    • 2 •   rendere docile.
addogare   v. tr.  [io addógo  o addògo, tu addóghi  o addòghi ecc.] (ant.) suddividere in strisce verticali, simili a doghe.
addogliare   v. tr.  [io addòglio ecc.] (lett.) addolorare, affliggere.
addolcimento   s.m.  l'addolcire, l'addolcirsi, l'essere addolcito.
addolcire   v. tr.  [io addolcisco, tu addolcisci ecc.]    • 1 •   rendere dolce, dolcificare: addolcire una bevanda  | addolcire l'acciaio, (metall.) renderlo più malleabile | addolcire l'acqua, (chim.) privarla dell'eccesso dei sali che la rendono dura    • 2 •   (fig.) attenuare, mitigare l'asprezza, la durezza di qualcosa: addolcire il dolore, un rimprovero  | (lett.) rendere calmo, placato: addolcire l'animo, lo sguardo    • 3 •   (lett.) ingentilire, rendere civile: addolcire i costumi  | addolcirsi v. rifl.  diventare più dolce (spec. fig.): il clima si è addolcito; un'espressione del viso addolcita. 
addolcitivo   agg.  che serve per addolcire.
addolorare   v. tr.  [io addolóro ecc.] dare, procurare dolore (in senso morale); affliggere, rattristare: la notizia lo addolorò  | addolorarsi v. rifl.  provare dolore: si addolorò per l'accaduto. 
addolorato   part. pass.  di addolorare   agg.  afflitto, triste | come s.f.  : l'addolorata, nome dato a maria vergine, in quanto madre dei dolori; festa liturgica dei sette dolori di maria, che ricorre il venerdì dopo la domenica di passione e il 15 settembre; immagine, quadro, statua che rappresenta l'addolorata.
addomandare    ⇨ addimandare.
addome   s.m.  (anat.) nell'uomo, regione del corpo contenente l'apparato digerente, compresa fra il torace e il bacino | in molti animali, la parte inferiore del corpo.
addomesticabile   agg.  che si può addomesticare (anche fig.): un carattere difficilmente addomesticabile. 
addomesticamento   s.m.  l'addomesticare, l'addomesticarsi, l'essere addomesticato.
addomesticare   ant. addimesticare, v. tr.  [io addomèstico, tu addomèstichi ecc.]    • 1 •   rendere domestico un animale selvatico | (non com.) ammaestrare un animale domestico    • 2 •   (estens.) abituare a certe regole una persona; indurla ad assecondare passivamente la propria volontà | (fig.) manipolare con l'inganno in vista di un vantaggio; falsare: addomesticare un bilancio, un risultato sportivo  | addomesticarsi v. rifl.  (non com.) abituarsi; prendere confidenza con qualcuno o qualcosa.
addomesticato   part. pass.  di addomesticare   agg.    • 1 •   reso domestico; ammaestrato    • 2 •   preparato ad arte, manipolato in vista di un particolare fine; falsificato: elezioni addomesticate. 
addomesticatore   s.m.  [f. -trice] chi addomestica; ammaestratore.
addominale   agg.  (anat.) dell'addome: muscoli addominali. 
addoppiare   v. tr.  [io addóppio ecc.]    • 1 •   rendere doppio, detto spec. di fili, corde e sim.: addoppiare il cotone    • 2 •   (ant. , lett.) raddoppiare, accrescere, aumentare.
addoppiatoio   s.m.  arnese usato dai setaioli per addoppiare i fili di seta.
addoppiatura   s.f.  l'addoppiare, l'essere addoppiato.
addormentamento   s.m.  (non com.) l'addormentare, l'addormentarsi.
addormentare   v. tr.  [io addorménto ecc.]    • 1 •   far dormire: addormentare un bimbo  | (estens.) anestetizzare: addormentare un paziente, un arto  | (fig.) annoiare: un libro, uno spettacolo che addormenta    • 2 •   (fig.) svigorire, intorpidire: addormentare i sensi, la volontà  | addormentarsi v. rifl.    • 1 •   prendere sonno    • 2 •   intorpidirsi (detto di parti del corpo): mi si è addormentata una gamba    • 3 •   (fig.) procedere con lentezza e senza energia: addormentarsi su un lavoro. 
addormentato   part. pass.  di addormentare   agg.    • 1 •   che ha preso sonno; che dorme (anche fig.): la campagna taceva addormentata    • 2 •   intorpidito: ho i muscoli addormentati    • 3 •   (fig.) fiacco, inetto; che ha i riflessi lenti, la mente torpida: un ragazzo addormentato. 
addormentatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi addormenta (spec. fig.).
addormire   v. tr.  [io addòrmo ecc.] (region.  o lett.) addormentare | (fig.) quietare, calmare | addormirsi v. rifl.  (region.  o lett.) addormentarsi, dormire | (fig.) placarsi, acquietarsi: al rezzo dei grandi alberi antichi  / il mio cuore s'addorme e si riposa  (saba).
addossabile   agg.  che può essere attribuito, imputato a qualcuno: la colpa dell'accaduto non è addossabile a nessuno. 
addossamento   s.m.  l'addossare, l'addossarsi (spec. fig.).
addossare   v. tr.  [io addòsso ecc.]    • 1 •   mettere addosso, appoggiare una cosa a un'altra: addossare un mobile alla parete    • 2 •   (fig.) mettere a carico di qualcuno; imputare, attribuire: addossare a qualcuno una colpa, una spesa; addossarsi una responsabilità, un debito, assumerli su di sé | addossarsi v. rifl.  e rifl. rec.  accostarsi, appoggiarsi; ammassarsi: addossarsi alla parete; le pecore si addossavano nella stalla. 
addossato   part. pass.  di addossare   agg.    • 1 •   appoggiato    • 2 •   (arald.) si dice di due animali o figure con i dorsi contrapposti.
addosso   antiq. a dosso, avv.    • 1 •   sulla persona, sulle spalle: che cosa porti addosso?; avere addosso, avere con sé, su di sé indossare | avere la sfortuna addosso, (fig.) essere sempre sfortunato | tirarsi addosso un guaio, (fig.) procurarselo | farsela addosso, fare i bisogni corporali nei vestiti; (fig.) farsi prendere dalla paura, dal panico | parlarsi addosso, (fig.) in continuazione e con autocompiacimento    • 2 •   dentro la persona; nell'animo, nel corpo: avere addosso una paura terribile, una febbre da cavallo  | avere il diavolo addosso, (fig.) essere indemoniato o, nell'uso com., di pessimo umore | avere l'argento vivo addosso, (fig.) essere vivace, non stare mai fermo | in unione con a  forma la loc. prep. addosso a    • 1 •   assai vicino, molto accosto: le case sono una addosso all'altra    • 2 •   su, sopra: piombare addosso a qualcuno  | mettere le mani addosso a qualcuno, colpirlo, picchiarlo; toccarlo con desiderio sessuale | mettere gli occhi addosso a qualcuno, a qualcosa, (fig.) farne oggetto di desiderio | stare addosso a uno, (fig.) sollecitarlo, controllarlo, opprimerlo    • 3 •   contro: gettarsi addosso a qualcuno  | dare addosso a qualcuno, assalirlo; (fig.) perseguitarlo  inter.  indica incitamento ad assalire qualcuno: ecco il ladro, addosso!. 
addotto   part. pass.  di addurre   agg.  nei sign. del verbo.
addottoramento   s.m.  (non com.) l'addottorare o l'addottorarsi.
addottorare   v. tr.  [io addottóro ecc.] conferire il titolo di dottore: addottorare qualcuno in lettere  | addottorarsi v. rifl.  divenire dottore, laurearsi: addottorarsi in giurisprudenza. 
addottrinamento   s.m.  l'addottrinare, l'addottrinarsi.
addottrinare   v. tr.  ammaestrare in una dottrina o in un'arte; istruire | addottrinarsi v. rifl.  istruirsi, rendersi pratico (per lo più scherz.).
addottrinato   part. pass.  di addottrinare  e addottrinarsi   agg.  istruito, dotto § addottrinatamente avv.  (rar.).
addottrinatore   s.m.  [f. -trice] chi addottrina.
addrento    ⇨ addentro.
addrizzare    ⇨ addirizzare.
adduare   v. tr.  (ant.) raddoppiare | adduarsi (ant.) v. rifl.  raddoppiarsi: fu viso a me cantare essa sustanza, / sopra la qual doppio lume s'addua  (dante par.  vii, 5-6).
adducere    ⇨ addurre.
adducibile   agg.  che si può addurre.
addugliare   v. tr.  [io addùglio ecc.] (mar.) ripiegare un cavo di bordo avvolgendolo in spire successive concentriche, dette duglie. 
addurre   ant. adducere [ad-dù-ce-re], v. tr.  [pres. indic. io adduco, tu adduci ecc. ; fut. io addurrò ecc. ; pass. rem. io addussi, tu adducésti ecc. ; cond. io addurrèi ecc. ; part. pass. addótto]    • 1 •   produrre, allegare; presentare a sostegno, citare a riprova: addurre un pretesto, una prova, un documento    • 2 •   (poet.) arrecare, provocare: l'ira funesta, che infiniti addusse / lutti agli achei  (monti)    • 3 •   (fisiol.) detto di muscolo, avvicinare un arto o una parte mobile del corpo all'asse mediano di questo o a un altro punto di riferimento.
adduttore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (tecn.) si dice di ciò che porta, conduce: condotta adduttrice, quella che porta l'acqua al luogo dove viene utilizzata    • 2 •   (anat.) si dice di muscolo che consente i movimenti di adduzione: gli adduttori della coscia. 
adduzione   s.f.  (fisiol.) il movimento dell'addurre.
ade   s.m.  nella religione greco-romana, il mondo sotterraneo dell'oltretomba (detto anche acheronte) | (estens. lett.) aldilà: scendere all'ade, morire.
adeguabile   agg.  che si può adeguare.
adeguamento   s.m.  l'adeguare, l'adeguarsi: adeguamento degli stipendi al costo della vita. 
adeguare   ant. adequare, v. tr.  [io adéguo ecc.]    • 1 •   rendere congruo, adatto, proporzionato; conformare: adeguare il comportamento alle circostanze; adeguare i prezzi al mercato  | adeguare una città al suolo, (lett.) raderla al suolo    • 2 •   (ant.) considerare uguale | adeguarsi v. rifl.  conformarsi, adattarsi (anche assol.): adeguarsi alla situazione; non rimane che adeguarsi. 
adeguatezza   s.f.  l'essere adeguato.
adeguato   part. pass.  di adeguare   agg.  congruo, proporzionato; idoneo, opportuno: premio adeguato ai risultati; trovare le parole adeguate  § adeguatamente avv. 
adeguazione   ant. adequazione, s.f.  l'adeguare, l'adeguarsi.
adelfia   s.f.  (bot.) fenomeno per cui gli stami di un fiore sono adelfi.
adelfo   agg.  (bot.) si dice di stame con i filamenti uniti ad altri stami.
adempiere   v. tr.  [io adémpio ecc.]    • 1 •   compiere, eseguire appieno: adempiere un dovere, un precetto, una promessa  | esaudire: adempiere una preghiera    • 2 •   (ant.) riempire, colmare, completare | v. intr.  [aus. avere] compiere, eseguire: adempiere a un ufficio  | adempiersi v. rifl.  compiersi, avverarsi: la profezia si adempì. 
adempimento   s.m.    • 1 •   l'adempiere; compimento: morire nell'adempimento del proprio dovere    • 2 •   (dir.) il compimento della prestazione cui si è tenuti | gli adempimenti d'obbligo, (burocr.) i compiti formalmente prescritti per la funzione che si esercita.
adempire   v. tr.  [io adempìsco, tu adempìsci ecc] adempiere.
ademprivio   s.m.  uso vigente in sardegna per cui la comunità mantiene alcuni diritti sui terreni divenuti proprietà privata, spec. dopo il raccolto (pascolare, spigolare, far legna ecc).
adenia   s.f.  (med.) malattia delle ghiandole linfatiche.
adenite   s.f.  (med.) infiammazione di ghiandole linfatiche.
adeno-  adeno- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. adén adénos  'ghiandola' (adenopatia).
adenocarcinoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore epiteliale maligno a struttura ghiandolare.
adenoide   agg.  (med.) si dice dello sviluppo ipertrofico del tessuto linfatico nelle cavità nasali o nella faringe  s.f.  (spec. pl.) escrescenza che ostruisce in parte la cavità del naso o della faringe (propr. vegetazioni adenoidi).
adenoideo   agg.  (med.) delle adenoidi | un (soggetto) adenoideo, persona che soffre di adenoidi.
adenoidismo   s.m.  (med.) presenza di adenoidi.
adenoma   s.m.  [pl. -mi] (med) tumore epiteliale a struttura ghiandolare, in genere benigno.
adenopatia   s.f.  (med.) qualsiasi malattia delle ghiandole, soprattutto di quelle linfatiche.
adenosintrifosfato   s.m.  (biol.) composto più noto come atp. 
adenotomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica delle adenoidi.
adenovirus   s.m. invar.  (med.) nome di un gruppo di virus che provocano gravi disturbi delle vie respiratorie.
adepto   s.m.  seguace di una dottrina, di un'ideologia, di una setta; iniziato.
adequare   e deriv.   ⇨ adeguare e deriv. 
aderbare   v. tr.  [io adèrbo ecc.] (non com.)    • 1 •   (ant.) pascere d'erbe gli animali; pascolare    • 2 •   rivestire d'erba un terreno; inerbire.
aderente   part. pres.  di aderire   agg.    • 1 •   che aderisce: abito aderente (al corpo)  | (fig.) pertinente: svolgimento aderente al tema    • 2 •   peso aderente, (mecc.) il peso esercitato da una forza sulla superficie di appoggio    • 3 •   punto aderente, (mat.) punto di frontiera  s.m.  e f.  chi partecipa a un'iniziativa, aderisce a un'associazione e sim.
aderenza   s.f.    • 1 •   l'essere aderente (anche fig.) | costruzione in aderenza, (edil.) perfettamente combaciante con quella contigua    • 2 •   pl.  (fig.) amicizie, appoggi altolocati: ha delle aderenze    • 3 •   (fis.) forza che si oppone allo strisciamento tra due corpi in contatto    • 4 •   (med.) formazione fibrosa che collega organi e tessuti normalmente disgiunti: aderenze intestinali. 
adergere   v. tr.  [coniugato come ergere] (poet.) sollevare, innalzare: adergere l'animo  | adergersi v. rifl.  elevarsi: sí come l'occhio nostro non s'aderse / in alto, fisso a le cose terrene  (dante purg.  xix, 118-119).
aderimento   s.m.  (rar.) l'aderire; adesione.
aderire   v. intr.  [io aderisco, tu aderisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   essere strettamente unito, restare attaccato: la tappezzeria aderisce alla parete; la calce aderisce al muro    • 2 •   (fig.) farsi seguace o sostenitore; acconsentire, accettare: aderire a un partito; aderire a un invito, a una richiesta. 
aderizzare   v. tr.  [io aderìzzo ecc.] (tecn.) aumentare l'aderenza dei pneumatici al fondo stradale incidendone il battistrada.
aderizzatrice   s.f.  (tecn.) macchina usata per aderizzare i pneumatici.
adermina   s.f.  altro nome della vitamina b6; presente soprattutto nel lievito, nel latte e nel fegato, svolge azione protettiva sulla cute.
adescabile   agg.  che può essere adescato.
adescamento   s.m.    • 1 •   l'adescare; allettamento    • 2 •   (dir.) reato commesso da chi, in pubblico, invita ad atti sessuali, spec. mercenari    • 3 •   (tecn.) operazione preliminare di riempimento di pompe o sifoni con acqua o altri liquidi.
adescare   v. tr.  [io adésco, tu adéschi ecc.]    • 1 •   (non com.) attirare con l'esca: adescare i pesci    • 2 •   (fig.) attirare qualcuno con lusinghe; allettare: lo adescò con vaghe promesse  | commettere il reato di adescamento    • 3 •   (tecn.) riempire un impianto idraulico (p. e.  pompa, sifone) per metterlo in funzione.
adescatore   s.m.  [f. -trice] chi adesca.
adesione   s.f.    • 1 •   l'aderire    • 2 •   (fig.) consenso, partecipazione: dare la propria adesione a un'iniziativa  | contratto per adesione, (dir.) in cui le condizioni sono determinate unilateralmente da una parte, e l'altra può solo accettarle in blocco o respingerle    • 3 •   (fis.) mutua attrazione fra le particelle di corpi posti a contatto.
adesività   s.f.  l'essere adesivo.
adesivo   agg.  che aderisce, che attacca; che serve a far aderire: nastro adesivo; pasta adesiva   s.m.    • 1 •   sostanza che ha la proprietà di tenere saldamente unite due superfici in contatto    • 2 •   autoadesivo.
adespoto   non com. adespota, agg.    • 1 •   (rar.) che non ha padrone    • 2 •   (filol.) si dice di manoscritto o edizione a stampa di un testo dei quali sia ignoto l'autore; anonimo.
adesso   avv.    • 1 •   in questo momento, al presente, ora: adesso vengo; l'ho visto adesso; e adesso che facciamo?  | per adesso, per il momento | da adesso in poi, d'ora in poi, per il futuro | fino adesso, finora | adesso adesso, proprio in questo momento    • 2 •   poco fa, or ora: ho mangiato proprio adesso; sono stato adesso da loro    • 3 •   fra poco: parto adesso    • 4 •   adesso che, ora che (introduce prop. temporali-causali, con verbo all'indic.): adesso che lo sai, règolati!. 
ad hoc   loc. avv.  per uno scopo preciso, appositamente: fare qualcosa ad hoc   loc. agg. invar.  pensato o predisposto per un fine particolare: un provvedimento ad hoc. 
ad hominem   loc. agg. invar.  che è detto o fatto per una determinata persona; ad personam: un discorso ad hominem, diretto a qualcuno in particolare | argomento ad hominem, (filos.) quello che mira a confutare la tesi di un avversario dimostrando l'implausibilità delle conseguenze che da essa derivano.
ad honorem   loc. agg. invar.  si dice di cariche, titoli e sim. conferiti a titolo onorario: laurea ad honorem. 
adiabatico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di una trasformazione termodinamica nel corso della quale un sistema fisico si modifica senza scambiare calore con l'ambiente che lo circonda.
adiacente   agg.    • 1 •   che sta vicino, che si trova nelle vicinanze, in prossimità limitrofo, contiguo: gli edifici, le vie adiacenti    • 2 •   (geom.) si dice di angoli che hanno un vertice e un lato in comune (e cioè consecutivi), e gli altri due lati giacenti sulla stessa retta, così da determinare, insieme, un angolo piatto.
adiacenza   s.f.  (spec. pl.) l'essere adiacente; luogo adiacente: nelle immediate adiacenze del giardino, in prossimità di esso.
adiaforia   s.f.  (filos.) ideale etico dei cinici e degli stoici, consistente nell'indifferenza di fronte alle cose che non sono né virtù né vizio, e risultano perciò insignificanti per il raggiungimento della felicità.
adiaforo   agg.    • 1 •   (filos.) relativo all'adiaforia    • 2 •   (filol.) si dice di variante che, nella definizione del testo critico, non risulta preferibile a un'altra per ragioni oggettive.
adianto   s.m.  (bot.) genere di felci con circa duecento specie, una delle quali, il capelvenere, è diffusa anche in europa.
adiatermano   agg.  (fis.) impermeabile al calore.
adibire   v. tr.  [io adibisco, tu adibisci ecc.] riservare a un determinato uso; impiegare per uno scopo, destinare a un'attività: adibire un locale a deposito; il personale sarà adibito ad altre mansioni. 
adimare   v. tr.  (ant.) abbassare, volgere in giù: adima / il viso e guarda come tu se' vòlto  (dante par.  xxvii, 77-78).
adimensionale   agg.  (fis.) si dice di grandezza puramente numerica, priva di dimensioni fisiche.
adinamia   s.f.  (med.) stato di estremo indebolimento dell'organismo; astenia.
ad interim   loc. agg. invar.  (burocr.) si dice di persona che occupa temporaneamente un incarico: presidente ad interim. 
adipe   s.m.  il grasso accumulato nel corpo degli uomini e degli animali.
adipico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido organico dicarbossilico da cui si ottiene il nylon.
adiposi   s.f.  (med.) deposito di grasso sotto la pelle.
adiposità   s.f.  l'essere adiposo; abnorme accumulo di grasso; obesità.
adiposo   agg.  ricco di adipe; grasso: tessuto adiposo. 
adirarsi   v. rifl.  lasciarsi prendere dall'ira, montare in collera; sdegnarsi: adirarsi con, contro qualcuno; adirarsi per qualcosa. 
adirato   part. pass.  di adirarsi   agg.  preso dall'ira, sdegnato; che esprime ira: sguardo, gesto adirato  § adiratamente avv. 
adire   v. tr.  [io adisco, tu adisci ecc. ; part. pass. adìto] (dir.) intraprendere un'attività giuridicamente rilevante: adire le vie legali, intraprendere un'azione legale contro terzi | adire una successione, entrarne legalmente in possesso mediante accettazione.
adito   (1) s.m.  (lett.) entrata, passaggio, accesso: avere adito in, a un luogo, avere il permesso di accedervi | dare adito a, (fig.) consentire l'accesso, il passaggio a qualcosa; anche, provocare, destare: un titolo di studio che dà adito all'istruzione superiore; un comportamento che dà adito a sospetti, a critiche. 
adito   (2) s.m.  (archeol.) la parte più riposta del tempio greco e romano, alla quale accedevano solo i sacerdoti e dove si conservava l'immagine o il simbolo del dio.
adiutore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (ant.) che, chi aiuta.
adiutorio   s.m.  (ant.) aiuto.
adiuvante   agg.  (med.) che ha una funzione di sostegno: terapia adiuvante. 
adiuvare   v. tr.  (ant.) aiutare.
adivenire    ⇨ addivenire.
a divinis   loc. agg. invar.  e avv.  solo nelle loc. sospensione, sospendere a divinis, che nel diritto canonico indicano il divieto, per un sacerdote colpito da censura, di amministrare sacramenti ed esercitare gli altri uffici.
adizione   s.f.  (dir.) l'adire; in partic., atto con cui l'erede dichiara di accettare un'eredità.
adizzare    ⇨ aizzare.
ad libitum   loc. avv.  a piacere, a volontà.
ad litteram   loc. agg.  o avv.  (lett.) letteralmente: tradurre ad litteram. 
ad maiora   loc. inter.  formula con cui si augura a qualcuno di conseguire successi ancora più importanti di quelli già ottenuti.
adocchiamento   s.m.  l'adocchiare, l'essere adocchiato.
adocchiare   v. tr.  [io adòcchio ecc.]    • 1 •   guardare con interesse o desiderio    • 2 •   scorgere con un'occhiata, ravvisare, individuare.
adolescente   agg.  proprio dell'adolescenza: amore adolescente   s.m.  e f.  chi è nell'adolescenza.
adolescenza   s.f.    • 1 •   periodo della vita umana, compreso tra i dodici e i diciotto anni circa, in cui si attua il passaggio dalla fanciullezza all'età adulta e si compie la maturazione sessuale    • 2 •   l'insieme dei giovani che si trovano in tale età: i problemi dell'adolescenza. 
adolescenziale   agg.  relativo all'adolescenza o agli adolescenti: età, crisi adolescenziale. 
adombrabile   agg.  che si può adombrare, che si adombra facilmente.
adombramento   s.m.  l'adombrare, l'adombrarsi | (fig.) accenno, indizio.
adombrare   v. tr.  [io adómbro ecc.]    • 1 •   (lett.) coprire d'ombra; oscurare: il monte adombrava tutta la valle  | adombrare un disegno, ombreggiarlo    • 2 •   (fig.) velare, offuscare: una triste idea gli adombrava la mente    • 3 •   (fig. lett.) esprimere velatamente: pensieri, sentimenti appena adombrati  | (estens.) raffigurare, rappresentare: tanto più bella il mio pensier l'adombra  (petrarca canz.  cxxix, 48) | adombrarsi v. rifl.    • 1 •   (lett.) oscurarsi    • 2 •   detto di animale, spec. di cavallo, spaventarsi davanti a un'ombra; (fig.) di persona, insospettirsi, offendersi: si adombra per un nonnulla. 
adonare   v. tr.  [io adóno ecc.] (ant. , poet.) domare, abbattere, prostrare: l'ombre che adona  / la greve pioggia  (dante inf.  vi, 34-35).
adone   s.m.  giovane bellissimo e fatuo.
adonestare   v. tr.  [io adonèsto ecc.] (ant. , lett.) dare apparenza di onesto o di giusto; giustificare, coonestare.
adonide   s.f.  pianta erbacea medicinale con foglie laciniate e fiori di color rosso o giallo (fam.  ranuncolacee).
adonio   agg.  e s.m.  nella metrica greca e latina, si dice del quarto verso della strofe saffica, costituito da un dattilo e da uno spondeo o da un trocheo.
adontamento   s.m.  (lett.) l'adontare, l'adontarsi.
adontare   ant. aontare, v. tr.  [io adónto ecc.] (ant.) recare onta, offendere | adontarsi v. rifl.  reputarsi offeso, sdegnarsi.
adoperabile   agg.  che si può adoperare.
adoperare   o adoprare, v. tr.  [io adòpero ecc.] fare uso, servirsi di qualcosa; usare, impiegare, utilizzare: adoperare un coltello, le forbici; adoperare bene, male il proprio tempo; adoperare le mani, il bastone, picchiare, bastonare; adoperare il cervello, ragionare, riflettere | adoperarsi v. rifl.  ingegnarsi, darsi da fare; agire con zelo per riuscire in un intento: adoperarsi in favore di qualcuno; adoperarsi per qualcosa. 
adorabile   agg.  degno di essere adorato; per estens., si dice di persona o cosa molto graziosa, amabile, piacevole § adorabilmente avv. 
adorante   part. pres.  di adorare   agg.  si dice in partic. di figura rappresentata nell'atto di adorare la divinità: angelo adorante. 
adorare   v. tr.  [io adóro ecc.]    • 1 •   tributare adorazione: adorare dio  | riconoscere come divinità, venerare: gli egizi adoravano il sole    • 2 •   (estens.) fare oggetto di grandissimo amore: adorare i propri figli    • 3 •   (fig.) avere passione o entusiasmo per qualcuno o per qualcosa: adorare un pittore, una musica  | (iperb.) apprezzare, desiderare moltissimo: adoro i gelati  | v. intr.  [aus. avere] (ant.) pregare: adora per color che sono in terra  (dante par.  xviii, 125).
adoratore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi adora    • 2 •   (scherz.) ammiratore, corteggiatore.
adorazione   s.f.    • 1 •   atto del venerare la divinità prostrandosi o inginocchiandosi davanti a essa o a ciò che la rappresenta; nella teologia cattolica, atto del culto supremo dovuto a dio: l'adorazione del sacramento, della croce; l'adorazione dei magi  | essere, stare in adorazione davanti a qualcuno, a qualcosa, (fig.) rimanere in atteggiamento estatico, di contemplazione    • 2 •   sentimento di chi adora; per estens., amore grandissimo: ha un'adorazione per sua madre. 
adoreo   agg.  (lett.) di farro, di frumento.
adornamento   s.m.  (lett.) l'adornare, l'adornarsi, l'essere adornato | (spec. pl.) ciò che serve per adornare; ornamento.
adornare   v. tr.  [io adórno ecc.] rendere più bello con ornamenti; ornare (anche fig.): adornare di rose l'altare; adorna la canizie / di liete voglie sante  (manzoni la pentecoste) | adornarsi v. rifl.  abbellirsi: adornarsi per la festa. 
adornatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi adorna.
adornezza   s.f.  (ant.) l'essere adorno; ornamento | bellezza.
adorno   agg.    • 1 •   abbellito con ornamenti (anche fig.): una tavola adorna di fiori; animo adorno di virtù    • 2 •   (lett.) bello, leggiadro: e andarò cercando il viso adorno  (boiardo).
adottabile   agg.  che si può adottare.
adottabilità   s.f.  (dir.) la condizione di chi può essere adottato: stato di adottabilità, è dichiarato dal tribunale dei minorenni.
adottando   agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) che, chi deve essere adottato.
adottante   part. pres.  di adottare   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi adotta; chi compie un'adozione.
adottare   v. tr.  [io adòtto ecc.]    • 1 •   (dir.) assumere un figlio altrui in qualità di figlio legittimo tramite l'istituto dell'adozione    • 2 •   (fig.) far proprio; scegliere, seguire: adottare un sistema di vita  | adottare un libro di testo, sceglierlo come testo di studio per una classe in una data materia    • 3 •   (fig.) prendere, attuare: adottare un provvedimento, misure urgenti. 
adottato   part. pass.  di adottare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è assunto come figlio adottivo (legittimo) da persona diversa dal padre e dalla madre.
adottatore   s.m.  [f. -trice] (antiq.) chi adotta; adottante.
adottivo   agg.  che è divenuto tale in seguito a un atto di adozione: figlio, padre adottivo. 
adozianismo    ⇨ adozionismo.
adozione   s.f.    • 1 •   (dir.) istituto giuridico per cui i minori dichiarati in stato di adottabilità diventano figli legittimi di chi li adotta, mentre cessano i loro rapporti giuridici con la famiglia d'origine    • 2 •   (fig.) scelta: adozione dei libri di testo  | patria, paese di adozione, non di origine    • 3 •   (fig.) attuazione: adozione di misure preventive. 
adozionismo   o adozianismo, s.m.  (teol.) dottrina eterodossa cristiana diffusa nei secc. ii e iii, che sosteneva la natura umana di cristo, figlio di dio per adozione.
ad personam   loc. agg. invar.  si dice di titolo, carica e sim. attribuiti soltanto a una data persona, e quindi non estensibili né trasferibili ad altri | (estens.) che si applica a una particolare persona: un trattamento ad personam. 
ad quem   loc. agg. invar.  nel linguaggio storico, giuridico e filologico, indica il termine cronologico finale a cui ci si riferisce; si contrappone a post quem. 
adragante   o dragante, agg.  nella loc. gomma adragante, secrezione gommosa di alcune leguminose, usata nell'industria farmaceutica e nell'industria conciaria per la preparazione di appretti  s.f.  gomma adragante.
adrematrice   s.f.  macchina che riproduce automaticamente indirizzi su targhette di metallo.
adremista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi lavora a un'adrematrice.
adrenalina   s.f.  (med.) ormone secreto dalla sostanza midollare delle ghiandole surrenali, che agisce sulla circolazione, la respirazione e il metabolismo; prodotta anche per sintesi chimica, è usata come cardiostimolante, vasocostrittore, broncodilatatore ecc.
adrenergico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di ciò che è in relazione con l'adrenalina e la sua produzione: fibre adrenergiche. 
adrenocorticotropo   agg.  (biol.) si dice dell'ormone noto come acth.
adriaco   agg.  [pl. m. -ci] (poet.) adriatico.
adriatico   agg.  [pl. m. -ci] del mare adriatico: le spiagge adriatiche. 
adroma   s.m.  [pl. -mi] (bot.) xilema.
adrone   o hadrone, s.m.  (fis.) denominazione generica delle particelle elementari (barioni e mesoni) soggette a interazione forte.
adsorbente   part. pres.  di adsorbire   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza che ha la proprietà di adsorbire altre sostanze.
adsorbimento   s.m.  (chim.) fenomeno per cui una sostanza solida o liquida trattiene sulla propria superficie un sottile strato di molecole o di ioni di un gas, un liquido o un soluto con cui viene a contatto.
adsorbire   v. tr.  [io adsorbisco, tu adsorbisci ecc.] (chim.) fissare per adsorbimento.
adstrato   o astrato, s.m.  (ling.) lingua parlata in un'area adiacente a quella di un'altra lingua, che entra con essa in rapporto di reciproca influenza; per estens., il fenomeno dell'influenza che esercitano reciprocamente due lingue in contatto.
aduggiamento   s.m.  (ant.) ombra nociva; uggia (anche fig.).
aduggiare   o auggiare, v. tr.  [io adùggio ecc.] (lett.)    • 1 •   nuocere con la propria ombra (anche fig.): io fui radice de la mala pianta / che la terra cristiana tutta aduggia  (dante purg.  xx, 43-44) | (assol.) fare ombra    • 2 •   (fig.) inaridire, danneggiare; rattristare | aduggiarsi v. rifl.  (lett.) inaridirsi | (fig.) intristirsi.
adugnare   v. tr.  (ant.) adunghiare.
adulare   v. tr.  [io adùlo, meno corretto àdulo ecc.] lodare in modo esagerato e insincero, di solito per interesse o per servile compiacenza; lusingare, blandire: adulare i potenti; adulare la vanità di qualcuno. 
adularia   s.f.  (min.) varietà di ortoclasio, che si rinviene sotto forma di cristalli limpidi e trasparenti.
adulatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi adula.
adulatorio   agg.  proprio dell'adulatore; che ha l'intento di adulare: atteggiamento adulatorio  § adulatoriamente avv. 
adulazione   s.f.  l'adulare; le parole con cui si adula.
adulterabile   agg.  che può essere adulterato.
adulteramento   s.m.  adulterazione.
adulterante   part. pres.  di adulterare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che, aggiunta a un prodotto, lo adultera.
adulterare   ant. avolterare, v. tr.  [io adùltero ecc.]    • 1 •   mutare fraudolentemente e a fini di lucro la qualità di un prodotto alimentare, aggiungendovi sostanze di minor valore, talvolta nocive; alterare, sofisticare    • 2 •   (fig.) falsare, corrompere, guastare: adulterare una lingua    • 3 •   (ant.) indurre all'adulterio; prostituire (anche fig.): le cose di dio, che di bontate  / deon essere spose, e voi rapaci  / per oro e per argento avolterate  (dante inf.  xix, 2-4).
adulterato   part. pass.  di adulterare   agg.  alterato, guastato; contraffatto: cibo, vino adulterato; merce adulterata. 
adulteratore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi adultera (anche fig.)    • 2 •   (ant.) chi commette o fa commettere adulterio.
adulterazione   s.f.  l'adulterare, l'essere adulterato (anche fig.): adulterazione alimentare; questa è una vera e propria adulterazione della verità!. 
adulterino   agg.    • 1 •   relativo, conseguente ad adulterio: figlio adulterino    • 2 •   (fig. rar.) falso, adulterato, contraffatto.
adulterio   ant. adultero [adultèro], s.m.    • 1 •   infedeltà sessuale del coniuge: commettere adulterio; accusare di adulterio    • 2 •   (lett.) amore illecito, peccaminoso (anche fig.).
adultero   (1) agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi commette adulterio.
adultero   (2)  ⇨ adulterio.
adulto   agg.    • 1 •   detto di persona, che ha raggiunto la piena maturità fisica e psichica | di animale o di vegetale, che è pervenuto al completo sviluppo    • 2 •   (fig.) maturo, sviluppato, progredito: ingegno adulto; una società adulta   s.m.  [f. -a] persona adulta.
adunamento   s.m.  (non com.) l'adunare, l'adunarsi.
adunanza   ant. agunanza, s.f.    • 1 •   riunione di persone per discutere e deliberare su argomenti di interesse comune; anche, le persone adunate: indire, tenere, sciogliere un'adunanza; la proposta fu approvata da tutta l'adunanza    • 2 •   (ant.) associazione    • 3 •   (non com.) detto di cose, raccolta, gran quantità.
adunare   ant. agunare, aunare [au-nà-re], v. tr.    • 1 •   raccogliere in adunata, riunire: adunare i soldati in campo    • 2 •   (fig. lett.) comprendere, assommare: adunare in sé le migliori qualità  | adunarsi v. rifl.  raccogliersi, riunirsi; assommarsi (anche fig.): adunarsi in piazza; in te s'aduna / quantunque in creatura è di bontate  (dante par.  xxxiii, 20-21).
adunata   s.f.    • 1 •   (mil.) convocazione dei componenti di uno o più reparti in un luogo determinato: ordinare l'adunata  | il comando o il segnale che la indica: suonare l'adunata    • 2 •   (estens.) raduno di massa, per lo più disposto da un'autorità o un'organizzazione politica.
adunatore   s.m.  [f. -trice] chi aduna | adunatore di nembi, (poet.) epiteto di giove.
adunazione   s.f.  (ant.) raduno, adunata.
adunco   agg.  [pl. m. -chi] ricurvo come un uncino: becco, naso adunco. 
adunghiare   ant. aunghiare, v. tr.  [io adùnghio ecc.] afferrare con le unghie; artigliare, ghermire: il rapace adunghiò la preda. 
adunque   cong.  (lett.) dunque.
adusare   ant. ausare, v. tr.  (lett.) abituare, avvezzare, assuefare | adusarsi v. rifl.  (lett.) abituarsi, avvezzarsi.
adusato   part. pass.  di adusare   agg.  (lett.)    • 1 •   abituato, avvezzo    • 2 •   consueto.
aduso   agg.  (lett.) adusato, avvezzo, assuefatto: essere aduso alle fatiche; aduso a frequentare i salotti. 
adusto   agg.  (lett.)    • 1 •   riarso dal sole o dal fuoco; inaridito: terreno adusto    • 2 •   magro, asciutto, secco: braccia aduste. 
ad usum delphini   loc. agg. invar.  si dice di un testo (poi, per estens., di qualsiasi altra cosa) adattato e manipolato per interessi di parte.
ad valorem   loc. agg. invar.  (fin.) si dice dell'imposta commisurata al valore monetario dei beni cui si riferisce, non alla loro quantità.
adventure   s.f. invar.  tipo di gioco da tavolo, o videogioco, in cui il giocatore deve immedesimarsi in un personaggio, protagonista di una serie di avventure impossibili, la cui successione e il cui esito sono in parte preordinati e in parte affidati al caso e all'abilità del giocatore.
advertisement   anche abbr. in ad, s.m. invar.  annuncio pubblicitario (di qualsiasi tipo).
advertising   s.m. invar.  attività di propaganda commerciale; pubblicità.
adynaton   s.m.  [pl. ady/nata] figura retorica consistente nel subordinare l'avverarsi di un fatto a una condizione impossibile, affermandone così l'irrealizzabilità: prima divelte, in mar precipitando, / spente nell'imo strideran le stelle, / che la memoria e il vostro / amor trascorra o scemi  (leopardi all'italia  121-124).
aedo   s.m.  nella grecia antica, poeta che cantava le gesta degli dei e degli eroi accompagnandosi con la lira | (estens. lett.) poeta.
aeramento   non com. aereamento, s.m.  (agr.) somministrazione di aria al mosto per favorirne la fermentazione.
aerante   part. pres.  di aerare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza introdotta nel cemento per aerarlo e renderlo più leggero ed elastico.
aerare   meno com. aereare [a-e-re-à-re], non corretto areare, v. tr.  [io àero ecc.] dare aria, arieggiare, ventilare: aerare una stanza  | riempire, impregnare d'aria una sostanza: aerare il cemento, il terreno  | aerarsi v. rifl.  (lett.) innalzarsi, elevarsi nell'aria.
aeratore   meno com. aereatore, non corretto areatore, s.m.  apparecchio che favorisce la circolazione dell'aria in ambienti chiusi.
aerazione   meno com. aereazione, non corretto areazione, s.f.    • 1 •   l'aerare    • 2 •   procedimento che consiste nel sottoporre sostanze od oggetti all'azione dell'aria o di un gas.
aere   s.m.  (poet.) aria; (fig.) clima, temperie: in più spirabil aere  / pietosa il trasportò  (manzoni il cinque maggio).
aereare   e deriv.   ⇨ aerare e deriv. 
aereo   (1) agg.    • 1 •   che vive nell'aria o sta in aria; che si eleva in aria | radici aeree, (bot.) radici che si sviluppano fuori del terreno    • 2 •   che è costituito di aria: spazio aereo  | (fig.) lieve, leggero, fine: un'aerea eleganza  | (fig. non com.) inconsistente: argomentazioni aeree    • 3 •   che avviene nell'aria, attraverso l'aria: navigazione aerea    • 4 •   relativo all'aeronautica; di aeroplano, elicottero o altro aeromobile: flotta aerea; linee aeree  | fotografia aerea, scattata da un aeromobile | posta aerea, che viaggia su aeromobili; per via aerea, si dice di corrispondenza così trasportata    • 5 •   (anat.) relativo al primo tratto delle vie respiratorie: vie aeree superiori, cavità nasale, laringe e faringe  s.m.  (telecom.) antenna.
aereo   (2) s.m.  forma abbreviata e più diffusa di aeromobile  e, per estens., di aeroplano : viaggiare in aereo. 
aereonavale    ⇨ aeronavale.
aeri-  aeri-  ⇨ aero- 1.
aeriforme   agg.  che ha caratteristiche fisiche analoghe a quelle dell'aria; gassoso  s.m.  (fis.) sostanza allo stato gassoso.
aerino   rar. aierino [a-ie-rì-no], agg.  (lett.) dell'aria; che ha il colore o la trasparenza dell'aria, del cielo: oltre il muro,  / si sfioccano, aerine, le ghirlande  / dei carpini  (montale).
aero-  aero- (1) o aeri-, non corretto areo-, primo elemento di parole composte della terminologia tecnica e scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. aér aéros  'aria' (aerofagia, aeriforme).
aero-  aero- (2) non corretto areo-, primo elemento che in alcuni termini rappresenta una forma accorciata di aeromobile  o aeroplano  o aeronautica  e sim. (aeroclub, aeroporto, aeroscalo).
aerobica   s.f.  tipo di danza-ginnastica i cui movimenti, che si succedono a tempo di musica, sono strettamente connessi con la respirazione.
aerobico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (biol.) relativo ad aerobiosi    • 2 •   relativo all'aerobica: ginnastica aerobica. 
aerobio   s.m.  (biol.) organismo che utilizza l'ossigeno dell'aria o dell'acqua per produrre l'energia necessaria alle funzioni vitali.
aerobiosi   s.f.  (biol.) condizione per cui la vita, in partic. quella degli esseri unicellulari, è possibile soltanto in presenza di ossigeno.
aerobrigata   s.f.  unità operativa dell'aeronautica militare italiana costituita da più stormi di aerei.
aerobus   s.m.  aeroplano per il trasporto di passeggeri su percorsi brevi.
aerocartografia   s.f.  realizzazione di carte geografiche mediante fotografie aeree.
aerocentro   s.m.  luogo in cui viene concentrato il personale e il materiale aeronautico.
aerocisterna   s.f.  aeroplano adibito al trasporto di carburante o al rifornimento in volo di altri aeroplani.
aeroclub   s.m.  associazione di dilettanti che si dedicano al volo sportivo; anche, la sede di tale associazione.
aerodina   o aerodine, s.f.  qualsiasi aeromobile più pesante dell'aria, che si sostenga in volo utilizzando principalmente forze aerodinamiche.
aerodinamica   s.f.  (fis.) parte della meccanica che studia le forze agenti in una massa gassosa e, in particolare, le forze che si generano per effetto del moto relativo fra un solido immerso nell'atmosfera e l'atmosfera stessa.
aerodinamicità   s.f.  proprietà di ciò che è aerodinamico.
aerodinamico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo all'aerodinamica: principio aerodinamico    • 2 •   costruito in modo da offrire la minima resistenza all'aria, quindi adatto alle alte velocità: vettura aerodinamica  | (estens.) slanciato, affusolato: linea aerodinamica    • 3 •   che sfrutta la forza del vento: elica aerodinamica  § aerodinamicamente avv. 
aerodine    ⇨ aerodina.
aerodromo   s.m.  ai primordi dell'aviazione, luogo adibito a gare fra aeromobili, spec. aeroplani; attualmente, distesa di terreno o specchio d'acqua destinato all'arrivo, alla partenza e al movimento di aeromobili.
aerofagia   s.f.  (med.) eccessiva deglutizione di aria, connessa per lo più con fatti nervosi; può essere causa di dilatazione di stomaco e di eruttazione.
aerofaro   s.m.  luce aeronautica di superficie che consente di individuare un particolare punto di riferimento durante il volo notturno.
aerofobia   s.f.  (med.) intolleranza patologica alle correnti d'aria; è sintomo precoce della rabbia.
aerofono   s.m.    • 1 •   (fis.) apparecchio per determinare la direzione di provenienza di un suono e la distanza della sorgente sonora    • 2 •   (mus.) ogni strumento che produca il suono con la vibrazione di una colonna d'aria (p. e.  la tromba, il flauto) | usato anche come agg.  : strumenti aerofoni. 
aeroforo   s.m.  apparecchio che serve ad aerare un ambiente privo di aria respirabile.
aerofotografia   s.f.  tecnica della ripresa fotografica della superficie terrestre da aerei | la fotografia così ottenuta.
aerofotogramma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   fotografia del suolo ripresa da un aereo con una camera fotogrammetrica per effettuare un rilevamento topografico    • 2 •   (estens.) aerofotografia.
aerofotogrammetria   s.f.  rilevamento topografico del terreno mediante aerofotogrammi.
aerogiro   s.m.  qualsiasi aeromobile con superfici sostentatrici rotanti (p. e.  l'elicottero).
aerografia   s.f.    • 1 •   verniciatura mediante aerografo    • 2 •   la tecnica di decorare o dipingere con l'aerografo.
aerografista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi esegue con l'aerografo lavori di verniciatura o decorazione.
aerografo   s.m.    • 1 •   apparecchio ad aria compressa usato per la verniciatura, detto anche pistola a spruzzo    • 2 •   apparecchio ad aria compressa, a forma di penna, comprendente un piccolo serbatoio per il colore; di grande precisione, si usa per ritocco fotografico, decorazione, grafica pubblicitaria: pittura all'aerografo. 
aerogramma   s.m.  [pl. -mi] lettera o cartolina spedita per via aerea.
aerolinea   s.f.  linea di navigazione aerea; aviolinea.
aerolite   o aerolito, s.m.  tipo di meteorite pietroso povero di ferro e ricco di silicati.
aerologia   s.f.  branca della meteorologia che studia, mediante sondaggi in quota, le condizioni dell'atmosfera oltre i tremila metri.
aerologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] chi si occupa di aerologia.
aeromante   s.m.  e f.  chi esercita l'aeromanzia.
aeromanzia   s.f.  presso gli antichi, l'arte di predire il futuro interpretando i fenomeni atmosferici (venti, nubi ecc.).
aeromarittimo   agg.  si dice di ogni operazione o attività di carattere aereo che si svolga sul mare: soccorso aeromarittimo. 
aeromeccanica   s.f.  (fis.) parte della meccanica che studia gli stati di quiete e di moto degli aeriformi.
aeromele   s.m.  sostanza zuccherina che si ottiene dall'incisione di alcune piante.
aerometria   s.f.  (fis.) misurazione della densità di un gas.
aerometro   s.m.  (fis.) strumento che misura la densità dei gas.
aeromobile   s.m.  veicolo che può sostenersi e muoversi nell'aria: aeromobile a sostentazione statica, aerostato (pallone e dirigibile); aeromobile a sostentazione dinamica, aerodina (deltaplano, aliante, aeroplano, idrovolante, autogiro, elicottero); aeromobile a getto sostentazione, veicolo a cuscino d'aria | usato anche come agg.  : mezzo aeromobile. 
aeromodellismo   s.m.  l'attività di chi progetta, costruisce e sperimenta aeromodelli, spec. a scopo ricreativo.
aeromodellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si occupa di aeromodellismo.
aeromodellistica   s.f.  aeromodellismo.
aeromodello   s.m.    • 1 •   piccolo aeromobile volante, con o senza motore, che solitamente non riproduce tipi di aeromobili esistenti    • 2 •   riproduzione in scala ridotta, a scopo di studio e sperimentazione, di aeromobili in progetto, spec. aeroplani e alianti.
aeromoto   s.m.  violento spostamento di grandi masse aeree, spec. per effetto di esplosioni.
aeromotore   s.m.  (tecn.) macchina motrice costituita da una ruota o da un'elica azionata dal vento.
aeronauta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi compie un'ascensione in aeromobile | (estens.) chi conduce un aeromobile o è addetto ai servizi di bordo.
aeronautica   s.f.    • 1 •   la scienza e la tecnica della progettazione, costruzione e impiego degli aeromobili    • 2 •   corpo civile o militare addetto alla navigazione aerea; aviazione.
aeronautico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'aeronautica | accademia aeronautica, istituto cui è affidata la preparazione degli ufficiali piloti dell'aeronautica militare e degli ingegneri del genio aeronautico.
aeronavale   o aereonavale, agg.  si dice di attività o di operazione a cui partecipino aerei e navi: battaglia aeronavale. 
aeronave   s.f.    • 1 •   dirigibile    • 2 •   astronave.
aeronavigazione   s.f.  navigazione aerea.
aeronomia   s.f.  in geofisica, studio chimico-fisico dell'alta atmosfera.
aeropenna   s.f.  piccolo aerografo usato in pittura, nella grafica ecc.
aeroplano   non corretto areoplano, s.m.  velivolo a motore costituito da un elemento portante (solitamente un'ala divisa in due semiali simmetriche fisse o mobili), da un corpo centrale per il trasporto del carico utile (fusoliera), dagli impennaggi o piani di coda, dagli organi di decollo e atterraggio e dal gruppo motopropulsore.
aeroponica   s.f.  (agr.) sistema di coltivazione delle piante consistente nell'inserirne le radici in un tubo cavo dove vengono poste le sostanze nutritive.
aeroporto   non corretto areoporto, s.m.  l'insieme delle superfici, degli impianti e delle attrezzature predisposti per il decollo e l'atterraggio degli aerei, per il loro rifornimento, la manutenzione e il ricovero, e per il movimento dei passeggeri e delle merci : aeroporto civile, militare. 
aeroportuale   agg.  relativo a un aeroporto: servizi aeroportuali   s.m.  e f.  chi lavora in un aeroporto.
aeropostale   agg.  che riguarda la posta aerea  s.m.  aereo per il trasporto della posta.
aerorazzo   s.m.  (aer.) velivolo con propulsione a razzi.
aeroreattore   s.m.  reattore che utilizza l'aria esterna come comburente.
aerorimessa   s.f.  locale chiuso destinato al ricovero degli aeromobili; se limitato alle aerodine, si dice aviorimessa. 
aerosbarco   s.m.  [pl. -chi] sbarco da aerei: aerosbarco di truppe, di mezzi cingolati. 
aeroscalo   s.m.    • 1 •   aeroporto per dirigibili    • 2 •   località dove un aeromobile può sostare, rifornirsi e imbarcare o sbarcare passeggeri, posta e merci; aerostazione.
aeroscivolante   s.m.  veicolo a cuscino d'aria, più noto come hovercraft. 
aeroscopio   s.m.  strumento per l'analisi microscopica del pulviscolo atmosferico.
aerosilurante   s.m.  aereo che porta uno o più siluri come armamento principale.
aerosiluro   s.m.  siluro lanciato da aerei.
aeroso   agg.  (lett.)    • 1 •   aereo, arioso    • 2 •   (fig.) lieve, leggero.
aerosoccorso   s.m.  operazione di soccorso realizzata con mezzi aerei.
aerosol   s.m. invar.    • 1 •   (fis.) sospensione colloidale di particelle microscopiche liquide (nebbia) o solide (fumo) in un gas    • 2 •   (med.) sospensione colloidale di sostanze medicamentose nell'aria | nell'uso com., aerosolterapia: apparecchio per aerosol    • 3 •   (estens.) confezione spray: deodorante in aerosol. 
aerosolterapia   s.f.  (med.) terapia per la quale il medicamento viene somministrato allo stato di aerosol.
aerosostentazione   s.f.  sostentazione di un aeromobile o di un altro oggetto dovuta a forze aerostatiche o aerodinamiche.
aerospaziale   agg.  dell'aerospazio; relativo alla navigazione nello spazio: ingegneria aerospaziale. 
aerospazio   s.m.  spazio aereo.
aerostatica   s.f.  lo studio dell'equilibrio dei corpi immersi nell'aria.
aerostatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo agli aerostati e all'aerostatica    • 2 •   che si libra nell'aria: pallone aerostatico, aerostato senza motore    • 3 •   (fig. lett.) vuoto, leggero, aereo.
aerostato   s.m.  aeromobile a sostentazione statica, cioè più leggero dell'aria; può essere senza motore (pallone) o con motore (dirigibile).
aerostazione   s.f.  negli aeroporti civili, complesso di edifici in cui hanno sede i servizi (dogana, sale di attesa ecc.): aerostazione urbana, air terminal.
aerostiere   s.m.  addetto alla manovra e al servizio degli aerostati.
aerotaxi   o aerotassì [a-e-ro-tas-sì], s.m.  piccolo aeroplano privato per il trasporto a pagamento di passeggeri.
aerotecnica   s.f.  parte dell'ingegneria aeronautica che studia l'applicazione dei principi dell'aerodinamica alla costruzione degli aeromobili.
aerotecnico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'aerotecnica: prove aerotecniche. 
aeroterapia   s.f.  (med.) cura degli organi della respirazione mediante apparecchi ad aria compressa o rarefatta.
aerotermo   s.m.  apparecchio di riscaldamento che immette aria calda in un ambiente per mezzo di un ventilatore.
aeroterrestre   agg.  (mil.) d'aria e di terra: forze aeroterrestri. 
aerotite   s.m.  (med.) otite dovuta alla lacerazione della membrana del timpano a causa di un troppo rapido sbalzo di pressione nel volo aereo.
aerotrainare   v. tr.  [io aerotràino ecc.] trainare un aeromobile per mezzo di un altro aeromobile.
aerotraino   s.m.    • 1 •   traino di uno o più aeromobili (spec. alianti) da parte di un altro aeromobile (spec. aeroplano)    • 2 •   (estens.) l'insieme costituito dall'aeromobile trainante (aereo rimorchiatore) e da quello trainato (aereo rimorchio).
aerotrasportare   v. tr.  [io aerotraspòrto ecc.] trasportare per via aerea: truppe aerotrasportate. 
aerotrasporto   s.m.  trasporto per via aerea.
aerotreno   s.m.    • 1 •   tipo particolare di treno che si muove su un cuscino d'aria    • 2 •   aerotraino.
aerotropismo   s.m.  (bot.) fenomeno per cui un organo vegetale (p. e.  una radice) si curva nella direzione da cui proviene una maggiore quantità d'ossigeno.
aeroturbina   s.f.  dispositivo o impianto che, azionando un generatore di corrente, trasforma la forza dei venti in energia elettrica.
aerovia   s.f.  corridoio aereo lungo il quale è assicurato agli aeromobili il continuo collegamento radio con le basi a terra.
afa   s.f.    • 1 •   caldo umido e opprimente; aria soffocante    • 2 •   (fig. tosc.) noia.
afachia   s.f.  (med.) mancanza del cristallino nel globo oculare.
afagia   s.f.  (med.) incapacità di deglutire.
afanite   s.f.  (min.) roccia dura e omogenea a struttura minutissima.
afanitteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti parassiti, senza ali, cui appartengono le pulci | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
afasia   s.f.    • 1 •   (med. , psicol.) perdita della capacità di parlare o di comprendere le parole    • 2 •   (filos.) per gli scettici greci, l'astensione dal giudizio, il non pronunciarsi sulla natura delle cose.
afasico   agg.  [pl. m. -ci] (med. , psicol.) relativo all'afasia: disturbo afasico   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da afasia.
afelio   s.m.  (astr.) nell'orbita descritta da un pianeta, il punto di massima distanza dal sole.
aferesi   s.f.    • 1 •   (ling.) caduta di un suono o di un gruppo di suoni all'inizio di una parola (p. e. verno  per inverno)    • 2 •   in enigmistica, il gioco per cui, togliendo a una parola la lettera o la sillaba iniziale, se ne ottiene un'altra di diverso significato (p. e. coro - oro)    • 3 •   (med.) asportazione chirurgica di un organo o di una sua parte.
aferetico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di aferesi; che ha subito aferesi: valore aferetico; forma aferetica. 
affabile   agg.  che tratta con familiarità e cortesia; cordiale, amabile, gentile: persona affabile; modi affabili  § affabilmente avv. 
affabilità   s.f.  l'essere affabile; cordialità, cortesia: affabilità di modi. 
affabulare   v. tr.  [io affàbulo ecc.] (lett.) esporre, presentare in forma di favola | (estens.) narrare, rappresentare.
affabulazione   s.f.  l'affabulare | la costruzione, l'intreccio di un'opera letteraria, spec. di un romanzo.
affaccendamento   s.m.  l'affaccendarsi.
affaccendare   v. tr.  [io affaccèndo ecc.] (non com.) dare da fare, occupare in faccende | affaccendarsi v. rifl.  darsi molto da fare, occuparsi attivamente: affaccendarsi nei preparativi per la partenza. 
affaccendato   part. pass.  di affaccendare  e affaccendarsi   agg.  che è molto occupato: era affaccendato nello studio. 
affacchinare   v. tr.  (rar.) far lavorare come un facchino, sottoporre a pesanti fatiche | affacchinarsi v. rifl.  (rar.) lavorare come un facchino; sfacchinare.
affacciare   v. tr.  [io affàccio ecc.]    • 1 •   (non com.) mettere in vista, far vedere    • 2 •   (fig.) mettere innanzi, esporre: affacciare un dubbio  | v. intr.  [non usato nei tempi composti] essere esposto, essere rivolto verso: la finestra affaccia sul parco  | affacciarsi v. rifl.    • 1 •   accostarsi a una finestra, a una porta e sim., per farsi vedere; mostrarsi brevemente    • 2 •   (fig.) presentarsi alla mente: mi si affacciò un sospetto. 
affacciato   part. pass.  di affacciare   agg.  che è posto faccia a faccia: due muri affacciati. 
affaccio   s.m.  (region.) la vista, il panorama su cui affacciano le finestre o i balconi di un edificio: un appartamento con affaccio sul parco. 
affagottare   v. tr.  [io affagòtto ecc.] (non com.) avvolgere in un fagotto, come in un fagotto | affagottarsi v. rifl.  vestirsi in modo goffo, trasandato; infagottarsi.
affaire   s.m. invar.  caso politico o giudiziario di vasta risonanza; affare: l'affaire dreyfus. 
affaldellare   v. tr.  [io affaldèllo ecc.] (non com.) ridurre in faldelle: affaldellare la seta. 
affamare   v. tr.  ridurre alla fame; per estens., impoverire, privare di risorse.
affamato   part. pass.  di affamare   agg.    • 1 •   che ha fame, che soffre la fame    • 2 •   (fig.) avido: affamato di onori, di denaro   s.m.  [f. -a] chi ha fame | (estens.) miserabile § affamatamente avv.  (rar.) da affamato.
affamatore   s.m.  [f. -trice] (antiq.) chi affama, chi sfrutta impoverendo: gli affamatori del popolo. 
affannare   v. tr.    • 1 •   dare, procurare affanno    • 2 •   (fig.) angustiare, affliggere: il dio che atterra e suscita, / che affanna e che consola  (manzoni il cinque maggio) | v. intr.  [aus. essere], affannarsi v. rifl.    • 1 •   provare affanno    • 2 •   (fig.) affaticarsi, darsi molto da fare: affannarsi a convincere qualcuno. 
affannato   part. pass.  di affannare   agg.    • 1 •   ansante, affannoso: respiro affannato    • 2 •   (fig.) tormentato, angosciato, pieno d'affanni: o anime affannate, / venite a noi parlar, s'altri nol niega!  (dante inf.  v, 80-81) § affannatamente avv. 
affanno   s.m.    • 1 •   respirazione difficoltosa o troppo frequente, dovuta ad affaticamento, malattia o emozione    • 2 •   (fig.) inquietudine profonda; ansia, pena: essere, vivere in affanno; prendersi affanno per qualcosa, darsi pensiero    • 3 •   (lett.) travaglio, dura fatica: l'antica natura onnipossente, / che mi fece all'affanno  (leopardi la sera del dì di festa  13-14).
affannoso   agg.    • 1 •   che rivela affanno: respiro affannoso    • 2 •   (fig.) pieno di affanni; penoso, faticoso: condurre un'esistenza affannosa  § affannosamente avv. 
affantocciare   v. tr.  [io affantòccio ecc.] (agr.) legare insieme i rami degli alberi a forma di fantoccio.
affardellamento   s.m.  l'affardellare | (mil.) equipaggiamento dello zaino.
affardellare   v. tr.  [io affardèllo ecc.]    • 1 •   ridurre, avvolgere qualcosa in un fardello | (estens.) riunire in qualche modo più cose    • 2 •   (mil.) disporre il corredo personale nel modo regolamentare, per ottenere un bagaglio poco ingombrante: affardellare lo zaino. 
affare   s.m.    • 1 •   cosa da compiere; faccenda, compito, impegno: trattare, sbrigare un affare; affari privati, pubblici, di stato  ' ministero degli affari esteri, quello che presiede alla politica estera di uno stato | affare di stato, (fig.) cosa a cui si dà eccessiva importanza: non facciamone un affare di stato!, non drammatizziamo    • 2 •   operazione economica, spec. se proficua: proporre, concludere, mandare a monte un affare; fare un  (buono  o cattivo) affare; uomo d'affari; darsi agli affari; ritirarsi dagli affari.  dim. affarino, affaruccio  accr. affarone  pegg. affaraccio    • 3 •   questione riguardante qualcuno; caso politico o giudiziario di grande rilievo    • 4 •   (fam.) cosa, faccenda che non si vuole specificare; anche, cosa che genera fastidio o difficoltà: un affare serio, da nulla; un brutto affare; è un affare che non ti riguarda  | farsi gli affari propri, (fam.) non occuparsi delle faccende altrui    • 5 •   condizione, stato sociale: persona di alto, grande affare  ' di mal affare  (o più com. malaffare), si dice di chi vive in modo disonesto, poco raccomandabile: gente, donna di mal affare    • 6 •   (fam.) arnese, oggetto, cosa (indicati genericamente): prendi un affare e apri la scatola. 
affarismo   s.m.  la mentalità, l'attività di chi è affarista.
affarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pensa soltanto a fare affari, a guadagnare, anche non facendosi scrupoli.
affaristico   agg.  [pl. m. -ci] degli affari; dell'affarista: manovre affaristiche. 
affarsi   v. rifl.  [si usano soltanto le forme: si affà, si affacéva, si affacésse] (lett.) confarsi, convenire.
affasciare   v. tr.  [io affàscio ecc.] (antiq.) raccogliere in un fascio; affastellare: affasciare la canapa, le messi. 
affasciatura   s.f.  (agr.) nella coltivazione degli alberi da frutto e spec. in viticoltura, legatura dei ramoscelli o dei tralci intorno al fusto.
affascinamento   s.m.  l'affascinare, l'essere affascinato; seduzione.
affascinante   part. pres.  di affascinare    • 1 •   agg.  attraente, seducente, incantevole: una donna affascinante. 
affascinare   (1) non com. fascinare, v. tr.  [io affàscino ecc.]    • 1 •   avvincere col fascino; ammaliare: il canto delle sirene affascinava i naviganti    • 2 •   (fig.) attrarre, sedurre, conquistare: una storia che affascina. 
affascinare   (2) v. tr.  [io affascìno ecc.] legare in fascine, affastellare.
affascinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi affascina; ammaliatore: sguardo affascinatore. 
affascinazione   s.f.  (non com.) affascinamento; malia.
affastellamento   s.m.    • 1 •   l'affastellare    • 2 •   accumulo, ammasso confuso e disordinato (spec. fig.): affastellamento di nozioni, di frasi sconnesse. 
affastellare   v. tr.  [io affastèllo ecc.]    • 1 •   riunire, raccogliere in fastelli: affastellare fieno, legna    • 2 •   ammassare confusamente; accozzare (anche fig.): affastellare idee, menzogne  | (assol.) nella recitazione teatrale, precipitare le battute.
affastellato   part. pass.  di affastellare   agg.    • 1 •   ammucchiato    • 2 •   (bot.) fascicolato.
affaticamento   s.m.  l'affaticare, l'affaticarsi, l'essere affaticato.
affaticare   v. tr.  [io affatico, tu affatichi ecc.] sottoporre a sforzo o a fatica; stancare: affaticare la vista, il cervello  | affaticare il terreno, sfruttarlo eccessivamente | affaticarsi v. rifl.    • 1 •   sottoporsi a fatica, stancarsi: affaticarsi a camminare, a studiare    • 2 •   darsi da fare, adoperarsi: affaticarsi per procurarsi da vivere. 
affaticato   part. pass.  di affaticare   agg.  stanco: avere il viso, il cervello molto affaticato. 
affatto   avv.    • 1 •   del tutto, interamente: è un uomo affatto sordo    • 2 •   usato come rafforzativo di una negazione significa per nulla : non ho affatto voglia di discutere; niente affatto, assolutamente no | (assol.) no, per nulla: «hai fame?», «affatto». 
affatturamento   s.m.  l'affatturare, l'essere affatturato.
affatturare   v. tr.    • 1 •   ammaliare con una fattura, con pratiche magiche; stregare    • 2 •   (estens. non com.) adulterare, sofisticare cibi o bevande.
affatturatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi ammalia con fatture o con magie.
affé   inter.  (ant.) in fede: affé mia  | oggi, solo in usi scherz.: affé di bacco. 
afferente   part. pres.  di afferire   agg.  nei sign. del verbo | (anat.) si dice di qualsiasi organo che abbia funzione conduttiva: vasi afferenti, quelli che portano il sangue o la linfa; fibre afferenti, fibre nervose sensitive che trasferiscono gli stimoli periferici al sistema nervoso centrale.
afferenza   s.f.    • 1 •   (anat.) nervo, vaso sanguigno o altra struttura anatomica che conduce fluidi o impulsi verso una parte del corpo    • 2 •   (burocr.) adesione, appartenenza a un organismo.
afferire   v. intr.  [io afferisco, tu afferisci ecc. ; aus. avere] (dir. , burocr.) concernere, riguardare; appartenere.
affermabile   agg.  che si può affermare.
affermare   v. tr.  [io afférmo ecc.]    • 1 •   asserire, dare per certo, dichiarare apertamente: affermare la propria innocenza  | (assol.) dire, rispondere di sì: affermare con un cenno del capo    • 2 •   sostenere con decisione: affermare un diritto  | affermarsi v. rifl.  imporsi, avere successo: affermarsi nella professione; una moda che si affermerà. 
affermativa   s.f.    • 1 •   (ant.) affermazione    • 2 •   (dir.) accoglimento (di una tesi, di un quesito) | decidere per l'affermativa, approvare, assentire.
affermativo   agg.  che afferma, che esprime un'approvazione: risposta affermativa; avverbio affermativo  § affermativamente avv. 
affermato   part. pass.  di affermare   agg.  che ha raggiunto la notorietà: un attore affermato. 
affermazione   s.f.    • 1 •   l'affermare; parola o frase affermativa    • 2 •   l'affermarsi; successo, vittoria: una grande affermazione sportiva. 
afferrabile   agg.  che si può afferrare.
afferrare   v. tr.  [io affèrro ecc.]    • 1 •   prendere e tenere con forza (anche fig.): afferrare qualcuno per il bavero; afferrare un pugnale; afferrare l'occasione, (fig.) coglierla traendone profitto    • 2 •   (fig.) capire, intendere: afferrare una parola, un'idea  | anche assol.: il mio progetto è questo: afferri?    • 3 •   (ant. , lett.) ferire, colpire col ferro | afferrarsi v. rifl.  attaccarsi con forza a qualcosa; appigliarsi (anche fig.): afferrarsi a un sostegno; afferrarsi a un pretesto. 
affertilire   v. tr.  [io affertilisco, tu affertilisci ecc.] (rar.) rendere fertile, fertilizzare.
affettamento   s.m.  (non com.) il tagliare a fette.
affettare   (1) v. tr.  [io affétto ecc.]    • 1 •   tagliare a fette: affettare il salame, il pane  | nebbia, buio da affettare, (fam. scherz.) assai densi    • 2 •   (iperb.) fare a pezzi, trucidare.
affettare   (2) v. tr.  [io affètto ecc.]    • 1 •   ostentare sentimenti che non si provano o qualità che non si possiedono: affettare ammirazione, eleganza    • 2 •   (ant.) bramare, aspirare ardentemente.
affettato   (1) part. pass.  di affettare    • 1 •   e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  salume insaccato tagliato a fette: due etti di affettato. 
affettato   (2) part. pass.  di affettare    • 2 •   agg.  artefatto, ostentato, lezioso: pose affettate  § affettatamente avv. 
affettatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi fa mostra di pregi che non possiede.
affettatrice   s.f.  macchina per affettare salumi o altri prodotti | anche agg.  : macchina affettatrice. 
affettatura   s.f.  operazione del tagliare a fette.
affettazione   s.f.  ostentazione artificiosa nel parlare e nel comportamento; leziosaggine.
affettività   s.f.    • 1 •   capacità affettiva, disposizione agli affetti    • 2 •   (psicol.) l'insieme dei sentimenti, delle emozioni.
affettivo   agg.    • 1 •   che riguarda gli affetti, che deriva da affetto: rapporto affettivo    • 2 •   incline agli affetti: temperamento affettivo    • 3 •   (psicol.) relativo alla sfera dei sentimenti e delle emozioni    • 4 •   (ling.) che esprime partecipazione emotiva, con riferimento soprattutto a forme particolari del lessico quali aggettivi e sostantivi implicanti valutazioni, nomi e aggettivi alterati, interiezioni § affettivamente avv.  dal punto di vista affettivo.
affetto   (1) s.m.    • 1 •   sentimento di vivo attaccamento a una persona o a una cosa; bene, affezione: affetto filiale, fraterno; avere, nutrire affetto per, verso qualcuno, qualcosa    • 2 •   (estens.) l'oggetto di tale sentimento: il figlio era il suo unico affetto    • 3 •   più genericamente, ogni sentimento intenso: eccitare, muovere gli affetti    • 4 •   (lett.) desiderio, aspirazione    • 5 •   (psicoan.) qualsiasi condizione affettiva, piacevole o spiacevole, acuta o diffusa.
affetto   (2) agg.    • 1 •   colto, preso (da un sentimento): affetto da malinconia, da stupore  | colpito (da una malattia): affetto da reumatismi    • 2 •   (ant.) intento, assorto.
affettuosità   s.f.    • 1 •   l'essere affettuoso    • 2 •   atto, parola affettuosa; manifestazione d'affetto: lo riempì di mille affettuosità. 
affettuoso   agg.  che sente o esprime affetto; incline all'affetto: una lettera affettuosa; un ragazzo molto affettuoso  | un'affettuosa amicizia, (eufem.  o iron.) una relazione amorosa § affettuosamente avv. 
affezionabile   agg.  che si può affezionare | molto incline ad affezionarsi: un'indole, un animale affezionabile. 
affezionare   v. tr.  [io affezióno ecc.] destare affetto in qualcuno; spingere all'interessamento per qualcuno o qualcosa: cercò di affezionarlo allo studio  | affezionarsi v. rifl.  legarsi affettivamente a qualcuno o qualcosa; appassionarsi: si affezionò al nuovo maestro; affezionarsi a un lavoro. 
affezionato   part. pass.  di affezionare   agg.  che sente affetto; legato da vincoli di affetto: è molto affezionato ai genitori; essere affezionato ai ricordi, alle proprie cose  | nello stile epistolare, come formula conclusiva usata spec. al superlativo: tuo affezionatissimo  (anche abbreviato in aff. mo) § affezionatamente avv.  (usato spec. a conclusione di una lettera).
affezione   s.f.    • 1 •   disposizione d'animo affettuosa, ma meno intensa dell'affetto; tendenza ad amare o a prediligere; attaccamento: mostrare affezione per qualcuno  | prezzo d'affezione, valutazione superiore al valore reale di un oggetto a cui si tiene molto    • 2 •   (ant. , lett.) moto dell'animo, passione    • 3 •   (med.) malattia, stato morboso di un organo o dell'intero organismo: affezione bronchiale, cardiaca    • 4 •   (filos.) qualsiasi modificazione di un essere determinata da un agente esterno o interno, e lo stato o condizione che ne deriva.
affiancare   v. tr.  [io affianco, tu affianchi ecc.]    • 1 •   disporre fianco a fianco, mettere accanto; avvicinare: affiancare un reparto militare a un altro    • 2 •   (fig.) aiutare, fiancheggiare: era affiancato da validi collaboratori  | affiancarsi v. rifl.  mettersi a fianco di qualcuno o qualcosa (anche fig.) | v. rifl.  porsi a fianco l'uno dell'altro; (fig.) sostenersi a vicenda.
affiatamento   s.m.  accordo, buona armonia fra persone impegnate nella stessa attività: in quel reparto esiste un buon affiatamento. 
affiatare   v. tr.  creare intesa, affiatamento: affiatare gli attori, un coro, una squadra  | affiatarsi v. rifl.  e rifl. rec.  trovare l'intesa, acquistare affiatamento: affiatarsi coi collaboratori; la squadra si è affiatata subito  | (estens.) acquistare familiarità, confidenza.
affiatato   part. pass.  di affiatare   agg.  che ha affiatamento, che procede d'intesa e in armonia con altri: essere molto, poco affiatati; orchestra bene affiatata. 
affibbiare   v. tr.  [io affìbbio ecc.]    • 1 •   unire o fermare insieme mediante fibbie, lacci, stringhe ecc.: affibbiarsi le scarpe, la cintura    • 2 •   (fig. fam.) appioppare, assestare; più genericamente, dare, attribuire (spec. qualcosa di sgradito o spiacevole): affibbiare un pugno; una multa; affibbiare un soprannome a qualcuno. 
affibbiatura   s.f.  (non com.) l'unire, il legare con una fibbia | la fibbia stessa o la parte dov'è la fibbia.
affiche   s.f.  manifesto, locandina, cartellone.
affidabile   agg.  su cui si può fare affidamento, che dà buone garanzie: una guida, un'agenzia, un motore affidabile. 
affidabilità   s.f.    • 1 •   grado di fiducia che si può riporre in qualcuno o in qualcosa: affidabilità di un funzionario, di una ditta    • 2 •   (tecn.) rispondenza di uno strumento o di un intero sistema alla funzione cui è destinato; sicurezza di funzionamento: l'affidabilità di un calcolatore; un impianto di piena, di scarsa affidabilità    • 3 •   (dir.) possibilità di essere dato in affidamento: un minore in stato di affidabilità. 
affidamento   s.m.    • 1 •   l'affidare, il dare in custodia: l'affidamento di una somma    • 2 •   fiducia, garanzia, assicurazione: quel ragazzo non dà alcun affidamento  | assegnamento: far affidamento su qualcuno    • 3 •   affidamento in prova al servizio sociale, (dir.) misura alternativa al carcere consistente nella liberazione del detenuto con l'imposizione di alcuni controlli disposti dal servizio sociale    • 4 •   affidamento dei minori, (dir.) complesso di interventi giuridici disposti per assicurare il mantenimento, l'educazione e l'istruzione dei minori temporaneamente privi di assistenza familiare    • 5 •   (antiq.) fido bancario.
affidare   v. tr.    • 1 •   dare, consegnare qualcosa alla custodia di qualcuno di cui si abbia fiducia: affidare una lettera, un incarico; affidare un bimbo alle cure di qualcuno  | affidare alla memoria, mandare a mente; consegnare al ricordo    • 2 •   (lett.) rassicurare: ché s'ella mi spaventa, amor m'affida  (petrarca canz.  clxxii, 14) | affidarsi v. rifl.  abbandonarsi alla protezione, alla benignità di qualcuno; confidare in qualcuno o in qualcosa: affidarsi alla generosità degli amici; affidarsi alla provvidenza. 
affidatario   agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) che, chi ha in affidamento qualcuno o qualcosa.
affidavit   s.m. invar.  nel diritto anglosassone, dichiarazione scritta e giurata dinanzi a un magistrato o un pubblico ufficiale.
affido   s.m.  (dir.) affidamento di un minore.
affienare   v. tr.  [io affièno ecc.] (agr.)    • 1 •   alimentare con fieno gli animali: affienare i cavalli, i buoi    • 2 •   mettere a fieno un terreno    • 3 •   ridurre l'erba in fieno | v. intr.  [aus. essere] affienire.
affienata   s.f.  razione di fieno o, genericamente, di foraggio data a un animale.
affienire   v. intr.  [io affienisco, tu affienisci ecc. ; aus. essere] diventare fieno (detto di erbe o di biade che non graniscono).
affievolimento   s.m.  l'affievolirsi; indebolimento, attenuazione: affievolimento della vista, di un suono. 
affievolire   v. tr.  [io affievolisco, tu affievolisci ecc.] rendere fievole, indebolire; attenuare | affievolirsi v. rifl.  diventare fievole o debole: gli si è affievolita la voce  | (fig.) diminuire, venire meno: la speranza si affievoliva di giorno in giorno. 
affievolito   part. pass.  di affievolire   agg.  (dir.) si dice di un diritto (p. e.  di proprietà) che viene meno quando contrasti con la pubblica utilità.
affiggere   v. tr.  [pres. io affiggo, tu affiggi ecc. ; pass. rem. io affissi, tu affiggésti ecc. ; part. pass. affisso]    • 1 •   attaccare, apporre in luogo pubblico: affiggere un manifesto, un avviso    • 2 •   (lett.) conficcare; fissare: affiggere lo sguardo  | affiggersi v. rifl.    • 1 •   fissarsi, attaccarsi; in particolare, guardare fissamente    • 2 •   concentrarsi, applicarsi con tutte le forze    • 3 •   (ant.) fermarsi, rimanere immobile: poco più oltre il centauro s'affisse  (dante inf.  xii, 115).
affigliare    ⇨ affiliare.
affigurare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   raffigurare, rappresentare    • 2 •   discernere, scorgere: così giù veggio e neente affiguro  (dante inf.  xxiv, 75).
affilacoltelli   s.m. invar.  attrezzo o dispositivo per affilare la lama dei coltelli.
affilare   (1) v. tr.    • 1 •   rendere tagliente il filo di una lama: affilare un coltello, le forbici  | (estens.) aguzzare, appuntire (anche fig.): affilare una matita; affilare lo sguardo  | affilare le armi, (fig.) prepararsi a uno scontro    • 2 •   (fig.) assottigliare, far dimagrire: la malattia gli ha affilato il viso  | affilarsi v. rifl.  assottigliarsi, smagrire.
affilare   (2) v. tr.  (ant.) disporre in fila.
affilata   s.f.  affilatura rapida e sommaria: dare un'affilata al coltello. 
affilato   part. pass.  di affilare    • 1 •   agg.    • 1 •   molto tagliente: una lama affilata    • 2 •   (estens.) magro, sottile, esile: un volto affilato. 
affilatoio   s.m.  arnese per affilare.
affilatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi affila.
affilatrice   s.f.  macchina a mole rotanti per l'affilatura di utensili metallici.
affilatura   s.f.  l'operazione e il risultato dell'affilare; la parte affilata.
affilettare   v. tr.  [io affilétto ecc.] passare il taglio della cazzuola sulle commettiture dei mattoni per dar loro maggiore rilievo.
affilettatura   s.f.  l'operazione dell'affilettare e il suo risultato.
affiliando   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi sta per essere affiliato.
affiliante   part. pres.  di affiliare   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi opera un'affiliazione.
affiliare   non com. affigliare, v. tr.  [io affìlio ecc.]    • 1 •   (dir.) assumere qualcuno nella propria famiglia mediante l'istituto giuridico dell'affiliazione: affiliare un orfano    • 2 •   iscrivere qualcuno a un'organizzazione, un'associazione e sim., spec. riservata o segreta | affiliarsi v. rifl.  iscriversi, associarsi a un'organizzazione, una setta e sim.: affiliarsi alla massoneria. 
affiliato   part. pass.  di affiliare   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   (dir.) che, chi è assunto in affiliazione    • 2 •   che, chi è iscritto a organizzazioni, associazioni e sim.: gli affiliati alla carboneria. 
affiliazione   s.f.    • 1 •   istituto giuridico, ormai superato dalle norme che regolano l'affidamento  e l'adozione, mediante il quale una persona autorizzata dal giudice tutelare poteva assumere il diritto-dovere di esercitare le funzioni connesse con la potestà di genitore nei confronti di un minore    • 2 •   iscrizione, adesione a un'associazione, una setta e sim.
affinamento   s.m.  l'affinare, l'affinarsi; l'essere affinato (anche fig.): affinamento della sensibilità, del gusto. 
affinare   v. tr.    • 1 •   rendere fino, aguzzo; affilare: affinare una lama, un coltello  | affinare l'ingegno, (fig.) renderlo più acuto e penetrante    • 2 •   digrossare, purificare, raffinare (spec. metalli)    • 3 •   (fig.) rendere fine, perfezionare: affinare lo stile  | affinarsi v. rifl.  perfezionarsi; migliorare, progredire: la sua dizione si è affinata. 
affinazione   s.f.  procedimento di purificazione che permette di eliminare da un prodotto le sostanze che ne alterano la purezza | (metall.) la trasformazione della ghisa in acciaio.
affinché   ant. affine che o a fine che, cong.  al fine di, con lo scopo che (introduce una prop. finale, con verbo al congiunt. pres. o imperf.): te lo ripeto affinché lo ricordi; parlò a voce alta, affinché tutti lo udissero. 
affine   (1) agg.    • 1 •   che ha affinità analogo, simile: la lingua italiana è affine alla francese; due prodotti affini; organismi, caratteri affini    • 2 •   (mat.) che gode di affinità  s.m.  e f.  ciascuno dei parenti di uno dei coniugi nei confronti dell'altro e viceversa: affine in linea retta, suoceri, genero e nuora; affine in linea collaterale, i cognati.
affine   (2) o a fine, cong.  (lett.) con lo scopo, al fine (per lo più seguita da di  e il verbo all'infinito per introdurre una prop. finale).
affinità   s.f.    • 1 •   attinenza, somiglianza, conformità: affinità di gusti, di sentimenti    • 2 •   simpatia, attrazione | affinità elettiva, quella che si stabilisce tra persone di sentimenti e idee simili    • 3 •   (dir.) vincolo giuridico che, con il matrimonio, si instaura tra una persona e i parenti del coniuge    • 4 •   (chim.) tendenza di una sostanza a combinarsi con una o più altre    • 5 •   (mat.) la particolare omografia tra due piani in cui si corrispondono le rette improprie    • 6 •   (ling.) somiglianza tra due o più lingue, per origine comune (affinità genetica), analogia di funzionamento (affinità tipologica) o interferenze storiche (affinità di contatto).
affiocare   v. tr.  [io affiòco, tu affiòchi ecc.] (lett.) affiochire.
affiochimento   s.m.  l'affiochire, l'affiochirsi, l'essere affiochito.
affiochire   v. tr.  [io affiochisco, tu affiochisci ecc.] rendere fioco (spec. la voce; ma anche in usi fig.): il continuo parlare l'aveva affiochito; un'immagine affiochita  | v. intr.  [aus. essere], affiochirsi v. rifl.  divenire fioco, smorzarsi: il suono (si) affiochì. 
affioramento   s.m.    • 1 •   l'affiorare; l'emergere: sommergibile in affioramento, con la torretta emersa e la copertura a pelo dell'acqua    • 2 •   (geol.) parte di roccia o di giacimento minerario che affiora.
affiorare   (1) v. intr.  [io affióro ecc. ; aus. essere]    • 1 •   apparire alla superficie, emergere: affiorare dall'acqua    • 2 •   (fig.) trapelare, mostrarsi, venire in luce: sul suo volto affiorò un'espressione di dolore. 
affiorare   (2) v. tr.  [io affióro ecc.]    • 1 •   ridurre a fiore, detto della farina    • 2 •   (lett.) ricamare, lavorare a fiorami.
affissare   ant. affisare [af-fi-sà-re] v. tr.  (lett.)    • 1 •   fissare intensamente: affissare gli occhi in qualcosa    • 2 •   guardare fisso: i vecchi affissavano pensosi il corteo  (viani) | affissarsi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   guardare fisso, con insistenza: gli occhi s'erano affissati orrendamente  (gadda)    • 2 •   (estens.) concentrarsi su qualcosa.
affissionale   agg.  relativo all'affissione pubblica di manifesti, cartelli e sim.
affissione   s.f.  l'affiggere un manifesto, un avviso, un'insegna e sim.: affissione pubblicitaria; vietata l'affissione!. 
affissivo   agg.  (ling.) agglutinante.
affisso   part. pass.  di affiggere   agg.  (ant.) fermo, immobile: noi eravam dove più non saliva / la scala sù, ed eravamo affissi  (dante purg.  xvii, 76-77)  s.m.    • 1 •   (non com.) avviso, manifesto o sim. che si affiggono in luogo pubblico    • 2 •   (edil.) lo stesso, ma meno com., che infisso    • 3 •   (ling.) elemento che, incorporandosi in una parola, ne forma un'altra di significato e valore diverso; gli affissi si distinguono in prefissi, infissi  e suffissi. 
affittacamere   s.m.  e f. invar.  persona che dà in affitto camere ammobiliate.
affittanza   s.f.  affitto, locazione: affittanza collettiva, contratto stipulato tra il proprietario e più affittuari.
affittare   v. tr.    • 1 •   dare in affitto, dare in locazione: affittare una casa, una camera  | dare a nolo: affittare una barca    • 2 •   nell'uso corrente, prendere in affitto, prendere a nolo.
affittire   v. tr.  [io affittisco, tu affittisci ecc.] (non com.) far diventare fitto; infittire, infoltire: affittire un bosco, una siepe  | v. intr.  [aus. essere], affittirsi v. rifl.  (non com.) diventare fitto.
affitto   s.m.    • 1 •   cessione temporanea del godimento di un bene mobile o immobile in cambio del pagamento di un canone; locazione: dare, prendere in affitto un appartamento  | nell'uso com., lo stesso che noleggio : prendere in affitto un'automobile    • 2 •   il prezzo convenuto per tale godimento in un dato periodo di tempo: pagare l'affitto. 
affittuario   s.m.  [f. -a] chi ha in affitto un bene immobile  agg.  (non com.) che riguarda l'affitto.
afflato   s.m.  (lett.) alito, soffio | (fig.) ispirazione: afflato poetico; afflato divino. 
affliggente   part. pres.  di affliggere   agg.  che affligge; tormentoso: un dolore affliggente. 
affliggere   v. tr.  [pres. io affliggo, tu affliggi ecc. ; pass. rem. io afflissi, tu affliggésti ecc. ; part. pass. afflitto]    • 1 •   dare, procurare dolore a qualcuno; rattristare, addolorare: la morte dell'amico lo afflisse molto    • 2 •   far soffrire, tormentare: è afflitto da un continuo mal di testa  | affliggersi v. rifl.  rattristarsi, addolorarsi; tormentarsi: si affligge per cose di poco conto. 
affliggimento   s.m.  (non com.) afflizione.
afflittivo   agg.  che causa afflizione | sanzione afflittiva, (dir.) pena.
afflitto   part. pass.  di affliggere   agg.  che soffre, che prova dolore; che denota afflizione; triste, addolorato: volto afflitto; voce afflitta   s.m.  [f. -a] persona afflitta: aiutare gli afflitti. 
afflizione   s.f.    • 1 •   stato di grande tristezza e abbattimento: vivere in una profonda afflizione    • 2 •   ciò che provoca tormento, angoscia: la lontananza è per loro una vera afflizione. 
afflosciare   v. tr.  [io afflòscio ecc.] rendere floscio: la calura ha afflosciato le foglie  ' (fig.) svigorire, accasciare: la malattia l'ha afflosciato  | v. intr. , afflosciarsi v. rifl.  o intr. pron.  diventare floscio, sgonfiarsi: la vela si afflosciò; un pneumatico afflosciato  | (fig.) accasciarsi, svenire.
affluente   part. pres.  di affluire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (geog.) torrente o fiume che immette le sue acque in un fiume maggiore: gli affluenti del po. 
affluenza   s.f.    • 1 •   l'affluire    • 2 •   (fig.) grande concorso di persone; afflusso: l'affluenza estiva nelle località marine. 
affluire   v. intr.  [io affluisco, tu affluisci ecc.]    • 1 •   scorrere verso un luogo, riversarsi (detto di liquidi): l'acqua affluiva scarsa, abbondante; il sangue affluiva alla ferita; | (estens.) giungere in gran quantità e in modo continuato: le merci affluiscono sul mercato    • 2 •   (fig.) convenire in gran numero in un luogo: il pubblico affluì allo spettacolo. 
afflusso   s.m.  l'affluire verso un dato luogo: l'afflusso del sangue al cervello; l'afflusso di capitali dall'estero. 
affocare   meno com. affuocare, v. tr.  [io affuòco  (pop. o lett. affòco), tu affuòchi  (pop. o lett. affòchi) ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  o -ò-  se tonico, -o-  (meno bene -uo-) se atono] (lett.) incendiare; arroventare, infiammare (anche fig.): il sole affocava l'aria  | affocarsi v. rifl.  (lett.) arroventarsi; avvampare, diventare rosso.
affocato   part. pass.  di affocare   agg.  (lett.) rovente; rosso | (fig.) ardente: anima ebra e affocata d'amore  (d'annunzio).
affogamento   s.m.  l'affogare, l'affogarsi, l'essere affogato.
affogare   v. tr.  [io affógo, tu affóghi ecc.]    • 1 •   uccidere qualcuno immergendolo in acqua o altro liquido; annegare    • 2 •   (fig.) soffocare, spegnere: affogare una delusione nell'alcol, bere per dimenticarla | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   morire per soffocamento in acqua o altro liquido; annegare: cadde nel fiume e affogò |  affogare in un bicchier d'acqua, (fig.) perdersi di fronte alle più piccole difficoltà | o bere o affogare, (fig.) dover scegliere fra due cose ugualmente sgradite    • 2 •   (fig. non com.) essere oppresso, oberato: affogare nei debiti  | affogarsi v. rifl.    • 1 •   togliersi la vita per annegamento; annegarsi    • 2 •   (fig. fam.) immergersi totalmente: affogarsi nel lavoro  | v. rifl.  perdere la vita per annegamento; affogare, annegare.
affogato   part. pass.  di affogare   agg.  ucciso, morto per affogamento | in usi fig.: uova affogate, sgusciate e cotte in acqua bollente; stanze affogate, basse, senza luce; gelato affogato, con liquore, caffè o sim.  s.m.  [f. -a] persona morta per affogamento.
affogliamento   s.m.  (banc.) rinnovo della parte del titolo contenente le cedole (in origine, mediante l'aggiunta di un foglio).
affollamento   s.m.  l'affollare, l'affollarsi; ressa, folla.
affollare   (1) v. tr.  [io affóllo  o affòllo ecc.]    • 1 •   riempire di folla un luogo; gremire: affollare una piazza, uno stadio    • 2 •   (fig. non com.) sopraffare, opprimere: affollare qualcuno di lavoro, di preoccupazioni  | affollarsi v. rifl.  o intr. pron.  radunarsi in folla; ammassarsi (anche fig.): affollarsi davanti all'ingresso; i pensieri gli si affollavano nella mente. 
affollare   (2) v. intr.  [io affòllo ecc.] (ant.) ansare, ansimare.
affollato   part. pass.  di affollare    • 1 •   agg.  pieno, fitto di folla, gremito: uno stadio affollato. 
affoltare   v. tr.  [io affólto ecc.] (ant. , lett.) radunare in gran numero | affoltarsi v. rifl.  (ant. , lett.) affollarsi; infittirsi: s'affolta / il tedio dell'inverno sulle case  (montale).
affoltire   v. tr.  [io affoltisco, tu affoltisci ecc.] (non com.) rendere folto | affoltirsi v. rifl.  (lett.) detto di foglie, di fronde, diventare folte.
affondamento   s.m.  l'affondare (anche fig.): l'affondamento di una nave; affondamento nella melma, nel fango; l'affondamento di un progetto, di un'iniziativa  | (sport) nel nuoto, eccessiva immersione del corpo nell'acqua.
affondamine   s.m. invar.  nave militare destinata alla posa delle mine; posamine | anche come agg. invar.  : nave affondamine. 
affondare   v. tr.  [io affóndo ecc.]    • 1 •   mandare a fondo: affondare una nave; affondare l'ancora    • 2 •   far penetrare profondamente: affondare la vanga nel terreno  | affondare i colpi, nel pugilato, colpire a fondo e con maggior forza | affondare l'acceleratore, (gerg.) premerlo al massimo    • 3 •   (non com.) rendere più profondo: affondare un pozzo  | v. intr.  [aus. essere], affondarsi v. rifl.  andare a fondo; sprofondare (anche fig.): affondare nella sabbia; affondare nel torpore; il terreno si era affondato, aveva formato un avvallamento.
affondata   s.f.  (aer.) manovra acrobatica compiuta passando dal volo orizzontale a una rapida discesa.
affondatoio   s.m.  (mar.) congegno che consente di liberare l'ancora e di lasciarla affondare.
affondatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi affonda una nave.
affondatura   s.f.  (non com.) l'affondare nel sign. 3: l'affondatura di un solco. 
affondo   avv.  (non com.) a fondo, in profondità  s.m.  (sport)    • 1 •   nella ginnastica, lo spostarsi in avanti, appoggiandosi su una gamba piegata    • 2 •   nella scherma, colpo portato distendendo in avanti il braccio armato e la gamba corrispondente, e mantenendo distesa, in linea con il corpo, la gamba opposta    • 3 •   nel calcio e in altri giochi di squadra, azione offensiva condotta rapidamente e in profondità    • 4 •   nelle gare di corsa, allungo.
afforcare   v. tr.  [io affórco, tu affórchi ecc.] (mar.) ormeggiare una nave col sistema dell'afforco.
afforco   s.m.  [pl. -chi] (mar.) ormeggio di una nave per mezzo delle due ancore di prua disposte ad angolo retto così da impedirne gli spostamenti.
afforestamento   s.m.  (non com.) rimboschimento.
afforestare   v. tr.  [io afforèsto ecc.] (non com.) rimboschire.
afforzare   v. tr.  [io affòrzo ecc.] (lett.) rinforzare; fortificare: afforzare le opere di difesa. 
affossamento   s.m.  l'affossare o l'affossarsi (anche fig.) | fossato o avvallamento del terreno.
affossare   v. tr.  [io affòsso ecc.]    • 1 •   (ant.) circondare, cingere di fosse un castello, una fortezza | (estens.) scavare fosse: affossare un terreno    • 2 •   (fig.) riferito a iniziative, proposte e sim., mettere da parte, non lasciar procedere; insabbiare: affossare un progetto    • 3 •   incavare: i carri pesanti affossano la strada  | affossarsi v. rifl.  divenire incavato.
affossatore   s.m.    • 1 •   chi scava fosse, spec. nel cimitero    • 2 •   [f. -trice] (fig.) chi affossa (iniziative, proposte ecc.)    • 3 •   attrezzo agricolo, simile all'aratro, per scavare fosse.
affossatura   s.f.  affossamento.
affrancabile   agg.  che può essere affrancato.
affrancamento   s.m.  l'affrancare, l'affrancarsi, l'essere affrancato.
affrancare   v. tr.  [io affranco, tu affranchi ecc.]    • 1 •   rendere franco, libero (anche fig.): la saggezza affranca l'animo dalle passioni; uno schiavo affrancato    • 2 •   (dir.) rendere libero un bene da pesi od oneri che gravano su di esso: affrancare un terreno    • 3 •   apporre l'affrancatura su una lettera, un plico postale ecc.: affrancare una cartolina  | affrancarsi v. rifl.  liberarsi, svincolarsi (anche fig.): affrancarsi da un pregiudizio. 
affrancatrice   s.f.  macchina per l'affrancatura automatica della corrispondenza.
affrancatura   s.f.  apposizione di un francobollo o di una stampigliatura sulla corrispondenza per attestare l'avvenuto pagamento della tassa postale | il francobollo o la stampigliatura stessi: lettera senza affrancatura. 
affrancazione   s.f.    • 1 •   l'affrancare, l'affrancarsi, l'essere affrancato | nel mondo antico e nel medioevo, liberazione dalla condizione di schiavo    • 2 •   (dir.) facoltà attribuita all'enfiteuta di divenire proprietario del fondo pagando una somma pari a 15 volte l'ammontare del canone annuo    • 3 •   (non com.) affrancatura.
affranco   s.m.  [pl. -chi] (burocr.) affrancatura.
affrangere   v. tr.  [coniugato come frangere] (ant.) fiaccare, spossare, abbattere: la natura del monte ci affranse / la possa del salir  (dante purg.  xxvii, 74-75).
affranto   part. pass.  di affrangere   agg.  sfinito dalla fatica o prostrato dal dolore.
affratellamento   s.m.    • 1 •   l'affratellare, l'affratellarsi    • 2 •   (etnol.) rito che istituisce un legame indissolubile fra più persone non legate da parentela.
affratellare   v. tr.  [io affratèllo ecc.] far sentire come fratelli, unire in stretta amicizia | affratellarsi v. rifl.  unirsi in fraterna amicizia.
affrenare   v. tr.  [io affréno  o affrèno ecc.] (lett.) frenare, trattenere.
affrescare   v. tr.  [io affrésco, tu affréschi ecc.] dipingere a fresco, ad affresco; decorare con affreschi.
affreschista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pittore di affreschi; freschista, frescante.
affresco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   tecnica di pittura murale in uso fin dall'antichità si esegue su uno strato di intonaco leggero ancora umido, con colori sciolti in acqua | dipinto eseguito con tale tecnica: gli affreschi del correggio    • 2 •   (fig.) rappresentazione letteraria o storica di ampio respiro (di un'epoca, di un ambiente sociale ecc.): il decameron è un affresco della società fiorentina del trecento. 
affrettare   v. tr.  [io affrétto ecc.] compiere o far compiere qualcosa con maggiore sollecitudine; accelerare: affrettare il passo; affrettare un lavoro  | affrettarsi v. rifl.    • 1 •   far presto; camminare, muoversi rapidamente: affrettiamoci!    • 2 •   curare con sollecitudine, farsi premura (di fare qualcosa): si affrettò a comunicarci la notizia. 
affrettato   part. pass.  di affrettare   agg.  eseguito in fretta, accelerato: passo affrettato  ' (estens.) fatto con poca cura, alla bell'e meglio: lavoro affrettato  § affrettatamente avv. 
affricano    ⇨ africano.
affricata   s.f.  (ling.) consonante affricata.
affricato   agg.  (ling.) si dice di suono consonantico risultante dalla combinazione di una occlusiva con una fricativa (l'italiano ha quattro fonemi affricati: / ts / come in pe ce  e in città, / dz / come in giro  e in gelo, / ts / come in zappa, / dz / come in ra zzo. 
affrittellare   v. tr.  [io affrittèllo ecc.] (non com.) friggere in forma di frittella: affrittellare un uovo, cuocerlo al tegamino.
affrontabile   agg.  che si può affrontare: una spesa affrontabile; una difficoltà affrontabile. 
affrontare   v. tr.  [io affrónto ecc.]    • 1 •   andare incontro a qualcuno per misurarsi con lui; fronteggiare con decisione: affrontare il nemico, un rivale, l'ira di un superiore    • 2 •   andare incontro a qualcosa che comporta difficoltà, rischio, sacrificio: affrontare una salita, un lavoro; affrontare un pericolo, la morte  | affrontare un argomento, un problema, cominciare a occuparsene, a trattarlo    • 3 •   (tecn.) far combaciare due pezzi meccanici senza incastro    • 4 •   (ant.) confrontare, comparare | affrontarsi v. rifl.  scontrarsi in combattimento; azzuffarsi: gli eserciti s'affrontarono in campo aperto  | v. rifl.  (ant.) mostrarsi offeso, come per un affronto.
affrontato   part. pass.  di affrontare   agg.  (arald.) si dice di due animali o figure posti l'uno di fronte all'altro: leoni affrontati. 
affrontatura   s.f.  (tecn.) l'affrontare due pezzi meccanici.
affronto   s.m.    • 1 •   atto o parola che offende; ingiuria: fare, ricevere, patire un affronto    • 2 •   (ant.) assalto, scontro; correre all'affronto  | al primo affronto, (ant.) sulle prime.
affumare   v. tr.  (rar.) affumicare.
affumicamento   s.m.  affumicatura.
affumicare   v. tr.  [io affùmico, tu affùmichi ecc.]    • 1 •   riempire di fumo, annerire col fumo: affumicare la cucina, il soffitto; affumicare la tana di un animale, per snidarlo    • 2 •   esporre al fumo sostanze alimentari, spec. carni o pesci, per conservarle o dar loro un sapore particolare.
affumicato   part. pass.  di affumicare   agg.    • 1 •   annerito dal fumo: una pentola affumicata    • 2 •   sottoposto ad affumicatura (detto di cibi): prosciutto affumicato    • 3 •   (estens.) oscurato, colorato in bruno (detto di vetri e simili): lenti affumicate. 
affumicatoio   s.m.  luogo in cui ha luogo l'affumicatura.
affumicatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi è addetto all'affumicatura dei cibi    • 2 •   in apicoltura, attrezzo per gettare fumo nelle arnie.
affumicatura   s.f.  operazione, effetto dell'affumicare.
affuocare    ⇨ affocare.
affusolare   v. tr.  [io affùsolo  o affù solo ecc.] dare forma di fuso, assottigliare.
affusolato   part. pass.  di affusolare   agg.    • 1 •   sottile e ben tornito; snello: dita affusolate    • 2 •   in sartoria, si dice di abito diritto e aderente.
affusto   s.m.  la base che sostiene la bocca da fuoco e ne consente la manovra e il trasporto: affusto di cannone. 
afgano   o afghano, agg.  dell'afghanistan: popolo afgano; levriero afgano   s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita nell'afghanistan.
aficionado   s.m.  [pl. aficionados] acceso ammiratore; fanatico, tifoso | frequentatore abituale.
afide   s.m.  nome comune di varie specie di insetti emitteri, parassiti delle piante, detti anche gorgoglioni  o pidocchi delle piante. 
afillo   agg.  (bot.) privo di foglie: piante afille. 
afnio   o hafnio, s.m.  elemento chimico di carattere metallico, simile allo zirconio, il cui simbolo è hf.
afonia   s.f.  perdita della voce.
afono   agg.  colpito da afonia | una voce afona, fioca e quasi senza suono; anche, dal timbro opaco.
aforisma   o aforismo, s.m.  [pl. -smi] breve massima che enuncia una regola pratica o una norma di saggezza.
aforistico   agg.  [pl. m. -ci] che ha forma di aforisma | (estens.) sentenzioso e conciso: stile aforistico  § aforisticamente avv. 
a fortiori   loc. agg. invar.  (filos.) in logica, si dice di argomento che prova la validità di una tesi dal fatto che questa presenta ragioni più numerose o più valide di un'altra già provata come vera  loc. avv.  tanto più, a maggior ragione.
afosità   s.f.  l'essere afoso.
afoso   agg.  soffocante, opprimente, pesante: un clima afoso; una giornata afosa. 
afrezza   s.f.  (lett.) sapore aspro.
africander    ⇨ afrikander.
africanismo   s.m.    • 1 •   (st.) tendenza favorevole all'espansione coloniale in africa    • 2 •   azione politica volta all'autonomia nazionale e culturale dei paesi africani    • 3 •   (ling.) voce o locuzione caratteristica del latino di alcuni autori africani del iii e del iv sec. d. c.
africanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   studioso, studiosa di africanistica    • 2 •   (st.) fautore, fautrice dell'espansione coloniale in africa.
africanistica   s.f.  studio dei gruppi etnici, delle lingue, delle culture africane.
africano   ant. affricano, agg.  dell'africa: clima africano; coste africane   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è nato, chi abita in africa    • 2 •   dolce o pasticcino ricoperto di cioccolato.
africo   agg.  [pl. m. -ci] (poet.) dell'africa  s.m.  (lett.) vento che spira da sud-ovest, libeccio; genericamente, vento caldo.
afrikaans   s.m. invar.  la lingua degli afrikander.
afrikander   o africander, o afrikaner, s.m.  e f. invar.  persona di razza bianca nativa del sudafrica e discendente dai coloni olandesi (boeri).
afro-  afro- primo elemento di parole composte che significa 'africano'.
afro   (1) agg.  (lett.) di sapore aspro, acre: il gusto afro della visciola  (d'annunzio).
afro   (2) agg.  (lett.) africano.
afroamericano   agg.  e s.m.  [f. -a] appartenente, relativo alla popolazione americana di origine africana: musica, letteratura afroamericana. 
afroasiatico   agg.  [pl. m. -ci] dell'africa e dell'asia: le minoranze afroasiatiche   s.m. pl.  gli abitanti dell'africa e dell'asia considerati nel loro insieme.
afrocubano   agg.  e s.m.  [f. -a] appartenente, relativo alla popolazione cubana di origine africana: musica afrocubana. 
afrodisiaco   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di sostanza che stimola o aumenta il desiderio sessuale.
afrometro   s.m.  apparecchio per misurare l'anidride carbonica negli spumanti.
afrore   s.m.  l'odore penetrante e sgradevole dell'uva in fermentazione | (estens.) odore acre di sudore.
afroroso   agg.  (non com.) che emette afrore.
afrosità   s.f.  proprietà del vino di formare schiuma.
afta   s.f.  (med.) lesione ulcerativa biancastra della mucosa degli occhi, della bocca o dei genitali | afta epizootica, malattia da virus che colpisce bovini, suini e ovini e può trasmettersi all'uomo.
after-shave  after-shave agg.  e s.m. invar.  dopobarba.
aftoso   agg.  che si riferisce all'afta; provocato dall'afta | affetto da afta.
agà    ⇨ agha.
agalassia   o agalattia, s.f.  (med.) mancanza di secrezione lattea.
agama   s.m.  (zool.) genere di rettili terrestri africani di medie dimensioni, con corpo robusto, zampe lunghe e coda ben sviluppata, comprendente molte specie.
agami   s.m.  uccello delle foreste amazzoniche, grosso come un fagiano, con piumaggio nero dai riflessi metallici e ali argentee (ord.  gruiformi).
agamia   s.f.  (biol.) forma di riproduzione asessuata frequente negli animali inferiori e nei vegetali.
agamico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che si riproduce per agamia § agamicamente avv. 
agapanto   s.m.  pianta erbacea ornamentale perenne con fiori azzurri o bianchi riuniti in ombrella e foglie lineari (fam.  gigliacee).
agape   s.f.    • 1 •   il banchetto comune che, nel ricordo dell'ultima cena e della celebrazione eucaristica, univa insieme i componenti delle prime comunità cristiane    • 2 •   (estens. lett.) convito tra intimi amici: agape fraterna. 
agar-agar  agar-agar s.m. invar.  sostanza colloidale estratta da talune alghe marine; si usa nelle industrie alimentare, farmaceutica, tessile e per colture batteriche.
agaricacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi basidiomiceti comprendente alcune migliaia di specie, sia mangerecce sia velenose | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
agarico   s.m.  [pl. -ci] (bot.) genere di funghi cui appartengono il prataiolo e l'ovolo | agarico bianco, fungo parassita delle conifere; è usato in farmacia come purgante (fam.  agaricacee).
agata   s.f.  (min.) pietra dura costituita da una varietà di calcedonio traslucida e a strati concentrici.
agave   s.f.  (bot.) genere di erbacee perenni delle amarillidacee diffuse in america centromeridionale e anche sulle coste mediterranee, con foglie carnose e aculeate e fiori raccolti in pannocchie o grappoli; se ne ricavano fibre tessili.
agazzino   s.m.  arbusto ornamentale con foglie lucide persistenti, fiori bianchi riuniti in corimbi e piccoli frutti rossi (fam.  rosacee).
agemina   s.f.  tecnica di decorazione dei metalli praticata fin dalla remota antichità consiste nell'intarsio di lamine o fili d'argento, d'oro o di rame su altro metallo, con effetti policromi.
ageminare   v. tr.  [io agèmino ecc.] intarsiare ad agemina: un pugnale ageminato. 
ageminatore   s.m.  [f. -trice] chi agemina metalli.
ageminatura   s.f.  decorazione ad agemina.
agenda   s.f.    • 1 •   libro o taccuino d'appunti con calendario, in cui si annotano giorno per giorno le cose da fare, gli impegni ecc.: agenda tascabile, da tavolo.  dim. agendina    • 2 •   (fig.) elenco di questioni da discutere in una riunione politica, d'affari, di lavoro: un'agenda molto fitta. 
agente   s.m.  e f.    • 1 •   chi agisce; chi compie una data azione o produce un dato effetto | complemento di agente, (gramm.) quello che, in una proposizione passiva, indica chi compie l'azione (p. e.  quella persona è stimata da tutti)    • 2 •   chi compie determinati servizi per conto di altri: agente di zona; agente delle tasse  | agente marittimo, in un porto, rappresentante di un armatore o di una società di navigazione | agente di cambio, operatore che agisce nella borsa valori come mediatore autorizzato a negoziare titoli per conto di clienti | agente di commercio, chi tratta affari e promuove la stipulazione di contratti per conto di terzi | agente immobiliare, mediatore che tratta la compravendita di immobili per conto di terzi | agente diplomatico, funzionario che tiene i rapporti diplomatici tra stati | agente teatrale, chi cura gli interessi economici di un attore o di una compagnia | agente (di polizia), poliziotto, guardia, anche come definizione di qualifica; agente di custodia, guardia carceraria, secondino | agente provocatore, persona che, venuta a conoscenza di un disegno criminoso, si finge complice e ne provoca l'attuazione, al solo scopo di fare arrestare i colpevoli; non è punibile purché non abbia istigato a delinquere | agente segreto, chi appartiene a un'organizzazione di spionaggio    • 3 •   (scient.) si dice di corpo o di sostanza che possiede particolari proprietà attive: agente chimico, fisico, patogeno  | agenti atmosferici  o esogeni, i fenomeni dell'atmosfera (vento, pioggia ecc.) in quanto capaci di modificare la struttura o la morfologia di formazioni geologiche; agenti endogeni, i sismi  agg.  (filos.) che agisce, che produce un effetto: intelletto agente, in aristotele e nella scolastica medievale, la facoltà per cui l'anima passa dalla conoscenza in potenza a quella in atto.
agenzia   s.f.    • 1 •   impresa che assume e tratta affari come intermediaria: agenzia immobiliare, per la compravendita e l'affitto di immobili | contratto di agenzia, quello con il quale una parte assume l'incarico di promuovere per conto dell'altra la conclusione di contratti in una data zona, per un compenso di solito percentuale    • 2 •   ufficio staccato che cura gli interessi dell'ufficio principale; succursale: le agenzie di una banca    • 3 •   organizzazione che compie o fornisce determinati servizi: agenzia di spedizioni, di investigazioni, di viaggi; agenzia d'informazioni, giornalistica, che raccoglie notizie e le fornisce a pagamento ai giornali | agenzia ippica, autorizzata a raccogliere le scommesse sulle corse di cavalli    • 4 •   ente, istituzione, spec. di carattere sociale, pedagogico e sim.: agenzia internazionale per la lotta contro i tumori. 
agerato   s.m.  pianta erbacea ornamentale originaria delle zone tropicali dell'america, con piccoli fiori di color viola pallido riuniti in capolini (fam.  composite).
ageusia   s.f.  (med.) mancanza o perdita della facoltà gustativa.
agevolamento   s.m.  (ant.) agevolazione.
agevolare   v. tr.  [io agévolo ecc.]    • 1 •   rendere agevole; facilitare: agevolare un compito, un'impresa    • 2 •   aiutare: fu agevolato nella fuga dai suoi complici  | preferire, favorire rispetto ad altri: agevolare un concorrente. 
agevolato   part. pass.  di agevolare   agg.  nei sign. del verbo | nel linguaggio bancario, si dice di credito concesso a un tasso d'interesse passivo particolarmente vantaggioso per il cliente: mutuo, prestito agevolato. 
agevolazione   s.f.  l'agevolare, l'essere agevolato | aiuto, trattamento di favore; facilitazione: concedere agevolazioni di pagamento. 
agevole   agg.    • 1 •   che non presenta difficoltà facile, comodo: lettura agevole; un compito tutt'altro che agevole    • 2 •   (tosc.) docile, trattabile § agevolmente avv. 
agevolezza   s.f.    • 1 •   l'essere agevole; facilità: agevolezza di movimenti, di parola    • 2 •   (ant.) comodità, agio, vantaggio.
aggallare   v. intr.  [aus. essere] (non com.) venire a galla, affiorare, emergere (anche fig.).
aggallato   part. pass.  di aggallare   s.m.  strato galleggiante di vegetazione palustre.
agganciamento   s.m.    • 1 •   l'agganciare (anche fig.) | manovra di agganciamento, (mil.) quella che costringe il nemico ad accettare il combattimento    • 2 •   modo in cui sono agganciate due parti meccaniche, in partic. due veicoli | dispositivo di collegamento: agganciamento fisso, mobile, automatico. 
agganciare   v. tr.  [io aggàncio ecc.]    • 1 •   unire tramite gancio; collegare: agganciare due carri ferroviari  | agganciare il nemico, (mil.) compiere una manovra di agganciamento    • 2 •   (fig. fam.) fermare qualcuno per parlargli; stabilire un contatto per chiedere un favore: agganciare una ragazza; agganciare un personaggio importante    • 3 •   nel gioco del calcio, agganciare la palla, bloccarla a mezz'aria col piede; agganciare un avversario, sgambettarlo.
aggancio   s.m.    • 1 •   agganciamento    • 2 •   dispositivo meccanico che consente di collegare due veicoli o due loro parti    • 3 •   (fig.) contatti, rapporti, aderenze: avere agganci politici. 
aggangherare   v. tr.  [io aggànghero ecc.] (non com.) agganciare, fermare con gangheri.
aggarbare   v. tr.  (mar.) disegnare la sagoma dei pezzi di costruzione che costituiscono le linee interne ed esterne dello scafo di una nave.
aggattonare   v. tr.  [io aggattóno ecc.] (non com.) sorprendere la selvaggina avvicinandosi silenziosamente come fanno i gatti.
aggeggiare   v. tr.  [io aggéggio ecc.] (tosc. fam.) accomodare alla meglio | v. intr.  [aus. avere] (tosc. fam.) perdere tempo, trastullarsi.
aggeggio   s.m.    • 1 •   oggetto di poco valore; anche, oggetto o arnese che non si sa ben definire: un tavolo ingombro di aggeggi inutili; uno strano aggeggio.  dim. aggeggino    • 2 •   (fig.) pasticcio, imbroglio.
aggelare   v. tr.  [io aggèlo ecc.] (lett.) rendere gelato, ghiacciare | v. intr.  [aus. essere], aggelarsi v. rifl.  (lett.) divenire gelato: cocito tutto s'aggelava  (dante inf.  xxxiv, 52).
aggeminazione   s.f.  (ling.) geminazione, raddoppiamento.
aggentilire   v. tr.  [io aggentilisco, tu aggentilisci ecc.] (rar.) ingentilire | aggentilirsi v. rifl.  (rar.) ingentilirsi, affinarsi.
aggere   s.m.  (ant.) sorta di trincea costruita ai piedi delle mura nemiche; terrapieno.
aggettare   v. intr.  [io aggètto ecc. ; aus. essere] (arch.) sporgere in fuori, fare aggetto: elementi aggettanti; una modanatura che aggetta poco. 
aggettivale   agg.  di aggettivo: valore, funzione aggettivale; locuzione aggettivale, che ha valore di aggettivo (p. e.: un uomo di parola) § aggettivalmente avv. 
aggettivare   v. tr.    • 1 •   (gramm.) conferire valore aggettivale; usare con valore di aggettivo: aggettivare un participio; un sostantivo aggettivato    • 2 •   (assol.) usare aggettivi; dosare gli aggettivi (in un testo, un discorso): saper aggettivare è una dote di pochi scrittori. 
aggettivazione   s.f.    • 1 •   (gramm.) l'aggettivare    • 2 •   l'uso degli aggettivi; il modo, la capacità di usare gli aggettivi: un'aggettivazione scarna, ricca; l'aggettivazione del leopardi. 
aggettivo   s.m.    • 1 •   (gramm.) parte variabile del discorso che, unita a un sostantivo col quale si accorda in genere e numero, lo qualifica o lo determina: aggettivi qualificativi  (timido, pesante), dimostrativi  (questa  casa, quel  libro), possessivi  (il mio  vestito), indefiniti  (qualunque  treno), interrogativi  (quale  libro preferisci?), numerali  (tre  uomini, il terzo  anno) | i gradi dell'aggettivo, positivo, comparativo, superlativo    • 2 •   (estens.) epiteto, attributo.
aggetto   s.m.    • 1 •   (arch.) sporgenza di un elemento rispetto al profilo della costruzione (p. e.  cornice, mensola, balcone): l'aggetto di un fregio; fare aggetto, sporgere | (estens.) l'elemento stesso    • 2 •   in alpinismo, sporgenza rocciosa.
agghiacciamento   s.m.    • 1 •   l'agghiacciare, l'essere agghiacciato    • 2 •   (ant.) congelamento.
agghiacciante   part. pres.  di agghiacciare   agg.    • 1 •   che fa agghiacciare    • 2 •   (fig.) spaventoso, terribile: una vista, una scena agghiacciante. 
agghiacciare   tosc. addiacciare, v. tr.  [io agghiàccio ecc.]    • 1 •   rendere di ghiaccio, gelare    • 2 •   (fig.) raggelare, paralizzare per lo spavento: agghiacciare con uno sguardo; agghiacciare il sangue; agghiacciato per il terrore  | v. intr.  [aus. essere], agghiacciarsi v. rifl.  diventare di ghiaccio (spec. fig.): agghiacciarsi dallo spavento. 
agghiaccio   (1)  ⇨ addiaccio.
agghiaccio   (2) meno com. aggiaccio, s.m.  (mar.) organo o complesso di organi che consentono di manovrare il timone.
agghiadare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   agghiacciare, congelare    • 2 •   trafiggere | v. intr.  [aus. essere], agghiadarsi v. rifl.  (ant.)    • 1 •   agghiacciare, agghiacciarsi | rapprendersi (detto di metallo dopo la fusione)    • 2 •   (fig.) rabbrividire d'orrore: m'agghiado  / a raccontarlo  (caro).
agghiaiare   v. tr.  [io agghiàio ecc.] coprire di ghiaia.
agghindamento   s.m.  l'agghindare, l'agghindarsi, l'essere agghindato.
agghindare   v. tr.  vestire, adornare con eleganza ricercata | (fig.) abbellire | agghindarsi v. rifl.  ornarsi, farsi bello, spec. con leziosità e affettazione.
agghindato   part. pass.  di agghindare   agg.  abbigliato con ricercatezza (anche fig.): una dama tutta agghindata. 
aggiaccio    ⇨ agghiaccio 2.
aggina   s.f.  porzione di pascolo montano assegnato a un branco di bestiame.
-aggine  -aggine suffisso di nomi astratti che indicano una condizione, una qualità, gener. negativa, formati da altri nomi o da aggettivi (asinaggine, fanciullaggine, testardaggine); continua il lat. -agi¯ne(m). 
aggio   s.m.    • 1 •   (fin.) maggior valore di una moneta nei confronti di un'altra rispetto alla parità ufficiale | differenza fra la quotazione più alta di un titolo e il suo valore nominale    • 2 •   (ammin.) percentuale di guadagno spettante agli esattori nella riscossione di denaro per conto dello stato o di enti locali.
-aggio  -aggio suffisso che risulta dall'italianizzazione del fr. -age, presente in nomi derivati dal francese o formati direttamente in italiano da basi nominali o verbali (lavaggio, metraggio, saggio, spionaggio).
aggiogamento   s.m.  l'aggiogare, l'essere aggiogato; soggiogamento.
aggiogare   v. tr.  [io aggiógo, tu aggióghi ecc.]    • 1 •   sottomettere al giogo: aggiogare all'aratro una coppia di buoi    • 2 •   (fig.) soggiogare, sottomettere: aggiogare una persona al proprio volere. 
aggiornamento   s.m.    • 1 •   l'aggiornare, l'aggiornarsi; l'essere aggiornato: un corso di aggiornamento  | serie di aggiunte o modifiche con cui si aggiorna un'opera: volume di aggiornamento    • 2 •   rinvio, posticipazione ad altra data: aggiornamento di un processo, di una riunione. 
aggiornare   v. tr.  [io aggiórno ecc.]    • 1 •   adeguare ai livelli di ricerca più recenti, alle ultime conoscenze o notizie: aggiornare un registro, un catalogo, una bibliografia, un manuale; aggiornare la propria cultura    • 2 •   adeguare periodicamente l'ammontare di un canone, di un prezzo: aggiornare le tariffe postali    • 3 •   rimandare, differire ad altra data la prosecuzione di una riunione: aggiornare la seduta    • 4 •   (poet.) illuminare a giorno | v. intr. impers.  [aus. essere] (lett.) farsi giorno: cavalca e quando annotta e quando aggiorna  (ariosto o. f.  xxvii, 12) | aggiornarsi v. rifl.    • 1 •   tenersi al corrente, rinnovare la propria preparazione culturale, tecnica e professionale; per estens., adeguarsi ai tempi    • 2 •   detto di un organismo collettivo, sospendere una riunione per continuarla in altra data: il consiglio si aggiorna al    • 2 •   settembre. 
aggiornato   part. pass.  di aggiornare   agg.    • 1 •   riveduto, rielaborato secondo le ricerche più recenti: un'enciclopedia aggiornata    • 2 •   si dice di persona bene informata su fatti e notizie recenti; anche, di chi sa adattarsi con prontezza ai tempi e alle situazioni.
aggiotaggio   s.m.  (dir.) reato commesso da chi divulga notizie false o tendenziose o usa altri mezzi al fine di causare una variazione dei prezzi delle merci o dei valori quotati in borsa, in modo da turbare l'andamento delle attività commerciali e trarne illeciti profitti.
aggiotatore   s.m.  [f. -trice] chi fa manovre di aggiotaggio.
aggiramento   s.m.    • 1 •   l'aggirare, l'essere aggirato    • 2 •   (mil.) manovra che mira ad attaccare il nemico di fianco o alle spalle.
aggirare   v. tr.    • 1 •   girare intorno a un luogo; circondare, accerchiare: aggirare lo schieramento nemico  ' (fig.) cercare di superare qualcosa che non si può o non si vuole affrontare direttamente: aggirare un ostacolo, una difficoltà    • 2 •   (fig. non com.) ingannare, raggirare    • 3 •   (ant.) far girare, rivoltare; (fig.) sconvolgere | aggirarsi v. rifl.    • 1 •   vagare, andare attorno (anche fig.): aggirarsi per vie solitarie; i suoi discorsi si aggirano sempre sullo stesso argomento    • 2 •   (fig.) avvicinarsi, approssimarsi a una data cifra o quantità: il deficit si aggira sui cento milioni. 
aggiudicare   v. tr.  [io aggiùdico, tu aggiùdichi ecc.]    • 1 •   assegnare una cosa a qualcuno (per sentenza di un giudice, per concorso, asta pubblica ecc.): aggiudicare un appalto  | aggiudicato!, formula in uso nelle aste    • 2 •   ottenere a proprio vantaggio, conseguire (con la particella pron.): aggiudicarsi un premio, la vittoria. 
aggiudicatario   s.m.  [f. -a] (dir.) colui al quale si aggiudica qualcosa.
aggiudicativo   agg.  (dir.) che aggiudica: sentenza aggiudicativa. 
aggiudicazione   s.f.  l'aggiudicare; assegnazione, attribuzione.
aggiungere   ant. aggiugnere, v. tr.  [io aggiungo, tu aggiungi ecc. ; ant. io aggiungo, tu aggiugni ecc. ; in tutta la coniugazione ant., -gn-  anziché -ng-  davanti a i  ed e]    • 1 •   mettere, dare, dire in più unire, aggregare: aggiungere un posto a tavola; aggiungere al conto una mancia; aggiunse poche parole  | soggiungere (come inciso nel discorso diretto): «e non verrò solo,» aggiunse  | sommare: aggiungere un numero a un altro    • 2 •   (ant.) raggiungere; colpire | v. intr.  [aus. essere] (ant.) giungere, arrivare | aggiungersi v. rifl.  o intr. pron.  congiungersi, unirsi; sopravvenire in aggiunta: a questa si aggiunsero altre novità. 
aggiunta   s.f.  ciò che si aggiunge: un'aggiunta indispensabile, superflua; con l'aggiunta di, aggiungendo. dim. aggiuntina. 
aggiuntare   v. tr.  attaccare insieme cose diverse o parti di una stessa cosa: aggiuntare due funi. 
aggiuntatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi aggiunta le tomaie delle scarpe    • 2 •   (ant.) truffatore, imbroglione.
aggiuntatura   s.f.  operazione dell'aggiuntare; la cosa aggiuntata | il punto dove i pezzi di qualcosa sono stati uniti.
aggiuntivo   agg.    • 1 •   che viene aggiunto: comma aggiuntivo    • 2 •   che serve ad aggiungere | congiunzioni aggiuntive, (gramm.) quelle che (come anche, ancora, pure, neanche, nemmeno, neppure, inoltre) introducono un nuovo termine unendolo a quelli già enunciati.
aggiunto   part. pass.  di aggiungere   agg.  si dice di chi aiuta o sostituisce qualcuno in un ufficio: capostazione aggiunto  | matrice aggiunta, (mat.) quella che ha come elementi gli aggiunti di una matrice data  s.m.    • 1 •   (antiq.) aggettivo, epiteto: vecchia, era il suo appellativo usuale; gli aggiunti... variavano secondo le circostanze  (manzoni p. s.  xx)    • 2 •   (mat.) complemento algebrico nel calcolo delle matrici    • 3 •   delegato: aggiunto del sindaco. 
aggiunzione   s.f.  (lett.) l'aggiungere; aggiunta.
aggiustabile   agg.  che si può aggiustare | (fam.) a cui si può porre rimedio: la situazione è ancora aggiustabile. 
aggiustaggio   s.m.  (tecn.) rifinitura di elementi meccanici, eseguita per lo più con attrezzi manuali.
aggiustamento   s.m.  l'aggiustare, l'aggiustarsi; accordo, accomodamento: venire a un aggiustamento  | tiri di aggiustamento, (mil.) in artiglieria, serie di tiri che si effettua per regolare la posizione dell'arma e definire i dati necessari al tiro efficace.
aggiustare   v. tr.  rimettere qualcosa in grado di funzionare, in buono stato, in ordine, in regola; riparare, accomodare: aggiustare un motore, un vestito, i capelli, i conti  ' assestare: aggiustare gli abiti  | aggiustare il tiro, (mil.) fare tiri d'aggiustamento; genericamente, rendere più precisa la mira (anche fig.): aggiustare il tiro delle risposte, della polemica  | aggiustare uno per le feste, (iron.) ridurlo in brutte condizioni, conciarlo male | ora t'aggiusto io!, ti do la punizione che ti meriti | aggiustarsi v. rifl.  (fam.) sistemarsi alla meglio, adattarsi: per stanotte ci aggiusteremo qui  | v. rifl.  (fam.) venire a un accordo: sul prezzo ci aggiusteremo. 
aggiustata   s.f.  accomodo, riparazione fatta alla meglio.
aggiustatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi aggiusta    • 2 •   operaio addetto all'aggiustaggio.
aggiustatura   s.f.  operazione dell'aggiustare, riparazione | il punto in cui un oggetto è stato aggiustato.
agglomeramento   s.m.    • 1 •   l'agglomerare, l'agglomerarsi, l'essere agglomerato    • 2 •   mucchio, assembramento di cose o persone.
agglomerante   part. pres.  di agglomerare   s.m.  (edil.) materiale cementizio di basso pregio usato come legante idraulico in costruzioni che non richiedono elevata resistenza.
agglomerare   v. tr.  [io agglòmero ecc.] ammassare, ammucchiare insieme cose diverse e di varia origine | agglomerarsi v. rifl.  o intr. pron.  ammassarsi.
agglomerato   part. pass.  di agglomerare   s.m.    • 1 •   insieme di edifici e di strutture che formano un centro abitato: agglomerato urbano    • 2 •   (geol.) blocco di frammenti rocciosi; conglomerato    • 3 •   mattonella, lastra, ovulo ecc. confezionati con polveri o frammenti di legno, carbone o altri materiali impastati con prodotti cementanti e poi compressi.
agglomerazione   s.f.  l'agglomerare, l'agglomerarsi: agglomerazione di cellule; un procedimento di agglomerazione. 
agglutinamento   s.m.  l'agglutinare, l'agglutinarsi.
agglutinante   part. pres.  di agglutinare   agg.    • 1 •   (ling.) si dice di lingue (p. e.  il turco) nelle quali le relazioni grammaticali sono espresse mediante l'agglutinazione alla radice di affissi diversi; affissivo    • 2 •   di sostanza, che ha la proprietà di agglutinare o di agglutinarsi: anticorpi agglutinanti, agglutinine.
agglutinare   v. tr.  [io agglùtino ecc.]    • 1 •   unire con il glutine o con sostanze adesive    • 2 •   produrre agglutinazione | agglutinarsi v. rifl.  far presa insieme, agglomerarsi.
agglutinazione   s.f.    • 1 •   (biol.) fenomeno per cui, in particolari condizioni, batteri, globuli rossi e altri elementi corpuscolari sospesi in un liquido si radunano in ammassi e precipitano    • 2 •   (ling.) fenomeno per cui a un tema invariato si aggiunge un affisso o altro elemento grammaticale (p. e.  una desinenza).
agglutinina   s.f.  (biol.) anticorpo che provoca l'agglutinazione.
agglutinogeno   s.m.  (biol.) antigene dell'agglutinina.
aggobbire   v. tr.  [io aggobbisco, tu aggobbisci ecc.] (non com.) far diventare gobbo | v. intr.  [aus. essere] (non com.) ingobbire.
aggomitolare   v. tr.  [io aggomìtolo ecc.] avvolgere in forma di gomitolo | aggomitolarsi v. rifl.  (fig.) raggomitolarsi; rannicchiarsi: aggomitolarsi su una poltrona. 
aggomitolatura   s.f.  l'aggomitolare, l'aggomitolarsi.
aggottamento   s.m.  l'aggottare.
aggottare   v. tr.  [io aggòtto ecc.]    • 1 •   (mar.) togliere l'acqua dal fondo di un'imbarcazione    • 2 •   (ing.) prosciugare uno scavo fatto in un terreno acquoso.
aggottatoio   s.m.  recipiente usato nelle saline per travasare l'acqua salsa.
aggradare   v. intr.  [dif.; oggi usato solo nella terza pers. sing. del pres. indic. aggrada] (lett.) far piacere, riuscir gradito: fate come vi aggrada. 
aggradevole   agg.  (lett.) gradevole § aggradevolmente avv. 
aggradire   v. tr.  [io aggradisco, tu aggradisci ecc.] (lett.) gradire | v. intr.  [aus. essere] (lett.) piacere, riuscire gradito: il che gli aggradì forte  (boccaccio dec.  ii, 8).
aggraffaggio   s.m.  nell'industria del tabacco, zigrinatura.
aggraffare   v. tr.    • 1 •   agganciare, fissare con graffe; per estens., afferrare, ghermire    • 2 •   (tecn.) unire mediante aggraffatura    • 3 •   nell'industria del tabacco, zigrinare.
aggraffatore   s.m.  [f. -trice] operaio che esegue l'aggraffatura.
aggraffatrice   s.f.  (tecn.) macchina usata per l'aggraffatura rapida delle lamiere.
aggraffatura   s.f.    • 1 •   agganciatura, fissaggio con graffe    • 2 •   (tecn.) unione di due lamiere sottili o di due bordi della stessa lamiera eseguita sovrapponendo i lembi e ripiegandoli due volte assieme.
aggraffiare   o aggraffignare [ag-graf-fi-gnà-re], v. tr.  [io aggràffio ecc.] (non com.)    • 1 •   afferrare con graffi, con uncini    • 2 •   (estens.) arraffare, rubare; sgraffignare.
aggranchiare   v. intr.  [io aggrànchio ecc. ; aus. essere], aggranchiarsi v. rifl.  intirizzirsi a causa del freddo, rattrappirsi: mettendo innanzi a stento una gamba dopo l'altra, che parevano aggranchiate  (manzoni p. s.  i).
aggranchire   v. tr.  [io aggranchisco, tu aggranchisci ecc.] rattrappire, intirizzire: il freddo aggranchisce i muscoli  | v. intr.  [aus. essere] aggranchiare, diventare intirizzito.
aggrandire   v. tr.  [io aggrandisco, tu aggrandisci ecc.] (non com.) ingrandire, accrescere (anche fig.) | v. intr.  [aus. essere], aggrandirsi v. rifl.  (non com.) diventare più grande, crescere.
aggranfiare   v. tr.  [io aggrànfio ecc.] (non com.)    • 1 •   afferrare con le unghie    • 2 •   (fig.) rubare.
aggrappare   v. tr.  (non com.) stringere, afferrare: aggrappare una corda  | aggrapparsi v. rifl.  appigliarsi, afferrarsi fortemente (anche fig.): aggrapparsi al ramo di un albero; aggrapparsi a una speranza. 
aggraticciare   v. tr.  [io aggratìccio ecc.] (non com.) intrecciare, unire in forma di graticcio | aggraticciarsi v. rifl.  o intr. pron.  (non com.) intrecciarsi; attaccarsi strettamente: le viti si aggraticciano agli olmi. 
aggravamento   s.m.  l'aggravare o l'aggravarsi; peggioramento, spec. di una malattia.
aggravante   part. pres.  di aggravare   agg.  che aggrava | (circostanza) aggravante, (dir.) elemento che, rendendo più grave un reato, determina un aumento della pena.
aggravare   v. tr.    • 1 •   rendere più grave, più difficile o più fastidioso; peggiorare | aggravare la pena, aumentarla    • 2 •   (lett.) appesantire, gravare; opprimere (anche fig.) | v. intr.  [aus. essere], aggravarsi v. rifl.  divenire più grave; peggiorare, deteriorarsi: il malato si aggravò; la situazione politica si è aggravata. 
aggravato   part. pass.  di aggravare   agg.    • 1 •   peggiorato | furto aggravato, commesso con aggravanti    • 2 •   (non com.) appesantito, reso torpido    • 3 •   (mus.) rallentato, solo nella loc. a tempo aggravato. 
aggravio   s.m.  peso che aggrava | (estens.) aumento di oneri, di tributi; inasprimento: un aggravio di lavoro; aggravio fiscale  ' fare aggravio di qualcosa a qualcuno, (lett.) ascrivergliela a colpa.
aggraziare   v. tr.  [io aggràzio ecc.] rendere più attraente e armonioso: aggraziare un abito  | aggraziarsi qualcuno, (non com.) ingraziarselo.
aggraziato   part. pass.  di aggraziare   agg.    • 1 •   pieno di grazia e d'armonia: un movimento aggraziato  | (estens.) grazioso, bello: un volto aggraziato    • 2 •   di belle maniere; garbato, cortese: un fare aggraziato  § aggraziatamente avv. 
aggredire   v. tr.  [io aggredisco, tu aggredisci ecc.]    • 1 •   assalire con violenza e improvvisamente: aggredire qualcuno alle spalle  | (estens.) investire con ingiurie o con minacce: aggredire qualcuno con asprezza  | aggredire un problema, affrontarlo con decisione    • 2 •   (med.) intervenire chirurgicamente in profondità: aggredire un tumore. 
aggregabile   agg.  che si può aggregare; passibile di aggregazione.
aggregamento   s.m.  (non com.) aggregazione.
aggregare   v. tr.  [io aggrègo, tu aggrèghi ecc.] unire a un gruppo, a una serie: aggregare un plotone a una compagnia |  aggregarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   associarsi, unirsi: aggregarsi a una spedizione    • 2 •   ammassarsi: atomi che si aggregano. 
aggregativo   agg.  atto ad aggregare.
aggregato   part. pass.  di aggregare   agg.    • 1 •   unito a un gruppo, a una serie; associato: socio aggregato; professore aggregato    • 2 •   si dice di funzionario o militare che presta servizio temporaneo presso un ufficio o un corpo di cui non fa propriamente parte; aggiunto  s.m.    • 1 •   unione di parti; complesso, insieme: aggregato urbano; aggregato cellulare    • 2 •   in matematica e in logica, insieme finito o infinito di elementi che soddisfano una data condizione    • 3 •   (econ.) grandezza macroeconomica che risulta dalla somma di grandezze individuali (p. e.  la spesa pubblica, i consumi ecc.).
aggregazione   s.f.    • 1 •   l'aggregare, l'aggregarsi, l'essere aggregato    • 2 •   (fis.) attrazione molecolare dalla quale dipende lo stato fisico (solido, liquido o gassoso) della materia.
aggreggiare   v. tr.  [io aggréggio ecc.] (lett.) unire al gregge, imbrancare (anche fig.) | aggreggiarsi v. rifl.  (lett.) entrare nel gregge (anche fig.): si aggreggiarono come altrettante pecore  (gadda).
aggressione   s.f.  l'aggredire; attacco, assalto improvviso: subire, temere un'aggressione; aggressione a mano armata  | patto di non aggressione, quello con cui gli stati contraenti si impegnano a non attaccarsi militarmente.
aggressività   s.f.    • 1 •   l'essere aggressivo; violenza, irruenza, combattività: l'aggressività di un pugile; rivolgersi a qualcuno con aggressività    • 2 •   (psicol.) tendenza all'autoaffermazione in un contesto competitivo; reazione ostile che risponde a un impulso di difesa da un pericolo reale o presunto | (psicoan.) carattere specifico dei comportamenti diretti alla distruzione di sé o degli altri.
aggressivo   agg.  che aggredisce o è pronto ad aggredire (spec. fig.); irruente, violento: atteggiamento, carattere aggressivo; uomo aggressivo, battagliero, combattivo  s.m.    • 1 •   [f. -a] persona aggressiva    • 2 •   aggressivo chimico, liquido o gas tossico usato in guerra come mezzo d'offesa § aggressivamente avv. 
aggressore   agg.  e s.m.  [f. non com. aggreditrice] che, chi aggredisce o ha aggredito; assalitore.
aggricciare   non com. aggricchiare, v. tr.  [io aggrìccio ecc.] (region) increspare | aggricciarsi v. rifl.  (lett.) rabbrividire per il freddo o per lo spavento.
aggrinzire   o aggrinzare, v. tr.  [io aggrinzo  (o aggrinzisco), tu aggrinzi  (o aggrinzisci) ecc.] rendere grinzoso, corrugare; raggrinzire: il freddo aggrinza la pelle; naso aggrinzito  o aggrinzato  | v. intr.  [aus. essere], aggrinzirsi v. rifl.  diventare grinzoso.
aggrommare   v. intr.  [io aggrómmo ecc. ; aus. essere], aggrommarsi v. rifl.  incrostarsi, ricoprirsi di gromma.
aggrondare   v. tr.  [io aggróndo ecc.] (lett.) aggrottare (la fronte, le sopracciglia) | v. intr.  [aus. essere], aggrondarsi v. rifl.  (lett.) corrucciarsi, accigliarsi, incupirsi.
aggroppare   (1) v. tr.  [io aggróppo ecc.] (lett) far groppo, aggrovigliare | aggropparsi v. rifl.  ammassarsi.
aggroppare   (2) v. tr.  [io aggròppo ecc.] curvare, piegare a groppa.
aggrottare   v. tr.  [io aggròtto ecc] corrugare, detto delle sopracciglia (e per estens. della fronte, del volto) per esprimere minaccia, severità ecc.
aggrottato   part. pass.  di aggrottare   agg.  corrugato; accigliato: fronte aggrottata; essere, mostrarsi aggrottato, scuro in volto, molto preoccupato o irato o sim.
aggrovigliamento   s.m.  l'aggrovigliare, l'aggrovigliarsi; groviglio.
aggrovigliare   v. tr.  [io aggrovìglio ecc.] fare un groviglio, intrecciare: aggrovigliare una matassa  | aggrovigliarsi v. rifl.  o intr. pron.  avvilupparsi, intrecciarsi; ingarbugliarsi (anche fig.).
aggrovigliato   part. pass.  di aggrovigliare   agg.    • 1 •   intrecciato; ingarbugliato    • 2 •   (fig.) complicato, confuso.
aggrumare   (1) v. tr.  far coagulare; rapprendere in grumi | aggrumarsi v. rifl.  coagularsi, rapprendersi; raggrumarsi: il sangue si aggruma. 
aggrumare   (2) v. intr.  [aus. essere] ricoprirsi di gruma.
aggruppare   v. tr.  (non com.) mettere, unire in gruppo; raggruppare: aggruppare gli alunni. 
aggruzzolare   v. tr.  [io aggrùzzolo ecc.] (ant.) far gruzzolo di qualcosa; raggranellare, ammucchiare.
agguagliare   ant. o poet. aguagliare, v. tr.  [io agguàglio ecc.] (non com.)    • 1 •   eguagliare, pareggiare: agguagliare un terreno    • 2 •   mettere alla pari, confrontare    • 3 •   essere, diventare o rendere uguale a qualcuno, a qualcosa: qual argento, qual oro agguaglia i fiori?  (lorenzo de' medici)    • 4 •   (lett.) esprimere adeguatamente | agguagliarsi v. rifl.  o rifl. rec.  (lett.) essere simile.
agguantare   v. tr.    • 1 •   prendere con prontezza e con forza; afferrare, abbrancare: agguantare qualcuno per un braccio    • 2 •   (estens.) colpire, cogliere: lo agguantò con un pugno    • 3 •   (mar.) afferrare e tenere saldamente con la mano un cavo che scorre: agguanta (la cima)!  | fermare un'imbarcazione immergendo i remi di taglio nell'acqua | agguantarsi v. rifl.  afferrarsi con forza a qualcosa; aggrapparsi.
agguatare   intr.  [aus. avere] (ant.) esaminare con attenzione, considerare: e tu te n'avvedrai se bene agguati  (dante par.  xxix, 42).
agguato   s.m.    • 1 •   attacco improvviso contro un nemico o un avversario preso alla sprovvista; imboscata: tendere un agguato; cadere in un agguato    • 2 •   il luogo, l'appostamento da cui si tende l'agguato: mettersi, stare in agguato. 
agguattare   v. tr.  (ant.) acquattare, nascondere.
agguerrimento   s.m.  (non com.) l'agguerrire, l'agguerrirsi.
agguerrire   v. tr.  [io agguerrisco, tu agguerrisci ecc.] preparare, allenare alle fatiche e ai rischi della guerra | (estens.) temprare alla lotta; fortificare (anche fig.) | agguerrirsi v. rifl.  prepararsi alla guerra, alla lotta (anche fig.); temprarsi.
agguerrito   part. pass.  di agguerrire   agg.  forte, resistente (anche in senso fig.): un battaglione agguerrito; con animo agguerrito  | preparato, ferrato: uno studente molto agguerrito. 
agha   o agà, s.m. invar.    • 1 •   nella turchia ottomana, titolo attribuito a funzionari civili o militari del sultano    • 2 •   in alcuni paesi musulmani, titolo di nobiltà o carica politica e religiosa | agha khan  capo religioso ismailita.
aghetto   s.m.    • 1 •   cordoncino con punta di metallo o comunque rigida che, passando in fori predisposti, allaccia scarpe, stivaletti o busti; stringa | (mil.) cordellina    • 2 •   (region.) uncinetto.
aghifoglio   agg.  si dice di piante con foglie a forma di aghi (p. e.  pino, abete): le (piante) aghifoglie. 
aghiforme   agg.  che ha forma di ago: foglia aghiforme; cristalli aghiformi. 
agiamento   s.m.  (ant.) agio, comodità.
agiare   v. tr.  [io àgio ecc.] (ant.) mettere a proprio agio, sistemare; dar ristoro.
agiatezza   s.f.  condizione di benessere, prosperità comodità di vita: vivere nell'agiatezza. 
agiato   part. pass.  di agiare   agg.  che vive nell'agiatezza; che gode di una buona condizione economica; benestante: una famiglia agiata  | comodo, confortevole: una sistemazione agiata  § agiatamente avv. 
agibile   agg.    • 1 •   (lett.) fattibile, che si può fare    • 2 •   si dice di costruzione o impianto che possieda i requisiti di sicurezza previsti dalla legge: i vigili del fuoco hanno dichiarato agibile il palazzo. 
agibilità   s.f.    • 1 •   il possesso dei requisiti che rendono agibile un edificio o un impianto | il riconoscimento formale di questi requisiti da parte dell'autorità competente: richiedere l'agibilità    • 2 •   agibilità di un diritto, (dir.) possibilità di farlo valere in giudizio.
agile   agg.    • 1 •   che si muove con scioltezza e disinvoltura; svelto: agile nei movimenti    • 2 •   snello, flessuoso e, per estens., lieve, leggero: un corpo agile; un balzo agile    • 3 •   (fig.) vivace, pronto; disinvolto, spigliato: un'intelligenza agile; un periodare agile  | agile di mano, abile, destro nel rubare § agilmente avv. 
agilità   s.f.    • 1 •   l'essere agile; scioltezza e facilità nei movimenti (anche fig.): agilità nella corsa; acquistare, perdere agilità; agilità di voce, capacità di modularla; agilità di stile, semplicità e spigliatezza    • 2 •   (fig.) prontezza, vivacità: agilità di mente. 
agio   s.m.    • 1 •   comodità, comodo; opportunità, possibilità anche, il tempo necessario per fare qualcosa: stare, sentirsi, mettere a proprio agio; aver agio di meditare  | a bell'agio, con comodo | avere agio di fare qualcosa, averne la possibilità, l'opportunità    • 2 •   pl.  le comodità della vita, il benessere: vivere negli agi    • 3 •   (mecc.) piccolo spazio che si lascia fra due pezzi per facilitarne il movimento; gioco.
agiografia   s.f.    • 1 •   biografia di un santo | lo studio critico delle vite dei santi    • 2 •   (estens. , spreg.) biografia celebrativa.
agiografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si riferisce all'agiografia    • 2 •   (estens.) acriticamente elogiativo; celebrativo § agiograficamente avv. 
agiografo   s.m.  [f. -a] chi scrive o studia le vite di santi; in senso spreg., biografo che esalta acriticamente la persona di cui racconta la vita.
agiologia   s.f.  studio documentato della vita e delle opere dei santi.
agiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di agiologia.
agire   v. intr.  [io agisco, tu agisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   fare, operare; comportarsi: agire bene, male; agire in favore di, contro qualcuno; agire da delinquente; occorre agire, non stare a guardare!    • 2 •   esercitare un'azione; operare, produrre un effetto; funzionare: un sedativo che agisce rapidamente; la sua personalità ha agito positivamente su di me; un congegno che agisce bene    • 3 •   (non com.) recitare, dare uno spettacolo: la compagnia agiva all'odeon    • 4 •   (dir.) intraprendere un'azione legale contro qualcuno.
agitabile   agg.  (non com.)    • 1 •   che si può agitare    • 2 •   (fig.) facilmente impressionabile: un tipo agitabile. 
agitamento   s.m.  l'operazione dell'agitare: l'agitamento di un liquido, di un flacone. 
agitare   v. tr. [io àgito ecc.]    • 1 •   muovere rapidamente, scuotere con energia: agitare una bottiglia, un medicinale; agitare il fazzoletto, in segno di saluto    • 2 •   (fig.) commuovere, turbare, eccitare: quei sogni gli agitavano la fantasia  | agitare le masse, incitarle all'azione, istigarle    • 3 •   (fig.) prospettare, promuovere o propagandare: agitare idee nuove    • 4 •   (fig.) considerare attentamente; discutere, trattare: agitare un problema  | agitarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   muoversi con vivacità, con irrequietezza, con violenza: il mare cominciava ad agitarsi    • 2 •   (fig.) turbarsi, eccitarsi: non è il caso di agitarsi per così poco    • 3 •   (fig.) di sentimenti, idee ecc., turbinare nell'animo, nella mente    • 4 •   unirsi in un'agitazione politica o sociale: i contadini cominciarono ad agitarsi. 
agitato   part. pass.  di agitare   agg.    • 1 •   mosso, sconvolto: mare agitato    • 2 •   (fig.) inquieto, eccitato, turbato: è molto agitato per l'accaduto    • 3 •   (mus.) indicazione dinamica che conferisce al tempo mosso un carattere concitato: allegro agitato   s.m.  [f. -a] (psich.) malato di mente in preda a forte eccitazione: reparto agitati, quello che era riservato, negli ospedali psichiatrici, a tali malati.
agitatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi eccita, turba; in partic. chi incita ad azioni politiche di protesta    • 2 •   qualsiasi strumento usato in laboratorio o nell'industria per agitare e mescolare.
agitazione   s.f.    • 1 •   l'agitare, l'agitarsi; stato di eccitazione, turbamento: essere in agitazione; agitazione molecolare, moto disordinato delle molecole    • 2 •   azione sindacale o politica di protesta o di rivendicazione.
agit-prop  agit-prop loc. sost. m.  e f. invar.  agitatore politico; in origine, chi in seno a partiti comunisti era incaricato della propaganda per sensibilizzare gli iscritti su determinati problemi.
agli   lett. a gli, prep.  composta da a  e gli. 
-aglia  -aglia suffisso che deriva dal lat. -ali°a, neutro pl., e forma sostantivi che hanno valore collettivo, talora spregiativo (boscaglia, muraglia; ferraglia).
agliaceo   agg.  di aglio: odore, sapore agliaceo. 
aglianico   s.m.  [pl. -ci] antico vitigno dell'italia meridionale | il vino, rosso e di media gradazione, che se ne ricava.
agliaria   s.f.  pianta erbacea delle crucifere usata nella medicina popolare.
agliata   s.f.  salsa a base di aglio e aceto.
aglifo   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di serpente i cui denti sono sprovvisti di scanalatura, risultando così inoffensivi.
aglio   s.m.  pianta erbacea il cui bulbo diviso in spicchi è usato, fresco o secco, come condimento per l'odore e il sapore caratteristici (fam.  gigliacee) | (estens.) il bulbo della pianta o i suoi spicchi.
-aglio  -aglio suffisso che continua il lat. -acu°lu(s), presente in sostantivi derivati dal francese, dal provenzale o da voci dell'italiano sett. (spiraglio, ventaglio), oppure formati direttamente in italiano da basi verbali (conguaglio, ragguaglio).
agnati   s.m. pl.  (zool.) gruppo di vertebrati privi di mascelle | sing.  [-o] ogni vertebrato appartenente a tale gruppo.
agnatizio   agg.  (dir.) che riguarda l'agnazione.
agnato   s.m.  (dir.) congiunto in linea maschile.
agnazione   s.f.  (dir.) parentela in linea maschile.
agnellatura   s.f.  figliatura delle pecore; il periodo in cui avviene.
agnellino   agg.  (non com.) di agnello  s.m.    • 1 •   dim.  di agnello    • 2 •   agnellino di persia, razza pregiata di agnello asiatico; anche, la pelliccia che se ne ricava.
agnello   s.m.  [f. -a]    • 1 •   il nato della pecora fino all'età di un anno; per estens., la carne dell'animale macellato | agnello di dio, (relig.) appellativo evangelico di cristo in quanto vittima sacrificale. dim. agnellino, agnelletto    • 2 •   (fig.) persona mite, inoffensiva    • 3 •   pelliccia di agnello.
agnellone   s.m.    • 1 •   ovino dai due ai sei mesi destinato alla macellazione; per estens., la carne dell'animale macellato    • 2 •   pelliccia di agnello adulto, usata spec. come fodera.
agnellotto    ⇨ agnolotto.
agnizione   s.f.  nella letteratura teatrale e romanzesca, la rivelazione finale della vera identità di uno o più personaggi.
agno   s.m.  [f. -a] (lett.) agnello.
agnocasto   s.m.  arbusto con fiori violacei e foglie vellutate (fam.  verbenacee).
agnolo    ⇨ angelo.
agnolotto   o agnellotto, s.m.  (spec. pl.) in gastronomia, involucro di pasta all'uovo ripieno di carne e altri ingredienti.
agnosia   s.f.    • 1 •   (med.) incapacità di riconoscere gli oggetti attraverso i sensi    • 2 •   (filos.) consapevolezza e riconoscimento della propria ignoranza.
agnosticismo   s.m.    • 1 •   (filos.) atteggiamento o dottrina di chi sostiene l'inconoscibilità di tutto ciò che non è verificabile sperimentalmente    • 2 •   (estens.) l'astenersi dal prendere posizione di fronte a un problema.
agnostico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo all'agnosticismo; che segue l'agnosticismo: teoria agnostica; filosofo agnostico    • 2 •   (estens.) si dice di persona che si astiene dal prendere posizione su problemi religiosi, politici o sociali  s.m.  [f. -a] seguace dell'agnosticismo § agnosticamente avv. 
agnus dei   loc. sost. m. invar.    • 1 •   (relig.) appellativo dato a gesù da san giovanni battista | inizio di una formula liturgica; la parte della messa in cui questa è pronunciata    • 2 •   medaglione rituale di cera vergine con impresso l'agnello mistico.
ago   s.m.  [pl. aghi]    • 1 •   asticciola d'acciaio appuntita a un'estremità e fornita all'altra di un foro (cruna) attraverso il quale si fa passare il filo per cucire o per ricamare: ago da reti, in legno, munito di due crune e usato per riparare reti; ago da macchina, usato nelle macchine per cucire, con la cruna dalla parte della punta e l'altra estremità adatta a essere serrata in un morsetto; ago da sutura, per cuciture chirurgiche; infilare l'ago, passare il filo nella cruna | cercare un ago in un pagliaio, (fig.) tentare una ricerca impossibile. dim. aghetto, aghino    • 2 •   (estens.) strumento o utensile, spec. metallico, di forma allungata e appuntito da un lato: aghi da maglia, da calza, da lana, quelli usati per fare la maglia; ago torto, uncinetto; ago da siringa, cavo all'interno, per iniezioni | ago radifero, piccolo cilindro metallico, al cui interno è contenuta una sostanza radioattiva, usato nella terapia dei tumori | ago magnetico, laminetta d'acciaio magnetizzata che costituisce l'elemento sensibile della bussola | ago  della bilancia, l'organo mobile che indica il peso sulla scala graduata | ago dello scambio, barra mobile che consente alle vetture ferroviarie o tranviarie di passare su un'altra rotaia    • 3 •   in alcune stampanti collegate a un elaboratore elettronico, elemento della testina che, premendo contro un nastro inchiostrato, imprime il segno di un punto sulla carta; la forma intera del carattere è data dall'insieme ravvicinato di questi punti: stampante ad aghi    • 4 •   (bot.) foglia diritta e rigida delle conifere: gli aghi dei pini    • 5 •   il pungiglione di vespe e api | usato anche come agg. invar.  : pesce ago, piccolo pesce di mare dal corpo allungato e sottilissimo (ord.  singnatiformi).
agogica   s.f.  (mus.) l'insieme delle leggere variazioni di tempo apportate durante l'esecuzione di un brano per ragioni interpretative.
agognare   v. tr.  e intr.  [io agógno ecc. ; aus. dell'intr. avere] (lett.) desiderare ardentemente; bramare: raggiungere la meta agognata. 
agoinfissione   s.f.  (med.) terapia dei tumori, oggi quasi in disuso, che si pratica mediante un ago radifero.
agonale   agg.  relativo all'agone: corona agonale, premio simbolico conferito nell'antichità a chi vinceva un agone atletico o poetico  s.m. pl.  (st.) feste romane istituite da numa pompilio | durante il periodo fascista, gare sportive giovanili.
agone   (1) s.m.    • 1 •   presso gli antichi greci, il luogo in cui si svolgeva una gara, un combattimento; per estens., la gara, il combattimento stesso    • 2 •   (lett.) lotta, competizione: agone letterario, forense; scendere, gettarsi nell' agone, cimentarsi in una gara, in una contesa.
agone   (2) s.m.  pesce di lago commestibile; ha corpo argenteo con macchie nere sul dorso e spine robuste sul ventre (ord.  clupeiformi).
agonia   s.f.    • 1 •   la fase che precede immediatamente la morte, caratterizzata dalla progressiva perdita delle funzioni vitali: essere, entrare in agonia    • 2 •   (fig.) tormento, attesa angosciosa.
agonico   agg.  [pl. m. -ci] di agonia, proprio dell'agonia: stato agonico. 
agonismo   s.m.  grande impegno e spirito combattivo di cui danno prova atleti e squadre nello svolgimento di una gara.
agonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nella grecia antica, partecipante a un agone.
agonistica   s.f.  arte e tecnica del gareggiare.
agonistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si riferisce all'agonismo o alla competizione sportiva: attività agonistica    • 2 •   degli agoni antichi    • 3 •   (fig.) battagliero, combattivo: spirito agonistico  § agonisticamente avv. 
agonizzante   part. pres.  di agonizzare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è in agonia; moribondo; (fig.) prossimo alla fine, vicino all'estinzione.
agonizzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   essere in agonia    • 2 •   (fig.) sopravvivere a stento, stare per finire.
agopuntore   s.m.  [f. -trice] (med.) agopunturista.
agopuntura   s.f.  (med.) pratica terapeutica di antica origine cinese, fondata sul presupposto che l'energia vitale scorra lungo determinati canali della superficie corporea (meridiani), sui quali si agisce mediante infissione di aghi sottili, gener. d'oro o d'argento.
agopunturista   agg.  e s.m. e f.  [pl. m. -sti] (med.) che, chi pratica l'agopuntura: medico agopunturista. 
agorà   o agora [àgora], s.f.  nelle antiche città greche, la piazza dove si teneva mercato e si riunivano i cittadini in assemblea; per estens., l'assemblea stessa lì radunata.
agorafobia   s.f.  (psicol.) paura patologica degli spazi aperti.
agorafobo   agg.  e s.m.  [f. -a] (psicol.) che, chi è affetto da agorafobia.
agoraio   s.m.  piccolo astuccio per gli aghi.
agostamento   s.m.  (bot.) processo di lignificazione delle parti giovani degli alberi che ha luogo durante l'estate.
agostano   o agostengo [a-go-stén-go], agg.  di agosto; che matura o, più raramente, che si semina in agosto: fieno agostano; (uva) agostenga. 
agostaro   s.m.  (st.) moneta d'oro fatta coniare in sicilia nel 1231 da federico ii di svevia.
agostengo    ⇨ agostano.
agostiniana   s.f.  monaca appartenente a un ordine o congregazione che si ispira alla regola di sant'agostino.
agostiniano   agg.    • 1 •   di, relativo al filosofo e padre della chiesa sant'agostino (354-430): il pensiero agostiniano    • 2 •   che è seguace della dottrina di sant'agostino | che appartiene all'ordine eremitano di sant'agostino: frate agostiniano   s.m.  religioso agostiniano.
agostinismo   s.m.  (filos.) indirizzo del pensiero medievale ispirato alle dottrine di sant'agostino.
agostino   (1) agg.  (tip.) si dice del carattere usato dai tipografi sweynheym e pannartz nel 1467 a subiaco per l'edizione del «de civitate dei» di sant'agostino.
agostino   (2) agg.  (non com.) di agosto; agostano.
agosto   (1) s.m.  nel calendario gregoriano, ottavo mese dell'anno.
agosto   (2) agg.  (ant.) augusto, insignito di dignità imperiale.
agra   s.f.  siero inacidito del latte utilizzato per la preparazione della ricotta.
agrafe   s.f. invar.  fermaglio o punto metallico (per tenere uniti fogli, per suture chirurgiche ecc.); graffa, graffetta.
agrafia   s.f.  (med.) incapacità patologica di scrivere.
agrammaticale   agg.  (ling.) che non rispetta le normali regole della lingua: enunciato agrammaticale. 
agrammatismo   s.m.  (med.) incapacità patologica di esprimersi in modo sintatticamente corretto.
agranulocitosi   s.f.  (med.) assenza quasi totale dei globuli bianchi (granulociti) per mancata funzione del midollo delle ossa.
agraria   s.f.  insieme delle scienze e delle pratiche che si riferiscono all'agricoltura | facoltà di agraria, dottore in agraria. 
agrario   agg.  che riguarda l'agricoltura: fondo agrario  | chimica agraria, quella che studia la natura e la composizione dei terreni | leggi agrarie, in roma antica, quelle che regolavano il possesso della terra e disponevano l'assegnazione di terre demaniali; in età moderna, quelle che limitano l'estensione dei terreni destinati all'agricoltura | diritto agrario, l'insieme delle norme che regolano i rapporti sociali in materia agricola; credito agrario, quello concesso a condizioni favorevoli per l'esercizio dell'agricoltura | reddito agrario, che si ricava dalla coltivazione di un terreno  s.m.  [f. -a]    • 1 •   proprietario terriero    • 2 •   chi si occupa di agricoltura da un punto di vista tecnico o scientifico.
agreement   s.m. invar.  accordo, contratto, intesa (spec. nel linguaggio politico).
agresta   s.f.  varietà di uva che, non raggiungendo mai la piena maturazione, ha sapore acidulo.
agreste   ant. agresto, agg.  di campagna; rustico, campestre: canto, pace agreste  | piante agresti, che crescono in luoghi non coltivati.
agrestino   s.m.  grappolo di uva acerba che rimane sulle viti dopo la vendemmia.
agresto   (1)  ⇨ agreste.
agresto   (2) agg.  agro  s.m.  agresta; anche, il succo aspro che se ne ricava.
agretto   s.m.    • 1 •   sapore piuttosto agro ma non spiacevole    • 2 •   pianta erbacea delle crocifere con foglie dal sapore asprigno.
agrezza   s.f.    • 1 •   sapore agro; acidità    • 2 •   (fig. lett.) acredine.
agri-  agri- o agro-, primo elemento di parole composte derivato da agri(coltura); si riferisce all'agricoltura o ai prodotti agricoli.
agribusiness   s.m. invar.  complesso delle aziende operanti nel settore agrario (lavorazione, trasformazione e commercio dei prodotti agricoli) e di quelle impegnate nella fornitura di beni strumentali alle prime.
agricola   s.m.  [pl. -li] (lett.) agricoltore, contadino.
agricolo   agg.  che concerne l'agricoltura; agrario: prodotti agricoli; azienda agricola; lavori agricoli; macchine agricole; popolazioni agricole, quelle dedite all'agricoltura.
agricoltore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi coltiva la terra; contadino    • 2 •   chi possiede o dirige un'azienda agricola; imprenditore agricolo.
agricoltura   s.f.  l'arte e la pratica di coltivare la terra per ricavarne prodotti destinati all'alimentazione: agricoltura intensiva, estensiva. 
agrifoglio   s.m.  piccolo albero sempreverde con foglie coriacee spinose e bacche rosse (fam.  aquifoliacee); è usato come ornamento natalizio.
agrigenetica   s.f.  scienza che studia le possibilità di modificazione del sistema agricolo tradizionale mediante manipolazioni genetiche; le relative tecniche applicative.
agrigentino   agg.  di agrigento  s.m.  [f. -a] chi è nato o abita ad agrigento.
agrigno   agg.  di sapore alquanto agro, acidulo.
agrimensore   s.m.  chi esercita l'agrimensura.
agrimensura   s.f.  parte della topografia che si occupa della misurazione e della rappresentazione cartografica di campi e terreni.
agrimonia   s.f.  pianta erbacea perenne con foglie composte e fiori gialli in grappolo (fam.  rosacee).
agriotta   s.f.  il frutto dell'agriotto; visciola.
agriotto   s.m.  varietà di ciliegio; visciola.
agrippina   s.f.  divano con una sola spalliera e un solo bracciolo.
agriturismo   s.m.  forma di turismo che consiste nel soggiornare presso un'azienda agricola dietro pagamento o con l'impegno di collaborare alle attività stagionali.
agriturista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica l'agriturismo.
agrituristico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo all'agriturismo: settore agrituristico. 
agro-  agro-  ⇨ agri-.
agro   (1) agg.    • 1 •   che ha il sapore acido caratteristico del limone o della frutta acerba; brusco: uva agra    • 2 •   (fig.) acre, pungente, severo: parole agre   s.m.    • 1 •   sapore agro, acidulo: l'agro del limone  | all'agro, si dice di cibo preparato con aceto o limone: salsa, cipolline all'agro    • 2 •   (fig. lett.) rancore; tristezza § agramente avv.  aspramente.
agro   (2) s.m.    • 1 •   campagna intorno a una città: l'agro romano, campano  | agro pubblico, in roma antica, quello costituito da terreni di recente conquista, concessi in uso a privati o assegnati a coloni    • 2 •   (poet.) campo, podere.
agroalimentare   agg.  concernente l'agricoltura e l'industria di trasformazione dei suoi prodotti in generi alimentari.
agrobiologia   s.f.  scienza che studia i rapporti fra terreno agrario e organismi animali e vegetali che in esso vivono.
agrobiologo   s.m.  studioso, esperto di agrobiologia.
agrobiotecnologo   s.m.  [pl. m. -gi] specialista che applica i procedimenti della biotecnologia al miglioramento genetico delle specie agricole.
agrocittà   s.f.  città progettata come centro abitativo di una zona agricola.
agrocotto   s.m.  succo di agrumi concentrato, usato per preparare l'acido citrico.
agrodolce   agg.    • 1 •   di sapore fra l'agro e il dolce: salsa agrodolce    • 2 •   (fig.) che cela, sotto un atteggiamento in apparenza cortese, un intento mordace, ironico: parlare in tono agrodolce   s.m.  modo di cucinare che fonde l'agro (aceto, limone ecc.) col dolce (zucchero, uva passa ecc.): cipolline in agrodolce; maiale in agrodolce. 
agroecosistema   s.m.  ecosistema artificiale dovuto all'attività agricola dell'uomo, la quale ha modificato la struttura dell'ecosistema originario con l'inserimento di nuove colture.
agroindustria   s.f.  industria agricola.
agroindustriale   agg.  che concerne l'industria agricola.
agrologia   s.f.    • 1 •   l'insieme delle scienze applicate all'agricoltura    • 2 •   studio del rapporto fra terreno agrario e coltura.
agronica   s.f.  disciplina che studia l'applicazione all'agricoltura dei prodotti e dei metodi dell'elettronica, al fine di razionalizzare la produzione.
agronico   s.m.  tecnico esperto di agronica.
agronomia   s.f.  scienza che studia la coltivazione razionale delle piante e l'assetto e lo sfruttamento più redditizi del terreno agricolo.
agronomico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'agronomia: trattato agronomico. 
agronomo   s.m.  [f. -a] studioso di agronomia; chi applica le conoscenze agronomiche alla pratica agraria.
agropastorale   agg.  che concerne l'agricoltura e la pastorizia, che si fonda su di esse: civiltà, cultura agropastorale. 
agrore   s.m.  (lett.)    • 1 •   sapore acre, aspro    • 2 •   (fig.) acredine, asprezza.
agrosistema   s.m.  l'insieme delle condizioni che caratterizzano un ambiente agricolo.
agrostemma   s.m.  pianta erbacea dal fiore di color viola-rosaceo, comune nei campi di segale (fam.  cariofillacee).
agrostide   s.f.  pianta erbacea usata come foraggio (fam.  graminacee).
agrotecnico   s.m.  [pl. m. -ci] tecnico responsabile della conduzione di un'azienda agricola (in genere di dimensioni medio-piccole).
agrumario   agg.  degli agrumi: mercato agrumario. 
agrume   s.m.    • 1 •   nome comune di un genere di piante sempreverdi, per lo più coltivate, con fiori bianchi profumati e frutti ricchi di vitamine e oli essenziali, dal caratteristico sapore acido (fam.  rutacee) | il frutto di tali piante (l'arancia, il limone, il cedro, il pompelmo, il bergamotto ecc.)    • 2 •   (ant.) sapore aspro, acre: a molti fia sapor di forte agrume  (dante par.  xvii, 117).
agrumeto   s.m.  terreno coltivato ad agrumi.
agrumicolo   agg.  relativo alla coltivazione e al commercio degli agrumi: produzione agrumicola. 
agrumicoltore   o agrumicultore, s.m.  coltivatore di agrumi.
agrumicoltura   o agrumicultura, s.f.  coltivazione degli agrumi.
aguagliare    ⇨ agguagliare.
aguardiente   s.f.  acquavite.
agucchiare   v. intr.  [io agùcchio ecc. ; aus. avere] lavorare con l'ago o con i ferri da calza, per svago e senza particolare applicazione; sferruzzare.
aguglia   (1) s.f.  (ant.) aquila.
aguglia   (2) s.f.  (ant.)    • 1 •   punta acuminata, ago    • 2 •   (estens.) cima, pinnacolo, guglia.
aguglia   (3) s.f.  pesce di mare commestibile, col muso aghiforme e il corpo sottile lungo fino a un metro (ord.  beloniformi).
agugliara   s.f.  (region.) rete per la pesca delle aguglie.
agugliata   s.f.  (antiq.) gugliata.
aguglieria   s.f.  l'insieme degli aghi e degli altri oggetti che servono per il lavoro a maglia; per estens., il lavoro stesso.
aguglione   s.m.  grosso ago da materassaio.
agugliotto   s.m.  ciascuno dei cardini mediante i quali il timone è fissato agli anelli della poppa.
agunare   e deriv.   ⇨ adunare e deriv. 
aguti   s.m.  (zool.) piccolo roditore commestibile sudamericano simile alla cavia.
aguto    ⇨ acuto.
agutoli   s.m. pl.  arboscello spinoso con foglie carnose, fiori rosei e bacche rosse (fam.  solanacee); detto anche spino santo. 
aguzzamento   s.m.  l'aguzzare, l'aguzzarsi, l'essere aguzzato (anche fig.): l'aguzzamento dell'ingegno. 
aguzzare   v. tr.    • 1 •   rendere aguzzo, appuntire: aguzzare un palo    • 2 •   (fig.) stimolare, eccitare, acuire: aguzzare l'appetito; il bisogno aguzza l'ingegno  | aguzzare la vista, cercare di renderla più penetrante | aguzzare gli orecchi, disporsi alla massima attenzione | aguzzarsi v. rifl.    • 1 •   diventare aguzzo, più aguzzo    • 2 •   (fig.) acuirsi.
aguzzata   s.f.  aguzzatura rapida.
aguzzatura   s.f.  l'aguzzare | (non com.) la parte aguzza di un oggetto.
aguzzino   s.m.    • 1 •   sulle antiche galere, il sorvegliante dei galeotti | (estens.) sorvegliante particolarmente severo    • 2 •   (fig.) persecutore; vessatore.
aguzzo   agg.    • 1 •   che finisce a punta; acuminato, appuntito: palo aguzzo    • 2 •   (fig.) intenso, vivo, penetrante: sguardo, ingegno aguzzo. 
ah   inter.  esprime, secondo il tono, dolore, meraviglia, ira, sdegno, sorpresa, sollievo; è seguita dal punto esclamativo: ah, che terribile notizia!  | ah! ah!, espressione onomatopeica di riso, spec. beffardo.
ahi   inter.  esprime dolore fisico o morale: ahi, che male!; ahi, quante  / gioie promette, e manda pianto amore!  (foscolo le grazie) | unita al pron. pers. di prima persona dà luogo ad ahimè  (ahilui  o ahi lui, ahilei  o ahi lei, ahinoi  o ahi noi, ahivoi  o ahi voi  ricorrono soltanto in usi scherzosi).
ahimè   non com. aimè, inter.  esprime compassione, dolore, rimpianto, pentimento: ahimè, che sciagura!; ahimè, non ho se non il mio tormento  / e il mio canto  (d'annunzio).
ahm   inter.  indica l'atto di chi addenta un boccone o di chi mangia voracemente | usata anche per esprimere esortazione a mangiare, spec. rivolta a bambini.
ahó  ahó inter.  (region.) serve a richiamare l'attenzione, spec. in tono aggressivo e con risentimento.
ai   (1) lett. a i, poet. a', prep.  comp. da a  e i. 
ai   (2) s.m.  solo nell'espressione fam. non dire né ai né bai, non dire nulla.
ai   (3) s.m.  (zool.) bradipo tridattilo (ord.  xenartri).
aia   s.f.  spazio piano, in terra battuta o lastricato, situato davanti alla casa colonica o in prossimità di essa, usato per la battitura e l'essiccamento dei cereali e di altri prodotti | menare il can per l'aia, (fig.) tirare per le lunghe per evitare una conclusione; tergiversare.
-aia  -aia suffisso che continua il lat. -ari°a, desinenza f. sing., e compare in sostantivi derivati dal latino o formati in italiano indicanti presenza di cose in grande quantità (legnaia) o luogo che abbonda di qualcosa, terreno destinato a una coltura (risaia, fagianaia, piccionaia) [ ⇨ -aglia].
aids   s.f.  e m.  affezione virale che lede il sistema immunitario, con conseguenze gravissime, spesso mortali.
aiduco   o aiducco, s.m.  [pl. -chi] nome dato nel sec. xvi agli insorti balcanici contro i turchi | nel sec. xvii, corpo di fanteria boemo e ungherese.
aierino   agg.  (lett. rar.) aerino  s.m.  (poet.) spiritello dell'aria: e li aierini, del color dell'aria,  / frullano via  (pascoli).
aigrette   s.f. invar.    • 1 •   ciuffo di penne sul dorso di alcuni uccelli, in partic. dell'airone    • 2 •   in modisteria, lo stesso che asprì. 
aiguille   s.f. invar.  guglia rocciosa delle alpi occidentali.
aikido   tecnica di difesa personale che insegna a sottrarsi alla presa e a parare i colpi.
ailanto   s.m.  albero ad alto fusto con foglie pennate di odore sgradevole e fiori giallastri riuniti in pannocchie (fam.  simarubacee); detto anche albero del paradiso. 
ailurofobia   s.f.  (psicol.) paura patologica dei gatti.
aimè    ⇨ ahimè.
aio   s.m.  [f. -a] un tempo, nelle famiglie signorili, istitutore preposto all'educazione dei fanciulli; precettore.
-aio  -aio suffisso che continua il lat. -ari°us; compare in sostantivi, derivati dal latino o formati in italiano, che indicano mestiere (orologiaio) oppure luogo, ambiente pieno di qualcosa o destinato a contenere o accogliere qualcosa (letamaio, bagagliaio).
aiola    ⇨ aiuola.
aiolo   s.m.  rete stesa sull'aia per catturare uccelli.
-aiolo  -aiolo tosc. o lett. -aiuolo, suffisso costituito per accumulo dei suff. -aio  e -olo 3, presente in sostantivi indicanti chi esercita un mestiere (legnaiolo, vignaiolo) o chi ha inclinazione per qualcosa (donnaiolo, forcaiolo), oppure in aggettivi che stabiliscono una relazione di tempo o di luogo (marzaiolo, prataiolo).
aione   s.m.  nelle saline, tratto di terreno su cui si stende il sale ad asciugare.
aira   s.f.  pianta erbacea a foglie lineari e piccole spighe di colore bianco argenteo (fam.  graminacee).
air bag   loc. sost. m. invar.  (aut.) sistema di sicurezza costituito da un palloncino che si gonfia istantaneamente in caso d'urto, in modo da impedire lo schiacciamento del guidatore contro il volante.
airbus   ® s.m. invar.  grande aereo per il trasporto di passeggeri su brevi percorsi.
aire   rar. a ire, s.m.  (non com.) spinta, avvio, rincorsa | dare l'aire, mettere in movimento | prendere l'aire, cominciare a muoversi.
airedale   s.m. invar.  grosso cane terrier da caccia e da guardia; ha testa allungata dal profilo rettangolare e pelame ispido grigio a macchie rossastre.
airglow   s.m.  in geofisica, luminescenza diffusa nel cielo notturno, dovuta alla presenza dei gas atmosferici.
air mail   loc. sost. f. invar.  posta aerea.
airone   s.m.  (zool.) grosso uccello acquatico, cenerino sul dorso e bianco sul ventre, con lungo becco e collo incurvato (ord.  ciconiformi) | penne d'airone, quelle del ciuffo dell'occipite usate come ornamento.
air terminal   loc. sost. m. invar.  aerostazione urbana per il raduno e lo smistamento di passeggeri, collegata all'aeroporto da un servizio di trasporto terrestre.
aita   s.f.  (poet.) aiuto (usato anche come inter.): indi, i gemiti alzando: «aita, aita»,  / parea dicesse  (parini).
aitante   ant. atante, agg.  robusto, prestante: un giovane aitante. 
aitare    ⇨ aiutare.
aiuola   o aiola, s.f.  striscia di terreno, per lo più di forma geometrica, delimitata da siepi, mattoni o altro, coltivata a scopo ornamentale: le aiuole del giardino, del viale. 
-aiuolo  -aiuolo  ⇨ -aiolo.
aiutante   part. pres.  di aiutare   s.m.  e f.    • 1 •   chi aiuta o assiste qualcuno in un lavoro o in un ufficio    • 2 •   (mil.) ufficiale coadiutore: aiutante di campo, ufficiale addetto alla persona di un generale, di un sovrano ecc.; aiutante di bandiera, nella marina militare, ufficiale addetto alla persona di un ammiraglio | come grado militare: aiutante di sanità, graduato infermiere; aiutante di battaglia, massimo grado raggiungibile da un sottufficiale, solo per meriti di guerra.
aiutare   ant. o poet. aitare [a-i-tà-re] o atare [a-tà-re], v. tr.    • 1 •   dare, prestare aiuto; soccorrere, assistere: aiutare un amico; aiutare qualcuno a fare qualcosa    • 2 •   rendere agevole, favorire, stimolare: un caffè aiuta la digestione    • 3 •   (ant.) difendere: aiutami da lei, famoso saggio  (dante inf.  i, 89) | aiutarsi v. rifl.  adoperarsi, ingegnarsi; avvantaggiarsi: si è aiutato con tutti i mezzi  | prov.  : aiùtati che il ciel  (o dio) t'aiuta  | v. rifl.  darsi aiuto, soccorrersi a vicenda: aiutarsi tra amici. 
aiutato   s.m.  negli ospedali, il ruolo di aiuto.
aiuto   s.m.    • 1 •   opera o servigio che si presta a qualcuno che è in difficoltà appoggio, collaborazione: chiedere, invocare, porgere aiuto; correre, venire in aiuto; essere d'aiuto; dare un aiuto  | aiuto!, invocazione di soccorso    • 2 •   persona che presta aiuto in un lavoro o in ufficio: aiuto regista    • 3 •   negli ospedali, il medico di più alto grado dopo il primario, che coadiuva direttamente nella sua attività.
aizzamento   s.m.  l'aizzare; istigazione.
aizzare   ant. adizzare [a-diz-zà-re], v. tr.    • 1 •   incitare all'offesa o alla violenza; istigare, provocare, stimolare: aizzare i cani; aizzare alla rivolta    • 2 •   (ant.) eccitare.
aizzatore   s.m.  [f. -trice] chi aizza.
ajuga   s.f.  pianta erbacea con fiori azzurri raccolti in una spiga poco appariscente (fam.  ajugacee).
al   prep.  composta da a  e il; si usa davanti ai vocaboli maschili sing. che cominciano per consonante, che non sia s  impura, gn, ps, x, z : al balcone; al suolo; al tramonto. 
ala   ant. o poet. alia, s.f.  [pl. ali; pop. o poet. ale]    • 1 •   organo del volo di animali o anche di esseri mitici o fantastici a cui si attribuisce la capacità di volare; negli uccelli è ricoperta di penne e coincide con ciascuno degli arti anteriori, nei pipistrelli è una membrana che unisce gli arti al dorso, in alcuni insetti è un'appendice toracica membranosa: ali chiuse, aperte, spiegate; apertura d'ali; le ali degli angeli, dell'ippogrifo  | battere le ali, volare | in un batter d'ali, (fig.) in brevissimo tempo | avere le ali ai piedi, (fig.) correre assai velocemente | raccogliersi sotto le ali di qualcuno, (fig.) affidarsi alla sua protezione | tarpare le ali, (fig.) frenare la libera espressione o attività | volare sulle ali del pensiero, della fantasia, (fig.) vagare col pensiero, fantasticare. dim. aletta  vezz. aluccia    • 2 •   (estens.) qualunque cosa che ricordi la forma o la funzione di tale organo: l'ala del mulino a vento, dell'elica, la pala; l'ala del cappello, la falda    • 3 •   (aer.) superficie di sostentamento delle aerodine, spesso divisa in due semiali disposte lateralmente alla fusoliera: ala a freccia, a geometria variabile; ala rotante, negli elicotteri, ciascuna delle pale del rotore    • 4 •   parte laterale; ciò che si estende ai lati di qualcosa: l'ala di un edificio, di un polittico; muro d'ala    • 5 •   ciascuna delle estremità laterali di uno schieramento: l'ala destra dell'esercito; fare ala al passaggio di qualcuno, disporsi lateralmente al suo passaggio; passare tra due ali di folla    • 6 •   nel calcio e in altri giochi di squadra, l'attaccante che opera all'estremità destra o sinistra.
alabamio   s.m.  (chim.) nome non più in uso dell'astato. 
alabarda   ant. labarda, s.f.  arma bianca costituita da un'asta di legno terminante con una scure sormontata da una lama appuntita.
alabardata   s.f.  colpo d'alabarda.
alabardato   agg.  armato, munito di alabarda; a forma di alabarda | giglio alabardato, il simbolo della città di trieste.
alabardiere   s.m.  soldato armato di alabarda.
alabastrino   agg.    • 1 •   di alabastro: statua alabastrina    • 2 •   (fig. lett.) del colore dell'alabastro; chiaro, pallido: viso alabastrino. 
alabastro   s.m.    • 1 •   (min.) varietà traslucida e compatta di calcare o di gesso, a zone di color bianco o giallognolo, usata per lavori ornamentali    • 2 •   oggetto di alabastro.
alabbasso   s.m.  (mar.) denominazione generica di cavi che servono ad abbassare le vele o a calare bandiere, segnali ecc.
alaccia   o laccia o alace, s.f.  [pl. -ce] altro nome del pesce alosa. 
alacre   agg.    • 1 •   pronto, svelto nell'operare; volenteroso, solerte: un alunno molto alacre    • 2 •   (fig.) vivace: ingegno alacre  § alacremente avv. 
alacrità   s.f.  prontezza e rapidità nell'operare; solerzia, sollecitudine.
alaggio   s.m.    • 1 •   manovra del rimorchiare un'imbarcazione contro corrente, lungo fiumi o canali, con cavi tirati da terra: strada di alaggio, alzaia    • 2 •   operazione del trarre in secco, su apposito scalo, un'imbarcazione: carrello di alaggio. 
alalà   inter.  presso gli antichi greci, grido di esultanza guerresco | eia! eia! eia! alalà!, grido d'ovazione e incitamento usato dai fascisti.
alalonga   o alalunga, s.f.  pesce osseo commestibile simile al tonno, ma con pinne pettorali molto lunghe (ord.  tunniformi).
alamanna   s.f.  altro nome dell'uva salamanna. 
alamanno    ⇨ alemanno.
alamaro   s.m.  (spec. pl.)    • 1 •   allacciatura formata da due cordoncini, l'uno terminante a cappio, l'altro con un bottone a botticella    • 2 •   allacciatura ornamentale delle antiche divise di cavalleria e oggi di alcune uniformi (p. e.  di domatore, di portiere di albergo)    • 3 •   mostrina di carabinieri e granatieri.
alambicco   ant. lambicco, s.m.  [pl. -chi] apparecchio per la distillazione dei liquidi costituito da una caldaia di vetro o di metallo e da una serpentina che consente la condensazione per raffreddamento del vapore.
alano   s.m.  cane da guardia e da caccia di grossa taglia, con pelo rasato, orecchie corte e dritte, muso tozzo e incisivi superiori sporgenti.
alare   (1) s.m.  ciascuno dei due arnesi di ferro, o anche di pietra o di terracotta, che sostengono la legna sul focolare.
alare   (2) agg.  dell'ala o delle ali, con riferimento a quelle degli uccelli e a quelle degli aerei: apertura, superficie alare. 
alare   (3) v. tr.  (mar.) tirare un cavo, una gomena | compiere la manovra di alaggio.
alata   s.f.  (non com.) colpo d'ala.
a latere   loc. agg. invar.    • 1 •   legato a latere, (eccl.) cardinale che rappresenta il papa in missioni delicate o in cerimonie importanti    • 2 •   giudice, consigliere a latere, (dir.) magistrato che affianca il presidente di un collegio giudicante    • 3 •   (estens.) si dice di persona che ne affianchi un'altra in ruoli di particolare importanza.
alato   agg.    • 1 •   provvisto di ali | il dio alato, mercurio; cavallo alato, l'ippogrifo    • 2 •   (fig. lett.) sublime, ispirato: parole alate    • 3 •   (bot.) si dice di organi forniti di espansioni a forma di ali.
alauda   s.f.  (poet.) allodola.
alaudidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli passeriformi con ali lunghe e alluce munito di una lunga unghia diritta; ne fa parte l'allodola | sing.  [-e] ogni uccello appartenente a tale famiglia.
alba   (1) s.f.    • 1 •   la prima luce che compare in cielo tra la fine della notte e l'aurora; per estens., l'ora che precede la levata del sole: allo spuntare dell'alba; levarsi all'alba    • 2 •   (fig.) inizio: l'alba del secolo, della civiltà    • 3 •   (mus. , lett.) componimento poetico-musicale del medioevo su temi legati all'apparizione dell'alba.
alba   (2) s.f.  (lit.) camice.
albacora   s.f.  (zool.) alalonga.
albagia   s.f.  (lett.) boria, presunzione, alterigia.
albagio   s.m.  rozzo panno di lana, usato per tende, rivestimenti e sim.
albagioso   agg.  (lett.) pieno d'albagia; borioso.
albana   s.f.  varietà di uva bianca coltivata in emilia e in romagna | il vino aromatico e frizzante, di media gradazione, che se ne ricava.
albanella   s.f.  uccello di palude simile al falco, con piumaggio grigio-biancastro a macchie e strisce scure (ord.  falconiformi).
albanese   agg.  dell'albania: popolo, territorio albanese; i dialetti albanesi del mezzogiorno d'italia, parlati da comunità albanesi qui stabilitesi nei secc. xv e xvi  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato o vive in albania    • 2 •   la lingua degli albanesi    • 3 •   (ant.) forestiero.
albarello    ⇨ alberello.
albasia   s.f.  (ant. , lett.) bonaccia.
albasio   s.m.  mattone che, per una cottura insufficiente, presenta una colorazione più chiara del normale e scarsa resistenza.
albaspina   s.f.  (lett.) biancospino.
albastrello   s.m.  uccello di palude, grigio superiormente e bianco inferiormente, con lunghe zampe verdastre e becco sottile, di passo in italia (ord.  caradriformi).
albata   s.f.  (mus. , lett.) componimento poetico-musicale; alba.
albatra   s.f.  (lett.) il frutto dell'albatro; corbezzolo.
albatrello    ⇨ alberello 3.
albatro   (1) s.m.  uccello oceanico con becco robusto e uncinato, piedi palmati e grande apertura alare; è ottimo nuotatore e volatore (ord.  procellariformi).
albatro   (2) s.m.  corbezzolo.
albedine   s.f.    • 1 •   (lett.) bianchezza, biancore    • 2 •   (antiq.) albedo.
albedo   s.f.    • 1 •   (bot.) la parte interna, biancastra, della buccia degli agrumi    • 2 •   (astr.) rapporto percentuale della luce riflessa da un astro o da una superficie rispetto alla luce incidente    • 3 •   (fis.) rapporto fra il numero dei neutroni riflessi e quello dei neutroni incidenti.
albeggiamento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'albeggiare; il chiarore dell'alba    • 2 •   (ant.) biancore.
albeggiare   v. intr. impers.  [albéggia; aus. essere] spuntare l'alba, farsi giorno: albeggiava, quando uscimmo  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   (lett.) biancheggiare, risplendere di luce bianca    • 2 •   (fig.) essere agli inizi; cominciare ad apparire.
albera   s.f.  (region.) pioppo bianco.
alberaggio   s.m.  in alcuni porti, tassa proporzionale alla qualità e quantità delle merci imbarcate.
alberare   v. tr.  [io àlbero ecc.]    • 1 •   piantare ad alberi un terreno    • 2 •   (mar.) munire di alberi una nave.
alberata   s.f.    • 1 •   fila di alberi lungo una strada o un corso d'acqua    • 2 •   (agr.) sistema di coltivazione della vite, consistente nell'appoggiarla ad alberi vivi disposti in filari    • 3 •   (mar.) alberatura di una nave.
alberato   part. pass.  di alberare   agg.  nei sign. del verbo: viale alberato; nave alberata. 
alberatura   s.f.  (mar.) l'insieme degli alberi di una nave o di un'imbarcazione, con i pennoni, il cordame e le forniture.
alberello   (1) s.m. , o alberella s.f. , non com. albarello s.m. , (region.) pioppo bianco.
alberello   (2) meno corretto albarello, s.m.  vaso cilindrico, per lo più di maiolica, usato nelle vecchie farmacie.
alberello   (3) o albarello, region. albatrello, s.m.  (tosc.) fungo pioppino, porcinello.
alberese   s.m.  calcare argilloso di colore grigio o giallognolo, usato per la fabbricazione di calce e cementi idraulici.
albereta   s.f. , anche albereto s.m. , terreno piantato ad alberi.
alberetto   s.m.    • 1 •   dim.  di albero    • 2 •   (mar.) nei velieri, l'estremità superiore degli alberi a vele quadre.
albergare   v. tr.  [io albèrgo, tu albèrghi ecc.]    • 1 •   dare albergo, ospitare    • 2 •   (fig. lett.) nutrire nell'animo: albergare sentimenti di odio  | v. intr.  [aus. avere] alloggiare, aver dimora (anche fig.): nel suo animo alberga l'invidia. 
albergatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   proprietario o gestore di un albergo    • 2 •   (lett.) chi dà albergo, chi ospita.
albergheria   s.f.  nel medioevo, il diritto di re e signori di essere albergati a spese pubbliche.
alberghiero   agg.  proprio di un albergo, relativo agli alberghi: industria, ricettività alberghiera. 
albergo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   edificio attrezzato per dare alloggio, ed eventualmente vitto, a pagamento; hotel: dormire, alloggiare in albergo; albergo di lusso, di prima categoria; direttore, portiere d'albergo  | albergo diurno, locale in cui persone di passaggio possono trovare, di giorno, vari servizi (bagni, parrucchiere ecc.) | casa albergo, nelle grandi città, albergo in cui è possibile risiedere a lungo; residence | albergo per la gioventù, che alloggia con poca spesa i giovani che viaggiano; ostello. dim. alberghetto; alberguccio  (con valore spreg.); pegg. albergaccio    • 2 •   (lett.) rifugio, ricovero; ospitalità (anche fig.): dare, chiedere albergo; dare albergo a tristi pensieri    • 3 •   (ant. , lett.) dimora: a noi / morte apparecchi riposato albergo  (foscolo sepolcri  145-146) | sede abituale (anche riferito ad animali).
albero   (1) s.m.    • 1 •   (bot.) pianta perenne con fusto eretto, legnoso, che a una certa distanza dal suolo si diparte in rami provvisti di foglie: albero da frutto; un filare di alberi; piantare, potare un albero; albero di natale, abete che a natale si adorna e al quale si appendono doni | albero del burro, pianta delle sapotacee, frequente nelle zone tropicali, dai cui semi si estrae un succo grasso simile al burro (fam.  moracee) | albero di giuda, siliquastro | albero della cera, albero dai frutti ricoperti da uno spesso strato di cera (fam.  miricacee) | albero del latte, albero dell'america tropicale dalla cui corteccia si ricava per incisione una sostanza lattiginosa nutritiva (fam.  moracee) | albero del sego, albero tropicale dai cui semi si estrae grasso usato per fabbricare candele (fam.  euforbiacee) | albero del pane, pianta tropicale con infruttescenze commestibili ricche di fecola (fam.  moracee) | albero del pepe, pianta di origine americana coltivata a scopo ornamentale (fam.  anacardiacee) | albero bottiglia, tipico delle regioni aride, ha la parte inferiore del fusto ingrossata con funzione di riserva d'acqua (fam.  sterculiacee) | albero del paradiso, ailanto. dim. alberello, alberetto, alberino  accr. alberone    • 2 •   (estens.) qualsiasi struttura costituita da un asse principale con diramazioni: albero respiratorio, bronchiale, vascolare    • 3 •   (fig.) rappresentazione grafica a forma di albero stilizzato che illustra rapporti di derivazione o discendenza: albero genealogico  | (filol.) stemma | (ling. , mat.) diagramma (o grafo) che rappresenta bidimensionalmente i rapporti fra gli elementi di una stringa (equazione, proposizione, frase), descrivendo così la successione delle operazioni da fare per capire o produrre la stringa stessa; in matematica è comunemente sostituito dall'uso delle parentesi (parentesizzazione) | albero di decisione, nella ricerca operativa, rappresentazione grafica di problemi di scelta in condizioni di incertezza    • 4 •   (mar.) antenna verticale fissa, di legno o acciaio, che regge i pennoni con le vele e tutta l'attrezzatura    • 5 •   (mecc.) organo rotante, di forma allungata e gener. a sezione circolare, che trasmette moto e potenza in macchine motrici od operatrici | albero motore, che esce da una macchina motrice; albero di trasmissione, che trasmette moto e potenza a un organo utilizzatore; albero a gomiti, che trasforma un moto rettilineo alternato in moto rotatorio continuo o viceversa (è detto anche collo d'oca)    • 6 •   (inform.) struttura gerarchica secondo cui è ripartita la memoria di un elaboratore al fine di un ordinato immagazzinamento dei dati.
albero   (2) s.m.  pioppo bianco; gattice.
albertino   agg.  di, relativo a carlo alberto re di sardegna (1798-1849): lo statuto albertino. 
albese   agg.  di alba, cittadina del piemonte: carne all'albese, servita cruda e accompagnata da funghi  s.m.  e f.  chi è nato o abita ad alba.
albicare   v. intr.  [io àlbico, tu àlbichi ecc. ; aus. avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2] (lett.)    • 1 •   biancheggiare: albica il mar  (d'annunzio)    • 2 •   albeggiare.
albicato   part. pass.  di albicare   agg.  (bot.) si dice di foglia che presenta albicatura.
albicatura   s.f.  (bot.) presenza di macchie bianche sulle foglie per mancanza di clorofilla.
albicocca   s.f.  [pl. -che] frutto dell'albicocco | in funzione di agg.  del colore giallo-arancione tipico dell'albicocca.
albicoccheto   s.m.  terreno dove si coltivano albicocchi.
albicocco   s.m.  [pl. -chi] albero con frutti dolci e saporosi di color giallo aranciato (fam.  rosacee).
albigese   agg.  di albi, città della francia meridionale  s.m.  e f.    • 1 •   nativo, abitante di albi    • 2 •   seguace dell'eresia catara che in francia, nei secc. xii e xiii, era diffusa spec. ad albi: la crociata contro gli albigesi  | anche come agg.  : l'eresia albigese. 
albinaggio   s.m.  nel medioevo, il diritto dello stato di entrare in possesso dei beni degli stranieri che morissero senza eredi legittimi.
albinismo   s.m.  (biol.) nell'uomo e negli animali, mancanza congenita, totale o parziale, della pigmentazione di pelle, peli, piume, squame, iridi, che risultano perciò chiarissimi | in organi di piante (foglie, fiori), decolorazione parziale o totale del tessuto.
albino   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da albinismo: un ragazzo albino; una lepre, una pernice albina. 
albiolo   s.m.  piccolo abbeveratoio per uccelli; beriolo, beverino.
albionico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] inglese, britannico (lett.  ma oggi per lo più iron.).
albite   s.f.  minerale del gruppo dei feldspati presente in cristalli o in masse di colore biancastro nelle rocce eruttive e metamorfiche.
albitro   e deriv.   ⇨ arbitro e deriv. 
albizzia   s.f.  albero tropicale simile all'acacia, con foglie paripennate e fiori piumosi di color giallo (fam.  leguminose).
albo   (1) s.m.    • 1 •   quadro per l'affissione di atti o avvisi di carattere pubblico: albo scolastico, comunale    • 2 •   (dir.) elenco ufficiale degli appartenenti a un'associazione o di coloro che sono abilitati all'esercizio di una professione: albo degli avvocati; iscriversi all'albo; radiare dall'albo  | albo d'onore, d'oro, quello recante i nomi di personaggi illustri, di benefattori, dei vincitori di una competizione ecc.    • 3 •   fascicolo contenente storie illustrate a fumetti: gli albi di topolino    • 4 •   (non com.) album.
albo   (2) agg.    • 1 •   (lett.) bianco    • 2 •   (bot.) si dice di foglia, fiore o frutto tendente al bianco | fico albo, qualità di fichi primaticci dalla buccia biancastra.
albogatto   s.m.  [pl. albigatti] (lett.) pioppo che cresce nei luoghi umidi; gattice.
albore   (1) s.m.    • 1 •   (lett.) biancore, chiarore: l'estremo albor della fuggente luce  (leopardi il tramonto della luna  17) | in partic., il primo biancheggiare della luce dell'alba    • 2 •   pl.  (fig.) fase iniziale di un periodo o di una vicenda storica: gli albori del risorgimento. 
albore   (2)  ⇨ arbore 1.
alborella   s.f.  piccolo pesce osseo d'acqua dolce, dal ventre compresso e di colore argenteo (ord.  cipriniformi).
albugine   s.f.    • 1 •   (bot.) muffa bianca che si forma sui vegetali    • 2 •   (med.) leucoma.
album   s.m. invar.    • 1 •   quaderno o volume rilegato in cui si raccolgono fotografie, firme, francobolli, o anche versi, ricordi ecc. | album da disegno, con fogli per disegnare | album per dischi, raccoglitore a più buste per dischi    • 2 •   confezione di uno o più dischi a 33 giri | (estens.) il disco o i dischi così confezionati: un album di vecchi successi. 
albume   s.m.    • 1 •   (biol.) sostanza trasparente gelatinosa che riveste la cellula uovo matura, alimentando l'embrione | nell'uso com., il bianco dell'uovo, come sostanza commestibile    • 2 •   (bot.) riserva nutritiva contenuta nel seme di alcune piante, necessaria allo sviluppo dell'embrione.
albumina   s.f.  (biol.) sostanza organica proteica, solubile in acqua, che è componente dei tessuti animali e vegetali.
albuminoide   agg.  (chim.) si dice di sostanza che ha aspetto o proprietà simile all'albumina.
albuminoso   agg.    • 1 •   ricco di albumina    • 2 •   simile all'albumina.
albuminuria   s.f.  (med.) presenza di albumina nelle urine.
alburno   s.m.  (bot.) negli alberi a legno duro, la parte più esterna del legno, che invecchiando si trasforma in durame.
alca   s.f.  uccello marino tuffatore, simile al pinguino (ord.  alciformi).
alcá  zar alcázar;s.m. invar.  in spagna, fortezza o palazzo fortificato di origine araba.
alcachengi    ⇨ alchechengi.
alcade   o alcalde, s.m.  in spagna, sindaco, capo dell'amministrazione di una città.
alcaico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) del poeta greco alceo (secc. vii-vi a. c.), con partic. riferimento a un metro e a una strofe da lui molto usati | strofe alcaica, è costituita da due endecasillabi, un enneasillabo e un decasillabo alcaici; fu imitata nella poesia italiana, particolarmente dal chiabrera e dal carducci.
alcalde    ⇨ alcade.
alcalescente   agg.  (chim.) che comincia a divenire alcalino; leggermente alcalino.
alcalescenza   s.f.  (chim.) leggera alcalinità inizio di alcalinità.
alcali   s.m.  (chim.) idrossido metallico con azione caustica e comportamento proprio di una base forte (p. e.  soda, potassa).
alcalimetria   s.f.  (chim.) l'insieme dei metodi dell'analisi chimica per misurare il grado di alcalinità di una soluzione.
alcalimetro   s.m.  (chim.) apparecchio per misurare l'alcalinità di una soluzione.
alcalinità   s.f.  (chim.) l'essere alcalino; basicità.
alcalinizzare   v. tr.  (chim.) rendere alcalino.
alcalino   agg.    • 1 •   (chim.) che ha qualità di alcali; basico: metallo alcalino, che ha spiccato carattere metallico e fortemente elettropositivo (p. e.  sodio, potassio, litio ecc.) | alcalino terroso, di elemento, come il calcio, il magnesio ecc., con proprietà metalliche meno spiccate    • 2 •   (geol.) si dice di roccia eruttiva ricca di metalli alcalini.
alcaloide   s.m.  (chim.) sostanza organica azotata di origine vegetale e carattere basico, con proprietà medicamentose o tossiche in relazione al tipo e alla dose (p. e.  caffeina, morfina, stricnina).
alcalosi   s.f.  (med.) aumento patologico delle sostanze alcaline rispetto a quelle acide nel sangue.
alcanna   s.f.  arbusto perenne con fiori profumati e foglie ovate (fam.  borraginacee), da cui si ricava una sostanza usata in tintoria e nella confezione di cosmetici e medicinali.
alcano   s.m.  (chim.) ogni idrocarburo alifatico della serie paraffinica, a catena lineare (p. e.  la paraffina, il metano).
alcantara   s.f.  tessuto che ha l'aspetto e la consistenza del camoscio, usato per confezionare abiti e accessori, o anche per rivestimenti.
alce   s.m.  grosso ruminante tozzo e robusto, con muso allungato e corna palmate, che vive in branchi nelle regioni nordiche (fam.  cervidi).
alcea   s.f.  (bot.) altea.
alcedine   s.f.  (poet.) alcione.
alcelafo   s.m.  antilope africana con lunghe corna anellate (ord.  artiodattili).
alchechengi   o alcachengi, s.m.  pianta erbacea con bacche commestibili di color arancio (fam.  solanacee).
alchemico   o alchimico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda l'alchimia, che si produce per alchimia    • 2 •   (fig.) misterioso, complicato.
alchene   s.m.  (chim.) ogni idrocarburo alifatico della serie etilenica, a catena aperta (p. e.  etilene, propilene).
alchermes   s.m.  liquore dolce a base di erbe aromatiche, in origine colorato con una sostanza estratta dalle cocciniglie.
alchile   s.m.  (chim.) radicale monovalente ottenuto per sottrazione di un atomo di idrogeno da un idrocarburo paraffinico.
alchilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto organico che contiene un radicale alchile.
alchimia   s.f.    • 1 •   dalla tarda antichità e fino ai primi secoli dell'età moderna, complesso di dottrine filosofiche, pratiche magiche e investigazioni dirette della natura, tese alla ricerca della pietra filosofale, ossia del principio in grado di spiegare i segreti della vita e di trasformare in oro gli altri metalli    • 2 •   (fig.) nell'uso ant., inganno, mistificazione, sotterfugio | oggi, nel linguaggio politico, manovra sottile, capziosa, di significato non chiaro, volta al conseguimento di interessi di parte: le alchimie parlamentari. 
alchimico    ⇨ alchemico.
alchimilla   s.f.  pianta erbacea con foglie palmate e piccoli fiori a petali verdastri (fam.  rosacee).
alchimista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi esercitava l'alchimia.
alchimistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'alchimia e agli alchimisti: ricerche alchimistiche. 
alchimizzare   v. tr.  trattare i metalli con pratiche alchimistiche; alterare, falsificare | v. intr.  [aus. avere] praticare l'alchimia.
alchino   s.m.  (chim.) ogni idrocarburo alifatico della serie acetilenica.
alciformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli dei mari nordici, con piedi palmati e ali brevi; vi appartengono l'alca e l'uria | sing.  [-e] ogni individuo di tale ordine.
alcionari   o alcionacei [al-cio-nà-cei], s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di celenterati a forma di polipo con otto tentacoli; vi appartengono i coralli (cl.  antozoi) | sing.  [-io] ogni animale di tale sottoclasse.
alcione   s.m.  (lett.) nome di derivazione classica di un uccello marino che si suole identificare o col martin pescatore o col gabbiano.
alcionio   agg.  (lett.) dell'alcione | giorni alcionii, antica denominazione dei giorni del solstizio d'inverno, caratterizzati dalla bonaccia, in cui gli alcioni nidificano e covano.
alcmanio   agg.  e s.m.  verso della metrica greca e latina che si compone di una tetrapodia dattilica acataletta; la sua invenzione è attribuita al poeta alcmane (sec. vii a. c.).
alcol   o alcool, meno com. alcole, scorretto alcoole, s.m.  [pl. -li]    • 1 •   (chim.) composto organico caratterizzato dalla presenza nella molecola di uno o più ossidrili, legati ciascuno a un atomo di carbonio saturo: alcol etilico, o etanolo, ottenuto per distillazione di vini e vinacce o di sostanze zuccherine fermentate oppure per via sintetica, mediante idratazione dell'etilene, e usato spec. nell'industria chimica; alcol metilico, o metanolo, ottenuto un tempo per distillazione secca del legno, ma oggi prodotto per sintesi da ossido di carbonio e idrogeno, molto tossico    • 2 •   nell'uso corrente, alcol etilico: alcol rettificato, puro al 94-96%, usato spec. nell'industria dei liquori e in quella dei profumi; alcol assoluto, puro al 99%; alcol anidro, puro almeno al 99,9%; alcol denaturato, rettificato, per ragioni fiscali, mediante l'aggiunta di sostanze di odore e sapore sgradevoli e quindi reso inutilizzabile per liquori e profumi    • 3 •   (estens.) bevande alcoliche: darsi all'alcol; un uomo distrutto dall'alcol. 
alcolato   o alcoolato, s.m.    • 1 •   (chim.) composto derivante dalla reazione di un alcol con un metallo    • 2 •   (farm.) distillato alcolico di una sostanza medicamentosa.
alcoldipendenza   s.f.  assuefazione all'uso di bevande alcoliche e impossibilità di farne a meno.
alcole    ⇨ alcol.
alcolemia   s.f.  (med.) percentuale di alcol presente nel sangue.
alcolicità   o alcoolicità, s.f.  (chim.) percentuale di alcol etilico presente in un liquido: tasso di alcolicità. 
alcolico   o alcoolico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di alcol: gradazione alcolica, alcolicità espressa in percentuale di volume    • 2 •   che contiene alcol: bevanda alcolica    • 3 •   che produce alcol etilico: fermentazione alcolica   s.m.  bevanda contenente alcol; si dice specialmente di bevanda che ne contiene in forte quantità (propr. superalcolico).
alcolimetria   o alcoolimetria, meno com. alcolometria, s.f.  misurazione dell'alcolicità mediante l'alcolimetro.
alcolimetro   o alcoolimetro, meno com. alcolometro, s.m.  strumento per la misurazione dell'alcolicità in percentuale di volume.
alcolismo   o alcoolismo, s.m.  (med.) l'abuso continuato di bevande alcoliche e l'intossicazione che ne deriva.
alcolista   o alcoolista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] persona che fa abuso abituale di bevande alcoliche; alcolizzato, etilista.
alcolizzare   o alcoolizzare, v. tr.    • 1 •   rendere alcolico    • 2 •   intossicare con abuso di bevande alcoliche | alcolizzarsi v. rifl.  diventare alcolizzato.
alcolizzato   o alcoolizzato, part. pass.  di alcolizzare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da alcolismo.
alcologia   o alcoologia, s.f.  disciplina che studia la produzione e il consumo di alcol etilico e i suoi effetti sull'uomo.
alcolometria    ⇨ alcolimetria.
alcolometro    ⇨ alcolimetro.
alcoltest   o alcooltest, s.m. invar.  esame che accerta se la quantità di alcol ingerita da una persona (p. e.  dal guidatore di un autoveicolo) rientra o meno nei limiti di tolleranza | apparecchio usato per tale esame.
alcool   e deriv.   ⇨ alcol e deriv. 
alcorano   s.m.  (ant.) corano.
alcova   s.f.    • 1 •   parte di una stanza, gener. separata da un arco e chiusa da tendaggi, ove si collocava il letto    • 2 •   (fig. lett.) la camera da letto, il letto stesso, come luogo d'intimità amorosa: segreti d'alcova. 
alcunché   rar. alcun che, pron. indef.  (lett.) qualche cosa | in frasi negative, nessuna cosa, nulla: non c'è alcunché di sospetto. 
alcuno   agg.  e pron. indef.  [al maschile sing. si tronca sempre in alcun  davanti ai sostantivi comincianti per vocale, u  semiconsonante, consonante semplice, muta + liquida (alcun amico, alcun uomo, alcun libro, alcun treno); non sempre si tronca se il sostantivo comincia per i  semiconsonante o per ps  (alcun  o alcuno iettatore, alcun  o alcuno psicologo); non si tronca mai di fronte a sostantivi comincianti per altri gruppi di consonanti o per x, z  (alcuno scolaro, alcuno zio)]    • 1 •   indica una quantità indeterminata ma limitata, talora in correlazione con altri, altre : alcuni sono morti, altri si sono salvati; ho visitato alcune città; alcuni di voi  | nel sing. è sostituito come aggettivo da qualche : mi occorre qualche cosa  (rar.  e lett.  : alcuna cosa); come pronome da qualcuno : qualcuno di noi è ricco  (rar.  e lett.  : alcuno di noi) | in frasi negative, nessuno: senza alcun timore  o senza timore alcuno; non c'era alcuno    • 2 •   (ant.) uno: allegando boezio in alcun testo  (burchiello).
aldeide   s.f.  (chim.) composto organico prodotto per ossidazione, o deidrogenazione, di taluni alcoli.
aldeidico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo alle aldeidi.
aldilà   s.m.  ciò che sta oltre questo mondo, dopo la morte; vita ultraterrena: credere nell'aldilà. 
aldino   agg.  di aldo manuzio (1450 ca - 1515), celebre tipografo attivo a venezia | carattere aldino, il corsivo che fu ideato e usato dal manuzio per le edizioni dei classici | (edizione) aldina, libro stampato nella tipografia di aldo manuzio e dei suoi discendenti.
aldio   o aldione [al-dió-ne], s.m.  (st.) presso gli antichi germani, uomo semilibero, non ammesso nelle assemblee popolari.
aldoso   o aldosio [al-dò-sio], s.m.  (chim.) zucchero aldeidico.
alé   inter.  (fam.) espressione di incoraggiamento equivalente a 'dài', 'avanti', 'forza'.
-ale  -ale (1) o -iale, -uale, suffisso di aggettivi, spesso sostantivati, di origine latina o formati in italiano da basi sostantivali (collegiale, commerciale, annuale), che indicano stato, condizione, appartenenza; forma anche sostantivi che rappresentano un tipo particolare di ciò che è indicato dal nome di base (viale, portale).
-ale  -ale (2) (chim.) suffisso che indica in un composto la presenza di un gruppo aldeidico (acetale).
alea   s.f.    • 1 •   (lett.) sorte incerta, rischio: correre l'alea    • 2 •   (dir.) margine di rischio insito in qualsiasi contratto, che caratterizza in particolare i contratti detti appunto aleatori    • 3 •   nella musica d'avanguardia, criterio compositivo che include elementi più o meno ampi di indeterminazione o di casualità.
aleatico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   varietà di uva nera a grossi acini    • 2 •   vino rosso, dolce, liquoroso, ad alta gradazione alcolica, che si ricava dall'uva omonima.
aleatorietà   s.f.  carattere aleatorio.
aleatorio   agg.    • 1 •   che è soggetto alla sorte; incerto, imprevedibile: un'impresa aleatoria    • 2 •   (dir.) soggetto ad alea: contratti aleatori, quelli nei quali le parti, quando li stipulano, non sanno se vi sarà equivalenza di prestazioni (p. e.  i contratti di assicurazione) o se vi sarà un vantaggio corrispettivo alla prestazione di una di esse (p. e.  il gioco, la scommessa)    • 3 •   (stat.) si dice di fenomeno soggetto a una data legge di probabilità: processo aleatorio    • 4 •   (mus.) che si basa sull'alea: una composizione aleatoria. 
aleggiare   v. intr.  [io aléggio ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   battere le ali leggermente    • 2 •   (fig.) alitare, spirare: sovra campagne inargentate ed acque, / là 've zefiro aleggia  (leopardi il tramonto della luna  2-3) | (estens.) essere diffuso, manifestarsi in modo indefinibile: aleggia un senso di mistero. 
aleggio    ⇨ alleggio.
alemanna    ⇨ allemanda.
alemanno   o alamanno, agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente a un'antica popolazione germanica stanziata, in origine, nella media regione dell'elba    • 2 •   (lett.) tedesco, germanico | (dialetto) alemanno, dialetto tedesco parlato in alcune regioni della germania meridionale e della svizzera.
alenare   v. intr.  [io aléno  o io alèno ecc. ; aus. avere] (ant.) respirare affannosamente, ansimare.
alerione   s.m.  (arald.) aquilotto privo di artigli e di rostro.
alerone   s.m.  (aer.) lo stesso, ma meno com., che alettone. 
alesaggio   s.m.  (mecc.)    • 1 •   diametro interno del cilindro dei motori alternativi    • 2 •   alesatura.
alesare   v. tr.  [io alè so ecc.] (mecc.) lavorare la superficie di un foro con l'alesatore, manualmente o su una macchina utensile (alesatrice, tornio, trapano).
alesatoio   s.m.  (mecc.) alesatore.
alesatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] operaio addetto all'alesatura    • 2 •   (mecc.) utensile cilindrico o leggermente conico, a taglienti multipli, che si usa per la finitura superficiale di fori.
alesatrice   s.f.  (mecc.) macchina utensile usata per alesare.
alesatura   s.f.  (mecc.) operazione dell'alesare.
alessandrinismo   s.m.  carattere della civiltà e dell'arte greca nell'età alessandrina (secc. iv-i a. c.) | (estens.) forma d'arte raffinata e decadente.
alessandrino   (1) agg.    • 1 •   di alessandria d'egitto; in partic., della civiltà ellenistica che ebbe come centro alessandria (secc. iv-i a. c.): età alessandrina; poeta alessandrino  | grammatici alessandrini, quelli che nel sec. iii a. c. formarono ad alessandria una scuola filologica    • 2 •   (estens.) detto di stile, linguaggio ecc., preziosamente ricercato  s.m.    • 1 •   poeta, artista di età alessandrina    • 2 •   (estens.) artista particolarmente raffinato.
alessandrino   (2) agg.  di alessandria, città del piemonte  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di alessandria, città del piemonte.
alessandrino   (3) agg.  di personaggi chiamati alessandro  agg.  e s.m.  si dice di un verso della metrica francese costituito da due emistichi di sei sillabe, usato per la prima volta nel poema medievale roman d'alexandre  «romanzo di alessandro» (sec. xii); fu imitato in italia con il verso martelliano.
alessia   s.f.  (psicol.) mancanza o perdita della facoltà di riconoscere le parole scritte.
alessifarmaco   s.m.  [pl. -chi  o -ci] (ant. , lett.) antidoto contro i veleni; contravveleno.
aletta   s.f.    • 1 •   dim.  di ala    • 2 •   piccolo ciuffo di penne dietro l'angolo dell'ala degli uccelli    • 3 •   pinna dei pesci    • 4 •   (aer.) superficie mobile, incernierata all'ala o a un'altra superficie mobile, con funzione di ipersostentatore, di deflettore o di freno: aletta anteriore, alula; aletta di compensazione, piccola superficie che ruota in senso contrario a quello della superficie di comando a cui è incernierata, diminuendone lo sforzo    • 5 •   elemento a forma di ala che sporge dalla superficie di una macchina o di un altro oggetto, e che è destinato a particolari funzioni: le alette di una bomba  | aletta antirollio, di rollio, (mar.) appendice retrattile che sporge ai fianchi della carena per far diminuire il rollio    • 6 •   risvolto della sopraccoperta di un libro.
alettare   v. tr.  [io alétto ecc.] fornire di alette un pezzo meccanico.
alettatura   s.f.    • 1 •   operazione dell'alettare    • 2 •   il complesso delle alette disposte intorno a un pezzo meccanico.
alettone   s.m.    • 1 •   (aer.) nell'ala, parte mobile e manovrabile che serve a regolare l'assetto trasversale del velivolo    • 2 •   (aut.) piano orizzontale applicato a castello sulla parte posteriore delle automobili da corsa per migliorarne l'aderenza al suolo | (mar.) piano orizzontale applicato a poppa delle imbarcazioni a motore per migliorarne la stabilità.
aleurone   s.m.  (chim.) sostanza di natura proteica presente in molti semi; glutine | in partic., glutine di frumento in forma di farina usato per fare pane e altri alimenti per diabetici.
alfa   (1) s.m.  o f. invar.    • 1 •   nome della prima lettera dell'alfabeto greco, che rappresenta una vocale analoga all'it. a : l'alfa e l'omega, (fig.) il principio e la fine | alfa privativo, (gramm.) la vocale greca in funzione di prefisso, che dà senso negativo alla parola cui si unisce | usato anche come agg. invar.  : particelle, raggi alfa, (fis.) nuclei di elio emessi da sostanze radioattive; più in generale, tutti i nuclei di elio che intervengono in reazioni nucleari, naturali o artificiali    • 2 •   (teol.) dio, in quanto principio di tutte le cose.
alfa   (2) s.f.  pianta erbacea tropicale dalle cui foglie si ricava una fibra tessile usata per fare cordami, stuoie e pasta da carta (fam.  graminacee); la fibra tessile stessa.
alfabeta   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -ti] che, chi sa leggere e scrivere.
alfabetario   s.m.  serie di tavolette che recano stampate le lettere dell'alfabeto (usate in passato spec. a scopo didattico).
alfabetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'alfabeto: lettera alfabetica; ordine alfabetico  | disposto secondo l'ordine dell'alfabeto: elenco alfabetico    • 2 •   scrittura alfabetica, (ling.) quella i cui segni rappresentano suoni isolati e non gruppi di suoni, concetti, oggetti § alfabeticamente avv.  in ordine alfabetico: schede disposte alfabeticamente. 
alfabetiere   s.m.  alfabetario.
alfabetismo   s.m.  (non com.) il saper leggere e scrivere.
alfabetizzare   v. tr.    • 1 •   istruire qualcuno a leggere e scrivere | diffondere l'alfabetismo    • 2 •   mettere in ordine alfabetico.
alfabetizzazione   s.f.    • 1 •   azione dell'alfabetizzare: l'alfabetizzazione della popolazione    • 2 •   (estens.) avviamento all'esercizio di una tecnica, alla pratica di una disciplina    • 3 •   il mettere in ordine alfabetico (nomi, parole ecc.): errori di alfabetizzazione. 
alfabeto   s.m.    • 1 •   serie di segni grafici, disposti in un ordine preciso, che tendono a rappresentare ognuno un suono di una determinata lingua: alfabeto latino, greco, arabo; le lettere, i caratteri dell'alfabeto  | alfabeto fonetico, (ling.) alfabeto convenzionale, in cui ogni lettera corrisponde a un suono e solo a quello | alfabeto morse, alfabeto costituito da punti e linee, usato per trasmissioni radiotelegrafiche (così detto dal nome del suo inventore, samuel morse, 1791-1872)    • 2 •   nella teoria della comunicazione, l'insieme dei segni che, combinati secondo un sistema di regole (grammatica), danno luogo a un codice    • 3 •   (fig.) l'insieme degli elementi più semplici ed essenziali di una disciplina; i rudimenti: l'alfabeto della meccanica. 
alfana   s.f.    • 1 •   cavallo arabo robusto e focoso    • 2 •   (lett.) cavalcatura.
alfanumerico   agg.  [pl. m. -ci] (inform.) si dice di codice o messaggio in grado di rappresentare sia lettere sia numeri o costituito da lettere e numeri contemporaneamente.
alfiere   (1) s.m.    • 1 •   portabandiera    • 2 •   (fig.) chi sostiene per primo o con più impegno una dottrina: mazzini fu l'alfiere dell'europeismo    • 3 •   (sport) caposquadra.
alfiere   (2) s.m.  uno dei pezzi del gioco degli scacchi.
alfieriano   agg.    • 1 •   del poeta tragico italiano v. alfieri (1749-1803)    • 2 •   che imita lo stile dell'alfieri o manifesta l'orgoglio e la fierezza che furono tipici del suo carattere: un temperamento, un atteggiamento alfieriano. 
alfine   ant. o lett. al fine, avv.  alla fine, finalmente.
alga   ant. o lett. aliga, s.f.  forma vegetale di struttura cellulare molto semplice, fornita di clorofilla, che vive nell'acqua o in ambienti umidi; diverse specie sono usate come foraggio e anche per l'alimentazione umana.
algarrobo   s.m.    • 1 •   albero dal legno durissimo diffuso in america meridionale (fam.  mimosacee)    • 2 •   il legno di colore bruno rossastro che si ricava da tale albero.
algebra   s.f.    • 1 •   parte della matematica che riguarda la definizione delle operazioni di composizione tra enti e le relative proprietà, indipendentemente dalle particolari caratteristiche degli enti stessi (numeri, vettori, funzioni ecc.) | algebra classica, quella che riguarda il calcolo con i numeri reali, il calcolo letterale, la risoluzione delle equazioni algebriche    • 2 •   (fig. fam.) cosa complicata, astrusa, incomprensibile: questo libro è algebra per me!. 
algebrico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'algebra; che richiede l'impiego dell'algebra: funzione algebrica, quella che si ottiene effettuando sulle variabili operazioni razionali o di estrazione di radice; equazione algebrica, quella riducibile a un polinomio uguagliato a zero; curva, superficie algebrica, quella in cui l'equazione rappresentatrice è algebrica § algebricamente avv.  con i procedimenti dell'algebra.
algebrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di algebra.
algente   agg.  (poet.) freddo, gelido; invernale: vanno a stormi le gru ne' giorni algenti  (tasso g. l.  xx, 2).
algere   v. intr.  [usato solo nella    • 1 •   e    • 3 •   pers. sing. del pass. rem. io alsi  e nel part. pres. algènte] (poet.) patire gran freddo, gelare.
algerino   agg.  dell'algeria o di algeri: governo algerino   s.m.  [f. -a] chi è nato o abita nell'algeria o in algeri.
algesia   s.f.  (med.) sensibilità al dolore.
algesimetria   s.f.  (med.) misurazione della sensibilità al dolore.
algesimetro   s.m.  (med.) strumento usato per misurare l'intensità degli stimoli dolorosi.
alghicida   s.m.  [pl. -di] prodotto chimico che distrugge le alghe | anche agg.  : prodotto alghicida. 
algia   s.f.  (med.) dolore circoscritto, localizzato.
-algia  -algia secondo elemento di composti della terminologia medica, di origine greca o di formazione moderna; è dal gr. -alghía, derivato di álgos  'dolore', e vale appunto 'dolore' (nevralgia, sciatalgia).
algido   agg.    • 1 •   (lett.) freddo, gelato    • 2 •   (med.) si dice di stato patologico che comporta forte abbassamento della temperatura superficiale (p. e.  nel colera, nel tifo).
algina   s.f.  (chim.) colloide ricavato dalle alghe.
alginato   s.m.  (chim.) sale dell'acido alginico, usato soprattutto nell'industria alimentare  agg.  e s.m.  si dice di fibra tessile trattata con sali dell'acido alginico.
alginico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido presente in alghe marine.
algo-  algo- (1) primo elemento di composti, spec. della terminologia botanica; significa 'alga' (algocoltura).
algo-  algo- (2) primo elemento di composti della terminologia medica che significa 'dolore, doloroso' (algometro), dal gr. álgos  'dolore'.
algocoltura   o algocultura, s.f.  coltura industrializzata delle alghe, spec. a scopo alimentare.
algofilia   s.f.  (psicol.) tendenza patologica a ricercare il piacere in sensazioni fisiche dolorose.
algol   s.m. invar.  (inform.) linguaggio di programmazione caratterizzato da una notazione algoritmica, adatto per la soluzione di problemi matematici.
algolagnia   s.f.  (psicol.) deviazione sessuale per cui si prova piacere nel provocare o ricevere dolore.
algologia   (1) s.f.  ramo della botanica che studia le alghe.
algologia   (2) s.f.  disciplina medica che studia le cause e le terapie del dolore.
algometria   s.f.  (med.) algesimetria.
algonchiano   o algonchico [al-gòn-chi-co], agg.  (geol.) si dice del più recente dei due periodi in cui si suddivide l'era archeozoica, e di ciò che risale a esso: roccia algonchiana   s.m.  periodo algonchiano.
algonchino   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi appartiene a una delle più grandi famiglie linguistiche indigene dell'america sett.
algore   s.m.  (lett.) freddo intenso; gelo.
algoritmico   agg.  [pl. m. -ci] (mat.) proprio di, relativo a un algoritmo.
algoritmo   s.m.    • 1 •   (mat.) procedimento sistematico di calcolo: algoritmo algebrico, euclideo    • 2 •   nel medioevo, il calcolo basato sull'uso delle cifre arabiche    • 3 •   in logica matematica, procedimento meccanico che permette la risoluzione di problemi mediante un numero finito di passi | (inform.) serie di operazioni logiche e algebriche, espresse in linguaggio comprensibile all'elaboratore, la cui sequenza costituisce un programma.
algoso   agg.  ricoperto, pieno di alghe: il fondo algoso di uno stagno. 
alia    ⇨ ala.
aliante   s.m.  velivolo senza motore, che decolla al traino di un aeroplano o di un autoveicolo e sale in quota sfruttando correnti d'aria ascendenti.
aliantista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi vola in aliante.
aliare   v. intr.  [io àlio ecc. ; aus. avere] (lett.) muovere le ali, volare.
alias   avv.  altrimenti detto: giuseppe balsamo, alias cagliostro. 
alibi   s.m.    • 1 •   (dir.) argomento di difesa con il quale l'accusato mira a provare di non aver commesso un reato in quanto si trovava in un luogo diverso da quello in cui veniva consumato il reato stesso: alibi di ferro, sostenuto da molte prove o testimonianze; costruire, fabbricarsi un alibi, procurarselo con prove o testimoni falsi; smontare un alibi, dimostrarne l'infondatezza    • 2 •   (fig.) scusa, pretesto: alibi morale. 
alicante   s.m.  varietà di uva nera, coltivata originariamente in spagna e attualmente anche in calabria | il vino rosso e corposo ottenuto da tale uva.
alice   s.f.  acciuga: alici sott'olio, sotto sale.  dim. alicetta. 
aliciclico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di idrocarburo saturo i cui atomi di carbonio sono collegati a formare una molecola anulare.
alicorno   s.m.    • 1 •   (ant.) liocorno    • 2 •   moneta d'argento coniata a ferrara verso la fine del sec. xv, che recava impressi l'aquila estense e il liocorno.
alicula   s.f.  corta mantellina portata dagli antichi romani.
alidada   s.f.  indice mobile che, scorrendo sul cerchio graduato di un goniometro, permette di misurare l'apertura di un angolo.
alido   agg.  (tosc.) arido, secco: aria, terra alida  | duro, coriaceo: carne alida. 
alidore   s.m.  (tosc. , lett.) aridità del terreno; siccità dell'aria.
alienabile   agg.  (dir.) che si può alienare.
alienabilità   s.f.  (dir.) l'essere alienabile.
alienamento   s.m.  (dir.) l'atto dell'alienare; alienazione: alienamento di un bene. 
alienante   part. pres.  di alienare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  (dir.) chi aliena.
alienare   v. tr. [io alièno ecc.]    • 1 •   (dir.) trasmettere ad altri la titolarità di un bene o di un diritto; vendere, cedere    • 2 •   allontanare, rendere estraneo, ostile: mi hai alienato  (o hai alienato da me) tutti gli amici  | alienarsi le simpatie di qualcuno, farselo nemico    • 3 •   in marx e nella sociologia di ispirazione marxista, produrre alienazione | alienarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   estraniarsi: alienarsi dalla realtà    • 2 •   (filos.) in hegel, oggettivarsi, straniarsi | in marx e nella sociologia di ispirazione marxista, subire un processo di alienazione.
alienato   part. pass.  di alienare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a]    • 1 •   (psich.) persona affetta da alienazione mentale    • 2 •   (sociol.) chi è vittima di un processo di alienazione.
alienazione   s.f.    • 1 •   (dir.) trasferimento ad altri della titolarità di un bene o di un diritto    • 2 •   alienazione mentale, (psich.) infermità mentale    • 3 •   (filos.) in hegel, il processo per cui la coscienza si estrania da sé stessa, ponendosi come oggetto | in marx, il processo, tipico dei rapporti di produzione capitalistici, attraverso il quale ciò che è proprio dell'uomo, in quanto frutto del suo lavoro, gli diviene estraneo o gli viene sottratto    • 4 •   nella sociologia di ispirazione marxista, estraniazione dell'uomo rispetto agli oggetti materiali e ai rapporti sociali | lo stato di disagio di cui soffre l'uomo nella società industriale contemporanea.
alienia   s.f.  (med.) assenza congenita della milza.
alienista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] medico specialista di malattie mentali.
alienità   s.f.  (dir.) l'essere di proprietà altrui | (lett.) l'essere estraneo.
alieno   agg.    • 1 •   contrario, avverso: un uomo alieno da compromessi    • 2 •   (lett.) che appartiene ad altri; estraneo  s.m.  [f. -a] nel linguaggio della fantascienza, chi appartiene ad altri mondi; extraterrestre.
alieutica   s.f.  (lett.) il pescare, la pesca.
alifatico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di idrocarburo saturo i cui atomi di carbonio sono legati fra loro in catena aperta lineare o ramificata.
aliga    ⇨ alga.
aligero   agg.  (poet.) che ha le ali, alato | (estens.) veloce.
alighiero   s.m.  (mar.)    • 1 •   asta di legno provvista di un gancio metallico per l'attracco manuale delle imbarcazioni    • 2 •   il marinaio che la manovra.
aligusta    ⇨ aragosta.
alimentare   (1) v. tr.  [io aliménto ecc.]    • 1 •   cibare, nutrire: alimentare un bambino  | (fig.) tener vivo, fomentare: alimentare l'odio, la speranza    • 2 •   fornire a una macchina o a un congegno l'energia, il materiale o il combustibile necessario per il funzionamento: alimentare una radio con pile elettriche; alimentare una vasca, un bacino idrico, rifornirli d'acqua; alimentare il fuoco, mantenerlo vivo | alimentarsi v. rifl.  nutrirsi (anche fig.): alimentarsi con cibi sani; alimentarsi di speranze. 
alimentare   (2) agg.    • 1 •   che serve al nutrimento: sostanza alimentare    • 2 •   relativo agli alimenti: sofisticazione, frode alimentare  | intossicazione alimentare, (med.) provocata da veleni contenuti negli alimenti per sofisticazione o adulterazione accidentale  s.m. pl.  generi di alimentazione (cibi e bevande): negozio di alimentari. 
alimentarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   commerciante al minuto di generi alimentari    • 2 •   chi lavora nelle industrie alimentari    • 3 •   chi studia i problemi dell'alimentazione.
alimentatore   agg.  [f. -trice] che alimenta (anche fig.)  s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi alimenta (anche fig.)    • 2 •   operaio addetto all'alimentazione di forni, caldaie, macchine    • 3 •   dispositivo o apparecchiatura che regola l'afflusso di combustibile, di energia o di materiale a caldaie, motori, macchine operatrici.
alimentazione   s.f.    • 1 •   l'alimentare, l'alimentarsi; il modo di alimentarsi e gli alimenti stessi: alimentazione abbondante, scarsa, ricca, povera  | alimentazione artificiale, quella che si somministra per fleboclisi o altri mezzi    • 2 •   somministrazione di energia, carburante o materiale per il funzionamento di macchine operatrici o motrici o di parti di esse: alimentazione a benzina, a gasolio; alimentazione idraulica, elettrica; circuito, valvola di alimentazione. 
alimento   s.m.    • 1 •   sostanza utilizzabile da un organismo vivente per il proprio sostentamento; cibo: la carne è un alimento ricco di proteine  | trarre alimento, alimentarsi: l'albero trae alimento dalla terra    • 2 •   (fig.) ciò che vivifica, dà forza, sostegno: alimento dello spirito    • 3 •   pl.  (dir.) mezzi di sussistenza dovuti per legge da parenti o affini a persone in stato di bisogno non in grado di mantenersi da sole.
alimo   s.m.  arbusto molto ramificato con foglie di colore argenteo e fiori poco vistosi, comune sulle coste del mediterraneo; è detto anche porcellana di mare  (fam.  chenopodiacee).
alinea   s.m. invar.  (dir.) comma, capoverso.
aliotide   s.f.  (zool.) gasteropode marino con conchiglia a forma di orecchia; è detto anche orecchia marina. 
alipede   agg.  (poet.) che ha le ali ai piedi | (estens.) velocissimo: destriero alipede   s.m.  (poet.) cavallo veloce: nettuno ai verdi alipedi / lasciò cader le briglie  (monti).
aliquota   s.f.    • 1 •   una delle porzioni in cui è stata divisa una quantità quota parte    • 2 •   nel linguaggio fiscale, misura dell'imposta espressa solitamente in percentuale dell'imponibile: un'aliquota del 31%; aliquota progressiva, che aumenta in proporzione all'aumento dell'imponibile.
aliscafo   s.m.  imbarcazione a motore provvista di ali portanti immerse, collegate alla carena, che oltre una data velocità consentono allo scafo di sollevarsi sul pelo dell'acqua.
aliseo   agg.  e s.m.  (spec. pl.) vento costante che spira dai tropici verso l'equatore.
alismatacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni palustri o acquatiche con ricche infiorescenze | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
alisso   s.m.  pianta erbacea assai ramificata con fiori gialli o bianchi, piccoli e raccolti in corimbi; è comune nel mediterraneo (fam.  crocifere).
alitare   v. intr.  [io àlito ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   emettere l'alito, il fiato | (fig.) articolare parola: nessuno alitava    • 2 •   (estens.) soffiare lievemente, riferito al vento | (fig.) emanare, spirare: i genii stessi dei luoghi consacrati dalla poesia alitavano sopra di lei  (d'annunzio).
alite   s.m.  anfibio simile a un rospo, detto anche rospo ostetrico  perché il maschio porta le uova in lunghi cordoni sulle zampe posteriori per tutto il periodo dell'incubazione (ord.  anuri).
alito   s.m.    • 1 •   fiato emesso in modo leggero; respiro: alito cattivo, pesante    • 2 •   (fig.) lieve soffio: un alito di vento. 
alitosi   s.f.  (med.) genericamente, cattivo odore dell'alito.
alivolo   agg.  (poet.) che ha le ali | (estens.) veloce, rapido.
alizarina   s.f.  (chim.) colorante rosso estratto dalle radici della robbia o ottenuto per sintesi.
alla   (1) poet. a la, prep.  composta da a  e la. 
alla   (2) o alna, misura di lunghezza usata nel medioevo in molti paesi europei ed equivalente a m 1,16.
allacciamento   s.m.    • 1 •   l'allacciare (anche fig.)    • 2 •   collegamento, raccordo: allacciamento telefonico, quello di un singolo impianto alla rete generale; allacciamento ferroviario, raccordo tra due tronchi ferroviari o tra uno scalo industriale e la rete generale.
allacciare   v. tr.  [io allàccio ecc.]    • 1 •   stringere con lacci; legare insieme: allacciare le scarpe; allacciare due funi  | (estens.) affibbiare, chiudere, abbottonare: allacciare le cinture di sicurezza; allàcciati per bene che fa freddo  ' allacciare una vena, stringerla per impedire l'emorragia | allacciare le viti, legarne i tralci ai pali di sostegno    • 2 •   in diverse tecnologie, effettuare un allacciamento; collegare, unire: allacciare due tronchi ferroviari; allacciare la corrente, collegare un impianto elettrico alla rete generale | allacciare le acque, raccoglierle in un unico canale    • 3 •   (fig.) detto di rapporti o relazioni umane, stabilirli, stringerli: allacciare un'amicizia  | (lett.) irretire, sedurre.
allacciatura   s.f.    • 1 •   l'allacciare    • 2 •   chiusura di un abito con lacci, bottoni o altro tipo di fermagli.
allaccio   s.m.  allacciamento di linee telefoniche, condutture e altri servizi pubblici.
allagamento   s.m.  l'allagare, l'essere allagato; inondazione.
allagare   v. tr.  [io allago, tu allaghi ecc.]    • 1 •   invadere, coprire d'acqua una superficie di una certa estensione; inondare: il fiume straripò allagando i campi; il pavimento fu mezzo allagato    • 2 •   (fig. lett.) pervadere, inondare: la luna d'ottobre allaga il cielo  (d'annunzio) | allagarsi v. rifl.  riempirsi, coprirsi d'acqua: si è allagata la cantina. 
allalì    ⇨ hallalì.
allampanare   v. intr.  [io allàmpano ecc. ; aus. essere] (rar.) divenire magro, scheletrico.
allampanato   part. pass  di allampanare   agg.  si dice di persona alta e magrissima.
allantiasi   s.f.  (med.) intossicazione dovuta all'ingestione di alimenti conservati avariati; botulismo.
allantoide   s.f.  (biol.) uno degli annessi embrionali di mammiferi, uccelli e rettili, con funzione respiratoria o escretoria.
allantoideo   s.m.  (zool.) vertebrato superiore provvisto di allantoide nell'embrione; amniote.
allappare   v. tr.  [io allàppo ecc.] e intr.  [aus. avere] (region.) allegare (i denti, la lingua, il palato); si dice spec. di frutti acerbi | usato assol.  : vino allappante. 
allargamento   s.m.  l'allargare, l'allargarsi; ampliamento | prova di allargamento, (mecc.) prova tecnologica per stabilire l'attitudine di un materiale a resistere all'ampliamento di un foro in esso praticato senza che se ne screpoli l'orlo.
allargando   s.m. invar.  (mus.) indicazione dinamica sullo spartito che prescrive un rallentamento nell'esecuzione.
allargare   v. tr.  [io allargo, tu allarghi ecc.]    • 1 •   rendere largo o più largo: allargare una strada, un foro, un vestito  | disporre a maggior distanza: allargare i vasi sul davanzale  | allargare il gioco, nel calcio e in altri sport, dare maggiore spazio alle azioni, alla manovra    • 2 •   (fig.) estendere, ampliare: allargare le ricerche    • 3 •   (estens.) allontanare, aprire, dilatare: allargare le braccia, aprirle in gesto di rassegnazione | allargare la mano, (fig.) largheggiare, essere generoso | allargare il respiro, far respirare bene: l'aria di montagna allarga il respiro  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   lasciare spazio intorno a sé, allontanarsi da qualcosa: allargare in curva, scostarsi dalla traiettoria propria di una curva stradale, seguendone una più ampia | (mar.) andare al largo    • 2 •   (mus.) rallentare il tempo | allargarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   diventare più largo, più ampio: più avanti il viottolo si allarga; la questione si allarga; mi si allarga il cuore, (fig.) provo consolazione, sollievo    • 2 •   occupare più spazio; estendere gli spazi a propria disposizione: potete allargarvi a tavola  | (fig. fam.) estendersi, ingrandirsi; ampliare la propria attività: l'azienda si è allargata nell'ultimo anno    • 3 •   (fig.) largheggiare, essere generoso: allargarsi nelle spese    • 4 •   portarsi all'esterno, allontanarsi | (mar.) andare al largo.
allargata   s.f.  l'allargare un poco e in fretta: dare un'allargata ai guanti.  dim. allargatina. 
allargatoio   s.m.  (mecc.) allargatore.
allargatore   s.m.  (mecc.) utensile di forma intermedia fra un alesatore e una punta elicoidale, generalmente a tre taglienti laterali, che si usa per allargare fori preesistenti.
allargatrice   s.f.  (tecn.) macchina usata per tendere nel senso della larghezza un tessuto appena lavato perché non si restringa.
allargatubi   s.m.  (mecc.) attrezzo usato per allargare l'imboccatura di tubi metallici; mandrino.
allargatura   s.f.  l'allargare; il punto in cui una cosa è stata o si è allargata.
allarmante   part. pres.  di allarmare   agg.  che suscita apprensione; preoccupante: notizia allarmante. 
allarmare   v. tr.  mettere in allarme, in apprensione | allarmarsi v. rifl.  mettersi in ansia, spaventarsi: allarmarsi per un ritardo. 
allarme   s.m.    • 1 •   (mil.) ordine gridato ai soldati perché prendano le armi; segnale con cui si dà questo ordine: dare, suonare l'allarme  | allarme aereo, quello che avverte di un'incursione aerea imminente | stato di allarme, predisposizione all'intervento operativo in casi di pericolo militare o civile | cessato allarme, fine di uno stato di allarme | falso allarme, errata segnalazione di pericolo; (fig.) cattiva notizia falsa, timore infondato | dispositivo, segnale di allarme, quelli, luminosi o sonori, atti a segnalare un pericolo (di furto, di incendio e sim) o un guasto, ed eventualmente ad azionare dispositivi d'emergenza    • 2 •   (fig.) timore, ansia, spavento: suscitare allarme; mettere, stare in allarme. 
allarmismo   s.m.  tendenza ad allarmarsi, anche senza fondamento | tendenza ad allarmare; comportamento che diffonde allarme, apprensione.
allarmista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi diffonde notizie allarmanti, eccessivamente pessimistiche.
allarmistico   agg.  [pl. m. -ci] che allarma, che mira ad allarmare: voci, notizie allarmistiche  § allarmisticamente avv. 
allascare   v. tr.  [io allasco, tu allaschi ecc.] (mar.) allentare un cavo, una corda o altro che sia teso; lascare.
allato   o a lato, avv.  (lett.) accanto, vicino, di fianco: lo duca mio li s'accostò a lato  (dante inf.  xxii, 46) | unito ad a  forma la loc. prep. allato a    • 1 •   accanto, vicino a, di fianco: allato a una fontana    • 2 •   a paragone, in confronto: suono, a lato a cui sarebbe roco / qual più dolce è qua giù  (tasso g. l.  xiv, 5).
allattamento   s.m.  l'allattare, l'essere allattato: allattamento materno  | metodo di nutrimento del neonato con latte: allattamento al seno; allattamento artificiale, con latte animale fresco o con farine lattee da sciogliere in acqua al momento dell'uso | periodo durante il quale il neonato viene allattato.
allattare   v. tr.  nutrire un neonato con latte, spec. con il proprio (si dice anche di animali).
alle   poet. a le, prep.  composta da a  e le. 
allea   pop. lea, s.f.  (piem.) viale alberato.
alleanza   s.f.    • 1 •   patto con cui due o più stati si impegnano a prestarsi reciprocamente aiuto e sostegno in caso di guerra o per il raggiungimento di determinati obiettivi politici: stringere, rompere un'alleanza; alleanza difensiva, offensiva  | santa alleanza, quella antiliberale stretta nel 1815 tra russia, prussia e austria    • 2 •   (estens.) accordo, coalizione fra più persone, gruppi e sim.: l'alleanza delle forze democratiche    • 3 •   (relig.) nella bibbia, patto tra dio e l'uomo: l'antica, la nuova alleanza, l'antico, il nuovo testamento.
alleare   v. tr.  [io allèo ecc.] (non com.) stringere con vincolo di alleanza | allearsi v. rifl.  o rifl. rec.  fare alleanza, unirsi in alleanza: allearsi con, a qualcuno; i due gruppi si allearono. 
alleato   part. pass.  di alleare   agg.    • 1 •   che ha stretto un patto di alleanza: i popoli alleati    • 2 •   proprio di chi ha stretto un'alleanza: l'esercito alleato   s.m.  [f. -a] chi ha fatto un'alleanza: un alleato leale  | gli alleati, per antonomasia, nell'ultima guerra mondiale, francesi, inglesi, sovietici, statunitensi e gli altri popoli uniti contro la germania nazista.
allegabile   agg.  che si può allegare.
allegagione   s.f.  (bot.) il passaggio del fiore a frutto; il periodo in cui avviene questa trasformazione.
allegamento   s.m.    • 1 •   (bot.) allegagione    • 2 •   (non com.) l'allegare dei denti.
allegante   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che favorisce l'allegagione.
allegare   (1) ant. alligare, v. tr.  [io allégo, tu alléghi ecc.]    • 1 •   unire, accludere: allegare un documento a una lettera    • 2 •   produrre una sensazione spiacevole per cui sembra di avere i denti legati; allappare: il limone allega i denti    • 3 •   (ant.) fondere insieme due o più metalli per formare una lega | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (bot.) trasformarsi in frutto, detto di fiori    • 2 •   fare lega, detto di metalli.
allegare   (2) v. tr.  (lett.) produrre, addurre (come prova, testimonianza, difesa); citare, portare a sostegno: di queste due ragioni... non allegò che la prima  (manzoni p. s.  iii).
allegato   (1) part. pass.  di allegare    • 1 •   agg.  accluso, unito  s.m.  documento accluso a una pratica, a una lettera e sim.
allegato   (2) part. pass.  di allegare    • 2 •   agg.  (lett.) citato, esibito come prova.
allegazione   (1) s.f.  (non com.)    • 1 •   allegamento    • 2 •   lega di metalli.
allegazione   (2) s.f.  (ant.) prova, citazione addotta a sostegno di una tesi, di una pretesa.
alleggerimento   s.m.  l'alleggerire, l'essere alleggerito | alleggerimento fiscale, sgravio fiscale.
alleggerire   v. tr.  [io alleggerisco, tu alleggerisci ecc.]    • 1 •   rendere leggero o più leggero: alleggerire un carico  | (fig.) rendere più sopportabile: alleggerire un dolore    • 2 •   sgravare in parte di un carico o di un compito oneroso: lo alleggerì dei lavori di segreteria  | (scherz.) derubare: alleggerire qualcuno del portafoglio; alleggerire le tasche di qualcuno  | alleggerirsi v. rifl.    • 1 •   svestirsi degli indumenti più pesanti    • 2 •   sgravarsi (spec. in senso fig.): confessando si alleggerì dei rimorsi. 
alleggiare   v. tr.  [io alléggio ecc.]    • 1 •   (ant. , lett.) alleggerire, alleviare: ad alleggiar la pena, / mostrav'alcun de' peccatori 'l dosso  (dante inf.  xxii, 22-23)    • 2 •   (mar.) allibare.
alleggio   meno bene aleggio, s.m.  (mar.)    • 1 •   sbarco di tutto o parte del carico di una nave per alleggerirla    • 2 •   pontone o barca usati nei porti per lo sbarco del carico da una nave    • 3 •   foro praticato nel fondo di un'imbarcazione per scaricarne l'acqua; allievo.
allegoresi   s.f.  la teoria e la pratica dell'allegoria nell'arte di una determinata epoca; allegorismo: l'allegoresi classica, medievale. 
allegoria   s.f.    • 1 •   procedimento retorico per cui un contenuto concettuale viene espresso attraverso un'immagine che rappresenta una realtà del tutto diversa e autonoma rispetto al contenuto stesso; per estens., l'immagine così espressa: l'allegoria della selva nell'«inferno» dantesco    • 2 •   (estens.) quadro o statua che raffigura un'idea astratta; personificazione    • 3 •   (relig.) nelle sacre scritture, narrazione di un fatto o episodio che prefigura un evento della storia della salvezza (p. e.  l'esodo indica la redenzione).
allegorico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'allegoria, contenente un'allegoria, espresso per allegoria: significato, senso allegorico; interpretazione allegorica  § allegoricamente avv.  (di significato, interpretazione e sim.).
allegorismo   s.m.    • 1 •   il sistema delle allegorie introdotte in un'opera, sulle quali questa si fonda: l'allegorismo della divina commedia    • 2 •   uso frequente dell'allegoria    • 3 •   metodo esegetico che privilegia l'interpretazione allegorica rispetto a quella letterale di un testo.
allegorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] scrittore, pittore, scultore che fa largo uso di allegorie | interprete che segue il metodo allegorico.
allegorizzare   v. tr.  esprimere, rappresentare per allegoria | interpretare allegoricamente | v. intr.  [aus. avere] usare allegorie.
allegranza   s.f.  (ant.) allegrezza.
allegrare   v. tr.  [io allégro ecc.] (lett.)    • 1 •   rallegrare, allietare, rendere ameno    • 2 •   confortare, consolare: e tu prima, firenze, udivi il carme  / che allegrò l'ira al ghibellin fuggiasco  (foscolo sepolcri  63-64) | allegrarsi v. rifl.  rallegrarsi, farsi lieto.
allegretto   s.m.  (mus.) movimento un po' più lento dell'allegro e un po' più rapido dell'andante.
allegrezza   s.f.    • 1 •   sentimento di letizia che traspare negli atti e nelle parole    • 2 •   (lett.) vivacità: allegrezza di colori. 
allegria   s.f.    • 1 •   allegrezza vivace; gioia, gaiezza: mettere allegria  | stare, vivere in allegria, spensieratamente e con gioia | allegria!, esclamazione di gioia o di buon augurio    • 2 •   festosa manifestazione di uno stato d'animo felice, gaio    • 3 •   (estens.) ciò che dà allegria: un'allegria di colori. 
allegro   agg.    • 1 •   che ha, che dimostra allegria; gaio, lieto, gioioso: un bambino sempre allegro; un temperamento allegro    • 2 •   che dà allegria, vivace: musica allegra; il rosso è un colore allegro    • 3 •   leggero, irresponsabile: donnina allegra, (eufem.) di facili costumi | fare vita allegra, vivere tra i divertimenti | finanza allegra, cattiva amministrazione, spreco    • 4 •   (scherz.) brillo, alticcio  s.m.  (mus.) movimento piuttosto veloce, ma non rapido: allegro brillante, appassionato, moderato  § allegramente avv. 
allegrone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona solitamente allegra e che ispira allegria; buontempone.
allele   o allelo, s.m.  (biol.) gene allelomorfo.
allelo-  allelo- primo elemento di composti della terminologia biologica e chimica che indica alternanza, reciprocità (allelomorfo).
allelomorfo   agg.  (biol.) si dice dei due geni che regolano lo stesso carattere e sono disposti sullo stesso locus dei due cromosomi omologhi.
alleluia   inter.  esclamazione di giubilo, di gioia  s.m. invar.    • 1 •   (lit.) espressione o canto di gioia, di lode a dio: intonare l'alleluia    • 2 •   (mus.) nel canto gregoriano, forma caratterizzata da lunghi vocalizzi.
alleluiare   v. intr.  [io allelùio ecc. ; aus. avere] (ant. , poet.) cantare l'alleluia, le lodi di dio.
alleluiatico   agg.  [pl. m. -ci] che attiene all'alleluia: canti alleluiatici. 
allemanda   o alemanna, s.f.  (mus.)    • 1 •   componimento in tempo pari e di andamento moderato; fu introdotta in età barocca    • 2 •   nell'ottocento, danza popolare tedesca di andamento vivace in tempo ternario; risale al sec. xviii e preannuncia il valzer.
allenamento   s.m.  l'allenare, l'allenarsi, spec. in senso sportivo; addestramento: l'allenamento di un atleta, di una squadra; essere, tenersi, mantenersi in allenamento, in forma atletica; essere fuori allenamento, perdere l'allenamento, aver perso, perdere la forma atletica; incontro, gara, partita di allenamento, non agonistica, di preparazione.
allenare   (1) v. tr.  [io alléno ecc.]    • 1 •   rendere adatto, con l'esercizio, a determinate prove; addestrare, preparare: allenare la memoria, i muscoli, il cervello    • 2 •   (sport) preparare a una competizione con esercizi sistematici e progressivi, in modo da far acquistare e mantenere la perfetta forma fisica: allenare un atleta, una squadra; allenare un cavallo da corsa  | allenarsi v. rifl.    • 1 •   tenersi in esercizio; addestrarsi, prepararsi    • 2 •   (sport) prepararsi fisicamente e tecnicamente a una competizione: allenarsi a nuotare; allenarsi nella corsa. 
allenare   (2) v. intr.  [io allèno ecc. ; aus. essere] (ant., lett.) attenuarsi, indebolirsi, scemare.
allenatore   s.m.  (sport)    • 1 •   [f. -trice] chi per professione allena una squadra, un atleta, cavalli da corsa ecc.    • 2 •   nome generico di attrezzi di varia foggia usati per allenare il corpo o per praticare la ginnastica da camera    • 3 •   pugile che si presta a incontri di allenamento di altri pugili    • 4 •   pilota del motoveicolo che nelle gare ciclistiche dietro motori precede il ciclista  agg.  [f. -trice] che allena; che si presta a incontri di allenamento di altri: squadra allenatrice. 
allenire   v. tr.  [io allenisco, tu allenisci ecc.] (ant.) mitigare, lenire.
allentamento   s.m.  l'allentare, l'allentarsi | (mecc.) diminuzione delle azioni reciproche che assicurano un collegamento; è dovuto a vibrazioni, usura o altra causa.
allentare   v. tr.  [io allènto ecc.]    • 1 •   rendere più lento, meno teso, meno stretto: allentare una corda, le redini; allentare una vite, un no do | allentare i cordoni della borsa, (fig.) mostrarsi generoso | allentare il freno, (fig.) la disciplina    • 2 •   attenuare, mitigare: allentare la sorveglianza    • 3 •   rallentare: allentare il passo, l'andatura    • 4 •   (fam.) dare, sferrare: allentare un calcio, un ceffone  | v. intr.  [aus. avere] (ant.) affievolirsi, indebolirsi: e la voce allentò per lo suo varco  (dante purg.  xxxi, 21) | allentarsi v. rifl.    • 1 •   divenire più lento, meno teso, meno stretto (anche fig.): i rapporti di amicizia si sono allentati    • 2 •   attenuarsi, affievolirsi.
allergene   s.m.  (biol.) sostanza che, a contatto con un organismo, provoca uno stato di allergia.
allergia   s.f.    • 1 •   (med.) ipersensibilità di un organismo verso determinate sostanze, che si manifesta con reazioni patologiche: allergia alla, per la polvere; dare, far venire l'allergia    • 2 •   (fig. scherz.) reazione negativa verso qualcosa; insofferenza, avversione.
allergico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) che ha attinenza con l'allergia, provocato da allergia: reazione, malattia allergica    • 2 •   (fig. scherz.) insofferente, intollerante: essere allergico allo studio, alla fatica   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi soffre d'allergia § allergicamente avv. 
allergizzante   agg.  (med.) che provoca allergia: fattori allergizzanti. 
allergizzare   v. tr.  (med.) rendere allergico.
allergo-  allergo- primo elemento di composti della terminologia medica, in cui significa 'allergia' o relazione con essa.
allergologia   s.f.  (med.) disciplina che studia i fenomeni allergici.
allergologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] (med.) specialista in allergologia.
allergopatia   s.f.  (med.) malattia allergica.
allerta   o all'erta, inter.  (mil.) grido con cui le sentinelle si esortavano vicendevolmente a stare in guardia; per estens., esortazione a stare attenti: allerta!   avv.  in condizioni di vigilanza, di attenzione: stare, essere allerta   s.f.  o m. invar.  segnale di pericolo, preallarme: mettere in stato di allerta. 
allertamento   s.m.  [al-ler-ta-mén-to] l'allertare, la messa in stato di all'erta.
allertare   v. tr.  [io allérto  o allèrto ecc.] mettere in stato di allerta: allertare le truppe, le unità combattenti, gli agenti dell'ordine pubblico. 
allessare   v. tr.  [io allésso ecc.] (non com.) lessare.
allessatura   s.f.    • 1 •   (non com.) lessatura    • 2 •   (bot.) rammollimento e annerimento di un organo vegetale per effetto di agenti esterni (p. e.  parassiti, caldo o freddo eccessivi).
allesso   agg.  (non com.) lessato  avv.  a lesso | chi la vuole allesso, chi la vuole arrosto, (fig.) chi vuole una cosa, chi ne vuole un'altra  s.m.  (non com.) vivanda lessa; bollito.
allestimento   s.m.  l'operazione di allestire e il suo risultato | allestimento scenico, l'insieme delle scene di una rappresentazione teatrale; l'insieme delle costruzioni che si realizzano per un film | allestimento di una nave, di un aereo, il complesso delle dotazioni e attrezzature di bordo.
allestire   v. tr.  [io allestisco, tu allestisci ecc.]    • 1 •   preparare, mettere a punto, approntare: allestire una rappresentazione teatrale; allestire una spedizione  | allestire una nave, un aereo, corredarli delle attrezzature di bordo; armarli    • 2 •   (lett.) affrettare | allestirsi v. rifl.  (rar.) prepararsi.
allettamento   (1) s.m.  l'allettare, l'essere allettato | ciò che alletta; richiamo, lusinga: gli allettamenti dei sensi. 
allettamento   (2) s.m.  il ripiegamento fino a terra di piante erbacee, per l'azione del vento o della pioggia.
allettante   part. pres.  di allettare    • 1 •   agg.  che alletta, che attira; invitante: programma, offerta allettante  § allettantemente avv. 
allettare   (1) v. tr.  [io allètto ecc.]    • 1 •   attrarre, sedurre; invogliare: allettare qualcuno con false promesse; le lusinghe allettano l'amor proprio    • 2 •   (ant.) accogliere: perché tanta viltà nel core allette?  (dante inf.  ii, 122) | allettarsi v. rifl.  (ant.) trovare accoglienza compiacente: ond'esta tracotanza in voi s'alletta?  (dante inf.  ix, 93).
allettare   (2) v. tr.  [io allètto ecc.]    • 1 •   costringere a letto: speranza mostrò burgio allettato anche lui dalla malaria  (verga)    • 2 •   provocare l'allettamento delle piante    • 3 •   (edil.) stendere uno strato di malta su una superficie per potervi disporre piastrelle o mattonelle | allettarsi v. rifl.  (non com.) mettersi a letto per malattia | v. rifl.  subire un allettamento, detto di piante.
alletterato   s.m.  pesce di mare simile al tonno, che presenta delle macchie di colore nerastro sul dorso (ord.  tunniformi).
allettevole   agg.  (rar.) allettante, attraente § allettevolmente avv. 
allevamento   s.m.    • 1 •   il complesso delle cure per far crescere un bambino    • 2 •   (zootec.) l'insieme delle pratiche con cui si allevano specie animali: polli d'allevamento  | allevamento razionale, quello che usa tecniche studiate scientificamente | allevamento in batteria, in spazi molto limitati per ogni animale    • 3 •   (agr.) sistema di coltura per il miglioramento genetico di specie vegetali    • 4 •   (estens.) luogo, impianto destinato a un allevamento; anche, l'insieme degli animali o delle piante che si allevano: l'epidemia ha decimato l'allevamento. 
allevare   v. tr.  [io allèvo ecc.]    • 1 •   prestare a un bambino tutte le cure necessarie al nutrimento e alla crescita | (non com.) allattare: allevare al petto, artificialmente    • 2 •   (fig.) preparare alla vita, educare: allevare bene i propri figli    • 3 •   curare la crescita, la riproduzione e il miglioramento di specie animali o vegetali: allevare polli, bachi da seta; allevare alberi da frutto. 
allevata   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'allevare animali    • 2 •   l'insieme degli animali allevati.
allevatore   s.m.  [f. -trice] chi si occupa dell'allevamento del bestiame.
alleviamento   s.m.  alleggerimento, attenuazione: alleviamento di fatica, di pena. 
alleviare   v. tr.  [io allèvio ecc.]    • 1 •   rendere più lieve; mitigare, attenuare: alleviare una sofferenza    • 2 •   (ant.) alleggerire, sgravare | alleviarsi v. rifl.  (ant.) sgravarsi, partorire.
allibare   v. tr.  (mar.) alleggerire una nave del carico o di parte di esso, spec. per facilitarne la navigazione in caso di pericolo.
allibire   v. intr.  [io allibisco, tu allibisci ecc. ; aus. essere] impallidire per paura, stupore e sim.; per estens., restare sbalordito, sconcertato: a quella vista allibì; essere, rimanere allibito. 
allibito   part. pass.  di allibire   agg.  sbalordito, sconcertato: restare allibito. 
allibramento   s.m.  (fin.) registrazione su un libro, o trascrizione da un libro a un altro, di un'operazione finanziaria: certificato di allibramento, attestazione dell'avvenuta registrazione.
allibrare   v. tr.  (fin.) registrare su un libro di conti.
allibratore   s.m.  [f. -trice] chi, negli ippodromi e nei cinodromi, accetta scommesse sul risultato delle corse, registrandole su libri ufficiali.
allicciare   v. tr.  [io allìccio ecc.]    • 1 •   (ind. tessile) far passare i fili dell'ordito attraverso i licci    • 2 •   piegare leggermente in fuori i denti di una sega, alternatamente uno a destra e uno a sinistra, per facilitare il taglio.
allicciatura   s.f.  l'operazione di allicciare e il suo risultato.
allidere   v. tr.  [dif.; usato solo nella    • 3 •   pers. sing. del pres. e del pass. rem. indic. e nel part. pass. alli so] (ant.) percuotere: accurre, donna, e vide  / che la gente l'allide  (iacopone).
allietare   v. tr.  [io allièto ecc.] rendere lieto, rallegrare | allietarsi v. rifl.  o intr. pron.  divenire lieto, rallegrarsi.
allievo   (1) s.m.    • 1 •   chi è educato, ammaestrato in un'arte o in una disciplina; scolaro, discepolo, seguace: un allievo del conservatorio; gli allievi di carducci    • 2 •   militare che viene addestrato a determinate specialità o che frequenta un corso di preparazione a un grado: allievo marconista; allievo ufficiale, sottufficiale    • 3 •   (sport) giovane che viene iniziato alla pratica sportiva: categoria allievi, di norma, sotto i 18 anni    • 4 •   apprendista: allievo istruttore    • 5 •   (bot.) pollone, virgulto.
allievo   (2) s.m.  (mar.) alleggio, nel sign. 3.
alligante   part. pres.  di alligare   s.m.  componente di una lega metallica.
alligare    ⇨ allegare 1.
alligatore   s.m.  rettile anfibio simile al coccodrillo, ma con muso più schiacciato, che vive nei grandi fiumi nordamericani e asiatici (ord.  coccodrilli).
alligazione   s.f.  (metall.)    • 1 •   l'unirsi in lega    • 2 •   preparazione del miscuglio dei vari componenti di una lega; anche, il miscuglio stesso.
allignamento   s.m.  (non com.) l'allignare; attecchimento.
allignare   v. intr.  [aus. avere, non com. essere] mettere radici, attecchire, radicarsi (anche fig.): la palma alligna nei paesi caldi; quell'usanza non ha allignato. 
allineamento   s.m.    • 1 •   l'allineare, l'allinearsi, l'essere allineato (anche fig.): un allineamento di soldati  | allineamento dei prezzi, dei salari, il loro adeguamento a una situazione economica o finanziaria variata | allineamento monetario, svalutazione di una moneta rispetto a una moneta base, deliberata in seguito alla svalutazione di una terza moneta    • 2 •   (mar.) rotta che le navi devono seguire in prossimità della costa per evitare incagli e bassifondi pericolosi    • 3 •   (tip.) disposizione sulla stessa linea del piede di caratteri tipografici di corpo diverso; la linea stessa così ottenuta | collocamento nella stessa posizione, in pagine diverse, di un medesimo elemento tipografico    • 4 •   in topografia, intersezione di un piano verticale (individuato da paline piantate in terra) con la superficie del terreno    • 5 •   in radiotecnica, disposizione di due o più circuiti oscillanti in modo che abbiano la stessa frequenza di risonanza | allineamento di antenne, serie di antenne elementari allineate in modo da ottenere maggiore direttività.
allineare   v. tr.  [io allìneo ecc]    • 1 •   disporre in fila sulla stessa linea; schierare: allineare i soldati per la sfilata    • 2 •   effettuare un allineamento (anche fig.) | allinearsi v. rifl.    • 1 •   mettersi in fila; schierarsi    • 2 •   (fig.) adeguarsi, conformarsi a un'opinione, a una condotta altrui, a una tendenza prevalente: l'opposizione si è allineata con il governo; allinearsi alle direttive del partito. 
allineato   part. pass.  di allineare   agg.  che è in fila, in linea; schierato | paesi non allineati, prima della crisi del regime sovietico, quelli non impegnati in un'alleanza politico-militare con il blocco occidentale o con quello orientale § allineatamente avv. 
allineatore   s.m.    • 1 •   nel canottaggio, giudice di gara che controlla l'allineamento degli equipaggi alla partenza    • 2 •   strumento topografico per verificare l'allineamento.
allisciare   v. tr.  (ant. , region) lisciare.
allisciatoio   s.m.  attrezzo che si usa in fonderia per preparare le forme nelle quali verrà versato il metallo fuso.
allitterare   v. intr.  [io allìttero ecc. ; aus. avere] produrre allitterazione: suoni che allitterano. 
allitterazione   s.f.  (ling.) procedimento stilistico, ricorrente soprattutto in poesia, che consiste nella ripetizione di suoni o di sillabe uguali o simili all'inizio di due o più parole successive (p. e.: il pietoso pastor pianse al suo pianto, tasso g. l.  vii, 16).
allivellare   v. tr.  [io allivèllo ecc.] (dir.) nel diritto tardoromano e in quello intermedio, concedere un fondo a un coltivatore con un contratto di livello.
allividire   v. intr.  [io allividisco, tu allividisci ecc. ; aus. essere] (ant.) diventare livido.
allo   poet. a lo, prep.  composta da a  e lo. 
allo-  allo- primo elemento di parole composte derivate dal greco o di formazione moderna, dal gr. állos  'altro'; indica diversità o differenziazione (allogamia, alloglotto).
allô  allô inter.  si usa talvolta nelle conversazioni telefoniche invece di 'pronto'.
allobiologia   s.f.  studio dei fenomeni biologici che si manifestano o potrebbero manifestarsi nello spazio extraterrestre; esobiologia.
allobrogo   agg.  [pl. m. -gi  o -ghi] dell'antico popolo celtico stanziato nella gallia narbonese  s.m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente alla popolazione allobroga    • 2 •   (poet.) abitante del piemonte e della savoia | il fero allobrogo, l'allobrogo feroce, per antonomasia, vittorio alfieri.
allocare   (1)  ⇨ allogare.
allocare   (2) v. tr.  [io allòco ecc.] nel linguaggio economico e tecnico, assegnare, ripartire.
allocazione   (1) s.f.  somma stanziata per premiare i vincitori di una gara ippica.
allocazione   (2) s.f.    • 1 •   (econ.) ripartizione di beni, risorse e sim. per usi diversi    • 2 •   (inform.) assegnazione di aree di memoria a un programma.
alloccaggine   s.f.  (non com.) l'essere allocco; sciocchezza, balordaggine.
alloccheria   s.f.  (rar.) alloccaggine.
allocchire   v. intr.  [io allocchisco, tu allocchisci ecc. ; aus. essere] restare attonito, sbalordito: era rimasto allocchito a guardare nel vuoto  (calvino).
allocco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   uccello rapace notturno con occhi grandi e rotondi, piumaggio bruno, coda corta e arrotondata (ord.  strigiformi)    • 2 •   [f. -a] (fig.) persona stupida, di aspetto poco intelligente: una faccia da allocco; rimanere come un allocco, stupito e attonito.
allocromasia   s.f.  (med.) percezione anomala dei colori.
allocromatico   agg.  [pl. m. -ci] (min.) si dice di minerale il cui colore è alterato da impurità in esso contenute.
alloctono   agg.  (geol.) si dice di rocce o di depositi minerali che non si sono formati nel luogo dove si trovano, ma vi sono stati trasportati da forze tettoniche: giacimento carbonifero alloctono. 
allocutivo   agg.  proprio dell'allocuzione | pronomi allocutivi, (ling.) i pronomi di cortesia (p. e.  il 'lei' in it.) e, più in generale, quelli che servono a indirizzare la comunicazione.
allocutore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (lett.) chi fa un'allocuzione    • 2 •   (ling.) colui al quale è rivolta una comunicazione.
allocutorio   agg.  (ling.) allocutivo.
allocuzione   s.f.    • 1 •   (lett.) discorso solenne tenuto in un'adunanza    • 2 •   (ling.) comunicazione di un locutore a un allocutore.
allodiale   agg.  (dir.) incluso nell'allodio: beni allodiali. 
allodio   s.m.  (dir.) nel medioevo, proprietà libera da vincoli e tributi feudali.
allodola   s.f.  piccolo uccello canoro con piumaggio color terra, ali lunghe, becco appuntito e lunghissima unghia posteriore (ord.  passeriformi).
allofono   s.m.  (ling.) variante fonematica.
allogamento   s.m.  l'allogare; collocazione, sistemazione nel luogo adatto.
allogamia   s.f.  (bot.) fecondazione fra gamete maschile e gamete femminile provenienti da fiori distinti della stessa specie.
allogare   ant. o region. allocare, v. tr.  [io allògo, tu allòghi ecc.] (non com.)    • 1 •   sistemare in luogo opportuno; in partic., ospitare    • 2 •   collocare in matrimonio: allogare una figlia    • 3 •   investire: allogare denari    • 4 •   dare in affitto: allogare un podere    • 5 •   (ant.) ordinare un lavoro artigianale o artistico | allogarsi v. rifl.  (non com.) sistemarsi; impiegarsi.
allogatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) locatore, appaltatore.
allogazione   s.f.  (rar.) l'allogare, l'essere allogato.
allogeno   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) che, chi appartiene a un diverso gruppo etnico.
alloggiamento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'alloggiare, l'essere alloggiato    • 2 •   (mil.) luogo in cui prendono dimora i militari; alloggio: alloggiamento della truppa, degli ufficiali  | accampamento, accantonamento    • 3 •   (mecc.) incavo, foro, scanalatura o sim. entro cui deve trovare posto un pezzo o una parte di esso.
alloggiare   v. tr.  [io allòggio ecc.]    • 1 •   dare alloggio a qualcuno; ospitare, albergare: alloggiare i parenti in casa propria; essere bene, male alloggiato  | (mil.) accantonare, sistemare in un luogo: alloggiare la truppa nei cascinali    • 2 •   (fig. rar.) accogliere, custodire nell'animo    • 3 •   (mecc.) contenere in un'apposita sede un pezzo meccanico o una struttura | v. intr.  [aus. avere] avere alloggio, dimorare; essere ospitato | (mil.) stanziarsi, accamparsi | prov.  : chi tardi arriva male alloggia. 
alloggio   s.m.    • 1 •   luogo in cui si dimora; abitazione, casa: cercare, dare, trovare alloggio; alloggi popolari    • 2 •   (mil.) dimora stabile od occasionale di militari: requisire alloggi per le truppe    • 3 •   (mar.) cabina: alloggio di prima, di terza classe. 
alloglossia   s.f.  (ling.) in un paese o in una regione, presenza di una lingua diversa da quella ufficiale, parlata da una minoranza della popolazione.
alloglotto   agg.  di lingua diversa da quella ufficiale o prevalente in un paese, in una regione: popolazioni alloglotte; le isole alloglotte della calabria   s.m.  [f. -a] chi è alloglotto.
allografo   s.m.    • 1 •   (ling.) variante di un grafema: nell'italiano antico  z e  ç erano allografi    • 2 •   documento scritto da persona diversa da quella che lo ha sottoscritto | anche agg. : forma allografa; testo allografo. 
allomorfo   s.m.  (ling.) variante contestuale di un morfema (p. e.  le forme dell'art. sing. m. il, lo, l') | anche agg.  : varianti allomorfe. 
allontanamento   s.m.  l'allontanare, l'allontanarsi, l'essere allontanato.
allontanare   v. tr.    • 1 •   mandare via, portare lontano; tenere distante (anche fig.): allontanare una persona, un pericolo, un sospetto; un atteggiamento, un tono che allontana    • 2 •   dimettere, esonerare da un incarico: allontanare qualcuno dal lavoro  | allontanare un allievo da scuola, sospenderlo | allontanarsi v. rifl.  andare lontano; distaccarsi (anche fig.): allontanarsi da casa, dagli affetti familiari  | assentarsi: allontanarsi un momento. 
allopatia   s.f.  (med.) terapia basata su rimedi che provocano effetti contrari a quelli causati dalla malattia.
allopatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'allopatia | medico allopatico, che pratica cure allopatiche.
alloppiamento   s.m.    • 1 •   (lett.) ebrietà da oppio    • 2 •   (fig. lett.) torpore.
alloppiare   v. tr.  [io allòppio ecc.] (non com.)    • 1 •   oppiare una bevanda    • 2 •   addormentare una persona con una bevanda oppiata.
alloppio    ⇨ oppio.
allora   avv.  in quel momento, in quel tempo (riferito al passato o al futuro): allora non me ne resi conto; devi vederlo, solo allora capirai  | con valore enfatico: allora sì che si viveva felici!  | allora allora, proprio in quel momento, da pochissimo tempo: era arrivato allora allora  | allora come allora, in quella contingenza, sul momento: allora come allora non seppi dargli una risposta  | d'allora, di allora, di quel tempo: dove sono andati gli amici d'allora?  | da allora, da allora in poi, da quel momento | fino ad allora, fino allora, sin allora, fino a quel momento, fino a quel tempo | fin da allora, fin da quel momento, fin da quel tempo | per allora, per quel giorno; per quei tempi | usato come agg. invar.  di quel tempo, di quell'epoca (si premette al nome): l'allora presidente bocciò la proposta   cong.    • 1 •   in tal caso, in questo caso: se le cose stanno così, allora è inutile insistere    • 2 •   ebbene, dunque (in prop. interr. ed escl.): allora?; allora dove andiamo?; e allora dillo!. 
allorché   meno com. allor che, ant. allora che, cong.  (lett.) quando, nel momento in cui, nel tempo che (introduce prop. temporali con il verbo all'indicativo): in che peccai bambina, allor che ignara  / di misfatto è la vita...?  (leopardi ultimo canto di saffo  40-41).
alloro   s.m.    • 1 •   albero alto fino a dieci metri, con frutti neri e foglie coriacee aromatiche (fam.  lauracee); per le sue foglie sempreverdi è simbolo della fama e della gloria    • 2 •   le fronde e le foglie stesse dell'albero: cucinare il maiale con l'alloro; corona d'alloro    • 3 •   (fig.) vittoria, trionfo; gloria: conquistare l'alloro olimpico  | dormire, riposare sugli allori, adagiarsi su un successo.
allorquando   meno com. allor quando, cong.  (lett.) quando, nel momento in cui, allorché (introduce prop. temporali con il verbo all'indicativo): o giorni  / vezzosi, inenarrabili, allor quando  / al rapito mortal primieramente  / sorridon le donzelle  (leopardi le ricordanze  120-123).
allotrapianto   s.m.  (med.) trapianto di tessuti appartenenti ad altra specie animale.
allotrio   agg.  (rar.) estraneo, di natura diversa: elementi allotri. 
allotriomorfo   agg.  si dice di minerale in cristalli che non si presenta con una forma regolare propria; si contrappone a idiomorfo. 
allotropia   s.f.    • 1 •   (chim.) proprietà degli allotropi    • 2 •   (ling.) coesistenza nella lingua di parole diverse per forma o anche per significato, ma risalenti allo stesso etimo (p. e.  dal lat. iuve°ne(m)  si hanno in it. giovane  e giovine, con allotropia morfologica; dal lat. viti°u(m), vezzo  e vizio, con allotropia anche semantica).
allotropico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'allotropia: forme allotropiche. 
allotropo   s.m.    • 1 •   (chim.) elemento o composto che può assumere forme diverse e manifestare differenti proprietà fisiche e chimiche    • 2 •   (ling.) parola che dà luogo a un'allotropia.
allotta   avv.  (ant.) allora.
all right   avv.  bene, d'accordo.
allucciolare   v. intr.  [io allùcciolo ecc. ; aus. avere] (rar.) scintillare, luccicare.
allucciolio   s.m.  (poet.) scintillio, luccichio: l'allucciolio della galassia  (montale).
alluce   s.m.  il primo e più grosso dito del piede, la cui ossatura è costituita da due sole falangi.
allucinante   part. pres.  di allucinare   agg.    • 1 •   che abbaglia    • 2 •   (fig.) che provoca una violenta impressione; spaventoso, angoscioso: scena, visione allucinante  | (gerg.) straordinario, stupefacente § allucinantemente avv.  (non com.) spaventosamente.
allucinare   v. tr.  [io allùcino ecc.]    • 1 •   abbagliare, alterare la facoltà visiva sino a far vedere ciò che non è    • 2 •   (fig.) ingannare, indurre in errore    • 3 •   (fig.) impressionare fortemente.
allucinato   part. pass.  di allucinare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi soffre di allucinazioni; visionario: essere, restare allucinato; sguardo da allucinato  § allucinatamente avv. 
allucinatorio   agg.  (psich.) di allucinazione; che dà luogo ad allucinazione: stato, delirio allucinatorio. 
allucinazione   s.f.    • 1 •   (psich.) percezione di oggetti o segnali che non esistono nel campo sensoriale del soggetto, ma che sono da lui ritenuti reali: allucinazione uditiva    • 2 •   (estens.) inganno, abbaglio: avere un'allucinazione. 
allucinogeno   s.m.  sostanza che, ingerita, iniettata o fumata, agisce sul sistema nervoso centrale, provocando allucinazioni | anche agg.  : sostanze allucinogene. 
allucinosi   s.f.  stato psicopatologico caratterizzato da allucinazioni.
alluda   s.f.  procedimento di concia delle pelli con allume | la pelle così conciata.
alludere   v. intr.  [pass. rem. io allu si, tu alludésti ecc. ; part. pass. allu so; aus. avere] riferirsi nel discorso a qualcosa o a qualcuno in modo coperto o indiretto: non ho capito a che cosa alludesse  | simboleggiare, rappresentare velatamente: la parabola del seminatore allude all'evangelizzazione. 
allumacare   v. tr.  [io allumaco, tu allumachi ecc.] (tosc.) lo stesso che lumacare. 
allumacatura   s.f.  (tosc.) lo stesso che lumacatura. 
allumare   (1) v. tr.  conciare le pelli con l'allume.
allumare   (2) v. tr.  (lett.) illuminare, rischiarare, accendere (anche fig.) | allumarsi v. rifl.  (lett.) illuminarsi, accendersi.
allumare   (3) v. tr.  (ant. , dial.) guardare con interesse, adocchiare.
allumatura   s.f.  concia delle pelli con l'allume.
allume   s.m.    • 1 •   (chim.) miscela isomorfa di un solfato di metallo trivalente con uno di metallo monovalente    • 2 •   allume (di rocca), solfato di alluminio e potassio cristallizzato in massa vetrosa, usato come astringente ed emostatico in medicina e come mordente in conceria e tintoria.
allumiera   s.f.  miniera di allume.
allumina   s.f.  (chim.) ossido di alluminio esistente in natura in diverse forme; preparato industrialmente, è una polvere bianca, durissima e insolubile, usata in ceramica, in vetreria, come abrasivo ecc.
alluminare   (1) v. tr.  [io allùmino ecc.] (ant.  o tosc.)    • 1 •   illuminare    • 2 •   (fig.) istruire, spiegare.
alluminare   (2) v. tr.  (ant.) miniare: quell'arte  / ch'alluminar chiamata è in parisi  (dante purg.  xi, 80-81) | (estens.) dipingere a vivi colori.
alluminare   (3) v. tr.  trattare una stoffa con allume.
alluminare   (4) o alluminiare, v. tr.  [io allumìno ecc.] rivestire con uno strato d'alluminio | specchio alluminato, l'elemento riflettente nei telescopi.
alluminato   s.m.  (chim.) sale dell'acido alluminico.
alluminatore   s.m.  (ant.) miniatore.
alluminiare    ⇨ alluminare 4.
alluminico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) dell'alluminio | acido alluminico, idrato d'alluminio.
alluminieria   s.f.  stabilimento dove si produce o si lavora l'alluminio.
alluminifero   agg.  (min.) contenente alluminio.
alluminio   s.m.  elemento chimico molto diffuso in natura, di simbolo al; è un metallo grigio argenteo, leggerissimo, duttile e malleabile, ottimo conduttore termico ed elettrico, molto usato nell'industria, puro o in leghe (dette leghe leggere).
alluminotermia   s.f.  (metall.) procedimento che consente di ottenere temperature elevate mediante la riduzione di ossidi metallici con polvere di alluminio.
allumite   s.f.  (min.) alunite.
allunaggio   s.m.  atterraggio sul suolo lunare.
allunamento   s.m.  (mar.)    • 1 •   curva della parte inferiore della vela    • 2 •   forma convessa che si dà al ponte delle navi per far meglio scolare le acque.
allunare   (1) v. tr.  (mar.) tagliare o curvare a forma di mezzaluna.
allunare   (2) v. intr.  [aus. avere, non com. essere] atterrare sul suolo lunare.
allunga   s.f.    • 1 •   (metall.) collegamento tra i cilindri di due gabbie continue di laminatoi    • 2 •   (chim.) tubo di raccordo in vetro, usato in apparecchi di laboratorio    • 3 •   (banc.) striscia aggiunta a un assegno o a una cambiale per consentire maggiore spazio per le girate.
allungabile   agg.  che si può allungare.
allungamento   s.m.    • 1 •   l'allungare, l'allungarsi; estensione | allungamento alare, (aer.) rapporto fra il quadrato dell'apertura alare e la superficie alare, che è massimo negli alianti e minimo negli aeroplani supersonici    • 2 •   (banc.) allunga    • 3 •   (ling.) accrescimento della durata di un suono: allungamento per compenso, quello avvenuto per compensare la caduta di un altro suono    • 4 •   (fis.) incremento subito da un elemento lineare solido a causa di una variazione di temperatura o per l'applicazione di forze    • 5 •   diluizione di una sostanza liquida con acqua o altro liquido.
allungare   v. tr.  [io allungo, tu allunghi ecc.]    • 1 •   rendere lungo o più lungo; accrescere in lunghezza: allungare un vestito; allungare la strada, il cammino, percorrere la via più lunga per giungere a una meta    • 2 •   stendere, protendere: allungare le gambe; allungare il passo, l'andatura, camminare più velocemente | allungare la mano, (fig.) chiedere l'elemosina; allungare le mani, mettere le mani addosso a qualcuno per toccarlo, picchiarlo o derubarlo | allungare il collo, per vedere meglio, sbirciare | allungare gli orecchi, (fig.) ascoltare con attenzione; anche, origliare    • 3 •   (fam.) dare, porgere, passare: allungami quel libro  | (fam.) sferrare, tirare: allungare uno schiaffo, un calcio    • 4 •   protrarre, aumentare, prolungare la durata di qualcosa: allungare le vacanze  | (ling.) produrre un allungamento    • 5 •   diluire, annacquare: allungare il vino    • 6 •   (ant.) ritardare, differire: allungavano... il dichiarare all'arciduca la loro intenzione  (guicciardini) | v. intr.  [aus. avere] (sport) effettuare un allungo | allungarsi v. rifl.    • 1 •   diventare più lungo, crescere: le giornate si allungano; i ragazzi si allungano rapidamente  | (ant.) allontanarsi: poco allungati c'eravam di lici  (dante purg.  vii, 64)    • 2 •   (ling.) subire allungamento (si dice di sillaba o vocale breve) | v. rifl.    • 1 •   distendersi, sdraiarsi: allungarsi sul letto    • 2 •   (fam.) dilungarsi nel parlare.
allungatura   s.f.  l'operazione dell'allungare | la parte che si aggiunge per allungare.
allungo   s.m.  [pl. -ghi] (sport) nelle gare di corsa, aumento di velocità effettuato dal corridore | nel calcio, passaggio della palla in avanti | nel pugilato, lunghezza del braccio completamente disteso, e quindi anche colpo vibrato distendendo al massimo il braccio | nella scherma, affondo.
allupato   agg.    • 1 •   (rar.) simile a lupo, lupesco    • 2 •   (fam.) molto affamato | (estens.) smanioso di avere un rapporto sessuale.
allure   s.f. invar.    • 1 •   portamento, tratto distinto, elegante    • 2 •   (sport) andatura, cadenza, passo.
allusione   s.f.  l'alludere: fare allusione a qualcosa, a qualcuno  | detto con cui si allude; accenno: allusione oscura, velata, chiara; un'allusione pesante, volgare o inopportuna | riferimento non esplicito: un passo ricco di allusioni dantesche. 
allusività   s.f.    • 1 •   l'essere allusivo: l'allusività di uno sguardo, di una parola    • 2 •   carattere simbolico, analogico: allusività di un racconto, di una parabola. 
allusivo   agg.    • 1 •   che allude, che contiene allusione: discorso, linguaggio allusivo    • 2 •   che evoca, che rappresenta velatamente: il carattere allusivo della poesia  § allusivamente avv. 
alluso   part. pass.  di alludere   agg.  nei sign. del verbo.
alluviale   agg.  (geol.)    • 1 •   successivo a una glaciazione: periodo alluviale    • 2 •   alluvionale.
alluvionale   agg.    • 1 •   di alluvione, relativo ad alluvione    • 2 •   (geol.) si dice di terreno formato dai depositi lasciati dai fiumi: pianure alluvionali. 
alluvionato   agg.  colpito, danneggiato da alluvione: territorio alluvionato; popolazioni alluvionate   s.m.  [f. - a] chi è vittima di un'alluvione.
alluvione   s.f.    • 1 •   vasto allagamento prodotto dallo straripamento di acque; inondazione    • 2 •   (fig. spreg.) quantità sovrabbondante e disordinata: un'alluvione di libri, di discorsi    • 3 •   (geol.) deposito di detriti trasportati da una corrente fluviale | incremento di alluvione, (dir.) accrescimento graduale di un fondo posto sulle rive di un fiume che appartiene per legge al proprietario del fondo stesso.
alma   (1) s.f.  (poet.) anima.
alma   (2) s.m.  gioco simile alla dama, detto anche gioco del salto, la cui scacchiera è il quadruplo del normale (cioè ha 256 caselle).
almagesto   s.m.  (lett.) trattato di astronomia.
almanaccare   v. intr.  e, meno com., tr.  [io almanàcco, tu almanàcchi ecc. ; aus. dell'intr. avere] lambiccarsi il cervello cercando di indovinare qualcosa in base a indizi e supposizioni; arzigogolare | fantasticare, fare castelli in aria: almanaccare tutto il giorno sul modo di far quattrini. 
almanacchista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi compila almanacchi.
almanacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   pubblicazione annuale contenente la successione dei giorni, dei mesi e delle festività (calendario), i principali fenomeni astronomici (effemeride) e le fasi lunari (lunario)    • 2 •   (estens.) pubblicazione annuale contenente notizie statistiche e di cronaca relative a una data materia o a un'istituzione; annuario.
almanco   avv.  (ant.  o region.) almeno.
almandino   s.m.  granato di color rosso vinaccia, usato come gemma.
almea   s.f.  cantatrice e danzatrice orientale.
almeno   rar. al meno, avv.    • 1 •   se non altro, come minimo, per lo meno: dovevi almeno dirmelo    • 2 •   seguito dal congiuntivo esprime desiderio o rimpianto: almeno si decidesse!; almeno non si fosse ammalato!. 
almiraglio    ⇨ ammiraglio.
almirante   s.m.  (ant.) ammiraglio.
almo   (1) agg.  (lett.)    • 1 •   che alimenta e dà la vita: sempre faticosa intorno  / de l'almo sole volgerà la terra  (carducci) | fertile, benefico    • 2 •   (estens.) nobile, eccelso.
almo   (2) s.m.  (ant.) animo.
almuzia   s.f. , o almuzio s.m. , veste distintiva dei canonici, oggi di uso raro.
alna    ⇨ alla 2.
alnico   s.m.  (metall.) lega costituita da ferro, alluminio, nichel e cobalto, usata per fabbricare magneti permanenti.
alno   s.m.  altro nome dell'ontano  ' alno nero, frangola.
alo-  alo- primo elemento di composti della terminologia scientifica, dal gr. háls halós  'sale, mare'; significa, a seconda dei casi, 'sale' (alogeno) o 'mare' (alofauna).
alobio   agg.  (biol.) di organismo vivente in mare  s.m.  (biol.) il complesso degli organismi viventi in una determinata zona di mare.
aloe   o aloè [a-lo-è], s.m. invar.    • 1 •   (bot.) genere di piante esotiche perenni con foglie carnose, spesso aculeate, fiori gialli o scarlatti a pannocchia (fam.  liliacee)    • 2 •   il succo amaro ricavato dalle foglie di alcune specie di queste piante, usato come medicinale    • 3 •   (fig. lett.) amarezza    • 4 •   albero di origine indiana il cui legno bruciando emana un gradevole aroma (fam.  timeleacee).
alofauna   s.f.  (biol.) il complesso degli animali viventi nelle acque salate.
alofita   s.f.  (bot.) pianta che vive in ambiente ricco di sali | anche agg.  : pianta alofita. 
aloflora   s.f.  (biol.) il complesso dei vegetali viventi nelle acque salate.
alogena   s.f.  lampada a vapori di iodio ad altissimo potere illuminante | anche agg.  : lampada alogena. 
alogenare   v. tr.  [io alògeno ecc.] (chim.) introdurre in una molecola organica uno o più atomi di un alogeno.
alogenato   s.m.  (chim.) composto contenente alogeni | anche agg.  : sale alogenato. 
alogenazione   s.f.  (chim.) operazione dell'alogenare.
alogeno   s.m.  (chim.) ognuno dei cinque metalloidi (fluoro, cloro, bromo, iodio e astato) che, combinandosi con metalli, danno sali e, con idrogeno, acidi forti.
alogenuro   s.m.  (chim.) sale formato da un alogeno e da un metallo.
alogico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) estraneo, ma non necessariamente contrario, ai principi della logica § alogicamente avv. 
aloide   s.m.  (chim.) qualsiasi composto formato da un alogenuro.
alonare   v. tr.  [io alóno ecc.] (lett.) cingere di un alone luminoso: le cose... appena sfiorate e quasi alonate dalla luce  (calvino) | (fig.) aureolare, circonfondere: il decoro e, insieme, il garbo che in quegli anni solevano alonare la di lui persona  (gadda).
alone   (1) s.m.    • 1 •   cerchio luminoso che appare talvolta intorno al disco del sole o della luna, dovuto alla rifrazione atmosferica; per estens., contorno sfumato, aureola di luce (anche fig.): l'alone della candela; un alone di gloria; un alone poetico    • 2 •   sfumatura che rende meno nitida un'immagine fotografica: effetto (di) alone    • 3 •   zona sbiadita che può formarsi su un tessuto in seguito a una smacchiatura.
alone   (2) s.m.  (mil.) fiancata laterale di una fortificazione.
alopecia   s.f.  (med.) nell'uomo e negli animali, perdita totale o parziale dei capelli o dei peli, di origine patologica.
alosa   s.f.  grosso pesce marino commestibile dal corpo quasi ovale, azzurro sul dorso e argenteo sul ventre, diffuso nel mediterraneo; è detto anche cheppia  o alaccia  (ord.  clupeiformi).
alpaca   o alpacà, o alpaga [àlpaga o  alpàga], o alpagà, s.m. invar.    • 1 •   ruminante domestico andino delle dimensioni di una pecora (ord.  artiodattili) | lana d'alpaca, quella ricavata dal vello dell'animale, pregiata per la straordinaria finezza    • 2 •   tessuto di lana mista a cotone, di aspetto lucente e liscio.
alpacca   pop. alpaca [alpàca o  àlpaca], s.f.  lega di rame (50%), zinco (30%) e nichel (20%), di aspetto simile all'argento, impiegata per fabbricare oggetti decorativi e posaterie.
alpaga   alpagà  ⇨ alpaca.
alpe   s.f.    • 1 •   (lett.) montagna; zona di alta montagna: se mai ne l'alpe  / ti colse nebbia  (dante purg.  xvii, 1-2) | per antonomasia, le alpi | (tosc.) l'appennino    • 2 •   alpeggio | malga, azienda pastorale alpina    • 3 •   entra come nome proprio nella toponomastica alpina e appenninica: alpe di siusi, alpe di san benedetto. 
alpeggiare   v. tr.  [io alpéggio ecc.] condurre il gregge all'alpeggio | v. intr.  [aus. avere] stare all'alpeggio.
alpeggio   s.m.  pascolo estivo in alta montagna.
alpenstock   s.m. invar.  bastone da montagna con punta ferrata.
alpestre   ant. e poet. alpestro, agg.    • 1 •   proprio dell'alpe o a essa appartenente; montano: paesaggio alpestre; rapido fiume che d'alpestra vena  /... / scendi  (petrarca canz.  ccviii, 1-3)    • 2 •   (estens. lett.) erto, ripido: alpestra e dura la salita  (petrarca canz.  xxv, 13)    • 3 •   (fig. ant.) rozzo, incolto; rustico: avendo udito esser lei così cruda e alpestra  (boccaccio dec.  ii, 9)  s.m.  liquore a base di erbe aromatiche.
alphorn   s.m. invar.  (mus.) strumento aerofono a bocchino della famiglia dei corni, costituito da un tubo conico lungo fino a    • 4 •   m con padiglione ripiegato ad angolo.
alpicoltura   o alpicultura, s.f.  studio dello sfruttamento razionale delle zone di alta montagna per il pascolo e la coltivazione.
alpigiano   agg.    • 1 •   proprio di chi vive sulle alpi; alpino | (estens.) proprio di chi vive in montagna    • 2 •   (lett.) rozzo, rustico  s.m.  [f. -a] chi abita le regioni alpine | (estens.) montanaro.
alpinismo   s.m.  lo sport e la tecnica dell'ascensione in montagna | sci alpinismo, sport che consiste nel compiere escursioni con gli sci fuori delle piste e degli itinerari sciistici tracciati.
alpinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica l'alpinismo.
alpinistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'alpinismo § alpinisticamente avv.  secondo la tecnica alpinistica; dal punto di vista alpinistico.
alpino   agg.    • 1 •   delle alpi, che appartiene alle alpi: catena, regione alpina  | razza bruna alpina, (zootec.) razza bovina da latte originaria delle alpi svizzere    • 2 •   (estens.) d'alta montagna, montano: flora, fauna alpina; pascolo alpino  | tipico della montagna: chiesetta alpina  | sci alpino, (sport) denominazione complessiva delle quattro specialità olimpiche di discesa, cioè discesa libera, slalom speciale, gigante e supergigante  s.m.  (mil.) militare appartenente al corpo speciale dell'esercito italiano addestrato per operazioni in alta montagna | in funzione di agg. , degli alpini: truppe alpine; cappello alpino. 
alquanto   agg. indef.  che è più di poco e meno di parecchio: dopo alquanto tempo; c'erano alquante persone   pron. indef. pl.  un certo numero, diversi: ne ho comperati alquanti   avv.  più di un poco, in misura più che sufficiente: ho camminato alquanto; sto alquanto meglio; sei alquanto indisponente   s.m. sing.  una certa quantità: mangiai e bevvi alquanto  | alquanto di, (ant. , lett.) una certa dose.
alsaziano   agg.  dell'alsazia  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è nato, chi abita in alsazia    • 2 •   dialetto dell'alsazia    • 3 •   (zootec.) pastore tedesco.
alt   inter.  espressione usata per ordinare l'interruzione o l'arresto di un'azione  s.m.    • 1 •   ordine di arrestarsi, di fermarsi: dare, intimare l'alt    • 2 •   fare alt, (fam.) fare un'interruzione, fermarsi.
altacassa   o alta cassa, s.f.  [pl. altecasse] nella composizione a piombo, parte della cassa tipografica contenente i caratteri maiuscoli.
alta fedeltà   loc. sost. f. invar.  denominazione delle speciali apparecchiature che consentono la registrazione e la riproduzione del suono riducendo al minimo le distorsioni; anche, il settore merceologico che distribuisce tali apparecchiature.
altaico   agg.  [pl. m. -ci] dei monti altai | lingue altaiche, famiglia di lingue asiatiche comprendente, fra le altre, il turco e il mongolo  s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita nella regione degli altai.
altalena   s.f.    • 1 •   gioco che si fa stando seduti su un asse che oscilla attaccato a due funi sospese in alto | gioco tra due persone che, sedute alle estremità di un asse posto in bilico su un fulcro, lo fanno alternatamente alzare e abbassare    • 2 •   l'attrezzo usato per effettuare tale gioco    • 3 •   (fig.) l'alternarsi di stati, di condizioni contrastanti: una continua altalena di desideri e timori; l'altalena degli umori. 
altalenare   v. intr.  [io altaléno ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) fare l'altalena, giocare con l'altalena    • 2 •   (fig.) oscillare tra stati d'animo, decisioni, comportamenti contrastanti.
altaleno   s.m.  antica macchina da guerra formata da una trave in bilico su un palo verticale, usata per sollevare gli uomini all'altezza delle mura delle città assediate (detta anche mazzacavallo).
altana   s.f.  loggia o terrazza coperta a forma di torretta che si leva al di sopra di un tetto, di un muro di cinta e sim.
altare   s.m.    • 1 •   ara sulla quale anticamente si offrivano sacrifici alla divinità    • 2 •   nelle chiese cattoliche, la tavola su cui si celebrano la messa e le altre funzioni sacre: altare maggiore, quello principale di una chiesa, posto nell'abside o al centro del transetto | accostarsi all'altare, comunicarsi, ricevere i sacramenti | condurre una donna all'altare, sposarla | il sacrificio dell'altare, la messa | levare all'onore degli altari, proclamare santo o beato; mettere, porre sugli altari  (fig.), esaltare con grandi lodi. dim. altarino    • 3 •   nelle costruzioni idrauliche, vertice del sifone in cui si ha una pressione inferiore a quella atmosferica | nelle caldaie, muretto di materiale refrattario che limita posteriormente il focolare.
altarino   s.m.    • 1 •   dim.  di altare    • 2 •   piccolo altare in una casa privata; per estens., tabernacolo | scoprire gli altarini, (scherz.) svelare i piccoli segreti o sotterfugi altrui.
altazimut   s.m.  (astr.) strumento che permette di stabilire altezza e azimut degli astri.
altazimutale   agg.  e s.m.  (astr.) si dice di un sistema di coordinate che ha come cerchi di riferimento il meridiano celeste e l'orizzonte  s.m.  (astr.)    • 1 •   altazimut    • 2 •   montatura di un telescopio in cui gli assi di rotazione sono uno verticale e l'altro orizzontale.
altea   s.f.  genere di piante erbacee medicinali a rizoma, con foglie coperte da peluria e fiori rosa chiaro in grappoli (fam.  malvacee).
alterabile   agg.    • 1 •   soggetto ad alterazione: colori alterabili    • 2 •   (fig.) irritabile, irascibile: un carattere facilmente alterabile. 
alterabilità   s.f.  l'essere alterabile.
alterare   v. tr.  [io àltero ecc.]    • 1 •   rendere diversa una cosa, per lo più peggiorandola; adulterare, guastare: l'umidità altera i colori    • 2 •   contraffare, falsificare: alterare i fatti, le voci    • 3 •   (fig.) turbare, sconvolgere; irritare: il trauma gli alterò la mente; la notizia lo alterò  | alterarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   trasformarsi, cambiare aspetto, per lo più peggiorando; guastarsi: sostanze che si alterano col calore    • 2 •   (fig.) turbarsi, irritarsi: alterarsi per un niente. 
alterativo   agg.    • 1 •   (non com.) che serve ad alterare    • 2 •   (ling.) si dice di suffisso col quale si formano sostantivi o aggettivi alterati.
alterato   part. pass.  di alterare   agg.    • 1 •   che ha subito alterazione; adulterato, guasto: vino alterato  | polso alterato, che denota febbre    • 2 •   contraffatto, falsificato: suono alterato; grafia alterata    • 3 •   (fig.) turbato, irritato: viso alterato dalla collera; voce alterata, dall'ira, dalla paura e sim.    • 4 •   (ling.) si dice di sostantivo o aggettivo derivato da un altro sostantivo o aggettivo per mezzo di un suffisso che di norma ne modifica il significato nella qualità, nella quantità, nel tono (p. e. gatto : gattaccio, gattone, gattino; bello : bellino, belloccio)  s.m.  (ling.) nome o aggettivo alterato: i diminutivi, gli accrescitivi, i peggiorativi e i vezzeggiativi sono degli alterati  § alteratamente avv.  con irritazione.
alterazione   s.f.    • 1 •   l'alterare, l'alterarsi, l'essere alterato (anche fig.): alterazione di documenti; alterazione del volto  | alterazione di stato, (dir.) reato commesso da chi altera lo stato civile di un neonato    • 2 •   (med.) stato fisico o psichico anormale: alterazione del polso  | nell'uso com., febbre leggera    • 3 •   (chim.) mutamento delle caratteristiche di una sostanza provocato da agenti esterni (calore, umidità ecc.) | alterazione di un alimento, modificazione naturale o artificiale delle sue qualità originarie | alterazione di una roccia, la sua disgregazione per cause chimiche o meccaniche    • 4 •   (mus.) nota che in un brano musicale è innalzata di uno o due semitoni verso l'acuto o abbassata di altrettanto verso il grave; anche, il segno che la indica sullo spartito    • 5 •   (ling.) procedimento di formazione degli alterati.
altercare   v. intr.  [io altèrco, tu altèrchi ecc. ; aus. avere] litigare scambiandosi parole offensive.
altercazione   s.f.  (lett.) alterco.
alterco   s.m.  [pl. -chi] l'altercare; discussione animata; litigio: venire a un alterco. 
alter ego   loc. sost. m. invar.  persona che fa le veci di un'altra; sostituto: il suo alter ego è una persona onesta. 
alterezza   ant. altierezza, s.f.  (non com.) l'essere altero.
alterigia   s.f.  sprezzante ostentazione di superiorità altezzosità.
alterità   s.f.  (filos.) l'essere altro, diverso; si contrappone a identità. 
alternanza   s.f.    • 1 •   l'alternare, l'alternarsi: alternanza di notte e giorno, di pene e di gioie    • 2 •   (agr.) la rotazione delle colture sullo stesso terreno in un dato periodo di anni    • 3 •   alternanza di generazione, (biol.) avvicendamento della riproduzione asessuata e sessuata in una specie animale o vegetale    • 4 •   (ling.) all'interno di un sistema morfologico, variazione subita da un fonema o da un gruppo di fonemi: alternanza vocalica, apofonia; alternanza consonantica, delle consonanti (p. e.  / k / e / ts / in conduco, conduci); alternanza tematica, dell'intero tema (p. e. andare, vado)    • 5 •   alternanza politica, principio dell'alternanza, l'alternarsi periodicamente al governo e all'opposizione di due partiti o gruppi di partiti, nell'ambito dello stesso sistema politico.
alternare   v. tr.  [io altèrno ecc.] disporre due o più cose in modo che l'una succeda all'altra; avvicendare nello spazio o nel tempo: alternare il lavoro col  (o al) riposo  | alternarsi v. rifl.  susseguirsi a vicenda: le buone e le cattive notizie si erano alternate in una vicenda crudele  (gadda).
alternativa   s.f.    • 1 •   l'alternarsi; alternanza, avvicendamento: un'alternativa di speranze e di delusioni    • 2 •   necessità di scegliere tra due cose; dilemma: mettere, trovarsi in un'alternativa  | (filos.) in logica, rapporto tra due proposizioni che si escludono reciprocamente    • 3 •   scelta possibile tra due diverse soluzioni, opportunità, comportamenti e sim.: non avere alternativa    • 4 •   alternativa (politica), formula e programma politici che un partito propone come alternativi a quelli del governo in carica: alternativa di sinistra, di destra. 
alternativo   agg.    • 1 •   che si alterna; alternato: moto alternativo, che va ora in un verso, ora in quello opposto | macchina alternativa, (mecc.) macchina motrice od operatrice dotata di un sistema che trasforma il moto rettilineo alternativo in moto rotatorio continuo o viceversa    • 2 •   che pone un'alternativa, una scelta: soluzioni alternative    • 3 •   si dice di espressione o manifestazione culturale, politica, sociale che si contrappone a quelle correnti o dominanti: cinema alternativo; medicina alternativa  § alternativamente avv. 
alternato   part. pass.  di alternare   agg.  che si alterna, che si avvicenda: colori alternati  | rima alternata, (metr.) rima di una strofa in cui i versi dispari rimano con i dispari e i pari con i pari | corrente alternata, (elettr.) di verso e intensità periodicamente variabili § alternatamente avv. 
alternatore   s.m.  (elettr.) macchina rotante che trasforma energia meccanica in energia elettrica a corrente alternata.
alterno   agg.    • 1 •   che si alterna a intervalli regolari: il moto alterno del pendolo; l'alterno susseguirsi delle stagioni  | a giorni alterni, un giorno sì e uno no    • 2 •   (estens.) mutevole, variabile: umore alterno    • 3 •   (bot.) si dice di foglie che si succedono sui due lati del fusto, una per nodo    • 4 •   angoli alterni, (geom.) date due rette complanari tagliate da una trasversale, coppia di angoli situati da parti opposte rispetto alla trasversale e col vertice sulle due rette; angoli alterni interni, quelli che hanno in comune il segmento della trasversale delimitato dalle intersezioni con le due rette; angoli alterni esterni, quelli non aventi alcun punto in comune § alternamente avv. 
altero   ant. altiero, agg.    • 1 •   che ha o rivela un'alta opinione di sé superbo, altezzoso: uomo, sguardo altero  | fiero, orgoglioso: portamento altero  | (lett.) nobile, maestoso: quell'aria altera, che... faceva pensare a una regina  (palazzeschi)    • 2 •   (ant.) alto § alteramente avv. 
altezza   s.f.    • 1 •   dimensione di un corpo dalla base o dal punto d'appoggio alla cima, al vertice: altezza di un monte, la sua elevazione rispetto al livello del mare; altezza di una stoffa, distanza fra le due cimose; altezza di una persona, la sua statura; altezza dell'acqua, profondità altezza tipografica, distanza tra il piede e l'occhio del carattere di stampa    • 2 •   luogo alto; posizione molto elevata rispetto al terreno circostante: guardare da una grande altezza  | distanza verticale di un punto dello spazio dalla superficie terrestre: volare a grande altezza    • 3 •   (fig.) nobiltà, grandezza, eccellenza: altezza d'animo  | essere all'altezza di qualcuno, essergli pari, essere degno di lui; essere all'altezza di qualcosa, essere in grado di farla    • 4 •   (fig. lett.) sublimità: la sua oratoria trascinava ad altezze indicibili    • 5 •   latitudine: la nave si inabissò all'altezza di capo passero  | all'altezza, in prossimità, in vicinanza: incontrarsi all'altezza del bar    • 6 •   (geom.) distanza di un punto da una retta o da un piano | altezza di un triangolo, distanza di ciascun vertice dal lato opposto    • 7 •   (fis.) livello della frequenza di vibrazione di un suono | (mus.) grado di intonazione di un suono in rapporto all'acuto o al grave | (ling.) fattore che, con la durata e l'intensità, contribuisce a costituire l'accento, il tono e l'intonazione    • 8 •   altezza di un astro, (astr.) la sua distanza angolare dall'orizzonte    • 9 •   titolo di principi o illustri personaggi di casa reale.
altezzosità   s.f.  l'essere altezzoso.
altezzoso   agg.  superbo, borioso: piglio, contegno altezzoso  § altezzosamente avv. 
altica   s.f.  (zool.) genere di insetti coleotteri parassiti di vegetali (fam.  crisomelidi).
alticcio   agg.  [pl. f. -ce] si dice di persona che ha bevuto un po' troppo.
altiero   e deriv.   ⇨ altero e deriv. 
altimetria   s.f.    • 1 •   parte della topografia che studia la conformazione del suolo e i metodi per la determinazione della quota di un punto del terreno rispetto a un livello stabilito | la conformazione e la rappresentazione altimetrica di un territorio    • 2 •   (estens.) altitudine media di una regione.
altimetrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'altimetria o all'altimetro: rilievo altimetrico  | curva altimetrica, isoipsa.
altimetro   s.m.  strumento usato per determinare l'altezza di un luogo rispetto al livello del mare o al terreno sottostante.
altipiano    ⇨ altopiano.
altiporto   s.m.  aeroporto di montagna per piccoli aeromobili, dotato di piste brevi e inclinate per favorire l'arresto in atterraggio e lo slancio in decollo.
altisonante   non com. altosonante, agg.  che ha suono forte e solenne: voce altisonante  | (iron.) sonoro ma vuoto, vacuo: discorso altisonante. 
altissimo   agg.    • 1 •   superl.  di alto    • 2 •   (fig.) illustre, sublime: altissimo ingegno    • 3 •   attributo cristiano di dio, in quanto essere supremo | anche come s.m.  : l'altissimo. 
altitonante   agg.  (lett.) che tuona dall'alto; è attributo del dio giove | anche come s.m.  : l'altitonante, il dio giove.
altitudine   s.f.    • 1 •   altezza di un luogo rispetto al livello del mare; quota    • 2 •   (lett.) elevatezza.
alto   (1) agg.  [compar. più alto  o superiore; superl. altissimo  o supremo  o sommo]    • 1 •   che si eleva verticalmente dal suolo o da un altro piano di riferimento in misura più o meno grande: le alte montagne; un edificio alto 20 metri; un bambino molto alto, di statura superiore alla media | che si trova in posizione elevata o sollevata: la parte alta del villaggio; il sole è alto sull'orizzonte  | che ha un certo spessore: una bistecca alta due dita  | a testa alta, con la testa eretta; (fig.) con fierezza o con la coscienza tranquilla: andare, camminare a testa alta  | avere, tenere alto il morale, essere pieno di coraggio, infondere coraggio. dim. altino, altuccio    • 2 •   profondo, detto di massa liquida: acqua alta molti metri; alta marea  | acqua alta, nella laguna veneta, alta marea | alto mare, aperto e lontano dalla riva: essere in alto mare, al largo; (fig.) essere ancora lontano dalla soluzione di un problema    • 3 •   acuto, elevato, detto di nota o suono: una voce molto alta  | forte, intenso, detto solo di suono: parlare ad alta voce    • 4 •   ingente, grande, elevato, detto di numero o di grandezza che si può valutare numericamente: prezzi alti; alta pressione  | intenso: gli scambi commerciali si mantengono alti  | alta stagione, periodo di maggior affluenza turistica    • 5 •   situato a settentrione: l'alta italia; l'alto lazio  | prossimo alla sorgente: l'alto corso di un fiume  | (fig.) vicino alle origini: alto medioevo, l'inizio del medioevo    • 6 •   avanzato nel tempo: giorno alto, giorno fatto; notte alta, inoltrata, profonda | pasqua alta, che cade tardi    • 7 •   (fig.) nobile, sublime: uomo di alti sentimenti; tenere alto il proprio nome, onorarlo con una condotta esemplare | (lett.) grave, solenne: tien quelle rive altissima quiete  (leopardi la vita solitaria  33) | (lett.) arduo, difficile: immergersi in alti studi  | superiore: corso di alta cultura    • 8 •   (fig.) di importanza, di qualità, di classe: l'alta società; alta moda; quartieri alti  | alto patrocinio, quello di importanti autorità | alta uniforme, uniforme di gala | alto commissario, che è posto alla diretta dipendenza del consiglio dei ministri, con funzioni straordinarie  s.m.  la parte più alta di qualcosa | (assol.) il cielo: dio ci guarda dall'alto  | gli alti e bassi, (fig.) le alterne vicende: gli alti e bassi della fortuna  | guardare dall'alto in basso, (fig.) con disprezzo e alterigia | fare alto e basso, (fig. , lett.) avere ogni potere, spadroneggiare | nella loc. avv.  in alto, verso l'alto (anche fig.): mani in alto!, si dice puntando un'arma | in alto i cuori!, coraggio!  avv.    • 1 •   in su, in luogo elevato: volare alto; mirare, tirare alto    • 2 •   (lett.) acutamente: sonò alto un nitrito  (pascoli) | parlare alto, con voce forte    • 3 •   (lett.) nobilmente, in modo sublime: natura umana, or come, / se frale in tutto e vile, / se polve ed ombra sei, tant'alto senti?  (leopardi sopra il ritratto d'una bella donna  50-53) § altamente avv.    • 1 •   grandemente, notevolmente: un insegnante altamente qualificato    • 2 •   (lett.) nobilmente: a chi altamente oprar non è concesso  (foscolo sonetti)    • 3 •   (ant.) ad alta voce.
alto   (2) inter.  e s.m.  (ant.) alt: fare alto, fare tappa, fermarsi.
altoatesino   o alto atesino, agg.  [pl. altoatesini] dell'alto adige  s.m.  [f. -a] chi abita, chi è nato in alto adige.
altocumulo   o alto cumulo, s.m.  [pl. altocumuli] (meteor.) nube chiara a forma di strato fioccoso; dà al cielo l'aspetto detto di cielo a pecorelle. 
altoforno   o alto forno, s.m.  [pl. altiforni] forno a tino che, alimentato in continuo con strati alterni di carbone coke e di minerale di ferro, serve per la produzione della ghisa madre (o ghisa d'altoforno), materiale di base dell'industria siderurgica.
altolà   inter.  intimazione di arresto da parte di una sentinella: altolà! fermo o sparo   s.m. invar.  l'ordine stesso di arresto: intimare l'altolà  | dare l'altolà a qualcuno, (fig. fam.) dirgli chiaramente di smetterla.
altolocato   agg.  [pl. altolocati] che occupa un'alta posizione sociale: un personaggio altolocato. 
altoparlante   s.m.  [pl. altoparlanti] apparecchio elettromagnetico che converte segnali elettrici in segnali acustici; nell'uso com., apparecchio che amplifica voci e suoni.
altopiano   anche altipiano, s.m.  [pl. altipiani, anche altopiani] (geog.) regione estesa e pianeggiante situata a un'altitudine superiore ai 300 metri sul livello del mare.
altore   s.m.  e agg.  [f. -trice] (poet.) che alimenta, dà sostentamento: l'altrice terra umida  (d'annunzio).
altorilievo   s.m.  [pl. altorilievi] tecnica e opera scultorea nella quale le figure emergono con molto stacco dal fondo, con cui però fanno blocco unico.
altosonante    ⇨ altisonante.
altostrato   o alto strato, s.m.  [pl. altostrati] (meteor.) nube scura stratificata di aspetto fibroso, situata a notevole altezza sopra la superficie del suolo.
altramente   altramenti  ⇨ altrimenti.
altresì   ant. altressì, avv.    • 1 •   (lett.) anche, inoltre: verranno altresì pubblicati i nomi dei vincitori    • 2 •   (ant.) similmente, parimenti.
altrettale   ant. altr'e tale, agg.  (lett.) tale e quale; simile, uguale.
altrettanto   agg. indef.    • 1 •   quanto l'altro, nella stessa misura: venti uomini e altrettante donne    • 2 •   tanto (in correlazione con quanto): ho altrettanti libri quanti ne hai tu   pron. indef.    • 1 •   la stessa quantità, la stessa misura: di quella stoffa ci sono rimasti dieci metri, di questa altrettanto    • 2 •   la stessa cosa: egli si alzò e io feci altrettanto  | come risposta a un augurio: «buona giornata» «grazie, altrettanto»   avv.  nella stessa misura; nello stesso modo: non mi è riuscito altrettanto bene. 
altri   pron. indef. sing. invar.  (lett.)    • 1 •   un'altra persona (si usa per lo più come soggetto): chi altri potrebbe essere?  ' non altri che, nessun altro che: non c'è altri che lui che possa averlo detto    • 2 •   qualcuno (anche in correlazione con taluno, alcuno, uno): non voglio che altri mi ritenga colpevole; taluno dice una cosa, altri un'altra. 
altrieri   s.m.  (lett.) l'altro ieri.
altrimenti   ant. altrimente, altramenti, altramente, avv.    • 1 •   in altro modo, diversamente: devi agire altrimenti; in quella situazione non si poteva fare altrimenti  | non altrimenti che, non diversamente da | altrimenti detto, chiamato anche    • 2 •   in caso contrario, se no: fai presto, altrimenti perdi il treno    • 3 •   (ant.) affatto (usato spec. per rafforzare una negazione): prese sua compagnia e senza mutare altramente consiglio se n'andò a quel bagno  (boccaccio dec.  iii, 6).
altro   agg. indef.    • 1 •   diverso, differente (con valore indeterminato): scegliere un altro oggetto; prendere un'altra strada  | l'altro mondo, l'oltretomba; cose dell'altro mondo, (fig.) incredibili, inconcepibili | d'altra parte, del resto    • 2 •   restante, rimanente (sempre preceduto dall'art. determinativo): che ne fai dell'altra lana?; restai, mentre gli altri ospiti se ne andarono    • 3 •   che è successivo, nuovo, in più rispetto a qualcosa di precedente: ci sono altre cose che devi sapere; comperare un altro chilo di pane; ripetilo un'altra volta  ' novello: un altro bonaparte  | secondo: è stato un altro padre per lui    • 4 •   con riferimento al tempo scorso, precedente o anche immediatamente anteriore a quello precedente: l'altr'anno; ieri l'altro, l'altro ieri  | seguente o anche immediatamente successivo a quello seguente; prossimo, venturo: l'altro lunedì; domani l'altro; quest'altr'anno; da un momento all'altro, fra breve; da un giorno all'altro, prossimamente    • 5 •   unito ad aggettivo e pronome personale o indefinito ha valore rafforzativo: chiunque altro; noi, voi altri  (anche noialtri ecc.); quest'altro; quell'altro    • 6 •   in correlazione con uno  indica cosa o persona diversa dalla precedente, ma che ha relazione con essa: l'uno e l'altro nonno ormai sono morti; l'una e l'altra volta    • 7 •   (non com.) alternativo, nel sign. 3: arte altra, teatro altro   pron. indef.    • 1 •   un'altra persona o cosa (al sing. è sempre preceduto dall'art. indeterminativo): un altro non avrebbe fatto così; ho letto questo libro, puoi darmene un altro?; lo daremo ad altri; diventare, parere un altro, essere, sembrare diverso, cambiato | una cosa come un'altra, una cosa qualsiasi, senza grande importanza    • 2 •   in espressioni con valore partitivo: ne vuoi dell'altro?, ne vuoi ancora?    • 3 •   in correlazione con uno, alcuno : in un modo o nell'altro; uno legge, l'altro gioca; alcuni vennero, altri no; gli uni acconsentirono, gli altri rifiutarono  | l'un l'altro, reciprocamente: si aiutavano l'un l'altro   s.m.    • 1 •   altra cosa: che altro ti manca?; farò questo e altro; non fa altro che piangere; pensavo ad altro, a tutt'altro, a ben altro  | bugiardo che non sei altro!, sei solo un gran bugiardo | ci vuol altro!, occorre ben di più: ci vuol altro per stancarmi!  | non ci mancava altro!, ci voleva anche questa! | usato correlativamente, indica opposizione, forte diversità: altro è dire, altro è fare  | usato in varie loc. avv.  : per altro, del resto, però più che altro, soprattutto; senz'altro, certamente; senza indugio; se non altro, almeno; non foss'altro, senza aggiungere altro, quanto meno; tra l'altro, tra le altre cose, inoltre; tutt'altro, all'opposto, niente affatto    • 2 •   pl.  preceduto dall'articolo determinativo, l'altra gente, il prossimo: non badare a ciò che pensano gli altri; non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te   avv.  (rar.) ancora, oltre: senza star altro a lambiccarsi il cervello  (manzoni p. s.  xi).
altroché   o altro che, avv.  certamente sì (usato in risposte affermative decise): «hai mangiato bene?» «altroché! era tutto buonissimo. ».
altronde   avv.    • 1 •   (lett.) da altro luogo: di là e non altronde ci può venire un soccorso    • 2 •   (ant.) altrove, in altro luogo, per altra via: ed io contra sua voglia altronde 'l meno  (petrarca canz.  xlvii, 8) | nella loc. avv.  d'altronde, del resto, a ogni modo, d'altra parte: sì, è colpa mia; d'altronde non potevo farci nulla. 
altrove   avv.  in altro luogo: esser diretto altrove; avere la testa altrove, (fig.) essere distratto, pensare ad altro.
altrui   agg. poss.  di altri, degli altri (indica possesso, riferendosi a possessore o a possessori indeterminati): non immischiatevi nei fatti altrui; sacrificarsi per il bene altrui   pron. indef. invar.   (lett.) altri (si riferisce a persona e sostituisce il pron. altri  nelle funzioni di complemento): esser pietose  / di se stesse e d'altrui  (foscolo sepolcri  92-93)  s.m. sing.  la roba d'altri: non desiderare l'altrui. 
altruismo   s.m.  amore per il prossimo, dedizione per gli altri.
altruista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi opera con altruismo.
altruistico   agg.  [pl. m. -ci] che è proprio dell'altruista, dell'altruismo: comportamento, gesto altruistico  § altruisticamente avv. 
altura   s.f.    • 1 •   luogo più elevato rispetto al terreno circostante; colle, monte: il castello sorge su un'altura    • 2 •   (mar.) alto mare: motoscafo, pesca d'altura. 
alturiere   s.m.  (mar.) pilota d'altura.
aluatta   s.f.  scimmia sudamericana urlatrice, provvista di lunga coda prensile, che vive nelle foreste dell'america centrale.
aluccia   s.f.    • 1 •   vezz.  di ala    • 2 •   salvagente che si allaccia alla parte alta del braccio; bracciale.
alula   s.f.    • 1 •   (zool.) lobo situato tra l'ala e il torace di alcuni ditteri    • 2 •   (aer.) aletta posta presso il bordo d'attacco dell'ala per aumentare la portanza e la stabilità.
alunite   s.f.  minerale da cui si estrae il potassio e si produce allume di rocca.
alunnato   s.m.  (non com.) condizione di alunno; periodo trascorso come alunno.
alunno   s.m.  [f. -a]    • 1 •   scolaro, detto spec. di chi frequenta la scuola dell'obbligo: un alunno di quinta elementare; gli alunni del maestro rossi    • 2 •   (ant.) chi è allevato dalla balia.
alveare   s.m.    • 1 •   nido naturale delle api o cassetta costruita dall'uomo per il loro allevamento    • 2 •   (fig.) grande caseggiato popolare molto affollato.
alveo   s.m.    • 1 •   solco naturale o artificiale entro cui scorre un corso d'acqua; letto    • 2 •   (lett.) cavità.
alveolare   agg.    • 1 •   (med.) di alveolo, che si riferisce agli alveoli: cavità alveolare; piorrea alveolare    • 2 •   (ling.) si dice di suono che viene articolato avvicinando e appoggiando la lingua all'arcata degli alveoli degli incisivi superiori; p. e. in it. sono alveolari i fonemi consonantici: / l /, / r /, / n /, / s /, / z /, / ts /, / dz /    • 3 •   che presenta struttura ad alveoli: tessuto alveolare. 
alveolato   agg.  dotato di alveoli.
alveolite   s.f.  (med.) infiammazione degli alveoli polmonari o dentari.
alveolo   s.m.    • 1 •   piccola cavità completamente chiusa o aperta da una parte | alveoli dentari, (anat.) cavità delle ossa mascellari nelle quali sono impiantati i denti | alveoli polmonari, (anat.) piccole cavità del polmone in cui avvengono gli scambi gassosi tra sangue e aria inspirata    • 2 •   (bot.) fossetta situata alla superficie di alcuni organi vegetali    • 3 •   ciascuna delle cellette in cui le api depongono il miele.
alvo   s.m.    • 1 •   (lett.) ventre; utero: materno alvo  (ariosto o. f.  i, 55)    • 2 •   (fig. ant.) parte interna, cavità: dentro all'alvo / di questa fiamma  (dante purg.  xxvii, 25-26)    • 3 •   (anat.) canale intestinale.
alzabandiera   s.m. invar.  la cerimonia dell'alzare la bandiera, in caserma o in manifestazioni militari.
alzabile   agg.  che si può alzare.
alzacristallo   s.m.  [pl. invar.  o -li] dispositivo per alzare e abbassare i vetri mobili dei finestrini di un'autoveicolo: alzacristalli elettrici. 
alzagola    ⇨ alzavola.
alzaia   s.f.  fune per far risalire la corrente di un fiume a un natante trainandolo dalla riva; anche la strada lungo la quale si effettua il traino | anche agg.  : strada alzaia. 
alzamento   s.m.  (non com.) l'alzare, l'essere alzato; sollevamento.
alzare   v. tr.    • 1 •   portare, levare in alto o più in alto; rivolgere verso l'alto; sollevare, innalzare (anche fig.): alzare il capo; alzare una seggiola; alzare preghiere a dio  | alzare le carte (da gioco), tagliare il mazzo | alzare le mani, sollevare le braccia in segno di resa; arrendersi (anche fig.); alzare le mani (su qualcuno), percuoterlo, picchiarlo; alzare le mani al cielo, in atto di preghiera o di sconforto | alzare gli occhi al cielo, in segno di rassegnazione o sofferenza o sollievo | non alzare la testa dai libri, dal piatto ecc. , (fig.) studiare, mangiare ecc. senza soste | alzare il gomito, (fig.) bere un po' troppo | alzare le spalle, in segno di noncuranza o disprezzo | alzare i tacchi, (fig.) scappare, fuggire | alzare i bicchieri, brindare | alzare la cresta, (fig.) diventare superbo, ribellarsi | alzare qualcuno alle stelle, al cielo, (fig.) lodarlo esageratamente | alzare le vele, (mar.) spiegarle e partire: per correr miglior acque alza le vele  / omai la navicella del mio ingegno  (dante purg.  i, 1-2)    • 2 •   costruire, elevare, erigere: alzare un muro    • 3 •   rendere più alto, aumentare di intensità: alzare i prezzi; alzare il volume della radio  | alzare la voce, parlare a voce più alta; anche, alzare il tono della voce per intimidire qualcuno o per esprimere collera, protesta e sim.    • 4 •   nel linguaggio venatorio, provocare l'alzata di uccelli | alzarsi v. rifl.    • 1 •   diventare più alto, crescere: il livello del fiume si è alzato dopo le ultime piogge    • 2 •   sorgere, levarsi: si è alzato un forte vento    • 3 •   protendersi, levarsi verso l'alto: si alzarono le fiamme  | v. rifl.    • 1 •   tirarsi su, mettersi in piedi, in posizione ritta: alzarsi da terra, dalla sedia  | (assol.) levarsi dal letto, incominciare la giornata: alzarsi presto, tardi    • 2 •   levarsi in volo.
alzata   s.f.    • 1 •   l'alzare, l'alzarsi: l'alzata di un peso; l'alzata di un muro, la sua costruzione | un'alzata di spalle, atto di noncuranza, disinteresse | votazione per alzata e seduta, quella in cui chi approva si alza e chi disapprova rimane seduto; votazione per alzata di mano, quella in cui chi approva alza un braccio | alzata d'ingegno, trovata ingegnosa (anche iron.) | alzata  (o levata) di scudi, (fig.) ribellione | alzata di testa, (fig.) capriccio, puntiglio. dim. alzatina  pegg. alzataccia    • 2 •   vassoio a più ripiani per frutta, dolci ecc.    • 3 •   parte rialzata di un mobile    • 4 •   altezza di uno scalino    • 5 •   (arch.) disegno della facciata di un edificio    • 6 •   (sport) nella pallavolo, passaggio alto della palla a un compagno in modo da favorirne la schiacciata | nel sollevamento pesi, sollevamento del bilanciere da terra fino alla completa distensione delle braccia verso l'alto: sollevare 250 chili in tre alzate  | nella pallacanestro, lancio in alto della palla effettuato dall'arbitro tra due avversari    • 7 •   nel linguaggio venatorio, l'alzarsi in volo degli uccelli.
alzataccia   s.f.  (fam.) faticosa levata di buon'ora dal letto; levataccia.
alzato   part. pass.  di alzare   agg.  nei sign. del verbo | stare alzato, non coricarsi  s.m.  (arch.) rappresentazione verticale della facciata di un edificio.
alzatrice   s.f.  macchina per la rifinitura dei tessuti di lino che riporta le pezze all'altezza voluta.
alzavalvola   s.m.  [pl. invar.  o -le] (mecc.) nei motori a scoppio a due tempi, dispositivo che alza la valvola di scarico del cilindro, per facilitare l'avviamento o l'arresto del motore.
alzavola   o alzagola, s.f.  uccello di palude simile all'anatra; in italia è stazionario (ord.  anseriformi).
alzo   s.m.  parte mobile del dispositivo di puntamento delle armi da fuoco, che può assumere diverse altezze secondo la distanza del bersaglio e quindi determinare una diversa inclinazione dell'arma | alzo (a) zero, posizione di tale dispositivo a cui corrisponde quella orizzontale dell'arma, per tiri ravvicinati.
am   s.f. invar.  tecnica di trasmissioni radio a modulazione d'ampiezza, nella quale l'ampiezza delle onde portanti viene variata in funzione del segnale da trasmettere; è usata normalmente per la trasmissione di segnali telegrafici, radiofonici e televisivi.
amabile   agg.    • 1 •   degno di essere amato | (estens.) che ispira simpatia; gentile, cordiale: un amabile sorriso; una persona amabile    • 2 •   si dice di vino dal gusto leggermente dolce § amabilmente avv.  piacevolmente, cortesemente.
amabilità   s.f.  l'essere amabile; piacevolezza, affabilità: l'amabilità del suo discorso; la tua amabilità lo ha conquistato. 
amaca   s.f.  giaciglio pensile costituito da una rete o da un telo che viene sospeso tra due sostegni, spec. tra due alberi.
amadore    ⇨ amatore.
amadriade   s.f.    • 1 •   (mit.) ninfa dei boschi    • 2 •   (zool.) scimmia africana con lunga criniera, muso canino, coda corta terminante in un pennacchio.
amagnetico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di corpo che non può essere magnetizzato.
amaide   s.f.  (arald.) fascia scorciata.
amalgama   s.m.  [pl. -mi], non com. s.f.  [pl. -me]    • 1 •   (chim.) lega a freddo di uno o più metalli con mercurio    • 2 •   (estens.) miscuglio, impasto (anche fig.): un amalgama di idee confuse    • 3 •   (ling.) fusione di due o più elementi minimi per cui si origina un solo elemento: nel francese  au vi è amalgama di  à le.
amalgamante   agg.  (ling.) si dice di lingua che esprime i rapporti grammaticali e sintattici attraverso l'uso di affissi piuttosto che di preposizioni.
amalgamare   v. tr.  [io amàlgamo ecc.]    • 1 •   (chim.) fare un amalgama    • 2 •   (estens.) impastare, legare insieme: amalgamare la farina con l'acqua    • 3 •   (fig.) mettere insieme cose o persone diverse; fondere: amalgamare elementi eterogenei  | amalgamarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   impastarsi: materiali amalgamati    • 2 •   fondersi (anche fig.): colori che non si amalgamano; la squadra si è ben amalgamata. 
amalgamazione   s.f.  (chim.) azione dell'amalgamare | processo di amalgamazione, tecnica di estrazione di metalli nobili da sabbie o minerali polverizzati, facendoli legare col mercurio e recuperandoli poi per distillazione.
amamelidacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni legnose, con fiori a spiga, frutti a capsula e foglie palmate | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
amamelide   s.f.  arbusto del nordamerica di cui la corteccia e le foglie sono usate in farmacia per le proprietà astringenti ed emostatiche (fam.  amamelidacee).
amandola    ⇨ mandorla.
amanita   s.f.  (bot.) genere di funghi che comprende specie commestibili, p. e. l'ovolo buono, e velenose, p. e. la tignosa verdognola (fam. agaricacee).
amante   (1) part. pres.  di amare   agg.  che ama; che ha interesse per qualcosa; amatore: amante della musica, delle belle arti   s.m.  e f.    • 1 •   chi ha una relazione amorosa, spec. extraconiugale o ritenuta comunque illecita    • 2 •   (lett.) chi è legato da amore a un'altra persona; innamorato.
amante   (2) o mante, s.m.  (mar.) sistema di funi e carrucole per sollevare o spostare vele e pennoni.
amantiglio   o mantiglio, s.m.  (mar.) cavo che sostiene per l'estremità un'asta (p. e., sulle navi a vele quadre, quello che sostiene i pennoni per le loro estremità e li mantiene orizzontali).
amanuense   s.m.    • 1 •   chi, prima dell'invenzione della stampa, copiava manoscritti    • 2 •   impiegato addetto alla scrittura a mano di atti o documenti: amanuense di uno studio notarile. 
amanza   s.f.  (ant.) amore: la smesurata amanza / de lo core 'nfocato  (iacopone) | (estens.) donna amata.
amaraco   s.m.  (non com.) maggiorana.
amarantacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni erbacee o arbustive, con fiori a spiga e frutto a pisside | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
amarantino   agg.  (lett.) di colore amaranto.
amaranto   s.m.    • 1 •   pianta erbacea con infiorescenze a spiga color rosso porpora (fam.  amarantacee)    • 2 •   colore rosso scuro, tipico di tali piante | anche come agg. invar.  : un'automobile amaranto. 
amarasca    ⇨ marasca.
amarascato   agg.  si dice di bevanda con aroma di marasca.
amarasco    ⇨ marasco.
amare   v. tr.    • 1 •   nutrire profondo affetto, voler bene: amare i propri figli; amare un fratello, un amico; una persona che sa farsi amare  | sentire propensione, desiderio, piacere, attaccamento per qualcosa: amare la giustizia, la verità; amare la natura, gli animali; amare la musica, il disegno; amare il denaro, la buona cucina, le comodità    • 2 •   provare amore, inclinazione affettiva e attrazione fisica per qualcuno: amare appassionatamente  | fare l'amore: l'amò con grande trasporto    • 3 •   nutrire un sentimento religioso di amore, di carità: amare dio; amare il prossimo    • 4 •   detto di animali, mostrare inclinazione istintiva; ricercare: un cane che ama la compagnia; un animale che ama il caldo  | detto di vegetali, richiedere: una pianta che ama l'acqua    • 5 •   seguito da infinito o da prop. oggettiva, desiderare, volere, preferire: amerei vederti; amerei che tu fossi franco; amo credere che... | amarsi v. rifl.    • 1 •   volersi bene: si amavano come fratelli    • 2 •   avere una relazione amorosa: si amano da tre anni  | avere rapporti sessuali: si amarono appassionatamente  | v. rifl.  voler bene a sé stesso: si ama troppo, ha a cuore soltanto sé stesso.
amareggiamento   s.m.  (fig. non com.) l'amareggiare, l'amareggiarsi, l'essere amareggiato.
amareggiare   v. tr.  [io amaréggio ecc.]    • 1 •   (rar.) fare, rendere amaro    • 2 •   (fig.) rattristare, affliggere; render penoso: amareggiare l'esistenza, la vita a qualcuno  | v. intr.  [aus. essere] (lett.) diventare amaro; diventare salato: giunge ove nei salsi flutti / il bel tamigi amareggiando intoppa  (ariosto o. f.  viii, 26) | amareggiarsi v. rifl.  provare amarezza, rattristarsi.
amareggiato   part. pass.  di amareggiare   agg.  rattristato, in pena: essere amareggiato per qualcosa. 
amarella   s.f.    • 1 •   pianta erbacea con foglie biancastre e fiori gialli riuniti in capolini (fam.  composite)    • 2 •   denominazione generica di molte piante dal sapore amaro (p. e.  camomilla, artemisia).
amarena   s.f.    • 1 •   frutto dell'amareno    • 2 •   sciroppo, bevanda o confettura ricavati dai frutti dell'amareno | usato come agg. invar.  di colore rosso scuro come quello delle amarene.
amareno   s.m.  varietà di ciliegio dai frutti di sapore acidulo; visciolo (fam.  rosacee).
amaretto   s.m.    • 1 •   pasticcino di forma tonda e schiacciata, a base di mandorle    • 2 •   liquore di sapore simile a quello del pasticcino.
amarezza   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere amaro, sapore amaro    • 2 •   (fig.) tristezza profonda: mi parlò con amarezza dei torti subiti  | contrarietà dispiacere: una vita piena di amarezze. 
amaricante   agg.  si dice di sostanza amara o che rende amaro; in partic., di additivo che dà sapore amaro o amarognolo, usato spec. nella preparazione di bevande e liquori | anche come s.m.  : bere un amaricante come digestivo. 
amaricare   v. tr.  [io amàrico, tu amàrichi ecc.] (ant.) rendere amaro | (fig.) amareggiare, angosciare.
amarico   agg.  [pl. m. -ci] dell'amhara, regione dell'etiopia  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante dell'amhara    • 2 •   lingua del ceppo semitico parlata dagli amarici, attualmente lingua ufficiale dell'etiopia.
amarilli   o amarillide [a-ma-rìl-li-de], s.f.  pianta erbacea ornamentale con grandi fiori a imbuto dai colori vivaci (fam.  amarillidacee).
amarillidacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni, con foglie lineari e fiori a ombrella, comprendente tra le altre il narciso, l'agave e il bucaneve | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
amarillide    ⇨ amarilli.
amaritudine   s.f.  (ant. , lett.) amarezza (spec. fig.): l'affanno e l'amaritudine che gli dava una tale proposta  (manzoni p. s.  xxxiii).
amaro   agg.    • 1 •   che è di sapore contrario al dolce: amaro come il fiele; mandorla amara; caffè amaro, non zuccherato | avere la bocca amara, avere cattivo sapore in bocca; (fig.) provare una delusione; lasciare l'amaro in bocca, la bocca amara, (fig.) lasciare deluso, insoddisfatto | inghiottire un boccone amaro, (fig.) subire impotenti un torto o qualcosa di spiacevole    • 2 •   (fig.) che dà dolore o pena; spiacevole: è stata un'amara sorpresa  | che rivela dolore, amarezza: prorompere in una risata amara   s.m.    • 1 •   sapore amaro: l'amaro del caffè  | inghiottire amaro e sputar dolce, (fig.) sopportare con rassegnazione dissimulando il proprio dispiacere    • 2 •   nell'industria alimentare, caratteristica alterazione del vino o del formaggio    • 3 •   liquore aromatico a base di estratti vegetali, bevuto generalmente come aperitivo o digestivo    • 4 •   (fig. lett.) amarezza: amaro e noia / la vita, altro mai nulla  (leopardi a se stesso  9-10) | masticare amaro, (fig.) provare risentimento, dispetto, senza poterlo manifestare    • 5 •   (fig.) rancore § amaramente avv.  con amarezza; con dispiacere, rimpianto, dolore.
amarognolo   o amarogno [a-ma-ró-gno], agg.  si dice di sapore tendente all'amaro, ma non spiacevole | (fig.) leggermente amaro; sgradevole: un tono amarognolo  | anche s.m.  : sapere di amarognolo. 
amarore   s.m.    • 1 •   (non com.) sapore amaro (p. e.  del vino, del formaggio)    • 2 •   (ant. fig.) amarezza, dolore.
amarra   s.f.  (mar.) corda per ormeggiare.
amarrare   e deriv.   ⇨ ammarrare e deriv. 
amarulento   agg.  (lett.) alquanto amaro (anche fig.): l'amarulenta / fragranza della linfa  (d'annunzio).
amarume   s.m.  (rar.)    • 1 •   sostanza amara, sapore amaro    • 2 •   (fig.) astiosità malanimo.
amasio   s.m.  [f. -a] (lett.)    • 1 •   amante, drudo    • 2 •   cinedo.
amastia   s.f.  (med.) assenza della ghiandola mammaria.
amateur   s.m. invar.  dilettante, amatore.
amatista   amatisto  ⇨ ametista.
amato   part. pass.  di amare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è amato: l'amato bene; l'amatissimo figlio. 
amatore   ant. amadore, s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (ant.) chi ama, è innamorato | oggi, per lo più iron., seduttore, donnaiolo: è un grande amatore    • 2 •   (non com.) amante di qualcosa: amatore della tranquillità, degli studi  | appassionato, intenditore: un vero amatore della pittura  | (estens.) collezionista: un amatore di armi antiche; prezzo da amatore, che risponde all'interesse dell'acquirente e non al valore di mercato; pezzo da amatore, oggetto che solo un collezionista può apprezzare    • 3 •   (sport) atleta non professionista; dilettante.
amatoriale   agg.  da amatore: prezzo amatoriale. 
amatorio   agg.  (lett.) che riguarda l'amore, che lo stimola: arte amatoria; filtro amatorio. 
amatriciano   agg.  di amatrice, cittadina della provincia di rieti | spaghetti all'amatriciana, conditi con sugo di pomodoro, guanciale, cipolla, peperoncino piccante e formaggio pecorino  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di amatrice.
amaurosi   s.f.  (med.) perdita totale della vista dovuta a lesioni nervose.
amazzone   s.f.    • 1 •   (mit.) nome di mitiche donne guerriere dell'asia minore unite in una comunità dalla quale erano esclusi gli uomini; secondo la tradizione, si recidevano la mammella destra per tendere meglio l'arco    • 2 •   (estens.) donna che pratica l'equitazione; cavallerizza: cavalcare all'amazzone, con ambedue le gambe da un lato della sella | (fig.) donna di temperamento e atteggiamento virili    • 3 •   abito da cavallerizza | anche agg.  : formica amazzone, (zool.) quella che rende schiave altre formiche per sfruttarne il lavoro.
amazzoniano   agg.  dell'amazzonia, regione dell'america meridionale coincidente col bacino del rio delle amazzoni.
amazzonico   agg.  (geog.) del rio delle amazzoni | proprio dei territori attraversati dal rio delle amazzoni: foresta, tribù amazzonica. 
amazzonio   agg.  (lett.) che si riferisce alle amazzoni o è proprio di esse.
amazzonite   s.f.  (min.) varietà di ortoclasio di color verde, usata come pietra ornamentale.
amba   s.f.  (geog.) montagna isolata di forma troncoconica, tipica dell'altopiano etiopico.
ambage   s.f.  (lett.)    • 1 •   cammino, percorso tortuoso: il fragor dell'onde / avea lunga eco per ambagi ignote  (d'annunzio) | (fig.) tortuosità: l'avida ambage dello sguardo  (gadda)    • 2 •   (fig.) oscuro giro di parole: né per ambage... / ma per chiare parole e con preciso  / latin rispuose  (dante par.  xvii, 31-35) | senz'ambagi, in modo chiaro e diretto.
ambarvali   s.m. pl. , o ambarvalie s.f. pl. , nell'antica roma, feste pubbliche per purificare i campi e propiziare il raccolto.
ambasceria   ant. imbasceria, s.f.    • 1 •   gruppo di persone inviate da uno stato presso un altro per compiere una missione diplomatica    • 2 •   l'incarico di compiere una missione diplomatica: accettare un'ambasceria. 
ambascia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   (non com.) difficoltà nel respirare; affanno    • 2 •   (fig.) dolore morale, angoscia.
ambasciadore    ⇨ ambasciatore.
ambasciare   ant. imbasciare, v. tr.  [io ambàscio ecc.] (lett.) addolorare, angosciare | v. intr.  [aus. essere], ambasciarsi v. rifl.  (lett.) provare ambascia.
ambasciata   ant. imbasciata, s.f.    • 1 •   rappresentanza diplomatica di uno stato presso un altro | la residenza della medesima    • 2 •   l'incarico di portare un messaggio: affidare un'ambasciata  | ciò che si manda a dire a qualcuno; il messaggio stesso: fare, portare un'ambasciata. 
ambasciatore   ant. ambasciadore, imbasciatore, s.m.  [f. -trice, pop. -tora]    • 1 •   rappresentante diplomatico di uno stato presso un altro; il f. ambasciatrice  può indicare anche la moglie dell'ambasciatore    • 2 •   chi porta un'ambasciata; messaggero: ambasciatori di pace  | prov.  : ambasciator non porta pena, chi riferisce per incarico d'altri una cosa sgradita non può esserne considerato responsabile.
ambasso   o ambassi, s.m.  nel gioco dei dadi, il doppio asso.
ambata   s.f.  nel lotto, giocata di una serie di ambi in cui uno dei due numeri è fisso.
ambedue   ant. ambeduo, ambodue, amendue, non com. ambidue solo m., agg. num. invar.  (lett.) tutti e due, l'uno e l'altro, entrambi (è sempre seguito dall'art. determinativo): ambedue le sorelle   pron. invar.  tutti e due: uscimmo ambedue dalla stanza. 
ambi-  ambi- primo elemento di composti dotti di origine latina o di formazione moderna, derivato dal lat. a°mbo  'tutt'e due, entrambi' (ambidestro, ambivalenza).
ambiare   v. intr.  [io àmbio ecc. ; aus. avere] andare col passo dell'ambio.
ambiatore   agg.  si dice di cavallo addestrato ad ambiare.
ambidestrismo   s.m.  l'essere ambidestro.
ambidestro   agg.  che si serve di ambedue le mani con uguale abilità | (estens.) che sa usare altrettanto bene ambedue i piedi: calciatore ambidestro  | anche s.m.  [f. -a]: essere un ambidestro. 
ambidue    ⇨ ambedue.
ambientale   agg.  dell'ambiente, di un determinato ambiente: condizioni ambientali; tutela ambientale; beni ambientali. 
ambientalismo   s.m.    • 1 •   ecologismo    • 2 •   indirizzo degli studi psicologici che, nella genesi e nella strutturazione dei comportamenti umani e animali, attribuisce importanza prevalente ai fattori ambientali; si contrappone a innatismo. 
ambientalista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   che, chi opera per la difesa dell'ambiente    • 2 •   (psicol.) sostenitore dell'ambientalismo.
ambientalistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla tutela dell'ambiente; ecologistico.
ambientamento   s.m.  l'ambientare, l'ambientarsi, l'essere ambientato: avere problemi di ambientamento. 
ambientare   v. tr.  [io ambiènto ecc.] adattare all'ambiente; collocare in un ambiente: ambientare un mobile; ambientare un racconto nella toscana dell'ottocento  | ambientarsi v. rifl.  adattarsi, assuefarsi a un ambiente (anche assol.): ambientarsi alla vita di campagna; non riuscire ad ambientarsi. 
ambientatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) arredatore; scenografo.
ambientazione   s.f.    • 1 •   ambientamento | in teatro e in cinematografia, l'allestimento scenico atto a ricreare un determinato ambiente    • 2 •   il modo stesso di ambientare, il tipo di ambientamento: un racconto di ambientazione storica. 
ambiente   agg.  (rar.) che circonda, che sta intorno; usato nella loc. temperatura ambiente : vino a temperatura ambiente, non refrigerato  s.m.    • 1 •   il luogo, lo spazio fisico, le condizioni biologiche in cui un organismo (uomo, animale, pianta) si trova, vive : ambiente naturale, artificiale; ambiente marino, montano  | tutela dell'ambiente, insieme di leggi e di misure di diritto penale e amministrativo tendenti a proteggere l'ambiente naturale di un territorio (aria, terra, acque, bellezze naturali) da ogni genere di inquinamento    • 2 •   (estens.) l'insieme delle condizioni sociali, culturali, morali in cui una persona vive; le persone che si frequentano, con le quali si è a contatto: essere, sentirsi nel proprio ambiente; cambiare ambiente; frequentare un ambiente equivoco ' insieme di persone accomunate da uno stesso ideale o interesse; circolo: gli ambienti studenteschi, rivoluzionari  | (fig.) complesso di circostanze che rendono possibile il manifestarsi di un fenomeno: l'illuminismo creò l'ambiente adatto alla rivoluzione francese.  dim. (anche iron.) ambientino    • 3 •   stanza, locale, vano : una casa con tre ambienti    • 4 •   (inform.) software operativo che permette l'utilizzazione di specifici programmi applicativi: ambiente dos, windows. 
ambientista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pittore o fotografo di ambienti.
ambigenere   agg.  (gramm.) si dice di sostantivo che può essere usato sia al maschile sia al femminile, senza mutare desinenza (p. e. artista, cantante).
ambiguità   s.f.    • 1 •   l'essere ambiguo, variamente interpretabile    • 2 •   secondo alcune teorie linguistiche, la polivalenza semantica che è caratteristica intrinseca dei testi letterari e di ogni espressione linguistica.
ambiguo   agg.    • 1 •   che non ha un unico significato, che può essere inteso in più modi: un discorso ambiguo; una risposta ambigua    • 2 •   che dà luogo a dubbi e sospetti: comportamento ambiguo; persona ambigua, equivoca § ambiguamente avv. 
ambio   s.m.  andatura naturale di taluni quadrupedi (p. e.  giraffe, cammelli) che nel correre portano avanti contemporaneamente la gamba anteriore e quella posteriore dello stesso lato, alternandole con quelle dell'altro lato; il cavallo può esservi addestrato: andare d'ambio. 
ambipolare   agg.  (non com.) bipolare.
ambire   v. tr.  [io ambisco, tu ambisci ecc.], v. intr.  [aus. avere] desiderare ardentemente, bramare: ambire (a) un premio, (a) un titolo; ambire di far carriera. 
ambito   (1) s.m.    • 1 •   ambiente circoscritto; spazio in cui un fatto si produce, si svolge un'attività (spec. fig.): l'ambito delle mura domestiche; nell'ambito dei suoi poteri; in ambito medico    • 2 •   (mus.) distanza tra il suono più grave e il suono più acuto di una melodia | estensione di una voce o di uno strumento    • 3 •   (dir.) nel diritto romano, broglio elettorale.
ambito   (2) part. pass.  di ambire  e agg.  nei sign. del verbo.
ambivalente   agg.  che presenta una duplicità di aspetti, valori, significati e sim.: argomento, sentimento ambivalente. 
ambivalenza   s.f.    • 1 •   carattere di ciò che è ambivalente    • 2 •   (psicoan.) compresenza in un individuo di impulsi o sentimenti antitetici verso il medesimo oggetto.
ambizione   s.f.  volontà di ottenere qualcosa che si desidera ardentemente: ambizione di ben figurare, di riuscire; l'ambizione della carriera  | assol.  brama di potere, di successo e sim.; in senso buono, viva aspirazione a migliorare, a eccellere: una persona rovinata dall'ambizione; un giovane pieno di ambizione; l'ambizione è un vizio o una virtù, secondo le vie che sceglie, secondo il bene o il male che produce  (cuoco) | la cosa che si ambisce: la carica di sindaco era la sua ambizione.  dim. ambizioncella. 
ambiziosaggine   s.f.  (non com.) ambizione meschina, inopportuna.
ambizioso   agg.  che rivela ambizione: un progetto ambizioso   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha ambizione o agisce per ambizione: un politico molto ambizioso  § ambiziosamente avv. 
ambliopia   s.f.  (med.) diminuzione dell'acutezza visiva dovuta a fattori organici generali.
ambo   agg. num.  (lett.) [per lo più invar. nei due generi; ma anche m. ambi, f. ambe] tutti e due, entrambi: con ambo le mani; d'ambo i lati; in ambi i casi; di lacrime sparso ambe le guance  (leopardi all'italia  81)  s.m.  nel gioco del lotto, combinazione di due numeri estratti sulla stessa ruota | nella tombola, estrazione di due numeri nella stessa fila di una cartella.
ambodue    ⇨ ambedue.
ambone   s.m.    • 1 •   (arch.) nelle chiese paleocristiane, tribuna rialzata davanti all'altare, destinata alle letture liturgiche e alla predicazione; fu in seguito sostituito dal pulpito    • 2 •   dopo il concilio vaticano ii, qualsiasi palchetto da cui si tengano le letture bibliche e le omelie.
ambosessi   o ambosesso, agg. invar.  di entrambi i sessi; sia maschio sia femmina.
ambra   s.f.    • 1 •   resina fossile di conifere, di aspetto vetroso e colore giallo, con notevole potere dielettrico, usata per fabbricare oggetti ornamentali: una collana d'ambra    • 2 •   color giallo intenso, caratteristico dell'ambra    • 3 •   ambra grigia, sostanza grigia ricavata dal ventre del capodoglio, che viene usata in profumeria | profumo, simile a quello del muschio, emanato dall'ambra grigia | usato come agg. invar.  giallo intenso: color ambra. 
ambrato   agg.  che ha il colore o il profumo dell'ambra: vino ambrato; il bel corpo agile e ambrato  (campana).
ambretta   s.f.  pianta erbacea con foglie ovali, fiori rosei o violacei riuniti in capolini, dalla quale si estrae un olio aromatico molto odoroso, usato in liquoreria e in profumeria (fam.  dipsacee).
ambrogetta   s.f.  mattonella di terracotta smaltata o di marmo usata per rivestimento di pavimenti e pareti.
ambrogino   o ambrosino, s.m.  moneta d'oro o d'argento coniata a milano nei secc. xiii-xiv.
ambrosia   s.f.    • 1 •   (mit.) il cibo degli dei, che rendeva immortale chi ne gustasse | fragranza divina che si diffondeva al passaggio o alla presenza di un dio    • 2 •   (estens.) ogni cibo o bevanda squisita: questo liquore è un'ambrosia  | unguento dal profumo raffinato: le trecce, nitide  / per ambrosia recente  (foscolo all'amica risanata)    • 3 •   pianta erbacea aromatica simile alla ruta (fam.  composite).
ambrosiano   agg.    • 1 •   di sant'ambrogio, vescovo di milano dal 369 al 397: rito ambrosiano, liturgia osservata nell'archidiocesi milanese e risalente a sant'ambrogio; canto ambrosiano, simile al bizantino, più ornato del gregoriano; inno ambrosiano, il te deum, attribuito leggendariamente a sant'ambrogio    • 2 •   (estens.) milanese, dei milanesi: circolo ambrosiano  | carnevale ambrosiano, più lungo del normale (dura fino al sabato successivo al mercoledì delle ceneri) per via della più corta quaresima, del rito ambrosiano  s.m.  [f. -a] milanese.
ambrosino    ⇨ ambrogino.
ambrosio   agg.  (lett.) che ha sapore o profumo d'ambrosia: la gran chioma  / ambrosia  (d'annunzio).
ambulacrale   agg.  (zool.) di, relativo agli ambulacri: apparato, sistema ambulacrale. 
ambulacro   s.m.    • 1 •   (arch.) corridoio coperto a portico (in palazzi, teatri, templi ecc.); deambulatorio    • 2 •   (zool.) negli echinodermi, appendice retrattile che serve come organo di tatto e di locomozione.
ambulante   part. pres.  di ambulare   agg.    • 1 •   (lett.) che cammina, che passeggia    • 2 •   che si sposta continuamente, che non ha sede fissa; girovago: venditore ambulante; biblioteca ambulante, mobile | essere una biblioteca ambulante, (fig. scherz.) sapere tutto  s.m.    • 1 •   [anche f.] venditore, venditrice ambulante    • 2 •   ambulante postale, vagone ferroviario postale.
ambulanza   s.f.    • 1 •   veicolo per il trasporto di malati o feriti, in genere attrezzato per il primo soccorso    • 2 •   (mil.) infermeria da campo.
ambulare   v. intr.  [io àmbulo ecc. ; aus. avere] (lett.  o scherz.) camminare, passeggiare; deambulare.
ambulatoriale   agg.  di ambulatorio; che si pratica in ambulatorio: cura, intervento ambulatoriale  § ambulatorialmente avv.  in modo ambulatoriale: curarsi ambulatorialmente. 
ambulatorio   agg.    • 1 •   che concerne il camminare; che serve a camminare: muscoli ambulatori    • 2 •   (dir.) si dice di obbligazione in cui la persona del debitore può mutare se l'oggetto dell'obbligazione viene trasferito ad altri    • 3 •   (non com.) ambulatoriale  s.m.  luogo adibito a sala di consultazione medica, a interventi di pronto soccorso o a prestazioni specialistiche che non richiedono degenza: medicarsi in ambulatorio; ambulatorio oculistico, dentistico; ambulatorio veterinario, struttura per la cura degli animali domestici.
ambulazione   s.f.  (rar.) l'atto, la facoltà di camminare.
amburghese   agg.    • 1 •   di amburgo, città della germania; della regione di amburgo    • 2 •   galletto amburghese, gallo di piccole dimensioni dalle carni pregiate  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita ad amburgo.
-ame  -ame suffisso di sostantivi di valore collettivo, derivati dal latino o formati direttamente in italiano (legname, vasellame, pollame); spesso ha valore spregiativo (carname, gentame) [ ⇨ -ume].
ameba   s.f.    • 1 •   (zool.) protozoo rizopode unicellulare di cui alcune specie sono parassiti intestinali dell'uomo e degli animali    • 2 •   (pop.) amebiasi.
amebeo   agg.  formato da versi alterni, a dialogo: canto, carme amebeo, nella poesia greca e latina, componimento tipico del genere pastorale.
amebiasi   s.f.  (med.) malattia infettiva causata dalla presenza di amebe nell'intestino.
amebico   agg.  (med.) provocato da ameba: infezione amebica. 
ameboide   agg.  di aspetto simile all'ameba | movimento ameboide, analogo a quello compiuto dalle amebe per la locomozione.
amelia   s.f.  (med.) mancato sviluppo degli arti.
amello   s.m.  pianta erbacea perenne dai grandi fiori viola con disco interno giallo; predilige i terreni calcarei (fam.  composite).
amen   pop. ammen, inter.    • 1 •   espressione liturgica che conclude una preghiera; equivale a 'così sia'    • 2 •   (fam.) esprime scherzosa rassegnazione: e allora amen, fai come ti pare   s.m. invar.    • 1 •   attimo, momento: in un amen, con riferimento al poco tempo necessario per pronunciare la parola «amen»    • 2 •   essere, giungere all'amen, alla fine, alla conclusione    • 3 •   (teol.) in alcuni testi neotestamentari, il cristo, testimone verace delle promesse di dio.
amendue    ⇨ ambedue.
amenità   s.f.    • 1 •   l'essere ameno: l'amenità del paesaggio    • 2 •   cosa o detto piacevole; facezia | (iron.) sciocchezza, ridicolaggine: dire un mucchio di amenità. 
ameno   agg.  piacevole, spec. alla vista; che ricrea, che diverte: luogo, soggiorno ameno; lettura, compagnia amena; storielle amene  | strano, bizzarro: un tipo ameno; un'amena trovata  § amenamente avv. 
amenorrea   s.f.  (med.) mancanza del flusso mestruale nella donna in età feconda.
amentato   agg.  (lett.) fornito di amento: la destra scagliò l'asta amentata  (d'annunzio).
amente   agg.    • 1 •   (ant.) pazzo, dissennato    • 2 •   (psich.) malato di amenza.
amento   s.m.    • 1 •   (st.) correggia che i romani fissavano all'impugnatura del giavellotto per agevolarne la presa e il lancio    • 2 •   (bot.) tipo di infiorescenza a spiga pendula, con asse fiorale flessibile; gattino.
amenza   s.f.  (psich.) disturbo caratterizzato da confusione mentale, deliri e allucinazioni.
amenziale   agg.  (psich.) di amenza: stato amenziale. 
americana   s.f.  (sport) gara ciclistica a coppie, disputata su pista da corridori che si alternano nella prova.
americanata   s.f.  (spreg.) azione, comportamento caratterizzati da un gusto ingenuo di grandiosità e di esibizione, quale si suole attribuire agli americani.
americanismo   s.m.    • 1 •   (ling.) parola o espressione propria dell'inglese parlato negli stati uniti d'america o delle lingue iberiche dell'america centromeridionale | parola o espressione originaria delle lingue indiane d'america entrata in un'altra lingua (p. e. caimano, boa  in it.)    • 2 •   consuetudine o costume tipico degli abitanti degli stati uniti; l'imitazione di tali consuetudini    • 3 •   attaccamento, fedeltà alle tradizioni, agli interessi statunitensi | politica uniformata o ispirata alla costituzione americana.
americanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   studioso, di americanistica    • 2 •   (sport) ciclista che partecipa a un'americana.
americanistica   s.f.  lo studio storico ed etnologico del continente americano | in senso più ristretto, lo studio della lingua e della letteratura degli stati uniti d'america.
americanizzare   v. tr.  adattare, improntare agli usi e ai costumi americani, spec. degli stati uniti | v. intr.  [aus. essere], americanizzarsi v. rifl.    • 1 •   assumere gusti, abitudini tipici degli americani    • 2 •   (ling.) assorbire voci e locuzioni americane.
americano   agg.    • 1 •   delle americhe: il continente americano    • 2 •   per antonomasia, statunitense: l'esercito americano  | all'americana, secondo l'uso americano: cucina all'americana, con mobili componibili di disegno geometrico, in formica o legno; partenza all'americana, nel motociclismo, partenza lanciata  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo delle americhe | per antonomasia, abitante, nativo degli stati uniti d'america    • 2 •   l'inglese parlato e scritto in america    • 3 •   aperitivo a base di vermut, amaro, seltz e scorza di limone    • 4 •   (comm.) giornale mastro che riporta gli sviluppi dei singoli mastrini.
americio   s.m.  elemento chimico artificiale, altamente radioattivo, il cui simbolo è am; si ottiene dal plutonio.
amerindio   o amerindiano [a-me-rin-dià-no], non corretto amerindo, agg.  degli indiani d'america: popolazione amerindia   s.m.  [f. -a] indigeno delle americhe.
ametabolo   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di insetto che non subisce metamorfosi (p. e.  il tisanuro).
ametista   ant. amatista, s.f. ; ant. anche amatisto, ametisto s.m.    • 1 •   pietra preziosa di colore violetto; è una varietà del quarzo: ametista bruciata, quarzo giallo; ametista falsa, fluorite di color viola; ametista orientale, corindone rosso scuro    • 2 •   colore violetto o rosso scuro come quello della pietra | anche come agg. invar. : una stoffa ametista. 
ametistino   agg.  (min.) si dice di un tipo di quarzo che presenta una leggera colorazione violacea.
ametisto    ⇨ ametista.
ametrope   agg.  e s.m.  e f.  (med.) che presenta ametropia.
ametropia   s.f.  (med.) denominazione comune dei difetti di rifrazione dell'occhio, cioè miopia, ipermetropia e astigmatismo.
amfetamina   o anfetamina, amfetammina, anfetammina, s.f.  farmaco sintetico stimolante del sistema nervoso centrale; accresce il rendimento psicofisico.
amfi-  amfi-  ⇨ anfi-.
amianto   s.m.  nome comune ad alcune varietà fibrose di silicati che, per la flessibilità dei filamenti e la resistenza al fuoco, si impiegano per tessuti e rivestimenti antincendio; asbesto: tuta di amianto. 
amicabile   agg.    • 1 •   (ant.) amichevole    • 2 •   (mat.) si dice di coppie di numeri interi in cui ciascuno è uguale alla somma dei divisori, primi e non primi, dell'altro (p. e.  220 e 284).
amicale   agg.  (lett.) amichevole: confortato soltanto dagli amicali saluti  (cicognani) § amicalmente avv. 
amicare   v. tr.  (lett.) rendere amico: amicare qualcuno agli studi; amicarsi qualcuno, farselo amico | amicarsi v. rifl.  (lett.) contrarre reciproca amicizia.
amichevole   agg.    • 1 •   da amico, confidenziale; come tra amici: colloquio, comportamento amichevole  | in via amichevole, confidenzialmente: risolvere in via amichevole una lite, senza adire le vie legali | incontro amichevole, competizione sportiva non ufficiale    • 2 •   (ant.) incline all'amicizia, socievole: persona sollazzevole e amichevole assai  (boccaccio dec.  v, 5)    • 3 •   nel gergo informatico, si dice di programma che guida passo passo l'utente nelle sue operazioni § amichevolmente avv. 
amichevolezza   s.f.    • 1 •   l'essere amichevole    • 2 •   pl.  (non com.) attenzioni premurose.
amicizia   s.f.    • 1 •   legame tra persone basato su affinità di sentimenti, schiettezza, disinteresse e reciproca stima: fare amicizia; vivere in amicizia; rompere, troncare l'amicizia; amicizia interessata, che mira a un utile, non sincera | (estens.) buone relazioni: l'amicizia tra due paesi, stati, nazioni, popoli  | prov.  : patti chiari, amicizia lunga    • 2 •   (eufem.) relazione amorosa | amicizia particolare, (eufem.) relazione omosessuale    • 3 •   spec. pl.  persona con cui si ha un legame di amicizia: la cerchia delle mie amicizie  | (estens.) persona con cui si ha una particolare relazione sociale: avere amicizie influenti. 
amico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   animato da amicizia, benevolo: persona, parola amica  | (non com.) amato, caro | (lett.) propizio, favorevole: sorte amica    • 2 •   alleato: l'esercito amico   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi ha legami di amicizia con un'altra persona: amico di famiglia, d'infanzia; amico intimo, fraterno; l'amico del cuore, l'amico prediletto e, per eufem., l'innamorato; amici per la pelle, uniti in ogni circostanza; comportarsi da amico  | l'amico dell'uomo, il cane | l'amico del giaguaro, (scherz.) chi inavvertitamente favorisce gli avversari (il giaguaro) del proprio amico | prov.  : chi trova un amico, trova un tesoro.  dim. amichetto  accr. amicone    • 2 •   modo scherzoso o ironico con cui ci si riferisce a una persona nota: lo invitai a bere e l'amico venne senza farsi pregare; credeva di spuntarla, l'amico!    • 3 •   (eufem.) amante: avere l'amica    • 4 •   persona che sente inclinazione per qualcosa; cultore, amante: amico dell'arte  | pl.  si usa in denominazioni di associazioni culturali: gli amici della musica, del teatro. 
amicrobico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) senza microorganismi.
amida   s.f.  (zool.) testuggine di fiume con muso terminante in una piccola proboscide (ord.  testudinati).
amidaceo    ⇨ amilaceo.
amidatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] operaio addetto all'amidatura.
amidatura   s.f.  (ind. tessile) procedimento consistente nell'impregnare di sostanze amidacee o gommose i tessuti di cotone per aumentarne resistenza e rigidezza.
amide   e deriv.   ⇨ ammide e deriv. 
amido   s.m.  sostanza di riserva di molti vegetali, chimicamente analoga agli zuccheri; si presenta come una polvere biancastra ed è assai usato nell'industria per le sue proprietà collanti.
amigdala   s.f.    • 1 •   (anat.) ghiandola del retrobocca, a forma di mandorla; tonsilla | (estens.) ogni altra formazione anatomica simile    • 2 •   manufatto preistorico di pietra scheggiata, a forma di mandorla, usato come strumento di lavoro o come arma    • 3 •   (min.) concrezione minerale nella cavità di una roccia.
amigdaliano   agg.  e s.m.  in paletnologia, si dice del più antico periodo dell'età paleolitica, caratterizzato dall'uso diffusissimo di amigdale.
amigdalina   s.f.  (chim.) glucoside contenuto nelle mandorle amare.
amigdalite   s.f.  (med.) infiammazione delle amigdale; tonsillite.
amigdaloide   agg.    • 1 •   (scient.) che ha forma simile a quella della mandorla    • 2 •   (min.) che contiene amigdale: roccia amigdaloide   s.m.  amigdala, nel sign. 2.
amilaceo   o amidaceo, agg.  si dice di sostanza che contiene amido o che ha natura di amido.
amilasi   s.f.  (chim.) enzima che scinde l'amido in destrine e maltosio.









amilo-  amilo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal lat. amy°lum  'amido'; significa 'amido' o indica relazione con esso.
amiloplasto   s.m.  (bot.) plastidio capace di condensare l'amido nel proprio interno; leucoplasto.
amilopsina   s.f.  (biol.) amilasi contenuta nel succo pancreatico.
amimia   s.f.  (med.) assenza o riduzione dell'espressività del viso per rigidità dei muscoli; è tipica del morbo di parkinson.
amina   e deriv.   ⇨ ammina e deriv. 
amino-  amino-  ⇨ ammino-.
amistà   o amistade [a-mi-stà-de], amistate, s.f.  (ant. , lett.) amicizia: l'amistà per diletto fatta, o per utilitade, non è vera amistà  (dante convivio).
amistanza   s.f.  (ant.) amicizia, alleanza: questo guerrier ch'avea tanta possanza, / pel parentado antico ed amistanza  (pulci).
amistate    ⇨ amistà.
amitosi   s.f.  (biol.) divisione della cellula consistente in un semplice sdoppiamento, senza modificazioni numeriche dei cromosomi del nucleo.
amitto   s.m.    • 1 •   (lit.) panno di lino che il sacerdote si pone sulle spalle prima di indossare il camice    • 2 •   (ant.) velo.
amletico   agg.  [pl. m. -ci] di amleto, protagonista dell'omonima tragedia di shakespeare | (estens.) irresoluto, contraddittorio, ambiguo: carattere amletico; dubbio amletico, difficile da risolvere § amleticamente avv. 
amletismo   s.m.  carattere contraddittorio, ambiguo, irresoluto | atteggiamento di sofferta irresolutezza.
amlira   o am-lira, s.f.  moneta cartacea introdotta in italia nel 1943 dalle forze alleate di occupazione; ebbe corso legale fino al 1950.
ammaccamento   s.m.  ammaccatura.
ammaccare   v. tr.  [io ammacco, tu ammacchi ecc.] produrre una deformazione sulla superficie di un corpo, colpendolo o premendolo | ammaccarsi v. rifl.  ricevere un'ammaccatura, prendere una botta.
ammaccato   part. pass.  di ammaccare   agg.  che ha subito un'ammaccatura; pesto, acciaccato: un frutto ammaccato; sentirsi le ossa ammaccate. 
ammaccatura   s.f.  deformazione prodotta su una superficie da un colpo. dim. ammaccaturina  | (estens.) lesione superficiale, segno di un colpo.
ammaestrabile   agg.  che si può ammaestrare.
ammaestramento   s.m.    • 1 •   l'ammaestrare, l'insegnare, l'educare    • 2 •   ciò che si insegna; precetto, ammonimento: gli ammaestramenti evangelici    • 3 •   addestramento di animali.
ammaestrare   v. tr.  [io ammaèstro  o ammaéstro ecc.]    • 1 •   istruire; impartire un insegnamento: ammaestrare nel canto  | educare, dare precetti (spec. morali): ammaestrare i giovani; i fatti ammaestrano più che le parole  | rendere esperto; scaltrire    • 2 •   addestrare un animale a compiere certi atti o esercizi: ammaestrare foche, orsi. 
ammaestrativo   agg.  (ant.) che ammaestra; educativo.
ammaestrato   part. pass.  di ammaestrare   agg.  nei sign. del verbo § ammaestratamente avv. 
ammaestratore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (ant.) chi ammaestra; educatore    • 2 •   chi addestra animali: ammaestratore di cavalli. 
ammagliare   (1) v. tr.  [io ammàglio ecc.]    • 1 •   (non com.) rammagliare    • 2 •   legare balle o casse con funi incrociate a forma di rete    • 3 •   fare il bordo a un materasso.
ammagliare   (2) v. tr.  [io ammàglio ecc.] battere col maglio.
ammagliatore   s.m.    • 1 •   scaricatore portuale addetto ad ammagliare balle, casse    • 2 •   nell'industria siderurgica, agganciatore.
ammagliatura   s.f.  l'ammagliare, l'essere ammagliato.
ammainabandiera   s.m. invar.  la cerimonia di ammainare la bandiera, in caserma o durante raduni militari.
ammainare   v. tr.  [io ammàino, non com. io ammaìno ecc.] far scendere una vela, una bandiera, un carico mediante un cavo a cui sono legati | ammainare le vele, (fig.) desistere da un'impresa.
ammalare   v. tr.  (non com.) infettare, guastare | v. intr.  [solo nei tempi semplici] (non com.) cadere ammalato | ammalarsi v. rifl.  contrarre una malattia, divenire infermo: ammalarsi di bronchite. 
ammalato   part. pass.  di ammalare   agg.  malato (anche fig.): ammalato di tifo; ammalato di nostalgia, d'amore   s. m. [f. -a] chi è infermo, malato.
ammalazzare   v. intr.  [aus. essere], ammalazzarsi v. rifl.  (non com.) prendersi un malanno; essere soggetto ad acciacchi.
ammalazzato   part. pass.  di ammalazzare   agg.  (non com.) malazzato, malaticcio.
ammaliamento   s.m.  l'ammaliare, l'essere ammaliato; malia.
ammaliante   part. pres.  di ammaliare   agg.  seducente, affascinante: uno sguardo ammaliante. 
ammaliare   v. tr.  [io ammàlio ecc.]    • 1 •   far la malia a qualcuno; affatturare, incantare    • 2 •   (fig.) sedurre, affascinare: la bellezza di quei luoghi lo ammaliò. 
ammaliato   part. pass.  di ammaliare   agg.  colpito da malia; incantato, affascinato.
ammaliatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi ammalia; seducente: sorriso ammaliatore; quella donna è un'ammaliatrice. 
ammalinconire   v. tr.  [io ammalinconisco, tu ammalinconisci ecc.] (non com.) rendere malinconico; immalinconire | v. intr.  [aus. essere], ammalinconirsi v. rifl.  (non com.) immalinconirsi.
ammaliziare   v. tr.  [io ammalìzio ecc.] rendere malizioso; smaliziare | ammaliziarsi v. rifl.  acquistare malizia, scaltrezza; smaliziarsi.
ammaliziato   part. pass.  di ammaliziare   agg.  scaltrito, smaliziato § ammaliziatamente avv. 
ammalizzire   v. tr.  [io ammalizzisco, tu ammalizzisci ecc.] (non com.) rendere malizioso, scaltro | v. intr.  [aus. essere] (non com.) diventare malizioso, acquistare scaltrezza; smaliziarsi.
ammaltare   v. tr.  (non com.) fare la malta; impastare materie argillose.
ammammolarsi   v. rifl.  [io mi ammàmmolo ecc.] (fam. tosc.) detto degli occhi, inumidirsi di pianto; anche, essere sul punto di chiudersi per il sonno, essere imbambolati.
ammanco   s.m.  [pl. -chi] somma di denaro mancante a causa di errore contabile o appropriazione indebita: ammanco di cassa; un ammanco di dieci milioni. 
ammandorlato   agg.    • 1 •   fatto a mandorla    • 2 •   detto di vino, che ha un vago sapore di mandorle  s.m.    • 1 •   muro di mattoni disposti in modo da lasciare dei vuoti a forma di rombo    • 2 •   grata fatta con sbarre di legno o metallo disposte in diagonale.
ammanettare   v. tr.  [io ammanétto ecc.] bloccare con le manette | (estens.) arrestare.
ammanicarsi   v. rifl.  (fam.) ammanigliarsi.
ammanicato   part. pass.  di ammanicarsi   agg.  (fam.) ammanigliato: è ammanicato con personaggi influenti. 
ammanierare   v. tr.  [io ammanièro ecc.] (non com.) rendere manierato; abbellire in modo artificioso.
ammanierato   part. pass.  di ammanierare   agg.  (non com.) manierato, affettato, lezioso.
ammanigliare   v. tr.  [io ammanìglio ecc.] (mar.) congiungere o agganciare (cavi, catene) mediante una maniglia di metallo | ammanigliarsi v. rifl.  (fig. fam.) stringere relazioni di convenienza con persone importanti in vista di raccomandazioni e appoggi; ammanicarsi.
ammanigliato   part. pass.  di ammanigliarsi   agg.  (fig.) che ha una rete di rapporti influenti; ammanicato.
ammannare   (1) v. tr.  riunire in manne, in covoni: ammannare il grano. 
ammannare   (2)  ⇨ ammannire.
ammannellare   v. tr.  [io ammannèllo ecc.] (tosc.) ammatassare.
ammannire   ant. ammannare, v. tr.  [io ammannisco, tu ammannisci ecc.]    • 1 •   preparare, spec. riferito a cibi: ammannire un pranzo, una cena    • 2 •   (scherz.) propinare: ci ammannirono una cerimonia di una noia mortale. 
ammansire   non com. ammansare, v. tr.  [io ammansisco, tu ammansisci ecc.] rendere mansueto: orfeo ammansiva le fiere col canto  | calmare, rabbonire: è difficile ammansire una persona quando è in collera  | v. intr.  [aus. essere], ammansirsi v. rifl.  divenire mansueto | rabbonirsi, placarsi.
ammantare   v. tr.    • 1 •   avvolgere con un manto | (estens.) vestire    • 2 •   (fig.) ricoprire, rivestire: la campagna era ammantata di neve  | celare, dissimulare: ammantare la verità  | ammantarsi v. rifl.  avvolgersi in un manto | (estens.) coprirsi, rivestirsi: il cielo si è ammantato di stelle  | (fig.) ostentare qualcosa che non si possiede: ammantarsi di dignità. 
ammantatura   s.f.    • 1 •   (non com.) l'ammantare, l'ammantarsi    • 2 •   (lett.) manto o altro indumento che ammanta.
ammantellare   v. tr.  [io ammantèllo ecc.] (non com.) coprire con un mantello | (estens.) avvolgere, circondare | (fig.) mascherare, nascondere.
ammanto   s.m.  (lett.)    • 1 •   manto; per estens., vestimento solenne, paludamento    • 2 •   (estens.) aspetto esteriore, corpo (come veste dell'anima): virtù non luce in disadorno ammanto  (leopardi ultimo canto di saffo  54)    • 3 •   (fig.) dignità, autorità: intese cose che furon cagione  / di sua vittoria e del papale ammanto  (dante inf.  ii, 26-27).
ammappa    ⇨ ammazza.
ammaraggio   s.m.  (aer.) discesa di un aeromobile su uno specchio d'acqua.
ammarare   v. intr.  [aus. avere; non com. essere] (aer.) effettuare una manovra di ammaraggio.
ammarezzare   v. tr.  [io ammarézzo ecc.] (non com.)  ⇨ marezzare.
ammarraggio   o amarraggio, s.m.  (mar.) ormeggio, attracco.
ammarrare   non com. amarrare, v. tr.    • 1 •   (mar.) ormeggiare | (assol.) attraccare    • 2 •   assicurare a un sostegno: ammarrare un cavo a un traliccio. 
ammassamento   s.m.    • 1 •   l'ammassare, l'ammassarsi; accumulo, ammasso    • 2 •   raggruppamento, assembramento di persone | (mil.) concentramento di forze e mezzi.
ammassare   v. tr.    • 1 •   radunare in massa; raccogliere in gran quantità accumulare, accantonare: ammassare il legname; ammassare ricchezze  | (mil.) concentrare forze e mezzi in un luogo: ammassare le truppe al confine    • 2 •   portare all'ammasso: ammassare il grano  | ammassarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   divenire una massa compatta: la polenta si è ammassata    • 2 •   affollarsi in gran numero, stiparsi: ammassarsi in piazza. 
ammassatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (rar.) che, chi ammassa, accumula    • 2 •   che, chi presiede l'amministrazione di un ammasso.
ammassellare   v. tr.  [io ammassèllo ecc.] (non com.)    • 1 •   ammonticchiare    • 2 •   stipare in barili.
ammassicciare   v. tr.  [io ammassìccio ecc.]    • 1 •   ridurre in massa dura, solida e compatta: ammassicciare un metallo    • 2 •   (non com.) massicciare | ammassicciarsi v. rifl.  (non com.) divenire compatto, massiccio; ammassarsi, rassodarsi.
ammasso   s.m.    • 1 •   insieme disordinato di cose sovrapposte; mucchio, cumulo: ammasso di macerie    • 2 •   (scient.) aggregato di elementi simili: ammasso cellulare, cristallino  | ammasso stellare, (astr.) agglomerato di stelle accomunate dallo stesso moto e da identiche caratteristiche spettrali    • 3 •   raccolta di prodotti agricoli in appositi magazzini disposta per legge in particolari circostanze (p. e.  durante una guerra) o anche decisa per libero accordo tra gli interessati; il luogo stesso in cui si ammassano tali prodotti: l'ammasso del grano  | portare il cervello all'ammasso, (fig.) aderire acriticamente alle opinioni della maggioranza, o a una dottrina, un partito dominante e sim.
ammatassare   v. tr.  avvolgere in matassa.
ammattimento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'ammattire, l'ammattirsi    • 2 •   cosa che fa ammattire; rompicapo.
ammattire   v. intr.  [io ammattisco, tu ammattisci ecc. ; aus. essere], ammattirsi v. rifl.    • 1 •   diventare matto, impazzire    • 2 •   (fig.) scervellarsi, rompersi il capo: ammattirsi su un problema. 
ammattonare   v. tr.  [io ammattóno ecc.] pavimentare con mattoni; mattonare: ammattonare il cortile. 
ammattonato   part. pass.  di ammattonare  e agg.  nel sign. del verbo  agg.  e s.m.  si dice di pavimento lastricato a mattoni; mattonato.
ammattonatura   s.f.  l'operazione dell'ammattonare; mattonatura | il risultato di tale operazione.
ammazza   eufem. ammappa, inter.  (roman. pop.) espressione di meraviglia o stupore: ammazza che fame!. 
ammazzacaffè   s.m. invar.  (fam.) bevanda alcolica che si beve a fine pasto dopo il caffè.
ammazzamento   s.m.    • 1 •   l'ammazzare; uccisione    • 2 •   (fig.) lavoro stancante; grande fatica.
ammazzare   v. tr.    • 1 •   uccidere in modo violento; più genericamente, far morire: li ammazzarono come cani; la polmonite lo ha ammazzato  | macellare: ammazzare un maiale    • 2 •   (fig.) logorare, stremare: un lavoro che ammazza  | deprimere, avvilire: il teppismo sta ammazzando lo sport  | far passare: ammazzare il tempo, la noia leggendo    • 3 •   in alcuni giochi di carte, giocare una carta che supera quella dell'avversario conquistando il punto, la presa o la mano    • 4 •   (ant.) uccidere a colpi di mazza | ammazzarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   togliersi la vita; suicidarsi | ammazzarsi di fatica, di lavoro, (fig.) caricarsene eccessivamente    • 2 •   perdere la vita accidentalmente: ammazzarsi in un incidente d'auto. 
ammazzasette   s.m. invar.  chi ostenta forza e brutalità.
ammazzata   s.f.  (fig. fam.) sfacchinata, faticata.
ammazzato   part. pass.  di ammazzare   agg.  nei sign. del verbo | morto ammazzato, (pop.) di morte violenta.
ammazzatoio   s.m.  macello, mattatoio.
ammazzatore   s.m.  [f. -trice] (ant.) chi ammazza | (rar.) chi macella il bestiame.
ammazzatura   s.f.  (ant.)    • 1 •   l'ammazzare; macellazione    • 2 •   (fig.) ammazzata.
ammen    ⇨ amen.
ammencire   v. tr.  [io ammencisco, tu ammencisci ecc.] (tosc.) rendere floscio e molle | v. intr.  [aus. essere] (tosc.) diventare floscio, avvizzire.
ammenda   s.f.    • 1 •   (dir.) pena pecuniaria fissata per le contravvenzioni    • 2 •   (fig.) riconoscimento e riparazione di un male commesso: fare ammenda dei  (per i) propri errori. 
ammendamento   s.m.    • 1 •   (non com.) emendamento    • 2 •   (agr.) operazione di miglioramento dello stato del terreno dal punto di vista sia fisico sia meccanico | il fertilizzante correttivo impiegato in questa operazione.
ammendare   v. tr.  [io ammèndo ecc.]    • 1 •   (lett.) emendare, rimediare, correggere    • 2 •   (agr.) migliorare, bonificare un terreno | ammendarsi v. rifl.  (lett.) correggersi, emendarsi: tu ti sei molto bene ammendato per li miei castigamenti  (boccaccio dec.  iii, 3).
ammennicolare   lett. amminicolare, v. intr.  [io ammennìcolo ecc. ; aus. avere] (rar.) cavillare | fantasticare, gingillarsi.
ammennicolo   lett. amminicolo, s.m.    • 1 •   (rar.) sostegno, appoggio | pretesto, cavillo    • 2 •   accessorio, aggiunta; cosa di poco conto.
ammentare   v. tr.  [io amménto ecc.] (ant.) ricordare, rammentare | v. intr.  [aus. essere], ammentarsi v. rifl.  (ant.) ricordarsi, rammentarsi.
ammesso   part. pass.  di ammettere   agg.  nei sign. del verbo | ammesso che, concesso che, posto che: ammesso pure che tu abbia ragione, non devi farlo   s.m.  [f -a] chi può accedere, chi è stato riconosciuto idoneo, chi ha superato una data prova: gli ammessi a un concorso. 
ammestare   v. tr.  [io ammésto ecc.] (rar.)    • 1 •   mestare, mettere in disordine    • 2 •   assol.  spadroneggiare.
ammetare   v. tr.  [io amméto ecc.] disporre i covoni in mete; abbarcare.
ammettenza   o ammittanza, s.f.  (fis.) in un circuito a corrente alternata, grandezza elettrica inversa all'impedenza.
ammettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   lasciar entrare; accogliere, introdurre, ricevere: ammettere alla presenza, in un collegio, tra i soci; è stato ammesso a frequentare    • 2 •   accettare; riconoscere idoneo: ammettere agli esami    • 3 •   permettere, consentire; comportare: non sono ammesse discussioni; il problema ammette più soluzioni  | riconoscere: una verità ammessa da tutti    • 4 •   supporre: ammettiamo che tu abbia ragione    • 5 •   (ant.) aizzare, incitare.
ammezzamento   s.m.  (rar.) dimezzamento.
ammezzare   v. tr.  [io ammèzzo  ecc.]    • 1 •   dividere a metà dimezzare, smezzare | riferito a un recipiente, lasciarlo pieno solo per metà: ammezzare un fiasco, un bicchiere    • 2 •   (non com.) eseguire a metà, lasciare a mezzo: ammezzare un lavoro. 
ammezzato   part. pass.  di ammezzare   agg.  e s.m.  : si dice del piano di un edificio posto tra il piano terreno e il primo piano; mezzanino.
ammezzimento   s.m.  processo di maturazione della frutta che provoca l'imbrunimento della polpa; è indispensabile perché alcuni frutti (nespole, cachi ecc) siano commestibili.
ammezzire   v. intr.  [io ammezzisco, tu ammezzisci ecc. ; aus. essere], ammezzirsi v. rifl.  diventare mézzo, quasi marcio.
ammiccamento   s.m.    • 1 •   l'ammiccare    • 2 •   (fisiol.) il battito delle palpebre.
ammiccante   agg.  che ammicca, che dà segni di intesa: sguardo, sorriso ammiccante. 
ammiccare   v. intr.  [io ammicco, tu ammicchi ecc. ; aus. avere] fare cenni, per lo più di soppiatto; far l'occhiolino in segno d'intesa | (fig.) dar segni di intesa a qualcuno; intendersela con qualcuno.
ammicco   s.m.  [pl. -chi] l'ammiccare; cenno d'intesa, occhiolino | (fig.) luccichio: il continuo ammicco delle stelle  (calvino).
ammide   o amide, s.f.  (chim.) composto derivante dall'ammoniaca che trova impiego nella produzione di materie plastiche, fertilizzanti ecc.
ammidico   o amidico, agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo all'ammide.
ammina   o amina, s.f.  (chim.) composto derivato dall'ammoniaca impiegato nella produzione di resine e fibre sintetiche.
amminico   o aminico, agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo all'ammina.
amminicolo   e deriv.   ⇨ ammennicolo e deriv. 
amministrare   v. tr.    • 1 •   prendersi cura dell'organizzazione, della gestione di un ente, un bene, un'attività, pubblici o privati: amministrare un comune, un'azienda, delle proprietà, la casa  | amministrare lo stato, governare | amministrare la giustizia, esercitare le funzioni proprie del potere giurisdizionale    • 2 •   (estens.) dosare, regolare, disciplinare: amministrare il proprio tempo, le proprie forze    • 3 •   (non com.) somministrare: amministrare una medicina  | amministrare i sacramenti, (lit.) impartirli | amministrarsi v. rifl.  gestirsi, governarsi, regolarsi: una persona che si amministra bene, che sa far bene i propri interessi.
amministrativista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, esperto di diritto amministrativo.
amministrativo   agg.  di amministrazione; che riguarda l'amministrazione o un'amministrazione: impiegato amministrativo; l'ufficio amministrativo di un'azienda; autorità amministrativa, che ha la responsabilità di una pubblica amministrazione o svolge il proprio compito in quell'ambito | diritto amministrativo, ramo del diritto pubblico che attiene all'organizzazione e all'attività della pubblica amministrazione | atto, provvedimento amministrativo, emanato da un'autorità amministrativa | giustizia, giurisdizione amministrativa, quella che dirime le controversie tra il cittadino e la pubblica amministrazione | decentramento amministrativo, attribuzione a organi periferici di funzioni precedentemente esercitate da organi del potere centrale | elezioni amministrative, quelle che riguardano comuni, province e regioni | potere amministrativo, esecutivo | anno amministrativo, periodo di amministrazione finanziaria della durata di un anno | usato anche come s.m.  [f. -a] chi lavora nell'amministrazione di un'azienda pubblica o privata § amministrativamente avv.  dal punto di vista amministrativo.
amministrato   part. pass.  di amministrare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  chi è sottoposto a un'amministrazione, spec. pubblica.
amministratore   s.m.  [f. -trice] chi amministra: amministratore pubblico, privato; l'amministratore del condominio  | amministratore unico, (dir.) in una società per azioni, colui al quale è conferito il potere di gestione che di norma spetta al consiglio di amministrazione | amministratore delegato, (dir.) in una società per azioni, colui al quale il consiglio di amministrazione delega le proprie funzioni | amministratore giudiziario, (dir.) quello preposto dall'autorità giudiziaria all'amministrazione temporanea di un patrimonio privo del titolare | amministratore apostolico, (eccl.) reggente temporaneo di una diocesi per incarico della santa sede.
amministrazione   s.f.    • 1 •   attività di chi amministra: amministrazione domestica, di un fondo agricolo    • 2 •   attività che regola, organizza e controlla un'azienda, un ente o un organo pubblico o privato | ordinaria, straordinaria amministrazione, che concerne rispettivamente la gestione normale di un patrimonio o la gestione di atti che producono variazioni nella sua consistenza: atti di ordinaria amministrazione; fatti, affari di ordinaria amministrazione, (fig.) le faccende più semplici e comuni | amministrazione controllata, (dir.) forma di controllo esercitata dal tribunale, col consenso dei creditori, sull'attività di un'impresa in temporanea difficoltà, in vista del suo risanamento | amministrazione straordinaria, (dir.) procedura di risanamento delle grandi imprese in crisi, affidata a un commissario straordinario, allo scopo di evitare il fallimento    • 3 •   il modo di amministrare: un'ottima amministrazione; un'amministrazione fallimentare    • 4 •   ente, ufficio o azienda che gestisce un'attività, un'organizzazione; il complesso degli amministratori: l'amministrazione del personale; l'amministrazione delle ferrovie dello stato  | consiglio di amministrazione, organo collegiale per la direzione amministrativa di un'azienda cui spettano poteri decisionali, esecutivi e di rappresentanza | amministrazione pubblica  o pubblica amministrazione, complesso degli uffici centrali e periferici dell'amministrazione dello stato | amministrazioni locali, le regioni, le province e i comuni | amministrazione finanziaria, complesso degli uffici dello stato che applicano le imposte e ne curano la riscossione | amministrazione militare, settore dell'esercito incaricato della gestione finanziaria dei vari corpi    • 5 •   la sede, il luogo, gli uffici in cui si svolge l'attività di chi amministra.
ammino-  ammino- o amino-, primo elemento di nomi indicanti composti chimici che contengono il radicale amminico monovalente ammino -nh 2.
amminoacido   o aminoacido, s.m.  (chim.) composto organico azotato costituente delle proteine.
amminoplasto   s.m.  (chim.) sostanza plastica azotata, usata come collante e nella fabbricazione delle vernici.
amminutamento   s.m.  (agr.) operazione dell'amminutare.
amminutare   v. tr.    • 1 •   (ant.) sminuzzare    • 2 •   (agr.) sminuzzare con l'erpice le zolle del terreno arato, per ottenere un buon letto di semina.
ammirabile   agg.  (non com.) ammirevole, mirabile § ammirabilmente avv. 
ammiraglia   s.f.    • 1 •   nave sulla quale si trova imbarcato un ammiraglio | (estens.) la nave di maggior prestigio di una compagnia di navigazione | nel linguaggio giornalistico, il modello di automobile più prestigioso di una casa automobilistica | come agg.  : nave ammiraglia    • 2 •   nel ciclismo, l'automobile al seguito di una corsa che ospita il direttore tecnico di una squadra.
ammiragliato   s.m.    • 1 •   grado e ufficio di ammiraglio    • 2 •   sede degli uffici e residenza di un ammiraglio    • 3 •   in alcune nazioni, il ministero della marina; in altre, lo stato maggiore della marina militare.
ammiraglio   ant. almiraglio, s.m.    • 1 •   (mil.) alto ufficiale della marina il cui grado corrisponde a quello di generale nell'esercito: ammiraglio di divisione, di squadra  | capo di stato maggiore della marina di uno stato    • 2 •   (st.) comandante generale di una flotta.
ammirando   agg.  (lett.) da ammirarsi, ammirevole.
ammirare   v. tr.    • 1 •   guardare con compiacimento, interesse, meraviglia: ammirare un paesaggio, un quadro    • 2 •   considerare con stima; apprezzare: ammirare la cultura di qualcuno; ammirare qualcuno per la sua cultura  | v. intr.  [aus. essere], ammirarsi v. rifl.  (ant. , lett.) meravigliarsi: or qui t'ammira in ciò ch'io ti replíco  (dante par.  vi, 91).
ammirativo   agg.  che denota ammirazione o meraviglia: tono, sguardo ammirativo  | punto ammirativo, (antiq.) in grammatica, punto esclamativo § ammirativamente avv. 
ammirato   part. pass.  di ammirare   agg.  pieno di ammirazione, di meraviglia: essere, restare ammirato  § ammiratamente avv. 
ammiratore   s.m.  [f. -trice] chi ammira | (estens.) corteggiatore: una ragazza che ha molti ammiratori. 
ammirazione   s.f.    • 1 •   l'ammirare: essere, stare in ammirazione di qualcuno, di qualcosa    • 2 •   sentimento di stima, entusiasmo che si prova nei riguardi di una persona o di una cosa: nutrire, manifestare ammirazione; destare, suscitare ammirazione in qualcuno; guadagnarsi l'ammirazione di qualcuno    • 3 •   persona o cosa ammirata: il suo giardino è l'ammirazione di tutti    • 4 •   (ant.) meraviglia: io mi rivolsi d'ammirazion pieno  / al buon virgilio  (dante purg.  xxix, 55-56).
ammirevole   agg.  degno di ammirazione; ammirabile: sopportò con ammirevole pazienza §  ammirevolmente avv. 
ammissibile   agg.  che si può ammettere; accettabile: un'ipotesi ammissibile; non è ammissibile che ci si comporti così  | che può essere accolto, introdotto: carico ammissibile. 
ammissibilità   s.f.  l'essere ammissibile.
ammissione   s.f.    • 1 •   l'ammettere, l'essere ammesso | esame, prova d'ammissione, quelli che si devono sostenere per accedere a una scuola, a un impiego e sim.    • 2 •   assenso, approvazione: per ammissione comune  | riconoscimento: l'ammissione di un torto, di un proprio errore; ammissione di colpa    • 3 •   (mecc.) immissione: valvola di ammissione. 
ammittanza    ⇨ ammettenza.
ammo-  ammo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. ámmos  'sabbia'; indica 'sabbia' o relazione con essa.
ammobiliamento   s.m.  (non com.)    • 1 •   l'ammobiliare    • 2 •   mobilio, arredamento.
ammobiliare   v. tr.  [io ammobìlio ecc.] fornire di mobili: ammobiliare un appartamento. 
ammobiliato   part. pass.  di ammobiliare   agg.  fornito di mobili; arredato: una stanza ben ammobiliata  | appartamento ammobiliato, camere ammobiliate, che si affittano già fornite del mobilio.
ammodernamento   s.m.  l'ammodernare; rinnovo: l'ammodernamento degli impianti. 
ammodernare   v. tr.  [io ammodèrno ecc] rendere moderno, rimodernare: ammodernare un appartamento, l'arredo  | ammodernarsi v. rifl.  rinnovarsi adeguandosi all'uso moderno.
ammodernatura   s.f.  (non com.) ammodernamento; la cosa ammodernata.
ammodite   s.m.  vipera con un piccolo corno sul muso, presente nell'italia nordorientale; è anche detta vipera del corno  (ord.  squamati).
ammodo   o a modo, avv.  per bene, come si deve: fare le cose ammodo   agg. invar.  che ha buone maniere, corretto, educato: una persona ammodo. 
ammofila   s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante erbacee con piccoli fiori verdastri raccolti in pannocchia e foglie lineari, frequente nei terreni sabbiosi (fam.  graminacee)    • 2 •   (zool) genere di insetti imenotteri di notevoli dimensioni che nidificano nei terreni sabbiosi (fam.  sfecidi).
ammofilo   agg.  (biol.) detto di organismo vegetale o animale che vive nella sabbia.
ammogliare   v. tr.  [io ammóglio ecc.] far sposare, dare moglie | ammogliarsi v. rifl.    • 1 •   prendere moglie    • 2 •   (ant.) accoppiarsi: molti son li animali a cui s'ammoglia  (dante inf.  i, 100).
ammogliato   part. pass.  di ammogliare  e ammogliarsi   agg.  e s.m.  che, chi ha preso moglie; coniugato, sposato.
ammoina   o ammuina, s.f.  (dial.) confusione, baccano | fare ammoina, nel gergo marinaresco, darsi da fare disordinatamente e senza frutto, o per ostentare la propria laboriosità.
ammoinare   (1) o ammuinare, v. tr.  [io ammoìno  o ammuìno ecc.] (dial.) infastidire | v. intr.  [aus. essere] nel gergo marinaresco, darsi da fare, agitarsi senza alcuna utilità.
ammoinare   (2) v. tr.  [io ammoìno ecc.] (rar.) blandire con moine.
ammollamento   s.m.  l'ammollare, l'ammollarsi; il divenire molle, umido.
ammollare   (1) v. tr.  [io ammòllo ecc.]    • 1 •   rendere molle immergendo nell'acqua o in altro liquido; mettere a mollo: ammollare il pane nel latte; ammollare la biancheria    • 2 •   (ant. fig.) intenerire, mitigare, indebolire | v. intr.  [aus. essere], ammollarsi v. rifl.  (non com.) ammorbidirsi, diventare molle; impregnarsi di umidità, bagnarsi.
ammollare   (2) v. tr.  [io ammòllo ecc.]    • 1 •   allentare, mollare: ammollare una fune    • 2 •   (fig.) appioppare, affibbiare: ammollare un ceffone. 
ammollimento   s.m.  l'ammollire, l'ammollirsi; ammorbidimento, rammollimento.
ammollire   v. tr.  [io ammollisco, tu ammollisci ecc.]    • 1 •   rendere molle, morbido; ammorbidire: ammollire il pane, la malta    • 2 •   (fig. lett.) intenerire, raddolcire    • 3 •   indebolire, render fiacco; rammollire: ammollire il fisico, il carattere  | ammollirsi v. rifl.    • 1 •   diventare molle, ammorbidirsi | (estens.) rammollirsi    • 2 •   (fig. lett.) intenerirsi.
ammollo   s.m.  fase del bucato che consiste in una prolungata immersione della biancheria in acqua saponata: mettere i panni in, all'ammollo. 
ammoniaca   s.f.  (chim.) gas incolore, tossico, di odore pungente, composto di azoto e idrogeno; è usato largamente nell'industria e, in soluzione acquosa, anche come detergente domestico.
ammoniacale   agg.  (chim.) di ammoniaca: composto ammoniacale. 
ammoniacato   agg.  (chim.) che contiene ammoniaca  s.m.  (chim.) composto di un sale neutro e ammoniaca.
ammoniaco   agg.  [pl. m. -ci] (chim.)    • 1 •   di ammoniaca    • 2 •   di ammonio: sale ammoniaco. 
ammonico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) dell'ammonio, che contiene ammonio: composto ammonico. 
ammonimento   s.m.    • 1 •   l'ammonire; avvertimento, consiglio: dare un ammonimento    • 2 •   richiamo, rimprovero, correzione.
ammonio   s.m.  (chim.) radicale monovalente presente nelle soluzioni acquose di ammoniaca | sali di ammonio, formati da ammoniaca in combinazione con acidi.
ammonire   v. tr.  [io ammonisco, tu ammonisci ecc.]    • 1 •   consigliare con autorità, esortare: vi ammonisco alla tolleranza  | detto di cose, essere di ammaestramento, mettere in guardia (anche assol.): l'esperienza ammonisce    • 2 •   richiamare, riprendere, rimproverare, correggere: ammonire qualcuno per la condotta; ammonire qualcuno a comportarsi meglio    • 3 •   (dir.) un tempo, infliggere un'ammonizione    • 4 •   applicare una sanzione disciplinare (detto di autorità amministrative o sportive).
ammoniti   s.f. pl.  ordine di molluschi fossili dell'era mesozoica (ord.  cefalopodi) caratterizzati da una conchiglia a più camere avvolta a spirale | sing.  [-e] ogni mollusco di tale ordine.
ammonitivo   agg.  (non com.) ammonitorio.
ammonito   part. pass.  di ammonire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi ha subito un'ammonizione.
ammonitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi ammonisce: discorso ammonitore; un severo ammonitore. 
ammonitorio   agg.  (non com.) che serve ad ammonire: sguardo, tono ammonitorio. 
ammonizione   s.f.    • 1 •   richiamo, rimprovero, riprensione, correzione: rivolgere, infliggere un'ammonizione  | monito, esortazione, ammaestramento: il suo esempio è una tacita ammonizione per noi    • 2 •   (dir.) un tempo, misura di prevenzione presa dalla polizia nei confronti di soggetti pericolosi (ora sostituita dalla sorveglianza speciale)    • 3 •   nel pubblico impiego, sanzione disciplinare di carattere non grave, consistente in un richiamo scritto del dipendente che ha trascurato l'osservanza di un dovere | analogo provvedimento preso dalle autorità sportive contro atleti che abbiano commesso infrazioni.
ammonizzazione   s.f.  (chim. agr.) trasformazione, a opera di microrganismi, della riserva azotata organica del terreno in composti ammoniacali, che possono in tal modo essere assimilati dalle piante.
ammontare   (1) v. tr.  [io ammónto ecc.] (non com.) riunire, ammucchiare alla rinfusa: ammontare la legna  | v. intr.  [aus. essere] raggiungere una certa cifra complessiva; assommare: il capitale ammonta a un milione  | ammontarsi v. rifl.  (rar.) accalcarsi uno a ridosso dell'altro.
ammontare   (2) s.m.  l'insieme, il totale: l'ammontare delle spese fu superiore al previsto; l'ammontare delle vittime è ancora incerto. 
ammonticchiare   v. tr.  [io ammontìcchio ecc.] ammucchiare, ammassare disordinatamente | ammonticchiarsi v. rifl.  o intr. pron.  ammassarsi.
ammorbamento   s.m.  l'ammorbare, l'ammorbarsi.
ammorbare   v. tr.  [io ammòrbo ecc.]    • 1 •   rendere infetto, contaminare | appestare, inquinare: un tanfo che ammorba; aria ammorbata, irrespirabile | (fig.) corrompere    • 2 •   (fig. fam.) annoiare, infastidire: ci ha ammorbato due ore con il racconto delle sue vacanze  | v. intr.  [aus. essere] (ant.) ammalarsi | ammorbarsi v. rifl.    • 1 •   (ant.) ammalarsi    • 2 •   (fig. fam.) annoiarsi, infastidirsi.
ammorbidare   v. tr.  [io ammòrbido ecc.] ammorbidire | v. intr.  [aus. essere], ammorbidarsi v. rifl.  ammorbidirsi.
ammorbidente   part. pres.  di ammorbidire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   nell'ind. tessile, additivo dell'appretto che ammorbidisce il tessuto    • 2 •   additivo per il bucato a macchina che evita l'indurirsi dei capi lavati.
ammorbidimento   s.m.  l'ammorbidire, l'ammorbidirsi.
ammorbidire   v. tr.  [io ammorbidisco, tu ammorbidisci ecc.]    • 1 •   rendere morbido: ammorbidire una stoffa    • 2 •   (fig.) mitigare, addolcire: ammorbidire un contrasto; ammorbidire le asprezze del carattere  | ammorbidire una persona, renderla comprensiva, indurla alla benevolenza, al favore    • 3 •   in pittura, sfumare: ammorbidire i contorni, i colori di un disegno  | v. intr.  [aus. essere], ammorbidirsi v. rifl.    • 1 •   diventare morbido    • 2 •   (fig.) addolcirsi, attenuarsi, mitigarsi: un carattere che si è ammorbidito col tempo. 
ammorsare   v. tr.  [io ammòrso ecc.]    • 1 •   (tecn.) chiudere nella morsa    • 2 •   (edil.) fornire di morse un muro; addentellare.
ammorsatura   s.f.  (edil.) addentellato, morsa.
ammortamento   s.m.    • 1 •   estinzione rateale di un debito: ammortamento di un prestito; l'ammortamento del debito pubblico    • 2 •   (econ.) procedimento contabile mediante il quale un'impresa fa concorrere il costo originario di un bene capitale, la cui vita utile sia superiore a un anno, alla determinazione dei costi di esercizio: quote di ammortamento; fondo (di) ammortamento    • 3 •   ammortamento di un titolo di credito, (dir.) dichiarazione di annullamento dell'efficacia di un titolo di credito all'ordine o nominativo in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo stesso.
ammortare   v. tr.  [io ammòrto ecc.]    • 1 •   eseguire un ammortamento    • 2 •   (ant.) uccidere | (fig.) indebolire, spegnere, smorzare: 'l presente rio, / che sovra sé tutte fiammelle ammorta  (dante inf.  xiv, 89-90).
ammortire   v. tr.  [io ammortisco, tu ammortisci ecc.] (rar.)    • 1 •   rendere come morto, intorpidire    • 2 •   (fig.) smorzare, attutire: ammortire un colpo; ammortire una tinta  | v. intr.  [aus. essere], ammortirsi v. rifl.  (ant.) perdere i sensi.
ammortizzabile   agg.  che si può ammortizzare.
ammortizzamento   s.m.  l'ammortizzare, l'essere ammortizzato: l'ammortizzamento di un prestito. 
ammortizzare   v. tr.    • 1 •   ammortare: ammortizzare un debito    • 2 •   attutire urti o vibrazioni mediante ammortizzatore.
ammortizzatore   s.m.    • 1 •   (mecc.) dispositivo idraulico o a frizione che attutisce urti e vibrazioni; nei veicoli smorza le oscillazioni della sospensione    • 2 •   (fig.) ciò che limita gli effetti negativi di un processo: la cassa integrazione è un ammortizzatore sociale. 
ammortizzazione   s.f.  ammortizzamento.
ammorzare   v. tr.  [io ammòrzo ecc.] (ant.) smorzare, estinguere: com'acqua 'l foco ammorza  (petrarca canz.  ccclxi, 7) | (fig. lett.) attutire, attenuare: ammorzare la collera  | ammorzarsi v. rifl.  (lett.) smorzarsi, estinguersi; annullarsi: ché volontà, se non vuol, non s'ammorza  (dante par.  iv, 76).
ammosciare   v. tr.  [io ammóscio ecc.] (fam.) rendere moscio, vizzo, floscio | (region.) annoiare | v. intr.  [aus. essere], ammosciarsi v. rifl.  (fam.)    • 1 •   diventare moscio, vizzo, floscio    • 2 •   (fig.) intristirsi; annoiarsi.
ammosciato   part. pass.  di ammosciare  e ammosciarsi   agg.  (fam.)    • 1 •   reso, divenuto moscio    • 2 •   (fig.) abbattuto, annoiato.
ammoscire   v. tr.  [io ammoscisco, tu ammoscisci ecc.] ammosciare | v. intr.  [aus. essere], ammoscirsi v. rifl.  ammosciarsi.
ammostamento   s.m.  ammostatura.
ammostare   v. tr.  [io ammósto ecc.] pigiare l'uva o altri frutti succosi per ricavarne mosto | v. intr.  [aus. avere] diventare mosto; produrre mosto.
ammostatoio   s.m.  strumento di legno che serve per ammostare e rimestare l'uva nel tino.
ammostatore   s.m.  [f. -trice] chi ammosta l'uva.
ammostatura   s.f.  operazione con cui si separa il mosto dalle parti solide del grappolo d'uva.
ammotrago   s.m.  [pl. -ghi] (zool.) massiccia pecora selvatica tipica delle zone desertiche nordafricane con lunghe corna arcuate, criniera sul collo e frangia pendente dalla gola (ord.  artiodattili).
ammucchiamento   s.m.  (non com.) l'ammucchiare, l'ammucchiarsi; mucchio, cumulo.
ammucchiare   v. tr.  [io ammùcchio ecc.] mettere, riunire in mucchio; accumulare (anche fig.): ammucchiare i libri; soldi, brutti voti  | ammucchiarsi v. rifl.  o intr. pron.  stiparsi, affollarsi, ammassarsi.
ammucchiata   s.f.  (fam.)    • 1 •   ammassamento di cose o persone disparate    • 2 •   (gerg.) rapporto sessuale di gruppo; orgia.
ammucidire   v. intr.  [io ammucidisco, tu ammucidisci ecc. ; aus. essere], ammucidirsi v. rifl.  (tosc.) diventare mucido; ammuffire.
ammuffimento   s.m.    • 1 •   l'ammuffire, l'ammuffirsi: processo di ammuffimento    • 2 •   muffa.
ammuffire   v. intr.  [io ammuffisco, tu ammuffisci ecc. ; aus. essere], ammuffirsi v. rifl.    • 1 •   prendere, fare la muffa; guastarsi per la muffa: la frutta (si) è ammuffita  ' tenere ad ammuffirsi, (fig.) lasciare inutilizzato, inattivo: tenere i soldi ad ammuffirsi , non farli fruttare    • 2 •   (fig.) vivere chiuso, isolato, fuori dalla vita attiva: ammuffirsi in casa, sui libri. 
ammuffito   part. pass.  di ammuffire   agg.    • 1 •   muffo: pane ammuffito    • 2 •   (fig.) invecchiato, sorpassato: idee ammuffite. 
ammuinare   e deriv.   ⇨ ammoinare    • 1 •   e deriv. 
ammulinare   v. intr.  [aus. essere] (rar.) far mulinello, detto di polvere, acqua, nevischio e sim. | v. tr.  (rar.) spingere, trascinare in un vortice.
ammusare   v. intr.  [aus. essere] (rar.) stare muso a muso, detto di animali: a l'ombra stan / ammusando i cavalli  (carducci) | v. tr.  toccare con il muso: mio padre palpeggiò la sua cavalla / che l'ammusò con cenno familiare  (pascoli) | ammusarsi v. rifl.  toccarsi muso con muso.
ammusire   v. intr.  [io ammu sisco, tu ammu sisci ecc.; aus. essere], ammusirsi v. rifl.  (rar.) immusonirsi, imbronciarsi.
ammusonito   agg.  (non com.) immusonito, imbronciato.
ammutare   v. intr.  [aus. essere] (ant.) ammutolire: si turba / lo montanaro, e rimirando ammuta  (dante purg.  xxvi, 67-68).
ammutinamento   s.m.    • 1 •   (dir.) reato di insubordinazione commesso da membri dell'equipaggio di una nave o da soldati che non ubbidiscano agli ordini del comandante o diano vita a tumulti    • 2 •   (estens.) rifiuto collettivo di obbedire a un ordine.
ammutinare   v. tr.  [io ammùtino  o ammutìno ecc.] (rar.) istigare all'ammutinamento | ammutinarsi v. rifl.  fare un ammutinamento: l'equipaggio si è ammutinato. 
ammutinato   part. pass.  di ammutinare   agg.  e s.m.  che, chi partecipa a un ammutinamento.
ammutire   v. tr.  [io ammutisco, tu ammutisci ecc.] (ant. , lett.) far tacere | v. intr.  [aus. essere], ammutirsi v. rifl.  (rar.) tacere, ammutolire.
ammutolire   v. intr.  [io ammutolisco, tu ammutolisci ecc. ; aus. essere], ammutolirsi v. rifl.  diventare muto | (estens.) diventare silenzioso, tacere d'improvviso: ammutolirsi dallo, per lo spavento; rimanere ammutolito, per l'emozione, lo stupore, la paura ecc. | v. tr.  (rar.) far tacere.
amnesia   s.f.    • 1 •   (med.) perdita parziale o totale della memoria    • 2 •   dimenticanza momentanea: avere un'amnesia. 
amnio   meno com. amnios, s.m.  (biol.) membrana a forma di sacco, contenente un liquido sieroso che avvolge e protegge l'embrione di mammiferi, rettili e uccelli.
amniocentesi   s.f.  (med.) prelievo di liquido amniotico dall'addome mediante una siringa; consente la diagnosi precoce di malformazioni o sofferenze fetali e la valutazione della maturità e del sesso del feto.
amniografia   s.f.  (med.) esame radiologico del sacco amniotico praticato per la diagnosi precoce di malformazioni fetali.
amnios    ⇨ amnio.
amnioscopia   s.f.  (med.) esame del colore e della limpidezza del liquido amniotico praticato per la diagnosi di eventuali sofferenze fetali.
amniote   (zool.) denominazione generica di ognuno dei vertebrati superiori (mammiferi, rettili e uccelli) che sono provvisti di amnio durante la vita embrionale.
amniotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) dell'amnio: liquido, sacco amniotico. 
amnistia   s.f.  (dir.) provvedimento legislativo col quale lo stato rinuncia ad applicare la pena nei confronti di determinate categorie di reati; estingue il reato se il processo è ancora in corso (amnistia propria) oppure, se è già stata pronunciata sentenza di condanna, fa cessare l'esecuzione della pena (amnistia impropria).
amnistiare   v. tr.  [io amnìstio  o amnistìo ecc.] (dir.) applicare un'amnistia.
amo   s.m.    • 1 •   strumento per pescare a forma di piccolo uncino, sul quale si infila l'esca    • 2 •   (fig.) insidia, tranello: tendere l'amo a qualcuno; prendere qualcuno all'amo, abbindolarlo; abboccare all'amo, farsi raggirare.
amoerro   o amoerre, ant. moerre [mo-èr-re], moerro, s.m.  (non com.) moire, mohair.
amomo   s.m.  (ant.) cardamomo.
amorale   agg.  che è estraneo alla legge morale, che ne prescinde: il carattere amorale dell'arte  | privo di senso morale: una persona amorale  | anche s.m.  e f.  persona amorale: essere un amorale  § amoralmente avv. 
amoralismo   s.m.  atteggiamento o professione di amoralità.
amoralità   s.f.  l'essere amorale.
amorazzo   s.m.  amore superficiale, volgare; tresca amorosa.
amore   s.m.    • 1 •   affetto intenso, sentimento di profonda tenerezza o devozione: amore paterno, materno, fraterno, filiale; sentire, provare amore per, verso qualcuno  | essere tutto amore, essere pieno di benevolenza | per amore di qualcuno, per fargli piacere, per l'affetto che gli si porta: fallo per amor mio!  ' d'amore e d'accordo, in perfetto accordo, senza contrasti | amore di sé, egocentrismo | amor proprio, sentimento e cura della propria dignità desiderio dell'approvazione altrui; orgoglio legittimo    • 2 •   inclinazione forte ed esclusiva per una persona, fondata sull'istinto sessuale, che si manifesta come desiderio fisico e piacere dell'unione affettiva: amore corrisposto, non corrisposto; amore tenero, appassionato, ardente; dichiarare il proprio amore a qualcuno; ardere, struggersi d'amore; giurarsi eterno amore; pena, tormento d' amore; lettera, poesia, romanzo, canzone ecc. d'amore, di argomento, di soggetto amoroso | mal d'amore, struggimento amoroso (anche scherz.) | languire d'amore, essere talmente innamorato da patirne fisicamente | fare l'amore, all'amore con qualcuno, avere rapporti sessuali con qualcuno; anche, ma oggi non com., amoreggiare, essere fidanzato con qualcuno | amore platonico, attrazione amorosa che prescinde dall'aspetto sessuale; (filos.) impulso che spinge l'uomo verso la bellezza ideale | amore socratico, pederastia | amore libero, libero amore, fuori da ogni vincolo legale e dalle convenzioni sociali | figlio dell'amore, (eufem.) figlio naturale, nato da relazione non regolare o illegittima | prov.  : il primo amore non si scorda mai.  dim. amoretto, amorino, amoruccio    • 3 •   (estens.) la persona amata; anche, persona graziosa, attraente: tu sei il mio amore; un amore di bambina    • 4 •   pl.  vicende, esperienze amorose: gli amori di paolo e francesca    • 5 •   comportamento istintivo degli animali che li porta all'accoppiamento, e quindi alla riproduzione; estro, calore: il tempo, il periodo degli amori; andare, essere in amore    • 6 •   (teol.) dilezione, affezione infinita di dio per le sue creature; per estens., dio stesso: l'eterno, il sommo, il divino amore; il primo amore, lo spirito santo | il senso di carità che spinge l'uomo a dio e, di riflesso, l'uomo verso gli altri uomini; per estens., volontà di fare il bene: amore cristiano del prossimo  | amore sacro, l'amore di dio e degli altri beni spirituali; si contrappone ad amore profano, l'amore dei beni e dei piaceri terreni | per (l') amore di dio!, del cielo!, esclamazioni che accompagnano invocazioni, suppliche, raccomandazioni e sim.    • 7 •   vivo interesse, desiderio, passione nei confronti di qualcosa: amore del denaro, del potere, del sapere, della scienza; amore per lo studio; amore di patria  | con amore, volentieri, accuratamente, con zelo: studiare, lavorare con amore  | per amore di qualcosa, a causa, a ragione di qualcosa: per amore di pace, di verità  | per amore o per forza, con le buone o con le cattive, a ogni costo    • 8 •   ciò che è oggetto di interesse, passione, predilezione: il suo amore sono i cavalli  ' (estens.) cosa graziosa, attraente: questo vestito è un amore    • 9 •   amore, (mit.) il dio dell'amore, cupido.
amoreggiamento   s.m.  l'amoreggiare; relazione amorosa.
amoreggiare   v. intr.  [io amoréggio ecc. ; aus. avere] fare all'amore, intrecciare rapporti amorosi, per lo più non profondi e non duraturi.
amoretto   s.m.  (non com.)    • 1 •   amorino, nel sign.    • 1 •    • 2 •   amore superficiale, capriccio amoroso.
amorevole   agg.  che dimostra amore, affetto o benevolenza: madre amorevole; parole amorevoli  § amorevolmente avv. 
amorevolezza   s.f.    • 1 •   l'essere amorevole    • 2 •   spec. pl.  atto amorevole, manifestazione di affetto.
amorfismo   s.m.    • 1 •   (fis., chim.) proprietà di una sostanza amorfa    • 2 •   (lett.) l'essere amorfo, anonimo, privo di personalità.
amorfo   agg.    • 1 •   informe, privo di forma determinata    • 2 •   (fig. spreg.) privo di personalità: un individuo amorfo    • 3 •   (fis. , chim.) si dice di una sostanza solida priva di struttura cristallina | fiammiferi amorfi, quelli svedesi, perché la loro capocchia è composta con fosforo amorfo § amorfamente avv. 
amorino   s.m.    • 1 •   spec. pl.  puttino nudo alato raffigurante il dio amore, come elemento decorativo di pitture e sculture    • 2 •   (fig.) bambino grazioso e paffutello    • 3 •   divano settecentesco a due posti, in forma di s    • 4 •   (bot.) nome pop. della reseda. 
amoroso   agg.    • 1 •   che prova amore, che dimostra amore; affettuoso, tenero: madre amorosa    • 2 •   ispirato da amore; premuroso: parole, cure amorose    • 3 •   proprio dell'amore, che concerne l'amore: vicende amorose; poesia, letteratura amorosa    • 4 •   (non com.) che suscita amore: filtro amoroso  | (poet.) piacevole, amabile: l'amorosa leggiadria  (dante vita nuova)    • 5 •   (ant. , lett.) innamorato, amante: colei che s'ancise amorosa  (dante inf.  v, 61)    • 6 •   (mus.) indicazione che prescrive di eseguire un brano con particolare intensità affettiva: andante amoroso   s.m.    • 1 •   [f. -a] (fam.) innamorato, fidanzato, amante    • 2 •   (teat.) attore giovane che recita le parti dell'innamorato § amorosamente avv. 
amostante   s.m.  presso gli arabi, titolo di governatore.
amovibile   agg.  (non com.) che si può rimuovere, spostare, trasferire.
amovibilità   s.f.  l'essere amovibile.
amozione   s.f.  (rar.)    • 1 •   allontanamento da un luogo    • 2 •   destituzione da una carica; rimozione.
ampelidacee   s.f. pl.  (bot.) vitacee.
ampelo-  ampelo- primo elemento di parole composte scientifiche, dal gr. ámpelos  'vite'; vale 'vite' o 'uva' (ampelografia, ampeloterapia).
ampelodesma   s.f.  (bot.) pianta erbacea propria della regione mediterranea; fornisce fibre usate per cordami (fam.  graminacee).
ampelografia   s.f.  disciplina che descrive e classifica le diverse varietà di viti e vitigni coltivati.
ampelotecnia   s.f.  viticoltura.
ampeloterapia   s.f.  (med.) cura a base di uva.
amperaggio   s.m.  (fis.) valore dell'intensità di una corrente elettrica.
ampere   s.m. invar.  (fis.) unità di misura dell'intensità di una corrente elettrica.
amperometro   s.m.  (fis.) strumento per misurare l'intensità di una corrente elettrica.
amperora   s.m.  (fis.) unità di misura di carica elettrica, corrispondente alla carica trasportata in    • 1 •   ora da una corrente di    • 1 •   ampere.
amperspira   s.f.  (fis.) unità di misura della forza magnetomotrice.
ampex   ® s.m. invar.    • 1 •   sistema che permette la registrazione su nastro magnetico di immagini    • 2 •   registrazione videomagnetica, spec. televisiva.
ampiezza   s.f.    • 1 •   l'essere ampio; estensione in larghezza e in lunghezza: l'ampiezza di una gonna, di una stanza  ' ampiezza di tiro, tratto percorso dal proiettile di un'arma da fuoco | ampiezza di, della marea, differenza fra il livello dell'alta marea e quello della bassa marea in un dato luogo    • 2 •   (fig.) vastità, larghezza: ampiezza di vedute    • 3 •   (geom.) misura di un angolo o di un arco    • 4 •   (fis.) il massimo valore assoluto di una grandezza oscillante.
ampio   lett. amplo, agg.  [superl. amplissimo; meno com. ampissimo]    • 1 •   largo e lungo, vasto; spazioso, esteso, capace: una valle ampia; un ampio orizzonte; un'ampia sala; un abito ampio, comodo    • 2 •   (fig.) abbondante, copioso: dare ampie garanzie; un discorso di ampio respiro, non limitato strettamente all'argomento trattato; nel significato ampio del termine, estensivo, comprensivo; persona di ampie vedute, di mentalità molto aperta; concedere ampia facoltà di prova  § ampiamente avv.  con larghezza, abbondantemente: trattare ampiamente un argomento. 
amplessicaule   agg.  (bot.) si dice di foglia che abbraccia il fusto.
amplesso   s.m.    • 1 •   (lett.) abbraccio | (estens.) avvinghiamento, stretta    • 2 •   rapporto sessuale, coito.
ampliamento   s.m.  l'ampliare, l'ampliarsi, l'essere ampliato: lavori di ampliamento, di un edificio, un ambiente.
ampliare   v. tr.  [io àmplio ecc.] rendere più ampio; accrescere, aumentare (anche fig.): ampliare una casa; ampliare le proprie cognizioni  | ampliarsi v. rifl.  ingrandirsi, allargarsi, estendersi: il paese si è molto ampliato. 
amplidina   s.f.  (elettr.) macchina rotante generatrice di corrente continua, usata come amplificatore di potenza.
amplidinamo   s.f. invar.  (elettr.) amplidina.
amplificare   v. tr.  [io amplìfico, tu amplìfichi ecc.]    • 1 •   rendere più ampio    • 2 •   (fig.) esagerare, ingigantire con parole: amplificare i vizi, le virtù di qualcuno    • 3 •   (fis.) accrescere il valore di una grandezza fisica: amplificare una corrente elettrica; un suono amplificato. 
amplificativo   agg.  che tende ad amplificare, a esagerare: stile amplificativo, ampolloso, pomposo § amplificativamente avv. 
amplificatore   s.m.  (fis.) dispositivo atto ad accrescere il valore di una grandezza fisica | in partic., dispositivo che amplifica il segnale acustico in apparecchi per la riproduzione del suono (registratori, televisori, giradischi, sintonizzatori).
amplificatorio   agg.  di amplificazione: procedimento retorico amplificatorio. 
amplificazione   s.f.    • 1 •   l'amplificare, l'essere amplificato: amplificazione di un suono    • 2 •   (ret.) dilatazione o rafforzamento di un concetto, di un'immagine, di un'espressione.
amplissimo   agg.    • 1 •   superl.  di ampio    • 2 •   (ant.) titolo di cortesia e deferenza: gli amplissimi senatori  (manzoni p. s.  introduzione).
amplitudine   s.f.    • 1 •   (lett.) ampiezza    • 2 •   (astr.) arco di orizzonte (e l'angolo corrispondente) compreso fra il punto in cui sorge un astro e il punto cardinale est (amplitudine ortiva), oppure fra il punto in cui l'astro tramonta e il punto cardinale ovest (amplitudine occidua)    • 3 •   (geogr.) differenza tra il valore massimo e quello minimo di un determinato fenomeno; escursione: amplitudine di marea, termica. 
amplo    ⇨ ampio.
ampolla   s.f.    • 1 •   boccetta di vetro o ceramica a collo stretto e ventre largo, con piccolo manico e beccuccio: ampolla dell'olio, dell'aceto.  dim. ampollina, ampolletta    • 2 •   (tecn.) recipiente di vetro speciale a tenuta di vuoto o nel quale si introduce un gas inerte per sperimentarvi fenomeni in assenza d'aria    • 3 •   (lit.) piccolo vaso di metallo in cui viene conservato l'olio santo; ampollina per la messa    • 4 •   (anat.) parte dilatata di un condotto.
ampolliera   s.f.  sostegno o piatto che tiene le ampolle, spec. quelle dell'olio e dell'aceto che si portano in tavola.
ampollina   s.f.    • 1 •   dim.  di ampolla    • 2 •   (lit.) ciascuna delle due piccole ampolle che contengono l'acqua e il vino per la messa.
ampollino   s.m.  (mil.) piccolo recipiente di metallo in cui i soldati tengono l'olio per lubrificare il fucile.
ampollosità   s.f.  l'essere ampolloso.
ampolloso   agg.  eccessivamente ricercato; magniloquente, retorico: stile ampolloso; scrittore ampolloso  § ampollosamente avv. 
amputare   v. tr.  [io àmputo ecc.]    • 1 •   (med.) asportare chirurgicamente un arto, un organo malato o una loro parte: amputare una gamba    • 2 •   (fig.) privare di una parte; tagliare (con riferimento a scritti, discorsi ecc.).
amputazione   s.f.    • 1 •   (med.) operazione dell'amputare    • 2 •   (fig.) taglio di uno scritto, di un discorso.
amuleto   s.m.  oggetto al quale si attribuisce per superstizione il potere di tener lontani mali o pericoli.
an-  an-  ⇨ a- 1.
ana   avv.  (med.) termine usato nella compilazione delle ricette mediche galeniche per indicare che due o più ingredienti devono entrare nella composizione in parti uguali.
ana-  ana- (1) prefisso che ripete il gr. aná  'sopra', usato in parole composte derivate dal greco o di formazione moderna, col valore di 'all'insù, sopra, in alto' (anabolismo), 'contro' (anacronismo), 'di nuovo' (analogia), 'inversamente' (anagramma).
ana-  ana- (2) prefisso di origine greca che rappresenta una forma ampliata di a-    • 1 •   e an-, di cui conserva il valore privativo (anatossina).
anabasi   s.f.    • 1 •   (lett.) viaggio lungo e difficile    • 2 •   (antiq.) fase di crescita di una malattia.
anabate   s.m.  pesce delle acque dolci o salmastre tropicali, provvisto di un organo respiratorio accessorio che gli permette di respirare anche fuori dell'acqua (ord.  perciformi).
anabattismo   s.m.  movimento religioso protestante sorto in germania nel sec. xvi, la cui dottrina, incentrata sul tema della salvezza, negava validità al battesimo dei neonati.
anabattista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (relig.) seguace dell'anabattismo.
anabattistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'anabattismo, degli anabattisti: movimento anabattistico. 
anabbagliante   agg.  si dice di qualsiasi schermo atto a diminuire l'intensità di una sorgente luminosa  s.m.  : (proiettori a luci) anabbaglianti, (aut.) quelli che illuminano la strada in modo tale da non abbagliare chi la percorre in senso opposto.
anabiosi   s.f.  (biol.) in alcuni organismi, ripresa delle funzioni vitali temporaneamente sospese per l'azione di fattori ambientali.
anabolico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) dell'anabolismo, che riguarda l'anabolismo: processo anabolico. 
anabolismo   s.m.  (biol.) trasformazione e utilizzazione delle sostanze nutritive nell'organismo; costituisce la prima fase del metabolismo.
anabolizzante   agg.  e s.m.  (med.) si dice di sostanza che favorisce l'anabolismo, determinando un accrescimento del volume dei muscoli.
anacardiacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni ad albero o arbusto con foglie alterne e frutto a drupa | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
anacardio   o anacardo, s.m.  albero delle anacardiacee noto anche con il nome di acagiù; produce un frutto con seme commestibile (mandorla d'acagiù) e un peduncolo metamorfosato in forma di pera, con buccia rossa e polpa dolciastra (pomo d'acagiù).
anace   e deriv.   ⇨ anice e deriv. 
anaciato   agg.  che ha odore o sapore di anice: liquore anaciato. 
anaciclico   agg.  [pl. -ci] detto di verso che è identico sia che si legga da sinistra a destra, sia da destra a sinistra.
anacio    ⇨ anice.
anaclasi   s.f.    • 1 •   nella metrica classica, interruzione del ritmo normale dovuta alla sostituzione di una sillaba breve con una lunga o viceversa    • 2 •   (fis.) rifrazione della luce.
anaclastica   s.f.  (fis.) sezione dell'ottica che studia le rifrazioni luminose; diottrica.
anaclastico   agg.  [pl. m. -ci] nella metrica classica, si dice di verso che presenta anaclasi.
anacoluto   s.m.  figura sintattica consistente nel susseguirsi, in uno stesso periodo, di due diversi costrutti, dei quali il primo rimane incompiuto (p. e. quelli che muoiono, bisogna pregare iddio per loro; manzoni p. s.  xxxvi).
anaconda   s.m. invar.  grosso serpente non velenoso che vive nell'america meridionale, in luoghi ricchi d'acqua (ord.  squamati).
anacoresi   s.f.  vita da anacoreta.
anacoreta   s.m.  [pl. -ti] nel cristianesimo antico e medievale, il monaco che si ritira nel deserto per dedicarsi alla contemplazione e alla preghiera | far vita da anacoreta, (fig.) vivere appartato.
anacoretico   agg.  [pl. m. -ci] di, da anacoreta.
anacoretismo   s.m.  la pratica dell'anacoresi.
anacreonteo   agg.  e s.m.  si dice di verso della metrica classica costituito da un dimetro ionico a minore. 
anacreontica   s.f.  nella letteratura classica, componimento in versi anacreontei | nella poesia italiana dei secc. xvi-xviii, odicina o canzonetta con strofe di versi brevi, di argomento amoroso o conviviale.
anacreontico   agg.  [pl. m. -ci] di anacreonte | che imita lo stile di anacreonte  s.m.  (metr.) anacreonteo.
anacronismo   s.m.    • 1 •   errore o arbitrio cronologico per cui si attribuiscono a un'età usi, costumi, fatti propri di un'altra    • 2 •   (fig.) persona, fatto, situazione in contrasto col proprio tempo.
anacronistico   agg.  [pl. m. -ci] che costituisce anacronismo: idee anacronistiche  § anacronisticamente avv. 
anacrusi   s.f.    • 1 •   (metr.) aggiunta di una o due sillabe fuori battuta, all'inizio di un verso o di una sua parte; è tipica della poesia popolare e giullaresca    • 2 •   (mus.) in talune composizioni, nota o note iniziali in levare che precedono immediatamente il primo tempo forte.
anadiomene   agg.  nell'antichità greca e romana, epiteto di venere, in quanto nata dalla spuma del mare.
anadiplosi   s.f.  (ret.) ripresa di una o più parole per dare enfasi all'espressione (p. e. e vidile guardar per maraviglia / pur me, pur me, e 'l lume ch'era rotto; dante purg.  v, 8-9).
anadromo   agg.  (zool.) si dice di pesce che, risalendo le correnti, passa dal mare in un fiume per riprodursi (p. e.  salmone, storione); si contrappone a catadromo. 
anaelettrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di corpo che non si elettrizza per strofinamento.
anaerobico   o anerobico, agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che si riferisce all'anaerobiosi.
anaerobio   o anerobio, agg.  (biol.) si dice di microrganismo che vive in assenza di ossigeno: batteri anaerobi. 
anaerobiosi   o anerobiosi, s.f.  (biol.) forma di vita propria degli organismi anaerobi; vita in assenza di ossigeno.
anafase   s.f.  (biol.) terza fase della mitosi in cui i cromosomi, originatisi dallo sdoppiamento dei cromosomi iniziali, si dividono in due gruppi uguali migrando verso i due poli opposti del fuso acromatico.
anafilassi   s.f.  (med.) fenomeno per cui un organismo, sensibilizzato a una sostanza proteica, presenta una esagerata reattività immunitaria a una successiva introduzione della stessa sostanza.
anafilattico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, da anafilassi: shock anafilattico; disturbi anafilattici. 
anafonesi   s.f.  (ling.) chiusura del timbro di una vocale tonica davanti a determinati gruppi consonantici (nell'italiano il fenomeno deriva dal toscano: p. e. famiglia  e ungere  invece di faméglia  e óngere, esiti normali del latino ancora vivi in alcuni dialetti).
anafora   s.f.    • 1 •   figura retorica consistente nel riprendere la stessa parola o espressione all'inizio di frasi o di parti di frasi, o di più versi consecutivi (p. e. per me si va ne la città dolente, / per me si va nell'etterno dolore, / per me si va tra la perduta gente; dante inf.  iii, 1-3)    • 2 •   nelle chiese orientali, l'offerta del sacrificio nella messa, corrispondente al canone nella liturgia latina.
anaforesi   s.f.  (fis.) migrazione verso l'anodo di particelle sospese in un liquido, cariche negativamente, sotto l'azione di un campo elettrico.
anaforico   agg.  [pl. m. -ci] (ret.) che è proprio dell'anafora, che contiene un'anafora: costrutto anaforico  § anaforicamente avv. 
anafrodisia   s.f.  (med.) assenza o forte diminuzione dello stimolo sessuale.
anagallide   s.f.  genere di piante erbacee a fusto strisciante con foglie lanceolate e fiori di color rosso o turchino (fam.  ranuncolacee).
anagenesi   s.f.  (biol.)    • 1 •   evoluzione di una specie verso stadi filogeneticamente più elevati; si contrappone a cladogenesi    • 2 •   lo stesso che rigenerazione. 
anaglifico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'anaglifo.
anaglifo   o anaglipto [a-na-glip-to; pr.  / ana'glipto /] s.m.    • 1 •   (archeol.) oggetto di scavo cesellato o scolpito in rilievo    • 2 •   (foto.) stampa di due immagini che riproducono lo stesso soggetto ma con colori complementari, in modo che, osservate contemporaneamente con occhiali speciali, danno la sensazione del rilievo.
anagliptico   e deriv.   ⇨ anaglittico e deriv. 
anaglipto    ⇨ anaglifo.
anaglittica   o anagliptica, s.f.  arte dell'intaglio e dell'incisione in rilievo su pietre dure, cristalli o metalli.
anaglittico   o anagliptico, agg.  [pl. m. -ci] dell'anaglittica.
anagogia   s.f.  [pl. -gie] (teol.) nell'esegesi patristica e medievale della sacra scrittura, l'interpretazione dei dati biblici in senso mistico.
anagogico   agg.  [pl. m. -ci] dell'anagogia, relativo all'anagogia: interpretazione anagogica  § anagogicamente avv.  secondo il senso anagogico.
anagrafe   s.f.    • 1 •   registro che documenta il numero e lo stato civile della popolazione di un comune    • 2 •   ufficio comunale in cui si tiene tale registro    • 3 •   (estens.) archivio, schedario | anagrafe tributaria, ufficio del ministero delle finanze che raccoglie tutti i dati relativi ai contribuenti.
anagrafico   agg.  [pl. m. -ci] dell'anagrafe; registrato all'anagrafe: dati anagrafici  § anagraficamente avv.  in base ai dati anagrafici.
anagramma   s.m.  [pl. -mi] procedimento consistente nell'ottenere con le stesse lettere di una parola o di una frase altre parole o frasi di senso diverso (p. e. ramo, amor, mora); il gioco enigmistico fondato su tale procedimento | parola o frase così ricavata: «realtà» è l'anagramma di «altare». 
anagrammare   v. tr.  fare l'anagramma di una parola, di una frase.
anagrammatico   agg.  [pl. m. -ci] di anagramma § anagrammaticamente avv.  per, con anagramma.
anagrammista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi compone o risolve anagrammi.
analcolico   o analcoolico, agg.  [pl. m. -ci] che non contiene alcol: bibite analcoliche   s.m.  bevanda priva di alcol.
anale   agg.  (med.) dell'ano, localizzato all'ano | fase anale, (psicoan.) stadio di sviluppo della libido, successivo a quello orale, in cui il bambino è interessato soprattutto alla zona anale del proprio corpo e alla funzione defecatoria.
analecta   s.m. pl.  raccolta di testi di natura giuridica, storica o teologica, provenienti da più fonti.
analessi   s.f.  (ret.) ripetizione insistente della medesima parola.
analetti   s.m. pl.  (lett.) analecta.
analettico   s.m.  [pl. -ci] (farm.) sostanza che stimola le funzioni circolatorie e respiratorie | anche agg.  : farmaco analettico. 
analfabeta   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   che, chi non sa leggere e scrivere    • 2 •   (estens.) persona ignorante.
analfabetico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di sistema di scrittura non alfabetico.
analfabetismo   s.m.    • 1 •   il non saper leggere e scrivere, detto di singoli o di gruppi sociali | analfabetismo di ritorno, quello di chi è ridiventato analfabeta per mancanza di esercizio    • 2 •   (estens.) mancanza dei rudimenti di una tecnica o di una disciplina.
analgesia   s.f.  (med.) attenuazione o soppressione della sensibilità al dolore.
analgesico   agg.  e s.m.  [pl. -ci] si dice di farmaco che attenua o elimina la sensazione del dolore senza ridurre lo stato di coscienza.
analgesista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (med.) medico specializzato nella terapia del dolore.
analisi   s.f.    • 1 •   procedimento, metodo di ricerca ed esposizione in cui l'oggetto dell'indagine viene scomposto ed esaminato nei suoi elementi costitutivi e nei rapporti che tra questi si determinano; si contrappone a sintesi  ' analisi chimica, insieme di metodi e tecniche di ricerca qualitativa e quantitativa dei componenti di una sostanza | analisi clinica, quella che si effettua a scopo diagnostico in medicina: l'analisi del sangue, dell'urina; nell'uso fam., anche assol. (spec. al pl.): fare le analisi  | analisi grammaticale, scomposizione della proposizione nelle parole che la compongono al fine di indicare la loro natura grammaticale | analisi logica, scomposizione della proposizione nei singoli elementi al fine di riconoscerne la funzione sintattica | analisi del periodo, scomposizione del periodo in proposizioni per individuare le funzioni sintattiche da esse svolte | analisi estetica, analisi degli elementi che costituiscono la bellezza di un'opera d'arte | analisi matematica, parte della matematica relativa allo studio del calcolo differenziale e integrale | analisi di mercato, (econ.) esame delle condizioni del mercato di determinati prodotti fatto per stabilire o adeguare le strategie di produzione e vendita di un'azienda    • 2 •   (estens.) studio accurato, esame, indagine: fare un'attenta analisi della situazione  | in ultima analisi, in sostanza, in definitiva    • 3 •   trattamento psicoanalitico: essere in analisi; sottoporsi ad analisi    • 4 •   (inform.) fase di studio di un programma in cui viene approntato un modello per la gestione dei dati | analisi di sistemi, studio della possibilità di automatizzare con procedure e sistemi informatici le varie fasi di un'attività produttiva, definendo le soluzioni più adeguate e la strumentazione necessaria.
analista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi effettua analisi chimiche, fisiche o cliniche | in informatica: analista di sistemi, tecnico esperto nell'analisi dei sistemi; analista programmatore, tecnico esperto nella programmazione e anche nell'analisi di sistemi di piccole dimensioni | in economia, chi fa analisi di mercato    • 2 •   studioso di analisi matematica    • 3 •   scrittore che ha grandi capacità di analisi    • 4 •   psicoanalista.
analitica   s.f.  trattazione sistematica in cui si fa uso del procedimento dell'analisi.
analiticità   s.f.  l'essere analitico.
analitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di analisi, fondato sull'analisi: metodo, studio analitico  | indice analitico, elenco in ordine alfabetico degli argomenti principali trattati in un libro | giudizio analitico, nella filosofia kantiana, quello in cui il predicato esprime ciò che è logicamente implicito nella nozione del soggetto; si contrappone a giudizio sintetico  | filosofia analitica, indirizzo del pensiero contemporaneo, spec. anglosassone, caratterizzato dall'attenzione per il linguaggio    • 2 •   incline, portato all'analisi: mente analitica    • 3 •   (mat.) fondato essenzialmente sul calcolo: geometria analitica    • 4 •   (ling.) si dice di lingua in cui i rapporti sintattici sono espressi da elementi lessicalmente autonomi, come preposizioni, congiunzioni ecc.; si contrappone a sintetico  § analiticamente avv. 
analizzabile   agg.  che si può analizzare.
analizzare   v. tr.    • 1 •   sottoporre ad analisi: analizzare un composto chimico, il sangue; analizzare un periodo, una frase; analizzare le condizioni del mercato    • 2 •   (estens.) esaminare accuratamente: analizzare una situazione, un problema    • 3 •   sottoporre a trattamento psicoanalitico.
analizzatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi effettua analisi chimiche o fisiche    • 2 •   (fis. , tecn.) dispositivo atto a effettuare un'analisi: analizzatore acustico, di luce  | analizzatore universale, (elettr.) tester.
anallergico   agg.  [pl. m. -ci] che non produce allergia.
analogia   s.f.    • 1 •   relazione di somiglianza fra due o più cose per alcune caratteristiche comuni: le lingue neolatine presentano fra loro molte analogie    • 2 •   (ling.) influenza che una forma esercita su un'altra, per cui questa tende ad assimilarsi a quella | teoria dell'analogia, presso i grammatici greci e latini, quella che poneva nella regolarità il principio fondamentale della lingua; le si contrapponeva la teoria dell'anomalia    • 3 •   nelle discipline scientifiche e in filosofia, procedimento conoscitivo secondo il quale, posti in relazione due oggetti o concetti, sulla base della conoscenza certa di proprietà ed elementi di uno di essi si suppone l'esistenza di simili proprietà ed elementi anche nell'altro    • 4 •   nella poesia moderna, associazione di parole o di immagini che prescinde dai normali rapporti logici.
analogico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che procede per analogia, che si fonda sull'analogia: sistema, procedimento analogico    • 2 •   si dice di apparecchiatura che registra il variare di un fenomeno fisico mediante un modello analogo di grandezze, p. e. il variare della temperatura con il variare dell'altezza del mercurio nell'anima del termometro (si contrappone a digitale): calcolatore analogico  | orologio analogico, il più diffuso tipo di orologio, in cui le ore sono indicate dalle lancette § analogicamente avv.  per analogia.
analogismo   s.m.  applicazione, uso di metodi e procedimenti di analogia in diverse discipline.
analogo   agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   che ha analogia, che somiglia a un'altra cosa; simile: fatto analogo; circostanze analoghe    • 2 •   (ant.) appropriato, adatto, conveniente § analogamente avv. 
anamnesi   s.f.    • 1 •   (med.) raccolta a scopo diagnostico di tutte le notizie riguardanti i precedenti fisiologici e patologici, personali ed ereditari, di un paziente    • 2 •   (filos.) nella gnoseologia di platone, processo per cui l'anima, che preesiste al corpo, ritrova in sé le idee, ossia la verità che trascende l'esperienza dei sensi    • 3 •   (lit.) parte della messa che segue la consacrazione e contiene l'offerta al padre del sacrificio eucaristico.
anamnestico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'anamnesi.
anamnio   s.m.  (zool.) denominazione generica di ognuno dei vertebrati inferiori (ciclostomi, pesci e anfibi) che non presentano l'amnio durante la vita embrionale.
anamorfico   agg.  [pl. m. -ci] realizzato mediante anamorfosi, caratterizzato da anamorfosi: immagine anamorfica; sviluppo anamorfico. 
anamorfosi   s.f.    • 1 •   nelle arti figurative, rappresentazione di una scena in deformazione prospettica, in modo che la sua visione corretta possa avvenire solo da un punto di osservazione diverso da quello frontale    • 2 •   (cine.) deformazione di un'immagine realizzata con uno speciale sistema ottico, per ottenere effetti speciali    • 3 •   (zool.) sviluppo senza metamorfosi caratteristico di alcuni artropodi.
ananas   tosc. ananasse [a-na-nàs-se], ananasso, s.m. invar.    • 1 •   pianta arbustacea tropicale con foglie lunghe, strette, aculeate e frutti commestibili (fam.  bromeliacee)    • 2 •   il frutto di tale pianta, simile a una grossa pigna, con polpa giallognola.
anapestico   agg.  [pl. m. -ci] (metr.) di anapesto, composto di anapesti: verso, ritmo anapestico. 
anapesto   s.m.  nella metrica greca e latina, piede composto da due sillabe brevi e una lunga su cui cade l'ictus.
anaplasia   s.f.  (med.) stato delle cellule che hanno perso le loro caratteristiche specifiche assumendo un aspetto indifferenziato e atipico; è caratteristico della degenerazione tumorale maligna.
anaplasma   s.m.  [pl. - smi] (zool.) protozoo parassita dei globuli rossi del sangue di mammiferi, spec. dei bovini.
anaplasmosi   s.f.  (vet.) malattia parassitaria dovuta ad anaplasma, che colpisce soprattutto i bovini e viene trasmessa da zecche.
anapodittico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) che non ha bisogno di dimostrazione, in quanto di per sé evidente.
anaptissi   s.f.  (ling.) inserzione di una vocale in un gruppo consonantico; epentesi vocalica (p. e. fantasima  da fantasma).
anarchia   s.f.    • 1 •   mancanza di governo; situazione di caos politico conseguente alla mancanza di governo    • 2 •   (estens.) disordine, confusione: in quella casa c'è un'anarchia assoluta    • 3 •   dottrina, ideologia anarchica; anarchismo | la forma di vita sociale teorizzata dagli anarchici.
anarchico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di anarchia, relativo all'anarchia: idee anarchiche    • 2 •   (estens.) insofferente di ogni imposizione | disordinato, caotico  s.m.  [f. -a] chi sostiene l'anarchia § anarchicamente avv. 
anarchismo   s.m.  dottrina e movimento politico che propugnano l'abolizione di ogni istituzione o potere costituito, in nome di un ordine naturale e spontaneo che permetterebbe l'espressione più compiuta delle libertà individuali | atteggiamento anarchico.
anarcoide   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha tendenze vagamente anarchiche | (spreg.) che, chi si atteggia ad anarchico; insofferente di ogni regola; ribelle.
anariano   o anario [a-nà-rio], agg.  e s.m.  (rar.) non ariano, non ario | (ling.) non appartenente alla famiglia linguistica aria o indoeuropea: sostrato anario. 
anasarca   s.m.  [pl. -chi] (med.) edema esteso a tutto il tessuto sottocutaneo con versamenti nelle cavità sierose (pleura, peritoneo).
anastatico   agg.  [pl. m. -ci] (tip.) si dice del procedimento con cui un testo già stampato tipograficamente viene fotografato per ottenere una matrice litografica che consente una nuova stampa: (ristampa) anastatica  § anastaticamente avv. 
anastigmatico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di lente o sistema ottico che corregge l'astigmatismo o ne è esente: obiettivo anastigmatico. 
anastigmatismo   s.m.  (fis.) proprietà di ciò che è anastigmatico.
anastomizzare   v. tr.  (med.) collegare mediante anastomosi.
anastomosi   s.f.    • 1 •   (anat.) comunicazione tra due vasi o tra due organi cavi    • 2 •   (med.) operazione chirurgica che consiste nell'abboccare due vasi o due organi cavi.
anastrofe   s.f.  (ret.) inversione dell'ordine abituale delle parole di un discorso.
anatema   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   nella bibbia, bando, interdetto sacro; anche, oggetto di maledizione | nel linguaggio ecclesiastico, scomunica solenne    • 2 •   (fig.) maledizione, esecrazione: lanciare un anatema. 
anatematizzare   o anatemizzare [a-na-te-miz-zà-re], v. tr.  colpire con anatema | (non com.) condannare.
anatidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli acquatici dal becco largo e dalle gambe corte con piedi palmati, cui appartiene l'anatra (ord.  anseriformi) | sing.  [-e] ogni uccello appartenente a tale famiglia.
anatocismo   s.m.  (fin.) produzione di interessi da interessi scaduti e non pagati.
anatolico   agg.  [pl. m. -ci] dell'anatolia, regione della turchia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'anatolia.
anatomia   ant. notomia [no-to-mì-a], s.f.    • 1 •   scienza che studia gli organismi viventi nella loro struttura esterna e interna, attraverso l'esame diretto, per dissezione, dei singoli apparati, organi, tessuti: anatomia umana, animale, vegetale; anatomia descrittiva, comparata; anatomia topografica, studio del corpo umano per regioni; anatomia patologica, studio delle alterazioni provocate nei singoli organi dalle malattie    • 2 •   (estens.) la struttura di un organismo (anche fig.) | pezzo di anatomia  (o anatomico), parte di un corpo preparata a scopo di studio    • 3 •   dissezione di un organismo nelle parti che lo compongono    • 4 •   (fig.) analisi fredda e minuziosa: anatomia di un testo. 
anatomico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   concernente l'anatomia: esame anatomico  | che si utilizza per l'anatomia: tavolo anatomico; sala anatomica  | mettere una questione sul tavolo anatomico, (fig.) sottoporla a esame minuzioso    • 2 •   (fig.) minuzioso, analitico    • 3 •   modellato in modo da ricalcare le forme umane: plantare anatomico   s.m.  [f. -a] (non com.) anatomista § anatomicamente avv.  dal punto di vista anatomico; secondo i procedimenti dell'anatomia.
anatomista   ant. notomista [no-to-mì-sta], s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi studia o insegna o pratica l'anatomia.
anatomizzare   ant. notomizzare [no-to-miz-zà-re], v. tr.    • 1 •   studiare la struttura di organismi animali per mezzo della dissezione    • 2 •   (fig.) sottoporre qualcosa ad analisi minuziosa.
anatomopatologo   s.m.  [pl. -gi] (med.)    • 1 •   studioso di anatomia patologica    • 2 •   medico legale.
anatossina   s.f.  (med.) tossina batterica trattata in modo che perda la tossicità ma non il potere immunizzante; viene usata nella preparazione di vaccini.
anatra   o anitra, s.f.  (zool.) nome comune di diversi uccelli acquatici con corpo largo, zampe corte poste molto all'indietro, piedi palmati atti al nuoto, becco largo e appiattito (ord.  anseriformi): anatra selvatica, domestica.  dim. anatrella, anatrina, anatrino  (m.).
anatrare   v. intr.  [io ànatro ecc. ; aus. avere] (non com.) starnazzare.
anatrella   s.f.    • 1 •   dim.  di anatra    • 2 •   (arald.) figura di anatra priva di zampe e di becco, posta di profilo ad ali chiuse.
anatreptica   o anatrettica, s.f.  (filos.) nell'antica dialettica, arte di rovesciare le tesi avversarie.
anatroccolo   meno com. anitroccolo, s.m.  il pulcino dell'anatra.
anca   s.f.    • 1 •   (anat.) articolazione che unisce il femore al bacino: malformazione, lussazione dell'anca  | nell'uso com., parte superiore della coscia; fianco: camminare dimenando le anche    • 2 •   negli animali, innesto dell'arto inferiore sul tronco; nei quadrupedi, anche la parte posteriore e più ampia della groppa    • 3 •   (mar.) arrotondamento della fiancata della nave che forma la poppa.

ancata   s.f.    • 1 •   movimento dell'anca; colpo dato con l'anca    • 2 •   (sport) colpo di lotta che consiste nel far leva con le anche contro l'addome dell'avversario.
ancella   ant. ancilla, s.f.    • 1 •   nel mondo romano, schiava al servizio di una matrona | (estens. , lett.) donna al servizio o al seguito di qualcuno    • 2 •   (scherz.) domestica, colf.
ancestrale   agg.    • 1 •   che si riferisce agli antenati, che è trasmesso dagli antenati, avito; per estens., atavico: il timore ancestrale del buio    • 2 •   (biol.) detto di organo presente in fossili, che nelle specie viventi risulti atrofizzato o diversamente conformato.
anche   ant. e tosc. anco, cong.    • 1 •   pure (aggiunge qualcosa a quanto precedentemente detto o sottinteso): anche oggi piove; c'ero anch'io  | con il sign. di 'oltre tutto, per di più': non intendo rispondere e sono anche offeso  ' per rafforzare l'idea di possibilità: potrebbe anche succedere    • 2 •   persino, addirittura: ho aspettato anche troppo    • 3 •   sebbene, seppure (introduce una prop. concessiva implicita col gerundio o con l'infinito preceduto da a, o esplicita col congiuntivo o l'indicativo preceduti da se): anche sforzandosi, non ce la farebbe; anche a pagarlo il doppio, non accetterebbe; anche se partissi  (parto) ora, non arriverei  (arriverò) in tempo  | quand'anche, ammesso pure che, pur se  avv.  (ant. , lett.) ancora: egli sentì anche una volta che la sua trista passione era immedicabile  (d'annunzio) | per anche, per anco, finora; del resto: né io sono per anche un manzoniano  (carducci).
ancheggiare   v. intr.  [io anchéggio ecc. ; aus. avere] dimenare le anche nel muoversi, nel camminare, nel danzare.
anchilosare   v. tr.  [io anchilò so o anchìlo so ecc.] irrigidire, paralizzare per anchilosi | anchilosarsi v. rifl.  irrigidirsi per anchilosi; per estens., intorpidirsi (anche fig.): mi si è anchilosato un braccio, il cervello. 
anchilosato   part. pass.  di anchilosare   agg.  si dice di articolazione colpita da anchilosi; per estens., anche dell'arto interessato: avere un piede anchilosato. 
anchilosi   s.f.  (med.) perdita totale o parziale dei movimenti di un'articolazione.
anchilostoma   s.m.  [pl. -mi] verme nematode cilindrico con l'estremità cefalica appuntita e la bocca uncinata, parassita intestinale anche dell'uomo (ord.  stringiloidi).
anchilostomiasi   s.f.  malattia intestinale, detta comunemente anemia dei minatori, causata dalla presenza di anchilostomi nell'intestino tenue e caratterizzata da anemia gravissima.
anchina   s.f.  (rar.) tessuto di cotone di colore giallastro.
anchino   s.m.  (mar.) pezzo di cavo infilato in sfere di legno (bertocci) che serve per legature.
anchorman   s.m. invar.  conduttore di una trasmissione radiofonica o televisiva che utilizza varie corrispondenze giornalistiche.
ancia   s.f.  [pl. -ce] (mus.) lamella flessibile di metallo o di legno che, posta all'imboccatura di taluni strumenti a fiato, determina la vibrazione della colonna d'aria in essi contenuta producendo il suono.
ancidere   v. tr.  (ant. lett.) uccidere: non sa come amor sana e come ancide  (petrarca canz.  clix, 12).
ancile   s.m.    • 1 •   in roma antica, lo scudo ovale che si diceva caduto dal cielo al tempo di numa    • 2 •   (lett.) qualsiasi scudo di forma ovale.
ancilla    ⇨ ancella.
ancillare   agg.    • 1 •   di ancella, delle ancelle | amori ancillari, (scherz.) rapporti amorosi con domestiche    • 2 •   (fig. lett.) subordinato: tenere qualcuno in posizione ancillare. 
ancipite   agg.    • 1 •   (lett.) duplice, ambiguo, dubbio    • 2 •   (ant.) detto di lama, a doppio taglio    • 3 •   nella metrica classica, si dice di sillaba o vocale che può essere breve o lunga nel corpo del verso.
anco    ⇨ anche.
ancoi   avv.  (ant.) oggi.
ancona   s.f.    • 1 •   grande tavola dipinta, di soggetto sacro, posta a decorazione di un altare    • 2 •   incorniciatura architettonica di una pala d'altare riccamente decorata. dim. anconetta. 
anconetano   o anconitano, agg.  di ancona  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di ancona.
ancora   (1) s.f.    • 1 •   (mar.) pesante arnese di ferro o d'acciaio munito di due bracci ricurvi (marre) atti a far presa sul fondo marino, così da trattenere il natante a cui è collegato mediante una catena o una gomena; qualunque altro oggetto che abbia la medesima funzione: calare, gettare, salpare l'ancora; dar fondo all'ancora, ormeggiarsi; star sull'ancora, essere ormeggiato | ancora di salvezza, (fig.) la persona o la cosa a cui si ricorre in caso di estrema necessità    • 2 •   oggetto che richiami la forma di un'ancora | nell'orologio, pezzo dello scappamento che collega il rotismo al bilanciere o al pendolo    • 3 •   (elettr.) sbarretta di ferro dolce che serve ad aprire o chiudere un circuito elettrico.
ancora   (2) avv.    • 1 •   anche ora (indica la continuità di un'azione): ci pensi ancora?; stavo ancora scrivendo    • 2 •   fin qui, finora; per ora: non è ancora arrivato; non sono ancora pronti  | fino ad allora; a quel tempo: non l'avevo ancora saputo; ero ancora molto giovane    • 3 •   un'altra volta, nuovamente: occorre dirlo ancora  | in più, in aggiunta: c'è ancora vino?; dammene ancora un po'    • 4 •   in qualche modo, bene o male (spesso ripetuto): lui ancora ancora ci riuscirà, ma gli altri...    • 5 •   (ant.  o region.) già, ormai: domandò... se egli ancora maritata l'avesse  (boccaccio dec.  x, 7)  cong.    • 1 •   persino, anche (usata per rafforzare un comparativo): questo film è ancora più bello dell'altro; hai fatto ancor meglio di lui    • 2 •   (ant.) sebbene, quantunque, ancorché.
ancoraché    ⇨ ancorché.
ancoraggio   s.m.    • 1 •   l'ancorare, l'ancorarsi: manovra di ancoraggio  | (estens.) collegamento di un elemento o struttura mobile a un punto stabile    • 2 •   specchio d'acqua in cui le navi possono ormeggiare | somma pagata da una nave per ormeggiare in un porto.
ancorare   v. tr.  [io àncoro ecc.]    • 1 •   (mar.) ormeggiare un natante gettando l'ancora    • 2 •   (estens.) agganciare, attaccare un elemento o struttura mobile a un punto fisso: ancorare al suolo un pallone aerostatico    • 3 •   (fig.) assicurare, fissare, fermare: ancorare le proprie opinioni a saldi principi  | ancorare una moneta, (econ.) mantenerne costante il valore rispetto a una valuta estera: ancorare la lira al marco  | ancorarsi v. rifl.    • 1 •   (mar.) gettare l'ancora, ormeggiarsi    • 2 •   (estens.  o fig.) agganciarsi, attaccarsi, afferrarsi: ancorarsi a una speranza. 
ancoratico   s.m.  [pl. -ci] (ant.) diritto e tassa di ancoraggio.
ancorato   part. pass.  di ancorare   agg.  nei sign. del verbo | a forma di ancora, di uncino.
ancorché   ant. ancoraché [an-co-ra-ché], ancora che, ancor che, cong.  (lett.) benché, quantunque, sebbene (introduce una prop. concessiva, talora ellittica del verbo): ancorché di carattere difficile, agilulfo il soldato lo sapeva fare  (calvino).
ancoressa   s.f.  (mar.) grossa ancora con ceppo e una sola marra, usata per ormeggi prolungati.
ancorotto   s.m.  (mar.) ancora leggera usata da imbarcazioni di piccole o medie dimensioni | attrezzo da pesca formato dall'unione di tre ami con le punte rivolte all'esterno.
ancorquando   cong.  (lett.) quantunque, ancorché.
ancroia   s.f.  (ant. lett.) donna vecchia e laida.
ancudine   o ancude, s.f.  (dial.  o poet.) incudine.
anda   s.f.  (ant. , dial.) movimento, avvio: dare l'anda   inter.  grido per incitare i buoi.
andalusite   s.f.  (min.) silicato di alluminio in cristalli grigi o rosei; se trasparente, è usato come gemma.
andaluso   agg.  dell'andalusia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'andalusia.
andamento   s.m.    • 1 •   l'atto e il modo di andare, di procedere: un andamento sostenuto, dimesso  | (mus.) carattere dinamico o espressivo di un brano | in opere letterarie, tono, stile: l'andamento oratorio di un testo    • 2 •   modo di succedersi delle fasi di un fenomeno; procedimento, svolgimento: l'andamento del tempo, di una malattia, degli affari    • 3 •   (ant.) percorso, via.
andana   s.f.    • 1 •   striscia di terreno fra due filari d'alberi | passaggio tra due file di oggetti uguali    • 2 •   (mar.) modo di ormeggiare le navi con gli scafi perpendicolari alla banchina; per estens., banchina che consente tale ormeggio e fila di navi ormeggiate in questo modo.
andante   part. pres.  di andare   agg.    • 1 •   ordinario, comune, di qualità non eccellente: merci andanti    • 2 •   continuo, senza interruzioni: muro andante  | senza artifici, semplice: una prosa andante    • 3 •   (non com.) corrente, in corso: nel mese andante   s.m.  (mus.) movimento di media velocità, meno lento dell'adagio, più lento dell'allegretto: andante con moto, sostenuto  § andantemente avv.  (rar.).
andantino   s.m.  (mus.) movimento piuttosto moderato, di solito un po' più lento dell'andante.
andare   (1) v. intr.  [pres. io vado  (tosc. o lett. vo, con la o  aperta), tu vai, egli va, noi andiamo, voi andate, essi vanno; imperf. io andavo ecc. ; fut. io andrò ecc. ; congiunt. pres. io, tu, egli vada, noi andiamo, voi andiate, essi vàdano; cond. io andrèi ecc. ; imp. va  o va'  o vai, andate; le altre forme, dal tema and-, sono regolari; aus. essere]    • 1 •   muoversi, spostarsi indirizzandosi verso un luogo, o anche senza una meta: andare avanti, indietro, diritto; andare veloce, lento, di corsa, di fretta; andare a piedi, in bicicletta, in macchina, in aereo; andare in strada, nei campi, per mare; andare a scuola, al mare, all'estero; andare in vacanza, in montagna; andare in fila, in colonna; andare a gruppi, alla spicciolata; andare a caccia, a pesca; andare a funghi, per legna; andare da roma a milano; andare a zonzo, a spasso; andare dagli zii, dal dottore; andare a  (per, in) terra, cadere | andare all'altro mondo, al creatore, morire | andare a donne, cercare avventure amorose | andare addosso a qualcuno, a qualcosa, investirli, urtare | andare dentro, all'interno di qualcosa o, come eufem., essere arrestato; andare fuori, uscire; andare su, salire, aumentare; andare giù, scendere, diminuire, peggiorare; andare via, allontanarsi; anche, scomparire: una macchia che non va più via; andare oltre, (fig.) esagerare; andare sotto, sott'acqua o, fig., in passivo | andare dietro, seguire: andare dietro a uno, (fig.) comportarsi come lui, imitarlo; anche, corteggiarlo; andare dietro a qualcosa, (fig.) seguirla, perseguirla; anche, credere, prestar fede | andare per la propria strada, tendere al proprio scopo senza badare ad altro | andare, andarci per il sottile, (fig.) comportarsi con meticolosità o con delicatezza: non andò per il sottile, agì in modo sommario o brutale | andare a naso, a fiuto, (fig.) comportarsi secondo l'istinto, l'esperienza, l'ispirazione del momento | andare per i quindici anni, avvicinarsi a quell'età | va, vai all'inferno, al diavolo, in malora, a farti friggere!, imprecazione di rabbia, fastidio e sim. contro qualcuno, qualcosa | vai con dio, in pace, benedizioni con cui si accompagna la partenza di qualcuno | vai!, andiamo!, espressioni di incitamento | ma va' là!, espressione di incredulità | andare all'asta, all'incanto, esser messo in vendita all'asta, all'incanto | andare di male in peggio, di bene in meglio, peggiorare, migliorare sempre più | andare per le lunghe, prolungarsi, dilungarsi | andare, andarci di mezzo, essere coinvolto in una vicenda subendone conseguenze spiacevoli | andare a male, guastarsi | andare a fuoco, incendiarsi, bruciarsi | andare a canossa, riconoscere i propri errori, ritrattare (dall'atto di sottomissione dell'imperatore enrico iv al papa gregorio vii, che ebbe luogo a canossa nel 1077) | andare sul sicuro, non rischiare | andare di corpo, defecare | andare a letto con qualcuno, avere rapporti sessuali | andare con qualcuno, frequentarlo; prov.  : dimmi con chi vai e ti dirò chi sei  | andare con lo sguardo, il pensiero, la memoria a qualcuno, a qualcosa, guardare, pensare, ricordare qualcuno, qualcosa | andarne, essere in gioco: ne va la vita; ne va del mio onore  | andarsene, partire, allontanarsi; (eufem.) morire | lasciar andare, lasciar correre, passare sopra; lasciar andare uno schiaffo, un pugno, mollarlo, tirarlo; lasciar andare la casa, il giardino  e sim., trascurarli | lasciarsi andare, abbandonarsi; (fig.) scoraggiarsi, trascurarsi | va da sé che, è ovvio, è logico che    • 2 •   trasformarsi, cambiarsi, ridursi: andare in cenere, in fiamme, bruciarsi; andare in fumo, (fig.) sfumare, svanire; andare in, a pezzi, in frantumi, rompersi, distruggersi    • 3 •   essere, sentirsi: andare fiero, orgoglioso    • 4 •   trovarsi, correre, circolare: andare per le mani, sulla bocca, sotto gli occhi di tutti  | essere intorno, aggirarsi: la spesa andrà sulle cinquantamila lire  ' (fam.) aver corso legale, valere: queste banconote non vanno più    • 5 •   essere opportuno, adeguato, necessario: sulla carne non ci va molto sale  | essere destinato a stare in un certo luogo: questa sedia va in giardino  | entrare, entrarci; esser compreso: questa chiave non va nella toppa; il tre nel sei ci va due volte  | calzare, star bene: questa giacca mi va a pennello    • 6 •   procedere, svolgersi: come va (la vita)?, come stai, come procede la tua vita? | procedere bene, avere buon esito: non riesce a far andare il negozio; questo lavoro non va, non è fatto bene | andare a buon fine, concludersi bene | andare a finire, concludersi, finire: quella storia è andata a finir male  | è andata!, si dice di cosa riuscita; se la va, la va, se (la cosa) riesce, bene; con valore concessivo: e vada, per questa volta!, e sia, passi    • 7 •   funzionare: l'orologio non va più; quell'autocarro va a nafta; far andare un motore, farlo partire, avviarlo | raggiungere una certa velocità: a quanto va questa moto?    • 8 •   accadere, succedere: come va che sei sempre stanco?    • 9 •   piacere, essere gradito, soddisfare: il tuo comportamento non mi va  | andare per la maggiore, piacere alla maggioranza, essere in voga | andare di moda, essere molto diffuso, apprezzato in un determinato momento (anche assol.): quest'anno va il bianco    • 10 •   essere venduto: l'edizione straordinaria del giornale è andata in un momento    • 11 •   seguito da un part. pass., vale per lo più dover essere : il prodotto va conservato in luogo fresco  | con semplice valore fraseologico o copulativo: andare errato, errare; andare perduto, essere, venire perduto    • 12 •   seguito dal gerundio di un verbo, indica durata e frequenza del concetto espresso da quel verbo: andava dicendo a tutti la stessa cosa; il male va peggiorando    • 13 •   seguito da un infinito introdotto da a, ha valore fraseologico: dove ti sei andato a cacciare?, dove ti sei cacciato?; il camion andò a finire fuori strada, finì fuori strada | talvolta significa essere sul punto di, stare per : lo spettacolo va a incominciare    • 14 •   andare in macchina, (tip.) iniziare a essere stampato | andare in onda, di programma radiotelevisivo, iniziare a venir trasmesso | andare in scena, (teat.) essere rappresentato | andare a tempo, (mus.) seguire il ritmo; per estens., essere sincronizzato    • 15 •   in locuzioni del linguaggio sportivo: andare a rete, a canestro, segnare, realizzare una rete, un canestro; andare in fuga, nel ciclismo, iniziare una fuga; andare al tappeto, nel pugilato, venire atterrato.
andare   (2) s.m.    • 1 •   l'atto dell'andare, del muoversi: era tutto un andare e venire, un viavai, un andirivieni | con l'andar del tempo, a poco a poco, via via che il tempo trascorre | a lungo andare, continuando per molto tempo | a tutt'andare, in modo molto accentuato: correre, spendere a tutt'andare  | con  (o di) quest'andare, di questo passo: di quest'andare non finiremo mai!    • 2 •   modo di andare, di camminare; andatura, portamento: il suo andare inconfondibile. 
andata   s.f.    • 1 •   l'andare, il recarsi in un luogo: andata in città; all'andata è passato per bologna; biglietto di andata e ritorno  | (lett.) viaggio, cammino: così l'andata mia dubbiosa e tarda / facean gli amanti  (petrarca trionfi)    • 2 •   (girone di) andata, (sport) nei tornei che contrappongono due volte tra di loro le squadre concorrenti, gruppo di partite in cui le squadre si incontrano per la prima volta.
andato   part. pass.  di andare   agg.    • 1 •   trascorso, passato: i ricordi del tempo andato    • 2 •   rovinato, finito: ormai è un uomo andato  | (fam.) guasto, avariato: carne andata. 
andatoia   s.f.  (edil.) rampa inclinata che, negli stabili in costruzione, serve a collegare i diversi piani dell'impalcatura.
andatura   s.f.    • 1 •   modo di andare, di camminare, di correre | (sport) ritmo, velocità di marcia o di corsa di un concorrente: fare l'andatura, precedere gli altri corridori regolandone la velocità rompere l'andatura, si dice di un cavallo che passa dal trotto al galoppo    • 2 •   (mar.) modo di navigare di una nave a vela secondo l'angolo che la direzione del vento forma con la linea di chiglia.
andazzo   s.m.  abitudine, usanza, moda deteriore, per lo più non duratura: l'andazzo corrente; prendere un brutto andazzo. 
andesite   s.f.  roccia di origine vulcanica costituita prevalentemente da feldspati sodico-calcici.
andicap   e deriv.   ⇨ handicap e deriv. 
andino   agg.  delle ande: popolazione andina. 
andirivieni   s.m. invar.    • 1 •   l'andare e venire continuo; viavai: un andirivieni di veicoli, di gente  | intrico, confusione: perdersi in un andirivieni di strade    • 2 •   (fig.) giro di parole inutili e confuse: dimmi cosa vuoi senza tanti andirivieni. 
andito   s.m.  ambiente di passaggio o disimpegno; corridoio, vestibolo | (estens.) luogo riposto: frugare in ogni andito. 
-ando  -ando suffisso di aggettivi derivati dal latino o formati in italiano, che continua il lat. -a°ndu(m), desinenza del gerundivo, e indica dovere, necessità (esaminando, venerando).
andorrano   agg.  di andorra  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di andorra.
andrena   s.f.  ape selvatica.
-andria  -andria secondo elemento di parole composte della terminologia dotta, dal gr. anér andrós  'uomo' (poliandria); in botanica indica 'elemento maschile, stame'.
andro-  andro- -andro primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. anér andrós  'uomo'; vale 'uomo, maschio, maschile' (androgino); in botanica indica 'elemento maschile, stame' (androceo).
androceo   s.m.    • 1 •   nella grecia antica, parte della casa riservata ai soli uomini    • 2 •   (bot.) complesso degli stami di un fiore.
androfobia   s.f.  (psicol.) paura ossessiva degli uomini, del sesso maschile.
androgeno   agg.  e s.m.  (biol.) si dice di ormone sessuale maschile che controlla la funzione degli organi sessuali e lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari.
androginia   s.f.  ermafroditismo.
androginico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'androginia; androgino.
androgino   agg.  e s.m.  che presenta insieme caratteristiche del sesso maschile e di quello femminile.
androide   s.m.  e f.  nella letteratura e nei film di fantascienza, sorta di robot dalle sembianze umane.
andrologia   s.f.  (med.) branca della medicina che studia e cura le malattie dell'apparato sessuale maschile.

andrologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specializzato in andrologia.
andromania   s.f.  (med.) ninfomania.
androne   s.m.  ambiente di passaggio che dal portone esterno di un edificio immette nella scala o nel cortile interno.
andropausa   s.f.  nell'uomo, progressiva riduzione e cessazione delle facoltà generatrici.
androsace   s.f.  genere di piccole piante erbacee con foglie lineari e fiori simili a quelli della primula, di colore giallo o rosa (fam.  primulacee).
androsterone   s.m.  (biol.) ormone sessuale maschile del gruppo degli androgeni prodotto dalla corteccia surrenale; favorisce nel maschio la comparsa dei caratteri sessuali secondari.
anecoico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) privo di echi o di riflessione sonora: camera anecoica; ambiente anecoico. 
anecumene   s.f.  (geog.) l'insieme delle terre emerse che a causa delle loro caratteristiche fisiche o climatiche risultano inabitabili per l'uomo; si contrappone a ecumene. 
anecumenico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) dell'anecumene; che non appartiene all'ecumene.
aneddotica   s.f.    • 1 •   arte di scrivere aneddoti    • 2 •   tradizione di aneddoti riferiti a un personaggio o a un'epoca storica: intorno a napoleone fiorì una ricca aneddotica. 
aneddotico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che contiene o riguarda aneddoti: volume aneddotico; letteratura aneddotica    • 2 •   che ha carattere di aneddoto: un fatto aneddotico  § aneddoticamente avv. 
aneddotista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] narratore o scrittore di aneddoti.
aneddoto   s.m.  episodio marginale, generalmente poco noto ma curioso, della storia o della vita privata di un personaggio importante; per estens., breve racconto in forma arguta e piacevole.
anelante   part. pres.  di anelare   agg.  (lett.)    • 1 •   affannoso, ansante    • 2 •   (fig.) ardentemente desideroso § anelantemente avv. 
anelare   v. intr.  [io anèlo ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   ansimare, respirare affannosamente    • 2 •   (fig.) tendere, aspirare ardentemente a qualcosa: anelare alla libertà  | v. tr.  (lett.)    • 1 •   mandar fuori, emettere: dal fulminato petto / fiamma e sangue anelava  (caro)    • 2 •   (fig.) desiderare intensamente, bramare.
anelasticità   s.f.  (fis.) mancanza di elasticità.
anelastico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di corpo caratterizzato da anelasticità.
anelettrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si diceva di corpo non elettrico o non elettrizzabile per sfregamento; si contrapponeva a idioelettrico. 
anelito   s.m.  (lett.)    • 1 •   respiro affannoso | mandare l'ultimo, l'estremo anelito, morire    • 2 •   (poet.) soffio vitale: dalle tenebre / la diva spoglia uscita, / mise il potente anelito / della seconda vita  (manzoni la pentecoste)    • 3 •   (fig.) desiderio ardente: anelito di gloria. 
anellamento   s.m.  (zootec.) inanellamento.
anellato   agg.  (non com.) inanellato | che ricorda per la forma una successione di anelli.
anellazione   s.f.  (agr.) in frutticoltura, asportazione di un anello di corteccia dai rami fruttiferi per arrestare la discesa della linfa e ottenere un maggiore ingrossamento dei frutti.
anellidi   s.m. pl.  (zool.) tipo di invertebrati vermiformi (p. e.  il lombrico e la sanguisuga) il cui corpo è diviso in segmenti detti metameri  o, più comunemente, anelli  | sing.  [-e] ogni animale appartenente a tale tipo.
anellino   s.m.    • 1 •   dim.  di anello    • 2 •   pl.  tipo particolare di pastina da brodo a forma di piccoli anelli.
anello   s.m.  [pl. m. anelli; pl. f. anella  nel sign. 10]    • 1 •   cerchietto di metallo che si porta al dito per ornamento o come simbolo di una condizione, di una dignità: anello d'oro, di brillanti; anello di fidanzamento, matrimoniale; anello episcopale  o pastorale  | dare, prendere l'anello, (lett.) sposare, sposarsi. dim. anellino, anelletto, anelluccio  accr. anellone  pegg. anellaccio    • 2 •   ciascuno degli elementi che formano una catena | anello (di congiunzione), elemento a forma di cerchio che collega due oggetti o due strutture (anche in usi fig.)    • 3 •   oggetto, costruzione, impianto a forma di cerchio: l'anello delle mura; l'anello di una pista  | anello stradale, raccordo fra due o più strade | gli anelli, attrezzo ginnico composto di due cerchi di legno sospesi a due funi; vi si eseguono esercizi di sospensione e volteggio: fare gli anelli  | ad anello, di forma circolare    • 4 •   (zool.) ciascuno dei segmenti che compongono il corpo cilindrico degli anellidi; metameri    • 5 •   (bot.) ciascuno degli strati di legno che si formano nel fusto delle piante legnose nello spazio di un anno    • 6 •   (chim.) raggruppamento di atomi legati fra loro in modo da formare un circolo chiuso    • 7 •   (mat.) in algebra, qualunque insieme su cui sono definite due operazioni, addizione e moltiplicazione, rispetto alla prima delle quali esso forma un gruppo abeliano, mentre la moltiplicazione è associativa e distributiva | (geom.) solido generato da una figura piana che si muove su una linea chiusa    • 8 •   anelli di saturno, (astr.) ammassi di materia cosmica disposti a cerchio intorno al pianeta saturno    • 9 •   (cine.) spezzone di pellicola, già sviluppata e stampata e contenente ove possibile una sequenza compiuta, le cui estremità sono incollate per consentire un passaggio continuo nel proiettore della sala di doppiaggio    • 10 •   pl. f.  (poet.) riccioli di capelli.
anelo   agg.  (poet.)    • 1 •   anelante, affannoso    • 2 •   (fig.) ansioso, angosciato: forse a tanto strazio / cadde lo spirto anelo  (manzoni il cinque maggio).
anemia   s.f.    • 1 •   (med.) diminuzione dell'emoglobina nel sangue, spesso dovuta a diminuzione del numero dei globuli rossi | anemia mediterranea, talassemia    • 2 •   (fig.) fiacchezza, snervatezza.
anemico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) che soffre di anemia: un soggetto anemico  | usato anche come s.m.  [f. -a]    • 2 •   (estens.) pallido, senza colore: un viso anemico    • 3 •   (fig.) privo di forza, di vitalità, di vigore: una prosa anemica  § anemicamente avv.  debolmente, senza vigore.
anemo-  anemo- primo elemento di composti della terminologia scientifica, dal gr. ánemos  'vento'; indica 'vento, aria' (anemofilo, anemometro).
anemocoro   agg.  (bot.) si dice di pianta che dissemina i semi attraverso l'azione del vento.
anemofilia   s.f.  (bot.) impollinazione operata dal vento.
anemofilo   agg.  si dice di pianta in cui l'impollinazione avviene per opera del vento.
anemografia   s.f.  studio e descrizione dei venti.
anemografo   s.m.  (meteor.) anemometro dotato di un sistema di registrazione della direzione e della velocità del vento.
anemometria   s.f.  disciplina che studia e misura la velocità e la direzione dei venti.
anemometro   s.m.  (meteor.) mulinello a semisfere o a palette con cui si misura la velocità del vento.
anemone   s.m. , rar. s.f.    • 1 •   pianta erbacea ornamentale perenne con fiori rossi, violacei o bianchi e foglie frastagliate (fam.  ranuncolacee)    • 2 •   anemone di mare, (zool.) attinia.
anemoscopio   s.m.  strumento per determinare la direzione del vento (banderuola, manica a vento).
anepigrafo   agg.  (filol.) si dice di manoscritto o di opera letteraria che sono pervenuti senza il titolo | detto di monumento, privo di iscrizioni o epigrafi.
anergia   s.f.  (med.) incapacità dell'organismo di reagire a un processo infettivo.
anerobio   e deriv.   ⇨ anaerobio e deriv. 
aneroide   agg.  (fis.) si dice di barometro con elemento sensibile metallico.
anestesia   s.f.  (med.) assenza o perdita della sensibilità | anestesia chirurgica, eliminazione temporanea della sensibilità al dolore indotta artificialmente attraverso appositi farmaci, per eseguire interventi chirurgici: anestesia totale, parziale. 
anestesiologia   s.f.  (med.) lo studio dell'azione e delle conseguenze prodotte sull'organismo dai farmaci anestetici.
anestesista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] medico specializzato nella pratica dell'anestesia chirurgica.
anestetico   agg.  [pl. m. -ci] di anestesia; che procura anestesia  s.m.    • 1 •   (farm.) sostanza atta a diminuire o a eliminare la sensibilità    • 2 •   (fig.) qualunque cosa attenui l'ansia.
anestetizzare   v. tr.  sottoporre ad anestesia.
aneto   s.m.  erba annua con semi aromatici, molto simile al finocchio (fam.  ombrellifere).
anetolo   s.m.  (chim.) sostanza organica aromatica presente negli oli essenziali di anice e di finocchio, usata in profumeria e in liquoreria.
aneurina   s.f.  vitamina b1.
aneurisma   s.m.  [pl. -smi] (med.) dilatazione anomala (congenita o patologica) di un'arteria | (estens.) emorragia interna causata dalla rottura di un aneurisma.
aneurismatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo o conseguente ad aneurisma: sacca aneurismatica. 
anfanamento   s.m.  (lett.) affaccendamento inconcludente.
anfanare   v. intr.  [io ànfano ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   vaneggiare, parlare a vanvera    • 2 •   ansimare | (estens.) affaccendarsi con affanno e inutilmente.
anfesibena    ⇨ anfisbena.
anfetamina   anfetammina  ⇨ amfetamina.
anfi-  anfi- o amfi-, primo elemento di composti di origine greca o di formazione moderna, dal gr. amphí; vale 'intorno, da entrambe le parti, doppio' (anfiteatro, anfibio) e sim.
anfiartrosi   s.f.  (anat.) articolazione in cui le superfici articolari sono unite da un disco fibrocartilagineo che limita il movimento; è tipica delle vertebre.
anfibi   s.m. pl.  (zool.) classe di vertebrati di piccole dimensioni, con pelle nuda e viscida, caratterizzati da una fase larvale acquatica, a respirazione branchiale, e una fase adulta terrestre, a respirazione polmonare | sing.  [-io] ogni vertebrato appartenente a tale classe.
anfibio   agg.  che può vivere od operare indifferentemente sulla terra e nell'acqua: animale anfibio; pianta anfibia; mezzo anfibio  | guerra anfibia, che comprende azioni terrestri, marittime e aeree  s.m.    • 1 •   autoveicolo con carrozzeria completamente chiusa sul fondo e dotato di elica, in grado di muoversi sull'acqua | mezzo navale atto a muoversi anche su terra, e a trasportare truppe e veicoli terrestri dal mare aperto alla costa: anfibio da sbarco    • 2 •   velivolo munito di ruote e di galleggianti che può decollare e posarsi su terra o su acqua    • 3 •   scarpone impermeabile.
anfibiotico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di insetto che allo stadio larvale vive nell'acqua e da adulto sulla terra.
anfibolia   s.f.  (filos.) anfibologia.
anfibolite   s.f.  roccia metamorfica di color verde, composta da anfibolo e plagioclasio.
anfibolo   agg.  (non com.) ambiguo, equivoco  s.m.  minerale scuro ricco di ferro, magnesio e calcio, appartenente al gruppo dei silicati.
anfibologia   s.f.    • 1 •   (lett.) ambiguità di un'espressione o di una frase dovuta a costruzione sintattica che ne consente una interpretazione duplice (p. e.: ho visto mangiare un topo) | errore o equivoco dovuto a tale ambiguità    • 2 •   (filos.) in aristotele, dimostrazione fallace dipendente da ambiguità sintattica delle premesse | in kant, ambiguità concettuale.
anfibologico   agg.  [pl. m. -ci] che presenta anfibologia: linguaggio anfibologico. 
anfibraco   s.m.  [pl. -chi] nella metrica greca e latina, piede formato da una sillaba breve, una lunga e un'altra breve.
anfidromo   agg.  si dice di nave che può navigare in entrambe le direzioni, avendo prua e poppa della medesima forma e doppi apparati propulsori dal gr. amphídromos  'che corre in due direzioni', comp. di amphí  'anfi-' e del tema di dramêin  'correre'.
anfigonia   s.f.  (biol.) il tipo di riproduzione sessuale più frequente, in cui si ha fecondazione del gamete femminile da parte del gamete maschile.
anfiosso   s.m.  piccolo animale dei cefalocordati, simile a un pesciolino, con corpo bianchiccio a forma di lancetta; vive nel fango marino (cl.  leptocardii).
anfipodi   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli crostacei dal corpo allungato e compresso ai lati, con occhi non peduncolati e arti idonei al salto; vi appartiene la pulce di mare | sing.  [-e] ogni crostaceo di tale ordine.
anfiprostilo   agg.  (archeol.) si dice di tempio greco o romano che presenti colonne solo sui lati brevi.
anfisbena   o anfesibena [an-fe-si-bè-na], ant. anfisibena, s.f.    • 1 •   serpente favoloso che si riteneva dotato di due teste, una per ciascuna estremità    • 2 •   (zool.) rettile dalla forma di grosso lombrico, privo di arti, con pelle anellata e grinzosa, che vive sottoterra e può avanzare e retrocedere con la stessa rapidità (ord.  squamati).
anfiteatro   s.m.    • 1 •   (archeol.) teatro romano all'aperto di forma ovale o circolare, riservato agli spettacoli gladiatori: anfiteatro flavio, il colosseo    • 2 •   (estens.) qualsiasi edificio o costruzione in cui la disposizione delle gradinate sia simile a quella degli anfiteatri romani    • 3 •   anfiteatro morenico, (geog.) sistema di rilievi con andamento concentrico, formatisi in corrispondenza della fronte di un antico ghiacciaio.
anfitrione   s.m.  padrone di casa e ospite generoso.
anfizioni   s.m. pl.  nell'antica grecia, i rappresentanti delle varie città associate in un'anfizionia.
anfizionia   s.f.  nell'antica grecia, lega di popoli e città vicine, con finalità religiose e politiche.
anfizionico   agg.  [pl. m. -ci] (st.) degli anfizioni, dell'anfizionia: consiglio anfizionico. 
anfolito   s.m.  (chim.) elettrolita anfotero.
anfora   s.f.  vaso a due anse, più stretto all'imboccatura e al piede, usato nell'antichità per conservare e trasportare liquidi, spec. olio e vino. dim. anforetta. 
anfotero   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di composto che agisce da acido con le basi forti e da base con gli acidi forti.
anfratto   s.m.  cavità angusta di una roccia; luogo stretto, scosceso e tortuoso.
anfrattuosità   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere anfrattuoso    • 2 •   cavità anfrattuosa, anfratto.
anfrattuoso   agg.  (non com.) pieno di anfratti, accidentato, scosceso.
angaria   s.f.    • 1 •   in età romana e nel medioevo, prestazione d'opera o contribuzione in natura di vario tipo imposta ai sudditi    • 2 •   diritto di angaria, facoltà di un paese belligerante di requisire aerei, navi o altri mezzi di trasporto appartenenti a paesi neutrali ma che si trovino su territorio soggetto alla propria sovranità    • 3 •   (non com.) angheria.
angariare   v. tr.  [io angàrio ecc.] fare angherie, opprimere, tormentare.
angariatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi opprime con angherie.
angela   (1) tosc. angiola, s.f.  (lett.) donna angelicata; donna di grande virtù, bontà o bellezza. dim. angeletta, angioletta, angiolina. 
angela   (2) agg.  e s.f.  si dice di vitigno di uva bianca da tavola coltivato in emilia: uva angela. 
angelica   s.f.    • 1 •   (bot.) pianta erbacea aromatica con foglie pennate e fiori verdastri, usata in medicina e in liquoreria (fam.  ombrellifere)    • 2 •   (mus.) strumento musicale simile al liuto.
angelicale   agg.  (lett.) angelico.
angelicato   agg.  (lett.) considerato simile ad angelo | donna angelicata, nei poeti dello stilnovo e soprattutto in dante, la donna in quanto ritenuta tramite tra l'uomo e dio.
angelicità   s.f.  carattere, natura angelica: l'angelicità di un viso. 
angelico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di angelo, degli angeli: cori angelici    • 2 •   (fig.) che ha l'aspetto di un angelo: persona angelica  ' dolce e delicato; innocente: viso, carattere angelico  § angelicamente avv. 
angelo   tosc. angiolo, ant. agnolo, s.m.    • 1 •   nella religione ebraica e cristiana, puro spirito creato da dio e suo messaggero presso gli uomini, rappresentato per lo più in figura di giovane bellissimo, alato e circonfuso di luce | il pane degli angeli, l'eucaristia | l'angelo cattivo, del male, delle tenebre, il demonio | angelo custode, quello che assiste ogni uomo durante la vita terrena; (scherz.) chi segue sempre una persona; poliziotto, guardia che scorta un prigioniero o un imputato | angelo tutelare, (fig.) persona che assiste e guida | angelo del focolare, si dice di donna che mostri spiccate virtù domestiche in senso tradizionale | lunedì dell'angelo, quello seguente la domenica di pasqua | capelli d'angelo, tipo di pasta alimentare in forma di spaghetti sottilissimi | discutere sul sesso degli angeli, (fig.) di argomenti oziosi, di nessuna importanza pratica. dim. angioletto, angiolino    • 2 •   (fig.) persona di grande bellezza e bontà: quella donna è un angelo; dormire come un angelo, si dice spec. di bambini    • 3 •   (sport) figura del pattinaggio artistico o tipo di tuffo che ricorda l'immagine di un angelo in volo    • 4 •   angelo di mare, (zool.) pesce cartilagineo con corpo piatto di forma rombica (ord.  squaliformi)    • 5 •   antica arma formata dai due emisferi di una palla da cannone collegati con una corta catena; si lanciava contro l'alberatura dei velieri nemici.
angelolatria   s.f.  culto e adorazione degli angeli.
angelologia   s.f.  (teol.) studio e dottrina relativi agli angeli.
angelus   s.m. invar.  preghiera alla madonna che si recita al mattino, a mezzogiorno e alla sera; per estens., il suono di campane che l'annuncia.
angere   v. tr.  [usato quasi soltanto nella terza persona sing. del pres. indic.] (poet.) angustiare, angosciare: tanta paura e duol l'alma triste ange  (petrarca canz.  cclxxvii, 3).
angheria   s.f.    • 1 •   prepotenza, sopruso, vessazione: subire angherie    • 2 •   (non com.) angaria.
angina   s.f.  (med.) affezione infiammatoria della gola e delle tonsille.
angina pectoris   loc. sost. f.  sindrome caratterizzata da un dolore dietro lo sterno che si irradia al braccio sinistro e che è causato da insufficiente ossigenazione delle pareti cardiache; stenocardia.
anginoso   agg.  (med.) relativo ad angina  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da angina pectoris: terapia per anginosi. 
angio-  angio- -angio primo e secondo elemento di parole della terminologia botanica composte modernamente, dal gr. anghìion  'vaso'; significa 'ricettacolo dei semi' (angiosperma, spermatangio) | in medicina, usato solo come primo elemento, significa 'vaso sanguigno', 'vascolare' (angiologia, angioma).
angiocarpo   s.m.  (bot.) frutto il cui imenio fertile è coperto da un tegumento esterno.
angiocolite   s.f.  (med.) infiammazione delle vie biliari.
angiografia   s.f.  (med.) indagine radiografica dei vasi sanguigni e linfatici.
angiogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) l'immagine radiografica computerizzata ottenuta con l'angiografia.
angioino   agg.  degli angiò, casata nobiliare francese i cui membri, fra i secc. xiii e xv, regnarono sull'italia meridionale.
angiola    ⇨ angela 1.
angiolo    ⇨ angelo.
angiologia   s.f.  parte della medicina che studia gli organi preposti alla circolazione del sangue e della linfa e le loro patologie.
angiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] (med.) medico specialista di angiologia.
angioma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno che ha origine nei tessuti vascolari ed è costituito da neoformazioni di vasi sanguigni (spec. sul viso e sul cuoio capelluto).
angioneurosi   s.f.  (med.) alterazione del sistema neurovegetativo a livello dei vasi.
angiopatia   s.f.  (med.) termine generico per indicare qualsiasi malattia del sistema vascolare e linfatico.
angioplastica   s.f.  (med.) ricostruzione chirurgica di arterie o vene.
angiosarcoma   s.m.  [pl. -mi] tumore maligno che ha origine nel sistema vascolare.
angiospasmo   s.m.  (med.) contrazione spastica dei vasi sanguigni.
angiosperme   s.f. pl.  (bot.) sottodivisione di piante spermatofite con ovulo racchiuso nell'ovario.
angiospermo   agg.  (bot.) si dice di pianta che ha gli ovuli racchiusi nell'ovario.
angiporto   s.m.    • 1 •   stradetta angusta, vicolo    • 2 •   (non com.) passaggio coperto formato da un arco sopra una via    • 3 •   (ant.) la parte più interna e riparata di un porto.
anglesite   s.f.  minerale in cristalli incolori, costituito da solfato di piombo.
anglicanesimo   o anglicanismo [an-gli-ca-nì-smo], s.m.  movimento religioso che fa capo alla chiesa anglicana; la dottrina della chiesa stessa.
anglicano   agg.  si dice della chiesa nazionale d'inghilterra, nata con il distacco di enrico viii dalla chiesa cattolica (1534, atto di supremazia)  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi appartiene alla chiesa d'inghilterra: il clero anglicano. 
anglicismo   s.m.  parola o costrutto della lingua inglese entrato in un'altra lingua.
anglicizzare   v. tr.  adattare, improntare agli usi e ai costumi della gran bretagna | anglicizzarsi v. rifl.  assumere gusti, modi, usi tipici degli inglesi; riferito alla lingua, assorbire voci e locuzioni inglesi.
anglicizzazione   s.f.  l'anglicizzare, l'essere anglicizzato.
anglico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   degli antichi angli    • 2 •   (lett.) inglese; anglosassone.
anglismo   s.m.  anglicismo.
anglista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di lingua e letteratura inglese.
anglistica   s.f.  studio della lingua, della letteratura e, più in generale, della cultura e della civiltà inglese.
anglo   s.m.    • 1 •   appartenente all'antica popolazione germanica degli angli, che invase nel sec. v la britannia romana    • 2 •   (lett.) inglese: all'anglo che tanta ala vi stese / sgombrò primo le vie del firmamento  (foscolo sepolcri  163-164).
anglo-  anglo- primo elemento di parole composte di formazione moderna, usato con riferimento all'inghilterra moderna e antica e più in generale alla gran bretagna (anglomania, anglosassone).
angloamericano   agg.  che si riferisce insieme all'inghilterra e agli stati uniti: truppe angloamericane  ' relativo alle tradizioni linguistiche e culturali inglesi in america sett., soprattutto negli stati uniti: letteratura angloamericana. 
anglofilia   s.f.  interesse, simpatia per l'inghilterra e per le cose inglesi.
anglofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi simpatizza per gli inglesi e per tutto ciò che è inglese.
anglofobia   s.f.  avversione per l'inghilterra e per le cose inglesi.
anglofobo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha avversione per gli inglesi e per tutto ciò che è inglese.
anglofono   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi parla la lingua inglese.
anglomane   s.m.  e f.  chi ammira e imita in maniera esagerata tutto ciò che è inglese.
anglomania   s.f.  ammirazione e imitazione esagerata di tutto ciò che è inglese.
anglosassone   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi apparteneva agli antichi popoli germanici degli angli e dei sassoni, stanziatisi in britannia nei secc. v-vi    • 2 •   che, chi appartiene ai paesi e ai popoli di lingua inglese.
angolano   agg.  dell'angola  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'angola.
angolare   (1) agg.  relativo a un angolo: velocità angolare, (fis.) nei moti rotatori, l'angolo percorso nell'unità di tempo; coefficiente angolare, (mat.) che determina l'inclinazione di una linea retta nel piano cartesiano | fatto ad angolo: costruzione angolare  | posto in un angolo: pietra angolare, quella da cui si originano, e sulla quale gravano, due muri; (fig.) il fondamento di qualcosa: la pietra angolare di una scienza   s.m.  profilato metallico o di altro materiale caratterizzato dalla sezione a l § angolarmente avv.  ad angolo; in angolo.
angolare   (2) v. tr.  [io àngolo ecc.]    • 1 •   disporre ad angolo; mettere in angolo    • 2 •   nel calcio e in altri sport, indirizzare la palla verso un angolo della porta o del campo    • 3 •   (foto. , cine.) riprendere sotto un determinato angolo visuale (un soggetto, una scena).
angolarità   s.f.  l'essere angolare.
angolato   part. pass.  di angolare   agg.    • 1 •   (non com.) fatto ad angoli    • 2 •   nel calcio e in altri sport con la palla, si dice di tiro indirizzato verso l'angolo della porta.
angolatura   s.f.  angolazione, prospettiva, punto di vista.
angolazione   s.f.    • 1 •   (cine. , foto.) ripresa di una scena da un determinato angolo visuale | (fig.) punto di vista da cui si considera un argomento, un problema    • 2 •   (sport) nella scherma, azione di spada o di sciabola effettuata con la sola flessione del polso, per colpire il braccio dell'avversario.
angoliera   s.f.  mobile a ripiani destinato a occupare l'angolo di una stanza; cantoniera.
angolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] in alcuni giochi di carte, la persona che siede tra due giocatori all'angolo del tavolo, con funzioni di arbitro.
angolo   s.m.    • 1 •   (geom.) la parte di piano compresa tra due semirette (lati) uscenti da uno stesso punto (vertice): angolo giro, piatto, retto, ottuso, acuto; angolo concavo, convesso; angolo interno, esterno; angolo di incidenza, angolo di riflessione  | angolo visuale, quello dal quale gli occhi vedono un oggetto; (fig.) punto di vista, prospettiva particolare    • 2 •   (estens.) canto, cantonata; spigolo: l'angolo della strada, dell'armadio; voltare, girare l'angolo; fare angolo, detto di muri, edifici | angolo (di) cottura, piccolo spazio adibito a cucina in un locale di soggiorno. dim. angolino, angoletto    • 3 •   (estens.) estremità: gli angoli degli occhi, della bocca    • 4 •   calcio d'angolo, (sport) nel gioco del calcio, tiro piazzato che si batte da uno degli angoli del campo; mettere, chiudere all'angolo, nel pugilato, costringere l'avversario a difendersi in uno degli angoli del ring    • 5 •   (fig.) luogo appartato, nascosto: vive in un angolo tranquillo; cercare qualcuno, qualcosa in ogni angolo, in tutti gli angoli, dappertutto.
angoloide   s.m.  (geom.) porzione di spazio compresa entro la figura formata da più diedri aventi il vertice in comune.
angolosità   s.f.  l'essere angoloso (anche fig.); spigolosità.
angoloso   agg.    • 1 •   che ha molti angoli | un viso, un corpo angoloso, ossuto    • 2 •   (fig.) poco condiscendente, scontroso: un carattere angoloso. 
angora   s.f.  nome di alcune razze di capre, conigli e gatti dal pelo lungo e soffice | lana d'angora, filato prodotto con il pelo delle capre e dei conigli d'angora.
angoscia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   stato d'ansia, di inquietudine accentuate: passare ore di angoscia  | (psicol.) stato nevrotico caratterizzato da timore di pericoli imminenti, sentimento di impotenza, senso di costrizione e altri sintomi psicofisici; ansia acuta    • 2 •   (filos.) nell'esistenzialismo, la situazione tipica dell'esistenza individuale umana in quanto consapevole della sua finitezza e, insieme, aperta a possibilità indeterminate    • 3 •   (ant.) affanno, oppressione.
angosciante   agg.  che dà, procura angoscia: un dubbio angosciante. 
angosciare   v.tr. [io angòscio ecc.]  dare angoscia | angosciarsi v. rifl.  provare angoscia : angosciarsi per il futur o.
angosciato   part. pass.  di angosciare   agg.  tormentato, afflitto dall'angoscia: animo angosciato  § angosciatamente avv. 
angoscioso   agg.    • 1 •   che dà angoscia: una situazione angosciosa    • 2 •   che è pieno d'angoscia: parole angosciose  § angosciosamente avv. 
angostura   s.f.    • 1 •   (bot.) arbusto originario dell'america merid., con foglie palmate e fiori di colore bianco o rosa (fam.  rutacee)    • 2 •   essenza tonica aromatica e di sapore amaro estratta dalla corteccia dell'arbusto, usata in liquoreria.
angstrom   s.m. invar.  (fis.) unità di lunghezza pari a un decimilionesimo di millimetro; simbolo Å.
angue   s.m.  (lett.) serpente.
anguicrinito   agg.  (lett.) che ha una capigliatura di serpenti: le furie anguicrinite  (parini).
anguidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di rettili squamati, con arti ridotti o mancanti, comprendente vari generi di lucertole (ord.  squamati) | sing.  [-e] ogni rettile appartenente a tale famiglia.
anguilla   s.f.    • 1 •   pesce teleosteo commestibile, serpentiforme, viscido, verde-olivastro; vive in acqua dolce e salata (ord.  anguilliformi) | tenere, prendere l'anguilla per la coda, (fig.) destreggiarsi in una situazione difficile    • 2 •   (fig.) persona che compie movimenti agili e scattanti: quel ragazzo è un'anguilla  | persona che sfugge di fronte alle responsabilità    • 3 •   (mar.) trave posta longitudinalmente tra un baglio e l'altro | comando metallico che attraversa la nave da poppa a prua passando sotto i bagli.
anguillaia   s.f.  vivaio di anguille.
anguillesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) sfuggente come un'anguilla; indeciso, ambiguo § anguillescamente avv. 
anguilliforme   agg.  che ha forma di anguilla.
anguilliformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci dal corpo serpentiforme, flessibile, privo di pinne ventrali, la cui pinna caudale forma un nastro continuo con la pinna dorsale e con quella anale; vi appartengono l'anguilla e la murena | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
anguillula   s.f.  (zool.) genere di piccolissimi vermi nematodi parassiti.
anguillulosi   s.f.  (med. , vet.) infestazione parassitaria dell'intestino, causata da anguillule.
anguinaia   s.f.  (ant.) inguine.
anguineo   agg.  (lett.) che ha aspetto di serpente.
anguipede   agg.  (lett.) che ha i piedi formati da serpenti | anche come s.m.  e f. 
angulinervio   agg.  (bot.) si dice di foglia le cui nervature si ramificano ad angolo acuto.
anguria   s.f.  (region.) cocomero.
angustia   s.f.    • 1 •   strettezza, scarsità (anche fig.): angustia di spazio, di tempo; angustia di mente  | trovarsi in angustie, dibattersi in difficoltà, spec. finanziarie    • 2 •   ansia, pena, angoscia: essere in angustia per qualcosa; da quante angustie v'ha liberato il signore!  (manzoni p. s.  xxxvi).
angustiare   v. tr.  [io angùstio ecc.] causare sofferenza, preoccupazione; angosciare: un pensiero angustiante  | angustiarsi v. rifl.  preoccuparsi, tormentarsi.
angustiato   part. pass.  di angustiare   agg.    • 1 •   afflitto, tormentato    • 2 •   (lett.) travagliato: un uomo di questa sorte mi deve per l'appunto capitare in un momento così angustiato  (manzoni p. s.  xv) § angustiatamente avv. 
angusticlavio   s.m.    • 1 •   fascia stretta, di colore purpureo, disposta verticalmente sulla toga dei cavalieri romani per distinguerli dai senatori, la cui toga era ornata di una fascia più larga (laticlavio)    • 2 •   la toga stessa ornata di angusticlavio.
angustioso   agg.  (non com.)    • 1 •   che dà affanno o molestia; tormentoso, angoscioso: un pensiero angustioso    • 2 •   tormentato, pieno di angustie: una vita angustiosa    • 3 •   (lett.) angusto, meschino § angustiosamente avv.  (rar.).
angusto   agg.  stretto, limitato (anche fig.): sentiero, passaggio angusto; mente angusta  § angustamente avv. 
anice   non com. anace, tosc. anacio, s.m.    • 1 •   pianta erbacea annua originaria dell'oriente, con frutti aromatici usati in farmacia, in pasticceria e in liquoreria (fam.  ombrellifere) | anice stellato, piccolo albero della cina con frutti a forma di stella e semi dal profumo e sapore di anice (fam.  magnoliacee)    • 2 •   liquore distillato dai frutti dell'anice.
anicino   o anacino, s.m.    • 1 •   specie di biscotto con semi di anice    • 2 •   piccolo confetto dal sapore di anice.
aniconicità   s.f.  l'essere aniconico.
aniconico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   privo di icone, di immagini: culto aniconico    • 2 •   si dice di rappresentazione artistica che ha scarsa corrispondenza con la realtà rappresentata, ma la evoca attraverso masse volumetriche o di colore assolutamente libere    • 3 •   in semiologia, si dice di quei segni che hanno una corrispondenza solo convenzionale con la realtà esterna significata.
anidride   s.f.  (chim.) composto formato da un non metallo (antiq. metalloide) e da ossigeno che, idratandosi, forma un acido: anidride carbonica, solforosa. 
anidrite   s.f.  (chim.) solfato anidro di calcio che si presenta come un minerale bianco o grigio con lucentezza vitrea; si idrata facilmente, trasformandosi in gesso.
anidro   agg.  si dice di minerale o composto chimico privo di acqua di cristallizzazione.
anidrosi   s.f.  (med.) diminuzione o assenza della sudorazione.
anile   s.m.  pianta erbacea da cui si estrae l'indaco (fam.  papilionacee).
anilina   s.f.  (chim.) composto organico azotato, liquido, incolore, usato nell'industria farmaceutica e chimica.
anima   s.f.    • 1 •   il principio vitale degli esseri viventi: l'anima d'ogne bruto e de le piante  (dante par.  vii, 139)    • 2 •   (filos., relig.) principio vitale proprio dell'uomo che, in opposizione al corpo, viene identificato con le facoltà spirituali o indicato come loro sede; animo | nella concezione cristiana, entità immateriale e immortale infusa da dio nell'uomo e che ritorna a dio dopo la morte: la salvezza, la dannazione dell'anima; rendere l'anima, morire; raccomandarsi l'anima a dio, prepararsi a morire | le anime dannate, purganti, beate, dell'inferno, del purgatorio, del paradiso | cura d'anime, funzione pastorale dei religiosi a diretto contatto con i fedeli | (la) buon'anima, si dice di persona defunta: suo padre buon'anima  (o la buon'anima di suo padre) | un'anima candida, (fig.) una persona ingenua | un'anima nera, (fig.) una persona priva di scrupoli | essere un'anima in pena, (fig.) essere inquieto, ansioso | persona, cosa che fa dannar l'anima, (fig.) che fa perdere la pazienza, che porta all'esasperazione | essere l'anima dannata di qualcuno, (fig.) il suo cattivo consigliere | dare, dannarsi l'anima per qualcuno, (fig.) fare per lui qualsiasi sacrificio; cavare l'anima a qualcuno, riuscire a ottenere da lui qualsiasi cosa | vendere l'anima al diavolo, (fig.) scendere a qualunque compromesso con la propria coscienza pur di ottenere dei vantaggi | reggere l'anima coi denti, (fig.) essere malandato in salute | rompere l'anima a qualcuno, (fig. fam.) molestarlo, seccarlo | all'anima!, (fig. fam.) espressione di meraviglia, di ammirazione e sim. dim. animetta, animuccia  pegg. animaccia    • 3 •   gli affetti, i sentimenti, considerati nella loro totalità: amare, odiare qualcuno con tutta l'anima  | toccar l'anima, commuovere | recitare, cantare con, senza anima, con, senza partecipazione emotiva    • 4 •   persona, individuo: un villaggio di poche anime  | non c'è anima viva, non c'è nessuno | anime gemelle, si dice di due persone che hanno sentimenti, idee e gusti simili    • 5 •   parte interna o portante di un oggetto: anima di un bottone, il dischetto intorno a cui si avvolge la stoffa o la pelle | (mus.) negli strumenti ad arco, piccolo cilindro di abete posto verticalmente tra la tavola armonica e il fondo, in corrispondenza del ponticello    • 6 •   (fig.) persona o cosa che rappresenta un elemento essenziale, che vivifica: essere l'anima della festa; la pubblicità è l'anima del commercio    • 7 •   (metall.) parte di un modello di fonderia che genera una cavità nel getto | cavità interna delle canne e delle bocche da fuoco, liscia o rigata.
animadversione   o animavversione, s.f.    • 1 •   (lett.) riprensione; biasimo    • 2 •   osservazione critica.
animale   (1) s.m.    • 1 •   ogni organismo vivente dotato di sensi e di movimento autonomo: animale ragionevole, l'uomo    • 2 •   in contrapposizione all'uomo, il termine è sinonimo di bestia : animali domestici, selvatici; allevare un animale  | vivere come un animale, in modi e ambienti sudici o senza il decoro e la sensibilità propri dell'uomo civilizzato. dim. animaletto, animalino, animaluccio  accr. animalone    • 3 •   (fig.) persona grossolana, ignorante e volgare. pegg. animalaccio. 
animale   (2) agg.    • 1 •   (lett.) dell'anima: lo spirito animale  (dante vita nuova)    • 2 •   (lett.) proprio degli esseri animati: così fu fatta già la terra degna / di tutta l'animal perfezi°one  (dante par.  xiii, 82-83)    • 3 •   proprio degli animali: regno animale  | che ha origine, che si ricava da animali: grasso animale    • 4 •   animalesco, da animale: istinti animali, quelli più bassi e irrazionali dell'uomo § animalmente avv.  (non com.) a somiglianza di un animale.
animaleria   s.f.  (non com.) azione degna di un animale; bestialità, errore grossolano.
animalesco   agg.  [pl. m. -schi] proprio o degno di un animale; bestiale, indegno di un uomo: amore, istinto animalesco  § animalescamente avv. 
animalismo   s.m.  movimento ecologista che ha come fine la tutela degli animali e la salvaguardia del loro ambiente naturale dalle possibili manipolazioni dell'uomo.
animalista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   che, chi dipinge o scolpisce soggetti animali    • 2 •   che, chi aderisce al movimento ecologista dell'animalismo.
animalistico   agg.  [pl. m. -ci] in arte, si dice di raffigurazione che ha per soggetto animali.
animalità   s.f.  l'insieme delle qualità proprie degli animali, in contrapposizione a quelle spirituali dell'uomo.
animare   v. tr.  [io ànimo ecc.]    • 1 •   infondere l'anima, la vita; dare vivezza d'espressione: animare il marmo, una tela; animare un paesaggio, una figura, lo stile    • 2 •   dare vivacità, brio, calore: animare la conversazione; la gioia le animava il volto    • 3 •   stimolare, incitare: lo animava il desiderio di vendetta  | promuovere: animare gli scambi commerciali, gli interessi culturali  | animarsi v. rifl.    • 1 •   acquistare vivacità, calore: le vie si andavano animando    • 2 •   infervorarsi, accalorarsi: animarsi nel parlare; la discussione si animò. 
animato   part. pass.  di animare   agg.    • 1 •   dotato di anima, di vita: l'uomo e gli altri esseri animati  | bastone animato, che ha all'interno una lama    • 2 •   (estens.) dotato di movimento: presepe animato  | disegni  o cartoni animati, film i cui fotogrammi non sono ripresi dal vero, ma da disegni che riproducono in successione le fasi del movimento    • 3 •   (fig.) movimentato, dai toni accesi: una discussione animata  § animatamente avv. 
animatore   agg.  [f. -trice] che anima: principio animatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi anima; in partic., chi dà movimento e vivacità a una riunione, un'attività, uno spettacolo: animatore culturale    • 2 •   chi disegna i cartoni animati.
animavversione    ⇨ animadversione.
animazione   s.f.    • 1 •   l'animare: animazione culturale    • 2 •   vivacità, calore: parlare con animazione    • 3 •   affollamento, movimento: c'era grande animazione in paese    • 4 •   cinema d'animazione, quello che utilizza cartoni animati | teatro d'animazione, spettacolo teatrale in cui i personaggi sono rappresentati da pupazzi animati dall'uomo.
animelle   s.f. pl.  parti commestibili delle interiora dell'agnello o del vitello.
animetta   s.f.  corazza in uso nel sec. xvii, costituita da scaglie o lamine articolate oppure da una piastra intera.
animiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli dell'america meridionale dal corpo robusto, con testa piccola e becco leggermente uncinato | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
animismo   s.m.    • 1 •   (antrop.) tendenza, tipica delle religioni primitive, a credere che tutte le cose siano animate da principi vitali (anime, spiriti), benefici o malefici    • 2 •   (filos.) credenza che attribuisce a ogni essere (anche materiale) un'anima, intesa come principio di attività.
animista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   [anche f.] seguace dell'animismo | usato anche come agg.  nel sign. di animistico : teoria animista    • 2 •   in fonderia, operaio addetto alla fabbricazione di forme atte a produrre nel getto la cavità voluta.
animistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'animismo: credenze animistiche. 
animo   s.m.    • 1 •   l'anima dell'uomo, in quanto sede e principio degli affetti, delle facoltà intellettive e della volontà: animo sensibile, buono, debole; bontà, forza d'animo; stato d'animo, disposizione di spirito | serbare, conservare nell'animo, ricordare, tenere sempre a mente | aprire l'animo a qualcuno, confidarsi con lui | aver l'animo altrove, essere disattento, pensare ad altro | avere nell'animo qualcuno, pensare a qualcuno con intenso affetto | avere in animo di fare qualcosa, proporsi di farla | fare qualcosa di buon animo, di mal animo, volentieri, malvolentieri | mettersi l'animo in pace, rassegnarsi | stare di buon animo, essere sereno, tranquillo | con l'animo in sospeso, in ansia | toccare l'animo di qualcuno, commuoverlo    • 2 •   (estens.) intendimento, proposito: con quelle parole scoprì chiaramente il suo animo    • 3 •   coraggio: farsi animo; non aveva, non gli reggeva l'animo di farlo  | perdersi d'animo, scoraggiarsi | come esclamazione, si usa per incitare a non abbattersi, ad avere coraggio: animo, non lasciarti andare!. 
animosità   s.f.    • 1 •   malanimo, ostilità, rancore: giudicare senza animosità    • 2 •   (lett.) coraggio.
animoso   agg.    • 1 •   (lett.) coraggioso, audace: un giovane animoso    • 2 •   focoso (detto di animali): un cavallo animoso    • 3 •   ostile, polemico § animosamente avv. 
animula   s.f.  (lett.) piccola anima | (spreg.) persona dal carattere debole e timoroso.
aninga   s.f.  (zool.) genere di grossi uccelli dal corpo elegante, con collo lungo e flessibile, testa piccola, becco sottile e molto affilato e coda lunghissima (ord.  pelecaniformi).
anione   s.m.  (fis.) ione dotato di carica negativa, che nel processo elettrolitico migra verso l'anodo.
anisetta   s.f.  liquore dolce all'anice, fortemente aromatico.
aniso-  aniso- primo elemento di composti della terminologia scientifica, dal gr. ánisos  'disuguale'; indica disuguaglianza, differenza, dissomiglianza (anisofillia).
anisocitosi   s.f.  (med.) disuguaglianza di diametro dei globuli rossi.
anisocoria   s.f.  (med.) disuguaglianza di diametro delle due pupille.
anisofillia   s.f.  (bot.) presenza di foglie di forma diversa a uno stesso livello del fusto di una pianta.
anisogamete   s.m.  (biol.) ciascuno dei gameti maschili o femminili, quando sono differenti tra loro per forma e funzione.
anisogamia   s.f.  (biol.)    • 1 •   differenza morfologica tra gameti maschili e femminili    • 2 •   processo di fecondazione tra cellule germinali diverse.
anisometropia   s.f.  (med.) diversità del potere di rifrazione degli occhi.
anisosillabismo   s.m.  disuguaglianza nel numero delle sillabe in versi della stessa natura; è tipico della metrica classica, ma si presenta anche, sporadicamente, nella poesia italiana delle origini.
anisotropia   s.f.  (min.) caratteristica di un corpo, e spec. di un cristallo, che non presenta le medesime proprietà fisiche (conducibilità elettrica, rifrazione ecc) in tutte le direzioni.
anisotropo   agg.  (min.) che presenta anisotropia.
anitra   e deriv.   ⇨ anatra e deriv. 
annacquamento   s.m.  l'annacquare (anche fig.) | annacquamento del capitale, (econ. , fin.) in una società per azioni, emissione di azioni per un importo eccessivo rispetto al valore del patrimonio.
annacquare   v. tr.  [io annàcquo ecc.]    • 1 •   aggiungere acqua a un liquido; diluire: annacquare il vino    • 2 •   (fig.) temperare, mitigare; svigorire: annacquare un rimprovero, una teoria. 
annacquata   s.f.    • 1 •   l'annacquare leggermente    • 2 •   (estens.) pioggerella di breve durata.
annacquato   part. pass.  di annacquare   agg.    • 1 •   diluito, allungato con acqua    • 2 •   (fig.) sbiadito, fioco: un colore annacquato; un resoconto annacquato, attenuato, falsato § annacquatamente avv.  in modo scialbo.
annacquatura   s.f.  l'annacquare; la cosa annacquata (anche fig.).
annaffiamento   o innaffiamento, s.m.  l'annaffiare, l'essere annaffiato.
annaffiare   o innaffiare, v. tr.  [io annàffio ecc.] bagnare con l'acqua allargando il getto in una specie di pioggia leggera: annaffiare l'orto; anche fig.  : annaffiare i cibi con dell'ottimo vino. 
annaffiata   o innaffiata, s.f.    • 1 •   l'annaffiare un poco, leggermente    • 2 •   (estens.) pioggia breve e leggera.
annaffiatoio   o innaffiatoio, s.m.  recipiente provvisto di un manico e un lungo beccuccio terminante in una bocchetta traforata, usato per annaffiare.
annaffiatore   o innaffiatore, agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi annaffia: autobotte annaffiatrice. 
annaffiatura   o innaffiatura, s.f.  l'operazione di annaffiare.
annali   s.m. pl.    • 1 •   elenchi di fatti disposti anno per anno; in roma antica erano costituiti dalle notizie tratte dagli archivi del pontefice massimo (annales maximi); anche, titolo delle opere degli storici di età repubblicana (si conserva negli annali  di tacito) | in età moderna, vaste raccolte di documenti storici    • 2 •   (estens.) annuario: gli annali dello sport italiano  | (fig.) memoria, ricordo: un fatto che resterà negli annali    • 3 •   titolo di pubblicazioni periodiche accademiche.
annalista   s.m.  [pl. -sti] scrittore di annali.
annalistica   s.f.  il genere storiografico degli annali | il complesso della produzione annalistica di una data epoca.
annalistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce agli annalisti, all'annalistica | scritto col criterio degli annali § annalisticamente avv.  secondo il criterio annalistico.
annamita   agg.  [pl. m. -ti] dell'annam, regione storica della penisola indocinese  s.m.  e f.  chi è nato o abita nell'annam.
annamitico   agg.  [pl. m. -ci] dell'annam, degli annamiti  s.m.  la lingua degli annamiti.
annasare    ⇨ annusare.
annaspamento   s.m.  (non com.) l'annaspare, l'agitarsi in modo scomposto.
annaspare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   agitare le braccia come per afferrare qualcosa che sfugge; gesticolare affannosamente: annaspava per tenersi a galla    • 2 •   (fig.) affaticarsi inutilmente intorno a qualcosa: annaspare intorno al motore  | anche assol., detto di chi si esprime con difficoltà, stentando a trovare le parole adatte | v. tr.    • 1 •   avvolgere il filo sull'aspo per fare la matassa    • 2 •   (fig. rar.) confondere: annaspare la vista. 
annaspicare   v. intr.  [io annàspico, tu annàspichi ecc. ; aus. avere] (non com.) stentare a trovare le parole, balbettare.
annaspio   s.m.  un annaspare, un agitarsi prolungato e affannoso.
annaspo   s.m.  (pop.) aspo.
annata   s.f.    • 1 •   lo spazio di un anno, spec. con riferimento alle condizioni meteorologiche e ai raccolti; anche, il raccolto di un anno: un'annata piovosa; è stata un'annata buona.  pegg. annataccia    • 2 •   insieme di fenomeni, manifestazioni, attività di uno stesso ordine avvenuti nello spazio di un anno: l'annata ciclistica, cinematografica    • 3 •   importo complessivo di un anno di salario, stipendio, affitto e sim.    • 4 •   insieme dei numeri di un periodico usciti in un anno.
annatto   s.m.  sostanza colorante di origine vegetale; si usa per conferire la colorazione gialla al burro e al formaggio.
annebbiamento   s.m.  l'annebbiare, l'annebbiarsi, l'essere annebbiato (anche fig.): annebbiamento della vista, delle coscienze. 
annebbiare   v. tr.  [io annébbio ecc.] offuscare con nebbia, oscurare, ottenebrare (anche fig.): le passioni annebbiano l'intelletto  | v. intr. impers.  [aus. essere] (non com.) venir nebbia, formarsi nebbia: all'alba cominciò ad annebbiare  | annebbiarsi v. rifl.  offuscarsi per la nebbia, velarsi (anche fig.): l'orizzonte si annebbiava; la vista gli si annebbiò. 
annebbiato   part. pass.  di annebbiare   agg.    • 1 •   velato di nebbia    • 2 •   (fig.) oscurato, ottenebrato: mente annebbiata. 
annegamento   s.m.  l'annegare; morte per affogamento.
annegare   v. tr.  [io annégo, tu annéghi ecc] far morire togliendo il respiro con l'immersione in acqua o in altro liquido | annegare i dispiaceri nell'alcol, (fig.) bere per dimenticare | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   morire per soffocamento essendo sommersi dall'acqua: scivolò nel fiume e annegò    • 2 •   (fig) perdersi, sprofondare: annegare in un mare di guai  | annegarsi v. rifl.  uccidersi per affogamento.
annegato   part. pass.  di annegare  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è morto per annegamento.
annegazione    ⇨ abnegazione.
anneghittire   v. tr.  [io anneghittisco, tu anneghittisci ecc.] (ant.) rendere neghittoso | v. intr.  [aus. essere], anneghittirsi v. rifl.  (ant.) divenire neghittoso.
anneramento   s.m.  (non com.) annerimento.
annerare   v. tr.  [io annéro ecc.] (non com.) annerire.
annerimento   s.m.  l'annerire, l'annerirsi.
annerire   v. tr.  [io annerisco, tu annerisci ecc.] far diventare nero, tingere di nero: il fumo annerisce le pareti  | v. intr.  [aus. essere], annerirsi v. rifl.  divenire nero; oscurarsi.
annessiectomia   o annessectomia [an-nes-sec-to-mì-a] s.f.  (med.) asportazione chirurgica degli annessi uterini.
annessione   s.f.    • 1 •   l'annettere; unione stretta di una cosa con un'altra    • 2 •   atto con cui uno stato amplia il proprio territorio estendendo la propria sovranità su quello di un altro stato.
annessionismo   s.m.  la politica di uno stato che tende a compiere annessioni.
annessionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è favorevole all'annessione, all'annessionismo: politica annessionista. 
annessionistico   agg.  [pl. m. -ci] che propugna l'annessione, l'annessionismo: principio, intento annessionistico. 
annessite   s.f.  (med.) infiammazione degli annessi uterini.
annesso   part. pass.  di annettere   agg.  unito in rapporto organico e funzionale; congiunto: il parco annesso al castello   s.m. pl.    • 1 •   parti accessorie di una costruzione; per estens., insieme di cose inerenti a ciò di cui si parla | gli annessi e connessi di qualcosa, tutte le cose che devono necessariamente unirsi a essa    • 2 •   (anat.) formazioni strettamente collegate con un organo principale: annessi (uterini), le tube e le ovaie.
annestare   e deriv.   ⇨ innestare e deriv. 
annettere   v. tr.  [pres. io annètto  o annétto ecc. ; pass. rem. io annettéi  (meno com. annèssi  o annéssi), tu annettésti ecc. ; part. pass. annèsso  o annésso]    • 1 •   unire, collegare; allegare, accludere: annettere un'ala a un edificio; annettere un documento a una lettera  | annettere importanza a una cosa, attribuirgliene    • 2 •   detto di uno stato, compiere un'annessione.
annibalico   agg.  [pl. m. -ci] relativo ad annibale, condottiero cartaginese (247-183 a. c.).
annichilare   e deriv.   ⇨ annichilire e deriv. 
annichilazione   s.f.    • 1 •   l'annichilare, l'annichilarsi    • 2 •   (fis.) trasformazione della massa di una coppia particella-antiparticella in una quantità equivalente di energia sotto forma di radiazione elettromagnetica (raggi gamma).
annichilimento   o annichilamento, s.m.  (non com.) l'annichilire, l'annichilirsi; annientamento: l'annichilimento della volontà. 
annichilire   meno com. annichilare, v. tr.  [io annìchilo  o annichilisco, tu annìchili  o annichilisci ecc.] ridurre al nulla, distruggere completamente | (fig.) umiliare, togliere ogni volontà di reazione; annientare: la sventura lo annichilì  | annichilirsi v. rifl.  ridursi al nulla, distruggersi: ogni cosa si muta, nulla s'annichila  (bruno) | (fig.) umiliarsi.
annidamento   s.m.    • 1 •   l'annidare, l'annidarsi    • 2 •   (biol.) fissazione dell'uovo fecondato nella mucosa dell'utero    • 3 •   (inform.) inclusione di una struttura di dati, di un blocco di programmi o sim. all'interno di un'entità software definita.
annidare   v. tr.    • 1 •   (non com.) porre nel nido    • 2 •   (fig.) accogliere, dar asilo, ricetto: annidare nell'animo sentimenti d'ira  | annidarsi v. rifl. o intr. pron.    • 1 •   fare il nido    • 2 •   (estens.) nascondersi in un luogo    • 3 •   (fig.) trovare asilo, radicarsi: l'odio si era annidato nel suo cuore. 
annientamento   s.m.  l'annientare, l'annientarsi, l'essere annientato (anche fig.): l'annientamento della flotta nemica; annientamento della personalità. 
annientare   v. tr.  [io anniènto ecc.]    • 1 •   ridurre a niente, distruggere: annientare il nemico    • 2 •   (fig.) abbattere; prostrare, umiliare: l'improvvisa disgrazia lo ha annientato; sentirsi annientato, sentirsi distrutto, annichilito | annientarsi v. rifl.  ridursi a niente | prostrarsi, umiliarsi profondamente.
annitrire   v. intr.  [io annitrisco, tu annitrisci ecc. ; aus. avere] (lett.) nitrire.

anniversario   agg.  (non com.) che ricorre ogni anno  s.m.    • 1 •   ricorrenza annuale di un giorno degno di essere ricordato per la sua particolare importanza: il    • 4 •   novembre è l'anniversario della vittoria    • 2 •   (non com.) compleanno.
anno   s.m.    • 1 •   (astr.) tempo impiegato dal sole per il suo ritorno apparente all'equinozio di primavera (anno solare  o tropico), uguale a 365 giorni,    • 5 •   ore, 48 minuti, 46 secondi | anno siderale  o sidereo  o astrale, tempo necessario alla terra per compiere il suo giro intorno al sole, uguale a 365 giorni,    • 6 •   ore,    • 9 •   minuti,    • 9 •   secondi | anno civile, anno di 365 o 366 giorni interi; in questo secondo caso si dice anno bisestile  | anno geofisico, periodo di durata variabile (in genere superiore a 12 mesi) considerato in relazione a ricerche di fisica terrestre | anno luce  (abbr. a. l.), unità di lunghezza per misure astronomiche pari alla distanza percorsa dalla luce in un anno solare e che corrisponde a 9460 miliardi di km circa    • 2 •   periodo di dodici mesi, compreso tra un primo gennaio e il successivo, che rappresenta l'unità di tempo fondamentale per la determinazione delle date, a partire dalla nascita di cristo: dante nacque nell'anno 1265  (anche ellit. nel 1265); l'anno passato, scorso; l'anno corrente, in corso; l'anno prossimo, entrante; fra due anni; tre anni fa; l'anno nuovo, che sta per incominciare o è appena incominciato; l'altr'anno, quello precedente l'anno in corso; quest'altr'anno, l'anno che viene, quello che seguirà l'anno in corso; di qui a un anno, in capo a un anno, fra un anno | gli anni dieci, venti, trenta ecc. , per antonomasia, gli anni che vanno dal 1° gennaio 1910 al 31 dicembre 1919, dal 1920 al 1929, dal 1930 al 1939 ecc. | capo d'anno, capodanno | buon anno, formula augurale che ci si scambia all'inizio dell'anno | anno nuovo, vita nuova, modo proverbiale per esprimere il proponimento di dare inizio, col nuovo anno, a una vita migliore    • 3 •   l'unità di tempo fondamentale per indicare l'età di una persona o l'epoca da cui una cosa esiste: un uomo di trent'anni; maria ha diciott'anni; questo palazzo ha centocinquant'anni; compiere gli anni  | pl.  età: avere molti anni, essere carico d'anni, essere avanti con gli anni, essere vecchio; portare bene, male gli anni, apparire più giovane, più vecchio di quello che si è    • 4 •   (iperb.) periodo di tempo indeterminato di cui si vuol sottolineare la lunghezza: è un anno che aspetto l'autobus!; gli pareva mill'anni d'esser fuori e lontano da quell'osteria  (manzoni p. s.  xvi). dim. annetto, annuccio    • 5 •   arco di tempo, non coincidente con l'anno civile, durante il quale si svolge un ciclo di attività: anno scolastico, accademico; anno liturgico, quello della chiesa cattolica, che ha inizio con la prima domenica di avvento; anno commerciale, quello convenzionale di 360 giorni, in cui ogni mese è computato in 30 giorni | annata: per la campagna è stato un anno buono    • 6 •   periodo di tempo della durata di un anno destinato a una celebrazione, oppure a iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica su importanti problemi di carattere civile, sociale ecc.: il 1985 è stato l'anno manzoniano; l'anno dell'infanzia, dell'handicappato  | anno santo, solitamente quello del giubileo, che si celebra ogni 25 anni    • 7 •   corso di studi della durata di un anno: è iscritto al terzo anno del liceo, di medicina. 
annobilire   v. tr.  (non com.) [io annobilisco, tu annobilisci ecc.] rendere nobile, nobilitare | abbellire.
annoccare   v. tr.  [io annòcco, tu annòcchi ecc.] (agr.) piegare a terra i rami giovani delle piante da frutta per farli propagginare | annoccarsi v. rifl.  fendersi, screpolarsi intorno ai nodi (detto di rami).
annodare   v. tr.  [io annòdo ecc.]    • 1 •   legare con uno o più nodi | annodarsi un fazzoletto, la cravatta, metterseli al collo con un nodo    • 2 •   (fig.) stringere con un vincolo: annodare un'amicizia  | annodarsi v. rifl.    • 1 •   formare dei nodi    • 2 •   (estens.) imbrogliarsi, arruffarsi: il gomitolo si è annodato  ' (fig.) ingarbugliarsi: nel parlare la lingua gli si annodava. 
annodatura   s.f.  l'annodare; anche, il nodo stesso o il punto in cui il nodo è fatto.
annoiare   v. tr.  [io annòio ecc.]    • 1 •   recar noia, provocare una sensazione di molestia: un lavoro che annoia; non annoiatemi con le vostre chiacchiere    • 2 •   (ant.) addolorare: il morir mio, che sì t'annoia  (petrarca trionfi) | v. intr.  [aus. essere] (ant.) arrecare noia, riuscire molesto: una vittoria... / che giovi al vinto, e al vincitor annoi  (ariosto o. f.  xx, 124) | annoiarsi v. rifl.  provare noia: annoiarsi a una cerimonia; annoiarsi di stare in ozio. 
annoiato   part. pass.  di annoiare   agg.  che prova noia, fastidio; che denota noia: essere annoiato; uno sguardo annoiato  § annoiatamente avv. 
annominazione   s.f.  (ret.) paronomasia, bisticcio.
annona   s.f.    • 1 •   ufficio pubblico che sovrintende ai rifornimenti di alimentari o altri generi essenziali e ne controlla la qualità e i prezzi    • 2 •   (ant.) i viveri necessari all'approvvigionamento di una popolazione in un anno    • 3 •   nell'antica roma, l'insieme delle rendite annuali dello stato, spec. di quelle relative ai principali prodotti agricoli; anche, i viveri distribuiti periodicamente al popolo dallo stato.
annonario   agg.  che riguarda l'annona: provvedimento annonario; tessera, carta annonaria, documento personale che consente di acquistare viveri razionati.
annosità   s.f.  l'essere annoso.
annoso   agg.    • 1 •   che esiste da anni, carico d'anni; vecchissimo, vetusto: una quercia annosa    • 2 •   che si protrae da anni: un'annosa questione  § annosamente avv. 
annotare   v. tr.  [io annòto ecc.]    • 1 •   prendere nota di qualcosa: annotare un appuntamento nell'agenda; annotare le spese    • 2 •   chiosare, postillare: annotare un contratto  | corredare di note un testo: annotare la divina commedia. 
annotatore   s.m.  [f. -trice] chi annota; spec. chi fa le note a un testo.
annotazione   s.f.    • 1 •   nota, appunto    • 2 •   postilla, commento; chiosa.
annottare   v. intr. impers.  [annòtta; aus. essere], annottarsi v. rifl.  (ant. , lett.)    • 1 •   farsi notte, farsi buio: cavalca e quando annotta e quando aggiorna  (ariosto o. f.  xxvii, 12)    • 2 •   (fig.) oscurarsi.
annovale    ⇨ annuale.
annoverabile   agg.  (lett.) che può essere annoverato.
annoverare   v. tr.  [io annòvero ecc.]    • 1 •   (ant.) numerare, contare: pensa, se tu annoverar le credi, / che miglia ventidue la valle volge  (dante inf.  xxix, 8-9)    • 2 •   (lett.) enumerare, elencare, passare in rassegna: annoverare le malefatte altrui    • 3 •   considerare nel numero di, contare tra: annoverare qualcuno tra i propri amici. 
annuale   ant. annovale, agg.    • 1 •   di ogni anno, che accade ogni anno: festività annuale    • 2 •   che ha la durata di un anno; annuo: contratto annuale; corso annuale di francese   s.m.  (non com.) anniversario: l'annuale della fondazione di roma  § annualmente avv.  ogni anno; di anno in anno.
annualità   s.f.    • 1 •   rata annuale di una rendita o di un prestito    • 2 •   esame, spec. universitario, sul corso annuale di una materia: un'annualità di fisica teorica. 
annuario   s.m.  pubblicazione annuale che registra e descrive gli avvenimenti di un anno riguardanti un determinato argomento o che elenca, per l'anno indicato, persone o enti appartenenti a un dato gruppo od organizzazione: annuario parlamentare. 
annuire   v. intr.  [io annuisco, tu annuisci ecc. ; aus. avere] (lett.) fare cenno di assenso; per estens., acconsentire; assentire: annuire a una domanda, a una proposta. 
annullabile   agg.  che si può annullare.
annullabilità   s.f.  possibilità di essere annullato: annullabilità di un negozio giuridico. 
annullamento   s.m.    • 1 •   l'annullare; il dichiarare non valido: annullamento del matrimonio    • 2 •   annullo postale.
annullare   v. tr.    • 1 •   dichiarare nullo: annullare un ordine, una gara; annullare un progetto, rinunciarvi    • 2 •   (dir.) togliere valore a un atto affetto da vizi formali o procedurali, dichiarandone giudizialmente la nullità: annullare un contratto    • 3 •   (estens.) privare di validità o di efficacia; vanificare: la ricaduta annullò tutti i benefici della cura    • 4 •   (non com.) annientare, distruggere; eliminare: la morte annulla tutti i dolori    • 5 •   (mat.) rendere uguale, ridurre a zero    • 6 •   timbrare, sottoporre ad annullo postale: annullare la corrispondenza  | annullarsi v. rifl.  perdersi, confondersi nel nulla; (fig.) umiliarsi profondamente; annichilirsi | v. rifl.    • 1 •   escludersi a vicenda: due leggi che si annullano    • 2 •   (mat.) divenire uguale a zero.
annullativo   agg.  che vale ad annullare.
annullatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi annulla | (bollo) annullatore, quello usato negli uffici postali per l'annullo di plichi, lettere e simili.
annullo   s.m.  timbro o altro contrassegno apposto sul francobollo per impedirne una ulteriore utilizzazione.
annumerare   v. tr.  [io annùmero ecc.] (non com.) includere nel numero; annoverare.
annunciare   o annunziare, v. tr.  [io annùncio ecc.]    • 1 •   dare notizia; informare di qualcosa che è già avvenuta o è prossima ad avvenire: annunciare la morte di qualcuno; annunciare la conclusione di un accordo  | in usi enfatici: ti annuncio che sono stato promosso    • 2 •   (fig.) lasciar prevedere, promettere: un vento che annuncia il temporale; il suo nervosismo non annunciava niente di buono    • 3 •   riferire a un personaggio autorevole il nome di chi desidera essere da lui ricevuto: annunciare un ospite; farsi annunciare al direttore. 
annunciato   part. pass.  di annunciare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   previsto, prevedibile: un omicidio annunciato. 
annunciatore   o annunziatore, s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi annuncia    • 2 •   chi per professione legge annunci alla radio o alla televisione.
annunciazione   meno com. annunziazione, s.f.    • 1 •   (non com.) annuncio    • 2 •   (relig.) l'annuncio dell'incarnazione del verbo portato a maria vergine dall'arcangelo gabriele, di cui raccontano i vangeli | rappresentazione pittorica o plastica di tale evento    • 3 •   festa liturgica che celebra l'annunciazione a maria (25 marzo).
annuncio   o annunzio, s.m.    • 1 •   l'annunciare: la radio diede l'annuncio dell'accaduto    • 2 •   breve testo scritto con cui si comunica una notizia: annuncio di nascita, di morte  | annuncio economico, offerta o richiesta di interesse economico pubblicata dai giornali in apposite rubriche | annuncio pubblicitario, testo, immagine, sequenza usati per pubblicizzare un prodotto, un servizio    • 3 •   (fig. lett.) indizio, presagio: nel chiarore del crepuscolo era l'annunzio della prima neve  (d'annunzio).
annunziare   e deriv.   ⇨ annunciare e deriv. 
annunziata   s.f.    • 1 •   appellativo di maria vergine, con riferimento all'annunciazione, da parte dell'angelo, della nascita di gesù | ordine della ss. annunziata, ordine cavalleresco istituito nel sec. xiv da amedeo vi di savoia    • 2 •   (estens.) la festa dell'annunciazione (25 marzo).
annuo   agg.    • 1 •   della durata di un anno; che si riferisce al periodo di un anno: lavoro, stipendio annuo  | pianta annua, il cui ciclo vitale si compie entro un anno    • 2 •   (non com.) che ricorre ogni anno: festa annua. 
annurca   s.f.  [pl. -che] varietà di mela di piccole dimensioni, buccia rosso-violacea e polpa bianca di sapore asprigno | usata come agg. f.  solo in mela annurca. 
annusare   ant. e region. annasare, v. tr.    • 1 •   aspirare con forza dal naso; odorare, fiutare: annusare un profumo, il tabacco    • 2 •   (fig.) intuire, aver sentore di qualcosa: annusare un tranello. 
annusata   s.f.  l'annusare: dare un'annusata. 
annuso   s.m.  (non com.) l'annusare; fiuto.
annuvolamento   s.m.  l'annuvolarsi; formazione, massa di nuvole | (fig.) oscuramento, turbamento: annuvolamento del volto. 
annuvolare   v. tr.  [io annùvolo ecc.]    • 1 •   coprire di nuvole    • 2 •   (fig.) annebbiare, offuscare: la stanchezza gli annuvola le idee  | annuvolarsi v. rifl.    • 1 •   coprirsi di nuvole (si dice del cielo)    • 2 •   (fig.) adombrarsi, rabbuiarsi: il suo viso si annuvolò. 
ano   s.m.  (anat.) orifizio terminale esterno dell'intestino retto.
-ano  -ano (1) suffisso di aggettivi, spesso anche sostantivati, derivati dal latino o formati direttamente in italiano, che indicano appartenenza a nazione, città, gruppo, partito oppure mestiere, classe, categoria e sim. (italiano, anglicano, ortolano) [ ⇨ -ese].
-ano  -ano (2) suffisso che in chimica organica indica gli idrocarburi alifatici saturi, o alcani (butano, propano ecc.).
anobio   s.m.  piccolo insetto dei coleotteri, le cui larve forano il legno; è detto com. tarlo dei mobili. 
anodico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo all'anodo.
anodino   agg.    • 1 •   (med.) che toglie il dolore, calmante    • 2 •   (fig. lett.) privo di un carattere definito: provvedimento anodino; un'opera anodina  § anodinamente avv.  (lett.) in modo indefinito; equivocamente.
anodizzare   v. tr.  (chim. fis.) ricoprire una superficie metallica con una sottile pellicola protettiva di ossido mediante collegamento all'anodo di un bagno elettrolitico: alluminio anodizzato. 
anodo   s.m.  (fis.) elettrodo positivo di un tubo elettronico o di una cella elettrolitica; elettrodo negativo di una pila; nei tubi a raggi x, anticatodo.
anodonta   s.f.  genere di molluschi d'acqua dolce con grande conchiglia formata da due valve uguali (cl.  lamellibranchi).
anoetico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) senza relazione con l'intelletto, col pensiero.
anofele   s.m.  genere di zanzare la cui puntura può inoculare i plasmodii della malaria (ord.  ditteri).
anolino   s.m.  (region.) agnolotto di piccole dimensioni tipico della cucina parmigiana.
anomalia   s.f.    • 1 •   deviazione dalla norma; irregolarità, eccezione    • 2 •   (med. , biol.) realtà morfologica o funzionale che presenta differenze rispetto ai tipi o ai valori medi, considerati normali    • 3 •   (ling.) deviazione o scarto dalla forma normale | teoria dell'anomalia, presso i grammatici greci e latini, quella che poneva nell'irregolarità il principio fondamentale della lingua, contrapponendosi alla teoria dell' analogia    • 4 •   (astr.) variabilità dell'orbita descritta da un corpo celeste.
anomalistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'anomalia | anno anomalistico, (astr.) il tempo impiegato dalla terra per ritornare al perielio, pari a 365 giorni,    • 6 •   ore, 13 minuti, 53 secondi.
anomalo   agg.  non conforme alla norma; irregolare, insolito | verbi anomali, (gramm.) quelli le cui forme derivano da più temi diversi (p. e. andare, essere) § anomalamente avv.  (rar.).
anomia   (1) s.f.  nelle teorie della politica e in sociologia, situazione in cui le norme sociali risultano inadeguate o inefficaci.
anomia   (2) s.f.  (med.) disturbo del linguaggio consistente nell'incapacità di nominare gli oggetti e di riconoscerne i nomi, pur riconoscendo gli oggetti stessi.
anomico   agg.  [pl. m. -ci] dell'anomia, a essa relativo.
anona   s.f.  albero tropicale con fiori odorosi e frutti grossi come pere, dalla buccia nerastra e dalla polpa chiara e zuccherina (fam.  anonacee).
anonimato   s.m.  l'essere anonimo; condizione di chi è anonimo: mantenere l'anonimato. 
anonimia   s.f.  l'essere senza nome, senza autore (spec. di opere letterarie e artistiche).
anonimo   agg.    • 1 •   senza nome d'autore; non firmato, non identificabile: libro anonimo; lettera anonima  ' società anonima, tipo di società commerciale, oggi abolita, alla quale i soci potevano non attribuire il proprio nome | usato ellit. come s.f.  in anonima sequestri, espressione che nell'uso giornalistico indica una banda di sequestratori di persone, i cui nomi sono ovviamente ignoti    • 2 •   (fig.) impersonale, generico, indistinto: una prosa anonima   s.m.    • 1 •   autore il cui nome è ignoto: un affresco di anonimo del '700  | (estens.) persona sconosciuta, di nessuna notorietà    • 2 •   scritto di autore sconosciuto: pubblicare un anonimo    • 3 •   (non com.) anonimato: serbare l'anonimo  § anonimamente avv. 

anopluri   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli insetti privi di ali, parassiti di mammiferi; vi appartengono i pidocchi e le piattole | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
anopsia   s.f.  (med.) assenza della funzione visiva.
anorchide   agg.  e s.m.  (med.) affetto da anorchidia.
anorchidia   s.f.  (med.) mancanza dei testicoli, acquisita o congenita.
anoressante   agg.  e s.m.  (med.) si dice di sostanza, p. e. l'amfetamina destrogira, che riduce l'appetito; anoressizzante.
anoressia   s.f.  (med.) mancanza patologica di appetito | anoressia mentale, che è conseguenza di un disturbo psichico.
anoressico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo ad anoressia  s.m.  [f. -a] chi soffre di anoressia.
anoressizzante   agg.  e s.m.  (med.) anoressante.
anorganico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (scient.) inorganico    • 2 •   (med.) che non è conseguenza di alterazioni organiche: disturbo anorganico. 
anorgasmico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) privo di orgasmo sessuale | relativo alla mancanza di orgasmo sessuale.
anormale   agg.    • 1 •   non normale, al di fuori della norma; anomalo, irregolare: situazione anormale    • 2 •   (psich.) che non è psichicamente normale  s.m.  e f.    • 1 •   ciò che è anormale; anormalità: c'è dell'anormale nel suo comportamento    • 2 •   anormale psichico, (psich.) soggetto che presenta un livello mentale scadente o uno sviluppo del carattere disarmonico e incompleto § anormalmente avv. 
anormalità   s.f.  l'essere anormale; cosa o fatto anormale: l'anormalità di un fenomeno. 
anortite   s.f.  (min.) silicato calcico, che è componente essenziale di molte rocce eruttive e metamorfiche.
anosia   s.f.  (med.) mancanza congenita di un orecchio o di entrambe le orecchie.
anosmia   s.f.  (med.) diminuzione o perdita dell'olfatto.
anossia   s.f.  (med.)    • 1 •   impossibilità, da parte dei tessuti, di utilizzare l'ossigeno    • 2 •   insufficienza di ossigeno nei tessuti; ipossia.
anossiemia   s.f.  (med.) insufficienza di ossigeno nel sangue; ipossiemia.
ansa   s.f.    • 1 •   manico del vaso o del bicchiere    • 2 •   (fig.) appiglio, adito, pretesto: dare ansa alle critiche    • 3 •   forte sinuosità di un corso d'acqua; meandro    • 4 •   (anat.) struttura anatomica a forma di u, di segmento di cerchio ecc.: ansa intestinale. 
ansante   part. pres.  di ansare   agg.    • 1 •   affannato, affannoso: era ansante per la corsa; voce ansante    • 2 •   (lett.) ansioso: ansante di pietà e di sollecitudine  (manzoni p. s.  xxiii).
ansare   v. intr.  [aus. avere] respirare con affanno; ansimare.
ansato   agg.  provvisto di una o più anse: vaso ansato. 
anschluss   s.m. invar.  annessione politico-militare.
anseatico   agg.  [pl. m. -ci] (st.) della hansa, lega di carattere mercantile che univa le città marinare della germania settentrionale e del baltico (secc. xiii-xvii): città anseatiche. 
anseriformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli acquatici con becco piatto a lamelle cornee interne, tronco robusto, zampe brevi, piedi palmati e ali ben sviluppate | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
anserino   agg.  (scient.) di, da oca: andatura anserina; cute anserina, pelle d'oca.
ansia   s.f.  stato di agitazione motivato da incertezza, trepidazione; desiderio affannoso: essere, stare, mettersi in ansia; attendere con ansia  | (psicol.) stato nevrotico analogo all'angoscia. 
ansietà   s.f.    • 1 •   l'essere in ansia; stato di chi è ansioso    • 2 •   (ant.) respiro affannato, ansimante.
ansimante   part. pres.  di ansimare   agg.  ansante, affannato.
ansimare   v. intr.  [io ànsimo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   respirare affannosamente    • 2 •   (fig.) sbuffare: ansimando fuggìa la vaporiera  (carducci).
ansio   agg.  (lett.)    • 1 •   ansante, ansimante: il fiato ansio scotendo / le gravi membra e l'affannata lena  (caro)    • 2 •   ansioso, angustiato: sgombra, o gentil, dall'ansia  / mente i terrestri ardori  (manzoni adelchi).
ansiogeno   agg.  che è causa di ansia, che la procura.
ansiolitico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che agisce sul sistema nervoso centrale attenuando gli stati di ansia e la tensione nervosa; è detto anche tranquillante minore.
ansioso   agg.    • 1 •   caratteristico dell'ansia: manifestazione ansiosa    • 2 •   che esprime o sente ansia; desideroso, impaziente: essere ansioso di conoscere i risultati   s.m.  [f. -a] chi tende a mettersi in ansia | (psicol.) persona affetta da ansia § ansiosamente avv. 
ansito   s.m.  (lett.) respiro affannoso.
anstalt   s.f. invar.  forma societaria prevista dal diritto del liechtenstein che consente anche ai non residenti in questo stato di gestire pacchetti azionari godendo dell'anonimato: il problema del riconoscimento giuridico delle anstalt. 
anta   (1) s.f.    • 1 •   battente di finestra che si apre internamente; sportello di mobile: un armadio a sei ante.  dim. antina    • 2 •   sportello laterale di un polittico.
anta   (2) s.m. pl.  espressione scherzosa con cui, dalla desinenza dei rispettivi numerali (quaranta, cinquanta, sessanta ecc.), si designano gli anni dai quaranta in su: quella signora ha già passato gli anta. 
antagonismo   s.m.  contrasto fra due persone o gruppi o forze o idee.
antagonista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   che, chi è in antagonismo con altri; rivale    • 2 •   nel teatro, e poi in qualsiasi forma di spettacolo o di narrazione, il personaggio che entra in conflitto con il protagonista    • 3 •   (med.) agente o sostanza che tende ad annullare l'azione di altro agente o sostanza | muscoli antagonisti, (anat.) quelli che agiscono in senso opposto ai muscoli protagonisti    • 4 •   molla antagonista, (mecc.) quella che, collegata a un organo mobile, serve a riportarlo nella posizione primitiva al cessare della forza che ne ha determinato lo spostamento.
antagonistico   agg.  [pl. m. -ci] di antagonismo, che è in antagonismo § antagonisticamente avv. 
antalgico   agg.  e s.m.  [pl. -ci] (med.) si dice di farmaco che allevia il dolore.
antanaclasi   s.f.  figura retorica che consiste nell'usare nel medesimo periodo la stessa parola ma con significato diverso (p. e. non sempre la rosa è rosa).
antanella   s.f.  rete verticale per catturare la selvaggina.
antartico   agg.  [pl. m. -ci] concernente l'antartide e, più in generale, tutta la regione che si stende intorno al polo sud della terra: clima, fauna antartica   s.m.  il polo sud e la zona geografica intorno a esso.
ante   avv.  (ant. lett.) prima.
-ante  -ante suffisso del participio presente dei verbi in -are, che spesso ha valore di aggettivo o sostantivo [ ⇨ -ente].
ante-  ante-  ⇨ anti- 2.
antebellico   agg.  [pl. m. -ci] prebellico.
antecedente   agg.  che viene prima, che precede: i fatti antecedenti   s.m.    • 1 •   evento, fatto che ne precede un altro con cui ha un qualche rapporto: un episodio senza antecedenti  | in logica, il primo dei due termini di una proposizione condizionale che esprime una relazione di implicazione tra esso e il secondo, detto conseguente    • 2 •   (mat.) ciascuno dei due dividendi in una proporzione § antecedentemente avv.  prima, in precedenza.
antecedenza   s.f.  l'essere antecedente | in antecedenza, prima, in precedenza.
antecedere   v. tr.  [io antecèdo ecc. ; part. pass. anteceduto  (raro antecèsso)] (lett.)    • 1 •   precedere    • 2 •   (fig.) superare, sopravanzare | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   andare innanzi    • 2 •   (fig.) essere superiore.
antecessore   s.m.  e f.    • 1 •   (lett.) chi ha ricoperto una carica prima di un altro; predecessore    • 2 •   (ant.) antenato.
antefatto   s.m.    • 1 •   ciò che è avvenuto prima: gli antefatti di una situazione    • 2 •   nelle opere teatrali o narrative, l'insieme dei fatti che precedono l'azione rappresentata o narrata.
antefissa   s.f.  (archeol.) negli edifici greci, etruschi e romani, elemento ornamentale in pietra o terracotta collocato lungo la linea di gronda o alle sue estremità.
anteguerra   s.m. invar.  periodo anteriore a una guerra; per antonomasia, gli anni che precedettero la seconda guerra mondiale: la moda dell'anteguerra  | come agg. invar.  : i prezzi anteguerra. 
antela   s.f.  (bot.) infiorescenza composta, simile alla pannocchia, in cui i rami secondari sono tutti più lunghi dell'asse principale.
antelio   s.m.  macchia luminosa bianca che appare talvolta all'orizzonte in direzione opposta al sole a causa della rifrazione dei raggi solari nell'atmosfera.
ante litteram   loc. agg. invar.  e avv.  avanti lettera; si riferisce propriamente alla prova di una incisione tirata prima che vi sia apposta la didascalia (detta littera  o lettera) | (fig.) che anticipa i caratteri di un fenomeno posteriore: shakespeare potrebbe esser considerato un romantico ante litteram. 
antelmintico    ⇨ antielmintico.
antelucano   agg.  (lett.) che precede la luce del giorno: il chiarore antelucano; ore antelucane. 
antelunare   agg.  che precede il sorgere della luna.
antemarcia   agg.  e s.m. invar.  che, chi aderì al fascismo prima della marcia su roma: i fascisti antemarcia; fu un antemarcia. 
antemetico    ⇨ antiemetico.
antemide   s.f.  pianta erbacea simile alla camomilla, ma non profumata (fam.  composite).
antemio   s.m.  (archeol.) motivo floreale decorativo di capitelli, fregi ecc.
antemurale   s.m.    • 1 •   molo esterno a protezione di un porto o di una spiaggia    • 2 •   muro esterno di difesa nelle antiche fortezze | (estens.) baluardo difensivo (anche fig.).
antenato   s.m.  [f. -a] progenitore, ascendente.
antenna   s.f.    • 1 •   (mar.) lunga asta di legno, trasversale all'albero della nave, che sostiene le vele quadre e latine | (lett.) palo, asta; lancia: il cozzar di mille antenne / ne la sala del banchetto  (carducci)    • 2 •   (telecom.) dispositivo emettitore o ricevitore di onde elettromagnetiche: antenna trasmittente, ricevente; antenna televisiva  | antenna parabolica, di forma paraboloidica, usata per trasmissioni a grande distanza o la ricezione da satellite    • 3 •   (edil.) elemento verticale portante di ponti o incastellature    • 4 •   (zool.) ognuna delle appendici articolate presenti sul capo di crostacei, miriapodi e insetti con funzioni di organi di senso    • 5 •   denominazione commerciale del fusto delle conifere privato dei rami e della corteccia; abetella.
antennale   s.m.  (mar.) lato della vela che si allaccia all'antenna.
antennaria   s.f.  pianta erbacea con infiorescenze a capolino (fam.  composite).
antennista   s.m.  [pl. -sti] chi installa e ripara antenne televisive.
antennula   s.f.  (zool.) nei crostacei, ciascuna delle antenne del primo paio.
anteporre   ant. anteponere [an-te-pó-ne-re], v. tr.  [coniugato come porre] porre avanti (spec. fig.); preferire.
anteposizione   s.f.  (lett.) l'anteporre.
anteposto   part. pass.  di anteporre   agg.  nei sign. del verbo.
anteprima   s.f.  presentazione di uno spettacolo cinematografico o teatrale a un gruppo di invitati, prima della rappresentazione pubblica: proiettare un film in anteprima; assistere all'anteprima. 
antera   s.f.  nelle piante fanerogame, parte terminale e ingrossata dello stame, dove si forma il polline.
ante rem   loc. agg. invar.  e avv.  nella filosofia scolastica, si dice dell'esistenza dei concetti universali nella mente divina, fuori e prima delle cose create; si oppone a in re  e post rem. 
anterico   s.m.  [pl. -ci] pianta erbacea montana con fiori simili a piccoli gigli bianchi (fam.  liliacee).
anteridio   s.m.  (bot.) organo riproduttore maschile di molte crittogame.
anteriore   agg.    • 1 •   situato, posto davanti; che precede nello spazio: la ruota anteriore della bicicletta    • 2 •   che precede nel tempo: gli avvenimenti anteriori alla guerra; futuro anteriore    • 3 •   (ling.) si dice di suono il cui punto di articolazione è situato nella prima metà della cavità orale; palatale | vocali anteriori, nell'italiano, le vocali è, é, i  § anteriormente avv.    • 1 •   davanti    • 2 •   prima, in epoca precedente.
anteriorità   s.f.  l'essere anteriore in ordine cronologico o logico.
antero-  antero- primo elemento che, in parole composte della terminologia scientifica, significa 'anteriore' (anterogrado).
anterogrado   agg.    • 1 •   (biol.) caratterizzato dal movimento in avanti    • 2 •   amnesia anterograda, (med.) perdita della memoria relativa al periodo successivo al trauma; memoria anterograda, capacità di ricordare gli eventi recenti ma non quelli più lontani.
anterozoo   o anterozoide [an-te-ro-zòi-de], s.m.  (bot.) gamete maschile di molte crittogame dotato di ciglia o flagelli che ne favoriscono gli spostamenti.
antesi   s.f.  (bot.) apertura del fiore; fioritura.
antesignano   s.m.    • 1 •   (st.) legionario romano che combatteva in prima linea a difesa delle insegne    • 2 •   [f. -a] (fig.) chi per primo o tra i primi abbraccia idee nuove, o è precursore di un movimento; pioniere: un antesignano del socialismo  | usato anche come agg.  : la schiera antesignana. 
anti-  anti- (1) prefisso deriv. del gr. antí  'contro, di fronte', che in parole composte di origine dotta esprime opposizione, avversione, inversione e sim. (antifermentativo, antidemocratico, antifurto, antilogaritmo, antipodi).
anti-  anti- (2) o ante-, prefisso deriv. dalla prep. lat. a°nte  'avanti, prima'; indica anteriorità, nel tempo o nello spazio (anticamera, antimeridiano; anteguerra, anteprima).
antiabbagliante   agg.  e s.m.  si dice di struttura o dispositivo atto a evitare l'abbagliamento: spartitraffico a siepe antiabbagliante  | anabbagliante.
antiabortista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è contrario alla legalizzazione dell'aborto.
antiacido   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza che neutralizza un acido.
antiacustico   agg.  [pl. m. -ci] che attutisce i rumori: dispositivo antiacustico. 
antiaerea   s.f.  (mil.) l'insieme delle misure e dei mezzi difensivi atti a contrastare le incursioni aeree; difesa antiaerea.
antiaereo   agg.  (mil.) atto, destinato a contrastare le incursioni aeree e le loro conseguenze: artiglieria antiaerea; rifugio antiaereo. 
antialcolico   o antialcoolico, agg.  [pl. m. -ci] che combatte l'alcolismo: campagna antialcolica. 
antialiseo   s.m.  controaliseo.
antiallergico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di trattamento o medicamento che combatte le manifestazioni allergiche: (farmaco) antiallergico. 
antialonico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (foto.) si dice di materiale fotografico preparato in modo da evitare la formazione di un alone attorno all'immagine.
antiappannante   agg.  e s.m.  si dice di sostanza o di apparecchiatura che impedisce l'appannamento dei vetri.
antiatomico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   destinato a difendere dalle armi atomiche: rifugio antiatomico    • 2 •   che si oppone all'uso e alla diffusione delle armi atomiche: campagna antiatomica. 
antiautoritario   agg.  che combatte l'autoritarismo.
antibacchio   o antibaccheo [an-ti-bac-chè-o], s.m.  piede della metrica greca antica, usato solo nei canti religiosi in onore di bacco, formato da due sillabe lunghe e una breve.
antibagno   s.m.  ambiente che separa il bagno dal resto della casa.
antibatterico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco che combatte o previene le affezioni batteriche.
antibecco   s.m.  [pl. -chi] (edil.) avambecco.
antibiogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) esame che stabilisce la sensibilità dei microrganismi ai farmaci antibiotici.
antibiosi   s.f.  (biol.) azione inibente o distruttiva di un essere vivente contro un altro, e specialmente di certi microrganismi contro altri microrganismi patogeni.
antibiotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di antibiosi: processo antibiotico   agg.  e s.m.  (med.) si dice di sostanza prodotta naturalmente (da muffe, batteri) o sintetizzata artificialmente, capace di impedire lo sviluppo di microrganismi patogeni inibendone la moltiplicazione o uccidendoli: farmaco antibiotico; curare con antibiotici. 
antiblasfemo   agg.  che combatte la bestemmia: campagna antiblasfema. 
antiblastico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di sostanza o farmaco in grado di arrestare o rallentare la proliferazione cellulare, usato spec. per contrastare i processi di formazione tumorale; antitumorale.
antiblocco   s.m.  sistema di sicurezza che si applica alle ruote dei veicoli per impedire lo slittamento conseguente a una frenata improvvisa; abs.
antibolscevico   agg.  e s.m.  [pl. m. -chi] (st.) contrario al bolscevismo.
antiborghese   agg.  contrario alla borghesia, ai suoi ideali, al suo modo di vivere: atteggiamento antiborghese. 
anticaglia   s.f.    • 1 •   (lett.) oggetto antico, pezzo archeologico, d'antiquariato    • 2 •   (spreg.) oggetto vecchio o passato di moda: negozio di anticaglie    • 3 •   (estens.) uso o costume antiquato.
anticamera   s.f.    • 1 •   la prima stanza di un appartamento o di un ufficio, attraverso la quale si accede a quella di ricevimento | fare anticamera, attendere di essere ricevuti | non passare neppure per l'anticamera del cervello, (fam.) non venire affatto in mente; essere ben lontano dall'esser pensato    • 2 •   (ant.) l'insieme delle persone di servizio impiegate in una corte o in una casa signorile.
anticancro   agg. invar.  destinato a prevenire o a combattere il cancro.
anticarie   agg.  e s.m. invar.  si dice di farmaco o di mezzo che previene o combatte la carie: dentifricio anticarie. 
anticarro   agg. invar.  (mil.) che serve a impedire l'avanzata e l'azione dei carri armati: mina, fossato, sbarramento anticarro. 
anticatarrale   agg.  e s.m.  si dice di farmaco o di altro medicamento che contrasta la formazione del catarro: vaccinazione anticatarrale; (sciroppo) anticatarrale. 
anticato   (1)  ⇨ antiquato.
anticato   (2) agg.  trattato ad arte in modo da apparire antico: un armadio anticato. 
anticatodo   s.m.  (fis.) nei tubi a raggi x, la superficie metallica su cui battono i raggi catodici producendo le radiazioni; anodo.
anticattolico   agg.  e s.m.  [pl.m. -ci] contrario al cattolicesimo: idee anticattoliche. 
anticellulite   agg. invar.  si dice di preparato o trattamento volto a ridurre o eliminare la cellulite.
anticheggiare   v.intr. [io antichéggio ecc.; aus. avere] (non com.) imitare forme e maniere antiche.
antichista   s.m.  e f.  [pl. -i] studioso dell'antichità greca e romana; studioso di storia antica.
antichità   ant. antiquità, s.f.    • 1 •   l'essere antico: l'antichità di un monumento    • 2 •   l'età antica; in partic., l'età greco-romana: gli eroi dell'antichità    • 3 •   spec.pl.  cose, oggetti antichi: museo di antichità egizie; negozio di antichità  | costumi, usanze dell'età antica, e il loro studio: antichità greco-romane. 
anticiclico   agg.  [pl. m. -ci] (econ.) che tende a contrastare l'andamento ciclico di un fenomeno.
anticiclone   s.m.  (meteor.) area di alta pressione che determina condizioni di tempo generalmente buone.
anticiclonico   agg.  [pl. m. -ci] (meteor.) che si riferisce a un anticiclone: area anticiclonica. 
anticima   s.f.  (geog.) cima secondaria che si eleva presso la vetta principale.
anticipare   v. tr.  [io antìcipo ecc.]    • 1 •   fare qualcosa prima del tempo stabilito: anticipare la partenza, una riunione  | anticipare una scoperta, un'idea, precorrerla | anticipare i tempi, rendere più veloce l'esecuzione di qualcosa; anche, precorrere il futuro    • 2 •   assol.  essere avanti rispetto al tempo dovuto o previsto: la primavera quest'anno anticipa; il treno ha anticipato di otto minuti    • 3 •   pagare una somma prima di quando si dovrebbe: anticipare una rata; anticipare un mese di stipendio    • 4 •   dare informazioni su cose non ancora ufficialmente divulgate: il portavoce del ministro ha anticipato alla stampa il contenuto dei colloqui    • 5 •   prevenire: anticipare le mosse del nemico  | (sport) battere sull'anticipo: anticipare un avversario. 
anticipato   part. pass.  di anticipare  e agg.  nei sign. del verbo | anche come avv.  : pagare anticipato, prima del ricevimento della merce o dell'esecuzione del lavoro § anticipatamente avv.  prima del dovuto o del previsto.
anticipatore   s.m.  [f. -trice] chi anticipa; chi precorre i tempi | anche agg.  : una corrente anticipatrice. 
anticipazione   s.f.    • 1 •   l'anticipare, l'essere anticipato    • 2 •   somma di denaro anticipata | (econ.) somma che una banca concede a un cliente o mette a sua disposizione sulla base di beni, titoli o altri valori depositati a garanzia    • 3 •   ciò che precede, precorre un evento o un fenomeno costituendone l'antefatto e la primissima manifestazione    • 4 •   previsione: fare anticipazioni sul futuro    • 5 •   (mus.) procedimento consistente nell'emettere una nota o un gruppo di note in anticipo rispetto all'accordo di appartenenza, con momentaneo effetto di dissonanza | (ret.) prolessi.
anticipo   s.m.    • 1 •   anticipazione; il tempo di cui si anticipa: un anticipo di tre ore  | in anticipo, anticipatamente | scattare in anticipo, battere sull'anticipo, giocare sull'anticipo  o d'anticipo, (sport) precedere l'azione dell'avversario; (fig.) prevenire l'azione di qualcuno    • 2 •   nell'uso com., versamento di denaro anticipato: chiedere un anticipo sullo stipendio, sulla liquidazione    • 3 •   (mecc.) nei motori a scoppio, differenza di tempo fra l'inizio della combustione e il momento di massima compressione.
anticlassicista   agg. , s.m.  e f.  (pl. m. -sti) che, chi mostra avversione ai princìpi su cui si fonda l'arte classicista: gli scrittori anticlassicisti del rinascimento. 
anticlericale   agg.  e s.m.  che, chi si oppone a ogni influenza del clero nella vita politica, sociale e culturale.
anticlericalismo   s.m.  l'atteggiamento e l'azione propri di chi è anticlericale.
anticlimax   s.m. invar.  (ret.) serie di concetti o parole posti in ordine d'intensità decrescente; climax discendente.
anticlinale   s.f.  (geol.) piega degli strati della crosta terrestre convessa verso l'alto al cui interno si trovano strati di roccia più antichi; si contrappone a sinclinale. 
antico   ant. antiquo, agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   del lontano passato, risalente a tempi remoti: leggi, scritture antiche  | antico testamento, la parte della bibbia contenente i libri, sacri per ebrei e cristiani, scritti prima della venuta di gesù cristo | storia, età, arte antica, per consuetudine, dalle origini della civiltà greca e romana fino alla caduta dell'impero romano d'occidente    • 2 •   (lett.) del passato, proprio di periodi o momenti ormai trascorsi: ahi nerina! in cor mi regna / l'antico amor  (leopardi le ricordanze  157-158) | di vecchia data, e perciò consueto, abituale: un vizio antico; una pena antica  | usato nella loc. agg. e avv. all'antica, secondo le vecchie tradizioni, le vecchie maniere: un uomo all'antica; essere, vivere, pensare all'antica    • 3 •   (lett.) vecchio: uno cittadino molto antico d'anni e nuovo di costumi  (sacchetti)    • 4 •   appartenente a un'epoca passata, detto di oggetti d'arte, edifici e sim.: un antico palazzo; mobili, quadri antichi   s.m.    • 1 •   stile, carattere, impronta dei tempi antichi, e spec. dell'antichità greco-romana: il gusto dell'antico; una prosa che sa d'antico; e2 di bellissima architettura in tutte le parti, per avere assai imitato l'antico  (vasari)    • 2 •   spec. pl.  uomo appartenente alla civiltà antica; in partic., autore classico: secondo la sentenza di un antico,... ' disputa sugli antichi e i moderni, controversia letteraria sviluppatasi in francia (sec. xvii) tra gli opposti sostenitori della superiorità dei classici o dei contemporanei    • 3 •   (ant.) antenato: e non nominò suo padre, ma li antichi suoi e la terra  (dante convivio) § anticamente avv.  nell'antichità, nei tempi antichi.
anticoagulante   agg.  e s.m.  (med.) si dice di sostanza o mezzo che ritarda o impedisce la coagulazione del sangue.
anticomunismo   s.m.  atteggiamento contrario, ostile al comunismo.
anticomunista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi si oppone al comunismo.
anticoncettivo   agg.  e s.m.  lo stesso che anticoncezionale. 
anticoncezionale   agg.  e s.m.  si dice di farmaco o altro mezzo atto a prevenire la fecondazione.
anticoncordatario   agg.  che si oppone al concordato tra la santa sede e lo stato.
anticonfessionale   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è contrario a ogni confessione religiosa e agli atteggiamenti propri del confessionalismo.
anticonformismo   s.m.  atteggiamento di rifiuto delle idee e delle consuetudini correnti.
anticonformista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pensa o si comporta in modo opposto alle opinioni e ai costumi correnti.
anticonformistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'anticonformismo, da anticonformista § anticonformisticamente avv.  : vivere anticonformisticamente. 
anticongelante   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza che, aggiunta a un liquido, ne abbassa il punto di congelamento; antigelo.
anticongiunturale   agg.  (econ.) tendente a opporsi all'andamento della congiuntura: misura, politica anticongiunturale. 
anticonoscere   v. tr.  [coniugato come conoscere] (lett.) prevedere.
anticorpo   s.m.  (med.) sostanza proteica prodotta dall'organismo come reazione difensiva all'introduzione di antigeni (batteri, tossine ecc.).
anticorrosivo   agg.  e s.m.  si dice di sostanza o trattamento che impedisce la corrosione.
anticostituzionale   agg.  che è contrario, non conforme alla costituzione dello stato: atto, procedura anticostituzionale. 
anticostituzionalità   s.f.  (dir.) l'essere anticostituzionale: anticostituzionalità di un provvedimento  | in partic., condizione di una norma di legge ordinaria quando sia in contrasto con la costituzione.
anticresi   s.f.  (dir.) contratto con il quale il debitore si obbliga a consegnare temporaneamente al creditore un immobile, i cui frutti siano imputati a pagamento del debito.
anticrimine   agg. invar.  finalizzato alla difesa contro i crimini o alla loro prevenzione: squadra anticrimine. 
anticristiano   agg.  contrario al cristianesimo, ai cristiani, allo spirito cristiano.
anticristo   s.m.    • 1 •   anticristo, nell'apocalisse, l'essere diabolico che alla fine dei secoli combatterà contro cristo e perseguiterà i credenti, ma sarà definitivamente sconfitto    • 2 •   (estens.) ogni oppositore di cristo o della chiesa    • 3 •   (fig.) uomo malvagio e diabolico.
anticrittogamico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di composto chimico o trattamento usato per combattere le crittogame parassite delle piante.
anticrollo   agg. invar.  (edil.) si dice di costruzione o di struttura atta a sopportare senza danno il crollo di una costruzione sovrastante.
anticucina   s.f.  ambiente, per lo più piccolo, che separa la cucina dal resto della casa.
antidata   s.f.  data su un atto anteriore a quella della sua stesura reale.
antidatare   v. tr.  segnare su uno scritto una data anteriore a quella reale: antidatare un documento, una lettera. 
antideflagrante   agg.  e s.m.  si dice di congegno in grado di impedire o ridurre gli effetti distruttivi di un'esplosione.
antidemocratico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] che, chi è contrario alla democrazia o ai suoi principi: provvedimento, regime antidemocratico  § antidemocraticamente avv. 
antidepressivo   agg.  e s.m.  si dice di farmaco che agisce contro la depressione.
antiderapante   agg.  (aut.) si dice di pneumatico dotato di elevato grado di aderenza al terreno, spec. nelle curve.
antidetonante   agg.  e s.m.  si dice di composto chimico aggiunto alle benzine per impedire la detonazione spontanea della miscela di aria carburata nei motori a combustione interna con alto rapporto di compressione.
antidiabetico   agg.  e s.m.  [pl. -ci] (med.) si dice di farmaco o di struttura sanitaria per la cura del diabete: centro antidiabetico. 
antidiarroico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che combatte la diarrea.
antidifterico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco che previene o combatte la difterite.
antidiluviano   agg.    • 1 •   che esisteva prima del diluvio universale: rettile antidiluviano    • 2 •   (fig. scherz.) vecchissimo, antiquato: un'automobile antidiluviana. 
antidiuretico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco che limita la secrezione di urina.
antidivistico   agg.  [pl. -ci] di, da antidivo: atteggiamento antidivistico. 
antidivo   s.m.  [f. -a] personaggio che, pur essendo molto popolare, rifugge da atteggiamenti divistici.
antidivorzismo   s.m.  la posizione di chi è contrario al divorzio o alla legislazione che lo consente.
antidivorzista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi si oppone al divorzio; che, chi sostiene l'antidivorzismo.
antidogmatico   agg.  [pl. m. -ci] che è contrario al dogmatismo.
antidogmatismo   s.m.  l'atteggiamento di chi avversa il dogmatismo.
antidolorifico   agg.  e s.m.  [pl. m -ci] (med.) si dice di farmaco che attenua o elimina il dolore.
antidoping   agg.  e s.m. invar.  (sport) si dice di test di medicina sportiva con cui, mediante analisi chimiche dei liquidi organici, si accerta se un atleta (o un animale) ha assunto droghe o stimolanti vietati: controllo antidoping. 
antidorcade   s.f.  antilope africana simile alla gazzella, con lunghe corna a lira (ord.  artiodattili).
antidotario   s.m.  (ant.) prontuario di antidoti o di farmaci in genere.
antidoto   s.m.    • 1 •   sostanza che neutralizza l'azione di un veleno    • 2 •   (fig.) rimedio: trovare un antidoto alla violenza. 
antidroga   agg. invar.  finalizzato alla lotta contro la droga: campagna antidroga. 
antidumping   agg. invar.  (econ.) si dice di misure atte a contrastare gli effetti del dumping.
antieconomico   agg.  [pl. m. -ci] contrario alle leggi, ai principi dell'economia; per estens., svantaggioso: un metodo di lavoro antieconomico  § antieconomicamente avv. 
antieffrazione   agg. invar.  dotato di sistemi di sicurezza che ne rendono difficile, se non impossibile, l'effrazione.
antielettrone   s.m.  (fis.) antiparticella dell'elettrone, detta anche positrone. 
antielmintico   o antelmintico, agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco che serve a liberare l'intestino dagli elminti.
antielusivo   agg.  si dice di provvedimento che combatte l'elusione fiscale: norme antielusive. 
antiemetico   o antemetico, agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco atto a prevenire o a far cessare il vomito.
antiemorragico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco che previene o arresta le emorragie.
antieroe   s.m.    • 1 •   personaggio letterario o cinematografico contrapposto all'eroe della vicenda    • 2 •   personaggio in cui si incarnano polemicamente i tratti opposti a quelli dell'eroe tradizionale.
antiestetico   agg.  [pl. m. -ci] non rispondente a criteri estetici | (estens.) brutto, sgraziato o che rende tale: quella pettinatura è veramente antiestetica. 
antifading   s.m.  negli apparecchi radioriceventi, dispositivo che controlla ed elimina le evanescenze.
antifascismo   s.m.  movimento di opposizione al fascismo | posizione contraria ai principi e ai metodi fascisti.
antifascista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è o è stato contrario al fascismo.
antifato   s.m.  (st.) controdote.
antifebbrile   agg.  e s.m.  (med.) si dice di rimedio contro la febbre; antipiretico.
antifecondativo   agg.  e s.m.  anticoncezionale, contraccettivo.
antifemminismo   s.m.  atteggiamento di chi è contrario al femminismo.
antifemminista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. -sti] che, chi si oppone al femminismo.
antifermentativo   agg.  e s.m.  si dice di sostanza chimica che, addizionata a prodotti farmaceutici o alimentari, ne impedisce la fermentazione.
antifiscalismo   s.m.  (econ.) tendenza a contrastare l'eccessivo fiscalismo.
antifiscalistico   agg.  [pl. m. -ci] (econ.) dell'antifiscalismo.
antiflogistico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) antinfiammatorio.
antifona   s.f.    • 1 •   (mus.) canto a cori alternati di un salmo    • 2 •   (lit.) ritornello cantato o recitato all'inizio e alla fine di un salmo    • 3 •   (estens.) discorso lungo e noioso    • 4 •   (fig.) discorso allusivo: capire l'antifona, cogliere il senso vero di un'allusione.
antifonale   agg.  che si riferisce all'antifona  s.m.  (non com.) antifonario.
antifonario   s.m.  (lit.) libro che raccoglie le antifone; anche, libro che contiene tutti i canti dell'ufficio divino e della messa.
antifonia   s.f.    • 1 •   (mus.) l'alternarsi di due voci o di due gruppi di strumenti    • 2 •   (lit.) canto formato da una serie di antifone.
antiforfora   agg. invar.  che combatte la forfora: shampoo, lozione antiforfora. 
antifrasi   s.f.  figura retorica che consiste nell'usare ironicamente un termine o una locuzione, con significato opposto a quello proprio (p. e. è un genio, per dire 'è uno stupido').
antifrastico   agg.  [pl. m. -ci] (ret.) relativo all'antifrasi; che ha valore di antifrasi § antifrasticamente avv.  per antifrasi.
antifrizione   agg. invar.  (metall.) si dice di lega metallica con cui si costruisce uno dei due organi di un accoppiamento mobile per ridurre gli effetti dello sfregamento.
antifumo   agg. invar.  che combatte il vizio del fumo: campagna antifumo. 
antifurto   agg.  e s.m. invar.  si dice di dispositivo o impianto destinato a impedire un furto o a segnalare un tentativo di furto: sirena antifurto. 
antigas   agg. invar.  che protegge dagli effetti dei gas nocivi: maschera antigas. 
antigelo   agg.  e s.m. invar.  anticongelante.
antigene   s.m.  (biol.) sostanza che, penetrando nell'organismo, provoca la formazione di anticorpi.
antigenico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo ad antigene: potere antigenico. 
antigienico   o antiigienico [an-ti-i-giè-ni-co], agg.  [pl. m. -ci] contrario alle norme igieniche; dannoso alla salute.
antigiuridicità   s.f.  l'essere antigiuridico: antigiuridicità di un atto, di un provvedimento, di una condotta. 
antigiuridico   agg.  [pl. m. -ci] contrario a ciò che è riconosciuto o stabilito dal diritto § antigiuridicamente avv. 
antigrafo   agg.  e s.m.  (filol.) si dice di un manoscritto che ha costituito la copia da cui un altro manoscritto è stato tratto.
antigrandine   agg. invar.  si dice di mezzo con cui si cerca di impedire la formazione della grandine: razzi, cannone antigrandine. 
antigravità   agg. invar.  nella navigazione spaziale, si dice di dispositivo che difende l'organismo dagli effetti negativi delle brusche variazioni della forza di gravità: tuta antigravità. 
antiigienico    ⇨ antigienico.
antiimperialista    ⇨ antimperialista.
antiin-  antiin-  ⇨ antin- (p. e. antiincendio   ⇨ antincendio).
antiisterico    ⇨ antisterico.
antiliberale   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è contrario al liberalismo.
antillide   s.f.  erba da foraggio con fiori gialli riuniti in capolini, detta anche trifoglio delle sabbie  (fam.  leguminose); vulneraria.
antilocapra   s.f.  ruminante americano simile a un'antilope, con lunghe corna nere incurvate alle estremità, zoccoli neri e mantello color nocciola (ord.  artiodattili).
antilogaritmo   s.m.  (mat.) dato un numero n, numero di cui n è il logaritmo: posto che    • 3 •   è il logaritmo di 1000, l'antilogaritmo di    • 3 •   è 1000. 
antilogia   s.f.  (filos.) contraddizione logica; antinomia | antilogia della volontà, (psicol.) condizione di chi compie azioni in contrasto con quanto gli imporrebbero le proprie convinzioni o decisioni.
antilogico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) che presenta un'antilogia.
antilope   s.f.  [pl. -pi]    • 1 •   (zool.) genere di mammiferi ruminanti, di diversa forma e mole, snelli e agilissimi nella corsa, con occhi grandi, pelo liscio, corna di varia foggia, indole mansueta (ord.  artiodattili)    • 2 •   la pelle dell'animale usata per confezionare capi di abbigliamento.
antiluetico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di rimedio che previene o cura la sifilide.
antimafia   agg. invar.  finalizzato a combattere la mafia: legge, commissione antimafia. 
antimagnetico   agg.  [pl. m. -ci] che non subisce l'influsso di un campo magnetico: orologio antimagnetico. 
antimalarico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di rimedio che preserva dalla malaria o la combatte.
antimateria   s.f.  (fis.) l'insieme delle antiparticelle.
antimeridiano   (1) agg.  che precede il mezzogiorno: ore antimeridiane. 
antimeridiano   (2) s.m.  (geog.) semicirconferenza che ha gli estremi sui poli e che passa per il punto della sfera diametralmente opposto a quello considerato.
antimero   s.m.  (zool.) ciascuna delle parti simmetriche e contrapposte del corpo di un animale.
antimetabole   s.f.  figura retorica per cui si ripetono, con diverso ordine, le parole della proposizione precedente (p. e. si deve mangiare per vivere, non vivere per mangiare).
antimetafisico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (filos.) che, chi si oppone alla metafisica.
antimicotico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di preparato che combatte l'azione dei funghi parassiti.
antimilitarismo   s.m.  corrente d'opinione e movimento che avversa le istituzioni militari in quanto strumento di violenza e di guerra.
antimilitarista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è contrario al militarismo.
antimine   agg. invar.  atto a proteggere dallo scoppio delle mine o a individuarle e impedirne l'esplosione.
antimissile   agg. invar.  destinato a intercettare i missili o a neutralizzarne gli effetti: missile antimissile; rifugio antimissile. 
antimodernista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] contrario al modernismo.
antimonarchico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] che, chi è contrario alla monarchia.
antimoniale   agg.  (chim.) dell'antimonio | che contiene antimonio.
antimonico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto dell'antimonio pentavalente.
antimonio   s.m.  elemento chimico solido, fragilissimo, di colore argenteo, il cui simbolo è sb; si usa soprattutto come componente di leghe metalliche e come espettorante ed emetico in farmacia.
antimonioso   agg.  (chim.) si dice di composto dell'antimonio trivalente.
antimonite   s.f.  minerale grigio piombo, costituito da solfuro di antimonio; stibina.
antimonopolista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è contrario ai monopoli.
antimonopolistico   agg.  [pl. m. -ci] contrario ai monopoli.
antimperialista   o antiimperialista [an-ti-im-pe-ria-lì-sta], agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è contrario all'imperialismo: movimento antimperialista. 
antimuffa   agg.  e s.m. invar.  si dice di sostanza che previene la formazione della muffa o la combatte; anche, di materiale inattaccabile dalla muffa.
antimuro   s.m.    • 1 •   baluardo costruito di fronte a un'altra opera di difesa per ripararla    • 2 •   (fig. ant.) protezione, difesa.
antinazionale   agg.  contrario alla nazione, al sentimento nazionale; che lede gli interessi nazionali.
antincendio   o antiincendio, agg. invar.  che serve a prevenire o a spegnere gli incendi: servizio antincendio   s.m.  prodotto chimico contenuto negli estintori.
antinebbia   agg.  e s.m. invar.  si dice di dispositivo che migliora la visibilità in caso di nebbia; fendinebbia: faro antinebbia. 
antineoplastico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco o altro mezzo impiegato nella terapia contro i tumori.
antineuritico   o antinevritico, agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che previene o cura le neuriti.
antineurotico   o antinevrotico, agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco efficace contro le neurosi.
antineutrino   s.m.  (fis.) antiparticella del neutrino.
antineutrone   s.m.  (fis.) antiparticella del neutrone.
antineve   agg. invar.  si dice di ciò che agisce contro gli effetti dannosi della neve: pneumatici, occhiali antineve. 
antinevralgico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco che combatte i dolori nevralgici; antalgico.
antinevritico    ⇨ antineuritico.
antinevrotico    ⇨ antineurotico.
antinfettivo   o antiinfettivo, agg.  (med.) si dice di farmaco o trattamento che previene o cura i processi di infezione.
antinfiammatorio   o antiinfiammatorio, agg.  e s.m.  (med.) si dice di farmaco o trattamento che combatte le infiammazioni; antiflogistico.
antinflativo   o antiinflativo, diffuso ma non corretto antinflattivo, agg.  (econ.) che combatte o previene l'inflazione; antinflazionistico.
antinflazionistico   o antiinflazionistico, agg.  (econ.) antinflativo.
antinfluenzale   o antiinfluenzale, agg.  e s.m.  (med.) si dice di farmaco che previene o combatte l'influenza: vaccino antinfluenzale. 
antinfortunistico   o antiinfortunistico, agg.  [pl. m. -ci] atto a prevenire gli infortuni: misure antinfortunistiche. 
antinomia   s.f.    • 1 •   (filos.) in kant, contraddizione tra due proposizioni opposte riferite al medesimo oggetto (tesi e antitesi) ognuna delle quali è dimostrabile come vera | nella logica contemporanea, enunciato che comporta necessariamente una contraddizione    • 2 •   (estens.) contraddizione evidente.
antinomico   agg.  [pl. m. -ci] che è in antinomia, in contraddizione § antinomicamente avv. 
antinquinamento   o antiinquinamento, agg. invar.  che previene o combatte l'inquinamento dell'aria, delle acque, del suolo.
antinucleare   agg.    • 1 •   contrario all'uso bellico dell'energia nucleare    • 2 •   contrario all'installazione di centrali nucleari per la produzione di energia elettrica.
antinucleo   s.m.  (fis.) nucleo composto di antineutroni e antiprotoni.
antinucleone   s.m.  (fis.) antiparticella del nucleone.
antiocheno   agg.  di antiochia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di antiochia.
antiofidico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che combatte l'effetto del veleno dei serpenti: siero antiofidico. 
antiopa   s.f.  farfalla diurna con ali vistose di color castano bordate di giallo, diffusa in italia (ord.  lepidotteri).
antiorario   agg.  di senso contrario a quello delle lancette dell'orologio.
antiossidante   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza che impedisce o rallenta l'ossidazione.
antipalchetto   s.m.  nei teatri di struttura tradizionale, vestibolo del palco.
antipallage   s.f.  figura retorica consistente nello scambio di casi o di modi.
antipapa   s.m.  [pl. -pi] papa eletto illegittimamente in contrapposizione a quello legittimo.
antipapale   agg.    • 1 •   proprio di un antipapa    • 2 •   che si oppone all'autorità del papa.
antiparallelo   agg.  (geom.) si dice di due rette rispetto ad altre due rette, le quali formano angoli uguali con esse, ma in ordine inverso.
antiparassitario   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza o preparato che distrugge i parassiti animali o vegetali.
antiparlamentare   agg.  contrario al regime parlamentare.
antiparticella   s.f.  (fis.) particella di ugual massa e spin, ma di carica elettrica e di proprietà magnetiche opposte a quelle della particella ordinaria che a essa corrisponde.
antipartito   agg. invar.  si dice di gruppo organizzato o di attività che, all'interno di un partito politico, persegue finalità opposte a quelle volute dalla maggioranza.
antipastiera   s.f.  vassoio a scompartimenti sul quale si servono gli antipasti.
antipasto   s.m.  portata che si serve all'inizio di un pasto per stuzzicare l'appetito: un antipasto misto. 
antipate   s.m.  (zool.) celenterato marino dotato di uno scheletro corneo simile a un ramo spinoso, usato a scopo ornamentale (cl.  antozoi); è detto anche corallo nero.
antipatia   s.f.    • 1 •   moto istintivo di avversione nei confronti di persone o cose; si contrappone a simpatia : avere, provare, nutrire antipatia per, verso qualcuno; suscitare, ispirare antipatia; superare, vincere l'antipatia    • 2 •   (rar.) detto di cose inanimate, incompatibilità: hanno... [i funghi] simpatia e antipatia con li metalli  (campanella).
antipatico   agg.  [pl. m. -ci] che suscita antipatia: essere antipatico; un individuo, un atteggiamento antipatico  | increscioso, molesto: un malinteso antipatico   s.m.  [f. -a] persona antipatica § antipaticamente avv. 
antipatriottico   agg.  [pl. m. -ci] contrario all'amor di patria; che nuoce agli interessi della patria § antipatriotticamente avv. 
antipatriottismo   s.m.  atteggiamento di chi è antipatriottico.
antiperiodo   s.m.  (mat.) in un numero periodico, il complesso delle cifre decimali che precedono il primo periodo.
antiperistalsi   s.f.  (biol.) il complesso dei movimenti gastro-intestinali che si svolgono in senso contrario alla peristalsi.
antiperistaltico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di antiperistalsi: movimenti antiperistaltici. 
antipetrarchismo   s.m.  tendenza della poesia cinque-secentesca che si oppone al petrarchismo: l'antipetrarchismo del berni. 
antipetrarchista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è contrario al petrarchismo; chi persegue uno stile poetico opposto a quello del petrarca: gli antipetrarchisti del cinquecento. 
antipiega   meno com. antipieghe, agg. invar.  resistente alle pieghe; ingualcibile: tessuto antipiega. 
antipiretico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco che combatte la febbre.
antiplacca   agg. invar.  che impedisce la formazione della placca batterica sui denti: dentifricio antiplacca. 
antipode   s.m.  (geog.) si dice di luogo della superficie terrestre diametralmente opposto a un altro: l'italia è l'antipode della nuova zelanda  | abitare agli antipodi, (iperb.) in luoghi periferici opposti rispetto al centro di una località | essere agli antipodi, (fig.) essere di idee o abitudini opposte.
antipodista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] acrobata che, stando coricato sul dorso, esegue con le sole gambe esercizi di forza o di destrezza.
antipodo   s.m.    • 1 •   antipode    • 2 •   in enigmistica, gioco per il quale, trasportando la prima lettera dall'inizio di una parola alla fine o viceversa e leggendo quindi la parola a rovescio, si ottiene la stessa parola o un'altra di senso egualmente compiuto (p. e. palla  o5 allap  o5 palla; balocco  o5 aloccob  o5 boccola).
antipoetico   agg.  [pl. m. -ci] che è in contrasto con il concetto comune di poesia; privo di liricità prosaico.
antipolio   agg. invar.  (med.) si dice di medicamento o trattamento che immunizza contro la poliomielite: siero, vaccino antipolio  | usato come s.f.  vaccinazione antipolio: fare l'antipolio. 
antipoliomielitico   agg.  [pl. m. -ci] antipolio.
antipopolare   agg.  contrario agli interessi popolari; impopolare: legge antipopolare. 
antiporta   s.f.    • 1 •   porta che sta davanti a un'altra; andito tra due porte    • 2 •   (arch.) opera di fortificazione che protegge la porta di città o fortezze    • 3 •   nei libri antichi, pagina, di solito figurata, che precede il frontespizio.
antiproibizionismo   s.m.    • 1 •   atteggiamento di chi è contrario al proibizionismo    • 2 •   movimento politico e d'opinione contrario alla penalizzazione della vendita e dell'assunzione di droga.
antiproibizionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è favorevole all'antiproibizionismo.
antiproiettile   agg. invar.  resistente ai proiettili: vetro, giubbotto antiproiettile. 
antiprotone   s.m.  (fis.) antiparticella del protone.
antipsichiatria   s.f.  corrente della psichiatria europea e nordamericana degli anni sessanta e settanta che rifiuta i principi e i metodi di trattamento tradizionali e si pone come negazione della stessa scienza psichiatrica, attribuendo le cause della malattia mentale a fattori sociali e istituzionali.
antipulci   agg. invar.  che tiene lontane le pulci da un animale: collare antipulci. 
antipurgatorio   s.m.  nella «divina commedia», il vestibolo del purgatorio in cui sostano, per un certo periodo, le anime di quanti non furono solleciti a pentirsi.
antiquaria   s.f.    • 1 •   scienza che studia l'antichità, spec. greco-romana    • 2 •   (non com.) commercio di oggetti antichi; antiquariato.
antiquariato   s.m.  raccolta e commercio di oggetti e opere d'arte, libri antichi e sim.; il settore di attività degli antiquari: un pezzo d'antiquariato. 
antiquario   agg.  relativo all'antichità archeologico: ricerche antiquarie   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi commercia in oggetti antichi    • 2 •   (rar.) studioso di cose antiche; erudito.
antiquarium   s.m. invar.  raccolta di materiale archeologico allestita sul luogo stesso del ritrovamento.
antiquato   rar. anticato, agg.  caduto in disuso; invecchiato, sorpassato: metodo antiquato; parola antiquata  § antiquatamente avv. 
antiquo   e deriv.   ⇨ antico e deriv. 
antirabbico   o antirabico, agg.  [pl. m. -ci] (med.) che previene e combatte la rabbia: siero antirabbico. 
antiracket   agg. invar.  nell'uso giornalistico, che ha il compito di combattere il racket: reparto di polizia antiracket. 
antiradar   agg. invar.  si dice di dispositivo che neutralizza o disturba la ricezione radar.
antirazionale   agg.  in contrasto con la ragione o la razionalità.
antireferendario   agg.  contrario al ricorso al referendum come metodo di democrazia diretta: politica antireferendaria. 
antireligioso   agg.  contrario, avverso alla religione, ai suoi dogmi, ai suoi principi.
antiretorico   agg.  [pl. -ci] di scritto, discorso, o anche atteggiamento, che mira all'essenzialità, rifuggendo da tutto ciò che è retorico, ampolloso, ridondante.
antireumatico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco o altro mezzo che previene e cura le affezioni reumatiche.
antiriciclaggio   s.m.  che impedisce il riciclaggio del denaro proveniente da attività illecite: provvedimento antiriciclaggio. 
antirivoluzionario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi si oppone a una rivoluzione o all'idea stessa di rivoluzione.
antirollante   agg.  (mar.) si dice di qualsiasi apparecchiatura di bordo atta a ridurre i movimenti di rollio: casse antirollanti  | si dice anche di dispositivo installato sugli autoveicoli: barre antirollanti. 
antirollio   agg. invar.  antirollante: pinne antirollio. 
antiromanzo   s.m.  opera di narrativa che sovverte i principi costitutivi del romanzo tradizionale.
antirrino   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee o arbustive, le cui specie sono assai diffuse nel nostro emisfero; vi appartiene la bocca di leone (fam.  scrofulariacee).
antiruggine   agg.  e s.m. invar.  si dice di sostanza o di trattamento che impedisce la formazione della ruggine su materiali ferrosi: vernice antiruggine. 
antirughe   agg. invar.  di prodotto cosmetico che attenua le rughe della pelle o ne rallenta la formazione: crema antirughe. 
antisala   s.f.  ambiente che serve di passaggio a una sala; anticamera, vestibolo.
antiscalo   s.m.  (mar.) la parte immersa dello scalo sul quale si varano le navi.
antiscasso   agg. invar.  dotato di un sistema di sicurezza che ne impedisce lo scasso: porta, serratura antiscasso. 
antischiavismo   s.m.  (st.) movimento che sostiene l'illegittimità della schiavitù e la combatte.
antischiavista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (st.) che, chi è favorevole all'abolizione della schiavitù.
antiscientifico   agg.  [pl. m. -ci] contrario alla scienza e ai suoi metodi: atteggiamento, procedimento antiscientifico  § antiscientificamente avv. 
antisciopero   agg. invar.  volto a impedire o a scoraggiare lo sciopero: leggi antisciopero. 
antiscippo   agg. invar.  fatto in modo da non poter essere scippato: borsa antiscippo  | volto a prevenire e combattere il reato di scippo: squadra antiscippo. 
antiscivolo   agg. invar.  antisdrucciolevole: suole antiscivolo. 
antisdrucciolevole   agg.  che non fa scivolare; antiscivolo.
antisemita   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -ti] che, chi è ostile agli ebrei.
antisemitico   agg.  [pl. m. -ci] ostile agli ebrei.
antisemitismo   s.m.  ostilità, intolleranza nei riguardi degli ebrei.
antisepsi   s.f.  (med.) distruzione dei germi patogeni mediante disinfezione o disinfestazione; sterilizzazione.
antisettico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di sostanza o trattamento che uccide i germi patogeni e previene le infezioni.
antisfondamento   agg. invar.  fatto in modo che non può essere sfondato: vetri antisfondamento. 
antisilurante   agg.  e s.m.  (mar.) si dice di unità o arma attrezzata o impiegata per combattere contro le siluranti.
antisimmetrico   agg.  [pl. m. -ci] in matematica e logica, che non soddisfa la proprietà simmetrica; asimmetrico.
antisindacale   agg.  contrario al sindacato | che ostacola o impedisce l'esercizio delle attività e delle libertà sindacali: comportamento antisindacale. 
antisismico   agg.  [pl. m. -ci] costruito in modo da resistere alle scosse di terremoto.
antiskating   agg.  e s.m. invar.  si dice di dispositivo dei giradischi ad alta fedeltà che ha la funzione di compensare la forza centripeta impressa al braccio dalla rotazione del disco.
antismog   agg. invar.  volto a prevenire lo smog oppure a eliminarne o attenuarne le conseguenze: misure antismog. 
antisociale   agg.  ribelle alle norme del vivere sociale | anche come s.m.  e f.  : un (individuo) antisociale. 
antisocialista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è contrario al socialismo.
antisolare   agg.  e s.m.  che protegge dalle conseguenze di un'esposizione prolungata ai raggi del sole: crema antisolare. 
antisole   agg. invar.  antisolare; che protegge dal sole: occhiali antisole. 
antisommergibile   agg.  e s.m.  (mil.) si dice di mezzo impiegato nella lotta contro i sommergibili: arma, aereo, nave antisommergibili. 
antispasmodico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) lo stesso che antispastico. 
antispastico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di sostanza o mezzo che inibisce gli spasmi muscolari.
antispasto   s.m.  nella metrica classica, serie ritmica composta da una sillaba breve, due lunghe e una breve (un giambo e un trocheo).
antisportivo   agg.  contrario allo spirito e agli ideali dello sport: comportamento antisportivo. 
antistaminico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) che contrasta l'azione dell'istamina e cura le sindromi allergiche: un (farmaco) antistaminico. 
antistante   agg.  che si trova davanti; situato di fronte: la piazza antistante alla (o la) scuola. 
antistatico   agg.  [pl. m. -ci] che impedisce l'elettrizzazione per strofinio o scarica l'elettricità statica: panno antistatico. 
antiste    ⇨ antistite.
antisterico   o antiisterico, agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di ciò che combatte le manifestazioni isteriche: acqua antisterica. 
antistite   ant. antiste, s.m.    • 1 •   (ant.) capo; sommo sacerdote    • 2 •   (rar.) vescovo, prelato | nella chiesa protestante, parroco.
antistoricismo   s.m.  atteggiamento di pensiero che ignora o sottovaluta la necessità di considerare gli eventi (politici, sociali, culturali ecc.) all'interno del loro contesto storico | atteggiamento culturale e filosofico di opposizione allo storicismo.
antistoricista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi si oppone allo storicismo | usato come agg.  lo stesso che antistoricistico. 
antistoricistico   agg.  [pl. m. -ci] caratterizzato da antistoricismo: pensiero antistoricistico. 
antistorico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che trascura gli aspetti storici di un problema, che prescinde dalla concreta situazione storica: giudizio antistorico    • 2 •   che tende a ostacolare o a disconoscere l'evoluzione, il progresso storico: mentalità antistorica. 
antistreptolisina   s.f.  (med.) anticorpo che combatte le tossine dello streptococco.
antistreptolisinico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) dell'antistreptolisina: titolo antistreptolisinico, dosaggio delle antistreptolisine, utile per la diagnosi di malattie reumatiche.
antistrofe   o antistrofa, s.f.  nella lirica corale greca, il secondo membro della triade strofica (segue la strofa, precede l'epodo).
antitaccheggio   agg. invar.  fornito di sicurezze che impediscono il taccheggio: sistemi antitaccheggio. 
antitarlo   agg.  e s.m. invar.  si dice di prodotto o altro mezzo impiegato per proteggere il legno dai tarli.
antitarmico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di prodotto che serve a proteggere fibre e tessuti dall'azione delle tarme.
antitartaro   agg. invar.  detto di prodotto per l'igiene orale che previene la formazione del tartaro: dentifricio antitartaro. 
antitermico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) antipiretico.
antiterrorismo   agg. invar.  volto a prevenire e a combattere il terrorismo: provvedimento antiterrorismo  | come s.m. invar.  reparto di polizia che opera nella lotta al terrorismo.
antiterroristico   agg.  [pl. m. -ci] dell'antiterrorismo.
antitesi   s.f.    • 1 •   figura retorica consistente nell'accostare due parole o frasi di significato contrario (p. e. non fronda verde, ma di color fosco  / non rami schietti, ma nodosi e 'nvolti; dante inf.  xiii, 4-5)    • 2 •   (filos.) in kant, la proposizione che, in un'antinomia, si contrappone alla tesi | nella dialettica hegeliana, il secondo momento di ogni sviluppo, opposto al primo (tesi) e con esso confluente nel terzo (sintesi)    • 3 •   (estens.) opposizione, contrasto irriducibile: uno stato totalitario è l'antitesi della libertà; le tue convinzioni sono in antitesi con le nostre. 
antitetanico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che previene o combatte il tetano: vaccino, siero antitetanico; (iniezione) antitetanica. 
antitetico   agg.  [pl. m. -ci] che è in antitesi, che contrasta irresolubilmente: opinioni antitetiche  § antiteticamente avv. 
antiteto   s.m.  (ant.) ognuno dei termini contrapposti in un'antitesi; l'antitesi stessa.
antitifico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco o altro mezzo che previene o combatte il tifo: (vaccinazione) antitifica. 
antitossico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di sostanza disintossicante.
antitossina   s.f.  (biol.) anticorpo prodotto dall'organismo per neutralizzare una tossina.
antitrinitario   agg.  e s.m.  [f. -a] (relig.) che, chi segue l'antitrinitarismo.
antitrinitarismo   s.m.  (relig.) eresia cristiana fondata sulla negazione del dogma trinitario.
antitrombina   s.f.  (biol.) sostanza presente nel sangue che contrasta l'azione della trombina e impedisce la coagulazione.
antitrust   agg. invar.  (econ.) si dice di provvedimento che tende a impedire o a scoraggiare la costituzione di monopoli: legge antitrust. 
antitubercolare   agg.  (med.) che previene, cura e combatte la tubercolosi.
antitumorale   agg.  e s.m.  (med.) si dice di farmaco o trattamento che contrasta lo sviluppo dei tumori; antiblastico.
antiuomo   agg. invar.  (mil.) si dice di arma diretta a mettere fuori combattimento le unità che combattono a piedi, o a impedirne l'avanzata: mina antiuomo. 
antiurico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che agevola l'eliminazione dell'acido urico.
antiurto   agg.  e s.m. invar.  si dice di dispositivo che riduce gli effetti degli urti; anche, di ciò che è dotato di tale dispositivo: orologio antiurto. 
antivaioloso   agg.  (med.) che previene o combatte il vaiolo: (vaccinazione) antivaiolosa. 
antivedere   v. tr.  [coniugato come vedere; part. pass. solo antiveduto] (ant. , lett.) prevedere, presagire: e se mio frate questo antivedesse, / l'avara povertà di catalogna / già fuggeria  (dante par.  viii, 76-78).
antiveggente   part. pres.  di antivedere   agg.  (lett.) preveggente.
antiveggenza   s.f.  (lett.) facoltà di prevedere il futuro; preveggenza.
antivenereo   agg.  (med.) che previene o combatte le malattie veneree: profilassi antivenerea. 
antivenire   v. tr.  [coniugato come venire] (lett.) prevenire.
antiversione   s.f.  (anat.) posizione normale dell'utero, il cui corpo forma con il collo un angolo aperto in avanti; si contrappone a retroversione. 
antivigilia   s.f.  giorno che precede la vigilia: l'antivigilia di natale. 
antivipera   agg.  e s.m. invar.  (med.) si dice del siero che neutralizza il veleno della vipera.
antivirale   agg.  (med.) che previene o combatte le malattie virali.
antivirus   s.m. invar.  (inform.) programma che è in grado di ricercare e rimuovere i virus da un computer.
antivivisezione   agg.  che si oppone alla vivisezione degli animali: campagna antivivisezione. 
anto-  anto- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. ánthos  'fiore'; indica 'fiore' o 'relazione con i fiori' (antofillo, antografia).
antociano   s.m.  pigmento vegetale presente nei succhi cellulari al quale si deve la colorazione dei fiori e dei frutti delle piante.
antofillo   s.m.  (bot.) foglia modificata che interviene nella formazione del fiore.
antografia   s.f.  l'arte di esprimere simbolicamente idee e sentimenti mediante il colore e la disposizione dei fiori; è diffusa in oriente.
antologia   s.f.  raccolta di scritti scelti di uno o più autori: antologia carducciana, di scrittori stranieri; un brano da antologia, particolarmente bello | (estens.) selezione di opere musicali o artistiche: antologia verdiana. 
antologico   agg.  [pl. m. -ci] di, da antologia: scelta, raccolta antologica  | mostra antologica, che raccoglie le opere più significative di un pittore, di uno scultore, di un movimento ecc. § antologicamente avv.  in forma antologica.
antologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi compila un'antologia.
antologizzare   v. tr.  scegliere passi di uno o più autori, di una o più opere, per farne un'antologia: antologizzare i prosatori del duecento, i «promessi sposi». 
antoniano   agg.  di sant'antonio abate (250 ca-356) o di sant'antonio da padova (1195-1231), o che a loro si riferisce  s.m.  appartenente a una delle congregazioni cattoliche orientali ispirate alla regola di sant'antonio abate.
antonimia   s.f.    • 1 •   (ling.) il rapporto che esiste tra parole antonime; l'essere antonimo    • 2 •   (ret.) antitesi.
antonimico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che si riferisce all'antonimia; che presenta antonimia.
antonimo   agg.  e s.m.  (ling.) si dice di parola che abbia significato opposto a un'altra; si contrappone a sinonimo : 'buono' è antonimo di 'cattivo'. 
antonomasia   s.f.  figura retorica che consiste nel designare una persona o una cosa particolare con il nome comune invece che con il nome suo proprio, per sottolinearne l'eccellenza (p. e. il poeta  per dire 'dante'; il libro, per dire 'il vangelo'); o, viceversa, nell'indicare con il nome di un personaggio proverbiale chi dimostra di avere le stesse sue qualità (p. e. un don giovanni, un mecenate, per 'un conquistatore di donne', 'un protettore di artisti') | per antonomasia, per eccellenza.
antonomastico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'antonomasia; usato per antonomasia § antonomasticamente avv. 
antonomo   s.m.  (zool.) genere di insetti coleotteri di forma ovale col capo terminante in un grosso rostro, dannosi agli alberi da frutta.
antozoi   s.m. pl.  (zool.) classe di celenterati marini che vivono isolati (attinie) o in colonie fissate a uno scheletro calcareo (coralli, madrepore ecc.) | sing.  [-oo] ogni animale di tale classe.
antrace   s.m.  (med.) infezione stafilococcica del bulbo pilifero che si manifesta come un agglomerato doloroso di pustole o foruncoli.
antracene   s.m.  (chim.) composto organico ricavato dal catrame del carbon fossile e usato come materia prima per molti coloranti.
antracenico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) proprio dell'antracene, a esso relativo.
antrachinone   s.m.  (chim.) composto organico cristallino prodotto per ossidazione dell'antracene, da cui si ottengono sostanze coloranti.
antracite   s.f.  varietà di carbon fossile nero e lucente ad alto potere calorifico | usato come agg. invar.  grigio scurissimo ma brillante: color antracite. 
antracitico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) dell'antracite, relativo all'antracite.
antracosi   s.f.  (med.) malattia polmonare determinata dalla prolungata inalazione di polvere di carbone o di grafite.
antro   s.m.    • 1 •   (lett.) cavità della roccia; caverna: l'antro della sibilla cumana    • 2 •   (fig.) ambiente buio e squallido; stamberga: abitano in un antro    • 3 •   (anat.) nome di alcune cavità del corpo: antro del piloro. 
antropico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'uomo: geografia antropica, antropogeografia.
antropizzato   agg.  si dice di territorio o di paesaggio che abbia subito antropizzazione.
antropizzazione   s.f.  trasformazione delle caratteristiche di un territorio o di un paesaggio precedentemente intatto per effetto dell'intervento umano.
antropo-  antropo- -antropo primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. ánthro¯pos  'uomo'; significa 'uomo, essere umano' (antropocentrico, misantropo).
antropocentrico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) relativo o conforme all'antropocentrismo: concezione antropocentrica. 
antropocentrismo   s.m.  concezione filosofica che considera l'uomo come centro e fine ultimo dell'universo.
antropofagia   s.f.  lo stesso, ma meno com., che cannibalismo. 
antropofago   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] che, chi pratica l'antropofagia: tribù antropofaghe; gli antropofagi. 
antropogenesi   s.f.  in antropologia, lo studio delle razze umane più arcaiche.
antropogeografia   s.f.  ramo della geografia che studia la distribuzione e le attività dell'uomo in rapporto all'ambiente geografico; geografia antropica.
antropoide   agg.  e s.m.  si dice di scimmia antropomorfa, o di ominide di tipo primitivo | (scherz.) di persona di aspetto molto rozzo o di intelligenza tarda.
antropologia   s.f.  [pl. -gie] disciplina che studia l'uomo nei suoi aspetti fisico-organici e razziali (antropologia fisica) o, in stretta correlazione con le scienze umane, le caratteristiche culturali dei vari gruppi (antropologia culturale) | antropologia criminale, scienza medica che studia i tratti somatici e le anomalie fisiche e psichiche che caratterizzano i criminali | antropologia filosofica, studio e descrizione dei tratti essenziali che definiscono la vita e il comportamento umano.
antropologico   agg.  [pl. m. -ci] di antropologia: ricerca antropologica  § antropologicamente avv.  con metodo antropologico; dal punto di vista antropologico.
antropologismo   s.m.  tendenza filosofica che pone l'uomo al centro della realtà antropocentrismo.
antropologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi  o, pop., -ghi] studioso di antropologia.
antropometria   s.f.  parte dell'antropologia fisica che si occupa della misurazione del corpo umano e delle sue parti.
antropometrico   agg.  [pl. m. -ci] di antropometria, che riguarda l'antropometria: analisi antropometrica. 
antropometro   s.m.  strumento per le misurazioni antropometriche.
antropomorfico   agg.  [pl. m. -ci] tipico dell'antropomorfismo: raffigurazione antropomorfica di una divinità  § antropomorficamente avv. 
antropomorfismo   s.m.  l'avere aspetto umano, caratteristiche umane | l'attribuire a una divinità aspetto e sentimenti umani: l'antropomorfismo della religione greca. 
antropomorfo   agg.  che ha forma d'uomo: divinità antropomorfe  | scimmie antropomorfe, (zool.) quelle più evolute (orango, scimpanzé, gorilla)  s.m.  in antropologia e paleontologia, individuo la cui forma rappresenterebbe il momento di transizione tra la scimmia e l'uomo.
antroponimia   s.f.  parte dell'onomastica che ha per oggetto lo studio dei nomi di persona.
antroponimico   agg.  [pl. m. -ci] relativo ai nomi di persona.
antroponimo   s.m.  nome di persona.
antroposfera   s.f.  in ecologia, la parte della biosfera costituita dalla collettività umana e dalle opere da essa prodotte.
antroposofia   s.f.  la dottrina del filosofo austriaco rudolf steiner (1861-1925) che, distinguendo nell'uomo una pluralità di principi e teorizzando una successione di reincarnazioni, afferma l'evoluzione del cosmo fino al ritorno allo spirito puro; si contrappone a teosofia. 
antropozoico   agg.  [pl. m. -ci] si dice dell'era geologica quaternaria, caratterizzata dalla comparsa dell'uomo; neozoico.
antrustione   s.m.  nell'antico diritto germanico, l'appartenente alla ristretta cerchia dei seguaci del re.
anturio   s.m.  genere di piante erbacee ornamentali con fiori formati da una spata coriacea cuoriforme, di color rosso o rosa (fam.  aracee).
anulare   agg.  che ha forma di anello | eclisse anulare, (astr.) eclisse totale di sole, del quale resta visibile solo un anello luminoso | raccordo anulare, circonvallazione esterna di grandi città che permette di oltrepassare il centro urbano senza attraversare l'abitato  s.m.  quarto dito della mano, nel quale si porta l'anello.
anuresi   s.f.  (med.) anuria.
anuri   s.m. pl.  (zool.) ordine di anfibi privi di coda allo stato adulto, con arti posteriori molto sviluppati e idonei al salto; vi appartengono la rana e il rospo | sing.  [-o] ogni anfibio di tale ordine.
anuria   (1) s.f.  (med.) mancanza della secrezione delle urine.
anuria   (2) s.f.  (zool.) mancanza di coda.
anuro   agg.  (zool.) caratterizzato da anuria, cioè privo di coda.
-anza  -anza suffisso di sostantivi astratti derivati dal latino o formati in italiano, che indicano condizione, stato, modo di essere (eleganza, vicinanza) [ ⇨ -ente].
anzi   cong.    • 1 •   invece, al contrario: non ero in ritardo, anzi ero arrivato in anticipo  | in espressioni ellittiche: «disturbo?» «anzi!»    • 2 •   o meglio, o piuttosto: ti telefonerò, anzi verrò    • 3 •   con valore rafforzativo: hai parlato male, anzi malissimo  | anzi che no, piuttosto, alquanto: mi riusciva pure noiosetto anzi che no  (alfieri)  prep.    • 1 •   (ant.) prima di, avanti: s'adopra  / di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba  (leopardi il sabato del villaggio  36-37) | anzi tempo, anzi tutto, anzi detto, anzitempo, anzitutto, anzidetto    • 2 •   (ant.) davanti | (fig.) in confronto a  avv.  (lett.) prima: poc'anzi, poco fa.
anzianato   s.m.    • 1 •   condizione di chi ha maturato un'anzianità    • 2 •   nei comuni medievali, l'ufficio degli anziani.
anzianità   s.f.    • 1 •   l'essere anziano    • 2 •   periodo di tempo trascorso in un'attività, in un ufficio o in un grado: anzianità di servizio. 
anziano   agg.    • 1 •   che è in età avanzata, in assoluto o in confronto ad altri più giovani: un uomo anziano; il più anziano di loro ha cinquant'anni.  dim. e accr. anzianotto, piuttosto anziano    • 2 •   che ricopre una carica da molto tempo, spec. rispetto ai propri colleghi: consigliere anziano   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona che è avanti con gli anni    • 2 •   nel gergo universitario, studente dei corsi superiori al secondo anno    • 3 •   nei comuni medievali, componente di magistrature costituite di cittadini in età avanzata.
anziché   non com. anzi che, cong.    • 1 •   piuttosto che, invece che: agisci, anziché parlare    • 2 •   (ant.) prima di.
anzidetto   non com. anzi detto, agg.  (lett. , burocr.) che è stato detto, menzionato prima; suddetto: ripetere le cose anzidette. 
anzitempo   o anzi tempo, avv.  (lett.)    • 1 •   prima del tempo: venire, partire anzitempo    • 2 •   prematuramente: questa anima gentil che si diparte / anzi tempo chiamata a l'altra vita  (petrarca canz.  xxxi, 1-2).
anzitutto   non com. anzi tutto, avv.  prima di tutto; innanzitutto, in primo luogo.
aombrare   v. tr.  (ant.) adombrare.
aonio   agg.  (lett.)    • 1 •   dell'aonia, dei monti dell'aonia, una delle immaginarie sedi delle muse    • 2 •   (estens.) proprio delle muse; attributo delle stesse: aonia diva  (foscolo sonetti).
aontare    ⇨ adontare.
aoristico   agg.  [pl. m. -ci] (gramm.) dell'aoristo.
aoristo   s.m.  (gramm.) tempo della coniugazione greca e di altre lingue indoeuropee che indica l'aspetto momentaneo e puntuale di un'azione non esattamente precisata nel tempo (salvo all'indicativo, dove ha il valore del passato remoto it.).
aorta   s.f.  (anat.) l'arteria principale e più grande del corpo umano, che parte dal ventricolo sinistro del cuore e si estende fino all'altezza della quarta vertebra lombare, ove si suddivide nei rami terminali.
aortico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'aorta: arco aortico. 
aortite   s.f.  (med.) infiammazione dell'aorta.
aortocoronarico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che concerne l'aorta e insieme le coronarie: by-pass aortocoronarico, collegamento artificiale fra l'aorta e un'arteria coronaria.
aortografia   s.f.  (med.) radiografia dell'aorta mediante introduzione di sostanze radiopache.
aostano   agg.  di, relativo alla città di aosta  s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita ad aosta.
apache   agg.  e s.m.  e f.  [pl. apaches] appartenente a una tribù indiana dell'america settentrionale  s.m.  (antiq.) teppista parigino; più genericamente, ogni sorta di irregolare o vagabondo.
apagoge   o apagogia [a-pa-go-gì-a], s.f.  nella logica aristotelica, abduzione; anche, dimostrazione per assurdo.
apagogico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) si dice di ragionamento basato sull'apagoge.
apale   s.f.  piccola scimmia del brasile con pelame morbido e folto, dita munite di artigli e pollice non opponibile (ord.  primati).
apallage   s.f.  figura retorica che consiste nel mutare il normale costrutto grammaticale interponendovi una proposizione (p. e. se proprio vuoi, ma poi non lamentarti con me, fallo pure).
a parte   loc. sost. m.  (teat.) battuta o monologo che l'attore recita rivolgendosi direttamente al pubblico, come di nascosto dagli altri personaggi presenti in scena.
apartheid   s.f. invar.  segregazione razziale.
apartiticità   s.f.  l'essere apartitico.
apartitico   agg.  [pl. m. -ci] che non ha legami con alcun partito politico: movimento apartitico  § apartiticamente avv. 
apatia   s.f.    • 1 •   stato di indifferenza verso il mondo circostante, caratterizzato da mancanza di sentimenti e di volontà di azione: vivere, cadere nell'apatia    • 2 •   (filos.) nella morale stoica, l'ideale della serenità dell'anima ottenuta con la liberazione dalle passioni e mantenuta con l'esercizio della virtù.
apatico   agg.  [pl. m. -ci] soggetto ad apatia; che dimostra apatia: uno sguardo apatico  § apaticamente avv. 
apatista   agg.  [pl. m. -sti] (rar.) apatico  s.m.  e f.  (filos.) sostenitore dell'apatia.
apatite   s.f.  nome comune a un gruppo di minerali costituiti da fosfati di calcio o di piombo; possono essere opachi o trasparenti e di colori diversi.
apatura   s.f.  (zool.) farfalla comune nell'europa centrale, le cui larve crescono su salici e pioppi (ord.  lepidotteri).
apax legomenon    ⇨ hapax legomenon.
ape   s.f.  insetto imenottero che ha corpo nero dorato, antenne corte, addome con aculeo velenifero nella femmina; vive in società polimorfe e si alleva da età remota per il miele e per la cera che produce: ape regina, l'unica femmina feconda dell'alveare; ape operaia, femmina sterile che provvede alle necessità della regina e delle larve; ape maschio, detta più com. fuco, ha la sola funzione di fecondare la regina, dopo di che muore o viene scacciata.
apeiron   s.m. invar.  nella filosofia di anassimandro, materia, sostanza originaria, eterna e infinita, dalla quale si generano tutte le cose.
aperiodicità   s.f.  (fis. , mat.) assenza di periodicità.
aperiodico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (fis.) non periodico: fenomeno aperiodico    • 2 •   numero aperiodico, (mat.) numero decimale a infinite cifre dopo la virgola che non presentano alcuna ripetizione periodica; numero irrazionale.
aperitivo   (1) agg.  (ant.) che stimola la secrezione gastrica: un decotto aperitivo. 
aperitivo   (2) s.m.  bevanda alcolica o analcolica che si beve prima dei pasti per stimolare l'appetito.
aperta   s.f.  (ant.) apertura.
aperto   part. pass.  di aprire   agg.    • 1 •   non chiuso; per estens., ampio, esteso, spazioso, aprico: un luogo aperto; una valle aperta e solatia  | aperta pianura, dove non si vedono alture; piana | mare aperto, alto mare | all'aria aperta, in campagna o in altro luogo naturale, non chiuso da pareti né riparato | combattere, scontrarsi in campo aperto, in un luogo non delimitato né recintato; (fig.) opporsi senza nascondere l'ostilità | ufficio, locale aperto al pubblico, a cui tutti possono accedere | lettera aperta, resa pubblica, spec. attraverso la stampa | vocale aperta, (ling.) quella nella cui articolazione il grado di apertura è maggiore che in altre considerate chiuse o più chiuse (p. e. in it. a  è vocale aperta; la e  di tèsta  è aperta rispetto alla e  di séno) | sillaba aperta, (ling.) quella che termina con vocale (p. e. ca-  in casa) | economia aperta, che ha un ampio interscambio con l'estero    • 2 •   (fig.) manifesto, dichiarato, evidente: un'aperta professione di fede; guerra aperta  | essere un libro aperto, non avere niente da nascondere    • 3 •   sincero, schietto: temperamento, carattere aperto  | parlare a cuore, a viso aperto, con sincerità    • 4 •   di ampie vedute; non dogmatico, non conformista: persona, mente aperta  | coppia aperta, che di comune accordo non esclude rapporti extraconiugali    • 5 •   non concluso, passibile di ulteriori sviluppi: una questione aperta; serie aperta, non conclusa, che può continuare | conto aperto, (banc.) in corso    • 6 •   (fis.) si dice di circuito elettrico in cui non circola corrente, o di circuito idraulico in cui non circola il fluido  s.m.  nella loc. avv. all'aperto, in luogo non chiuso, non coperto: spettacolo all'aperto; vivere all'aperto, all'aria libera; dormire all'  aperto, senza riparo  avv.  in modo aperto; chiaramente: parlare aperto  § apertamente avv.  in modo aperto; con franchezza, con chiarezza; pubblicamente.
apertura   s.f.    • 1 •   l'aprire o l'aprirsi (anche fig.): l'apertura di un pacco, di un negozio; l'apertura della caccia, dell'anno giudiziario; l'apertura di un negoziato  | titolo, articolo d'apertura, quelli con cui si apre la pagina di un giornale | tradurre ad apertura di libro, a prima vista | apertura del gioco, in alcuni giochi di carte, l'inizio del gioco da parte di chi è in possesso di una determinata combinazione; negli scacchi, le mosse iniziali di una partita | bilancio d'apertura, (comm.) quello iniziale dell'esercizio | apertura di credito, (banc.) contratto con cui una banca si impegna a mettere a disposizione di un cliente una somma determinata    • 2 •   fenditura che consente il passaggio: praticare un'apertura in una parete    • 3 •   ampiezza fra due estremità: apertura alare, di un uccello o di un aeroplano | apertura mentale, (fig.) ampiezza di vedute, mentalità libera da pregiudizi    • 4 •   (foto.) rapporto fra il diametro di una lente o di un obiettivo e la sua distanza focale    • 5 •   nel linguaggio politico, dialogo, ed eventualmente accordo e collaborazione, con forze politiche di diversa tendenza: apertura a sinistra, a destra    • 6 •   (sport) nel calcio, nel rugby e in altri sport di squadra, l'invio della palla verso le zone laterali del campo per allargare il gioco.
aperturismo   s.m.  nel gergo politico, disponibilità a collaborare con forze politiche di diversa tendenza.
apetalo   agg.  (bot.) senza petali: fiore apetalo. 
apiaio   s.m.  [f. -a] (ant.) apicoltore.
apiario   s.m.    • 1 •   luogo in cui si trovano gli alveari; anche, insieme di più alveari    • 2 •   (ant.) apiaio.
apiato   agg.  si dice di frutto nato per apiatura.
apiatura   s.f.  nelle piante, comparsa anomala di rami e di frutti di una varietà meno pregevole.
apicale   agg.  (scient.) di, relativo all'apice di un organo: catarro apicale, dell'apice del polmone | consonanti apicali, (ling.) quelle che si articolano applicando o avvicinando la punta della lingua ai denti (p. e. th  / æ / ingl.), agli alveoli degli incisivi superiori (/ l /, / n /, / r), o al palato anteriore (p. e. d  /  / nel sicil. beddu).
apice   s.m.    • 1 •   punta, cima, estremità: l'apice di un monte  | (fig.) punto culminante: essere all'apice della carriera    • 2 •   (scient.) estremità di un organo: l'apice del polmone, di un dente  | apice vegetativo, (bot.) punta estrema del fusto e della radice delle piante costituita da un tessuto le cui cellule si riproducono continuamente    • 3 •   segno simile a un accento che si pone in alto a destra di alcune lettere o numeri, con diverse funzioni (p. e.  in matematica, in ortografia, nella trascrizione fonetica)    • 4 •   (astr.) punto della sfera celeste verso cui si dirige un astro.
apicectomia   s.f.  (med.) intervento chirurgico odontoiatrico mediante il quale si asporta l'apice di una radice dentaria.
apicoltore   o apicultore, s.m.  [f. -trice] chi esercita l'apicoltura.
apicoltura   o apicultura, s.f.  allevamento razionale delle api.
apidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti imenotteri aculeati cui appartengono le api | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
apina   s.f.  il veleno delle api.
apinterapia    ⇨ apiterapia.
apio    ⇨ appio.
apione   s.m.  (zool.) genere di insetti col capo prolungato in un rostro, dannosi alle piante (ord.  coleotteri).
apireno   agg.  e s.m.  (bot.) si dice di frutto senza semi, come la banana.
apiressia   s.f.  (med.) assenza di febbre.
apiretico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) privo di febbre.
apiscampo   s.m.  attrezzo dell'apicoltore, per lo più un setto di legno con rete metallica, che si inserisce tra il nido e il melario per non lasciar passare le api.
apistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alle api e all'apicoltura.
apiterapia   o apinterapia, s.f.  (med.) cura di alcune malattie (poliartriti e reumatismi muscolari) mediante inoculazione di apina.
apivoro   agg.  (zool.) che si nutre di api: uccello apivoro. 
aplacentato   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di animale sprovvisto di placenta.
aplanare   agg.  (geom.) che non appartiene a un determinato piano o a uno stesso piano: rette aplanari. 
aplanatico   o aplanetico [aplanètico], agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di sistema ottico che non presenta aberrazione sferica.
aplasia   s.f.  (biol.) malformazione congenita o patologica consistente nel mancato sviluppo di un organo o di un tessuto.
aplisidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di molluschi gasteropodi opistobranchi con tentacoli e conchiglia ridotta o assente; vivono nei mari caldi ed emettono una sostanza maleodorante se disturbati | sing.  [-e] ogni mollusco di tale famiglia.
aplo-  aplo- primo elemento di parole composte di origine dotta, dal gr. haplóos  'semplice'; vale 'singolo, semplice' (aplografia, aplologia).
aplografia   s.f.  (filol.) errore di scrittura consistente nella caduta di un gruppo di segni o di una parola davanti a un altro gruppo di segni o a un'altra parola identica o simile (p. e. filogia  per filologia).
aploide   agg.  (biol.) si dice di cellula o di organismo che possiede un numero di cromosomi che è la metà di quello (diploide) caratteristico della specie.
aplologia   s.f.  (ling.) caduta di una sillaba all'interno di una parola che dovrebbe presentare, in base alla sua etimologia, due sillabe consecutive identiche o simili (p. e. mineralogia  per mineralologia).
aplologico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che è proprio dell'aplologia: derivazione aplologica  § aplologicamente avv.  per aplologia.
aplomb   s.m. invar.    • 1 •   caduta a piombo del tessuto di un abito; appiombo    • 2 •   (fig. non com.) disinvoltura, sicurezza di sé: mostrò un aplomb imperturbabile. 
aplustro   s.m.  ornamento della poppa delle antiche navi romane, consistente in due ali o creste di legno dipinto ricurve verso la prora.
apnea   s.f.  (scient.) cessazione o sospensione dell'attività respiratoria | in apnea, senza respirare, riferito spec. alle immersioni subacquee.
apnoico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'apnea.
apo-  apo- prefisso derivato dal gr. apó  'da', presente in composti di origine greca o di formazione moderna, dove indica 'separazione, allontanamento, differenziazione' (apostasia).
apocalisse   meno com. apocalissi, s.f.    • 1 •   la rivelazione di cristo come giudice e sovrano, descritta nell'omonimo libro del nuovo testamento come ultimo atto della fine del mondo    • 2 •   (fig.) grandioso sconvolgimento; distruzione immane, catastrofe.
apocalittico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di un genere letterario diffuso nel giudaismo dal sec. ii a. c. al sec. ii d. c.; in partic., dell'apocalisse attribuita all'apostolo giovanni: letteratura apocalittica    • 2 •   (estens.) dell'apocalisse come fine del mondo | (fig.) sconvolgente, catastrofico: scena, previsione apocalittica    • 3 •   (fig.) si dice di tendenze artistiche, letterarie, filosofiche, o di loro singoli rappresentanti, che concepiscono la realtà come prossima a radicali sconvolgimenti e catastrofi | anche come s.m.  : la corrente degli apocalittici  § apocalitticamente avv.  catastroficamente.
apocatastasi   s.f.  (filos.)    • 1 •   nello stoicismo, ricostituzione del mondo dopo la conflagrazione universale a opera del fuoco (ecpirosi)    • 2 •   in talune dottrine cristiane antiche, la reintegrazione, alla fine dei tempi, dell'ordine dato da dio alle cose all'atto della creazione.
apocinacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee dicotiledoni a cui appartengono l'oleandro e la pervinca | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
apocino   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee medicinali le cui fibre sono usate nella fabbricazione di cordami e tele da imballaggio (fam.  apocinacee).
apocizio   s.m.  (bot.) insieme di cellule prive di membrane divisorie, tipico di alcune alghe e del micelio di taluni funghi.
apocopare   v. tr.  [io apòcopo ecc] troncare per apocope: apocopare una parola. 
apocope   s.f.  (ling.) caduta di uno o più suoni in fine di parola; è detta anche troncamento  (p. e. fior  per fiore; san  per santo).
apocrifo   agg.  e s.m.    • 1 •   si dice di libro sacro che la chiesa non riconosce come ispirato da dio e che non figura quindi nel canone delle sacre scritture: vangelo apocrifo    • 2 •   (estens.) di scritto che non è dell'epoca o dell'autore a cui è attribuito; non autentico: documento apocrifo. 
apocrino   agg.  (biol.) si dice di ghiandola le cui cellule epiteliali perdono parte del protoplasma nella secrezione.
apocromatico   (agg.) [pl. m. -ci] (fis.) si dice di un sistema ottico nel quale l'aberrazione cromatica è corretta, oltre che per i due colori estremi, anche per un terzo colore.
apocromatismo   s.m.  (fis.) la proprietà di un sistema ottico apocromatico.
apode    ⇨ apodo.
apodi   s.m. pl.  (zool.) ordine di anfibi e di pesci teleostei dal corpo serpentiforme, privo di pinne, arti o tentacoli; vi appartengono le anguille e le murene | sing.  [-o] ogni animale di tale ordine.
apodiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli di piccola o media taglia, con zampe cortissime, tra cui il rondone, la salangana, il colibrì | sing.  [-e] ogni uccello appartenente a tale ordine.
apodissi   s.f.  (filos.) in aristotele, dimostrazione logica di una conclusione mediante deduzione da premesse certamente vere.
apoditerio   s.m.  (archeol.) nelle palestre greche e nelle terme romane, spogliatoio.
apodittica   s.f.  (filos.) parte della logica aristotelica che tratta della dimostrazione fondata sull'apodissi.
apoditticità   s.f.  natura, carattere apodittico, evidente, irrefutabile: l'apoditticità di un enunciato. 
apodittico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) in aristotele, dimostrativo, basato sull'apodissi: sillogismo apodittico    • 2 •   (estens.) evidente, irrefutabile: una verità apodittica  ' atteggiamenti apodittici, che non tollerano alcuna discussione § apoditticamente avv. 
apodo   o apode, agg.  privo di piedi, di zampe: animale apodo; larva apoda. 
apodosi   s.f.  (gramm.) nel periodo ipotetico, la proposizione principale, che esprime la conseguenza della condizione posta nella protasi (p. e. se pioverà  [protasi], non pranzeremo all'aperto  [apodosi]).
apoenzima   s.m.  (chim. biol.) sostanza proteica che, in unione con il coenzima, forma l'enzima.
apofantico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) dichiarativo, assertivo: enunciato, giudizio apofantico. 
apofisi   s.f.  (anat.) parte sporgente di un osso: apofisi mastoide. 
apofonia   s.f.  (ling) alternanza della vocale o della quantità vocalica in parole che hanno lo stesso etimo o sillaba radicale affine; gradazione vocalica: apofonia quantitativa, quando si alterna una vocale breve con una lunga (p. e.  lat. re°go  'io reggo' e rìgem  'il re'); apofonia qualitativa, quando si alternano vocali diverse (p. e.  lat. te°go  'io copro' e to°ga  'veste').
apofonico   agg.  [pl. m. -ci] di apofonia, che presenta apofonia: fenomeno, grado apofonico; vocale apofonica. 
apoforeti   s.m. pl.  piccoli doni che nella roma antica si solevano fare ai convitati durante i banchetti dei saturnali; anche, i brevi componimenti poetici, per lo più epigrammi di due versi, con i quali si accompagnavano quei doni.
apoftegma   s.m.  [pl. -mi] (lett.) breve sentenza di carattere proverbiale; massima.
apogeo   s.m.    • 1 •   (astr.) posizione di un corpo (sole, luna, satellite artificiale ecc.) quando, descrivendo un'orbita, viene a trovarsi alla massima distanza dalla terra    • 2 •   (fig.) punto culminante, apice: essere all'apogeo della fama   agg.  che si trova all'apogeo.
apografo   agg.  e s.m.  (filol.) si dice di un manoscritto che è copia diretta di un altro.
apolide   agg.  e s.m.  e f.  si dice di chi non ha cittadinanza in nessuno stato.
apoliticità   s.f.  l'essere apolitico.
apolitico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] estraneo alla politica; che, chi si disinteressa di politica: un movimento apolitico; un (individuo) apolitico. 
apollineo   agg.  (lett.)    • 1 •   di apollo, degno di apollo; per estens., di forme armoniose, classicamente perfette: viso apollineo; bellezza apollinea  | estro apollineo, ispirazione poetica | spirito apollineo, nella concezione di f. nietzsche (1844-1900), la componente serena, armonica e razionale dello spirito greco; si contrappone a spirito dionisiaco    • 2 •   (estens.) del sole: era un'ampla campagna che giacea  / tutta scoperta agli apollinei raggi  (ariosto o. f.  xxv, 96).
apollo   (1) s.m.  uomo di grande bellezza: credersi un apollo. 
apollo   (2) s.m.  farfalla diurna alpina dalle grandi ali bianche, con macchie nere sul primo paio e rosse sul secondo (ord.  lepidotteri).
apologeta   s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   nei primi secoli dell'era cristiana, chi dedicava la sua opera di pensatore e di scrittore alla difesa e all'esaltazione della fede; apologista    • 2 •   (estens.) chi si atteggia a difensore di una persona, di una dottrina, di un valore.
apologetica   s.f.    • 1 •   difesa delle credenze religiose; in partic., nel cristianesimo, parte della teologia che mira a difenderne la verità sostenendone la credibilità storica e razionale    • 2 •   l'attività e l'opera degli apologisti cristiani; la scienza che studia i loro scritti    • 3 •   (estens.) letteratura volta alla difesa o all'esaltazione di una dottrina, di un personaggio ecc.
apologetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si riferisce all'apologetica: scrittori apologetici    • 2 •   (estens.) che mira a difendere, a esaltare una persona, una dottrina ecc.: discorso, trattato apologetico  § apologeticamente avv. 
apologia   s.f.  [pl. -gie]    • 1 •   discorso o scritto in difesa di sé, di altri, di una dottrina, di una fede: l'«apologia di socrate», dialogo in cui platone elabora l'autodifesa del filosofo al suo processo    • 2 •   (estens.) elogio, celebrazione: apologia di un regime  ' apologia di reato, (dir.) delitto che consiste nell'esaltare pubblicamente un reato o il suo autore.
apologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   apologeta; autore di un'apologia: gli apologisti cristiani    • 2 •   (estens. lett.) difensore, sostenitore, spec. di una teoria, di una dottrina.
apologistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) che mira a difendere o a esaltare.
apologizzare   v. tr.  fare l'apologia di qualcuno o qualcosa; difendere, esaltare | v. intr.  [aus. avere] fare apologia, formulare lodi (su una persona, una dottrina ecc.).
apologo   s.m.  [pl. -ghi] narrazione con intenti morali: l'apologo di menenio agrippa. 
apolunio   s.m.  (astr.) punto di massima distanza dalla luna di un corpo che descrive un'orbita intorno a essa; si contrappone a perilunio. 
aponeurosi   s.f.  (anat.) membrana fibrosa che avvolge muscoli e riunisce tendini: aponeurosi femorale, quella che circonda i muscoli della coscia (detta anche fascia lata).
aponia   s.f.  (filos.) nella dottrina epicurea, assenza di dolore, una delle condizioni della serenità di spirito del saggio.
apoplessia   s.f.  (med.) istantaneo arresto delle funzioni cerebrali causato da emorragia, con effetti paralizzanti; è detta com. colpo apoplettico. 
apoplettico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che deriva da apoplessia; che presenta sintomi di apoplessia: colpo, stato apoplettico   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è colpito da apoplessia.
aporema   s.m.  [pl. -mi] (filos.) sillogismo dialettico mediante cui si deducono due proposizioni contraddittorie.
aporetico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) relativo ad aporia; caratterizzato da aporia.
aporia   (1) s.f.  (filos.) difficoltà o incertezza che incontra il ragionamento di fronte a due argomenti opposti entrambi possibili | (estens.) difficoltà logica insolubile.
aporia   (2) s.f.  (zool.) genere di farfalle diurne con corpo nerastro e ali bianche venate di nero (fam.  pieridi).
aposiopesi   s.f.  l'artificio retorico della reticenza.
apostasia   s.f.    • 1 •   ripudio pubblico e solenne della propria religione    • 2 •   (estens.) ripudio delle proprie opinioni, abbandono del proprio partito e sim.
apostata   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi compie apostasia.
apostatare   v. intr.  [io apòstato ecc. ; aus. avere] fare apostasia: apostatare dalla fede dei padri. 
apostatico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) di apostata | ribelle: l'angelo apostatico, lucifero.
apostema    ⇨ postema.
a posteriori   loc. agg. invar.  e avv.  (filos.) si dice di dimostrazione, giudizio, interpretazione che poggia sull'esperienza e da questa muove per determinare cause o formulare asserzioni e principi generali; si contrappone ad a priori  | (estens.) a fatti già avvenuti, successivamente: riflettere, intervenire a posteriori; discorso a posteriori  | come loc. sost. m. invar.  dimostrazione, giudizio formulato 'a posteriori'.
apostolato   s.m.    • 1 •   la missione e l'attività degli apostoli di gesù: l'apostolato di san pietro    • 2 •   opera di propaganda e diffusione delle verità di fede o di ideali morali o sociali: fare opera di apostolato  | apostolato laico, attività di testimonianza e propaganda della fede affidata ai laici    • 3 •   (estens.) attività politica o professionale praticata con dedizione assoluta.
apostolicità   s.f.    • 1 •   l'essere apostolico    • 2 •   (teol.) il fondamento apostolico della chiesa, la sua derivazione dagli apostoli.
apostolico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio degli apostoli: predicazione, lettera apostolica    • 2 •   proprio, degno di chi fa opera di apostolo: spirito apostolico    • 3 •   che deriva la sua autorità direttamente dagli apostoli: chiesa apostolica, la chiesa cattolica in quanto fondata dall'apostolo pietro, di cui il papa è successore    • 4 •   (estens.) proprio del pontefice, papale: benedizione apostolica  | lettera apostolica, enciclica | nunzio apostolico, prelato che svolge le funzioni di ambasciatore della santa sede presso uno stato § apostolicamente avv. 
apostolo   s.m.    • 1 •   ciascuno dei dodici discepoli scelti e inviati da cristo a predicare il suo vangelo: il principe degli apostoli, san pietro; l'apostolo delle genti, san paolo | atti degli apostoli, quinto libro del nuovo testamento, il cui autore è luca; vi sono descritte le vicende degli apostoli dopo la morte e la risurrezione di cristo    • 2 •   (estens.) chi si dedica con ardore all'affermazione e alla diffusione di un'idea, di una dottrina, di una causa: un apostolo della libertà. 
apostrofare   (1) v. tr.  [io apòstrofo ecc.] segnare una parola con l'apostrofo.
apostrofare   (2) v. tr.  [io apòstrofo ecc.] rivolgere il discorso a qualcuno all'improvviso e con durezza di tono; per estens., redarguire, rimproverare: «chi sei tu?» l'apostrofò  | v. intr.  (lett.) rivolgere un'apostrofe a qualcuno: apostrofa qui l'autore... a coloro i quali hanno discrezione e senno  (boccaccio esposizioni sopra la comedia).
apostrofe   s.f.    • 1 •   figura retorica che consiste nel rivolgere improvvisamente e concitatamente il discorso a persona o cosa personificata (p. e. ahi serva italia, di dolore ostello; dante purg.  vi, 76)    • 2 •   (estens.) frase, discorso energico, rimprovero rivolto a qualcuno.
apostrofo   s.m.  (gramm.) segno ['] che indica l'elisione di una vocale (p. e. l'anima, quest'uomo, sant'agostino), il troncamento di una sillaba (p. e. po'  per poco, vo'  per voglio), la soppressione del millesimo e del centesimo nelle date (p. e. il '500, il '700; la guerra del '15-'18).
apoteca   s.f.  locale dell'antica casa romana adibito a deposito di viveri, spec. di vino.
apotecio   s.m.  (bot.) organo riproduttore a forma di coppa proprio dei funghi ascomiceti; vi si originano le spore.
apotema   s.m.  [pl. -mi] (geom.) nei poligoni circoscrivibili a un cerchio è il raggio del cerchio stesso; nella piramide retta è l'altezza delle facce laterali; nel cono circolare retto è la parte di generatrice compresa tra il vertice del cono e la circonferenza di base.
apoteosi   s.f.    • 1 •   solenne cerimonia con cui gli antichi elevavano agli onori divini l'eroe morto, e talvolta anche l'imperatore vivente: l'apoteosi di augusto    • 2 •   (fig.) esaltazione, glorificazione, celebrazione: fare l'apoteosi di una persona, di un avvenimento  | spettacolo grandioso: o mura cittadine,  / sepolcri maestosi  / fin le vostre rovine  / sono un'apoteosi  (giusti)    • 3 •   nel teatro greco, la trasformazione finale dell'eroe in divinità | nel teatro rinascimentale e in quello moderno, specie nel balletto, fastosa scena finale.
apotropaico   agg.  [pl. m. -ci] che allontana gli influssi malefici: oggetto, rito apotropaico; formula apotropaica. 
apozeugma   s.m.  [pl. -mi] (ret.) figura consistente nel far reggere a verbi di significato affine più costrutti che potrebbero essere retti da un unico verbo (p. e. sosteneva la sua estraneità, affermava la sua innocenza).
appaciare   v. tr.  [io appàcio ecc.] (rar.) pacificare, rappacificare.
appacificare   v. tr.  [io appacìfico, tu appacìfichi ecc.] (non com.) rappacificare.
appagabile   agg.  che si può appagare: un desiderio, una curiosità appagabile. 
appagamento   s.m.  l'appagare, l'essere appagato.
appagare   v. tr.  [io appago, tu appaghi ecc.]    • 1 •   render pago, soddisfare; esaudire: appagare un desiderio, una richiesta; essere, sentirsi appagato    • 2 •   saziare: appagare la fame, la sete  | appagarsi v. rifl.  accontentarsi, essere soddisfatto: appagarsi di poco. 
appaiamento   s.m.  (non com.) l'appaiare, l'appaiarsi; accoppiamento.
appaiare   v. tr.  [io appàio ecc.]    • 1 •   unire insieme due cose o persone; accoppiare    • 2 •   (fig.) uguagliare, pareggiare | appaiarsi v. rifl.  unirsi in coppia; (estens.) sposarsi.
appalesare   v. tr.  [coniugato come palesare] (lett.) palesare, svelare.
appallottolare   v. tr.  [io appallòttolo ecc.] ridurre in pallottola: appallottolare un foglietto di carta  | appallottolarsi v. rifl.  o intr. pron.  avvolgersi formando una pallottola; ridursi in pallottola | (fig.) raggomitolarsi.
appalmato   agg.  (arald.) si dice di stemma che mostra una mano aperta.
appaltante   part. pres.  di appaltare   agg.  e s.m.  che, chi dà in appalto.
appaltare   v. tr.  prendere o, meno comune, dare in appalto: appaltare la costruzione di un ponte. 

appaltatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi prende in appalto: ditta appaltatrice. 
appalto   s.m.    • 1 •   contratto con cui una persona o un'impresa (appaltatore) assume a proprio rischio e con propri mezzi l'esercizio di un'attività o l'esecuzione di un'opera affidatale da un'altra persona, impresa o ente (appaltante) in cambio di un corrispettivo in denaro: dare, prendere in appalto; gara di appalto; vincere un appalto    • 2 •   (region.) luogo in cui si vendono i generi di monopolio dello stato: appalto di sali e tabacchi. 
appannaggio   s.m.    • 1 •   assegno annuo spettante a sovrani o capi di stato, ai membri delle famiglie regnanti e un tempo anche ai cadetti delle famiglie nobili    • 2 •   (non com.) rendita fissa    • 3 •   (fig. lett.) prerogativa: l'umiltà è appannaggio dei santi. 
appannamento   s.m.  l'appannare, l'appannarsi, l'essere appannato.
appannare   v. tr.  rendere opaca una cosa lucida; velare, offuscare (anche fig.): l'ira appanna la ragione  | appannarsi v. rifl.    • 1 •   velarsi, spec. per il vapore: lo specchio si è appannato    • 2 •   (fig.) offuscarsi: mi si appanna la vista  | perdere la lucidità, la prontezza: con l'età i riflessi si appannano. 
appannato   part. pass.  di appannare   agg.  opaco; velato, offuscato (anche fig.): un vetro appannato; intelletto appannato. 
appannatoio   s.m.  (antiq.) panno usato per coprire gli occhi ai cavalli bizzarri.
appannatura   s.f.  appannamento.
apparare   (1) v. tr.  (ant.) preparare; addobbare, parare | appararsi v. rifl.  (rar.) abbigliarsi, adornarsi.
apparare   (2) v. tr.  (ant.) imparare.

apparato   s.m.    • 1 •   preparativo, apparecchiamento; in partic., addobbo, ornamento solenne (di un luogo, di un ambiente): un grande apparato di fiori e di luci; una festa senza apparato  | apparato di forze, spiegamento di guardie o di soldati | apparato scenico, vestiti, scenari, arredo e, in generale, tutto ciò che serve all'allestimento di uno spettacolo teatrale | apparato critico, nell'edizione critica di un testo, insieme delle note che riguardano le varianti dei manoscritti, le congetture e le fonti del testo    • 2 •   insieme di congegni o di organi che svolgono una funzione: apparato elettrico, refrigeratore; apparato digerente, respiratorio    • 3 •   il gruppo dei dirigenti e dei funzionari di un'amministrazione, di un'organizzazione: l'apparato statale; l'apparato burocratico. 
apparatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) addobbatore, tappezziere    • 2 •   (teat.) nell'ottocento, arredatore di scena.
apparecchiamento   s.m.  (antiq.)    • 1 •   l'apparecchiare, l'apparecchiarsi; preparativo    • 2 •   addobbo.
apparecchiare   v. tr.  [io apparécchio ecc.]    • 1 •   mettere in ordine; preparare, allestire, approntare | in partic., preparare la tavola per il pasto (per lo più assol.): apparecchiare la mensa; apparecchiare per due    • 2 •   (ind.) sottoporre tessuti o carta ad apparecchiatura | apparecchiarsi v. rifl.  (ant. , lett.) prepararsi, disporsi: del sangue nostro caorsini e guaschi  / s'apparecchian di bere  (dante par.  xxvii, 58-59).
apparecchiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) che, chi apparecchia    • 2 •   si dice di operaio addetto all'apparecchiatura dei tessuti o della carta.
apparecchiatura   s.f.    • 1 •   insieme di apparecchi, impianti e strumenti preordinati per una data utilizzazione: apparecchiatura meccanica, elettrica    • 2 •   (ind.) procedimento cui si sottopongono i tessuti grezzi o la carta, per dare loro consistenza e migliorarne l'aspetto; finissaggio    • 3 •   (pitt.) preparazione di un muro o di una tela su cui dipingere    • 4 •   (arch.) taglio e disposizione dei blocchi di pietra nei muri, negli archi e nelle volte.
apparecchio   s.m.    • 1 •   congegno, complesso di dispositivi destinati a una certa funzione; macchina: apparecchio fotografico    • 2 •   (pop.) aeroplano    • 3 •   (ant.) allestimento, disposizione    • 4 •   (antiq.) in anatomia, apparato: apparecchio digerente. 
apparentamento   s.m.  l'apparentare, l'apparentarsi.
apparentare   v. tr.  [io apparènto ecc.] legare con vincoli di parentela; (fig.) collegare, mettere in relazione | apparentarsi v. rifl.  entrare in parentela o in familiarità con qualcuno; (fig.) collegarsi, associarsi.
apparente   part. pres.  di apparire   agg.    • 1 •   che è evidente, manifesto: senza ragione apparente    • 2 •   che mostra certi caratteri ma non li possiede, che sembra e non è (si contrappone a reale): una sicurezza apparente; frazione apparente; verbo riflessivo apparente    • 3 •   (lett.) appariscente, vistoso § apparentemente avv.  in apparenza.
apparenza   s.f.    • 1 •   aspetto esterno, presenza: uomo di bell'apparenza    • 2 •   l'apparire, il modo di apparire; manifestazione esteriore che spesso non corrisponde alla realtà: badare all'apparenza, giudicare dalle apparenze  | salvare le apparenze, rispettare le convenienze, le forme | in apparenza, all'apparenza, per quanto appare; a prima vista | prov.  : l'apparenza inganna  | (filos.) ciò che si manifesta nell'osservazione empirica, spesso in contrapposizione alla realtà in sé    • 3 •   (lett.) appariscenza: signori di grande apparenza  (collodi).
apparigliare   v. tr.  [io apparìglio ecc.]    • 1 •   (non com.) appaiare, mettere a pari, accostare    • 2 •   accoppiare al tiro animali simili, spec. cavalli.
apparire   v. intr.  [pres. io appàio  (o apparisco), tu appari  (o apparisci), egli appare  (o apparisce), noi appariamo  (rar. appaiamo), voi apparite, essi appàiono  (o apparìscono); fut. io apparirò  (lett. apparrò) ecc. ; pass. rem. io apparvi  (meno com. apparìi  o apparsi), tu apparisti ecc. ; congiunt. pres. io appàia  (o apparisca) ecc. , noi appariamo, voi appariate, essi appàiano  (o apparìscano); part. pass. apparso  (rar. apparito); aus. essere]    • 1 •   mostrarsi allo sguardo, comparire, per lo più all'improvviso: un uomo apparve nel buio  | divenire visibile: il sole appariva all'orizzonte    • 2 •   esser chiaro, evidente; risultare: la cosa appare da sé    • 3 •   avere l'apparenza, sembrare: la questione appare complicata    • 4 •   mettersi in vista, far bella figura; comparire: le piace apparire. 
appariscente   agg.  vistoso; che attira l'attenzione: vestito, trucco appariscente. 
appariscenza   s.f.  l'essere appariscente.
apparita   s.f.  (non com. lett.) l'apparire; apparizione.
apparitore   s.m.  (ant.) usciere, annunciatore | chi precedeva i carri degli appestati suonando un campanello per avvertire i passanti.
apparizione   s.f.  l'apparire, spec. di cose soprannaturali o fantastiche: l'apparizione di un fantasma, della madonna  | anche, ciò che appare, visione.
apparso   part. pass.  di apparire   agg.  nei sign. del verbo.
appartamento   s.m.  insieme di stanze e di servizi che costituiscono un'abitazione indipendente all'interno di un edificio. dim. appartamentino. 
appartare   v. tr.  (non com.) mettere da parte | appartarsi v. rifl.  separarsi dagli altri: appartarsi per discutere  | condurre vita isolata; isolarsi: appartarsi in campagna. 
appartato   part. pass.  di appartare   agg.  che è fuori mano, solitario: un luogo appartato. 
appartenenza   s.f.    • 1 •   l'appartenere, il far parte: gruppo, classe di appartenenza  | in matematica e logica, relazione tra un individuo e la classe o l'insieme di cui è elemento (si indica con il simbolo e)    • 2 •   (non com.) ciò che appartiene | pertinenza, accessorio: la villa e le sue appartenenze. 
appartenere   v. intr.  [coniugato come tenere; aus. essere  o avere]    • 1 •   essere di proprietà di qualcuno: questa terra mi appartiene    • 2 •   spettare, riguardare, competere: appartiene a lui giudicare di queste cose    • 3 •   far parte, essere compreso (in qualcosa, in un insieme): appartenere a una famiglia nobile; una retta che appartiene a un piano. 
appassimento   s.m.  l'appassire, l'appassirsi (anche fig.).
appassionamento   s.m.  (non com.) l'appassionarsi.
appassionante   part. pres.  di appassionare   agg.  interessante; avvincente: una lettura appassionante. 
appassionare   v. tr.    • 1 •   [io appassióno ecc.] destare passione, forte interesse, trasporto: una vicenda che appassionò l'opinione pubblica; una lettura appassionante    • 2 •   (lett. , region.) addolorare | appassionarsi v. rifl.    • 1 •   essere preso da passione, da vivo interesse per qualcosa: appassionarsi allo studio, alla musica    • 2 •   (lett. , region.) addolorarsi: appassionarsi per la morte di un amico. 
appassionato   part. pass.  di appassionare   agg.  che ha il carattere di una passione: amore appassionato  ' che sente, esprime una passione: animo appassionato; parole appassionate   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi coltiva un interesse particolare per qualcosa: appassionato della fotografia  § appassionatamente avv.  con passione.
appassire   v. intr.  [io appassisco, tu appassisci ecc. ; aus. essere], appassirsi v. rifl.    • 1 •   detto di piante o parti di esse, perdere turgore e freschezza; diventare vizzo    • 2 •   (fig.) languire, sfiorire: una bellezza che appassisce; un volto appassito. 
appastare   v. tr.  (ant.) impastare | appastarsi v. rifl.  (ant.) formare una pasta | attaccarsi tenacemente: le ripe eran grommate d'una muffa, / per l'alito di giù che vi s'appasta  (dante inf.  xviii, 106-107).
appastellarsi   v. rifl.  [io mi appastèllo ecc.] formare grumi, irregolarità, detto spec. di vernici.
appeal   s.m. invar.  richiamo, attrazione, fascino.
appeasement   s.m. invar.  politica di concessioni a un potenziale aggressore o a uno stato più forte per mantenere la pace.
appellabile   agg.  (dir.) che può essere impugnato mediante appello: sentenza appellabile. 
appellabilità   s.f.  (dir.) l'essere appellabile.
appellante   part. pres.  di appellare   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi ricorre in appello.
appellare   v. tr.  [io appèllo ecc.] (lett.)    • 1 •   chiamare, denominare    • 2 •   incitare | appellarsi v. rifl.    • 1 •   ricorrere a qualcuno, rivolgersi per aiuto, fare appello: si appellò alla sua magnanimità    • 2 •   (dir.) impugnare una sentenza mediante appello    • 3 •   (lett.) chiamarsi, aver nome.
appellativo   agg.    • 1 •   (dir.) d'appello: atto appellativo    • 2 •   nome appellativo, (gramm.) nome comune  s.m.  soprannome, epiteto.
appellatorio   agg.  (dir.) d'appello.
appellazione   s.f.  (ant. lett.)    • 1 •   denominazione    • 2 •   appello.
appello   s.m.    • 1 •   il chiamare uno per volta, in ordine alfabetico o secondo altro criterio, i componenti di un gruppo, di una classe ecc., soprattutto al fine di controllare le presenze: fare l'appello; rispondere all'appello  | fare appello a tutte le proprie forze, (fig.) raccoglierle in uno sforzo supremo | votazione per appello nominale, quella nella quale ogni votante, chiamato per nome, dichiara apertamente il proprio voto | primo, secondo appello, nelle università, tornata d'esami    • 2 •   (lett.) richiesta di aiuto: il disperato appello dei naufraghi    • 3 •   manifesto o dichiarazione pubblica per sollecitare voti, prese di posizione e sim.: l'appello del leader agli elettori; un appello degli intellettuali    • 4 •   (dir.) mezzo d'impugnazione con cui si chiede che la sentenza di primo grado sia riesaminata da parte di un giudice di grado superiore: fare, presentare appello; ricorrere in appello  | corte d'appello, organo giudiziario che giudica in secondo grado.
appena   antiq. a pena, avv.    • 1 •   a stento, a fatica: ci si vede appena    • 2 •   soltanto, solo un poco: sono appena le dieci; mi guardò appena    • 3 •   da pochissimo tempo, or ora: siamo appena arrivati  | spesso in correlazione con che  o quando : ero appena rientrato che  (o quando) squillò il telefono   cong.  subito dopo che (spesso preceduta da non  pleonastico): (non) appena avrò finito, uscirò; appena arrivato, ripartì. 
appenare   v. tr.  [io appéno ecc.] (ant.) dar pena, affliggere | appenarsi v. rifl.  (ant. , lett.) darsi pena, affannarsi | soffrire: entrambi s'appenavano guardando quei capelli bianchi  (d'annunzio).
appendere   v. tr.  [pres. io appèndo ecc. ; pass. rem. io appési, tu appendésti ecc. ; part. pass. appéso] fissare in alto qualcosa in modo che resti sospesa: appendere il soprabito all'attaccapanni, appendere i quadri alle pareti  | appendere i guantoni, la bicicletta al chiodo, smettere l'attività sportiva, per lo più agonistica, del pugilato, del ciclismo | essere appeso a un filo, (fig.) essere in grande pericolo o molto debole: la sua vita è appesa a un filo; una speranza appesa a un filo  | appendere per il collo, a una forca, impiccare | appendersi v. rifl.  attaccarsi, abbracciarsi strettamente: appendersi al collo, al braccio di qualcuno. 
appendiabiti   s.m. invar.  attaccapanni.
appendice   s.f.    • 1 •   parte a sé stante aggiunta a qualcosa, ma non essenziale per la sua completezza; in partic., alla fine di un libro, la parte eventualmente aggiunta per approfondire alcuni argomenti, o per aggiornare e completare certi dati; nei dizionari e nelle enciclopedie, volume di aggiornamento    • 2 •   nei giornali, la parte, in genere a piè di pagina, in cui un tempo si pubblicavano articoli letterari, rassegne di vario argomento ecc. | romanzo d'appendice, romanzo di carattere popolare pubblicato a puntate sull'appendice di un giornale; per estens., romanzo popolare di scarso pregio artistico    • 3 •   (anat.) prolungamento vermiforme dell'intestino cieco    • 4 •   (biol.) in animali o vegetali, prolungamento di un organo.
appendicectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica dell'appendice.
appendicite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica dell'appendice.
appendicolare   agg.    • 1 •   (med.) dell'appendice: infiammazione appendicolare    • 2 •   che ha l'aspetto di un'appendice.
appendicolarie   s.f. pl.  (zool.) classe di piccoli animali marini appartenenti agli urocordati, il cui corpo, diafano, è costituito da un tronco ovoidale con coda provvista di due pinne | sing.  [-a] ogni animale di tale classe.
appendigonne   s.m.  tipo di gruccia per appendere le gonne nell'armadio.
appendizie   s.f. pl. , o appendizi s.m. pl. , (dir.) prestazioni accessorie gratuite o regalie in prodotti agricoli dovute usualmente dall'affittuario o dal mezzadro al proprietario del terreno.
appennecchiare   v. tr.  [io appennécchio ecc.] (ant.) disporre in pennecchi il lino, la lana.
appennellare   v. tr.  [io appennèllo ecc.] (mar.) legare un ancorotto all'ancora già affondata, per rendere più saldo l'ormeggio della nave.
appenninico   agg.  [pl. m. -ci] dell'appennino: vegetazione appenninica. 
appennino   agg.  (lett.) dell'appennino, appenninico: la luna / da le selve appennine aurea si svolve  (carducci).
appercettivo   agg.  (filos. , psicol.) dell'appercezione, relativo all'appercezione.
appercezione   s.f.    • 1 •   (filos.) coscienza di percepire; atto mediante il quale l'uomo si fa consapevole delle proprie percezioni    • 2 •   (psicol.) capacità di apprendere cose nuove, mettendole in relazione con quelle già note.
appertizzare   v. tr.  sottoporre ad appertizzazione.
appertizzazione   s.f.  procedimento mediante il quale si conservano gli alimenti racchiudendoli entro recipienti ermetici e sterilizzandoli col calore.
appesantimento   s.m.  l'appesantire, l'appesantirsi, l'essere appesantito.
appesantire   v. tr.  [io appesantisco, tu appesantisci ecc.] rendere pesante o più pesante (anche fig.): appesantire un carico, la coscienza  | appesantirsi v. rifl.  diventare pesante o più pesante (anche fig.).
appeso   part. pass.  di appendere   agg.  nei sign. del verbo.
appestare   v. tr.  [io appèsto ecc.]    • 1 •   infettare di peste    • 2 •   (estens.) riempire di cattivo odore, ammorbare    • 3 •   (fig.) condurre al degrado morale.
appestato   part. pass.  di appestare   agg.  e s.m.  [f. -a] malato di peste | (fig. antiq.) corrotto moralmente.
appestatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi appesta.
appetenza   s.f.    • 1 •   (non com.) naturale desiderio di cibo; appetito    • 2 •   (filos.) impulso, inclinazione naturale.
appetibile   agg.  desiderabile; (scherz.) piacente: nonostante gli anni era una donna ancora appetibile   s.m.  (filos. ant.) bene a cui tende la volontà dell'uomo.
appetibilità   s.f.  l'essere appetibile.
appetire   v. tr.  [io appetisco, tu appetisci ecc.] (lett.) desiderare vivamente, in senso fisico o morale: appetire un cibo, la gloria  | v. intr.  [aus. essere  o avere] (lett.) stuzzicare l'appetito: un dolce che appetisce. 
appetitivo   agg.    • 1 •   (filos.) che spinge ad appetire, a desiderare; che obbedisce a impulsi naturali    • 2 •   (non com.) appetitoso.
appetito   s.m.    • 1 •   desiderio naturale di cibo; fame moderata: mangiare con appetito  | buon appetito!, formula augurale all'inizio di un pasto | prov.  : l'appetito vien mangiando, (fig.) quanto più si ha, tanto più si desidera avere    • 2 •   desiderio di soddisfare un bisogno connaturale al proprio essere; per estens., avidità di possedere qualcosa: appetito sessuale; gli appetiti umani    • 3 •   (filos.) in aristotele e nella scolastica, tendenza verso un bene: appetito concupiscibile, la tendenza verso un bene sensibile; appetito razionale, la volontà in quanto volta al bene in sé.
appetitoso   agg.    • 1 •   che stimola l'appetito: un cibo appetitoso    • 2 •   (scherz.) attraente, allettante: una prospettiva appetitosa  § appetitosamente avv. 
appetizione   s.f.  (filos.) tendenza a soddisfare un appetito, sensibile o intellettuale.
appettare   v. intr.  [io appètto ecc. ; aus. avere] (non com.) con riferimento ad animali da tiro, far forza con il petto nella salita.
appettata   s.f.  (region.) salita faticosa.
appetto   o a petto, avv.  (lett.) di fronte, dirimpetto; in confronto, al paragone | usato quasi esclusivamente nelle loc. prep. appetto a, di : faceva di seta nobilissime tele..., appetto alle quali, o misera aragne, le tue sarebbero parute offuscate di nebulose macchie  (boccaccio filocolo).
appezzamento   s.m.  porzione di un podere; per estens., porzione di terreno agricolo o edificabile.
appezzare   v. tr.  [io appèzzo ecc.]    • 1 •   congiungere, cucire insieme più pezzi: appezzare una corda, un lenzuolo    • 2 •   (ant.) fare a pezzi; suddividere.
appezzatura   s.f.  l'appezzare; la cosa, la parte appezzata.
appia   s.f.  mela appiola.
appiacevolire   v. tr.  [io appiacevolisco, tu appiacevolisci ecc.] (rar.) rendere piacevole.
appianabile   agg.  che si può appianare.
appianamento   s.m.  l'appianare, l'appianarsi, l'essere appianato.
appianare   v. tr.    • 1 •   (non com.) rendere piano, spianare: appianare una strada, una tavola    • 2 •   (fig.) rimuovere un ostacolo o una difficoltà risolvere, comporre: appianare una lite  | appianarsi v. rifl.  risolversi, accomodarsi: le cose si sono appianate. 
appianatoia   s.f.  attrezzo con cui i muratori rendono liscio l'intonaco.
appianatoio   s.m.  macchina per spianare il terreno.
appianatura   s.f.    • 1 •   l'appianare, l'essere appianato    • 2 •   il punto in cui una superficie è stata appianata.
appiastrare   v. tr.  (non com.) stendere qualcosa come una piastra | attaccare insieme | appiastrarsi v. rifl.  appiccicarsi, impiastrarsi.
appiastricciare   v. tr.  [io appiastrìccio ecc.] (non com.) impiastricciare.
appiastro   s.m.  (bot.) altro nome della melissa. 
appiattamento   s.m.  l'appiattare, l'appiattarsi.
appiattare   v. tr.  (non com.) nascondere | appiattarsi v. rifl.  nascondersi, spec. rannicchiandosi: appiattarsi dietro un cespuglio. 
appiattimento   s.m.    • 1 •   l'appiattire, l'essere appiattito (anche fig.): appiattimento delle retribuzioni, della cultura    • 2 •   (astr.) detto di un corpo celeste, schiacciamento ai poli.
appiattire   v. tr.  [io appiattisco, tu appiattisci ecc.]    • 1 •   schiacciare, rendere piatto    • 2 •   (fig.) livellare, ridurre la differenza tra due o più elementi (anche assol.): appiattire gli stipendi; una vita che appiattisce  | appiattirsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   schiacciarsi; farsi piatto: si appiattì contro la parete    • 2 •   (fig.) uniformarsi tra loro, pareggiarsi: l'appiattirsi dei salari, delle differenze sociali. 
appiccagnolo   s.m.  (non com.)    • 1 •   oggetto o prominenza a cui ci si può aggrappare o si può appendere qualcosa    • 2 •   (fig.) appiglio, cavillo.
appiccamento   s.m.  (non com.) l'appiccare, l'appiccarsi o l'essere appiccato.
appiccare   v. tr.  [io appicco, tu appicchi ecc.]    • 1 •   (region.) attaccare, congiungere: appiccare il fuoco, dar fuoco    • 2 •   appendere: appiccare un quadro al muro    • 3 •   (non com.) impiccare | appiccarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   (region.) attaccarsi, aggrapparsi    • 2 •   (ant.) attecchire, metter radici: l'umido radicale, per lo quale tutte le piante s'appiccano  (boccaccio dec.  ix, 10)    • 3 •   (non com.) impiccarsi.
appiccato   part. pass.  di appiccare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  nel gioco dei tarocchi, carta raffigurante un uomo appeso per un piede.
appiccatura   s.f.  (region.)    • 1 •   il modo dell'appiccare    • 2 •   attaccatura; anche, il punto dove una cosa è attaccata a un'altra.
appicciare   v. tr.  [io appìccio ecc.]    • 1 •   (dial.) accendere (un fuoco, un lume)    • 2 •   (tosc.) accoppiare, unire: appicciare i fichi secchi. 
appiccicare   v. tr.  [io appìccico, tu appìccichi ecc.] (fam.)    • 1 •   attaccare con una sostanza viscosa; incollare: appiccicare un'etichetta, un francobollo    • 2 •   (fig.) appioppare, affibbiare: appiccicare uno schiaffo  | attribuire: appiccicare un soprannome  | v. intr.  [aus. avere] attaccare, essere attaccaticcio: questa resina appiccica  | appiccicarsi v. rifl.  o intr. pron.  attaccarsi, incollarsi (anche fig.): è molto noioso, si appiccica a tutti. 
appiccicaticcio   agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   che appiccica, che si appiccica; viscoso    • 2 •   (fig.) detto di persona, appiccicoso, attaccaticcio | anche come s.m.  : cosa che appiccica; (fig.) insieme di cose male accozzate.
appiccicatura   s.f.  (fam.) l'appiccicare, l'appiccicarsi; ciò che è appiccicato.
appiccicoso   agg.  (fam.)    • 1 •   che appiccica o si appiccica: mani appiccicose    • 2 •   (fig.) detto di persona, molestamente importuna, di cui è difficile liberarsi § appiccicosamente avv. 
appicco   (1) s.m.  [pl. -chi] (non com.)    • 1 •   appiglio, oggetto a cui ci si può afferrare    • 2 •   (fig.) pretesto, occasione, aggancio: dare, trovare appicco. 
appicco   (2) s.m.  [pl. -chi] parete di roccia o di ghiaccio perfettamente verticale.
appiè   o a piè, (lett.) usato nella loc. prep. appiè di, al piede di, sotto | appiè di pagina, (filol.) in calce alla pagina, detto di note o di apparato critico.
appiedamento   s.m.    • 1 •   l'appiedare, l'essere appiedato    • 2 •   nell'ippica, squalifica e sospensione di un fantino per irregolarità commesse in gara.
appiedare   v. tr.  [io appièdo ecc.]    • 1 •   (mil.) con riferimento a truppe meccanizzate o a reparti di cavalleria, farle scendere dai veicoli o da cavallo    • 2 •   (estens.) costringere qualcuno a scendere da un veicolo: il ciclista fu appiedato da una foratura. 
appiedato   part. pass.  di appiedare   agg.  nell'ippica, si dice di fantino punito con l'appiedamento.
appieno   meno com. a pieno, avv.  completamente, del tutto: comprendere appieno. 
appigionamento   s.m.  (non com.) l'appigionare.
appigionare   v. tr.  [io appigióno ecc.] dare a pigione, affittare: appigionare una casa, una camera, un negozio. 
appigliarsi   v. rifl.  [io mi appìglio ecc.] attaccarsi, aggrapparsi (anche fig.): appigliarsi a un ramo, a qualunque pretesto  | v. rifl.  appiccarsi, abbarbicarsi, attecchire: l'appigliarsi del fuoco, di un innesto. 
appiglio   s.m.    • 1 •   punto d'appoggio o di sostegno | in alpinismo, ogni sporgenza della roccia cui appoggiare mani e piedi | appiglio tattico, (mil.) rilievo del terreno che favorisce una data azione    • 2 •   (fig.) occasione, pretesto: cercare un appiglio per difendersi. 
appio   meno com. apio, s.m.  (bot.) genere di piante che comprende molte specie d'orto, fra cui il sedano e il prezzemolo (fam.  ombrellifere).
appiola   s.f.  varietà di mela dal colore rosso vivo | anche come agg.  : mela appiola. 
appiombo   s.m.    • 1 •   direzione verticale, come quella del filo a piombo usato dai muratori | caduta a piombo del tessuto di un abito    • 2 •   (vet.) allineamento verticale degli arti di un quadrupede rispetto a un piano orizzontale: gli appiombi di un cavallo   avv.  perpendicolarmente.
appioppare   v. tr.  [io appiòppo ecc.]    • 1 •   (agr.) legare la vite al pioppo perché la sostenga' piantare un terreno a pioppi    • 2 •   (fig. fam.) attribuire: appioppare un soprannome  | affibbiare: appioppare un ceffone. 
appisolarsi   v. rifl.  [io mi appìsolo ecc.] (fam.) assopirsi: appisolarsi sulla poltrona. 
appizzare   (1) v. tr.  (ant. , dial.) conficcare; appiccare (il fuoco).
appizzare   (2) v. tr.  (roman.) dar forma di pizzo, appuntire; usato spec. nella loc. appizzare gli orecchi, rizzare gli orecchi (come fanno i cani), cioè ascoltare con grande attenzione.
applaudire   v. tr.  e intr.  [io applàudo  (o applaudisco), tu applàudi  (o applaudisci) ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   esprimere consenso, ammirazione o entusiasmo con battimani o in altro modo: applaudire (a) un cantante, uno spettacolo; un attore applaudito    • 2 •   (estens.) approvare, lodare, elogiare: applaudire a un'iniziativa. 
applauso   s.m.    • 1 •   manifestazione di consenso, ammirazione, entusiasmo espressa per lo più con battimani: uno scroscio di applausi    • 2 •   (estens.) approvazione, lode, elogio.
applausometro   s.m.  apparecchio che misura l'intensità degli applausi durante uno spettacolo.
applicabile   agg.  che si può applicare.
applicabilità   s.f.  l'essere applicabile: l'applicabilità di un provvedimento. 
applicare   v. tr.  [io àpplico, tu àpplichi ecc.]    • 1 •   fare aderire una cosa sopra un'altra; apporre, attaccare (anche fig.): applicare un'etichetta, un cerotto; applicare le tasche a un abito; applicare una pomata su una ferita; applicare la mente a qualcosa, rivolgerla intensamente a essa; applicare un nome, un titolo a qualcuno, attribuirglielo | (non com.) affibbiare: applicare uno schiaffo a qualcuno    • 2 •   destinare, assegnare: applicare qualcuno a un ufficio    • 3 •   mettere in atto, in vigore: applicare una legge  ' imporre; infliggere: applicare una tassa  | applicarsi v. rifl.  dedicarsi intensamente a qualcosa: applicarsi allo studio, al lavoro  | (assol.) impegnarsi: applicarsi molto, poco. 
applicativo   agg.    • 1 •   che concerne l'applicazione: metodo, indirizzo applicativo; circolare applicativa    • 2 •   (inform.) si dice di programma specializzato che automatizza le varie fasi di un processo lavorativo: un programma applicativo per la gestione di uno studio legale  § applicativamente avv. 
applicato   part. pass.  di applicare   agg.  si dice di scienza i cui principi vengono utilizzati per la soluzione di problemi pratici: chimica, matematica applicata   s.m.  [f. -a] impiegato con mansioni esecutive: applicato di segreteria. 
applicatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi applica    • 2 •   (tecn.) strumento che serve ad applicare qualcosa.
applicazione   s.f.    • 1 •   l'applicare, l'applicarsi, l'essere applicato: l'applicazione di un unguento; l'applicazione di un metodo, di una legge  ' scuola di applicazione, (mil.) di addestramento pratico    • 2 •   decorazione o guarnizione applicata ad abiti o a biancheria    • 3 •   (fig.) cura attenta, impegno, concentrazione: lavorare con applicazione; difettare di applicazione    • 4 •   (fin.) proposta di acquisto o di vendita di titoli con l'indicazione dei prezzi rispettivi    • 5 •   (mat.) funzione; corrispondenza univoca    • 6 •   (inform.) finalità specifica a cui è dedicato un programma o un sistema di elaborazione | (estens.) programma, software.
applique   s.f. invar.  portalampada fissato alla parete.
appo   prep.  (ant. , lett.)    • 1 •   presso, accanto a: la lucciola errava appo le siepi  (leopardi le ricordanze  14)    • 2 •   in confronto, rispetto a: il loro podere fu niente appo la forza de' romani  (g. villani)    • 3 •   dopo (con valore temporale).
appoderamento   s.m.  l'appoderare, l'essere appoderato.
appoderare   v. tr.  [io appodéro ecc.] frazionare un terreno in poderi.
appoggiabraccio   s.m. invar.  bracciolo mobile posto su sedili di automobili e vetture ferroviarie.
appoggiacapo   s.m. invar.    • 1 •   striscia di stoffa che ricopre la parte superiore delle poltrone dove si appoggia il capo    • 2 •   in talune poltrone e sedili, sostegno fisso o mobile su cui appoggiare il capo; appoggiatesta, poggiatesta.
appoggiaferro   s.m. invar.  base su cui si appoggia il ferro da stiro.
appoggiamano   s.m. invar.    • 1 •   bacchetta usata dai pittori per appoggiare la mano nel dipingere    • 2 •   corrimano.
appoggiare   v. tr.  [io appòggio ecc.]    • 1 •   avvicinare una cosa a un'altra che la sorregga: appoggiare una scala a una parete    • 2 •   posare qualcosa delicatamente o temporaneamente: appoggiò il capo sulla sua spalla; appoggiare un piattino sul tavolo  ' appoggiare la voce, rinforzarla, elevarne il tono (per dare maggior enfasi)    • 3 •   (fig.) aiutare, favorire; sostenere: appoggiare una persona, un'istanza  ' fondare, basare: appoggiare un'affermazione su un dato di fatto    • 4 •   (fig. lett.) rifilare, appioppare: il principe gli appoggiò due solenni schiaffi  (manzoni p. s.  ix) | v. intr.  [aus. avere] poggiare, reggersi su qualcosa: il monumento appoggia su una base di marmo  | appoggiarsi v. rifl.    • 1 •   sostenersi a qualcosa: appoggiarsi al braccio di qualcuno    • 2 •   (fig.) basarsi sull'aiuto di qualcuno: appoggiarsi alla famiglia. 
appoggiatesta   s.m. invar.  appoggiacapo, poggiatesta.
appoggiatoio   s.m.  cosa che serve da appoggio; in partic., ringhiera delle scale, corrimano.
appoggiatura   s.f.  (mus.) abbellimento consistente nel dare rilievo a una nota introducendone un'altra che la preceda a un intervallo di seconda superiore o inferiore e occupi una parte del suo valore di durata.
appoggio   s.m.    • 1 •   cosa che serve a sostenerne un'altra; sostegno: punto di appoggio; camminava con l'appoggio del bastone  | nave appoggio, (mil.) nave addetta all'assistenza e al rifornimento di sommergibili e piccole unità in navigazione o in combattimento    • 2 •   (fig.) aiuto, favore, protezione: appoggio morale; contare sull'appoggio di qualcuno  | appoggio esterno, nel gergo politico, quello che un partito dà a una coalizione di cui non fa parte    • 3 •   persona influente in grado di sostenere, aiutare: godere di appoggi autorevoli    • 4 •   in alpinismo, sporgenza rocciosa che si sfrutta per appoggiarvi i piedi    • 5 •   attrezzo di legno a forma di zoccolo e provvisto di impugnatura, usato per esercizi ginnici: esercizi di appoggio, con gli appoggi    • 6 •   (mil.) azione di fuoco da parte dell'artiglieria a sostegno di un attacco    • 7 •   (arch.) forma di collegamento, fisso o mobile, della trave col piedritto.
appollaiarsi   v. rifl.  [io mi appollàio ecc.]    • 1 •   detto di polli o di uccelli, posarsi su un ramo o su un altro sostegno    • 2 •   (fig.) accovacciarsi, accoccolarsi.
appollaiato   part. pass.  di appollaiare   agg.  nei sign. del verbo | situato su una cima, su un'altura: un paese appollaiato sulla montagna. 
apponibile   agg.  che si può apporre.
apponibilità   s.f.  l'essere apponibile.
appontaggio   s.m.  (aer.) l'appontare.
appontare   v. intr.  [io appónto ecc. ; aus. essere] (aer.) atterrare sul ponte di volo di una portaerei.
appoppamento   s.m.  (mar.) inclinazione di un natante verso poppa.
appoppare   v. intr.  [io appóppo ecc. ; aus. essere], appopparsi v. rifl.  (mar.) detto di natante, essere troppo immerso, inclinarsi eccessivamente verso poppa; si dice per estens. anche di aeronavi.
apporre   v. tr.  [coniug. come porre]    • 1 •   porre accanto, mettere sopra o sotto; aggiungere: apporre una data, un sigillo; una firma apposta sotto il contratto    • 2 •   (fig. lett.) attribuire; imputare, far carico: e apponevano qualche calunnia alli poveri per rubarli  (savonarola)    • 3 •   (non com.) trovare da ridire, obiettare | apporsi v. rifl.  (ant. , lett.)    • 1 •   posarsi, collocarsi    • 2 •   (fig.) indovinare, cogliere nel segno: gli astrologi... non si appongono se non a caso  (guicciardini).
apportare   v. tr.  [io appòrto ecc.]    • 1 •   (lett.) portare, trasportare; recare (anche fig.)    • 2 •   causare, provocare: apportare danni alle colture  | preannunciare: apportare sventure    • 3 •   (non com.) citare: apportare un esempio    • 4 •   (ant.) riferire, riportare: e questo apporterai nel mondo vostro  (dante par.  xxv, 129).
apportatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi apporta.
apporto   s.m.    • 1 •   l'apportare, la cosa apportata; contributo: dare il proprio apporto a una causa  | metallo d'apporto, (mecc.) nelle saldature, il materiale metallico che costituisce il cordone di saldatura    • 2 •   (dir.) contributo di un socio alla costituzione del capitale di una società    • 3 •   apporto (medianico), in occultismo, il passaggio di oggetti attraverso la materia solida (muri, porte chiuse ecc.).
appositivo   agg.    • 1 •   si dice di ciò che, aggiunto a qualcosa, serve a completarla    • 2 •   (gramm.) che vale da apposizione; che concerne l'apposizione    • 3 •   (ant. , lett.) fittizio.
appositizio   agg.  (ant.) fittizio; posticcio.
apposito   agg.  fatto espressamente per uno scopo; appropriato, adatto: seguire l'apposito tracciato  § appositamente avv.  di proposito, apposta.
apposizione   s.f.    • 1 •   l'apporre o l'essere apposto: apposizione della firma, di una data    • 2 •   (gramm.) sostantivo o sintagma nominale che si unisce a un nome al fine di determinarlo (p. e.: il fiume  arno; giacomo leopardi, poeta italiano).
apposta   ant. a posta, avv.    • 1 •   di proposito, intenzionalmente, deliberatamente: l'ho detto apposta  | a farlo apposta, neanche a farlo apposta, per sottolineare un caso, una coincidenza sfavorevole    • 2 •   proprio per un fine specifico, soltanto per quello: siamo venuti apposta per lui  | come agg. invar.  fatto appositamente; idoneo, adatto: ci vorrebbero degli arnesi apposta. 
appostamento   s.m.    • 1 •   l'appostare, l'appostarsi; agguato    • 2 •   il luogo dove ci si apposta, p. e. per cacciare la selvaggina di passo: appostamento fisso, temporaneo  | (mil.) scavo o riparo per uno o più tiratori.
appostare   v. tr.  [io appòsto ecc.]    • 1 •   spiare una persona o un animale per tendergli un agguato; scrutare stando nascosto    • 2 •   (mil.) mettere in appostamento | appostarsi v. rifl.  nascondersi per tendere un agguato.
appostissimo   agg. invar.  (antiq.) si dice di persona educata e corretta.
apposto   part. pass.  di apporre   agg.  nei sign. del verbo.
appozzare   (1) v. tr.  [io appózzo ecc.] scavare facendo delle buche: appozzare un terreno. 
appozzare   (2) v. tr.    • 1 •   (rar.) immergere in un pozzo o, per estens., in un liquido    • 2 •   appozzare un avversario, nello sport della pallanuoto, spingerlo fallosamente sott'acqua.
appratimento   s.m.  (agr.) l'appratire, l'essere appratito.
appratire   v. tr.  [io appratisco, tu appratisci ecc.] (agr.) coltivare a prato | v. intr.  [aus. essere] divenire simile a un prato, ricoprirsi di erba.
apprendere   v. tr.  [coniugato come prendere]    • 1 •   far proprio con la mente, imparare (anche assol.): apprendere delle nozioni; un bambino che apprende rapidamente    • 2 •   venire a sapere: apprendere una notizia    • 3 •   (lett.) insegnare: lei... /... t'apprese le parole / che ora sono la tua gioia  (gozzano) | apprendersi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   afferrarsi, attaccarsi    • 2 •   appiccarsi, comunicarsi (detto del fuoco, di una passione e sim.): amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende  (dante inf.  v, 100).
apprendibile   agg.  che si può apprendere.
apprendimento   s.m.    • 1 •   l'apprendere, il venire a conoscere: l'apprendimento di una notizia, di una regola    • 2 •   (psicol.) processo psichico mediante il quale l'esperienza modifica il comportamento umano | in etologia, condizionamento del comportamento animale.
apprendista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi si trova nella condizione di apprendistato, di tirocinio    • 2 •   (estens.) chi è all'inizio di un lavoro, di una professione: un apprendista redattore  | apprendista stregone, (fig.) chi, per imprudenza o incompetenza, determina situazioni che poi sfuggono al suo controllo.
apprendistato   s.m.    • 1 •   rapporto di lavoro subordinato nel quale un soggetto non qualificato, mentre presta la propria opera, riceve l'insegnamento necessario per qualificarsi; tirocinio    • 2 •   periodo di addestramento di un apprendista    • 3 •   categoria degli apprendisti.
apprensibile   agg.  (lett.) apprendibile.
apprensione   s.f.    • 1 •   aspettativa ansiosa di un evento che si teme: destare apprensione; stare, mettere in apprensione    • 2 •   (lett.) l'atto, la facoltà di apprendere.
apprensivo   agg.    • 1 •   che si impressiona facilmente: un tipo, un carattere apprensivo    • 2 •   (ant.) che vale ad apprendere: (facoltà) apprensiva  § apprensivamente avv. 
appresentare   v. tr.  [io appre sènto ecc.] (ant.)    • 1 •   presentare, offrire    • 2 •   rappresentare alla mente | appresentarsi v. rifl.  (ant.) presentarsi, avvicinarsi.
appreso   part. pass.  di apprendere   agg.  nei sign. del verbo.
appressamento   s.m.  (lett.) l'appressare, l'appressarsi; avvicinamento | «appressamento della morte», titolo di una cantica di g. leopardi.
appressare   v. tr.  [io apprèsso ecc.] (lett.) mettere vicino, accostare | v. intr.  [aus. essere] (ant.), appressarsi v. rifl.  (non com.) avvicinarsi.
appresso   avv.    • 1 •   vicino, accanto: restare appresso    • 2 •   dietro: andare appresso    • 3 •   in seguito, dopo: come si dirà appresso   prep.  (unita a un nome direttamente o per mezzo della prep. a)    • 1 •   vicino, accanto: stare appresso a qualcuno    • 2 •   dietro: andare appresso a qualcosa    • 3 •   (lett.) dopo: appresso la morte    • 4 •   (lett.) presso: appresso i greci   agg. invar.  vicino, successivo: la casa appresso  | seguente: l'anno, il giorno appresso. 
apprestamento   s.m.  (lett.) l'apprestare, l'apprestarsi, l'essere apprestato | (mil.) opera di fortificazione: apprestamento offensivo, difensivo. 
apprestare   v. tr.  [io apprèsto ecc.] (lett.)    • 1 •   preparare, approntare, allestire    • 2 •   porgere, apportare: apprestare aiuto  | apprestarsi v. rifl.  accingersi, prepararsi: apprestarsi a uscire. 
appresto   s.m.  (ant.) apprestamento.
apprettamento   s.m.  apprettatura.
apprettare   v. tr.  [io apprètto ecc.]    • 1 •   stendere l'appretto sui tessuti, mediante l'apprettatrice    • 2 •   dare l'appretto alle pelli.
apprettatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto all'apprettatura dei tessuti o delle pelli.
apprettatrice   s.f.  macchina per apprettare i tessuti.
apprettatura   s.f.  la tecnica o l'operazione dell'apprettare tessuti o pelli.
appretto   s.m.    • 1 •   miscela di varie sostanze stesa in forma di pasta fluida (bozzima) sui tessuti perché acquisiscano particolari proprietà: appretto addensante, ammorbidente, impermeabilizzante, antipiega    • 2 •   miscela di pigmenti, plastificanti e leganti che si dà alle pelli conciate per migliorarne l'aspetto    • 3 •   apprettatura.
apprezzabile   agg.    • 1 •   che si può apprezzare; degno di considerazione    • 2 •   notevole, rilevante: differenza apprezzabile  § apprezzabilmente avv. 
apprezzamento   s.m.    • 1 •   giudizio sul valore di qualcuno o qualcosa; valutazione: fare degli apprezzamenti    • 2 •   considerazione, stima    • 3 •   (econ.) aumento del valore di un bene rispetto ad altri | apprezzamento monetario, in regime di cambi fluttuanti, aumento del tasso di cambio di una moneta rispetto a un'altra.
apprezzare   v. tr.  [io apprèzzo ecc.]    • 1 •   stabilire, valutare il prezzo di qualcosa: far apprezzare una casa    • 2 •   riconoscere il pregio di una persona o di una cosa; stimare: apprezzare l'opera altrui; apprezzare un complimento, gradirlo.
apprezzativo   agg.  (non com.) che esprime un apprezzamento: giudizio apprezzativo. 
apprezzato   part. pass.  di apprezzare   agg.  pregiato, stimato: un apprezzato collaboratore. 
apprezzatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi apprezza; estimatore.
approbare   e deriv.   ⇨ approvare e deriv. 
approcciare   v. intr.  [io appròccio ecc. ; aus. essere], approcciarsi v. rifl.  o intr. pron.  (ant. , lett.) avvicinarsi | v. tr.  (fam.) avvicinare qualcuno per tentare un approccio.
approccio   s.m.    • 1 •   primo contatto con cui si cerca di conoscere una persona per stabilire con essa un rapporto: tentare un approccio    • 2 •   (estens.) punto di vista o criterio con cui si affronta un problema o si studia un fenomeno: approccio interdisciplinare    • 3 •   in alpinismo, avvicinamento al punto di inizio di una salita    • 4 •   (ant.) avvicinamento degli assedianti alla fortezza assediata.
approdare   (1) v. intr.  [io appròdo ecc. ; aus. essere  o avere] di imbarcazione, giungere a riva, toccare terra | non approdare a nulla, (fig.) non conseguire alcun risultato, fallire | v. tr.  (non com.)    • 1 •   accostare alla riva    • 2 •   (agr.) fare le prode; costruire i ciglioni di un campo.
approdare   (2) v. intr.  [io appròdo ecc.]    • 1 •   (ant.) giovare, essere utile: e venne a lui dicendo: «che li approda?»  (dante inf.  xxi, 78)    • 2 •   (lett.) piacere, andare a genio.
approdo   s.m.    • 1 •   l'approdare, l'essere approdato    • 2 •   luogo dove si può approdare: cercare un approdo  | (fig.) sbocco, conclusione di una ricerca, di un'attività, di una carriera.
approfittare   v. intr.  [aus. avere], approfittarsi v. rifl.  trarre vantaggio, profitto; abusare: approfittarsi dell'occasione, della fiducia altrui. 
approfittatore   s.m.  [f. -trice] chi si approfitta; profittatore.
approfondare   v. tr.  [io approfóndo ecc.] (lett.) approfondire.
approfondimento   s.m.  l'approfondire, l'essere approfondito (anche fig.): l'approfondimento di un'indagine. 
approfondire   v. tr.  [io approfondisco, tu approfondisci ecc.]    • 1 •   rendere profondo o più profondo: approfondire uno scavo    • 2 •   (fig.) studiare, esaminare a fondo: approfondire una questione. 
approfondito   part. pass.  di approfondire   agg.  profondo (spec. fig.): uno studio approfondito  § approfonditamente avv. 
approntamento   s.m.  l'approntare, l'essere approntato; allestimento: l'approntamento di una difesa, di un reparto. 
approntare   v. tr.  [io apprónto ecc.]    • 1 •   allestire, preparare    • 2 •   (mil.) mettere in assetto di guerra: approntare un battaglione. 
appropiare    ⇨ appropriare.
appropinquare   v. tr.  [io appropìnquo ecc.] (ant.  o scherz.) accostare, avvicinare | v. intr.  [aus. essere], appropinquarsi v. rifl.  (ant.  o scherz.) avvicinarsi.
appropriabile   agg.  (non com.) che, di cui ci si può appropriare.
appropriamento   s.m.  l'appropriare o l'appropriarsi.
appropriare   ant. e pop. appropiare, v. tr.  [io appròprio ecc.]    • 1 •   fare proprio; attribuirsi in proprietà (sempre con la particella pron.): appropriarsi un bene, un titolo  | (ant.) dare in proprietà: appropriare qualcosa a qualcuno    • 2 •   rendere adatto, conveniente: appropriare l'abito alle circostanze  | appropriarsi v. rifl.    • 1 •   impadronirsi: appropriarsi di una cosa altrui    • 2 •   (non com.) essere conveniente, adatto: questo comportamento non ti si appropria. 
appropriato   part. pass.  di appropriare   agg.  adatto, conveniente, calzante: parole appropriate alla circostanza; vocabolo appropriato  § appropriatamente avv. 
appropriazione   s.f.  l'appropriarsi | appropriazione indebita, (dir.) reato commesso da chi si appropria un bene altrui di cui abbia disponibilità.
approssimare   v. tr.  [io appròssimo ecc.] (non com.) rendere prossimo, avvicinare | approssimarsi v. rifl.  o intr. pron.  avvicinarsi, accostarsi (anche fig.): si approssima l'estate; approssimarsi al vero. 
approssimativo   agg.    • 1 •   che si avvicina al giusto, all'esatto, ma non è propriamente tale: fare un calcolo approssimativo    • 2 •   (estens.) non rigoroso, generico, superficiale: dare un giudizio approssimativo  § approssimativamente avv. 
approssimato   part. pass.  di approssimare   agg.  che si avvicina alla misura esatta: un risultato approssimato  § approssimatamente avv. 
approssimazione   s.f.    • 1 •   l'approssimare o l'approssimarsi    • 2 •   (mat. , fis.) scarto presunto fra il valore indicato di una grandezza e quello reale, che non si può o non si ritiene necessario determinare con esattezza: approssimazione per eccesso, per difetto. 
approvabile   agg.  che si può approvare; che merita approvazione.
approvare   ant. approbare, v. tr.  [io appròvo ecc.]    • 1 •   valutare in modo positivo; considerare giusto, valido, conveniente: approvare una scelta, un progetto  | (assol.) assentire, annuire: approvò con un cenno    • 2 •   (estens.) riconoscere idoneo, promuovere: approvare un alunno    • 3 •   (dir.) deliberare favorevolmente rendendo valido, operante: approvare il bilancio, una legge. 
approvativo   agg.  (non com.) che approva: giudizio approvativo. 
approvatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (rar.) chi approva    • 2 •   (ant.) giudice in un concorso.
approvazione   ant. approbazione, s.f.  l'approvare, l'essere approvato: dare la propria approvazione. 
approvvigionamento   s.m.    • 1 •   l'approvvigionare, l'approvvigionarsi    • 2 •   insieme dei viveri di prima necessità | (mil.) complesso di viveri e munizioni necessari alle truppe.
approvvigionare   v. tr.  [io approvvigióno ecc.]    • 1 •   fornire dei beni necessari, spec. dei viveri di prima necessità: approvvigionare una città    • 2 •   (mil.) rifornire un esercito di viveri e munizioni | approvvigionarsi v. rifl.  rifornirsi di viveri di prima necessità.
appruamento   s.m.  (mar.) inclinazione della nave verso prua.
appruare   v. intr.  [io apprùo ecc. ; aus. essere], appruarsi v. rifl.  (mar.) detto di natante, essere troppo immerso, inclinarsi eccessivamente verso prua; si dice per estens. anche di aeronavi.
appulcrare   v. tr.  (ant.) abbellire, aggiungere come ornamento: qual ella sia, parole non ci appulcro  (dante inf.  vii, 60).
appulso   s.m.    • 1 •   (ant.) impulso, spinta    • 2 •   (fis.) istante d'inizio di un fenomeno.
appuntamento   (1) s.m.  (rar.) l'appuntare, il fare a punta.
appuntamento   (2) s.m.    • 1 •   accordo con cui due o più persone decidono di incontrarsi in un dato luogo e in un dato tempo; l'incontro stesso: appuntamento d'affari, amoroso; prendere, fissare un appuntamento; ricevere per, su appuntamento  | appuntamento spaziale, incontro programmato tra veicoli spaziali | casa d'appuntamenti, quella nella quale si tengono incontri amorosi mercenari    • 2 •   (ant. , lett.) patto, convenzione.
appuntare   (1) v. tr.    • 1 •   fare la punta a qualcosa; aguzzare: appuntare una matita    • 2 •   attaccare con un oggetto a punta: appuntare un fiore, un nastro  | appuntare un ago, fissarlo a qualcosa per la punta    • 3 •   (non com.) rivolgere qualcosa verso una determinata direzione; puntare (anche fig.): appuntare il dito, un'arma; appuntare le orecchie, tenderle; appuntare lo sguardo, fissare; appuntare i propri sforzi, indirizzarli | appuntarsi v. rifl.  (lett.) rivolgersi, guardare (anche fig.): comincia dunque; e dí ove s'appunta  / l'anima tua  (dante par.  xxvi, 7-8).
appuntare   (2) v. tr.    • 1 •   annotare, prendere appunti: appuntare l'indirizzo su un'agenda    • 2 •   (antiq.) nel linguaggio amministrativo, registrare le assenze da un ufficio | (estens.) censurare con un appunto: appuntare una mancanza. 
appuntata   s.f.    • 1 •   cucitura provvisoria, fatta alla svelta    • 2 •   nella scherma, stoccata di rimessa vibrata a un avversario che, avendo parato un attacco, indugi nel rispondere.
appuntato   (1) part. pass.  di appuntare    • 1 •   agg.    • 1 •   (non com.) aguzzo, fatto a punta    • 2 •   (ant.) affettato: discorso appuntato. 
appuntato   (2) s.m.    • 1 •   militare dell'arma dei carabinieri o della guardia di finanza, di grado corrispondente a quello di caporal maggiore nell'esercito    • 2 •   nel passato ordinamento della polizia di stato, il grado superiore a quello di guardia, corrispondente all'attuale assistente. 
appuntatura   s.f.  (antiq.) l'appuntare, l'essere appuntato.
appuntellare   v. tr.  [io appuntèllo ecc.]    • 1 •   fermare con puntelli; puntellare: appuntellare un edificio pericolante    • 2 •   (fig. lett.) sostenere, appoggiare | appuntellarsi v. rifl.  (lett.) appoggiarsi, sostenersi: per reggersi, doveva appuntellarsi con la mano all'arcione  (manzoni p. s.  xxiv).
appuntellatura   s.f.  l'appuntellare e l'essere appuntellato | l'insieme dei sostegni usati per appuntellare.
appuntino   o a puntino, avv.  con precisione, scrupolosamente: fare, eseguire qualcosa appuntino. 
appuntire   v. tr.  [io appuntisco, tu appuntisci ecc.] fare a punta, aguzzare: appuntire una matita. 
appuntito   part. pass.  di appuntire   agg.  a punta, aguzzo: becco, mento appuntito. 
appunto   (1) s.m.    • 1 •   annotazione rapida e concisa, fatta per aiutare la memoria; nota sommaria: farsi, prendere un appunto; appunti di viaggio.  dim. appuntino    • 2 •   (fig.) osservazione, rimprovero: fare, muovere un appunto    • 3 •   (antiq.) conto commerciale.
appunto   (2) non com. a punto, avv.    • 1 •   proprio, esattamente, precisamente: le cose stanno appunto così; cercavo appunto te  | spesso rafforzato: per l'appunto    • 2 •   nelle risposte, al pari di per l'appunto, vale come affermazione recisa: «e2 una nuova disposizione?» «appunto!». 
appuramento   s.m.  l'appurare, l'essere appurato; accertamento: l'appuramento della verità. 
appurare   v. tr.  ricercare la verità di una cosa, controllarne l'esattezza; mettere in chiaro: appurare una notizia. 
appuzzare   v. tr.    • 1 •   riempire di puzzo    • 2 •   (fig.) ammorbare, infettare: ecco colei che tutto 'l mondo appuzza!  (dante inf.  xvii, 3).
aprassia   s.f.  (psicol.) incapacità di compiere movimenti coordinati e finalizzati a uno scopo.
apriballe   s.m. invar.    • 1 •   macchina usata nell'industria tessile per aprire le fibre di cotone compresse in balle e ridurle a grossi fiocchi | apriballe mescolatore, quello che effettua anche la mischia delle fibre, omogeneizzandole    • 2 •   operaio addetto a tali macchine.
apribile   agg.  che si può aprire.
apribocca   s.m. invar.  (med.) strumento chirurgico che si usa per mantenere aperta la bocca del paziente.
apribottiglie   s.m. invar.  utensile che serve a togliere le capsule metalliche (tappi a corona) delle bottiglie.
apricasse   s.m. invar.  barra d'acciaio a forma di l, con il braccio lungo simile a un robusto scalpello e il braccio corto a coda di rondine con funzione di strappachiodi; serve per aprire le casse da imballaggio.
aprico   agg.  [pl. m. -chi; meno com. -ci] (poet.)    • 1 •   esposto all'aria e al sole    • 2 •   luminoso, limpido: il guardo  / steso nell'aria aprica / mi fere il sol  (leopardi il passero solitario  39-41).
aprile   s.m.  quarto mese dell'anno nel calendario giuliano e gregoriano | prov.  : aprile, dolce dormire. 
aprilino   agg.  (non com.) del mese di aprile; per estens., primaverile.
a priori   loc. agg. invar.  e avv.  (filos.) si dice di dimostrazione o giudizio che la ragione trae da sé, indipendentemente dall'esperienza; si contrappone ad a posteriori  | (estens.) senza conoscere o verificare i fatti: giudicare a priori; una valutazione a priori  | come loc. sost. m. invar.  dimostrazione, giudizio formulato 'a priori'.
apriorismo   s.m.  (filos.) metodo che, prescindendo dai dati dell'esperienza, si fonda esclusivamente su principi razionali | (estens.) l'atteggiamento di chi giudica in base a schemi precostituiti.
aprioristico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) che si fonda su un'argomentazione 'a priori' | (estens.) non verificato, preconcetto: giudizio aprioristico  § aprioristicamente avv. 
apriorità   s.f.  (filos.) carattere di ciò che è 'a priori'.
apripista   s.m. invar.    • 1 •   (sport) sciatore incaricato di battere la pista prima di una gara    • 2 •   mezzo cingolato munito anteriormente di una grossa lama di scavo per lo spianamento del terreno.
apriporta   s.m. invar.  dispositivo che consente di aprire e chiudere a distanza una porta: apriporta elettrico. 
aprire   v. tr.  [pass. rem. io aprìi  (non com. apèrsi), tu apristi ecc. ; part. pass. apèrto]    • 1 •   dischiudere, disserrare: aprire una porta, una valigia, una lettera; aprire una bottiglia, stapparla | aprire le braccia, allargarle; (fig.) mostrarsi rassegnato | aprire gli occhi, svegliarsi; (fig.) stare in guardia | aprire gli occhi a qualcuno, (fig.) farlo accorto di qualcosa, metterlo in guardia | aprire la mente, (fig.) guardare le cose con obiettività, o anche accrescere i propri interessi culturali | aprire bocca, incominciare a parlare; non aprire bocca, stare zitto, non rivelare nulla    • 2 •   praticare un'apertura, uno squarcio: aprire una finestra in un muro  | aprirsi un varco, procurarsi una possibilità di passare, di farsi strada | aprire una strada, tracciarla, costruirla; (fig.) avviare un nuovo indirizzo | aprire una via, nell'alpinismo, percorrerla per la prima volta | aprire il gioco, nel calcio e in altri giochi di squadra, spostare l'azione nelle zone laterali del campo; negli scacchi, effettuare le mosse iniziali di una partita    • 3 •   fondare, istituire, indire: aprire una scuola; aprire una sottoscrizione  | aprire un locale pubblico, un teatro, iniziarne l'attività    • 4 •   (fig.) scoprire, manifestare, palesare: aprire il proprio animo a qualcuno    • 5 •   iniziare, cominciare: aprire un corteo; aprire le trattative, l'anno scolastico; aprire l'anno giudiziario, inaugurarlo | aprire il fuoco, cominciare a sparare    • 6 •   (fam.) avviare, far funzionare un dispositivo: aprire la radio, la luce    • 7 •   (inform.) attivare una procedura che consente di cominciare a interagire con un archivio così da poter estrarre, introdurre e modificare dati: aprire un file  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   iniziare un'attività: i negozi aprono alle nove    • 2 •   nei giochi di carte, avviare il gioco    • 3 •   nel linguaggio politico, mostrare disponibilità alla collaborazione con altre forze politiche o sociali: aprire a sinistra, al sindacato  | aprirsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   spaccarsi, fendersi: la terra si aprì  | apriti cielo!, esclamazione che allude a un prorompere improvviso d'ira o di sdegno    • 2 •   schiudersi: la porta si aprì lentamente    • 3 •   di fiori, sbocciare    • 4 •   rischiararsi, rasserenarsi (anche fig.): il cielo si è aperto all'improvviso    • 5 •   (fig.) confidarsi: aprirsi con qualcuno    • 6 •   incominciare: l'anno accademico si apre a novembre. 
apriscatole   s.m. invar.  attrezzo che serve per aprire scatole di latta mediante il taglio di uno dei due fondi.
apritoio   s.m.  macchina usata nell'industria tessile per staccare le fibre di cotone dopo la mischia e provvedere a una loro prima grossolana pulitura e selezione.
apritura   s.f.    • 1 •   (ant.) apertura    • 2 •   nell'industria tessile, l'apertura e la spolveratura dei fiocchi di cotone prima della filatura.
apro   s.m.  (ant. , lett.) cinghiale.
aprosessia   s.f.  (psicol.) incapacità patologica di mantenere desta l'attenzione.
aprutino   agg.  (lett.) abruzzese.
apside   s.m.  (astr.) ciascuno dei due estremi (afelio e perielio) dell'asse maggiore dell'orbita ellittica descritta da un pianeta intorno al sole o da un satellite intorno a un pianeta.
apterigiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli della nuova zelanda, con corpo tozzo privo di coda, ali ridotte, becco lungo e penne setolose; vi appartiene il kiwi | sing.  [- e] ogni uccello di tale ordine.
apterigoti   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di insetti privi di ali | sing.  [-o] ogni insetto di tale sottoclasse.
aptero    ⇨ attero.
apuano   agg.  delle alpi apuane: marmo apuano   agg.  e s.m.  [f. -a] appartenente a un antico popolo stanziato nei territori nord-occidentali dell'attuale toscana.
apulo   agg.  dell'antica apulia  s.m.  [f. -a] abitante dell'antica apulia.
aquaplaning   s.m. invar.  in automobilismo, slittamento dei pneumatici sul velo d'acqua del fondo stradale bagnato.
aquario    ⇨ acquario.

aquario   meno com. acquario [ac-quà-rio], s.m.  (astr.) costellazione e segno dello zodiaco in cui il sole transita tra il 21 gennaio e il 19 febbraio; per estens., persona nata sotto questo segno.
aquatico    ⇨ acquatico.
aquatile    ⇨ acquatile.
aquifogliacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni cui appartiene l'agrifoglio | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
aquila   s.f.    • 1 •   grosso uccello rapace diurno, con piumaggio scuro, becco adunco, vista acutissima, artigli robusti; vive in alta montagna (ord.  falconiformi): aquila reale, imperiale  | avere occhi, sguardo d'aquila, (fig.) avere una vista acutissima    • 2 •   (fig.) persona di eccezionale intelligenza | non essere un' aquila, essere mediocre, valere poco. dim. aquiletta    • 3 •   (st.) insegna della legione romana.
aquilano   agg.  dell'aquila, capoluogo dell'abruzzo  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'aquila.
aquilegia   s.f.  pianta erbacea con fiori azzurri o violacei formati da una doppia corolla terminante in speroni (fam.  ranuncolacee).
aquiliano   agg.  (dir.) extracontrattuale: responsabilità, colpa aquiliana. 
aquilifero   s.m.  (st.) nella legione romana, il soldato che portava l'insegna dell'aquila.
aquilino   agg.  da aquila, proprio dell'aquila | naso aquilino, adunco, simile al becco di un'aquila  s.m.  nome generico di monete in cui era raffigurata l'aquila imperiale (coniate a partire dal sec. xiii e diffuse spec. nell'italia sett.).
aquilonare   agg.  (lett.) di aquilone, vento del nord; per estens., settentrionale.
aquilone   (1) s.m.  (lett.)    • 1 •   vento di tramontana    • 2 •   (estens.) settentrione.
aquilone   (2) s.m.    • 1 •   giocattolo costituito da una leggera intelaiatura ricoperta di carta o di altro materiale leggerissimo; manovrato con un filo e posto contro vento, si solleva e si libra nell'aria    • 2 •   deltaplano.
aquilotto   s.m.    • 1 •   il piccolo dell'aquila    • 2 •   (arald.) aquila di piccole dimensioni posta nello scudo in numero di due o più    • 3 •   (gerg.) giovane aviatore; allievo pilota.
aquinate   agg.  di aquino  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita ad aquino | l'aquinate, per antonomasia, san tommaso d'aquino (1225 ca-1274).
aquitrino    ⇨ acquitrino.
a quo   loc. agg. invar.  si usa, spec. nel linguaggio giuridico o storico, per indicare un punto di riferimento iniziale.
ara   (1) s.f.    • 1 •   presso gli antichi romani, altare destinato ai sacrifici    • 2 •   (lett.) altare in genere; tempio: armi e sostanze t'invadeano ed are  (foscolo sepolcri  184).
ara   (2) s.f. , antiq. aro, s.m.  unità di misura di superficie, corrispondente a 100 m2.
ara   (3) s.f.  grosso pappagallo dell'america meridionale con piumaggio rosso, azzurro e verde (ord.  psittaciformi).
arabesca   s.f. , o arabesco s.m. , (mus.) breve ed elegante composizione di andamento sinuoso e ritmo irregolare.
arabescare   v. tr.  [io arabésco, tu arabéschi ecc.] ornare con arabeschi: una volta arabescata  | (estens.) coprire di ghirigori, di figure bizzarre.
arabesco   agg.  [pl. m. -schi] (ant.) arabo; ispirato allo stile arabo  s.m.    • 1 •   decorazione lineare a disegno, a rilievo o a graffito, tipica dell'arte araba, con complessi motivi geometrici o vegetali    • 2 •   (estens.) intrico capriccioso di linee, ghirigoro | (scherz.) grafia svolazzante, poco leggibile    • 3 •   (mus.) arabesca.
arabico   agg.  [pl. m. -ci] dell'arabia | cifre arabiche, numeri arabi | gomma arabica, resina prodotta da alcune specie di acacia e impiegata nella fabbricazione di colle  s.m.  (ant.) lingua araba, arabo: era scritto in arabico, che 'l conte / intendea così ben come latino  (ariosto o. f.  xxiii, 110).
arabile   agg.  che si può arare.
arabismo   s.m.  locuzione o parola araba introdotta in un'altra lingua.
arabista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso della lingua e della civiltà araba.
arabistica   s.f.  disciplina che studia la storia, la cultura e la lingua dei paesi arabi.
arabizzare   v. tr.  convertire alla cultura e ai costumi arabi | arabizzarsi v. rifl.  accogliere la cultura e i costumi arabi.
arabizzazione   s.f.  l'arabizzare, l'arabizzarsi, l'essere arabizzato.
arabo   agg.  che si riferisce a una popolazione semitica originaria dell'arabia, che a partire dal sec. vii estese la sua dominazione politica, religiosa, linguistica e culturale su vari gruppi etnici dell'area mediterranea e mediorientale, fondendosi con essi; oggi, si dice di ognuna delle popolazioni arabizzate e di ciò che ad esse appartiene o si riferisce: lingua, cultura araba; la civiltà arabo-ispana; le guerre arabo-israeliane  | numeri arabi, le cifre usate nel nostro sistema di scrittura dei numeri (in contrapposizione a numeri romani)  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è nato, chi abita in arabia o in uno dei paesi di lingua araba    • 2 •   la lingua degli arabi | parlare arabo, (fig.) in modo incomprensibile.
arac    ⇨ arak.
aracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni, diffuse nelle regioni tropicali e temperate | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
arachide   s.f.    • 1 •   pianta erbacea annuale con frutti oblunghi a forma di bozzolo, che maturano sotto terra e contengono semi commestibili ricchi di sostanza oleosa (fam.  leguminose)    • 2 •   il seme tostato della pianta, noto anche come nocciolina americana. 
aracneo   agg.  (lett.) di, da ragno.
aracnidi   s.m. pl.  (zool.) classe di artropodi con capo saldato al torace, otto zampe, occhi semplici; vi appartengono il ragno e lo scorpione | sing.  [-e] ogni animale di tale classe.
aracnidismo   s.m.  (med.) insieme di fenomeni morbosi causati dalla puntura di certi ragni.
aracnoide   s.f.  (anat.) la seconda meninge.
aracnoidite   s.f.  (med.) infiammazione dell'aracnoide.
aragna   o aragne, s.f.  (ant. lett.)    • 1 •   ragno    • 2 •   ragnatela.
aragonese   agg.    • 1 •   dell'aragona, regione della spagna sett.; del regno d'aragona    • 2 •   della dinastia d'aragona; in partic., del ramo della famiglia che regnò nel medioevo sulla sicilia e poi anche su napoli: la dominazione aragonese   s.m.  e f.  chi è nato, chi abita nell'aragona | gli aragonesi, i sovrani della dinastia d'aragona.
aragonite   s.f.  minerale formato da carbonato di calcio, in cristalli del sistema rombico.
aragosta   ant. e pop. aligusta, s.f.  grosso crostaceo marino commestibile, con tegumento rossastro, cinque paia di zampe, addome allungato, antenne lunghe e durissima corazza che ricopre capo e torace (ord.  decapodi) | usato come agg. invar.  del colore rosso aranciato dell'aragosta.
arak   o arrak o arac, s.m.  bevanda alcolica tipica dell'estremo oriente ottenuta dalla fermentazione del riso.
araldica   s.f.  disciplina che studia gli stemmi e, più in generale, i titoli nobiliari.
araldico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'araldica, che riguarda gli stemmi e i titoli nobiliari.
araldista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, esperto di araldica.
araldo   s.m.    • 1 •   nelle corti medievali, funzionario che svolgeva missioni diplomatiche e presiedeva ai tornei, regolando il corretto uso delle insegne    • 2 •   (estens.) messaggero, ambasciatore; banditore.
aralia   s.f.  arbusto ornamentale sempreverde con foglie palmate, lucide, e infiorescenza globosa color crema (fam.  araliacee).
araliacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni cui appartiene l'edera | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
aramaico   agg.  [pl. m. -ci] che appartiene agli aramei: testo aramaico   s.m.  lingua semitica parlata dagli aramei.
arameo   agg.  e s.m.  [f. -a] appartenente a un antico popolo di stirpe semitica stanziato in una regione tra la siria e la mesopotamia.
arancera    ⇨ aranciera.
aranceto   s.m.  terreno piantato ad aranci.
arancia   s.f.  [pl. -ce] il frutto dell'arancio.
aranciata   s.f.  bevanda a base di succo d'arancia.
aranciato   agg.  arancione.
aranciera   o arancera, s.f.  serra nella quale si custodiscono le piante di agrumi durante i mesi invernali.
arancino   s.m.    • 1 •   frutto dell'arancio caduto dalla pianta non ancora maturo e seccato al sole    • 2 •   (gastr.) crocchetta di riso in forma di arancia  agg.    • 1 •   di arancia: gusto arancino    • 2 •   che assomiglia a un'arancia: un melone arancino. 
arancio   s.m.    • 1 •   albero sempreverde con frutti sferici di color giallo oro, dalla polpa dolce, succosa, giallo-rossigna, e fiori bianchi, di profumo delicato (fam.  rutacee) | olii essenziali d'arancio, usati per profumi, liquori ecc. | fiori d'arancio, portati tradizionalmente dalla sposa il giorno delle nozze come simbolo di purezza; anche, le nozze stesse (per la sposa)    • 2 •   nell'uso corrente, arancia: mangiare un arancio   agg. invar.  che ha il colore dell'arancia.
arancione   (1) agg. invar.  di colore simile a quello dell'arancia matura  s.m.  il colore arancione: colorare di arancione. 
arancione   (2) s.m.  e f.  negli anni settanta, seguace di un movimento spirituale che faceva capo all'indiano bhagwan shree rajneesh (nato nel 1931).
araneidi   s.m. pl.  (zool.) ordine di aracnidi a cui appartengono i ragni | sing.  [- e] ogni animale di tale ordine.
arapaima   s.m.  pesce d'acqua dolce di grandi dimensioni, con bocca molto sviluppata munita di denti robusti; vive nei fiumi dell'america (ord.  clupeiformi).
arare   v. tr.    • 1 •   rivoltare, dissodare la terra con l'aratro | arare il mare, (fig.) lavorare senza alcun risultato    • 2 •   (fig.) solcare: un volto arato di rughe    • 3 •   (fig. lett.) percorrere, attraversare (il mare, il cielo)    • 4 •   (mar.) detto dell'ancora, strisciare sul fondo marino senza trovare appigli.
arativo   agg.  si dice di terreno che si presta all'aratura.
aratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi ara.
aratrice   s.f.  macchina per arare.
aratro   s.m.  macchina agricola per arare il terreno, costituita essenzialmente dal coltro, che taglia il terreno verticalmente, dal vomere, che lo taglia orizzontalmente, dal versoio, che lo rovescia, e dalla bure, a cui si applica la forza trainante.
aratura   s.f.  l'arare, l'essere arato | il periodo in cui si ara.
araucano   agg.  di, relativo a una popolazione amerindia del cile: cultura, lingua araucana   s.m.  [f. -a] chi appartiene alla popolazione araucana.
araucaria   s.f.  albero tropicale con foglie pungenti di color verde scuro (fam.  araucariacee).
araucariacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di conifere a cui appartiene l'araucaria | sing.  [-a] ogni albero di tale famiglia.
arazzeria   s.f.    • 1 •   arte di fare gli arazzi    • 2 •   insieme degli arazzi che costituiscono l'ornamento di un ambiente    • 3 •   luogo dove si confezionano gli arazzi.
arazziere   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende arazzi.
arazzo   s.m.  tessuto ornamentale, destinato per lo più a rivestire pareti, eseguito al telaio con fili di seta, lana, oro e argento sul modello di cartoni figurati.
arbitraggio   s.m.    • 1 •   (sport) l'arbitrare    • 2 •   (comm.) operazione di acquisto e vendita di titoli, merci o valuta fatta allo scopo di lucrare la differenza di prezzo, su piazze diverse o in tempi diversi    • 3 •   (dir.) determinazione di un elemento del negozio giuridico (p. e.  prezzo, data di consegna) compiuta da uno o più terzi per incarico delle parti.
arbitrale   agg.  (dir. , sport) dell'arbitro, degli arbitri: decisione, commissione arbitrale. 
arbitrare   v. intr.  [io àrbitro ecc. ; aus. avere] risolvere, decidere una vertenza essendone arbitro | v. tr.    • 1 •   (sport) dirigere un incontro in qualità di arbitro    • 2 •   (ant.) reputare; ritenere opportuno | arbitrarsi v. rifl.  (non com.) decidere qualcosa di proprio arbitrio; prendersi l'arbitrio di fare qualcosa.
arbitrarietà   s.f.    • 1 •   l'essere arbitrario    • 2 •   (ling.) convenzionalità del rapporto che, nei segni linguistici, lega il significante al significato (p. e. non vi è alcuna relazione tra la sequenza / 'albero / e l'oggetto che questi suoni rappresentano).
arbitrario   agg.  fatto ad arbitrio, che costituisce arbitrio: decisione arbitraria  § arbitrariamente avv. 
arbitrato   s.m.  decisione arbitrale | (dir.) risoluzione di una controversia civile mediante il ricorso a uno o più arbitri nominati dalle parti, anziché in sede giudiziale.
arbitratore   s.m.  (dir.) persona incaricata di procedere a un arbitraggio.
arbitrio   ant. o dial. albitrio, s.m.    • 1 •   facoltà di valutare e operare secondo la propria volontà giudizio: agire secondo il proprio arbitrio; ad arbitrio di qualcuno, a suo piacere | libero arbitrio, (filos.) la libertà di scegliere e di volere, come fondamento della responsabilità morale    • 2 •   abuso, sopruso, illegalità: commettere un arbitrio; prendersi l'arbitrio di fare qualcosa. 
arbitro   ant. o dial. albitro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è libero di scegliere e operare secondo il proprio giudizio: essere arbitro delle proprie azioni    • 2 •   chi domina o detta legge in un dato campo: essere l'arbitro della moda, dell'eleganza    • 3 •   (dir.) persona diversa dal giudice che, designata dalle parti, risolve una controversia    • 4 •   (sport) chi è ufficialmente designato a dirigere una competizione: arbitro di calcio, di boxe. 
arborato   agg.  (lett.) alberato, piantato ad alberi.
arbore   (1) non com. albore, s.m.  e f.  (lett.) albero.
arbore   (2) s.m.  (region.) pioppo bianco.
arboreo   agg.  di albero, che ha forma o natura di albero: vegetazione arborea. 
arborescente   agg.    • 1 •   che ha l'aspetto di rami d'albero    • 2 •   (bot.) si dice di frutice o arbusto che prende forma d'albero.
arborescenza   s.f.    • 1 •   l'essere arborescente    • 2 •   (bot.) lo sviluppo complessivo di un albero.
arboreto   s.m.    • 1 •   terreno coltivato ad alberi    • 2 •   collezione di piante vive, fatta a scopo di studio.
arboricolo   agg.  si dice di animale o di vegetale che vive o cresce sugli alberi: pipistrello arboricolo. 
arboricoltore   s.m.  [f. -trice] chi si occupa di arboricoltura.
arboricoltura   s.f.  scienza e tecnica della coltivazione degli alberi.
arborizzato   agg.  si dice di minerale contenente impurità di forma dendritica (p. e.  l'agata).
arborizzazione   s.f.    • 1 •   (anat.) conformazione che ricorda quella dei rami di un albero; si trova spec. nelle strutture nervose e vascolari ed è caratteristica delle vie bronchiali    • 2 •   (zool.) macchia di peli bianchi ad andamento ramificato, che si trova talvolta sul mantello dei cavalli    • 3 •   (min.) dendrite.
arboscello   s.m.  albero piccolo o giovane.
arbustaceo   agg.  si dice di pianta classificata come arbusto | costituito da arbusti: vegetazione arbustacea. 
arbustivo   agg.  arbustaceo.
arbusto   s.m.  pianta legnosa, di breve fusto, ramificata fin dalla base; frutice.
arbuto   s.m.  (bot.) genere di piante sempreverdi cui appartiene il corbezzolo (fam.  ericacee).
arca   s.f.    • 1 •   sarcofago monumentale di marmo o pietra    • 2 •   cassa di legno usata in passato per contenere oggetti vari | arca dell'alleanza, arca santa, cassa di legno rivestita d'oro in cui il popolo ebraico conservava le tavole del decalogo, simbolo del patto tra dio e israele | arca di noè, secondo il racconto biblico, l'imbarcazione costruita dal patriarca noè per salvare la propria famiglia e una coppia di ciascuna specie animale dal diluvio universale | vecchio come l'arca di noè, (scherz.) vecchissimo | arca di scienza, (fig.) uomo molto dotto    • 3 •   fondo del pozzo    • 4 •   (zool.) mollusco marino bivalve, con valve ruvide (ord.  filibranchi).
-arca  -arca secondo elemento di parole composte di origine dotta, dal lat. -a¯rcha, che è dal gr. -árchìs, deriv. di árchein  'comandare'; vale 'capo, chi comanda' (patriarca).
arcaccia   s.f.  (mar.) nelle antiche navi, la struttura della poppa, sostenente il castello.
arcade   agg.  dell'antica arcadia, regione della grecia: pastore arcade   s.m.  e f.    • 1 •   abitante dell'antica arcadia    • 2 •   membro dell'accademia dell'arcadia; poeta seguace della maniera arcadica    • 3 •   (estens.) scrittore manierato, incline a uno stile lezioso.
arcadia   s.f.    • 1 •   (lett.) luogo dove si svolge una vita amena, idillica, avulsa dalla realtà    • 2 •   arcadia, nome di un'accademia letteraria fondata a roma nel 1690, che si proponeva di reagire al gusto barocco promuovendo una poesia semplice, d'ambiente pastorale, vicina ai modelli bucolici greci e latini | (estens.) corrente letteraria nata da questa accademia; più genericamente, maniera frivola e convenzionale di far poesia    • 3 •   (fig.) adunanza in cui si fanno discorsi astratti e inconcludenti: fare dell'arcadia, parlare in maniera vacua, senza costrutto.
arcadico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'arcadia | (fig.) idillico, agreste: paesaggio arcadico    • 2 •   dell'accademia dell'arcadia: poeta arcadico    • 3 •   (fig.) lezioso, manierato § arcadicamente avv.  alla maniera arcadica; leziosamente.
arcaicità   s.f.  l'essere arcaico.
arcaicizzare   e deriv.   ⇨ arcaizzare e deriv. 
arcaico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di remota antichità risalente alla fase più antica (di un periodo storico, di una cultura): età arcaica; stile arcaico    • 2 •   era arcaica, (geol.) archeozoico x arcaicamente avv. 
arcaismo   s.m.    • 1 •   elemento linguistico scomparso dall'uso    • 2 •   in letteratura e in arte, tendenza a ritornare a forme arcaiche.
arcaista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) scrittore, artista che tende all'arcaismo.
arcaistico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di forma artistica o letteraria che si rifà a stili arcaici; arcaizzante.
arcaizzante   o arcaicizzante [ar-cai-ciz-zàn-te], part. pres.  di arcaizzare   agg.  che presenta arcaismi, che si ispira a uno stile arcaico: prosa arcaizzante. 
arcaizzare   o arcaicizzare [ar-cai-ciz-zà-re], v. intr.  [aus. avere] usare arcaismi.
arcale   s.m.  (edil.)    • 1 •   centina, o parte della centina, a forma di arco    • 2 •   la parte di muratura che delimita superiormente un'apertura ad arco.
arcangelo   tosc. arcangiolo, s.m.  (teol.) spirito celeste di grado più elevato dell'angelo.
arcano   agg.  misterioso, occulto: parole arcane   s.m.  enigma, mistero: svelare l'arcano  § arcanamente avv. 
arcare   v. tr.  [io arco, tu archi ecc.] (ant.)    • 1 •   curvare ad arco; inarcare    • 2 •   tirare d'arco; colpire con frecce    • 3 •   (fig.) ingannare, truffare: capitarono... certi genovesi, che andavano arcando con certi loro giuochi  (sacchetti).
arcareccio   s.m.  (edil.) ciascuna delle travi orizzontali che nell'orditura dei tetti sostengono i correntini, i listelli e le tegole.
arcata   s.f.    • 1 •   (arch.) apertura ad arco | ordine di archi sorretti da colonne o piedritti: le arcate di un ponte.  dim. arcatella    • 2 •   (anat.) formazione a forma di arco: arcata orbitale, dentaria    • 3 •   (mus.) ciascun movimento di andata o di ritorno impresso all'arco per mettere in vibrazione le corde dello strumento.
arcatella   s.f.    • 1 •   dim.  di arcata    • 2 •   (arch.) archetto pensile usato come elemento decorativo, spec. nel medioevo.
arcato   agg.  (lett.) che ha forma di arco.
arcavolo   s.m.  [f. -a] (non com.) genitore del bisavolo; per estens., lontano antenato.
arce   s.f.  (lett.) rocca; acropoli.
arcella   s.f.    • 1 •   (lett.) cassone nuziale    • 2 •   (archeol.) nelle chiese paleocristiane, vano sotto l'altare che contiene reliquie.
archaeopteryx   s.m. invar.  animale preistorico, probabilmente intermedio fra uccello e rettile.
archè   s.f.  (filos.) principio, origine; ciò che precede nel tempo o che viene prima per importanza.
archeano   agg.  e s.m.  (geol.) si dice del più antico periodo dell'archeozoico.
archeggiare   v. intr.  [io archéggio ecc. ; aus. avere] (mus. antiq.) passare l'archetto sulle corde di uno strumento | v. tr.  (ant.) piegare ad arco.
archeggiatura   s.f.  (arch.) serie di arcate o arcatelle.
archeggio   s.m.  (mus.) la tecnica, lo stile con cui si eseguono i movimenti dell'arco su uno strumento.
archegoniate   s.f. pl.  (bot.) gruppo di piante che comprende le briofite, le pteridofite, le gimnosperme | sing.  [-a] ogni pianta appartenente a tale gruppo.
archegonio   s.m.  (bot.) piccolo organo delle archegoniate, a forma di fiasco, contenente una cellula riproduttrice femminile detta oosfera. 
archeo-  archeo- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. archâios  'antico'; vale 'antico, antichità, primitivo' (archeologia).
archeografia   s.f.  scienza che descrive i monumenti antichi.
archeografo   s.m.  [f. -a] studioso, esperto di archeografia.
archeologia   s.f.  scienza che studia le civiltà antiche considerandone i monumenti, le iscrizioni e gli oggetti venuti alla luce attraverso gli scavi | archeologia industriale, disciplina che studia i resti fisici dell'attività industriale del passato (fabbriche, magazzini, macchine) | archeologia  subacquea, settore dell'archeologia che ricerca e recupera reperti sepolti nei fondali marini o di fiumi, laghi ecc.
archeologico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'archeologia: reperti archeologici  § archeologicamente avv.  dal punto di vista archeologico; con metodo archeologico.
archeologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di archeologia.
archeopterige   s.m.  forma parzialmente italianizzata di archaeopteryx. 
archeozoico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice dell'era geologica succeduta al precambriano (e detta un tempo arcaica), nella quale si sono trovate le prime, rarissime tracce di forme viventi; protozoico.
archetipico   agg.  [pl. m. -ci] che costituisce un archetipo, un modello fondamentale: forme archetipiche. 
archetipo   s.m.    • 1 •   modello originario che ha valore esemplare    • 2 •   (filol.) nella critica del testo, manoscritto non conservato da cui derivano tutti quelli conservati e che è ricostruibile dal loro confronto    • 3 •   nella psicologia analitica di c. g. jung, le immagini, i simboli, i contenuti primordiali e universali presenti nell'inconscio collettivo  agg.  primitivo, esemplare | idee archetipe, (filos.) nella tradizione platonica, le idee come modello delle cose.
archetto   s.m.    • 1 •   dim.  di arco    • 2 •   (arch.) arco di piccola apertura    • 3 •   (mus.) arco per suonare strumenti a corda    • 4 •   strumento per catturare uccelli, consistente in un laccio teso all'estremità di una bacchetta piegata ad arco, collocato su rami d'albero o su cespugli e fornito di esca    • 5 •   organo di contatto tra il locomotore e la rete aerea di distribuzione dell'energia elettrica; pantografo.
archi-  archi- primo elemento di composti derivati dal greco o di formazione moderna, dal tema del gr. árchein  'comandare, cominciare'; indica 'primato, principio, comando' (archiatra, archidiocesi). [ ⇨ stra-].
-archia  -archia secondo elemento di composti derivati dal greco o di formazione moderna, dal gr. -archía, deriv. di árchein  'comandare, cominciare'; indica 'dominio, governo' (monarchia, oligarchia).
archiacuto   agg.  (arch.) che è ad arco acuto: finestra archiacuta. 
archianellidi   s.m. pl.  (zool.) classe di animali vermiformi acquatici del tipo degli anellidi | sing.  [-e] ogni animale di tale classe.
archiatra   o archiatro, s.m.  [pl. -tri] il medico principale, spec. della corte pontificia.
archibugiata   ant. archibusata [ar-chi-bu-sà-ta], s.f.  colpo d'archibugio; ferita prodotta da un colpo d'archibugio.
archibugiere   ant. archibusiere [ar-chi-bu-siè-re], s.m.    • 1 •   soldato armato di archibugio    • 2 •   (ant.) armaiolo.
archibugio   ant. archibuso [ar-chi-bù-so], s.m.  antica arma da fuoco portatile con canna lunga e accensione a pietra focaia.
archibuso   e deriv.   ⇨ archibugio e deriv. 
archicembalo   s.m.  (mus.) grande clavicembalo con sei tastiere, usato fino a tutto il sec. xvii.
archidiocesi   o arcidiocesi, s.f.  diocesi retta da un arcivescovo; diocesi metropolitana.
archiepiscopale   agg.  (non com.) arcivescovile.
archieratico   s.m.  [pl. -ci] libro liturgico della chiesa bizantina, che corrisponde al pontificale della chiesa romana.
archiginnasio   s.m.  antica denominazione delle università di roma e bologna.
archilocheo   agg.  del poeta greco archiloco (sec. vii a. c.) | verso, sistema archilocheo, si dice di metri della poesia lirica classica, introdotti o perfezionati da archiloco | verso archilocheo maggiore, formato da quattro dattili e tre trochei  s.m.  verso archilocheo.
archimandrita   s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   (eccl.) capo di un ordine religioso o di un monastero di rito cristiano orientale    • 2 •   (fig. lett.) capo, guida.
archimiceti   s.m. pl.  (bot.) sottoclasse di funghi ficomiceti parassiti delle piante | sing.  [-e] ogni fungo di tale sottoclasse.
archipallio   s.m.  (anat.) porzione mediale, a carattere olfattorio, del pallio; tipico degli animali inferiori, si presenta ridotto nei mammiferi.
archipendolo   o archipenzolo [ar-chi-pèn-zolo], s.m.  squadra a bracci uguali dal cui vertice pende un filo a piombo; serve a verificare se un piano è orizzontale.
archipresbitero   s.m.  (non com.) arciprete.
architettare   v. tr.  [io architétto ecc.]    • 1 •   (non com.) ideare il progetto di un edificio    • 2 •   (fig.) concepire, ordire, macchinare: architettare un piano; architettare imbrogli. 
architetto   s.m.    • 1 •   chi progetta, disegna, realizza edifici e altre grandi costruzioni | architetto del paesaggio  (o architetto paesaggista), specialista con competenze integrate di architettura, ingegneria e agronomia, che cura la progettazione di giardini, parchi o, più in generale, la ristrutturazione di ampi spazi verdi    • 2 •   (fig.) ideatore, creatore: l'architetto di un audace piano strategico  ' l'architetto dell'universo, dio.
architettonica   s.f.  (ant.) architettura.
architettonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è proprio dell'architettura: ordine architettonico; linee architettoniche    • 2 •   (fig.) armonicamente strutturato: la composizione architettonica di un dipinto, di un brano musicale  § architettonicamente avv.  dal punto di vista architettonico; secondo i principi dell'architettura.
architettore   s.m.  [f. -trice] (ant.) architetto.
architettura   s.f.    • 1 •   arte e tecnica del progettare, disegnare, realizzare edifici o altre grandi opere : architettura civile, sacra, navale    • 2 •   singola opera architettonica, o insieme di opere architettoniche di un periodo, di una località: una città ricca di belle architetture; l'architettura romanica, ravennate    • 3 •   (fig.) struttura, schema: l'architettura di un poema    • 4 •   (inform.) struttura dei componenti di un sistema di elaborazione.
architravata   s.f.  (ant.) la disposizione degli architravi.
architravato   agg.  munito di architrave.
architravatura   s.f.  (edil.) l'insieme degli architravi di un edificio o la loro messa in opera.
architrave   s.m.  (edil.) in un edificio, trave orizzontale sostenuta da colonne, pilastri o stipiti.
archiveconomia   s.f.  (non com.) settore dell'archivistica che si occupa dell'amministrazione degli archivi.
archiviare   v. tr.  [io archìvio ecc.]    • 1 •   mettere in archivio, passare agli archivi (un documento, una pratica e sim.)    • 2 •   (fig.) abbandonare, non proseguire (un progetto, un'indagine e sim.) | archiviare un'istruttoria, (dir.) non dar luogo a un'azione penale per l'infondatezza del reato.
archiviazione   s.f.  l'archiviare, l'essere archiviato (anche fig.).
archivio   s.m.    • 1 •   raccolta di documenti pubblici o privati; il luogo in cui si conserva tale raccolta, e i relativi uffici: archivio di stato, notarile, ecclesiastico, privato; fare ricerche di archivio; depositare in archivio; lavorare all'archivio comunale    • 2 •   (inform.) equivalente meno com. di file    • 3 •   (estens.) titolo di periodici: archivio glottologico italiano. 
archivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sovrintende o è addetto a un archivio.
archivistica   s.f.  insieme di norme razionali per la sistemazione e il funzionamento degli archivi.
archivistico   agg.  [pl. m. -ci] d'archivio; che concerne gli archivi, gli archivisti: ricerca archivistica. 
archivolto   s.m.  (arch.) fascia decorativa che si svolge frontalmente lungo la curva di un arco.
arci-  arci- primo elemento di parole composte che corrisponde per origine e significato ad archi-  (arcivescovo); talora è impiegato nella formazione di aggettivi superlativi (arcicontento). [ ⇨ stra-].
arcibasilica   s.f.  basilica maggiore.
arciconfraternita   s.f.  confraternita principale alla quale se ne aggregano altre.
arcicontento   agg.  (fam.) contentissimo.
arcidiaconato   s.m.  (eccl.) la dignità e l'ufficio d'arcidiacono.
arcidiacono   s.m.  (eccl.) nel capitolo di una chiesa cattedrale, il primo dei diaconi.
arcidiavolo   s.m.    • 1 •   (scherz.) capo dei diavoli: belfagor arcidiavolo, titolo di una novella di n. machiavelli    • 2 •   (bot. pop.) bagolaro.
arcidiocesi    ⇨ archidiocesi.
arciduca   s.m.  [pl. -chi] titolo riservato ai principi della casa d'austria.
arciducale   agg.  di arciduca: titolo arciducale. 
arciducato   s.m.  dignità, dominio di un arciduca.
arciduchessa   s.f.  consorte o figlia di arciduca; titolo delle principesse della casa d'austria.
arciera   s.f.  feritoia aperta nelle mura, da cui gli arcieri scagliavano le frecce.
arciere   s.m.    • 1 •   tiratore d'arco | l'immortale arciere, (poet.) il dio amore    • 2 •   soldato armato d'arco    • 3 •   (ant.) ingannatore.
arcifanfano   s.m.  (antiq.) fanfarone, millantatore.
arcigno   agg.  severo, duro, scostante: volto arcigno  § arcignamente avv. 
arciliuto   ant. arcileuto, s.m.  (mus.) sorta di liuto di grandi dimensioni.
arcinoto   agg.  notissimo, conosciutissimo.
arcionato   agg.  fornito d'arcioni: sella arcionata. 
arcione   s.m.  la parte alta di certi tipi di sella, a forma di arco; per estens., la sella stessa | balzare, montare in arcione, in arcioni, a cavallo.
arcipelago   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   (geog.) gruppo di isole vicine tra loro    • 2 •   (estens.) raggruppamento irregolare di cose affini: i molli arcipelaghi delle nuvole  (d'annunzio).
arcipresso   s.m.  (lett. , dial.) cipresso.
arciprete   s.m.    • 1 •   titolo onorifico del parroco di una chiesa che è, o è stata, preminente su altre    • 2 •   nel capitolo di una chiesa cattedrale, il primo dei preti.
arcipretura   s.f.  dignità e ufficio di arciprete; titolo di una chiesa governata da un arciprete.
arcispedale   s.m.  (ant.) ospedale maggiore.
arcivescovado   o arcivescovato, s.m.    • 1 •   palazzo in cui risiede l'arcivescovo    • 2 •   ufficio, dignità dell'arcivescovo; territorio della sua giurisdizione.
arcivescovile   agg.  dell'arcivescovo.
arcivescovo   s.m.  vescovo titolare di archidiocesi, o diocesi metropolitana, con una speciale giurisdizione sui vescovi della provincia ecclesiastica.
arco   s.m.  [pl. -chi; ant. anche le àrcora]    • 1 •   arma consistente in una bacchetta flessibile che, curvata da una corda legata alle due estremità, permette di scagliare una freccia traendo all'indietro la corda e lasciandola di scatto: tirare con l'arco  ' tendere l'arco, (fig.) mirare a un intento | stare con l'arco teso, (fig.) stare attenti, in guardia | avere molte frecce al proprio arco, (fig.) avere mezzi e risorse per raggiungere un certo scopo | prov.  : l'arco sempre teso si spezza, ogni attività ha bisogno di qualche pausa    • 2 •   (mus.) bacchetta di legno flessibile lungo la quale è tesa una fascia di crini di cavallo, usata per mettere in vibrazione le corde del violino, della viola, del violoncello e del contrabbasso; è detto anche archetto  | pl.  l'insieme degli strumenti ad arco: orchestra d'archi    • 3 •   (arch.) struttura curva, con funzione portante e decorativa, impostata su due piedritti; è applicata a finestre, ponti, viadotti ecc.: arco a tutto sesto; arco acuto  od ogivale  | arco trionfale  o di trionfo, costruzione a forma d'arco, elevata per celebrare avvenimenti o persone illustri. dim. archetto    • 4 •   (geom.) parte di una curva (in particolare di una circonferenza) compresa fra due suoi punti    • 5 •   (estens.) qualsiasi cosa che presenti una linea curva, simile a un arco: l'arco delle sopracciglia; piegare ad arco, a forma d'arco    • 6 •   (fig.) periodo di tempo; decorso, svolgimento: l'arco degli anni, della vita; l'arco di una carriera, di una malattia; un breve arco di tempo  ' serie, insieme: un ampio arco di possibilità; tutto l'arco delle forze politiche  ' arco costituzionale, nel linguaggio giornalistico, l'insieme dei partiti politici che parteciparono alla stesura della costituzione italiana    • 7 •   arco voltaico, elettrico, (elettr.) fenomeno luminoso che si genera al passaggio di corrente elettrica fra due elettrodi immersi in atmosfera gassosa: lampada ad arco    • 8 •   arco diurno, (astr.) traiettoria di un astro sopra l'orizzonte tra i punti in cui sorge e tramonta; arco notturno, traiettoria di un astro intorno alla terra quando è sotto l'orizzonte    • 9 •   arco riflesso, (anat.) complesso degli elementi che sono alla base del riflesso nervoso | arco dell'aorta, il suo tratto iniziale, ricurvo.
arcobaleno   s.m.  grande arco con i colori dello spettro solare che appare in cielo dopo la pioggia a causa della rifrazione dei raggi del sole nelle gocce d'acqua sospese nell'atmosfera.
arcocosecante   s.f.  (mat.) funzione trigonometrica inversa della cosecante.
arcocoseno   s.m.  (mat.) funzione trigonometrica inversa del coseno.
arcocotangente   s.f.  (mat.) funzione trigonometrica inversa della cotangente.
arcolaio   s.m.  strumento girevole su un perno che serve per dipanare matasse.
arcontato   s.m.  (st.) carica d'arconte.
arconte   s.m.  nella grecia arcaica, il più alto magistrato.
arcoscenico   s.m.  [pl. -ci] (teat.) il grande arco o l'architrave che costituisce la parte superiore dell'inquadratura del palcoscenico.
arcosecante   s.f.  (mat.) funzione trigonometrica inversa della secante.
arcoseno   s.m.  (mat.) funzione trigonometrica inversa del seno.
arcosolio   s.m.  (archeol.) nicchia ad arco scavata nel tufo delle catacombe e usata come sepolcro.
arcotangente   s.f.  (mat.) funzione trigonometrica inversa della tangente.
arctonice   s.m.  (zool.) genere di mammiferi carnivori dell'asia, con coda lunga e pelosa e muso allungato (fam.  mustelidi).
arcuare   v. tr.  [io àrcuo ecc.] piegare, curvare ad arco; inarcare: arcuare la schiena  | arcuarsi v. rifl.  piegarsi ad arco.
arcuato   part. pass.  di arcuare   ricurvo: sopracciglia lunghe e arcuate. 
ardeidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli comprendente gli aironi (ord.  ciconiformi) | sing.  [-e] ogni uccello di tale famiglia.
ardente   part. pres.  di ardere   agg.    • 1 •   che arde; infocato: sole ardente; carbone ardente  | camera ardente, stanza con ceri accesi in cui si espone la salma prima della sepoltura    • 2 •   (fig.) vivace, impetuoso; acceso, appassionato: temperamento ardente; rivolgere un'ardente preghiera  § ardentemente avv.  con ardore.
ardenza   s.f.  (ant.) ardore.
ardere   v. tr.  [pass. rem. io arsi, tu ardésti ecc. ; part. pass. arso]    • 1 •   bruciare, consumare col fuoco: un bosco arso dalle fiamme    • 2 •   (estens.) inaridire, seccare: il sole ardeva la campagna    • 3 •   (fig.) infiammare di passione: lo ardeva un desiderio di rivalsa  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   essere acceso, essere in fiamme; bruciare: la legna arde    • 2 •   (estens.) essere molto caldo; inaridirsi, disseccarsi: la campagna ardeva sotto il sole  ' ardere dalla febbre, scottare a causa della febbre | ardere dalla sete, soffrirla con intensità    • 3 •   (fig.) provare un forte sentimento: ardere di passione, d'ira    • 4 •   (fig.) imperversare, infuriare: arde la lotta. 
ardesia   s.f.  roccia argillosa grigio-nerastra che si sfalda in lastre sottili, usata per tegole, lavagne ecc.
ardica   s.f.  (arch.) nartece.
ardiglione   s.m.  (non com.)    • 1 •   asticciola appuntita della fibbia    • 2 •   contropunta dell'amo che ne impedisce l'uscita dalla gola della preda.
ardimento   s.m.    • 1 •   coraggio, audacia: avere ardimento    • 2 •   atto ardito.
ardimentoso   agg.  che ha, dimostra ardimento: soldato ardimentoso; atto ardimentoso  § ardimentosamente avv. 
ardire   (1) v. intr.  e, meno com., tr.  [io ardisco, tu ardisci ecc. ; gener. non si usano la prima e la seconda pers. pl. del congiunt. pres. (ardiamo, ardiate) e il part. pres. (ardente), per evitare confusioni con le forme del verbo ardere; aus. dell'intr. avere] aver coraggio, baldanza; arrischiarsi, osare: non ardiva (di) parlare. 
ardire   (2) s.m.    • 1 •   coraggio: prendere, infondere ardire    • 2 •   sfrontatezza, impudenza: ebbe l'ardire di rispondermi. 
arditezza   s.f.  (non com.) l'essere ardito; atto ardito.
arditismo   s.m.  movimento sorto in italia dopo la prima guerra mondiale per iniziativa di reduci che avevano militato nei reparti degli arditi; è considerato precursore dello squadrismo fascista.
ardito   part. pass.  di ardire   agg.    • 1 •   pieno di ardire; coraggioso, audace | (non com.) spavaldo, temerario    • 2 •   che richiede ardimento; rischioso: un'impresa ardita  | (fig.) originale, fuori dalla norma o dalla tradizione: un pensiero ardito   s.m.  soldato dei reparti d'assalto italiani istituiti durante la prima guerra mondiale § arditamente avv. 
arditore   s.m.  nelle fonderie, l'operaio che accende e carica i forni, sorvegliando la fusione del minerale fino alla colata.
-ardo  -ardo suffisso presente in aggettivi e sostantivi di origine germanica (-ard), spesso giunti in italiano attraverso il francese (gagliardo, vegliardo); nei derivati italiani ha assunto di frequente valore negativo (beffardo, bugiardo, testardo).
ardore   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) fiamma, incendio: l'ardore s'apprende ai capelli che divampano  (d'annunzio) | (estens.) calore intenso; calura    • 2 •   (fig.) intensità di sentimento; viva passione: amare con ardore    • 3 •   (fig.) vigore, impeto, entusiasmo; zelo, alacrità: ardore di vita. 
arduità   s.f.  (lett.) l'essere arduo (spec. fig.): l'arduità di un concetto. 
arduo   agg.    • 1 •   (non com.) ripido, difficile a salire: arduo sentiero    • 2 •   (fig.) difficile, che esige sforzo e fatica: un'ardua impresa; un problema arduo  § arduamente avv. 
-are  -are (1) suffisso dei verbi della prima coniugazione, dal lat. -a¯re. 
-are  -are (2) suffisso, che continua il lat. -a°ris, presente in aggettivi derivati dal latino o formati direttamente in italiano, che indicano relazione (esemplare, salutare).
area   s.f.    • 1 •   superficie circoscritta di terreno | area fabbricabile, zona destinata a costruzioni | area di servizio, nelle autostrade, spazio fornito di attrezzature per l'assistenza agli automobilisti | area metropolitana, area comprendente una grande città e il territorio circostante a essa strutturalmente collegato (comprensivo anche di altri comuni), considerata come un'entità amministrativa rispetto alla quale unificare la gestione e la pianificazione dei servizi e delle risorse    • 2 •   (geom.) misura dell'estensione di una superficie: area del quadrato, di un triangolo    • 3 •   regione in cui si verifica un dato fenomeno (fisico, sociale, linguistico ecc): area ciclonica; area culturale; area monetaria  | area motoria, visiva, le parti della corteccia cerebrale dove si trovano i centri nervosi della motilità e della vista    • 4 •   (fig.) schieramento politico, ideologico, culturale: un intellettuale di area cattolica    • 5 •   (sport) settore di un campo di gioco che assolve a una determinata funzione: area di rigore, ciascuna delle due zone del campo di calcio, vicine alla porta, in cui i falli commessi dalla squadra che si difende vengono puniti col calcio di rigore; area di tiro libero, nella pallacanestro; area di meta, nel rugby    • 6 •   nell'elaborazione elettronica dei dati, zona di memoria riservata a un particolare uso o scopo.
area celsi   loc. sost. f. invar.  (med.) zona colpita da alopecia.
areale   agg.  che concerne un'area: diagramma areale, areogramma | velocità areale, (fis.) rapporto fra l'area descritta da un segmento che si muove in un piano e l'intervallo di tempo impiegato per descriverla; velocità areolare | velocità areale, (astr.) l'area descritta nell'unità di tempo dal raggio che unisce un corpo celeste con il suo satellite  s.m.  in biogeografia, zona di insediamento e mantenimento di una specie.
area manager   loc. sost. m. invar.  nell'organizzazione aziendale, lo stesso che capoarea. 
areare   e deriv.   ⇨ aerare e deriv. 
areato   agg.  (med.) circoscritto a una o più aree: alopecia areata. 
areca   s.f.  palma coltivata in india dai cui semi si ricava un masticatorio detto betel. 
areico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) si dice di zona che non è attraversata da alcun corso d'acqua.
areligioso   agg.  che prescinde dalla religione, che ne è estraneo § areligiosamente avv. 
arella   s.f.  tavola o graticcio su cui si allevano i bachi da seta.
arem    ⇨ harem.
arena   (1) s.f.    • 1 •   (lett. , region.) sabbia, rena: granelli d'arena  ' costruire sull'arena, (fig.) fare opere inutili, non durature    • 2 •   (poet.) lido; terra, suolo: ove vestigio uman l'arena stampi  (petrarca canz.  xxxv, 4).
arena   (2) s.f.    • 1 •   (archeol.) spazio libero e coperto di sabbia situato al centro di anfiteatri o stadi in cui si svolgevano, nell'antichità classica, giochi e spettacoli; per estens., l'intero edificio: l'arena di verona  | scendere nell'arena, (fig.) affrontare la lotta, scendere in lizza    • 2 •   (estens.) luogo di spettacolo all'aperto; pista centrale di un circo; in spagna, il luogo in cui si disputano le corride    • 3 •   (fig.) competizione, sfida: l'arena politica. 
arenaceo   agg.  si dice di roccia formata dalla cementazione della sabbia.
arenale   s.m.  (ant.) arenile.
arenamento   s.m.    • 1 •   l'arenare, l'arenarsi (anche fig.)    • 2 •   deposito di sabbia sul fondo di un fiume.
arenare   antiq. arrenare, v. intr.  [io aréno ecc. ; aus. essere], arenarsi v. rifl.    • 1 •   detto di imbarcazioni, incagliarsi su un fondo sabbioso    • 2 •   (fig.) fermarsi, non procedere: arenarsi alla prima difficoltà; la pratica si è arenata. 
arenaria   s.f.    • 1 •   roccia sedimentaria costituita da sabbia cementata    • 2 •   pianta erbacea con fiorellini di colore bianco dai petali più corti dei sepali (fam.  cariofillacee).
arenario   agg.  di arena: roccia arenaria. 
arengario   s.m.  palazzo municipale di antichi comuni dell'italia sett., dal cui balcone si arringava il popolo; denominazione di edifici analoghi d'epoca fascista.
arengo   o aringo, s.m.  [pl. -ghi] nel comune medievale, l'assemblea della popolazione cittadina; anche, il luogo in cui essa si teneva.
arenicola   s.m.  piccolo animale vermiforme appartenente agli anellidi; vive nel fango marino ed è usato come esca (cl.  policheti).
arenicolo   agg.  (scient.) che vive nella sabbia: flora, fauna arenicola. 
arenile   s.m.  distesa di sabbia sulla riva del mare, o anche di fiumi e laghi.
arenosità   s.f.  (non com.) l'essere arenoso.
arenoso   agg.  ricco di arena: terreno arenoso  | simile ad arena.
arente   agg.  (lett.) secco, arido, asciutto.
areo   -  ⇨ aero- 1, aero- 2.
areogramma   s.m.  [pl. -mi] istogramma consistente in un cerchio diviso in spicchi; diagramma areale.
areola   s.f.  (scient.) piccola area | (anat.) zona pigmentata circostante il capezzolo: areola mammaria. 
areolare   agg.  (scient.) relativo a un'areola o a un'area: velocità areolare, (fis.) velocità areale.
areometria   s.m.  (fis.) misurazione mediante l'areometro.
areometro   s.m.  (fis.) strumento graduato per determinare il peso specifico di un fluido o di un solido; densimetro.
areopagita   s.m.  [pl. -ti] (st.) giudice membro dell'areopago.
areopagitico   agg.  [pl. m. -ci] (st.) concernente l'areopago o gli areopagiti.
areopago   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   areopago, (st.) il tribunale supremo di atene antica    • 2 •   (fig.) autorevole e importante consesso.
areoplano    ⇨ aeroplano.
areoporto    ⇨ aeroporto.
areostilo   s.m.  (arch.) tempio con intercolunnio molto ampio.
aretino   agg.  di arezzo  s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita ad arezzo.
arfasatto   s.m.  (antiq.) persona stolta, maldestra, volgare.
argalì   s.m.  grossa pecora selvatica dell'asia (ord.  artiodattili).
arganista   s.m.  [pl. -sti] chi è addetto alla manovra di argani.
argano   s.m.  macchina per sollevare o trascinare pesi; è costituita da un tamburo che, girando, avvolge intorno a sé una fune alla quale è attaccato il peso.
argante   s.m.    • 1 •   nei teatri antichi, arganista    • 2 •   palo di legno che si collocava tra le quinte e al quale si affiggeva l'elenco delle entrate degli attori nella loro successione.
argentana   s.f.  lega di rame (60%), nichel (15%) e zinco (25%), di aspetto simile all'argento, usata per oggetti decorativi e posaterie.
argentare   v. tr.  [io argènto ecc.]    • 1 •   rivestire d'argento    • 2 •   rendere di colore argenteo.
argentario   agg.    • 1 •   (ant.) che contiene argento; che ha l'aspetto o le qualità dell'argento    • 2 •   (non com.) degli argentieri, che riguarda gli argentieri: arte argentaria   s.m.  (lett.) chi lavora l'argento; argentiere.
argentato   part. pass.  di argentare   agg.    • 1 •   ricoperto di uno strato d'argento; ornato d'argento: vasellame argentato    • 2 •   simile all'argento per colore e lucentezza | razze argentate, animali da pelliccia il cui mantello presenta un riflesso argenteo: volpe argentata. 
argentatore   s.m.  [f. -trice] chi inargenta; chi è addetto all'argentatura.
argentatura   s.f.    • 1 •   procedimento con cui si ricopre un oggetto di uno strato d'argento: l'argentatura degli specchi    • 2 •   rivestimento d'argento.
argent de poche   loc. sost. m.  modesta somma di denaro da utilizzare per le piccole spese.
argenteo   agg.    • 1 •   d'argento    • 2 •   che ha colore e brillantezza d'argento: luce argentea   s.m.  nell'antichità romana, moneta d'argento.
argenteria   s.f.  insieme di oggetti d'argento, spec. stoviglie, vasellame: argenteria da tavola. 
argentiere   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi lavora l'argento o vende oggetti d'argento    • 2 •   (rar) banchiere    • 3 •   negli alberghi, addetto alla manutenzione dell'argenteria.
argentifero   agg.  che contiene argento, ricco d'argento.
argentina   (1) s.f.  maglia chiusa, senza colletto e con maniche lunghe.
argentina   (2) s.f.  pianta erbacea con foglie di color argenteo nella pagina inferiore (fam.  rosacee).
argentino   (1) agg.    • 1 •   che ha il timbro limpido e squillante dell'argento percosso: voci argentine    • 2 •   (lett.) che ha colore o splendore argenteo.
argentino   (2) agg.  dell'argentina  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'argentina.
argentite   s.f.  minerale di colore grigio costituito da solfuro di argento.
argento   ant. ariento, s.m.    • 1 •   elemento chimico il cui simbolo è ag; è un metallo nobile, prezioso, bianco lucente, molto duttile e malleabile, ottimo conduttore del calore e dell'elettricità, usato fin dall'antichità per fabbricare monete e oggetti di lusso | con riferimento al colore, alla lucentezza e al valore dell'argento: capelli d'argento, canuti; raggio d'argento, (lett.) quello della luna; nozze d'argento, il venticinquesimo anniversario del matrimonio    • 2 •   oggetto d'argento: una mostra di argenti    • 3 •   argento vivo, (antiq.) mercurio | aver l'argento vivo addosso, (fig.) essere molto vivace, irrequieto    • 4 •   argento corneo, (min.) cerargirite    • 5 •   (ant.) denaro; ricchezze.
argentone   s.m.  lega di rame (60%), nichel (20%) e zinco (20%), di aspetto simile all'argento, usata per oggetti decorativi e posaterie.
argilla   s.f.  roccia sedimentaria formata dal consolidamento di fanghiglie marine o lacustri, facilmente plasmabile, usata per fabbricare mattoni, vasi ecc. | creata, mortale argilla, (poet.) il corpo umano.
argillaceo   agg.  di argilla; argilloso.
argilloso   agg.  che contiene argilla: terreno argilloso  | simile ad argilla.
arginamento   s.m.  l'arginare (anche fig.).
arginare   v. tr.  [io àrgino ecc.]    • 1 •   munire, difendere con argini: arginare un fiume, arginare un campo    • 2 •   limitare con argini, contenere, bloccare (anche fig.): arginare l'offensiva nemica, la corruzione. 
arginatura   s.f.    • 1 •   l'allestimento di argini    • 2 •   complesso di argini.
argine   s.m.    • 1 •   rialzo naturale o artificiale che delimita le rive di un corso d'acqua e ne contiene le piene; per estens., terrapieno di una ferrovia, di una strada, e il suo bordo: camminare sull'argine  della strada    • 2 •   (fig.) riparo, difesa: porre un argine al malcostume. 
arginnide   s.f.  (zool.) genere di farfalle diurne (ord.  lepidotteri).
argirismo   s.m.  (med.) avvelenamento cronico da sali di argento.
argironeta   s.f.  ragno acquatico che tesse una caratteristica tela argentea a forma di campana e la usa come serbatoio d'aria sott'acqua (ord.  araneidi).
argivo   agg.  dell'antica città greca di argo o della sua regione, l'argolide; per estens., greco antico  s.m.  [f. -a] abitante di argo, dell'argolide o, per estens., della grecia antica.
argo   (1) o argon, s.m.  elemento chimico il cui simbolo è ar; gas nobile, presente in piccola quantità nell'atmosfera; è usato per riempire i bulbi delle lampade elettriche.
argo   (2) s.m.  uccello esotico simile al fagiano (ord.  galliformi).
argolico   agg.  [pl. m. -ci] dell'argolide; per estens., greco antico.
argomentare   v. tr.  [io argoménto ecc.] (non com.) dedurre per via d'argomenti, di indizi; arguire | v. intr.  [aus. avere] addurre argomenti, ragionare: argomentare con sottigliezza  | argomentarsi v. rifl.  (ant.) industriarsi, ingegnarsi.
argomentativo   agg.  (non com.) fondato sull'argomentare, che procede per argomentazioni: metodo, procedimento argomentativo. 
argomentatore   s.m.  [f. -trice] chi argomenta: un sottile argomentatore. 
argomentazione   s.f.  l'argomentare | insieme di argomenti con cui si dimostra o si confuta una tesi | teoria dell'argomentazione, teoria elaborata dal filosofo belga ch. perelman (1912-84).
argomento   s.m.    • 1 •   prova o ragionamento addotto a sostegno di una tesi: argomento fondato, inconsistente; confutare, ribattere un argomento    • 2 •   motivo, pretesto, scusa: dare, offrire, prendere argomento    • 3 •   (non com.) indizio, segno    • 4 •   materia, tema, questione: l'argomento di una conversazione; un film di argomento storico; cambiare argomento; entrare in argomento, affrontare un tema; uscire dall'argomento, allontanarsi dal tema    • 5 •   (non com.) breve riassunto del contenuto di un'opera; sommario    • 6 •   (mat.) la variabile indipendente di una funzione    • 7 •   (ant.) mezzo, strumento; rimedio, espediente; cura.
argon    ⇨ argo 1.
argonauta   s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   ciascuno dei navigatori della mitica nave argo, che giasone guidò alla conquista del vello d'oro; per estens., navigatore audace, avventuroso    • 2 •   (zool.) cefalopode marino provvisto di otto tentacoli, con due dei quali la femmina secerne una conchiglia a forma di barchetta in cui depone le uova.
argot   s.m. invar.  gergo: argot parigino  | in partic., gergo della malavita.
arguire   v. tr.  [io arguisco, tu arguisci ecc.]    • 1 •   dedurre, desumere da indizi certi: arguire i motivi di un comportamento    • 2 •   (ant.) denotare, essere indizio di (detto di cose): arguiscono pertanto simili modi debolezza del principe  (machiavelli).
argutezza   s.f.    • 1 •   l'essere arguto    • 2 •   parola, frase arguta; arguzia.
arguto   agg.    • 1 •   che ha ingegno vivace, acuto, spirito penetrante: scrittore arguto  | che rivela arguzia, spirito; brioso, espressivo: risposta arguta; motto, pensiero arguto    • 2 •   (lett.) vivo, parlante: sguardo arguto    • 3 •   (lett.) acuto, stridulo: e de le trombe udir fe' il suono arguto  (ariosto o. f.  xvi, 42)    • 4 •   (ant.) piccante, pungente § argutamente avv. 
arguzia   s.f.    • 1 •   acutezza e vivacità di ingegno, di espressione; spirito: occhi pieni di arguzia; rispondere con arguzia    • 2 •   parola, espressione spiritosa: arguzie contadinesche. 
aria   s.f.    • 1 •   miscuglio di più gas, soprattutto azoto e ossigeno, che avviluppa la terra costituendone l'atmosfera; è elemento indispensabile alla vita animale e vegetale: aria pura, sana; aria chiusa, viziata; aria condizionata, che, grazie a speciali dispositivi, presenta caratteristiche costanti di temperatura e umidità corrente d'aria, quella provocata in un ambiente da due o più porte o finestre aperte; colpo d'aria, malanno causato da una corrente d'aria; andare a prendere una boccata d'aria, uscire all'aperto, fare una breve passeggiata; stare, dormire, vivere all'aria aperta, in un luogo non chiuso; sentirsi mancare l'aria, avere difficoltà a respirare; dare aria a un abito, esporlo all'aria; dare aria a una stanza, aprirne le finestre | tirare l'aria, in un autoveicolo, azionare il comando che diminuisce la quantità d'aria rispetto alla benzina nella miscela combustibile | buttare per aria, mettere in disordine; (fig.) disfare, disorganizzare | a mezz'aria, né in alto né in basso; (fig.) indefinito, indeciso | a pancia all'aria, supino | mandare qualcuno a gambe all'aria, farlo cadere | ancora in aria, (fig.) di qualcosa, non ancora deciso, non concretizzato | andare, mandare all'aria, (fig.) fallire, far fallire | far castelli in aria, (fig.) fantasticare | campare d'aria, (fig.) mangiare pochissimo | discorsi campati in aria, (fig.) senza alcun fondamento | aria fritta, (fig.) frasi fatte, discorsi inutili. pegg. ariaccia    • 2 •   clima: l'aria di montagna  | cambiare aria, andare altrove; (fig.) cambiare ambiente, lavoro | aria!, (scherz.) togliti d'attorno!    • 3 •   vento: non c'era un filo d'aria  | tira una brutta aria, (fig.) l'ambiente non è favorevole, si prevedono guai. dim. arietta    • 4 •   (fig.) aspetto, apparenza; atteggiamento, espressione: avere un'aria stanca, afflitta, intelligente  | avere l'aria di, sembrare: ha l'aria d'essere una persona per bene  | darsi arie di, atteggiarsi a: gli piace darsi arie di superuomo  | darsi delle arie, assumere un atteggiamento di superiorità    • 5 •   brano musicale melodico di tipo strofico, spec. vocale; può essere composizione a sé oppure parte di un melodramma, una cantata ecc. | più genericamente, motivo melodico: un'aria popolare, orecchiabile    • 6 •   composizione poetica di versi e strofe brevi, molto melodiosa, spesso scritta per essere musicata; ebbe fortuna spec. nel sec. xviii; arietta    • 7 •   (teat.) sul palcoscenico, specie di anta a collegamento delle quinte    • 8 •   pl.  nell'equitazione di alta scuola, gli esercizi che il cavaliere fa compiere al cavallo: arie alte, basse. 
aria-aria  aria-aria agg. invar.  si dice di missili destinati a essere lanciati da un veicolo aereo contro un obiettivo aereo.
arianesimo   s.m.  vasto movimento ereticale dell'antichità cristiana, promosso dal prete africano ario (256-336); asseriva che, nella trinità divina, soltanto il padre è dio, mentre il figlio è tale solo in quanto partecipa della grazia, essendo estraneo alla sostanza divina.
arianizzare   v. tr.  riconoscere come appartenente alla supposta razza ariana; si diceva all'epoca delle persecuzioni nazifasciste contro gli ebrei.
ariano   (1) agg.  che si riferisce all'arianesimo: eresia ariana   s.m.  [f. -a] seguace dell'arianesimo.
ariano   (2) agg.    • 1 •   che appartiene alla supposta razza portatrice delle lingue indoeuropee, intesa dai nazisti come razza eletta rispetto alle altre, ritenute inferiori    • 2 •   (antiq.) in linguistica, indoeuropeo: lingue ariane   s.m.  [f. -a] chi appartiene alla supposta razza ariana.
aria-terra  aria-terra agg. invar.  si dice di missili destinati a essere lanciati da un veicolo aereo contro un obiettivo terrestre.
ariballo   s.m.  (archeol.) piccolo vaso di forma tondeggiante a una sola ansa e con collo stretto, caratteristico dell'età greca arcaica.
aridezza   s.f.  (non com.) aridità.
aridità   s.f.    • 1 •   l'essere arido; secchezza: aridità del suolo    • 2 •   (fig.) povertà di sentimenti, di fantasia, di idee: aridità di cuore, di mente. 
arido   agg.    • 1 •   povero di acqua, di umidità secco, asciutto: terra, campagna arida; clima arido, con scarsissime precipitazioni    • 2 •   (fig.) privo di sentimento, di sensibilità: un uomo arido; avere un animo arido, una mente arida  | scritto, stile arido, povero di idee, di fantasia  s.m. pl.  sostanze solide, incoerenti, misurabili con le stesse misure di capacità dei liquidi (p. e.  sabbia, frumento) § aridamente avv.  con aridità; senza sentimento, senza idee.
aridocoltura   o aridocultura, s.f.  sistema di coltura senza irrigazione praticato in zone a clima semiarido.
aridore   s.m.  (ant. , lett.)  aridità.
arieggiante   part. pres.  di arieggiare   agg.  che richiama o che cerca di imitare qualcuno o qualcosa: mattonelle di maiolica colorate... pretenziosamente arieggianti le decorazioni moresche  (baldini).
arieggiare   v. tr.  [io ariéggio ecc.]    • 1 •   dare aria a qualcosa; esporre, tenere all'aria: arieggiare un ambiente, un locale; arieggiare i vestiti; arieggiare il grano    • 2 •   (fig.) rassomigliare a qualcuno o a qualcosa; imitare: i poeti dell'arcadia arieggiavano lo stile del petrarca  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) atteggiarsi: arieggiare a genio. 
arieggiato   part. pass.  di arieggiare   agg.  ventilato, bene aerato; arioso: un locale arieggiato; un luogo, un viale arieggiato. 
ariento    ⇨ argento.
arietare   v. tr.  e intr.  [io arièto ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   (non com.) percuotere una porta o le mura di una città con un ariete    • 2 •   (estens. lett.) picchiare, battere.
ariete   s.m.    • 1 •   maschio della pecora dalle caratteristiche corna a spirale    • 2 •   ariete, (astr.) costellazione e segno dello zodiaco in cui il sole transita dal 21 marzo al 20 aprile; per estens., persona nata sotto questo segno    • 3 •   antica macchina da assedio per sfondare mura o porte, costituita, nella forma più semplice, da una trave alla cui estremità si trovava una testa d'ariete in bronzo    • 4 •   colpo d'ariete, (fis.) il colpo caratteristico che si manifesta nelle condutture quando si arresta bruscamente il flusso di un fluido che le percorre    • 5 •   (mar.) nave da guerra della seconda metà del sec. xix, con prora munita di sperone.
arietta   s.f.    • 1 •   dim.  di aria  | leggera brezza, venticello    • 2 •   (mus.) brano musicale melodico, spec. vocale, più breve dell'aria  | (estens.) il testo poetico così musicato: le ariette del metastasio. 
arile   s.m.  (chim.) radicale monovalente che si ricava dagli idrocarburi aromatici per eliminazione di un atomo di idrogeno.
arilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto che contiene uno o più arili.
arillo   s.m.  (bot.) falso frutto in cui il seme è circondato da una polpa colorata.
arimannia   s.f.  presso i longobardi, la terra che il sovrano concedeva agli arimanni.
arimanno   s.m.  presso i longobardi, uomo libero facente parte dell'esercito, al quale il sovrano concedeva alcune terre trasmissibili ereditariamente ma inalienabili.
aringa   (1) s.f.  (zool.) pesce marino commestibile dal corpo di medie dimensioni, affusolato, con squame verdastre sul dorso, argentee sul ventre (ord.  clupeiformi) | essere pigiati come aringhe, (fig.) molto stretti gli uni agli altri.
aringa   (2) e deriv.   ⇨ arringa e deriv. 
aringo   o arringo, s.m.    • 1 •   lo stesso che arengo    • 2 •   il campo in cui, nel medioevo, venivano eseguiti tornei, giostre ecc.; per estens., la giostra stessa o il torneo    • 3 •   (fig. lett.) gara, competizione: infino a qui l'un giogo di parnaso / assai mi fu; ma or con amendue / m'è uopo intrar ne l'aringo rimaso  (dante par.  i, 16-18).
arinia   s.f.  (med.) mancanza congenita del naso.
ario   agg.  e s.m.    • 1 •   appartenente alle antiche popolazioni di lingua indoeuropea stanziate nell'india e nell'iran; indoiranico    • 2 •   (rar.) indoeuropeo.
-ario  -ario suffisso corrispondente al lat. -ari°us, che forma aggettivi e sostantivi, derivati dal latino o formati direttamente in italiano, che stabiliscono una relazione, indicano nomi collettivi, nomi di mestiere ecc. (ferroviario, frasario; bibliotecario, lampadario). [ ⇨ -aio].
arioeuropeo   agg.  (antiq.) indoeuropeo.
arioso   agg.    • 1 •   pieno di aria, largo, spazioso: appartamento arioso    • 2 •   (fig.) di ampio respiro: stile arioso    • 3 •   (ant. , region.) lunatico, bizzarro  s.m.  brano musicale che sta a mezzo tra l'aria e il recitativo § ariosamente avv.  con stile arioso.
ariosteo   agg.  (non com.) ariostesco.
ariostesco   agg.  [pl. m. -schi] che è proprio del poeta l. ariosto (1474-1533) o si riferisce alla sua opera: il poema ariostesco, l'«orlando furioso».
arista   (1) s.f.    • 1 •   (bot.) prolungamento filiforme della glumetta inferiore di alcune graminacee; resta    • 2 •   (lett.) spiga.
arista   (2) s.f.  schiena del maiale macellato, comprendente la lombata con le costole; l'arrosto che si prepara con tale parte.
aristato   agg.  (bot.) si dice di organo vegetale terminante con un'arista: grano aristato. 
aristocratico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che appartiene all'aristocrazia: una famiglia aristocratica    • 2 •   (estens.) raffinato, signorile: modi aristocratici    • 3 •   che è retto dall'aristocrazia o ne è fautore: governo, partito aristocratico   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi appartiene per nascita all'aristocrazia    • 2 •   esponente, fautore di un partito aristocratico § aristocraticamente avv. 
aristocrazia   s.f.    • 1 •   la classe che predomina o esercita il potere per privilegio ereditario; nobiltà | (estens.) il complesso delle famiglie nobili di una nazione, di una città: l'aristocrazia spagnola; l'aristocrazia fiorentina    • 2 •   forma di governo in cui il potere sovrano è esercitato dalla nobiltà o da una minoranza privilegiata    • 3 •   (fig.) l'insieme di coloro che eccellono in un dato campo; élite: aristocrazia del merito, della cultura  | preminenza, distinzione, raffinatezza: aristocrazia del gusto, dei sentimenti. 
aristofaneo    ⇨ aristofanio.
aristofanesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   del poeta comico greco aristofane (445 ca-385 ca a. c.)    • 2 •   (estens.) conforme allo stile di aristofane; buffonesco e mordace.
aristofanio   o aristofaneo [a-ri-sto-fa-nè-o], s.m.  nella metrica classica, verso formato da un dattilo e due trochei, così chiamato dall'uso frequente che ne fece il poeta aristofane | usato anche come agg.  : verso aristofanio. 
aristolochia   s.f.  pianta erbacea con foglie cuoriformi e fiori gialli (fam.  aristolochiacee).
aristolochiacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, erbacee o arbustive, caratteristiche dei paesi caldi | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
aristotelico   agg.  [pl. m. -ci] del filosofo greco aristotele (384-322 a. c.), conforme al suo pensiero  s.m.  [f. -a] seguace della filosofia di aristotele § aristotelicamente avv.  in modo conforme all'aristotelismo.
aristotelismo   s.m.  (filos.) il complesso delle dottrine filosofiche di aristotele | la tradizione di pensiero ispirata alla filosofia di aristotele.
aritmetica   s.f.  ramo della matematica che studia le proprietà dei numeri interi positivi (o naturali) e razionali (frazioni) e le operazioni su di essi.
aritmetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo all'aritmetica: calcolo aritmetico    • 2 •   (fig. non com.) chiaro, inequivocabile: logica aritmetica   s.m.  [f. -a] studioso di aritmetica § aritmeticamente avv.  secondo le regole, il metodo dell'aritmetica.
aritmia   s.f.    • 1 •   mancanza di ritmo    • 2 •   (med.) irregolarità del ritmo cardiaco.
aritmico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   privo di ritmo: verso aritmico    • 2 •   (med.) che non ha il ritmo normale: polso aritmico  § aritmicamente avv.  senza ritmo.
arizotonico   agg.  (ling.) si dice di parola non accentata sulla radice.
arlecchinata   s.f.  azione, impresa degna di arlecchino; buffonata.
arlecchinesco   agg.  [pl. m. -schi] proprio di arlecchino; buffonesco: gesto, scherzo arlecchinesco  § arlecchinescamente avv. 
arlecchino   s.m.  persona poco seria, che manca di parola; buffone (dal nome della maschera della commedia dell'arte, con vestito a losanghe di vari e vivaci colori, che rappresenta un servo ignorante e pauroso, ma provvisto di una rozza astuzia) | mantello d'arlecchino, (teat.) telo orizzontale nella parte superiore del boccascena  agg. invar.  di svariati colori, come il vestito di arlecchino: tessuto arlecchino  | servizio arlecchino, si dice di servizio di bicchieri o di tazze, composto di pezzi di colore diverso | alano arlecchino, varietà di alano dal pelo maculato.
arlotto   s.m.  (ant.) persona sciatta, straccione, birbone; mangione, ingordo.
arm   s.f. invar.  troncamento di arma  o armi, usato nei comandi militari come presentat'arm!, spall'arm!. 
arma   ant. arme, s.f.  [pl. armi; ant. arme]    • 1 •   qualunque oggetto usato dall'uomo per offesa o difesa: armi da fuoco, da taglio, da lancio; armi atomiche, chimiche, nucleari; arma intelligente, nell'uso giornalistico, missile con carica esplosiva teleguidato da sofisticate strumentazioni elettroniche, che riesce a centrare il bersaglio con estrema precisione | armi bianche, che feriscono di punta o di taglio (spada, pugnale ecc.) | armi improprie, denominazione giuridica degli oggetti (p. e.  bastoni, catene, pietre) usati occasionalmente come arma | concedere l'onore delle armi, concedere gli onori militari a chi si arrende dopo strenua resistenza | presentare le armi, rendere gli onori militari | passare per le armi, in periodo di guerra, fucilare    • 2 •   (fig.) qualsiasi mezzo, anche non materiale, di offesa o di difesa: la calma è la sua migliore arma  ' arma a doppio taglio, argomento che può recare danno anche a chi lo usa    • 3 •   in molte locuzioni è usato al pl. come simbolo della guerra, del combattimento, dell'attività e degli esercizi militari: compagno d'armi, commilitone | fatto d'armi, combattimento | piazza d'armi, grande spiazzo per esercitazioni militari; (fig.) locale molto spazioso | uomo d'armi, esperto nell'arte militare | affilare le armi, prepararsi a una lotta (anche fig.) | prendere, deporre le armi, iniziare, cessare le ostilità (anche fig.) | chiamare, andare sotto le armi, a fare il servizio militare | levarsi in armi, insorgere | essere alle prime armi, (fig.) essere agli inizi di un'attività, di una professione; essere inesperto    • 4 •   corpo dell'esercito: l'arma di fanteria, del genio; l'arma azzurra, l'aeronautica militare; l'arma benemerita, i carabinieri    • 5 •   (arald.) lo stesso, ma meno com., che arme. 
armacollo   solo nella loc. avv. ad armacollo, modo di portare un'arma attaccata a una cinghia che scende da una spalla, attraversando il petto, al fianco opposto.
armadillo   s.m.  mammifero americano di medie dimensioni, ricoperto da una corazza di grosse squame cornee articolate (esoscheletro) che gli permettono di avvolgersi a palla in caso di pericolo (ord.  xenartri).
armadio   ant. armario, s.m.  mobile chiuso da uno o più sportelli, con ripiani o cassetti interni; serve a contenere indumenti e oggetti vari | armadio a muro, ricavato nel vano di una parete | armadio a specchi, a specchio, con gli sportelli rivestiti di specchi. dim. armadietto  accr. armadione. 
armagnac   s.m. invar.  acquavite distillata dalle uve dell'omonima regione francese.
armaiolo   lett. armaiuolo, s.m.    • 1 •   [f. -a] chi fabbrica, vende o ripara armi    • 2 •   (mil.) sottufficiale addetto alla manutenzione delle armi portatili | (mar.) chi cura l'efficienza delle armi a bordo delle navi da guerra.
armamentario   s.m.    • 1 •   l'insieme degli oggetti necessari per compiere un lavoro, un'attività attrezzatura; anche, il luogo in cui questi oggetti sono custoditi: armamentario chirurgico  | (fig.) complesso di idee, conoscenze, nozioni (spec. spreg.): armamentario ideologico    • 2 •   (ant.) deposito di armi.
armamento   s.m.    • 1 •   l'armare, l'armarsi    • 2 •   pl.  insieme dei mezzi necessari per mettere un esercito o una nazione in condizioni di combattere: la corsa agli armamenti    • 3 •   dotazione di armi di un combattente, un reparto militare, un carro armato, un aereo o una nave da guerra | il complesso di uomini destinati al funzionamento di un cannone o altra arma    • 4 •   l'insieme dei materiali necessari a far funzionare una macchina, un motore, un impianto: armamento ferroviario    • 5 •   il complesso dei materiali e dei marinai occorrenti per mettere una nave in condizioni di navigare; l'insieme dei vogatori di un'imbarcazione.
armare   v. tr.    • 1 •   fornire, dotare di armi: armare un esercito  | armare la mano di qualcuno, dargli un'arma per commettere un delitto (anche fig.) | armare un fucile, una pistola, munirli di proiettili | armare qualcuno cavaliere, dargli l'investitura    • 2 •   provvedere una nave di quanto le occorra per navigare | armare i remi, disporli negli scalmi, pronti alla voga    • 3 •   (tecn.) mettere puntelli, travi e centine a sostegno di opere murarie in costruzione, scavi ecc.    • 4 •   (teat.) inchiodare sopra telai di sostegno la tela o la carta su cui è dipinta la scena | armarsi v. rifl.    • 1 •   prendere le armi, fornirsi di armi: i greci si armarono contro i persiani; armarsi di fucile, di bastone    • 2 •   (fig.) provvedersi di qualcosa (anche scherz.): armarsi di coraggio, di pazienza; s'armò di occhiali e cominciò a leggere. 
armario    ⇨ armadio.
armata   s.f.    • 1 •   esercito, grande compagine guerresca; propriamente, l'insieme di più unità militari alle dipendenze di un solo comandante | corpo d'armata, unità militare composta di più divisioni | armata brancaleone, (scherz.) gruppo raccogliticcio e disordinato di persone la cui azione è votata all'insuccesso (dal titolo di un film di m. monicelli, 1966)    • 2 •   il complesso delle navi da guerra di una nazione; insieme di due o più squadre navali comprendenti unità di ogni tipo: l'«invincibile armata», quella di filippo ii di spagna, che fu distrutta dagli inglesi nel 1588    • 3 •   armata aerea, il complesso delle forze aeree di una nazione; raggruppamento operativo di forze aeree costituito da due o più divisioni.
armato   part. pass.  di armare   agg.    • 1 •   fornito di armi: andare in giro armato  | forze armate, l'esercito, l'aviazione e la marina | rapina a mano armata, effettuata con la minaccia delle armi    • 2 •   (estens.) provvisto, fornito di qualcosa (anche fig.): un ragazzo armato di buoni propositi    • 3 •   (tecn.) provvisto di un'armatura atta a rendere più resistente la struttura: cemento armato   s.m.  (spec. pl.) soldato: un esercito di diecimila armati. 
armatore   s.m.    • 1 •   la persona o la compagnia che arma una nave al fine di usarla per viaggi o traffici mercantili | anche come agg.  [f. -trice]: società armatrice    • 2 •   carpentiere che costruisce le opere di sostegno nei lavori sotterranei    • 3 •   addetto alla manutenzione dell'armamento ferroviario.
armatoriale   agg.  che riguarda gli armatori navali: società armatoriale. 
armatura   s.f.    • 1 •   complesso di armi difensive che indossavano i guerrieri antichi e medievali (elmo, corazza ecc.)    • 2 •   (edil.) struttura provvisoria di legno o di ferro che serve a sostenere una galleria o una parte di edificio pericolante, oppure destinata a fare da forma per una colata di cemento | ossatura metallica nelle strutture in cemento armato    • 3 •   in un condensatore elettrico, ciascuna delle due superfici conduttrici affacciate separate dal dielettrico    • 4 •   nell'industria tessile, intreccio dei fili di ordito con quelli di trama per formare il tessuto.
arme   s.f.    • 1 •   forma ant. di arma    • 2 •   (arald.) lo scudo considerato unitamente alle pezze araldiche e agli smalti.
armeggiamento   s.m.    • 1 •   (ant.) spettacolo d'armi    • 2 •   (fig.) l'armeggiare, l'affaccendarsi.
armeggiare   v. intr.  [io arméggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (ant.) maneggiare armi; partecipare a spettacoli d'armi, come giostre e tornei    • 2 •   (fig.) darsi da fare, affaccendarsi, per lo più in modo confuso o sconclusionato: armeggiare intorno ai fornelli    • 3 •   (fig.) brigare: armeggiare per ottenere un favore. 
armeggiata   s.f.  (ant.) esercitazione, gioco d'armi.
armeggiatore   s.m.    • 1 •   (ant.) chi partecipava a spettacoli d'armi    • 2 •   (non com.) chi armeggia.
armeggio   (1) s.m.    • 1 •   (ant.) armamento    • 2 •   (rar.) armeggìo.
armeggio   (2) s.m.  l'armeggiare, il darsi da fare, spec. per fini non leciti: quel loro armeggio non mi piace. 
armeggione   s.m.  [f. -a] chi armeggia; maneggione, intrigante.
armellina   s.f.  nome commerciale dei semi di pesca e di albicocca usati nell'industria dolciaria (p. e. in certi amaretti).
armellinato   agg.  (arald.) detto di figura carica di moscature  s.m.  (arald.) varietà dell'armellino.
armellino   s.m.    • 1 •   (ant.) ermellino    • 2 •   (arald.) pelliccia bianca cosparsa di macchie nere disposte simmetricamente.
armeno   agg.  dell'armenia, in asia minore | chiesa armena, chiesa cristiana autonoma sorta alla fine del sec. iii a opera di gregorio l'illuminatore  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è nato, chi abita in armenia    • 2 •   lingua della famiglia indoeuropea parlata dagli armeni.
armentario   o armentiere [ar-men-tiè-re], s.m.  (ant. , lett.) pastore o proprietario di armenti.
armento   s.m.  branco di grossi quadrupedi domestici da pascolo (buoi, cavalli ecc.).
armeria   s.f.    • 1 •   luogo dove si custodiscono le armi dei reparti militari    • 2 •   collezione di armi, spec. antiche, e il luogo in cui si conservano    • 3 •   negozio di armi.
armerista   s.m.  [pl. -sti] (arald.) libro nel quale sono riprodotti gli stemmi e le armi.
armiere   s.m.    • 1 •   (non com.) armaiolo    • 2 •   (mil.) sottufficiale addetto alla manutenzione delle armi portatili | aviere addetto alle armi di bordo.
armigero   agg.  (lett.)    • 1 •   coperto d'armatura, armato    • 2 •   (fig.) bellicoso, animoso  s.m.  (lett.) uomo d'armi; soldato | (ant.) scudiero.
armilla   s.f.    • 1 •   nell'antica roma, bracciale portato come ornamento o come ricompensa militare    • 2 •   (astr.) ciascuno degli anelli metallici che costituiscono la cosiddetta sfera armillare. 
armillare   agg.    • 1 •   (rar.) che ha forma di armilla    • 2 •   sfera armillare, strumento astronomico usato nell'antichità per rappresentare, mediante anelli metallici graduati, i cerchi massimi della sfera celeste.
armillaria   s.f.  fungo con cappello campanulato e gambo sottile (fam.  agaricacee).
armillato   agg.  (lett.) ornato d'armilla.
armipotente   agg.  (poet.) potente, temibile per le sue armi.
armistiziale   agg.  proprio di un armistizio; che concerne l'armistizio: trattative armistiziali. 
armistizio   s.m.  accordo per la sospensione delle ostilità tra due o più belligeranti, in vista di trattative di pace.
armo   s.m.  nel canottaggio, l'insieme di imbarcazione ed equipaggio per una regata.
armoire   s.f.  o m. invar.  (antiq.) armadio a vetri o a specchi.
armonia   s.f.    • 1 •   consonanza di suoni vocali o strumentali che producono un effetto gradevole    • 2 •   (mus.) arte della combinazione simultanea di più suoni, e quindi la formazione, le relazioni e il concatenamento degli accordi; in partic., insieme di nozioni teoriche e pratiche che definiscono e regolano la struttura degli accordi in base al principio della tonalità    • 3 •   (fig.) accordo di più elementi o parti; proporzione: l'armonia del creato; armonia di colori, di stile  | armonia imitativa, effetto prodotto dall'accostamento di parole che imitano il suono delle cose da esse significate | in armonia con, in conformità con, d'accordo con: agire in armonia con un principio, una convinzione    • 4 •   (fig.) concordia, consonanza di sentimenti o di idee: vivere in buona armonia. 
armonica   s.f.    • 1 •   strumento musicale, in uso spec. nel sec. xviii, composto da bicchieri, coppe o lamelle di vetro, messe in vibrazione con lo sfregamento delle dita umide o con un martellino | armonica a bocca, strumento costituito da una piccola scatola contenente una serie di ance libere che si fanno vibrare col fiato    • 2 •   (fis.) qualunque frequenza multipla di una frequenza fondamentale.
armonicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi suona l'armonica    • 2 •   operaio che costruisce strumenti musicali.
armonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo all'armonia; conforme alle leggi dell'armonia: principi armonici    • 2 •   (mus.) che produce armonia: cassa armonica, in alcuni strumenti, spec. a corda, la parte che, sfruttando il fenomeno della risonanza, amplifica e migliora il suono; (suoni) armonici, quelli che hanno una frequenza multipla di quella fondamentale    • 3 •   (fig.) armonioso, ben proporzionato: una struttura armonica    • 4 •   filo armonico, (tecn.) filo di acciaio speciale usato per la fabbricazione delle molle § armonicamente avv. 
armonio    ⇨ armonium.
armonioso   agg.    • 1 •   che produce una piacevole armonia: voce, musica armoniosa; armoniosi accenti / dal tuo labbro volavano  (foscolo odi)    • 2 •   (fig.) ben proporzionato, armonico: un palazzo dalle linee armoniose  § armoniosamente avv. 
armonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi si dedica allo studio dell'armonia musicale; chi la insegna    • 2 •   compositore nel cui stile l'armonia ha importanza predominante; si contrappone a melodista. 
armonistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'armonia.
armonium   meno com. armonio e harmonium, s.m. invar.  (mus.) strumento aerofono ad ancia libera e a tastiera, con più registri come l'organo, azionato da mantici messi in moto da pedali.
armonizzamento   s.m.  armonizzazione.
armonizzare   v. tr.    • 1 •   (mus.) corredare di accordi una melodia secondo le leggi dell'armonia    • 2 •   (fig.) mettere d'accordo, rendere armonioso: armonizzare le diverse parti di un'opera  | v. intr.  [aus. avere], armonizzarsi v. rifl.  essere in armonia, accordarsi: caratteri, colori che (si) armonizzano perfettamente. 
armonizzatore   s.m.  [f. -trice] chi armonizza.
armonizzazione   s.f.  l'armonizzare, l'essere armonizzato (anche fig.).
armoraccio   s.m.  pianta erbacea coltivata per il rizoma di sapore acre usato come condimento, detta anche barbaforte  o rafano  (fam.  crucifere).
armoricano   agg.  di un'antica popolazione stanziata in una zona della gallia compresa tra le foci della loira e della senna, sulla costa atlantica | massiccio armoricano, regione geologica della francia occidentale (bretagna, normandia, vandea).
armosta   s.m.  [pl. -sti] (st.) nelle regioni soggette a sparta, comandante di un presidio, di una guarnigione.
arnese   s.m.    • 1 •   attrezzo, strumento di lavoro: gli arnesi del fabbro    • 2 •   (fam.) qualunque oggetto non meglio specificato o del quale non si conosce il nome: dammi quell'arnese!    • 3 •   (ant.) arma; armatura del cavaliere e del cavallo | (estens.) fortezza, baluardo: peschiera, bello e forte arnese  (dante inf.  xx, 70)    • 4 •   modo di vestire; abito: renzo in arnese da viaggio  (manzoni p. s.  xxxiii) | (estens.) condizione economica o fisica: essere bene, male in arnese; rimettersi in arnese, riassestarsi economicamente    • 5 •   (fam. spreg.) persona poco raccomandabile; tipaccio: è un pessimo arnese. 
arnia   s.f.  cassetta destinata all'allevamento delle api.
arnica   s.f.  pianta erbacea montana con fiori color giallo-arancione simili a margherite (fam.  composite).
arnione   s.m.  (dial.) rognone.
arnoglossa   s.f.  (bot.) piantaggine.
-aro  -aro variante di -aio, comune soprattutto nelle regioni centromeridionali (calamaro, zampognaro). [ ⇨ -aio].
aro   (1) s.m.  pianta erbacea con rizoma ricco di sostanze grasse e di fecola (fam.  aracee).
aro   (2)  ⇨ ara 2.
aroma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   sostanza odorosa d'origine vegetale (p. e.  le spezie, l'incenso, talune erbe), usata come condimento o come profumo    • 2 •   il profumo emanato da tali sostanze e, più in generale, quello di taluni alimenti o bevande: l'aroma della cannella, del caffè    • 3 •   (lett.) fragranza: l'aroma della terra natia  (deledda).
aromatario   s.m.  (ant.) venditore di aromi; speziale.
aromaticità   s.f.  l'essere aromatico.
aromatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di aroma, che ha aroma, che ha il profumo o il sapore proprio degli aromi: pastiglia aromatica; arrosti aromatici, insaporiti con aromi | piante aromatiche, dalle quali si ricavano aromi    • 2 •   (chim.) si dice di idrocarburo insaturo in cui gli atomi di carbonio sono collegati a formare anelli (p. e.  il benzene) § aromaticamente avv.  in modo aromatico.
aromatizzante   part. pres.  di aromatizzare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  sostanza naturale che si aggiunge a prodotti alimentari per renderli aromatici.
aromatizzare   v. tr.  profumare con aromi; rendere aromatico: aromatizzare l'arrosto. 
aromatizzazione   s.f.  l'aromatizzare, l'essere aromatizzato.
arpa   (1) s.f.  strumento musicale a corde, costituito da un grande telaio triangolare su cui sono tese verticalmente corde di diversa lunghezza; si suona pizzicando le corde con le dita di entrambe le mani | arpa eolia, strumento costituito da una cassa di risonanza su cui sono tese alcune corde che vibrano liberamente per effetto del vento o di una corrente d'aria.
arpa   (2) o arpe, s.f.  spada falcata, usata nell'antico oriente, la cui lama terminava con un uncino tagliente posto al di sotto della punta.
arpacordo    ⇨ arpicordo.
arpagone   (1) s.m.  grosso rostro con uncino, usato nelle antiche navi da guerra per gli abbordaggi.
arpagone   (2) s.m.  persona molto avara.
arpe    ⇨ arpa 2.
arpeggiamento   s.m.    • 1 •   (mus.) l'arpeggiare; esecuzione arpeggiata, ad arpeggio    • 2 •   (vet.) anomalia funzionale per cui l'andatura di un quadrupede presenta esagerata flessione dell'arto con brusco appoggio del piede.
arpeggiare   v. intr.  [io arpéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   suonare l'arpa e, per estens., altri strumenti a corda come il liuto, la cetra e sim. | fare arpeggi    • 2 •   (vet.) di un quadrupede, presentare l'anomalia funzionale detta arpeggiamento  o arpeggio  | v. tr.  eseguire ad arpeggio, con arpeggi: arpeggiare un accordo, una melodia. 
arpeggiato   part. pass.  di arpeggiare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (mus.) indicazione che prescrive un arpeggio, un arpeggiamento | accordo, brano eseguito ad arpeggio.
arpeggiatore   s.m.  [f. -trice] (antiq.) arpista.
arpeggio   (1) s.m.    • 1 •   esecuzione successiva delle singole note di un accordo musicale, dal grave all'acuto o viceversa    • 2 •   (vet.) lo stesso che arpeggiamento. 
arpeggio   (2) s.m.  (mus.) arpeggiamento prolungato e frequente.
arpeggione   s.m.  (mus.) nell'ottocento strumento ad arco delle dimensioni di un violoncello, ma simile alla chitarra.
arpento   s.m.  antica misura agraria di superficie, in uso in francia e in germania.
arpese   s.m.  (edil.) grappa di ferro usata per tenere insieme le pietre nelle costruzioni.
arpia   s.f.    • 1 •   mostro favoloso con corpo di uccello e volto di donna, avidissimo e rapace    • 2 •   (fig.) persona avara, malevola, bisbetica | donna brutta e intrattabile    • 3 •   (zool.) grosso uccello rapace diurno dell'america centromeridionale, con corpo tozzo, piumaggio grigio e nero, becco e artigli neri, ciuffo erettile sul capo (ord.  falconiformi) | farfalla notturna con l'addome terminante in due lunghe punte (ord.  lepidotteri).
arpicordo   non com. arpacordo, s.m.  (mus.) strumento a corde simile alla spinetta.
arpinate   agg.  di arpino, città del lazio  s.m.  e f.  chi è nato o abita ad arpino | l'arpinate, per antonomasia, cicerone (106-43 a. c.).
arpionare   v. tr.  [io arpióno ecc.] colpire con l'arpione: arpionare un pesce. 
arpione   s.m.    • 1 •   ferro uncinato che si conficca nel muro e in cui entrano le bandelle delle porte e delle finestre    • 2 •   chiodo, gancio a cui si appende qualcosa    • 3 •   arma usata nella caccia ai mammiferi acquatici e ai grossi pesci, costituita da un'asta rigida terminante in un uncino | in alpinismo, attrezzo a punta affilata con cui ci si afferra al ghiaccio.
arpionismo   s.m.  (mecc.) meccanismo che permette la rotazione di una ruota dentata in un solo senso.
arpista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] suonatore o suonatrice di arpa.
arpone   s.m.  (non com.) arpione da pesca.
arquebuse   s.m. invar.  liquore francese fortemente aromatico, ad alta gradazione alcolica.
arra   s.f.  (lett.)    • 1 •   somma di denaro anticipata a garanzia di una obbligazione futura    • 2 •   (fig.) pegno, promessa.
arrabattarsi   v. rifl.  darsi da fare per riuscire in qualcosa, per lo più con scarsi risultati: arrabattarsi per trovare lavoro. 
arrabbiamento   s.m.  (non com.) l'arrabbiare, l'arrabbiarsi.
arrabbiare   v. intr.  [io arràbbio ecc. ; aus. essere]    • 1 •   ammalarsi di rabbia (detto di cani) | arrabbiare dalla fame, dalla sete, (iperb.) soffrire in modo straordinario    • 2 •   (ant.) adirarsi, incollerirsi: piena di sdegno, arrabbiava di còlera e di stizza  (bandello) | arrabbiarsi v. rifl.  irritarsi violentemente, adirarsi: arrabbiarsi con qualcuno, per qualcosa. 
arrabbiata   s.f.  (fam.) arrabbiatura violenta ma passeggera.
arrabbiaticcio   s.m.  (agr.) alterazione di un terreno lavorato a grano, per cui la pianta inaridisce prima di fiorire.
arrabbiato   part. pass.  di arrabbiare   agg.    • 1 •   affetto dalla rabbia: cane arrabbiato    • 2 •   (fig.) incollerito, adirato: essere arrabbiato con qualcuno, per qualcosa  | all'arrabbiata, (gastr.) si dice di cibi conditi con sugo molto piccante    • 3 •   (fig.) accanito, incorreggibile: un fumatore arrabbiato  | può conferire valore di superl.: questo ristorante è caro arrabbiato, molto caro    • 4 •   (agr.) si dice di terreno in cui il frumento cresce male § arrabbiatamente avv.  (non com.) con rabbia; accanitamente.
arrabbiatura   s.f.  l'arrabbiarsi; rabbia, collera: prendersi un'arrabbiatura. 
arraffare   v. tr.  afferrare con violenza o in fretta: arraffò l'ombrello e uscì  | portar via in fretta e indiscriminatamente, senza scegliere; rubare: i ladri arraffarono tutto quello che trovarono. 
arraffatore   agg.  e s.m.  [pl. f. -trice] si dice di chi arraffa, prende indistintamente e indebitamente; arraffone.
arraffone   s.m.  [f. -a] (fam.) arraffatore.
arrak    ⇨ arak.
arrampicamento   s.m.  l'arrampicarsi.
arrampicarsi   v. rifl.  [io mi arràmpico, tu ti arràmpichi ecc.]    • 1 •   salire aggrappandosi: arrampicarsi sull'albero; il glicine si arrampica sul muro  ' arrampicarsi sui vetri, sugli specchi, (fig.) cercare di sostenere una tesi a tutti i costi, con ragioni non convincenti    • 2 •   (estens.) procedere in salita, spec. se con fatica: il pullman s'arrampicava su per la collina    • 3 •   (assol.  e senza particella pron.) nel linguaggio sportivo, fare ascensioni in montagna | procedere in salita (detto di un corridore ciclista).
arrampicata   s.f.    • 1 •   l'arrampicarsi: arrampicata alla fune, alla pertica    • 2 •   (sport) in alpinismo, salita su roccia o su ghiaccio: arrampicata libera, compiuta sfruttando solo gli appigli della roccia; arrampicata in artificiale, compiuta utilizzando come appigli mezzi artificiali (chiodi, moschettoni, staffe) | nel ciclismo, superamento di una forte salita.
arrampicatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi si arrampica | arrampicatore sociale, chi si dà da fare per raggiungere a ogni costo una posizione sociale preminente    • 2 •   (sport) alpinista che compie salite su roccia o su ghiaccio | corridore ciclista molto forte in salita; scalatore.
arrancare   v. intr.  [io arranco, tu arranchi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   camminare zoppicando; per estens., procedere con fatica: arrancare sulla salita    • 2 •   (mar.) vogare a tutta forza.
arrancata   s.f.    • 1 •   l'arrancare    • 2 •   (mar.) colpo di remi dato con molta energia.
arrangiamento   s.m.    • 1 •   accordo, accomodamento    • 2 •   adattamento per l'esecuzione di un brano musicale; anche, rielaborazione di una composizione per l'esecuzione con strumenti diversi da quelli previsti dalla partitura originale.
arrangiare   v. tr.  [io arràngio ecc.]    • 1 •   sistemare, accomodare, aggiustare alla meglio    • 2 •   (fam.) trovare, rimediare; mettere insieme in qualche modo: arrangiare il pranzo    • 3 •   adattare liberamente un pezzo musicale: arrangiare una canzone  | arrangiarsi v. rifl.    • 1 •   mettersi d'accordo, venire a un accomodamento: arrangiarsi sul prezzo    • 2 •   darsi da fare come si può anche, destreggiarsi con mezzi più o meno leciti: si arrangia facendo piccoli lavori; arrangiati!, cavatela da solo | sistemarsi alla meglio: ci siamo arrangiati tutti in una stanza. 
arrangiatore   s.m.  [f. -trice] chi fa arrangiamenti musicali.
arrantolato   agg.  (lett.) che fa sentire i rantoli; rantoloso, rantolante: la parola gli usciva arrantolata dalla gola  (manzoni p. s.  xi).
arrapare   v. tr.  (volg.) eccitare sessualmente | v. intr.  [aus. essere], arraparsi v. rifl.  (volg.) eccitarsi sessualmente.
arrapato   part. pass.  di arrapare  e agg.  nel sign. del verbo.
arrapinare   v. tr.  (ant.) rendere stizzoso | arrapinarsi v. rifl.  (non com.)    • 1 •   arrabbiarsi, dare in smanie    • 2 •   (fig.) darsi da fare, lavorare molto; affaticarsi.
array   s.m. invar.    • 1 •   (mat.) insieme ordinato di elementi dello stesso tipo (p. e. numeri interi, numeri reali ecc.)    • 2 •   (inform.) gruppo di variabili omogenee e interdipendenti fra loro.
arrazzare   v. tr.    • 1 •   (lett.) incendiare; arrossare: la rossa fumea / bassa che arrazza il lido  (caproni)    • 2 •   (volg. roman.) eccitare sessualmente | v. intr.  [aus. essere], arrazzarzi v. rifl.    • 1 •   (lett.) incendiarsi, farsi di fuoco, arrossarsi    • 2 •   (volg. roman.) eccitarsi sessualmente.
arrecare   v. tr.  [io arrèco, tu arrèchi ecc.]    • 1 •   (lett.) recare, portare: arrecare una buona notizia    • 2 •   (fig.) causare, provocare: arrecare un danno, un grave dolore. 
arrecatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi arreca.
arredamento   s.m.    • 1 •   l'arredare; l'arte, la maniera di arredare : rivista di arredamento    • 2 •   l'insieme dei mobili e degli altri oggetti con cui è arredato un ambiente o un locale: un arredamento molto raffinato  | arredamento cinematografico, teatrale, tutto ciò con cui si arreda il set o la scena.
arredare   v. tr.  [io arrèdo ecc.] fornire un ambiente o un locale di mobili, suppellettili, oggetti ornamentali, disponendoli secondo criteri di funzionalità e di gusto: arredare una villa, un negozio. 
arredatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi progetta un arredamento e ne cura l'esecuzione: fare l'arredatore    • 2 •   operaio specializzato che riveste mobili, pareti ecc. con tessuti    • 3 •   in teatro e nel cinema, chi aiuta lo scenografo nella scelta degli arredi.
arredo   s.m.  oggetto o insieme di oggetti che servono ad arredare un locale | arredo urbano, (arch.) tutto ciò che costituisce il completamento funzionale dello spazio urbano (p. e.  pensiline, panchine, punti di illuminazione) | arredi sacri, quelli usati per il culto (paramenti del sacerdote, calice ecc.).
arrembaggio   s.m.  assalto a una nave nemica dopo che la si è abbordata | andare, buttarsi, gettarsi all'arrembaggio, (fig.) cercare di impadronirsi di qualcosa con grande foga.
arrembare   (1) v. tr.  [io arrèmbo ecc.]    • 1 •   andare all'arrembaggio d'una nave    • 2 •   (non com.) attraccare: arremba su la strinata proda / le navi di cartone e dormi  / fanciulletto  (montale).
arrembare   (2) v. tr.  [io arrèmbo ecc.] (rar.) piegare su un fianco | v. intr.  [aus. essere], arrembarsi v. rifl.    • 1 •   (vet.) detto del cavallo, presentare arrembatura    • 2 •   (fig.) camminare con fatica, arrancare.
arrembatura   s.f.  (vet.) difetto di appiombo dell'arto del cavallo, consistente in uno spostamento in avanti del nodello con conseguente aumento della pressione sullo zoccolo.
arrembo   s.m.  (lett.) arrembaggio.
arrenare   (1) v. tr.  [io arréno ecc.] pulire e lucidare con l'arenaria macinata o con la sabbia utensili, pavimenti ecc.
arrenare   (2)  ⇨ arenare.
arrendamento   s.m.  nel regno di napoli, gabella o imposta la cui esazione era appaltata a privati.
arrendatore   s.m.  nel regno di napoli, privato che riscuoteva gli arrendamenti.
arrendere   v. tr.  [coniugato come rendere] (ant.) consegnare, dare in mano al nemico | arrendersi v. rifl.    • 1 •   consegnarsi al nemico, darsi vinto: arrendersi a discrezione, senza aver pattuito le condizioni    • 2 •   (fig.) cedere, piegarsi: arrendersi all'evidenza dei fatti. 
arrendevole   agg.  che si arrende, che cede facilmente: un carattere arrendevole  § arrendevolmente avv. 
arrendevolezza   s.f.  l'essere arrendevole: dimostrare arrendevolezza. 
arreso   part. pass.  di arrendere   agg.  nei sign. del verbo.
arrestamento   s.m.  (non com.) arresto.
arrestare   (1) v. tr.  [io arrèsto ecc.] (ant.) mettere la lancia in resta.
arrestare   (2) v. tr.  [io arrèsto ecc.]    • 1 •   fermare, far cessare, troncare (anche fig.): arrestare un'epidemia; arrestare l'avanzata nemica; arrestare l'inflazione    • 2 •   fermare e trattenere dietro mandato dell'autorità giudiziaria | arrestarsi v. rifl.  fermarsi, bloccarsi: il treno si arrestò in aperta campagna. 
arrestato   part. pass.  di arrestare    • 2 •   agg.  (arald.) si dice dell'animale raffigurato fermo sulle quattro zampe  s.m.  [f. -a] persona in stato di arresto.
arresto   s.m.    • 1 •   l'arrestare, l'arrestarsi | arresto cardiaco, (med.) cessazione improvvisa dei battiti del cuore | linea di arresto, limite su cui si debbono fermare i veicoli a un segnale di stop | battuta d'arresto, (fig.) pausa, sosta    • 2 •   (dir.) provvedimento limitativo della libertà personale (come misura di polizia, come provvedimento giudiziario provvisorio o come pena detentiva per le contravvenzioni): dichiarare in (stato d') arresto    • 3 •   pl.  punizione militare inflitta agli ufficiali: essere, mettere agli arresti    • 4 •   (tecn.) dispositivo atto a impedire che un organo di una macchina, dotato di movimento, superi una determinata posizione    • 5 •   (sport) sospensione di un'azione ordinata dall'arbitro a punizione di un fallo | arresto del pallone, nel calcio, lo stesso che stop  | colpo d'arresto, nella scherma, colpo tirato all'avversario per impedirgli di portare a compimento un attacco    • 6 •   bagno d'arresto, (foto.) soluzione chimica in cui viene immerso il negativo per fermare rapidamente l'azione dello sviluppatore prima del fissaggio.
arretramento   s.m.  l'arretrare, l'essere arretrato.
arretrare   v. tr.  [io arrètro ecc.] collocare più indietro: arretrare le truppe, il fronte di difesa  | v. intr.  [aus. essere] tirarsi indietro, indietreggiare, recedere (anche fig.): arretrare da un proposito. 
arretratezza   s.f.  l'essere arretrato: arretratezza culturale. 
arretrato   part. pass.  di arretrare   agg.    • 1 •   che si trova indietro, che è rimasto più indietro: il nemico ripiegò su posizioni arretrate; essere, rimanere arretrato  ' lavoro arretrato, non eseguito a tempo e accumulatosi | numero arretrato, di un giornale, una rivista e sim., qualsiasi numero precedente all'ultimo uscito | fame arretrata, (scherz.) molto forte    • 2 •   che non ha avuto un normale sviluppo culturale, economico e sociale; sottosviluppato: regioni, aree arretrate    • 3 •   superato, sorpassato: idee arretrate   s.m.  (spec. pl.) pagamento non saldato alla scadenza dovuta: percepire gli arretrati  | avere un arretrato, (fig.) un conto da saldare § arretratamente avv. 
arri   inter.  grido d'incitamento a bestie da soma.
arricchimento   s.m.    • 1 •   l'arricchire, l'arricchirsi (anche fig.)    • 2 •   (chim.) processo di concentrazione di una miscela solida, liquida o gassosa per aumentare la quantità di una sostanza che vi è contenuta | nella tecnica mineraria, lavorazione del materiale grezzo al fine di separare i minerali utili dalla ganga.
arricchire   v. tr.  [io arricchisco, tu arricchisci ecc.]    • 1 •   far diventare ricco: arricchire le casse dello stato    • 2 •   (fig.) rendere più ricco, più completo: arricchire una collezione di nuovi esemplari; arricchire il proprio linguaggio  | adornare: arricchire un abito  | v. intr.  [aus. essere], arricchirsi v. rifl.  o intr. pron.  diventare ricco (anche fig.): arricchirsi in breve tempo; la mente si arricchisce con la lettura. 
arricchito   part. pass.  di arricchire   agg.    • 1 •   che in breve tempo e dal nulla si è creato una solida posizione finanziaria: gente arricchita  | anche come s.m.  [f. -a]: è un volgare arricchito    • 2 •   (chim.) che ha subito un processo di arricchimento: uranio arricchito. 
arricciaburro   s.m. invar.  utensile di cucina che serve per preparare riccioli o conchigliette di burro.
arricciacapelli   s.m. invar.  arnese di ferro usato per arricciare i capelli.
arricciamento   s.m.  l'arricciare, l'arricciarsi, l'essere arricciato.
arricciare   v. tr.  [io arrìccio ecc.]    • 1 •   piegare in forma di riccio; avvolgere a riccio: arricciare i baffi, i capelli    • 2 •   (estens.) accartocciare, corrugare, increspare: arricciare un foglio; arricciare il pelo, detto di animali, rizzarlo in segno di paura o di difesa; arricciare il naso, aggrinzarlo per disgusto, disapprovazione o insoddisfazione    • 3 •   (edil.) stendere su un muro l'arricciato: arricciare una parete  | v. intr.  [aus. essere], più com. arricciarsi v. rifl.    • 1 •   farsi riccio; per estens., raggrinzirsi, incresparsi: le foglie si erano tutte arricciate    • 2 •   (non com.) farsi irto, drizzarsi, detto di capelli o pelo: già mi sentia tutti arricciar li peli / de la paura  (dante inf.  xxiii, 19-20).
arricciato   part. pass.  di arricciare   agg.    • 1 •   piegato a forma di riccio, ricciuto: capelli arricciati    • 2 •   (estens.) increspato, corrugato  s.m.    • 1 •   (edil.) primo strato di intonaco grezzo che si dà su un rustico per prepararlo agli strati successivi; in partic., miscuglio di sabbia, calce spenta e acqua che si stende sulla parete come preparazione per l'affresco    • 2 •   (ant.) broccato § arricciatamente avv.  (non com.).
arricciatura   s.f.    • 1 •   arricciamento: arricciatura dei capelli    • 2 •   insieme di ondulazioni naturali di una fibra tessile | increspatura che si imprime a una stoffa    • 3 •   (edil.) arricciato.
arriccio   s.m.  (edil.) arricciato.
arricciolamento   s.m.  l'arricciolare, l'essere arricciolato.
arricciolare   v. tr.  [io arrìcciolo ecc.] dare forma di ricciolo: arricciolare il burro  | arricciolarsi v. rifl.  prendere forma di ricciolo.
arridare   v. tr.  (mar.) tendere i cavi che sostengono l'albero di una nave: arridare le sartie. 
arridatoio   s.m.  (mar.) congegno a vite per arridare i cavi.
arridere   v. intr.  [coniugato come ridere; aus. avere] (lett.)    • 1 •   sorridere | (fig.) essere favorevole, propizio: la sorte gli arride    • 2 •   piacere, tornar gradito: questa prospettiva non mi arride; già non arride / spettacol molle ai disperati affetti  (leopardi l'ultimo canto di saffo  6-7) | v. tr.  (lett.)    • 1 •   render gaio    • 2 •   concedere con generosità, con animo lieto: e arrisemi un cenno / che fece crescer l'ali al voler mio  (dante par.  xv, 71-72).
arriè  r-goù t;arrièr-goùt;loc. sost. m.  retrogusto.
arriè  re-pensé e;arrière-pensée;s.f. invar.  pensiero dissimulato, intenzione sottintesa; secondo fine, riserva.
arriffare   v. tr.  (non com.) giocare qualcosa alla riffa.
arringa   ant. aringa, s.f.    • 1 •   discorso pubblico ampio e solenne    • 2 •   (dir.) il discorso pronunciato nella fase dibattimentale del processo penale dal difensore dell'imputato o dalla parte civile.
arringare   ant. aringare, v. tr.  [io arringo, tu arringhi ecc.] rivolgere un'arringa a ql. cu.: arringare la folla, i soldati. 
arringatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi arringa.
arringo    ⇨ aringo.
arrischiare   ant. arriscare, tosc. arrisicare [ar-ri-si-cà-re], v. tr.  [io arrìschio ecc.]    • 1 •   mettere a repentaglio, in pericolo, rischiare: arrischiare la vita per salvare qualcuno  | (assol.) correre un rischio, dei rischi: per riuscire, spesso bisogna arrischiare    • 2 •   fare o dire qualcosa con incertezza, con esitazione; azzardare: arrischiare una mossa, un giudizio  | arrischiarsi v. rifl.  esporsi al rischio, al pericolo; osare.
arrischiato   part. pass.  di arrischiare   agg.  rischioso, azzardato; avventato: un tentativo arrischiato  § arrischiatamente avv.  (non com.).
arrischio   s.m.  (lett.) rischio.
arrisicare    ⇨ arrischiare.
arriso   part. pass.  di arridere   agg.  nei sign. del verbo.
arriva   o a riva, avv.  (mar.) sulla parte superiore di un albero di una nave: avere le vele arriva, averle ai pennoni.
arrivare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   giungere a un luogo stabilito, a destinazione; pervenire (anche fig.): arrivare al traguardo; il treno non è ancora arrivato; arrivare primo, ultimo; arrivare in orario, in ritardo; arrivare a una soluzione, a una conclusione; arrivare in fondo a qualcosa, concluderla positivamente | arrivare a qualcuno, (fig.) riuscire a contattare una persona importante    • 2 •   giungere a un determinato punto o livello (di quantità, età, grado ecc.): non è arrivato ai sessant'anni; arrivò al grado di colonnello; l'acqua gli arrivava alla cintola  | non arrivarci, non riuscire a toccare o a prendere qualcosa; (fig.) non riuscire in qualcosa | arrivare a dire qualcosa, osare, avere l'ardire    • 3 •   (assol.) conquistare la fama, il successo: uno scrittore smanioso di arrivare    • 4 •   capitare, accadere: gli arrivò una gran fortuna  | v. tr.    • 1 •   (non com.) raggiungere    • 2 •   (ant.) tirare sulla riva: sen venne, e arrivò la testa e 'l busto  (dante inf.  xvii, 8).
arrivato   part. pass.  di arrivare   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi è giunto, pervenuto: un nuovo arrivato; ben arrivato!, saluto dato a chi arriva | primo, secondo arrivato, nelle competizioni sportive    • 2 •   che, chi si è affermato, ha conseguito una solida posizione: un professionista arrivato  | (spreg.) che, chi ha fatto rapida ma immeritata fortuna: un arrivato; gente arrivata. 
arrivatura   s.f.  nel gergo dei tipografi, il punto di uno scritto o di uno stampato in cui termina il lavoro di un compositore e ha inizio quello di un altro.
arrivederci   non com. a rivederci, inter.  (fam.)    • 1 •   formula di saluto usata nell'accomiatarsi da qualcuno: arrivederci (a) lunedì, (a) presto!    • 2 •   (fam.) espressione usata per troncare una conversazione imbarazzante o non gradita: beh, arrivederci!  | anche rafforzato: arrivederci e grazie! arrivederci e buona notte!   s.m.  (sempre in grafia unita) saluto che presuppone o auspica un nuovo incontro a breve scadenza: ci accomiatammo con un cordiale arrivederci. 
arrivederla   non com. a rivederla, inter.  formula di saluto equivalente ad arrivederci, ma usata rivolgendosi a persone con cui non si ha familiarità e a cui perciò si dà del lei.
arrivismo   s.m.  l'atteggiamento spregiudicato di chi vuole raggiungere il successo o il potere a tutti i costi.
arrivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi vuol raggiungere il successo o il potere a tutti i costi.
arrivistico   agg.  [pl. m. -ci] da arrivista; caratterizzato da arrivismo: ambizioni arrivistiche. 
arrivo   s.m.    • 1 •   l'arrivare; il luogo in cui si arriva: l'arrivo di un amico; all'arrivo, al momento o al luogo dell'arrivo: all'arrivo tutti lo aspettavano  | in arrivo, sul punto di arrivare | arrivi, partenze, nelle stazioni, lato, settore in cui i mezzi arrivano o da cui partono    • 2 •   pl.  la merce arrivata: esporre in vetrina gli ultimi arrivi    • 3 •   (sport) luogo in cui termina una gara di corsa, traguardo; la fase conclusiva della corsa: arrivo in salita, in volata; linea, striscione di arrivo  | in ginnastica, la presa di contatto col terreno al termine di un esercizio.
arrizzare   v. tr.  (ant.) rizzare; arricciare: fero leon che rugge e torvo guata, / e i velli arrizza  (tasso g. l.  xv, 50).
arroccamento   s.m.    • 1 •   l'arroccare, l'arroccarsi | (fig.) il chiudersi in sé stesso    • 2 •   nel gioco degli scacchi, arrocco    • 3 •   linea di arroccamento, (mil.) linea di difesa parallela all'andamento del fronte.
arroccare   (1) v. tr.  [io arrócco, tu arrócchi ecc.] mettere sulla rocca il materiale da filare.
arroccare   (2) v. tr.  [io arròcco, tu arròcchi ecc.]    • 1 •   nel gioco degli scacchi, fare la mossa di arrocco    • 2 •   (mil.) muovere le truppe lungo linee interne al fronte, parallele ad esso    • 3 •   (fig.) mettere al riparo, al sicuro | arroccarsi v. rifl.    • 1 •   mettersi in una posizione ben protetta, chiudersi in un riparo (anche fig.): si arroccò in un ostinato silenzio    • 2 •   nel linguaggio degli alpinisti, bloccarsi in una posizione non riuscendo più né a salire né a scendere.
arrocchettato   agg.  (fam.) mal ridotto, malconcio, detto di persona; detto di cosa, fatto in qualche modo, abborracciato.
arrocchiare   v. tr.  [io arròcchio ecc.]    • 1 •   (ant.) ridurre in rocchi; arrotolare    • 2 •   (fig. non com.) abborracciare.
arrocciarsi   v. rifl.  [io mi arròccio ecc.] nel linguaggio degli alpinisti, arroccarsi.
arrocco   s.m.  [pl. -chi] nel gioco degli scacchi, mossa simultanea della torre e del re lungo la stessa linea di case.
arrochimento   s.m.  l'arrochire, l'arrochirsi.
arrochire   v. tr.  [io arrochisco, tu arrochisci ecc.] (non com.) far diventare roco | v. intr.  [aus. essere], arrochirsi v. rifl.  diventare roco, rauco.
arrochito   part. pass.  di arrochire   agg.  roco, rauco: voce arrochita. 
arrogante   agg.  e s.m.  e f.  che, chi dimostra arroganza: maniere arroganti; fare l'arrogante  § arrogantemente avv. 
arroganza   s.f.  atteggiamento insolente e presuntuoso: parlare, agire con arroganza. 
arrogare   v. tr.  [io arrògo, tu arròghi ecc.] rivendicare, attribuirsi qualcosa che non spetta (costruito sempre con la particella pron.): arrogarsi un diritto, dei meriti. 
arrogazione   s.f.  istituto del diritto romano per cui un capo famiglia poneva sé stesso, il proprio nucleo familiare e i propri beni sotto la patria potestà di un altro capo famiglia.
arrogere   v. tr.  [io arrògo, tu arrògi  o arròge ecc. ; part. pass. arròto] (ant.) aggiungere | oggi è usato solo l'imp. arroge  o arrogi  (nel linguaggio notarile); vale 'aggiungi, includi'.
arrolare   e deriv.   ⇨ arruolare e deriv. 
arroncigliare   v. tr.  [io arroncìglio ecc.] (ant.)    • 1 •   afferrare col ronciglio    • 2 •   attorcigliare, avvolgere    • 3 •   contrarre, raggrinzire, aggrottare: sulla fronte arroncigliata e scura  (monti) | arroncigliarsi v. rifl.  (ant.) attorcigliarsi.
arronzare   v. tr.  [io arronzo ecc.] (region.)    • 1 •   fare un lavoro male, in fretta e senza impegno (anche assol.)    • 2 •   riferito a persona, strapazzare, maltrattare | arronzarsi v. rifl.  (region.) darsi da fare, affaccendarsi.
arrosare   (1) v. tr.  [io arrò so ecc.] (ant.) irrorare.
arrosare   (2) v. tr.  [io arrò so ecc.] (lett.) tingere di rosa | v. intr.  [aus. essere], arrosarsi v. rifl.  (lett.) diventare di color rosa: la luce che s'arrosa  (montale).
arrossamento   s.m.  l'arrossare, l'arrossarsi | parte del corpo arrossata: arrossamento cutaneo. 
arrossare   v. tr.  [io arrósso ecc.] far diventare rosso | v. intr.  [aus. essere], arrossarsi v. rifl.  diventare rosso: mi si è arrossata la gola. 
arrossimento   s.m.  (non com.) l'arrossire.
arrossire   v. intr.  [io arrossisco, tu arrossisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   divenire rosso in volto: arrossire di, dalla vergogna; arrossire per l'emozione; il complimento lo fece arrossire    • 2 •   (fig.) provare vergogna.
arrostare   v. tr.  [io arròsto ecc.] (ant.) agitare, dimenare | arrostarsi v. rifl.  (ant.) schermirsi con le mani, difendersi: o con che s'arrosterà dalle mosche?  (sacchetti).
arrostimento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'arrostire, l'arrostirsi, l'essere arrostito    • 2 •   (metall.) riscaldamento di minerali in presenza d'aria per eliminare parti volatili.
arrostire   v. tr.  [io arrostisco, tu arrostisci ecc.]    • 1 •   cuocere la carne o altri cibi al fuoco vivo: arrostire le salsicce, le castagne    • 2 •   sottoporre minerali ad arrostimento | v. intr.  [aus. essere], arrostirsi v. rifl.  diventare arrosto, o come arrosto | arrostirsi al sole, rimanere esposti al sole cocente per lungo tempo.
arrostito   part. pass.  di arrostire   agg.  cotto arrosto, fatto arrostire: carne arrostita. 
arrostitura   s.f.  (non com.) arrostimento.
arrosto   s.m.  carne cotta direttamente sulla fiamma o sulle braci, o anche in tegame senz'acqua | molto fumo e poco arrosto, più fumo che arrosto, (fig.) molta apparenza ma poca sostanza. dim. arrostino   avv.  mediante arrostimento: carne cotta arrosto  | in funzione di agg. invar.  arrostito: pollo, patate arrosto. 
arrotamento   s.m.  arrotatura.
arrotare   v. tr.  [io arròto  (ant. arruòto) ecc.]    • 1 •   rendere affilata una lama per mezzo di una mola: arrotare il coltello  | arrotare le unghie, gli artigli, detto di animali, sfregarli su una superficie ruvida per renderli acuminati | arrotare i denti, (fig.) digrignarli: già le setole arriccia e arruota i denti / el porco entro il burron  (poliziano) | arrotare le parole, (fig.) pronunciarle a denti stretti, in segno di collera o di minaccia | arrotare la lingua, (fig.) fare della maldicenza    • 2 •   levigare per mezzo del tornio o dell'arrotatrice: arrotare il pavimento  | arrotare la erre, (fig.) avere la erre moscia    • 3 •   (fam.) investire con un veicolo, travolgere sotto le ruote    • 4 •   (ant.) condannare, sottoporre al supplizio della ruota | arrotarsi v. rifl.  urtarsi con le ruote (detto di veicoli).
arrotatrice   s.f.  (tecn.) macchina per levigare pavimenti o altre superfici dure.
arrotatura   s.f.  l'arrotare, l'essere arrotato: l'arrotatura dei coltelli. 
arrotino   s.m.  chi per mestiere arrota coltelli, forbici o altre lame.
arroto   part. pass.  di arrogere   s.m.  nel medioevo, in particolare a firenze, magistrato aggiunto a uno ordinario.
arrotolamento   s.m.  l'arrotolare, l'arrotolarsi, l'essere arrotolato.
arrotolare   v. tr.  [io arròtolo ecc.] avvolgere formando un rotolo: arrotolare un taglio di stoffa; un foglio di carta arrotolato  | arrotolare una sigaretta, confezionarla a mano | arrotolarsi v. rifl.  o intr. pron.  avvolgersi a forma di rotolo.
arrotolatrice   s.f.  (tecn.) macchina usata per arrotolare in forma di cilindro fogli di lamiera.
arrotondamento   s.m.  l'arrotondare, l'arrotondarsi, l'essere arrotondato (anche fig.): arrotondamento dello stipendio. 
arrotondare   v. tr.  [io arrotóndo ecc.]    • 1 •   dare forma rotonda o più rotonda a qualcosa: arrotondare uno spigolo  | arrotondare un periodo, una frase, (fig.) renderli più armoniosi e scorrevoli    • 2 •   (fig.) sostituire un numero dato con un altro più semplice, approssimato per eccesso o per difetto, allo scopo di facilitare i calcoli: arrotondare il risultato, il prezzo  | arrotondare lo stipendio, integrarlo con altri guadagni | arrotondarsi v. rifl.  diventare rotondo; (fam.) ingrassare, farsi più pieno.
arrovellamento   s.m.  l'arrovellarsi.
arrovellare   v. tr.  [io arrovèllo ecc.] tormentare, angustiare: questo pensiero mi arrovella  | arrovellarsi il cervello, (fig.) scervellarsi | arrovellarsi v. rifl.    • 1 •   arrabbiarsi, stizzirsi    • 2 •   darsi da fare, accanirsi con puntiglio: arrovellarsi per risolvere un problema. 
arroventamento   s.m.  l'arroventare, l'arroventarsi, l'essere arroventato.
arroventare   v. tr.  [io arrovènto ecc.] rendere rovente (anche fig.): arroventare un ferro nel fuoco; la discussione arroventò gli animi  | arroventarsi v. rifl.  diventare rovente (anche fig.): l'atmosfera si arroventò. 
arroventato   part. pass.  di arroventare  e agg.  nei sign. del verbo § arroventatamente avv. 
arroventatura   s.f.  arroventamento.
arroventire   v. tr.  [io arroventisco, tu arroventisci ecc.] (ant. , tosc.) arroventare | arroventirsi v. rifl.  (ant. , tosc.) arroventarsi.
arrovesciare   v. tr.  [io arrovèscio ecc.] (non com.)    • 1 •   rovesciare    • 2 •   volgere, lasciar andare all'indietro | arrovesciarsi v. rifl.  (non com.) cadere, lasciarsi cadere all'indietro: si vedevan... chiome verginali arrovesciarsi  (manzoni p. s.  xxxiv).
arrubinare   v. tr.  (lett.) rendere di color rubino, rosso vermiglio.
arruffamatasse   s.m.  e f. invar.  (pop.) chi imbroglia o crea disordine.
arruffamento   s.m.  l'arruffare, l'arruffarsi, l'essere arruffato.
arruffapopoli   o arruffapopolo, s.m.  e f. invar.  chi sobilla le masse per interesse proprio.
arruffare   v. tr.    • 1 •   mettere in disordine, scompigliare: il vento arruffa i capelli  | arruffare il pelo, detto di animale, rizzarlo in segno di paura o di minaccia; (fig.) detto di persona, irritarsi | arruffare la matassa, imbrogliarne i fili; (fig.) rendere difficile qualcosa    • 2 •   (fig.) imbrogliare, complicare, confondere: arruffare le idee  | arruffarsi v. rifl.  divenire scompigliato, disordinato.
arruffato   part. pass.  di arruffare   agg.    • 1 •   disordinato, scompigliato: capelli arruffati    • 2 •   (fig.) confuso, imbrogliato: una questione arruffata  § arruffatamente avv.  (non com.).
arruffianamento   s.m.  (pop.) l'arruffianare, l'arruffianarsi.
arruffianare   v. tr.  (pop.)    • 1 •   indurre a cedere all'amore altrui; disporre alle voglie, ai desideri degli altri | arruffianarsi qualcuno, (fig.) ingraziarselo con modi servili per tornaconto personale    • 2 •   (fig. non com.) manipolare, adornare artificiosamente una cosa in modo che faccia un bell'effetto | arruffianarsi v. rifl.  (pop.) comportarsi in modo servile per ottenere dei favori: arruffianarsi con qualcuno. 
arruffio   s.m.  disordine, scompiglio.
arruffone   s.m.  [f. -a] persona disordinata, confusionaria | imbroglione.
arrugginimento   s.m.  l'arrugginire, l'arrugginirsi, l'essere arrugginito.
arrugginire   v. intr.  [io arrugginisco, tu arrugginisci ecc. ; aus. essere], arrugginirsi v. rifl.    • 1 •   prendere la ruggine: il ferro (si) arrugginisce facilmente    • 2 •   (fig.) intorpidirsi, indebolirsi; perdere l'agilità fisica o mentale: senza esercizio la memoria (si) arrugginisce; con l'età si è arrugginito  | v. tr.    • 1 •   far prendere la ruggine a qualcosa: l'umidità ha arrugginito la lamiera    • 2 •   (fig.) intorpidire, indebolire: la vita inattiva arrugginisce i muscoli. 
arruolamento   meno com. arrolamento, s.m.    • 1 •   l'arruolare, l'arruolarsi, l'essere arruolato: arruolamento di volontari    • 2 •   (mar.) assunzione di personale a bordo di navi mercantili.
arruolare   meno com. arrolare, v. tr.  [io arruòlo ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  se tonico, -uo-  (meno com. -o-) se atono]    • 1 •   iscrivere nei ruoli militari, chiamare alle armi: arruolare i giovani di leva; arruolare mercenari    • 2 •   (estens.) ingaggiare | arruolarsi v. rifl.  entrare a far parte delle forze armate: arruolarsi (come) volontario; arruolarsi in marina. 
arruvidire   v. tr.  [io arruvidisco, tu arruvidisci ecc.] (non com.) rendere ruvido | v. intr.  [aus. essere], arruvidirsi v. rifl.  (non com.) diventare ruvido.
ars dictandi   loc. sost. f. invar.  nella retorica medievale, insieme di regole per la redazione di lettere e documenti in latino.
arsella   s.f.  nome popolare di varie specie di molluschi bivalvi marini commestibili.
arsenale   s.m.    • 1 •   il complesso dei cantieri e delle officine in cui si costruiscono e si riparano le navi da guerra    • 2 •   fabbrica, deposito di armi ed esplosivi | (estens.) le armi di cui dispone un esercito    • 3 •   (fig. scherz.) qualsiasi luogo in cui si raccolgano disordinatamente oggetti di diversa natura | gran quantità di cose eterogenee: quando parte, porta con sé un arsenale. 
arsenalotto   s.m.  operaio di un arsenale.
arseniato   s.m.  (chim.) sale dell'acido arsenico.

arsenicale   agg.  (chim.) contenente arsenico.
arsenicato   s.m.  (chim.) sostanza trattata con composti dell'arsenico, o contenente arsenico | usato anche come agg.  : sostanze arsenicate. 
arsenicismo   s.m.  (med.) avvelenamento da arsenico.
arsenico   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è as; non-metallo bianco, lucente, fragile, ottenibile da vari minerali, serve come indurente per leghe metalliche e dà vari composti tossici, alcuni dei quali vengono usati in medicina  agg.  [pl. m. -ci] contenente arsenico pentavalente: acido arsenico. 
arsenioso   agg.  (chim.) contenente arsenico trivalente: anidride arseniosa. 
arseniuro   s.m.  (chim.) composto binario dell'arsenico con i metalli.
arseno-  arseno- primo elemento che in parole composte della terminologia chimica indica presenza di arsenico (arsenopirite).
arsenobenzolo   s.m.  (chim.) ciascuno dei composti dell'arsenico trivalente con due gruppi benzenici; sono di largo impiego terapeutico.
arsenopirite   s.f.  minerale color grigio chiaro, con lucentezza metallica, costituito da solfuro di ferro e arsenico.
arsi   s.f.    • 1 •   nella metrica greca, il tempo debole del piede; nella latina, il tempo forte, su cui cade l'ictus; nella metrica moderna, l'accento ritmico    • 2 •   (mus.) nella scansione ritmica, il tempo privo d'accento, ovvero debole, detto anche 'in levare'.
arsiccio   agg.  [pl. f. -ce] (lett.) bruciacchiato, riarso; secco, inaridito: arsicci labbri anelanti  (d'annunzio) § arsicciamente avv. 
arsina   s.f.  (chim.) idrogeno arsenicale, gassoso, assai tossico, di odore sgradevole, usato per la preparazione di composti organici arsenicali e di aggressivi chimici.
arsione   s.f.    • 1 •   (lett.) il senso di aridità che si avverte in gola per effetto della sete, della febbre; arsura    • 2 •   (ant.) incendio.
arso   part. pass.  di ardere   agg.  bruciato; inaridito, secco, riarso: un volto arso (dal sole)  § arsamente avv. 
arsura   s.f.    • 1 •   calore insopportabile dell'atmosfera: arsura estiva    • 2 •   sensazione di aridità e di bruciore nella gola: l'arsura della sete, della febbre    • 3 •   (ant.) incendio.
artato   (1) agg.  (lett.) costretto, sforzato, coartato, in loc. come interpretazione artata, che sforza il significato delle parole § artatamente avv.  : interpretare, spiegare artatamente un'espressione, un passo controverso. 
artato   (2) agg.  (lett.) fatto ad arte con lo scopo di ingannare § artatamente avv.  ad arte, con l'astuzia e l'inganno.
art director   loc. sost. m. invar.  il responsabile per la parte tecnico-grafica di un ufficio o agenzia di pubblicità.
arte   s.f.    • 1 •   attività umana che si compie con l'ingegno e secondo regole dettate dall'esperienza e dallo studio | arti liberali, anticamente, le attività di ordine intellettuale (degne dell'uomo libero); arti meccaniche  (o manuali), anticamente, i mestieri | arte militare, quella che applica i principi della scienza della guerra | arti marziali, particolari tecniche di difesa personale, di origine orientale | arte magiche, sortilegi, incantesimi    • 2 •   attività umana volta a creare opere a cui si riconosce un valore estetico, per mezzo di forme, colori, parole o suoni: l'arte della scultura, della pittura, della poesia, della musica; un'opera d'arte  | arti maggiori, tradizionalmente, pittura, scultura e architettura; arti minori, l'oreficeria, la miniatura, la ceramica ecc. | arti figurative, belle arti, pittura, scultura e architettura; usato assol. al sing.: mostra d' arte; museo d'arte moderna; storia dell'arte  | arte sacra, che crea opere di soggetto religioso | arte applicata, ogni forma d'arte che si proponga fini pratici, come l'abbellimento di oggetti di uso quotidiano | arte pura, libera da tesi o scopi morali, sociali, pratici | arte povera, movimento artistico nato intorno alla metà degli anni sessanta, che mira a ridurre ai minimi termini il segno espressivo, in modo da avvicinarlo il più possibile all'essenzialità del suo archetipo; in pittura e in scultura privilegia l'impiego di materiali poveri come la carta, gli stracci, il legno ecc.    • 3 •   il complesso delle opere artistiche prodotte in una determinata epoca: l'arte greca, romana, medievale, rinascimentale ecc.    • 4 •   insieme di tecniche e di regole dettate dall'esperienza e dallo studio, che servono a svolgere determinate operazioni o attività mestiere, professione: l'arte del fabbro, del falegname; conoscere, esercitare, imparare un'arte; eseguito a regola d'arte, fatto benissimo, come si deve | non avere né arte né parte, essere privo di un'occupazione e di mezzi; essere uno sprovveduto, un incapace | prov.  : impara l'arte e mettila da parte, l'apprendimento di un mestiere, anche se non appare utile al momento, potrà esserlo nel futuro    • 5 •   l'insieme delle tecniche e l'attività propria di chi interpreta opere teatrali e cinematografiche o si esibisce in altre forme di spettacolo: arte drammatica, lirica, cinematografica, teatrale; l'arte del circo  | la settima arte, il cinema | figlio d'arte, figlio di attori che continua l'attività dei genitori; si dice anche in relazione ad altre arti o, scherz., con riferimento a mestieri, professioni non artistiche | nome d'arte, pseudonimo scelto da un attore, da un cantante e sim. | in arte, espressione che introduce pseudonimi usati in ambito professionale dalla gente dello spettacolo: antonio de curtis, in arte totò    • 6 •   (estens.) capacità, abilità: ha l'arte di farsi apprezzare  | inganno, raggiro: con le sue arti è riuscito ad accalappiarmi  | ad arte, di proposito; anche, con subdola abilità: diffondere ad arte voci allarmistiche    • 7 •   nel medioevo, corporazione professionale: dante era iscritto all'arte dei medici e degli speziali. 
artefare   v. tr.  [coniugato come fare] (rar.) alterare, contraffare.
artefatto   part. pass.  di artefare   agg.  fatto con artificio; modificato ad arte, contraffatto: voce artefatta; vino artefatto  | usato come s.m.  nella loc. artefatto di tecnica, (biol.) colorazione o altro aspetto di un preparato, osservabile al microscopio, che non è caratteristico della sua struttura ma è frutto delle manipolazioni che esso ha subito § artefattamente avv.  (non com.).
artefice   s.m.  e f.    • 1 •   chi svolge un lavoro che esige ingegno e abilità    • 2 •   autore, creatore: artefice della propria fortuna  | il sommo artefice, dio.
artemisia   s.f.  pianta erbacea aromatica, con foglie frastagliate e piccoli fiori gialli (fam.  composite).
arteria   s.f.    • 1 •   (anat.) vaso membranoso elastico lungo il quale il sangue fluisce dal cuore ai tessuti | arteria venosa, quella polmonare, o uno dei suoi rami, in cui scorre sangue venoso    • 2 •   (fig.) importante via di comunicazione: arteria stradale. 
arteriografia   s.f.  (med.) visualizzazione radiologica delle arterie.
arteriopatia   s.f.  (med.) qualsiasi processo patologico localizzato in un'arteria.
arteriosclerosi   s.f.  (med.) degenerazione e indurimento delle pareti delle arterie, frequente nell'età avanzata.
arteriosclerotico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'arteriosclerosi  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da arteriosclerosi | (fig. fam.) rimbambito, scimunito.
arterioso   agg.  delle arterie: sangue arterioso; pressione arteriosa, quella del sangue nelle arterie | vaso arterioso, arteria.
arteriotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica di un'arteria per liberarla da emboli o trombi.
arterite   s.f.  (med.) infiammazione di un'arteria.
artesiano   agg.  si dice di pozzo da cui l'acqua zampilla, in quanto la falda a cui esso attinge scorre da livelli più alti | falda artesiana, falda acquifera dalla quale attingono i pozzi artesiani.
artezza   s.f.  (ant.) strettezza.

artico   agg.  [pl. m -ci] del nord, settentrionale: emisfero artico; polo artico, polo nord | che concerne la regione intorno al polo nord della terra: fauna artica   s.m.  il polo nord e la zona geografica circostante.
articolare   (1) v. tr.  [io artìcolo ecc.]    • 1 •   muovere gli arti o le parti del corpo attorno alle articolazioni: articolare un dito    • 2 •   pronunciare in modo chiaro e distinto suoni o parole, quasi sillabando; per estens., dire, pronunciare: non poté articolare parola    • 3 •   (fig.) svolgere in più parti distinte; suddividere: articolare un trattato in due sezioni  | articolarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   di parti del corpo, congiungersi in una articolazione: l'omero si articola con la clavicola    • 2 •   (fig.) suddividersi, distinguersi in parti; strutturarsi: il libro si articola in dieci capitoli. 
articolare   (2) agg.  delle articolazioni del corpo: dolore articolare. 
articolato   (1) part. pass.  di articolare   agg.    • 1 •   dotato di articolazioni, libero di muoversi; riferito a un organo meccanico, dotato di cerniere, snodato: le parti articolate del corpo; il braccio articolato di un escavatore    • 2 •   (fig.) ben collegato e sviluppato nelle sue parti: ragionamento ben articolato  ' sciopero articolato, che avviene in tempi diversi per zone territoriali o per reparti di un'impresa    • 3 •   pronunciato distintamente: suono articolato  | linguaggio articolato, il linguaggio orale dell'uomo, fondato sulla varia articolazione di suoni, in opposizione al linguaggio dei segni o mimico    • 4 •   frastagliato: coste articolate  § articolatamente avv.  con linguaggio articolato | in modo chiaro e organico.
articolato   (2) agg.  (gramm.) si dice di preposizione unita con un articolo in un'unica parola (p. e.  al, del, col).
articolatore   s.m.  (ling.) ogni parte mobile dell'apparato di fonazione che concorre alla produzione di suoni o fonemi (articolazione): le corde vocali, la lingua ecc. sono articolatori. 
articolatorio   agg.  (ling.) relativo all'articolazione.
articolazione   s.f.    • 1 •   l'articolare, l'articolarsi, l'essere articolato (anche fig.)    • 2 •   (anat.) giuntura con diverso grado di mobilità fra due capi ossei contigui    • 3 •   (mecc.) collegamento mobile di due parti di macchina contigue    • 4 •   (ling.) la disposizione delle parti mobili dell'apparato di fonazione (labbra, lingua ecc.) per produrre un suono o un fonema; la produzione stessa di suoni e fonemi mediante la diversa disposizione degli organi vocali: modo, luogo di articolazione; articolazione dentale, palatale, labiale ecc.    • 5 •   (mus.) movimento delle dita di un suonatore di strumenti a tasto; negli strumenti a fiato, la tecnica di separare i suoni mediante colpi di lingua sulla imboccatura.
articolessa   s.f.  (spreg.) articolo di giornale lungo e noioso.
articolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive articoli di giornale.
articolo   s.m.    • 1 •   (gramm.) parte variabile del discorso che distingue il nome a cui è unito e ne determina il genere e il numero: articoli determinativi, il, lo, la, i, gli, le; articoli indeterminativi, un, uno, una; articoli partitivi, del, dello, della, dei, degli, delle (p. e. dammi  dell'acqua; prestami  del denaro)    • 2 •   suddivisione, contrassegnata da un numero d'ordine, di un testo normativo, di una legge, di un contratto (di solito abbreviato in art. , pl. artt.): gli articoli del codice civile  | voce di bilancio, di fattura commerciale. dim. articoletto, articolino  accr. articolone    • 3 •   parte fondamentale, essenziale di una dottrina, di una religione: articolo di fede, verità di fede    • 4 •   scritto di vario argomento per un giornale o una rivista: articolo sportivo, di attualità.  pegg. articolaccio    • 5 •   tipo di oggetto posto in vendita; capo di mercanzia: negozio di articoli casalinghi  | essere un bell'articolo, (fig. scherz.) un bel tipo    • 6 •   (ant.) momento, istante: in articolo di morte, in punto di morte (traduce la formula latina in articulo mortis).
artiere   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) chi esercita un'arte, artigiano; per estens., poeta, artista    • 2 •   (mil.) soldato dell'arma del genio.
artificiale   lett. artifiziale, agg.    • 1 •   che è fatto, prodotto dall'opera umana e non dalla natura; che sostituisce, surroga un'operazione o un prodotto naturale: lago artificiale; allattamento, respirazione artificiale; ghiaccio artificiale; fiori artificiali  | fuochi artificiali, fuochi d'artificio    • 2 •   (fig.) privo di spontaneità, artificioso: allegria, sorriso artificiale  § artificialmente avv. 
artificialità   s.f.  carattere artificiale, non spontaneo; artificiosità: artificialità di comportamento. 
artificiato   lett. artifiziato, agg.  (non com.) fatto con artificio, artefatto § artificiatamente avv. 
artificiere   s.m.    • 1 •   militare o tecnico civile addetto alla preparazione e alla custodia degli esplosivi o al disinnesco di ordigni inesplosi    • 2 •   chi prepara fuochi di artificio.
artificio   lett. artifizio, s.m.    • 1 •   uso dell'arte, maestria, abilità nell'operare; per estens., espediente, accorgimento per conseguire un determinato effetto    • 2 •   (fig.) ricercatezza, affettazione: parlare, scrivere con artificio    • 3 •   (mil.) congegno che produce l'accensione della polvere da sparo | fuochi d' artificio, fuochi di vari colori realizzati con polvere pirica e altre sostanze, fatti esplodere a scopo spettacolare.
artificiosità   lett. artifiziosità, s.f.  l'essere artificioso: artificiosità di modi, di stile. 
artificioso   agg.    • 1 •   fatto con artificio: ragionamento artificioso    • 2 •   privo di naturalezza e spontaneità affettato: maniere artificiose  § artificiosamente avv. 
artifizio   e deriv.   ⇨ artificio e deriv. 
artigianale   agg.  di artigiano, di artigiani: produzione artigianale  | (estens.) fatto alla buona, senza grandi mezzi: un film artigianale  § artigianalmente avv. 
artigianalità   s.f.  l'essere artigianale; carattere artigianale.
artigianato   s.m.    • 1 •   l'attività degli artigiani : i prodotti dell'artigianato italiano    • 2 •   l'insieme dei prodotti artigiani: mostra dell'artigianato    • 3 •   stato e condizione dell'artigiano.
artigianello   s.m.    • 1 •   dim.  di artigiano    • 2 •   pl.  allievi di istituti assistenziali che avviavano ai mestieri; la denominazione stessa di tali istituti.
artigianesco   agg.  [pl. m. -schi] (rar.) artigianale.
artigiano   s.m.  [f. -a] chi, in proprio, con l'aiuto di familiari o di pochi dipendenti, produce oggetti d'uso o di ornamento la cui realizzazione richieda una particolare capacità tecnica o un certo gusto artistico. dim. artigianello   agg.  dell'artigiano, dell'artigianato; artigianale: bottega artigiana. 
artigliare   v. tr.  [io artìglio ecc.] (lett.) afferrare con gli artigli; (fig.) prendere con forza.
artigliato   part. pass.  di artigliare   agg.    • 1 •   munito di artigli: zampe artigliate    • 2 •   a forma, a guisa di artiglio: lo ghermì con la mano artigliata. 
artigliere   s.m.  soldato d'artiglieria.
artiglieria   s.f.    • 1 •   il complesso delle armi da fuoco pesanti montate su affusto: artiglieria da campagna, da montagna; pezzo d'artiglieria, cannone, obice o mortaio    • 2 •   ripartizione dell'esercito specializzata nell'uso di tali armi.
artiglio   s.m.  unghia adunca, a volte retrattile, di animali predatori, quali gli uccelli rapaci e i felini | cadere negli, sotto gli artigli di qualcuno, (fig.) cadere in potere di persona avida o violenta | tirar fuori gli artigli, (fig.) diventare aggressivo, farsi valere.
artimone   s.m.  (mar.) voce non più in uso per indicare la vela di gabbia.
artiodattili   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi muniti di zoccoli in numero pari per ogni piede | sing.  [-o] ogni mammifero di tale ordine.
artista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi si dedica abitualmente a un'arte (pittura, scultura, poesia, musica ecc.): gli artisti dell'età neoclassica.  pegg. artistucolo    • 2 •   chi per professione si esibisce in spettacoli teatrali, musicali, televisivi ecc.: un artista del cinema, del varietà    • 3 •   (estens.) persona che possiede particolari doti di sensibilità e di gusto    • 4 •   chi è abilissimo in un'attività (anche iron.): è un vero artista nel raccontar bugie    • 5 •   (ant.) artigiano.
artisticità   s.f.  l'essere artistico, l'avere valore artistico: l'artisticità di monumento. 
artistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'arte o gli artisti: liceo artistico; educazione artistica  | che è fatto con arte: lavoro artistico; da artista: gusto artistico  § artisticamente avv.  in modo artistico; dal punto di vista artistico.
art nouveau   s.f.  movimento artistico di reazione all'accademismo e all'eclettismo ottocenteschi sviluppatosi in europa e negli stati uniti tra la fine del xix e i primi del xx secolo; interessò soprattutto l'architettura e le arti decorative.
arto   (1) agg.  (lett.) stretto: all'alma pellegrina / gli è duro ogni altro sentiero erto o arto  (michelangelo).
arto   (2) s.m.  (anat.) membro articolato del corpo: arti superiori, le braccia; arti inferiori, le gambe; arto artificiale  | arto fantasma, (med.) fenomeno per cui un soggetto al quale è stato amputato un arto, o una parte di esso, avverte precise sensazioni, anche dolorose, che simulano la presenza della parte amputata.
artocarpo   s.m.  (bot.) genere di piante arboree tropicali con infiorescenze sferiche o a clava; vi appartengono due specie note come albero del pane  per le infruttescenze commestibili (fam.  moracee).
artocefalo   s.m.  otaria dalla pregiata e morbida pelliccia bruno-grigiastra (ord.  carnivori).
artrite   s.f.  (med.) infiammazione delle articolazioni.
artritico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo ad artrite: dolori artritici   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da artrite.
artritismo   s.m.  (med.) predisposizione costituzionale a determinate malattie del ricambio (gotta, diabete, obesità ecc.) che causano lesioni alle articolazioni e ai tessuti circostanti.
artro-  artro- primo elemento di composti scientifici nei quali significa 'articolazione, arto', dal gr. árthron  'membro, articolazione' (artroplastica, artropodi).
artrodesi   s.f.  (med.) intervento chirurgico con il quale si fissano l'uno all'altro i capi ossei di un'articolazione.
artrologia   s.f.  (med.) parte dell'anatomia che studia le articolazioni.
artropatia   s.f.  (med.) qualsiasi processo patologico localizzato nelle articolazioni.
artroplastica   s.f.  (med.) ricostruzione chirurgica di un'articolazione.
artropodi   s.m. pl.  (zool.) tipo di invertebrati con corpo rivestito di uno strato di chitina e diviso in segmenti diversi tra loro, ciascuno con appendici locomotorie e prensili articolate (p. e.  crostacei, insetti, aracnidi) | sing.  [-e] ogni invertebrato che appartiene a tale tipo.
artroscopia   s.f.  (med.) metodo chirurgico che consiste nel praticare una piccola incisura nelle articolazioni e nell'eseguire, con l'aiuto di mezzi ottici, un intervento: artroscopia chirurgica, diagnostica. 
artroscopio   s.m.  (med.) strumento con cui si esegue l'artroscopia.
artrosi   s.f.  (med.) affezione cronica degenerativa di una cartilagine articolare, che colpisce soprattutto le persone anziane.
artrotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica di un'articolazione.
arturiano   agg.  di artù, leggendario re di britannia (secc. v-vi); che riguarda re artù o la sua leggenda: i romanzi del ciclo arturiano. 
aruspice   s.m.  presso gli etruschi e i romani, sacerdote che prediceva il futuro esaminando le viscere degli animali sacrificati.
aruspicina   s.f.  il complesso dei metodi e delle tecniche interpretative proprie dell'aruspice.
aruspicio   s.m.  esercizio dell'aruspicina; responso di un aruspice.
arvale   s.m.  nell'antica roma, uno dei dodici sacerdoti componenti il collegio dei fratres arvales, dediti al culto della dea dia e a riti propiziatori della fertilità dei campi.
arvense   agg.  si dice di pianta che cresce nei campi coltivati.
arvicola   s.f.  piccolo topo di campagna dannoso alle coltivazioni (ord.  roditori).
arzanà   s.m.  (ant. ven.) arsenale.
arzente   agg.  (ant. , lett.) ardente | acqua arzente, acquavite  s.m.  (antiq.) acquavite.
arzigogolare   v. intr.  [io arzigògolo ecc. ; aus. avere] fare arzigogoli, fantasticare; perdersi in discorsi astrusi ed eccessivamente sottili: arzigogolare su un argomento. 
arzigogolato   part. pass.  di arzigogolare   agg.  complicato, ricercato, artificioso: frasi arzigogolate  § arzigogolatamente avv. 
arzigogolo   s.m.    • 1 •   discorso o ragionamento astruso e lambiccato; fantasticheria, cavillo    • 2 •   espediente, trovata ingegnosa.
arzillo   agg.  vivace, vispo; si dice per lo più di persona anziana ancora vitale o di chi ha bevuto abbondantemente | vino arzillo, (tosc.) frizzante.
asa   s.m. invar.  (foto.) unità di misura della sensibilità delle pellicole fotografiche.
asaro   s.m.  pianta con fusto strisciante, foglie reniformi e piccoli fiori violacei (fam.  aristolochiacee).
asbergo    ⇨ usbergo.
asbesto   s.m.  (ant. , lett.) amianto.
asbestosi   s.f.  (med.) malattia professionale provocata da inspirazione di polvere d'amianto.
asburgico   agg.  [pl. m. -ci] degli asburgo; dell'impero degli asburgo.
ascaride   s.m.  verme dal corpo cilindrico, parassita dell'intestino tenue dei vertebrati (cl.  nematodi).
ascaro   s.m.    • 1 •   (st.) soldato indigeno delle colonie italiane di eritrea e somalia    • 2 •   (spreg. , non com.) nel linguaggio politico, chi non ha un proprio programma, chi svolge un ruolo gregario: gli ascari parlamentari. 
asce    ⇨ ascia.
ascella   s.f.    • 1 •   (anat.) cavità sotto il braccio nel punto in cui questo si articola con la spalla    • 2 •   (bot.) l'angolo compreso tra il picciolo della foglia e il ramo a cui esso si attacca.
ascellare   agg.    • 1 •   dell'ascella: temperatura ascellare, quella corporea misurata ponendo il termometro nel cavo dell'ascella    • 2 •   (bot.) si dice di un organo vegetale situato all'ascella di una foglia o di una brattea: gemma ascellare. 
ascendentale   agg.    • 1 •   (non com.) ascensionale: movimento ascendentale    • 2 •   che si riferisce agli antenati: linea ascendentale, ascendenza diretta di parentela § ascendentalmente avv. 
ascendente   part. pres.  di ascendere   agg.  che sale: movimento ascendente  | scala ascendente, (mus.) che va da suoni più gravi a suoni più acuti | dittongo ascendente, (ling.) quello in cui la vocale segue la semivocale (come uò  di buono, iè  di piede) | ritmo ascendente, nella metrica classica, quello in cui i tempi deboli precedono i tempi forti, come avviene p. e. nel giambo e nell'anapesto | lettera ascendente, (tip.) ogni lettera con un'asta verso l'alto (p. e. d, l) | corsa ascendente, nelle linee dei trasporti urbani, quella che va dal centro alla periferia  s.m.    • 1 •   autorità morale, influenza: avere, esercitare un ascendente su qualcuno    • 2 •   in astrologia, segno zodiacale considerato nel momento di ascesa all'orizzonte, che si ritiene influisca, alla nascita, sul carattere e la costituzione delle persone a seconda del pianeta con cui si congiunge: aquario con ascendente capricorno    • 3 •   spec. pl.  antenato in linea diretta § ascendentemente avv.  (non com.).
ascendenza   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere ascendente    • 2 •   l'insieme degli ascendenti, degli antenati    • 3 •   (fig.) modello originario a cui si può far risalire un prodotto artistico o culturale: scultura di ascendenza michelangiolesca. 
ascendere   v. intr.  [coniugato come scendere; aus. essere]    • 1 •   (lett.) andare verso l'alto, salire; innalzarsi (anche fig.): gesù ascese al cielo; ascendere ai sommi onori    • 2 •   (non com.) ammontare, assommare, riferito a importi  v. tr.  (non com.) salire: ascendere un monte. 
ascensa   s.f.  (ant. , region.) la festa dell'ascensione.
ascensionale   agg.  che sale o tende a salire: corrente ascensionale  | forza ascensionale, quella che permette a una aerodina di sollevarsi § ascensionalmente avv. 
ascensione   s.f.    • 1 •   l'ascendere | ascensione (alpinistica), salita in alta montagna compiuta con l'ausilio di attrezzi speciali | ascensione retta, (astron.) la prima delle coordinate equatoriali di un astro    • 2 •   (relig.) l'ascesa di cristo al cielo dopo la resurrezione | ascensione, festa che si celebra quaranta giorni dopo pasqua per ricordare l'ascesa di cristo al cielo.
ascensore   s.m.  impianto di sollevamento per persone, in cui una cabina, azionata da un argano a motore elettrico, scorre fra guide verticali collegando i piani di un edificio o i livelli di una miniera.
ascensorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] persona addetta alla manutenzione o al servizio di ascensori.
ascesa   s.f.  salita (spec. fig.): ascesa al trono. 
ascesi   s.f.  pratica di vita che tende all'elevazione spirituale attraverso il dominio degli istinti, l'astensione dai piaceri, la meditazione e il distacco dal mondo.
asceso   part. pass.  di ascendere   agg.  nei sign. del verbo.
ascesso   s.m.  (med.) raccolta di pus che si forma in una qualunque parte del corpo in seguito a infezione.
ascessuale   agg.  (med.) relativo ad ascesso.
asceta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi pratica l'ascesi; per estens., chi vive con austerità.
ascetica   s.f.  teoria e pratica dell'ascetismo.
ascetico   agg.  [pl. m. -ci] di, da asceta; che concerne l'ascesi o l'ascetismo: vita ascetica; pratiche ascetiche; volto ascetico  § asceticamente avv. 
ascetismo   s.m.  sistema di vita fondato sull'ascesi; per estens., modo di vivere austero.
ascia   ant. o pop. asce, s.f.  [pl. asce]    • 1 •   utensile per la lavorazione grossolana del legno, costituito da un ferro tagliente e ricurvo inserito perpendicolarmente su un manico di legno | maestro d'ascia, carpentiere specializzato nella costruzione e nella manutenzione di scafi in legno | fatto, tagliato con l'ascia, (fig.) si dice di cosa fatta grossolanamente o di persona rozza | ascia di guerra, arma a forma d'accetta usata nel medioevo e presso i pellirosse dell'america sett.: dissotterrare l'ascia di guerra, (fig.) avere intenzioni bellicose    • 2 •   ascia d'argento, piccolo pesce delle profondità marine, provvisto di organi luminosi, la cui forma ricorda quella di un'ascia (ord.  clupeiformi).
asciale   s.m.  ciascuno dei due pezzi di legno che fiancheggiano la stanga dell'erpice.
ascialia    ⇨ asialia.
ascialone   s.m.  (edil.) asse fissata alle antenne per sostenere i ponti delle armature.
ascianti    ⇨ ashanti.
asciare   v. tr.  [io àscio ecc.] (non com.) sgrossare il legname con l'ascia.
asciata   (non com.) s.f.  colpo d'ascia.
asciatico   agg.  [pl. m. -ci] (tecn.) scialitico.
ascidia   s.f.  animale marino degli urocordati, a forma di sacco, che vive, solitario o in colonia, attaccato al fondale marino o a oggetti sommersi (cl.  ascidiacei).
ascidiacei   s.m. pl.  (zool.) classe di animali marini a forma di sacco, comprendente le ascidie | sing.  [-o] ogni animale di tale classe.
ascidio   s.m.  (bot.) foglia di alcune piante carnivore che si trasforma in una piccola sacca in cui vengono catturate le prede.
ascidiosi   s.f.  (bot.) fenomeno per cui le foglie di una pianta si trasformano in ascidi.
asciolvere   (1) v. intr.  [aus. avere; part. pass. asciolto] (ant.) fare colazione.
asciolvere   (2) s.m.  (ant.) colazione, spuntino.
ascisc    ⇨ hashish.
ascissa   s.f.  (mat.) il numero che nelle coordinate cartesiane indica la distanza di un punto dall'asse delle ordinate; anche, la coordinata orizzontale del piano cartesiano.
ascite   s.f.  (med.) raccolta di liquido sieroso libero nella cavità addominale.
ascitico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo ad ascite: liquido, versamento ascitico. 
ascitizio   agg.  (non com.) aggiunto, accessorio: titolo ascitizio. 
asciugabiancheria   s.m. invar.    • 1 •   attrezzo su cui si stende la biancheria da asciugare; stenditoio    • 2 •   elettrodomestico per asciugare la biancheria; asciugatrice.
asciugacapelli   s.m. invar.  apparecchio elettrico che asciuga i capelli per mezzo di un getto d'aria calda; fon.
asciugamano   s.m.  [pl. -ni] capo di biancheria per toletta, di tela di cotone o altro, che serve per asciugarsi dopo che ci si è lavati.
asciugamento   s.m.  asciugatura.
asciugante   part. pres.  di asciugare   agg.  che asciuga; assorbente: carta asciugante   s.m.  (ind.) essiccatoio.
asciugare   v. tr.  [io asciugo, tu asciughi ecc.]    • 1 •   togliere l'umidità alle cose bagnate (con un panno o mediante esposizione a una fonte di calore o al vento): asciugare le posate; asciugarsi le mani, i capelli  | astergere: asciugare le lacrime, il sudore    • 2 •   (estens.) prosciugare, disseccare: asciugare il fieno; un vento che asciuga la gola  | asciugare le tasche a qualcuno, (fig.) fargli spendere molto | asciugare lo stile, la scrittura, (fig.) renderli più essenziali, concisi | v. intr.  [aus. essere], asciugarsi v. rifl.  diventare asciutto: stendere i panni ad asciugarsi  ' (fig.) dimagrire: con l'età si è asciugato  | v. rifl.  togliersi il bagnato: asciugarsi con un telo di spugna. 
asciugatoio   s.m.    • 1 •   (ant. , region.) capo di biancheria per cucina o per toletta, di tela di cotone o altro, per asciugare o asciugarsi    • 2 •   (ind.) essiccatoio.
asciugatore   s.m.  apparecchio elettrico che emette aria calda per asciugare le mani.
asciugatrice   s.f.  macchina per l'asciugatura di tessuti o carta.
asciugatura   s.f.  l'asciugare, l'asciugarsi, l'essere asciugato.
asciutta   s.f.    • 1 •   (pop.) siccità | periodo in cui si toglie l'acqua dalle risaie    • 2 •   (zootec.) periodo prima del parto in cui la ghiandola mammaria delle vacche non dà latte.
asciuttezza   s.f.  l'essere asciutto (anche fig.): l'asciuttezza del clima; l'asciuttezza di un volto, di una risposta. 
asciutto   agg.    • 1 •   privo di umidità, non bagnato; secco, arido: clima, luogo asciutto; avere la gola asciutta  | pasta asciutta, senza brodo | a occhi asciutti, senza lacrime | rimanere a bocca asciutta, senza mangiare o bere; (fig.) essere deluso per non aver conseguito ciò che si desiderava | balia asciutta, che si cura di un neonato senza allattarlo    • 2 •   (fig.) magro e muscoloso: un fisico asciutto    • 3 •   (fig.) brusco, secco, distaccato: una risposta asciutta  | sobrio, conciso: uno stile asciutto    • 4 •   detto di vino, secco, non dolce  s.m.  terreno non bagnato: camminare sull'asciutto  | essere all'asciutto, (fig.) senza quattrini § asciuttamente avv.  bruscamente; concisamente.
asclepiadacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni erbacee o arbustacee, caratteristiche dei paesi tropicali | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
asclepiade   s.f.  genere di arbusti ramosi dai fiori rosa o bianchi e dai semi muniti di un lungo pappo (fam.  asclepiadacee).
asclepiadeo   agg.  si dice di un metro della lirica classica perfezionato dal poeta greco asclepiade (secc. iv-iii a. c.) | strofe asclepiadea, strofe di varia struttura formata da versi asclepiadei, gliconei e ferecratei  s.m.  il verso asclepiadeo, che può essere minore  o maggiore  a seconda che sia formato da dodici o da sedici sillabe.
asclepiadina   s.f.  (chim.) sostanza amara con proprietà purgative che si ricava da varie specie di asclepiade.
asco   s.m.  [pl. -schi] (bot.) sporangio tipico dei funghi ascomiceti, a forma di sacco, contenente le spore.
ascocarpo   s.m.  (bot.) corpo fruttifero caratteristico dei funghi ascomiceti, contenente gli aschi.
ascogonio   s.m.  (bot.) organo riproduttore femminile degli ascomiceti.
ascolano   agg.  di ascoli  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di ascoli.
ascoliasmo   s.m.  presso greci e romani, gioco che consisteva nello stare in equilibrio su un otre gonfiato.
ascolta    ⇨ scolta.
ascoltabile   agg.  che si può ascoltare.
ascoltante   part. pres.  di ascoltare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  (lett.) ascoltatore, uditore.
ascoltare   v. tr.  [io ascólto ecc.]    • 1 •   udire con attenzione; stare a sentire (anche assol.): ascoltare un discorso, una canzone; ascoltate chi vi parla; taci e ascolta!  | ascoltare una conferenza, una lezione, la messa, assistervi    • 2 •   dar retta, seguire: ascoltare i consigli di qualcuno; ascoltare la voce della coscienza  | esaudire: ascoltare una preghiera, una supplica    • 3 •   (med.) auscultare.
ascoltatore   s.m.  [f. -trice] chi ascolta una conferenza o una trasmissione radiofonica.
ascoltazione   s.f.    • 1 •   (lett.) l'ascoltare    • 2 •   (med.) auscultazione.
ascolto   s.m.  l'atto, il fatto di ascoltare: stare, mettersi in ascolto; dare, prestare ascolto, dar retta, prestare attenzione | indice di ascolto  (radiofonico, televisivo), percentuale di utenti sintonizzati su una frequenza o una rete in un determinato momento, calcolata sull'insieme dell'utenza attiva in quel momento.
ascomiceti   s.m. pl.  (bot.) classe di funghi che si riproducono mediante spore contenute in aschi | sing.  [-e] ogni fungo di tale classe.
ascon   s.m. invar.  (zool.) il più semplice dei tre tipi fondamentali di struttura delle spugne.
ascondere   v. tr.  [io ascóndo ecc. ; pass. rem. io ascósi, tu ascondésti ecc. ; part. pass. ascóso] (lett.) nascondere, celare | ascondersi v. rifl.  nascondersi, celarsi: mirate la dottrina che s'asconde / sotto 'l velame de li versi strani  (dante inf.  ix, 62-63).
ascorbico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido organico meglio conosciuto come vitamina c, presente in sostanze animali e vegetali, spec. nel succo degli agrumi, ma prodotto anche per sintesi; è di importanza vitale per l'uomo.
ascoso   part. pass.  di ascondere   agg.  (lett.) nascosto: manda alle ascose vergini / le pure gioie ascose  (manzoni la pentecoste) § ascosamente avv. 
ascospora   s.f.  (bot.) spora caratteristica dei funghi ascomiceti, che si forma all'interno di un asco ed è destinata alla riproduzione.
ascreo   agg.  (lett.)    • 1 •   di ascra, in beozia, patria del poeta greco esiodo (secc. viii-vii a. c)    • 2 •   (estens.) si dice della poesia georgica e didascalica ispirata al modello esiodeo, e anche della poesia in genere.
ascritto   part. pass.  di ascrivere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] (non com.) iscritto: gli ascritti a un'associazione, in un elenco. 
ascrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere] (lett.)    • 1 •   annoverare, scrivere nel numero: ascrivere fra i soci    • 2 •   attribuire, imputare: ascrivere a biasimo, a lode; ascrivere un comportamento a una data causa. 
ascrizione   s.f.  (non com.) l'ascrivere, l'essere ascritto.
aseità   s.f.  nella tradizione filosofica medievale, la condizione dell'essere che esiste di per sé, senza trarre da altro la propria esistenza (è attributo di dio); si contrappone ad abalietà. 
asello   s.m.  (zool.) piccolo crostaceo d'acqua dolce.
asemanticità   s.f.  (ling.) l'essere asemantico.
asemantico   agg.  [pl. m. -ci] che non fa riferimento a un sistema precostituito di simboli, di significati: arti asemantiche  | (ling.) si dice di unità o elemento che non possiede, di per sé, uno specifico significato (p. e.  un fonema, un affisso, una desinenza) § asemanticamente avv. 
asepsi   s.f.  (med.)    • 1 •   insieme delle tecniche e dei metodi usati per sterilizzare il materiale chirurgico, allo scopo di prevenire le infezioni    • 2 •   condizione di non contaminazione da germi.
asessuale   agg.  (biol.) si dice di riproduzione che avviene senza il concorso degli organi sessuali § asessualmente avv. 
asessuato   agg.    • 1 •   (biol.) che non presenta differenziazioni di sesso: organismo asessuato  | asessuale    • 2 •   (fig.) non caratterizzato in modo specifico; neutro § asessuatamente avv. 
asettico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) in condizione di asepsi: ferri chirurgici asettici  | febbre asettica, indipendente da cause batteriche o da virus    • 2 •   (fig. lett.) freddo, impersonale: stile asettico  § asetticamente avv. 
asfaltare   v. tr.  ricoprire, pavimentare con asfalto: strada asfaltata. 
asfaltatore   s.m.  operaio addetto all'asfaltatura.
asfaltatura   s.f.  l'operazione dell'asfaltare | il rivestimento, la pavimentazione stradale che così si ottiene.
asfaltico   agg.  [pl. m. -ci] che contiene asfalto o deriva dall'asfalto: bitume asfaltico; polvere asfaltica. 
asfaltista   s.m.  [pl. -sti] asfaltatore.
asfalto   s.m.    • 1 •   roccia sedimentaria, calcarea o di altro genere, intrisa di bitume    • 2 •   conglomerato naturale o artificiale di pietrisco minuto impastato con bitume o catrame, usato per la impermeabilizzazione e pavimentazione di strade, tetti, terrazze ecc. | la giungla d'asfalto, (fig.) la metropoli    • 3 •   (estens.) strada asfaltata: l'automobile frenò sull'asfalto. 
asfissia   s.f.  (med.) impedimento dell'attività respiratoria che può essere determinato da annegamento, strangolamento, allergie, gas irritanti ecc. | (fam.) noia, fastidio: che asfissia!. 
asfissiante   part. pres.  di asfissiare   agg.    • 1 •   che provoca asfissia, che soffoca: gas asfissiante, aggressivo chimico gassoso impiegato in guerra    • 2 •   (fig.) noioso, fastidioso: una persona asfissiante  § asfissiantemente avv.  in modo opprimente.
asfissiare   v. tr.  [io asfìssio ecc.]    • 1 •   provocare asfissia; per estens., dare un senso di soffocamento: morire asfissiato; un calore che asfissia    • 2 •   (fig.) annoiare, infastidire: asfissiare qualcuno con le chiacchiere  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   essere colto da asfissia; morire per asfissia; per estens., sentirsi soffocare: asfissiare per il caldo    • 2 •   (fig.) sentirsi oppresso | asfissiarsi v. rifl.  uccidersi asfissiandosi: si è asfissiato con il gas. 
asfittico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   provocato da asfissia: stato asfittico    • 2 •   colpito da asfissia: neonato asfittico    • 3 •   (fig.) senza vitalità: ambiente culturale asfittico  § asfitticamente avv.  in modo angusto, penoso.
asfodelo   s.m.  pianta erbacea con fiori bianchi a grappolo e foglie lineari (fam.  gigliacee); i greci la consideravano sacra ai morti.
ashanti   o ascianti, agg.  e s.m.  e f.  che, chi appartiene a una popolazione africana del ghana e della costa d'avorio.
ashkenazita   o askenazita, agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -ti] ebreo originario della germania o discendente da ebrei tedeschi emigrati nell'europa orientale e in america.
-asi  -asi suffisso usato in parole composte della terminologia chimica per indicare gli enzimi (amilasi, lipasi); è tratto da diastasi, il primo enzima isolato.
asiaco   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) asiatico.
asiago   s.m. invar.  formaggio semicotto di latte vaccino.
asialia   meno corretto ascialia, s.f.  (med.) insufficienza o assenza di secrezione salivare.
asianesimo   o asianismo [a-sia-nì-smo], s.m.  nell'antichità greco-romana, stile oratorio e indirizzo letterario che propugnava l'uso di un linguaggio esuberante, ricco di artifici retorici; si contrapponeva all'atticismo | (estens.) eccessiva ricercatezza di stile.
asiano   agg.    • 1 •   relativo all'asianesimo o atteggiato secondo il gusto e le teorie dell'asianesimo    • 2 •   (poet.) asiatico.
asiatica   s.f.  (med.) influenza provocata da un virus proveniente dall'asia; febbre asiatica.
asiatico   agg.  dell'asia: popoli asiatici; civiltà asiatiche  | lusso, stile asiatico, (fig.) estremamente raffinato, sfarzoso, fastoso  s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'asia.
asigmatico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) nella morfologia greca, privo di sigma: nominativo, aoristo, futuro asigmatico. 
asillabico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (ling.) che non fa sillaba, che non è centro di sillaba: vocale asillabica    • 2 •   (metr.) si dice di versificazione, poesia, ritmo ecc. non basati sul numero delle sillabe: verso asillabico. 
asilo   s.m.    • 1 •   rifugio, protezione: cercare, trovare, dare asilo  | diritto d'asilo, immunità concessa un tempo a chi si rifugiava in luoghi sacri o, talvolta, in sedi universitarie | asilo politico, ospitalità concessa da uno stato a profughi politici stranieri    • 2 •   luogo che accoglie persone bisognose di particolare assistenza e aiuto: asilo di mendicità, ricovero per anziani disagiati; asilo notturno, in cui si offre gratuitamente da dormire ai senzatetto; dormitorio pubblico    • 3 •   istituto in cui si mandano i bambini in età prescolare: asilo (infantile  o d'infanzia), scuola materna; (asilo) nido, che accoglie i bambini fino ai tre anni.
asimmetria   s.f.  mancanza di simmetria.
asimmetricità   s.f.  l'essere asimmetrico.
asimmetrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   non simmetrico, privo di simmetria: disposizione asimmetrica  | in matematica e logica, si dice di relazione binaria che non soddisfa la proprietà simmetrica    • 2 •   (chim.) si dice di atomo o di composto derivato i cui legami con altri atomi o radicali non sono simmetrici: carbonio asimmetrico  § asimmetricamente avv. 
asinaggine   s.f.  grande ignoranza.
asinaio   s.m.  [f. -a] chi conduce un asino; chi custodisce asini.
asinarteto   agg.  nella metrica greca e latina, si dice di verso formato da due membri di natura ritmica diversa.
asinata   s.f.  (fam.) azione, discorso che rivela ignoranza e grossolanità.
asincronia   s.f.  assenza di sincronia.
asincronismo   s.m.    • 1 •   mancanza di sincronismo    • 2 •   tecnica cinematografica per cui suoni, rumori e voci vengono registrati sulla colonna sonora in sincronia non perfetta con le immagini, così da ottenere determinati effetti visivi e acustici.
asincrono   agg.    • 1 •   non sincrono, non simultaneo    • 2 •   (elettr.) si dice di macchina elettrica rotante in cui la velocità di rotazione non dipende dalla frequenza della corrente: motore asincrono, a campo magnetico rotante.
asindetico   agg.  [pl. m. - ci] (ling.) di asindeto, costruito per asindeto: periodo asindetico  § asindeticamente avv. 
asindeto   s.m.  (ling.) procedimento sintattico che consiste nel giustapporre parole, locuzioni o proposizioni senza ricorrere a congiunzioni coordinanti (p. e. fior' frondi erbe ombre antri onde aure soavi; petrarca canz.  ccciii, 5).
asineggiare   v. intr.  [io asinéggio; aus. avere] (non com.) comportarsi da asino.
asinergia   s.f.  (med.) mancanza di coordinazione nei movimenti.
asineria   s.f.  atto, discorso, comportamento da ignorante, da villano; asinità.
asinesco   agg.  [pl. m. -schi] da asino, da persona ignorante, villana: comportamento asinesco  § asinescamente avv. 
asinino   agg.  di, da asino (anche fig.): orecchie asinine; cocciutaggine asinina  | tosse asinina, (pop.) pertosse § asininamente avv.  (rar.).
asinità   s.f.  ignoranza da asino; asineria.
asino   s.m.  [f. -a] quadrupede domestico da tiro, da sella e da soma, con testa grande, orecchie lunghe e diritte, mantello grigio e un fiocco di peli all'estremità della coda (ord.  perissodattili): lavorare come un asino, duramente; fare l'asino di casa, (fig.) sobbarcarsi il lavoro proprio e l'altrui | con riferimento alla cocciutaggine o all'ignoranza attribuite all'asino: pezzo d'asino!; un asino calzato e vestito  | in loc. figurate e proverbiali: la bellezza dell'asino, della giovinezza; a schiena d'asino, detto di strada a profilo convesso particolarmente pronunciato; qui casca l'asino, qui è la difficoltà credere che l'asino voli, credere le cose più inverosimili; fare l'asino, fare il cascamorto; legare l'asino dove vuole il padrone, obbedire docilmente, per quieto vivere, a chi comanda; essere, fare come l'asino di buridano, ridursi all'inazione per irresolutezza, come l'asino del noto apologo attribuito al filosofo medievale buridano, che morì di fame davanti a due mucchi di fieno uguali e ugualmente distanti. dim. asinello   agg.  (rar.) ignorante, villano: gente asina. 
asintattico   agg.  [pl. m. -ci] (gramm.) non sintattico, che non rispetta la sintassi: periodo asintattico  § asintatticamente avv. 
asintomatico   agg.  [pl. m. -ci] che non presenta sintomi: malattia asintomatica. 
asintotico   agg.  [pl. m. -ci] (mat.)    • 1 •   relativo a un asintoto    • 2 •   si dice del valore di una grandezza che si approssima indefinitamente a un valore dato senza mai coincidere con esso.
asintoto   s.m.  (mat.) retta a cui una curva si avvicina indefinitamente senza mai raggiungere il contatto; tangente all'infinito.
asismico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che non è soggetto a terremoti: località asismica    • 2 •   antisismico: edificio asismico  § asismicamente avv. 
asistematico   agg.  [pl. m. -ci] che manca di sistematicità casuale, occasionale.
askenazita    ⇨ ashkenazita.
asma   s.f.  e, non com., m.  [non usato al pl.] (med.) forma patologica caratterizzata da spasmi bronchiali che causano difficoltà intensa del respiro: asma bronchiale, cardiaca, allergica. 
asmatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'asma  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi soffre d'asma.
asociale   agg.    • 1 •   che rifiuta di conformarsi alle regole di vita della società organizzata; che è privo di coscienza sociale    • 2 •   (estens.) che ha carattere chiuso, introverso  s.m.  e f.  individuo asociale § asocialmente avv. 
asocialità   s.f.  l'essere asociale.
asola   s.f.    • 1 •   orlatura di filo a punto smerlo fatta ai bordi di un occhiello per rinforzare il tessuto; l'occhiello stesso    • 2 •   occhiello metallico in cui si adatta un perno.
asolaia   s.f.  cucitrice addetta all'esecuzione delle asole; occhiellaia.
asolare   v. intr.  [io à solo ecc.; aus. avere] (lett.)    • 1 •   soffiare in modo leggero e intermittente (detto del vento): con la... parola 'asolare' si esprime mirabilmente quel ricorrere che a volta a volta fa il vento, che non ispira continuo  (magalotti)    • 2 •   (fig.) aggirarsi con insistenza in un luogo    • 3 •   prender aria, rinfrescarsi.
asolo   s.m.  (lett.)    • 1 •   alito di vento    • 2 •   (ant.) apertura per arieggiare un locale; sfiatatoio.
asonico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di strumento o dispositivo che produce un suono non percepibile dall'orecchio umano.
aspa   s.f.    • 1 •   (ind. tessile) macchina usata per l'aspatura    • 2 •   (mar.) asta metallica o di legno impiegata come leva nella manovra dell'argano.
asparagacee   s.f. pl.  (bot.) sottofamiglia di piante monocotiledoni a cui appartiene l'asparago (fam.  gigliacee) | sing.  [-a] ogni pianta di tale sottofamiglia.
asparageto   s.m.  lo stesso che asparagiaia. 
asparagiaia   tosc. sparagiaia, s.f.  terreno coltivato ad asparagi.
asparagina   s.f.    • 1 •   (bot.) asparagacea dalla sottile ramificazione in piccole foglie perenni, coltivata in vaso a uso ornamentale    • 2 •   (chim.) derivato azotato di un amminoacido con azione diuretica, che si trova in varie piante e spec. nei germogli dell'asparago.
asparago   tosc. asparagio e sparagio, s.m.  [pl. -gi] pianta erbacea a foglioline finissime, lineari, dal cui rizoma spuntano germogli, detti turioni, carnosi e commestibili (fam.  gigliacee).
aspargicoltura   s.f.  coltivazione degli asparagi.
aspatoio   s.m.  aspo industriale.
aspatore   s.m.  [f. -trice] nell'industria tessile, chi è addetto all'aspatura.
aspatura   s.f.  operazione con la quale un filato di fibra tessile è avvolto in matasse su aspi.
aspe   s.m.  (poet.) aspide, serpe.
aspecifico   agg.  [pl. m. -ci] (scient.) si dice di tutto ciò che ha attinenza con una data realtà, ma non la caratterizza in maniera sua propria | forma aspecifica, (med.) forma infiammatoria non specifica, cioè che simula p. e. una forma tubercolare o luetica ma è determinata da germi comuni.
asperella   s.f.  pianta erbacea con frutti spinosi e fiori bianchi o giallastri (fam.  rubiacee).
asperge    ⇨ asperges.
aspergere   v. tr.  [io aspèrgo, tu aspèrgi ecc.; pass. rem. io aspèrsi, tu aspergésti ecc.; part. pass. aspèrso]    • 1 •   spruzzare, bagnare leggermente, spec. d'acqua benedetta: il sacerdote asperse i fedeli    • 2 •   (lett.) spargere, cospargere.
asperges   antiq. asperge, s.m. invar.  l'aspersorio, così chiamato dalla prima parola dell'antifona pronunciata dal sacerdote durante l'aspersione; l'aspersione stessa: dare l'asperges. 
aspergillacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi ascomiceti, noti con il nome di muffe verdi; comprendono l'aspergillo e il penicillio | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
aspergillo   s.m.  (bot.) genere di funghi ascomiceti a forma di aspersorio (fam.  aspergillacee).
aspergillosi   s.f.  malattia dell'uomo e degli animali causata da un aspergillo; dà luogo a granulomi localizzati nei polmoni e nei reni.
asperità   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   asprezza, irregolarità, ruvidità: le asperità del terreno    • 2 •   (fig) difficoltà, ostacoli: le asperità della vita. 
aspermia   s.f.    • 1 •   (med.) assenza di spermatozoi nel liquido spermatico    • 2 •   (bot.) mancanza di semi in un frutto.
aspero   agg.  (ant.) aspro.
asperrimo   agg. superl.  di aspro  § asperrimamente avv. 
aspersione   s.f.    • 1 •   l'aspergere, l'essere asperso    • 2 •   (lit.) rito che consiste nello spruzzare con acqua benedetta persone o cose per benedirle o purificarle.
asperso   part. pass.  di aspergere   agg.  (lett.) spruzzato, bagnato leggermente; cosparso (anche fig.): un detto d'alcun dolce asperso  (leopardi consalvo  15).
aspersorio   s.m.  strumento per aspergere con acqua benedetta.
asperula   s.f.  pianta erbacea aromatica con foglie ovali disposte in verticilli e fiorellini bianchi in corimbi (fam.  rubiacee).
aspettanza   s.f.  (ant. , lett.) aspettazione, attesa.
aspettare   v. tr.  [io aspètto ecc.]    • 1 •   attendere; stare in attesa di qualcuno o di qualcosa: aspettare un amico, una telefonata  | farsi aspettare, ritardare all'appuntamento | aspettare al varco qualcuno, (anche fig.) attenderlo alla prova | aspettare un bambino, si dice di donna incinta | aspettare la manna, la provvidenza, (fig.) sperare passivamente nella soluzione miracolosa di una difficoltà, di un problema    • 2 •   prevedere qualcosa (usato anche con la particella pron.): un dono così bello non me l'aspettavo  | non aspettarsi nulla da qualcuno, da qualcosa, non riporvi alcuna speranza | c'era da aspettarselo!, detto di cosa prevista, prevedibile | qui t'aspettavo!, volevo vederti alla prova dei fatti | prov.  : chi la fa l'aspetti, chi ha fatto del male o uno scherzo ad altri, aspetti di riceverlo a sua volta    • 3 •   (estens.) ritardare un'azione subordinandola a qualche fatto; indugiare: aspettare il momento propizio, l'occasione favorevole; aspettiamo, prima di giudicare!  | che cosa aspetti?, si dice a una persona che esita ad agire | aspetta!, fermati | prov.  : chi ha tempo non aspetti tempo, non bisogna rimandare a dopo ciò che si può fare subito | v. intr.  [aus. essere] (ant.  o pop.) spettare, competere (anche con la particella pron.).
aspettativa   s.f.    • 1 •   attesa, aspettazione: stare in aspettativa di buone notizie    • 2 •   (estens. , spec. pl.) quello che ci si aspetta; speranza: deluse le aspettative di tutti  | anticipazione, previsione: le aspettative sull'andamento dell'economia    • 3 •   (dir.) condizione giuridica del dipendente di una pubblica amministrazione che è temporaneamente esentato dal prestare la propria attività senza che il rapporto di lavoro si sciolga: aspettativa per malattia, per maternità, per servizio militare; un anno d'aspettativa; mettersi in aspettativa. 
aspettazione   s.f.  (lett.)    • 1 •   l'aspettare; lo stato d'ansia in cui si aspetta    • 2 •   aspettativa, speranza: rispondere, venir meno all'aspettazione. 
aspetto   (1) s.m.    • 1 •   (non com.) l'aspettare; attesa: in quel tempo d'aspetto... stavano alla larga l'uno dall'altro  (manzoni p. s.  xxxvii) | caccia all'aspetto, tipo di caccia che si pratica appostandosi nei luoghi in cui la selvaggina va alla pastura o all'abbeverata    • 2 •   sala d'aspetto, nelle stazioni, negli uffici, negli studi professionali, quella in cui si resta in attesa (di partire, di essere ricevuto).
aspetto   (2) s.m.    • 1 •   ciò che appare al nostro sguardo, il modo in cui appare; per estens., apparenza esteriore, sembianza: persona d'aspetto giovanile, rassicurante; l'aspetto florido di una campagna    • 2 •   punto di vista, modo di vedere: i vari aspetti di un problema    • 3 •   (ling.) il modo in cui è espressa l'azione del verbo (puntuale, durativo, iterativo ecc.): in italiano l'imperfetto ha aspetto durativo o iterativo, il passato remoto aspetto puntuale    • 4 •   (ant.  o poet.) sguardo, vista: indi rendei l'aspetto a l'alte cose  (dante purg.  xxix, 58) | al primo aspetto, a prima vista    • 5 •   (astr.) posizione reciproca di due astri osservati dalla terra | aspetto planetario, in astrologia, posizione delle coppie di pianeti che intervengono nella formulazione dell'oroscopo.
aspic   s.f. invar.  (gastr.) piatto freddo di carne o pesce in gelatina, preparato in stampi.
aspide   ant. aspido, s.m.    • 1 •   varietà di cobra comune nella valle del nilo, con dorso bruno, ventre bianco e macchie scure sul corpo (fam.  colubridi); detto anche aspide di cleopatra  | (lett.) qualsiasi serpente velenoso    • 2 •   (fig. lett.) persona infida e aggressiva    • 3 •   (ant.) pezzo di artiglieria del tipo della colubrina.
aspidistra   s.f.  pianta erbacea ornamentale con grandi foglie erette di color verde cupo (fam.  gigliacee).
aspido    ⇨ aspide.
aspirante   part. pres.  di aspirare   agg.    • 1 •   che aspira un fluido: pompa aspirante    • 2 •   che aspira a qualcosa, che cerca di conseguire qualcosa: gli studenti aspiranti al diploma   s.m.  e f.    • 1 •   chi aspira al conseguimento di qualcosa: aspirante alla promozione, a una nomina, a un premio    • 2 •   aspirante ufficiale, (mil.) grado intermedio tra sottufficiale e ufficiale, oggi non più in uso nell'esercito italiano | (mar.) grado dell'allievo dell'accademia navale ammesso all'ultimo corso, in attesa della nomina a ufficiale.
aspirapolvere   s.m. invar.  apparecchio elettrico che aspira piccoli detriti e polvere e li raccoglie in un contenitore.
aspirare   v. tr.    • 1 •   inspirare, immettendo nei polmoni attraverso la bocca o il naso (aria, fumo, profumi ecc.): aspirare il fumo della sigaretta, l'aroma del caffè    • 2 •   (estens.) trarre a sé, detto di apparecchi che risucchino gas, liquidi o altro: aspirare l'acqua da un locale    • 3 •   (ling.) pronunciare un suono con aspirazione | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   desiderare vivamente, agognare: aspirare alla fama, alla ricchezza    • 2 •   (ant. , lett.) spirare (anche fig.): a te cui fato aspira  / benigno  (leopardi ad angelo mai  48-49).
aspirato   part. pass.  di aspirare   agg.    • 1 •   (ling.) detto di suono, pronunciato con aspirazione: h aspirata    • 2 •   (tecn.) si dice di motore a scoppio munito di carburatore, dal quale la miscela esplosiva viene aspirata nel cilindro.
aspiratore   s.m.    • 1 •   macchina aspirante usata per attivare la ventilazione ed eliminare gas o esalazioni nocive da un ambiente    • 2 •   (med.) strumento usato in chirurgia per aspirare sangue o altri liquidi e sostanze, organici o patologici.
aspirazione   s.f.    • 1 •   l'aspirare; l'essere aspirato: aspirazione idraulica    • 2 •   (med.) evacuazione, mediante ago o sonda, di un liquido patologico da una parte dell'organismo    • 3 •   (mecc.) la prima fase del ciclo dei motori a scoppio muniti di carburatore, nella quale la miscela viene aspirata nei cilindri | condotto di aspirazione, quello che la miscela percorre per andare dal carburatore al cilindro    • 4 •   (fig.) desiderio vivo di conseguire qualcosa: aspirazione alla libertà; nutrire delle aspirazioni    • 5 •   (ling.) soffio espiratorio che accompagna l'emissione di certi suoni in talune lingue e dialetti.
aspirina   ® s.f.  nome commerciale dell'acido acetilsalicilico, farmaco ad azione antipiretica, analgesica e antireumatica.
asplenio   s.m.  (bot.) genere di felci della famiglia delle polipodiacee con foglie oblunghe o frastagliate di color verde tenero.
aspo   s.m.    • 1 •   strumento girevole che serve per avvolgere in matassa un filato    • 2 •   organo della mietitrebbiatrice che raccoglie gli steli sul trasportatore    • 3 •   (mar.) aspa    • 4 •   nel giardinaggio, asticella di legno su cui è avvolto un gomitolo di spago per tracciare aiuole o vialetti.
asportabile   agg.  che si può asportare.
asportare   v. tr.  [io aspòrto ecc.]    • 1 •   portare via da un luogo: materiale da asportare  | cibi da asportare, nell'uso corrente, cibi cotti che si possono consumare fuori del negozio in cui si acquistano    • 2 •   sottrarre furtivamente, trafugare: i ladri hanno asportato degli oggetti    • 3 •   (med.) togliere, mediante intervento chirurgico, una parte malata del corpo: asportare un tumore. 
asportazione   s.f.  l'asportare: asportazione chirurgica. 
asporto   s.m.  l'asportare: asporto di materiali  | cibi da asporto, cibi da asportare.
aspreggiare   v. tr.  [io aspréggio ecc.] (lett.) trattare con durezza, con asprezza: quando li buoni cavalli sono battuti e aspreggiati, diventano restii  (sacchetti) | (ant. lett.) inasprire.
aspretto   agg.  di aspro; di sapore asprigno: vino aspretto   s.m.  qualità di vino dal sapore asprigno.
asprezza   s.f.    • 1 •   l'essere aspro; caratteristica di ciò che è aspro (anche fig.): l' asprezza dell'aceto; asprezza di carattere, durezza; trattare con asprezza; l'asprezza dell'inverno, la sua rigidità l'asprezza della lotta, l'intensità, la violenza    • 2 •   ruvidezza, scabrosità: l'asprezza di un terreno  | (estens.) difficoltà, impraticabilità di un percorso: l'asprezza di un sentiero    • 3 •   incontro aspro o dissonante di suoni nella lingua.
asprì   s.m.  pennacchio vaporoso di piume di airone, usato tra l'ottocento e i primi del novecento per ornare copricapi militari e acconciature femminili.
asprigno   agg.    • 1 •   di sapore tendente all'aspro: uva asprigna    • 2 •   stridulo: voce asprigna    • 3 •   (fig.) brusco, maligno: tono asprigno. 
asprino   s.m.  vitigno diffuso in campania e calabria, col quale si produce un vino bianco di bassa gradazione e alta acidità.
aspro   (1) agg.  [superl. asperrimo  o asprissimo]    • 1 •   di sapore agro, acidulo: il limone è aspro.  dim. aspretto, asprino    • 2 •   si dice di suono o voce stridente, sgradevole: l'aspro frinire delle cicale  | (ling.) di suono che è pronunciato con aspirazione relativamente marcata | spirito aspro, nel greco antico, segno che indica aspirazione di vocale o del suono r  all'inizio di parola | s, z aspra, (antiq.) s, z sorda, contrapposta a s, z dolce, cioè sonora    • 3 •   di odore pungente, penetrante: l'aspro odor de i vini  (carducci)    • 4 •   in relazione al tatto, ruvido, scabro | (estens.) impervio, scosceso; anche, brullo, selvaggio: l'aspro paesaggio del deserto    • 5 •   (fig.) rigido, duro, inclemente: un clima aspro; un carattere aspro, scontroso, scostante; parole aspre, severe    • 6 •   (fig.) violento, accanito: un'aspra contesa  | difficile, tormentoso: l'aspro cammino della virtù  § aspramente avv.  con asprezza; duramente (in senso fig.).
aspro   (2) s.m.  in numismatica, moneta d'argento bizantina e poi turca.
assaettare   v. tr.  [io assaétto ecc.] (tosc.) colpire con saetta; (fig.) tormentare, molestare: un odore che assaetta  | v. intr.  [aus. essere] (tosc.) essere colpito dal fulmine, usato spec. in imprecazioni: che tu possa assaettare!  | assaettarsi v. rifl.  (fig.) arrabbiarsi; affannarsi intorno a qualcosa.
assaettato   agg.  (tosc.) è usato per rafforzare altri aggettivi: magro assaettato, terribilmente magro (quasi fosse rinsecchito perché colpito da saetta); caro assaettato, eccezionalmente costoso.
assafetida   s.f.    • 1 •   pianta ombrellifera asiatica da cui si ricava una gomma resinosa dal forte e sgradevole odore agliaceo    • 2 •   (farm.) la sostanza che si ricava dalla pianta, che ha proprietà sedative e antispastiche.
assaggiare   v. tr.  [io assàggio ecc.]    • 1 •   gustare un cibo o una bevanda in quantità molto piccola, per riconoscerne, controllarne il sapore, la qualità per estens., mangiare o bere poco; anche, incominciare a bere o a mangiare: assaggiare il dolce; assaggiare appena la cena  | in usi ironici: assaggiare i pugni di qualcuno    • 2 •   sottoporre a saggio; saggiare, sperimentare: assaggiare l'oro. 
assaggiatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi per professione assaggia vini o prodotti alimentari per determinarne la qualità    • 2 •   (non com.) chi sottopone a saggio qualcosa; saggiatore.
assaggiatura   s.f.  (non com.) assaggio.
assaggio   s.m.    • 1 •   l'assaggiare: dare in assaggio  | nell'industria alimentare, prova di degustazione che serve ad accertare la qualità di un prodotto    • 2 •   ciò che si assaggia; piccola quantità di cibo o bevanda sufficiente all'assaggio: un assaggio di formaggio    • 3 •   in edilizia, il prelevare campioni dal terreno su cui si deve costruire, per valutarne la natura chimica e le caratteristiche fisiche e meccaniche    • 4 •   prova: il corridore fece alcuni giri d'assaggio sulla pista. 
assai   avv.  [superl. assaissimo]    • 1 •   a sufficienza, abbastanza: i guadagni non sembrano mai assai    • 2 •   molto: ho mangiato assai; è assai interessante; è assai più bello questo di quello; assai prima, assai dopo  | averne assai di qualcuno, di qualcosa, esserne stufo, non poterne più | d'assai, (non com.) di molto, di gran lunga    • 3 •   in usi antifrastici, nulla: so assai io!, non so nulla; m'importa assai, non mi importa nulla  agg. invar.  molto: c'era assai gente in piazza; nella repubblica corrottissima leggi assaissime  (davanzati) | usato come s.m.  : molti pochi fanno un assai  | prov.  : l'assai basta e il troppo guasta. 
assale   s.m.  organo non rotante che nei veicoli trasferisce il carico dal telaio alle ruote.
assalimento   s.m.  (ant.) assalto.
assalire   v. tr.  [io assalgo, tu assali ecc.  (meno com. io assalisco, tu assalisci ecc.); pass. rem. io assalìi  (lett. assalsi), tu assalisti ecc.]    • 1 •   assaltare, investire con impeto; aggredire, sorprendere (anche fig.): assalire alle spalle; assalire con male parole    • 2 •   (fig.) detto di malattia o anche di stati d'animo, sentimenti, ricordi e sim., cogliere, invadere con forza: essere assalito dalla nausea; dei dì che furono  / l'assalse il sovvenir  (manzoni il cinque maggio).
assalitore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi assale: la schiera assalitrice; resistere all'attacco degli assalitori    • 2 •   (fig. ant.) detrattore    • 3 •   (sport) schermidore impegnato in un assalto.
assaltare   v. tr.  assalire (anche fig.): assaltare la postazione nemica; assaltare qualcuno con parole ingiuriose  ' far ressa intorno a qualcuno o a qualcosa: la folla assaltò il botteghino. 
assaltatore   s.m.  [f. -trice] chi assalta.
assalto   s.m.    • 1 •   l'azione di chi o di ciò che assalta; l'effetto che ne deriva: assalto alla diligenza  ' prendere d'assalto qualcuno o qualcosa, dare l'assalto a qualcuno o qualcosa, (iperb.) accalcarvisi intorno; (fig.) affrontare con decisione: prendere d' assalto un lavoro  | d'assalto, nel linguaggio giornalistico si dice ironicamente di chi opera con decisione e intraprendenza eccessive, spec. nell'ambito della propria professione: pretore, giornalista d'assalto    • 2 •   (mil.) azione tattica condotta da speciali truppe e destinata all'attacco decisivo delle posizioni nemiche: reparti d' assalto; andare, muovere all'assalto; prendere d'assalto  | mezzi d'assalto, in marina, mezzi navali impiegati per colpire le unità nemiche nei porti | all'assalto!, grido di battaglia    • 3 •   (sport) nella scherma, fase del combattimento tra due schermidori; nel pugilato e nella lotta, ripresa, round.
assannare    ⇨ azzannare.
assaporamento   s.m.  l'assaporare.
assaporare   v. tr.  [io assapóro ecc.]    • 1 •   gustare con calcolata lentezza un cibo o una bevanda per goderne meglio e più a lungo il sapore: assaporare il gelato    • 2 •   (fig.) godere, gustare il piacere di qualcosa: assaporare la libertà, la vendetta    • 3 •   (ant.) rendere saporito, insaporire.
assaporire   v. tr.  [io assaporisco, tu assaporisci ecc.] (non com.) insaporire.
assassinamento   s.m.  (lett.)    • 1 •   l'assassinare    • 2 •   (fig. lett.) aggressione, sopruso: oh che assassinamenti, oh che crudeltà son queste  (caro).
assassinare   v. tr.    • 1 •   uccidere un essere umano    • 2 •   (fig. lett.) danneggiare in modo grave; opprimere, vessare: un'imposta che assassina il commercio  | assassinare un lavoro, un brano musicale, eseguirlo pessimamente.
assassinatore   s.m.  [f. -trice] (ant.) chi assassina (spec. fig.).
assassinio   s.m.    • 1 •   l'assassinare, l'essere assassinato (anche fig.): commettere un assassinio; l'assassinio della libertà    • 2 •   (lett. ant.) oppressione, sopruso, maltrattamento.
assassino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi commette un assassinio o è colpevole di assassini: una banda di assassini; ricercare, scoprire l'assassino    • 2 •   (estens.) persona malvagia, scellerata | (iperb.) chi arreca danni gravi: quel chirurgo è un assassino  | (scherz.) chi combina grossi guai: che assassino quel meccanico!    • 3 •   (ant.) sicario  agg.    • 1 •   che assassina; scellerato, criminale: mano assassina; tendenze assassine    • 2 •   (fig.) faticoso, opprimente: lavoro assassino    • 3 •   (fig.) seducente, provocante: sguardo assassino  | mosca assassina, neo sul volto, che seduce.
assatanato   agg.  indemoniato | (estens.) eccitato sessualmente.
asse   (1) s.f.  [pl. assi; antiq. asse] tavola di legno, per lo più lunga e stretta, ricavata dalla sezione del tronco di un albero nel senso della lunghezza: le assi di un'impalcatura  | asse da stiro, piano di legno o di lamiera traforata rivestito di un panno morbido, su cui si stirano indumenti | asse di equilibrio, di battuta, attrezzi per esercizi ginnici | trovarsi stretto fra due assi, (fig.) in una situazione senza via d'uscita | tra quattro assi, (fig.) nella bara. dim. assicella, assicina. 
asse   (2) s.m.  [pl. assi]    • 1 •   (mat.) luogo geometrico dei punti del piano equidistanti dagli estremi di un segmento, ovvero retta perpendicolare al segmento nel suo punto medio; ciascuna delle rette di riferimento in un sistema di coordinate cartesiane: asse delle ascisse, delle ordinate  | asse di simmetria, la retta rispetto alla quale una figura piana è simmetrica | asse di rotazione, (geom.) la retta intorno alla quale una figura piana o una linea genera per rotazione un solido o una superficie circolare    • 2 •   retta o segmento di retta dotato di particolari proprietà di simmetria in un sistema fisico: asse cristallografico, (min.) ciascuna delle direzioni (tre o quattro) convergenti in un punto, scelte come riferimento per descrivere le simmetrie e la struttura del cristallo | asse ottico, nei cristalli birifrangenti, la particolare direzione lungo la quale si ha monorifrangenza | asse stradale, nell'uso corrente, la linea mediana che divide in due la carreggiata    • 3 •   asse terrestre, (geog.) linea immaginaria che unisce i due poli passando per il centro della terra e attorno alla quale la terra stessa ruota | asse magnetico  (o geomagnetico), linea che congiunge i poli magnetici nord e sud della terra; risulta inclinato di 15° 30' rispetto all'asse terrestre    • 4 •   asse attrezzato, (urban.) strada cittadina privilegiata che consente un rapido collegamento tra i nuclei residenziali e i centri di attività direzionali e di servizi collettivi    • 5 •   (fig.) alleanza politico-militare fra due o più nazioni, indicate di solito col nome delle rispettive capitali: asse roma-berlino-tokio, durante la seconda guerra mondiale    • 6 •   (mecc.) organo di una macchina, in genere di forma cilindrica, che sostiene elementi rotanti (ruote, eliche ecc.): asse fisso, se su di esso le ruote girano liberamente; asse rotante, se le ruote sono solidali con l'asse    • 7 •   (anat.) epistrofeo.
asse   (3) s.m.    • 1 •   presso i romani e altri popoli antichi, unità di peso e moneta che si suddivideva in dodici once    • 2 •   complesso di beni o diritti propri di una persona o di un ente: asse ereditario, (dir.) il complesso patrimoniale oggetto della successione, sul quale si calcolano le quote spettanti ai diversi eredi | asse ecclesiastico, l'insieme dei beni della chiesa.
assecco   s.m.  [pl. -chi] (mar.) il fondo interno di una imbarcazione, dove si raccoglie l'acqua che vi è penetrata.
assecondare   v. tr.  [io assecóndo ecc.]    • 1 •   aiutare, favorire: assecondare un'idea, un tentativo  | accontentare, esaudire: assecondare un capriccio    • 2 •   accompagnare, seguire: assecondare con il corpo il ritmo della danza. 
assecurare    ⇨ assicurare.
assedersi   v. rifl.  [coniugato come sedere] (ant.) sedersi.
assediante   part. pres.  di assediare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi assedia: le milizie assedianti; gli assedianti. 
assediare   v. tr.  [io assèdio ecc.]    • 1 •   circondare con truppe una località fortificata per costringere i difensori alla resa: assediare una città    • 2 •   (estens.) bloccare, isolare: essere assediati dalle acque    • 3 •   (fig.) circondare, attorniare facendo ressa: l'attrice era assediata dai suoi ammiratori  | (estens.) importunare, assillare: lo assediarono di domande; assediare una donna, corteggiarla con insistenza.
assediato   part. pass.  di assediare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è stretto da assedio.
assediatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi assedia (anche fig.).
assedio   s.m.  l'assediare, l'essere assediato (anche fig.): cingere d'assedio; non evitò l'assedio dei fotografi  | stato d'assedio, provvedimento di carattere eccezionale, determinato da gravi turbamenti dell'ordine pubblico, con il quale si sospendono temporaneamente le garanzie costituzionali e si delegano poteri civili all'autorità militare; non è previsto dall'attuale costituzione repubblicana.
assegnabile   agg.  che si può assegnare.
assegnamento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'assegnare; assegnazione    • 2 •   fiducia, affidamento: fare assegnamento su qualcuno, su qualcosa, confidare nell'aiuto di qualcuno, riporre in lui delle speranze; contare sulla utilità o sull'efficacia di qualcosa    • 3 •   (non com.) somma assegnata; rendita.
assegnare   v. tr.  [io asségno ecc.]    • 1 •   attribuire qualcosa a qualcuno: assegnare una pensione  | conferire, aggiudicare (in concorsi, manifestazioni e sim.): assegnare un premio    • 2 •   affidare: assegnare un compito, un lavoro  | assegnare una persona a qualcuno, metterla sotto la sua guida, oppure dargliela come collaboratore    • 3 •   destinare: assegnare a un nuovo impiego, ad altra sede    • 4 •   stabilire, prescrivere un tempo entro il quale un lavoro, una prova devono essere conclusi: il tempo assegnato è scaduto    • 5 •   (ant. , lett.) rendere, restituire: assegnò sette e cinque per diece  (dante par.  vi, 138).
assegnatario   s.m.  [f. -a] persona a cui viene assegnato qualcosa: assegnatario di un alloggio, di un vitalizio. 
assegnato   (1) part. pass.  di assegnare   agg.    • 1 •   stabilito; concesso: fare una cosa entro il termine assegnato  | affidato: compiere bene il lavoro assegnato  | porto assegnato, merce spedita contro assegno    • 2 •   (ant.) moderato, parco.
assegnato   (2) s.m.  (spec. pl.) cartamoneta emessa dal governo rivoluzionario francese (1789-94), il cui valore era garantito dalle proprietà terriere dello stato e da quelle confiscate alla chiesa.
assegnatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi assegna.
assegnazione   s.f.  l'assegnare, l'essere assegnato: l'assegnazione di un premio, di un posto di lavoro. 
assegnista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi gode di un assegno periodico per svolgere attività di ricerca o di studio.
assegno   s.m.    • 1 •   somma assegnata a qualcuno a vario titolo (previdenziale, assistenziale, retributivo ecc.): assegno vitalizio, temporaneo  | assegni familiari, nel vecchio ordinamento previdenziale italiano, somma corrisposta a un lavoratore dipendente in aggiunta alla retribuzione, secondo il numero dei familiari a carico; nel 1988 sono stati sostituiti dall'assegno per il nucleo familiare, corrisposto in misura differenziata a seconda della consistenza e del reddito del nucleo familiare    • 2 •   assegno (bancario), titolo di credito, emesso dall'intestatario di un conto corrente presso una banca, contenente l'ordine alla banca stessa di pagare a vista una somma determinata al beneficiario ivi indicato o ad altro da quest'ultimo designato mediante girata: emettere, riscuotere un assegno; assegno a vuoto, emesso senza adeguata copertura presso la banca | assegno circolare, titolo di credito emesso da una banca con la promessa di pagare la somma determinata | assegno non trasferibile, incassabile esclusivamente dal beneficiario indicato o da una banca per conto di lui | assegno turistico, ordine di pagamento emesso da grandi banche o compagnie di viaggi a favore di un proprio cliente, che vale su somme disponibili presso un corrispondente estero, è detto anche traveller's cheque    • 3 •   ordinare, spedire contro assegno, si dice di merce che sarà consegnata soltanto contro pagamento all'atto della consegna.
asseguire   v. tr.  [io asséguo ecc.]    • 1 •   (ant. , lett.) raggiungere, conseguire: e l'una schiera d'asseguir procura  / quella vittoria ch'ei lasciò imperfetta  (tasso g. l.  xx, 82)    • 2 •   seguire, tenere dietro.
assembiare   o assemblare, v. tr.  [io assémbio ecc.] (ant.) radunare.
assemblaggio   s.m.    • 1 •   in varie produzioni industriali, fase del ciclo lavorativo in cui le varie parti costituenti una macchina, un apparecchio, un dispositivo ecc., vengono montate insieme: catena d'assemblaggio    • 2 •   tecnica artistica consistente nell'accostamento e montaggio di materiali eterogenei    • 3 •   (inform.) esecuzione del programma di traduzione da un linguaggio di programmazione al linguaggio macchina.
assemblare   (1)  ⇨ assembiare.
assemblare   (2) v. tr.  [io assémblo ecc.] sottoporre ad assemblaggio.
assemblatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   operaio addetto all'assemblaggio; anche, imprenditore che non fabbrica direttamente un prodotto industriale ma si limita a montarne le varie parti fabbricate da altri e lo vende con un proprio marchio    • 2 •   (inform.) programma di traduzione dal linguaggio di programmazione al linguaggio macchina | anche agg.  : programma assemblatore. 
assemblea   s.f.    • 1 •   riunione organizzata di molte persone per discutere problemi di interesse comune e per prendere le relative decisioni: assemblea pubblica; assemblea di fabbrica, studentesca; convocare, indire, sciogliere un'assemblea  | assemblea aperta, a cui possono partecipare anche coloro che non sono direttamente interessati | assemblea liturgica, (relig.) la comunità dei fedeli che partecipa alla celebrazione della messa    • 2 •   (dir.) l'insieme dei componenti l'organo deliberativo di società, enti e sim.: assemblea di condominio  | assemblea dei soci  (o di società), organo delle società per azioni, a responsabilità limitata, cooperative ecc. | assemblea costitutiva, quella indetta al momento della costituzione di una società | assemblea ordinaria, quella convocata a intervalli regolari per discutere problemi inerenti alla gestione normale della società | assemblea straordinaria, quella convocata durante l'esercizio sociale per discutere e deliberare su problemi specifici di particolare rilievo    • 3 •   termine che designa gli organi legislativi di stati, enti locali, organismi internazionali e sim.: assemblea nazionale, regionale; assemblea generale delle nazioni unite  | assemblea legislativa, il parlamento | assemblea costituente, che ha il compito di preparare una nuova costituzione; per antonomasia, l'organismo eletto a suffragio universale il    • 2 •   giugno 1946 che predispose e approvò la costituzione della repubblica italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948    • 4 •   (mar.) sulle navi da guerra e nelle caserme di marina, l'adunata del personale per appelli, ispezioni, compiti di lavoro.
assembleare   agg.  di un'assemblea: decisione assembleare  | sistema assembleare, quello in cui le decisioni politiche sono prese da assemblee di cittadini (democrazia diretta) o di loro rappresentanti (democrazia rappresentativa) § assemblearmente avv.  in assemblea, per mezzo di un'assemblea.
assemblearismo   s.m.    • 1 •   sistema assembleare    • 2 •   (estens.) in un regime rappresentativo, eccessiva importanza attribuita alle decisioni assembleari    • 3 •   (spreg.) tendenza a strumentalizzare un'assemblea di base.
assembramento   s.m.    • 1 •   riunione, affollamento disordinato di persone in luogo aperto: un assembramento di curiosi; vietare ogni assembramento    • 2 •   (ant.) adunanza di soldati o di gente armata.
assembrare   (1) v. tr.  [io assémbro ecc.] (lett.) mettere assieme, riunire, adunare in folla | v. intr.  [aus. essere], assembrarsi v. rifl.  affollarsi, fare ressa.
assembrare   (2) v. intr.  [io assémbro ecc.] (ant.) sembrare: o ninfa o dea, ma dea m'assembri certo  (poliziano) | v. tr.  (poet.) somigliare: l'intento viso che assembra  / l'arciera diana  (montale).
assemplo   assempro e deriv.   ⇨ esempio e deriv. 
assennare   v. tr.  [io assénno ecc.] (ant.) rendere savio; ammonire.
assennatezza   s.f.  l'essere assennato.
assennato   agg.  che ha, dimostra senno; avveduto: un ragazzo, un discorso assennato  § assennatamente avv. 
assenso   s.m.    • 1 •   l'assentire, il consentire; approvazione: dare, negare il proprio assenso    • 2 •   (dir.) in materia di adozione, consenso richiesto a una persona per dare validità a un atto compiuto da altri.
assentarsi   v. rifl.  [io mi assènto ecc.] allontanarsi per un breve periodo di tempo: assentarsi da casa  | assentare v. tr.  (ant.) tenere lontano: la lunga via, che sí m'assenta  / da quella luce in c'ho l'anima accesa  (ariosto capitoli).
assente   agg.    • 1 •   che non si trova dove dovrebbe essere o dove si trova di solito; che non è presente; mancante: assente da casa, alle lezioni; nel tema era assente ogni considerazione critica  | lontano: pensava al figlio assente    • 2 •   (fig.) che pensa ad altre cose; assorto, distratto: essere assente  (col pensiero, con la mente); avere un'aria assente    • 3 •   (dir.) persona di cui è stata dichiarata l'assenza  s.m.  e f.    • 1 •   chi è assente: a scuola c'erano molti assenti  | il grande assente, persona che non è presente, ma la cui presenza sarebbe particolarmente significativa    • 2 •   (eufem.) persona defunta § assentemente avv.  (non com.) assortamente, distrattamente.
assenteismo   s.m.    • 1 •   l'assentarsi dal lavoro, per motivi validi o per leggerezza e disonestà (il termine è usato per lo più in quest'ultimo sign.)    • 2 •   disinteresse nei confronti dei problemi politico-sociali, che si manifesta in forma di non partecipazione.
assenteista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   che, chi si assenta spesso dal luogo di lavoro senza validi motivi    • 2 •   che, chi per consuetudine si disinteressa della vita sociale e politica.
assenteistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'assenteismo § assenteisticamente avv.  (non com.).
assentimento   s.m.  (non com.) l'assentire; assenso.
assentire   v. intr.  [io assènto ecc. ; part. pres. assenziènte; aus. avere] dire di sì, dare il proprio assenso; approvare: assentire a una richiesta  | v. tr.  (lett.) concedere: ond'elli m'assentì con lieto cenno  (dante purg.  xix, 86) | (ant. , lett.) accettare.
assenza   s.f.    • 1 •   l'essere assente: assenza dal lavoro; assenza ingiustificata  | brillare per la propria assenza, (scherz.) si dice di persona la cui assenza viene notata    • 2 •   mancanza; penuria: assenza di luce, di aria    • 3 •   (dir.) situazione di incertezza giuridica sull'esistenza in vita di una persona | dichiarazione di assenza, quella, emessa dal giudice, che autorizza il possesso temporaneo, l'amministrazione e il godimento dei beni di una persona che risulti scomparsa da oltre due anni da parte dei presunti eredi o degli aventi diritto    • 4 •   (med.) breve e totale perdita di coscienza che non lascia alcuna traccia nella memoria, propria delle crisi epilettiche.
assenziente   part. pres.  di assentire   agg.  che assente, che approva.
assenzio   ant. assenzo, s.m.    • 1 •   pianta erbacea da cui si ricava, per macerazione e successiva distillazione dei fiori e delle foglie, un principio amaro e dall'odore intenso (absintina), con proprietà toniche e stimolanti (fam.  composite) | amaro come l'assenzio    • 2 •   liquore ad alta gradazione alcolica a base di absintina    • 3 •   (fig. lett.) amarezza, dolore, tormento: la dolcezza del suo parlare era convertita in amaro assenzio  (machiavelli).
assere    ⇨ assero.
asserenare   v. tr.  [io asseréno ecc.] (ant. , lett.) rasserenare (anche fig.) | v. intr.  [aus. essere], asserenarsi v. rifl.  (ant. , lett.) rasserenarsi: parse che 'l ciel s'asserenasse intorno  (berni).
asserimento   s.m.  (rar.) l'asserire; asserzione.
asserire   v. tr.  [io asserisco, tu asserisci ecc.] affermare, sostenere una cosa come vera: asserì di non essere stato presente al fatto. 
assero   o assere, s.m.    • 1 •   antico strumento bellico a forma di grosso palo, ferrato alle estremità, che durante un assedio veniva catapultato contro gli assedianti; era usato anche nelle battaglie navali    • 2 •   (mar.) la pala del timone di una nave.
asserpolarsi   v. rifl.  [io mi assèrpolo ecc.] (rar.) attorcigliarsi, avvolgersi come una serpe.
asserragliamento   s.m.  l'asserragliare, l'asserragliarsi; sbarramento, barricata.
asserragliare   v. tr.  [io asserràglio ecc.] (non com.) chiudere con serragli, con barricate: asserragliare gli usci, le vie  | asserragliarsi v. rifl.  barricarsi in un luogo chiuso; per estens., rifugiarsi in un luogo riparato o fortificato: asserragliarsi in casa, sulle alture  | (fig.) chiudersi: asserragliarsi in un ostinato silenzio. 
assertivo   agg.  (lett.) proprio dell'asserzione; che asserisce, afferma: giudizio assertivo  | proposizione assertiva, (ling.) proposizione enunciativa § assertivamente avv. 
asserto   s.m.  (lett.) asserzione, affermazione: un asserto inconfutabile; un asserto da dimostrare. 
assertore   s.m.  [f. -trice] chi asserisce, sostiene con vigore qualcosa; in particolare, propugnatore di un principio o di una dottrina.
assertorio   agg.  che vale ad asserire, a convalidare; che constata una realtà di fatto: giudizio assertorio  | giuramento assertorio, quello prestato a convalida di una dichiarazione.
asservimento   s.m.    • 1 •   l'asservire, l'asservirsi, l'essere asservito (anche fig.): asservimento politico, culturale; l'asservimento dell'uomo alla macchina    • 2 •   in un sistema fisico o in una macchina, collegamento tra due elementi che subordina l'azione dell'uno (elemento asservito) a quella dell'altro (elemento di comando): asservimento totale, parziale. 
asservire   v. tr.  [io asservisco, tu asservisci ecc.]    • 1 •   rendere soggetto, servo; sottomettere (anche fig.): asservire un popolo; asservire il bene pubblico a interessi di parte    • 2 •   collegare due sistemi fisici o due elementi di un impianto mediante un rapporto di asservimento: sistema, organo asservito  | asservirsi v. rifl.  rendersi soggetto, sottomettersi (anche fig.): asservirsi alla dittatura. 
asserzione   s.f.    • 1 •   l'asserire, l'affermare; la cosa asserita, affermata: l'asserzione di un principio; confutare un'asserzione; asserzioni gratuite, non fondate o motivate    • 2 •   nell'elaborazione elettronica dei dati, frase di commento che descrive le proprietà che i valori delle variabili di un programma devono soddisfare in uno specifico punto.
assessorato   s.m.    • 1 •   carica di assessore; anche, la durata dell'incarico: assessorato alla cultura    • 2 •   gli uffici e il personale dipendenti da un assessore; la loro sede.
assessore   s.m.    • 1 •   chi fa parte di una giunta comunale, provinciale o regionale, con responsabilità di un settore amministrativo: assessore al bilancio, al turismo, all'urbanistica    • 2 •   (ant.) funzionario coadiutore.
assessoriale   meno com. assessorile [as-ses-so-rì-le], agg.  di assessore, degli assessori: delibera assessoriale. 
assestacovoni   s.m. invar.  (agr.) parte della mietilegatrice che assesta le spighe e le prepara allineate per la legatura.
assestamento   s.m.    • 1 •   l'assestare, l'assestarsi, l'essere assestato (anche fig.); riordinamento, sistemazione: assestamento della situazione finanziaria; fase, periodo di assestamento  | moti, scosse di assestamento, (geol.) lievi movimenti tellurici dopo forti scosse di terremoto, dovuti a spostamenti di strati rocciosi profondi che tendono a rimettersi in equilibrio    • 2 •   (edil.) lieve cedimento delle strutture di una costruzione dovuto all'assestarsi dei materiali impiegati o del terreno.
assestare   v. tr.  [io assèsto ecc.]    • 1 •   mettere in sesto, in ordine (anche fig.); sistemare: assestare la propria stanza; assestare il bilancio di un'azienda    • 2 •   regolare con cura, adattare con precisione: assestare la mira  | assestare un colpo, un pugno, uno schiaffo, metterli a segno | assestarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   sistemarsi; mettersi in ordine, a posto (anche fig.): assestarsi in un nuovo appartamento    • 2 •   detto di terreno o di costruzione, raggiungere un assetto stabile    • 3 •   (ant. lett.) adattarsi, confarsi.
assestata   s.f.  il mettere o il mettersi in ordine alla meglio e in fretta (usato spec. nelle loc. dare, darsi un'assestata): dare un'assestata alla casa. 
assestato   part. pass.  di assestare   agg.    • 1 •   in ordine, ben sistemato    • 2 •   (non com.) detto di persona, assennato, ordinato.
assesto   s.m.  (non com.) ordine, sistemazione (contrapposto a dissesto): assesto finanziario. 
assetare   v. tr.  [io asséto ecc.]    • 1 •   far venire la sete    • 2 •   (fig.) suscitare desiderio, invogliare: l'anima mia gustava di quel cibo  / che, saziando di sé, di sé asseta  (dante purg.  xxxi, 128-129) | v. intr.  [aus. essere] (rar.) aver sete; (fig.) avere ardente desiderio di qualcosa.
assetato   part. pass.  di assetare   agg.    • 1 •   che ha sete: sentirsi assetato    • 2 •   bisognoso di acqua; arido, riarso (detto di suolo, piante): terreno assetato    • 3 •   (fig.) avido, bramoso, desideroso: assetato di sangue; assetato di giustizia   s.m.  [f. -a] chi ha sete | dar da bere agli assetati, (relig.) una delle sette opere di misericordia corporale.
assettamento   s.m.  (rar.)    • 1 •   l'assettare, l'assettarsi    • 2 •   (edil.) assestamento.
assettare   v. tr.  [io assètto ecc.]    • 1 •   mettere in assetto; ordinare, sistemare convenientemente e con cura: assettare la casa, il vestito; assettare i capelli, ravviarli    • 2 •   (rar.) preparare, disporre all'uso: assettare gli arnesi da lavoro  | assettare le reti, (mar.) stenderle sulla riva ad asciugare    • 3 •   (lett.) per antifrasi, conciare per le feste: aspetta pure, che quella pestilenzia ti assetterà  (savonarola) | assettarsi v. rifl.    • 1 •   mettersi in assetto, in ordine; abbigliarsi    • 2 •   (ant.) prepararsi, disporsi a fare qualcosa    • 3 •   (ant., dial.) mettersi a sedere.
assettato   part. pass.  di assettare   agg.  ordinato; in partic., si dice di persona molto accurata o ricercata nel vestire. dim. assettatuzzo : piccolo di persona era e molto assettatuzzo  (boccaccio dec.  i, 1).
assetto   s.m.    • 1 •   sistemazione, adeguata disposizione, buon ordine (di un ambiente, della propria persona ecc.): mettere in assetto l'ufficio; rimettersi in assetto  | (estens.) ordinamento, struttura: l'assetto economico e finanziario di un ente    • 2 •   equipaggiamento, modo di vestire: essere in pieno assetto, perfettamente equipaggiato | in assetto di guerra, preparato, attrezzato per il combattimento    • 3 •   (aer. , mar.) giusta distribuzione dei pesi interni di un aeromobile o di un natante e delle forze statiche e dinamiche che agiscono sulle loro strutture.
asseveramento   s.m.  (non com.) l'asseverare; asserzione.
asseverare   v. tr.  [io assèvero ecc.] affermare con sicurezza; asserire.
asseverativo   agg.  che assevera, che afferma: tono asseverativo  § asseverativamente avv. 
asseverazione   s.f.  (non com.) affermazione decisa.
assiale   agg.  relativo all'asse; che è in direzione di un asse: piano assiale, che passa per l'asse | superficie assiale, (geol.) quella passante per i punti di massima curvatura di una piega.
assibilare   v. tr.  [io assìbilo ecc.]    • 1 •   (ant. , lett.) fischiare, sibilare    • 2 •   (ling.) sottoporre ad assibilazione: consonante assibilata  | assibilarsi v. rifl.  (ling.) subire assibilazione.
assibilazione   s.f.  (ling.) termine generico per indicare la trasformazione in sibilante di un altro o di altri suoni.
assicella   s.f.    • 1 •   dim.  di asse    • 1 •    • 2 •   (edil.) striscia di legno di piccolo spessore usata nell'orditura del tetto per sostenere le tegole.
assicellato   s.m.  (arald.) nei blasoni, partizione determinata da file di rettangoli di due smalti disposti alternativamente.
assicurabile   agg.  che può essere assicurato: bene, rischio assicurabile. 
assicurante   part. pres.  di assicurare   agg.  (non com.) che assicura, rassicurante: espressioni assicuranti   s.m.  (dir.)    • 1 •   chi stipula un contratto di assicurazione a favore proprio o di terzi    • 2 •   il datore di lavoro che versa agli istituti previdenziali i contributi per le assicurazioni sociali dei dipendenti.
assicurare   poet. assecurare, v. tr.    • 1 •   rendere sicuro, garantire: assicurare la riuscita di un'impresa, l'avvenire della famiglia  | assicurarsi un lavoro, ottenerlo | assicurare qualcuno alla giustizia, arrestarlo    • 2 •   fissare, fermare saldamente; sistemare in modo opportuno: assicurare la porta con un paletto  | nell'alpinismo, predisporre un dispositivo di sicurezza che preservi in caso di cadute    • 3 •   rendere sicuro qualcuno di qualcosa; rassicurare, tranquillizzare: ti assicuro che non mancherò alla parola data  | affermare con sicurezza, dare per certo (anche assol.): assicurò che sarebbe venuto    • 4 •   proteggere un bene da determinati rischi stipulando un contratto di assicurazione: assicurare la casa contro gli incendi  | assicurare una lettera, un pacco, spedirli assicurati    • 5 •   assicurare la bandiera, (mar.) si dice di nave che alza la propria bandiera nazionale, sparando nel contempo un colpo di cannone    • 6 •   (ant.) munire, fortificare | assicurarsi v. rifl.    • 1 •   accertarsi di qualcosa: assicurarsi che nessuno ascolti  | (lett.) rinfrancarsi, tranquillizzarsi: leva la testa e fa che t'assicuri  (dante par.  xxv, 34)    • 2 •   garantirsi con la stipula di un contratto di assicurazione    • 3 •   in alpinismo, effettuare una manovra di assicurazione durante un'ascensione su roccia o ghiaccio    • 4 •   (ant.) garantirsi, premunirsi (contro un possibile pericolo): per assicurarsi che allora di venezia non si partisse, gli posero... segretissime guardie  (guicciardini)    • 5 •   (ant.) fidarsi, aver fiducia.
assicurativo   agg.    • 1 •   che si riferisce ad assicurazione: quota assicurativa    • 2 •   (non com.) che tende a rassicurare: parole assicurative. 
assicurato   part. pass.  di assicurare   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice della persona o della cosa relativamente alla quale è stato stipulato un contratto di assicurazione | (lettera) assicurata, (plico) assicurato, lettera o plico postale di valore dichiarato, per i quali le poste stipulano con l'utente, dietro pagamento di una speciale soprattassa, un'assicurazione contro eventuali rischi di danneggiamento o smarrimento.
assicuratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi esercita attività assicurativa: compagnia assicuratrice; fare l'assicuratore. 
assicurazione   s.f.    • 1 •   l'assicurare, l'assicurarsi, l'essere assicurato; conferma    • 2 •   (dir.) contratto per il quale un soggetto (assicurato), mediante versamento anticipato di una somma (premio), trasferisce il rischio del verificarsi di un possibile evento dannoso a un altro soggetto (assicuratore, società assicuratrice e sim.), che si obbliga al risarcimento del danno entro limiti convenuti qualora l'evento accada; nell'uso com., lo stesso premio assicurativo: stipulare un'assicurazione; assicurazione contro gli infortuni; polizza di assicurazione; pagare l'assicurazione  | assicurazione sulla vita, quella con la quale l'assicuratore si impegna a versare un capitale o una rendita in caso di morte dell'assicurato (o di un terzo) oppure di sopravvivenza dell'assicurato (o del terzo) a una certa data | assicurazioni sociali, forme obbligatorie di previdenza e di assistenza contro le malattie, la disoccupazione e sim., previste in un sistema di sicurezza sociale    • 3 •   società che esercita attività assicurativa; anche, l'ufficio dove ha sede    • 4 •   (sport) l'insieme delle manovre attuate da un alpinista nel punto di sosta per aumentare la sicurezza della cordata.
assideramento   s.m.  (med.) sindrome da eccessiva esposizione a freddo intenso, caratterizzata da progressiva stanchezza, apatia, sonnolenza e insufficienza cardio-respiratoria; congelamento: morire per assideramento. 
assiderare   v. tr.  [io assìdero ecc.]    • 1 •   (non com.) esporre al freddo acuto; far gelare    • 2 •   (estens.) rendere intorpidito per il freddo | v. intr.  [aus. essere], assiderarsi v. rifl.    • 1 •   (med.) essere colpito da assideramento    • 2 •   (estens.) essere intirizzito, intorpidito per il freddo.
assiderato   part. pass.  di assiderare   agg.    • 1 •   (med.) colpito da assideramento | rinsecchito dal gelo (detto di piante o di fiori)    • 2 •   (estens.) intirizzito, gelato    • 3 •   (fig. antiq.) torpido, inerte.
assidere   v. tr.  [pass. rem. io assi si, tu assidésti ecc. ; part. pass. assi so] (ant.)    • 1 •   far sedere    • 2 •   assediare: quei fu l'un d'i sette regi / ch'assiser tebe  (dante inf.  xiv, 68-69) | assidersi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   porsi a sedere (anche fig.): ei fè silenzio, ed arbitro / s'assise in mezzo a lor  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   (estens.) coricarsi, sdraiarsi (detto di animali); essere situato (di luoghi o cose).
assiduità   s.f.  l'essere assiduo: assiduità alle lezioni. 
assiduo   agg.    • 1 •   fatto in modo continuo e costante; ininterrotto, incessante: cure assidue    • 2 •   che si applica con diligenza e costanza a qualcosa; perseverante: un lettore assiduo    • 3 •   che frequenta spesso e con regolarità un luogo o una persona; abituale: cliente assiduo  § assiduamente avv. 
assiemaggio   s.m.  (tecn. non com.) assemblaggio.
assiemare   v. tr.  [io assièmo ecc.] (non com.) mettere, tenere assieme: assiemare dei dati. 
assieme   avv.  insieme: stare, uscire assieme; mettere assieme  | unito ad a  forma la loc. prep. assieme a, insieme con: passeggiare assieme a un amico   s.m.  gruppo in cui ci sia accordo e coesione (per fare qualcosa): un assieme, detto di complessi orchestrali; musica d'assieme, musica da eseguirsi in gruppo; gioco d'assieme, gioco di squadra.
assiepamento   s.m.    • 1 •   l'assiepare o l'assieparsi; in particolare, affollamento, assembramento, calca: un assiepamento di gente    • 2 •   (ant.) recinto di siepi.
assiepare   v. tr.  [io assièpo ecc.]    • 1 •   (lett.) circondare, chiudere con siepi    • 2 •   (fig.) affollare, gremire: il pubblico assiepava gli ingressi dello stadio  | assieparsi v. rifl.  accalcarsi, affollarsi, stringersi intorno: una gran folla si era assiepata lungo il percorso; tutti si assiepavano intorno a lui. 
assile   agg.  (biol.) si dice di organo animale o vegetale disposto lungo l'asse longitudinale di un altro organo.
assillabazione   s.f.  (ling.) identità di sillaba iniziale in una successione di parole.
assillante   part. pres.  di assillare   agg.  che assilla: un pensiero assillante  § assillantemente avv. 
assillare   v. tr.  molestare con insistenza, tormentare: assillare qualcuno di domande, con richieste; essere assillato dai creditori  | v. intr.  [aus. essere] (ant.) smaniare in seguito a puntura di assilli; per estens., smaniare, agitarsi | assillarsi v. rifl.  tormentarsi.
assillo   s.m.    • 1 •   (zool.) genere di insetti ditteri (estri, tafani) che tormentano con la loro puntura gli animali domestici    • 2 •   (fig.) pensiero continuo e molesto; stimolo incessante: l'assillo dei debiti, delle preoccupazioni  | avere l'assillo, essere inquieto.
assimigliare    ⇨ assomigliare.
assimilabile   agg.  che si può assimilare.
assimilabilità   s.f.  possibilità, capacità di essere assimilato.
assimilare   v. tr.  [io assìmilo ecc.]    • 1 •   rendere simile, considerare simile: assimilare un fatto a un altro    • 2 •   (ling.) trasformare un suono in un altro mediante assimilazione    • 3 •   (fisiol.) trasformare le sostanze nutritive in parti integranti di un organismo vivente (anche assol.): mangia molto, ma non assimila    • 4 •   (fig.) far propri concetti, idee, valori attraverso lo scambio e l'approfondimento culturale: assimilare una materia, un metodo  | assimilarsi v. rifl.    • 1 •   (lett.) rendersi, considerarsi simile a qualcuno    • 2 •   (ling.) subire l'assimilazione: nel latino volgare il nesso -ct- si assimilò in -tt-. 
assimilativo   agg.  di assimilazione; relativo all'assimilare: facoltà, capacità assimilativa. 
assimilatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi assimila; che, chi ha la capacità di assimilare: organo assimilatore; mente assimilatrice. 
assimilazione   s.f.    • 1 •   l'assimilare, l'assimilarsi, l'essere assimilato: l'assimilazione di due fenomeni, di un'idea    • 2 •   (ling.) processo mediante il quale un suono diviene identico o si adatta a un altro contiguo o poco distante (p. e. illecito  da in-  e lecito)    • 3 •   (psicol.) processo mediante il quale il bambino incorpora nei propri schemi mentali gli oggetti e gli eventi dell'ambiente esterno.
assiografia   s.f.  disciplina che studia l'origine e la storia dei titoli e delle dignità ecclesiastiche e nobiliari.
assiolo   lett. assiuolo [as-siuò-lo], s.m.  piccolo uccello rapace, notturno, di color bruno-rossiccio, con due ciuffetti di penne ai lati della testa; nidifica nelle fessure degli alberi o in nidi abbandonati dalle gazze ed è chiamato anche chiù  (ord.  strigiformi).
assiologia   meno com. axiologia [a-xio-lo-gì-a], s.f.  [pl. -gie] s.f.  (filos.) ogni dottrina o teoria dei valori.
assiologico   meno com. axiologico [a-xio-lò-gi-co], agg.  [pl. m. -ci] (filos.) relativo all'assiologia; basato su un criterio o un giudizio di valore § assiologicamente avv.  dal punto di vista assiologico; secondo un criterio di valore.
assioma   s.m.  [pl. -mi] (filos. , mat.) verità di per sé evidente e indiscutibile, che sta alla base di ogni dimostrazione; nella matematica e nella logica contemporanee, proposizione primitiva (priva del requisito dell'evidenza) di un sistema formale, dalla quale si deducono teoremi mediante regole di inferenza | (estens.) nell'uso corrente, verità, principio che per la sua evidenza non ammette discussioni.
assiomatica   s.f.  in logica matematica, metodo di formalizzazione di una teoria (matematica, logica, scientifica) fondato su un insieme di assiomi a partire dal quale, mediante regole di inferenza, si deducono come teoremi le proposizioni della teoria.
assiomatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di assioma, che ha carattere di assioma    • 2 •   (estens.) vero ed evidente come un assioma § assiomaticamente avv.  per assioma o per assiomi; senza discussione.
assiomatizzare   v. tr.  formalizzare una branca della logica matematica o una teoria scientifica mediante un sistema di simboli, di assiomi e di regole di deduzione.
assiomatizzazione   s.f.  l'assiomatizzare, l'essere assiomatizzato.
assiometro   s.m.  (mar.) arco di cerchio graduato, dotato di indice che segna l'angolo del timone della nave.
assiriologia   s.f.  disciplina che studia la storia, la lingua e la cultura dell'antica civiltà degli assiri.
assiriologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di assiriologia.
assiro   agg.  dell'assiria, regione della mesopotamia  s.m.    • 1 •   [f. -a] appartenente all'antica popolazione dell'assiria    • 2 •   lingua semitica del gruppo orientale parlata dagli assiri; si scriveva con caratteri cuneiformi.
assiro-babilonese  assiro-babilonese agg.  [pl. assiro-babilonesi] dell'assiria e della babilonia, antiche regioni della mesopotamia che diedero luogo a una civiltà unitaria: arte, cultura assiro-babilonese. 
assisa   (1) s.f.    • 1 •   (lett.) uniforme, divisa, livrea    • 2 •   assisa geologica, complesso di terreni depositati durante un'età geologica    • 3 •   (biol.) strato di cellule.
assisa   (2) s.f.  (ant.) tassa, imposta.
assise   s.f. pl.    • 1 •   nel medioevo, grande assemblea giudiziale; gli atti stessi da questa emanati    • 2 •   oggi, assemblea generale; per estens., riunione, convegno di grande importanza: le assise di un partito    • 3 •   (corte d') assise, nell'attuale ordinamento giudiziario, organo competente a giudicare dei reati più gravi in primo e in secondo grado (corte d'assise d'appello), composto da giudici togati e giudici popolari.
assisiate   agg.  di assisi  s.m.  e f.  chi abita, chi è nato ad assisi | l'assisiate, per antonomasia, san francesco d'assisi (1182-1226).
assiso   part. pass.  di assidere   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   seduto: sull'uscio assiso della pia dimora / egli mirava la nascente stella  (saba)    • 2 •   (estens.) coricato, sdraiato (detto di animali): giacean le pecorelle a l'ombra assise  (tasso g. l.  vii, 19) | situato, posto, posato (di luoghi o cose): su l'ali assisi i venti / tenean sospeso il respirar del fiato  (marino).
assist   s.m. invar.  (sport) nella pallacanestro, nel calcio e in altri sport con la palla, passaggio a un giocatore che è in posizione di segnare una rete o far punto.
assistentato   s.m.  l'ufficio, la condizione di assistente, spec. universitario o ospedaliero; il periodo di permanenza in tale ufficio.
assistente   part. pres.  di assistere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.    • 1 •   titolo e qualifica di chi aiuta il titolare o il responsabile di una attività: assistente ai lavori, alla regia  | assistente (universitario), nel vecchio ordinamento universitario italiano, coadiutore del titolare di cattedra nell'attività didattica e di ricerca | assistente (ospedaliero), il terzo livello del personale medico, subordinato al primario e all'aiuto | assistente sociale, persona diplomata in psicologia e legislazione sociale che presta la sua opera presso enti pubblici, istituti assistenziali, scuole, grandi aziende | assistente sanitario, persona diplomata in medicina sociale che collabora con l'assistente sociale sotto il controllo di un medico | assistente di volo, (aer.) denominazione ufficiale italiana di steward e hostess | assistente al soglio pontificio, laico o ecclesiastico che per diritto occupa un posto particolare accanto al papa durante le funzioni    • 2 •   nella polizia di stato, il grado immediatamente superiore a quello di guardia, corrispondente all'ex grado di appuntato; chi ha tale qualifica | assistente di polizia femminile, donna arruolata nella polizia di stato con qualifica equivalente a quella maschile di ispettore; la qualifica stessa.
assistenza   s.f.    • 1 •   l'assistere, l'essere assistito    • 2 •   nel linguaggio giuridico: assistenza giudiziaria, istituto che consente, a chi non ha mezzi economici sufficienti, di tutelare giudiziariamente i propri diritti; assistenza familiare, quella reciproca dei coniugi, e dei genitori verso i figli    • 3 •   soccorso, aiuto prestato a chi ne abbia bisogno: prestare assistenza ai feriti    • 4 •   attività svolta da organi o enti per venire incontro alle necessità di determinate categorie sociali: assistenza ospedaliera, psichiatrica, scolastica, sociale  | anche i mezzi usati per questo scopo: vivere della pubblica assistenza    • 5 •   assistenza tecnica, servizio di riparazione dei guasti di automobili, elettrodomestici e altri beni di consumo durevoli, prestato ai propri clienti dal produttore o dal rivenditore.
assistenziale   agg.  di assistenza, che ha per scopo l'assistenza, spec. sociale e previdenziale: attività, ente assistenziale  | stato assistenziale, sistema sociale in cui lo stato garantisce a tutti i cittadini un livello minimo di reddito e l'accesso ai servizi socialmente indispensabili (abitazione, tutela della salute, istruzione); con valore spreg., sistema sociale che pecca di assistenzialismo § assistenzialmente avv. 
assistenzialismo   s.m.  degenerazione, in forme clientelari, del sistema di assistenza pubblica e sociale.
assistenziario   s.m.  istituto che ha lo scopo di assistere e reinserire nella società chi ne sia stato sradicato, spec. gli ex detenuti.
assistere   v. intr.  [pass. rem. io assistéi  (o assistètti), tu assistésti ecc. ; part. pass. assistito; aus. avere] essere presente, presenziare: assistere alla lezione, a uno spettacolo  | v. tr.  stare vicino a qualcuno per soccorrerlo, per dargli aiuto materiale o spirituale; difendere, proteggere: assistere un vecchio; farsi assistere da un legale; che dio ti assista!. 
assistito   part. pass.  di assistere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi gode dell'assistenza di un ente, spec. pubblico: gli assistiti della previdenza sociale. 
assito   s.m.  struttura di assi affiancate, usata come pavimento, tramezza o riparo.
assiuolo    ⇨ assiolo.
asso   s.m.    • 1 •   nelle carte da gioco, la prima carta di ogni seme (e in molti giochi quella di maggior valore): asso di picche; poker d'assi  | asso pigliatutto, asso volante, giochi di carte basati sul valore predominante dell'asso | l'asso di briscola, (fig. scherz.) la persona più autorevole, importante | avere l'asso nella manica, (fig.) avere ottime possibilità di volgere una situazione a proprio favore | piantare, lasciare in asso, (fig.) abbandonare in tronco; restare, rimanere in asso, (fig.) venire abbandonato all'improvviso | usare l'asso di bastoni, (fig. scherz.) usare le maniere forti, picchiare | asso fermo, (fig.) chi è assiduo frequentatore di un luogo    • 2 •   (fig.) persona di straordinarie capacità chi eccelle in qualche attività; campione: è un asso in latino; gli assi del ciclismo    • 3 •   nei dadi, la faccia segnata con un solo punto.
associabile   agg.  che può essere associato.
associabilità   s.f.  possibilità, capacità di associarsi, di essere associato: associabilità di molecole. 
associante   part. pres.  di associare   s.m.  (dir.) nel contratto di associazione in partecipazione, la parte che attribuisce a un'altra una partecipazione agli utili della sua impresa, pur mantenendone la gestione.
associare   v. tr.  [io assòcio ecc.]    • 1 •   ammettere qualcuno come socio; far partecipare qualcuno a un'attività, a un'impresa    • 2 •   mettere insieme, riunire: associare i capitali  | mettere in relazione: associare il ricordo di una persona a un luogo; associare un'idea a un fatto    • 3 •   portare una persona in un luogo, accompagnare, detto spec. di detenuti: associare qualcuno alle carceri  | associarsi v. rifl.    • 1 •   unirsi a qualcuno per partecipare a un'attività o per compiere un'impresa; entrare in società: l'azienda italiana si è associata a una compagnia americana    • 2 •   farsi socio di un'organizzazione; iscriversi a un'associazione: associarsi a un circolo, a un giornale    • 3 •   (fig.) prender parte, essere solidale; unirsi ai sentimenti o alle idee di qualcuno: associarsi al lutto, a una decisione. 
associatività   s.f.  (mat.) il presentare la proprietà associativa.
associativo   agg.  che associa, capace di associare | proprietà associativa, (mat.) nell'addizione e nella moltiplicazione, quella per cui, sostituendo a due o più addendi la loro somma, o a due o più fattori il loro prodotto, il risultato non cambia | (psicol.) che tende ad associare; che produce associazioni di immagini, idee ecc.: processo, fenomeno associativo. 
associato   part. pass.  di associare   agg.  nei sign. del verbo | professore associato, nell'ordinamento universitario italiano, docente di ruolo di seconda fascia  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi, in unione ad altri, svolge una determinata attività o fa parte di un'associazione: gli associati di un'organizzazione  | (dir.) nel contratto di associazione in partecipazione, la parte che fornisce un dato apporto a un'impresa gestita da altri, in cambio di una partecipazione agli utili    • 2 •   professore associato.
associazione   s.f.    • 1 •   l'atto di associare, di associarsi: l'associazione di due ditte; associazione di sforzi    • 2 •   unione organizzata di più persone che operano per un fine comune, non di lucro: associazione artistica, sportiva, di beneficenza; diritto, libertà di associazione  | associazione in partecipazione, (dir.) contratto mediante il quale una parte (associante) attribuisce a un'altra (associato) una partecipazione agli utili della sua impresa in cambio di un dato apporto in beni o in lavoro | associazione per delinquere, (dir.) associazione di tre o più persone allo scopo di commettere delitti | associazione sovversiva, (dir.) organizzazione che si prefigge di rovesciare gli ordinamenti politici, economici e sociali dello stato    • 3 •   atto della mente che stabilisce un nesso fra immagini o pensieri: associazione di idee  | associazione libera, (psicoan.) successione di pensieri, ricordi, immagini che affiorano alla coscienza spontaneamente e che il soggetto esprime senza porre in atto alcun controllo o censura    • 4 •   (scient.) insieme, unione di entità di diversa natura: associazione vegetale, biologica, insieme di animali o vegetali, della medesima specie o di specie diverse, che vivono in uno stesso ambiente | associazione microbica, compresenza di più specie microbiche in una infezione | associazione molecolare, (chim.) unione di molecole uguali che formano molecole multiple.
associazionismo   s.m.    • 1 •   la tendenza a riunirsi in associazioni; l'insieme delle associazioni aventi una matrice o un indirizzo ideologico comune: associazionismo culturale; l'associazionismo cattolico    • 2 •   teoria psicologica secondo la quale ogni evento mentale complesso è costituito dalla combinazione di molteplici elementi irriducibili di origine sensoriale.
associazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (psicol.) seguace, esponente dell'associazionismo.
associazionistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'associazionismo: teorie associazionistiche. 
assodamento   s.m.  l'assodare, l'assodarsi, l'essere assodato.
assodare   v. tr.  [io assòdo ecc.]    • 1 •   rendere sodo: assodare il pavimento stradale    • 2 •   (fig. lett.) dare vigore, consolidare    • 3 •   (fig.) accertare: assodare la verità di una notizia  | assodarsi v. rifl.    • 1 •   divenire sodo: il terreno s'è assodato    • 2 •   (fig. non com.) prendere vigore, consolidarsi.
assoggettabile   agg.  che può essere assoggettato.
assoggettabilità   s.f.  l'essere assoggettabile: l'assoggettabilità di un reddito all'imposta. 
assoggettamento   s.m.  l'assoggettare, l'assoggettarsi, l'essere assoggettato.
assoggettare   v. tr.  [io assoggètto ecc.]    • 1 •   rendere soggetto, sottomettere: assoggettare un popolo, una nazione    • 2 •   costringere, indurre a sopportare: assoggettare qualcuno a ogni sorta di violenze    • 3 •   sottoporre a determinati obblighi: assoggettare un reddito all'imposta  | assoggettarsi v. rifl.  sottomettersi: assoggettarsi agli ordini di qualcuno. 
assolare   (1) v. tr.  [io assólo ecc.] (non com.) ridurre a uno solo: assolare una carta, nel tressette e in altri giochi di carte, tenere in mano una sola carta di un determinato seme.
assolare   (2) o assuolare [as-suo-là-re], v. tr.  [io assuòlo; in tutta la coniugazione, -uò-  se tonico, -o-  o -uo-  se atono] (non com.) disporre in strati.
assolare   (3) v. tr.  [io assólo ecc.] (ant.) esporre al sole | v. intr.  [aus. essere] (ant. , lett.) far giorno.
assolato   part. pass.  di assolare    • 3 •   agg.  esposto al sole; pieno di sole: campagna assolata. 
assolcare   v. tr.  [io assólco, tu assólchi ecc.] (agr.) fare solchi; lavorare a solchi: assolcare la terra. 
assolcatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (agr.) che, chi esegue l'assolcatura: aratro assolcatore, quello con vomere a due lati taglienti e versoio a falde simmetriche, usato per rincalzare e scavare solchi.
assolcatura   s.f.  (agr.) l'operazione e il risultato dell'assolcare.
assoldamento   s.m.  (non com.) l'assoldare.
assoldare   v. tr.  [io assòldo ecc.]    • 1 •   prendere a soldo, assumere al proprio servizio in cambio di un compenso | reclutare milizie, soldati mercenari    • 2 •   pagare qualcuno perché compia un'azione illecita a vantaggio del mandante: assoldare un sicario. 
assolo   o a solo, s.m. invar.    • 1 •   (mus.) nell'ambito di un pezzo di musica d'assieme, brano eseguito da un solo strumento o da una sola voce, con accompagnamento o senza: un assolo di violino; l'assolo del soprano    • 2 •   (estens.) prestazione individuale di spicco, spec. sportiva.
assolotto   s.m.  (zool.) axolotl.
assolto   part. pass.  di assolvere   agg.  nei sign. del verbo.
assolutezza   s.f.  (non com.) l'essere assoluto: l'assolutezza di un giudizio. 
assolutismo   s.m.    • 1 •   dottrina e sistema politico in cui la sovranità dello stato coincide con la volontà del monarca, libera da vincoli giuridici e controlli parlamentari: l'età dell'assolutismo, i secc. xvii e xviii della storia europea | (estens.) sistema politico in cui non sono posti limiti al potere dello stato    • 2 •   (fig.) tendenza a imporre agli altri idee o decisioni proprie.
assolutista   agg.  [pl. m. -sti] relativo all'assolutismo  s.m.  e f.    • 1 •   fautore dell'assolutismo    • 2 •   (fig.) chi impone agli altri la propria volontà.
assolutistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'assolutismo: princìpi assolutistici  § assolutisticamente avv. 
assolutizzare   v. tr.  rendere assoluto; portare all'estremo, irrigidire: assolutizzare un punto di vista. 
assolutizzazione   s.f.  l'assolutizzare, l'essere assolutizzato: l'assolutizzazione di un'ideologia porta all'intolleranza. 
assoluto   part. pass. ant.  di assolvere   agg.    • 1 •   che non è limitato o vincolato da alcuna legge; che è libero da ogni condizione o relazione; che non comporta eccezioni: libertà assoluta; potere assoluto; verità assoluta  | stato, regime assoluto, in cui i poteri sono concentrati in un'unica autorità    • 2 •   (fig.) autoritario, dispotico: padrone assoluto    • 3 •   generale, completo, totale; più generalmente, esprime preminenza, eccellenza incontrastata: assoluta parità di diritti; la più assoluta tranquillità; essere il primo assoluto, il vincitore indiscusso (in gare, concorsi ecc.) | fede assoluta, cieca, incrollabile | necessità assoluta, impellente, imprescindibile | maggioranza assoluta, riferito a un insieme, numero di unità superiore al 50% | in  (senso  o modo) assoluto,  assolutamente, al di là di ogni confronto | (campionati) assoluti, nei quali è in palio il titolo nazionale: gli assoluti di atletica leggera    • 4 •   (gramm.) si dice di costruzione o espressione che non è legata formalmente e sintatticamente con il resto del periodo: genitivo, ablativo assoluto  | comparativo, superlativo assoluto, gradi dell'aggettivo che esprimono il concetto di superiorità indipendentemente da qualsiasi paragone    • 5 •   (fis.) che è uguale per qualsiasi osservatore: moto assoluto  | peso assoluto di un corpo, (fis.) peso specifico | zero assoluto, temperatura corrispondente a -273,14 ° c    • 6 •   valore assoluto, (mat.) il valore numerico a prescindere dal segno positivo o negativo  s.m.  (filos.) ciò che esiste di per sé, ha in sé stesso la propria perfezione ed è fondamento di tutte le cose | l'assoluto, dio § assolutamente avv.    • 1 •   in modo assoluto; a ogni costo, necessariamente (usato per dare enfasi o perentorietà alla frase o per rafforzare una negazione): bisogna assolutamente farlo; non intendevo assolutamente dire una cosa simile; «ti è piaciuto il film? » «assolutamente no!» | governare assolutamente, secondo i principi dell'assolutismo | costruire assolutamente un verbo, (gramm.) senza farlo seguire dal complemento    • 2 •   unito ad aggettivo, significa 'del tutto, completamente': è assolutamente improbabile che venga oggi. 
assolutore   s.m.  [f. -trice] chi assolve.
assolutoria   s.f.  (antiq.) in diritto, sentenza di assoluzione.
assolutorio   agg.  che assolve: formula, sentenza assolutoria. 
assoluzione   s.f.    • 1 •   l'assolvere, l'essere assolto    • 2 •   (dir.) sentenza pronunciata dal giudice penale in istruttoria o a seguito del dibattimento, con cui si esclude la responsabilità dell'accusato relativamente alle imputazioni mossegli: sentenza di assoluzione; assoluzione per insufficienza di prove; assoluzione piena, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o perché il fatto non sussiste    • 3 •   nella liturgia cattolica, remissione dei peccati concessa, in nome di dio, dal sacerdote al penitente.
assolvere   v. tr.  [io assòlvo ecc. ; pass. rem. io assolvéi  o assolvètti  o assòlsi, tu assolvésti ecc. ; part. pass. assòlto  (ant. assoluto)]    • 1 •   sciogliere, esentare dall'adempimento di un impegno; liberare da un obbligo morale, da una responsabilità, da una promessa: assolvere un debitore; assolvere qualcuno da un giuramento    • 2 •   (dir.) prosciogliere da un'imputazione con una sentenza; dichiarare che non vi è responsabilità penale: l'imputato fu assolto    • 3 •   (relig.) nel sacramento della confessione, concedere al penitente l'assoluzione dei peccati    • 4 •   portare a compimento; adempiere: assolvere gli  (o agli) obblighi di leva. 
assolvimento   s.m.  l'assolvere; il portare a compimento: l'assolvimento dei propri obblighi. 
assomiglianza   s.f.  (non com.) somiglianza, rassomiglianza.
assomigliare   lett. assimigliare, v. intr.  [io assomìglio ecc. ; aus. avere] essere simile, somigliare: assomiglia al padre  | v. tr.    • 1 •   (non com.) paragonare una cosa a un'altra    • 2 •   (lett.) rendere simile | assomigliarsi v. rifl.  presentare aspetto, caratteri simili: si assomigliano come gemelli. 
assommare   (1) v. tr.  [io assómmo ecc.] mettere insieme; adunare (spec. fig.): assomma in sé vizi e virtù  | v. intr.  [aus. essere] ammontare, risultare: il debito assomma a vari milioni  | assommarsi v. rifl.  e rifl. rec.  mettersi insieme ad altro; aggiungersi, sommarsi: al danno si assomma la vergogna. 
assommare   (2) v. tr.  [io assómmo ecc.]    • 1 •   (ant.  e lett.) compiere, portare a termine: «acciò che tu assommi / perfettamente», disse, «il tuo cammino...»  (dante par.  xxxi, 94-95)    • 2 •   (mar.) tirare a galla: assommare le reti  | v. intr.  [aus. essere] (mar.)    • 1 •   venire a galla    • 2 •   salire in coperta, da un ponte inferiore.
assonante   part. pres.  di assonare   agg.  che presenta assonanza: parole assonanti. 
assonanza   s.f.  ripetizione di suoni vocalici; in metrica, sorta di rima nella quale si ripetono le vocali finali a cominciare dalla vocale accentata, mentre differiscono le consonanti (p. e. amóre / sóle; córto / mólto).
assonanzato   agg.  che presenta assonanza, collegato per assonanza: lasse assonanzate. 
assonare   meno com. assuonare, v. intr.  [io assuòno ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  se tonico, -o-  se atono; aus. essere  e avere] (lett.) essere in assonanza; rendere un suono simile: il tuo lene  / respiro nell'aria lo sento  / assonare al ronzio delle andrene  (pascoli).
assone   o axone [a-xó-ne], s.m.  (anat.) cilindrasse.
assonnacchiato   agg.  un po' assonnato, mezzo addormentato.
assonnare   v. tr.  [io assónno ecc.] (lett.) provocare il sonno, far addormentare | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   (ant.) essere preso dal sonno: mi richinava come l'uom ch'assonna  (dante par.  vii, 15)    • 2 •   (fig. lett.) rimanere inattivo, inoperoso.
assonnato   part. pass.  di assonnare   agg.    • 1 •   che ha, che dimostra sonno; sonnolento: essere assonnato; sguardo assonnato    • 2 •   (fig. lett.) inattivo, inoperoso § assonnatamente avv. 
assonometria   s.f.  nella geometria descrittiva e nel disegno tecnico, sistema grafico per rappresentare oggetti tridimensionali in modo che in una sola figura siano riunite le tre proiezioni ortogonali.
assopimento   s.m.  l'assopire, l'assopirsi; sonno leggero.
assopire   v. tr.  [io assopisco, tu assopisci ecc.]    • 1 •   dar sopore, addormentare leggermente: una cantilena che assopisce    • 2 •   (estens.) calmare, lenire: assopire il dolore  | assopirsi v. rifl.    • 1 •   esser preso da sopore; addormentarsi non profondamente    • 2 •   (estens.) calmarsi, acquietarsi: le discordie si erano assopite. 
assorbente   part. pres.  di assorbire   agg.  che assorbe: carta assorbente  | elementi assorbenti, (edil.) quelli impiegati per la loro capacità di assorbimento dei suoni, del calore  s.m.    • 1 •   sostanza adatta ad assorbire    • 2 •   tampone assorbente per l'igiene intima femminile.
assorbimento   s.m.    • 1 •   l'assorbire, l'essere assorbito    • 2 •   (chim.) fenomeno per cui alcune sostanze solide o liquide vengono impregnate da altre sostanze liquide o gassose    • 3 •   (fis.) fenomeno per cui una certa quantità di radiazioni che investe un corpo non viene né riflessa né trasmessa, ma si trasforma nel corpo stesso sotto altra forma di energia | in acustica, considerevole diminuzione dell'energia sonora che si ha quando il fascio di vibrazioni attraversa particolari materiali, detti appunto fonoassorbenti  | assorbimento interstellare, in astrofisica, diminuzione o estinzione di una radiazione a causa del materiale interstellare    • 4 •   (biol.) processo fisiologico che segue alla digestione e per il quale gli alimenti, trasformati in sostanze semplici e solubili, vengono assorbiti dalle cellule    • 5 •   (econ.) nella teoria economica internazionale, la parte di produzione nazionale acquistata all'interno.
assorbimetro   s.m.  (fis.) strumento per la misurazione del coefficiente di assorbimento di un gas in un liquido.
assorbire   v. tr.  [io assòrbo ecc.  (meno com. io assorbisco, tu assorbisci ecc.); part. pass. assorbito  (ant. assòrto)]    • 1 •   attrarre dentro di sé imbeversi, impregnarsi di un fluido: la spugna assorbe l'acqua  | (fig.) neutralizzare l'effetto di qualcosa: assorbire un colpo, la fatica    • 2 •   (fig.) assimilare: i romani assorbirono la cultura greca    • 3 •   (fis.) operare l'assorbimento di una radiazione: il vetro assorbe i raggi ultravioletti    • 4 •   (fig.) consumare: l'affitto assorbe gran parte del suo stipendio  | occupare, impegnare: lo studio mi assorbe completamente. 
assordamento   s.m.    • 1 •   l'assordare, l'essere assordato    • 2 •   (fis.) effetto acustico per cui un suono viene coperto completamente da uno di intensità superiore    • 3 •   (ling.) passaggio di una consonante da sonora a sorda (p. e. la t  di trapani, dal lat. drepa°num); si contrappone a sonorizzazione. 
assordante   part. pres.  di assordare   agg.  nei sign. del verbo: rumore assordante, fortissimo § assordantemente avv. 
assordare   v. tr.  [io assórdo ecc.]    • 1 •   far diventare sordo | (estens.) stordire con un rumore eccessivo o molesto: quella musica mi assorda    • 2 •   (fig.) frastornare: assordare il pubblico con troppa propaganda    • 3 •   attutire, rendere meno sonoro un suono | (fis.) provocare un assordamento | v. intr.  [aus. essere] (non com.) diventar sordo | assordarsi v. rifl.    • 1 •   divenire meno sonoro (detto di suono)    • 2 •   (ling.) subire assordamento.
assordimento   s.m.  (non com.) assordamento.
assordire   v. tr.  e intr.  [io assordisco, tu assordisci ecc. ; aus. dell'intr. essere] assordare | assordirsi v. rifl.  (non com.) assordarsi.
assorgere   v. intr.  [coniugato come sorgere; aus. essere] (ant.) levarsi in piedi: a riverire assorgo  / l'amor, la cortesia, la gentilezza  (ariosto o. f.  xliii, 61).
assortimento   s.m.    • 1 •   varietà, gamma di oggetti o merci dello stesso genere, ma diversi per forma, dimensioni o altre caratteristiche: un assortimento di mobili; un ricco assortimento di bicchieri; un nutrito assortimento di colori    • 2 •   nell'industria tessile, procedimento di cernita e classificazione delle fibre naturali e dei diversi tipi di lana greggia.
assortire   (1) v. tr.  [io assortisco, tu assortisci ecc.]    • 1 •   disporre insieme più cose di uno stesso genere ma di forma, colore o qualità differenti | accompagnare, accostare, abbinare con un certo gusto oggetti diversi: colori ben assortiti    • 2 •   (estens.) rifornire un negozio di merci di vario genere.
assortire   (2) v. tr.  [io assortisco, tu assortisci ecc.] (ant.) scegliere, tirare a sorte.
assortito   part. pass.  di assortire    • 1 •   e agg.  nei sign. del verbo: cravatte assortite, di varia forma o colore; una coppia ben assortita, nella quale regna armonia, ben combinata; un negozio ben assortito, ben fornito.
assortitore   s.m.  [f. -trice] nell'industria tessile, chi sceglie i tessuti per formare i campionari.
assortitura   s.f.  nell'industria tessile, lo stesso che assortimento  (in partic. della lana).
assorto   agg.  intento, immerso (in un pensiero, un'idea, un'attività): assorto nello studio, nel lavoro  | meditabondo: rimanere assorto  § assortamente avv. 
assottigliamento   s.m.    • 1 •   l'assottigliare, l'assottigliarsi, l'essere assottigliato    • 2 •   (ant.) rarefazione.
assottigliare   v. tr.  [io assottìglio ecc.]    • 1 •   rendere sottile o più sottile; (una punta) aguzzare, acuminare, affilare: assottigliare la punta di un bastone  | far apparire più sottile: questo vestito ti assottiglia    • 2 •   diminuire, ridurre: assottigliare le scorte    • 3 •   (fig. non com.) aguzzare, acuire, affinare, rendere più perspicace: assottigliare l'ingegno  | assottigliarsi v. rifl.    • 1 •   diventare sottile, diminuire di grossezza o di spessore; dimagrire    • 2 •   diminuire di numero, di densità: le file si assottigliarono    • 3 •   (fig.) detto di ingegno, intelligenza, diventare più acuto | v. rifl.  (ant.) ingegnarsi, arrovellarsi.
assuccare   v. tr.  [io assucco, tu assucchi ecc.] (mar.) tesare o stringere fortemente: assuccare un nodo, un cavo. 
assuefare   v. tr.  [coniugato come fare] abituare, avvezzare: assuefare l'occhio al buio  | assuefarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   abituarsi: assuefarsi alle fatiche    • 2 •   (med.) subire assuefazione: assuefarsi a un farmaco. 
assuefatto   part. pass.  di assuefare  e agg.  nel sign. del verbo  agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è in stato di assuefazione, di dipendenza (da un farmaco, da una droga).
assuefazione   s.f.    • 1 •   l'assuefarsi, l'essere assuefatto; acquisizione di un'abitudine: assuefazione al clima, alla fatica    • 2 •   (med.) abitudine, adattamento dell'organismo a un farmaco, tale da ridurne o annullarne l'efficacia | progressiva tolleranza; stato di dipendenza: assuefazione agli alcolici, alla droga. 
assueto   agg.  (lett.) abituato, assuefatto.
assumere   v. tr.  [pass. rem. io assunsi, tu assumésti ecc. ; part. pass. assunto]    • 1 •   prendere su di sé, addossare a sé impegnarsi a compiere qualcosa: assumere un incarico; assumere (o assumersi) una responsabilità    • 2 •   fare proprio, prendere: assumere un atteggiamento; assumere un'informazione, procurarsela | introdurre nel proprio organismo: assumere un farmaco    • 3 •   prendere alle proprie dipendenze: assumere una segretaria    • 4 •   (lett.) elevare, far salire: la madonna fu assunta in cielo  | (estens.) innalzare a una dignità: essere assunto al cardinalato    • 5 •   in un'argomentazione deduttiva, ammettere come ipotesi una proposizione per trarne delle conclusioni    • 6 •   (dir.) acquisire formalmente: la corte ha assunto i mezzi di prova. 
assumibile   agg.  (non com.) che può essere assunto.
assuntivo   agg.    • 1 •   (ant.) che serve a dimostrare un assunto: giudizio assuntivo    • 2 •   (arald.) si dice di armi assunte a ricordo di una grande impresa, in contrapposizione alle armi gentilizie.
assunto   (1) part. pass.  di assumere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi ha avuto una regolare assunzione in un posto di lavoro: i nuovi assunti prenderanno servizio domani    • 2 •   l'assunta, maria, madre di gesù, in quanto elevata da dio al cielo in anima e corpo | (pop.) la festa e il giorno dell'assunzione | (estens.) opera d'arte che riproduce l'assunzione.
assunto   (2) s.m.    • 1 •   ciò che ci si propone di fare o di dimostrare | (filos.) tesi che si assume come premessa di un ragionamento; tesi introdotta in un ragionamento per essere dimostrata o confutata; enunciato di un teorema    • 2 •   (lett.) impegno, incarico, incombenza: chi ha l'assunto di provvedere e non n'ha la volontà  (manzoni p. s.  xix).
assuntore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi assume in appalto con regolare contratto un servizio pubblico, un lavoro, una fornitura e sim. | titolare di un'assuntoria.
assuntoria   s.f.  cessione in appalto di servizi ferroviari da svolgersi in piccole stazioni.
assunzione   s.f.    • 1 •   l'assumere, l'assumersi, l'essere assunto: assunzione di un compito, di una carica; l'assunzione di un operaio    • 2 •   (dir.) escussione, esame: assunzione dei testimoni    • 3 •   assunzione, elevazione di maria, madre di gesù, dalla terra al cielo in anima e corpo, proclamata dogma cattolico da pio xii (1950) | la festa e il giorno (15 agosto) in cui viene celebrata | opera d'arte che rappresenta tale evento miracoloso    • 4 •   in un'argomentazione deduttiva, l'ammettere come ipotesi una proposizione per trarne delle conclusioni; la proposizione stessa assunta come ipotesi.
assunzionista   s.m.  [pl. -sti] religioso appartenente alla congregazione dei padri dell'assunzione, fondata nel sec. xix in francia.
assuolare    ⇨ assolare 2.
assuonare    ⇨ assonare.
assurdità   s.f.    • 1 •   l'essere assurdo: l'assurdità di una richiesta    • 2 •   detto, fatto, giudizio assurdo: le assurdità della vita. 
assurdo   agg.  contrario alla ragione, alla logica, all'evidenza: un ragionamento assurdo; un sospetto assurdo, ingiustificato, infondato | (estens.) imprevedibile, strano: comportarsi in modo assurdo  | equazione assurda, (mat.) impossibile  s.m.  ciò che contravviene alle regole della logica; discorso, affermazione illogica: sostenere un assurdo  | dimostrazione per assurdo, in logica, quella che prova la verità di una tesi in modo indiretto, mostrando le conseguenze false o contraddittorie cui conduce l'ammettere come vera la tesi opposta | teatro dell'assurdo, tendenza del teatro del novecento caratterizzata da tematiche esistenziali, spunti surrealistici e disarticolazione del linguaggio § assurdamente avv. 
assurgere   v. intr.  [pres. io assurgo, tu assurgi ecc. ; pass. rem. io assursi, tu assurgésti ecc. ; part. pass. assurto; aus. essere] (lett.)    • 1 •   (rar.) assorgere    • 2 •   (fig.) innalzarsi, elevarsi, salire: assurgere a simbolo. 
assurto   part. pass.  di assurgere   agg.  nei sign. del verbo.
asta   s.f.    • 1 •   barra lunga, diritta, sottile e levigata: l'asta del compasso, degli occhiali; bandiera a mezz'asta, appesa al centro del sostegno verticale e non alla sua sommità, in segno di lutto; asta di presa, trolley; asta della stadera, braccio graduato sul quale scorre il romano | asta di armamento, quella che in antiche armi da fuoco portatili serviva a introdurre la carica e il proiettile nella canna. dim. asticella, asticciola    • 2 •   nell'atletica leggera, attrezzo tubolare di materiale elastico sul quale l'atleta fa leva per effettuare un tipo di salto, detto appunto salto con l'asta    • 3 •   antica arma bianca a lunga impugnatura con punta metallica; lancia    • 4 •   (mar.) nelle imbarcazioni a vela, bompresso | asta di posta, palo a cui si ormeggiano le imbarcazioni    • 5 •   linea verticale delle lettere di una scrittura: l'asta della «p»  | fare le aste, i primi tratti diritti che i bambini tracciavano per imparare a scrivere    • 6 •   (dir.) vendita pubblica di beni al migliore offerente: vendere, mettere all'asta; asta fallimentare, quella dei beni di proprietà di un'impresa o di un imprenditore fallito | procedimento con cui l'autorità monetaria di un paese colloca i buoni ordinari del tesoro | asta pubblica, procedimento con cui lo stato o un altro ente pubblico dà in appalto la realizzazione di un'opera o lo svolgimento di un'attività o di un servizio | asta al rialzo, al ribasso, con offerte che aumentano il prezzo (nelle vendite) o lo diminuiscono (negli appalti)    • 7 •   (rar.) pene.
astabile   agg.  (elettron.) si dice di circuito multivibratore in cui la commutazione fra i due diversi stati di equilibrio, entrambi non stabili, è automatica e si verifica a intervalli regolari.
astaco   s.m.  [pl. -ci] (lett.) gambero | (zool.) gambero d'acqua dolce (ord.  decapodi).
astante   s.m.    • 1 •   spec. pl.  chi è presente in un luogo: rivolgersi agli astanti    • 2 •   (antiq.) medico di guardia in un ospedale.
astanteria   s.f.  sezione di un ospedale in cui si accolgono i ricoverati prestando loro i primi soccorsi.
astatica   s.f.  (fis.) parte della statica che studia l'equilibrio di sistemi o di corpi soggetti a forze tali che qualunque loro punto può consentire una posizione di equilibrio.
astaticità   s.f.  (fis.) condizione di un corpo o di un sistema in equilibrio astatico.
astatico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.)    • 1 •   equilibrio astatico, quello proprio dei corpi studiati dall'astatica    • 2 •   si dice di un sistema di compensazione del campo magnetico terrestre sulle parti mobili degli strumenti di misura di precisione.
astato   (1) agg.    • 1 •   armato d'asta: le falangi astate di alessandro magno    • 2 •   (bot.) si dice di foglia che ha forma di lancia    • 3 •   (rar.) dritto come un'asta  s.m.  (st.) soldato armato d'asta: la linea degli astati nella legione romana. 
astato   (2) s.m.  (chim.) elemento chimico artificiale, instabile, del gruppo degli alogeni, ottenuto mediante reazioni nucleari e il cui simbolo è at.
asteggiare   v. intr.  [io astéggio ecc. ; aus. avere] (rar.) fare le aste, primo esercizio per apprendere a scrivere.
astemio   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi non beve mai vino o altre bevande alcoliche.
astenere   v. tr.  [coniugato come tenere] (lett.) tenere lontano da qualcosa | astenersi v. rifl.  tenersi lontano da qualcosa; evitare di fare o dire qualcosa: astenersi dal manifestare opinioni  | astenersi dal vino, non berne | astenersi (dal voto), non votare.
astenia   s.f.  (med.) debolezza generale dell'organismo.
astenico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'astenia  s.m.  [f. -a] chi soffre d'astenia.
astenopia   s.f.  (med.) stanchezza dell'occhio che impedisce l'uso prolungato della vista.
astenosfera   s.f.  (geol.) strato situato al di sotto della crosta terrestre, sul quale avvengono gli spostamenti orizzontali delle zolle della litosfera.
astensione   s.f.  l'astenersi: astensione  dal voto.
astensionismo   s.m.  l'atteggiamento di chi si astiene dal partecipare alla vita politica e in particolare dall'esprimere il proprio voto; l'insieme degli astensionisti.
astensionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi pratica l'astensionismo.
astensionistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'astensionismo; proprio dell'astensionista § astensionisticamente avv.  (non com.).
astenuto   part. pass.  di astenere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi non ha votato.
aster   s.m. invar.  pianta erbacea ornamentale con infiorescenze a capolino di vario colore, simili a crisantemi (fam.  composite).
astergere   v. tr.  [coniugato come tergere] (lett.)    • 1 •   detergere, pulire: le chiome polverose e i fianchi / delle cavalle vincitrici asterse  (leopardi a un vincitore nel pallone  20-21)    • 2 •   (fig.) cancellare.
asteria   s.f.    • 1 •   (zool.) stella marina    • 2 •   (min.) varietà di corindone che ha riflessi luminosi interni a forma di stella.
asteriscare   v. tr.  [io asterisco, tu asterischi ecc.] (non com.) contrassegnare con un asterisco.
asterisco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   segno tipografico a forma di stella ( • ) usato convenzionalmente con diverse funzioni (p. e.  per rinviare da una parola a una nota, o in sostituzione di un nome proprio che si vuole omettere) | in linguistica indica forme supposte o ricostruite, ma non documentate    • 2 •   nel giornalismo, breve articolo facente parte di una serie in cui ciascuno è separato dagli altri con un asterisco.
asteroide   s.m.    • 1 •   (astr.) ciascuno dei piccoli pianeti che ruotano intorno al sole, con orbita compresa tra quelle di marte e giove    • 2 •   (mat.) curva piana a quattro cuspidi aventi distanza costante dall'origine; è l'inviluppo di una famiglia di rette.
asteroidei   s.m. pl.  (zool.) classe di echinodermi a cui appartengono le stelle di mare | sing.  [-o] ogni animale di tale classe.
astersione   s.f.  (lett.) l'astergere (anche fig.).
asterso   part. pass.  di astergere   agg.  nei sign. del verbo.
asticciola   lett. asticciuola, s.f.    • 1 •   dim.  di asta    • 2 •   impugnatura della penna o del pennello.
astice   s.m.  grosso crostaceo marino dal corpo allungato, turchino cupo a chiazze gialle, con grosse pinze; ha carni prelibate (ord.  decapodi).
asticella   s.f.    • 1 •   dim.  di asta    • 2 •   (sport) listello di metallo o di legno che, sorretto da due supporti, costituisce l'ostacolo da superare nelle gare di salto in alto.
astigiano   agg.  di asti  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di asti | l'astigiano, per antonomasia, vittorio alfieri (1749-1803).
astigmatico   agg.  [pl. m. -ci] atto a correggere l'astigmatismo: lenti astigmatiche   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da astigmatismo: occhio astigmatico; un (soggetto) astigmatico. 
astigmatismo   s.m.  (fis.) aberrazione di un sistema ottico a causa della quale un'immagine puntiforme appare dilatata a forma di macchia | (med.) difetto della vista dalle medesime caratteristiche dovuto a irregolare curvatura della cornea.
astigmometro   s.m.  (med.) strumento ottico usato per la misurazione dell'astigmatismo visivo.
astile   agg.  si dice di croce sorretta da un'asta, usata nelle processioni  s.m.  (lett.)    • 1 •   l'asta di legno della lancia; per estens., la lancia stessa    • 2 •   virgulto, ramo | bastone, bacchetta | manico di legno.
astilo   agg.  (arch.) privo di colonne: loggiato astilo. 
astinente   agg.  (non com.) che si astiene, spec. dai piaceri materiali: astinente nel cibo, nel bere, nei rapporti sessuali. 
astinenza   s.f.  l'astenersi dal compiere atti sessuali o dall'assumere determinati cibi o bevande, per ragioni mediche o come forma di rinuncia religiosa: fare astinenza; essere costretto all'astinenza  | sindrome da astinenza, crisi di astinenza, (med.) il complesso dei sintomi (nausea, vomito ecc.) che compaiono quando d'improvviso si priva una persona di una sostanza (farmaco, droga) a cui è assuefatta.
astio   s.m.  sordo rancore, forte malanimo: provare, nutrire astio verso, contro qualcuno; guardare, rispondere con astio. 
astiosità   s.f.  l'essere astioso; malevolenza.
astioso   agg.  che ha o dimostra astio; pieno di astio: parlare con tono astioso  § astiosamente avv. 
astista   s.m.  [pl. -sti] (sport) atleta che pratica il salto con l'asta.
astore   s.m.    • 1 •   uccello rapace diurno, grigio-bruno sul dorso, bianco e rossiccio sul ventre, fornito di becco con dente ottuso (ord.  falconiformi)    • 2 •   (fig. non com.) uomo rapace.
astracan    ⇨ astrakan.
astraere    ⇨ astrarre.
astragalo   s.m.    • 1 •   (anat.) l'osso più elevato del tarso, che si articola con la tibia e gravita sul calcagno    • 2 •   dado da gioco usato nell'antichità, fatto con l'osso del tarso di alcuni animali (o anche in pietra, in avorio ecc.), e numerato dall'uno al quattro: gioco degli astragali, simile a quello dei dadi    • 3 •   (arch.) modanatura che separa il fusto della colonna dal capitello o dalla base    • 4 •   (bot.) genere di piante erbacee con foglie pennate, fiori in grappolo e semi reniformi (usati talvolta come surrogato del caffè); normalmente sono utilizzate come foraggio o per il sovescio (fam.  leguminose).
astragalomanzia   s.f.  antica pratica divinatoria che si avvaleva degli astragali.
astraggere    ⇨ astrarre.
astrakan   o astracan, s.m. invar.  pelliccia nera e ricciuta fornita da agnelli appena nati di una varietà originaria della persia.
astrale   agg.    • 1 •   degli astri: influsso astrale  | corpo astrale, secondo l'astrologia, alone ectoplasmatico che circonda ogni corpo fisico e può dar luogo a particolari fenomeni; aura    • 2 •   (fig.) eccezionale, smisurato: una difficoltà, una distanza astrale. 
astranzia   s.f.  pianta erbacea con fiori di colore bianco-verde, simili a stelle, e foglie palmate (fam.  ombrellifere).
astrarre   ant. astraere [a-strà-e-re], astraggere [a-stràg-ge-re], v. tr.  [coniugato come trarre]    • 1 •   (filos.) compiere l'operazione mentale dell'astrazione: astrarre l'universale dal particolare    • 2 •   (lett.) allontanare, distogliere: astrarre la mente dal lavoro  | v. intr.  [aus. avere] prescindere, non tener conto, non considerare: giudicare astraendo dalle apparenze  | astrarsi v. rifl.  concentrarsi distogliendosi mentalmente dalla realtà circostante: quando ascolta la musica si astrae. 
astrato    ⇨ adstrato.
astrattezza   s.f.  l'essere astratto: l'astrattezza di un ragionamento, di una regola; peccare di astrattezza. 
astrattismo   s.m.  movimento artistico del '900 che mira alla rappresentazione di forme volumetriche e cromatiche prive di riferimento alle forme della realtà sensibile.
astrattista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace dell'astrattismo | usato anche come agg.  : un pittore astrattista. 
astrattistico   agg.  [pl. m. -ci] (rar.) astrattista.
astrattivo   agg.  (non com.) dell'astrazione, incline all'astrazione: mente astrattiva; processo astrattivo. 
astratto   part. pass.  di astrarre   agg.    • 1 •   che è frutto di astrazione; che non ha contatto diretto con la realtà si contrappone a concreto : concetto, giudizio astratto  | scienze astratte, quelle che giustificano gli assunti prescindendo, per quanto possibile, dall'esperienza (p. e.  la matematica)    • 2 •   (gramm.) si dice di un sostantivo che indica una nozione e non un essere o un oggetto (p. e. virtù, onore)    • 3 •   che segue l'astrattismo: pittore astratto   s.m.    • 1 •   ciò che è frutto di astrazione; concetto astratto    • 2 •   (estens.) ciò che è teorico | in astratto, prescindendo dalla situazione reale: parlare in astratto  § astrattamente avv.  in modo astratto; per astrazione, in astratto.
astrazione   s.f.    • 1 •   (filos.) operazione attraverso la quale l'intelletto ricava concetti universali dalla conoscenza di oggetti individuali, prescindendo dalle determinazioni particolari degli oggetti stessi    • 2 •   separazione, isolamento di un concetto, di una nozione da altri | fare astrazione, prescindere    • 3 •   (estens.) idea che non ha rispondenza nella realtà.
astrignere    ⇨ astringere.
astringente   part. pres.  di astringere  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  (med.) si dice di sostanza che ha il potere di astringere; in partic., di sostanza che riduce l'evacuazione intestinale.
astringere   ant. e region. astrignere, v. tr.  [coniugato come stringere]    • 1 •   (lett.) costringere, obbligare: riman lo sguardo dal piacere astretto  (tasso rime)    • 2 •   (med.) ridurre certe funzioni dei tessuti organici (p. e.  secrezione, assorbimento).
astro   s.m.    • 1 •   corpo celeste | l'astro del giorno, il sole    • 2 •   (fig.) chi eccelle in un campo, spec. nel mondo dello spettacolo o dello sport: un astro della lirica    • 3 •   (bot.) aster, amello.
-astro  -astro suffisso alterativo di aggettivi e di sostantivi, dal lat. -a°stru(m); conferisce valore peggiorativo (giovinastro, poetastro); negli agg. e sost. che indicano colori dà il senso di 'impuro, misto ad altro colore' (grigiastro, verdastro).
astro-  astro- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna in cui indica relazione con gli astri (astrofisica) o con la navigazione spaziale (astronave); è dal gr. ástron  'astro'.
astrobiologia   s.f.  settore della biologia che studia le prime manifestazioni di vita nello spazio.
astrobussola   s.f.  strumento usato nella navigazione aerea, spec. nelle regioni polari, per controllare la rotta basandosi sulla posizione di una stella nota.
astrochimica   s.f.  scienza che studia la composizione chimica degli astri e della materia interstellare.
astrodinamica   s.f.  l'insieme dei problemi connessi con il moto di veicoli spaziali e satelliti artificiali; lo studio di tali problemi.
astrofico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di componimento poetico non caratterizzato da una divisione in strofe.
astrofisica   s.f.  scienza che studia, impiegando i metodi e le leggi della fisica e della chimica, i fenomeni che si verificano sugli astri e negli spazi interstellari.
astrofisico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'astrofisica  s.m.  [f. -a] studioso di astrofisica.
astrofotografia   s.f.  fotografia astronomica.
astrofotometria   s.f.  studio delle radiazioni luminose degli astri.
astrografia   s.f.  rappresentazione fotografica di un astro.
astrografo   s.m.  telescopio predisposto per la fotografia celeste.
astrolabio   s.m.  antico strumento per misurare l'altezza apparente degli astri sull'orizzonte; da esso deriva il moderno sestante.
astrolago   e deriv.   ⇨ astrologo e deriv. 
astrolatria   s.f.  culto degli astri.
astrologare   pop. astrolagare e strologare, v. intr.  [io astròlogo, tu astròloghi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   praticare l'astrologia    • 2 •   (fig.) congetturare, fantasticare.
astrologia   s.f.  [pl. -gie] arte divinatoria di antica origine che pretende di studiare l'influsso degli astri sulle vicende umane e di prevedere gli eventi futuri.
astrologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'astrologia: previsioni astrologiche  § astrologicamente avv.  dal punto di vista astrologico.
astrologo   pop. astrolago e strologo, s.m.  [f. -a; pl. m. -gi, pop. -ghi] chi studia e pratica l'astrologia | (estens.) indovino: crepi l'astrologo!, (scherz.) si dice a chi fa previsioni spiacevoli.
astrometria   s.f.  parte dell'astronomia che studia la posizione degli astri.
astronauta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] pilota, navigatore spaziale.
astronautica   s.f.  scienza e tecnica della navigazione spaziale.
astronautico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'astronautica.
astronave   s.f.  veicolo per la navigazione nello spazio.
astronomia   s.f.  scienza che studia l'aspetto e la natura chimico-fisica degli astri e dello spazio interstellare, e i moti dei corpi celesti.
astronomico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne l'astronomia: studi astronomici  | utilizzato per l'astronomia; realizzato per mezzo dell'astronomia: osservatorio, atlante astronomico    • 2 •   (fig.) smisurato, esagerato: prezzo astronomico  § astronomicamente avv.    • 1 •   secondo i principi dell'astronomia    • 2 •   (fig.) enormemente: una somma astronomicamente alta. 
astronomo   s.m.  [f. -a] studioso d'astronomia.
astrusaggine   s.f.  (non com.) astruseria.
astruseria   s.f.    • 1 •   l'essere astruso    • 2 •   ciò che è astruso: dire delle astruserie. 
astrusità   s.f.  astruseria.
astruso   agg.  che è difficile a capirsi perché troppo sottile, complicato, astratto: ragionamento astruso; esprimersi in modo astruso  § astrusamente avv. 
astuccio   s.m.  scatola o fodero o guaina per la custodia di un oggetto: astuccio del violino, delle matite, degli occhiali.  dim. astuccetto, astuccino. 
astutezza   s.f.  (non com.) l'essere astuto; astuzia.
astuto   agg.    • 1 •   dotato di astuzia: essere più astuto di una volpe; che astuto!    • 2 •   che denota astuzia; detto, fatto con astuzia: risposta astuta  § astutamente avv. 
astuzia   s.f.    • 1 •   abilità nel raggiungere uno scopo (buono o anche non buono)    • 2 •   idea, azione astuta: astuzie sottili. 
-ata  -ata suffisso derivato dal lat. -a¯ta, terminazione del part. pass. f. dei verbi in -a¯re; forma sostantivi per lo più astratti derivati da altri sostantivi (bastonata, buffonata, cucchiaiata, occhiata) o da verbi (adunata, nevicata, telefonata). [ ⇨ -ato].
atabagico   s.m.  [pl. -ci] (med.) preparato che si somministra ai fumatori per disabituarli a fumare.
atalanta   s.f.  farfalla diurna del genere vanessa, dalle grandi ali di color marrone con macchie rosse e bianche (ord.  lepidotteri).
atalantino   agg.  della squadra di calcio bergamasca dell'atalanta; orobico.
atamano   s.m.  antico capo militare e civile cosacco.
atante    ⇨ aitante.
atarassia   s.f.  (filos.) l'imperturbabilità dell'animo, che per gli epicurei è assenza di desiderio e timore, per gli stoici distacco dalle passioni, per gli scettici sospensione del giudizio.
atarassico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'atarassia.
atare    ⇨ aiutare.
atassia   s.f.  (med.) mancanza di coordinazione dei movimenti volontari.
atassico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che si riferisce all'atassia  agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da atassia.
atavico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   ereditato dagli antenati; ancestrale: abitudine atavica    • 2 •   (biol.) relativo all'atavismo § atavicamente avv. 
atavismo   s.m.  (biol.) presenza in un individuo di caratteri assenti sia nei genitori sia negli immediati ascendenti, ma ritenuti esistenti in antenati remoti.
atavo   s.m.  [f. -a] genitore del trisnonno o della trisnonna | (lett.) antenato, avo.
ateismo   s.m.  negazione dell'esistenza di dio o di qualunque realtà trascendente l'uomo | concezione filosofica fondata su tale postulato.
ateista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (antiq.) chi fa professione di ateismo; ateo.
ateistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'ateismo.
atele   s.m.  scimmia platirrina dell'america meridionale, con corpo snello, testa piccola, arti molto sviluppati e lunghissima coda prensile (ord.  primati).
atelettasia   s.f.  (med.) imperfetta dilatazione degli alveoli polmonari.
atelier   s.m. invar.  studio d'artista o per attività di tipo artistico | in partic., sartoria d'alta moda.
atellana   s.f.  antica farsa popolare osca a personaggi fissi, introdotta nella letteratura latina nel sec. i a. c.
atematico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) nelle lingue indoeuropee, si dice di forme in cui il suffisso è aggiunto direttamente alla radice senza l'interposizione di vocali o sillabe tematiche (p. e. lat. fer-t, fer-tis  rispetto a dic-i-t, dic-i-tis).
atemporale   agg.  (filos.) che è o è pensato fuori del tempo, che trascende il tempo § atemporalmente avv. 
atemporalità   s.f.  (filos.) l'essere atemporale.
ateneo   s.m.  (lett.) università.
ateniese   agg.  di atene  s.m.  e f.  chi è nato o abita ad atene.
ateo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi professa l'ateismo: dottrina atea; un ateo dichiarato. 
aterina   s.f.  (zool.) genere di pesci teleostei a cui appartiene il latterino (ord.  perciformi).
atermano   agg.  (fis.) adiatermano.
atermico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) che non trasmette calore: vetri atermici  § atermicamente avv. 
ateroma   s.m.  [pl. -mi] (med.)    • 1 •   deposito di sostanze lipidiche nelle arterie, con lesione della loro parete interna    • 2 •   cisti grassa del cuoio capelluto o dello scroto.
aterosclerosi   s.f.  (med.) malattia degenerativa dei vasi arteriosi, caratterizzata da formazione di ateromi.
aterosclerotico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo ad aterosclerosi.
atesino   agg.  dell'adige, della val d'adige  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della val d'adige.
atestino   agg.  della regione di este, nel veneto: civiltà atestina, civiltà fiorita in tale regione nell'età del ferro  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è nato o abita a este o nel territorio di este.
atetesi   s.f.  (filol.) nell'edizione critica di un testo, la soppressione di un passo giudicato non autentico (che viene isolato, di norma, tra parentesi quadre).
atimia   (1) s.f.  nella grecia antica, perdita totale o parziale dei diritti civili in seguito a reati gravi contro lo stato.
atimia   (2) s.f.  (psich.) perdita o riduzione degli stimoli affettivi, tipica dell'ebefrenia.
atipicità   s.f.  l'essere atipico; originalità.
atipico   agg.  [pl. m. -ci] non tipico; che non presenta i caratteri propri del tipo consueto, normale: polmonite atipica; titoli atipici  | privo di una fisionomia precisa: un soggetto atipico  § atipicamente avv. 
atlante   s.m.    • 1 •   raccolta di carte geografiche, generalmente rilegate in volume | atlante storico, le cui carte illustrano le variazioni politico-territoriali degli stati attraverso il tempo | atlante linguistico, le cui carte rappresentano la diffusione geografica dei fenomeni linguistici. dim. atlantino    • 2 •   raccolta di tavole illustrate relative a un determinato argomento o disciplina: atlante di anatomia    • 3 •   (anat.) prima vertebra cervicale che si articola in alto con l'osso occipitale e in basso con l'epistrofeo    • 4 •   (arch.) statua di fattezze maschili con funzioni di sostegno.
atlantico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'oceano atlantico: fauna atlantica; dorsale atlantica, il rilievo sottomarino dell'oceano atlantico    • 2 •   (st.) si dice del patto politico-militare stipulato nel 1948 tra gli stati uniti e i paesi dell'europa occidentale, e di ciò che lo concerne: alleanza atlantica. 
atlantico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (rar.)    • 1 •   di atlante | degno di atlante; poderoso, titanico: fatiche atlantiche    • 2 •   in bibliografia, si dice di volume di formato massimo, stampato in folio da matrici che occupano una doppia pagina.
atlantismo   s.m.  politica estera favorevole all'alleanza stabilita con il patto atlantico | l'ideologia politico-economica su cui si fonda l'alleanza atlantica, e che è volta alla difesa del sistema liberal-capitalistico occidentale.
atleta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   chi pratica regolarmente uno sport; per estens., persona robusta, aitante    • 2 •   (ant. , lett.) chi difende con ardore un ideale: il santo atleta / benigno a' suoi e a' nemici crudo, così dante (par.  xii, 56-57) definisce san domenico.
atletica   s.f.  l'insieme delle tecniche e delle discipline sportive che impegnano gli atleti in gare individuali o a squadre, ispirate alle competizioni degli antichi greci e che rientrano nel moderno programma olimpico; l'organizzazione e l'attività a esse collegate | atletica leggera, quella che comprende le specialità di marcia, lancio, salto, corsa e prove multiple (pentathlon, eptathlon, decathlon) | atletica pesante, quella che comprende le specialità della lotta e del sollevamento pesi.
atletico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si riferisce o appartiene all'atletica: gara atletica    • 2 •   da atleta, proprio di un atleta: fisico atletico; forza atletica  § atleticamente avv.  in modo atletico; dal punto di vista atletico.
atletismo   s.m.  (non com.) attività degli atleti | qualità di atleta, l'essere atletico.
atmosfera   s.f.    • 1 •   involucro gassoso che circonda i corpi celesti; per antonomasia, la massa d'aria che circonda la terra    • 2 •   (estens.) l'aria che si respira | (fig.) condizione psicologica che si determina in un particolare ambiente: un'atmosfera di allegria, di nervosismo    • 3 •   (fis.) unità di misura della pressione che ha per simbolo atm  e vale    • 1 •   kg/cm2; corrisponde a 1,013 bar ' atmosfera tecnica, unità di misura della pressione che ha per simbolo at  e vale 1,033 kg/cm2; corrisponde a 0,98 bar.
atmosferico   agg.  [pl. m. -ci] dell'atmosfera: condizioni atmosferiche. 
-ato  -ato (1) suffisso, che continua il lat. -a¯tus, proprio del part. pass. dei verbi in -are, spesso usato anche come aggettivo e sostantivo, e inoltre presente in aggettivi e sostantivi derivati da altri sostantivi (gigliato, piumato; celibato, proletariato).
-ato  -ato (2) suffisso deriv. di -ato 1, che in parole della terminologia chimica indica sale derivante da acido ternario (solfato, clorato).
atollo   s.m.    • 1 •   (geog.) isolotto corallino o madreporico a forma di anello con una laguna interna, caratteristico dell'oceano indiano e del pacifico    • 2 •   grande salvagente per più persone.
atomica   s.f.  bomba atomica.
atomicità   s.f.  l'essere costituito di atomi.
atomico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (fis. , chim.) dell'atomo, che concerne l'atomo: fisica atomica  | numero atomico, numero dei protoni contenuti nel nucleo di un atomo | peso atomico, numero che esprime il peso relativo dell'atomo di un elemento riferito a 1/12 del peso dell'atomo del carbonio 12    • 2 •   si dice, impropriamente, di tutto ciò che è connesso con l'energia liberata dai nuclei atomici nucleari: bomba atomica, guerra atomica, centrale atomica  | era atomica, quella in cui viviamo, caratterizzata dallo sfruttamento dell'energia nucleare    • 3 •   (fig. scherz.) straordinario, stupefacente, travolgente § atomicamente avv.  in relazione all'atomo, all'energia atomica.
atomismo   s.m.    • 1 •   concezione filosofica greca (leucippo, democrito e poi epicuro) secondo la quale ogni realtà e la stessa essenza spirituale dell'uomo sono costituiti da un aggregato di atomi in perpetuo movimento    • 2 •   (fig.) tendenza a una frammentazione eccessiva; dispersione: atomismo sociale    • 3 •   nelle scienze umane, teoria che pretende di ridurre concetti e fatti complessi a pochi elementi semplici, la cui individuazione è compito preminente o esclusivo delle varie scienze.
atomista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) sostenitore dell'atomismo.
atomistica   s.f.  (rar.) fisica atomica.
atomistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) dell'atomismo.
atomizzare   v. tr.    • 1 •   ridurre un liquido in piccolissime goccioline    • 2 •   (non com.) distruggere per mezzo di armi atomiche.
atomizzatore   s.m.  apparecchio per atomizzare.
atomizzazione   s.f.  operazione dell'atomizzare; nebulizzazione.
atomo   s.m.    • 1 •   (chim. , fis.) la particella più piccola di un elemento capace di conservarne le caratteristiche chimiche, costituita da un nucleo positivo intorno a cui ruotano delle cariche negative (elettroni)    • 2 •   (filos.) secondo l'atomismo antico, ciascuna delle particelle minime indivisibili dalla cui aggregazione avrebbe origine ogni realtà e la stessa essenza spirituale dell'uomo    • 3 •   (estens.) particella o quantità piccolissima.
atonale   agg.  si dice di musica basata sull'atonalità.
atonalità   s.f.  (mus.) caratteristica di ogni musica che non segua i principi della tonalità | nel novecento, sistema di composizione rigorosamente svincolato da ogni disciplina tonale.
atonia   s.f.    • 1 •   (med.) indebolimento del tono muscolare    • 2 •   (ling.) mancanza di accento tonico.
atonicità   s.f.  l'essere atono; l'essere atonico.
atonico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) affetto da atonia.
atono   agg.    • 1 •   (ling.) si dice di vocale o sillaba sprovvista di accento tonico    • 2 •   (estens.) privo di espressione, inerte: uno sguardo atono. 
atossico   agg.  [pl. m. -ci] che non è tossico.
atout   s.m. invar.  in alcuni giochi di carte, spec. nel bridge, il seme che domina sugli altri e perciò dà vantaggi nelle prese | avere degli atout, (fig.) avere buone possibilità di riuscita.
atp   s.m. invar.  adenosintrifosfato, sostanza essenziale per la contrazione muscolare.
atrabile   s.f.  (ant.)    • 1 •   nella medicina antica, umore denso e aspro che era considerato causa dell'ipocondria    • 2 •   (fig.) malumore.
atrabiliare   agg.    • 1 •   (ant.) affetto da atrabile; malinconico    • 2 •   (lett.) bilioso, collerico.
atramento   s.m.  (ant. , lett.) inchiostro.
atrazina   s.f.  erbicida usato per diserbare le coltivazioni di mais; per la sua persistenza sul terreno può inquinare le falde acquifere.
atreplice   o atriplice, s.m.  (bot.) pianta erbacea coltivata per le foglie commestibili; bietolone (fam.  chenopodiacee).
atrepsia   s.f.  (med.) malattia dei lattanti dovuta a denutrizione.
atresia   s.f.  (med.) occlusione congenita, totale o parziale, di un orifizio o di un canale: atresia esofagea, intestinale. 
atriale   agg.  (med.) dell'atrio cardiaco.
atrichia   s.f.  (med.) mancanza congenita dei capelli e dei peli, per lo più ereditaria.
atrio   s.m.    • 1 •   in un edificio, l'ambiente a cui si accede direttamente dall'esterno e dal quale si entra negli altri locali: l'atrio della stazione, di un albergo  | cortile interno    • 2 •   (archeol.) il cortile centrale dell'antica casa romana    • 3 •   (anat.) ognuna delle due cavità superiori del cuore    • 4 •   (geog.) la valle compresa fra il bordo di un vecchio cratere e un nuovo cono vulcanico formatosi al suo interno.
atriplice    ⇨ atreplice.
atro   agg.  (poet.)    • 1 •   nero, tenebroso; tetro    • 2 •   (fig.) orrido, spaventoso; crudele: il giorno  / dell'atra morte incombe  (leopardi inno ai patriarchi  109-110) § atramente avv. 
atroce   agg.    • 1 •   terribile, tremendo; orrendo, raccapricciante, efferato: dolori atroci; un atroce delitto    • 2 •   (estens.) intenso, grande: una delusione atroce  | in usi iperbolici: un caldo atroce  § atrocemente avv. 
atrocità   s.f.  l'essere atroce; efferatezza, ferocia: un delitto di inumana atrocità  | atto atroce: commettere un'atrocità; le atrocità della guerra. 
atrofia   s.f.  (med.) ridotto sviluppo o diminuzione di volume di un organo o di un tessuto: atrofia muscolare. 
atrofico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di atrofia, affetto da atrofia: muscolatura atrofica. 
atrofizzare   v. tr.    • 1 •   rendere atrofico    • 2 •   (fig.) privare di capacità, di energie; paralizzare: l'ozio atrofizza la mente  | atrofizzarsi v. rifl.    • 1 •   divenire atrofico, paralizzarsi: arto atrofizzato    • 2 •   (fig.) perdere la capacità di agire, ridursi all'inerzia.
atropa   s.f.  (bot.) belladonna.
atropina   s.f.  (chim.) alcaloide velenoso estratto dalla belladonna; è usato come antispastico e dilatatore della pupilla.
atropo   s.m.  (zool.) grossa farfalla notturna gialla e nerastra, detta anche testa di morto  (ord.  lepidotteri).
attaccabile   agg.  che si può attaccare; (fig.) criticabile, discutibile.
attaccabottoni   s.m.  e f. invar.  (fam.) chi attacca facilmente discorso, dilungandosi poi in chiacchiere.
attaccabrighe   s.m.  e f. invar.  (fam.) persona litigiosa.
attaccamento   s.m.    • 1 •   (non com.) attaccatura    • 2 •   (fig.) vincolo affettivo; dedizione, affezione: attaccamento alla famiglia, al dovere    • 3 •   (psicol.) il legame emotivo che unisce il figlio alla madre, che secondo recenti teorie sarebbe fondamentale per la formazione della personalità.
attaccante   part. pres.  di attaccare   agg.  che attacca: l'esercito attaccante   s.m.  [anche f.]    • 1 •   chi attacca: respingere gli attaccanti    • 2 •   nel calcio e in altri giochi di squadra, chi è schierato in posizione avanzata, col compito di condurre azioni offensive e segnare una rete o far punto; punta.
attaccapanni   s.m. invar.  pezzo d'arredamento al quale si appendono cappotti, giacche e altri indumenti; appendiabiti.
attaccare   v. tr.  [io attacco, tu attacchi ecc.]    • 1 •   unire fra loro due o più cose per mezzo di cuciture, legature, sostanze adesive o altro; farle aderire strettamente: attaccare le maniche a un abito; attaccare due corde; attaccare un manifesto, affiggerlo | attaccare un bottone, cucirlo; (fig.) iniziare con qualcuno un discorso lungo e noioso    • 2 •   appendere: attaccare il cappotto nell'armadio; attaccare un quadro alla parete    • 3 •   assalire: attaccare il nemico, l'avversario  | intaccare, ledere: la ruggine attacca il ferro  | (fig.) avversare, criticare, osteggiare: l'opposizione ha attaccato duramente il governo    • 4 •   dare inizio a qualcosa: attaccare un brano musicale; attaccare discorso con qualcuno    • 5 •   trasmettere, comunicare, appiccare: attaccare una malattia; attaccare il fuoco a qualcosa    • 6 •   collegare un apparecchio elettrico alla rete di distribuzione o a un generatore di corrente: attaccare il ferro da stiro  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   aderire: un francobollo che non attacca    • 2 •   attecchire: quella pianta non ha attaccato  | (fig.) aver presa, trovare consenso: le sue idee non attaccano  | non attacca!, (fam.) si dice di discorso o proposta a cui non si dà ascolto, non si presta fede    • 3 •   avere inizio: il concerto attaccò con una suite di bach  | (fam.) iniziare a lavorare: attacco alle quattro e stacco alle otto  | (fam.) incominciare a parlare, avviare un discorso: quando attacca, va avanti per ore!    • 4 •   (mil. , sport) andare all'attacco | attaccarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   aderire, appiccicarsi: il sugo si è attaccato  | attaccarsi al fiasco, alla bottiglia, (fam.) bere avidamente    • 2 •   appigliarsi (anche fig.): attaccarsi a una scusa  | attàccati al tram!, (fam.) arrangiati!    • 3 •   comunicarsi per contagio: il raffreddore si attacca facilmente    • 4 •   affezionarsi a una persona | v. rifl.  muovere all'attacco l'uno contro l'altro.
attaccaticcio   agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   che si attacca facilmente; appiccicoso: sostanza attaccaticcia  | (ant.) contagioso: un male attaccaticcio    • 2 •   (fig.) si dice di persona importuna, invadente, di cui è difficile liberarsi: un vicino di casa attaccaticcio   s.m.  cosa che appiccica; in partic., cibo rimasto attaccato al fondo del recipiente per eccessiva cottura: sapere di attaccaticcio. 
attaccato   part. pass.  di attaccare   agg.    • 1 •   unito da affetto, interesse o sim.: essere attaccato a una donna, al denaro, alla vita  | appiccicato: stare sempre attaccato a qualcuno    • 2 •   ligio, ossequente: attaccato al dovere, alle convenienze. 
attaccatura   s.f.    • 1 •   (non com.) l'attaccare; la cosa attaccata    • 2 •   punto nel quale una cosa s'attacca a un'altra: l'attaccatura della manica. 
attaccatutto   s.m.  nome corrente di un tipo di colla utilizzabile per piccole riparazioni su qualsiasi materiale.
attacchinaggio   s.m.  l'operazione dell'attacchinare.
attacchinare   v. intr.  [aus. avere] nel gergo degli attivisti politici e sindacali, attaccare manifesti.
attacchino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi attacca manifesti per mestiere    • 2 •   (fam. tosc.) attaccabrighe.
attacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il punto in cui due cose si congiungono; attaccatura    • 2 •   dispositivo che serve a congiungere due cose o elementi: attacco dello sci, congegno che fissa lo scarpone allo sci; nello sci nautico, sorta di scarpa che serve a trattenere il piede sull'attrezzo    • 3 •   (elettr.) presa, dispositivo che serve a collegare un apparecchio alla rete di alimentazione    • 4 •   (mil. , sport) assalto, azione offensiva: attacco aereo; muovere, andare all'attacco  | (sport) linea più avanzata di una squadra (di calcio, pallacanestro, rugby ecc) i cui giocatori svolgono le azioni offensive contro l'avversario    • 5 •   (fig.) critica aspra o violenta: gli attacchi della stampa; un attacco personale    • 6 •   (med.) improvvisa manifestazione di una malattia: attacco febbrile    • 7 •   (chim.) azione corrosiva e disgregatrice esercitata da agenti chimici su metalli, minerali ecc.    • 8 •   avvio, inizio | (mus.) inizio di una composizione musicale, di una parte solistica o di un tema | (teat.) prime parole di una battuta | in alpinismo, il punto d'inizio di una via di salita    • 9 •   insieme di animali necessari a trainare un veicolo: attacco a quattro, a sei. 
attache   s.m. invar.  fermaglio per tenere insieme più fogli di carta; graffetta.
attaché   s.m. invar.  nel linguaggio diplomatico, addetto: attaché culturale, chi, in un'ambasciata, si occupa della promozione culturale.
attagliare   v. intr.  [io attàglio ecc. ; aus. essere] (ant.) piacere, andare a genio | attagliarsi v. rifl.  (non com.) adattarsi, addirsi: questo atteggiamento non ti si attaglia. 
attalentare   v. intr.  [io attalènto ecc. ; aus. essere] (rar.) piacere.
attanagliamento   s.m.    • 1 •   l'attanagliare, l'essere attanagliato    • 2 •   (st.) supplizio che consisteva nello strappare le carni del condannato con tenaglie roventi.
attanagliare   v. tr.  [io attanàglio ecc.]    • 1 •   stringere con tenaglie    • 2 •   (estens.) stringere con forza, serrare    • 3 •   (fig.) tormentare: essere attanagliato dai rimorsi. 
attante   s.m.  (ling.) soggetto che compie l'azione indicata da un verbo | nella narratologia, categoria, funzione sintattica rappresentata da personaggi o da ruoli teatrali.
attapinarsi   v. rifl.  (tosc.) arrabattarsi.
attarantato   agg.  (ant. , dial.) morso dalla tarantola; epilettico.
attarantolato   agg.  (rar.) attarantato, tarantolato.
attardare   v. tr.  (lett.) rallentare: attardare il passo  | attardarsi v. rifl.  indugiare, trattenersi, far tardi: attardarsi ad ascoltare qualcuno. 
attardato   part. pass.  di attardare  e attardarsi   agg.    • 1 •   ritardatario    • 2 •   (fig.) arretrato, anacronistico: posizioni attardate. 
attare   v. tr.  (ant.) adattare; rapportare: certe cose state davanti cominciò ad attare a questo fatto  (boccaccio dec.  iii, 6).
attastare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   (region.) tastare | (estens.) provare, assaggiare    • 2 •   colpire: su la tempia subito l'attasta  (ariosto o. f.  xvii, 95).
attecchimento   s.m.  l'attecchire.
attecchire   v. intr.  [io attecchisco, tu attecchisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   di piante, mettere radici e crescere dopo trapianto o innesto; allignare, radicarsi    • 2 •   (fig.) aver fortuna, prender piede; diffondersi: un uso che attecchirà facilmente; l'epidemia attecchì in tutto il paese. 
attediare   v. tr.  [io attèdio ecc.] (ant. , lett.) tediare; annoiare, infastidire | attediarsi v. rifl.  (ant. , lett.) tediarsi; annoiarsi.
atteggiamento   s.m.    • 1 •   modo di atteggiarsi, di disporsi: assumere un atteggiamento composto    • 2 •   (estens.) modo di comportarsi: un atteggiamento da diva; atteggiamento ostile, sospetto  | disposizione mentale di fronte a un determinato problema: atteggiamento positivo, negativo. 
atteggiare   v. tr.  [io attéggio ecc.]    • 1 •   muovere, disporre la persona o parte di essa in un determinato modo: atteggiare il viso a tristezza; mani elegantemente atteggiate  | nelle arti figurative ritrarre le figure in una determinata posizione: canova atteggiò paolina borghese sdraiata su un triclinio    • 2 •   conformare qualcosa in modo che esprima un certo sentimento, una determinata intenzione: atteggiare la voce al compianto  | atteggiarsi v. rifl.    • 1 •   ostentare un atteggiamento, spec. falsando la realtà: atteggiarsi a poeta, a martire    • 2 •   (assol.) darsi delle arie, un tono, un contegno: smettetela di atteggiarvi!. 
attemparsi   v. rifl.  [io mi attèmpo ecc.] (ant. , lett.)    • 1 •   invecchiare: più mi graverà, com' più m'attempo  (dante inf.  xxvi, 12)    • 2 •   indugiare, attardarsi: e non tardar al fine,  / ch'a dir il vero, omai troppo m'attempo  (petrarca trionfi).
attempato   part. pass.  di attemparsi   agg.    • 1 •   che è avanti negli anni, ma non vecchio    • 2 •   (ant.) attardato.
attendamento   s.m.  l'attendarsi; accampamento in tende.
attendarsi   v. rifl.  [io mi attèndo ecc.] piantare, innalzare una o più tende; accamparsi in tende | (fig. scherz.) insediarsi in casa altrui.
attendente   s.m.    • 1 •   militare di truppa un tempo assegnato al servizio personale di uno o più ufficiali    • 2 •   (spreg.) segretario, factotum: non sono il tuo attendente. 
attendere   v. tr.  [coniugato come tendere]    • 1 •   aspettare (anche assol.): attendere risposta; sono stanco di attendere    • 2 •   (ant.) mantenere, spec. una promessa, un debito | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   dedicarsi, applicarsi a qualcosa: attendere agli studi, alla casa    • 2 •   (ant.) volgere l'attenzione, considerare: attendete a quello che io vi dirò  (boccaccio dec.  iii, 7).
attendibile   agg.  degno di fede: notizia, testimone attendibile  § attendibilmente avv. 
attendibilità   s.f.  l'essere attendibile: l'attendibilità di una notizia. 
attendismo   s.m.  politica o atteggiamento da attendista.
attendista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi temporeggia, non prende una posizione decisa, in attesa che una situazione di incertezza (spec. politica) si evolva | usato anche come agg.  : atteggiamento attendista. 
attenebrare   v. tr.  [io attènebro ecc] (lett.) avvolgere nelle tenebre | ottenebrare.
attenere   v. tr.  [coniugato come tenere] (lett.) mantenere, spec. una promessa, un giuramento: ei solo attenne / l'alta promessa  (manzoni il nome di maria) | v. intr.  [aus. essere] (non com.) concernere, riguardare: tutto ciò non attiene a voi  | attenersi v. rifl.    • 1 •   (non com.) appoggiarsi, sostenersi, aggrapparsi    • 2 •   (fig) seguire con piena conformità: attenersi a un consiglio, alle istruzioni. 
attentare   v. intr.  [io attènto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   compiere un attentato: attentare alla vita di qualcuno    • 2 •   (fig.) cercare di portare offesa o danno: attentarono al suo onore    • 3 •   (ant.) tentare | attentarsi v. rifl.  (rar.) azzardarsi, osare, ardire: non s'attentò a  (di) parlare. 
attentato   part. pass.  di attentare   s.m.    • 1 •   tentativo criminoso di recare offesa alla vita o all'incolumità altrui: attentato criminale, terroristico; attentato a un treno, contro il presidente; compiere, rivendicare un attentato    • 2 •   (fig.) atto di violenza, offesa grave: attentato alla libertà. 
attentatore   s.m.  [f. -trice] chi compie un attentato.
attenti   inter.  si usa come comando rivolto a soldati, alunni o ginnasti perché assumano posizione eretta a talloni uniti, braccia tese e appoggiate lungo i fianchi, in attesa di un ordine o in segno di saluto rispettoso | attenti a destra!, a sinistra!, durante sfilate, parate e sim., per far volgere la testa in segno di saluto passando davanti a superiori o autorità  s.m.    • 1 •   il comando espresso dall'interiezione stessa: dare l'attenti    • 2 •   la posizione che si assume: stare, scattare sull'attenti, sugli attenti  | mettere qualcuno sull'attenti, (fig.) farlo rigare dritto.
attento   agg.    • 1 •   che ha i sensi e la mente concentrati su un oggetto; che si impegna con scrupolo in ciò che fa: essere attento a un discorso, a una spiegazione; stare attento a evitare errori  | che dimostra attenzione: sguardo attento  | diligente: un lavoratore attento  | usato anche con valore esclamativo, per avvertire di un pericolo o esortare all'attenzione: ragazzi, attenti!; attento ai fili!    • 2 •   fatto con attenzione, accurato: un'attenta lettura; un'indagine attenta; un'analisi attenta agli aspetti sociali del problema, particolarmente sensibile a essi § attentamente avv. 
attenuamento   s.m.  l'attenuare, l'attenuarsi.
attenuante   part. pres.  di attenuare   agg.  nei sign. del verbo | circostanza attenuante, (dir.) quella che rende meno grave il reato, comportando una diminuzione della pena  s.f.  (dir.) circostanza attenuante: concedere le attenuanti. 
attenuare   v. tr.  [io attènuo ecc.]    • 1 •   rendere più tenue, meno forte; attutire: attenuare un rumore, la luce, un colpo    • 2 •   (fig.) diminuire di gravità o d'importanza: attenuare una responsabilità, i meriti di qualcuno  | lenire: attenuare una sofferenza, un dolore    • 3 •   (ant. , lett.) dimagrire, estenuare: due vacche  / da lunga fame attenuate e fiacche  (ariosto o. f.  xvii, 131) | attenuarsi v. rifl.  diminuire di intensità, indebolirsi (anche fig.): la luce si attenua; il dolore si è attenuato. 
attenuativo   agg.  che vale ad attenuare, smorzare, minimizzare.
attenuazione   s.f.  l'attenuare, l'attenuarsi: attenuazione di una pena, di una sofferenza  | (fis.) nei fenomeni di propagazione di energia, riduzione di potenza, di intensità e sim.
attenzione   s.f.    • 1 •   intensa applicazione dei sensi e della mente su un dato oggetto: ascoltare, guardare con attenzione; attirare, sviare l'attenzione; prestare attenzione; fare attenzione, badare, stare attento | cura, diligenza: mettere molta attenzione nell'esecuzione di un compito  | usato anche come inter.  per avvertire di un pericolo o esortare a essere attento, concentrato: signore e signori, attenzione!; attenzione, si scivola!    • 2 •   pl.  premure, cortesie, riguardi: colmare qualcuno di attenzioni. 
attergare   v. tr.  [io attèrgo, tu attèrghi ecc.]    • 1 •   (burocr.) scrivere annotazioni a tergo di un documento    • 2 •   (fin.) cedere titoli nominativi apponendovi una dichiarazione a tergo | attergarsi v. rifl.  (ant. poet.)    • 1 •   accostarsi con le spalle: aronta è quel ch'al ventre li s'atterga  (dante inf.  xx, 46) | voltare le spalle    • 2 •   (fig.) lasciarsi alle spalle; mettersi dietro le spalle.
attergato   part. pass.  di attergare   agg.    • 1 •   (burocr. , fin.) annotato a tergo    • 2 •   (lett.) messo, raccolto dietro alle spalle: i capelli attergati e sciatti della massaia  (pavese)  s.m.  (burocr.) nota scritta a tergo di un documento.
atterige   s.m.  (zool.) uccello noto anche come kiwi. 
attero   o aptero, agg.    • 1 •   (zool.) privo di ali: insetto attero    • 2 •   (arch.) detto di tempio, senza colonne sui lati.
atterraggio   s.m.    • 1 •   manovra con cui un aeromobile prende contatto con il terreno: atterraggio di fortuna, forzato, quello compiuto fuori di un aeroporto in condizioni di emergenza; atterraggio guidato, strumentale, effettuato non a vista, ma basandosi solo sugli strumenti di bordo e sui segnali provenienti da un sistema di radiofari a terra | campo d'atterraggio, aeroporto    • 2 •   (estens.) il toccare terra dopo un salto, un volo: l'atterraggio dei paracadutisti    • 3 •   (mar.) complesso delle operazioni di una nave per avvicinarsi a terra e attraccare.
atterramento   s.m.  (sport) l'atterrare, l'essere atterrato, sia in seguito ad azione consentita (nella lotta, pugilato, judo ecc.), sia in seguito ad azione fallosa (nel calcio, nel basket ecc.).
atterrare   v. tr.  [io attèrro ecc.]    • 1 •   gettare, stendere, far cadere a terra: atterrare un nemico  ' (sport) mettere a terra un avversario | (non com.) abbattere: atterrare un muro, un albero    • 2 •   (fig. lett.) prostrare, umiliare: atterrare l'orgoglio    • 3 •   (ant. lett.) chinare verso terra, abbassare: come le pecorelle  /... / timidette atterrando l'occhio e 'l muso  (dante purg.  iii, 79-81)    • 4 •   (non com.) trascinare a terra | arenare, detto di natante | v. intr.  [aus. avere; meno com. essere]    • 1 •   (aer.) compiere un atterraggio con un aeromobile: l'elicottero ha atterrato; i passeggeri sono atterrati in orario    • 2 •   toccare terra, dopo un salto, un volo: lo sciatore atterrò con gli sci uniti    • 3 •   (rar.) approdare | atterrarsi v. rifl.  (ant. poet.) cadere a terra; inginocchiarsi, prostrarsi.
atterrimento   s.m.  l'atterrire, l'essere atterrito; terrore, paura.
atterrire   v. tr.  [io atterrisco, tu atterrisci ecc.] terrorizzare, sgomentare: atterrire con minacce; essere atterrito dalle malattie  | atterrirsi v. rifl.  essere preso da terrore.
atterrito   part. pass.  di atterrire   agg.  fortemente impaurito; terrorizzato, sgomentato.
atterzare   v. tr.  [io attèrzo ecc.] (ant.) ridurre di un terzo | portare a un terzo.
attesa   s.f.    • 1 •   l'attendere; il tempo che trascorre nell'attendere: attesa lunga, breve; l'attesa del ritorno  ' stato d'animo di chi attende: un'attesa penosa, noiosa  | sala d'attesa, sala d'aspetto | lista d'attesa, elenco di persone che attendono (di imbarcarsi, di essere ricevute ecc.) | nell'attesa, in attesa, aspettando: essere, rimanere in attesa    • 2 •   spec. pl.  ciò che ci si attende; aspettativa: deludere le attese. 
attesismo   s.m.  (non com.) attendismo.
attesista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) attendista.
atteso   part. pass.  di attendere   agg.    • 1 •   aspettato con desiderio: un ritorno tanto atteso  | aspettato con timore: l'attesa disgrazia  | previsto: un risultato atteso    • 2 •   (ant.) attento: e 'l duca, che mi vide tanto atteso, / disse  (dante inf.  xxvi, 46-47)    • 3 •   (burocr.) atteso che, attesoch.é.
attesoché   o atteso che, cong.  (burocr.) dato che, considerato che: attesoché i termini sono decorsi, l'istanza è respinta. 
attestabile   agg.  che può essere attestato; dimostrabile con prove.
attestamento   s.m.  (mil.) operazione dell'attestare, dell'attestarsi.
attestare   (1) v. tr.  [io attèsto ecc.]    • 1 •   rendere testimonianza di qualcosa; asserire per conoscenza diretta: attestare una verità    • 2 •   (fig.) provare chiaramente; dimostrare con evidenza: i fatti attestano la sua bontà  | documentare, certificare: l'anno di nascita di cristoforo colombo non è attestato. 
attestare   (2) v. tr.  [io attèsto ecc.]    • 1 •   mettere due cose testa a testa: attestare due travi  | attestare un ponte alla riva, fissarne le due testate alla riva    • 2 •   (mil.) schierare le truppe su posizioni idonee all'attacco o alla difesa | attestarsi v. rifl.    • 1 •   (mil.) riunirsi, schierarsi su una data linea per far fronte al nemico (anche fig.): attestarsi su posizioni antiquate    • 2 •   consolidare l'occupazione di una zona operativa conquistata al nemico.
attestato   part. pass.  di attestare    • 1 •   e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   certificato, dichiarazione scritta: attestato di buona condotta; rilasciare un attestato    • 2 •   (fig.) dimostrazione, prova | in attestato di, in segno di.
attestatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi attesta.
attestatura   s.f.  in viticoltura, allacciamento orizzontale dei tralci fruttanti di viti contigue.
attestazione   s.f.    • 1 •   testimonianza, asserzione della verità di qualcosa: falsa attestazione    • 2 •   il documento che attesta: rilasciare un'attestazione  | documentazione materiale: la prima attestazione del volgare italiano risale al 960    • 3 •   (fig.) dimostrazione, prova: ricevere un'attestazione di stima. 
atticciato   agg.  (non com.) robusto e tarchiato.
atticismo   s.m.    • 1 •   (ling.) vocabolo, forma o costrutto tipico del dialetto attico    • 2 •   nell'antichità greco-romana (sec. i a. c.), indirizzo letterario e retorico che propugnava uno stile sobrio e limpido, a imitazione degli scrittori attici classici; contrapposto ad asianesimo  | (estens.) limpidezza e sobrietà di linguaggio, di gusto.
atticista   s.m.  [pl. m. -sti]    • 1 •   nell'antichità greco-romana, scrittore, oratore che seguiva le teorie dell'atticismo    • 2 •   (estens.) chi cerca di imitare lo stile sobrio proprio degli attici | usato anche come agg.  : indirizzo, scrittore atticista. 
atticizzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   scrivere, parlare in stile attico    • 2 •   (estens.) parlare, scrivere con sobria eleganza.
attico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'attica: vaso attico    • 2 •   relativo all'atticismo o che ne segue le teorie | (estens.) raffinato, elegante | sale attico, (fig.) fine arguzia, sottile ironia  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo dell'attica    • 2 •   il dialetto greco antico parlato nell'attica § atticamente avv.  alla maniera attica, con eleganza attica.
attico   (2) s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   (arch.) rialzo a parete piena o a balaustri eretto a scopo decorativo sopra il cornicione di un edificio    • 2 •   (edil.) ultimo piano abitabile di un edificio, costruito al di sopra della cornice di coronamento, in genere arretrato rispetto alla facciata.
attignere    ⇨ attingere.
attiguità   s.f.  l'essere attiguo.
attiguo   agg.  vicino, adiacente, contiguo: il giardino è attiguo alla casa  § attiguamente avv. 
attillare   v. tr.    • 1 •   (non com.) vestire con ricercatezza    • 2 •   rendere aderente al corpo | v. intr.  [aus. avere] (non com.) aderire: la giacca attilla un po' troppo  | attillarsi v. rifl.  agghindarsi, vestirsi con ricercatezza.
attillato   part. pass.  di attillare   agg.    • 1 •   si dice di abito aderente, che si adatta bene alla persona    • 2 •   (non com.) vestito con cura o con ricercatezza: lucia usciva in quel momento tutta attillata dalle mani della madre  (manzoni p. s.  ii) § attillatamente avv. 
attillatura   s.f.  (non com.) l'attillare, l'attillarsi, l'essere attillato; punto in cui un abito è ben aderente.
attimo   s.m.    • 1 •   brevissimo spazio di tempo; momento, istante: accadde in un attimo; di attimo in attimo, di momento in momento | cogliere l'attimo fuggente, saper afferrare i brevi istanti di felicità che la vita offre | un attimo!, richiesta di attendere momentaneamente: un attimo, per favore!  dim. attimino  (il cui uso è improprio e da evitare)    • 2 •   (fam.) breve spazio: tirati un attimo più in qua. 
attinente   agg.  (non com.) che ha attinenza con qualcosa; pertinente: una risposta non attinente   s.m.  e f.  (ant.) parente, amico.
attinenza   s.f.    • 1 •   relazione, connessione logica: non c'è alcuna attinenza fra i due casi    • 2 •   (ant.) rapporto di parentela, di amicizia; relazione    • 3 •   pl.  accessori, annessi: un palazzo e le sue attinenze. 
attingere   ant. e tosc. attignere, v. tr.  [coniugato come tingere]    • 1 •   detto di acqua o di un altro liquido, prendere con un recipiente, raccogliere, tirar su: attingere acqua da un pozzo, nel fiume, al ruscello    • 2 •   (fig.) prendere, trarre, ricavare: attingere notizie    • 3 •   (lett.) toccare, raggiungere (anche fig.): attingere la riva, la gloria  | v. intr.  [aus. avere] (rar.) arrivare (anche fig.): attingere alla verità. 
attingimento   s.m.  (rar.)    • 1 •   modo e atto dell'attingere (anche fig.)    • 2 •   presa di acqua: attingimento di acque pubbliche. 
attingitoio   s.m.  (non com.) mestolo, ramaiolo usato per attingere acqua.
attinia   o actinia, s.f.  animale marino dal corpo molle a forma di sacco, con tentacoli urticanti che lo rendono simile a un fiore dai bei colori, per cui è anche detto anemone  o pomodoro di mare  (ord.  celenterati).
attinicità   s.f.  (fis.) proprietà di alcune radiazioni di produrre effetti chimici; in partic., in fotografia, il potere delle radiazioni di impressionare le emulsioni fotografiche.
attinico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di radiazione elettromagnetica dotata di particolare azione fotochimica (p. e.  la radiazione ultravioletta): luce attinica, quella atta a impressionare correttamente una emulsione fotografica.
attinide   s.m.  (chim.) ognuno dei quindici elementi radioattivi, compresi fra il numero atomico 89 (attinio) e il 103 (laurenzio), che presentano strette analogie di comportamento chimico.
attinio   s.m.  (chim.) elemento metallico radioattivo il cui simbolo è ac; è fra i prodotti di decadimento dell'uranio e del torio, ma può essere prodotto anche artificialmente.
attino    ⇨ attinon.
attino-  attino- o actino-, primo elemento di composti scientifici di formazione moderna, dal gr. aktís -înos  'raggio', in cui significa 'raggio, radiazione, struttura raggiata' (attinoterapia, attinomorfo).
attinografia   s.f.  procedimento fotografico che utilizza le proprietà attiniche dei raggi x.
attinoide   s.m.  (chim.) attinide.
attinometria   s.f.  (chim.) misurazione del grado di attività calorifica e chimica delle radiazioni attiniche, spec. quelle ultraviolette solari.
attinometro   s.m.  (chim.) strumento per eseguire l'attinometria.
attinomiceti    ⇨ actinomiceti.
attinomicosi    ⇨ actinomicosi.
attinomorfo    ⇨ actinomorfo.
attinon   o attino, s.m. invar.  (chim.) gas inerte che si genera per disintegrazione dell'attinio; è un isotopo radioattivo del radon.
attinopterigi   o attinotterigi, o actinopterigi, s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di pesci ossei caratterizzati da cartilagini rudimentali nelle pinne e raggi dermici prominenti | sing.  [-o] ogni pesce di tale sottoclasse.
attinoterapia   s.f.  (med.) terapia basata sull'impiego dei raggi attinici, spec. ultravioletti.
attinotterigi    ⇨ attinopterigi.
attinto   part. pass.  di attingere   agg.  nei sign. del verbo.
attintura   s.f.  (vet.) contusione degli arti posteriori di equini e bovini provocata dall'urto con gli anteriori corrispondenti, per difetto di appiombo o di ferratura.

attirare   v. tr.    • 1 •   tirare qualcosa verso di sé attrarre: la calamita attira il ferro    • 2 •   (fig.) richiamare, attrarre: attirare gli sguardi, l'attenzione, l'interesse di qualcuno  | attirarsi v. rifl.  tirarsi reciprocamente l'uno verso l'altro | (fig.) piacersi.
attitudinale   agg.  che si riferisce all'attitudine: esame, test attitudinale, volto a valutare l'attitudine di una persona a svolgere una determinata attività § attitudinalmente avv.  secondo la propria attitudine.
attitudine   (1) s.f.  disposizione, inclinazione naturale per un'attività fisica o mentale: avere attitudine per la musica. 
attitudine   (2) s.f.  (non com.) atteggiamento, posizione del corpo: stare in attitudine di preghiera. 
attivante   part. pres.  di attivare  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  (chim.) si dice di ciò che accresce la capacità reattiva dei componenti di un sistema di reazione; attivatore.
attivare   v. tr.    • 1 •   rendere attivo o più attivo; far funzionare; mettere in azione: attivare una macchina; attivare la circolazione del sangue  | predisporre per il funzionamento: attivare una mina    • 2 •   (chim.) dar luogo a un processo di attivazione | attivare un elemento, (fis.) renderlo radioattivo    • 3 •   (burocr.) affrettare, sollecitare (una pratica).
attivatore   agg.  e s.m.    • 1 •   [f. -trice] che, chi attiva    • 2 •   (chim.) attivante.
attivazionale   agg.  relativo all'attivazione | ricerca attivazionale, (econ.) ricerca volta a individuare gusti e bisogni dei consumatori, per indirizzare meglio la pubblicità e la produzione.
attivazione   s.f.  l'attivare, l'essere attivato: l'attivazione di un tronco ferroviario  | (chim.) condizione che mette degli elementi reattivi in grado di reagire | (fis.) indurre radioattività artificiale mediante bombardamento con radiazioni di vario tipo.
attivismo   s.m.    • 1 •   (filos.) dottrina che tende ad affermare la superiorità dell'azione rispetto al pensiero teorico    • 2 •   (pedag.) dottrina che considera l'attività spontanea del fanciullo come centro e punto di partenza del processo educativo    • 3 •   l'essere in continua attività, il vivere molto attivamente: nonostante l'età dimostra un grande attivismo    • 4 •   partecipazione attiva, a titolo volontario, a un'organizzazione politica o sindacale; anche, l'insieme degli attivisti: mobilitare l'attivismo. 
attivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (filos. , pedag.) chi propugna o applica l'attivismo | usato anche come agg.  : filosofo attivista    • 2 •   chi svolge una sistematica attività, a titolo volontario, in seno a un'organizzazione politica o sindacale.
attivistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'attivismo, fondato sull'attivismo § attivisticamente avv. 
attività   s.f.    • 1 •   l'essere attivo: un uomo di grande attività  | essere in attività, lavorare, agire, essere in funzione: la fabbrica è in piena attività  | mettere in attività, attivare    • 2 •   opera; lavoro, occupazione: attività professionale; svolgere un'attività; attività primaria, agricoltura; attività secondaria, industria; attività terziaria, servizi sociali, commercio, pubbliche e libere professioni | tasso di attività, (econ.) percentuale degli appartenenti alle forze di lavoro sul totale della popolazione    • 3 •   (econ.) qualsiasi bene o credito appartenente a un soggetto economico | ognuna delle voci che, nel loro insieme, costituiscono l'attivo di un bilancio    • 4 •   (scient.) insieme di fenomeni naturali prodotti da una medesima sorgente e studiabili scientificamente | attività solare, (astr.) insieme di fenomeni (macchie, brillamenti ecc.) che si osservano sul sole ogni 11 anni ca    • 5 •   (geol.) fase di eruzione di un vulcano: l'etna è in attività    • 6 •   (fis.) radioattività; intensità di una sorgente radioattiva.
attivizzare   v. tr.  attivare; rendere attivo.
attivo   agg.    • 1 •   che agisce; operoso, laborioso: un uomo attivo  | vita attiva, vita dedita all'azione, contrapposta nell'uso comune a vita sedentaria, in quello religioso a vita contemplativa; anche, il periodo della vita in cui una persona svolge un'attività lavorativa | servizio attivo, condizione dell'impiegato in servizio; anche, il servizio prestato dai militari in tempo di pace    • 2 •   che ha una funzione specifica e determinante in un procedimento o fenomeno complesso: i principi attivi di un alimento; avere, essere parte attiva in un'impresa    • 3 •   che è in funzione; operante: l'impianto è attivo da poco  | vulcano attivo, non quiescente    • 4 •   (gramm.) si dice di verbo transitivo quando l'azione relativa è compiuta dal soggetto della proposizione (p. e. il padre ama i figli)    • 5 •   (econ.) che registra un utile: bilancio attivo    • 6 •   (pedag.) si dice di sistema educativo fondato sui principi dell'attivismo: scuola attiva   s.m.    • 1 •   (gramm.) il complesso delle forme attive di un verbo transitivo    • 2 •   (econ.) il complesso dei beni appartenenti a un soggetto economico; anche, parte del bilancio di un'azienda in cui vengono registrate le attività | in usi fig.: avere all'attivo, al proprio attivo, poter contare su qualcosa, poterne disporre; mettere, scrivere, segnare all'attivo, considerare tra ciò che è positivo    • 3 •   nel linguaggio politico, il complesso dei funzionari e degli attivisti di un organo politico o sindacale; anche, riunione di attivisti: l'attivo dei delegati  § attivamente avv.  nei sign. dell'agg. | con impegno; alacremente.
attizzamento   s.m.  l'attizzare, l'essere attizzato.
attizzare   v. tr.    • 1 •   ravvivare il fuoco accostando i tizzoni, smuovendo la brace, soffiandovi aria | attizzare un incendio, farlo divampare    • 2 •   (fig.) eccitare, aizzare: attizzare gli odi, le passioni. 
attizzatoio   s.m.  arnese che serve per attizzare.
attizzatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi attizza, spec. in senso fig.: attizzatore di discordie. 
atto-  atto- primo elemento della terminologia scientifica, dal dan. atten  'diciotto'; anteposto a un'unità di misura ne moltiplica il valore per 10(-18) (p. e. attosecondo, misura di tempo equivalente a un miliardesimo di miliardesimo di secondo).
atto   (1) s.m.    • 1 •   l'agire e il suo risultato; azione: compiere un atto di coraggio; rendere conto dei propri atti  ' all'atto (pratico), in realtà, in pratica | all'atto di, al momento di | nell'atto, sull'atto, nel momento stesso dell'azione: fu sorpreso nell'atto di rubare  | tradurre, porre, mettere in atto, realizzare, effettuare | essere in atto, in azione, in corso di realizzazione: è in atto un processo di modernizzazione    • 2 •   movimento del viso o di tutto il corpo; gesto, cenno, atteggiamento: lo raffigurò nell'atto di scrivere; fare degli atti inconsulti  | fare atto di, accennare a compiere qualcosa: fece atto di colpirlo; fare atto di presenza, essere presente solo per poco, per pura formalità    • 3 •   manifestazione, espressione di un sentimento, di un pensiero: atto di amicizia, di stima  | (lit.) dichiarazione orale in forma di preghiera: atto di fede, di dolore    • 4 •   (filos.) qualunque azione intenzionale | nella terminologia aristotelica, lo stato di piena realizzazione o esplicazione (entelechia) di quanto era solamente in potenza    • 5 •   (dir.) manifestazione, dichiarazione di volontà che produce effetti giuridici: atto legislativo, amministrativo  | scrittura che, contenendo una dichiarazione di volontà, produce effetti legali; documento con valore legale: atto notarile; atti processuali; atto pubblico, documento redatto da un pubblico ufficiale, avente un particolare valore probatorio | atto d'accusa, quello col quale vengono contestati a un imputato i capi d'accusa (anche fig.): le dichiarazioni del ministro suonarono come un atto di accusa  | prendere atto di qualcosa, prenderne nota per tenerla in adeguato conto | dare atto di qualcosa, comunicare ufficialmente; per estens., riconoscere, ammettere: devo dargli atto che aveva ragione    • 6 •   ciascuna delle suddivisioni principali di un'opera teatrale: commedia in tre atti; atto unico, commedia in un solo atto    • 7 •   pl.  l'insieme dei documenti che costituiscono un archivio: mettere agli atti, archiviare; (fig.) dimenticare | pubblicazione contenente il resoconto delle attività di assemblee, convegni, accademie, istituti e sim.: atti parlamentari    • 8 •   pl.  (relig.) cronaca della vita e delle opere di personaggi esemplari: gli atti dei santi; gli atti dei martiri  | atti degli apostoli, quinto libro del nuovo testamento, attribuito all'evangelista luca, in cui si narrano gli eventi della prima diffusione del cristianesimo.
atto   (2) agg.  adatto, idoneo; appropriato, conveniente: giovane atto alle armi; mezzi atti allo scopo  § attamente avv.  (rar.).
attollere   v. tr.  (lett.) sollevare, innalzare: sul bel piano... / ove di selva coronate attolle / la mia città le favolose mura  (manzoni urania).
attonimento   s.m.  (rar.) il rimanere attonito; stupore, sbigottimento.
attonito   agg.  sbalordito, stupefatto, sbigottito: rimanere attonito; avere gli occhi attoniti; percossa, attonita / la terra al nunzio sta  (manzoni il cinque maggio) § attonitamente avv. 
attorale   agg.  relativo all'attore, alla sua arte: la tecnica attorale  | da attore: un atteggiamento attorale  § attoralmente avv.  (non com.).
attorcere   v. tr.  [coniugato come torcere] (non com.) avvolgere strettamente una cosa su sé stessa o più cose fra loro (anche fig.): son d'error con ignoranzia attorto  (petrarca canz.  clxxxix, 11) | attorcersi v. rifl.  (non com.) avvolgersi, contorcersi.
attorcigliamento   s.m.  l'attorcigliare, l'attorcigliarsi, l'essere attorcigliato; avvolgimento.
attorcigliare   v. tr.  [io attorcìglio ecc.] attorcere più volte una cosa su sé stessa: attorcigliare una fune  | attorcigliarsi v. rifl.  e intr. pron.  avvolgersi su sé stesso o attorno a un oggetto: le serpi si attorcigliano. 
attorcigliatura   s.f.    • 1 •   attorcigliamento    • 2 •   (agr.) attralciatura.
attorcitura   s.f.  (non com.) attorcigliatura.
attore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi recita interpretando la parte di un personaggio in uno spettacolo: attore di prosa, cinematografico; attore drammatico, comico; attor giovane, nel teatro italiano ottocentesco, ruolo che richiedeva giovane età, brio, bella presenza; primo attore, protagonista | (estens.) chi tende, nella vita reale, a simulare e dissimulare; anche, chi sa fingere bene a proprio vantaggio. pegg. attorucolo    • 2 •   (fig.) chi prende parte attiva (non da semplice spettatore) a un evento, a una vicenda storica: essere attore di gravi avvenimenti    • 3 •   in narratologia, chi esercita concretamente la funzione dell'attante; personaggio    • 4 •   (sociol.) l'individuo in quanto soggetto dell'azione sociale    • 5 •   (dir.) chi intraprende un processo civile (si contrappone a convenuto) | anche agg.  nella loc. parte attrice. 
attoreo   o attorio [at-tò-rio], agg.  (dir.) relativo a chi intraprende un processo civile: parte attorea. 
attoriale   agg.  nella critica teatrale, che si riferisce all'attore, che è relativo al suo ruolo.
attorniare   v. tr.  [io attórnio ecc.]    • 1 •   circondare, farsi attorno: lo attorniarono per festeggiarlo    • 2 •   (fig. non com.) circuire, abbindolare | attorniarsi v. rifl.  circondarsi (di persone): si è attorniato di gente poco raccomandabile. 
attorno   lett. a torno, avv.  intorno; in giro, in cerchio: non c'era nessuno attorno; andare attorno, girare, andare qua e là mandare attorno, mandare in giro, far circolare | darsi d'attorno, (fig.) darsi da fare, brigare | avere qualcuno, qualcosa sempre attorno, tra i piedi, in mezzo | levarsi qualcosa, qualcuno d'attorno, liberarsene, sbarazzarsene | guardarsi attorno, (fig.) darsi da fare per trovare qualcosa che interessa, che conviene; anche, agire con circospezione | usato nella loc. prep. attorno a : fare un giro attorno alla casa; sedere attorno al fuoco; essere, stare attorno a qualcuno, stargli sempre accanto, anche per importunarlo, richiedergli favori.
attortigliare   v. tr.  [io attortìglio ecc.] avvolgere fortemente e più volte una cosa su sé stessa; attorcigliare: attortigliare una corda  | attortigliarsi v. rifl.  o intr. pron.  avvolgersi ripetutamente.
attorto   part. pass.  di attorcere   agg.  nei sign. del verbo.
attoscare   v. tr.  [io attòsco, tu attòschi ecc.] (lett.)    • 1 •   avvelenare, intossicare    • 2 •   (fig.) tormentare aspramente: se 'l ciel li addolcia o lo 'nferno li attosca  (dante inf.  vi, 84).
attossicare   v. tr.  [io attòssico, tu attòssichi ecc.] (lett.)    • 1 •   avvelenare, intossicare | (fig.) corrompere    • 2 •   (fig.) amareggiare, travagliare, affliggere, angustiare: la stessa cattiva sorte che gli aveva attossicato sempre ogni cosa  (verga).
attraccaggio   s.m.  (non com.) attracco.
attraccare   v. tr.  e intr.  [io attracco, tu attracchi ecc. ; aus. dell'intr. avere  e, meno com., essere] accostarsi col fianco di una imbarcazione alla banchina o a un altro natante: attraccare la nave; il piroscafo attraccò al molo  | (estens.) approdare: attraccheremo di notte. 
attracco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   manovra per attraccare    • 2 •   luogo in cui si attracca: accostarsi all'attracco. 
attraente   part. pres.  di attrarre   agg.  che attrae; affascinante, seducente, invitante: una ragazza attraente; una prospettiva poco attraente  § attraentemente avv.  (non com.).
attraenza   s.f.  (rar.) l'essere attraente; avvenenza.
attraere    ⇨ attrarre.
attralciatura   s.f.  (agr.) operazione consistente nel legare i tralci della vite ai relativi sostegni; attorcitura.
attrappare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   ghermire, afferrare con forza    • 2 •   (fig.) impadronirsi di qualcosa con raggiri; truffare | rubare, rapire | attrapparsi v. rifl.  (ant.) rattrappirsi.
attrappire   v. tr.  [io attrappisco, tu attrappisci ecc.] (non com.) rattrappire | v. intr.  [aus. essere], attrappirsi v. rifl.  (non com.) rattrappirsi.
attrarre   ant. attraere [at-trà-e-re], v. tr.  [coniugato come trarre]    • 1 •   attirare con forza, tirare a sé: il magnete attrae il ferro    • 2 •   (fig.) attirare, allettare: essere attratto da uno spettacolo  | affascinare: la sua grazia lo attrae  | attrarsi v. rifl.    • 1 •   tirarsi reciprocamente l'uno verso l'altro: i poli opposti si attraggono    • 2 •   (fig.) piacersi.
attrattiva   s.f.    • 1 •   capacità di attrarre su di sé l'interesse, la simpatia, l'attenzione degli altri: esercitare una forte attrattiva su qualcuno; essere dotato di attrattiva    • 2 •   pl.  insieme di qualità o cose che allettano, attirano: le attrattive della carriera cinematografica. 
attrattivo   agg.  (lett.)    • 1 •   che attrae: forza attrattiva    • 2 •   (fig. lett.) affascinante, attraente.
attratto   part. pass.  di attrarre  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (ant.) rattrappito, storpio: sanando infermi, e rizzando attratti  (g. villani).
attraversamento   s.m.    • 1 •   l'attraversare: l'attraversamento di un fiume    • 2 •   il luogo dove si può attraversare: attraversamento pedonale    • 3 •   incrocio di due vie di comunicazione poste allo stesso livello.
attraversare   v. tr.  [io attravèrso ecc.]    • 1 •   passare da una parte all'altra, varcare; percorrere per tutta la larghezza o la lunghezza (anche fig.): attraversare le alpi; attraversare una strada, una foresta; un'idea gli attraversò la mente  | (assol.) passare da una parte all'altra di una strada: aiutare qualcuno ad attraversare  | attraversare la strada, il passo a qualcuno, tagliargli la via; (fig.) ostacolarlo | attraversare un periodo, un momento difficile, trovarsi temporaneamente in difficoltà    • 2 •   (fig. lett.) impedire, intralciare: la marianna tentò attraversare con molte ragioni di prudenza questo disegno della padroncina  (nievo) | attraversarsi v. rifl.  (ant. , lett.)    • 1 •   mettersi di traverso ostacolando il passo: ma esce, non so donde, e s'attraversa  / fèra serpendo orribile e diversa  (tasso g. l.  xv, 47)    • 2 •   (fig.) opporsi, creare ostacoli.
attraverso   a traverso, avv.    • 1 •   (lett.) trasversalmente; per traverso, di traverso    • 2 •   da parte a parte: passare attraverso   prep.    • 1 •   da una parte all'altra; in mezzo a, tra, fra: la luce penetra attraverso le imposte; guardare attraverso una lente    • 2 •   trasversalmente, di traverso: misero l'automobile attraverso la strada  | anche, ma non com., nella loc. prep. attraverso a : passare attraverso ai campi    • 3 •   per mezzo di, in seguito a, mediante, tramite: attraverso ricerche, indagini. 
attrazione   s.f.    • 1 •   l'attrarre, l'attrarsi, l'essere attratto | (fis.) forza che tende ad avvicinare due corpi: attrazione magnetica, elettrica, gravitazionale  | (ling.) fenomeno sintattico per cui una parola tende ad adeguarsi morfologicamente a un'altra parola con la quale si trova in stretto rapporto; attrazione modale, (gramm.) in latino, uso del congiuntivo invece dell'indicativo in una proposizione subordinata che dipende da un'altra subordinata con verbo al congiuntivo o all'infinito    • 2 •   (fig.) capacità di richiamare l'attenzione, l'interesse; fascino: attrazione fisica, sessuale    • 3 •   in uno spettacolo o in una manifestazione, numero sensazionale; anche, artista di grande richiamo: quell'acrobata è la grande attrazione del circo. 
attrecciare   v. tr.  [io attréccio ecc.] (ant.) intrecciare.
attrezzamento   s.m.  (non com.) l'attrezzare; attrezzatura.
attrezzare   v. tr.  [io attrézzo ecc.]    • 1 •   fornire di attrezzi, di attrezzatura: attrezzare un'officina; attrezzare una nave    • 2 •   (estens.) fornire del necessario: attrezzare una casa; un laboratorio ben attrezzato  | attrezzare una via, in alpinismo, predisporre tutto ciò che può agevolare un itinerario di salita (chiodi, corde fisse ecc.) | parco attrezzato, dotato di attrezzature sportive e ricreative | attrezzarsi v. rifl.  dotarsi del necessario; munirsi, equipaggiarsi: attrezzarsi per la montagna. 
attrezzatura   s.f.    • 1 •   operazione dell'attrezzare, dell'attrezzarsi    • 2 •   dispositivo più o meno complesso, regolabile, che svolge una determinata funzione: attrezzatura di bloccaggio  | insieme di attrezzi, strumenti, impianti indispensabili per svolgere una determinata attività: attrezzatura industriale; attrezzature turistiche, alberghiere. 
attrezzeria   s.f.    • 1 •   (teat.) l'insieme degli oggetti portatili necessari sulla scena    • 2 •   reparto di un'officina o di un'industria destinato alla manutenzione o alla costruzione di utensili, di prototipi meccanici, di attrezzi.
attrezzista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (sport) ginnasta che esegue esercizi agli attrezzi    • 2 •   (teat.) chi procura e dispone sulla scena l'attrezzeria    • 3 •   operaio addetto al reparto di attrezzeria.
attrezzistica   s.f.  (sport) ginnastica con gli attrezzi.
attrezzistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (sport) che è eseguito agli attrezzi: esercizio attrezzistico    • 2 •   (non com.) che concerne gli attrezzi.
attrezzo   s.m.    • 1 •   oggetto adatto a un determinato uso: gli attrezzi del falegname, del fabbro; attrezzo di cucina, da lavoro; gli attrezzi del mestiere, quelli propri di un mestiere | carro attrezzi, carro ferroviario o autocarro attrezzato per l'assistenza tecnica a treni o autoveicoli in caso di incidente o guasto    • 2 •   (sport) ogni strumento utilizzato per gare ed esercizi atletici e ginnici (p. e.  sbarra, anelli, cavallo, parallele): esercitarsi agli attrezzi. 
attribuibile   agg.  che può essere attribuito: un dipinto attribuibile al carpaccio. 
attribuire   v. tr.  [io attribuisco, tu attribuisci ecc.]    • 1 •   conferire, riconoscere come proprio di qualcuno o di qualcosa: attribuire un premio; attribuire un'intenzione, un merito a qualcuno  | ascrivere, assegnare: attribuire valore a un oggetto; attribuire qualcosa a lode di qualcuno    • 2 •   far dipendere; imputare: l'incidente va attribuito alla sua inesperienza. 
attributivo   agg.  che serve ad attribuire | (gramm.) che ha funzione di attributo: aggettivo attributivo; proposizioni attributive, le proposizioni relative che aggiungono una specificazione necessaria (p. e.  le azioni che hai compiuto  sono criticabili) § attributivamente avv.  con funzione di attributo.
attributo   s.m.    • 1 •   qualità propria di qualcuno o di qualcosa: l'astuzia era attributo di ulisse  | (filos.) proprietà essenziale di un ente: l'eternità è attributo di dio  | in logica, ciò che, in un giudizio, si afferma o si nega di un soggetto; predicato    • 2 •   spec. pl.  caratteri sessuali maschili o femminili | (estens.) qualità, caratteristica maschile o femminile: attributi virili, la forza, la resistenza; attributi muliebri, la grazia, la bellezza    • 3 •   emblema col quale vengono di solito raffigurate divinità pagane, figure di santi o personificazioni di enti astratti: il tridente è l'attributo di nettuno; la palma è l'attributo dei martiri    • 4 •   (gramm.) aggettivo che esprime una qualità del sostantivo a cui si riferisce e col quale concorda in genere e numero (p. e.  vestito bianco, case moderne).
attribuzione   s.f.    • 1 •   l'attribuire, l'essere attribuito: opera d'incerta attribuzione, di cui è incerto l'autore    • 2 •   spec. pl.  le funzioni e i doveri propri di chi svolge un determinato compito | conflitto di attribuzione, (dir.) quando l'autorità giudiziaria e quella amministrativa affermano o negano entrambe il loro potere di decidere su una data questione; può verificarsi anche tra poteri dello stato e tra stato e regioni.
attristare   v. tr.    • 1 •   (lett.) rattristare, causare tristezza    • 2 •   (ant.) rendere tristo, malvagio: la vostra avarizia il mondo attrista  (dante inf.  xix, 104) | attristarsi v. rifl.  (lett.) diventare triste.
attristire   v. tr.  [io attristisco, tu attristisci ecc.] (non com.) attristare | v. intr.  [aus. essere] (non com.)    • 1 •   intristire    • 2 •   perdere il vigore, la freschezza: le piante attristiscono per la siccità  | attristirsi v. rifl.  (non com.) attristarsi.
attrito   (1) agg.    • 1 •   (lett.) consumato, logoro: si bruniva attrito  / lo scabro e roggio vomere  (pascoli)    • 2 •   (teol.) che prova o mostra attrizione.
attrito   (2) s.m.    • 1 •   (fis.) resistenza passiva che ostacola il movimento di un corpo su di un altro e provoca una dissipazione di energia: attrito statico, quando il corpo incomincia a muoversi; attrito dinamico, quando il corpo è in movimento | (estens.) sfregamento, logorio: consumarsi per l'attrito    • 2 •   (fig.) contrasto di sentimenti o di idee: un profondo attrito divideva le due famiglie. 
attrizione   s.f.    • 1 •   (teol.) pentimento dei peccati commessi, ispirato dal timore della pena più che dall'amore di dio; è detta anche contrizione imperfetta    • 2 •   (ant.) attrito, sfregamento.
attroncatura   s.f.  (agr.) taglio del tronco di un albero alla base.
attruppamento   s.m.  (non com.) l'attruppare, l'attrupparsi, l'essere attruppato.
attruppare   v. tr.  ammassare confusamente, raccogliere in folla | attrupparsi v. rifl.  radunarsi in folla, ammassarsi confusamente.
attuabile   agg.  che si può attuare: un progetto attuabile. 
attuabilità   s.f.  l'essere attuabile, la possibilità di venire attuato.
attuale   agg.    • 1 •   del tempo presente; odierno: le attuali leggi; la situazione attuale; l'era attuale, (geol.) la quaternaria | che ha valore ancora oggi: i classici sono sempre attuali    • 2 •   (filos.) che è in atto; che è passato dalla pura possibilità all'esistenza reale o all'azione | peccato attuale, (teol.) peccato volontario personale, in contrapposizione al peccato originale  | grazia attuale, (teol.) aiuto dato occasionalmente da dio alle facoltà umane per renderle capaci di determinate azioni § attualmente avv.  nel momento attuale, al presente: il direttore attualmente è assente  | per il momento: attualmente non sono previste modifiche. 
attualismo   s.m.    • 1 •   la dottrina filosofica di g. gentile (1875-1944), che pone nello spirito, inteso come atto puro, il principio assoluto della realtà    • 2 •   (geol.) teoria secondo cui i fenomeni geologici che avvengono attualmente corrispondono a fenomeni analoghi verificatisi in epoche passate.
attualistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'attualismo.
attualità   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è attuale; per estens., capacità di destare un interesse attuale: l'attualità di un problema  | di attualità, di interesse nel presente: essere, tornare di attualità; questione di viva attualità    • 2 •   spec. pl.  fatto recente, avvenimento attuale: settimanale, periodico di attualità  | film, documentario di attualità, costituito di brevi riprese di avvenimenti recenti.
attualizzare   v. tr.    • 1 •   rendere attuale, moderno: attualizzare un problema, riproporlo in termini attuali    • 2 •   (fin.) esprimere, portare al tempo presente grandezze finanziarie future.
attualizzazione   s.f.  l'attualizzare, l'essere attualizzato | (fin.) traduzione di grandezze finanziarie future in valori correnti.
attuamento   s.m.  (rar.) attuazione.
attuare   v. tr.  [io àttuo ecc.] mettere in atto, condurre a effetto; realizzare, concretare: attuare un proposito, una riforma  | attuarsi v. rifl.  tradursi in atto, realizzarsi, divenire realtà: i nostri progetti si sono attuati. 
attuariale   agg.  che studia la tecnica delle assicurazioni, spec. su basi matematico-statistiche: scienze attuariali. 
attuario   (1) agg.  solo nella loc. nave attuaria, nave destinata ai servizi logistici, nelle antiche flotte militari.
attuario   (2) s.m.    • 1 •   (st.) ufficiale dell'esercito romano addetto agli approvvigionamenti    • 2 •   nel medioevo, ufficiale addetto alla registrazione di atti giudiziari    • 3 •   chi si occupa di analisi attuariali.
attuativo   (non com.) che attua, che mette in atto; che realizza.
attuatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi attua  s.m.  (tecn.) dispositivo di un sistema di controllo che effettua una regolazione automatica.
attuazione   s.f.  realizzazione, esecuzione: l'attuazione di un piano, di un'opera  | portare ad attuazione qualcosa, dare attuazione a qualcosa, realizzarla, attuarla.
attufato   agg.  (region.) soffocante, maleodorante: locale attufato. 
attuffamento   s.m.  (rar.) immersione.
attuffare   v. tr.  (rar.) tuffare | attuffarsi v. rifl.  (rar.) tuffarsi.
attuoso   agg.  (lett.) attivamente operante.
atturare   v. tr.  (ant. , region.) turare.
attutare   v. tr.  (ant. , lett.) smorzare, mitigare; attutire: l'ire superbe attuta  (manzoni la pentecoste) | attutarsi v. rifl.  (ant. , lett.) spegnersi, smorzarsi, quietarsi: stupore... / lo qual ne li alti cuor tosto s'attuta  (dante purg.  xxvi, 71-72).
attutimento   s.m.  l'attutire, l'essere attutito; attenuamento, smorzamento: attutimento dei rumori. 
attutire   v. tr.  [io attutisco, tu attutisci ecc.]    • 1 •   rendere meno intenso; smorzare, attenuare, mitigare: attutire un colpo, un suono; attutire il dolore    • 2 •   (tosc.) quietare | attutirsi v. rifl.  smorzarsi, attenuarsi (anche fig.): i rumori si sono attutiti. 
atzeco    ⇨ azteco.
aucuba   s.f.  arbusto ornamentale sempreverde, dalle foglie lanceolate a macchie bianche (fam.  cornacee).
aucupio   s.m.  (lett.) caccia agli uccelli, uccellagione.
audace   agg.    • 1 •   che non esita ad affrontare il pericolo; coraggioso: un audace navigatore    • 2 •   che rivela o richiede audacia    • 3 •   temerario, arrischiato: un'impresa audace  | (estens.) che è arditamente nuovo, originale: un progetto audace    • 4 •   irriguardoso; provocante: parole audaci; una scollatura audace   s.m.  e f.  chi ha audacia: la fortuna aiuta gli audaci  § audacemente avv. 
audacia   s.f.  [pl. -cie]    • 1 •   ardimento, coraggio spinto fino al disprezzo del pericolo; ardimento eccessivo, temerarietà: combattere con audacia; è un'audacia scalare quella parete    • 2 •   novità sensazionale, genialità: l'audacia di una soluzione architettonica    • 3 •   sfrontatezza, insolenza: ha avuto l'audacia di insultarmi. 
audience   s.f. invar.  insieme delle persone raggiunte, in un dato momento o in un dato periodo, da un programma o un messaggio trasmesso attraverso un mezzo di comunicazione di massa (radio, televisione ecc.).
audienza    ⇨ udienza.
audimetro   s.m.  strumento per la registrazione automatica e programmata, su nastro magnetico, di trasmissioni radiofoniche e televisive.
audio   s.m. invar.    • 1 •   insieme dei congegni che costituiscono un apparato di riproduzione sonora: l'audio e il video di un televisore    • 2 •   il suono in quanto riprodotto da apposite apparecchiature | usato anche come agg. invar.  : registrazione audio del suono. 
audio-  audio- primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal tema del lat. audi¯re  'ascoltare'; indica relazione con la percezione acustica (audiometro).
audiocassetta   s.f.  nastro magnetico in cassetta per la registrazione di suoni.
audiofrequenza   s.f.  (fis.) frequenza di oscillazione acustica percepibile dall'orecchio umano.
audiogramma   s.m.  [pl. -mi] (fis.) diagramma che rappresenta le varie soglie di udibilità per differenti altezze di suono proveniente da una stessa sorgente.
audioleso   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi ha difetti di udito.
audiolibro   s.m.  libro il cui testo è registrato su audiocassetta.
audiologia   s.f.  (med.) branca dell'otorinolaringoiatria che studia l'orecchio e le sue malattie.
audiologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'audiologia.
audiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] (med.) specialista in audiologia.
audiometria   s.f.  (med.) insieme delle tecniche di misurazione della sensibilità uditiva.
audiometrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'audiometria: esame audiometrico. 
audiometrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico che esegue gli esami audiometrici.
audiometro   s.m.  (med.) apparecchio impiegato per l'audiometria.
audioprotesi   s.f.  protesi acustica.
audioprotesista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico che costruisce, applica o ripara protesi acustiche.
audiovisivo   agg.  e s.m.  si dice di ciò che riproduce suoni e immagini, permettendo contemporaneamente di udire e di vedere: (mezzi) audiovisivi, l'insieme di film, televisione, radio, dischi, cassette, diapositive ecc. § audiovisivamente avv.  con mezzi audiovisivi; dal punto di vista audiovisivo.
audire   e deriv.   ⇨ udire e deriv. 
audit   s.m. invar.  in ambito amministrativo, verifica, revisione contabile.
auditel   ® s.m. invar.  indice di ascolto delle trasmissioni televisive, rilevato con metodi statistici su un campione di telespettatori.
auditing   s.m. invar.  (fin.) revisione ufficiale dei conti di società quotate in borsa | società di auditing, quella specializzata nell'eseguire tale controllo, di cui rilascia una certificazione; è detta anche società di revisione. 
auditor   s.m.  e f. invar.  (fin.) chi esegue operazioni di auditing.
auditorio   s.m.  (ant.) uditorio, l'insieme degli uditori.
auditorium   sala con particolari caratteristiche acustiche, in cui si tengono concerti o altri tipi di spettacolo, conferenze ecc.
audizione   s.f.    • 1 •   ascolto a fini di prova tecnica: audizione musicale, radiofonica; fare un'audizione a un cantante, vagliarne le capacità ascoltando una sua esecuzione    • 2 •   audizione di un teste, (dir.) l'ascoltare la deposizione di un testimone in giudizio.
auf   o auff, auffa [a-ùf-fa], inter.  voce onom. che si pronuncia sbuffando, per esprimere noia, impazienza, dispetto: auf, non la smette!. 
auge   s.f. invar.    • 1 •   (astron. rar.) apogeo    • 2 •   (fig.) punto più alto, grado massimo | in auge, al vertice, al culmine della fama e del favore del pubblico: essere, tornare, rimanere in auge. 
augello   s.m.  (poet.) uccello. dim. augelletto, augellino. 
auggiare    ⇨ aduggiare.
augite   s.f.  (min.) silicato allumino-ferrifero appartenente al gruppo dei pirosseni.
augnare   v. tr.  [io aùgno ecc.] (ant. tosc.)    • 1 •   adunghiare    • 2 •   tagliare obliquamente.
augnatura   s.f.  (tecn.) taglio obliquo praticato su due pezzi da collegare secondo un certo angolo, unghiatura; anche, il punto in cui i due pezzi si collegano.
augumento   e deriv.   ⇨ aumento e deriv. 
augurabile   agg.  che ci si può augurare, che è da augurarsi: è augurabile che si arrivi presto a un accordo. 
augurale   agg.    • 1 •   (st.) degli àuguri: collegio augurale    • 2 •   che porta o esprime augurio: saluto, discorso augurale  § auguralmente avv.  (non com.) a mo' di augurio.
augurare   v. tr.  [io àuguro ecc.] manifestare il desiderio che accadano eventi lieti o riesca a buon fine qualcosa; esprimere un augurio, fare gli auguri: augurare buon viaggio; augurare il buon giorno  ' in usi antifrastici: augurare disgrazie, malanni  'con la particella pron., sperare bene per sé o per altri: mi auguro di riuscire, che tu riesca  | v. intr.  [aus. avere] (st.) svolgere l'ufficio di augure | (estens.) pronosticare.
augurato   part. pass.  di augurare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (st.) nell'antica roma, la dignità e l'ufficio di augure § auguratamente avv.  (rar.) fortunatamente.
augure   s.m.  presso i romani, sacerdote che prediceva il futuro o interpretava la volontà divina osservando il volo degli uccelli o altri fenomeni | (estens. lett.) profeta, indovino.
augurio   s.m.    • 1 •   desiderio manifestato a qualcuno che si realizzi un evento positivo: un augurio di pronta guarigione  | spec. pl.  espressione augurale, spesso in formule tipiche che si usano in occasione di festività pubbliche e ricorrenze private: fare gli auguri di natale, per il compleanno    • 2 •   presso i romani, l'interpretazione che gli àuguri davano della volontà degli dei durante un'apposita cerimonia; la cerimonia stessa    • 3 •   presagio, auspicio: essere di buono, di cattivo augurio. 
auguroso   agg.  (lett.) che porta, che è di augurio (buono o cattivo) § augurosamente avv. 
augustale   agg.  di augusto, primo imperatore romano | (estens. rar.) imperiale  s.m.    • 1 •   nella roma imperiale, sacerdote addetto al culto degli imperatori morti e divinizzati    • 2 •   moneta d'oro fatta coniare da federico ii di svevia (1194-1250).
augusteo   agg.  dell'imperatore augusto: età augustea. 
augusto   (1) s.m.    • 1 •   (st.) appellativo ufficiale di cesare ottaviano dal 27 a. c. alla morte (14 d. c.); poi, cognome di tutti gli imperatori romani    • 2 •   (estens. lett.) imperatore  agg.  venerabile, maestoso, spec. come titolo onorifico di altissimi personaggi; detto di cose, nobile, sacro: l'augusta maestà del sovrano. 
augusto   (2) s.m.  nel circo, il pagliaccio vestito con una lunga e sproporzionata marsina, che recita la parte dell'intruso e del maldestro.
aula   s.f.    • 1 •   locale in cui si tengono le lezioni scolastiche: aula di disegno, di chimica; aula magna, la più grande di un istituto scolastico o di un'università. dim. auletta    • 2 •   sala di edifici pubblici adibita a riunioni e manifestazioni solenni: aula del tribunale    • 3 •   (lett.) sala di una reggia; anche, la reggia stessa.
aulente   part. pres.  di aulire   agg.  (poet.) odoroso, profumato: nell'aulente pineta le cicale frinivano  (pascoli).
auleta   o aulete, s.m.  [pl. -ti] nell'antichità greca e romana, suonatore di aulòs | (estens. lett.) suonatore di flauto.
auletica   s.f.  nell'antichità greca e romana, l'arte di comporre ed eseguire musica per aulòs.
auletico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'auletica.
auletride   s.f.  nell'antichità greca e romana, suonatrice di aulòs | (estens. lett.) suonatrice di flauto.
aulico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di corte: poeta aulico    • 2 •   (fig.) nobile, solenne: lingua aulica; scrittore aulico, che scrive in lingua aulica § aulicamente avv. 
aulire   v. intr.  [io aulisco, tu aulisci ecc. ; dif., usato solo nel pres. e imperf. indic. e nel part. pres.] (lett.) olezzare, mandare buon odore: più verde e amena splende ed aulisce la terra  (carducci).
aulò  s aulòs;s.m.  [pl. aulòi] (mus.) strumento a fiato a due canne divergenti, in uso nella grecia antica | (estens. lett.) flauto.
aumentabile   agg.  che si può aumentare.
aumentare   ant. augumentare [au-gu-men-tà-re], v. tr.  [io auménto ecc.]    • 1 •   rendere più grande, più intenso o più numeroso; accrescere, ingrandire: aumentare il patrimonio, lo stipendio    • 2 •   (fam.) aumentare il prezzo di qualcosa: aumentare la carne, il pane  | v. intr.  [aus. essere] diventare più grande in quantità, estensione, intensità crescere, accrescersi: la popolazione è aumentata  | crescere di prezzo, costare più caro: gli affitti sono aumentati. 
aumentativo   agg.  (antiq.) accrescitivo.
aumentazione   s.f.  (mus.) procedimento contrappuntistico consistente nel ripresentare, nel corso di una composizione, un tema o un motivo coi valori di durata delle singole note proporzionalmente aumentati rispetto all'originale; si contrappone a diminuzione. 
aumentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (borsa) rialzista.
aumento   ant. augumento [au-gu-mén-to], s.m.    • 1 •   l'aumentare, l'essere aumentato; crescita, accrescimento: aumento del lavoro, delle spese; aumento di peso  | rincaro, rialzo del prezzo: è previsto un aumento della benzina    • 2 •   (ling.) prefisso che in alcune lingue indoeuropee (p. e.  il greco) concorre alla formazione dei tempi storici del verbo.
aumô  niè re;aumônière;s.f. invar.  borsa a sacchetto chiusa e sospesa a catenelle o cordoncini, usata un tempo per tenervi denaro | in funzione di agg. invar.  : scollatura aumônière, drappeggiata.
auna   s.f.  antica misura lineare, in uso in francia e in belgio, che corrispondeva a poco più o a poco meno di un metro.
aunare    ⇨ adunare.
aunghiare    ⇨ adunghiare.
au pair   loc. agg. invar.  e avv.  alla pari (si usa con riferimento a un tipo di ospitalità compensata con una prestazione lavorativa).
aura   s.f.    • 1 •   (poet.) aria in lieve movimento; venticello, brezza: erano i capei d'oro a l'aura sparsi  (petrarca canz.  xc, 1). dim. auretta    • 2 •   (poet.) soffio, respiro: la bocca, onde esce aura amorosa  (tasso g. l.  iv, 30) | spirito: scendi piacevol alito  / aura consolatrice  (manzoni la pentecoste)    • 3 •   (fig. lett.) atmosfera spirituale: un'aura di pace  | atmosfera suggestiva che emana dall'opera d'arte    • 4 •   (fig.  non com.) credito, favore: aura popolare    • 5 •   (med.) sintomo che preannuncia una crisi di epilessia o di isterismo    • 6 •   (non com.) effluvio, emanazione dei corpi che i chiaroveggenti affermano di percepire.
aurato   (1) agg.  (lett.) dorato; di color d'oro: di cinzia il cocchio aurato / le cerve un dì traevano  (foscolo a luigia pallavicini caduta da cavallo).
aurato   (2) s.m.  (chim.) sale dell'acido aurico.
aurea mediocritas   loc. sost. f. invar.    • 1 •   l'essere come tutti; il vivere normalmente, con moderazione, con modestia    • 2 •   (spreg.) la mediocrità di chi non riesce a distinguersi dalla massa.
aureo   agg.    • 1 •   d'oro: anello aureo  | riserva, base aurea, (econ.) scorta d'oro posseduta da uno stato a copertura della cartamoneta circolante | sistema, regime aureo, (econ.) sistema di pagamenti basato sulle riserve o sulle monete auree    • 2 •   (lett.) che ha il colore dell'oro, dorato: lo sfondo aureo di un'icona    • 3 •   (fig.) eccellente, ottimo, prezioso: una sentenza aurea  | secolo, periodo aureo, quelli di maggior splendore    • 4 •   sezione aurea, (geom.) la parte di un segmento che è la media proporzionale tra l'intero segmento e la parte restante | numero aureo, (astron.) quello che serve per trovare l'epatta e si ottiene dividendo per 19 il numero dell'anno solare, dopo avervi aggiunto un'unità  s.m.  moneta d'oro coniata a roma nel periodo imperiale.
aureola   s.f.    • 1 •   cerchio splendente raffigurato attorno al capo delle immagini dei santi a simbolo della loro dignità    • 2 •   (fig.) splendore di virtù: crearsi un'aureola di bontà    • 3 •   (estens.) contorno di luce o di colore intorno a un corpo; alone: un'aureola luminosa. 
aureolare   v. tr.  [io aurèolo ecc.] (lett.) cingere con un'aureola (anche fig.).
aureomicina   ® s.f.  nome commerciale della clorotetraciclina, antibiotico efficace in molte malattie infettive.
aurica   agg.  e s.f.  (mar.) si dice di vela trapezoidale fissata a uno o due pennoni e all'albero.
auricalco    ⇨ oricalco.
aurico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto contenente oro trivalente: sale aurico. 
auricola   s.f.  (anat.) orecchietta, atrio del cuore.
auricolare   agg.    • 1 •   (anat.) dell'orecchio, che si riferisce all'orecchio: padiglione auricolare    • 2 •   che ha forma di orecchio: cavità auricolare    • 3 •   che ha relazione con l'atto di ascoltare: confessione auricolare, (lit.) quella fatta all'orecchio del confessore; testimone auricolare, (dir.) quello che ha sentito con le proprie orecchie direttamente, e non da altri  s.m.  dispositivo per l'ascolto individuale di un segnale acustico: auricolare del microtelefono, della cuffia. 
aurifero   agg.  che contiene oro: sabbia aurifera. 
auriga   s.m.  [pl. -ghi] presso gli antichi, chi guidava il carro di guerra o il cocchio | (lett. , scherz.) cocchiere.
aurignaciano   o aurignaziano [au-ri-gna-zià-no], s.m.  si dice di un periodo preistorico del paleolitico superiore: cultura aurignaciana. 
auro    ⇨ oro.
aurora   s.f.    • 1 •   il chiarore che, dopo l'alba, precede il sorgere del sole | aurora polare, fenomeno luminoso che si manifesta nell'atmosfera delle regioni polari; aurora boreale, australe, a seconda dell'emisfero in cui si verifica    • 2 •   (fig. lett.) primo inizio, fase iniziale: l'aurora della civiltà. 
aurorale   agg.  (lett.)    • 1 •   dell'aurora    • 2 •   (fig.) iniziale: fase aurorale. 
ausare    ⇨ adusare.
auscultare   v. tr.  (med.) ascoltare direttamente con l'orecchio, o con appositi apparecchi acustici, i rumori provenienti dagli organi interni del corpo, per esaminarli a fini diagnostici.
auscultazione   s.f.  (med.) l'auscultare.
ausiliare   agg.  che dà, che può dare aiuto | verbo ausiliare, (gramm.) verbo che serve a formare i tempi composti e il passivo degli altri verbi; in italiano i verbi ausiliari sono essere  e avere   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi collabora; collaboratore, aiuto    • 2 •   (gramm.) verbo ausiliare § ausiliarmente avv.  con funzione di ausiliare.
ausiliaria   s.f.  donna arruolata in un esercito, per lo più con mansioni assistenziali o amministrative.
ausiliario   agg.  ausiliare, che aiuta | forze ausiliarie, (mil.) i reparti che si occupano dei servizi amministrativi, assistenziali ecc. | nave ausiliaria, nave mercantile requisita dalla marina militare in tempo di guerra | milizie ausiliarie, (st.) nell'esercito romano, truppe straniere che operavano in appoggio a quelle di roma | motore ausiliario, (mar.) che viene usato in caso di emergenza  s.m.    • 1 •   (mil.) ufficiale non più in servizio attivo, ma che può venir richiamato in caso di bisogno    • 2 •   nell'esercito romano, soldato delle milizie ausiliarie.
ausiliatore   agg.  [f. -trice] (lett.) che reca aiuto | (relig.) attributo della madonna, in quanto intercede per gli uomini presso gesù: maria ausiliatrice. 
ausilio   s.m.  (lett.) aiuto.
auso   agg.  (ant. lett.) che osa, ardito.
ausonio   agg.    • 1 •   dell'ausonia, antico nome della campania, poi esteso dai poeti latini a indicare tutta l'italia    • 2 •   (lett.) italico  s.m.  (chim. rar.) nettunio.
auspicabile   agg.  che si può auspicare, che è da auspicarsi § auspicabilmente avv. 
auspicale   agg.    • 1 •   (st.) relativo all'auspicio o all'auspice    • 2 •   (lett.) di buon augurio.
auspicare   v. tr.  [io àuspico, tu àuspichi ecc.]    • 1 •   (lett.) pronosticare, presagire    • 2 •   (estens.) augurare, desiderare vivamente: tutti auspicano la fine della guerra  | (rar.) iniziare sotto buoni auspici | v. intr.  [aus. avere] trarre gli auspici.
auspice   s.m.    • 1 •   presso i romani, sacerdote che traeva gli auspici; augure    • 2 •   chi promuove, favorisce o sostiene qualche iniziativa.
auspicio   ant. auspizio, s.m.    • 1 •   presagio che era tratto da un augure | (estens.) presagio, pronostico: trarre auspici da qualcosa    • 2 •   (lett.) augurio: essere di buon auspicio    • 3 •   (fig.) protezione, favore; patrocinio: un'iniziativa sorta sotto gli auspici del comune. 
austenite   s.f.  (metall.) lega ferro-carbonio costituente degli acciai.
austerità   s.f.    • 1 •   l'essere austero    • 2 •   politica economica di restrizione dei consumi ed eliminazione degli sprechi; si attua spec. in periodo di guerra o di crisi: regime, misure di austerità. 
austerity   s.f. invar.  politica economica di austerità.
austero   agg.    • 1 •   rigoroso nell'osservanza del dovere: un'austera disciplina; un uomo di austeri costumi  | che non concede nulla al superfluo: vita austera; arredamento austero  | che ispira soggezione e rispetto; grave, solenne: un volto austero; l'austera bellezza del luogo    • 2 •   (non com.) aspro, duro | vino austero, robusto e lievemente aspro | clima austero, inclemente, rigido § austeramente avv.  con austerità, con rigore.
austorio   s.m.    • 1 •   (bot.) apparato delle piante parassite atto ad assumere sostanze nutritizie dall'ospite    • 2 •   (archeol.) vaso sacrificale usato per attingere.
australe   agg.  dell'emisfero meridionale della terra o della zona celeste che lo sovrasta; si contrappone a boreale : polo australe. 
australiana   s.f.  (sport) gara ciclistica di inseguimento su pista, in cui ciascun corridore parte da un punto diverso per compiere, nel minor tempo possibile, un dato numero di giri.
australiano   agg.  dell'australia | lingue australiane, le lingue parlate dagli aborigeni dell'australia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'australia.
australide   agg.  si dice del gruppo umano comprendente le popolazioni indigene dell'australia e dell'oceania, nonché i veddidi dell'india.
australoide   agg.  e s.m.  e f.  si dice di tipo umano originario del continente australiano, caratterizzato da pelle bruna, naso largo e capigliatura crespa.
australopiteco   s.m.  [pl. -chi] scimmia fossile morfologicamente molto simile all'uomo.
austriacante   agg.  e s.m.  e f.  (st. spreg.) che, chi era fautore della dominazione austriaca in italia.
austriaco   agg.  [pl. m -ci] dell'austria; dell'impero austroungarico: dominazione austriaca   s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'austria.
austro   s.m.  (lett.) vento caldo che soffia da sud; per estens., il sud stesso.
austro-  austro- (1) primo elemento di parole composte, in cui significa 'australe' (austroasiatico).
austro-  austro- (2) primo elemento di parole composte, in cui significa 'austriaco' (austroungarico).
austroungarico   o austro-ungarico, agg.  [pl. m. -ci] della formazione statale costituita dall'unione dell'impero d'austria e del regno di ungheria: l'impero austroungarico durò dal 1867 al 1918. 
autarchia   (1) s.f.    • 1 •   (filos.) l'autosufficienza del saggio, ideale etico dei cinici e degli stoici    • 2 •   (econ.) indipendenza del mercato nazionale dai mercati esteri per la produzione del fabbisogno interno di qualunque specie di bene.
autarchia   (2) s.f.    • 1 •   dominio di sé potere assoluto    • 2 •   (dir.) facoltà che hanno alcuni enti pubblici di amministrarsi in modo autonomo.
autarchico   (1) agg.  [pl. m. -ci] di, dell'autarchia; indipendente dai mercati esteri: politica autarchica  | prodotto autarchico, quello di produzione nazionale, ottenuto con lo sfruttamento di risorse interne, che ne sostituisce un altro importato dall'estero § autarchicamente avv. 
autarchico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (dir.) che gode di autonomia amministrativa: ente autarchico. 
autarchizzare   v. tr.  rendere autarchico.
aut aut   loc. sost. m. invar.  si usa per indicare una scelta alternativa obbligatoria: imporre un aut aut. 
autentica   s.f.  (burocr.) lo stesso che autenticazione. 
autenticabile   agg.  che si può autenticare.
autenticare   v. tr.  [io autèntico, tu autèntichi ecc.] dichiarare o dimostrare autentico: autenticare una firma, certificarne l'autografia da parte di un pubblico ufficiale; autenticare un'opera d'arte, testimoniare autorevolmente che l'opera appartiene all'artista a cui è ascritta.
autenticazione   s.f.  (burocr.) dichiarazione di autenticità di un documento, di una firma ecc.
autenticità   s.f.  l'essere autentico; veridicità, originalità, genuinità: l'autenticità di una dichiarazione, di un'opera, di un sentimento. 
autentico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è vero e dimostrato come tale: un documento autentico; una storia autentica  | copia autentica, convalidata dall'autorità competente | interpretazione autentica, (dir.) fornita dallo stesso organo che ha emanato un atto    • 2 •   (fig.) originale: un mobile autentico inglese  | genuino, schietto: atteggiamenti autentici  | in usi espressivi, vero e proprio: un autentico imbecille!  | nella filosofia esistenzialistica, si dice di ciò che in un essere umano è originale, durevole, profondo, in opposizione a ciò che è accettato dall'esterno, per imitazione, in modo superficiale (inautentico) § autenticamente avv. 
autentificare   v. tr.  [io autentìfico, tu autentìfichi ecc.] (non com.) autenticare.
authority   s.f. invar.  ente che esercita un ruolo ufficiale di controllo e di sorveglianza su un determinato settore.
autiere   s.m.  (mil.) soldato assegnato alla guida di automezzi.
autismo   s.m.  (psich.) ripiegamento dell'individuo su sé stesso, mancanza totale o parziale di rapporto psichico con gli altri e con la realtà esterna; è tipico degli schizofrenici.
autista   (1) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi conduce autoveicoli per mestiere | (estens.) chi guida un'automobile.
autista   (2) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (psich.) chi è affetto da autismo.
autistico   agg.  [pl. m. -ci] (psich.) proprio di chi è affetto da autismo: comportamento autistico. 
auto   (1) s.f. invar.  nell'uso corrente, abbr. di automobile  | nel linguaggio giornalistico: auto blu, automobile di rappresentanza (generalmente di colore blu) di proprietà dello stato o di un altro ente pubblico; auto-bomba, automobile carica di esplosivo che si fa saltare in aria per compiere un attentato.
auto-  auto- (1) primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. autós  'sé stesso'; può valere 'di sé stesso' (autoeducazione) ovvero 'spontaneamente, da sé' e simili (autocombustione).
auto   (2) s.m.  [pl. autos] composizione drammatica, quasi sempre su un tema religioso e in un solo atto, che si affermò in spagna e portogallo soprattutto nei secc. xvi-xvii nella forma dell'auto sacramental  o 'dramma eucaristico': gli autos sacramentales di calderón de la barca  | il genere drammatico relativo, una delle più alte espressioni della cultura barocca spagnola.
auto-  auto- (2) forma abbreviata di automobile, usata frequentemente come primo elemento di parole composte che designano veicoli a motore o che si riferiscono alla motorizzazione (autobus, autocisterna).
autoabbronzante   agg.  e s.m.  si dice di prodotto cosmetico che procura l'abbronzatura senza esposizione ai raggi solari.
autoaccensione   s.f.  accensione spontanea di masse combustibili | nei motori a combustione interna, accensione della miscela aria-combustibile per effetto del calore dovuto alla compressione.
autoaccessorio   s.m.  accessorio per automobile.
autoaccessorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fabbrica o vende autoaccessori.
autoadesivo   agg.  e s.m.  si dice di oggetto che ha una o più superfici ricoperte di sostanza adesiva: talloncino autoadesivo; autoadesivo pubblicitario, etichetta con marchi e brevi slogan, da attaccare ovunque, per far pubblicità.
autoaffermazione   s.f.  affermazione di sé, del proprio ruolo.
autoaffondamento   s.m.  in guerra, affondamento di una nave a opera del suo stesso equipaggio, al fine di evitarne la cattura da parte del nemico.
autoallergia   s.f.  (med.) allergia a sostanze cellulari ormoniche o a metaboliti prodotti dal proprio organismo.
autoambulanza   s.f.  autoveicolo attrezzato per il trasporto di feriti o ammalati.
autoanalisi   s.f.  analisi introspettiva di sé stesso; in particolare, indagine di sé stesso con metodi psicoanalitici.
autoannullamento   s.m.  annullamento volontario di sé, della propria personalità.
autoarticolato   s.m.  autoveicolo formato da una motrice con sola cabina di guida e da un semirimorchio articolato nel punto di collegamento.
autoassoluzione   s.f.  l'atto di autoassolversi.
autoassolversi   v. rifl.  proclamare la legittimità del proprio operato, giustificando azioni e comportamenti scorretti.
autobetoniera   s.f.  autoveicolo con betoniera.
autobiografia   s.f.  opera in cui l'autore narra la propria vita o parte di essa.
autobiografico   agg.  [pl. m. -ci] dell'autobiografia; che ha carattere di autobiografia: romanzo, film autobiografico; un particolare autobiografico  § autobiograficamente avv. 
autobiografismo   s.m.  in uno scrittore o in un artista, tendenza a porre il proprio io e la propria vita al centro o alla base della propria opera | eccesso di elementi o di riferimenti autobiografici: peccare di autobiografismo. 
autoblinda   o autoblindata [au-to-blin-dà-ta], s.f.  autoblindo.
autoblindato   agg.  si dice di automezzo corazzato e armato; blindato | reparto autoblindato, fornito di autoblindo.
autoblindo   s.m. invar.  autoveicolo gommato, corazzato e armato di mitragliatrici o piccoli cannoni, impiegato anche in tempo di pace per perlustrazioni o servizi di polizia.
autoblindomitragliatrice   s.f.  autoblindo con mitragliatrice.
autobotte   s.f.  autocisterna con il serbatoio diviso in più scomparti.
autobruco   s.m.  [pl. -chi] veicolo cingolato costituito da più segmenti articolati e che perciò può muoversi anche su terreni particolarmente accidentati.
autobus   s.m. invar.  autoveicolo adibito al trasporto collettivo di persone, con più di nove posti: autobus urbano, interurbano, di linea  | perdere l'autobus, (fig.) perdere un'occasione per fare qualcosa.
autocalunnia   s.f.  (dir.) il reato di chi si denuncia colpevole di un reato che non ha commesso.
autocamionale   s.f.  strada adatta al transito di autoveicoli pesanti da trasporto merci.
autocampeggio   s.m.  campeggio sportivo su automezzi (camper, roulotte).
autocaravan   s.f. invar.  autofurgone sul cui telaio è montata una struttura tipo caravan.
autocarrato   agg.  (mil.) si dice di uomini e materiali trasportati con autocarri.
autocarro   s.m.  autoveicolo per il trasporto di merci, costituito da una cabina di guida e da un cassone di carico o da un furgone.
autocefalia   s.f.  (eccl.) autonomia di una chiesa nazionale ortodossa.
autocefalo   agg.  (eccl.) detto di chiesa ortodossa, che si governa da sé.
autocensura   s.f.  censura esercitata su sé stesso | censura attuata dall'autore stesso sulla propria opera.
autocentrante   agg.  e s.m.  (tecn.) si dice di attrezzo o dispositivo di macchina che serra il pezzo da lavorare o l'utensile centrandolo automaticamente: (morsetto, piattaforma) autocentrante.
autocentro   s.m.    • 1 •   fino alla seconda guerra mondiale, raggruppamento di automezzi militari e del personale a essi addetto    • 2 •   centro di riparazione e vendita di automobili.
autocertificazione   s.f.  (burocr.) dichiarazione del cittadino che certifica, sotto responsabilità penale, i propri dati anagrafici; può sostituire il certificato rilasciato dal competente ufficio comunale.
autocingolato   s.m.  autoveicolo con cingoli.
autocisterna   s.f.  autoveicolo che porta sul telaio un grande serbatoio per il trasporto di liquidi.
autocitarsi   v. rifl.  citare sé stesso, cioè la propria opera o passi dei propri scritti | eccedere o compiacersi nel citare sé stesso.
autocitazione   s.f.  citazione della propria opera, di passi dei propri scritti | eccesso o compiacimento nell'autocitarsi: l'autocitazione è ormai in lui una maniera. 
autoclave   s.f.  recipiente cilindrico a chiusura ermetica capace di resistere a pressioni superiori a quella atmosferica; è usato come sterilizzatore, attivatore di processi chimici, regolatore di pressione.
autocolonna   s.f.  colonna di autoveicoli.
autocombustione   s.f.  combustione provocata da un'autoaccensione.

autocommiserarsi   v. rifl.  [io mi autocommì sero ecc.] esprimere commiserazione per sé stesso; compiangersi.
autocommiserazione   s.f.  il fare sé stesso oggetto della propria commiserazione; il compiangersi.
autocompiacimento   s.m.  l'essere soddisfatto e compiaciuto di sé stesso e delle proprie azioni.
autoconcessionario   s.m.  concessionario per la vendita di automobili.
autoconsumo   s.m.  (econ.) il consumo da parte dei produttori (spec. agricoli) di un'aliquota del prodotto a scopo di sostentamento.
autocontrollo   s.m.  controllo di sé stesso: mantenere, perdere l'autocontrollo. 
autoconvincimento   s.m.  autoconvinzione.
autoconvinzione   s.f.  persuasione raggiunta con un ragionamento del tutto soggettivo e che per lo più coincide con ciò che si ha interesse a credere.
autoconvocarsi   v. rifl.  [coniug. come convocare] nel linguaggio politico, convocare un'assemblea da parte di un certo numero di iscritti a un partito, a un'organizzazione sindacale e sim., senza il consenso degli organi dirigenti.
autoconvocazione   s.f.  nel linguaggio politico, l'autoconvocarsi.
autoconvoglio   s.m.  convoglio di autoveicoli.
autocoria   s.f.  (bot.) disseminazione spontanea, senza l'intervento di agenti esterni (p. e.  in piante i cui frutti si aprono violentemente lanciando lontano i semi); autodisseminazione.
autocoro   agg.  (bot.) che presenta autocoria: piante autocore. 
autocorrelazione   s.f.    • 1 •   (telecom.) procedimento usato per distinguere dal rumore i segnali debolissimi; si basa sul fatto che i segnali, messi in correlazione con sé stessi, rivelano sempre qualche regolarità che i rumori non hanno    • 2 •   (stat.) correlazione esistente tra valori successivi nel tempo.
autocorriera   s.f.  autobus interurbano; corriera.
autocoscienza   s.f.    • 1 •   coscienza di sé consapevolezza dei propri atti, dei propri stati interiori | (filos.) in kant, coscienza logica che l'io ha di sé come soggetto di pensiero; nella filosofia idealistica, ente sostanziale che è a fondamento sia del pensiero sia della realtà    • 2 •   (psicol.) esperienza analitica o genericamente psicologica del proprio io.
autocrate   s.m.  e f.  chi esercita la propria autorità in modo assoluto (anche fig.).
autocratico   agg.  [pl. m. -ci] che è proprio di un autocrate: governo autocratico, assoluto § autocraticamente avv. 
autocrazia   s.f.  governo assoluto; tirannide.
autocritica   s.f.  critica di sé stessi e del proprio operato | (pol.) fare l'autocritica. 
autocritico   agg.  [pl. m. -ci] di autocritica: atteggiamento autocritico. 
autocross   s.m. invar.  (sport) gara automobilistica su un percorso breve molto accidentato.
autoctisi   s.f.  (filos.) nell'attualismo, la creazione di sé stesso, propria del pensiero in atto, il quale, pensando, pone il suo essere.
autoctonia   s.f.  (rar.) l'essere autoctono.
autoctono   agg.    • 1 •   nativo del luogo stesso in cui vive: popolazione autoctona    • 2 •   (geol.) si dice di rocce formatesi nello stesso luogo dove affiorano  s.m.  [f. -a] indigeno.
autodafé   o auto da fe, s.m. invar.    • 1 •   (st.) all'epoca dell'inquisizione, solenne atto d'abiura pronunciato da un eretico processato e pentito; anche, l'esecuzione al rogo di un eretico che avesse rifiutato di pronunciare l'abiura    • 2 •   (estens.) rogo con cui si distrugge polemicamente qualcosa: fare un autodafé di libri. 
autodecisione   s.f.  facoltà dell'uomo di volere e di agire liberamente.
autodemolitore   s.m.  chi lavora alle autodemolizioni.
autodemolizione   s.f.  demolizione delle vecchie automobili, per rivenderne le parti utilizzabili come ricambi.
autodenuncia   o autodenunzia, s.f.    • 1 •   denuncia di sé stesso, delle proprie colpe e dei propri errori    • 2 •   (dir.) l'azione di chi riferisce spontaneamente a un'autorità una propria infrazione.
autodeterminazione   s.f.    • 1 •   autodecisione | autodeterminazione dei popoli, il diritto di ciascun popolo di scegliere autonomamente la propria condizione politica    • 2 •   (filos.) atto con cui l'individuo si determina liberamente e autonomamente    • 3 •   in topografia, l'operazione con cui si individua sulla carta il punto in cui ci si trova.
autodidatta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi, senza aver seguito studi regolari, si è istruito o ha ampliato da sé la propria cultura.
autodidattico   agg.  [pl. m. -ci] di, dell'autodidatta; che serve a far imparare da sé § autodidatticamente avv.  da autodidatta.
autodifesa   s.f.  difesa di sé stesso, con atti o con parole | (dir.) il sostenere in giudizio la propria difesa da parte di un imputato, senza ricorrere all'assistenza di un legale.
autodina   s.f.  (telecom.) tipo di apparecchiatura atta alla ricezione radiotelegrafica.
autodirezionale   agg.  e s.m.  (aer.) si dice del dispositivo automatico che controlla la direzione degli aeromobili in volo.
autodisciplina   s.f.  controllo, padronanza di sé stessi: imporsi una severa autodisciplina  | autoregolamentazione: codice di autodisciplina. 
autodisseminazione   s.f.  (bot.) disseminazione spontanea; autocoria.
autodistruggersi   v. rifl.  [io mi autodistruggo, tu ti autodistruggi ecc.] distruggersi da sé | comportarsi in modo tale da provocare, coscientemente o no, la propria rovina.
autodistruttivo   agg.  che si distrugge da sé | (estens.) di atteggiamento, comportamento gravemente dannoso per la persona che lo attua: mania autodistruttiva. 
autodistruzione   s.f.  l'autodistruggersi.
autodromo   s.m.  pista attrezzata per competizioni automobilistiche.
autoeccitazione   s.f.  (elettr.) fenomeno che avviene nelle macchine elettriche, per cui si crea un campo magnetico induttore senza che vengano collegati generatori esterni.
autoeducazione   s.f.  principio pedagogico secondo cui l'azione educativa è soprattutto quella che il singolo esercita su sé stesso.
autoemoteca   s.f.  autoveicolo attrezzato per il prelievo e la conservazione di sangue per uso medico.
autoemoterapia   s.f.  (med.) autotrasfusione a fini terapeutici.
autoerotismo   s.m.  erotismo di tipo narcisistico | (estens.) masturbazione.
autoesaltazione   s.f.  esaltazione di sé, dei propri meriti.
autoestinguente   agg.  si dice di materiale che al contatto con la fiamma non prende fuoco, impedendone così la propagazione.
autofattura   s.f.  (comm.) fattura emessa a proprio carico dal cliente anziché dal fornitore, a fini fiscali (p. e.  per prestazioni d'opera in italia da parte di residenti all'estero).
autofecondazione   s.f.  (biol.) fecondazione, frequente spec. nei vegetali, tra organi dei due sessi presenti nel medesimo individuo.
autoferrotranviario   agg.  che riguarda i trasporti pubblici su autobus, ferrovie e tranvie, considerati unitariamente: il sistema autoferrotranviario. 
autoferrotranvieri   s.m. pl.  i lavoratori delle aziende autoferrotranviarie.
autofertilizzante   agg.  (fis.) si dice di reattore nucleare che nella combustione del materiale fissile produce altro materiale fissile utilizzabile.
autofficina   s.f.    • 1 •   officina trasportabile, sistemata su autocarri    • 2 •   officina dove si riparano autoveicoli.
autofilettante   agg.  si dice di vite d'acciaio per lamiere che filetta il foro della sua sede nel momento stesso in cui si avvita.
autofilotranviario   agg.  che riguarda i trasporti pubblici su autobus, filovie e tranvie, considerati unitariamente: rete autofilotranviaria. 
autofinanziamento   s.m.  l'operazione dell'autofinanziarsi; l'importo di tale operazione.
autofinanziarsi   v. rifl.  [io mi autofinànzio ecc.] provvedere al finanziamento di un'azienda mediante i suoi stessi utili | (estens.) impiegare denaro proprio per finanziare un'attività, un'iniziativa di cui si è promotori o a cui si partecipa.
autofocus   s.m.  e f. invar.  obiettivo di macchina fotografica che è in grado di eseguire la messa a fuoco automaticamente | (estens.) la macchina fotografica dotata di tale obiettivo.
autofurgone   s.m.  autoveicolo attrezzato a furgone chiuso.
autogamia   s.f.    • 1 •   tipo di riproduzione in cui si ha fusione di due gameti provenienti dallo stesso individuo    • 2 •   (bot.) impollinazione diretta, con trasporto del polline dalle antere ai pistilli di uno stesso fiore.
autogenesi   s.f.  (biol.) generazione spontanea di organismi viventi; abiogenesi.
autogeno   agg.  che si produce da sé | saldatura autogena, (tecn.) operata con la semplice fusione delle parti da saldare, senza impiego di lega saldante | training autogeno, (psicol.) tecnica di rilassamento con effetti psicoterapeutici, praticabile autonomamente dal paziente.
autogestione   s.f.  conduzione di un'impresa o di un'unità produttiva da parte dei lavoratori stessi che vi sono occupati | (estens.) conduzione di una qualsiasi attività da parte dei diretti interessati.
autogestire   v. tr.  [io autogestisco, tu autogestisci ecc.] provvedere alla conduzione di un'impresa, un'attività ecc. mediante autogestione | autogestirsi v. rifl.  gestirsi autonomamente.
autogiro   s.m.  aeromobile, oggi disusato, del tipo dell'elicottero, in cui la sostentazione è assicurata da pale che girano in folle per effetto del moto di avanzamento, dovuto a un motore a elica.
autogol   s.m. invar.  (sport) autorete.
autogovernarsi   v. rifl.  governare sé stesso; esercitare l'autogoverno.
autogoverno   s.m.    • 1 •   governo di sé stesso    • 2 •   facoltà data a un ente, un gruppo etnico o sociale di provvedere direttamente al proprio governo, con ampie autonomie rispetto al potere centrale | particolare forma di governo concessa a paesi ex coloniali in vista dell'attribuzione della piena sovranità.
autogrù   s.f.  autoveicolo su cui è montata una gru.
autografia   s.f.    • 1 •   l'essere autografo: l'autografia di un manoscritto    • 2 •   procedimento di riproduzione in cui si decalcano su pietra o zinco segni già delineati con inchiostro grasso su carta speciale, procedendo poi come nella litografia.
autografo   agg.  scritto di propria mano dall'autore: lettera autografa   s.m.    • 1 •   qualsiasi documento scritto da una persona di propria mano | (estens.) firma: chiedere l'autografo a un'attrice    • 2 •   (filol.) manoscritto originale di un'opera, testo scritto dall'autore stesso: l'autografo dei «promessi sposi»; gli autografi leopardiani. 
autogrill   ® s.m. invar.  posto di ristoro situato sulle autostrade.
autoguidato   agg.  dotato di dispositivi di guida automatica: missile autoguidato. 
autoimmunità   s.f.  (biol.) fenomeno per cui si ha produzione di anticorpi contro le cellule del proprio organismo; è causa di diverse malattie.
autoinduzione   s.f.  (fis.) fenomeno per cui, in un circuito elettrico, a ogni variazione di corrente si produce una forza elettromotrice indotta che si oppone alla variazione stessa.
autoinganno   s.m.  forma di inganno che si esercita su sé stessi quando ci si vuol convincere dell'inesistenza di qualcosa che è sgradito.
autoinnaffiatrice   s.f.  autoveicolo provvisto di serbatoio d'acqua, impiegato per innaffiare le strade.
autoinnesto   s.m.  (med.) operazione di innesto chirurgico di tessuti prelevati dallo stesso paziente; autoplastia.
autointossicazione   s.f.  (med.) intossicazione dovuta a veleni prodotti dall'organismo stesso e non eliminati.
autoironia   s.f.  ironia esercitata su di sé, sui propri comportamenti, sui propri difetti.
autolatria   s.f.  adorazione, culto di sé stesso.
autolavaggio   s.m.  impianto per il lavaggio degli autoveicoli.
autolegittimazione   s.f.  affermazione della legittimità o della liceità di un atto giuridicamente o moralmente dubbio da parte dello stesso soggetto che gode i benefici di quell'atto.
autolesionismo   s.m.    • 1 •   il procurarsi volontariamente ferite o mutilazioni, che costituisce reato se implica frode o mira all'esonero da un obbligo (p. e.  il servizio militare)    • 2 •   (estens.) il comportamento di chi danneggia sé stesso, materialmente o moralmente.
autolesionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica l'autolesionismo; chi agisce mosso da spirito autolesionistico.
autolesionistico   agg.  [pl. m. -ci] da autolesionista: atteggiamento autolesionistico  § autolesionisticamente avv. 
autolettiga   s.f.  autoambulanza.
autolinea   s.f.  linea interurbana percorsa da autoveicoli di trasporto pubblico.
autoliquidazione   s.f.  versamento effettuato dal contribuente, come acconto, di parte dell'imposta da versare mediante autotassazione.
autolisi   s.f.    • 1 •   (biol.) decomposizione, disfacimento di tessuti animali o vegetali per effetto degli enzimi che essi stessi contengono (p. e.  la putrefazione)    • 2 •   (estens.) autodistruzione.
automa   ant. automato [au-tò-ma-to], s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   macchina in grado di imitare i movimenti dell'uomo o degli animali | in cibernetica, sistema in grado di simulare o realizzare operazioni che hanno risultati analoghi a quelle del cervello umano, e ciò in modo predeterminato e prevedibile    • 2 •   (fig.) chi agisce meccanicamente, senza rendersi conto di ciò che fa.
automatica   s.f.  scienza e tecnologia dell'automazione.
automaticità   s.f.  l'essere automatico; il funzionare automaticamente: quell'arma ha un'automaticità molto affidabile. 
automaticizzare   v. tr.  automatizzare.
automatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che funziona o esegue una serie determinata di operazioni senza l'intervento diretto dell'uomo: congegno automatico; lavatrice automatica  | arma automatica, arma da fuoco che può sparare più colpi senza bisogno di essere ricaricata | bottone automatico, composto da due elementi metallici che si incastrano l'uno nell'altro    • 2 •   (estens.) che si compie meccanicamente, senza l'intervento della volontà: gesto automatico  | (fig.) che si produce come conseguenza diretta di un certo fatto: l'aumento delle tariffe provoca un aumento automatico dei prezzi   s.m.  bottone automatico § automaticamente avv. 
automatismo   s.m.    • 1 •   l'essere automatico: l'automatismo di un congegno  | l'effettuarsi di qualcosa in maniera automatica: automatismo psicologico, mentale, l'attività psichica che si compie indipendentemente dall'intervento della coscienza    • 2 •   insieme dei dispositivi che in un congegno danno luogo a funzionamento automatico.
automatizzare   v. tr.  rendere automatico: automatizzare i processi produttivi. 
automatizzazione   s.f.  l'automatizzare, l'essere automatizzato; automazione.
automato    ⇨ automa.
automazione   s.f.  l'introduzione di processi produttivi meccanici, spec. guidati da sistemi elettronici, in cui l'intervento manuale dell'uomo è ridotto al minimo: l'automazione industriale, degli uffici. 
automedonte   s.m.  (lett.  o scherz.) cocchiere.
automezzo   s.m.  autoveicolo.
automobilastro   s.m.  nel gergo degli automobilisti, guidatore aggressivo e di scarsa perizia.
automobile   s.f.  veicolo a motore a quattro ruote, adibito al trasporto su strada di un numero limitato di persone: l'industria dell'automobile.  dim. automobilina. 
automobilina   s.f.    • 1 •   dim.  di automobile    • 2 •   giocattolo che riproduce, in piccolo, un'automobile    • 3 •   vetturetta alimentata elettricamente con cui nei parchi di divertimento si percorre un'apposita pista    • 4 •   vetturetta per bambini a pedali.
automobilismo   s.m.    • 1 •   lo sport delle corse automobilistiche    • 2 •   tutto ciò che riguarda le automobili e il loro impiego.
automobilista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi guida un'automobile.
automobilistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'automobile o l'automobilismo: corse automobilistiche  § automobilisticamente avv.  dal punto di vista automobilistico.
automodellismo   s.m.  attività o passatempo di chi costruisce o colleziona modellini di automobili.
automodellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si dedica all'automodellismo.
automontato   agg.  montato su autoveicoli; motorizzato: reparti automontati. 
automotore   agg.  che ha trazione autonoma: treno automotore, autotreno ferroviario, cioè convoglio ferroviario che ha a bordo oltre al motore anche la fonte di energia (p. e.  gasolio).
automotrice   s.f.  vettura ferroviaria (o anche tranviaria o filoviaria) provvista di motore.
automutilazione   s.f.  il mutilare sé stessi, come pratica rituale o come forma di autolesionismo.
autonica   s.f.  settore dell'elettronica che si occupa delle apparecchiature per l'industria automobilistica.
autonoleggiatore   s.m.  chi possiede o gestisce un noleggio di automobili.
autonoleggio   s.m.  noleggio di automobili; azienda che gestisce tale noleggio.
autonomia   s.f.    • 1 •   il governarsi da sé, sulla base di leggi proprie, liberamente sancite: l'autonomia dei popoli, degli stati  ' (filos.) in kant, capacità della ragione di darsi da sé stessa la legge morale (si contrappone a eteronomia) | (dir.) facoltà di autogoverno riconosciuta dallo stato agli enti amministrativi territoriali (regioni, province, comuni) in materie di interesse specifico delle comunità amministrate    • 2 •   indipendenza, libertà di pensare, d'agire    • 3 •   tendenza politica di estrema sinistra, sorta in italia negli anni '70, che negava radicalmente le istituzioni politico-sociali tradizionali: l'area di autonomia    • 4 •   detto di macchine, motori, mezzi di trasporto, la durata di funzionamento (o la distanza da loro percorribile) senza essere riforniti d'energia, di carburante o di combustibile: l'autonomia di volo di un aeroplano. 
autonomismo   s.m.  movimento tendente all'autonomia politica o amministrativa: autonomismo sardo. 
autonomista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene e promuove l'autonomia | usato anche come agg.  : politica autonomista. 
autonomistico   agg.  [pl. m. -ci] che mira, tende all'autonomia: aspirazioni autonomistiche. 
autonomo   agg.  che gode di autonomia: lavoro autonomo, per cui non si dipende da terzi; sindacato autonomo, staccato dai sindacati confederali; ente autonomo, azienda autonoma, ente, azienda di carattere pubblico ma dotati di autonomia finanziaria  s.m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente ai gruppi politici di autonomia    • 2 •   lavoratore iscritto a un sindacato autonomo § autonomamente avv.  in modo autonomo; da sé, senza influenze esterne.
autoparcheggio   s.m.  parcheggio riservato ad autoveicoli.
autoparco   s.m.  [pl. -chi] insieme di autoveicoli adibiti a un servizio: l'autoparco della polizia. 
autopattuglia   s.f.  pattuglia che svolge servizio di vigilanza in automobile.
autopiano   s.m.  (mus.) pianola.
autopilota   s.m.  [pl. -ti] complesso di dispositivi che permette di mantenere automaticamente un aeromobile nella rotta e nell'assetto di navigazione voluto; pilota automatico.
autopista   s.f.    • 1 •   strada formatasi naturalmente in una zona desertica percorsa da autoveicoli    • 2 •   nei parchi di divertimento, pista su cui circolano piccole autovetture; anche, giocattolo che riproduce in miniatura una corsa automobilistica.
autoplastia   s.f.  (med.) in chirurgia, innesto o trapianto di tessuto prelevato dal paziente stesso; autoinnesto.
autoplastico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di innesto o trapianto di tessuto prelevato dal paziente stesso (autoinnesto  o autoplastia).
autopompa   s.f.  autocarro munito di una pompa per spegnere gli incendi: l'autopompa dei vigili del fuoco. 
autoportante   agg.  di dice di elemento di una struttura che svolge una determinata funzione e ha anche compiti di sostegno: automobile con carrozzeria autoportante. 
autoporto   s.m.  grande parcheggio in prossimità di un valico di frontiera destinato alla sosta dei veicoli in attesa del controllo doganale.
autopropulsione   s.f.  (fis.) forza di spinta che agisce su di un corpo per sviluppo di energia all'interno del corpo stesso.
autopsia   s.f.    • 1 •   (med.) sezione ed esame di un cadavere a scopo di studio o in relazione a indagini richieste dall'autorità giudiziaria    • 2 •   (estens.) analisi approfondita condotta direttamente sull'originale (p. e.  di un documento, di un manoscritto).
autoptico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) eseguito mediante autopsia, relativo ad autopsia: esame, reperto autoptico. 
autopubblica   s.f.  automobile in servizio pubblico; taxi.
autopulente   agg.  (tecn.) si dice di apparecchiatura o impianto che elimina da sé i residui dei materiali che lavora.
autopullman   s.m. invar.  autobus di linea o per gite turistiche.
autopunitivo   agg.  di autopunizione; volto a punire sé stesso: comportamento, gesto autopunitivo. 
autopunizione   s.f.  punizione inflitta a sé stesso | comportamento che riflette la volontà di punirsi di una colpa, reale o presunta.
autoradio   s.f. invar.    • 1 •   automobile dotata di ricetrasmettitore radio    • 2 •   apparecchio radiofonico che si installa a bordo di autoveicoli.
autoraduno   s.m.  raduno di automobili, spec. come manifestazione sportiva.
autore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi è origine, causa di qualcosa; creatore, promotore: l'autore di un delitto, di uno scherzo; dio è l'autore supremo    • 2 •   chi crea col proprio ingegno un'opera letteraria, artistica, scientifica: l'autore di un romanzo; una statua di autore ignoto  | film d'autore, che ha intenti artistici, e non meramente commerciali | diritto d'autore, diritto di esclusiva proprietà e paternità riconosciuto all'autore di opere letterarie, scientifiche o musicali; il compenso che ne deriva: riscuotere i diritti d'autore    • 3 •   (dir.) il soggetto da cui ha origine un diritto.
autoreattore   s.m.  statoreattore.
autoreferenza   s.f.  in logica, il fatto che in un enunciato si affermi qualcosa sull'enunciato stesso.
autoreferenziale   agg.  che stabilisce un'autoreferenza: discorso autoreferenziale. 
autoregolamentazione   s.f.  regolamentazione che ci si dà da sé stessi; autodisciplina | in partic., disciplina che un'organizzazione sindacale dà alle proprie forme di lotta per evitare danni eccessivi alla comunità o agli utenti, spec. nei pubblici servizi.
autoregolazione   s.f.  regolazione automatica (di impianti, dispositivi e sim.).
autoreparto   s.m.  reparto di truppe trasportate con autoveicoli; reparto automontato.
autorespiratore   s.m.  apparecchio che consente la respirazione subacquea senza collegamenti con la superficie; è costituito da una maschera di gomma con valvola di erogazione e una o due bombole di aria compressa con riduttore di pressione.
autorete   s.f.  nel calcio, la rete segnata da un giocatore che ha inviato per errore la palla nella propria porta; autogol.
autoreverse   s.m. invar.  dispositivo del registratore che alla fine del nastro cambia automaticamente il lato d'ascolto della cassetta.
autorevole   agg.    • 1 •   si dice di persona che possiede un'autorità, un prestigio che gli deriva da capacità e meriti effettivi: uno studioso autorevole    • 2 •   detto di cosa, che proviene da persona a cui si riconosce autorità, prestigio: testimonianza, testo autorevole  § autorevolmente avv. 
autorevolezza   s.f.  l'essere autorevole; atteggiamento di chi è autorevole; prestigio.
autoribaltabile   s.m.  autocarro che ha il cassone ribaltabile.
autoricambio   s.m.  (spec. pl.) pezzo di ricambio per auto: un negozio di autoricambi. 
autoridurre   v. tr.  praticare l'autoriduzione.
autoriduzione   s.f.  riduzione del prezzo di un bene o di un servizio decisa unilateralmente da un singolo o da un gruppo organizzato, come forma di protesta o contestazione: autoriduzione del canone d'affitto. 
autorimessa   s.f.  edificio per il ricovero e per il servizio di manutenzione degli autoveicoli.
autoriparazione   s.f.  riparazione di autoveicoli.
autorità   s.f.    • 1 •   facoltà legittima di esercitare un pubblico potere; per estens., il potere stesso e la persona, l'ente che ha la facoltà di esercitarlo: l'autorità delle leggi, del parlamento; autorità civile, ecclesiastica, militare, amministrativa, giudiziaria; alla cerimonia erano presenti tutte le autorità cittadine  | autorità costituita, pubblicamente riconosciuta | autorità competente, l'ente, l'ufficio cui spetta una determinata funzione | agire d' autorità, usando, imponendo il proprio potere    • 2 •   (estens.) potere, influenza esercitata da una persona su un'altra in virtù del ruolo, della funzione che riveste: l'autorità paterna; l'autorità del maestro sugli alunni; valersi della propria autorità    • 3 •   prestigio, stima, credito di cui una persona gode in virtù di qualità, meriti ecc.; per estens., la persona stessa: l'autorità di uno scienziato; le maggiori autorità della medicina  | autorevolezza: l'autorità di una teoria  | esempio, testimonianza, parere autorevole: secondo l'autorità degli antichi; un uso linguistico fondato sull'autorità dei classici  | principio d'autorità, principio in base al quale una proposizione filosofica o scientifica è accettata come vera non per la sua evidenza, ma per l'autorità di cui gode chi l'ha formulata; lo stesso che ipse dixit    • 4 •   (ant. , lett.) aspetto grave e dignitoso: genti v'eran con occhi tardi e gravi, / di grande autorità ne' lor sembianti  (dante inf.  iv, 112-113).
autoritario   agg.    • 1 •   che esercita con fermezza, intransigenza e anche con una certa esagerazione ed ostentazione la propria autorità: capo, padre autoritario  | stato, governo autoritario, in cui il potere esecutivo riduce o annulla l'autonomia degli altri poteri, negando i diritti delle opposizioni e limitando le libertà del cittadino    • 2 •   (estens.) dispotico, prepotente: carattere autoritario  § autoritariamente avv. 
autoritarismo   s.m.  l'essere autoritario; in partic., caratteristica di un sistema, di un regime politico autoritario.
autoritativo   agg.    • 1 •   proveniente da un'autorità: provvedimenti autoritativi    • 2 •   (antiq.) autoritario § autoritativamente avv.  (non com.).
autoritratto   s.m.  ritratto di sé stesso eseguito da un pittore o da uno scultore | (estens.) descrizione di sé stesso, della propria personalità.
autorizzare   v. tr.    • 1 •   consentire, concedere; in partic., permettere il compimento di una determinata azione o attività a chi senza tale permesso non avrebbe avuto il diritto di compierla: autorizzare la vendita di un prodotto; una manifestazione autorizzata    • 2 •   giustificare, legittimare: il suo comportamento autorizza qualche sospetto. 
autorizzazione   s.f.  l'autorizzare, il permettere; documento che comprova il permesso dato dall'autorità competente: chiedere, ottenere, mostrare l'autorizzazione  | autorizzazione a procedere, (dir.) atto del giudice o dell'autorità competente che autorizza lo svolgimento dell'azione penale.
autosalone   s.m.  luogo adibito all'esposizione e alla vendita degli autoveicoli.
autoscafo   s.m.  (non com.) motoscafo.
autoscala   s.f.  autoveicolo dotato di scala estensibile.
autoscatto   s.m.  congegno dell'apparecchio fotografico che permette lo scatto di fotografie senza intervento dell'operatore, dopo un certo numero di secondi dalla messa in funzione del congegno stesso.
autoscontro   s.m.  nei parchi di divertimento, pista su cui circolano piccole automobili biposto azionate elettricamente e provviste di respingenti anulari di gomma che attutiscono gli urti.
autoscuola   s.f.  scuola in cui si insegna a guidare moto e autoveicoli.
autoservizio   s.m.  servizio di trasporto pubblico per mezzo di autobus.
autosilo   s.m.  edificio a più piani per il parcheggio urbano degli autoveicoli.
autosnodato   s.m.  autoveicolo per il trasporto di persone o di merci, formato di due o più parti, di cui una motrice, collegate fra loro per mezzo di elementi non rigidi.
autosoccorso   s.m. invar.  autoveicolo attrezzato per la rimozione e il trasporto di autoveicoli che hanno subito guasti o incidenti | il servizio effettuato da tale autoveicolo.
autospazzatrice   s.f.  autoveicolo attrezzato per la pulizia delle strade.
autospurgatore   s.m.  autobotte attrezzata per lo spurgo di scarichi, fogne e sim.
autossidazione   s.f.  ossidazione spontanea; ossidazione causata dall'atmosfera.
autostarter   (1) s.m. invar.  nell'ippica, autoveicolo munito di uno speciale congegno in forma di barriera, che costringe i cavalli a schierarsi sulla stessa linea eliminando così le false partenze.
autostarter   (2) s.m. invar.  starter automatico.
autostazione   s.f.    • 1 •   stazione per gli autobus di linea    • 2 •   stazione per il rifornimento e la manutenzione degli autoveicoli.
autostello   s.m.  (non com.) motel.
autostima   s.f.  stima di sè e delle proprie capacità.
autostop   s.m. invar.  il fermare autoveicoli privati in transito per farsi trasportare gratuitamente: fare l'autostop. 
autostoppismo   s.m.  la pratica dell'autostop.
autostoppista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica l'autostop.
autostrada   s.f.  strada priva di attraversamenti riservata alla circolazione veloce degli autoveicoli e dei motoveicoli al di sopra di una certa cilindrata.
autostradale   agg.  dell'autostrada, che si riferisce alle autostrade: pedaggio, rete autostradale. 
autosufficiente   agg.  che basta a sé stesso; che è indipendente economicamente.
autosufficienza   s.f.  l'essere autosufficiente: autosufficienza economica. 
autosuggestionabile   agg.  che si autosuggestiona facilmente: un ragazzo autosuggestionabile. 
autosuggestionarsi   v. rifl.  [io mi autosuggestióno ecc.] esercitare una suggestione su sé stesso.
autosuggestione   s.f.  suggestione che si esercita su sé stesso quando un affetto, un'ansia o un'idea ossessiva acquistano un carattere dominante: agire per autosuggestione; le manifestazioni patologiche del paziente sono frutto di autosuggestione. 
autotassarsi   v. rifl.  assoggettarsi volontariamente a una contribuzione.
autotassazione   s.f.  versamento da parte del contribuente dell'imposta dovuta in base alla dichiarazione dei redditi, detratto l'importo già versato a titolo di acconto mediante autoliquidazione.
autotelaio   s.m.  parte di un autoveicolo comprendente il telaio, il motore, la cabina di guida e tutti gli altri organi meccanici.
autotomia   s.f.  (zool.) amputazione spontanea di una parte del proprio corpo, compiuta da alcuni animali a scopo di difesa.
autotrainato   agg.  trainato con autoveicoli: artiglieria autotrainata. 
autotrapianto   s.m.  (med.) trasporto di un tessuto da una regione all'altra dello stesso organismo.
autotrasformatore   s.m.  (elettr.) trasformatore in cui l'avvolgimento primario e quello secondario non sono metallicamente separati.
autotrasfusione   s.f.  (med.) trasfusione effettuata con sangue precedentemente prelevato allo stesso soggetto che lo riceve.
autotrasportare   v. tr.  [io autotraspòrto ecc.] trasportare persone o cose per mezzo di autoveicoli.
autotrasportatore   s.m.  [f. -trice] imprenditore o lavoratore nel settore degli autotrasporti.
autotrasporto   s.m.  trasporto di cose o di persone effettuato per mezzo di autoveicoli.
autotrazione   s.f.  la trazione degli autoveicoli: gasolio per autotrazione. 
autotrenista   s.m.  [pl. -sti] conducente di autotreni.
autotreno   s.m.  autoveicolo costituito da una motrice e un rimorchio e adibito al trasporto di merci | autotreno ferroviario, convoglio ferroviario che ha a bordo, oltre al motore, anche la fonte di energia; automotore.
autotrofia   s.f.  (biol.) la proprietà di alcuni batteri e dei vegetali provvisti di clorofilla di assorbire sostanze inorganiche trasformandole in organiche.
autotrofismo   s.m.  il comportamento proprio degli organismi autotrofi.
autotrofo   agg.  (biol.) si dice di organismo capace di autotrofia.
autotutela   s.f.  (dir.) potere di difesa diretta dei propri diritti e interessi senza necessità di rivolgersi all'autorità giudiziaria (è concesso a enti pubblici e, in alcuni casi, anche a cittadini privati).
autovaccino   s.m.  (med.) vaccino preparato con colture di germi prelevati dal paziente stesso.
autoveicolo   s.m.  mezzo di trasporto su strada, a quattro o più ruote, azionato da motore proprio.
autovelox   ® s.m. invar.  dispositivo in grado di rilevare la velocità di un'auto in corsa e di registrarne fotograficamente il passaggio.
autovettura   s.f.  autoveicolo destinato al trasporto di persone; automobile.
autunite   s.f.  minerale da cui si ricava l'uranio.
autunnale   agg.  di autunno, proprio dell'autunno: piogge autunnali  | che ha luogo in autunno: sessione autunnale. 
autunno   s.m.  stagione dell'anno compresa fra l'estate e l'inverno; nell'emisfero boreale inizia il 23 settembre e termina intorno al 21 dicembre; nell'emisfero australe inizia intorno al 21 marzo e termina intorno al 21 giugno: un autunno piovoso  | l'autunno della vita, (fig.) la maturità, che lascia presagire la vecchiaia | autunno caldo, (fig.) in italia, quello del 1969, caratterizzato da rivendicazioni sindacali particolarmente dure.
auxina   s.f.  (bot.) ormone vegetale che presiede all'accrescimento degli apici vegetativi.
auxologia   s.f.  disciplina biologica e medica che studia l'accrescimento e lo sviluppo degli organismi, in particolare di quello umano.
auxologico   agg.  [pl. m. -ci] (biol. , med.) di auxologia, relativo all'auxologia: ricerche auxologiche. 
auxologo   s.m.  [pl. -gi; f. -a] (biol. , med.) studioso, specialista di auxologia.
auxometria   s.f.  (biol.) studio quantitativo dell'accrescimento e dello sviluppo degli organismi.
auxopatia   s.f.  (med.) ogni malattia dell'accrescimento.
avacciare   v. tr.  [io avàccio ecc.] (ant.) affrettare | avacciarsi v. rifl.  (ant.) affrettarsi.
avaccio   avv.  (ant.) presto, sollecitamente: cieco toro più avaccio cade  / che cieco agnello  (dante par.  xvi, 70-71).
avallante   part. pres.  di avallare   s.m.  e f.  chi avalla; garante.
avallare   v. tr.    • 1 •   garantire con un avallo: avallare una cambiale    • 2 •   (fig.) confermare, accreditare: avallare una tesi. 
avallo   s.m.    • 1 •   impegno di chi garantisce in proprio il pagamento di una cambiale altrui, sottoscrivendola a questo fine    • 2 •   (fig.) conferma, approvazione, sostegno: dare il proprio avallo a un'impresa. 
avam-  avam-  ⇨ avan-.
avambagno   s.m.  (non com.) antibagno.
avambecco   s.m.  [pl. -chi] (edil.) sperone sporgente della pila di un ponte, che serve a regolare il deflusso delle acque, dividendole fra le arcate; antibecco.
avambraccio   s.m.  la parte dell'arto superiore che va dal gomito al polso.
avampare    ⇨ avvampare.
avamporto   s.m.  specchio d'acqua protetto antistante il porto vero e proprio, per operazioni di manovra o sosta o per accogliere le navi più grandi.
avamposto   s.m.  posto avanzato di uno schieramento militare costituito da un piccolo nucleo di soldati con compiti di difesa e di osservazione.
avan-  avan- davanti a p  e b  avam-, forma abbreviata di avanti, usata come primo elemento di composti; indica precedenza nel tempo o nello spazio (avanspettacolo, avamposto).
avana   s.m. invar.    • 1 •   tipo pregiato di tabacco, originario dell'avana, capitale di cuba, con cui si confezionano i sigari omonimi    • 2 •   color nocciola scuro, simile a quello di tali sigari | usato anche come agg.  : un cappotto avana. 
avancarica   solo nella loc. agg. ad avancarica, indicante un'arma che si carica esclusivamente dalla parte anteriore della canna: il mortaio è una delle poche armi ad avancarica tuttora in uso. 
avance   s.f. invar.  proposta, tentativo di approccio, spec. in campo amoroso: fare delle avance. 
avancorpo   s.m.  (arch.) parte di un edificio che sporge dalla facciata.
avanguardia   ant. vanguardia, s.f.    • 1 •   reparto militare che precede il grosso delle truppe in marcia per proteggerle da attacchi di sorpresa | all'avanguardia, (fig.) in posizione avanzata rispetto ad altri, precorrendo i tempi per concezioni, iniziative, progetti e sim.: un'azienda all'avanguardia nel suo settore    • 2 •   movimento artistico o letterario che mira programmaticamente alla ricerca e alla sperimentazione di nuove forme espressive, in polemica con quelle tradizionali: musicista, scrittore d'avanguardia; le avanguardie del novecento  (o avanguardie storiche), il surrealismo, l'astrattismo, il futurismo, la dodecafonia ecc.
avanguardismo   s.m.    • 1 •   in arte e in letteratura, tendenza a innovare fortemente, a proporsi come avanguardia    • 2 •   (st.) movimento paramilitare fascista che inquadrava i giovani dai 14 ai 18 anni.
avanguardista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi fa parte di scuole letterarie o artistiche d'avanguardia    • 2 •   (st.) chi era inquadrato nell'organizzazione fascista dell'avanguardismo.
avania   o vania, s.f.    • 1 •   (st.) imposta particolarmente onerosa cui i turchi assoggettavano i cristiani in oriente    • 2 •   (fig. ant.) sopruso, sopraffazione.
avannotto   s.m.  l'individuo appena nato di pesci d'acqua dolce come trote, barbi ecc.
avanscoperta   s.f.  ricognizione militare a largo raggio volta a scoprire in anticipo le posizioni e i movimenti del nemico | oggi soprattutto in usi estens.: essere, mandare, andare in avanscoperta. 
avanscorta   s.f.  (mar.) nave che precede un convoglio con il compito di scortarlo | in avanscorta, con la funzione di precedere e proteggere: essere, navigare in avanscorta. 
avanspettacolo   s.m.  spettacolo teatrale, di rivista o varietà, in voga in italia tra il 1930 e il 1960, che si rappresentava prima di una proiezione cinematografica | da avanspettacolo, si dice di rappresentazione o comicità caratterizzate da linguaggio greve e battute di dubbio gusto.
avanstruttura   s.f.  genericamente, struttura posta davanti a un'altra, ad altre | (mil.) struttura difensiva in posizione avanzata rispetto alla zona di sicurezza, con il compito di fornire informazioni, ostacolare l'azione del nemico e sim.
avantaggio    ⇨ avvantaggio.
avantesto   s.m.  nel linguaggio della critica letteraria, le varie stesure che precedono il testo definitivo di un'opera.
avanti   ant. e poet. avante, avv.    • 1 •   davanti, innanzi (indica anteriorità nello spazio): guardare avanti; correre (in) avanti; andare avanti e indietro  | andare avanti, (fig.) procedere, continuare | tirare avanti, (fig.) vivere, campare alla meglio | essere avanti negli  (o con gli) anni, avere un'età avanzata | essere avanti negli studi, in un lavoro, essere a buon punto | farsi avanti, avanzare, avanzarsi; (fig.) farsi valere; affermarsi | mandare avanti la famiglia, provvedere al suo mantenimento | mandare avanti un'azienda, gestirla | mettere le mani avanti, (fig.) cercare scuse o rimedi prima che sia necessario    • 2 •   (lett.) prima (indica precedenza nel tempo): avrebbe dovuto provvedere avanti  | nelle loc. cong. avanti di, avanti che, prima di, prima che: ci volle un secolo avanti di partire, avanti che potesse partire    • 3 •   poi (esprime posteriorità nel tempo): di qui in avanti, d'ora in avanti   prep.    • 1 •   (non com.) davanti, innanzi (si unisce a un nome direttamente o più spesso per mezzo della prep. a): ti aspetto avanti (a) casa; non osò parlare avanti ai superiori    • 2 •   prima (si unisce a un nome direttamente o rar. per mezzo della prep. a): avanti cristo; avanti all'alba   inter.  ordine di avanzare o invito rivolto a chi chiede di entrare; è spesso usato anche con valore esortativo: avanti, march!, ordine di iniziare la marcia; «permesso?» «avanti!»; avanti!, smetti di ridere   agg.  prima, precedente (nello spazio o nel tempo): le persone avanti; il giorno avanti   s.m.  (sport) in giochi di squadra, attaccante.
avantielenco   s.m.  [pl. -chi] le pagine introduttive degli elenchi telefonici pubblicati dalla telecom, nelle quali si forniscono le informazioni generali sul servizio.
avantieri   o avant'ieri, avv.  il giorno prima di ieri; ieri l'altro.
avantilettera   o avanti lettera, agg. invar.  traduzione it. della loc. lat. ante litteram. 
avantreno   s.m.    • 1 •   complesso dell'assale, delle ruote e delle sospensioni anteriori di un autoveicolo, nonché degli organi sterzanti e frenanti    • 2 •   (mil.) veicolo a due ruote cui si agganciavano i pezzi d'artiglieria per essere trainati da cavalli o muli.
avanvomere   s.m.  (agr.) piccolo corpo di aratro applicato anteriormente al coltro e che lavora la terra in superficie.
avanzamento   s.m.    • 1 •   l'avanzare, il procedere innanzi | stato di avanzamento dei lavori, nelle opere in corso di esecuzione, l'entità dei lavori compiuti    • 2 •   (fig.) progresso: avanzamento sociale    • 3 •   promozione, nell'ambito di una carriera gerarchica: avanzamento di grado    • 4 •   (mecc.) nelle macchine utensili, spostamento relativo fra utensile e pezzo in lavorazione.
avanzare   (1) v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   procedere, andare avanti; (fig.) progredire: avanzare a gran velocità; avanzare di grado, negli studi  | conquistare terreno: il nemico avanzò sino al fiume    • 2 •   (fam.) sporgere: la gonna avanza dal cappotto  | v. tr.    • 1 •   superare, precedere (anche fig.): avanzare qualcuno in autorità, per intelligenza    • 2 •   promuovere: avanzare qualcuno di grado    • 3 •   portare in avanti: avanzare i paletti di un reticolato    • 4 •   presentare, porgere: avanzare delle scuse, una richiesta    • 5 •   (ant.) far progredire; aumentare, migliorare | avanzarsi v. rifl.  farsi avanti; farsi vicino.
avanzare   (2) v. tr.    • 1 •   essere creditore: avanzare diecimila lire da qualcuno    • 2 •   (non com.) risparmiare, mettere da parte | v. intr.  [aus. essere] essere in più, sovrabbondare; restare inutilizzato, rimanere: il vino basta e avanza; è avanzato del pane. 
avanzata   s.f.  l'avanzare, il procedere innanzi: arrestare l'avanzata nemica  | (fig.) il progredire: l'avanzata dei partiti di centro. 
avanzato   part. pass.  di avanzare    • 1 •   agg.    • 1 •   che si trova avanti; spinto innanzi: reparto avanzato; essere in posizione avanzata    • 2 •   (fig.) innovatore, audace: idee avanzate    • 3 •   che è già in buona parte trascorso; inoltrato: età avanzata; autunno avanzato. 
avanzo   s.m.    • 1 •   ciò che rimane di un tutto che è stato consumato, danneggiato, distrutto: gli avanzi del pranzo  (nell'uso fam., anche assol.  : mangiare gli avanzi); un avanzo di stoffa; avanzi archeologici  | avanzo di galera, persona che è stata per lungo tempo in galera; per estens., individuo disonesto, criminale | averne, essercene d'avanzo, in abbondanza    • 2 •   (antiq.) risparmio: avendo fatto degli avanzi negli anni addietro, si trovava tra i più agiati de' contorni  (manzoni p. s.  xxiv)    • 3 •   (comm.) eccedenza delle entrate sulle uscite; guadagno; utile    • 4 •   nelle operazioni aritmetiche, il resto    • 5 •   (ant.) utile, vantaggio.
avaria   s.f.    • 1 •   danno sofferto da una nave o dal suo carico durante la navigazione    • 2 •   deterioramento subito da una merce durante il trasporto o la sosta in magazzino    • 3 •   guasto meccanico: un'avaria al motore. 
avariare   v. tr.  [io avàrio ecc] danneggiare, guastare | v. intr.  [aus. essere], avariarsi v. rifl.  guastarsi, rovinarsi, deteriorarsi, andare a male.
avariato   part. pass.  di avariare   agg.  che ha subito danno; deteriorato, guasto, andato a male: merci avariate. 
avarizia   s.f.    • 1 •   esagerato attaccamento al denaro che si manifesta come ritegno eccessivo nello spendere; spilorceria (anche fig.): peccare di avarizia; avarizia di sentimenti  | crepi l'avarizia!, si dice scherzosamente quando ci si decide a fare una spesa che sembrava eccessiva o superflua    • 2 •   (estens) avidità di denaro, di guadagno; cupidigia (nella teologia cattolica è uno dei sette peccati capitali).
avaro   (1) agg.    • 1 •   che dimostra abitualmente avarizia; gretto, tirchio (anche fig.): un uomo avaro; essere avaro di parole    • 2 •   che è proprio o tipico di persona avara: donare con mano avara  | (estens.) che è concesso a malincuore, senza generosità: lodi avare    • 3 •   (ant. , lett.) avido: e vidi ciro più di sangue avaro, / che crasso d'oro  (petrarca trionfi)  s.m.  [f. -a] persona avara: gli avari e i prodighi.  pegg. avaraccio  § avaramente avv. 
avaro   (2) agg.  e s.m.  [f. - a] che, chi apparteneva a un popolo di origine unno-tartara che si scontrò con i romani e i bizantini nei secc. vi-vii.
ave   inter.  espressione latina di saluto, con cui hanno inizio alcune preghiere, tra le quali l'ave maria; è anche di uso poetico: ave dea. tu come il sole / giri e scaldi l'universo  (parini)  s.f. invar.  abbr. di avemaria : recitare un'ave; il suono dell'ave. 
avelia    ⇨ averla.
avellana   s.f.    • 1 •   nocciola    • 2 •   (arald.) figurazione composta da quattro nocciole riunite in forma di croce.
avellano   s.m.  la pianta del nocciolo.
avellere   v. tr.  [io avèllo ecc. ; pass. rem. io avulsi  (ant. avèlsi) ecc. ; part. pass. avulso] (lett.) svellere, strappare, sradicare: l'umile pianta, cotal si rinacque / subitamente là onde l'avelse  (dante purg.  i, 135-136).
avellinese   agg.  di avellino  s.m.  e f.  chi è nato o vive ad avellino.
avello   s.m.  (lett.) sepolcro, tomba.
avemaria   o ave maria, avemmaria, s.f.    • 1 •   preghiera alla madonna che comincia con le parole del saluto che, secondo il racconto evangelico, le rivolse l'arcangelo gabriele: recitare l'avemaria    • 2 •   il suono delle campane che all'alba, a mezzogiorno e al tramonto invita i fedeli alla preghiera; in partic., quello del tramonto e, per estens., l'ora del tramonto stesso    • 3 •   ciascuno dei grani piccoli del rosario, in corrispondenza dei quali si recita un'avemaria.
avena   s.f.    • 1 •   pianta erbacea, simile al grano, con fiori in pannocchia e cariossidi allungate, da cui si ottiene foraggio e una farina alimentare (fam.  graminacee)    • 2 •   (lett) tipo di piffero fatto per lo più di canna; il simbolo della poesia pastorale.
avente causa   loc. sost. m.  [pl. aventi causa] nel linguaggio giuridico, chi acquisisce un diritto che prima spettava ad altri; si contrappone a dante causa. 
aventiniano   agg.  e s.m.  si dice di ognuno di quei deputati che, dopo l'assassinio del socialista g. matteotti (1924), si allontanarono dal parlamento per protesta contro il fascismo | (estens.) si dice di oppositore politico che manifesta il suo dissenso non partecipando.
aventinismo   s.m.  (st.) la protesta degli aventiniani | (estens.) ogni forma di protesta politica che si esprima come non partecipazione.
aventinista   s.m.  [pl. -sti] aventiniano.
avere   (1) v. tr.  [pres. io ho  (con la o  aperta; rar. io ò; poet. io àggio), tu hai  (rar. ài), egli ha  (rar. à; poet. egli ave  o have), noi abbiamo  (ant. avémo), voi avéte, essi hanno  (rar. ànno); pass. rem. io èbbi  (ant. èi), tu avésti, egli èbbe, noi avémmo  (ant. o region. èbbimo), voi avéste, essi èbbero  (ant. èbbono); fut. io avrò  (ant. averò  o arò) ecc. ; condiz. io avrèi  (ant. averèi  o arèi  o avria) ecc. ; congiunt. pres. io àbbia  (poet. àggia)..., noi abbiamo, voi abbiate, essi àbbiano  (poet. àggiano); imp. abbi, abbiate; part. pass. avuto  (ant. aùto); le altre forme sono regolari; come verbo ausiliare forma i tempi composti dei verbi transitivi attivi (io ho amato) e di gran parte di quelli intransitivi (io ho camminato)]    • 1 •   possedere beni materiali, o anche doti morali, attributi, qualità, titoli e sim.; usato assol., essere ricco in senso materiale: avere due case, pochi soldi, molti libri; avere una bella voce, coraggio, buon cuore; avere un'intelligenza pronta; avere fortuna; avere una laurea; una famiglia che ha molto  | unito a un compl. oggetto che esprime un'estensione determinata di tempo, indica età, anzianità, oppure stabilisce quanto manca a una scadenza, al verificarsi di un evento: mia figlia ha sedici anni; ho ancora una settimana di vacanze; ha solo pochi giorni di vita, è nato da pochi giorni, oppure gli restano pochi giorni da vivere | se il compl. oggetto è riferito a persona, indica appartenenza affettiva o anche possesso carnale: ha suo figlio e non cerca altri affetti; quell'uomo ha avuto molte donne; in altri casi indica la relazione che il nome stesso esprime: ha moglie e figli; abbiamo degli amici a torino; ha due segretarie e l'autista  | in loc. partic.: avere qualcosa (molto) di qualcuno, di qualcosa, ricordarlo, rassomigliargli un po' (molto); avere qualcuno dalla propria, goderne gli appoggi, il favore; avere dello sciocco, del matto, del maleducato, essere un po', o parecchio, sciocco, matto, maleducato ecc.    • 2 •   quando la cosa o la persona che appartiene è determinata predicativamente, più che indicarne l'appartenenza ne indica la particolare condizione o qualità: ha i capelli bianchi; ho un cugino medico; ha la macchina che non riesce a partire  ' sono assimilabili a quest'uso talune loc. partic.: avere caro qualcuno, qualcosa, esservi affezionato; avere per certo qualcosa, ritenerla certa, esserne sicuro | con determinazioni di luogo, indica collocazione nello spazio: avevo mio fratello accanto; avevamo un albero davanti; ha un neo sulla guancia    • 3 •   tenere: avere qualcosa in mano, in tasca; ha sempre il cappello in testa    • 4 •   contenere, comprendere: roma ha più di tre milioni di abitanti; l'italia ha venti regioni    • 5 •   indossare, portare addosso: aveva un abito molto elegante    • 6 •   conseguire, ottenere; ricevere; entrare in possesso: avere un incarico, un premio; avere notizie da qualcuno; ha avuto due anni di carcere; avrà una parte dell'eredità    • 7 •   acquistare, comperare; percepire, riscuotere: ha avuto quel mobile per poco; ha avuto dieci milioni dalla vendita del terreno    • 8 •   sentire, provare; soffrire: averesimpatia per qualcuno; avere voglia di fare qualcosa; avere fame, freddo; avere un peso sullo stomaco    • 9 •   in talune loc. il significato del verbo è precisato dal sostantivo che lo segue: avere una notte insonne, passare; avere una vita difficile, vivere; avere luogo, avvenire; avere parte, partecipare; avere timore, temere; avere sembianza, sembrare | talora il sostantivo che determina il significato è introdotto da a  o in : avere a mente, ricordare; avere a cuore, essere interessato; avere in animo, essere intenzionato    • 10 •   seguito da da  (antiq. a) e un infinito, vale dovere : ho da lavorare tutto il giorno; non ci aveva ad andare; questo matrimonio non s'ha da fare, né domani né mai  (manzoni p. s.  i) | il concetto di dovere  è implicito in talune loc. costituite da avere  e un sostantivo, che si riferiscono a un'azione che si svolgerà nel futuro: avere gli esami, dover sostenerli; avere una riunione, dovere parteciparvi    • 11 •   costruito con da  e il verbo all'infinito, può anche esprimere la possibilità di compiere un'azione: avere poco da vivere; non avere da mangiare    • 12 •   seguito dall'infinito introdotto da a, ha valore fraseologico: temo che abbia a essere un insuccesso, che sia, che possa essere; ebbe ad ammalarsi per il dolore, si ammalò | avere,  averci (a) che fare con qualcuno, essere in rapporto con qualcuno; vedersela | avere (a) che dire con qualcuno, litigare, avere dei contrasti | non avere (a) che fare, (a) che vedere con qualcuno  o qualcosa, non aver somiglianza, rapporto, relazione | v. intr.  [aus. avere] (antiq. , lett.) con le particelle pronominali ci  e vi, solo nella terza persona sing. e pl., equivale a esserci : non v'ha motivo; non v'hanno persone. 
avere   (2) s.m.    • 1 •   ricchezza, patrimonio (usato spec. al pl.): perse al gioco tutti i suoi averi    • 2 •   genericamente, ciò che si deve avere: a quanto ammonta il mio avere?  | nella contabilità a partita doppia, sezione destra di un conto a sezioni divise; si contrappone a dare  (sezione sinistra) | nei conti accesi ai debiti e ai crediti, colonna in cui si inscrive ciò che l'intestatario deve avere.
averla   meno com. avelia, pop. verla o velia, s.f.  uccello di medie dimensioni, con dorso rosso-bruno, petto bianco-rossiccio, testa e groppa cenerine, coda nera, becco forte e ricurvo (ord.  passeriformi).
avernale   agg.  (lett.) dell'averno; infernale.
averno   s.m.  (lett.) l'oltretomba, l'inferno.
averroismo   s.m.  il pensiero filosofico e scientifico dell'arabo averroè (1126-1198) e della sua scuola | corrente della scolastica fondata sull'interpretazione di aristotele data da averroè.
averroista   s.m.  [pl. -sti] seguace di averroè, dell'averroismo.
averroistico   agg.  [pl. m. -ci] di averroè conforme alla dottrina di averroè.
avertere   v. tr.  [io avèrto ecc. ; part. pass. averso] (ant. , lett.) allontanare, distogliere: avertano gli dei qualche sciagura!  (bruno).
avestico   agg.  [pl. m. -ci] dell'avesta, l'insieme dei libri sacri dell'antica religione iranica di zoroastro  s.m.  antica lingua iranica usata nell'avesta; antico iranico.
avi-  avi- primo elemento di parole composte moderne, dal lat. a°vis  'uccello' (avicoltura, avifauna).
aviario   agg.  di uccelli, che concerne gli uccelli: allevamento aviario   s.m.  luogo dove si allevano uccelli; voliera.
aviatore   s.m.  [f. -trice] chi pilota un aeroplano o fa parte dell'equipaggio di esso.
aviatorio   agg.  che si riferisce all'aviazione.
aviazione   s.f.    • 1 •   la scienza, la tecnica, le attività relative al volo degli aeromobili più pesanti dell'aria (aerodine) | (estens.) aeronautica    • 2 •   il complesso degli aviatori e dei mezzi aerei: l'aviazione civile, militare  ' l'arma aeronautica: arruolarsi nell'aviazione. 
avicolo   agg.  che riguarda l'avicoltura o gli avicoltori: mostra, associazione avicola. 
avicoltore   o avicultore, s.m.  [f. -trice] chi esercita l'avicoltura.
avicoltura   o avicultura, s.f.  allevamento di uccelli, spec. pollame.
avicunicolo   agg.  che riguarda l'avicunicoltura o gli avicunicoltori.
avicunicoltore   o avicunicultore, s.m.  [f. -trice] chi esercita l'avicunicoltura.
avicunicoltura   o avicunicultura, s.f.  allevamento di polli e conigli.
avidità   s.f.  l'essere avido; desiderio ardente e smodato: mangiare con avidità; avidità di possesso. 
avido   agg.  che desidera qualcosa con eccessiva intensità, senza misura; bramoso: essere avido di dolci, di ricchezze; sguardo avido  § avidamente avv. 
aviere   s.m.  militare di truppa appartenente all'aviazione.
avifauna   s.f.  l'insieme degli uccelli di una regione.
avincere    ⇨ avvincere.
avio   agg. invar.  adatto per aeromobili, usato soprattutto nella loc. benzina avio. 
avio-  avio- primo elemento di composti moderni, tratto da aviazione; indica attinenza con gli aeromobili o con la navigazione aerea (aviolinea, aviorimessa, aviotrasporto); in molti casi si alterna con aero-. 
aviogetto   s.m.  aeroplano con motore a getto.
avioimbarco   s.m.  [pl. -chi] le operazioni di imbarco; il prendere posto su un aeroplano.
aviolanciare   v. tr.  [io aviolàncio ecc.] effettuare uno o più aviolanci.
aviolancio   s.m.  il lancio di persone o cose da un aereo per mezzo di paracadute.
aviolinea   s.f.  linea percorsa da aerei che effettuano servizio di trasporto civile.
avionica   s.f.  settore dell'elettronica relativo alla progettazione e alla produzione di apparecchiature per uso aeronautico.
avioraduno   s.m.  raduno aviatorio.
aviorazzo   s.m.  razzo trasportato e lanciato da aerei.
aviorimessa   s.f.  capannone che serve al ricovero degli aeromobili.
aviosbarco   s.m.  [pl. -chi] (mil.) sbarco in territorio nemico di reparti paracadutisti o di altre truppe aviotrasportate.
aviotrasportare   v. tr.  [io aviotraspòrto ecc.] aerotrasportare.
aviotrasporto   s.m.  aerotrasporto.
aviotruppa   s.f.  (spec. pl.) truppa aviotrasportata, specializzata in azioni di aviolancio e aviosbarco.
avitaminosi   s.f.  (med.) stato morboso determinato da carenza di vitamine nell'organismo.
avito   agg.  degli avi; ereditato dagli avi: dimora avita. 
avo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (lett.) nonno    • 2 •   spec. pl.  antenato: i ritratti degli avi. 
avocado   s.m. invar.  albero tropicale che produce frutti commestibili a forma di pera (fam.  lauracee); il frutto stesso.
avocare   v. tr.  [io àvoco, tu àvochi ecc.]    • 1 •   chiamare a sé, prendere su di sé, assumersi, spec. da parte di organi giurisdizionali e amministrativi rispetto a organi di livello inferiore: il procuratore generale ha avocato (a sé) l'inchiesta    • 2 •   riferito allo stato, devolvere a sé un bene.
avocatorio   agg.  che serve ad avocare, che concerne l'avocazione: lettera avocatoria. 
avocazione   s.f.  l'avocare, l'essere avocato.
avocetta   s.f.  uccello di palude grande come un fagiano, con zampe lunghe, becco lungo e sottile curvato all'insù e piumaggio bianco e nero (ord.  caradriformi).
avogadore   o avvogadore o avvocatore, s.m.  nella repubblica veneta, magistrato cui competeva la tutela delle leggi e degli interessi dello stato.
avolo   s.m.  [f. -a] (ant. , lett.)    • 1 •   avo, nonno    • 2 •   spec. pl.  (non com.) antenato.
avolterare    ⇨ adulterare.
avoltoio   avoltore  ⇨ avvoltoio.
avorio   s.m.    • 1 •   sostanza ossea, dura, compatta e pesante, di colore caratteristico, prossimo al bianco, che è il principale costituente delle zanne di elefanti, trichechi, ippopotami; viene utilizzata come materiale da scultura e da intarsio, per la fabbricazione dei tasti di pianoforte, di palle di biliardo, di braccialetti ecc. | d'avorio, candido: mani, carnagione d'avorio  | nero d'avorio, carbone d'avorio polverizzato, di colore intensamente nero, usato come colorante e dagli orefici per levigare    • 2 •   pl.  oggetti artistici d'avorio: un'esposizione di avori bizantini    • 3 •   il colore tipico dell'avorio | usato anche come agg. invar.  : bianco avorio. 
avorniello   o avornello, s.m.  (bot.)    • 1 •   nome region. dell'ornello  o del maggiociondolo    • 2 •   legno scuro fornito da due varietà del genere laburno.
avulsione   s.f.    • 1 •   (med.) estirpazione, asportazione per strappamento: avulsione di un dente    • 2 •   (dir.) particolare modo di acquisto della proprietà che si verifica quando un terreno, staccatosi da un fondo per azione di un corso d'acqua, si aggrega ad altro fondo.
avulsivo   agg.    • 1 •   (non com.) che si può staccare    • 2 •   suono avulsivo, (ling.) suono realizzato facendo schioccare labbra e lingua; clic.
avulso   part. pass.  di avellere   agg.    • 1 •   (lett.) strappato    • 2 •   (fig.) staccato, isolato: una frase avulsa dal contesto. 
avuncolato   o avunculato, s.m.  (antrop.) istituto caratteristico della famiglia matrilineare per cui la patria potestà viene esercitata dallo zio materno, che educa e considera propri eredi i figli delle sorelle.
avvalersi   v. rifl.  [coniugato come valére] valersi, servirsi, giovarsi: avvalersi di un diritto; avvalersi dell'aiuto di qualcuno. 
avvallamento   s.m.  l'avvallarsi; abbassamento, depressione del terreno.
avvallare   v. tr.  (ant. , lett.)    • 1 •   volgere in giù, abbassare, chinare: vergine che li onesti occhi avvalli  (dante purg.  xxviii, 57)    • 2 •   (fig.) umiliare, abbattere | v. intr.  [aus. essere] (ant.) scendere a valle: or avvalliamo omai / tra le grandi ombre  (dante purg.  viii, 43-44) | avvallarsi v. rifl.    • 1 •   abbassarsi, affondarsi, sprofondare: il terreno si avvallò per un largo tratto    • 2 •   (fig. ant.) avvilirsi, umiliarsi.
avvallato   part. pass.  di avvallare   agg.    • 1 •   che presenta avvallamenti: suolo, pavimento avvallato    • 2 •   che si trova in fondo a una valle: borgo avvallato. 
avvallatura   s.f.  (non com.) l'avvallarsi; avvallamento, depressione.
avvaloramento   s.m.  (non com.) l'avvalorare, l'avvalorarsi, l'essere avvalorato; valorizzazione.
avvalorare   v. tr.  [io avvalóro ecc.] dare, accrescere valore o forza; comprovare: i documenti avvalorano la sua tesi  | avvalorarsi v. rifl.  acquistare valore, rinforzarsi.
avvampamento   s.m.  (non com.) l'avvampare.
avvampare   ant. avampare, v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   accendersi, bruciare divampando; ardere vivamente    • 2 •   (estens.) risplendere come fiamma: al tramonto il cielo avvampò  | arrossire: avvampare per la vergogna    • 3 •   (fig.) essere in preda a una passione, a un sentimento violento: avvampare di desiderio, d'ira  | v. tr.    • 1 •   (lett.) infiammare, accendere (anche fig.): libertade avvampa / gli obbliviosi petti  (leopardi nelle nozze della sorella paolina  99-100)    • 2 •   bruciacchiare, far ingiallire la biancheria col ferro da stiro troppo caldo; strinare.
avvantaggiamento   s.m.  (non com.) l'avvantaggiare, l'avvantaggiarsi.
avvantaggiare   v. tr.  [io avvantàggio ecc.] arrecare vantaggio, profitto | avvantaggiarsi v. rifl.    • 1 •   trarre, ricavare vantaggio, profitto: avvantaggiarsi di una situazione    • 2 •   guadagnare tempo o spazio: avvantaggiarsi nel lavoro, in una corsa    • 3 •   superare in valore, sopravanzare: avvantaggiarsi sui concorrenti. 
avvantaggio   ant. avantaggio, s.m.  (antiq.) vantaggio, utilità, privilegio | d'avvantaggio, d'avanzo, di più.
avvantaggioso   agg.  (ant.) vantaggioso.
avvedersi   v. rifl.  [coniugato come vedere] accorgersi, rendersi conto: avvedersi del proprio errore. 
avvedimento   s.m.  (lett.)    • 1 •   avvedutezza: per lo suo avvedimento avendo saputo la sua giovanezza bene adoperare  (boccaccio dec.  iii, 1)    • 2 •   accorgimento, espediente.
avvedutezza   s.f.  l'essere avveduto; accortezza: agire con avvedutezza. 
avveduto   part. pass.  di avvedersi   agg.  accorto, assennato: una persona avveduta  § avvedutamente avv. 
avvegnaché   o avvegna che, cong.  (ant.)    • 1 •   benché, quantunque: dette mi fuor di mia vita futura / parole gravi, avvegna ch'io mi senta / ben tetragono ai colpi di ventura  (dante par.  xvii, 22-24)    • 2 •   poiché, per il motivo che: i lavoratori eran tutti partiti da' campi per lo caldo, avvegna che quel dì niuno ivi appresso era andato a lavorare  (boccaccio dec.  viii, 7).
avvelenamento   s.m.  l'avvelenare, l'avvelenarsi, l'essere avvelenato | (med.) azione esercitata sull'organismo da sostanze tossiche; lo stato patologico che ne consegue.
avvelenare   v. tr.  [io avveléno ecc.]    • 1 •   dare il veleno, uccidere col veleno    • 2 •   rendere velenoso (un cibo, una bevanda, l'aria che si respira)    • 3 •   (fig.) amareggiare; rovinare, guastare: i continui dissensi avvelenano ogni convivenza  | avvelenarsi v. rifl.  ingerire sostanze velenose; uccidersi con il veleno: ha tentato di avvelenarsi. 
avvelenato   part. pass.  di avvelenare   agg.  nei sign. del verbo | avere il dente avvelenato contro qualcuno, (fig.) portargli astio, rancore.
avvelenatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi avvelena.
avvelenire   v. tr.  [io avvelenisco, tu avvelenisci ecc.] (antiq.) avvelenare.
avvenente   agg.  bello, leggiadro, attraente: una ragazza avvenente. 
avvenenza   s.f.  l'essere avvenente; bellezza, leggiadria.
avvenevole   agg.  (ant.)    • 1 •   leggiadro, grazioso, avvenente: un giovane di maravigliosa piacevolezza in ciascuna cosa che far voleva, astuto e avvenevole  (boccaccio dec.  viii, 3)    • 2 •   opportuno, conveniente.
avvenimento   s.m.    • 1 •   fatto, accadimento: i principali avvenimenti dell'anno    • 2 •   evento di particolare rilievo: il suo arrivo fu un avvenimento    • 3 •   (ant.) arrivo, venuta, avvento: quelle guerre che ogni dì per lo avvenimento di nuovi barbari... nascevano in italia  (machiavelli); l'avvenimento di cristo; l'avvenimento al trono    • 4 •   (ant.) esito, conclusione.
avvenire   (1) v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere] accadere, succedere, capitare: è avvenuta una disgrazia; avvenga quel che vuole, andrò fino in fondo  | come spesso avviene, come suole avvenire, in riferimento a fatti consueti, che si ripetono | avvenirsi v. rifl.  (ant.) imbattersi, incontrare: per lo quale [boschetto] andando... s'avvenne in un pratello d'altissimi alberi circuito  (boccaccio dec.  v, 1).
avvenire   (2) agg. invar.  futuro: gli anni avvenire   s.m. invar.  il futuro; la sorte, le condizioni, l'esistenza futura: l'avvenire è nelle mani di dio; un ragazzo con un avvenire sicuro; in avvenire, per l'avvenire, in futuro.
avvenirismo   s.m.  fiducia ottimistica che in futuro si realizzi ciò che al momento è ritenuto inattuabile e utopistico.
avvenirista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi ha e ostenta idee nuove che ritiene destinate ad affermarsi in futuro | usato anche come agg.  in luogo di avveniristico. 
avveniristico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'avvenirismo o agli avveniristi; che precorre il futuro: un'opera avveniristica  § avveniristicamente avv. 
avventamento   s.m.  (non com.) l'avventare, l'avventarsi.
avventare   v. tr.  [io avvènto ecc.]    • 1 •   (lett.) scagliare, gettare con violenza    • 2 •   (fig.) esprimere senza la dovuta ponderazione: avventare giudizi  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) essere appariscente, colpire | avventarsi v. rifl.  gettarsi con impeto contro qualcuno o qualcosa: il cane gli si avventò contro; avventarsi nella mischia. 
avventataggine   s.f.  (non com.) avventatezza.
avventatezza   s.f.    • 1 •   l'essere avventato    • 2 •   atto, discorso avventato.
avventato   part. pass.  di avventare   agg.    • 1 •   che agisce o parla senza riflettere: un ragazzo avventato    • 2 •   che è fatto o detto senza riflettere: gesto, giudizio avventato  § avventatamente avv. 
avventiccio    ⇨ avventizio.
avventista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (relig.) membro di una delle varie sette protestanti, particolarmente diffuse negli stati uniti, caratterizzate dalla fede nell'imminente ritorno di cristo sulla terra | usato anche come agg.  : setta avventista. 
avventiziato   s.m.    • 1 •   condizione dell'impiegato avventizio; periodo di permanenza in tale condizione    • 2 •   la categoria degli avventizi.
avventizio   ant. avventiccio, agg.    • 1 •   che viene di fuori, da altro luogo: gente, popolazione avventizia  | idee avventizie, (filos.) in cartesio, quelle che hanno origine dai sensi, contrapposte alle idee innate e alle fattizie | tunica avventizia, (anat.) la tunica esterna della parete dei vasi | radici avventizie, (bot.) quelle che si originano dal caule    • 2 •   (estens.) non stabile, provvisorio, occasionale: impiegato, personale avventizio; guadagno avventizio   s.m.  [f. -a] chi è stato assunto in via straordinaria e temporanea, spec. nel pubblico impiego; precario.
avvento   s.m.    • 1 •   venuta, arrivo: l'avvento di una nuova era    • 2 •   ascesa a un'alta carica: avvento al pontificato    • 3 •   (relig.) periodo iniziale dell'anno liturgico, che comprende le quattro settimane prima del natale, nel quale la chiesa si prepara alla festa della nascita di gesù.
avventore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] cliente di un negozio o di un locale pubblico.
avventura   s.f.    • 1 •   avvenimento singolare o straordinario; anche, impresa rischiosa e affascinante: una vita piena d'avventure; un'avventura a lieto fine; romanzi, film d'avventure  | (estens.) situazione nella quale ci si viene a trovare e di cui non sono stati previsti i rischi; iniziativa sconsiderata: l'azienda fu trascinata in un'avventura  ' per avventura, per caso | mettere in avventura, (ant.) arrischiare, mettere in pericolo    • 2 •   breve relazione amorosa, per lo più legata a circostanze casuali o mondane: avere un'avventura.  dim. avventuretta    • 3 •   (ant.) sorte, fortuna; ventura.
avventurare   v. tr.    • 1 •   (lett.) esporre a rischio, mettere a repentaglio; arrischiare: a che... avventurare il certo per l'incerto?  (baretti)    • 2 •   (ant.) rendere fortunato | avventurarsi v. rifl.  esporsi a un pericolo; arrischiarsi (anche fig.): avventurarsi in mare aperto, in un'impresa pericolosa. 
avventurato   part. pass.  di avventurare   agg.    • 1 •   (lett.) fortunato: io, che mi poteva dire il più avventurato uom di firenze, sono rimaso il più sventurato  (boccaccio dec.  viii, 3) | bene avventurato  favorito dalla sorte; male avventurato, sfortunato    • 2 •   (non com.) arrischiato: discorso avventurato  § avventuratamente avv.  (ant.)    • 1 •   fortunatamente | bene, male avventuratamente, con esito buono, cattivo    • 2 •   alla ventura.
avventuriero   ant. avventuriere, agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   (lett.) che, chi va incontro ad avventure o è amante di una vita avventurosa: lucia... si mosse con la brigata avventuriera  (manzoni p. s.  vii)    • 2 •   si dice di persona priva di scrupoli che va a caccia di fortuna senza badare a rischi e peripezie; per estens., imbroglione  s.m.  (st.) soldato di ventura, mercenario.
avventurina   s.f.  (min.) pietra pregiata di quarzo, di colore variabile, con inclusioni di mica.
avventurismo   s.m.  tendenza, spec. in politica, a intraprendere azioni spregiudicate e rischiose, senza averne verificato le possibilità di riuscita.
avventurista   agg.  [pl. m. -sti] lo stesso che avventuristico   s.m.  e f.  chi agisce per avventurismo.
avventuristico   agg.  [pl. m. -ci] improntato ad avventurismo; irresponsabile, sconsiderato: politica avventuristica. 
avventuroso   agg.    • 1 •   pieno di avventure; rischioso: gita avventurosa; tentativo avventuroso    • 2 •   che ama l'avventura: un giovane avventuroso    • 3 •   (lett.) fausto; fortunato § avventurosamente avv. 
avvenuto   part. pass.  di avvenire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (non com. ; solo al sing. e con l'art. determ.) lo stesso che accaduto; fatto, evento: guardi bene di non far deposizione dell'avvenuto  (manzoni p. s.  xi).
avverabile   agg.  che può avverarsi: una previsione facilmente avverabile. 
avveramento   s.m.  (lett.) l'avverarsi.
avverare   v. tr.  [io avvéro ecc.]    • 1 •   rendere vero, reale: il tempo ha avverato molte profezie    • 2 •   (ant.) affermare per vero; confermare: la tua dimanda tuo creder m'avvera / esser chi' fossi avaro in l'altra vita  (dante purg.  xxii, 31-32) | avverarsi v. rifl.  diventare vero, reale: le previsioni si avverarono; il suo sogno si è avverato. 
avverbiale   agg.  dell'avverbio; che ha funzione d'avverbio: uso, locuzione avverbiale  § avverbialmente avv.  con valore avverbiale.
avverbio   s.m.  (gramm.) parte invariabile del discorso che serve a determinare un verbo, un aggettivo o un altro avverbio in rapporto a tempo, luogo, quantità, modo ecc. (p. e.  : sto bene, poco  intelligente, troppo  crudamente).
avversare   v. tr.  [io avvèrso ecc.] essere avverso, contrario; osteggiare: avversare un progetto. 
avversario   ant. avversaro, agg.  che si oppone; contrario, avverso: la parte, la squadra avversaria   s.m.    • 1 •   [f. -a] la persona o la parte avversa in una contesa, in una lotta, in un gioco, in una gara: un avversario politico; battere l'avversario    • 2 •   (ant.) il demonio: nostra virtù... / non spermentar con l'antico avversaro  (dante purg.  xi, 19-20).
avversativo   agg.  che serve ad avversare | congiunzione avversativa, (gramm.) quella che introduce una proposizione che si oppone a un'altra (p. e. ma, però, tuttavia); proposizione avversativa, quella introdotta da una di tali congiunzioni § avversativamente avv.  in modo avversativo; in funzione avversativa.
avversatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi avversa; nemico, oppositore.
avversione   s.f.    • 1 •   disposizione d'animo ostile; forte antipatia: avere, nutrire avversione per qualcuno    • 2 •   ripugnanza: provare avversione per un cibo. 
avversità   s.f.  l'essere avverso: l'avversità del clima  | spec. pl.  evento avverso; disgrazia, calamità: le avversità della vita. 
avverso   (1) agg.    • 1 •   che si oppone; contrario, sfavorevole, ostile: destino avverso; vento, tempo avverso; la parte avversa    • 2 •   (ant. , lett.) che è posto di fronte; che colpisce di fronte § avversamente avv. 
avverso   (2) prep.  (ant. , lett.) contro, in opposizione; oggi solo in formule del linguaggio burocratico: ricorrere avverso la sentenza. 
avvertenza   s.f.    • 1 •   prudenza, cautela, attenzione: abbiate l'avvertenza di chiudere la porta    • 2 •   discorso con cui si avverte o ammonisce qualcuno: avvertenza ai lettori, quella che si premette a un'opera per richiamare l'attenzione su alcuni suoi aspetti    • 3 •   pl.  istruzioni per l'uso: leggere attentamente le avvertenze. 
avvertibile   agg.  che può essere avvertito, percepibile: un suono a malapena avvertibile; un disagio chiaramente avvertibile. 
avvertimento   s.m.  l'avvertire; consiglio, avviso: dare, ricevere un avvertimento  | (eufem.) intimidazione, minaccia: per avvertimento gli incendiarono l'auto. 
avvertire   v. tr.  [io avvèrto ecc.]    • 1 •   volgere l'attenzione di qualcuno su una determinata circostanza: lo avvertì della sua partenza    • 2 •   consigliare, ammonire (talvolta in senso di minaccia): ti avverto di non scherzare troppo    • 3 •   notare, sentire, percepire: avvertire un rumore, un dolore    • 4 •   (ant. , lett.) considerare, badare: avvertite bene nel parlar vostro di non dire mai sanza necessità cose che referite possino dispiacere ad altri  (guicciardini).
avvertito   part. pass.  di avvertire   agg.  (lett.) attento, accorto, sensibile § avvertitamente avv.  di proposito, con intenzione precisa.
avvezzamento   s.m.  (non com.) l'avvezzare, l'avvezzarsi, l'essere avvezzato.
avvezzare   v. tr.  [io avvézzo ecc.] abituare, educare | avvezzarsi v. rifl.  abituarsi, assuefarsi.
avvezzo   agg.  abituato: avvezzo ai sacrifici; male avvezzo, educato male.
avviamento   s.m.    • 1 •   l'avviare, l'avviarsi; in partic., l'indirizzare verso uno studio, un'attività, un lavoro: corsi di avviamento professionale; testo d'avviamento al comporre    • 2 •   scuola secondaria triennale che, nell'ordinamento precedente all'istituzione della media unificata, avviava al piccolo impiego nell'industria o nel commercio    • 3 •   (econ.) il maggior valore che, sulla base di determinati parametri (qualità della clientela, volume degli affari, credito presso le banche ecc.), si riconosce a un'azienda rispetto al valore dei beni materiali che la costituiscono    • 4 •   (mecc.) l'avviare una macchina o un motore al regolare funzionamento | motorino d'avviamento, motorino elettrico che consente la messa in moto del motore a scoppio    • 5 •   (tip.) il complesso delle operazioni che precedono la stampa dopo la messa in macchina della matrice.
avviare   v. tr.  [io avvìo ecc.]    • 1 •   mettere su una via, indirizzare a un luogo: avviare i passeggeri all'uscita  | (fig.) indirizzare verso una determinata attività: avviare un figlio alla professione medica    • 2 •   mettere in moto; iniziare, incominciare: avviare il motore; avviare un discorso  | avviare il fuoco, accenderlo | avviare un'azienda, un negozio, portarli a una condizione di efficienza, di prosperità | avviarsi v. rifl.  mettersi in via, incamminarsi: avviarsi all'uscita  ' (fig.) essere vicino a, stare per: si avvia a diventare un bravo attore. 
avviato   part. pass.  di avviare   agg.  nei sign. del verbo | detto di impresa commerciale o di esercizio professionale, attivo, prospero: uno studio legale già avviato; un'azienda ben avviata. 
avviatore   s.m.  congegno meccanico per avviare motori, macchine e sim.
avviatura   s.f.  il primo giro di un lavoro a maglia.
avvicendamento   s.m.    • 1 •   l'avvicendare, l'avvicendarsi: l'avvicendamento delle stagioni; le dimissioni furono motivate con l'esigenza di un regolare avvicendamento    • 2 •   (agr.) il succedersi ciclico di determinate colture sullo stesso terreno, al fine di ottenere il migliore risultato produttivo.
avvicendare   v. tr.  [io avvicèndo ecc.] alternare periodicamente: avvicendare lo studio con lo sport  | avvicendarsi v. rifl.  darsi il cambio: avvicendarsi nei turni di guardia. 
avvicinabile   agg.  che si può avvicinare; in partic., si dice di persona con la quale si può agevolmente entrare in rapporti.
avvicinamento   s.m.    • 1 •   l'avvicinare, l'avvicinarsi | marcia d'avvicinamento, movimento di truppe già schierate per giungere a contatto col nemico, prima dell'attacco    • 2 •   (tip.) la distanza tra le facce laterali contigue di due caratteri affiancati.
avvicinare   v. tr.    • 1 •   mettere una cosa vicino a un'altra; accostare: avvicinare la sedia al tavolo    • 2 •   farsi vicino a qualcuno; per estens., fare la sua conoscenza, entrare in rapporto con lui: non è facile avvicinarlo  | avvicinarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   farsi, venire vicino (in senso spaziale o temporale): la nave si avvicina al porto; l'inverno si sta avvicinando  | (fig.) essere simile, assomigliare: nel carattere si avvicina al padre    • 2 •   (ant.) essere, trovarsi vicino: non so chi sia, ma so che non è solo: / domandal tu che più li t'avvicini  (dante purg.  xiv, 4-5).
avvignare   v. tr.  (agr.) coltivare un terreno a vite.
avvilente   part. pres.  di avvilire   agg.  che avvilisce, che umilia o che rattrista: situazione avvilente  § avvilentemente avv. 
avvilimento   s.m.  l'avvilire, l'avvilirsi; la situazione di chi è avvilito.
avvilire   v. tr.  [io avvilisco, tu avvilisci ecc.]    • 1 •   rendere vile, spregevole: il comportamento di certi intellettuali avvilisce la cultura    • 2 •   mortificare, umiliare; deprimere, scoraggiare: l'insuccesso lo ha profondamente avvilito  | avvilirsi v. rifl.  abbattersi, esser preso da scoraggiamento.
avvilitivo   agg.  (rar.) avvilente.
avvilito   part. pass.  di avvilire   agg.  scoraggiato, depresso: sentirsi avvilito. 
avviluppamento   s.m.  (lett.) l'avviluppare, l'avvilupparsi; viluppo, garbuglio.
avviluppare   v. tr.    • 1 •   (non com.) avvolgere formando un viluppo | (fig.) raggirare, imbrogliare, abbindolare    • 2 •   avvolgere tutt'intorno: le fiamme avevano avviluppato l'edificio  | avvilupparsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   avvolgersi: avvilupparsi in un mantello    • 2 •   aggrovigliarsi, ingarbugliarsi: la rete si era tutta avviluppata. 
avviluppatura   s.f.  (non com.) avviluppamento.
avvinare   v. tr.    • 1 •   lavare con vino le botti, per eliminare l'odore del legno, oppure damigiane, fiaschi e bottiglie, per eliminare residui di acqua e altre eventuali impurità    • 2 •   (non com.) aggiungere vino all'acqua.
avvinatore   s.m.  apparecchio per avvinare fiaschi e bottiglie.
avvinazzare   v. tr.  (non com.) ubriacare | avvinazzarsi v. rifl.  ubriacarsi.
avvinazzato   part. pass.  di avvinazzare   agg.  che ha bevuto troppo vino | voce avvinazzata, quella alterata di chi ha bevuto troppo vino  s.m.  [f. -a] chi spesso è ubriaco.
avvincente   part. pres.  di avvincere   agg.  che avvince, affascina: lettura, racconto avvincente. 
avvincere   ant. avincere, v. tr.  [coniugato come vincere]    • 1 •   (lett.) stringere, legare: amor di sua man m'avinse in modo / che l'amar mi fe' dolce e 'l pianger gioco  (petrarca canz.  clxxv, 3-4)    • 2 •   (fig.) affascinare, attrarre (anche assol.): un film che avvince. 
avvinchiare    ⇨ avvinghiare.
avvincigliare   v. tr.  [io avvincìglio ecc.] (ant.) legare strettamente.
avvinghiare   ant. avvinchiare, v. tr.  [io avvìnghio ecc.] stringere, afferrare con forza: l'aquila avvinghia con gli artigli la preda  | avvinghiarsi v. rifl.  e rifl. rec.  stringersi con forza: la bambina si avvinghiò al collo del padre; i due lottatori si avvinghiarono. 
avvinto   part. pass.  di avvincere   agg.  nei sign. del verbo.
avvio   s.m.  avviamento, inizio: l'affare ha avuto un buon avvio  | dare l'avvio, mettere in movimento; (fig.) dare inizio | prendere l'avvio, mettersi in movimento; (fig.) avere inizio.
avvisaglia   s.f.  scontro tra pochi armati, scaramuccia | prime avvisaglie, inizio delle ostilità per estens., primi segni, sintomi: le prime avvisaglie di una malattia. 
avvisare   (1) v. tr.    • 1 •   dare avviso di qualcosa; avvertire, informare: avvisare un amico del proprio arrivo    • 2 •   ammonire, consigliare: ti avviso di stare attento    • 3 •   (ant.) credere, ritenere: se per veder la sua ombra restaro / com'io avviso, assai è lor risposto  (dante purg.  v, 34-35) | avvisarsi v. rifl.  (ant.) deliberare; porre mente a qualcosa.
avvisare   (2) v. tr.  (ant.)    • 1 •   scorgere, notare; ravvisare: nel parlare avvisai l'altro nascosto  (dante purg.  xix, 84)    • 2 •   prendere di mira | avvisarsi v. rifl.  accorgersi, capire: s'avvisò troppo bene che il saladino guardava di pigliarlo nelle parole  (boccaccio dec.  i, 3).
avvisato   part. pass.  di avvisare    • 1 •   agg.  nei sign. del verbo | prov.  : uomo avvisato, mezzo salvato, si dice per mettere in guardia qualcuno contro eventuali pericoli | fare, rendere avvisato, (non com.) informare, mettere sull'avviso | andare, stare avvisato, (non com.) stare sull'avviso, comportarsi con attenzione | bene, male avvisato, (lett.) accorto, malaccorto § avvisatamente avv.  (ant.)    • 1 •   avvedutamente    • 2 •   di proposito.
avvisatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi avvisa    • 2 •   qualsiasi apparecchio che dia segnali d'avvertimento: avvisatore acustico, elettrico    • 3 •   (mil.) vedetta.
avviso   s.m.    • 1 •   avvertimento, informazione, notizia: dare avviso a qualcuno di qualcosa; mettere, stare sull'avviso, mettere, stare in guardia | avviso (economico, pubblicitario), annuncio pubblicato a pagamento su un giornale, una rivista e sim.    • 2 •   manifesto, foglio che contiene notizie, ordini, intimazioni, per lo più di carattere ufficiale: avviso di pagamento, di sfratto; ricevere un avviso    • 3 •   parere, opinione: a mio avviso, secondo il mio avviso; essere dello stesso avviso  | essere dell'avviso, ritenere, pensare    • 4 •   (mar.) piccola nave da guerra destinata a servizi di esplorazione o di scorta    • 5 •   (ant. , lett.) piano, progetto; calcolo: fatti suoi avvisi, comperò un grandissimo legno  (boccaccio dec.  ii, 4).
avvistamento   s.m.  l'avvistare, l'essere avvistato.
avvistare   v. tr.  vedere da lontano: avvistare il nemico. 
avvitamento   s.m.    • 1 •   l'avvitare, l'avvitarsi    • 2 •   (aer.) rotazione su sé stesso di un aereo durante una discesa in picchiata    • 3 •   (sport) nella ginnastica e nei tuffi, il movimento di rotazione del corpo intorno al suo asse longitudinale.
avvitare   v. tr.    • 1 •   girare nel senso del serraggio uno dei due elementi di una coppia vite-madrevite: avvitare una vite, un dado    • 2 •   unire, fissare mediante un collegamento a vite: avvitare una lampadina    • 3 •   fissare con viti: avvitare una targhetta alla porta  | avvitarsi v. rifl.  muoversi, avvolgersi su sé stesso, a spirale | (aer. , sport) eseguire un avvitamento.
avvitata   s.f.    • 1 •   l'avvitare in maniera sommaria o provvisoria    • 2 •   (aer.) avvitamento.
avvitato   agg.  stretto, aderente alla vita: una giacca avvitata. 
avvitatore   s.m.  attrezzo per avvitare e svitare | anche come agg.  [f. -trice]: trapano avvitatore. 
avvitatrice   s.f.  macchina utensile portatile per avvitare e svitare.
avvitatura   s.f.  l'avvitare; la parte di un oggetto che si avvita.
avviticchiamento   s.m.  (lett.) l'avviticchiare, l'avviticchiarsi, l'essere avviticchiato.
avviticchiare   v. tr.  [io avvitìcchio ecc.] stringere intorno strettamente, come fanno i viticchi | avviticchiarsi v. rifl.  o intr. pron.  avvolgersi strettamente intorno; avvinghiarsi: l'edera si era avviticchiata alla colonna. 
avvivamento   s.m.  (lett.) l'avvivare, l'avvivarsi.

avvivare   v. tr.    • 1 •   (lett.) dare la vita, rendere vivo    • 2 •   (fig.) dare vigore, animare, rendere più vivo: col suo brio avvivò la festa; avvivare il fuoco, riattizzarlo | avvivarsi v. rifl.  prender vita, vigore; rianimarsi, ravvivarsi.
avvizzimento   s.m.  l'avvizzire.
avvizzire   v. intr.  [io avvizzisco, tu avvizzisci ecc. ; aus. essere] diventare vizzo, appassire (anche fig.): i fiori recisi avvizziscono; una bellezza che comincia ad avvizzire  | v. tr.  rendere vizzo, far appassire (anche fig.).
avvizzito   part. pass.  di avvizzire   agg.  vizzo, appassito, sfiorito (anche fig.): pelle, bellezza avvizzita. 
avvocata   s.f.    • 1 •   colei che protegge, intercede (detto spec. della madonna o di una santa)    • 2 •   (non com.) donna avvocato.
avvocateria   s.f.  (rar. spreg.)    • 1 •   cavillo da avvocato    • 2 •   insieme di avvocati; il mondo avvocatesco.
avvocatesco   agg.  [pl. m. -schi] da avvocato (per lo più spreg.): linguaggio, cavillo avvocatesco  § avvocatescamente avv.  in modo avvocatesco (solo spreg.).
avvocatessa   s.f.    • 1 •   (non com.) donna avvocato    • 2 •   (scherz.) la moglie dell'avvocato | donna ciarliera e intrigante.
avvocato   s.m.  [f. -a  e -essa, ma il s. m. si usa anche in riferimento a donna]    • 1 •   laureato in giurisprudenza abilitato ad assistere una parte nei giudizi civili e penali: fare l'avvocato; rivolgersi a un avvocato  | parlare come un avvocato, esprimersi in modo sciolto e convincente | saperne quanto un avvocato, (fig.) essere molto esperto di diritto, ma anche molto abile negli intrighi, negli imbrogli | avvocato delle cause perse, (scherz.) chi sostiene tesi insostenibili | avvocato del diavolo, ecclesiastico che nei processi di beatificazione e canonizzazione è deputato a sollevare ogni possibile eccezione che neghi o revochi in dubbio la perfezione della vita religiosa conseguita in terra dal servo di dio; (fig.) chi sostiene il contrario di una tesi accettata dall'opinione generale, per puro gusto di contraddizione o amore di discussione. dim. avvocatino, avvocato giovane e inesperto; avvocatuccio  accr. avvocatone  pegg. avvocaticchio  (merid.), avvocatucolo    • 2 •   (estens.) difensore, protettore: avvocato di un'opinione, di un'idea. 
avvocatore   s.m.    • 1 •   (st.) avogadore    • 2 •   (ant.) avvocato.
avvocatorio   agg.  (ant.) avvocatesco.
avvocatura   s.f.    • 1 •   la professione dell'avvocato: esercitare l'avvocatura    • 2 •   l'insieme degli avvocati che esercitano in un determinato circondario: l'avvocatura di torino  ' avvocatura dello stato, organo dello stato costituito dall'insieme degli avvocati dei quali si serve la pubblica amministrazione quando è convocata in giudizio.
avvogadore    ⇨ avogadore.
avvogliarsi   v. rifl.  [io mi avvòglio ecc.] (ant.) invogliarsi.
avvolgente   part. pres.  di avvolgere   agg.    • 1 •   che aggira: manovra avvolgente, che tende ad accerchiare il nemico    • 2 •   (fig.) che inganna; anche, affascinante § avvolgentemente avv.  (spec. negli usi fig.).
avvolgere   lett. avvolvere, v. tr.  [coniugato come volgere]    • 1 •   volgere intorno, arrotolare: avvolgere un filo    • 2 •   avviluppare, ricoprire, circondare (anche fig.): avvolgere un pacco nella carta; il mistero avvolse tutta la vicenda    • 3 •   (fig. lett.) ingannare: l'ingenua frode avvolge il credulo  (d'annunzio) | avvolgersi v. rifl.    • 1 •   girare intorno; arrotolarsi, attorcigliarsi: come sul capo al naufrago / l'onda s'avvolve e pesa  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   circondarsi, coprirsi tutto intorno, avvilupparsi: avvolgersi in un mantello. 
avvolgibile   agg.  che si può avvolgere  s.m.  tipo di serranda o persiana a stecche parallele articolate, che si alza avvolgendosi intorno a un rullo.
avvolgimento   s.m.    • 1 •   l'avvolgere, l'avvolgersi; l'essere avvolto    • 2 •   (fig.) giro di parole, intrigo    • 3 •   (mil.) manovra tendente a superare un'ala dello schieramento nemico per prenderlo alle spalle    • 4 •   parte di macchina elettrica consistente in un filo o cavo conduttore isolato avvolto su una bobina.
avvolgitore   agg.  [f. -trice] che avvolge  s.m.    • 1 •   [f. -trice] operaio elettrotecnico che avvolge il filo in bobine    • 2 •   dispositivo per avvolgere la pellicola cinematografica intorno alla bobina.
avvolgitrice   s.f.  macchina per la costruzione degli avvolgimenti delle macchine elettriche.
avvolpacchiamento   s.m.  (lett.) giro tortuoso di parole.
avvolpacchiarsi   v. rifl.  [io mi avvolpàcchio ecc.] (ant. , lett.) imbrogliarsi nel parlare; balbettare: ti sei avvolpacchiata in parole  (carducci).
avvolticchiare   v. tr  [io avvoltìcchio ecc.] (rar.) avvolgere strettamente, attorcere più volte | avvolticchiarsi v. rifl.  attorcigliarsi.
avvolto   part. pass.  di avvolgere   agg.  nei sign. del verbo.
avvoltoio   ant. avoltoio o avoltore, s.m.    • 1 •   nome com. di vari uccelli rapaci diurni, grandi e voraci, con testa piccola, collo generalmente senza piume, becco lungo e ricurvo all'estremità, unghie poco uncinate (ord.  falconiformi)    • 2 •   (fig.) persona avida e rapace, che trae profitto dalle disgrazie altrui.
avvoltolare   v. tr.  [io avvòltolo ecc.] avvolgere più volte, in fretta e senza cura | avvoltolarsi v. rifl.  rotolarsi: avvoltolarsi nel fango. 
avvolvere    ⇨ avvolgere.
axeroftolo   s.m.  nome chimico della vitamina a.
axiologia   e deriv.   ⇨ assiologia e deriv. 
axolotl   s.m. invar.  (zool.) larva di anfibio urodelo che, in certe condizioni, si riproduce senza compiere la metamorfosi.
axone    ⇨ assone.
ayatollah   s.m. invar.  capo religioso dei musulmani sciiti.
aye-aye  aye-aye s.m. invar.  proscimmia notturna del madagascar, con muso aguzzo, grandi occhi rotondi, zampe con dita lunghissime.
azalea   s.f.  pianta ornamentale sempreverde dai fiori bianchi, rossi o rosa (fam.  ericacee).
azero   agg.  dell'azerbaigian  s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'azerbaigian.
azienda   s.f.    • 1 •   complesso di beni (immobili, macchine, capitali ecc.) e forza lavoro organizzati da un soggetto imprenditore per svolgere una determinata attività con fini economici: azienda industriale, commerciale, agricola, di credito; azienda pubblica, privata; azienda familiare, quella in cui i beni e la forza lavoro sono forniti in misura preponderante dai componenti di una stessa famiglia    • 2 •   organismo pubblico dotato di autonomia economica e finanziaria, di cui lo stato o un altro ente si avvale per la gestione di servizi: azienda di stato per i servizi telefonici; azienda municipalizzata; azienda autonoma per il turismo. 
aziendale   agg.  dell'azienda, che riguarda un'azienda e i suoi dipendenti: regolamento aziendale; mensa aziendale  § aziendalmente avv.  dal punto di vista aziendale.
aziendalismo   s.m.  tendenza a dare importanza primaria o anche esclusiva agli interessi delle aziende, di un'azienda.
aziendalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   esperto di economia aziendale    • 2 •   chi ispira il proprio comportamento ad aziendalismo | anche come agg.  : atteggiamento aziendalista. 
aziendalistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'azienda, a un'azienda.
aziliano   agg.  in paletnologia, si dice di una cultura dell'età della pietra succeduta a quella maddaleniana verso l'ottavo millennio | anche come s.m. 
azima    ⇨ azzima.
azimo    ⇨ azzimo.
azimut   s.m. invar.  (astr.) angolo fra il piano verticale passante per un astro e il piano meridiano del luogo d'osservazione.
azimutale   agg.  (astr.) dell'azimut.
azionabile   agg.  che si può azionare: meccanismo azionabile elettricamente. 
azionamento   s.m.  l'azionare.
azionare   v. tr.  [io azióno ecc.] mettere in azione, far funzionare: azionare un dispositivo, un apparecchio. 
azionariato   s.m.  (fin.)    • 1 •   partecipazione nel possesso di azioni industriali | azionariato popolare, operaio, promozione della proprietà azionaria presso il pubblico dei piccoli risparmiatori, degli operai    • 2 •   l'insieme degli azionisti di una società.
azionario   agg.  (fin.) che riguarda le azioni; formato da azioni: mercato, pacchetto azionario. 
azione   s.f.    • 1 •   l'agire, l'operare: il pensiero e l'azione; libertà d'azione; uomo d'azione, attivo, risoluto; entrare in azione, passare all'azione, cominciare ad agire, a operare; verbi d'azione, (gramm.) quelli esprimenti attività (p. e. fare) | entra come componente in nomi di associazioni, movimenti, partiti: azione cattolica; partito d'azione    • 2 •   atto, gesto (considerato nel suo valore morale): commettere una cattiva azione; fare una buona azione; avere il coraggio delle proprie azioni  ' azione di grazie, (lett.) rendimento di grazie | (filos.) ogni comportamento umano in quanto volto al conseguimento di uno scopo; teoria dell'azione, parte della filosofia che si occupa del rapporto tra la volontà e il comportamento umani | azione sociale, (sociol.) quella che si attua tenendo conto delle aspettative e del comportamento altrui, oppure entro il contesto di istituzioni e norme sociali. dim. azioncella, azioncina  pegg. azionaccia    • 3 •   movimento: mettere in azione un dispositivo  ' azione!, (cine.) ordine con cui il regista comanda l'inizio della ripresa di una scena    • 4 •   attitudine a produrre un effetto; l'effetto stesso prodotto: l'azione dell'aria sui metalli; un tranquillante ad azione immediata    • 5 •   in un'opera drammatica, narrativa o poetica, l'insieme delle vicende: l'azione si svolge in un salotto borghese  ' (estens.) il ritmo incalzante delle vicende stesse: un romanzo ricco d'azione; film d'azione    • 6 •   (mil.) scontro, combattimento; manovra tattica: un'azione partigiana; iniziare un'azione di ripiegamento    • 7 •   (sport) manovra di gioco, spec. negli sport di squadra: azione di attacco, di difesa    • 8 •   (dir.) attività volta a ottenere una pronuncia giudiziale; causa, processo: intentare un'azione civile, penale    • 9 •   (fin.) titolo di credito che rappresenta una quota del capitale nominale di una società: azione ordinaria, privilegiata; società per azioni. 
azionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi possiede azioni di una società commerciale | azionista di riferimento, chi detiene la maggioranza relativa delle azioni di una società ed è pertanto colui che ne imposta le strategie operative    • 2 •   membro del partito d'azione, che fu in vita dal 1942 al 1947.
azo   agg.  (chim.) azoico: gruppo azo. 
azo-  azo- primo elemento di parole della terminologia chimica che indica la presenza del gruppo azoico (azocomposto).
azocomposto   s.m.  (chim.) denominazione comune a una classe di composti organici contenenti il gruppo azoico; sono usati nella fabbricazione di coloranti.
azoico   (1) agg.  [pl. m. -ci] si dice della più antica era geologica (detta oggi precambriano), in cui non compaiono forme di vita.
azoico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un gruppo costituito da due atomi di azoto collegati tra loro da un doppio legame, presente in molti coloranti, detto anche gruppo azo; composto azoico, azocomposto.
azolla   s.f.  pianta acquatica priva di fiori, con piccole foglie verdi o rosseggianti (fam.  marsiliacee).
azonio   s.m.  (chim.) composto che contiene il radicale azo- o gruppo azoico, unito con un atomo di alogeno e un radicale idrocarburico.
azoospermia   s.f.  (biol.) mancanza di spermatozoi nel liquido seminale.
azotare   v. tr.  [io azòto, tu azòti ecc.] (agr.) riferito a terreno, concimarlo con fertilizzanti azotati.
azotato   agg.  contenente azoto.
azotatura   s.f.  (agr.) concimazione del terreno per mezzo di fertilizzanti azotati.
azotemia   s.f.  (med.) tasso dell'azoto ureico nel sangue.
azoto   s.m.  elemento chimico di simbolo n; gas incoloro, inodoro, è il costituente principale dell'atmosfera ed entra nella composizione dei tessuti animali e vegetali.
azoturia   s.f.  (med.) percentuale di sostanze azotate contenute nelle urine emesse nelle 24 ore.
azoturo   s.m.  (chim.) composto ottenuto per combinazione dell'azoto con un metallo.
azteco   diffuso ma errato atzeco, agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -chi] appartenente a un'antica popolazione amerindia che era stanziata nell'attuale messico  s.m.  lingua azteca.
azulejo   s.m. invar.  piastrella di ceramica smaltata, per lo più di colore azzurro, usata in spagna e portogallo per pavimentazioni e rivestimenti di pareti.
azulene   s.m.  (chim.) idrocarburo liquido, azzurro, presente in molti oli essenziali e usato per cosmetici.
azza   s.f.  antica arma costituita da un manico di legno e da una parte metallica a forma di accetta, con testa foggiata a martello.
azzannare   ant. assannare, v. tr.    • 1 •   afferrare con le zanne: azzannare la preda    • 2 •   (fig.) criticare ferocemente | azzannarsi v. rifl.    • 1 •   mordersi, addentarsi    • 2 •   (fig.) scontrarsi violentemente; criticarsi spietatamente.
azzannata   s.f.  colpo, morso dato con le zanne.
azzannatura   s.f.  l'effetto, il segno di un'azzannata.
azzardare   v. tr.    • 1 •   mettere a rischio, avventurare: azzardare le proprie sostanze  ' (assol.) rischiare, esporsi a rischi: non azzardate troppo!    • 2 •   (estens.) trovare il coraggio per fare o dire qualcosa: azzardare un tentativo di ribellione; formulare con esitazione, con incertezza: azzardare un'ipotesi, una domanda  | azzardarsi v. rifl.  avventurarsi, arrischiarsi, osare: non azzardarti a insistere. 
azzardato   part. pass.  di azzardare   agg.  avventato; imprudente, temerario: giudizio, tentativo azzardato  § azzardatamente avv. 
azzardo   s.m.    • 1 •   avventura pericolosa; rischio: quell'impresa è un azzardo; esporsi, mettersi all'azzardo  ' giochi d'azzardo, quelli a fine di lucro in cui il risultato dipende dal caso (p. e.  i dadi, la roulette, il baccarà ecc.)    • 2 •   (ant.) caso, sorte.
azzardoso   agg.  che si espone facilmente al rischio; che comporta azzardo, rischio: tentativo azzardoso  § azzardosamente avv.  (non com.).
-azzare  -azzare suffisso alterativo di verbi, che conferisce al significato di base un valore attenuativo, peggiorativo o frequentativo (scopiazzare, sbevazzare).
azzaruolo    ⇨ lazzeruolo.
azzeccagarbugli   s.m.  avvocato da strapazzo e disonesto; per estens., persona intrigante.
azzeccare   v. tr.  [io azzécco, tu azzécchi ecc.]    • 1 •   colpire nel segno: azzeccare il bersaglio    • 2 •   assestare, affibbiare: azzeccare un calcio a qualcuno    • 3 •   (fig.) cogliere nel giusto, indovinare: una mossa, una risposta azzeccata; azzeccare il momento favorevole  | non azzeccarne una, non azzeccarci mai, (fam.) non riuscire a combinare mai nulla di buono.
azzeccato   part. pass.  di azzeccare   agg.  ben scelto, ben riuscito, indovinato.
azzeramento   s.m.  l'azzerare, l'essere azzerato.
azzerare   v. tr.  [io azzèro ecc.]    • 1 •   ridurre a zero una grandezza variabile; portare a zero l'indice della scala graduata di uno strumento: azzerare il contachilometri    • 2 •   (estens.) annullare: azzerare un debito    • 3 •   riportare alla situazione di partenza.
azzeruolo    ⇨ lazzeruolo.
azzima   o azima, s.f.  pane azzimo.
azzimare   v. tr.  [io à zz imo ecc.] abbellire, abbigliare con molta ricercatezza | azzimarsi v. rifl.  abbigliarsi ricercatamente, agghindarsi (spesso iron.).
azzimato   part. pass.  di azzimare   agg.  vestito con grande ricercatezza: un giovanotto tutto azzimato  § azzimatamente avv. 
azzimo   azimo, agg.  si dice del pane non lievitato, usato dagli ebrei durante la pasqua e dai cristiani di rito latino nella celebrazione della messa.
azzittare   v. tr.  e intr.  azzittire.
azzittire   v. tr.  [io azzittisco, tu azzittisci ecc.] far tacere, ingiungere il silenzio: lo azzittì con uno sguardo  | v. intr.  [aus. essere], azzittirsi v. rifl.  smettere di parlare: tutto d'un tratto, azzittì  (o si azzittì).
-azzo  -azzo suffisso tratto dal lat. -ace°us; forma sostantivi che hanno per lo più valore spregiativo (amorazzo, codazzo).
azzonamento   s.m.  suddivisione in zone, spec. per fini urbanistici, amministrativi o burocratici.
azzoppamento   s.m.  l'azzoppare, l'azzopparsi, l'essere azzoppato.
azzoppare   v. tr.  [io azzòppo ecc] rendere zoppo: la caduta ha azzoppato il cavallo  | v. intr.  [aus. essere], azzopparsi v. rifl.  divenire zoppo: azzopparsi scivolando. 
azzoppimento   s.m.  (non com.) azzoppamento.
azzoppire   v. tr.  e intr.  [io azzoppisco, tu azzoppisci ecc. ; aus. dell'intr. essere], azzoppirsi v. rifl.  lo stesso, ma meno com., che azzoppare, azzopparsi. 
azzuffamento   s.m.  (non com.) l'azzuffare, l'azzuffarsi.
azzuffare   v. tr.  (non com.) far venire a zuffa; aizzare, eccitare | azzuffarsi v. rifl.  venire alle mani, accapigliarsi: i bambini si azzuffano per un nonnulla. 
azzurrabile   agg.  e s.m.  e f.  nel gergo sportivo, si dice di atleta che ha la probabilità di far parte della squadra nazionale italiana, la cui maglia è di colore azzurro.
azzurraggio   s.m.  (chim.) operazione con cui si cerca di dare a sostanze giallicce (p. e.  lo zucchero) un colore perfettamente bianco, aggiungendo a esse una sostanza di colore azzurro.
azzurramento   s.m.  (fis.) procedimento di metallizzazione applicato alle lenti di sistemi ottici al fine di eliminare le riflessioni parassite della luce; così detto perché conferisce alle lenti sfumature azzurrine.
azzurrare   v. tr.  colorare, tingere d'azzurro | azzurrarsi v. rifl.  colorarsi d'azzurro.
azzurrato   part. pass.  di azzurrare   agg.  colorato d'azzurro | lenti azzurrate, con sfumature azzurrine prodotte dal trattamento di metallizzazione che elimina le riflessioni parassite della luce.
azzurreggiare   v. intr.  [io a zzurréggio ecc.; aus. avere] (lett.) avere o assumere colore azzurro o tendente all'azzurro.
azzurrigno   agg.  (non com.) di colore azzurro non deciso, tendente al grigio: fumo azzurrigno. 
azzurrino   agg.  di colore azzurro piuttosto chiaro: cielo azzurrino. 
azzurrità   s.f.  (lett.) l'essere azzurro | (lett.) distesa di azzurro: immense azzurrità adriatiche  (d'annunzio).
azzurrite   s.f.  (min.) minerale di colore azzurro violaceo, costituito da carbonato basico di rame.
azzurro   agg.    • 1 •   che ha il colore del cielo sereno (intermedio tra il celeste e il turchino): occhi azzurri  | arma azzurra, denominazione tradizionale dell'aeronautica militare | principe azzurro, il principe che nelle fiabe sposa la fanciulla povera ma bella; (scherz) lo sposo ideale | pesce azzurro, denominazione di varie specie di pesci caratterizzati dalla colorazione azzurra (acciughe, sardine, sgombri ecc)    • 2 •   (sport) si dice di atleta scelto a rappresentare l'italia in una competizione sportiva internazionale (dal colore della maglia della squadra nazionale): i calciatori azzurri  s. m.    • 1 •   colore azzurro: l'azzurro del cielo    • 2 •   composto chimico di colore azzurro; sostanza che colora in azzurro: azzurro di cobalto, di berlino    • 3 •   [f. -a] (sport) atleta della nazionale azzurra    • 4 •   [f. -a] nell'uso giornalistico, esponente del partito politico forza italia.
azzurrognolo   agg.  di colore azzurro spento o sbiadito.
b   s.f.  o m. invar.  seconda lettera dell'alfabeto, il cui nome è bi  (antiq. be); in italiano rappresenta la consonante occlusiva bilabiale sonora | b come bologna, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. b, sigla automobilistica del belgio) e abbreviazioni (p. e. b. , per nomi propri di persona come benedetto, beatrice; b. , per beato o beata: la b. lodovica albertoni) | (mus.) nel medioevo e ancora oggi nei paesi anglosassoni, indica il si  | b, (fis.) simbolo del bar | b, (fis.) simbolo di bel | b, (chim.) simbolo del boro | usato come  agg. ord.  equivale a 'secondo': serie, turno, sezione b. 
ba   ba'  ⇨ bah.
baba   s.f.  (region.) vecchia.
babà   s.m.  dolce di pasta soffice e lievitata, intrisa di uno sciroppo al rum.
babau   s.m. invar.  mostro immaginario che si nomina ai bambini per impaurirli | (scherz.) persona che incute paura.
babbagigi   s.m.  pianta largamente coltivata per i tuberi, grossi come olive, che trovano impiego nella preparazione di bibite (fam.  ciperacee).
babbaleo   agg.  e s.m.  [f. -a] (region.) babbeo.
babbeo   agg.  e s.m.  [f. -a] sciocco, sempliciotto, tonto.
babbione   agg.  e s.m.  [f. -a] (tosc.) babbeo.
babbo   s.m.  (fam.) padre (in toscana, umbria e sardegna è la forma prevalentemente usata come vocativo rispetto a papà  delle altre regioni) | babbo natale, personaggio immaginario che, nella credenza dei bambini, porta doni la notte di natale. dim. babbino, babbuccio. 
babboriveggoli   o babboriveggioli, solo nella loc. avv. tosc. a babboriveggoli, alla morte | andare a babboriveggoli, morire.
babbuasso   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) sciocco, babbeo.
babbuccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   calzatura turca e di altri popoli orientali, di pelle o di stoffa, col calcagno piuttosto alto e la punta rialzata    • 2 •   (estens.) pianella, pantofola.
babbuino   antiq. babuino, s.m.    • 1 •   scimmia africana addomesticabile, con muso canino, pelame verdognolo, coda lunga, occhi cerchiati di chiaro (ord.  primati)    • 2 •   (fig.) persona sciocca, ridicola.
babele   s.f.  luogo di grande confusione; per estens., confusione, disordine, incrociarsi confuso di parole incomprensibili.
babelico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.)    • 1 •   di babele: idioma babelico; torre babelica    • 2 •   (fig.) caotico: un disfatto prisma / babelico di forme e di colori  (montale) § babelicamente avv. 
babilonese   agg.  di babilonia: civiltà, arte, letteratura babilonese   s.m.    • 1 •   [anche f.] abitante di babilonia    • 2 •   la lingua dei babilonesi.
babilonia   s.f.  lo stesso che babele. 
babilonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di babilonia, babilonese    • 2 •   (fig. lett.) fastoso e corrotto.
babirussa   s.m. invar.  mammifero dell'isola di celebes, simile al cinghiale; nel maschio i canini superiori s'incurvano a semicerchio verso l'alto (ord.  artiodattili).
babismo   s.m.  movimento religioso sorto in persia nell'ambito dell'islamismo sciita e fondato sull'annuncio di una nuova legge profetica.
babordo   s.m.  il fianco sinistro della nave dando le spalle alla poppa.
babuino    ⇨ babbuino.
babuvismo   s.m.  la dottrina del rivoluzionario francese f. -n. babeuf (1760-1797), che propugnò una forma di comunismo egualitario.
baby   s.m.  e f. invar.  bambino, bambina | (fam.) ragazzo, ragazza  agg. invar.  del bambino, infantile: moda baby. 
baby-doll  baby-doll s.m. invar.  indumento femminile da notte composto da camiciola corta e mutandine.
baby-pensionato  baby-pensionato s.m.  [f. -a] nell'uso giornalistico, lavoratore che, profittando di una legislazione favorevole, va in pensione quando è ancora giovane.
baby-sitter  baby-sitter loc. sost. f.  e m. invar.  persona che, dietro compenso, si prende cura dei bambini durante l'assenza dei genitori.
baby-sitting  baby-sitting s.m. invar.  l'attività, il servizio di baby-sitter.
bacalare    ⇨ baccalare.
bacamento   s.m.  (non com.) il bacare, il bacarsi, l'essere bacato.
bacare   v. tr.  [io baco, tu bachi ecc.] (non com.) guastare, rovinare fisicamente o moralmente: bacare la mente, l'anima  | v. intr.  [aus. essere], bacarsi v. rifl.  guastarsi per opera di bachi.
bacarozzo    ⇨ bacherozzo.
bacato   (1) part. pass.  di bacare   agg.    • 1 •   che ha il baco, guastato dai bachi: frutto bacato    • 2 •   (fig.) guasto, corrotto: una persona bacata. 
bacato   (2) s.m.  (tosc.)    • 1 •   il prodotto dei bachi da seta    • 2 •   l'allevamento dei bachi da seta.
bacatura   s.f.  il bacare, il bacarsi o l'essere bacato.
bacca   s.f.    • 1 •   (bot.) frutto tondeggiante e polposo, con endocarpo non legnoso contenente numerosi semi (p. e.  pomodoro, peperone, uva, mirtillo) | nell'uso com., nome di piccoli frutti tondeggianti di vari alberi e arbusti, quali il ginepro e l'alloro    • 2 •   (ant.) gemma, perla; per estens., ciascuno dei grani di una collana.
baccagliare   v. intr.  [io baccàglio ecc. ; aus. avere] (region.) parlare, litigare ad alta voce; gridare.
baccalà   s.m.    • 1 •   merluzzo essiccato e conservato sotto sale: baccalà in umido    • 2 •   (fig.) persona molto magra, asciutta | persona stupida, maldestra: far la figura del baccalà, passare per sciocco.
baccalare   o baccalaro o bacalare, s.m.  (ant.)    • 1 •   baccelliere    • 2 •   (iron.) persona d'aspetto autorevole; sapientone: andreuccio... vide uno il quale... mostrava di dover essere un gran bacalare, con una barba nera e folta al volto  (boccaccio. dec.  ii, 5).
baccalaureato   s.m.    • 1 •   in gran bretagna, negli stati uniti e, per alcune facoltà, in germania, titolo accademico inferiore a quello di dottore; in francia, titolo di licenza media superiore    • 2 •   [f. -a] chi ha conseguito tale titolo    • 3 •   (ant.) baccellierato.
baccanale   s.m.    • 1 •   [pl. -li  e -lia] in roma antica, rito orgiastico in onore del dio bacco    • 2 •   (estens.) gozzoviglia, orgia    • 3 •   (mus.) brano ispirato alle antiche feste bacchiche (secc. xvii-xix).
baccano   s.m.  strepito assordante fatto da più persone che parlano a voce alta; chiasso, fracasso: un baccano indiavolato. 
baccante   s.f.    • 1 •   nell'antichità greco-romana, donna iniziata al culto di dioniso (a roma, bacco) che celebrava riti orgiastici in onore del dio    • 2 •   (estens.) donna in preda a una sensualità sfrenata.
baccarà  1 baccarà 1;s.m.  gioco d'azzardo fatto con le carte tra un certo numero di giocatori e il banco | baccarà all'italiana, macao.
baccarà  2 baccarà 2;s.m.  forma italianizzata del fr. baccarat. 
baccarat   s.m. invar.  cristallo finissimo fabbricato a baccarat, cittadina della francia nord-orientale.
baccellato   agg.  che è decorato con elementi a forma di baccelli: una modanatura baccellata. 
baccellatura   s.f.  (arch.) decorazione di sarcofagi, capitelli, modanature ecc., frequente nell'arte classica e rinascimentale, costituita da serie di baccelletti.
baccelletto   s.m.  (arch.) elemento decorativo a forma di piccolo baccello stilizzato in rilievo.
baccellierato   s.m.  (lett.) grado di baccelliere.
baccelliere   s.m.    • 1 •   nell'ordinamento cavalleresco medievale, giovane gentiluomo aspirante cavaliere    • 2 •   nel medioevo, studente che aveva conseguito il primo grado accademico, inferiore a quello di dottore    • 3 •   (fig. lett.) saccentone.
baccellino   agg.  (bot.) che produce baccelli: piante baccelline. 
baccello   s.m.    • 1 •   frutto delle leguminose, allungato, a due valve contenenti più semi (p. e.  piselli, fagioli) | (tosc.) il frutto fresco della fava    • 2 •   (fig. tosc.) semplicione, buono a nulla    • 3 •   (arch.) baccelletto.
baccellone   s.m.  [f. -a] (tosc.) semplicione, sciocco, buono a nulla.
baccelloneria   s.f.  (tosc.) azione o detto da baccellone; sciocchezza.
baccheggiare   v. intr.  [io bacchéggio ecc. ; aus. avere] (lett. non com.) tripudiare come le baccanti; per estens., abbandonarsi sfrenatamente agli istinti.
baccheo   o bacchio [bac-chì-o], s.m.  nella metrica greca e latina, piede costituito da una breve e due lunghe; anche, il verso formato da piedi bacchei.
bacchetta   s.f.  bastoncino diritto di legno o di altro materiale: la bacchetta del direttore d'orchestra; bacchetta magica, quella dei prestigiatori e dei maghi | bacchette del tamburo, mazzette terminanti con una pallina, usate per suonare tale strumento | bacchetta divinatoria  o rabdomantica, quella biforcuta che i rabdomanti usano per scoprire falde d'acqua | bacchetta del fucile, quella, spesso metallica, usata per caricare i vecchi fucili ad avancarica | comandare a bacchetta, (fig.) con autorità, in modo dispotico. dim. bacchettina  accr. bacchettona. 
bacchettare   v. tr.  [io bacchétto ecc.]    • 1 •   battere con una bacchetta indumenti, tappeti ecc., per scuoterne via la polvere    • 2 •   (fig. tosc.) vendere a poco prezzo.
bacchettata   s.f.  colpo di bacchetta.
bacchetto   s.m.  bastoncino; bacchetta: bacchetto della frusta, il manico. dim. bacchettino. 
bacchettonaggine   s.f.  bacchettoneria.
bacchettone   s.m.  [f. -a] (spreg.) chi si dedica a pratiche religiose con zelo esagerato e superstizioso.
bacchettoneria   s.f.  comportamento, atto da bacchettone.
bacchiare   v. tr.  [io bàcchio ecc.]    • 1 •   percuotere con il bacchio i rami di un albero (il noce, l'ulivo) per farne cadere i frutti maturi    • 2 •   (fig. non com.) abbattere, mandare in rovina | bacchiare un terreno, un palazzo, (fam. tosc.) svenderlo.
bacchiata   s.f.  il bacchiare | colpo dato col bacchio; bastonata.
bacchiatura   s.f.  l'operazione, il lavoro del bacchiare.
bacchico   agg.  [pl. m. -ci] di bacco, in onore di bacco: furore bacchico; riti bacchici. 
bacchio   (1) s.m.  lunga pertica usata per bacchiare.
bacchio   (2)  ⇨ baccheo.
baccifero   agg.  (bot.) che porta bacche.
bacciforme   agg.  che ha forma di bacca.
bacco   s.m.    • 1 •   nel mondo romano, il dio della vite, del vino, dell'ebrezza, corrispondente al greco dioniso | (lett.) il vino stesso    • 2 •   (estens.) il bere, il vizio di bere: essere dedito a bacco; gli effetti di bacco  | prov.  : bacco, tabacco e venere riducon l'uomo in cenere    • 3 •   in locuzioni dell'uso familiare di origine eufem.: per bacco!  (o perbacco), corpo di bacco!, per esprimere meraviglia, stupore, stizza e sim.
bacheca   s.f.    • 1 •   contenitore con anta di vetro nel quale sono esposti oggetti preziosi, libri rari e sim.: le bacheche di un museo    • 2 •   albo, vetrinetta che si appende al muro per esporre al pubblico avvisi, giornali e sim.    • 3 •   bacheca elettronica, (inform.) banca dati a cui si possono collegare molti utenti e che consente loro di scrivere e leggere su una lista di messaggi aggiornabile di continuo.
bachelite   meno corretto bakelite, s.f.  nome commerciale di un gruppo di resine sintetiche, usate spec. per la fabbricazione di interruttori, spine, isolatori ecc.
bacheria   s.f.  bigattiera.
bacherozzo   meno com. bacherozzolo [ba-che-ròz-zo-lo], region. bacarozzo, bagherozzo, bagarozzo, s.m.    • 1 •   nome pop. della larva della mosca carnaria, usata come esca per i pesci o come cibo per gli uccelli | nome pop. della crisalide del bombice del gelso, usata come cibo per i pesci    • 2 •   (roman.) scarafaggio | (scherz.) prete (per il colore della veste).
bachicoltore   o bachicultore, s.m.  [f. -trice] chi alleva bachi da seta.
bachicoltura   o bachicultura, s.f.  allevamento del baco da seta.
baciabasso   s.m.  (ant.) profonda riverenza con bacio della mano.
baciamano   s.m.  [pl. -ni, rar. -no] atto del baciare la mano a qualcuno in segno di rispetto o per galanteria.
baciamento   s.m.  (non com.) il baciare ripetutamente.
baciapile   s.m.  e f. invar.  persona bigotta e ipocrita.
baciare   (1) ant. basciare, v. tr.  [io bàcio ecc.]    • 1 •   dare un bacio, dei baci: baciare sulle guance, sulla bocca, in fronte; baciare la mano, un'immagine, una reliquia  | baciare la polvere, (fig. lett.) cadere, spec. di nemico vinto | essere baciato dalla fortuna, essere molto fortunato    • 2 •   (fig. lett.) toccare appena, sfiorare, lambire, detto spec. di acqua o di luce: la luna bacia il cipressetto fosco  (pascoli) | baciarsi v. rifl.    • 1 •   darsi un bacio, dei baci    • 2 •   (tecn.) combaciare.
baciare   (2) o basciare, s.m.  (ant.) il baciare e il bacio stesso (spesso usato al pl.): gli amorosi baciari  (boccaccio dec.  iv, introduzione).
baciasanti   s.m.  e f. invar.  baciapile.
baciatico   s.m.  [pl. -ci] istituto medievale di origine romana per cui il futuro marito assegnava alla futura sposa una donazione nuziale; la donazione stessa.
baciato   part. pass.  di baciare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   rima baciata, (metr.) rima tra due versi consecutivi.
bacicci   s.m.  nome di varie piante erbacee (p. e.  il finocchio marino).
baciccia   s.m.    • 1 •   (scherz.) soprannome tradizionale dei genovesi    • 2 •   uomo grasso, ciccione.
bacile   s.m.    • 1 •   largo recipiente di forma circolare destinato a contenere acqua o altri liquidi, per usi domestici o liturgici; catino    • 2 •   (arch.) echino del capitello di ordine dorico.
bacillare   agg.  (med. , biol.) relativo a bacilli; causato da bacilli: propagazione bacillare. 
bacillariofite   s.f. pl.  (bot.) altro nome delle diatomee. 
bacillifero   agg.  (med. , biol.) che porta bacilli.
bacilliforme   agg.  (biol.) che ha forma di bacillo.
bacillo   s.m.    • 1 •   (biol.) genere di batteri a forma di bastoncino, diritto o ricurvo; alcune specie sono patogene per l'uomo, altre sono utilizzate nell'industria farmaceutica per la produzione di antibiotici    • 2 •   bacillo del rossi, (zool.) insetto dal corpo sottile e cilindrico, privo di ali e con lunghe gambe, che si mimetizza coi ramoscelli secchi; stecco (ord.  fasmidi).
bacillosi   s.f.  (med.) qualsiasi malattia provocata da bacilli.
bacinella   s.f.  recipiente di piccole dimensioni, largo e basso, per uso domestico o di laboratorio; catinella.
bacinetto   s.m.    • 1 •   (anat.) pelvi renale    • 2 •   (ant.) leggero casco di ferro a forma di piccolo bacino    • 3 •   (ant.) parte concava dello scodellino delle armi da fuoco, dove si poneva la polvere da innesco.
bacino   s.m.    • 1 •   recipiente di forma rotonda, largo e basso, usato per contenere acqua o altri liquidi    • 2 •   (estens.) depressione naturale o artificiale del terreno che ha una funzione di raccolta: bacino lacustre, glaciale; bacino idroelettrico, quello che viene a formarsi con la costruzione di una diga, e serve a produrre energia elettrica | grande avvallamento della crosta terrestre invaso dalle acque marine: il bacino del mediterraneo  | bacino carsico, conca scavata dalle acque in zona calcarea    • 3 •   (geog.) zona più o meno limitata della superficie terrestre che presenta caratteristiche uniformi o risponde a funzioni ben determinate: bacino idrografico  o imbrifero  o di raccolta, regione le cui acque confluiscono nello stesso fiume; bacino orografico, regione pianeggiante compresa tra zone più elevate | bacino carbonifero, aurifero, petrolifero, regione nel cui sottosuolo si trovano carbone, oro, petrolio | bacino d'utenza, (burocr.) area da cui provengono abitualmente gli utenti di un determinato servizio pubblico (p. e.  scuola, ospedale)    • 4 •   (mar.) specchio d'acqua di mare ristretto e riparato con moli o altre opere | bacino di carenaggio, grande vasca in muratura che accoglie navi da riparare | bacino galleggiante, natante costituito di grossi cassoni parzialmente affondabili che ha la stessa funzione del bacino di carenaggio    • 5 •   (anat.) la parte inferiore del tronco umano, costituita da un'ampia cavità formata dalle due ossa iliache, dal sacro e dal coccige.
bacio   (1) ant. bascio, s.m.  atto di amore, di affetto, di devozione o di deferenza che si compie accostando le labbra a qualcuno o a qualcosa, talvolta facendole schioccare: dare un bacio; un bacio appassionato, affettuoso, fraterno; il bacio della buonanotte; coprire, mangiare di baci, baciare ripetutamente, con trasporto | in formule di saluto, spec. nella corrispondenza: baci e abbracci  | bacio di pace, scambiato come segno di riconciliazione e di carità cristiana | bacio di giuda, (fig.) lusinga che nasconde il tradimento | al bacio, (fig. fam.) si dice di cosa riuscita alla perfezione. dim. bacino, bacetto  accr. bacione. 
bacio   (2) agg.  (rar.) rivolto a tramontana, dove non batte il sole  s.m.  solo nella loc. a bacio, a tramontana.
baciucchiamento   s.m.  (non com.) sbaciucchiamento.
baciucchiare   v. tr.  [io baciùcchio ecc.] (non com.) sbaciucchiare.
backgammon   s.m. invar.  gioco analogo al tric trac e alla tavola reale.
background   s.m. invar.    • 1 •   il retroterra, lo sfondo da cui trae origine un fenomeno di ordine culturale; anche, l'insieme delle esperienze, delle conoscenze che configurano la personalità culturale di un individuo: il background popolare del blues; c'è anche flaubert nel background di hemingway    • 2 •   (inform.) modalità di esecuzione di un programma quando lavora senza essere presente nella finestra attiva.
backslash   s.m.  (inform.) tasto della tastiera e carattere corrispondente alla barretta che scende da sinistra verso destra.
backspace   s.m.  (inform.) tasto contrassegnato da una freccia verso sinistra, che cancella il carattere alla sinistra del cursore.
backup   s.m. invar.  (inform.) procedura per la duplicazione dei dati su un supporto esterno al calcolatore, in modo da garantire una loro copia di riserva.
baco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   stadio larvale degli insetti lepidotteri, caratterizzati da metamorfosi; bruco | baco da seta, larva del bombice del gelso, che tesse il bozzolo da cui si ricava la seta; filugello    • 2 •   nome generico dato a ogni tipo di bruco parassita della frutta e ai vermi parassiti intestinali    • 3 •   (fig.) difetto nascosto, magagna    • 4 •   (fig.) tarlo, rodimento interiore: il baco della gelosia    • 5 •   (inform.) lo stesso che bug. 
baco   (2) s.m.  solo nella loc. scherz. far baco baco, spaventare qualcuno apparendogli d'improvviso, oppure nascondersi e poi far capolino.
bacolo   o baculo, s.m.    • 1 •   (non com.) bastone    • 2 •   nell'antichità classica, simbolo di comando o di dignità sacerdotale.
bacologia   s.f.  scienza che si occupa dell'allevamento dei bachi da seta.
bacologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la bacologia.
bacologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di bacologia.
bacon   s.m. invar.  pancetta di maiale affumicata: uova al bacon. 
baconiano   agg.  che si riferisce al filosofo inglese f. bacon (1561-1626).
bacterio    ⇨ batterio.
bacucco   (1) agg.  [pl. m. -chi] solo nella loc. vecchio bacucco, persona decrepita, rimbambita per l'età.
bacucco   (2) s.m.  [pl. -chi] (ant.) sorta di cappuccio che celava anche parte del volto.
baculo    ⇨ bacolo.
bada   s.f.  (ant.) attesa | oggi solo nella loc. tenere a bada, riferita a persona, tenerla in attesa; anche, controllarla, sorvegliarne le mosse.
badalone   (1) s.m.  il grande leggio che sta al centro del coro nelle chiese.
badalone   (2) s.m.  [f. -a] (ant.) persona torpida, inetta; perditempo | uomo grande e grosso; semplicione.
badaluccare   v. intr.  [io badalucco, tu badalucchi ecc. ; aus. avere] (ant.)    • 1 •   tenere a bada il nemico con scaramucce    • 2 •   gingillarsi, baloccarsi.
badalucco   s.m.  [pl. -chi] (ant.)    • 1 •   piccolo scontro, breve assalto; scaramuccia    • 2 •   trastullo, passatempo.
badare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   stare attento, aver cura, occuparsi: badare ai bambini, alla casa, al lavoro  | interessarsi: badare ai fatti propri    • 2 •   fare attenzione: bada di non scivolare!; bada a quel che fai; bada!, badate!, con valore esortativo o di richiamo    • 3 •   dar peso, importanza: badare al sodo; non badare a spese; non badarci!    • 4 •   (ant.) perdere tempo, indugiare, stare in attesa | v. tr.  guardare, considerare con attenzione; sorvegliare: badare il gregge  | badarsi v. rifl.  (non com.) guardarsi, tenersi lontano da.
baderna   s.f.    • 1 •   (mar.) grossa treccia di canapa con la quale, sulle navi, si proteggono i cavi e gli ormeggi dallo sfregamento    • 2 •   (tecn.) guarnizione di stoppa tra due recipienti collegati a tenuta.
badessa   antiq. abbadessa [ab-ba-dés-sa] o abadessa, s.f.    • 1 •   superiora in un monastero femminile: madre badessa  | (iron.) donna autoritaria, che si dà arie di superiorità    • 2 •   (fig.) donna di grossa corporatura.
badge   s.m. invar.    • 1 •   targhetta di riconoscimento applicabile all'abito con una spilla, con il nome, la qualifica e talora la fotografia di chi la porta; anche, distintivo con il ritratto di un personaggio politico o del mondo dello spettacolo, oppure con simboli, slogan ecc.    • 2 •   tesserino magnetico che consente l'accesso in luoghi soggetti a sorveglianza elettronica.
badia   ant. abbadia [ab-ba-dì-a] o abadia, s.f.  abbazia | prov.  : casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia. 
badiale   agg.  (lett.)    • 1 •   di badia, degno di una badia    • 2 •   (fig.) spazioso, grande, grosso: un uomo di sessant'anni con una pancia badiale  (goldoni) § badialmente avv.  spropositatamente, esageratamente.
badiana   s.f.  piccolo albero della cina i cui frutti, disposti a stella, contengono essenze usate in farmacia e liquoreria (fam.  magnoliacee).
badilante   s.m.  manovale addetto a lavori di sterro e sim. col badile; spalatore, sterratore.
badilata   s.f.  colpo dato con un badile; quantità di materiale che si raccoglie in una sola volta col badile.
badile   s.m.  pala da sterratore, spec. quella a punta pronunciata e a lati rialzati, con manico corto e impugnatura trasversale all'estremità.
badinage   s.m.  composizione musicale di carattere brillante e scherzoso (sec. xviii).
badiotto   o badioto, agg.  della val badia, in alto adige  s.m.  [f. -a]    • 1 •   originario, abitante della val badia    • 2 •   il ladino dolomitico che si parla in val badia.
badminton   s.m. invar.  gioco simile al tennis che si gioca lanciandosi il volano senza mai fargli toccare terra.
badogliano   agg.  (st.) relativo a pietro badoglio, generale italiano che fu capo del governo dopo il colpo di stato del 25 luglio 1943  s.m.  [f. -a] seguace di badoglio.
baedeker   s.m. invar.  volumetto di itinerari e informazioni turistiche; guida.
baffo   s.m.    • 1 •   spec. pl.  l'insieme dei peli che crescono sopra ciascun lato del labbro superiore dell'uomo e di taluni animali: baffo destro, sinistro; baffi folti, radi; radersi i baffi; i baffi dei gatti, dei topi  | cosa da leccarsi i baffi, (fig.) squisita, eccellente | ridere sotto i baffi, (fig.) ridere di nascosto, sogghignare | mi fa un baffo, (fig. fam.) non me ne importa niente, non mi turba affatto | coi baffi, (fig. fam.) detto di cosa, eccellente, ottimamente riuscita; di persona, autorevole, energico. dim. baffetto, baffettino  accr. baffone    • 2 •   (fig.) macchia allungata e sfumata; frego a forma di baffo: baffo di inchiostro, di rossetto. 
baffone   s.m.    • 1 •   accr.  di baffo    • 2 •   (scherz.) uomo con baffi lunghi e folti (spec. come soprannome).
baffuto   agg.  provvisto di baffi.
baga   s.f.  (ant.) sacco di pelle.
bagagliaio   s.m.    • 1 •   in ferrovia, vagone o scomparto adibito al trasporto dei bagagli; nelle automobili, il vano predisposto per il bagaglio    • 2 •   nelle stazioni ferroviarie, il deposito dei bagagli.
bagaglio   s.m.    • 1 •   l'insieme degli oggetti che un viaggiatore reca con sé: preparare i bagagli; bagaglio a mano, quello poco ingombrante che si può tenere presso di sé in aereo o in pullman ecc.; bagaglio a presso  (o anche appresso), quello che il viaggiatore può portare con sé in treno gratuitamente    • 2 •   (fig.) l'insieme di tutte le cose che uno sa: un bagaglio di nozioni; bagaglio culturale    • 3 •   (mil.) tutto ciò che viene trasportato al seguito di un esercito, oltre la dotazione personale dei singoli soldati | partire, andarsene (con) armi e bagagli, (fig.) portando via tutte le proprie cose.
bagaglione   s.m.  negli eserciti antichi, soldato o servo addetto ai bagagli.
bagarinaggio   s.m.  incetta di un prodotto (e spec. di biglietti d'ingresso a pubblici spettacoli e manifestazioni sportive) allo scopo di rivenderlo a prezzo maggiorato.
bagarino   s.m.  chi esercita il bagarinaggio.
bagarozzo    ⇨ bacherozzo.
bagarre   s.f. invar.    • 1 •   disputa accesa, controversia | tumulto, trambusto: alla fine si scatenò una bagarre    • 2 •   (sport) fase concitata di una gara, in cui l'agonismo si fa esasperato.
bagascia   s.f.  [pl. -sce] (lett. , volg.) prostituta, puttana: le diede più volte de la putta sfacciata... e de la bagascia e de la villana  (bandello).
bagascione   meno com. bagascio [ba-gà-scio], s.m.  (lett. , volg.)    • 1 •   amante di bagasce; frequentatore abituale di prostitute    • 2 •   omosessuale che si prostituisce.
bagassa   s.f.  residuo fibroso della macinazione e spremitura della canna da zucchero.
bagatella    ⇨ bagattella.
bagatellare   meno com. bagattellare, agg.  solo nell'espressione processo bagatellare, che nel diritto tedesco e austriaco (e, fino al 1929, nella venezia giulia e tridentina) designava un tipo di processo civile su controversie di scarso rilievo e condotto con procedura semplificata | reato bagatellare, (estens.) reato di lieve entità punibile mediante semplici sanzioni.
bagattella   o bagatella, s.f.    • 1 •   cosa da nulla, inezia, bazzecola    • 2 •   (mus.) componimento musicale da camera di struttura semplice e di breve durata: le bagattelle di beethoven    • 3 •   (ant.) gioco di bussolotti | gioco simile al biliardo.
bagattellare    ⇨ bagatellare.
bagattino   s.m.  moneta di rame usata nell'italia sett. nei secc. xiii e xiv.
bagatto   s.m.  una delle carte del gioco dei tarocchi.
baggeo   s.m.  (non com.) sciocco, babbeo, semplicione.
baggiana   s.f.    • 1 •   (bot.) varietà di fava con semi molto grossi    • 2 •   pl.  (ant.) bugie, fandonie.
baggianata   s.f.  atto o detto da baggiano; sciocchezza, stupidaggine.
baggiano   agg.  e s.m.  [f. -a] sciocco, credulone.
baggiolo   s.m.  mensola che serve di sostegno a marmi o pietre.
baghero   anche bagher o baghere, s.m.  (ant.) carrozza a quattro ruote, senza sportelli e senza cassetta, per tre persone.
bagherozzo    ⇨ bacherozzo.
baghetta   s.f.  nelle calze, spec. femminili, guarnizione laterale che sale dalla caviglia fino a metà polpaccio | guarnizione dei guanti.
bagigi   s.m. pl.  (ven.) arachidi, noccioline americane.
baglì    ⇨ balì.
baglio   s.m.  (mar.) trave di sostegno disposta trasversalmente allo scafo, per tenere insieme le murate e sostenere il ponte di una nave.
baglionato   agg.  (arald.) si dice di animale che regge in bocca un bastone o un osso.
bagliore   s.m.    • 1 •   luce improvvisa che abbaglia; luminosità, splendore (anche fig.): il bagliore accecante dei proiettori; i bagliori dei lampi; il bagliore di un sorriso    • 2 •   pl.  (fig.) segni, manifestazioni di qualcosa di splendido: i bagliori di una nuova civiltà. 
baglivo    ⇨ balivo.
bagna   s.f.  (region.) sugo, intingolo.
bagnacauda   o bagna cauda, s.f.  salsa a base di olio, burro, aglio e acciughe; è una specialità del piemonte.
bagnante   part. pres.  di bagnare   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi si bagna nel mare, in un lago o in un fiume; per estens., chi è in vacanza al mare    • 2 •   (agr.) sostanza chimica addizionata agli antiparassitari per favorirne il contatto sulla superficie da trattare.
bagnare   v. tr.    • 1 •   cospargere qualcosa o qualcuno con acqua o altro liquido oppure immergervelo (se riferito a una parte del corpo, è accompagnato per lo più dalla particella pron.): bagnare i panni; bagnarsi il viso, le mani; bagnarsi le labbra, inumidirle; bagnarsi la gola, il becco, bere    • 2 •   toccare una costa, una città e sim. (detto spec. di mare e di fiumi): l'arno bagna firenze    • 3 •   (fig. lett.) detto della luce, inondare, lambire: una scialba luce autunnale bagnava freddamente le coltri del letto  (di giacomo)    • 4 •   (scherz.) festeggiare bevendo vino o liquori: bagnare una laurea, una promozione  | bagnarsi v. rifl.  fare il bagno: bagnarsi nel lago  | v. rifl.  inumidirsi, inzupparsi, impregnarsi di un liquido: bagnarsi per la pioggia; il suo volto si bagnò di lacrime. 
bagnarola   s.f.  (region.)    • 1 •   tinozza per bagno    • 2 •   (scherz.) automobile o imbarcazione vecchia, in cattive condizioni.
bagnasciuga   s.m. invar.    • 1 •   parte dello scafo di un natante compresa tra la linea di minima e di massima immersione, che perciò è bagnata o asciutta a seconda del carico imbarcato o dello stato del mare    • 2 •   impropriamente, tratto della spiaggia dove arriva il flusso delle onde; battigia.
bagnata   s.f.  il bagnare o il bagnarsi: prendersi una bella bagnata.  dim. bagnatina. 
bagnato   part. pass.  di bagnare   agg.  cosparso, inzuppato di acqua o altro liquido: scivolare sul terreno bagnato   s.m.  terreno bagnato; parte bagnata di qualcosa | piovere sul bagnato, (fig.) si dice per significare che le disgrazie e le fortune non vengono mai sole.
bagnatura   s.f.    • 1 •   il bagnare o il bagnarsi    • 2 •   spec. pl.  (antiq.) i bagni, spec. di mare, fatti a scopo terapeutico o salutare: prendere le bagnature. 
bagnino   s.m.  [f. -a] chi assiste i bagnanti negli stabilimenti balneari o termali e nelle spiagge controllate, vigilando sulla loro incolumità.
bagno   s.m.    • 1 •   il bagnare o il bagnarsi: mettere a bagno, in ammollo | immersione del corpo nell'acqua o in un'altra sostanza a scopo igienico, curativo o ricreativo: fare il bagno; bagno di mare; la stagione dei bagni, quella in cui si va al mare per i bagni; da bagno, che serve per il bagno; bagno termale, in acque termali; bagno di fango, fangatura; bagno di sabbia, sabbiatura | essere in un bagno di sudore, (iperb.) essere molto sudato. dim. bagnetto    • 2 •   spec. pl.  entra in nomi propri di località termali o stabilimenti balneari: bagni di lucca    • 3 •   (estens.) esposizione prolungata del corpo o di una sua parte al sole, alla luce, all'aria, spec. per fini terapeutici: bagno di sole  | bagno turco, bagno d'aria calda per provocare un'abbondante sudorazione; si pratica in appositi ambienti a scopo terapeutico o di rilassamento    • 4 •   l'acqua stessa in cui ci si bagna: immergersi in un bagno caldo; mettere i sali nel bagno    • 5 •   stanza con vasca da bagno e servizi igienici; la vasca da bagno stessa e, per eufem., locale con i soli servizi igienici | andare al bagno, (eufem.) soddisfare i propri bisogni fisiologici | bagno pubblico, locale dove è possibile fare un bagno a pagamento, oppure solo lavarsi e usare il gabinetto    • 6 •   (chim. , fis.) immersione di un oggetto in un dato mezzo, allo scopo di mantenerlo a temperatura uniforme e costante: bagno di vapore  | bagno galvanico, soluzione elettrolitica usata in galvanotecnica    • 7 •   (foto.) soluzione chimica in cui si immergono i negativi o le copie per lo sviluppo, il fissaggio e altri processi fotografici    • 8 •   un tempo, stabilimento carcerario per i condannati ai lavori forzati: bagno penale. 
bagnolo   s.m.    • 1 •   impacco    • 2 •   (edil.) vasca di legno o di cemento usata nei cantieri per spegnere la calce viva.
bagnomaria   meno com. bagno maria o bagno maria, s.m. invar.  oggi usato solo nelle loc. mettere, cuocere, scaldare a bagnomaria, immergere in acqua calda o bollente il recipiente che contiene ciò che deve essere riscaldato.
bagnoschiuma   s.m. invar.  prodotto da toilette che, sciolto nell'acqua, produce una schiuma profumata; schiuma da bagno.
bagola   s.f.  (sett.)    • 1 •   bacca    • 2 •   chiacchiera, ciancia, fandonia.
bagolare   v. intr.  [io bàgolo ecc. ; aus. avere] (sett.) chiacchierare, cianciare.
bagolaro   s.m.  albero ornamentale a fusto eretto, con foglie ovato-lanceolate, il cui legno, duro e flessibile, è usato per attrezzi agricoli (fam.  ulmacee).
bagolone   agg.  e s.m.  [f. -a] (sett.) chiacchierone, contafrottole, fanfarone.
bagordare   v. intr.  [io bagórdo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   darsi ai bagordi; gozzovigliare, straviziare    • 2 •   (ant.) nei tornei, dare prova di abilità con la lancia, detta bagordo. 
bagordo   s.m.    • 1 •   spec. pl.  gozzoviglia, crapula: darsi ai bagordi    • 2 •   (ant.) lancia impiegata nei tornei; gioco d'armi, parata.
baguette   s.f. invar.    • 1 •   baghetta    • 2 •   taglio di una pietra preziosa o semipreziosa a forma di rettangolo molto allungato; la pietra che ha tale forma    • 3 •   pane, tipicamente francese, a forma di bastone.
bah   rar. ba o ba', inter.  usata per esprimere rassegnazione, incertezza: bah, non pensiamoci più!. 
bahaismo   s.m.  movimento religioso che sorse in persia verso la metà del secolo scorso, assorbendo i seguaci del babismo; incentrato sul tema dell'unità delle religioni e aperto a motivi sociali e pacifisti, si è diffuso anche in occidente e attualmente ha la sua sede centrale a haifa (israele).
bai   solo nella loc. non dire né ai né bai, non dire neppure una parola.
baia   (1) s.f.    • 1 •   (geog.) insenatura marina o lacustre larga al centro e ristretta all'imboccatura    • 2 •   (aer.) parte di un hangar dove si esegue la manutenzione degli aeromobili.
baia   (2) s.f.    • 1 •   scherzo, canzonatura, spec. nella loc. dar la baia, prendere in giro, burlare    • 2 •   sciocchezza, inezia.
baia   (3) s.f.  (mar.) tinozza di legno usata sulle navi per lavarsi.
baiadera   s.f.  danzatrice indiana | (eufem.) prostituta | usato come agg. invar.  indica un tessuto a strisce di colori vivaci, come quello degli abiti delle baiadere indiane.
baiata   s.f.    • 1 •   chiassata, schiamazzo, fatti per scherzo o per prendere in giro qualcuno    • 2 •   sciocchezza, cosa insensata.
baicolo   s.m.  (ven.)    • 1 •   nome delle spigole pescate ancora piccole    • 2 •   biscotto secco che richiama la forma della spigola; è una specialità veneziana.
baignoire   s.f. invar.  (antiq.) il palco di teatro detto barcaccia. 
bailamme   non com. bailam, s.m. invar.  grande confusione, baccano, pandemonio.
bailia    ⇨ balia 2.
bailo   s.m.  (ant.) balivo; | titolo dell'ambasciatore veneziano presso le corti bizantina e ottomana.
baio   agg.  e s.m.  si dice di cavallo dal mantello rosso-bruno, con criniera e coda nere.
baiocco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   antica moneta dello stato pontificio, in uso fino al 1866 | non valere un baiocco, (fig.) non valere nulla    • 2 •   pl.  (scherz.) soldi, quattrini, denaro.
baione   s.m.  (tosc.)    • 1 •   chi fa baie, burlone    • 2 •   dileggio, schiamazzo canzonatorio.
baionetta   s.f.    • 1 •   arma bianca da punta che si inasta sul fucile nei combattimenti corpo a corpo: assalto alla baionetta; baionetta in canna, inastata | innesto a baionetta, (tecn.) l'unione di due pezzi infilati per un tratto l'uno nell'altro e poi fissati mediante una breve rotazione    • 2 •   (fig.) soldato: uno stato difeso da milioni di baionette. 
baionettata   s.f.  colpo di baionetta.
bairam   s.m. invar.  ciascuna delle due grandi feste musulmane che si celebrano dopo il ramadan (propr. piccolo  e grande bairam).
baironiano    ⇨ byroniano.
baita   s.f.  piccola costruzione di sassi o di legno, usata come ricovero in alta montagna.
baiulo   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) portatore    • 2 •   (ant.) balio, educatore    • 3 •   variante di balivo, usata in sicilia in epoca normanna e sveva e nelle colonie veneziane del levante.
bakelite    ⇨ bachelite.
balafon   s.m.  (mus.) tipo di xilofono costituito di tavolette di legno munite di risuonatori; è diffuso in africa occidentale e centrale.
balalaica   o balalaika, s.f.  (mus.) strumento russo simile alla chitarra, con cassa triangolare e lungo manico, sul quale sono tese tre corde.
balance   s.m. invar.  dispositivo degli apparecchi stereofonici che consente di equilibrare l'intensità di uscita del suono dai vari canali.
balanico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) relativo al glande.
balanino   s.m.  piccolo insetto coleottero dal lungo rostro ricurvo, la cui larva è parassita di nocciole, ghiande e castagne (fam.  curculionidi).
balanite   s.f.  (med.) infiammazione del glande.
balano   s.m.  piccolo crostaceo che vive fisso agli scogli marini o alle conchiglie e il cui guscio è costituito da pezzi calcarei disposti a cratere.
balascio   ant. balasso, s.m.  varietà di rubino di color rosso tendente al giallo.
balata   s.f.  gommoresina ottenuta dal latice di alcune piante esotiche, usata come impermeabilizzante e isolante.
balausta   s.f. , antiq. balaustra e balausto s.m. , frutto e fiore del melograno.
balaustra   (1) s.f.  balaustrata.
balaustra   (2)  ⇨ balausta.
balaustrata   s.f.  parapetto costituito da balaustri posti a uguale distanza e collegati tra loro da una base e da una cimasa; si usa per delimitare altari, terrazze e scalinate.
balaustrato   agg.  (non com.) fornito di balaustri: balcone balaustrato   s.m.  (ant.) balaustrata.
balaustrino   s.m.  compasso di precisione per tracciare circonferenze di raggio molto piccolo.
balaustro   s.m.    • 1 •   colonnina di forma varia impiegata a scopo ornamentale in parapetti, terrazze, scalinate e sim.    • 2 •   (arch.) elemento ornamentale del capitello ionico.
balbettamento   s.m.  il balbettare; le parole balbettate: un confuso balbettamento. 
balbettare   v. intr.  [io balbétto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   parlare articolando stentatamente le sillabe e ripetendole più volte, o alterando i suoni, per difetto naturale o per ragioni psicologiche; tartagliare, farfugliare    • 2 •   (estens.) detto dei bambini, cominciare a parlare | (fig.) di un'arte, di una scienza ecc., essere agli inizi, alle prime manifestazioni | v. tr.  pronunciare in modo stentato e faticoso: balbettare scuse  | parlare con stento una lingua straniera: balbetta un po' d'inglese. 
balbettio   s.m.  un balbettare ripetuto.
balbo   agg.  (ant. , lett.) balbuziente.
balboa   s.m.  unità monetaria del panamá.
balbutire   ant. balbuzire, v. tr.  e intr.  [io balbutisco, tu balbutisci ecc. ; aus. dell'intr. avere] (lett.) balbettare.
balbuzie   s.f.  il difetto del balbettare, determinato da spasmo intermittente della muscolatura dell'apparato fono-articolatorio.
balbuziente   agg.  e s.m.  e f.  che o chi ha il difetto di balbettare.
balbuzire    ⇨ balbutire.
balcanico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce ai balcani, alla regione dei balcani: la penisola balcanica; la questione balcanica. 
balcanizzare   v. tr.  ridurre un paese alle condizioni di caos che all'inizio del novecento hanno improntato la vita politica degli stati balcanici; anche, smembrare uno stato in tanti piccoli stati.
balcanizzazione   s.f.  il balcanizzare, l'essere balcanizzato.
balco   s.m.  [pl. -chi] (ant.)    • 1 •   balcone: per tetti, per li balchi e per le torre, / ciascun con lumi accesi intorno corre  (boiardo)    • 2 •   palco, fienile.
balconata   s.f.    • 1 •   balcone allungato sul quale si aprono diverse finestre    • 2 •   nelle sale da spettacolo, ordine di posti sovrastante la platea; galleria.
balconcino   s.m.    • 1 •   dim.  di balcone    • 2 •   reggiseno a balconcino, sostenuto da una struttura rigida o semirigida.
balcone   s.m.  ripiano generalmente di pietra o cemento armato, chiuso da un parapetto, che sporge dal muro esterno di un edificio in corrispondenza di una porta-finestra: affacciarsi, stare al balcone.  dim. balconcino. 
balconnet   s.m. invar.  reggiseno rigido a balconcino.
baldacchino   s.m.    • 1 •   drappo quadrangolare, ornato di fregi e frange pendenti ai lati, sostenuto da quattro o più aste, sotto il quale si porta in processione il ss. sacramento | drappo analogo che sta sopra gli altari o i troni; un tempo faceva anche da copertura ai letti    • 2 •   (arch.) sovrastruttura in marmo o pietra di edicole, tombe, cibori, spec. nell'arte barocca.
baldanza   s.f.  ferma fiducia in sé stessi: baldanza giovanile; risolutezza spavalda: essere pieno di baldanza. 
baldanzoso   agg.  che ha, che mostra baldanza; ardito, spavaldo: con passo baldanzoso  § baldanzosamente avv. 
baldezza   s.f.  (ant.) baldanza.
baldo   agg.  che dimostra sicurezza di sé ardito, baldanzoso: un baldo giovane  § baldamente avv. 
baldoria   s.f.    • 1 •   allegria rumorosa e spensierata di più persone; festa chiassosa: far baldoria    • 2 •   (tosc.) falò acceso in determinate feste di campagna.
baldracca   s.f.  prostituta.
balena   s.f.    • 1 •   enorme mammifero cetaceo dei mari artici, dal corpo pisciforme, con gli arti anteriori a forma di pinne, i posteriori rudimentali, e la mascella superiore munita di lunghe lamine cornee (fanoni): grasso, olio di balena  ' stecche di balena, quelle ricavate dai fanoni, usate un tempo per intelaiature di ombrelli e per irrigidire busti, colletti e sim. dim. balenotto, balenottero    • 2 •   (fig.) persona (spec. donna) molto grassa.
balenamento   s.m.  il balenare.
balenare   v. intr.  [io baléno ecc. ; aus. avere  nei sign.    • 1 •   e 2, essere  nel sign. 3]    • 1 •   (usato impers.) lampeggiare: balenare a secco, senza tuoni    • 2 •   (estens.) splendere, brillare per un istante come un baleno    • 3 •   (fig.) apparire, presentarsi improvvisamente, passare per la mente: mi è balenato un sospetto. 
balengo   agg.  [pl. m. -ghi] (region.) strano, stravagante, bislacco: un tipo balengo. 
baleniera   s.f.    • 1 •   nave attrezzata per la caccia alle balene    • 2 •   (mar.) imbarcazione a remi che, all'epoca della navigazione a vela, era usata come battello di servizio dai comandanti delle navi.
baleniere   s.m.  cacciatore di balene; marinaio di una baleniera.
baleniero   agg.  che si riferisce alle balene, alla loro caccia.
balenio   s.m.  un balenare continuo e frequente.
baleno   s.m.  lampo; guizzo di luce vivida (anche fig.): tuoni e baleni; il baleno degli occhi  | in un baleno, in un attimo.
balenottera   s.f.  enorme mammifero marino simile alla balena, da cui differisce per la presenza di una grossa pinna dorsale e di numerose pieghe longitudinali sulla gola e sul petto (ord.  cetacei).
balenottoro   o balenotto [ba-le-nòt-to], s.m.  balena giovane.
balera   s.f.  (sett.) locale popolare da ballo; anche, pista da ballo all'aperto.
balestra   s.f. , ant. balestro s.m. ,    • 1 •   antica arma per scagliare dardi, costituita da un arco di legno o d'acciaio montato su un fusto di legno e da un dispositivo in grado di tendere, bloccare e far scattare la corda dell'arco; oggi usata in gare sportive    • 2 •   spec. pl.  sospensione elastica a molle di veicoli stradali e ferroviari.
balestrare   v. tr.  e intr.  [io balèstro ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   (ant.) scagliare con la balestra; colpire con un tiro di balestra    • 2 •   (fig. non com.) sbalestrare, scaraventare lontano.
balestrata   s.f.  (ant.) colpo, tiro di balestra | distanza corrispondente a un tiro di balestra.
balestreria   s.f.    • 1 •   l'arte di costruire balestre    • 2 •   nei castelli o nelle fortezze, luogo dove si tenevano le balestre    • 3 •   (ant.) reparto di balestrieri.
balestriera   s.f.  feritoia nelle mura di un castello, da cui si tirava con la balestra.
balestriere   s.m.  (ant.) soldato o cacciatore armato di balestra | tiratore di balestra.
balestriglia    ⇨ ballestriglia.
balestro    ⇨ balestra.
balestrone   s.m.  (mar.) pertica di sostegno per alcuni tipi di vele.
balestruccio   s.m.  uccello simile alla rondine ma più piccolo (ord.  passeriformi).
balì   ant. baglì, s.m.  alto grado di alcuni ordini cavallereschi.
balia   (1) s.f.  donna che allatta i bambini altrui dietro compenso: prendere a balia, allattare un figlio altrui; mandare, mettere a balia, affidare un neonato a una balia che lo allevi in casa propria | balia asciutta, donna che si cura dei bambini altrui senza allattarli | far da balia a qualcuno, (fig.) accudirlo, proteggerlo, educarlo | aver bisogno della balia, (fig.) si dice di persona impacciata e incapace di iniziative | tenere qualcosa a balia, (fig.) mandarla per le lunghe.
balia   (2) ant. bailia, s.f.    • 1 •   (ant.) potere assoluto, signoria | oggi solo nella loc. in balia di, in potere, alla mercé di (anche fig.): in balia delle onde, della sorte; restare in balia di sé stesso, abbandonato a sé stesso, senza aiuto o protezione    • 2 •   nei comuni medievali, magistratura straordinaria con amplissimi poteri, anche giurisdizionali    • 3 •   (lett.) forza, vigore: sentome mortalmente feruto: / perdo la conoscenza e la balia  (rustico di filippo).
baliaggio   s.m.  il grado, l'ufficio e la sfera di competenza di un balivo; il territorio sottoposto alla sua giurisdizione; la durata della sua carica.
baliatico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   compito della balia e salario a lei corrisposto    • 2 •   (non com.) il bambino dato a balia.
baliato   s.m.  baliaggio.
balilla   s.m. invar.  (st.) nome dato ai ragazzi dagli otto ai quattordici anni iscritti alle associazioni paramilitari fasciste | s.f. invar.  nome commerciale di un'autovettura italiana prodotta a partire dal 1932.
balinese   agg.  dell'isola di bali, in indonesia  s.m.  e f.  chi è nato, chi vive a bali.
balio   s.m.    • 1 •   (ant.) magistrato, governatore; balivo    • 2 •   (non com.) il marito della balia | (scherz.) uomo che alleva un neonato: balio asciutto. 
balioso   agg.  (ant. , lett.) vigoroso, esuberante: due cavalli bianchi e baliosi  (abba).
balipedio   s.m.  (mil.) campo per le prove di tiro dell'artiglieria e altri esperimenti con proiettili ed esplosivi.
balire   v. tr.  (ant.) reggere, governare | balire la spada, saperla maneggiare.
balista   ant. ballista, s.f.  nell'antichità greco-romana, macchina da guerra consistente in una grossa balestra montata su trespolo o su una base con ruote, usata per scagliare pietre negli assedi.
balistica   s.f.  scienza che studia il moto dei proiettili.
balistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla balistica | missile balistico, quello che, dopo aver acquisito una velocità di lancio, prosegue poi con moto inerziale | perizia balistica, quella che accerta il calibro e la traiettoria di un proiettile partito da un'arma da fuoco § balisticamente avv.  secondo la balistica.
balistite   s.f.  esplosivo impiegato come polvere di lancio, costituito da nitroglicerina e nitrocellulosa.
balivo   ant. baglivo, s.m.  nel medioevo, funzionario regio o magistrato cui era affidato il governo di città o circoscrizioni, con vasti poteri amministrativi e giudiziari.
balla   (1) s.f.    • 1 •   involto di merci apprestato per il trasporto: balla di stracci; balla di cotone, pacco di fibre grezze di cotone fortemente pressato, di dimensioni e peso standard    • 2 •   (tosc.) sacco di tela di canapa o di iuta.
balla   (2) s.f.  (fam.) grossa bugia, fandonia: raccontar balle. 
balla   (3) s.f.  (dial.) sbornia: avere la balla, essere ubriaco; prendere, pigliare la balla, ubriacarsi.
ballabile   agg.  adatto alla danza, che si può ballare: canzone ballabile   s.m.  canzone o motivo da ballo.
ballare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   muoversi a ritmo di musica; danzare | far ballare qualcuno, (fig.) fargli sentire la propria autorità | ora si balla, (fig.) a questo punto viene il difficile | prov.  : quando manca il gatto i topi ballano, se non c'è un superiore i dipendenti fanno i loro comodi    • 2 •   (estens.) agitarsi, saltellare: ballare per la contentezza, dal nervosismo    • 3 •   detto di cose, sobbalzare, oscillare: la barca ballava sulle onde    • 4 •   (fig.) essere largo di misure: questa gonna mi balla addosso  | v. tr.  eseguire ballando: ballare un tango. 
ballast   s.m. invar.  (tecn.)    • 1 •   la massicciata di pietrisco su cui poggiano le traversine dei binari ferroviari    • 2 •   zavorra.
ballata   s.f.    • 1 •   nell'antica poesia italiana, componimento di carattere popolareggiante destinato in orig. al canto e alla danza, costituito da una o più strofe intervallate da un ritornello: le ballate del petrarca, del poliziano.  dim. ballatella, ballatetta, ballatina    • 2 •   nella poesia romantica, componimento poetico di contenuto epico-leggendario; diffuso dai poeti tedeschi del primo ottocento, in italia fu praticato tra gli altri da g. berchet (1783-1851), g. prati (1814-1884) e anche dal carducci (1835-1907)    • 3 •   (mus.) composizione da camera per pianoforte o per voce e pianoforte, di forma libera, che fiorì in epoca romantica: le ballate di chopin  | canzone di ritmo generalmente lento o moderato, su un testo di carattere narrativo: le ballate del folclore irlandese    • 4 •   (region.) giro di ballo.
ballatoio   (1) s.m.    • 1 •   terrazzino con ringhiera che si sviluppa lungo il perimetro interno o esterno di un edificio | pianerottolo, per lo più con funzioni di disimpegno    • 2 •   nell'alpinismo, piccolo ripiano aggettante su una parete di roccia    • 3 •   (ant.) corridoio dentro le mura fortificate    • 4 •   (mar.) passaggio esterno intorno al cassero o ai castelli delle antiche navi.
ballatoio   (2) s.m.  bacchetta posta di traverso all'interno delle gabbie degli uccelli.
ballerina   s.f.    • 1 •   donna che esercita la professione della danza o che balla frequentemente e con maestria; danzatrice: ballerina classica.  dim. ballerinetta    • 2 •   scarpetta dalla suola flessibile e dalla punta imbottita usata dalle ballerine | (estens.) scarpa bassa da donna simile per forma e leggerezza alla precedente    • 3 •   (zool.) nome comune di varie specie di uccelli passeriformi, che procedono sul terreno con un caratteristico alzare e abbassare della coda.
ballerino   s.m.    • 1 •   uomo che esercita la professione della danza o che balla frequentemente e con maestria; danzatore    • 2 •   nome di un tipo di orchidea il cui labello richiama una sagoma umana  agg.  che balla: cavalli ballerini, quelli dei circhi equestri | terra ballerina, quella di zone soggette a frequenti terremoti | bomba ballerina, tipo di bomba a mano che ha un impennaggio di tela.
ballestriglia   o balestriglia, s.f.  antico strumento usato dai naviganti per misurare l'altezza del polo e delle stelle.
ballettistico   agg.  [pl. m. -ci] di balletti: stagione ballettistica. 
balletto   s.m.    • 1 •   spettacolo di danza che segue uno schema prestabilito di figurazioni, gesti e movimenti (coreografia), quasi sempre con musica, scene e costumi    • 2 •   il corpo di ballo di un teatro.
ballista   (1)  ⇨ balista.
ballista   (2) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (fam.) chi racconta balle, fandonie.
ballo   s.m.    • 1 •   movimento regolato del corpo e degli arti che asseconda il ritmo di una musica; danza: musica da ballo; maestro, scuola di ballo; corpo di ballo; canzone a ballo, altro nome dell'antica ballata | essere, entrare in ballo, (fig.) detto di persona, essere coinvolto in una situazione, per lo più difficile; detto di cosa, andare di mezzo, essere in questione: è in ballo la mia reputazione; quando si è in ballo bisogna ballare, modo proverbiale per dire che, se si intraprende qualcosa, bisogna portarla a conclusione; oppure che ci si deve adeguare alle situazioni nelle quali ci si trova coinvolti | mettere, tirare, chiamare in ballo qlcu, qualcosa, (fig.) farne oggetto di discussione; coinvolgere in una situazione    • 2 •   particolare tipo di musica ballabile: il valzer è un ballo più veloce del tango    • 3 •   giro di ballo: fare un ballo; permette questo ballo, signorina?    • 4 •   festa in cui si balla: ballo di fine d'anno; ballo in maschera, in costume, a carnevale    • 5 •   serie di scossoni, di sussulti, spec. di un veicolo, di una nave, di un aereo: il viaggio è stato tutto un ballo  | (fig.) serie continua di notizie, ipotesi, avvenimenti che si accavallano: dopo le accuse è cominciato il ballo delle smentite    • 6 •   ballo di san vito, (med.) denominazione popolare della corea di sydenham, malattia del sistema nervoso caratterizzata da movimenti involontari e scoordinati, spec. degli arti e della faccia | avere il ballo di san vito, (scherz. , fam.) non riuscire a stare un momento fermo.
ballonchio   s.m.  (ant.) ballo contadino.
ballon d'essai   loc. sost. m. invar.    • 1 •   nel linguaggio giornalistico, notizia diffusa allo scopo di sondare l'opinione pubblica su un dato argomento    • 2 •   cauta iniziativa volta a sondare le reazioni o le intenzioni altrui.
ballonzare   v. intr.  [io ballónzo ecc. ; aus. avere] (non com.) ballonzolare.
ballonzolare   v. intr.  [io ballónzolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   ballare senza grazia e svogliatamente | saltellare; camminare saltellando    • 2 •   muoversi sussultando, agitarsi: il ciuffo gli ballonzolava sulla fronte. 
ballonzolo   s.m.  ballo alla buona, senza pretese.
ballotta   (1) s.f.  (tosc.) castagna lessata con la buccia.
ballotta   (2) s.f.  pallottola, oggetto minuto (spesso il seme di una leguminosa) usato nel medioevo per votare nelle assemblee.
ballottaggio   s.m.    • 1 •   scrutinio supplementare e decisivo fra quei candidati che hanno ottenuto un numero di voti superiore agli altri, ma inferiore a quello prescritto: entrare, mettere in ballottaggio    • 2 •   (sport) gara conclusiva per assegnare la vittoria o un titolo a due concorrenti finiti a pari merito; spareggio.
ballottamento   s.m.  (med.) manipolazione con cui si può valutare il grado di spostabilità di un corpo o di un organo immerso in un liquido: ballottamento della rotula; ballottamento fetale. 
ballottare   v. tr.  [io ballòtto ecc.]    • 1 •   (st.) porre in votazione con le ballotte    • 2 •   (lett.) sballottare.
ballottata   s.f.  nell'equitazione d'alta scuola, figura di salto in cui il cavallo tiene le zampe anteriori librate in aria e le posteriori con gli stinchi perpendicolari al terreno.
balma   s.f.  (region.) roccia sporgente; per estens., luogo incavato, grotta.
balneabile   agg.  nel linguaggio burocratico, si dice di acque in cui è consentita la balneazione.
balneabilità   s.f. , nel linguaggio burocratico, l'essere balneabile: divieto di balneabilità. 
balneare   agg.  dei bagni, spec. di mare: stagione, stabilimento balneare  | governo balneare, nel linguaggio giornalistico, governo costituito per risolvere una crisi ministeriale scoppiata all'inizio dell'estate e destinato a dimettersi alla ripresa autunnale dell'attività politica.
balneazione   s.f.  (med.) la pratica balneoterapica | (burocr.) il fare il bagno in acque aperte: divieto di balneazione. 
balneoterapia   s.f.  (med.) cura effettuata mediante bagni.
balneoterapico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a balneoterapia: trattamento balneoterapico. 
baloccaggine   s.f.  (rar.) perdita di tempo; oziosità puerile.
baloccamento   s.m.  il baloccare, il baloccarsi.
baloccare   v. tr.  [io balòcco, tu balòcchi ecc.] divertire, fare giocare; trastullare | baloccarsi v. rifl.    • 1 •   divertirsi, giocare    • 2 •   (estens.) gingillarsi, perdere tempo: stare a baloccarsi. 
balocco   s.m.  [pl. -chi] giocattolo; trastullo, passatempo | paese dei balocchi, paese immaginario dove i bambini passano il tempo tra giochi e divertimenti; per estens., paese di cuccagna, di bengodi.
baloccone   s.m.  [f. -a] (tosc.) chi si balocca, perdendo il suo tempo inutilmente.
balogio   agg.  [pl. f. -gie  o -ge] (tosc.) infiacchito, melenso: quel suo viso affilato, smorto, balogio  (dossi) | tempo balogio, incerto, uggioso.
balordaggine   s.f.    • 1 •   l'essere balordo    • 2 •   detto o atto da balordo; sciocchezza, insensatezza.
balordo   agg.    • 1 •   tardo di mente, sciocco, stolido | intontito, stordito, smemorato    • 2 •   si dice di cosa sciocca, senza alcun senso: ragionamenti balordi  | mal fatto, mal riuscito: un lavoro balordo  | che non dà affidamento: tempo balordo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona sciocca o molto sbadata. accr. balordone  pegg. balordaccio    • 2 •   (gerg.) delinquente, malavitoso § balordamente avv. 
balordone   s.m.    • 1 •   (vet.) malattia addominale degli equini, che determina la paralisi e poi la morte dell'animale    • 2 •   (region.) colpo apoplettico; capogiro.
balsa   s.f.  legno molto leggero fornito da un albero dell'america centrale, usato nell'aeromodellismo e per costruire galleggianti.
balsamella    ⇨ besciamella.
balsamico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di balsamo, che ha le proprietà di un balsamo: pomata balsamica    • 2 •   (fig.) profumato; salubre: l'aria balsamica della montagna   s.m.  (med.) medicamento dotato di attività antisettica, per curare le infiammazioni delle vie respiratorie e le affezioni cutanee.
balsamina   s.f.  pianta erbacea ornamentale con fiori variamente colorati e foglie lanceolate (fam.  balsaminacee).
balsaminacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene la balsamina | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
balsamino   s.m.  vitigno, coltivato spec. in romagna e nelle marche, che dà un'uva nera e dolce | usato anche come agg.  : uva balsamina. 
balsamite   s.f.  (bot.) pianta sempreverde con foglie odorose e fiori gialli (fam.  composite).
balsamo   s.m.    • 1 •   sostanza oleo-resinosa profumata che si ricava da alcune piante, con proprietà medicinali    • 2 •   (estens.) rimedio che lenisce un dolore | (fig.) conforto, sollievo: quelle parole furono un balsamo al mio dolore. 
balta   s.f.  (tosc.) sbalzo, rovesciamento | dar la balta, dar di balta, ribaltare, ribaltarsi (anche fig.): gli ha dato di balta il cervello, è impazzito.
bal tabarin   loc. s. m. invar.  lo stesso che tabarin. 
balteo   s.m.  cinturone di cuoio che i soldati romani portavano a tracolla per appendervi la spada; bandoliera.
baltico   agg.  [pl. m. -ci] relativo ai paesi e ai popoli dell'area geografica che circonda il mar baltico: lingue baltiche, gruppo di lingue indoeuropee, a cui appartengono il lituano, il lettone e l'antico prussiano.
baltoslavo   agg.  relativo al gruppo linguistico costituito dalle lingue baltiche e dalle lingue slave.
baluardo   s.m.    • 1 •   terrapieno fortificato, bastione    • 2 •   (fig.) difesa, riparo, protezione: un baluardo naturale; l'ultimo baluardo. 
baluba   agg. invar.  di una popolazione di lingua bantu che abita la regione del congo meridionale e del katanga: lingua baluba   s.m.  e f. invar.  chi appartiene alla popolazione baluba.
baluginamento   s.m.  (lett.) il baluginare; lampo, baleno.
baluginare   v. intr.  [io balùgino ecc. ; aus. essere]    • 1 •   apparire e sparire d'un tratto, come un baleno; apparire in modo incerto, poco percepibile: il baluginare di un raggio di sole    • 2 •   (fig.) affacciarsi alla mente in modo repentino e indistinto: il baluginare di un'idea, di un presentimento. 
baluginio   s.m.  un baluginare intermittente.
balumina   s.f.  (mar.) l'ultimo pezzo, verso poppa, della vela latina.
balza   s.f.    • 1 •   luogo dirupato e scosceso; striscia di terreno pianeggiante che s'affaccia su uno scoscendimento    • 2 •   striscia di stoffa, talvolta di diverso colore, posta per ornamento in fondo a vesti femminili, tende e sim.; anche, fregio che incornicia un arazzo    • 3 •   balzana di cavallo.
balzachiano   o balzacchiano, agg.  relativo allo scrittore francese honoré de balzac (1799-1850): romanzo balzachiano  | personaggio balzacchiano, (estens.) personaggio o anche persona che ha i tratti tipici dei personaggi delineati da balzac.
balzana   s.f.    • 1 •   guarnizione all'orlo di un abito o di una tenda; balza    • 2 •   striscia biancastra sopra lo zoccolo dei cavalli    • 3 •   (region.) risvolto dei calzoni.
balzano   agg.    • 1 •   si dice di cavallo che ha una o più balzane    • 2 •   (fig.) stravagante, bizzarro: cervello balzano; idea balzana  § balzanamente avv.  in modo stravagante.
balzare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   saltare su, con elasticità e rapidamente, come fa una palla che rimbalza: balzare in piedi  | sussultare: il cuore le balzò in petto    • 2 •   (fig.) apparire d'un tratto con evidenza e chiarezza: balzare agli occhi; mi è balzata in mente un'idea; balzare in primo piano, acquistare importanza primaria | v. tr.  (non com.) sbalzare; scaraventare giù o fuori.
balzellare   v. intr.  [io balzèllo ecc. ; aus. essere  e avere] saltellare, avanzare a piccoli balzi (come fa la lepre).
balzello   (1) s.m.    • 1 •   dim.  di balzo    • 2 •   (tosc.) appostamento per la caccia: stare, cacciare a balzello. 
balzello   (2) s.m.  (ant.) tributo, pedaggio.
balzelloni   avv.  a balzi, saltellando (più com. a balzelloni): il bambino correva a balzelloni. 
balzo   (1) s.m.  salto di un corpo elastico dopo che ha battuto per terra, o in genere contro una superficie rigida; più in generale, guizzo, scatto, sussulto (anche fig.): il pallone fece un balzo altissimo; vedendomi ebbe un balzo; un balzo del tasso di inflazione  | d'un balzo, con un salto, con uno scatto; (fig.) d'un tratto | cogliere la palla al balzo, (fig.) cogliere il momento opportuno | un balzo in avanti, (fig.) un grande progresso o miglioramento, detto spec. delle condizioni socioeconomiche di un paese: la politica del balzo in avanti.  dim. balzetto. 
balzo   (2) s.m.    • 1 •   balza; luogo scosceso, rupe    • 2 •   fascia, striscia, guarnizione.
bambù   s.m.    • 1 •   gigantesca pianta sempreverde propria dei paesi caldi, dal fusto diritto, nodoso, simile alla canna (fam.  graminacee)    • 2 •   il fusto della pianta stessa, tubolare ed elastico, col quale si fanno bastoni, mobili e altri oggetti.
bamba   s.m. invar.  (region.) persona ingenua, sprovveduta | stupido, rimbambito.
bambagia   s.f.  [pl. -gie] cascame della filatura del cotone | nell'uso com., cotone a fiocchi, non filato | tenere, crescere nella bambagia, (fig.) con eccessive cure e riguardi.
bambagino   agg.  di bambagia, fatto di bambagia | (tela) bambagina, tela di bambagia | carta bambagina, bombicina (così detta perché ritenuta erroneamente fatta di bambagia).
bambagiona   s.f.  erba da foraggio, rivestita da lunghi peli lanosi (fam.  graminacee).
bambagioso   agg.  (non com.) di bambagia, morbido come bambagia.
bambara   s.f.  gioco di carte simile alla primiera o al terziglio.
bamberottolo   s.m.  [f. -a] (non com.) bambino alquanto grassoccio | adulto dal carattere un po' infantile.
bambinaggine   s.f.  (non com. spreg.) atto o detto da bambino; bambinata | stupidità, insulsaggine.
bambinaia   s.f.  donna che per professione si prende cura di bambini.
bambinaio   s.m.  (scherz.) uomo che si prende cura di bambini, o che gioca volentieri con loro.
bambinata   s.f.  azione, discorso da bambini | (estens. fam.) cosa di scarso peso, da non prendere troppo sul serio; cosa elementare, che anche un bambino saprebbe fare.
bambineggiare   v. intr.  [io bambinéggio ecc. ; aus. avere] comportarsi da bambino, atteggiarsi a bambino; pargoleggiare.
bambinello   s.m.    • 1 •   dim.  di bambino    • 2 •   per antonomasia, gesù bambino.
bambineria   s.f.  (non com.) bambinaggine.
bambinesco   agg.  [pl. m. -schi] che è proprio di un bambino; puerile (per lo più spreg.): discorsi bambineschi  § bambinescamente avv. 
bambino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   l'essere umano nell'età che va dalla nascita all'inizio della fanciullezza: allevare, educare un bambino  | bambino prodigio, che ha qualità o capacità fuori del comune in rapporto all'età | cosa, gioco da bambini, (fig.) molto facile a farsi. dim. bambinello, bambinetto  accr. bambinone  vezz. bambinuccio    • 2 •   il bambino, per antonomasia, gesù quando era bambino (anche, gesù bambino  o il bambinello); l'immagine, la statuina che lo rappresenta    • 3 •   (estens.) figlio: aspettare un bambino; hanno tre bambini, un maschio e due femmine    • 4 •   (fig.) persona adulta che si comporta puerilmente: ha trent'anni, ma è un bambino    • 5 •   (fam.) come allocuzione, in espressioni affettuose o ironiche, si rivolge anche a ragazzi o persone adulte: bambino mio, così non va!   agg.    • 1 •   di età molto giovane: un re bambino; una sposa bambina    • 2 •   (fig. non com.) ingenuo, senza esperienza | in abbozzo, non ancora sviluppato: arte, civiltà bambina. 
bambinone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   accr.  di bambino    • 2 •   (fig.) persona adulta che si comporta da bambino.
bambo   s.m.  [f. -a] (ant. , lett.)    • 1 •   bambino    • 2 •   (fig.) persona sciocca, ingenua | usato anche come agg.  : una giovane donna bamba e sciocca  (boccaccio dec.  iv, 2).
bambocceria   s.f.  (non com.) cosa, azione da bamboccio; bambocciata.
bambocciante   s.m.  pittore di bambocciate.
bambocciata   s.f.    • 1 •   azione, discorso da bamboccio; sciocchezza, stupidata    • 2 •   genere pittorico secentesco avente per soggetto episodi di vita popolaresca (da bamboccio, soprannome del pittore olandese pieter van laer, 1592 ca-1642).
bamboccio   s.m.    • 1 •   [f. -a] bambino grassoccio    • 2 •   (fig.) uomo sciocco, goffo, immaturo; anche, irresoluto, privo di carattere. accr. bamboccione    • 3 •   pupazzo, fantoccio fatto per lo più di cenci.
bambola   s.f.    • 1 •   pupazzo di vario materiale in forma di bambina o di donna, usato dalle bambine per giocare. dim. bamboletta, bambolina    • 2 •   (fig.) fanciulla o ragazza dal viso bello ma inespressivo | giovane donna di bellezza vistosa: che bambola!  accr. bambolona    • 3 •   nel gergo sportivo, stato di intontimento, di stanchezza improvvisa da cui è colto un atleta: andare in bambola. 
bamboleggiamento   s.m.  il bamboleggiare, il pargoleggiare.
bamboleggiare   v. intr.  [io bamboléggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   comportarsi da bambini    • 2 •   prendere atteggiamenti affettati, sdolcinati, detto spec. di donna; pargoleggiare.
bambolificio   s.m.  fabbrica di bambole.
bambolina   s.f.    • 1 •   dim.  di bambola    • 2 •   bambina o ragazza molto carina, che sembra una bambola.
bambolo   s.m.  (lett.) bambino: spira de' nostri bamboli / nell'ineffabil riso  (manzoni, la pentecoste, nella invocazione allo spirito santo). accr. bambolone. 
bambolone   s.m.    • 1 •   accr.  di bambolo    • 2 •   (scherz.) adulto che affetta modi bambineschi.
bambolotto   s.m.    • 1 •   pupazzo che rappresenta un bambino    • 2 •   (estens.) bambino grassottello.
bambusaia   s.f.  terreno piantato a bambù.
banale   agg.  privo di originalità, molto comune, convenzionale, ovvio: frase, scusa banale; una persona, una faccia banale  § banalmente avv. 
banalità   s.f.    • 1 •   l'essere banale    • 2 •   atto o detto banale: dire delle banalità. 
banalizzare   v. tr.    • 1 •   rendere banale: banalizzare un problema    • 2 •   (tecn.) attrezzare una linea ferroviaria a più binari in modo da consentire la circolazione su ogni binario in entrambi i sensi: binario banalizzato  | banalizzarsi v. rifl.  diventare banale, comune; scadere nella banalità: certe consuetudini, alla lunga, si banalizzano. 
banalizzazione   s.f.  il banalizzare; il rendere sciocco, semplicistico: la banalizzazione di un'idea, di un sentimento. 
banana   s.f.    • 1 •   frutto del banano: casco di banane    • 2 •   (estens.) rotolo di capelli, spec. in pettinature di bambini    • 3 •   (elettr.) spina a un solo polo per collegamenti provvisori.
banana split   loc. sost. f. invar.  dolce costituito da una banana spaccata a metà, ricoperta di liquore, gelato e panna montata.
bananeto   s.m.  piantagione di banani.
bananicoltore   o bananicultore, s.m.  coltivatore di banane.
bananicoltura   o bananicultura, s.f.  coltivazione delle banane.
bananiera   s.f.  nave da carico attrezzata per il trasporto delle banane.
bananiero   agg.  di banane, relativo alle banane: commercio bananiero   s.m.  [f. -a] (non com.) coltivatore, commerciante di banane.
banano   s.m.  pianta erbacea arboriforme tropicale con foglie molto larghe, lunghe oltre due metri (le cui costole formano un falso fusto), e frutti gialli saporosi di forma allungata (fam.  musacee).
banato   s.m.  (st.) titolo, dignità di bano; anche, il territorio governato da un bano.
banausico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) si dice di arte puramente meccanica e manuale; per estens., di cosa o iniziativa che miri solo all'utile.
banca   (1) s.f.  [pl. -che]    • 1 •   (ant.) panca, banco    • 2 •   (st.) nel medioevo e in età rinascimentale, tribunale | sedere alla banca, giudicare    • 3 •   terrapieno a gradini per rinforzare l'argine di un fiume.
banca   (2) 1 azienda che riceve in deposito e presta denaro, e compie varie altre operazioni di ordine finanziario; istituto di credito: funzionario, impiegato di banca; avere un conto in banca  | biglietto di banca, banconota | banca popolare, istituto di interesse locale per il finanziamento delle piccole imprese | banca centrale, l'istituto che controlla e regola l'offerta di moneta e il credito in un paese e che stampa moneta legale | banca d'affari, banca la cui attività consiste nel finanziamento di imprese industriali di cui essa si fa compartecipe    • 2 •   l'edificio dove ha sede una banca: andare in banca    • 3 •   (estens.) istituzione che cura la raccolta di organi e materiale biologico per trapianti e interventi vari: banca del sangue, degli occhi, del seme    • 4 •   banca (di) dati, (inform.) l'insieme di dati raccolti e immagazzinati da un elaboratore elettronico.
bancabile   agg.  di titolo di credito che può essere scontato presso una banca.
bancabilità   s.f.  detto di un titolo di credito, l'essere bancabile.
bancaccia   s.f.  [pl. -ce] (mar.) panca su cui sedeva il timoniere di una galera.
bancale   s.m.    • 1 •   banco lungo, a più posti, con schienale    • 2 •   struttura portante, fissa, di una macchina, sulla quale sono montate le parti mobili, il motore ecc.: il bancale del tornio. 
bancarella   meno com. bancherella, s.f.  banco o carretto dei venditori ambulanti di merci varie, spec. nei mercati all'aperto.
bancarellaio   s.m.  bancarellista.
bancarellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi vende merci su una bancarella.
bancario   agg.  di banca, che si riferisce alla banca: credito bancario; operazione bancaria   s.m.  impiegato di banca: il contratto dei bancari. 
bancarotta   s.f.    • 1 •   (dir.) condizione di insolvibilità di un imprenditore dichiarato fallito: bancarotta semplice, fraudolenta, a seconda che sia colposa o dolosa    • 2 •   (fig.) fallimento, cattiva riuscita: fare, dichiarare bancarotta. 
bancarottiere   s.m.  [f. -a] chi è colpevole del reato di bancarotta.
bancata   s.f.    • 1 •   (non com.) banco, bancone: bancate di pomidoro e spinaci  (gadda)    • 2 •   (ant.) la distanza fra due banchi consecutivi di rematori.
bancherella    ⇨ bancarella.
banchettante   part. pres.  di banchettare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi partecipa a un banchetto.
banchettare   v. intr.  [io banchétto ecc.] far banchetto, partecipare a banchetti; per estens., mangiare e bere lautamente: ha banchettato in allegra compagnia. 
banchettatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi banchetta.
banchetto   (1) s.m.    • 1 •   dim.  di banco    • 1 •    • 2 •   bancarella: il banchetto del pesce. 
banchetto   (2) s.m.  lauto pranzo con molti convitati, di solito in onore di qualcuno o per solennizzare un avvenimento: banchetto di nozze. 
banchiere   s.m.    • 1 •   proprietario o grande azionista di una banca    • 2 •   chi è responsabile ad alto livello dell'amministrazione o della conduzione di una banca    • 3 •   (antiq.) chi tiene il banco in un gioco d'azzardo; oggi si dice com. banco. 
banchiglia   s.f.  banchisa.
banchina   s.f.    • 1 •   terreno rialzato e pavimentato lungo i porti e i binari delle stazioni ferroviarie, dove si svolge il movimento dei passeggeri e delle merci    • 2 •   striscia di terreno ai lati di strada camionale, riservata solitamente ai pedoni e ai ciclisti    • 3 •   (edil.) trave ad appoggio continuo che serve per ripartire i carichi sulle murature    • 4 •   nelle antiche opere di fortificazione, terrapieno da cui i tiratori sparavano sui nemici    • 5 •   (ant.) panchina, sedile, scanno.
banchinaggio   s.m.  (edil.) insieme di banchine di un'armatura provvisoria.
banchisa   s.f.  massa galleggiante di ghiaccio che ricopre i mari delle regioni polari.
banchista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi serve a un banco di vendita o di mescita.
banco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   mobile a forma di sedile, generalmente in legno, di varia foggia e con vari complementi a seconda degli usi a cui è destinato: banco di scuola, di chiesa; banchi dei deputati, seggi del parlamento; banco degli imputati, dove siede chi è imputato in un processo    • 2 •   mobile a forma di tavolo allungato che negli esercizi commerciali separa i venditori dai compratori, a volte con vetrine per l'esposizione della merce: vendere al banco; il banco del bar  | prodotti di banco, quelli che in farmacia si possono acquistare senza ricetta medica | roba (di) sotto banco, merce tenuta nascosta per i clienti di riguardo; sotto banco, (fig.) di nascosto. dim. banchetto, banchino  accr. bancone  pegg. bancaccio    • 3 •   tavolo di lavoro in alcune attività artigianali: banco da falegname, da meccanico  | banco di prova, impianto per il collaudo di macchine o strumenti; anche in usi fig.: la votazione costituì un vero banco di prova per il governo    • 4 •   ammasso di elementi naturali secondo una disposizione orizzontale: banco di nebbia, di nuvole; banco di sabbia; banco di ghiaccio, banchisa | banco di pesci, grandissima quantità di pesci che si spostano in massa.
banco   (2) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   azienda di credito, banca; si usa oggi esclusivamente nella denominazione di alcune banche: banco di napo li; banco di sicilia  | banco lotto, ricevitoria del lotto; botteghino    • 2 •   nei giochi d'azzardo, la posta dichiarata dal giocatore che conduce e amministra il gioco, ricevendo le puntate e pagando le vincite: tenere, avere il banco  | (estens.) il giocatore stesso | tenere banco, (fig.) guidare, animare una discussione, una riunione e sim.
bancogiro   s.m.  operazione bancaria con cui una somma viene trasferita dal conto di un correntista a quello di un altro.
bancomat   ® s.m. invar.  (banc.) sistema di prelevamento di denaro, 24 ore su 24, da parte del cliente di una banca munito di apposita tessera magnetica personalizzata, da uno qualsiasi degli sportelli automatici della rete che garantisce questo servizio.
bancone   s.m.    • 1 •   accr.  di banco    • 1 •    • 2 •   banco, chiuso fino a terra da una parte, che in uffici, esercizi pubblici, biglietterie e sim. separa il pubblico dagli impiegati o dai venditori | in tipografia, banco di lavoro del tipografo.
banconiere   s.m.  [f. -a] (non com.) banconista.
banconista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto a un banco di vendita.
banconota   s.f.  [pl. -te] biglietto di banca, emesso dalla banca centrale, a cui lo stato attribuisce valore di moneta legale: una banconota da diecimila lire. 
bancoposta   s.m. invar.  servizio di deposito e trasferimento di denaro effettuato dalle poste italiane mediante operazioni di tipo bancario.
band   s.f.  orchestra o gruppo di musica jazz, rock o folk in cui prevalgono gli strumenti a fiato e a percussione.
banda   (1) s.f.    • 1 •   insegna, drappo che, un tempo, distingueva un esercito da un altro: giovanni dalle bande nere, condottiero italiano (1498-1526) che portava appunto insegne di tal colore    • 2 •   compagnia di armati che esercita la guerriglia: le bande sanfediste, partigiane    • 3 •   gruppo organizzato di ladri, malviventi e sim.: una banda di rapinatori  | (scherz.) brigata, compagnia di amici: una banda di ragazzi    • 4 •   complesso di sonatori di strumenti a fiato e a percussione: banda militare, municipale. 
banda   (2) s.f.    • 1 •   striscia di stoffa, quasi sempre di colore contrastante, applicata a un abito    • 2 •   larga striscia di stoffa con emblemi sacri che nelle processioni religiose si porta attaccata a un'asta    • 3 •   (arald.) pezza posta diagonalmente nello scudo, dal cantone superiore destro all'inferiore sinistro    • 4 •   (fis.) striscia colorata che appare negli spettri di emissione o assorbimento dei gas poliatomici | banda di frequenza, (telecom.) intervallo di frequenze occupato da un segnale; anche, il campo di frequenze che un circuito elettronico trasmette o riceve | banda cittadina, (telecom.) l'intervallo di frequenza riservato ai radioamatori    • 5 •   in usi tecnici: banda magnetica, ciascuno dei due lati di un nastro magnetico | banda sonora, (cine.) colonna sonora | banda perforata, (inform.) nastro perforato.
banda   (3) s.f.    • 1 •   parte: accorrono da ogni banda ' pl.  luoghi: passare, trovarsi da queste bande    • 2 •   (mar.) ciascuno dei due lati di una nave; fiancata | andare alla banda, sbandare    • 3 •   lato di una rete da pesca.
banda   (4) s.f.  lamiera sottile: banda stagnata, latta.
bandaio   s.m.  (region.) lattoniere.
bandana   s.m.  e f.  foulard colorato di tessuto leggero che si porta intorno alla testa o si annoda al collo; è un indumento dell'abbigliamento giovanile.
bandato   agg.  (arald.) si dice delle pezze e delle figure coperte di bande  s.m.  scudo coperto di bande alternate di smalto differente.
bandeau   s.m. invar.  striscia, nastro | a bandeau, si dice di acconciatura femminile con due ciocche di capelli che ricadono ai lati del viso.
bandeggio   s.m.  (biol.) in citologia, tecnica di colorazione dei cromosomi con sostanze fluorescenti che consente di mettere in evidenza e osservare la caratteristica struttura a bande dei cromosomi stessi.
bandella   s.f.    • 1 •   piastra di metallo terminante con un anello che si fissa alle imposte per innestarle nei cardini    • 2 •   parte ribaltabile del piano di un tavolo.
banderaio   s.m.    • 1 •   [f. -a] (non com.) bandieraio    • 2 •   (ant.) soldato portabandiera.
banderale   s.m.  scudo di forma rettangolare usato nel medioevo dai sovrani e da alti dignitari, spec. in francia.
banderilla   s.f.  [pl. banderillas] asticciola o piccola lancia con ciuffo di strisce colorate che, durante la corrida, viene piantata nel collo del toro.
banderillero   s.m.  [pl. banderilleros] torero addestrato a configgere le banderillas nel collo del toro.
banderuola   o banderola, s.f.    • 1 •   piccola bandiera, spesso a due punte, posta in cima all'asta della lancia dei lancieri    • 2 •   bandierina metallica, girevole intorno a un perno verticale, che serve a indicare la direzione del vento    • 3 •   (fig.) persona volubile, che muta facilmente opinione; girella.
bandiera   s.f.    • 1 •   drappo di uno o più colori disposti a bande o secondo un disegno, attaccato a un'asta, simbolo di uno stato, un corpo militare, un'associazione, un partito e sim.; anche, drappo di tipo simile usato come strumento di segnalazione: alzare, ammainare la bandiera; a bandiera, a forma di bandiera | bandiera bianca, segnale di resa: alzare bandiera bianca, arrendersi (anche fig.) | bandiera gialla, usata un tempo sulle navi per segnalare una malattia contagiosa | bandiera rossa, simbolo del socialismo e del comunismo | bandiera abbrunata, a mezz'asta, in segno di lutto | spiegare le bandiere, apprestarsi a combattere; a bandiere spiegate, (fig.) con tutti gli onori, trionfalmente | aiutante di bandiera, ufficiale di marina posto al servizio di un ammiraglio | battere bandiera, si dice di navi o aeromobili che innalzano o portano raffigurata la bandiera del paese a cui appartengono | piantare la bandiera, prendere possesso di un luogo (anche fig.) | mutare bandiera, (fig.) cambiare opinione o partito | portare la bandiera, (fig.) essere al primo posto in qualcosa | tenere alta la bandiera, (fig.) fare onore al proprio paese o partito | servire la bandiera, (fig.) prestare servizio militare | il punto della bandiera, (sport) l'unico conseguito da una squadra pesantemente sconfitta | prov.  : bandiera vecchia, onor di capitano, si dice di cosa vecchia, logorata dall'uso, che però testimonia una lunga pratica in chi la porta. dim. bandierina, bandieruccia  accr. bandierona, bandierone  (m.)    • 2 •   (fig.) idea, principio, insegna ideale a cui si ispira il proprio operato: la bandiera della libertà, della tolleranza    • 3 •   (st.) schiera di soldati uniti sotto la stessa insegna | soldato portabandiera    • 4 •   nella tecnica teatrale e cinematografica, pezzo di stoffa nero o altro diaframma che interrompe o vela un fascio di luci    • 5 •   gioco che si svolge fra due squadre di ragazzi e che ha come scopo la conquista di una bandiera.
bandieraio   s.m.  [f. -a] chi confeziona o vende bandiere, insegne, paramenti e sim.
bandierina   s.f.    • 1 •   dim.  di bandiera    • 2 •   bandiera di piccole dimensioni usata generalmente per compiere segnalazioni | nel gioco del calcio, ciascuna delle piccole bandiere che indicano i quattro angoli del campo: tiro dalla bandierina, calcio d'angolo.
bandinella   s.f.    • 1 •   asciugamano costituito da una lunga striscia di tela girevole attorno a due rulli fissati al muro    • 2 •   tessuto leggero usato per imballare altri tessuti o per ritagliarvi modelli di sartoria    • 3 •   drappo che, nelle chiese, ricopre il leggio    • 4 •   nei vivai, riparo protettivo di arbusti, frasche, stuoie    • 5 •   (arch.) decorazione a forma di nastro usata negli edifici di età rinascimentale.
bandire   v. tr.  [io bandisco, tu bandisci ecc.]    • 1 •   un tempo, annunciare con pubblico bando | oggi, annunciare ufficialmente: bandire un concorso  | (fig.) far conoscere, diffondere, propugnare: bandire una nuova scienza  | bandire ai quattro venti, rendere noto a tutti    • 2 •   mettere al bando, esiliare    • 3 •   (estens. , fig.) allontanare, scacciare: bandire dalla patria; bandire i complimenti, la malinconia. 
bandista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona in una banda.
bandistico   agg.  [pl. m. -ci] di banda musicale: concerto bandistico; complesso bandistico. 
bandita   s.f.  territorio nel quale, per pubblico bando, sono proibiti la caccia, la pesca o il pascolo; riserva.
banditesco   agg.  [pl. m. -schi] da bandito, criminale: un colpo banditesco; un comportamento banditesco  § banditescamente avv. 
banditismo   s.m.    • 1 •   attività di banditi; il fenomeno sociale costituito dalla criminalità organizzata: un atto di banditismo; la repressione del banditismo    • 2 •   (estens.) comportamento di chi non si fa scrupolo di commettere illegalità pur di raggiungere gli scopi che si prefigge: banditismo economico, politico. 
bandito   part. pass.  di bandire  e agg.  nei sign. del verbo | corte bandita, nel medioevo, grande festa offerta da un feudatario  s.m.    • 1 •   chi commette atti criminali (omicidi, furti, rapine), da solo o in bande organizzate; fuorilegge, malvivente    • 2 •   (fig.) persona senza scrupoli, disposta a fare qualsiasi cosa pur di raggiungere il proprio scopo    • 3 •   (st.) persona messa al bando.
banditore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   un tempo, chi rendeva note le disposizioni delle autorità leggendole ad alta voce nelle strade    • 2 •   nelle aste pubbliche, chi grida i prezzi di base, le offerte, le aggiudicazioni    • 3 •   (fig.) chi si fa promotore e divulgatore di idee, di dottrine.
bando   s.m.    • 1 •   ordine o comunicazione di un'autorità che un tempo veniva annunciata da un banditore e che oggi viene portata a conoscenza dei cittadini mediante affissione o pubblicazione su un bollettino ufficiale: bando di leva, d'asta, di concorso  ' bando militare, che ha valore di legge nella zona di guerra    • 2 •   anticamente, pubblica condanna che comportava la cacciata dal territorio dello stato; esilio | mettere al bando, esiliare; (fig.) allontanare, eliminare: mettiamo al bando ogni scrupolo!  ' bando a, esortazione a scacciare, escludere qualcosa: bando alle chiacchiere, alle esitazioni. 
bandola   s.f.  strumento spagnolo a corde che si suona con il plettro.
bandolero   s.m.  bandito.
bandoliera   s.f.  striscia di cuoio portata a tracolla da militari e cacciatori per sostenere armi e munizioni; in certe uniformi militari ha solo funzione di ornamento.
bandolo   s.m.  il capo della matassa | perdere il bandolo, (fig.) confondersi | trovare il bandolo di un problema, di una questione, (fig.) trovarne la soluzione.
bandone   s.m.    • 1 •   lamiera di grandi dimensioni    • 2 •   saracinesca di lamiera ondulata.
bandoneon   o bandonion, s.m. invar.  piccola fisarmonica con bottoni su entrambi i lati, in uso soprattutto nelle orchestre di tango latinoamericane.
bandura   s.f.  strumento musicale della famiglia del liuto, di corpo ovale con fondo piatto e manico corto, diffuso soprattutto in russia.
bang   inter.  imita il rumore provocato da un colpo secco, da un'esplosione o dallo sparo di un'arma da fuoco  s.m. invar.  il rumore stesso | bang sonico, (aer.) rumore simile a quello di un'esplosione che si produce nel momento in cui un aereo in volo supera la velocità del suono.
bangio   s.m.  adattamento it. di banjo. 
bangioista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il bangio.
banjo   s.m. invar.  strumento musicale a corde, con manico lungo e cassa costituita da una cornice circolare su cui è teso un piano armonico di pergamena; è impiegato nel jazz e nella musica folk.
banlieu   s.f. invar.  il circondario di parigi, ricco di aree verdi e centri abitati.
bannalità   s.f.  diritto del feudatario di imporre l'uso dei propri mulini, frantoi e torchi dietro pagamento di una tassa o esigendo in cambio prestazioni di lavoro gratuite.
banner   s.m. invar.  inserzione pubblicitaria in internet, costituita in genere da un'immagine che consente il collegamento diretto al sito di riferimento.
banno   s.m.  (ant.) bando.
bano   s.m.  governatore di una provincia nei territori slavi (fino alla metà del sec. xix).
bansigo   s.m.  [pl. -ghi] (mar.) tavoletta di legno appesa a due cavi lungo la murata di una nave, usata come sedile per eseguire lavori alla murata stessa.
bantù   o bantu [bàn-tu], agg. invar.  si dice di una delle grandi famiglie linguistiche del continente africano  s.m. invar.    • 1 •   [anche f.] l'appartenente a una popolazione bantù    • 2 •   lingua bantù.
banteng   s.m. invar.  bue selvatico di colore nero, con corna ricurve e zampe bianche; vive in indonesia (fam.  bovidi).
baobà  b baobàb;s.m.  albero tropicale con fusto di grande diametro che produce un frutto commestibile detto pane delle scimmie  (fam.  bombacacee).
bar   (1) s.m. invar.    • 1 •   locale pubblico in cui si consumano, al banco o ai tavoli, caffè, bibite, liquori, paste, panini ecc. dim. baretto    • 2 •   (mobile) bar, nelle abitazioni private, piccolo mobile in cui si tengono liquori e bevande varie.
bar   (2) s.m. invar.  (fis.) unità di misura della pressione, pari a 0,986 atmosfere.
bara   s.f.    • 1 •   cassa da morto, feretro | avere un piede nella bara, (fig.) essere molto malato, in punto di morte; anche, essere vecchio e malandato    • 2 •   carro su cui vengono portate in processione le reliquie di un santo    • 3 •   (ant.) lettiga usata per trasportare malati, feriti e cadaveri | barella.
barabasso    ⇨ barbasso.
barabba   s.m. invar.  (non com.) ragazzo discolo; giovinastro | furfante, delinquente (per lo più scherz.).
baracane   baracano  ⇨ barracano.
baracca   s.f.  [pl. -che]    • 1 •   costruzione di legno o di altro materiale leggero per il ricovero, generalmente provvisorio, di uomini e animali, o per il deposito di merce | piantare baracca e burattini, (fig.) abbandonare tutto e andarsene. dim. baracchina, baracchino  (m.), baracchetta  accr. baraccone  (m.) pegg. baraccaccia    • 2 •   (fig. fam.) qualsiasi attività od organizzazione che abbia un andamento difficoltoso, precario: mandare avanti la baracca, la famiglia, l'azienda o sim. | qualsiasi cosa sia in cattivo stato: quella macchina fotografica è proprio una baracca  | andare in baracca, a catafascio    • 3 •   fracasso, confusione: far baracca  | (non com.) baldoria.
baraccamento   s.m.  insieme di baracche, detto di solito di acquartieramenti militari.
baraccare   v. intr.  [io baracco, tu baracchi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   erigere baracche    • 2 •   (fig. non com.) fare baldoria | v. tr.  sistemare in baracche.
baraccato   part. pass.  di baraccare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi alloggia o è sistemato in una baracca; che, chi vive in una baraccopoli.
baracchino   s.m.    • 1 •   dim.  di baracca    • 2 •   piccolo rifugio in legno per alpinisti o escursionisti    • 3 •   (pop.) edicola, chioschetto per la rivendita di bibite o altro    • 4 •   nell'uso dei radioamatori, apparecchio ricetrasmittente che opera sulle frequenze della banda cittadina.
baraccone   s.m.    • 1 •   accr.  di baracca    • 2 •   grossa costruzione smontabile che ospita attrazioni e giochi in luna-park, circhi e sim. | pl.  parco di divertimenti | fenomeno da baraccone, (fig. spreg.) persona di fattezze o capacità fuori del comune, tanto da suscitare curiosità    • 3 •   (fig.) amministrazione disorganizzata e inefficiente.
baraccopoli   s.f.  agglomerato di baracche alla periferia di una grande città in situazioni di emergenza (alluvioni, terremoti e sim.), gruppo di baracche che ospitano temporaneamente i senzatetto.
baraggia   o barraggia, s.f.  [pl. -ge] tipo di terreno argilloso e compatto.
baraonda   s.f.    • 1 •   confuso e rumoroso movimento di gente che va e viene; disordinato vociare di persone    • 2 •   insieme confuso di oggetti o persone (anche fig.): una baraonda di immagini, quasi di sogno, gli passarono davanti  (buzzati).
barare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   truffare al gioco; imbrogliare con le carte    • 2 •   (estens.) essere sleali, ingannare: barare in amore, con sé stessi. 
baratro   s.m.  luogo profondo e oscuro; abisso, voragine: precipitare in un baratro  | (fig.) perdizione, rovina irreparabile: il baratro del vizio. 
baratta   s.f.  (ant.) contesa, zuffa: altra volta fui a tal baratta  (dante inf.  xxi, 63).
barattamento   s.m.  (rar.) baratto.
barattare   v. tr.    • 1 •   scambiare una cosa con un'altra senza far uso di moneta: barattò il giradischi con una radio  | (fig. non com.) rivolgersi reciprocamente: barattare saluti; barattare due parole  | barattare le carte in mano a qualcuno, (fig.) alterare intenzionalmente il significato delle sue parole    • 2 •   (ant.) far baratteria.
barattatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] (rar.) chi baratta; chi fa uno scambio di cose.
baratteria   s.f.  (ant.)    • 1 •   il trarre profitti illeciti da un pubblico ufficio | (estens.) truffa, frode, dolo    • 2 •   nel medioevo, il tenere un banco di gioco nei mercati o nelle piazze.
barattiere   o barattiero, s.m.  (ant.)    • 1 •   chi baratta o rivende cose di poco valore    • 2 •   chi trae profitti illeciti da un pubblico ufficio    • 3 •   nel medioevo, chi teneva un pubblico banco di gioco.
baratto   s.m.    • 1 •   il barattare, lo scambiare una cosa con un'altra senza fare uso di moneta: fare baratto di qualcosa; l'economia primitiva era fondata sul baratto    • 2 •   (dir.) permuta    • 3 •   (ant.) baratteria | barattiere.
barattolo   s.m.  piccolo contenitore di vetro, latta o altro materiale, di forma per lo più cilindrica, chiudibile con un tappo o un coperchio, usato per conservare prodotti di vario genere (alimentari, farmaceutici, cosmetici ecc.): un barattolo di miele, di sali da bagno.  dim. barattolino  accr. barattolone. 
barba   (1) s.f.    • 1 •   l'insieme dei peli che crescono sulle guance e sul mento dell'uomo; per estens., i peli del muso di alcuni animali: barba lunga, corta; barba alla cappuccina, alla cavour; tagliarsi, spuntarsi la barba; farsi, lasciarsi crescere la barba; farsi la barba, radersela; fare la barba a qualcuno, radergliela | in usi fig.: servire uno di barba e capelli, sistemarlo ben bene, come si merita; farla in barba a uno, fare qualcosa a suo dispetto, ingannarlo; una barba d'uomo, una persona autorevole; che barba!, che noia; far venire la barba, annoiare. dim. barbetta, barbettina, barbino  (m.), barbina  accr. barbona, barbone  (m.) pegg. barbaccia    • 2 •   uomo che porta la barba; per estens., uomo dotato di esperienza e buon senso    • 3 •   filamento delle radici delle piante e, per estens., la radice stessa | mettere le barbe, mettere le radici, attecchire (anche fig.). dim. barbicella, barbicina, barbolina    • 4 •   entra come componente nel nome di molte piante: barba di bosco, lichene a filamenti di color glauco-argentei che si trova sui rami dei vecchi larici | barba di prete, pianta erbacea con fiori gialli e foglie lineari che si mangiano in insalata (fam.  composite) | barba di becco, pianta erbacea simile alla scorzonera le cui radici gialle dal sapore dolce si mangiano lesse (fam.  composite) | barba di frate  (o di cappuccino), nome popolare del riscolo    • 5 •   ciascuno dei lunghi e sottili filamenti che, partendo da un asse centrale (rachide), costituiscono le penne degli uccelli    • 6 •   (mar.) pezzo di cavo che viene fissato a un oggetto per trascinarlo o sospenderlo    • 7 •   pl.  i filamenti residui provocati dal bulino che incide i metalli    • 8 •   sfilacciatura della carta sull'orlo non rifilato dei libri.
barba   (2) s.m. invar.  (ant. , sett.) zio | (estens.) anziano, vecchio.
barbabietola   s.f.  pianta erbacea a radice carnosa, color rosso sanguigno, commestibile; la varietà a radice bianca fornisce zucchero (fam.  chenopodiacee).
barbablù   s.m.  marito violento | (estens.) persona che incute paura (spec. in usi scherz.).
barbacane   s.m.    • 1 •   opera muraria di rinforzo davanti ad antiche fortificazioni, a bastioni e sim.; terrapieno difensivo    • 2 •   foro lasciato nei muri costruiti a sostegno di pendii e sim., per consentire lo scolo delle acque.
barbacarlo   s.m.  vino rosso, corposo e vivace prodotto nell'oltrepò pavese.
barbaforte   s.m.  pianta erbacea con radice di sapore piccante (fam.  crucifere).
barbagianni   s.m.    • 1 •   uccello rapace notturno, con piumaggio fulvo chiaro macchiettato di grigio (ord.  strigiformi)    • 2 •   (fig.) persona sciocca e pedante, detto soprattutto di anziani.
barbagliare   (1) v. intr.  [io barbàglio ecc. ; aus. avere] (rar.) sfavillare.
barbagliare   (2) v. intr.  [io barbàglio ecc. ; aus. avere] (ant.) balbettare, tartagliare: e la lengua barbaglia e non sa che parlare  (iacopone).
barbagliata   s.f.  (lomb.) bevanda calda costituita da caffè e cioccolata con aggiunta di panna.
barbaglio   (1) s.m.  bagliore improvviso; l'abbagliamento che ne deriva.
barbaglio   (2) s.m.  bagliore intenso e frequente.
barbanera   s.m. invar.  almanacco popolare contenente previsioni, aneddoti, consigli e ricette, diffuso spec. nel mondo contadino; lunario.
barbano   s.m.  (ant.) zio.
barbare   v. intr.  [aus. avere] (ant.) abbarbicarsi, metter radici (anche fig.) | v. tr.  (tosc.)    • 1 •   conficcare, piantare dentro    • 2 •   (fig.) appioppare.
barbareggiare   v. intr.  [io barbaréggio ecc. ; aus. avere] (lett.) parlare o scrivere usando barbarismi.
barbaresco   (1) agg.  [pl. m. -schi] (non com.) dei barbari, barbarico.
barbaresco   (2) o barberesco, agg.  [pl. m. -schi] di barberia, concernente la barberia, antica denominazione dell'africa nordoccidentale (dalla libia al marocco attuali): pirati barbareschi   s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della barberia; per estens., saraceno    • 2 •   cavallo da corsa della barberia; barbero    • 3 •   (ant.) la lingua parlata in barberia.
barbaresco   (3) s.m.  pregiato vino piemontese, rosso, corposo e asciutto, che si produce nella zona di barbaresco (cuneo).
barbaricino   agg.  della barbagia, regione della sardegna  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della barbagia.
barbarico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (st.) dei barbari, dei popoli barbari: le invasioni barbariche; i regni barbarici    • 2 •   da barbaro; incivile: usanze barbariche  § barbaricamente avv. 
barbarie   s.f. invar.    • 1 •   condizione di popolo barbaro; per estens., condizione sociale e culturale non progredita: vivere nella barbarie; cadere dalla civiltà nella barbarie    • 2 •   atto crudele e disumano: le barbarie naziste. 
barbarismo   s.m.    • 1 •   (ling.) parola, locuzione o forma introdotta inopportunamente in una lingua da un'altra lingua    • 2 •   (rar.) ciò che è contrario al buon gusto artistico.
barbarizzare   v. intr.  [aus. avere] (lett.) barbareggiare.
barbaro   agg.    • 1 •   nell'antichità greca e romana, straniero    • 2 •   (st.) che appartiene a una delle popolazioni stanziate originariamente oltre i confini dell'impero romano, e che poi si stabilirono nell'impero stesso (secc. v-vi) | (estens.) incivile, selvaggio, primitivo: usi barbari  | crudele, feroce, inumano: una barbara rappresaglia    • 3 •   (fig.) rozzo, scorretto, di cattivo gusto: vestirsi, esprimersi in modo barbaro  | metrica barbara, nome dato dal carducci a un tipo di metrica con cui egli mirava a riprodurre nella poesia italiana i ritmi di quella classica quantitativa, con risultati che all'orecchio di un antico sarebbero riusciti 'barbari', cioè rozzi e imperfetti  s.m.  [f. -a]    • 1 •   nell'antichità greco-romana, chi era straniero    • 2 •   (st.) chi apparteneva a un popolo barbaro: le invasioni dei barbari  § barbaramente avv.  crudelmente, ferocemente | rozzamente.
barbarossa   s.f.  particolare tipo di uva dal colore rosso vivo.
barbasso   tosc. barabasso [ba-ra-bàs-so], s.m.  (bot.) tassobarbasso.
barbassoro   meno com. barbassore [bar-bas-só-re], s.m.    • 1 •   (st.) gran vassallo    • 2 •   (lett.) persona di grande autorità e sapienza | chi si dà molte arie; saccentone.
barbastello   s.m.  pipistrello dal pelame color bruno sul dorso e grigiastro sul ventre, con grandi orecchie unite alla base (ord.  chirotteri).
barbata   s.f.    • 1 •   (agr.) rampollo d'albero o talea di vite, interrati per poi essere trapiantati quando abbiano messo le barbe    • 2 •   l'insieme delle barbe di una pianta.
barbatella   s.f.  talea di vite che ha messo le barbe.
barbatellaio   s.m.  (agr.) la parte del vivaio destinata alla produzione delle barbatelle.
barbato   agg.    • 1 •   (bot.) che ha messo barbe, radici    • 2 •   (lett.) barbuto    • 3 •   (ant.) savio.
barbazzale   ant. barbozzale, s.m.    • 1 •   catenella che passa sotto la barbozza del cavallo e si fissa per i capi al morso | (fig. lett.) freno, ritegno: una fitta pioggia... sfacciata che mi diceva senza barbazzale le sue insolenze  (faldella)    • 2 •   ciascuna delle due appendici cutanee pendenti ai lati del collo di alcune razze di capre.
barbecue   s.m. invar.  fornello a carbone di legna per la cottura all'aperto di carni e altri cibi alla griglia; per estens., carne o altro cibo così cotti.
barbera   s.m.  e f.  vitigno del piemonte e dell'oltrepò pavese | il vino rosso asciutto e corposo che da esso si produce: barbera d'asti. 
barberesco    ⇨ barbaresco 2.
barbero   agg.  e s.m.  si dice di cavallo allevato per correre un palio, in partic. quello di siena.
barbetta   s.f.    • 1 •   dim.  di barba    • 1 •    • 2 •   ciuffo di peli sulla parte posteriore dello stinco degli equini    • 3 •   parte terminale del ferro di cavallo che si ribatte sullo zoccolo    • 4 •   (mar.) leggero cavo prodiero per l'ormeggio o il rimorchio delle imbarcazioni    • 5 •   (mil.) piattaforma per pezzi d'artiglieria posta sul terrapieno delle opere di fortificazione e protetta da un parapetto in muratura o in acciaio; in marina, spalto corazzato per la sistemazione dei cannoni di bordo.
barbetto   s.m.  (spec. pl.)    • 1 •   nome scherzoso dato un tempo in piemonte ai valdesi, che chiamavano barba  (cioè 'zio') i loro pastori    • 2 •   appellativo pop., in firenze, dei padri della missione san vincenzo de' paoli, che usavano portare la barbetta a pizzo.
barbicare   v. intr.  [io bàrbico, tu bàrbichi ecc. ; aus. avere] (non com.) abbarbicare | barbicarsi v. rifl.  (non com.) abbarbicarsi.
barbiere   ant. barbiero, s.m.  chi per mestiere rade la barba e taglia o acconcia i capelli (fino agli inizi del sec. xix all'esercizio di questo mestiere erano connesse anche pratiche mediche e chirurgiche).
barbieria   s.f.  (region.) negozio di barbiere.
barbiero    ⇨ barbiere.
barbificare   v. intr.  [io barbìfico, tu barbìfichi ecc. ; aus. avere] di piante, mettere le barbe, le radici; attecchire.
barbigi   s.m. pl.  (fam. , scherz.) baffi, basette | ridere sotto i barbigi, sotto i baffi.
barbiglio   s.m.    • 1 •   (zool.) appendice cutanea con funzione sensoriale, posta sotto il mascellare e agli angoli della bocca di alcuni pesci | negli uccelli, bargiglio    • 2 •   ciascuna delle due alette laterali nella punta delle frecce e degli ami, che ne impediscono la fuoruscita una volta conficcati.
barbina   s.f.    • 1 •   dim.  di barba    • 1 •    • 2 •   velo o nastro che le donne portavano in capo per ornamento | guarnizione di cappelli femminili di moda durante il sec. xix.
barbino   agg.    • 1 •   si dice di persona gretta, meschina, avara    • 2 •   si dice di cosa brutta, fatta male, senza abilità oppure dura a sopportarsi, difficoltosa: è un'impresa barbina  | fare una figura barbina, una figuraccia § barbinamente avv.  (non com.).
barbio    ⇨ barbo.
barbito   o barbiton, s.m.  strumento a corde affine alla lira, in uso nell'antica grecia.
barbitonsore   s.m.  (scherz.) barbiere.
barbiturico   agg.  [pl. m. -ci] acido barbiturico, (chim.) composto organico azotato da cui derivano molte altre sostanze dotate di azione ipnotica e sedativa  s.m.  ogni derivato dell'acido omonimo: avvelenarsi con i barbiturici. 
barbiturismo   s.m.  (med.) intossicazione da barbiturici.
barbo   o barbio, s.m.  pesce d'acqua dolce, commestibile, con quattro barbigli pendenti dalla mascella superiore (ord.  cipriniformi).

barbocchio   s.m.  (bot.) rizoma di canna provvisto di una o più gemme, utilizzato per propagare la pianta.
barbogio   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. f. -gie  o -ge] si dice di persona molto avanti con gli anni, noiosa e brontolona: un vecchio barbogio. 
barboncino   s.m.  cane barbone di piccola taglia.
barbone   s.m.    • 1 •   accr.  di barba 1; in partic., barba lunga e folta | (estens.) uomo barbuto    • 2 •   vagabondo senza dimora fissa né occupazione, che vive di espedienti | (estens.) mendicante    • 3 •   razza di cane molto intelligente dal pelo lungo e riccio. | usato anche come agg.  : cane barbone    • 4 •   (bot.) denominazione di varie piante erbacee, tra cui la brionia e la cosiddetta vite bianca, rampicante dalle bacche rosse globose    • 5 •   (vet.) malattia infettiva dei bufali caratterizzata da tumefazione mascellare    • 6 •   moneta lucchese d'argento, coniata dal xvi al xix sec.
barboso   agg.  noioso, pesante: discorso barboso  § barbosamente avv. 
barbotin   s.m. invar.  (mar.) congegno dell'argano per salpare, utilizzato per far ingranare la catena dell'ancora al tamburo del verricello.
barbotta   s.f.  al tempo delle crociate, nave munita di speciali protezioni, atte a ripararla dal fuoco greco.
barbottare    ⇨ borbottare.
barbozza   s.f. , o barbozzo, s.m.  nel sign. 2    • 1 •   la parte posteriore del labbro inferiore del cavallo, intorno a cui gira il barbazzale    • 2 •   parte dell'armatura che, aggiunta alla celata come rinforzo, proteggeva la zona inferiore del viso.
barbozzale    ⇨ barbazzale.
barbozzo    ⇨ barbozza.
barbugliamento   s.m.  il barbugliare.
barbugliare   v. tr.  [io barbùglio ecc.] articolare, pronunciare confusamente (parole, frasi) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   parlare in modo confuso, balbettante    • 2 •   (non com.) borbottare, gorgogliare (detto di liquidi in ebollizione).
barbula   s.f.  (zool.) ciascuna delle brevi appendici che, agganciandosi fra loro, tengono unite l'una all'altra le barbe delle penne degli uccelli.
barbuta   s.f.    • 1 •   elmo antico senza cimiero, prolungato nella parte anteriore in modo che, calzato completamente, coprisse tutto il volto e il collo sino all'altezza delle clavicole    • 2 •   (estens.) soldato provvisto di tale elmo.
barbuto   agg.  provvisto di barba; che ha una barba abbondante: un uomo barbuto. 
barca   (1) s.f.  [pl. -che]    • 1 •   imbarcazione di piccole dimensioni: barca a remi, a vela, a motore; barca da pesca, da diporto  | la barca di pietro, (fig.) la chiesa cattolica | mandare avanti la barca, (fig.) la famiglia, l'impresa ecc. | essere tutti nella stessa barca, (fig.) partecipare della stessa condizione, trovarsi nella stessa difficoltà e, quindi, avere interessi comuni | andare, essere in barca, (fig.) cadere, trovarsi in uno stato di confusione. dim. barchetta, barchina, barchino  (m.) accr. barcona, barcone  (m.) pegg. barcaccia    • 2 •   (estens.) qualsiasi natante da diporto, anche di grandi dimensioni    • 3 •   (scherz.) scarpa troppo grande per il piede.
barca   (2) s.f.  mucchio di covoni di cereali o di foraggi | (estens.) cumulo, gran quantità: una barca di quattrini. 
barcaccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   pegg.  di barca    • 1 •    • 2 •   imbarcazione di servizio nelle navi mercantili    • 3 •   nei teatri, palco più grande degli altri, per lo più di proscenio.
barcaiolo   lett. barcaiuolo, region. barcarolo, s.m.  [f. -a] chi usa o conduce una barca; traghettatore | noleggiatore di barche.
barcamenarsi   v. rifl.  [io mi barcaméno ecc.] destreggiarsi tra varie difficoltà, senza assumere una posizione decisa o compromettente.
barcana   s.f.  duna a forma di mezzaluna, concava dalla parte opposta a quella da cui spira il vento.
barcareccio   o barchereccio, s.m.  il complesso delle imbarcazioni impiegate nelle stesse acque per un dato lavoro: barcareccio da pesca, da trasporto. 
barcarizzo   s.m.  (mar.) apertura sulla murata di una nave a cui vengono applicate le scale per accedere dall'esterno al ponte di coperta; in generale, scala d'accesso esterno a una nave.
barcarola   s.f.  (mus.) composizione vocale o strumentale di ritmo ternario e di forma libera; ispirata ad antiche canzoni di gondolieri.
barcarolo    ⇨ barcaiolo.
barcata   s.f.  quanto può portare di carico una barca | (fig.) grande quantità: una barcata di soldi. 
barcheggiare   v. intr.  [io barchéggio ecc. ; aus. avere] (non com.)    • 1 •   andare in barca per diletto, senza una meta precisa    • 2 •   (fig.) barcamenarsi, destreggiarsi.
barcheggio   s.m.  (non com.)    • 1 •   il barcheggiare    • 2 •   il traghettare da una sponda all'altra o dalla nave a terra.
barchereccio    ⇨ barcareccio.
barchessa   s.f.  tettoia, generalmente chiusa ai lati estremi, annessa alla casa colonica per il deposito di fieno e cereali.
barchetta   s.f.    • 1 •   dim.  di barca    • 1 •    • 2 •   nome generico di cose che hanno forma di piccola barca | scollatura a barchetta, scollo moderato dell'abito che si allarga verso le spalle    • 3 •   involucro metallico disposto sotto la chiglia dei sommergibili e contenente la zavorra    • 4 •   (region.) rete da pesca per trote.
barchetto   s.m.    • 1 •   dim.  di barca    • 1 •    • 2 •   piccola barca per la caccia in palude    • 3 •   veliero a due alberi usato per la pesca.
barchettone   s.m.  letto a cassone stile impero, sormontato da spalliere ricurve; battello, nel sign. 3.
barchino   s.m.    • 1 •   dim.  di barca    • 1 •    • 2 •   lo stesso che barchetto, nel sign.    • 2 •    • 3 •   (mar.) veloce motoscafo d'assalto, atto a superare le ostruzioni di reti e armato di siluri.
barco   (1) s.m.  [pl. -chi] (mar.) termine generico che indica velieri da trasporto con più di un albero | barco bestia, nave goletta.
barco   (2) s.m.  [pl. -chi] barca, mucchio di covoni.
barco   (3) s.m.  [pl. -chi] (ant.)    • 1 •   parco    • 2 •   recinto per le bestie nelle cascine lombarde.
barcollamento   s.m.  il barcollare.
barcollante   agg.  malfermo, vacillante, traballante.
barcollare   v. intr.  [io barcòllo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   non riuscire a reggersi bene in piedi, procedere con andatura oscillante, vacillare: barcollare come un ubriaco; il campione barcollò sotto i colpi dell'avversario    • 2 •   (fig.) essere sul punto di perdere stabilità, autorità o prestigio: il regime barcollò di fronte alle manifestazioni popolari. 
barcollio   s.m.  un barcollare continuato.
barcolloni   o barcollone, avv.  in modo barcollante, barcollando: avanzò barcolloni. 
barcone   (1) s.m.    • 1 •   accr.  di barca 1; in partic., grossa imbarcazione per il trasporto di merci    • 2 •   (mil.) barca piatta impiegata per la costruzione di ponti provvisori.
barcone   (2) s.m.  mucchio di covoni; anche, il luogo dove vengono ammucchiati.
barda   s.f.    • 1 •   armatura in cuoio o in ferro del cavallo d'arme    • 2 •   sella senza arcioni.
bardaglio   s.m.  sorta di cuscino usato al posto della sella.
bardamento   s.m.  il bardare, l'essere bardato; bardatura.
bardana   s.f.  pianta erbacea con piccoli fiori rosa o porporini, raccolti in capolini sferici muniti di squamette uncinate (fam.  composite).
bardare   v. tr.    • 1 •   mettere i finimenti a un cavallo; munirlo di barda    • 2 •   (estens.) adornare in modo vistoso e ricercato | bardarsi v. rifl.  vestirsi con pretenziosità e cattivo gusto: bardarsi a festa. 
bardassa   s.m.  [pl. -si]    • 1 •   (lett.) cinedo, giovane effeminato    • 2 •   monello, giovinastro    • 3 •   (region.) ragazzetto | s.f.    • 1 •   (lett.) prostituta    • 2 •   (region.) ragazzetta.
bardato   part. pass.  di bardare   agg.    • 1 •   si dice del cavallo munito di finimenti o di barda    • 2 •   (scherz.) vestito, ornato in modo ricercato e vistoso: la signora si presentò bardata come meglio seppe    • 3 •   (fig.) rivestito, adorno: la collina ligure, bardata di vigne, luminosa  (moravia).
bardatura   s.f.    • 1 •   il bardare, l'essere bardato; l'insieme dei finimenti o dell'armatura di un cavallo    • 2 •   (scherz.) abbigliamento solenne, vistoso, ricercato.
bardella   s.f.  sella larga e imbottita, con struttura in legno e l'arcione anteriore assai alto, usata dai butteri della maremma e della campagna romana; nell'italia merid., imbottitura posta sotto l'arcione della sella.
bardellare   v. tr.  [io bardèllo ecc.] munire di bardella una cavalcatura.
bardellone   s.m.  grossa bardella che si mette ai puledri per domarli.
bardiglio   s.m.  varietà di marmo di colore variante dal grigio al turchino, più o meno venato, tipico delle alpi apuane.
bardito   agg.  (rar.) dei bardi: poesia bardita   s.m.  (lett.) canto di guerra degli antichi germani.
bardo   s.m.    • 1 •   presso gli antichi celti, poeta epico, cantore di eroiche imprese    • 2 •   (estens.) vate, poeta, cantore in genere.
bardolino   s.m.  vino rosso chiaro, di sapore secco, prodotto nella zona di bardolino (verona).
bardosso   (ant.) solo nella loc. avv. a bardosso, senza sella; (fig.) alla peggio, disordinatamente: vestiti a bardosso  (machiavelli).
bardotto   s.m.    • 1 •   animale ibrido, non fecondo, risultante dall'incrocio di un cavallo con un'asina    • 2 •   [f. -a] apprendista, garzone    • 3 •   (antiq.) chi con l'alzaia traina le imbarcazioni lungo l'argine di un fiume.
barella   s.f.    • 1 •   lettuccio leggero impiegato per il trasporto a braccia di malati o di feriti; lettiga    • 2 •   larga tavola con stanghe infisse ai lati, usata per il trasporto a mano di sassi, terra o altri materiali    • 3 •   sostegno col quale si portano in processione le immagini sacre.
barellante   s.m.  (non com.) barelliere.
barellare   v. tr.  [io barèllo ecc] (non com.) trasportare con la barella: barellare i feriti  | v. intr.  [aus. avere] (lett.) barcollare, vacillare.
barellato   part. pass.  di barellare   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) si dice di ammalato trasportato in barella.
barelliere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi effettua con la barella il trasporto di feriti o ammalati | infermiere volontario sui treni ospedale o sulle autoambulanze    • 2 •   manovale addetto al trasporto di materiali.
barena   (1) s.f.  bassofondo o dosso sabbioso delle lagune che emerge dall'acqua con la bassa marea.
barena   (2) s.f.  (mecc.) barenatrice.
barenatore   s.m.  operaio addetto alla barenatura.
barenatrice   s.f.  (mecc.) macchina simile a un'alesatrice che impiega come utensile un bareno.
barenatura   s.f.  (mecc.) alesatura mediante un bareno.
bareno   s.m.  (mecc.) utensile impiegato per eseguire l'alesatura di fori molto lunghi; è detto anche barra barenatrice. 
bareria   s.f.  (ant.) inganno, imbroglio.
baresano   agg.  di bari, del territorio di bari (detto spec. di prodotti alimentari): olive baresane; (uva) baresana, uva bianca da tavola tipica della puglia.
barese   agg.  di bari: dialetto barese   s.m.  e f.  chi è nato o abita a bari.
barestesia   s.f.  (fisiol.) sensibilità dell'organismo alla pressione esercitata sulle sue varie parti.
barestesiometro   s.m.  strumento per misurare la barestesia.
bargellato   s.m.  (st.) carica, ufficio di bargello.
bargello   s.m.    • 1 •   (st.) magistrato che nei comuni medievali era preposto alla tutela dell'ordine pubblico; per estens., capo degli sbirri o semplicemente sbirro    • 2 •   palazzo in cui risiedeva tale magistrato e si trovavano le carceri.
bargia   s.f.  (ant.) giogaia dei ruminanti.
bargigliato    ⇨ bargigliuto.
bargiglio   s.m.  escrescenza carnosa allungata che pende sotto il becco dei galli, dei tacchini e di altri uccelli.
bargiglione   s.m.  escrescenza del collo dei suini.
bargigliuto   rar. bargigliato, agg.  fornito di bargigli: un gallo bargigliuto. 
bari-  bari- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. bary/s  'pesante, grave' (baricentro).
baria   s.f.  (fis.) unità di misura della pressione; equivale a una dina per centimetro quadrato.
baribal   s.m. invar.  orso americano dalla folta pelliccia bruna o nera; è facilmente addomesticabile (ord.  carnivori).
baricentrale   agg.  baricentrico.
baricentrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al baricentro.
baricentro   s.m.  (fis.) il punto in cui può immaginarsi concentrato tutto il peso di un corpo o di un sistema fisico; centro di gravità | baricentro di un triangolo, (mat.) il punto d'intersezione delle mediane.
barico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (fis.) relativo alla pressione atmosferica    • 2 •   che si riferisce al peso di un corpo | indice barico, in antropometria, rapporto tra il peso e la statura.
barico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo al bario.
bariglione   s.m.  (tosc.) grosso barile per la conservazione di acciughe, pesci in salamoia o altri generi alimentari | a bariglioni, (non com.) in grande quantità, con grande spreco.
barilaio   region. barilaro, s.m.  fabbricante di barili.
barile   (1) s.m.    • 1 •   recipiente simile a una piccola botte, fatto di doghe di legno tenute assieme da cerchi di ferro, impiegato per la conservazione di liquidi o altri prodotti | essere un barile, (fig.) essere molto grasso. dim. bariletto, barilotto  accr. barilone    • 2 •   ciò che è contenuto in un barile: un barile d'olio, d'acciughe    • 3 •   distorsione a barile, (fis.) aberrazione ottica di tipo geometrico per cui un oggetto cilindrico appare rigonfio nel mezzo; si contrappone a quella detta a cuscino    • 4 •   (mar.) gabbia bassa di un veliero mercantile    • 5 •   carlino fiorentino.
barile   (2) s.m.    • 1 •   misura di capacità per liquidi, di valore variabile a seconda delle epoche e dei luoghi    • 2 •   unità convenzionale di misura del petrolio greggio pari a circa 159 litri.
bariletto   s.m.    • 1 •   piccolo barile; fiasca da viaggio    • 2 •   contenitore metallico, generalmente chiuso da un coperchio, che racchiude la molla dell'orologio    • 3 •   distorsione a bariletto, (fis.) lo stesso che distorsione a barile. 
barilotto   o barilozzo, s.m.    • 1 •   piccolo barile di forma larga e tozza    • 2 •   (estens. scherz.) persona piccola e grassa    • 3 •   nel tiro a segno, cerchietto posto al centro del bersaglio: far barilotto, far centro.
barimetria   s.f.    • 1 •   misura approssimata del peso degli animali attraverso quella delle dimensioni del corpo    • 2 •   l'insieme dei metodi per misurare la pressione atmosferica.
bario   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è ba; è un metallo alcalino-terroso di colore bianco argenteo | solfato di bario, baritina.
barione   s.m.  (fis.) ogni particella elementare pesante (nucleone, iperone e le loro antiparticelle).
barionico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo a barione.
barisfera   s.f.  il nucleo della terra, formato da materiale a densità elevata e altissima temperatura.
barisferico   agg.  di, relativo alla barisfera.
barista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi serve il pubblico in un bar; anche, chi è proprietario di un bar.
barite   s.f.  (chim.)    • 1 •   barite caustica, idrossido di bario, polvere cristallina che in soluzione viene usata come reagente in chimica analitica    • 2 •   baritina.
baritina   s.f.  solfato di bario, polvere bianca insolubile, usata come pigmento e, in radiologia, come sostanza radiopaca.
baritonale   agg.  di, da baritono: voce baritonale. 
baritoneggiare   v. intr.  [io baritonéggio ecc. ; aus. avere] (scherz.) fare una voce da baritono.
baritonesi   s.f.  (ling.) fenomeno caratteristico di alcuni dialetti greci antichi, e presente anche in lingue moderne; indica l'arretramento dell'accento tonico verso l'inizio della parola (p. e. piro-scàfo, piròscafo).
baritono   s.m.  nell'arte del canto, voce intermedia tra il tenore e il basso; anche, il cantante che la possiede | chiave di baritono, (mus.) chiave di fa posta nella terza linea del pentagramma  agg.  si dice di sillaba non accentata o di parola la cui ultima sillaba non è accentata, spec. nel greco.
barlaccio   agg.  [pl. f. -ce] (tosc)    • 1 •   si dice dell'uovo andato a male    • 2 •   (fig.) di persona malaticcia o che si sente poco bene.
barletto   s.m.  dispositivo accessorio del banco da falegname, costituito da un ferro a forma di l che s'incastra in un foro quadro per tenere fermo un pezzo in lavorazione.
barlume   s.m.    • 1 •   luce debole; bagliore incerto: il barlume di una candela    • 2 •   (fig) parvenza, segno evanescente di qualcosa: un barlume di speranza, di dignità. 
barman   s.m. invar.  chi prepara cocktail in un bar | (estens.) chi serve al banco di un bar; barista.
barnabita   s.m.  [pl. -ti] religioso appartenente alla congregazione di san paolo, fondata a milano nel 1530 da sant'antonio maria zaccaria.
barnaggio    ⇨ baronaggio.
baro   s.m.    • 1 •   chi bara al gioco    • 2 •   (estens.) truffatore, imbroglione.
baro-  baro- -baro primo e secondo elemento di composti della moderna terminologia scientifica, che è dal gr. báros  'peso'; indica 'pressione, gravità, intensità' (barometro, isobaro).
barocchetto   s.m.    • 1 •   stile architettonico derivante dal barocco, caratterizzato da un alleggerimento delle masse e un arricchimento della decorazione    • 2 •   stile di mobili riecheggiante forme barocche, rococò e orientali.
barocchismo   s.m.  maniera barocca.
baroccio   e deriv.   ⇨ barroccio e deriv. 
barocco   s.m.  gusto artistico-letterario affermatosi nel seicento, caratterizzato in letteratura dall'uso frequente di metafore bizzarre e inusitate e, in architettura e nelle arti figurative, dalla ricerca dello scenografico e del monumentale  agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   si dice di opera letteraria o artistica improntata a questo gusto o appartenente all'epoca in cui esso si affermò: arte, scultura barocca    • 2 •   (fig.) bizzarro, stravagante; di cattivo gusto § baroccamente avv. 
baroccume   s.m.  qualità deteriore del barocco; eccesso di ornamentazione barocca.
barocettore   s.m.  (fisiol.) recettore sensibile alle variazioni di pressione.
barografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al barografo.
barografo   s.m.  barometro che registra le variazioni, nel tempo, della pressione atmosferica.
barogramma   s.m.  [pl. -mi] (fis.) diagramma tracciato dal barografo.
barolo   s.m.  pregiato vino rosso, corposo e di alta gradazione, che si produce nella zona di barolo (cuneo).
barometria   s.f.  (fis.) misurazione col barometro delle variazioni della pressione atmosferica.
barometrico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al barometro o alle variazioni della pressione atmosferica misurate con il barometro.
barometro   s.m.    • 1 •   strumento che serve a misurare la pressione atmosferica: barometro a mercurio; barometro metallico  o aneroide  | barometro registratore, barografo    • 2 •   (fig.) si dice di fenomeno o evento che rispecchia una situazione e i suoi mutamenti: le elezioni sono un barometro del momento politico. 
baronaggio   ant. barnaggio [bar-nàg-gio] s.m.    • 1 •   dignità, titolo di barone    • 2 •   la giurisdizione di un barone    • 3 •   (ant.) insieme di baroni.
baronale   agg.  che è proprio del barone o della baronia: stemma, titolo baronale. 
baronata   s.f.  (ant.) bricconata, azione da prepotente.
baronato   s.m.  baronia, baronaggio.
barone   (1) s.m.  [f. -essa]    • 1 •   nel medioevo, grande feudatario, dotato spesso di larga autonomia    • 2 •   titolo nobiliare, che nella gerarchia araldica segue quello di visconte. dim. baroncino, baronetto    • 3 •   chi detiene un grande potere, spec. economico: i baroni dell'industria, della finanza  | (estens.) chi usa in ambito professionale il proprio ruolo e la propria autorità a fini di potere o di tornaconto personale: i baroni della medicina, dell'università    • 4 •   (ant.) appellativo d'onore dato ai santi: mira, mira: ecco il barone / per cui là giù si vicita galizia, così dante (par.  xxv, 17-18) definisce san giacomo, venerato nel santuario di santiago de compostela, in galizia    • 5 •   (ant.) gioco dei dadi.
barone   (2) s.m.  (ant. , lett.) briccone, furfante, cialtrone: «ah porci!» esclamò perpetua.  «ah baroni!» esclamò don abbondio  (manzoni p. s.  xxx).
baronesco   agg.  [pl. m. -schi] (lett.)    • 1 •   di, da barone (spec. in senso spreg.): modi baroneschi    • 2 •   di, da furfante § baronescamente avv. 
baronessa   s.f.  donna investita del titolo baronale | consorte di un barone. dim. baronessina. 
baronetto   s.m.  in gran bretagna, titolo nobiliare ereditario istituito nel 1611, di grado inferiore a quello di barone | titolo onorifico non ereditario attribuito dalla corona a persone che si siano distinte in vari campi.
baronia   s.f.    • 1 •   dignità, titolo di barone    • 2 •   territorio costituente il dominio di un barone    • 3 •   (estens.) potere economico o politico esteso e incontrollato: le baronie dell'industria. 
baropatia   s.f.  (med.) insieme di disturbi legati alla variazione della pressione atmosferica.
baroscopio   s.m.  (fis.) strumento didattico usato per verificare il principio di archimede.
barotermografo   s.m.  strumento che registra contemporaneamente le variazioni della pressione e della temperatura atmosferiche.
barra   s.f.    • 1 •   asta di legno, di metallo o di altri materiali usata come elemento di collegamento o come leva di comando in macchine, apparecchi, attrezzature, dispositivi vari; sbarra: la barra del timone  | barra di manovra, asta verticale che serve a governare il timone di quota e gli alettoni degli aeroplani; cloche | barra di torsione, (mecc.) asta d'acciaio a elevata elasticità usata come molla in sospensioni e trasmissioni. dim. barretta, barrettina    • 2 •   (metall.) verga metallica a sezione poligonale o tonda: barra di rame; barra d'oro, lingotto    • 3 •   verga del morso del cavallo    • 4 •   (mar.) intersezione orizzontale nella parte alta degli alberi dei velieri    • 5 •   lineetta diagonale usata come segno grafico che indica separazione | in matematica può valere come segno di frazione (p. e.  3/5) o di percentuale (p. e.  10%)    • 6 •   (inform.) area sul video a forma di asta orizzontale o verticale che contiene le icone di comandi, programmi, menu ecc.: barra degli strumenti, delle applicazioni    • 7 •   (sport) ostacolo impiegato negli sport equestri    • 8 •   barra di foce, banco sabbioso che si forma davanti alla foce di un fiume.
barracano   o baracano o baracane, s.m.    • 1 •   tessuto di lana di capra o di pelo di cammello    • 2 •   veste caratteristica dell'africa settentrionale, comune a uomini e donne e costituita da una lunga pezza drappeggiata intorno al corpo.
barracello   s.m.  in sardegna, guardia privata addetta alla tutela della proprietà agricola.
barracuda   s.m. invar.  pesce molto vorace dei mari tropicali, simile al luccio (ord.  perciformi).
barrage   s.m. invar.  (sport) gara ulteriore di selezione fra concorrenti che hanno riportato la medesima classifica.
barraggia    ⇨ baraggia.
barramina   s.f.  lunga asta d'acciaio con punta a scalpello usata per praticare fori da mina nelle rocce.
barranco   s.m.  [pl. -chi] solco profondo che si forma lungo i fianchi di un cono vulcanico.
barrare   v. tr.    • 1 •   sbarrare, contrassegnare con barre: barrare un assegno per renderlo non trasferibile    • 2 •   (rar.) barricare.
barrato   part. pass.  di barrare   agg.    • 1 •   segnato con barra; sbarrato | numero barrato, riferito a una linea autofilotranviaria, indica un percorso ridotto o con varianti rispetto a quello normale | assegno barrato, quello segnato con due barre trasversali, che può essere incassato solo dalla persona cui è intestato    • 2 •   (non com.) chiuso con una barra.

barratura   s.f.  sbarratura.
barricadiero   agg.  e s.m.  [f. -a] rivoluzionario, estremista: atteggiamento barricadiero. 
barricamento   s.m.    • 1 •   il barricare, il barricarsi    • 2 •   barricata.
barricare   v. tr.  [io bàrrico, tu bàrrichi ecc.] sbarrare; chiudere, ostruire con una barricata: barricare una strada, il portone  | barricarsi v. rifl.    • 1 •   asserragliarsi, difendersi con barricate: gli insorti si barricarono oltre il ponte  | barricarsi in casa, (fig.) vivere rifiutando ogni contatto con l'esterno    • 2 •   (fig.) assumere un atteggiamento di difesa, di rifiuto, di chiusura polemica: barricarsi in un silenzio impenetrabile. 
barricata   s.f.    • 1 •   sbarramento di strade o di altri passaggi approntato con materiali occasionali (massi, suppellettili, veicoli ecc.), spec. durante rivolte o moti popolari: le barricate del quarantotto; morire sulle barricate  | fare le barricate, (fig.) insorgere | essere dall'altra parte della barricata, (fig.) avere idee opposte    • 2 •   barricata di appontaggio, sulle portaerei, la rete elastica che in caso d'emergenza serve per arrestare gli aerei all'estremità del ponte di volo.
barriera   s.f.    • 1 •   sbarramento, steccato, cancello che serve a limitare o chiudere un passaggio, un accesso, o a segnare un confine: le barriere di un passaggio a livello  | barriera doganale, al confine fra due stati, il luogo di controllo delle persone e delle merci che l'attraversano; (fig.) ostacolo al commercio internazionale derivante dall'uso di dazi e altre restrizioni | barriera di protezione, guardrail | barriera di appontaggio, sistema di cavi elastici con il quale si frenano gli aerei che appontano su una portaerei | barriera architettonica, qualsiasi elemento costruttivo urbano (scala, marciapiede ecc.) che impedisce o rende difficoltosi gli spostamenti ai disabili    • 2 •   (fig.) ciò che costituisce un elemento di divisione, spec. di natura ideologica o sociale: barriera razziale, di classe; le barriere del pregiudizio    • 3 •   (geogr.) formazione naturale che rappresenta un ostacolo: barriere coralline    • 4 •   (sport) nel calcio, lo schieramento difensivo dei giocatori che si dispongono davanti all'avversario che batte un calcio di punizione | nell'equitazione, ostacolo costituito da due sbarre orizzontali sovrapposte    • 5 •   (fis.) riferito a una grandezza, limite in prossimità del quale aumenta di molto la resistenza al verificarsi di un determinato fenomeno | barriera del calore, limite della velocità di un aeromobile nell'atmosfera, oltre il quale il calore generato dall'attrito compromette la resistenza dei materiali | barriera del suono, lo stesso che muro del suono    • 6 •   in alcune città dell'italia sett., i quartieri situati presso l'antica barriera daziaria e anche oltre.
barrire   v. intr.  [io barrisco, tu barrisci ecc. ; aus. avere] emettere barriti: gli elefanti barriscono. 
barrito   s.m.    • 1 •   il verso potente e vibrante dell'elefante    • 2 •   (estens.) grido, urlo, rumore potente.
barro   s.m.  terra usata per fabbricare i buccheri; il bucchero stesso.
barrocciaio   o barocciaio, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi per mestiere guida un barroccio    • 2 •   (fig.) persona volgare: modi da barrocciaio. 
barrocciata   o barocciata, s.f.  quantità di materiale che può trasportare un barroccio: una barrocciata di pietre  | a barrocciate, (fig.) in gran quantità.
barroccino   o baroccino, s.m.    • 1 •   carretto a mano per piccoli trasporti    • 2 •   calesse.
barroccio   o baroccio, region. biroccio, s.m.    • 1 •   carro, generalmente a due ruote, per trasportare materiali. dim. barroccino    • 2 •   (estens.) barrocciata.
barrotto   s.m.  (mar.) baglio che non copre l'intera larghezza della nave, perché interrotto dall'apertura di un boccaporto.
baruffa   s.f.  zuffa con gran confusione e grida; rissa, tafferuglio: far baruffa, litigare | prov.  : amor senza baruffa fa la muffa. 
baruffare   v. intr.  [aus. avere] far baruffa.
barzamino    ⇨ barzemino.
barzelletta   s.f.    • 1 •   storiella spiritosa, faceta; breve racconto con finale umoristico: raccontare barzellette; una barzelletta spinta, di argomento piccante, scurrile | mettere in barzelletta, presentare qualcosa o qualcuno in modo ridicolo    • 2 •   (estens.) cosa di poco conto, bazzecola: scalare quella parete non è una barzelletta    • 3 •   composizione poetico-musicale di origine popolare affine alla ballata (secc. xv-xvi); è detta anche frottola. 
barzellettistica   s.f.  (non com.) le barzellette considerate nel loro insieme, come genere umoristico.
barzemino   o barzamino o berzemino o berzamino, s.m.  vitigno coltivato in lombardia, che produce un'uva dolce e aromatica.
barzotto    ⇨ bazzotto.
basale   (1) agg.    • 1 •   di base, che è relativo alla base    • 2 •   (med.) essenziale per il mantenimento delle attività primarie di un organismo: metabolismo basale. 
basale   (2) s.m.  (ant.) base, nel sign. 1.
basalischio   basalisco  ⇨ basilisco.
basaltico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di roccia che presenta la struttura e la composizione del basalto.
basaltino   agg.  (non com.) basaltico.
basalto   s.m.  (min.) roccia scura formata dalla solidificazione di lava molto fluida; è utilizzata per pavimentazioni stradali.
basamento   s.m.    • 1 •   la parte inferiore, a contatto del suolo, di un edificio, di un monumento e sim.    • 2 •   fascia alla base delle pareti di una stanza, di colore differente da quello delle pareti stesse    • 3 •   (mecc.) la parte inferiore, con funzione di sostegno, di un motore o di una macchina; bancale    • 4 •   (geol.) substrato della crosta terrestre formato da rocce cristalline, eruttive e metamorfiche.
basamina   s.f.  asta d'acciaio con un'estremità tagliente, utilizzata per forare il terreno dove va posta la mina.
basare   v. tr.  collocare, mettere su una base; fondare (anche fig.): un convincimento basato su dati di fatto  | basarsi v. rifl.  fondarsi su, giudicare sulla base di qualcosa: basarsi su prove sicure. 
basca   s.f.  [pl. -che] (ant.) baschina.
baschina   s.f.  (ant.) falda della giacca femminile che ricopriva i fianchi; corpetto.
bascià    ⇨ pascià.
bascio   e deriv.   ⇨ bacio    • 1 •   e deriv. 
basco   agg.  [pl. m. -schi] di, relativo alla popolazione che occupa la regione dei pirenei occidentali lungo il golfo di biscaglia, discendenti da tribù preiberiche | palla basca, gioco della pelota | tamburo basco, piccolo tamburo con sonagli | separatismo basco, in spagna, movimento politico che rivendica l'autonomia dei territori baschi  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della regione basca    • 2 •   lingua basca, che è un residuo delle antiche lingue prelatine dell'area iberica    • 3 •   copricapo di panno, tondo e floscio, senza visiera né falde, che si porta per lo più inclinato. dim. baschetto. 
bascula   o basculla [ba-scùl-la], s.f.    • 1 •   bilancia a più leve, con ampio piano di carico, in grado di equilibrare con piccoli pesi carichi decine di volte maggiori    • 2 •   nel fucile da caccia tradizionale, blocco d'acciaio fissato al calcio e sul quale si incernierano le canne.
basculaggio   s.m.  nelle macchine fotografiche, movimento di inclinazione del piano della piastra su cui è fissato l'obbiettivo.
basculante   agg.    • 1 •   che ha movimento oscillante analogo a quello della bascula: saracinesca basculante    • 2 •   canna basculante, nei fucili da caccia tradizionali, quella incernierata a una bascula.
basculla    ⇨ bascula.
base   s.f.    • 1 •   la parte inferiore di qualsiasi oggetto, ma spec. di una struttura architettonica, che abbia funzione di appoggio e sostegno della parte sovrastante: la base di un muro, di un edificio; la base del cranio; poggiare su una solida base    • 2 •   (fig.) fondamento, presupposto: la tolleranza è la base di ogni convivenza; porre le basi di un accordo  | avere buone basi, essere privo di basi, si dice con riferimento alla preparazione culturale | trovare una base comune, un punto di intesa | in base a, sulla base di, tenendo conto di, in considerazione di, sul fondamento di: in base alle ultime informazioni  | di base, di fondo, di carattere generale: lavoro, ricerca di base    • 3 •   (estens.) elemento principale e fondamentale di qualcosa: l'acqua è la base della vita  | a base di, composto specialmente di: un dolce a base di frutta  | usato in funzione di agg. invar.  che costituisce la parte essenziale, fondamentale: stipendio base; prezzo base, nelle aste, il prezzo iniziale a partire dal quale si fanno le successive offerte    • 4 •   area per lo stanziamento di truppe e mezzi militari, da cui si parte e a cui si fa ritorno dopo un'operazione; campo da cui muovono esplorazioni, spedizioni e sim.: base aerea, navale, spaziale; rientrare alla base  | base di lancio, località con attrezzature necessarie per il lancio dei missili | non fare ritorno alla base, si dice di navi o aerei andati perduti in combattimento; (scherz.) si dice di chi non torna, o di cose smarrite | in funzione di agg. invar.  : campo base, spec. quello da cui si parte per ascensioni in alta montagna    • 5 •   la massa degli iscritti a un partito politico, a un'organizzazione sindacale, in contrapposizione alla direzione centrale o vertice | comunità di base, in ambito ecclesiale, gruppo di fedeli che tendono a vivere comunitariamente la loro esperienza religiosa e ad autogestirne i modi e le forme    • 6 •   nella cosmesi, crema che si applica sul viso prima del trucco    • 7 •   (geom.) il lato su cui poggia una figura piana o il poligono su cui poggia un solido: la base del cono è un cerchio    • 8 •   (mat.) in un sistema di numerazione posizionale, numero che indica quante unità di un certo ordine sono necessarie per formarne una dell'ordine immediatamente superiore: nel sistema decimale la base è 10, nel sistema binario la base è    • 2 •   | base di una potenza, il numero da moltiplicare per sé stesso tante volte quanto indica l'esponente | base di un logaritmo, numero positivo che elevato al logaritmo del numero dà il numero stesso    • 9 •   base musicale, nella tecnica di incisione, pista musicale preregistrata utilizzabile per ulteriori registrazioni o per esibizioni dal vivo    • 10 •   base imponibile, (econ.) valore al quale si applica l'aliquota che determina l'entità dell'imposta | base monetaria, (fin.) l'insieme delle attività finanziarie che gli istituti di credito possono impiegare come riserva obbligatoria a fronte dei propri depositi    • 11 •   (ling.) forma linguistica dalla quale si originano altre forme: base etimologica    • 12 •   (chim.) composto che reagendo con un acido dà un sale e che in soluzione possiede reazione alcalina (p. e.  idrossidi metallici, ammoniaca)    • 13 •   uno dei tre elettrodi del transistor    • 14 •   base topografica, geodetica, distanza tra due punti misurata direttamente sul terreno su cui si fondano le successive triangolazioni    • 15 •   (sport) nel baseball, ciascuno dei vertici del quadrato tracciato sul campo di gioco    • 16 •   base di dati, (inform.) insieme di dati registrati secondo una determinata struttura in un computer; banca dati.
baseball   s.m. invar.  gioco assai diffuso negli stati uniti e praticato anche in italia, che si svolge su un campo dove è tracciato un quadrato, i cui vertici si chiamano basi, tra due squadre di nove giocatori che si lanciano una palla durissima con una mazza.
basedowiano   agg.  relativo al morbo di basedow  s.m.  [f. -a] chi è affetto dal morbo di basedow.
basedowismo   s.m.  (med.) morbo di basedow, malattia caratterizzata da disfunzione della tiroide, con aumento del metabolismo basale, tremori, esoftalmo, tachicardia.
basella   s.f.  pianta erbacea tipica delle regioni tropicali che ha foglie commestibili (fam.  composite).
basetta   (1) s.f.    • 1 •   striscia di barba che si fa crescere sulla guancia in continuazione dei capelli; fedina. dim. basettina  accr. basettona, basettone  (m.)    • 2 •   pl.  (ant.) baffi.
basetta   (2) s.f.  (elettron.) lastra di materiale isolante sulla quale si stampano i circuiti elettrici.
basettino   s.m.  uccellino dal piumaggio nero, bianco e rossiccio, con due basette nere ai lati del becco; nidifica nei canneti (ord.  passeriformi).
basettone   s.m.    • 1 •   accr.  di basetta    • 2 •   (estens.) chi porta grandi basette.
basic   s.m. invar.  linguaggio di programmazione assai semplice, utilizzato soprattutto su personal computer.
basicità   s.f.    • 1 •   (non com.) basilarità    • 2 •   (chim.) proprietà di una sostanza di comportarsi come base nelle reazioni chimiche.
basico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (chim.) che ha le proprietà di una base o si comporta come una base: sale basico | terreno basico, ricco di sali minerali    • 2 •   (min.) si dice di roccia eruttiva di colore scuro, relativamente povera di silicio    • 3 •   (non com.) basilare, fondamentale.
basidio   s.m.  (bot.) organo uni- o pluricellulare che produce basidiospore; è caratteristico dei funghi basidiomiceti.
basidiomiceti   s.m. pl.  (bot.) classe di funghi caratterizzati dalla formazione di basidiospore | sing.  [-e] fungo appartenente a tale classe.
basidiospora   s.f.  (bot.) cellula caratteristica dei funghi basidiomiceti, destinata a produrre un nuovo individuo.
basificare   v. tr.  [io basìfico, tu basìfichi ecc.] (chim.) rendere basica una soluzione o neutralizzarne l'acidità aggiungendo una base.
basificazione   s.f.  (chim.) il basificare, l'essere basificato.
basilare   agg.    • 1 •   che serve, che fa da base    • 2 •   (fig.) fondamentale, principale: i principi basilari di una dottrina. 
basilarità   s.f.  l'essere basilare, fondamentale.
basiliano   agg.  che si riferisce a san basilio il grande (330 ca-379)); per estens., che si riferisce a qualsiasi corrente monastica orientale, per l'influsso comune che su di esse ebbe san basilio  s.m.  monaco che segue la regola di san basilio.
basilica   s.f.    • 1 •   nell'antichità romana, edificio a pianta rettangolare, diviso per mezzo di colonnati in tre o cinque navate, dove si amministrava la giustizia e si trattavano gli affari    • 2 •   nell'antichità cristiana, tempio con struttura architettonica derivante da quella dell'antica basilica romana e terminante in un'abside: le basiliche paleocristiane    • 3 •   chiesa importante cui viene attribuito dalla santa sede il titolo omonimo.
basilicale   agg.  proprio delle basiliche o relativo a esse: interno basilicale. 
basilico   (1) s.m.  pianta erbacea con fiori bianchi raccolti in spighe e foglie aromatiche usate per condimento (fam.  labiate).
basilico   (2) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del re, regio | libri basilici, raccolta di leggi romane voluta dall'imperatore d'oriente basilio i il macedone alla fine del sec. ix e attuata all'inizio del seguente dal figlio leone vi il saggio    • 2 •   (rar.) fondamentale | vena basilica, (anat.) vena superficiale della faccia interna del braccio.
basilisco   ant. basalischio o basalisco, s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   grosso rettile innocuo dell'america centromeridionale, munito di lunghissima coda, con una cresta a corona sul capo e una sul dorso (ord.  squamati)    • 2 •   animale leggendario che, secondo le credenze medievali, dava la morte con lo sguardo | occhi, sguardo di basilisco, (fig.) che incutono terrore    • 3 •   grossa bocca da fuoco usata nel sec. xv per armare le galee.
basilissa   s.f.  titolo delle imperatrici bizantine.
basino   s.m.  tipo di tessuto di cotone usato per fodere.
basire   v. intr.  [io ba sisco, tu ba sisci ecc.; aus. essere]    • 1 •   (lett.) perdere le forze, sentirsi venir meno (per debolezza, per un'emozione ecc.): non vedete che costei è un pulcin bagnato che basisce per nulla?  (manzoni p. s.  xx)    • 2 •   (ant.) venir meno, morire.
basista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   nel linguaggio della politica, chi segue l'orientamento della base piuttosto che quello della direzione centrale di un partito    • 2 •   nel gergo della malavita, chi organizza un colpo ladresco o una rapina, fornendo le basi logistiche, il piano d'azione e tutte le necessarie informazioni.
basito   part. pass.  di basire   agg.  (lett.) attonito, sbalordito: restare, rimanere basito. 
basket-ball  basket-ball abbreviato in basket, loc. sost. m. invar.  pallacanestro.
basoffia    ⇨ bazzoffia.
basofilia   s.f.  (scient.) l'essere basofilo.
basofilo   agg.    • 1 •   (biol.) si dice di componente del protoplasma che si colora fortemente con un colorante basico    • 2 •   (bot.) si dice di piante che crescono di preferenza su terreni neutri o leggermente alcalini (p. e.  grano, barbabietola).
basofobia   s.f.  (med.) paura morbosa di stare in posizione eretta o di cadere durante la locomozione.
basola    ⇨ basolo.
basolaio   s.m.  basolatore.
basolato   s.m.  tipo di pavimentazione stradale ottenuta per mezzo di basoli.
basolatore   s.m.  operaio addetto alla basolatura.
basolatura   s.f.  il pavimentare strade con basoli.
basolo   s.m. , o basola s.f. , grossa lastra di pietra, di solito a forma rettangolare, usata nelle pavimentazioni stradali.
basque   s.f. invar.  basca, baschina.
bassà    ⇨ pascià.
bassa   (1) s.f.    • 1 •   (region.) parte bassa: lasciammo... la bassa del fiume e salimmo la costa  (pavese) | nome che si dà alle zone più basse e piatte della pianura padana: la bassa milanese, ferrarese    • 2 •   in meteorologia, area ciclonica.
bassa   (2) s.f.  nel gergo militare, lasciapassare (in origine la parte bassa del foglio da staccare e consegnare): bassa di passaggio. 
bassacorte   s.f.  spazio nelle vicinanze della casa colonica, destinato all'allevamento degli animali da cortile.
bassadanza   s.f.  danza ballata a coppie con passi lenti e strisciati, in voga nei secc. xiv e xv.
bassanello   s.m.  antico strumento a fiato simile al fagotto (sec. xvi).
bassare   v. tr.  (ant.) abbassare | bassarsi v. rifl.  abbassarsi.
bassarico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) che riguarda bacco o le baccanti; bacchico.
bassaride   s.f.  menade, baccante.
bassarisco   s.m.  [pl. -schi] piccolo mammifero dalla pregiata pelliccia grigio-brunastra; ha una lunghissima e folta coda ad anelli chiari e scuri alternati (ord.  carnivori).
basset hound   loc. sost. m. invar.  cane da caccia di taglia piccola e corpo allungato, con orecchie pendenti e verso dal caratteristico timbro profondo.
bassetta   s.f.  antico gioco d'azzardo di origine veneziana e diffuso spec. nel settecento, così detto perché ai giocatori venivano distribuite solo le carte basse (dall'1 al 5).
bassetto   s.m.  (mus.) nome generico di vari strumenti ad arco, spec. antichi, intermedi tra il violoncello e il contrabbasso | nell'organo, nome di uno dei registri di flauto | corno di bassetto, strumento ad ancia semplice simile al clarinetto basso (secc. xviiixix).
bassezza   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere basso | (ant.) luogo basso, bassura    • 2 •   (fig.) pochezza, miseria; meschinità, viltà: bassezza d'animo  | venire in bassezza, (ant.) decadere    • 3 •   azione abietta: una persona capace di qualsiasi bassezza. 
bassina   s.f.  recipiente di rame, basso e tondeggiante, usato nella fabbricazione dei confetti.
basso   agg.  [compar. più basso  o inferiore; superl. bassissimo  o infimo]    • 1 •   poco elevato dal suolo o da un altro piano di riferimento; che si trova in posizione poco elevata (spesso correlato o contrapposto ad alto): casa bassa; tacchi bassi; soffitto basso; vivere nella parte bassa della città  | bassa statura, inferiore alla media | punto basso, il punto più semplice e comune nei lavori all'uncinetto | tenere gli occhi bassi, rivolti verso terra | avere il morale basso, essere triste, depresso | fare man bassa, rubare, razziare quanto si può | vincere a mani basse, facilmente | le parti basse, (eufem.) i genitali | colpo basso, nel pugilato e nella lotta, sferrato al di sotto della cintura; (fig.) azione sleale, colpo sferrato a tradimento. dim. bassino, bassotto, bassetto    • 2 •   detto di regione, che è situata a mezzogiorno; di zona, priva di rilievi montuosi; di fiume, vicino alla foce; di catena montuosa, che è la sua parte meno elevata: bassa italia; il basso po; bassi pirenei  | basso tedesco, (ling.) quello parlato nella parte settentrionale della germania, la più pianeggiante    • 3 •   poco profondo (detto di massa liquida): il mare è basso in questo punto  | trovarsi in acque basse, (fig.) in cattive condizioni economiche    • 4 •   sommesso, piano, tenue: parlare a voce bassa  | grave, profondo (detto di nota, di suono o di voce nel canto): il registro basso dell'organo    • 5 •   esiguo, modico, poco elevato (detto di numero o di ciò che è numericamente valutabile): prezzo, stipendio basso; bassa temperatura  | carte basse, di scarso valore in un gioco, o che recano numeri bassi    • 6 •   (fig.) abietto, vile: un basso istinto; persone d'animo basso    • 7 •   (fig.) umile, modesto: gente di basso rango  | basso clero, i preti rispetto alle alte prelature    • 8 •   di qualità inferiore, meno pregiata: bassa macelleria; metalli di bassa lega  | di bassa lega, (fig.) di cattiva qualità    • 9 •   tardo (di periodo storico): basso impero, l'impero romano nel periodo della decadenza; basso medioevo, gli ultimi secoli del medioevo; basso latino, quello parlato nel periodo della decadenza    • 10 •   si dice di festa mobile quando cade più presto del solito: pasqua bassa  | bassa stagione, (fig.) il periodo meno frequentato in una stagione turistica  avv.    • 1 •   in giù, verso terra: mirare, tirare basso; volare basso, a bassa quota    • 2 •   (non com.) a voce bassa: parlare basso   s.m.    • 1 •   la parte o la zona più bassa di qualcosa: il basso della pagina  | è comune nelle loc. avv. in basso, da basso, giù, nella parte inferiore: scendere da basso, al pianterreno; cadere in basso, (fig.) perdere ricchezze, prestigio, reputazione | procedere ad alti e bassi, in modo discontinuo | guardare qualcuno dall'alto in basso, con superiorità, con disprezzo    • 2 •   (mus.) il cantante che ha la voce del registro più grave; la parte più grave di una composizione | basso continuo, la parte più grave di un brano, sulla quale, nei secc. xvii-xviii, alcuni strumenti realizzavano estemporaneamente gli accordi di accompagnamento; basso ostinato, breve disegno melodico che si ripete invariato nella parte grave di un brano | chiave di basso, quella che fissa sulla quarta linea dal basso la nota fa  | pl.  nel gergo orchestrale, l'insieme dei violoncelli e dei contrabbassi | in funzione di agg. invar.  aggiunto al nome di uno strumento, designa quello dalla tessitura più profonda: flauto, chitarra basso    • 3 •   a napoli, abitazione miserrima costituita da un solo locale che si apre a livello della strada § bassamente avv.    • 1 •   in modo vile, spregevole: agire basso    • 2 •   (ant.) in modo umile, dimesso.
bassofondo   meno com. basso fondo, s.m.  [pl. bassifondi]    • 1 •   zona poco profonda di mare, denominata anche secca  o banco  a seconda che sia o no pericolosa per la navigazione    • 2 •   pl.  (fig.) gli strati più poveri e miseri della società, dove sono generalmente più diffusi il vizio e le attività delinquenziali; i quartieri che essi abitano: frequentare i bassifondi. 
bassoparlante   s.m.  dispositivo per la riproduzione dei suoni a bassissimo volume.
bassopiano   s.m.  [pl. bassopiani  o bassipiani] pianura poco elevata sul livello del mare.
bassorilievo   s.m.  [pl. bassorilievi] scultura nella quale le figure emergono dal fondo con poco stacco; anche, la tecnica artistica che produce tale rilievo.
bassotto   agg.  piuttosto basso e tarchiato  s.m.  cane da tana dal corpo lungo e basso, con zampe storte e cortissime.
bassotuba   o basso tuba, s.m.  grosso strumento a fiato, di ottone, dal suono grave e maestoso.
bassoventre   o basso ventre, s.m.  parte inferiore dell'addome | (eufem.) i genitali.
bassura   s.f.    • 1 •   luogo basso; bassopiano    • 2 •   (fig.) volgarità, bassezza morale.
basta   (1) o bastia [bà-stia], s.f.    • 1 •   imbastitura, cucitura a punti lunghi e larghi    • 2 •   orlo alto fatto a un indumento per poterlo all'occorrenza allungare.
basta   (2) inter.  si usa per imporre silenzio, per porre fine a qualcosa, per ripigliare un discorso, o anche per correggersi: basta con queste storie!; ho detto troppo, basta!; punto e basta, per troncare in modo perentorio un discorso, una questione | in funzione di s. , solo nelle loc.: far basta, smettere; averne a basta, non poterne più.
bastagio   s.m.  (ant.) facchino, scaricatore.
bastaio   s.m.  artigiano che fabbrica o vende basti.
bastante   part. pres.  di bastare   agg.  che basta, sufficiente § bastantemente avv.  a sufficienza.
bastanza   s.f.  (ant.) sufficienza | a bastanza, abbastanza.
bastardaggine   s.f.  l'essere bastardo.
bastardata   s.f.  azione da bastardo, mascalzonata.
bastardella   s.f.  tegame basso a due manici, di rame o terracotta.
bastardello   s.m.  registro di minute di atti pubblici o privati.
bastardo   agg.    • 1 •   (spreg.) si dice di persona di nascita illegittima: un figlio bastardo  | usato anche come ingiuria: bastardo!  dim. bastardello, bastardino  accr. bastardone  pegg. bastardaccio    • 2 •   (fig.) spurio, degenere, corrotto: un modo di parlare bastardo  | tempo bastardo, pessimo    • 3 •   detto di animali o piante, ibrido: cane bastardo.  dim. bastardino    • 4 •   detto di cose o arnesi, che ha forma o grandezza non comune: galea bastarda, galea di dimensioni maggiori del normale | carattere bastardo, (tip.) antico carattere di stampa simile al corsivo, con lettere leggermente inclinate di tratto grosso | salsa bastarda, salsa al burro per condire gli asparagi | (arma) bastarda, a canna molto corta rispetto al calibro | (scrittura) bastarda, (paleogr.) tipo di scrittura derivata dalla gotica corsiva con influenza della cancelleresca italiana, in uso nella francia dei secc. xv e xvi  s.m.  [f. -a]    • 1 •   (spreg.) persona di nascita illegittima    • 2 •   animale bastardo; nell'uso corrente, cane bastardo.
bastardume   s.m.  progenie bastarda | accozzaglia di persone o cose eterogenee.
bastare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   essere sufficiente: mi bastano pochi soldi  | quanto basta, la quantità sufficiente per un dato scopo | bastare a sé stesso, essere autosufficiente | bastar l'animo, il cuore, avere il coraggio, osare: non mi basta l'animo di dirle la verità  | usato impers.  : mi pare che basti; basta chiedere per ottenere; otterrai tutto, basta insistere  | basti  (o basta) dire che, per sottolineare che un fatto è sufficiente a esemplificare una situazione | basta che, purché, a patto che | e non basta!, e c'è dell'altro    • 2 •   (estens.) durare: queste provviste mi devono bastare per due giorni    • 3 •   (ant.) resistere, avere forza: ira dal volto suo trista s'arretra / e poco, avanti a lei, superbia basta  (poliziano).
basterna   s.f.  in età tardoromana, lettiga coperta trainata da buoi | (estens. ant.) carro.
bastevole   agg.  (non com.) sufficiente, che basta § bastevolmente avv. 
bastia   (1)  ⇨ basta 1.
bastia   (2) s.f.  fortificazione intorno a una città o a un accampamento.
bastiano   s.m.  solo nella loc. bastian contrario, riferito a persona che contraddice per il gusto di contraddire.
bastiere   s.m.  (mar.) barra che mantiene le estremità inferiori delle sartie alla distanza stabilita.
bastimento   s.m.    • 1 •   termine generico per indicare una nave da trasporto    • 2 •   quantità di merce trasportata da un bastimento: un bastimento di banane. 
bastingaggio   s.m.  (mar.) lo stesso che impavesata. 
bastionare   v. tr.  [io bastióno ecc.] (ant.) fortificare con bastioni.
bastionata   s.f.  fortificazione costituita da un complesso di bastioni.
bastione   s.m.    • 1 •   terrapieno sostenuto da grosse mura, usato anticamente per rafforzare la difesa di una piazzaforte    • 2 •   (fig.) difesa.
bastire   v. tr.  [io bastisco, tu bastisci ecc.] (ant.) costruire, fabbricare.
bastita   s.f.  bastia.
basto   s.m.    • 1 •   rozza sella di legno, usata per cavalcare asini e muli o per assicurarvi i carichi    • 2 •   (fig.) peso, gravame eccessivo: portare il basto, sobbarcarsi a una dura fatica | mettere il basto, sottomettere | da basto e da sella, si dice di persona adatta a tutti i servizi    • 3 •   basto rovescio, nelle strade lastricate, cunetta per lo scolo delle acque    • 4 •   (mar.) travetto di sostegno della ruota di prua.
bastonare   v. tr.  [io bastóno ecc.]    • 1 •   percuotere, colpire con un bastone; per estens., battere, picchiare    • 2 •   (fig.) maltrattare, strapazzare; criticare aspramente | bastonarsi v. rifl.  scambiarsi bastonate.
bastonata   s.f.    • 1 •   colpo di bastone; legnata: ricevere una bastonata; prendere a bastonate    • 2 •   (fig.) danno rilevante; batosta.
bastonatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi bastona (anche fig.).
bastonatura   s.f.  il bastonare, l'essere bastonato; il bastonarsi.
bastoncello   s.m.    • 1 •   dim.  di bastone    • 2 •   panino di forma lunga e sottile; anche, biscotto di tale forma    • 3 •   (tip.) carattere più piccolo del bastone    • 4 •   (biol.) cellula nervosa della retina sensibile alla luce    • 5 •   pl.  stecche del ventaglio.
bastoncino   s.m.    • 1 •   dim.  di bastone    • 2 •   qualsiasi oggetto di piccole dimensioni a forma allungata e cilindrica: bastoncino di liquerizia, di rossetto  | panino di forma allungata; bastoncello | bastoncino di pesce, nome registrato di un alimento costituito da una piccola trancia di pesce impanata pronta per essere fritta    • 3 •   (arch.) elemento decorativo della colonna; astragalo    • 4 •   (tip.) bastoncello    • 5 •   (edil.) tondino nelle armature    • 6 •   (sport) nelle corse a staffetta, testimone | bastoncini da sci, coppia di attrezzi usati nello sci per mantenere l'equilibrio e aiutarsi nella discesa; racchette da sci.
bastone   s.m.    • 1 •   ramo d'albero lavorato che serve per appoggio o per svariati altri usi: bastone da passeggio, da montagna; minacciare, difendersi con il bastone; appoggiarsi al bastone  | bastone animato, che racchiude una lama | essere il bastone della vecchiaia, (fig.) di persona che è il sostegno di un vecchio | usare la legge del bastone, ricorrere alla forza; usare il bastone e la carota, (fig.) alternare le maniere forti a quelle dolci | mettere il bastone tra le ruote, (fig.) frapporre ostacoli. dim. bastoncello, bastoncino    • 2 •   insegna di comando; simbolo di autorità: bastone di maresciallo  | avere il bastone del comando, (fig.) comandare    • 3 •   attrezzo usato in vari sport: bastone da golf, da hockey  ' nelle corse a staffetta, testimone    • 4 •   pane di forma allungata; filone    • 5 •   carattere tipografico ad asta, uniforme e senza filetti    • 6 •   (arald.) banda molto diminuita in larghezza    • 7 •   (mus.) strumento primitivo a percussione    • 8 •   pl.  uno dei quattro semi delle carte da gioco napoletane.
batacchiare   v. tr.  [io batàcchio ecc.] percuotere col batacchio, bastonare.
batacchio   o battacchio, s.m.    • 1 •   bastone per bacchiare    • 2 •   battaglio di campana    • 3 •   anello o martello metallico per bussare fissato sulla porta di una casa.
bataia   s.f.  bacinella usata dai cercatori d'oro per lavare le sabbie aurifere.
batalo   o batolo, s.m.    • 1 •   la falda del cappuccio medievale che copriva le spalle    • 2 •   lista di panno che gli antichi dottori e magistrati portavano sulle spalle o sul petto, come insegna del loro grado.
batata   s.f.  pianta erbacea dell'america centrale, coltivata per i tuberi dolci e commestibili, simili a patate; è detta com. patata dolce  o americana  (fam.  convolvulacee).
batavo   agg.  della batavia o dei batavi, antico popolo germanico che occupava una parte dei paesi bassi; comunemente si riferisce agli olandesi: de' batavi mercanti / le molto di tesoro arche pesanti  (parini)  s.m.  [f. -a] chi appartiene alla popolazione batava; olandese.
batch   agg. invar.  abbr. di batch processing : elaborazione batch. 
batch processing   loc. sost. m. invar.  (inform.) procedura che permette di memorizzare una serie di comandi e di eseguirli automaticamente in sequenza.
bati-  bati- o bato-, primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. bathy/s  'profondo'; vale 'profondo, profondità' (batisfera, batoscopico).
batida   ® s.f. invar.  bevanda a base di alcol e succo di frutta; è una specialità brasiliana.
batigrafia   s.f.  lo stesso che batimetria. 
batigrafico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la batigrafia; relativo alle profondità marine.
batik   s.m. invar.  tecnica di tintura dei tessuti in uso nell'isola di giava, che consiste nel coprire con cera la parte che non si vuol colorare, prima di immergere il tessuto nel bagno di tintura.
batimetria   o batometria, s.f.  parte dell'oceanografia che si occupa della misurazione delle profondità marine o lacustri e ne studia la configurazione.
batimetrico   o batometrico, agg.  [pl. m. -ci] relativo alla batimetria.
batimetro   o batometro [ba-tò-me-tro], s.m.  apparecchio per la misurazione delle profondità marine o lacustri.
batiplancton   s.m.  (biol.) plancton di profondità.
batiscafo   s.m.  scafo sommergibile, autonomo e manovrabile, impiegato per l'esplorazione sottomarina.
batisfera   s.f.  apparecchio sommergibile a forma di sfera, appeso per un cavo a un battello di superficie che ne regola l'immersione, impiegato per l'esplorazione sottomarina.
batista   meno com. battista, s.f.  tela di lino finissima e trasparente usata per biancheria e per guarnizioni: un fazzoletto di batista  | usato come agg. invar.  : tela batista. 
bato-  bato-  ⇨ bati-.
batocchio   s.m.    • 1 •   grosso bastone, spec. quello dei ciechi    • 2 •   battaglio di campana    • 3 •   battiporta, battente.
batocio   s.m.  (ven.) sorta di bastone a forma di spatola che gli zanni, e poi brighella e arlecchino, recano alla cintola nella commedia dell'arte.
batofobia   s.f.  (med.) paura del vuoto.
batoidei   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci cartilaginei dal corpo piatto che vivono in profondità le specie più comuni sono la razza e la torpedine | sing.  [-o] ogni pesce di tale ordine.
batolite   s.f.  (geol.) massiccio di roccia cristallina talora a forma di cupola, situato in profondità nella crosta terrestre.
batolo    ⇨ batalo.
batometro   e deriv.   ⇨ batimetro e deriv. 
batoscopico   agg.  [pl. m. -ci] che serve a esplorare le profondità marine: sfera batoscopica, batisfera.
batosta   s.f.    • 1 •   percossa, legnata    • 2 •   (fig.) grave danno fisico, morale o economico; perdita, sconfitta, stangata.
batrace   anche batraco e batracio [ba-tràcio], s.m.  [pl. -ci] (lett.) rana, rospo.
batracoidiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci ossei la cui forma, per la grossezza della testa, ricorda quella dei girini degli anfibi | sing.  [-e] pesce appartenente a tale ordine.
batracomiomachia   s.f.  (lett.) controversia futile e ridicola.
battacchio    ⇨ batacchio.
battage   s.m.  campagna pubblicitaria; anche, attività propagandistica martellante e clamorosa: battage giornalistico, elettorale. 
battaglia   s.f.    • 1 •   scontro armato di grandi proporzioni fra truppe di eserciti opposti: la battaglia di stalingrado; battaglia aerea, navale, terrestre; schierarsi in battaglia; dare, attaccare, ingaggiare battaglia; vincere, perdere una battaglia  | ordine di battaglia, disposizione delle truppe per la battaglia | campo di battaglia, luogo dove si combatte o si è combattuta una battaglia; per estens., luogo in cui regna il più assoluto disordine | battaglia campale, che ha luogo in campo aperto; per estens., impresa difficile e gravosa, decisiva per la sorte di chi la affronta | battaglia navale, (fig.) gioco che consiste nell'indovinare la posizione delle navi dell'avversario disegnate su un foglio di carta quadrettata    • 2 •   (fig.) contrasto di idee, di interessi; conflitto di sentimenti o di passioni: battaglia politica, ideologica; battaglia parlamentare, elettorale; le battaglie amorose  | nome di battaglia, pseudonimo adottato nelle lotte clandestine; per estens., nome con cui un artista, uno scrittore o un giornalista che voglia rimanere incognito firma la propria opera    • 3 •   insieme di attività volte a raggiungere un particolare obiettivo: la battaglia contro l'inflazione  | battaglia del grano, nel periodo fascista, campagna propagandistica per incrementarne la produzione, nel quadro di una politica economica autarchica    • 4 •   (mus.) composizione vocale o strumentale, in voga soprattutto nei secc. xvi e xvii, che evoca il fragore di un combattimento    • 5 •   (ant.) schiera di un esercito; battaglione.
battagliare   v. intr.  [io battàglio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   partecipare a una battaglia    • 2 •   (estens.) lottare per un obiettivo.
battaglieresco   agg.  [pl. m. - schi] (ant.)    • 1 •   di, relativo a una battaglia    • 2 •   battagliero, bellicoso.
battagliero   agg.  che ama la battaglia, la lotta; combattivo: temperamento battagliero. 
battaglio   s.m.    • 1 •   grosso ferro pendente al centro della campana, che serve a farla risonare    • 2 •   martello o anello metallico per bussare fissato alla porta di una casa; battiporta, battente.
battagliola   lett. battagliuola, s.f.  (mar.) ringhiera metallica posta sul bordo dei ponti scoperti delle imbarcazioni.
battaglione   s.m.  nell'esercito italiano, unità tattica fondamentale della fanteria, costituita da diverse compagnie | (estens.) folla, moltitudine di persone.
battagliuola    ⇨ battagliola.
battana   s.f.  (mar.) imbarcazione a fondo piatto, mossa con un remo a due pale | remo alla battana, con una pala a ciascuna estremità, impugnato nella parte centrale dal vogatore e immerso alternatamente a destra e a sinistra.
battelliere   s.m.  chi conduce un battello.
battello   s.m.    • 1 •   imbarcazione a remi o dotata di un piccolo motore: battello da pesca, di salvataggio.  dim. battellino    • 2 •   grossa imbarcazione per la navigazione lacustre o costiera: battello a vapore; battello postale  | battello sottomarino, sommergibile    • 3 •   tipo di letto caratteristico dello stile impero; barchettone.
battentatura   s.f.  insieme di elementi che sporgono in fondo a porte e finestre e sulle relative soglie, assicurando la chiusura e impedendo all'acqua di penetrare al di sotto.
battente   part. pres.  di battere   agg.  nei sign. del verbo | pioggia battente, abbondante e violenta | a tamburo battente, con rapidità e senza indugio: rispondere a tamburo battente   s.m.    • 1 •   ciascuna delle due metà di una finestra o di una porta; anche, lo stipite su cui battono le imposte: aprire, fermare i battenti  | chiudere i battenti, (fig.) cessare ogni attività. dim. battentino    • 2 •   anello o martello metallico applicato all'uscio, che serve per bussare; batacchio, battiporta    • 3 •   dispositivo a forma di martelletto che batte su una superficie, p. e. nella suoneria di orologi    • 4 •   parte della cornice su cui si incastra e si fissa un quadro o uno specchio    • 5 •   nella tessitura, parte del telaio che sostiene il pettine, e che oscillando lo fa battere contro la trama in modo da serrarne i fili    • 6 •   parte interna della campana contro cui batte il batacchio    • 7 •   coperchio mobile di una cassa o un baule    • 8 •   in sartoria, piccola patta esterna che chiude la tasca.
battentino   s.m.  tipo di passamano usato per bordare cuscini.
battere   v. tr.  [pass. rem. io battéi ecc. ; part. pass. battuto]    • 1 •   picchiare, colpire, percuotere con le mani o con un arnese; urtare con forza: battere un chiodo col martello  | battere i denti, per un tremito delle mascelle, dovuto a freddo o a paura | battere a macchina, dattilografare | battere le ore, sonarle, detto di orologi | battere la grancassa, (fig.) divulgare notizie, parlare molto e con tutti | battere le mani, applaudire, esprimere il proprio favore | battere il naso, (fig.) imbattersi in qualcuno o in qualcosa | battersi il petto, (fig.) pentirsi | non saper dove battere il capo, (fig.) non sapere a chi ricorrere | battere sempre sullo stesso tasto, (fig.) ripetere con insistenza qualcosa | non battere ciglio, (fig.) rimanere immobile, impassibile | battere le posizioni nemiche, colpirle ripetutamente con tiri d'artiglieria | essere battuto dal vento, si dice di un luogo dove il vento spira spesso e con forza | battere moneta, coniarla | battere bandiera di uno stato, averne la nazionalità, detto spec. di natanti e aeromobili | battere il tempo, in musica, scandire il ritmo | battere la selvaggina, inseguirla o spaventarla, per farla uscire allo scoperto | battere cassa, chiedere denaro | battere la fiacca, lavorare poco e malvolentieri | battere il marciapiede, esercitare la prostituzione per strada | battere in ritirata, ritirarsi in fretta (anche fig.) | battersela, (fam.) svignarsela, andarsene | in un batter d'occhio, in un attimo | prov.  : il ferro va battuto finché è caldo, bisogna cogliere il momento favorevole; la lingua batte dove il dente duole, si finisce sempre col parlare di ciò che più ci assilla    • 2 •   percorrere in lungo e in largo, perlustrare: battere la campagna    • 3 •   (sport) nel baseball, tennis e altri giochi con la palla, effettuare una battuta; nel calcio e nel rugby, eseguire una punizione: battere un (calcio di) rigore    • 4 •   vincere, sconfiggere, superare: battere gli avversari  | battere un primato, migliorarlo | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   cadere, picchiare su qualcosa: la pioggia batte sui vetri; hanno battuto alla porta  | battere in testa, (mecc.) detto di un motore a scoppio, produrre il rumore caratteristico di un'accensione prematura    • 2 •   (fig.) insistere: batte sempre sulla disciplina  | batti e ribatti, a forza di tentare, di insistere    • 3 •   pulsare: il cuore continua a battere  | mi batte il cuore, pulsa più forte, più frequentemente del normale | far battere il cuore a qualcuno, farlo innamorare    • 4 •   (pop.) prostituirsi per strada | battersi v. rifl.    • 1 •   lottare, combattere: battersi per un ideale; battersi con, contro un forte avversario; battersi fino all'ultimo sangue    • 2 •   battersela, (fam.) andar via all'improvviso, svignarsela | v. rifl.  lottare, combattere l'uno contro l'altro: battersi all'arma bianca. 
batteria   s.f.    • 1 •   unità fondamentale dell'artiglieria, costituita da quattro o sei bocche da fuoco del medesimo calibro e dal personale e dai materiali che la mettono in grado di operare in combattimento: batteria contraerea  ' scoprire le proprie batterie, (fig.) rivelare ad altri le proprie possibilità o intenzioni    • 2 •   (mar.) insieme di artiglierie in dotazione a una nave | ponte di batteria, nelle vecchie navi da guerra, quello sottostante al ponte di coperta, che ospitava i cannoni    • 3 •   (elettr.) insieme di più pile o accumulatori o condensatori collegati tra loro per aumentare l'intensità, la potenza o la forza elettromotrice | batteria anodica, serie di pile a secco o di accumulatori per l'alimentazione dei circuiti anodici di tubi elettronici | batteria nucleare, apparecchio che trasforma l'energia termica prodotta da un isotopo radioattivo in energia elettrica | batteria solare, apparecchio che trasforma un flusso luminoso in energia elettrica | batteria tampone  o di soccorso, sistema di alimentazione elettrica ausiliaria, che entra in funzione nel caso venga a mancare l'alimentazione principale, per evitare interruzioni nel funzionamento di strumenti elettrici o elettronici (sveglia, personal computer ecc.)    • 4 •   (mus.) complesso di strumenti a percussione suonati da un unico esecutore, usato spec. nelle orchestre jazz, rock e di musica leggera    • 5 •   insieme di elementi o attrezzi necessari per un dato scopo: batteria da cucina, serie completa di pentole, tegami e padelle | allevamento in batteria, in pollicoltura, quello fatto in ambiente chiuso e a temperatura costante, in apposite gabbie (dette appunto batterie)    • 6 •   (sport) prova eliminatoria per la qualificazione alle fasi successive della gara    • 7 •   meccanismo di un orologio che fa battere le ore | meccanismo di sparo nei fucili da caccia    • 8 •   muta di cani da caccia    • 9 •   nella caccia con la rete, serie di richiami per gli uccelli    • 10 •   complesso di fuochi d'artificio    • 11 •   (ant.) bombardamento.
battericida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] si dice di qualsiasi sostanza in grado di distruggere i batteri.
batterico   agg.  [pl. m. -ci] di batteri, relativo ai batteri: coltura batterica  § battericamente avv.  (non com.) batteriologicamente.
batterio   meno com. bacterio, [bac-tè-rio], s.m.  (biol.) microrganismo unicellulare che è caratterizzato dall'assenza di un nucleo morfologicamente definito e che si riproduce agamicamente per scissione : batterio patogeno, che produce malattie.
batteriofago   s.m.  [pl. - gi] (biol.) particella di sostanza vivente di struttura simile ai virus, visibile solo all'ultramicroscopio, parassita di molti batteri e capace di distruggerli.
batteriolisi   s.f.  (biol.) fenomeno di dissoluzione dei batteri provocato da particolari sostanze o da agenti chimici o fisici.
batteriolisina   s.f.  (biol.) anticorpo capace di provocare la batteriolisi.
batteriolitico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo alla batteriolisi; che provoca la batteriolisi.
batteriologia   s.f.  parte della microbiologia che studia i batteri.
batteriologico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla batteriologia; che è condotto secondo i metodi della batteriologia: esame batteriologico  | guerra batteriologica, quella, vietata da accordi internazionali, nella quale vengono usati microrganismi patogeni per l'uomo § batteriologicamente avv.  dal punto di vista batteriologico.
batteriologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di batteriologia.
batterioscopia   s.f.  osservazione al microscopio di batteri, a scopo di studio e di ricerca.
batteriosi   s.f.  (bot.) ogni malattia delle piante provocata da batteri.
batteriostatico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) si dice di sostanza che impedisce la riproduzione dei batteri.
batterioterapia   s.f.  (med.) terapia basata sull'impiego di colture batteriche, vive o morte.
batteriotossina   s.f.  (biol.) tossina di origine batterica.
batterista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona la batteria.
battesimale   agg.  di, relativo al battesimo: acqua, fonte battesimale  | innocenza battesimale, lo stato di innocenza che conferisce il battesimo, lavando il peccato originale.
battesimo   lett. battesmo [bat-té-smo], s.m.    • 1 •   rito di iniziazione tramite immersione in acqua | nel cristianesimo, il primo dei sacramenti, con cui si entra a far parte della chiesa, amministrato versando o spruzzando acqua sul capo del battezzando (battesimo per infusione, per aspersione) o anche per immersione; la cerimonia con cui si amministra tale sacramento: battesimo degli infanti, in uso presso quasi tutte le chiese cristiane; battesimo degli adulti, in uso nella chiesa primitiva e tuttora in qualche confessione cristiana | nome di battesimo, il nome imposto all'atto del battesimo | tenere a battesimo, fare da padrino o da madrina al battezzando    • 2 •   (estens.) cerimonia con cui si inaugura o consacra qualcosa: il battesimo di una nave  | ricevere il battesimo del fuoco, partecipare per la prima volta a un combattimento; (fig.) fare per la prima volta un'esperienza singolare, impegnativa | ricevere il battesimo dell'aria, salire per la prima volta su un mezzo aereo.
battezzamento   s.m.  (ant.) battesimo.
battezzando   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi deve essere battezzato.
battezzante   part. pres.  di battezzare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi amministra il battesimo.
battezzare   v. tr.  [io batté zzo ecc.]    • 1 •   amministrare il battesimo a una persona | (scherz.) spruzzare con acqua | battezzare il vino, annacquarlo    • 2 •   (fam.) tenere a battesimo qualcuno; far da padrino    • 3 •   dare il nome; chiamare, soprannominare | battezzarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   ricevere il battesimo    • 2 •   (fig.) darsi un nome o un titolo (che non spetta), un nomignolo: battezzarsi conte. 
battezzato   part. pass.  di battezzare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi ha ricevuto il battesimo.
battezzatoio   s.m.  fonte battesimale; bacile che contiene l'acqua per il battesimo.
battezzatore   s.m.  (non com.) chi battezza.
battibaleno   s.m.  si usa solo nella loc. in un battibaleno, in un attimo, fulmineamente.
battibeccare   v. intr.  [io battibécco ecc. ; aus. avere] avere un battibecco; bisticciare: hanno battibeccato a non finire sul perché e il percome. 
battibecco   s.m.  [pl. -chi] diverbio, generalmente di breve durata e dovuto a motivi futili.
battibile   agg.  che può essere battuto.
batticarne   s.m. invar.  arnese da cucina pesante e a testa piatta che serve per assottigliare e sfibrare le fette di carne.
batticoda   s.f. invar.  (zool.) altro nome della cutrettola. 
batticore    ⇨ batticuore.
batticulo   s.m.  [pl. -li]    • 1 •   (mil.) pezzo dell'armatura che proteggeva le natiche    • 2 •   giberna appesa alla bandoliera    • 3 •   (pop.) le falde dell'abito maschile da cerimonia    • 4 •   (mar.) spinta impressa per mezzo di paranchi a una nave durante il varo.
batticuore   pop. batticore, s.m.  [pl. -ri]    • 1 •   battito frequente del cuore (per emozione, sforzo ecc.); palpitazione    • 2 •   (fig.) trepidazione, ansia: stare, aspettare col batticuore. 
battifalce   s.m. invar.  (agr.) attrezzo agricolo consistente in una piccola incudine, da conficcarsi nel terreno, su cui si batte con un martello la lama della falce per rifarle il filo.
battiferro   s.m.  [pl. -ri] maglio antiquato, azionato da una ruota a denti.
battifiacca   s.m.  e f. invar.  fannullone, scansafatiche.
battifianco   s.m.  [pl. -chi] stanga orizzontale che nelle scuderie separa i cavalli l'uno dall'altro.
battifolle   s.m.  [pl. -li] specie di bastione o torre fortificata che si innalzava occasionalmente a scopo offensivo o difensivo.
battifondo   s.m.  [pl. -di] sorta di gioco d'azzardo fatto al biliardo, o anche con le carte, in cui un giocatore sfida a turno tutti gli altri.
battifredo   s.m.  [pl. -di]    • 1 •   nel medioevo, torre di vedetta in legno munita di una campana per dare l'allarme all'appressarsi del nemico    • 2 •   macchina da guerra medievale molto simile all'ariete romano.
battifuoco   s.m.  [pl. -chi] (ant.) acciarino con cui si accendeva il fuoco.
battigia   s.f.  [pl. -gie] striscia di spiaggia lungo la quale salgono e si smorzano le onde.
battilano   s.m.  [pl. -ni], o battilana, s.m. invar.  (antiq.) operaio che batte e prepara la lana per l'imbottitura di materassi e cuscini; materassaio.
battilardo   s.m. invar.  tagliere di legno per battere e tritare il lardo, la carne o altri cibi.
battilastra   s.m. invar.  (metall.) operaio addetto alla formatura delle lamiere sottili.
battilocchio   o battiloglio s.m.  [pl. -chi  o -gli], o battiloglia s.f.  [pl. -glie], sorta di antica cuffia da donna che ricadeva sugli occhi.
battiloro   s.m. invar.  operaio che lavora i metalli preziosi riducendoli in sottili lamine o foglie.
battima   s.f.  battigia.
battimano   o battimani, s.m.  [pl. -ni] (spec. pl.) approvazione manifestata battendo le mani.
battimare   s.m. invar.  (mar.) a poppa delle navi, il riparo che si oppone all'irrompere delle onde.
battimazza   s.m. invar.  (antiq.) aiutante del fabbro, addetto a battere la mazza.
battimento   s.m.    • 1 •   (non com.) il battere, il percuotere | battimento di cuore, palpitazione, batticuore    • 2 •   (fis.) l'alternarsi periodico dell'intensità di un fenomeno; in acustica è causato dall'interferenza di due vibrazioni sonore di frequenza leggermente diversa, nell'elettromagnetismo dall'interferenza di due onde elettromagnetiche    • 3 •   (mecc.) battito in testa.
battimuro   s.m. invar.  gioco di ragazzi che consiste nel gettare a turno una moneta, una figurina o altro contro un muro cercando di farla ricadere quanto più possibile vicino a un punto determinato.
battipalle   s.m. invar.  estremità della bacchetta che si usava per il caricamento del fucile ad avancarica.
battipalo   s.m.  [pl. -li]    • 1 •   macchina a maglio usata per infiggere nel terreno i pali per fondazioni    • 2 •   operaio che manovra tale macchina.
battipanni   s.m. invar.  attrezzo di vimini o altro materiale, a forma di spatola con lungo manico, usato per battere panni, tappeti ecc., e farne uscire la polvere.
battipenna   s.m. invar.  (mus.) la parte del plettro opposta alla punta.
battipista   s.m. invar.    • 1 •   lo sciatore che prepara una pista battendola con gli sci    • 2 •   il mezzo cingolato che compie questa operazione.
battipolvere   s.m. invar.  (sett.) battipanni.
battiporta   s.f. invar.    • 1 •   seconda porta di rinforzo alla prima    • 2 •   batacchio, battente.
battirame   s.m. invar.    • 1 •   artigiano che lavora il rame    • 2 •   officina dove si lavora il rame.
battiscopa   s.m. invar.  zoccolo di protezione che corre lungo la base delle pareti interne di un ambiente.
battisoffia   o battisoffiola [bat-ti-sóf-fio-la], s.f.  [pl. -fie, -le] (lett.) paura che rende ansimante; palpitazione di cuore.
battispiaggia   s.m. invar.  imbarcazione con cui la finanza perlustrava il mare lungo le coste per reprimere il contrabbando; battello guardiacoste.
battispolvero   s.m.  [pl. - ri], o battispolvere, s.m. invar.  sacchetto di tessuto fino e rado, contenente gesso o polvere di carbone, usato dai disegnatori per spolverizzare il disegno; spolvero.
battista   (1) agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (lett.) che, chi battezza | il battista, per antonomasia, san giovanni battista, che secondo il racconto evangelico battezzò gesù cristo    • 2 •   che, chi apparteneva a una delle sette orientali praticanti il battesimo    • 3 •   che, chi appartiene a una delle confessioni cristiane riformate che concepiscono il battesimo come atto di libera e cosciente adesione, da compiersi in età adulta: chiesa battista. 
battista   (2)  ⇨ batista.
battistero   rar. battisterio, s.m.    • 1 •   edificio minore costruito in prossimità della chiesa per amministrarvi il battesimo: il battistero di san giovanni a firenze    • 2 •   il fonte battesimale; anche, la parte della chiesa dove esso è collocato.
battistrada   s.m. invar.    • 1 •   (ant.) inserviente che precedeva a cavallo la carrozza del signore; oggi, lo staffiere che va avanti al cocchio del sovrano nelle parate o il milite, le staffette motorizzate che precedono un corteo, una sfilata | (estens.) chi precede qualcuno o qualcosa: fare da battistrada a qualcuno, (fig.) facilitargli il cammino, il compito    • 2 •   nelle gare di corsa, chi è in testa e regola l'andatura    • 3 •   (aut.) parte del pneumatico che viene a contatto con la strada, generalmente percorsa da scanalature a disegno particolare che ne migliorano l'aderenza al fondo stradale.
battitacco   s.m.  [pl. -chi] fettuccia di rinforzo applicata all'interno dell'orlo dei calzoni; salvapantaloni.
battitappeto   s.m.  [pl. -ti] aspirapolvere integrato da un dispositivo battente per la pulizia di tappeti e moquette.
battiticcio   s.m.  (antiq.) residuo del grano rimasto sull'aia dopo l'operazione della battitura.
battito   s.m.    • 1 •   il battere; pulsazione, palpitazione: lieve battito di ciglia    • 2 •   (estens.) rumore continuo e regolare prodotto da cosa che batte: il battito della pioggia sul tetto  | battito in testa, (mecc.) rumore prodotto da un motore a scoppio quando l'accensione è prematura; per estens., il difetto di funzionamento che provoca il rumore.
battitoia   s.f.  (tip.) blocco di legno duro a superficie piana, usato dagli stampatori per pareggiare i caratteri prima di metterli in macchina.
battitoio   s.m.    • 1 •   parte dell'imposta o dello stipite che combacia con l'altra nel chiudersi; battente    • 2 •   parte della cornice in cui si incastra il vetro o il quadro    • 3 •   nella filatura del cotone, la macchina che batte i fiocchi    • 4 •   antica macchina da guerra simile all'ariete    • 5 •   (ant.) impiantito, lastrico.
battitore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi, durante la caccia, è incaricato di battere i cespugli e far rumore per stanare la selvaggina    • 2 •   (agr.) chi batte il grano; chi bacchia le castagne, le noci ecc. | (estens.) l'organo, a tamburo rotante, della trebbiatrice e della sgranatrice che serve a separare le cariossidi dalle spighe e dai tutoli    • 3 •   nelle aste e vendite a incanto, chi descrive l'oggetto, ne indica il prezzo base, raccoglie le successive offerte e, battendo un colpo col martello, lo aggiudica al miglior offerente    • 4 •   nel tennis, nel calcio ecc., il giocatore che batte la palla per primo; nel baseball, il giocatore che prende posizione con la mazza e tenta di colpire la palla lanciata dall'avversario | battitore libero, nel calcio, difensore libero da impegni di marcatura; (estens. fam.) chi esercita una professione, spec. nel campo giornalistico o commerciale, senza vincoli di subordinazione e facendosi pagare a prestazione; freelance.
battitrice   s.f.  (antiq.) trebbiatrice.
battitura   s.f.    • 1 •   il battere | battitura (a macchina), scrittura eseguita con la macchina per scrivere    • 2 •   percossa: i segni delle battiture  | (fig. lett.) offesa, danno: afflitto dalla estrema battitura della fortuna  (carducci)    • 3 •   (agr.) trebbiatura    • 4 •   impronta lasciata dai colpi di martello sui metalli; laminatura.
battocchio   s.m.  (non com.) batocchio.
battola   s.f.    • 1 •   tavoletta di legno con maniglie mobili di ferro che, per il rumore che produce, è usata nelle funzioni religiose della settimana santa quando è proibito l'uso delle campane; crepitacolo    • 2 •   arnese simile al precedente, usato dai cacciatori per stanare la selvaggina    • 3 •   (fig.) persona molto loquace, ciarliera; anche, l'eccesso di chiacchiera, il ciarlare    • 4 •   (edil.) utensile per spianare la superficie dei getti di cemento; in fonderia, attrezzo per costipare e livellare la sabbia nelle forme    • 5 •   pl.  pettorine o davantini inamidati di tela bianca sulla toga di avvocati, magistrati e uomini di culto.
battologia   s.f.  (lett.) ripetizione inutile o pedante di parole o frasi: non meritereste mo' voi... che con una delle mie solite cacofonie o battologie io vi chiamassi un briccone più briccone di quanti bricconi mai vissero in bricconeria?  (baretti).
battologico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) che ripete continuamente parole o frasi.
battona   s.f.  (region.) prostituta di strada.
battorina   s.f.  canto popolare sardo su una strofa di quattro versi.
battura   s.f.  (mar.) ciascuno degli incavi praticati nei due lati della chiglia di uno scafo per fissarvi le prime tavole del fasciame.
battuta   s.f.    • 1 •   (non com.) il battere    • 2 •   colpo dato sulla superficie di un corpo; anche, il segno lasciato da esso | (region.) serie di percosse, carica di botte    • 3 •   ciascun colpo che si dà sui tasti della macchina per scrivere o di altre analoghe: duecento battute al minuto  | (estens.) il carattere che viene battuto e lo spazio che esso occupa; anche, ogni spazio di intervallo fra le parole: una cartella di duemila battute    • 4 •   (mus.) misura con cui vengono suddivisi i valori di durata (note e pause) nella pratica e nella notazione musicale corrente; il suo valore viene espresso sul pentagramma da una frazione | battuta d'aspetto  o d'arresto, che segna una pausa, in cui la voce o lo strumento tacciono; (fig.) sospensione momentanea (di un'attività) | essere alle prime battute, (fig.) all'inizio di un lavoro | in poche battute, in poco tempo | contro battuta, contro tempo    • 5 •   in un dialogo teatrale, le frasi pronunciate volta per volta da ciascun attore | dare la battuta, suggerirla | non perdere una battuta, seguire con molta attenzione    • 6 •   frase, risposta spiritosa ed efficace | avere la battuta pronta, essere pronto e arguto nel rispondere    • 7 •   caccia a cui partecipano numerosi cacciatori, coadiuvati dai battitori e dai cani: battuta al cinghiale  | (estens.) vasta azione delle forze di polizia per rintracciare o catturare persone ricercate; rastrellamento    • 8 •   (sport) nel tennis e nel ping pong, il colpo di chi mette in gioco la palla; nel baseball, rilancio della palla; nel salto, colpo battuto col piede sulla pedana di stacco    • 9 •   (non com.) strada frequentata | andare per la battuta, (fig.) fare quel che fanno gli altri.
battuto   part. pass.  di battere   agg.    • 1 •   lavorato con percussione: terra battuta, costipata e spianata con un rullo compressore o con un ceppo di legno; ferro battuto, fucinato a caldo    • 2 •   frequentato da molte persone: sentiero battuto    • 3 •   (fig.) sconfitto, vinto: dichiararsi battuto   s.m.    • 1 •   condimento preparato triturando lardo, verdure o altri ingredienti; pesto: un battuto di cipolla e prezzemolo    • 2 •   pavimento costituito da uno strato di terra battuta o di cemento.
batuffolo   meno com. batufolo, s.m.    • 1 •   piccolo ammasso di un materiale soffice: un batuffolo di lana, di cotone    • 2 •   (fig.) bambino o animaletto piccolo, tenero. dim. batuffolino, batuffoletto  accr. batuffolone. 
bau bau   anche baubau, inter.  voce onom. che imita l'abbaiare del cane | far bau bau, far paura ai bambini.
baud   s.m. invar.  (telecom.) unità di misura del flusso di informazione di dati, pari a    • 1 •   bit al secondo | in origine, unità di misura della velocità telegrafica e corrispondente alla trasmissione di un punto telegrafico (morse) al secondo.
baulare   v. tr.  (agr.) arare un terreno a baulature.
baulatura   s.f.  (agr.) la convessità che si fa assumere a un terreno rialzando a colmo il centro e degradando i lati.
baule   s.m.    • 1 •   cassa, per lo più foderata e con coperchio convesso, che serve per contenere o trasportare abiti, biancheria ecc. | baule armadio, ad apertura verticale, in cui i vestiti possono stare appesi | viaggiare come un baule, (fig.) senza interessarsi di nulla | fare i bauli, (fig.) andarsene da un luogo. dim. bauletto  accr. baulone    • 2 •   nelle automobili, bagagliaio.
bauletto   s.m.    • 1 •   dim.  di baule    • 2 •   borsetta a forma di piccolo baule; cofanetto per gioielli; beauty-case    • 3 •   piccolo bagagliaio dei ciclomotori    • 4 •   (gastr.) involtino di carne ripieno.
bauscia   s.m. invar.  sbruffone; fanfarone.
baussite    ⇨ bauxite.
bautta   rar. bauta, s.f.    • 1 •   costume in uso a venezia nel sec. xviii costituito da una mantellina di seta nera provvista di cappuccio, sul quale si portava il tricorno, e da una mascherina pure nera che lasciava visibile la parte inferiore del volto    • 2 •   (estens.) la persona che porta la bautta    • 3 •   mascherina che ricopre soltanto la parte superiore del volto.
bauttino   s.m.  tipo di torrone ricoperto di cioccolato.
bauxite   rar. baussite, s.f.  (min.) minerale di alluminio, in masse terrose bianco-giallastre o rosso-brune.
bava   s.f.    • 1 •   liquido viscoso che cola dalla bocca di taluni animali, spec. se idrofobi, o anche da quella di bambini, vecchi, persone che si trovino in un'anormale condizione fisica o psichica | avere la bava alla bocca, (fig.) essere infuriato | perdere le bave per qualcuno, per qualcosa, (fig.) desiderarli moltissimo    • 2 •   sostanza viscosa secreta da taluni molluschi: la bava delle lumache    • 3 •   filo di sostanza serica che forma il bozzolo del baco da seta | (estens.) fibra tessile continua: raion in bava    • 4 •   bava di vento, leggero soffio, alito | bava di mare, la schiuma formata dalle onde    • 5 •   (metall.) scabrosità che rimane sugli oggetti di metallo lavorato    • 6 •   sbavatura di colore: una bava di rosso. 
bavaglino   s.m.  piccolo tovagliolo che si allaccia al collo dei bambini.
bavaglio   s.m.    • 1 •   fazzoletto o striscia di stoffa che si applica alla bocca di persone cui si vuol impedire di gridare | mettere il bavaglio a qualcuno, (fig.) impedirgli di esprimere liberamente la propria opinione    • 2 •   (non com.) bavaglino.
bavagliolo   lett. bavagliuolo, s.m.  bavaglino. dim. bavagliolino. 
bavarese   agg.  della baviera  s.m.  e f.  chi è nato o abita in baviera | s.f.    • 1 •   dolce a base di panna, uova, zucchero e aromi, rassodato a freddo in uno stampo    • 2 •   bevanda a base di latte e cioccolato (o tè), tuorlo d'uovo e liquore.
bavarico   agg.  [pl. m. -ci] (ant. , lett.) bavarese.
bavaro   (1)  ⇨ bavero.
bavaro   (2) s.m.  (lett.) nativo, abitante della baviera.
bavatura   s.f.  (metall.) sbavatura.
bavella   s.f.    • 1 •   filo sottilissimo di seta che si ricava dallo strato esterno dei bozzoli immersi in acqua bollente    • 2 •   il tessuto fabbricato con questo filo.
bavera   s.f.    • 1 •   mantellina da donna che copre le spalle. dim. baverina    • 2 •   colletto ricamato a merletto posto sullo scollo delle vesti femminili.
bavero   ant. o dial. bavaro, s.m.  parte del mantello o del vestito che sta intorno al collo e si porta per lo più ripiegata: bavero rialzato; cappotto col bavero di pelliccia  ' prendere per il bavero qualcuno, aggredirlo; (fig.) prenderlo in giro.
bavetta   s.f.    • 1 •   bavaglino    • 2 •   (metall.) sbavatura dei metalli lavorati    • 3 •   parafango flessibile, per lo più di gomma, sospeso dietro le ruote dei veicoli    • 4 •   pl.  tipo di pasta alimentare lunga come lo spaghetto ma di forma appiattita. dim. bavettina. 
baviera   s.f.    • 1 •   parte mobile dell'armatura che difendeva la parte inferiore del viso; barbozza    • 2 •   striscia di lana che i contadini portavano sulla bocca per ripararla dal freddo.
bavosa   s.f.  genere di pesci marini o d'acqua dolce con testa grossa e rotonda provvista di due appendici sopra le orbite, e pinna dorsale alta (ord.  perciformi).
bavoso   agg.  pieno di bava; che perde bava dalla bocca.
bazar   s.m. invar.    • 1 •   mercato caratteristico dei paesi orientali e dell'africa sett.    • 2 •   negozio in cui si vendono le merci più svariate    • 3 •   (fig.) luogo pieno di oggetti ammassati alla rinfusa.
bazooka   s.m. invar.    • 1 •   arma anticarro, leggera e maneggevole, che lancia proiettili a razzo con alto potere perforante    • 2 •   (cine.) cavalletto a un solo piede utilizzato per sostenere la macchina da presa in spazi ristretti.
bazuca   s.m. invar.  adattamento it. di bazooka. 
bazza   (1) s.f.  mento molto sporgente; (scherz.) mento in genere.
bazza   (2) s.f.  un tempo, in alcuni giochi, la carta presa all'avversario; oggi, per estens., fortuna, guadagno, pacchia: che bazza!. 
bazzana   s.f.  pelle di pecora conciata che si usa in legatoria.
bazzecola   s.f.  cosa da nulla, di poco conto; inezia: costa una bazzecola!. 
bazzica   s.f.    • 1 •   gioco di carte simile alla scopa    • 2 •   gioco fatto col biliardo.
bazzicare   v. tr.  [io bàzzico, tu bàzzichi ecc.] (fam.) frequentare assiduamente: bazzicare cattive compagnie  | v. intr.  [aus. avere] recarsi frequentemente in un luogo: bazzicare nei bassifondi. 
bazzicotto   s.m.    • 1 •   nel gioco della bazzica, serie di tre carte uguali. accr. bazzicottone, serie di quattro    • 2 •   nella bazzica al biliardo, colpo che fa cadere tutti i birilli meno quello centrale.
bazzoffia   antiq. basoffia, s.f.  (tosc.)    • 1 •   minestrone, o altro cibo abbondante e grossolano    • 2 •   (fig. non com.) insieme di cose disordinate; discorso, scritto lungo e caotico.
bazzotto   rar. barzotto, agg.    • 1 •   si dice di uovo cotto col guscio, più sodo dell'uovo alla coque ma più tenero dell'uovo sodo    • 2 •   (fig. non com.) si dice di ciò che si trova in uno stato non ben definito: tempo bazzotto, tra sereno e nuvoloso.
bazzuto   agg.  che ha la bazza, il mento molto prominente.
be    ⇨ bi.
bé  chamel béchamel;s.f. invar.  besciamella.
bè   o bee, inter.  verso che imita il belato della pecora e della capra.
be'   (1)  ⇨ beh.
be'   (2)  ⇨ bello.
beach volley   loc. sost. m. invar.  pallavolo giocata sulla spiaggia da due squadre di due giocatori ciascuna.
beagle   s.m. invar.  (zool.) nome inglese con cui oggi è più noto il bracchetto. 
beante   agg.    • 1 •   (med.) aperto, detto di vasi, di condotti: arteria beante    • 2 •   (geol.) che lascia aperto uno spazio entro il quale possono passare acque o materiali: faglia beante. 
beare   v. tr.  [io bèo ecc.] (non com.) rendere beato, felice: tacito orror di solitaria selva / di sì dolce tristezza il cor mi bea  (alfieri) | bearsi v. rifl.  godere, compiacersi: bearsi della solitudine; bearsi alla vista del mare. 
bearnese   agg.  del béarn, regione storica della francia meridionale | salsa bearnese, a base di burro, tuorlo d'uovo, vino bianco ed erbe aromatiche.
beat   (1) s.m. invar.  forza ritmica di un esecutore o di un'esecuzione di musica jazz.
beat   (2) agg. invar.    • 1 •   si dice di un fenomeno letterario e di costume nato negli usa nel corso degli anni cinquanta, caratterizzato dalla contestazione dei valori correnti in nome di un individualismo anarcoide permeato di istanze irrazionalistiche: la generazione beat    • 2 •   (mus.) si dice di un movimento musicale sviluppatosi in inghilterra negli anni sessanta, ispirato al blues e al primo rock americano: musica, complesso beat   s.m.  e f. invar.    • 1 •   appartenente al movimento beat | nell'uso com., contestatore    • 2 •   (mus.) musica beat: l'evoluzione dal rock al beat. 
beatificare   v. tr.  [io beatìfico, tu beatìfichi ecc.]    • 1 •   (non com.) riempire di gioia, di beatitudine; beare    • 2 •   proclamare, da parte dell'autorità ecclesiastica, un servo di dio beato, e autorizzarne il culto pubblico.
beatificazione   s.f.  il beatificare; la solenne funzione religiosa con cui il papa proclama un beato | causa, processo di beatificazione, quelli durante i quali l'autorità canonica valuta i titoli per i quali si propone che un servo di dio sia proclamato beato.
beatifico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) che dà beatitudine | visione beatifica, la visione di dio propria dei beati.
beatitudine   s.f.    • 1 •   felicità intensa, perfetta e assoluta: vivere felice e in beatitudine    • 2 •   (relig.) felicità soprannaturale derivante all'anima dalla visione di dio nell'aldilà: l'eterna beatitudine  | secondo il vangelo, ognuna delle proposizioni con le quali gesù, nel discorso della montagna, enuncia le condizioni che rendono l'uomo beato.
beatnik   s.m.  e f. invar.  lo stesso che beat. 
beato   part. pass.  di beare   agg.    • 1 •   che gode perfetta felicità: vivere beato e contento  | che dà gioia: un giorno beato  | in usi enfatici ed espressivi: beato te, beato lui!, per indicare la buona sorte di qualcuno; beato fra le donne, (scherz.) di uomo solo fra molte donne; beato chi lo vede!, detto di chi si fa vedere di rado    • 2 •   che gode della visione beatifica di dio: la beata vergine  | beatissimo, appellativo riservato, tra i viventi, solo al papa  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi gode della visione di dio in cielo: i beati del paradiso    • 2 •   chi, per avere in vita praticato le virtù cristiane in sommo grado, è venerato dalla chiesa con culto pubblico, pur non essendo ancora canonizzato § beatamente avv.  nei sign. dell'agg. | tranquillamente, senza pensieri.
beatrice   agg.  e s.f.  (lett.) che dà beatitudine, che ispira sentimenti elevati: venni cercando l'arte beatrice / di giotto, che gli spiriti disegna  (d'annunzio) | ispiratrice (di un poeta, di un artista).
beaujolais   s.m. invar.  il vino dell'omonima regione storica della francia centrale.
beauty-case  beauty-case abbreviato in beauty, s.m. invar.  borsetta femminile a forma di bauletto che contiene il necessario per la toeletta e per il trucco.
beauty center   loc. sost. m. imvar.  istituto di bellezza.
beauty farm   loc. sost. f. invar.  complesso alberghiero dotato di impianti sportivi e strutture sanitarie, presso cui si soggiorna per migliorare la propria forma fisica.
bebè   s.m. invar.  bambino molto piccolo | alla bebè, al modo dei bambini: capelli alla bebè, lisci e tagliati all'altezza delle orecchie; colletto alla bebè, piccolo e tondo.
be-bop  be-bop abbr. bop, s.m. invar.  (mus.) forma jazzistica nata negli usa durante la seconda guerra mondiale, caratterizzata da un aperto richiamo al blues, dal ritmo spezzato e da una complessa elaborazione armonica.
becca   (1) s.f.  (ant.)    • 1 •   sciarpa di seta che veniva portata da professori universitari e magistrati    • 2 •   (mil.) bandoliera    • 3 •   nastro di seta che serviva a tener ferme le calze sotto il ginocchio.
becca   (2) s.f.  (non com.)    • 1 •   cocca di fazzoletto; lembo appuntito di veste    • 2 •   piega, orecchia di pagina    • 3 •   (region.) cima di un monte, aguzza e impervia; picco    • 4 •   berretta a due punte che portavano i dogi di venezia.
beccaccia   s.f.  [pl. -ce] uccello di color bruno rossiccio a linee trasversali giallognole, con becco lungo e sottile, zampe corte; è cacciato per le carni pregiate (ord.  caradriformi) | beccaccia di mare, uccello nero e bianco con becco rosso che vive sulle coste (ord.  caradriformi).
beccaccino   s.m.    • 1 •   uccello di palude simile alla beccaccia ma più piccolo, con piumaggio biancastro a strisce fulve (ord.  caradriformi)    • 2 •   (mar.) piccola imbarcazione a vela da regata, a un solo albero armato con randa e fiocco.
beccaccione   s.m.  (dial.) cornuto (come epiteto ingiurioso).
beccafico   s.m.  [pl. -chi] uccellino canoro, di colore grigio, con becco diritto e sottile, dannoso all'agricoltura; ha carni pregiate (ord.  passeriformi).
beccaio   s.m.  (ant. , region.)    • 1 •   venditore di carne di becco; per estens., macellaio    • 2 •   (estens.) carnefice, boia | (spreg.) chirurgo.
beccamorto   o beccamorti, s.m.  (spreg.) necroforo, becchino.
beccamoschino   s.m.  uccellino dal piumaggio giallo-fulvo a macchie scure (ord.  passeriformi).
beccapesci   s.m.  uccello marino con piedi palmati neri, becco nero, parte superiore del capo nera, corpo color cenere sopra, bianco sotto (ord.  caradriformi).
beccare   v. tr.  [io bécco, tu bécchi ecc.]    • 1 •   afferrare il cibo col becco; per estens., mangiare | prov.  : gallina che non becca ha già beccato, chi non mangia a tavola, ha mangiato prima; chi non ha desiderio di una cosa è perché l'ha già avuta    • 2 •   colpire col becco: la chioccia becca chi le tocca i pulcini  | (estens.) pungere, pizzicare: mi ha beccato una zanzara    • 3 •   (fig. fam.) prendere, ottenere: s'è beccato il primo premio  | buscare: beccarsi un ceffone; erano in quattro, e le ho beccate  | sorprendere, cogliere sul fatto: l'hanno beccato a rubare    • 4 •   (fig.) disapprovare con vivacità, a scena aperta (attori, cantanti, conferenzieri): il tenore è stato beccato più volte  | v. intr.  [aus. avere] (fam.) subire una sconfitta: a scopa ho beccato, a briscola ho vinto  | beccarsi v. rifl.    • 1 •   colpirsi a vicenda col becco    • 2 •   (fig.) bisticciare; polemizzare di continuo.
beccastrino   s.m.  zappa lunga e stretta per cavare sassi.
beccata   s.f.    • 1 •   colpo dato col becco; quantità di cibo che l'uccello prende col becco | (estens.) puntura di insetto    • 2 •   (fig.) battuta pungente, commento riprensivo od offensivo.
beccatello   s.m.    • 1 •   (arch.) mensoletta a sostegno di terrazzini, cornicioni e sim.    • 2 •   (non com.) gancio o piolo dell'attaccapanni.
beccatoio   s.m.  recipiente che serve a contenere il becchime nelle gabbie degli uccelli.
beccatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'atto del beccare    • 2 •   il segno lasciato da una beccata.
beccheggiare   v. intr.  [io becchéggio ecc. ; aus. avere] detto di natanti o di aeromobili, e per estens. di autoveicoli, oscillare in senso longitudinale.
beccheggiata   s.f.  (non com.) movimento del beccheggiare; beccheggio.
beccheggio   s.m.  il beccheggiare.
beccheria   s.f.  (ant. , region.) macelleria | (ant.) macello.
becchettare   v. tr.  [io becchétto ecc.] beccare frequentemente e rapidamente | becchettarsi v. rifl.  beccarsi di frequente e velocemente (anche fig.).
becchettio   s.m.  il becchettare; il rumore che ne deriva.
becchetto   (1) s.m.  ciascuno dei due finimenti delle scarpe, forniti di buchi per passarvi le stringhe.
becchetto   (2) s.m.    • 1 •   dim.  di becco    • 1 •    • 2 •   beccuccio di recipienti.
becchime   s.m.  mangime per uccelli, in partic. per i volatili da cortile.
becchincroce   s.m.  (zool.) crociere.
becchino   s.m.    • 1 •   chi, per mestiere, seppellisce i morti; necroforo    • 2 •   nome comune di alcuni insetti coleotteri che seppelliscono le carogne di topi, uccelli o altri piccoli animali per deporvi le uova.
becco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (zool.) guaina cornea prominente che costituisce l'estremità della bocca degli uccelli, di qualche rettile e dei mammiferi monotremi; ranfoteca: dar di becco, beccare | ecco fatto il becco all'oca!, (scherz.) si dice per indicare che un lavoro è terminato    • 2 •   (fam.) bocca dell'uomo | chiudere, aprire il becco, tacere, parlare | avere il becco lungo, parlare troppo | mettere il becco in qualcosa, immischiarsi senza esserne richiesti | bagnarsi il becco, bere appena un sorso | restare a becco asciutto, (fig.) restare esclusi dal godimento di qualcosa    • 3 •   terminazione appuntita di un oggetto di forma simile a un becco; parte sporgente, punta: il becco della penna; cappello a becco; il becco della brocca, il beccuccio | non avere il becco di un quattrino, (scherz.) neanche un soldo. dim. beccuccio, becchetto    • 4 •   (tecn.) bruciatore per gas o vapori che termina con un cannello ed è munito di strumenti per regolare la fiamma: becco (di) bunsen    • 5 •   (edil.) piastrella con spigolo sagomato che termina una fascia di rivestimento    • 6 •   (mus.) tipo di imboccatura di strumenti a fiato; bocchino    • 7 •   becco d'oca  o di cicogna, beccuccio per mantenere in piega i capelli.
becco   (2) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il maschio della capra o della pecora; caprone, montone, irco    • 2 •   (fig. volg.) marito tradito; cornuto.
beccofrosone   o beccofrusone, s.m.  uccello dal corpo tozzo con morbido piumaggio grigio, rossiccio e nero, ciuffo erettile rossiccio sul capo (ord.  passeriformi).
beccolare   v. tr.  e intr.  [io béccolo ecc. ; aus. dell'intr. avere] (rar.) beccare qua e là, di tanto in tanto.
beccone   s.m.  (rar.)    • 1 •   caprone    • 2 •   (fig.) uomo stolido; bestione.
beccucchiare   v. tr.  [io beccùcchio ecc.] (rar.) beccare a piccole quantità.
beccuccio   s.m.    • 1 •   dim.  di becco    • 1 •    • 2 •   sporgenza dell'orlo o breve cannello di ampolle, anfore, brocche e sim., attraverso cui si versa il liquido    • 3 •   sorta di pinzetta per mantenere in piega i capelli.
beccuto   agg.  (non com.) fornito di becco | che ha il becco lungo.
beceraggine   s.f.  (region.) azione, comportamento, espressione da becero; volgarità, trivialità.
becerata   s.f.  (region.) beceraggine.
beceresco   agg.  [pl. m. -schi] (region.) da becero § becerescamente avv. 
becero   agg.  e s.m.  [f. -a] (region.) si dice di persona triviale, di modi volgari | cafone, zotico. dim. becerotto  accr. becerone  § beceramente avv. 
becerume   s.m.  (tosc.) marmaglia, gentaglia.
becher   s.m. invar.  (chim.) recipiente cilindrico di vetro, porcellana o plastica, usato nei laboratori chimici per riscaldare liquidi.
bechico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (farm.) si dice di medicamento che favorisce l'espettorazione.
beco   s.m.  [f. -a; pl. m. -chi] (tosc.) contadino: beca di dicomano, titolo di un poemetto rusticale di luigi pulci (1432-1484) | (estens.) zotico, cafone.
becquerel   s.m. invar.  unità di misura dell'attività delle sostanze radioattive nel sistema internazionale, pari all'attività di una sostanza radioattiva che subisce un decadimento al secondo.
bedanatrice   s.f.  macchina per praticare fori su tavole di legno.
bed and breakfast   loc. sost. m. invar.  formula di alloggio in alberghi e pensioni la cui tariffa dà diritto alla stanza e alla prima colazione; per estens., l'esercizio che pratica questa formula.
bedano   s.m.  scalpello da falegname con lama stretta e molto spessa.
beduina   s.f.  mantello con cappuccio usato dalle donne in occasioni mondane nella seconda metà dell'ottocento.
beduino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   nel mondo arabo, nomade del deserto che vive in tribù a economia pastorale    • 2 •   (fig.) persona dall'aspetto incolto, o vestita in modo bizzarro: sembrare un beduino  | anche agg.  : tribù beduina. 
bee    ⇨ bè.
beeper   s.m. invar.  lo stesso che cercapersone. 
befana   s.f.    • 1 •   (pop.) epifania    • 2 •   personaggio fantastico raffigurato come una vecchia brutta ma benefica che porta doni ai bambini la notte dell'epifania | credere (ancora) alla befana, (fig.) essere ingenuo come un bimbo    • 3 •   (estens.) donna brutta. accr. befanona, befanone  (m.) pegg. befanaccia    • 4 •   regali, strenne dell'epifania: fare, ricevere la befana. 
beffa   s.f.    • 1 •   inganno ordito contro qualcuno per schernirlo; burla    • 2 •   parola o gesto di scherno; canzonatura | farsi beffe, beffarsi, prendersi gioco | avere il danno e le beffe, rimanere danneggiato e deriso.
beffardo   agg.    • 1 •   che si compiace di beffare: uomo beffardo    • 2 •   che dimostra scherno, sarcasmo, ironia: risata beffarda  § beffardamente avv. 
beffare   v. tr.  [io bèffo ecc.] fare, giocare una beffa a qualcuno | canzonare, deridere | beffarsi v. rifl.  farsi beffe di qualcuno o di qualcosa; dimostrare disprezzo o noncuranza: beffarsi di una legge. 
beffatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) che, chi beffa o si fa beffe.
beffeggiamento   s.m.  (non com.) il beffeggiare.
beffeggiare   v. tr.  [io befféggio ecc.] beffare con insistenza, con accanimento.
beffeggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi beffeggia, suole beffeggiare.
beffeggiatorio   agg.  (rar.) beffeggiatore; derisorio.
bega   s.f.  [pl. -ghe]    • 1 •   bisticcio futile: avere delle beghe con qualcuno    • 2 •   faccenda importuna e fastidiosa; grattacapo.
begardo   s.m.  [f. -a] (st.) appartenente a un'associazione religiosa diffusasi a partire dal sec. xiii spec. nelle fiandre, caratterizzata da spirito riformatore e caritativo.
begare   v. intr.  [io bègo, tu bèghi ecc. ; o io bégo, tu béghi ecc. ; aus. avere] (region.) far beghe; questionare, litigare: il vecchio / che bestemmia, la femmina che bega  (saba).
beghina   s.f.    • 1 •   (st.) donna appartenente a comunità ispirate a ideali evangelici e caritativi, sorte spec. in belgio nel sec. xii    • 2 •   (estens.) donna bigotta, bacchettona.
beghinaggio   s.m.    • 1 •   (st.) comunità di beghine; gli edifici nei quali esse abitavano    • 2 •   (fig.) atteggiamento di esagerato pietismo.
beghino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (st.) begardo    • 2 •   (estens.) bigotto, bacchettone.
begliuomini   o begliomini, s.m. pl.  (bot.) balsamina.
begolardo   s.m.  (ant.) fanfarone, ciarlatano.
begolare   o bergolare, v. intr.  [io bègolo ecc. ; aus. avere] (ant.) chiacchierare futilmente, cianciare.
begonia   s.f.  pianta erbacea o arbustiva ornamentale con foglie eleganti e fiori variamente colorati (fam.  begoniacee).
begoniacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni cui appartiene la begonia | sing.  [-a] pianta appartenente a tale famiglia.
beguine   s.f. invar.  ballo popolare giamaicano dal ritmo lento, ripreso dalla musica leggera moderna.
begum   s.f. invar.  titolo di nobildonne e principesse musulmane; in partic., presso gli ismailiti, titolo della moglie dell'agha khan.
beh   o be', inter.  ebbene, dunque: beh, fai come vuoi; beh, che c'è?; beh, facciamola finita!. 
behaviorismo   s.m.  (psicol.) comportamentismo.
behavioristico   agg.  di behaviorismo; comportamentistico.
bei    ⇨ bey.
beige   s.m. invar.  colore tra il nocciola e l'avana | anche agg.  : tessuto beige. 
beilicato   s.m.  il titolo di bey; la giurisdizione di un bey.
bel   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della potenza o della intensità di un'oscillazione (elettrica o sonora) rispetto a un riferimento dato | unità di misura della sensazione uditiva, della quale si usa in genere il sottomultiplo decibel. 
belante   part. pres.  di belare  e agg.  nei sign. del verbo: voi trarrete la mugghiante greggia / e la belante a quelle cime là  (carducci)  s.m.  e f.  (lett.) agnello, pecora.
belare   v. intr.  [io bèlo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere belati    • 2 •   (estens.) esprimersi con voce lamentosa e tremula | anche come v. tr.  : belare una canzone. 
belato   s.m.    • 1 •   verso caratteristico delle pecore e delle capre    • 2 •   (estens.) lamento piagnucoloso | voce, canto queruli.
belcantistico   agg.  [pl. -ci] di belcanto, del belcantismo: repertorio belcantistico. 
belcanto   o belcantismo [bel-can-tì-smo], s.m.  stile di canto virtuosistico tipico del melodramma italiano fino agli inizi dell'ottocento; è caratterizzato dal passaggio omogeneo dalle zone gravi alle acute e da agilità nell'ornamentazione e nel fraseggio.
belemnita   o belemnite, s.m.  [pl. -ti] mollusco cefalopodo fossile simile alla seppia attuale, vissuto nell'era secondaria.
belga   agg.  [pl. m. -gi; pl. f. -ghe] del belgio  s.m.  e f.  chi abita, chi è nato nel belgio.
belgiuino    ⇨ benzoino.
belio   s.m.  (rar.)    • 1 •   belare prolungato e insistente    • 2 •   (estens.) piagnucolio.
bella   s.f.    • 1 •   donna bella e che gode di tale fama: la bella del paese  | (fam.) l'innamorata, la fidanzata: l'ho visto con la sua bella  | con valore fraseologico, in espressioni fam. o scherz.: bella mia, ora devo andare; quando la smetti, bella?  | bella di notte, (eufem.) prostituta. accr. bellona    • 2 •   cosa bella, in frasi esclamative: o bella!; questa è bella!, per esprimere sorpresa, meraviglia | dirne, sentirne, vederne delle belle, cose curiose, strane, incredibili o, per antifrasi, spiacevoli, sgradevoli; farla bella, per antifrasi, combinare un guaio | usato come avv. nella loc. alla bell'e meglio, in modo approssimativo, senza particolare cura: fare qualcosa alla bell'e meglio    • 3 •   bella copia, stesura definitiva di uno scritto: copiare il compito in bella    • 4 •   in molti giochi e sport, partita di spareggio    • 5 •   (bot.) componente del nome di diverse piante: bella di giorno, pianta erbacea con foglie oblunghe e fiori a campanula che si aprono al mattino e si chiudono la sera (fam.  convolvulacee); | bella di notte, pianta erbacea ornamentale con fiori di color giallo, rosso o bianco, che si aprono la sera e si chiudono all'alba (fam.  nictaginacee).
belladonna   s.f.  pianta erbacea medicinale con fiori di color bruno, foglie lanceolate e bacche di colore nerastro e lucide che contengono alcaloidi, spec. atropina (fam.  solanacee).
bellare   v. intr.  [io bèllo ecc. ; aus. avere] (ant.) guerreggiare, combattere.
bellavista   o bella vista, s.f.  (pl. belleviste) belvedere, panorama | in bellavista, in mostra, ben visibile (spec. in gastr., detto di vivande servite sotto gelatina).
belle é  poque belle époque;loc. sost. f. sing.  gli anni tra la fine dell'ottocento e l'inizio della prima guerra mondiale, che furono per la ricca borghesia europea un periodo di benessere economico e spensieratezza | usato anche come loc. agg. , in riferimento a quel periodo: moda, stile belle époque. 
belletta   s.f.  (lett.) fanghiglia, mota: or ci attristiam ne la belletta negra  (dante inf.  vii, 124).
belletterista   o bellettrista [bel-let-trì-sta], agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (antiq.) cultore di studi letterari.
belletteristica   o bellettristica [bel-let-trì-sti-ca], s.f.  (antiq.) bella letteratura, belle lettere (con sfumatura spreg.).
belletteristico   o bellettristico [bel-let-trì-sti-co], agg.  [pl. m. -ci] (antiq.) da belletterista.
belletto   s.m.    • 1 •   qualsiasi cosmetico usato dalle donne per il trucco    • 2 •   (fig. lett.) artificio stilistico, retorico.
bellettrista   e deriv.   ⇨ belletterista e deriv. 
bellezza   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è bello (anche in senso morale); il valore estetico delle cose: una donna di grande bellezza; la bellezza del creato, di un'opera d'arte; la bellezza di un sacrificio; bellezza fisica, quella del corpo | prodotto, istituto, cura di bellezza, che mira a preservare e a curare la bellezza fisica | bellezza greca, classica, rispondente ai canoni dell'arte greca antica | per bellezza, a scopo ornamentale | finire, chiudere in bellezza, finire bene l'opera intrapresa    • 2 •   persona o cosa bella: le bellezze della natura  | bellezze naturali, ambientali, luoghi in cui la natura è bella di per sé o per l'azione dell'uomo, e che sono tutelati dalla legge come patrimonio culturale pubblico | una bellezza somala, donna bella appartenente a quell'etnia | bellezza!, apostrofe di tono confidenziale o ironico: senti, bellezza!  | che bellezza!, escl. di gioia, soddisfazione e sim.: oggi è vacanza, che bellezza!    • 3 •   in espressioni enfatiche: questa pianta cresce che è una bellezza, bene e rapidamente | con valore ironico, per indicare grande quantità: mi è costato la bellezza di mezzo stipendio. 
bellicismo   s.m.  tendenza alla guerra; politica degli stati che mirano a risolvere i problemi internazionali con il ricorso alla guerra.
bellicista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è fautore del bellicismo.
bellicistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al bellicismo; da bellicista.
bellico   (1) agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la guerra: ordigni bellici; sforzo bellico, impegno di uno stato per armarsi in vista di una guerra.
bellico   (2)  ⇨ ombelico.
bellicosità   s.f.  l'essere bellicoso.
bellicoso   agg.    • 1 •   che ama la guerra: un popolo bellicoso    • 2 •   (estens.) combattivo, battagliero: uno spirito bellicoso  § bellicosamente avv. 
bellide   s.f.  (bot.) margheritina | bellide maggiore, margherita di prato.
belligerante   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è in stato di belligeranza: le potenze belligeranti. 
belligeranza   s.f.  condizione giuridica di uno stato che si trova in guerra, comportante determinati diritti e doveri per lo stato stesso e per i cittadini | non belligeranza, condizione di uno stato che non è belligerante, ma non si è ufficialmente dichiarato neutrale.
belligero   agg.  (lett.) bellicoso, battagliero.
bellimbusto   s.m.  [pl. -sti; rar. beglimbusti] uomo galante e di eleganza ricercata, ma fatuo; damerino, cascamorto.
bello   lett. be', agg.  [al maschile, se posposto al s., bello  al sing., belli  al pl.; se anteposto al s., dinanzi a s  impura, gn, pn, ps, x, z, sing. bello, pl. begli  (ant. belli), dinanzi ad altre consonanti sing. bel, pl. bei, dinanzi a vocale sing. bell', pl. begli  (ant. belli); f. regolare]    • 1 •   si dice di ciò che è dotato di bellezza; che suscita ammirazione, piacere estetico: un bel ragazzo; due begli occhi; bei palazzi; una bell'architettura; belle musiche; farsi bello, agghindarsi, truccarsi; farsi bello di qualcosa, (fig.) vantarsene, attribuirsene il merito; che bello!, con ellissi del sostantivo | in senso generico, indica ciò che è apprezzabile, ben riuscito, ben fatto, comodo, agevole e sim.: un bel lavoro; una bella gita; una bella casa  | in loc. particolari: arti belle, belle arti, arti figurative; belle lettere, letteratura; bel canto, belcanto; bel mondo, alta società, jet-set; belle maniere, modi cortesi, gentilezza; bel sesso, sesso femminile; begli anni, gioventù bella copia, copia definitiva, ultima; bella vita, agiata, comoda; anche, mondana, scapestrata; una bella intelligenza, un bell'ingegno, vivaci, acuti; anche, una persona intelligente | prov.  : non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace.  dim. bellino, belluccio    • 2 •   moralmente buono; apprezzabile: un bel gesto, una bella azione; non è bello ciò che fai    • 3 •   buono, sereno, calmo (detto degli aspetti della natura): bel tempo; oggi c'è un bel mare; bella giornata; bella stagione, primavera ed estate    • 4 •   in usi fraseologici, può avere valore enfatico o rafforzativo, anche in senso iron. e antifrastico: un milione è una bella cifra; sei un bel pezzo d'asino; non ti dico un bel niente; nel bel mezzo di qualcosa, proprio nel mezzo | avere un bel fare, un bel dire ecc. , fare, parlare ecc. inutilmente | a bella posta, intenzionalmente | bell'e buono, vero e proprio: è una canaglia bell'e buona  | bell'e fatto, bell'e sistemato ecc. , definitivamente fatto, sistemato ecc. | un bel giorno, un giorno | per antifrasi, brutto: che bella figura hai fatto!; bella roba!; bell'amica che sei!  | usato anche come avv. solo nella loc. bel bello, tranquillamente, piano piano: se ne veniva bel bello; per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla passeggiata verso casa... don abbondio  (manzoni p. s.  i)  s.m.    • 1 •   ciò che è bello; l'insieme delle cose belle: avere il senso del bello  | con valore enfatico: adesso viene il bello, la cosa più importante, più difficile; sul più bello, nel momento culminante; il bello è che, lo strano è che; avere di bello che, per indicare un aspetto apprezzabile, una qualità; ci volle del bello e del buono per convincerlo, non fu facile | con valore fraseologico: che cosa fai di bello?; dove vai di bello?    • 2 •   tempo buono: spero che domani tornerà il bello    • 3 •   uomo bello, che si ammira soprattutto per le doti fisiche: il bello del paese  | per antonomasia, l'innamorato, il fidanzato | appellativo affettuoso, che si rivolge specialmente ai bambini: fai la nanna, bello; bello di papà!  § bellamente avv.    • 1 •   con garbo, con belle maniere    • 2 •   tranquillamente, con tutto comodo; beatamente.
belloccio   agg.  [pl. f. -ce] si dice di persona la cui bellezza non è raffinata, ma fresca e piacevole: jeli trovò la ragazza, la quale s'era fatta grandicella e belloccia  (verga).
bellona   s.f.  donna di bellezza appariscente o volgare (per lo più in usi ironici o scherzosi): egli le diceva sempre negli orecchi: «bellona!»  (pratolini).
bellospirito   o bello spirito, s.m.  [pl. begli spiriti] persona di spirito faceto e brillante | (spreg.) chi vuol fare dello spirito a tutti i costi.
belluino   agg.  (lett.) che è proprio di belva | (estens.) feroce, disumano: furore belluino  § belluinamente avv. 
bellumore   o bell'umore, s.m.  [pl. begli umori; non com. bellumori] uomo allegro e scherzoso; mattacchione.
bellunese   agg.  di belluno  s.m.  e f.  chi abita, chi è nato a belluno.
belluria   s.f.  (lett.) bellezza apparente, artificiosa | eleganza vistosa e di cattivo gusto: le bellurie della retorica. 
belo   s.m.  (ant.) belato.
belodonte   s.m.  genere di rettili fossili del triassico superiore.
beloniformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci ossei, quasi tutti marini, con corpo allungato e pinne a raggi molli, di cui fa parte l'aguglia | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
belorusso    ⇨ bielorusso.
belpaese   ® s.m. invar.  formaggio molle di pasta color giallo-crema prodotto in lombardia.
beltà   ant. beltade [bel-tà-de], beltate, biltà, s.f.  (lett.)    • 1 •   bellezza    • 2 •   donna molto bella: cara beltà che amore / lunge m'inspiri  (leopardi alla sua donna  1-2)    • 3 •   cosa bella.
beluga   s.m. invar.  (zool.) grosso cetaceo dei mari artici, privo di pinna dorsale, che viene cacciato per le carni e per il grasso; delfino bianco.
belva   s.f.    • 1 •   animale feroce | sembrare, diventare una belva, (iperb.) essere infuriato, andare su tutte le furie    • 2 •   (fig.) persona che agisce con ferocia disumana.
belvedere   s.m.  [pl. -ri  o -re]    • 1 •   luogo elevato da cui si scorge un ampio panorama    • 2 •   (mar.) in un veliero, secondo pennone dall'alto e relativa vela dell'albero di mezzana    • 3 •   pianta erbacea cespugliosa da giardino, con fiori minuti in glomeruli e foglie strette che in autunno diventano rossastre (fam.  chenopodiacee) | anche come agg.  : carrozza, vettura, pullman belvedere, con ampie vetrate che consentono di ammirare il paesaggio.
belzebù   ant. belzebub, s.m.  secondo la bibbia, nome del principe degli spiriti maligni | (estens.) demonio, diavolo.
belzoino   belzuino  ⇨ benzoino.
bema   s.m. invar.    • 1 •   presso i greci antichi, unità di misura di lunghezza, pari a m 0,74; anche, il piedistallo da cui gli oratori parlavano in pubblico    • 2 •   (arch.) nella basilica cristiana, sedile, panca che segue la curva absidale; per estens., l'abside stessa.
bemmeritare    ⇨ benmeritare.
bemolle   s.m. invar.  (mus.) segno di alterazione (o3) che, posto davanti a una nota, indica che essa va abbassata di un semitono | l'alterazione stessa.
bemollizzare   v. tr.  (mus.) applicare un bemolle; abbassare una nota di un semitono.
bemparlante    ⇨ benparlante.
bempensante    ⇨ benpensante.
bemportante    ⇨ benportante.
benaccetto   o ben accetto, bene accetto, agg.  (lett.) gradito: omaggio benaccetto. 
benacense   agg.  (lett.) del lago di garda.
benallevato   agg.  (rar.) beneducato, allevato bene.
benalzato   o ben alzato, agg.  si usa per lo più come saluto augurale a chi si è appena alzato dal letto  s.m.  il saluto che si dà con questa formula: dare il benalzato a qualcuno. 
benamato   o beneamato, agg.  (lett.) particolarmente amato; caro, diletto | anche in funzione di s.m.  [f. -a] (scherz.) marito, moglie; partner: salutami il (tuo) benamato. 
benanche   lett. ben anche, ant. ben anco, benanco, avv.  (non com.) lo stesso che anche. 
benandante   s.m.  (spec. pl.) depositario di antichi riti della fertilità documentati in friuli nei secc. xvi-xvii | (estens. non com.) stregone.
benandare   s.m. invar.  (rar.)    • 1 •   permesso di continuare un lavoro iniziato bene    • 2 •   benandata.
benandata   s.f.  (rar.)    • 1 •   mancia che si dà a un inserviente nel lasciare un albergo    • 2 •   buonuscita.
benarrivato   o ben arrivato, agg.  si dice a chi arriva in segno di buona accoglienza: benarrivati a casa nostra!   s.m.    • 1 •   il saluto espresso con questa formula: dare il benarrivato a qualcuno    • 2 •   persona che giunge gradita.
benaugurato   agg.  (non com.) sperato, atteso; fausto, fortunato § beneauguratamente avv. 
benavere   o ben avere, v. intr.  [coniugato come avere] (rar.) stare in pace, avere tranquillità.
benavveduto   agg.  (non com.) assai avveduto, accorto.
benavventurato   agg.  (ant.) fortunato.
benché   lett. ben che, cong.  sebbene, quantunque, ancorché (si usa con il verbo al modo congiunt. per introdurre prop. concessive; l'uso con l'indic. è ant. o lett): benché lo desideri, non può partire  | anche con l'ellissi del verbo: benché ferito, continuò a correre  | il benché minimo, rafforzativo in frasi negative: senza la benché minima vergogna. 
bencreato   lett. ben creato, agg.    • 1 •   (non com.) beneducato    • 2 •   (ant.) creato, destinato a fare il bene, a godere della felicità: o ben creato spirito, che a' rai / di vita etterna la dolcezza senti  (dante par.  iii, 37-38).
benda   s.f.    • 1 •   striscia o fascia di garza, tela o stoffa che si usa nelle medicazioni di ferite o per immobilizzare un arto | benda elastica, di tessuto elastico | benda gessata, usata nelle ingessature. dim. bendina    • 2 •   striscia di tela con la quale si coprono gli occhi di qualcuno perché non veda (anche in usi fig.): gli è caduta la benda dagli occhi, conosce finalmente la verità    • 3 •   (st.) striscia di vario tessuto avvolta intorno al capo per ornamento o come contrassegno simbolico: le bende sacerdotali, le bende vedovili    • 4 •   (mar.) striscia di tela cucita sulla vela quale rinforzo della parte a cui sono applicati i matafioni per i terzaroli.
bendaggio   s.m.    • 1 •   insieme di bende    • 2 •   fasciatura, bendatura | (sport) fasciatura che il pugile porta a protezione delle mani, sotto i guantoni.
bendare   v. tr.  [io bèndo ecc. , meno com. io béndo]    • 1 •   coprire, fasciare con bende: bendare una mano    • 2 •   coprire gli occhi con una benda (per impedire di vedere) | bendare gli occhi a qualcuno, (fig.) far sì che non si renda conto di come stiano realmente le cose; avere gli occhi bendati  o bendarsi gli occhi, (fig.) non rendersi conto o non volersi rendere conto della realtà | la dea bendata, la fortuna; il dio bendato, il dio amore, o cupido.
bendatura   s.f.  il bendare; fasciatura.
bendetto   o ben detto, agg.  detto bene, con parole appropriate  inter.  si dice per approvare quanto detto da altri: bendetto! beviamoci sopra. 
bendisposto   o ben disposto, agg.    • 1 •   favorevole a qualcuno o qualcosa: bendisposto verso, nei confronti di qualcuno; essere bendisposto a fare qualcosa    • 2 •   (fam.) di corporatura robusta, di bell'aspetto.
bendone   s.m.  striscia di tessuto che pende da mitrie, cuffie e simili.
bene   avv.  [se proclitico spesso troncato in ben; compar. meglio; superl. benissimo  od ottimamente]    • 1 •   in modo buono, giusto; in modo corretto, educato: agire, comportarsi, parlare bene; trattare bene qualcuno, qualcosa, con riguardo | non sta bene, è riprovevole | persona per bene, persona onesta; sistemare per bene, a puntino    • 2 •   in modo soddisfacente, vantaggioso, conveniente, piacevole: ho mangiato bene; stare bene, essere in buona salute; un abito che sta bene, che si addice a chi lo indossa; star bene a soldi, averne molti; ti sta bene!, ben ti sta!, te lo meritavi; guadagnare bene, molto; vestire bene, elegantemente; gli è andata bene, ha avuto fortuna | bene o male, in un modo o nell'altro, in qualche modo | di bene in meglio, sempre meglio. dim. benino  accr. benone    • 3 •   con valore rafforzativo o enfatico, pure, proprio, assolutamente, assai: dovrà ben capirlo prima o poi!; è ben difficile che ci riesca!; spero bene che accetti!; vorrei ben vedere!; ha sborsato ben cento milioni, addirittura; ben bene, con ogni cura; ben altro, tutt'altro: si tratta di ben altro!, di qualcosa di diverso, di più grave | in usi antifrastici: conciare bene qualcuno, conciarlo male    • 4 •   in espressioni esclamative può esprimere plauso, entusiasmo, consenso (anche iron.); si usa anche per cominciare o troncare un discorso: bene, bravo, bis!; va bene!; sta bene!; ma bene, si è rotto tutto!; bene, non parliamone più  | usato come agg. invar.  di alta levatura sociale: gente, scuola, società bene; frequentava i locali bene della città   s.m.    • 1 •   tutto ciò che è buono, giusto, onesto e che perciò è degno di essere conseguito; si contrappone a male  | (filos.) il principio su cui si fonda l'agire etico; il valore di cui ogni cosa buona costituisce una realizzazione, un esempio    • 2 •   nella visione cristiana, dio, in quanto fine ultimo dell'uomo: il sommo bene, il bene supremo  ' il ben dell'intelletto  (dante inf.  iii, 18), dio, la visione di dio; perdere il ben dell'intelletto, (scherz.) uscire di senno, impazzire    • 3 •   cosa, opera buona: fare del bene; opere di bene, di carità dire (un gran) bene di qualcuno, di qualcosa, parlarne in modo favorevole | pace e bene, saluto e augurio cristiano (in partic., francescano) di prosperità    • 4 •   affetto, amore: voler bene a qualcuno, amarlo; volersi bene, amarsi; un bene dell'anima, grandissimo; mettere bene tra due persone, mettere pace | (estens.) l'oggetto di un sentimento amoroso, affettuoso; la persona amata: ho ricevuto una lettera dal mio bene; l'amato bene    • 5 •   utilità, vantaggio, giovamento: lo faccio per il tuo bene  | far bene, essere salutare (anche fig.): una medicina che fa bene; le sue parole mi hanno fatto bene  | a fin di bene, con buone intenzioni, per scopi buoni | avere il bene di, avere la fortuna: quando avrò il bene di rivederti?    • 6 •   cosa opportuna, utile: non mi sembra bene agire in questo modo    • 7 •   (econ.) tutto ciò che è atto a soddisfare un bisogno: beni di prima necessità; bene di consumo, destinato al consumo; bene produttivo, capitale, che concorre alla produzione di altri beni; bene di rifugio, che non si svaluta col tempo    • 8 •   (dir.) ogni oggetto di diritto: bene privato, pubblico, demaniale; bene immobile, stabile, proprietà non trasportabile (p. e.  casa, terreno); bene mobile, proprietà trasportabile (p. e.  denaro) ' bene ambientale, area territoriale di interesse rilevante, o per ragioni naturali e paesaggistiche o per la presenza in essa di giacimenti culturali ed artistici, e in quanto tale sottoposta a tutela | bene culturale, bene mobile o immobile di interesse storico, artistico o scientifico, che viene tutelato dalla legge come patrimonio culturale collettivo    • 9 •   spec. pl.  averi, ricchezze, proprietà: beni di famiglia; beni di fortuna, ricchezze patrimoniali | il ben di dio, ogni ben di dio, straordinaria abbondanza e varietà di vivande, di beni materiali ecc.: in quella casa c'era ogni ben di dio    • 10 •   pl.  (sett.) possedimenti terrieri: dalla piazza si vedeva la collinetta dove aveva i suoi beni  (pavese).
beneamato    ⇨ benamato.
benedettino   agg.  di san benedetto da norcia (480-547): ordine benedettino, ordine monastico maschile fondato da san benedetto; regola benedettina, quella che disciplina l'ordine; monache benedettine, appartenenti al corrispondente ordine femminile fondato da santa scolastica, sorella di san benedetto  s.m.    • 1 •   [f. -a] monaco che segue la regola di san benedetto    • 2 •   liquore a base di erbe aromatiche preparato originariamente dai monaci benedettini.
benedetto   part. pass.  di benedire   agg.    • 1 •   (teol.) che è stato oggetto di particolare favore divino: la vergine benedetta  | (fig.) felice, fortunato: una terra benedetta; oh venturose e care e benedette  / l'antiche età  (leopardi all'italia  61-62)    • 2 •   che ha ricevuto la benedizione ecclesiastica; consacrato: acqua benedetta; olivo benedetto    • 3 •   venerato, sacro: la memoria benedetta di mio padre    • 4 •   in espressioni di lode, ringraziamento, felicità: sia benedetto il momento che ti incontrai; benedetta la terra che ti ha generato  | in espressioni di rimprovero benevolo o anche affettuoso: benedetto figliolo! dovevi stare attento  | (antifr. , eufem.) maledetto: questo benedetto treno arriva sempre in ritardo!. 
benedicente   part. pres.  di benedire   agg.  (lett.) che benedice; in atto di benedire: un'immagine di cristo benedicente. 
benedicere    ⇨ benedire.
benedicite   s.m. invar.    • 1 •   (relig.) nome generico delle preghiere pronunciate prima di mettersi a tavola    • 2 •   formula di saluto di origine monastica, in uso in sicilia per gli anziani e le persone di riguardo.
benedire   ant. benedicere [be-ne-dì-ce-re], v. tr.  [imperf. io benedicévo, pop. benedivo ecc. ; pass. rem. io benedissi, pop. benedii ecc. ; imp. benedici; nelle altre forme è coniugato come dire]    • 1 •   (teol.) pronunciare una benedizione: il signore benedisse abramo    • 2 •   invocare la protezione di dio su persone o cose: il padre benedisse il figlio; il sacerdote benedice i fedeli; benedire l'olivo  | andare, mandare a farsi benedire, (fig.) andare, mandare via; anche, andare, mandare in malora    • 3 •   lodare, esaltare, ricordare con amore e gratitudine: lo benedico per il bene che mi ha fatto    • 4 •   da parte di dio, aiutare, custodire, elargire grazie: benedetto da dio  | che dio ti benedica, formula di benedizione; nell'uso fam., esclamazione di meraviglia o lieve rimprovero: che dio ti benedica, hai mangiato tutto tu!. 
benedizionale   s.m.  libro liturgico contenente una raccolta di formule rituali di benedizione.
benedizione   s.f.    • 1 •   nel cristianesimo, nell'ebraismo e in altre religioni, gesto e formula rituali con cui chi è investito di potere sacerdotale invoca la protezione e il favore di dio su persone o cose: impartire, ricevere la benedizione; benedizione apostolica; la benedizione della casa  | (estens.) l'atto o le parole con cui si invoca il bene di qualcuno o di qualcosa: benedizione paterna    • 2 •   (lit.) funzione religiosa durante la quale i fedeli sono benedetti con il ss. sacramento    • 3 •   favore, grazia concessa da dio: c'è chi crede che le ricchezze siano un segno della benedizione di dio  | (fig.) persona o cosa che arreca gioia, che rappresenta un bene: quel ragazzo è la benedizione della sua famiglia; il ritorno del bel tempo fu una benedizione. 
beneducato   o ben educato o bene educato, agg.  che dimostra negli atti e nelle parole di aver ricevuto una buona educazione; garbato, a modo.
benefare   o benfare, v. intr.  [coniugato come fare; aus. avere]    • 1 •   (ant.) beneficare: bearsi benefacendo alla repubblica  (campanella)    • 2 •   usato assol. , fare, operare bene: benfece a sostenere la necessità della pace. 
benefattore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi fa del bene al prossimo, moralmente o materialmente: benefattore dell'umanità, chi ha reso un servizio utile all'intera umanità | chi compie opere di beneficenza.
beneficare   v. tr.  [io benèfico, tu benèfichi ecc.] fare del bene a qualcuno | fare beneficenza; concedere un beneficio.
beneficato   part. pass.  di beneficare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha ricevuto benefici, beneficenze.
beneficatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi benefica, benefattore.
beneficente   agg.  [superl. beneficentissimo] (non com.) benefico.
beneficenza   meno corretto beneficienza, s.f.  la virtù e l'atto del beneficare; carità: fare, ricevere della beneficenza; opera di beneficenza; non volere, non aspettarsi la beneficenza di nessuno, (fig.) contare solo sulle proprie forze | serata, spettacolo di beneficenza, quelli il cui incasso viene devoluto a opere assistenziali.
beneficiale   non com. benefiziale, agg.  che si riferisce a un beneficio ecclesiastico.
beneficiare   non com. benefiziare, v. intr.  [io benefìcio ecc. ; aus. avere] ricevere un beneficio, trarre vantaggio da qualcosa: beneficiare di un'amnistia  | v. tr.  (non com.) beneficare.
beneficiario   non com. benefiziario, agg.  che fruisce di un beneficio: ente beneficiario; in partic., beneficiale  s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona a favore della quale si compie un atto o si rilascia un titolo    • 2 •   titolare di un beneficio.
beneficiata   s.f.    • 1 •   spettacolo teatrale il cui ricavato va a beneficio di un attore della compagnia    • 2 •   (fig.) susseguirsi di circostanze favorevoli    • 3 •   nel gioco del lotto, polizza di premio.
beneficiato   non com. benefiziato, part. pass.  di beneficiare   agg.  che ha ricevuto un beneficio e ne gode | eredità beneficiata, (dir.) accettata con beneficio d'inventario  s.m.  [f. -a] beneficiario.
beneficienza    ⇨ beneficenza.
beneficio   meno com. benefizio [be-ne-fì-zio], s.m.    • 1 •   l'atto del beneficare: ricevere, ricambiare un beneficio  | vantaggio, giovamento: i benefici del riposo; beneficio (del corpo), (fam.) l'andar di corpo | beneficio ecclesiastico, (dir.) fondo patrimoniale il cui reddito serve al mantenimento del titolare di un ufficio ecclesiastico | benefici di legge, (dir.) vantaggi riconosciuti per legge a chi si trova in una determinata situazione | con beneficio d'inventario, (dir.) espressione riferita all'accettazione di eredità per cui l'erede non è tenuto a pagare i debiti ereditari se non nel limite di valore dei beni che gli sono pervenuti; (fig.) con riserva, con cautela    • 2 •   nell'organizzazione feudale, le terre, i beni e i diritti concessi in godimento dal signore in cambio dell'omaggio vassallatico e di determinate prestazioni.
benefico   agg.  [pl. m. -ci; dif. del superl. per cui si usa molto benefico  o beneficentissimo, propr. superl. di beneficente]    • 1 •   che fa bene, che arreca beneficio, vantaggio, giovamento: cura benefica; rimprovero benefico    • 2 •   dedito a opere di bene; fatto a fine di beneficenza: un'associazione benefica; spettacolo benefico  § beneficamente avv. 
benefit   s.m. invar.  (econ.)    • 1 •   retribuzione aggiuntiva data sotto forma di concessioni, privilegi, servizi | indennità accessoria    • 2 •   vantaggio, facilitazione offerti a un cliente per l'acquisto di un determinato prodotto.
benefizio   e deriv.   ⇨ beneficio e deriv. 
benegno    ⇨ benigno.
benemerente   agg.  (lett.) che si acquista merito facendo del bene; benemerito.
benemerenza   s.f.  atto che rende benemerito; il merito acquisito: attestato di benemerenza; acquistarsi, guadagnarsi delle benemerenze. 
benemeritare    ⇨ benmeritare.
benemerito   agg.  e s.m.  [f. -a; dif. del superl. per cui si usa molto benemerito  o benemerentissimo, propr. superl. di benemerente] agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi si è acquistato meriti con opere buone o utili: cittadino benemerito  | l'arma benemerita, o ellit., la benemerita, l'arma dei carabinieri § benemeritamente avv.  (non com.).
beneplacito   s.m.    • 1 •   approvazione, consenso, permesso: dare il beneplacito    • 2 •   volere, arbitrio: agirà a suo beneplacito. 
benessere   s.m.    • 1 •   stato prospero di salute, vigore fisico: senso di benessere    • 2 •   florida condizione economica; agiatezza: vivere nel benessere  ' economia del benessere, disciplina che studia i fondamenti teorici della politica economica in vista del raggiungimento del benessere collettivo; società del benessere, quella che si propone di realizzare un elevato tenore di vita collettivo attraverso l'incremento dei consumi pubblici e privati.
benestante   agg.  e s.m.  e f.  che, chi possiede mezzi economici tali da poter vivere agiatamente; abbiente.
benestare   s.m. invar.    • 1 •   (non com.) lo star bene, benessere; agiatezza    • 2 •   autorizzazione, consenso: il benestare delle autorità. 
beneventano   agg.  di benevento | (scrittura) beneventana, (paleogr.) tipo di scrittura originatosi nel monastero di montecassino e usato nei territori del ducato di benevento tra il sec. viii e il xiii  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di benevento.
benevolente   o benvolente [ben-vo-lèn-te], ant. benvogliente, benivolente, benivogliente, agg.  [superl. benevolentissimo] (lett.) benevolo, ben disposto  s.m.  e f.  (ant.) chi è disposto alla benevolenza | amico affezionato: quasi di tutti quegli della contrada era compare o amico o benivogliente  (boccaccio dec.  vi, 10) § benevolentemente avv. 
benevolenza   ant. benvoglienza [ben-vo-glièn-za], benivolenza, s.f.  buona disposizione d'animo verso altri: trattare qualcuno con benevolenza; ottenere la benevolenza di qualcuno  | indulgenza, favore: affidarsi alla benevolenza di qualcuno. 
benevolo   agg.  [dif. del superl., per cui si usa molto benevolo  o benevolentissimo, propr. superl. di benevolente]    • 1 •   ben disposto verso qualcuno: gli era molto benevolo; lo accolse con animo benevolo    • 2 •   che dimostra benevolenza: parole benevole    • 3 •   favorevole, indulgente: giudizio benevolo  § benevolmente avv. 
benfare    ⇨ benefare.
benfatto   o ben fatto, agg.    • 1 •   di belle fattezze, di proporzioni armoniose: corpo benfatto    • 2 •   fatto bene, con cura e abilità: lavoro ben fatto  | anche in espressioni esclamative di approvazione: benfatto!. 
bengala   s.m.  [pl. invar., pop. -li]    • 1 •   fuoco d'artificio che produce luci di vario colore    • 2 •   razzo luminoso a luce intensa, per segnalazioni | (mil.) dispositivo di illuminazione lanciato col paracadute per individuare bersagli da bombardare.
bengalese   agg.  del bengala, regione tra india e pakistan  s.m.    • 1 •   [anche f] chi abita o è nato nel bengala    • 2 •   (ling.) bengali.
bengali   s.m.  lingua indiana moderna del gruppo indoario, parlata nel bengala e nel bacino del gange-brahmaputra | si usa anche come agg.  : lingua bengali. 
bengalina   s.f.  stoffa di lana o di seta cordonata, originaria del bengala.
bengalino   s.m.    • 1 •   [f. -a] lo stesso che bengalese  | anche come agg.    • 2 •   piccolo uccello tropicale con becco rosso e piumaggio dai colori vivacissimi, molto diffuso come uccello da gabbia (ord.  passeriformi).
bengodi   s.m.  nome di un immaginario paese dove regnano allegria e abbondanza: il paese di bengodi. 
beniamino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   figlio prediletto    • 2 •   (estens.) persona preferita tra altre: il beniamino del pubblico, della sorte. 
benignanza   o beninanza, s.f.  (ant.) benignità, benevolenza, bontà.
benignità   s.f.    • 1 •   naturale disposizione a fare del bene    • 2 •   indulgenza, cortesia: trattare con benignità    • 3 •   (lett) mitezza, clemenza: benignità del clima  | fertilità: benignità della terra. 
benigno   ant. benegno, agg.    • 1 •   naturalmente disposto a fare del bene; buono | che dimostra benignità, cortesia: sorriso benigno    • 2 •   indulgente, clemente, favorevole: un giudizio benigno    • 3 •   (lett.) sereno, mite: cielo, clima benigno    • 4 •   (med.) di natura non letale, detto di malattia | tumore benigno, che non produce metastasi § benignamente avv.  con benignità, benevolmente.
beninanza    ⇨ benignanza.
beninformato   o ben informato, bene informato, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi possiede e dà informazioni attendibili, vicine alla fonte: ce l'ha detto il solito beninformato. 
benintenzionato   o ben intenzionato, bene intenzionato, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha buone intenzioni § benintenzionatamente avv.  con buone intenzioni.
beninteso   o ben inteso, bene inteso, avv.  certamente, naturalmente, ovviamente (usato nelle risposte o nelle precisazioni con senso affermativo): ci vedremo dopo la scuola, beninteso!  | usato nella loc. cong. beninteso che, purché, a patto che (per introdurre una prop. concessiva al congiunt.): vinceremo sicuramente, beninteso che vi facciate valere   agg.  (non com.) correttamente inteso; opportuno: un beninteso senso del dovere. 
benivogliente   benivolente  ⇨ benevolente.
benivolenza    ⇨ benevolenza.
benmeritare   o ben meritare, meno com. benemeritare [be-ne-me-ri-tà-re], bemmeritare, v. intr.  [coniugato come meritare; aus. avere] (rar.) essere meritevole, benemerito: benmeritare della patria. 
benna   s.f.    • 1 •   dispositivo meccanico formato da due valve incernierate, che, sorretto da una gru, serve per lo scavo, la raccolta e il sollevamento di materiale incoerente (sabbia, ghiaia ecc.)    • 2 •   treggia.
bennato   non com. ben nato, agg.  (lett.)    • 1 •   che possiede buone doti naturali, nato sotto buona stella: garzon bennato  (leopardi a un vincitore nel pallone  2) | destinato al bene: spiriti ben nati  (dante purg.  v, 60)    • 2 •   beneducato, gentile    • 3 •   nato da famiglia agiata, nobile.
benparlante   o ben parlante, non com. bemparlante, agg.  e s.m.  e f.  (non com.) che, chi parla correttamente e con una certa eleganza; eloquente.
benpensante   o ben pensante, non com. bempensante, agg.  e s.m.  e f.  che, chi pensa nella maniera ritenuta più giusta dalla maggioranza delle persone; con sfumatura negativa, si dice di persona di idee conservatrici, conformista.
benportante   o ben portante, non com. bemportante, agg.  che porta bene i suoi anni; arzillo, giovanile.
benservito   s.m.  attestato che si rilascia a chi cessa un'attività lavorativa, per comprovare che ha servito bene | dare il benservito a qualcuno, (eufem.) licenziarlo.
bensì   cong.  ma piuttosto, ma invece, ma anzi (con valore avversativo dopo una frase negativa; anche preceduto da ma  rafforzativo): non mi pare sciocco, bensì svogliato; non hai ragione tu, bensì lui; non fui io, ma bensì lui che lo offese  ' (non com.) tuttavia, però, peraltro (con valore limitativo): gli dissi di no, bensì a malincuore   avv.  (lett.) sicuramente, certamente (col valore di un sì  rafforzato, per lo più in correlazione con ma): i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma... la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani  (manzoni p. s.  xxxviii).
benthos    ⇨ bentos.
bentonico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) del bentos: flora, fauna bentonica. 
bentonite   s.f.  (min.) tipo di argilla sedimentaria di origine vulcanica, che per le sue proprietà adsorbenti e assorbenti trova numerose applicazioni industriali.
bentornato   o ben tornato, agg.  usato in formule di saluto a chi torna dopo una assenza, un viaggio e sim.: bentornata a milano; bentornato tra noi   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona il cui ritorno è gradito: siate i bentornati!    • 2 •   il saluto che si porge al ritorno di qualcuno: dare il bentornato. 
bentos   o benthos, s.m.  (biol.) il complesso degli organismi che vivono a contatto con il fondo marino o lacustre: bentos sessile, costituito da organismi fissi sul fondo (p. e.  coralli, alghe verdi); bentos vagile, costituito da organismi che si muovono sul fondo (p. e.  gasteropodi, crostacei).
bentosto   o ben tosto, avv.  (lett.) ben presto, subito.
bentrovato   o ben trovato, agg.  usato in formule di saluto a chi si rivede dopo molto tempo; in partic., come risposta a benvenuto   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona che è gradito trovare, incontrare: madonna, voi siate la ben trovata  (boccaccio dec.  ii, 5)    • 2 •   (non com.) il saluto che si porge nel ritrovare qualcuno: dare il bentrovato. 
benveduto   o ben veduto, agg.  benvisto.
benvenuto   non com. ben venuto, agg.  usato in formule di saluto a chi giunge in un luogo: benvenuto a casa mia!; benvenuti in italia!   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona o cosa il cui arrivo è gradito o propizio: tornate quando volete, sarete sempre i benvenuti    • 2 •   il saluto di buona accoglienza: dare il benvenuto a qualcuno. 
benvisto   non com. ben visto, agg.  visto di buon occhio; che gode la stima e la simpatia di altri: è benvisto da tutti. 
benvogliente    ⇨ benevolente.
benvoglienza    ⇨ benevolenza.
benvolente    ⇨ benevolente.
benvolere   non com. ben volere, v. tr.  [dif.; usati solo l'inf. pres. e il part. pass. benvoluto] voler bene; nutrire stima, simpatia: farsi benvolere; prendere a benvolere qualcuno; essere benvoluto da tutti   s.m. sing.  benevolenza, simpatia: prendere in benvolere. 
benzaldeide   s.f.  (chim.) aldeide benzoica; è un composto organico liquido incolore, presente nelle mandorle amare, cui conferisce il caratteristico odore; si ottiene industrialmente per ossidazione del toluene ed è usata nella produzione di solventi, materie plastiche, coloranti e profumi.
benzale   s.m.  (chim.) radicale aromatico bivalente derivato dal toluene per perdita di due atomi di idrogeno del gruppo metilico.
benzedrina   s.f.  farmaco sintetico stimolante dell'attività respiratoria e circolatoria, dei riflessi e della resistenza alla fatica; amfetamina, simpamina.
benzene   s.m.  (chim.) idrocarburo ciclico aromatico a sei atomi di carbonio, liquido, incolore, volatile, infiammabile, tossico, ottenuto dal catrame di carbon fossile e dal petrolio; è usato come solvente, carburante e nella preparazione di coloranti, materie plastiche ecc.; benzolo.
benzenico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo o derivato dal benzene: anello benzenico  | che contiene un anello benzenico.
benzile   s.m.  (chim.) radicale aromatico monovalente derivato dal toluene per perdita di un atomo di idrogeno del gruppo metilico, presente in molte sostanze usate come reagenti: cloruro di benzile. 
benzilico   agg.  solo nella loc. alcol benzilico, (chim.) composto formato dal gruppo benzile unito al gruppo ossidrilico, usato in profumeria, come solvente e come repellente di insetti.
benzina   s.f.  liquido trasparente, volatile, infiammabile costituito da una miscela di idrocarburi con punto di ebollizione inferiore a 230 ° c ottenuta per raffinazione del petrolio greggio e usata come carburante, solvente e smacchiatore: benzina leggera, quella con punto finale di ebollizione entro 100 ° c; benzina pesante, quella con punto iniziale di ebollizione non inferiore a 60 ° c; benzina avio, quella destinata ai motori alternativi aeronautici; benzina per autotrazione, quella per motori a ciclo otto di veicoli stradali; benzina normale, con numero di ottano compreso fra 83 e 92; benzina super, con numero di ottano minimo di 92; benzina senza piombo, quella che non contiene piombo, dannoso all'ambiente (anche benzina verde) | fare benzina, rifornire il proprio veicolo a motore.
benzinaio   roman. benzinaro, s.m.  [f. -a] addetto o gestore di un distributore di benzina.
benzo-  benzo- primo elemento di parole composte della terminologia chimica, da benzoino; indica derivazione dal benzolo (p. e. benzopirene).
benzoato   s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido benzoico.
benzocaina   s.f.  farmaco con azione anestetica locale, e protettiva contro i raggi ultravioletti.
benzochinone   s.m.  (chim.) nome comune a tre chinoni aromatici, alcuni derivati dei quali sono usati come farmaci, mentre altri sono diffusi in natura come pigmenti.
benzoe   s.m.  resina estratta dal benzoino.
benzofenone   s.m.  (chim.) chetone aromatico formato da due gruppi benzenici uniti a un gruppo chetonico; ha odore di geranio ed è usato in profumeria e come ipnotico; è detto anche difenilchetone.
benzoico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido solido bianco, cristallino, usato in medicina, profumeria, come conservante nell'industria alimentare e come intermedio nella produzione di un tipo di nailon | aldeide benzoica, benzaldeide.
benzoilazione   s.f.  (chim.) reazione mediante la quale si introduce in una molecola il gruppo benzoile.
benzoile   s.m.  (chim.) radicale aromatico monovalente formato da un radicale benzenico legato a un gruppo chetonico; è presente in varie sostanze usate come reagenti: cloruro di benzoile, perossido di benzoile. 
benzoino   ant. belgiuino, belzoino, belzuino, s.m.    • 1 •   (bot.) albero indonesiano con foglie alterne ovali e fiori in grappoli (fam.  stiracacee)    • 2 •   resina profumata estratta da tale albero, ricca di acido benzoico, usata in medicina e profumeria; benzoe    • 3 •   (chim.) alcol chetonico ottenuto per condensazione della benzaldeide.
benzolismo   s.m.  (med.) intossicazione cronica da benzolo.
benzolo   s.m.  (chim.) denominazione non corretta del benzene.
benzopirene   s.m.  (chim.) idrocarburo aromatico policiclico con venti atomi di carbonio; è fortemente cancerogeno ed è usato per lo studio sperimentale dei tumori.
beola   s.f.  (min.) varietà di gneiss che, ridotta in tavole, viene usata in edilizia per rivestimenti, scalini e pavimentazioni.
beone   lett. bevone, s.m.  [f. -a] chi ha il vizio di bere.
beota   s.m.  e f.  [pl. -ti]    • 1 •   chi è nato o abita nella beozia, regione della grecia    • 2 •   (fig.) persona ottusa  agg.  da idiota: un riso beota. 
beotico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della beozia    • 2 •   (non com.) sciocco, idiota.
bequadro   o beqquadro, s.m.  (mus.) segno che, posto davanti a una nota, annulla le alterazioni precedenti.
berberidacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante arbustive dicotiledoni con frutti a bacca | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
berberide   s.f.  genere di piante arbustive con foglie pennate e fiori in grappolo, coltivate soprattutto a scopo ornamentale.
berbero   (1) s.m.  (bot.) crespino.
berbero   (2) agg.    • 1 •   proprio di una popolazione bianco-bruna dell'africa settentrionale (spec. del marocco e dell'algeria): lingua, letteratura berbera    • 2 •   dell'antica regione africana detta barberia  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi appartiene alla popolazione berbera    • 2 •   nativo, abitante dell'antica barberia    • 3 •   (zool.) cavallo arabo purosangue da corsa    • 4 •   (ling.) lingua del gruppo camito-semitico che usa l'alfabeto arabo.
berbice   s.f.  (ant. , lett.) pecora.
berceau   s.m. invar.  bersò, pergolato.
berceuse   s.f. invar.  ninnananna | (mus.) componimento ispirato alle ninnananne popolari, caratterizzato da un ritmo cullante: una berceuse di chopin. 
berchelio    ⇨ berkelio.
berciare   v. intr.  [io bèrcio ecc. ; aus. avere] (tosc.) urlare in modo sguaiato.
bercio   s.m.  (tosc.) urlo sguaiato.
bercione   s.m.  [f. -a] (tosc.) chi bercia spesso; strillone.
bere   ant. o pop. bevere [bé-ve-re], v. tr.  [pres. io bévo ecc. ; pass. rem. io bévvi  o bevétti, raro io bevéi, tu bevésti ecc. ; fut. io berrò  o beverò ecc. ; cond. io berrèi  o beverèi ecc. ; le altre forme derivano regolarmente dal tema bev-  di bevere]    • 1 •   mandar giù un liquido per la bocca: bere a sorsi, d'un colpo, in un fiato, a garganella; bere alla tazza, al bicchiere, alla bottiglia; bersi un bicchiere di latte  | facile come bere un bicchiere d'acqua, si dice di cosa facilissima a farsi | o bere o affogare, (fig.) essere costretto a fare qualcosa per evitare un male maggiore | bere, bersi un uovo, succhiarlo crudo da un foro praticato nel guscio; uova da bere, freschissime    • 2 •   (assol.) bere vino o alcolici: bevi con noi!; bere un bicchiere di troppo, di più, ubriacarsi; bere come una spugna, moltissimo; non bere, essere astemio; bere alla salute, brindare; berci su, sopra, per dimenticare; bersi i soldi, spenderli in vino o alcolici    • 3 •   (estens.) assorbire: la terra arida beve la pioggia  | consumare (anche assol.): una moto che beve molta benzina; un motore che beve    • 4 •   (fig.) credere ingenuamente: s'è bevuto tutte quelle panzane; darla a bere, darla a intendere; bere, bersi le parole di qualcuno, ascoltarlo con grande attenzione e fiducia    • 5 •   al biliardo o in altri giochi, perdere punti già fatti per una mossa sbagliata  s.m.    • 1 •   l'atto del bere    • 2 •   il vizio di bere vino o alcolici: il bere fa male    • 3 •   (non com.) ciò che si beve; le bevande: pagherò il bere. 
berecinzio   o berecintio, agg.  (lett.) dei berecinti, altro nome dei frigi; frigio.
beretta   (1) ® s.f.  pistola automatica prodotta in vari modelli da una fabbrica d'armi da fuoco italiana.
beretta   (2)  ⇨ berretta.
bergamasca   s.f.  (mus.) antica canzone a ballo di tempo moderato, originaria della città di bergamo; nel sec. xix divenne una danza vivace affine alla tarantella.
bergamasco   agg.  [pl. m. -schi] di bergamo  s.m.  [f. -a] chi abita o è nato a bergamo.
bergamina   s.f.  nella pianura lombarda, vacca da latte; anche, mandria di tali vacche | (estens.) vaccheria.
bergamino   s.m.  (lomb.) addetto alle vacche da latte; proprietario di vacche da latte.
bergamotta   agg.  e s.f.  si dice di una varietà pregiata di pera dal profumo di cedro.
bergamotto   s.m.    • 1 •   albero simile all'arancio, con foglie ovali e fiori bianchi odorosissimi (fam.  rutacee)    • 2 •   frutto dell'albero omonimo, simile a un'arancia ma non commestibile, dalla cui buccia si estrae un'essenza odorosissima usata in profumeria    • 3 •   varietà di pero che dà le bergamotte | anche come agg.  : pero bergamotto. 
bergè  re bergère;s.f. invar.  tipo di poltrona da riposo, ampia e comoda, con spalliera e braccioli imbottiti, poggiatesta laterali e cuscino mobile.
bergolare    ⇨ begolare.
bergolo   s.m.  (ant.) chiacchierone, fanfarone; anche, semplicione.
beri beri   o beriberi, s.m.  malattia causata da carenza di vitamina b1, diffusa nei paesi dell'estremo oriente e legata a un'alimentazione che abusa di riso brillato.
bericiformi   s.m.  (zool.) ordine di pesci marini teleostei, generalmente tropicali, con occhi grandi e colori vivacissimi | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
berillio   s.m.  (chim.) elemento chimico il cui simbolo è be; è un metallo alcalino-terroso raro in natura, usato in leghe leggere e nella tecnica nucleare per rallentare i neutroni.
berillo   s.m.  (min.) silicato di alluminio e berillio in cristalli, di cui sono varietà preziose lo smeraldo e l'acquamarina.
beriolo   lett. beriuolo, s.m.  piccolo recipiente che si tiene nelle gabbie per far bere gli uccelli; beverino.
berkelio   o berchelio, s.m.  (chim.) elemento chimico transuranico artificiale di simbolo bk, ottenuto dall'americio per reazione nucleare.
berlengo   s.m.  [pl. -ghi] (ant.) tavola, mensa | tavolo da gioco; per estens., luogo di gozzoviglie.
berlicche   o berlocche [ber-lòc-che], s.m. invar.  (ant. pop.) diavolo | restare come berlicche, restare scornato | far berlicche e berlocche, (fig.) mancare di parola.
berlina   (1) s.f.    • 1 •   antica pena che consisteva nell'esporre al pubblico ludibrio il condannato; per estens., il luogo stesso della pena    • 2 •   (fig.) scherno, derisione: mettere in, alla berlina, esporre allo scherno di tutti    • 3 •   gioco di società in cui uno dei partecipanti deve indovinare chi, degli altri, sia l'autore di giudizi scherzosi su di lui che gli vengono man mano riferiti.
berlina   (2) s.f.    • 1 •   carrozza di gala a quattro posti    • 2 •   (aut.) tipo di carrozzeria chiusa, a due o quattro porte | l'automobile stessa dotata di tale carrozzeria. dim. berlinetta. 
berlinese   agg.  di berlino  s.m.  e f.  chi è nato o abita a berlino.
berlinga   s.f.  moneta milanese d'argento dei sec. xvi-xvii.
berlingaccio   s.m.  (tosc.) giovedì grasso | la maschera rubiconda che lo rappresentava.
berlingare   v. intr.  [io berlingo, tu berlinghi; aus. avere] (ant.) ciarlare, spettegolare.
berlingozzo   s.m.  (tosc.) dolce a forma di grande ciambella appiattita, fatto con farina, latte, uova e anici.
berlocca   s.f.  (mar.) l'ora del pasto e del riposo meridiano.
berlocche    ⇨ berlicche.
berma   s.f.  (edil.) gradino in calcestruzzo che si costruisce ai piedi di un argine o di un terrapieno per contenerlo.
bermuda   s.m. pl.  calzoni maschili e femminili che arrivano al ginocchio.
bermudiana   s.f.    • 1 •   (mar.) tipo di vela triangolare per imbarcazioni da diporto    • 2 •   (bot.) albero simile al ginepro con legno bianco e fiori lilla (fam.  cupressacee).
bernarda   s.f.  (volg. sett.) vulva.
bernardino   agg.  di san bernardo di chiaravalle (1090-1153) o di san bernardino da siena (1380-1444)  agg.  e s.m.  che, chi appartiene agli ordini religiosi che osservano le regole di san bernardo o di san bernardino.
bernardo l'eremita   loc. sost. m. invar.  (zool.) paguro.
bernesca   s.f.  componimento giocoso in terza rima, a imitazione di quelli composti dal berni.
bernesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   del poeta italiano francesco berni (1497-1535)    • 2 •   (estens.) alla maniera del berni; giocoso, satirico: poema bernesco. 
bernese   agg.  della città e del cantone di berna (svizzera)  s.m.  e f.  chi è nato o abita a berna o nel cantone omonimo.
bernia   s.f.  sontuosa veste rinascimentale con strascico, che le dame portavano a guisa di mantello.
berniniano   agg.  dello scultore, architetto e pittore italiano gian lorenzo bernini (1598-1680) o che si riferisce alle sue opere: sculture, architetture berniniane  | di pietro bernini (1562-1629), padre di gian lorenzo.
bernoccolo   s.m.    • 1 •   protuberanza della testa, dovuta a conformazione naturale o causata da un colpo | (non com.) nocchio, nodo di un bastone    • 2 •   (fig.) disposizione naturale a fare qualcosa: avere il bernoccolo della matematica. 
bernoccoluto   agg.    • 1 •   che ha bernoccoli: cranio bernoccoluto    • 2 •   (non com.) nocchiuto, nodoso.
berretta   ant. o dial. beretta, s.f.    • 1 •   copricapo di varie forme, in genere senza tese: berretta da notte, di maglia, molto aderente | berretta da prete, rigido a tre spicchi (talvolta quattro) e nappina sul centro; berretta rossa, quella dei cardinali; berretta violetta, dei vescovi e dei prelati; berretta nera, del basso clero    • 2 •   berretta da prete, (bot.) denominazione com. della fusaggine (fam.  celastracee).
berrettaio   s.m.  [f. -a] chi fa o vende berretti.
berrettificio   s.m.  fabbrica di berretti.
berrettinaio   s.m.  [f. -a] berrettaio.
berrettino   agg.    • 1 •   (ant.) di colore grigio, cinereo    • 2 •   (rar. fig.) malizioso, perfido: dove andate, canaglia berrettina...?  (tassoni).
berretto   s.m.  copricapo di varie forme, per lo più con tesa sulla fronte: berretto da ciclista; berretto da fantino, a spicchi colorati; berretto frigio, a corno con la punta piegata in avanti, divenuto l'emblema della rivoluzione francese; berretto goliardico, lungo e appuntito, portato un tempo dagli studenti universitari. dim. berrettino  accr. berrettone  pegg. berrettaccio  vezz. berrettuccio. 
berrettone   s.m.    • 1 •   accr.  di berretto    • 2 •   berretto di grandi dimensioni, un tempo portato da professori, giudici ecc.    • 3 •   (estens.) chi portava tale copricapo | (fig.) chi assume un'aria professorale.
berroviere   o birroviere, s.m.  (ant.) sgherro, sbirro | masnadiero.
bersagliare   v. tr.  [io bersàglio ecc.]    • 1 •   tirare a un bersaglio colpendolo ripetutamente: l'artiglieria bersagliava le postazioni nemiche    • 2 •   (fig.) perseguitare: essere bersagliato dalla sfortuna. 
bersagliere   s.m.    • 1 •   (mil.) militare appartenente a una specialità tradizionale della fanteria italiana, oggi meccanizzata e impiegata come truppa celere nell'ambito dei corpi corazzati | nella loc. agg. o avv. alla bersagliera, alla maniera dei bersaglieri: cappello alla bersagliera, con larga tesa tonda e rigida e un fascio di piume di gallo pendenti di lato | (fig.) con slancio ed energia; anche, spavaldamente, con eccessiva disinvoltura: affrontare gli esami alla bersagliera    • 2 •   [f. -a] (fig. scherz.) persona energica e decisa.
bersaglieresco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   da bersagliere    • 2 •   (fig.) pronto, energico; anche, spavaldo, impulsivo § bersaglierescamente avv.  al modo dei bersaglieri; energicamente, spavaldamente.
bersaglio   ant. berzaglio, s.m.    • 1 •   l'obiettivo da colpire con un'arma: tirare al bersaglio; colpire, mancare il bersaglio; bersaglio fisso, mobile    • 2 •   (estens.) oggetto o persona che si vuole colpire scagliandovi contro qualcosa (anche fig.): il bersaglio era una bottiglia; essere il bersaglio di tutte le critiche  | centrare il bersaglio, (fig.) raggiungere lo scopo | bersaglio grosso, nel pugilato, il torace.
bersò   s.m.  pergolato, spec. a cupola.
berta   (1) s.f.  (non com.) baia, scherno: dar la berta, schernire.
berta   (2) s.f.    • 1 •   uccello marino di color cinerino sul dorso, bianco sul ventre, con piedi palmati, ali lunghe, vista acuta, volo rapido; puffino (ord.  procellariformi)    • 2 •   (region.) gazza.
berta   (3) s.f.  (mecc.) macchina per conficcare pali nel terreno; battipalo, maglio lento.
berta   (4) s.f.  piccolo scialle o pettorina di merletto, usati un tempo nell'abbigliamento femminile.
berta   (5) s.f.  solo nella loc. grossa, grande berta  (o berta), (mil.) potentissimo cannone tedesco usato durante la prima guerra mondiale.
bertabello    ⇨ bertuello.
berteggiare   v. tr.  [io bertéggio ecc.] (lett.) dare la berta, beffeggiare.
bertesca   s.f.    • 1 •   opera difensiva in muratura o in legno costruita fra i merli delle antiche fortificazioni o posta in aggetto alle mura    • 2 •   nel linguaggio dei cacciatori, il piccolo osservatorio con feritoia, posto in cima al capanno, per osservare il volo degli uccelli    • 3 •   impalcatura sulla quale lavorano pittori, muratori ecc.
bertibello    ⇨ bertuello.
bertoccio   s.m.  (mar.) ciascuna delle pallottole di legno forato che, infilate nell'anchino, formano la trozza che tiene il pennone accostato all'albero.
bertoldo   s.m.  uomo rozzo ma furbo: farne più di bertoldo, farne di tutti i colori.
bertone   s.m.    • 1 •   [anche agg.] si dice di cavallo con le orecchie mozze    • 2 •   (lett.) amante di una prostituta.
bertovello    ⇨ bertuello.
bertuccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   piccola scimmia grigio-giallognola priva di coda, con testa tondeggiante, palmo delle mani, pianta dei piedi e natiche senza peli (ord.  primati) | fare la bertuccia, (fig.) scimmiottare. dim. bertuccetta, bertuccina  accr. bertucciona, bertuccione  (m.)    • 2 •   (fig.) persona brutta, sgraziata; anche, persona dispettosa o curiosa    • 3 •   (mil.) uno dei primi tipi di cannone.
bertuccione   s.m.    • 1 •   accr.  di bertuccia    • 2 •   (fig.) persona grande, goffa e brutta.
bertuello   o bertabello, bertibello, bertovello, s.m.    • 1 •   arnese da pesca simile alla nassa, formato da vari coni di rete uno dentro all'altro    • 2 •   rete a forma di imbuto per catturare gli uccelli    • 3 •   (tosc. fig.) imbroglio, impiccio.
beruzzo   s.m.  (tosc.) refezione che fanno i contadini sul lavoro; colazione sull'erba.
berza   s.f.  (ant.) calcagno; pianta del piede | parte della gamba dal ginocchio al tallone.
berzaglio    ⇨ bersaglio.
berzamino   berzemino  ⇨ barzemino.
bes   s.m.  unità di misura del chilogrammo-massa.
besciamella   pop. balsamella, s.f.  salsa classica della cucina francese, composta di burro, farina e latte.
bescio    ⇨ besso.
bessaggine   s.f.  (ant.) stupidità, balordaggine.
besso   o bescio [bè-scio], agg.  (ant.) sciocco.
bestemmia   ant. biastema, s.f.    • 1 •   espressione ingiuriosa contro la divinità o ciò che è sacro: dire una bestemmia.  pegg. bestemmiaccia    • 2 •   (estens.) offesa violenta contro persone, istituzioni o cose a cui si deve rispetto; grosso sproposito che ripugna; assurdità.
bestemmiare   ant. biastemare, v. tr.  [io bestémmio ecc.]    • 1 •   pronunciare bestemmie (anche assol.): bestemmiare dio e la madonna; bestemmiare come un turco, come un facchino, frequentemente e in modo triviale | non ci si vede neanche a bestemmiare, (fig.) è buio pesto    • 2 •   (estens.) maledire: bestemmiare la propria sorte    • 3 •   (scherz.) parlare in modo assai imperfetto (una lingua): bestemmiare un po' di francese  | v. intr.  [aus. avere] imprecare: sta sempre a bestemmiare per ogni contrarietà  | dire spropositi, cose assurde: non puoi dire questo, tu bestemmi!. 
bestemmiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice, pop. -tora] che, chi ha l'abitudine di bestemmiare.
bestia   s.f.    • 1 •   ogni animale, in quanto non dotato di coscienza e ragione; si contrappone a essere umano, persona | bestie feroci, fiere, belve | bestie da soma, che servono a portare carichi | bestie da tiro, che servono a tirare carri | bestie da macello, che si allevano per essere macellate | bestie grosse, cavalli, buoi ecc. | bestie minute, maiali, pecore, capre, conigli, pollame | bestie da cortile, conigli e pollame | brutta bestia, (fig.) cosa o persona che si teme: la noia è una brutta bestia  | bestia nera, (fig.) cosa o persona che non si riesce a sopportare, a superare, a dominare: la chimica è la sua bestia nera  | bestia rara, (fig.) persona fuori dal comune, insolita | conoscere l'umore della bestia, (scherz.) il carattere, le inclinazioni, il lato debole di una persona con cui si ha a che fare | andare, entrare, montare in bestia, imbestialirsi, infuriarsi. dim. bestiola, bestiuola, bestiolina  accr. bestione  (m.) pegg. bestiaccia  vezz. bestiuccia    • 2 •   (assol.) grosso animale da lavoro come il cavallo, la vacca, il bue: condurre le bestie all'abbeveratoio  | fatica da bestia, enorme, spropositata; lavorare, faticare come una bestia, fare un lavoro, una fatica enorme | vivere, dormire come una bestia, in maniera più adatta a una bestia che a un uomo | morire come una bestia, in condizioni disumane, oppure morire ammazzato; anche, senza i conforti religiosi    • 3 •   (fig.) persona ignorante, maleducata, stupida; anche, persona che si comporta con violenza e brutalità    • 4 •   (fam. scherz.) pelliccia    • 5 •   gioco di carte.
bestiale   agg.    • 1 •   da bestia, proprio di bestia: aspetto bestiale; istinti bestiali    • 2 •   (estens.) brutale, disumano, durissimo: crudeltà, fatica bestiale  | (fam.) intensissimo, insopportabile: freddo, tosse bestiale    • 3 •   nel gergo giovanile, eccezionale, straordinario: una festa, un divertimento bestiale  § bestialmente avv. 
bestialità   s.f.    • 1 •   l'essere bestiale    • 2 •   atto, parola, discorso di persona ignorante; sproposito enorme: dire, commettere una bestialità. 
bestiame   s.m.  [rar. al pl.] l'insieme degli animali allevati per il lavoro e l'alimentazione: bestiame grosso, mucche, buoi; bestiame minuto, maiali, capre, pecore, conigli, pollame.
bestiario   (1) s.m.    • 1 •   (st.) schiavo romano addestrato a combattere con le belve nel circo    • 2 •   chi in uno zoo ha in custodia animali feroci.
bestiario   (2) s.m.    • 1 •   titolo generico di opere didascaliche medievali che trattavano in modi mitici e leggendari delle qualità degli animali, soprattutto con intento moraleggiante    • 2 •   decorazione scultorea a base di animali reali o fantastici.
bestino   s.m.  (non com.)    • 1 •   odore di bestia    • 2 •   (estens.) cattivo odore emanato da una persona o da molte persone ammassate in un luogo stretto e male aerato.
bestiola   lett. bestiuola, s.f.    • 1 •   dim.  di bestia    • 2 •   (fig.) persona di poco senno; stupidello.
bestione   s.m.    • 1 •   accr.  di bestia    • 2 •   (fig.) persona grande e grossa, ma di poco cervello.
bestiuola    ⇨ bestiola.
best seller   s.m. invar.  libro, disco o altro prodotto di cui, in un dato arco di tempo, si è venduto un altissimo numero di copie o esemplari.
beta   s.m.  o f. invar.    • 1 •   nome della seconda lettera dell'alfabeto greco    • 2 •   (astr.) nome della stella che, in una costellazione, è la seconda in ordine decrescente di luminosità | come agg. invar.    • 1 •   (fis.) si dice di elettroni emessi dai nuclei di atomi radioattivi: particelle, raggi beta    • 2 •   (inform.) si dice della versione preliminare di un programma che viene distribuita in prova ad alcuni utenti perché ne verifichino il funzionamento.
betabloccante   agg.  e s.m.  si dice di farmaco che, bloccando l'eccitazione dei recettori beta dell'adrenalina, impedisce gli effetti di questo ormone (ipertensione ecc.).
betacismo   s.m.  (ling.) fenomeno fonetico per cui l'originale suono fricativo bilabiale sonoro [/ v /] dà luogo a un'alternanza con il corrispondente suono occlusivo [/ b /] o si realizza come suono aspirato [/ ß /].
betaina   s.f.  (chim.) sostanza cristallina presente nei tessuti animali e vegetali: cloridrato di betaina, usato in medicina e nell'industria alimentare.
betatrone   s.m.  (fis.) acceleratore elettromagnetico di elettroni.
betel   s.m.    • 1 •   (bot.) arbusto rampicante coltivato in asia meridionale per le foglie dotate di lieve azione eccitante (fam.  piperacee)    • 2 •   bolo da masticare preparato, secondo l'uso indo-malese, con una foglia di tale pianta, nella quale si avvolgono un pezzo di noce di areca, calce e qualche aroma.
betilo   s.m.  (archeol.) pietra sacra che, presso taluni popoli antichi, segnava il luogo ove si credeva risiedesse una divinità.
betlemita   agg.  di betlemme  s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi abita o è nato a betlemme.
beton   s.m. invar.  (edil.) conglomerato costituito di ghiaia, sabbia e cemento misti ad acqua; calcestruzzo.
betonaggio   s.m.  (edil.) l'insieme delle operazioni necessarie per la preparazione e la messa in opera dei vari tipi di calcestruzzo.
betonica    ⇨ bettonica.
betoniera   s.f.  (edil.) macchina rotante per l'impasto di beton, calcestruzzo e sim.
betonista   s.m.  [pl. -sti] (edil.) operaio che prepara i vari tipi di calcestruzzo.
betta   (1) s.f.  (mar.) piccola nave sussidiaria da trasporto.
betta   (2) s.m.  pesce osseo di piccole dimensioni che vive nelle acque dolci tropicali; per la sua aggressività è detto anche pesce combattente  (ord.  perciformi).
bettola   (1) s.f.  osteria di infimo ordine; taverna: linguaggio, discorsi da bettola, volgari.
bettola   (2) s.f.  (mar.) chiatta con tramogge usata per il trasporto di sabbia, ghiaia e sim.
bettolante   s.m.  e f.  (non com.)    • 1 •   chi frequenta le bettole    • 2 •   bettoliere.
bettoliere   s.m.  [f. -a] (non com.) gestore di una bettola.
bettolina   s.f.  (mar.) chiatta molto ampia e capace, generalmente sprovvista di mezzi di propulsione propri, usata per trasportare materiali, per lo più all'interno dei porti.
bettolino   s.m.  (non com.) piccolo spaccio.
bettonica   o betonica, pop. vettonica, s.f.  pianta erbacea medicinale con foglie rugose e fiori porporini in spighe (fam.  labiate) | essere conosciuto più della bettonica, (scherz.) essere conosciutissimo | avere più virtù della bettonica, (scherz.) averne moltissime | anche agg.  : erba bettonica. 
betulacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartengono la betulla, l'ontano e il nocciolo | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
betulla   s.f.  albero dai rami sottili, talvolta penduli, con foglie a forma di rombo che hanno proprietà depurative, legno flessibile e corteccia biancastra, da cui si ricava un olio balsamico, resine e il tannino (fam.  betulacee).
beuta   o bevuta [bè-vu-ta], s.f.  recipiente conico di vetro, usato nei laboratori chimici per riscaldare liquidi.
bev   s.m.  (fis.) unità di misura dell'energia nucleare, usata negli stati uniti e pari a un miliardo di elettronvolt (in europa gev).
beva   s.f.    • 1 •   (lett.) bevanda    • 2 •   (non com.) degustazione di un vino; il momento in cui un vino è buono da bere: vino di pronta beva, che va bevuto giovane.
bevanda   s.f.  qualsiasi liquido che si beve: bevanda alcolica, analcolica; bevanda dissetante, medicinale. 
bevatrone   s.m.  (fis.) acceleratore di protoni, che conferisce a essi un'energia dell'ordine di miliardi di elettronvolt.
bevazzare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) sbevazzare.
beveraggio   s.m.    • 1 •   (non com.) bevanda; in partic., quella che si dà alle bestie, beverone | pozione preparata con vari ingredienti, a scopo medicinale e sim.; intruglio    • 2 •   (ant.) mancia, ricompensa (per pagarsi da bere).
beveraglia   s.f.  (ant.) beverone.
beverare   v. tr.  (ant.) abbeverare.
beverata   s.f.  (ant.) abbeverata.
beveratoio   s.m.  (ant.) abbeveratoio.
bevere    ⇨ bere.
bevereccio   agg.  (non com.) che si può bere, che si beve volentieri.
beverello   s.m.  (non com.) beverino, beriolo.
beveria   s.m.  (ant.) grossa bevuta, sbevazzamento.
beverino   s.m.  piccolo recipiente per l'acqua che si mette nelle gabbie per far bere gli uccelli; beriolo, beverello | usato anche come agg.  spec. nella loc. vino beverino, che si beve bene, piacevole a bersi.
bevero    ⇨ bivero.
beverone   s.m.    • 1 •   bevanda per le bestie, fatta di acqua e farina o semola    • 2 •   (spreg.) bevanda abbondante e disgustosa | (estens.) bevanda medicinale, pozione, filtro.
bevibile   agg.    • 1 •   che si può bere | di qualità passabile, detto di bevanda: un vino bevibile    • 2 •   (fig. scherz.) credibile: una storia bevibile, che molti possono credere vera.
bevicchiare   o bevucchiare, v. tr.  [io bevìcchio ecc.]    • 1 •   bere poco, a sorsi, di tanto in tanto    • 2 •   bere vino o altri alcolici abitualmente e in discreta quantità.
bevitore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi beve abbondantemente alcolici: bevitore abituale, occasionale; essere un buon bevitore   agg.  (non com.) che beve.
bevone    ⇨ beone.
bevucchiare    ⇨ bevicchiare.
bevuta   (1) s.f.    • 1 •   il bere; la quantità di liquido bevuta in una volta: fare una (bella) bevuta, bere abbondantemente; anche iron., quando si nuota. dim. bevutina    • 2 •   riunione in cui si beve, spec. vino o altri alcolici: piero ci ha invitato a una bevuta in casa sua. 
bevuta   (2)  ⇨ beuta.
bevuto   part. pass.  di bere   agg.  (fam.) ubriaco, sbronzo: sei un po' bevuto stasera!. 
bey   o bei, s.m. invar.  titolo che designava il sovrano di uno stato vassallo della turchia.
bezzicare   v. tr.  [io bézzico, tu bézzichi ecc.] (rar.)    • 1 •   beccare, becchettare    • 2 •   (fig.) colpire con parole pungenti | bezzicarsi v. rifl.  (rar.) bisticciarsi.
bezzicatura   s.f.  (rar.) il bezzicare, l'essere bezzicato.
bezzo   s.m.    • 1 •   antica moneta veneziana    • 2 •   pl.  (region.) denari in genere.
bhutanese    ⇨ butanese.
bi   antiq. be, s.m.  o f. invar.  nome della lettera b. 
bi-  bi- primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. bi°-  (da bi°s  'due volte'); vale 'due, composto di due, doppio' o anche 'due volte' (bicarbonato, bilingue, bipolare, bisettimanale).
biacca   s.f.  carbonato basico di piombo; è una polvere pesante e velenosa, usata nella fabbricazione delle vernici | (estens.) sostanza colorante bianca, generalmente pastosa.
biacco   s.m.  [pl. -chi] serpente non velenoso, lungo circa un metro, di colore giallo verdastro con macchie scure sul dorso; è comune in italia (fam.  colubridi).
biada   s.f. , ant. biado, s.m.    • 1 •   termine che indica genericamente i cereali usati per l'alimentazione del bestiame; foraggio: dare la biada al cavallo    • 2 •   pl.  (ant.  o lett.) le messi: terra di biade e d'animai ferace  (tasso g. l.  i, 43).
biadaiolo   lett. biadaiuolo, s.m.  [f. -a] (non com.) chi vende le biade.
biadare   v. tr.  dare la biada agli animali.
biadetto   agg.  e s.m.  (lett.) azzurrognolo.
biado   (1)  ⇨ biavo.
biado   (2)  ⇨ biada.
bianca   s.f.    • 1 •   primo sonno dei bachi da seta    • 2 •   (tip.) facciata del foglio di stampa che viene impressa per prima; si contrappone a volta. 
biancana   s.f.  (geol.) terreno argilloso di colore chiaro e molto poroso, tipico del senese e del volterrano; creta.
biancastro   agg.  di colore quasi bianco.
biancazzurro   o biancoazzurro, agg.  di colore bianco con sfumature di azzurro.
biancheggiamento   s.m.  (lett.) il biancheggiare.
biancheggiare   v. intr.  [io bianchéggio ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   apparire, mostrarsi bianco: biancheggia in ciel... / la solitaria faccia della luna  (saba) | detto del mare quando è agitato, coprirsi di schiuma bianca: sotto il maestrale / urla e biancheggia il mar  (carducci)    • 2 •   (rar.) incanutire | v. tr.  imbiancare: biancheggiare le pareti  | biancheggiare un quadro, lumeggiarlo.
biancheria   s.f.  il complesso dei panni, tradizionalmente bianchi o di colore chiaro, per uso domestico (lenzuola, tovaglie, asciugamani ecc.) o personali (camicie, indumenti intimi e da notte): biancheria da letto, da tavola, da bagno; biancheria per uomo, per signora. 
biancherista   s.f.  operaia che confeziona e ricama biancheria.
bianchetto   s.m.    • 1 •   sostanza imbiancante, generalmente a base di biacca, che a seconda delle combinazioni può servire come cosmetico, per cancellare errori in testi scritti a macchina o a mano, come prodotto sbiancante per il bucato o per la pulitura di scarpe bianche ecc.    • 2 •   pl.  (region.) avannotti di acciughe o sardine appena nate, quasi trasparenti, che assumono un colore bianchiccio dopo la cottura    • 3 •   (region.) bianchino.
bianchezza   s.f.  l'essere bianco; candore.
bianchiccio   agg.  [pl. f. -ce] e s.m.  che tende al bianco: cielo bianchiccio. 
bianchimento   s.m.    • 1 •   (rar.) il bianchire, l'essere bianchito    • 2 •   soluzione di acido solforico e acqua, usata in oreficeria per pulire i metalli preziosi.
bianchino   s.m.  (region.) bicchiere, calice di vino bianco.
bianchire   v. tr.  [io bianchisco, tu bianchisci ecc.]    • 1 •   far diventare bianco; imbiancare: bianchire lo zucchero, il sale  ' bianchire la carne, (tosc.) lessarla a metà    • 2 •   pulire i metalli preziosi | v. intr.  [aus. essere] (ant.) diventare bianco.
biancicare   v. intr.  [io biàncico, tu biàncichi ecc. ; aus. avere] (lett.) biancheggiare.
biancicore   s.m.  (lett.) biancore, chiarore diffuso.
bianco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   si dice del colore proprio di una superficie che rifletta tutte le radiazioni visibili emesse dal sole, senza assorbirne alcuna; in natura è il colore della spuma del mare, della neve fresca, delle piume dei cigni: bianco gesso, bianco avorio, bianco latte, bianco alabastro; bianco sporco, tendente al grigio | in numerose loc. e in usi fig. assume significati molto vari, a seconda del sostantivo a cui si accompagna: arma bianca; bandiera bianca; carbone bianco; matrimonio bianco; mosca bianca; notte bianca; omicidio bianco; libro bianco  | con riferimento alla neve o agli sport invernali: olimpiadi bianche; settimana bianca, trascorsa in montagna praticando lo sci    • 2 •   che ha colore chiaro, in contrapposizione a un'altra varietà di colore scuro: pane, vino bianco; uva bianca; oro bianco; la razza bianca  | carni bianche, le carni di vitello, coniglio, pollo, che dopo la cottura assumono un colore molto chiaro | bianco e rosso, si dice del colorito delle persone sane e floride    • 3 •   pulito, senza macchia, nitido: tovaglia bianca  ' privo di segni, non scritto: foglio bianco; scheda bianca, nelle votazioni a scrutinio segreto, quella sulla quale non è scritto o segnato nulla; dar carta bianca a qualcuno, (fig.) dargli la facoltà di operare a suo arbitrio    • 4 •   riferito al colore del volto, pallido: diventare bianco per la paura  | detto di capelli o di barba, del colore argenteo che è proprio di questi nella vecchiaia | far venire i capelli bianchi, (fig.) spaventare molto; anche, far invecchiare precocemente causando dispiaceri    • 5 •   (lett.) luminoso, abbagliante: nell'aia bianca e soleggiata  (pascoli)    • 6 •   nell'uso politico, in contrapposizione a rosso, indica forze legittimiste, reazionarie oppure di ispirazione cristiana: le armate bianche nella russia del 1918; i sindacati bianchi    • 7 •   in età medievale, si diceva della fazione filoimperiale del partito guelfo: dante era guelfo bianco   s.m.    • 1 •   il colore bianco | in bianco e nero, si dice di disegno, fotografia, film e sim. che non sia a colori | non distinguere il bianco dal nero, (fig.) far confusione fra cose opposte | ci corre quanto fra il bianco e il nero, (fig.) si dice di cose o persone diversissime fra loro | far vedere nero per bianco, (fig.) far credere una cosa per un'altra | di punto in bianco, all'improvviso    • 2 •   la parte bianca o più chiara di qualcosa: il bianco dell'uovo, l'albume; il bianco dell'occhio, la sclerotica    • 3 •   foglio o parte di esso su cui non è scritto o segnato nulla: mettere nero su bianco, scrivere, riferito a contratti o sim.; per estens., assumere un impegno scritto | in bianco, non scritto: consegnare il compito in bianco; lasciare in bianco una parola, una cifra, una data; cambiale, assegno in bianco, firmati, ma senza l'indicazione dell'importo; firmare in bianco, (fig.) assumere un impegno senza conoscerne le modalità e le condizioni | in bianco, si può riferire, in senso fig., a una situazione in cui non si realizza ciò che è usuale o che si vorrebbe: notte in bianco, passata senza dormire; matrimonio in bianco, non consumato; andare, mandare in bianco, (pop.) mancare o far mancare un obiettivo; si dice spec. di un convegno amoroso non realizzato | in bianco, riferito a cibi, indica che sono cucinati in modo semplice e poco conditi: riso in bianco; mangiare in bianco    • 4 •   abito bianco; biancheria: vestire, sposarsi in bianco; cucire, ricamare di bianco    • 5 •   sostanza imbiancante usata per vernici, pitture, smalti e sim.: bianco di titanio, di zinco, di spagna  | dare il bianco, una mano di bianco, imbiancare (una parete, un locale)    • 6 •   vino bianco: un bicchiere di bianco; un bianco frizzante    • 7 •   [f. -a] appartenente alla razza bianca    • 8 •   in età medievale, chi apparteneva alla fazione dei guelfi bianchi: le lotte fra i bianchi e i neri nella firenze di fine duecento    • 9 •   russo controrivoluzionario    • 10 •   pezzo bianco del gioco della dama o degli scacchi; per estens., il giocatore che muove i pezzi bianchi    • 11 •   (tip.) elemento della composizione che non risulterà nella stampa, dando luogo a uno spazio bianco.
biancoazzurro    ⇨ biancazzurro.
biancomangiare   s.m.    • 1 •   budino dolce a base di latte o latte di mandorle, farina e zucchero, tipico della cucina francese | nell'antica cucina italiana, sorta di budino a base di pollo e latte    • 2 •   nell'italia meridionale, bianchetti fritti.
bianconato   agg.  si dice del frumento a grano duro affetto da bianconatura.
bianconatura   s.f.  (agr.) malattia del frumento i cui chicchi presentano zone bianche a frattura farinosa e minor contenuto di glutine; è conseguenza di cattive condizioni climatiche.
biancone   s.m.    • 1 •   grosso uccello rapace diurno, con piumaggio bruno sul dorso e bianco nelle parti inferiori (ord.  falconiformi)    • 2 •   vernice bianca densa, solubile in acqua, usata spec. per imbiancare i soffitti.
biancore   s.m.  (lett.) bianchezza, candore; luce bianca diffusa: il torrido biancore del cielo  (d'annunzio).
bianco-russo  bianco-russo agg.  e s.m.  [f. -a] bielorusso.
biancosegno   s.m.  (dir.) contratto che uno dei contraenti firma in bianco, lasciando che l'altro lo compili e lo firmi in seguito.
biancospino   s.m.  arbusto a rami spinosi e fiori bianchi raccolti in corimbi (fam.  rosacee).
biancostato   s.m.  in lombardia, spuntatura di maiale o di bue.
biancovestito   agg.  (lett.) vestito di bianco.
biancume   s.m.  insieme di cose bianche; biancore diffuso (per lo più spreg.).
biasciare   v. tr.  [io biàscio, tu biàsci ecc.] (rar.) biascicare.
biascicamento   s.m.  il biascicare.
biascicapaternostri   s.m.  e f. invar.  (rar.) persona bigotta.
biascicare   v. tr.  [io biàscico, tu biàscichi ecc.]    • 1 •   tenere a lungo il cibo in bocca, senza masticarlo e producendo un'abbondante salivazione (come è costretto a fare chi non ha denti) | mangiare di mala voglia    • 2 •   (fig.) pronunciare male e a stento: biascicare le orazioni. 
biascicarosari   s.m.  e f. invar.  (rar.) persona bigotta.
biascicatura   s.f.  (rar.) biascicamento; cosa biascicata.
biascichio   s.m.  un biascicare intenso e continuo | (estens.) rumore prodotto da chi biascica.
biascicone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi ha l'abitudine di biascicare.
biasimabile   agg.  (non com.) biasimevole.
biasimare   ant. biasmare [bia-smà-re], v. tr.  [io biàsimo ecc.] criticare aspramente; condannare, disapprovare.
biasimatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi biasima.
biasimevole   ant. biasmevole [bia-smé-vo-le], agg.  meritevole di biasimo; riprovevole, reprensibile § biasimevolmente avv. 
biasimo   ant. e lett. biasmo [bià-smo], s.m.  disapprovazione, rimprovero; critica aspra: meritare il biasimo  | nota di biasimo, giudizio negativo espresso per iscritto, come procedimento disciplinare scolastico o amministrativo.
biasmare   e deriv.   ⇨ biasimare e deriv. 
biassiale   agg.  biassico.
biassico   agg.  [pl. m. -ci] che ha due assi ottici | cristalli biassici, che presentano due direzioni di monorifrangenza.
biastema   e deriv.   ⇨ bestemmia e deriv. 
biathlon   s.m. invar.  (sport) gara combinata di sci e di tiro con carabina che fa parte del programma dei giochi olimpici invernali.
biatomico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di molecola costituita di due atomi.
biaurale   agg.    • 1 •   si dice di sistema elettroacustico a due canali    • 2 •   con sign. generico, biauricolare.
biauricolare   agg.  che interessa entrambe le orecchie: audizione biauricolare, in contrapposizione a quella con un solo orecchio (p. e.  al telefono).
biavo   ant. biado, agg.  (lett.) di colore azzurro sbiadito; azzurrognolo.
bibace   agg.  (lett.) facile a imbeversi; anche, amante del bere: bibace alemagna  (bruno).
bibagno   o bibagni, agg. invar.  nella lingua degli annunci economici, che ha due bagni: affittasi appartamento bibagni. 
bibasico   agg.  [pl. -ci] (chim.) si dice di un acido che ha due atomi di idrogeno sostituibili da metalli.
bibbia   s.f.    • 1 •   raccolta dei libri riconosciuti sacri dalla tradizione religiosa ebraico-cristiana, divisi in antico e nuovo testamento | bibbia vulgata, nella traduzione latina di san girolamo    • 2 •   il volume che contiene la bibbia: giurare tenendo la mano destra sulla bibbia; nella sua biblioteca figuravano molte bibbie    • 3 •   (fig.) autore o scritto ritenuto di fondamentale importanza; testo di base, insieme di regole fondamentali e indiscusse: quel libro è diventato la mia bibbia. 
bibbio   s.m.  (zool.) fischione.
bibelot   s.m. invar.  piccolo soprammobile grazioso, ma di poco valore; ninnolo, cianfrusaglia.
biberon   s.m. invar.  poppatoio | avere ancora bisogno del biberon, (fam.) essere ancora molto ingenuo o inesperto.
bibita   s.f.  bevanda dissetante non alcolica.
bibitaro   s.m.  [f. -a] (roman.) chi vende bibite con un carretto o in un chiosco.
biblicismo   s.m.  (relig.) indirizzo teologico, spec. protestante, fondato sull'osservanza rigida della bibbia.
biblico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della bibbia, che riguarda la bibbia: studi biblici    • 2 •   (fig.) che ha l'arcaicità, l'austerità del mondo della bibbia, dei suoi personaggi: una figura biblico  | solenne, grandioso, tragico, come certi episodi della bibbia: una catastrofe biblica  § biblicamente avv.  secondo la bibbia.
biblio-  biblio- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. biblíon  'libro' (biblioteca, bibliografia).
bibliobus   s.m. invar.  piccolo autobus attrezzato a biblioteca o a libreria.
bibliofilia   s.f.  amore e cura dei libri, spec. antichi e rari.
bibliofilo   s.m.  [f. -a] amatore, collezionista di libri, spec. antichi e rari.
bibliografia   s.f.    • 1 •   elenco degli scritti apparsi su un argomento o un autore, o di quelli consultati per la composizione di un'opera; anche, volume o periodico che contiene specificamente ed essenzialmente tale elenco: bibliografia dantesca; bibliografia clinica, su una data malattia | bibliografia ragionata, in cui i vari scritti sono presentati con un breve giudizio critico    • 2 •   (non com.) l'insieme degli scritti pubblicati in un dato periodo: la bibliografia del secondo ottocento è sterminata    • 3 •   scienza della descrizione e catalogazione dei libri.
bibliografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla bibliografia o ai libri in generale: ricerca bibliografica; repertorio bibliografico  | notiziario, bollettino bibliografico, rivista che informa periodicamente sulle pubblicazioni più recenti § bibliograficamente avv.  dal punto di vista bibliografico; secondo il metodo bibliografico.
bibliografo   s.m.  [f. -a] studioso di bibliografia; autore di bibliografie.
biblioiatrica   s.f.  (rar.) arte di restaurare i libri.
bibliologia   s.f.  scienza che si occupa dei libri a stampa, della loro storia e diffusione, e dell'evoluzione dei procedimenti tipografici.
bibliologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda o interessa la bibliologia.
bibliologo   s.m.  [pl. m. -gi; f. -a] studioso, esperto di bibliologia.
bibliomane   s.m.  e f.  chi ha la mania di possedere libri, spec. rari.
bibliomania   s.f.  mania di collezionare libri, spec. rari o con caratteristiche particolari.
bibliomanzia   s.f.  divinazione praticata interpretando una pagina aperta a caso della bibbia o di un altro testo cui si attribuisca un'ispirazione divina.
bibliopola   s.m.  [pl. -li] (lett.  o scherz.) libraio.
biblioteca   s.f.    • 1 •   edificio o ambiente in cui sono raccolti e ordinati i libri a disposizione di chi intende leggerli, consultarli o studiarli; per estens., raccolta ordinata di libri per lo studio, la lettura o la consultazione: biblioteca pubblica, privata; la biblioteca nazionale di firenze; far ricerche in biblioteca; la mia biblioteca personale  | essere una biblioteca ambulante, (fig. scherz.) si dice di persona che sa tutto. dim. bibliotechina    • 2 •   (non com.) scaffale in cui sono collocati libri; libreria    • 3 •   collezione di libri dello stesso genere e formato pubblicati da un medesimo editore; collana: la biblioteca dei classici latini    • 4 •   biblioteca di programmi, in informatica, insieme di programmi, parti di programmi o routine conservati per riutilizzazioni future.
bibliotecario   s.m.  [f. -a] chi è addetto a una biblioteca o a essa soprintende.
biblioteconomia   s.f.  scienza che stabilisce metodi e criteri per l'organizzazione e il funzionamento delle biblioteche.
biblioteconomista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] biblioteconomo.
biblioteconomo   s.m.  [f. -a] studioso, esperto di biblioteconomia; biblioteconomista.
biblista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di problemi biblici.
biblistica   s.f.  lo studio scientifico della bibbia.
bibulo   agg.  (lett.)    • 1 •   che assorbe: carta bibula    • 2 •   (scherz.) beone.
bica   s.f.    • 1 •   mucchio di covoni di grano    • 2 •   (estens.) mucchio di cose in genere.
bicamerale   agg.    • 1 •   di sistema parlamentare in cui coesistono due distinte camere di rappresentanti, p. e. in italia la camera dei deputati e il senato    • 2 •   si dice di commissione parlamentare formata con rappresentanti di entrambi i rami del parlamento.
bicameralismo   o bicamerismo [bi-ca-me-rì-smo], s.m.  sistema parlamentare bicamerale.
bicamere   agg.  e s.m. invar.  nella lingua degli annunci economici, si dice di appartamento formato da due camere.
bicamerismo    ⇨ bicameralismo.
bicarattere   s.m.  in informatica, lo stesso che byte. 
bicarbonato   s.m.  (chim.) sale acido dell'acido carbonico | bicarbonato (di sodio), sale usato per preparare acqua effervescente e come medicinale.
bicarbossilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice degli acidi organici contenenti due funzioni carbossiliche: acido bicarbossilico. 
biccherna   s.f.  (st.) l'esattoria dell'antico comune di siena; per estens., tributo; anche, registro contabile dei tributi | tavolette di biccherna, (pitt.) tavolette miniate che servivano di copertina ai libri contabili della biccherna.
bicchierata   s.f.    • 1 •   quantità di liquido corrispondente approssimativamente al contenuto di un bicchiere    • 2 •   bevuta fatta in compagnia, per festeggiare qualcuno o ritrovarsi fra amici.
bicchiere   s.m.    • 1 •   piccolo recipiente di svariate forme e dimensioni usato per bere: bicchiere da acqua, da vino, a calice; bicchiere di vetro, di cristallo, di plastica, di carta, d'alluminio, di terracotta; levare il bicchiere, brindare; il bicchiere della staffa, quello che si prende prima di congedarsi (si beveva, una volta, nel salire a cavallo) | bere un bicchiere di troppo, ubriacarsi | come bere un bicchiere d'acqua, facilissimo | affogare in un bicchiere d'acqua, (fig.) arrestarsi al primo ostacolo, perdersi per un nonnulla | tempesta in un bicchiere d'acqua, (fig.) evento che è risultato molto meno grave del previsto | fondo di bicchiere, (fig.) diamante falso    • 2 •   (estens.) la quantità di liquido contenuta in un bicchiere: bere un bicchiere (di vino).  dim. bicchierino  accr. bicchierotto. 
bicchierino   s.m.    • 1 •   bicchiere piccolo, da liquore o da vini di alta gradazione; anche, la quantità di vino o di liquore in esso contenuta: bicchierino da rosolio; bere un bicchierino di cognac    • 2 •   vasetto di vetro che contiene un lumino e sim.
bicefalo   agg.  che ha due teste: mostro bicefalo. 
bicentenario   s.m.  secondo centenario di un avvenimento: nel 1991 si è celebrato il bicentenario della morte di w. a. mozart. 
bichini    ⇨ bikini.
bici   s.f. invar.  (fam.) abbreviazione di bicicletta. 
bicicletta   s.f.  veicolo a due ruote di uguale diametro azionato a pedali: bicicletta da bambino, da corsa; andare in bicicletta. 
biciclettata   s.f.  (fam.) passeggiata in bicicletta.
biciclo   s.m.  veicolo a due ruote, di cui l'anteriore di diametro notevolmente maggiore di quella posteriore; da esso deriva l'attuale bicicletta; velocipede.
bicilindrico   agg.  [pl. m. -ci] (mecc.) dotato di due cilindri: motore bicilindrico. 
bicipattino   s.m.  pattino acquatico a pedali; pedalò.
bicipite   agg.    • 1 •   che ha due teste | aquila bicipite, aquila a due teste volte in senso contrario, emblema dell'impero d'austria e di quello russo    • 2 •   (anat.) si dice di muscolo che presenta due capi confluenti in un'unica massa  s.m.  (anat.) muscolo bicipite: bicipite femorale  o della coscia; bicipite brachiale  o del braccio  ' spec. pl.  bicipite del braccio, spec. in usi espressivi o scherz.: aveva due bicipiti da far paura!. 
bicircolare   s.f.  (mat.) curva algebrica piana che passa per i punti ciclici e che ha tali punti come punti doppi.
bicloruro   s.m.  (chim.) composto la cui molecola contiene due atomi di cloro.
bicocca   s.f.    • 1 •   (lett.) piccola rocca o castello in cima a un'altura    • 2 •   (spreg.) catapecchia, casa diroccata; casupola.
bicollo   o bigollo, s.m.  (region.) lunga asta ricurva munita di uncini alle due estremità per il trasporto a bilancia sulle spalle di secchi d'acqua o altro; bilanciere.
bicolore   agg.    • 1 •   che ha due colori: matita, nastro bicolore    • 2 •   (fig.) in politica, formato da due partiti: governo, giunta bicolore   s.m.  (fig.) governo bicolore | s.f.  macchina rotativa che stampa a due colori.
bicomando   agg. invar.  dotato di doppio comando: aereo bicomando. 
biconcavo   agg.  concavo da entrambi i lati: lente biconcava, divergente.
biconico   agg.  [pl. m. -ci] che ha forma di due coni contrapposti  s.m.  (archeol.) vaso funerario a forma di due coni uniti per la base.
biconvesso   agg.  convesso da entrambi i lati: lente biconvessa, convergente.
bicoppia   s.f.  particolare tipo di linea telefonica costituita da quattro conduttori (due coppie).
bicordo   s.m.  (mus.) combinazione simultanea di due note non all'unisono né in ottava.
bicoriale   agg.  (biol.) si dice di gemelli originati dalla fecondazione contemporanea di due ovuli e quindi sviluppatisi separatamente.
bicorne   agg.  che ha due corna, due punte.
bicornia   s.f.  incudine d'acciaio classica, con due espansioni opposte (corni), una piramidale e una conica.
bicorno   s.m.    • 1 •   cappello maschile con falde arrotolate, portato nel sec. xviii    • 2 •   cappello femminile del sec. xiii, dalle cui due punte, alte sopra le orecchie, partiva il velo    • 3 •   cappello militare, come quello dei carabinieri.
bicornuto   agg.  (non com.) che ha due corna, biforcuto.
bicromatico   agg.  [pl. -ci] che è di due colori.
bicromato   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di ogni sale ottenuto per acidificazione di un cromato: bicromato di potassio. 
bicromia   s.f.  procedimento di stampa a due colori; la riproduzione così ottenuta.
bicromico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto contenente due atomi di cromo.
bicuspidale   agg.  (arch.) che ha due cuspidi: facciata bicuspidale; valvola bicuspidale  (anat.), valvola bicuspide.
bicuspidato   agg.  che termina a bicuspide, a due punte.
bicuspide   agg.    • 1 •   che ha due cuspidi, che termina in due punte    • 2 •   valvola bicuspide, (anat.) valvola del cuore che mette in comunicazione l'atrio sinistro col ventricolo corrispondente.
bidè   s.m.  apparecchio igienico di forma stretta e allungata per lavare le parti intime del corpo.
bidello   s.m.  [f. -a] chi è addetto alla custodia e alla pulizia delle scuole | (estens.) inserviente d'ufficio.
bidentale   s.m.  presso gli antichi romani, luogo colpito dal fulmine, ritenuto sacro e purificato col sacrificio di una pecora di due anni.
bidente   s.m.    • 1 •   arnese agricolo con lungo manico di legno e due denti metallici (rebbi), che serve a rompere la crosta del terreno arido    • 2 •   forca a due denti    • 3 •   nell'antichità greco-romana, pecora di due anni da sacrificare agli dei | usato poet. anche come agg.  : latte nuovo e di bidente / gregge  (boccaccio teseida).
bidimensionale   agg.  a due dimensioni.
bidimensionalità   s.f.  proprietà di ciò che è bidimensionale.
bidirezionale   agg.  che che può andare in un verso e in quello opposto | in informatica, si dice di segnale, trasmissione ecc. che può correre in entrambe le direzioni (entrata e uscita) di uno stesso canale | stampante bidirezionale, stampante collegata a un elaboratore elettronico in grado di imprimere il foglio alternativamente da sinistra a destra e da destra a sinistra, in modo da eliminare i tempi morti del ritorno del carrello.
bidonare   v. tr.  [io bidóno ecc.] (fam.) ingannare, truffare.
bidonata   s.f.  (fam.) imbroglio, truffa.
bidone   s.m.    • 1 •   grosso recipiente di lamiera o di plastica, di forma generalmente cilindrica o parallelepipeda: i bidoni del latte; i bidoni della spazzatura.  dim. bidoncino    • 2 •   (fig. fam.) imbroglio, truffa: fare, prendersi un bidone  | appuntamento andato a vuoto | acquisto incauto, sbagliato    • 3 •   (fam.) apparecchiatura, macchina che non funziona o funziona male | atleta di scarsa abilità o che si rivela inferiore alle attese    • 4 •   (metall.) semilavorato d'acciaio a sezione rettangolare, largo 15-30 cm, alto 1-3 cm e lungo 4-10 m, da cui per successiva laminazione si ricavano lamiere sottili.
bidonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (fam.) imbroglione, truffatore.
bidonvia   s.f.  cabinovia.
bidonville   s.f. invar.  agglomerato di abitazioni costruite con mezzi di fortuna, spec. lamiere di bidoni, alla periferia di una grande città, dove vivono strati di popolazione emarginata.
bieco   agg.  [pl. m. -chi] (lett.)    • 1 •   che esprime malanimo o minaccia (si dice per lo più di sguardo): li diritti occhi torse allora in biechi  (dante inf.  vi, 91) | usato anche con valore di avv.  : guardar bieco, di traverso, male    • 2 •   (fig.) malvagio, tristo, minaccioso: animo, atto bieco  § biecamente avv. 
biedermeier   agg. invar.  si dice di uno stile di arredamento assai diffuso in germania nella prima metà del sec. xix, caratterizzato da linee composte e sobrie, che reinterpreta in forme più modestamente borghesi lo stile impero; in seguito il termine fu esteso anche alla pittura dello stesso periodo | usato anche come s.m. 
bielica   agg. invar.  fornito di due eliche: motoscafo bielica. 
biella   s.f.  (mecc.) asta di collegamento tra due parti di una macchina, alle quali è incernierata; ha la funzione di trasformare il moto rotatorio continuo in rettilineo alternativo, o viceversa: testa di biella, l'estremità collegata con l'elemento rotante; piede di biella  l'estremità collegata con l'elemento in moto rettilineo.
biellese   agg.  di biella  s.m.  e f.  chi è nato o vive a biella.
bielorusso   rar. belorusso, agg.  della russia bianca  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della russia bianca    • 2 •   la lingua parlata nella russia bianca, appartenente al gruppo orientale delle lingue slave.
biennale   agg.    • 1 •   che dura due anni: carica, corso biennale  | piante biennali, (bot.) che compiono il loro intero ciclo biologico in due anni    • 2 •   che avviene ogni due anni: fiera, mostra biennale   s.f.  manifestazione che si organizza ogni due anni: la biennale di venezia  § biennalmente avv.  ogni due anni.
bienne   agg.    • 1 •   (rar. lett.) che ha due anni    • 2 •   (bot.) si dice di pianta che fiorisce e fruttifica solo nel secondo anno di vita e poi muore.
biennio   s.m.  periodo di due anni | corso di studi, o parte di esso, che dura due anni: il primo biennio d'ingegneria. 
bierre   s.m.  e f. invar.  nel linguaggio giornalistico, appartenente al gruppo terroristico delle brigate rosse.
bieta    ⇨ bietola.
bieticolo   agg.  che concerne la bieticoltura.
bieticoltore   o bieticultore, s.m.  [f. -trice] chi coltiva barbabietole da zucchero.
bieticoltura   o bieticultura, s.f.  coltivazione delle barbabietole da zucchero.
bietola   antiq. o region. bieta [biè-ta], s.f.  varietà di barbabietola coltivata come ortaggio (fam.  chenopodiacee).
bietolone   s.m.    • 1 •   pianta erbacea con foglie triangolari commestibili (fam.  chenopodiacee)    • 2 •   [f. -a] (fig.) credulone, sempliciotto.
bietta   s.f.    • 1 •   cuneo per fendere un legno    • 2 •   (mecc.) barretta d'acciaio a sezione rettangolare che si inserisce a forza nell'apposita scanalatura fra il mozzo di una ruota e un albero rotante per renderli solidali; è detta anche chiavetta    • 3 •   (mus.) negli strumenti a corda, pezzo di ebano incastrato nell'impugnatura dell'arco (a esso sono fissati i crini, la cui tensione è regolata da una vite); nasetto.
bifacciale   agg.  (scient.) che ha due facce: amigdala bifacciale. 
bifase   agg. invar.  (fis.) che ha due fasi: sistema bifase, sistema di due correnti alternate o di due altre grandezze elettriche sfasate fra loro di un quarto di periodo.
bifero   agg.  (bot.) si dice di pianta che fiorisce o fruttifica due volte all'anno.
biffa   s.f.    • 1 •   asta che reca in cima un segno ben visibile da lontano e un foro di traguardo, usata per operazioni topografiche e per allineamenti    • 2 •   segnale a forma di x, di materiale rigido e fragile (come gesso o vetro), posto alle crepe dei muri per controllare se si allargano.
biffare   (1) v. tr.    • 1 •   segnare il terreno con biffe a scopo di rilevamento topografico    • 2 •   mettere le biffe in un muro lesionato.
biffare   (2) v. tr.    • 1 •   cancellare con crocette, con segni a forma di x; sbiffare    • 2 •   (fig.) rubare con destrezza, sottrarre.
bifido   agg.  diviso in due, biforcuto: lingua bifida, quella dei serpenti | spina bifida, (med.) rachischisi.
bifilare   agg.    • 1 •   costituito da due fili | linea bifilare, linea elettrica formata da due conduttori fra loro isolati    • 2 •   a due file: caricatore bifilare, caricatore di armi automatiche o semiautomatiche che ospita le cartucce su due file  s.m.  particolare tipo di antenna costituita da due conduttori paralleli, usata negli apparecchi radioriceventi.
bifocale   agg.  (fis.) che ha due fuochi | si dice di lente per occhiali da presbiti, divisa in due sezioni a raggio di curvatura diverso, per mettere a fuoco alternativamente gli oggetti vicini e quelli lontani.
bifolcheria   s.f.  (non com.) atto, comportamento da bifolco; villania.
bifolco   region. biolco, s.m.  [f. -a; pl. m. -chi]    • 1 •   chi cura i bovini da lavoro; chi lavora la terra con l'aiuto di bovini    • 2 •   (fig.) uomo rozzo, villano: comportarsi da bifolco. 
bifora   agg.  e s.f.  (arch.) si dice di finestra a due aperture divise da un pilastro o da una colonnina, caratteristica degli stili romanico e gotico.
biforcamento   s.m.  biforcazione.
biforcare   v. tr.  [io bifórco, tu bifórchi ecc.] dividere qualcosa in due come una forca | biforcarsi v. rifl.  dividersi in due: la via si biforca. 
biforcato   part. pass.  di biforcare   agg.  diviso in due: tronco biforcato. 
biforcatura   s.f.  biforcazione.
biforcazione   s.f.  il biforcare, il biforcarsi; il punto in cui qualcosa si biforca: una biforcazione della strada. 
biforcuto   agg.  che ha due punte, che è diviso in due | lingua biforcuta, quella dei serpenti; (fig.) persona incline a dire malignità, a fare pettegolezzi velenosi.
biforme   agg.  (lett.) che ha in sé due forme diverse: il centauro è un essere biforme. 
bifronte   agg.    • 1 •   che ha due facce, due fronti: giano bifronte; erma bifronte  | versi bifronti, versi che rimangono identici anche se letti alla rovescia    • 2 •   (fig.) si dice di uomo sleale e ambiguo; di cosa che presenta due aspetti contrastanti: comportamento bifronte; linea politica bifronte   s.m.  gioco enigmistico svolto su una parola che, letta in senso inverso, rimane la stessa (p. e. anilina) o assume un significato diverso (p. e. roma - amor).
big   s.m.  e f. invar.  personaggio importante, influente: i big della finanza. 
biga   s.f.    • 1 •   cocchio a due ruote tirato da due cavalli, usato dagli antichi greci e romani    • 2 •   calessino a due posti    • 3 •   (mar.) tipo di gru usata per alzare grossi pesi e caricarli a bordo.
bigamia   s.f.  la condizione di chi ha due mogli o due mariti contemporaneamente | nelle società in cui non è consentita la poligamia, il reato commesso da chi contrae matrimonio essendo già legato da vincolo matrimoniale.
bigamo   agg.  e s.m.  [f. -a] che o chi si trova nella condizione di bigamia, o ne ha commesso il reato.
bigaro    ⇨ bighero.
bigato   s.m.  moneta d'argento romana circolante in età repubblicana e nel primo periodo dell'impero.
bigattiera   meno com. bigattaia, s.f.  locale appositamente attrezzato per l'allevamento dei bachi da seta | tavolo sul quale si allevano i bachi da seta.
bigattiere   s.m.  [f. -a] persona addetta all'allevamento dei bachi da seta.
bigattino   s.m.  larva di mosca usata come esca nella pesca con l'amo.
bigatto   s.m.  (sett.)    • 1 •   baco da seta; bruco delle farfalle    • 2 •   (ant.) furbacchione, imbroglione: un uomo conosciuto per quel mal bigatto ch'egli è  (baretti).
big bang   loc. sost. m. invar.  secondo alcune teorie astrofisiche, l'esplosione primordiale che avrebbe dato origine all'universo.
bigello   s.m.  panno grossolano col pelo lungo e di colore grigiastro.
bigeminismo   s.m.  (med.) alterazione del ritmo cardiaco con presenza di extrasistole.
bigemino   agg.  (med.)    • 1 •   gemellare: parto bigemino    • 2 •   si dice del ritmo cardiaco caratterizzato da bigeminismo.
bighellare   v. intr.  [io bighèllo ecc. ; aus. avere], bighellarsi v. rifl.  (rar.) bighellonare.
bighellonare   v. intr.  [io bighellóno ecc. ; aus. avere] andare in giro oziando; perdere il tempo senza concludere nulla.
bighellone   s.m.  [f. -a] chi perde il tempo andando in giro; fannullone.
bighelloni   avv.  (lett.) bighellonando, oziando: andare bighelloni. 
bighero   o bigaro, s.m.  (ant.) trina o merletto applicati un tempo agli orli delle vesti o dei mantelli.
bigiù   s.m.  adattamento it. del fr. bijou. 
bigia   s.f.  [pl. -gie] piccolo uccello col piumaggio grigio sfumato; nidifica fra i cespugli e si nutre di insetti (ord.  passeriformi).
bigiare   v. tr.  [io bìgio ecc.] (lomb.) marinare la scuola.
bigiarella   s.f.  piccolo uccello canoro il cui piumaggio presenta varie tonalità di grigio (ord.  passeriformi).
bigino   s.m.  (lomb.) libretto con la traduzione letterale, talora interlineare, degli autori classici greci e latini; per estens., manualetto riassuntivo di una materia scolastica.
bigio   agg.  [pl. f. -gie]    • 1 •   di colore grigio: un panno bigio  | cupo, nuvoloso: cielo, tempo bigio | prov.  : al buio tutti i gatti sono bigi, in certe circostanze le differenze si attenuano o scompaiono    • 2 •   (fig. non com.) che non sa quale partito abbracciare; incerto, indeciso    • 3 •   (fig. ant.) malvagio: angelo bigio   s.m.  il colore bigio.
bigiognolo   agg.  di colore tendente al bigio.
bigiotteria   s.f.    • 1 •   insieme di oggetti ornamentali, spec. collane, orecchini e sim., realizzati con materiali non preziosi    • 2 •   il negozio dove si vendono.
biglia    ⇨ bilia.
bigliardo   e deriv.   ⇨ biliardo e deriv. 
bigliettaio   s.m.  [f. -a] chi vende i biglietti per mezzi di trasporto, spettacoli e sim.
bigliettazione   s.f.  (burocr.) distribuzione di biglietti di viaggio: bigliettazione automatica. 
biglietteria   s.f.  in stazioni ferroviarie, teatri, cinematografi e sim., luogo dove si vendono i biglietti.
biglietto   ant. viglietto, s.m.    • 1 •   cartoncino o foglietto usato per brevi comunicazioni o per saluti: biglietto d'auguri, d'invito  | biglietto da visita, cartoncino su cui sono stampati nome e cognome, eventuali titoli, indirizzo e numero telefonico di una persona, che lo usa per presentarsi. dim. bigliettino    • 2 •   foglietto o cartoncino che attesta un pagamento e dà quindi diritto a usufruire di un servizio o a entrare in un pubblico locale: biglietto di viaggio, d'ingresso  | biglietto numerato, che dà diritto al posto contrassegnato dallo stesso numero | biglietto di una lotteria, con cui si partecipa a un'estrazione a premi    • 3 •   biglietto di banca, di stato, cartamoneta a cui è riconosciuto valore legale.
bigliettone   s.m.  (fam.) banconota di grosso taglio.
biglione   s.m.  lega metallica a bassa percentuale d'argento, usata un tempo per il conio delle monete.
big match   loc. sost. m. invar.  (sport) incontro di cartello di una riunione pugilistica; per estens., l'incontro più importante tra quelli di un torneo di un qualsiasi sport.
bignami   s.m.  (pop.) piccolo manuale in cui sono riassunte le nozioni basilari delle varie materie scolastiche. dim. bignamino. 
bignè   s.m. invar.    • 1 •   dolce di pasta cotta in forno, ripieno di crema, cioccolato o zabaione    • 2 •   a roma, panino a forma di grossa rosetta.
bignonia   s.f.  arbusto rampicante, ornamentale, con fiori a campanula di color rosso salmone (fam.  bignoniacee).
bignoniacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni rampicanti, con foglie composte e fiori vistosi | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
bigo   s.m.  [pl. -ghi] (mar.) albero di carico di una nave.
bigodino   meno com. bigodì, s.m.  piccolo cilindro di plastica o di filo metallico rivestito su cui si avvolgono le ciocche di capelli per metterli in piega.
bigollo    ⇨ bicollo.
bigolo   s.m.  (ven.)    • 1 •   spec. pl.  pasta alimentare di farina integrale a forma di vermicelli    • 2 •   (volg.) pene    • 3 •   (fig.) persona stupida.
bigolone   s.m.  (region.) persona oziosa, bighellone.
bigoncia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   recipiente di legno fatto a doghe diritte, di forma troncoconica rovesciata, usato per il trasporto e la pigiatura dell'uva | essercene una bigoncia, a bigonce, (fig.) in grande quantità    • 2 •   (ant.) misura di capacità per liquidi, corrispondente a poco più di 150 litri    • 3 •   (ant.) cattedra, pulpito.
bigoncio   s.m.    • 1 •   recipiente simile alla bigoncia, ma più basso e più largo e con due doghe più lunghe forate per introdurvi una pertica e agevolarne il trasporto. dim. bigoncino  accr. bigoncione    • 2 •   nel gergo teatrale, cassetta in cui la maschera depone i tagliandi dei biglietti presentati dagli spettatori all'ingresso.
bigordo   s.m.  (ant.) lancia usata nei tornei; bagordo.
bigotta   s.f.  (mar.) dispositivo usato per tendere e bloccare cavi di bordo, costituito da uno sferoide appiattito di legno recante tre fori nei quali passano i cavi.
bigotteria   s.f.  l'essere bigotto; azione da bigotto.
bigottismo   s.m.  atteggiamento, comportamento da bigotto; bigotteria.
bigotto   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona che bada alle pratiche esterne della religione più che allo spirito di essa x bigottamente avv. 
biiettivo   agg.  (mat.) che soddisfa alle condizioni di biiezione.
biiezione   s.f.  (mat.) corrispondenza biunivoca.
bijou   s.m. invar.    • 1 •   gioiello; oggetto prezioso    • 2 •   (estens.) persona o cosa che si apprezza per la sua eleganza, raffinatezza o grazia.
bikini   ®, meno com. bichini, s.m. invar.  costume da bagno per donna, in due pezzi succinti.
bilabiale   agg.  e s.f.  (ling.) si dice di consonante articolata mediante l'azione combinata delle due labbra (p. e.  in italiano: p, b, m).
bilabiato   agg.  (bot.) si dice di foglia o petalo col lembo diviso in due parti o labbra, uno superiore, l'altro inferiore.
bilama   agg. invar.  si dice di rasoio a due lame sovrapposte.
bilancella   s.f.  piccola barca da pesca.
bilancia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   strumento usato per misurare il peso di un corpo: bilancia a piatti; bilancia romana, del tipo a stadera; bilancia automatica, con un indice che segnala direttamente su una scala graduata il peso del corpo; bilancia elettrica, quella in cui l'indicatore del peso è azionato da un circuito elettromagnetico collegato con il piatto; bilancia elettronica, quella che può indicare contemporaneamente, su un quadrante a diodi luminosi, il peso della merce sul piatto, il suo costo unitario e l'importo da pagare | in, a bilancia, in equilibrio | mettere sulla bilancia, (fig.) tenere conto | pesare con la bilancia del farmacista, (fig.) valutare con scrupolosa esattezza. dim. bilancetta, bilancina, bilancino  (m.) accr. bilancione  (m.)    • 2 •   bilancia, (astr.) costellazione e segno dello zodiaco in cui il sole transita dal 23 settembre al 22 ottobre | (estens.) persona nata sotto questo segno    • 3 •   (fig.) in economia: bilancia commerciale, quella che registra in entrata (attivo) le importazioni e in uscita (passivo) le esportazioni di merci; bilancia dei pagamenti, quella che compie lo stesso tipo di rilevazione, ma estesa a tutte le transazioni internazionali effettuate    • 4 •   rete quadrata da pesca tenuta aperta da due aste ricurve incrociate e munita di una pertica per calarla e sollevarla    • 5 •   (teat.) apparecchio di illuminazione al di sopra del palcoscenico, che rimane nascosto alla vista degli spettatori    • 6 •   (edil.) ponteggio mobile | nelle miniere, elevatore a saliscendi    • 7 •   nome generico di vari strumenti di uso scientifico e tecnico per la misurazione di grandezze fisiche: bilancia aerodinamica, che consente di misurare le forze aerodinamiche nelle gallerie a vento | bilancia idrostatica  o di archimede, (fis.) che consente, sfruttando il principio di archimede, di misurare il peso specifico di un solido rispetto all'acqua, o la densità di un liquido    • 8 •   il bilanciere dell'orologio a pendolo.
bilanciaio   s.m.  [f. -a] (non com.) chi fabbrica, ripara o vende bilance.
bilanciamento   s.m.    • 1 •   il bilanciare, il bilanciarsi, l'essere bilanciato    • 2 •   (mar.) spostamento di pesi a bordo di una nave, per raddrizzarla quando si sia inclinata per una falla.
bilanciare   v. tr.  [io bilàncio ecc.]    • 1 •   mettere, tenere in equilibrio: bilanciare il carico, il peso, distribuirlo in modo uniforme    • 2 •   (estens.) essere di pari valore; pareggiare: il guadagno non bilancia la spesa    • 3 •   (fig.) valutare due o più cose paragonandole: bilanciare il pro e il contro  | bilanciarsi v. rifl.  mettersi, tenersi in equilibrio | v. rifl.  essere di pari valore: le forze dei due avversari si bilanciano. 
bilanci'arm   loc. sost. m. invar.  ordine impartito ai soldati perché impugnino l'arma tenendola in posizione orizzontale e bilanciata | posizione assunta in seguito a tale ordine.
bilanciato   part. pass.  di bilanciare   agg.  che è in equilibrio, equilibrato (anche fig.): pesi bilanciati; dieta bilanciata  § bilanciatamente avv. 
bilanciatura   s.f.    • 1 •   (non com.) bilanciamento    • 2 •   (aut.) operazione con la quale si individuano e si correggono squilibri di peso nelle ruote degli autoveicoli.
bilanciere   s.m.    • 1 •   (mecc.) parte di un meccanismo costituita da una leva variamente sagomata che oscilla producendo brevi moti alternativi | nell'orologio, elemento che oscilla in modo isocrono, regolando il moto delle lancette    • 2 •   asta lunga e sottile con cui i funamboli si aiutano a mantenersi in equilibrio    • 3 •   asta che, appoggiata sulle spalle, serve a trasportare una coppia di pesi attaccati alle due estremità | (sport) nel sollevamento pesi, sbarra di acciaio alle cui estremità sono infilati dischi di ferro o di ghisa di vario peso    • 4 •   macchina per coniare monete e medaglie, e per stampare pezzi metallici    • 5 •   galleggiante semplice o doppio che, unito alle piroghe per mezzo di due o più pertiche poste trasversalmente, ne aumenta la stabilità    • 6 •   pl.  (zool.) organi filiformi a forma di clava, derivati dalla trasformazione del secondo paio di ali, caratteristici dei ditteri.
bilancino   s.m.    • 1 •   dim.  di bilancia    • 2 •   traversa di legno a cui si attaccano le tirelle dell'animale da tiro fuori delle stanghe    • 3 •   animale da tiro che si attacca fuori delle stanghe a rinforzo di quelli già attaccati    • 4 •   impugnatura cui sono attaccati i fili che muovono le marionette    • 5 •   nello sci nautico, impugnatura cui ci si tiene durante la corsa.
bilancio   s.m.    • 1 •   (econ. , fin.) conteggio relativo a un dato periodo delle entrate e delle uscite della gestione amministrativa di un ente o di un'impresa, o dei guadagni e delle spese di una persona, di una famiglia; anche, il documento, il prospetto che riassume tale conteggio: il bilancio dello stato, di un comune, di una società; bilancio familiare; bilancio trimestrale, annuale; bilancio in attivo, in pareggio, in passivo; presentare il bilancio  | bilancio consuntivo, rendiconto dell'attività dello stato, di un ente pubblico, di un'amministrazione; bilancio preventivo, previsione delle entrate e delle uscite relative a un esercizio futuro | ministero del bilancio, quello che coordina la politica economica e finanziaria dello stato    • 2 •   (fig.) valutazione comparata degli aspetti positivi e negativi di una situazione: fare il bilancio della propria attività    • 3 •   (scient.) equilibrio, pareggiamento: bilancio termico; bilancio dell'energia, della materia. 
bilancista   s.m.  [pl. -sti] bilanciaio | tecnico addetto alla manutenzione di bilance elettriche o elettroniche.
bilarzia   o bilharzia, s.f.  piccolo verme parassita dei vasi sanguigni degli animali e dell'uomo, frequente nei paesi africani o asiatici; schistosoma (cl.  trematodi).
bilarziosi   o bilharziosi, s.f.  malattia provocata dalla bilarzia; schistosomiasi.
bilaterale   agg.  che riguarda due lati o due parti: pleurite bilaterale; scambio, patto, accordo bilaterale  | simmetria bilaterale, (biol.) propria di organi o organismi che presentano due parti simmetriche | opposizione bilaterale, (ling.) quella tra due suoni che si distinguono per un solo elemento | conto bilaterale, in ragioneria, conto con due ordini di quantità § bilateralmente avv.  da tutti e due i lati, da tutte e due le parti.
bilateralismo   s.m.  tendenza a regolare i rapporti commerciali internazionali mediante accordi bilaterali.
bilateralità   s.f.  l'essere bilaterale.
bilatero   agg.  (geom.) che ha due lati o facce | (biol.) che è dotato di simmetria bilaterale.
bile   s.f.    • 1 •   (biol.) liquido giallo-verdastro secreto principalmente dal fegato che si raccoglie nella cistifellea e da qui si versa nell'intestino duodenale, dove concorre alla digestione dei grassi    • 2 •   (fig.) rabbia, invidia, livore: essere verde dalla bile; rodersi dalla bile; ingoiare, sputare bile. 
-bile  -bile suffisso tratto dal lat. -bi°le(m), che in aggettivi derivati da verbi esprime 'possibilità'; se ne distinguono due varietà: -abile, con cui si formano aggettivi tratti da verbi in -are  (amabile, ballabile), e -ibile, con cui si formano aggettivi tratti da verbi in -ere  e -ire  (bevibile, deperibile).
bilenco   agg.  [pl. m. -chi] (ant.) storto, sbilenco.
bilharzia   e deriv.   ⇨ bilarzia e deriv. 
bilia   o biglia, s.f.    • 1 •   palla d'avorio per giocare al biliardo | (estens.) ciascuna delle sei buche della tavola da biliardo in cui si mandano le palle    • 2 •   pallina di vetro, coccio, o altro materiale, con cui giocano i bambini.
biliardaio   o bigliardaio, s.m.  chi fabbrica o vende biliardi.
biliardiere   o bigliardiere, s.m.  chi gestisce una sala da biliardo; addetto alla custodia di biliardi.
biliardino   o bigliardino, s.m.  biliardo di dimensioni ridotte, spesso munito di dispositivi meccanici per azionare le bilie | biliardino elettrico, flipper.
biliardo   o bigliardo, s.m.    • 1 •   gioco che consiste nel colpire, con apposite stecche e secondo determinate regole, delle bilie d'avorio che si fanno correre e scontrare su un tavolo rettangolare delimitato da sponde e ricoperto di un panno verde ben teso | palla da biliardo, palla d'avorio usata in questo gioco | calvo come una palla da biliardo, (scherz.) completamente calvo    • 2 •   il tavolo su cui si pratica il gioco | liscio come un biliardo, (fig.) si dice di superficie perfettamente piana    • 3 •   (estens.) il locale in cui si gioca.
biliare   agg.  (anat. , med.) della bile, relativo alla bile: calcolo biliare  | vie biliari, l'apparato escretore della bile | vescichetta  o vescicola biliare, la cistifellea.
bilicare   v. tr.  [io bìlico, tu bìlichi ecc.] (rar.) mettere in bilico, far stare in equilibrio | (fig.) soppesare, ponderare | bilicarsi v. rifl.  (rar.) reggersi in bilico.
bilico   s.m.  [pl. -chi; meno bene -ci]    • 1 •   solo nella loc. in bilico, per indicare la posizione di un corpo in equilibrio instabile: essere, stare in bilico  | (fig.) in uno stato di incertezza, di dubbio: tenere qualcuno in bilico; essere in bilico tra la vita e la morte, in pericolo di vita    • 2 •   punto o zona su cui poggia un corpo in equilibrio instabile; il sistema stesso di appoggio: il bilico della bilancia; carro a bilico    • 3 •   ciascuno dei due perni di ferro su cui poggia la campana.
bilineare   agg.  (mat.) si dice di polinomio in due variabili, ciascuna delle quali di primo grado.
bilineo   agg.  (mat.) che contiene due linee.
bilingue   agg.    • 1 •   scritto in due lingue: testo bilingue  | dizionario bilingue, quello in cui i vocaboli e le locuzioni di una lingua sono affiancati dalla corrispondente traduzione in un'altra lingua; si oppone a dizionario monolingue    • 2 •   che parla o usa correntemente due lingue: persona, popolazione bilingue  | zona bilingue, dove sono parlate due lingue  s.m.  e f.  persona bilingue: una perfetta bilingue. 
bilinguismo   s.m.    • 1 •   l'essere bilingue    • 2 •   compresenza in una nazione o in una regione di due distinti gruppi linguistici: il bilinguismo del belgio. 
bilione   s.m.  (non com.) numero cardinale che equivale a mille miliardi; negli stati uniti e in francia equivale a mille milioni, cioè un miliardo.
bilioso   agg.  collerico, irascibile: carattere bilioso  § biliosamente avv. 
bilirubina   s.f.  (biol.) pigmento organico di colore giallo-rossastro che si trova nella bile e nel siero del sangue, derivante dal metabolismo dell'emoglobina.
bilirubinemia   s.f.  (med.) quantità di bilirubina presente nel sangue, che è elevata nelle malattie epatiche.
bilirubinuria   s.f.  (med.) presenza di bilirubina nelle urine; si riscontra negli itteri.
biliverdina   s.f.  (biol.) pigmento organico di colore verde contenuto nella bile e derivante dal metabolismo dell'emoglobina.
billetta   s.f.  (metall.) semilavorato di acciaio a sezione quadrata largo da   5 a 20 cm e lungo da   4 a  10 m da cui per successiva laminazione si ricavano lamiere e profilati.
bilobato   agg.    • 1 •   (bot.) si dice di organo vegetale (foglia ecc.) che ha due lobi    • 2 •   (arch.) si dice di elemento terminante con arco a due lobi.
bilobo   agg.  bilobato.
bilocale   agg.  e s.m.  si dice di un'unità immobiliare costituita da due locali e servizi.
bilocazione   s.f.  presenza simultanea di una persona in due luoghi diversi, asserita in racconti della tradizione religiosa o in testi di metapsichica o parapsicologia.
biltà    ⇨ beltà.
biluce   agg. invar.  si dice di lampada a due luci, come i fari delle automobili.
bilustre   agg.  (lett.) di due lustri.
bimano   agg.  che ha due mani; si dice dell'uomo, in contrapposizione alle scimmie che sono quadrumani.
bimare   agg.  (lett.) bagnato da due mari, situato su due mari.
bimbo   s.m.  [f. -a] bambino. dim. bimbetto, bimbino  accr. bimbone  pegg. bimbaccio. 
bimembre   o bimembro, agg.  (rar.)    • 1 •   che ha membra doppie | che ha duplice natura: i centauri bimembri    • 2 •   (estens.) fatto di due parti, duplice.
bimensile   agg.  che avviene, si ripete, si pubblica, si paga due volte al mese: riunione, rivista, rata bimensile. 
bimestrale   agg.    • 1 •   che dura un bimestre: corso di studi bimestrale    • 2 •   che ricorre, che scade ogni bimestre: pagamento bimestrale  § bimestralmente avv.  ogni due mesi.
bimestre   s.m.  periodo di due mesi.
bimetallico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   fatto di due metalli diversi: coppia bimetallica, bimetallo    • 2 •   che comprende due metalli diversi: lega bimetallica    • 3 •   sistema bimetallico, (econ.) bimetallismo.
bimetallismo   s.m.  (econ.) sistema monetario in cui l'unità monetaria è fissata in termini sia di oro sia di argento e il cambio tra le monete di oro e di argento riflette un rapporto di valore costante tra i due metalli.
bimetallo   s.m.  dispositivo formato da due lamine di metallo diverso saldate insieme, usato come elemento sensibile nei termoregolatori; è detto anche coppia bimetallica. 
bimillenario   s.m.  ricorrenza, commemorazione di un fatto accaduto duemila anni prima: nel 1981 si è celebrato il bimillenario virgiliano   agg.  (rar.) che ricorre ogni duemila anni.
bimotore   agg.  che ha due motori  s.m.  aeroplano fornito di due motori.
binare   v. tr.    • 1 •   (rar.) doppiare, ripetere due volte; accoppiare due cose, abbinarle    • 2 •   (eccl.) usare della facoltà di binazione    • 3 •   (ind. tessile) eseguire l'operazione di binatura | v. intr.  [aus. avere] (ant.) partorire due gemelli.
binario   (1) agg.  di due elementi; costituito da due elementi: opposizione binaria  | verso binario, di due sillabe | ritmo, tempo binario, (mus.) a due misure | composto binario, (chim.) contenente due soli elementi | stelle binarie, (astr.) sistema di due stelle ruotanti l'una attorno all'altra | sistema binario, (mat.) sistema di numerazione a base    • 2 •   nel quale si impiegano le cifre zero e uno, usato soprattutto negli elaboratori elettronici: numerazione binaria. 
binario   (2) s.m.  coppia di rotaie o guide parallele su cui scorrono le ruote di treni, tram, funicolari ecc.; per estens., la sede ferroviaria, cioè l'insieme di massicciata e rotaie | doppio binario, coppia di rotaie che corrono l'una accanto all'altra per la circolazione contemporanea dei veicoli in entrambi i sensi di marcia; (fig.) duplicità di obiettivi, di scopi, di tentativi che si perseguono con l'intenzione di realizzarne almeno uno | binario morto, tronco ferroviario senza sbocco da uno dei capi; (fig.) situazione negativa che non ha possibilità di evoluzione o di sbocco: trovarsi su un binario morto  | essere sul binario giusto, (fig.) nella situazione più corretta, migliore | uscire dai binari, (fig.) agire in modo diverso da quello prestabilito o comunemente accettato.
binarismo   s.m.  teoria linguistica secondo cui i sistemi fonologici delle lingue sarebbero fondati su poche opposizioni binarie.
binato   (1) part. pass.  di binare   agg.  accoppiato, abbinato: colonne binate  ' torre binata, sulle navi da guerra, torretta corazzata fornita di due cannoni.
binato   (2) agg.  (ant.)    • 1 •   che ha due nature: l'animal binato, in dante (purg.  xxxii, 47), il grifone    • 2 •   (non com.) nato da uno stesso parto; gemello.
binatrice   s.f.  (ind. tessile)    • 1 •   macchina che accoppia due o più fili e li prepara per l'operazione della ritorcitura    • 2 •   operaia addetta alla binatura.
binatura   s.f.  (ind. tessile) operazione dell'accoppiare e torcere due o più fili.
binaurale   agg.    • 1 •   (med.) che interessa tutte e due le orecchie: disturbo, sordità binaurale    • 2 •   biaurale.
binazione   s.f.    • 1 •   (rar.) il binare    • 2 •   (eccl.) celebrazione di due messe nel medesimo giorno da parte di uno stesso sacerdote.
binda   s.f.  apparecchio di sollevamento a pignone e cremagliera azionato a mano; cricco, martinetto.
bindella   s.f.  lista di acciaio che nei fucili da caccia del tipo tradizionale tiene unite le due canne e fa da linea di mira.
bindellare   v. tr.  [io bindèllo ecc.] applicare il bindello al coperchio delle scatole metalliche.
bindellatura   s.f.  il bindellare, l'essere bindellato.
bindellina   s.f.  passamano di paramenti ecclesiastici, formato da una laminetta metallica avvolta nella seta.
bindello   s.m.  striscia di latta stretta e sottile che chiude ermeticamente il coperchio di scatole di prodotti alimentari.
bindolare   v. tr.  [io bìndolo ecc.] (rar.) abbindolare.
bindoleria   s.f.  (rar.) truffa, imbroglio, raggiro.
bindolo   s.m.    • 1 •   macchina per sollevare acqua dai pozzi    • 2 •   aspo, arcolaio    • 3 •   (fig.) raggiro, truffa | (estens. rar.) persona abile nei raggiri; imbroglione. accr. bindolone. 
bingo   s.m. invar.  gioco simile alla tombola, molto in voga negli stati uniti e in gran bretagna.
bino   agg.  (lett.) doppio, accoppiato.
binocolo   rar. binoccolo, s.m.  strumento ottico risultante dall'accoppiamento di due cannocchiali gemelli, destinato alla visione binoculare di oggetti lontani | binocolo prismatico, dotato di un sistema di prismi atto ad aumentare la distanza focale dell'obiettivo senza aumentare la lunghezza dello strumento | vedere col binocolo, (fig. fam.) desiderare qualcosa e non poterla ottenere.
binoculare   agg.  si dice di visione che avviene mediante tutti e due gli occhi.
binodo   s.m.  (elettron.) insieme di due tubi elettronici aventi il catodo in comune; valvola doppia.
binomiale   agg.  (mat.) di binomio, relativo a un binomio: coefficienti binomiali. 
binomio   (1) agg.  che è composto di due nomi o termini: nomenclatura, equazione binomia. 
binomio   (2) s.m.    • 1 •   (mat.) espressione algebrica costituita dalla somma di due monomi    • 2 •   (estens.) accostamento di due concetti o due persone: il binomio giustizia e libertà; un eccezionale binomio di artisti. 
binubo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è passato a seconde nozze.
binucleato   agg.  (biol.) costituito da due nuclei: cellula binucleata. 
bio-  bio- -bio primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. bíos  'vita'; vale 'essere vivente, che vive, vita' e sim. (biologia, biografia, microbio).
bioagricoltore   s.m.  chi pratica la bioagricoltura.
bioagricoltura   s.f.  agricoltura basata sul rispetto dell'equilibrio ecologico del territorio e sull'esclusione di fertilizzanti e fitofarmaci non organici.
bioastronautica   s.f.  studi dei riflessi biologici, medici e comportamentali della navigazione spaziale.
biobibliografico   agg.  [pl. m. -ci] riguardante la vita e le opere di un autore: repertorio biobibliografico. 
biocatalizzatore   s.m.  (med.) sostanza di natura proteica che nei sistemi viventi accelera le reazioni chimiche che presiedono alla vita degli organismi.
bioccolo   rar. biocco, s.m.    • 1 •   fiocco di lana o di cotone, prima della filatura    • 2 •   fiocco, batuffolo: bioccolo di neve  | colaticcio della candela.
bioccoluto   agg.  pieno di bioccoli, fatto a bioccoli.
bioccoso   agg.  (lett.) pieno di bioccoli: scivolerà dal cielo bioccoso un tardo raggio  (montale) | che ha forma di bioccolo.
biocenologia   s.f.  (biol.) studio delle forme di associazione del mondo vegetale e animale; sociologia floristica e faunistica.
biocenosi   s.f.  (biol.) associazione di diverse specie animali e vegetali in un determinato ambiente ecologico, nel quale convivono in reciproca relazione.
biochimica   s.f.  scienza che studia la composizione chimica degli organismi viventi e i fenomeni chimici e chimico-fisici che in essi si svolgono.
biochimico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la biochimica  s.m.  [f. -a] studioso, esperto di biochimica.
biochip   s.m. invar.  (elettron.) microchip contenente materiali organici, come grosse molecole proteiche.
biocida   s.m.  [pl. m. -di]    • 1 •   sostanza che distrugge la vita delle piante    • 2 •   pesticida.
bioclastico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice di sedimento formato da detriti di gusci e da altri resti di origine organica; anche, del processo di corrosione delle rocce causato dagli organismi animali e vegetali.
bioclimatologia   s.f.  scienza che studia i rapporti fra clima ed esseri viventi.
bioclimatologo   s.m.  [f. -a] studioso, esperto di bioclimatologia.
bioculare   agg.  si dice di strumento ottico, spec. del microscopio, che ha due oculari; binoculare.
biodegradabile   agg.  (biol. , chim.) che va soggetto a biodegradazione.
biodegradabilità   s.f.  l'essere biodegradabile.
biodegradazione   s.f.  la scomposizione di un materiale in composti chimici semplici per azione di agenti biofisici naturali (batteri, luce solare, umidità ecc.).
biodinamica   s.f.    • 1 •   (fisiol.) disciplina che studia l'aspetto dinamico dei processi vitali sulla base delle leggi della meccanica    • 2 •   (geol.) disciplina che studia i fenomeni di modellamento geomorfologico dovuti all'azione degli organismi viventi.
biodinamico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo alla biodinamica    • 2 •   agricoltura biodinamica, bioagricoltura.
biodo   tosc. biodolo [bió-do-lo], s.m.  erba palustre, usata per impagliare fiaschi (fam.  alismatacee).
bioelettricità   s.f.  (fis.) elettricità di origine animale.
bioelettrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla bioelettricità.
bioelettronica   s.f.  disciplina che si interessa dell'applicazione delle tecniche elettroniche alla biologia.
bioenergetica   s.f.    • 1 •   settore della biologia che studia le trasformazioni di energia negli organismi viventi    • 2 •   (fisiol.) biodinamica.
bioenergetico   agg.  [pl. m. -ci] della bioenergetica, che concerne la bioenergetica.
bioetica   s.f.  lo studio dei problemi etici individuali e sociali connessi con l'applicazione delle più recenti scoperte biologiche e mediche (in partic. nel campo dell'ingegneria genetica, della neurobiologia, della ricerca farmacologica).
biofarmaceutica   s.f.  disciplina che ricerca le tecniche idonee per realizzare farmaci in cui si abbia la massima disponibilità biologica dei principi attivi.
biofisica   s.f.  scienza che studia l'influsso degli agenti fisici sui fenomeni biologici.
biofisico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la biofisica  s.m.  [f. -a] studioso di biofisica.
biogas   s.m. invar.  gas combustibile prodotto dalla fermentazione di materiale organico come letame, residui vegetali e sim.
biogenesi   s.f.  teoria sull'origine della vita, secondo la quale tutti gli esseri viventi discendono da altri esseri viventi preesistiti.
biogenetica   s.f.  teoria sull'origine della vita e l'evoluzione dei viventi, secondo la quale l'ontogenesi (cioè lo sviluppo del singolo individuo dall'uovo allo stadio adulto) rappresenta una sorta di ricapitolazione della filogenesi (cioè dell'evoluzione della specie).
biogenetico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la biogenesi o la biogenetica.
biogenia   s.f.  studio dell'origine e dello sviluppo degli esseri viventi.
biogeno   agg.  (biol.) formato da organismi viventi; che genera organismi viventi  s.m.  (chim.) elemento chimico costitutivo della materia vivente.
biogeografia   s.f.  settore della geografia che studia la distribuzione degli esseri viventi sulla terra in relazione alle condizioni ambientali.
biografare   v. tr.  [io biògrafo ecc.] (non com.) scrivere la biografia di una persona illustre o importante.
biografato   part. pass.  di biografare   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) si dice del personaggio oggetto di una biografia.
biografia   s.f.    • 1 •   narrazione della vita di una persona illustre | l'opera stessa che la contiene    • 2 •   il relativo genere letterario.
biografico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la biografia: notizie, fonti biografiche  § biograficamente avv.  dal punto di vista biografico.
biografismo   s.m.  in un testo di carattere critico o narrativo, tendenza a sviluppare eccessivamente gli elementi biografici.
biografo   s.m.  [f. -a] autore di biografie: plutarco fu un grande biografo. 
bioherma   s.m. invar.  (geol.) formazione rocciosa dovuta all'accumulo di coralli e alghe; si presenta per lo più come una scogliera sagomata a forma di cupola.
bioingegnere   s.m.  studioso, esperto di bioingegneria.
bioingegneria   s.f.    • 1 •   disciplina che applica nozioni di ingegneria nella realizzazione di strumenti utilizzati in medicina e biologia    • 2 •   in ecologia, studio e tecnica di costruzione o ricostruzione del paesaggio che tende alla conservazione, al ripristino o al miglioramento dell'equilibrio ecologico naturale e umano di un territorio.
biolca   s.f.  antica misura agraria di superficie, ancora in uso in emilia-romagna e in veneto; equivale, con minime varianti, a circa un terzo di ettaro.
biolco    ⇨ bifolco.
biologia   s.f.  [pl. -gie] scienza che studia le caratteristiche degli organismi viventi nei loro diversi aspetti (morfologico, fisiologico, anatomico, ecologico): biologia umana, scienza comprensiva dell'antropologia e dell'anatomia e patologia umane; biologia animale, zoologia; biologia vegetale, botanica | biologia (generale), studio delle leggi e dei fenomeni generali comuni a tutti gli esseri viventi | biologia spaziale, esobiologia.
biologico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo alla biologia: ciclo, ambiente biologico    • 2 •   che concerne materiale organico: fossa biologica; guerra biologica    • 3 •   (estens.) naturale, che rispetta l'ambiente: fertilizzanti biologici  § biologicamente avv.  dal punto di vista biologico; secondo la biologia.
biologismo   s.m.  (filos.) caratteristica di ogni teoria che interpreti i fenomeni psicologici, sociali, religiosi in analogia o in base a fatti biologici.
biologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di biologia.
bioluminescenza   s.f.  luminescenza di origine animale: la bioluminescenza delle lucciole. 
bioma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) complesso di comunità vegetali e animali che, in una data zona geografica, hanno raggiunto una relativa stabilità, mantenuta dalle condizioni ambientali.
biomassa   s.f.  (scient.)    • 1 •   la massa totale di tutti gli organismi presenti in un certo tempo in una data biocenosi    • 2 •   materiale proteico prodotto da batteri e lieviti, usato come mangime animale; bioproteina    • 3 •   materiale organico prodotto per fotosintesi e utilizzato per generare energia.
biomatematica   s.f.  settore della biologia che impiega strumenti e modelli matematici nelle ricerche di genetica molecolare.
biomeccanica   s.f.  disciplina che studia il complesso delle leggi meccaniche che regolano gli organismi viventi e che applica le nozioni della meccanica alla biologia e alla medicina.
biomedicina   s.f.  le scienze mediche e biologiche considerate unitariamente.
biometeorologia   s.f.  ramo della meteorologia che studia l'influenza delle condizioni meteorologiche sugli esseri viventi.
biometria   s.f.    • 1 •   settore della biologia che misura e studia statisticamente i dati rilevati sugli esseri viventi, per trarne comparativamente classificazioni e leggi    • 2 •   (med.) misurazione ecografica delle dimensioni di un organo o di sue parti: biometria oculare. 
biometrico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla biometria.
biometrista   s.m.  [pl. m. -sti]    • 1 •   biologo specializzato in biometria    • 2 •   medico che esegue biometrie.
biomicroscopia   s.f.  (med.) applicazione del microscopio in campo diagnostico e chirurgico (spec. in oculistica e otorinolaringoiatria) per l'osservazione e l'intervento su aree impercettibili a occhio nudo.
bionda   (1)  ⇨ blonda.
bionda   (2) s.f.    • 1 •   donna dai capelli biondi. dim. biondina  accr. biondona    • 2 •   (gerg.) sigaretta: traffico delle bionde, contrabbando di sigarette    • 3 •   (mar. scherz.) scopa.
biondastro   agg.  che tende al biondo: capelli biondastri. 
biondeggiare   v. intr.  [io biondéggio ecc. ; aus. avere] (lett.) essere, apparire di colore biondo: le messi biondeggiano. 
biondella   s.f.  pianta erbacea medicinale con fiori rosei disposti in cime terminali e foglie lanceolate (fam.  genzianacee).
biondezza   s.f.  l'essere, l'apparire biondo: la biondezza dei capelli. 
biondiccio   agg.  [pl. f. -ce] che tende al biondo; biondo pallido: barba biondiccia. 
biondo   agg.    • 1 •   di colore tra il giallo oro e il castano chiaro (si dice spec. dei capelli, della barba e dei baffi) | in usi lett.: spighe bionde, mature; il biondo metallo, l'oro; il biondo dio, apollo; il biondo tevere, così detto dal colore delle acque, spesso fangose    • 2 •   riferito a persona, che ha i capelli biondi  s.m.    • 1 •   il colore biondo    • 2 •   uomo che ha i capelli biondi. dim. biondino  accr. biondone. 
bionica   s.f.  scienza che studia sistemi elettronici capaci di simulare il comportamento di organismi viventi o di loro parti.
bionico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la bionica | ottenuto con applicazioni della bionica: uomo bionico, automa biologico.
biopatia   s.f.  (med.) qualsiasi squilibrio dell'organismo.
bioproteina   s.f.  biomassa, nel sign. 2.
biopsia   s.f.  (med.) prelievo a scopo diagnostico di frammenti di tessuti da un organismo vivente.
bioptico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di biopsia: esame bioptico. 
bioritmico   agg.  [pl. m. -ci] del bioritmo: studio bioritmico. 
bioritmo   s.m.    • 1 •   (biol.) ciclo di un fenomeno vitale    • 2 •   (med.) diagramma dei ritmi relativi alla condizione psicofisica di un individuo, calcolato per un determinato periodo secondo apposite tabelle.
biorizzazione   s.f.  sterilizzazione del latte effettuata sotto pressione in un recipiente scaldato per mezzo di ultrasuoni.
bios   s.m.  (inform.) serie di programmi necessari per l'avvio del computer e la comunicazione elementare fra tutti i componenti del sistema.
bioscia   s.f.  [pl. -sce] (rar.)    • 1 •   neve molle che si scioglie appena caduta; pioggia nevosa    • 2 •   (fig.) minestra o bevanda insipida.
bioscopia   s.f.    • 1 •   indagine medico-legale che si effettua per accertare se la morte di un individuo sia reale o apparente    • 2 •   esame di un feto morto per accertare se era vitale al momento della nascita.
bioscopio   s.m.    • 1 •   (med.) strumento usato in bioscopia    • 2 •   (cine.) apparecchio cinematografico precursore del moderno proiettore.
biosfera   s.f.  l'insieme delle zone della terra (comprese l'atmosfera e l'idrosfera) in cui esistono le condizioni essenziali per lo sviluppo della vita animale e vegetale | (estens.) l'insieme degli organismi viventi.
biosintesi   s.f.  (biol.) sintesi chimica operata da organismi viventi.
biosistema   s.m.  [pl. -mi] (biol.) ecosistema.
biosociologia   s.f.  [pl. -gie] settore della sociologia che studia le relazioni tra fenomeni biologici e fenomeni sociali.
biospazio   s.m.  spazio necessario a un individuo o a una collettività per essere nelle condizioni biologiche di vivere.
biossido   s.m.  (chim.) composto formato da un atomo di un metallo o di un non metallo (metalloide) e da due atomi di ossigeno.
biostatistica   s.f.  statistica applicata ai fenomeni biologici.
biostratigrafia   s.f.  (geol.) studio stratigrafico della successione delle rocce sedimentarie, effettuato per mezzo dei fossili contenuti in esse.
biotecnologia   s.f.  applicazione della tecnologia ai processi biologici.
bioterapeuta   s.m.  e f.  [pl. m. -i] chi cura con la bioterapia.
bioterapia   s.f.  (med.) trattamento curativo che si basa sull'impiego di colture viventi (p. e.  lieviti, iogurt) o di prodotti organici (p. e.  bile, succo gastrico).
biotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che riguarda la vita; biologico.
biotina   s.f.  (chim.) altra denominazione della vitamina h.
biotipo   s.m.    • 1 •   (biol.) insieme di individui aventi lo stesso genotipo    • 2 •   (med.) complesso dei caratteri, ereditari e no, che fanno parte del patrimonio costituzionale di un individuo.
biotipologia   s.f.  scienza che studia i tipi individuali umani, classificati a seconda delle caratteristiche somatiche, fisiologiche e psichiche.
biotite   s.f.  (min.) varietà di mica in lamelle nere.
biotopo   s.m.  (biol.) unità di ambiente fisico in cui vive una singola popolazione animale o vegetale, o una biocenosi.
biottica   agg.  si dice di un tipo di macchina fotografica con due obiettivi uguali e sovrapposti, uno dei quali serve da mirino | anche come s.f.  : una biottica. 
biottico   agg.  [pl. m. -ci] in ottica, si dice di strumento o apparecchio costituito da due gruppi di lenti ad assi paralleli (p. e.  il cannocchiale bioculare).
biotto   agg.    • 1 •   (ant.) misero, meschino    • 2 •   (region.) nudo.
biova   s.f.  nel milanese, forma di pane bianco condito, morbido, di pezzatura non superiore a mezzo chilo. dim. biovetta. 
biovulare   agg.  (biol.) derivante dalla fecondazione di due uova distinte da parte di due distinti spermatozoi: gemelli biovulari. 
bip   s.m. invar.  suono metallico e istantaneo di un segnale acustico, tipico di certi congegni elettronici (sveglia, videogioco, cercapersone ecc.); si usa anche la forma bip bip. 
bipala   agg. invar.  (aer.) che ha due pale: elica bipala. 
biparietale   agg.  (anat.) che riguarda le due ossa parietali del cranio: sutura biparietale. 
bipartibile   agg.  che è divisibile in due parti.
bipartire   v. tr.  [io bipartisco, tu bipartisci ecc] (non com.) dividere in due parti | bipartirsi v. rifl.  biforcarsi: il fiume si bipartisce. 
bipartitico   agg.  [pl. m. -ci] che è formato da due partiti; relativo al bipartitismo: il sistema bipartitico americano. 
bipartitismo   s.m.  sistema politico in cui due soli partiti si alternano al governo e all'opposizione: il bipartitismo inglese. 
bipartito   (1) part. pass.  di bipartire   agg.  diviso in due: foglia bipartita. 
bipartito   (2) agg.  si dice di entità politica formata da due partiti: governo bipartito   s.m.  governo costituito da due partiti.
bipartizione   s.f.  (non com.) divisione in due parti.
bipasso   agg.  si dice di proiettore cinematografico in grado di funzionare con pellicole sia a passo normale sia a passo ridotto.
bipede   agg.  che è fornito di due piedi  s.m.    • 1 •   animale che ha due piedi | (scherz.) l'uomo    • 2 •   coppia di arti di un quadrupede coordinati nell'andatura.
bipennato   agg.  (bot.) si dice di foglia munita di un picciolo comune che porta tanti piccioli minori terminanti in foglioline.
bipenne   s.f.  (ant.) scure a due tagli | (estens.) scure, mannaia.
bipiramide   s.f.    • 1 •   (geom.) figura solida costituita da due piramidi aventi la base in comune    • 2 •   forma semplice cristallografica chiusa, formata da due piramidi identiche unite per la base.
biplacca   s.f.  valvola elettronica fornita di un filamento e due placche, usata nei raddrizzatori radiotecnici.
biplano   agg.  (aer.) che ha due piani alari sovrapposti  s.m.  velivolo biplano.
bipolare   agg.    • 1 •   (elettr.) che ha due poli: induttore, spina bipolare    • 2 •   si dice di politica basata sul bipolarismo.
bipolarismo   s.m.  sistema o assetto politico o di potere i cui elementi costitutivi (stati, partiti, organizzazioni e sim.) si aggregano in blocchi contrapposti intorno a due elementi guida: il bipolarismo russo-americano, quello che ha caratterizzato la politica internazionale dal secondo dopoguerra fino alla fine degli anni '80.
bipolarità   s.f.  (fis.) proprietà di ciò che è bipolare.
bipolarizzazione   s.f.  in politica, il processo che porta al bipolarismo.
bipolide   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha la cittadinanza di due stati diversi.
bipolo   s.m.  (elettr.) elemento di un circuito elettrico che è collegato agli altri elementi del circuito mediante due poli.
biposto   agg. invar.  si dice di mezzo di locomozione a due posti: aereo, macchina biposto   s.m. invar.  aeroplano a due posti | s.f. invar.  automobile a due posti.
biprisma   s.m.  [pl. -mi] in ottica, dispositivo formato da due prismi che produce figure di interferenza.
biquadratico   agg.  [pl. m. -ci] (mat.) si dice di equazione binomia di quarto grado nella quale l'incognita compare solamente alla quarta e alla seconda potenza.
birba   (1) s.f.    • 1 •   (lett.) persona scaltra e malvagia. accr. birbone  (m.) pegg. birbaccia, birbaccione  (m.)    • 2 •   (scherz.) ragazzo molto vivace e furbo; monello    • 3 •   (ant.) truffa, frode.
birba   (2) s.f.  (ant.) carrozza scoperta a quattro ruote e due posti. dim. birbino  (m).
birbantaggine   s.f.    • 1 •   l'essere birbante    • 2 •   azione da birbante.
birbante   s.m.    • 1 •   uomo poco onesto e molto astuto; furfante    • 2 •   (scherz.) ragazzo vivace e un po' scapestrato. dim. birbantello  | usato anche come agg.  : un ragazzo birbante. 
birbanteggiare   v. intr.  [io birbantéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) comportarsi, agire da birbante.
birbanteria   s.f.    • 1 •   l'essere birbante    • 2 •   detto o azione da birbante (anche scherz.).
birbantesco   agg.  [pl. m. -schi] che è proprio di un birbante § birbantescamente avv. 
birberia   s.f.    • 1 •   l'essere birba    • 2 •   azione da birba.
birbesco   agg.  [pl. m. -schi] (rar.) che è proprio di una birba.
birbo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è astuto e poco onesto.
birbonaggine   s.f.    • 1 •   l'essere birbone    • 2 •   azione da birbone.
birbonata   s.f.  azione da birbone; bricconata, canagliata.
birbone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   birba, briccone, canaglia. pegg. birbonaccio    • 2 •   (scherz.) monello, discolo. dim. birboncello    • 3 •   (ant.) vagabondo, mendicante  agg.    • 1 •   malvagio, maligno: giocare un tiro birbone    • 2 •   (scherz.) intenso, molto forte: soffiava un vento birbone. 
birboneggiare   v. intr.  [io birbonéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) compiere birbonate, comportarsi da birbone.
birboneria   s.f.    • 1 •   l'essere birbone    • 2 •   azione da birbone.
birbonesco   agg.  [pl. m. -schi] che è proprio di un birbone; birbantesco § birbonescamente avv. 
bircio   agg.  [pl. f. -ce] (tosc) guercio, di vista corta: uomo bircio  | strabico: occhio bircio  | guardare di bircio, di traverso.
bird watcher   loc. sost. m. invar.  chi pratica il bird watching.
bird watching   loc. sost. m. invar.  attività ricreativa e sportiva che consiste nell'osservare la vita degli uccelli nel loro ambiente naturale.
bireattore   s.m.  aeroplano azionato da due motori a getto.
bireme   s.f.  antica nave con due ordini di remi.
biribissi   rar. biribisso, s.m.  (non com.)    • 1 •   nome di un gioco d'azzardo simile alla lotteria    • 2 •   sorta di trottola che si otteneva infilando uno stecco in un grosso bottone.
birichinata   s.f.  azione da birichino, monelleria.
birichineria   s.f.    • 1 •   l'essere birichino    • 2 •   azione da birichino.
birichino   agg.  vivace e impertinente: un bambino birichino  | (estens.) furbo, malizioso: occhi birichini   s.m.  [f. -a] monello § birichinamente avv. 
birifrangente   agg.  (fis.) che presenta birifrangenza.
birifrangenza   s.f.  (fis.) proprietà di alcuni cristalli di scindere il raggio luminoso incidente in due raggi di luce polarizzata che vibrano in piani perpendicolari fra loro e si propagano con velocità differenti.
birifrazione   s.f.  (fis.) fenomeno della birifrangenza.
birignao   s.m. invar.  il parlare strascicato e nasale degli attori che esagerano le intonazioni o deformano la dizione.
birillo   s.m.    • 1 •   ognuno dei piccoli pezzi di legno o altro materiale, con base circolare e variamente sagomati, che in giochi di bambini (o anche nel biliardo e nel bowling) si dispongono su un piano per essere abbattuti con palle fatte rotolare da lontano    • 2 •   cono di materiale elastico, a forma di birillo, usato come spartitraffico temporaneo    • 3 •   gamba di mobile simile a un birillo capovolto.
birmano   agg.  della birmania, stato dell'asia meridionale  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della birmania    • 2 •   lingua della famiglia cino-tibetana parlata dai birmani.
biro   ® agg.  e s.f. invar.  si dice del tipo di penna oggi più diffuso, in cui il pennino è sostituito da una piccola sfera rotante che trasporta un inchiostro grasso semifluido; penna a sfera.
biroccio    ⇨ barroccio.
birotore   agg.  si dice di elicottero che ha due rotori.
birra   s.f.    • 1 •   bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del malto di orzo e di altri cereali, e aromatizzata con il luppolo: birra chiara, bionda, scura; birra in bottiglia, in lattina, alla spina    • 2 •   (fig.) in usi correnti, resistenza, tenuta, energia (spec. nel linguaggio dello sport): avere (molta) birra; non avere più birra  | a tutta birra, con la maggior vigoria o velocità possibile | dare la birra a qualcuno, superarlo in maniera netta | farci la birra, (pop.) non sapere che fare di qualcosa, considerarla inutile.
birraglia   s.f.  (rar.) sbirraglia.
birraio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   venditore di birra    • 2 •   operaio addetto alla produzione della birra.
birrario   agg.  che concerne la produzione e il consumo della birra: mercato birrario. 
birreria   (1) s.f.    • 1 •   luogo di mescita o anche di vendita della birra    • 2 •   (non com.) stabilimento dove si produce birra; birrificio.
birreria   (2) s.f.  (ant.) sede dei birri; insieme di birri, sbirraglia.
birresco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da sbirro; (spreg.) oppressivo, prepotente.
birrificio   s.m.  stabilimento dove si produce birra.
birro   (1) s.m.    • 1 •   in età medievale e rinascimentale, guardia armata addetta all'ordine pubblico; sbirro    • 2 •   (mar.) anello fatto con un cavo di canapa per sospendervi un paranco.
birro   (2) s.m.  (antiq.) la mozzetta del vescovo.
birroviere    ⇨ berroviere.
bis   inter.  esclamazione con la quale il pubblico chiede la ripetizione di un brano dello spettacolo o del concerto appena terminato, o l'esecuzione di un altro brano: bravo, bis!   s.m. invar.  ripetizione, replica: chiedere, concedere un bis  | fare il bis di una cosa, ripeterla  agg. invar.    • 1 •   supplementare, aggiuntivo: treno bis, treno straordinario che segue quasi immediatamente un altro treno sullo stesso percorso    • 2 •   in numerazioni progressive, spec. nella numerazione civica delle strade, distingue numeri aggiunti in un secondo tempo: via nazionale 16 bis. 
bis-  bis- primo elemento di voci dotte dal lat. bi°s  'due volte'; vale 'due, due volte, doppio' e sim. (biscotto); indica grado più remoto, spec. nei nomi di parentela (bisnonno, biscugino). in una serie limitata di casi ha assunto valore genericamente negativo (bislungo, bistrattare) [ ⇨ bi-].
bisaccaride    ⇨ disaccaride.
bisaccia   s.f.  [pl. -ce] sacca doppia che si porta a cavalcioni su una spalla o di traverso sulle bestie da soma, in modo che i due pesi si bilancino; in partic., la sacca usata dai contadini e dai frati questuanti | (estens.) grossa sacca che si porta a tracolla.
bisante   s.m.    • 1 •   antica moneta aurea dell'impero bizantino    • 2 •   (arald.) figura tonda, d'oro o d'argento, simile a una moneta senza alcun conio    • 3 •   sottilissimo dischetto d'oro o d'orpello, usato anticamente per ornamento delle vesti.
bisarca   s.f.  grosso autotreno a due piani per trasportare automobili.
bisarcavolo   s.m.  [f. -a] (non com.) il padre dell'arcavolo.
bisavo   o bisavolo [bi-sà-vo-lo], s.m.  [f. -a] bisnonno | (estens.) antenato.
bisbetico   agg.  [pl. m. -ci] che cambia spesso di umore, lunatico; scontroso, litigioso: un vecchio bisbetico; carattere bisbetico  | (estens.) strano, stravagante, incomprensibile: parole bisbetiche   s.m.  [f. -a] chi ha carattere lunatico, scontroso; brontolone x bisbeticamente avv. 
bisbigliamento   s.m.  (non com.) un bisbigliare continuo.
bisbigliare   v. intr.  [io bisbìglio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   parlare sommessamente, sussurrare    • 2 •   (estens.) fare pettegolezzi, sparlare | v. tr.    • 1 •   dire sottovoce: bisbigliare qualcosa all'orecchio    • 2 •   (estens.) mormorare, insinuare: bisbigliare una malignità. 
bisbiglio   (1) s.m.    • 1 •   il bisbigliare; mormorio, sussurro | (lett.) fruscio: il bisbiglio de' zefiri fra le frondi  (foscolo ultime lettere di jacopo ortis)    • 2 •   (estens.) cosa detta in segreto; diceria, pettegolezzo.
bisbiglio   (2) s.m.  un bisbigliare continuato e insistente; brusio.
bisbiglione   s.m.  [f. -a] (non com.) chi ha l'abitudine di bisbigliare; maldicente.
bisboccia   s.f.  [pl. -ce] allegra riunione, per lo più fra amici, per mangiare e bere in compagnia: far bisboccia. 
bisbocciare   v. intr.  [io bi sbòccio ecc.; aus. avere] far bisboccia, baldoria.
bisboccione   s.m.  [f. -a] chi fa bisboccia volentieri.
bisca   s.f.  locale nel quale si gioca d'azzardo: bisca clandestina. 
biscaglina   s.f.  (mar.) scaletta di corda a pioli.
biscaglino   agg.  della biscaglia, provincia della spagna sett.  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della biscaglia    • 2 •   grosso fucile in uso come arma da spalto fino al sec. xviii.
biscaiolo   lett. biscaiuolo, s.m.  [f. -a] (non com.) chi frequenta una bisca.
biscanto   s.m.  (ant.) angolo doppio formato da due edifici non disposti sulla stessa linea | (estens.) angolo, cantonata.
biscazzare   v. intr.  [aus. avere] (rar.) giocare nelle bische | v. tr.  (ant.) giocare qualcosa in una bisca | (estens.) dissipare i propri beni: biscazza e fonde la sua facultade  (dante inf.  xi, 44).
biscazziere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi gestisce una bisca    • 2 •   nel gioco del biliardo, chi segna i punti dei giocatori    • 3 •   chi lavora nelle pubbliche sale da gioco    • 4 •   (spreg.) frequentatore di bische; giocatore d'azzardo abituale.
bischeraggine   s.f.  (tosc. pop.) stupidità, imbecillità.
bischerata   s.f.  (tosc. pop.) detto o atto da sciocco | (estens.) cosa da nulla, facilissima a farsi: non preoccuparti, è una bischerata. 
bischerello   s.m.  pezzetto di legno usato per chiudere un otre.
bischero   s.m.    • 1 •   asticciola di legno o di metallo infissa nel manico degli strumenti a corda, sulla quale è avvolta un'estremità della corda stessa, in modo che se ne possa regolare la tensione    • 2 •   (tosc. volg.) pene    • 3 •   [f. -a] (tosc. pop.) sciocco, minchione.
bischetto   s.m.  (region.) il tavolinetto da lavoro dei calzolai; deschetto.
bischizzo   s.m.  forma antica di bisticcio, nel sign. 2.
biscia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   serpente piccolo e non velenoso | biscia d'acqua, natrice | procedere a biscia, zigzagando. accr. biscione  (m.)    • 2 •   (fig.) persona sfuggente e infida.
biscione   s.m.    • 1 •   accr.  di biscia    • 2 •   lo stemma della famiglia dei visconti di milano, su cui è raffigurata una grossa biscia, divenuta poi simbolo della città    • 3 •   dolce emiliano a forma di biscia, fatto di pasta di mandorle e zucchero.
biscottare   v. tr.  [io biscòtto ecc.] cuocere qualcosa come un biscotto: biscottare il pane; fette biscottate. 
biscottato   agg.  si dice di pane reso croccante come un biscotto in seguito a cottura prolungata nel forno: fette biscottate. 
biscotteria   s.f.    • 1 •   fabbrica di biscotti; negozio in cui si vendono biscotti, dolci e sim.    • 2 •   assortimento di biscotti e altri dolciumi: biscotteria da tè. 
biscottiera   s.f.  recipiente in cui si conservano i biscotti.
biscottiere   s.m.  [f. -a] fabbricante di biscotti.
biscottiero   agg.  che riguarda la fabbricazione dei biscotti: industria biscottiera. 
biscottificio   s.m.  fabbrica di biscotti.
biscottino   s.m.    • 1 •   dim.  di biscotto    • 2 •   (tosc.) leggero colpo scherzoso, buffetto che si dà con le dita    • 3 •   (mecc.) piccola biella che collega l'estremità della balestra col telaio.
biscotto   s.m.    • 1 •   piccola pasta dolce a base di farina, zucchero, uova e vari altri ingredienti, a seconda delle forme e dei tipi, cotta a lungo in forno perché risulti asciutta e croccante. dim. biscottino    • 2 •   pane cotto due volte perché sia conservabile a lungo    • 3 •   biscuit  agg.  sottoposto a due successive cotture: pan biscotto. 
biscroma   s.f.  (mus.) valore di una nota o di una pausa corrispondente a 1/32 della semibreve.
biscugino   s.m.  [f. -a] (rar.) cugino di secondo grado.
biscuit   s.m. invar.    • 1 •   porcellana porosa cotta due volte e non smaltata, di colore bianco opaco, che rappresenta generalmente una fase intermedia della produzione della porcellana vetrinata (ma fu anche usata, spec. nei secc. xviii-xix, per oggetti ornamentali) | l'oggetto costruito con tale materiale    • 2 •   gelato semifreddo.
bisdosso   solo nella loc. avv. a bisdosso, (non com.) sul dorso nudo dell'animale; senza sella: cavalcare a bisdosso. 
bisdrucciolo   agg.  si dice di parola che porta l'accento tonico sulla quart'ultima sillaba (p. e. dìtemelo).
bisecante   agg.  e s.f.  (geom.) si dice di retta passante per due punti distinti qualsiasi di una curva sghemba.
bisecare   v. tr.  [io bìseco, tu bìsechi ecc.] (geom.) dividere in due parti uguali un ente geometrico, spec. un angolo.
bisecolare   agg.  di due secoli, che dura da due secoli.
bisegolo   s.m.  arnese da calzolaio, di legno di bosso o di metallo, che serve a levigare e lucidare le suole e i tacchi.
bisellare   v. tr.  [io bi sèllo ecc.] (tecn.) eseguire un bisello.
bisellatrice   s.f.  (tecn.) fresa a bottone per bisellare, spec. i cliché tipografici.
bisellatura   s.f.  (tecn.) esecuzione di un bisello | il bisello stesso.
bisello   s.m.    • 1 •   (tecn.) smusso, taglio obliquo dello spigolo di lamiere e sim. che devono essere saldate di costa | assottigliamento del bordo di pannelli di legno o di vetro che devono essere collocati in scanalature, o di lenti che devono adattarsi alla montatura degli occhiali    • 2 •   (arch.) modanatura formata da un piano inclinato che collega due superfici parallele    • 3 •   (tip.) ribassamento della superficie di un cliché, lungo i bordi, per consentirne la chiodatura sullo zoccolo.
bisemico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di parola che ha due significati; bisenso.
bisenso   s.m.    • 1 •   parola che ha due significati    • 2 •   gioco enigmistico consistente nel trovare, in base a una definizione allusiva, una parola avente due significati.
bisessuale   agg.  che ha i caratteri di ambo i sessi | (bot.) si dice di fiore che ha sia stami sia pistilli  agg.  e s.m.  e f.  si dice di chi si comporta sia da omosessuale sia da eterosessuale.
bisessualità   s.f.    • 1 •   l'essere bisessuale; ermafroditismo    • 2 •   la condizione di chi prova attrazione per entrambi i sessi | (psicoan.) la compresenza in ogni essere umano di disposizioni sessuali maschili e femminili.
bisessuato   agg.  bisessuale.
bisestile   agg.  si dice dell'anno di 366 giorni (nel calendario gregoriano, uno ogni quattro), in cui il mese di febbraio è di 29 giorni.
bisesto   rar. bissesto, s.m.    • 1 •   il giorno che si aggiunge al mese di febbraio ogni quattro anni    • 2 •   (ant.) arco di quattro anni  agg.  (non com.) bisestile: anno bisesto. 
bisettimanale   agg.  che avviene due volte la settimana: partenza, pubblicazione bisettimanale  § bisettimanalmente avv. 
bisetto   agg.  (bot.) diviso in due in senso longitudinale: foglia bisetta. 
bisettore   agg.  [f. -trice] (geom.) si dice di piano che divide in parti uguali un angolo diedro.
bisettrice   s.f.  (geom.) semiretta che divide un angolo in due parti uguali.
bisex   agg.  e s.m.  e f. invar.    • 1 •   si dice di chi si comporta sia da omosessuale sia da eterosessuale; bisessuale    • 2 •   (non com.) si dice di indumento adatto per uomo e per donna; unisex.
bisezione   s.f.  (geom.) divisione in due parti uguali di un ente geometrico, spec. un angolo.
bisfenoide   s.m.  forma semplice cristallografica chiusa, formata da quattro triangoli isosceli, o uguali a due a due o tutti uguali.
bisillabico   agg.  [pl. m. -ci] bisillabo.
bisillabo   agg.  di due sillabe  s.m.  (ling.) parola formata da due sillabe | (metr.) verso costituito da due sillabe con un unico accento sulla prima.
bisimmetria   s.f.  (biol.) simmetria bilaterale doppia di un corpo le cui parti sono disposte simmetricamente rispetto a due piani perpendicolari tra loro.
bisimmetrico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che presenta bisimmetria.
bislaccheria   s.f.  azione o idea bislacca; stramberia, bizzarria.
bislacco   agg.  [pl. m. -chi] stravagante, strambo, bizzarro: uomo, cervello bislacco  § bislaccamente avv. 
bislingua   s.f.  (bot.) piccola pianta simile al lauro, i cui fiori spuntano tra due foglie come una linguetta (fam.  gigliacee).
bislungo   agg.  [pl. m. -ghi] (non com.) di forma allungata, oblungo: vaso bislungo. 
bismutina   s.f.  (miner.) solfuro di bismuto; è un minerale in forma di cristalli aghiformi o di masse compatte grigiastre.
bismuto   s.m.  elemento chimico di simbolo bi; è un metallo bianco-roseo, fragile, lucente, usato per la preparazione di leghe a basso punto di fusione; alcuni suoi composti sono impiegati in farmacia.
bisnipote   s.m.  e f.  pronipote.
bisnonno   s.m.  [f. -a] padre del nonno o della nonna.
bisogna   s.f.  (lett.)    • 1 •   faccenda, affare    • 2 •   necessità, occorrenza; ciò di cui si ha bisogno.
bisognare   v. intr.  [usato solo nelle terze persone sing. e pl.; aus. essere, raro avere] essere necessario, conveniente, utile: ci bisognerebbe il tuo aiuto  | v. intr. impers.  occorrere, essere necessario (anche in usi enfatici): bisogna partire; bisognava vedere la gente che c'era!  | (fam.) 'non doversi' (in frasi negative): non bisogna dire bugie. 
bisognatario   s.m.  [f. -a] (comm.) la persona indicata sulla cambiale-tratta e tenuta al pagamento in vece del trattario in caso di suo rifiuto.
bisognevole   agg.  (lett.)    • 1 •   necessario, occorrente    • 2 •   che ha bisogno, bisognoso: gente bisognevole di aiuto   s.m.  [solo sing.] ciò di cui c'è bisogno, il necessario: non si sapeva più dove batter la testa per trovare il bisognevole  (manzoni p. s.  xxxii).
bisognino   s.m.  (eufem. fam.) necessità corporale.
bisogno   s.m.    • 1 •   il mancare, il non disporre di una cosa necessaria; necessità: non avere bisogno di nulla; sentire il bisogno di parlare con qualcuno; soddisfare i propri bisogni materiali  | esserci bisogno, occorrere: c'è bisogno del medico; non c'è bisogno di gridare  | lavorare per bisogno, per provvedere al proprio sostentamento | trovarsi nel bisogno, in difficoltà economiche, nell'indigenza | a un bisogno, (lett.) talvolta, in qualche caso | in caso di bisogno, se occorre | al bisogno, (banc.) locuzione che sulle cambiali è anteposta all'indicazione del bisognatario    • 2 •   la cosa che occorre, ciò che è necessario: provvedere ai bisogni dei figli    • 3 •   (econ.) necessità o desiderio di un bene o di un servizio che, quando si accompagna a un adeguato potere d'acquisto, si traduce in domanda    • 4 •   (psicol.) fattore dinamico del comportamento animale e umano che indirizza a un fine particolare le attività dell'organismo; motivazione    • 5 •   (eufem. fam.) necessità corporale: fare i propri bisogni. 
bisognoso   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi ha bisogno di qualcosa: bisognoso di cure    • 2 •   che, chi vive nel bisogno; povero: aiutare i bisognosi  § bisognosamente avv.  nel bisogno: vivere bisognoso. 
bisolfato   s.m.  (chim.) solfato acido.
bisolfito   s.m.  (chim.) solfito acido; è usato come riducente e sbiancante.
bisolfuro   s.m.  (chim.) composto inorganico contenente due atomi di zolfo.
bisonico   agg.  [pl. m. -ci] che ha o può raggiungere una velocità doppia di quella del suono: aereo bisonico. 
bisonte   s.m.    • 1 •   grosso ruminante selvatico con fronte larghissima e convessa armata di piccole corna arcuate, mento barbuto, pelame bruno (ord.  artiodattili)    • 2 •   (fig.) autoveicolo di grandi dimensioni, spec. autotreno, autoarticolato e sim.: i bisonti della strada. 
bisquadro   agg.  (rar.) che ha forma quasi quadrata, di quadrangolo irregolare.
bissare   v. tr.  eseguire un bis; ripetere su richiesta una parte di uno spettacolo | (estens.) replicare, ripetere, rifare.
bissesto    ⇨ bisesto.
bissino   agg.  (lett.) di bisso.
bisso   s.m.    • 1 •   nome di una tela finissima di lino, oggi usata come tela da ricamo: tovaglia di bisso    • 2 •   filo corneo che taluni molluschi lamellibranchi (p. e.  i mitili) secernono per fissarsi agli oggetti sommersi; da quello della pinna nobilis  si ricava un filato noto come seta marina.
bissolo   s.m.  moneta milanese coniata dai visconti, recante la figura di una biscia.
bissona   s.f.    • 1 •   grossa barca veneziana a otto remi, usata nelle feste e nelle parate    • 2 •   moneta d'argento milanese, così chiamata perché recava impresso il biscione visconteo tra due gigli.
bistabile   agg.  (elettron.) si dice di circuito multivibratore in cui la commutazione fra i due diversi stati di equilibrio, entrambi stabili, si verifica soltanto per intervento di un impulso esterno; si usa nei contatori di impulsi ed è detto anche flip-flop. 
bistecca   s.f.  fetta di carne di manzo o di vitello tagliata dalla costa o dal lombo e cotta sui ferri o in padella: bistecca al sangue, poco cotta; bistecca alla bismarck, cotta alla griglia e ricoperta da un uovo. dim. bistecchina  accr. bisteccona. 
bistecchiera   s.f.  graticola o piastra su cui si cuociono le bistecche.
bistento   s.m.  (ant.) aspettativa ansiosa; stento, pena: egli m'ha tutta notte tenuta in bistento  (boccaccio dec.  viii, 7).
bisticciamento   s.m.  (non com.) il bisticciare; litigio.
bisticciare   v. intr.  [io bistìccio ecc. ; aus. avere] litigare a parole per motivi non gravi: bisticciare come cane e gatto  | bisticciarsi v. rifl.  e rifl. rec.  venire a contrasto con qualcuno, litigarsi: bisticciarsi con il fidanzato; non fanno che bisticciarsi. 
bisticcio   s.m.    • 1 •   il bisticciare; litigio breve, non grave: un bisticcio di ragazzi    • 2 •   accostamento di due o più parole di suono simile e diverso significato, fatto per gioco o involontariamente; in letteratura è un procedimento stilistico tipico del gusto medievale e barocco (p. e. rosa riso d'amor; marino).
bistondo   agg.  (rar.) che ha forma tondeggiante, ma non rotonda.
bistori    ⇨ bisturi.
bistorta   s.f.  (bot.) pianta erbacea con foglie grandi oblunghe e fiori rosei raccolti in dense spighe (fam.  poligonacee).
bistorto   agg.  (rar.)    • 1 •   torto più volte, irregolarmente: un tronco d'albero bistorto    • 2 •   (fig.) strambo, bizzarro, bisbetico.
bistrare   v. tr.  colorare con il bistro.
bistrato   part. pass.  di bistrare   agg.  tinto, truccato con il bistro: occhi bistrati. 
bistrattare   v. tr.    • 1 •   adoperare malamente, sciupare, rovinare (riferito a cosa)    • 2 •   maltrattare, strapazzare (riferito a persona): essere bistrattato da tutti  | (fig.) criticare aspramente.
bistro   s.m.    • 1 •   polvere nera finissima ricavata dalla fuliggine di faggio; è usata in pittura e come cosmetico (spec. per gli occhi) | colorante bruno per tessuti di cotone a base di idrossido di manganese    • 2 •   colore nero-bluastro.
bistrò   s.m.  adattamento it. del fr. bistrot. 
bistrot   s.m. invar.  caffè parigino; per estens., taverna, mescita.
bisturi   ant. bistori o bisturì, s.m.  strumento chirurgico a forma di piccolo coltello, usato per incidere i tessuti molli | bisturi elettrico, strumento ad arco elettrico ad alta frequenza che taglia i tessuti e contemporaneamente cauterizza la ferita.
bisulco   agg.  [pl. m. -chi] (lett.) diviso in due: piede bisulco, quello dei ruminanti.
bisunto   agg.  molto unto, sporco: unto e bisunto, (fam.) sporchissimo.
bit   s.m. invar.  (inform.) unità elementare d'informazione, che può avere il valore di 0/1; ciascuna delle due cifre del sistema di numerazione binario.
bitagliente   agg.  che taglia da entrambe le parti: lama bitagliente. 
bitartrato   s.m.  (chim.) tartrato acido derivato dall'acido tartarico: bitartrato di sodio  | bitartrato di potassio, cremortartaro.
bitematico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) si dice di composizione o brano musicale costruito su due temi principali.
bitematismo   s.m.  (mus.) la costruzione di una composizione musicale su due temi.
bitonale   agg.    • 1 •   (mus.) che ha due toni: scala bitonale    • 2 •   si dice di clacson a due note.
bitonalità   s.f.  (mus.) presenza di una duplicità di scale tonali in una composizione musicale.
bitorzolo   s.m.  piccolo rigonfiamento o protuberanza sulla pelle o su un'altra superficie. dim. bitorzolino, bitorzoletto  accr. bitorzolone. 
bitorzoluto   agg.  pieno di bitorzoli.
bitta   s.f.  (mar.) colonnetta d'acciaio o di ghisa, bassa e robusta, posta sulla prua delle navi o sulle banchine dei porti per avvolgervi cavi o catene di ormeggio; nelle piccole imbarcazioni di legno è generalmente d'ottone o di bronzo | giro di bitta, l'avvolgimento del cavo o della catena; (fig.) il gallone più alto, in forma di anello, nei gradi degli ufficiali della marina militare.
bittare    ⇨ abbittare.
bitter   s.m. invar.  bevanda amara, alcolica o analcolica, che si beve come aperitivo.
bittone   s.m.  (mar.) colonnetta di legno, munita di puleggia, posta ai piedi degli alberi dei velieri per le manovre | bittone d'ormeggio, grossa bitta piantata sulla banchina.
bitumare   v. tr.  ricoprire con uno strato di bitume: bitumare una strada. 
bitumatore   s.m.  operaio addetto a spargere il bitume nei lavori di pavimentazione stradale.
bitumatrice   s.f.  macchina per eseguire la bitumatura.
bitumatura   s.f.    • 1 •   operazione del bitumare    • 2 •   lo strato di bitume che ricopre una strada.
bitume   s.m.    • 1 •   miscela combustibile di idrocarburi, solida o liquida, estratta da giacimenti naturali oppure ricavata da rocce asfaltiche o dai residui di distillazione del petrolio greggio; è usata per pavimentare le strade    • 2 •   miscela di catrame, zolfo, sego e olio di pesce che viene spalmata a scopo protettivo sul fasciame degli scafi di legno delle imbarcazioni.
bituminare   v. tr.  [io bitùmino ecc.] (non com.) bitumare.
bituminoso   agg.    • 1 •   di bitume; che contiene bitume    • 2 •   (estens.) che ha il colore del bitume    • 3 •   (fig. lett.) torbido; grossolano.
bitumizzazione   s.f.  (tecn.) trattamento di materiali deperibili (p. e.  il legno) con bitume, al fine di preservarli e proteggerli.
biunivocità   s.f.  (mat.) corrispondenza secondo cui a ogni elemento di un insieme corrisponde uno e un solo elemento di un altro insieme e viceversa.
biunivoco   agg.  [pl. m. -ci] (mat.) caratterizzato da biunivocità: corrispondenza biunivoca  § biunivocamente avv. 
biuta   s.f.    • 1 •   miscuglio di terra, rifiuti animali e materie grasse, usato per turare buchi sui tronchi degli alberi o come intonaco    • 2 •   (antiq.) belletto    • 3 •   (dial.) velo di zucchero e chiara d'uovo che si spalma sui dolci per ottenere una crosta lucida.
bivaccare   v. intr.  [io bivacco, tu bivacchi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   fare un bivacco; accamparsi all'aperto per passare la notte    • 2 •   (estens.) sistemarsi provvisoriamente e alla meglio in un luogo.
bivacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   stazionamento notturno, all'aperto, di truppe in movimento; sosta di fortuna, all'addiaccio, di alpinisti, escursionisti ecc. | (estens.) sistemazione provvisoria per passare la notte    • 2 •   luogo del bivacco: bivacco fisso, piccolo rifugio per il pernottamento in alta montagna.
bivalente   agg.    • 1 •   (chim.) si dice di atomo o radicale che abbia due valenze libere e possa combinarsi con due atomi di idrogeno o di altro elemento o radicale monovalente    • 2 •   (fig.) che presenta duplice valore o validità che ha due possibilità di soluzione o di applicazione.
bivalenza   s.f.  l'essere bivalente.
bivalve   agg.    • 1 •   (zool.) si dice di conchiglia di mollusco formata da due valve incernierate    • 2 •   (bot.) si dice di frutto che può essere diviso longitudinalmente in due valve.
bivalvi   s.m. pl.  (zool.) classe di molluschi acquatici, per lo più marini, con conchiglia formata da due valve; vi appartengono ostriche, mitili, vongole ecc.; sono detti anche lamellibranchi o acefali | sing.  [-e] ogni mollusco di tale classe.
bivero   rar. bevero [bé-ve-ro], s.m.  (ant.) castoro: come là tra li tedeschi lurchi / lo bivero s'assetta a far sua guerra  (dante inf.  xvii, 21-22).
biviere   s.m.  (region.) lago, palude.
bivio   s.m.    • 1 •   punto in cui una via si biforca    • 2 •   (fig.) momento decisivo in cui bisogna fare una scelta: trovarsi a un bivio della vita    • 3 •   (tecn.) dispositivo di deviazione che permette di passare da una linea ferroviaria a un'altra.
bizantina   s.f.    • 1 •   moneta d'oro coniata a bisanzio dagli ultimi imperatori cristiani    • 2 •   ricca sopravveste femminile, corta e ornata di gemme, in uso nell'impero romano d'oriente.
bizantineggiare   v. intr.  [io bizantinéggio ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   imitare l'arte bizantina; coltivare forme d'arte raffinate e decadenti    • 2 •   (fig.) perdersi in dispute sottili e oziose.
bizantineria   s.f.  (non com.) bizantinismo.
bizantinismo   s.m.    • 1 •   in arte, tendenza a imitare lo stile bizantino | (estens.) preziosismo formale    • 2 •   (fig.) sottigliezza capziosa nell'argomentare, nel discutere; anche, l'atteggiamento di chi eccede in sottigliezze o complica inutilmente i problemi: il bizantinismo dei politici. 
bizantinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso della civiltà bizantina.
bizantino   agg.    • 1 •   di bisanzio; relativo all'impero romano d'oriente e alla sua civiltà: arte bizantina; mosaico bizantino    • 2 •   (estens.) in arte e in letteratura, estremamente raffinato, prezioso, decadente: gusto bizantino    • 3 •   (fig.) cavilloso, capzioso: questioni bizantine   s.m.  [f. -a] abitante, cittadino dell'impero romano d'oriente.
bizza   s.f.  breve stizza, capriccio: far le bizze. 
bizzarria   s.f.    • 1 •   l'essere bizzarro    • 2 •   atto o detto bizzarro    • 3 •   (ant.) iracondia.
bizzarro   agg.    • 1 •   che ha qualcosa di singolare, di originale, di stravagante: una persona bizzarra; un modo bizzarro di vestire    • 2 •   focoso, che s'adombra o imbizzarrisce facilmente (detto di un cavallo) | (ant.) iracondo, bizzoso (detto di persona) § bizzarramente avv. 
bizzeffe   solo nella loc. avv. a bizzeffe, in grande quantità, in abbondanza.
bizzoco   non com. bizzocco e bizzochero [biz-zò-che-ro], agg.  e s.m.  [pl. m. -chi]    • 1 •   [f. -a] bigotto    • 2 •   (st.) appartenente a gruppi, per lo più di terziari francescani, che conducevano vita ascetica e poverissima per protestare contro il lusso dell'alto clero (secc. xiii-xiv).
bizzoso   agg.  incline alle bizze; stizzoso, capriccioso: bambino bizzoso.  dim. bizzosetto  | detto di cavallo, facile a imbizzarrirsi § bizzosamente avv. 
bla bla   o bla bla bla, loc. sost. m. invar.  discorso futile e privo di senso, chiacchiericcio inconcludente.
black-bottom  black-bottom loc. sost. m. invar.  danza caratterizzata da movimenti sinuosi delle anche, in voga negli stati uniti e anche in europa verso la fine degli anni trenta.
black-jack  black-jack loc. sost. m. invar.  gioco d'azzardo del tipo del sette e mezzo, fatto con due mazzi di carte.
blackout   o black out, s.m. invar.    • 1 •   interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica con conseguente mancanza di illuminazione e fermata degli impianti che l'utilizzano: un blackout di mezz'ora    • 2 •   (estens.) interruzione di un servizio pubblico, spec. nelle telecomunicazioni: blackout telefonico  | (fig.) silenzio stampa su un determinato argomento: blackout giornalistico. 
black power   loc. sost. m. inv.  movimento politico americano che rivendica i diritti della popolazione nera.
blagueur   s.m. invar.  fanfarone, millantatore.
blandimento   s.m.  (lett.) il blandire; carezza, lusinga.
blandire   v. tr.  [io blandisco, tu blandisci ecc.]    • 1 •   (lett.) accarezzare; per estens., trattare amorevolmente    • 2 •   (fig.) lusingare: blandire gli animi  | lenire, mitigare: blandire gli affanni. 
blandizia   s.f.  (lett.) carezza, lusinga, moina (usato spec. al pl.).
blando   agg.  che non è energico, non è vigoroso: un'azione blanda; medicinale blando, che agisce delicatamente | (estens.) tenue, smorzato: una luce blanda  | (fig.) dolce, carezzevole: voce blanda; occhi blandi  § blandamente avv. 
blasé   agg.  e s.m.  e f. invar.  si dice di chi è o si mostra indifferente, scettico, disincantato.
blasfema   s.m.  e f.  [pl. m. -mi] (ant.) bestemmia.
blasfemare   v. tr.  e intr.  [io blasfèmo ecc. ; aus. avere] (ant.) bestemmiare.
blasfemia   s.f.  (ant.) bestemmia.
blasfemo   agg.  che costituisce bestemmia, che contiene una bestemmia; per estens., empio: parole blasfeme; spirito blasfemo   s.m.  [f. -a] bestemmiatore; persona empia § blasfemamente avv. 
blasonare   v. tr.  [io bla sóno ecc.] (arald.) descrivere un'arme secondo le regole e la terminologia araldiche.
blasonario   s.m.  (arald.) raccolta di blasoni.
blasonato   agg.  fornito di blasone, nobile | (estens.) che vanta molti titoli o primati: una squadra blasonata   s.m.  [f. -a] persona nobile, titolata.
blasone   s.m.    • 1 •   arme, stemma gentilizio | (estens.) nobiltà di natali    • 2 •   scienza dell'arme e di tutto ciò che ha rapporto con l'araldica.
blasonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi studia i blasoni; esperto di araldica.
blastico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (biol.) relativo a cellula o a tessuto embrionale immaturi    • 2 •   (med.) che causa la formazione di un tumore: attività blastica  | tumorale: tessuto blastico. 
blasto-  blasto- -blasto primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica latina e italiana, dal gr. blastós  'germe, crescita'; vale 'embrione, sviluppo embrionale o stadio primitivo; germe, germoglio, gemma' (blastomero, eritroblasto).
blastocele   s.f.  (biol.) cavità embrionale che si forma nelle uova allo stato di blastula.
blastocero   s.m.  (zool.) piccolo cervide dell'america meridionale simile al daino, con corna sottili e poco ramificate.
blastoderma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) strato di cellule dell'uovo fecondato dei mammiferi dal quale si svilupperà l'embrione.
blastofaga   s.f.  insetto imenottero che, passando da un'infiorescenza di fico all'altra, ne compie l'impollinazione.
blastogenesi   s.f.  (biol.)    • 1 •   formazione del blastoderma    • 2 •   modo di riproduzione per gemmazione (p. e.  nei celenterati).
blastoidi   s.m. pl.  (zool.) classe di echinodermi che comprende fossili esclusivi del paleozoico, a forma di boccioli | sing.  [-e] ogni fossile appartenente a tale classe.
blastoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore; neoformazione dotata di propria capacità di sviluppo.
blastomero   s.m.  (biol.) ciascuna delle cellule derivanti dalla segmentazione dell'uovo fecondato e costituenti il primo stadio di sviluppo dell'embrione (detto blastula).
blastomicete   s.m.  fungo unicellulare che produce la fermentazione dei liquidi zuccherini; saccaromicete.
blastomicosi   s.f.  (med.) micosi prodotta da blastomiceti delle regioni tropicali.
blastoporo   s.m.  in embriologia, l'apertura che si forma in seguito al processo di gastrulazione e che mette l'intestino in comunicazione con l'esterno.
blastula   s.f.  (biol.) primo stadio di sviluppo dell'embrione, in cui le cellule della parete (blastomeri) delimitano una cavità centrale.
blateramento   s.m.  (non com.) il blaterare; insieme di chiacchiere fastidiose.
blaterare   v. intr.  [io blàtero ecc. ; aus. avere] parlare a sproposito, dicendo cose senza senso; ciarlare: di cosa blateri?  | usato anche come v. tr.  : cosa vai blaterando?. 
blaterone   s.m.  [f. -a] (rar.) chi è solito blaterare; chiacchierone.
blatta   s.f.  insetto dei blattoidei con corpo appiattito di colore nero o scuro, ali rudimentali o assenti, che ama il buio e l'umidità.
blattoidei   s.m. pl.  ordine di insetti pterigoti, alati o sprovvisti di ali, che emanano un odore nauseabondo; vi appartengono gli scarafaggi, le piattole ecc. | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
blazer   s.m. invar.  giacca sportiva con bottoni di metallo, tasche a toppa e taschino su cui è ricamato uno stemma; in origine, abbigliamento tipico di collegi e associazioni sportive inglesi.
blé    ⇨ blu.
blefarite   s.f.  (med.) infiammazione delle palpebre.
blefaro-  blefaro- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. blépharon  'palpebra' (blefarospasmo).
blefaroplastica   s.f.  (med.) intervento di chirurgia plastica mediante il quale si ricostruiscono o correggono le palpebre.
blefarospasmo   s.m.  (med.) contrazione spasmodica delle palpebre.
blefarostato   s.m.  (med.) strumento che serve a mantenere divaricate le palpebre.
blenda   s.f.  minerale di zinco del gruppo dei solfuri, in cristalli bruni o gialli.
blennio   s.m.  (zool.) bavosa.
bleno-  bleno- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. blénna  'muco, pus' (blenorragia).
blenorragia   s.f.  (med.) malattia venerea contagiosa dovuta a infezione da gonococco, che si manifesta come vulvovaginite nella donna e uretrite nell'uomo.
blenorragico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di blenorragia; che concerne la blenorragia o da essa deriva  s.m.  [f. -a] chi è affetto da blenorragia.
blenorrea   s.f.  (med.) blenorragia.
blesità   s.f.  pronuncia imperfetta di alcune consonanti (spec. s, l, r, e c  palatale) dovuta a un difetto dell'apparato di fonazione.
bleso   agg.  che è affetto da blesità: individuo bleso  | caratterizzato da blesità: pronuncia blesa. 
bleu   agg.  e s.m. invar.  blu.
blinda   s.f.  rinforzo in terra o in muratura per proteggere un'opera fortificata | piastra, rivestimento metallico applicati per blindare.
blindaggio   s.m.  il blindare, l'essere blindato; blindatura | la blinda stessa costruita o applicata.
blindamento   s.m.  blindaggio.
blindare   v. tr.  rivestire con strutture in muratura o con una corazza d'acciaio o d'altro materiale resistente per proteggere da colpi d'arma da fuoco, da tentativi di scassinamento e sim.
blindato   part. pass.  di blindare   agg.  munito di corazza protettiva: treno, carro blindato; auto blindata; porta, camera blindata, rinforzata con elementi metallici | reparto blindato, (mil.) che dispone di mezzi blindati | vetro blindato, vetro speciale fabbricato con varie tecniche, atto a resistere alle pallottole o all'urto di corpi contundenti  s.m.  furgone blindato: i blindati della polizia. 
blindatura   s.f.  blindaggio.
blindo   s.f. invar.  autoblindo.
blindosbarra   ® s.f.  denominazione commerciale di un sistema per l'alimentazione elettrica di impianti industriali costituito da un insieme di barre di rame o di alluminio tra loro isolate e racchiuse in un involucro metallico, di solito sospeso al soffitto.
blind trust   loc. sost. m. invar.  (econ.) amministrazione di un patrimonio azionario da parte di un fiduciario che agisce senza informare il proprietario sugli investimenti via via effettuati, salvo il rendere conto periodicamente dei risultati conseguiti; è una formula praticata negli stati uniti per impedire ai politici di favorire con la loro attività i gruppi industriali di cui detengono le azioni.
blinker   s.m. invar.  (aut.) dispositivo per il lampeggiamento intermittente e contemporaneo di tutte le luci direzionali di un autoveicolo, per segnalarne la sosta forzata in posizione irregolare.
blister   s.m. invar.  confezione costituita da un fondo rigido di cartone, di plastica o d'alluminio su cui sono incollati degli involucri trasparenti contenenti le unità del prodotto; è usata spec. per prodotti farmaceutici (compresse, capsule, fiale ecc.).
blitz   s.m. invar.  azione militare o di polizia fulminea e improvvisa.
blizzard   s.m. invar.  nell'america settentrionale, tempesta di vento glaciale accompagnata da nevischio | tormenta di neve, con vento forte e gelido.
blob   s.m. invar.  sequenza rapida di spezzoni di trasmissioni televisive, scelti in modo che il loro accostamento provochi effetti comici o grotteschi.
bloccaggio   s.m.  il bloccare, il bloccarsi, l'essere bloccato: vite di bloccaggio. 
bloccare   v. tr.  [io blòcco, tu blòcchi ecc.]    • 1 •   arrestare un oggetto, un meccanismo in movimento; fissarlo per impedire che si muova: bloccare il motore, lo sterzo; bloccare un bullone, una vite, serrarli | (estens.) fermare, interrompere lo svolgimento di un'azione, di un'attività: bloccare un'iniziativa, gli attacchi avversari; il corteo ha bloccato il traffico  | bloccare (la palla), nel gioco del calcio, afferrarla in presa (da parte del portiere)    • 2 •   immobilizzare una persona o una sua parte: la polizia bloccò il ladro; l'ingessatura gli ha bloccato la gamba per un mese  | (estens.) impedire a qualcuno di spostarsi, di uscire: essere bloccato dalla pioggia  | (fig.) provocare un blocco emotivo: l'emozione lo ha bloccato    • 3 •   (fig.) vincolare, impedire, mantenere fermo, inalterato (spec. con disposizioni di legge): bloccare i licenziamenti, i prezzi; affitto bloccato, che per legge non può essere aumentato | bloccare un deposito bancario, impedirne i prelievi    • 4 •   ostruire, impedire: la frana blocca la strada    • 5 •   impedire l'accesso a una località tagliando le vie di comunicazione: bloccare una città    • 6 •   (assol.) fare blocco: bloccare su un candidato, nel gergo politico, concentrare su di lui i voti | bloccarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   arrestarsi, fermarsi improvvisamente, smettere di funzionare: il treno si bloccò    • 2 •   (estens.) smettere improvvisamente di parlare senza aver finito il discorso | (psicol.) avere un blocco emotivo.
bloccaruote   s.m. invar.  dispositivo a ganasce con cui la polizia municipale blocca le ruote degli autoveicoli in sosta vietata.
bloccasterzo   s.m.  [pl. invar.  o -zi] in un autoveicolo, dispositivo antifurto che agisce bloccando lo sterzo.
bloccato   part. pass.  di bloccare   agg.  nei sign. del verbo | (fam.) detto di persona, inibito, chiuso, complessato.
bloccatura   s.f.  (non com.) bloccaggio.
blocchetto   s.m.    • 1 •   dim.  di blocco    • 1 •   | piccolo taccuino con fogli staccabili; insieme di biglietti o tagliandi ancora uniti alla loro matrice    • 2 •   in alpinismo, attrezzo metallico che si incastra nelle fessure della roccia come sostegno; dado.
blocchiera   s.f.  macchina usata per la confezione dei blocchi di calcestruzzo.
blocchista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] commerciante che vende in blocco, all'ingrosso.
blocco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   massa compatta di notevoli dimensioni: blocco di marmo, di ghiaccio, di cemento  | in blocco, (estens.) tutto insieme (detto di grande quantità di una stessa merce): comprare, vendere in blocco; (fig.) nel complesso, senza esaminare i particolari: valutare i casi in blocco  | blocco di testo, (inform.) porzione di testo su cui compiere un'operazione di copiatura, cancellazione o trasferimento    • 2 •   quaderno formato da fogli staccabili; block-notes: blocco per appunti.  dim. blocchetto    • 3 •   nel linguaggio politico, unione stretta, alleanza di gruppi, partiti, stati e sim. | fare blocco, unirsi, allearsi    • 4 •   blocchi di partenza, (sport) nel nuoto e nell'atletica leggera, attrezzi o strutture fisse da cui l'atleta prende lo slancio alla partenza    • 5 •   blocco motore, (mecc.) struttura centrale dei motori a combustione interna, che comprende i cilindri; monoblocco    • 6 •   nell'elaborazione elettronica dei dati, insieme omogeneo di dati che vengono trattati unitariamente nelle operazioni di input e output.
blocco   (2) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il bloccare, il bloccarsi, l'essere bloccato; in partic., interruzione di una via di comunicazione o di accesso imposta con la forza: blocco navale; blocco continentale, (st.) quello, pure navale, decretato da napoleone nel 1806 per isolare economicamente l'inghilterra | posto di blocco, sbarramento totale o parziale di una carreggiata disposto da forze di polizia o militari per il controllo del traffico | blocco stradale, ferroviario, ostruzione della sede stradale o ferroviaria da parte di manifestanti, così da impedire la libera circolazione dei mezzi; costituisce reato    • 2 •   dispositivo che serve ad arrestare una macchina o un meccanismo in movimento oppure a impedire che si muova | nell'esercizio ferroviario, insieme di mezzi e di dispositivi che regolamentano il traffico dei treni    • 3 •   limite imposto per legge all'evoluzione di un determinato fenomeno, spec. di ordine economico o sociale: blocco dei prezzi, dei licenziamenti    • 4 •   (med.) arresto di una funzione fisiologica: blocco renale, cardiaco  | blocco emotivo, (psicol.) momentanea amnesia o arresto della facoltà di pensare.
block-notes  block-notes o bloc-notes, s.m. invar.  blocco per note; quaderno per appunti a fogli staccabili.
blonda   o bionda, s.f.  merletto finissimo di seta.
blondin   s.m. invar.  sistema di sollevamento e trasporto a teleferica che muove verticalmente il carico su una fune assicurata a due piloni; è usato nella costruzione di dighe, ponti ecc.
blondinista   s.m.  [pl. -sti] operaio che lavora a un blondin.
blouse   s.f. invar.  blusa.
blouson   s.m. invar.  blusotto, giubbotto.
blow-up  blow-up s.m. invar.  ingrandimento fotografico di notevoli dimensioni.
blu   region. blé, agg. invar.  di colore azzurro scuro: cielo, mare blu  | avere sangue blu, (fig.) appartenere a famiglia nobile  s.m. invar.    • 1 •   il colore azzurro scuro: vestire di blu    • 2 •   ogni sostanza blu o che colora di blu: blu di prussia, minerale a base di cianuro ferrico, usato nella preparazione del colore blu per pittura.
bluastro   agg.  di colore tendente al blu.
blue chips   loc. sost. f. pl.  (borsa) titoli all'interno del listino di borsa che concentrano su se stessi il maggior numero di contrattazioni.
blue-jeans  blue-jeans s.m. pl.  calzoni lunghi di tela di cotone resistente a trama grossa, per lo più di colore azzurro, con tasche posteriori esterne e cuciture impunturate; jeans.
blues   s.m. invar.  canto popolare dei neri degli stati uniti, caratterizzato da ritmo lento e toni malinconici o tristi.
bluette   agg.  e s.m. invar.  si dice di colore turchino tenue.
bluff   s.m. invar.  l'atto di chi bluffa.
bluffare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   nel poker e in altri giochi di carte, fingere di avere buone carte per ingannare l'avversario    • 2 •   (fig.) fingere di avere possibilità, qualità, meriti che non si posseggono, spec. per avvantaggiarsi sui propri concorrenti.
bluffatore   s.m.  [f. -trice] chi bluffa, spec. al gioco.
blusa   s.f.    • 1 •   sorta di camicia corta e non aderente. dim. blusina, blusetta    • 2 •   camiciotto da lavoro per operai, pittori ecc.
blusante   agg.  (gerg.) si dice di camicia o altro indumento gonfio e sbuffante in vita.
blusotto   s.m.  sorta di blusa, di solito da portare sopra altri indumenti più leggeri.
bo    ⇨ boh.
boa   (1) s.m. invar.    • 1 •   genere di serpenti non velenosi dell'america tropicale la cui specie più nota è il boa constrictor, lungo anche più di quattro metri, giallo e rossiccio a chiazze scure sul dorso, che vive sugli alberi (ord.  squamati)    • 2 •   (estens.) sorta di sciarpa femminile molto lunga, di pelliccia o di piume di struzzo.
boa   (2) s.f.  galleggiante ancorato al fondo del mare o di un lago, usato per segnalazione o per ormeggio.
boa   (3) s.f.  (sett.) frana di fango argilloso che scende in forma di colata.
boaria   s.f.  (region.)    • 1 •   azienda agricola con stalla, diretta da un salariato, tipica di alcune zone di bonifica dell'emilia    • 2 •   contratto fra il proprietario e la famiglia contadina che lavora alla boaria.
boarina   o bovarina [bo-va-rì-na], s.f.  (zool.) cutrettola.
boario   agg.  che riguarda i bovini: mercato boario  | foro boario, luogo in cui si tiene il mercato del bestiame.
boaro    ⇨ bovaro.
boato   s.m.  rumore forte e cupo, rimbombo | boato sonico, (aer.) bang sonico.
boat people   loc. sost. m. invar.  gente che vive su imbarcazioni permanentemente alla fonda, come avviene in alcuni paesi dell'estremo oriente | nell'uso giornalistico, profughi affollati su imbarcazioni di fortuna; per estens., imbarcazione di profughi.

boattiere   s.m.  (region.)    • 1 •   custode o mercante di bovini    • 2 •   nell'italia centrale, chi dietro compenso lavora la terra altrui con le proprie bestie.
bob   s.m. invar.  slitta montata su due treni di pattini, usata in competizioni che si svolgono su piste di neve ghiacciata: bob a due, a quattro, con equipaggio di due, di quattro persone | piccola slitta carenata per bambini.

boba   o bobba o bobbia [bòb-bia], s.f.  (rar.) sbobba.
bobbista   o bobista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica lo sport del bob.
bobina   s.f.    • 1 •   avvolgimento di un materiale, in forma di filo o nastro, su un supporto; per estens., il supporto stesso: bobina cinematografica    • 2 •   (elettr.) avvolgimento di un filo conduttore in spire isolate fra loro, in modo da creare un'induttanza | bobina d'accensione, negli autoveicoli, quella che, insieme col ruttore, trasforma in alta tensione la bassa tensione della batteria.
bobinare   v. tr.  avvolgere in bobine; si oppone a sbobinare. 
bobinatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto alla bobinatura.
bobinatrice   s.f.  macchina usata per avvolgere in bobine fili conduttori, filati, pellicole ecc.
bobinatura   s.f.  preparazione di bobine, a mano o mediante bobinatrice.
bobista    ⇨ bobbista.
bobolca   s.f.  (ant.) misura di terreno; biolca.
bocca   s.f.    • 1 •   (anat.) cavità nella parte anteriore del viso dell'uomo, delimitata dalle labbra, che è organo della respirazione, della nutrizione e della fonazione; è presente anche nella maggior parte degli animali | respirazione bocca a bocca, in casi di asfissia, quella che il soccorritore pratica congiungendo la sua bocca con quella dell'infortunato e soffiando l'aria nei suoi polmoni | fare la bocca storta, in segno di disgusto o disapprovazione | restare a bocca aperta, per meraviglia, stupore. dim. bocchina, bocchino  (m.) vezz. boccuccia  pegg. boccaccia    • 2 •   come organo della nutrizione: prendere una medicina per bocca  | avere la bocca buona, cattiva, sentire ancora il sapore buono o cattivo di ciò che si è mangiato; (fig.) rimanere soddisfatto o deluso | restare a bocca asciutta, senza mangiare; (fig.) non ottenere nulla | rifarsi la bocca, mangiare o bere qualcosa di buono per togliere un cattivo sapore; (fig.) fare esperienze piacevoli dopo averne avute di spiacevoli | fare la bocca a qualcosa, (fig.) abituarvisi | essere di bocca buona, mangiare di tutto; (fig.) accontentarsi facilmente | far venire l'acquolina in bocca, essere molto appetitoso; (fig.) essere molto attraente | levarsi, togliersi il pane di bocca per qualcuno, (fig.) aiutarlo con grave sacrificio | bocca da sfamare, persona a carico    • 3 •   come organo della fonazione: non aprire, non chiudere bocca, non dire una parola, non smettere di parlare | tenere la bocca chiusa, tacere | chiudere, tappare la bocca a qualcuno, farlo tacere, impedirgli di parlare | cucirsi la bocca, tacere con ostinazione | levare la parola di bocca, prevenire qualcuno nel dire qualcosa | parole che riempiono la bocca, altisonanti | avere sempre in bocca una parola, ripeterla sempre | sapere, comunicare qualcosa per bocca di qualcuno, per mezzo di lui | passare, andare di bocca in bocca, si dice di notizia riferita da una persona all'altra | essere sulla bocca di tutti, di cosa o persona che costituisce argomento di conversazione o pettegolezzo | mettere qualcosa in bocca a qualcuno, suggerirgliela | cavare di bocca qualcosa a qualcuno, fargliela dire con gran fatica | metter bocca in una conversazione, intromettersi | dire, parlare, rispondere a mezza bocca, non chiaramente, con reticenza | acqua in bocca!, invito a mantenere un segreto | bocca della verità, nome di un mascherone di pietra, che si trova a roma, la cui bocca secondo la leggenda tratterrebbe la mano dei bugiardi; (fig.) persona sincera    • 4 •   può indicare le sole labbra: pulirsi la bocca; baciare sulla bocca    • 5 •   (estens.) apertura, orifizio di un recipiente, un contenitore, un organo cavo e sim.: bocca della bottiglia; bocca del forno, di un sacco; bocca dello stomaco  | apertura attraverso cui scorre o defluisce un fluido: bocca di una conduttura, un serbatoio; bocca di scarico  | nelle armi da fuoco, la parte anteriore dell'anima: bocca del fucile, del cannone; bocca da fuoco, pezzo d'artiglieria | bocca di lupo, nelle opere di fortificazione, cavità per riparo di chi combatte; per estens., finestra che dà luce ma non permette di vedere altro che il cielo, tipica delle carceri; in marina, nodo scorsoio | bocca del martello, la superficie piana con cui si batte    • 6 •   (geog.) stretto di mare: le bocche di bonifacio  | valico di montagna angusto e fiancheggiato da rocce scoscese: bocca di brenta | bocca di un fiume, la foce | bocca di un ghiacciaio, aperturaalla fronte del ghiacciaio dalla quale esce il torrente glaciale    • 7 •   (bot.) entra come componente nel nome di diverse piante, i cui fiori hanno forme che richiamano quelle di una bocca: bocca di leone, pianta ornamentale con foglie lanceolate e fiori di vari colori (fam.  scrofulariacee); bocca di lupo, erbacea perenne con foglie cuoriformi e fiori rossi e bianchi (fam.  labiate)    • 8 •   bocca d'oro, (zool.) pesce di mare dalla carne pregiata con corpo grigio argenteo e pinne rossastre.
boccaccesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   proprio dello scrittore g. boccaccio (1315-1375) o relativo alla sua opera: stile boccaccesco    • 2 •   (estens.) licenzioso, sboccato: una vicenda boccaccesca  § boccaccescamente avv.  licenziosamente.
boccaccevole   agg.  (lett.) boccaccesco § boccaccevolmente avv.  (rar.).
boccaccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   pegg.  di bocca | fare le boccacce, contrarre il volto per scherzo o per disgusto    • 2 •   (estens.) persona maldicente.
boccacciano   agg.  (non com.) boccaccesco nel sign. 1.
boccadopera   o bocca d'opera, s.f.  [pl. bocchedopera] (teat.) boccascena.
boccadoro   s.m. invar.    • 1 •   epiteto di san giovanni crisostomo, patriarca di costantinopoli (345-407 ca), uomo di straordinaria eloquenza    • 2 •   (estens.) persona eloquente | (iron.) persona saccente; sputasentenze.
boccaglio   s.m.    • 1 •   parte estrema di un tubo di scarico    • 2 •   parte terminale di vari strumenti o dispositivi che si applica alla bocca: il boccaglio del respiratore subacqueo    • 3 •   (tecn.) apparecchio idraulico per la misurazione della portata di un fluido in pressione.
boccaiola   o boccarola, s.f.  (pop.) infiammazione degli angoli della bocca.
boccale   (1) o buccale, agg.  (anat. , zool.) che riguarda la bocca: apparato boccale. 
boccale   (2) s.m.    • 1 •   recipiente simile a un grande bicchiere, con manico e talvolta anche un beccuccio    • 2 •   il liquido contenuto in un boccale: bere un boccale di birra    • 3 •   misura di capacità (1 o    • 2 •   litri).
boccaleria   s.f.  (non com.) arte della maiolica | a venezia, la corporazione dei vasai.
boccalino   s.m.  (mar.) cannello terminale di cui sono munite le manichette di tela delle tubature mobili sistemate a bordo, che serve per manovrare il getto d'acqua.
boccalone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona che ha la bocca grande o che sta sempre a bocca aperta | (estens.) bimbo che piange facilmente | (fig.) persona che crede ingenuamente a qualunque cosa le si dica    • 2 •   (fig.) chiacchierone, maldicente.
boccame   s.m.  in fonderia, il materiale recuperato dopo la colata.
boccaporto   s.m.  [pl. boccaporti]    • 1 •   (mar.) apertura sul ponte delle navi per accedere ai locali interni e alle stive    • 2 •   apertura, munita di chiusura resistente o ermetica, di cui sono dotati grandi recipienti, caldaie ecc.
boccarola    ⇨ boccaiola.
boccascena   s.m. invar.  (meno com. s.f. , pl. -ne) l'insieme delle quinte laterali e del telo orizzontale che incorniciano la scena in teatro | la parte di palcoscenico visibile dagli spettatori.
boccata   s.f.  quantità di aria o altro che può essere contenuta nella bocca: una boccata di fumo  | andare a prendere una boccata d'aria, uscire all'aperto.
boccetta   s.f.    • 1 •   dim.  di boccia    • 2 •   bottiglietta: una boccetta di profumo    • 3 •   piccola palla d'avorio usata nel gioco del biliardo | (gioco delle) boccette, gioco simile alle bocce che si pratica sul tavolo da biliardo.
boccheggiamento   s.m.  il boccheggiare.
boccheggiante   part. pres.  di boccheggiare   agg.  che boccheggia | (estens.) agonizzante, moribondo | (fig.) che è in gravi difficoltà.
boccheggiare   v. intr.  [io bocchéggio ecc. ; aus. avere] respirare con affanno, aprendo e chiudendo ripetutamente la bocca: boccheggiare per il caldo  | (estens.) esalare gli ultimi respiri, essere moribondo | (fig.) essere in gravi difficoltà, vicino alla fine.
bocchello   s.m.  piccola apertura praticata in un argine per far defluire l'acqua.
bocchetta   s.f.    • 1 •   imboccatura di un recipiente, di un condotto, di uno strumento a fiato ecc.: bocchetta dell'innaffiatoio, del clarino    • 2 •   apertura praticata per far defluire acqua di scolo o per captare aria: bocchetta di scarico, di ventilazione; bocchetta stradale, chiusino    • 3 •   guarnizione esterna, per lo più di metallo, applicata alla toppa di una serratura    • 4 •   striscia di pelle che parte dalla tomaia delle scarpe e fascia il collo del piede    • 5 •   insellatura di una cresta montana.
bocchettone   s.m.    • 1 •   imboccatura dei serbatoi e delle tubazioni munita di chiusura ermetica    • 2 •   elemento metallico che serve a collegare due tubi.
bocchino   s.m.    • 1 •   dim.  di bocca    • 2 •   piccolo cannello, per lo più con filtro interno, nel quale s'infilano la sigaretta o il sigaro | sottile rivestimento d'altra carta o di sughero che in certe sigarette ricopre l'estremità da cui si inspira il fumo    • 3 •   imboccatura della pipa o degli strumenti a fiato    • 4 •   (mil.) fascetta di metallo che tiene unita la canna del fucile alla cassa.
boccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   vaso panciuto di vetro o cristallo con collo lungo, usato per lo più per servire l'acqua e il vino a tavola. dim. boccetta, boccettina, boccettino  (m.), boccino  (m.) accr. bocciona, boccione  (m.)    • 2 •   palla di legno, di metallo o altro materiale rigido | (gioco delle) bocce, gioco che si fa tra due giocatori o due squadre, in cui vince chi avvicina di più la propria boccia a un boccino lanciato per primo    • 3 •   (scherz.) testa    • 4 •   (lett.) boccio, bocciolo.
bocciarda   s.f.  (tecn.)    • 1 •   arnese di ferro a forma di pestello usato per zigrinare la superficie delle pavimentazioni in battuto di cemento    • 2 •   grosso martello con bocca munita di punte piramidali, usato nella lavorazione della pietra.
bocciardare   v. tr.  (tecn.) trattare, lavorare con la bocciarda o mediante una bocciardatrice.
bocciardatrice   s.f.  (tecn.) macchina, costituita da un telaio, un carrello e appositi utensili, con cui si effettua il lavoro che un tempo si eseguiva manualmente con la bocciarda.
bocciardatura   s.f.  (tecn.) lavorazione effettuata con la bocciarda o mediante una bocciardatrice.
bocciare   v. tr.  [io bòccio ecc.]    • 1 •   nel gioco delle bocce, colpire con la propria un'altra boccia per allontanarla dal boccino    • 2 •   non approvare, respingere: bocciare una proposta, una candidatura  | respingere agli esami o al termine di un anno scolastico: bocciare un alunno, un candidato  | v. intr.  [aus. avere] nel gioco delle bocce, fare una bocciata.
bocciata   s.f.  nel gioco delle bocce, colpo con cui si manda la propria boccia contro un'altra o contro il boccino per spostarli.
bocciatura   s.f.  il bocciare, l'essere bocciato: la bocciatura di una proposta, di un alunno. 
boccino   s.m.    • 1 •   nel gioco delle bocce, la palla più piccola, alla quale si cerca di accostare le altre    • 2 •   (scherz.) testa: rompersi il boccino. 
boccio   s.m.  calice di fiore non ancora sbocciato: rosa in boccio. 
bocciodromo   s.m.  impianto sportivo attrezzato con più campi per il gioco delle bocce.
bocciofilo   agg.  che si riferisce al gioco delle bocce: associazione bocciofila   s.m.  [f. -a] chi pratica il gioco delle bocce.
bocciolo   lett. bocciuolo, s.m.    • 1 •   fiore non ancora sbocciato | bocciolo di rosa, (fig.) ragazza molto graziosa    • 2 •   (tosc.) parte della canna compresa fra due nodi consecutivi; per estens., cannello di vetro o metallo: bocciuolo dell'annaffiatoio    • 3 •   (tosc.) parte del candeliere in cui entra la candela    • 4 •   (mecc.) eccentrico.
boccola   (1) s.f.    • 1 •   borchia da affibbiare che si porta per ornamento    • 2 •   (mecc.) supporto degli assi dei veicoli ferroviari o tranviari    • 3 •   (mecc.) elemento cilindrico cavo usato come riduttore di fori in cui gira un perno    • 4 •   (elettr.) presa unipolare, da pannello o volante, generalmente d'ottone, in cui si infila una spina unipolare (banana)    • 5 •   nel pattinaggio artistico, figura obbligatoria costituita da due cerchi e due occhielli.
boccola   (2)  ⇨ buccola.
boccolo   non com. buccolo, s.m.  ricciolo di capelli. dim. boccoletto  accr. boccolone, boccolotto. 
bocconcino   s.m.    • 1 •   dim.  di boccone    • 2 •   piccola quantità di cibo appetitoso | (fig. scherz.) persona o cosa molto attraente    • 3 •   pl.  in gastronomia, spezzatino, o piatto di polpettine o di piccoli pezzi di carne, formaggio o altro cucinati in vario modo    • 4 •   piccola mozzarella.
boccone   s.m.    • 1 •   la quantità di cibo che si può mettere in bocca in una sola volta: un boccone di pane | mangiare un boccone, poco e in fretta | mangiare tutto in un boccone, con grande rapidità | tra un boccone e l'altro, durante il pasto | avere ancora il boccone in gola, avere appena finito di mangiare | boccone amaro, (fig.) cosa che dispiace, delude o umilia: ha dovuto inghiottire  (o mandar giù) molti bocconi amari  | levarsi, togliersi il boccone di bocca per qualcuno, (fig.) fare grandi sacrifici | mangiarsi qualcuno in un boccone, (fig. fam.) surclassarlo per forza, abilità ecc. dim. bocconcino    • 2 •   cibo prelibato, cosa appetitosa (anche fig.): è un boccone che fa gola a molti  | il boccone del prete, (scherz.) la parte posteriore del pollo    • 3 •   esca contenente veleno che, in casi e a condizioni particolari, la legge consente di collocare in luoghi sorvegliati allo scopo di uccidere animali nocivi    • 4 •   (estens.) pezzetto: a pezzi e bocconi, (fig.) a più riprese, frammentariamente.
bocconi   meno com. boccone, avv.  in posizione distesa con la faccia in giù: dormire bocconi. 
bocconiano   agg.  che studia o ha studiato presso l'università privata l. bocconi di milano.
boce    ⇨ voce.
bocia   s.m. invar.  (dial.) ragazzo; si dice spec. delle reclute nel corpo degli alpini.
bociare   e deriv.   ⇨ vociare    • 1 •   e deriv. 
bodino    ⇨ budino.
bodola    ⇨ botola.
bodoni   s.m.  carattere tipografico dall'occhio rotondo e marcato, ideato dal tipografo ed editore g. bodoni (1740-1813).
bodoniano   agg.  di g. bodoni, tipografo ed editore: edizione bodoniana  | legatura bodoniana  o alla bodoniana, legatura con piatti di cartone sui quali è incollata la copertina del libro in brossura.
bodriere    ⇨ budriere.
body   s.m. invar.  indumento intimo femminile, costituito da corpino e mutandine in un unico pezzo molto aderente; è usato anche nella ginnastica e nella danza.
body-art  body-art loc. sost. m. invar.  movimento artistico d'avanguardia nato intorno al 1970, che considera il corpo umano come mezzo e strumento di comunicazione estetica.
body building   loc. sost. m. invar.  ginnastica che stimola l'accrescimento e la definizione delle masse muscolari.
body copy   loc. sost. m. invar.  nel linguaggio della pubblicità, il testo che accompagna l'immagine o lo slogan.
body lotion   loc. sost. f. invar.  lozione da usare come tonico su tutto il corpo.
body painting   loc. sost. m. invar.  la decorazione di parti del corpo con disegni.
body sculpture   loc. sost. m. invar.  ginnastica che mette in rilievo le masse muscolari, dando a esse un'evidenza scultorea.
boemo   agg.  della boemia, dei suoi abitanti  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della boemia.
boero   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi appartiene a un popolo d'origine europea, discendente in maggioranza da coloni olandesi, che si è andato formando in africa meridionale fin dal sec. xvii: colono boero; la guerra anglo-boera   s.m.  cioccolatino che racchiude una ciliegia sotto spirito.
boffice   agg.  (non com.) si dice di cosa soffice o di persona grassoccia.
bofonchiare   v. intr.  [io bofónchio ecc. ; aus. avere] brontolare, borbottare sbuffando | v. tr.  dire sbuffando, borbottando o brontolando.
bofonchio   s.m.  (tosc.) calabrone.
boga   s.f.  piccolo pesce costiero, di colore argenteo con tre fasce dorate longitudinali, comunissimo nei mari italiani (ord.  perciformi).
bogara   s.f.  (mar.) rete molto lunga per la pesca delle boghe.
bogliente    ⇨ bollente.
bogliolo    ⇨ bugliolo.
boh   o bo, inter.  (fam.) esprime indecisione o incertezza: «vieni con noi?», «boh, devo pensarci». 
bohé  mienne bohémienne;s.f. invar.  danza simile alla mazurca.
bohé  mien bohémien;s.m. invar.  chi fa vita di bohème; artista scapigliato.
bohè  me bohème;s.f. invar.  vita povera e disordinata, ma libera e anticonformista, che fu caratteristica soprattutto di artisti della seconda metà dell'ottocento | (estens.) l'insieme degli artisti che conducono tale vita: la bohème parigina. 
boî  te boîte;s.f. invar.  a parigi, piccolo locale notturno dall'atmosfera raccolta.
boia   s.m. invar.    • 1 •   chi esegue le condanne capitali    • 2 •   (estens.) ribaldo, mascalzone | in esclamazioni di rabbia, di disappunto: boia d'un mondo!  | anche come agg. , con funzione di peggiorativo: fa un freddo boia, terribile; tempo boia, tempaccio; mondo boia!, cattivo.
boiacca   s.f.  (edil.) malta di cemento usata per far aderire piastrelle e mattoni di rivestimento.
boiardesco   agg.  [pl. m. -schi] proprio del poeta m. m. boiardo (1441-1494), relativo alla sua opera: il poema boiardesco, l'«orlando innamorato».
boiaro   ant. boiardo, s.m.  antico titolo nobiliare presso i russi e altri popoli slavi.
boiata   s.f.  (pop.)    • 1 •   cosa fatta male, malriuscita: quel film è proprio una boiata    • 2 •   azione indegna e scorretta | frase sciocca, stupida.
boicottaggio   s.m.  l'atto del boicottare: praticare il boicottaggio è reato. 
boicottare   v. tr.  [io boicòtto ecc.]    • 1 •   danneggiare un imprenditore, un'azienda o anche una nazione, bloccando i rapporti economici o impedendogli di vendere le merci prodotte    • 2 •   mettere in difficoltà qualcuno rifiutandosi di trattare con lui o isolandolo | (estens.) ostacolare la riuscita di qualcosa: boicottare una manifestazione, una proposta. 
boicottatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi boicotta.
boidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di grossi serpenti non velenosi, che uccidono altri animali mediante costrizione; vi appartengono il boa e il pitone (ord.  squamati) | sing.  [-e] ogni serpente di tale famiglia.
boiler   s.m. invar.  scaldaacqua, scaldabagno.
boiserie   s.f. invar.  rivestimento di legno alle pareti; l'insieme delle strutture lignee funzionali e decorative di un ambiente monumentale.
bolarmenico   o bolarmeno, s.m.  bolo, nel sign. 3.
boldo   s.m.  albero originario del cile dalle foglie coriacee ovali, contenenti un principio che stimola la secrezione della bile (fam.  monimiacee).
boldrone   s.m.  vello di pecora intonso.
bolentino   s.m.  lenza di nailon con più ami e con un piombo all'estremità che si cala a mano da un'imbarcazione per effettuare la pesca sul fondo (detta appunto pesca al bolentino).
bolero   s.m.    • 1 •   danza spagnola di antica origine, che ha ritmo ternario e movimento moderato    • 2 •   giacchetta maschile non abbottonata, che termina un poco sopra la cintura, caratteristica del costume popolare spagnolo | giacchetta per signora di forma analoga. dim. bolerino    • 3 •   piccolo cappello rotondo e ornato di nappe, tipico dell'abbigliamento dei toreri.
boleto   s.m.  (bot.) genere di funghi carnosi, con cappello munito di gambo centrale cilindrico; comprende specie commestibili, come il porcino, e specie velenose (fam.  poliporacee).
bolgetta   s.f.  borsa di pelle, spec. quella usata dai postini per il trasporto della corrispondenza.
bolgia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   (ant.) borsa o tasca molto grande; nel settecento, anche valigia    • 2 •   ciascuna delle dieci fosse in cui è diviso l'ottavo cerchio dell'inferno dantesco | (fig.) luogo pieno di rumore e confusione: quella casa è una bolgia. 
bolí  var bolívar;s.m. invar.  unità monetaria del venezuela.
bolide   s.m.    • 1 •   (astr.) corpo solido proveniente dallo spazio interplanetario, che diventa incandescente quando attraversa l'atmosfera terrestre    • 2 •   (estens.) oggetto che si muove a grande velocità: partire come un bolide; precipitarsi come un bolide, detto di persona | in partic., automobile da corsa; nel calcio e in altri sport con la palla, tiro violentissimo    • 3 •   (fam. scherz.) persona corpulenta.
bolina   non com. bulina, borina, burina, s.f.  (mar.) cavo applicato all'orlo di una vela quadra per tesarla e farle così prendere quanto più vento possibile | navigazione, andatura di bolina, la rotta di una nave a vela che stringa al massimo il vento, quasi risalendo contro di esso; linea di bolina, formazione di navi a vela che tengono tale andatura.
bolinare   v. tr.  e intr.  [aus. avere] (mar.) tendere, tesare le boline | (non com.) assumere andatura di bolina.
boliviano   agg.  della bolivia  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della bolivia    • 2 •   unità monetaria della bolivia.
bolla   (1) s.f.    • 1 •   cavità sferoidale che si forma nei liquidi per ebollizione o quando vi si soffia dentro un gas | bolla di sapone, fatta per gioco soffiando dentro una cannuccia intinta nell'acqua saponata; (fig.) cosa effimera, inconsistente, che si risolve in nulla. dim. bollicina    • 2 •   cavità che si produce nel vetro o nei metalli durante la fusione o la solidificazione    • 3 •   (med.) rigonfiamento della pelle in forma di grossa vescicola, per lo più ripieno di siero    • 4 •   (bot.) malattia del pesco e del mandorlo provocata da funghi ascomiceti    • 5 •   (chim.) parte di apparecchi chimici, generalmente di forma tondeggiante e di vetro sottile, che serve a far gorgogliare un gas in un liquido di assorbimento o ad aumentare una superficie di raffreddamento    • 6 •   livella.
bolla   (2) s.f.    • 1 •   dal medioevo all'età moderna, sigillo di cera o di metallo con cui veniva autenticata la firma del papa o di un sovrano in documenti ufficiali di stato; per estens., il documento stesso autenticato: bolla papale, imperiale    • 2 •   documento che accompagna e descrive una merce: bolla di accompagnamento  | bolla di spedizione, ricevuta che attesta l'avvenuta spedizione della merce da parte del fornitore; bolla di consegna, ricevuta che il destinatario di una merce firma al momento in cui la riceve    • 3 •   ciondolo tondeggiante.
bollandista   s.m.  [pl. -sti] chi appartiene al sodalizio di gesuiti belgi costituitosi nel sec. xvi per compilare gli «acta sanctorum», collezione di vite dei santi.
bollare   v. tr.  [io bóllo ecc.]    • 1 •   contrassegnare con un bollo, un timbro, un'impronta: bollare un pacco postale, un documento; bollare a fuoco, marchiare | (fig. fam.) colpire lasciando un bollo, un'ammaccatura: mi ha bollato in testa!    • 2 •   (fig.) additare al disprezzo, allo scherno altrui: bollare con un marchio d'infamia, con un soprannome vergognoso    • 3 •   (non com.) imbrogliare.
bollario   s.m.  raccolta cronologica di bolle pontificie.
bollato   part. pass.  di bollare   agg.  contrassegnato da bollo o da altro marchio (anche fig.): una persona bollata d'infamia  | carta bollata, carta da bollo.
bollatore   s.m.  [f. -trice] chi ha l'incarico di bollare; timbratore.
bollatrice   s.f.  macchina per effettuare la bollatura.
bollatura   s.f.  l'operazione di bollare, effettuata a mano o mediante bollatrice: bollatura di un atto, di un documento; bollatura delle carni macellate  | bollatura del frontespizio di un libro, la sua timbratura a secco, che tutela i diritti d'autore.
bollente   ant. bogliente, part. pres.  di bollire   agg.    • 1 •   caldissimo, rovente: acqua, pentola bollente    • 2 •   (fig.) impulsivo, esuberante: i bollenti spiriti della gioventù. 
bolletta   (1) non com. bulletta, s.f.    • 1 •   polizza che si dà come ricevuta di un pagamento o come contrassegno della consegna o della spedizione di una merce: bolletta del gas, della luce, del telefono, fattura in forma di conto corrente postale con indicazione dell'importo dovuto per il consumo | bolletta doganale, dichiarazione resa al fine di liquidare i diritti doganali dovuti    • 2 •   (fam.) solo nella loc. essere, trovarsi in bolletta, senza denaro.
bolletta   (2)  ⇨ bulletta 1.
bollettario   s.m.  registro con le pagine a madre e figlia, da cui vengono staccate le bollette.
bollettino   non com. bullettino, s.m.    • 1 •   comunicazione ufficiale di notizie di pubblico interesse; pubblicazione periodica che comunica dati e informazioni sull'attività di un ente: bollettino finanziario, meteorologico; bollettino di guerra; bollettino ufficiale, pubblicato da un ministero | bollettino medico, quello che fornisce informazioni sulle condizioni di salute di un malato illustre    • 2 •   titolo di periodici pubblicati da enti, istituti culturali e sim.    • 3 •   bolletta di ricevuta | bollettino di versamento, modulo che serve per fare un versamento su un conto corrente postale.
bollettonato    ⇨ bullettonato.
bollilatte   s.m. invar.  recipiente con coperchio forato che impedisce la fuoruscita della schiuma prodotta dall'ebollizione del latte.
bollimento   s.m.  (non com.) il bollire.
bollino   s.m.    • 1 •   dim.  di bollo    • 1 •    • 2 •   tagliandino di carta da applicarsi su tessere, documenti e sim. per attestare un pagamento o un altro adempimento    • 3 •   nelle scarpe dei calciatori, tacchetto.
bollire   v. intr.  [io bóllo  (errato bollisco) ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto di liquidi, passare dallo stato liquido a quello di vapore, formando delle bolle che salgono e si liberano in superficie: l'acqua bolle a 100 gradi  | detto di cibi, cuocere nell'acqua in ebollizione: le patate bollono; qualcosa bolle in pentola, (fig. fam.) è in progetto, si prepara qualcosa; sapere quel che bolle in pentola, (fig. fam.) essere a conoscenza di progetti, intenzioni altrui | detto di un recipiente, contenere acqua o un altro liquido in stato di ebollizione: la pentola bolle    • 2 •   (estens.) fermentare, detto spec. del mosto nei tini    • 3 •   (fig.) agitarsi, fremere in maniera incontenibile; ribollire: bollire di rabbia, di sdegno | il sangue gli bolle nelle vene, ha un temperamento focoso; anche, è in preda a una forte passione | qualcosa gli bolle in testa, ha in mente di fare qualcosa    • 4 •   (fig. fam.) sentire molto caldo: in questa stanza si bolle  | v. tr.  mettere a bollire, far bollire: bollire le castagne. 
bollisiringhe   s.m. invar.  bollitore per sterilizzare le siringhe di vetro da iniezione.
bollita   s.f.  rapida bollitura: dare una bollita al latte. 
bollito   part. pass.  di bollire   agg.  si dice di liquido che è andato in ebollizione o di cibo che è stato cotto nell'acqua  s.m.  carne bollita; lesso: bollito di manzo. 
bollitore   s.m.    • 1 •   recipiente che serve a far bollire acqua, latte o altri liquidi    • 2 •   grande recipiente usato nell'industria chimica per particolari operazioni; nell'industria della carta, del sapone e sim., autoclave    • 3 •   operaio addetto a operazioni di bollitura.
bollitura   s.f.    • 1 •   il bollire; il tempo che dura l'ebollizione    • 2 •   (metall.) saldatura a fuoco mediante pressione o martellatura di due pezzi metallici, riscaldati fino a raggiungere una consistenza pastosa.
bollo   (1) s.m.    • 1 •   impronta prodotta da un marchio inciso o da un timbro cosparso di inchiostro, che serve ad autenticare, ad attestare, a convalidare o sim.: bollo a secco, impresso mediante incisione; bollo a umido, ottenuto con cuscinetto inchiostrato; bollo postale, che annulla i francobolli sulla corrispondenza spedita | marchio dello stato che certifica l'avvenuto pagamento di una tassa: carta da bollo, contrassegnata dal bollo dello stato e prescritta per determinati atti pubblici; marca da bollo, piccolo rettangolo di carta simile a un francobollo, di valore vario, che si applica su documenti, ricevute e sim.; imposta di bollo, tributo indiretto prelevato attraverso la vendita di carte o marche da bollo | (estens.) tagliando, cedola che attesta l'avvenuto pagamento di una tassa: il bollo delle automobili    • 2 •   (estens.) lo strumento che serve per bollare; sigillo    • 3 •   antico segno d'infamia applicato a schiavi, a condannati; marchio    • 4 •   (fam.) francobollo    • 5 •   (fig. fam.) ammaccatura.
bollo   (2) s.m.  (region.) bollore.
bollore   s.m.    • 1 •   il bollire; stato di un liquido che bolle: alzare, levare il bollore, cominciare a bollire    • 2 •   (estens. lett.) caldo intenso: il bollore di un pomeriggio estivo    • 3 •   (fig.) stato di eccitazione, passione intensa: i bollori della gioventù. 
bolloso   agg.  pieno di bolle.
bolo   s.m.    • 1 •   cibo masticato e insalivato: bolo alimentare, che si deglutisce; bolo masticatorio, che si trattiene in bocca per assorbirne i princìpi solubili | bolo isterico, (med.) sensazione di costrizione alla gola avvertita durante gli attacchi di isteria    • 2 •   preparato medicinale in forma di grossa pillola usato in veterinaria    • 3 •   impasto rosso a base di ossido di ferro che fa aderire la foglia d'oro su un supporto sottostante; bolarmenico.
bolognese   agg.  di bologna | alla bolognese, (gastr.) si dice di un tipo di condimento a base di salsa di pomodoro in cui si fanno cuocere a lungo carne tritata e altri ingredienti: ragù alla bolognese   s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a bologna.
bolognino   s.m.  antica moneta, coniata dal comune di bologna dal 1191.
bolometro   s.m.  (fis.) strumento di alta sensibilità per misure di energia elettromagnetica radiante.
bolsaggine   s.f.    • 1 •   (vet.) malattia cronica del cavallo che si manifesta con insufficienza respiratoria    • 2 •   (fig.) debolezza, spossatezza | goffa ostentazione (detto di stile e anche di persona).
bolscevico   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   del bolscevismo, che si riferisce al bolscevismo: la rivoluzione bolscevica    • 2 •   (estens.) comunista rivoluzionario  s.m.  [f. -a]    • 1 •   comunista appartenente al bolscevismo russo    • 2 •   (estens.) rivoluzionario estremista.
bolscevismo   s.m.    • 1 •   il movimento rivoluzionario che guidò la rivoluzione socialista sovietica del 1917 | teoria e pratica rivoluzionaria dei bolscevichi    • 2 •   (estens. non com.) comunismo.
bolscevizzare   v. tr.  conformare alla dottrina bolscevica, rendere bolscevico.
bolsedine   s.f.  (non com.) bolsaggine.
bolso   agg.    • 1 •   si dice di cavallo affetto da bolsaggine    • 2 •   (estens.) asmatico, fiacco | (fig.) pesante, goffamente enfatico (detto di stile, discorso ecc.): una prosa bolsa  § bolsamente avv.  in modo fiacco; in modo goffo ed enfatico.
bolzanino   agg.  di bolzano  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di bolzano.
bolzonare   v. tr.  (ant.) colpire, percuotere con un bolzone; ferire con una freccia.
bolzonato   part. pass.  di bolzonare   agg.  marcato col bolzone: monete bolzonate, segnate per metterle fuori corso legale.
bolzone   s.m.    • 1 •   (ant.) macchina bellica da assedio usata nel medioevo, simile all'ariete | la testa in ferro dell'ariete    • 2 •   (ant.) sorta di freccia con la punta smussata    • 3 •   punzone per marcare monete, medaglie ecc.    • 4 •   strumento dotato di un punzone usato per macellare i suini mediante un colpo sulla fronte    • 5 •   (arch.) paletto di ferro che assicura a un muro una catena    • 6 •   (mar.) lieve convessità dei bagli e dei ponti di una nave.
boma   s.m. invar.  (mar.) antenna orizzontale o trasversale imperniata sull'albero di poppa; serve a tendere la vela di randa.
bomba   (1) s.f.    • 1 •   ordigno metallico cavo contenente una notevole quantità di esplosivo, dotato di un dispositivo che ne provoca lo scoppio: bomba a mano, a orologeria, incendiaria, dirompente, d'aereo, di profondità, fumogena  | bomba molotov, bottiglia molotov | bomba a, o atomica, che sfrutta gli effetti della fissione nucleare dell'atomo dell'uranio o del plutonio | bomba h, o all'idrogeno  o termonucleare, che sfrutta l'energia liberata dalla trasformazione di idrogeno in elio, cioè la fusione nucleare degli atomi di idrogeno | a prova di bomba, (fig.) si dice di cosa solidissima, inattaccabile. dim. bombetta    • 2 •   (med.) bomba al cobalto, apparecchio per terapie a base di raggi gamma, emessi da cobalto radioattivo circondato da una sfera di materiale isolante    • 3 •   (fis.) recipiente a pareti robuste e a chiusura ermetica entro cui si possono effettuare esperimenti e misurazioni a volume noto e costante: bomba calorimetrica    • 4 •   (geol.) massa di lava proiettata da un vulcano in eruzione    • 5 •   nel gergo sportivo, sostanza eccitante che l'atleta ingerisce per migliorare la propria efficienza fisica    • 6 •   (fig. tosc.) bugia, fandonia, balla | (estens.) notizia clamorosa, esplosiva; scandalo    • 7 •   (gastr.) pasta dolce lievitata a base di uova e farina, per lo più ripiena di crema o marmellata    • 8 •   (non com.) pallottola di gomma che, masticata e soffiata fuori della bocca, produce bolle colorate    • 9 •   cappello duro a cupola    • 10 •   in pirotecnica, complesso di artifici da lanciare in alto    • 11 •   (aer.) manovra acrobatica di una pattuglia di quattro aerei.
bomba   (2) s.f.  in alcuni giochi di bambini, il punto da cui uno dei giocatori parte alla ricerca degli altri e a cui tutti devono cercare di arrivare | tornare a bomba, (fig.) tornare in argomento.
bombacacee   s.f.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni tropicali di cui fa parte il baobab | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
bombaggio   s.m.  (tecn.) rigonfiamento delle scatole di conserva che rivela una alterazione del contenuto.
bombarda   s.f.    • 1 •   nome delle prime bocche da fuoco ad avancarica usate nei secc. xiii e xiv    • 2 •   artiglieria da trincea a tiro curvo e ad avancarica in uso durante la prima guerra mondiale    • 3 •   (mar.) piccolo veliero a due alberi dotato di un mortaio    • 4 •   (mus.) strumento a fiato di legno ad ancia doppia, considerato precursore dell'oboe.
bombardamento   s.m.    • 1 •   il bombardare, l'essere bombardato: bombardamento navale, aereo    • 2 •   (fig.) sequela intensa di azioni o parole cui qualcuno è sottoposto: un bombardamento di colpi, di pugni; un bombardamento di domande, di accuse    • 3 •   (fis.) processo di collisione tra un fascio di particelle e un bersaglio, attraverso il quale si possono studiare le proprietà del bersaglio stesso e dei suoi componenti (atomi, nuclei ecc.): bombardamento elettronico, con elettroni; bombardamento ionico, con ioni; bombardamento con particelle subnucleari. 
bombardare   v. tr.    • 1 •   colpire con tiri d'artiglieria o con lancio di bombe: bombardare una città, una postazione nemica  | (assol.) lanciare bombe: hanno bombardato a lungo    • 2 •   (fig.) investire qualcuno con una serie intensa di atti o parole: bombardare di accuse, di richieste    • 3 •   (fis.) sottoporre a bombardamento una sostanza, un nucleo ecc.
bombardiera   s.f.  feritoia di una fortificazione da cui far sporgere la bocca di una bombarda.
bombardiere   s.m.    • 1 •   aeroplano militare attrezzato per il lancio di bombe    • 2 •   artigliere addetto alla bombarda    • 3 •   (zool.) coleottero dal corpo rosso mattone, il quale, se disturbato, emette una piccola scarica di vapore irritante accompagnata da un leggero scoppiettio (donde il nome scient. brachinus crepitans)    • 4 •   (gerg.) pescatore di frodo che si serve di esplosivo per catturare il pesce.
bombardiero   agg.  (ant.) dotato di bombarda; solo nella loc. nave, galeotta bombardiera, che designava in origine il veliero detto poi bombarda. 
bombardino   s.m.  (mus.) strumento a fiato di ottone, usato nelle bande; flicorno baritono.
bombardone   s.m.  (mus.) strumento a fiato di ottone, simile al bombardino, ma più grande e di suono più grave; flicorno basso.
bombare   (1) v. tr.  e intr.  [io bómbo ecc. ; aus. avere] (ant. , tosc.) bere copiosamente; brindare.
bombare   (2) v. tr.  [io bómbo ecc.] rendere convesso, rigonfiare; in partic., rendere convessa una superficie metallica lavorandola dalla parte interna oppure una superficie di legno asportando materiale verso l'esterno.
bombarolo   s.m.  [f. -a] nel linguaggio giornalistico, chi compie attentati con esplosivi.
bombato   part. pass.  di bombare    • 2 •   e agg.  nel sign. del verbo: vetro, metallo bombato; una gonna bombata; un antico mobile bombato  | fronte bombata, sporgente, ricurva.
bombatura   s.f.  l'essere bombato; convessità, rigonfiamento (detto di una superficie o della sagoma di un oggetto).
bombé   agg. invar.  bombato.
bomber   s.m. invar.    • 1 •   nel gioco del calcio, cannoniere; nel pugilato, picchiatore    • 2 •   corto giubbotto imbottito, simile a quello dei piloti militari americani.
bomberina   s.f.  chiodo con capocchia larga e leggermente convessa.
bombetta   s.f.  cappello maschile a cupola tondeggiante, rigido e basso, con piccola tesa rialzata.
bombice   s.m.  nome generico delle farfalle notturne le cui larve si rinchiudono in un bozzolo serico | bombice del gelso, farfalla la cui larva è il baco da seta.
bombicidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti lepidotteri con corpo tozzo e peloso; hanno vita brevissima | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
bombicino   (1) agg.  (ant.) di seta, serico: veste bombicina. 
bombicino   (2) agg.  solo nella loc. carta bombicina, carta proveniente dalla città araba di bambyke.
bombire   v. intr.  [io bombisco, tu bombisci ecc. ; aus. avere] (ant. , lett.) rimbombare; ronzare.
bombista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   (ant.) chi apprestava gli ordigni esplosivi per uso bellico    • 2 •   [anche f.] (fig. tosc.) chi racconta frottole, bugiardo.
bombito   s.m.  (lett.) esplosione, rimbombo.
bombo   (1) s.m.    • 1 •   (lett.) rimbombo: l'odore appuzza, assorda il bombo e 'l tuono  (tasso g. l.  xviii, 84)    • 2 •   genere di insetti dal corpo tozzo e villoso, con livrea di vari colori, che si nutrono succhiando il nettare dei fiori (ord.  imenotteri).
bombo   (2) s.m.  (region.) il bere; bevanda, cosa da bere (nel linguaggio infantile, o rivolgendosi a un bambino): ecco il bombo!. 
bombola   s.f.  robusto recipiente metallico di forma cilindrica atto a contenere gas compressi. dim. bomboletta  accr. bombolona, bombolone  (m.).
bomboletta   s.f.  piccolo contenitore metallico di forma cilindrica il cui contenuto liquido viene erogato in forma nebulizzata o schiumosa, per effetto di un propellente a cui è mescolato (anche bomboletta spray).
bombolo   s.m.  [f. -a] (scherz.) persona piccola e grassa.
bombolone   s.m.    • 1 •   accr.  di bombola    • 2 •   grande contenitore di gas combustibile, istallato all'esterno di un'abitazione per alimentare la caldaia per la produzione di acqua calda e il riscaldamento degli ambienti    • 3 •   (gastr.) bomba più grande del normale, ripiena di crema o marmellata    • 4 •   caramella di zucchero fuso.
bombolotto   s.m.  (spec. pl.) tipo di pasta alimentare corta in forma di grossi cannelli rigati e ricurvi.
bomboniera   s.f.  scatoletta, vasetto o altro oggetto che contiene dolciumi; in particolare, quella con cui si offrono i confetti nell'occasione delle nozze.
bompresso   s.m.  (mar.) albero che sporge quasi orizzontalmente dalla prua dei velieri, al quale si fissano i fiocchi dal lato inferiore.
bonaccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   calma di mare con assoluta mancanza di vento    • 2 •   (fig.) tranquillità, quiete.
bonaccione   agg.  che denota semplicità d'animo e buon cuore: aspetto bonaccione   s.m.  [f. -a] persona semplice e di buon cuore.
bonaerense   agg.  della provincia di buenos aires  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita nella provincia di buenos aires.
bonagrazia    ⇨ buonagrazia.
bonalana    ⇨ buonalana.
bonamano    ⇨ buonamano.
bonamorte    ⇨ buonamorte.
bonanima    ⇨ buonanima.
bonanotte    ⇨ buonanotte.
bonapartismo   s.m.  (st.) movimento politico sorto in francia dopo la caduta di napoleone (1815) e mirante alla restaurazione della dinastia napoleonica | (estens.) regime personale e autoritario basato sul diretto consenso popolare.
bonapartista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, sostenitore del bonapartismo | anche come agg.  : movimento bonapartista. 
bonarietà   s.f.  buona disposizione naturale verso gli altri; benignità, affabilità.
bonario   agg.  che è naturalmente ben disposto verso gli altri e dimostra tale disposizione; per estens., affabile, mite: una persona bonaria; parlare in tono bonario  § bonariamente avv. 
bonasera    ⇨ buonasera.
bonavoglia    ⇨ buonavoglia.
bonbon   s.m. invar.  pasticcino, confetto.
boncinello   s.m.  ferro a forma di staffa che, agganciato alla stanghetta della serratura, assicura la chiusura di un chiavistello.
bond   s.m. invar.  (econ. , fin.) obbligazione, titolo di credito.
bonderizzazione   s.f.  (metall.) trattamento antiruggine cui si sottopongono i metalli ferrosi mediante bagno in una soluzione fosfatica.
bondiola   s.f.  (region.) salume tondeggiante confezionato con pasta grossa.
bonetto   s.m.    • 1 •   (antiq.) berretto militare con visiera | sorta di copricapo che in passato si portava sotto il cappello    • 2 •   nelle trincee, piccolo cumulo di terra destinato a proteggere il capo dei combattenti.
bongiorno    ⇨ buongiorno.
bongo   s.m.  mammifero ruminante africano con il mantello color ruggine a strisce bianche trasversali e corna lunghe ad ampia spirale (ord.  artiodattili).
bongos   s.m. pl.  strumento a percussione di origine afrocubana consistente in due piccoli tamburi che si battono con le dita.
bongustaio    ⇨ buongustaio.
bonheur du jour   loc. sost. m. invar.  scrittoio per signora terminante in una piccola alzata a cassettini con nicchia centrale (sec. xviii).
bonifica   s.f.    • 1 •   il bonificare, l'essere bonificato: la bonifica di un terreno paludoso; la bonifica di un tratto di mare minato; bonifica edilizia, sanitaria; bonifica telefonica, individuazione e rimozione di microspie e altri congegni di controllo di apparecchi telefonici    • 2 •   (metall.) trattamento termico, consistente generalmente in una tempra e un successivo rinvenimento, cui si sottopongono acciai e leghe leggere per migliorarne le caratteristiche.
bonificabile   agg.  che si può bonificare: terreno, zona bonificabile. 
bonificamento   s.m.  (non com.) lo stesso che bonifica. 
bonificare   v. tr.  [io bonìfico, tu bonìfichi ecc.]    • 1 •   prosciugare artificialmente terreni paludosi e malsani per renderli adatti alla coltivazione e all'insediamento abitativo | (estens.) con riferimento ad aree povere e disabitate, eseguire le opere necessarie al loro sviluppo; riferito a zone urbane fatiscenti, operarne il risanamento edilizio    • 2 •   liberare da mine o da proiettili inesplosi zone dove si sono svolte operazioni militari    • 3 •   (fig.) liberare da elementi negativi; risanare, anche moralmente: bonificare un quartiere dalla malavita    • 4 •   (metall.) sottoporre a bonifica    • 5 •   operare una riduzione di prezzo, abbonare: bonificare un debito    • 6 •   (banc.) ordinare, eseguire un bonifico    • 7 •   (ant.) migliorare, adornare.
bonificatore   agg.  [f. -trice] che bonifica  s.m.    • 1 •   chi promuove o compie opere di bonifica    • 2 •   militare o tecnico civile addetto alla bonifica di campi minati.
bonificazione   s.f.  (non com.) bonifica.
bonifico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   sconto, riduzione di prezzo    • 2 •   operazione con la quale una banca, su richiesta di un cliente, mette una data somma a disposizione di un terzo.
bon mot   loc. sost. m. invar.  battuta spiritosa; motto fine e divertente.
bonne   s.f.  (antiq.) bambinaia.
bono    ⇨ buono 1.
bonomia   s.f.    • 1 •   bonarietà, mitezza    • 2 •   semplicità, ingenuità.
bonomo    ⇨ buonuomo.
bonsai   s.m. invar.    • 1 •   tecnica di coltivazione con cui, attraverso continue potature e altri accorgimenti, alcune piante, spec. ornamentali, vengono contenute in dimensioni di gran lunga inferiori a quelle che assumerebbero naturalmente    • 2 •   la pianta stessa così coltivata | (estens.) albero nano.
bontà   ant. bontade [bon-tà-de] e bontate, s.f.    • 1 •   l'essere buono; qualità di chi desidera e cerca di procurare il bene altrui: un uomo di grande, rara, squisita bontà; bontà d'animo; un atto di bontà  | la somma bontà, la bontà divina, dio    • 2 •   buona disposizione d'animo verso gli altri; gentilezza, cortesia: abbiate la bontà di ascoltarmi; finalmente, bontà sua, si è degnato di ricevermi    • 3 •   atto gentile, buona azione: fatemi la bontà di credere a ciò che io dico    • 4 •   qualità di ciò che è buono: la bontà di un prodotto, di una cura; la bontà del clima    • 5 •   buon sapore, gusto gradevole: la bontà di una pietanza  | (estens.) la cosa stessa che ha un buon sapore: questi pasticcini sono una bontà    • 6 •   in numismatica, la quantità di oro o argento puro contenuto nella lega nella quale si coniano le monete.
bontadioso   o bontadoso, agg.  (ant.) valoroso, prode, magnanimo.
bontate    ⇨ bontà.
bontempone    ⇨ buontempone.
bon ton   loc. sost. m. invar.  si diceva un tempo di ciò che era raffinato, educato, cortese; più recentemente, di ciò che è conforme alle regole di comportamento di certi ambienti sociali.
bonus   s.m. invar.  gratifica concessa da un'azienda a titolo di incentivo ai suoi dirigenti, in aggiunta allo stipendio base.
bonus-malus  bonus-malus loc. sost. m. invar.  nell'assicurazione automobilistica, clausola in base alla quale il premio annuale a carico dell'assicurato è ridotto o aumentato secondo che egli non abbia o abbia provocato incidenti.
bonza   s.f.  macchina per il trasporto e il riscaldamento del bitume per lavori stradali.
bonzo   s.m.    • 1 •   sacerdote buddista    • 2 •   (estens.) chi si atteggia a personaggio importante, o è indebitamente ritenuto tale.
boogie-woogie  boogie-woogie loc. sost. m. invar.  stile jazzistico sorto agli inizi del novecento come traduzione pianistica del blues, su un ritmo più veloce e battente | il ballo da esso derivato, in voga nel secondo dopoguerra.
bookmaker   s.m. invar.  allibratore.
bookmark   s.m. invar.  (inform.) collegamento a un indirizzo web, a una pagina di appunti o altro, registrato in un'applicazione per poter in seguito accedervi in maniera diretta.
booleano   agg.  che si riferisce al matematico inglese g. boole (1815-1864) o alle teorie logiche da lui elaborate: gli operatori logici booleani. 
boom   s.m. invar.    • 1 •   nel linguaggio giornalistico, fase di rapida espansione nel ciclo economico: il boom dell'edilizia; gli anni del boom, in italia, per antonomasia, i primi anni sessanta    • 2 •   affermazione e diffusione, per lo più effimere, di un costume, di una moda, di un prodotto: il boom dei fast food. 
boomerang   s.m. invar.  arma da getto, tipica dell'australia, costituita da una stecca piatta di legno ricurva nella parte centrale, che ritorna verso il lanciatore se non incontra ostacoli | (fig.) azione che si ritorce contro chi l'ha promossa.
boopide   agg.  (poet.) dai grandi occhi (epiteto attribuito nell'antichità greco-romana a era-giunone).
booster   s.m. invar.    • 1 •   in varie tecnologie, motore ausiliario    • 2 •   (elettr.) dispositivo per elevare la tensione    • 3 •   propulsore ausiliario impiegato per il lancio di un'astronave.
bootleg   s.m. invar.  (gerg.) disco o cassetta registrati clandestinamente, o comunque al di fuori delle norme legali.
bop    ⇨ be-bop.
bora   s.f.  vento di nord-est, freddo e impetuoso, che spira d'inverno sul mare adriatico settentrionale.
borace   s.m.  (chim.) sale sodico del boro, di origine naturale o artificiale; si presenta come una polvere bianca ed è usato nell'industria farmaceutica come disinfettante, in quella degli smalti e delle porcellane come fondente e nelle saldature come disossidante.
boracifero   agg.  che contiene, che produce borace | soffione boracifero, getto violento di vapore acqueo contenente acido borico, che scaturisce da un terreno vulcanico.
boragine    ⇨ borragine.
borasso   s.m.  palma tropicale di grandi dimensioni con foglie a ventaglio larghe oltre un metro e frutti a grappoli commestibili.
borato   s.m.  (chim.) sale dell'acido borico.
borbogliare   v. intr.  [io borbóglio ecc. ; aus. avere] (non com.) produrre un rumore simile al gorgoglio dell'acqua; borbottare.
borboglio   s.m.    • 1 •   (non com.) un borbogliare prolungato | rumore cupo, minaccioso    • 2 •   (ant.) tumulto.
borbonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dei borboni, relativo ai borboni, dinastia francese che deriva il suo nome dal castello di bourbon; si usa soprattutto con riferimento al ramo della famiglia che regnò su napoli e l'italia merid. dal 1735 al 1860: governo, stato borbonico    • 2 •   (fig.) retrogrado, reazionario (per la politica di chiusura e repressione attribuita ai re borbonici di napoli)  s.m.  [f. -a] seguace, sostenitore dei borboni.
borborigmo   s.m.  (med.) gorgoglio spontaneo dell'intestino.
borbottamento   s.m.  il borbottare; borbottio.
borbottare   pop. barbottare, v. intr.  [io borbòtto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   parlare o lamentarsi sottovoce, con voce confusa; brontolare tra sé e sé    • 2 •   fare un rumore sordo e ripetuto; emettere un brontolio prolungato: il tuono borbottava in lontananza; i fagioli borbottano nella pentola  | v. tr.  proferire confusamente o in maniera sconnessa: borbottare minacce. 
borbottino   s.m.    • 1 •   vaso di vetro dal collo lungo e ritorto, da cui il liquido esce gorgogliando    • 2 •   (non com.) manicaretto gustoso che ha bollito a lungo.
borbottio   s.m.  un borbottare prolungato.
borbottone   s.m.  [f. -a] (non com.) chi ha l'abitudine di borbottare; brontolone.
borchia   s.f.    • 1 •   disco metallico o di altro materiale, più o meno lavorato, che serve per rinforzare e ornare tappezzerie e mobili, oggetti d'abbigliamento, legature di libri ecc.    • 2 •   chiodo da tappezziere, a testa molto larga e di forma variabile. dim. borchietta, borchiettina  accr. borchiona, borchione  (m.).
borchiato   agg.  fissato o decorato con borchie.
borchiettato   agg.  borchiato.
borda   s.f.  (mar.) nelle galee, la vela latina più grande.
bordaglia   s.f.  (non com.) gentaglia, marmaglia.
bordame   s.m.  (mar.) lato inferiore della vela.
bordare   v. tr.  [io bórdo ecc.]    • 1 •   mettere il bordo a qualcosa; orlare: bordare un vestito; bordare di pizzo una tovaglia    • 2 •   (mar.) spiegare e distendere una vela per farle prendere bene il vento    • 3 •   (ant.) ricoprire con il fasciame l'ossatura della nave    • 4 •   (ant.) bastonare, percuotere.
bordata   s.f.    • 1 •   (mar.) ogni tratto del percorso a zig-zag compiuto da un natante a vela per rimontare il vento    • 2 •   fuoco simultaneo dei cannoni posti sullo stesso fianco della nave | (fig.) serie continuata (di colpi, offese e sim.): una bordata di fischi, di insulti. 
bordatino   s.m.  robusto tessuto di cotone a piccole righe, usato specialmente per grembiuli e vestiti da bambini.
bordato   part. pass.  di bordare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  bordatino.
bordatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi esegue o rifinisce orli e bordi    • 2 •   dispositivo della macchina per cucire che serve a fare gli orli; orlatore.
bordatrice   s.f.  macchina con cui si fanno orli o bordi; in partic., quella che esegue la bordatura dei recipienti di lamiera sottile.
bordatura   s.f.    • 1 •   orlatura di un tessuto    • 2 •   operazione con cui si piegano e si arricciano i bordi dei recipienti di lamiera sottile    • 3 •   (mar.) fasciame di una nave.
bordeaux   s.m. invar.  vino rosso o bianco prodotto in francia, nella regione di bordeaux  agg. invar.  di colore rosso scuro: un maglione bordeaux. 
bordeggiare   v. intr.  [io bordéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto di natante a vela, navigare a zig-zag per risalire il vento    • 2 •   (estens.) camminare di sghembo | (fig.) destreggiarsi per evitare difficoltà.
bordeggiata   s.f.  (mar.) il bordeggiare; lo spazio che una nave percorre bordeggiando.
bordeggio   s.m.  (mar.) il bordeggiare.
bordello   s.m.    • 1 •   casa di malaffare; postribolo    • 2 •   (fig.) luogo di corruzione; ambiente pieno di vizi e di confusione    • 3 •   (pop.) fracasso, schiamazzo; grande confusione: in quel luogo c'era un bordello indescrivibile. 
borderline   agg.  e s.m.  e f. invar.  che non è esattamente definibile, che si trova in una posizione intermedia tra due condizioni o stati ben definiti (spec. nel linguaggio medico e psichiatrico): un (soggetto) borderline, al limite tra la normalità e la patologia; un caso borderline di schizofrenia, un caso dubbio, ai margini della schizofrenia.
borderò   s.m.    • 1 •   elenco, distinta    • 2 •   registro in cui le amministrazioni dei giornali annotano i compensi per i collaboratori    • 3 •   bilancio giornaliero degli incassi e delle spese compilato dall'amministratore di una compagnia teatrale | nelle sale cinematografiche, nota relativa all'incasso giornaliero.
bordiglione   s.m.  (ant.)    • 1 •   ingrossamento irregolare del filo di seta    • 2 •   tipo di filato.
bordino   s.m.    • 1 •   orlino, spighetta o cordoncino con cui si rifiniscono giacche e abiti in genere    • 2 •   risalto delle ruote dei veicoli ferroviari, sagomato in modo da impedire che escano dalle rotaie.
bordo   s.m.    • 1 •   ciascuno dei fianchi di una nave o di qualsiasi imbarcazione; la parte del fianco emergente dall'acqua: nave d'alto bordo, con la fiancata alta; virare di bordo, cambiare la rotta (anche fig.) | d'alto bordo, (fig.) di condizione sociale elevata; importante, altolocato: gente d'alto bordo; prostituta d'alto bordo, che ha una clientela importante e facoltosa    • 2 •   (estens.) lo spazio, l'ambiente interno di una nave, un'imbarcazione o, per estens., di un altro mezzo di trasporto: vita, disciplina di bordo; documento, libro di bordo; salire a bordo, imbarcarsi; essere a bordo, essere imbarcato; essere a bordo di un'automobile, di un aereo, esserci dentro    • 3 •   (mar.) lo spazio che un'imbarcazione percorre bordeggiando, tra una virata e l'altra; la virata stessa | bordo libero, grandezza lineare che, dedotta dall'altezza di una nave, definisce l'immersione massima fino alla quale la nave può essere caricata    • 4 •   filettatura o guarnizione con cui si orla un capo di biancheria, un indumento o sim.: lenzuolo con bordo ricamato    • 5 •   parte terminale, margine, orlo: il bordo della vasca, della poltrona | bordo d'attacco, d'uscita, (aer.) la parte rispettivamente anteriore e posteriore dell'ala.
bordò   agg.  e s.m.  adattamento it. del fr. bordeaux. 
bordolese   agg.  di bordeaux | (poltiglia) bordolese, miscela di solfato di rame e calce spenta, usata in agricoltura come anticrittogamico | (bottiglia) bordolese, di forma cilindrica e colore scuro per vini rossi; tazza bordolese, per lo più d'argento, per la degustazione del vino e l'esame del suo colore  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita a bordeaux    • 2 •   recipiente di legno della capacità di ca 220 litri per la conservazione o la spedizione del vino.
bordone   (1) s.m.  grosso bastone con manico ricurvo, usato un tempo dai pellegrini.
bordone   (2) s.m.  (mus.) emissione costante e insistita di una nota ad accompagnamento di una melodia; registro d'organo con suono cupo e grave: fare, tenere bordone, accompagnare con note basse una melodia; falso bordone, falsobordone | tener bordone a qualcuno, (fig.) aiutarlo, assecondarlo nelle sue malefatte.
bordone   (3) s.m.  penna d'uccello appena spuntata | far venir i bordoni, (fig. rar.) far venire la pelle d'oca, per la paura.
bordura   s.f.    • 1 •   orlo, margine, bordo    • 2 •   (gastr.) guarnizione di vari ingredienti per piatti di portata    • 3 •   (arald.) pezza onorevole che corre lungo l'orlo interno dello scudo occupandone la sesta parte.
borea   s.m.  vento di settentrione; tramontana | (lett.) il nord.
boreale   agg.  relativo all'emisfero terrestre settentrionale: aurora boreale, fenomeno atmosferico luminoso, osservabile nelle regioni del nord all'interno del circolo polare; clima boreale, freddissimo, come quello dell'estremo nord.
borgata   s.f.    • 1 •   piccolo raggruppamento di case    • 2 •   a roma, quartiere popolare dell'estrema periferia: gente, ragazzi di borgata. 
borgataro   s.m.  [f. -a] (roman.) abitante di una borgata romana | (estens.) chi vive in stato di emarginazione sociale.
borghese   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   si dice di chi appartiene alla borghesia o di ciò che è proprio, caratteristico di essa: società, classe, mentalità, cultura borghese; essere un borghese    • 2 •   (estens.) si dice di persona o cosa che denota mentalità angusta o rispetto formale di regole e convenzioni che si attribuiscono comunemente alla borghesia, e in partic. alla piccola borghesia: pregiudizi, moralismo da borghese; conformismo borghese.  pegg. borghesuccio, borghesucolo    • 3 •   civile (contrapposto a militare o ecclesiastico): abiti borghesi; essere in borghese    • 4 •   (ant.) si diceva di chi abitava un borgo; per estens., cittadino § borghesemente avv.  in modo borghese, da borghese.
borghesia   s.f.    • 1 •   nell'età comunale, ceto medio cittadino che esercitava le professioni o le attività commerciali e finanziarie    • 2 •   a partire dall'epoca moderna, classe sociale ed economica costituita da coloro che traggono il proprio reddito dall'attività imprenditoriale; originariamente era contrapposta alla nobiltà e alla grande proprietà terriera, poi, in seguito al crollo di queste ultime e all'affermarsi del processo di industrializzazione, al proletariato: la rivoluzione francese fu opera della borghesia; alta borghesia, industriali, agrari, banchieri ecc.; media borghesia, dirigenti d'azienda, funzionari, professionisti ecc.; piccola borghesia, impiegati, commercianti, artigiani ecc.    • 3 •   (estens.) denominazione collettiva entro cui si comprendono gruppi e categorie sociali alquanto eterogenei (dirigenti, professionisti, impiegati, commercianti, artigiani ecc.) ma accomunati dal fatto di risiedere prevalentemente in centri urbani e di condividere un insieme di ideali, valori e modi di vita tipici della società occidentale.
borghesismo   s.m.  (spreg.) mentalità o atteggiamento da borghese.
borghigiano   s.m.  [f. -a]    • 1 •   abitante di un borgo    • 2 •   abitante di una località nel cui nome compaia la parola borgo  | il borghigiano, per antonomasia, il pittore piero della francesca (1416-1492), nativo di borgo san sepolcro  agg.  (non com.) che ha le caratteristiche di un borgo; paesano.
borgiotto    ⇨ brogiotto.
borgo   s.m.  [pl. -ghi; ant. le borgora]    • 1 •   piccolo centro abitato; grosso villaggio    • 2 •   quartiere cittadino fuori delle vecchie mura o staccato dal nucleo primitivo. dim. borghetto    • 3 •   in alcune città, denominazione di vie o strade.
borgogna   s.m. invar.  denominazione generica dei vini, bianchi e rossi, prodotti nella omonima regione francese.
borgognone   agg.    • 1 •   burgundo    • 2 •   della borgogna | (poltiglia) borgognona, poltiglia anticrittogamica analoga alla bordolese ma con carbonato di sodio al posto della calce | (bottiglia) borgognona, di forma panciuta, simile a quella dello champagne, ma con il collo più corto  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è nato, chi abita nella borgogna    • 2 •   [f. -a] burgundo    • 3 •   (zool.) ciuffolotto.
borgognotta   s.f.  elmo medievale con visiera e guanciali mobili.
borgomastro   s.m.  nei paesi tedeschi, il primo magistrato di una città corrisponde al nostro sindaco.
boria   s.f.  atteggiamento di superiorità, di ostentazione della propria posizione o dei propri meriti veri o presunti; altezzosità: essere pieno di boria; trattare con boria. 
boriarsi   v. rifl.  [io mi bòrio ecc.] (non com.) mostrare boria, darsi delle arie.
borico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto che contiene boro: acido borico  | acqua borica, soluzione di acqua distillata e acido borico usata come blando disinfettante degli occhi e di altri organi delicati.
borina    ⇨ bolina.
boriosità   s.f.  l'essere borioso; boria.
borioso   agg.  pieno di boria: una persona boriosa  | usato anche come s.m.  [f. -a]: è un borioso  § boriosamente avv. 
borire   o borrire, v. tr.  [io borisco, tu borisci ecc.] (non com.) nella caccia, far levare a volo gli uccelli.
borita   o borrita, s.f.  l'alzarsi a volo degli uccelli dal suolo: caccia alla borita, condotta avanzando per la campagna e sparando agli uccelli appena si levano in volo.
borlanda   o burlanda, s.f.    • 1 •   residuo della distillazione di liquidi fermentati di origine amilacea o zuccherina; s'impiega, tra l'altro, nella preparazione di mangimi    • 2 •   (pop.) brodaglia; minestra scotta o troppo liquida.
borlare   v. intr.  [aus. essere] (region.) cadere, rotolare.
borlonatura   s.f.  nell'industria dei bottoni, operazione con cui si sgusciano e puliscono i semi utilizzati per fabbricare bottoni.
borlone   s.m.  cilindro rotante cavo, ad asse orizzontale, con cui si esegue la borlonatura.
borlotto   s.m.  (region.) varietà di fagiolo a buccia striata, di media grossezza.
bornio   s.m.  nelle antiche costruzioni, pietra sporgente verso l'esterno allo scopo di difendere i muri da colpi o urti | (estens.) masso sporgente.
boro   s.m.  elemento chimico di simbolo b; è un non metallo (metalloide) solido, giallo bruno, usato nell'industria metallurgica come disossidante di metalli e leghe, per aumentare la resistenza alle alte temperature dell'acciaio e nei reattori nucleari come schermo per i neutroni.
borosa   s.f.  (mar.) cavetto della vela che serve, superiormente, per l'inferitura al pennone, inferiormente, per terzarolare.
borotalco   ® s.m.  polvere bianca finissima composta di talco e acido borico, usata per l'igiene e la pulizia della pelle.
borra   s.f.    • 1 •   cascame di pannilani o miscuglio di peli o crini animali, con cui si fanno imbottiture o feltri scadenti    • 2 •   (estens.) materiale scadente, di poco valore, usato per riempire | (fig.) parole superflue: vi troverete nella turpe necessità di riempire i vostri fogli di borra  (monti)    • 3 •   cilindretto di feltro che nelle cartucce da caccia separa la polvere dal piombo    • 4 •   peluria che in alcuni animali da lana e da pelliccia costituisce lo strato più interno del pelame.
borraccia   s.f.  [pl. -ce] fiaschetta di alluminio o d'altro materiale usata da soldati ed escursionisti per conservarvi acqua o altre bevande. dim. borraccetta, borraccina. 
borraccina   s.f.  varietà di muschio che cresce in fitti tappeti verdi.
borraccio   s.m.  (region.) tovagliolo; canovaccio.
borraggine    ⇨ borragine.
borraggio   s.m.    • 1 •   l'operazione del borrare    • 2 •   l'insieme della borra e degli altri materiali che servono a completare la carica delle cartucce da caccia.
borraginacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni caratterizzate da foglie pelose e fiori con infiorescenza scorpioide; vi appartengono il miosotide e la polmonaria | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
borragine   o borraggine o boragine, s.f.  pianta erbacea con foglie ovali ricoperte da peli ruvidi, commestibili, e fiori azzurri; le foglie vengono anche usate per preparare un infuso emolliente e diuretico (fam.  borraginacee).
borrana   (1) s.f.  forma sett. di borragine. 
borrana   (2) s.f.  (ant.) borro, piccolo torrente.
borrare   v. tr.  [io bórro ecc.] nel linguaggio dei minatori, calcare l'esplosivo nel foro da mina con carta, argilla, sabbia o altro materiale inerte.
borratore   s.m.  maglio usato per consolidare il terreno.
borratura   s.f.  l'operazione del borrare; borraggio.
borrire   e deriv.   ⇨ borire e deriv. 
borro   s.m.    • 1 •   piccolo torrente dal letto profondo e scosceso | fosso che raccoglie le acque di scolo dei campi | canale di scarico di una palude    • 2 •   (lett.) burrone.
borrone    ⇨ burrone.
borsa   (1) s.f.    • 1 •   sacchetto di pelle, di stoffa o d'altro materiale, di varia forma e grandezza, che si porta in mano o in spalla per tenervi denaro, documenti, oggetti personali: una borsa di paglia, di pelle; borsa della spesa; borsa da viaggio  | borsa da ghiaccio, in tessuto impermeabile per fare applicazioni di ghiaccio su parti malate | borsa dell'acqua, in gomma, per contenere acqua calda | la borsa del canguro, il marsupio. dim. borsetta, borsettina, borsina, borsino  (m.) accr. borsona, borsone  (m.) pegg. borsaccia  vezz. borsuccia    • 2 •   dà luogo a numerose locuzioni fig., in cui si fa riferimento al denaro in essa contenuto: avere la borsa piena, vuota, avere molto denaro o non averne affatto | essere di borsa larga, essere prodigo, generoso | aprire la borsa, metter mano alla borsa, spendere | chiudere la borsa, non sborsare più denaro | tenere stretta la borsa, essere avaro | pagare di borsa propria, con i propri denari | far borsa comune, di più persone, mettere in comune i guadagni e le spese | borsa di studio, somma assegnata a studenti meritevoli o a studiosi perché possano dedicarsi alla loro attività | o la borsa o la vita!, (antiq.) tipica intimazione di rapinatori    • 3 •   (lit.) busta quadrata di cartone ricoperta di seta o lino, destinata a contenere il corporale    • 4 •   (sport) compenso in denaro ricevuto dai pugili per ogni combattimento    • 5 •   (anat.) cavità a forma di sacco: borsa scrotale  | avere le borse sotto gli occhi, (fam.) le occhiaie gonfie    • 6 •   borsa di pastore, (bot.) pianta erbacea infestante con foglie allungate e fiori bianchi piccolissimi in racemi (fam.  crocifere).
borsa   (2) s.f.    • 1 •   mercato pubblico organizzato di valori mobiliari (azioni, obbligazioni, titoli di stato ecc.) o di merci (prodotti agricoli, minerali, metalli ecc); anche, l'edificio in cui si svolgono le contrattazioni: borsa valori, merci; agente di borsa; operazioni di borsa; listino di borsa, elenco dei prezzi di ogni titolo; rialzo, ribasso in borsa, aumento o ribasso dei valori negoziati | giocare in borsa, eseguire operazioni di borsa puntando su rialzi o ribassi    • 2 •   (estens.) compravendita, mercato, anche di carattere non borsistico: la borsa dei calciatori  | borsa nera, borsanera.
borsaio   s.m.  [f. -a] (antiq.) chi fabbrica o vende borse.
borsaiolo   lett. borsaiuolo, s.m.  [f. -a] ladro che ruba con destrezza dalle tasche o dalle borse.
borsalino   ® s.m.  cappello maschile di feltro con tesa e nastro di guarnizione alla base della calotta.
borsanera   o borsa nera, s.f.  compravendita illecita e clandestina, a prezzi maggiorati, di generi di monopolio, razionati o comunque difficilmente reperibili.
borsanerista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica la borsanera.
borsaro   s.m.  (roman.) borsaio | borsaro nero, borsanerista.
borsata   s.f.    • 1 •   ciò che può essere contenuto in una borsa: una borsata di verdura    • 2 •   colpo inferto con una borsa: cercò di difendersi prendendolo a borsate in testa. 
borseggiare   v. tr.  [io borséggio ecc] compiere un borseggio.
borseggiatore   s.m.  [f. -trice] borsaiolo.
borseggio   s.m.  furto di denaro o di altri oggetti di valore, sottratti abilmente dalle tasche o dalla borsa di qualcuno.
borsellino   s.m.  portamonete.
borsello   s.m.    • 1 •   borsa per uomo con funzione analoga a quella della borsetta femminile, spesso con lungo cinturino che permette di appenderla alla spalla; borsetto    • 2 •   (ant.) borsellino, portamonete.
borsetta   s.f.  borsa a mano o a tracolla per signora, più o meno piccola, di varia forma, per contenere denaro e oggetti personali: una borsetta di raso, da sera.  dim. borsettina. 
borsettiere   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende borsette e borsellini.
borsettificio   s.m.  fabbrica di borsette.
borsetto   s.m.  lo stesso che borsello. 
borsino   s.m.    • 1 •   ufficio di una banca nel quale convengono gli operatori per seguire le notizie di borsa e conferire ordini    • 2 •   negoziazione di titoli che non sono ammessi a quotazione ufficiale.
borsista   (1) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi usufruisce di una borsa di studio.
borsista   (2) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa speculazioni in borsa.
borsistico   agg.  [pl. m. -ci] di borsa; relativo alle contrattazioni che avvengono in borsa: operazioni borsistiche. 
borsite   s.f.  (med.) infiammazione di una borsa sierosa.
bort   s.m.  diamante opaco e fibroso, destinato a usi industriali | scarto di lavorazione del diamante.
borzacchino   s.m.  (ant.) stivaletto che arriva a mezzo polpaccio.
borzacchio    ⇨ bozzacchio.
boscaglia   s.f.  macchia di arbusti, generalmente bassi e molto ramificati; anche, bosco fitto e intricato.
boscaiolo   lett. boscaiuolo, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi taglia legna nei boschi    • 2 •   persona addetta alla manutenzione e alla difesa dei boschi; guardaboschi.
boscareccio    ⇨ boschereccio.
boscatico   s.m.  [pl. -ci] nel medioevo, imposta pagata per esercitare il diritto di far legna nei boschi di proprietà comune.
boscato   agg.  (non com.) boscoso.
boschereccio   ant. boscareccio, agg.  [pl. f. -ce] (lett.)    • 1 •   di bosco; che vive nel bosco: fiore, animale boschereccio    • 2 •   (fig.) semplice, rozzo: canti boscherecci  ' poesia boschereccia, poesia pastorale.
boschetto   s.m.    • 1 •   dim.  di bosco    • 2 •   bosco di piccole dimensioni, per lo più coltivato; bosco ameno.
boschivo   agg.    • 1 •   piantato a bosco: terreno boschivo    • 2 •   proprio del bosco: piante boschive. 
boscimano   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi appartiene a una popolazione nomade dell'africa sudoccidentale caratterizzata da piccola statura, pelle giallastra e rugosa, capelli arricciati e steatopigia.
bosco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   estensione di terreno coperto di alberi, generalmente d'alto fusto, uniti ad arbusti e altre piante selvatiche: bosco di querce, di abeti; attraversare il bosco; perdersi in un bosco; portar legna al bosco, (fig.) fare cosa inutile; essere, farsi uccel di bosco, (fig.) rendersi irreperibile | insieme di alberi d'alto fusto disposti in gran numero uno accanto all'altro: bosco ceduo, da taglio, che si taglia periodicamente. dim. boschetto    • 2 •   (ant.) legna, legname | curare qualcuno con sugo di bosco, (scherz.) dargli bastonate    • 3 •   in bachicoltura, il mucchio di frasche sul quale i bachi fanno il bozzolo    • 4 •   nell'italia centrale, moriglione.
boscosità   s.f.  l'esser boscoso | indice di boscosità, il rapporto tra la superficie a bosco e la superficie totale di un determinato territorio.
boscoso   agg.  coperto di boschi, ricco di boschi: una regione boscosa. 
bosforo   s.m.  (lett.) stretto di mare.
bosinata   o bosinada [pr. milan.  / buzi'nada /], s.f.  composizione in versi in dialetto milanese su argomenti di attualità e di tono satirico, recitata o cantata dai bosini.
bosino   s.m.  cantastorie tipico delle campagne milanesi | (estens.) epiteto dato in lombardia a chi viene dalla campagna; uomo rozzo, ignorante.
bosniaco   agg.  [pl. m. -ci; pl. f. -che] della bosnia  s.m.  [f. -a] chi abita, chi è nato in bosnia.
bosone   s.m.  (fis.) ogni particella atomica o subatomica dotata di spin 0 o    • 1 •   e descrivibile con la teoria statistica di bose-einstein.
boss   s.m. invar.  capo di un'organizzazione; la persona più potente in un settore (per lo più spreg.  o iron.): i boss della finanza; un boss della malavita. 
bossa nova   loc. sost. f. invar.  ballo di origine brasiliana, derivante dal samba con sovrapposizione di elementi jazz.
bosso   tosc. bossolo [bòs-so-lo], region. busso, s.m.    • 1 •   arbusto sempreverde con piccole foglie ovali, lucide e profumate; spontaneo nel mediterraneo, viene anche coltivato per formare siepi (fam.  buxacee)    • 2 •   il legno di tale arbusto, durissimo e compatto.
bossola   s.f.    • 1 •   spazzola dura che si usa per strigliare i cavalli    • 2 •   antica misura veneta di capacità per liquidi, equivalente a ca    • 3 •   litri.
bossolo   (1) ant. bussolo, s.m.    • 1 •   (ant.) piccolo vaso o barattolo, generalmente di legno di bosso, usato per contenere unguenti, profumi, cosmetici e sim.    • 2 •   urna per estrazioni a sorte o in cui si raccolgono le schede durante votazioni ed elezioni | bussolotto per il gioco dei dadi | (ant.) cassetta per le elemosine. dim. bossolino, bossoletto  accr. bossolotto    • 3 •   (mil.) cilindro metallico, per lo più di ottone, che contiene la carica di lancio di un'arma da fuoco e ne assicura la chiusura ermetica al momento dello sparo    • 4 •   bossolo stoppato, (mecc) denominazione antiquata della tenuta a premistoppa.
bossolo   (2)  ⇨ bosso.
boston   s.m. invar.    • 1 •   valzer lento e strisciato, di origine nordamericana (sec. xix) | nel jazz, tipo di accompagnamento pianistico    • 2 •   gioco di carte americano.
bostoniano   agg.    • 1 •   di boston, città degli stati uniti    • 2 •   (fig. lett.) raffinato, elitario; intellettualistico  s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita a boston.
bostrico   s.m.  [pl. -chi] piccolo insetto coleottero nero, parassita delle conifere.
bot   s.m. invar.  denominazione di titoli di credito a breve termine emessi dallo stato italiano.
botanica   s.f.  scienza che studia e classifica i vegetali.
botanico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la botanica | orto, giardino botanico, giardino nel quale vengono coltivate piante, spec. rare o esotiche, a scopo di studio  s.m.  [f. -a] studioso di botanica § botanicamente avv.  dal punto di vista botanico.
boto   e deriv.   ⇨ voto    • 1 •   e deriv. 
botola   ant. bodola, s.f.  apertura in un pavimento o in un soffitto, munita di un'imposta di chiusura, che mette in comunicazione con un vano sottostante o sovrastante.
botolo   s.m.    • 1 •   piccolo cane di forma tozza e muso rincagnato, che abbaia e ringhia facilmente    • 2 •   (fig.) uomo iroso, stizzoso, ma impotente a nuocere.
botri   s.m.  pianta erbacea aromatica che costituisce una varietà dell'artemisia (fam.  chenopodiacee).
botrio   -1 primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. bóthrion  'piccola fossa, solco' (botriocefalo).
botrio   -1 primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. bóthrion  'piccola fossa, solco' (botriocefalo).
botriocefalo   s.m.  verme parassita dell'intestino, simile alla tenia, ma dotato di due solchi laterali; può provocare gravi anemie (cl.  cestodi).
botriomicosi   s.f.  (vet.) malattia infettiva del cavallo causata da micrococchi e caratterizzata dalla comparsa di noduli e fistole nel tessuto cutaneo e sottocutaneo.
botrite   s.f.  genere di funghi dell'ordine dei moniliali, saprofiti o parassiti.
botro   s.m.  (tosc. , lett.) fossato scosceso sul cui fondo scorrono le acque che l'hanno scavato.
botta   (1) s.f.    • 1 •   percossa, colpo violento dato con le mani, con un bastone o altro: dare, ricevere una botta  | prendere a botte, picchiare | fare a botte, picchiarsi | botte da orbi, in gran quantità e date alla cieca    • 2 •   colpo che si riceve cadendo o urtando contro qualcosa: dare, prendere una botta contro uno spigolo  | (estens.) il segno che resta dopo una caduta o un urto: c'è ancora la botta sul braccio  | a botta calda, (fig.) a caldo, sotto la forte impressione di un fatto recente    • 3 •   (fig.) guaio, danno improvviso: il licenziamento è stato una bella botta per lui    • 4 •   rumore provocato da un corpo che cade o da un'esplosione; botto | (estens.) tiro, colpo di arma da fuoco    • 5 •   nella scherma, colpo: tirare, parare una botta; botta dritta, stoccata semplice e diretta, vibrata con l'affondo    • 6 •   (fig. fam.) motto pungente, espressione provocatoria e allusiva: quella botta era per te; botta e risposta, motto o fatto cui segue prontissima la risposta o la reazione.
botta   (2) s.f.  (tosc.)    • 1 •   rospo | gonfio come una botta, (fig.) vanitoso    • 2 •   (estens.) persona sgraziata, tozza.
bottaccio   (1) s.m.    • 1 •   bacino in cui si raccolgono le acque per azionare i mulini | pozzetto che, nei fossati, serve a rallentare la velocità dell'acqua e a far depositare i detriti    • 2 •   (ant.) fiasco, damigiana | un tempo, quantità di vino prelevata da un carico e data in compenso a coloro che ne facevano il trasporto    • 3 •   in emilia, botte usata per lo scarico dei pozzi neri.
bottaccio   (2) agg.  e s.m.  (region.) si dice di una varietà di tordo.
bottacciolo   s.m.    • 1 •   (ant.) gonfiore, pustola    • 2 •   rigonfiamento nell'intonaco.
bottaio   ant. region. bottaro, s.m.  [f. -a] chi fabbrica, ripara o vende botti.
bottale   s.m.  macchina cilindrica usata per la concia delle pelli.
bottame   s.m.  l'insieme delle botti di una cantina.
bottare   v. tr.  [io bòtto ecc.] (ant.) percuotere, colpire.
bottarga   s.f.  (gastr.) uova di muggine pressate e seccate sotto sale; è cibo pregiato, spec. come antipasto.
bottaro    ⇨ bottaio.
bottata   s.f.  (antiq.)    • 1 •   frase pungente o ironica    • 2 •   richiesta di prezzo eccessivo.
bottatrice   s.f.  grosso pesce commestibile d'acqua dolce, con corpo allungato color verde oliva e lunga pinna dorsale (ord.  gadiformi).
bottazzo   s.m.  (mar.) rinforzo di legno che riveste le murate di un bastimento | falso scafo del sommergibile.
botte   s.f.    • 1 •   recipiente di legno fatto di doghe arcuate e più strette alle estremità, tenute unite da cerchi di ferro, per cui ha forma simile a quella di un cilindro ma panciuta; serve per la conservazione e il trasporto di liquidi (spec. vino), o anche di pesci salati, olive e prodotti simili: spillare il vino dalla botte; una botte di aringhe  | essere in una botte di ferro, (fig.) essere al sicuro da ogni rischio | dare un colpo al cerchio e uno alla botte, (fig.) barcamenarsi fra due persone, due partiti, due esigenze in contrasto fra loro | volere la botte piena e la moglie ubriaca, (fig.) cercare di ottenere contemporaneamente due cose fra loro incompatibili | prov.  : nelle botti piccole sta il vino buono, per sottolineare le buone qualità di una persona di statura piccola. dim. botticella, botticina    • 2 •   la quantità di liquido o di altra sostanza contenuta in una botte    • 3 •   appostamento galleggiante a forma di botte aperta nel lato superiore, usato per la caccia nelle paludi    • 4 •   volta a botte, (arch.) volta a sezione semicircolare    • 5 •   a roma, carrozza pubblica a cavalli; botticella    • 6 •   antica unità di misura per liquidi, con valori diversi da regione a regione | (mar.) antica unità di misura di stazza, equivalente alla tonnellata.
bottega   s.f.    • 1 •   locale al piano terreno, per lo più aperto sulla strada, dove si espongono e si vendono merci di vario genere; negozio: la bottega del panettiere  | aprire, mettere su bottega, mettersi a fare il negoziante; cominciare un commercio, un'attività | chiudere bottega, cessare la propria attività commerciale; (fig.) interrompere ciò che si sta facendo, abbandonare un'impresa | stare di bottega, avere il negozio in un dato luogo | fondi, scarto di bottega, merce residua di una vendita; (fig.) roba di nessun valore | far bottega di tutto, (fig.) far commercio di qualsiasi cosa, anche di ciò che non andrebbe trattato come merce | essere casa e bottega, uscio e bottega, (fig.) abitare vicino alla bottega o, per estens., al posto di lavoro | avere la bottega aperta, (scherz.) i pantaloni sbottonati. dim. botteghina, botteghino  (m.) accr. bottegone  (m.) vezz. botteguccia    • 2 •   laboratorio, officina dove lavora un artigiano: la bottega del calzolaio  | andare, stare, mettersi a bottega da qualcuno, imparare presso di lui il mestiere, fare l'apprendista    • 3 •   nel medioevo e nel rinascimento, il laboratorio di un artista famoso, frequentato da aiutanti e allievi; anche, la sua scuola artistica: la bottega di giotto  | opera di bottega, opera non attribuibile a un artista, ma eseguita dalla sua scuola.
bottegaio   region. bottegaro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   proprietario, gestore di una bottega, spec. di generi alimentari    • 2 •   (spreg.) persona venale e gretta; trafficante, speculatore  agg.  (lett. spreg.) da bottegaio; gretto, meschino: ipocrisia bottegaia  (carducci).
bottegante   s.m.  e f.  (rar.) bottegaio.
bottegaro    ⇨ bottegaio.
botteghino   s.m.    • 1 •   dim.  di bottega    • 2 •   biglietteria di teatri, stadi e sim.    • 3 •   banco, ricevitoria del lotto | sportello in cui, all'ippodromo, si scommette sui cavalli.
bottello   s.m.  (rar.) etichetta che si incolla sul dorso dei libri per indicarne il titolo o la segnatura, oppure sulle bottiglie per indicarne il contenuto e, per i vini, l'anno della vendemmia.
botticella   s.f.    • 1 •   dim.  di botte    • 2 •   a roma, carrozza pubblica a cavalli    • 3 •   (bot.) rigonfiamento che si forma al vertice delle piante di cereali prima dell'emissione della spiga.
botticelliano   agg.  che si riferisce al pittore sandro botticelli (1445-1510) o alla sua arte: stile botticelliano  | (estens. lett.) esile ed elegante: viso, profilo botticelliano; figura botticelliana. 
bottiglia   s.f.    • 1 •   recipiente di vetro, plastica o altro materiale, di varia sagomatura, ma generalmente con corpo cilindrico e collo stretto, che serve a contenere liquidi: la bottiglia del latte; una bottiglia da un litro; stappare una bottiglia  | vino di bottiglia, di qualità pregiata | fondi di bottiglia, imitazioni di pietre preziose | bottiglia molotov, (gerg.) rudimentale bomba incendiaria costituita da una bottiglia di vetro piena di benzina avente per innesco uno straccio cui si dà fuoco al momento del lancio. dim. bottiglietta, bottiglina, bottigliuccia  accr. bottigliona, bottiglione  (m.)    • 2 •   (estens.) quantità di liquido contenuto in una bottiglia: bere una bottiglia di vino    • 3 •   nome di vari recipienti usati in laboratorio per scopi scientifici | bottiglia di leyda, il tipo più antico di condensatore elettrico, in cui le armature sono costituite da stagnola applicata sulla superficie esterna e su quella interna di un bicchiere o di un cilindro di vetro o di altro materiale isolante | usato anche come agg. invar.  : verde bottiglia, verde di tonalità molto scura.
bottigliaio   region. bottigliaro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   operaio addetto alla fabbricazione di bottiglie nelle vetrerie    • 2 •   (region.) chi compera bottiglie e altri oggetti usati.
bottigliata   s.f.  colpo vibrato con una bottiglia.
bottigliera   s.f.  in un bar, il luogo in cui si conservano ed espongono le bottiglie di liquori.
bottigliere   s.m.    • 1 •   (ant.) gestore di una bottiglieria    • 2 •   (ant.) nelle corti, chi sovrintendeva ai vini della mensa; cantiniere, coppiere    • 3 •   scaffale, mobiletto a ripiani sovrapposti in cui si conservano bottiglie.
bottiglieria   s.f.    • 1 •   negozio di vini e liquori in bottiglia    • 2 •   l'insieme delle bottiglie di una cantina    • 3 •   locale adibito alla conservazione di vini pregiati.
bottiglione   s.m.    • 1 •   accr.  di bottiglia  | grossa bottiglia, generalmente della capacità di un litro e mezzo o due litri    • 2 •   bobina di filato.
bottinaio   s.m.  operaio addetto allo svuotamento dei pozzi neri.
bottinare   (1) v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto delle api operaie, volare alla raccolta di nettare e polline; detto delle formiche, andare a raccogliere il cibo da immagazzinare    • 2 •   (ant.) saccheggiare, fare bottino.
bottinare   (2) v. tr.  concimare il terreno con rifiuti organici.
bottinatrice   s.f.  ape operaia addetta alla raccolta di nettare e polline.
bottinatura   s.f.  (agr.) la concimazione del terreno mediante il contenuto del pozzo nero.
bottino   (1) s.m.    • 1 •   preda di guerra    • 2 •   (estens.) il frutto, il ricavato di una rapina: spartirsi il bottino    • 3 •   (mil.) sacca di tela in dotazione ai soldati; anche, il suo contenuto.
bottino   (2) s.m.    • 1 •   pozzo nero; anche, il suo contenuto usato come concime    • 2 •   in un acquedotto, serbatoio per la depurazione delle acque.
botto   (1) s.m.    • 1 •   (non com.) colpo, urto, botta    • 2 •   rumore secco e forte, prodotto da spari, esplosioni, colpi e sim.: si è sentito un gran botto  | di botto, tutt'a un botto, (fig.) improvvisamente, di colpo | in un botto, (fig.) in un batter d'occhio    • 3 •   (region.) mortaretto, fuoco d'artificio: i botti di capodanno. 
botto   (2) s.m.  (dial.) rospo.
bottonaio   s.m.  [f. -a] fabbricante o venditore di bottoni.
bottonatura   s.f.  (region.) abbottonatura.
bottone   s.m.    • 1 •   piccolo disco di varia forma e materiale che, cucito o attaccato su un bordo del lembo di un indumento e infilato nell'occhiello corrispondente sul bordo del lembo opposto, serve a tenere uniti e chiusi i lembi dell'indumento stesso; è usato anche solo per guarnizione: bottoni d'osso, d'avorio, di madreperla; bottoni per giacca, per grembiule; bottoni gemelli, per i polsini della camicia | (bottoni) automatici, dischetti metallici che si incastrano l'uno nell'altro a pressione | attaccare un bottone a qualcuno, (fig. fam.) trattenerlo con un discorso lungo e noioso. dim. bottoncino    • 2 •   (estens.) oggetto o strumento a forma di bottone: il bottone del fioretto, sferetta o dischetto saldato sulla punta della lama per renderla innocua | pulsante di apparecchi elettrici, fotografici e sim.: il bottone della luce, dell'ascensore, del campanello  | stanza dei bottoni, (fig.) nel gergo politico, la posizione dalla quale si può esercitare il potere    • 3 •   (anat.) formazione a nodulo | bottoni gustativi, gli organi periferici del senso del gusto    • 4 •   (bot.) bocciolo | botton d'oro, pianta erbacea con fiori color giallo oro (fam.  ranuncolacee) | bottone d'argento, pianta erbacea con fiori bianchi (fam.  composite)    • 5 •   groviglio di fibre per difetto nella tessitura    • 6 •   bottone di aleppo, d'oriente, (med.) malattia cutanea tipica delle zone tropicali.
bottoniera   s.f.    • 1 •   fila di bottoni: la bottoniera dell'abito talare    • 2 •   occhiello sul risvolto della giacca; genericamente, occhiello di un indumento    • 3 •   in molti apparecchi elettrici, quadro con pulsanti: la bottoniera dell'ascensore. 
bottoniere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (non com.) bottonaio    • 2 •   industriale del settore bottoniero.
bottoniero   agg.  che concerne la produzione o la vendita dei bottoni: industria bottoniera. 
bottonificio   s.m.  fabbrica di bottoni.
botuligeno   agg.  (med.) che provoca botulismo: alimenti botuligeni. 
botulinico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) inerente al bacillo botulino e all'intossicazione che questo determina: tossina botulinica. 
botulino   agg.  (biol. , med.) si usa nelle loc. bacillo botulino, bacillo che si sviluppa nelle carni insaccate o in scatola avariate, producendo una tossina che determina il botulismo  s.m.  bacillo botulino.
botulismo   s.m.  (med.) grave intossicazione dovuta all'ingestione di alimenti conservati avariati, contenenti la tossina prodotta dal bacillo botulino.
bouclé   agg. invar.  si dice di lana o altra fibra con pelo molto lungo e arricciato; anche, di tessuto fatto con tali fibre  s.m. invar.  filato, tessuto bouclé.
boudoir   s.m. invar.  salottino privato, riservato di solito alle signore; anche, spogliatoio, gabinetto di toletta.
bouillabaisse   s.f. invar.  zuppa di pesce caratteristica della cucina marsigliese.
boule   s.f. invar.    • 1 •   borsa di gomma che, riempita d'acqua calda o di ghiaccio, si mette a contatto con la parte del corpo che necessita di essere scaldata o raffreddata    • 2 •   (chim.) bolla.
boulevard   s.m. invar.  viale cittadino largo e alberato, tipico di parigi.
bounty-killer  bounty-killer loc. sost. m. invar.  giustiziere privato che dà la caccia a un bandito per incassare la taglia che pende sul suo capo.
bouquet   s.m. invar.    • 1 •   mazzo o mazzolino di fiori, spec. quello che portano in mano le spose    • 2 •   aroma particolare del vino invecchiato.
bouquiniste   s.m.  e f. invar.  chi vende libri d'occasione, in piccole librerie o su bancarelle.
bourbon   ® s.m. invar.  varietà americana di whisky.
bourré   s.f. invar.  (mus.) antica danza francese, di solito in tempo binario semplice, di andamento allegro.
boutade   s.f. invar.  motto di spirito, battuta, arguzia.
boutique   s.f. invar.  negozio elegante di abbigliamento e accessori.
bovarina    ⇨ boarina.
bovarismo   s.m.  (lett.) stato di insoddisfazione determinato dal conformismo proprio della vita borghese e accompagnato dal desiderio di evasioni di tipo mondano, sentimentale o intellettuale.
bovarista   agg.  [pl. m. -sti] (lett.) di bovarismo, che manifesta bovarismo: atteggiamento bovarista. 
bovaro   o boaro [bo-à-ro], s.m.  guardiano di bovini; addetto ai bovini in un'azienda agricola | (region.) conduttore di una boaria | (fig.) uomo rozzo.
bove    ⇨ bue.
bovidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di ruminanti con due corna cave e dentatura incompleta, a cui appartengono bovini, caprini, ovini e antilopi (ord.  artiodattili) | sing.  [-e] ogni ruminante di tale famiglia.
bovile   s.m.  (rar.) stalla per bovini.
bovina   pop. buina [bu-ì-na], s.f.  sterco bovino.
bovindo   s.m.  adattamento it. dell'ingl. bow window. 
bovini   s.m. pl.  (zool.)    • 1 •   sottofamiglia dei bovidi, comprendente animali di grossa taglia (da lavoro, da carne, da latte), con corna ricurve, muso largo, collo corto con giogaia, coda terminante in un ciuffo di peli (p. e.  il bue, il bufalo, il bisonte) | sing.  [-o] ogni animale di tale sottofamiglia    • 2 •   in partic., tutti gli animali della specie bos taurus, maschi e femmine (bue, toro, vitello, vacca, mucca).
bovino   agg.    • 1 •   di bue, dei bovini: allevamento bovino  | occhi bovini, tondi, sporgenti e poco espressivi come quelli del bue    • 2 •   (fig.) stolido, ottuso, torpido: intelligenza bovina  § bovinamente avv.  in modo greve, torpido.
bovo   s.m.  (mar.) piccolo veliero con un albero centrale a vela latina e un piccolo albero a poppa con randa o vela latina.
bovolo   s.m.  (ant. , dial.) chiocciola, spirale | molla a bovolo, a spirale cilindro-conica.
bowling   s.m. invar.  gioco di birilli praticato con grosse bocce in luogo coperto su apposite piste | (estens.) locale dove si pratica tale gioco.
bow window   loc. sost. m. invar.  (arch.) struttura aggettante di un edificio, simile a un balcone coperto e chiuso da vetri.
box   s.m. invar.    • 1 •   suddivisione di un ambiente ottenuta mediante tramezzature    • 2 •   nelle stalle e nelle scuderie, recinto in cui vengono allevati o tenuti gli animali    • 3 •   negli autodromi, posto di rifornimento di carburante e di assistenza meccanica    • 4 •   autorimessa al piano terreno o seminterrato di un edificio per il ricovero di una sola autovettura    • 5 •   attrezzo a forma di piccolo recinto, talvolta pieghevole, in cui si tengono i bambini che non sanno ancora camminare    • 6 •   riquadro sulla pagina di un giornale, di un libro e sim.; finestra, specchietto    • 7 •   nel baseball, pedana del lanciatore    • 8 •   contenitore portatile    • 9 •   bacheca.
boxare   v. intr.  [io bòxo ecc. ; aus. avere] fare del pugilato.
boxe   s.f. invar.  pugilato | tirare di boxe, praticare il pugilato.
boxer   (1) s.m. invar.  cane da guardia dal mantello fulvo o tigrato, con testa simile a quella del bulldog, ma col corpo più slanciato.
boxer   (2) s.m. pl.  tipo di mutande maschili a forma di calzoncini.
boxeur   s.m. invar.  pugile.
box office   loc. sost. m. invar.  botteghino che vende biglietti per spettacoli teatrali, cinematografici, concerti ecc.
boy   s.m. invar.    • 1 •   ballerino di fila in una rivista    • 2 •   negli alberghi, giovane inserviente addetto ai servizi meno importanti | garzone di scuderia    • 3 •   nel tennis, raccattapalle; nel calcio, allievo    • 4 •   abbr.  di boy-friend. 
boy-friend  boy-friend loc. sost. m. invar.  ragazzo legato a una coetanea da un vincolo sentimentale.
boy-scout  boy-scout loc. sost. m. invar.  giovane appartenente al movimento dello scoutismo.
bozza   (1) s.f. , o bozzo s.m. ,    • 1 •   pietra sporgente da un muro; bugna. dim. bozzetta    • 2 •   (estens.) protuberanza, bernoccolo | bozze frontali, orbitarie, (anat.) le due sporgenze arrotondate dell'osso frontale.
bozza   (2) s.f.    • 1 •   prima e imperfetta forma di un lavoro; abbozzo    • 2 •   spec. pl.  prova del risultato di una composizione tipografica, che consente di apportare correzioni al testo: correggere le bozze. 
bozza   (3) s.f.  (mar.) dispositivo che serve a tenere tesato un cavo o una catena o a trattenere un peso; è costituito da uno spezzone di cavo o di catena munito alle estremità di ganci o sim.
bozzacchio   o borzacchio, s.m.  (non com.) bozzacchione.
bozzacchione   s.m.  il frutto del susino quando si deforma, per effetto di un fungo parassita, in una sorta di borsa allungata.
bozzago   o bozzagro, buzzago, buzzagro, s.m.  [pl. -ghi] (zool.) poiana.
bozzare   v. tr.  [io bòzzo ecc.] (ant.) nell'arte del disegno, abbozzare.
bozzato   s.m.  (arch.) bugnato.
bozzello   s.m.  (mar.) carrucola con una o più pulegge.
bozzettismo   s.m.  tendenza di uno scrittore a narrare prevalentemente attraverso bozzetti.
bozzettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   autore di bozzetti letterari    • 2 •   chi crea o disegna cartelloni pubblicitari.
bozzettistica   s.f.  l'arte di scrivere bozzetti; il genere del bozzetto.
bozzettistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a un bozzetto | (fig.) vivace, immediato, ma schematico e sommario; talora superficiale e approssimativo: una rappresentazione bozzettistica  § bozzettisticamente avv. 
bozzetto   s.m.    • 1 •   abbozzo, schizzo o modello in scala di un'opera d'arte, una scenografia, un cartellone pubblicitario e sim. dim. bozzettino    • 2 •   quadretto di maniera, dipinto rapidamente e con vivace spunto realistico | breve racconto o scenetta che descrive con realismo e vivacità, a rapidi tocchi, scene di vita quotidiana.
bozzima   s.f.    • 1 •   (ind. tessile) sostanza colloidale con la quale vengono impregnati i filati prima della tessitura per renderli più facilmente lavorabili    • 2 •   miscuglio d'acqua e crusca per i polli; pastone    • 3 •   (agr.) miscuglio di terra e letame in cui si pongono le piante arboree prima della messa a dimora    • 4 •   (estens.) qualsiasi intruglio sozzo e impasticciato.
bozzo   (1)  ⇨ bozza 1.
bozzo   (2) s.m.  (ant.) marito tradito  agg.  disonorato.
bozzo   (3) s.m.  fossa, buca piena d'acqua; pozzanghera.
bozzolaccio   s.m.  bozzolo da cui è uscita la farfalla.
bozzolaia   s.f.  vasto locale in cui si tengono i bozzoli dei bachi da seta.
bozzolaio   s.m.    • 1 •   commerciante di bozzoli    • 2 •   bozzolaia.
bozzolare   v. tr.  [io bòzzolo ecc.] raccogliere dalle fascine i bozzoli maturi del baco da seta; sbozzolare.
bozzolina   s.f.    • 1 •   pianta erbacea con fiori di colore vario dall'azzurro al rosa violaceo, raccolti in grappolo, e foglie lineari (fam.  poligalacee)    • 2 •   bambagiona.
bozzolo   (1) s.m.    • 1 •   involucro di seta, costruito dalle larve di varie farfalle, e spec. dal baco da seta, come ricovero protettivo durante la metamorfosi, e da alcuni insetti per la protezione delle uova: bozzolo fresco, con crisalide viva; bozzolo secco, con crisalide morta; bozzolo doppione, con due crisalidi; bozzolo sfarfallato, da cui è uscita la farfalla | uscire dal bozzolo, diventare farfalla; (fig.) emanciparsi | chiudersi nel proprio bozzolo, (fig.) condurre una vita appartata. dim. bozzoletto, bozzolino    • 2 •   nodo che si forma nei filati; per estens., grumo di farina che non si è sciolta nell'acqua.
bozzolo   (2) s.m.    • 1 •   (rar.) ramaiolo con cui i tintori prelevano dalle caldaie la materia colorante    • 2 •   antica misura per cereali, corrispondente alla quantità di farina spettante al mugnaio per la macinatura del grano.
bozzolo   (3) s.m.  nell'italia centrale, alzavola.
bozzoloso   agg.  che contiene bozzoli, grumi: farina, seta bozzolosa. 
bozzoluto   agg.  pieno di bozzoli, di nodosità, di protuberanze: tronco bozzoluto. 
bozzone   (1) s.m.  bozza di una intera pagina di giornale su cui viene effettuato un ultimo controllo.
bozzone   (2) s.m.  (tosc.)    • 1 •   agnello castrato    • 2 •   [f. -a] persona ignorante e rozza.
brù  lé brùlé;agg.  si dice di vino bollito con zucchero e spezie.
brabantino   agg.  del brabante, regione del belgio e dell'olanda; si dice in particolare di varie razze di animali domestici | aratro brabantino, tipo di aratro munito di avantreno a carrello  s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita nel brabante.
braca   ant. o region. braga, s.f.  [pl. -che]    • 1 •   antico indumento maschile simile ai calzoni, ma di ampiezza e lunghezza minori | oggi, nell'uso fam., ciascuna delle due gambe dei pantaloni o delle mutande; (pl.) pantaloni, mutande: calare le brache, (fig.) cedere per paura. dim. brachetta    • 2 •   nome generico di qualsiasi sistema di legatura che serva a sostenere, a imbrigliare, ad allacciare | allacciatura con cui si legano gli operai che lavorano in posizioni pericolose | ciascuno dei finimenti del cavallo | la legatura per tenere semiliberi gli uccelli da richiamo | in marina, cavo o catena per imbrigliare oggetti da sollevare | in legatoria, striscia di carta trasparente che si incolla su una pagina strappata; anche, striscia di carta o di tela per legare un inserto alle pagine di un libro    • 3 •   pl.  (fig. tosc.) pettegolezzi.
bracalone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi porta i pantaloni sempre cascanti; (fig.) persona trasandata | a bracaloni, si dice di calze o calzoni cascanti  agg.  (non com.) trasandato, sciatto.
braccare   v. tr.  [io bracco, tu bracchi ecc.]    • 1 •   inseguire la selvaggina (detto di cani o cacciatori)    • 2 •   (fig.) cercare ostinatamente qualcuno che si nasconde, inseguirlo senza dargli tregua: braccare un evaso. 
braccata   s.f.    • 1 •   partita di caccia a selvaggina di grossa mole, spec. al cinghiale    • 2 •   (estens.) luogo in cui si svolge la battuta al cinghiale.
braccatura   s.f.  il braccare, l'essere braccato.
braccetto   s.m.    • 1 •   dim.  di braccio  | a braccetto, con il braccio sotto quello di un'altra persona: andare a braccetto, (fig.) andare d'accordo    • 2 •   (sport) tipo di nuotata in cui le braccia si portano alternativamente fuori dell'acqua, la testa non si immerge e a ogni bracciata corrisponde una battuta di gambe.
braccheggiare   v. tr.  [io bracchéggio ecc.] (non com.) cercare dappertutto come fanno i bracchi, o in genere i cani da caccia | v. intr.  [aus. avere] (non com.) andare in giro spiando.
braccheggio   s.m.  (non com.) il braccheggiare; ricerca accurata e accanita.
bracchetto   s.m.    • 1 •   dim.  di bracco    • 2 •   piccolo e robusto cane del gruppo dei segugi, con pelo raso a tre colori; è più noto oggi col nome ingl. di beagle. 
bracchiere   s.m.  (ant.) chi custodiva i bracchi e li guidava nelle battute di caccia.
bracciale   s.m.    • 1 •   ornamento, gioiello che si porta intorno al polso: un bracciale d'oro, d'osso.  dim. braccialetto    • 2 •   striscia di stoffa che si porta al braccio come distintivo, per indicare l'appartenenza a un corpo o la delega a svolgere determinate funzioni: bracciale della croce rossa    • 3 •   attrezzo di legno duro, fornito di denti, che fasciava il polso e con cui si batteva la palla in un antico gioco, detto appunto pallone a bracciale    • 4 •   nell'armatura medievale, la parte che difendeva il braccio    • 5 •   piccolo salvagente di plastica gonfiabile che si infila al braccio    • 6 •   bracciolo di poltrone o di sedie    • 7 •   (arch.) anello di ferro o bronzo lavorato, posto come decorazione sulle facciate dei palazzi rinascimentali.
braccialetto   s.m.    • 1 •   dim.  di bracciale  | in partic., ornamento o gioiello che cinge il polso. dim. braccialettino    • 2 •   cinturino dell'orologio da polso.
bracciantale   agg.  (non com.) bracciantile.
bracciantato   s.m.  condizione, categoria dei braccianti.
bracciante   s.m.  e f.  salariato agricolo non specializzato, per lo più con contratto giornaliero o stagionale.
bracciantile   agg.  di bracciante, dei braccianti: lavoro bracciantile. 
bracciare   v. tr.  [io bràccio ecc.] (mar.) muovere un pennone orizzontalmente, in modo da far prendere meglio il vento alla vela.
bracciata   s.f.    • 1 •   quantità di materiale che può essere racchiusa tra le braccia | a bracciate, (fig.) in grande quantità    • 2 •   ognuno dei movimenti regolari eseguiti dal nuotatore con le braccia per avanzare | (estens.) tratto compiuto con ogni movimento    • 3 •   (non com.) colpo dato con le braccia    • 4 •   (ant.) abbraccio.
bracciatura   s.f.  (non com.) misurazione di stoffe o di altro fatta a braccia.
bracciere   s.m.  (antiq.) chi accompagnava una dama dandole il braccio.
braccio   s.m.  [pl. le braccia, del corpo umano e come misura; i bracci, negli altri sign.]    • 1 •   (anat.) parte di ciascuno dei due arti superiori del corpo umano compresa tra la spalla e il gomito; nell'uso com., l'insieme di braccio e avambraccio o anche tutto l'arto superiore: portare un libro sotto il braccio; portare, tenere un bambino in braccio; stringere, tenere qualcuno tra le braccia, abbracciarlo | tenere qualcuno sotto braccio, a braccetto | dare il braccio a qualcuno, offrirlo perché si appoggi nel camminare | aspettare, accogliere qualcuno a braccia aperte, con grande affetto o con molta cordialità | allargare le braccia, gesto per esprimere rassegnazione o impotenza | alzare le braccia, gesto per dichiarare la propria resa (anche in usi fig.) | tendere le braccia a qualcuno, (fig.) accoglierlo con premura, offrirsi di aiutarlo | buttare, gettare le braccia al collo, abbracciare con slancio, con effusione | a braccia conserte, incrociate sul petto in posizione di riposo | incrociare le braccia sul petto, in segno di preghiera o di raccoglimento; incrociare le braccia, (fig.) rifiutarsi di lavorare, scioperare | essere il braccio destro di qualcuno, (fig.) il suo principale collaboratore | sentirsi cascare le braccia, (fig.) per la fatica o lo scoraggiamento | far cascare le braccia, (fig.) far perdere d'animo, scoraggiare ogni buona volontà | cadere, darsi in braccio a qualcosa, a qualcuno, (fig.) abbandonarglisi completamente | essere in braccio a morfeo, (fig. scherz.) dormire (morfeo era il dio dei sogni) | a braccia, a forza di braccia | braccio di ferro, prova di forza in cui due avversari si sforzano di piegare l'uno il braccio dell'altro; (fig.) prova di forza in genere: continua il braccio di ferro tra industriali e sindacati  | a braccio, in modo approssimativo, improvvisato, non preparato: recitare, parlare a braccio  | il braccio e la mente, (fig.) la capacità fisica e quella intellettuale, l'esecutore e l'ideatore. dim. braccetto, braccino  accr. braccione  accr. vezz. bracciotto    • 2 •   pl. f.  (fig.) manodopera, forza lavoro: questi poderi abbisognano di molte braccia  | avere cento braccia, riuscire a far tutto | avere buone braccia, essere un buon lavoratore | vivere sulle proprie braccia, col frutto del proprio lavoro    • 3 •   (fig.) forza, potenza, autorità: il braccio della legge, della giustizia  | il braccio secolare, ecclesiastico, regio, (st.) rispettivamente, l'autorità del magistrato civile, del magistrato ecclesiastico, del re | avere le braccia lunghe, avere grande potere e influenza; avere le braccia legate, non poter agire o intervenire    • 4 •   (estens.) parte lunga, stretta e sporgente di qualcosa, mobile o fissa: il braccio della croce, della lampada, dell'ancora; il braccio del giradischi, della gru  | braccio a pinza, manipolatore | i bracci di un edificio, le ali, le parti laterali | braccio del carcere, ognuno dei padiglioni, di solito disposti a raggiera, di cui è costituito un edificio carcerario: il braccio della morte, dove alloggiano i condannati a morte prima dell'esecuzione della sentenza | braccio di strada, di ferrovia, ramo che si snoda dal tronco principale    • 5 •   (mar.) ciascuno dei cavi che, fissati alle due estremità del pennone, servono a farlo rotare nel piano orizzontale    • 6 •   in geografia: braccio di terra, istmo; braccio di mare, stretto o canale marino; braccio di fiume, ramo laterale    • 7 •   (fis.) distanza della retta di applicazione di una forza da un punto    • 8 •   unità di misura di lunghezza, usata con valori diversi (da m 0,58 a m 0,68) in varie zone dell'italia centro-settentrionale, soprattutto per misurare la stoffa | unità di misura delle profondità marine, equivalente a m 1,80.
bracciolo   lett. bracciuolo, s.m.    • 1 •   appoggio per le braccia, posto ai lati di poltrone, divani e sim.    • 2 •   corrimano delle scale    • 3 •   (mar.) nelle costruzioni navali, qualsiasi struttura posta a guisa di mensola per sostegno.
bracco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   cane da caccia e da tartufi dall'odorato finissimo, con orecchie pendenti e pelo corto di colore bianco uniforme o pezzato. dim. bracchetto    • 2 •   (fig.) sbirro, segugio.
bracconaggio   s.m.  il cacciare di frodo.
bracconiere   s.m.  cacciatore di frodo.
brace   ant. o region. bracia, bragia, brage, s.f.    • 1 •   fuoco a fiamma bassa, prodotto da legna o carboni da lungo tempo accesi: cuocere alla brace  | soffiare sulla brace, (fig.) alimentare passioni sopite; attizzare gli odi, inacerbire i contrasti | stare sulle braci, (fig.) essere in grande impazienza, in attesa trepidante | cadere dalla padella nella  (o alla) brace, (fig.) venire a trovarsi in una situazione peggiore di prima | farsi di brace, (fig.) arrossire violentemente    • 2 •   (tosc.) carbonella.
brachesse   s.f. pl.  (scherz.) brache lunghe e larghe.
brachetta   s.f.    • 1 •   la parte anteriore, abbassabile e abbottonata sui fianchi, di alcuni tipi di calzoni    • 2 •   pl.  mutandine corte aderenti, con l'elastico in vita    • 3 •   nelle armature antiche, protezione del basso ventre    • 4 •   in legatoria, piccola striscia di tela o di carta ripiegata in due su cui si montano tavole fuori testo o fogli staccati.
brachetto   s.m.  vino rosso piemontese delle zone di acqui e di asti, amabile o dolce e dal caratteristico profumo di rosa.
brachi-  brachi- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. brachy/s  'breve'; significa appunto 'breve, corto' (brachicefalo, brachilogia).
brachiale   agg.  (anat.) che si riferisce al braccio: vena, muscolo brachiale. 
brachialgia   s.f.  (med.) nevralgia brachiale.
brachiblasto   s.m.  (bot.) ramo con sviluppo ridotto.
brachicardia   s.f.  (med.) bradicardia.
brachicatalettico   agg.  [pl. m. -ci] nella metrica greca e latina, si dice di verso formato da una serie di dipodie di cui l'ultima sia ridotta a un solo piede.
brachicefalia   s.f.  (med.) conformazione del cranio in cui il diametro longitudinale è assai corto e si avvicina a quello trasversale.
brachicefalo   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi presenta i caratteri della brachicefalia.
brachiceri   s.m. pl.  (zool.) sottordine di ditteri caratterizzati da corpo tozzo e antenne corte | sing.  [-o] ogni dittero appartenente a tale sottordine.
brachidattilia   s.f.  (med.) anomalia anatomica per cui le dita sono più corte del normale.
brachiere   s.m.    • 1 •   cinto erniario    • 2 •   (ant.) fascia di cuoio per sostenere le brache.
brachigrafia   s.f.  scrittura abbreviata.
brachilogia   s.f.  brevità, concisione del discorso e della scrittura, ottenuta soprattutto mediante l'uso di ellissi.
brachilogico   agg.  [pl. m. -ci] espresso con brevità § brachilogicamente avv. 
brachimorfo   agg.  (zool.) si dice di tipo morfologico di animale in cui i diametri trasversali sono più accentuati rispetto a quelli longitudinali.
brachio-  brachio- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal lat. brachi°u(m)  'braccio' (brachioradiale).
brachiopodi   s.m. pl.  (zool.) gruppo di animali marini aventi una conchiglia divisa in due valve, con peduncolo carnoso per fissarsi al fondo | sing.  [-e] ogni animale di tale gruppo.
brachioradiale   s.m.  (anat.) muscolo esterno del braccio.
brachipnea   s.f.  (med.) respirazione corta e affannosa.
brachitipo   s.m.  tipo umano caratterizzato costituzionalmente da bassa statura e una relativa prevalenza dei diametri orizzontali.
brachiuri   s.m. pl.  (zool.) sottordine di crostacei decapodi al quale appartiene il granchio | sing.  [-o] ogni crostaceo di tale sottordine.
bracia    ⇨ brace.
braciaio   s.m.    • 1 •   cassetta usata un tempo dai fornai per conservare la brace    • 2 •   bracino.
braciaiola   s.f.  piccolo vano sotto la graticola dei fornelli, in cui cade la brace consumata.
braciaiolo   s.m.  bracino.
braciere   s.m.    • 1 •   recipiente di metallo in cui si tiene la brace accesa per riscaldare l'ambiente. dim. bracierino    • 2 •   (archeol.) analogo recipiente, spesso di grandi proporzioni, che si teneva nei templi antichi per bruciarvi profumi o versarvi libagioni in onore del dio.
bracino   s.m.  (antiq.)    • 1 •   chi accudisce alle carbonaie    • 2 •   venditore di brace, di carbone e di legna da ardere    • 3 •   (fig.) persona sudicia.
braciola   lett. braciuola, s.f.    • 1 •   fetta di carne bovina o suina che si cuoce sulla brace o in padella. dim. bracioletta, braciolina    • 2 •   (fig. scherz.) taglio, ferita.
braco    ⇨ brago.
bradi-  bradi- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. brady/s  'lento'; significa appunto 'lento, ritardato' (bradifasia, bradipnea).
bradicardia   s.f.  (med.) bassa frequenza del battito cardiaco; può essere fisiologica o patologica.
bradicardico   agg.  [pl. m. -ci] di bradicardia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi presenta bradicardia.
bradifasia   s.f.  lentezza nel parlare.
bradilalia   s.f.  lentezza nell'articolazione delle parole.
bradipepsia   s.f.  (med.) lentezza nella digestione.
bradipnea   s.f.  (med.) rallentamento della frequenza del respiro.
bradipo   s.m.  tozzo mammifero brasiliano che vive sugli alberi, appendendosi ai rami con le grosse unghie falcate (ord.  xenartri).
bradipsichismo   s.m.  (psicol.) rallentamento delle funzioni psichiche.
bradisismico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a bradisismo: movimenti bradisismici. 
bradisismo   s.m.  (geol.) lento spostamento verticale della crosta terrestre che determina modifiche della linea del litorale: bradisismo positivo, se il mare avanza per l'abbassamento della costa; bradisismo negativo, se il mare retrocede, per l'innalzamento della costa.
brado   agg.  si dice di bovini ed equini che vivono liberi allo stato quasi selvaggio, e dello stato stesso in cui essi vivono: cavallo brado; allevamento brado, sempre all'aperto e senza mangimi | (fig.) assolutamente libero, primitivo; incurante di ogni obbligo o convenienza sociale: crescere, vivere allo stato brado. 
braga   s.f.    • 1 •   (ant. , region.) braca    • 2 •   (tecn.) elemento di raccordo tra una tubazione di scarico verticale e uno o più tubi orizzontali.
brage   bragia  ⇨ brace.
brago   o braco, s.m.  (lett.) fango, melma: qui staranno come porci in brago  (dante inf.  viii, 50).
bragozzo   s.m.  grossa barca da pesca usata nell'adriatico, con vele dipinte a colori vivaci.
brahmanesimo   o bramanesimo o brahmanismo [brah-ma-nì-smo] o bramanismo, s.m.  sistema sociale e religioso dell'antica india, posteriore al vedismo e precedente all'induismo, caratterizzato dall'integrazione nella sfera religiosa di tutti gli aspetti della vita civile e dalla supremazia della casta dei brahmani (sec. vi).
brahmanico   o bramanico o braminico, agg.  [pl. m. -ci] del brahmanesimo, dei brahmani.
brahmanismo    ⇨ brahmanesimo.
brahmano   o bramano o bramino, s.m.  nell'epoca del brahmanesimo, esponente della più elevata casta indiana, al quale erano demandate le funzioni sacerdotali.
braida   s.f.  (ant. , sett.) campo o prato nei pressi della città.
braidense   agg.  del palazzo di brera, a milano: biblioteca braidense. 
braille   ® agg.  e s.f. invar.  si dice di scrittura speciale per non vedenti, formata da punti in rilievo, raggruppati variamente a seconda della lettera che rappresentano; si legge passando le dita sul foglio.
brain-storming  brain-storming loc. sost. m. invar.  tecnica di ricerca di gruppo per stimolare la produzione di idee creative; è usata specialmente nella formulazione di slogan pubblicitari.
brain-trust  brain-trust loc. sost. m. invar.  gruppo di esperti che concorrono a risolvere problemi di particolare complessità trust di cervelli.
brama   s.f.  voglia smodata, ardente; avidità, bramosia: brama di danaro, di vendetta  | desiderio intenso (di cose positive): brama di sapere, di gloria. 
bramangiare   o bramangiere, s.m.  (ant.) biancomangiare.
bramano   e deriv.   ⇨ brahmano e deriv. 
bramare   v. tr.  (lett.) desiderare intensamente, ardentemente: bramare la libertà. 
bramino   (1) e deriv.   ⇨ brahmano e deriv. 
bramino   (2) s.m.  apparecchio, costituito da due macine, che serve per togliere la lolla al riso.
bramire   v. intr.  [io bramisco, tu bramisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere bramiti    • 2 •   (estens. lett.) gridare selvaggiamente: «er core, er core!...» bramiva terribile, con una schiuma nei labbri  (gadda).
bramito   s.m.  urlo di grossi animali selvatici, spec. del cervo e dell'orso.
bramma   s.f.  (metall.) semilavorato d'acciaio a sezione rettangolare che si utilizza nella produzione di lamiere.
bramosia   s.f.  (lett.) brama, desiderio ardente: bramosia di onori, di ricchezze. 
bramosità   s.f.  (lett.) brama, bramosia.
bramoso   agg.  (lett.) che ha brama; voglioso: bramoso di gloria; occhi bramosi  § bramosamente avv. 
branca   s.f.    • 1 •   (lett.) artiglio; zampa munita di artigli | (ant. , region.) chela di granchio o di scorpione    • 2 •   spec. pl.  (estens.) mano che afferra rapacemente, grinfia; (fig.) potere, dominio: finire nelle branche di un usuraio  | parte di un arnese che serve ad afferrare e stringere: le branche delle tenaglie    • 3 •   ramo principale di un albero | (fig.) ramo, settore (di una scienza, un'attività e sim.): le branche della medicina    • 4 •   (non com.) parte di una scala compresa tra due pianerottoli; rampa    • 5 •   (anat.) ciascun ramo di organo a struttura fascicolare    • 6 •   (mar.) tratto di cavo con due anelli all'estremità, usato per legare o fissare le vele.
brancare    ⇨ abbrancare 1.
brancarella   s.f.  (mar.) occhiello del cavo che orla una vela e che serve per inferirla al pennone, agganciarvi un bozzello o legarvi un altro cavo.
brancata   s.f.    • 1 •   quanto una mano può contenere, abbrancare; manciata, pugno: una brancata di terra, di monete    • 2 •   (non com.) colpo di branca, di artiglio    • 3 •   (non com.) branco.
branchia   s.f.  (zool.) organo di respirazione caratteristico di pesci, anfibi allo stato larvale, molluschi e altri animali acquatici; è costituito per lo più da una struttura lamellare sulle cui pareti avvengono gli scambi gassosi con l'ossigeno disciolto nell'acqua.
branchiale   agg.  relativo alle branchie: apparato branchiale. 
branchiati   s.m. pl.  (zool.) denominazione generica degli animali vertebrati che respirano per mezzo di branchie | sing.  [-o] ogni vertebrato che respira attraverso le branchie.
branchio-  branchio- primo elemento di parole composte moderne della terminologia scientifica, dal lat. branchi°a  'branchia'; significa 'branchie' o indica relazione con le branchie (branchiosauro).
branchiopodi   s.m. pl.  (zool.) ordine di crostacei di acqua dolce caratterizzati da arti toracici lamellari | sing.  [-e] ogni crostaceo appartenente a tale ordine.
branchiosauro   s.m.  anfibio fossile dell'era paleozoica.
branchiuri   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di crostacei con occhi composti e bocca trasformata in proboscide succhiatrice | sing.  [-o] ogni crostaceo di tale sottoclasse.
brancicamento   s.m.  (non com.) il brancicare.
brancicare   v. tr.  [io bràncico, tu bràncichi ecc.] toccare, tastare insistentemente; afferrare in maniera convulsa | v. intr.  [aus. avere] brancolare.
brancicatura   s.f.  (non com.) il brancicare; il segno lasciato su una cosa brancicata.
brancichio   s.m.  (non com.) un brancicare ripetuto e continuato.
branco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   gruppo di animali della medesima specie che sono soliti vivere e spostarsi insieme: un branco di lupi    • 2 •   (spreg.) gruppo di persone: un branco di incompetenti  | mettersi, essere, restare nel branco, nella massa, senza distinguersi per originalità, indipendenza di giudizio e sim.
brancolamento   s.m.  il brancolare.
brancolare   v. intr.  [io bràncolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   procedere a tastoni come è proprio di chi non può vedere: brancolare nel buio    • 2 •   (fig.) operare, muoversi con incertezza (anche assol.): brancolare nella ricerca di una soluzione. 
brancolone   o brancoloni, avv.  (rar.) a tentoni, brancolando.
branda   s.f.  letto pieghevole e trasportabile in tela o in rete metallica; letto pensile dei marinai, simile all'amaca. dim. brandina. 
brandeburghese   agg.  del brandeburgo, regione storica della germania | concerti brandeburghesi, serie di sei concerti (1721) che j. s. bach dedicò al margravio del brandeburgo  s.m.  e f.  abitante, nativo del brandeburgo.
brandeggiare   v. tr.  [io brandéggio ecc.] far ruotare orizzontalmente, intorno a un asse verticale, uno strumento, un'apparecchiatura, un'arma (e spec. un cannone per puntare il bersaglio) | v. intr.  [aus. avere] (non com.) oscillare.
brandeggio   s.m.    • 1 •   il brandeggiare, l'essere brandeggiato    • 2 •   (tv) supporto per telecamera che può ruotare in verticale e in orizzontale, anche contemporaneamente.
brandello   s.m.    • 1 •   piccolo pezzo lacerato di qualcosa: un brandello di stoffa, di carne; fare a brandelli  | essere in brandelli, detto di persona, essere mal vestito, con abiti laceri | sentirsi a brandelli, (fig.) molto stanco    • 2 •   (fig.) piccola quantità, parte minima: un brandello di dignità. 
brand image   loc. sost. f. invar.  l'idea che i consumatori si fanno di un prodotto a seguito di una campagna pubblicitaria.
brandimento   s.m.  (ant.) il brandire, l'essere brandito.
brandire   v. tr.  [io brandisco, tu brandisci ecc.] afferrare e agitare un'arma o qualsiasi altro oggetto che possa ferire: brandire la spada  | v. intr.  [aus. avere] (lett.) tremare, vibrare: un brandir lieve di porta  (pascoli).
brandistocco   s.m.  [pl. -chi] antica arma a tre lame rientrabili.
brando   (1) s.m.  (poet.) spada.
brando   (2) s.m.  danza rinascimentale di origine francese, caratterizzata dalla continua oscillazione del corpo | nel monferrato e nelle langhe, ballo vivacissimo senza passi o figurazioni prestabilite.
brandy   s.m. invar.  acquavite che si ottiene distillando il vino e facendolo invecchiare in botti di rovere: un brandy italiano, spagnolo. 
brano   s.m.    • 1 •   pezzo, porzione strappata di qualcosa: un brano di carne, di stoffa, di carta | fare a brani, stracciare, lacerare; sbranare, divorare | cadere a brani, cadere a pezzi, andare in rovina    • 2 •   frammento, parte di un'opera musicale o passo di un'opera letteraria: un brano di vivaldi; brani scelti dell'«orlando furioso», di sallustio. 
branzino   s.m.  (sett.) spigola.
brasare   (1) v. tr.  far cuocere a lungo in una casseruola coperta, a fuoco lento, un pezzo di carne intero, per lo più con aromi, verdure o vino: manzo brasato. 
brasare   (2) v. tr.  (tecn.) eseguire la brasatura.
brasato   part. pass.  di brasare    • 1 •   s.m.  carne brasata.
brasatura   s.f.  (tecn.) collegamento di pezzi metallici mediante infiltrazione di materiale metallico fuso: brasatura dolce, quella con una lega che fonde a meno di 400 ° c, detta anche saldatura a stagno; brasatura forte, quella con una lega che fonde a più di 400 ° c, detta anche saldatura a ottone.
brasca   s.f.  scoria del ferro lavorato.
brasile   s.m.  legno rosso sudamericano, detto anche verzino, da cui si estraggono sostanze coloranti.
brasiliano   agg.  del brasile  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante del brasile    • 2 •   la lingua portoghese parlata in brasile.
brassica   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee a cui appartengono il cavolo, il ravizzone e la rapa.
brattare   v. intr.  [aus. avere] (mar.) vogare a bratto.
brattea   s.f.    • 1 •   (bot.) piccola foglia che ricopre il fiore prima che sbocci    • 2 •   lamina di metallo prezioso decorata con incisioni e usata come ornamento.
bratteato   agg.    • 1 •   (bot.) dotato di brattea    • 2 •   moneta bratteata, tipo di moneta medievale, di grande diametro e sottile; anche, moneta falsificata, in cui solo la foglia esterna era di metallo nobile mentre l'interno era di metallo vile.
bratteiforme   agg.  (bot.) che è a forma di brattea.
bratteola   s.f.  (bot.) piccola brattea che protegge i fiori, formando un calicetto secondario.
bratto   s.m.  (mar.) modo di vogare con un remo solo posto in una incavatura della falchetta e manovrato con mezzi giri a destra e a sinistra: remo da bratto. 
braunite   s.f.  ossido di manganese; è un minerale di colore nero da cui si estrae il metallo.
bravaccio   o bravazzo [bra-vàz-zo], s.m.    • 1 •   uomo prepotente e millantatore    • 2 •   (st.) sgherro, soldato mercenario.
bravare   v. intr.  [aus. avere] (lett.) assumere un atteggiamento spavaldo, arrogante | v. tr.    • 1 •   (lett.) provocare con atti e parole di sfida    • 2 •   (region.) rimproverare, sgridare.
bravata   s.f.    • 1 •   atto, comportamento, discorso spavaldo, tracotante; smargiassata, spacconata | azione inutilmente rischiosa    • 2 •   (region.) rabbuffo, rimprovero.
bravazzo    ⇨ bravaccio.
braveggiare   v. intr.  [io bravéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) fare il bravaccio.
braveria   s.f.    • 1 •   (non com.) atteggiamento da bravo; spavalderia    • 2 •   (st.) l'insieme dei bravi.
bravo   agg.    • 1 •   che è abile ed esperto in ciò che fa, spec. nell'esercizio di un mestiere, di una professione o negli studi; valente: un medico bravo; un bravo operaio; uno scolaro bravo in latino; chi ci riesce, chi ci capisce è bravo!, (fam.) si dice a proposito di cosa difficile da fare o da capire | usato in formule esclamative esprime approvazione, consenso o, ironicamente, disapprovazione: bravo, bene!; bravo, bis!; bravo, ne hai combinata un'altra delle tue!  | usato come rafforzativo (per lo più iron.): bravo furbo!; bravo sciocco!  | da bravo, si dice per esortare qualcuno a fare qualcosa: su, da bravo, aiutami!  | alla brava, con spavalderia; anche, con rapidità e abilità. dim. bravino    • 2 •   onesto, dabbene; generoso, di buon cuore: un bravo giovane; brava gente  | brav'uomo, bravo giovane, formule di cortesia con cui un tempo ci si rivolgeva a uno sconosciuto; oggi sono usate per lo più in tono scherzoso    • 3 •   (non com.) coraggioso, pieno di ardimento, di baldanza | fare il bravo, mostrarsi baldanzoso e spavaldo | notte brava, (fig.) notte passata in modo turbolento, in divertimenti chiassosi, imprese teppistiche e sim.    • 4 •   (fam.) può essere usato con funzione rafforzativa o espressiva, unito all'agg. possessivo e riferito a cosa: ho dormito le mie brave otto ore; a ogni contadino aveva procurato il suo bravo schioppo  (verga)    • 5 •   (ant.) non addomesticato, brado  s.m.  (st.) soldato mercenario | spec. nel seicento, sgherro al servizio di un signore, da cui riceveva protezione e garanzia d'impunità: i bravi di don rodrigo, nei «promessi sposi» § bravamente avv.  con bravura, con coraggio | con spavalderia, alla brava.
bravura   s.f.    • 1 •   qualità di chi è bravo; valentia, abilità | pezzo di bravura, esecuzione musicale o, anche, esercizio, prova che denotano grande abilità    • 2 •   (non com.) bravata, spacconata.
break   (1) s.m. invar.    • 1 •   pausa, intervallo: fare un break per prendere un caffè  | (estens.) breve annuncio pubblicitario che interrompe una trasmissione televisiva o radiofonica    • 2 •   (sport) nel tennis, vantaggio di due games sull'avversario  inter.  (sport) nel pugilato, ordine che l'arbitro dà ai pugili perché si separino e riprendano a combattere a distanza; nel rugby, comando di sciogliere la mischia.
break   (2) s.f. invar.  (antiq.) autovettura tipo giardinetta, dotata di ampio vano di carico a cui si accede da un portellone posteriore.
break-dance  break-dance loc. sost. f. invar.  ballo originario dei quartieri negri di new york, che si basa sullo snodamento mimico del corpo e su evoluzioni acrobatiche; di moda in europa intorno alla metà degli anni ottanta.
break even   (econ.) il fatturato minimo che consente di pareggiare i costi di una produzione industriale.
breakfast   s.m. invar.  prima colazione piuttosto abbondante, secondo l'uso inglese.
break point   loc. sost. m. invar.    • 1 •   (inform.) punto in cui si interrompe l'esecuzione di un programma, in genere per permettere di effettuare dei controlli    • 2 •   nel tennis, punto con cui un giocatore può vincere il game in cui è al servizio l'avversario.
breccia   (1) s.f.  [pl. -ce] varco aperto con mezzi offensivi in un muro, in un terrapieno o in un'altra opera di difesa per penetrarvi a viva forza: la breccia di porta pia  | battere in breccia, (mil.) concentrare il fuoco delle artiglierie in un solo punto per rompere la linea di difesa nemica; (fig.) attaccare a una a una le teorie di un avversario per demolirle | essere sulla breccia, (fig.) continuare a esercitare un'attività o una professione con successo | morire, cadere sulla breccia, (fig.) al proprio posto di combattimento, di lavoro | far breccia su qualcuno, nell'animo di qualcuno, (fig.) riuscire a smuoverlo dalle sue posizioni iniziali, a disporlo favorevolmente, a persuaderlo.
breccia   (2) s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   insieme di frammenti di pietra usati nell'edilizia e per pavimentare le strade; ghiaia, pietrisco    • 2 •   (min.) roccia sedimentaria costituita da frammenti di rocce diverse conglomerate insieme.
brecciaiolo   s.m.  spaccapietre.
brecciame   s.m.  insieme di breccia, di ghiaia.
brecciola   s.f.  brecciame di sassi minuti. dim. brecciolina. 
brecciolino   s.m.  brecciame minuto.
breccioso   agg.  pieno di breccia, di ghiaia: un sentiero breccioso. 
brechtiano   agg.  che si riferisce allo scrittore e drammaturgo tedesco b. brecht (1898-1956) o alla sua opera: la teoria brechtiana del teatro. 
breeder   s.m. invar.  reattore nucleare autofertilizzante.
breeding   s.m. invar.  allevamento di animali o di piante selezionate, allo scopo di migliorarne la specie; selettocoltura.
brefotrofio   s.m.  istituto in cui si raccolgono e si allevano i bambini abbandonati.
bregma   s.m.  [pl. -mi] (anat.) nella volta cranica, punto di confluenza della scissura coronaria con quella sagittale.
breitschwanz   s.m.  pelliccia molto pregiata, lucida e leggera, fatta con pelli di agnellini di persia nati prematuramente.
bremo   s.m.  (mar.) corda di sparto intrecciato.
brenna   s.f.  (non com.) cavallo di poco valore; ronzino | (fig.) persona mal fatta o mal ridotta.
brent   s.m. invar.  petrolio greggio.
brenta   s.f.  (sett.)    • 1 •   bigoncia a forma di cono che si carica sulle spalle per trasportare vino    • 2 •   antica misura di capacità per vini, di ca 50 litri, ancora in uso in piemonte.
brentatore   s.m.  (antiq.) chi porta mosto o vino con la brenta; garzone di vinaio addetto al servizio a domicilio.
brentidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di coleotteri, tipici delle regioni tropicali, che presentano forte dimorfismo sessuale | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
brentolo   s.m.  pianta simile all'erica, usata per fabbricare scope (fam.  ericacee).
bresaola   s.f.  (lomb.) carne di manzo salata ed essiccata, tipico prodotto della valtellina.
bresciana   s.f.  pala sottile per rimuovere rena e calcinacci.
brescianella    ⇨ bressanella.
bresciano   agg.  di brescia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di brescia.
bressanella   o brescianella, s.f.  impianto di reti verticali per la cattura degli uccelli.
bretella   s.f.    • 1 •   spec. pl.  ognuna delle strisce di tessuto elastico, che passano sopra le spalle e s'allacciano ai calzoni per sorreggerli | lista di tessuto che, passando sopra la spalla, serve a reggere un indumento femminile; spallina: le bretelle della sottoveste.  dim. bretellina    • 2 •   raccordo stradale o ferroviario | bretella di rullaggio, in un aeroporto, pista di raccordo tra l'aerostazione e la pista di volo    • 3 •   traversina di binari.
bretone   o brettone, agg.  della bretagna: costa bretone | ciclo bretone, ciclo medievale di poemi e romanzi cavallereschi che hanno per protagonisti re artù e i cavalieri della tavola rotonda | razza bretone, razza di cavalli da tiro  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita nella bretagna    • 2 •   lingua del gruppo celtico parlata in bretagna.
bretto   agg.  (ant.)    • 1 •   arido, brullo    • 2 •   (fig.) stupido, meschino.
brettone    ⇨ bretone.
breunerite   s.f.  (min.) varietà di magnesite.
breva   s.f.  (sett.) vento periodico dei laghi lombardi che spira verso i monti.
breve   (1) ant. brieve [briè-ve], agg.    • 1 •   di poca durata: un breve periodo; in breve, in poco tempo; tra breve, tra poco tempo | a breve, a breve termine, entro poco tempo; nel linguaggio economico, si dice di transazione destinata a concludersi entro diciotto mesi    • 2 •   di poca estensione; corto: un breve tragitto; un viaggio breve    • 3 •   conciso, stringato: frasi, periodi brevi; l'oratore fu breve | per farla breve, in breve, in poche parole    • 4 •   (ling.) si dice di vocale o consonante che nella pronuncia ha durata (quantità) minore di altre dette lunghe; nella prosodia e nella metrica greca e latina, si dice anche della sillaba che contiene una vocale breve  avv.  (lett.) in poche parole, concisamente: da colui risposto / breve, ma pieno a le dimande fue  (tasso g. l.  ii, 44)  s.f.    • 1 •   (metr.) vocale breve    • 2 •   (mus.) valore di nota e di pausa di durata doppia della semibreve    • 3 •   notizia di poche righe pubblicata su un giornale § brevemente avv.  in breve tempo; concisamente: parlare brevemente. 
breve   (2) s.m.    • 1 •   nell'antica roma, lettera imperiale meno solenne del decreto | (eccl.) lettera pontificia, meno solenne della bolla    • 2 •   piccolo involto contenente reliquie, da portarsi al collo per devozione.
brevettare   v. tr.  [io brevétto ecc.]    • 1 •   conferire un brevetto: il colonnello brevettò gli allievi piloti    • 2 •   far riconoscere ufficialmente un'invenzione mediante brevetto: brevettare un nuovo tipo di vetro. 
brevettato   part. pass.  di brevettare   agg.  fornito di brevetto, che ha ottenuto un brevetto: invenzione brevettata; marchio brevettato  | (fig. scherz.) si dice di ciò di cui si garantisce la buona qualità o l'efficacia; sperimentato: un sistema brevettato per guadagnare molti soldi. 
brevetto   s.m.    • 1 •   dichiarazione di un pubblico ufficio che attesta la paternità di un'invenzione e ne determina, entro certi limiti di tempo, l'esclusività di sfruttamento economico    • 2 •   patente di abilitazione all'esercizio di determinate funzioni, spec. in ambito aeronautico o navale: brevetto di pilota, di macchinista    • 3 •   (ant.) decreto con cui si conferivano gradi, onorificienze militari ecc.
brevi-  brevi- primo elemento di parole composte della terminologia dotta, dal lat. bre°vis  'breve'; vale 'breve, corto' (brevilineo).
breviario   s.m.    • 1 •   libro liturgico contenente l'ufficio divino che i sacerdoti e i religiosi devono recitare ogni giorno    • 2 •   (fig.) opera o autore che si ha sempre tra le mani: i «pensieri» di pascal sono il suo breviario    • 3 •   compendio, sommario (usato, spec. nel passato, come titolo di opere): il «breviario di estetica» di b. croce. 
brevilineo   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di tipo fisico in cui il normale rapporto fra la dimensione verticale e quella orizzontale è spostato a favore della seconda.
breviloquente   agg.  (lett.) conciso nel parlare o nello scrivere.
breviloquenza   s.f.  (lett.) l'esser breviloquente; concisione.
breviloquio   s.m.  (non com.) concisione nell'esprimersi; laconicità.
brevi manu   loc. avv.  direttamente, personalmente, a mano (in riferimento alla consegna di oggetti o di denaro).
brevio   s.m.  (chim.) elemento radioattivo il cui simbolo è bv; trae origine dalla degradazione dell'uranio e ha esistenza breve.
brevità   ant. brevitate [bre-vi-tà-te] e brevitade, s.f.    • 1 •   l'essere breve: la brevità di un viaggio, della vita  | (ling.) la natura breve di una vocale o di una sillaba    • 2 •   concisione, stringatezza: la brevità di un testo, di una spiegazione    • 3 •   (banc.) intervallo inferiore al normale tra la presentazione di cambiali allo sconto o all'incasso e la loro scadenza, che comporta una provvigione supplementare a favore della banca: diritto di brevità. 
brezza   s.f.  vento periodico, di forza debole o moderata, dovuto alla differenza di pressione che si stabilisce tra due zone vicine sottoposte a diverso riscaldamento: brezza di mare, che spira di giorno dal mare verso la terra; brezza di terra, che spira di notte dalla terra verso il mare | (estens.) venticello fresco. dim. brezzolina. 
brezzare   v. tr.  [io brézzo ecc.] effettuare la brezzatura | v. intr.  [aus. essere] (non com.) spirare (detto della brezza).
brezzatura   s.f.  (agr.) operazione con cui, dopo la trebbiatura, si separa il grano dalla pula facendolo cadere dall'alto o lanciandolo in aria contro vento.
brezzeggiare   v. intr.  [io brezzéggio ecc. ; aus. essere] (lett.) spirare (detto del vento).
briacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di muschi a cui appartiene il brio | sing.  [-a] ogni muschio di tale famiglia.
briachezza   s.f.  (ant.) ubriachezza.
briaco    ⇨ ubriaco.
brianteo   agg.  della brianza, detto di cose (si distingue da brianzolo, che si riferisce a persone): cittadina briantea. 
brianzolo   agg.  della brianza, riferito ai suoi abitanti  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della brianza    • 2 •   dialetto lombardo parlato in brianza.
bric-à  -brac bric-à-brac;loc. sost. m. invar.  insieme di oggetti vecchi di poco valore venduti alla rinfusa; cianfrusaglie | (estens.) l'affastellamento di mobili e oggetti eterogenei in certe case o stanze arredate con gusto decadente.
bricca   s.f.  (non com.) luogo scosceso, dirupo.
bricchetta   s.f.  mattonella di materiale agglomerato.
briccica   s.f. , o briccico s.m. , [pl. f. - che, m. -chi] (non com.) briciola, inezia.
briccicare   v. intr.  [io brìccico, tu brìccichi ecc. ; aus. avere] (tosc.) perder tempo in cose da nulla o di scarsa importanza; gingillarsi.
briccico    ⇨ briccica.
bricco   (1) s.m.  [pl. -chi] piccolo recipiente, più largo in fondo che in alto, con beccuccio e manico: il bricco del caffè, del latte.  dim. bricchetto, bricchettino. 
bricco   (2) s.m.  [pl. -chi] (region.) monte, luogo scosceso, dirupo.
bricco   (3) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (ant.) becco, montone    • 2 •   (fig. non com.) furfante.
bricco   (4)  ⇨ buricco.
briccola   s.f.    • 1 •   antica macchina da guerra usata per scagliare grosse pietre    • 2 •   nella laguna veneta, palo o gruppo di pali conficcati sul fondo del mare ed emergenti, usati come segnale o per ormeggiarvi imbarcazioni.
briccona   s.f.  ricca sottoveste femminile in uso nel seicento.
bricconaggine   s.f.  bricconeria.
bricconata   s.f.  azione, comportamento da briccone (spec. scherz.).
briccone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona scaltra, malvagia, senza scrupoli    • 2 •   (scherz.) persona simpaticamente astuta, riferito soprattutto a ragazzi; birbante. dim. bricconcello. 
bricconeggiare   v. intr.  [io bricconéggio ecc. ; aus. avere] (scherz. non com.) fare il briccone.
bricconeria   s.f.  l'essere briccone | azione da briccone.
bricconesco   agg.  [pl. m. -schi] da briccone, degno di un briccone; furfantesco § bricconescamente avv. 
bricia   s.f.  [pl. -cie] (rar.) briciola.
briciola   s.f.    • 1 •   piccolissimo frammento di pane. dim. bricioletta, briciolina    • 2 •   (fig.) quantità minima di qualcosa | ridurre in briciole, frantumare; (scherz.) annientare | andare in briciole, rompersi, distruggersi.
briciolo   s.m.  frammento, pezzo minutissimo di qualcosa (anche fig.): non hai un briciolo di buon senso! | mandare, andare in bricioli, frantumare, frantumarsi.
bricolage   s.m. invar.  attività manuale di riparazione o di costruzione, soprattutto di oggetti di uso domestico, svolta non professionalmente ma per passatempo.
bricolla   s.f.  gerla o sacco portato a spalla dai contrabbandieri delle regioni alpine | (estens.) il carico trasportato con questo recipiente.
brida   s.f.    • 1 •   (ant.) briglia    • 2 •   (st.) macchina da guerra con la quale, dall'alto delle mura di una città assediata, si agganciavano le macchine degli assedianti    • 3 •   (tecn.) dispositivo di serraggio, generalmente a forma di staffa a doppia vite    • 4 •   (mecc.) dispositivo accessorio del tornio, a forma di morsetto, che serve a bloccare il pezzo in lavorazione al menabrida.
bridge   s.m. invar.  gioco di carte tra quattro giocatori accoppiati; la coppia che apre dichiara un certo numero di prese e vince se riesce a mantenere l'impegno.
bridgista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi gioca a bridge.
bridgistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al gioco del bridge.
briefing   s.m. invar.    • 1 •   breve riunione durante la quale si informano i partecipanti sull'andamento di un'operazione    • 2 •   nell'organizzazione aziendale, complesso di informazioni e istruzioni con cui si affida un compito a un collaboratore | nel linguaggio della pubblicità, istruzioni sommarie che il committente fornisce all'agenzia pubblicitaria per il lancio di un prodotto.
brieve    ⇨ breve 1.
briga   s.f.    • 1 •   faccenda complicata che dà preoccupazione, molestia, cruccio, fastidio: cacciarsi, trovarsi in una briga; darsi, prendersi la briga di qualcosa, occuparsene, preoccuparsene    • 2 •   lite, contrasto: attaccar briga    • 3 •   (lett.) maneggio, imbroglio    • 4 •   (ant.) contesa, battaglia.
brigadiere   s.m.    • 1 •   sottufficiale dell'arma dei carabinieri o della guardia di finanza, corrispondente al sergente maggiore    • 2 •   nel vecchio ordinamento della polizia di stato, il grado superiore ad appuntato, ora denominato sovrintendente. 
brigantaggio   s.m.    • 1 •   vita, attività da brigante o dei briganti; banditismo: darsi al brigantaggio    • 2 •   il fenomeno costituito dalle bande organizzate di briganti | brigantaggio meridionale, (st.) fenomeno di ribellione politico-sociale manifestatosi nel meridione d'italia dalla fine del sec. xviii e, con particolare intensità, subito dopo l'unificazione nazionale (1861-65).
brigante   s.m.    • 1 •   un tempo, chi viveva di rapine nelle campagne o sui monti; bandito, masnadiero | (st.) uomo armato appartenente a una piccola compagnia; soldato mercenario | aderente al movimento meridionale del brigantaggio    • 2 •   (scherz.) briccone, birbante. dim. brigantello  pegg. brigantaccio    • 3 •   (ant.) uomo gioviale, frequentatore di allegre brigate: era questo frate cipolla... il miglior brigante del mondo  (boccaccio dec.  vi, 10).
briganteggiare   v. intr.  [io brigantéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) condurre vita da brigante.
brigantesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da brigante; degno di briganti: atto, comportamento brigantesco  § brigantescamente avv. 
brigantessa   s.f.  un tempo, donna che faceva vita di brigante; anche, moglie, compagna di un brigante.
brigantino   s.m.  (mar.) veliero con due alberi a vele quadre e bompresso; talora ha una randa alla vela maestra | brigantino a palo, dotato anche di un albero di mezzana a vele auriche | brigantino goletta, con bompresso e due alberi, dei quali il trinchetto a vele quadre, la maestra a vele auriche.
brigare   v. intr.  [io brigo, tu brighi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   tentare con tutti i mezzi, anche illeciti, di raggiungere uno scopo: brigare per ottenere un avanzamento    • 2 •   (ant.) affaccendarsi, adoperarsi, industriarsi: e brigavam di soverchiar la strada  (dante purg.  xx, 125)    • 3 •   (ant.) litigare | v. tr.  (non com.) tentare di ottenere qualcosa: brigava la carica di sindaco  | brigarsi v. rifl.  (antiq.) occuparsi di qualcosa.
brigata   s.f.    • 1 •   gruppo di persone che si riuniscono per lo più a scopo di divertimento: una brigata di buontemponi; essere della brigata, far parte della compagnia | prov.  : poca brigata, vita beata, in pochi si sta meglio    • 2 •   (mil.) unità tattica dell'esercito costituita da due o tre reggimenti, attualmente anche di armi e specialità diverse | (ant.) banda di armati: far brigata, raccogliersi in armi    • 3 •   gruppo di combattenti irregolari organizzati in formazioni armate: le brigate partigiane | brigate internazionali, quelle, composte da volontari di vari paesi, che operarono in difesa della repubblica durante la guerra civile spagnola (1936-1939) | brigate nere, quelle fasciste nel periodo della repubblica sociale italiana (1943-1945) | brigate rosse, quelle dei terroristi di estrema sinistra operanti in italia negli anni '70 e '80    • 4 •   (ant.) famiglia.
brigatismo   s.m.  il fenomeno costituito dalle brigate terroristiche, e in particolare dalle brigate rosse.
brigatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] appartenente a una brigata armata | per antonomasia, appartenente alle brigate rosse.
brighella   s.m. invar.  persona furba, abile, intrigante | fare il brighella, comportarsi da buffone.
brigidino   s.m.  (tosc.)    • 1 •   piccola cialda rotonda e sottile, fatta di pasta dolce con anici e cotta schiacciata fra due piastre metalliche caldissime; è un dolce tradizionale delle fiere toscane    • 2 •   (fig.) coccarda.
briglia   s.f.    • 1 •   spec. pl.  ciascuna delle due strisce di cuoio che vengono attaccate al morso del cavallo per guidarlo; (fig.) freno, guida: allentare, tirare le briglie | a briglia sciolta, con la briglia allentata; (fig.) senza freno: correre, parlare a briglia sciolta    • 2 •   spec. pl.  ciascuna delle strisce di cuoio che si incrociano sul busto dei bambini piccoli per sorreggerli e guidarli nei primi passi    • 3 •   (mar.) cavo che tiene ferma, nella parte inferiore, un'asta orizzontale o inclinata: briglia di bompresso    • 4 •   costruzione muraria per frenare le acque di un torrente    • 5 •   (med.) plica mucosa o sierosa che limita il movimento di un organo.
brigoso   agg.  (ant.)    • 1 •   si dice di persona che attacca lite facilmente; rissoso    • 2 •   si dice di cosa che reca noia, molestia.
brillamento   s.m.    • 1 •   il brillare | brillamento solare, (astr.) aumento improvviso di luminosità in un punto della superficie solare    • 2 •   l'esplodere delle mine.
brillantante   s.m.  detersivo per macchine lavastoviglie che dà particolare lucentezza a piatti e bicchieri.
brillantare   v. tr.    • 1 •   tagliare a faccette, sfaccettare (un diamante, un cristallo e sim.)    • 2 •   ornare con brillanti    • 3 •   (estens.) rendere brillante, lucido; lustrare    • 4 •   rivestire confetti e dolci di un sottile strato di zucchero.
brillantatura   s.f.  operazione del brillantare (riferibile a tutti i sign. del verbo).
brillante   (1) part. pres.  di brillare    • 1 •   agg.    • 1 •   che brilla, risplende: pavimento brillante    • 2 •   (fig.) che colpisce suscitando ammirazione: idea, ingegno brillante; un brillante uomo politico; vita brillante, ricca di occasioni mondane    • 3 •   (fig.) spiritoso, vivace: commedia brillante; attore brillante  § brillantemente avv.  in modo brillante, con risultato molto positivo: superare brillantemente un esame. 
brillante   (2) s.m.    • 1 •   diamante tagliato a faccette disposte in modo da formare due piramidi tronche unite per la base; anche, questo tipo di taglio: diamante tagliato a brillante    • 2 •   (estens.) anello, gioiello con brillanti: brillante di fidanzamento    • 3 •   nel teatro ottocentesco, il ruolo di chi sosteneva parti di genere brillante.
brillantezza   s.f.  l'essere brillante (anche fig.).
brillantina   (1) s.f.  preparato cosmetico a base di oli, alcol e sostanze aromatiche, usato per dare lucentezza ai capelli.
brillantina   (2) s.f.  pianta erbacea con foglie lucide lineari e infiorescenza a spighette cuoriformi (fam.  graminacee).
brillantinato   agg.  reso lucido dalla brillantina; impomatato: capelli brillantinati. 
brillantino   (1) s.m.  tessuto di seta, cotone o fibra artificiale, molto leggero e operato in lucido.
brillantino   (2) s.m.  brillante di piccola caratura.
brillanza   s.f.  (fis.) grandezza fotometrica che è data dal rapporto tra l'intensità luminosa di una superficie irraggiante e l'unità della superficie stessa; luminanza, luminosità.
brillare   (1) v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   splendere di luce viva e tremula; luccicare (anche fig.): le stelle brillano nel cielo; occhi che brillano di soddisfazione    • 2 •   (fig.) farsi notare, spiccare: brilla per il suo umorismo | brillare per la propria assenza, (iron.) si dice di chi manca in un luogo dove è atteso    • 3 •   esplodere, detto delle mine | v. tr.  far esplodere: brillare una mina. 
brillare   (2) v. intr.  [aus. avere] (ant.) prillare, frullare, girare vorticosamente su se stesso.
brillare   (3) v. tr.  liberare il chicco del riso o di altri cereali dal suo involucro naturale mettendone così in vista la lucentezza: brillare il miglio. 
brillatoio   s.m.  apparecchio per brillare il riso; lo stabilimento in cui si effettua la brillatura.
brillatore   (1) s.m.  chi nelle miniere o in altri lavori di scavo è addetto all'esplosione delle mine.
brillatore   (2) s.m.  [f. -trice] operaio addetto alla brillatura.
brillatura   s.f.  operazione del brillare il riso o altri cereali: brillatura dell'avena. 
brillio   s.m.  (lett.) il brillare di luce tremula; scintillio: il brillio delle stelle. 
brillo   (1) agg.  (fam.) leggermente ubriaco; alticcio: essere un po' brillo. 
brillo   (2) s.m.  varietà di salice con rami e corteccia purpurei; è detto anche salice rosso. 
briluccichio   s.m.  scintillio, luccichio.
brina   s.f.    • 1 •   rugiada che si congela e cristallizza quando di notte la temperatura scende al disotto di zero gradi    • 2 •   (fig. lett.) la prima canizie.
brinare   v. intr. impers.  [aus. essere, pop. avere] cadere, formarsi la brina | v. tr.  coprire di brina: il freddo ha brinato le piante  | brinare un bicchiere, immergerlo nel ghiaccio tritato prima di versarci un aperitivo o altra bibita.
brinata   s.f.    • 1 •   il formarsi della brina; la brina stessa    • 2 •   (fig. lett.) canizie.
brinato   part. pass.  di brinare   agg.  coperto di brina | (fig. lett.) screziato di bianco: cavallo brinato; capelli brinati. 
brincello   s.m.  (tosc.) brandello.
brindare   v. intr.  [aus. avere] fare un brindisi: brindare in onore di qualcuno, al successo di qualcosa. 
brindello   s.m.  brandello, straccio: un vestito a brindelli. 
brindellone   s.m.  [f. -a] persona trasandata, mal vestita.
brindillo   s.m.  (bot.) ramicello degli alberi da frutto che ha la gemma apicale fiorifera e le gemme laterali a legno.
brindisi   s.m.    • 1 •   saluto che si fa in onore di qualcuno o come buon auspicio di qualcosa, alzando e toccando i bicchieri prima di bere: fare un brindisi    • 2 •   breve componimento, per lo più improvvisato, che si recita in tale occasione.
brindisino   agg.  di brindisi  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di brindisi.
brinell   s.m. invar.  unità di misura della durezza dei materiali.
brinoso   agg.  (lett.) coperto, saturo di brina: erba, aria brinosa. 
brio-  brio- primo elemento di parole composte della terminologia botanica, dal gr. bry/on  'muschio' (briofita, briologia).
brio   (1) s.m.  [solo sing.]    • 1 •   vivacità d'animo espressa con modi allegri e spigliati: una donna piena di brio    • 2 •   (estens.) fervidezza, allegria, vivacità, spigliatezza: un brano ricco di brio; una festa senza brio  | con brio, (mus.) didascalia musicale con cui si richiede un'esecuzione vivace e brillante.
brio   (2) s.m.  (bot.) muschio di color verde-argento, diffuso lungo i muri delle strade (fam.  briacee).
brioche   s.f. invar.  dolce di pasta lievitata cotta al forno.
briofite   s.f. pl.  (bot.) divisione di piante che crescono in luoghi umidi e freschi; comprende le epatiche e i muschi | sing.  [-a] ogni pianta appartenente a tale divisione.
briologia   s.f.  settore della botanica che studia le briofite.
brionia   s.f.  pianta erbacea rampicante con foglie palmato-lobate, frutto a piccole bacche rosse e fiori verdastri (fam.  cucurbitacee).
brioscia   s.f.  [pl. -sce] adattamento it. del fr. brioche. 
briosità   s.f.  l'essere brioso; brio.
brioso   agg.  che ha brio, pieno di brio: ragazzo brioso; musica briosa; vino brioso, (fig.) giovane e frizzante § briosamente avv. 
briozoi   s.m. pl.  (zool.) classe di piccoli animali marini, che vivono generalmente in colonie fisse dall'aspetto arborescente | sing.  [-zoo] ogni animale di tale classe.
briscola   s.f.    • 1 •   gioco che si fa con le carte italiane fra due o quattro giocatori, in cui una carta scoperta sul tavolo indica il seme predominante nella partita    • 2 •   la carta scoperta e ogni altra del suo stesso seme, che hanno maggior valore di qualsiasi altra carta degli altri semi | valere, contare come il due di briscola, (fig.) non contar nulla, perché il due vale meno di tutte le altre briscole. dim. briscolina, briscoletta  accr. briscolona, briscolone  (m.)    • 3 •   (fam.) bussa, percossa | usato come inter. , in usi fam., esprime meraviglia: briscola, che pioggia!. 
briscolata   s.f.  (fam.) partita a briscola.
briscolone   s.m.    • 1 •   il tre o l'asso di briscola, che sono le due carte di maggior valore nel gioco, dette anche carichi    • 2 •   variante del gioco della briscola, che si fa in due senza scoprire la briscola.
brisé  e brisée;agg. f.  si dice di un tipo di pasta preparata con acqua, farina e burro, di consistenza molto friabile, impiegata come base di torte dolci e salate.
bristol   ® s.m. invar.  cartoncino semilucido usato soprattutto per biglietti da visita.
brisura   s.f.  (arald.) ogni modifica apportata a un'arme gentilizia per distinguere un ramo cadetto o bastardo dal ramo principale o legittimo.
britannico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'antica britannia    • 2 •   della gran bretagna  s.m.  [f. -a] cittadino della gran bretagna.
britanno   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi apparteneva a un'antica popolazione di stirpe celtica che abitava la britannia prima dell'invasione degli angli e dei sassoni    • 2 •   (estens. lett.) inglese.
brividio   s.m.  (lett.) brivido forte o continuato.
brivido   s.m.    • 1 •   tremito dato da febbre, da freddo o anche da intenso spavento o forte emozione: avere i brividi; far venire i brividi    • 2 •   (fig.) intensa emozione: il brivido della velocità. 
brixia   ® s.m. invar.  (mil.) mortaio d'assalto o lanciabombe leggero.
brizzolato   agg.    • 1 •   che ha qualche macchiolina sparsa, di solito più chiara; screziato: un cavallo dal pelo brizzolato    • 2 •   si dice di barba e capelli che incominciano a incanutire; per estens., di persona con barba o capelli in queste condizioni: un uomo brizzolato. 
brizzolatura   s.f.  (non com.) l'essere brizzolato.
brocardico   o broccardico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di brocardo, relativo al brocardo    • 2 •   controverso, dibattuto, di soluzione difficile.
brocardo   meno com. broccardo, s.m.  massima giuridica, per lo più in forma facilmente mnemonica.
brocca   (1) s.f.  recipiente di terracotta, vetro o metallo, a forma di vaso con manico e beccuccio, usato per attingere o mescere acqua o altri liquidi; la quantità di liquido in esso contenuta. dim. brocchetta, brocchino  (m.).
brocca   (2) s.f.    • 1 •   piccolo chiodo da calzolaio, a testa strettissima; bulletta    • 2 •   (region.) ramo spinoso; getto di una pianta, germoglio    • 3 •   (ant.) borchia di metallo che si applicava per ornamento sui libri rilegati o lungo l'orlo di stoffa o di pelle dei mobili imbottiti    • 4 •   (ant.) bersaglio.
broccaio   s.m.  arnese per praticare fori e allargarli; punteruolo.
broccame   s.m.  assortimento di chiodi usati per le suole delle scarpe da montagna.
broccardo   e deriv.   ⇨ brocardo e deriv. 
broccare   v. tr.  [io bròcco, tu bròcchi ecc.]    • 1 •   (ant.) spronare    • 2 •   nell'industria della seta, ornare il tessuto di brocchi | v. intr.  [aus. essere] (ant.) germogliare.
broccatello   s.m.    • 1 •   tessuto di seta lavorato come il broccato, ma più leggero | punto broccatello, punto di ricamo usato nei tessuti di tappezzeria    • 2 •   varietà del marmo giallo o rosso, con macchie nere e violacee.
broccato   s.m.    • 1 •   stoffa di seta pesante, tessuta a brocchi, per lo più a disegni di rami e fiorami, usata per l'abbigliamento e l'arredamento: broccato d'oro, d'argento, intessuto con filo d'oro o d'argento    • 2 •   (estens.) veste di broccato.
broccetta   s.f.  gioiello antico a forma di borchia, rosetta o bottone.
brocchiere   o brocchiero, s.m.  piccolo scudo rotondo munito di umbone, in uso agli inizi del sec. xvi.
broccia   s.f.  [pl. -ce] (mecc.) utensile a taglienti multipli delle brocciatrici.
brocciatrice   s.f.  (mecc.) macchina utensile per eseguire scanalature.
broccio   s.m.    • 1 •   (ant.) stocco, lancia    • 2 •   fuso di legno usato nella fabbricazione dell'arazzo.
brocco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   stecco spinoso di una pianta; per estens., ramo potato | (ant.) germoglio: i brocchi dell'olivo    • 2 •   punta di ferro, chiodo; in partic., punta al centro di uno scudo o di un bersaglio | dar nel brocco, (antiq.) colpire il bersaglio; (fig.) indovinare, azzeccare, imbroccare    • 3 •   filo in rilievo a forma di nodo o di anello sulla superficie di un tessuto    • 4 •   cavallo di poco pregio, ronzino    • 5 •   (estens.) persona incapace, di scarso valore; atleta scadente.
broccoletto   s.m.  (spec. pl.) infiorescenza della rapa, colta prima che sboccino i fiori; cima di rapa.
broccolo   s.m.    • 1 •   varietà di cavolo dall'infiorescenza carnosa, di colore verde, simile a quella del cavolfiore, ma più tenera e meno compatta    • 2 •   [f. -a] (fig.) persona sciocca, inetta, goffa. accr. broccolone. 
broche   s.f. invar.    • 1 •   spilla, spillone; fermaglio    • 2 •   spiedo: pollo alla broche. 
brochure   s.f. invar.  brossura.
broda   s.f.    • 1 •   acqua in cui sono stati cotti legumi, verdure o altri cibi solidi; miscuglio di acqua e avanzi di cibo | (spreg.) minestra, bevanda acquosa, insipida; sbobba | gettar la broda addosso a qualcuno, (ant.) addossargli una responsabilità    • 2 •   (estens.) acqua fangosa    • 3 •   (fig.) discorso o scritto prolisso e noioso.
brodaglia   s.f.  brodo lungo e senza sapore | (fig.) discorso insulso e prolisso.
brodaiolo   o brodaiuolo, s.m.  (ant.)    • 1 •   [f. -a] persona ingorda    • 2 •   (fig. , spreg.) frate  agg.  (ant.)    • 1 •   ingordo    • 2 •   (fig. , spreg.) proprio dei frati, fratesco.
brodame   s.m.  broda; minestra disgustosa.
brodettare   v. tr.  [io brodétto ecc.] cuocere, condire un cibo con brodetto: vitello, agnello brodettato. 
brodetto   s.m.  (gastr.)    • 1 •   zuppa di pesce tipica del litorale adriatico    • 2 •   salsa a base di brodo, uova frullate e succo di limone, tipica della cucina romana: cuocere l'abbacchio in brodetto. 
brodicchio   s.m.    • 1 •   brodo lungo, brodaglia    • 2 •   (estens.) fanghiglia.
brodino   s.m.  brodo di dado ristretto.
brodo   s.m.  cibo liquido che si ottiene dalla lenta cottura in acqua di carni o vegetali, conditi con sale, aromi e spezie: brodo lungo, ristretto; brodo di gallina, di manzo, di pesce; carne da brodo; brodo vegetale, di dadi; tortellini in brodo  | lasciar cuocere  (bollire) qualcuno nel suo brodo, (fig.) lasciarlo fare a modo suo | starsene nel proprio brodo, (fig.) vivere appartato | tutto fa brodo, (fig.) tutto serve | brodo di coltura, (biol.) particolare soluzione in cui vengono coltivati microrganismi | brodo primordiale, l'oceano primitivo, ricco di molecole organiche, in cui si pensa siano comparse le prime forme di vita. dim. brodino  vezz. broduccio  pegg. brodaccio. 
brodocoltura   o brodocultura, s.f.  coltura di microrganismi in soluzione (brodo di coltura).
brodolone   s.m.  [f. -a] chi mangiando o bevendo si sbrodola facilmente; sbrodolone.
brodoso   agg.  con molto brodo: una zuppa brodosa. 
brogiotto   meno com. borgiotto e brugiotto, agg.  e s.m.  si dice di una varietà di fico con polpa biancastra o rossa e buccia spessa.
brogliaccio   region. brogliazzo [bro-gliàz-zo], s.m.    • 1 •   quaderno di appunti | (estens.) minuta, prima copia con correzioni    • 2 •   registro o giornale provvisorio (per operazioni contabili, annotazioni di dati ecc.).
brogliare   v. intr.  [io bròglio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   brigare, intrigare; far brogli: brogliava per ottenere quella carica    • 2 •   (ant.) dimenarsi, agitarsi confusamente.
brogliazzo    ⇨ brogliaccio.
broglio   s.m.  intrigo, imbroglio, spec. per alterare il risultato di una votazione: broglio elettorale. 
broilo    ⇨ brolo.
broker   s.m. invar.  (fin.) intermediario d'affari che compra o vende titoli, merci e servizi su commissione, percependo una percentuale sull'ammontare dell'operazione | consulente nel settore assicurativo.
brokeraggio   s.m.  l'attività di intermediazione del broker.
broletto   s.m.  nel medioevo, prato cintato e coltivato; per estens., la piazza in cui si teneva l'assemblea popolare; anche, il palazzo municipale.
brollo    ⇨ brullo.
brolo   o broilo [bròi-lo], s.m.    • 1 •   (ant. , region.) orto o giardino attiguo alla casa; frutteto    • 2 •   (ant. poet.) ghirlanda, corona di fiori: ma di gigli / dintorno al capo non face°an brolo  (dante purg.  xxix, 146-147).
bromato   agg.  (chim.) che contiene bromo  s.m.  sale dell'acido bromico.
bromatologia   s.f.  branca della chimica che si occupa delle sostanze alimentari.
bromatologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la bromatologia: chimica bromatologica. 
bromatologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di bromatologia.
bromeliacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni tropicali a cui appartiene l'ananasso | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
bromico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido ossigenato del bromo.
bromidrato   s.m.  (chim.) composto contenente una o più molecole di acido bromidrico.
bromidrico   agg.  [pl. -ci] (chim.) si dice di acido risultante dalla combinazione di bromo e idrogeno.
bromidrosi   s.f.  (med.) secrezione di sudore maleodorante.
bromismo   s.m.  (med.) intossicazione causata da sostanze bromate.
bromo   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è br; è un non-metallo (metalloide) liquido, rosso bruno, tossico, di odore ripugnante, ottenuto dai bromuri delle acque marine, usato in medicina, in fotografia e nell'industria chimica.
bromoformio   s.m.  (chim.) composto organico bromurato, usato in medicina contro la tosse.
bromografo   s.m.  (foto.) apparecchio per ottenere celermente copie positive mediante stampa per contatto.
bromolio   s.m.  (foto.) speciale procedimento di stampa fotografica con inchiostri grassi colorati.
bromurato   agg.  (chim.) si dice di composto contenente bromuri o bromo.
bromurazione   s.f.  (chim.) reazione che permette l'introduzione di bromo in un composto organico.
bromuro   s.m.  (chim.) sale dell'acido bromidrico, usato in medicina e in fotografia.
bronchiale   agg.  dei bronchi: asma, catarro bronchiale. 
bronchiectasia   o bronchiettasia, s.f.  (med.) dilatazione dei bronchi, congenita o acquisita.
bronchiolo   s.m.  (anat.) ramo bronchiale minore.
bronchite   s.f.  (med.) infiammazione della mucosa dei bronchi: bronchite cronica, acuta. 
bronchitico   agg.  [pl. m. -ci] proprio della bronchite  agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona affetta da bronchite.
broncio   s.m.  atteggiamento del volto che manifesta cruccio o malumore: fare, avere, mettere, tenere, portare il broncio   agg.  (non com.) imbronciato.
bronco   (1) s.m.  [pl -chi] (anat.) ciascuno dei due tratti dell'apparato respiratorio che hanno origine dalla biforcazione della trachea e che penetrano nei polmoni, dove si ramificano in canali sempre più piccoli.
bronco   (2) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (ant. , lett.) ramo nodoso o spinoso, sterpo; cespuglio di spini: senti raspar fra le macerie e i bronchi / la derelitta cagna  (foscolo sepolcri  78-79)    • 2 •   ramificazione delle corna dei cervi.
broncografia   s.f.  (med.) radiografia dell'albero bronchiale.
broncone   s.m.  grosso ramo pieno di monconi; palo sgrossato alla meglio, posto a sostegno della vite.
broncopleurite   s.f.  (med.) infiammazione dei bronchi e di una o di ambedue le pleure.
broncopolmonare   agg.  (med.) che riguarda i bronchi e i polmoni: infiammazione broncopolmonare. 
broncopolmonite   s.f.  (med.) infiammazione dei bronchi e dei polmoni.
broncorragia   s.f.  (med.) emorragia dai bronchi.
broncoscopia   s.f.  (med.) esame dei bronchi effettuato per mezzo del broncoscopio.
broncoscopio   s.m.  (med.) strumento per ispezionare l'interno dei bronchi.
broncospasmo   s.m.  (med.) contrazione dei muscoli dei bronchi che determina una riduzione della loro superficie interna.
broncostenosi   s.f.  (med.) restringimento di un bronco.
broncotomia   s.f.  (med.) resezione chirurgica praticata in un bronco.
brontolamento   s.m.  il brontolare; brontolio.
brontolare   v. intr.  [io bróntolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   esprimere malcontento o risentimento a voce bassa e sorda; lamentarsi con insistenza e monotonia: brontolare sempre contro tutti    • 2 •   fare un rumore sordo e prolungato: si sentivano i tuoni brontolare in lontananza; gli brontolava la pancia  | v. tr.    • 1 •   dire qualcosa con voce bassa e cupa; dire fra i denti: se ne andò brontolando frasi minacciose    • 2 •   (non com.) rimproverare, rimbrottare.
brontolio   s.m.  un brontolare continuato: sono stanco dei suoi brontolii  | rumore sordo e prolungato: il brontolio dei tuoni. 
brontolo   s.m.  (non com.) brontolio.
brontolone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi ha l'abitudine di brontolare; chi è sempre scontento | usato anche come agg.  : un marito brontolone. 
brontosauro   s.m.  gigantesco rettile preistorico dell'ordine dei dinosauri; aveva testa piccola, collo e coda lunghissimi, arti anteriori più corti dei posteriori.
brontoscopia   s.f.  presso gli antichi, l'arte divinatoria che traeva presagi dallo studio dei tuoni.
brontoterio   s.m.  grosso animale fossile, simile al rinoceronte.
bronzare   v. tr.  [io brónzo ecc.]    • 1 •   dare il colore del bronzo a oggetti di metallo, legno, gesso ecc.; rivestire di bronzo    • 2 •   (ant.) abbronzare; abbruciacchiare.
bronzato   part. pass.  di bronzare   agg.    • 1 •   rivestito di bronzo    • 2 •   (lett.) di colore bronzeo: un tumulo / di fieno bronzato  (ungaretti)    • 3 •   si dice di alcune razze di tacchini con piumaggio di colore bronzeo.
bronzatore   s.m.  [f. -trice] in metallurgia e in litografia, operaio addetto alla bronzatura.
bronzatrice   s.f.  macchina usata in litografia per dorare con polveri di bronzo parti stampate.
bronzatura   s.f.  il bronzare, l'essere bronzato: la bronzatura dei metalli. 
bronzeo   agg.    • 1 •   di bronzo, fatto di bronzo: statua bronzea | carattere bronzeo, (fig.) duro, inflessibile    • 2 •   (lett.) del colore del bronzo; abbronzato: pelle bronzea    • 3 •   (lett.) che risuona come il bronzo: voce bronzea. 
bronzetto   s.m.  piccola scultura in bronzo.
bronzina   s.f.    • 1 •   (mecc.) cuscinetto di strisciamento in lega metallica facilmente fusibile, per supporti di perni    • 2 •   piccola campana di bronzo, spec. quella che si appende al collo di animali al pascolo.
bronzino   agg.    • 1 •   (lett.) bronzeo    • 2 •   (med.) si dice di malattia che dà alla pelle una pigmentazione bronzea: morbo bronzino, mal bronzino, morbo di addison; diabete bronzino, emocromatosi  s.m.  campanello di bronzo, bronzina.
bronzista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi lavora il bronzo; chi vende oggetti d'arte in bronzo.
bronzo   s.m.    • 1 •   lega costituita essenzialmente di rame e stagno, usata per fabbricare oggetti vari (statue, campane, un tempo anche cannoni ecc.) | bronzo d'alluminio, lega di rame, alluminio e altri elementi, particolarmente resistente alla corrosione | età del bronzo, epoca preistorica caratterizzata dall'uso del bronzo | incidere nel bronzo, (fig. lett.) tramandare in modo imperituro | faccia di bronzo, (fig.) si dice di persona sfrontata, che non si vergogna di nulla | essere di bronzo, (fig.) essere forte, molto resistente | voce di bronzo, (fig.) dal timbro forte e sonoro    • 2 •   oggetto, opera d'arte in bronzo: un bronzo romano  ' i sacri bronzi, (poet.) le campane | i bronzi guerrieri, (poet.) i cannoni.
broscia   s.f.  [pl. -sce] (tosc.)    • 1 •   minestra brodosa; broda    • 2 •   (fig.) discorso o scritto prolisso e noioso    • 3 •   residuo del mosto fermentato; borlanda.
brossura   s.f.  legatura di un libro ottenuta cucendo insieme le segnature e ricoprendole con un semplice cartoncino incollato sul dorso: libro in brossura. 
browniano   agg.  (scient.) si dice del movimento caotico di minuscole particelle solide o liquide sospese in un aeriforme (come il pulviscolo atmosferico, il fumo delle sigarette), oppure di particelle solide in un liquido, o di micelle in soluzioni colloidali.
browning   ® s.f. invar.  noto modello di pistola automatica di ridotte dimensioni.
brown sugar   loc. sost. m. invar.  (gerg.) eroina di consistenza granulosa, di provenienza orientale.
browser   s.m. invar.  (inform.) software che consente di muoversi e ricercare le informazioni desiderate all'interno di internet.
browsing   s.m. invar.  (inform.) funzione di scorrimento e di ricerca all'interno di un archivio di dati strutturati.
brozza   s.f.  (dial.) bollicina, pustola.
brr   o brrr, inter.  esprime un brivido di freddo o di paura.
bru bru   loc. sost. m. invar.  (region.) persona mediocre, ma intraprendente e dotata di buona parlantina.
brucare   v. tr.  [io bruco, tu bruchi ecc.]    • 1 •   detto di animale erbivoro, strappare l'erba a piccoli morsi per mangiarla    • 2 •   sfrondare un ramo, facendolo scorrere nella mano chiusa | brucare le olive, coglierle a mano dai rami.
brucatura   s.f.  raccolta delle foglie del gelso o delle olive dai rami.
brucella   s.f.  (biol.) genere di batteri comprendenti alcune specie che sono agenti patogeni della brucellosi.
brucellosi   s.f.  (med. , vet.) nome generico di malattie comuni all'uomo e ad alcune specie animali, provocate dalle brucelle; la forma più diffusa è la febbre maltese.
bruciabile   agg.  che si può bruciare.
bruciacchiare   v. tr.  [io bruciàcchio ecc.]    • 1 •   bruciare superficialmente qua e là: bruciacchiarsi un dito    • 2 •   detto dell'azione del sole o del gelo sulle piante, far seccare.
bruciacchiatura   s.f.  il bruciacchiare; la parte bruciacchiata o il segno che rimane su una cosa bruciacchiata.
bruciamento   s.m.  (non com.) il bruciare; combustione, incendio.
bruciante   part. pres.  di bruciare   agg.    • 1 •   che brucia | (fig.) che ferisce, che offende: un'offesa bruciante    • 2 •   (fig.) fulmineo, veloce: partenza, scatto bruciante. 
bruciapelo   solo nella loc. avv. a bruciapelo, da brevissima distanza, riferito a colpo d'arma da fuoco: sparare a bruciapelo  | (fig.) all'improvviso, cogliendo alla sprovvista: fare una domanda a bruciapelo. 
bruciaprofumi   s.m. invar.  recipiente di metallo o ceramica in cui si bruciano sostanze profumate.
bruciare   v. tr.  [io brùcio ecc.]    • 1 •   ardere, consumare, distruggere, rovinare con l'azione del fuoco o del calore: bruciare la legna, l'incenso; bruciare una camicia col ferro da stiro  | bruciare un cibo, cuocerlo troppo a lungo o a fuoco troppo vivo | bruciare una piaga, una ferita, cauterizzarla | bruciarsi un dito, una mano, farsi un'ustione, scottarsi | bruciarsi le ali, si dice della farfalla che vola troppo vicino alla fiamma o a una lampada; (fig.) di chi si danneggia esponendosi imprudentemente a un pericolo | bruciare, bruciarsi le cervella, (fig.) uccidere o uccidersi con un colpo d'arma da fuoco alla testa | bruciare le tappe, (fig.) procedere con grande rapidità in un'attività o in una carriera    • 2 •   (estens.) danneggiare, distruggere; consumare, sprecare (anche fig.): un detersivo che brucia i tessuti; bruciare le proprie energie; bruciare gli anni migliori | bruciare una persona, comprometterla, rovinarla esponendola a un sicuro insuccesso | bruciare una candidatura, metterla fuori gioco | bruciare un avversario, (sport) superarlo all'ultimo momento    • 3 •   (fig.) seccare, inaridire: il freddo ha bruciato il raccolto; il sole brucia i campi  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   ardere (anche fig.): la legna brucia sul fuoco; bruciare dal desiderio    • 2 •   (estens.) essere molto caldo, scottare: la minestra brucia; la fronte gli bruciava per la febbre    • 3 •   (fig.) essere infiammato, irritato: mi bruciano gli occhi    • 4 •   (fig.) offendere gravemente: un'offesa che brucia  | bruciarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   scottarsi, ustionarsi: bruciarsi con l'acqua bollente    • 2 •   andare distrutto, rovinarsi per l'azione del fuoco o di un calore eccessivo | detto di cibo, rovinarsi per una cottura troppo viva: il pollo si è bruciato    • 3 •   (fig.) fallire in un'attività per aver voluto o dovuto affrontare prematuramente situazioni troppo rischiose.
bruciata   s.f.  castagna arrostita, caldarrosta.
bruciaticcio   agg.  [pl. f. -ce] che è bruciacchiato  s.m.  rimasuglio di cosa bruciata | odore, sapore di bruciaticcio, di cosa bruciata.
bruciato   part. pass.  di bruciare  agg.    • 1 •   arso dal fuoco: morire bruciato  | riferito a colore, indica una sfumatura di bruno rossiccio, tipica delle cose arse dal fuoco    • 2 •   (estens.) riarso, inaridito: una campagna bruciata  | ore bruciate, quelle molto calde del primo pomeriggio d'estate    • 3 •   (fig.) che ha compromesso la propria carriera per aver affrontato prematuramente situazioni troppo rischiose; che non ha più possibilità di affermarsi: un uomo politico bruciato  ' gioventù, generazione bruciata, i giovani cresciuti nel clima difficile dell'ultimo dopoguerra, che bruciarono la loro giovinezza in esperienze precoci e dannose; per estens., gioventù disincantata, che non crede in alcun valore | giorni bruciati, tempo bruciato, gettati via, sprecati  s.m.  odore, sapore di cosa bruciata: un arrosto che sa di bruciato  | sentire puzzo di bruciato, (fig.) avvertire che qualcosa non funziona o nasconde un'insidia.
bruciatore   s.m.  dispositivo che serve per miscelare un combustibile polverizzato o gassoso con un comburente (generalmente aria), favorendone la combustione: bruciatore di metano, di cherosene; i bruciatori della cucina a gas, della caldaia. 
bruciatorista   s.m.  [pl. -sti] operaio addetto a sorvegliare il funzionamento dei bruciatori negli impianti termici.
bruciatura   s.f.  il bruciare; scottatura, ustione.
brucina   s.f.  (chim.) composto organico simile alla stricnina, usato per il riconoscimento analitico dei nitrati.
brucio   s.m.  bruciore prolungato.
brucione   s.m.  (geol.) manifestazione superficiale di un giacimento ferrifero, ricco di frammenti di roccia mineralizzata.
bruciore   s.m.    • 1 •   sensazione dolorosa causata da calore, scottatura, infiammazione ecc.: bruciore di stomaco, agli occhi    • 2 •   (fig. lett.) ardore, passione amorosa    • 3 •   (fig.) senso di vergogna misto a irritazione: il bruciore di una sconfitta. 
bruco   s.m.  [pl. -chi] larva di insetto; in partic., la larva della farfalla, dal corpo vermiforme diviso in segmenti e zampe in numero variabile.
brufolo   meno com. bruffolo, s.m.  (region.) piccolo foruncolo. dim. brufoletto, brufolino. 
brufoloso   agg.  pieno, coperto di brufoli; pedicelloso.
brughiera   s.f.  tratto esteso di terreno incolto pianeggiante, ricoperto di eriche e altri arbusti.
brughiero   agg.  che ha i caratteri della brughiera.
brugiotto    ⇨ brogiotto.
brugo   s.m.  [pl. -ghi] piccolo frutice a cespuglio con foglie squamiformi embricate e piccoli fiori rosso-violetti o bianchi in racemi; costituisce la vegetazione tipica della brughiera (fam.  ericacee).
brugola   s.f.  (tecn.) chiave maschio esagonale per viti a testa cava | vite a brugola, la vite corrispondente.
bruire   v. intr.  [io bruisco, tu bruisci ecc. ; aus. avere] (lett.) gorgogliare, rumoreggiare lievemente: il leggero bruire degli zampilli  (d'annunzio).
bruito   s.m.  (ant.) il bruire.
brulicame   s.m.  moltitudine d'insetti brulicanti; per estens., gran numero di persone in movimento.
brulicare   v. intr.  [io brùlico, tu brùlichi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   muoversi confusamente, detto di una moltitudine di insetti e, per estens., anche di altri animali o di persone; si riferisce anche al luogo in cui avviene tale movimento: le api brulicano sui fiori; una piazza brulicante di gente    • 2 •   (fig.) pullulare, turbinare (nella mente, nel pensiero): mille idee gli brulicavano nel cervello. 
brulichio   s.m.  movimento incessante e disordinato di cose, di persone | (fig.) turbinio (di idee, di pensierie sim.).
brullo   ant. brollo, agg.    • 1 •   spoglio di vegetazione, nudo, arido: terreno brullo  | albero brullo, senza foglie    • 2 •   (lett.) triste, desolato: dentro, nel cuore, era brulla e malinconica  (stuparich).
brulotto   s.m.  (ant.) battello carico di materie incendiarie o esplosive che veniva lanciato contro le navi nemiche.
brum   s.m. invar.  (lomb.) carrozza chiusa a quattro ruote tirata da un solo cavallo, usata un tempo per servizio pubblico.
bruma   (1) s.f.    • 1 •   nebbia, foschia: la bruma mattutina    • 2 •   (non com.) il solstizio d'inverno; per estens., clima, tempo molto freddo.
bruma   (2) s.f.  mollusco marino che corrode i legnami sommersi (cl.  lamellibranchi).
brumaio   s.m.  secondo mese del calendario rivoluzionario francese (22 ottobre-21 novembre).
brumale   agg.  (lett.) invernale, freddo; nebbioso.
brumista   s.m.  [pl. -sti] (region.) vetturino di piazza.
brumoso   agg.  (lett.) pieno di bruma, nebbioso.
brunastro   agg.  di colore che tende al bruno.
brunch   s.m. invar.  pasto leggero che si consuma nella tarda mattinata, in sostituzione della prima e della seconda colazione.
brunella   s.f.  pianta erbacea con foglie lanceolate e fiori violacei (fam.  labiate).
brunello   s.m.    • 1 •   vino rosso pregiato che si produce con uva sangiovese nella zona di montalcino (siena)    • 2 •   tela robusta di colore bruno usata un tempo per confezionare calzature.
bruniccio   agg.  [pl. f. -ce] di colore che tende al bruno.
brunimento   s.m.  (non com.) brunitura.
brunire   v. tr.  [io brunisco, tu brunisci ecc.] sottoporre a brunitura un oggetto metallico; per estens., scurire.
brunito   part. pass.  di brunire   agg.    • 1 •   si dice di metallo trattato con la brunitura    • 2 •   (estens.) di cosa che presenta una superficie scura, levigata o lucente; scurito, abbronzato: asfalto, legno brunito; pelle brunita. 
brunitoio   s.m.    • 1 •   attrezzo per eseguire, mediante strofinamento, la brunitura dei metalli    • 2 •   ruota di legno usata dagli arrotini per lucidare le lame dopo l'affilatura.
brunitore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto alla brunitura dei metalli.
brunitura   s.f.    • 1 •   trattamento chimico di una superficie metallica per evitarne l'ossidazione    • 2 •   operazione con cui si rende levigata e lucida, con il brunitoio, una superficie metallica    • 3 •   la lucidatura dei tagli dei libri, prima della doratura.
bruno   agg.    • 1 •   di colore che tende al nero; scuro: carnagione bruna; capelli, occhi bruni  ' razza bruna alpina, denominazione di una razza bovina da latte a mantello bruno, molto diffusa nella zona alpina    • 2 •   riferito a persona, che ha carnagione o capelli scuri: un ragazzo bruno.  dim. brunetto, brunettino    • 3 •   (lett.) poco illuminato, privo di luce: lo giorno se n'andava, e l'aere bruno / toglieva li animai che sono in terra / da le fatiche loro  (dante inf.  ii, 1-3)  s.m.    • 1 •   il colore bruno | vestirsi di bruno, parare a bruno, di nero, in segno di lutto    • 2 •   [f. -a] persona di colorito o capelli bruni: una bella bruna. 
brusca   (1) s.f.  spazzola dura, spec. quella usata per strigliare i cavalli.
brusca   (2) s.f.  malattia dell'olivo, provocata da un fungo ascomicete, che si manifesta in autunno con l'apparire di macchie rosse sulle foglie.
brusca   (3) s.f.  festuca, fuscello. dim. bruschetta. 
bruscare   (1) v. tr.  [io brusco, tu bruschi ecc.]    • 1 •   strigliare i cavalli con la brusca    • 2 •   ripulire, potare le piante.
bruscare   (2) v. tr.  [io brusco, tu bruschi ecc.] (region.) abbrustolire: bruscare il pane, il caffè. 
bruscello   s.m.    • 1 •   arboscello paniato per la caccia notturna agli uccelli    • 2 •   grosso ramo d'albero ornato con nastri, sonagli, fiori e frutti, che nella tradizione contadina toscana viene portato in processione con accompagnamento di suoni e canti; anche, la rappresentazione popolare che segue a questa processione.
bruschetta   (1) s.f.  (region.) fetta di pane abbrustolita, strofinata con aglio e condita con olio e sale.
bruschetta   (2) s.f.    • 1 •   dim.  di brusca 3    • 2 •   pl.  gioco di ragazzi, che si fa scegliendo a turno un fuscello da un fascio; vince chi sceglie il fuscello più lungo oppure il più corto.
bruschezza   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere brusco    • 2 •   (fig.) asprezza di tono, ruvidezza di maniere; sgarbatezza: trattare, parlare con bruschezza  | secchezza di stile    • 3 •   (fig.) subitaneità, rapidità: la bruschezza di un'azione. 
bruschinare   v. tr.    • 1 •   ripulire col bruschino    • 2 •   (estens.) strofinare con energia.
bruschino   s.m.  spazzola molto dura per pulire pavimenti e sim.
brusco   (1) agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   che ha sapore asprigno ma non sgradevole: vino brusco    • 2 •   (fig.) burbero, severo, sgarbato: modi bruschi; essere brusco con qualcuno; trattare qualcuno con le (maniere) brusche, con durezza e severità    • 3 •   (fig.) improvviso, rapido, inatteso: una brusca frenata    • 4 •   (fig. non com.) rannuvolato, tempestoso (detto di tempo): cielo brusco  | fresco, pungente (detto di vento): spirava un'arietta brusca    • 5 •   (fig. non com.) difficile, pericoloso (detto di momento, situazione, epoca e sim): tempi bruschi   s.m.  sapore brusco § bruscamente avv.  in modo burbero, con bruschezza: trattare qualcuno bruscamente  | improvvisamente: il tempo cambiò bruscamente. 
brusco   (2) s.m.  [pl. -schi] (ant.) bruscolo, fuscello, festuca.
brusco   (3) s.m.  [pl. -schi] pungitopo.
brusco   (4) solo nella loc. agg. o avv. tra il lusco e il brusco, quando la luce è incerta e ci si vede poco; (fig.) si dice di una situazione incerta o di un'espressione del volto tra il mite e il severo.
bruscola   s.f.  (agr.) gabbia per spremere le olive; fiscolo.
bruscolino   s.m.    • 1 •   dim.  di bruscolo    • 2 •   (roman.) seme di zucca abbrustolito e salato; brustolino.
bruscolo   s.m.    • 1 •   pagliuzza, fuscello. dim. bruscolino    • 2 •   granello di polvere; corpuscolo | avere un bruscolo in un occhio, (fig.) avere un fastidio | levarsi un bruscolo dall'occhio, (fig.) liberarsi da un fastidio | fare di un bruscolo una trave, (fig.) ingigantire una difficoltà    • 3 •   (fig. scherz.) cosa o persona assai piccola: un bruscolo di bambino  | non è un bruscolo, non è cosa trascurabile    • 4 •   (non com.) foruncoletto.
brusio   s.m.  rumore indistinto e sommesso prodotto da persone che parlano sottovoce o da cose che si muovono leggermente: il brusio degli spettatori; il brusio delle foglie agitate dal vento. 
brusire   v. intr.  [io bru sisco, tu bru sisci ecc.; aus. avere] (lett.) far brusio.
brusone   s.m.  (pop.) nome di varie malattie delle piante che provocano avvizzimenti o imbrunimenti simili a bruciacchiature.
brustolare   v. tr.  [io brùstolo ecc.] (region.) abbrustolire, tostare.
brustolino   s.m.    • 1 •   seme di zucca abbrustolito e salato    • 2 •   (sett.) tostino per il caffè.
brut   agg. invar.  si dice di champagne o di spumante di sapore molto secco.
brutale   agg.  da bruto; selvaggio, animalesco: istinti brutali; violenza brutale  | (estens.) feroce, spietato: un brutale assassinio  § brutalmente avv. 
brutalità   s.f.    • 1 •   l'essere brutale: brutalità di un impulso, di un comportamento    • 2 •   fatto, azione brutale: commettere una brutalità. 
brutalizzare   v. tr.  trattare in modo brutale, tormentare crudelmente | (estens.) violentare.
bruto   agg.    • 1 •   privo di ragione: animali, esseri bruti  | proprio di animale, di essere irragionevole; violento, bestiale: istinti bruti; forza bruta    • 2 •   (non com.) inanimato, inerte: materia bruta    • 3 •   (fig.) non elaborato, non analizzato: un elenco bruto di dati; un resoconto bruto dei fatti | arte bruta, forma d'arte spontanea, ingenua, propria di bambini, alienati ecc. | formula bruta  (o empirica), (chim.) formula che non fornisce indicazioni sulla natura e la disposizione degli atomi nella molecola  s.m.    • 1 •   essere che conduce una vita puramente istintiva; bestia, animale: fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e canoscenza  (dante inf.  xxvi, 119-120)    • 2 •   (estens.) uomo brutale e violento, che compie azioni indegne della natura umana; in partic., chi usa violenza, spec. carnale, ai bambini: essere vittima di un bruto. 
brutta   s.f.  brutta copia, minuta: fare un compito in brutta. 
bruttare   v. tr.  (lett.)    • 1 •   sporcare, macchiare    • 2 •   (fig.) contaminare, corrompere | bruttarsi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   imbrattarsi    • 2 •   (fig.) macchiarsi moralmente.
bruttezza   s.f.    • 1 •   l'essere brutto: la bruttezza di una persona    • 2 •   (fig.) l'essere ignobile, abietto: la bruttezza di un vizio    • 3 •   persona o cosa brutta.
brutto   agg.    • 1 •   si dice di persona, animale o cosa di aspetto sgradevole, o che comunque produce un'analoga impressione: un uomo brutto; mani, gambe brutte; una brutta casa; una brutta poesia; brutto suono, stridulo, falso; brutto odore, cattivo; brutta (copia), minuta | in locuzioni ellittiche dell'uso fam.: vedersela brutta, trovarsi in grande difficoltà, in pericolo; vederne, passarne delle brutte, attraversare periodi difficili, pieni di guai; farla brutta a qualcuno, fargli uno scherzo di cattivo genere; alle brutte, alla peggio, nel peggiore dei casi; con le brutte, con cattive maniere, senza fare complimenti; venire alle brutte, venire alle mani | con valore avv.  : guardar (di) brutto, guardare con ostilità. dim. bruttino, bruttarello    • 2 •   cattivo, riprovevole, sconcio (detto di cosa): brutta abitudine; brutte parole    • 3 •   sfavorevole, negativo: arrivare in un brutto momento; prendere un brutto voto; fare una brutta figura  | grave, doloroso: una brutta malattia; una brutta notizia    • 4 •   che reca danno o molestia; che produce un effetto negativo: fare un brutto viaggio  | tempo brutto, piovoso, burrascoso | la brutta stagione, l'inverno | mare brutto, mosso, agitato    • 5 •   usato come rafforzativo di un altro agg. o sost. che ha valore negativo: brutto villano!; brutta bestia!    • 6 •   (ant.  o lett.) lordato, imbrattato, sudicio (anche in senso morale)  s.m.    • 1 •   [f. -a] persona brutta. accr. bruttone    • 2 •   [solo sing.] ciò che suscita un'impressione estetica sgradevole; ciò che provoca preoccupazione, difficoltà, tristezza: saper distinguer il bello dal brutto; il brutto di una situazione    • 3 •   [solo sing.] cattive condizioni atmosferiche: il tempo volge al brutto  § bruttamente avv.  (lett.) in modo brutto, indecoroso, disdicevole.
bruttura   s.f.    • 1 •   cosa esteticamente brutta | (fig.) sconcezza, vergogna    • 2 •   cosa sudicia; sporcizia.
bruzzolo   o bruzzo, s.m.  (tosc.) crepuscolo del mattino o della sera.
bua   s.f.  nel linguaggio infantile, piccolo dolore fisico: avere, farsi la bua, avere, farsi male.
buaggine   s.f.  balordaggine, stoltezza.
buana    ⇨ bwana.
bubalo   s.m.  grande antilope africana dalle caratteristiche corna piegate indietro ad angolo retto (ord.  artiodattili).
bubbola   (1) s.f.    • 1 •   fandonia, bugia    • 2 •   cosa da niente, sciocchezza.
bubbola   (2) s.f.  (pop.) upupa.
bubbola   (3) s.f.  fungo commestibile con gambo bianco molto alto e largo cappello coperto da squame grigionere (fam.  agaricacee).
bubbolare   (1) v. intr.  [io bùbbolo ecc. ; aus. avere] (tosc.)    • 1 •   rumoreggiare (detto del tuono o del mare)    • 2 •   brontolare, borbottare    • 3 •   tremare, battere i denti per il freddo.
bubbolare   (2) v. tr.  [io bùbbolo ecc.] (tosc.) ingannare, imbrogliare.
bubboliera   s.f.  sonagliera.
bubbolina   s.f.  fungo commestibile con cappello di colore variabile e gambo bianco avvolto alla base da una spessa volva (fam.  agaricacee).
bubbolio   s.m.  (non com.)    • 1 •   brontolio del tuono, del mare    • 2 •   tintinnio di sonagli.
bubbolo   s.m.  sonaglio per i finimenti di bestie da tiro o da sella, consistente in una sferetta di lamiera, generalmente d'ottone, dentro cui si muove una pallina d'acciaio.
bubbone   s.m.    • 1 •   (med.) tumefazione dei gangli linfatici, che in alcune malattie, come la peste bubbonica, si manifesta per lo più sotto l'ascella e all'inguine    • 2 •   (fig.) male, piaga sociale di particolare gravità: il bubbone della corruzione. 
bubbonico   agg.  [pl. m. -ci] che si manifesta con l'insorgere di bubboni: peste bubbonica. 
bu bu   inter.  imita l'abbaiare del cane.
buca   s.f.    • 1 •   cavità irregolare del terreno, di solito piuttosto larga e profonda: scavare una buca  | (estens.) avvallamento, depressione del terreno    • 2 •   vano, contenitore a cui dà accesso un'apertura, una fenditura: la buca delle lettere, cassetta postale | buche del biliardo, in cui vanno a cadere le palle | buca del golf, piccola cavità nel terreno in cui i giocatori devono mandare la pallina | buca del suggeritore, apertura nel centro del palcoscenico, presso la ribalta, dove si colloca il suggeritore | buca cieca, fossa coperta di erbe e frasche, usata come trappola per la selvaggina    • 3 •   affossamento che rimane in un letto, in un divano ecc., dopo che qualcuno vi ha dormito o vi si è seduto    • 4 •   nome che si dà a piccole trattorie, ristoranti e sim., situati in seminterrati.
bucaneve   s.m. invar.  pianta erbacea con fiore bianco pendulo e foglie lineari, che fiorisce nei boschi e nei prati alla fine dell'inverno, anche quando c'è ancora la neve (fam.  amarillidacee).
bucaniere   s.m.  pirata che nel sec. xvii esercitava la guerra corsara nel mar caribico contro gli spagnoli.
bucare   v. tr.  [io buco, tu buchi ecc]    • 1 •   fare uno o più buchi in qualcosa: bucare una parete; il controllore buca i biglietti  | bucare (una gomma), subire la foratura di un pneumatico | bucare (la palla), (fig.) nel gergo sportivo, non riuscire a colpirla, mancarla | bucare il video, lo schermo, (fig.) nel gergo dello spettacolo, si dice di personaggio televisivo o cinematografico che si impone all'attenzione del pubblico guadagnando un successo immediato    • 2 •   pungere; ferire: bucarsi un dito  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) farsi strada, aprirsi un varco (anche fig.) | bucarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   forarsi, detto di cosa: si è bucata una gomma    • 2 •   pungersi: bucarsi con uno spino    • 3 •   (gerg.) drogarsi iniettandosi eroina.
bucatino   s.m.  (spec. pl.) pasta alimentare consistente in un grosso spaghetto cavo.
bucato   (1) part. pass.  di bucare   agg.  che presenta uno o più fori | avere le mani bucate, (fig.) spendere con grande prodigalità, scialacquare  s.m.  [f. -a] (gerg.) tossicodipendente, drogato.
bucato   (2) s.m.    • 1 •   lavatura della biancheria fatta con acqua, sapone, liscivia o altri detersivi: fare il bucato  | lenzuola di bucato, appena lavate, pulitissime    • 2 •   la biancheria da lavare o già lavata: preparare, stendere il bucato. 
bucatura   s.f.    • 1 •   il bucare, il bucarsi; foratura: la bucatura di una gomma    • 2 •   il segno lasciato sulla pelle da oggetti pungenti o da insetti    • 3 •   (pop.) iniezione.
buccale    ⇨ boccale 1.
buccaro    ⇨ bucchero.
buccellato   s.m.  in toscana, sorta di ciambella di pasta dolce lievitata, aromatizzata e cotta al forno.
bucchero   ant. buccaro, s.m.    • 1 •   argilla nera di cui sono fatti i vasi etruschi | terra rossastra odorosa con cui nel xvii sec. si facevano vasi per conservare fresca e leggermente profumata l'acqua    • 2 •   vaso o altro oggetto fatto di bucchero: un bucchero etrusco. 
bucchiette   s.f. pl.  i residui della lavorazione della sansa.
buccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   parte esterna, più o meno consistente, dei frutti e anche di alcuni tuberi: la buccia della mela, dell'arancia, della patata  | rivedere le bucce a qualcuno, (fig.) esaminarne con severità o anche solo con pignoleria l'operato    • 2 •   pellicola sottile che riveste il seme di alcuni frutti: la buccia della mandorla    • 3 •   corteccia giovane delle piante: la buccia del gelso    • 4 •   la parte esterna, più o meno sottile, di latticini, insaccati o altri prodotti alimentari: la buccia del formaggio, del salame    • 5 •   (estens.) la parte esterna, superficiale di qualcosa    • 6 •   la spoglia che alcuni animali abbandonano durante la muta: la buccia del baco    • 7 •   (scherz) riferito all'uomo, la pelle, la vita: rimetterci, lasciarci la buccia, morire | essere di buccia dura  (o avere la buccia dura), essere resistente alle fatiche o alle sventure.
buccina   s.f.    • 1 •   grossa conchiglia marina ritorta, usata nell'antichità come tromba    • 2 •   nella roma antica, strumento a fiato simile al corno da caccia, usato dai soldati.
buccinare   o bucinare, v. intr.  [io bùccino ecc. ; aus. avere] (ant.) sonare la buccina | v. tr.  (ant.)    • 1 •   bandire, proclamare con la buccina    • 2 •   (estens.) divulgare, propalare (voci, dicerie).
buccinatore   s.m.    • 1 •   (ant.) suonatore di buccina | (estens. non com.) chi racconta malevolmente i fatti altrui    • 2 •   (anat.) piccolo muscolo appiattito della guancia che interviene nel movimento delle labbra | anche come agg.  : muscoli buccinatori. 
buccinidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di molluschi gasteropodi prosobranchi forniti di conchiglia conica | sing.  [-e] ogni mollusco di tale famiglia.
buccola   o boccola, s.f.    • 1 •   orecchino, per lo più pendente o in forma di anello    • 2 •   ricciolo di capelli    • 3 •   particolare figura del pattinaggio artistico.
buccolica   s.f.  (ant. scherz.) ciò che riguarda il mangiare, la buona tavola: alcuni cavalieri miei amici, intendenti delle cose della buccolica  (redi).
buccolico   e deriv.   ⇨ bucolico e deriv. 
buccolo    ⇨ boccolo.
bucefalo   s.m.  (scherz.) cavallo vecchio e malandato.
bucentauro   bucentoro  ⇨ bucintoro.
bucero   s.m.  grosso uccello nero corvino con ventre e coda bianchi, enorme becco ricurvo all'apice, avente un'appendice superiore simile a un corno rivolto in su (ord.  coraciformi).
bucherame   s.m.  antica tela di bambagia molto pregiata, leggera e trasparente, che si lavorava a cipro.
bucherare   v. tr.  [io bùchero ecc.] (ant.) bucherellare | v. intr.  [aus. avere] (ant.)    • 1 •   aprirsi un passaggio, insinuarsi in un luogo    • 2 •   (fig.) brigare, darsi da fare | procacciare voti.
bucherellare   v. tr.  [io bucherèllo ecc.] fare molti piccoli buchi: una stoffa tutta bucherellata. 
buchetta   s.f.    • 1 •   dim.  di buca  | buchetta di partenza, in atletica leggera, ognuna delle due piccole buche scavate nel terreno che un tempo avevano la stessa funzione dei moderni blocchi di partenza    • 2 •   gioco di ragazzi consistente nel far entrare una pallina dentro una piccola buca scavata nel terreno.
bucinare    ⇨ buccinare.
bucine   s.m.  (ant.) rete da pesca o da caccia a imbuto.
bucintoro   ant. bucentauro e bucentoro, s.m.  galea da parata, riccamente decorata, che veniva usata dal doge di venezia nelle cerimonie solenni.
buco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   apertura stretta o foro tondeggiante che penetra profondamente in qualcosa oppure che l'attraversa da parte a parte: un buco nella parete, nella scarpa; il buco della serratura, della chiave  | formaggio con i buchi, (fam.) la groviera, l'emmental | banda del buco, banda di ladri che per rubare passa attraverso buchi fatti nelle pareti o nei soffitti | buco nero, (astr.) stadio finale dell'evoluzione di una stella, la cui massa si contrae in un piccolo volume e per l'enorme gravità non lascia sfuggire nulla all'esterno, neppure la luce | cercare, frugare in ogni buco, (fig.) dappertutto | non cavare un ragno da un buco, (fig.) non riuscire a concludere nulla | fare un buco nell'acqua, (fig.) fare un lavoro inutile. dim. bucherello, buchetto, buchino  accr. bucone    • 2 •   (fig.) luogo, ambiente angusto: la mia camera è un buco  | vivere nel proprio buco, fare vita ritirata    • 3 •   (fig.) intervallo di tempo libero in un orario di lavoro continuato: un buco di un'ora    • 4 •   (fig.) debito, ammanco: un buco di 100 milioni    • 5 •   nel gergo sportivo, intervento mancato sulla palla    • 6 •   (gerg.) iniezione di eroina.
bucolica   ant. buccolica, s.f.  componimento poetico di argomento pastorale, per lo più in forma di dialogo: le «bucoliche» di virgilio. 
bucolico   ant. buccolico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di bucolica, relativo alla poesia pastorale: genere, poeta, carme bucolico    • 2 •   (fig.) pastorale, idillico: un paesaggio bucolico  § bucolicamente avv. 
bucorvo   s.m.  uccello africano con un grande elmo corneo che sormonta il becco nero; il piumaggio, nero e bianco, presenta una zona nuda azzurra e rossa intorno al collo (ord.  coraciformi).
bucranio   s.m.  motivo ornamentale architettonico dell'età antica o neoclassica che riproduce un cranio di bue.
budda   o buddha, s.m.    • 1 •   titolo con cui è designato siddhartha gautama (secc. vi-v a. c.), maestro religioso indiano, fondatore del buddismo    • 2 •   rappresentazione scolpita o dipinta del budda: un buddha in bronzo; il buddha dormiente    • 3 •   in loc. e usi fig., come simbolo di immobilità, impenetrabilità, meditazione contemplativa: sembrare un buddha; avere un viso, un'espressione da buddha; stare seduto come un buddha, alla buddha, con le gambe incrociate e il tronco eretto (secondo un modulo iconografico caratteristico).
buddismo   o buddhismo, s.m.  la dottrina annunciata dal budda, incentrata sui temi della salvezza individuale e dell'ascesi; le scuole religiose che ne sono derivate e si sono diffuse nell'asia centrale e orientale.
buddista   o buddhista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del buddismo | usato anche come agg.  in luogo di buddistico : religione buddista. 
buddistico   o buddhistico, agg.  [pl. m. -ci] che è proprio del buddismo o dei buddisti: dottrina buddistica. 
budellame   s.m.  (non com.) la massa delle budella di animali.
budello   s.m.  [pl. le budella  (rar. le budelle) nel sign. proprio; i budelli  nel sign. fig.]    • 1 •   (pop.) l'intestino dell'uomo e degli animali | riempirsi le budella, mangiare a sazietà, a crepapelle | cavare le budella a qualcuno, ucciderlo squarciandogli il ventre | sentirsi tremare, torcere, rimescolare le budella, (fig.) essere preso da grande agitazione. dim. budellino    • 2 •   (fig.) tubo lungo e stretto: budello di gomma  | passaggio, vicolo stretto e buio: un lungo budello sotterraneo. 
budellone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona vorace, ingorda    • 2 •   (spreg.) grassone.
budget   s.m. invar.  (fin.)    • 1 •   bilancio di previsione di un'azienda | programma di gestione di un'impresa o di un suo settore    • 2 •   complesso delle somme stanziate per un determinato fine: il budget della pubblicità. 
budgetario   agg.  (fin.) che si riferisce al budget | controllo budgetario, sistema di gestione basato sul costante confronto dei risultati con il budget.
budino   rar. bodino, s.m.  dolce di consistenza molle, a base di semolino, latte, zucchero e uova, cotti in apposito stampo, al forno o a bagnomaria: budino di cioccolato, alla vaniglia. 
budriere   o bodriere, s.m.  (ant.) cinghia di cuoio portata a tracolla, per reggere la sciabola o la spada.
bue   lett. o region. bove [bò-ve], s.m.  [pl. buòi]    • 1 •   il maschio adulto castrato dei bovini domestici | bue muschiato, grosso mammifero ruminante delle regioni artiche, con corna larghe, pelo lungo e scuro, folta criniera (ord.  artiodattili) | bue grugnente, yak | lavorare, faticare come un bue, (fig.) molto, senza tregua, duramente | chiudere la stalla quando sono fuggiti i buoi, (fig.) provvedere tardivamente | mettere il carro davanti ai buoi, (fig.) parlare o agire in modo prematuro, dando per scontato un risultato ancora non conseguito    • 2 •   (fig.) uomo ottuso, ignorante, grossolano: dare del bue a qualcuno. 
buen retiro   loc. sost. m. invar.  segreto rifugio per incontri amorosi | (estens.) luogo appartato e sereno, che offre un temporaneo riposo.
bufala   s.f.    • 1 •   femmina del bufalo    • 2 •   (fig. scherz.) errore madornale; panzana, corbelleria | notizia giornalistica totalmente infondata    • 3 •   (fig. scherz.) cosa noiosa, pesante, detto spec. di film.
bufalaio   dial. bufalaro, s.m.  custode di bufali.
bufalino   agg.  di bufalo: pelle bufalina. 
bufalo   ant. o region. buffalo e bufolo, s.m.  [f. -a]    • 1 •   grosso mammifero ruminante con pelo ispido cinerino, testa corta, fronte convessa, corna rivolte all'indietro; vive per lo più allo stato selvatico (ord.  artiodattili) | mangiare come un bufalo, (fig.) moltissimo | soffiare come un bufalo, (fig.) respirare con affanno (per la fatica, la grassezza o altro) | una fatica da bufalo, grave, pesante    • 2 •   (fig.) uomo grossolano, ignorante.
bufera   s.f.    • 1 •   turbine di vento con pioggia, neve o grandine    • 2 •   (fig.) grave sconvolgimento: la bufera della guerra. 
buffa   (1) s.f.  (ant.) parte mobile dell'elmo che copriva il volto | sorta di berretto con aletta per proteggere orecchi e faccia | cappuccio che ricopriva anche il viso, con due fori per gli occhi, in uso presso alcune confraternite.
buffa   (2) s.f.  (lett.) violenta folata di vento.
buffa   (3) s.f.  (ant.) beffa: irato calcabrina della buffa, / volando dietro li tenne  (dante inf.  xxii, 133-134).
buffa   (4) s.f.  epiteto scherzoso dato un tempo dagli alpini agli altri soldati di fanteria.
buffalo    ⇨ bufalo.
buffare   (1) v. intr.  [aus. avere] (ant. , lett.) spirare con forza, detto del vento | soffiare, sbuffare: la bocca chiuder fa, che soffia e buffa  (ariosto o. f.  xxxix, 56) | v. tr.  nel gioco della dama, soffiare una pedina.
buffare   (2) v. intr.  [aus. avere] (ant.) dire amenità, sciocchezze.
buffata   s.f.  folata, soffio di vento; anche, soffio di fumo.
buffè   s.m.  adattamento it. del fr. buffet. 
buffer   s.m. invar.  in un elaboratore elettronico, area di memoria in cui vengono collocati temporaneamente dei dati da trasferire poi su un'altra memoria.
buffet   s.m. invar.    • 1 •   mobile in cui si tengono cibi e stoviglie; credenza    • 2 •   banco, tavolo su cui si dispongono cibi freddi, pasticcini e bevande per un rinfresco; per estens., servizio di rinfresco con buffet    • 3 •   caffè, posto di ristoro in stazioni ferroviarie, teatri ecc.
buffetteria   (1) s.f.  servizio di buffet.
buffetteria   (2) s.f.  (spec. pl.) l'insieme degli oggetti di cuoio, come cinghie, borse, giberne e altro, che fanno parte della dotazione individuale del soldato.
buffetto   s.m.  leggero colpo dato con due dita: dare un buffetto sulle guance. 
buffo   (1) agg.    • 1 •   che suscita il riso, che provoca ilarità ridicolo, curioso, bizzarro: una storiella buffa; un personaggio buffo    • 2 •   (teat.) comico: attore buffo  | opera buffa, melodramma comico  s.m.    • 1 •   nel settecento e nel primo ottocento, ogni cantante di opera buffa; per antonomasia, il basso o il baritono    • 2 •   [solo sing.] il lato comico, ridicolo: il buffo di una situazione  § buffamente avv. 
buffo   (2) s.m.  soffio, folata di vento; per estens., sbuffo di fumo, di vapore.
buffo   (3) s.m.  (roman.) debito.
buffonaggine   s.f.  il comportarsi da buffone; mancanza di serietà | buffonata.
buffonata   s.f.  azione, detto da buffone; cosa poco seria, pagliacciata: dire, fare delle buffonate. 
buffone   s.m.    • 1 •   nelle corti medievali e rinascimentali, persona che aveva il compito di rallegrare il signore e gli altri cortigiani con lazzi e facezie; giullare    • 2 •   [f. -a] (estens.) chi parla o agisce in modo da suscitare il riso o con l'intenzione di divertire: è il buffone della compagnia; fare il buffone    • 3 •   [f. -a] (fig.) chi si comporta senza serietà e dignità. dim. buffoncello. 
buffoneggiare   v. intr.  [io buffonéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) comportarsi da buffone; fare il buffone.
buffoneria   s.f.  buffonaggine.
buffonesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da buffone: gesti buffoneschi  § buffonescamente avv. 
bufo   o bufone [bu-fó-ne], s.m.  (ant.) rospo.
bufolo    ⇨ bufalo.
bufone    ⇨ bufo.
buftalmia   s.f.  (med.) prominenza del globo oculare rispetto alla cavità orbitale.
buftalmo   (1) s.m.  pianta erbacea con fiori gialli e foglie lanceolate, detta pop. occhio di bue  (fam.  composite).
buftalmo   (2) s.m.  (med.) dilatazione del globo oculare congenita o causata da malattie; è detta anche idroftalmo. 
bug   s.m. invar.  (inform.) errore di progettazione o di messa a punto di un programma; baco | cattivo funzionamento di un componente hardware.
buganvillea   s.f.  arbusto rampicante ornamentale, con numerosissime brattee di colore lilla, arancio o, più raramente, bianco (fam.  nictaginacee).
buganza   s.f.  (sett.) gelone delle mani o dei piedi.
buggera   s.f.  (region. pop.)    • 1 •   frottola; buggerata    • 2 •   spec. pl.  stizza, malumore: avere le buggere. 
buggerare   v. tr.  [io bùggero ecc.]    • 1 •   (ant. , volg.) sodomizzare    • 2 •   (region. pop.) imbrogliare, ingannare.
buggerata   s.f.  (region. pop.)    • 1 •   frottola, panzana    • 2 •   buggeratura.
buggeratura   s.f.  (region. pop.) imbroglio, raggiro.
buggerone   s.m.  [f. -a] (region. pop.) imbroglione  agg.  (region pop.)    • 1 •   che imbroglia    • 2 •   straordinario: una paura buggerona. 
bughi-bughi  bughi-bughi s.m.  adattamento popolare dell'ingl. boogie-woogie. 
bugia   (1) s.f.    • 1 •   affermazione intenzionalmente contraria alla verità menzogna: dire bugie; pietosa bugia, quella che si dice per nascondere qualcosa di increscioso o di doloroso | prov.  : le bugie hanno le gambe corte, si scoprono dopo breve tempo. dim. bugietta    • 2 •   (fam.) macchiolina bianca delle unghie.
bugia   (2) s.f.  piccolo e basso candeliere la cui base è costituita da un piattello con manico.
bugiardaggine   s.f.  l'essere bugiardo; il vizio di dire bugie.
bugiarderia   s.f.    • 1 •   grossa bugia    • 2 •   (non com.) bugiardaggine.
bugiardo   agg.    • 1 •   che ha il vizio di dire bugie: una persona bugiarda  | pera bugiarda, qualità di pera che sembra acerba quando invece è già matura    • 2 •   (lett.) falso, menzognero, illusorio: scuse, promesse bugiarde; al tempo delli dei falsi e bugiardi  (dante inf.  i, 72)    • 3 •   (ant.) sleale  s.m.  [f. -a] chi ha il vizio di dire bugie: essere un gran bugiardo; dare del bugiardo a qualcuno, accusarlo di mentire. dim. bugiardello  accr. bugiardone  pegg. bugiardaccio  § bugiardamente avv. 
bugigattolo   s.m.  stanzino buio e scomodo | locale molto angusto e squallido.
bugio   agg.  [pl. f. -gie] (ant.) bucato, vuoto.
bugliolo   lett. bugliuolo, region. bogliolo, s.m.    • 1 •   secchio, per lo più a doghe di legno e con manico di corda, usato per attingere acqua dal mare e lavare i ponti delle navi    • 2 •   un tempo, nelle carceri, recipiente per i bisogni corporali.
buglione   s.m.  (ant.)    • 1 •   brodo, broda    • 2 •   (fig.) mescolanza confusa di cose, confusione di persone.
bugliuolo    ⇨ bugliolo.
buglossa   s.f.  nome di alcune erbe della famiglia delle borraginacee.
bugna   s.f.    • 1 •   (arch.) ciascuna delle pietre lavorate aggettanti che caratterizzano la facciata o i muri esterni di certi edifici: bugne rustiche, a punta di diamante    • 2 •   (mar.) ciascun angolo inferiore della vela | ammaccatura del fasciame esterno della nave.
bugnato   s.m.  paramento architettonico esterno costituito da bugne: bugnato rinascimentale, barocco; bugnato diamante, con bugne tagliate a diamante.
bugno   s.m.  alveare rustico.
bugnola   s.f.  (tosc.)    • 1 •   paniere usato dai contadini per tenervi biade, crusca ecc.    • 2 •   cattedra degli accademici della crusca; per estens., cattedra, pulpito.
bugola   o bugula, s.f.  pianta erbacea con fiori azzurri o bianchi in grappolo e foglie ovali (fam.  labiate).
buina    ⇨ bovina.
buio   agg.    • 1 •   scuro, senza luce (anche fig.): una stanza buia; un avvenire buio  | cielo buio, nuvoloso    • 2 •   (fig.) accigliato, corrucciato: essere buio in volto    • 3 •   (fig. lett.) di difficile comprensione, oscuro: si fece rileggere il testo scritto, ora parendogli d'intender meglio, ora divenendogli buio ciò che prima gli era parso chiaro  (manzoni p. s.  xxvii)  s.m.  oscurità: buio fitto, pesto, molto intenso | al buio, (fig.) all'oscuro, nell'ignoranza (di un fatto, una situazione e sim.): essere, tenere al buio di tutto  ' mettere al buio, (fig.) in prigione | fare un salto nel buio, (fig.) affrontare un'impresa o una situazione di cui è impossibile prevedere i rischi e gli esiti | aprire al buio, nel gioco del poker, procedere all'apertura prima di aver visto le proprie carte | venire, farsi buio, annottare.
buiore   s.m.  (ant.) buio.
buiosa   s.f.  (gerg. , lett.) prigione, gattabuia.
bulangismo   s.m.  termine con cui si designa talvolta un movimento nazionalistico promosso da militari.
bulatura   s.f.  (agr.) pratica che consiste nel seminare un'altra pianta (spec. erba medica, trifoglio) in mezzo a una coltura di cereali già adulta, al fine di migliorare il terreno.
bulbare   agg.  (anat.) del bulbo, relativo a un bulbo.
bulbicoltore   o bulbicultore, s.m.  [f. -trice] chi pratica la bulbicoltura.
bulbicoltura   o bulbicultura, s.f.  ramo della floricoltura che ha per oggetto la coltivazione dei bulbi da fiore.
bulbifero   agg.  (bot.) fornito di bulbo o di bulbi.
bulbiforme   agg.  che ha forma di bulbo.
bulbillo   s.m.  (bot.) gemma a forma di bulbo che non si sviluppa sulla pianta, ma se ne stacca e mette radici generando un nuovo individuo.
bulbo   s.m.    • 1 •   (bot.) germoglio sotterraneo rigonfio del fusto di alcune piante: i bulbi dell'aglio, dei tulipani    • 2 •   (anat.) struttura anatomica a forma di bulbo: bulbo arterioso, oculare; bulbo rachidiano, midollo allungato | bulbo pilifero, capillifero, la radice dei peli, dei capelli    • 3 •   (estens.) ogni oggetto o parte di oggetto tondeggiante, spesso cava: bulbo del termometro, la parte rigonfia contenente mercurio.
bulbocastano   s.m.  (bot.) pianta erbacea con radice globosa, nerastra, dal sapore simile a quello delle castagne (fam.  ombrellifere).
bulboso   agg.  (bot.) fornito di bulbo.
bulè   meno com. bule [bù-le], s.f.  nell'antica grecia, il consiglio degli anziani che assisteva il re; in seguito, il consiglio della polis: la bulè degli ateniesi. 
buleuta   s.m.  [pl. -ti] nell'antica grecia, ogni membro della bulè.
bulgaro   agg.  della bulgaria  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è nato, chi vive in bulgaria    • 2 •   la lingua dei bulgari    • 3 •   varietà di cuoio rosso cupo, odoroso, per lavori fini di pelletteria    • 4 •   varietà di profumo.
bulicame   s.m.    • 1 •   (rar.) sorgente d'acque minerali bollenti    • 2 •   piccolo vulcano di fango    • 3 •   (fig.) insieme confuso di cose o di persone; brulichio.
bulicare   v. intr.  [io bùlico, tu bùlichi ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   bollire, ribollire, detto spec. di acque termali    • 2 •   (fig.) brulicare.
bulimia   s.f.  (med.) disturbo alimentare che consiste in un aumento morboso della fame.
bulina    ⇨ bolina.
bulinare   v. tr.  incidere col bulino.
bulinatore   s.m.  [f. -trice] artigiano specializzato nell'incidere metalli o cuoio col bulino.
bulinatura   s.f.  il bulinare; la parte incisa col bulino.
bulino   s.m.  attrezzo di acciaio simile a un sottile scalpello, per incidere metalli, cuoio o pelli: l'arte del bulino, l'arte dell'incisione.
bulla   s.f.    • 1 •   (ant.) bolla    • 2 •   presso gli antichi romani, ciondolo decorato di forma tondeggiante, che i bambini portavano appeso al collo come segno della loro età e come portafortuna.
bulldog   s.m. invar.  cane da guardia, tozzo e robustissimo, con pelo corto, muso molto schiacciato e denti scoperti.
bulldozer   s.m. invar.    • 1 •   macchina cingolata munita anteriormente di una grossa lama concava, usata per livellare terreni, sgomberare macerie, estirpare piccoli alberi ecc.; è detto anche apripista    • 2 •   (fam.) detto di persona, chi agisce in modo irruente, senza riguardo per gli altri.
bulletta   (1) region. bolletta, s.f.  piccolo chiodo a testa larga. dim. bullettina  accr. bullettona, bullettone  (m.).
bulletta   (2)  ⇨ bolletta 1.
bullettame   s.m.  insieme di bullette di diversa grandezza e forma.
bullettare   v. tr.  [io bullétto ecc.] fissare, guarnire con bullette.
bullettatura   s.f.  l'operazione del bullettare; la guarnizione ottenuta mediante bullette.
bullettino    ⇨ bollettino.
bullettonato   o bollettonato, s.m.  tipo di pavimentazione costituita da pezzi irregolari di marmo o travertino, tenuti insieme da pasta di cemento | usato anche come agg.  : pavimento bullettonato. 
bullionismo   s.m.  teoria economica di origine mercantilista secondo la quale la ricchezza di una nazione si identifica con la quantità d'oro e d'argento posseduta.
bullo   s.m.  (region.)    • 1 •   giovane prepotente e spavaldo; teppista: fare il bullo    • 2 •   (estens.) chi veste in modo vistoso e pacchiano; chi vuol apparire troppo sicuro di sé  agg.  sfrontato, spavaldo: un atteggiamento bullo. 
bullonare   v. tr.  [io bullóno ecc.] fissare, collegare con bulloni.
bullonatura   s.f.  operazione del bullonare.
bullone   s.m.  organo metallico di collegamento, costituito da una vite a testa generalmente esagonale o quadrata e da un dado.
bulloneria   s.f.    • 1 •   fabbrica di bulloni    • 2 •   assortimento di bulloni.
bum   inter.  imita un rumore forte e improvviso, spec. quello di un'esplosione; si usa anche iron. per esprimere incredulità quando si sente raccontare una grossa bugia, una spacconata.
bumerang   s.m. invar.  adattamento it. dell'ingl. boomerang. 
buna   ® s.f.  tipo di gomma sintetica.
buncheraggio    ⇨ bunkeraggio.
bundle   s.m. invar.  nel linguaggio commerciale, confezione di prodotti di diverso tipo che vengono venduti insieme a un prezzo vantaggioso.
bungalow   s.m. invar.  casa a un solo piano, con grandi verande, come quelle usate dai residenti europei nelle indie; per estens., piccola abitazione turistica diffusa spec. nei campeggi e nei villaggi di vacanza.
bunker   (1) s.m. invar.    • 1 •   deposito di carbone o altro combustibile, spec. a bordo di navi    • 2 •   (sport) nel golf, ostacolo artificiale costituito generalmente da una buca ricolma di sabbia.
bunker   (2) s.m. invar.    • 1 •   (mil.) fortino di cemento armato, con strette feritoie; casamatta    • 2 •   (estens.) ambiente fortemente difeso e reso pressoché inaccessibile | anche in funzione di agg. invar.  : l'aula bunker in cui si tiene il processo. 
bunkeraggio   o buncheraggio, s.m.  (mar.) rifornimento di carburante a bordo delle navi.
bunkerare   v. tr.  [io bùnkero ecc.] rifornire una nave di combustibile.
buonafede   o buona fede, s.f.    • 1 •   il convincimento di essere dalla parte della ragione, di non ledere diritti altrui, di agire onestamente: lo fece in perfetta buonafede    • 2 •   (estens.) fiducia negli altri, mancanza di sospetto: sorprendere, carpire la buonafede altrui. 
buonagrazia   o buona grazia, non com. bonagrazia, s.f.  comportamento educato e cortese; garbo, affabilità | con buonagrazia di qualcuno, col suo beneplacito.
buonalana   o buona lana, non com. bonalana, s.f.  [pl. buonelane  o buòne lane] (iron.) persona in cui non si può riporre fiducia; birbante, briccone | appellativo rivolto a bambini o ragazzi per affettuoso o benevolo rimprovero.
buonamano   o buona mano, non com. bonamano, s.f.  [pl. buonemani  o buòne mani] mancia.
buonamorte   o buona morte, non com. bonamorte, s.f.  per il cristiano, la morte in grazia di dio; per estens., funzione o preghiera per impetrare una morte provvista del conforto religioso | confraternita della buonamorte, che opera per la buonamorte dei suoi adepti e, più in generale, dei fedeli.
buonanima   o buon'anima, non com. bonanima, s.f.  [pl. buonanime] persona defunta che si ricorda con affetto e rispetto: la buonanima di sua madre  | anche come agg.  : mio nonno buonanima. 
buonanotte   o buona notte, non com. bonanotte, inter.  formula di saluto e di augurio prima di andare a letto | e buonanotte!, (fam.) è finita, non c'è più niente da fare; con lo stesso sign.: buonanotte ai sonatori!   s.f.  l'augurio della buona notte: dare la buonanotte. 
buonasera   o buona sera, non com. bonasera, inter.  formula di saluto e di augurio che si usa nel pomeriggio o alla sera, incontrandosi o accomiatandosi  s.f.  l'augurio della buona sera: dare la buonasera. 
buonavoglia   non com. bonavoglia, s.m. invar.    • 1 •   [anche f.] (iron.) chi non ha voglia di fare niente; fannullone    • 2 •   (ant.) chi, sulle galere, si poneva al remo senza esservi condannato, ma per saldare un debito.
buoncostume   o buon costume, s.m.  modo di comportarsi conforme alla morale comune: reato contro il buoncostume  | squadra del buoncostume  (ellitticamente, la buoncostume), reparto della polizia di stato addetto alla repressione dei reati contro la morale.
buondì   o buon dì, inter.  formula di saluto e di augurio che si usa al mattino; buongiorno  s.m.  l'augurio di una buona giornata: dare, ricevere il buondì. 
buongiorno   o buon giorno, non com. bongiorno, inter.  formula di saluto e di augurio usata di mattina e, in alcune regioni, fino al calar della sera, quando ci si incontra con qualcuno o anche si prende commiato; buondì  s.m.  l'augurio di una buona giornata: dare, ricevere il buongiorno. 
buongoverno   o buon governo, s.m.    • 1 •   modo di governare onesto ed efficiente    • 2 •   nome di alcune magistrature medievali.
buongrado   o buon grado, usato nella loc. avv. di buongrado, volentieri, di buona voglia: acconsentì di buongrado alla sua richiesta. 
buongustaio   o bongustaio, s.m.  [f. -a] chi ama la buona tavola; per estens., chi ha buon gusto.
buongusto   o buon gusto s.m.    • 1 •   facoltà di distinguere e apprezzare le cose belle: una persona di buongusto; vestire con buongusto    • 2 •   (estens.) senso di opportunità e di misura: abbiate il buongusto di andarvene. 
buonismo   s.m.  nell'uso giornalistico, l'atteggiamento di chi in politica privilegia una condotta di collaborazione piuttosto che di scontro con gli avversari.
buonista   agg.  [pl. m. -sti] che dimostra, è improntato a buonismo: atteggiamento buonista   s.m. e f.  chi in politica privilegia una condotta improntata a buonismo.
buono   (1) pop. bono, agg.  [al sing. si tronca davanti a parola cominciante per vocale, semiconsonante, consonante scempia, muta + liquida, talora anche z  o ps; compar. più buono  o migliore; superl. buonissimo  o ottimo]    • 1 •   conforme al bene; onesto, moralmente positivo: buoni pensieri, sentimenti, principi; è buona norma, è bene, conviene; è buona cosa, è cosa ben fatta; opera buona, azione caritatevole | buona voglia, disposizione positiva, favorevole: accingersi a un lavoro di buona voglia  | buona volontà, volontà di operare bene, di impegnarsi: essere pieno di buona volontà  | andare a buon fine, concludersi positivamente    • 2 •   che ha mitezza di cuore; mansueto, bonario: un uomo buono; un buon uomo, un sempliciotto; buono come il pane, buonissimo; tre volte buono, (iron.) sciocco; un buon diavolo, una brava persona | buona donna, (pop.) per antifrasi, prostituta | alla buona, semplice, non ricercato (in funzione agg. o avv.): un pranzo alla buona; gente alla buona, che tratta familiarmente; lavoro fatto alla buona, in modo approssimativo, non rifinito    • 3 •   tranquillo, calmo; composto, silenzioso: il bambino è stato buono tutto il giorno; state buoni, ora!; sta' buono con le mani!  | star buono buono, stare molto quieto o anche essere mogio    • 4 •   benevolo, affettuoso; gentile, cortese: sei sempre stato buono con me; tenersi buono qualcuno, trattarlo bene per conservarsene il favore, la benevolenza; buone parole, gentili e confortanti; buone maniere, comportamento educato; trattare, prendere qualcuno con le buone (maniere), con dolcezza e puntando sulla persuasione | far buona cera, buon viso a qualcuno, accoglierlo con evidente piacere; far buon viso a cattivo gioco, adattarsi con apparente facilità a una situazione sgradevole | guardare, vedere di buon occhio, essere favorevole a qualcuno o qualcosa | troppo buono!, espressione di cortesia in risposta a chi ha usato una gentilezza | buon dio!, espressione tipica delle preghiere, ma anche esclamazione che esprime impazienza, sconforto e sim.    • 5 •   di qualità, di valore; elegante: un buon lavoro; un buon voto; una buona recitazione; una buona stoffa; l'abito, il vestito buono, quello della festa; il salotto buono, quello riservato solo alle grandi occasioni | buon gusto, buongusto    • 6 •   rispettabile; ragguardevole: buon nome, buona fama, buona reputazione; un giovane di buona famiglia; di buona memoria, si dice di un defunto che ha lasciato rimpianto di sé il buon tempo andato  o antico, quello che si rimpiange come migliore rispetto al presente; la buona società, i ceti più elevati    • 7 •   detto di persona, abile, capace; detto di cosa, utile, efficace, efficiente: un buon medico; un buon pianista; un buon padre; un buon rimedio; una buona macchina; avere buona vista, buon udito, vedere, sentire bene; avere un buono stomaco  (o lo stomaco buono), digerire bene; avere buona mano, essere abile; avere buona gamba, essere resistente nel camminare; avere buone braccia, essere un forte lavoratore | avere buon naso, fiuto, essere furbo e perspicace | avere buona memoria, ricordare bene | fare buona guardia, vigilare diligentemente | in buono stato, ben conservato | di buon passo, con passo svelto, deciso | di buzzo buono, di buona lena, con impegno, alacremente | una buona lama, (fig.) un valente spadaccino | una buona forchetta, (fig.) un gran mangiatore; anche, un buongustaio | una buona penna, (fig.) uno scrittore di qualità | una buona testa, (fig.) una persona intelligente | essere in buone mani, (fig.) essere affidato a persone avvedute e capaci | essere buon giudice, essere competente e imparziale | buon senso, buonsenso | buono a nulla, inetto, incapace | buono da buttar via, detto di cosa, ormai inutilizzabile; di persona, ormai inetto, improduttivo | essere, non essere buono di fare qualcosa, (region.) esserne capace: non son buono di contraddirla!, non ne ho il coraggio    • 8 •   che serve a un dato scopo; idoneo, conveniente: una buona idea; rimedio buono per la tosse; cogliere la buona occasione, il momento buono, la circostanza opportuna, favorevole    • 9 •   valido, autentico; fondato, consistente: il biglietto non è buono se non è timbrato; non è un buon motivo perché tu te ne vada; ho le mie buone ragioni; a buon diritto, giustamente | punto buono, valevole al gioco | denaro non buono, falso o fuori corso | sapere da buona fonte, da informatori degni di fede | far buono, dar buono, convalidare, accettare | palla buona, in vari sport (tennis, calcio ecc.), quella che non cade fuori dell'area stabilita | a ogni buon conto, in ogni caso, a ogni modo | questa è buona!, detto di una battuta, una trovata divertente; anche iron., di cosa incredibile, falsa    • 10 •   che procura sensazioni gradevoli: un buon sapore, un buon profumo; la buona tavola, la buona cucina; fare, lasciare la bocca buona, lasciare in bocca un sapore piacevole; (fig.) lasciare un buon ricordo    • 11 •   salutare, salubre (detto di tempo, clima): respirare aria buona; la buona stagione, il periodo estivo e primaverile    • 12 •   prospero, giovevole, vantaggioso, redditizio: buona salute; buona fortuna; un buon impiego; buon viaggio; buoni auspici; buoni affari; buon lavoro; buon prezzo; buon cliente  ' essere, viaggiare, navigare in buone acque, (fig.) avere fortuna, spec. negli affari | buona stella, (fig.) sorte propizia | buona fine e buon principio, augurio di fine e inizio d'anno | a buon mercato, a prezzo basso e conveniente; (fig.) senza fatica, senza impegno: si è fatta una reputazione a buon mercato  | avere buon gioco, nel gioco delle carte, avere una fortunata combinazione; (fig.) essere in una situazione favorevole | dio ce la mandi buona!, si dice di fronte a una situazione pericolosa o difficile | buon pro ti  (gli ecc.) faccia, torni a tuo (a suo ecc.) vantaggio (anche iron.) | buoni uffici, mediazioni, appoggi, raccomandazioni: ha fatto carriera grazie ai buoni uffici del direttore    • 13 •   sereno, lieto: stare di buon animo, essere tranquillo, non preoccupato; fare qualcosa di buon grado, di buon animo, volentieri, gentilmente e con piacere; disporsi di buon animo, favorevolmente | essere in buona (disposizione), in una disposizione d'animo serena o di umore tranquillo; essere in buona con qualcuno, in rapporti amichevoli; tenere in buona qualcuno, tenerlo tranquillo o mantenerlo ben disposto | darsi al buon tempo, darsi ai divertimenti e all'allegria | buon umore, buonumore    • 14 •   con valore enfatico e rafforzativo: buon numero, notevole quantità; buona dose, dose considerevole, abbondante; in buona parte, in parte cospicua | di buon passo, velocemente | di buon'ora, di buon mattino, presto, di primo mattino | tre miglia buone, un'ora buona di strada, un po' più di tre miglia, di un'ora di strada | finiscila una buona volta!, finiscila finalmente! | essere a buon punto, esser già avanti in un'impresa, in un lavoro | in unione con bello  : questa è una minaccia bella e buona!, un'autentica minaccia  s.m.    • 1 •   [f. -a] persona buona: i buoni lodava, e de' cattivi aveva compassione  (machiavelli) | fare il buono, comportarsi bene, riferito spec. a bambini | un  (o una) poco di buono, una persona poco raccomandabile | un buono  (o una buona) a nulla, a niente, una persona inetta    • 2 •   [solo sing.] (lett., filos.) ciò che è buono, il bene: indagare il vero, il bello, il buono, la verità, la bellezza, il bene    • 3 •   [solo sing.] cosa buona, utile, valida: fare, dire qualcosa di buono; c'è del buono in questo scritto; aveva di buono che riconosceva i propri errori  | buon per te, per lui ecc. , è una fortuna per te, per lui ecc. | ci volle del bello e del buono per convincerlo, occorsero fatica e pazienza | sapere di buono, emanare un odore gradevole § buonamente avv.  (ant.)    • 1 •   con bontà    • 2 •   ingenuamente; alla buona | con le buone; onestamente.
buono   (2) s.m.  documento che dà diritto, all'atto della presentazione, alla riscossione di una somma, al ritiro di una merce, alla prestazione di un servizio: buono pasto; buono omaggio; buono sconto  | buono del tesoro, titolo di credito al portatore, rappresentativo di debito dello stato; buono ordinario del tesoro, bot | buono fruttifero, titolo di credito rilasciato da una banca contenente l'obbligo di restituzione di una somma da essa ricevuta, aumentata degli interessi calcolati fino alla scadenza | buono di consegna, documento recante al depositario di una merce l'ordine di consegnarla a una data persona | buono di cassa, ricevuta provvisoria rilasciata da un cassiere di banca a un cliente in luogo di una somma di denaro, che questi deve depositare presso un altro cassiere della stessa banca.
buonora   o buon'ora s.f.  la mattina presto; usato spec. nella loc. avv. di buonora : alzarsi, partire di buonora  | andare a letto di buonora, presto | alla buonora, finalmente; comunque, in ogni modo: sei arrivato, alla buonora!; alla buonora, qualcosa siamo riusciti a ricavarne. 
buonsenso   o buon senso, s.m.  equilibrio istintivo di giudizio e di comportamento; capacità di giudicare, soprattutto tenendo presenti le necessità pratiche: un uomo pieno di buonsenso. 
buontempo   o buon tempo, s.m.  vita allegra, spensierata: darsi al buontempo, spassarsela.
buontempone   o bontempone, s.m.  [f. -a] chi ama divertirsi, stare in buona compagnia  agg.  gioviale, pieno di allegria.
buonumore   o buon umore, s.m.  stato d'animo sereno, allegro: essere, mettere di buonumore; perdere, riacquistare il buonumore. 
buonuomo   o buon uomo, pop. bonomo, s.m.  uomo mite, semplice, bonario o anche ingenuo, credulone | appellativo con cui un tempo ci si rivolgeva a un uomo del popolo che non si conosceva.
buonuscita   meno com. buon'uscita, s.f.    • 1 •   compenso che si dà a chi lascia prima della scadenza del contratto un immobile preso in locazione    • 2 •   gratifica concessa dal datore di lavoro, oltre a quanto spettante per legge o contratto, a un dipendente che cessa l'attività di servizio.
bupreste   s.f.  grosso insetto coleottero, parassita del legno degli alberi da frutto.
burattare   v. tr.    • 1 •   abburattare    • 2 •   (fig. non com.) vagliare.
burattatore   s.m.  [f. -trice] abburattatore.
burattatura   s.f.  abburattatura.
burattinaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi manovra i burattini; chi li fabbrica o li vende    • 2 •   (fig.) chi, occultamente, ordisce una trama o promuove un'impresa di cui altri sono esecutori; mandante.
burattinata   s.f.    • 1 •   azione da burattino, non degna di una persona seria; pagliacciata    • 2 •   rappresentazione scenica scadente.
burattinesco   agg.  [pl. m. -schi] proprio di un burattino; da burattino: mosse burattinesche, rigide, legnose; comportamento burattinesco, volubile, poco serio § burattinescamente avv. 
burattino   s.m.    • 1 •   fantoccio per rappresentazioni farsesche popolari o infantili, costituito da una testa montata su un'ampia veste in cui si infila, come in un guanto, la mano del burattinaio che lo muove agendo dal basso: teatro, baracca, castello dei burattini, l'impalcatura che regge la scena; andare ai burattini, a vedere lo spettacolo | piantare baracca e burattini, (fig.) abbandonare improvvisamente tutto    • 2 •   (fig.) uomo privo di carattere, incoerente, volubile; anche, persona facilmente influenzabile, manovrabile.
buratto   s.m.    • 1 •   apparecchio munito di setacci a tamburo, usato per separare la farina dalla crusca e dal cruschello o semolino    • 2 •   simbolo dell'accademia della crusca; l'accademia stessa e la sua opera di vaglio linguistico    • 3 •   (ant.) tela da ricamo, rada e trasparente    • 4 •   negli antichi tornei cavallereschi, il bersaglio costituito da una figura mobile di legno.
burba   s.f.  nel gergo militare, recluta; per estens., sciocco, sempliciotto.
burbanza   s.f.  alterigia sprezzante e vanitosa.
burbanzoso   agg.  (non com.) pieno di burbanza, arrogante, borioso: un'aria burbanzosa; un grosso uomo dalla faccia militarescamente burbanzosa  (levi) § burbanzosamente avv. 
burbera   s.f.  sorta di argano costituito da un cilindro orizzontale fatto girare a forza di braccia.
burbero   agg.  che ha modi scontrosi e bruschi, ma può nascondere gentilezza di sentimenti: uomo, atteggiamento burbero  | usato anche come s.m.  : fare il burbero  § burberamente avv. 
burberry   ® s.m. invar.  impermeabile o cappotto di taglio sportivo classico.
burchielleggiare   v. intr.  [io burchielléggio ecc. ; aus. avere] (lett.) scrivere versi alla maniera burchiellesca.
burchiellesco   agg.  [pl. m. -schi] (lett.) del poeta fiorentino domenico di giovanni, detto il burchiello (1404-1449), o che ne imita lo stile bizzarro ed enigmatico: sonetto burchiellesco; maniera burchiellesca   s.m.  poeta che imita il burchiello.
burchiello   s.m.  piccola barca fluviale a remi.
burchio   s.m.    • 1 •   barcone a fondo piatto, a vela, a remi o ad alzaia, per trasporto di merci o passeggeri su acque interne, in uso nell'italia sett.    • 2 •   barca utilizzata come vivaio di pesci    • 3 •   (ant.) barca a remi: come talvolta stanno a riva i burchi, / che parte sono in acqua e parte in terra  (dante inf.  xvii, 19-20)    • 4 •   antica misura veneta di capacità per liquidi, pari a circa 450 hl.
bure   s.f.  parte dell'aratro a forma di stanga, che si attacca al giogo.
bureau   s.m. invar.    • 1 •   (antiq.) scrivania, scrittoio    • 2 •   ufficio; in partic., l'ufficio dell'amministrazione di un albergo.
burella   s.f.  (ant.)    • 1 •   corridoio sotterraneo, stretto e buio: non era camminata di palagio / là 'v'eravam, ma natural burella  (dante inf.  xxxiv, 97-98)    • 2 •   (estens.) carcere.
buretta   s.f.  (chim.) recipiente di vetro graduato, con lo zero in alto, a forma di tubo chiuso in basso da un rubinetto; serve per misurare e dosare liquidi.
burga   s.f.    • 1 •   gabbione fatto di rami o verghe, o anche di robusta rete metallica, ricolmo di terra, pietre o ghiaia, usato come riparo contro l'erosione delle acque dei fiumi    • 2 •   cesto di vimini che s'immerge nell'acqua per conservare vivo il pesce.
burgensatico   agg.  [pl. m. -ci] (st.) allodiale.
burgraviato   s.m.  (st.) titolo e giurisdizione di burgravio.
burgravio   s.m.  (st.) titolo feudale ereditario conferito nell'antica germania al comandante militare della cittadella fortificata.
burgundo   agg.  e s.m.  [f. -a] appartenente a un'antica popolazione del gruppo germanico-orientale, stanziatasi prima sulla sinistra del reno e poi sul medio rodano.
buriana   s.f.  (region.)    • 1 •   breve temporale    • 2 •   (fig.) chiasso, trambusto; baldoria.
buricco   o bricco, s.m.  [pl. -chi] (ant. , dial.) asinello.
burina    ⇨ bolina.
burino   s.m.  (roman.) nome che a roma si attribuiva spregiativamente ai contadini romagnoli che venivano a lavorare la terra nell'agro romano | (estens.) persona grossolana, maleducata; buzzurro  agg.  (roman.) rozzo, zotico, villano: maniere burine; aveva ancora la calata burina dopo cento anni che abitava a roma  (pasolini).
burla   s.f.    • 1 •   scherzo fatto per ridere alle spalle altrui, ma senza malanimo | mettere, volgere in burla qualcosa, non darle peso, scherzarci sopra | parlare per burla, in tono scherzoso, prendendosi gioco dei presenti | fuor di burla, lasciando da parte gli scherzi. dim. burletta    • 2 •   inezia, bazzecola: bere un fiasco di vino è una burla per lui  | da burla, non serio, di poco conto: un oratore da burla  | usato come agg. invar.  che non è serio, che costituisce una presa in giro: una manifestazione burla. 
burlanda    ⇨ borlanda.
burlare   (1) v. tr.  fare oggetto di una burla; beffare, canzonare: burlare il prossimo  '(assol.) scherzare; parlare, agire per burla: c'è poco da burlare!  | burlarsi v. rifl.  farsi beffa, prendersi gioco: si burla di tutto e di tutti. 
burlare   (2) v. tr.  (ant.) spingere innanzi | (fig.) sprecare | v. intr.  [aus. essere] (region.) cadere; borlare.
burlesca   s.f.  (mus.) composizione strumentale di forma libera, affine allo scherzo e al capriccio.
burlesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   di, da burla; scherzoso, canzonatorio: tono burlesco; parole burlesche    • 2 •   proprio della letteratura giocosa: stile, poema burlesco   s.m.    • 1 •   burla, celia: cadere nel burlesco    • 2 •   stile burlesco    • 3 •   poeta che usa uno stile burlesco § burlescamente avv. 
burlesque   s.m. invar.    • 1 •   (teat.) genere satirico e parodistico affermatosi in inghilterra spec. nel settecento    • 2 •   negli stati uniti, spettacolo popolare di varietà e di spogliarello.
burletta   s.f.    • 1 •   dim.  di burla    • 2 •   scherzo, celia: mettere una cosa in burletta, metterla in ridicolo | usato come agg. invar.  che non è serio, che costituisce una presa in giro: un personaggio burletta. 
burlevole   agg.  (non com.) burlesco | detto di persona, incline alla burla § burlevolmente avv. 
burlone   s.m.  [f. -a] chi ama scherzare, far burle: un gran burlone   agg.  scherzoso: un tipo burlone. 
burnus   s.m. invar.    • 1 •   ampio mantello di lana, per lo più con cappuccio, portato da arabi e berberi dell'africa sett.    • 2 •   (estens.) mantello femminile con cappuccio.
burò   s.m.  (antiq.) adattamento it. del fr. bureau. 
burocrate   s.m.    • 1 •   funzionario, per lo più della pubblica amministrazione    • 2 •   (spreg.) persona di mentalità gretta e pedante.
burocratese   s.m.  (scherz.) il linguaggio delle comunicazioni burocratiche, caratterizzato da stereotipi e periodi lunghi e complessi, soprattutto se usato in contesti che non lo richiederebbero.
burocratico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della burocrazia, relativo alla burocrazia: riforma burocratica; linguaggio burocratico; lungaggini burocratiche    • 2 •   (spreg.) pignolo, pedante, eccessivamente formalista § burocraticamente avv.  in modo burocratico | dal punto di vista burocratico.
burocratismo   s.m.  la tendenza a burocratizzare; il potere e il peso eccessivi della burocrazia.
burocratizzare   v. tr.  rendere burocratico, organizzare burocraticamente.
burocratizzazione   s.f.  il burocratizzare, l'essere burocratizzato.
burocrazia   s.f.    • 1 •   complesso di uffici, gerarchicamente ordinati, che svolgono secondo determinate procedure i compiti della pubblica amministrazione; il complesso degli impiegati che ne fanno parte; per estens., l'insieme dei funzionari di un'organizzazione non statale | il potere assunto negli stati moderni dai pubblici funzionari    • 2 •   (spreg.) osservanza pedante e formalistica dei regolamenti.
burotica   s.f.  insieme di metodi e tecniche per l'automazione del lavoro d'ufficio.
burraia   s.f.  (antiq.) nelle abitazioni rustiche, locale in cui viene preparato il burro.
burrasca   s.f.    • 1 •   (meteor.) denominazione generica di venti forti, con velocità fra 60 e 100 km/h | (estens.) violenta tempesta di mare o di vento: tempo di burrasca; mare in burrasca; burrasca di neve, bufera; aria di burrasca, (fig.) atmosfera tesa, per la presenza di persone adirate o irritate | burrasca magnetica, perturbazione del campo magnetico terrestre prodotta dall'attività solare    • 2 •   (fig.) sconvolgimento violento; disavventura, disgrazia: una vita tranquilla, senza burrasche. 
burrascoso   agg.    • 1 •   che è in burrasca: mare burrascoso    • 2 •   (fig.) molto agitato, turbolento: riunione burrascosa  § burrascosamente avv. 
burrata   s.f.  formaggio di pasta molle e molto grasso, tipico dell'italia merid., e soprattutto della zona di andria.
burrato   (1) s.m.  (ant.) burrone.
burrato   (2) agg.  (non com.) imburrato, spalmato di burro.
burriera   s.f.  recipiente per conservare in fresco il burro o per metterlo in tavola.
burrificare   v. tr.  [io burrìfico, tu burrìfichi ecc.] trasformare in burro: burrificare il latte. 
burrificato   part. pass.  di burrificare   agg.  nel sign. del verbo | formaggio burrificato, fatto con latte a cui è stato aggiunto burro.
burrificazione   s.f.  operazione con la quale si separa la parte grassa del latte dal latticello.
burrificio   s.m.  fabbrica di burro.
burrimetro   s.m.  butirrometro.
burrino   s.m.  formaggio, a forma di pera, consistente in un caciocavallo con nucleo di burro, spesso salato.
burro   s.m.    • 1 •   sostanza grassa alimentare di colore bianco-giallognolo e di consistenza tenera, ottenuta dalla lavorazione della crema del latte: un panetto di burro; pane e burro, pane spalmato di burro; riso, spaghetti col burro, conditi con burro; uova al burro, cotte col burro | (fig. fam.) cosa, spec. cibo, molto tenera: questa bistecca è un burro; mani di burro, senza forza, di presa debole    • 2 •   (estens.) qualsiasi sostanza che ricordi nell'aspetto e nella consistenza il burro: burro vegetale; burro di cacao. 
burrona   agg. f.  si dice di pera o pesca molto succosa e morbida.
burrone   ant. borrone, s.m.  profondo scoscendimento del terreno con pareti molto ripide; precipizio.
burroso   agg.    • 1 •   ricco di burro: formaggio burroso    • 2 •   (fig.) morbido come il burro: pera, carne burrosa. 
bus   s.m. invar.  forma abbreviata di autobus, adottata in it. sull'esempio dell'ingl. bus  (da omnibus), spec. nella segnaletica stradale | usato anche come suffissoide nella formazione di composti indicanti mezzi pubblici di trasporto (aerobus, filobus).
busca   s.f.    • 1 •   (non com.) cerca: andare alla busca, questuare    • 2 •   (dir.) reato di cui si rende colpevole in tempo di guerra il militare che s'impossessi, senza necessità o autorizzazione, di viveri e oggetti appartenenti al nemico o agli abitanti di un territorio occupato.
buscalfana   s.f.  (ant. , lett.) ronzino.
buscare   v. tr.  [io busco, tu buschi ecc.]    • 1 •   trovare, procacciarsi; ottenere, prendersi (usato per lo più con la particella pron.): buscare da mangiare; buscarsi una bella mancia; ti buscherai un raffreddore  | buscarne  o buscarle, (fam.) prendere delle botte    • 2 •   (ant.) rubare; predare (anche assol.).
buschera   s.f.  (region.) rabbia, stizza: avere le buschere, avere i nervi.
buscherare   v. tr.  [io bùschero ecc.] (region.)    • 1 •   imbrogliare, truffare    • 2 •   (non com.) sciupare, danneggiare.
buscherata   s.f.  (region.) sciocchezza, sproposito; anche, cosa da nulla, inezia.
buscheratura   s.f.  (region.) imbroglio.
buscherio   s.m.  (pop.)    • 1 •   chiasso, baccano    • 2 •   grande quantità.
buscherone   agg.  [f. -a] (region. pop.) eccezionale, straordinario; buggerone: un freddo buscherone. 
busecca   s.f.  (lomb.) trippa di bovini; anche, zuppa di trippa, verdure e fagioli.
busecchia   s.f. , o busecchio s.m. ,    • 1 •   budello di animale nel quale si insacca la carne di maiale per fare salsicce    • 2 •   (estens.) zuppa di trippa.
bushel   s.m. invar.  unità di misura di capacità per aridi e liquidi in uso nei paesi anglosassoni, variante da 32 a 36 litri.
busillis   pop. busilli, s.m. invar.  (fam.) problema di difficile soluzione: qui sta il busillis. 
business   s.m. invar.  attività economica.
business class   loc. sost. f. invar.  sugli aerei, la classe distinta.
business game   loc. sost. m. invar.  tecnica di addestramento aziendale consistente nel simulare la gestione di un processo economico con il fine di raggiungere gli obbiettivi prefissati.
businessman   s.m. invar.  uomo d'affari.
bussa   s.f.  (spec. pl.) percossa, botta.
bussare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   battere, picchiare (spec. alla porta per farsi aprire): va' a vedere chi ha bussato  | bussare alla porta di qualcuno, (fig.) chiedergli aiuto | bussare a quattrini, (fig.) chiedere soldi    • 2 •   nel tressette e in altri giochi, dare un colpo sul tavolo con le nocche della mano mentre si cala una carta, per invitare il compagno a giocare la carta migliore dello stesso seme: bussare a spade  | v. tr.  (non com.) percuotere, picchiare.
bussata   s.f.    • 1 •   il bussare | colpo dato all'uscio. dim. bussatina    • 2 •   (fig. tosc.) batosta, grave danno.
bussatoio   s.m.  (antiq.) battente della porta d'ingresso.
bussetto   s.m.  arnese di legno o di metallo usato dal calzolaio per lucidare suole e tacchi; bisegolo.
busso   (1) s.m.    • 1 •   (region.) colpo, botta    • 2 •   (ant.) il rumore provocato da un colpo; frastuono, fracasso: di fischi e bussi tutto il bosco suona  (poliziano)    • 3 •   (ant.) boato, rimbombo | (estens.) tafferuglio, confusione.
busso   (2)  ⇨ bosso.
bussola   (1) s.f.    • 1 •   strumento per la determinazione dei punti cardinali, provvisto di un dispositivo che ha la proprietà di orientarsi verso il nord: bussola magnetica, fondata sul principio dell'ago calamitato, che indica il nord magnetico; bussola giroscopica, fondata sul principio del giroscopio, che indica il nord geografico | bussola topografica, strumento per la determinazione degli azimut, comprendente una bussola gener. magnetica, una livella e un tacheometro    • 2 •   (fig.) orientamento, criterio direttivo: procedere senza bussola, a caso; perdere la bussola, confondersi, perdere il controllo di s.é dim. bussolina, bussoletta. 
bussola   (2) s.f.    • 1 •   sorta di portantina chiusa    • 2 •   paravento fisso, di legno o altro materiale, munito di porta, che crea uno spazio intermedio oltre la normale porta d'ingresso, spec. nei locali pubblici, per riparare dalle correnti d'aria; per estens., porta rotante che ha la stessa funzione    • 3 •   cameretta di legno dalla quale il papa ascoltava le prediche senza apparire in pubblico    • 4 •   cassetta per raccogliere le elemosine nelle chiese; anche, urna elettorale    • 5 •   (mecc.) elemento cilindrico cavo, manicotto usato come guida di un elemento cilindrico mobile, come riduttore del diametro di fori o come inserto di rinforzo di materiali teneri (p. e.  legno, materie plastiche).
bussolante   s.m.    • 1 •   (ant.) chi portava la portantina papale    • 2 •   (region.) chi raccoglie le elemosine nelle chiese    • 3 •   titolo degli addetti all'anticamera del papa.
bussolo    ⇨ bossolo 1.
bussolotto   s.m.  recipiente a forma di bicchiere usato per gettare i dadi o per altri giochi d'azzardo e di prestigio | gioco di bussolotti, gioco di prestigio; (fig.) inganno, trucco che vuol far apparire quello che non è | giocatore di bussolotti, prestigiatore; (fig.) mistificatore, imbroglione.
busta   s.f.    • 1 •   involucro di carta, generalmente rettangolare, per lettere o altro: busta intestata  | busta paga, quella che contiene la retribuzione del lavoratore dipendente; per estens., la distinta degli elementi che la compongono, e anche la retribuzione stessa al netto di imposte e contributi. dim. bustarella, bustina  accr. bustona    • 2 •   custodia per documenti o altri scritti, per lo più in cartone o in pelle; per estens., astuccio, borsa a forma di busta: la busta degli occhiali. 
bustaia   s.f.  donna che confeziona o vende busti.
bustaio   s.m.  [f. -a] operaio addetto alla fabbricazione di buste.
bustarella   s.f.    • 1 •   dim.  di busta    • 2 •   (fig.) compenso dato illecitamente a chi sia investito di una pubblica funzione per ottenerne favori, disbrigo sollecito di pratiche e sim.
bustina   s.f.    • 1 •   dim.  di busta    • 2 •   piccola busta di carta che contiene sostanze in polvere (preparati farmaceutici, zucchero, tè ecc.); il contenuto stesso: versare una bustina di zucchero nel caffè    • 3 •   berretto che si può ripiegare come una busta, tipico di alcune divise, militari e non.
bustino   s.m.    • 1 •   corpetto, armato di stecche, usato soprattutto in passato dalle donne per stringere i fianchi    • 2 •   parte superiore di un abito femminile.
busto   s.m.    • 1 •   la parte del corpo umano compresa tra il collo e i fianchi: busto eretto, curvo  ' ritratto, fotografia a mezzo busto, che riproduce la testa, le spalle e parte del petto    • 2 •   scultura che rappresenta una figura umana dalla testa al petto, senza le braccia    • 3 •   indumento intimo costituito da una fascia di tessuto fornita di stecche e allacciata con ganci o stringhe, usato spec. in passato dalle donne per assottigliare e sostenere la persona; anche, l'analogo capo di vestiario che le donne portano sul corpetto in molti costumi regionali    • 4 •   (med.) apparecchio ortopedico per correggere o prevenire malformazioni del tronco e della colonna vertebrale    • 5 •   (ant.) tomba, tumulo; anche salma, cadavere: e nominar felici i sacri busti / composti in terra già molti e molt'anni  (ariosto o. f.  xiv, 101).
bustocco   agg.  [pl. m. -chi] di busto arsizio, cittadina in provincia di varese  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di busto arsizio.
bustometro   s.m.  rettangolo di cartoncino o di altro materiale che indica le dimensioni normalizzate della corrispondenza che può essere smistata in modo meccanizzato, e che pertanto non è soggetta a soprattassa.
bustrofedico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di un'antica scrittura che cambia direzione a ogni riga, prima da sinistra a destra, poi da destra a sinistra e così via: iscrizione bustrofedica. 
butadiene   s.m.  (chim.) idrocarburo non saturo che si produce dall'alcol etilico, dal butano o dall'acetilene; è usato principalmente nella produzione della gomma sintetica.
butanese   o bhutanese, agg.  del bhutan, stato dell'asia centromeridionale  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita nel bhutan.
butano   s.m.  (chim.) idrocarburo gassoso a quattro atomi di carbonio; liquefatto, viene venduto in bombole, spesso in miscela con il propano anch'esso liquefatto, e usato spec. come combustibile domestico.
butile   s.m.  (chim.) radicale del butano.
butilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto che contiene il radicale butile: alcol butilico. 
butirrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido organico liquido, di odore sgradevole, contenuto spec. nel burro e usato nell'industria delle materie plastiche e delle vernici.
butirro   s.m.    • 1 •   (region.) burro    • 2 •   (merid.) burrino  agg.  burroso, simile a burro, soprattutto riferito ad alcune varietà di pere e di fagioli.
butirrometro   s.m.  apparecchio che serve a determinare volumetricamente la quantità di grasso nel latte e nella panna.
butirroso   agg.  (non com.) burroso.
butta   s.f.  elemento dell'armatura delle gallerie, a forma di puntello inclinato.
buttafuoco   s.m.  [pl. -chi] asta portamiccia usata un tempo dagli artiglieri per dare fuoco alla carica di lancio.
buttafuori   s.m. invar.    • 1 •   (teat.) un tempo, chi segnalava agli attori il momento dell'entrata in scena; anche, chi svolgeva i compiti dell'attuale direttore di scena    • 2 •   in locali notturni, chi ha il compito di allontanare i clienti molesti    • 3 •   (mar.) asta che regge e tiene spinto fuori dal bordo un elemento dell'attrezzatura (un cavo, una vela ecc).
buttare   v. tr.    • 1 •   gettare, lanciare; lasciar cadere: buttare in terra, in acqua, dalla finestra  | buttare il fiato, il (proprio) tempo, il danaro, (fig.) sprecarli | buttare all'aria, (fig.) mettere a soqquadro | buttare giù un edificio, demolirlo | buttare giù la medicina, inghiottirla | buttare (giù) la pasta, metterla a cuocere nell'acqua in ebollizione | buttare giù, (fig.) far deperire, demoralizzare: la malattia l'ha buttato giù; è una situazione che mi butta giù  | buttare giù una persona, (fig.) screditarla | buttare giù un tema, un articolo, (fig.) scriverlo affrettatamente e senza impegno | buttare giù un disegno, (fig.) abbozzarlo | buttare giù un boccone, mangiare qualcosa in fretta | buttare giù una carta, giocarla | buttare là, (fig.) dire qualcosa con sottile intenzione, fingendo noncuranza: buttare là un'idea, un sospetto  | buttare via qualcosa, disfarsene    • 2 •   emettere: il camino buttava fumo  | perdere (di recipienti, ferite o aperture in genere): buttare sangue  | (assol.) germogliare (di piante): le mie begonie non buttano più  | v. intr.  [aus. avere] tendere, volgere: il tempo butta al bello  | buttar male, (fam.) si dice con riferimento a una situazione che si annuncia o risulta sfavorevole, negativa | buttarsi v. rifl.    • 1 •   gettarsi, lasciarsi cadere; anche, scagliarsi con impeto: buttarsi dalla finestra, in mare, sulla poltrona; buttarsi ai piedi di qualcuno; buttarsi contro l'avversario  | buttarsi nel fuoco per qualcuno, (fig.) fare di tutto per aiutarlo | buttarsi giù, (fig.) perdersi d'animo, avvilirsi | buttarsi nello studio, nella politica ecc. , (fig.) dedicarvisi con decisione e passione    • 2 •   (assol.) nel linguaggio corrente, osare, rischiare: io mi butto!. 
buttasella   s.m. invar.  (mil.) comando, dato a voce o con la tromba, di insellare i quadrupedi; l'insellamento stesso: ordinare il buttasella. 
buttata   s.f.    • 1 •   nelle piante, il buttare, il germogliare; germoglio, getto    • 2 •   nel gioco delle carte, l'atto di calare una carta e la stessa carta calata    • 3 •   il calarsi degli uccelli in un determinato luogo; il luogo stesso.
butterare   v. tr.  [io bùttero ecc] (non com.) coprire di butteri o, per estens., di piccole cicatrici: pelle butterata dal vaiolo. 
butterato   agg.  coperto di butteri: volto butterato. 
butteratura   s.f.  l'essere butterato; l'insieme dei segni lasciati sul viso dal vaiolo.
buttero   (1) s.m.  segno lasciato sulla pelle dalle pustole del vaiolo.
buttero   (2) s.m.  mandriano a cavallo, spec. nella maremma toscana e laziale.
butto   s.m.    • 1 •   getto d'acqua    • 2 •   (dial.) gemma, germoglio    • 3 •   di butto, (ant.) di botto, improvvisamente: come si frange il sonno ove di butto / nova luce percuote il viso chiuso  (dante purg.  xvii, 40-41).
buttone   s.m.  puntello di legno per gallerie.
buvette   s.f.  bar, mescita, spec. all'interno di locali, ambienti pubblici: la buvette di un teatro. 
buxacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene il bosso | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
buy-back  buy-back loc. sost. m. invar.  acquisto da parte di una società delle proprie azioni.
buyer   s.m. invar.  funzionario di un'azienda responsabile dell'ufficio acquisti | nel linguaggio della borsa, compratore.
buzzago   buzzagro  ⇨ bozzago.
buzzo   (1) s.m.  (pop.) ventre, stomaco | di buzzo buono, (fig.) di lena, con impegno.
buzzo   (2) agg.  (tosc.) taciturno, imbronciato | tempo buzzo, nuvoloso, uggioso.
buzzone   s.m.  [f. -a] (pop.) pancione; persona panciuta.
buzzurro   s.m.  [f. -a]    • 1 •   nome che si dava in toscana ai montanari svizzeri che d'inverno scendevano a vendere caldarroste    • 2 •   soprannome affibbiato a roma, dopo il 1870, ai piemontesi e agli altri settentrionali trasferitisi nella capitale    • 3 •   (estens.) persona rozza, villana, zotica.
bwana   o buana [bu-à-na], s.m. invar.  appellativo di rispetto dato dai neri africani ai bianchi, spec. in epoca coloniale.
bye-bye  bye-bye loc. inter.  saluto confidenziale che si usa accomiatandosi da qualcuno; ciao.
bylina   s.f.  [pl. byliny  / bi°'lini° /] canto epico-popolare russo in versi non rimati e disuguali, eseguito da cantori girovaghi e diffuso nell'area slava nei secc. xi-xvi.
by night   loc. avv.  e agg. invar.  di notte, notturno (soprattutto con riferimento a visite turistiche di locali e luoghi tipici della vita notturna di una grande città): roma by night. 
by-pass  by-pass loc. sost. m. invar.    • 1 •   (tecn.) qualsiasi percorso alternativo di un circuito elettrico o idraulico o di un procedimento automatico, realizzato per sostituire una parte deteriorata del circuito preesistente o per escluderne una parte; conduttura secondaria    • 2 •   in chirurgia vascolare, innesto di un tratto di vaso, artificiale o prelevato da un'altra parte del corpo, in un'arteria occlusa o stenotica, così da consentire di nuovo il passaggio del sangue    • 3 •   nell'elaborazione elettronica dei dati, espediente usato in un programma per escludere alcune istruzioni.
bypassare   o by-passare, v. tr.    • 1 •   derivare mediante by-pass; sottoporre a by-pass    • 2 •   (fig. non com) aggirare, superare: bypassare una difficoltà. 
byroniano   non com. baironiano, agg.  del poeta inglese g. byron (1788-1824); che concerne la sua opera: la poetica byroniana; studi byroniani. 
byte   s.m. invar.  in informatica, sequenza di    • 8 •   bit che definisce un carattere; costituisce l'unità di misura della capacità di memoria del calcolatore.
c   s.f.  o m. invar.  terza lettera dell'alfabeto il cui nome è ci  (antiq. ce); in it. rappresenta l'occlusiva velare sorda davanti ad a, o, u  (casa, coro, curva) o ad altra consonante (classe, credere), l'affricata palatale sorda davanti a e, i  (cera, cinema); per rendere il suono occlusivo davanti a e, i  si impiega il digramma ch  (che, chi). entra inoltre a far parte del digramma sc  e del trigramma sci, che rappresentano il suono fricativo palatale sordo rispettivamente davanti a e, i  (scena, scippo) e a, o, u  (sciame, sciopero, sciupare) | c come como, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usato in sigle (p. e. ch, sigla automobilistica della svizzera, confédération helvétique) e abbreviazioni (p. e. c. , per i nomi propri di persona come carlo, ciro, chiara; a. c. , avanti cristo; c. c. , conto corrente; p. c. , per conoscenza) | c, (fis.) simbolo che indica la velocità della luce e delle onde elettromagnetiche nel vuoto | c, (chim.) simbolo del carbonio | c, (fis.) simbolo del coulomb | ^ c, (fis.) gradi celsius | c, numero romano che equivale a 100 | usato come agg. num.  equivale a terzo : serie, turno, sezione c. 
ca   o ca', s.f.  troncamento di casa; è rimasto nel nome di alcuni palazzi storici (ca' foscari, a venezia) e in numerosi toponimi (ca' bianca, ca' d'andrea).
cá  scara sagrada cáscara sagrada;s.f. invar.  arbusto americano dalla cui corteccia si estrae una sostanza usata come lassativo (fam.  ramuacee).
cab   s.m. invar.  carrozzella da piazza a due ruote, usata nel secolo scorso soprattutto in inghilterra.
cabala   meno com. cabbala [càb-ba-la], s.f.    • 1 •   (relig.) l'insieme delle dottrine esoteriche e mistiche dell'ebraismo, la cui diffusione ebbe origine nel sec. xii nella francia merid. e nella spagna    • 2 •   arte con cui, per mezzo di numeri, lettere o segni, si presumeva di indovinare il futuro o di svelare l'ignoto | (estens.) operazione magica; cosa misteriosa, indecifrabile | cabala del lotto, serie di operazioni aritmetiche per indovinare i numeri del lotto    • 3 •   (fig.) intrigo, raggiro, macchinazione.
cabalare   v. intr.  [io càbalo ecc. ; aus. avere] (rar.)    • 1 •   fare cabale | (estens.) fantasticare, almanaccare    • 2 •   (fig.) ordire trame, imbrogli.
cabaletta   s.f.  (mus.) breve aria d'opera di movimento vivace, di solito alla fine di una scena o di un concertato.
cabalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (relig.) chi studia la cabala    • 2 •   chi con la cabala presume di indovinare il futuro o fa previsioni sulle estrazioni dei numeri del lotto.
cabalistico   agg.  [pl. m. -ci] di cabala, attinente alla cabala: calcolo cabalistico  | (estens.) oscuro, indecifrabile, strano: segni cabalistici  § cabalisticamente avv.  in modo cabalistico | secondo la cabala.
caban   s.m. invar.  (abbigl.) giaccone di taglio sportivo che cade dritto.
cabarè   s.m.  (antiq.) adattamento it. di cabaret. 
cabaret   s.m. invar.    • 1 •   locale in cui si tengono spettacoli di varietà di tono umoristico-satirico; per estens., lo spettacolo stesso    • 2 •   (sett.) vassoio.
cabarettistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da cabaret: spettacolo cabarettistico. 
cabbala    ⇨ cabala.
cabernet   s.m. invar.  vitigno di origine francese coltivato anche nell'italia nordorientale | il vino rosso, asciutto, che se ne ricava.
cabestano   s.m.  argano di grande potenza, caratterizzato dal tamburo a campana, che si usa nei piazzali ferroviari per lo smistamento dei vagoni e nelle banchine dei porti.
cabila   meno bene kabila, agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -li] appartenente a una tribù di beduini d'arabia; per estens., appartenente a popolazioni islamizzate dell'africa sett., spec. del marocco.
cabina   pop. gabina, s.f.    • 1 •   piccola stanza a uno o più letti a bordo delle navi o, meno com., in altri mezzi di trasporto: cabina di prima, di seconda classe    • 2 •   veicolo degli impianti funicolari fissi di sollevamento e trasporto: la cabina dell'ascensore, della funivia    • 3 •   spazio chiuso destinato a operazioni di guida o di manovra, o ad altre particolari funzioni: cabina di guida, di pilotaggio, di comando  | cabina di regia, dove sono le apparecchiature per la direzione tecnica di una trasmissione radiofonica o televisiva | cabina di proiezione, da cui si proietta il film | cabina telefonica, nella quale è installato un apparecchio telefonico di uso pubblico | cabina elettorale, in cui si esprime il voto | cabina elettrica, locale con apparecchiature per la trasformazione, l'accumulazione o la distribuzione dell'energia elettrica | cabina di blocco, piccolo edificio disposto lungo una linea ferroviaria nel quale si trovano i comandi dei segnali locali di via libera o impedita e gli apparecchi di comunicazione con la cabina precedente e con quella successiva    • 4 •   capanna, di legno o altro materiale, che serve da spogliatoio ai bagnanti sulle spiagge o nelle piscine.
cabinato   agg.  si dice di imbarcazione da diporto fornita di cabina | che è dotato di una cabina di guida separata (con riferimento ad autocarro o ad altro veicolo industriale)  s.m.  imbarcazione cabinata.
cabinista   s.m.  [pl. m. -sti]    • 1 •   operaio che cura il macchinario e le apparecchiature nelle cabine elettriche    • 2 •   operatore della macchina da proiezione cinematografica.
cabinovia   s.f.  impianto di teleferica costituito da una fune portante in continuo movimento a cui sono legate a intervalli regolari piccole cabine da due a quattro posti.
cablaggio   s.m.  (elettr.) l'insieme dei cavi che costituiscono i collegamenti fra i diversi componenti di un apparecchio, di un impianto elettrico o elettronico, di una rete telematica e sim.; anche, l'esecuzione di tali collegamenti.
cablare   v. tr.    • 1 •   trasmettere una notizia per cablogramma    • 2 •   eseguire un cablaggio: cablare un motore elettrico. 
cablatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   cablografista    • 2 •   chi esegue i cablaggi.
cable   s.m. invar.    • 1 •   cavo sottomarino per la trasmissione telegrafica    • 2 •   (comm.) corso del cambio a pronti nelle transazioni che riguardano disponibilità valutarie su conti bancari.
cablo   s.m. invar.  abbr. di cablogramma. 
cablografare   v. tr.  [io cablògrafo ecc.] (non com.) cablare nel sign. 1.
cablografia   s.f.  trasmissione di cablogrammi.
cablografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la cablografia.
cablografista   s.m.  e f.  [pl. -sti] chi è addetto alla trasmissione o ricezione di cablogrammi.
cablogramma   s.m.  [pl. -mi] telegramma trasmesso per cavo sottomarino.
cablotto   s.m.  (mar.) cavo delle imbarcazioni a remi e dei piccoli velieri che serve per dare fondo all'ancorotto.
cabochon   s.m. invar.  tipo di taglio delle pietre preziose e semipreziose, caratterizzato dalla forma emisferica senza sfaccettatura: smeraldo a cabochon  | (estens.) la pietra così tagliata: anello con cabochon. 
cabotaggio   s.m.  (mar.) navigazione delle navi mercantili lungo le coste o su percorsi limitati: piccolo cabotaggio, con raggio d'azione non superiore alle 200 miglia; grande cabotaggio, con percorsi fino alle 400 miglia | di piccolo cabotaggio, (fig.) di poco conto, di scarso rilievo: attività di piccolo cabotaggio. 
cabotare   v. intr.  [io cabòto ecc. ; aus. avere] compiere navigazione di cabotaggio.
cabotiero   agg.  si dice di nave o di traffico di cabotaggio  s.m.  bastimento che esercita il cabotaggio.
cabrare   v. intr.  [aus. avere] (aer.) compiere la manovra della cabrata | v. tr.  far cabrare: cabrare l'aereo. 
cabrata   s.f.  manovra che un aereo compie alzando la prua rispetto al pilota.
cabreo   s.m.  (st.)    • 1 •   presso la monarchia castigliana (sec. xiv), elenco di privilegi e prerogative sovrane    • 2 •   registro catastale, elenco di beni.
cabriolè   s.m.  adattamento it. del fr. cabriolet. 
cabriolet   s.m. invar.    • 1 •   carrozza leggera a due ruote tirata da un cavallo, con copertura a soffietto    • 2 •   tipo di carrozzeria per automobile con tetto floscio completamente apribile | l'automobile stessa con questo tipo di carrozzeria.
cacadubbi   s.m.  e f. invar.  (pop.) persona sempre titubante e piena di dubbi.
cacaiola   s.f.  (rar. volg.) diarrea.
cacamiracoli   s.m.  e f.  (pop.) persona che prima di concedere qualcosa fa molte difficoltà.
cacao   antiq. o pop. caccao, s.m.    • 1 •   albero tropicale con foglie ovali persistenti e frutto di forma allungata che racchiude semi simili a mandorle (fam.  sterculiacee)    • 2 •   polvere di colore bruno-rossiccio, aromatica, amara, che si ottiene dai semi abbrustoliti del cacao e costituisce l'ingrediente essenziale della cioccolata | burro di cacao, sostanza grassa estratta dai semi del cacao.
cacare   region. cagare, v. tr.  e intr.  [io caco, tu cachi ecc. ; aus. dell'intr. avere] (volg.) defecare, andare di corpo | cacarsi addosso, sotto, (fig.) avere molta paura.
cacarella   o cacherella, s.f.  (pop.)    • 1 •   diarrea    • 2 •   (fig.) paura.
cacasangue   s.m. invar.  (pop.) diarrea, dissenteria | ti venga il cacasangue!, (ant. , region.) ti colga un accidente!.
cacasenno   s.m. invar.  (fam.) ragazzo saputello; persona che ama sentenziare e atteggiarsi a saggio.
cacasentenze   s.m.  e f.  (pop.) sputasentenze.
cacasodo   s.m.  e f. invar.  (pop.) persona che si dà grande importanza.
cacasotto   s.m.  e f. invar.  (pop.) persona molto paurosa.
cacastecchi   s.m.  e f. invar.  (pop.) persona molto avara.
cacata   region. cagata, s.f.  (volg.)    • 1 •   il cacare    • 2 •   sterco, feci    • 3 •   (fig.) cosa di nessun valore; cosa brutta, fatta male. dim. cacatina. 
cacatoa    ⇨ cacatua.
cacatoio   region. cagatoio, s.m.  (volg.) cesso, latrina.
cacatua   o cacatoa [ca-ca-tò-a], s.m. invar.  (zool.) nome di diverse specie di grossi pappagalli australiani, neozelandesi e malesi, bianchi, con un ciuffo di penne erettili sul capo (ord.  psittaciformi).
cacatura   region. cagatura, s.f.  (volg.) il cacare; cacata, escremento, spec. di insetti.
cacazibetto   s.m.  (ant.) uomo vanesio, bellimbusto.
cacca   s.f.    • 1 •   escremento, spec. nel linguaggio dei bambini    • 2 •   (estens. pop.) cosa sudicia in genere    • 3 •   (fig. pop.) superbia, spocchia.
caccao    ⇨ cacao.
caccavella   s.f.    • 1 •   (merid.) pentola di terracotta    • 2 •   (napol.) putipù.
cacchio   (1) s.m.  germoglio infruttifero di un albero coltivato, e spec. della vite.
cacchio   (2) s.m.  eufem. per cazzo. 
cacchione   s.m.    • 1 •   uovo o larva di mosca o di altro insetto; larva dell'ape    • 2 •   pl.  le prime penne degli uccelli, quando spuntano a fior di pelle.
cacciù    ⇨ catecù.
caccia   (1) s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   ricerca, uccisione o cattura di animali selvatici da parte dell'uomo o di un altro animale: caccia alla volpe, al fagiano; il gatto dà la caccia ai topi; andare a caccia; caccia grossa, agli animali di grossa taglia | la pratica del cacciare gli animali nelle condizioni e nei tempi previsti dalla legge: l'apertura della caccia; divieto, permesso di caccia; riserva di caccia, zona in cui un ente o un privato ha acquistato diritto esclusivo di caccia | caccia fotografica, (estens.) ricerca e appostamento di animali selvatici allo scopo di fotografarli nel loro ambiente    • 2 •   (estens.) la selvaggina o gli altri animali cacciati; cacciagione: cucinare la caccia    • 3 •   pesca esercitata con mezzi e tecniche simili a quelle della caccia: caccia subacquea    • 4 •   inseguimento, ricerca ostinata per rintracciare qualcuno: dar la caccia a qualcuno; andare a caccia di qualcuno  | caccia all'uomo, inseguimento di una persona pericolosa, di un malvivente; rastrellamento | caccia alle streghe, (fig.) azione persecutoria condotta accanitamente contro chi si presuma compromesso con ideologie, gruppi, movimenti giudicati eversivi    • 5 •   (fig.) ricerca assidua e affannosa di qualcosa: andare a caccia di guadagni    • 6 •   nome con cui si designano vari giochi in cui si deve cercare qualcosa: caccia al tesoro, agli errori    • 7 •   azione bellica condotta con mezzi aerei o navali veloci: caccia aerea, navale; aereo da caccia    • 8 •   componimento poetico d'origine francese, di metro vario, che descrive per lo più scene di caccia; comune soprattutto nel sec. xiv, era accompagnato dalla musica: le cacce di f. sacchetti    • 9 •   (mus.) nel medioevo, il procedimento contrappuntistico detto poi canone; per estens., la composizione basata su di esso.
caccia   (2) s.m. invar.  abbr. di aereo da caccia  o di cacciatorpediniere. 
cacciaballe   s.m.  e f. invar.  (region. pop.) chi racconta frottole, balle.
cacciabile   agg.  nel linguaggio venatorio, si dice di animale a cui è consentito per legge dare la caccia.
cacciabombardiere   s.m.  [pl. -ri] aeroplano da caccia e da bombardamento.
cacciachiodo   o cacciachiodi, s.m.  attrezzo da falegname, costituito da una barretta d'acciaio con un'estremità affusolata, che serve per estrarre chiodi da una superficie di legno.
cacciadiavoli   s.m. invar.    • 1 •   (ant. pop.) esorcista | usato anche come agg.    • 2 •   (bot.) nome pop. dell'iperico. 
cacciafebbre   s.f. invar.  (bot.) nome pop. della biondella. 
cacciagione   s.f.    • 1 •   termine generico per indicare gli animali di cui si va a caccia: una zona ricca di cacciagione  | la selvaggina uccisa    • 2 •   (antiq.) l'esercizio della caccia.
cacciamine   s.m. invar.  (mar.) dragamine.
cacciamosche   agg.  e s.m. invar.  scacciamosche.
caccianavette   s.m. invar.  nei telai meccanici, dispositivo che imprime alla navetta la spinta necessaria ad attraversare tutto l'ordito.
cacciapalla   s.m.  [pl. -le] attrezzo usato per estrarre la palla dall'anima delle armi ad avancarica, allo scopo di scaricarle.
cacciapietre   s.m. invar.  sprone d'acciaio fissato in basso sul davanti delle motrici ferroviarie, per rimuovere pietre o altri piccoli oggetti eventualmente presenti sul binario.
cacciare   v. tr.  [io càccio ecc.]    • 1 •   dare la caccia a un animale selvatico per ucciderlo o catturarlo: cacciare la selvaggina, un cervo  | (assol.) andare a caccia: cani addestrati a cacciare; cacciare tutto il giorno  | riferito a persona, inseguirla per catturarla, darle la caccia, braccarla: la polizia sta cacciando un pericoloso bandito    • 2 •   mandare via con la forza o sgarbatamente; scacciare (anche fig.): cacciare di casa, in malo modo; cacciare i cattivi pensieri    • 3 •   introdurre, ficcare; spingere con violenza: cacciare, cacciarsi le mani in tasca; mi cacciò in disparte  ' (fam.) mettere: dove hai cacciato quell'oggetto?; mi hai cacciato in un bel pasticcio    • 4 •   (fam.) tirar fuori, cavare, estrarre: caccia subito i soldi!  | emettere con forza: cacciare un grido, un urlo  | cacciarsi v. rifl.  penetrare con difficoltà introdursi, mettersi (anche fig.): cacciarsi tra la folla, nei guai  | (fam.) andare a finire: dove ti sei cacciato?. 
cacciasommergibili   s.m. invar.  nave da guerra di piccolo tonnellaggio (100-200 t) dotata delle apparecchiature e delle armi necessarie per la ricerca e l'attacco dei sommergibili.
cacciaspoletta   s.f.  [pl. -te] attrezzo per avvitare o svitare la spoletta dei proiettili d'artiglieria.
cacciata   s.f.    • 1 •   (antiq.) il cacciare; partita di caccia    • 2 •   lo scacciare, l'essere scacciati; espulsione, allontanamento: la cacciata del tiranno    • 3 •   (pop.) levata, cavata (p. e.  di sangue).
cacciatora   s.f.  usato solo nella loc. alla cacciatora, secondo l'uso dei cacciatori | con riferimento alla foggia degli abiti dei cacciatori: stivali alla cacciatora; giacca alla cacciatora, giacca comoda e robusta, con una grossa tasca posteriore in cui riporre la selvaggina uccisa | modo di cucinare le carni con pomodoro, aglio, vino, aceto, salvia o rosmarino: pollo, coniglio alla cacciatora  | salamino alla cacciatora, cacciatorino.
cacciatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi va a caccia di selvaggina | cacciatore di frodo, chi caccia senza licenza o trasgredisce le norme sulla caccia; bracconiere | cacciatori di teste, (etnol.) popoli primitivi che, in ossequio a credenze animistiche, sono spinti a impossessarsi dei crani dei nemici vinti; (fig.) nell'uso giornalistico, professionisti specializzati nella ricerca e nella selezione di personale, spec. dirigenti, per conto di aziende    • 2 •   (fig.) chi va alla ricerca ostinata e avida di qualcosa: cacciatore di dote, chi è alla ricerca di una moglie molto ricca    • 3 •   (mil.) nei secc. xviii e xix, soldato a piedi o a cavallo armato alla leggera, impiegato in avanscoperta o per operazioni particolari | cacciatori delle alpi, nella seconda guerra d'indipendenza (1859), corpo di volontari italiani comandato da g. garibaldi    • 4 •   (non com.) aereo da caccia; pilota o aviatore di aerei da caccia  agg.  [f. -trice, pop. - tora] che caccia.
cacciatorino   s.m.  salamino di pasta dura.
cacciatorpediniere   s.m. invar.  nave da guerra di medio tonnellaggio (2000-5000 t), molto veloce, progettata per la caccia delle torpediniere ma trasformatasi poi in unità da combattimento polivalente, armata di missili, cannoni e mitragliere antinave e antiaereo, oltre che di siluri e lanciabombe antisommergibile.
cacciavite   s.m. invar.  attrezzo per stringere o allentare le viti; è costituito da uno stelo di acciaio innestato in un manico e terminante in una punta a taglio diritto o a croce che fa presa sulla testa della vite.
cacciucco   o caciucco, s.m.  [pl. -chi] zuppa di pesce tipica di livorno e della versilia.
caccola   s.f.  (pop.)    • 1 •   sterco di pecora o di capra che rimane attaccato alla lana    • 2 •   muco che si rapprende nelle narici; cispa che si forma agli angoli degli occhi.
caccolone   s.m.  [f. -a] (pop.) chi ha l'abitudine di togliersi le caccole dal naso.
caccoloso   agg.  (pop.) pieno di caccole, cisposo | sporco di caccole.
caccoso   agg.  (pop.) sporco di sterco.
cache   agg. invar.  (inform.) area di memoria ad accesso rapidissimo, utilizzata per conservare i dati più frequentemente usati da un programma o le elaborazioni intermedie, così da rendere più veloci i tempi operativi del sistema: memoria cache. 
cache-col  cache-col s.m. invar.  fazzoletto da collo che si indossa sotto il colletto aperto della camicia.
cachemire   s.m. invar.  lana a pelo molto lungo ricavata da una razza di capre del kashmir, regione a nord-ovest dell'india; il tessuto, molto pregiato, che si ricava da questa lana.
cache-nez  cache-nez s.m. invar.  sciarpa di seta o di lana che ripara dal freddo il naso e la bocca.
cache-pot  cache-pot s.m. invar.  portavasi.
cacherella    ⇨ cacarella.
cacherello   s.m.  sterco di animali in forma di pallottoline (p. e.  di pecore e capre, o di conigli).
cache-sexe  cache-sexe s.m. invar.  slip ridottissimo che copre solo i genitali.
cachessia   s.f.  (med.) grave deperimento organico.
cachet   s.m. invar.    • 1 •   involucro di sostanza amidacea contenente polvere medicinale, da prendere per bocca; cialdino | (pop.) compressa analgesica    • 2 •   involucro contenente una dose di colorante per capelli; il colorante stesso: farsi fare un cachet dal parrucchiere, farsi tingere i capelli    • 3 •   impronta o tono di eleganza, di distinzione    • 4 •   compenso per una singola prestazione professionale; gettone di presenza: lavorare a cachet. 
cachettico   agg.  [pl. m. -ci] (med.)    • 1 •   proprio della cachessia: stato cachettico    • 2 •   affetto da cachessia    • 3 •   (fig.) privo di forza, di vigore.
cachettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi viene compensato a cachet, spec. nel campo dello spettacolo.
cachi   (1) non com. kaki, pop. caco [pl. -chi], s.m.    • 1 •   albero originario del giappone e della cina sett., con foglie lanceolate, frutto commestibile color giallo arancio dalla buccia sottile e dalla polpa sugosa e dolce (fam.  ebenacee)    • 2 •   il frutto di tale albero.
cachi   (2) non com. kaki, agg.  e s.m.  si dice di un colore giallo sabbia tipico delle divise coloniali: giacca, pantaloni cachi. 
cachinno   s.m.  (lett.) risata rumorosa e sguaiata.
caciaia   region. caciara, s.f.  locale dove si ripone e si fa stagionare il cacio.
caciaio   s.m.  [f. -a] fabbricante di cacio.
caciara   (1)  ⇨ caciaia.
caciara   (2) s.f.  (roman.) chiasso, cagnara: quella era un'occasione buona per fare un po' di caciara  (pasolini).
caciarone   s.m.  [f. -a] (roman.) persona chiassosa o confusionaria.
cacicco   o cacico, s.m.  [pl. -chi] titolo dei capi indigeni delle antille e dell'america centromerid. al tempo dell'occupazione spagnola.
cacimperio   o cacimpero o, solo nel sign. 2, cazzimperio, s.m.    • 1 •   vivanda che si prepara con formaggio grattato, sbattuto con uovo, burro e un po' di brodo (o di latte)    • 2 •   (region.) pinzimonio.
cacio   s.m.  latte di vacca, pecora o capra cagliato, salato e fatto seccare in forma; più genericamente, formaggio | alto quanto un soldo di cacio, (fig.) si dice di persona molto bassa o di bambino molto piccolo | essere, venire, cadere come il cacio sui maccheroni, molto a proposito | essere pane e cacio, (fig.) andare d'amore e d'accordo.
caciocavallo   s.m.  [pl. caciocavalli  o cacicavalli] formaggio tipico dell'italia merid., a pasta dura, dolce o piccante, in forme simili a grosse pere allungate, fatto con latte intero di vacca.
caciotta   tosc. caciola, s.f.  formaggio tenero, spec. pecorino, tipico dell'italia centrale. dim. caciottella, caciottina. 
caciottaio   roman. caciottaro, s.m.  [f. -a] chi prepara caciotte.
caciucco    ⇨ cacciucco.
caco    ⇨ cachi 1.
caco-  caco- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. kakós  'cattivo'; vale 'cattivo, sgradevole, alterato, difettoso' e sim. (cacofonia).
cacofagia   s.f.  (psich.) deviazione del gusto consistente nella tendenza a mangiare cose non commestibili o repellenti.
cacofonia   s.f.  impressione sgradevole prodotta dall'incontro di suoni disarmonici o troppe volte ripetuti; in musica, da voci o strumenti non intonati fra loro.
cacofonico   agg.  [pl. m. -ci] che produce cacofonia; di suono sgradevole: effetto cacofonico  § cacofonicamente avv. 
cacografia   s.f.  (non com.) errore di scrittura.
cacologia   s.f.  (ret.) espressione difettosa, sotto l'aspetto logico o espressivo.
cacologico   agg.  [pl. m. -ci] che presenta, costituisce cacologia: espressione cacologica. 
cacone   region. cagone, s.m.  [f. -a] (volg.)    • 1 •   chi va spesso di corpo    • 2 •   (fig.) persona vile o paurosa.
cacosmia   s.f.  (med.) percezione di odori sgradevoli, che può essere dovuta a lesioni organiche o ad allucinazione olfattiva.
cactacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni dei paesi tropicali, dal fusto carnoso e foglie ridotte a spine uncinate | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
cactus   o cacto [pl. -ti], s.m. invar.  genere di piante tropicali spinose con fusto carnoso di forma tondeggiante (fam.  cactacee).
cacume   s.m.  (ant. lett.) vetta, sommità di un monte.
cacuminale   agg.    • 1 •   (lett.) della cima, che sta in cima: zona cacuminale di un monte  ' piante cacuminali, che vivono al limite delle nevi perpetue    • 2 •   (ling.) si dice di suono che si articola appoggiando la parte anteriore della lingua alla volta del palato: consonanti cacuminali, presenti in taluni dialetti it. (p. e. i suoni dd  nel sicil. cavaddu  'cavallo').
cad   s.m. invar.  (inform.) l'uso del computer nel disegno e nella progettazione architettonica e industriale | nome generico del software che consente tali applicazioni.
cadauno   ant. caduno [ca-dù-no] e catuno, agg.  e pron. indef.  ciascuno (usato spec. nel linguaggio commerciale): il prezzo è di lire mille cadauna. 
cadavere   s.m.    • 1 •   il corpo umano dopo la morte: sotterrare un cadavere; essere, restare come un cadavere, immobile, inerte | cadavere ambulante, (fig.) si dice di persona dall'aspetto macilento, sofferente | vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, (dir.) reati previsti dal codice penale    • 2 •   (fig.) cosa corrotta, andata in rovina: la lingua, segregata dall'uso vivente, divenne un cadavere  (de sanctis).
cadaverico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di cadavere, proprio di un cadavere: rigidità cadaverica  ' fenomeni cadaverici, complesso di fenomeni degenerativi che si producono nel corpo umano dopo la morte    • 2 •   (fig.) pallido, smunto, inerte; simile nell'aspetto a un cadavere: viso cadaverico  § cadavericamente avv.  come un cadavere.
cadaverina   s.f.  (chim.) sostanza azotata che si forma nella putrefazione di organismi animali.
caddie   s.m. invar.  ragazzo che porta le sacche con i bastoni sui campi da golf.
cadeau   s.m. invar.  (antiq.) regalo, dono.
cadente   part. pres.  di cadere   agg.  che cade, che sta per cadere | detto di casa, edificio e sim., che sta andando in rovina | detto di persona, decrepita: un vecchio cadente  | stella cadente, meteora che attraversa lo spazio | sole cadente, che tramonta: dalle squarciate nuvole / si svolge il sol cadente  (manzoni adelchi).
cadenza   s.f.    • 1 •   modulazione della voce o di un suono, prima di una pausa; in letteratura, clausola ritmica che conclude un periodo, un verso o una strofa | (estens.) inflessione, andamento della voce, come caratteristica di un modo di parlare individuale o come tratto tipico di una lingua, di un dialetto: una cadenza cantilenante; la cadenza bolognese    • 2 •   andamento ritmico di un passo, di una marcia, di un ballo e sim.: seguire, perdere la cadenza  ' la cadenza della voga, il ritmo della voga in un'imbarcazione    • 3 •   (mus.) formula melodico-armonica che conclude un brano o una sua parte | dal sec. xviii, passaggio solistico di bravura inserito dall'autore in un brano o improvvisato dall'interprete.
cadenzare   v. tr.  [io cadènzo ecc.] dare, imprimere una cadenza, un ritmo particolare; modulare secondo una cadenza: cadenzare il passo; cadenzare il verso  | v. intr.  [aus. avere] (mus.) concludersi su una data cadenza.
cadenzato   part. pass.  di cadenzare   agg.  che ha un particolare andamento ritmico: passo cadenzato; una recitazione ben cadenzata  § cadenzatamente avv. 
cadere   v. intr.  [pass. rem. io caddi, tu cadésti ecc. ; fut. io cadrò ecc. ; cond. pres. io cadrèi ecc. ; congiunt. pres. io cada  (antiq. e lett. càggia) ecc. ; ger. cadèndo  (antiq. e lett. caggèndo); aus. essere]    • 1 •   andare giù portato dal proprio peso, quando manchi un sostegno o si perda l'equilibrio; cascare, crollare: cadere per, a terra; cadere in acqua; cadere dalle scale; cadere di bicicletta; cadere a pezzi; cade la pioggia; mi cadono i capelli; il terremoto ha fatto cadere il soffitto  | cadere malato, ammalarsi improvvisamente | cadere in piedi, (fig.) cavarsela senza troppo danno in una situazione difficile | far cadere una cosa dall'alto, (fig.) concederla esagerandone la difficoltà o l'importanza | non cade mica dal cielo, (fig.) si dice di cosa che si ottiene col lavoro e il sacrificio, che non è concessa facilmente | lo spettacolo è caduto, ha fatto fiasco | il governo è caduto, si è dimesso, ha perso la fiducia del parlamento | cadere agli esami, essere bocciati    • 2 •   (estens.) tendere verso il basso a causa del proprio peso; pendere: i capelli le cadono sulle spalle; cadere a piombo, verticalmente; cadere bene, si dice di abito che ha buon taglio    • 3 •   calare, scendere: il sole era caduto all'orizzonte  | (fig.) abbassarsi, diminuire: la pressione è caduta    • 4 •   (fig.) venire meno, mancare: il vento è caduto all'improvviso; ogni speranza è caduta; è caduta la linea, si dice quando si interrompe il collegamento telefonico nel corso di una conversazione    • 5 •   (fig. lett.) morire: cadere in guerra, sul campo di battaglia    • 6 •   (fig.) incorrere, incappare (in una condizione o situazione negativa): cadere in rovina, in colpa, in peccato; cadere in un tranello; cadere in contravvenzione, incorrervi; cadere in contraddizione, contraddirsi    • 7 •   (fig.) posarsi, collocarsi: lo sguardo le cadde sulla lettera; in francese l'accento cade sempre sull'ultima sillaba    • 8 •   (fig.) capitare: il natale quest'anno cade di giovedì    • 9 •   (gramm.) terminare, uscire: i verbi che cadono in -are sono della prima coniugazione. 
cadetto   agg.  si dice di figlio maschio non primogenito appartenente a una famiglia nobile, o del ramo collaterale di una famiglia nobile | (sport) di squadra, campionato o competizione di seconda categoria: la serie cadetta, la serie b, spec. del calcio  s.m.    • 1 •   figlio maschio non primogenito    • 2 •   allievo di un'accademia militare    • 3 •   (sport) atleta di una squadra cadetta.
cadì   s.m.  nei paesi musulmani, magistrato che amministra la giustizia.
cadimento   s.m.  (ant.) il cadere; caduta.
caditoia   s.f.    • 1 •   apertura praticata nelle parti aggettanti delle fortificazioni medievali per lanciare proiettili o liquidi bollenti sugli assalitori    • 2 •   apertura praticata nelle cunette delle strade urbane per facilitare lo scolo delle acque    • 3 •   scarico delle grondaie.
cadmeo   agg.  (lett.) di cadmo o che si riferisce a cadmo, il mitico fondatore di tebe | (estens.) tebano.
cadmia   s.f.    • 1 •   (ant.) nome di vari minerali di zinco    • 2 •   (metall.) residuo fuligginoso che si forma nei forni di fusione.
cadmiare   v. tr.  [io càdmio ecc.] (tecn.) rivestire una superficie metallica con uno strato di cadmio mediante deposizione elettrolitica in un bagno galvanico.
cadmiatura   s.f.  (tecn.) l'operazione del cadmiare.
cadmio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è cd; metallo grigio argenteo, tenero, malleabile, si trova soltanto combinato nei minerali di zinco, da cui si estrae, ed è usato nella produzione di leghe a basso punto di fusione, nelle barre di controllo dei reattori nucleari e in galvanostegia.
cadò   s.m.  (antiq.) adattamento it. di cadeau. 
cadorino   agg.  del cadore, regione del veneto  s.m.  [f. -a] nativo, abitante del cadore.
cadrega   s.f.  (dial.) sedia, scranna. dim. cadreghino  (m.).
cadreghino   s.m.  (dial.)    • 1 •   dim.  di cadrega    • 2 •   (fig.) posto, incarico che conferisce un certo potere: essere attaccato al cadreghino. 
caducare   v. tr.  [io caduco, tu caduchi ecc.] (dir.) abrogare, privare di efficacia (una legge, un atto e sim.).
caducazione   s.f.  (dir.) l'atto e il risultato del caducare: la caducazione di una legge dichiarata incostituzionale. 
caduceo   s.m.    • 1 •   la verga alata e con due serpenti simmetricamente intrecciati, attributo tradizionale di mercurio; nell'antichità era anche simbolo di pace e insegna degli araldi    • 2 •   verga con serpente attorcigliato intorno, che è simbolo dell'arte medica; è detto anche bastone di esculapio. 
caducifoglio   agg.  (bot.) si dice di pianta che al termine dell'inverno emette le nuove foglie che lascerà cadere in autunno.
caducità   s.f.    • 1 •   (lett.) l'essere caduco; fragilità, transitorietà: la caducità delle cose terrene    • 2 •   (dir.) la possibilità che venga meno l'efficacia di una disposizione o di un patto per il sopravvenire di fatti, disposizioni o pattuizioni nuovi: caducità delle disposizioni testamentarie. 
caduco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   destinato a cadere presto | denti caduchi, quelli di prima dentizione | foglie caduche, non perenni | mal caduco, (pop.) epilessia    • 2 •   (fig. lett.) di poca durata, effimero: una speranza caduca  § caducamente avv. 
caduno    ⇨ cadauno.
caduta   s.f.    • 1 •   il fatto di cadere: la caduta delle foglie, della pioggia; la caduta di un masso; la caduta dei capelli; la caduta di un edificio, il suo crollo | riferito a persona, il battere a terra, per perdita di equilibrio o in seguito a un urto, un contraccolpo: fare una brutta caduta  | dislivello di una conduttura o in un corso d'acqua: la cascata delle marmore ha una caduta di 165 m  | la caduta dei gravi, (fis.) il precipitare dei corpi verso il centro della terra, per effetto della gravità    • 2 •   (fig.) il venir meno, il mancare: la caduta degli ideali  ' caduta di tensione, (fis.) differenza di potenziale, espressa in volt, fra due punti di un circuito elettrico    • 3 •   (fig. lett.) fallo, colpa: la caduta di adamo, il peccato originale    • 4 •   (fig.) capitolazione, resa: la caduta della città, della fortezza  | l'esito negativo o sfavorevole, la fine di un potere o di un regime politico: la caduta del fascismo. 
caduto   part. pass.  di cadere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  chi è morto in guerra: monumento ai caduti. 
caendo   ger.  [dif. di tutte le altre forme] (ant.) cercando, nelle locuzioni andare, venire caendo. 
cafarnao   s.m. invar.  (lett.) luogo pieno di confusione, di disordine; massa confusa di cose o di persone.
café  -chantant café-chantant;loc. sost. m. invar.  (antiq.) caffè concerto.
café  -society café-society;loc. sost. f. invar.  (antiq.) la gente ricca e mondana, frequentatrice di ritrovi e di località alla moda.
cafetano    ⇨ caffettano.
caffaro   s.m.  (agr.) pasta o polvere anticrittogamica.
caffè   s.m.    • 1 •   pianta tropicale sempreverde con fiori bianchi e frutti a bacche scarlatte contenenti ciascuna due chicchi verdognoli (fam.  rubiacee): il caffè è originario dell'etiopia    • 2 •   (estens.) i chicchi della pianta di caffè e la bevanda amara e aromatica che si ricava dalla polvere dei chicchi tostati e macinati: una tazzina di caffè; caffè lungo, ristretto, più o meno diluito; caffè espresso, preparato al momento con una speciale macchina; caffè macchiato, con aggiunta di un po' di latte; caffè corretto, con aggiunta di alcolico; caffè e latte, latte e caffè, caffellatte; caffè nero, puro, senza aggiunte | al caffè, alla fine del pranzo | caffè d'orzo, di cicoria, bevanda fatta con semi d'orzo o radici di cicoria tostati    • 3 •   locale pubblico nel quale si consumano caffè e altre bevande, gelati, pasticceria ecc. | chiacchiere da caffè, discorsi oziosi e svagati | in funzione di agg.  del colore bruno dorato del caffè: una cravatta caffè. 
caffè  concerto caffè concerto;loc. sost. m. invar.  caffè o ristorante in cui si può assistere a un breve spettacolo musicale; café-chantant.
caffeario   agg.  del caffè: mercato caffeario. 
caffeicolo   agg.  che riguarda la coltivazione del caffè.
caffeina   s.f.  (chim.) alcaloide contenuto nei semi del caffè e del cacao e nelle foglie del tè, della cola e del matè esercita azione eccitante sul cuore e sul sistema nervoso (è detto anche teina).
caffeismo   s.m.  (med.) intossicazione acuta o cronica provocata da abuso di caffè.
caffellatte   o caffelatte, s.m. invar.  bevanda composta di caffè e latte, che si prende soprattutto la mattina come prima colazione | in funzione di agg. invar.  del colore del caffellatte: un abito caffellatte. 
caffeomanzia   s.f.  arte di predire il futuro interpretando le figure disegnate da fondi di caffè rovesciati in una bacinella d'acqua.
caffettano   o caffetano o cafetano o caftan [caf-tàn], s.m.  abito maschile in uso nei paesi musulmani, lungo quasi fino ai piedi, aperto sul davanti e con maniche molto ampie.
caffetteria   s.f.    • 1 •   l'insieme dei generi (pasticceria, bevande ecc.) che vengono serviti nei caffè    • 2 •   in un albergo, il servizio e la sala adibiti alla prima colazione | in stazioni, aeroporti e sim., locale dove si possono consumare caffè e altre bevande; buffet.
caffettiera   s.f.    • 1 •   bricco in cui si prepara o si serve il caffè    • 2 •   (fig. scherz.) automobile vecchia e sgangherata.
caffettiere   s.m.  [f. -a] (non com.) chi gestisce una bottega di caffè.
caffo   s.m.  (tosc.) numero dispari | pari e caffo, gioco simile alla morra in cui si deve indovinare se il numero totale delle dita che i giocatori apriranno sarà pari o dispari.
cafiso   o cafisso [ca-fìs-so], s.m.  antica misura italiana di capacità equivalente a ca 18 litri.
cafonaggine   s.f.    • 1 •   l'essere cafone    • 2 •   azione o comportamento da cafone; cafonata.
cafonata   s.f.  azione da cafone.
cafone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (merid.) contadino    • 2 •   (estens.) persona villana, zotica, maleducata: comportarsi da cafone.  dim. cafoncello   agg.  che è maleducato, villano o che denota un gusto volgare: un individuo cafone; una cravatta cafona. 
cafoneria   s.f.  cafonaggine.
cafonesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da cafone § cafonescamente avv. 
cafro   agg.  e s.m.  [f. -a] termine spregiativo con cui gli europei designavano le popolazioni negre insediate nell'area sudorientale dell'africa.
caftan    ⇨ caffettano.
cagare   e deriv.   ⇨ cacare e deriv. 
caggere   v. intr.  [io càggio ecc. ; aus. essere] (ant. , lett.) cadere.
cagionare   v. tr.  [io cagióno ecc.] (lett.) essere cagione di qualcosa; produrre, provocare (si dice per lo più di cose che rechino dolore o danno): cagionare amarezza. 
cagione   s.f.  (lett.) causa; motivo determinante | a cagione di, per causa di | la prima, l'alta cagione, dio: l'alta cagion, che da principio diede / a le cose create ordine e stato  (bembo) | trovar cagione, (ant.) accampare una scusa.
cagionevole   agg.  che è di costituzione debole, gracile, facilmente soggetta a malattie | salute cagionevole, malferma § cagionevolmente avv.  (non com.).
cagionevolezza   s.f.  l'essere cagionevole.
cagliare   (1) ant. o region. quagliare, v. intr.  [io càglio ecc. ; aus. essere] coagularsi, rapprendersi per effetto del caglio (detto del latte).
cagliare   (2) v. intr.  [io càglio ecc.] (ant.) scoraggiarsi, avere paura; venir meno, tacere: i consiglieri e servitori de' principi... cagliono alla prima replica e dicono che egli ha detto meglio, che ha ragione egli  (firenzuola).
cagliaritano   agg.  di cagliari  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di cagliari.
cagliata   s.f.  prodotto della coagulazione del latte per effetto del caglio, da cui si fa il formaggio.
cagliatura   s.f.  operazione, processo di coagulazione del latte.
caglio   antiq. o region. quaglio, s.m.    • 1 •   sostanza acida estratta dall'abomaso dei vitelli giovani e usata come coagulante del latte    • 2 •   (zool.) ultima porzione dello stomaco dei ruminanti    • 3 •   (bot.) pianta erbacea con foglie lineari e fiori gialli profumati raccolti in pannocchie, che veniva usata un tempo per far cagliare il latte.
cagliostro   s.m.  (antiq.) imbroglione, avventuriero.
cagna   s.f.    • 1 •   la femmina del cane. dim. cagnetta    • 2 •   (fig.) donna che esibisce in modo sguaiato la propria disponibilità sessuale | donna di carattere iracondo o violento    • 3 •   (fig.) attrice o cantante di nessun valore.
cagnaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di cane  | cagnazzo    • 2 •   varietà di squalo molto vorace (ord.  squaliformi).
cagnara   s.f.    • 1 •   (non com.) l'abbaiare confuso di molti cani    • 2 •   (fig. fam.) confusione rumorosa di gente che si diverte oppure sta litigando | far cagnara, far chiasso, baldoria.
cagnazzo   s.m.  (ant.) cane brutto e feroce; cagnaccio  agg.    • 1 •   (lett.) deforme, brutto, da cane: faccia cagnazza  (carducci)    • 2 •   (ant.) livido, paonazzo: poscia vid'io mille visi cagnazzi / fatti per freddo  (dante inf.  xxxii, 70-71).
cagnesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da cane: viso cagnesco; sguardo cagnesco, bieco | stare, essere in cagnesco, sdegnato, adirato | guardare in cagnesco, guardare di traverso, con occhio torvo § cagnescamente avv.  in cagnesco, in modo ostile: guardare cagnescamente. 
cagnetto   s.m.    • 1 •   dim.  di cane    • 2 •   piccolo pesce d'acqua dolce simile alla bavosa (ord.  perciformi).
cagnina   s.f.    • 1 •   vino rosso, di sapore asprigno, frizzante, che si produce nelle zone di cesena e di ravenna    • 2 •   nelle marche, denominazione del vitigno canaiolo. 
cagnolo   agg.    • 1 •   (region.) varietà di squalo (ord.  squaliformi)    • 2 •   (vet.) si dice del cavallo che ha i piedi rotati all'indietro.
cagnoni   s.m. pl.  solo nella loc. riso in cagnoni, riso lessato in modo che i chicchi riescano gonfi e ben staccati; si serve con burro fuso e parmigiano.
cagnotto   s.m.    • 1 •   persona prezzolata che un tempo i potenti tenevano al loro servizio come strumento di prepotenza e di soperchierie | (estens. non com.) sicario, scagnozzo    • 2 •   (region.) larva della mosca carnaria, impiegata come esca dai pescatori.
cahier de dolé  ance cahier de doléance;loc. sost. m. invar.  (lett.) serie di lamentele, raccolta di rimostranze.
caì   inter.  imita il guaito del cane, spec. ripetuta due o tre volte.
caì  ó n;caìón;s.m. invar.  stretta valle fluviale caratterizzata da versanti rocciosi assai ripidi e scoscesi, tipica di alcune regioni montuose degli stati uniti; canyon.
caia   s.f.  farfalla comune dal tozzo corpo rossastro, con le ali anteriori bianche a chiazze marroni e le posteriori giallo-rossastre a macchie nere (ord.  lepidotteri).
caiaco   o caiacco o caiac [ca-iàc], s.m.  [pl. -chi] forma italianizzata di kayak. 
caiba    ⇨ gabbia.
caicco   o caicchio, s.m.  [pl. -chi] (mar.)    • 1 •   battello leggero e sottile, usato nel levante per il trasporto di persone; anche, la lancia che si teneva a bordo delle galee per il trasporto e il salvataggio dei passeggeri    • 2 •   imbarcazione veloce dei pirati del mediterraneo.
caid   s.m. invar.  ufficiale, funzionario dei paesi arabi.
caimano   s.m.  grosso rettile acquatico che vive nei fiumi dell'america centr. e merid., simile al coccodrillo (ord.  coccodrilli).
caino   s.m.  persona perfida, malvagia, pronta a tradire chiunque.
caio   s.m.  una persona qualsiasi che non si sa o non si vuol nominare (è usato solo in unione con tizio, o con tizio  e sempronio): tizio, caio e sempronio, per dire tre persone qualsiasi.
cairn   s.m. invar.    • 1 •   in alcune culture neolitiche ed eneolitiche, monumento sepolcrale costituito da un cumulo di pietre a forma di piramide o di cupola    • 2 •   in età moderna, piramide di pietre eretta da esploratori, viaggiatori ecc. per commemorare un evento o come segnale del loro passaggio o punto di riferimento | (estens.) cippo di confine.
cairota   agg.  [pl. m. -ti] del cairo  s.m.  e f.  nativo, abitante del cairo.
cake   s.m. invar.  lo stesso che plum-cake. 
cala   (1) s.f.  insenatura poco profonda, adatta per l'approdo e l'ormeggio di piccole imbarcazioni; calanca.
cala   (2) s.f.  (mar.) locale situato nelle parti più basse della nave, usato come magazzino.
calabrache   s.m. invar.    • 1 •   [anche f.] (pop.) persona remissiva e pavida, sempre pronta a cedere    • 2 •   gioco di carte in cui vince chi riesce a raccoglierne il maggior numero.
calabrese   agg.  della calabria | cappello alla calabrese, cappello con calotta appuntita e bordure di cuoio alla tesa  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato o abita in calabria    • 2 •   il dialetto parlato in calabria.
calabresella   s.f.  gioco di carte simile al tressette, ma che si gioca in tre; è detto anche terziglio. 
calabro   agg.    • 1 •   (lett.) calabrese: appennino calabro    • 2 •   che riguarda un'antica popolazione messapica stanziata nella penisola salentina  s.m.  [f. -a] chi faceva parte della popolazione calabra.
calabro-  calabro- primo elemento che in parole composte fa riferimento alla calabria o ai suoi abitanti (calabro-siculo, calabro-lucano).
calabrone   s.m.    • 1 •   grosso insetto simile alla vespa, di colore rosso bruno con l'addome variegato di giallo; la femmina è fornita di pungiglione la cui puntura è dolorosissima (ord.  imenotteri)    • 2 •   (fam.) corteggiatore importuno | persona molesta.
calabrosa   s.f.  (sett.) formazione di ghiaccio granulosa e traslucida, dovuta al rapido congelamento delle gocce d'acqua che si trovano nella nebbia in condizioni di sopraffusione.
caladio   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee originarie dell'america tropicale, coltivate in serra per la bellezza delle foglie appuntite e screziate (fam.  aracee).
calafataggio   s.m.  (mar.) operazione del calafatare.
calafatare   v. tr.  (mar.) rendere impermeabile il fasciame o il rivestimento dei ponti di un natante, riempiendo di stoppa catramata le commessure fra le tavole degli scafi di legno o cianfrinando le lamiere degli scafi metallici.
calafato   s.m.  (mar.) operaio addetto al calafataggio delle navi.
calamaio   s.m.    • 1 •   piccolo recipiente di varia foggia e materiale, in cui si teneva l'inchiostro e s'intingeva la penna per scrivere | (tip.) serbatoio che contiene l'inchiostro nelle macchine da stampa    • 2 •   (zool.) calamaro.
calamandra   s.f.  legno pregiato simile all'ebano, ricavato da un albero indiano.
calamaretto   s.m.  piccolo calamaro, assai ricercato per le sue carni, ottime spec. per fritture.
calamaro   s.m.    • 1 •   mollusco marino commestibile, con corpo allungato, ampie pinne laterali, sottile conchiglia interna e dieci tentacoli; in caso di pericolo emette una sostanza nera, detta comunemente inchiostro, che intorbida le acque (cl.  cefalopodi)    • 2 •   (fam.) traccia bluastra che compare sotto gli occhi di chi è molto stanco o ammalato.
calamento   s.m.  la parte terminale della lenza detta bolentino. 
calamina   s.f.  minerale da cui si estrae lo zinco; si presenta in masse concrezionate di colore bianco giallastro.
calaminta   s.f.  (bot.) nepitella.
calamistro   s.m.    • 1 •   strumento di ferro che si usava per arricciare i capelli    • 2 •   (zool.) organo costituito da setole ricurve, situato sul quarto paio di zampe dei ragni.
calamita   s.f.    • 1 •   corpo che ha proprietà magnetiche; magnete    • 2 •   (fig.) persona o cosa che attrae irresistibilmente.
calamità   s.f.    • 1 •   catastrofe, disgrazia; pubblica sventura: calamità naturali, terremoti, alluvioni, frane e sim.    • 2 •   (fig.) cosa o persona noiosa e insopportabile | (scherz.) persona maldestra, che provoca spesso danni.
calamitare   v. tr.    • 1 •   trasmettere le proprietà di un magnete al ferro o all'acciaio; magnetizzare: ago calamitato, quello della bussola    • 2 •   (fig.) attirare, attrarre fortemente: calamitare l'attenzione, l'interesse. 
calamitazione   s.f.  il calamitare; magnetizzazione.
calamitoso   agg.  (lett.) che apporta sventure; funesto: tempi calamitosi  § calamitosamente avv. 
calamo   s.m.    • 1 •   (bot.) fusto sottile di alcune piante, spec. della canna d'india; parte del fusto della canna compresa tra nodo e nodo | calamo aromatico, pianta erbacea con foglie nastriformi e infiorescenze gialle a spiga, comune nei luoghi palustri; acoro    • 2 •   (estens. lett.) stelo d'erba: negli arsi calami / fa rifluir la vita  (manzoni adelchi)    • 3 •   (lett.) piccola canna appuntita usata dagli antichi per scrivere; per estens., penna in genere    • 4 •   canna di strumenti musicali a fiato    • 5 •   (zool.) parte basale delle penne degli uccelli, a forma di cannuccia cava, traslucida, infissa nella cute    • 6 •   (poet.) freccia.
calanca   s.f.  insenatura marina poco profonda, tipica delle coste alte; piccola cala.
calanco   s.m.  [pl. -chi] avvallamento stretto e profondo, dovuto all'azione erosiva delle acque di dilavamento sui pendii argillosi.
calando   s.m. invar.  (mus.) diminuendo.
calandra   (1) s.f.  (zool.)    • 1 •   uccello canoro simile all'allodola, ma più grosso (ord.  passeriformi)    • 2 •   calandra del grano, insetto coleottero scuro, piccolo e cilindrico, privo di ali, le cui larve si nutrono della sostanza amidacea dei chicchi di grano (fam.  curculionidi).
calandra   (2) s.f.    • 1 •   (tecn.) nome comune a diverse macchine il cui organo lavorante è costituito da uno o più cilindri rotanti; sono usate per operazioni varie (spianatura di lamiere, omogeneizzazione delle mescole di gomma, stiratura della carta, finitura superficiale di tessuti, plastificatura di cartoni ecc.)    • 2 •   (aut.) la parte frontale del cofano anteriore | carenatura che ricopre il motore fuoribordo.
calandrare   v. tr.  (tecn.) lavorare alla calandra.
calandratore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto alla calandratura.
calandratura   s.f.  (tecn.) lavorazione eseguita con la calandra.
calandrella   s.f.  piccolo uccello dal piumaggio grigiastro, con una macchia nera ai lati del collo (ord.  passeriformi).
calandrino   s.m.  (lett.) persona che si crede furba, ma in realtà è sciocca e credulona.
calandro   s.m.  piccolo uccello dal corpo slanciato, con becco sottile e appuntito; il piumaggio è di colore grigio con macchie scure superiormente e bianco-giallicce inferiormente (ord.  passeriformi).
calandrone   s.m.  (mus.) antico strumento popolare a fiato, di legno e ad ancia doppia.
calante   part. pres.  di calare   agg.  che decresce, che diminuisce: velocità calante  | luna calante, la luna nel periodo che va dal plenilunio al novilunio | nota calante, in musica, nota cantata o suonata più bassa del dovuto | moneta calante, di peso inferiore al dovuto.
calao   s.m.  (zool.) nome comune di alcune specie di grossi uccelli asiatici, provvisti di un becco enorme, a volte sormontato da una protuberanza (ord.  coraciformi).
calappa   s.f.  genere di crostacei decapodi diffusi nel mediterraneo, con carapace molto bombato e granuloso.
calappio   s.m.  (non com.)    • 1 •   laccio per catturare, accalappiare uccelli o altri animali    • 2 •   (fig.) agguato, insidia.
calapranzi   s.m. invar.  piccolo montacarichi col quale si calano e si fanno salire le portate, le stoviglie ecc. quando la cucina e la sala da pranzo sono poste su piani diversi.
calare   v. tr.    • 1 •   far scendere, di solito lentamente: calare un secchio nel pozzo; calare le reti, metterle in acqua per la pesca; calare le vele, ammainarle | abbassare: calare il cappello sugli occhi; calare i prezzi    • 2 •   nei lavori a maglia, diminuire il numero delle maglie    • 3 •   nei giochi di carte, gettare la propria carta in tavola senza far presa; (fam.) aprire il gioco | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   scendere gradatamente, portarsi verso il basso: le greggi calano al piano  | penetrare in un territorio invadendolo, spec. dal nord o dalle montagne (anche scherz.): i barbari calarono in italia; d'estate schiere di turisti calano nel nostro paese    • 2 •   diminuire di peso, volume, lunghezza, livello, intensità, durata ecc.: è calato di cinque chili in un mese; la febbre continua a calare; gli è calata la voce  | diminuire di prezzo: l'oro sta calando  | (fig.) decadere: calare nella stima altrui  | calare di tono, (fig.) diminuire di valore, di tensione: verso la fine il racconto cala di tono    • 3 •   sopraggiungere lentamente; scendere: è calata la sera; calano le tenebre  | scendere sull'orizzonte, declinare, tramontare (detto di corpi celesti e spec. del sole)    • 4 •   (mus.) emettere suoni più bassi del dovuto | calarsi v. rifl.  scendere, per lo più procedendo con lentezza e usando punti d'appoggio (anche fig.): calarsi dalla finestra con una corda, calarsi in una parte. 
calascione    ⇨ colascione.
calastra   s.f.    • 1 •   trave di sostegno per le botti e i tini    • 2 •   (ant. , mar.) sostegno per appoggiare le imbarcazioni di salvataggio, situato sul ponte delle navi.
calastrello   s.m.    • 1 •   (tecn.) collegamento rigido trasversale fra due elementi di un'asta composta    • 2 •   (mil.) traversa metallica che collega le due cosce dell'affusto del cannone.
calata   s.f.    • 1 •   il calare o il calarsi; abbassamento, discesa: la calata del sole, il tramonto | invasione: la calata dei barbari    • 2 •   nell'alpinismo, discesa lungo una parete o uno strapiombo: calata a corda doppia    • 3 •   luogo per cui ci si cala; pendio, china    • 4 •   tratto della banchina di un porto in cui si compiono le operazioni di sbarco o d'imbarco delle merci    • 5 •   (mus.) antica danza italiana per liuto (secc. xv-xvi)    • 6 •   (fam.) cadenza, modulazione caratteristica della voce: calata dialettale; la calata fiorentina. 
calatide   s.f.  (bot.) infiorescenza a capolino.
calato   s.m.    • 1 •   paniere di giunco svasato in alto e stretto in fondo, in uso nell'antichità ricolmo di fiori e frutta rappresentava l'attributo di divinità della terra    • 2 •   (arch.) capitello a forma di calice, appoggiato sopra la testa di una cariatide.
calatoia   s.f.  piano di un mobile che si può ribaltare in senso verticale, usato come scrittoio.
calaverna   sett. galaverna, s.f.    • 1 •   formazione di brina che si deposita in strato sottile sulle foglie e sui rami degli alberi durante la stagione fredda    • 2 •   (mar.) rivestimento di cuoio o di tela che protegge le parti di attrezzatura navale sottoposte a sfregamento (antenne, pennoni ecc.).
calaza   s.f.  ognuno dei due ispessimenti filamentosi dell'albume, fra le due estremità dell'uovo, che mantengono in posizione il tuorlo.
calazio   s.m.  (med.) piccolo tumore benigno che si sviluppa nello spessore della palpebra per l'occlusione del dotto di una ghiandola.
calca   s.f.  folla, ressa: fare calca, affollarsi; fendere la calca, farsi largo.
calcafogli   s.m. invar.  (antiq.) fermacarte.
calcagnare   v. intr.  (ant.) spronare il cavallo (per fuggire) | (scherz.) scappare.
calcagnata   s.f.  colpo dato col calcagno.
calcagno   s.m.  [pl. i calcagni, nel sign. proprio, le calcagna, in talune loc. fig.; ant. le calcagne]    • 1 •   (anat.) l'osso più voluminoso del tarso, di cui rappresenta la parte posteriore, che poggia direttamente sul suolo | (estens.) parte posteriore del piede; tallone: sedersi sui calcagni, accoccolarsi | stare alle calcagna di qualcuno, (fig.) seguirlo da vicino, controllarlo | avere qualcuno alle calcagna, (fig.) essere inseguito da presso | mostrare, voltar le calcagna, (scherz.) fuggire | avere la testa nei calcagni, (fig.) avere poco giudizio    • 2 •   (estens.) parte posteriore della calza o della scarpa che ricopre il calcagno.
calcagnolo   s.m.    • 1 •   (mar.) nelle navi di legno, l'estremità poppiera della chiglia; negli scafi metallici, la femminella portata dall'estremità inferiore del dritto del timone    • 2 •   scalpello corto, con una tacca al centro, usato per lavorare il marmo.
calcalettere   s.m. invar.  (antiq.) fermacarte.
calcamento   s.m.  (non com.) il calcare; pigiamento.
calcaneare   agg.  (anat.) di, relativo al calcagno.
calcara   s.f.  fornace in cui si fanno cuocere i calcari per produrre la calce | forno in cui si fonde la miscela di sabbia e soda usata per fabbricare il vetro.
calcare   (1) v. tr.  [io calco, tu calchi ecc.]    • 1 •   premere forte con i piedi; calpestare con forza: calcare l'uva nel tino  | (estens.) percorrere a piedi: calcare un sentiero  | calcare le scene, (fig.) fare l'attore | calcare le orme di qualcuno, (fig.) seguirne l'esempio    • 2 •   premere con forza; pigiare, comprimere: calcare la roba in una cassa; calcarsi il cappello sugli occhi  | calcare la mano, (fig.) esagerare    • 3 •   sottolineare, mettere in rilievo con la voce: calcare una parola, una frase  | calcare la voce, accentuarne il tono    • 4 •   (fig. non com.) opprimere, conculcare    • 5 •   passare sui contorni di un disegno con una punta per imprimere la traccia su un foglio sottostante; copiare, ricalcare    • 6 •   riprodurre un oggetto, p. e. una scultura, dopo averne fatto il calco | calcarsi v. rifl.  (non com.) accalcarsi.
calcare   (2) s.m.  (lett.) sprone.
calcare   (3) s.m.  (geol.) roccia di natura sedimentaria, ricca di carbonato di calcio, che viene usata come pietra da costruzione oppure nella produzione della calce e del cemento  agg.  calcareo: pietra calcare. 
calcareo   agg.  che contiene calcare; di, relativo al calcare: acqua calcarea, incrostazione calcarea, roccia calcarea. 
calcarone   s.m.  forno rudimentale usato in sicilia per l'estrazione dello zolfo.
calcata   s.f.    • 1 •   il calcare, il comprimere    • 2 •   (ant.) sentiero battuto.
calcatoio   s.m.    • 1 •   asticella con un'estremità arrotondata per calcare i disegni    • 2 •   (min.) attrezzo a forma di bastone o di cilindro che si usa per spingere la carica esplosiva nel foro da mina    • 3 •   (mil.) bastone di legno a testa cilindrica per il caricamento delle artiglierie ad avancarica | dispositivo per l'introduzione del proietto nella culatta delle artiglierie a retrocarica, costituito da un corto bastone nel caso del caricamento manuale e da un meccanismo a molla e aria compressa nel caso del caricamento automatico.
calcatreppola   s.f.  pianta erbacea dalle foglie spinose simili a quelle del cardo; cresce spontanea nei luoghi aridi dei paesi mediterranei (fam.  ombrellifere).
calcatura   s.f.    • 1 •   il calcare; ricalco: calcatura del disegno    • 2 •   pigiatura.
calce   (1) s.f.  (chim.)    • 1 •   ossido di calcio, detto com. calce viva, che è una sostanza di colore bianco sporco e di consistenza terrosa, fortemente igroscopica e perciò caustica, ottenuta per decomposizione termica dei calcari    • 2 •   idrossido di calcio, detto com. calce spenta, sostanza polverulenta di colore bianco intenso, ottenuta per reazione della calce viva con acqua; se resta, o viene riportata, a consistenza pastosa è detta com. calcina; si usa come legante per malta da costruzione | latte di calce, ottenuto stemperando in acqua la calce spenta e usato per imbiancare i muri | acqua di calce, ottenuta lasciando depositare il latte di calce; è usata anche in medicina | calce idraulica, ottenuta da calcari argillosi; ha la proprietà di far presa sott'acqua | in funzione di agg. invar.  : bianco calce, molto intenso.
calce   (2) s.m.  [solo sing.]    • 1 •   (ant.) parte inferiore di qualcosa    • 2 •   (burocr.) solo nella loc. avv. in calce, in fondo alla pagina, a piè di pagina: apporre la firma in calce alla domanda. 
calcedonio   s.m.    • 1 •   (min.) varietà fibrosa microcristallina della silice; si trova in formazioni compatte, traslucide, variamente colorate, usate per pietre ornamentali (agata, corniola, onice ecc.)    • 2 •   varietà di vetro più o meno venato, a imitazione delle pietre dure.
calcemia   s.f.  (med.) quantità di calcio presente nel sangue.
calceo   s.m.  nell'antica roma, scarpa di pelle a forma di stivaletto, usata dagli uomini e dalle donne di condizione libera.
calceola   s.f.  corallo fossile paleozoico, dalla caratteristica forma a pantofola.
calceolaria   s.f.  pianta erbacea con fiori di colore giallo o rosso, variamente macchiettati (fam.  scrofulariacee).
calceolato   agg.  (bot.) a forma di piccola scarpa: labello calceolato. 
calcescisto   s.m.  [pl. -sti] roccia scistosa grigiastra, prevalentemente calcarea, di origine metamorfica.
calcese   s.m.  (mar.) estremità superiore dell'albero provvisto di una puleggia per la drizza della vela latina.
calcestruzzo   s.m.  conglomerato artificiale durissimo e tenace, ottenuto mescolando sabbia, ghiaia e cemento o calce idraulica con acqua; usato come materiale da costruzione, spec. nelle strutture dette di cemento armato.
calcetto   (1) s.m.  (antiq.) scarpa di pelle sottile, scollata e leggera, usata un tempo da ballerini, ginnasti e sim.
calcetto   (2) s.m.    • 1 •   calcio-balilla    • 2 •   (sport) il calcio giocato con un numero inferiore di giocatori e su un campo di misure ridotte.
calciare   v. intr.  [io càlcio ecc. ; aus. avere] tirar calci; scalciare | v. tr.    • 1 •   colpire, spingere qualcosa col piede: calciare un sasso    • 2 •   nel calcio e nel rugby, colpire il pallone col piede per eseguire un tiro (anche assol.): calciare la palla; calciare in porta, a rete. 
calciatore   s.m.  [f. -trice] giocatore di calcio.
calciatura   s.f.  parte inferiore in legno della cassa del fucile, comprendente il calcio e l'impugnatura.
calcico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di calcio, contenente calcio: composto calcico. 
calcicosi   s.f.  (med.) malattia polmonare simile alla silicosi, dovuta a prolungata esposizione a polveri di granito.
calciferolo   s.m.  (chim.) vitamina d2.
calcificare   v. tr.  [io calcìfico, tu calcìfichi ecc.] incrostare di sali di calcio | calcificarsi v. rifl.  (med.) detto dei tessuti, indurirsi per deposito di sali di calcio.
calcificazione   s.f.  (med.) il depositarsi di sali di calcio nei tessuti.
calcimetria   s.f.  misurazione della percentuale di calcio contenuta in un terreno o in una roccia.
calcimetro   s.m.  apparecchio per eseguire la calcimetria.
calcina   s.f.    • 1 •   sostanza bianca, pastosa, che si ottiene spegnendo con molta acqua la calce viva o rammollendo la calce spenta e che, mescolata a sabbia e pietrisco, viene impiegata come legante nella malta da costruzione; anche, la malta così ottenuta: calcina grassa, impastata con poca sabbia; calcina magra, impastata con molta sabbia    • 2 •   (estens.) calce.
calcinaccio   s.m.    • 1 •   pezzo di intonaco staccatosi da una superficie muraria; anche, parte di muro in rovina: un mucchio di calcinacci    • 2 •   (vet.) malattia degli uccelli e spec. dei polli, causata da un indurimento degli escrementi negli intestini.
calcinaia   s.f.  calcinaio nel sign. 2.
calcinaio   s.m.    • 1 •   manovale addetto alla preparazione della calcina    • 2 •   fossa scavata nel terreno vicino alle vasche di estinzione della calce viva, in cui si effettuano la completa idratazione e la stagionatura della calce spenta    • 3 •   nell'industria del cuoio, vasca di cemento o botte di legno dove s'immergono in latte di calce le pelli da conciare.
calcinare   v. tr.    • 1 •   (chim.) sottoporre un solido a un processo di calcinazione e, in particolare, ridurre un calcare a calce viva mediante cottura    • 2 •   (agr.) spargere polvere di calce su terreni troppo compatti o acidi, per renderli più permeabili o neutralizzarne l'acidità | bagnare con calcina diluita in acqua le sementi per preservarle dalle crittogame    • 3 •   sottoporre le pelli alla calcinatura.
calcinato   part. pass.  di calcinare   agg.  si dice del baco da seta affetto da calcino.
calcinatura   s.f.    • 1 •   il calcinare    • 2 •   immersione delle pelli da conciare in una soluzione di latte di calce, per garantirne la conservazione.
calcinazione   s.f.  (chim.) riscaldamento a temperatura elevata di sostanze solide per eliminare l'acqua di combinazione e le parti volatili in esse contenute; si usa spec. nelle analisi cliniche.
calcino   s.m.  malattia epidemica e mortale del baco da seta, causata da un fungo parassita.
calcinosi   s.f.  (med.) stato patologico caratterizzato da deposizione di sali di calcio nei tessuti e negli organi.
calcinoso   agg.  che contiene calcina o ne ha l'aspetto.
calcio   (1) s.m.    • 1 •   colpo dato con il piede o con la zampa: dare, assestare, ricevere un calcio; prendere a calci; tirare calci  | cacciar via a calci qualcuno, (fig.) in malo modo | dare un calcio a qualcuno, (fig.) fargli una villania | dare un calcio a qualcosa, (fig.) disprezzarla, non curarla: dare un calcio alla fortuna, non cogliere un'occasione favorevole | dare, tirar calci all'aria, (gerg.) essere impiccato | dare un calcio al passato, (fig.) dimenticarlo | il calcio dell'asino, (non com.) offesa verso chi non è più in grado di offendere o di farsi temere (con riferimento alla favola dell'asino e del leone, di fedro)    • 2 •   (sport) gioco che si svolge tra due squadre di undici giocatori ciascuna, che si contendono un pallone cercando di farlo entrare nella porta avversaria senza mai toccarlo con le mani; football : squadra, partita, campionato di calcio  ' calcio fiorentino, antico gioco, simile al football, che si pratica ancora oggi a firenze in particolari ricorrenze e nei costumi tradizionali | calcio americano, football americano    • 3 •   nel football, colpo dato con il piede al pallone: calcio di punizione, quello battuto da fermo in seguito a un fallo; calcio di rigore, quello che si batte da 11 m contro la porta difesa dal solo portiere; calcio d'angolo, quello che si tira dall'angolo del campo più vicino al punto in cui è stato commesso un fallo di fondo; calcio di rinvio, quello che rimette in gioco il pallone uscito dal campo | nel rugby: calcio franco, punizione che si batte potendo calciare il pallone in qualsiasi modo; calcio piazzato, punizione che si batte dopo aver piazzato il pallone a terra.
calcio   (2) s.m.  parte inferiore della cassa del fucile | impugnatura della pistola o della lancia.
calcio   (3) s.m.  elemento chimico il cui simbolo è ca; metallo alcalino-terroso, tenero, bianco-argenteo, diffusissimo in natura come sale, è costituente di moltissime rocce e dello scheletro degli animali.
calcio-balilla  calcio-balilla loc. sost. m. invar.  gioco che simula una partita di calcio; si svolge tra due singoli avversari o tra due coppie su un tavolo rettangolare provvisto di piccole sagome manovrabili che riproducono i calciatori.
calciocianamide   o calciocianammide, s.f.  fertilizzante chimico ad azione prolungata, ottenuto industrialmente facendo reagire azoto con carburo di calcio a elevata temperatura.
calciolo   lett. calciuolo, s.m.  piastra, gener. metallica ma anche di gomma, che si applica alla base del calcio di alcune armi portatili, per protezione o per attutire l'effetto del rinculo.
calcio-mercato  calcio-mercato loc. sost. m. invar.  nel linguaggio del giornalismo sportivo, l'insieme delle operazioni di compravendita dei calciatori.
calcio-scommesse  calcio-scommesse loc. sost. m. invar.  l'attività illegale delle scommesse sui risultati delle partite di calcio.
calcioterapia   s.f.  terapia a base di sali di calcio.
calcisponge   s.f. pl.  (zool.) classe di spugne con scheletro formato da spicole calcaree | sing.  [-gia] ogni spugna appartenente a tale classe.
calcistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al gioco del calcio: incontro calcistico  § calcisticamente avv.  per quanto riguarda il gioco del calcio; dal punto di vista calcistico.
calcite   s.f.  minerale costituito da carbonato di calcio in cristalli romboedrici, biancastri.
calcitrare   v. intr.  [io càlcitro ecc. ; aus. avere] (lett.) recalcitrare.
calciuolo    ⇨ calciolo.
calciuria   s.f.  (med.) eliminazione del calcio attraverso le urine.
calco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   impronta, in negativo, di un rilievo o di un incavo, o di un oggetto intero, ottenuta facendovi aderire una materia duttile ma abbastanza stabile da poter essere staccata conservando la forma ricevuta: calco di cera, di gesso  | (estens.) la copia positiva dell'oggetto ottenuta utilizzando tale procedimento per preparare una matrice di fusione    • 2 •   copia di un disegno ottenuta ripassandone i contorni con una punta e facendo così risultare un insieme corrispondente di solchi su una superficie sottostante    • 3 •   (tip.) impronta di una matrice di stampa da cui viene ricavata una copia con procedimenti diversi    • 4 •   (ling.) particolare tipo di prestito in cui la struttura di una parola o di una locuzione straniera viene riprodotta nella lingua ricevente (p. e. ferrovia  dal ted. eisenbahn, comp. di eisen  'ferro' e bahn  'via'), oppure quando una parola già esistente in una lingua assume un nuovo significato per influenza del significato della parola corrispondente in un'altra lingua (p. e. realizzare  'capire bene, rendersi conto' dall'ingl. to realize) | (estens.) la forma linguistica che ne risulta: calco lessicale, semantico, sintattico. 
calco-  calco- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. chalkós  'rame'; significa 'rame' o indica relazione, somiglianza con esso (calcografia).
calcocite   s.f.  minerale costituito da solfuro di rame, importante per l'estrazione del metallo.
calcofora   s.f.  insetto coleottero di color verde metallico; vive soprattutto nel tronco di pini morti (fam.  buprestidi).
calcografia   s.f.    • 1 •   procedimento di stampa in cui le matrici sono incise su lastre di rame manualmente (puntasecca, mezzatinta), chimicamente (acquaforte) o con processo fotomeccanico | (estens.) lastra di rame così incisa    • 2 •   insieme delle tecniche d'incisione su rame    • 3 •   luogo in cui si stampano o si conservano le lastre incise.
calcografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla calcografia: procedimento calcografico  § calcograficamente avv.  con procedimento calcografico.
calcografo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi esercita la calcografia, sia come incisore, sia come stampatore o riproduttore di matrici    • 2 •   chi vende incisioni su rame.
calcoideo   agg.  (anat.) relativo a ognuno delle tre ossa cuneiformi del tarso.
calcola   s.f.    • 1 •   spec. pl.  ciascuno dei regoli di un telaio a mano che, alzati o abbassati dal piede del tessitore, aprono o chiudono i fili dell'ordito    • 2 •   parte di un meccanismo che, azionata dal piede, funziona come le calcole del telaio.
calcolabile   agg.  che si può calcolare.
calcolare   v. tr.  [io càlcolo ecc.]    • 1 •   determinare per mezzo di calcolo: calcolare il peso, la distanza, il volume; calcolare a occhio, approssimativamente | (assol.) eseguire calcoli; contare, computare    • 2 •   comprendere, considerare in un calcolo, conteggiare; tenere in conto, apprezzare: l'hanno calcolato tra i presenti; non lo calcola per niente    • 3 •   giudicare, prevedere razionalmente; valutare ponderando attentamente: calcolare i pericoli; un rischio calcolato. 
calcolatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi calcola o sa fare bene i calcoli: è un calcolatore preciso  ' regolo calcolatore, strumento per eseguire calcoli    • 2 •   (fig.) che, chi riflette molto prima di agire; per estens., che, chi agisce per interesse o per calcolo: mentalità calcolatrice; un freddo calcolatore   s.m.  macchina con cui si eseguono calcoli | calcolatore (elettronico), denominazione generica di apparecchi per l'elaborazione elettronica dei dati o la simulazione di processi: calcolatore digitale  o calcolatore numerico, apparecchio che tratta grandezze discrete, o elaboratore elettronico; calcolatore analogico, apparecchio che tratta grandezze continue (p. e.  intensità di corrente) per simulare fenomeni fisici o controllare processi industriali (quest'ultimo detto anche calcolatore di processo).
calcolatrice   s.f.  apparecchio meccanico, elettromeccanico o elettronico, da tasca o da tavolo, in grado di compiere operazioni aritmetiche e altre funzioni elementari (percentuale, radice quadrata ecc.) o anche calcoli scientifici ed economici.
calcolazione   s.f.  (ant.) calcolo.
calcolista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] si dice di ingegnere edile che si occupa della progettazione di strutture in cemento armato.
calcolitico   s.m.  età del rame; eneolitico | usato come agg.  [pl. m. -ci]: periodo calcolitico. 
calcolitografia   s.f.  procedimento di stampa in cui un'immagine originale ottenuta con la calcografia viene trasportata su pietra litografica o su lastra metallica e quindi stampata con i metodi della litografia.
calcolitografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a calcolitografia: riproduzioni calcolitografiche. 
calcolo   (1) s.m.    • 1 •   esecuzione di operazioni matematiche; complesso di procedimenti matematici tramite cui si giunge alla soluzione di un problema: calcolo numerico, algebrico, infinitesimale, differenziale, integrale  | calcolo delle probabilità, (stat.) studio del grado di probabilità che si realizzi un evento aleatorio | in logica matematica, sistema formale deduttivo provvisto di regole di inferenza ed, eventualmente, di assiomi: calcolo proposizionale, dei predicati    • 2 •   (estens.) la matematica: studiare calcolo    • 3 •   (fig.) previsione, giudizio: calcolo preventivo  ' fare i propri calcoli, considerare attentamente una situazione, valutando i danni o i vantaggi che ne possono derivare | agire per calcolo, per tornaconto personale | far calcolo su qualcuno, su qualcosa, farvi assegnamento.
calcolo   (2) s.m.  (med.) concrezione di sostanze organiche o di sali minerali che si forma nei canalicoli escretori di ghiandole o altri organi per alterazioni infiammatorie o predisposizione costituzionale: calcoli renali, biliari. 
calcolosi   s.f.  (med.) malattia provocata dalla formazione di calcoli in alcuni organi; litiasi.
calcoloso   agg.    • 1 •   (med.) relativo a calcolo; causato dalla presenza di calcoli: colecistite calcolosa    • 2 •   (non com.) affetto da calcolosi.
calcomania   s.f.  decalcomania.
calcopirite   s.f.  minerale costituito da solfuro di rame e di ferro in masse compatte giallo ottone.
calcosilografia   s.f.  procedimento grafico che consiste nella combinazione dell'incisione su rame con quella su legno.
calcoteca   s.f.  raccolta di calchi di opere scultoree.
calcotipia   s.f.  (tip.) sistema di stampa con matrici di rame incise in rilievo.
calda   s.f.    • 1 •   operazione con cui si sottopone a riscaldamento un pezzo metallico per poterlo lavorare    • 2 •   (ant.) caldana, scalmana. pegg. caldaccia. 
caldaia   dial. caldara, ant. caldera, s.f.    • 1 •   grande recipiente metallico in cui si fa bollire o cuocere qualcosa | (estens.) il contenuto di una caldaia: una caldaia di acqua bollente    • 2 •   apparecchio in cui si riscalda l'acqua per produrre vapore acqueo sotto pressione, al fine di utilizzarlo come energia termica o meccanica: la caldaia del calorifero, della locomotiva. 
caldaico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla caldea, ai caldei | lingua caldaica  (o caldea), la lingua aramaica dei testi biblici, così chiamata perché si riteneva erroneamente che gli ebrei l'avessero presa dalla caldea.
caldaio   o caldaro, s.m.    • 1 •   caldaia, per lo più di rame    • 2 •   nella marina militare, pentolone in cui si fa bollire la minestra per l'equipaggio.
caldaista   s.m.  [pl. -sti] operaio addetto alla manovra, la sorveglianza o la manutenzione di caldaie.
caldallessa   s.f.  [pl. caldallesse] castagna lessata con la buccia; ballotta.
caldana   s.f.    • 1 •   improvvisa vampata di calore al viso    • 2 •   nei forni tradizionali, vano riscaldato sopra la volta del forno, dove si mette il pane a lievitare    • 3 •   (non com.) ora calda del giorno; calura, afa    • 4 •   intercapedine isolante sotto il pavimento    • 5 •   nelle risaie, vasca in cui viene fatta intiepidire l'acqua prima dell'irrigazione.
caldano   s.m.    • 1 •   recipiente di terracotta o di metallo in cui si tengono braci o carboni accesi per scaldarsi    • 2 •   la caldana del forno.
caldara    ⇨ caldaia.
caldareria   s.f.    • 1 •   officina o reparto di un'industria dove si costruiscono caldaie, serbatoi e sim. | il settore di tale produzione: un lavoro di caldareria    • 2 •   l'insieme dei prodotti di caldareria: caldareria di rame; caldareria fatta a mano, quella prodotta artigianalmente.
caldarina    ⇨ calderina.
caldaro    ⇨ caldaio.
caldarone    ⇨ calderone.
caldarrosta   s.f.  [pl. caldarroste, rar. calde arrosto] castagna arrostita.
caldarrostaio   region. caldarrostaro, s.m.  [f. -a] chi vende castagne arrostite.
caldeggiare   v. tr.  [io caldéggio ecc.] favorire, sostenere con calore: caldeggiare una proposta. 
caldeo   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi appartiene a un'antica popolazione semitica penetrata in mesopotamia verso il sec. xi a. c. e stanziatasi nella parte meridionale di essa; talvolta è usato impropriamente per babilonese    • 2 •   (relig.) seguace del nestorianesimo | chiesa caldea, attualmente quella dei cristiani distaccatisi dal nestorianesimo e riunitisi alla chiesa di roma.
caldera   s.f.    • 1 •   (ant.) caldaia    • 2 •   (geog.) avvallamento di forma generalmente circolare formatosi per lo sprofondamento della sommità di un cono vulcanico.
calderaio   region. calderaro, s.m.    • 1 •   chi fabbrica o ripara caldaie e altri recipienti metallici | chi esegue lavorazioni in lamiera; lattoniere    • 2 •   operaio addetto a una caldaia    • 3 •   (st.) affiliato a una setta filoborbonica sorta nel regno di napoli nel 1815 per combattere liberali e carbonari.
calderina   o caldarina, s.f.  (mar.) piccola caldaia, usata sulle navi a vapore quando sono all'ancora e hanno le caldaie principali spente.
calderino    ⇨ cardellino.
calderone   meno com. caldarone, s.m.    • 1 •   grossa caldaia    • 2 •   (fig.) gran massa di cose confuse | fare di tutto un gran calderone, mettere tutto nello stesso calderone, considerare allo stesso modo, confondere cose disparate e discordanti.
calderotto   s.m.  recipiente metallico piccolo e profondo, usato per la cottura di cibi o anche soltanto per scaldare l'acqua.
calderugia   s.f.  [pl. -gie  o -ge] erba annua della famiglia delle composite, con capolini cilindrici dai fiori minutissimi, comune nei luoghi incolti e negli orti.
calderugio   s.m.  (ant. , tosc.) cardellino.
caldezza   s.f.  (ant. , lett.) l'essere caldo; calore | (fig.) affetto, trasporto, impeto: caldezza e fecondità di cuore e d'immaginativa  (leopardi).
caldina   s.f.  aiuola protetta e con la superficie inclinata a mezzogiorno, in cui si coltivano primizie.
caldo   agg.    • 1 •   che produce una sensazione di calore; che ha una temperatura superiore a quella ordinaria o a quella di un altro oggetto con cui si mette in relazione: acqua, aria, stagione calda; le ore calde del giorno; clima caldo  | con riferimento alla temperatura normale del corpo umano: avere la fronte calda, per la febbre | animali a sangue caldo, omeotermi    • 2 •   riferito a cibi appena cucinati e levati dal fuoco: mangiare un piatto caldo; tavola calda, locale pubblico in cui si servono pasti caldi da consumare al banco | (fig.) appena fatto, molto recente: una notizia calda calda, appena ricevuta    • 3 •   (fig.) pieno d'ardore, animato da entusiasmo, da sentimenti intensi: un carattere, un temperamento caldo  ' una testa calda, si dice di persona che ha idee pericolose o audaci | avere il sangue caldo, essere eccitabile, impetuoso | prendersela calda per qualcosa, preoccuparsene vivamente, metterci un impegno appassionato    • 4 •   (fig.) cordiale, affettuoso, sincero: una calda accoglienza; un caldo elogio  | piangere a calde lacrime, a dirotto, accoratamente    • 5 •   (fig.) si dice di colore intenso, vivace: un rosso caldo; tinte calde, quelle che vanno dal rosso al giallo | di suono profondo e gradevole: una voce calda    • 6 •   (fig.) contrassegnato da conflitti, tensioni, crisi e sim.; critico, difficile: l'area medio-orientale è una delle più calde del mondo  | l'autunno caldo, nell'uso giornalistico, quello del 1969 in italia, caratterizzato da aspre lotte sindacali e tensioni sociali | telefono caldo, linea calda, usati per comunicazioni importanti e riservate, o anche sovraccarichi di chiamate  s.m.    • 1 •   calore, temperatura elevata; l'effetto, la sensazione che ne deriva: un caldo afoso; oggi fa molto caldo; che caldo!; sentire, avere caldo  | stare, rimanere al caldo, in un luogo o ambiente riscaldato o dove ci si possa riscaldare | è arrivato il caldo, la stagione calda, l'estate | tenere caldo, produrre o mantenere una sensazione di calore | prendere, bere qualcosa di caldo, un cibo, una bevanda calda | tenere qualcosa in caldo, sul fuoco o nel forno; (fig.) tenerla pronta in attesa di un'occasione favorevole | tenere qualcuno in caldo, (fig.) trattarlo con riguardo; anche, tenerlo legato a sé ma senza soddisfare subito i suoi desideri | lavorare qualcosa a caldo, dopo averla riscaldata o, nel caso di un metallo, dopo averlo reso incandescente e malleabile col fuoco. dim. caldino, calduccio  pegg. caldaccio    • 2 •   (fig.) fervore, ardore: il caldo della passione; nel caldo della discussione  | non fare né caldo né freddo, (fig.) lasciare indifferente | a caldo, a botta calda, (fig.) appena l'evento è successo; immediatamente, senza riflettere: una impressione a caldo  § caldamente avv.  calorosamente (spec. fig.): esortare, accogliere caldamente. 
caldura   s.f.  (lett.) calura, canicola.
cale    ⇨ calere.
caledoniano   agg.  (geol.) si dice dell'orogenesi dell'età silurica.
calefazione   s.f.  (fis.) fenomeno per cui un liquido, versato su una lastra rovente, si raccoglie in gocce che, avvolte da uno strato di vapore, scorrono su di essa senza bollire.
caleffare   v. tr.  e intr.  [io calèffo ecc.] (ant.) beffare, burlare.
caleidoscopico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo al caleidoscopio    • 2 •   (fig.) fantasmagorico: effetto caleidoscopico. 
caleidoscopio   s.m.    • 1 •   apparecchio costituito da un tubo cilindrico che ha sul fondo due dischetti trasparenti che racchiudono dei frammenti mobili di vetro colorato; questi, riflettendosi in un gioco di specchi angolari disposti lungo il cilindro, vi producono infinite combinazioni di immagini e di colori, osservabili da un foro che si apre sul fondo opposto del cilindro    • 2 •   (fig.) rapido susseguirsi di persone o cose varie e multicolori.
calembour   s.m. invar.  gioco di parole.
calendario   s.m.    • 1 •   sistema di suddivisione del tempo in periodi costanti (anno, mese, giorno), stabiliti in base alla durata di determinati cicli astronomici: calendario lunare, basato sul moto della luna; calendario solare, basato sul passaggio del sole da uno stesso equinozio | calendario giuliano, calendario solare riformato da giulio cesare, di 365 giorni e    • 6 •   ore; calendario gregoriano, quello ulteriormente riformato da papa gregorio xiii nel 1582, che introdusse l'anno bisestile ed è ora vigente nella maggioranza dei paesi del mondo    • 2 •   tabella o fascicolo in cui sono segnati in ordine progressivo i giorni dell'anno, suddivisi in mesi e settimane, distinti in lavorativi e festivi e con l'aggiunta, per solito, di altre indicazioni (sorgere e tramontare del sole, fase lunare, santo del giorno ecc.) | calendario civile, religioso, quelli che indicano rispettivamente le feste riconosciute dallo stato e dalla chiesa    • 3 •   programma di attività, lavorative o ricreative, ordinate in rapporto ai giorni dell'anno in cui hanno luogo: calendario agricolo, venatorio, giudiziario  ' calendario scolastico, quello in cui sono segnati i giorni di scuola, di vacanza e di esame | calendario sportivo, elenco delle manifestazioni sportive con la data e la località in cui si dovranno svolgere.
calendarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi compila calendari o si occupa dei problemi del calendario.
calendaristica   s.f.  disciplina che studia il calendario, la sua formazione e il suo uso.
calende   ant. calendi, s.f. pl.  il primo giorno di ogni mese, secondo il calendario romano antico | le calende greche, (scherz.) un tempo che non verrà mai, poiché i greci non contavano per calende: rimandare qualcosa alle calende greche, rinviarla indefinitamente.
calendimaggio   s.m.  il primo giorno del mese di maggio, nel quale a firenze si celebrava la festa della primavera.
calendografo   s.m.  (non com.) tipo di orologio che segna anche i giorni del mese o della settimana.
calendola   o calendula, s.f.  (bot.) pianta erbacea ornamentale con fiori di colore giallo o arancione, raccolti in capolini simili a margherite; fiorrancio, calta (fam.  composite).
calenzuola   pop. calenzola, s.f.  (bot.) pianta erbacea con fiori giallo-verdi, raccolti in cime ombrelliformi (fam.  euforbiacee).
calenzuolo   pop. calenzolo, s.m.  altro nome dell'uccello detto com. verdone.
calepino   s.m.    • 1 •   vocabolario, spec. latino | (scherz.) libro vecchio e voluminoso    • 2 •   taccuino, libro d'appunti.
calere   v. intr. impers.  [si usa quasi soltanto la terza persona sing. del pres. indic. (cale), preceduta da negazione; raro il pass. rem. calse, il congiunt. càglia, il ger. calèndo] (lett.) interessare, stare a cuore: non ti cal d'allegria, schivi gli spassi  (leopardi il passero solitario  14) | tenere, mettere in non cale, non avere a cuore, non considerare, trascurare.
calerna   s.f.  (geog.) frangente di onde lunghe contro una costa alta.
calesse   s.m.  carrozza leggera a due ruote, di solito trainata da un solo cavallo. dim. calessino. 
calessina   s.f.  piccolo calesse a quattro posti.
calestro    ⇨ galestro.
caletta   s.f.  incavo cieco o passante praticato su un pezzo di legno, o di altro materiale, in cui si incastra la corrispondente sporgenza di un secondo pezzo per realizzare un collegamento rigido; incastro.
calettamento   s.m.    • 1 •   (mecc.) collegamento rigido di due organi meccanici concentrici (p. e.  un albero dentro un mozzo) realizzato generalmente mediante l'introduzione forzata di chiavette nelle cave corrispondenti oppure mediante il forzamento diretto dei due organi, a freddo o previo riscaldamento    • 2 •   in automobilismo, montaggio dello pneumatico sul disco della ruota | diametro di calettamento, il diametro interno minimo di uno pneumatico, espresso in pollici o in millimetri e rappresentato di norma dal secondo dei due numeri riportati sul fianco dello pneumatico stesso.
calettare   v. tr.  [io calétto ecc.] unire due parti mediante calette o calettamento | v. intr.  [aus. avere] combaciare esattamente.
calettato   part. pass.  di calettare   agg.  si dice di un pezzo montato mediante calettatura.
calettatura   s.f.  collegamento di due elementi mediante calette.
cali   s.f.  pianta erbacea a cespuglio spinoso, comune nei terreni salmastri e lungo le coste; anticamente si utilizzava per ricavarne la soda.
calia   s.f.  (rar.)    • 1 •   ognuna delle particelle d'oro che si staccano nella sua lavorazione    • 2 •   (fig.) cosa da nulla, bazzecola, futilità    • 3 •   (fig.) persona pignola e noiosa; persona cagionevole di salute, malaticcia.
calibrare   v. tr.  [io càlibro ecc.]    • 1 •   portare, o riportare, al diametro esatto l'anima di bocche da fuoco, bossoli, tubi o altri oggetti cilindrici    • 2 •   misurare col calibro un pezzo meccanico | (estens.) regolare, tarare: calibrare uno strumento  | (fig.) studiare e dosare con precisione, con prudenza; adattare alle esigenze: calibrare le parole    • 3 •   fare la cernita della frutta, dei semi o di altri prodotti agricoli a seconda delle loro dimensioni.
calibrato   part. pass.  di calibrare   agg.  nei sign. del verbo | taglie calibrate, misure di abiti che presentano variazioni, così da potersi adattare a corporature sensibilmente diverse.
calibratoio   s.m.  (mecc.) alesatore.
calibratore   s.m.    • 1 •   strumento che serve a verificare il calibro delle armi da fuoco    • 2 •   tecnico addetto a operazioni di calibrazione o di controllo dei calibri.
calibratrice   s.f.  macchina che utilizza dispositivi di vario tipo (crivelli, rulli sagomati, tavole rotanti ecc.) per la cernita di frutta, semi e sim.
calibratura   s.f.  il calibrare, l'essere calibrato (anche fig.): una sapiente calibratura delle parole, delle immagini. 
calibrazione   s.f.  lo stesso, ma meno com., che calibratura.
calibro   s.m.    • 1 •   strumento di precisione che si usa per misurare e controllare le dimensioni esterne e interne di pezzi meccanici relativamente piccoli: calibro a corsoio, a forcella, ad anello    • 2 •   diametro interno della canna di un'arma da fuoco, espresso generalmente in millimetri o in centesimi di pollice a cui si fa riferimento per classificare le armi stesse e i proiettili che utilizzano; per estens., la bocca da fuoco: cannone calibro 210; pistola calibro    • 9 •   ; piccoli, medi, grossi calibri    • 3 •   (fig.) grossezza, valore, livello: due atleti dello stesso calibro; un errore di quel calibro non è ammissibile  | un medio, un grosso calibro, (estens.) un personaggio di media, grande importanza.
calicantacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene il calicanto | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
calicanto   o calicantus, s.m.  arbusto ornamentale con fiori profumati di colore giallognolo o rosso scuro (fam.  calicantacee).
calice   (1) s.m.    • 1 •   bicchiere a bocca larga che si restringe o si rigonfia verso il fondo, munito di uno stelo più o meno lungo che poggia su una base circolare | a calice, si dice di ogni oggetto a forma di calice: colletto a calice, soggolo o colletto che circondi il collo e salga svasato verso il viso. dim. calicetto, calicino    • 2 •   (lett.) bicchiere, in generale: levare i calici, brindare | bere il calice del piacere, del dolore, dell'amarezza, (fig.) provare piacere, dolore, amarezza | bere l'amaro calice fino alla feccia, (fig.) provare tutti i possibili dolori    • 3 •   (lit.) vaso sacro a forma di calice in cui viene consacrato il vino durante la messa: l'elevazione del calice    • 4 •   calice renale, (anat.) condotto delle vie escretrici renali.
calice   (2) s.m.  (bot.) la parte più esterna del fiore, costituita da sepali disgiunti o uniti tra loro.
calicetto   s.m.  (bot.) involucro di foglie che in alcuni fiori (malva, fragola ecc.) si trova esternamente al calice.
calicò   o calicot, s.m.  tela leggera di cotone, gener. stampata a colori vivaci.
calicosi   s.f.  (med.) termine antiquato che designava una malattia provocata da inalazione di polveri calcaree e silicee.
calicot    ⇨ calicò.
calidario   s.m.    • 1 •   (archeol.) nelle antiche terme, locale per i bagni d'acqua calda    • 2 •   (non com.) serra.
calidità   s.f.  (ant.) caldezza; calore.
calido   agg.  (ant. , lett.) caldo, ardente: la sera / calida di felicità  (campana).
caliere   s.m.  (mar.) marinaio addetto alla custodia dei materiali di consumo e di riserva.
califfato   s.m.    • 1 •   titolo e autorità di califfo | durata del potere di un califfo    • 2 •   territorio governato da un califfo.
califfo   s.m.    • 1 •   nel medioevo, la suprema autorità religiosa e politica presso i musulmani    • 2 •   (estens.) persona autoritaria e prevaricatrice; nel gergo giovanile, persona abile e sicura di sé    • 3 •   (scherz.) uomo che vive in concubinato con più donne.
californiano   agg.    • 1 •   della california    • 2 •   nell'alpinismo, si dice di scalata in cui si sfruttano al massimo le risorse naturali offerte dalla roccia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della california.
californio   (1) s.m.  elemento chimico transuranico il cui simbolo è cf; ottenuto per bombardamento del curio 242 con particelle alfa, appartiene al gruppo degli attinidi.
californio   (2) agg.  (poet.) californiano: le vaste californie selve  (leopardi inno ai patriarchi  104).
caliga   s.f.  sorta di sandalo dei soldati romani con suola ferrata e corregge di cuoio.
caligaio    ⇨ caligaro.
caligare   v. intr.  [aus. essere] (lett.) coprirsi di fumo o di nebbia: la bella trinacria che caliga / tra pachino e peloro  (dante par.  viii, 67-68).
caligaro   o caligaio, s.m.  (ant.) calzolaio.
caligine   s.f.    • 1 •   sospensione nell'aria di particelle solide secche (polvere, fumo ecc.) che la rendono opalescente | (estens.) nebbia o fumo denso; foschia    • 2 •   nell'antica terminologia medica, oscuramento della vista | (lett.) tenebra spirituale; stato di decadenza    • 3 •   (ant.) fuliggine.
caliginoso   agg.    • 1 •   pieno di caligine; oscurato da caligine: cielo caliginoso    • 2 •   (fig. lett.) oscuro, tenebroso.
caligo   s.m.  e f.  [solo sing.] (lett.) caligine.
caliorna   o calorna, s.f.  (mar.) paranco con un bozzello triplo e uno doppio usato per sollevare grossi pesi e per tesare i cavi di ormeggio.
calipso   o calypso, s.m. invar.  ballo moderno originario delle antille; anche, il ritmo che lo accompagna.
caliptra   o calittra, s.f.    • 1 •   velo cerimoniale con cui, presso gli antichi greci, le donne si coprivano il capo o il volto    • 2 •   (bot.) rivestimento a forma di cappuccio dell'apice vegetativo della radice.
calisse   s.m.  pannolano di poco valore.
calittra    ⇨ caliptra.
calla   (1) s.f.    • 1 •   (ant.) apertura, varco; porta: la calla onde salìne / lo duca mio  (dante purg.  iv, 22-23)    • 2 •   nelle opere di presa da un corso d'acqua, e spec. nelle derivazioni di canali irrigui, apertura chiudibile con una paratoia; per estens., la paratoia stessa.
calla   (2) s.f.  pianta erbacea ornamentale con infiorescenza profumata, avvolta da una grande brattea bianca (fam.  aracee).
callaia   s.f.    • 1 •   (non com.) apertura fatta in una siepe per entrare nei campi; per estens., viottolo campestre. dim. callaietta    • 2 •   (lett.) varco, passo.
callaiola   lett. callaiuola, s.f.  piccola rete che i cacciatori tendono nelle aperture delle siepi per catturare la selvaggina.
calle   s.m.  (ant. , lett.) strada stretta; viottolo campestre | (estens.) cammino, via: come è duro calle / lo scendere e 'l salir per l'altrui scale  (dante par.  xvii, 59-60) | s.f.  nome delle caratteristiche viuzze di venezia. dim. calletta. 
call girl   loc. sost. f. invar.  ragazza squillo.
calli-  calli- o callo-, primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. kállos  'bellezza'; vale 'bello, bellezza' e sim. (calligrafia, callotipia).
callidità   s.f.  (lett.) astuzia.
callido   agg.  (lett.) astuto, accorto, scaltro § callidamente avv. 
calliforidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti ditteri con livrea di colore azzurro-verde metallico che depongono le uova o le larve sugli escrementi, sulla carne o sulla materia in putrefazione | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
callifugo   s.m.  [pl. -ghi] medicamento usato per eliminare i calli dei piedi | in funzione di agg.  : pomata callifuga. 
calligrafia   s.f.    • 1 •   arte di scrivere in caratteri chiari, ordinati ed eleganti: esercizio di calligrafia    • 2 •   (estens.) grafia, modo di scrivere: una calligrafia illeggibile. 
calligrafico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di calligrafia: saggio calligrafico  | carattere calligrafico, carattere tipografico che imita la scrittura a mano    • 2 •   che riguarda la grafia, il modo di scrivere: perizia calligrafica, analisi dei caratteri di uno scritto, per stabilirne l'autenticità o la data    • 3 •   (fig.) che dimostra calligrafismo, che si esprime con calligrafismo: stile, scrittore, pittore calligrafico  § calligraficamente avv.  in bella grafia | (fig.) con eccessiva rifinitura formale.
calligrafismo   s.m.  in un'opera d'arte, cura eccessiva della perfezione formale, soprattutto nei particolari.
calligrafo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi pratica o insegna l'arte della calligrafia | perito calligrafo, chi è esperto di grafia e può compiere perizie calligrafiche    • 2 •   (estens.) chi scrive con bella grafia    • 3 •   (fig.) scrittore o artista che persegue, o a cui si attribuisce, il calligrafismo.
calligramma   s.m.  [pl. -mi] poesia in cui la disposizione tipografica dei versi concorre all'effetto estetico.
callionimo   s.m.  pesce di mare dai colori vivaci, con muso aguzzo e testa larga e depressa; è molto ricercato per gli acquari (ord.  perciformi).
calliope   s.f.  (zool.) piccolo uccello simile all'usignolo (ord.  passeriformi).
callipigia   meno com. callipige, agg. f.  [pl. -gie] (lett.) che ha delle belle natiche; è epiteto di afrodite, dea greca della bellezza.
callista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi cura i calli dei piedi.
callistenia   s.f.  insieme delle tecniche tese a sviluppare forza e bellezza fisica.
callo   s.m.    • 1 •   ispessimento della pelle, spec. nelle mani e nei piedi, provocato da compressione o sfregamento continuato | pestare i calli a qualcuno, (fig.) disturbarlo, irritarlo | fare il callo a qualcosa, (fig.) abituarvisi    • 2 •   (zool.) protuberanza delle zampe dei cavalli, in prossimità delle articolazioni    • 3 •   (bot.) massa di tessuto cicatriziale che si forma in corrispondenza delle ferite di una pianta    • 4 •   callo osseo, (biol.) tessuto neoformato che opera la saldatura dei frammenti di un osso fratturato.
callo-  callo-  ⇨ calli-.
callone   s.m.  nelle opere di presa di un corso d'acqua costituite da uno sbarramento con luci laterali, apertura chiudibile con una paratoia; per estens., la paratoia stessa.
callorinco   s.m.  [pl. -chi] genere di pesci della sottoclasse degli olocefali, abitanti soprattutto i mari freddi meridionali, il cui muso si prolunga in una sorta di proboscide terminante in un organo tattile.
callorino   s.m.  (zool.) otaria dell'alasca dalla pregiata pelliccia grigio-argentea (ord.  carnivori).
callosità   s.f.    • 1 •   qualità, aspetto di ciò che è calloso    • 2 •   parte callosa: le callosità di un tronco. 
calloso   agg.    • 1 •   pieno di calli, indurito dai calli: mani callose    • 2 •   (estens.) che presenta una durezza simile a quella dei calli: protuberanza callosa  | coscienza callosa, (fig.) che non sente rimorsi    • 3 •   corpo calloso, (anat.) nel cervello, lamina di sostanza bianca fibrosa che unisce i due emisferi.
callotipia   s.f.  antico procedimento di stampa fotografica.
callotipo   s.m.  fotografia eseguita mediante callotipia.
callotta    ⇨ calotta.
calma   s.f.    • 1 •   condizione del mare o dell'aria in assenza di vento o con vento debolissimo; bonaccia | calma equatoriale, condizione di assenza di vento e bassa pressione che si verifica nella zona equatoriale di confluenza degli alisei    • 2 •   (estens.) atmosfera di silenzio, di distensione; pace, quiete: la calma della campagna    • 3 •   (fig.) stato di tranquillità serenità, distensione dello spirito: non avere un attimo di calma; esaminare qualcosa con calma  | mantenere, non perdere la calma, il controllo dei nervi | calma!, esortazione a mantenersi sereni, a non perdere la testa    • 4 •   (fig.) imperturbabilità, flemma: prendersela con calma, agire senza fretta.
calmante   part. pres.  di calmare   agg.  e s.m.  (farm.) si dice di sostanza atta a calmare il dolore o la tensione nervosa: calmante per il mal di denti, per la tosse. 
calmare   v. tr.  rendere calmo, placare; sedare, alleviare, lenire: calmare l'ira, lo sdegno; calmare il dolore, la sete; calmare i nervi  | calmarsi v. rifl.    • 1 •   tornare calmo; placarsi, tranquillizzarsi    • 2 •   attenuarsi, attutirsi, sopirsi: il dolore si è calmato. 
calmata   s.f.  nella loc. fam. darsi una calmata, calmarsi, fermarsi, acquietarsi.
calmeria   s.f.  (ant. , dial.) calma costante del mare.
calmieramento   s.m.  il calmierare; misura o insieme di misure atte a calmierare.
calmierare   v. tr.  [io calmièro ecc.] sottoporre a calmiere: calmierare i prodotti ortofrutticoli. 
calmieratore   agg.  [f. -trice]    • 1 •   che impone un calmiere: misure calmieratrici    • 2 •   che frena l'aumento dei prezzi operando indirettamente come calmiere: effetto calmieratore. 
calmiere   s.m.  prezzo massimo, fissato d'autorità, a cui devono essere vendute certe merci, spec. di prima necessità, al fine di evitare aumenti speculativi.
calmo   (1) agg.    • 1 •   che è in calma (detto del mare, del tempo ecc.): aria calma    • 2 •   (fig.) che non si agita, tranquillo, sereno; libero da ansie o preoccupazioni: un temperamento calmo; una vita calma; un posticino calmo e solitario, pieno di pace, di quiete § calmamente avv.  (non com.) con calma.
calmo   (2) s.m.  (dial.) tralcio da innestare.
calmucco   agg.  [pl. m. -chi] che appartiene o si riferisce a una popolazione mongolica che vive sparsa in europa orientale  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi appartiene alla popolazione calmucca | (estens.) chi ne ha i tratti somatici | (fig. non com.) persona goffa nel vestire    • 2 •   tipo di pannolano con pelo lungo.
calo   s.m.    • 1 •   (non com.) discesa, abbassamento    • 2 •   (estens.) diminuzione: il calo dei prezzi; calo della vista  | pagamento a calo, quello relativo a una merce acquistata in quantità fissa col patto di restituzione della parte non consumata; pagamento a consumo    • 3 •   (fig.) decadenza, perdita di prestigio | perdita di forze: un calo dovuto alla malattia. 
calo-  calo- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. kalós  'bello' (calomelano).
calomelano   s.m.  (chim.) nome commerciale del cloruro mercuroso; è una polvere cristallina bianca, pochissimo solubile in acqua, usata come vermifugo e purgante.
calonaco   calonico e deriv.   ⇨ canonico    • 2 •   e deriv. 
calopterigidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di libellule dalle ali vivacemente colorate (ord.  odonati) | sing.  [-e] ogni libellula appartenente a tale famiglia.
calore   s.m.    • 1 •   (fis.) forma di energia che è la manifestazione macroscopica dell'agitazione, dovuta alla temperatura, delle molecole e degli atomi costituenti i corpi; energia termica (il termine deriva dalla sensazione tattile immediata, e indicava un tempo l'ipotetica entità che passa da un corpo a un altro seguendo le differenze di temperatura): il calore della fiamma, dei raggi solari, dell'acqua bollente  | calore specifico (di una sostanza), quantità di calore necessaria ad aumentare di un grado la temperatura della sua unità di massa | calore di fusione (di una sostanza), quantità di calore necessaria per portare allo stato di fusione la sua unità di massa | calor rosso, temperatura alla quale un corpo sottoposto a riscaldamento appare rosso | calor bianco, temperatura a cui un corpo sottoposto a riscaldamento appare bianco; (fig.) stadio di massima tensione, parossismo    • 2 •   temperatura elevata, sensazione di caldo: calore piacevole, insopportabile; che calore!  | vampa (che assale spec. il viso): sentire un calore alle guance    • 3 •   (fig.) sentimento di intensa partecipazione affettiva: il calore della famiglia; un ambiente privo di calore umano  | ardore, entusiasmo, fervore: discutere con calore    • 4 •   (zool.) periodo di maggiore attività delle gonadi nelle femmine di varie specie animali (corrisponde all'estro): essere, andare in calore, si dice appunto di femmina di animale ma, volgarmente, anche di donna    • 5 •   calore animale  o organico, (biol.) quello generato nei tessuti dalle reazioni chimiche del ricambio organico    • 6 •   (pop.) infiammazione di una parte del corpo, eruzione cutanea; anche, riscaldamento prodotto dalla febbre.
caloria   s.f.    • 1 •   (fis.) unità di misura della quantità di calore, corrispondente alla quantità di calore necessaria a innalzare di un grado (da 14,5 ° c a 15,5 ° c) la temperatura di un grammo di acqua distillata alla pressione di un'atmosfera: piccola caloria, vecchio nome della caloria; grande caloria, vecchio nome della chilocaloria, pari a 1000 calorie    • 2 •   (med.) contenuto energetico degli alimenti espresso dal numero di calorie che sono in grado di liberare per ogni grammo di sostanza completamente ossidata: cibi ricchi di calorie    • 3 •   (agr.) residuo di fertilità lasciato nel terreno da una coltura miglioratrice, da cui trae vantaggio la coltura successiva; forza vecchia.
calorico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (non com.) di, del calore    • 2 •   (med.) relativo alle calorie: fabbisogno calorico, quello individuale giornaliero di calorie  s.m.  ipotetico fluido con il quale, nel '700, si spiegavano i passaggi di calore da un corpo a un altro.
calorifero   s.m.  impianto o apparecchio in cui circola acqua, vapore o aria calda, usato per riscaldare gli ambienti; radiatore, termosifone.
calorifico   agg.  [pl. m. -ci] che produce calore | raggi calorifici, infrarossi | potere calorifico (di un combustibile), (fis.) numero di calorie sviluppate dalla combustione della sua unità di massa.
calorigeno   agg.  (scient.) che produce calore: una sostanza calorigena. 
calorimetria   s.f.  tecnica d'indagine sperimentale per la misurazione delle quantità di calore prodotte o scambiate da un sistema di corpi nel corso di processi fisici o chimici.
calorimetrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) che si riferisce alla calorimetria: valore calorimetrico. 
calorimetro   s.m.  (fis.) strumento per la misura della quantità di calore sviluppata dalla combustione di una sostanza.
calorizzazione   s.f.  (metall.) processo mediante il quale su una superficie di acciaio si forma uno strato protettivo anticorrosione di lega ferro-alluminio.
calorna    ⇨ caliorna.
calorosità   s.f.  l'essere caloroso; caratteristica di ciò che è caloroso (spec. fig.): la calorosità di un saluto. 
caloroso   agg.    • 1 •   (non com.) che produce calore | che riscalda, che dà calore: cibo caloroso    • 2 •   che non soffre il freddo, ma piuttosto il caldo    • 3 •   (fig.) cordiale, fatto con calore: un'accoglienza calorosa  | animato, vivace: una calorosa discussione  § calorosamente avv.  con calore, cordialmente | vivacemente: discutere calorosamente. 
caloscia   o galoscia, s.f.  [pl. -sce] soprascarpa di materiale impermeabile che ripara la scarpa e il piede dall'acqua.
calosoma   s.m.  [pl. -mi] insetto coleottero con livrea brillante dai riflessi metallici, che si nutre di altri insetti nocivi all'agricoltura (fam.  carabidi).
calotta   rar. callotta, s.f.    • 1 •   (mat.) ciascuna delle due parti di una superficie sferica divisa da un piano secante    • 2 •   ogni elemento naturale, ogni struttura od oggetto di forma semisferica o cupoliforme, o comunque convessa | calotta polare, (geog.) ciascuna delle due zone terrestri (artica e antartica) limitata dal circolo polare | calotta glaciale, (geog.) zona polare coperta permanentemente dai ghiacci | calotta di una montagna, sommità nevosa o ghiacciata di forma tondeggiante | calotta di una cupola, (arch.) parte semisferica sovrapposta al tamburo o ai pennacchi di sostegno | calotta del paracadute, parte in materiale leggero e resistente che si apre a ombrello    • 3 •   cupola del cappello; per estens., berretto senza tesa, zucchetto, papalina | reticella per tenere raccolti i capelli durante la notte | calotta (d'arme), elmo senza visiera né tese usato in età rinascimentale. dim. calottina    • 4 •   copertura a forma convessa di un meccanismo o di un motore: la calotta dello spinterogeno    • 5 •   (anat.) struttura anatomica di forma convessa: calotta cranica, volta cranica    • 6 •   (mil.) associazione degli ufficiali subalterni di un reparto.
calpacco   s.m.  [pl. -chi] berretto orientale alto e senza tesa; è caratteristico dei sacerdoti bizantini e ortodossi.
calpestamento   s.m.  (non com.) il calcare con i piedi, il calpestare (anche fig.).
calpestare   v. tr.  [io calpésto ecc.]    • 1 •   premere con i piedi, camminare sopra qualcosa, talvolta per disprezzo o per rabbia: calpestare l'erba; gettò a terra il ritratto e lo calpestò    • 2 •   (fig.) non curare, non tenere in conto; violare, offendere: calpestare i sentimenti di qualcuno. 
calpestatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi calpesta (spec. fig.): calpestatore dei diritti altrui. 
calpestio   s.m.  un calpestare prolungato; il rumore così prodotto: il calpestio dei cavalli. 
calta   s.f.  pianta erbacea a fiori gialli e foglie lucide, spontanea nella regione mediterranea o coltivata a scopo ornamentale (fam.  ranuncolacee) | calendola.
calterito   agg.  (ant.) accorto, scaltrito: la vostra grande e calterita fede  (boccaccio dec.  viii, 9).
calugine   o caluggine, s.f.    • 1 •   (rar.) la prima peluria degli uccelli e, per estens., dei ragazzi ancora imberbi    • 2 •   (bot.) lanugine bianca che ricopre frutta e foglie.
calumare   v. tr.  (mar.) fare scorrere un cavo o una catena fuori bordo o dall'alto dell'alberatura sul ponte di coperta | calumarsi v. rifl.  calarsi sospeso a un cavo, lungo gli alberi o fuori del bordo di una nave.
calumet   s.m. invar.  pipa dal lungo cannello che i pellirosse fumavano ritualmente in occasioni solenni (p. e.  per sancire un trattato di pace).
calumo   s.m.  (mar.) lunghezza di un cavo o di una catena calumata; in partic., lunghezza della catena tra l'ancora affondata e la prora della nave.
calunnia   s.f.    • 1 •   (dir.) delitto commesso da chi incolpa di un reato una persona che egli sa innocente, o simula a suo carico le tracce di un reato    • 2 •   (estens.) falsa accusa; diffamazione, denigrazione: spargere, diffondere calunnie    • 3 •   (scherz.) bugia, cosa non vera.
calunniare   v. tr.  [io calùnnio ecc.] accusare falsamente.
calunniatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi calunnia: parole calunniatrici; un perfido calunniatore. 
calunnioso   agg.  che ha carattere o scopo di calunnia; diffamatorio: voci calunniose  § calunniosamente avv. 
calura   s.f.  caldo intenso, spec. estivo.
calutrone   s.m.  (fis.) apparecchio elettromagnetico per la separazione degli isotopi in base alla differenza delle loro masse; spettrografo di massa.
calvados   s.m. invar.  acquavite di sidro.
calvario   s.m.    • 1 •   gruppo di sculture popolari raffiguranti personaggi e simboli della passione di cristo | stazioni del calvario, edicole o quadretti che rappresentano le fasi della passione di cristo    • 2 •   (fig.) sofferenza, dolore prolungato: la sua vita fu un calvario. 
calvilla   s.f.  varietà di mela di piccolo taglio.
calvinismo   s.m.    • 1 •   il movimento religioso fondato dal riformatore francese giovanni calvino (1509-1564), basato sulla dottrina della doppia predestinazione e su un severo rigorismo morale | (estens.) la chiesa cristiana riformata che calvino fondò a ginevra    • 2 •   (fig.) intransigenza, rigorismo morale.
calvinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   seguace del calvinismo    • 2 •   (fig.) persona di austero rigorismo | usato anche come agg.  : chiesa calvinista. 
calvinistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il calvinismo o i calvinisti | (fig.) austero, rigido: intransigenza calvinistica  § calvinisticamente avv.  rigidamente, austeramente.
calvizie   s.f. invar.    • 1 •   perdita progressiva dei capelli: calvizie incipiente, che è agli inizi; calvizie precoce, che comincia in giovane età    • 2 •   l'essere calvo; scarsità o mancanza totale di capelli.
calvo   agg.    • 1 •   privo di capelli: testa calva    • 2 •   (fig. non com.) brullo, spoglio di vegetazione: un monte completamente calvo   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona calva    • 2 •   (ant.) calvizie    • 3 •   (agr.) frumento privo di resta.
calypso    ⇨ calipso.
calza   s.f.    • 1 •   indumento a maglia che riveste il piede e parte della gamba: calza di lana, di seta, di nailon; calze lunghe, corte, a mezza gamba; calze da donna, da uomo; mettersi, infilarsi, tirarsi su le calze  | calze a staffa, terminanti in una staffa anziché in un pedule | calze elastiche, di speciale tessuto elastico, a scopo protettivo o curativo | ferri da calza, da maglia | fare la calza, lavorare a maglia; (fig.) dedicarsi ai lavori domestici, fare la donna di casa | la calza della befana, quella che i bambini, per tradizione, appendono alla cappa del camino la notte dell'epifania. dim. calzina, calzino  (m.), calzetta, calzettina  accr. calzettone  (m)    • 2 •   (estens.) ciuffo di penne che riveste le zampe di alcuni volatili    • 3 •   striscia di cotone o lana usata come lucignolo nelle lampade a olio, a benzina e a petrolio    • 4 •   rivestimento a maglia di cavi    • 5 •   pl.  antico indumento maschile molto aderente che rivestiva le gambe e saliva fino alla cintura; calzabraca.
calzabraca   s.f.  [pl. calzebrache  o calzabrache] calzamaglia dell'antico costume maschile.
calzaiolo   o calzaiuolo, s.m.  (ant.) calzettaio.
calzamaglia   s.f.  [pl. calzemaglie  o calzamaglie]    • 1 •   indumento in un solo pezzo che ricopre il corpo dal piede al collo o dal piede alla vita, usato soprattutto da mimi, ballerini ecc.    • 2 •   nel costume maschile medievale e rinascimentale, calzoni aderenti alla gamba come una guaina, spesso a due colori; calzabraca.
calzamento   s.m.  (ant.) tutto ciò che copre il piede, cioè calza e scarpa nel loro insieme.
calzante   part. pres.  di calzare   agg.    • 1 •   che calza, che aderisce perfettamente: scarpe calzanti    • 2 •   (fig.) che si addice perfettamente; appropriato, adeguato, idoneo: esempio poco calzante   s.m.  calzatoio.
calzare   (1) v. tr.    • 1 •   infilare scarpe, calze, guanti o altri indumenti che aderiscono a una parte del corpo; per estens., indossare, portare: calza sempre scarpe bellissime  | calzare il socco, il coturno, (fig. lett.) scrivere o recitare commedie o tragedie    • 2 •   fornire di calzature: quel negozio calza le persone più eleganti della città  | far indossare le scarpe: vestire e calzare qualcuno    • 3 •   puntellare, rendere stabile: calzare un tavolo traballante  | calzare un carro, frenare le ruote con un cuneo per impedire che si muova da sé | v. intr.    • 1 •   [aus. avere] di vestiti, calze, scarpe ecc., andare bene, essere aderenti: le pantofole gli calzano alla perfezione    • 2 •   [aus. essere] (fig.) convenire, essere appropriato, adattarsi: un esempio che era calzato a pennello. 
calzare   (2) s.m.  (lett.) calzatura.
calzascarpe   s.m. invar.  calzatoio, calzante.
calzata   s.f.  misura della forma della scarpa in rapporto alla misura delle dita del piede.
calzato   part. pass.  di calzare   agg.  nei sign. del verbo | calzato e vestito, (fig.) a cui non manca nulla; un asino calzato e vestito, (fig. fam.) un perfetto asino.
calzatoia   s.f.    • 1 •   zeppa di legno o altro materiale che s'infila sotto un mobile zoppicante per dargli stabilità | cuneo che serve a frenare le ruote di un veicolo fermo su una china    • 2 •   sgabello su cui si appoggia il piede quando si infilano o si puliscono le scarpe    • 3 •   (non com.) calzatoio.
calzatoio   s.m.  arnese di metallo, di corno o di materiale plastico, leggermente concavo, che serve per calzare le scarpe.
calzatura   s.f.  (spec. pl.) ogni tipo di scarpa, sandalo, pantofola, stivale e sim.: negozio di calzature. 
calzaturiere   s.m.  [f. -a] chi fabbrica calzature; industriale delle calzature.
calzaturiero   agg.  delle calzature e dell'industria che le produce: mercato calzaturiero   s.m.  [f. -a] chi lavora nei calzaturifici.
calzaturificio   s.m.  fabbrica di calzature.
calzerotto   s.m.  (region.) calza corta, calzino di filato grosso.
calzetta   s.f.    • 1 •   dim.  di calza  | fare la calzetta, lavorare a maglia; (fig.) si dice di donne che si dedicano esclusivamente alle faccende domestiche    • 2 •   (antiq.) calza di seta    • 3 •   calzino | mezza calzetta, (fig. spreg.) persona di scarse capacità, di modesta levatura.
calzettaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fa o vende calze    • 2 •   chi lavora in una fabbrica di calze.
calzetteria   s.f.    • 1 •   fabbrica di calze | negozio in cui si vendono calze    • 2 •   calze, calzini e articoli affini considerati nel loro insieme.
calzettone   s.m.  calza pesante che arriva fino al ginocchio.
calzificio   s.m.  stabilimento in cui si fabbricano calze.
calzino   s.m.  calza corta, di filato sottile o di lana, portata soprattutto dagli uomini e dai bambini: calzini corti, lunghi fino alla caviglia; calzini lunghi, fino al polpaccio.
calzolaio   ant. o region. calzolaro, s.m.  artigiano che fabbrica o ripara calzature; ciabattino.
calzoleria   s.f.    • 1 •   bottega in cui si fabbricano o si riparano scarpe    • 2 •   negozio di scarpe    • 3 •   (non com.) arte del calzolaio.
calzolo    ⇨ calzuolo.
calzoncino   s.m.  (spec. pl.) calzone corto.
calzone   s.m.    • 1 •   spec. pl.  indumento, in origine maschile ma oggi diffusissimo anche fra le donne, che copre il tronco dalla vita in giù e le gambe separatamente; pantalone: calzoni corti, lunghi, alla zuava  | mettersi i calzoni lunghi, (fig.) detto di un ragazzo, diventare grande | farsela nei calzoni, (fig. fam.) avere una gran paura | è la moglie a portare i calzoni, (fig. fam.) a comandare in casa. dim. calzoncini  pegg. calzonacci    • 2 •   ciascuna delle due parti dei calzoni che rivestono le gambe: calzone destro, sinistro    • 3 •   (gastr.) involucro di pasta di pane, in genere ripieno di mozzarella e prosciutto, che viene fritto o cotto in forno; è tipico di alcune cucine centromeridionali.
calzuolo   o calzolo, s.m.    • 1 •   puntale metallico di un ombrello o di un bastone    • 2 •   cuneo inserito sotto un mobile affinché non traballi    • 3 •   (antiq.) cappuccio di cuoio per proteggere la parte anteriore della canna del fucile, in dotazione alla cavalleria.
camaglio   s.m.    • 1 •   parte dell'armatura in maglia di ferro, che proteggeva collo e spalle    • 2 •   (estens. lett.) passamontagna.
camaldolese   agg.  e s.m.  che, chi appartiene alla congregazione di monaci ed eremiti benedettini fondata nel 1012 a camaldoli da san romualdo.
camaleonte   s.m.    • 1 •   rettile simile alla lucertola, ma più grosso e più tozzo, con coda e piedi prensili, lingua lunga e sottile; può modificare il colore della propria pelle per mimetizzarsi nell'ambiente (ord.  squamati)    • 2 •   (fig.) chi, per opportunismo, cambia opinione o partito secondo le circostanze    • 3 •   camaleonte verde, (chim.) composto che, per effetto dell'aria o dell'acqua, si può trasformare in altri composti, assumendo diverse gradazioni di colore.
camaleontico   agg.  [pl. m. -ci] di o da camaleonte (spec. fig.): aspetto, contegno camaleontico  § camaleonticamente avv. 
camaleontismo   s.m.  atteggiamento o comportamento di chi, per opportunismo, cambia spesso opinione o partito: camaleontismo politico. 
camallo   o camalo, s.m.  in liguria, scaricatore, facchino di porto.
camamilla    ⇨ camomilla.
camangiare   s.m.  (ant.)    • 1 •   erba, verdura commestibile    • 2 •   (estens.) viveri in genere; provviste di viveri: tornarono portando buona provvisione di camangiari  (nievo).
camarilla   o camerilla, s.f.    • 1 •   (st.) consiglio privato dei monarchi spagnoli    • 2 •   (spreg.) gruppo di persone che esercitano a proprio vantaggio un potere o un'indebita ingerenza politica.
camarlengo   camarlingo  ⇨ camerlengo.
camato    ⇨ scamato.
camauro   s.m.  berretto di velluto rosso orlato di pelliccia bianca, a forma di cuffia, indossato dal papa.
cambellotto    ⇨ cammellotto.
cambiabile   agg.  che può essere cambiato.
cambiadischi   s.m. invar.  meccanismo accessorio di giradischi e juke-box per il cambio automatico dei dischi.
cambiale   (1) s.f.  titolo di credito che contiene l'ordine o la promessa incondizionata di pagare alla scadenza e alla persona indicatavi una somma determinata: firmare, emettere, scontare, protestare, girare una cambiale; cambiale commerciale, relativa a operazioni di compravendita; cambiale di comodo, creata unicamente per procurarsi denaro scontandola; cambiale finanziaria, rilasciata a fronte di un prestito o di un mutuo e non di uno scambio di merce; cambiale domiciliata, pagabile presso il domicilio di un terzo; cambiale ipotecaria, garantita da ipoteca.
cambiale   (2) agg.  (anat. , bot.) che riguarda il cambio: tessuto cambiale. 
cambiamento   s.m.  il cambiare o il cambiarsi; mutamento, trasformazione, modifica: cambiamento di vita, di umore  | cambiamento di scena, a teatro, il cambiare le scene; (fig.) improvviso mutamento di una situazione | cambiamento di stato, (fis.) passaggio di una sostanza da uno stato di aggregazione (solido, liquido, aeriforme) a un altro.
cambiamonete   s.m.  e f. invar.  cambiavalute.
cambiare   v. tr.  [io càmbio ecc.]    • 1 •   mettere una persona o una cosa al posto di un'altra; prendere una cosa al posto di un'altra: cambiare il mobilio; cambiare argomento, parere; cambiare compagnia; cambiare casa, traslocare | cambiare strada, prenderne un'altra; (fig.) fare scelte diverse da quelle del passato | cambiare medico, calzolaio  e sim., diventare cliente di un altro | cambiare abito, indossarne un altro | cambiare qualcuno, mettergli addosso altri abiti: cambiare il bambino  | cambiare aspetto, apparire diverso: la cosa cambia aspetto  | cambiare espressione, sguardo, colore, per un sentimento o un'emozione improvvisi | cambiare vita, renderla diversa, per lo più migliorandola economicamente o moralmente | cambiare le carte in tavola, modificare o far apparire diversa, a proprio vantaggio, una situazione    • 2 •   trasformare, modificare: l'automazione ha cambiato il sistema produttivo    • 3 •   barattare, scambiare, convertire: cambiare una vecchia spilla con un anello  | in partic., spicciolare monete o sostituirle con valuta di altro paese (anche assol.): cambiare le sterline in dollari; non ho da cambiare    • 4 •   nei veicoli muniti di cambio di velocità, azionarlo per passare da una marcia a un'altra (anche assol.): cambiare marcia; cambiare in salita, in discesa    • 5 •   (ant.) ricambiare, contraccambiare | v. intr.  [aus. essere] modificarsi, trasformarsi, diventare diverso: il tempo cambia; tuo figlio è molto cambiato in questi ultimi mesi  | cambiare di, (pop.) mutare: cambiare di casa, di carattere  (lo stesso che cambiare casa ecc) | cambiarsi v. rifl.  togliersi un indumento e indossarne un altro: cambiarsi d'abito; vado a cambiarmi  | v. rifl.  mutare nell'aspetto, nelle abitudini, nel carattere; trasformarsi, mutarsi: come ti sei cambiato in questi anni!; il dolore col tempo si cambiò in rassegnazione. 
cambiario   agg.  della cambiale, che si riferisce a cambiale; che ha qualità di cambiale: leggi cambiarie; credito cambiario  | vaglia cambiario, o pagherò cambiario, titolo di credito contenente la promessa di pagare a un terzo una data somma a una data scadenza.
cambiatensione   s.m. invar.  dispositivo che, negli apparecchi elettrici, serve a cambiare la tensione di funzionamento per farla corrispondere alla tensione della rete di distribuzione elettrica.
cambiavalute   s.m. invar.    • 1 •   [anche f] chi si occupa per professione della compravendita di monete o titoli di stato e di banca    • 2 •   cambiavalute automatico, apparecchio per il cambio automatico di banconote estere in valuta locale; in genere è collocato all'esterno delle banche o degli uffici di cambio, per garantire il servizio 24 ore su 24.
cambio   s.m.    • 1 •   il cambiare; scambio, permuta: il cambio della biancheria, di un vetro rotto; dare, ricevere in cambio  | rendere a qualcuno il cambio, contraccambiare (anche iron.) | cambio della guardia, sostituzione delle sentinelle al termine del turno di guardia; (fig.) sostituzione di chi abbia un incarico | dare il cambio a qualcuno, sostituirlo in un determinato servizio | cambio di vocale, di consonante, di sillaba, in enigmistica, gioco per cui, cambiando a una parola una vocale, una consonante o una sillaba, se ne ottiene un'altra di diverso significato | in cambio di, invece di    • 2 •   (comm.) prezzo di una moneta espresso in un'altra moneta: cambio fisso, flessibile, fluttuante; cambio a pronti (contanti), quotazione per regolazione immediata; cambio a termine, quotazione per esecuzione differita; cambio ufficiale, quotazione fissata da organismi autorizzati; cambio reale, cambio corretto in modo da tenere conto della differenza tra i tassi d'inflazione interno ed esterno; mercato dei cambi, insieme delle negoziazioni che hanno per oggetto le divise estere; tasso di cambio, numero di unità monetarie di uno stato necessarie per acquistare un'unità monetaria di un altro stato; cambio dei titoli, sostituzione di azioni od obbligazioni con titoli della stessa specie o di specie diversa; cambio alla pari, secondo il rapporto fra i valori nominali correnti    • 3 •   cambio (di velocità), (mecc.) dispositivo che serve a variare il rapporto di trasmissione del moto fra un organo conduttore e un organo condotto (p. e.  in un veicolo a motore il rapporto fra la velocità di rotazione dell'albero motore e quella delle ruote); anche, il comando di tale dispositivo: cambio a leva, a pedale; cambio a cloche, sul volante    • 4 •   (bot.) nelle piante gimnosperme e dicotiledoni che hanno più di un anno di vita, tessuto embrionale che si forma annualmente tra il legno e il libro e provoca l'ingrossamento del tronco e delle radici    • 5 •   (anat.) strato del periostio costituito da cellule capaci di formare nuovo tessuto osseo.
cambista   s.m.  (econ.) in un'organizzazione finanziaria, chi opera in valuta.
cambogiano   agg.  della cambogia  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della cambogia    • 2 •   lingua della famiglia austro-asiatica parlata in cambogia.
cambra   s.f.  grappa metallica a due punte con cui si tengono uniti elementi di costruzioni in legno.
cambretta   s.f.  chiodo ricurvo a forma di v, a due punte.
cambrì   s.m.  tela di cotone per biancheria, simile alla batista.
cambriano   agg.  e s.m.  (geol.) si dice del più antico periodo geologico dell'era paleozoica o primaria.
cambrico   agg.  e s.m.  [pl. -ci] (geol.) cambriano.
cambriglione   s.m.  nella scarpa, pezzo di cuoio resistente situato nell'interno del fiosso.
cambusa   s.f.  (mar.) deposito di viveri sulle navi.
cambusiere   s.m.  (mar.) custode e distributore dei viveri a bordo delle navi.
cameceraso   s.m.  pianta erbacea dai frutti a bacca di colore rossastro (fam.  caprifogliacee).
camedrio   s.m.  pianta erbacea con foglie ovali lucide e fiori di colore rosso o bianco (fam.  labiate).
camelia   s.f.  arbusto ornamentale sempreverde con fiori bianchi o rossi e foglie ovali lucide (fam.  teacee).
camelidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi ruminanti che comprende tra gli altri il cammello, il dromedario e la vigogna (ord.  artiodattili) | sing.  [-e] ogni animale di tale famiglia.
camelina   o camellina, s.f.  pianta erbacea con foglie lanceolate e fiori di colore bianco giallastro raccolti in grappolo (fam.  crucifere).
camello    ⇨ cammello.
camelopardo   s.m.  (ant.) giraffa.
camembert   s.m. invar.  formaggio di latte di vacca, grasso e a pasta morbida, di sapore forte, specialità dell'omonimo paese della francia.
camena   s.f.  (lett.) musa, ispirazione poetica.
cameo    ⇨ cammeo.
camepizio   s.m.  piccola pianta erbacea annua della famiglia delle labiate, con foglie tripartite e fiori gialli, comune in prati e terreni incolti e nota per le proprietà antiartritiche.
camera   (1) s.f.    • 1 •   qualsiasi ambiente di una casa o di un appartamento che non sia un locale di passaggio o di servizio: camera da letto, da pranzo; un appartamento di tre camere, cucina e bagno  | (assol.) stanza da letto: camera matrimoniale; la camera degli ospiti; far colazione in camera; un albergo di 40 camere; fare  (o rifare) le camere, rimetterle in ordine | camera ammobiliata, fornita di mobilio, spec. quella che si dà o si prende in affitto | veste da camera, vestaglia che si indossa in casa | valletto di camera, paggio | da camera, si dice di qualsiasi tipo di musica (eccettuata quella per organo) destinato a un complesso ridotto di esecutori; nel '600-700 si diceva di composizione strumentale o vocale profana, in contrapposizione a quelle dette da chiesa; orchestra, coro da camera, piccole formazioni specializzate in musica cameristica    • 2 •   locale destinato a un particolare uso: camera a gas, nei lager nazisti, ambiente chiuso per lo sterminio in massa dei prigionieri mediante gas venefici; negli stati uniti, cella per eseguire condanne a morte mediante gas venefici | camera operatoria, locale negli ospedali in cui si eseguono le operazioni chirurgiche | camera sterile, negli ospedali, ambiente asettico per il ricovero di pazienti le cui difese immunitarie sono insufficienti | camera ardente  o mortuaria, quella dove si espone la salma di un defunto | camera blindata, nelle banche, quella in cui vengono custoditi valori e preziosi | camera oscura, dove si sviluppano le negative fotografiche | camera di punizione, nelle caserme, specie di cella in cui i soldati scontano le punizioni | camera di sicurezza, nelle questure e nei posti di polizia, cella in cui viene rinchiusa temporaneamente, dopo l'arresto, una persona indiziata di reato. dim. cameretta, camerina, camerino  (m.) accr. camerona, camerone  (m.)    • 3 •   l'insieme dei mobili con cui si arreda una stanza da letto: una camera in acero bianco    • 4 •   assemblea che in uno stato a sistema rappresentativo costituisce l'organo o uno degli organi del potere legislativo: la camera dei deputati  (o assol. la camera); le camere, la camera dei deputati e il senato    • 5 •   istituzione che tutela determinate attività economiche e produttive: camera di commercio, industria e agricoltura, ente di diritto pubblico che coordina e promuove le attività in questi settori | camera del lavoro, organizzazione sindacale territoriale | camera di compensazione, istituto commerciale e bancario che pareggia tra loro i valori delle transazioni tra diversi paesi o diverse banche    • 6 •   (ant.) luogo dove affluivano e venivano amministrate le entrate dello stato; per estens., il fisco, l'erario | camera apostolica, uno degli uffici centrali della curia romana, cui è affidata l'amministrazione dei beni della santa sede    • 7 •   spazio chiuso opportunamente attrezzato in cui si attua un determinato processo fisico: camera di decompressione, ambiente a pressione variabile cui si ricorre per evitare o eliminare embolie dovute a un'emersione troppo rapida di palombari o nuotatori subacquei; camera di equilibrio, ambiente munito di chiusure ermetiche nel quale viene creata artificialmente una variazione graduale di pressione consentendo il passaggio tra due luoghi a pressione differente (presente spec. su sottomarini e astronavi)    • 8 •   organo, apparecchio cavo, cavità: camera di scoppio  (o di combustione), nella testa del cilindro del motore a scoppio, lo spazio in cui avviene la compressione e la combustione del carburante | camera a bolle, a nebbia, (fis.) apparecchiatura che consente lo studio del comportamento delle particelle attraverso le tracce da esse prodotte passando attraverso un liquido surriscaldato o un vapore soprasaturo | camera d'aria, intercapedine in cui vi è o circola aria; in partic., tubo di gomma all'interno di uno pneumatico che si riempie d'aria compressa.
camera   (2) s.f.  macchina da ripresa fotografica (fotocamera), cinematografica (cinepresa) o televisiva (telecamera).
camerale   agg.    • 1 •   di, relativo alla camera (dei deputati, di commercio, del lavoro e sim.): assemblea camerale  | imposta camerale, dovuta dagli iscritti alla camera di commercio    • 2 •   che si riferisce alla finanza pubblica: anno camerale, anno finanziario; beni camerali, demaniali | magistrato camerale, (ant.) la magistratura preposta alle finanze pubbliche.
cameralismo   s.m.  il complesso dei princìpi e delle prescrizioni che regolavano le finanze e l'amministrazione degli stati tedeschi e dell'austria nei secc. xvii-xviii.
cameraman   s.m. invar.  operatore di una telecamera o di una cinepresa.
camerario   s.m.    • 1 •   (st.) amministratore di beni dello stato, di enti pubblici o religiosi    • 2 •   nella corte pontificia, camerlengo.
camerata   (1) s.f.    • 1 •   grande stanza che funge da dormitorio in caserme, collegi, ospedali    • 2 •   l'insieme delle persone che dormono in una stessa camerata    • 3 •   (antiq.) circolo, sodalizio, spec. con intenti culturali: camerata musicale. 
camerata   (2) s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   compagno d'armi, di studio, di sodalizio e sim.    • 2 •   (st.) appellativo in uso tra gli appartenenti al partito fascista.
cameratesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da camerata; improntato a solidarietà e amicizia: spirito, gesto cameratesco  § cameratescamente avv. 
cameratismo   s.m.  amicizia e solidarietà che lega tra loro compagni d'armi, di studio ecc.
cameretta   s.f.    • 1 •   dim.  di camera    • 1 •    • 2 •   apertura permanente sul piano stradale che permette l'accesso agli impianti sotterranei dei servizi pubblici (gas, acqua ecc.).
cameriere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è addetto alla pulizia delle camere o serve a tavola nelle case private; persona di servizio, domestico    • 2 •   chi è addetto agli stessi servizi in alberghi o ristoranti: cameriere di sala, chi serve a tavola; cameriere al piano, chi riordina e pulisce le camere di un piano    • 3 •   titolo di dignitari presso le corti principesche o presso quella pontificia: cameriere d'onore. 
camerilla    ⇨ camarilla.
camerinista   s.f.  donna che aiuta gli attori nei camerini di teatri e studi televisivi.
camerino   s.m.    • 1 •   dim.  di camera    • 1 •    • 2 •   nei teatri, stanza in cui gli attori si truccano e si cambiano d'abito; anche, nell'ottocento, la biglietteria    • 3 •   nelle navi da guerra, alloggio per ufficiali e sottufficiali    • 4 •   (antiq.) per eufemismo, cesso.
camerista   s.f.    • 1 •   cameriera di corte o di famiglie signorili    • 2 •   (lett.) cameriera: gaie figure di decamerone, / le cameriste dan, senza tormento, / più sana voluttà che le padrone  (gozzano) | s.m.  [pl. -sti] camerario.
cameristico   agg.  [pl. m. -ci] da camera, di musica da camera: musica cameristica; complesso cameristico. 
camerlengo   ant. camarlengo, camarlingo, camerlingo, s.m.  [pl. - ghi] (eccl.)    • 1 •   titolo del cardinale preposto alla camera apostolica e che amministra la s. sede nel periodo che va dalla morte di un papa all'elezione del successivo    • 2 •   prelato che presiede le riunioni del clero.
camerotto   s.m.    • 1 •   sulle navi mercantili, marinaio addetto ai servizi di camera del capitano e degli ufficiali    • 2 •   stanzino, bugigattolo.
camice   s.m.    • 1 •   tunica di tela, spesso bianca, indossata per proteggere l'abito o per motivi igienici (p. e.  da personale sanitario, addetti a pubblici esercizi, addetti a laboratori, pittori ecc.) | camici bianchi, i medici, i ricercatori, i tecnici | camici verdi, i chirurghi    • 2 •   (lit.) veste bianca di lino o di canapa che il sacerdote, il diacono e il suddiacono indossano sopra la veste talare prima di rivestire i paramenti    • 3 •   un tempo, la veste che si metteva ai morti.
camiceria   s.f.  negozio in cui si vendono camicie; laboratorio o fabbrica di camicie.
camicetta   s.f.  indumento femminile con o senza maniche, di vario tessuto comunque sottile, che arriva fino alle anche e può essere portato dentro o fuori della gonna o dei calzoni: camicetta da sera, sportiva. 
camicia   s.f.  [pl. -cie]    • 1 •   indumento di tessuto generalmente leggero, abbottonato sul davanti, con colletto e maniche lunghe o corte, che ricopre la parte superiore del corpo: camicia da uomo, da donna; camicia di cotone, di seta, di flanella, di lana; stare in maniche di camicia, senza giacca | camicia da notte, tunica femminile di tessuto leggero, lunga anche fino ai piedi, che si indossa andando a letto | camicia di forza, specie di corpetto di tela robustissima, con maniche chiuse che impediscono il movimento delle braccia, usato per immobilizzare i pazzi furiosi; (fig.) coercizione, costrizione | camicia azzurra, bruna, nera, (st.) divisa degli appartenenti alle formazioni paramilitari, rispettivamente, franchiste, naziste e fasciste; per estens., l'appartenente stesso | camicia rossa, (st.) casacca portata dai volontari di g. garibaldi; per estens., garibaldino | camicia di maglia, specie di cotta di maglia di ferro indossata anticamente dai cavalieri | esser nato con la camicia, (fig.) esser molto fortunato | perdere anche la camicia, (fig.) perdere tutto | giocarsi anche la camicia, (fig.) perdere al gioco gli ultimi quattrini rimasti | dare, levarsi anche la camicia, (fig.) essere estremamente generoso | ridursi in camicia, (fig.) in miseria | sudare sette camicie, (fig.) faticare moltissimo | uova in camicia, (gastr.) uova bollite senza guscio in acqua acidulata con aceto. dim. camicina  accr. camiciona, camicione  (m.)    • 2 •   (mar.) camisaccio    • 3 •   rivestimento di caldaie, canne fumarie e sim.; parte interna del cilindro del motore a scoppio, entro cui scorre il pistone | camicia del cannone, tubo interno alla canna di un pezzo di artiglieria, che può essere sfilato e sostituito quando è logoro    • 4 •   (edil.) rivestimento fatto ai muri per combattere l'umidità    • 5 •   nel linguaggio burocratico o archivistico, cartella o fodera che custodisce documenti o carte.
camiciaio   s.m.  [f. -a] chi fa o vende camicie.
camicino   s.m.    • 1 •   indumento femminile di tela fine che un tempo copriva, sotto il vestito, le spalle e il petto    • 2 •   pettorina senza maniche che si portava sotto una giacca    • 3 •   indumento di tela fine per neonati.
camiciola   s.f.    • 1 •   indumento di flanella o di lana da portare sulla pelle; maglia    • 2 •   camicia estiva con collo aperto e maniche corte, di tessuto leggero    • 3 •   un tempo, corpetto di raso senza falde, che copriva il solo torace; anche, il farsetto che portavano i condannati alla galera.
camicione   s.m.  camicia larga che scende a coprire parte dei pantaloni o della gonna.
camiciotto   s.m.    • 1 •   corta blusa da lavoro, di tela o altro tessuto resistente; camice corto    • 2 •   camicia estiva da uomo o da donna, che si porta fuori dai calzoni o dalla gonna.
camilliano   o camillino, s.m.  appartenente all'ordine dei chierici regolari fondato a roma da san camillo de lellis (1550-1614) con il compito di assistere gli infermi.
caminata    ⇨ camminata 2.
caminetto   tosc. camminetto, s.m.    • 1 •   piccolo camino posto nell'interno di una stanza per riscaldarla: sedere attorno al caminetto    • 2 •   nell'alpinismo, fenditura verticale in una parete rocciosa, più stretta e meno lunga del camino.
caminiera   tosc. camminiera, s.f.    • 1 •   grande specchio ornamentale sovrastante il caminetto    • 2 •   la mensola che sporge sopra il caminetto    • 3 •   parafuoco di metallo collocato davanti al caminetto    • 4 •   (non com.) cassa o cesta per la legna che si tiene vicino al camino    • 5 •   (antiq.) fumaiolo delle navi a vapore; ciminiera.
camino   tosc. cammino, s.m.    • 1 •   costruzione all'interno di un ambiente, addossata a una parete o ricavata nel suo spessore, più o meno rialzata da terra e sovrastata da una cappa in comunicazione col tetto, su cui si accende il fuoco: accendere il camino  | pietra del camino, focolare    • 2 •   canna fumaria: il camino non tira    • 3 •   parte terminale di un condotto da cui escono i prodotti della combustione: il camino del tetto, della locomotiva  | fumare come un camino, (fig.) in continuazione    • 4 •   (geol.) condotto naturale attraverso cui fuoriescono i materiali di eruzione di un vulcano    • 5 •   nell'alpinismo, spaccatura verticale di notevoli dimensioni che incide una parete rocciosa: salita in camino. 
camion   s.m. invar.  autocarro. dim. camioncino. 
camionabile   agg.  e s.f.  autocamionale, camionale.
camionale   agg.  e s.f.  si dice di strada a grande traffico, spec. destinata al transito di autocarri e autotreni; autocamionale.
camioncino   s.m.  autocarro di piccola portata, con carrozzeria aperta a cassone.
camionetta   s.f.  piccolo autocarro veloce, spec. militare o della polizia, adibito al trasporto di persone e cose.
camionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] conducente di camion.
camionistico   agg.  [pl. m. -ci] di camion; di camionisti: traffico camionistico. 
camisaccio   s.m.  casacca corta da lavoro usata dai marinai della marina militare italiana.
camita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi appartiene alla razza camitica.
camitico   agg.  [pl. m. -ci] dei discendenti di cam, dei camiti | lingua camitica, quella parlata da alcune popolazioni dell'egitto e dell'etiopia | razza camitica, razza non negride stanziatasi nell'africa nordorientale  s.m.  lingua camitica.
camito-semitico  camito-semitico agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice della famiglia di lingue del gruppo camitico e semitico che presentano affinità strutturali per l'origine comune e i contatti reciproci.
camma   s.f.  (mecc.) organo meccanico caratterizzato da un profilo particolare che gli consente di trasformare un moto rotatorio uniforme in moto vario | albero a camme, serie di camme montate su uno stesso asse, impiegate nei motori a combustione interna per comandare il movimento delle valvole dei cilindri.
cammeista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) intagliatore di cammei.
cammellato   agg.  trasportato su cammelli: truppe cammellate. 
cammelliere   s.m.  conducente di cammelli.
cammello   ant. camello, s.m.    • 1 •   grosso mammifero ruminante dal folto pelame, con due gobbe adipose sul dorso, testa piccola, gambe lunghe; caratteristico delle zone desertiche e steppose dell'asia centrale e dell'africa settentrionale, viene usato come animale da soma e come cavalcatura (ord.  artiodattili)    • 2 •   tessuto di lana ottenuta originariamente dal pelo del cammello o del dromedario, poi con altri tipi di pelo morbido: cappotto, giacca di cammello  | usato anche come agg. invar.  : color cammello, color nocciola chiaro.
cammellotto   ant. cambellotto e ciambellotto, s.m.  tessuto fatto con pelo di cammello o di capra; anche, l'indumento confezionato con tale tessuto.
cammeo   rar. cameo, s.m.    • 1 •   pietra dura o frammento di conchiglia a strati di colore diverso, intagliata in modo da ricavarne una figura di colore diverso da quello del fondo | profilo da cammeo, di grande finezza e perfezione    • 2 •   ornamento fatto a foggia di cammeo.
camminamento   s.m.  (mil.) passaggio scavato nel terreno fra una trincea e l'altra.
camminare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   muoversi, spostarsi da un punto a un altro a piedi; per estens., passeggiare: camminare adagio, in fretta, di buon passo; camminare per due, in fila indiana; mi piace camminare, fare lunghe camminate; anche, andare di buon passo | cammina!, (fam.) muoviti, spicciati; anche, togliti d'intorno | cammina cammina, dopo lungo andare (loc. tipica delle narrazioni fiabesche) | camminare sulle uova, (fig.) con estrema cautela; per estens., agire con somma prudenza    • 2 •   (estens.) muoversi, avanzare, detto di veicoli, imbarcazioni; funzionare, detto di meccanismi, congegni: la pendola non cammina più; un'automobile che cammina, che va veloce    • 3 •   (ant.) viaggiare | riferito a truppe, marciare    • 4 •   (fig.) svolgersi, procedere; fare progressi, andare avanti: la cosa, il lavoro cammina; un ragionamento che cammina male, che non fila; camminare diritto, agire rettamente; le idee sono più forti degli uomini e camminano  (fogazzaro) | v. tr.  (ant. lett.) percorrere: il ciel che tu cammine  (dante par.  viii, 106).
camminata   (1) s.f.    • 1 •   il percorrere camminando un tratto di strada: fare una camminata.  dim. camminatina    • 2 •   modo di camminare, andatura: una camminata stanca, svelta. 
camminata   (2) o caminata, s.f.  (ant.) sala fornita di caminetto | corridoio, loggia.
camminatore   s.m.  [f. -trice] chi cammina molto senza stancarsi | (region.) fattorino.
camminatura   s.f.  (non com.) modo di camminare, andatura.
cammino   (1) s.m.    • 1 •   il camminare; viaggio: essere, mettersi in cammino; riprendere il cammino  | cammin facendo, continuando a camminare; durante il percorso    • 2 •   la strada che si percorre; il percorso: cammino lungo, breve; mezz'ora, un giorno di cammino  | cammino battuto, molto frequentato e, per estens., facile, sicuro (anche fig.) | cammino coperto, galleria militare, via d'accesso protetta | cammino di ronda, stretta terrazza sulla sommità di bastioni, fortezze o all'interno dei muri perimetrali, vigilata | aprirsi il cammino, farsi largo    • 3 •   (estens.) moto degli astri sulla volta celeste: il cammino del sole, della luna  | corso di un fiume: il cammino sinuoso del tevere  | rotta di un'imbarcazione: il battello ha invertito il suo cammino    • 4 •   (fig.) il corso della vita umana: nel mezzo del cammin di nostra vita  (dante inf.  i, 1)    • 5 •   (fig.) comportamento, condotta morale: essere, proseguire sul retto cammino    • 6 •   (fig.) progresso, sviluppo, avanzamento: il cammino della scienza, della civiltà, il progresso | far molto cammino, farsi strada, far carriera.
cammino   (2) e deriv.   ⇨ camino e deriv. 
cammuccà   o camuccà, cammoccà, camoccà, s.m.  sorta di antico e prezioso drappo orientale.
camo   s.m.  (ant.) museruola, morso | (fig.) freno morale.
camoccà    ⇨ cammuccà.
camola   s.f.  (region.) tignola, tarlo; anche, larva d'insetto.
camolato   agg.  (region.) rovinato dalle camole, tarlato.
camomilla   ant. camamilla, s.f.    • 1 •   pianta erbacea medicinale con fiori profumati raccolti in capolini, simili a margherite (fam.  composite)    • 2 •   l'infuso dei fiori di tale pianta, che ha azione calmante.
camomilliera   s.f.  recipiente nel quale si prepara l'infuso di camomilla.
camora   camorra    • 1 •    ⇨ gamurra.
camorra   (1)  ⇨ gamurra.
camorra   (2) s.f.    • 1 •   associazione segreta criminale sorta a napoli nei secc. xvi e xvii ma diffusasi soprattutto nell'ottocento; regolata da un primitivo codice d'onore (guapperia), agì inizialmente nelle case di pena, dove taglieggiava i detenuti; più tardi, con uno sviluppo parallelo a quello della mafia, ha preso via via il controllo del gioco clandestino, della prostituzione, del mercato alimentare, della speculazione edilizia, del contrabbando del tabacco e della droga    • 2 •   (estens.) gruppo di persone che opera per realizzare illeciti vantaggi personali e collettivi a danno del diritto di altri.
camorrismo   s.m.  comportamento, atteggiamento tipico della camorra, dei camorristi.
camorrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi appartiene alla camorra    • 2 •   (estens.) chi favorisce gli amici a scapito della giustizia; chi cerca di ottenere mediante favoritismi ciò che non gli è dovuto.
camorristico   agg.  [pl. m. -ci] proprio della camorra, da camorrista § camorristicamente avv. 
camosciare   v. tr.  [io camòscio  o camóscio ecc.] (non com.) scamosciare.
camosciatura   s.f.  (non com.) scamosciatura.
camoscio   s.m.    • 1 •   mammifero ruminante simile alla capra, con corna diritte uncinate in punta, fitto pelo bruno o grigio; è un abile arrampicatore che vive sulle alte montagne (ord.  artiodattili)    • 2 •   pelle del camoscio, resa morbida e vellutata da una concia particolare; è usata per guanti, scarpe, borsette e sim.
camozza   s.f.  (sett.) la femmina del camoscio.
campagna   s.f.    • 1 •   distesa di terreno fuori dell'abitato, coltivata o coltivabile, in genere pianeggiante e dall'ampio orizzonte: andare, stare, vivere in campagna; campagna incolta, rigogliosa; i prodotti della campagna, quelli agricoli | in aperta campagna, lontano dai centri abitati | battere, scorrere la campagna, (ant.) vivere di brigantaggio | andare in campagna, (fam.) andare in villeggiatura | piano di campagna, (edil.) livello del terreno al quale si riferisce il piano di un edificio o di una strada che si trovano al di sopra o al di sotto del terreno stesso    • 2 •   zona rurale, lontana dai centri urbani: gente, villaggio, osteria di campagna    • 3 •   periodo stagionale di attività agricola: la campagna delle olive    • 4 •   terreno aperto adatto alle manovre militari: artiglieria da campagna, che si può trasportare sul campo di battaglia    • 5 •   (estens.) durante una guerra, l'insieme delle operazioni strategiche svoltesi in un determinato periodo o in una determinata area geografica: le campagne di napoleone; le campagne d'africa  ' (fig.) attività intensa, ma breve, generalmente di più persone, volta a conseguire un particolare fine: campagna elettorale, pubblicitaria; campagna di scavi, di vendite  | campagna acquisti, trattative per il passaggio dei giocatori di calcio da una società a un'altra    • 6 •   (arald.) pezza onorevole che occupa il terzo inferiore dello scudo.
campagnola   ® s.f.  tipo di autovettura fuoristrada: una campagnola militare. 
campagnolo   lett. campagnuolo, agg.  di campagna; rurale, agreste: gente campagnola; abitudini campagnole   s.m.  [f. -a] chi vive in campagna; contadino.
campago    ⇨ compago.
campaio    ⇨ camparo.
campale   agg.  (mil.) di campo, da campo; che si svolge in campo aperto: battaglia campale  | fortificazione campale, non stabile | artiglieria campale, per uso in campo aperto | lavori campali, fortificazioni erette sul campo di battaglia dagli stessi soldati | giornata campale, (fig.) densa di impegni e di fatiche.
campamento   s.m.    • 1 •   (rar.) quanto occorre per vivere    • 2 •   (ant.) mezzo di salvezza.
campana   s.f.    • 1 •   strumento a forma di vaso rovesciato, solitamente di bronzo, che viene percosso da un battaglio appeso nell'interno o da un martello esterno: le campane del duomo; suonare le campane a stormo, a festa, a martello; suonare la campana a morto, a rintocchi lenti e cadenzati a distanza per annunciare un decesso | sordo come una campana, completamente sordo | sentire anche l'altra campana, tutte e due le campane, (fig.) ascoltare le ragioni di entrambi i contendenti prima di giudicare | a campana, a forma, a guisa di campana: gonna a campana, scampanata; cratere a campana, tipico vaso greco o etrusco a forma di campana rovesciata. dim. campanina, campanella  accr. campanona, campanone  (m.)    • 2 •   cupola di vetro o di altro materiale sotto la quale si proteggono cose alterabili o delicate | vivere, tenere sotto una campana (di vetro), (fig.) usare eccessivi riguardi e precauzioni per la propria o l'altrui salute    • 3 •   accessorio di vetro opaco o di lamiera che si pone sulle lampade per circoscrivere la luce    • 4 •   (arch.) la parte interna del capitello corinzio, attorno alla quale sono disposte le foglie di acanto e gli altri motivi ornamentali    • 5 •   (mus.) la parte terminale, svasata, di alcuni strumenti a fiato    • 6 •   campana pneumatica, cassone ad aria compressa, adottato negli impianti per fondazioni subacquee pneumatiche    • 7 •   campana di raccolta, contenitore a forma di campana per la raccolta differenziata di alcuni tipi di rifiuti solidi urbani (vetro, carta ecc.)    • 8 •   gioco di ragazzi, detto anche mondo  o settimana. 
campanaccio   s.m.    • 1 •   grosso campanello di lamiera stampata che si lega al collo degli animali al pascolo per facilitarne il reperimento    • 2 •   campana di terracotta per richiamare le api all'alveare.
campanaio    ⇨ campanaro.
campanario   agg.  della campana: torre campanaria, campanile | cella campanaria, la parte del campanile in cui si trovano le campane.
campanaro   tosc. campanaio, s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è addetto a sonare le campane    • 2 •   (ant.) fonditore di campane.
campanatura   s.f.    • 1 •   forma a campana: la campanatura di un fiore    • 2 •   (tecn.) inclinazione verso l'interno della parte inferiore delle ruote di un autoveicolo, predisposta per compensare la tendenza ad assumere un'inclinazione opposta durante la marcia; inclinazione in avanti delle pale delle eliche aeree in movimento.
campanella   s.f.    • 1 •   dim.  di campana    • 2 •   campanello: la campanella della scuola.  dim. campanellina    • 3 •   denominazione generica di vari oggetti a forma di anello (p. e.  anello da tenda, batacchio da portone, nasiera dei bovini, orecchino pendente)    • 4 •   (bot.) nome pop. del convolvolo.
campanello   (1) s.m.    • 1 •   piccolo strumento a forma di campana che si suona agitandolo per il manico o, se sospeso, tirando una fune: il campanello della messa.  dim. campanellino    • 2 •   campanello (elettrico), dispositivo elettromeccanico di segnalazione acustica: il campanello della porta  | campanello d'allarme, dispositivo che suona o si suona in caso di pericolo; (fig.) la prima avvisaglia di un fatto spiacevole    • 3 •   pl.  (mus.) strumento a tastiera che fa risuonare una serie di calotte metalliche variamente intonate.
campanello   (2) s.m.  taglio di carne bovina, del quarto posteriore.
campaniforme   agg.  a forma di campana.
campanile   s.m.    • 1 •   edificio a forma di torre, attiguo alla chiesa o anche sopra di questa, che porta sulla cima una loggia ove sono sospese le campane: campanile rotondo, quadrato; campanile romanico  | (tiro a) campanile, nel calcio e in altri giochi, tiro in verticale, detto anche a candela.  dim. campaniletto    • 2 •   amore di campanile, amore per la propria città o il proprio paese | lotte, questioni di campanile, dettate da campanilismo    • 3 •   vetta isolata di una montagna, con pareti a piombo e punta più o meno acuminata, tipica delle dolomiti e delle alpi orientali in genere.
campanilismo   s.m.  amore eccessivo (e spesso parziale, fazioso) per gli usi e le tradizioni del proprio paese o della propria città.
campanilista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi dà prova di campanilismo.
campanilistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dei campanilisti, dettato da campanilismo: lotte campanilistiche  § campanilisticamente avv. 
campanino   s.m.  tipo di marmo che si estrae a pietrasanta, in toscana.
campano   (1) agg.  della campania  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della campania    • 2 •   nome generico dei dialetti parlati in campania.
campano   (2) s.m.  (non com.) campanaccio.
campanone   s.m.    • 1 •   accr.  di campana  | in partic., la campana maggiore del campanile: il campanone del duomo    • 2 •   (mil.) antico mortaio con la bocca a campana.
campanula   s.f.  pianta erbacea con fiori violacei a forma di campana (fam.  campanulacee).
campanulacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni con corolla campanulata, a cui appartengono la campanula, il fiteuma ecc. | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
campanulato   agg.  a forma di campana: fiore campanulato, in botanica; capitello campanulato, in architettura.
campare   (1) v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   vivere (soprattutto con riferimento al modo di procurarsi i mezzi di sostentamento): campare del proprio lavoro, di rendita; campare alla meglio  ' tirare a campare, campare alla giornata, badare a vivere giorno per giorno, senza preoccuparsi del futuro    • 2 •   (ant.) scampare a un pericolo, a una malattia, alla morte | v. tr.    • 1 •   (ant.) salvare da un pericolo: campare il podestà dalle mani del popolo  (compagni)    • 2 •   (pop.) provvedere al sostentamento, mantenere: è lei a campare la famiglia. 
campare   (2) v. tr.  raffigurare in rilievo, mettere in risalto su uno sfondo: campare una figura nel marmo, nel bronzo, nel centro di un dipinto. 
camparo   o campaio, s.m.  (non com.) guardiano di campi; guardia campestre.
campata   s.f.  (edil.) spazio compreso tra i due appoggi di un arco, di una trave e sim.: le campate di un ponte. 
campatico   s.m.  [pl. -ci] (ant.)    • 1 •   reddito agrario    • 2 •   imposta su redditi agrari.
campato   part. pass.  di campare    • 2 •   agg.  nella loc. campato in aria, (fig.) privo di fondamento, di coerenza: progetti, disegni campati in aria. 
campeccio    ⇨ campeggio 2.
campeggiare   v. intr.  [io campéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   fare un campeggio, attendarsi all'aria aperta: campeggiare sulla riva del lago    • 2 •   risaltare, fare spicco (anche fig.): nella piazza campeggia il monumento a garibaldi; nel racconto campeggia la figura della madre    • 3 •   (ant.) essere accampato, porre il campo | v. tr.  (ant.)    • 1 •   assediare    • 2 •   campire.
campeggiatore   s.m.  [f. -trice] chi fa del campeggio; chi partecipa a un campeggio.
campeggio   (1) s.m.    • 1 •   sosta o soggiorno di turisti all'aperto, sotto tende o altri alloggi mobili: fare del campeggio    • 2 •   l'accampamento stesso e il luogo dove si campeggia; camping: un campeggio organizzato. 
campeggio   (2) o campeccio, s.m.  albero tropicale con corteccia bruno-rossastra e fiori gialli (fam.  leguminose); dal suo legno si estrae un colorante rosso.
campeggista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) campeggiatore.
camper   s.m. invar.  autocarro carrozzato a furgone e attrezzato in modo da essere abitabile, usato soprattutto per far le vacanze viaggiando.
campereccio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.) campestre | fosso campereccio, che raccoglie le acque di scolo dei campi.
campesino   s.m.  [pl. campesinos] contadino dell'america centro-meridionale.
campestre   agg.  dei campi, della campagna; agreste, campagnolo: vita campestre  | guardia campestre, addetta alla sorveglianza dei campi coltivati | corsa campestre, nel podismo, ciclismo e motociclismo, gara con percorso tracciato in campagna, su terreno per lo più accidentato.
campicchiare   v. intr.  [io campìcchio ecc. ; aus. essere] campare alla meglio; vivere stentatamente.
campidano   s.m.  in sardegna, zona pianeggiante.
campiello   s.m.  a venezia, piazzetta nella quale sboccano le calli.
campiere   o campiero, s.m.  in sicilia, guardia privata addetta alla sorveglianza di una tenuta agricola.
campigiana   s.f.  mattone di piccolo spessore per pavimentazioni, fabbricato a campi presso firenze.
camping   s.m. invar.  campeggio.
campionamento   s.m.  (stat.) procedimento per cui, da una totalità di elementi oggetto di studio, se ne seleziona ed esamina un certo numero che sia rappresentativo della totalità stessa (campioni), in modo che i risultati ottenuti siano generalizzabili.
campionare   v. tr.  [io campióno ecc.] selezionare, estrarre i campioni; eseguire un'operazione di campionamento.
campionario   s.m.  esposizione, raccolta ordinata di campioni di merci per farne mostra a fini commerciali: un vasto campionario di stoffe   agg.  di campioni di merci, di prodotti industriali: fiera, mostra campionaria. 
campionarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   nell'industria, spec. tessile, chi sceglie i campioni dei prodotti e prepara i campionari    • 2 •   chi illustra i campionari ai clienti.
campionato   s.m.  gara o insieme di gare sportive valevoli per l'assegnazione del titolo di campione a un atleta o a una squadra: campionato mondiale di ciclismo; campionato italiano di calcio. 
campionatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] persona addetta al campionamento    • 2 •   apparecchio per campionare merci.
campionatura   s.f.  campionamento.
campione   s.m.  [f. -essa, nei sign.    • 1 •   e 2]    • 1 •   nel medioevo, chi scendeva in campo a duellare in difesa di una causa altrui | (estens.) difensore di una nobile causa: campione della fede, della libertà    • 2 •   l'atleta, la squadra che eccelle in un'attività sportiva o che vince un torneo, un campionato: campione europeo di nuoto; campione assoluto, chi ha vinto un campionato nazionale che rappresenta quello della massima categoria nella specialità | (fig.) chi supera gli altri in qualcosa: un campione di diplomazia, di ipocrisia    • 3 •   piccola quantità di un prodotto, una sostanza e sim., prelevata per accertarne o dimostrarne le qualità: un campione di vino; prelevare, analizzare un campione; campione senza valore, saggio di merce di poco valore spedito per posta a tariffa ridotta | (estens.) esempio, esemplare: bel campione!, (iron.) per indicare persona o cosa di scarso valore. dim. campioncino    • 4 •   in statistica, parte di una totalità di elementi scelta in modo che sia rappresentativa della totalità stessa | metodo del campione, procedimento di indagine di un fenomeno generale, mediante la rilevazione dei dati di un numero ristretto di casi scelti con apposite tecniche    • 5 •   in metrologia, modello di riferimento delle unità di misura: il campione internazionale del metro    • 6 •   (ant.) libro di conti, registro (della dogana, del catasto ecc.); libro mastro | usato come agg.    • 1 •   che ha vinto un campionato, un torneo sportivo: squadra campione    • 2 •   che si riferisce a una parte rappresentativa di un tutto: indagine campione  | che costituisce un modello, un elemento rappresentativo di un tutto: esemplare campione. 
campionissimo   s.m.  nel linguaggio giornalistico, campione sportivo di gran lunga superiore agli altri della sua specialità.
campionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] campionarista.
campire   v. tr.  [io campisco, tu campisci ecc.] in pittura, preparare mediante una prima stesura omogenea di colore lo sfondo entro il quale collocare le figure o l'oggetto della rappresentazione.
campitura   s.f.  in pittura, l'azione e il risultato del campire; la zona, lo spazio di una composizione pittorica in cui è steso un dato colore: procedere per ampie campiture. 
campo   s.m.  [pl. ant. le campora]    • 1 •   spazio di terreno destinato alla coltivazione: campo arato, seminato; un campo di grano; un campo coltivato a patate  | spec. pl.  campagna: la vita dei campi.  dim. campicello, campetto    • 2 •   (estens.) qualsiasi spazio di terreno più o meno pianeggiante: un campo di neve  ' ricerca sul campo, realizzata nell'ambiente stesso in cui si verifica il fenomeno da studiare    • 3 •   luogo di combattimento o di esercitazioni militari: campo di battaglia, di manovre, di tiro; combattere in campo aperto  | campo di marte, campo marzio, nell'antica roma, luogo per gli esercizi militari; oggi, piazza d'armi | campo di battaglia, (fig.) luogo in cui regna la confusione, il disordine: quella stanza è un campo di battaglia  | mettere in campo, schierare in combattimento; (fig.) addurre, accampare: mettere in campo delle scuse  | cedere, lasciare il campo, ritirarsi (anche fig.) | venire, scendere in campo, venire a battaglia; (fig.) aprire una discussione, una polemica | rimanere padrone del campo, vincere (anche fig.) | scelta di campo, (fig.) presa di posizione | aver campo libero, (fig.) avere libertà d'azione | dare, avere campo di fare qualcosa, (fig.) darne o averne la possibilità, il tempo, la facoltà | prendere campo, (fig.) estendersi, prendere piede | perdere campo, (fig.) perdere terreno, vigore    • 4 •   (mil.) accampamento di soldati: campo fortificato, trincerato; mettere, muovere, levare il campo; fare il campo, prendere parte a esercitazioni militari | campo base, quello di cui gli alpinisti si servono come base logistica per le grandi ascensioni | da campo, si dice di attrezzature o servizi in uso negli accampamenti militari e, per estens., anche di oggetti che s'impiegano in campeggio: ospedale, cucina, fornello da campo    • 5 •   area o zona adibita a particolari attività o servizi: campo sportivo; campo da, di tennis; campo di lavoro; campo giochi, spazio urbano attrezzato per i giochi dei bambini | a tutto campo, nel linguaggio sportivo, si dice di tattica di gioco che spazia su tutto il campo, senza risparmio di energie da parte dei giocatori; (fig.) di ricerca, attività condotta a vastissimo raggio, senza limitazioni prestabilite: un'inchiesta a tutto campo    • 6 •   giacimento minerario: campo petrolifero    • 7 •   a venezia, piazza    • 8 •   in pittura e in scultura, lo sfondo, lo spazio entro il quale comporre gli elementi della rappresentazione    • 9 •   (arald.) area dello scudo sulla quale viene dipinta o disegnata l'arme    • 10 •   nelle monete, lo spazio tra la figura e la leggenda    • 11 •   (fig.) ambito; settore circoscritto: è un genio nel campo della matematica  | campo semantico, (ling.) insieme di parole di significato affine    • 12 •   (fis.) zona di spazio in ogni punto della quale è definita una certa grandezza fisica: campo magnetico, elettrico, gravitazionale  | campo visivo, tratto di orizzonte che si abbraccia con l'occhio immobile o con uno strumento ottico    • 13 •   (cine.) la parte della scena che entra nell'angolo di presa dell'obiettivo: campo lungo, medio, corto, a seconda della sua ampiezza    • 14 •   (mat.) anello per i cui elementi (escluso lo zero) è definita anche una struttura di gruppo abeliano moltiplicativo: campo dei numeri reali, razionali, complessi    • 15 •   in un data base informatico, ogni area, di dimensione predefinita dall'utente, in cui saranno registrate le singole informazioni che compongono il record (p. e., in un indirizzario, il cognome, il nome, la via ecc. costituiscono ciascuno un campo).
campobassano   agg.  di campobasso  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di campobasso.
camporella   s.f.  (sett.) piccolo prato, campicello | andare in camporella, (scherz.) appartarsi in campagna per far l'amore.
campos   s.m. pl.  le savane dell'america meridionale, a sud del bacino del rio delle amazzoni.
camposanto   o campo santo, s.m.  [pl. campisanti  o camposanti] terreno consacrato, cinto da mura, dove si seppelliscono i morti; cimitero | andare al camposanto, (fig.) morire.
campus   s.m. invar.  negli stati uniti, il complesso degli edifici e delle aree che costituiscono un'università l'università stessa.
camuccà    ⇨ cammuccà.
camuffamento   s.m.  il camuffare, il camuffarsi; travestimento.
camuffare   v. tr.  travestire, mascherare (anche fig.): camuffare le proprie intenzioni  | camuffarsi v. rifl.  travestirsi, mascherarsi (anche fig.): camuffarsi da pierrot, da benefattore. 
camuno   agg.  della valcamonica; anche, dell'antica popolazione che abitava l'attuale valcamonica: reperto camuno; rosa camuna, quella adottata come emblema della regione lombardia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della valcamonica; anche, appartenente all'antico popolo che abitava la valcamonica.
camurra    ⇨ gamurra.
camuso   agg.  si dice di naso schiacciato e, per estens., di persona che ha un naso siffatto.
can    ⇨ khan.
canadese   agg.  del canada | (canoa) canadese, imbarcazione usata nelle gare di canottaggio | (tenda) canadese, tenda da campeggio a pianta rettangolare e a sezione triangolare  s.m.  e f.  chi è nato o abita in canada | s.f.  (region.) bottiglia di birra da mezzo litro.
canaglia   s.f.    • 1 •   individuo malvagio | (scherz.) persona astuta, birbante    • 2 •   (lett.) gente spregevole, marmaglia: bisognava veder che canaglia, che facce  (manzoni p. s.  xvi).
canagliata   s.f.  azione da canaglia.
canagliesco   agg.  [pl. m. -schi] da canaglia: comportamento canagliesco  § canagliescamente avv. 
canagliume   s.m.  (non com.) insieme di canaglie.
canaio   s.m.    • 1 •   (fam.) confusione, schiamazzo    • 2 •   chi alleva o vende cani.
canaiolo   s.m.  vitigno toscano di collina la cui uva (detta appunto canaiola) si impiega assieme ad altre nella produzione del chianti.
canale   s.m.    • 1 •   corso d'acqua artificiale, costruito per l'irrigazione, la navigazione, la bonifica di paludi ecc.: canale di derivazione, che deriva l'acqua da un lago o da un fiume; canale di comunicazione, tra due fiumi o due laghi; canale di scolo, per il prosciugamento dei terreni. dim. canalino, canaletto, canaletta  (f.) accr. canalone    • 2 •   braccio di mare, più ampio di uno stretto, compreso fra due terre emerse: canale di sicilia, della manica    • 3 •   solco profondo scavato per erosione in pendii rocciosi    • 4 •   tubazione, conduttura o qualsiasi altro apparato di scorrimento di un liquido    • 5 •   (anat.) condotto entro cui può passare un nervo, un'arteria, un liquido ecc.: canale midollare; canali semicircolari, elementi del labirinto dell'orecchio interno    • 6 •   nella teoria della comunicazione e in elettronica, ogni mezzo in grado di trasportare un'informazione    • 7 •   (telecom.) gamma di frequenze su cui avviene una comunicazione telefonica, telegrafica o radio-televisiva | in partic., banda di frequenze riservata a ciascuna emittente televisiva o radiofonica; per estens., termine con cui si designa comunemente l'emittente stessa: primo, secondo, terzo canale; canale pubblico, privato    • 8 •   (fig.) via, tramite: canale diplomatico; canale di distribuzione, per la diffusione di un prodotto sul mercato.
canalicolo   s.m.  (scient.) piccolo canale nei tessuti animali o vegetali.
canalizzare   v. tr.    • 1 •   scavare canali per il prosciugamento o l'irrigazione dei terreni, per la navigazione o altri scopi    • 2 •   incanalare: canalizzare le acque  | (fig.) indirizzare, convogliare in una certa direzione: canalizzare il traffico. 
canalizzazione   s.f.  il canalizzare, l'essere canalizzato: la canalizzazione di una zona paludosa  | (estens.) rete di distribuzione dell'acqua, del gas, dell'energia elettrica ecc.
canalone   s.m.    • 1 •   accr.  di canale    • 2 •   ampio solco di origine erosiva sul fianco di una montagna o tra due pareti rocciose.
cananaico   s.m.  [solo sing.] sottogruppo linguistico che, con l'aramaico, costituisce il gruppo nordoccidentale delle lingue semitiche.
cananeo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi appartiene a un antico popolo stanziatosi nella terra di canaan, antico nome della costa siro-palestinese | lingua cananea  (o cananeo), distinta in vari dialetti, tra cui l'ebraico, il fenicio e il moabita.
canapa   s.f.    • 1 •   pianta erbacea con foglie palmate e ruvide, dal cui fusto si trae una fibra tessile (fam.  cannabacee) | canapa indiana, varietà di tale pianta da cui si ricava la droga nota con i nomi di hashish  e marijuana    • 2 •   la fibra ricavata dalla pianta e il tessuto che se ne ottiene, usato per fabbricare sacchi, teli, indumenti ecc.: canovaccio, stuoia di canapa. 
canapaccio   s.m.  la pianta femminile della canapa; canapone.
canapaia   s.f.  terreno coltivato a canapa.
canapaio   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi lavora o vende canapa    • 2 •   canapaia.
canapè   s.m.    • 1 •   sedile imbottito a più posti, con braccioli e spalliera    • 2 •   fettina di pane guarnita.
canapeto   s.m.  terreno coltivato a canapa.
canapicolo   agg.  che concerne la coltivazione della canapa: produzione canapicola. 
canapicoltore   s.m.  coltivatore di canapa.
canapicoltura   s.f.  coltivazione della canapa.
canapiero   agg.  che concerne la lavorazione della canapa: industria canapiera. 
canapificio   s.m.  stabilimento in cui si lavora la canapa.
canapiglia   s.f.  varietà di anatra selvatica di colore bruno con una striscia marrone chiaro sull'ala e becco grigio (ord.  anseriformi).
canapina   s.f.  tessuto greggio usato dai sarti a rinforzo del davanti delle giacche.
canapino   (1) agg.    • 1 •   di canapa: tela canapina    • 2 •   che ha il colore della canapa  s.m.  [f. -a] chi lavora la canapa.
canapino   (2) s.m.  (zool.) genere di piccoli uccelli dal piumaggio verde-grigiastro superiormente e bianco-giallognolo inferiormente (ord.  passeriformi).
canapo   s.m.  grossa fune di canapa, formata da funi più sottili attorcigliate insieme.
canapone   s.m.    • 1 •   canapaccio    • 2 •   tipo di canapa grezza usata per fabbricare funi.
canapuccia   s.f.  [pl. -ce] il frutto della canapa che si dà come cibo agli uccelli in gabbia.
canapule   meno com. canapulo, s.m.  ciò che resta del fusto della canapa dopo l'estrazione della fibra tessile; arde molto facilmente, per cui è usato come combustibile.
canard   agg.  e s.m. invar.  si dice di aeroplano o di missile in cui lo stabilizzatore ed eventualmente gli impennaggi laterali sono disposti anteriormente rispetto al baricentro  s.m. invar.  notizia giornalistica infondata che si pubblica in seguito a errate informazioni oppure per saggiare le reazioni del pubblico.
canaricoltura   s.f.  allevamento di canarini.
canarino   region. canerino, s.m.    • 1 •   uccellino canoro con piumaggio verde variegato di grigio e giallo; la varietà con piumaggio giallo è una mutazione ottenuta dall'allevamento in gabbia (ord.  passeriformi) | mangiare come un canarino, (fig.) pochissimo    • 2 •   (gerg.) chi dice ciò che sa, o confessa quando è interrogato dalla polizia | in funzione di agg.  indica un colore giallo chiaro simile a quello di alcune razze di canarini.
canario   s.m.  (region.) canarino.
canasta   s.f.  gioco di carte di origine sudamericana, affine al ramino; si gioca con    • 2 •   o più mazzi di 52 carte.
canato   o khanato, s.m.  la giurisdizione di un khan e la regione a lui sottoposta.
canavaccio    ⇨ canovaccio.
cancan   (1) s.m. invar.  danza vivace a tempo binario in voga nei varietà francesi nella seconda metà dell'ottocento e ai primi del novecento.
cancan   (2) s.m. invar.  baccano, chiasso, confusione: fare un gran cancan. 
cancellabile   agg.  che si può cancellare.
cancellamento   s.m.  (non com.) cancellazione.
cancellare   v. tr.  [io cancèllo ecc.]    • 1 •   eliminare le parole di uno scritto facendole sparire con la gomma, il cancellino o altro; anche, renderle illeggibili facendovi sopra tratti di penna: cancellare un errore, una frase  | cancellare una pagina, la lavagna, cancellare ciò che vi è scritto | cancellare (dalla memoria, dalla mente ecc.), (fig.) dimenticare: cancellare un ricordo, un'offesa    • 2 •   (estens.) annullare; depennare: cancellare alcuni nomi da un elenco    • 3 •   (fig.) estinguere: cancellare un debito  | disdire: cancellare un appuntamento    • 4 •   eliminare dati registrati su un supporto magnetico: cancellare un file dalla memoria di un computer; cancellare un nastro registrato    • 5 •   (ant.) chiudere con un cancello | cancellarsi v. rifl.  scomparire, scolorire, impallidire (anche fig.): un ricordo che non si cancellerà mai. 
cancellata   s.f.  struttura per recintare un'area o chiudere un passaggio, formata da una serie di elementi verticali di legno, di ferro battuto o di altro materiale, fra loro collegati e disposti in modo da costituire una chiusura continua: la cancellata del parco. 
cancellatura   s.f.  segno fatto per cancellare o lasciato cancellando: una pagina con molte cancellature. 
cancellazione   s.f.    • 1 •   il cancellare, l'essere cancellato: la cancellazione di un nome da una lista    • 2 •   (fig.) estinzione, annullamento: cancellazione di un'ipoteca. 
cancelleresco   agg.  [pl. m. -schi] della cancelleria; da cancelliere: stile cancelleresco, formalistico, burocratico | (scrittura) cancelleresca, (paleogr.) scrittura tipica delle antiche cancellerie, ricca di elementi decorativi per conferire ai documenti solennità e renderne difficile la contraffazione.
cancelleria   s.f.    • 1 •   la carica e l'ufficio di cancelliere; l'edificio in cui tale ufficio ha sede: cancelleria giudiziaria    • 2 •   nel medioevo e nel rinascimento, l'ufficio pubblico che aveva il compito di redigere e rilasciare documenti di stato: la cancelleria sveva  | cancelleria apostolica, ancora oggi, ufficio della curia romana che prepara e spedisce gli atti promulgati dal pontefice    • 3 •   in germania e in austria, l'ufficio del primo ministro    • 4 •   l'insieme di quanto serve per scrivere: oggetti di cancelleria, penne, matite, carta, gomme ecc.
cancellierato   s.m.  il grado di cancelliere; il periodo in cui il cancelliere rimane in carica.
cancelliere   s.m.    • 1 •   funzionario addetto alla redazione, alla registrazione o all'autenticazione delle scritture pubbliche; nell'amministrazione della giustizia, ausiliare del giudice che ha il compito di documentarne le operazioni, di iscrivere le cause a ruolo, di rilasciare le copie degli atti giudiziari ecc.: cancelliere del tribunale    • 2 •   negli stati medievali e rinascimentali, funzionario posto a capo di una cancelleria | cancelliere apostolico, il cardinale preposto alla cancelleria apostolica    • 3 •   in germania e in austria, primo ministro | cancelliere dello scacchiere, nel regno unito, il ministro delle finanze.
cancellino   s.m.  cuscinetto di tessuto imbottito o disco di cimosa arrotolata che si usa per cancellare gli scritti sulla lavagna.
cancello   s.m.    • 1 •   chiusura a uno o due battenti costituita generalmente da barre verticali di ferro battuto o di legno unite tra loro da traverse: aprire, chiudere il cancello.  dim. cancellino, cancelletto  accr. cancellone    • 2 •   (estens.) passaggio obbligato in un casello autostradale    • 3 •   nell'equitazione, ostacolo a forma di cancello.
cancerigno   agg.  (med.) che è proprio di un carcinoma, che costituisce una formazione cancerosa: tessuto cancerigno; cellule cancerigne. 
cancerizzarsi   v. rifl.  (med.) detto di un tessuto o di una parte del corpo, diventare canceroso.
cancerizzazione   s.f.  (med.) il cancerizzarsi; processo tumorale.
cancerogeno   agg.  (med.) che determina o favorisce l'insorgere di un carcinoma e, per estens., di un qualsiasi tumore maligno: sostanze cancerogene  | usato anche come s.m.  : il tabacco è un cancerogeno. 
cancerologia   s.f.  (med.) oncologia.
cancerologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di cancerologia; oncologo.
canceroso   agg.  (med.) di carcinoma, che ha natura di carcinoma e, per estens., di tumore maligno: cellule cancerose   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è malato di cancro.
canchero   s.m.  (ant. , pop.)    • 1 •   cancro; per estens., acciacco, malanno in genere | canchero!, ti venga un canchero!, imprecazioni che esprimono rabbia, dispetto    • 2 •   (fig.) persona o cosa molesta; idea fissa.
cancheroso   agg.  (ant. , pop.)    • 1 •   canceroso    • 2 •   (fig.) molesto, noioso.
cancrena   meno com. gangrena, ant. cangrena, s.f.    • 1 •   (med.) processo morboso caratterizzato da disfacimento dei tessuti per disseccamento o putrefazione, in seguito a infezioni, traumi ecc.: andare in cancrena  | (bot.) degenerazione dei tessuti di una pianta, causata da malattie batteriche o micotiche    • 2 •   (fig.) vizio, corruzione, male insanabile.
cancrenare   meno com. gangrenare, v. tr.  [io cancrèno ecc.] (non com.)    • 1 •   produrre cancrena    • 2 •   (fig.) rovinare, guastare | v. intr.  [aus. essere], cancrenarsi v. rifl.  (non com.)    • 1 •   incancrenire, andare in cancrena    • 2 •   (fig.) guastarsi moralmente, corrompersi.
cancrenoso   meno com. gangrenoso, agg.  (med.) di cancrena, che ha natura o aspetto di cancrena: piaga cancrenosa   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da cancrena.
cancro   (1) s.m.    • 1 •   (ant.) granchio    • 2 •   cancro, (astr.) costellazione e segno dello zodiaco in cui il sole passa tra il 22 giugno e il 22 luglio; per estens., chi è nato sotto tale segno | tropico del cancro, (geog.) quello dell'emisfero boreale.
cancro   (2) s.m.    • 1 •   (med.) carcinoma | nel linguaggio comune, qualsiasi tumore maligno    • 2 •   (bot.) malattia delle piante causata da infezioni batteriche o micotiche, la cui via di penetrazione è costituita da ferite preesistenti; si manifesta con abnormi proliferazioni cellulari    • 3 •   (fig.) male, vizio insanabile: la droga è un cancro difficile da estirpare  | idea fissa, tormento assillante: il cancro del sospetto, della gelosia. 
candeggiante   part. pres.  di candeggiare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  sostanza usata per imbiancare fibre tessili o altro.
candeggiare   v. tr.  [io candéggio ecc.] fare il candeggio.
candeggiatore   s.m.  [f. -trice] nell'industria tessile, chi è addetto alle operazioni di candeggio.
candeggina   s.f.  (region.) soluzione di ipocloriti alcalini usata per detergere e candeggiare i tessuti; varechina.
candeggio   s.m.  operazione a cui vengono sottoposte le fibre tessili per eliminarne la colorazione naturale e dar loro un colore bianco; anche, l'operazione domestica dell'imbiancare la biancheria con sostanze candeggianti o con l'esposizione al sole.
candela   s.f.    • 1 •   cilindro di stearina, cera o paraffina, con l'asse costituito da un cordoncino di cotone o di lino (stoppino o lucignolo), che si accende per fare luce: accendere, spegnere la candela; a lume di candela  ' candela vergine, intera, non usata | accendere una candela a un santo, pratica rituale per chiedere una grazia o per grazia ricevuta; accendere una candela a qualcuno, (fig.) per dire che gli si è molto grati | tenere la candela, (fig.) essere costretto ad assistere alle effusioni amorose altrui | essere, diventare una candela, (fig.) magro, allampanato | struggersi come una candela, (fig.) consumarsi (per una malattia, un dispiacere e sim.) | avere la candela al naso, (scherz.) avere il moccio | non valere la candela, (fig.) si dice di azione o impegno sproporzionati rispetto all'obiettivo da conseguire: il gioco non vale la candela.  dim. candelina, candeletta, candeluccia  accr. candelona, candelone  (m.), candelotto  (m.)    • 2 •   (fis.) unità di misura nel sistema internazionale, definita in termini di energia emessa da una sorgente luminosa di determinata frequenza (simbolo cd): una lampadina da sessanta candele    • 3 •   candela (di accensione), nei motori a combustione interna ad accensione comandata, dispositivo che produce l'arco elettrico (scintilla) che innesca la combustione della miscela    • 4 •   (sport) si dice di movimenti o figure che ricordano la forma della candela | in ginnastica, posizione che consiste nell'appoggiarsi a terra con il collo e la parte alta delle spalle, tenendo il resto del corpo teso con i piedi verso l'alto | (discesa a) candela, (aer.) discesa di un aereo in assetto verticale | (tiro a) candela, nel calcio e in altri giochi, lancio della palla in traiettoria verticale; tiro a campanile    • 5 •   candela filtrante, (biol.) cilindro cavo in materiale poroso per separare i batteri e gli altri microrganismi da una soluzione.
candelabra   s.f.  motivo ornamentale che riprende la forma del candelabro, usato nell'arte classica e in quella rinascimentale.
candelabro   s.m.  candeliere grande, a due o più bracci, per lo più artisticamente decorato: un candelabro d'argento. 
candelaggio   s.m.  (elettr.) misura dell'intensità luminosa di una lampada, espressa in candele.
candelaio   s.m.    • 1 •   [f. -a] (non com.) chi fabbrica o vende candele    • 2 •   (ant.) candeliere.
candeletta   s.f.    • 1 •   dim.  di candela    • 2 •   preparato farmaceutico a forma di cilindro sottile per la terapia locale di canali fisiologici: candeletta vaginale, uretrale    • 3 •   piccolo fuoco d'artificio montato su un filo metallico.
candeliera   s.f.  lo stesso che candelabra. 
candeliere   antiq. o tosc. candelliere, s.m.    • 1 •   oggetto di metallo, di legno o di altro materiale che serve a sostenere una o più candele: un candeliere di ottone, di ceramica  | reggere il candeliere, (fig.) assistere a qualche fatto senza prendervi parte    • 2 •   (mar.) asta di ferro verticale sulla coperta delle navi, per sostenere catenelle e cavetti in funzione di parapetto.
candelo   s.m.  (ant.) candela.
candelora   s.f.  (relig.) festa della purificazione della madonna, che cade il    • 2 •   febbraio, così detta perché in tale ricorrenza si benedicono le candele | prov.  : candelora, dall'inverno siamo fora. 
candelotto   s.m.    • 1 •   accr.  di candela    • 2 •   (estens.) denominazione di oggetti cilindrici cavi, contenenti sostanze fumogene, lacrimogene o esplosive: candelotto di dinamite    • 3 •   tipo di pasta alimentare simile ai cannelloni.
candente   agg.  (lett.) d'un bianco lucente, luminoso: ghiacciai candenti  (carducci).
candidare   v. tr.  [io càndido ecc.] proporre come candidato a una carica | candidarsi v. rifl.  presentarsi come candidato: candidarsi al, per il parlamento. 
candidato   part. pass.  di candidare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi aspira all'assegnazione di una carica politica o amministrativa, per lo più elettiva: essere, presentarsi candidato alle elezioni    • 2 •   chi si presenta a sostenere una prova d'esame, un concorso: candidato all'esame di maturità, a un posto di impiegato. 
candidatura   s.f.  l'essere candidato; la dichiarazione di aspirare a una carica pubblica o privata, per lo più elettiva: presentare, accettare, rifiutare una candidatura. 
candid camera   loc. sost. f. invar.  ripresa televisiva o cinematografica realizzata all'insaputa delle persone che ne sono oggetto, mediante una telecamera nascosta.
candidezza   s.f.  (non com.)    • 1 •   qualità di ciò che è candido; candore: la candidezza del giglio    • 2 •   (fig.) purezza.
candido   agg.    • 1 •   di un bianco immacolato e splendente: una tovaglia candida; un candido manto di neve    • 2 •   (fig.) innocente, puro; per estens., ingenuo, semplice: un cuore candido; un'anima candida  § candidamente avv.  con semplicità d'animo; con ingenua schiettezza.
candire   (1) v. tr.  [io candisco, tu candisci ecc.] far bollire lentamente una sostanza vegetale in uno sciroppo zuccherino, fino a che la concentrazione di zucchero sia sufficiente a garantirne la conservazione: candire la frutta. 
candire   (2) v. tr.  [io candisco, tu candisci ecc.] (ant. , lett.) imbiancare.
candito   part. pass.  di candire    • 1 •   agg.  e s.m.  si dice di frutta o altro prodotto sottoposto a canditura.
canditore   s.m.  apparecchio per eseguire la canditura.
canditura   s.f.  operazione del candire.

candore   s.m.    • 1 •   l'essere candido; bianchezza lucente, luminosa: il candore delle nevi, dei gigli    • 2 •   (fig.) innocenza, purezza; per estens., ingenuità, semplicità: il candore dei bambini; un candore commovente, disarmante. 
cane   (1) s.m.  [f. cagna]    • 1 •   mammifero domestico dei canidi, intelligente e fedele, con corpo di varia grandezza secondo la razza, testa allungata, muso per lo più aguzzo, dentatura robusta, canini sporgenti, olfatto assai sviluppato (ord.  carnivori): cane da caccia, da guardia, da difesa, (da) pastore, da tartufi; cane da slitta, per ciechi; cane lupo, pastore tedesco | cane poliziotto, addestrato per operazioni di polizia | cane sciolto, (fig.) persona che in politica opera al di fuori di qualsiasi organizzazione | non esserci un cane, (fig.) nessuno | lavoro (fatto) da cane, da cani, fatto male e con trascuratezza | vita da cani, dura, disagiata | mangiare da cani, malissimo | trattare qualcuno come un cane, brutalmente | andarsene come un cane bastonato, avvilito, scornato | solo come un cane, abbandonato da tutti | seguire qualcuno come un cane, fedelmente, dappertutto | essere come cane e gatto, detestarsi, non andare d'accordo | cercare di raddrizzare le gambe ai cani, (fig.) pretendere di fare cose impossibili | essere fortunato come un cane in chiesa, sfortunatissimo | prov.  : cane non mangia cane, i malvagi e i potenti non si danneggiano l'un l'altro; can che abbaia non morde, chi fa troppe minacce verbali, di rado è veramente pericoloso; non svegliare il can che dorme, non provocare l'ira di chi se ne sta tranquillo. dim. cagnetto, cagnolino  accr. cagnone  pegg. cagnaccio    • 2 •   persona crudele, furiosa, oppure incapace nel proprio lavoro: quel cane me la pagherà!; il tenore era un cane  | come appellativo ingiurioso rivolto un tempo dai cristiani a ebrei e musulmani, infedele: el sepolcro di cristo è in man de' cani  (petrarca trionfo della fama) | usato in ingiurie o imprecazioni: figlio d'un cane!    • 3 •   nelle antiche armi da fuoco portatili, congegno che recava la pietra focaia; in quelle moderne, martelletto d'acciaio che, spinto da una molla, percuote la capsula o il percussore quando si preme il grilletto, innescando la carica di lancio    • 4 •   nel banco da falegname, dispositivo d'arresto del pezzo in lavorazione, a forma di piastra dentata sporgente da un gambo forzato in un foro quadrato; granchio    • 5 •   (astr.) nome di alcune costellazioni che richiamano la figura di un cane: cane  (maggiore), cane minore, costellazioni equatoriali; cani da caccia, costellazione boreale | in funzione di agg. invar.  ha valore negativo o rafforzativo: mondo cane!; un tempo cane; un freddo cane. 
cane   (2)  ⇨ khan.
canea   s.f.    • 1 •   (lett.) l'abbaiare della muta di cani che insegue la selvaggina; per estens., la muta stessa: come ansante canea che, preso il cervo, / i visceri ne aspetta  (carducci)    • 2 •   (estens.) schiamazzo di persone | (fig.) il clamore di critiche aspre e malevole: la canea dei giornali. 
canederlo   s.m.  grosso gnocco, fatto di mollica di pane, latte, uova, fegato, speck, che viene cotto nel brodo; è una specialità della cucina altoatesina e trentina.
canefora   s.f.    • 1 •   nell'antica grecia, fanciulla ateniese che durante le processioni portava in capo un canestro contenente oggetti rituali    • 2 •   (arch.) elemento di sostegno e di decorazione costituito da una statua di donna con un canestro sul capo, usato per sorreggere architravi o cornici a guisa di colonna; cariatide.
canerino    ⇨ canarino.
canestra   s.f.  grande paniere, per lo più di vimini, a sponde basse, con o senza manici; per estens., il suo contenuto: una canestra di frutta. 
canestraio   s.m.  [f. -a] chi fa o vende canestri, panieri e altri oggetti di vimini.
canestrata   s.f.  quanto è contenuto in un canestro: una canestrata di funghi. 
canestrello   s.m.  (mar.)    • 1 •   anello formato con un pezzo di cavo, senza nodi    • 2 •   anello di legno o metallo, fissato sul bordo di inferitura delle vele triangolari    • 3 •   piccolo dolce di forma rotonda.
canestro   (1) s.m.    • 1 •   paniere di vimini con un solo manico ad arco sulla sua bocca, di solito senza coperchio; per estens., il contenuto di tale paniere: un canestro di verdura, di fiori, di frutta.  dim. canestrello, canestrino, canestruccio  accr. canestrone    • 2 •   nella pallacanestro, reticella a forma di cesto senza fondo, attraverso la quale si deve far passare la palla per segnare punti; anche, i punti così segnati: tirare a canestro; fare canestro; realizzare un canestro. 
canestro   (2) s.m.  piccolo bidone da benzina o kerosene.
caneva    ⇨ canova.
canevaccio    ⇨ canovaccio.
canevaro    ⇨ canovaio.
canfora   s.f.  (chim.)    • 1 •   chetone terpenico che si presenta come sostanza solida bianca, odorosa, volatile, infiammabile, ricavata dal canforo o preparata sinteticamente; è usata come eccitante del sistema nervoso centrale e stimolante del cuore in medicina, come plastificante nella preparazione della celluloide e di esplosivi, e come antitarmico    • 2 •   qualsiasi composto terpenico ossigenato: canfora di timo, timolo; canfora di patchouli, alcol di patchouli; canfora di matricaria, quella contenuta nell'essenza di matricaria e di altre piante.
canforato   agg.  (chim.) che contiene canfora: olio canforato, soluzione di canfora in olio d'oliva o di mandorle usata come linimento antireumatico  s.m.  estere o sale dell'acido canforico.
canforico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) che deriva dalla canfora o la contiene: acido canforico. 
canforo   s.m.  albero del genere cinnamomo, con foglie coriacee sempreverdi, fiori piccoli e drupe simili a quelle dell'alloro; se ne estrae la canfora (fam.  lauracee).
canga   s.f.  antico strumento di tortura orientale consistente in una larga tavola quadrata che, fissata al collo del condannato, gli impediva di nutrirsi o di riposare.
cangiabile   agg.  (lett.) che cambia facilmente, che si può mutare.
cangiamento   s.m.  (lett.) cambiamento, mutamento.
cangiante   part. pres.  di cangiare   agg.    • 1 •   che cambia colore col mutare della direzione dei raggi luminosi: tessuto cangiante    • 2 •   (fig. lett.) variabile, mutevole: preferivo star fuori delle sempre cangianti occasioni del mondo  (calvino).
cangiare   v. tr.  e intr.  [io càngio ecc. ; aus. dell'intr. avere  e essere] (lett.) cambiare, mutare | cangiarsi v. rifl.  mutarsi, trasformarsi.
cangrena    ⇨ cancrena.
canguro   s.m.  mammifero marsupiale australiano appartenente a diverse specie, alcune di grandi dimensioni, con testa piccola, coda e zampe posteriori lunghe, robuste e atte al salto; la femmina ha sul ventre un'ampia borsa (marsupio) nella quale porta i piccoli durante l'allattamento.
caniccio    ⇨ canniccio.
canicola   s.f.  il periodo più caldo dell'anno, che cade, nelle nostre zone, tra la fine di luglio e la fine di agosto; il calore intenso e soffocante della piena estate: lavorare sotto la canicola. 
canicolare   lett. caniculare, agg.  di, della canicola; soffocante, torrido: caldo, sole canicolare. 
canidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi carnivori con zampe provviste di unghie non retrattili, muso in genere allungato, coda sottile, udito e olfatto molto acuti; vi appartengono il cane, la volpe, il lupo, lo sciacallo ecc. | sing.  [-e] ogni animale di tale famiglia.
canile   s.m.    • 1 •   casotto di legno con il giaciglio del cane    • 2 •   luogo in cui si allevano o si custodiscono temporaneamente cani: canile municipale    • 3 •   (fig.) stanza o abitazione in cui regnano la sporcizia e il disordine.
canino   agg.  di cane, di cani; da cane: mostra canina; latrati canini  ' dente canino, dente aguzzo che si trova tra gli incisivi e i molari | rosa canina, rosa di macchia | mosca canina, mosca piccola e molto fastidiosa | tosse canina, (pop.) pertosse  s.m.  dente canino § caninamente avv.  (rar.) come un cane.
canizie   s.f. invar.    • 1 •   (fisiol.) fenomeno per cui cessa la produzione del pigmento di capelli e peli, che diventano bianchi; in genere è connesso con l'età avanzata    • 2 •   (lett.) capigliatura bianca    • 3 •   (fig. lett.) vecchiaia, età veneranda.
canizza   s.f.    • 1 •   l'abbaiare furioso di una muta di cani da caccia    • 2 •   (fig.) gazzarra, frastuono.
canna   s.f.    • 1 •   nome comune di varie specie di piante appartenenti a famiglie diverse, con fusto lungo e sottile (detto culmo) costituito da calami intervallati da nodi: canna  (comune), pianta erbacea perenne con fusto cavo e molto silicizzato che, essiccato, è leggero ma robusto e flessibile (fam.  graminacee) | canna da zucchero, pianta erbacea perenne delle regioni calde e umide, dal cui midollo si estrae il saccarosio | canna di bambù, il fusto delle varie specie di bambù | canna d'india, il fusto di alcune specie di palme del genere calamus, usato come materiale da intreccio e per fare bastoni da passeggio | canna indica, pianta ornamentale con bellissimi fiori rossi o gialli e foglie larghe ovali (fam.  cannacee) | essere una canna al vento, (fig.) essere debole di carattere, indeciso, volubile | tremare come una canna, (fig.) per la paura o per il freddo    • 2 •   (estens.) pertica, bastone costituiti dallo stelo di una canna: canna per bacchiare, da passeggio; canna (da pesca), bastone flessibile di bambù o altro materiale, a cui s'attacca la lenza per pescare | povero in canna, (fig.) poverissimo | canna fessa, (fig.) persona dappoco. dim. cannetta, cannuccia    • 3 •   unità di lunghezza anticamente in uso in varie regioni d'italia, variabile da    • 2 •   a 2,60 m; l'asta di analoga lunghezza che serviva alla misurazione | canna quadra, misura di superficie di valore variabile da 17 a 30 m2 | canna cuba, misura di volume di valore variabile da    • 8 •   a 27 m3 | canna metrica, asta graduata che si adopera per le misurazioni topografiche    • 4 •   nome di vari oggetti di forma tubolare: canna di un'arma da fuoco; canne dell'organo; canna della bicicletta, il tubo orizzontale del telaio; canna fumaria, il condotto del camino | canna di caduta, nei palazzi a più piani, conduttura verticale munita di bocchette per mezzo delle quali a ogni piano si possono scaricare nel sotterraneo le immondizie    • 5 •   (gerg.) sigaretta confezionata con droga leggera, spec. hascisc o marijuana    • 6 •   pl.  (poet.) zampogna: e dando spirto alle sonore canne, / chiamò il suo gregge fuor de le capanne  (ariosto o. f.  xvii, 54)    • 7 •   (ant. , dial.) gola; esofago | bere a canna, direttamente dalla bottiglia, dal fiasco o sim.
cannabacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee dicotiledoni, proprie dei climi temperati, alla quale appartengono la canapa e il luppolo (ord.  urticali) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
cannabina   s.f.  (chim.) alcaloide con proprietà analgesiche e sedative che si ottiene dalle foglie e dai fiori essiccati della canapa indiana.
cannabinolo   s.m.  (chim.) olio essenziale estratto dalla canapa indiana, di cui rappresenta il principio attivo più importante.
cannabis   s.f. invar.  canapa indiana, hascisc.
cannabismo   s.m.  (med.) intossicazione prodotta da canapa indiana.
cannacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni a cui appartiene la canna indica | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
cannaio   s.m.  graticcio di canne su cui si pone a seccare la frutta.
cannaiola   s.f.  uccello dal piumaggio verde-bruno superiormente, bianco-rossastro inferiormente, con becco e zampe di colore scuro; nidifica nei canneti (ord.  passeriformi).
cannaladra   s.f.  lunga canna munita di cesoie a un'estremità, usata per potare, cogliere frutti ecc.
cannare   (1) v. tr.  (region.) bere ingordamente, tracannare.
cannare   (2) v. tr.  (gerg.)    • 1 •   sbagliare, fallire, mancare: ho cannato lo scritto di greco    • 2 •   giudicare negativamente; respingere (in un esame, in una prova): sono stato cannato in pieno  | v. intr.  [aus. avere] (gerg.) ottenere un risultato negativo; fallire: ho cannato nello scritto di greco. 
cannata   (1) s.f.    • 1 •   (non com.) colpo di canna    • 2 •   graticcio di canne    • 3 •   (region.) bevuta abbondante, tutta d'un fiato.
cannata   (2) s.f.  (gerg.) errore marchiano: che cannata!. 
canneggiare   v. tr.  [io cannéggio ecc.] misurare il terreno con la canna metrica.
canneggio   (1) s.m.  (mus.) negli strumenti a fiato d'ottone, il tubo o l'insieme dei tubi che ne costituiscono la struttura essenziale.
canneggio   (2) s.m.  il canneggiare.
cannella   (1) s.f.  piccolo tubo al termine di una conduttura, dal quale sgorga l'acqua | tubo di legno che si introduce in un foro praticato nella parte bassa della botte per estrarne il vino | (estens.) rubinetto.
cannella   (2) s.f.  droga aromatica usata in cucina e costituita dalla sottile corteccia interna, arrotolata in bastoncini e di colore giallo-bruno, di un'omonima pianta tipica delle regioni tropicali asiatiche | anche come agg. invar.  di colore giallo bruno tendente al rossiccio.
cannellato   agg.    • 1 •   si dice di tessuto lavorato a strisce o coste che risultano ben visibili | anche come s.m.    • 2 •   (non com.) fatto a forma di cannello.
cannellino   s.m.    • 1 •   dim.  di cannello    • 2 •   vino bianco, dolce, dei castelli romani    • 3 •   spec. pl.  varietà di fagioli bianchi dalla forma allungata.
cannello   s.m.    • 1 •   pezzo di canna tagliato tra un nodo e l'altro, e aperto da ambo i lati    • 2 •   (estens.) qualsiasi piccolo cilindro forato; tubetto. dim. cannelletto, cannellino  | in usi tecnici: cannello ossidrico, ossiacetilenico, attrezzi che miscelano, rispettivamente, ossigeno con idrogeno e ossigeno con acetilene per produrre una fiamma ad alta temperatura usata spec. nella brasatura forte di pezzi metallici; cannello ferruminatorio, sottile tubo metallico, con una estremità ricurva, che viene usato nei laboratori chimici e in oreficeria    • 3 •   qualsiasi pezzetto di materiale cilindrico pieno: cannello di ceralacca    • 4 •   (region.) mollusco commestibile bivalve; cannolicchio, cappalunga.
cannellone   s.m.  (spec. pl.) grosso cannello di pasta ripieno, condito con sugo e cotto al forno.
canneté   s.m. invar.  tessuto di seta pesante o di cotone, a costine sottilissime in rilievo | usato anche come agg.  : tessuto canneté  | nastro canneté, fatto con tale tessuto.
canneto   s.m.  tratto di terreno coperto da una vegetazione di canne; la vegetazione stessa | fare il diavolo nel canneto, (antiq.) far fracasso.
cannetta   s.f.    • 1 •   sottile bastoncino da passeggio    • 2 •   l'asticciola o cannello della penna    • 3 •   nell'industria tessile, particolare tipo di costa a rilievo sul tessuto.
cannettato   agg.  e s.m.  (non com.) forma italianizzata di cannet.é. 
cannibale   s.m.    • 1 •   chi si ciba di carne umana    • 2 •   (fig.) persona spietata, crudele; anche, distruttore, divoratore.
cannibalesco   agg.  [pl. m. -schi] di cannibale, dei cannibali; da cannibale (anche fig.): riti cannibaleschi; crudeltà cannibalesca  § cannibalescamente avv. 
cannibalico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) cannibalesco.
cannibalismo   s.m.    • 1 •   il cibarsi di carne umana    • 2 •   (fig.) lotta spietata contro i propri simili; anche, ferocia, crudeltà disumana    • 3 •   (biol.) fenomeno per cui una cellula viene assimilata e distrutta da un'altra.
cannibalizzare   v. tr.  smontare una macchina ancora utilizzabile per ricavarne parti di ricambio.
cannibalizzazione   s.f.  l'operazione del cannibalizzare.
cannicciata   s.f.  impalcatura o riparo di cannicci.
canniccio   meno com. caniccio, s.m.    • 1 •   (edil.) struttura fatta con cannucce disposte parallelamente e legate insieme, utilizzata per soffitti    • 2 •   riparo di cannucce usato dai contadini per chiudere le finestre delle stalle    • 3 •   graticcio su cui si mette a seccare la frutta o si allevano i bachi da seta.
cannista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica come sport la pesca con la canna.
cannocchia    ⇨ canocchia 2.
cannocchiale   pop. canocchiale, s.m.  strumento ottico per l'osservazione di oggetti a grande distanza: cannocchiale astronomico, per osservare i corpi celesti.
cannocchio   s.m.    • 1 •   radice di canna tagliata, provvista di gemme    • 2 •   tutolo.
cannolicchio   s.m.    • 1 •   (zool.) cappa    • 2 •   spec. pl.  pasta alimentare corta a forma di tubetti, usata soprattutto per minestre e minestroni.
cannolo   s.m.  (gastr.) dolce di pasta arrotolata, fritta o cotta al forno, riempita con un impasto di ricotta, zucchero, canditi e cioccolata, specialità della sicilia | lo stesso che cannoncino  nel sign. 2.
cannonata   s.f.    • 1 •   colpo di cannone; il rimbombo da esso provocato | non lo svegliano neanche le cannonate!, (fig.) si dice di chi ha il sonno molto profondo    • 2 •   (fig. fam.) cosa straordinaria, eccezionale: quello spettacolo è una cannonata!    • 3 •   nel gioco del calcio, tiro in porta molto violento.
cannonau    ⇨ canonau.
cannoncino   s.m.    • 1 •   cannone di piccolo calibro: cannoncino antiaereo    • 2 •   (gastr.) dolce di pasta sfoglia arrotolata, cotta al forno e riempita di crema o di panna montata    • 3 •   nei vestiti femminili e nelle camicie, piccola piega rilevata.
cannone   s.m.    • 1 •   pezzo di artiglieria con la canna rigata e molto lunga rispetto al calibro: cannone di fanteria, da campagna, anticarro; sparare un colpo di cannone  | carne da cannone, si dice di soldati mandati cinicamente incontro alla morte dai loro comandanti | essere un cannone, (fig. fam.) si dice di persona straordinariamente abile in un determinato campo | donna cannone, donna di grossezza eccezionale che si esibisce in circhi o baracconi. dim. cannoncino    • 2 •   (tosc.) pezzo di grossa canna tagliata tra due nodi, usato soprattutto per avvolgere il filo della tessitura    • 3 •   qualunque tubo o conduttura di grosso diametro: il cannone della stufa    • 4 •   cannone da neve, o sparaneve, dispositivo per produrre artificialmente la neve e spargerla sul terreno lanciandola da una bocca simile a quella di un cannone    • 5 •   lo stinco degli equini    • 6 •   in sartoria, doppia piega in rilievo che dà morbidezza a gonne e ad abiti femminili.
cannoneggiamento   s.m.  bombardamento col cannone.
cannoneggiare   v. tr.  [io cannonéggio ecc.] colpire con cannonate ripetute: le navi cannoneggiavano la costa  | v. intr.  [aus. avere] sparare cannonate.
cannoniera   s.f.    • 1 •   piccola nave guardacoste armata con cannoni di piccolo e medio calibro    • 2 •   nelle fortezze e nelle murate delle vecchie navi da guerra con cannoni in batteria, apertura a cui si affacciava la bocca del cannone.
cannoniere   s.m.    • 1 •   soldato d'artiglieria o di marina addetto al funzionamento dei cannoni    • 2 •   (sport) calciatore che realizza molte reti.
cannoso   agg.  (non com.) ricco di canne; coperto di canne: palude cannosa. 
cannotto   s.m.  elemento tubolare metallico di varia dimensione: cannotto dello sterzo, nella bicicletta, la parte tubolare superiore della forcella anteriore, alla quale si collega il manubrio.
cannuccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   dim.  di canna    • 2 •   canna sottile; cannello: la cannuccia della pipa    • 3 •   tubicino di paglia, di vetro o di plastica per sorbire bibite.
cannula   s.f.  piccolo tubo usato in medicina per vari scopi: la cannula del contagocce. 
cannutiglia    ⇨ canutiglia.
canoa   s.f.    • 1 •   barca ricavata da un tronco d'albero scavato, tipica degli indigeni dell'america centr.    • 2 •   imbarcazione lunga e stretta a pagaia, per uso sportivo.
canocchia   (1)  ⇨ conocchia.
canocchia   (2) meno com. cannocchia, s.f.  (zool.) piccolo crostaceo marino commestibile con corpo allungato e zampe anteriori ripiegate, atte alla presa.
canocchiale    ⇨ cannocchiale.
canoino   s.m.  sorta di canoa attrezzata con scalmi e sedile scorrevole.
canoismo   s.m.  lo sport della canoa.
canoista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica lo sport della canoa.
canonau   o cannonau, s.m.  vino rosso di elevata gradazione alcolica, prodotto nella zona di cagliari.
canone   s.m.    • 1 •   regola, norma, principio fondamentale: il canone della bellezza classica; comportarsi secondo i canoni  | (filos.) criterio di verità principio che regola un procedimento conoscitivo    • 2 •   (dir.) prestazione in denaro o in altra forma, corrisposta periodicamente per l'utilizzazione di un bene: canone d'affitto, di locazione; pagare, riscuotere il canone  ' equo canone, nell'uso com., canone d'affitto di un'abitazione determinato a norma di legge | canone d'abbonamento, che deve essere pagato dagli abbonati a una pubblicazione periodica o a un servizio    • 3 •   nel diritto canonico, decreto, norma di valore universale emanata dalla chiesa in materia di fede o di disciplina ecclesiastica; anche, ognuno degli articoli del codice di diritto canonico: i canoni del concilio di trento; citare il canone cinque  | catalogo ufficiale dei santi canonizzati    • 4 •   elenco delle opere e degli autori che costituiscono i modelli da seguire: il canone dei poeti tragici; canone alessandrino, corpus di autori greci definito dai grammatici in età alessandrina | canone della sacra scrittura, (eccl.) il catalogo ufficiale dei libri riconosciuti dalla chiesa come ispirati da dio    • 5 •   (eccl.) la parte essenziale della messa, dal prefazio alla comunione    • 6 •   (mus.) struttura musicale a più parti tipica della polifonia antica, fondata sulla ripresa e l'imitazione rigorosa della melodia proposta inizialmente da una delle parti.
canonica   ant. calonica e calonaca, s.f.  abitazione del parroco, generalmente attigua alla chiesa; abitazione dei canonici.
canonicale   agg.    • 1 •   di, da canonico | dei canonici: archivio, capitolo canonicale    • 2 •   (fig. scherz.) tranquillo, florido: avere un'aria canonicale. 
canonicato   s.m.    • 1 •   ufficio e dignità di canonico; la prebenda annessa a tale ufficio    • 2 •   (fig. scherz.) impiego lucroso che non costa nessuna fatica.
canonicità   s.f.  l'essere conforme a un canone; in partic., l'appartenenza al canone della sacra scrittura.
canonico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   conforme a un canone, a una norma stabilita; per estens., regolare, legittimo, o anche tipico, classico, normale: modello, procedimento canonico    • 2 •   conforme ai canoni e alle disposizioni della chiesa cattolica: legge, scienza canonica  | diritto canonico, l'insieme delle norme, storicamente vigenti, prodotte dalla chiesa cattolica per disciplinare la propria vita e per regolare le relazioni intraecclesiali e quelle con la società esterna; la disciplina che studia tali norme | età canonica  (o sinodale), l'età minima (40 anni) fissata dal concilio di trento per le donne al servizio di ecclesiastici | impedimenti canonici, riguardanti la celebrazione di un matrimonio | visita canonica, fatta dai superiori alle singole comunità religiose | ora canonica, ciascuna delle parti dell'ufficio divino che si recitano in determinate ore del giorno; (fig.) momento opportuno    • 3 •   appartenente al canone delle scritture sacre: libri canonici  § canonicamente avv.  secondo le norme, le regole | secondo i canoni della chiesa; secondo il diritto canonico.
canonico   (2) ant. calonaco e calonico, s.m.  [pl. -ci] sacerdote, secolare o regolare, che appartiene al capitolo di una chiesa cattedrale o collegiata.
canonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di diritto canonico.
canonizzare   v. tr.    • 1 •   dare autorità di norma, approvare: canonizzare un uso    • 2 •   (relig.) procedere alla canonizzazione di un beato, che diventa in tal modo santo    • 3 •   (dir.) recepire nel diritto canonico un principio tratto da un altro ordinamento giuridico.
canonizzazione   s.f.    • 1 •   (relig.) l'atto e la solenne funzione religiosa con cui il papa dichiara santo un beato, lo inserisce nel canone dei santi e decreta che venga onorato in tutta la chiesa con il debito culto    • 2 •   (fig.) consacrazione, riconoscimento ufficiale.
canopo   s.m.  (archeol.) vaso funerario con il coperchio a forma di testa umana, usato nell'antico egitto e in etruria per custodire i visceri del morto.
canorità   s.f.  l'essere canoro.
canoro   agg.    • 1 •   che canta dolcemente: uccello canoro    • 2 •   (estens. lett.) che compone musiche melodiose: un musicista canoro  | riferito a stile letterario, pieno di musicalità o, in senso spreg., enfatico, vacuo: versi canori; una prosa canora  § canoramente avv. 
canoscenza    ⇨ conoscenza.
canossiana   agg.  e s.f.  si dice di religiosa appartenente alla congregazione fondata dalla beata maddalena di canossa all'inizio del sec. xix.
canotta   s.f.  (fam.) canottiera.
canottaggio   s.m.  lo sport del remo che si pratica su imbarcazioni leggere.
canottiera   s.f.    • 1 •   maglietta scollata e senza maniche simile a quella dei canottieri, da indossare sulla pelle    • 2 •   cappello di paglia a tesa rigida che gli uomini portavano d'estate.
canottiere   s.m.  (sport) chi pratica il canottaggio.
canotto   s.m.  piccola barca usata per diporto o per servizi di bordo sulle navi: canotto di salvataggio  | in partic., canotto pneumatico, gommone.
canova   o caneva, s.f.    • 1 •   (region.) bottega per la vendita al minuto di vino e altri generi alimentari    • 2 •   (ant.) nelle città medievali, magazzino per il deposito del grano o di altri viveri.
canovaccio   meno com. canavaccio e canevaccio, s.m.    • 1 •   tela tessuta con filato grossolano, usata per fare strofinacci o asciugamani da cucina; per estens., strofinaccio o asciugamani    • 2 •   tela a trama molto rada che si usa come supporto di alcuni ricami (p. e.  gobelin), oppure si sovrappone a un altro tessuto per eseguirvi un ricamo, e poi si sfila    • 3 •   (teat.) trama scritta, ma non sceneggiata, di un'azione drammatica; per estens., abbozzo, schema di un'opera letteraria: i canovacci della commedia dell'arte; il canovaccio di un romanzo. 
canovaio   o canevaro, s.m.    • 1 •   (region.) cantiniere    • 2 •   (ant.) ufficiale preposto ai depositi dei viveri nelle città medievali; anche, rivenditore di sale.
cansare   v. tr.  (ant.) scansare.
cantabile   agg.    • 1 •   che si può cantare: un motivo cantabile    • 2 •   (mus.) si dice di composizione vocale o strumentale in cui la melodia assume valore espressivo preponderante rispetto all'armonia | anche come s.m.  : un cantabile. 
cantafavola   s.f.  [pl. -le]    • 1 •   racconto lungo, noioso e inverosimile    • 2 •   nella letteratura popolare, racconto poetico di contenuto faceto.
cantafera   s.f.  (non com.) cantilena, tiritera.
cantambanco   o cantimbanco, s.m.  [pl. -chi] chi cantava storie sui banchi delle piazze; per estens., artista girovago, ciarlatano.
cantante   part. pres.  di cantare   s.m.  e f.  chi esercita l'arte del canto: cantante lirico, di musica leggera. 
cantare   (1) v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   modulare con la voce una sequenza di suoni musicali: cantare dolcemente, appassionatamente; cantare a mezza voce, a squarciagola; cantare a orecchio  | lasciar cantare qualcuno, (fig.) non dare importanza a ciò che dice | canta che ti passa, (scherz.) si dice per invitare qualcuno a sfogare un risentimento, un malumore    • 2 •   esercitare la professione di cantante: beniamino gigli cantava da tenore; cantare in televisione, a teatro    • 3 •   (estens.) emettere suoni armoniosi: gli uccelli cantano in primavera  | (fig.) farsi sentire, manifestarsi gioiosamente: la speranza gli cantava in cuore    • 4 •   (fam.) attestare qualcosa in modo esplicito, inequivocabile (detto di uno scritto, un documento): la lettera canta chiaro  | prov.  : carta canta, villan dorme, quando si ha un documento che comprova un diritto si può dormire tranquilli    • 5 •   (gerg.) rivelare cose segrete, fare la spia: uno degli arrestati ha cantato  | v. tr.    • 1 •   eseguire, esprimere col canto: cantare una romanza, una canzone  | cantare messa, celebrarla con l'esecuzione cantata delle parti prescritte dalla liturgia    • 2 •   (estens. lett.) celebrare, narrare in versi: dante cantò beatrice; cantare le gesta di un eroe    • 3 •   (fig.) gridare, proclamare: cantare vittoria    • 4 •   (fam.) dire apertamente, senza infingimenti (spec. cose sgradite): gliel'ho cantata chiara  (la verità!).
cantare   (2) s.m.  componimento narrativo in versi di origine popolare, per lo più in ottava rima, recitato o cantato da cantastorie girovaghi; fu in voga soprattutto nei secc. xiv-xv.
cantarella   s.f.  (zool.) cantaro.
cantarellare    ⇨ canterellare.
cantarello   s.m.  (bot.) gallinaccio.
cantaride   s.f.  insetto coleottero dal corpo cilindrico di colore verde brillante, dalla cui essiccazione si ricava la cantaridina.
cantaridina   s.f.  polvere con proprietà vescicanti ricavata dalla cantaride; un tempo era ritenuta afrodisiaca.
cantaro   (1) s.m.  (archeol.)    • 1 •   vaso di età greca o romana fornito di due anse che sormontano l'orlo    • 2 •   vasca di marmo nei giardini romani; anche, la vasca per abluzioni che si trovava nell'atrio delle basiliche romane.
cantaro   (2) s.m.  pesce di mare commestibile, dal corpo ovale grigio-iridato; è detto anche cantarella  (ord.  perciformi).
cantaro   (3) s.m.    • 1 •   antica misura di peso, variabile da kg 50 a 90 circa    • 2 •   (dial.) sorta di grossa stadera.
cantastorie   s.m.  e f. invar.  chi recita o canta storie sulle piazze durante le feste e le fiere paesane.
cantata   s.f.    • 1 •   il cantare, spec. a lungo e a scopo di svago: farsi una bella cantata    • 2 •   (mus.) forma vocale e strumentale di carattere sacro o profano caratterizzata dall'alternarsi di arie e recitativi: le cantate di bach. 
cantato   part. pass.  di cantare   agg.  che ha un'esecuzione con canto: brano cantato; messa cantata   s.m.  la parte cantata di un'opera lirica, di una rivista musicale e sim.
cantatore   agg.  e s.m.  [f. -trice, pop. -tora] (antiq.) che, chi canta: uccello cantatore. 
cantautore   s.m.  [f. -trice] chi canta canzoni da lui stesso composte.
canter   s.m. invar.  nell'ippica, breve corsa di riscaldamento, a velocità ridotta, che si fa compiere ai cavalli prima della gara.
cantera   s.f.  (tosc.) cassetto del canterano.
canterale   s.m.  (non com.) canterano.
canterano   s.m.  mobile con più cassetti.
canterellare   meno com. cantarellare, v. tr.  e intr.  [io canterèllo ecc. ; aus. dell'intr. avere] cantare a mezza voce, canticchiare.
canterellio   s.m.  un canterellare prolungato.
canterino   agg.  che canta spesso, a lungo; che ha un canto ben modulato: grillo, uccello canterino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (non com.) chi canta spesso e volentieri    • 2 •   chi, nel '300 e nel '400, componeva o recitava cantari    • 3 •   un tempo, soprattutto in toscana, nelle marche e in romagna, cantore appartenente a un gruppo stipendiato dal comune per rallegrare col suo canto le feste solenni | pl.  oggi, denominazione di gruppi di canto popolare.
cantero   s.m.  (region.) vaso da notte, orinale.
cantica   s.f.    • 1 •   componimento in uno o più canti, di tono solenne e contenuto narrativo-religioso    • 2 •   ciascuna delle tre parti in cui si divide la «divina commedia».
canticchiare   v. tr.  e intr.  [io cantìcchio ecc. ; aus. dell'intr. avere] cantare con voce sommessa, tra sé e s.é.
cantico   s.m.  [pl. -ci] componimento in versi di tono solenne, gener. di contenuto religioso: cantico delle creature, scritto da san francesco d'assisi | cantico dei cantici, libro dell'antico testamento attribuito a salomone.
cantiere   s.m.  area attrezzata per l'esecuzione di lavori diversi: cantiere navale, quello dove si costruiscono, si attrezzano e si riparano le navi o imbarcazioni in genere; cantiere edile, impianto per la realizzazione di opere edilizie, idrauliche, stradali ecc. allestito nel luogo stesso in cui l'opera dovrà realizzarsi; cantiere di coltivazione, parte di una miniera in cui si effettua il prelevamento del minerale | avere in cantiere qualcosa, (fig.) si dice di chi attende alla preparazione e alla realizzazione di un'opera.
cantieristica   s.f.  l'insieme delle attività che si svolgono nei cantieri.
cantieristico   agg.  [pl. m. -ci] di cantiere, dei cantieri (spec. navali): maestranze cantieristiche. 
cantilena   s.f.    • 1 •   canto prolungato su un tema musicale molto semplice e monotono | filastrocca; ninnananna    • 2 •   (estens.) intonazione monotona e strascicata di chi parla o legge; piagnucolio continuato    • 3 •   (fig.) discorso noioso, ripetitivo, prolisso    • 4 •   (ant.) canto religioso, salmodia: rispuose a la divina cantilena / da tutte parti la beata corte  (dante par.  xxxii, 97-98).
cantilenare   v. tr.  e intr.  [io cantilèno ecc. ; aus. dell'intr. avere] cantare, parlare o recitare con voce strascicata, monotona.
cantillazione   s.f.  nella liturgia ebraica e cristiana (spec. in oriente), modo di recitazione dei testi intermedio fra la declamazione e il canto.
cantimbanco    ⇨ cantambanco.
cantimplora   s.f.  (tosc.) recipiente per tenere in fresco il vino o altri liquidi.
cantina   s.f.    • 1 •   stanza o insieme di stanze, di solito interrate o seminterrate, dove si produce o si conserva il vino; per estens., locale nello scantinato di un edificio | cantina sociale, cooperativa che cura la vinificazione delle uve di diversi produttori (soci) | andare in cantina, nel gergo teatrale, calare di tono nel recitare o nel cantare. dim. cantinetta  accr. cantinona, cantinone  (m.)    • 2 •   (fig.) luogo umido e buio    • 3 •   bottega o locale in cui si vende o si consuma vino al minuto.
cantinato   s.m.  (non com.) scantinato.
cantinella   s.f.    • 1 •   asta di legno stretta e lunga che si usa in teatro per le armature degli scenari    • 2 •   (edil.) correntino.
cantinetta   s.f.    • 1 •   dim.  di cantina    • 2 •   scaffale con ripiani o elementi di vario materiale, sagomati in modo da poter accogliere, opportunamente inclinate, le bottiglie di vino da conservare.
cantiniere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   nelle case signorili e negli alberghi di lusso, chi ha in custodia la cantina e i vini    • 2 •   nelle aziende vinicole, chi è addetto alla vinificazione delle uve    • 3 •   gestore o garzone di una rivendita di vino.
cantino   s.m.  (mus.) la corda di suono più acuto del violino, della chitarra e di altri strumenti simili.
canto   (1) s.m.    • 1 •   emissione di suoni musicali modulati dalla voce umana: canto melodioso, triste; canto sommesso, spiegato; canto di gioia, di guerra; i canti della montagna  | (estens.) l'arte, la tecnica del cantare: studiare canto; maestro, scuola di canto; bel canto, belcanto | (mus.) stile, tradizione particolare di musica vocale: canto ambrosiano, gregoriano; canto liturgico    • 2 •   (estens.) verso musicalmente modulato emesso dagli uccelli e da taluni animali: il canto dell'usignolo; il canto delle rane, dei grilli  | levarsi al canto del gallo, (fig.) all'alba | canto del cigno, (fig.) l'ultima grande opera o impresa di qualcuno    • 3 •   suono di uno strumento musicale; rumore gradevole che viene da elementi naturali o da oggetti: il canto di un violino; il canto del mare tra gli scogli    • 4 •   (mus.) parte vocale di una composizione vocale-strumentale | la parte più acuta di una composizione qualsiasi; si oppone a basso    • 5 •   componimento poetico destinato a essere cantato: canto carnascialesco  | poesia lirica: i «canti» di leopardi  | ciascuna delle parti componenti un poema o una cantica: il settimo canto dell'«orlando furioso» il sesto canto del  «purgatorio ».
canto   (2) s.m.    • 1 •   angolo formato, all'interno o all'esterno, da due muri che s'incontrano: il canto di una stanza, di una strada  ' gettare in un canto, (fig.) mettere da parte, trascurare. dim. cantuccio    • 2 •   parte, lato | da un canto, da una parte | d'altro canto, d'altra parte | dal canto mio, per quanto mi riguarda; a mia volta.
cantonale   (1) s.m.    • 1 •   mobile a pianta triangolare, da collocare nell'angolo di una stanza; cantoniera, angoliera    • 2 •   (metall.) angolare.
cantonale   (2) agg.  che è proprio di un cantone o dei cantoni della svizzera: amministrazione cantonale. 
cantonata   s.f.  angolo formato dai muri esterni di una casa fra una strada e un'altra | prendere una cantonata, (fig.) fare un grosso errore, prendere un abbaglio.
cantone   (1) s.m.    • 1 •   angolo esterno di un edificio o angolo interno di una stanza: mettere in un cantone, mettere da parte | gioco dei quattro cantoni, gioco in cui quattro persone si dispongono agli angoli di una stanza, o di un ideale quadrato, mentre una quinta, dal centro, cerca di occupare uno degli angoli nel momento in cui gli altri, a un segnale convenuto, si scambiano di posto    • 2 •   (non com.) luogo remoto o poco frequentato    • 3 •   (arald.) pezza onorevole che occupa meno di un sesto del campo e può essere collocata in uno degli angoli superiori dello scudo    • 4 •   ognuna delle strisce colorate in cui può essere suddivisa una bandiera    • 5 •   tratto di strada o di ferrovia sorvegliato da un cantoniere    • 6 •   pl.  incisivi estremi laterali di equini, bovini e altri animali.
cantone   (2) s.m.  suddivisione politico-amministrativa della confederazione elvetica.
cantoniera   s.f.    • 1 •   cantonale, angoliera    • 2 •   casa lungo una strada o una ferrovia in cui abitano i cantonieri.
cantoniere   s.m.  [f. -a] chi è addetto alla manutenzione e alla sorveglianza di un tratto di strada o di ferrovia | usato come agg.  nella loc. casa cantoniera, cantoniera.
cantore   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi canta nei cori di chiesa | dignità capitolare di chi dirige i canti in chiesa    • 2 •   (lett.) cantante    • 3 •   (lett. fig.) poeta: il cantore di enea, virgilio.
cantoria   s.f.    • 1 •   nelle chiese, palco riservato ai cantori    • 2 •   l'insieme dei cantori.
cantorino   s.m.  libro con notazioni musicali usato per cantare in chiesa.
cantra   s.f.  (ind. tessile) elemento dell'orditoio che sostiene le rocche di filo.
cantuccio   s.m.    • 1 •   dim.  di canto    • 2 •   2 angolo appartato | stare in un cantuccio, in disparte    • 3 •   pezzetto di pane o di formaggio tagliato a forma più o meno triangolare    • 4 •   biscotto toscano di pasta dolce.
canutezza   s.f.  (lett.) l'essere canuto.
canutiglia   o cannutiglia, s.f.    • 1 •   ricamo ornamentale a fili d'oro e d'argento    • 2 •   cannellino di vetro a ornamento di cappelli e vestiti femminili    • 3 •   trafilato di piombo adoperato per connettere le lastre che compongono le vetrate colorate e figurate.
canutire   v. intr.  [io canutisco, tu canutisci ecc. ; aus. essere] (rar.) incanutire.
canuto   agg.  (lett.)    • 1 •   bianco (detto di capelli, barba, baffi) | (estens.) reso bianco, candido (da spuma, neve ecc.): il mare azzurro rotolava le sue onde canute  (panzini)    • 2 •   che ha i capelli o la barba bianchi: un vecchio canuto  | (estens.) anziano    • 3 •   (fig.) saggio, maturo, assennato: sotto biondi / capelli... / canuto senno e cor virile ascondi  (tasso g. l.  iv, 24).
canyon   s.m. invar.  caìón.
canzonare   v. tr.  [io canzóno ecc.]    • 1 •   mettere in ridicolo, prendere in giro, burlare | (assol.) dire o fare per celia; scherzare    • 2 •   (ant.) cantare in versi.
canzonatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi canzona, chi ha l'abitudine di canzonare gli altri.
canzonatorio   agg.  proprio di chi canzona; diretto a canzonare: tono, sorriso canzonatorio. 
canzonatura   s.f.  il canzonare; scherzo, presa in giro.
canzone   s.f.    • 1 •   in letteratura, componimento lirico formato da un certo numero di stanze o strofe che riprendono nella medesima disposizione versi e rime, tranne l'ultima, il commiato o congedo, che è più breve: le canzoni del petrarca  | canzone libera  o leopardiana, quella in cui le stanze non ubbidiscono a uno stesso schema metrico | canzone pindarica, con ciascuna stanza suddivisa in strofe, antistrofe ed epodo | canzone a ballo, ballata | canzone di gesta, poema epico medievale    • 2 •   breve componimento in versi, musicato con una melodia orecchiabile: il festival della canzone italiana  | la solita canzone, (fig.) la solita storia, la stessa situazione che si ripete. dim. canzoncina, canzonetta  pegg. canzonaccia. 
canzonella   s.f.  burla: mettere in canzonella, burlare.
canzonetta   s.f.    • 1 •   dim.  di canzone  | in partic., breve composizione con testo e musica di carattere leggero e popolare    • 2 •   in letteratura, componimento poetico più breve e semplice della canzone, di tono e argomento più leggeri: le canzonette del chiabrera. 
canzonettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] cantante di musica leggera, di canzonette.
canzonettistico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) di canzonette, relativo alle canzonette: una rassegna canzonettistica. 
canzoniere   s.m.    • 1 •   raccolta di poesie liriche, generalmente legate fra loro da un filo narrativo e di un solo autore: il canzoniere del petrarca    • 2 •   raccolta di testi di canzonette    • 3 •   (non com.) chi compone testi per canzonette; paroliere | cantante di canzonette.
caolinite   s.f.  minerale costituito da silicato di alluminio; si presenta in masse terrose biancastre ed è il componente fondamentale del caolino.
caolinizzazione   s.f.  (min.) lenta trasformazione dei feldspati alcalini in caolino.
caolino   s.m.  argilla bianca pregiata, usata per la fabbricazione della porcellana nell'industria della carta e in quella dei refrattari; è costituita essenzialmente da caolinite pura.
caos   pop. antiq. caosse [ca-òs-se], s.m. invar.    • 1 •   originaria mescolanza degli elementi che, secondo alcune cosmogonie, esisteva prima della creazione o della formazione del mondo    • 2 •   (fig.) estremo disordine, grande confusione: vivere nel caos; un caos di carte. 
caotico   agg.  [pl. m. -ci] di, del caos; confuso, disordinato: un traffico caotico  § caoticamente avv. 
capace   agg.    • 1 •   che ha uno spazio idoneo a contenere qualcosa o una certa quantità di persone o cose: uno stadio capace di ottantamila persone  | angolo capace di un dato arco di circonferenza, (geom.) l'angolo che sottende quell'arco    • 2 •   (estens.) ampio, spazioso, che può contenere molto: un teatro, un'aula, una borsa capace    • 3 •   che è in grado di fare qualcosa: sei capace di saltare quello steccato?  | (assol.) che sa fare bene quello che fa; valente, abile: un uomo molto capace    • 4 •   (fam.) disposto a compiere una determinata azione, per lo più riprovevole: essere capace di tutto, di qualsiasi cosa, non avere scrupoli | (region.) nell'espressione impers. è capace che..., è possibile, è probabile che: è capace che piova    • 5 •   (non com.) persuaso: fare, rendere qualcuno capace, convincerlo; restare, farsi capace di qualcosa, capacitarsene    • 6 •   (dir.) dotato di capacità giuridica § capacemente avv.  (non com.) con capacità, con bravura.
capacimetro   s.m.  (elettr.) strumento che misura la capacità di un condensatore.
capacità   s.f.    • 1 •   l'essere capace; attitudine a contenere: la grande capacità di un teatro  | misure di capacità, che servono a misurare i liquidi e i materiali incoerenti    • 2 •   attitudine, abilità a fare qualcosa: un uomo di notevoli capacità    • 3 •   in diritto: capacità giuridica, idoneità a essere titolare di diritti e di doveri; soggettività giuridica | capacità di agire, idoneità a compiere attività rilevanti per il diritto; si acquisisce a 18 anni | capacità d'intendere e di volere, attitudine a comprendere il significato sociale della propria condotta e ad agire in modo autonomo e responsabile | capacità a delinquere, attitudine di un individuo a violare norme penali, della quale il giudice deve tener conto nella graduazione della pena | capacità contributiva, quella in base alla quale si determinano le imposte dovute da un cittadino    • 4 •   ciò che è possibile fare in una determinata struttura utilizzandone al massimo le risorse: la capacità produttiva di un'industria    • 5 •   (fis.) volume interno di un corpo cavo | capacità elettrica di un condensatore, il rapporto fra la sua carica e la differenza di potenziale fra le due armature; capacità elettrica di un conduttore, il rapporto fra la sua carica e il potenziale che esso assume rispetto alla terra | capacità termica, il numero di calorie che occorre somministrare a un corpo per innalzare di un grado la sua temperatura.
capacitanza   s.f.  (elettr.) reattanza capacitiva.
capacitare   v. tr.  [io capàcito ecc.] rendere persuaso, convincere: cercavano di capacitarlo di quanto era accaduto  | capacitarsi v. rifl.  convincersi, rendersi conto; rassegnarsi, farsi una ragione: non mi capacito di questo; non riesco ancora a capacitarmi della perdita che ho subito. 
capacitività   s.f.  (fis.) capacità elettrica specifica; capacità dell'unità di volume.
capacitivo   agg.  (elettr.) si dice di un elemento di circuito elettrico che presenti una capacità.
capanna   s.f.    • 1 •   piccola costruzione leggera, gener. con pareti e tetto fatti di frasche, paglia e sim.; per estens., casa molto povera, tugurio: vivere in una capanna  | due cuori e una capanna, si dice per indicare che le ricchezze non sono indispensabili alla felicità di due innamorati | pancia mia fatti capanna, (scherz.) si dice accingendosi a fare un lauto pranzo | a capanna, a spioventi: tetto, facciata a capanna.  dim. capannetta, capannina, capannuccia  accr. capannona    • 2 •   rifugio alpino d'alta quota: la capanna margherita sul monte rosa. 
capannello   s.m.  gruppo di persone riunite occasionalmente in una strada o in una piazza per osservare o commentare qualcosa che è accaduto: un capannello di curiosi. 
capanno   s.m.    • 1 •   piccola capanna per usi agricoli e sim.: il capanno degli attrezzi; capanno da cacciatore, dove il cacciatore si apposta in attesa della selvaggina da passo    • 2 •   pergolato a cupola che funge da copertura di terrazze, giardini ecc.    • 3 •   cabina negli stabilimenti balneari.
capannone   s.m.  ampia costruzione per il deposito di merci o di materiali, per il ricovero di automezzi o di aeroplani o per lavorazioni che richiedono larghi spazi.
capannuccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   dim.  di capanna    • 2 •   (tosc.) piccolo presepe.
caparbiaggine   s.f.  (non com.) caparbieria.
caparbieria   s.f.    • 1 •   caparbietà, ostinazione    • 2 •   azione da persona caparbia.
caparbietà   s.f.  l'essere caparbio; testardaggine, ostinazione.
caparbio   agg.  che pensa e agisce seguendo le proprie idee, senza tener conto dei consigli altrui, delle difficoltà ecc.; ostinato, testardo: temperamento caparbio  § caparbiamente avv. 
capare   v. tr.  (region.) scegliere; pulire, mondare: capare la frutta. 
caparra   s.f.    • 1 •   somma di denaro o altro bene fungibile che una parte contraente versa all'altra quando viene stipulato un contratto, specie preliminare, a garanzia dell'adempimento o come penale in caso di recesso ingiustificato: caparra confirmatoria, penitenziale    • 2 •   (fig. lett.) pegno, garanzia: senza avere una minima caparra, dargli in mano un povero curato!  (manzoni p. s.  xxiii).
caparrare   v. tr.  (non com.) accaparrare.
capata   (1) s.f.    • 1 •   (dial.) colpo dato col capo; testata    • 2 •   dare, fare una capata, (fig.) fare una breve visita, una fugace apparizione. dim. capatina. 
capata   (2) s.f.  (region.) il capare in fretta, alla meglio.
capataz   s.m. invar.  (spreg.) comandante, capoccia, ducetto.
capecchio   s.m.  materiale grezzo ottenuto dalla prima pettinatura del lino e della canapa, usato per imbottiture grossolane.
capeggiamento   s.m.  (non com.) il capeggiare.
capeggiare   v. tr.  [io capéggio ecc.] stare a capo di qualcosa; guidare: capeggiare una rivolta, una banda. 
capeggiatore   s.m.  [f. -trice] chi capeggia: il capeggiatore di un movimento. 
capellatura   s.f.  (lett.)    • 1 •   capigliatura    • 2 •   (fig.) chioma di un albero: scarse capellature / di tamerici pallide  (montale).
capelliera   s.f.  (lett.) capigliatura: la bruna capelliera / il lato collo e l'ampie spalle inonda  (carducci).
capellino   s.m.  (spec. pl.) pasta alimentare lunga, più sottile dello spaghetto.
capellizio    ⇨ capillizio.
capello   s.m.  [pl. poet. capegli, capei]    • 1 •   spec. pl.  ciascuno dei peli che crescono sul cuoio capelluto: capelli neri, biondi, castani; capelli lisci, ricci, ondulati; capelli lunghi, corti; una ciocca, un ciuffo di capelli; pettinarsi, lavarsi, tagliarsi i capelli; perdere i capelli  | mettersi le mani nei capelli, strapparsi i capelli, (fig.) essere disperato | tirare qualcuno per i capelli, (fig.) costringerlo | non torcere un capello a qualcuno, (fig.) non fargli alcun male | far rizzare i capelli (sul capo), (fig.) incutere molta paura | spaccare un capello in quattro, (fig.) fare un'analisi eccessivamente sottile, pignola | averne fin sopra i capelli, (fig.) non poterne più | prendersi per i capelli, (fig.) litigare    • 2 •   (lett.  o gerg.) capigliatura    • 3 •   capello d'angelo, capellino    • 4 •   capello di venere, (bot.) capelvenere.
capellone   s.m.  negli anni sessanta, giovane che portava i capelli molto lunghi in segno di protesta e anticonformismo | (fam.) chi porta i capelli molto lunghi.
capelluto   agg.  che ha molti capelli | cuoio capelluto, la pelle che riveste la volta cranica ed è ricoperta di capelli.
capelvenere   s.m.  (bot.) piccola felce con steli neri e lucenti e foglioline triangolari di colore verde chiaro, che cresce in luoghi ombrosi e umidi nella regione mediterranea; è usata in medicina e come pianta ornamentale.
capere   v. tr.  [soltanto nelle forme delle terze persone sing. e pl. dell'indic. pres. e imperf.] (ant.)    • 1 •   capire    • 2 •   contenere, accogliere in sé | v. intr.  (ant.) poter entrare, poter essere contenuto: che come veggion le terrene menti / non capere in triangol due ottusi  (dante par.  xvii, 14-15) | non mi cape, (scherz.) non mi entra in testa, non mi persuade.
capestreria   s.f.  (non com.) azione disonesta, degna del capestro | (scherz.) monelleria.
capestro   s.m.    • 1 •   corda per impiccare; per estens., forca: condannare al capestro  | anche come agg. invar.  : contratto capestro, che impone condizioni durissime    • 2 •   grossa corda con cui si legano per la testa tori, buoi, muli ecc. | mettere il capestro a qualcuno, (fig.) sottometterlo, assoggettarlo    • 3 •   il cordone che i francescani tengono intorno alla vita    • 4 •   (ant.) scapestrato.
capetingio   agg.  (st.) discendente da ugo capeto (946-996), il fondatore della dinastia che successe ai carolingi e tenne la corona di francia fino al 1338.
capetto   s.m.  chi, sul luogo di lavoro o in una collettività, ha un limitato potere di comando, ma lo esercita con autoritarismo.
capezza    ⇨ cavezza.
capezzagna   s.f.  (agr.) striscia di terreno incolto che limita le testate del campo coltivato e ha direzione perpendicolare all'aratura.
capezzale   s.m.    • 1 •   cuscino stretto, lungo quanto la larghezza del letto, che si poneva tra il materasso e il lenzuolo per tenere sollevati i guanciali    • 2 •   (estens.) il letto di un malato: accorrere al capezzale di qualcuno. 
capezzata   s.f.  (edil.) struttura a coronamento di un'opera muraria.
capezziera   s.f.    • 1 •   (rar.) poggiacapo ricamato che si pone sullo schienale delle poltrone    • 2 •   l'insieme delle corde che reggono alle estremità l'amaca.
capezzolo   s.m.  (anat.) papilla cutanea, più o meno sporgente, al centro dell'areola della mammella.
capibara   o capivara, s.m. invar.  mammifero roditore dell'america merid.
capibile   agg.  (non com.) che si può capire; comprensibile.
capicollo    ⇨ capocollo.
capidoglio    ⇨ capodoglio.
capiente   agg.  capace, ampio: un locale, una valigia capiente  | (econ.) si dice di un bene il cui valore è sufficiente a coprire una determinata passività, a garantire un prestito ecc.
capienza   s.f.  l'essere capiente; possibilità, capacità di contenere: un magazzino di scarsa capienza. 
capifosso   o capofosso, s.m.  [pl. capifossi] fosso principale in cui confluiscono le acque di scolo dei campi.
capifuoco   s.m.  [pl. -chi] (non com.) alare del focolare.
capigliatura   s.f.  l'insieme dei capelli, spec. se lunghi e folti: una capigliatura fluente. 
capillare   agg.    • 1 •   sottile come un capello | vaso capillare, (anat.) ciascuno dei vasi sanguigni molto sottili interposti fra le ultime diramazioni delle arterie e le radici delle vene, attraverso le cui pareti avvengono lo scambio dei prodotti vitali con i tessuti e l'eliminazione delle sostanze tossiche | tubo capillare, (fis.) di diametro non superiore a un millimetro    • 2 •   (fig.) estremamente analitico, minuzioso: indagine capillare    • 3 •   (fig.) presente dovunque: organizzazione capillare di vendita   s.m.  (anat.) vaso capillare § capillarmente avv.  minuziosamente | in modo estremamente ramificato.
capillarità   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è capillare (anche fig.)    • 2 •   (fis.) comportamento caratteristico dei liquidi entro i tubi capillari.
capillarizzare   v. tr.  rendere capillare, diffondere capillarmente.
capillarizzazione   s.f.  diffusione, distribuzione capillare.
capillifero   agg.  che genera o sostiene il capello: bulbo capillifero. 
capillizio   o capellizio, s.m.  (ant.)    • 1 •   cuoio capelluto    • 2 •   alone luminoso che si produce intorno a una fonte di luce (un astro, una candela ecc.).
capinera   s.f.  uccellino dal canto melodioso, con becco sottile, capo nerissimo nel maschio e rosso-bruno nella femmina (ord.  passeriformi).
capintesta   s.m.  e f. invar.    • 1 •   (fam.) chi capeggia un gruppo di persone; chi guida un'impresa | (spreg.) caporione: il capintesta della banda    • 2 •   (sport) atleta o squadra che guida una classifica.
capire   v. tr.  [io capisco, tu capisci ecc.]    • 1 •   comprendere, afferrare con la mente: capire un problema, le parole di qualcuno; lo volete capire che non dovete far chiasso?  | (assol.) avere intelligenza, capacità di comprensione: un bambino che capisce molto  | capire una persona, conoscerne i sentimenti, le intenzioni, le ragioni | capire la musica, la poesia, sentirle profondamente, afferrarne l'intimo significato | capire l'antifona, (fig.) comprendere quello che qualcuno ha voluto dire con un'allusione | capirci, non capirci, (fam.) riuscire, non riuscire a comprendere qualcosa: non ci capisco niente  | si capisce, certamente, naturalmente | capirai, capirà, capirete, (fam.) si usano come intercalare per sottolineare quanto si sta dicendo    • 2 •   giustificare o perdonare almeno in parte: cerca di capirmi  | capirsi v. rifl.  andare d'accordo, intendersi: capirsi in modo perfetto. 
capirosso    ⇨ caporosso.
capisteo   s.m.  (ant.) sorta di conca o vassoio rettangolare di legno, adatto a vari usi.
capitagna   s.f.  capezzagna.
capitale   (1) agg.    • 1 •   che si riferisce al capo, alla testa, intesa come sede della vita; per estens., che comporta la morte: pena, sentenza capitale  | peccati capitali, nella teologia cattolica, i sette peccati che procurano la morte spirituale (superbia, avarizia, invidia, accidia, ira, lussuria, gola) | nemico, odio capitale, (fig.) acerrimo, mortale    • 2 •   (fig.) principale; importante, decisivo: una decisione di capitale importanza    • 3 •   scrittura capitale, (paleogr.) nell'antica roma, scrittura usata soprattutto nelle epigrafi e composta da lettere maiuscole; scrittura capitale quadrata, quella in cui il disegno di ogni lettera aveva larghezza uguale all'altezza | lettera capitale, lettera in scrittura capitale; in tipografia, capolettera    • 4 •   (econ.) si dice di un bene impiegato nella produzione di altri beni; produttivo § capitalmente avv.  (ant.) mortalmente | con, sotto pena di morte.
capitale   (2) s.m.    • 1 •   (econ.) somma di denaro che frutta interesse | dotazione di mezzi di produzione (di un'impresa, di un sistema economico ecc): capitale fisso, i mezzi di produzione durevoli; capitale circolante, le scorte e le attività monetarie a breve termine; capitale sociale, valore dei conferimenti dei soci all'atto della costituzione di una società    • 2 •   (estens.) grande quantità di denaro; patrimonio, ricchezza: un quadro che vale un capitale  | far capitale di qualcosa, (fig.) giovarsene | far capitale di qualcuno, (fig.) fare affidamento su di lui: tu hai fatto capitale di me; e io non t'abbandonerò  (manzoni p. s.  xvii) | avere un capitale di cognizioni, di esperienze, (fig.) esserne ricco | è un bel capitale!, (iron.) non vale nulla, anzi fa danno    • 3 •   l'insieme, la classe di coloro che sono detentori di capitali investiti in attività produttive: il rapporto fra capitale e lavoro. 
capitale   (3) s.f.    • 1 •   la città di uno stato in cui ha sede il governo; anche, centro principale di un paese da un particolare punto di vista: parigi è la capitale della francia; la capitale industriale d'italia è milano  | la capitale, per antonomasia, roma    • 2 •   (paleogr.) scrittura capitale; lettera in tale scrittura | (tip.) capolettera.
capital gains   loc. sost. m. pl.  (econ.) guadagni in conto capitale (com. detti guadagni di capitale); plusvalenza.
capitalismo   s.m.  sistema economico e sociale fondato sul predominio del grande capitale privato e quindi sulla separazione del lavoro dalla proprietà dei mezzi di produzione e dalle decisioni relative alla produzione stessa | capitalismo di stato, quello in cui i capitali appartengono allo stato.
capitalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi dispone di capitali; per estens., chi appartiene all'alta borghesia imprenditoriale    • 2 •   (scherz.) persona ricca  agg.  capitalistico: società capitalista. 
capitalistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce al capitalismo o ai capitalisti: sistema capitalistico  § capitalisticamente avv.  dal punto di vista, con criterio capitalistico.
capitalizzare   v. tr.  (econ.)    • 1 •   detto dell'interesse, aggiungerlo al capitale perché frutti interesse a sua volta: capitalizzare i dividendi delle azioni    • 2 •   sottrarre ricchezza al consumo, destinandola alla produzione, per ottenerne altra maggiore    • 3 •   determinare il capitale che produce un determinato reddito: capitalizzare una rendita. 
capitalizzazione   s.f.  (econ.)    • 1 •   il capitalizzare, l'essere capitalizzato | capitalizzazione di borsa, valore di mercato di una società quotata in borsa, ottenuto moltiplicando il valore di ciascuna azione per il loro numero complessivo    • 2 •   sistema di gestione delle assicurazioni in base al quale i premi sono investiti e con i redditi si finanziano le indennità.
capitana   s.f.    • 1 •   (ant.) la nave su cui era imbarcato il comandante di una flotta; oggi, ammiraglia    • 2 •   (scherz.) donna che ha autorità su altre.
capitanare   v. tr.  comandare in qualità di capitano | (estens.) essere a capo di qualcosa: capitanare un esercito, una rivolta; capitanare un'impresa, dirigerla.
capitanato   s.m.  (st.) ufficio e grado di capitano; anche, il territorio sotto la sua giurisdizione e l'edificio in cui risiedeva.
capitaneggiare   v. tr.  [io capitanéggio ecc] (non com.) capitanare.
capitaneria   s.f.    • 1 •   (st.) l'ufficio del capitano; capitanato    • 2 •   capitaneria di porto, organo amministrativo dello stato preposto al controllo dei porti e del litorale marittimo; il luogo in cui ha sede tale organo.
capitano   s.m.    • 1 •   (mil.) ufficiale comandante una compagnia di soldati, che ha grado intermedio fra tenente e maggiore    • 2 •   nella marina mercantile, comandante di una nave: capitano di lungo corso  | nella marina militare, grado di vari ufficiali: capitano di corvetta, corrispondente a maggiore; capitano di fregata, corrispondente a tenente colonnello; capitano di vascello, corrispondente a colonnello | capitano di porto, l'ufficiale al comando di una capitaneria di porto | usato come agg.  nella loc. nave capitana, capitana    • 3 •   (aer.) comandante di una squadriglia di aerei    • 4 •   nel medioevo e nel rinascimento, titolo di vari magistrati o di comandanti militari: capitano di giustizia, al tempo delle signorie e dei principati, magistrato con poteri giurisdizionali e di polizia; capitano del popolo, al tempo dei comuni, magistrato che doveva tutelare gli interessi del popolo per un anno; capitano di ventura, comandante di milizie mercenarie | capitani reggenti, i due capi dello stato della repubblica di san marino    • 5 •   (antiq.) chi è a capo di qualcosa: il capitano dei congiurati  | capitano d'industria, grande industriale    • 6 •   nel calcio e in genere negli sport collettivi, atleta responsabile del comportamento in campo dei compagni; nel ciclismo, il corridore che fa da caposquadra    • 7 •   (teat.) maschera della commedia dell'arte che personifica il soldato spaccone; (fig.) smargiasso, fanfarone: capitan fracassa, capitan spaventa. 
capitare   v. intr.  [io càpito ecc. ; aus. essere]    • 1 •   giungere in un luogo per caso o di passaggio; sopraggiungere inaspettatamente: se capiti a milano, telefonami; mi capita sempre fra i piedi quel tipo!  | capitare bene, male, avere buona o cattiva fortuna in qualcosa    • 2 •   venire tra le mani, sott'occhio; presentarsi per combinazione o per caso (detto di cose): mi è capitata una buona occasione  | avere in assegnazione: gli è capitato un buon insegnante    • 3 •   accadere, succedere (spec. di eventi sfavorevoli): capitano tutte a me!; son cose che capitano, bisogna avere pazienza    • 4 •   (ant.) far capo, andare a finire: quivi era una camera dove capitava la fessura  (boccaccio dec.  vii, 5) | v. intr. impers.  [aus. essere] accadere, avvenire: capita di rado che io arrivi in ritardo  | in usi partic.: chi capita, chiunque; dove capita, in qualsiasi luogo; come capita, a caso.
capitato   agg.    • 1 •   (bot.) si dice di organo vegetale sottile che termina con un rigonfiamento a forma di capocchia di spillo    • 2 •   osso capitato, (anat.) il più voluminoso osso del carpo.
capitazione   s.f.  (dir.)    • 1 •   imposta sulla persona, che era applicata nell'età imperiale romana e nel medioevo    • 2 •   imposizione fiscale per cui i contribuenti sono tenuti a pagare tutti una stessa somma.
capitecenso   s.m.  nell'antica roma, cittadino nullatenente che risultava iscritto nelle liste di censimento solo come persona.
capitello   s.m.    • 1 •   (arch.) l'estremità superiore della colonna sulla quale poggia l'arco o l'architrave: capitello dorico, ionico, corinzio    • 2 •   striscia di pelle o di tela che serve a rinforzare e a ornare la testata dei libri rilegati    • 3 •   (chim.) parte superiore dell'alambicco.
capitolare   (1) v. intr.  [io capìtolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   arrendersi al nemico; trattare i patti di resa: dopo lungo assedio la città capitolò    • 2 •   (fig.) cedere alle insistenze altrui, arrendersi: il padre alla fine capitolò e lo lasciò partire  | v. tr.  (ant.) dividere in capitoli.
capitolare   (2) agg.    • 1 •   di un capitolo ecclesiastico: adunanza capitolare; biblioteca capitolare    • 2 •   relativo alle capitolazioni.
capitolare   (3) s.m.    • 1 •   (st.) nome delle ordinanze emesse dai sovrani franchi per l'organizzazione del regno: capitolare di kiersy    • 2 •   (estens.) raccolta delle deliberazioni prese da un'assemblea ecclesiastica o civile.
capitolato   s.m.  testo diviso in capitoli | (dir.) testo nel quale sono descritti minutamente per capitoli gli obblighi e i diritti delle parti di un contratto: capitolato d'appalto. 
capitolazione   s.f.    • 1 •   il capitolare; per estens., i patti della resa: la capitolazione di una città; firmare la capitolazione    • 2 •   pl.  privilegi che venivano concessi per accordi diplomatici agli europei residenti in paesi orientali.
capitolino   agg.    • 1 •   del campidoglio: museo capitolino  | la lupa capitolina, l'emblema della città di roma    • 2 •   (estens.) di roma: la città capitolina. 
capitolo   s.m.    • 1 •   ciascuna delle grandi parti nelle quali è suddiviso un testo: il primo capitolo del romanzo.  dim. capitoletto, capitolino    • 2 •   suddivisione di un contratto, di un regolamento e sim.    • 3 •   componimento in terza rima, in origine di argomento politico o morale (sec. xiv), poi di contenuto amoroso o satirico (sec. xv), infine di natura burlesca (sec. xvi)    • 4 •   nella letteratura contemporanea, componimento letterario (saggio, capriccio, fantasia) in prosa    • 5 •   (eccl.) gruppo di canonici addetti a una chiesa cattedrale o collegiata    • 6 •   adunanza dei membri di una congregazione religiosa o cavalleresca; luogo dell'adunanza | avere voce in capitolo, (fig.) avere facoltà di intervenire in una discussione e di concorrere a prendere una decisione; essere ascoltato, considerato.
capitombolare   v. intr.  [io capitómbolo ecc. ; aus. essere] fare un capitombolo; ruzzolare, cascare.
capitombolo   s.m.    • 1 •   il cadere a testa all'ingiù ruzzolone: fare un capitombolo dalla bicicletta, per le scale  | a capitomboli, rotolando. accr. capitombolone    • 2 •   (fig) crollo, rovina, rovescio di fortuna.
capitone   s.m.    • 1 •   anguilla femmina di grosse dimensioni, pregiata per le sue carni; è cibo tradizionale delle feste di natale    • 2 •   (ant.) filo di seta grosso e ineguale    • 3 •   (region.) alare del focolare.
capitonné   s.m. invar.  tipo di imbottitura trapunta per mobili.
capitozza   s.f.  potatura dell'albero ottenuta tagliandone il tronco a una certa altezza affinché getti nuovi rami; per estens., l'albero così potato.
capitozzare   v. tr.  [io capitòzzo ecc.] potare un albero a capitozza.
capivara    ⇨ capibara.
capnomanzia   s.f.  presso gli antichi, divinazione basata sulla direzione, il colore, le forme assunte dal fumo.
capnometria   s.f.  valutazione della quantità e della composizione dei fumi industriali presenti nell'aria, al fine di misurare il tasso di inquinamento.
capo   s.m.    • 1 •   la parte del corpo umano unita al torace dal collo e in cui hanno sede gli organi che governano le facoltà intellettive e la vita sensitiva; in senso più ristretto, la zona del cranio rivestita di capelli (in queste accezioni è sempre sostituibile con testa): capo canuto, biondo, calvo, ricciuto; portare il cappello sul capo; scoprirsi il capo; avere mal di capo, giramenti di capo, soffrire di cefalea, di vertigini; da capo a piedi, in tutta la persona; abbassare, chinare il capo, (fig.) rassegnarsi, sottomettersi; alzare, rizzare il capo, (fig.) ribellarsi; rompersi il capo, (fig.) scervellarsi; battere il capo, dar di capo nel muro, (fig.) disperarsi o tentare un'impresa disperata; crollare, scuotere il capo, per esprimere scontento, scetticismo; capitare tra capo e collo, (fig.) si dice di un fatto negativo che sopravviene all'improvviso; giurare sul capo di qualcuno, sulla sua vita; non avere né capo né coda, (fig.) si dice di ragionamento privo di fondamento e di conclusione | in quanto sede del cervello, assume il significato di mente, pensiero: mettersi in capo qualcosa, convincersene fermamente; questo non mi entra in capo, non riesco a comprenderlo; passare, saltare, frullare per il capo, si dice di idee che vengono in mente all'improvviso; mettere il capo a partito, diventare giudizioso. dim. capino  accr. capone  pegg. capaccio    • 2 •   (non com.) la parte del corpo degli animali in cui sono collocati gli organi del senso (si usa com. testa) | (estens.) ogni individuo appartenente a una determinata specie (si dice per lo più di ovini, bovini, equini e suini): capo di bestiame; un gregge di duecento capi    • 3 •   chi esercita un comando o dirige imprese, attività ecc.: capo dello stato, del governo; essere a capo di un partito; comandante in capo, comandante supremo | nella marina militare, il grado più elevato di sottufficiale, corrispondente a maresciallo nell'esercito | in un'azienda, chi esercita mansioni direttive intermedie | in funzione di agg. invar.  che dirige, che comanda (sempre posposto al sostantivo): ingegnere, ispettore capo    • 4 •   (estens.) chi ha un ruolo preminente o esercita una funzione direttiva, godendo di particolare prestigio e autorevolezza: il capo della famiglia; quando vuole sa essere un vero capo  | capo storico, ispiratore o fondatore di un partito o movimento politico | capo di un branco, capobranco    • 5 •   la parte superiore o l'estremità, il principio di qualcosa: il capo della scala; a capo del letto; il capo di un gomitolo; filato a due capi, formato da due fili attorcigliati insieme | da capo, da principio | andare a capo, nella scrittura o nella lettura, riprendere all'inizio del rigo successivo; (fig.) ricominciare a fare qualcosa dall'inizio | in capo al mondo, molto lontano | far capo, sboccare | venire a capo di qualcosa, risolverla | in capo a una settimana, a un mese, entro, tra una settimana, un mese | prov.  : cosa fatta capo ha, ciò che è stato fatto non può più essere cambiato    • 6 •   l'estremità più grossa e tondeggiante di un oggetto: il capo di un chiodo; capo di uno spillo, capocchia; capo dell'aglio, della cipolla, bulbo    • 7 •   ciascuna unità di una serie di cose, spec. indumenti: capo di biancheria, di vestiario; indossare un bel capo; scegliere capo per capo, (fig.) accuratamente | ciascuna delle parti incui è diviso uno scritto; capitolo: una legge che consiste di tre capi; esporre per sommi capi, considerando gli argomenti principali, in sintesi | capo d'accusa, (dir.) imputazione | capo primo..., capo secondo  ecc., formula per introdurre un'enumerazione    • 8 •   (geog.) promontorio che si protende nel mare; anche, punto estremo di una penisola, di un continente: capo miseno    • 9 •   (arald.) pezza onorevole che occupa il terzo superiore dello scudo.
capo-  capo- primo elemento di parole composte, in cui può indicare chi è capo o dirigente (p. e. caporedattore, capostazione), l'eccellenza o la preminenza di una cosa (p. e. capolavoro), l'inizio (p. e. capostipite, capoverso).
capoarea   s.m.  e f.  [pl. m. capiarea, f. invar.] nella struttura commerciale di un'azienda, chi coordina la distribuzione e la vendita di uno o più prodotti in una zona.
capoarma   s.m.  [pl. capiarma] (mil.) in una squadra di mitraglieri o di mortaisti, il soldato incaricato della cura dell'arma.
capobanda   s.m.  e f.  [pl. m. capibanda; f. invar.]    • 1 •   capo di una banda di malfattori | (scherz.) capo di una compagnia di giovani, di un'allegra brigata    • 2 •   chi dirige una banda musicale.
capobandito   s.m.  [pl. capibanditi] capo di banditi; capobanda.
capobarca   s.m.  [pl. capibarca] chi comanda una barca da pesca o da trasporto.
capobastone   s.m.  [pl. capibastone] nel gergo della mafia, chi controlla le attività mafiose in una determinata zona.
capobranco   s.m.  e f.  [pl. m. capibranco; f. invar.] animale, generalmente di sesso maschile, a cui il branco di appartenenza riconosce un ruolo di supremazia.
capobrigante   s.m.  [pl. capibriganti] capo di briganti, di una banda di briganti.
capoc    ⇨ kapok.
capocaccia   s.m.  [pl. capicaccia] chi guida una grossa battuta di caccia.
capocameriere   s.m.  [f. capocameriera; pl. m. capicameriere; f. capocameriere] cameriere che sovrintende al lavoro degli altri camerieri.
capocannoniere   o capo cannoniere, s.m.  [pl. capicannonieri]    • 1 •   (mil.) sottufficiale di marina addetto alle artiglierie    • 2 •   (sport) il calciatore che, durante un campionato, ha segnato il maggior numero di reti.
capocantiere   s.m.  [pl. capicantiere] persona che sovrintende al lavoro degli operai in un cantiere.
capocarceriere   s.m.  [f. -a; pl. m. capicarcerieri; f. capocarceriere] carceriere di grado superiore, da cui dipendono gli agenti di custodia.
capocarico   s.m.  [pl. capicarichi] (mil.) sottufficiale che su una nave da guerra ha in consegna armi e munizioni.
capocarro   s.m.  [pl. capicarro] (mil.) sottufficiale o graduato che comanda l'equipaggio di un carro armato; anche, l'ufficiale che ha il comando di una compagnia di carri armati.
capocchia   s.f.    • 1 •   estremità ingrossata e tondeggiante di spilli, fiammiferi e sim. dim. capocchietta, capocchina    • 2 •   (fam.) testa | a capocchia, a casaccio, senza riflettere, malamente.
capocchieria   s.f.  (fam. non com.) balordaggine.
capocchio   agg.  e s.m.  (ant.) si diceva di persona di poco senno, di scarso affidamento. accr. capocchione. 
capocchiuto   agg.  munito di grossa capocchia, detto soprattutto di aglio, cipolla e di altri vegetali con bulbo molto grosso.
capoccia   (1) o capoccio, s.m.  [pl. capoccia  o capocci]    • 1 •   capo di una famiglia di contadini    • 2 •   sorvegliante di una squadra di lavoranti, di pastori o di vaccari    • 3 •   (scherz.) chi fa da capo, da guida; il capo di casa.
capoccia   (2) s.f.  [pl. -ce] (dial.) testa, capo. dim. capoccetta  accr. capocciona, capoccione  (m.).
capocciata   s.f.  (dial.) colpo dato con la testa.
capoccio    ⇨ capoccia 1.
capoccione   s.m.  (dial.)    • 1 •   accr.  di capoccia    • 2 •   2 (estens.) persona che ha la testa grossa | (scherz.) persona molto intelligente    • 3 •   personaggio influente.
capocellula   s.m.  e f.  [pl. m. capicellula; f. invar.] nelle organizzazioni comuniste, chi dirige una cellula.
capocentro   s.m.  e f.  [pl. m. capicentro; f. invar.] chi dirige un centro, spec. meccanografico o elettronico.
capocielo   s.m.  piccolo baldacchino appeso al soffitto sopra l'altare.
capoclan   s.m.  [pl. capiclan] capo di un clan; in partic., boss a capo di un clan mafioso.
capoclaque   s.m. invar.  chi coordina l'attività di una claque, disponendo quando e quanto applaudire.
capoclasse   s.m.  e f.  [pl. m. capiclasse; f. invar.] alunno scelto o eletto in una classe per compiti di coordinamento, di organizzazione ecc.
capoclassifica   s.m. e f.  [pl. m. capiclassifica; f. capoclassifica] atleta o squadra che occupa il primo posto in una classifica.
capocollo   o capicollo, s.m.  [pl. capicollo] salume fatto con un taglio di carne della parte superiore del dorso del maiale, vicino al collo; è una specialità dell'italia meridionale.
capocomico   s.m.  [pl. capocomici, meno com. capicomici] (antiq.) chi dirigeva una compagnia teatrale scritturando gli attori.
capocommessa   s.f. invar.  azienda che ha ricevuto la commessa per la realizzazione di una grande opera e subappalta ad altre aziende quelle parti del lavoro che non rientrano nella propria competenza.
capocorda   s.m.  [pl. capicorda] (elettr.) accessorio metallico che si applica all'estremità di un conduttore per facilitarne il collegamento con un altro conduttore o con i morsetti di un apparecchio e per assicurare così un buon contatto elettrico.
capocordata   s.m.  e f.  [pl. m. capicordata; f. invar.] alpinista che guida una cordata, occupando il primo posto durante l'ascensione e l'ultimo nella discesa, per garantire in ogni momento la sicurezza e l'incolumità dei compagni.
capocorrente   s.m. e f.  [pl. m. capicorrente; f. capocorrente] politico che è il leader di una corrente di partito.
capocronaca   s.m.  [pl. capicronaca] articolo di apertura della pagina di cronaca cittadina di un giornale.
capocronista   s.m.  e f.  [pl. m. capicronisti; f. capocroniste] redattore di un giornale che dirige i servizi di cronaca cittadina.
capocuoco   s.m.  [f. -a; pl. m. capocuochi  o capicuochi; f. capocuoche] chi dirige il lavoro di cucina in alberghi, ristoranti ecc.
capodanno   o capo d'anno, s.m.  [pl. capodanni  o capi d'anno] il primo giorno dell'anno.
capodimonte   agg. invar.  si dice di oggetti in porcellana molto fine, prodotti a napoli nel quartiere di capodimonte, nella fabbrica fondata nel sec. xviii dal re carlo iii di borbone; anche, di pezzi fatti a imitazione di quelli di capodimonte: statuina, servizio da tavola capodimonte. 
capodipartimento   s.m.  e f.  [pl. m. capidipartimento; f. invar.] capo di un dipartimento, spec. ferroviario.
capodivisione   s.m.  e f.  [pl. m. capidivisione; f. invar.] chi è a capo di una divisione, spec. nell'amministrazione pubblica.
capodoglio   o capidoglio, s.m.  grosso mammifero marino con testa enorme e grande pinna caudale (ord.  cetacei).
capodopera   o capo d'opera, s.m.  [pl. capidopera] (non com.) capolavoro.
capofabbrica   s.m.  e f.  [pl. m. capifabbrica; f. invar.] chi sovrintende ai lavori in una fabbrica.
capofabbricato   s.m.  e f.  [pl. m. capifabbricato; f. invar.] chi, durante la seconda guerra mondiale, era responsabile della sorveglianza dell'edificio in cui risiedeva, soprattutto per la protezione antiaerea.
capofamiglia   s.m.  e f.  [pl. m. capifamiglia; f. invar.] il capo della famiglia; il padre, la madre o chi abbia a carico i familiari.
capofficina   o capoofficina [ca-po-of-fi-cì-na], s.m.  e f.  [pl. m. capiofficina; f. invar.] chi dirige il personale e i lavori di un'officina.
capofila   s.m.  e f.  [pl. m. capifila; f. invar.]    • 1 •   chi è il primo di una fila ordinata di persone o di cose: il capofila darà l'attenti  | a capofila, davanti a tutti    • 2 •   l'esponente principale di un movimento letterario, politico e sim.: marinetti fu il capofila del futurismo italiano. 
capofitto   usato solo nella loc. avv. a capofitto, col capo all'ingiù | buttarsi a capofitto in qualcosa, (fig.) dedicarvisi col massimo impegno.
capofosso    ⇨ capifosso.
capogabinetto   s.m.  e f.  [pl. m. capigabinetto; f. invar.] chi è a capo del gabinetto di un ministro.
capogatto   s.m.  [pl. capogatti  o capigatti]    • 1 •   (non com.) capogiro, vertigine    • 2 •   (vet.) capostorno.
capogiro   s.m.  [pl. capogiri] leggera vertigine, giramento di capo | dare, far venire il capogiro, (fig.) stordire, sbalordire | da capogiro, (fig.) sbalorditivo: una somma di denaro da capogiro. 
capogruppo   s.m.  e f.  [pl. m. capigruppo; f. invar.] chi capeggia un gruppo; si dice soprattutto del capo di un gruppo parlamentare.
capoguardia   s.m.  [pl. capiguardia]    • 1 •   chi è a capo delle guardie, in organizzazioni varie    • 2 •   nella marina militare, sottufficiale che presiede ai marinai di guardia.
capok    ⇨ kapok.
capolavoro   s.m.  [pl. capolavori, rar. capilavori]    • 1 •   opera eccellente; l'opera migliore di un autore, di un'arte, di una corrente letteraria o artistica, di un'epoca: questa statua è un capolavoro; l'«orlando furioso» è il capolavoro di ludovico ariosto  | che capolavoro!, (iron.) per sottolineare che una cosa è molto brutta    • 2 •   (estens.) opera che esprime al massimo grado una qualità, anche negativa: i suoi vestiti li faceva da sé, ed erano capolavori di supremo ridicolo  (palazzeschi)    • 3 •   opera con la quale l'allievo di una scuola operaia o artigianale, o un operaio assunto in prova, dimostra agli esaminatori la propria capacità.
capolega   s.m.  e f.  [pl. m. capilega; f. invar.]    • 1 •   chi è a capo di una lega    • 2 •   negli anni che precedettero il fascismo, segretario di una lega di braccianti agricoli della bassa padana.
capolettera   s.m.  [pl. capilettera]    • 1 •   emblema col quale si usava intestare i documenti di stato e, in seguito, anche le lettere per la corrispondenza privata    • 2 •   (tip.) lettera di corpo molto più grande delle altre usata per iniziare la prima parola di un capitolo di libro, di un articolo di giornale e sim.
capoletto   s.m.  [pl. capoletti]    • 1 •   il capo del letto    • 2 •   drappo che si appendeva, per ornamento, al muro dietro la spalliera del letto.
capolinea   s.m.  [pl. capilinea] fermata terminale di un servizio di trasporto.
capolino   s.m.    • 1 •   nella loc. far capolino, sporgere appena il capo (da una finestra, da un uscio e sim.) per guardare senza essere veduto; per estens., farsi vedere fugacemente: il sole fa capolino dietro le nubi  | (fig.) cominciare a manifestarsi: presto la verità farà capolino    • 2 •   (bot.) infiorescenza con asse principale raccorciato su cui si inseriscono i fiori (p. e.  la margherita).
capolista   s.m.  e f.  [pl. m. capilista; f. invar.]    • 1 •   chi è scritto per primo in una lista: il capolista dei candidati di un partito  | (estens.) chi ha raccolto il maggior numero dei voti in un'elezione | la capolista del campionato, (sport) la squadra in testa alla classifica | essere a capolista, all'inizio di una lista, al primo posto: mettere qualcuno, qualcosa a capolista, (fig.) attribuirgli la massima importanza    • 2 •   chi primeggia o è il capo riconosciuto di un gruppo, un movimento, una corrente e sim.; capofila | usato anche come agg. invar.  : il candidato, la squadra capolista. 
capoluogo   s.m.  [pl. capoluoghi  e capiluoghi] la città più importante di una regione o di una provincia, in cui hanno sede i relativi organi amministrativi locali: ancona è il capoluogo delle marche  | usato anche come agg. invar.  : la lombardia ha nove città capoluogo di provincia. 
capomacchinista   s.m.  [pl. capomacchinisti]    • 1 •   capo dei macchinisti    • 2 •   (mar.) direttore di macchina.
capomaestro    ⇨ capomastro.
capomafia   s.m.  [pl. capimafia] il capo di uno o più gruppi organizzati di mafiosi.
capomanipolo   s.m.  [pl. capimanipolo] nella milizia fascista, comandante di un manipolo.
capomastro   ant. capomaestro [ca-po-ma-è-stro o  capomaéstro], s.m.  [pl. capomastri  e capimastri]    • 1 •   chi, in lavori edilizi, dirige un gruppo di muratori    • 2 •   muratore che lavora in proprio come piccolo imprenditore e appaltatore.
capomissione   s.m.  e f.  [pl. m. capimissione; pl. f. invar.] capo di una missione diplomatica.
capomorto   s.m.  [pl. capimorti] (antiq.) residuo o scoria non più sfruttabile di lavorazioni industriali.
capomovimento   s.m.  e f.  [pl. m. capimovimento; f. invar.] funzionario che dirige il movimento ferroviario.
capomusica   s.m.  [pl. capimusica] chi dirige una banda musicale militare.
caponaggine   s.f.  (non com.) testardaggine, ostinazione.
caponare    ⇨ capponare 2.
caponata   o capponata, s.f.  (gastr.)    • 1 •   galletta ammorbidita nell'acqua e condita con olio e aceto    • 2 •   specialità della cucina siciliana a base di melanzane e sedani fritti, olive, capperi e pomodoro.
capone   (1) s.m.  (tosc.)    • 1 •   accr.  di capo  | (estens.) chi ha la testa molto grossa    • 2 •   (fig.) persona ostinata e poco intelligente    • 3 •   forma ant. o region. per cappone, nome di varie specie di pesci.
capone   (2)  ⇨ cappone 2.
caponeria   s.f.  (antiq.) caponaggine.
capoofficina    ⇨ capofficina.
capopagina   s.m.  [pl. capipagina]    • 1 •   fregio a stampa che occupa tutta la parte superiore di una pagina e serve come testata delle divisioni principali di un'opera    • 2 •   inizio di una pagina.
capoparte   s.m.  e f.  [pl. m. capiparte; f. invar.] chi è a capo di una parte politica, di una fazione.
capoparto   s.m.  [pl. capiparto] (med.) la prima mestruazione dopo il parto (ha luogo dopo circa 40 giorni).
capopattuglia   s.m.  [pl. capipattuglia] comandante di una pattuglia militare.
capopezzo   s.m.  [pl. capipezzo] (mil.) graduato o sottufficiale che comanda gli addetti a un pezzo di artiglieria.
capopopolo   s.m.  e f.  [pl. m. capipopolo; f. invar.] chi è a capo del popolo, spec. durante sommosse: masaniello fu un celebre capopopolo napoletano. 
capoposto   s.m.  [pl. capiposto] (mil.) graduato che è a capo di un posto di guardia.
caporalato   s.m.    • 1 •   (non com.) il grado e l'ufficio del caporale    • 2 •   (merid.) sistema di reclutamento della manodopera contadina mediante i cosiddetti caporali, che non ottempera alla legge sul collocamento e comporta salari inferiori a quelli previsti dalle tariffe sindacali: il caporalato è una delle piaghe delle campagne meridionali. 
caporale   s.m.    • 1 •   graduato di truppa che riveste il primo dei gradi militari e comanda una squadra: caporale di giornata, che sovrintende per quel giorno alla pulizia e all'ordine dei locali dell'unità a cui appartiene; caporale maggiore, caporalmaggiore    • 2 •   (estens.) persona che, investita di un minimo potere, lo esercita con modi autoritari    • 3 •   (pop.) capo di una squadra di operai | (merid.) chi recluta in modo abusivo operai agricoli, conducendoli a lavorare a giornata nelle campagne.
caporalesco   agg.  [pl. m. -schi] da caporale | (estens.) autoritario, arrogante: un fare caporalesco  § caporalescamente avv. 
caporalmaggiore   o caporale maggiore, s.m.  militare di grado intermedio tra il caporale e il sergente.
caporedattore   s.m.  [f. caporedattrice; pl. m. capiredattori; pl. f. caporedattrici] chi dirige una redazione; redattore capo.
caporeparto   s.m.  e f.  [pl. m. capireparto; f. invar.] chi dirige un reparto (di una fabbrica, un magazzino ecc.) e ne è responsabile.
caporetto   s.f. invar.  sconfitta disastrosa, disfatta (spec. scherz.): gli esami sono stati una caporetto. 
caporiccio   s.m.  (ant.)    • 1 •   capriccio, estro    • 2 •   raccapriccio.
caporione   (1) s.m.  [pl. capirione] (ant.) capo di un rione; per estens., capopopolo.
caporione   (2) s.m.  [f. -a; pl. m. -ni]    • 1 •   (spreg.) chi è a capo di un gruppo di facinorosi    • 2 •   (fam.) capo, animatore di un gruppo, e spec. di una brigata chiassosa.
caporonda   s.m.  [pl. capironda] (mil.) graduato o sottufficiale che comanda una ronda.
caporosso   o capirosso, s.m.  (zool.) nome con cui vengono designati alcuni uccelli, tra i quali il cardellino.
caporovescio   avv.  (non com.) a testa in giù: cadere  (a) caporovescio.
caposala   s.m.  e f.  [pl. m. capisala; f. invar.] chi è addetto alla sorveglianza di una sala in un ufficio pubblico o in uno stabilimento, di un reparto in un ospedale e sim.
caposaldo   s.m.  [pl. capisaldi]    • 1 •   punto del terreno la cui quota è determinata con particolare esattezza e che viene usato come vertice di triangolazioni topografiche e geodetiche; anche, il segnale posto sul terreno che indica tale punto    • 2 •   (mil.) ciascuna delle posizioni fortificate sulle quali s'impernia uno schieramento difensivo    • 3 •   (fig.) fondamento; argomento, punto basilare: i capisaldi di un sistema filosofico. 
caposcala   s.m.  [pl. capiscala] pianerottolo in cima a una scala.
caposcalo   s.m.  [pl. capiscalo] funzionario di una compagnia aerea che ne dirige le attività presso un aeroporto.
caposcarico   o capo scarico, s.m.  [pl. capiscarichi  o capi scarichi] buontempone; persona di carattere allegro.
caposcuola   s.m.  e f.  [pl. m. capiscuola; f. invar.] chi è a capo d'una scuola o corrente letteraria, artistica o scientifica: il guinizelli fu il caposcuola dello stilnovo. 
caposervizio   s.m.  e f.  [pl. m. capiservizio; f. invar.]    • 1 •   in un'azienda o nella pubblica amministrazione, capo di un settore organizzativo    • 2 •   nei giornali e nelle agenzie d'informazioni, il redattore che ha la responsabilità di una particolare sezione del giornale: caposervizio interni, esteri. 
caposesto   s.m.  (mar.) ciascuno dei due quinti estremi di prora e poppa nell'ossatura di una nave.
caposezione   s.m.  e f.  [pl. m. capisezione; f. invar.] chi in un ufficio pubblico dirige una sezione.
caposquadra   s.m.  e f.  [pl. m. capisquadra; f. invar.]    • 1 •   chi è a capo di una squadra di persone, spec. di operai    • 2 •   (mil.) in fanteria, sottufficiale o graduato che comanda una squadra.
caposquadriglia   s.m.  [pl. capisquadriglia] (mil.) comandante di una squadriglia.
capostazione   s.m.  e f.  [pl. m. capistazione; f. invar.] dirigente di una stazione ferroviaria.
capostipite   s.m.  e f.  [pl. capostipiti]    • 1 •   chi ha dato origine a una famiglia    • 2 •   (estens.) primo esemplare da cui ne derivano altri più o meno simili: la «bibbia» di gutenberg è il capostipite di tutti i libri a stampa    • 3 •   (filol.) lo stesso che archetipo. 
capostorno   s.m.  (vet.) malattia degli animali erbivori caratterizzata da alterazione dell'apparato sensorio, vertigini e stordimento; capogatto.
capostruttura   s.m. e f.  [pl. m. capistruttura; f. capostruttura] funzionario che ha la responsabilità di una struttura produttiva.
capotamburo   s.m.  [pl. capitamburo] (st.) sottufficiale dell'esercito che dirigeva i tamburini; tamburo maggiore.
capotare   e deriv.   ⇨ capottare e deriv. 
capotasto   s.m.  [pl. capotasti, meno com. capitasti] (mus.) sottile barretta di ebano o d'avorio o d'altro materiale applicata trasversalmente al capo della tastiera degli strumenti a corda muniti di manico (p. e.  chitarra, violino), per tenere sollevate le corde e permettere loro di vibrare.
capotavola   s.m.  e f.  [pl. m. capitavola; f. invar.] chi siede a capo di una tavola, cioè ha il posto d'onore; anche, nella loc. a capotavola, il posto stesso: l'ospite deve sedere a capotavola. 
capote   s.f.  copertura a mantice, spec. di una carrozza o di un'automobile.
capotecnico   s.m.  [pl. capotecnici  e capitecnici] chi svolge un servizio tecnico in uno stabilimento.
capotesta   s.m.  [pl. capitesta] (mar.) ciascuna maglia estrema di un segmento di catena d'ancora, foggiata in modo da poter essere agganciata ad altra maglia simile.
capotorace   s.m.  (zool.) cefalotorace.
capotorto   s.m.  [pl. capitorti] (antiq.) torcicollo.
capotreno   s.m.  e f.  [pl. m. capitreno  e capotreni; f. invar.] chi è a capo del personale di servizio di un treno.
capotribù   s.m.  e f.  [pl. m. capitribù; f. invar.] capo di una tribù.
capotta   s.f.  forma italianizzata di capote. 
capottamento   anche cappottamento e capotamento, s.m.  il capottare.
capottare   anche capotare o cappottare, v. intr.  [io capòtto ecc. ; aus. avere] capovolgersi in avanti, detto di aeroplani e di automobili.
capoturno   s.m.  e f.  [pl. m. capiturno; f. invar.] chi è a capo di un gruppo di persone che svolgono un turno di lavoro.
capoufficio   o capufficio o capo ufficio, s.m.  e f.  [pl. m. capiufficio; f. invar.] chi è a capo di un ufficio.
capovaccaio   s.m.  grosso avvoltoio con testa piccola e becco relativamente lungo, sottile e ricurvo (ord.  falconiformi).
capoverso   s.m.  [pl. capoversi]    • 1 •   in uno scritto, l'inizio del periodo con cui si va a capo e che di solito è rientrato rispetto alle altre righe    • 2 •   (dir.) ogni singola parte in cui è diviso il testo di un articolo di legge, un contratto e sim., esclusa la prima (principio); il primo capoverso corrisponde al secondo comma, il secondo al terzo e così via.
capovoga   s.m.  e f.  [pl. m. capivoga; f. invar.] nel canottaggio, il vogatore che determina il ritmo di voga.
capovolgere   v. tr.  [coniugato come volgere]    • 1 •   voltare sottosopra; rovesciare, ribaltare: un'ondata ha capovolto la barca    • 2 •   (fig.) cambiare radicalmente, rendere completamente diverso; sovvertire: il suo arrivo ha capovolto i nostri piani  | capovolgersi v. rifl.  voltarsi sottosopra; (fig.) cambiarsi radicalmente: in poco tempo la situazione si è capovolta. 
capovolgimento   s.m.  il capovolgere, il capovolgersi, l'essere capovolto (anche fig.): il capovolgimento della situazione economica. 
capovolta   s.f.  (non com.)    • 1 •   capovolgimento | capriola: salto con capovolta, salto mortale    • 2 •   nel nuoto, virata veloce ottenuta effettuando un capovolgimento del corpo.
capovoltare   v. tr.  [io capovòlto ecc.] (non com.) capovolgere.
capovolto   part. pass.  di capovolgere   agg.  rovesciato; ribaltato: una sedia capovolta  | (fig.) stravolto: la natura umana miserabilmente capovolta e declinata a pianta  (de sanctis).
cappa   (1) s.f.    • 1 •   ampio mantello, in genere fornito di cappuccio, indossato un tempo da cavalieri e persone d'alto rango; è usato ancora oggi da prelati in cerimonie extraliturgiche e da alcune confraternite religiose | film, romanzi di cappa e spada, che narrano avventure di argomento amoroso-cavalleresco, per lo più ambientate nel medioevo o in età rinascimentale | cappa di piombo, (fig.) peso grave, insopportabile; per estens., afa, calura opprimente | prov.  : per un punto martin perse la cappa, si dice di chi per un piccolo errore, o per qualche altro motivo banale e trascurabile, si vede sfuggire qualcosa che ha molto desiderato    • 2 •   parte del camino che sporge dalla parete sopra un focolare o un fornello, con la funzione di raccogliere il fumo e il vapore convogliandoli verso la canna fumaria | la cappa del cielo, (fig.) la volta celeste    • 3 •   (mar.) copertura di grossa tela impermeabile che protegge sopra coperta armi, boccaporti, strumenti o altro dalla pioggia e dalle ondate | vele di cappa, nei velieri, quelle più basse, le uniche che si mantengono spiegate in caso di tempesta | navigare alla cappa, navigare a minima velocità in senso contrario al moto delle onde (nel caso di mare molto grosso)    • 4 •   compenso speciale che spetta ai capitani di navi mercantili.
cappa   (2) s.f.  mollusco marino commestibile con conchiglia di varie forme (cl.  lamellibranchi).
cappa   (3) s.m.  o f. invar.  nome della lettera k. 
cappalunga   o cappa lunga, s.f.  [pl. cappelunghe] (zool.) lo stesso che cappa 2.
cappamagna   o cappa magna [pl. cappemagne], s.f.  ampio mantello con cappuccio e strascico indossato dai prelati nelle cerimonie solenni; è rossa per i cardinali e violetta per i vescovi | vestirsi in cappamagna, (fig.) con sfarzo.
capparidacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene il cappero | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
cappasanta   o cappa santa, s.f.  [pl. cappesante] (zool.) lo stesso che cappa 2.
cappato   (1) agg.  (ant.) che indossa la cappa.
cappato   (2) agg.  (arald.) si dice di scudo diviso da due linee curve che richiamano la forma di un kappa.
cappatonda   o cappa tonda, s.f.  [pl. cappetonde] (zool.) lo stesso che cappa. 
cappeggiare   v. intr.  [io cappéggio ecc. ; aus. avere] (mar.) navigare alla cappa.
cappella   (1) s.f.    • 1 •   piccola costruzione a una sola navata destinata al culto, generalmente annessa, vicina o incorporata in un altro edificio sacro o profano; anche, ciascuna delle grandi nicchie che, nelle chiese, contengono altari minori dedicati alla madonna o ai santi: cappella palatina, quella dei palazzi reali | cappella mortuaria, nei cimiteri, ambiente dove si tengono i morti prima della sepoltura    • 2 •   piccola chiesa, oratorio o tabernacolo con immagine sacra. dim. cappelletta, cappellina    • 3 •   cappella papale, solenne funzione religiosa cui assiste il papa; per estens., l'insieme degli ecclesiastici della corte papale    • 4 •   complesso di musici o cantori addetti al servizio musicale di una chiesa: maestro di cappella, musicista che dirige questo complesso | a cappella, (mus.) si dice di composizione polifonica priva di accompagnamento strumentale.
cappella   (2) s.f.    • 1 •   la parte superiore, espansa e tondeggiante, dei funghi    • 2 •   nel gergo militare, recluta.
cappellaccia   s.f.  [pl. -ce] uccellino simile all'allodola, ma con un grosso ciuffo erettile sul capo (ord.  passeriformi).
cappellaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di cappello    • 2 •   (fig. antiq.) sgridata, rabbuffo    • 3 •   (min. , agr.) parte superficiale alterata di un giacimento o di un terreno.
cappellaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende cappelli da uomo.
cappellanato   s.m.  ufficio di cappellano.
cappellania   s.f.  ufficio e dotazione del sacerdote addetto a una cappella | pia fondazione costituita con un lascito le cui rendite sono destinate a fini di culto.
cappellano   s.m.    • 1 •   titolare di una cappellania    • 2 •   sacerdote che aiuta il parroco di una chiesa cui non è canonicamente addetto    • 3 •   sacerdote che assiste il vescovo in alcune cerimonie    • 4 •   chierico che porta la croce e le insegne del vescovo in processione    • 5 •   sacerdote addetto all'ufficio del culto e all'assistenza spirituale presso determinati enti: cappellano delle carceri, dell'ospedale; cappellano militare. 
cappellata   s.f.    • 1 •   colpo dato con il cappello    • 2 •   quantità di roba che può essere contenuta in un cappello: una cappellata di quattrini  | a cappellate, in gran quantità    • 3 •   (gerg.) errore marchiano: fare una cappellata; prendere una cappellata, cadere in un grave errore.
cappelleria   s.f.  bottega di cappellaio.
cappelletto   s.m.    • 1 •   dim.  di cappello  | cappuccetto: il cappelletto della penna    • 2 •   cerchietto di tela impermeabile posto in cima alla cupola dell'ombrello, nel punto in cui si uniscono le stecche    • 3 •   parte della calza che ricopre le dita del piede, solitamente rinforzata    • 4 •   casco in acciaio o in cuoio, senza visiera, che era parte degli antichi equipaggiamenti militari | (st.) soldato di cavalleria leggera al servizio dell'antica repubblica di venezia    • 5 •   (vet.) tumefazione molle, fluttuante, che si forma nella regione del calcagno o del garretto degli equini    • 6 •   spec. pl.  (gastr.) involucro di pasta all'uovo a forma di piccolo cappello, con un ripieno a base di carne, uova e formaggio grana; è tipico della cucina emiliana.
cappelliera   s.f.  custodia rotonda usata per riporvi cappelli, o trasportarli.
cappellificio   s.m.  fabbrica di cappelli.
cappellina   s.f.    • 1 •   sorta di berretta da uomo o da donna    • 2 •   (ant.) armatura del capo costituita da un piccolo elmo o cappuccio di ferro    • 3 •   cappello femminile, largo e rotondo, di paglia leggera.
cappellino   s.m.    • 1 •   dim.  di cappello    • 2 •   cappello da donna.
cappello   s.m.    • 1 •   nome generico di qualsiasi copricapo; in partic., quello composto da una cupola e da una tesa o falda: cappello di stoffa, di pelle, di feltro, di paglia; cappello floscio, a cilindro, a cloche; cappello cardinalizio, quello rosso dei cardinali, che è simbolo della stessa dignità cardinalizia | portare il cappello sulle ventitré, inclinato su un lato del viso | levarsi il cappello, (fig.) fare atto di stima e ammirazione | far tanto di cappello, (fig.) riconoscere l'eccellenza di qualcuno o di qualcosa | prender cappello, (fig.) irritarsi, offendersi. dim. cappellino, cappelluccio  accr. cappellone  pegg. cappellaccio    • 2 •   (estens.) qualsiasi oggetto che, per la forma o la funzione, ricordi un cappello: cappello del lume, di un fungo; cappello della tromba, del trombone, (mus.) sordina    • 3 •   (fig.) breve introduzione a uno scritto, a un discorso    • 4 •   (ant.) corona, ghirlanda.
cappellona   s.f.  (pop.) suora dell'ordine delle figlie della carità, così chiamata per la caratteristica grande cuffia bianca e inamidata, ora però non più in uso.
cappellone   s.m.    • 1 •   accr.  di cappello    • 2 •   chi indossa un cappello a tese molto larghe | nel gergo militare, la recluta, perché nei primi giorni porta goffamente il cappello, spesso fuori taglia.
cappellotto   s.m.  nome generico di qualsiasi elemento a forma di cappello o di cappuccio (rigido o flessibile, fisso o amovibile) posto a copertura di un altro elemento a sezione circolare o tondeggiante, con funzione di rinforzo o di riparo: il cappellotto della damigiana, quello che ne protegge l'imboccatura; il cappellotto della scarpa, quello che rinforza la punta della tomaia.
cappero   s.m.  pianta sempreverde con foglie tonde e carnose, i cui fiori, in boccio, si conservano in salamoia per condimento (fam.  capparidacee) | capperi!, esclamazione eufem. del tipo di caspita!. 
capperone   s.m.  antico cappuccio da contadini o da vetturali, attaccato al soprabito, da porsi in capo sopra il cappello come parapioggia.
capperuccia   s.f.  [pl. -ce] (antiq.)    • 1 •   cappa logora e misera    • 2 •   cappuccio attaccato alla cappa.
cappio   s.m.    • 1 •   nodo che si può sciogliere tirando uno dei due capi della corda    • 2 •   capestro | avere il cappio al collo, (fig.) non avere la minima libertà d'azione    • 3 •   nodo ornamentale di abiti femminili.
cappona   o capponessa [cap-po-nés-sa], s.f.  pollastra a cui è stato asportato l'ovario.
capponaia   s.f.    • 1 •   gabbia in cui si rinchiudono i capponi per farli ingrassare; stia    • 2 •   (gerg.) prigione.
capponare   (1) v. tr.  [io cappóno ecc.] (non com.) accapponare.
capponare   (2) o caponare, [io cappóno ecc.] v. tr.  (mar.) legare l'ancora al capo del cappone per sollevarla in coperta.
capponata    ⇨ caponata.
cappone   (1) s.m.    • 1 •   pollo maschio castrato, perciò più grosso del gallo e con carni più tenere | far venire la pelle di cappone, (fig.) fare accapponare la pelle, cioè fare rabbrividire per paura, spavento e sim. | cappone di galera, vivanda marinaresca a base di mollica di pane e carne di vari pesci, condita con aceto    • 2 •   nome di diverse specie di pesci della famiglia dei triglidi.
cappone   (2) o capone, s.m.  (mar.) grosso paranco di prora usato per sollevare l'ancora.
capponessa    ⇨ cappona.
cappotta   (1) s.f.  forma italianizzata di capote. 
cappotta   (2) s.f.    • 1 •   sorta di mantello femminile, affibbiato al collo sotto il bavero    • 2 •   giacca pesante lunga, a doppio petto, che fa parte della divisa invernale della marina militare italiana    • 3 •   cappello femminile, non più in uso, a forma di cuffia e annodato sotto la gola.
cappottare   e deriv.   ⇨ capottare e deriv. 
cappottino   s.m.    • 1 •   cappotto di tessuto leggero    • 2 •   cappotto da bambino.
cappotto   (1) s.m.  pesante soprabito invernale da uomo e da donna | cappotto alla bismarck, di foggia militare. accr. cappottone. 
cappotto   (2) s.m.  in giochi in cui si vince raggiungendo un determinato punteggio, risultato di una partita in cui lo sconfitto non ha segnato neanche un punto: fare, dare cappotto  | far cappotto, (mar.) si dice di un'imbarcazione che si capovolge; nella caccia, non catturare neppure un capo di selvaggina.
cappuccina   s.f.    • 1 •   nome pop. del nasturzio    • 2 •   qualità di lattuga a foglie larghe.
cappuccinesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) dei frati cappuccini.
cappuccino   (1) s.m.  religioso di un ordine mendicante francescano, fondato da matteo da bascio e riconosciuto nel 1528 | barba da cappuccino, barba lunga che incornicia il volto | vita da cappuccino, austera e povera | usato anche come agg.  : frate cappuccino. 
cappuccino   (2) s.m.  caffè con aggiunta di poco latte, così detto per il colore simile a quello del saio dei cappuccini.
cappuccio   (1) s.m.    • 1 •   copricapo di forma conica, attaccato all'abito o al mantello, oggi conservato nell'abito di alcuni ordini religiosi o in indumenti sportivi. dim. cappuccetto    • 2 •   (estens.) nome generico di vari oggetti di forma approssimativamente conica che costituiscono una copertura o un rivestimento: il cappuccio della penna, di un flacone  | rivestimento d'acciaio all'estremità di un proietto    • 3 •   (edil.) coronamento in pietra del rostro del pilone di un ponte.
cappuccio   (2) s.m.  varietà di cavolo che ha le foglie unite a forma di grossa palla | usato anche come agg.  : cavolo cappuccio. 
cappuccio   (3) s.m.  (region.) forma abbreviata di cappuccino 2.
capra   s.f.    • 1 •   mammifero ruminante domestico di medie dimensioni, con corna ricurve all'indietro, coda corta, barba al mento, pelo lungo e liscio; viene allevata per il latte, la carne e la pelle (ord.  artiodattili) | luogo, sentiero da capre, ripido e scosceso, difficilissimo da percorrere | salvare capra e cavoli, (fig.) trovare la soluzione a un problema in cui siano in gioco opposte esigenze, apparentemente inconciliabili fra loro. dim. capretta, capretto  (m.), caprettina    • 2 •   cavalletto costituito da una barra che poggia alle estremità su due sostegni a forma di v rovesciata | struttura costituita da tre pali uniti a piramide, per reggere un meccanismo atto a sollevare pesi    • 3 •   (aer.) elemento che collega le ali di un aereo alla fusoliera    • 4 •   (lett.) in astronomia, capricorno.
capraggine   s.f.  pianta erbacea di sapore amarognolo, coltivata per foraggio (fam.  leguminose).
capraio   ant. o region. capraro, s.m.  [f. -a] chi custodisce le capre.
caprareccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   (non com.) luogo in cui si tengono le capre durante l'inverno    • 2 •   (region.) sentiero dove passano le greggi.
capraro    ⇨ capraio.
capreolato   agg.  (arch.) provvisto, ornato di capreoli: capitello capreolato. 
capreolo   s.m.    • 1 •   viticcio    • 2 •   (arch.) motivo ornamentale a forma di viticcio.
caprese   agg.  dell'isola di capri | (insalata) caprese, insalata a base di pomodori, mozzarella e olive  s.m.  e f.  chi è nato o vive a capri.
capretta   s.f.    • 1 •   dim.  di capra    • 2 •   attrezzo per l'incisione del legno.
capretto   s.m.    • 1 •   dim.  di capra    • 2 •   il piccolo della capra | la carne o la pelle conciata di tale animale: arrosto di capretto; scarpe, guanti di capretto. 
capriata   s.f.  (edil.) struttura triangolare anticamente di legno, in tempi più recenti d'acciaio o cemento armato, che ha la funzione di reggere il tetto di un edificio: soffitto a capriate. 
capriccio   s.m.    • 1 •   voglia improvvisa e stravagante; desiderio bizzarro, ghiribizzo; la cosa così desiderata: avere, levarsi un capriccio; agire a, per capriccio  | bizza improvvisa caratteristica dei bambini: fare i capricci.  dim. capriccetto    • 2 •   amore leggero e incostante    • 3 •   manifestazione, avvenimento stravagante, fuori del comune: i capricci della natura, della fortuna    • 4 •   espressione artistica estrosa, ricca di fantasia; invenzione, trovata bizzarra: i capricci dell'architettura barocca  | (mus.) composizione strumentale in uso dal sec. xvii, di carattere estemporaneo ed estroso: i capricci di paganini    • 5 •   drappeggio di stoffa disposto come decorazione sopra le tende    • 6 •   (ant.) ribrezzo, raccapriccio.
capricciosità   s.f.  l'essere capriccioso; bizzarria, stravaganza.
capriccioso   agg.    • 1 •   che ha capricci, che fa capricci: bambino capriccioso    • 2 •   instabile, mutevole: tempo capriccioso; moda capricciosa    • 3 •   ricco di fantasia e di originalità bizzarro: ingegno, stile capriccioso  | stravagante, non comune: acconciatura capricciosa    • 4 •   in gastronomia: insalata capricciosa, insalata di verdure miste condite con maionese, ritagli di prosciutto e altri ingredienti; pizza capricciosa, con prosciutto, salsiccia, pezzettini di uovo sodo, olive e altri ingredienti § capricciosamente avv.  in modo capriccioso; a capriccio.
caprico   o caprinico [ca-prì-ni-co], agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido organico che si trova nel latte di vacca e di capra.
capricorno   s.m.    • 1 •   mammifero ruminante asiatico simile alla capra, ma con le corna non uncinate (ord.  artiodattili)    • 2 •   capricorno, (astr.) costellazione e segno dello zodiaco in cui il sole transita tra il 22 dicembre e il 20 gennaio; per estens., persona nata sotto questo segno.
caprificare   v. tr.  [io caprìfico, tu caprìfichi ecc.] (agr.) favorire la caprificazione.
caprificazione   s.f.  (agr.) pratica che consiste nel mettere dei caprifichi fra i rami del fico coltivato in modo che i siconi di quest'ultimo possano essere fecondati dal polline del caprifico trasportato dagli insetti.
caprifico   s.m.  [pl. -chi] fico selvatico.
caprifogliacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartengono il sambuco e il caprifoglio | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
caprifoglio   s.m.  arboscello rampicante con fiori profumati di colore bianco o rosa (fam.  caprifogliacee).
caprigno   agg.  (lett.) di, da capra; caprino.
caprile   s.m.  (ant.) stalla o recinto per capre.
caprimulgiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli con becco corto e largo, piumaggio morbido, gambe corte; hanno abitudini notturne o crepuscolari | sing.  [-e] ogni uccello appartenente a tale ordine.
caprimulgo   s.m.  [pl. -gi] (zool.) succiacapre.
caprini   s.m. pl.  (zool.) sottofamiglia di bovidi caratterizzati dalla presenza di corna in entrambi i sessi e da un ciuffo di peli sotto il mento | sing.  [-o] ogni animale di tale sottofamiglia.
caprinico    ⇨ caprico.
caprino   agg.  di, da capra: piede caprino; barba caprina  | questione di lana caprina, (fig.) del tutto oziosa, futile  s.m.    • 1 •   puzzo di capra    • 2 •   sterco di capra che serve da concime    • 3 •   formaggio di latte di capra a pasta morbida.
capriola   (1) s.f.    • 1 •   evoluzione del corpo fatta raggomitolandosi su se stessi, puntando le mani e la testa in avanti e ruotando fino ad assumere una posizione seduta o ritta; per estens., capitombolo, ruzzolone: fare una capriola, (fig.) avere un rovescio di fortuna; anche, cambiare improvvisamente opinione | fare le capriole, (fig.) fare l'impossibile, impegnarsi al massimo; fare i salti mortali    • 2 •   salto che fanno i ballerini classici cambiando la posizione delle gambe    • 3 •   figura dell'equitazione d'alta scuola nella quale il cavallo, mentre è in aria con le quattro zampe alla stessa altezza, distende le posteriori all'indietro e raccoglie simultaneamente le anteriori.
capriola   (2) s.f.  la femmina del capriolo.
capriolare   v. intr.  [io capriòlo ecc.] (lett.) far capriole.
capriolo   lett. capriuolo [ca-pri-uò-lo], ant. cavriuolo, s.m.  mammifero ruminante di medie dimensioni, bruno d'estate, rossiccio d'inverno, agile ed elegante, con coda rudimentale e corna caduche nel maschio; le sue carni sono molto pregiate (ord.  artiodattili).
capripede   agg.  (poet.) dai piedi di capra; è attributo di talune divinità boscherecce della mitologia greco-romana, come i satiri e i fauni: il capripede e cornigero pan  (pascoli).
capriuolo    ⇨ capriolo.
capro   s.m.  il maschio della capra | capro espiatorio, (fig.) chi sconta colpe altrui (dal rito descritto nell'antico testamento per cui, nel giorno dell'espiazione, si inviava nel deserto al demone azazel un capro simbolicamente caricato dei peccati del popolo).
caproico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido organico presente nel latte di capra e di vacca e nell'olio di cocco.
caprolattame   s.m.  (chim.) composto organico ciclico che si ricava dal benzene, dal toluene o dal fenolo, usato per fabbricare fibre poliammidiche.
caprone   s.m.    • 1 •   capro    • 2 •   (fig.) uomo dall'aspetto rozzo e grossolano.
capronico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) caproico.
capruggine   s.f.  tacca delle doghe nella quale si incastrano i fondi della botte.
capsico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   genere di solanacee che si coltivano come piante annue perché danno frutti a bacca di sapore piccante; vi appartiene una specie comprendente varietà di peperone e peperoncino    • 2 •   estratto di una specie di capsico, impiegato nella preparazione di prodotti farmaceutici.
capside   s.m.  (biol.) membrana proteica delle particelle virali.
capsula   rar. cassula, s.f.    • 1 •   qualsiasi involucro di forma tondeggiante o cilindrica che ha funzione protettiva o è usato come contenitore | in farmacia, involucro solubile contenente preparati medicinali da inghiottire | in odontoiatria, rivestimento di un dente | dispositivo contenente miscela fulminante o detonante che provoca l'accensione della polvere da sparo (si usa per cartucce, come innesco per mine ecc.) | capsula microfonica, parte del microfono o del ricevitore telefonico che trasforma le vibrazioni acustiche in oscillazioni elettriche e viceversa. dim. capsuletta, capsulina    • 2 •   capsula spaziale, veicolo spaziale attrezzato ad abitacolo per l'equipaggio e le apparecchiature    • 3 •   (bot.) frutto secco, deiscente, che si divide secondo fessure longitudinali in valve a cui sono attaccati i semi    • 4 •   (anat.) membrana più o meno spessa che avvolge un organo: capsula articolare, involucro fibroso che avvolge le articolazioni; capsula surrenale, ghiandola endocrina al di sopra del rene    • 5 •   in biblioteconomia, raccoglitore di fascicoli, opuscoli e sim.    • 6 •   cappuccio di stagnola che avvolge la parte superiore del collo di bottiglie di vino, liquori ecc.
capsulatrice   s.f.  macchina che incapsula o che applica capsule.
capsulatura   s.f.  l'operazione con cui si applicano le capsule alle bottiglie.
capsulismo   s.m.  (mecc.) meccanismo costituito essenzialmente da uno o più elementi, generalmente due ruote dentate, rotanti in un involucro di sagoma particolare per mettere in movimento sostanze liquide: pompa, compressore a capsulismo. 
captare   v. tr.    • 1 •   cercare di ottenere, di procurarsi, di assicurarsi qualcosa: captare la benevolenza altrui    • 2 •   riuscire a trarre a sé, a catturare qualcosa al fine di utilizzarla: captare l'acqua di una sorgente, l'energia solare    • 3 •   (telecom.) intercettare per mezzo di un apparecchio ricevente le onde elettromagnetiche emesse da una trasmittente radiofonica, televisiva o telegrafica: captare l'sos di una nave    • 4 •   (fig.) cogliere al volo, intuire: captare uno sguardo, un pensiero. 
captatio benevolentiae   loc. lat. invar.  parole (o anche atteggiamenti, gesti) che mirano a guadagnare la benevolenza dell'interlocutore.
captativo   agg.  (psicol.) si dice di comportamento (tipico del bambino, ma presente in varia misura anche nell'adulto) che tende all'appropriazione esclusiva degli oggetti del desiderio, e in partic. degli affetti: amore captativo, amore possessivo, contrapposto a quello oblativo  20.
captazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il captare; cattura; intercettazione    • 2 •   l'azione dell'accattivarsi dolosamente la benevolenza di qualcuno per ricavarne un vantaggio    • 3 •   (psicol.) tendenza all'accentramento esclusivo degli affetti delle persone del proprio ambiente.
captività   s.f.  (ant. , lett.) cattività, prigionia.
captivo   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant. , lett.) prigioniero, schiavo.
capufficio    ⇨ capoufficio.
capziosità   s.f.    • 1 •   l'essere capzioso    • 2 •   discorso capzioso.
capzioso   agg.  ingannevole, insidioso, cavilloso: ragionamento capzioso  § capziosamente avv. 
car   s.m.  (mil.) organizzazione che provvede all'addestramento iniziale delle reclute; per estens., l'addestramento stesso: fare il car. 
cara   (1) s.f.  alga con tallo ramificato, simile a un equiseto (fam.  caracee).
cara   (2) s.f.  (fam.) carezza (spec. nel rivolgersi a un bambino, o in espressioni affettuose): fare la cara, le care. 
carabattola   s.f.  (fam.)    • 1 •   spec. pl.  oggetto, masserizia di poco pregio; scarabattola: le povere carabattole avevano enfiato le valigie  (gadda)    • 2 •   (fig.) bagattella, bazzecola, cianfrusaglia.
carabidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti coleotteri in grado di secernere a scopo di difesa un liquido di odore disgustoso | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
carabina   s.f.  fucile di precisione da caccia e da tiro con canna rigata | fucile militare leggero e a canna piuttosto corta | carabina ad aria compressa, di debole potenza, per tiro a segno a distanza ravvicinata e in ambienti chiusi.
carabiniere   s.m.    • 1 •   negli eserciti di un tempo, soldato di una specialità della cavalleria armato di carabina    • 2 •   oggi, militare di un corpo speciale dell'esercito italiano, destinato a compiti di polizia e di polizia militare: l'arma dei carabinieri  | fare il carabiniere, (fig.) sorvegliare con estrema severità | essere un carabiniere, (fig.) essere eccessivamente autoritario e severo.
carabo   s.m.    • 1 •   nell'antichità greco-romana, piccola barca a remi; nel medioevo, barca a vela    • 2 •   piccolo insetto coleottero con corpo dai riflessi metallici, utile all'agricoltura perché distrugge vari insetti dannosi (fam.  carabidi).
carabottino   s.m.  (mar.) graticolato di listelli di legno, messo sulle navi a chiusura dei boccaporti o usato come sopralzo per camminare all'asciutto dove ristagna l'acqua.
caracal   s.m.  (zool.) varietà di lince africana e asiatica con pelame fulvo e caratteristica striscia nera che va dal naso all'orecchio.
caracalla   s.f.  in età romana, veste gallica di panno, aderente al corpo e provvista di cappuccio e di maniche; fu introdotta dall'imperatore aurelio antonino bassiano (188-217), soprannominato perciò caracalla.
caracca   s.f.  grande nave da carico e da guerra a vela, usata da genovesi e portoghesi dal sec. xiv al xvii.
caracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di alghe verdi acquatiche con asse calcificato | sing.  [-a] ogni alga appartenente a tale famiglia.
carachiri   s.m.  adattamento it. di harakiri. 
caracidi   o caracinidi [ca-ra-cì-ni-di], s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci cipriniformi di taglia piccola e con forti mascelle, tipici delle acque dolci dell'africa e dell'america meridionale; vi appartengono specie ornamentali e predatrici | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
caracollare   v. intr.  [io caracòllo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   volteggiare saltellando a destra e a sinistra (detto del cavallo o del cavaliere)    • 2 •   (fam.) correre, trotterellare    • 3 •   (ant.) eseguire con la cavalleria evoluzioni tattiche durante un combattimento.
caracollo   s.m.    • 1 •   movimento del cavallo che caracolla    • 2 •   (ant.) particolare manovra della cavalleria durante un attacco.
caracul    ⇨ karakul.
caradriformi   s.m. pl.  ordine di uccelli buoni volatori, per lo più acquatici, con dita libere o unite da membrana natatoria; vi appartengono il gabbiano, il chiurlo, la beccaccia | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
caraffa   s.f.    • 1 •   recipiente di vetro, panciuto, con collo stretto e bocca larga, provvisto di manico, usato per acqua, vino o altre bevande; il liquido contenuto in questo recipiente: una caraffa di tè.  dim. caraffina, caraffino  (m.) accr. caraffona, caraffone  (m.)    • 2 •   antica misura di capacità per liquidi, in uso nel napoletano, equivalente a ca 0,7 litri.
caraibo   e deriv.   ⇨ caribo    • 1 •   e deriv. 
caramba   inter.  esclamazione scherz. di gioia o di stupore.
carambola   (1) s.f.  piccolo albero proprio dei paesi tropicali provvisto di foglie imparipennate, fiori piccoli, frutti giallo-pallidi a forma di bacca la cui polpa ha sapore di ribes (fam.  ossalidacee).
carambola   (2) s.f.    • 1 •   nel biliardo, colpo col quale si manda la propria palla a colpirne altre due; il gioco basato su questo colpo: fare carambola; giocare a carambola    • 2 •   (estens.) spinta di rimbalzo prodotta da un corpo dopo che ha subito un urto; in partic., scontro di più automobili, di cui alcune urtano di rimbalzo contro altre.
carambolare   v. intr.  [io caràmbolo ecc. ; aus. avere] far carambola.
caramella   s.f.    • 1 •   pastiglia di zucchero cotto, colorato e aromatizzato: caramella di frutta, alla menta.  dim. caramellina    • 2 •   (fam.) monocolo.
caramellaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende caramelle.
caramellare   v. tr.  [io caramèllo ecc.]    • 1 •   cuocere lo zucchero fino a farlo fondere e poi cristallizzare    • 2 •   rivestire di zucchero fuso: frutta caramellata    • 3 •   profumare e colorare bevande con caramello.
caramello   s.m.    • 1 •   zucchero liquefatto e brunito mediante cottura; si usa in pasticceria e come colorante per alimenti    • 2 •   il colore fulvo dello zucchero bruciato | usato anche come agg. invar.  : color caramello. 
caramelloso   agg.    • 1 •   che ha qualità, sapore di caramella    • 2 •   (fig.) dolciastro, sdolcinato: tono, discorso caramelloso. 
caramogio   s.m.  (ant.)    • 1 •   persona piccola e deforme    • 2 •   statuetta raffigurante un personaggio deforme (firenze, sec. xviii).
carampana   s.f.  (volg.) donna volgare e sciatta | donna brutta e vecchia.
carantano   s.m.  in numismatica, nome che i conti di gorizia e del tirolo diedero al grosso tirolese quando divennero duchi di carinzia (fine del sec. xiii) | nome italiano del kreuzer  da    • 4 •   pfennig sotto la dominazione austriaca del lombardo-veneto (fino al 1858).
carapace   s.m.  (zool.) scudo dorsale di tartarughe e crostacei.
carassio   s.m.  genere di pesci d'acqua dolce della famiglia dei ciprinidi, simili alla carpa, di colore bruno sul dorso e giallo sul ventre; una sua varietà è il ciprino dorato o pesce rosso degli acquari.
caratare   v. tr.    • 1 •   determinare quanti carati di metallo puro contiene ogni oncia di oro    • 2 •   (ant.) stimare, valutare, vagliare.
caratello   ant. carratello, s.m.  recipiente di legno in forma di piccola botte per vini pregiati, liquori ecc.; la quantità di liquido in esso contenuto.
caratista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] comproprietario di una nave mercantile; per estens., chi possiede quote di partecipazione in una società commerciale.
carato   s.m.    • 1 •   unità di misura usata per esprimere il numero di parti di oro fino contenute in 24 parti di lega: oro a diciotto carati, quello contenente 18 parti di oro fino e    • 6 •   di altro metallo | a ventiquattro carati, detto di oro, purissimo; per estens., si dice di cosa di ottima qualità    • 2 •   unità di misura della massa delle pietre preziose, suddivisa in quattro grani    • 3 •   (estens.) ventiquattresima parte di proprietà di una nave mercantile o del capitale di una società.
carattere   s.m.    • 1 •   segno grafico cui si attribuisce un significato; in partic., ognuna delle lettere di un alfabeto: carattere magico, cabalistico; caratteri latini, greci, arabi, cirillici; carattere maiuscolo, minuscolo  | (estens.) modo di scrivere di una persona, grafia: riconoscere il carattere di qualcuno    • 2 •   (tip.) piccolo parallelepipedo di legno duro o di una lega di piombo, antimonio e stagno, che porta in rilievo, su una delle facce minori, una lettera, una cifra o un altro segno, usato nella composizione tipografica detta a caratteri mobili; per estens., il segno stampato che ne risulta e anche una serie completa di segni in un determinato stile : carattere tondo, corsivo, maiuscolo; carattere bodoniano, garamond; la cassa dei caratteri, divisa in tanti scomparti, ognuno dei quali contiene i caratteri con la stessa lettera, cifra o segno | nell'elaborazione elettronica dei dati, simbolo alfabetico, numerico o speciale    • 3 •   qualità, tratto, segno particolare che distingue una cosa da un'altra: una conferenza di carattere letterario  | in biologia: caratteri specifici, quelli in base ai quali si distingue una specie da un'altra; caratteri acquisiti, modificazioni dovute all'ambiente e non trasmissibili; caratteri sessuali, quelli in base ai quali si distinguono i due sessi di una stessa specie (primari, gli organi della riproduzione; secondari, p. e. la barba nell'uomo)    • 4 •   complesso di qualità e attitudini psicologiche che costituiscono la personalità di un individuo; indole, natura, temperamento: carattere riservato, introverso, estroverso; carattere fermo, debole; migliorare il proprio carattere  | essere in carattere, (fig.) essere intonato: questo tappeto non è in carattere con i mobili.  pegg. caratteraccio    • 5 •   capacità della volontà di operare secondo determinati principi; costanza, serietà: un uomo di carattere; avere, dimostrare carattere    • 6 •   (teol.) segno spirituale che i sacramenti del battesimo, della cresima, del matrimonio e dell'ordine imprimono indelebilmente    • 7 •   (teat.) termine antiquato per indicare il ruolo di un personaggio drammatico | commedia di carattere, quella in cui i personaggi hanno una individualità psicologica spiccata (si contrappone a commedia delle maschere, o commedia di ambiente).
caratteriale   agg.  (psicol.)    • 1 •   relativo al carattere: studio caratteriale    • 2 •   si dice di bambino o preadolescente che presenta anomalie comportamentali, associate però a un quoziente normale di intelligenza | usato anche come s.m.  e f.  § caratterialmente avv.  da caratteriale.
caratterino   s.m.  carattere difficile, capriccioso; anche, la persona che ha questo carattere: che caratterino!. 
caratterista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] attore non protagonista, che interpreta personaggi singolari, caratteristici.
caratteristica   s.f.    • 1 •   qualità peculiare: la praticità è la caratteristica di questa moda    • 2 •   caratteristica di un logaritmo, (mat.) parte intera del logaritmo di un numero    • 3 •   rappresentazione grafica in un sistema cartesiano dell'andamento di un fenomeno fisico.
caratteristico   agg.  [pl. m. -ci] che è peculiare di qualcosa o di qualcuno, che fa parte del suo carattere o della sua natura: parla con un accento caratteristico  § caratteristicamente avv. 
caratterizzare   v. tr.    • 1 •   rappresentare, definire, descrivere qualcuno o qualcosa mettendone in luce le caratteristiche: caratterizzare con pochi tratti un individuo, un periodo storico  | in letteratura e in arte, conferire un preciso carattere: un personaggio ben caratterizzato    • 2 •   contraddistinguere; essere proprio di qualcuno o qualcosa: la caratterizza un'eccessiva timidezza. 
caratterizzazione   s.f.  il caratterizzare, l'essere caratterizzato: la caratterizzazione di un personaggio. 
caratterologia   s.f.  ramo della psicologia che studia il carattere umano, inteso come l'insieme delle disposizioni psichiche congenite di ciascun individuo.
caratterologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la caratterologia § caratterologicamente avv.  sotto l'aspetto caratterologico.
caratteropatia   s.f.  (psich.) alterazione patologica del carattere; psicopatia.
caratura   s.f.    • 1 •   misurazione in carati: la caratura dell'oro  | (fig.) livello, valore: atleta di caratura europea    • 2 •   quota di partecipazione in una società commerciale o nella proprietà di una nave mercantile.
caravaggesco   agg.  [pl. m. -schi] proprio del pittore michelangelo merisi, detto il caravaggio (1573-1610), o che a lui si ispira: scuola caravaggesca   s.m.  pittore seguace della maniera del caravaggio: una mostra di caravaggeschi. 
caravan   s.m. invar.  roulotte di grandi dimensioni, attrezzata per soste prolungate; per estens., qualsiasi roulotte.
caravana    ⇨ carovana.
caravanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa viaggi in caravan; roulottista.
caravanning   s.m. invar.  il far turismo con il caravan.
caravanserraglio   s.m.    • 1 •   in oriente, recinto in cui sostano le carovane    • 2 •   (fam.) luogo pieno di rumore, di confusione.
caravella   (1) s.f.  agile veliero a tre alberi, usato da spagnoli e portoghesi nei secc. xv e xvi.
caravella   (2) s.f.  qualità di colla forte da falegname | anche come agg.  : colla caravella. 
caravella   (3) s.f.  varietà di mele più nota come calvilla. 
carbammide   s.f.  (chim.) urea.
carbaso   s.m.  (ant.)    • 1 •   nell'antichità greca, romana e orientale, tessuto fine di cotone o di lino; anche, veste di tale tessuto    • 2 •   vela di un'imbarcazione.
carbinolo   s.m.  (chim.) nome disusato dell'alcol metilico.
carbo-  carbo- primo elemento di nomi di composti della terminologia chimica, tratto dal lat. ca°rbo -o¯nis  'carbone'; indica presenza di carbonio o relazione col carbone (carboidrato).
carbochimica   s.f.  parte della chimica che studia i composti del carbonio.
carboidrato   s.m.  (chim.) idrato di carbonio.
carbolico   agg.  [pl. m. -ci] solo in acido carbolico, (chim.) denominazione disusata del fenolo.
carbonado   s.m.  varietà brasiliana di diamante impuro, nerastro e opaco utilizzato per usi industriali.
carbonaia   s.f.    • 1 •   impianto rudimentale per la trasformazione del legno in carbone mediante un processo di distillazione fuori dal contatto con l'aria; si realizza accatastando rami e piccoli tronchi e coprendoli di terra, dopo di che se ne fa bruciare una parte per avere il calore necessario al processo    • 2 •   locale adibito a deposito di carbone | (fig.) luogo pieno di oscurità e sudiciume    • 3 •   nelle navi, il deposito del carbone destinato alle caldaie di bordo  agg.  si dice di nave adibita al trasporto del carbone.
carbonaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi prepara le carbonaie e ne sorveglia il funzionamento    • 2 •   chi vende carbone.
carbonamento   s.m.  (mar.) approvvigionamento di carbone su una nave a vapore.
carbonare   v. intr.  [io carbóno ecc. ; aus. avere] (mar.) approvvigionarsi di carbone per la navigazione.
carbonaro   agg.    • 1 •   (non com.) che è proprio dei carbonai | spaghetti alla carbonara, (gastr.) conditi con uova, formaggio, pancetta soffritta e pepe nero    • 2 •   (st.) che riguarda la carboneria o i suoi affiliati: i moti carbonari del 1821   s.m.    • 1 •   (st.) chi era affiliato alla carboneria    • 2 •   (ant.  o region.) carbonaio.
carbonata   s.f.    • 1 •   mucchio di carbone    • 2 •   (gastr.) carne di maiale salata, cotta sul carbone o in padella.
carbonatazione   s.f.  (chim.) trattamento di ossidi o idrossidi con anidride carbonica, che porta alla formazione di carbonati.
carbonato   s.m.  (chim.) sale dell'acido carbonico: carbonato di calcio. 
carbonatura   s.f.    • 1 •   serie di chiazze scure sul mantello dei cavalli    • 2 •   trattamento per rendere copiativo il retro di un modulo che deve essere redatto in più copie.
carboncello   s.m.    • 1 •   piccolo pezzo di carbone    • 2 •   (ant.) pustola, piccola bolla sulla pelle    • 3 •   (ant.) gemma detta anche carbuncolo  o carbonchio. 
carbonchio   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) pietra preziosa di colore rosso vivo; rubino, granato    • 2 •   (vet.) gravissima malattia infettiva degli erbivori, trasmissibile anche all'uomo, caratterizzata dalla comparsa di pustole ed edemi nerastri    • 3 •   (agr.) malattia del grano dovuta a un fungo parassita    • 4 •   (ant.) foruncolo, pustola.
carbonchioso   agg.  (vet.) infettato dal carbonchio.
carboncino   s.m.  bastoncino di carbone vegetale per disegnare; per estens., il disegno così eseguito.
carboncolo   carbonculo  ⇨ carbuncolo.
carbon copy   loc. sost. f. invar.  nella trasmissione telematica dei messaggi, copia che si manda a terzi per conoscenza (abbr. in cc).
carbone   s.m.    • 1 •   sostanza solida di colore nero, ricca di carbonio, derivata dalla decomposizione in assenza di aria di sostanze organiche, per lo più vegetali, spontanea (carbone naturale) o provocata mediante riscaldamento (carbone artificiale); è usato soprattutto come combustibile: tizzo di carbone; stufa, locomotiva a carbone; nero come il carbone, nerissimo; stare sui carboni accesi, ardenti, (fig.) sentirsi in grave disagio, essere in ansia | carbone fossile, denominazione comune al litantrace e all'antracite | carbone vegetale, di legno | carbone dolce, di legno leggero | carbone forte, di legno compatto | carbone animale, carbone d'ossa, usato come decolorante; è detto anche nero animale | carbone bianco, (fig.) l'energia idraulica sfruttata per la produzione di energia elettrica    • 2 •   ciascuno dei due elettrodi delle lampade ad arco    • 3 •   (ant.) bolla cutanea; carbonchio    • 4 •   (agr.) nome di alcune malattie dei cereali; carbonchio | in funzione di agg. invar.  di colore nero intenso, come quello del carbone | carta carbone, cartacarbone.
carbonella   s.f.  carbone di legna di pezzatura minuta.
carbonera   s.f.  (mar.) altro nome della vela di strallo detta cavalla. 
carboneria   s.f.  (st.) nome di una società segreta operante in italia e in francia nei primi decenni del sec. xix con l'intento di promuovere un programma politico di tipo liberal-costituzionale.
carbonetto   s.m.    • 1 •   (non com.) corallo di un rosso molto scuro    • 2 •   (ant.) piccolo pezzo di carbone.
carbonicazione   s.f.  in enologia, trattamento dei vini con anidride carbonica, per renderli frizzanti e migliorarne la limpidezza e il colore.
carboniccio   agg.  [pl. f. -ce] di un colore che tende al nero.
carbonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (chim.) si dice di composto che contiene carbonio tetravalente | acido carbonico, soluzione acida ottenuta facendo gorgogliare anidride carbonica in acqua; è un composto altamente instabile, perché la reazione è immediatamente reversibile, e di fatto ne risulta acqua di selz | anidride carbonica, gas incoloro e inodoro che si forma nella combustione di qualsiasi sostanza organica e dalla respirazione degli animali e delle piante; prodotto industrialmente, è usato per gasare bevande e allo stato solido, sotto il nome di ghiaccio secco, nell'industria frigorifera    • 2 •   (geol.) carbonifero.
carboniera   s.f.    • 1 •   (non com.) carbonaia    • 2 •   nave carbonaia    • 3 •   nome oggi in disuso del tender. 
carboniere   s.m.    • 1 •   [f. -a] industriale del carbone; commerciante in carbone    • 2 •   minatore che lavora nelle miniere di carbone.
carboniero   agg.  del carbone, che concerne il carbone: industria carboniera. 
carbonifero   agg.  che contiene carbone (detto di terreno): bacino carbonifero   agg.  e s.m.  (geol.) si dice del quinto periodo dell'era paleozoica, caratterizzato da clima tropicale, durante il quale hanno avuto origine i più importanti giacimenti di carbon fossile.
carbonile   (1) s.m.  sui piroscafi con caldaie a carbone, locale destinato al deposito del carbone.
carbonile   (2) s.m.  (chim.) radicale bivalente costituito da un atomo di carbonio e uno di ossigeno, caratteristico delle aldeidi, dei chetoni e dei chinoni.
carbonilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di, relativo al carbonile: gruppo carbonilico, carbonile; coloranti carbonilici, gruppo di coloranti naturali usati come mordenti.
carbonio   s.m.    • 1 •   elemento chimico il cui simbolo è c e che costituisce lo 0,08% della crosta terrestre; esiste libero in natura sotto diverse forme (diamante, grafite), è il costituente principale del carbone ed è parte essenziale di tutti i composti organici, delle rocce calcaree e di tutti gli organismi viventi | ossido di carbonio, gas velenoso, incoloro e inodoro, presente in diverse miscele gassose combustibili    • 2 •   ciclo del carbonio, (biol.) l'insieme dei processi di fotosintesi delle piante e dei processi di respirazione degli animali; (fis.) reazione termonucleare che sarebbe all'origine della produzione ed emissione di energia stellare.
carbonioso   agg.  (chim.) che contiene carbone.
carbonite   s.f.  (chim.) esplosivo di sicurezza usato nelle miniere di carbone, a base di nitroglicerina e nitrati.
carbonizzare   v. tr.    • 1 •   trasformare in carbone (legno, vegetali ecc.)    • 2 •   ardere in modo da ridurre in carbone o simile al carbone: l'incendio ha carbonizzato il bosco; il cadavere era carbonizzato. 
carbonizzazione   s.f.  il carbonizzare, l'essere carbonizzato.
carborundum   o carborundo, s.m.  nome commerciale di un abrasivo artificiale costituito da carburo di silicio.
carbosiderurgico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'industria siderurgica e del carbone.
carbossiemoglobina   s.f.  (med.) emoglobina legata a ossido di carbonio; si forma nei globuli rossi inalando aria in cui sia presente questo gas.
carbossilazione   s.f.  (chim.) introduzione di almeno un carbossile in una molecola organica.
carbossile   s.m.  (chim.) radicale monovalente costituito da un atomo di carbonio, due di ossigeno e uno di idrogeno, caratteristico degli acidi organici.
carbossilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo al carbossile.
carbuncolo   o carbunculo o carboncolo [car-bón-co-lo] o carbonculo, s.m.  (ant. , lett.) rubino.
carburante   part. pres.  di carburare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  sostanza liquida o gassosa, gener. un idrocarburo, che bruciando in presenza di aria in date condizioni fornisce l'energia necessaria al funzionamento dei motori a combustione interna alternativi a carburazione, detti anche a ciclo otto | (estens.) ogni combustibile fluido usato nei motori a combustione interna.
carburare   v. tr.    • 1 •   aggiungere carburante all'aria    • 2 •   (metall.) sottoporre al processo di carburazione | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   riferito a motore, provvedere alla carburazione: carburare bene, male    • 2 •   (fig.) essere in forma, dare il meglio di sé: la squadra non ha ancora carburato. 
carburatore   s.m.  apparecchio in cui si forma la miscela di aria e carburante (quando questo è un liquido).
carburatorista   s.m.  [pl. -sti] operaio o artigiano che regola e ripara carburatori.
carburazione   s.f.    • 1 •   preparazione e dosatura della miscela di aria e carburante: motore a carburazione, ad accensione comandata, a ciclo otto    • 2 •   reazione del carbonio o di un suo composto con un altro elemento per la formazione di un carburo | (metall.) indurimento superficiale di una lega, spec. acciaio, mediante aggiunta di carbonio; cementazione carburante.
carburo   s.m.  (chim.) composto binario del carbonio con un altro elemento | carburo (di calcio), sostanza solida grigiastra, a blocchi, che reagisce con acqua sviluppando acetilene.
carcadè   s.m.    • 1 •   (bot.) nome comune di una varietà d'ibisco; è un'erba annua dell'africa tropicale (fam.  malvacee)    • 2 •   infuso simile al tè ricavato dai sepali secchi di tale pianta.
carcame   s.m.  (lett.) le ossa, già in parte spolpate, di un animale; carcassa | (estens.) i resti di un'imbarcazione abbandonata.
carcare   v. tr.  [io carco, tu carchi ecc.] (ant.) caricare.
carcaridi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di grossi squali a muso conico (ord.  squaliformi) | sing.  [-e] ogni squalo appartenente a tale famiglia.
carcarodonte   s.m.  grosso e pericolosissimo squalo (ord.  squaliformi).
carcassa   s.f.    • 1 •   insieme delle ossa che costituiscono la cavità toracica degli animali; anche lo scheletro di un animale morto    • 2 •   (fig.) persona malridotta dalla malattia o dagli stenti: ore e ore / ho trascinato la mia carcassa / usata dal fango / come una suola  (ungaretti)    • 3 •   struttura resistente di sostegno in macchine, apparecchi e sim.: la carcassa di una nave, di un motore elettrico, di uno pneumatico    • 4 •   (fig.) veicolo vecchio e malandato.
carceramento   s.m.  (ant.) carcerazione.
carcerare   v. tr.  [io càrcero ecc.] rinchiudere in carcere, imprigionare.
carcerario   agg.  del carcere, relativo al carcere: regolamento carcerario. 
carcerato   part. pass.  di carcerare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è rinchiuso in carcere; detenuto | fare vita da carcerato, (fig.) stare forzatamente isolato.
carcerazione   s.f.    • 1 •   il carcerare: ordine di carcerazione    • 2 •   l'essere in carcere; prigionia, detenzione | carcerazione preventiva, (dir.) privazione della libertà a cui l'imputato era sottoposto a scopo cautelare; dal 1984 è sostituita dalla custodia cautelare.
carcere   s.m.  [lett. anche f. ; pl. le carceri]    • 1 •   stabilimento in cui è rinchiuso chi è condannato alla privazione della libertà personale o è colpito da mandato di cattura in attesa del giudizio (è usato anche al pl. con valore di sing.): mettere, rinchiudere in carcere; evadere dal carcere; tradurre qualcuno alle carceri; carcere di massima sicurezza, per detenuti molto pericolosi, costruito in modo da rendere impossibili le evasioni | detenzione: condannare a dieci anni di carcere    • 2 •   (estens.) luogo chiuso, opprimente: la casa è diventata un carcere per lei  | il carcere corporeo, (lett.) il corpo, come prigione dell'anima.
carceriere   s.m.  [f. -a] guardiano di un carcere | (estens.) chi sorveglia con eccessiva severità.
carcinoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore maligno che trae origine da tessuti epiteliali.
carcinomatoso   agg.    • 1 •   di carcinoma, che ha natura di carcinoma    • 2 •   affetto da carcinoma.
carcinosi   s.f.  (med.) forma diffusiva di carcinoma.
carciofaia   s.f.  terreno coltivato a carciofi.
carciofaio   s.m.    • 1 •   carciofaia    • 2 •   [f. -a] chi coltiva o vende carciofi.
carciofo   s.m.    • 1 •   pianta erbacea di cui si mangiano i capolini e le grandi brattee carnose da cui essi sono avvolti (fam.  composite) | la parte commestibile della pianta: carciofi fritti, alla romana.  dim. carciofetto, carciofino    • 2 •   (fig.) persona sciocca, incapace.
carco   agg.  e s.m.  [pl. m. -chi] (ant.) carico: una lupa, che di tutte brame / sembiava carca ne la sua magrezza  (dante inf.  i, 49-50).
card   s.f. invar.  tessera magnetica per effettuare operazioni automatizzate.
carda   s.f.  (tess.) macchina in cui più serie di aghi d'acciaio ricurvi, montati su un grande tamburo e su cilindri rotanti, raddrizzano e distendono le fibre tessili in fiocco, costituendo un velo di spessore uniforme che, tagliato, dà luogo allo stoppino pronto per la filatura.
cardaiolo   o cardaiuolo, s.m.  (ant.) cardatore, spec. con lo scardasso manuale.
cardamomo   s.m.  pianta erbacea tipica dei paesi caldi, che dà frutti aromatici usati in profumeria, liquoreria e medicina (fam.  zingiberacee).
cardanico   agg.  [pl. m. -ci] (mecc.) si dice di un giunto che consente la trasmissione del moto tra due alberi ad assi concorrenti | si dice di una sospensione che permette di mantenere in posizione stabilmente orizzontale un oggetto girevole secondo due assi ortogonali.
cardano   s.m.    • 1 •   (mecc.) giunto cardanico    • 2 •   cardano ottico, sistema di lenti e specchi usato in fotogrammetria per dirigere in una direzione voluta un raggio o un fascio di raggi provenienti da una direzione qualsiasi.
cardare   v. tr.  parallelizzare le fibre tessili in fiocco, naturali (p. e.  lana, cotone, canapa) o artificiali (p. e.  raion), con lo scardasso manuale o con la carda.
cardata   s.f.    • 1 •   operazione del cardare    • 2 •   la quantità di lana lavorata volta per volta dalla carda.
cardato   part. pass.  di cardare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  tessuto di lana sottoposta a cardatura.
cardatore   s.m.  [f. -trice] operaio che esegue la cardatura.
cardatrice   s.f.  carda.
cardatura   s.f.  operazione del cardare.
cardellino   s.m. , ant. e tosc. calderino, uccellino variopinto, comunissimo in italia, con fronte e gola rosse, fascia gialla sulle ali, becco conico; è buon cantatore (ord.  passeriformi).
cardello   s.m.  (non com.) cardellino.
cardenia    ⇨ gardenia.
carderia   s.f.  stabilimento o reparto tessile nel quale ha luogo la cardatura.
cardia    ⇨ cardias.
-cardia  -cardia secondo elemento di parole composte della moderna terminologia medica, dal gr. kardía  'cuore' (cfr. cardio-), che indica appunto il cuore o relazione con esso (tachicardia).
cardiaco   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che concerne il cuore: collasso cardiaco   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) che, chi è ammalato di cuore; cardiopatico: un soggetto cardiaco. 
cardiale   agg.  (med.) del cardias.
cardialgia   s.f.  (med.) dolore al cardias o, genericamente, allo stomaco.
cardias   o cardia, s.m. invar.  (anat.) orifizio superiore dello stomaco, che lo mette in comunicazione con l'esofago.
cardidi   o cardiidi [car-dì-i-di], s.m. pl.  (zool.) famiglia di molluschi bivalvi forniti di conchiglia a forma di cuore | sing.  [-e] ogni mollusco di tale famiglia.
cardigan   s.m. invar.  giacca di maglia, di linea morbida, senza colletto e abbottonata sul davanti.
cardiidi    ⇨ cardidi.
cardinalato   s.m.    • 1 •   dignità e ufficio di cardinale: elevare al cardinalato    • 2 •   il periodo di tempo durante il quale si esercita tale ufficio.
cardinale   (1) agg.  che fa da cardine, da sostegno; principale, fondamentale: principio, regola cardinale  | porta cardinale, (st.) nell'accampamento romano, quella che si trovava a una delle estremità del cardo | punti cardinali, (geog.) i quattro punti fondamentali dell'orizzonte (nord, sud, est, ovest), ai quali si riferiscono tutte le direzioni possibili | numeri cardinali, (mat.) che indicano quanti sono gli elementi di un insieme, indipendentemente dal loro ordine | virtù cardinali, nella dottrina cattolica, prudenza, giustizia, fortezza, temperanza, che sono la base di tutte le altre virtù  s.m.  (antiq.)    • 1 •   cardine    • 2 •   architrave | pl.  i mattoni più lunghi, sui quali si faceva poggiare la volta dei forni.
cardinale   (2) s.m.  ciascuno degli alti dignitari della chiesa cattolica che, nominati dal papa, collaborano con lui, formando nel loro insieme il sacro collegio, e a cui spetta tra l'altro il compito di eleggere il nuovo papa | piatto, boccone da cardinale, (fam.) squisito, prelibato | usato come agg. invar.  : rosso cardinale, rosso porpora, come quello delle vesti cardinalizie.
cardinale   (3) s.m.  uccello di colore rosso, col corpo tozzo e un ciuffo di penne ritto sul capo (ord.  passeriformi).
cardinalesco   agg.  [pl. m. -schi] (per lo più spreg.) cardinalizio: pompa cardinalesca  § cardinalescamente avv. 
cardinalità   s.f.  (mat.) in algebra, caratteristica di un insieme che prescinde dall'ordine e dalla natura dei suoi elementi e riguarda solo il loro numero.
cardinalizio   agg.  di cardinale, dei cardinali; da cardinale: cappello cardinalizio. 
cardine   s.m.    • 1 •   parte della cerniera che porta il perno su cui si innesta il battente di una porta o una finestra    • 2 •   (fig.) punto fondamentale su cui poggia una tesi, una dottrina.
cardio   s.m.  (zool.) genere di molluschi marini commestibili, le cui valve chiuse hanno forma simile a quella di un cuore (fam.  cardidi).
cardio-  cardio- -cardio primo e secondo elemento di composti della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. kardía  'cuore' (cfr. -cardia); vale 'cuore' o indica relazione col cuore, in qualche caso anche 'cardias' (cardiocircolatorio, miocardio, cardiospasmo).
cardiochirurgia   s.f.  (med.) settore della chirurgia che ha come campo di attività gli interventi sul cuore.
cardiochirurgico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di cardiochirurgia: intervento cardiochirurgico. 
cardiochirurgo   s.m.  [pl. -ghi  o -gi] (med.) chirurgo che opera sul cuore.
cardiocinetico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che aumenta la forza delle contrazioni cardiache.
cardiocircolatorio   agg.  (med.) che si riferisce al cuore e alla circolazione del sangue: disturbo cardiocircolatorio. 
cardiodilatazione   s.f.  (med.) aumento patologico del volume delle cavità cardiache.
cardiografia   s.f.  (med.) registrazione grafica dei movimenti cardiaci, e in particolare del battito.
cardiografo   s.m.  (med.) apparecchio per la cardiografia.
cardiogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) il tracciato ottenuto con la cardiografia.
cardioide   s.f.  (mat.) curva matematica piana a forma di cuore.
cardioipertrofia   s.f.  (med.) aumento di volume del cuore.
cardiologia   s.f.  ramo della medicina che si occupa delle funzioni e delle malattie del cuore.
cardiologico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo alla cardiologia.
cardiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specializzato in cardiologia.
cardionevrosi   s.f.  (med.) denominazione di tutti i disturbi cardiaci di origine nervosa (palpitazioni, irregolarità del battito, tachicardia); nevrosi cardiaca.
cardiopalmo   o cardiopalma [pl. -mi], s.m.  (med.) sensazione cosciente del battito cardiaco, che si verifica spec. in occasione di un'anormale accelerazione | (estens.) forte agitazione.
cardiopatia   s.f.  (med.) termine generico per designare qualsiasi malattia di cuore.
cardiopatico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] (med.) che, chi è affetto da una malattia di cuore.
cardioplegia   s.f.  (med.) paralisi cardiaca.
cardiopolmonare   agg.  (med.) che riguarda il cuore e i polmoni.
cardioreumatico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] (med.) che, chi è affetto da reumatismo cardiaco.
cardiosclerosi   s.f.  (med.) sclerosi del tessuto muscolare cardiaco.
cardiospasmo   s.m.  (med.) contrazione spasmodica del cardias che impedisce il passaggio del bolo alimentare.
cardiostenosi   s.f.  (med.) stenosi cardiaca.
cardiostimolante   s.m.  (med.) farmaco stimolante delle attività cardiache.
cardiostimolatore   s.m.  (med.) stimolatore cardiaco, pace-maker.
cardiotelefono   s.m.  apparecchio che consente l'auscultazione a distanza, tramite il cavo telefonico, del battito cardiaco.
cardiotonico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che aumenta la forza delle contrazioni cardiache; è sin., ma più generico, di cardiocinetico. 
cardiovascolare   agg.  (med.) che riguarda il cuore e il sistema dei vasi sanguigni: malattia, chirurgia cardiovascolare. 
cardioversione   s.f.  (med.) terapia d'emergenza consistente nell'applicazione di corrente elettrica sul cuore in casi di gravi alterazioni del ritmo.
cardite   s.f.  (med.) processo infiammatorio del cuore.
cardo   (1) s.m.    • 1 •   pianta erbacea con foglie lunghe, carnose, di colore biancastro, commestibili (fam.  composite) | cardo mariano, pianta erbacea con foglie grandi e infiorescenze globose a capolino (fam.  composite) | cardo dei lanaioli, pianta erbacea con foglie fortemente incise e infiorescenze a capolino, di colore azzurro, con brattee uncinate, usate per cardare la lana e pettinare le stoffe (fam.  dipsacacee)    • 2 •   il riccio della castagna    • 3 •   scardasso.
cardo   (2) s.m.  (st.) negli accampamenti e nelle città romane, la strada che li attraversava da nord a sud intersecandosi con il decumano.
carducciano   agg.  proprio del poeta giosuè carducci (1835-1907) o ispirato alla sua opera: la scuola carducciana   s.m.  [f. -a] ammiratore, imitatore, studioso di carducci.
careggiare   v. tr.  [io caréggio ecc.] (ant. , lett.) carezzare, vezzeggiare.
carello   o cariello nel sign. 2, s.m.    • 1 •   (ant.) cuscino di panno a scacchi usato per poggiarvi i piedi o per inginocchiarsi    • 2 •   (rar.) coperchio della latrina.
carema   s.m. invar.  vino rosso asciutto prodotto nel canavese da uve nebbiolo.
carena   s.f.    • 1 •   (mar.) la parte normalmente immersa di un natante (detta anche opera viva): abbattere in carena una nave, farla coricare su di un fianco    • 2 •   (aer.) involucro esterno del dirigibile    • 3 •   (anat.) formazione sporgente: carena nasale    • 4 •   (zool.) cresta ossea dello sterno degli uccelli, su cui si inseriscono i muscoli pettorali motori delle ali; anche, la sottile sporgenza presente lungo il margine esterno di alcune conchiglie fossili    • 5 •   (bot.) linea sporgente su taluni organi vegetali.
carenaggio   s.m.  (mar.) l'operazione del carenare | bacino di carenaggio, opera in muratura, solitamente entro un porto, in cui si possono mettere in secco le navi per ripararne o pulirne la carena.
carenare   v. tr.  [io carèno ecc.]    • 1 •   (mar.) mettere in secco la carena di una nave per le operazioni di manutenzione e di riparazione    • 2 •   (tecn.) dotare di carenatura un veicolo o un velivolo.
carenati   s.m. pl.  (zool.) gruppo di uccelli con sterno carenato, il che consente loro di essere buoni volatori | sing.  [-o] ogni uccello appartenente a tale gruppo.
carenato   part. pass.  di carenare   agg.    • 1 •   a forma di carena: soffitto carenato, soffitto ligneo che ricorda la forma interna di una carena di nave | arco carenato, (edil.) arco a sesto acuto con due flessi intermedi    • 2 •   (bot.) che ha la carena: foglie carenate    • 3 •   (tecn.) provvisto di carenatura.
carenatura   s.f.  rivestimento rigido di un velivolo o di un veicolo terrestre sagomato in modo da diminuire la resistenza aerodinamica.
carente   agg.  insufficiente, mancante: un'alimentazione carente di proteine. 
carenza   s.f.  mancanza, insufficienza: carenza di personale. 
carenzato   agg.  nella loc. dieta carenzata, (med.) che è priva di uno o più fattori alimentari.
carenziale   agg.  (med.) che è caratterizzato o causato da carenza dietetica, spec. vitaminica: sindrome carenziale. 
carestia   s.f.    • 1 •   mancanza o grande scarsezza di viveri, spec. se di lunga durata: alla guerra seguì una spaventosa carestia    • 2 •   (estens.) mancanza, penuria di qualsiasi altra cosa    • 3 •   (ant.) avarizia.
carestoso   ant. carestioso, agg.    • 1 •   (ant.) di carestia: tempo, anno carestoso    • 2 •   (region.) si dice di negoziante che vende a prezzi troppo alti, come in tempi di carestia.
caretta   s.f.  grande tartaruga marina che vive nelle acque calde dell'oceano atlantico e nel mediterraneo (fam.  chelonidi).
carezza   (1) s.f.    • 1 •   dimostrazione di affetto o di benevolenza fatta sfiorando con la mano: fare una carezza sul volto  | far le carezze col bastone, (iron.) bastonare    • 2 •   (estens.) tocco leggero, che sfiora appena: la carezza del vento    • 3 •   (fig.) atteggiamento affettuoso e comprensivo; dolcezza di modi.
carezza   (2) s.f.  (non com.) l'essere caro, costoso.
carezzare   v. tr.  [io carézzo ecc.] accarezzare.
carezzevole   agg.  che accarezza, che sfiora con leggerezza: un venticello carezzevole  | (fig.) dolce, suadente: una voce carezzevole  § carezzevolmente avv.  in modo dolce, suadente.
carfologia   s.f.  [pl. -gie] (med.) nei malati in preda a delirio o in stato agonico, movimento ripetuto e ossessivo delle mani che sembrano cercare, afferrare o allontanare oggetti o fili sospesi nell'aria o sparsi sulle coperte; crocidismo.
cargo   s.m. invar.  nave o aereo da carico.
cariaggio    ⇨ carriaggio.
cariare   v. tr.  [io càrio ecc.] provocare, favorire la carie: i cibi ricchi di zucchero cariano i denti  | (estens.) corrodere: l'umidità caria il legno  | cariarsi v. rifl.  essere colpito dalla carie | (estens.) corrodersi, consumarsi.
cariatide   s.f.    • 1 •   nell'architettura classica, statua di donna usata come colonna o pilastro, per sostenere architravi, logge, mensole o sim. | (estens.) qualsiasi figura scolpita che abbia tale funzione    • 2 •   (fig.) persona che sta ferma e in silenzio, senza partecipare all'attività degli altri | sostenitore di idee vecchie e sorpassate; anche, persona brutta e scostante.
cariato   part. pass.  di cariare   agg.  che è colpito dalla carie: un molare cariato  | (estens.) corroso: vecchie mura cariate. 
caribù   s.m.  mammifero ruminante delle regioni fredde dell'america settentrionale, simile alla renna, ma con corna più brevi e più tozze (ord.  artiodattili).
caribico   o caraibico [ca-ra-ì-bi-co], agg.  [pl. m. -ci] della popolazione dei caribi, della loro lingua; anche, della zona di mare compresa tra le antille e le coste dell'america centrale e meridionale.
caribo   (1) o caraibo [ca-rài-bo o  ca-ra-ì-bo], agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi appartiene alla popolazione amerindia un tempo diffusa dal bacino del rio delle amazzoni alle antille.
caribo   (2) s.m.  nel medioevo, sorta di canzone a ballo: l'altre tre si fero avanti, / danzando al loro angelico caribo  (dante purg.  xxxi, 131-132).
carica   s.f.    • 1 •   (non com.) l'operazione del caricare, del gravare di un carico    • 2 •   (fig.) ufficio, dignità pubblica; impiego onorifico: ricoprire, occupare la carica di sindaco; conferire un'alta carica; entrare, restare in carica    • 3 •   l'atto di fornire a un apparecchio o a un congegno il materiale o l'energia necessaria al suo funzionamento | (estens.) il materiale, l'energia, il congegno, il meccanismo che hanno tale funzione: l'orologio ha esaurito la carica; sostituire la carica della penna; rompere la carica di un giocattolo    • 4 •   l'esplosivo che fa partire un proiettile da un'arma o bocca da fuoco (carica di lancio), o quello che fa scoppiare una bomba, una mina e sim. (carica di scoppio)    • 5 •   carica (elettrica), (fis.) quantità di elettricità contenuta in un corpo; in partic., quella distribuita su un conduttore: carica spaziale, distribuita su un volume; carica superficiale, distribuita su una superficie | carica elementare, quella dell'elettrone o del protone, che è la più piccola esistente in natura    • 6 •   sostanza inerte che si aggiunge a un materiale di base per migliorare le caratteristiche del prodotto (spec. nella fabbricazione di carta, tessuti e gomma)    • 7 •   (fig.) l'energia psichica o emotiva di cui è dotata una persona: carica affettiva, di entusiasmo, di simpatia; dar la carica a qualcuno, incoraggiarlo, spronarlo all'azione; esaurire la carica, perdere l'entusiasmo, la volontà di agire | la tensione ideale o emotiva che emana da un'opera, da un'idea e sim.: un testo con una forte carica drammatica    • 8 •   (mil.) avanzata impetuosa di truppe, a cavallo, a piedi o anche motorizzate, per concludere un'azione e sopraffare l'avversario; lo squillo di tromba che accompagna la carica: condurre la cavalleria alla carica; una carica della polizia; suonare la carica  | passo di carica, spedito e deciso | ritornare alla carica, (fig.) insistere nel richiedere ciò che è già stato negato una volta | usato come inter.  è il comando per ordinare la carica    • 9 •   (sport) nel calcio, nel rugby e in altri sport, l'azione con cui un giocatore ostacola o squilibra un avversario: carica regolare, irregolare. 
caricaballe   s.m. invar.  macchina agricola che raccoglie le balle di fieno o di paglia sparse sul campo e le carica su un carro agganciato a un trattore.
caricabatteria   s.m. invar.  (elettr.) alimentatore con cui si caricano gli accumulatori di corrente.
caricabbasso   s.m. invar.  (mar.) cavo per ammainare le vele auriche e di taglio.
caricacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni con foglie grandi e frutti a bacca, a cui appartiene la papaia | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
caricafieno   s.m. invar.  (agr.) caricaforaggi.
caricaforaggi   s.m. invar.  macchina agricola che raccoglie il foraggio fresco predisposto in mucchi su un campo e lo carica su un carro agganciato a un trattore; è detto anche caricafieno. 
caricamento   s.m.    • 1 •   il caricare, il gravare di un carico    • 2 •   il caricare un'arma da fuoco    • 3 •   in ginnastica e atletica leggera, la fase di compressione muscolare che precede la spinta o lo stacco    • 4 •   caricamento dei dati, dei programmi, (inform.) l'operazione del trasferire i dati da elaborare o il programma della loro elaborazione da disco o nastro magnetico alla memoria principale.
caricare   v. tr.  [io càrico, tu càrichi ecc.]    • 1 •   mettere un peso, che debba essere trasportato, addosso a una persona o sopra un animale o un mezzo di trasporto: caricare le valigie in macchina; si caricò il sacco in spalla; abbiamo caricato per tutta la mattinata  | (fam.) far salire su un veicolo, prendere a bordo: l'autobus ha caricato tutti i passeggeri    • 2 •   gravare di un carico, spec. se eccessivo: caricare lo scaffale di libri  | caricare lo stomaco, riempirlo eccessivamente di cibo o di bevande    • 3 •   (fig.) opprimere con una gran quantità: caricare qualcuno di lavoro; caricare di ingiurie, di gentilezze    • 4 •   (mil.) eseguire una carica; per estens., attaccare con impeto, aggredire: la cavalleria caricò l'esercito nemico; la polizia ha caricato i dimostranti  | nel calcio, nel rugby e in altri sport, eseguire un'azione di carica    • 5 •   aumentare eccessivamente; esagerare: caricare le dosi  | caricare le tinte, dipingere a colori intensi; (fig.) esagerare volutamente la descrizione di un fatto    • 6 •   fornire di carica: caricare l'orologio, la macchina fotografica, un'arma; caricare un accumulatore, cedergli energia elettrica perché venga erogata al momento opportuno    • 7 •   aggiungere sostanze inerti a un materiale di base per migliorare le caratteristiche del prodotto che ne deriva    • 8 •   (inform.) eseguire il caricamento di dati o di programmi    • 9 •   (comm.) ascrivere a carico, addebitare    • 10 •   nel gioco della briscola, giocare un carico | caricarsi v. rifl.    • 1 •   imporsi un carico (anche fig.): caricarsi di pacchi, di lavoro    • 2 •   concentrarsi psicologicamente in vista di un impegno: caricarsi per una gara, per un esame. 
caricato   part. pass.  di caricare   agg.    • 1 •   gravato di un carico    • 2 •   (fig.) esagerato; privo di spontaneità, affettato: linguaggio, stile caricato  | ritratto caricato, caricatura    • 3 •   (arald.) si dice della pezza e della figura sulla quale siano poste altre figure (gigli, stelle ecc.) § caricatamente avv.  in modo caricato, con affettazione.
caricatore   s.m.    • 1 •   involucro metallico contenente più cartucce pronte per essere introdotte nelle armi a ripetizione e automatiche portatili    • 2 •   involucro, impenetrabile alla luce, contenente la pellicola da introdurre nella macchina fotografica o nella cinepresa    • 3 •   marinaio o soldato addetto al caricamento di un pezzo d'artiglieria    • 4 •   nell'industria siderurgica, operaio addetto a caricare i forni | nei servizi di trasporto, manovale addetto a caricare merci    • 5 •   attrezzatura semovente o applicabile a una trattrice, per effettuare il carico, il trasporto e lo scarico di materiali vari: caricatore a benna, a comando idraulico    • 6 •   (mar.) chi noleggia una nave da carico per farvi trasportare merce di sua proprietà    • 7 •   nell'elaborazione elettronica dei dati, programma che trasferisce informazioni da una memoria a un'altra  agg. invar.  che serve per caricare, che facilita le operazioni di carico: piano caricatore; ponte caricatore. 
caricatura   s.f.    • 1 •   rappresentazione (disegno, incisione o pittura) in cui i tratti caratteristici del soggetto sono esagerati o distorti per produrre un effetto comico o grottesco: una caricatura di goya  | il genere o l'arte della caricatura: la caricatura nel settecento    • 2 •   (estens.) scritto, descrizione, imitazione volti a mettere in ridicolo una persona, una situazione: fare la caricatura; mettere in caricatura; un'efficace caricatura del costume politico    • 3 •   (fig.) imitazione involontariamente ridicola; goffa esagerazione: costui è la caricatura di un artista; la cerimonia è apparsa una penosa caricatura. 
caricaturale   agg.  di, da caricatura; che è una caricatura: un disegno caricaturale  § caricaturalmente avv. 
caricaturare   v. tr.  (non com.) mettere in caricatura: caricaturare gli atteggiamenti di una persona, il significato di un evento. 
caricaturista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi disegna caricature.
caricazione   s.f.  (mar.) il complesso delle operazioni concernenti l'imbarco di merci e materiale su una nave mercantile.
carice   s.m.  genere di piante erbacee con lunghe foglie lineari e fiori di colore bruno raccolti in spighe (fam.  ciperacee).
carico   (1) agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   che regge o trasporta un peso, dei pesi: eravamo carichi di pacchi  | detto di un mezzo di trasporto, pieno, colmo: un autocarro carico di mattoni    • 2 •   (estens.) sovraccarico, traboccante: uno scaffale carico di libri; un'ornamentazione troppo carica  | detto di colore, intenso: giallo carico  | detto di bevanda, molto concentrata: caffè, tè carico    • 3 •   (fig.) oppresso: carico di impegni, di debiti    • 4 •   caricato, pronto per funzionare: fucile carico. 
carico   (2) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   l'operazione del caricare: fare il carico del materiale  | libro, registro di carico, in un magazzino o in un deposito, quello in cui si registra l'entrata del materiale o delle merci    • 2 •   quanto si carica su una persona, un animale o un mezzo di trasporto: un carico leggero, pesante; portare un carico sulle spalle; nave da carico  | un carico di legnate, (fig.) molte bastonate    • 3 •   (fig.) onere, responsabilità: carico di coscienza, di lavoro; sostenere il carico della famiglia  | farsi carico di qualcuno, di qualcosa, occuparsene, prendersene cura | avere qualcuno a carico, provvedere al suo sostentamento | essere a carico di qualcuno, ricevere da lui il proprio sostentamento | spedizione a carico del committente, a spese di chi fa l'ordinazione | testimoni a carico, quelli che testimoniano contro l'accusato | carico pendente, (dir.) procedimento penale in corso a carico di un soggetto    • 4 •   peso di un corpo che poggia su un altro; in edilizia, peso che grava su una costruzione o su parte di essa | carico di rottura, quello che provoca la rottura del materiale che regge il peso    • 5 •   (elettr.) potenza erogata o assorbita da una macchina elettrica    • 6 •   in aeronautica: carico totale, somma dei carichi complessivi di un aeromobile al decollo; carico alare, rapporto tra il carico totale e la superficie portante dell'ala    • 7 •   nel gioco della briscola, l'asso e il tre non di briscola    • 8 •   (ant.) carica, incombenza.
carie   s.f.    • 1 •   (med.) affezione infiammatoria dell'osso con rammollimento e distruzione del tessuto, dovuta ad agenti batterici | carie dentaria, processo che porta alla distruzione dello smalto e dell'avorio dentario    • 2 •   (agr.) nome di varie malattie dei cereali e del legno: carie del grano, dell'olivo. 
cariello    ⇨ carello.
carillon   s.m. invar.    • 1 •   sistema di campane che, suonate per mezzo di un congegno, producono un semplice motivo musicale    • 2 •   meccanismo dotato di un cilindro rotante munito di punte che fanno vibrare delle lamelle metalliche diversamente intonate, producendo così una melodia; anche, la scatola che lo contiene.
carino   agg.  (fam.) grazioso; piacevole | essere carino con qualcuno, (fam.) essere gentile, affettuoso.
cario-  cario- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. káryon  'noce, seme'; vale 'nucleo, seme' (cariocinesi).
carioca   s.m.  e f. invar.  abitante di rio de janeiro; per estens., brasiliano | s.f. invar.  danza brasiliana simile alla rumba, ma più veloce.
cariocinesi   s.f.  (biol.) fenomeno che avviene nel nucleo di una cellula animale o vegetale e che porta alla divisione del nucleo stesso e alla riproduzione della cellula; è detto anche mitosi. 
cariocinetico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di, della cariocinesi.
cariofillacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene il garofano | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
cariofillato   agg.  si dice di corolla i cui petali presentano estremità sfrangiate; è caratteristica delle cariofillacee.
cariogamia   s.f.  (biol.) nella riproduzione sessuata, fusione del nucleo del gamete maschile con quello del gamete femminile.
cariogenesi   s.f.  (biol.) processo formativo di un nucleo cellulare.
cariogeno   agg.  (med.) che genera o può generare la carie.
cariola    ⇨ carriola.
cariolante    ⇨ carriolante.
carioplasma   s.m.  [pl. -smi] (biol.) sostanza che costituisce il nucleo della cellula.
cariosside   s.f.  (bot.) frutto secco indeiscente con pericarpo sottile saldato al seme, proprio dei cereali (p. e.  il chicco di grano).
cariotipo   s.m.  (biol.) patrimonio cromosomico di un organismo.
carisma   s.m.  [pl. - smi, ant. cari smati]    • 1 •   (teol.) dono soprannaturale che dio può elargire a un credente per il bene di tutta la comunità ecclesiale (p. e.  la facoltà profetica, il potere di compiere guarigioni)    • 2 •   (fig.) prestigio, ascendente, forza di persuasione che si fondano su straordinarie ed esemplari qualità personali; potere carismatico.
carismatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (teol.) del carisma, di un carisma: dono carismatico    • 2 •   (sociol.) si dice di un potere che si fonda non già sulla legalità o sulla tradizione, ma su straordinarie ed esemplari qualità personali; anche, di colui che lo esercita: autorità carismatica; capo carismatico   s.m.  [f. -a] (teol.)    • 1 •   colui al quale è stato elargito il carisma, un carisma    • 2 •   seguace del neopentecostalismo § carismaticamente avv. 
carità   ant. caritade [ca-ri-tà-de] o caritate, s.f.    • 1 •   (teol.) virtù teologale per la quale si ama dio sopra ogni cosa e il prossimo per amore di dio    • 2 •   (estens.) disposizione naturale a compatire e ad aiutare attivamente chi ne ha bisogno    • 3 •   atto concreto di misericordia; elemosina: fare la carità; vivere di carità  | carità fiorita, spontanea e disinteressata | carità pelosa, fatta per ricavarne un vantaggio    • 4 •   (fam.) favore, cortesia: fammi la carità di stare un po' zitto!  | per carità, esclamazione che accompagna invocazioni, raccomandazioni: per carità, non parlarmi più di lui!    • 5 •   (lett.) amore puro e disinteressato, spec. per la famiglia o per la patria: furor di gloria e carità di figlio  (foscolo sonetti).
caritatevole   ant. caritevole [ca-ri-té-vo-le], agg.  che dimostra amore verso il prossimo; che fa atti di misericordia: persona caritatevole  § caritatevolmente avv. 
caritativo   agg.  che dimostra carità rivolto a fini di carità: istituto caritativo  § caritativamente avv.  (non com.).
caritevole    ⇨ caritatevole.
carizia   s.f.  (ant.) mancanza, privazione.
carlina   s.f.  pianta erbacea con foglie spinose e grandi capolini, simili a margherite, che si aprono a fior di terra (fam.  composite).
carlinga   s.f.  [pl. -ghe] (aer.) parte del velivolo dove è alloggiato il motore | (non com.) fusoliera.
carlino   (1) s.m.  moneta d'oro o d'argento originaria del regno di napoli, poi in uso in altre regioni d'italia fino agli inizi del sec. xix.
carlino   (2) s.m.  cane piccolo e tozzo, con muso quadrato, coda eretta e ripiegata sul dorso; generalmente fulvo, ha una maschera nera sul muso.
carlista   agg.  e s.m.  [pl. m. -sti] nell'ottocento, seguace di don carlos di borbone, pretendente al trono di spagna; per estens., reazionario.
carlona   solo nella loc. avv. alla carlona, in fretta e senza cura; grossolanamente: fare un lavoro alla carlona. 
carlotta   s.f.  adattamento it. di charlotte. 
carmagnola   s.f.    • 1 •   giubba a falde corte che si indossava ai tempi della rivoluzione francese, probabilmente importata a parigi dagli emigranti piemontesi    • 2 •   canzone che, negli anni della rivoluzione, il popolo parigino cantava e ballava intorno agli alberi della libertà.
carme   s.m.    • 1 •   composizione lirica di tono solenne: il «carme secolare» di orazio; il carme «dei sepolcri»    • 2 •   (lett.) qualsiasi componimento poetico; canto, poesia: carme conviviale, elegiaco  | carmi trionfali, nell'antica roma, quelli con cui i soldati accompagnavano il trionfo del proprio generale    • 3 •   (ant.) formula magica, scongiuro; profezia.
carmelitano   agg.  dell'ordine religioso fondato nel sec. xiii sul monte carmelo da sant'alberto di vercelli  s.m.  [f. -a] religioso appartenente all'ordine del carmelo | carmelitano scalzo, appartenente a un ramo indipendente del carmelo, formatosi dopo la riforma operata nel sec. xvi da san giovanni della croce e santa teresa d'avila.
carminare   (1) v. tr.  [io càrmino ecc.] (ant.)    • 1 •   pettinare la lana o il lino; per estens., ravviare i capelli con cura    • 2 •   (fig.) malmenare, prendere a bastonate    • 3 •   (fig.) vagliare, esaminare attentamente.
carminare   (2) v. tr.  [io càrmino ecc.] (med.) espellere i gas intestinali.
carminativo   agg.  e s.m.  (med.) si dice di cibo o farmaco che fa carminare.
carminico   agg.  [pl. -ci] (chim.) si dice di un acido costituente il carminio.
carminio   lett. carmino, s.m.  colorante rosso vivo ricavato dall'ebollizione del corpo essiccato della cocciniglia, usato in pittura, nell'industria tessile e alimentare e come cosmetico | anche in funzione di agg.  : rosso carminio. 
carnaggio   s.m.  (ant.)    • 1 •   ogni specie di carne macellata | far carnaggio, fare scorta di carne    • 2 •   (fig.) carneficina, massacro    • 3 •   compenso in bestiame o in denaro accordato al proprietario di un fondo in cambio del diritto di pascolo.
carnagione   s.f.  il colorito, l'aspetto della pelle umana, e in particolare del volto: carnagione fresca, rosea. 
carnaio   s.m.    • 1 •   ammasso di cadaveri; luogo pieno di cadaveri | fare un carnaio, un massacro    • 2 •   (spreg.) luogo sovraffollato: di domenica la piscina è un carnaio    • 3 •   locale in cui si conserva la carne macellata.
carnaiolo   o carnaiuolo, s.m.  (ant.)    • 1 •   macellaio, venditore di carne    • 2 •   carniere; bisaccia.
carnale   agg.    • 1 •   (lett.) della carne, del corpo: carnale tepore  (gadda) | (estens.) materiale, corporale, mondano: attaccarsi alle cose carnali    • 2 •   della carne, dei sensi; lussurioso: amore, peccato carnale  | sessuale: atto, violenza carnale; conoscenza carnale, quella che deriva dall'atto sessuale    • 3 •   (non com.) dello stesso sangue, della stessa famiglia: fratelli carnali, nati dagli stessi genitori; cugini carnali, nati da fratelli germani    • 4 •   (ant.) affezionato, affettuoso: era questo uomo il più piacevole et il più carnale che mai si cognoscessi al mondo  (cellini) § carnalmente avv.    • 1 •   in modo carnale; sessualmente, lussuriosamente    • 2 •   (ant.) per vincolo di parentela.
carnalità   s.f.  l'essere carnale; sensualità.
carname   s.m.  (spreg.) massa di carne putrefatta; mucchio di cadaveri | (estens.) fitto assembramento di persone seminude.
carnasciale   o carnesciale, s.m.  (ant. , lett.) carnevale.
carnascialesco   agg.  [pl. m. -schi] (lett.) carnevalesco | canto carnascialesco, componimento metricamente affine alla ballata, che in età rinascimentale accompagnava le mascherate carnevalesche fiorentine.
carnato   s.m.  (tosc.) incarnato  agg.    • 1 •   (non com.) del colore della carne: un cespuglio di rose carnate    • 2 •   (ant.) congenito; ingenito.
carnauba   s.f.  cera estratta dalle foglie di una palma comune in brasile, usata per lucidi da scarpe e cere da pavimenti.
carne   s.f.    • 1 •   nel corpo dell'uomo e degli animali vertebrati, la parte costituita dai muscoli: avere poca carne addosso, essere piuttosto magro; essere  (bene) in carne, essere ben nutrito, florido | carne viva, quella che rimane scoperta, senza la protezione della pelle, in seguito a una ferita o a una bruciatura | carni morbide, sode, flaccide, con riferimento all'aspetto esteriore del corpo di una persona | in carne e ossa, in persona: sei proprio tu, in carne e ossa!  | la propria carne, (fig.) i figli, i congiunti    • 2 •   (estens. lett.) corpo umano; persona: farsi carne, prender carne, incarnarsi | carne da macello, da cannone, soldati mandati allo sbaraglio | carne battezzata, (antiq.) i cristiani | la resurrezione della carne, (teol.) la ricostituzione dei corpi dopo il giudizio universale    • 3 •   (fig.) l'essere umano considerato nella sua corporalità (si contrappone ad anima, spirito): i piaceri della carne; le debolezze, le tentazioni della carne  | essere (fatto) di carne e ossa, avere le esigenze, i limiti e le debolezze proprie della natura umana    • 4 •   parte degli animali, spec. dei mammiferi d'allevamento, costituita soprattutto dal tessuto muscolare e adiposo, che viene usata come alimento dell'uomo: carne fresca, congelata, surgelata; carne lessata, affumicata, essiccata, in scatola; carne ovina, bovina, suina, equina; brodo di carne; carne bianca, di pollo o vitello; carne rossa, di manzo o maiale | non essere né carne né pesce, (fig.) si dice di persona o di cosa che non ha personalità o caratteristiche ben definite | mettere, avere troppa carne al fuoco, (fig.) intraprendere troppe cose nello stesso tempo    • 5 •   (estens.) la polpa dei frutti | in funzione di agg. invar.  del colore roseo della carne: rosa carne. 
carnè   s.m.  forma italianizzata del fr. carnet. 
carneade   s.m.  chi per qualcuno è uno sconosciuto, pur avendo una certa notorietà persona mai sentita nominare.
carnefice   s.m.    • 1 •   esecutore di condanne a morte    • 2 •   (fig.) persecutore, tormentatore  agg.  (lett.) spietato, crudele.
carneficina   non com. carnificina, s.f.  uccisione violenta e brutale di molte persone: fare una carneficina  | (fig.) strazio, scempio.
carneo   agg.    • 1 •   (lett.) di carne: massa carnea  (d'annunzio)    • 2 •   (non com.) della carne, come cibo; a base di carne: vitto carneo    • 3 •   (lett.) del colore roseo della carne.
carnera   s.m. invar.  (fam.) persona gigantesca: essere un carnera. 
carnesciale    ⇨ carnasciale.
carnesecca   s.f.  carne suina, fra la spalla e la pancetta, salata e affumicata.
carnet   s.m. invar.    • 1 •   libretto, taccuino: carnet di assegni; carnet di ballo, libretto su cui le dame annotavano i nomi dei cavalieri che le avevano impegnate per un ballo    • 2 •   (comm.) complesso degli ordini acquisiti dalla clientela e non ancora eseguiti.
carnevalare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) divertirsi, spassarsela durante il carnevale, o con la chiassosità e l'allegria tipiche del carnevale.
carnevalata   s.f.    • 1 •   baldoria, mascherata di carnevale; per estens., baccano, gazzarra    • 2 •   (fig.) pagliacciata, cosa buffa e ridicola: il comizio si è risolto in una carnevalata. 
carnevale   antiq. e tosc. carnovale, s.m.    • 1 •   periodo dell'anno che va dall'epifania all'inizio della quaresima; in partic., l'ultima settimana di questo periodo, dedicata tradizionalmente ai divertimenti e alle feste mascherate: veglione di carnevale  | bruciare il carnevale, dar fuoco al fantoccio che lo rappresenta; (fig.) terminare la festa | prov.  : a, di carnevale ogni scherzo vale, durante il carnevale tutto è lecito    • 2 •   (estens.) l'insieme delle feste, delle manifestazioni organizzate durante il carnevale: il carnevale di venezia, di viareggio.  dim. carnevaletto, carnevalino  accr. carnevalone    • 3 •   (fig.) tempo di spasso e di allegria; chiasso, confusione | carnevalata, pagliacciata.
carnevalesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da carnevale: carro, corteo carnevalesco  § carnevalescamente avv. 
carnevalino   s.m.  la prima domenica di quaresima.
carnevalone   s.m.  nella diocesi ambrosiana, i primi quattro giorni di quaresima durante i quali si prolunga il carnevale.
carnezzeria   s.f.  (sicil.) macelleria.
carniccio   s.m.    • 1 •   il residuo della scarnatura delle pelli da conceria | colla di carniccio, quella ottenuta facendo bollire tale residuo    • 2 •   (estens.) rimasugli di carne scadente.
carnicino   agg.  di colore roseo incarnato: rosa carnicina. 
carnico   agg.  [pl. m. -ci] della carnia: alpi carniche. 
carniera   s.f.    • 1 •   grande tasca nella parte posteriore della giacca dei cacciatori per riporvi la cacciagione; per estens., la giacca stessa    • 2 •   (non com.) carniere.
carniere   s.m.  borsa a tracolla usata dai cacciatori per riporvi la selvaggina; per estens., la selvaggina uccisa in una battuta di caccia.
carnificazione   s.f.  (med.) indurimento di un tessuto molle che viene ad assumere la consistenza della carne: carnificazione polmonare. 
carnificina    ⇨ carneficina.
carniola   s.f.  (min.) roccia calcarea o dolomitica molto porosa.
carnitina   s.f.  composto azotato non proteico presente nei muscoli; ricavato da carne animale, viene usato in medicina per la cura di miopatie e cardiopatie.
carnivori   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi con unghie robuste, dentatura completa, canini aguzzi e denti ferini taglienti | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale ordine.
carnivoro   agg.  che si ciba in prevalenza o esclusivamente di carne: animale carnivoro  | piante carnivore, piante che catturano insetti e altri piccoli animali per cibarsene.
carnosità   s.f.    • 1 •   escrescenza carnosa    • 2 •   (lett.) l'essere carnoso; qualità di ciò che è carnoso: la carnosità di una pesca matura    • 3 •   (fig.) nel disegno e nella pittura, pastosità, morbidezza di linee e di colori.
carnoso   agg.    • 1 •   che è bene in carne; florido, paffuto: labbra carnose    • 2 •   (non com.) di carne, carneo    • 3 •   (estens.) che ha la consistenza o l'aspetto morbido e sodo della carne: frutto carnoso. 
carnovale    ⇨ carnevale.
carnume   s.m.  (non com.) escrescenza carnosa.
carnuta    ⇨ cornuta.
carnuto   agg.  (ant.) carnoso, ricco di polpa.
caro   (1) agg.    • 1 •   che è oggetto di amore, di affetto; amato: un caro amico; una persona cara; un ricordo molto caro; un maestro caro ai suoi allievi  | appellativo affettuoso o modo confidenziale di cominciare una lettera: cara mamma, ti scrivo... ' in usi ironici o per esprimere risentimento: ma che caro!; caro lei, mi fa perder tempo con le sue chiacchiere!    • 2 •   (estens.) gradito, beneaccetto: un attore molto caro al pubblico  ' avere caro, desiderare, aver piacere: avrei caro che non tardaste troppo    • 3 •   che si considera prezioso e si desidera conservare: la vita è cara a tutti  | tenersi caro qualcuno, tenerlo legato a sé tenersi cara qualcosa, averne una cura particolare    • 4 •   che è affettuoso, premuroso, sollecito; che si mostra gentile, simpatico: è un caro ragazzo; siete stati molto cari con me.  dim. carino, caruccio    • 5 •   che nasce dall'affetto, che è segno di premura: vi raggiungano i nostri pensieri più cari; cari saluti, formula di saluto epistolare    • 6 •   che ha un prezzo alto; costoso: la vita si fa ogni giorno più cara; un abito troppo caro  | che fa pagare molto, che vende a prezzo elevato (anche fig.): un sarto molto caro; un negozio caro; vender cara la pelle; pagarla cara.  dim. caretto  | in funzione di avv.  a prezzo elevato: vendere, comperare, costare, pagare caro  | costar caro, (fig.) comportare sacrificio, riuscire gravoso | pagar caro, (fig.) scontare duramente: pagherà caro il suo comportamento arrogante   s.m.    • 1 •   [f. -a] la persona amata    • 2 •   pl.  i parenti, i genitori, i familiari: ha passato il natale coi suoi cari  § caramente avv.    • 1 •   affettuosamente, con amore | (antiq.) vivamente, caldamente    • 2 •   a caro prezzo: pagarla caramente. 
caro   (2) s.m.    • 1 •   prezzo alto dovuto a un rialzo improvviso: il caro degli alloggi, dei viveri    • 2 •   (ant.) scarsità, penuria, spec. di viveri: di questo cibo avrete caro  (dante purg.  xxii, 141).
carogna   s.f.    • 1 •   corpo di animale morto | (spreg.) cadavere d'uomo    • 2 •   (estens. spreg.) bestia vecchia, malandata, che non serve più a nulla; anche, uomo di aspetto sgradevole, sudicio o di salute malferma    • 3 •   (fig. spreg.) persona vile, scellerata, perfida. dim. carognetta  accr. carognona, carognone  (m.).
carognata   s.f.  (fam.) azione carognesca, dettata da cattiveria, perfidia o viltà: fare una carognata a qualcuno. 
carognesco   agg.  [pl. m. -schi] da carogna; perfido, malvagio, vile: azione carognesca  § carognescamente avv. 
carol   s.f. invar.  canto medievale inglese (secc. xiv e xv), affine alle laudi spirituali italiane.
carola   s.f.    • 1 •   antico ballo di più persone che, cantando, giravano in tondo: intrecciare, tessere carole; e cominciàr costor danze e carole  (tasso g. l.  xviii, 28). dim. caroletta    • 2 •   il canto che accompagnava questa danza    • 3 •   (ant.) canzone.
carolare   v. intr.  [io caròlo ecc. ; aus. avere] (ant.) fare una carola; danzare.
carolina   (1) s.f.  particolare gioco di biliardo che si fa con cinque palle.
carolina   (2) s.f.  tessuto di cotone stampato a piccoli disegni, usato spec. per grembiuli.
carolingio   agg.  [pl. f. -ge] che si riferisce a carlo magno e ai suoi successori: arte carolingia  | ciclo carolingio, ciclo di poemi epico-cavallereschi in antico francese, ispirato alle gesta di carlo magno e dei suoi paladini.
carolino   agg.    • 1 •   di, relativo a carlo magno o alla sua epoca | scrittura carolina, (paleogr.) scrittura minuscola, rotonda, di carattere uniforme e quasi priva di abbreviazioni, usata fra i secc. viii e xii e la cui adozione si collega al risveglio culturale promosso da carlo magno    • 2 •   di, relativo a uno degli imperatori che hanno avuto nome carlo: costituzione carolina, ordinanza di diritto penale emanata nel 1532 da carlo v.
carolo   s.m.  (vet.) micosi dello zoccolo degli equini.
caronata    ⇨ carronata.
caroncola    ⇨ caruncola.
caropane   s.m.  [solo sing.] alto prezzo del pane.
carosello   s.m.    • 1 •   in età rinascimentale, torneo di cavalieri che si esibivano in esercizi spettacolari gareggiando tra loro | (estens.) evoluzione o parata di cavalieri, e oggi anche di mezzi motorizzati, per celebrare ricorrenze o festività: il carosello dei carabinieri    • 2 •   giostra per i bambini, nelle fiere    • 3 •   qualunque movimento circolare vorticoso (anche fig.): un carosello di automobili; un carosello di idee    • 4 •   breve programma pubblicitario trasmesso un tempo dalla televisione italiana e divenuto molto popolare.
carota   s.f.    • 1 •   pianta erbacea con fiori composti, foglie pennatosette e grossa radice carnosa (fam.  ombrellifere)    • 2 •   la radice a fittone commestibile di tale pianta, dalla polpa dura giallo-arancio, largamente coltivata come ortaggio | pel di carota, soprannome attribuito a chi ha capelli giallo-rossicci | piantar carote, (fig. pop.) raccontare frottole. dim. carotina  accr. carotona, carotone  (m)    • 3 •   (min.) campione di roccia che si estrae dal sottosuolo per mezzo di sonde tubolari munite di carotiere | in funzione di agg. invar.  del colore giallo-rossiccio della carota: giallo carota. 
carotaggio   s.m.  (min.) estrazione di campioni di roccia (carote) dal sottosuolo.
carotare   v. tr.  [io caròto ecc.] (min.) eseguire il carotaggio.
carotatrice   s.f.  (min.) trivella per effettuare il carotaggio.
carotene   s.m.  (chim.) pigmento di color arancione contenuto nelle foglie e nei frutti di alcune piante, spec. nella carota, che l'organismo trasforma in vitamina a.
carotide   s.f.  (anat.) ciascuna delle due grandi arterie del collo che dall'aorta portano il sangue alla testa.
carotideo   agg.  (anat.) relativo alla carotide: ghiandola carotidea. 
carotiere   s.m.  (min.) attrezzo per estrarre dal sottosuolo campioni cilindrici di roccia (carote).
carovana   ant. caravana, s.f.    • 1 •   gruppo di viaggiatori che attraversano insieme con carri, bestie da soma e merci luoghi deserti o malsicuri: una carovana di nomadi  | (estens.) gruppo di veicoli che si spostano insieme da un luogo a un altro; anche, insieme di persone che marciano in fila: la carovana del circo; una carovana di turisti    • 2 •   (non com.) caravan.
carovaniera   s.f.  strada, pista percorsa dalle carovane.
carovaniere   s.m.  chi conduce le bestie da soma di una carovana.
carovaniero   agg.  di carovana, da carovane: strada carovaniera. 
carovita   s.m.  [solo sing.]    • 1 •   l'alto costo, soprattutto dei beni di maggior consumo, connesso con l'inflazione: combattere il carovita    • 2 •   indennità con cui si compensa l'alto costo della vita.
caroviveri   s.m.  [solo sing] carovita.
carpa   s.f.  pesce teleosteo commestibile d'acqua dolce, di colore verde gialliccio; ama le acque stagnanti (ord.  cipriniformi).
carpaccio   s.m.  (gastr.) pietanza di carne cruda affettata molto sottile e condita con olio e scaglie di formaggio grana.
carpale   agg.  (anat.) del carpo: ossa carpali. 
carpare   v. tr.  (ant.) afferrare con violenza, carpire | v. intr.  [aus. avere] andare carponi: i' mi sforzai carpando appresso lui  (dante purg.  iv, 50).
carpatico   agg.  [pl. m. -ci] dei carpazi: rilievo carpatico. 
carpellare   agg.  (bot.) del carpello.
carpello   s.m.  (bot) foglia modificata che porta gli ovuli del fiore; è tipica delle fanerogame.
carpenteria   s.f.    • 1 •   complesso di attività consistenti nella preparazione e nel montaggio degli elementi di una struttura provvisoria o permanente: carpenteria in legno    • 2 •   la struttura stessa: un ponte in carpenteria d'acciaio    • 3 •   lo stabilimento o il reparto dove si realizzano tali strutture: la carpenteria di un cantiere edile. 
carpentiere   s.m.    • 1 •   operaio o artigiano che esegue lavori di carpenteria    • 2 •   marinaio addetto ai lavori di falegnameria a bordo.
carpento   s.m.  antico cocchio romano a due ruote.
carpetta   s.f.  (burocr.) cartelletta che racchiude e conserva un incartamento.
carpiato   agg.  (sport) si dice di un tuffo in cui il corpo è inizialmente flesso in avanti ad angolo, con braccia e gambe tese e avvicinate.
carpine   o carpino, s.m.  albero di alto fusto, con corteccia liscia e grigia e foglie ovali seghettate, il cui legno, duro e compatto, si impiega in lavori al tornio (fam.  betulacee).
carpinella   s.f.  albero simile al carpine, con corteccia di colore rosso scuro (fam.  betulacee).
carpineta   s.f. , o carpineto s.m. , terreno piantato a carpini.
carpino    ⇨ carpine.
carpio   s.m.    • 1 •   (zool.) carpione    • 2 •   (sport) posizione di partenza del tuffo carpiato.
carpionare   v. tr.  [io carpióno ecc.] cucinare un pesce in carpione: anguilla carpionata. 
carpione   s.m.  pesce teleosteo di lago simile alla trota, di colore grigio argenteo picchiettato di rosso (ord.  clupeiformi) | cucinare in carpione, nel modo in cui solitamente si cucina il carpione, friggendolo e mettendolo poi sotto aceto con aromi diversi.
carpire   v. tr.  [io carpisco, tu carpisci ecc.] ottenere, guadagnare con l'astuzia, con la frode (anche fig.): carpire denaro a qualcuno; carpire la buona fede di qualcuno. 
carpo   s.m.  (anat.) insieme di otto piccole ossa che costituiscono lo scheletro della mano tra il metacarpo e l'avambraccio, e che consentono l'articolazione del polso.
carpo-  carpo- -carpo primo e secondo elemento di parole composte della terminologia botanica, di derivazione greca o formate modernamente, dal gr. karpós  'frutto' (carpologia, endocarpo).
carpocapsa   s.f.  farfallina le cui larve si sviluppano in mele, pere, castagne o altri frutti, divorandoli (ord.  lepidotteri).
carpologia   s.f.  settore della botanica che studia scientificamente i frutti.
carponi   o carpone, avv.  con le mani e le ginocchia appoggiate a terra: avanzare, strisciare carponi. 
carrabile   agg.  si dice di strada che può essere percorsa con carri e autoveicoli; carreggiabile | passo carrabile, tratto di marciapiede in cui il gradino si trasforma in piano inclinato per consentire ai veicoli l'accesso all'interno di edifici o cortili.
carradore   non com. carratore, s.m.    • 1 •   artigiano che fabbrica o ripara carri e barocci; carraio    • 2 •   (region.) carrettiere.
carrageen   o carragheen, s.m. invar.  alga di colore rosso, cartilaginosa, tipica delle coste settentrionali d'europa e d'america, dalla quale si estrae la carragenina; è noto anche come musco d'irlanda  (fam.  rodoficee).

carragenina   s.f.  sostanza colloidale che si ricava dalla bollitura del carrageen e di altre alghe rosse, usata soprattutto come prodotto chiarificante e stabilizzante nell'industria alimentare.
carragheen    ⇨ carrageen.
carraia   s.f.  strada o porta adatta a essere percorsa da carri.
carraio   agg.  che permette il passaggio di carri o di autoveicoli: porta carraia; passo carraio, passo carrabile  s.m.    • 1 •   chi fabbrica o ripara carri; carradore    • 2 •   (lett.) conducente di carri, carrettiere.
carrara   s.m. invar.  marmo bianco estratto dalle alpi apuane; marmo di carrara.
carrareccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   strada di campagna percorribile con carri    • 2 •   solco lasciato sul terreno dalle ruote dei carri.
carrarese   agg.  di carrara  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a carrara.
carrata   s.f.  quantità di materiale corrispondente al carico di un carro: una carrata di fieno  | a carrate, (fig.) in gran quantità.
carratello    ⇨ caratello.
carratore    ⇨ carradore.
carré   s.m. invar.    • 1 •   quadrato di tessuto che, nelle camicie o in altri indumenti, scende dalle spalle sul petto o sul dorso, fin sotto l'attaccatura della manica; sprone    • 2 •   lombata di bovino o suino    • 3 •   nel gioco della roulette, combinazione di quattro numeri che si possono giocare con un solo gettone | come agg.  nella loc. pan carré, pancarrè.
carreggiabile   agg.  carrabile  s.f.  strada carreggiabile.
carreggiamento   s.m.  (geol.) sovrascorrimento.
carreggiare   v. tr.  [io carréggio ecc.]    • 1 •   (non com.) trasportare merci con carri o autoveicoli    • 2 •   (ant.) percorrere col carro: la strada / che mal non seppe carreggiar fetòn  (dante purg.  iv, 71-72).
carreggiata   s.f.    • 1 •   parte della strada riservata alla marcia dei veicoli; larghezza utile al transito di una fila di veicoli (circa    • 3 •   m): strada a due carreggiate    • 2 •   il solco lasciato sulla strada dalle ruote dei carri | seguire la carreggiata, (fig.) seguire comportamenti abituali    • 3 •   (fig.) via retta, giusto cammino: uscire dalla carreggiata, mancare ai propri doveri; anche, divagare dall'argomento del discorso; rimettersi, rientrare in carreggiata, tornare ai propri doveri; anche, tornare all'argomento del discorso    • 4 •   distanza fra le due ruote dello stesso assale di un veicolo    • 5 •   (non com.) strada percorsa da carri.
carreggio   s.m.    • 1 •   trasporto di cose su carri | nelle miniere, trasporto di minerale su vagonetti    • 2 •   insieme di carri o veicoli da trasporto, spec. al seguito di un esercito    • 3 •   (non com.) intenso e continuo transitare di carri e, più in generale, di veicoli    • 4 •   nel medioevo, obbligo di mettere gratuitamente a disposizione il proprio carro in caso di guerra o di pubblica necessità | tributo che si pagava per i carri che entravano in città.
carrellare   v. intr.  [io carrèllo ecc. ; aus. avere] (cine. , tv) effettuare una carrellata.
carrellata   s.f.    • 1 •   ripresa di una scena cinematografica o televisiva con la macchina da presa montata su un carrello in movimento    • 2 •   (fig.) sguardo d'insieme rapido e sommario; panoramica: una carrellata delle notizie del giorno. 
carrellato   agg.  montato o trasportato su carrello: gru carrellata  | artiglierie carrellate, che possono in breve tempo essere smontate e ridotte a carichi trainabili.
carrellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi conduce un carrello; in partic., il macchinista conduttore del carrello cinematografico    • 2 •   nelle stazioni ferroviarie, venditore di merce esposta su un carrello.
carrello   s.m.    • 1 •   qualsiasi telaio montato su ruote, con funzione di trasporto o di sostegno: carrello elevatore; carrello portabagagli, portavivande    • 2 •   parte scorrevole di una macchina o di un impianto: carrello della macchina per scrivere; carrello della teleferica, quello che scorre sulle funi portanti; carrello delle armi automatiche, otturatore scorrevole    • 3 •   vagoncino a quattro ruote, con o senza motore, che viene usato per lavori lungo le linee ferroviarie o per trasporti in cave, miniere ecc.    • 4 •   (cine.) piattaforma mobile su cui è montata la macchina da presa    • 5 •   (aer.) struttura fornita di ruote o pattini che permette il decollo e l'atterraggio dell'aereo    • 6 •   sedile scorrevole delle imbarcazioni da canottaggio.
carretta   s.f.    • 1 •   modesto veicolo da traino a due ruote, con sponde alte, usato per il trasporto di materiale | tirar la carretta, (fig.) fare un lavoro pesante; anche, tirare avanti la vita in modo stentato. dim. carrettina, carrettella    • 2 •   (estens.) nave o qualsiasi altro mezzo di trasporto vecchio e malandato.
carrettaio   s.m.  (non com.) guidatore o fabbricante di carrette.
carrettata   s.f.  quantità di materiale che può essere trasportata da un carretto o da una carretta | a carrettate, (fig.) in grande quantità.
carrettella   s.f.  (region.)    • 1 •   dim.  di carretta    • 2 •   piccola carrozza a quattro ruote adibita al trasporto di persone    • 3 •   (teat.) espediente con cui l'attore, rallentando o accentuando una battuta, cerca di strappare l'applauso.
carrettiere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   conducente di carri    • 2 •   (fig.) persona di modi rozzi, sguaiati: esprimersi come un carrettiere    • 3 •   (ant.) cocchiere.
carrettinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi vende libri usati o altra merce esposta su un carretto; bancarellista.
carretto   s.m.    • 1 •   dim.  di carro  | carretto siciliano, carro a due ruote tipico della sicilia, decorato con figure e arabeschi a colori vivaci. dim. carrettino  accr. carrettone    • 2 •   (teat.) armatura che serve a cambiare le quinte.
carrettonaio   s.m.  (tosc.) chi trasporta materiale con un carrettone.
carrettonata   s.f.  (non com.) quantità di materiale che può essere trasportata da un carrettone.
carrettone   s.m.    • 1 •   accr.  di carretto    • 2 •   carro a quattro ruote per esercitare i cavalli al traino | grosso carro con sponda posteriore alzabile, adatto allo scarico rapido di materiale pesante.
carriaggio   o cariaggio, s.m.    • 1 •   (ant.) carro militare usato per il trasporto del bagaglio e delle vettovaglie    • 2 •   spec. pl.  il bagaglio, le salmerie di un esercito.
carriera   s.f.    • 1 •   mestiere, professione, corso di studi che prevede delle tappe, una progressione di avanzamenti di grado, economici e sim.: carriera diplomatica, militare, medica, forense; fare una brillante carriera; rinunziare alla carriera; rovinarsi la carriera  | far carriera, avanzare rapidamente di grado | ufficiale di carriera, in servizio permanente effettivo    • 2 •   andatura veloce del cavallo | di  (o a) gran carriera, a grande velocità.
carrierismo   s.m.  smania o comportamento di chi vuol far carriera a tutti i costi.
carrierista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi vuol far carriera a tutti i costi; chi pensa soltanto a far carriera, subordinando tutto il resto a quest'unico fine.
carrieristico   agg.  [pl. m. -ci] del carrierismo, dei carrieristi § carrieristicamente avv. 
carriola   pop. cariola, s.f.    • 1 •   piccolo carretto di forma svasata, con una ruota e due stanghe, che si spinge a mano    • 2 •   quantità di materiale che può essere contenuta in questo carretto: una carriola di sabbia. 
carriolante   pop. cariolante, s.m.    • 1 •   manovale sterratore che trasporta il materiale con la carriola; scariolante    • 2 •   (merid.) chi trasporta prodotti agricoli col carro per conto di terzi.
carrista   s.m.  [pl. -sti] (mil.) soldato che presta servizio in un reparto di carri armati  agg.  si dice di specialità dell'esercito che impiega carri armati: reparto carrista. 
carro   s.m.  [pl. carri; ant. anche pl. carra  f., spec. nel sign. 3]    • 1 •   veicolo da trasporto a due o quattro ruote, trainato da uno o più animali da tiro: attaccare il cavallo al carro.  dim. carretto    • 2 •   quantità di materiale trasportato da un carro: un carro di legna    • 3 •   antica misura di volume, usata con valore diverso in varie regioni italiane; corrisponde alla capacità di un carro: due carra di fieno  | a carra, in grandissima quantità    • 4 •   veicolo a trazione meccanica, semovente o trainato, destinato a usi particolari: carro ferroviario; carro attrezzi; carro merci; carro bestiame  | carro frigorifero, provvisto di sistema di refrigerazione per il trasporto di merce deteriorabile | carro marsupio, vagone ferroviario a due piani per il trasporto di autoveicoli | carro allegorico, di carnevale, mascherato, allestito con figure allegoriche per festeggiamenti carnevaleschi o celebrazioni storiche | carro di tespi, teatro ambulante, così detto dal nome del tragico greco che avrebbe trasportato su un carro i cori drammatici che recitavano in attica | carro funebre, adibito al trasporto di defunti | carro armato, autoveicolo pesante cingolato e corazzato, armato di un cannone e di mitragliatrici, in grado di muoversi velocemente su terreno accidentato; essere un carro armato, (fig.) si dice di persona che agisce con irruenza e grande determinazione senza fermarsi di fronte a nessun ostacolo, ottenendo in tal modo quello che vuole    • 5 •   (astr.) nome delle costellazioni boreali dell'orsa maggiore e dell'orsa minore: gran carro, piccolo carro    • 6 •   (ant. lett.) cocchio, carrozza: il carro della luna in cielo  (foscolo odi).
carrobbio   s.m.  quadrivio.
carroccio   s.m.    • 1 •   in età comunale, grande carro a quattro ruote tirato da buoi e recante le insegne del comune, un altare e una campana; si portava sui campi di battaglia, come punto di riferimento e per incoraggiamento dei combattenti    • 2 •   nell'uso giornalistico, il partito politico della lega nord, che ha appunto come simbolo il carroccio.
carronata   o caronata, s.f.  corto cannone in uso sulle navi da guerra a vela dei secc. xviii e xix.
carroponte   s.m.  [pl. carriponte] tipo di gru dotato di movimento longitudinale e trasversale per sollevare e traslare grossi carichi.
carropontista   s.m.  [pl. -sti] operaio addetto alla manovra di un carroponte.
carrozza   s.f.    • 1 •   vettura a quattro ruote, con chiusura a cabina o a mantice, trainata da uno o più cavalli, per il trasporto di persone. dim. carrozzella, carrozzetta, carrozzina, carrozzino  (m.) accr. carrozzona, carrozzone  (m.)    • 2 •   vagone ferroviario per il trasporto di persone: carrozza di prima, di seconda classe  | carrozza letto, provvista di cuccette | carrozza ristorante, dove si servono i pasti | carrozza ristoro, dove si fa servizio di bar    • 3 •   mozzarella in carrozza, specialità della cucina napoletana costituita da due fette di pane senza crosta ripiene di mozzarella, dorate nell'uovo e fritte.
carrozzabile   agg.  che può essere percorso da carrozze o autoveicoli: strada carrozzabile. 
carrozzaio   s.m.  chi fabbrica o aggiusta carrozze.
carrozzare   v. tr.  [io carròzzo ecc.] fornire di carrozzeria un veicolo.
carrozzata   s.f.  l'insieme delle persone che possono stare in una carrozza.
carrozzella   s.f.  (region.)    • 1 •   dim.  di carrozza    • 2 •   carrozzina per bambini    • 3 •   veicolo, a motore o spinto a mano, per il trasporto di persone invalide | finire in, sulla carrozzella, diventare invalido    • 4 •   a roma, a napoli e in altre città, carrozza di piazza.
carrozzeria   s.f.    • 1 •   la parte dell'autoveicolo che serve a ricoprire le parti meccaniche e a costituire il vano o i vani per il conducente, i passeggeri, i bagagli e le merci | carrozzeria portante, che ha la funzione di collegare e sostenere i vari organi meccanici    • 2 •   fabbrica o reparto di fabbrica in cui vengono costruite le carrozzerie; officina in cui si riparano le carrozzerie    • 3 •   (fig. scherz.) si dice di forme femminili molto procaci.
carrozziere   s.m.    • 1 •   carrozzaio    • 2 •   chi progetta, costruisce o ripara le carrozzerie degli automezzi    • 3 •   (ant. , region.) vetturino di carrozza pubblica.
carrozzina   s.f.    • 1 •   dim.  di carrozza    • 2 •   sorta di lettino montato su ruote e spinto a mano, per portare a passeggio bambini molto piccoli.
carrozzino   s.m.    • 1 •   dim.  di carrozza    • 2 •   piccola carrozza elegante, per lo più a due posti e trainata da uno o due cavalli    • 3 •   piccolo veicolo a una ruota per il trasporto di una persona, assicurato lateralmente a una motocicletta.
carrozzone   s.m.    • 1 •   accr.  di carrozza    • 2 •   grossa vettura trainata da animali o a motore, che può anche servire da abitazione: il carrozzone degli zingari    • 3 •   (antiq.) vettura ferroviaria o tranviaria    • 4 •   (region.) carro funebre    • 5 •   (fam.) autofurgone in dotazione alla polizia per il trasporto di persone fermate o detenute    • 6 •   (fig. spreg.) impresa, ente, organo amministrativo di grandi dimensioni, ma pletorico e inefficiente.
carruba   o caruba, s.f.    • 1 •   frutto del carrubo    • 2 •   (gerg.) carabiniere (per il colore nero della divisa, che richiama quello della carruba).
carrubeto   s.m.  terreno coltivato a carrubi.
carrubo   o carubo, s.m.  albero sempreverde con fiori rossi in grappoli e foglie paripennate; i frutti, grosse silique bruno-nere ricche di sostanze zuccherine, si usano come foraggio per cavalli e buoi (fam.  leguminose).
carrucola   s.f.  macchina per sollevare pesi costituita da una ruota scanalata entro cui scorre una fune.
carrucolare   v. tr.  [io carrùcolo ecc.] (non com.) sollevare un peso con la carrucola.
carruga   s.f.  piccolo insetto coleottero con corpo ovale dai riflessi metallici; reca gravi danni alla vite.
carruggio   o caruggio, s.m.  (dial.) via stretta, per lo più in pendenza, tipica delle città e dei paesi della costa ligure; vicolo.
carsico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del carso: altopiano carsico    • 2 •   si dice di terreno calcareo soggetto al fenomeno del carsismo.
carsismo   s.m.  processo di erosione operato dalle acque sulle rocce calcaree; è tipico del carso.
carta   s.f.    • 1 •   materiale ottenuto dall'opportuna lavorazione di fibre cellulosiche, che si presenta in forma di fogli sottili e pieghevoli, adatti a vari usi; il foglio stesso così ottenuto: carta da scrivere, da disegno, igienica, assorbente, copiativa, oleata, vetrata, da imballaggio, da lettere, da parati  | carta velina, particolarmente sottile, usata per copie di dattiloscritti o per incartare oggetti molto delicati | carta da zucchero, di colore azzurro cupo, usata un tempo per incartare zucchero e paste alimentari; la loc. è rimasta a indicare la tonalità di azzurro: un vestito (color) carta da zucchero  | carta pergamena, carta traslucida e resistente, a imitazione della pergamena, ottenuta mediante opportuni trattamenti chimici. dim. cartina  pegg. cartaccia    • 2 •   in partic., foglio usato per scrivere: munirsi di carta e penna; mettere su carta qualcosa, scriverla | carta da musica, che reca stampato il pentagramma; (fig.) pane piatto e molto sottile, tipico della sardegna | carta bollata  (o da bollo, legale), munita di bollo di stato, per usi burocratici; carta libera, non bollata    • 3 •   pl.  insieme di fogli scritti: mettere in ordine le proprie carte; io gli studi leggiadri / talor lasciando e le sudate carte  (leopardi a silvia  15-16) | in codicologia, ognuno dei fogli di cui si compone un libro manoscritto    • 4 •   documento, tessera rilasciati da un ufficio pubblico o da un ente privato: carta d'identità; fare le carte per il passaporto  ' carte di bordo, l'insieme dei documenti di navigazione affidati al comandante di una nave o di un aereo | carta d'argento, tessera rilasciata dalle ferrovie dello stato agli anziani, che consente di viaggiare usufruendo di sconti | carta assegni, (banc.) tessera che garantisce la copertura degli assegni emessi dall'intestatario; carta di credito, documento con il quale l'istituto emittente s'impegna a pagare gli acquisti di beni e servizi compiuti dall'intestatario; carta commerciale, titolo di credito al portatore a breve scadenza negoziato nel mercato monetario | carta verde, documento che attesta l'assicurazione per danni a terzi da parte di un veicolo che circola in un paese estero | avere le carte in regola, esser munito dei documenti necessari; (fig.) avere le qualità necessarie ad assolvere un determinato compito | far carte false, (fig.) ricorrere a qualsiasi mezzo per raggiungere uno scopo | dare, avere carta bianca, (fig.) concedere, ottenere piena fiducia    • 5 •   dichiarazione solenne di uno stato o di un organismo internazionale circa gli istituti su cui si fonda e i principi cui intende attenersi: la carta delle nazioni unite; la carta dei diritti dell'uomo  ' la carta costituzionale, la costituzione    • 6 •   in ristoranti, trattorie e sim., lista delle vivande e dei vini | mangiare alla carta, ordinando liberamente secondo la lista e non a menu fisso    • 7 •   banconota: carta da diecimila lire    • 8 •   (geog.) rappresentazione grafica, riprodotta in scala e secondo simboli convenzionali, di una parte o di tutta la superficie terrestre, o di alcuni suoi aspetti particolari: carta geografica, topografica, geologica, nautica, linguistica  | descrizione della volta celeste: carta astronomica    • 9 •   carta (da gioco), cartoncino rettangolare per giochi da tavolo, su cui sono impressi semi o figure diverse, e che corrisponde a un determinato punteggio | carte francesi, quelle i cui semi sono cuori, quadri, fiori e picche | carte napoletane, quelle i cui semi sono coppe, denari, spade e bastoni | fare le carte, mischiarle e distribuirle; fare le carte a qualcuno, predirgli il futuro mediante le carte | cambiare le carte in tavola, (fig.) mutare il senso di parole già dette o distorcere il senso di parole dette da altri | giocare a carte scoperte, (fig.) agire mostrando apertamente le proprie intenzioni | giocare, tentare l'ultima carta, (fig.) fare l'ultimo tentativo    • 10 •   (comm.) insieme di cambiali.
cartacarbone   o carta carbone, s.f.  [pl. cartecarbone] carta con una faccia nera o di altro colore scuro che si mette tra i fogli di carta bianca per ottenere più copie di uno scritto.
cartaccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   cartastraccia; carta da gettare via    • 2 •   carta da gioco senza valore.
cartaceo   agg.  di carta: moneta cartacea  | codice cartaceo, libro manoscritto composto di fogli di carta (si contrappone a pergamenaceo  o membranaceo).
cartaginese   agg.  dell'antica cartagine  s.m.  e f.  abitante dell'antica cartagine.
cartagloria   s.f.  [pl. carteglorie; meno com. cartegloria  o cartaglorie] (lit.) ciascuna delle tre tabelle che si tenevano sull'altare e che recavano scritte alcune delle parti fisse della messa.
cartaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   fabbricante o venditore di carta o di carte da gioco    • 2 •   lavoratore dell'industria cartaria    • 3 •   artigiano che mette la carta da parati al muro    • 4 •   giocatore che mescola e distribuisce le carte.
cartamo   s.m.  pianta erbacea i cui fiori color zafferano forniscono una sostanza colorante rossa (fam.  composite); zafferanone.
cartamodello   s.m.  [pl. cartamodelli] modello di un indumento riprodotto in carta nelle proporzioni reali.
cartamoneta   o carta moneta, s.f.  [pl. cartemonete] moneta cartacea.
cartamusica   s.f.  pane sardo di forma circolare molto sottile, che si conserva a lungo.
cartapecora   meno com. carta pecora, s.f.  [pl. cartapecore; meno com. cartepecore]    • 1 •   pelle di pecora, di capra o d'agnello conciata in modo da ottenere una membrana liscia e di colore chiaro che si usa per scriverci, rilegare libri ecc. | faccia di cartapecora, (fig.) incartapecorita, secca e grinzosa    • 2 •   (estens.) scritto, documento redatto su cartapecora.
cartapesta   s.f.  [pl. cartapeste  o cartepeste] impasto di carta con acqua, collanti e gesso, usato per la fabbricazione di bambole, pupazzi o altri giocattoli | uomo di cartapesta, (fig.) di carattere debole | eroe di cartapesta, (fig.) falso eroe.
cartario   (1) agg.  che riguarda la fabbricazione della carta: industria cartaria. 
cartario   (2) s.m.  (non com.) registro, raccolta di documenti, spec. se antichi.
cartastraccia   o carta straccia, s.f.  [pl. cartestracce]    • 1 •   carta di cattiva qualità, utile solo per avvolgere pacchi    • 2 •   carta che è già stata usata, da gettare via    • 3 •   (fig.) cartamoneta o documento di nessun valore.
cartasuga   s.f.  [pl. cartesughe] (non com.) carta assorbente.
cartata   s.f.  quantità di roba che è avvolta in un foglio di carta: una cartata di caramelle, di affettato misto. 
cartavetrare   v. tr.  [io cartavétro ecc.] pulire o lisciare una superficie con carta vetrata; scartavetrare, carteggiare.
carteggiare   v. intr.  [io cartéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) tenere rapporti epistolari con qualcuno    • 2 •   nella navigazione marittima o aerea, organizzare preventivamente e verificare sulle carte nautiche una data rotta | v. tr.    • 1 •   (ant.) riferito a libro, sfogliarlo, scorrerlo pagina per pagina    • 2 •   levigare una superficie con carta vetrata.
carteggiatura   s.f.  levigatura di una superficie con carta vetrata.
carteggio   s.m.    • 1 •   corrispondenza epistolare: avere, tenere un carteggio con qualcuno  | la raccolta delle lettere scambiate: il carteggio tra machiavelli e guicciardini    • 2 •   (mar. , aer.) il complesso dei calcoli fatti sulle carte nautiche.
cartella   s.f.    • 1 •   scheda o foglio stampato, o parte stampato e parte scritto a mano, spesso piegato in due, con indicazioni di varia natura | cartella della lotteria, biglietto numerato che concorre all'estrazione dei premi | cartella della tombola, cartoncino rettangolare su cui sono stampati quindici numeri, che i giocatori segnano via via che vengono estratti | cartella clinica, documentazione relativa a un malato ricoverato in ospedale | cartella esattoriale, avviso rimesso dagli esattori ai contribuenti per specificare gli importi dovuti per imposte, tasse e contributi    • 2 •   pagina dattiloscritta destinata alla composizione tipografica: un articolo di quattro cartelle    • 3 •   (fin.) titolo a reddito fisso a medio o lungo termine: cartella di credito fondiario, quella emessa da istituti che esercitano il credito fondiario; oggi sostituita da obbligazione di credito fondiario    • 4 •   custodia per fogli, formata da due cartoni riuniti a forma di copertina, spesso ricoperti di tela, pelle ecc. dim. cartelletta, cartellina    • 5 •   (inform.) lo stesso che directory, indirizzario    • 6 •   borsa di pelle o altro materiale per documenti | borsa in cui gli studenti ripongono libri e quaderni    • 7 •   (tip.) il complesso formato dai due piatti di cartone e dal dorso che il legatore applica al libro già cucito e indorsato    • 8 •   (arch.) tabella inserita in una incorniciatura, come sede di iscrizione o come motivo ornamentale | ciascuna delle due piastre metalliche entro le quali scorre il catenaccio di porte e finestre    • 9 •   nelle antiche armi da fuoco, piastra che teneva uniti i pezzi che consentivano il movimento della ruota dell'acciarino e del cane; nelle pistole moderne, piastra che copre il meccanismo di scatto a ripetizione    • 10 •   nel gioco del biliardo, il pallottoliere segnapunti    • 11 •   (ant.) cartagloria.
cartellare   v. intr.  [io cartèllo ecc. ; aus. avere] (ant.) pubblicare cartelli, libelli | v. tr.  inviare il cartello di sfida a qualcuno.
cartellario   s.m.  (ant.)    • 1 •   archivio di carte di interesse pubblico    • 2 •   cartelliera.
cartelliera   s.f.  mobile a cassetti o a ripiani, in cui si conservano cartelle e documenti.
cartellinare   v. tr.  munire di cartellino segnaprezzo un prodotto commerciale.
cartellinatura   s.f.  l'operazione del cartellinare.
cartellino   s.m.    • 1 •   foglietto che, applicato o legato a oggetti, spec. merci, ne indica le caratteristiche, il prezzo o altro; etichetta | targhetta posta sull'uscio di un'abitazione, recante il nome di chi vi abita    • 2 •   modulo, scheda per la registrazione di dati: cartellino segnaletico, su cui sono impresse le impronte digitali dei pregiudicati per facilitarne l'identificazione | in partic., la scheda di presenza che i lavoratori dipendenti timbrano in un congegno a orologeria all'entrata e all'uscita del lavoro | servizio a cartellino, si dice di forniture, spec. telefoniche, non comprese nel canone, i cui importi vengono addebitati volta per volta su singole schede    • 3 •   (sport) documento con cui un atleta si impegna a prestare la propria attività a favore di una società sportiva per un dato periodo di tempo.
cartellista   s.m.  [pl. -sti] chi fa parte di un cartello economico o politico | usato anche come agg.  in luogo di cartellistico : la propaganda cartellista. 
cartellistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda i cartelli economici o politici.
cartello   (1) s.m.    • 1 •   avviso scritto o stampato a caratteri ben visibili su cartone, legno o metallo, per comunicazioni al pubblico; tabella che i dimostranti portano a braccia in cortei, assemblee ecc.: cartello murale, pubblicitario, stradale  | cartello di sfida, lettera o biglietto con cui in passato si sfidava qualcuno a duello | artista, cantante di cartello, di gran fama. dim. cartellino  accr. cartellone    • 2 •   insegna di esercizio, posta sopra i negozi per indicare il nome del proprietario o il tipo di merce in vendita    • 3 •   (ant.) imputazione diffamatoria scritta, affissa in pubblico    • 4 •   (ant.) scritta che i condannati alla berlina portavano appesa al collo.
cartello   (2) s.m.    • 1 •   (econ.) accordo con cui due o più imprese dello stesso ramo produttivo si impegnano a disciplinare la concorrenza, concordando prezzi e quote di mercato: cartello interbancario  | cartello doganale, accordo stipulato da due o più stati per combattere il contrabbando    • 2 •   (estens.) alleanza tra forze affini: il cartello delle sinistre. 
cartellone   s.m.    • 1 •   grande manifesto contenente il programma di manifestazioni teatrali, cinematografiche, musicali, sportive e sim. | tenere il cartellone, si dice di spettacolo teatrale che incontra il favore del pubblico e viene rappresentato più volte    • 2 •   grande manifesto, di solito a colori e figurato: i cartelloni della pubblicità    • 3 •   nel gioco della tombola, la tabella che reca impressi, in sequenza, i novanta numeri del gioco.
cartellonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi disegna cartelloni pubblicitari.
cartellonistica   s.f.  l'arte del cartellonista.
carter   s.m. invar.  (mecc.) involucro metallico o di plastica per la protezione di parti in movimento; nelle biciclette e motociclette, copricatena; nei motori delle automobili, coppa dell'olio.
cartesianesimo   o cartesianismo [car-te-sia-nì-smo], s.m.  (filos.)    • 1 •   il complesso delle tesi e delle argomentazioni che caratterizzano la filosofia di cartesio e dei suoi seguaci    • 2 •   l'insieme dei pensatori che nella seconda metà del seicento e nella prima metà del settecento si richiamarono al pensiero di cartesio.
cartesiano   agg.    • 1 •   di cartesio, relativo a cartesio e al suo pensiero    • 2 •   (estens.) chiaro, evidente, razionale: mente cartesiana    • 3 •   coordinate cartesiane, (mat.) coppie ordinate di numeri reali ideate da cartesio per individuare i punti di un piano  s.m.  [f. -a] seguace, sostenitore di cartesio § cartesianamente avv.  (lett.) in modo rigorosamente logico.
cartevalori   o carte-valori, s.f. pl.  documenti cartacei rappresentativi di valori facilmente negoziabili (cartamoneta, titoli, carte bollate), la cui falsificazione è resa difficile con particolari accorgimenti.
carticino   s.m.  (tip.) parte di foglio di stampa, gener. di quattro facciate, che serve a completare un libro o a sostituire pagine che contengono errori; quartino.
cartiera   s.f.  stabilimento per la fabbricazione della carta.
cartiglia   s.f.    • 1 •   carta da gioco di basso valore    • 2 •   nel gioco del terziglio, gruppo di carte che hanno lo stesso seme    • 3 •   (ant.) foglietto.
cartiglio   s.m.    • 1 •   raffigurazione di un rotolo di carta, in parte spiegato e recante iscrizioni; si usa come elemento decorativo in pittura o scultura    • 2 •   (non com.) striscia di carta.
cartilagine   s.f.  (anat.) tessuto connettivo di aspetto traslucido, flessibile, elastico, duro, di minor consistenza rispetto al tessuto osseo; costituisce la struttura di sostegno di alcuni organi (p. e.  naso, orecchie, trachea, laringe).
cartilagineo   agg.  (anat.) di, riferito a cartilagine: tessuto cartilagineo  | pesci cartilaginei, il cui scheletro è costituito di cartilagini.
cartilaginoso   agg.  cartilagineo.
cartina   s.f.    • 1 •   involucro di carta per sostanze medicinali o piccoli oggetti (p. e.  aghi); per estens., il contenuto stesso: una cartina di sale inglese    • 2 •   foglietto di carta di riso in cui si avvolge il tabacco trinciato per farne sigarette    • 3 •   piccola carta geografica: la cartina di roma    • 4 •   nel gioco delle carte, carta bassa di poco o nessun valore; cartiglia.
cartismo   s.m.  movimento politico-sociale di carattere democratico sviluppatosi in inghilterra nella prima metà del sec. xix.
cartista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del cartismo | usato anche come agg.  : movimento cartista. 
cartocciata   s.f.  quantità contenuta in un cartoccio: una cartocciata di castagne. 
cartoccio   s.m.    • 1 •   foglio di carta ravvolto a cono per incartare prodotti o oggetti minuti; il contenuto di un cartoccio: un cartoccio di ciliegie, di viti  | al cartoccio, (gastr.) modo di cucinare in forno pesce, pollame o cacciagione, chiusi in un involucro di carta oleata o di alluminio perché non si disperdano succhi e sapori. dim. cartoccetto, cartoccino  accr. cartoccione    • 2 •   (bot.) l'insieme delle brattee che avvolgono la pannocchia del granturco; anche, ognuna delle brattee    • 3 •   carica di lancio di un proietto d'artiglieria | nei fuochi d'artificio, cartone contenente la polvere pirica    • 4 •   in pittura e scultura, raffigurazione di un rotolo di carta usato come motivo ornamentale    • 5 •   il tubo di vetro nei lumi a petrolio    • 6 •   nella scherma col fioretto, stoccata vibrata al fianco.
cartoffia   s.f.  (non com.) scartoffia.
cartografia   s.f.  insieme delle tecniche necessarie alla realizzazione di carte geografiche, topografiche, geologiche e sim.
cartografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la cartografia: proiezione cartografica  § cartograficamente avv.  per mezzo della cartografia.
cartografo   s.m.  [f. -a] esperto di cartografia.
cartogramma   s.m.  [pl. -mi] rappresentazione grafica di dati statistici relativi a un determinato fenomeno.
cartolaio   region. cartolaro, s.m.  [f. -a] venditore di oggetti di cancelleria.
cartolare   (1) s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) quaderno per appunti; diario | giornale di bordo    • 2 •   (tosc.) custodia per fogli, disegni o altro, formata di due cartoni senza costa tenuti insieme da un nastro.
cartolare   (2) agg.  (dir.) si dice di diritto comprovato da un documento, che può essere fatto valere con la semplice sua esibizione.
cartolare   (3) v. tr.  [io càrtolo ecc.] (ant.) mettere i numeri alle pagine di un codice, di un manoscritto e sim.
cartolario    ⇨ cartulario.
cartolaro    ⇨ cartolaio.
cartoleria   s.f.  il negozio del cartolaio.
cartolibrario   agg.  che riguarda il commercio di libri e oggetti di cancelleria: mercato cartolibrario. 
cartolibreria   s.f.  negozio in cui si vendono articoli di cancelleria e libri, spec. scolastici.
cartolina   s.f.    • 1 •   cartoncino rettangolare per brevi comunicazioni epistolari non riservate: scrivere, mandare, ricevere una cartolina; cartolina illustrata, che reca un'illustrazione o una fotografia; cartolina postale, con il francobollo già stampato | cartolina precetto, detta anche cartolina rosa, inviata per chiamare alle armi le reclute, o mobilitare i militari in congedo    • 2 •   tipo di passamano costituito in genere da una striscia di pergamena su cui è avvolta una fitta spirale di fibra tessile    • 3 •   (ant.) bustina di carta contenente una piccola dose di polvere medicinale.
cartolinesco   agg.  (pl. m. -schi) (non com.) che ricorda una cartolina illustrata, e quindi di scarso valore artistico, di maniera: un pittore di paesaggi cartolineschi. 
cartomante   s.m.  e f.  chi pratica la cartomanzia.
cartomanzia   s.f.  divinazione per mezzo delle carte da gioco o di altre carte speciali.
cartonaggio   s.m.    • 1 •   tecnica della lavorazione del cartone per la confezione di scatole o imballaggi    • 2 •   l'insieme dei prodotti ottenuti dalla lavorazione del cartone.
cartonare   v. tr.  [io cartóno ecc.] ricoprire o rilegare con cartone.
cartonato   part. pass.  di cartonare   agg.  di cartone o rinforzato con cartone: copertina cartonata. 
cartoncino   s.m.    • 1 •   tipo di cartone leggero e sottile    • 2 •   biglietto di cartone leggero, elegante, usato spec. per partecipazioni e biglietti da visita, o per accompagnare regali    • 3 •   (tip.) carticino.
cartone   s.m.    • 1 •   tipo di carta di notevole spessore e resistenza usato per confezionare scatole, per imballare, ricoprire libri ecc.: cartone ondulato, formato da due strati di cartone piano che contengono un foglio di cartoncino ondulato | uomo di cartone, (fig.) debole. dim. cartoncino    • 2 •   imballaggio di cartone per scatole di conserve, bottiglie e sim.: un cartone di pelati, un cartone di vini    • 3 •   nella tecnica pittorica, disegno preparatorio su carta pesante che verrà poi ricalcato sul muro o su tela, su vetro ecc.: i cartoni di raffaello  | (cartone animato), (cine.) film formato da fotogrammi che riproducono una serie di disegni contenenti lievi variazioni successive, in modo che la proiezione veloce dei fotogrammi stessi dà l'impressione del movimento; film d'animazione: un cartone animato di topolino. 
cartonfeltro   s.m.  [pl. cartonfeltri] materiale termoisolante per pareti interne, costituito da strati di cartone e feltro.
cartongesso   s.m.  [pl. cartongessi] materiale costituito da cartone ricoperto di gesso che si usa per l'isolamento termico di pareti interne.
cartonificio   s.m.  stabilimento per la fabbricazione del cartone.
cartonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi crea, chi disegna cartoni animati.
cartoon   s.m. invar.  nella tecnica pittorica, cartone; in quella cinematografica, disegno animato.
cartoonist   s.m.  e f. invar.  cartonista.
cartoteca   s.f.    • 1 •   raccolta di carte geografiche    • 2 •   (rar.) schedario.
cartotecnica   s.f.  la tecnica e l'industria della lavorazione della carta, dei cartoni e degli oggetti fatti di carta o cartone.
cartotecnico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la lavorazione della carta e del cartone  s.m.  [f. -a]    • 1 •   lavoratore dell'industria cartotecnica    • 2 •   chi confeziona oggetti di carta e affini.
cartuccera    ⇨ cartucciera.
cartuccia   (1) s.f.  [pl. -ce] (non com.) pezzetto di carta | carta da gioco di poco valore.
cartuccia   (2) s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   cilindro di metallo o di cartone che contiene la carica e il proiettile o i pallini delle armi da fuoco portatili | mezza cartuccia, (fig.) uomo fisicamente o culturalmente o moralmente da poco | sparare tutte le cartucce, (fig.) ricorrere a tutti i mezzi a disposizione | sparare l'ultima cartuccia, (fig.) ricorrere a un espediente estremo, utilizzare le ultime risorse    • 2 •   tipo particolare di filtro dell'olio per motori a combustione interna alternativi: cartuccia dell'olio, dell'aria    • 3 •   contenitore di inchiostro con cui si alimentano le penne stilografiche prive di serbatoio | contenitore d'inchiostro per alimentare stampanti laser o a getto d'inchiostro, macchine fotocopiatrici e sim.    • 4 •   involucro che contiene una pellicola cinematografica; caricatore    • 5 •   (inform.) nastro magnetico montato in un contenitore plastico, di aspetto simile a una cassetta di registrazione, usato come memoria secondaria soprattutto per operazioni di backup.
cartucciera   o cartuccera, s.f.  tracolla o cintura o tasca di cuoio in cui si tengono le cartucce da caccia.
cartulario   o cartolario, s.m.  (rar.)    • 1 •   copialettere, minutario    • 2 •   nel medioevo, registro in cui venivano raccolti atti e documenti di un'amministrazione.
caruba    ⇨ carruba.
carubo    ⇨ carrubo.
caruggio    ⇨ carruggio.
caruncola   o caroncola, s.f.    • 1 •   (anat.) escrescenza carnosa    • 2 •   (bot.) ispessimento carnoso di alcuni semi.
caruso   s.m.  (dial.) in sicilia, ragazzo che lavora a salario fisso, spec. in una miniera di zolfo o in un'azienda agricola.
carvi   s.m.  pianta erbacea più nota come cumino dei prati  (fam.  ombrellifere) | essenza di carvi, olio essenziale che si estrae per distillazione dai frutti di quest'erba, usato in liquoreria, profumeria e medicina.
carving   s.m. invar.  tipo di sci più corto e più largo di quello tradizionale, con l'assicella che si restringe nella parte centrale; consente una migliore tenuta sulla neve, specialmente in curva.
casa   s.f.    • 1 •   edificio a uno o più piani, suddiviso in vani e adibito ad abitazione; l'appartamento in cui una famiglia dimora: vivere in una bella casa; casa signorile, popolare; la casa paterna; essere, stare in casa; cercar casa; casa di proprietà, in affitto  ' seconda casa, quella che si possiede per trascorrervi le vacanze o i weekend | metter su casa, arredarla; per estens., andare a vivere per proprio conto | padrone di casa, il proprietario, rispetto all'inquilino; anche il capofamiglia | donna di casa, casalinga | lavori di casa, quelli necessari per l'igiene e l'efficienza dell'abitazione e la vita materiale della famiglia | fatto in casa, non confezionato industrialmente: dolce fatto in casa  | fare gli onori di casa, ricevere un ospite coi riguardi dovuti | essere (tutto) casa e lavoro, non concedersi divertimenti, distrazioni | abito da casa, semplice, di poco valore | casa di dio, la chiesa | casa del diavolo, l'inferno; (fig.) luogo molto lontano, difficile da raggiungere | giocare in casa, riferito a una squadra sportiva, giocare nella propria città (fig.) trovarsi a operare in una situazione favorevole | star di casa, abitare; non sapere dove sta di casa qualcosa, (fig.) non conoscerla affatto | riportare a casa la pelle, (fig.) salvarsi | sentirsi a casa propria, a proprio agio. dim. casetta, casina, casupola  vezz. o pegg. casuccia  accr. casona, casone  (m.) pegg. casaccia    • 2 •   edificio in cui sono ospitate temporaneamente delle persone per un fine determinato; anche, l'istituzione che l'amministra: casa dello studente, pensionato, collegio universitario; casa di cura, di salute, clinica privata; casa di correzione, di rieducazione, riformatorio; casa circondariale, di pena, prigione; casa da gioco, casinò; casa di tolleranza, postribolo | edificio in cui ha sede un'associazione di categoria, una corporazione e sim.: casa del ferroviere, dei pensionati; casa del popolo, in cui avevano sede i partiti e i sindacati operai | convento, istituto religioso: casa madre, la sede principale di un ordine; per estens., la sede principale di un'azienda, di un'industria | casa famiglia, piccola comunità di malati, handicappati, drogati o sim., che, pur ricevendo aiuti esterni, conta soprattutto sulla collaborazione interna per affrontare le difficoltà della condizione comune    • 3 •   la famiglia a cui si appartiene: saluti a casa tua; non scrive mai a casa; «chi parla?» «casa bianchi», nelle conversazioni telefoniche | essere di casa, essere intimo di una famiglia e, più in generale, avere dimestichezza con qualcuno o con qualcosa    • 4 •   stirpe, dinastia, casato: la casa regnante    • 5 •   (comm.) ditta, impresa, società: casa editrice, discografica  | casa del giocattolo, del cane, della sarta, denominazioni di laboratori o negozi specializzati nella lavorazione o nel commercio di determinati prodotti    • 6 •   in astrologia, ciascuna delle dodici regioni del cielo corrispondenti ai segni zodiacali; vi si fa riferimento per trarne gli oroscopi natali    • 7 •   negli scacchi e nella dama, ciascuno dei sessantaquattro quadrati bianchi e neri in cui è divisa la scacchiera    • 8 •   casa base, nel baseball, l'angolo di partenza e d'arrivo del campo.
casacca   s.f.    • 1 •   (ant.) giubba ampia e lunga che copriva il busto    • 2 •   veste di panno che i soldati portavano sopra l'armatura | voltar, mutar casacca, (fig.) cambiare opinione, partito    • 3 •   la giubba o la maglia con i colori della scuderia o della squadra indossata da fantini e atleti    • 4 •   sorta di giacca per uomo o per donna, di taglio diritto. dim. casacchina, casacchino  (m.).
casaccio   s.m.    • 1 •   (ant.) caso malaugurato    • 2 •   oggi, solo nella loc. avv. a casaccio, senza ordine, in modo casuale, a vanvera: andare, agire, parlare a casaccio. 
casa-famiglia  casa-famiglia s.f.  struttura che accoglie in piccole comunità persone bisognose di assistenza (bambini abbandonati, malati di mente, ragazze madri ecc.), ricreando per quanto è possibile l'ambiente familiare.
casale   s.m.    • 1 •   gruppo di poche case in campagna; agglomerato rurale    • 2 •   casolare rustico isolato.
casalina   s.f.  rozzo tessuto di cotone a righe, usato soprattutto per grembiuli femminili da lavoro.
casalinga   s.f.  donna che si dedica esclusivamente alla casa e non svolge altra attività.
casalingo   agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   che riguarda la casa | cucina casalinga  (o alla casalinga), semplice e genuina, come si fa in casa | pane casalingo, fatto in casa | incontro casalingo, incontro sportivo che una squadra disputa nella propria città    • 2 •   che ama la casa e lo stare in casa: uomo casalingo   s.m. pl.  oggetti per la casa: negozio di casalinghi. 
casamatta   s.f.  [pl. casematte]    • 1 •   opera in muratura bassa e massiccia, con feritoie per le artiglierie, a difesa di installazioni militari    • 2 •   (mar.) installazione di artiglieria sulle navi da guerra, in ponti sottostanti a quelli in coperta: cannoni in casamatta. 
casamento   s.m.  grande edificio d'abitazione di tipo popolare, suddiviso in molti appartamenti | (estens.) l'insieme delle persone che abitano nello stesso edificio.
casanova   s.m. invar.  chi ha successo con le donne; donnaiolo.
casareccio    ⇨ casereccio.
casaro   s.m.  (sett.) chi è addetto alla lavorazione dei latticini.
casata   s.f.  l'insieme delle famiglie che appartengono alla stessa stirpe e che in genere portano lo stesso cognome | (estens.) stirpe, lignaggio.
casatico   s.m.  [pl. -ci] antica imposta sugli immobili urbani.
casato   s.m.    • 1 •   stirpe, famiglia, lignaggio: un uomo di nobile casato    • 2 •   (antiq.) nome di famiglia, cognome: dire il nome e il casato. 
casatorre   s.f.  [pl. casetorri] casa medievale dei secc. xii-xiii molto sviluppata in senso verticale, provvista di ballatoi e balconi.
casba   o casbah, o kasba, s.f.  quartiere arabo delle città dell'africa settentrionale | (fig.) quartiere malfamato di una città.
cascaggine   s.f.  sonnolenza, sfinimento | (estens.) fiacchezza, indolenza.
cascame   s.m.  residuo della lavorazione industriale di taluni materiali: cascami di metallo, di seta  | (fig.) aspetto di secondaria importanza o di cattiva qualità di un fenomeno in sé positivo: i cascami di un'ideologia superata. 
cascamorto   s.m.  [pl. -ti] (scherz.) corteggiatore languido e svenevole: fare il cascamorto. 
cascante   part. pres.  di cascare   agg.    • 1 •   fiacco, floscio, cadente: palpebre cascanti    • 2 •   (fig.) languido e affettato: una prosa dolciastra e cascante. 
cascare   v. intr.  [io casco, tu caschi ecc. ; aus. essere] andar giù, a terra, per effetto del proprio peso; cadere: cascare da una scala  | cascare dalle nuvole, (fig.) manifestare grande stupore e sorpresa | cascare dal sonno, (fig.) essere molto assonnato | cascare dalla fame, dalla noia, (fig.) essere molto affamato, annoiato | far cascare le braccia, (fig.) provocare delusione o sconforto | cascare male, bene, (fig.) capitare male o bene | qui casca l'asino, (fig.) qui sta il difficile | cascarci, (fig.) cadere in un tranello | non casca il mondo, (fig.) non è un guaio gravissimo | prov.  : quando la pera è matura, casca da sé, è inutile cercare di anticipare gli eventi.
cascata   s.f.    • 1 •   (fam.) il cascare; caduta: fece una cascata paurosa.  accr. cascatone  (m.) pegg. cascataccia    • 2 •   (geog.) brusca caduta d'acqua corrente causata da un dislivello del suolo: la cascata delle marmore.  dim. cascatella  | (fig.) successione copiosa e continua: una cascata di parole    • 3 •   forma di monile, guarnizione o acconciatura lunga e ricadente: cascata di perle, di capelli. 
cascaticcio   agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   che cade facilmente dall'albero, detto di frutto o fiore    • 2 •   (fig. non com.) debole, fiacco; incline a cedere, ad abbandonarsi.
cascatore   s.m.  nel cinema, controfigura che sostituisce l'attore nelle scene più pericolose (cadute, tuffi, salti nel vuoto e sim.).
cascatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   ciò che cade mentre si vaglia il grano o altri cereali    • 2 •   insieme di capelli, tagliati o caduti spontaneamente, che vengono utilizzati per la fabbricazione di parrucche.
cascherino   s.m.  (roman.) garzone del fornaio che porta il pane a domicilio.
caschetto   s.m.    • 1 •   dim.  di casco    • 2 •   cervelliera    • 3 •   taglio di capelli corti, con frangia, lisci e uniformi; anche, i capelli così acconciati: un caschetto biondo. 
caschimpetto   s.m.  (antiq.) gioiello pendente da un nastro o da una catenella, da portare al collo.
casciù    ⇨ catecù.
cascia    ⇨ acacia.
cascimir   o cascimirra [ca-sci-mìr-ra], s.f.  (antiq.) adattamento it. del nome della lana cachemire. 
cascina   s.f.    • 1 •   il fabbricato in cui si trova la stalla delle vacche da latte e talora anche un piccolo caseificio; nelle campagne padane, casa colonica o anche casolare | azienda agricola destinata soprattutto alla produzione del latte    • 2 •   (tosc.) mensola di legno di faggio dove si mettono in varie file i cascini di latte cagliato ad asciugare e le caciotte fresche a stagionare.
cascinaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi sovrintende a una cascina    • 2 •   in emilia, chi è addetto alla fabbricazione del burro e del formaggio grana.
cascinale   s.m.    • 1 •   cascina o complesso di più cascine    • 2 •   casolare.
cascino   s.m.  (tosc.) stampo rotondo, fatto con una striscia di legno di faggio piegata ad anello, dove si mette il latte cagliato a scolare e ad asciugare perché diventi una caciotta.
casco   (1) s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   sorta di elmo in materiale rigido e resistente, usato spec. da militari, motociclisti, sportivi allo scopo di proteggere la testa | casco blu, (estens.) soldato delle truppe internazionali di pace dell'onu, dotate di elmetti di colore blu. dim. caschetto    • 2 •   copricapo leggero in tela e sughero usato nei paesi tropicali per proteggersi dal sole    • 3 •   apparecchio elettrico con calotta ad aria calda, usato per asciugare i capelli    • 4 •   capigliatura femminile acconciata a forma di casco    • 5 •   (bot.) infruttescenza del banano.
casco   (2) s.m.  (ant.) caduta | frutta di casco, (region.) che si lascia cadere dalla pianta e si raccoglie al suolo.
cascola   s.f.  (agr.) caduta precoce e anormale di fiori e frutti dovuta a cause diverse.
cascolante   s.m.  (agr.) prodotto chimico che provoca la cascola.
caseario   agg.  che riguarda la produzione dei formaggi e dei latticini: industria casearia. 
caseggiato   s.m.    • 1 •   zona occupata da case; insieme di case contigue    • 2 •   grande edificio d'abitazione; casamento.
caseificazione   s.f.  l'insieme delle operazioni con le quali si produce il formaggio; in partic., la trasformazione del latte in cagliata.
caseificio   s.m.  stabilimento per la produzione del burro e del formaggio.
caseiforme   agg.  di aspetto simile al cacio, al formaggio.
caseina   s.f.  (chim.) sostanza proteica contenuta nel latte che, separata da esso per coagulazione, è utilizzata nell'industria casearia, in medicina, nella produzione della carta ecc.
caseinico   agg.  [pl. m. -ci] di, che contiene caseina; derivato dalla caseina: resine caseiniche. 
casella   s.f.    • 1 •   ciascuno degli scompartimenti quadrangolari in cui può essere diviso un mobile, uno scaffale, un cassetto | casella postale, quella che le poste affittano a un privato per ricevervi direttamente la corrispondenza; nei sistemi di posta elettronica, l'indirizzo a cui si inviano o da cui si ricevono i messaggi. dim. caselletta, casellina    • 2 •   (estens.) ciascuna delle parti di una superficie piana divisa in quadretti o in rettangoli; riquadro: le caselle del cruciverba, della scacchiera    • 3 •   recipiente refrattario usato per cuocervi materiali che non devono venire a contatto col fuoco    • 4 •   casella salante  o evaporante, recinto per l'evaporazione dell'acqua nelle saline    • 5 •   (antiq.) celletta di api, vespe ecc.
casellante   s.m.  e f.    • 1 •   custode di un tratto di linea ferroviaria che ha la propria abitazione in un casello    • 2 •   addetto a un casello autostradale.
casellario   s.m.    • 1 •   mobile a caselle per custodire documenti, lettere o altro | casellario postale, l'insieme delle caselle postali    • 2 •   raccolta ordinata di schede, documenti ecc. | casellario giudiziale  (o giudiziario), presso ogni procura della repubblica, archivio che contiene le schede anagrafiche di coloro a carico dei quali siano stati emessi provvedimenti di rilievo penale; per estens., l'ufficio che conserva e aggiorna queste schede.
casellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi ha preso in affitto una casella postale.
casello   s.m.  casa cantoniera, posta presso la ferrovia o lungo le strade statali | casello dell'autostrada, impianto situato all'ingresso e all'uscita di un'autostrada o di un suo tronco, dove si paga il pedaggio.
casentino   s.m.    • 1 •   tessuto di lana pesante e impermeabile, con peli corti a bioccolo, per lo più di colori vivaci    • 2 •   soprabito fatto con tale tessuto, gener. con collo di pelliccia.
caseo   s.m.  il coagulo del latte.
caseoso   agg.    • 1 •   relativo alla caseificazione    • 2 •   simile al caseo.
casera   s.f.  (sett.)    • 1 •   casa di montagna dove in estate, durante l'alpeggio, si producono formaggi    • 2 •   nei caseifici, magazzino destinato alla stagionatura dei formaggi.
casereccio   o casareccio, agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   casalingo: cucina casereccia  | pane casereccio, solitamente di forma grossa e tondeggiante    • 2 •   locale, nostrano.
caserma   s.f.  edificio o complesso di edifici con attrezzature e servizi in cui alloggiano reparti militari o gli appartenenti a taluni corpi civili, come vigili del fuoco, polizia di stato ecc.: caserma di fanteria, dei carabinieri; vita di caserma  | (fig.) edificio triste e squallido: il palazzo sembrava una caserma  | (fig.) ambiente, o anche nazione, stato, dove vige una disciplina troppo rigida, di tipo militare: quella universal caserma prussiana  (alfieri); in senso spreg., ambiente dove si parla abitualmente in maniera sboccata: linguaggio da caserma.  dim. casermetta  accr. casermone  (m.).
casermaggio   s.m.  (mil.) il complesso degli arredi e degli oggetti in uso in una caserma.
casermeria   s.f.  (non com.) posto di guardia di una caserma.
casermesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) da caserma: disciplina casermesca, linguaggio casermesco. 
casermetta   s.f.    • 1 •   dim.  di caserma    • 2 •   costruzione nell'interno di una caserma, adibita a particolari usi (dormitorio, refettorio ecc.)    • 3 •   piccola caserma di montagna: la casermetta della forestale. 
casermistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) proprio di una caserma, che ricorda l'ambiente della caserma.
casermone   s.m.    • 1 •   accr.  di caserma    • 2 •   grande edificio popolare, massiccio e spoglio di qualsiasi ornamentazione.
casertano   agg.  di caserta  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di caserta.
casetta   s.f.    • 1 •   dim.  di casa    • 2 •   tipo di tenda da campeggio nella quale si può stare in piedi, per lo più suddivisa in più ambienti.
cash   s.m. invar.  contante, denaro liquido  avv.  in contanti, pronta cassa: pagare cash. 
cash and carry   loc. sost. m. invar.  sistema di vendita all'ingrosso in cui il compratore paga la merce in contanti ed effettua il trasporto a proprie spese | (estens.) magazzino in cui si effettua questo tipo di vendita.
cash dispenser   loc. sost. m. invar.  nella terminologia bancaria, cassa di prelievo automatica; in italia è gestito dal sistema bancomat.
cash-flow  cash-flow loc. sost. m. invar.  disponibilità finanziaria che si genera nell'impresa, in un dato periodo di tempo, come differenza fra le entrate e le uscite correnti.
cashmere   s.m. invar.  nome ingl. del cachemire.
casigliano   s.m.  [f. -a] (region.) coinquilino.
casimir   o casimira [ca-si-mì-ra], o casimirra, s.f.  (antiq.) adattamenti it. del nome della lana cachemire.
casinaro   s.m.  [f. -a] (region.) casinista.
casinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (pop.) persona confusionaria, disordinata, chiassosa.
casino   s.m.    • 1 •   casa signorile di campagna adibita a luogo di raduno per battute di caccia o di pesca    • 2 •   luogo di ritrovo, circolo: casino di lettura    • 3 •   (pop.) casa di prostituzione    • 4 •   (fig. pop.) confusione, chiasso: fare casino. 
casinò   s.m.  casa da gioco.
casipola   s.f.  (non com.) casupola.
casista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   teologo studioso di casistica; casuista    • 2 •   (fig. rar.) persona assai meticolosa e pignola.
casistica   s.f.    • 1 •   procedimento mediante il quale norme o fenomeni di carattere generale divengono oggetto di una progressiva precisazione e classificazione che va dai casi più generici ai più particolari attraverso un'ampia gamma di esempi: casistica morale, giuridica, medica; fare una casistica    • 2 •   (teol.) enumerazione e classificazione dei possibili casi e problemi di morale.
caso   s.m.    • 1 •   evento fortuito, circostanza imprevedibile: i casi della vita  | per caso, per un puro caso, accidentalmente | a caso, sbadatamente, oppure senza una precisa intenzione | si dà il caso che, capita che | guarda caso, per combinazione | far caso a qualcosa, prestarvi attenzione, badarvi | caso fortuito, (dir.) evento indipendente dalla volontà umana e imprevedibile    • 2 •   causa estranea al volere umano, cui si attribuisce il verificarsi di qualcosa: il caso volle che lo incontrassi; affidarsi al caso    • 3 •   situazione particolare: decidere secondo il caso  | fare al caso, essere opportuno, adatto | essere, non essere il caso, essere, non essere opportuno: non è il caso di preoccuparsi    • 4 •   fatto, vicenda non comune; anche, vicenda che fa scalpore, spec. giudiziaria o amministrativa: esporre il proprio caso; un caso complesso, imbarazzante; un caso giudiziario; il caso dreyfus  | caso limite, fenomeno che presenta accentuata al massimo una determinata caratteristica | caso di coscienza, circostanza in cui si è in dubbio circa la corrispondenza dei nostri atti con le regole morali | caso da manuale, che ha valore di esempio | caso di stato, (fig. scherz.) di grande importanza | far caso, (fam.) far impressione, meraviglia: mi fa caso che non sia venuto    • 5 •   (med.) ogni soggetto affetto da una malattia, nel momento in cui cade sotto controllo medico: si sono avuti alcuni casi di colera  | caso clinico, persona fatta oggetto di particolari indagini cliniche per la singolarità della sua malattia; (fig.) persona o situazione che presenta caratteristiche del tutto insolite, non normali | caso patologico, persona che porta affezioni morbose; (fig.) persona che si comporta assurdamente    • 6 •   possibilità, eventualità: in caso di bisogno, di morte; i casi sono due: o studi o vai a lavorare  | non c'è caso di, non è possibile | porre, mettere il caso che, supporre | al caso, eventualmente | per caso, per ipotesi | nel caso che, caso mai, nell'ipotesi che | in caso contrario, altrimenti    • 7 •   (ling.) nelle lingue flessive e agglutinanti, ciascuna delle forme assunte da nome, aggettivo, pronome, articolo per esprimere le diverse funzioni sintattiche; la funzione sintattica stessa: nel latino e nel greco vige il sistema dei casi  | casi retti, nominativo e accusativo; casi obliqui, genitivo, dativo e ablativo.
casoario   casoaro  ⇨ casuario.
casolare   s.m.  casa rustica, per lo più piccola e isolata.
casomai   o caso mai, cong.  nell'eventualità, nell'ipotesi che (introduce una prop. condizionale con il verbo al congiuntivo): casomai te lo chiedesse, digli tutto. 
casone   (1) s.m.    • 1 •   accr.  di casa    • 2 •   casa rustica, a pianta rettangolare, con muro a secco e tetto a spioventi ricoperto per lo più di paglia; è tipica della campagna veneta.
casone   (2) s.m.  (region.) caseificio.
casotto   s.m.    • 1 •   costruzione di legno di piccole dimensioni, usata come alloggio provvisorio, per ripararsi, come deposito ecc.; capanno | cabina da spiaggia. dim. casottino    • 2 •   (mar.) sorta di cabina sul ponte della nave    • 3 •   (pop.) casino, bordello | (fig.) chiasso, confusione.
caspa   s.f.  (non com.) parte inferiore del tronco di un albero, che rimane nel terreno dopo che questo è stato tagliato; ceppaia.
caspita   inter.  esclamazione di meraviglia, impazienza e sim. dim. caspiterina, caspitina. 
casqué   s.m. invar.  nel ballo del tango, figura in cui l'uomo si piega in avanti e la donna all'indietro sotto di lui, fin quasi a toccare terra.
casquette   s.f. invar.  berretto con visiera, di norma per uomo.
cassa   s.f.    • 1 •   contenitore in materiale rigido, a forma di parallelepipedo, in genere provvisto di coperchio piatto, usato per tenere o trasportare oggetti; il contenuto di tale contenitore: la cassa della biancheria; cassa da imballaggio; una cassa di libri  ' cassa tipografica, cassetto a scomparti dove sono ordinati i caratteri tipografici | cassa da morto, bara. dim. cassetta  accr. cassone  (m.)    • 2 •   (estens.) qualsiasi oggetto cavo in cui è contenuto qualcosa: cassa dell'orologio, la parte che ne racchiude il meccanismo | cassa del fucile, la parte di legno costituita da impugnatura, calcio e asta | cassa armonica  (o di risonanza), corpo cavo, a pareti rigide, di uno strumento a corda o a percussione, che aumenta, per vibrazione dell'aria in esso contenuta, l'intensità dei suoni prodotti dalla fonte sonora dello strumento; cassa di risonanza, (fig.) tutto ciò che diffonde o amplifica una notizia | cassa d'aria, sulle lance di salvataggio, recipiente di metallo leggero fissato nell'interno dello scafo per renderlo inaffondabile | cassa d'emersione, d'immersione, d'assetto, nei sommergibili, compartimenti che possono venire vuotati o riempiti, per far emergere, immergere e bilanciare longitudinalmente l'imbarcazione    • 3 •   mobile a più scomparti, in cui si conservano denaro o preziosi; macchina, installata in esercizi pubblici, atta a contenere e registrare denaro; per estens., ufficio preposto alla conservazione di denaro, assegni ecc., ai pagamenti e alle riscossioni; in negozi, uffici, banche, il posto del cassiere: non avere denaro in cassa; la cassa è in fondo al negozio  | vuoto, ammanco di cassa, mancanza di denaro non giustificata contabilmente | libro di cassa, registro su cui si annotano pagamenti e riscossioni | pagamento a pronta cassa, in contanti | batter cassa, chiedere denaro | cassa continua, (banc.) dispositivo che collega una cassaforte con l'esterno della banca consentendo ai clienti di effettuare versamenti anche dopo l'orario di chiusura; cassa automatica, quella che permette di prelevare denaro o di compiere altre operazioni bancarie, per le quali riceve istruzioni attraverso una tastiera | fondo cassa, quantità di denaro che deve trovarsi nella cassa per consentire le normali operazioni di scambio | registratore di cassa, macchina che registra i singoli incassi realizzati dai venditori al minuto (per alcune categorie di esercenti è obbligatoria per ragioni fiscali)    • 4 •   (dir.) istituzione che raccoglie ed eroga denaro spec. a fini di utilità collettiva: cassa di risparmio, cassa rurale e artigiana  | cassa malattia, istituto per la raccolta e l'amministrazione di contributi per l'assistenza in caso di malattia | cassa integrazione (guadagni), istituto che assicura un dato reddito a lavoratori dipendenti di imprese colpite da temporanee sospensioni (totali o parziali) dell'attività produttiva; per estens., lo stato di chi si trova a usufruire di tale fondo: essere in cassa integrazione    • 5 •   cassa (acustica), struttura che contiene uno o più altoparlanti e rappresenta l'ultimo elemento di una catena di riproduzione ad alta fedeltà    • 6 •   (anat.) cavità delimitata da pareti ossee, cartilaginee o muscolari: cassa toracica; cassa del timpano, cavità dell'orecchio medio.
cassaforma   s.f.  [pl. casseforme] struttura provvisoria, per lo più a forma di cassetta, nella quale fanno presa i getti in cemento armato.
cassaforte   s.f.  [pl. casseforti] armadio o cassetta murata dentro una parete, di acciaio particolarmente resistente, con speciali serrature e dispositivi di sicurezza per custodire denaro e preziosi.
cassaintegrato   o cassintegrato, s.m.  [f. -a] lavoratore dipendente posto in cassa integrazione.
cassaio   s.m.  genericamente, chi fabbrica o vende casse; in liuteria, costruttore di casse armoniche per strumenti a corde o ad arco.
cassamadia   s.f.  [pl. cassemadie] cassa che serve come madia.
cassamento   s.m.  (non com.) cassatura.
cassandra   s.f.  persona che predice sciagure, senza che nessuno l'ascolti.
cassapanca   s.f.  [pl. cassapanche  o cassepanche] mobile a cassa di forma allungata, con coperchio e talora con schienale e braccioli, utilizzabile come sedile e come contenitore.
cassare   v. tr.    • 1 •   annullare uno scritto passandovi sopra un tratto di penna o raschiandolo; cancellare    • 2 •   (estens.) revocare, abrogare; abolire: cassare una sentenza  | cassare una persona, radiarla da un ruolo | cassare un debito, estinguerlo.
cassaro    ⇨ cassero.
cassata   s.f.    • 1 •   dolce siciliano di pan di spagna, ripieno di ricotta, zucchero, canditi, cioccolato e liquore    • 2 •   gelato la cui forma ricorda una fetta di torta, con uno strato esterno di crema o cioccolato e una parte interna di panna e frutta candita.
cassatoio   s.m.  temperino per raschiare parole o lettere in un foglio scritto.
cassatura   s.f.  il cassare; cancellatura.
cassazione   (1) s.f.  (dir.) annullamento, abolizione: cassazione di una sentenza  | (corte di) cassazione, supremo organo di giustizia che controlla l'esatta applicazione della legge da parte degli altri giudici, pronunciandosi sui ricorsi presentati contro le loro sentenze.
cassazione   (2) s.f.  (mus.) composizione strumentale tipica dei secc. xvii e xviii, affine alla serenata.
cassazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (dir.) avvocato abilitato a patrocinare davanti alla corte di cassazione.
casse   s.f.  malattia del vino, che ne provoca l'imbrunimento e l'intorbidamento.
casseretto   s.m.  (mar.) ponte longitudinale, sopraelevato rispetto alla coperta, nel quale sono ricavati locali per alloggio.
cassero   ant. cassaro, s.m.    • 1 •   (mar.) ponte scoperto sopraelevato nella parte centrale o centro-poppiera della nave    • 2 •   (ant.) la parte più alta e fortificata di un castello    • 3 •   (edil.) armatura di ferro o cemento armato che consente di innalzare fondazioni in presenza d'acqua | (non com.) cassaforma.
casseruola   o casserola, anche cazzeruola e cazzarola, s.f.  utensile da cucina, di metallo o altro materiale, simile al tegame ma più fondo, di solito con manico lungo. dim. casseruolino. 
cassetta   s.f.    • 1 •   cassa piccola, anche senza coperchio; per estens., il suo contenuto: cassetta di bottiglie, di frutta; la cassetta delle elemosine, per raccogliere le offerte dei fedeli nelle chiese; cassetta delle lettere, dove si imposta la corrispondenza in partenza o, negli androni delle abitazioni, si riceve quella in arrivo; cassetta di sicurezza, racchiusa nel sotterraneo blindato di una banca, dove il cliente che l'affitta ripone i suoi valori | pane a, in cassetta, pancarrè. dim. cassettina    • 2 •   (tecn.) involucro di protezione, generalmente metallico o di plastica, apribile, di varia forma: cassetta di distribuzione, che dirama il cavo telefonico alle linee degli utenti; cassetta di manovra, contenente le leve degli scambi ferroviari | in partic., contenitore di un nastro magnetico; il nastro stesso    • 3 •   nelle carrozze, sedile del cocchiere: stare a cassetta    • 4 •   nei banchi dei negozi, botteghini e sim., cassetto o altro contenitore in cui si custodisce l'incasso; per estens., l'incasso stesso, spec. di un botteghino di teatro o di cinema | film, spettacolo, libro di cassetta, prodotto soprattutto a fini commerciali, senza intenzioni artistiche    • 5 •   muro a cassetta, (edil.) costituito da due file di mattoni intercalati da un ripieno di calcinacci e pietre    • 6 •   titolo di cassetta, (banc.) che non è soggetto a grandi oscillazioni ed è quindi sicuro come investimento a lungo termine.
cassettata   s.f.  quantità di oggetti che possono essere contenuti in un cassetto o in una cassetta.
cassettiera   s.f.  mobile a cassetti sovrapposti; parte di un mobile occupata da una serie di cassetti.
cassettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (banc.) chi affitta una cassetta di sicurezza    • 2 •   chi acquista titoli in borsa con l'intento di investire i propri risparmi nel modo più sicuro possibile.
cassetto   s.m.    • 1 •   cassetta a base rettangolare o quadrata munita di maniglia, che scorre su due guide entro un mobile, per riporvi oggetti vari: cassetto della scrivania  | nel cassetto, (fig.) si dice di progetti non realizzati: i sogni nel cassetto; avere un romanzo, un libro nel cassetto, averlo scritto ma non pubblicato. dim. cassettino    • 2 •   cassetto di distribuzione, (mecc.) meccanismo per la distribuzione del vapore nel cilindro delle motrici a vapore.
cassettone   s.m.    • 1 •   mobile con cassetti per conservare biancheria; canterano, comò. dim. cassettoncino    • 2 •   (arch.) ciascuno degli scomparti quadrati o poligonali, spesso intagliati o dipinti, che formano un tipo di soffitto, detto appunto a cassettoni. 
cassia   s.f.  albero tropicale i cui frutti di forma cilindrica, dalla polpa nerastra, hanno proprietà lassative (fam.  leguminose).
casside   s.f.  nell'antichità romana, elmo di metallo con visiera abbassabile.
cassidismo   e deriv.   ⇨ chassidismo e deriv. 
cassiere   s.m.  [f. -a] in un'amministrazione, chi ha in consegna la cassa e ne è responsabile; chi è addetto alla cassa di un negozio, di un ufficio, di un locale pubblico.
cassinese   o cassinense [cas-si-nèn-se], agg.  dell'abbazia di montecassino  agg.  e s.m.  e f.  che, chi appartiene al monastero benedettino di montecassino | scrittura cassinese, scrittura beneventana.
cassino   (1) s.m.  cancellino.
cassino   (2) s.m.    • 1 •   carretto a cassone con il coperchio ribaltabile, usato dagli spazzini e dagli accalappiacani    • 2 •   ciascuna delle assi verticali che, circondando il piano di un carro, lo rendono utilizzabile come cassone.
cassintegrato    ⇨ cassaintegrato.
cassiopeo   o cassiopeio, s.m.  (chim.) altro nome del lutezio.
cassiterite   s.f.  minerale del gruppo degli ossidi, da cui si estrae lo stagno.
casso   (1) agg.  (ant.)    • 1 •   inutile, privo di effetto: non fu già l'altro colpo vano e casso  (ariosto o. f.  xxi, 10)    • 2 •   mancante, privato di qualcosa: amor de la sua luce ignudo e casso  (petrarca canz.  ccxciv, 6).
casso   (2) agg.  (ant.) tolto, cancellato, abolito.
casso   (3) s.m.  (ant.) cavità toracica, busto.
cassone   s.m.    • 1 •   cassa molto capace per conservare o trasportare oggetti vari. dim. cassoncino, cassonetto    • 2 •   nel medioevo e nel rinascimento, sorta di cassapanca, spesso intagliata o dipinta    • 3 •   piccola costruzione fissa o mobile, per lo più coperta da vetrate, per protezione di colture ortensi e floricole    • 4 •   denominazione generica di contenitori o di parti cave di macchine o impianti | in partic., grande recipiente metallico di cui si servono gli operai per condurre lavori sott'acqua; parte della carrozzeria di un autocarro, che contiene il carico; recipiente per tenere acqua potabile di scorta    • 5 •   (mil.) vettura per il trasporto delle munizioni d'artiglieria.
cassonetto   s.m.    • 1 •   dim.  di cassone    • 2 •   (edil.) piccolo vano entro il muro contenente il rullo su cui si avvolge la persiana    • 3 •   grande contenitore di rifiuti solidi.
cassula    ⇨ capsula.
cast   s.m. invar.  l'insieme degli attori che interpretano un film o mettono in scena un'opera teatrale.
casta   s.f.    • 1 •   gruppo sociale chiuso, in cui norme giuridiche e religiose vietano la mobilità dei membri verso altri gruppi: la popolazione indiana è divisa in caste    • 2 •   (fig. spreg.) categoria sociale o professionale che si mantiene chiusa e compatta nella difesa dei propri interessi e privilegi: la casta dei politici. 
castagna   s.f.    • 1 •   frutto del castagno, con buccia dura di colore bruno-scuro e seme costituito da una polpa dolce e farinosa: castagne lessate, arrosto, secche  | prendere in castagna, (fig.) cogliere in fallo | levare le castagne dal fuoco per qualcuno, (fig.) aiutare qualcuno in una situazione imbarazzante. dim. castagnetta, castagnina    • 2 •   (zool.) placca cornea, di forma tondeggiante, posta sulla parte interna dell'avambraccio e del garretto degli equini    • 3 •   (sport) nel gergo calcistico, tiro in porta secco e violento | nel pugilato, pugno particolarmente potente    • 4 •   castagna d'acqua, pianta acquatica che fornisce un frutto grosso, scuro, provvisto di aculei, con mandorla farinosa commestibile (fam.  enoteracee) | castagna di terra, bulbocastano.
castagnaccio   s.m.  torta di farina di castagne, con ingredienti vari secondo l'uso locale, p. e.  rosmarino, uva passa e pinoli.
castagnaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi cura un castagneto; chi è addetto alla raccolta delle castagne    • 2 •   venditore di castagne.
castagnatura   s.f.  (region.) raccolta delle castagne; il periodo in cui si effettua tale raccolta.
castagneto   s.m.  bosco di castagni; terreno piantato a castagni.
castagnetta   s.f.    • 1 •   dim.  di castagna    • 2 •   piccolo petardo; castagnola    • 3 •   (zool.) castagna.
castagnette   s.f. pl.  nacchere | (estens.) schiocco delle dita che produce un suono secco.
castagnino   agg.  (non com.)    • 1 •   del colore della castagna; castano    • 2 •   (agr.) si dice di terreno adatto alla coltivazione del castagno.
castagno   (1)  ⇨ castano.
castagno   (2) s.m.    • 1 •   albero con foglie ovali dentate e fiori bianchi, coltivato per i frutti (castagne) e per il legname (fam.  fagacee) | castagno d'india, ippocastano    • 2 •   il legno di tale albero, molto duro e resistente, usato per travi, pali ecc.
castagnola   lett. castagnuola, s.f.    • 1 •   petardo costituito da un involucro di carta che contiene un po' di polvere pirica    • 2 •   pl.  pallottoline di pasta dolce fritte e inzuccherate, tipiche di alcune cucine regionali    • 3 •   piccolo pesce di scogliera dal corpo bruno molto convesso (ord.  perciformi).
castagnoleta   s.f.  bosco di castagnoli.
castagnolo   lett. castagnuolo, s.m.  castagno giovane, particolarmente adatto per fare pali.
castagnuola    ⇨ castagnola.
castagnuolo    ⇨ castagnolo.
castalda   s.f.  la moglie del castaldo.
castalderia   s.f.  ufficio, carica di castaldo.
castaldo   o gastaldo, s.m.    • 1 •   presso i longobardi, amministratore territoriale nominato dal re, con poteri civili, militari e giudiziari    • 2 •   amministratore dei beni di un casato o di una comunità | oggi, fattore di campagna    • 3 •   (region.) lavoratore agricolo.
castale   agg.  (rar.) di casta; ripartito in caste: norma, ordinamento castale. 
castalio   agg.  (lett.) della fonte castalia, sacra ad apollo e alle muse; per estens., poetico: le dee castalie, le muse.
castaneo    ⇨ castano.
castanicolo   agg.  che concerne la coltivazione del castagno.
castanicoltura   s.f.  coltivazione del castagno.
castano   meno com. castagno, lett. castaneo, agg.  del colore bruno scuro della buccia della castagna: capelli, occhi castani. 
castellana   s.f.  moglie di un castellano; signora di un castello | (ant.) donna che abita un castello.
castellania   s.f.  (ant.) dignità, ufficio di castellano; governo di un castello | territorio sottoposto al governo di un castellano.
castellano   (1) agg.  (non com.) di un castello  s.m.    • 1 •   signore o comandante di uno o più castelli; per estens., signore di una vasta regione    • 2 •   (ant.) abitante di un castello.
castellano   (2) agg.  di città di castello, in umbria  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di città di castello.
castellare   s.m.    • 1 •   in età medievale, il territorio che faceva capo a un castello    • 2 •   (rar.) castello in rovina.
castellatura   s.f.  armatura di legno per rinforzo di mobili.
castelletto   s.m.    • 1 •   costruzione, struttura a castello; in partic., nelle miniere, costruzione in legno, acciaio o cemento armato, che sovrasta i pozzi di estrazione; nei cantieri edili, l'impalcatura di legname che sale fino al punto in cui si deve eseguire l'opera muraria    • 2 •   (tip.) blocchetto con vite d'arresto che, scorrendo lungo il compositoio, determina la giustezza della riga    • 3 •   (banc.) importo massimo del fido concesso dalla banca al cliente per lo sconto di cambiali | in origine, il libro riservato nel quale era annotato tale fido    • 4 •   nel gioco del lotto, il registro su cui vengono segnate le somme giocate e le vincite presunte.
castelliere   s.m.  (archeol.) insediamento preistorico situato su un'altura e circondato da una robusta cinta di mura; è tipico della venezia giulia.
castello   s.m.  [pl. i castelli; ant. le castella  f.]    • 1 •   grande edificio munito di mura e di torri, per lo più circondato anche da un fossato, eretto in età medievale come dimora fortificata di un signore feudale; per estens., imponente edificio costruito per abitazione, sul modello dei castelli medievali: i merli, le feritoie, gli spalti di un castello  | castello di carte, costruzione a forma di castello fatta per divertimento con carte da gioco: crollare come un castello di carte, (fig.) venir meno, essere distrutto alla prima leggera avversità: i suoi progetti sono crollati come un castello di carte  | fare castelli in aria, (fig.) fare progetti vani, inattuabili | un castello di menzogne, un insieme di bugie, di falsità. dim. castelletto, castelluccio  pegg. castellaccio    • 2 •   (ant.) piccolo borgo cinto di mura, posto per lo più su un'altura; il termine sopravvive come componente di molti toponimi: castel di sangro, castelfranco    • 3 •   (ant.) macchina da guerra in legno, a forma di torre, che veniva accostata alle mura di una città assediata    • 4 •   (tecn.) denominazione generica di vari tipi di impalcature o di strutture portanti, ossature di legno o di metallo, spec. se a sviluppo verticale; in partic., nei lavori murari, costruzione di legno a forma di torre per sollevare pesi o per lavorare a una certa altezza | castello aereo, ponte o piattaforma autotrasportata, che si può innalzare o abbassare, per la riparazione di cavi aerei, la potatura di alberi ecc. | castello dei bachi, l'intelaiatura che porta le stuoie e i cannicci per i bachi da seta | letto a castello, costituito da due letti uno sovrapposto all'altro | castello dell'orologio, l'insieme dei pezzi che racchiudono il meccanismo | castello della rivoltella, parte metallica monoblocco che ne costituisce la cassa e collega tra loro le altre parti dell'arma | castello motore, (aer.) struttura che sorregge il motore dell'aereo    • 5 •   (mar.) ponte sopraelevato nella parte prodiera della nave.
castigabile   agg.  (non com.) che si può castigare, che merita di essere castigato.
castigamatti   tosc. gastigamatti, s.m.    • 1 •   bastone usato un tempo dai sorveglianti nei manicomi    • 2 •   (scherz.) strumento di punizione per chi si dimostra ribelle a qualsiasi ragione | persona che conosce i mezzi e i modi per costringere alla disciplina anche i più riottosi: è arrivato il castigamatti!. 
castigare   tosc. gastigare, v. tr.  [io castigo, tu castighi ecc.]    • 1 •   infliggere un castigo allo scopo di correggere, educare    • 2 •   (lett.) correggere, emendare: castigare lo stile, i costumi  | castigare un libro, togliere passi che contrastino con le convenienze morali o linguistiche    • 3 •   (ant.) vincere la durezza di un metallo    • 4 •   (non com.) sfrondare, potare piante; anche, danneggiarle.
castigatezza   s.f.  l'essere castigato nei costumi, nella lingua, nello stile.
castigato   part. pass.  di castigare   agg.    • 1 •   che ha rispetto della morale, in partic. della morale sessuale: spettacolo castigato; vita castigata, morigerata    • 2 •   corretto, emendato da errori (detto di stile, di linguaggio): prosa castigata    • 3 •   privato di passi che contrastino con le convenzioni morali o linguistiche (detto di testi scritti): edizione castigata  § castigatamente avv. 
castigatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi castiga o corregge: un severo castigatore dei costumi. 
castigazione   s.f.  (ant.)    • 1 •   pena, punizione, castigo    • 2 •   correzione di scritti, emendazione.
castigliano   agg.  della castiglia, regione della spagna  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della castiglia    • 2 •   antica moneta d'oro del regno di castiglia    • 3 •   la lingua ufficiale della spagna.
castiglione   s.m.  (ant.) castello, fortezza; borgo cinto di mura (il termine sopravvive in numerosi toponimi: castiglione del lago, castiglione delle stiviere  ecc.).
castigo   tosc. gastigo, s.m.  [pl -ghi] punizione data allo scopo di ammonire e correggere: castigo esemplare; meritare, infliggere un castigo  | mettere in castigo, (fam.) punire, spec. un bambino; essere in castigo, (fam.) dover scontare una punizione | castigo di dio, catastrofe, sventura che si attribuisce a volontà divina; (fig. fam.) persona o cosa molto nociva o molesta.
castimonia   s.f.  (non com.) abitudine alla vita casta; castità.
castina   s.f.  (tecn.) fondente per altoforno, spesso costituito da carbonato di calcio.
casting   s.m. invar.  scelta degli attori e assegnazione delle parti in un film, un'opera teatrale e sim.
castità   s.f.    • 1 •   l'essere casto: castità di vita, di pensiero; vivere in castità; voto di castità, uno dei tre voti pronunciati dai religiosi    • 2 •   (fig.) purezza e semplicità di lingua, di stile o altro.
casto   agg.    • 1 •   che si astiene dai rapporti sessuali che non siano leciti secondo le norme morali o religiose: una moglie casta  | che non ha rapporti sessuali: un casta fanciulla    • 2 •   (estens.) puro, innocente; verecondo: un casto amore; orecchie caste    • 3 •   (fig.) semplice, sobrio (detto di stile o di linguaggio) § castamente avv. 
castone   s.m.  cilindretto cavo in cui si incassa una gemma e che poi si inserisce in un gioiello; per estens., qualsiasi alloggiamento di una gemma.
castoreo   o castorio, o castoro, s.m.  liquido untuoso e di odore penetrante, estratto da particolari ghiandole del castoro e usato in medicina e in profumeria.
castorino   s.m.    • 1 •   pelliccia di nutria con pelo corto e morbido simile a quello del castoro, ma meno folto    • 2 •   tessuto di lana a fili grossi, molto peloso, che imita la pelliccia.
castorio    ⇨ castoreo.
castoro   (1) s.m.    • 1 •   (zool.) roditore dell'america e dell'europa del nord, con piedi anteriori prensili, posteriori palmati, coda a spatola, pelliccia marrone morbidissima, folta e molto pregiata    • 2 •   la pelliccia di tale animale    • 3 •   tessuto pesante di lana cardata, morbido e vellutato, usato per vestiti da uomo.
castoro   (2)  ⇨ castoreo.
castracani   s.m.    • 1 •   un tempo, chi esercitava il mestiere di castrare i cani o altri animali    • 2 •   (spreg.) chirurgo di poco valore    • 3 •   coltellino di cattivo taglio; castrino.
castrametazione   s.f.  l'arte di disporre gli accampamenti militari.
castrante   part. pres.  di castrare   agg.  che inibisce, che blocca le potenzialità di un individuo: un lavoro castrante. 
castraporci   s.m.    • 1 •   chi esercita il mestiere di castrare i maiali    • 2 •   (spreg.) chirurgo di poco valore    • 3 •   coltellino di cattivo taglio; castrino.
castrare   v. tr.    • 1 •   rendere incapace alla riproduzione privando delle gonadi o della loro efficienza: castrare un maiale  | castrare le castagne, inciderne la buccia per evitare che scoppino quando si fanno arrosto    • 2 •   (fig.) soffocare, isterilire le facoltà, le potenzialità di una persona, impedendole di manifestarle; anche, renderla innocua, inoffensiva    • 3 •   (ant.) censurare (uno scritto, uno spettacolo e sim.).
castrato   part. pass.  di castrare   agg.    • 1 •   privato della facoltà di riprodursi    • 2 •   (fig.) senza carattere, fiacco, effeminato    • 3 •   (fig.) inibito, bloccato nelle sue possibilità  s.m.    • 1 •   agnello castrato; la carne che se ne ricava    • 2 •   cantante adulto che, avendo subito la castrazione prima della pubertà (secondo un uso invalso fino al sec. xix), possedeva una voce di grande estensione e agilità.
castratoio   s.m.  strumento per castrare gli animali.
castratore   s.m.  [f. -trice] chi castra (anche fig.): castratore di libertà. 
castratura   s.f.  l'operazione del castrare.
castrazione   s.f.    • 1 •   il castrare, l'essere castrato | complesso di castrazione, (psicoan.) processo psicologico inconscio legato alla scoperta della differenza dei sessi, per cui il bambino teme di essere evirato dal padre a causa del proprio desiderio per la madre, mentre la bambina vive la mancanza del pene come una menomazione    • 2 •   (bot.) asportazione degli stami prima della maturazione del polline.
castrense   agg.  proprio di un accampamento militare, a esso relativo | vescovo castrense, quello che è a capo dei cappellani militari.
castrino   s.m.  (tosc.)    • 1 •   coltellino per castrare le castagne; per estens., piccolo coltello di cattivo taglio    • 2 •   chi, per mestiere, castra gli animali.
castrismo   s.m.  indirizzo ideologico rivoluzionario ispirato all'azione di fidel castro (n. 1926) e dei suoi seguaci, che nel 1959 conquistarono il potere a cuba abbattendo una dittatura sostenuta dagli stati uniti.
castrista   agg.  di fidel castro, del castrismo: la rivoluzione castrista  | s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, fautore di fidel castro, del castrismo.
castro   s.m.  accampamento militare a pianta quadrata tipico dell'esercito romano.
castronaggine   s.f.  (pop.) balordaggine; castroneria.
castrone   s.m.    • 1 •   il maschio castrato degli animali    • 2 •   (fig. pop.) uomo stupido o di grossolana ignoranza.
castroneria   s.f.  (pop.) sciocchezza, errore grossolano: fare, dire una castroneria. 
casual   agg.  e s.m. invar.  si dice di abbigliamento semplice e sportivo, non legato ai canoni classici della moda e tale da poter essere indossato in ogni occasione.
casuale   agg.  che dipende dal caso, che avviene per caso; fortuito, occasionale: una conoscenza, un incontro casuale  | condizione casuale, (dir.) quella il cui verificarsi dipende dal caso e non da atti di uno dei soggetti interessati § casualmente avv.  per caso.
casualismo   s.m.  (filos.) concezione secondo cui l'organizzazione dell'universo sarebbe dovuta a combinazioni fortuite.
casualità   s.f.    • 1 •   l'essere casuale: la casualità di un avvenimento    • 2 •   fatto, circostanza casuale.
casuariformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di grossi uccelli inetti al volo, con gambe forti e lunghe, piedi provvisti di tre dita, penne lunghe e sfilacciate; vivono in australia e nuova guinea | sing.  [-e] ogni uccello appartenente a tale ordine.
casuario   o casoario, casuaro, casoaro, s.m.  grosso uccello corridore della nuova guinea e delle molucche, simile allo struzzo, il cui capo è caratterizzato da una protuberanza ossea a forma di elmo (ord.  casuariformi).
casuista   s.m.  [pl. -sti] teologo che studia e insegna la casistica; casista.
casuistica   s.f.  (teol.) casistica.
casula   s.f.  (lit.) pianeta a forma di ampio mantello con una sola apertura centrale per introdurvi il capo.
casupola   s.f.  casa piccola, abitata da gente modesta: dall'interno delle casupole in ombra veniva un tanfo grasso di stalla  (pirandello). dim. casupoletta, casupolina. 
casus belli   loc. sost. m.    • 1 •   avvenimento o situazione tale da far scoppiare una guerra, o anche usato come pretesto per questo scopo    • 2 •   (fig.) motivo di contrasto, di attrito | fare di qualcosa un casus belli, farne una questione drammatica, un pretesto per litigare.
cata-  cata- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. katá  'giù, in basso', o anche 'in rapporto, relativo, simile a' (catalessi, catapulta, catastrofe).
catabasi   s.f.    • 1 •   nella religione greca antica, la discesa dell'anima del defunto nell'ade    • 2 •   (lett.) ritirata.
catabolico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che concerne il catabolismo: processo catabolico. 
catabolismo   s.m.  (biol.) processo fisiologico di disintegrazione degli alimenti e formazione delle sostanze di rifiuto.
catabolito   s.m.  (biol.) sostanza di rifiuto prodotta dal catabolismo.
catabolizzare   v. tr.  (biol.) sottoporre a catabolismo.
cataclasi   s.f.  (geol.) intensa azione di fratturazione delle rocce.
cataclisma   antiq. cataclismo, s.m.  [pl. -smi]    • 1 •   inondazione disastrosa, diluvio; per estens., qualunque catastrofe naturale    • 2 •   (fig.) grave sconvolgimento politico o sociale | disgrazia grave; profondo sconvolgimento nella vita di una persona.
catacomba   s.f.    • 1 •   (archeol.) spec. a roma, galleria o serie di gallerie sotterranee, scavate nel tufo, dove, durante le persecuzioni dei primi secoli, i cristiani seppellivano i loro morti e celebravano i loro riti    • 2 •   (fig.) luogo privo di aria e di luce.
catacombale   agg.  di, da catacomba (anche in senso fig.).
catacresi   s.f.  (ret.)    • 1 •   uso metaforico di una parola per designare qualcosa che nella lingua non ha una denominazione specifica (p. e.  il collo  di una bottiglia)    • 2 •   qualunque uso di una parola o loc. oltre i limiti del loro significato proprio (p. e.: io venni in luogo d'ogni luce muto, dante inf.  v, 28).
catadiottrica   s.f.  (fis.) parte dell'ottica che studia la luce riflessa e quella rifratta.
catadiottrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla catadiottrica | sistema catadiottrico, sistema ottico costituito da superfici contemporaneamente riflettenti e rifrangenti.
catadiottro   s.m.  (fis.) corpo che, utilizzando i fenomeni di riflessione e rifrazione, permette di rinviare alla sorgente un fascio di raggi luminosi paralleli.
catadromo   agg.  (zool.) si dice di pesce d'acqua dolce che va a deporre le uova nel mare; si contrappone ad anadromo. 
catafalco   s.m.  [pl. -chi] palco coperto di drappi neri, sul quale si pone il feretro durante le cerimonie funebri.
catafascio   pop. scatafascio, solo nella loc. avv. a catafascio, alla rinfusa | andare a catafascio, in rovina.
catafillo   s.m.  (bot.) foglia squamosa e priva di clorofilla.
catafora   s.f.  (med.) stato di letargia discontinuo.
cataforesi   s.f.  (fis.)    • 1 •   migrazione di particelle colloidali sotto l'azione di un campo elettrico; elettroforesi    • 2 •   ionoforesi.
catafratta   s.f.  armatura flessibile a squame metalliche che ricopriva cavallo e cavaliere; più genericamente, corazza.
catafratto   agg.  (lett.)    • 1 •   munito di armatura completa    • 2 •   (fig.) ben protetto  s.m.  nell'esercito di persiani, bizantini e altri popoli antichi, soldato fornito di armatura e montato su un cavallo anch'esso protetto da corazza.
cataglosso   s.m.  (med.) abbassalingua.
catalano   agg.  della catalogna, regione della spagna  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della catalogna    • 2 •   lingua parlata in catalogna.
catalessi   (1) o catalessia [ca-ta-les-sì-a], s.f.  (med.) stato caratteristico di alcune malattie nervose e mentali (o che si può indurre per ipnotismo) in cui gli arti assumono e mantengono qualunque posizione venga fatta assumere loro.
catalessi   (2) s.f.  nella metrica classica, soppressione di una parte dell'ultimo piede di un verso.
catalessia    ⇨ catalessi 1.
catalettico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (med.) proprio della catalessi: fenomeno catalettico. 
catalettico   (2) agg.  [pl. m. -ci] nella metrica classica, si dice di verso che presenta catalessi.
cataletto   s.m.    • 1 •   barella per il trasporto degli ammalati e dei feriti    • 2 •   bara, feretro    • 3 •   (ant.) lettiga.
catalisi   s.f.  (chim. fis.) fenomeno per cui una sostanza (catalizzatore) modifica con la sua presenza la velocità di una reazione, pur rimanendo inalterata.
catalitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (chim. fis.) di, relativo a catalisi: fenomeno catalitico    • 2 •   dotato di catalizzatore: marmitta catalitica  § cataliticamente avv.  per catalisi.
catalizzare   v. tr.    • 1 •   (chim. fis.) produrre una catalisi    • 2 •   (fig.) accelerare un processo: catalizzare l'attenzione, l'interesse, renderli più attivi, più vivaci.
catalizzato   agg.  si dice di automobile su cui è montata una marmitta catalitica.
catalizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (chim. fis.) si dice di sostanza che dà luogo a una catalisi    • 2 •   (fig.) si dice di tutto ciò che accelera, favorisce un processo, una reazione e sim., o funge da centro di interesse e di attrattiva.
catalizzazione   s.f.    • 1 •   (chim. fis.) catalisi    • 2 •   installazione di una marmitta catalitica su un'automobile.
catalogabile   agg.  che si può catalogare.
catalogare   v. tr.  [io catàlogo, tu catàloghi ecc.]    • 1 •   ordinare, disporre in un catalogo: catalogare le opere di un autore    • 2 •   (estens.) enumerare, elencare secondo un determinato ordine: catalogare le virtù e i vizi di una persona. 
catalogatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi cataloga.
catalogazione   s.f.  il catalogare; compilazione di un catalogo.
cataloghista   s.m.  e f.  [pl. m -sti] chi compila cataloghi.
catalogico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce a un catalogo, a cataloghi: poesia catalogica, testo poetico che elenca persone o cose (p. e.  il ii libro dell'iliade  di omero, che contiene il cosiddetto catalogo delle navi).
catalogna   s.f.    • 1 •   (lomb.) nome di una varietà di cicoria con foglie lunghe, strette e seghettate    • 2 •   coperta di lana pesante.
catalogno   s.m.  varietà di gelsomino con fiori più grandi di quello comune, detto anche gelsomino di spagna. 
catalogo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   elenco di oggetti dello stesso genere, compilato secondo un criterio; il registro, lo schedario, il volume contenente l'elenco stesso: catalogo dei prezzi, dei libri; il catalogo di una mostra; catalogo alfabetico, per autori, per soggetti; consultare un catalogo    • 2 •   catalogo stellare, (astr.) elenco di stelle e costellazioni accompagnate dai dati che ne consentono l'individuazione    • 3 •   (fig.) elencazione, enumerazione: fare il catalogo dei propri malanni. 
catalografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla preparazione di cataloghi: tecnica catalografica. 
catalpa   s.f.  albero a fiori bianchi e grandi foglie cuoriformi (fam.  bignoniacee).
catamarano   o catamaran [ca-ta-ma-ràn], s.m.    • 1 •   imbarcazione polinesiana costituita da una piroga lunga e sottile affiancata da un tronco a cui è collegata da pertiche trasversali | imbarcazione costituita da più tronchi legati insieme    • 2 •   imbarcazione da diporto, ma anche da trasporto passeggeri, costituita da due scafi collegati da un ponte.
catana   (1) s.f.  (region.) giacca da cacciatore | la tasca di questa giacca usata come carniere.
catana   (2) s.f.  tipo di pistola diffusa in corsica.
catana   (3) s.f.  tipo di spada giapponese dalla lunga impugnatura, usata dagli ufficiali e dai samurai.
catanzarese   agg.  di catanzaro  s.m.  e f.  abitante, nativo di catanzaro.
catapano   s.m.  (st.) governatore, sovrintendente dei territori bizantini.
catapecchia   s.f.  casupola cadente; per estens., abitazione povera.
cataplasma   pop. cataplasmo, s.m.  [pl. - smi]    • 1 •   impiastro medicamentoso preparato con sostanze emollienti    • 2 •   (fig. scherz.) persona piena di acciacchi; anche, persona noiosa, appiccicaticcia.
cataplessia   s.f.  (med.) arresto dei movimenti muscolari senza perdita di coscienza.
cataplettico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di cataplessia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da cataplessia.
catapulta   s.f.    • 1 •   antica macchina da guerra, simile a una grossa balista fissa o montata su piattaforma mobile, che lanciava pietre e frecce    • 2 •   (aer.) apparecchiatura installata sulle portaerei per imprimere agli aeroplani la velocità necessaria al decollo.
catapultamento   s.m.  il catapultare, il catapultarsi, l'essere catapultato.
catapultare   v. tr.    • 1 •   lanciare con la catapulta    • 2 •   (estens.) lanciare con violenza, scaraventare (anche fig.): l'urto lo catapultò fuori dell'auto; essere catapultato nel mondo del cinema  | catapultarsi v. rifl.  lanciarsi con violenza.
cataraffio   s.m. , o cataraffa s.f. , (mar.) arnese per inserire e calcare la stoppa catramata negli interstizi delle tavole di uno scafo.
cataratta    ⇨ cateratta 1.
catarda   s.f.  (mar.) legatura provvisoria all'estremità di un pennone, per farlo passare dalla posizione orizzontale a quella verticale, allo scopo di facilitarne lo spostamento.
catarifrangente   agg.  che rimanda nella stessa direzione la luce da cui è colpito: gemma catarifrangente   s.m.  dispositivo catarifrangente applicato a veicoli o a ostacoli fissi lungo le strade, per renderli visibili di notte.
catarifrangenza   s.f.  (fis.) fenomeno ottico per cui una lente riflette e rifrange la luce che la colpisce.
catarismo   s.m.  dottrina eretica medievale che si fondava sull'opposizione manichea tra bene e male e una rigida pratica ascetica (secc. xi-xiii).
cataro   agg.  relativo al catarismo: dottrina catara   s.m.  [f. -a] seguace del catarismo.
catarrale   agg.  (med.) di catarro; provocato da catarro: affezione catarrale. 
catarrine   s.f. pl.  (zool.) sottordine di scimmie dell'asia e dell'africa, di media e grossa statura, con setto nasale stretto, prive di coda prensile | sing.  [-a] ogni scimmia appartenente a tale sottordine.
catarro   s.m.  (med.) sostanza prodotta dalle mucose in seguito a fenomeni infiammatori: catarro bronchiale, nasale. 
catarroso   agg.    • 1 •   sofferente di catarro: un vecchio catarroso    • 2 •   che rivela la presenza di catarro: tosse, voce catarrosa  § catarrosamente avv. 
catarsi   s.f.    • 1 •   purificazione    • 2 •   (filos.) secondo aristotele, la purificazione dalle passioni che la tragedia, in quanto rappresentazione di fatti gravi e luttuosi, genera nell'animo dello spettatore | (estens.) l'azione purificatrice e rasserenante della poesia e dell'arte    • 3 •   (psicoan.) liberazione da affetti o conflitti patogeni attraverso la rievocazione dei traumi cui sono riconducibili.
catartico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è proprio della catarsi: rito catartico    • 2 •   metodo catartico, (psicoan.) procedimento terapeutico basato sulla catarsi    • 3 •   (ant.) che ha effetto purgativo § catarticamente avv. 
catasta   s.f.  mucchio di oggetti sovrapposti: una catasta di legna, di mattoni  | a cataste, in grande quantità.
catastale   agg.  del catasto, relativo al catasto: mappa, registro catastale; rendita catastale, rendita convenzionale di un immobile ai fini tributari; partita catastale, numero con cui l'ufficio del catasto individua ciascuna unità immobiliare.
catastare   (1) v. tr.  (non com.) ammassare formando una catasta; accatastare.
catastare   (2) v. tr.  segnare, mettere a catasto; accatastare.
catastasi   s.f.    • 1 •   nella tragedia classica, la parte in cui si svolge l'azione che prepara la catastrofe    • 2 •   parte dell'orazione forense classica contenente l'esposizione dei fatti    • 3 •   (ling.) la fase iniziale dell'atto fonatorio, in cui gli organi si predispongono all'articolazione dei suoni.
catasto   s.m.  inventario generale, a fini fiscali, delle proprietà immobiliari esistenti in un comune o una provincia, con indicazione del proprietario e stima del valore | l'ufficio che registra, aggiorna e conserva tale inventario.
catastrofale   agg.  relativo a una catastrofe, derivante da una catastrofe: danni, esiti catastrofali. 
catastrofe   s.f.    • 1 •   evento disastroso e improvviso che determina il passaggio da una condizione di benessere a una di rovina e di miseria (anche fig.): catastrofe naturale    • 2 •   nella tragedia greca (e, in genere, in ogni tragedia) l'evento luttuoso che conclude l'azione    • 3 •   (mat.) discontinuità | teoria delle catastrofi, teoria, formulata dal matematico francese r. thom (n. 1923), che studia i modelli matematici di fenomeni discontinui.
catastrofico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di catastrofe; che costituisce o provoca una catastrofe: un evento catastrofico; un'inondazione, una guerra catastrofica    • 2 •   (estens.) eccessivamente pessimista o pessimistico: una previsione catastrofica; ma tu sei sempre catastrofico!  § catastroficamente avv. 
catastrofismo   s.m.    • 1 •   (geol.) teoria secondo la quale sia le grandi trasformazioni della superficie terrestre sia l'evoluzione delle forme di vita sono da ricondurre a improvvisi cataclismi    • 2 •   tendenza a prevedere catastrofi; estremo pessimismo.
catastrofista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] si dice di chi ha una visione catastrofica delle cose, è eccessivamente pessimista.
catastrofistico   agg.  [pl. m. -ci] di catastrofe; catastrofico: previsioni catastrofistiche. 
catatonia   s.f.  (psich.) sindrome caratterizzata da stupore e immobilità assoluta o, al contrario, da iperattività motoria con manifestazioni di stereotipia e automatismo.
catatonico   agg.  [pl. m. -ci] (psich.) di catatonia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da catatonia.
catch   s.m. invar.  lotta libera all'americana, nella quale sono ammessi tutti i colpi.
catcher   s.m. invar.  nel baseball, ricevitore.
catecù   anche cacciù [cac-ciù] e casciù, s.m.    • 1 •   pianta arborea propria di ceylon e dell'india (fam.  leguminose)    • 2 •   sostanza estratta dal legno di tale pianta e usata in farmacologia e in tintoria.
catechesi   s.f.  l'insegnamento degli elementi fondamentali della dottrina cristiana, cioè del catechismo.
catecheta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] (non com.) chi impartisce la catechesi.
catechetica   s.f.  parte della teologia che si occupa della catechesi.
catechetico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla catechesi.
catechina   s.f.  (chim.) sostanza organica naturale usata in conceria.
catechismo   s.m.    • 1 •   l'insieme dei principi fondamentali della dottrina cristiana; l'insegnamento di tali principi, spec. ai bambini in preparazione della prima comunione; anche, il libro che li contiene    • 2 •   (estens.) l'insieme dei principi fondamentali di una teoria, di un movimento e sim., spec. in quanto esposti o insegnati in forma semplicistica, acritica.
catechista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi insegna il catechismo.
catechistica   s.f.  catechetica.
catechistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del catechismo, che riguarda il catechismo e il suo insegnamento    • 2 •   (estens.) si dice di qualsiasi insegnamento che segue il sistema del vecchio catechismo, basato sull'apprendimento mnemonico di formule fisse § catechisticamente avv. 
catechizzare   v. tr.    • 1 •   istruire nel catechismo    • 2 •   (estens.) adoperarsi per convincere; indottrinare.
catechizzatore   s.m.  [f. -trice] chi catechizza.
catecumenato   s.m.  periodo di preparazione al battesimo.
catecumeno   s.m.  [f. -a] chi sta ricevendo l'istruzione religiosa per essere battezzato | messa dei catecumeni, la prima parte della messa (fino al credo), alla quale possono assistere anche i catecumeni.
catedra   e deriv.   ⇨ cattedra e deriv. 
categorema   s.m.  [pl. -mi] (filos.) predicato.
categorematico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) in logica, si dice di elemento linguistico di per sé significante (p. e.  il soggetto, il predicato); si contrappone a sincategorematico. 
categoria   s.f.    • 1 •   (filos.) nella filosofia aristotelica, ciascuno dei dieci tipi di predicati attribuibili agli esseri nella forma più generale possibile (sostanza, quantità, qualità, relazione, luogo, tempo, situazione, stato, azione, patimento); quindi, le dieci classi concettuali nelle quali si ordinano e si distribuiscono tutte le nostre parole e tutti i nostri concetti | nella filosofia kantiana, ciascuna delle forme universali a priori secondo le quali l'intelletto costruisce i suoi giudizi    • 2 •   nell'uso com., classe che raggruppa cose della medesima specie o persone che svolgono la stessa attività: categoria professionale; associazione di categoria; albergo di terza categoria  | categorie grammaticali, classi in cui si ripartiscono gli elementi (parti) del discorso; le proprietà formali in base alle quali tali classi si compongono    • 3 •   (sport) nel pugilato, classe di pugili che rientrano in determinati limiti di peso | nell'atletica, nel tennis ecc., raggruppamento di atleti secondo le prestazioni, l'età o altro: categoria juniores    • 4 •   (mat.) nozione che mira a unificare e generalizzare lo studio delle strutture algebriche e topologiche: teoria delle categorie, teoria che, anziché studiare le strutture algebriche e la loro composizione interna, ne analizza le trasformazioni e i legami relativi.
categoriale   agg.    • 1 •   (filos.) che si riferisce alle categorie: distinzione categoriale    • 2 •   di categoria: organizzazione categoriale. 
categoricità   s.f.  carattere categorico, assoluto, reciso: categoricità di un comando, di un asserto, di una valutazione.
categorico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) incondizionato, che non dipende da altro né ammette alternative: giudizio categorico  ' imperativo categorico, nell'etica kantiana, la legge del dovere morale, che comanda incondizionatamente    • 2 •   (estens.) preciso, reciso, netto: un ordine categorico    • 3 •   che riguarda una determinata categoria di persone, di enti o sim.: elenco telefonico categorico, suddiviso per categorie a seconda dell'attività industriale o commerciale § categoricamente avv.  in modo netto, reciso: affermare, negare categoricamente una cosa. 
categorizzare   v. tr.  (lett.) ordinare, classificare per categorie.
categorizzazione   s.f.  (lett.) ordinamento, classificazione per categorie.
catello   s.m.  (lett.) il cucciolo del cane o anche di altri animali.
catelloni   avv.  (ant.) usato spec. nella forma raddoppiata catellon catelloni, piano piano, quatto quatto.
catena   s.f.    • 1 •   serie di anelli, gener. metallici, infilati l'uno nell'altro; costituisce un organo flessibile di dimensioni tra le più varie, usato per legare animali, cose o persone, come strumento di trazione o trasmissione o, in metallo prezioso e di piccole dimensioni, come oggetto ornamentale a cui si appendono ciondoli, medaglie, gioielli: un prigioniero in catene; tenere il cane alla catena; una catena d'oro; la catena dell'orologio, dell'ancora; la catena del camino, a cui si appende il paiolo; la catena della bicicletta, quella, chiusa ad anello, che trasmette il movimento dei pedali alla ruota posteriore; catene da neve, che si montano sulle ruote di un autoveicolo per far presa su una superficie stradale coperta di neve o di ghiaccio. dim. catenella, catenina  accr. catenona, catenone  (m.)    • 2 •   (fig.) vincolo, legame: le catene dell'amore  | oppressione, schiavitù: spezzare le catene, riacquistare la libertà un popolo in catene, oppresso, privo di libertà    • 3 •   serie di cose che si succedono senza soluzione di continuità: una catena di disgrazie  ' reazione a catena, processo, chimico o nucleare, che una volta innescato si sviluppa automaticamente; (fig.) serie di reazioni originate ciascuna dalla precedente | catena di montaggio, (tecn.) insieme di fasi successive del montaggio di parti diverse nelle produzioni di serie | catena del freddo, quella che, attraverso una serie di impianti frigoriferi fissi e mobili, garantisce ai prodotti congelati o surgelati una temperatura costante dal momento della confezione a quello del consumo | catena alimentare, (biol.) in una comunità naturale, successione di organismi in cui ciascuno si nutre del precedente e serve da cibo al successivo (p. e.  vegetali, erbivori, carnivori) | catena montuosa, successione continua di montagne | fare la catena, con riferimento a persone che si tengono allacciate per la vita o per le mani, o che, disponendosi in fila, si passano un oggetto di mano in mano | catena di sant'antonio, pratica superstiziosa costituita da una serie di lettere identiche e anonime, contenenti un invito a compiere degli atti di devozione, che ciascun ricevente è tenuto a osservare, rivolgendo poi lo stesso invito a qualcun altro, sotto pena di incorrere in una disgrazia; per estens., serie di lettere dello stesso tipo con l'invito a versare una somma di denaro che si recupererà moltiplicata spedendo ad altre persone la stessa lettera    • 4 •   gruppo di imprese o aziende appartenenti allo stesso proprietario: una catena di ristoranti, di cinema    • 5 •   (edil.) elemento orizzontale, gener. costituito da un tirante in ferro, che assorbe la spinta laterale esercitata da sistemi costruttivi come archi, volte o capriate    • 6 •   (mus.) sottile striscia di abete incollata come rinforzo sotto la tavola armonica degli strumenti ad arco    • 7 •   antica unità di misura di lunghezza, equivalente a 12 m circa, usata in alcune località italiane | catena quadra, unità di misura di superficie equivalente a 165 m2    • 8 •   (chim.) la successione degli atomi di una molecola legati fra loro da valenze principali; in partic. la successione, lineare o ramificata degli atomi di carbonio nei composti organici    • 9 •   nell'elaborazione elettronica dei dati, serie continua di dati legati tra loro e pertanto trattabili complessivamente da un qualsiasi punto della serie.
catenacciaro   agg.  nel gergo del calcio, si dice di chi pratica un gioco difensivo esasperato: squadra catenacciara. 
catenaccio   s.m.    • 1 •   chiavistello: mettere il catenaccio; chiudere con il catenaccio  | (estens.) la parte scorrevole della serratura    • 2 •   (sport) nel calcio, tattica di gioco esasperatamente difensiva: fare, applicare il catenaccio    • 3 •   (fig.) automobile vecchia e malridotta; macchina o arnese in cattivo stato    • 4 •   nel gergo giornalistico, scritta che si dispone sotto i titoli di un articolo per illustrarne qualche particolare    • 5 •   (ant.) cicatrice | usato anche come agg. invar.  che chiude, che blocca: esame catenaccio, quello che, se non viene superato, impedisce la prosecuzione del corso di studi | decreto catenaccio, quello che, avendo finalità fiscali,viene emanato in modo da impedire manovre preventive tese a neutralizzarne l'efficacia.
catenare   v. tr.  [io caténo ecc.] (ant.) incatenare.
catenaria   s.f.  (mat.) curva disegnata per effetto della gravità da un filo omogeneo flessibile e inestensibile sospeso ai due capi.
catenella   s.f.    • 1 •   dim.  di catena    • 2 •   (ant.) monile, collana    • 3 •   la serie di maglie con cui si avvia un lavoro all'uncinetto | punto a catenella, ricamo eseguito con l'ago in modo da formare un intreccio a catena.
catenello   s.m.  ciascuna delle traversine che tengono uniti i pali di una palizzata.
catenina   s.f.    • 1 •   dim.  di catena    • 2 •   sottile catena di metallo prezioso da portarsi al collo.
catenoide   s.f.  (mat.) superficie generata da una catenaria che ruoti intorno al proprio asse.
cateratta   (1) meno com. cataratta, s.f.    • 1 •   chiusura a saracinesca per regolare il passaggio dell'acqua di un canale: alzare, abbassare la cateratta  ' si sono aperte le cateratte del cielo, (fig.) si è messo a diluviare    • 2 •   nel letto di un fiume, serie di gradini che provocano salti d'acqua    • 3 •   (med.) malattia dell'occhio caratterizzata dall'opacizzazione del cristallino    • 4 •   (ant.) apertura, botola.
cateratta   (2) s.f.  (ant.) scrittura magica; per estens., sgorbio, scritto incomprensibile: scrisse in su quella carta certe sue frasche con alquante cateratte  (boccaccio dec.  ix, 5).
caterinetta   s.f.  giovane sartina o modista.
catering   s.m. invar.  servizio di approvvigionamento di cibi, bevande e altro a grandi comunità, alberghi, navi, treni, aerei ecc., compiuto da apposite organizzazioni di vendita.
caterpillar   ® s.m. invar.  autoveicolo cingolato usato spec. per lavori stradali ed edilizi.
caterva   s.f.    • 1 •   moltitudine confusa, grande quantità: una caterva di gente; una caterva di sciocchezze    • 2 •   in età romana, moltitudine di soldati barbari (in opposizione a legione).
catetere   s.m.  (med.) sottile tubo di materiale flessibile che si introduce in una cavità del corpo (p. e.  vescica, cuore), attraverso una via naturale o artificiale, a scopo diagnostico o terapeutico.
cateterismo   s.m.  (med.) introduzione di un catetere in una cavità del corpo: cateterismo ureterale, cardiaco. 
cateterizzare   v. tr.  (med.) sottoporre un malato a cateterismo.
cateto   s.m.  (geom.) in un triangolo rettangolo, ciascuno dei due lati che formano l'angolo retto.
catetometro   s.m.  in topografia, strumento a cannocchiale per la misurazione di piccoli dislivelli.
catgut   s.m. invar.  (med.) filo preparato con intestini animali, usato in chirurgia per le suture interne.
catilinaria   s.f.    • 1 •   ciascuna delle quattro orazioni pronunciate da cicerone contro catilina nel 62 a. c.    • 2 •   (estens.) invettiva minacciosa, discorso ostile e violento.
catinella   s.f.    • 1 •   recipiente rotondo, largo e basso, usato per lavarsi mani e viso | acqua, pioggia a catinelle, a dirotto | prov.  : cielo a pecorelle, acqua a catinelle    • 2 •   quantità di liquido che può essere contenuta in una catinella.
catino   s.m.    • 1 •   recipiente rotondo e piuttosto largo, usato per lavarsi o per lavare qualcosa    • 2 •   quantità di liquido che può essere contenuta in un catino    • 3 •   (geog.) conca circondata da rilievi    • 4 •   (arch.) cupola a quarto di sfera che copre l'abside.
catione   s.m.  (fis.) ione dotato di carica positiva.
catiuscia   o katiuscia, s.f.  (mil.) lanciarazzi multiplo e automontato, usato dai russi nella seconda guerra mondiale.
catoblepa   s.m.  animale leggendario africano, mezzo rettile e mezzo toro, che teneva sempre il capo rivolto a terra e aveva la facoltà di uccidere con lo sguardo.
catodico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo al catodo | raggi catodici, radiazioni costituite da un fascio di elettroni che emanano dal catodo in un tubo a gas rarefatto.
catodo   s.m.  (elettr.) elettrodo negativo, che emette elettroni, nel caso di scariche in un gas e nel caso delle celle elettrolitiche; elettrodo positivo nel caso delle pile.
catolico    ⇨ cattolico.
catone   s.m.  persona che dà prova di grande austerità di costumi e di intransigente rigore morale | (iron.) chi fa sfoggio di discorsi o comportamenti intransigenti: fare il catone.  dim. spreg. catoncello, catoncino. 
catoneggiare   v. intr.  [io catonéggio ecc. ; aus. avere] fare il catone, ostentare un rigido moralismo.
catoniano   agg.  di catone, degno di catone; rigido, austero, intransigente: severità catoniana. 
catoptrico   e deriv.   ⇨ catottrico e deriv. 
catorchio    ⇨ catorzolo.
catorcio   o scatorcio nel sign. 2, s.m.    • 1 •   (tosc.) chiavistello    • 2 •   (fig. fam.) oggetto vecchio e malridotto: quella macchina è ormai un catorcio  | persona di salute cagionevole.
catorzolo   anche catorzo e catorchio, s.m.    • 1 •   tralcio secco della vite    • 2 •   nodo della corteccia di un tronco o di un ramo.
catorzoluto   agg.    • 1 •   secco: un tralcio catorzoluto    • 2 •   bitorzoluto, nodoso: un ramo catorzoluto. 
catottrica   o catoptrica, s.f.  (fis.) parte dell'ottica che studia i fenomeni di riflessione della luce.
catottrico   o catoptrico, agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di fenomeno o di sistema ottico basato esclusivamente sulle proprietà di riflessione della luce.
catramare   v. tr.  impregnare o ricoprire con catrame; impermeabilizzare con uno strato di catrame: catramare una strada. 
catramatore   s.m.  catramista.
catramatrice   s.f.  macchina per stendere il catrame su una superficie stradale.
catramatura   s.f.  l'operazione del catramare.
catramazione   s.f.  copertura di una strada o di un'altra superficie con uno strato di catrame; catramatura.
catrame   s.m.  liquido nero, denso, viscoso, di odore caratteristico, residuo della distillazione a secco di legna o di combustibili fossili; è usato come impermeabilizzante (nella pavimentazione di strade, tetti e terrazzi; nella calafatura delle navi ecc.), come materia prima per la produzione di oli combustibili e in medicina come revulsivo.
catramista   s.m.  [pl. -sti] operaio addetto alla catramatura degli scafi delle navi e delle strade.
catramoso   agg.  che contiene catrame, che è simile al catrame.
catriosso   s.m.    • 1 •   (zool.) scheletro degli uccelli    • 2 •   (scherz. non com.) persona denutrita, macilenta, di magrezza scheletrica.
cattù   s.m.  (chim.) colorante a base di zolfo e di residui organici, usato per tingere in bruno il cotone.
catta   s.f.  proscimmia del madagascar con muso aguzzo e lunga coda ad anelli bianchi e neri.
cattaneo   o cattano, s.m.    • 1 •   (lett.) signore di un castello; piccolo vassallo    • 2 •   (ant.) capitano.
cattare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   acquistare, procurarsi (la benevolenza, un favore e sim.)    • 2 •   prendere, catturare; captare.
cattedra   ant. e lett. catedra, s.f.    • 1 •   nelle scuole e nelle università, il tavolo o la scrivania, per lo più collocati su una pedana, riservati all'insegnante | salire, montare in cattedra, (fig.) assumere un tono professorale, fare il saccente | parlare dalla cattedra, (fig.) con autorità e competenza    • 2 •   (fig.) insegnamento di una disciplina o di un insieme di discipline; il posto, l'ufficio del professore di ruolo: cattedra di letteratura latina; concorso a cattedre    • 3 •   seggio con baldacchino, occupato dal pontefice o dai vescovi durante le funzioni religiose in chiesa | la cattedra di pietro, (fig.) l'autorità pontificia, il magistero papale    • 4 •   (ant.) seggio, sedile.
cattedrale   agg.  che appartiene a una sede vescovile: capitolo cattedrale  | che è sede di una cattedra vescovile: chiesa cattedrale   s.f.  la chiesa principale della diocesi, sede della cattedra da cui il vescovo esercita la giurisdizione spirituale | cattedrale nel deserto, (fig.) nel linguaggio politico e giornalistico, si dice di grande opera o impianto che risulta inutile o improduttivo perché realizzato in una zona priva delle necessarie infrastrutture.
cattedrante   s.m.  (non com.) professore titolare di una cattedra; cattedratico | (spreg.) pedante, saccente.
cattedratico   ant. e lett. catedratico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio di chi occupa una cattedra: insegnamento cattedratico    • 2 •   (spreg.) pedantesco, saccente: tono cattedratico   s.m.  [f. -a] titolare di una cattedra universitaria § cattedraticamente avv.  con sussiego e pedanteria.
cattivare   v. tr.    • 1 •   (ant.) far prigioniero    • 2 •   accattivare.
cattivello   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   dim.  di cattivo  (detto di bambini, ha per lo più valore vezz.)    • 2 •   (ant.) infelice, sfortunato: margante in terra posava il fardello / ché non aveva più dintorno gente, / e confortava dodon cattivello  (pulci)  s.m.  anello di ferro che tiene unito il battaglio alla campana.
cattiveria   s.f.    • 1 •   l'essere cattivo; disposizione al male: è noto per la sua cattiveria    • 2 •   azione cattiva: è una cattiveria infierire sui deboli. 
cattivezza   s.f.  (antiq.) l'essere cattivo.
cattività   s.f.    • 1 •   (ant.) cattiveria    • 2 •   (lett.) schiavitù, prigionia | la cattività babilonese, il periodo della deportazione in babilonia del popolo ebraico (597-538 a. c.) | la cattività avignonese, il periodo della residenza del papato ad avignone (1308-77)    • 3 •   condizione dell'animale selvaggio che vive nei giardini zoologici o comunque fuori del suo habitat naturale.
cattivo   agg.  [compar. più cattivo  o peggiore; superl. cattivissimo  o pessimo]    • 1 •   contrario alla legge morale; moralmente riprovevole: una cattiva azione; dare il cattivo esempio; essere sulla cattiva strada; cattive intenzioni  | che ha tendenza a compiere il male; malvagio, disonesto: animo cattivo    • 2 •   maldisposto verso gli altri; scortese, villano | cattivo umore, malumore, intrattabilità | sguardo cattivo, che esprime ostilità, odio | cattive maniere, scortesi, maleducate: con le buone o con le cattive (maniere) : con la persuasione o per forza    • 3 •   indocile, indisciplinato: un bambino cattivo  | detto di animale, selvatico, irrequieto    • 4 •   di qualità scadente, di scarso valore: cattiva merce; parlare in cattivo italiano, scorretto; cattivo gusto, gusto grossolano, volgare    • 5 •   inefficiente, incapace (detto di persona): cattivo operaio, maestro  | che non risponde allo scopo cui è destinato; difettoso (detto di cosa): un cattivo televisore; una strada cattiva, scomoda, malagevole; in cattivo stato, malridotto    • 6 •   brutto, spiacevole; sfavorevole, doloroso: cattiva sorte; cattivo tempo, piovoso; cattiva salute, cagionevole; cattivo odore, sgradevole; cibo cattivo, disgustoso o guasto; cattiva notizia, triste, infausta; trovarsi in cattive acque, in una situazione difficile, pericolosa | farsi cattivo sangue, (fig.) prendersela eccessivamente per qualcosa, tormentarsi    • 7 •   dannoso, svantaggioso; inopportuno, sconveniente: un cattivo affare; una cattiva scelta; una cattiva idea; un cattivo scherzo    • 8 •   (ant. , lett.) prigioniero    • 9 •   (ant.) misero, disgraziato    • 10 •   (ant.) di cattivi costumi, depravato, turpe  s.m.    • 1 •   [f. -a] persona cattiva, malvagia, disonesta. dim. cattivello  accr. cattivone  pegg. cattivaccio    • 2 •   la parte cattiva o guasta di qualcosa    • 3 •   sapore cattivo, sgradevole: sapere di cattivo    • 4 •   (ant. lett.) persona prigioniera | persona trista; reo: la setta d'i cattivi, / a dio spiacenti e a' nemici sui  (dante inf.  iii, 62-63).
catto   agg.  (ant.) preso prigioniero, catturato.
cattocomunista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -i] nel gergo politico, si dice di chi si professa cattolico e nello stesso tempo aderisce a un partito comunista.
cattolicesimo   meno com. cattolicismo [cat-to-li-cì-smo], s.m.    • 1 •   confessione cristiana che considera il vescovo di roma capo visibile della chiesa e gli riconosce primato di magistero e di giurisdizione su tutti i vescovi delle chiese locali | l'insieme di tutti coloro che professano il cattolicesimo; la chiesa cattolica    • 2 •   conformità alla dottrina del cattolicesimo.
cattolicità   s.f.    • 1 •   l'essere cattolico, cioè universale: la cattolicità della chiesa romana    • 2 •   i cattolici considerati nel loro insieme: il papa ha rivolto un appello alla cattolicità    • 3 •   conformità ai principi del cattolicesimo.
cattolicizzare   v. tr.  rendere cattolico.
cattolico   ant. catolico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   universale, detto unicamente della chiesa cristiana di roma, che ispira il suo magistero a principi di universalità    • 2 •   della chiesa di roma, che si riferisce al suo magistero: sacerdote, rito cattolico; i dogmi cattolici; la morale cattolica   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi professa la religione cattolica § cattolicamente avv.  secondo i principi della dottrina cattolica.
cattura   s.f.    • 1 •   il catturare, l'essere catturato | in diritto: mandato, ordine di cattura, espressioni non più in uso per indicare l'ordine di arresto emesso dall'autorità giudiziaria    • 2 •   (geog.) fenomeno per cui, a causa dell'erosione regressiva, le acque di un bacino idrografico captano quelle di un bacino contiguo    • 3 •   (astr.) fenomeno per cui un astro di grande massa attrae nel suo campo gravitazionale un corpo celeste più piccolo e lo rende suo satellite.
catturare   v. tr.    • 1 •   imprigionare, arrestare: catturare un evaso, un ladro  | prendere vivo un animale con reti, lacci o altro | catturare l'attenzione di qualcuno, (fig.) conquistarla, tenerla avvinta    • 2 •   (geog.) detto di un fiume, accrescere il proprio bacino mediante la cattura di un altro bacino.
catulliano   agg.  del poeta latino c. valerio catullo (ca 87-54 a. c) o relativo alla sua opera.
catuno    ⇨ cadauno.
caucasico   agg.  [pl. m. -ci] del caucaso, della caucasia: monti caucasici; lingue caucasiche   s.m.  [f. -a] chi appartiene a una popolazione autoctona del caucaso.
caucciù   s.m.  gomma elastica naturale.
caudale   agg.  della coda, che è dalla parte della coda: pinna, estremità caudale. 
caudatario   s.m.    • 1 •   chi regge lo strascico (coda) delle vesti degli alti dignitari ecclesiastici in una cerimonia solenne    • 2 •   (fig. lett.) chi fa parte del seguito di un personaggio importante e lo ossequia servilmente: il suo era un cuore di amico, non un animo di caudatario e di postulante  (montale).
caudati   s.m. pl.  (zool.) urodeli.
caudato   agg.  provvisto di coda | sonetto caudato, con appendice di uno o più versi.
caudiforme   agg.  a forma di coda: appendice caudiforme. 
caudillo   s.m.  [pl. caudillos] in spagna e in paesi di lingua spagnola, capo militare che assume il potere assoluto | in partic., titolo attribuito nel 1938 al generale francisco franco (1892-1975).
caudino   agg.  di caudio, nome di un'antica città sannita | forche caudine, il giogo di lance sotto cui i romani, sconfitti dai sanniti nel 321 a. c., furono costretti a passare; (fig.) umiliazione cui si è costretti a soggiacere.
caule   s.m.  (bot.) il fusto delle piante erbacee.
caulerpa   s.f.  (bot.) genere di alghe con tallo strisciante, frondoso e rami simili a foglie (cl.  cloroficee).
caulinare   agg.  (bot.) del caule, attinente al caule.
caulogeno   agg.  (bot.) che ha origine dal caule: radice caulogena. 
cauri   s.m.  piccola conchiglia bianco-giallastra dell'oceano indiano, usata dagli indigeni come moneta (cl.  gasteropodi).
causa   s.f.    • 1 •   ciò che è all'origine di qualcosa, ciò che produce un effetto: causa prossima, remota, occasionale  | a causa di, in conseguenza di, a motivo di | per causa mia, per colpa mia | causa di forza maggiore, evento che si sottrae alla volontà umana e la condiziona | giusta causa, nel diritto del lavoro, fatto o situazione per cui il datore di lavoro può licenziare un dipendente | avente, dante causa, nel linguaggio giuridico, chi deriva da altri o trasmette ad altri un diritto o una situazione giuridica    • 2 •   nel pensiero filosofico classico, il principio da cui un essere trae la sua origine (causa efficiente) o il fine per cui viene prodotto (causa finale) | causa prima, nel pensiero cristiano, ciò che non è causato, cioè dio    • 3 •   (dir.) nell'uso giuridico com., controversia giudiziaria, processo: discutere una causa; fare, muovere, intentare causa a qualcuno, contro qualcuno; vincere, perdere una causa; essere in causa, avere in atto un'azione giudiziaria contro qualcuno | essere parte in causa, (fig.) direttamente interessato; essere fuori causa, (fig.) estraneo, tagliato fuori | dar causa vinta, (fig.) riconoscersi sconfitto | con cognizione di causa, (fig.) conoscendo ogni aspetto di una questione | avvocato delle cause perse, incapace, sprovveduto; (fig.) chi difende tesi senza fondamento    • 4 •   (fig) scopo, obiettivo, ideale per cui si opera: vivere, combattere per una causa; abbracciare, sposare, tradire una causa  | far causa comune con qualcuno, solidarizzare    • 5 •   in grammatica: complemento di causa, quello che specifica la ragione per cui qualcosa avviene; complemento di causa efficiente, in una frase passiva, il complemento che specifica la causa da cui dipende l'azione.
causale   agg.  che costituisce, che riguarda la causa di qualcosa: rapporto, nesso causale  | in grammatica: congiunzioni causali, quelle che introducono una proposizione causale (p. e. perché, poiché, giacché ecc.); proposizioni causali, proposizioni subordinate che indicano la causa di ciò che è espresso dalla proposizione reggente (p. e. corro perché ho fretta)  s.f.    • 1 •   (burocr.) causa, motivo: la causale di un versamento    • 2 •   (gramm.) proposizione causale § causalmente avv.  per effetto di una causa.
causalgia   s.f.  (med.) nevralgia conseguente alla lesione di nervi periferici, che dà un dolore bruciante.
causalità   s.f.  rapporto tra causa ed effetto | principio di causalità, (filos.) postulato secondo il quale ogni effetto presuppone necessariamente una causa.
causare   v. tr.  [io càu so ecc.] essere la causa di qualcosa; produrre, provocare qualcosa: la pioggia ha causato gravi danni. 
causativo   agg.    • 1 •   (non com.) atto a causare, che è causa    • 2 •   (ling.) si dice di verbo che esprime un'azione che il soggetto fa compiere ad altri, non compie esso stesso (p. e. addormentare  è causativo rispetto a dormire).
causazione   s.f.  (non com.) il processo attraverso cui la causa determina l'effetto.
causeuse   s.f. invar.  piccolo divano per due persone, adatto alla conversazione; amorino.
causidico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   (ant.) chi rappresentava in giudizio le persone dei litiganti, senza essere avvocato    • 2 •   (spreg.) avvocato di scarso valore; per estens., persona cavillosa.
caustica   s.f.  (fis.) figura prodotta dall'aberrazione sferica quando un fascio di raggi paralleli si riflette su uno specchio curvo o si rifrange attraverso una lente.
causticità   1 proprietà delle sostanze caustiche    • 2 •   (fig.) tono caustico, pungente, acre; mordacità: causticità di un discorso, di uno scritto. 
caustico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di sostanza che altera in profondità i tessuti organici con i quali viene a contatto; che brucia, che corrode: sostanza caustica  ' soda caustica, idrossido di sodio    • 2 •   (fig.) mordace, aspro, bruciante: una battuta caustica  § causticamente avv. 
caustificare   v. tr.  [io caustìfico, tu caustìfichi ecc.] (chim.) sottoporre a processo di caustificazione.
caustificazione   s.f.  (chim.) trasformazione chimica dei carbonati alcalini in idrossidi (alcali caustici).
cautela   s.f.    • 1 •   l'essere cauto; prudenza, circospezione: agire con cautela    • 2 •   atto di persona cauta; precauzione: prendere le cautele necessarie    • 3 •   (dir.) clausola apposta a un atto, che mira a prevenirne la nullità, l'impugnazione o l'inadempimento.
cautelare   (1) agg.    • 1 •   che tende a proteggere, a garantire: provvedimenti di carattere cautelare    • 2 •   in diritto: procedimento, azione cautelare, che mira a conservare lo stato di fatto o di diritto esistente contro eventuali atti pregiudizievoli: sequestro cautelare  | custodia cautelare, attuale denominazione della carcerazione preventiva, secondo la nuova disciplina introdotta nel 1984 § cautelarmente avv.  a scopo cautelare, come misura cautelare.
cautelare   (2) v. tr.  [io cautèlo ecc.] difendere, assicurare usando cautela: cautelare i propri interessi  | cautelarsi v. rifl.  usare cautele per difendersi da un danno, un pericolo ecc.; premunirsi: cautelarsi contro eventuali rischi. 
cautelativo   agg.  che tende a cautelare: misure cautelative; sequestro cautelativo dei beni  § cautelativamente avv. 
cauteloso   agg.  (non com.) che ha, che dimostra molta cautela § cautelosamente avv. 
cauterio   s.m.  (med.)    • 1 •   strumento che serve per cauterizzare    • 2 •   (antiq.) cauterizzazione.
cauterizzare   v. tr.  (med.) fare una cauterizzazione.
cauterizzazione   s.f.  (med.) operazione chirurgica consistente nel bruciare tessuti malati con un filamento incandescente o con sostanze caustiche.
cautezza   s.f.  (non com.) l'essere cauto; cautela.
cauto   agg.    • 1 •   che procede con prudenza, in modo da non causare danno a sé o ad altri; accorto, circospetto: essere cauto negli affari; andar cauto  | far cauto, (ant.) avvisare, informare    • 2 •   che rivela prudenza e circospezione: un cauto riserbo    • 3 •   (lett.) astuto, scaltro § cautamente avv. 
cauzionale   agg.  (dir.) che concerne la cauzione; che serve da cauzione: deposito cauzionale. 
cauzionare   v. tr.  [io cauzióno ecc.] garantire con una cauzione.
cauzione   s.f.    • 1 •   deposito di una somma di denaro o di titoli a garanzia dell'adempimento di un obbligo: dare, versare una cauzione  | liberare qualcuno su cauzione, (dir.) concedergli la libertà provvisoria previo deposito di una somma di denaro    • 2 •   (ant.) cautela.
cava   s.f.    • 1 •   scavo a cielo aperto per l'estrazione di materiali rocciosi; il luogo dello scavo: cava di pietra, di marmo    • 2 •   (ant.) fossa; antro, spelonca    • 3 •   (elettr.) scanalatura praticata nell'indotto delle macchine elettriche rotanti per alloggiarvi i conduttori che costituiscono l'avvolgimento    • 4 •   (mecc.) scanalatura d'alloggiamento di chiavette o linguette | mortasa.
cavadenti   s.m.  in passato, chi esercitava il mestiere di estrarre denti; oggi, in senso spreg., cattivo dentista.
cavafango   s.m.  [pl. invar.  o -ghi] draga galleggiante attrezzata per liberare dal fango e dalla melma il fondo dei porti e dei canali.
cavafrutti   s.m.  utensile da cucina per tagliare frutti e ortaggi in pezzetti tutti uguali.
cavagno   s.m. , o cavagna s.f. , (dial.) paniere, canestro.
cavaiolo   lett. cavaiuolo, s.m.  (tosc.) operaio addetto a lavori di scavo.
cavalcabile   agg.  (non com.)    • 1 •   detto di animale, che si può cavalcare    • 2 •   detto di strada, che può essere percorsa a cavallo.
cavalcante   part. pres.  di cavalcare   s.m.  (ant.)    • 1 •   chi va a cavallo; cavaliere | soldato a cavallo    • 2 •   chi, stando a cavallo, guidava la prima coppia di cavalli delle mute di una carrozza.
cavalcare   v. tr.  [io cavalco, tu cavalchi ecc.]    • 1 •   montare un cavallo o un altro animale; stare a cavalcioni sopra qualcosa: cavalcare un purosangue; cavalcare una scopa  | cavalcare la tigre, (fig.) cercare di dominare una situazione molto difficile    • 2 •   (estens.) attraversare passando sopra (detto di ponti, viadotti ecc.): un ponte che cavalca il fiume    • 3 •   (ant.) percorrere con la cavalleria un paese nemico, saccheggiandolo e devastandolo | v. intr.  [aus. avere] andare a cavallo: imparare a cavalcare; cavalcare all'amazzone, con tutt'e due le gambe dallo stesso lato, secondo l'uso femminile di un tempo.
cavalcata   s.f.    • 1 •   il cavalcare; viaggio, passeggiata fatta a cavallo: fare una lunga cavalcata    • 2 •   (ant.) gruppo di persone a cavallo    • 3 •   (ant.) scorreria di cavalieri.
cavalcatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi cavalca; chi è esperto nel cavalcare.
cavalcatura   s.f.    • 1 •   cavallo o altro animale da sella    • 2 •   (non com.) somma pagata per il nolo di un cavallo.
cavalcavia   s.m. invar.    • 1 •   costruzione ad arco che, passando sopra una strada, serve a collegare due edifici o due corpi di un edificio    • 2 •   ponte che passa sopra una o più strade o sopra una linea ferroviaria.
cavalcioni   meno com. cavalcione, spec. nella loc. avv. a cavalcione, nella posizione di chi va a cavallo: stare, mettersi a cavalcioni di  (o su) un muretto. 
cavaliera   agg. f.  (geom.) si dice di un tipo particolare di assonometria.
cavalierato   s.m.  titolo e dignità di cavaliere.
cavaliere   ant. cavaliero, s.m.    • 1 •   chi va a cavallo; soldato a cavallo | nel medioevo, guerriero a cavallo; anche, in senso generico, nobile (in opposizione a plebeo e sim.); più propriamente, chi apparteneva all'istituzione detta cavalleria : i cavalieri della tavola rotonda  | cavaliere errante  o di ventura, chi andava per il mondo affrontando pericoli in difesa degli oppressi e delle donne    • 2 •   (fig.) chi agisce nobilmente, con lealtà e cortesia, spec. nei riguardi delle donne; gentiluomo: comportarsi da perfetto cavaliere  | chi accompagna una donna, spec. a balli, feste e sim.: fare da cavaliere  ' cavalier servente, nel settecento, nobile che accompagnava in pubblico una dama; (scherz.) cicisbeo, spasimante    • 3 •   nella roma antica, chi apparteneva all'ordine equestre | in età comunale, ufficiale di grado inferiore    • 4 •   nella gerarchia nobiliare, titolo immediatamente inferiore a quello di nobile | (estens.) chi è insignito di una onorificenza cavalleresca; chi appartiene a un ordine cavalleresco: cavaliere del lavoro; cavaliere di malta    • 5 •   (ant.) pezzo degli scacchi, oggi detto com. cavallo    • 6 •   (ant.) opera di fortificazione che consiste in un rialzo in mezzo ai bastioni delle fortezze | essere, stare a cavaliere, (lett.) si dice di altura o costruzione che domina un luogo o che è situata in posizione dominante tra due luoghi; anche in usi fig., spec. con riferimenti cronologici: l'opera di alfieri sta a cavaliere tra illuminismo e romanticismo    • 7 •   cavaliere d'italia, (zool.) uccello di palude dal corpo snello bianco e nero, con gambe lunghissime, becco sottile e diritto (ord.  caradriformi)    • 8 •   (dial.) baco da seta    • 9 •   filo o lamina di metallo modellata a forcella che si usa come piccolo peso nella bilancia di precisione.
cavalierino   s.m.    • 1 •   (fis.) peso a forcella di piccole dimensioni usato nelle bilance di precisione    • 2 •   targhetta recante l'intestazione di una scheda che s'infila sul margine superiore della scheda stessa.
cavaliero    ⇨ cavaliere.
cavalla   s.f.    • 1 •   femmina del cavallo; giumenta. dim. cavallina  accr. cavallona  pegg. cavallaccia    • 2 •   (mar.) vela bassa di strallo, tra l'albero di maestra e quello di trinchetto; è detta anche carbonera. 
cavallaio   region. cavallaro, s.m.    • 1 •   custode d'un branco di cavalli    • 2 •   mercante di cavalli    • 3 •   (ant.) corriere, messo.
cavallante   s.m.    • 1 •   chi cura e custodisce i cavalli; cavallaio    • 2 •   (region.) chi conduce cavalli o effettua trasporti con carri trainati da cavalli.
cavallaro    ⇨ cavallaio.
cavallata   s.f.  (ant.)    • 1 •   nel medioevo, milizia a cavallo, formata in tempo di guerra da cittadini che militavano a proprie spese    • 2 •   l'obbligo dei cittadini di fornire alla milizia un uomo e un cavallo o di pagarne l'imposta corrispondente.
cavalleggero   o cavalleggiero, ant. cavalleggiere e cavalleggere, s.m.    • 1 •   (ant.) soldato a cavallo armato alla leggera    • 2 •   negli eserciti moderni, soldato di cavalleria.
cavalleresco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   della cavalleria, relativo all'istituzione medievale della cavalleria: letteratura, poesia cavalleresca, ispirata alle gesta dei cavalieri medievali    • 2 •   di cavaliere, proprio dei cavalieri: onorificenza cavalleresca  ' ordini cavallereschi, associazioni militari o religiose di origine medievale; attualmente, le associazioni che raggruppano gli insigniti di onorificenze riconosciute dallo stato    • 3 •   da cavaliere, degno di un cavaliere; (fig.) leale, generoso, nobile: modi cavallereschi; gesto cavalleresco  ' codice cavalleresco, l'insieme delle norme che regolano le questioni d'onore § cavallerescamente avv. 
cavalleria   s.f.    • 1 •   un tempo, milizia a cavallo: cavalleria leggera; ufficiale, squadrone di cavalleria  | oggi, arma dell'esercito costituita di unità motocorazzate | passare in cavalleria, (scherz.) si dice di cosa rubata o non restituita, oppure di cosa decisa per comune accordo e poi non realizzata    • 2 •   istituzione medievale sorta per la difesa della chiesa cristiana, delle donne, dei deboli; l'insieme dei valori e principi che propugnava, dei doveri che imponeva e delle imprese da essa promosse    • 3 •   (fig.) lealtà, generosità, coraggio degni di un cavaliere; in partic., comportamento maschile improntato a cortesia e gentilezza verso le donne.
cavallerizza   s.f.    • 1 •   maneggio    • 2 •   arte di cavalcare o di ammaestrare i cavalli.
cavallerizzo   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi mostra particolare abilità nel cavalcare; chi si esibisce in esercizi equestri    • 2 •   maestro di equitazione    • 3 •   cavallerizzo maggiore, (st.) titolo del sovrintendente alle scuderie di corte (oggi in uso soltanto presso la corte pontificia).
cavalletta   (1) s.f.    • 1 •   nome comune di molte specie di insetti saltatori che, in sciami, possono costituire un flagello per le coltivazioni    • 2 •   (fig.) persona avida o invadente.
cavalletta   (2) s.f.  (mar.) vela di strallo tra gli alberi di maestra e di mezzana.
cavalletto   s.m.    • 1 •   sostegno, generalmente a tre o quattro piedi, di legno o di metallo: il cavalletto della macchina fotografica, della lavagna; cavalletto da pittore  | i cavalletti del muratore, dell'imbianchino, coppia di tali sostegni che, uniti fra loro da un'asse trasversale, formano un'impalcatura per lavorare in alto | cavalletto di puntamento, (mil.) sostegno a tre piedi su cui si appoggia il fucile per addestrare le reclute alle prime armi    • 2 •   struttura di forma piramidale o a v su cui poggiano i fili di sciovie, funivie e sim.    • 3 •   antico strumento di tortura.
cavallina   s.f.    • 1 •   cavalla giovane, snella | correre la cavallina, (fig.) condurre una vita dedita ai piaceri e alle avventure amorose    • 2 •   gioco fra ragazzi, uno dei quali si china in modo che gli altri possano saltarlo    • 3 •   attrezzo ginnico a quattro gambe cui ci si appoggia nel volteggio o nel salto.
cavallino   (1) agg.    • 1 •   (non com.) di cavallo, equino    • 2 •   da cavallo: dentatura cavallina  ' tosse cavallina, (pop.) pertosse    • 3 •   mosca cavallina, mosca parassita che succhia il sangue di cavalli, buoi o altri animali; (fig.) persona molesta, noiosa.
cavallino   (2) s.m.    • 1 •   dim.  di cavallo  | cavallo giovane    • 2 •   pelo del puledro, corto, lucente, conciato e usato in pellicceria    • 3 •   (mar.) curvatura a sella, in senso longitudinale, della coperta e di altri ponti di una nave    • 4 •   (mecc.) tipo di pompa a stantuffo azionata a vapore che si usa per rifornire di acqua le caldaie.
cavallo   (1) s.m.    • 1 •   grosso mammifero erbivoro con testa lunga, collo diritto sovrastato da criniera, coda corta con peli lunghissimi, orecchie corte e diritte, arti con un solo dito coperto dallo zoccolo; è usato come animale da cavalcatura e da tiro (ord.  perissodattili): salire, montare a cavallo; scendere da cavallo; cavallo da corsa, da sella; cavallo baio, morello, sauro, a seconda del colore del manto | da cavallo, (fig.) grande, straordinario, eccessivo: febbre da cavallo, febbre molto violenta; dose da cavallo, di medicinali o altro, dose esagerata | a cavallo, (estens.) a cavalcioni: a cavallo di un mulo, di un muretto, di una sedia; a cavallo di due secoli, (fig.) negli anni finali di un secolo e iniziali del successivo | cavallo di battaglia, (fig.) pezzo in cui un attore o un cantante dà miglior prova della propria abilità per estens., l'attività, la disciplina in cui si eccelle | cavallo di razza, (fig.) persona dotata di grandi qualità nel campo in cui opera | cavallo di ritorno, (fig.) notizia che riappare sui giornali dopo essere stata pubblicata e smentita | andare col cavallo di san francesco, (fig.) a piedi | cavallo di troia, quello, di legno, con cui i greci penetrarono nella città di troia; (fig.) inganno, tranello, macchinazione; (inform.) virus nascosto all'interno di un programma, che penetra attraverso di esso nella memoria del computer | essere a cavallo, (fig.) aver superato la parte più ardua di una prova; essere certi di raggiungere lo scopo desiderato | prov.  : a caval donato non si guarda in bocca, il regalo deve essere accettato di buon grado così com'è; campa cavallo che l'erba cresce, con riferimento a situazioni che preannunciano attese lunghe e dall'esito incerto. dim. cavallino  accr. cavallone  pegg. cavallaccio  vezz. cavalluccio    • 2 •   cavallo vapore, (fis.) unità di misura pratica della potenza di un motore, corrispondente a 735,5 watt: motore da trenta cavalli (vapore)  | cavallo fiscale, misura convenzionale di riferimento per la valutazione fiscale dei motori a scoppio    • 3 •   cavallo di frisia, (mil.) mezzo di difesa campale costituito da un cavalletto a croce avvolto da filo spinato    • 4 •   attrezzo ginnico per volteggi costituito da un corpo allungato orizzontale che poggia su quattro gambe divaricate    • 5 •   nel gioco degli scacchi, pezzo a forma di testa di cavallo    • 6 •   una delle figure delle carte napoletane    • 7 •   quella parte dei pantaloni o di un altro indumento in cui le due gambe si dividono    • 8 •   (gerg.) piccolo spacciatore di droga    • 9 •   (ant.) soldato a cavallo.
cavallo   (2) s.m.  (gerg.)    • 1 •   piccolo spacciatore di droga    • 2 •   raccoglitore di scommesse nel totocalcio clandestino.
cavallona   s.f.    • 1 •   accr.  di cavalla    • 2 •   (scherz.) donna alta e robusta, che si muove senza grazia.
cavallone   s.m.    • 1 •   accr.  di cavallo    • 2 •   spec. pl.  grossa onda marina che si accavalla ad altre e si frange con particolare violenza: nuotava lottando con i cavalloni    • 3 •   (scherz.) persona irruente, scomposta nei movimenti.
cavallotto   s.m.    • 1 •   nell'italia settentrionale (secc. xv-xvi), moneta d'argento puro o in lega con rame in cui era raffigurato un cavallo o un personaggio a cavallo    • 2 •   (tecn.) nome generico di un elemento metallico curvato a u, usato p. e. come dispositivo di ancoraggio di tubi, se filettato alle estremità e serrato con dadi; come reoforo a ponte per escludere temporaneamente un componente da un circuito elettrico; come chiodo ricurvo a due punte (detto più com. cambretta). dim. cavallottino. 
cavalluccio   s.m.    • 1 •   vezz.  di cavallo  | cavallo piccolo e grazioso: portare qualcuno a cavalluccio, (fig.) portarlo sulle spalle, con le gambe pendenti sul davanti    • 2 •   cavalluccio marino, nome comune dell'ippocampo    • 3 •   spec. pl.  pasticcino di pasta dura, fatto di farina, zucchero, miele e noci (specialità di siena); ha forma di rombo e, in passato, vi era impressa la sagoma di un cavallo    • 4 •   nel gergo burocratico, foglio di carta ripiegato sul dorso di un fascicolo, su cui è indicato sommariamente il suo contenuto.
cavalocchio   meno com. cavalocchi, s.m.    • 1 •   (tosc.) libellula    • 2 •   (ant.) esattore delle imposte; anche, chi si incaricava di riscuotere i crediti altrui    • 3 •   un tempo, avvocato che esercitava senza titolo | avvocato incapace, disonesto.
cavamento   s.m.  (non com.) il cavare; la cavità che risulta dal cavare o dallo scavare.
cavapietre   s.m. invar.  operaio che lavora nelle cave di pietra.
cavare   v. tr.    • 1 •   estrarre, tirar fuori, estirpare: cavare un dente  | non riuscire a cavare nulla di bocca a qualcuno, (fig.) non riuscire a farlo parlare | non cavare un ragno dal buco, (fig.) non riuscire a nulla    • 2 •   levarsi, togliersi di dosso qualcosa: cavarsi il cappello  | cavarsi un capriccio, una voglia, soddisfarli | cavarsi la fame, mangiare a sazietà | cavarsela, superare più o meno brillantemente una situazione difficile    • 3 •   ricavare, ottenere: da quell'individuo non si cava nulla di buono    • 4 •   (ant.) scavare, fare una buca in profondità.
cavastivali   s.m.  arnese a forcella in cui si inserisce il calcagno dello stivale in modo da renderne più agevole l'estrazione.
cavastracci   s.m.  strumento usato per estrarre lo stoppaccio dalla canna delle armi da fuoco ad avancarica.
cavata   s.f.    • 1 •   il cavare: cavata di sangue, salasso    • 2 •   (mus.) caratteristica, qualità del suono che un esecutore sa trarre da uno strumento ad arco o a fiato | nel sec. xviii, breve aria alla fine di un recitativo.
cavatappi   s.m.  utensile di varia foggia, munito di una punta a spirale, con cui si estraggono i tappi di sughero da bottiglie o fiaschi.
cavatina   s.f.    • 1 •   (mus.) brano vocale in una o due parti, senza ripresa da capo, diffuso nell'opera italiana fino alla metà dell'ottocento come pezzo di sortita    • 2 •   (non com.) espediente ingegnoso con cui ci si trae d'impaccio.
cavatoia   s.f.  (mar.) fenditura praticata negli alberi delle navi, nei pennoni e nei bozzelli, per allogarvi una puleggia o farvi passare un cavo.
cavatore   s.m.    • 1 •   chi è addetto all'estrazione di materiale in una cava    • 2 •   chi scava valli, fosse o trincee; zappatore    • 3 •   cercatore di tartufi.
cavatrice   s.f.  macchina per eseguire incavi nel legno.
cavatuberi   s.m.  macchina agricola per la raccolta meccanica delle patate e dei tuberi in genere.
cavatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   il cavare    • 2 •   concavità fossa scavata.
cavaturaccioli   s.m.  cavatappi.
cavazione   s.f.  nella scherma, azione che serve a svincolare la lama della propria arma da quella dell'avversario.
cave   s.f.  [pl. caves] cantina adibita a locale tipico, soprattutto notturno, per spettacoli di cabaret o musicali: le caves parigine. 
cavea   s.f.  nel teatro classico, l'area destinata al pubblico, costituita da gradinate semicircolari.
caveau   s.m. invar.  stanza sotterranea blindata di una banca per il deposito di valori.
cavedagna   s.f.  (region.) capezzagna.
cavedano   s.m.  pesce d'acqua dolce, commestibile ma poco pregiato (ord.  cipriniformi).
cavedio   s.m.    • 1 •   (archeol.) cortile interno della casa romana    • 2 •   (region.) sorta di piccolo cortile interno di un edificio, su cui generalmente si affacciano i servizi.
cavelle   pron.  (ant.)    • 1 •   qualche cosa, un nonnulla    • 2 •   preceduto da negazioni, nulla, niente: mondan diletto non vuol dir cavelle  (pucci).
caverna   s.f.    • 1 •   cavità sotterranea naturale o artificiale che si estende più in ampiezza che in profondità | uomo delle caverne, uomo primitivo; (fig. scherz.) persona poco socievole e rozza | orso delle caverne, specie di orso vissuto nel quaternario    • 2 •   (estens.) in usi espressivi, grosso buco, cavità abnorme: quella bocca è una caverna!  | (fig.) abitazione buia, sporca e malsana    • 3 •   (med.) cavità in un organo determinata da un processo morboso: caverne polmonari; caverna tubercolare. 
cavernicolo   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi abita nelle caverne    • 2 •   (estens.) che, chi vive in abitazioni malsane e buie    • 3 •   (scherz.) si dice di persona poco socievole o rozza.
cavernosità   s.f.    • 1 •   la parte cava, vuota di qualcosa    • 2 •   (non com.) l'essere cavernoso.
cavernoso   agg.    • 1 •   ricco di caverne    • 2 •   simile a caverna    • 3 •   (anat.) si dice di organo o tessuto a conformazione spugnosa che presenta cavità    • 4 •   (fig.) cupo, roco: voce cavernosa  § cavernosamente avv.  cupamente, rocamente.
cavetto   (1) s.m.  (arch.) piccola modanatura che presenta una concavità a forma di quarto di cerchio, tipica dello stile dorico e ripresa nel periodo barocco; guscio.
cavetto   (2) s.m.    • 1 •   dim.  di cavo    • 2 •   2 (elettr.) piccolo cavo usato per collegamenti telefonici o negli impianti elettrici.
cavezza   meno com. capezza, s.f.  fune o correggia con cui si tiene legato per la testa il cavallo o un altro animale | mettere la cavezza al collo di qualcuno, (fig.) limitarne la libertà, disciplinarne gli impulsi.
cavia   s.f.    • 1 •   piccolo mammifero roditore originario dell'america, con corpo tozzo di vario colore, quasi sprovvisto di coda; è usato per esperimenti di laboratorio    • 2 •   (estens.) qualsiasi animale o persona che venga sottoposta a esperimenti scientifici o a prove di altra natura: fare, servire da cavia; una cavia umana  | usato anche come agg. invar.  : uomo cavia. 
caviale   ant. caviaro, s.m.  alimento pregiato costituito da uova di storione salate.
cavicchia   s.f.    • 1 •   chiavarda    • 2 •   grosso cavicchio.
cavicchio   s.m.    • 1 •   piolo di legno, di forma leggermente conica o troncoconica, usato come elemento di collegamento al posto di un chiodo, o per chiudere fori nel legno | (agr.) attrezzo manuale, a forma di lungo cono di legno o di lamiera metallica, usato per praticare fori nel terreno | pezzetto di legno con cui si tura un foro in un muro oppure in uno scafo    • 2 •   cavicchio osseo, (zool.) nei mammiferi cavicorni, sporgenza dell'osso frontale sulla quale si sviluppa il rivestimento corneo.
cavicorne   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di ogni mammifero ruminante (bovini, capre, antilopi ecc.) con corna cave, formate cioè da un astuccio corneo che ricopre il cavicchio osseo.
caviglia   s.f.    • 1 •   la parte della gamba immediatamente al di sopra del tarso: caviglie sottili, grosse; una gonna lunga fino alla caviglia    • 2 •   cavicchio | (mar.) ciascuna delle manopole della ruota di manovra del timone; anche, sorta di perno, situato nelle cavigliere delle navi, cui si fissano i cavi | (mus.) negli strumenti a corda, bischero, pirolo    • 3 •   (tecn.) grossa vite per legno, con cui si fissano le rotaie alle traverse    • 4 •   (ant.) arnese usato per torcere la seta.
cavigliatoio   s.m.  strumento con cui il setaiolo torce la seta.
cavigliera   s.f.    • 1 •   fascia elastica protettiva che si mette attorno alle caviglie per prevenire o curare distorsioni    • 2 •   (mar.) sorta di rastrelliera disposta alla base degli alberi delle navi per fissarvi i cavi.
cavigliere   s.m.  (mus.) estremità superiore degli strumenti ad arco, che contiene le corde tese dai bischeri; negli strumenti della famiglia del violino è detta comunemente anche riccio. 
cavillamento   s.m.  cavillatura.
cavillare   ant. gavillare, v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   ricorrere a cavilli: cavillare sull'interpretazione di un passo    • 2 •   dar luogo a cavillatura, detto di ceramiche | v. tr.  (ant.) criticare, biasimare.
cavillatore   s.m.  [f. -trice] chi cavilla.
cavillatura   s.f.  screpolatura superficiale delle ceramiche o delle maioliche.
cavillazione   s.f.  (lett.) il cavillare; discussione o interpretazione che si basa su cavilli.
cavillo   s.m.    • 1 •   ragionamento sottile e capzioso sostenuto per alterare la verità a proprio vantaggio: usare, cercare cavilli    • 2 •   cavillatura.
cavillosità   s.f.  l'essere cavilloso.
cavilloso   agg.    • 1 •   che usa cavilli: persona cavillosa    • 2 •   che è fondato su cavilli: discorso cavilloso  § cavillosamente avv. 
cavità   s.f.    • 1 •   l'essere cavo, incavato    • 2 •   parte cava: una cavità del terreno  | (anat.) parte cava all'interno del corpo umano o animale, o di un organo di esso: cavità orale, dell'occhio, del cranio. 
cavitazione   s.f.  (fis.) formazione di bolle gassose in seno a una corrente fluida.
cavo   (1) agg.  incavato, fondo; vuoto: tronco cavo; pietra cava  ' vene cave, (anat.) le due vene principali, distinte in discendente  e ascendente, che portano al cuore il sangue rispettivamente della parte superiore e inferiore del corpo  s.m.    • 1 •   cavità, incavatura: il cavo della mano    • 2 •   cavità anatomica: cavo pleurico, orale. 
cavo   (2) s.m.    • 1 •   qualsiasi grossa fune impiegata come organo di trazione, di sostegno o di fissaggio: cavo vegetale, metallico; il cavo della teleferica, di una nave.  dim. cavetto    • 2 •   (elettr.) conduttore semplice o multiplo rivestito di materiale isolante: cavo sottomarino, coassiale  | cavo a fibre ottiche, conduttore che consente la trasmissione di messaggi sotto forma di luce prodotta da un raggio laser; ha la possibilità di trasmettere moltissimi messaggi contemporaneamente senza che si verifichino disturbi nella ricezione | trasmissione via cavo, (telecom.) in cui il segnale è trasmesso attraverso un cavo.
cavobuono   s.m.  (mar.) cavo usato per ghindare gli alberetti dei velieri.
cavolaia   s.f.    • 1 •   terreno piantato a cavoli; mucchio di cavoli    • 2 •   farfalla diurna dalle ali bianche con macchie scure, il cui bruco danneggia le foglie del cavolo, delle rape e di altre crocifere (ord.  lepidotteri).
cavolata   s.f.    • 1 •   minestra di cavoli    • 2 •   (fig. pop.) stupidaggine, sciocchezza: fare, dire una cavolata. 
cavolfiore   meno com. cavolo fiore, s.m.  varietà di cavolo con infiorescenza carnosa bianco-gialliccia, commestibile.
cavolo   s.m.    • 1 •   pianta erbacea coltivata per uso alimentare, con fiori gialli e foglie piane e larghe (fam.  crocifere) | cavolo di bruxelles, a fusto alto, coperto di germogli commestibili detti cavolini  o cavoletti di bruxelles  | cavolo cappuccio, in cui le foglie, unendosi, formano una sorta di palla | cavolo rapa, con fusto carnoso, simile a una rapa | cavolo verza, verzotto, con foglie increspate | entrarci come i cavoli a merenda, (fig. fam.) si dice di cosa assolutamente estranea a un discorso, a una situazione e sim.    • 2 •   (fig. pop.) nulla, niente: non me ne importa un cavolo  | testa di cavolo, imbecille | col cavolo!, per nulla, niente affatto    • 3 •   pl.  (fig. pop.) casi, fatti personali di qualcuno: pensare ai cavoli propri   inter.  esprime ammirazione, stupore o anche ira.
cavouriano   o cavourriano, meno com. cavuriano, agg.  di, relativo a camillo benso conte di cavour (1810-1861): la concezione cavouriana dello stato. 
cavriuolo    ⇨ capriolo.
cavuriano    ⇨ cavouriano.
cavurrino   s.m.    • 1 •   tipo di sigaro in commercio al tempo di cavour (1810-1861)    • 2 •   banconota del valore di due lire che recava il ritratto di cavour.
cazza   s.f.    • 1 •   recipiente per lo più di ferro, provvisto di manico, nel quale si fondono i metalli    • 2 •   mestolo. dim. cazzetta. 
cazzame   s.m.  (mar.) lato inferiore della vela; bordame.
cazzare   v. tr.  (mar.) tesare al massimo un cavo.
cazzarola    ⇨ casseruola.
cazzata   s.f.  (volg.) sciocchezza, stupidaggine.
cazzeruola    ⇨ casseruola.
cazziata   s.f.  (volg.) rimprovero duro, sgridata, ramanzina. accr. cazziatone  (m.).
cazzimperio    ⇨ cacimperio.
cazzo   s.m.  (volg.)    • 1 •   membro virile, pene | testa di cazzo, (fig.) imbecille, minchione    • 2 •   (fig.) persona sciocca, minchiona. accr. cazzone    • 3 •   (fig.) nulla, niente: non valere, non capire, non combinare un cazzo  | usato come rafforzativo spreg. in locuzioni negative: sono guarito... in grazia dell'aver fatto a modo mio, cioè non aver usato un cazzo di medicamenti  (leopardi lettere)    • 4 •   pl.  (fig.) casi, fatti propri di qualcuno: non si fa mai i cazzi suoi  | usato come inter.  per esprimere stupore, ira, dispetto e sim.
cazzola    ⇨ cazzuola.
cazzottare   e deriv.   ⇨ scazzottare e deriv. 
cazzotto   s.m.  (pop.)    • 1 •   colpo violento dato col pugno chiuso: fare a cazzotti; prendere a cazzotti    • 2 •   tipo di tabacco da masticare formato da foglie attorcigliate e aromatizzate.
cazzuola   o cazzola, s.f.    • 1 •   attrezzo del muratore, a forma di grossa spatola trapezoidale, spesso con il lato corto arrotondato, e con manico di legno, per prendere la malta e stenderla su una superficie | maestro di cazzuola, muratore    • 2 •   (pop.) girino della rana.
cd-rom  cd-rom s.m. invar.  (inform.) compact disc.
ce   (1) pron. pers. di prima persona pl.  [atono; usato come compl. di termine in luogo del pron. pers. ci  in presenza delle forme pronominali atone lo, la, li, le  e della particella ne, in posizione sia proclitica sia enclitica] a noi: ce lo disse; ce la restituì; ce le regalò; ce li diede; ce ne vollero molti; mandatecelo; dateceli; parlacene   avv.  [usato in luogo dell'avv. ci  in presenza delle forme pronominali atone lo, la, li, le  e della particella ne, in posizione sia proclitica sia enclitica] qui, in questo luogo; lì, in quel luogo; nel luogo di cui si parla: non ce lo trovai; mettiamocelo; dovrebbero essercene ancora; ce ne sono diversi. 
ce   (2)  ⇨ ci 2.
cebo   s.m.  scimmia arboricola americana con pelame abbondante e coda prensile (ord.  primati).
ceca   o cieca, s.f.    • 1 •   anguilla molto piccola, di aspetto filiforme    • 2 •   (tecn.) svasatura dell'orlo di un foro.
cecaggine   s.f.  (non com.)    • 1 •   indebolimento della vista    • 2 •   senso di pesantezza agli occhi causato dalla sonnolenza    • 3 •   (fig.) balordaggine, mancanza di avvedutezza.
cecale   o ciecale, agg.  (anat.) dell'intestino cieco.
cecare   v. tr.  [io cièco  (o cèco), tu cièchi  (o cèchi) ecc. ; in tutta la coniugazione, -iè-  o -è-  in posizione tonica] (ant. , region.) accecare.
cecarella   s.f.  (pop.) agalassia.
cecca   (1) s.f.  nella loc. far cecca, si dice di arma il cui meccanismo di sparo scatta senza far partire il colpo.
cecca   (2) s.f.  (tosc.)    • 1 •   (pop.) gazza    • 2 •   (fig.) donna chiacchierona e grossolana.
cecchinaggio   s.m.  (non com.) l'azione svolta da un cecchino, da cecchini (anche nell'uso fig.).
cecchino   s.m.    • 1 •   tiratore scelto che spara di sorpresa, con armi di precisione, stando appostato    • 2 •   (fig.) nel gergo politico, chi, in un voto a scrutinio segreto, non si attiene alle direttive del gruppo o del partito a cui appartiene; franco tiratore.
cece   tosc. cecio, s.m.    • 1 •   pianta erbacea che ha semi tondeggianti, di color giallo chiaro, usati per minestre o come surrogato del caffè (fam.  leguminose) | il seme stesso della pianta come cibo: pasta e ceci; ceci maritati, ceci misti a pasta    • 2 •   (estens.) escrescenza carnosa che ha l'aspetto di questo seme    • 3 •   (fig. fam.) persona vanesia, bellimbusto | bambino vivace, screanzato. dim. cecino. 
cecidio   s.m.  (bot.) galla.
cecidiologia   o cecidologia, s.f.  parte della botanica che studia i cecidi.
cecidomia   s.f.  (zool.) genere di piccole mosche con zampe e antenne lunghe, le cui larve sono parassite di piselli, frumento ecc. (ord.  ditteri).
cecilia   s.f.  piccolo anfibio vermiforme privo di zampe, che vive sottoterra nelle zone tropicali umide (ord.  urodeli).
cecio    ⇨ cece.
cecità   s.f.    • 1 •   (med.) mancanza della vista: cecità congenita, acquisita    • 2 •   (fig.) oscuramento della mente, incapacità di giudizio: la sua cecità lo porterà alla rovina. 
ceco   (1)  ⇨ cieco.
ceco   (2) rar. ceko e czeco, agg.  [pl. m. -chi] della repubblica che riunisce la boemia o della moravia  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della repubblica ceca    • 2 •   lingua del gruppo slavo parlata in boemia e moravia.
cecografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a cecogramma.
cecogramma   s.m.  [pl. -mi] testo spedito per posta, scritto con caratteri in rilievo per poter essere letto dai ciechi.
cecoslovacco   agg.  [pl. m. -chi] che si riferisce all'ex repubblica di cecoslovacchia.
cecoviano   agg.  dello scrittore russo a. c-echov (1860-1904), relativo alla sua vita o alle sue opere.
cecropio   agg.  (lett.) di atene, ateniese.
cecubo   s.m.  vino rosso del lazio, celebre nell'antichità.
cedente   part. pres.  di cedere  e agg.  nei sign. del v.  s.m.  e f.    • 1 •   (dir.) chi fa cessione di un diritto    • 2 •   (fin.) chi porta titoli di credito all'incasso    • 3 •   (mecc.) in un meccanismo, l'organo condotto; si contrappone a movente, l'organo conduttore.
cedenza   s.f.    • 1 •   (ant.) cedimento    • 2 •   spec. pl.  (fin.) diminuzione del valore di un titolo.
cedere   v. intr.  [pres. io cèdo ecc. ; pass. rem. io cedéi  o cedètti  (ant. cèssi), tu cedésti ecc. ; part. pass. ceduto  (ant. cèsso); aus. avere]    • 1 •   non opporre più resistenza; ritirarsi, arrendersi (anche fig.): cedere all'assalto nemico; cedere alle preghiere, alle minacce    • 2 •   non reggere più soccombere, rassegnarsi: cedere allo sconforto, alle avversità  | non cedere, non cederla a qualcuno, non essergli inferiore    • 3 •   piegarsi, rompersi, aprirsi (per lo sforzo o il peso eccessivo): l'argine ha ceduto    • 4 •   (lett. fig.) ritirarsi per far luogo ad altri, ad altro: questo giorno ch'omai cede alla sera  (leopardi il passero solitario  27) | v. tr.    • 1 •   rinunciare a qualcosa per darla definitivamente o temporaneamente ad altri: cedere il proprio posto, la propria stanza  | cedere le armi, consegnarle ai vincitori, arrendersi (anche fig.) | cedere terreno, arretrare, indietreggiare (anche fig.) | cedere il passo, ritrarsi per lasciar passare qualcuno (anche fig.) | cedere la strada, dare la precedenza, detto spec. di automobilisti | cedere la destra, lasciare a qualcuno il lato destro in segno di riguardo    • 2 •   vendere: cedere un negozio. 
cedevole   agg.    • 1 •   che cede con facilità morbido, molle, malleabile: terreno cedevole; la cera è cedevole    • 2 •   (fig.) che si piega facilmente alla volontà altrui; arrendevole: un'indole cedevole  § cedevolmente avv. 
cedevolezza   s.f.  l'essere cedevole (anche fig.): cedevolezza di carattere. 
cedi   s.m. invar.  unità monetaria del ghana.
cedibile   agg.  che può essere ceduto, venduto: biglietto non cedibile. 
cedibilità   s.f.  l'essere cedibile.
cediglia   ant. zediglia, s.f.  segno ortografico che, nella lingua francese e in altre lingue, si pone sotto la lettera c  quando (davanti alle vocali a, o, u) tale consonante deve essere pronunciata come una s  sorda.
cedimento   s.m.  il cedere (anche fig.): un cedimento del terreno; cedimento morale, fisico. 
ceditore   s.m.  [f. -trice] chi cede, chi compie una vendita o una cessione.
cedola   s.f.    • 1 •   tagliando numerato, staccabile da titoli obbligazionari e azionari per la riscossione dell'interesse (cedola di interessi) o del dividendo (cedola del dividendo). dim. cedoletta, cedolina, cedolino  (m.)    • 2 •   (ant.) contratto con cui si assumeva un'obbligazione    • 3 •   (ant.) biglietto, nota, breve scritto.
cedolare   agg.  che concerne una o più cedole | (imposta) cedolare, imposta diretta pagata all'atto dell'incasso di cedole; cedolare secca, quella che aveva carattere definitivo per gli utili azionari.
cedracca   o cetracca, s.f.  piccola felce le cui foglie presentano sulla pagina inferiore peli di colore bruno-rossastro, per cui è detta erba ruggine  (fam.  polipodiacee).
cedraia   s.f.  serra mobile montata d'inverno per proteggere gli agrumi dalle intemperie.
cedrangolo    ⇨ cetrangolo.
cedrare   v. tr.  [io cédro ecc.] aggiungere succo di cedro.
cedrata   s.f.    • 1 •   bibita a base di sciroppo di cedro    • 2 •   dolce siciliano aromatizzato con buccia di cedro.
cedrato   part. pass.  di cedrare   agg.  che ha gusto di cedro; che è stato aromatizzato con cedro: bevanda cedrata. 
cedreto   s.m.    • 1 •   piantagione di cedri da frutto    • 2 •   bosco di cedri del libano.
cedriera   s.f.  cedreto.
cedrina   s.f.  piccolo arbusto dalle foglie aromatiche che hanno l'odore del cedro (fam.  verbenacee).
cedrino   (1) agg.  di cedro, simile al cedro: colore cedrino. 
cedrino   (2) agg.  di cedro del libano: legname cedrino. 
cedriolo    ⇨ cetriolo.
cedro   (1) s.m.  alberello sempreverde con grossi frutti ovoidali, simili a limoni (fam.  rutacee) | il frutto di tale pianta, da cui si ricava un olio essenziale impiegato in liquoreria e farmacia.
cedro   (2) s.m.  (bot.) genere di pinacee d'alto fusto dalla larga chioma, con foglie aghiformi odorose e sempreverdi; la specie più nota è il cedro del libano  | il legno di tale pianta, pregiato in ebanisteria e usato nell'antichità spec. nella costruzione delle navi.
cedrone   s.m.  nome pop. dell'urogallo, detto anche gallo cedrone. 
cedronella   s.f.  nome pop. della melissa.
ceduazione   s.f.  il taglio degli alberi nei boschi cedui.
ceduo   agg.  si dice di bosco o di pianta soggetti a taglio periodico  s.m.  bosco ceduo.
ceduta   s.f.  nella scherma, azione che si esegue cedendo alla pressione della lama avversaria ma provocandone una deviazione di traiettoria: parata di ceduta. 
cefalalgia   s.f.  (med.) dolore di capo; cefalea.
cefalalgico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che concerne la cefalalgia.
cefalea   ant. cefalia, s.f.  (med.) mal di capo.
-cefalia  -cefalia secondo elemento che in parole composte della terminologia scientifica fa riferimento al capo; cfr. cefalo-. 
cefalico   agg.  [pl. m. -ci] (scient.) del capo, che concerne il capo: indice cefalico, il rapporto tra la lunghezza e la larghezza del cranio umano, che serve a definirne la forma.
cefalina   s.f.  (chim.) composto lipidico fosforato simile alla lecitina.
cefalo   s.m.  pesce di mare commestibile dal corpo quasi cilindrico, con dorso scuro a squame argentee (ord.  mugiliformi).
cefalo-  cefalo- -cefalo primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di derivazione greca o di formazione moderna, dal gr. kephalé  'testa'; vale appunto 'capo, testa' (cefaloplegia, brachicefalo).
cefalocordati   s.m. pl.  (zool.) sottotipo di cordati dal corpo diafano, fusiforme, leggermente compresso, circondato da una pinna continua | sing.  [-o] ogni animale di tale sottotipo.
cefalofo   s.m.  genere di bovidi delle foreste tropicali africane con piccole corna ripiegate all'indietro.
cefaloplegia   s.f.  (med.) paralisi che colpisce i muscoli del collo e impedisce i movimenti del capo.
cefalopodi   s.m. pl.  (zool.) classe di molluschi marini col capo fornito di due grandi occhi e coronato di tentacoli spesso muniti di ventose (p. e.  polpi, seppie, calamari) | sing.  [-e] ogni mollusco di tale classe.
cefalorachideo   agg.  (anat.) cefalorachidiano.
cefalorachidiano   agg.  (anat.) si dice del liquido che riempie le cavità del cervello, il canale centrale del midollo spinale e lo spazio fra le meningi.

cefalosporina   s.f.  (med.) denominazione di un gruppo di antibiotici semisintetici ad ampio spettro di azione, efficaci nella terapia delle affezioni da batteri resistenti alle penicilline.
cefalotorace   s.m.  (zool.) parte anteriore del corpo di alcuni artropodi (p. e.  del ragno).
cefalottera   s.f.  pesce di mare di grandi dimensioni simile alla razza (ord.  raiiformi).
cefeidi   s.f. pl.  (astr.) classe di stelle variabili, con periodo breve, giganti o supergiganti, di grande luminosità costituiscono il miglior punto di riferimento per la misurazione delle distanze astronomiche.
ceffata   s.f.  (ant.) schiaffo, ceffone.

ceffo   s.m.    • 1 •   muso d'animale    • 2 •   (spreg.) volto umano deforme | (estens.) uomo d'aspetto poco rassicurante: un brutto ceffo. 
ceffone   s.m.  schiaffo dato con forza sulla faccia di qualcuno.
cefo   s.m.  scimmia africana (fam.  cercopitecidi).
ceiba   s.f.  albero dell'africa e dell'america, da una specie del quale si ricava il kapok (fam.  bambacacee).
ceko    ⇨ ceco 2.
celabro   s.m.  (ant. , lett.) cervello.
celacantiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci ossei comprendente numerose forme fossili e una sola specie vivente, la latimeria | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
celare   v. tr.  [io cèlo ecc.] nascondere, tenere nascosto; tenere segreto (detto spec. di cose astratte): celare la verità  | celarsi v. rifl.  nascondersi.
celastracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni che comprende alberi o arbusti diffusi soprattutto nelle regioni tropicali | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
celata   s.f.  elmo senza cimiero e con visiera abbassabile per proteggere il viso.
celato   part. pass.  di celare   agg.  che è tenuto nascosto, dissimulato: invidia mal celata  | in, di celato, (ant.) di nascosto § celatamente avv.  di nascosto.
-cele  -cele secondo elemento di parole composte della terminologia medica, di derivazione greca o formate modernamente, dal gr. kélì  'tumore'; indica 'tumefazione, rigonfiamento' (meningocele).
celeberrimo   superl.  di celebre. 
celebrante   part. pres.  di celebrare  e agg.  nei sign. del v.  s.m.  il sacerdote che celebra la messa o un'altra cerimonia religiosa.
celebrare   v. tr.  [io cèlebro ecc.]    • 1 •   commemorare, festeggiare solennemente: celebrare un anniversario, la vittoria    • 2 •   (estens.) officiare secondo il rito: celebrare la messa, le nozze  | compiere un atto giuridico secondo la procedura: celebrare un processo    • 3 •   (fig.) esaltare, glorificare: celebrare le gesta di un eroe. 
celebrativo   agg.  che ha il fine di celebrare: cerimonia celebrativa  | francobollo celebrativo, emesso nel giorno in cui si celebra un avvenimento.
celebrato   part. pass.  di celebrare   agg.  nei sign. del verbo | (lett.) celebre, famoso: uno scrittore celebrato. 
celebratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi celebra, glorifica.
celebrazione   s.f.  il celebrare, l'essere celebrato: la celebrazione di un matrimonio, di una ricorrenza. 
celebre   agg.  [superl. celeberrimo] che gode di grande fama, molto noto: un celebre poeta; una località celebre. 
celebret   s.m. invar.  (eccl.) la lettera di presentazione con la quale un vescovo autorizza un sacerdote a celebrare la messa fuori della sua diocesi.
celebrità   s.f.    • 1 •   l'essere celebre; notorietà, fama: pervenire alla celebrità    • 2 •   persona celebre: essere una celebrità. 
celenterati   s.m. pl.  (zool.) tipo di animali invertebrati acquatici, con corpo gelatinoso provvisto di tentacoli urticanti (p. e.  meduse, coralli, attinie) | sing.  [-o] ogni invertebrato appartenente a tale tipo.
celere   agg.  [superl. celerissimo  o celerrimo]    • 1 •   veloce, rapido: un treno celere    • 2 •   che viene effettuato o si svolge in un breve lasso di tempo: corso celere di dattilografia  | pronto, immediato: la celere esecuzione di un piano   s.f.  nome, oggi poco in uso, dei reparti della polizia di stato trasportati su camionetta e in grado di intervenire celermente per controllare o ristabilire l'ordine pubblico § celermente avv. 
celerimensura   s.f.  metodo di rilevamento topografico; tacheometria.
celerimetro   s.m.  tacheometro.
celerino   s.m.  (pop.) agente della polizia di stato appartenente alla celere.
celerità   s.f.  l'essere celere; velocità, prontezza: camminare con celerità  | celerità di tiro, in un'arma da fuoco automatica, la frequenza o cadenza con cui si succedono i colpi | celerità di un'arteria, (fisiol.) il ritmo con cui si dilata e si restringe.
celerrimo   superl.  di celere. 
celesta   o celeste, s.f.  (mus.) strumento a tastiera simile al pianoforte, costituito da lamine di acciaio poste in vibrazione per mezzo di martelletti.
celeste   (1) ant. celesto, agg.    • 1 •   proprio del cielo, dello spazio che circonda la terra: corpi celesti  | (estens.) del colore del cielo sereno: occhi celesti    • 2 •   del cielo in quanto sede di dio e dimora dei beati; divino: amore, beatitudine celeste; il padre celeste, dio; la madre celeste, la madonna; la mensa celeste, l'eucaristia; la corte celeste, gli angeli e i santi | il celeste impero, (st.) l'impero cinese    • 3 •   (fig.) degno del cielo: musica celeste    • 4 •   registro celeste, (mus.) nell'organo, registro che produce un suono tremulo, dolcissimo  s.m.    • 1 •   il colore celeste    • 2 •   pl.  gli abitanti del cielo (angeli e santi); nella mitologia classica, gli dei del cielo.
celeste   (2)  ⇨ celesta.
celestiale   agg.    • 1 •   (ant. , lett.) del cielo, del paradiso: gli spiriti celestiali    • 2 •   (estens.) degno della perfezione celeste: musica, bellezza celestiale   s.m. pl.  (ant.) gli angeli e gli altri spiriti beati § celestialmente avv. 
celestina   s.f.  (min.) solfato di stronzio in cristalli prismatici bianchi o celesti.
celestino   (1) agg.  e s.m.  si dice di colore celeste tenue.
celestino   (2) s.m.  monaco benedettino appartenente alla congregazione fondata nel 1264 da papa celestino v e soppressa nel 1810 da pio vii.
celesto    ⇨ celeste 1.
celetto   s.m.  (teat.) striscia di carta dipinta o di stoffa che chiude in alto la scena.
celia   s.f.  (lett.) burla, scherzo: dire, fare qualcosa per celia  | mettere in celia qualcuno, canzonarlo.
celiachia   s.f.  (med.) sprue.
celiaco   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (anat.) addominale: plesso celiaco, plesso solare; tronco celiaco, tronco arterioso che si origina dall'aorta addominale e si suddivide in tre rami    • 2 •   morbo celiaco, (med.) celiachia, sprue.
celiare   v. intr.  [io cèlio ecc. ; aus. avere] dire o fare celie.
celibatario   agg.  e s.m.  (antiq.) si dice di uomo attempato che non ha preso moglie.
celibato   s.m.  condizione di chi è celibe | celibato ecclesiastico, quello osservato come regola e per voto dai sacerdoti cattolici.
celibe   agg.  e s.m.  che, chi non ha preso moglie.
celicola   s.m.  [pl. -li] (lett.) divinità greco-romana abitatrice del cielo.
celidonia   o chelidonia, s.f.  pianta erbacea medicinale con fiori gialli in ombrelle, frutto a capsula e foglie lobate (fam.  papaveracee).
celioscopia   s.f.  (med.) laparoscopia.
celioscopio   s.m.  (med.) laparoscopio.
cella   s.f.    • 1 •   ambiente generalmente ristretto destinato a un uso particolare | cella frigorifera, ambiente a bassa temperatura per la conservazione di prodotti alimentari | cella campanaria, vano per le campane, alla sommità dei campanili. dim. celletta    • 2 •   ciascuno dei piccoli ambienti in cui, nelle prigioni, vengono rinchiusi i carcerati: cella d'isolamento    • 3 •   nei conventi, stanza piccola e disadorna di ciascun monaco    • 4 •   (ant.) dispensa, cantina    • 5 •   ciascuno dei piccoli scompartimenti di un alveare    • 6 •   (archeol.) la parte interna del tempio pagano, dove si custodiva l'immagine della divinità    • 7 •   (med.) piccolo recipiente a forma di fagiolo usato per contenere strumenti chirurgici e materiale di medicazione    • 8 •   cella elettrolitica, (chim.) recipiente attrezzato per l'elettrolisi di una soluzione    • 9 •   cella fotovoltaica, (fis.) dispositivo per la trasformazione della luce in energia elettrica    • 10 •   cella ecologica, (biol.) biotopo artificiale creato per offrire rifugio a una popolazione vegetale o animale in via di estinzione    • 11 •   (inform.) unità minima di memoria, che può corrispondere a un bit, a un byte o a una parola | unità di base di un foglio elettronico, definita dall'intersezione di una riga con una colonna.
cellario   (1) o cellaio, s.m.  chi, nelle comunità religiose, è addetto alla dispensa | usato anche come agg.  : monaco, frate cellario. 
cellario   (2) o cellaio, s.m.  celliere.
cellerario   antiq. celleraio, agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi, nei conventi o in un capitolo canonicale o monastico, ha cura della dispensa e amministra il denaro e i beni della comunità.
celliere   s.m.  (ant.) cantina, dispensa.
cello   s.m.  (mus.) abbr.  di violoncello. 
cellofan   non com. cellofane [cel-lò-fa-ne], s.m. invar.  pellicola trasparente e incolore, in fogli o in bobine, ottenuta per essiccamento di una soluzione di cellulosa e usata per rivestimenti o imballaggi impermeabili ai grassi, agli idrocarburi e ai gas (ma non al vapore acqueo); si rigonfia e rammollisce al contatto con l'acqua.
cellofanare   v. tr.  avvolgere nel cellofane: cellofanare una rivista, un settimanale. 
cellofanatrice   s.f.  macchina che serve a cellofanare.
cellofanatura   s.f.  l'operazione del cellofanare.
cellofane    ⇨ cellofan.
cellophane   ® s.m. invar.  denominazione commerciale del cellofan. 
cellula   s.f.    • 1 •   (biol.) la più piccola unità di sostanza vivente, di forma e dimensioni varie (ma per lo più microscopica), costituita da una membrana che racchiude il protoplasma    • 2 •   cellula fotoelettrica, (fis.) dispositivo che permette di trasformare energia luminosa in energia elettrica; fotocellula    • 3 •   (st.) la più piccola struttura organizzativa del partito comunista italiano, attiva soprattutto nei primi anni del dopoguerra    • 4 •   vano costitutivo di una struttura più complessa | (aer.) insieme delle strutture che costituiscono le superfici portanti di un velivolo, cioè le ali e le relative travature nei biplani, l'ala a sbalzo nei monoplani | (edil.) vano che concentra i servizi di un appartamento o di un edificio.
cellulare   agg.    • 1 •   (biol.) proprio delle cellule; costituito da cellule: struttura cellulare    • 2 •   diviso in celle: carcere cellulare  | furgone cellulare, autoveicolo per il trasporto dei carcerati | segregazione cellulare, pena per cui i carcerati sono tenuti divisi l'uno dall'altro in celle singole    • 3 •   si dice di tessuto con struttura a rete, usato soprattutto per confezionare camicie e magliette estive    • 4 •   telefono cellulare, piccolo radiotelefono portatile che funziona grazie a un sistema di ricetrasmissione che prevede la divisione del territorio in tante aree (celle), in ognuna delle quali è installata una stazione radio che fa da ponte con la rete telefonica ordinaria  s.m.    • 1 •   carcere cellulare    • 2 •   furgone cellulare    • 3 •   tessuto cellulare    • 4 •   telefono cellulare.
cellulite   (1) s.f.  (med.)    • 1 •   infiammazione del tessuto connettivo cellulare    • 2 •   accumulo patologico di adipe nel tessuto sottocutaneo.
cellulite   (2) s.f.  (edil.) calcestruzzo cementizio per costruzioni, poroso, assai leggero e coibente.
cellulitico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) caratterizzato da cellulite: tessuto cellulitico. 
celluloide   s.f.  sostanza plastica, lucida, trasparente, infiammabile, ottenuta da un impasto di nitrocellulosa e canfora; si usa come materiale fotografico e per produrre oggetti di uso comune | il mondo della celluloide, (fig.) il mondo del cinema.
cellulosa   s.f.  sostanza organica bianca, solida, fibrosa, che entra nella costituzione delle membrane cellulari vegetali ed è un'importante materia prima per l'industria tessile, della carta, delle vernici e degli esplosivi.
cellulosico   agg.  [pl. m. -ci] di cellulosa; che contiene cellulosa.
cellulosio   s.m.  (non com.) cellulosa.
celluloso   agg.  che è costituito da cellule: tessuto celluloso delle ossa  | spugnoso: lava cellulosa. 
celoma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (anat.) cavità del corpo dell'uomo e di tutti gli altri vertebrati contenente i visceri    • 2 •   (zool.) cavità interna dell'embrione di taluni metazoi, detti celomati. 
celomatico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , zool.) relativo al celoma: cavità celomatica. 
celomato   s.m.  (zool.) metazoo il cui embrione è provvisto di celoma.
celosia   s.f.  pianta erbacea con vistose infiorescenze a spiga o a pannocchia di color rosso e giallo; detta comunemente cresta di gallo  (fam.  amarantacee).
celostato   o celostata, s.m.  (astr.) strumento ottico costituito da due specchi (uno mobile e uno fisso), usato per riflettere la radiazione del sole o di un'altra stella sempre nella stessa direzione.
celsitudine   s.f.  (ant.) titolo d'onore di principi e sovrani, corrispondente a quello di altezza. 
celsius   agg. invar.  (fis.) si dice di scala termometrica (e del grado corrispondente) che suddivide in cento parti uguali l'intervallo tra la temperatura del ghiaccio fondente (posta uguale a 0) e la temperatura dell'acqua bollente (posta uguale a 100), entrambe a pressione atmosferica: scala celsius; grado celsius; termometro celsius, basato sulla scala celsius.
celta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] (spec. pl.) appartenente ad antiche popolazioni indoeuropee diffuse nell'europa centro-occidentale | abitante dell'antica gallia.
celtibero   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi apparteneva a un'antica popolazione della spagna.
celtico   agg.  [pl. m. -ci] dei celti | lingue celtiche, gruppo di lingue indoeuropee parlate ancora oggi in alcune regioni della gran bretagna, della francia e dell'irlanda | morbo celtico, (antiq.) sifilide, mal francese.
celtio   o celzio, s.m.  (chim.) nome non comune dell'afnio. 
celtismo   s.m.  (ling.) elemento linguistico celtico che sopravvive come sostrato in una delle lingue dell'europa centro-occidentale (e spec. nel francese).
celzio    ⇨ celtio.
cembalaio   o cembalaro, s.m.  fabbricante di clavicembali e di strumenti analoghi.
cembalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mus.)    • 1 •   chi suona il cembalo, il clavicembalo e strumenti affini    • 2 •   chi compone musiche per tali strumenti.
cembalistico   agg.  (mus.) relativo al cembalo, al clavicembalo o a strumenti affini.
cembalo   tosc. cembolo, ant. o lett. cimbalo, s.m.  (mus.)    • 1 •   forma abbreviata di clavicembalo.  dim. cembaletto, cembalino  accr. cembalone    • 2 •   spec. pl.  antico strumento a percussione, simile ai moderni piatti, usato dai coribanti nei baccanali | (dial.) tamburello    • 3 •   cembalo ad arco, strumento cordofono a tastiera le cui corde, sfregate da un nastro o da una serie di ruote, danno un suono continuo.
cembanella   ant. cemmanella, cimbanella, s.f.  (mus.)    • 1 •   strumento a percussione, non molto diverso dal timpano    • 2 •   spec. pl.  strumento simile ai piatti.
cembia    ⇨ cembra.
cembolo    ⇨ cembalo.
cembra   o cembia, cimbia, cimbra, s.f.  (arch.) modanatura cava all'estremità del fusto della colonna.
cembro   region. zembro, s.m.  varietà di pino delle alpi (fam.  pinacee).
cementante   part. pres.  di cementare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (edil.) sostanza che serve a cementare.
cementare   v. tr.  [io ceménto ecc.]    • 1 •   (edil.) unire con cemento; rivestire di cemento | riferito a roccia o terreno, consolidare con iniezioni di malta cementizia molto fluida o di altro materiale indurente | incollare, fissare: cementare una capsula dentaria    • 2 •   (fig.) consolidare, rinsaldare: cementare un'amicizia    • 3 •   (metall.) sottoporre un oggetto metallico alla cementazione: cementare l'acciaio  | cementarsi v. rifl.    • 1 •   legarsi, rinsaldarsi per mezzo del cemento    • 2 •   (fig.) consolidarsi.
cementazione   s.f.    • 1 •   il cementare, il cementarsi (anche fig.)    • 2 •   (metall.) trattamento termochimico avente lo scopo di conferire particolare durezza a superfici metalliche, spec. d'acciaio: cementazione carburante, carburazione; cementazione liquida, cianurazione; cementazione nitrica, nitrurazione.
cementiere   s.m.  industriale del cemento.
cementiero   agg.  di, del cemento; che riguarda il cemento: industria cementiera   s.m.  operaio addetto alla fabbricazione del cemento.
cementifero   agg.  che produce cemento, che concerne la produzione di cemento: industria cementifera; settore cementifero. 
cementificare   v. tr.  [io cementìfico, tu cementìfichi ecc.] coprire intensivamente un'area di edifici e di altre costruzioni in cemento, a danno degli spazi verdi e dell'integrità del paesaggio.
cementificazione   s.f.  l'atto, l'effetto del cementificare.
cementificio   s.m.  fabbrica di cemento.
cementista   s.m.  [pl. -sti] operaio che esegue lavori in cemento.
cementite   s.f.    • 1 •   (metall.) carburo di ferro, duro, leggero e fragile, costituente dell'acciaio e della ghisa    • 2 •   nome commerciale di una vernice opaca usata in genere come fondo su cui stendere le altre vernici nella tinteggiatura di muri, infissi ecc.
cementizio   agg.  del cemento: industrie cementizie  ' materiale cementizio, a base di cemento.
cemento   s.m.    • 1 •   (edil.) materiale per costruzione (propr. cemento idraulico), costituito da polvere grigia o giallastra, a base di calcari e argille, che, mescolata ad acqua e di solito anche a sabbia e ghiaia, si rapprende e serve a tenere saldamente uniti elementi costruttivi (mattoni, pietre ecc.) o a formare blocchi compatti molto resistenti alla compressione: cemento a presa rapida  | cemento armato, struttura costruttiva mista di calcestruzzo e tondini di ferro, dotata di particolare resistenza e leggerezza    • 2 •   (fig.) ciò che consolida un vincolo, un'unione: la lealtà è il cemento dell'amicizia    • 3 •   (anat.) strato di tessuto osseo che ricopre la radice e il colletto del dente    • 4 •   (med.) resina sintetica a due componenti, di rapido indurimento, usata in odontoiatria per otturazioni, o per fissare capsule o intarsi.
cemeteriale    ⇨ cimiteriale.
cemeterio   cemetero  ⇨ cimitero.
cemmanella    ⇨ cembanella.
cena   s.f.    • 1 •   pasto della sera; le vivande che lo costituiscono: far cena; andare a cena; una cena abbondante, frugale  | ora approssimativa della sera in cui si consuma abitualmente questo pasto: prima di, dopo cena.  dim. cenetta  accr. cenona, cenone  (m.)    • 2 •   l'ultima cena  o la cena, quella che gesù consumò con gli apostoli prima di essere crocifisso, e durante la quale istituì l'eucaristia; opera d'arte che la rappresenta.
cenacolo   s.m.    • 1 •   nel mondo antico, la sala in cui si cenava | per antonomasia, la stanza in cui gesù consumò l'ultima cena, a gerusalemme; l'opera d'arte che raffigura l'ultima cena di gesù    • 2 •   (fig. lett.) luogo in cui si riuniscono artisti, letterati, pensatori uniti da comuni interessi | l'insieme di tali persone; circolo.
cenare   v. intr.  [io céno ecc. ; aus. avere] consumare la cena | v. tr.  (ant.) mangiare a cena: cenarono un poco di carne salata  (boccaccio dec.  vii, 1).
cenata   s.f.  (non com.) cena abbondante.
cenciaia   s.f.    • 1 •   mucchio di cenci; luogo in cui si raccolgono cenci    • 2 •   (ant. fig.) cosa di nessun valore; sciocchezza.
cenciaio   s.m.  [f. -a] chi compra o rivende cenci.
cenciaiolo   lett. cenciaiuolo, s.m.  [f. -a] cenciaio.
cencio   s.m.    • 1 •   pezzo di stoffa vecchio e logoro; in partic., quello usato per le pulizie domestiche; straccio | bianco come un cencio lavato, pallidissimo | cappello a cencio, floscio. dim. cencetto, cencino, cenciolino    • 2 •   pl.  l'insieme dei ritagli di stoffa o dei residui di sartoria che vengono variamente utilizzati nell'industria    • 3 •   (fig.) cosa di scarso valore; in partic., abito vecchio e logoro: un mendicante vestito di cenci  | uscire dai cenci, (fig.) uscire dalla miseria | starsene nei propri cenci, (fig.) accontentarsi delle proprie modeste condizioni    • 4 •   (fig.) persona malridotta o sofferente: il dispiacere l'ha ridotto un cencio  | prov.  : i cenci vanno all'aria, gli umili, i deboli hanno sempre la peggio    • 5 •   spec. pl.  in toscana, dolce tipico del carnevale costituito da strisce dentellate di pasta avvolte a nastro, fritte e spolverate di zucchero; frappe, chiacchiere    • 6 •   cencio necrotico, (med.) la parte indurita e purulenta all'interno di un foruncolo.
cencioso   agg.  si dice di abito rattoppato, lacero  agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona coperta di cenci; miserabile § cenciosamente avv. 
cencro   s.m.    • 1 •   (ant.) serpente favoloso che procedeva eretto sulla coda    • 2 •   (zool.) serpente velenoso con pelle macchiettata (ord.  squamati).
-cene  -cene secondo elemento di parole composte della cronologia geologica, dal gr. kainós  'nuovo'; significa 'recente' (olocene, pleistocene).
cenema   s.m.  [pl. -mi] nella linguistica contemporanea, qualsiasi elemento linguistico che sia privo di un significato intrinseco.
ceneraccio   o ceneracciolo [ce-ne-ràc-cio-lo], s.m.    • 1 •   la cenere usata per fare il bucato; anche, il canovaccio con cui si filtrava il ranno    • 2 •   recipiente messo sotto il fornello per ricevere la cenere.
ceneraio   o cenerario, s.m.    • 1 •   ceneratoio    • 2 •   (mar.) tubo verticale, esterno alla nave, con la bocca inferiore sopra il galleggiamento, per l'eliminazione delle ceneri dei forni e dei rifiuti di bordo.
cenerata   s.f.  acqua fatta bollire con cenere, impiegata, spec. un tempo, per vari usi domestici (ammollire legumi, lucidare oggetti di metallo ecc.).
ceneratoio   s.m.  vano o recipiente situato sotto il focolare di stufe, caldaie ecc., in cui si raccoglie la cenere.
cenere   s.f.    • 1 •   polvere grigiastra che è il residuo della combustione completa o della calcinazione di sostanze organiche | ceneri vulcaniche, magma e rocce polverizzate convogliati a grande altezza dai vapori che si sprigionano e che possono ricadere anche a centinaia di chilometri di distanza durante un'eruzione vulcanica | ceneri radioattive, scorie, rifiuti radioattivi | andare in cenere, bruciare, consumarsi (anche fig.) | ridurre in cenere, bruciare, distruggere (anche fig.) | covare sotto la cenere, (fig.) si dice di sentimenti coperti da un'apparente impassibilità    • 2 •   nel linguaggio religioso, ciò che resta del corpo umano dopo la morte; da qui, simbolo della morte e della vanità delle cose terrene: divenire cenere, morire; risorgere dalle ceneri, risuscitare | le ceneri, nella liturgia cattolica, il primo giorno di quaresima, in cui il sacerdote impone sulla fronte dei fedeli un po' di cenere come segno di penitenza: mercoledì delle ceneri    • 3 •   pl.  residuo della cremazione di un cadavere: raccogliere le ceneri in un'urna  | s.m.    • 1 •   (poet.) resti mortali: la madre or sol, suo dì tardo traendo, / parla di me col tuo cenere muto  (foscolo sonetti)    • 2 •   il colore grigio chiaro della cenere; cenerino | usato anche come agg. invar.  : biondo cenere, tonalità di biondo con riflessi quasi grigi.
cenerentola   s.f.  ragazza trascurata dalla famiglia e costretta alle mansioni più umili | (estens.) persona tenuta in scarsissimo conto, che viene sempre all'ultimo posto; in senso fig. si dice anche di cose, istituzioni, nazioni ecc.: durante la restaurazione l'italia era la cenerentola delle nazioni. 
cenericcio   rar. cinericcio, agg.  [pl. f. -ce] di colore simile a quello della cenere.
ceneriera   s.f.  (non com.) portacenere, posacenere.
cenerina   s.f.    • 1 •   cenere che mantiene ancora il calore quando il fuoco è ormai spento    • 2 •   (dial.) razza di galline dalle penne colore grigio cenere    • 3 •   il secondo sonno dei bachi da seta, quando la loro pelle prende un colore grigio cenere.
cenerino   o cinerino o cinerigno, agg.  e s.m.  si dice di colore grigio cenere.
cenerognola   s.f.  il primo sonno che fanno i bachi da seta, durante il quale la loro pelle comincia a scurirsi.
cenerognolo   o cinerognolo, agg.  di colore grigio cenere tendente al giallastro: il poggio era un vero monte oliveto, cinerognolo e riarso  (pavese).

cenerone   s.m.    • 1 •   ceneraccio    • 2 •   concime a base di cenere e letame.
ceneroso   agg.  (rar.) coperto, sporco di cenere.
cenerume   s.m.  mucchio di cenere.
cenestesi   o cenestesia [ce-ne-ste-sì-a], s.f.  (med.) sensazione complessiva e indeterminata della propria vita organica, di cui si ha coscienza solo quando intervengono variazioni, negative o positive.
cenestesico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a cenestesi.
cenetta   s.f.    • 1 •   dim.  di cena    • 2 •   cena semplice ma gustosa | cena consumata insieme a persone care, in un'atmosfera raccolta o intima.
cengia   s.f.  [pl. -ge] piccola sporgenza orizzontale in una parete rocciosa, sulla quale uno scalatore può sostare o bivaccare.
cennamella   s.f.    • 1 •   rudimentale strumento musicale a fiato ricavato da una canna    • 2 •   antico strumento aerofono ad ancia doppia e canneggio conico | oboe popolare in uso in alcune aree dell'italia centro-meridionale, dove è suonato in coppia con la zampogna.
cennare   v. intr.  [io cénno ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   fare cenni; accennare    • 2 •   additare, indicare.
cenno   s.m.    • 1 •   segno fatto con un gesto della mano, col capo o con gli occhi per indicare qualcosa a qualcuno senza parlare: far cenno di sì, di no    • 2 •   breve ragguaglio, spiegazione sommaria: fare cenno a un argomento; parlare per cenni    • 3 •   indizio; manifestazione: i primi cenni di una rivolta    • 4 •   (lett.) rintocco di campana    • 5 •   (ant.) segnale di guerra.
ceno-  ceno- (1) primo elemento di parole composte derivate modernamente, dal gr. kainós  'nuovo, recente' (cenozoico).
ceno-  ceno- (2) primo elemento di parole composte di origine greca o formate modernamente, dal gr. kenós  'vuoto' (cenotafio).
ceno-  ceno- (3) primo elemento di parole composte di origine greca o formate modernamente, dal gr. koinós  'comune' (cenobio, cenestesi).
cenobiarca   s.m.  [pl. -chi] superiore, abate dei cenobiti.
cenobio   s.m.    • 1 •   (lett.) monastero in cui i religiosi vivono in comunità    • 2 •   (zool.) colonia di organismi unicellulari.
cenobita   s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   (lett.) monaco che vive in una comunità religiosa    • 2 •   (fig.) persona che conduce una vita appartata e austera.
cenobitico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dei cenobiti; da cenobita (anche fig.): fare vita cenobitica  § cenobiticamente avv. 
cenobitismo   s.m.  tipo di vita proprio dei cenobiti.
cenone   s.m.    • 1 •   accr.  di cena    • 2 •   cena sontuosa a cui partecipano molte persone; in partic., quella che si fa la vigilia di natale o la sera dell'ultimo dell'anno.
cenosi   s.f.  (biol.) complesso delle specie animali e vegetali che vivono in un ecosistema.
cenotafio   s.m.  monumento sepolcrale che non contiene la spoglia del defunto.
cenozoico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice della quarta delle cinque ere geologiche e di ciò che a essa appartiene: fossile cenozoico   s.m.  era cenozoica, era terziaria.
censimento   s.m.  indagine condotta attraverso questionari, interviste o altri strumenti sugli elementi di un insieme, per ottenere dati numerici su caratteri dell'insieme stesso; per antonomasia, quella che si fa sulla popolazione di uno stato, di una regione ecc.: censimento delle industrie, dei malati di un ospedale; l'ultimo censimento della popolazione italiana. 
censire   v. tr.  [io censisco, tu censisci ecc.]    • 1 •   sottoporre a censimento    • 2 •   iscrivere nei registri catastali.
censo   s.m.    • 1 •   entità del patrimonio sottoponibile a tributi | (estens.) ricchezza, patrimonio    • 2 •   nella roma antica, censimento dei cittadini e dei loro beni | nel medioevo, tributo, imposta.
censorato   s.m.  (st.) ufficio, dignità di censore; la durata di questa carica.
censore   s.m.    • 1 •   nella roma antica, magistrato incaricato di fare il censo, controllare le opere pubbliche e gli appalti e di vigilare sui costumi pubblici e privati    • 2 •   l'addetto a un ufficio di censura    • 3 •   nei convitti, il superiore che sorveglia la disciplina dei convittori | nelle accademie, revisore degli scritti da pubblicare    • 4 •   (fig.) critico severo della condotta e delle opere altrui.
censoriale   agg.  (non com.) censorio.
censorio   agg.  di, da censore: atto censorio; severità censoria. 
censuale   agg.  (non com.) censuario.
censuario   agg.  del censo, relativo al censo: registro censuario  | sottoposto a censo: beni censuari   s.m.  [f. -a] chi deve pagare un tributo.
censura   s.f.    • 1 •   (st.) magistratura romana ricoperta da un censore    • 2 •   controllo esercitato dall'autorità pubblica su mezzi d'informazione, testi scritti, spettacoli, al fine di accertare che essi non contengano elementi pericolosi per l'ordine costituito od offensivi per la religione, o contrari alla morale: censura preventiva, repressiva; un film tagliato dalla censura  | ufficio dei funzionari addetti a tale controllo    • 3 •   (fig.) critica rigorosa, o anche disapprovazione dell'operato altrui    • 4 •   (dir.) sanzione disciplinare inflitta a un dipendente pubblico in conseguenza di una mancanza lieve | nel diritto canonico, provvedimento punitivo (scomunica, interdetto, sospensione dai sacramenti ecc.) adottato dall'autorità ecclesiastica nei confronti di religiosi o fedeli incorsi in mancanze gravi    • 5 •   (psicoan.) funzione psichica che tende a impedire ai desideri inconsci di affiorare alla coscienza.
censurabile   agg.  che si può censurare, meritevole di censura: comportamento censurabile. 
censurare   v. tr.    • 1 •   sottoporre a censura, a controllo: censurare la corrispondenza    • 2 •   (fig.) biasimare, criticare, riprovare: censurare un'iniziativa. 
censuratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi censura.
cent   s.m. invar.    • 1 •   moneta divisionale equivalente alla centesima parte del dollaro    • 2 •   (mus.) unità di misura degli intervalli musicali corrispondente a un milleduecentesimo dell'intervallo di ottava.
centaurea   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee con fiori in capolini o in corimbi (fam.  composite) | centaurea maggiore, erbacea perenne con foglie lanceolate e fiori celesti o gialli, usata in erboristeria come digestivo e nella preparazione di liquori | centaurea minore, pianta erbacea, aromatica e medicinale con fiori rossi (fam.  genzianacee).
centaurico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di centauro o dei centauri.
centauro   s.m.    • 1 •   essere mitologico con zampe e groppa di cavallo e con busto, capo e braccia umani    • 2 •   centauro, costellazione dell'emisfero australe    • 3 •   (fig.) corridore motociclista.
centavo   s.m. invar.  unità divisionale di numerose monete dell'america latina (argentina, bolivia, brasile, colombia).
centellinare   v. tr.    • 1 •   bere a piccoli sorsi, assaporando: centellinare il caffè, un liquore  | (fig.) gustare con lentezza e compiacimento: centellinava quella vacanza tanto attesa    • 2 •   (fig.) dosare, distribuire con parsimonia: centellinare le forze, le spese. 
centellino   tosc. ciantellino, s.m.  piccolo sorso, spec. di vino: a centellini, a piccolissimi sorsi; (fig.) a poco a poco.
centello   s.m.    • 1 •   (ant.) centesima parte    • 2 •   (rar.) centellino.
centena   s.f.  presso gli antichi germani, gruppo di cento famiglie | presso i franchi, suddivisione territoriale, con a capo un centenario.
centenario   (1) agg.    • 1 •   che ha cento anni, o più di cento anni: un vecchio, un albero centenario    • 2 •   che ricorre ogni cento anni: celebrazione centenaria   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona che ha raggiunto i cento anni di età    • 2 •   centesimo anniversario di un avvenimento: il centenario dell'unità d'italia. 
centenario   (2) s.m.  nell'ordinamento franco, funzionario regio preposto a una centena con compiti di amministrazione della giustizia; sculdascio.
centennale   agg.    • 1 •   che dura cento anni: istituzione centennale    • 2 •   che si ripete ogni cento anni: commemorazione centennale   s.m.  (non com.) centesimo anniversario di un avvenimento; centenario.
centenne   agg.  (non com.) di cento anni, che dura cento anni; per estens., che dura moltissimo tempo: schiavitù centenne   s.m.  e f.  (non com.) persona di cento anni.
centennio   s.m.  periodo di cento anni.
centerbe   s.m. invar.  liquore ad alta gradazione alcolica preparato con l'impiego di molte erbe aromatiche.
centesima   poet. centesma [centè-sma], s.f.    • 1 •   (ant.) centesima parte    • 2 •   nel diritto romano di età imperiale, tributo dell'uno per cento sulle vendite all'asta    • 3 •   differenza di 11 minuti circa tra l'anno del calendario giuliano e l'anno solare, annullata poi nel calendario gregoriano.
centesimale   agg.  che è di un centesimo: frazione centesimale  | grado centesimale, unità di misura degli angoli, che corrisponde alla centesima parte dell'angolo retto | sistema di numerazione centesimale, quello a base 100.
centesimo   poet. centesmo [cen-tè-smo], agg. num.  che in una serie occupa il posto numero cento; è rappresentato da 100° nella numerazione araba, da c in quella romana: il centesimo giorno  | con valore iperbolico: è la centesima volta che rifaccio questo conto   s.m.    • 1 •   la centesima parte dell'unità | (estens.) parte minima: vorrei avere un centesimo della tua memoria    • 2 •   [f. -a] chi viene al centesimo posto in un ordine, in una graduatoria    • 3 •   moneta divisionale di una volta, equivalente alla centesima parte della lira    • 4 •   (fig.) denaro in quantità minima: non avere un centesimo in tasca  | non valere un centesimo, non valere nulla | contare il centesimo, risparmiare più che si può | pagare, calcolare al centesimo, col massimo scrupolo; spendere fino all'ultimo centesimo, tutto ciò che si possiede    • 5 •   (ant.) secolo, periodo di 100 anni.
centesma    ⇨ centesima.
centesmo    ⇨ centesimo.
centi-  centi- primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. ce°nti-, deriv. di ce°ntum  'cento'; vale 'cento, che ha cento' (centimano); anteposto a una unità di misura ne moltiplica il valore per 10(-2) (centigrammo).
centiara   s.f.  la centesima parte dell'ara, pari a    • 1 •   m2.
centibar   s.m. invar.  (fis.) unità meteorologica di pressione corrispondente a un centesimo di bar.
centigrado   agg.  che è diviso in cento gradi: grado centigrado, unità di misura della temperatura, corrispondente alla centesima parte della scala termometrica celsius.
centigrammo   non com. centigramma, s.m.  la centesima parte del grammo.
centile   s.m.  (stat.) lo stesso che percentile. 
centilitro   s.m.  la centesima parte del litro.
centimano   agg.  che ha cento mani, detto spec. di giganti della mitologia classica.
centimetrare   v. tr.  [io centìmetro ecc.] suddividere in centimetri.
centimetrato   part. pass.  di centimetrare   agg.  suddiviso in centimetri: righello centimetrato  | lavoro centimetrato, (fig.) eseguito con la massima precisione.
centimetro   s.m.    • 1 •   la centesima parte del metro | al centimetro, (fig.) con grande precisione    • 2 •   nastro di tela cerata o di altro materiale flessibile, generalmente lungo un metro e mezzo e suddiviso in centimetri, usato dai sarti.
centina   s.f.    • 1 •   (edil.) armatura provvisoria, a forma di arco, che serve a sostenere le volte durante la loro costruzione o riparazione; armatura metallica permanente per sostenere tettoie e sim.    • 2 •   (aer.) intelaiatura trasversale di un'ala o della fusoliera, atta a mantenere il profilo richiesto    • 3 •   (mil.) tondino di metallo, collegabile ad altri uguali, per formare intelaiature di tende e ripari mobili    • 4 •   leggera piegatura o curvatura di un pezzo di legno o ferro da costruzione: asse a centina, arcuata, incurvata | far centina, essere ricurvo    • 5 •   punto a centina, punto di ricamo a piccoli festoni arrotondati usato per la rifinitura di orli.
centinaio   s.m.  [pl. f. centinaia] insieme di cento o circa cento unità: un centinaio di persone  | con valore generico, grande quantità: ci sono centinaia di cose così; a centinaia, in gran numero.
centinamento   s.m.  operazione del centinare.
centinare   v. tr.  [io cèntino ecc.]    • 1 •   (arch. , edil.) armare, sostenere con centine: centinare un'arcata    • 2 •   dare una certa curvatura (a un legno o a un ferro da costruzione)    • 3 •   ricamare con punto a centina.
centinatura   s.f.    • 1 •   il centinare    • 2 •   l'insieme delle centine che sostengono una volta o un'arcata    • 3 •   curvatura ad arco.
centinodia   o centinodio, s.f.  pianta erbacea con foglie piccole, minuscoli fiori verdastri e frutti ad achenio; correggiola (fam.  poligonacee).
centista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) centometrista.
cento   agg. num.    • 1 •   numero che corrisponde a dieci decine; nella numerazione araba è rappresentato da 100, in quella romana da c: un percorso di cento chilometri; cento grammi fanno un etto  ' sottintendendo il sostantivo: le cento (lire), moneta di questo valore; i cento (metri), nell'atletica e nel nuoto, gara di velocità su questa distanza: nei cento stile libero ha stabilito il nuovo primato italiano  | a cento a cento, cento per volta | una (volta) su cento, (fig.) quasi mai; novantanove (volte) su cento, quasi sempre | scommettere cento contro uno, (fig.) per dire che si è sicuri di qualcosa | per cento  (scritto più com. %), ogni cento unità, su cento: interesse, sconto del quattro per cento  (o 4%); il cento per cento, l'intera quantità al cento per cento, (fig.) completamente, sicuramente | il per cento, la percentuale    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale (equivalente a centesimo): la pagina cento di un libro; l'anno cento d. c.  ' sottintendendo il sostantivo: abita al (numero) cento di via roma    • 3 •   con valore indeterminato o iperbolico indica gran numero, grande quantità: glielo avrò ripetuto cento volte!; ci sono cento strade per arrivarci; erano in cento contro uno  ' farsi in cento, darsi da fare freneticamente; fare molte cose contemporaneamente | cento di questi giorni!, augurio di buon compleanno o per altre liete ricorrenze | prov.  : una ne paga cento, le cattive azioni si pagano tutte insieme  s.m. invar.    • 1 •   il numero cento    • 2 •   le cifre o la lettera che rappresentano il numero cento    • 3 •   [pl. centi] (ant.) centinaio.
centochilometri   o cento chilometri, s.f.  (sport) corsa sulla distanza di cento chilometri.
centodieci   agg. num.    • 1 •   numero che corrisponde a cento più dieci unità nella numerazione araba è rappresentato da 110, in quella romana da cx | sottintendendo il sostantivo: i centodieci (metri) a ostacoli, in atletica, gara di velocità a ostacoli su questa distanza    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: il chilometro centodieci della statale  s. m. invar.    • 1 •   il numero centodieci | voto massimo conseguibile nell'esame universitario di laurea: laurearsi con centodieci; centodieci e lode, quando al voto massimo si aggiunge un particolare riconoscimento di merito    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero centodieci.
centofoglie   s.m. invar.  nome popolare dell'achillea.
centogambe   s.m. invar.  centopiedi.
centometrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) atleta specializzato nella corsa dei cento metri piani.
centomila   agg. num.    • 1 •   numero corrispondente a cento volte mille unità nella numerazione araba è rappresentato da 100 000, in quella romana da cm: una biblioteca con oltre centomila volumi; spendere centomila lire  | sottintendendo il sostantivo: le centomila (lire), banconota di questo valore    • 2 •   con valore iperbolico, indica un numero altissimo: te l'ho detto centomila volte di smettere!   s.m. invar.    • 1 •   il numero centomila    • 2 •   le cifre o la lettera che indicano il numero centomila.
centomillesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero centomila  s.m.  la centomillesima parte.
centonario   agg.  che ha carattere di centone: poesia, musica centonaria. 
centonchio   s.m.  pianta erbacea con piccole foglie ovali e fiori bianchi stellati (fam.  cariofillacee).
centone   (1) s.m.    • 1 •   componimento letterario formato accozzando singoli versi di autori famosi; fu in uso soprattutto nella tarda latinità | (estens. spreg.) scritto, discorso privo di originalità e unità    • 2 •   (mus.) canto gregoriano formato da brevi incisi di varia provenienza | opera composta di brani provenienti da altre opere, in voga nel sec. xviii    • 3 •   (ant.) veste o coperta fatta con diversi ritagli cuciti insieme; schiavina.
centone   (2) s.m.  (gerg.) banconota da centomila lire.
centopelle   o centopelli, s.m. invar.  (zool.) omaso.
centopiedi   s.m. invar.  nome pop. di alcune specie di chilopodi, e spec. della scolopendra.
centotredici   s.m.  numero telefonico a cui risponde in italia il servizio di soccorso pubblico di emergenza della polizia: chiamare il centotredici  | (estens.) il servizio stesso; la pattuglia della polizia di stato che lo svolge.
centrafricano   o centroafricano, centro africano, agg.  dell'africa centrale.
centraggio   s.m.  (tecn.) esatta equilibratura di un organo rotante; centratura.
centrale   agg.    • 1 •   del centro, che riguarda il centro; situato nel centro; centralizzato: parte, punto centrale; il negozio è in una strada centrale; servizio centrale; riscaldamento centrale, quello che serve tutti gli appartamenti di un edificio    • 2 •   (geog.) si dice della parte mediana di un territorio: america, italia centrale    • 3 •   (fig.) principale, fondamentale: il tema centrale di un'opera; la sede centrale della banca; stazione centrale; potere, governo centrale, contrapposto a quello locale    • 4 •   (ling.) si dice di vocale il cui punto di articolazione si situa nella zona mediana della cavità orale    • 5 •   (mus.) si dice di nota intermedia tra le basse e le acute  s.f.    • 1 •   sede degli organi direttivi di un'amministrazione; centro di coordinamento: centrale di polizia  | (mil.) centro di coordinamento e comando delle operazioni di fuoco: centrale di tiro, (mil.) il complesso delle apparecchiature con cui si determinano i dati necessari per il tiro    • 2 •   complesso di impianti per la produzione di merci o servizi; il luogo che li ospita: centrale elettrica, telefonica, nucleare; centrale del latte, per la raccolta, il trattamento igienico e la distribuzione del latte alimentare e dei suoi derivati § centralmente avv.  in, al centro.
centralina   s.f.    • 1 •   piccola centrale periferica (elettrica, telefonica o telegrafica) che serve un settore della zona coperta da una centrale principale    • 2 •   apparecchiatura in cui sono stati centralizzati dispositivi per l'alimentazione, il funzionamento o la sicurezza di macchine: centralina di pompaggio; centralina per il condizionamento dell'aria. 
centralinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] persona addetta a un centralino telefonico.
centralino   s.m.  piccola centrale telefonica usata per smistare su linee interne le chiamate provenienti da una o più linee esterne, o viceversa.
centralismo   s.m.  metodo di governo o di amministrazione in cui le funzioni più importanti sono esercitate dagli organi del potere centrale | centralismo democratico, nel linguaggio politico e con riferimento ai partiti comunisti, principio mirante a contemperare la libertà del dibattito e la partecipazione della base con la necessità di una linea politica unitaria.
centralista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   sostenitore del centralismo, spec. politico    • 2 •   chi lavora in una centrale elettrica.
centralità   s.f.    • 1 •   l'essere centrale    • 2 •   posizione politica di centro.
centralizzare   v. tr.    • 1 •   accentrare, fare dipendere qualcosa da un'autorità o da un organo centrale | (assol.) seguire una politica ispirata al centralismo    • 2 •   riunire, unificare in un solo centro operativo o di comando vari dispositivi o funzioni: centralizzare i servizi, il riscaldamento; chiusura centralizzata delle porte. 
centralizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi centralizza; accentratore: politica centralizzatrice. 
centralizzazione   s.f.  il centralizzare.
centramento   s.m.  centratura | (aer.) dislocamento bilanciato dei carichi in un aeromobile in modo da non turbarne l'assetto di volo.
centramericano   o centroamericano, centro americano, agg.  dell'america centrale.
centrare   v. tr.  [io cèntro  o céntro ecc.]    • 1 •   colpire nel centro: centrare il bersaglio    • 2 •   mettere, fissare nel centro; equilibrare: centrare una ruota  | centrare un'immagine, un soggetto, (foto.) inquadrarli nel centro del mirino    • 3 •   nel gioco del calcio, inviare verso l'asse longitudinale del campo; traversare, crossare    • 4 •   (fig.) cogliere con precisione: centrare un problema; centrare un personaggio, interpretarlo bene, detto di attore.
centrasiatico   o centroasiatico, centro asiatico, agg.  [pl. m. -ci] dell'asia centrale.
centrata   s.f.  (non com.) nel gioco del calcio, traversone, cross.
centrato   part. pass.  di centrare   agg.    • 1 •   colpito nel segno: obiettivo, bersaglio centrato  | assestato nel punto voluto; ben collocato, pertinente: un pugno ben centrato; un'osservazione centrata    • 2 •   fissato nel centro; ben equilibrato | (fis.) si dice di sistema ottico a lenti sferiche i cui centri stiano tutti su una stessa retta.
centratore   s.m.  (mecc.) strumento per misurare le eccentricità di un pezzo in lavorazione al tornio.
centrattacco   o centroattacco, centro attacco, s.m.  [pl. -chi] (sport) centravanti.
centratura   s.f.  il centrare, l'essere centrato | (mecc.) esecuzione di un piccolo foro al centro delle due facce di estremità di un pezzo che deve essere montato sul tornio fra punta e contropunta; anche, operazione con la quale si fissa al tornio il pezzo in lavorazione in modo che il suo asse di rotazione coincida con quello del mandrino | (fis.) operazione con la quale si dispongono sullo stesso asse le lenti sferiche di un sistema ottico.
centravanti   o centroavanti, centro avanti, s.m.  nel calcio e in altri sport di squadra, il giocatore che occupa il centro del settore d'attacco.
centreuropeo    ⇨ centroeuropeo.
centrico   agg.  [pl. m. -ci] simmetrico rispetto al centro.
centrifuga   s.f.  macchina o dispositivo fornito di un elemento rotante che sfrutta l'effetto della forza centrifuga per separare sostanze di diversa densità (p. e.  solidi da liquidi).
centrifugare   v. tr.  [io centrìfugo, tu centrìfughi ecc.] sottoporre all'azione di una centrifuga.
centrifugato   part. pass.  di centrifugare  e agg.  nel sign. del verbo: latte centrifugato   s.m.  bibita ottenuta centrifugando frutta o verdura.
centrifugazione   s.f.  operazione del centrifugare.
centrifugo   agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   che tende ad allontanarsi dal centro, da un centro | tendenza centrifuga, (fig.) si dice con riferimento a un individuo, a un gruppo che mira a sottrarsi a un'autorità centrale per conseguire una propria autonomia    • 2 •   forza centrifuga, (fis.) quella che tende a spostare verso l'esterno un corpo in moto curvilineo | (estens.) che produce o sfrutta la forza centrifuga: estrattore centrifugo. 
centrina   s.f.  squalo dal corpo tozzo, fornito di zanne triangolari (fam.  oxinotidi).
centrino   s.m.  tovaglietta di pizzo o di tessuto ricamato (ma anche di plastica che imita questi materiali) da mettere al centro di tavoli o sotto vasi, fruttiere e sim.
centriolo   s.m.  (biol.) struttura presente nel centrosoma delle cellule animali, responsabile dei movimenti intercellulari.
centripeto   agg.    • 1 •   che tende verso il centro, verso un centro tendenza centripeta    • 2 •   forza centripeta, (fis.) quella che costringe un corpo a percorrere una traiettoria curva intorno a un punto.
centrismo   s.m.    • 1 •   tendenza, indirizzo di chi occupa una posizione di centro all'interno di uno schieramento politico    • 2 •   formula politica imperniata sulla coalizione di governo dei partiti di centro.
centrista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   che, chi ha una posizione di centro all'interno di uno schieramento, di un partito politico    • 2 •   che, chi sostiene il centrismo.
centritaliano    ⇨ centroitaliano.
centro   s.m.    • 1 •   (geom.) in un cerchio o in una sfera, il punto interno equidistante da tutti i punti della circonferenza o della superficie sferica; in un poligono o in un poliedro regolari, il punto in cui si incontrano gli assi di simmetria | centro di gravità, (fis.) baricentro | centro sismico, (geol.) ipocentro | centro ottico, (fis.) in un sistema ottico, punto per il quale ogni raggio passa senza subire deviazioni | centro di cristallizzazione, in cristallografia, la prima minuscola porzione di liquido solidificato intorno a cui si forma il cristallo; (fig.) elemento intorno a cui si aggregano altri elementi    • 2 •   (estens.) punto, area, parte che è più o meno approssimativamente nel mezzo di qualcosa o che costituisce il punto più interno di un oggetto, di un insieme, di una zona: il centro del bersaglio; il centro della città, di una piazza; il centro di uno schieramento militare; il centro della terra  ' far centro, colpire in pieno un bersaglio; (fig.) riuscire nel modo migliore in qualcosa    • 3 •   quartiere di una città in cui si trovano gli edifici pubblici e privati di maggior interesse: il centro di milano, di torino; far spese in centro; abita in centro, non in periferia  | centro storico, il nucleo originario di una città, che in genere è la sua parte di maggior interesse storico-artistico    • 4 •   (pol.) la parte dello schieramento parlamentare che occupa i banchi di mezzo dell'emiciclo, e che per tradizione rappresenta la componente moderata dell'assemblea; per estens., tendenza politica moderata, né di destra né di sinistra: i partiti di centro    • 5 •   (fig.) punto, parte principale, fondamentale; elemento su cui converge un interesse: il centro del problema; essere al centro dell'attenzione    • 6 •   aggregato urbano autonomo, più o meno grande; paese, città: un piccolo, un grande centro; centro agricolo, industriale, turistico, in relazione all'attività economica che vi è prevalente; centro termale, balneare, invernale, località turistica termale, balneare o per gli sport invernali    • 7 •   complesso urbanistico-edilizio che è parte di una città ed è destinato alla produzione di determinati servizi: centro residenziale, commerciale  | centro direzionale, la zona della città in cui si concentrano gli uffici centrali di enti pubblici, grandi aziende ecc.    • 8 •   complesso di attrezzature e di personale per lo svolgimento di una particolare attività: centro culturale, sportivo, ricreativo; centro di medicina preventiva; centro di produzione, dove si producono programmi radio-televisivi | istituzione che organizza studi e ricerche in un determinato settore: centro di studi danteschi; centro di ricerche economiche e sociali  | centro elaborazione dati, di calcolo, elettronico, struttura di servizio in cui si concentrano calcolatori, programmi e personale tecnico specializzato nell'elaborazione di dati | centro di responsabilità, unità organizzativa dell'impresa cui fanno capo responsabilità di gestione (p. e. centro di costo, di investimento) | centro di potere, (fig.) gruppo politico, partitico, economico ecc. in grado di condizionare secondo i propri interessi le scelte che dovrebbero essere liberamente adottate dagli organi istituzionalmente preposti    • 9 •   (anat.) particolare formazione anatomica che svolge specifiche funzioni: centro nervoso; centro inibitore    • 10 •   (sport) il punto centrale del campo di gioco; anche, il suo asse longitudinale: passaggio al centro  | palla al centro, nel gioco del calcio, la collocazione del pallone al centro del campo, per avviare il gioco all'inizio di ogni tempo o per riprenderlo dopo la segnatura di una rete.
centroafricano    ⇨ centrafricano.
centroamericano    ⇨ centramericano.
centroasiatico    ⇨ centrasiatico.
centroattacco    ⇨ centrattacco.
centroavanti    ⇨ centravanti.
centroboa   s.m. invar.  (sport) giocatore di pallanuoto schierato in posizione centrale avanzata, con il compito soprattutto di far punto.
centrocampista   s.m.  [pl. -sti] (sport) nel gioco del calcio, giocatore che opera prevalentemente nella zona di centrocampo.
centrocampo   s.m.  (sport)    • 1 •   zona, fascia centrale di un campo di gioco rispetto alla sua lunghezza    • 2 •   (estens.) nel gioco del calcio, l'insieme dei centrocampisti di una squadra.
centroclassifica   s.m.  nel giornalismo sportivo, le posizioni centrali della classifica, né in testa né in coda: squadra di centroclassifica. 
centrodestra   o centro-destra, s.m. invar.  coalizione tra partiti di centro e di destra.
centroeuropeo   o centro europeo, centreuropeo [cen-treu-ro-pè-o], agg.  dell'europa centrale: gli stati centroeuropei. 
centroitaliano   o centro italiano, centritaliano [cen-tri-ta-lià-no], agg.  dell'italia centrale.
centromediano   s.m.  (sport) nel calcio, chi gioca al centro della linea dei mediani.
centromero   s.m.  (biol.) parte del cromosoma, sprovvista di cromatina, che si attacca al fuso durante la mitosi.
centropagina   s.m. invar.  articolo o corrispondenza che si dispone nella parte centrale della pagina del giornale per richiamare l'attenzione dei lettori.
centrosinistra   o centro-sinistra, s.m. invar.  coalizione tra partiti di centro e di sinistra.
centrosoma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) nelle cellule animali, masserella citoplasmatica vicina al nucleo, contenente i centrioli.
centrosostegno   s.m.  (antiq.) nel gioco del calcio, centromediano.
centrosperme   s.f. pl.  (bot.) ordine di piante dicotiledoni comprendente numerose famiglie per lo più erbacee, con foglie senza stipole, fiori con perianzio semplice o doppio, semi con abbondante involucro | sing.  [-a] ogni pianta di tale ordine.
centrotavola   s.m.  [pl. centritavola] soprammobile, centrino o altro oggetto che si pone per ornamento al centro di una tavola.
centrovasca   s.m. invar.  (sport) giocatore di pallanuoto schierato in posizione centrale, con il compito di impostare e guidare sia le azioni offensive sia quelle difensive.
centum   agg. invar.  (ling.) solo nell'espressione lingue centum, il gruppo occidentale delle lingue indoeuropee (p. e.  il greco e il latino), nelle quali le consonanti occlusive velari e palatali dell'indoeuropeo confluiscono in un'unica serie velare, mentre le labiovelari rimangono distinte, contrariamente a quanto avviene nel gruppo delle lingue satem. 
centumvirale   agg.  dei centumviri.
centumvirato   s.m.  dignità, ufficio, collegio dei centumviri.
centumviro   s.m.  nell'antica roma, ciascuno dei cento componenti di un tribunale che giudicava in materia di eredità.
centuplicare   v. tr.  [io centùplico, tu centùplichi ecc.]    • 1 •   moltiplicare per cento; rendere cento volte maggiore    • 2 •   (iperb.) accrescere grandemente: centuplicare le forze. 
centuplice   agg.  (non com.) che si compone di cento parti.
centuplo   agg.  cento volte maggiore  s.m.  entità grande cento volte un'altra | con valore indeterminato o iperbolico, entità molto maggiore di un'altra.
centuria   s.f.    • 1 •   nell'antica roma, ciascuna delle unità (in origine di 100 uomini) in cui era suddivisa in base al censo la popolazione maschile adulta | unità della legione composta di 100 soldati | ciascuno degli appezzamenti in cui veniva suddiviso l'agro pubblico con la centuriazione    • 2 •   nel periodo fascista, reparto della milizia volontaria per la sicurezza nazionale    • 3 •   (ant.) periodo di cento anni; cronistoria di un secolo.
centuriare   v. tr.  [usato soprattutto nel part. pass. con valore agg. centuriato] ordinare, suddividere in centurie (i cittadini).
centuriato   agg.  diviso, ordinato in centurie | comizi centuriati, nell'antica roma, assemblea legislativa in cui il popolo si riuniva e votava suddiviso in centurie di cavalieri e di fanti.
centuriazione   s.f.  nell'antica roma, suddivisione in centurie dell'agro pubblico assegnato ai cittadini delle colonie di nuova fondazione.
centurione   s.m.  nell'esercito romano e nel periodo fascista, comandante di una centuria.
cenuro   s.m.  verme dei pletelminti che allo stato adulto è parassita dell'intestino dei canidi, e allo stato larvale del cervello e del midollo spinale soprattutto degli ovini; è la larva infestante del capostorno. 
cepola   s.f.  pesce di mare dal corpo squamoso, lungo e piatto, di color rosso con pinne giallo-oro, comune nel mediterraneo (ord.  perciformi).
ceppa   s.f.    • 1 •   parte interrata dell'albero, vicino alle radici    • 2 •   cavità nel ceppo dell'albero.
ceppaia   s.f.    • 1 •   nell'albero, la parte inferiore che rimane nel terreno dopo il taglio del fusto    • 2 •   terreno ricoperto di ceppaie.
ceppare   v. intr.  [io céppo ecc. ; aus. avere] (non com.) di albero, mettere le radici.
ceppata   s.f.    • 1 •   ceppaia    • 2 •   serie di pali infissi sul fondo delle acque basse per ormeggiare le imbarcazioni.
ceppatella   s.f.  ramo d'albero che si può trapiantare.
ceppatello   s.m.    • 1 •   piccolo ceppo    • 2 •   nome comune di parecchie specie di funghi (gen.  boleto).
ceppo   s.m.    • 1 •   parte inferiore del tronco di un albero, da cui si diramano le radici; anche, grosso pezzo di tronco da ardere o, squadrato a forma di blocco, destinato a vari usi, p. e. come base su cui tagliare le carni macellate | (festa del) ceppo, (tosc.) il natale, per l'uso di ardere un ceppo benedetto la notte della vigilia    • 2 •   un tempo, tronco sul quale appoggiavano la testa i condannati alla decapitazione    • 3 •   (fig.) origine, capostipite di una famiglia, di una stirpe, di più popoli; anche, discendenza: ceppo indoeuropeo    • 4 •   (tecn.) blocco di legno o di altro materiale che costituisce la parte di un meccanismo o di un dispositivo: ceppo del freno, l'elemento mobile che va a premere contro l'organo che deve essere frenato | ceppo dell'aratro, la base | ceppo dell'ancora, trave di legno o ferro, fissata trasversalmente al fuso    • 5 •   pl.  arnesi di legno tra i quali si serravano i piedi dei prigionieri | (fig.) prigionia, servitù: liberarsi dai ceppi    • 6 •   cassetta munita di una fessura per raccogliere le elemosine nelle chiese    • 7 •   (ant.) individuo stolto, balordo.
cera   (1) ant. ciera, s.f.    • 1 •   nome generico di sostanze plastiche, fusibili a basse temperature, di origine animale o vegetale, costituite da esteri di acidi grassi con alcoli; in partic., la secrezione giallo-bruna delle ghiandole addominali delle api, con cui esse costruiscono i favi e che è usata per fabbricare candele, come impermeabilizzante, in farmacia, in cosmetica ecc.: cera brasiliana, carnauba; cera vegetale, ricavata da alcune specie di palme | viso di cera, (fig.) pallido | essere, parere di cera, (fig.) essere molto pallido, smorto    • 2 •   sostanza di origine minerale o sintetica che per consistenza o qualità è simile alle cere animali e vegetali: cera di spagna, ceralacca; cera fossile, sostanza biancastra costituita di una mescolanza di idrocarburi | cera da scarpe, lucido | cera (da pavimenti), prodotto per detergere e lucidare i pavimenti    • 3 •   (estens.) candela, cero: illuminazione a cera, a candele | oggetto, statua di cera: museo delle cere  | a cera perduta, persa, metodo per produrre oggetti artistici o protesi dentarie mediante colata di metallo fuso su un modello di cera rivestito di materiale refrattario    • 4 •   tavoletta cosparsa di cera su cui si scriveva nell'età classica    • 5 •   (fig. ant.) il corpo e il carattere dell'uomo, il mondo fisico, in quanto sottoposto agli influssi celesti: la mondana cera  e la cera mortal  (dante par.  i, 41 e viii, 128).
cera   (2) s.f.  aspetto, espressione del viso: avere una buona, una cattiva cera, apparire in buona, in cattiva salute | far buona, cattiva cera, fare buona, cattiva accoglienza.
ceraio   s.m.  [f. -a] chi vende o fabbrica cera o prodotti di cera  agg.  solo in ape ceraia, che produce la cera.
ceraiolo   lett. ceraiuolo, s.m.  [f. -a, nei sign.    • 1 •   e 2]    • 1 •   chi esegue lavori in cera    • 2 •   chi fabbrica o vende oggetti di cera    • 3 •   portatore del cero durante alcune feste religiose e folcloristiche.
ceralacca   s.f.  [pl. ceralacche; meno com. cerelacche] miscuglio di varia composizione, ma sempre a base di resine naturali, che rammollisce al calore ed è usato per vari scopi (sigillatura di bottiglie, chiusura di lettere o plichi ecc.).
cerambice   s.m.  piccolo insetto coleottero dal corpo stretto e allungato di color nero a macchie gialle; le larve vivono sotto le cortecce di molti alberi.
ceramica   s.f.    • 1 •   impasto di materiale plastico argilloso (argilla, creta o caolino) e acqua, modellato, essiccato e cotto in un apposito forno; si usa per la fabbricazione di porcellane, terrecotte, maioliche e sim.    • 2 •   arte e tecnica che concerne la fabbricazione e la decorazione di tali oggetti: un maestro della ceramica    • 3 •   ogni prodotto di tale arte: le ceramiche di faenza    • 4 •   materiale di grande durezza e resistenza al calore ottenuto per sintetizzazione di polveri minerali e usato in diverse tecnologie avanzate.
ceramico   agg.  [pl. m. -ci] della, relativo alla ceramica: arte ceramica  ' di ceramica: materiale, prodotto ceramico. 
ceramista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi esegue lavori in ceramica.
ceramo-  ceramo- primo elemento di parole composte, dal gr. kéramos  'argilla'; significa 'ceramica' (ceramologo).
ceramografia   s.f.    • 1 •   tecnica e arte della pittura di oggetti di ceramica    • 2 •   descrizione di lavori in ceramica.
ceramografo   s.m.  [f. -a] artigiano o artista che decora con pitture oggetti di ceramica.
ceramologia   s.f.  studio della tecnica e dell'arte ceramica e dei loro prodotti.
ceramologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] cultore o esperto di ceramologia.
cerare   v. tr.  [io céro ecc.] (rar.) spalmare o impregnare di cera.
cerargirite   s.f.  minerale d'argento del gruppo dei cloruri, detto anche argento corneo. 
cerasa   s.f.  (dial.) ciliegia.
cerasella   s.f.  (region.) liquore sciropposo ricavato da ciliegie o amarene: è una specialità abruzzese.
ceraseto   s.m.  (region.) zona di terreno coltivata a ciliegi.
ceraso   s.m.  (dial.) ciliegio.
ceraste   s.m. , lett. cerasta s.f. , serpente africano che presenta sopra ciascun occhio una protuberanza simile a un piccolo corno (fam.  viperidi).
cerata   s.f.    • 1 •   indumento (di solito giacca con cappuccio o tuta intera) impermeabilizzato e ben chiuso per impedire il passaggio dell'acqua: cerata da vela    • 2 •   tela cerata.
cerato   part. pass.  di cerare   agg.    • 1 •   spalmato o impregnato di cera: tavoletta cerata, assicella ricoperta di cera su cui gli antichi romani scrivevano con lo stilo    • 2 •   impermeabilizzato con gomma e vernice: tela cerata. 
cerato-  cerato-  ⇨ cherato-.
ceratodiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci dipnoi delle acque dolci australiane | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
ceratosauro   s.m.  rettile dei dinosauri unicorno, carnivoro, conosciuto allo stato fossile.
ceratura   s.f.    • 1 •   operazione del cerare; inceratura    • 2 •   trattamento di finitura dei legni lavorati che si esegue con cera disciolta in acquaragia.
ceraunografo   s.m.  strumento per la registrazione dei disturbi atmosferici dovuti a scariche elettriche.
cerazio   s.m.  (bot.) genere di alghe microscopiche provviste di guscio che presenta piccoli prolungamenti a forma di corna.
cerbero   s.m.  guardiano, sorvegliante severo e intransigente | persona arcigna e irosa.
cerbiatto   ant. cerviatto, s.m.  [f. -a] giovane cervo. dim. cerbiattino. 
cerbio    ⇨ cervo.
cerbottana   s.f.    • 1 •   arma primitiva costituita da una canna di legno, con cui si lanciano, soffiando, piccole frecce o pallottole; arnese analogo usato come giocattolo dai ragazzi per lanciare proiettili di carta    • 2 •   antica arma da fuoco simile a un archibugio    • 3 •   (ant.) cannuccia che serviva per parlare nell'orecchio a qualcuno | parlare, sentire, sapere per cerbottana, (fig.) in segreto; anche, per interposta persona.
cerca   s.f.    • 1 •   il cercare: andare, essere, mettersi in  (o alla) cerca di qualcosa, di qualcuno  | (ant.) ricerca, perlustrazione    • 2 •   (eccl.) la questua svolta dai religiosi di ordini mendicanti: «il signore sia con voi», disse il frate. «vengo alla cerca delle noci.»  (manzoni p. s.  iii)    • 3 •   azione del cane da caccia di fiutare e stanare la selvaggina.
cercafase   s.m. invar.  strumento a forma di cacciavite, con una spia luminosa, che serve a individuare le fasi e le eventuali interruzioni di un circuito elettrico.
cercafughe   s.m. invar.  strumento che serve a individuare fughe di gas.
cercamine   s.m. invar.  apparecchio elettromagnetico o a microonde, usato per localizzare mine nascoste.
cercapersone   s.m. invar.  sistema costituito da un apparecchietto portatile che, emettendo un segnale acustico, avverte una persona di mettersi in contatto con qualcuno.
cercare   v. tr.  [io cérco, tu cérchi ecc.]    • 1 •   adoperarsi per trovare qualcuno o qualcosa: cercare casa, lavoro; cercare moglie, marito; cercare pretesti, scuse  | prov.  : chi cerca trova, con la pazienza si trova ogni cosa    • 2 •   studiarsi di conseguire: cercare la gloria  | cercare, cercarsi rogne, guai, non far niente per evitarli    • 3 •   (lett.) perlustrare, frugare, esaminare attentamente | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   adoperarsi, tentare: cercare di fuggire, di capire    • 2 •   adoperarsi per trovare qualcuno; chiedere di qualcuno.
cercaria   s.f.  (zool.) forma larvale di alcuni vermi trematodi parassiti.
cercata   s.f.  il cercare in fretta, alla meglio: dare una cercata.  dim. cercatina. 
cercatore   agg.  e s.m.  [f. -trice, pop. -tora]    • 1 •   che, chi cerca: cercatore d'oro, di funghi    • 2 •   che, chi fa la cerca, la questua: frate cercatore; venne avanti un laico cercatore cappuccino  (manzoni p. s.  iii)    • 3 •   (astr.) si dice di un piccolo cannocchiale montato sul telescopio per la ricerca e il puntamento delle stelle da osservare.
cerchia   s.f.    • 1 •   struttura naturale o artificiale che cinge qualcosa o che ha forma di arco: cerchia di mura, di colline    • 2 •   (fig.) insieme di persone con le quali si hanno rapporti sociali, affettivi o di interesse: una ristretta cerchia di amici    • 3 •   (fig.) ambito, campo: allargare la cerchia dei propri affari. 
cerchiaggio   s.m.  (non com.) cerchiatura | cerchiaggio della rotula, in ortopedia, applicazione di un cerchio di filo metallico intorno all'osso fratturato | applicazione di un anello di sostegno all'utero per ovviare a un prolasso o, in gravidanza, a certi rischi di aborto.
cerchiamento   s.m.  (rar.) cerchiatura.
cerchiare   v. tr.  [io cérchio ecc.]    • 1 •   stringere, tenere insieme con uno o più cerchi: cerchiare le botti, per tenere insieme le doghe; cerchiare una ruota da carro, per irrobustirla e costituire un battistrada d'acciaio; cerchiare una bocca da fuoco, rinforzarla con la sovrapposizione di uno o più manicotti    • 2 •   circondare, cingere: cerchiare d'assedio una città    • 3 •   (ant.) percorrere all'intorno: chi è costui che 'l nostro monte cerchia...?  (dante purg.  xiv, 1) | v. intr.  [aus. avere] (ant.) girare, compiere una rotazione.
cerchiata   s.f.  sorta di graticcio su cui si fanno rampicare le piante a spalliera nei giardini | pergolato a forma di arco.
cerchiato   part. pass.  di cerchiare   agg.  che ha intorno un cerchio | occhi cerchiati, con le occhiaie.
cerchiatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] (rar.) chi cerchia botti.
cerchiatura   s.f.    • 1 •   il cerchiare: la cerchiatura di una botte, di una ruota da carro, di una bocca da fuoco    • 2 •   insieme dei cerchi di una botte.
cerchiello   s.m.    • 1 •   dim.  di cerchio    • 2 •   (non com.) orecchino a forma di piccolo cerchio.
cerchietto   s.m.    • 1 •   dim.  di cerchio    • 2 •   braccialetto, anello    • 3 •   semicerchio elastico di vario materiale che serve a fermare i capelli in alcune acconciature femminili    • 4 •   pl.  gioco, ora in disuso, che consisteva nel lanciare e nel prendere al volo per mezzo di due bacchette un piccolo cerchio.
cerchio   ant. cerco, s.m.    • 1 •   (geom.) porzione di piano racchiusa da una circonferenza; impropriamente, la sola circonferenza: area del cerchio  | cerchio massimo, quello determinato da un piano immaginario che dimezza una sfera passando per il suo centro    • 2 •   tutto ciò che abbia forma circolare o cinga qualcosa; insieme di cose o persone disposte in circolo: il cerchio dell'orizzonte, della ruota; un cerchio di spettatori, di montagne  | fascia di legno o di metallo che cinge botti, barili, tini: dare un colpo al cerchio e uno alla botte, (fig.) barcamenarsi tra due persone, due partiti, due esigenze in contrasto tra loro | giocattolo di una volta a forma di grande anello che i ragazzi facevano correre guidandolo con una bacchetta; attrezzo ginnico costituito da un grande anello | avere un cerchio intorno agli occhi, (fig.) avere le occhiaie | avere un cerchio alla testa, (fig.) avere mal di testa | i cerchi dell'inferno, ripiani circolari in cui è suddiviso l'inferno dantesco | cerchi annuali, anelli legnosi che si formano, uno ogni anno, nel tronco degli alberi | cerchio di fuoco, anello di metallo, cosparso di sostanze infiammabili, attraverso cui passano, quando è incendiato, uomini o animali per dimostrazioni acrobatiche | cerchio azimutale, meridiano, verticale, strumenti ottici per la misura di angoli | a, in cerchio, in modo da disegnare un circolo: sedersi, danzare in cerchio.  dim. cerchiello, cerchietto, cerchiolino  accr. cerchione    • 3 •   movimento circolare | cerchio della morte, acrobazia eseguita da motociclisti su pista cilindrica verticale; (aer.) gran volta.
cerchione   s.m.    • 1 •   accr.  di cerchio    • 2 •   cerchio metallico che costituisce la parte esterna (battistrada) delle ruote di legno di un carro | cerchio metallico su cui si adatta lo pneumatico di un veicolo | in ferrovia, cerchio di acciaio calettato a caldo sulla ruota, recante sul lato interno il bordino che mantiene la ruota stessa entro la rotaia.
cerci   s.m. pl.  (zool.) appendici dell'addome degli insetti.
cercinare   v. tr.  [io cércino ecc] sottoporre alla cercinatura.
cercinatura   s.f.  (agr.) asportazione di un anello di corteccia dal tronco di un albero in modo che l'alburno si trasformi in durame e si abbia quindi una maggior quantità di legno da lavoro.
cercine   ant. cercino, s.m.    • 1 •   panno ravvolto in forma di cerchio che si mette sul capo per trasportare brocche, cesti o altri pesi | (estens.) copricapo o acconciatura femminile a forma di cercine    • 2 •   (arald.) cerchio formato da strisce attorcigliate di stoffa, con i colori dell'arme, posto sull'elmo per trattenere i lambrecchini    • 3 •   (bot.) rigonfiamento circolare che si forma sul fusto e sui rami delle piante in seguito a legatura, lesioni, tagli    • 4 •   rigonfiamento ad anello in cima al collo di bottiglie e damigiane.
cerco    ⇨ cerchio.
cerco-  cerco- -cerco primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. kérkos  'coda' (cercopiteco, cisticerco).
cercone   s.m.  (ant.) vino guasto | usato anche come agg.  : vino cercone. 
cercopitecidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di scimmie catarrine di piccole dimensioni, con coda lunga non prensile, ampie borse guanciali e vistose callosità sulle natiche | sing.  [-e] ogni scimmia di tale famiglia.
cercopiteco   s.m.  [pl. -ci  o -chi] (zool.) genere di scimmie africane arboricole, prevalentemente erbivore, dal corpo snello, con pelame spesso multicolore e coda lunghissima (fam.  cercopitecidi).
cereale   s.m.  (spec. pl.) denominazione generica di varie piante delle graminacee, i cui frutti, ricchi di amido e sostanze proteiche, forniscono farine di valore nutritivo; anche, il seme già raccolto di tali piante | usato anche come agg.  : piante cereali. 
cerealicolo   agg.  che riguarda i cereali: produzione cerealicola. 
cerealicoltore   o cerealicultore, s.m.  chi coltiva cereali.
cerealicoltura   o cerealicultura, s.f.  coltivazione dei cereali.
cerebellare   agg.  (anat.) del cervelletto: zona cerebellare. 
cerebello   s.m.  (ant.) cervelletto.
cerebrale   agg.    • 1 •   (anat.) del cervello: gli emisferi cerebrali; commozione, emorragia, ictus cerebrale    • 2 •   (fig.) che mostra cerebralismo, che pecca di cerebralismo: un artista, una poesia cerebrale  § cerebralmente avv.  con cerebralismo, con cerebralità.
cerebralismo   s.m.  prevalenza, ritenuta eccessiva, delle qualità o degli aspetti intellettuali su quelli sentimentali e fantastici; intellettualismo: il cerebralismo di uno scrittore, di un'opera d'arte. 
cerebralità   s.f.  cerebralismo.
cerebriforme   agg.  (scient.) che ha forma o aspetto simile a quello del cervello.
cerebro   s.m.  (ant. , poet.) cervello.
cerebro-  cerebro- primo elemento di composti della terminologia medica, dal lat. cere°bru(m)  'cervello', in cui indica appunto 'cervello' o relazione col cervello (cerebropatia).
cerebroleso   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi ha subito una lesione cerebrale.
cerebropatia   s.f.  (med.) qualsiasi malattia cerebrale.
cerebropatico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci; f. -a] (med.) che, chi è affetto da cerebropatia.
cerebrospinale   agg.  (med.) che si riferisce al cervello e al midollo spinale.
ceremonia    ⇨ cerimonia.
cereo   (1) agg.    • 1 •   fatto di cera    • 2 •   del colore della cera: viso cereo, pallidissimo    • 3 •   simile alla cera per aspetto o consistenza.
cereo   (2) s.m.  (ant. , lett.) cero.
cereo   (3) s.m.  (bot.) genere di piante grasse con fusto colonnare provvisto di spine e con vistosi fiori notturni (fam.  cactacee).
cereria   s.f.  luogo in cui si lavora la cera o si vendono manufatti di cera.
ceresina   s.f.  sostanza simile alla paraffina, usata come surrogato della cera animale in preparazioni industriali (lucidi, vernici, impermeabilizzanti ecc).
ceretta   s.f.    • 1 •   crema per depilazioni    • 2 •   cera per scarpe    • 3 •   (antiq.) pomata per lisciare o tingere capelli.
cerfoglio   o cerfuglio, s.m.  pianta erbacea annuale, alta fino a mezzo metro, con fiori bianchi e foglie aromatiche usate in cucina e in erboristeria (fam.  ombrellifere).
cerifero   agg.  che produce cera.
cerilo   s.m.  (poet.) favoloso uccello marino identificato con l'alcione maschio.
cerimonia   ant. ceremonia, cirimonia, s.f.    • 1 •   celebrazione di un avvenimento civile o religioso, svolta in forma rituale e in modo più o meno solenne: cerimonia nuziale, del battesimo, del giuramento; maestro di cerimonie, cerimoniere; abito da, di cerimonia, adatto a una cerimonia    • 2 •   spec. pl.  manifestazione eccessiva di cortesia; convenevole: far cerimonie  | fare qualcosa per cerimonia, solo per ossequio alle consuetudini, senza intima convinzione | senza cerimonie, alla buona, con semplicità | senza tante cerimonie, in modo brusco: mi comunicò senza tante cerimonie che il lavoro era tutto da rifare. 
cerimoniale   agg.  (lett.) di cerimonia  s.m.    • 1 •   complesso delle regole che si devono seguire compiendo una cerimonia; rituale: cerimoniale ecclesiastico, di corte, di stato; attenersi al cerimoniale; rispettare il cerimoniale    • 2 •   testo che descrive la successione degli atti e le regole da seguire per una cerimonia    • 3 •   ufficio di un ente che organizza le cerimonie.
cerimoniare   v. intr.  [io cerimònio ecc. ; aus. avere] (non com.) fare molte cerimonie, far complimenti.
cerimoniere   s.m.  chi nelle cerimonie importanti cura il rispetto del cerimoniale.
cerimoniosità   s.f.  l'essere cerimonioso.
cerimonioso   agg.  si dice di persona che ama far cerimonie | di cosa che è fatta o detta per complimento; manierato, affettato: un saluto cerimonioso  § cerimoniosamente avv. 
cerino   s.m.    • 1 •   fiammifero con fusto di cotone o in carta ritorta intriso di cera e capocchia incendiaria    • 2 •   candela o stoppino incerato usati per accendere i ceri in chiesa.
cerio   s.m.  elemento chimico di simbolo ce; è un metallo della famiglia dei lantanidi, tenero, di colore grigio, usato nell'industria del vetro e in lega col ferro nelle pietrine degli accenditori automatici.
cerna   (1)  ⇨ cernia.
cerna   (2) o cernida [cèr-ni-da], s.f.  (ant.)    • 1 •   divisione, separazione    • 2 •   cernita, scelta | leva militare    • 3 •   corpo di fanteria reclutato in provincia o in campagna; reparto di milizie ausiliarie    • 4 •   soldato di milizie di riserva | (spreg.) soldato di poco valore; anche, recluta, militare inesperto.
cernecchio   s.m.    • 1 •   ciocca di capelli arruffati, ricciolo    • 2 •   (ant.) setaccio.
cernere   ant. cernire [cer-nì-re], v. tr.  [pres. io cèrno ecc. ; pass. rem. io cernéi, tu cernésti ecc. ; rari il part. pass. cèrnito  e i tempi composti]    • 1 •   distinguere, separare cose diverse: cernere il buono dal cattivo  | sottoporre a cernita: cernere le olive    • 2 •   (ant.) passare al vaglio, setacciare    • 3 •   (ant.) vedere distintamente: maestro, già le sue meschite / là entro certe ne la valle cerno  (dante inf.  viii, 70-71) | (fig.) discernere, comprendere.
cernia   rar. cerna, s.f.  pesce marino di medie e grandi dimensioni, comune nel mediterraneo; ha carni pregiate (ord.  perciformi).
cernida    ⇨ cerna 2.
cerniera   s.f.    • 1 •   organo meccanico che tiene uniti due elementi consentendone la rotazione reciproca rispetto a un asse (cerniera cilindrica) o rispetto a un punto (cerniera sferica): la cerniera di una portiera    • 2 •   chiusura a incastro | cerniera lampo, chiusura lampo    • 3 •   striscia di tela che tiene uniti i due cartoni di una cartella o la parte interna di un libro con la copertina    • 4 •   cerniera di una piega, (geol.) il punto di massima curvatura di uno strato roccioso    • 5 •   (zool.) giunzione tra le due valve dei molluschi a conchiglia bivalve    • 6 •   (fig.) punto di articolazione, di giunzione, di raccordo.
cerniere   s.m.  (mar) piccolo serbatoio dotato di rubinetti che, sulle navi, contiene l'acqua potabile a disposizione dei marinai.
cernire    ⇨ cernere.
cernita   s.f.  scelta, selezione effettuata in base a determinati criteri: cernita accurata, sistematica; la cernita della frutta. 
cernitore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto alle operazioni di cernita.
cernitura   s.f.  (rar.) cernita.
cero   s.m.    • 1 •   grossa candela di cera; in partic., candela votiva che si accende presso altari, immagini sacre o durante le funzioni liturgiche | cero pasquale, (lit.) quello benedetto il sabato santo, che viene acceso durante le funzioni liturgiche fino alla pentecoste    • 2 •   grande macchina di legno o di cartapesta che ricorda nella forma una candela o un candeliere e viene portato a spalla in processione durante alcune feste religiose tradizionali: i ceri di gubbio. 
-cero  -cero secondo elemento di parole composte della terminologia zoologica, dal gr. kéras  'corno'; fa riferimento alle corna o alle antenne (chelicero).
ceroferario   s.m.  (lit.) chierico incaricato di portare un candelabro con un cero acceso durante le funzioni religiose solenni.
ceroma   s.m.  [pl. -mi] unguento di cera e olio che gli antichi atleti spalmavano sul corpo.
cerone   s.m.  cosmetico colorato usato per il trucco degli attori.
ceroplasta   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] artista, artigiano che modella la cera.
ceroplastica   s.f.  arte del modellare la cera.
ceroso   agg.  che contiene cera | che è simile alla cera: sostanza cerosa. 
cerotico   agg.  [pl. -ci] (chim.) si dice di composto estratto dalla cera | acido cerotico, acido grasso presente, per lo più come estere, in varie cere.
cerotto   ant. cerottolo [ce-ròt-to-lo], s.m.    • 1 •   striscia di tela con un lato adesivo che serve a fissare bende o garze di medicazione | garzetta sterile o medicata fissata a un sottile supporto adesivo, da applicare su piccole ferite. dim. cerottino  accr. cerottone    • 2 •   (fig. scherz.) persona noiosa o malaticcia    • 3 •   (ant.) impiastro, unguento.
cerpellino    ⇨ scerpellino.
cerpellone    ⇨ scerpellone.
cerqua   s.f.  (ant.) quercia.
cerreta   s.f.  cerreto.
cerretano   s.m.  [f. -a] (lett.)    • 1 •   venditore ambulante di prodotti spacciati per miracolosi; girovago che esercita abusivamente vari mestieri o professioni: il cerretano che vende l'elisir di lunga vita  (gozzano)    • 2 •   (fig.) ciarlatano, truffatore, imbroglione.
cerreto   s.m.  bosco di cerri.
cerro   s.m.    • 1 •   albero affine alla quercia, molto comune in italia (fam.  fagacee)    • 2 •   il legno di tale albero.
certaldese   agg.  di certaldo, comune in provincia di firenze  s.m.  e f.  chi è nato o abita a certaldo | il certaldese, per antonomasia, giovanni boccaccio (1313-1375).
certame   ant. certamine [cer-tà-mi-ne], s.m.  (lett.)    • 1 •   combattimento, scontro di uomini armati | singolar certame, duello    • 2 •   gara, disputa su argomenti letterari | certame coronario, gara poetica in volgare sul tema dell'amicizia, bandita a firenze nel 1441 da l. b. alberti.
certanza   s.f.  (ant.) certezza.
certare   v. intr.  [io cèrto ecc. ; aus. avere] (ant.) combattere, contendere.
certezza   s.f.    • 1 •   condizione di ciò che è certo, sicuro, assodato: la certezza di un fatto  | certezza matematica, basata su argomenti matematici | certezza logica, basata sul ragionamento | certezza del diritto, caratteristica intrinseca del diritto per cui si può fondatamente prevedere che, in sede di giudizio, casi concreti che si verificheranno saranno valutati in modo analogo a casi simili già presentatisi    • 2 •   (estens.) ciò che si tiene per vero: gli sono rimaste poche certezze    • 3 •   sicurezza di essere nel vero: sapere, conoscere con certezza; con tutta certezza, con certezza assoluta, senza alcun dubbio | certezza morale, che deriva da persuasione interiore.
certificare   v. tr.  [io certìfico, tu certìfichi ecc.]    • 1 •   attestare con un certificato o un altro documento pubblico    • 2 •   (ant.) rendere certo, assicurare qualcuno di qualcosa: desiderosa di volerlo più accendere e certificare dello amore che ella gli portava  (boccaccio dec.  iii, 3) | certificarsi v. rifl.  (ant.) assicurarsi, accertarsi.
certificato   part. pass.  di certificare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   dichiarazione scritta rilasciata da un'autorità competente in cui si attesta un fatto o un diritto: certificato di nascita, penale, di buona condotta; certificato medico, di garanzia; chiedere, rilasciare, presentare un certificato    • 2 •   certificato di deposito, di credito, (fin.) titolo rappresentativo di un deposito bancario a scadenza o di un credito.
certificatore   s.m.  [f. -trice] (econ.) chi compie la certificazione di un bilancio.
certificazione   s.f.    • 1 •   il certificare, l'essere certificato | certificazione di un documento, correntemente, la sua autenticazione con firma, bollo o altro    • 2 •   certificazione di bilancio, (dir.) dichiarazione formale relativa all'attendibilità del bilancio di una società per azioni, rilasciata da una società di auditing.
certitudine   s.f.  (ant.) certezza.
certo   (1) agg.    • 1 •   che è evidente, indubitabile, indiscutibile: un fatto certo; una prova, una notizia certa  | che avverrà sicuramente: una vittoria certa  | che produce un effetto sicuro: un rimedio certo  | che è fissato in modo preciso, che non subirà modificazioni: un appuntamento certo; una data certa    • 2 •   che è convinto, persuaso di qualcosa: essere certo di riuscire; siamo certi della sua innocenza  | far certo qualcuno di qualcosa, convincerlo, assicurarlo    • 3 •   (ant.) concreto, vero, reale: qual che tu sii, od ombra od omo certo  (dante inf.  i, 66)  avv.  con certezza, sicuramente: se non è venuto, certo starà male  | con valore rafforzativo: sì certo, no certo; certo che sì, che no  | con valore di affermazione: «sei sicuro di farcela?» «certo!»   s.m.    • 1 •   ciò che è sicuro, evidente, indiscutibile: fondarsi sul certo; lasciare il certo per l'incerto, abbandonare una cosa sicura per un'altra che non lo è | avere, tenere, credere, dare, sapere per certo, come cosa certa, sicura | di certo, per certo, certamente, con sicurezza    • 2 •   certo per incerto, (econ.) si dice di cambio indicante la quantità variabile di moneta estera corrispondente a una unità della moneta nazionale § certamente avv.  negli stessi usi e sign. dell'avv. certo. 
certo   (2) agg. indef.  [sempre preposto al sostantivo]    • 1 •   indica qualità o quantità indeterminata; qualche, alcuno, alquanto: certe volte è molto nervoso; ho un certo appetito; una persona di una certa età, attempata | con funzione correlativa: certi giorni viene, certi no  | con valore limitativo, attenuativo: possiede un certo ingegno  | con valore enfatico: ho certi nervi oggi!  | con valore spreg.: certa gente non la sopporto  | (fam.) seguito da una consecutiva: aveva certi dolori che svenne    • 2 •   specifico, determinato: si può parcheggiare solo a certe ore    • 3 •   per indicare cosa nota a chi parla e talora anche a chi ascolta, ma che non si vuole ulteriormente precisare: sono andato da certi miei amici    • 4 •   seguito da un nome proprio, designa una persona poco o per nulla conosciuta; tale: un certo bianchi    • 5 •   indica qualcosa di indefinito, con valore neutro: quel certo (non so) che  pron. indef. pl.  alcuni, taluni: non sono tutti qui i libri, certi sono dal rilegatore  | con funzione correlativa: certi approvavano, altri no. 
certosa   s.f.    • 1 •   nome comune di tutti i monasteri certosini: la certosa di pavia    • 2 •   (fig. non com.) luogo in cui regnano l'ordine e il silenzio    • 3 •   nome commerciale di un formaggio simile al certosino.
certosina   s.f.  tavolino rettangolare intarsiato con avorio, oro e legni colorati, costruito nel tardo rinascimento.
certosino   s.m.    • 1 •   religioso di regola eremitica dell'ordine fondato da san brunone di colonia nel 1084    • 2 •   (estens.) chi conduce una vita di solitudine e di sacrificio | lavoro da certosino, minuzioso, che richiede molta pazienza    • 3 •   nome italiano di un liquore simile alla chartreuse    • 4 •   panforte bolognese    • 5 •   nome commerciale di un formaggio lombardo dolce, molle e grasso  agg.    • 1 •   relativo all'ordine religioso fondato da san brunone: monaco, monastero certosino; regola certosina    • 2 •   (fig.) da certosino, degno di un certosino: pazienza certosina    • 3 •   (gatto) certosino, di grande taglia, con pelo folto e morbido di colore grigio-azzurro.
certuno   pron. indef.  alcuno, taluno, certo (si riferisce soprattutto a persone ed è usato quasi esclusivamente al pl.): certuni non la pensano così  | in correlazione con cert'altri : certuni sono venuti, cert'altri no   agg. indef.  (rar.) alcuno, qualche: certune donne. 
ceruleo   agg.  (lett.) che ha il colore del cielo; azzurro chiaro: occhi cerulei. 
cerulo   agg.  (poet.) ceruleo: dalla vetta / cerula delle palme solitarie  (d'annunzio).
cerume   s.m.    • 1 •   sostanza grassa giallastra, secreta dalle ghiandole sebacee dell'orecchio con funzione protettiva    • 2 •   cera sgocciolata e rappresa.
ceruminoso   agg.    • 1 •   simile a cerume: sostanza ceruminosa    • 2 •   che secerne cerume: ghiandole ceruminose. 
cerusia   s.f.  (ant.) chirurgia.
cerusica   s.f.  (ant.) chirurgia.

cerusico   s.m.  [pl. -ci; non com. -chi]    • 1 •   (ant.) persona che nei secoli passati eseguiva operazioni di piccola chirurgia, come praticare salassi, estrarre denti ecc.    • 2 •   (spreg.) chirurgo da strapazzo | usato anche come agg.  : medico cerusico. 
cerussa   s.f.  biacca.
cerussite   s.f.  (min.) carbonato di piombo in masse granulari di color bianco o grigiastro lucente.
cervato   agg.  si dice di mantello equino di colore sfumato, più scuro sulla groppa e più chiaro sul ventre, come quello del cervo.
cervellaccio   s.m.  persona stravagante o sconsiderata ma d'ingegno pronto e vivace.
cervellaggine   s.f.  (rar.) capriccio, stravaganza.
cervellata   s.f. , o cervellato s.m. , (gastr.)    • 1 •   salsiccia a base di carne, cervello e sangue di maiale, aromi e formaggio, prodotta nel milanese    • 2 •   salsiccia a base di carne, cervello e aromi, prodotta nel napoletano.
cervelletto   s.m.  (anat.) porzione della massa encefalica che occupa la parte posteriore della scatola cranica; fa parte del sistema nervoso centrale e ha la funzione di mantenere l'equilibrio, l'orientamento del corpo e il tono muscolare.
cervelliera   s.f.  (ant.) calotta di ferro o acciaio che si poneva sotto l'elmo a difesa del capo.
cervellino   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona che ha poco criterio, sbadata o bizzarra.
cervello   s.m.  [pl. -li; nel sign.    • 1 •   anche le cervella  f.]    • 1 •   (anat. , zool.) la massa più voluminosa dell'encefalo contenuta nella scatola cranica dei vertebrati; è l'organo che presiede alle facoltà sensoriali, motorie, sensitive e intellettive | nell'uso com., l'encefalo stesso, spec. quando ci si riferisce a quello di bestie macellate: cervello di bue; fritto di cervello  | bruciare, far saltare le cervella a qualcuno, ucciderlo con un colpo di arma da fuoco al capo    • 2 •   (estens.) testa, capo, in quanto sede del pensiero, dell'attenzione: dove avete il cervello?  | avere il cervello nelle nuvole, essere perennemente distratto | mettere il cervello a partito, mettere giudizio | dare al cervello, di alcolici, ubriacare; di altre cose, far perdere il senso della realtà | cambiare il cervello a qualcuno, cambiare il suo modo di ragionare    • 3 •   (fig.) senno, intelletto, ingegno: una persona senza cervello; far qualcosa con cervello, con intelligenza; agire con poco, senza cervello, con leggerezza, scriteriatamente | è uscito di cervello, gli ha dato di volta il cervello, è impazzito | avere il cervello malato, non avere il cervello a posto, essere malato di mente; anche, essere stravagante | lambiccarsi, stillarsi il cervello, impegnare al massimo le proprie facoltà intellettuali (nell'esame, nello studio di un fatto o di un problema) | aguzzare il cervello, stimolarlo, farlo funzionare | lasciare arrugginire il cervello, non stimolarlo | ragionare, pensare col proprio cervello, con la propria testa, con indipendenza di giudizio | sconvolgere il cervello, togliere la ragione    • 4 •   persona, in quanto essere raziocinante: un cervello fino, strambo, bislacco  | persona eccezionalmente dotata dal punto di vista intellettuale: fuga dei cervelli, fenomeno sociale per cui gli scienziati di un paese emigrano in paesi dove si offrono loro migliori prospettive di studio e di vita | mente direttiva di un'organizzazione: il cervello dell'azienda, della rapina    • 5 •   cervello elettronico, (fam.) elaboratore elettronico.
cervellone   s.m.  (scherz.)    • 1 •   [f. -a] persona con grandi doti intellettuali    • 2 •   elaboratore elettronico.
cervellotico   agg.  [pl. m. -ci] stravagante, bislacco; macchinoso, contorto: ragionamento cervellotico  § cervelloticamente avv. 
cervelluto   agg.  (scherz.) che ha molto cervello, molto giudizio.
cerviatto    ⇨ cerbiatto.
cervicale   agg.  (anat. , med.)    • 1 •   che appartiene o si riferisce alla zona del collo: vertebra, artrosi cervicale    • 2 •   relativo alla cervice uterina: muco cervicale   s.f.  (fam.) artrosi cervicale.
cervice   s.f.    • 1 •   (lett.) parte posteriore del collo: e s'io non fossi impedito dal sasso / che la cervice mia superba doma  (dante purg.  xi, 52-53) | piegar la cervice, (fig.) sottomettersi | di dura cervice, (fig.) ostinato, testardo    • 2 •   (anat.) prima porzione del canale uterino che sporge nella parte alta della vagina.
cervicite   s.f.  (med.) infiammazione del collo dell'utero.
cervidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi ruminanti caratterizzati da corna ossee ramificate, caduche (ord.  artiodattili) | sing.  [-e] ogni mammifero di tale famiglia.
cerviero   o cerviere, s.m.  (ant.) lince  agg.  (ant.) di lince: occhio cerviero  (petrarca canz.  ccxxxviii, 2) | lupo cerviere, lince.
cervino   agg.    • 1 •   di cervo: corna cervine    • 2 •   si dice di pelame simile a quello del cervo; cervato.
cervio    ⇨ cervo.
cerviona    ⇨ cervona.
cervo   ant. cerbio, cervio, s.m.    • 1 •   [f. -a] mammifero ruminante selvatico di color rossiccio, con corpo agile, zampe sottili e zoccoli aguzzi, corna caduche, lunghe e ramificate, presenti solo nel maschio (ord.  artiodattili)    • 2 •   cervo volante, grosso insetto coleottero, bruno, il cui maschio ha grandi mandibole ramificate, simili alle corna del cervo (ord.  coleotteri) | (fig.) aquilone; per estens., strumento simile a un aquilone usato per rilevamenti meteorologici.
cervogia   s.f.  (ant. , lett.) birra.
cervona   o cerviona, s.f.  tipo di colla fatta con carnicci, originariamente di cervo | usato anche come agg.  : colla cervona. 
cervone   s.m.  serpente inoffensivo di notevoli dimensioni, di colore grigio-giallastro, munito sulla testa di piccole protuberanze, comune in italia meridionale (fam.  colubridi).
cerziorare   v. tr.  [io cerzióro  o cerziòro ecc.] (rar.) informare con precisione, rendere edotto | cerziorarsi v. rifl.  (rar.) accertarsi, informarsi accuratamente.
cesare   s.m.  (lett.) imperatore, sovrano, signore | date a cesare quel che è di cesare, a dio quel che è di dio, massima evangelica che esorta a dare all'autorità civile e a quella religiosa ciò che a loro rispettivamente spetta.
cesareo   (1) agg.    • 1 •   (st.) della famiglia giulia; di giulio cesare    • 2 •   (lett.) imperiale: corte cesarea  | poeta cesareo, poeta di corte, in partic. della corte imperiale di vienna.
cesareo   (2) agg.  (med.) si dice dell'incisione chirurgica dell'addome e dell'utero della partoriente per l'estrazione del feto: taglio cesareo  | parto cesareo, che avviene in tal modo.
cesariano   agg.  di giulio cesare: esercito cesariano   s.m.  seguace, partigiano di giulio cesare.
cesarie   s.f. invar.  (lett.) chioma lunga e folta.
cesarismo   s.m.  potere monarchico assoluto che si fonda sull'investitura popolare.
cesaropapismo   s.m.  sistema di rapporti fra stato e chiesa caratterizzato da controllo o predominio del primo sulla seconda.
cesaropapista   agg.  [pl. m. -sti] di, relativo a cesaropapismo  agg.  e s.m.  e f.  che, chi è fautore del cesaropapismo.
cesellamento   s.m.  operazione e risultato del cesellare.
cesellare   v. tr.  [io ce sèllo ecc.]    • 1 •   incidere metalli col cesello, spec. a scopo ornamentale: cesellare in cavo, in rilievo    • 2 •   (fig.) scrivere, dipingere o svolgere un'altra attività di tipo artistico con estrema accuratezza, mirando alla perfezione dei particolari: cesellare versi. 
cesellato   part. pass.  di cesellare   agg.    • 1 •   inciso, lavorato col cesello: un piatto cesellato    • 2 •   (fig.) si dice di lavoro, spec. artistico, eseguito con estrema cura.
cesellatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi lavora di cesello    • 2 •   (fig.) chi esegue le proprie opere con estrema cura dei particolari: un fine cesellatore di versi    • 3 •   artigiano che decora ceramiche o legature di libri.
cesellatura   s.f.  lavoro di cesello; tecnica della lavorazione a cesello (anche in senso fig.).
cesello   s.m.    • 1 •   scalpello di acciaio duro per cesellare i metalli, con il taglio foggiato in vario modo secondo il tipo di incisione da praticare | lavorar di cesello, cesellare; (fig.) lavorare con grande cura e perfezione. dim. ceselletto, cesellino    • 2 •   l'arte del cesellare | l'opera che ne deriva.
cesena   s.f.  (zool.) varietà di tordo con piumaggio cenerino-bluastro nella parte superiore e arancione in quella inferiore (ord.  passeriformi).
cesio   (1) agg.  (lett.) azzurro chiaro, detto spec. degli occhi: gli occhi tuoi cesii han nere ciglia  (d'annunzio)  s.m.  (lett.) colore cesio.
cesio   (2) s.m.  elemento chimico, metallo alcalino bianco-argenteo, leggero, tenero, duttile e straordinariamente reattivo, il cui simbolo è cs; è usato in radiotecnica e in elettronica.
cesoia   tosc. cisoia, s.f.    • 1 •   (mecc.) macchina utensile a lame diritte o a forma di disco rotante che serve a tagliare a freddo lamiere, ferri tondi, profilati    • 2 •   spec. pl.  grosse forbici per tagliare a mano lamiere sottili; anche, le forbici usate nel giardinaggio o in sartoria. dim. cesoietta  accr. cesoiona. 
cesoiata   s.f.  taglio fatto con le cesoie.
cesoiatore   s.m.  [f. -trice] operaio che lavora alla cesoiatrice.
cesoiatrice   s.f.  (mecc.) cesoia, tranciatrice.
cesoista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] cesoiatore.
cespitare   o cespicare, v. intr.  [io cèspito ecc. ; aus. avere] (ant.) incespicare, inciampare (anche fig.).
cespite   s.m.    • 1 •   fonte di reddito: cespite di entrata, di guadagno    • 2 •   (lett.) cespo: come rugiada al cespite / dell'erba inaridita  (manzoni adelchi).
cespo   s.m.  insieme di rami, di steli o di foglie nati dalla stessa radice in forma di ciuffo: cespo di lattuga. 
cespugliato   agg.  ammassato, avviluppato così da formare un cespuglio | coperto di cespugli.
cespuglieto   s.m.  terreno coperto di cespugli.
cespuglio   s.m.    • 1 •   insieme di rami, foglie o piccole piante nate dalla stessa radice e aggrovigliate insieme: cespuglio di ginestre.  dim. cespuglietto  accr. cespuglione    • 2 •   (scherz.) folto ciuffo di capelli, di barba, di peli aggrovigliati insieme    • 3 •   nell'uso giornalistico, partito politico minore aggregato a una delle due coalizioni che si fronteggiano nella vita politica italiana a partire dalla metà degli anni 90.
cespuglioso   agg.    • 1 •   che è a forma di cespuglio: arbusto cespuglioso    • 2 •   pieno, coperto di cespugli: terreno cespuglioso    • 3 •   (estens.) a folti ciuffi (di capelli, barba ecc.): sopracciglia cespugliose. 
cessa   s.f.  (region.) zona di terreno che, in un bosco, viene tenuta priva di vegetazione per evitare il propagarsi di eventuali incendi.
cessante   part. pres.  di cessare   agg.    • 1 •   che cessa, che ha termine    • 2 •   lucro cessante, (dir.) mancato guadagno conseguente a un illecito altrui    • 3 •   (fig. lett.) pigro, indolente: incalza a l'armi i cuor cessanti  (carducci).
cessare   v. intr.  [io cèsso ecc. ; aus. essere  nel sign. 1, avere  negli altri]    • 1 •   aver fine, terminare: la pioggia è cessata    • 2 •   smettere di fare qualcosa: cessare di lavorare    • 3 •   (ant.) ritardare, indugiare    • 4 •   (ant.) ritirarsi, fuggire | (fig.) cedere, rinunciare | v. tr.    • 1 •   interrompere, far terminare, sospendere | cessate il fuoco!, comando militare con il quale si ordina di smettere di sparare    • 2 •   (ant.) tener lontano, allontanare da sé: con la sua pronta e sollazzevol risposta chichibio cessò la mala ventura  (boccaccio dec.  vi, 4).
cessazione   s.f.  il fatto, il risultato del cessare; termine, interruzione di una cosa iniziata o in corso | cessazione d'esercizio, (comm.) chiusura definitiva di un'attività commerciale.
cessinare   v. tr.  (agr.) concimare con il cessino.
cessino   s.m.  (agr.) concime organico costituito dal materiale di spurgo di latrine, fogne, pozzi neri; bottino.
cessionario   s.m.  [f. -a] (dir.) il destinatario di una cessione: cessionario di un appalto, di un credito  | usato anche come agg.  : creditore cessionario. 
cessione   s.f.    • 1 •   il cedere, l'esser ceduto    • 2 •   (dir.) trasferimento ad altri di beni, diritti ecc. | cessione del credito, trasferimento di un credito da un creditore a un altro | cessione del contratto, sostituzione di uno dei due contraenti con un terzo | cessione dei beni ai creditori, contratto con il quale un debitore incarica i suoi creditori di liquidare i suoi beni e di dividersene il ricavato | cessione del quinto, mutuo previsto per i lavoratori dipendenti, che viene estinto a rate mensili corrispondenti alla quinta parte dello stipendio.
cesso   (1) s.m.    • 1 •   (ant.) luogo appartato: stare in cesso, stare in disparte    • 2 •   (pop.) gabinetto, ritirata, latrina    • 3 •   (volg.) luogo o cosa lurida, schifosa | cosa di pessima qualità persona brutta, sgraziata: che cesso d'uomo!. 
cesso   (2) agg.  (ant.) ceduto.
cesta   s.f.    • 1 •   grosso canestro a sponde alte, talora chiuso, per trasportare o contenere oggetti non molto pesanti: cesta per il pane, del bucato  | il contenuto di una cesta: una cesta d'arance  | a ceste, in gran quantità. dim. cestina, cestella, cestello  (m.) accr. cestone  (m.)    • 2 •   (teat.) il corredo dell'attore per un determinato spettacolo    • 3 •   un tempo, grosso barroccio per il trasporto del vino    • 4 •   navicella di vimini per aerostato    • 5 •   nel gioco della pelota, attrezzo consistente in una sorta di cesto allungato per raccogliere e gettare la palla.
cestaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fabbrica o vende ceste e altri oggetti di vimini, paglia o giunco    • 2 •   (ant.) garzone di fornaio che porta il pane a domicilio con una cesta.
cestella   s.f.    • 1 •   dim.  di cesta    • 2 •   (zool.) ciascuna delle due fossette contornate da peli prensili, di cui è fornito il terzo paio di zampe delle api operaie, che vi depositano polline e propoli.
cestello   s.m.    • 1 •   dim.  di cesto    • 1 •    • 2 •   contenitore, di solito con struttura a gabbia, per trasportare oggetti: cestello per bottiglie; il cestello della bicicletta    • 3 •   nelle lavatrici automatiche, il cilindro rotante nel quale si mette la biancheria; nelle lavastoviglie, il ripiano scorrevole che regge gli oggetti da lavare    • 4 •   negli altoparlanti, struttura metallica esterna, generalmente di forma tronco-conica, che sostiene i diversi elementi ed è fissata alla cassa.
cesteria   s.f.  fabbrica, bottega di ceste e d'altri manufatti di giunco o vimini.
cestinaio   s.m.  [f. -a] cestaio.
cestinare   v. tr.    • 1 •   gettare nel cestino carte, lettere, scritti che non interessano    • 2 •   (fig.) non prendere in considerazione o rifiutare testi proposti per la pubblicazione o scritti contenenti proposte, offerte che non interessano: cestinare una notizia, un articolo. 
cestino   s.m.  piccolo cesto di vimini o contenitore d'altro materiale; in partic., quello usato per gettarvi carte e altri piccoli rifiuti | cestino da lavoro, quello in cui si tiene tutto l'occorrente per cucire | cestino da viaggio, sacchetto contenente cibi e bevande da consumarsi durante un viaggio, solitamente venduto nelle stazioni.
cestire   v. intr.  [io cestisco, tu cestisci ecc. ; aus. avere] detto di piante, far cesto, accestire.
cestismo   s.m.  (non com.) lo sport della pallacanestro.
cestista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica lo sport della pallacanestro.
cesto   (1) s.m.    • 1 •   cesta. dim. cestello  accr. cestone    • 2 •   (sport) nella pallacanestro, il canestro | il punto segnato insaccando la palla nel canestro.
cesto   (2) s.m.    • 1 •   cespo: un cesto d'insalata  | mazzo di gambi e foglie di una pianta erbacea: un grandissimo e bel cesto di salvia  (boccaccio dec.  iv, 7) | far cesto, accestire    • 2 •   (ant.) cespuglio.
cesto   (3) s.m.  armatura fatta con strisce di cuoio e di metallo con cui gli antichi pugilatori greci e romani si fasciavano le mani | (estens.) combattimento dei pugilatori armati di cesto.
cestodi   s.m. pl.  (zool.) classe di vermi piatti a forma di nastro caratterizzati da organi adesivi anteriori e mancanza di apparato digerente; da adulti vivono parassitariamente nell'intestino dei vertebrati (tipo  platelminti) | sing.  [-e] verme appartenente a tale classe.
cestoso   agg.  di pianta, che ha un cesto molto rigoglioso.
cesura   s.f.    • 1 •   nella metrica quantitativa, pausa che cade dopo la fine di una parola ma sempre all'interno di un piede: cesura maschile  o forte, quella che cade dopo il tempo forte del piede; cesura femminile  o debole, quella che cade dopo il tempo debole | nella metrica accentuativa, pausa voluta dal ritmo e dal senso all'interno di un verso, che cade sempre dopo la fine di una parola: cesura fissa, che si trova sempre in una stessa sede in tutti i versi della stessa misura; cesura mobile, che può mutare sede da verso a verso della stessa misura    • 2 •   (mus.) momento di sosta al termine di una frase musicale o di un inciso    • 3 •   (fig. lett.) pausa, interruzione.
cetacei   s.m. pl.  (zool.) ordine di grossi mammiferi acquatici carnivori con corpo fusiforme, arti anteriori a forma di pinne e posteriori mancanti, coda trasformata in una pinna orizzontale che serve come propulsore e timone | sing.  [-o] ogni mammifero di tale ordine.
cetano   s.m.  (chim.) idrocarburo paraffinico | numero di cetano, indicazione convenzionale delle proprietà carburanti di gasoli per motori diesel.
cete    ⇨ ceto 2.
cetera   (1) s.f.    • 1 •   (mus.) strumento a corde del tipo del liuto diffuso in europa dal sec. xvi al xviii    • 2 •   (ant. , poet.) cetra.
cetera   (2) solo nella loc. e  (o et) cetera, (ant.) equivalente a eccetera. 
ceteratoio   s.m.  (ant.) solo nella loc. scherz. andarsene col ceteratoio, rimaner gabbato con vane promesse.
ceteris paribus   loc. avv.  espressione compendiosa di valore restrittivo che significa 'essendo uguali, essendo invariate tutte le altre condizioni' o 'date le medesime circostanze' e sim.
cetile   s.m.  (chim.) radicale monovalente che si ottiene dal cetano per eliminazione di un atomo di idrogeno.
cetilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto organico che contiene il radicale cetile: alcol cetilico. 
cetina   s.f.  (chim.) cera di origine animale ottenuta dallo spermaceti, di cui è il costituente principale; per estens., spermaceti.
cetnico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] nazionalista serbo.
ceto   (1) s.m.  l'insieme dei cittadini accomunati dalla medesima condizione sociale ed economica; classe; rango: ceto operaio, impiegatizio; basso, medio, alto ceto; persone d'ogni ceto. 
ceto   (2) o cete, s.m.  (ant.) cetaceo, balena.
cetologia   s.f.  branca della zoologia che studia i cetacei.
cetonia   s.f.  (zool.) coleottero di color verde dorato con riflessi metallici, che si nutre di fiori (fam.  scarabeidi).
cetorino   s.m.  squalo gigante ma inoffensivo presente anche nel mediterraneo (ord.  squaliformi).
cetra   (1) ant. o poet. cetera, s.f.    • 1 •   (mus.) denominazione degli strumenti a corda, privi di manico o di traversa, costituiti da una cassa lungo la quale sono tese le corde    • 2 •   (estens.) citara, lira    • 3 •   (fig.) estro creativo, facoltà poetica; la poesia stessa: secca è la vena de l'usato ingegno / e la cetera mia rivolta in pianto  (petrarca canz.  ccxcii, 13-14).
cetra   (2) s.f.  piccolo scudo rotondo ricoperto di cuoio, usato da antiche popolazioni barbariche.
cetracca    ⇨ cedracca.
cetrangolo   o cedrangolo, s.m.  arancio amaro.
cetriolino   s.m.    • 1 •   dim.  di cetriolo    • 2 •   piccolo cetriolo o fetta di cetriolo conservato sotto aceto.
cetriolo   lett. cetriuolo, non com. cedriolo, citriolo, s.m.    • 1 •   pianta erbacea rampicante con foglie lobate e fiori gialli, coltivata per i frutti commestibili verdi, allungati e carnosi (fam.  cucurbitacee). dim. cetriolino    • 2 •   (fig.) uomo sciocco, goffo    • 3 •   cetriolo di mare, (zool.) oloturia.
châ  ssis châssis;s.m. invar.    • 1 •   telaio d'automobile    • 2 •   telaietto per lastre fotografiche    • 3 •   contenitore metallico per pizze cinematografiche.
chablis   s.m. invar.  vino bianco secco pregiato che si produce in borgogna.
cha-cha-cha  cha-cha-cha s.m. invar.  ritmo latino-americano simile a un samba lento | ballo su tale ritmo, in voga negli anni '60.
chador   s.m. invar.  velo che copre il volto fino agli occhi, portato dalle donne di religione islamica.
chairman   s.m. invar.  chi in un convegno, una tavola rotonda, un'assemblea svolge le funzioni di presidente.
chaise-longue  chaise-longue s.f. invar.  poltrona imbottita con alta spalliera inclinata all'indietro | (antiq.) sedia a sdraio.
chalet   s.m. invar.  villetta di montagna, per lo più di legno e pietre, con tetto fortemente spiovente.
challenge   s.m. invar.  gara sportiva che prevede l'assegnazione di un titolo o di un trofeo da rimettere in palio dopo un certo tempo; anche, il trofeo, il titolo stesso.
challenger   s.m. invar.  concorrente di un challenge, sfidante del detentore di un titolo.
champagne   s.m. invar.  vino bianco o rosé spumante, prodotto nella regione francese omonima | (fam.) spumante  agg. invar.  di colore biondo spento, tipico dello champagne.
champenois   agg.  [f. champenoise] si dice del metodo classico di lavorazione dello champagne, adottato anche per altri vini secchi o brut.
champignon   s.m. invar.  nome di un piccolo fungo con cappello e gambo bianco; è usatissimo in gastronomia.
chance   s.f. invar.  occasione favorevole; possibilità di riuscita, di successo: avere delle (buone, ottime) chance; non avere (nessuna) chance. 
chanson   s.f. invar.  (mus.) composizione vocale francese di origine trovadorica (secc. xi-xiii), che ha diverse forme con o senza accompagnamento strumentale.
chanson de geste   loc. sost. f. invar.  componimento poetico e musicale francese dei secc. xi-xiii in cui si celebrano gesta di eroi e cavalieri.
chansonnier   s.m. invar.  cantante o cantautore francese.
chanteuse   s.f. invar.  (antiq.) canzonettista di caffè-concerto; sciantosa.
chantilly   s.m. invar.    • 1 •   sorta di pizzo pregiato    • 2 •   tipo di stivale da cavallerizzo di pelle lucida | s.f. invar.  panna montata dolce aromatizzata alla vaniglia | usato anche come agg. invar.  : panna, crema chantilly; pizzo chantilly. 
chaperon   s.m. invar.  (antiq.)    • 1 •   un tempo, dama di compagnia di una ragazza di famiglia aristocratica    • 2 •   (scherz.) chi introduce qualcuno in un ambiente nuovo.
chapliniano   agg.  di, relativo all'attore e regista cinematografico inglese charles chaplin (1889-1977), creatore del personaggio di charlot.
charango   s.m. invar.  (mus.) piccolo strumento a corde latino-americano che si suona a pizzico, in origine ricavato da una corazza di armadillo.
chardonnay   s.m. invar.  tipo di vitigno di origine francese da cui si ottiene l'omonimo vino bianco.
charleston   s.m. invar.    • 1 •   ballo del genere ragtime, in voga negli anni '20    • 2 •   strumento musicale a percussione con due piatti metallici, componente della batteria.
charlotte   s.f. invar.    • 1 •   (gastr.) torta dolce a base di pan di spagna o savoiardi, crema e panna    • 2 •   cappello femminile rotondo e schiacciato, ornato di pizzi.
charmant   agg. invar.  dotato di charme; affascinante.
charme   s.m. invar.  fascino, attrattiva.
charmeuse   s.f. invar.  tessuto di seta morbido e rasato.
charter   s.m. invar.  sistema di volo economico con aerei non di linea ma noleggiati da compagnie di viaggio; per estens., l'aereo che svolge questo servizio | usato anche come agg. invar.  : aereo, volo charter. 
chartreuse   s.f. invar.  liquore ottenuto dalla distillazione di erbe aromatiche, prodotto dai certosini.
chase   s.f. invar.  nel jazz, improvvisazione alternata di due o più solisti.
chassidico   o cassidico, agg.  [pl. m. -ci] proprio del chassidismo, a esso relativo.
chassidismo   o cassidismo, s.m.  (relig.) movimento mistico ebraico diffusosi nell'europa orientale nel corso del secolo xviii.
chat line   loc. sost. f. invar.    • 1 •   linea telefonica attivabile con uno speciale prefisso che consente di comunicare con un interlocutore a pagamento: le chat line erotiche    • 2 •   collegamento attraverso computer che consente a due o più utenti di inviare e ricevere messaggi in tempo reale, attivando in questo modo una sorta di conversazione telematica.
chauffeur   s.m. invar.  (antiq.) autista.
ché   cong.  aferesi di perché  (introduce prop. interrogative, causali o finali): ché non rispondi?; copriti ché fa freddo; te lo dico, ché non s'abbia a ripetere. 
che   (1) pron. rel. invar.    • 1 •   il quale, la quale, i quali, le quali (si riferisce sia a persona sia a cosa, e si usa normalmente nei casi diretti): quel signore che è entrato ora è il direttore; le persone che tu hai visto; ascolta gli uccelli che cinguettano; il giornale che stai leggendo è di ieri    • 2 •   (ant.) cui (usato come compl. indiretto, con o senza prep.): e i piedi in ch'io mi stetti e mossi e corsi  (petrarca canz.  xxiii, 45) | quest'uso si mantiene nel linguaggio pop., spec. col valore di in cui  (temporale e locale): l'estate che ci siamo incontrati; paese che vai usanza che trovi; più fortemente popolare o dialettale in funzione di altri compl.: questa è la carne che  ('con cui') ci si fa il brodo  | in altre espressioni dell'uso comune: (non) ha di che lamentarsi, (non) ne ha motivo; (non) ha di che vivere, (non) ha risorse economiche; (non) ha di che pagare la pigione, (non) ha soldi con cui pagarla | non c'è di che, formula di risposta cortese a un ringraziamento (letteralmente vale 'non c'è nulla di cui ringraziare') | non c'è che dire, espressione di consenso    • 3 •   la quale cosa (con valore neutro, preceduto dall'art. o da una prep.): ti sei messo a studiare, il che ti fa onore; hai vinto il concorso, del che mi rallegro; non si è più fatto vedere, dal che ho dedotto il suo disinteresse; dopo di che, me ne andrò  | per lo che  (o perloché), (antiq.) per la qual cosa | pron. interr.  [solo sing.] quale cosa (usato in prop. interr. dirette e indirette): che sarà di loro?; che stai dicendo?; a che pensi?; di che si preoccupa?; non so che fare; non capisco di che ti lamenti; è spesso seguito o, nel linguaggio familiare, sostituito da cosa: (che) cosa vuoi?; non so (che) cosa egli pensi di fare  | che è, che non è, (fam.) tutt'a un tratto, improvvisamente | a che?, a quale scopo?, a qual pro? | che più?, (antiq.) cos'altro? (con valore conclusivo) | e che?, o che?, ma che?, rafforzativi di interrogazione che esprimono stupore polemico: e che? avresti forse qualcosa da dire?  | pron. escl.  [solo sing.] quale cosa: che dici!; che mi doveva capitare!; ma che mi tocca sentire!  | come inter., nell'uso familiare, esprime meraviglia, stupore: «ci andrai?»  «che! ma neanche per sogno» «che! stai scherzando?»  | ma che!, lo stesso che macché  | pron. indef.  indica qualcosa di indeterminato (solo in partic. locuzioni): un che, (un) non so che, un certo che, un certo non so che, qualche cosa: vi è in lui un che di falso; v'è un non so che di strano in tutto questo  | (un) gran che, (una) gran cosa: oggi non ho concluso (un) gran che; ne parlano tutti bene, ma per me non è (un) gran che  | un, ogni minimo che, un, ogni nonnulla: arrabbiarsi per ogni minimo che   agg. interr.  quale, quali: che tipo è?; a che ora verrà?; che libri leggi di solito?; non so che idee abbia per la testa  | agg. escl. invar.  quale, quali: che idee!; che bella giornata!; che persone antipatiche!  | (fam.) molto diffuso l'uso dell'agg. escl. in unione a un semplice agg., senza altra specificazione, in frasi del tipo: che bello!, che bellezza, com'è bello; che strano!, che stranezza, com'è strano | diffusa anche l'anteposizione dell'agg. qualificativo: stupido che sei!, sei proprio stupido!  s.m.  usato solo nell'espressione il che e il come  e sue varianti, nel senso di 'ogni cosa, tutto': voglio sapere bene il che e il come; ti chiederà il che, il come e il quando. 
che   (2) cong.    • 1 •   introduce prop. dichiarative (soggettive e oggettive) con il v. al congiunt. o all'indic.: si dice che sia partito; sarebbe ora che si decidessero; dubito che egli venga; ti dico che non è vero; è inutile che tu legga quel cartello  | può essere omesso quando il v. è al congiunt.: temo non venga  | con valore enfatico: non (è) che sia malato, ma certo è molto stanco; è che i giorni non passano mai!; che si possa aver fiducia in lui?; forse che non lo sapevi?    • 2 •   introduce prop. consecutive, con il v. all'indic. o al congiunt. (spesso in correlazione con così, tanto, talmente, tale ecc.): cammina che pare un ubriaco; parlagli in modo che ti capisca; non c'è medicina (tale) che possa guarirlo; era tanto commosso che non riusciva a parlare; ero così stanco che mi addormentai subito  | entra nella formazione di numerose loc. cong., come al punto che, in modo che, a tal segno che : continuò a bere al punto che si ubriacò    • 3 •   introduce prop. causali con il v. all'indic. o al congiunt.: copriti che fa freddo; non che io voglia rifiutare    • 4 •   introduce prop. finali con il v. al congiunt.: fa' che tutto proceda bene; badavano che non si facesse male    • 5 •   introduce prop. temporali con il v. all'indic., nelle quali ha valore di quando, da quando : ti incontrai che era mezzogiorno; aspetto che egli parta; saranno due mesi che non lo vedo  | nell'uso lett. è spesso posposto a un part. pass.: finito ch'ebbe di leggere, stette lì alquanto a pensare  (manzoni p. s.  ix) | entra nella formazione di numerose loc. cong., come una volta che, dopo che, prima che, ogni volta che, dal giorno che, dall'istante che : devi farlo, prima che sia troppo tardi; ogni volta che l'incontro mi saluta    • 6 •   introduce prop. comparative: tutto è finito più presto che non sperassi    • 7 •   introduce prop. condizionali con il v. al congiunt., in loc. come posto che, nel caso che, a patto che, nell'ipotesi che  ecc.: posto che avesse tutte le ragioni, non doveva però comportarsi a quel modo; lo farò a patto che se lo meriti    • 8 •   introduce prop. eccettuative (in espressioni negative, correlata con altro, altri, altrimenti, per lo più sottintesi): non fa (altro) che dire sciocchezze; non ho potuto (altro) che obbedire!; non potrei comportarmi (altrimenti) che così  | entra a far parte delle loc. cong. tranne che, salvo che, a meno che, senza che : tutto farei, tranne che dargli ragione; verrò a trovarti, a meno che tu non sia già in montagna; ha agito senza che nessuno ne fosse informato    • 9 •   introduce prop. imperative e ottative con il v. al congiunt.: che nessuno entri!; che dio ti benedica; che finisca in fretta    • 10 •   introduce prop. limitative con il v. al congiunt., con il valore di 'per quanto': non ha telefonato nessuno, che io sappia    • 11 •   con valore coordinativo in espressioni correlative sia che... sia che; o che... o che : sia che ti piaccia sia che non ti piaccia, usciremo; o che piova o che non piova    • 12 •   introduce il secondo termine di paragone nei comparativi di maggioranza e di minoranza, in alternativa a di  (ma è obbligatorio quando il paragone si fa tra due agg., tra due part., tra due inf., tra due s. o pron. preceduti da prep.): firenze è meno antica che  (o di) roma; sono più riposato oggi che  (o di) ieri;tu sei più intelligente che studioso; è più lodato che amato; è più difficile fare che dire; abito meno volentieri in città che in campagna; è scritto meno bene in questo testo che in quello  | (fam.) in correlazione con tanto, in luogo di quanto, nei comparativi di eguaglianza: la cosa riguarda tanto me che voi  | in espressioni che hanno valore di superl.: sono più che certo; sono più certo che mai    • 13 •   entra nella formazione di numerose cong. composte e loc. congiuntive: affinché, benché, cosicché, perché, poiché; sempre che, in quanto che, nonostante che, in modo che  e sim.
cheap   agg. invar.  di qualità scadente, di scarso valore: un oggetto, un prodotto cheap  | (estens.) mediocre, meschino; di gusto volgare: una persona, una battuta di spirito molto cheap; un circolo, un salotto tra i più cheap che si conoscano. 
checca   s.f.  (region. spreg.) omosessuale maschile.
checché   o che che, pron. rel. indef. invar.  (lett.) qualunque cosa (si adopera sia come sogg. sia come compl. ogg., sempre con il v. al congiunt.): checché avvenga, io partirò; farò a modo mio, checché tu ne dica. 
checchessia   o che che sia, pron. indef. invar.  (lett.)    • 1 •   qualunque cosa, qualsivoglia cosa: crede di sapere checchessia    • 2 •   in frasi negative equivale a 'nulla, alcuna cosa': non chiedermi checchessia, non posso risponderti. 
check   s.m. invar.  in alcuni linguaggi tecnici, controllo dell'esattezza di un insieme di dati o del corretto funzionamento di un'apparecchiatura.
check-in  check-in s.m. invar.  negli aeroporti, registrazione dei passeggeri in partenza.
check list   loc. sost. m.  o f. invar.  in organizzazione aziendale e (in informatica) elenco di voci di controllo per verificare tutte le fasi di operazioni complesse.
check panel   loc. sost. m. invar.  pannello di controllo (in automobili, impianti ecc.).
check-up  check-up s.m. invar.    • 1 •   (med.) controllo medico generale, con analisi ed esami clinici, per verificare la funzionalità di tutti gli organi e lo stato di salute generale, spec. a scopo preventivo    • 2 •   revisione generale periodica di macchine, strumenti complessi, impianti.
cheddite   s.f.  potente esplosivo a base di clorato potassico, paraffina e composti organici nitrati.
chedivè    ⇨ kedivè.
chef   s.m. invar.  capocuoco di ristorante o albergo importante.
chefir   meno com. kefir, s.m. invar.  bevanda acidula e frizzante originaria del caucaso, ottenuta dal latte fermentato.
cheilite   s.f.  (med.) infiammazione delle labbra.
cheilo-  cheilo- o chilo-, primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. chéilos  'labbro' (cheilofagia).
cheilodieresi   s.f.  (med.) labbro leporino.
cheilofagia   s.f.  (med.) tic nervoso che consiste nel mordersi continuamente le labbra.
cheiloschisi   s.f.  (med.) labbro leporino.
cheiro-  cheiro-  ⇨ chiro-.
chela   s.f.  (zool.) organo di presa, di difesa e di offesa in forma di pinze o di forbici, situato all'estremità degli arti anteriori di molti artropodi.
chelato   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di composto complesso in cui uno ione metallico è legato ad almeno due punti diversi di una molecola organica che si chiude come una chela  agg.  (zool.) dotato di chele.
cheli   s.f.  (mus.)    • 1 •   nell'antichità greca, strumento musicale affine alla lira la cui cassa di risonanza era ricavata originariamente da un guscio di testuggine | (lett.) cetra, lira    • 2 •   nei secc. xvi-xvii, termine generico per indicare il liuto o qualche altro strumento ad arco.
chelicerati   s.m. pl.  (zool.) sottotipo degli artropodi, comprendente merostomi e aracnidi, caratterizzato dalla mancanza di antenne e dalla presenza di cheliceri | sing.  [-o] ogni animale di tale sottotipo.
chelicero   s.m.  (zool.) piccolo arto a forma di tenaglie della testa dei chelicerati.
chelidonia    ⇨ celidonia.
chelidro   s.m.    • 1 •   (zool.) testuggine acquatica americana (ord.  cheloni)    • 2 •   (ant.) sorta di serpente velenoso anfibio.
chelleano   s.m.  il più antico stadio del paleolitico inferiore; abbevilliano  agg.  del chelleano: cultura chelleana. 
chellerina   o kellerina, s.f.  (antiq.) cameriera che serve nelle birrerie.
cheloide   s.m.  (med.) cicatrice irregolare ispessita, che si forma dopo ustioni, ferite, interventi chirurgici.
cheloni   s.m. pl.  (zool.) ordine di rettili dalla robustissima armatura cutanea, fatta di scudi ossei e cornei; sono noti com. come tartarughe  | sing.  [-e  o -io] ciascun rettile di tale ordine.
chemigrafia   s.f.  riproduzione grafica per mezzo di reattivi chimici.
chemiluminescenza   s.f.  (chim.) luminescenza prodotta da reazioni chimiche.
chemin-de-fer  chemin-de-fer s.m. invar.  gioco d'azzardo fatto con le carte, simile al baccarà.
chemio-  chemio- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dall'ingl. chemo-, tratto da chemical, chemist  'chimico', in cui vale 'chimico, chimica' o indica rapporto con sostanze o reazioni chimiche (chemiogenesi).
chemioelettricità   s.f.  (fis.) elettricità di origine chimica.
chemiogenesi   s.f.  (biol.) influenza dei fattori chimici sulla genesi della vita organica.
chemiorecettore    ⇨ chemocettore.
chemiosintesi   s.f.  (biol.) sintesi organica operata con energia sprigionata da reazioni chimiche.
chemiotassi   s.f.  (biol.) movimento degli organismi unicellulari determinato da stimoli chimici.
chemiotattico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo alla chemiotassi: movimenti chemiotattici. 
chemiotattismo   s.m.  (biol.) chemiotassi.
chemioterapia   s.f.  (med.) terapia effettuata con farmaci prodotti per sintesi chimica | nell'uso corrente, la terapia chimica dei tumori (chemioterapia antiblastica).
chemioterapico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a chemioterapia: farmaco chemioterapico  | istituto chemioterapico, che produce farmaci chemioterapici  s.m.  farmaco chemioterapico.
chemiotropismo   s.m.  (biol.) tropismo di origine chimica.
chemisier   s.m. invar.  abito femminile in un solo pezzo, con maniche e colletto del tipo di quelli delle camicie da uomo.
chemiurgia   s.f.  [pl. -gie] branca della chimica che studia le utilizzazioni non alimentari dei prodotti agricoli.
chemocettore   o chemiorecettore [che-mio-re-cet-tó-re], s.m.  (biol.) recettore sensibile a stimoli di natura chimica.
chenopodiacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni delle centrosperme, con fiori in spighe o pannocchie e frutti ad achenio, di cui fanno parte il chenopodio, lo spinacio e la barbabietola | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
chenopodio   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee a piccoli fiori verdognoli dalle cui foglie si ricava una sostanza vermifuga (fam.  chenopodiacee).
chente   agg.  e pron. m.  e f.  (ant.)    • 1 •   quale: chente è la forma del mondo?  (brunetto latini)    • 2 •   seguito da che, qualunque: chente che ella si sia  (boccaccio dec.  iii, 9)    • 3 •   quanto (davanti a quale): pensando chenti e quali li nostri ragionamenti sieno  (boccaccio dec.  introduzione)  avv.  (ant.) come: chente v'è paruta questa vivanda?  (boccaccio dec.  iv, 9).
chenzia   s.f.  pianta ornamentale con foglie pennate flessibili, simile a una piccola palma (fam.  palmacee).
chepì   o képi, rar. cheppì, s.m.  copricapo militare rigido di forma cilindrica, con visiera di cuoio.
cheppia   o chieppa, s.f.  altro nome del pesce alosa. 
cheque   s.m. invar.  assegno bancario.
cheratina   s.f.  (biol.) sostanza albuminoide, elaborata dalle cellule epidermiche della cute, che è un componente fondamentale delle produzioni cornee (peli, unghie, corna); per la sua resistenza ai succhi gastrici, trova applicazioni in farmacia.
cheratinizzare   v. tr.  (farm.) effettuare la cheratinizzazione: pillole cheratinizzate  | v. intr.  [aus.  avere], cheratinizzarsi v. rifl.  (biol.) subire un processo di cheratinizzazione.
cheratinizzazione   s.f.    • 1 •   (biol.) trasformazione naturale o patologica in cheratina delle cellule cornee dell'epidermide    • 2 •   (farm.) il rivestire con un composto a base di cheratina le pillole di sostanze medicinali che devono passare inalterate nell'intestino.
cheratite   s.f.  (med.) infiammazione della cornea.
cherato-  cherato- o cerato-, primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. kéras kératos  'corno'; vale 'corneo, sostanza cornea' o fa riferimento alla cornea (cheratoma, cheratoplastica).
cheratodermia   s.f.  (med.) alterazione della cute caratterizzata da ispessimento e infiammazione dell'epidermide.
cheratogeno   agg.  e s.m.  (biol.) si dice di ciò che produce sostanze cornee.
cheratolitico   agg.  e s.m.  [pl. -ci] (chim.) si dice di farmaco capace di sciogliere sostanze cornee.
cheratoplastica   s.f.  (med.) trapianto della cornea.
cheratosi   s.f.  (med.) alterazione della pelle caratterizzata da ispessimento dello strato corneo.
cheratotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica della cornea.
cherco   e deriv.   ⇨ chierico e deriv. 
chercuto   agg.  e s.m.  (ant.) che, chi porta la chierica.
cherere   o chierere, v. tr.  [io chèro  (o chièro) ecc.] (ant.) chiedere.
cherico   e deriv.   ⇨ chierico e deriv. 
cherigma   o kerygma [kè-ryg-ma], s.m.  (teol.) nel cristianesimo delle origini, la prima predicazione, il messaggio di fede rivolto ai non credenti.
cherigmatico   agg.  [pl. m. -ci] (teol.) relativo al cherigma | teologia cherigmatica, indirizzo teologico contemporaneo incentrato sul messaggio salvifico del cristo, quale è presente nel cherigma.
chermes   o kermes, s.m. invar.  colorante estratto dalle cocciniglie, usato un tempo per tingere di rosso i tessuti, oggi per colorare alcuni liquori.
chermisi   chermisì  ⇨ cremisi.
chermisino   agg.  cremisino.
cherosene   o kerosene, s.m.  (chim.) miscela di idrocarburi ottenuta dalla distillazione del petrolio, usata come propellente per i motori a getto e come combustibile da riscaldamento e illuminazione.
cherry brandy   abbr. cherry, s.m. invar.  acquavite di ciliegie.
cherubico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di, da cherubino | inno cherubico, inno della liturgia bizantina.
cherubino   poet. cherubo [ché-ru-bo], s.m.    • 1 •   (relig.) nelle religioni del vicino oriente antico, demone alato che proteggeva templi o abitazioni | nel cristianesimo, angelo del secondo coro della prima gerarchia angelica    • 2 •   rappresentazione artistica raffigurante un cherubino    • 3 •   (fig.) persona bellissima o buonissima; creatura angelica.
chetare   v. tr.  [io chéto ecc.] quietare, calmare, far tacere: chetare il pianto di un bambino  | chetare un creditore, pagarlo | chetarsi v. rifl.  quietarsi; mettersi calmo, in silenzio.
chetichella   solo nella loc. avv. alla chetichella, di nascosto, senza farsi accorgere: andarsene, arrivare alla chetichella. 
cheto   agg.    • 1 •   quieto, silenzioso, tranquillo: starsene cheto cheto; tu dormi, che t'accolse agevol sonno / nelle tue chete stanze  (leopardi la sera del dì di festa  7-8) | acqua cheta, calma, non agitata; (fig.) persona solo in apparenza tranquilla e remissiva    • 2 •   (ant.) segreto, nascosto  avv.  (lett.) tranquillamente | sommessamente: parlar cheto  § chetamente avv. 
cheto-  cheto- (1) primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. cháite  'chioma'; significa 'provvisto di setole, di peli' (chetognati).
cheto-  cheto- (2) primo elemento di parole composte della terminologia chimica che è abbreviazione di chetone  (chetoacido).
chetoacido   s.m.  (chim. biol.) prodotto intermedio del metabolismo dei grassi, costituente dei corpi chetonici.
chetogeno   agg.  (chim.) che genera chetoni.
chetognati   s.m. pl.  (zool.) gruppo di piccoli animali marini ermafroditi, dal corpo diafano allungato e terminante con una pinna orizzontale, che sono tra i costituenti del plancton | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale gruppo.
chetone   s.m.  (chim.) ogni composto organico caratterizzato dalla presenza del gruppo carbonico, ottenuto per ossidazione di alcuni alcoli.
chetonemia   s.f.  (med.) acetonemia.
chetonico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di, derivato da chetone; che ha natura di chetone: resine chetoniche  | corpi chetonici, prodotti intermedi del metabolismo dei grassi; sono presenti, in determinate condizioni, nel sangue e nell'urina dei diabetici.
cheviot   s.m. invar.    • 1 •   razza pregiata di pecore inglesi    • 2 •   tessuto prodotto con lana di tali pecore, usato per giacche e cappotti.
chevreau   s.m. invar.  pelle di capretto conciata.
chewing-gum  chewing-gum s.m. invar.  gomma da masticare, in palline, tavolette o pastiglie.
chiù   inter.  voce onom. che riproduce il verso dell'assiolo  s.m.  (tosc.) il verso dell'assiolo; per estens., l'uccello stesso.
chi   (1) pron. rel. invar.  [solo sing. ; ant. anche pl.]    • 1 •   colui il quale, colei la quale (con valore dimostrativo-relativo; usato sia come sogg. sia come compl.): chi ha fatto ciò ha fatto bene; ho trovato chi mi può aiutare; regalalo a chi vuoi; non prendertela con chi non ne ha colpa    • 2 •   uno il quale, una la quale; qualcuno che, qualcuna che (con valore indefinito-relativo): c'è chi dice che non ci si possa fidare di lui; non trova chi lo possa aiutare; non c'è chi gli creda; può andarci chi vuole, chiunque | con sfumatura ipotetica o condizionale: chi mi ama mi segua; questo compito, (per) chi ci rifletta un po', non è difficile    • 3 •   (ant.) cui (con valore di semplice relativo, sempre preceduto da prep.): proverai tua ventura / fra' magnanimi pochi a chi 'l ben piace  (petrarca canz.  cxxviii, 119-120) | pron. indef. invar.  uno, qualcuno, alcuni (oggi usato solo nel costrutto relativo chi... chi  'l'uno... l'altro', 'alcuni... altri'): chi diceva una cosa, chi (ne diceva) un'altra  | pron. interr. invar.  quale persona, quali persone (usato sia come sogg. sia come compl.; può essere rafforzato con mai): chi ha suonato alla porta?; chi sono quelle signore?; chi sarà mai?; con chi parlava?; non so di chi sia questo soprabito; non saprei a chi rivolgermi; chi sa?, chi lo sa?, lo stesso che chissà; me l'ha detto non so chi, una persona di cui non ricordo il nome; chi me lo dice?, chi mi dice?, per esprimere dubbio e incredulità chi me lo fa fare?, chi ce lo fa fare?, perché, con che vantaggio dovrei, dovremmo farlo? | usato in proposizioni esclamative: a chi (mai) ha dato retta!; chi si vede!; a chi lo dici!, quando altri ci dice cosa a noi ben nota.
chi   (2) s.m.  o f. invar.  nome della ventiduesima lettera dell'alfabeto greco.
chiacchiera   s.f.    • 1 •   spec. pl.  conversazione su argomenti di poca importanza; discorso inutile, futile: perdersi in chiacchiere  | fare due, quattro chiacchiere, conversare amichevolmente del più e del meno | a chiacchiere, a parole, non coi fatti | poche chiacchiere!, basta con le chiacchiere!, invito a smettere di discutere e a passare ai fatti | prov.  : le chiacchiere non fanno farina, le parole non bastano, ci vogliono i fatti    • 2 •   notizia infondata; maldicenza, diceria, pettegolezzo: mettere in giro una chiacchiera; non badare alle chiacchiere della gente; sul suo conto corrono molte chiacchiere    • 3 •   facilità di parola; parlantina: avere molta chiacchiera    • 4 •   spec. pl.  (sett.) dolce tipico del carnevale, costituito da strisce di pasta avvolte a nastro, fritte e spolverate di zucchero.
chiacchierare   v. intr.  [io chiàcchiero ecc. ; aus. avere]    • 1 •   discorrere, parlare: smettila di chiacchierare, voglio dormire!  | conversare su argomenti futili di poca importanza: chiacchierare del più e del meno    • 2 •   fare della maldicenza; spettegolare: chiacchierare sul conto di qualcuno  | chiacchierare troppo, dir cose che si dovrebbero tacere.
chiacchierata   s.f.    • 1 •   conversazione amichevole: una chiacchierata telefonica    • 2 •   discorso lungo, inutile, futile: dopo tutta quella chiacchierata ne so quanto prima. 
chiacchierato   part. pass.  di chiacchierare   agg.  nei sign. del verbo | che è oggetto di pettegolezzi: una ragazza molto chiacchierata. 
chiacchiericcio   s.m.  chiacchierio.
chiacchierino   agg.    • 1 •   che chiacchiera spesso e volentieri: un bambino chiacchierino    • 2 •   (tosc.) detto di giochi di carte in cui si può parlare con il compagno: tressette chiacchierino   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona chiacchierina    • 2 •   merletto a rosette legate l'una all'altra, eseguito con una piccola spola.
chiacchierio   s.m.  il chiacchierare continuo e vivace, spec. di più voci; parlottio, cicaleccio.
chiacchierone   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   (scherz.) che, chi chiacchiera molto e volentieri: è un gran chiacchierone    • 2 •   (spreg.) che, chi non sa tenere un segreto.
chiama   s.f.  (burocr.) appello nominale: fare la chiama. 
chiamare   v. tr.    • 1 •   rivolgersi a qualcuno (anche a un animale) pronunziandone il nome, oppure con gesti, segnali o altri mezzi (lettera, telefono ecc.), affinché risponda, si avvicini o compia un'azione (anche fig.): chiamare qualcuno dalla finestra, con un fischio, al telefono; il dovere mi chiama  | telefonare: chiamami domattina  | svegliare: farsi chiamare a una data ora  ' invitare: ho chiamato anche luca per la gita  | dio, il signore l'ha chiamato (a sé), si dice di persona morta | chiamare alle armi, a prestare il servizio militare; anche, incitare alla guerra, alla lotta | chiamare in giudizio, in causa, (dir.) citare davanti a un organo giudiziario; chiamare in causa qualcuno, (fig.) farlo intervenire, coinvolgerlo in una questione | chiamare a testimonio, chiedere a qualcuno di testimoniare | chiamare alla ribalta, in teatro, applaudire un interprete perché si presenti sul palcoscenico | essere chiamato, avere vocazione, inclinazione: è chiamato alla vita religiosa    • 2 •   gridare: chiamare aiuto    • 3 •   chiedere, sollecitare: chiamare una carta, nei giochi di carte, richiedere al compagno di giocare una certa carta; chiamare la palla, sollecitare un passaggio in un gioco con la palla | chiedere l'intervento di qualcuno o qualcosa: chiamare il medico, un taxi, l'ambulanza  ' invocare: chiamare dio a testimone  | evocare: chiamare l'anima di un trapassato  | attirare, tirare, attrarre su di sé: un errore chiama l'altro    • 4 •   dare un nome, un nomignolo, un appellativo; nominare, soprannominare: la bimba fu chiamata marina; lo chiamavano  «pel di carota» chiamare le cose con il loro nome, (fig.) parlare con franchezza | definire, qualificare: questo vaso si può chiamare antico, l'altro è solo vecchio  | designare, nominare, eleggere: è stato chiamato alla presidenza del consorzio  | chiamarsi v. rifl.    • 1 •   aver nome: si chiama antonio; come si chiama quella piazza?    • 2 •   essere (in espressioni enfatiche): questo si chiama parlar chiaro!  | v. rifl.    • 1 •   dichiararsi: chiamarsi vinto  | chiamarsi fuori, in alcuni giochi di carte, come il tressette, dichiarare di avere il punteggio necessario a vincere prima che la mano sia conclusa; per estens., non voler più esser parte di qualcosa, lavarsene le mani    • 2 •   darsi nome: papa roncalli volle chiamarsi giovanni xxiii. 
chiamata   s.f.    • 1 •   il chiamare, l'esser chiamato: accorrere alla chiamata; chiamata alle armi, convocazione o richiamo a prestare il servizio militare; chiamata (telefonica), squillo telefonico, conversazione telefonica; chiamata in giudizio, in causa, a testimonio, citazione | in teatro, applauso con cui il pubblico invita gli interpreti a presentarsi alla ribalta | (relig.) vocazione: chiamata al sacerdozio; ricevere la chiamata (di dio)  | nei giochi di carte, invito al compagno a giocare una certa carta    • 2 •   segno fatto su un manoscritto per indicare che in quel punto va inserita un'aggiunta fatta in margine o a piè pagina | nei manoscritti e nelle prime stampe, la prima parola del fascicolo seguente anticipata a piè dell'ultima pagina di quello precedente; richiamo    • 3 •   il manovrare le briglie perché il cavallo esegua certe operazioni (voltare, rallentare, fermarsi ecc.) | (estens.) ciascuno degli anelli che collegano il morso del cavallo alle briglie.
chiamavetture   s.m. invar.  inserviente che chiama le vetture pubbliche o private all'uscita di un locale.
chiana   s.f.  (tosc.) terreno paludoso.
chianino   agg.  della val di chiana, in toscana | razza chianina, pregiata razza di bovini da lavoro e da carne originaria della val di chiana.
chianti   s.m.  vino rosso, asciutto e robusto prodotto nell'omonima zona della toscana centrale.
chiantigiano   agg.  relativo al chianti, zona della toscana centrale  s.m.  [f. -a] nativo, abitante del chianti.
chiappa   (1) s.f.  (ant.) pietra sporgente cui ci si può aggrappare: montar di chiappa in chiappa  (dante inf.  xxiv, 33).
chiappa   (2) s.f.  (pop.) natica.
chiappa   (3) s.f.  (scherz.) nel linguaggio dei cacciatori, preda, cattura: fare una chiappa di selvaggina. 
chiappacani   s.m. invar.  (non com.) accalappiacani.
chiappamosche   s.m.  e f. invar.    • 1 •   (pop.) acchiappamosche    • 2 •   (fig.) persona inconcludente.
chiappanuvole   o chiappanuvoli, s.m.  e f. invar.  acchiappanuvoli.
chiappare   v. tr.  (pop.)    • 1 •   acchiappare, afferrare: chiappare qualcuno per un braccio  | carpire, sottrarre    • 2 •   prendere alla sprovvista, sorprendere; cogliere in fallo, sul fatto.
chiapparello   o chiapperello, s.m.    • 1 •   frase o discorso a trabocchetto    • 2 •   gioco di bambini che consiste nel rincorrersi per acchiapparsi.
chiappino   region. ciappino, s.m.    • 1 •   parte di un oggetto che serve ad afferrarlo    • 2 •   oggetto che serve ad afferrarne altri | sorta di molletta a pettine per trattenere i capelli    • 3 •   il gioco detto chiapparello. 
chiappola   s.f.  (ant.) cosa insignificante; inezia, bagattella.
chiappolare   v. tr.  [io chiàppolo ecc.] (ant.) prendere, appropriarsi di qualcosa con scaltrezza, con l'inganno.
chiara   s.f.  (fam.) l'albume dell'uovo crudo: battere, montare le chiare. 
chiarantana   o chiarentana, s.f.  (mus.) danza di origine popolare ad andamento lento.
chiarare   v. tr.  (ant.) render chiaro, schiarire (anche fig.).
chiarata   s.f.  chiara d'uovo sbattuta, usata per schiarire i vini, come rimedio nelle contusioni e come astringente in cosmetica.
chiarea   s.f.  (ant.) bevanda medicinale composta di acquavite, zucchero e droghe.
chiareggiare   v. tr.  [io chiaréggio ecc.] (ant.) rendere chiaro; lumeggiare | (fig.) rendere comprensibile | v. intr.  [aus. essere  o avere] (lett.) rischiararsi, farsi chiaro (detto spec. del cielo).
chiarella   s.f.  diradamento in una parte di un tessuto causato da un difetto di tessitura.
chiarello   s.m.  vino chiaro | vino annacquato.
chiarentana    ⇨ chiarantana.
chiaretto   s.m.  vino dell'italia settentrionale limpido e trasparente, di colore rosso chiaro, a bassa gradazione alcolica | usato come agg.  : (vino) chiaretto. 
chiarezza   s.f.    • 1 •   l'essere chiaro; limpidezza, luminosità: la chiarezza del cielo    • 2 •   (fig.) comprensibilità, evidenza, intelligibilità: parlare, scrivere con chiarezza; chiarezza d'idee, lucidità intellettuale | franchezza, lealtà: esprimersi, agire con chiarezza    • 3 •   (ant.) celebrità, fama | nobiltà, decoro: io non cercai... d'imporre alcuna macula all'onestà e alla chiarezza del vostro sangue  (boccaccio dec.  x, 8).
chiaria   s.f.  (non com.)    • 1 •   (lett.) chiarità e trasparenza dell'aria: nella chiaria / la vasta distesa, s'increspa  (montale) | schiarita del cielo    • 2 •   zona di bosco in cui scarseggiano o mancano del tutto gli alberi; radura.
chiarificante   part. pres.  di chiarificare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che viene aggiunta a un liquido (p. e.  al vino) per schiarirlo.
chiarificare   v. tr.  [io chiarìfico, tu chiarìfichi ecc.]    • 1 •   rendere chiaro, spec. un liquido    • 2 •   (fig.) chiarire, spiegare; illustrare: chiarificare un concetto    • 3 •   (ant.) esaltare, glorificare.
chiarificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi chiarifica: parole chiarificatrici   s.m.  recipiente munito di centrifuga per chiarificare liquidi.
chiarificazione   s.f.  il chiarificare, l'essere chiarificato | (fig.) chiarimento, spiegazione.
chiarimento   s.m.  il chiarire, spec. in senso fig.; spiegazione: fornire un chiarimento. 
chiarina   s.f. , o chiarino s.m. , (mus.) lo stesso che clarino, nel sign. 1.
chiarire   v. tr.  [io chiarisco, tu chiarisci ecc.]    • 1 •   (non com.) rendere chiaro o più chiaro; rendere limpido ciò che è torbido: chiarire lo zucchero, un liquido    • 2 •   (fig.) rendere comprensibile o più comprensibile; spiegare: chiarire un concetto; chiarire un dubbio, risolverlo | mettere in chiaro: l'imputato dovrà chiarire la sua posizione    • 3 •   (rar.) informare, portare a conoscenza: bastava passarvi, per esser chiarito della condizione e de' costumi del paese  (manzoni p. s.  v) | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   (rar.) diventare chiaro o più chiaro    • 2 •   (ant.) farsi luminoso: e 'l suo voler piacermi / significava nel chiarir di fori  (dante par.  ix, 14-15) | chiarirsi v. rifl.  acquistare certezza di qualcosa | chiarirsi di un dubbio, uscirne, risolverlo | v. rifl.  divenire più chiaro, spec. fig.: la situazione s'è chiarita. 
chiarissimo   agg.    • 1 •   superl.  di chiaro    • 2 •   titolo oggi generalmente usato nel rivolgersi, per iscritto, ai professori universitari | un tempo, titolo riservato ai nobili    • 3 •   (tip.) di carattere tipografico di spessore più sottile del chiaro.
chiarita   s.f.    • 1 •   (non com.) schiarita    • 2 •   (fam.) chiarimento.
chiarità   ant. chiaritade [chia-ri-tà-de], chiaritate, s.f.  (lett.)    • 1 •   chiarezza, limpidezza: aiutandola la chiarità dell'aere, vide costui in camiscia  (boccaccio dec.  ii, 2)    • 2 •   luminosità, splendore: canti d'uccelli in chiarità di sole  (pascoli).
chiaritoio   s.m.    • 1 •   filtro per chiarificare liquidi (olio, vino ecc.)    • 2 •   luogo o stanza adibita alla chiarificazione di liquidi.
chiaritura   s.f.  l'operazione del chiarire.
chiaro   agg.    • 1 •   che ha un certo grado di luminosità luminoso: un bel sole chiaro; stanza chiara, che gode di molta luce; esser giorno chiaro, mattina inoltrata    • 2 •   di colore non intenso, non scuro: verde, rosso chiaro; un abito chiaro  | (tip.) di carattere tipografico di spessore normale, più sottile del nero    • 3 •   limpido, trasparente: un bel vinello chiaro    • 4 •   (fig.) schietto, onesto, franco: sguardo, occhio chiaro; propositi chiari; una bella faccia chiara    • 5 •   che si sente o si vede distintamente: voce, immagine chiara  ' a chiare note, (fig.) senza reticenze    • 6 •   che si comprende facilmente: linguaggio, discorso chiaro; concetti chiari  | essere chiaro, farsi intendere, riferito a persona; nell'uso ant., essere certo, persuaso: sono stato chiaro?; sono interamente chiaro della verità del fatto  (galilei) | è chiaro che, è evidente (con valore impers.): è chiaro che le cose non vanno; è chiaro come la luce del sole, è evidentissimo | fare chiaro qualcuno, (fig. lett.) spiegargli, chiarirgli qualcosa: fatto m'hai lieto, e così mi fa chiaro,  /... / com'esser può di dolce seme, amaro  (dante par.  viii, 91-93)    • 7 •   che percepisce distintamente: vista, mente chiara    • 8 •   netto, deciso, ben determinato: opporre un chiaro rifiuto; aver le idee chiare, sapere ciò che si vuole; un no chiaro e tondo, definitivo    • 9 •   (fig.) conosciuto, illustre: uomo di chiara fama; un chiaro ingegno    • 10 •   (ling.) anteriore: vocale chiara   avv.    • 1 •   (lett.) nitidamente: chiaro apparian da lungi le montagne  (leopardi appressamento della morte) | vederci chiaro, (fig.) capire, conoscere bene    • 2 •   in modo comprensibile: scrivi più chiaro, non si capisce nulla    • 3 •   francamente: parlar chiaro  | in forma rafforzata: parlar chiaro e netto; dire chiaro e tondo   s.m.    • 1 •   luce, luminosità: chiaro di luna  | far chiaro, far luce (anche fig.): far chiaro su un'intricata vicenda  ' mettere in chiaro qualcosa, (fig.) definirla, renderla evidente, inequivocabile | con questi chiari di luna, (fig.) in questi tempi difficili, spec. economicamente    • 2 •   colore chiaro: vestire di chiaro    • 3 •   spec. pl.  la zona più luminosa di un quadro, di un disegno: i chiari e gli scuri  § chiaramente avv.    • 1 •   in modo chiaro, distinto, comprensibile: sentire chiaramente    • 2 •   schiettamente, francamente: esprimere chiaramente un'opinione. 
chiarore   s.m.  luminosità tenue e diffusa: il chiarore dell'alba. 
chiaroscurale   agg.  di chiaroscuro; a chiaroscuro: contrasto chiaroscurale; effetti, gradazioni chiaroscurali. 
chiaroscurare   v. tr.  dare il chiaroscuro: chiaroscurare un disegno  | (fig.) conferire contrasto di toni: uno stile chiaroscurato  | v. intr.  [aus. avere] dipingere, disegnare a chioroscuro.
chiaroscuro   s.m.  [pl. chiaroscuri]    • 1 •   tecnica della pittura e del disegno con la quale si dà rilievo a un'immagine col gioco di luce e ombra; per estens., il disegno, la pittura così effettuati: dipingere a chiaroscuro; effetti di chiaroscuro  | chiaroscuro musicale, il rilievo che l'esecutore dà al brano o alla frase musicale variando l'intensità dei suoni    • 2 •   l'alternarsi di luci e di ombre | (fig.) alternanza di toni; contrasto di vicende liete e tristi.
chiarosonante   o chiaro sonante, agg.  (poet.) che ha suono limpido e sonoro: sistri chiarosonanti  (d'annunzio).
chiaroveggente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha il dono della chiaroveggenza.
chiaroveggenza   s.f.    • 1 •   la facoltà paranormale di vedere cose remote o di prevedere il futuro    • 2 •   (fig.) la qualità di chi vede le cose con perspicacia: mancare di chiaroveggenza. 
chiasmo   o chiasma, s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   figura retorica consistente nel contrapporre due espressioni concettualmente affini in modo che i termini della seconda siano disposti in ordine inverso a quelli della prima: siena mi fé, disfecemi maremma  (dante purg.  v, 134)    • 2 •   (anat.) disposizione incrociata e punto di incrocio di formazioni anatomiche: chiasmo dei nervi ottici. 
chiassaiola   lett. chiassaiuola, s.f.  canale di scolo per l'acqua piovana nei campi in pendio.
chiassare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) fare chiasso, strepitare: la voglia... di ridere e di chiassare strepitosamente  (fucini).
chiassata   s.f.    • 1 •   schiamazzo, strepito fatti da un gruppo di persone: una chiassata di studenti    • 2 •   lite, scenata violenta: fare una chiassata a qualcuno, rimproverarlo rumorosamente    • 3 •   (ant.) moltitudine di persone.
chiassile   s.m.  telaio che sorregge il serramento della finestra.
chiasso   (1) s.m.  rumore forte e prolungato prodotto da persone o da cose; strepito, baccano: il chiasso dei bambini che giocano; un chiasso indiavolato  | far chiasso, (fig.) suscitare clamore, scalpore: un libro che ha fatto chiasso  | dire, fare per chiasso, (tosc.) per celia, per scherzo.
chiasso   (2) s.m.    • 1 •   vicolo stretto; viuzza. dim. chiassetto, chiassuolo    • 2 •   (ant.) postribolo, bordello.
chiassone   s.m.  [f. -a] persona allegra e rumorosa | usato anche come agg.  chiassoso: un'allegria chiassona. 
chiassosità   s.f.  l'essere chiassoso.
chiassoso   agg.    • 1 •   che fa chiasso, che ama il chiasso (detto di persona): una comitiva chiassosa  | rumoroso, pieno di chiasso (detto di cosa): una strada chiassosa    • 2 •   (fig.) si dice di ornamento o di colore troppo vivace e vistoso; sgargiante: una decorazione, una camicia chiassosa  § chiassosamente avv. 
chiastico   agg.  [pl. m. -ci] di chiasmo, in forma di chiasmo: parole in posizione chiastica. 
chiatta   s.f.  grosso natante a fondo piatto, usato in porti, laghi, fiumi e canali per trasportare merci o per traghettare persone: ponte di chiatte, appoggiato su una fila di chiatte.
chiatto   agg.    • 1 •   detto di battello, che è a fondo piatto    • 2 •   (dial.) detto di persona, grasso. accr. chiattone   s.m.  (ant.) asse molto larga.
chiavaccio   s.m.  catenaccio, grosso chiavistello.
chiavacuore   s.m.  (ant.) fibbia o cintura d'oro o d'argento usata un tempo dalle donne fiorentine | lavoro di oreficeria o pittura raffigurante un cuore trafitto da una freccia: feci in questo tempo un chiavacuore d'argento  (cellini).
chiavaio   ant. o region. chiavaro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fa le chiavi    • 2 •   (antiq.) chi ha il compito di aprire e chiudere una bottega, un magazzino e sim. e di custodirne le chiavi.
chiavarda   s.f.    • 1 •   (mecc.) grosso bullone che serve per ancorare i basamenti delle macchine fisse o per unire parti di macchine o di strutture    • 2 •   (edil.) tirante a sbarra che serve a contenere una spinta (di un arco, un tetto e sim.)    • 3 •   (rar.) grosso chiodo.
chiavardare    ⇨ inchiavardare.
chiavare   (1) v. tr.    • 1 •   (ant.) inchiodare, trafiggere con chiodi | (fig.) fissare saldamente: cotesta cortese oppinione / ti fia chiavata in mezzo della testa / con maggior chiovi che d'altrui sermone  (dante purg.  viii, 136-138)    • 2 •   (volg.) possedere sessualmente; fottere | (assol.) avere un rapporto sessuale    • 3 •   (fig. volg.) imbrogliare, fregare.
chiavare   (2) v. tr.  (ant.) chiudere a chiave | (fig.) imprigionare.
chiavaro    ⇨ chiavaio.
chiavata   s.f.    • 1 •   (volg.) coito    • 2 •   (fig. volg.) imbroglio, fregatura.
chiave   s.f.    • 1 •   dispositivo metallico che aziona una serratura meccanica; per estens., qualsiasi dispositivo che aziona un meccanismo di blocco, anche elettromeccanico o a comando magnetico: la chiave del portone; chiudere a  chiave, con uno o più giri di chiave; il buco della chiave, la toppa; chiave falsa, fabbricata per aprire illecitamente una serratura | tenere qualcosa sotto chiave, (fig.) custodirla gelosamente | le chiavi di san pietro, le somme chiavi, simbolo dell'autorità del pontefice | offrire, ricevere le chiavi di una città, in senso simbolico, come segno di grande onore | chiavi in mano, (fig.) si dice di un bene strumentale che, all'atto della vendita, sia immediatamente in grado di funzionare, di essere utilizzato: prezzo chiavi in mano, tutto compreso. dim. chiavetta, chiavettina, chiavina  accr. chiavona, chiavone  (m.)    • 2 •   (fig.) ciò che permette di raggiungere un determinato fine; quanto serve a capire, a svelare qualcosa: la chiave del successo, di un segreto; la chiave di lettura di un fenomeno; l'agricoltura sarà la chiave della ripresa economica; tenere le chiavi del cuore di qualcuno, influenzarne i sentimenti | punto strategico: gibilterra è la chiave del mediterraneo  | numero, parola e sim. che serve a decifrare un codice segreto, ad accedere a informazioni riservate; in un elaboratore elettronico, codice alfanumerico per identificare univocamente e velocemente un'informazione in un gruppo di altre simili: chiave di accesso, di ricerca; rebus a chiave    • 3 •   dispositivo manuale per caricare meccanismi a molla, accordare strumenti a corde, stabilire contatti elettrici ecc.: chiave di carica dell'orologio; chiave d'accensione    • 4 •   (tecn.) attrezzo d'acciaio speciale per allentare o serrare viti, dadi ecc.: chiavi fisse, quelle con apertura invariabile; chiavi registrabili, quelle a ganasce che si possono allargare o stringere consentendo di variare l'apertura; chiave inglese, tipo particolare di chiave registrabile a rullino, a ganasce perpendicolari rispetto al gambo (la denominazione è spesso, ma erroneamente, usata per indicare le chiavi fisse)    • 5 •   chiave di volta, (arch.) pietra a forma di cuneo che, posta alla sommità di un arco o di una volta, ne assicura la stabilità (fig.) elemento centrale, perno: la filosofia greca è la chiave di volta del pensiero antico    • 6 •   (mus.) segno convenzionale che, posto all'inizio o all'interno del pentagramma, indica l'altezza delle note scritte sul pentagramma stesso: chiave di sol  (o di violino), di contralto, di tenore  | (estens.) nei legni, congegno metallico che, azionato dalle dita del suonatore, serve ad aprire e chiudere opportunamente i fori per modificare l'altezza delle note prodotte | esser fuori chiave, stonare; (fig.) parlare in maniera inopportuna | essere in chiave, (fig.) essere in argomento | in chiave, (fig.) secondo un certo punto di vista, da una data angolazione critica: commentare un avvenimento in chiave politica    • 7 •   (metr.) verso che, in una stanza di canzone, collega mediante la rima il primo gruppo di versi (fronte) col secondo (sirima), del quale costituisce l'inizio    • 8 •   (sport) nella lotta, forza applicata su un'articolazione per farla ruotare o piegare in senso contrario a quello naturale; leva | usato come agg. invar.  di importanza fondamentale, determinante: il turismo è il settore chiave dell'economia nazionale; il personaggio chiave di un romanzo. 
chiavello   s.m.    • 1 •   (ant.) chiodo    • 2 •   (rar.) chiavistello.
chiavetta   s.f.    • 1 •   dim.  di chiave  | in partic., chiave per caricare meccanismi a molla    • 2 •   elemento girevole che, in tubi, condutture e sim., apre o chiude un diaframma regolando l'afflusso di un fluido    • 3 •   (mecc.) organo di collegamento rigido, ma amovibile, per la trasmissione di uno sforzo tangenziale o assiale; bietta.
chiavica   s.f.    • 1 •   fogna, cloaca (anche fig.)    • 2 •   struttura edificata all'origine o allo sbocco di un canale, dotata di paratie per regolare il deflusso delle acque.
chiavistello   s.m.  barra di ferro che, mediante un'impugnatura o una maniglia, si fa scorrere entro anelli infissi nelle imposte di porte o finestre, in modo da chiuderle: mettere, togliere, tirare il chiavistello. 
chiavo   s.m.  (ant.) chiodo.
chiazza   s.f.  grossa macchia tondeggiante: una chiazza di fango; una chiazza rossa sulla fronte. 
chiazzare   v. tr.  spargere, coprire di chiazze; macchiare: viso chiazzato; mi ha chiazzato di fango i pantaloni  | chiazzarsi v. rifl.  cospargersi di chiazze: il vestito si è tutto chiazzato. 
chiazzatura   s.f.  il chiazzare, il chiazzarsi, l'essere chiazzato | insieme di chiazze.
chic   agg. invar.  elegante, fine; che ha stile: una signora, una persona molto chic   s.m. invar.  (non com.) eleganza, raffinatezza: quel vestito è di uno chic!. 
chicane   s.f. invar.    • 1 •   (sport) nell'automobilismo e nel motociclismo, difficoltà artificiale inserita in un tracciato per produrre un rallentamento della velocità | doppia curva a esse di un circuito    • 2 •   nel gioco del bridge, mancanza di carte di un seme fra quelle ricevute nella distribuzione.
chicca   s.f.    • 1 •   nome generico per indicare caramelle, confetti, dolciumi e sim.    • 2 •   (fig. non com.) cosa squisita; preziosità, rarità.
chicchera   s.f.  (antiq.) piccola tazza con manico per caffè, tè, cioccolata e sim.; anche, il liquido contenuto | mettersi in chicchere (e piattini), (fig.) agghindarsi con gran cura, in modo ricercato. dim. chiccheretta, chiccherina  accr. chiccherona, chiccherone  (m.).
chicchessia   o chi che sia, pron. indef. m.  e f.  [solo sing.]    • 1 •   qualsiasi persona, chiunque: avrebbe invitato chicchessia    • 2 •   nessuno (in frasi negative): non ammetto insinuazioni da chicchessia. 
chicchiriare   v. intr.  [aus. avere] (rar.) detto del gallo, fare chicchirichì.
chicchirichì   inter.  voce onomatopeica che imita il canto del gallo  s.m.    • 1 •   verso del gallo    • 2 •   crestina di tela bianca che le cameriere portano sul capo.
chicco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   seme di cereale o di altra pianta, granello: chicco di grano, di caffè  ' chicco d'uva, acino. dim. chicchetto, chiccolino  accr. chiccone    • 2 •   piccolo oggetto di forma tondeggiante: chicco di grandine; i chicchi del rosario. 
chi è   loc. sost. m. invar.  pubblicazione che elenca i nomi delle persone importanti in un determinato settore, facendoli seguire da una breve biografia.
chiedere   v. tr.  [pres. io chièdo  (ant. chièggo, chièggio, chèggio) ecc. ; pass. rem. io chièsi  (ant. chiedéi, chiedétti), tu chiedésti ecc. ; congiunt. pres. io chièda  (antiq. chiègga, chièggia, chèggia) ecc. ; part. pass. chièsto  (ant. chieduto)]    • 1 •   domandare per ottenere: chiedere del cibo, un libro in prestito; chiedere la mano di una donna  | (assol.) chiedere l'elemosina: vergognarsi di chiedere    • 2 •   domandare per sapere: chiedere informazioni, notizie, l'ora    • 3 •   richiedere, esigere: un lavoro che chiede molta applicazione    • 4 •   pretendere, volere come corrispettivo per una merce che si vende o un servizio che si offre: chiedere un prezzo ragionevole    • 5 •   (ant.) far chiamare, invitare | v. intr.  [aus. avere] domandare notizie, informarsi su qualcuno o qualcosa: mi chiede sempre di te. 
chieditore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi chiede.
chieppa    ⇨ cheppia.
chierco   e deriv.   ⇨ chierico e deriv. 
chierere    ⇨ cherere.
chierica   ant. cherca [chér-ca], cherica, chierca, s.f.    • 1 •   piccola rasatura tonda che i membri di alcuni ordini religiosi portano come segno del proprio stato in cima al capo | (scherz.) zona, alla sommità del capo, in cui i capelli cominciano a mancare per calvizie. dim. chierichetta  accr. chiericona    • 2 •   condizione di chierico, di ecclesiastico.
chiericato   o clericato, ant. chericato, s.m.    • 1 •   condizione di chi è chierico    • 2 •   il clero nel suo complesso: il chiericato della diocesi   agg.  (ant.) dotato di chierica | del clero, clericale.
chierichetto   s.m.    • 1 •   dim.  di chierico    • 2 •   ragazzo che serve la messa e, in genere, assiste il sacerdote nelle funzioni del culto.
chierico   ant. cherco [chér-co], cherico, chierco, s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   qualsiasi membro del clero secolare o regolare; ecclesiastico: non parea s'era laico o cherco  (dante inf.  xviii, 117) | (estens.) giovane che studia per divenire sacerdote | (estens.) chi assiste il celebrante nella messa o in altre funzioni. dim. chierichetto  accr. chiericone    • 2 •   nel medioevo, uomo di studi (contrapposto a cavaliere  'uomo d'armi').
chiesa   s.f.    • 1 •   comunità di fedeli che professano una delle confessioni cristiane: chiesa cattolica, ortodossa, anglicana, luterana, calvinista  | (estens.) comunità di persone unite da credenze dogmatiche: la chiesa massonica    • 2 •   per antonomasia, la chiesa cristiana cattolica: il papa è il capo supremo della chiesa  | in teologia: chiesa militante, l'insieme dei fedeli viventi impegnati nella diffusione del cattolicesimo; chiesa purgante, insieme delle anime del purgatorio; chiesa trionfante, le anime beate in paradiso | chiesa del silenzio, quella dei paesi in cui manca la libertà religiosa | stato della chiesa, (st.) il dominio territoriale del papa    • 3 •   edificio sacro in cui si svolgono pubblicamente gli atti di culto delle religioni cristiane: una chiesa del xii secolo; chiesa paleocristiana, barocca; andare in chiesa; frequentare la chiesa  | persona di chiesa, devota; essere di chiesa, essere devoto. dim. chiesina, chiesetta, chies(u)ola  accr. chiesona, chiesone  (m.) pegg. chiesaccia  vezz. chiesuccia. 
chiesastico   agg.  [pl. m. -ci] di chiesa: inno chiesastico  | (spreg.) pretesco.
chiesola    ⇨ chiesuola.
chiesta   s.f.  (tosc.) domanda, richiesta di prezzo.
chiesto   part. pass.  di chiedere  e agg.  nei sign. del verbo.
chiesuola   o chiesola, s.f.    • 1 •   dim.  di chiesa    • 2 •   (fig.) gruppo ristretto di persone che professano idee o forme di vita diverse da quelle comuni; conventicola    • 3 •   (mar.) custodia della bussola magnetica; abitacolo.
chietino   agg.    • 1 •   di chieti: il dialetto chietino    • 2 •   (eccl.) teatino  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è nato, o abita a chieti    • 2 •   (eccl.) appartenente all'ordine dei teatini.
chifel   s.m. invar.  piccolo panino a forma di mezzaluna; dolce, biscotto della stessa forma.
chiffero   s.m.  (region.) spec. pl.  tipo di pasta corta di media dimensione a forma di cilindretto ricurvo. dim. chifferino  accr. chifferone, chifferotto. 
chiffon   s.m. invar.  tessuto trasparente e leggero di seta o in fibre sintetiche.
chiffonnier   s.m. invar.  mobile stretto e alto, con numerosi cassetti, usato dalle donne per riporvi oggetti vari o personali.
chiglia   s.f.  (mar.) struttura rigida, disposta longitudinalmente da prora a poppa, che collega le ossature trasversali e riunisce il fasciame dei due fianchi dello scafo di un'imbarcazione.
chignon   s.m. invar.  crocchia di capelli raccolti sulla nuca.
chihuahua   s.m. invar.  cane di taglia piccolissima, con occhi grandi, pelo fulvo e raso, orecchie molto ampie.
chiliasmo   s.m.  (relig.) millenarismo.
chiliasta   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (relig.) millenarista.
chilifero   agg.  (anat.) si dice del vaso linfatico dell'intestino attraverso cui passa il chilo.
chilificare   v. tr.  e intr.  [io chilìfico, tu chilìfichi ecc. ; aus. dell'intr. avere] (biol.) trasformare il chimo in chilo durante la digestione.
chilificazione   s.f.  (biol.) il chilificare.
chilo   (1) s.m.  abbreviazione di chilogrammo. 
chilo-  chilo- (1) scient. kilo-, primo elemento di parole composte indicanti unità di misura, dal gr. chílioi  'mille' attrav. il fr. kilo; moltiplica per 10(3) (mille) il valore indicato dal secondo elemento (chilogrammo).
chilo   (2) s.m.  (biol.) complesso delle materie presenti nell'intestino tenue nel corso della digestione; si presenta come un liquido lattiginoso e alcalino ed è costituito da linfa e da grassi alimentari emulsionati | fare il chilo, riposarsi dopo aver mangiato, per facilitare la digestione.
chilo-  chilo- (2)  ⇨ cheilo-.
chilociclo   scient. kilociclo, s.m.  (fis.) termine improprio per chilohertz. 
chilognati   s.m. pl.  (zool.) sottordine di miriapodi conosciuti col nome di millepiedi; hanno corpo allungato, antenne, due paia di appendici boccali e numerosi arti laterali | sing.  [-o] ogni animale di tale sottordine.
chilogrammetro   scient. kilogrammetro, s.m.  unità pratica di misura di lavoro, corrispondente al lavoro che si compie innalzando il peso di    • 1 •   kg per l'altezza di    • 1 •   m.
chilogrammo   scient. kilogrammo, s.m.  unità di misura di peso corrispondente a 1000 grammi; si abbrevia in chilo  e ha come sigla kg.
chilohertz   scient. kilohertz, s.m. invar.  (fis.) unità di misura di frequenza pari a 1000 hertz.
chilolitro   scient. kilolitro, s.m.  unità di misura di capacità equivalente a 1000 litri; ha come sigla kl.
chilometraggio   s.m.  distanza misurata in chilometri.
chilometrare   v. tr.  [io chilòmetro ecc.] misurare in chilometri.
chilometrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   misurato in chilometri: percorso chilometrico    • 2 •   (fig. scherz.) lunghissimo, interminabile: una predica chilometrica. 
chilometro   scient. kilometro, s.m.  unità di misura di lunghezza equivalente a 1000 metri; ha come sigla km | chilometro (all') ora, (fis.) unità di misura di velocità espressa in chilometri per ora (km/h) | chilometro da fermo, lanciato, (sport) prova nella quale si cronometra il tempo che un veicolo o un atleta (ciclista, sciatore) impiega a percorrere un chilometro partendo da fermo o già lanciato.
chilopodi   s.m. pl.  (zool.) classe di artropodi terrestri con corpo allungato, antenne, tre paia di appendici boccali e numerosi arti laterali; miriapodi | sing.  [-e] ogni animale di tale classe.
chilotone   o chiloton [chì-lo-ton], scient. kilotone, kiloton, s.m.  (fis.) unità di misura di energia, pari a quella sviluppata dall'esplosione di mille tonnellate di tritolo.
chilovolt   scient. kilovolt, s.m. invar.  (fis.) unità di misura della tensione elettrica equivalente a 1000 volt; ha come sigla kv.
chilovoltampere   scient. kilovoltampere, s.m. invar.  (fis.) unità di misura di potenza elettrica pari a 1000 voltampere; ha come sigla kva.
chilowatt   scient. kilowatt, s.m. invar.  unità di misura di potenza elettrica equivalente a 1000 watt; ha come sigla kw.
chilowattora   scient. kilowattora, s.m. invar.  (fis.) unità pratica di misura dell'energia elettrica, corrispondente a quella sviluppata da un chilowatt in un'ora; ha come sigla kwh.
chimasi   s.f.  (chim. biol.) enzima secreto dalla mucosa gastrica, capace di determinare la coagulazione del latte.
chimera   s.f.    • 1 •   (mit.) mostro con testa e corpo di leone, una testa di capra sul dorso e coda di serpente    • 2 •   (fig. lett.) fantasticheria, sogno irrealizzabile: miserere di questa mia giocosa / aridità larvata di chimere  (gozzano)    • 3 •   (zool.) genere di pesci cartilaginei abissali con corpo a forma di squalo, testa e bocca piccole (ord.  chimeriformi)    • 4 •   (biol.) organismo costituito da cellule di due o più specie, derivate o da anormale distribuzione cromosomica nelle cellule originarie o da innesto (naturale o, come si fa nelle piante, artificiale) | organismo i cui tessuti presentano più genomi.
chimerico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo alla chimera o con i caratteri favolosi di essa    • 2 •   (fig.) illusorio, fantastico § chimericamente avv.  fantasticamente, illusoriamente.
chimeriformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci abissali cartilaginei a cui appartiene la chimera (cl.  selaci) | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
chimerizzare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (ant. , lett.) concepire delle chimere, dei sogni irrealizzabili; immaginare fantasticamente.
chimica   s.f.  scienza che studia la composizione, la struttura, le proprietà e le trasformazioni delle varie sostanze che costituiscono la materia: chimica generale, che tratta dei principi e delle leggi fondamentali di questa scienza; chimica inorganica, che tratta della materia inorganica; chimica organica, che tratta della materia organica, ossia dei composti del carbonio; chimica fisica, che tratta dei fenomeni aventi insieme natura chimica e fisica (p. e.  i fenomeni radioattivi); chimica biologica, biochimica; chimica farmaceutica, che studia e realizza l'isolamento e la sintesi di sostanze fornite di attività terapeutica; chimica industriale, che studia le applicazioni industriali della chimica | come materia di insegnamento: lezione di chimica  | come corso universitario: iscriversi a chimica; laurearsi in chimica, in questa disciplina.
chimico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo alla chimica: studi, laboratori chimici; ingegneria chimica; perito chimico    • 2 •   che è ottenuto con procedimenti chimici, non naturali: concimi chimici  | armi chimiche, mezzi offensivi chimici (p. e.  i gas asfissianti) | guerra chimica, combattuta con armi chimiche | energia chimica, quella sviluppata da reazioni chimiche  s.m.  [f. -a] studioso di chimica | professionista, laureato o tecnico, che applica le scienze chimiche in settori produttivi o di ricerca § chimicamente avv.  sulla base di principi o procedimenti chimici; dal punto di vista chimico.
chimificare   v. tr.  e intr.  [io chimìfico, tu chimìfichi ecc. ; aus. dell'intr. avere] (biol.) trasformare il cibo in chimo.
chimificazione   s.f.  (biol.) processo di trasformazione del cibo in chimo.
chimismo   s.m.    • 1 •   (chim. biol.) insieme dei fenomeni chimici che si verificano nell'organismo: il chimismo della digestione    • 2 •   (geol.) insieme delle caratteristiche chimiche di una roccia eruttiva.
chimista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (antiq.) chimico.
chimo   s.m.  (biol.) complesso delle materie presenti nello stomaco in seguito alla digestione operata dal succo gastrico sul cibo.
chimono   o kimono, s.m.  [pl. invar.; rar. -ni] abito tradizionale giapponese, lungo e a larghe maniche, con fascia alla vita: manica a chimono, ampia e unita alla spalla senza cucitura | (sport) indumento d'obbligo nella pratica delle arti marziali, costituito da pantaloni e casacca ampi e di stoffa pesante trattenuti in vita da una cintura.
chimosina   s.f.  (chim. biol.) enzima contenuto nel succo gastrico e in quello pancreatico, capace di far coagulare il latte; è detto anche lab-fermento  o rennina. 
china   (1) s.f.  terreno in pendio, declivio; in partic., fianco di una montagna: china erbosa  | essere, mettersi su una brutta china, (fig.) su una cattiva strada | essere sulla china degli anni, nel declino della vita.
china   (2) s.f.    • 1 •   (bot.) nome comune di piante arboree originarie del sudamerica, con foglie persistenti, fiori odorosi in pannocchie e frutto a capsula (fam.  rubiacee)    • 2 •   corteccia dell'albero di queste piante, da cui si estraggono varie sostanze medicamentose, febbrifughe e toniche    • 3 •   droga che si ricava dalla corteccia dell'albero    • 4 •   liquore alcolico a base della droga suddetta.
china   (3) s.f.  forma ellittica di inchiostro di china, tipo di inchiostro usato per disegnare: disegno a china. 
chinare   v. tr.  volgere verso il basso, verso terra; abbassare, piegare: chinare gli occhi, (fig.) mostrare pudore, vergogna | chinare il capo, la fronte, la testa, abbassarli in segno di riverenza, sottomissione, consenso o saluto; (fig.) rassegnarsi, piegarsi a una volontà superiore | chinare la schiena, piegarla per sobbarcarsi un peso; (fig.) sottomettersi | v. intr.  [aus. essere] (ant. , lett.)    • 1 •   abbassarsi, scendere    • 2 •   detto di tempo, trascorrere, volgere: chinan l'ore... / china la pallida sorte  (campana) | chinarsi v. rifl.  piegarsi con tutta la persona; inchinarsi, inginocchiarsi.
chinato   (1) part. pass.  di chinare   agg.  nei sign. del verbo | (ant.) detto di terreno, inclinato, in pendio  s.m.  (ant.) la parte inclinata di qualcosa: qual pare a riguardar la carisenda / sotto 'l chinato  (dante inf.  xxxi, 136-137).
chinato   (2) agg.  che contiene china: vino chinato. 
chinatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   atto del chinare o del chinarsi    • 2 •   inclinatura; parte inclinata.
chincaglia   s.f.  (spec. pl.) chincaglieria.
chincagliere   s.m.  [f. -a] chi vende chincaglie.
chincaglieria   s.f.    • 1 •   spec. pl.  piccolo oggetto ornamentale; ninnolo, cianfrusaglia    • 2 •   negozio in cui si vendono tali oggetti.
chiné   agg. invar.  si dice di tessuto o di filato a diversi colori o a diversi toni di uno stesso colore; screziato, striato: un golf grigio chiné. 
chinea   s.f.    • 1 •   (ant.) cavallo o mulo da sella    • 2 •   (st.) cavallo bianco che veniva donato ogni anno dal re di napoli al papa in segno di vassallaggio.
chinese   e deriv.   ⇨ cinese e deriv. 
chinesi-  chinesi- -chinesi  ⇨ cinesi-, -cinesi.
chinesiologia   o cinesiologia, meno com. kinesiologia, s.f.  settore della medicina che studia le attività motorie dell'uomo.
chinesiologo   o cinesiologo, s.m.  [pl. m. -gi] medico specialista in chinesiologia.
chinesiterapia   o cinesiterapia, meno com. kinesiterapia, s.f.  terapia medica basata su massaggi e su esercizi di ginnastica rieducativa; si pratica in caso di paralisi parziale.
chinesiterapico   o cinesiterapico, meno com. kinesiterapico, agg.  [pl. m. -ci] di chinesiterapia: trattamento chinesiterapico. 
chinesiterapista   o cinesiterapista, meno com. kinesiterapista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] specialista in chinesiterapia.
chinetosi   o cinetosi, s.f.  (med.) complesso di disturbi (nausea, sudore freddo ecc.) di origine neurovegetativa, provocati da movimenti irregolari del corpo, come nel caso del mal di mare o del mal d'auto e sim.
chinidina   s.f.  (chim.) alcaloide della chinina usato come farmaco contro le aritmie cardiache.
chinina   s.f.  (chim.) alcaloide estratto dalla corteccia di china; i suoi sali sono usati come farmaci contro la malaria; si ottiene anche sinteticamente.
chinino   s.m.  nome comune dei sali di chinina.
chino   (1) agg.  chinato, rivolto verso il basso: starsene a capo chino, in segno di umiltà, vergogna.
chino   (2) s.m.  (ant.) pendio, china.
chinolina   s.f.  (chim.) composto organico azotato presente nel catrame di carbon fossile o anche preparato sinteticamente; si usa nell'industria farmaceutica e dei coloranti.
chinolinico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) derivato della chinolina.
chinone   s.m.  (chim.) composto organico ciclico caratterizzato da due gruppi carbonilici e da due doppi legami; è il costituente di base del pigmento di diverse piante da cui si ricavano coloranti.
chinotto   s.m.    • 1 •   alberello dai frutti simili a piccoli mandarini, di sapore amarognolo, da cui si ricava un estratto che si impiega nella fabbricazione di bibite dissetanti (fam.  citracee) | il frutto stesso    • 2 •   bevanda analcolica gassata a base di estratto di chinotto.
chintz   s.m. invar.  tessuto di cotone reso lucido da una gommatura, usato spec. nell'arredamento.
chioccare   v. tr.  e intr.  [io chiòcco, tu chiòcchi ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   (ant.) percuotere    • 2 •   (non com.) schioccare.
chiocchiolio    ⇨ chioccolio.
chioccia   s.f.  [pl. -ce] gallina che cova le uova o alleva i pulcini | (fig.) donna che ha un esagerato senso della maternità.
chiocciare   v. intr.  [io chiòccio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere il caratteristico verso roco, tipico della gallina quando cova    • 2 •   covare    • 3 •   (ant.) stare accoccolato.
chiocciata   s.f.  (non com.) covata.
chioccio   agg.  [pl. f. -ce] si dice di suono soffocato e, al tempo stesso, stridulo: voce chioccia  | (estens.) roco, stridente, sgradevole all'udito: s'io avessi le rime aspre e chiocce  (dante inf.  xxxii, 1).
chiocciola   s.f.    • 1 •   (zool.) nome comune di molluschi gasteropodi con conchiglia globosa avvolta a spira e piede carnoso viscido | scala a chiocciola, scala che si sviluppa secondo una linea elicoidale, a somiglianza della conchiglia di una chiocciola. dim. chiocciolina, chioccioletta  accr. chiocciolona, chiocciolone  (m.)    • 2 •   (anat.) coclea    • 3 •   (mus.) la parte terminale del manico del violino    • 4 •   (tecn.) madrevite; filiera    • 5 •   (ant.) conchiglia.
chiocciolare   v. intr.  [io chiòcciolo ecc. ; aus. avere] fare il verso della chioccia; chiocciare.
chiocco   s.m.  [pl. -chi] (non com.) schiocco.
chioccolare   v. intr.  [io chiòccolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere il caratteristico verso leggero e intermittente proprio del fringuello, del merlo, del pettirosso e di altri uccelli    • 2 •   imitare col chioccolo le voci degli uccelli    • 3 •   gorgogliare quietamente: il chioccolare della fontana. 
chioccolatore   agg.  e s.m.  [f. sing. -trice] si dice di uccello che chioccola.
chioccolio   o chiocchiolio, s.m.    • 1 •   un chioccolare prolungato di uccelli    • 2 •   tenue gorgoglio d'acqua: il chioccolio del ruscello tra i sassi. 
chioccolo   s.m.    • 1 •   verso degli uccelli che chioccolano    • 2 •   fischio di metallo con cui i cacciatori imitano il chioccolare degli uccelli per attirarli; caccia col chioccolo    • 3 •   tenue gorgogliare d'acqua.
chiodaia   s.f.    • 1 •   sorta di incudine senza corni, con fori di vario diametro, che si usava per fare la testa ai chiodi forgiati a mano; tasso    • 2 •   (antiq.) in orologeria e oreficeria, tasso; punzoniera.
chiodaio   s.m.  [f. -a] (non com.) chi fabbrica o vende chiodi.
chiodaiolo   lett. chiodaiuolo, s.m.  [f. -a] (non com.)    • 1 •   chiodaio    • 2 •   (fig. scherz.) chi fa molti debiti.
chiodame   s.m.  assortimento di chiodi; chioderia.
chiodare   ant. o dial. chiovare, v. tr.  [io chiòdo ecc.] unire con chiodi, inchiodare.
chiodato   part. pass.  di chiodare   agg.  nel sign. del verbo | scarpe chiodate, con suole provviste di chiodi, spec. per uso sportivo | pneumatici chiodati, quelli dal cui battistrada sporgono teste di chiodi che fanno presa sul ghiaccio | bastone chiodato, che termina con una punta metallica.
chiodatrice   s.f.  macchina per applicare e ribattere i chiodi.
chiodatura   s.f.    • 1 •   operazione e risultato del chiodare; in partic., unione di lamiere e profilati metallici mediante chiodi ribattuti    • 2 •   insieme di chiodi messi in opera.
chioderia   s.f.    • 1 •   officina dove si fabbricano chiodi    • 2 •   assortimento di chiodi.
chiodino   s.m.    • 1 •   dim.  di chiodo    • 2 •   fungo commestibile con gambo sottile e lungo, provvisto di anello e cappello campanulato, che cresce in grandi gruppi alla base dei tronchi di molte piante; è detto anche famigliola  (fam.  agaricacee) | chiodino matto, fungo simile al precedente, ma non commestibile, con lamelle di color olivastro e cappello viscido.
chiodo   ant. o dial. chiovo, s.m.    • 1 •   barretta metallica di varie forme e dimensioni, generalmente appuntita a un'estremità e con una testa più o meno larga all'altra, che serve a unire fra loro parti di metallo, legno o altro materiale, o per appendere oggetti alle pareti: conficcare, piantare un chiodo con il martello; chiodi da tappezziere, da calzolaio, da carpentiere  | elemento metallico da applicare a suole di scarpe, pneumatici ecc. per rinforzarli e migliorarne l'aderenza al suolo | in alpinismo, attrezzo che si conficca in parete per sostenere una corda: chiodo da roccia, da ghiaccio  | essere (magro come) un chiodo, magrissimo | roba da chiodi, (fam.) cosa incredibile o gravemente riprovevole | chiodo scaccia chiodo, (fig.) una preoccupazione ne fa dimenticare un'altra | attaccare qualcosa al chiodo, (fig.) cessare di usarla: attaccare i guantoni, la bicicletta al chiodo, ritirarsi dal pugilato, dal ciclismo | avere un chiodo in testa, al fianco, (fig.) una fitta | avere un chiodo fisso, (fig.) un'idea fissa, una preoccupazione assillante | chiodo solare, (med.) dolore fisso in un punto del capo, in genere dovuto a insolazione. dim. chiodino    • 2 •   (fig. fam.) debito: piantare, levar chiodi, fare, pagare debiti    • 3 •   (med.) in traumatologia, protesi metallica che permette di ristabilire la normale continuità tra due elementi ossei di una frattura scomposta    • 4 •   chiodo di garofano, (bot.) gemma florale di un albero esotico delle mirtacee che, essiccata, si usa come spezie    • 5 •   nel gergo giovanile, giubbotto di pelle, spec. se ornato di finiture metalliche.
chioggiotto   ant. e dial. chiozzotto [chioz-zòt-to], agg.  di chioggia, in provincia di venezia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di chioggia.
chioma   s.f.    • 1 •   capigliatura, spec. se lunga e folta    • 2 •   (estens.) criniera    • 3 •   (lett.) insieme dei rami e del fogliame di un albero    • 4 •   (astr.) insieme di vapori, gas e polveri che si sviluppano dal nucleo di una cometa, apparendo all'osservazione come un alone luminoso intorno a esso e, dietro di esso, in forma di coda    • 5 •   (ant.) pennacchio: chioma dell'elmo. 
chiomadoro   agg. invar.  (poet.) dai capelli color biondo oro.
chiomante   agg.  (lett.) chiomato: il poledro / sauro, dritto il chiomante capo, nitrendo a' venti  (carducci).
chiomato   agg.  (lett.)    • 1 •   che ha abbondante capigliatura | stella chiomata, (fig.) cometa    • 2 •   che ha folta criniera    • 3 •   (fig.) frondoso: musico augel che tra chiomato bosco / or vieni il rinascente anno cantando  (leopardi alla primavera  71-72)    • 4 •   munito di pennacchio: elmo chiomato. 
chiomazzurro   agg.  (poet.) dalla chioma azzurra (è epiteto di nettuno e di altre divinità marine).
chiomeggiare   v. intr.  [io chioméggio ecc. ; aus. essere] (lett.) avere folta chioma, detto soprattutto di albero.
chiomoso   agg.  (poet.) dai capelli lunghi e folti.
chionzo   agg.  (tosc.) goffo, tarchiato.
chiorba   s.f.  (tosc. scherz.) testa, testona.
chiosa   s.f.    • 1 •   breve spiegazione di una parola o di un passo difficile    • 2 •   (estens.) commento malevolo.
chiosare   v. tr.  [io chiò so ecc.]    • 1 •   corredare di chiose: chiosare un testo    • 2 •   (estens.) spiegare, commentare | criticare.
chiosatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi fa chiose; che, chi commenta.
chiosco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   piccola costruzione aperta su uno o più lati, per la vendita di giornali, bibite o altro. dim. chioschetto    • 2 •   nei giardini, piccolo pergolato a cupola | padiglione a colonne.
chiostra   s.f.  (lett.)    • 1 •   arco, cerchia: la chiostra dei denti    • 2 •   recinto chiuso: quando noi fummo sor l'ultima chiostra / di malebolge  (dante inf.  xxix, 40-41) | luogo appartato    • 3 •   chiostro: uomini poi, a mal più ch'a bene usi, / fuor mi rapiron de la dolce chiostra  (dante par.  iii, 106-07).
chiostro   s.m.    • 1 •   (arch.) cortile chiuso, quadrato o rettangolare, delimitato da portici e spesso tenuto a giardino, all'interno di conventi, monasteri, abbazie | (estens.) monastero, convento | (fig.) vita monastica: lasciare il chiostro    • 2 •   (lett.) luogo chiuso e angusto, o remoto e inaccessibile: così me 'n vivo in solitario chiostro  (tasso g. l.  vii, 11); stellanti, celesti, eterni chiostri, i cieli.
chiotto   agg.  quieto e silenzioso (per prudenza, paura o sim.): starsene, andarsene chiotto chiotto. 
chiovo   e deriv.   ⇨ chiodo e deriv. 
chiovolo   s.m.    • 1 •   cavicchio che ferma il giogo dei buoi all'estremità della stanga    • 2 •   malformazione delle zampe di alcuni rapaci.
chiozzotta   s.f.  grossa imbarcazione a vela da trasporto, usata nelle lagune venete.
chiozzotto    ⇨ chioggiotto.
chip   s.m. invar.    • 1 •   (elettron.) piastrina di materiale semiconduttore sulla quale vengono creati microcircuiti elettronici integrati, completi di tutti gli elementi    • 2 •   nei giochi d'azzardo, gettone.
chippendale   s.m. invar.  stile di mobili caratterizzato dalla fantasiosa elaborazione di motivi eterogenei (rocaille, gotici e orientali), secondo il gusto del settecento inglese | usato anche come agg. invar.  : stile chippendale. 
chips   s.f. pl.  patatine fritte tagliate a fettine sottilissime o in forma di bastoncini, spec. se in confezioni industriali.
chirghiso   o kirghiso, agg.  e s.m.  [f. -a] relativo o appartenente a una popolazione turco-mongola stanziata nella regione montuosa del kirghizistan: un cavallo, un tappeto chirghiso; la poesia epica dei chirghisi. 
chirie    ⇨ kyrie.
chirieleison    ⇨ kyrie eleison.
chiro-  chiro- o cheiro-, primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. chéir cheirós  'mano' (chiromanzia); talora è usato col sign. di 'pinna' (chirotteri).
chirografario   agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) che, chi è creditore in virtù di un chirografo | debito, credito chirografario, basati su semplice impegno scritto e non assistiti da privilegio o ipoteca.
chirografo   s.m.    • 1 •   documento, scrittura originale; autografo    • 2 •   (dir.) obbligazione assunta per iscritto e firmata.
chirologia   s.f.  studio delle linee della mano volto alla predizione del futuro.
chiromante   s.m.  e f.  chi esercita la chiromanzia.
chiromantico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla chiromanzia.
chiromanzia   s.f.  arte divinatoria che mira a leggere il carattere e il destino di una persona nelle linee della sua mano.
chironomia   o cheironomia, s.f.    • 1 •   arte del muovere appropriatamente le mani recitando o parlando in pubblico    • 2 •   (mus.) arte di dirigere, soprattutto un coro, con segni convenzionali della mano.
chiroprassi   s.f.  chiropratica.
chiropratica   s.f.  tecnica terapeutica fondata sulla mobilizzazione manuale della colonna vertebrale e di altre articolazioni.
chiropratico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla chiropratica  s.m.  [f. -a] chi esercita la chiropratica.
chiroscopia   s.f.  lo stesso, ma meno com., che chiromanzia. 
chirospasmo   o cheirospasmo, s.m.  (med.) crampo della mano dovuto a sforzo muscolare, detto anche crampo degli scrivani. 
chiroteca   s.f.  (lit.) guanto usato un tempo dai prelati durante le funzioni pontificali.
chiroterapeuta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi pratica la chiroterapia; chiropratico.
chiroterapia   s.f.  chiropratica.
chiroterapico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla chiroterapia; chiropratico.
chirotipia   s.f.  sistema di riproduzione grafica mediante inchiostrazione attraverso una mascherina traforata (normografo).
chirotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi capaci di volare grazie a una membrana che collega le lunghissime dita al fianco del corpo; vi appartengono i pipistrelli | sing.  [-o] ogni mammifero di tale ordine.
chirurgia   s.f.  [pl. -gie] branca della medicina che elimina le cause di malattie o lesioni mediante tecniche di incisione, demolizione, ricostruzione di tessuti e organi: alta chirurgia, quella che comporta interventi di particolare difficoltà chirurgia plastica, quella che ripristina dal punto di vista anatomico e, se possibile, funzionale una parte del corpo mancante o difettosa; anche, quella che modifica le fattezze del viso o di altre parti del corpo a fini estetici.
chirurgico   agg.  [pl. m. -ci] di chirurgia, che concerne la chirurgia: intervento chirurgico; ferri chirurgici  § chirurgicamente avv.  con i metodi della chirurgia; dal punto di vista chirurgico.
chirurgo   s.m.  [pl. -ghi  o -gi] medico che esercita la chirurgia | titolo di chi, laureato in medicina e chirurgia, è abilitato all'esercizio della professione medica.
chissà   o chi sa, avv.  esprime dubbio, incertezza e talora speranza: chissà chi è?; chissà che non riesca a venire  | forse, può darsi (nelle risposte): «verrai domani?» «chissà!».
chissisia   o chi si sia, pron. indef. m.  e f.  [raro il pl. chissisìano] (lett.) chicchessia.
chitarra   s.f.    • 1 •   (mus.) strumento a sei corde con manico lungo, cassa armonica a forma di otto, foro di risonanza circolare: chitarra classica, elettrica, acustica; chitarra folk, di tradizione popolare, in una grande varietà di tipi; chitarra hawaiana, orizzontale, suonata a plettri e con una barretta cilindrica di metallo che produce suoni esasperatamente glissati. dim. chitarrina, chitarrino  (m.) accr. chitarrone  (m)    • 2 •   attrezzo da cucina in uso in alcune regioni; è costituito da un telaio rettangolare su cui sono tesi fili di metallo che tagliano la sfoglia di pasta quando vi si comprime sopra: fettuccine alla chitarra. 
chitarrata   s.f.    • 1 •   musica o sonata per chitarra    • 2 •   (spreg.) pessima esecuzione di un brano musicale; strimpellata.
chitarrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] musicista che suona la chitarra.
chitarronata   s.f.    • 1 •   musica o sonata per chitarra    • 2 •   (fig. non com.) componimento poetico mediocre e volgare.
chitarrone   s.m.    • 1 •   accr.  di chitarra    • 2 •   (mus.) tipo di arciliuto con lungo manico e due caviglieri    • 3 •   (fig.) poetastro.
chitina   s.f.  (chim.) sostanza azotata che rappresenta il costituente principale dell'esoscheletro degli artropodi.
chitinoso   agg.  (biol.) si dice di organo animale in cui è presente la chitina.
chitone   s.m.  presso gli antichi greci, tunica di lino o di lana leggera, cucita su un fianco e allacciata sulle spalle.
chiudenda   s.f.  (non com.)    • 1 •   riparo, recinzione di orti e campi coltivati    • 2 •   serranda | chiusino.
chiudere   v. tr.  [pass. rem. io chiusi, tu chiudésti ecc. ; part. pass. chiuso]    • 1 •   unire insieme, far combaciare due o più parti disgiunte; serrare insieme qualcosa per evitare che si apra; coprire con un coperchio, con un tappo: chiudere un cancello, una finestra, una borsetta, un libro; chiudere la bocca; chiudere una cassa, una bottiglia, una lettera; chiudere a chiave, col lucchetto, con la catena; chiudere (la) casa, chiuderne la porta di ingresso; anche, non abitarvi più | chiudere la porta in faccia a qualcuno, non riceverlo; (fig.) rifiutarsi di aiutarlo    • 2 •   ostruire, sbarrare, impedire un accesso; bloccare un passaggio (anche fig.): chiudere una strada al traffico; chiudere un orto con una siepe, recingerlo; chiudere il cuore alla pietà, non voler essere pietoso | chiudere il gas, la luce, spegnerli, interromperne il flusso, l'erogazione | chiudere le frontiere, impedire l'entrata e l'uscita di persone, e anche di merci    • 3 •   stringere, serrare, raccogliere: chiudere la mano, le dita; chiudere le ali    • 4 •   metter dentro, riporre; costringere a rimanere in un luogo; segregare: chiudere i gioielli in una cassaforte; chiudere un ragazzo in collegio; chiudere il nemico in una valle    • 5 •   porre fine a qualcosa; terminare, concludere: chiudere uno scritto, un discorso, una lite  ' chiudere bottega, cessare la vendita; (fig.) sospendere un'attività | chiudere un elenco, una processione, esserne alla fine, al termine | chiudere i propri giorni, la vita, morire    • 6 •   (comm.) eseguire le operazioni connesse con il termine di un esercizio, di un contratto e sim.: chiudere il bilancio; chiudere un conto, in banca, estinguerlo | porre termine a una trattativa, raggiungendo un accordo: chiudere il prezzo, l'affare  | in alcuni giochi di carte, completare una combinazione o terminare un gioco individuale: chiudere una canasta d'assi    • 7 •   (inform.) cessare di usare, eliminando dalla memoria di lavoro e registrando nella memoria di massa: chiudere un file  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   essere chiuso, avere una chiusura: questo armadio chiude perfettamente    • 2 •   interrompere, cessare un'attività concludere, finire: il negozio ha chiuso; chiudere in bellezza, con un successo; chiudere con qualcuno, smettere di avere rapporti con lui | non poter più svolgere la propria attività o continuare una carriera: dopo quello scandalo, il ministro ha chiuso  | in alcuni giochi di carte, terminare la mano, spec. vincendo | chiudersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   serrarsi: la porta si chiude da sé; gli occhi mi si chiudono dal sonno  ' avvolgersi strettamente: chiudersi nel cappotto    • 2 •   ritirarsi, rinchiudersi: chiudersi in casa, in convento  | (fig.) raccogliersi: chiudersi in sé stessi, nei propri pensieri    • 3 •   (estens.) restringersi, rimarginarsi: la ferita si è chiusa in pochi giorni    • 4 •   (fig.) oscurarsi, annuvolarsi: il cielo si sta chiudendo. 
chiudetta   s.f.  chiusura mobile nelle sponde dei canali irrigui sopraelevati che serve per l'erogazione dell'acqua nei campi.
chiudilettera   s.m. invar.  piccolo rettangolo o quadrato di carta simile a un francobollo, con un'illustrazione e una dicitura, che serve per sigillare le buste; è venduto di solito a vantaggio di un'istituzione benefica (p. e.  l'istituto dei tumori).
chiudiporta   s.m. invar.  dispositivo a molla, spesso con ammortizzatore idraulico, per la chiusura automatica di porte e portoni.
chiunque   pron. indef.  [solo sing.] qualunque, qualsiasi persona; chicchessia: chiunque potrebbe farlo; non è cosa da dire a chiunque  | pron. rel. indef.  [solo sing] qualunque persona che: non aprire, chiunque venga; lo dirò a chiunque vorrò. 
chiurlare   v. intr.  [aus. avere] fare chiù, detto del chiurlo, dell'assiolo e di altri uccelli.
chiurlo   s.m.    • 1 •   uccello terricolo con becco lungo e sottile leggermente arcuato, piumaggio bruno sul dorso e chiaro sul ventre (ord.  caradriformi)    • 2 •   il grido di questo uccello    • 3 •   [f. -a] (fig. tosc.) persona sciocca.
chiusa   s.f.    • 1 •   recinto, riparo posto intorno a un terreno    • 2 •   sbarramento artificiale che chiude un corso d'acqua, mediante un complesso di saracinesche e sim., in genere per consentire il passaggio di natanti da un livello a un altro: le chiuse del po    • 3 •   restringimento naturale del letto di un fiume o di una valle: chiusa valliva    • 4 •   parte finale (di un'opera letteraria, di uno scritto o di un discorso): la chiusa di una lettera.  dim. chiusetta. 
chiusino   s.m.  lastra di pietra o di metallo che chiude la bocca di tombini, pozzetti, fogne e sim.
chiuso   part. pass.  di chiudere   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo | abito chiuso, accollato | mare chiuso, non in comunicazione con un oceano | avere il naso chiuso, per il raffreddore | mercato chiuso, che non ha scambi commerciali con l'esterno | casa chiusa, casa di tolleranza | capitolo chiuso, (fig.) situazione del passato, non più attuale | vocale chiusa, (ling.) quella nella cui articolazione il grado di apertura è inferiore che in altre considerate aperte o più aperte (p. e. in it. u  è vocale chiusa; la e  di séno  è chiusa rispetto alla e  di tèsta) | sillaba chiusa, (ling.) quella in cui la vocale è seguita da consonante che appartiene alla stessa sillaba (p. e. can  di canto) | pezzo chiuso, (mus.) ciascuna delle parti, in sé autonoma e conclusa, in cui si articolava il melodramma fino agli inizi dell'ottocento    • 2 •   riservato, poco espansivo; introverso: persona chiusa; carattere chiuso    • 3 •   (lett.) oscuro, incomprensibile, riferito a un discorso o a uno scritto: io non intendo il tuo parlar qui chiuso  (pulci)  s.m.    • 1 •   luogo chiuso | terreno cintato per custodire il bestiame: come le pecorelle escon del chiuso  (dante purg.  iii, 79)    • 2 •   aria stagnante, viziata: odore di chiuso   avv.  (lett.) in modo poco comprensibile: parlare chiuso  § chiusamente avv.  (antiq.) nascostamente.
chiusura   s.f.    • 1 •   il chiudere, il chiudersi, l'esser chiuso: chiusura della porta; chiusura della caccia, dell'anno accademico; orario, periodo di chiusura  | chiusura di borsa, (fin.) fase conclusiva della seduta di borsa: prezzi di chiusura, quelli che vanno a formare il listino ufficiale di borsa    • 2 •   ciò che serve a chiudere: chiusura a scatto, automatica, elettronica  | chiusura lampo, sistema di chiusura per abiti, borse e oggetti diversi, costituito da una doppia serie di dentini che si incastrano mediante un cursore; cerniera lampo    • 3 •   (fig.) incapacità o non volontà di comunicare, di discutere: chiusura mentale. 
choc   s.m. invar.  lo stesso che shock. 
chope   s.f. invar.  boccale da birra.
chopper   s.m. invar.    • 1 •   bicicletta o motocicletta con forcelle lunghe e sedile allungato con schienale    • 2 •   (fis.) apparecchio per interrompere, a intervalli regolari, correnti elettriche, fasci luminosi ecc., al fine di permetterne l'amplificazione; modulatore.
chou   s.m. invar.  sorta di piccolo bignè cotto in forno.
chow chow   s.m. invar.  cane di origine asiatica, di taglia robusta, con pelame lungo e foltissimo.
christofle   ® s.m. invar.  nome di una lega di ottone al nichel argentata galvanicamente, molto usata per posaterie e vasellame.
ci   (1) pron. pers. di prima pers. pl.  [atono; in presenza delle particelle pron. atone lo, la, li, le  e della particella ne, viene sostituito da ce : ce lo disse, mandatecelo; che ce ne importa?; in gruppo con altri pron. pers., si prepone a si  e se : ci si ragiona bene; non ci se ne accorge  (pop. la posposizione: si ci mette); si pospone a mi, ti, gli, le, vi : ti ci affidiamo  (più com.: ci affidiamo a te)]    • 1 •   noi (si usa come compl. ogg., in posizione sia proclitica sia enclitica): non ci disturbare; vieni a salutarci  | si usa nella coniugazione dei v. rifl., rifl. rec., intr. pron. e impers.: ci alzammo; ci vogliamo bene; ci siamo spaventati; ci si vede domani    • 2 •   a noi (si usa come compl. di termine, in posizione sia proclitica sia enclitica): ci raccontò tutto; spediteci la merce  | (dial.) nel sign. di a lui, a lei, a loro : io ci ho detto  | (pop.) in unione pleon. con la forma forte corrispondente (a noi) in frasi del tipo: a noi ci piace viaggiare  | pron. dimostr.  riferito a cosa, equivale a ciò  o questo  preceduto da prep. ('a ciò, su questo ecc. '): non ci penso mai; ci puoi contare; non ci si capisce nulla  | anche con valore pleonastico: a me non ci pensi; non ci capisco nulla di matematica   avv.    • 1 •   qui, in questo luogo; lì, in quel luogo, nel luogo di cui si parla (si usa in posizione sia proclitica sia enclitica): abito in città e ci sto bene; ci siamo finalmente!; vacci subito  | anche pleon.: qui non ci si può più vivere  | è di uso frequente unito a forme del verbo essere  nel sign. di 'esistere, trovarsi': ci sono ospiti; non c'è nessuno  | c'è modo e modo, ci sono vari modi, anche migliori | non c'è verso, non c'è modo di, non si riesce a: non c'è verso di farglielo capire  ' non c'è che dire, indubbiamente, va bene | c'è caso che, può darsi, può accadere che; c'era una volta..., esordio tradizionale delle fiabe    • 2 •   per questo, per quel luogo: ci passo tutti i giorni  | anche pleon.: per quella strada non ci passa mai nessuno    • 3 •   (ant) da questo, da quel luogo: trasseci l'ombra del primo parente  (dante inf.  iv, 55) | anche pleon., in forme fam.: da quella finestra ci viene un'aria!    • 4 •   con valore indeterminato: ci vuole, occorre; da questo a quello ci (ce ne) corre!, c'è una bella differenza; io ci sto, io sono d'accordo | anche pleon.: non ci vede; non ci sente. 
ci   (2) antiq. ce, s.m.  o f. invar.  nome della terza lettera dell'alfabeto italiano.
ciabatta   ant. o dial. ciavatta, s.f.    • 1 •   pantofola aperta; per estens., scarpa vecchia e scalcagnata | portare le scarpe a ciabatta, con la parte posteriore della tomaia ripiegata sotto il calcagno | stimare (quanto) una ciabatta, non stimare affatto | una scarpa e una ciabatta, (fig. pop.) si dice di cose male assortite. dim. ciabattina  accr. ciabattona  pegg. ciabattaccia    • 2 •   (spreg.) cosa o persona vecchia o mal ridotta    • 3 •   (region.) forma di pane allungato e piatto, croccante.
ciabattare   ant. ciavattare, v. intr.  [aus. avere] camminare strascicando le ciabatte o le scarpe, producendo così un rumore fastidioso.
ciabattata   ant. o dial. ciavattata, s.f.  colpo dato con una ciabatta.
ciabattino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi ripara le scarpe    • 2 •   (fig. spreg.) chi svolge male un lavoro professionale, artistico ecc.
ciabattone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi cammina strascicando le ciabatte o le scarpe    • 2 •   (estens.) persona disordinata e sciatta    • 3 •   (fig. spreg.) chi fa male il suo mestiere.
ciabuscolo   o ciauscolo o ciavuscolo, s.m.  (dial.) salsicciotto di carne di maiale cruda, tritata molto fine con aglio e pepe; è specialità marchigiana.
ciac   o ciak, inter.  voce onomatopeica che imita uno sciabordio d'acqua oppure il suono che viene prodotto schiacciando o colpendo qualcosa di molle | nel gergo del cinema, il secco battere dell'asticciola fissata alla tavoletta che da esso prende il nome: ciac, si gira!, modo convenzionale per dare il via alla ripresa di una scena  s.m. invar.  (cine.) tavoletta di legno alla quale è incernierata un'asticciola; vi sono annotati tutti gli elementi necessari per l'individuazione di una scena e viene filmata prima di girare la scena stessa, mentre un tecnico batte l'asticciola contro la tavoletta, segnando così l'inizio della ripresa e della registrazione sonora.
ciacche   o ciacch, ciacchete [ciàc-che-te], inter.  (tosc.) lo stesso che ciac. 
ciacchista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (cine.) tecnico cinematografico che aziona il ciac all'inizio di una ripresa.
ciacco   s.m.  [pl. -chi] (ant.) suino, maiale.
ciaccola   o ciacola, s.f.  (dial.) ciarla, chiacchiera.
ciaccolare   o ciacolare, v. intr.  (dial.) ciarlare, chiacchierare.
ciaccona   s.f.  (mus.) danza diffusa in europa nei secc. xvii e xviii | composizione o brano strumentale derivato da tale danza, affine alla passacaglia.
ciacola   e deriv.   ⇨ ciaccola e deriv. 
ciaf   o ciaffete [ciàf-fe-te], inter.  imita il rumore prodotto da qualcosa che cade nell'acqua o nel fango, o quello di uno schiaffo.
ciak    ⇨ ciac.
cialda   s.f.    • 1 •   pasta molto sottile di farina poco dolce, che si cuoce schiacciata entro un apposito stampo arroventato. dim. cialdetta, cialdina, cialdino  (m.) accr. cialdone  (m.)    • 2 •   ostia di farina non lievitata che serve per involgere polveri medicinali da inghiottire    • 3 •   coccarda che i servitori in livrea portavano sul cappello.
cialdino   s.m.    • 1 •   dim.  di cialda    • 2 •   (non com.) cachet.
cialdone   s.m.    • 1 •   accr.  di cialda    • 2 •   grossa cialda accartocciata e riempita di panna.
cialtronaggine   s.f.  cialtroneria.
cialtronaglia   s.f.  (non com.) accozzaglia di cialtroni.
cialtronata   s.f.  azione da cialtrone.
cialtrone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona volgare, vile, abietta    • 2 •   persona sciatta, trasandata, che non ha voglia di lavorare. dim. cialtroncello  pegg. cialtronaccio. 
cialtroneria   s.f.    • 1 •   l'essere cialtrone; il comportarsi da cialtrone    • 2 •   cialtronata.
cialtronesco   agg.  [pl. m. -schi] da cialtrone: comportamento cialtronesco  § cialtronescamente avv. 
ciambella   s.f.    • 1 •   dolce a base di farina, zucchero e uova, di forma circolare con un buco nel mezzo | pane a ciambella, di tale forma | prov.  : non tutte le ciambelle riescono col buco, ciò che si fa non sempre riesce come si vorrebbe. dim. ciambelletta, ciambellina  accr. ciambellona, ciambellone  (m.)    • 2 •   oggetto a forma di ciambella | ciambella di salvataggio, anello galleggiante per sostenere chi non sa nuotare.
ciambellaio   s.m.  [f. -a] chi fa o vende ciambelle.
ciambellano   ant. ciamberlano, s.m.    • 1 •   alto dignitario di corte, in origine addetto agli appartamenti del sovrano, poi con compiti di cerimoniere | gran ciambellano, capo dei ciambellani di corte    • 2 •   (fig. non com.) persona servile.
ciambellotto    ⇨ cammellotto.
ciamberlano    ⇨ ciambellano.
ciampanelle   voce usata solo nella loc. dare  o andare in ciampanelle, uscire di senno, parlare o comportarsi in modo stravagante.
ciampicare   v. intr.  [io ciàmpico, tu ciàmpichi ecc. ; aus. avere] (tosc.)    • 1 •   camminare a stento, strisciando i piedi, barcollando o inciampando    • 2 •   (fig.) agire, comportarsi in modo impacciato.
ciampicone   s.m.  (region.)    • 1 •   [f. -a] chi cammina ciampicando    • 2 •   dare  o fare un ciampicone, inciampare.
ciana   s.f.  (region.) donna del popolo, pettegola e sguaiata.
cianammide   o cianamide, s.f.  (chim.) composto organico formato dall'unione di un gruppo amminico primario con un gruppo ciano; è un prodotto intermedio per fertilizzanti e resine sintetiche.
cianato   s.m.  (chim.) sale dell'acido cianico.
cianca   s.f.  (fam.) gamba. dim. cianchetta. 
cianchetta   s.f.    • 1 •   dim.  di cianca    • 2 •   fare la cianchetta, (region.) fare lo sgambetto.
cianchettare   v. intr.  [io cianchétto ecc. ; aus. avere] (fam.  e lett.) camminare male, zoppicare: sgambettando e cianchettando / intessea carole e balli  (carducci).
ciancia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   (spec. pl.) discorso inutile, sconclusionato o non rispondente al vero: raccontar ciance    • 2 •   (ant.) scherzo, burla.
cianciafruscola   s.f.  (spec. pl.) inezia, cosa da nulla, sciocchezza.
cianciamento   s.m.  (non com.) un cianciare continuo, insistito.
cianciare   v. intr.  [io ciàncio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   dire ciance; fare discorsi inutili    • 2 •   (ant.) divertirsi, scherzare.
cianciatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi ha l'abitudine di cianciare.
ciancicare   v. intr.  [io ciàncico, tu ciàncichi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   pronunciare male e a stento le parole    • 2 •   masticare, mangiare con difficoltà o di mala voglia    • 3 •   fare un lavoro male e svogliatamente | v. tr.  (dial.) sgualcire, spiegazzare.
ciancicone   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi ha l'abitudine di ciancicare    • 2 •   che, chi è tardo, lento.
cianciolo   s.m.  rete circolare del tipo della lampara che si impiega di notte per la pesca del pesce azzurro.
ciancione   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ciancia spesso e volentieri.
ciancioso   agg.  (ant.)    • 1 •   che ciancia; pieno di ciance    • 2 •   leggiadro, grazioso.
cianciugliare   v. tr.  e intr.  [io cianciùglio ecc. ; aus. dell'intr. avere] pronunciare le parole in modo confuso, balbettante; barbugliare | (estens.) esprimersi senza costrutto, dire cose sciocche.
cianfarda   s.f.  (non com.) antico copricapo femminile.
cianfrinare   v. tr.  (tecn.) ribattere i bordi delle lamiere chiodate allo scopo di chiudere gli interstizi; presellare.
cianfrinatore   s.m.  operaio addetto alla cianfrinatura.
cianfrinatura   s.f.  (tecn.) operazione del cianfrinare; presellatura.
cianfrino   s.m.  (tecn.) attrezzo simile a uno scalpello a tagliente smussato che si usa per cianfrinare; presella.
cianfrugliare   v. tr.  e intr.  [io cianfrùglio ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   far male qualcosa; abborracciare    • 2 •   fare discorsi confusi.
cianfruglione   s.m.  [f. -a] pasticcione, arruffone.
cianfrusaglia   o non com. cianfruscaglia, s.f.  (spec. pl.) oggetto o insieme di oggetti diversi di poco valore: un cassetto pieno di cianfrusaglie. 
ciangottare   o cingottare, v. intr.  [io ciangòtto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   parlare storpiando le parole; per estens., chiacchierare    • 2 •   cinguettare    • 3 •   emettere un suono lieve, detto di acqua che scorre.
ciangottio   s.m.  un ciangottare continuo.
ciangottone   s.m.  [f. -a] chi ha il difetto di ciangottare.
cianico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo al, derivato dal, contenente il gruppo ciano | acido cianico, (chim.) composto dal gruppo ciano e da un ossidrile; i suoi sali sono i cianati.
cianidrico   agg.  [pl. m. -ci] solo in acido cianidrico, (chim.) composto dal gruppo ciano e da un atomo di idrogeno, velenosissimo; i suoi sali sono i cianuri; è detto anche acido prussico. 
cianidrina   s.f.  (chim.) composto contenente un gruppo ciano e un gruppo ossidrilico legati a uno stesso atomo di carbonio; le cianidrine sono prodotti intermedi per la sintesi di amminoacidi.
cianina   s.f.  (chim.) colorante azzurro presente in natura in diversi fiori e in alcune meduse.
cianite   s.f.  minerale costituito da silicato di alluminio, che si presenta in cristalli azzurri allungati; è una pietra semipreziosa.
ciano-  ciano- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica e tecnica, dal lat. cya°nu(m), che è dal gr. ky/anos  'azzurro' e 'minerale azzurro' (cianina); in chimica indica la presenza del gruppo ciano, o gruppo nitrilico (cianico, cianogeno).
ciano   (1) s.m.  (lett.) fiordaliso.
ciano   (2) s.m.  (chim.) radicale monovalente composto da un atomo di carbonio e uno di azoto; gruppo nitrilico | anche come agg. invar.  : gruppo ciano. 
cianocobalamina   s.f.  (biol.) nome chimico della vitamina b12.
cianoficee   s.f. pl.  (bot.) classe di alghe unicellulari d'acqua dolce o terrestri, che oltre alla clorofilla contengono una sostanza colorante azzurra | sing.  [-a] ogni alga di tale classe.
cianogeno   s.m.  (chim.) gas velenosissimo composto da due gruppi ciano collegati fra loro tramite gli atomi di carbonio.
cianografia   s.f.  stampa fotografica per contatto, eseguita su carta trattata con ferrocianuro di potassio.
cianografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla cianografia: procedimento cianografico; una (copia) cianografica. 
cianografo   s.m.  tecnico specializzato nella cianografia.
cianosi   s.f.  (med.) colorazione bluastra della pelle e delle mucose, provocata da un'insufficiente ossigenazione del sangue; è sintomo di disturbi circolatori o respiratori.
cianotico   agg.  [pl. m. -ci] che è proprio della cianosi; che presenta cianosi: colorito, volto cianotico. 
cianotipia   s.f.  cianografia.
cianotipico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a cianotipia: carta cianotipica. 
cianotipo   s.m.  copia cianografica.
ciantella   s.f.  (tosc.)    • 1 •   ciabatta    • 2 •   (fig.) donna volgare.
ciantellino    ⇨ centellino.
cianurazione   s.f.  (metall.) processo di estrazione di oro e argento dai minerali mediante trattamento con cianuri.
cianurico   agg.  [pl. m. -ci] solo in acido cianurico, (chim.) sostanza cristallina che si ottiene riscaldando l'urea e viene impiegata soprattutto per produrre l'acido cianico.
cianuro   s.m.  (chim.) qualsiasi sale dell'acido cianidrico: cianuro di potassio, di sodio. 
ciao   inter.  si usa come saluto amichevole e confidenziale quando ci si incontra o ci si lascia.
ciappino    ⇨ chiappino.
ciappola   s.f.  bulino usato da cesellatori e argentieri.
ciappolare   v. tr.  [io ciàppolo ecc.] lavorare un metallo con la ciappola.
ciaramella   s.f.  cennamella.
ciaramellare   v. intr.  [io ciaramèllo ecc. ; aus. avere] (lett.) ciarlare, cianciare.
ciarda   o czarda, s.f.  danza popolare ungherese con un'introduzione lenta e un finale dal ritmo frenetico.
ciarla   s.f.    • 1 •   (spec. pl.) discorso vano, futile; pettegolezzo: perder tempo in ciarle    • 2 •   (fam.) loquacità, parlantina: avere una gran ciarla. 
ciarlare   v. intr.  [aus. avere] parlare a lungo e senza alcun costrutto; chiacchierare, cianciare.
ciarlata   s.f.  chiacchierata lunga e futile.
ciarlatanata   s.f.  azione, discorso da ciarlatano; buffonata.
ciarlataneria   s.f.    • 1 •   l'essere ciarlatano    • 2 •   ciarlatanata.
ciarlatanesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da ciarlatano: modi ciarlataneschi  § ciarlatanescamente avv. 
ciarlatano   s.m.    • 1 •   chi, nelle piazze dei paesi, valendosi della sua parlantina, decantava e spacciava medicamenti portentosi, estraeva denti e vendeva cose da nulla, attirando compratori e pazienti con lunghi discorsi campati in aria    • 2 •   (estens.) chi smercia oggetti scadenti; chi fa passare qualcosa per quello che non è | imbroglione, impostore, truffatore.
ciarlatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi ama ciarlare; chiacchierone.
ciarliero   agg.  che ciarla molto, che ama chiacchierare § ciarlieramente avv.  (non com.).
ciarlone   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) che, chi ha l'abitudine di ciarlare molto; chiacchierone.
ciarlotta   s.f.  (antiq.) adattamento it. di charlotte. 
ciarmosa   s.f.  (antiq.) adattamento it. di charmeuse. 
ciarpa   s.f.    • 1 •   (tosc.) sciarpa    • 2 •   spec. pl.  oggetto vecchio, che non serve più a nulla    • 3 •   (fig.) discorso inutile, ciancia.
ciarpame   s.m.  insieme di roba inservibile o di poco pregio | (fig. lett.) parole, sentimenti frusti, bolsi, di cattivo gusto: il ciarpame floscio della viltà  (d'annunzio).
ciarpare   v. tr.  (non com.) acciarpare.
ciarpume   s.m.  (non com.) ciarpame.
ciascheduno   agg.  e pron. indef.  [solo sing.] (non com.) ciascuno.
ciascuno   agg. indef.  [solo sing. ; si tronca davanti ai nomi maschili comincianti per vocale o consonante che non sia s  impura, gn, ps, x, z : ciascun uomo, ciascun cavallo; ciascuno scolaro, ciascuno zio; si elide dinanzi ai nomi f. comincianti per vocale: ciascun'amica, ciascun'eroina] con riferimento a una totalità di persone o cose, ne indica ogni singolo individuo o elemento; equivale a ogni : ciascuna copia deve essere firmata; a ciascun visitatore fu dato un omaggio   pron. indef.  [solo sing. ; si tronca davanti a consonante solo in usi lett.] ogni persona, ognuno: ciascuno è responsabile delle proprie azioni  | seguito da un partitivo: ciascuno di voi, dei presenti  | nell'uso ant., e anche oggi nell'uso fam., può concordare col v. al pl.: ciascuno di loro erano grandi astrologhi e negromanti  (g. villani); prendiamo ciascuno le nostre cose  | con valore distributivo (anche preceduto da per): ci diedero un libro (per) ciascuno. 
ciatiforme   agg.  (zool.) a forma di coppa, detto degli organi di senso cutaneo dei pesci.
ciato   s.m.    • 1 •   nell'antichità, bicchiere in forma di mestolo, usato per attingere vino dai crateri    • 2 •   antica unità di misura di liquidi e aridi, pari a circa mezzo decilitro    • 3 •   (bot.) ciazio.
ciauscolo    ⇨ ciabuscolo.
ciavatta   e deriv.   ⇨ ciabatta e deriv. 
ciavuscolo    ⇨ ciabuscolo.
ciazio   s.m.  (bot.) infiorescenza costituita da un gruppo di fiori maschili ridotti a stami, che circondano un fiore femminile unico.
cibamento   s.m.  (ant.) il cibare, il cibarsi; nutrimento.
cibare   v. tr.  (lett.) dar da mangiare a qualcuno; nutrire, alimentare (anche fig.): e lo spirito lasso / conforta e ciba di speranza buona  (dante inf.  viii, 106-107) | cibarsi v. rifl.  nutrirsi, alimentarsi (anche fig.): cibarsi di carne; cibarsi di illusioni. 
cibaria   s.f.  (spec. pl.) tutto ciò che serve come alimento.
cibario   agg.  (non com.) che serve come cibo, che si riferisce al cibo: materie cibarie  | canale cibario, (ant.) l'intestino.
cibernauta   o cybernauta, s.m.  e f.  [pl. m. -i] chi frequenta gli spazi immaginari creati dalle tecnologie elettroniche e informatiche, quasi navigasse in essi.
cibernetica   s.f.  scienza che studia i principi di funzionamento e la realizzazione di macchine automatiche, generalmente elettroniche, in grado di simulare le funzioni di organismi viventi e, in particolare, del cervello umano.
cibernetico   agg.  [pl. m. -ci] della cibernetica, che riguarda la cibernetica: studio cibernetico   s.m.  [f. -a] studioso di cibernetica.
ciberspazio   o cyberspazio, s.m.  lo spazio immaginario creato dalla realtà virtuale, dalle reti telematiche e da altre tecnologie elettroniche e informatiche.
cibo   s.m.  tutto ciò che si mangia; alimento (anche fig.): cibo sano, nutriente; cibo per cani; non toccare cibo, non mangiare nulla; la musica è il suo cibo, il suo alimento intellettuale | cibo eucaristico, l'eucaristia.
ciborio   s.m.    • 1 •   edicola sostenuta da quattro colonne che sovrasta un altare    • 2 •   pisside.
cibreo   s.m.    • 1 •   pietanza a base di rigaglie di pollo, uova, brodo e limone; specialità della cucina toscana    • 2 •   (fig. non com.) mescolanza caotica di cose diverse.
cica   s.f.    • 1 •   (ant. , region.) nonnulla, cosa di poco conto | non saper cica, nulla    • 2 •   (bot.) genere di piante coltivate a scopo ornamentale (cl.  cicadine)    • 3 •   (bot.) membrana che ricopre e separa i chicchi della melagrana.
cicadine   s.f. pl.  (bot.) classe di piante arboree somiglianti alle palme, proprie delle regioni tropicali | sing.  [-a] ogni pianta di tale classe.
cicala   s.f.    • 1 •   grosso insetto omottero con corpo tozzo color bruno-giallo, quattro grandi ali trasparenti, antenne corte; il maschio emette un caratteristico stridio nelle ore più calde delle giornate estive | cicala di mare, canocchia | fare come la cicala, (fig.) consumare ciò che si ha, vivere alla giornata senza pensare al futuro, come la cicala della favola di la fontaine. dim. cicaletta, cicalina    • 2 •   (fig.) persona ciarliera, che stordisce con le sue chiacchiere    • 3 •   (elettr.) cicalino    • 4 •   (mar.) nell'ancora, anello di ferro che unisce l'estremità superiore del fuso alla catena    • 5 •   ornamento d'oro che portavano sul capo gli antichi ateniesi ricchi.
cicalamento   s.m.  (non com.) cicaleccio.
cicalare   v. intr.  [aus. avere] parlare a lungo e noiosamente di cose futili; ciarlare.
cicalata   s.f.    • 1 •   discorso lungo e noioso    • 2 •   discorso ameno e bizzarro che veniva letto dopo i banchetti in alcune accademie letterarie italiane del seicento e del settecento.
cicaleccio   s.m.  un cicalare continuato, spec. di più persone insieme.
cicalino   s.m.  dispositivo elettromeccanico di segnalazione acustica, che produce un suono simile allo stridio della cicala.
cicalio   s.m.  cicaleccio.
cicalone   s.m.  [f. -a] chi ha l'abitudine di cicalare; chiacchierone.
cicatrice   s.f.    • 1 •   tessuto che si forma a conclusione della cicatrizzazione | più com., il segno esterno, visibile del processo di cicatrizzazione: una cicatrice sul volto    • 2 •   (fig.) segno lasciato nell'animo da un'esperienza dolorosa.
cicatricola   s.f.    • 1 •   macchia biancastra nel tuorlo dell'uovo, dove ha sede il germe    • 2 •   (bot.) segno che resta sul seme quando si distacca dal frutto.
cicatriziale   agg.  (med.) di cicatrice, proprio delle cicatrici: tessuto cicatriziale. 
cicatrizzante   part. pres.  di cicatrizzare   s.m.  farmaco che favorisce la cicatrizzazione.
cicatrizzare   v. tr.  far rimarginare una ferita | v. intr.  [aus. avere  e essere], cicatrizzarsi v. rifl.  rimarginarsi formando una cicatrice: la ferita (si) è cicatrizzata  o ha cicatrizzato. 
cicatrizzazione   s.f.  processo biologico di riparazione che segue alle lesioni di tessuti molli di organismi animali o vegetali e che si conclude con la formazione di una cicatrice.
cicca   (1) s.f.  mozzicone della sigaretta o del sigaro: buttare una cicca in terra  | non valere una cicca, (fam.) non valere niente.
cicca   (2) s.f.  (region.) gomma da masticare.
ciccaiolo   s.m.  [f. -a] chi raccatta cicche per recuperarne il tabacco.
ciccare   v. tr.  [io cicco, tu cicchi ecc.] (region.) fallire, mancare: ciccare il bersaglio  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   masticare tabacco    • 2 •   (region.) essere contrariato, indispettito; stizzirsi: ciccare dall'invidia. 
cicchettare   v. intr.  [io cicchétto ecc. ; aus. avere] (fam.) bere cicchetti | v. tr.    • 1 •   nel gergo motoristico, dare il cicchetto a un motore    • 2 •   (non com.) fare, dare un cicchetto, rimproverare.
cicchetto   s.m.    • 1 •   (fam.) bicchierino di liquore: bere un cicchetto.  dim. cicchettino    • 2 •   (fam.) rimprovero da parte di un superiore: fare, dare, prendersi un cicchetto    • 3 •   dare il cicchetto, nel gergo motoristico, versare o spruzzare un po' di benzina nella presa d'aria del carburatore per facilitare l'avviamento a freddo; per estens., nei motori senza starter, azionare manualmente la pompetta che inietta carburante nel condotto d'aspirazione.
ciccia   s.f.  (fam.)    • 1 •   carne da mangiare (spec. nel linguaggio infantile). dim. ciccina    • 2 •   (scherz.) carne umana, spec. con riferimento a persona grassa: ha troppa ciccia addosso. 
cicciola   s.f.  (tosc.) nome di una specie di piccoli funghi a forma di imbuto.
cicciolo   s.m.    • 1 •   ciò che resta dei tocchi di grasso del maiale dopo che siano stati fusi per ricavarne lo strutto    • 2 •   (pop.) escrescenza carnosa della pelle.
ciccione   s.m.  [f. -a] (fam.) persona molto grassa | anche come agg.  : una persona cicciona. 
ciccioso   agg.  (non com.) alquanto grasso.
cicciotto   agg.  (fam.) grassoccio. dim. cicciottello   s.m.  escrescenza carnosa della pelle.
cicciuto   agg.  (fam.) che è in carne, che ha ciccia; grassoccio: un bambino cicciuto. 
cicerbita   s.f.  pianta erbacea simile alla lattuga; si mangia in insalata (fam.  composite).
cicerchia   s.f.    • 1 •   pianta erbacea rampicante, con fiori bianchi o rosei simili a quelli del pisello, coltivata come foraggio o per sovescio (fam.  leguminose)    • 2 •   il seme di questa pianta, utilizzato per l'alimentazione delle bestie | aver mangiato le cicerchie, (fig.) avere le traveggole, perché i semi, se mangiati dall'uomo, possono procurare dei disturbi.
cicero   s.m.  (tip.) denominazione di un carattere usato la prima volta nel 1467 per stampare un'edizione delle opere di cicerone | riga tipografica del sistema didot.
cicerone   s.m.    • 1 •   chi fa la professione di guidare i visitatori di una città, di un monumento, di un museo e sim.    • 2 •   titolo generico di libri e riviste che illustrano opere d'arte (dal titolo di un'opera di j. burckhardt, 1855)    • 3 •   (scherz.) persona eloquente | fare il cicerone, (spreg.) fare il saccente    • 4 •   marca da bollo previdenziale che si appone su atti di avvocati e procuratori (così detta perché raffigura il busto di cicerone).
ciceronianismo   s.m.  la teoria e la pratica umanistica dell'imitazione di cicerone come modello esclusivo di prosa latina | ciceronianismo volgare, la scelta di un modello esclusivo di lingua italiana (in partic. di petrarca per la poesia e di boccaccio per la prosa) propugnata da p. bembo nel cinquecento.
ciceroniano   agg.    • 1 •   di cicerone, proprio dello stile di cicerone: il periodare ciceroniano    • 2 •   che sostiene le teorie di cicerone o ne imita lo stile: gli umanisti ciceroniani   s.m.  [f. -a] seguace o imitatore di cicerone.
ciciliano    ⇨ siciliano.
cicindela   s.f.  insetto coleottero con elitre verdi macchiate di bianco, distruttore di larve e di insetti nocivi (fam.  cicindelidi).
cicinielli   s.m. pl.  nome napoletano dei bianchetti. 
cicisbeo   s.m.    • 1 •   nel settecento, il cavalier servente che accompagnava la dama    • 2 •   (estens.) corteggiatore galante; damerino, vagheggino.
ciclabile   agg.  si dice di pista o corsia riservata alle biciclette.
ciclamino   s.m.  pianta erbacea con tubero tondeggiante, foglie cuoriformi e fiori di color rosa violaceo profumati; il fiore stesso (fam.  primulacee): un mazzo di ciclamini   agg. invar.  di colore tra il rosa e il lilla: una stoffa ciclamino. 
ciclamo   s.m.  (lett.) ciclamino.
ciclicità   s.f.  l'essere ciclico: la ciclicità di un fenomeno, di un evento. 
ciclico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si ripete, che ricorre a cicli: fenomeno (ad andamento) ciclico; fasi cicliche    • 2 •   che appartiene a un ciclo letterario: poema, romanzo ciclico    • 3 •   (chim.) si dice di composto organico le cui molecole sono costituite da atomi legati a formare un anello    • 4 •   (mus.) si dice di composizione nella quale il tema originario ritorna, sia pure modificato, nei diversi movimenti § ciclicamente avv.  in modo ciclico, a fasi alterne.
ciclismo   s.m.  lo sport della bicicletta : ciclismo su pista, su strada; i tifosi del ciclismo. 
ciclista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi va in bicicletta    • 2 •   atleta che pratica lo sport della bicicletta    • 3 •   (region.) chi vende e ripara biciclette  agg.  che va in bicicletta: vigili ciclisti. 
ciclistico   agg.  [pl. m. -ci] del ciclismo, dei ciclisti: corsa ciclistica. 
ciclite   s.f.  (med.) infiammazione del corpo ciliare dell'iride.
ciclizzato   agg.  (chim.) si dice di composto con struttura ciclica.
ciclizzazione   s.f.  (chim.) reazione per cui una catena di atomi, spec. di carbonio, si chiude alle estremità formando una molecola ad anello.
ciclo-, -ciclo  ciclo-, -ciclo primo e secondo elemento di parole composte moderne della terminologia scientifica, dal lat. cy°clu(m), che è dal gr. ky/klos  'cerchio, giro'; vale 'cerchio, giro, ruota, forma circolare o cilindrica' e sim., oppure indica 'ciclicità, andamento ciclico' (di un fenomeno).
ciclo   (1) s.m.    • 1 •   successione di movimenti o di fenomeni che si ripetono periodicamente o hanno un corso costantemente regolare: le fasi di un ciclo; il ciclo di una malattia, il suo decorso; il ciclo delle stagioni, il succedersi periodico di particolari condizioni meteorologiche | ciclo storico, periodo storico definito da caratteristiche politiche, sociali ed economiche sostanzialmente affini | ciclo economico, fluttuazione ricorrente del reddito o di altra grandezza economica (investimenti, prezzi) definita dalla successione di espansione, crisi, recessione e ripresa | ciclo produttivo, il complesso, la successione delle operazioni necessarie a produrre un determinato bene | ciclo geologico, modificazione ciclica della crosta terrestre | ciclo dell'acqua, serie di trasformazioni cui sono soggette le acque sulla superficie terrestre (evaporazione, condensazione, precipitazioni) | ciclo termodinamico, (fis.) serie di trasformazioni, o fasi, che partendo da un determinato stato riportano il sistema termodinamico allo stato iniziale; ciclo otto, ciclo diesel, quelli su cui si basano i motori a scoppio, rispettivamente ad accensione a candela e ad autocombustione | ciclo lunare, periodo di 19 anni, trascorsi i quali i noviluni cadono negli stessi giorni del periodo precedente | ciclo solare, periodo di 28 anni, dopo il quale la sequenza dei giorni della settimana torna a ripetersi alle stesse date del mese | ciclo pasquale, periodo di 532 anni risultante dal prodotto dei cicli lunare e solare, trascorso il quale le date della pasqua ritornano a essere le stesse | ciclo cardiaco, quello che comprende tutta l'attività del cuore (sistole, piccola pausa, diastole e grande pausa) | ciclo biologico, lo svolgimento dei processi di accrescimento e di riproduzione, per cui da un individuo se ne generano altri simili | ciclo mestruale, l'insieme dei processi fisiologici che hanno luogo nell'apparato genitale femminile fra due mestruazioni    • 2 •   nella tradizione letteraria romanza, complesso di leggende o di opere poetiche di argomento unitario: ciclo carolingio, bretone, classico  | nella letteratura moderna, serie di romanzi intorno a uno stesso personaggio o su uno stesso tema: il ciclo dei «vinti» di verga    • 3 •   serie organica di attività, manifestazioni e sim., organizzate con particolari scopi: ciclo di lezioni, di rappresentazioni  | ciascuna delle due fasi in cui si suddivide l'insegnamento scolastico elementare: primo ciclo, prima e seconda classe; secondo ciclo, terza, quarta e quinta    • 4 •   (fis.) nelle radiocomunicazioni, termine impropriamente usato come unità di misura delle frequenze, in luogo di ciclo al secondo o hertz    • 5 •   nell'elaborazione elettronica dei dati, tempo necessario a compiere una determinata serie di operazioni.
ciclo   (2) s.m.  veicolo a ruote spinto da pedali; in partic., bicicletta.
cicloamatore   s.m.  [f. -trice] chi pratica il ciclismo amatorialmente.
ciclocampestre   agg.  e s.f.  si dice di corsa ciclistica su tracciati di campagna.
ciclocross   s.m. invar.  corsa ciclocampestre.
ciclocrossista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica lo sport del ciclocross.
ciclocrossistico   [pl. m. -ci] relativo a ciclocross; ciclocampestre: manifestazione ciclocrossistica. 
cicloesano   s.m.  (chim.) idrocarburo aliciclico usato come solvente.
ciclofurgone   s.m.  veicolo a tre ruote azionato a pedali, munito di un cassone per trasportare merci.
cicloidale   agg.  che ha forma di cicloide.
cicloide   s.f.    • 1 •   (geom.) curva descritta da un punto di una circonferenza che ruota procedendo lungo una retta    • 2 •   (psicol.) si dice di temperamento facilmente influenzabile da stimoli esterni e ambientali; si oppone a schizoide. 
ciclomanzia   s.f.  facoltà paranormale di esercitare un influsso psichico sulle persone o le cose circostanti (p. e.  muovere oggetti a distanza, trasmettere il pensiero, leggere nel pensiero ecc.).
ciclometria   s.f.  (mat.) parte della geometria che studia i problemi relativi al cerchio e alla sua misura.
ciclomotore   s.m.  veicolo a due o a tre ruote, dotato di un motore fino a 50 cm3 di cilindrata e spesso anche di pedali; motorino.
ciclomotorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi guida un ciclomotore.
ciclone   s.m.    • 1 •   (meteor.) sistema rotatorio di venti che convergono verso un punto di minima pressione atmosferica; la violenta perturbazione atmosferica da esso provocata | essere, trovarsi nell'occhio del ciclone, (fig.) nel mezzo di una situazione di turbolenza, di pericolo    • 2 •   (fig.) avvenimento sconvolgente, catastrofico: il ciclone della guerra  | persona esuberante, attivissima, che provoca disordine e scompiglio.
ciclonico   agg.  [pl. m. -ci] che è proprio dei cicloni: area ciclonica, di bassa pressione atmosferica.
ciclonite   s.f.  (chim.) composto organico formato da tre gruppi nitro e un anello a sei atomi, di cui tre di carbonio e tre di azoto; è usato come componente di base degli esplosivi plastici.
ciclope   ant. ciclopo, s.m.  nella mitologia greca, mostruoso essere gigantesco, di fattezze umane ma con un occhio solo in mezzo alla fronte.
ciclopia   s.f.  (med.) mostruosità congenita caratterizzata dalla presenza di un solo occhio in mezzo alla fronte.
ciclopico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è proprio dei ciclopi | mura ciclopiche, (archeol.) antichissime mura costruite con grandi blocchi di pietra non squadrati e disposti irregolarmente    • 2 •   (estens.) di enormi dimensioni; colossale, gigantesco: una costruzione ciclopica; fatica ciclopica, immane.
ciclopismo   s.m.  (med.) ciclopia.
ciclopista   s.f.  corsia ciclabile.
ciclopo    ⇨ ciclope.
ciclostilare   v. tr.  stampare con il ciclostile: ciclostilare un volantino. 
ciclostilato   part. pass.  di ciclostilare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  foglio stampato con il ciclostile: diramare un ciclostilato. 
ciclostile   meno com. ciclostilo, s.m.  semplice macchina da stampa che riproduce in varie copie scritti o disegni preparati su un'apposita matrice.
ciclostomi   s.m. pl.  (zool.) classe di vertebrati acquatici simili ai pesci, con corpo cilindrico privo di arti, scheletro cartilagineo, bocca rotonda a ventosa munita di numerosi piccoli denti aguzzi | sing.  [-a] ogni vertebrato di tale classe.
ciclotimia   s.f.  (psicol.) stato dell'affettività caratterizzato dall'alternanza di periodi di esaltazione e di malinconia.
ciclotimico   agg.  [pl. m. -ci] (psicol.) di, proprio della ciclotimia: variazioni ciclotimiche   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da ciclotimia.
ciclotomia   s.f.  (mat.) divisione della circonferenza in un numero di archi uguali.
ciclotrone   s.m.  (fis.) macchina acceleratrice che, mediante impulsi elettromagnetici, imprime altissime velocità a particelle subatomiche destinate al bombardamento nucleare o ad altri fini di ricerca scientifica.
cicloturismo   s.m.  il viaggiare per turismo in bicicletta.
cicloturista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa cicloturismo.
cicloturistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al cicloturismo o ai cicloturisti.
cicogna   s.f.    • 1 •   grosso uccello migratore di palude, bianco o nero, con zampe e becco lunghi di color rosso; nidifica nell'europa settentr. (ord.  ciconiformi) | si attende la cicogna, è arrivata la cicogna, (fig.) sta per nascere, è nato un bambino (da una leggenda nordica secondo la quale la cicogna porta i neonati nelle case). dim. cicognina    • 2 •   autotreno a doppio piano di carico per il trasporto di autoveicoli; bisarca    • 3 •   piccolo aereo da ricognizione usato dai tedeschi nella seconda guerra mondiale    • 4 •   (edil.) staffa metallica per reggere la grondaia | traversa di legno che sostiene la campana    • 5 •   (ant.) macchina per attingere acqua nei pozzi.
cicognino   s.m.  il piccolo della cicogna.
ciconiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di grossi uccelli con becco, collo e gambe molto lunghi, a cui appartiene la cicogna | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
cicoria   s.f.  pianta erbacea coltivata per le foglie commestibili, la cui radice tostata è usata come surrogato del caffè (fam.  composite).
cicuta   s.f.    • 1 •   pianta erbacea velenosa con fiori bianchi raccolti in ombrelle e foglie frastagliate (fam.  ombrellifere)    • 2 •   l'infuso velenoso di tale pianta.
-cida  -cida secondo elemento di parole composte di origine latina o formate modernamente sul modello del lat. -ci¯da  'uccisore', corradicale di caede°re  'tagliare a pezzi, uccidere' (insetticida, omicida); in botanica può anche valere 'che si taglia, si apre'.
-cidio  -cidio secondo elemento di parole composte di origine latina o formate modernamente sul modello del lat. -cidi°um  'uccisione', corradicale di caede°re  'tagliare a pezzi, uccidere' (omicidio, suicidio).
cidonio   agg.  (lett.) di cidonia, antica città dell'isola di creta | mela cidonia, mela cotogna.
cieca    ⇨ ceca.
ciecale    ⇨ cecale.
cieco   non com. ceco, agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   che è privo del senso della vista: essere cieco dalla nascita; essere cieco da un occhio; diventare cieco  | la fortuna è cieca, (fig.) distribuisce i suoi beni senza guardare al merito | alla cieca, senza vederci; (fig.) sconsideratamente, a caso: avanzare, agire alla cieca  | volo cieco, navigazione aerea strumentale    • 2 •   (fig.) si dice di persona priva del lume della ragione; anche, di ciò che rende privi del lume della ragione: cieco di rabbia, per la gelosia; un furore cieco; l'amore è cieco; obbedienza cieca, l'atteggiamento di chi obbedisce senza discutere o domandare ragioni    • 3 •   (estens.) privo di luce, buio; senza apertura, senza sbocco: stanza cieca, senza finestre | finestra cieca, finta | vicolo cieco, strada cieca, senza uscita | lanterna cieca, che lascia in ombra chi la regge    • 4 •   intestino cieco, (anat.) la prima parte dell'intestino crasso  s.m.  [f. -a] chi è privo del senso della vista; non vedente § ciecamente, meno com. cecamente, avv.    • 1 •   alla cieca, senza vedere    • 2 •   (fig.) senza riflettere, sconsideratamente.
ciellenista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] appartenente al comitato di liberazione nazionale (cln), che diresse la resistenza in italia durante la seconda guerra mondiale, e diede poi vita ai primi governi dopo la liberazione.
ciellino   s.m.  [f. -a] appartenente al movimento cattolico di comunione e liberazione (cl), fondato nel 1969 a milano.
cielo   s.m.    • 1 •   lo spazio in cui si muovono gli astri e la terra; la massa d'aria, l'atmosfera che circonda la terra: cielo coperto, nuvoloso, sereno; la volta del cielo  | color del cielo, azzurro, celeste | a cielo aperto, allo scoperto: dormire a cielo aperto; scavo, condutture, canale a cielo aperto, non sotterranei | alzare, portare al cielo qualcuno, qualcosa, (fig.) esaltarli, lodarli eccessivamente | toccare il cielo con un dito, (fig.) essere molto felice | non stare né in cielo né in terra, (fig.) si dice di cosa assurda, inverosimile | piovere dal cielo, (fig.) si dice di cosa che giunge inattesa    • 2 •   parte di volta celeste che si trova sopra un orizzonte locale, sopra una città, una regione: il cielo di lombardia, così bello quand'è bello  (manzoni p. s.  xvii); vivere sotto altro cielo, in un altro paese | in aeronautica, la zona aerea sovrastante una località    • 3 •   nel sistema tolemaico, ciascuna delle sfere celesti: cielo della luna, di marte  | essere al settimo cielo, (fig.) al colmo della felicità    • 4 •   il paradiso come sede di dio e dei beati (in questo significato anche pl.); per estens., dio stesso, la provvidenza divina: il regno dei cieli; pregare il cielo; essere mandato dal cielo  | salire al cielo, morire | grazie al cielo!, si dice per dimostrare sollievo | santo cielo!, giusto cielo!, esclamazioni di disappunto | per amor del cielo!, si dice pregando qualcuno di non fare qualcosa o augurandosi che qualcosa non avvenga | apriti cielo!, con allusione a un fatto straordinario o che ha scatenato una forte reazione | caschi, cascasse il cielo!, a ogni costo | lo sa il cielo!, non lo sa nessuno | lo sa il cielo se, si usa per rafforzare, confermare un'asserzione: lo sa il cielo se ha sofferto in vita sua!  | volesse il cielo che, per esprimere un desiderio | prov.  : raglio d'asino non arrivò mai in cielo, le offese degli stolti o dei meschini non colpiscono le persone intelligenti o moralmente superiori    • 5 •   parte superiore di un ambiente chiuso; volta, copertura: il cielo della carrozza. 
ciera    ⇨ cera 1.
cifera    ⇨ cifra.
cifosi   s.f.  (med.) accentuazione della normale curvatura in avanti del tratto cervicale della colonna vertebrale.
cifra   ant. cifera [cì-fe-ra], s.f.    • 1 •   ciascuno dei segni con cui si rappresentano i numeri dallo zero al nove; per estens., numero, anche di più cifre: un numero di sei cifre  | cifre astronomiche, (estens.) somma di denaro elevatissima | far cifra tonda, arrotondare, per eccesso o per difetto, al numero più vicino in unità o decine o centinaia ecc.    • 2 •   somma di denaro: pagare una bella cifra  | cifra d'affari, (comm.) valore complessivo della merce fatturata | una cifra, (gerg.) un sacco, molto: mi piace una cifra    • 3 •   abbreviazione di un nome, formata per lo più dalla lettera iniziale; monogramma: ricamare le cifre sul fazzoletto    • 4 •   scrittura segreta usata nei dispacci militari o diplomatici; codice: messaggio in cifra; parlare in cifra, (fig.) oscuramente    • 5 •   (lett.) tratto stilistico peculiare che caratterizza l'opera di uno scrittore o di un artista.
cifrare   v. tr.    • 1 •   rappresentare nomi o altre parole con una sigla, con cifre (di solito, le lettere iniziali) | ricamare con un monogramma: cifrare un fazzoletto    • 2 •   tradurre un messaggio in cifra, in codice; codificare.
cifrario   s.m.  testo contenente la chiave per comprendere una scrittura cifrata.
cifrato   part. pass.  di cifrare  e agg.  nei sign. del verbo | messaggio, scritto, discorso cifrato, espresso in cifre, in codice; (fig.) di difficile comprensione, oscuro, misterioso.
cifratura   s.f.  il cifrare, l'essere cifrato.
cifrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi studia, chi applica i cifrari.
cigliare    ⇨ ciliare.
cigliato   agg.    • 1 •   (biol.) di organo o di cellula, provvisto di ciglia    • 2 •   (lett.) che ha lunghe ciglia: occhi vividi e cigliati  (pavese).
ciglietto   s.m.  (mus.) nel violino, nel violoncello e in strumenti simili, piccolo pezzo di ebano o avorio che, disposto trasversalmente, tiene sollevate le corde per evitare che poggino sulla tastiera.
ciglio   s.m.  [pl. f. ciglia  nei sign. propri; pl. m. cigli  nel sign. fig., ma pop. e lett. anche in quelli propri]    • 1 •   (anat.) l'orlo delle palpebre fornito di sottili peli che difendono l'occhio; l'insieme dei peli stessi: ciglia lunghissime  | in un batter di ciglio, (fig.) in un attimo | non batter ciglio, (fig.) restare impassibile; senza batter ciglio, (fig.) senza scomporsi | a ciglio asciutto, (fig.) senza piangere    • 2 •   (estens.) sopracciglio: aggrottare le ciglia    • 3 •   (lett.) occhio, sguardo: poi ch'innalzai un poco più le ciglia, / vidi 'l maestro  (dante inf.  iv, 130-131)    • 4 •   (zool.) ognuna delle sottili appendici filiformi vibratili che in alcuni protozoi (ciliati) hanno funzione di organi di locomozione    • 5 •   ciglia cellulari, (biol.) peli di cui sono dotate determinate cellule del corpo umano    • 6 •   (fig.) orlo, margine esterno: i cigli della strada; il ciglio del burrone. 
ciglione   s.m.  terreno rilevato ai lati di una strada o di un fosso; orlo di un precipizio.
cigliuto   agg.  (non com.) che ha ciglia lunghe e folte.
cigna   e deriv.   ⇨ cinghia e deriv. 
cignale    ⇨ cinghiale.
cignere    ⇨ cingere.
cigno   s.m.    • 1 •   uccello acquatico dal piumaggio bianchissimo, con collo molto lungo, becco largo giallo e nero, piedi neri palmati (ord.  anseriformi)    • 2 •   (fig.) appellativo di musicisti o poeti eccelsi: il cigno di busseto, giuseppe verdi | il canto del cigno, l'ultima e migliore opera di un artista (da un'antica leggenda secondo cui il cigno, prima di morire, intonerebbe un canto estremamente dolce)    • 3 •   cigno, (astr.) costellazione del cielo boreale, situata lungo la via lattea.
cigolamento   s.m.  il cigolare.
cigolare   v. intr.  [io cìgolo ecc. ; aus. avere] mandare un suono stridente (detto spec. di congegni metallici non lubrificati o arrugginiti): una ruota che cigola. 
cigolio   s.m.  un cigolare prolungato: il cigolio della porta. 
cilecca   s.f.    • 1 •   (tosc.) burla, scherzo    • 2 •   far cilecca, detto di arma da fuoco, scattare a vuoto senza che il colpo parta, per difetto della cartuccia o della percussione | (fig.) venir meno, fallire: nel salto le gambe gli fecero cilecca. 
cileno   agg.  del cile  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante del cile    • 2 •   moneta d'oro cilena del valore di 1000 pesos.
cilestrino   agg.  (lett.) di colore celeste pallido.
cilestro   agg.  e s.m.  (lett.) celeste.
ciliare   o cigliare, agg.    • 1 •   del ciglio, delle ciglia o dei sopraccigli    • 2 •   corpo ciliare, (anat.) parte della tunica vascolare dell'occhio situata fra la coroide e l'iride.
ciliati   s.m. pl.  (zool.) classe di protozoi che si muovono mediante ciglia vibratili | sing.  [-o] ogni protozoo di tale classe.
cilicio   meno com. cilizio, ant. ciliccio, s.m.    • 1 •   stoffa ruvida e pungente, fatta generalmente di pelo di capra o di crini di cavallo    • 2 •   veste ruvida o cintura con nodi che si portava sulla nuda pelle a scopo di mortificazione    • 3 •   (fig. lett.) tortura, tormento fisico o spirituale.
ciliegeto   ant. ciriegeto, s.m.  terreno piantato a ciliegi.
ciliegia   ant. ciriegia, s.f.  [pl. -gie  o -ge] il frutto del ciliegio, costituito da una piccola drupa polposa e dolce, di forma rotondeggiante e di colore rosso: marmellata di ciliegie  | essere come le ciliegie, una ciliegia tira l'altra, si dice di cose che si succedono o di cose simili che si ripetono con frequenza | l'amico ciliegia, (scherz.) il baco della ciliegia; (fig.) persona familiare, ben nota | essere la ciliegina sulla torta, (fig.) essere il tocco finale, il particolare che completa e rifinisce. dim. ciliegina  accr. ciliegiona  | usato anche come agg. invar.  : color (rosso) ciliegia, colore rosso vivo.
ciliegio   ant. ciriegio, s.m.    • 1 •   albero con foglie ovali, fiori bianchi, frutti a drupa di colore rosso (fam.  rosacee)    • 2 •   il legno di tale albero, usato in falegnameria.
ciliegiolo   ant. ciriegiolo, agg.  di un colore rosso vivo, che ricorda quello delle ciliegie  s.m.    • 1 •   varietà di visciolo, detta marasco  | liquore ricavato dalle ciliegie    • 2 •   vitigno toscano a grappoli di forma piramidale, con grossi acini.
cilindraia   s.f.  (tecn.) macchina a cilindri usata per macinare pietrisco.
cilindrare   v. tr.    • 1 •   far passare sotto un rullo cilindrico | cilindrare una strada, spianarla con il rullo compressore    • 2 •   (tecn.) far passare fra due o più cilindri materiali di vario genere per spianarli, calibrarli o lucidarli: cilindrare un foglio, un tessuto. 
cilindrasse   s.m.  (anat.) prolungamento della cellula nervosa, che ha la funzione di trasmettere gli impulsi nervosi alla periferia; è detto anche assone  o neurite. 
cilindrata   s.f.  (mecc.) nelle macchine alternative, il volume descritto dai pistoni a ogni corsa, che si ottiene moltiplicando l'area della sezione di un cilindro per la corsa del pistone e per il numero dei cilindri (nei veicoli con motore a scoppio costituisce un elemento di classificazione) | (estens.) l'auto, il motoveicolo stesso: una cilindrata di 1000 cm 3; un'auto di media cilindrata; in pista gareggiano le grosse cilindrate. 
cilindratoio   s.m.  (tecn.) macchina per cilindrare.
cilindratrice   s.f.  (tecn.) macchina a cilindri usata nella lavorazione della canapa.
cilindratura   s.f.  (tecn.) l'operazione del cilindrare e il suo risultato.
cilindrico   agg.  [pl. m. -ci] di cilindro, che ha forma di cilindro: recipiente cilindrico  § cilindricamente avv.  a forma di cilindro.
cilindro   s.m.    • 1 •   solido generato da un rettangolo che ruota intorno a uno dei suoi lati; in generale, superficie generata da una retta che, restando parallela a sé stessa, si muove lungo una curva piana chiusa | (estens.) qualunque oggetto, organo di macchina o dispositivo che abbia la forma di tale solido. dim. cilindretto    • 2 •   cappello rigido da cerimonia a forma di cilindro; tuba | cilindro magico, il cappello del prestigiatore    • 3 •   (mecc.) organo delle macchine alternative, p. e. motori a scoppio, pompe, macchine a vapore, entro cui scorre il pistone o stantuffo: un motore a quattro, a sei cilindri    • 4 •   (mar.) cassone a forma cilindrica per il recupero di navi affondate    • 5 •   (med.) elemento di forma cilindrica del tessuto renale che si riscontra al microscopio nel sedimento urinario, ed è indice di particolari stati morbosi.
cilindroide   s.m.  (geom.) solido limitato da una superficie cilindrica, da un piano a essa perpendicolare e da un'altra superficie qualsiasi che intersechi la superficie cilindrica.
cilizio    ⇨ cilicio.
cima   s.f.    • 1 •   la parte più alta, l'estremità, la punta di qualcosa: la cima del cipresso, del campanile, dell'asta; la cima dei capelli  | in partic., vetta di un monte; per estens., altura, balza sopraelevata: le tre cime di lavaredo; le cime imbiancate delle montagne    • 2 •   (estens.) parte estrema superiore o comunque marginale di qualcosa: la cima delle scale, della pagina  | da cima a fondo, (fig.) da un capo all'altro, dal principio alla fine, interamente    • 3 •   (fig.) il grado più alto, l'apice: forse in nessun periodo come in quello... il nostro amore raggiunse cime tanto elevate  (stuparich) | avere qualcuno in cima ai propri pensieri, ai propri desideri, farne l'oggetto principale di essi    • 4 •   (fig. fam.) persona che eccelle, che è dotata di grande intelligenza e capacità: non occorre essere una cima per capire queste cose    • 5 •   (mar.) qualsiasi cavo di fibra vegetale. dim. cimetta, cimettina    • 6 •   (bot.) infiorescenza formata da più assi fiorali che partono da uno stesso punto: cima di rapa    • 7 •   (gastr.) petto di vitello farcito, piatto tipico della cucina genovese.
cimaiolo   o cimarolo, agg.  (bot.) che sta in cima; che cresce nella parte più alta: ramo, carciofo cimaiolo. 
cimanalisi   o cimoanalisi [ci-mo-a-nà-li-si], s.f.  (stat.) analisi delle curve periodiche.
cimare   v. tr.    • 1 •   spuntare, tagliare la cima di qualcosa    • 2 •   nell'industria tessile, portare il pelo di un tessuto a un'altezza uniforme    • 3 •   (agr.) potare l'estremità di un germoglio o di un fusto.
cimarolo    ⇨ cimaiolo.
cimasa   s.f.  modanatura che delimita e orna la parte più alta di un elemento architettonico o di un mobile. dim. cimasetta, cimasina. 
cimata   s.f.  cimatura sommaria di una pianta o di un tessuto. dim. cimatina. 
cimatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   nell'industria tessile, l'operaio che cima i tessuti    • 2 •   nelle lavorazioni boschive, l'addetto alla cimatura delle piante.
cimatoria   s.f.  opificio o reparto dove si esegue la cimatura dei tessuti.
cimatrice   s.f.  macchina tessile che esegue la cimatura.
cimatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del cimare; le cime recise delle piante; la peluria che si taglia dal panno cimandolo    • 2 •   nell'industria petrolifera, la separazione delle sostanze più volatili dal petrolio greggio.
cimba   s.f.  (lett.) piccola barca, navicella.
cimbalo   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) cembalo | essere, andare in cimbali, (fig.) manifestare un'allegria smodata, perdere la testa    • 2 •   (non com.) il piatto metallico del gong.
cimbanella    ⇨ cembanella.
cimbia   cimbra  ⇨ cembra.
cimbraccola   o cirimbraccola [ci-rim-bràc-co-la], s.f.  (pop. tosc.) donna sciatta e volgare.
cimbro   agg.  e s.m.  [f. -a] appartenente all'antica popolazione germanica dei cimbri | (estens. lett.) germanico, tedesco.
cimelio   s.m.    • 1 •   oggetto appartenuto a un personaggio illustre o che risale a un'epoca, a un avvenimento storico: cimelio napoleonico, garibaldino    • 2 •   (scherz.) cosa vecchia e senza valore; persona di idee o costumi antiquati.
cimentare   v. tr.  [io ciménto ecc.]    • 1 •   (ant.) saggiare, purificare l'oro o altri metalli preziosi    • 2 •   (fig. lett.) mettere alla prova; rischiare: cimentare la pazienza di qualcuno; cimentare la propria vita  | cimentare qualcuno, provocarlo, aizzarlo | cimentarsi v. rifl.  mettersi alla prova; arrischiarsi, avventurarsi: cimentarsi in un'impresa disperata; cimentarsi con qualcuno, confrontarsi, gareggiare con lui.
cimento   s.m.    • 1 •   mistura a base di sali e altre sostanze che gli orafi usavano per saggiare o purificare i metalli preziosi; l'operazione stessa del saggiare o purificare così i metalli | (estens.) prova, esperimento scientifico, saggio    • 2 •   (lett.) prova ardua, rischiosa: affrontare il cimento delle armi. 
cimentoso   agg.  (lett.)    • 1 •   pericoloso, rischioso    • 2 •   detto di persona, che si espone troppo ai pericoli.
cimerio    ⇨ cimmerio.
cimice   s.f.    • 1 •   insetto emittero parassita dell'uomo, con corpo rosso-bruno a forma di piccolo scudo appiattito e privo di ali; se toccato, emana un odore ripugnante; è detto anche cimice dei letti  | cimice delle piante, insetto emittero parassita dei vegetali    • 2 •   (dial.) puntina da disegno    • 3 •   (spreg.) distintivo che i fascisti portavano all'occhiello della giacca    • 4 •   microspia per l'ascolto di conversazioni riservate.
cimiciaio   s.m.  luogo infestato da cimici; (fig.) abitazione lurida.
cimicioso   agg.  (non com.) pieno di cimici.
cimiciotto   s.m.  pianta erbacea con foglie ovali rugose e fiori di color rosa (fam.  labiate).
cimiero   meno com. cimiere, s.m.    • 1 •   ornamento che si poneva un tempo in cima all'elmo    • 2 •   (lett.) l'elmo stesso: han carca la fronte de' pesti cimieri  (manzoni adelchi)    • 3 •   (arald.) figura posta sull'elmo    • 4 •   (ant.) ornamento del capo delle donne a forma di cresta o di pennacchio.
ciminiera   s.f.  fumaiolo molto alto: la ciminiera di una fabbrica, di una nave. 
cimino   (1) s.m.  parte terminale, sottile e flessibile, della canna da pesca.
cimino   (2)  ⇨ cumino.
cimiteriale   antiq. cemeteriale, agg.    • 1 •   che si riferisce ai cimiteri | arte cimiteriale cristiana, l'arte delle catacombe    • 2 •   (fig.) da cimitero, tetro, lugubre: atmosfera cimiteriale. 
cimitero   ant. e poet. cimiterio, ant. cemeterio e cemetero, s.m.    • 1 •   luogo in cui si seppelliscono i morti: cimitero monumentale, di guerra  | cimitero degli elefanti, dove, secondo la tradizione, vanno a morire gli elefanti che si sentono prossimi alla fine | cimitero delle automobili, (fig.) luogo dove vengono raccolte per la demolizione le vetture vecchie o inservibili | fare un cimitero, (fig.) fare una strage    • 2 •   (fig.) luogo deserto, triste e silenzioso.
cimmerio   ant. cimerio, rar. cimmerico [cim-mè-rico], agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi apparteneva all'antico popolo iranico o tracico della regione caucasica; in omero, appartenente a un mitico popolo abitante le regioni oscure e nebbiose del nord  agg.  (lett.) nebbioso, oscuro: volavan fuor de le cimerie grotte / i pigri abitator di flegetonte  (marino).
cimoanalisi    ⇨ cimanalisi.
cimofane   s.m.  (miner.) pietra pregiata verde, ricca di riflessi, detta anche occhio di gatto. 
cimolo   s.m.  (bot.) la parte più tenera delle piante commestibili (insalata, broccolo, carciofo e sim.).
cimometro   s.m.  (fis.) strumento per determinare la frequenza delle correnti alternate.
cimosa   meno com. cimossa, s.f.    • 1 •   ciascuno dei due margini laterali di un tessuto, con ordito più fitto e resistente    • 2 •   (non com.) striscia di panno arrotolata per cancellare sulla lavagna; cancellino.
cimoso   agg.  (bot.) che si riferisce a una cima.
cimossa    ⇨ cimosa.
cimurro   s.m.    • 1 •   (vet.) malattia virale contagiosa che colpisce i cani giovani e i cavalli, producendo un'acuta infiammazione delle mucose nasali    • 2 •   (scherz.) forte raffreddore.
cinabrese   s.m.    • 1 •   terra colorante rossa a base di cinabro, usata per tingere il legno e ravvivare il rosso degli ammattonati    • 2 •   tonalità di rosso chiaro.
cinabro   s.m.    • 1 •   minerale, costituito da solfuro di mercurio, che si presenta in masse granulari di color rosso    • 2 •   colore rosso analogo al carminio: la bocca sparsa di natio cinabro  (ariosto o. f.  vii, 13).
cincia   s.f.  [pl. -ce] (zool.) genere di uccelli con piumaggio chiazzato di vari colori, che vivono in gruppi numerosi, spec. nei boschi di montagna (ord.  passeriformi).
cinciallegra   o cingallegra, s.f.  uccello cantatore comune in italia, con becco corto e piumaggio soffice, verde gialliccio sul dorso, giallo con una striscia nera sul petto, grigio sulle ali (ord.  passeriformi).
cinciarella   s.f.  piccolo uccello verde-giallastro sul dorso, bianco e azzurro sul petto, con un ciuffo di penne erigibili sul capo (ord.  passeriformi).
cincillà   meno com. cincilla [cin-cìl-la], cinciglia, s.m. invar.    • 1 •   mammifero roditore dell'america meridionale, simile al coniglio, ma assai più piccolo, con coda folta e pelliccia di color argenteo molto pregiata    • 2 •   la pelliccia di tale animale.
cincin   o cin cin, inter.  esclamazione di augurio che si pronuncia all'atto di un brindisi.
cincinnato   s.m.  chi, dopo aver ricoperto importanti incarichi pubblici, si ritira modestamente a vita privata.
cincinno   s.m.  (poet.) ricciolo.
cincischiamento   s.m.  l'atto e il risultato del cincischiare.
cincischiare   v. tr.  [io cincìschio ecc.] tagliuzzare malamente: cincischiare il fazzoletto  ' cincischiare le parole, (fig.) pronunciarle smozzicate | v. intr.  [aus. avere] sprecare il tempo senza concludere nulla: non stare lì a cincischiare  | cincischiarsi v. rifl.  sgualcirsi, rovinarsi: la camicetta si è tutta cincischiata. 
cincischio   (1) s.m.  taglio mal fatto, irregolare | ritaglio di stoffa.
cincischio   (2) s.m.  (non com.) un indugiare, un perder tempo continuati; lavoro lento e svogliato, che non approda a nulla.
cincischione   s.m.  [f. -a] (non com.) chi perde tempo senza concludere nulla.
cincona   s.f.  (bot.) genere di piante, originarie dell'america merid., al quale appartiene la china (fam.  rubiacee).
cinconismo   s.m.  (med.) intossicazione da chinino.
cine   s.m. invar.  (fam.) abbr. di cinematografo. 
cine-  cine- primo elemento di parole composte che si riferiscono alla cinematografia (cineclub, cinegiornale, cinepresa) [ ⇨ tele-].
cineamatore   s.m.  [f. -trice] chi gira film o documentari senza fini industriali o commerciali, ma solo per diletto.
cineamatoriale   agg.  relativo ai cineamatori, alla produzione di film non commerciali.
cineasta   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] professionista del cinema.
cinebox   s.m. invar.  apparecchio simile al juke-box, munito di uno schermo, che riproduce contemporaneamente brani musicali e filmati tra loro sincronizzati.
cinecamera   s.f.  macchina da presa cinematografica.
cinecassetta   s.f.  cartuccia contenente una pellicola cinematografica impressionata che si inserisce direttamente nel proiettore.
cinecittà   s.f.  grande complesso di stabilimenti attrezzati per la produzione di pellicole cinematografiche.
cineclub   s.m. invar.  associazione che si propone di diffondere la conoscenza dell'arte cinematografica mediante la proiezione di film d'autore e l'organizzazione di dibattiti e conferenze.
cinedico   agg.  [pl. m. -ci] di, da cinedo | poesia cinedica, poesia greca e latina di carattere satirico e scurrile.
cinedilettante   s.m.  e f.  cineamatore.
cinedilettantismo   s.m.  l'attività dei cinedilettanti.
cinedo   s.m.  (lett.) giovane omosessuale maschile.
cinedramma   s.m.  [pl. -mi] (antiq.) dramma scritto o ridotto per il cinema.
cinefilia   s.f.  amore per il cinema.
cinefilo   s.m.  [f. -a] chi è appassionato di cinema.
cineforum   s.m. invar.  riunione culturale organizzata per vedere e discutere un film | (estens.) cineclub.
cinegeta   s.m.  [pl. -ti] nell'antichità, chi esercitava la caccia coi cani.
cinegetica   s.f.  l'arte di cacciare con i cani; la tecnica dell'addestramento dei cani alla caccia.
cinegetico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la cinegetica.
cinegiornale   s.m.  breve rubrica cinematografica d'attualità e di cronaca, proiettata nei cinema prima del film.
cinelandia   s.f.  l'ambiente del cinematografo, considerato quasi come un mondo a sé, con proprie leggi, costumi e tradizioni.
cinello   s.m.  (spec. pl.) in musica, termine antiquato per piatto. 
cinema   s.m. invar.  forma accorciata, più comune, di cinematografo  e di cinematografia : andare al cinema; fare del cinema; il cinema muto, sonoro; cinema di prima, di seconda visione; cinema d'essai.  dim. cinemetto, cinemino. 
cinemascope   ® s.m. invar.  sistema di ripresa e di proiezione cinematografica realizzata con l'aggiunta, agli obiettivi normali, di lenti speciali che allargano notevolmente il campo di ripresa e consentono la proiezione su uno schermo assai più largo dell'ordinario.
cinemateatro   s.m.  [pl. cinemateatri] sala attrezzata per spettacoli sia teatrali sia cinematografici.
cinematica   s.f.  (fis.) parte della meccanica che studia le proprietà del moto indipendentemente dalle cause che lo producono.
cinematico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla cinematica: catena cinematica. 
cinematismo   s.m.  (fis.) insieme di elementi meccanici (leve, rotismi ecc.) atti alla trasmissione del moto.
cinematografare   v. tr.  [io cinematògrafo ecc.] riprendere con la macchina da presa; filmare.
cinematografaro   s.m.  [f. -a] (region.) chi svolge un'attività nell'industria cinematografica | (spreg.) produttore di film commerciali di basso livello.
cinematografia   s.f.    • 1 •   sistema fotografico di rappresentazione del movimento, che, scomposto in sequenze di immagini formate da singoli fotogrammi mediante la macchina da presa, viene poi ricomposto su uno schermo mediante la proiezione delle stesse in rapida successione    • 2 •   l'arte e l'industria del cinema; la produzione cinematografica nel suo complesso; cinema: la cinematografia italiana; la cinematografia scientifica    • 3 •   (rar.) pellicola cinematografica.
cinematografico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla cinematografia o al cinematografo: attore, spettacolo, circuito cinematografico; pellicola cinematografica  | stile cinematografico, che ricorda il modo di narrare proprio del cinema § cinematograficamente avv.  conformemente all'arte, alla tecnica cinematografica; dal punto di vista cinematografico.
cinematografo   s.m.    • 1 •   l'arte, la tecnica della cinematografia    • 2 •   (antiq.) locale adibito a proiezioni cinematografiche    • 3 •   (antiq.) apparecchio che proietta su uno schermo immagini di soggetti in movimento; proiettore    • 4 •   (fig.) successione rapida di avvenimenti, con aspetti comici o avventurosi: la mia vita è tutta un cinematografo  | luogo pieno di movimento e confusione: la sua casa è un cinematografo  | persona buffa: quel bambino è un vero cinematografo. 
cinematoscopio   s.m.  apparecchio che riproduce immagini in movimento.
cinemobile   s.m.  autobus attrezzato per la proiezione di pellicole cinematografiche.
cineoperatore   s.m.  [f. -trice] operatore cinematografico.
cineparcheggio   s.m.  (non com.) cineparco; drive-in.
cineparco   s.m.  [pl. -chi] (non com.) cinema all'aperto per spettatori in automobile; drive-in.
cinepresa   s.f.  apparecchio portatile per riprese cinematografiche a passo ridotto; macchina da presa.
cinerama   ® s.m. invar.  sistema di ripresa e proiezione cinematografica con tre macchine disposte in una diversa angolazione rispetto al soggetto, che dà allo spettatore la sensazione di essere dentro la scena.
cineraria   s.f.  pianta erbacea annuale con fiori di vario colore (rossi, azzurri, viola) simili a margherite (fam.  composite).
cinerario   agg.  che serve a contenere cenere | urna cineraria, che contiene le ceneri di un defunto  s.m.    • 1 •   (archeol.) vaso in cui sono conservate le ceneri di un defunto    • 2 •   (non com.) ceneratoio.

cinerastro   agg.  che tende al color cenere.
cinereo   agg.  (lett.) che ha il colore della cenere; grigio: cielo, volto cinereo  ' luce cinerea, (astr.) luce molto debole diffusa dalla parte oscura del disco lunare, prima e dopo il novilunio § cinereamente avv. 
cinericcio    ⇨ cenericcio.
cinerigno   cinerino  ⇨ cenerino.
cinerizio   agg.  (lett.) cenerino.
cinerognolo    ⇨ cenerognolo.
cineromanzo   s.m.    • 1 •   riduzione cinematografica di un romanzo    • 2 •   in periodici o riviste, serie di fotografie con fumetti o didascalie che costituiscono nel loro insieme un romanzo a puntate; fotoromanzo.
cinescopio   s.m.  tubo a raggi catodici impiegato negli apparecchi di ricezione televisiva per produrre le immagini.
cinese   antiq. chinese, agg.  della cina: arte, storia cinese  | tortura cinese, (fig. fam.) si dice di cosa o lavoro lunghi e tormentosi | ombre cinesi, gioco di ombre fatte con le mani e proiettate su una parete  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita in cina. dim. cinesino    • 2 •   la lingua dei cinesi.
cineseria   antiq. chineseria, s.f.    • 1 •   spec. pl.  ninnolo, suppellettile cinese o che imita gli originali cinesi    • 2 •   cerimoniosità, formalismo.
cinesi-  cinesi- -cinesi, o chinesi-, -chinesi, primo e secondo elemento di parole composte della moderna terminologia scientifica, dal gr. kínìsis  'movimento'; indica appunto 'movimento' o relazione con esso (chinesiterapia, cariocinesi).
cinesica   s.f.  studio della comunicazione non verbale e, in particolare, di quella che si attua attraverso i movimenti, i gesti, la mimica del corpo.
cinesina   s.f.  (spec. pl.) scarpetta femminile di stoffa, generalmente nera, bassa e di forma arrotondata, talora con ricami sul davanti.
cinesino   s.m.  denominazione di un tipo di segnalatore posto ai bordi delle piste aeroportuali o al centro di incroci stradali; è costituito da una colonnina o da un cono di colore giallo, sormontati da una lampada a luce anch'essa gialla.
cinesiologia   e deriv.   ⇨ chinesiologia e deriv. 
cinesiterapia   e deriv.   ⇨ chinesiterapia e deriv. 
cinestesia   s.f.  (med.) sensazione dei movimenti del proprio corpo e capacità di controllarli; sensibilità muscolare.
cinestetico   o cinestesico [ci-ne-stè-si-co], agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo alla cinestesia.
cineteca   s.f.  raccolta di pellicole cinematografiche catalogate cronologicamente a scopo di documentazione o di studio; anche, il locale che ospita tale raccolta | film da cineteca, di particolare valore artistico.
cinetica   s.f.  (chim. fis.) studio della velocità delle reazioni chimiche e dei fattori che la influenzano.
cinetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (fis.) che si riferisce al movimento: energia cinetica, l'energia meccanica di un corpo in movimento    • 2 •   arte cinetica, forma d'arte diffusasi intorno agli anni '60 negli stati uniti e in europa, basata sulla produzione di oggetti in movimento.
cinetoscopio   s.m.  apparecchio che permetteva la visione di pellicole cinematografiche a una sola persona, attraverso un oculare davanti al quale scorreva la pellicola.
cinetosi    ⇨ chinetosi.
cingalese    ⇨ singalese.
cingallegra    ⇨ cinciallegra.
cingere   ant. e poet. cignere, v. tr.  [pres. io cingo, tu cingi ecc. ; pass. rem. io cinsi, tu cingésti ecc. ; part. pass. cinto]    • 1 •   legare intorno; in partic., stringere, avvolgere intorno al corpo: cingere le spalle di qualcuno col braccio; cingersi una fascia alla vita  ' cingere la spada, appenderla al fianco | cingere le armi, armarsi | cingere la corona, porsela sul capo; (fig.) diventare re    • 2 •   circondare: una città cinta di mura  | cingere d'assedio, assediare.
cinghia   tosc. cigna, s.f.    • 1 •   striscia di cuoio, stoffa o tessuto elastico che serve per stringere, legare e sostenere: la cinghia dei pantaloni  ' stringere, tirare la cinghia, (fig.) soffrire la fame; vivere stentatamente; fare economie. dim. cinghietta  accr. cinghiona, cinghione  (m.)    • 2 •   (mecc.) nastro di materiale flessibile, spec. cuoio o gomma telata, chiuso ad anello, usato per trasmettere il moto tra due pulegge: cinghia di trasmissione, (fig.) cosa che fa da tramite fra due altre, trasferendo alla seconda le attività, i vantaggi della prima.
cinghiale   tosc. cignale, s.m.    • 1 •   mammifero selvatico simile al maiale, ma più scuro e setoloso, con i canini inferiori sporgenti e ricurvi (ord.  artiodattili)    • 2 •   la carne di tale animale macellato    • 3 •   la pelle conciata dell'animale: scarpe di cinghiale. 
cinghiare   tosc. cignare, v. tr.  [io cìnghio ecc.]    • 1 •   (non com.) stringere, legare con una cinghia: cinghiare la sella    • 2 •   (lett.) racchiudere, circondare: cosí discesi del cerchio primaio / giù nel secondo, che men luogo cinghia  (dante inf.  v, 1-2)    • 3 •   (pop.) percuotere, colpire con la cinghia.
cinghiata   tosc. cignata, s.f.  colpo dato con una cinghia: prendere a cinghiate. 
cinghiatura   tosc. cignatura, s.f.  il cinghiare, l'essere cinghiato.
cinghio   s.m.  (ant.) cerchio.
cingolato   agg.  e s.m.  si dice di veicolo fornito di cingoli: mezzi cingolati; i cingolati delle divisioni corazzate. 
cingoletta   s.f.  automezzo militare leggero, non più in uso, in cui le ruote posteriori erano sostituite da cingoli.
cingolo   s.m.    • 1 •   (mecc.) catena articolata formata da piastre metalliche, chiusa ad anello e collegata alle ruote motrici dentate di alcuni automezzi per aumentarne l'aderenza su terreni molto accidentati: i cingoli del trattore, del carro armato    • 2 •   cintura di cuoio o di stoffa che cingeva le vesti dei soldati romani | (lit.) cintura a forma di fune o striscia con fiocchi alle estremità, con cui il sacerdote si cinge il camice intorno al corpo    • 3 •   (anat.) serie di ossa che formano nell'insieme una cintura: cingolo scapolare, pelvico. 
cingottare    ⇨ ciangottare.
cinguettamento   s.m.  (non com.) cinguettio.
cinguettare   v. intr.  [io cinguétto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   riferito a uccelli, cantare sommessamente, con piccoli trilli    • 2 •   (fig.) chiacchierare a bassa voce, spec. di cose futili; anche, parlottare con voce acuta, riferito soprattutto a bambini.
cinguettiere   o cinguettiero, agg.  (lett.)    • 1 •   che cinguetta    • 2 •   (fig.) chiacchierone, ciarliero.
cinguettio   s.m.  un cinguettare prolungato (anche in usi fig.).
ciniatria   s.f.  branca della veterinaria che si occupa delle malattie dei cani.
cinice    ⇨ cinigia.
cinico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci]    • 1 •   che, chi mostra disprezzo o insensibilità per ogni valore e sentimento umano: comportamento, gesto cinico    • 2 •   (filos.) seguace di una scuola di ispirazione socratica che propugnava la drastica riduzione dei bisogni, l'indifferenza verso i beni esteriori, il rifiuto di ogni convenzione sociale § cinicamente avv.  in modo cinico, beffardo.
cinigia   o cinice, s.f.  [pl. -gie] cenere ancora calda; brace minuta che si mette negli scaldini.
ciniglia   s.f.    • 1 •   filato che ha l'aspetto di un cordoncino peloso, usato per fabbricare tessuti a spugna, tappeti, tipi di velluto ecc.    • 2 •   tessuto fabbricato con tale filato: una coperta di ciniglia. 
cinigliato   agg.  si dice di tessuto fabbricato con ciniglia.
cinipe   s.f.  piccolo insetto imenottero, nero lucente con ali trasparenti, che provoca nelle piante la formazione di galle.
cinira   s.f.  nell'antichità, arpa a dieci corde usata per l'accompagnamento musicale dei canti funebri.
cinismo   s.m.    • 1 •   l'atteggiamento sprezzante o insensibile proprio di chi è cinico: agire con freddo cinismo    • 2 •   (filos.) la dottrina e la pratica di vita dei filosofi cinici.
cinnamico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) detto di acido organico aromatico presente nell'essenza di cannella.
cinnamomo   s.m.  (bot.) genere di alberi sempreverdi, propri della cina e del giappone, da cui si ricavano la cannella e la canfora (fam.  lauracee).
cino-  cino- (1) primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. ky/o¯n kynós  'cane' (cinodromo, cinofilo).
cino-  cino- (2) abbr. di cinese, usata in parole composte (cino-giapponese).
cinocefalo   agg.  che ha testa di cane  s.m.  (zool.) grossa scimmia africana con muso canino, ampie borse guanciali e callosità alle natiche; è nome che accomuna l'amadriade, il babbuino e il mandrillo (ord.  primati).
cinodromo   s.m.  impianto con pista per le corse dei cani.
cinofilia   s.f.  amore per i cani; in partic., interesse per l'allevamento dei cani e il miglioramento delle loro razze.
cinofilo   agg.    • 1 •   di cinofilia; che concerne la cinofilia    • 2 •   (estens.) che impiega, che utilizza i cani: unità cinofile della polizia   s.m.  [f. -a] chi ama i cani; allevatore e conoscitore di razze canine.
cinofobia   s.f.  paura patologica dei cani.
cinofobo   agg.  che concerne la cinofobia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da cinofobia.
cinoglossa   s.f.  pianta erbacea con fiori raccolti in dense spighe di colore rosa; è detta anche lingua di cane  (fam.  borraginacee).
cinologia   s.f.  branca della veterinaria che ha per oggetto lo studio dei cani.
cinologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] veterinario specializzato in cinologia.
cinomio   s.m.  mammifero roditore simile alla marmotta, che vive in grandi comunità nell'america settentrionale; quando avverte un pericolo emette una sorta di latrato, per cui è noto come cane della prateria. 
cinopiteco   s.m.  [pl. -chi  o -ci] genere di scimmie dell'isola di celebes, con muso nero e allungato e lungo pelame lucente (fam.  cercopitecidi).
cinquadea    ⇨ cinquedea.
cinquanta   agg. num.    • 1 •   numero corrispondente a cinque decine; nella numerazione araba è rappresentato da 50, in quella romana da l: un uomo di cinquant'anni  | sottintendendo il sostantivo: raggiungere i cinquanta (anni)    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: la pagina cinquanta del registro  | gli anni cinquanta, per antonomasia, quelli compresi tra il 1950 e il 1959: la moda degli anni cinquanta   s.m. invar.    • 1 •   il numero cinquanta    • 2 •   le cifre o la lettera che rappresentano il numero cinquanta.
cinquantamila   agg. num.    • 1 •   numero corrispondente a cinquanta volte mille unità nella numerazione araba è rappresentato da 50. 000, in quella romana da lm: una città di cinquantamila abitanti  | sottintendendo il sostantivo: le cinquantamila (lire), banconota di questo valore    • 2 •   iperbolicamente, indica un numero altissimo: ha ripetuto la stessa cosa cinquantamila volte   s.m. invar.    • 1 •   il numero cinquantamila    • 2 •   le cifre o la lettera che indicano il numero cinquantamila.
cinquantenario   agg.  (non com.)    • 1 •   che ha cinquant'anni; che dura o che è durato cinquant'anni    • 2 •   che ricorre ogni cinquant'anni  s.m.  cinquantesimo anniversario: nel 1986 è caduto il cinquantenario della morte di pirandello. 
cinquantennale   agg.  che dura cinquant'anni o da cinquant'anni: esperienza cinquantennale   s.m.  cinquantesimo anniversario: il cinquantennale della repubblica. 
cinquantenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha cinquant'anni di età.
cinquantennio   s.m.  periodo di cinquanta anni.
cinquantesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero cinquanta  s.m.    • 1 •   la cinquantesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al cinquantesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
cinquantina   s.f.  insieme di cinquanta o circa cinquanta unità: una cinquantina di persone  ' essere sulla cinquantina, avere circa cinquant'anni.
cinquantino   agg.  si dice di pianta coltivata a sviluppo molto rapido, che dovrebbe compiersi in circa cinquanta giorni: granoturco cinquantino   s.m.  (fam.) nome della vecchia moneta da cinquanta centesimi.
cinque   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a quattro unità più una; nella numerazione araba è rappresentato da 5, in quella romana da v: le cinque dita della mano; i cinque sensi dell'uomo  | sottintendendo il sostantivo: i cinque (alunni) più bravi furono premiati    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: la pagina cinque del libro  | sottintendendo il sostantivo: l'appuntamento è per il (giorno) cinque; le (ore) cinque, antimeridiane o pomeridiane  s.m. invar.    • 1 •   il numero cinque | come voto scolastico, è quello immediatamente sotto la sufficienza: prendere cinque in un tema    • 2 •   la cifra o la lettera che rappresentano il numero cinque.
cinquecentesco   agg.  [pl. m. -schi] del cinquecento (sec. xvi): la lirica cinquecentesca. 
cinquecentesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero cinquecento  s.m.  la cinquecentesima parte dell'unità.
cinquecentino   agg.  in bibliografia, biblioteconomia e bibliologia, del cinquecento | (edizione) cinquecentina, libro stampato nel cinquecento: una preziosa raccolta di cinquecentine. 
cinquecentista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   scrittore o artista del cinquecento    • 2 •   [anche f.] chi studia, chi è esperto della storia, della civiltà, dell'arte e della letteratura del cinquecento.
cinquecentistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del cinquecento, dei cinquecentisti.
cinquecento   agg. num.    • 1 •   numero corrispondente a cinque volte cento; nella numerazione araba è rappresentato da 500, in quella romana da d: cinquecento soldati; un volume di cinquecento pagine  | sottintendendo il sostantivo: le cinquecento (lire), moneta di tale valore    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: nell'anno cinquecento d. c.   s.m. invar.    • 1 •   il numero cinquecento    • 2 •   le cifre o la lettera che rappresentano il numero cinquecento    • 3 •   il cinquecento, per antonomasia, il secolo xvi | s.f. invar.  nome commerciale di un'autovettura utilitaria di circa 500 cm3 di cilindrata, prodotta in italia.
cinquedea   o cinquadea, s.f. invar.  un tempo, daga o grosso pugnale con lama molto larga all'attaccatura: pendeagli al fianco una larga e lunga cinquadea  (parini).
cinquefoglie   s.m. invar.    • 1 •   pianta erbacea simile alla fragola, ma con frutti non carnosi (fam.  rosacee)    • 2 •   l'infuso con proprietà astringenti che si ricava da tale pianta    • 3 •   (arald.) fiore di cinque petali arrotondati con un foro nel centro che permette di vedere il colore del campo.
cinquemila   agg. num.  numero corrispondente a cinque volte mille unità nella numerazione araba è rappresentato da 5000, in quella romana da vm: un paese di cinquemila abitanti  | sottintendendo il sostantivo: i cinquemila (metri), nell'atletica, gara di fondo su questa distanza  s.m. invar.    • 1 •   il numero cinquemila    • 2 •   le cifre o la lettera che rappresentano il numero cinquemila.
cinquenne   meno com. quinquenne, agg.  che ha cinque anni; che dura o è durato cinque anni.
cinquennio    ⇨ quinquennio.
cinquereme    ⇨ quinquereme.
cinqueterre   s.m. invar.  vino secco giallo dorato che si produce nel territorio delle cinque terre (la spezia); una varietà dolce pregiata è nota col nome di sciacchetrà. 
cinquina   s.f.    • 1 •   (non com.) insieme di cinque cose uguali    • 2 •   nel gioco del lotto, giocata di cinque numeri o l'insieme dei cinque numeri estratti sulla stessa ruota; nel gioco della tombola, cinque numeri estratti sulla stessa fila di una cartella    • 3 •   nel gergo militare, la paga dei soldati, che un tempo era corrisposta ogni cinque giorni.
cinta   s.f.    • 1 •   insieme di mura, di fortificazioni o mezzi di difesa che cingono una città, un castello, una fortezza    • 2 •   (muro di) cinta, muro perimetrale che protegge ville, parchi, giardini, orti    • 3 •   perimetro, munito o no di mura, entro il quale si estende una città o un paese | cinta daziaria, il perimetro di un centro urbano entro il quale l'ingresso di certe merci era soggetto al pagamento del dazio    • 4 •   cintura, cintola: la cinta dei pantaloni    • 5 •   (mar.) ciascuna delle ultime tavole del fasciame di un'imbarcazione, che completano la parte superiore dello scafo    • 6 •   (arald.) bordura diminuita della metà e discosta dai lati dello scudo di uno spazio uguale alla sua larghezza    • 7 •   (arch.) cembra.
cintare   v. tr.    • 1 •   circondare con una cinta: cintare un orto    • 2 •   (sport) nella lotta, far presa abbracciando l'avversario all'altezza dei fianchi.
cintiglio   s.m.  (lett.) cintura, per lo più di materiale pregiato.
cinto   (1) part. pass.  di cingere  e agg.  nei sign. del verbo.
cinto   (2) s.m.    • 1 •   (lett.) cintura | cinto virginale, cintura che portavano le fanciulle greche e romane, e che veniva sciolta dallo sposo il giorno delle nozze; zona | cinto erniario, (med.) apparecchio per contenere le ernie inguinali e ombelicali | cinto fruttifero, (agr.) striscia di lamiera che si avvolge strettamente intorno ai rami o al tronco di piante da frutto per limitare la discesa della linfa e aumentare così la fruttificazione    • 2 •   (ant.) cerchia di mura, cinta: dentro è di muri inestricabil cinto / che mille torce in sé confusi giri  (tasso g. l.  xiv, 76)    • 3 •   (fig. ant.) alone lunare.
cintola   s.f.    • 1 •   cintura: la cintola dei calzoni  | cucirsi qualcuno alla cintola, (fig.) tenerlo sempre vicino a sé    • 2 •   parte del corpo, sopra i fianchi, dove si porta la cintura: vedi là farinata che s'è dritto: / da la cintola in su tutto 'l vedrai  (dante inf.  x, 32-33) | starsene con le mani alla cintola, (fig.) oziare.
cintolo   s.m.  (tosc.) nastro, fascia lunga e sottile. dim. cintolino. 
cintura   s.f.    • 1 •   striscia di cuoio o tessuto che cinge gli abiti alla vita: allacciare, stringere la cintura  ' cintura di salvataggio, salvagente fatto di sughero o gomma gonfiabile che si cinge in vita per galleggiare | cintura di sicurezza, su aeroplani o automobili, cinghia o insieme di cinghie usate per assicurare le persone ai sedili | cintura di castità, armatura metallica che nel medioevo sarebbe stata posta intorno al ventre delle donne a salvaguardia della loro fedeltà. dim. cinturetta, cinturina, cinturino  (m.) accr. cinturone  (m.)    • 2 •   la parte superiore dei calzoni o della gonna, intorno alla vita: una gonna stretta di cintura    • 3 •   il punto della vita dove generalmente si porta la cintura; il giro stesso della vita: la giacca le arrivava appena sotto la cintura; essere stretto, largo di cintura    • 4 •   (fig.) ciò che cinge, che circonda | la zona circostante un grosso centro urbano: una località della cintura torinese    • 5 •   (sport) nella lotta, colpo col quale si stringe l'avversario con le braccia    • 6 •   classificazione di merito del lottatore di judo: cintura bianca, verde, nera. 
cinturare   v. tr.  (sport) nel gioco del calcio, trattenere irregolarmente un avversario stringendolo con le braccia alla vita; nella lotta, effettuare una cintura.
cinturino   s.m.    • 1 •   dim.  di cintura    • 2 •   striscia di materiale vario usata per fissare o allacciare qualcosa: il cinturino dell'orologio. 
cinturone   s.m.    • 1 •   accr.  di cintura    • 2 •   grossa cintura usata dai militari per appendervi la pistola o le giberne.
cinz   s.m. invar.  adattamento it. dell'ingl. chintz. 
cinzio   agg.  nella mitologia greco-romana, appellativo di artemide e di apollo (dal nome del monte cinto, nell'isola di delo, dove le due divinità erano nate).
ciò   pron. dimostr.    • 1 •   questa, codesta o quella cosa: tutto ciò è vero; parlammo a lungo di ciò; hai sentito ciò che ho detto?  ' a ciò, a tal fine | a ciò che, acciocché | per ciò, perciò | per ciò che, perciocché | con tutto ciò, nonostante tutto | ciò nondimeno, ciò nonostante, tuttavia | da ciò, (ant.) atto, idoneo a ciò di cui si parla: ma non eran da ciò le proprie penne  (dante par.  xxxiii, 139)    • 2 •   nell'uso antico, in unione col v. essere, può riferirsi a nomi plurali e anche a persone: li figliuoli, ciò siamo noi  (novellino).
ciocca   (1) s.f.    • 1 •   ciuffo di capelli    • 2 •   (tosc.) gruppetto di foglie, fiori o frutti attaccati allo stesso ramoscello: ciliegie a ciocche  ' viola a ciocca, violacciocca. dim. ciocchetta, ciocchettina. 
ciocca   (2) s.f.  (rar.) ciocco.
cioccare   v. tr.  [io ciòcco, tu ciòcchi ecc.] (dial.) sgridare, rimproverare.
cioccia   s.f.  [pl. -ce] (region.) mammella, poppa.
ciocciare   v. intr.  [io cióccio ecc. ; aus. avere] (region.) poppare.
ciocco   s.m.  [pl. -chi] grosso pezzo di legno da ardere; ceppo. dim. ciocchetto  | dormire come un ciocco, (fig.) pesantemente | rimanere come un ciocco, (fig.) inebetito.
cioccolata   s.f.    • 1 •   cioccolato    • 2 •   bevanda ottenuta sciogliendo a caldo polvere di cacao in acqua o latte: una tazza di cioccolata. 
cioccolataio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende cioccolato | fare una figura da cioccolataio, (fig. , scherz.) fare una figura ridicola, penosa.
cioccolatiera   s.f.  bricco in cui si prepara o si mesce la cioccolata.
cioccolatiere   s.m.  [f. -a] cioccolataio.
cioccolatino   s.m.  dolcetto di cioccolato, talora ripieno, per lo più confezionato in carta stagnola colorata: cioccolatino al rhum  | cioccolatino purgativo, contenente sostanze purgative.
cioccolato   ant. cioccolatte e cioccolatto, s.m.  sostanza alimentare preparata con polvere di cacao, zucchero e altri ingredienti: una tavoletta di cioccolato; cioccolato fondente, al latte   agg. invar.  di colore marrone o nocciola scuro, simile a quello del cioccolato.
ciocia   s.f.  [pl. -cie] calzatura rustica dei contadini della ciociaria, formata da un pezzo di cuoio o di panno allacciato al piede e alla gamba per mezzo di legacci.
ciociaro   agg.  della ciociaria, regione del lazio: dialetto ciociaro   s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita nella ciociaria.
cioè   ant. ciò è, avv.    • 1 •   ossia, in altre parole, vale a dire, intendo dire (con valore dichiarativo ed esplicativo, introduce una parola o una proposizione che serve a spiegare ciò che si è detto in precedenza): me ne andrò fra due giorni, cioè giovedì; la matematica, cioè la scienza dei numeri  ' cioè?, si dice per chiedere spiegazioni, chiarimenti, precisazioni | cioè a dire, forma rafforzata    • 2 •   o meglio, o piuttosto, anzi (con valore correttivo): ti telefonerò, cioè verrò di persona. 
ciompo   s.m.  nella firenze del medioevo, salariato di un'arte; in partic., scardassatore di lana | tumulto dei ciompi, tumulto popolare scoppiato a firenze nel 1378, di cui i ciompi furono iniziatori.
cioncare   (1) v. tr.  e intr.  [io ciónco, tu ciónchi ecc. ; aus. dell'intr. avere] (fam.) tracannare, bere oltre misura.
cioncare   (2) v. tr.  [io ciónco, tu ciónchi ecc.] (ant. , region.) rompere, mozzare, troncare.
cionco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   (ant. , region.) tronco, mozzato: sol per pena ha la speranza cionca  (dante inf.  ix, 18)    • 2 •   (fam.) stanco morto, senza forza: sentirsi le braccia cionche  | (region.) storpio, sciancato  s.m.  [f. -a] (region.) persona storpia, sciancata.
ciondolamento   s.m.  (non com.) il ciondolare, ciondolio.
ciondolare   v. intr.  [io cióndolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   pendere oscillando; stare penzoloni    • 2 •   (estens.) reggersi a mala pena sulle gambe    • 3 •   (fig.) andare in giro, trascinarsi oziosamente: ciondolare per la città  | v. tr.  fare oscillare stancamente: ciondolare la testa, le braccia. 
ciondolio   s.m.  un ciondolare prolungato.
ciondolo   s.m.    • 1 •   oggetto che ciondola; in partic., gioiello, medaglia o altro gingillo che penzola da una catenina, da un braccialetto e sim.: un ciondolo portafortuna; orecchini a ciondolo, pendenti. dim. ciondolino    • 2 •   (scherz.) croce o altra insegna di onorificenza cavalleresca e sim.
ciondolone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona oziosa, sfaccendata    • 2 •   persona sciatta nel vestire.
ciondoloni   meno com. ciondolone, avv.  in modo da penzolare giù: tener le braccia (a) ciondoloni  ' andar ciondoloni, bighellonare.
ciononostante   o ciò nonostante, avv.  malgrado ciò, tuttavia.
cioppa   s.f.  ricca veste di varia foggia, usata come abito di gala da uomini e donne tra il sec. xii e il xiv.
ciotola   s.f.    • 1 •   tazza bassa e senza manico, per lo più di legno o di terracotta, usata per bere, mangiare o per contenere oggetti di piccole dimensioni; il contenuto stesso: una ciotola di latte, di riso.  dim. ciotoletta, ciotolina, ciotolino  (m.) accr. ciotolona, ciotolone  (m.)    • 2 •   (anat.) nome antiq. dell'acetabolo. 
ciotolata   s.f.    • 1 •   quantità di liquido o d'altro che può essere contenuta in una ciotola    • 2 •   colpo dato con una ciotola.
ciotto   (1) s.m.  (ant.) sasso, ciottolo.
ciotto   (2) agg.  (ant.) zoppo, sciancato.
ciottolata   s.f.  colpo dato con un ciottolo; sassata.
ciottolato   s.m.  acciottolato.
ciottolo   s.m.    • 1 •   frammento di roccia arrotondato e levigato dall'acqua; per estens., sasso in genere: un sentiero pieno di ciottoli.  dim. ciottoletto, ciottolino  accr. ciottolone    • 2 •   (tosc.) stoviglia.
ciottoloso   agg.  pieno, cosparso di ciottoli.
cip   (1) inter.  voce onom. che imita il verso del passero e di altri piccoli uccelli (per lo più raddoppiato): cip cip. 
cip   (2) s.m. invar.  nel gioco del poker, la puntata minima.
ciperacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee monocotiledoni, diffuse nelle zone calde e temperate, spec. nei luoghi umidi e palustri | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
cipero   s.m.  (bot.) genere di piante delle ciperacee comprendente varietà dai tuberi mangerecci (cipero dolce  o commestibile) o dotate di proprietà diuretiche (cipero odoroso).
cipiglio   s.m.  corrugamento della fronte e delle sopracciglia come manifestazione di sdegno, collera o fierezza; aspetto severo o minaccioso: guardare con cipiglio. 
cipiglioso   agg.  (non com.) che è facile al cipiglio, allo sdegno § cipigliosamente avv. 
cipolla   s.f.    • 1 •   pianta erbacea coltivata per il bulbo commestibile, composto di varie tuniche carnose (fam.  liliacee) | il bulbo stesso e, per estens., il bulbo di altre piante: cipolla bianca, rossa; frittata con le cipolle; togliere il velo alle cipolle, la prima squama sottilissima che ricopre il bulbo; la cipolla del giglio, del tulipano  ' mangiare pane e cipolla, (fig.) pochissimo e male; essere molto povero. dim. cipolletta, cipollina  accr. cipollona, cipollone  (m.) pegg. cipollaccia    • 2 •   (estens.) qualsiasi oggetto o sua parte a forma di cipolla: la cipolla del lume a petrolio, la parte inferiore, sferica, che contiene il liquido; la cipolla dell'annaffiatoio, la parte terminale del collo, rotondeggiante e a buchi, da cui esce l'acqua    • 3 •   (scherz.) orologio da tasca di foggia antiquata    • 4 •   (tosc.) ventriglio del pollo.
cipollaccio   s.m.  pianta erbacea con infiorescenze a grappolo di colore viola e foglie lineari (fam.  gigliacee).
cipollaio   region. cipollaro nel sign. 2, s.m.    • 1 •   terreno piantato a cipolle    • 2 •   [f. -a] venditore di cipolle.
cipollata   s.f.  pietanza a base di cipolle.
cipollato   agg.  si dice di legno che presenta cipollature.
cipollatura   s.f.  difetto del legname che si sfalda in corrispondenza degli anelli annuali.
cipollino   agg.  e s.m.  si dice di marmo bianco-grigiastro con venature di mica grigia o verde.
cipolloso   agg.  cipollato.
cippo   s.m.    • 1 •   tronco di colonna o di pilastro piuttosto basso, che reca per lo più un'iscrizione commemorativa: cippo sepolcrale    • 2 •   pietra che delimita un'area: cippo di confine. 
ciprea   s.f.  (zool.) genere di molluschi marini con conchiglia ovale e liscia formata da una sola valva (cl.  gasteropodi).
cipressaia   s.f.  cipresseto.
cipresseto   s.m.  luogo piantato a cipressi.
cipressino   agg.  si dice di una varietà di pioppo alto, sottile e a chioma compatta, simile a un cipresso.
cipresso   s.m.    • 1 •   albero delle conifere con foglie sempreverdi, coltivato a scopo ornamentale in parchi e cimiteri, e per ricavarne legname (fam.  cupressacee). dim. cipressetto, cipressino  accr. cipressone    • 2 •   il legno di tale albero.
cipria   s.f.  polvere finissima, di riso o di amido, profumata leggermente e colorata in varie gradazioni di rosa carne, usata per il trucco del viso e del collo: darsi la cipria; cipria compatta, cipria compressa in forma di disco.
cipride   s.f.  nell'antica mitologia greco-romana, appellativo della dea afrodite, a roma venere, che nell'isola di cipro aveva uno dei più importanti santuari.
cipriera   s.f.  (non com.) scatoletta in cui si tiene la cipria.
ciprigno   agg.  (ant. , lett.) dell'isola di cipro, per lo più come attributo della dea afrodite, a roma venere.
ciprinidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci teleostei d'acqua dolce, con corpo oblungo e bocca piccola priva di denti; fra le specie più comuni sono la carpa, la tinca, il barbo e il cavedano (ord.  cipriniformi) | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
cipriniformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci teleostei, per lo più d'acqua dolce | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
ciprino   s.m.  (zool.) genere di pesci teleostei d'acqua dolce (ord.  cipriniformi) | ciprino dorato, il comune pesce rosso.
ciprinodontiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci teleostei d'acqua dolce o salmastra, generalmente di piccole dimensioni | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
ciprio   agg.  (lett.) di cipro, isola del mediterraneo orientale: vino ciprio  | come appellativo di afrodite, a roma venere: la cipria dea. 
cipriota   agg.  [pl. m. -ti] dell'isola di cipro: greci, turchi ciprioti   s.m.  e f.  chi è nato, chi abita nell'isola di cipro.
cipripedio   s.m.  pianta erbacea con fiori a forma di piccola pantofola, di colore giallo-oro macchiati di rosa (fam.  orchidacee).
circa   prep.    • 1 •   a proposito di, intorno a, riguardo a (si unisce ai nomi sia direttamente sia per mezzo della prep. a): non so nulla circa quel fatto; circa al prezzo ci metteremo d'accordo    • 2 •   (ant.) intorno a (con valore locale): così di quelle sempiterne rose / volgiensi circa noi le due ghirlande  (dante par.  xii, 19-20)  avv.  quasi, approssimativamente, press'a poco: a due chilometri circa  (o a circa due chilometri); di circa vent'anni  | con lo stesso sign. anche nella loc. avv. in circa  (ma più com. incirca)  s.m.  (fin.) in un ordine di borsa, margine di tolleranza sul prezzo fissato, corrispondente alla provvigione dell'agente di cambio.
circadiano   meno com. circadiale, agg.  (biol.) si dice di ritmo fisiologico di un organismo che sia in relazione con l'alternarsi del giorno e della notte.
circassa   s.f.  stoffa spinata di lana e cotone, usata un tempo per abiti femminili.
circasso   agg.  che si riferisce ai circassi, popolazione del caucaso, oggi stanziata in varie regioni dell'ex urss  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi appartiene alla popolazione circassa    • 2 •   lingua della famiglia caucasica parlata dai circassi.
circe   s.f.  (lett.) allettatrice, seduttrice.
circense   agg.    • 1 •   del circo romano antico: ludi circensi    • 2 •   che riguarda, che è proprio dei circhi equestri: spettacolo circense   s.m. pl.  gli spettacoli che nell'antica roma avevano luogo nel circo.
circo   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (archeol.) nell'antica roma, edificio di forma ellittica in cui si svolgevano corse, lotte di gladiatori e altri spettacoli pubblici; era costituito da un'arena, circondata da gradinate per gli spettatori: circo massimo, a roma    • 2 •   circo (equestre), costruzione mobile (arena, tendone, gradinate ecc.) in cui si svolgono spettacoli equestri, esibizioni di acrobati, pagliacci, animali ammaestrati, bestie feroci; anche, la compagnia che vi lavora    • 3 •   circo glaciale, (geol.) vasta depressione ad anfiteatro dovuta all'azione erosiva dei ghiacciai e situata sui fianchi di un monte o in testa a una valle    • 4 •   circo lunare, (astr.) cratere di parecchi chilometri di diametro, di origine non vulcanica, visibile sulla superficie della luna.
circocentro   o circoncentro, s.m.  (geom.) centro del cerchio circoscritto a un triangolo, equidistante dai tre vertici.
circolante   part. pres.  di circolare   agg.  che circola, che è in circolazione | biblioteca circolante, che dà soltanto libri in prestito | capitale circolante, (econ.) la parte del capitale di un'impresa destinata a consumarsi in un unico ciclo produttivo (p. e.  materie prime, semilavorati)  s.m.  (fin.) l'insieme delle banconote e delle monete in circolazione in uno stato.
circolare   (1) ant. circulare, agg.    • 1 •   che ha forma di circolo: pista circolare  ' moto circolare, la cui traiettoria è un circolo    • 2 •   si dice di comunicazione scritta inviata da un'autorità a più persone o uffici per dettare norme o impartire istruzioni: lettera circolare  | assegno circolare, (banc.) assegno emesso da una banca e pagabile presso i recapiti indicati dall'emittente    • 3 •   (fig.) si dice di argomentazione o definizione che presuppongono o rinviano a ciò che deve essere dimostrato o definito    • 4 •   (geom.) del cerchio; che riguarda il cerchio: settore circolare  | funzioni circolari, le funzioni trigonometriche  s.m.  (banc.) assegno circolare | s.f.    • 1 •   comunicazione, lettera circolare: circolare ministeriale    • 2 •   linea tranviaria, filoviaria o di autobus che segue un percorso circolare; anche, la vettura che percorre tale linea: prendere la circolare  § circolarmente avv.  in circolo; con movimento circolare.
circolare   (2) ant. circulare, v. intr.  [io cìrcolo ecc. ; aus. avere  e essere]    • 1 •   muoversi circolarmente | detto di fluido, scorrere in circolo o, anche, passare da un luogo a un altro: il sangue circola nelle vene; aprite la finestra in modo che l'aria circoli    • 2 •   (estens.) muoversi, andare in giro, spostarsi da un punto a un altro (detto di veicoli o pedoni): la domenica gli autocarri non possono circolare; in centro si circola solo a piedi  | circolare!, (gerg.) invito perentorio ad allontanarsi da un luogo, a disperdere un assembramento    • 3 •   andare di mano in mano, passare da una persona all'altra: far circolare un foglio; non circola molto denaro    • 4 •   (fig.) diffondersi, propagarsi: circolano voci strane; circolavano nuove idee. 
circolarità   s.f.  l'essere circolare; andamento, processo circolare (anche fig.).
circolatorio   agg.  che riguarda la circolazione, spec. quella del sangue: sistema circolatorio, l'insieme delle vene e delle arterie attraverso le quali il sangue circola.
circolazione   s.f.    • 1 •   il circolare, il muoversi, lo spostarsi; in partic., il circolare di persone, veicoli, natanti ecc.: circolazione pedonale, stradale, marittima, aerea; divieto di circolazione  | tassa di circolazione, quella dovuta un tempo dai proprietari di veicoli e imbarcazioni a motore; oggi è sostituita da una tassa di possesso | libretto di circolazione, documento che autorizza la circolazione di mezzi a motore | libertà di circolazione, (dir.) diritto costituzionale dei cittadini di muoversi all'interno e all'esterno dello stato | circolazione dell'aria, (meteor.) il continuo spostamento di masse d'aria fra zone di maggiore e minore pressione atmosferica; nell'uso com., corrente d'aria | mettere in circolazione, (fig.) fare circolare, diffondere (notizie, voci, idee e sim.) | levare, togliere dalla circolazione, (fig.) far sparire; riferito a persona, arrestare o, anche, uccidere    • 2 •   circolazione (monetaria), (fin.) l'insieme delle banconote e delle monete circolanti in uno stato; circolante: circolazione cartacea, metallica; aumento, contrazione della circolazione  | circolazione cambiaria, importo delle cambiali attive non scadute che un'impresa cede a fornitori in pagamento o a banche per lo sconto    • 3 •   in fisiologia, il fluire del sangue o della linfa nei rispettivi sistemi vascolari: disturbi di circolazione  | in botanica, il fluire della linfa nei tessuti vegetali | circolazione extracardiaca, (med.) provvedimento che, in casi di intervento chirurgico sul cuore, mantiene la circolazione sanguigna escludendo il cuore stesso.
circollocuzione    ⇨ circonlocuzione.
circolo   s.m.    • 1 •   (geom.) circonferenza: tracciare, descrivere un circolo  | circolo massimo, quello ottenuto dall'intersezione di una sfera con un piano diametrale. dim. circoletto, circolino    • 2 •   (geog. , astr.) ciascuna delle circonferenze che si immaginano descritte sulla superficie della sfera terrestre e celeste, per stabilire le posizioni di punti sulla terra o di astri: circolo polare artico, antartico, paralleli che limitano le calotte polari nell'emisfero settentrionale e meridionale | circolo meridiano, cannocchiale astronomico che può muoversi solo nel piano del meridiano locale    • 3 •   (biol. , med.) circolazione del sangue: disturbi del circolo; entrare in circolo, si dice di sostanza assunta o iniettata    • 4 •   gruppo o società di persone che si riuniscono in un luogo determinato a scopo ricreativo o di istruzione; il luogo stesso in cui avvengono le riunioni: circolo sportivo, culturale; andare al circolo  | far circolo, riunirsi in gruppo | tener circolo, riunire intorno a sé un gruppo di persone    • 5 •   pl.  ambiente di persone appartenenti a una determinata categoria o accomunate dallo stesso rango: circoli politici, militari, clericali    • 6 •   circolo vizioso, in logica, argomentazione fallace in quanto le premesse si fondano sulla conclusione e questa su quelle; diallele | (estens.) situazione senza sbocco, in cui si torna sempre al punto di partenza    • 7 •   circoscrizione burocratica o giudiziaria: circolo di corte d'assise; circolo didattico, il complesso delle classi o scuole elementari a cui presiede un solo direttore.
circom-  circom- circon-  ⇨ circum-.
circoncentro    ⇨ circocentro.
circoncidere   v. tr.  [pass. rem. io circonci si, tu circoncidésti ecc. ; part. pass. circonci so]    • 1 •   (ant.) tagliare tutt'intorno    • 2 •   sottoporre alla circoncisione.
circoncingere   o circumcingere, v. tr.  [coniugato come cingere] (ant.) cingere intorno.
circoncisione   s.f.    • 1 •   operazione della recisione del prepuzio, praticata a scopo rituale dagli ebrei e dai musulmani o, in medicina, a scopo terapeutico    • 2 •   festa religiosa in commemorazione della circoncisione di gesù, che si celebrava il 1° gennaio.
circonciso   part. pass.  di circoncidere   agg.  che ha subito la circoncisione.
circondabile   agg.  (non com.) che si può circondare.
circondare   ant. circundare, v. tr.  [io circóndo ecc.] chiudere tutt'intorno; accerchiare, attorniare (anche fig.): alte mura circondano la città; la polizia circondò lo stabile; era circondato da tutti i parenti; circondare qualcuno di tenerezze, di attenzioni, di premure  | circondarsi v. rifl.  tenere abitualmente presso di sé, attorniarsi (anche fig.): circondarsi di collaboratori fidati; circondarsi di agi, di comodi, di lusso, concedersene in abbondanza.
circondariale   agg.  (ammin.) di, relativo a un circondario: ufficio circondariale  | casa circondariale, (dir.) istituto di pena che ha sede presso un circondario di tribunale.
circondario   s.m.    • 1 •   suddivisione amministrativa di un territorio | circoscrizione territoriale del tribunale    • 2 •   (estens.) territorio, zona circostante un centro abitato: la notizia dilagò in tutto il circondario. 
circondurre   v. tr.  [coniugato come condurre] (lett.)    • 1 •   condurre, far girare intorno | circondurre le braccia, in ginnastica, farle ruotare intorno all'articolazione della spalla    • 2 •   (fig.) raggirare, imbrogliare.

circonduzione   s.f.  in ginnastica, movimento del circondurre le braccia.
circonferenza   s.f.    • 1 •   (mat.) luogo dei punti di un piano equidistanti da un punto fisso detto centro    • 2 •   (estens.) linea che misura la grandezza di un corpo cilindrico o tondeggiante: la circonferenza del torace; un tronco dalla grossa circonferenza  ' linea che delimita una superficie piana, anche non circolare: la circonferenza di una città. 
circonflessione   s.f.  (non com.) il circonflettere; la forma che assume una cosa curvata ad arco.
circonflesso   part. pass.  di circonflettere   agg.    • 1 •   piegato in cerchio, arcuato    • 2 •   accento circonflesso, segno grafico rappresentato nel greco con la forma [~] e nelle lingue moderne con la forma [^]; in italiano è di uso antiquato e serve a indicare la contrazione in una sola -i  del pl. dei nomi in -io  atono (p. e. varî  pl. di vario, ma si scrive abitualmente varii  o vari), o a segnalare contrazioni proprie di certe forme della lingua poetica (p. e. fùr  per furono).
circonflettere   v. tr.  [coniugato come flettere] (non com.)    • 1 •   piegare in cerchio o ad arco; curvare    • 2 •   segnare con accento circonflesso.
circonfluire   v. tr.  [io circonfluisco, tu circonfluisci ecc.] (lett.) fluire, scorrere intorno (detto dell'acqua o dell'aria).
circonfondere   v. tr.  [coniugato come fondere] (lett.) avvolgere tutt'intorno, circondare; per estens., illuminare, irradiare: qui co' numi alleati il dio s'assise / d'impenetrabil nube circonfuso  (monti).
circonfulgere   v. tr.  [coniugato come fulgere] (lett.) illuminare, circondare di splendore: così mi circonfulse luce viva  (dante par.  xxx, 49).
circonlocuzione   ant. circollocuzione, s.f.  giro di parole usato per esprimere un concetto quando non si vogliano adoperare i termini propri.
circonscrivere   e deriv.   ⇨ circoscrivere e deriv. 
circonspetto   e deriv.   ⇨ circospetto e deriv. 
circonstante   e deriv.   ⇨ circostante e deriv. 
circonvallare   v. tr.  circondare un luogo con un vallo, una trincea o altra opera di difesa.
circonvallazione   s.f.    • 1 •   vallo intorno a un luogo fortificato    • 2 •   (estens.) strada che corre lungo il perimetro esterno di una città | (linea di) circonvallazione, linea filoviaria o tranviaria o di autobus che segue la circonvallazione.
circonvenire   v. tr.  [coniugato come venire] (non com.) raggirare, ingannare.
circonvenzione   s.f.  (non com.) inganno, raggiro | circonvenzione d'incapace, (dir.) reato commesso da chi trae in inganno qualcuno profittando della sua incapacità o della sua inesperienza.
circonvicino   agg.  si dice di luogo o di gente che si trovi nelle vicinanze di una località: il disastro colpì anche i paesi circonvicini. 
circonvoluto   agg.  (rar.) avvolto, girato intorno | stile, discorso circonvoluto, involuto, complicato.
circonvoluzione   s.f.  avvolgimento attorno a un centro | circonvoluzioni cerebrali, (anat.) sporgenze della corteccia cerebrale separate da profondi solchi.
circoscrittibile   agg.  (geom.) che può essere circoscritto.
circoscritto   part. pass.  di circoscrivere   agg.  nei sign. del verbo: un poligono circoscritto a una circonferenza; un argomento ben circoscritto  | (fig.) limitato, angusto: tutte le idee erano o circoscritte, o false, o confuse  (alfieri).
circoscrivere   ant. circonscrivere e circunscrivere, v. tr.  [coniugato come scrivere]    • 1 •   (geom.) tracciare una circonferenza che passi per tutti i vertici di un dato poligono (circoscrivere una circonferenza a un poligono); tracciare un poligono con tutti i lati tangenti a una data circonferenza (circoscrivere un poligono a una circonferenza)    • 2 •   (estens.) contenere, racchiudere entro un determinato limite (anche fig.): circoscrivere un'epidemia, un incendio; circoscrivere un problema, un argomento, individuarlo con precisione, delimitarlo esattamente.
circoscrivibile   agg.  che può essere circoscritto, contenuto entro determinati limiti.
circoscrizionale   agg.  relativo a una circoscrizione: uffici, organi circoscrizionali. 
circoscrizione   ant. circonscrizione, s.f.  il circoscrivere, l'essere circoscritto | in partic., suddivisione di un territorio a fini amministrativi: circoscrizione elettorale, giudiziaria  | circoscrizione (comunale), ciascuna delle zone in cui sono ripartiti i comuni a fini di decentramento amministrativo; anche, l'insieme degli uffici a essa preposti e l'edificio in cui hanno sede.
circospetto   ant. circonspetto e circunspetto, agg.  che agisce con cautela o che denota cautela; prudente, guardingo: un individuo, un fare circospetto  § circospettamente avv.  (non com.).
circospezione   ant. circonspezione, s.f.  l'essere circospetto: procedere con circospezione. 
circostante   ant. circonstante, agg.  che sta intorno, vicino: il territorio circostante   s.m. pl.  le persone che stanno intorno; gli astanti.
circostanza   ant. circonstanza, s.f.    • 1 •   condizione particolare che accompagna o determina un fatto, un evento, una situazione: un insieme di circostanze; una circostanza negativa ha fatto fallire l'impresa  | in diritto: circostanza aggravante, quella che rende più grave il delitto e maggiore la pena; circostanza attenuante, quella che diminuisce la gravità del delitto e comporta una riduzione della pena    • 2 •   situazione particolare in cui si trova una persona in un dato momento; occasione: una circostanza critica; parole di circostanza, adatte all'occasione, convenzionali    • 3 •   (ant. , lett.) vicinanza, prossimità | pl.  i luoghi vicini.
circostanziale   agg.  proprio di una circostanza, che concerne le circostanze.
circostanziare   ant. circonstanziare, v. tr.  [io circostànzio ecc.] riferire minutamente; precisare, particolareggiare: un caso terribile, che il messo non sapeva né circostanziare né spiegare  (manzoni p. s.  xxiv).
circostanziato   ant. circonstanziato, part. pass.  di circostanziare   agg.  specificato nei minimi particolari; dettagliato: un racconto circostanziato  | reato circostanziato, (dir.) reato connotato da circostanze aggravanti o attenuanti § circostanziatamente avv. 
circuire   v. tr.  [io circuisco, tu circuisci ecc. ; part. pass. circuìto]    • 1 •   stare insistentemente intorno a qualcuno per piegarlo alla propria volontà o per ingannarlo    • 2 •   (ant.) girare intorno a qualcosa; circondare, accerchiare.
circuitale   agg.  di, relativo a un circuito elettrico: tensione circuitale. 
circuitazione   s.f.  (fis.) in fluidodinamica, e spec. in aerodinamica, campo di velocità costituito da linee di corrente a circuito chiuso.
circuito   (1) s.m.    • 1 •   giro, circonferenza, perimetro: la città era compresa entro un circuito di quindici chilometri  ' circuito di parole, perifrasi | in circuito, (ant.) in giro, con movimento circolare: in circuito tutto quanto / l'aere si volge  (dante purg.  xxviii, 103-104)    • 2 •   percorso chiuso di una gara automobilistica, motociclistica o ciclistica; per estens., la gara stessa che vi si svolge: il circuito di monza    • 3 •   (elettr.) insieme di conduttori variamente collegati, attraversati da un flusso di corrente: circuito chiuso, chiuso ad anello su un generatore; circuito aperto, che presenta soluzione di continuità | corto circuito, cortocircuito | circuito stampato, circuito elettrico i cui componenti sono stampati su una piastra isolante | impianto televisivo a circuito chiuso, in cui le immagini sono trasmesse via cavo | circuito integrato, circuito elettronico costruito interamente in una piastrina di materiale semiconduttore; chip    • 4 •   sistema di condotti attraversato da fluidi: circuito di raffreddamento, di ventilazione    • 5 •   catena di distribuzione di prodotti commerciali: circuito di vendita  | circuito cinematografico, serie di sale cinematografiche riunite sotto un'unica gestione o legate alla stessa rete di distribuzione    • 6 •   (ant.) spazio circoscritto; spazio circostante.
circuito   (2) part. pass.  di circuire   agg.  ingannato, raggirato: persona circuita. 
circuizione   s.f.  (non com.) il circuire, l'essere circuito | circuizione (di parole), (ant.) circonlocuzione, giro di parole: con una lunga circuizion di parole la sua fede richiese  (boccaccio dec.  x, 3).
circulare    ⇨ circolare.
circum-  circum- anche circom- e circon-, primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. ci°rcum  'intorno' (circumnavigazione, circumzenitale).
circumcingere    ⇨ circoncingere.
circumetneo   agg.  che è, che gira intorno all'etna: zona circumetnea; la (ferrovia) circumetnea. 
circumlunare   agg.  (astr.) che è o gira intorno alla luna: orbita circumlunare. 
circumnavigare   v. tr.  [io circumnàvigo, tu circumnàvighi ecc] compiere una circumnavigazione: circumnavigare l'africa. 
circumnavigatore   s.m.  [f. -trice] chi compie una circumnavigazione.
circumnavigazione   s.f.  navigazione intorno all'intero perimetro di un'isola o di un continente; viaggio marittimo intorno alla terra: la circumnavigazione del globo. 
circumpadano   meno com. circompadano, agg.  si dice dell'insieme delle terre attraversate dal po e delle popolazioni che le abitano.
circumpolare   agg.  (geogr. , astr.) che sta intorno ai poli terrestri o celesti: stelle circumpolari. 
circumterrestre   agg.  che è, che gira intorno alla terra: orbita circumterrestre. 
circumvesuviano   agg.  che è, che gira intorno al vesuvio: i paesi circumvesuviani; la (ferrovia) circumvesuviana. 
circumzenitale   agg.  (astr.) che è intorno allo zenit: stella circumzenitale. 
circundare    ⇨ circondare.
circunscrivere    ⇨ circoscrivere.
circunspetto    ⇨ circospetto.
ciré   agg.  e s.m. invar.  si dice di tessuto impermeabilizzato mediante applicazione di sostanze a base di cera e sim.
cirenaico   agg.  [pl. m. -ci] di cirene, della cirenaica (rispettivamente antica città e regione storica e geografica dell'africa sett.) | scuola cirenaica, scuola filosofica di ispirazione socratica fondata da aristippo di cirene (sec. iv a. c)  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante dell'antica cirene o della cirenaica    • 2 •   seguace della scuola filosofica cirenaica.
cireneo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   abitante dell'antica cirene    • 2 •   il cireneo, per antonomasia, simone di cirene, che secondo il racconto evangelico aiutò gesù a portare la croce | (fig.) chi si addossa un lavoro faticoso che toccherebbe, almeno in parte, ad altri.
ciriegio   e deriv.   ⇨ ciliegio e deriv. 
cirillico   agg.  [pl. m. -ci] si dice dei caratteri di scrittura derivati dall'alfabeto greco maiuscolo e usati per alcune lingue slave (russo, ucraino, bulgaro, serbo, macedone).
cirimbraccola    ⇨ cimbraccola.
cirimonia    ⇨ cerimonia.
ciriola   s.f.    • 1 •   (dial.) piccola anguilla | (fig.) persona infida, sfuggente    • 2 •   a roma, tipo di pane di forma allungata e rigonfia nel mezzo.
ciriparo   agg.  (biol.) che secerne cera: ghiandola ciripara. 
cirmolo   s.m.  (sett.) cembro.
cirneco   s.m.  [pl. -chi] cane da caccia di piccole dimensioni proprio della sicilia, con orecchie lunghe e dritte, pelo fulvo o fulvo e bianco.
cirò   s.m.  vino rosso ad alta gradazione alcolica, dal profumo delicato e dal sapore asciutto.
cirrato   agg.  (lett.) ricciuto: le testine cirrate e incipriate dei cavalieri e delle dame del settecento  (carducci).
cirriforme   agg.    • 1 •   (meteor.) si dice di nube che ha forma di cirro    • 2 •   (bot.) di organo che ha forma di tralcio o di viticcio.
cirripedi   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di piccoli crostacei marini, muniti di piastre calcaree simili a una conchiglia e di sei paia di zampe prensili a forma di cirri; vivono fissati ai corpi sommersi | sing.  [-e] ogni crostaceo di tale sottoclasse.
cirro   s.m.    • 1 •   (meteor.) piccola nube bianca e filamentosa, situata a grande altezza    • 2 •   (bot.) organo di sostegno di certe piante rampicanti; viticcio    • 3 •   (zool.) organo tattile o di movimento presente soprattutto nei cirripedi, nei ciliati e negli anellidi    • 4 •   (ant. , lett.) ricciolo.
cirrocumulo   o cirrocumolo, s.m.  (meteor.) nube densa, biancastra, tondeggiante, tipica del cosiddetto cielo a pecorelle. 
cirrosi   s.f.  malattia caratterizzata dall'aumento del tessuto connettivo di un organo con atrofia del parenchima; la forma più nota è la cirrosi epatica. 
cirroso   agg.    • 1 •   (meteor.) si dice del cielo coperto di cirri    • 2 •   (bot.) si dice di foglia o picciolo che ha le caratteristiche di un cirro.
cirrostrato   s.m.  (meteor.) nube biancastra, sottile, quasi trasparente.
cirrotico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] (med.) che, chi è affetto da cirrosi.
cis-  cis- primo elemento di aggettivi composti di origine latina o di formazione moderna, dal lat. ci°s  'di qua da'; indica collocazione geografica al di qua di un dato luogo di riferimento (cismarino, cispadano).
cisalpino   agg.  che si trova al di qua delle alpi (rispetto a roma): gallia cisalpina, repubblica cisalpina. 
ciscranna   s.f.  (tosc.)    • 1 •   (ant.) seggiola a braccioli | cassapanca di legno con schienale mobile    • 2 •   (estens.) qualunque seggiola o mobile vecchio e sgangherato    • 3 •   (fig. spreg.) donna vecchia e sformata.
cislunare   agg.  (astr.) che è al di qua della luna, rispetto alla terra: orbita cislunare. 
cismarino   agg.  che è situato di qua del mare.
cismontano   agg.  che è situato di qua dei monti.
cisoia    ⇨ cesoia.
cispa   s.f.  umore viscoso prodotto dalla congiuntiva degli occhi, che si rapprende all'estremità delle palpebre.
cispadano   agg.  che è al di qua del po (rispetto a roma): repubblica cispadana. 
cispellino   agg.  (tosc.) cisposo.
cisposità   s.f.    • 1 •   l'essere cisposo    • 2 •   cispa.
cisposo   agg.  pieno di cispa: occhi cisposi. 
cissoide   s.f.  (mat.) curva piana, cubica, razionale, simmetrica rispetto all'asse delle ascisse, con una cuspide nell'origine, usata anticamente per risolvere il problema della duplicazione del cubo.
cista   s.f.    • 1 •   (archeol.) recipiente cilindrico adoperato nell'antichità greco-romana per uso rituale o per contenere oggetti di abbigliamento    • 2 •   (lett.) canestro, cesta.
cistacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, erbacee o arbustacee, tipiche delle zone temperate | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
ciste    ⇨ cisti.
cistectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica della vescica urinaria.
cisteina   s.f.  (chim.) amminoacido solforato componente di tutte le proteine; fu isolata per la prima volta nei calcoli biliari.
cisterciense   o cistercense, agg.  dell'ordine monastico fondato da san roberto di molesme a cîteaux nel 1098, e poi diffuso da san bernardo di chiaravalle: monastero, monaco cisterciense   s.m.  monaco appartenente a quest'ordine.
cisterna   s.f.    • 1 •   serbatoio sotterraneo in muratura per la raccolta delle acque piovane | (estens.) qualsiasi grande serbatoio per liquidi. dim. cisternetta  accr. cisternona    • 2 •   cisterna di pecquet, (anat.) dilatazione del dotto toracico a forma di ampolla, in cui si raccoglie la linfa destinata a fluire nella vena succlavia sinistra | in funzione di agg. invar.  : nave, auto, vagone, aereo cisterna, muniti di grande serbatoio per il trasporto di liquidi.
cisterniero   agg.  di navi, auto o vagoni cisterna: trasporti cisternieri. 
cisternista   s.m.  e f.  [pl. -sti] conducente di autocisterne.
cisti   o ciste, meno com. cistide [cì-sti-de], s.f.    • 1 •   (med.) cavità patologica, di forma tondeggiante, con pareti fibrose, in cui si raccolgono sostanze liquide semisolide o solide: cisti sierosa, sebacea    • 2 •   (zool.) involucro impermeabile del quale si circondano protozoi, tardigradi e rotiferi in condizioni ambientali sfavorevoli | cisti parassitaria, involucro resistente di vermi parassiti (trematodi, cestodi) in alcuni stadi della vita larvale.
cisti-  cisti-  ⇨ cisto-.
cisticerco   s.m.  [pl. -chi] (zool.) forma larvale della tenia, che è parassita di vari animali, soprattutto suini, e talvolta anche dell'uomo.
cisticercosi   s.f.  (med. , vet.) infestazione parassitaria da cisticerchi.
cistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) relativo a una cisti: tumore cistico    • 2 •   dotto cistico, (anat) condotto biliare che mette in comunicazione la cistifellea con il dotto epatico, unendosi al quale dà origine al coledoco.
cistide    ⇨ cisti.
cistifellea   s.f.  (anat.) vescichetta a forma di pera, situata sulla faccia inferiore del fegato, in cui si raccoglie la bile; colecisti.
cistifellico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo alla cistifellea    • 2 •   (fig. non com.) si dice di persona astiosa, biliosa.
cistina   s.f.  (chim.) prodotto di ossidazione della cisteina che ha una funzione essenziale nel determinare l'aspetto della molecola perché fornisce i legami incrociati fra le catene proteiche.
cistite   s.f.  (med.) infiammazione della vescica urinaria.
cisto   s.m.  arbusto sempreverde con foglie pelose aromatiche e fiori bianchi o rosei, tipico della flora mediterranea (fam.  cistacee).
cisto-  cisto- o cisti-, primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. ky/stis  'vescica'; vale 'vescica', e in particolare 'vescica urinaria'.
cistoforo   s.m.    • 1 •   nell'antichità greco-romana, portatore di cista contenente gli oggetti rituali dei sacrifici    • 2 •   moneta greca d'argento dei secc. ii-i a. c., che recava sul dritto la cista mitica di bacco.
cistografia   s.f.  (med.) radiografia della vescica urinaria.
cistogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) immagine radiografica della vescica urinaria ottenuta mediante cistografia.
cistoidi   s.m. pl.  (zool.) classe di echinodermi fossili del paleozoico caratterizzati da guscio peduncolato, a forma di sfera o di sacco | sing.  [-e] ogni animale di tale classe.
cistoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore cistico.
cistopielite   s.f.  (med.) infiammazione della vescica e del bacinetto renale.
cistoscopia   s.f.  (med.) esplorazione mediante cistoscopio dell'interno della vescica urinaria.
cistoscopio   s.m.  (med.) strumento formato da un catetere munito di apparato ottico che consente di eseguire la cistoscopia.
cistostomia   s.f.  (med.) operazione chirurgica consistente nel creare un'apertura artificiale nella vescica urinaria.
cistotomia   s.f.  (med.) incisione della vescica urinaria per asportare calcoli e tumori.
-cita  -cita  ⇨ -cito.
citabile   agg.  che si può citare, che è degno di essere citato.
citante   part. pres.  di citare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  (dir.) chi cita in tribunale.
citara   s.f.  (mus.)    • 1 •   antico strumento cordofono greco del tipo della lira    • 2 •   (lett.) cetra.
citare   v. tr.    • 1 •   (dir.) convocare qualcuno dinanzi al magistrato come accusato o come testimone    • 2 •   riportare in un testo o in un discorso brani o parole altrui: citare un verso dell'«iliade»    • 3 •   (estens.) indicare, menzionare: è sempre citato per il suo coraggio    • 4 •   (ant.) chiamare per nome.
citaredico   agg.  [pl. m. -ci] di, da citaredo: canto citaredico; poesia citaredica. 
citaredo   s.m.  [f. -a] nella grecia antica, aedo che cantava accompagnandosi con la cetra | usato anche come agg.  : apollo citaredo. 
citareggiare   v. intr.  [io citaréggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (lett.) suonare la cetra | (estens.) suonare, cantare: l'aspro citareggiar delle cicale  (pascoli)    • 2 •   (ant.) poetare | v. tr.  (ant.) celebrare qualcuno con il canto, con la poesia.
citarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona la cetra: e come a buon cantor buon citarista / fa seguitar lo guizzo de la corda  (dante par.  xx, 142-143).
citaristica   s.f.    • 1 •   l'arte di suonare la cetra | (estens.) l'arte di suonare uno strumento a corda    • 2 •   musica per cetra; poesia scritta per essere cantata con accompagnamento di cetra.
citaristico   agg.  [pl. m. -ci] citaredico.
citarodia   s.f.  nell'antica grecia, canto accompagnato dalla cetra o dalla lira.
citatorio   agg.  (dir.) che serve a citare in tribunale: lettera citatoria  | anche s.f.  : una citatoria. 
citazione   s.f.    • 1 •   (dir.) il citare in giudizio; il documento con cui si notifica l'ordine di comparizione dinanzi al magistrato penale o l'invito a costituirsi dinanzi al magistrato civile: notificare una citazione    • 2 •   il citare brani o parole altrui in un testo o in un discorso; ciò che viene citato: un libro pieno di citazioni; una citazione dantesca; citazione in nota, a piè di pagina  | (estens.) indicazione di un elemento bibliografico: la citazione del titolo di un libro, del numero di una pagina    • 3 •   menzione, segnalazione di qualcuno per un fine particolare: citazione di, al merito  | citazione all'ordine del giorno, elogio a un militare o a un reparto, inserito nel bollettino dell'esercito.
citello   s.m.  (zool.) genere di piccoli roditori, viventi in europa, nell'asia centrale e nell'america settentrionale.
citerea   s.f.  nella mitologia classica, appellativo di afrodite (a roma, venere): stava un giorno citerea / di vulcano alla fucina  (parini).
citereo   s.f.  (lett.)    • 1 •   dell'isola greca di citera    • 2 •   nella mitologia classica, sacro ad afrodite (a roma, venere).
citeriore   agg.  (non com.) situato al di qua, dalla parte più vicina rispetto a un'altra più lontana: gallia, spagna citeriore. 
citino   s.m.  (bot.) genere di piante parassite (fam.  rafflesiacee).
citiso   s.m.  (bot.) genere di piante arbustacee o arboree diffuse nelle zone temperate e coltivate a scopo ornamentale per i fiori gialli in grappolo fortemente profumati; è detto anche avornello, laburno o maggiociondolo (fam.  papilionacee).
citizen's band   loc. sost. m.  o f. invar.  (elettr.) banda di radiofrequenze per comunicazioni tra radioamatori, nota con la sigla internazionale c. b.; banda cittadina.
cito-  cito- -cito, o -cita, primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica moderna, dal gr. ky/tos  'cavità'; vale 'cellula' o denota relazione con essa (citoplasma, fagocito, leucocita).
citochimica   s.f.  ramo della citologia che studia la composizione e il chimismo delle cellule viventi.
citocinesi   s.f.  (biol.) l'insieme dei mutamenti che avvengono nel citoplasma durante il processo di divisione cellulare.
citocromo   s.m.  (chim. biol.) pigmento rosso proteico presente in tutte le cellule animali e vegetali, essenziale per la loro respirazione.
citodiagnostica   s.f.  (med.) studio delle cellule presenti in liquidi e secreti organici, o appositamente prelevate da tessuti, finalizzato alla diagnosi dei tumori.
citodieresi   s.f.  (biol.) divisione del citoplasma e degli organuli citoplasmatici in due porzioni che si verifica alla fine della mitosi.
citofagia   s.f.  [pl. -gie] (biol.) azione fagocitaria su cellule o parti di cellule.
citofonare   v. intr.  [io citòfono ecc. ; aus. avere] comunicare per mezzo del citofono | anche v. tr.  : la portinaia ha citofonato l'arrivo dell'idraulico. 
citofonico   agg.  [pl. m. -ci] di citofono: impianto citofonico. 
citofoniera   s.f.  pulsantiera del citofono.
citofono   s.m.  apparecchio telefonico interno per collegare diversi locali di uno stesso edificio; in partic., quello che collega gli appartamenti di uno stabile con la portineria e la porta d'ingresso sulla via.
citogamia   s.f.  (biol.) fusione del citoplasma dei gameti.
citogenesi   s.f.  (biol.) origine e sviluppo della cellula.
citogenetica   s.f.  branca della genetica che studia i fenomeni ereditari della cellula.
citogenetista   s.m.  e f.  [pl. m. -i] medico o biologo specializzato in citogenetica.
citologia   s.f.  [pl. -gie] branca della biologia che studia la struttura e le funzioni della cellula.
citologico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.)    • 1 •   pertinente alla cellula    • 2 •   relativo alla citologia.
citologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di citologia.
citopenia   s.f.  (biol.) diminuzione del numero di cellule in un organismo.
citoplasma   s.m.  [pl. -smi] (biol.) parte della cellula che avvolge il nucleo.
citoplasmatico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) del citoplasma, relativo al citoplasma.
citoscheletro   s.m.  (biol.) rete di filamenti di natura proteica presente all'interno del citoplasma, che ha la funzione di mantenere la forma e l'organizzazione interna.
citosoma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) il corpo cellulare indipendentemente dal nucleo.
citostatico   agg.  e s.m.  [pl. -ci] si dice di farmaco impiegato come antitumorale perché inibisce il metabolismo e la moltiplicazione cellulare.
citostoma   s.m.  [pl. -mi] (zool.) nei protozoi ciliati, apertura del corpo da cui l'organismo assorbe gli alimenti.
citotossico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che esercita azione tossica sulle cellule.
citozima   s.m.  [pl. -mi] (biol.) enzima prodotto dalle piastrine del sangue, che partecipa al processo di coagulazione.
citramontano   agg.  (rar.) cismontano.
citrato   s.m.  (chim.) sale dell'acido citrico | citrato (di magnesio  o di magnesia), sale in forma di cristalli che, sciolto in acqua, ha un effetto blandamente lassativo | citrato (di magnesio  o di magnesia) effervescente, sostanza granulare costituita da citrato di magnesio, bicarbonato di sodio, acido citrico e zucchero, nota come magnesia effervescente.
citrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido organico diffuso in natura nel succo di molti frutti (spec. agrumi), largamente impiegato in medicina e nella preparazione di bevande dissetanti | che produce acido citrico: fermentazione citrica. 
citrina   s.f.  (biol.) altro nome della vitamina p. 
citrino   agg.  (lett.) di cedro; del colore o sapore del cedro  s.m.    • 1 •   il colore del cedro    • 2 •   (min.) varietà di quarzo giallo usata per ornamento.
citriolo    ⇨ cetriolo.
citronella   s.f.  pianta rizomatosa con foglie larghe, da cui si estrae un'essenza che ha odore di limone; limoncina (fam.  graminacee).
citrullaggine   s.f.    • 1 •   l'essere citrullo; stupidità, balordaggine    • 2 •   atto o detto da citrullo.
citrulleria   s.f.  citrullaggine.
citrullo   agg.  e s.m.  [f. -a] sciocco, babbeo. dim. citrullino  accr. citrullone  pegg. citrullaccio  § citrullamente avv.  da citrullo.
città   ant. cittade [cit-tà-de] o cittate, s.f.    • 1 •   centro abitato piuttosto esteso, con sviluppo edilizio organizzato, che sul piano amministrativo, economico, politico e culturale rappresenta il punto di riferimento del territorio circostante: città di provincia; città capoluogo, capitale; città di mare, industriale; la città di ancona; preferisco vivere in città, non in campagna; la mia è una città, non un paese  | città santa, il centro di una religione | la città eterna, dei cesari, (lett.) roma | città aperta, in tempo di guerra, città priva di installazioni militari e che i belligeranti si impegnano a non attaccare | città stato, quella che, con una zona limitrofa più o meno estesa, costituiva uno stato indipendente, come l'antica polis greca e il comune medievale. dim. cittadina  accr. cittadona, cittadone  (m.)    • 2 •   parte, quartiere di una città: città vecchia, la parte più antica; città nuova, quella di più recente edificazione; città alta, la parte edificata su un'altura; città bassa, quella sorta e sviluppatasi in pianura | città universitaria  o degli studi, complesso di edifici in cui hanno sede gli istituti, le aule, i laboratori, gli uffici e i servizi di una grande università | città giardino, quartiere residenziale immerso nel verde    • 3 •   la popolazione, l'insieme degli abitanti di una città; cittadinanza: la città è in festa; tutta la città ne parla    • 4 •   (estens.) comunità, collettività particolare: città dei ragazzi, nome di varie istituzioni che raccolgono e rieducano ragazzi abbandonati o traviati | la città di dio, la chiesa o il paradiso, secondo l'espressione latina di sant'agostino    • 5 •   titolo ufficiale di cui godono comuni insigni per tradizioni storiche | entra come componente nel nome di numerosi centri abitati: città di castello, città s. angelo. 
cittadella   s.f.  fortezza per la difesa di una città (anche fig.): la cittadella di un movimento politico. 
cittadiname   s.m.  (antiq.  o spreg.) l'insieme dei cittadini.
cittadinanza   s.f.    • 1 •   il complesso dei cittadini: la cittadinanza è invitata a partecipare    • 2 •   (dir.) la condizione di chi appartiene a uno stato ed è titolare di particolari diritti e obblighi: avere, ottenere la cittadinanza italiana; certificato di cittadinanza  | doppia cittadinanza, appartenenza di un cittadino a due stati | cittadinanza onoraria, quella concessa a persone benemerite da una città diversa da quella in cui sono nati o residenti.
cittadinesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (rar.) di città, cittadino    • 2 •   (ant. fig.) civile, raffinato: nel rozzo petto... non era alcuna impressione di cittadinesco piacere potuta entrare  (boccaccio dec.  v, 1)    • 3 •   (ant.) detto di guerra o contesa, civile, intestina § cittadinescamente avv. 
cittadinizzato   agg.  (rar.) che si è fatto cittadino; inurbato.
cittadino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   abitante di una città in origine si contrapponeva a contadino  (abitante del contado): i cittadini milanesi; modi di, da cittadino, civili, raffinati | il primo cittadino (di una città), il sindaco    • 2 •   chi ha la cittadinanza di uno stato; anticamente, chi apparteneva a una città stato: cittadino francese; cittadino ateniese  ' cittadino del mondo, cosmopolita | privato cittadino, (dir.) il cittadino considerato nella sfera della sua vita privata, al di fuori dei rapporti pubblici | essere libero cittadino, (scherz.) senza impegni o responsabilità; privo di legami familiari    • 3 •   (st.) al tempo dei comuni, chi apparteneva all'ordine intermedio tra il popolo e la nobiltà; borghese | al tempo della rivoluzione francese, titolo dato a tutti, indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza: il cittadino robespierre    • 4 •   ognuno dei componenti di una popolazione, di una comunità: l'ingresso è libero per tutti i cittadini  | (fig.) membro di una comunità ideale: essere cittadino della repubblica delle lettere    • 5 •   (lett.) abitatore, frequentatore: amor femmi un cittadin de' boschi  (petrarca canz.  ccxxxvii, 15)    • 6 •   (rar.) civile, borghese, contrapposto a militare  o ecclesiastico    • 7 •   (ant.) concittadino  agg.    • 1 •   di città, dei cittadini: mura cittadine; abitudini cittadine  ' alla cittadina, (fig.) con pretese di distinzione    • 2 •   (lett.) civico: le virtù cittadine  | (ant.) civile, intestino    • 3 •   in età comunale, borghese.
cittate    ⇨ città.
citto   s.m.  [f. -a] (tosc.) bambino, ragazzo. dim. cittino. 
city   s.f. invar.  il centro dell'attività finanziaria di una grande città per antonomasia, quello di londra.
city car   loc. sost. f. invar.  automobile di piccole dimensioni e di consumi molto contenuti, progettata per essere usata soprattutto in città.
ciucaggine   s.f.  asinaggine, asineria.

ciucca   s.f.  (region.) sbornia.
ciuccia   s.f.  [pl. -ce] (pop.) mammella.
ciucciare   v. tr.  e intr.  [io ciùccio ecc. ; aus. dell'intr. avere] (fam.) succhiare, detto spec. dei bambini.
ciucciata   s.f.  (fam.) il ciucciare; poppata.
ciuccio   (1) o ciucciolo [ciùc-cio-lo] o ciucciotto [ciuc-ciòt-to], s.m.  (fam.) succhiotto, tettarella di gomma o di plastica. dim. ciuccetto, ciuccino. 
ciuccio   (2) s.m.  [f. -a] (merid.)    • 1 •   ciuco, asino    • 2 •   (fig.) persona ignorante | ragazzo che non riesce negli studi.
ciucciolo   ciucciotto  ⇨ ciuccio 1.
ciucco   agg.  [pl. m. -chi] (region.)    • 1 •   ubriaco    • 2 •   sciocco, stupido.
ciucheria   s.f.  (non com.) atto, detto da ciuco; asinata, asineria.
ciuchesco   agg.  [pl. m. -chi] (non com.) da ciuco, asinesco.
ciuco   s.m.  [f. -a; pl. m. -chi] (tosc.)    • 1 •   asino. dim. ciuchino, ciuchetto, ciucherello  accr. ciucone    • 2 •   (fig.) persona ignorante | ragazzo che non riesce negli studi.
ciuf   o ciuffete [ciùf-fe-te], inter.  voce onom. che riproduce il rumore di una locomotiva a vapore | usato anche come s.m.  : sentire il ciuf ciuf del treno. 
ciufeca   o ciufega, s.f.  (dial.) bevanda, spec. vino o caffè, di qualità scadente o dal sapore sgradevole.
ciuffare   v. tr.  (rar.) acciuffare.
ciuffete    ⇨ ciuf.
ciuffo   s.m.    • 1 •   ciocca di capelli: avere il ciuffo sulla fronte  | prendere la fortuna per il ciuffo, approfittare dell'occasione favorevole. dim. ciuffetto, ciuffettino    • 2 •   (estens.) gruppo di crini, peli o piume sul capo di un animale; gruppo di piante, cespuglio | ciuffo d'erba, cespo.
ciuffolotto   s.m.  uccello canterino addomesticabile, a colori grigio, rosso e nero contrastanti; monachino (ord.  passeriformi).
ciurlare   v. intr.  [aus. avere] (ant.) sbandare, ondeggiare, vacillare | oggi solo nella loc. fam. ciurlare nel manico, (fig.) sottrarsi con rinvii, pretesti o indecisioni a un impegno.
ciurma   s.f.    • 1 •   equipaggio di una nave (oggi per lo più spreg.) | il personale delle tonnare    • 2 •   (st.) l'insieme degli schiavi e dei forzati che stavano ai remi nelle galere: ciurma scapola, i rematori non incatenati    • 3 •   (fig.) moltitudine di gente spregevole.
ciurmadore    ⇨ ciurmatore.
ciurmaglia   s.f.  moltitudine di gente spregevole; gentaglia, marmaglia.
ciurmare   v. tr.    • 1 •   (non com.) raggirare, ingannare; incantare con parole, sofismi e sim.    • 2 •   (ant.) rendere immune con incantesimi | ciurmarsi v. rifl.  (ant.) ubriacarsi: menianlo alla taverna... egli si ciurmerà  (boccaccio dec.  viii, 6).
ciurmatore   o ciurmadore, s.m.  [f. -trice]    • 1 •   impostore, imbroglione, ciarlatano    • 2 •   (ant.) chi opera incantesimi.
ciurmeria   s.f.  (non com.) atto o detto da ciurmatore; imbroglio, inganno, impostura.
civada   s.f.  (mar.) vela quadra sostenuta dalla civadiera.
civadiera   s.f.  (mar.) nei velieri dei secc. xv-xviii, pennone orizzontale disposto in croce con l'albero di bompresso.
civaia   s.f.    • 1 •   spec. pl.  (tosc.) termine generico per indicare le piante leguminose e i loro semi    • 2 •   (ant.) voto, suffragio (dall'uso di manifestarlo con fave, fagioli e sim.).
civaiolo   lett. civaiuolo, s.m.  [f. -a] (tosc.) venditore di legumi.
civanza    ⇨ civanzo.
civanzare   v. tr.  (ant.) provvedere | civanzarsi v. rifl.  (ant.) provvedersi di qualcosa; guadagnare.
civanzo   s.m. , o civanza s.f. , (ant.)    • 1 •   guadagno, utile: aveano fatto civanza di alcuni pochi quattrini  (g. gozzi)    • 2 •   contratto usurario fondato sul prestito e la restituzione di merci.
cive   s.m.  (ant.) cittadino: e sarai meco sanza fine cive / di quella roma onde cristo è romano  (dante purg.  xxxii, 101-102).
civet   s.m. invar.  salsa per selvaggina, a base di vino, sangue, verdure e spezie.
civetta   s.f.    • 1 •   uccello rapace notturno di colore cinerino-bruno a macchie bianche, con testa grossa, becco adunco, occhi gialli frontali, un tempo usato come richiamo per la caccia, spec. alle allodole (ord.  strigiformi) | naso a, di civetta, appuntito e ricurvo | occhi di civetta, occhi tondi e giallognoli    • 2 •   (fig.) donna che cerca di attirare l'attenzione e l'ammirazione maschile; donna leggera e vanitosa: fare la civetta; essere una civetta.  dim. civettina  accr. civettona    • 3 •   foglio con i titoli degli articoli più importanti di un giornale, posto in mostra nelle edicole per attrarre l'attenzione dei passanti  agg. invar.  si dice di tutto ciò che serve da richiamo, esca, tranello: notizia civetta, informazione pubblicata per sondare le reazioni dell'opinione pubblica o anche per sollecitare una conferma o una smentita; nave civetta, nave da guerra camuffata da mercantile; auto civetta, auto privata usata dalla polizia per agire di sorpresa; prezzi civetta, quelli esposti in vetrina, particolarmente bassi, per attrarre i clienti.
civettare   v. intr.  [io civétto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (ant.) cacciare con la civetta    • 2 •   (fig.) fare la civetta o il civettone.
civetteria   s.f.    • 1 •   l'abitudine del civettare    • 2 •   atto o contegno, spesso artefatto e lezioso, per attrarre l'ammirazione altrui    • 3 •   ornamento lezioso e aggraziato (riferito spec. allo stile di uno scrittore): le civetterie stilistiche dei prosatori d'arte. 
civettone   s.m.  uomo vanesio, che fa il galante con le donne, spec. se non più giovane | s.f.  [-a] donna che ama civettare eccessivamente.
civettuolo   agg.    • 1 •   che rivela civetteria: uno sguardo civettuolo    • 2 •   che attrae per la sua grazia leziosa: un'acconciatura civettuola. 
civico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio del cittadino, in quanto appartenente a uno stato, a una collettività: dovere, senso, sentimento civico  | educazione civica, il complesso delle norme che devono improntare i rapporti dei cittadini fra loro e con lo stato; materia scolastica che insegna queste norme | usi civici, (dir.) diritti di godimento su terre di proprietà pubblica o privata (per pascolarvi, raccogliervi legna, erba e sim.) un tempo spettanti a chi apparteneva a una determinata collettività | corona civica, fatta di fronde di quercia e concessa nell'antica roma a chi avesse salvato un cittadino in battaglia    • 2 •   della città, della cittadinanza; comunale, municipale: banda civica; guardia civica; biblioteca civica; museo civico, che contiene cimeli della storia della città | numero civico, quello progressivo che contraddistingue case, negozi e locali in strade, piazze ecc.  s.m.    • 1 •   numero civico    • 2 •   (sett.) vigile urbano, guardia municipale § civicamente avv.  sotto l'aspetto civico | con civismo: comportarsi civicamente. 
civile   agg.    • 1 •   del cittadino, in quanto fa parte di una comunità politicamente organizzata: istituzioni civili; libertà civili; coraggio civile  | convivenza civile, l'insieme delle norme e delle consuetudini che regolano i rapporti tra cittadini | diritti civili, quelli di cui gode il cittadino, salvo la loro perdita o sospensione in seguito a condanna | guerra civile, fra cittadini di uno stesso stato | stato civile, condizione anagrafica del cittadino, in riferimento a nascita, cittadinanza, posizione familiare, morte; anche, l'ufficio comunale (anagrafe) che tiene i registri con lo stato civile di ciascun cittadino | diritto civile, branca del diritto che disciplina i rapporti giuridici tra privati, con esclusione dei rapporti commerciali; tribunale civile, che definisce questioni del diritto civile    • 2 •   che riguarda il privato cittadino (si contrappone a militare  o a religioso, ecclesiastico): le autorità civili; ospedale, genio civile; ingegneria civile, che riguarda l'edilizia abitativa; casa di abitazione civile, a uso abitativo privato; matrimonio, festa civile, non religiosi; abito civile, borghese | vita civile, quella che riguarda le relazioni di un cittadino con gli altri: morto alla vita civile, si dice di chi è stato condannato all'ergastolo | anno civile, contrapposto a solare    • 3 •   educato, cortese, decoroso: maniere civili; persona civile  | (estens.) misurato, elegante: stile, abbigliamento civile    • 4 •   che ha raggiunto un notevole grado di civiltà: popolo civile; il mondo civile    • 5 •   che esalta le virtù proprie del cittadino: letteratura, poesia civile  | che ha la finalità di sensibilizzare su questioni politico-sociali: cinema (d'impegno) civile    • 6 •   intonaco civile, (edil.) rivestimento murario ottenuto con più strati di malta, di cui l'ultimo ha superficie perfettamente liscia  s.m.    • 1 •   privato cittadino; borghese: i civili e i militari    • 2 •   (merid.) appartenente a un ceto elevato; nobile, borghese ricco: si passò poi davanti al circolo dei civili  (tomasi di lampedusa)    • 3 •   (ant.) abito civile § civilmente avv.    • 1 •   in maniera civile, da persona civile: comportarsi civilmente    • 2 •   secondo le norme del diritto e della procedura civile: procedere civilmente; sposarsi civilmente, col solo rito civile, senza rito religioso.
civilista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di diritto civile; avvocato specializzato in questioni di diritto civile.
civilistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il diritto civile.
civilizzare   v. tr.    • 1 •   rendere civile portando e diffondendo la civiltà dirozzare, incivilire: civilizzare un popolo; un paese civilizzato    • 2 •   (rar.) smilitarizzare | civilizzarsi v. rifl.  assumere aspetto e maniere civili o più civili, meno rozze.
civilizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi civilizza.
civilizzazione   s.f.  il civilizzare, l'essere civilizzato: fare opera di civilizzazione. 
civiltà   s.f.    • 1 •   il complesso degli aspetti materiali, sociali e spirituali che identificano un popolo in una data epoca e area: la civiltà assiro-babilonese, araba, europea; la civiltà medievale, moderna, delle macchine, del futuro  | civiltà delle immagini, quella caratteristica dei tempi più recenti, nella quale le immagini (fotografiche, cinematografiche, televisive, elettroniche ecc.) tenderebbero a sostituire progressivamente la parola scritta nella comunicazione    • 2 •   il livello di cultura e di progresso materiale, sociale e spirituale raggiunto dall'umanità intera o da un popolo in particolare: la civiltà umana sembra essere giunta a una svolta; un popolo dalla civiltà ancora feudale    • 3 •   (estens.) cortesia, urbanità, buona educazione: trattare qualcuno con civiltà. 
civire   v. tr.  [io civisco, tu civisci ecc.] (ant.) procacciare, provvedere.
civismo   s.m.  la coscienza che il buon cittadino ha dei suoi doveri civili; senso civico: dare prova di civismo. 
clacchista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa parte di una claque.
clacson   o claxon, s.m. invar.  negli autoveicoli e motoveicoli, apparecchio che produce segnali acustici necessari alla sicurezza della circolazione stradale.
clacsonare   v. intr.  [aus. avere] nel linguaggio corrente, suonare, azionare il clacson.
clade   s.f.  (lett.) strage: e il rio pensier mi grava / di questa guerra e della clade achea  (monti).
clado-  clado- primo elemento di parole composte della terminologia botanica, dal gr. kládos  'ramo'; vale 'ramo, ramificazione' (cladoceri, cladofora).
cladoceri   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli crostacei, per lo più d'acqua dolce | sing.  [-o] ogni crostaceo di tale ordine.
cladodio   s.m.  (bot.) fusto o ramo appiattito verde, con funzione clorofilliana, proprio delle piante prive di foglie che vivono in ambiente secco (p. e.  il cactus); fillocladio.
cladofillo   s.m.  (bot.) cladodio, fillocladio.
cladofora   s.f.  (bot.) genere di alghe verdi con talli filamentosi ramificati; è comune in italia nelle acque correnti (ord.  cladoforali).
cladoforali   s.f. pl.  (bot.) ordine di alghe verdi con tallo filamentoso, semplice o ramificato | sing.  [-e] ogni alga di tale ordine.
cladogenesi   s.f.  (biol.) evoluzione da una specie filogeneticamente più elevata verso diverse altre specie o gruppi; si contrappone ad anagenesi. 
cladomania   s.f.  (bot.) anomala crescita di rami in un punto del fusto come conseguenza di una produzione eccessiva di gemme.
cladonia   s.f.  (bot.) genere di licheni di colore rosso o bruno, dal tallo a forma di cratere o di corno, più o meno ramificato.
clamare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (ant. lett.) chiamare a voce alta; gridare, invocare: amor non vole ch'io clami / merzede  (iacopo da lentini).
clamidato   agg.    • 1 •   che veste la clamide    • 2 •   (bot.) fornito di perianzio.
clamide   s.f.    • 1 •   nell'antichità greco-romana, mantello corto maschile fermato con una fibbia su una spalla o sul petto    • 2 •   (lett.) manto regale    • 3 •   fiore clamide, (bot.) fiore clamidato.
clamidospora   s.f.  (bot.) spora asessuata tipica di certi funghi.
clamore   s.m.    • 1 •   gran vocio, schiamazzo; grido collettivo: il clamore della folla; i clamori del pubblico  | (lett.) fragore, rumore, strepito (di cose): al clamore del mare mi addormentai come a canto di nutrice  (sbarbaro)    • 2 •   (fig.) acceso interesse, scalpore: la notizia ha sollevato enorme clamore. 
clamoroso   agg.    • 1 •   chiassoso, fragoroso: applauso clamoroso    • 2 •   (fig.) che suscita clamore, che desta grande attenzione: una notizia clamorosa  | (estens.) straordinariamente grave: una disfatta clamorosa  § clamorosamente avv. 
clan   s.m. invar.    • 1 •   presso i popoli di lingua gaelica, gruppo familiare e sociale i cui membri discendono in linea maschile da un progenitore comune    • 2 •   (etnol.) raggruppamento sociale, fondato di norma su parentela di sangue ed esogamia, i cui membri si considerano discendenti da un antenato comune, per lo più mitico    • 3 •   (estens.) gruppo, comunità chiusa di persone | (spreg.) cricca, conventicola    • 4 •   (sport) squadra, scuderia.
clandestinità   s.f.  l'essere clandestino: la clandestinità di un partito; vivere nella clandestinità. 
clandestino   agg.  fatto di nascosto, segretamente, per lo più perché vietato dalla legge o da un'autorità: attività clandestina; matrimonio clandestino  | passeggero clandestino, che si è imbarcato di nascosto su una nave o su un aereo | lotta clandestina, condotta non apertamente; anche, attività di guerriglia | movimento clandestino, gruppo politico che agisce al di fuori della legalità | bisca clandestina, illegale  s.m.  [f. -a]    • 1 •   passeggero clandestino    • 2 •   chi fa lotta politica clandestina § clandestinamente avv. 
clangere   v. intr.  [io clango, tu clangi ecc. ; dif. del pass. rem., del part. pass. e dei tempi composti] (lett.) squillare (di trombe di guerra) | (estens.) mandare un suono squillante: un serrarsi arduo di porte / grandi, con chiaro clangere d'argento  (pascoli).
clangore   s.m.  (lett.) suono alto e squillante di tromba: le fiere alme lusinga / clangor di trombe e nitrir di cavalli  (monti) | (estens.) rumore acuto, strepito.
clanico   agg.  [pl. m. -ci] (etnol.) di clan, che riguarda il clan: unità clanica. 
claque   s.f. invar.  gruppo di persone ingaggiate per applaudire a comando uno spettacolo o un attore.
claquettes   s.f. pl.  sorta di castagnette che si applicano alle suole delle scarpe dei ballerini.
claqueur   s.m. invar.  (antiq.) chi fa parte di una claque; clacchista.
claretto   s.m.  (ant.) vino di colore rosso chiaro; chiaretto.
clarinettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il clarinetto.
clarinetto   s.m.  (mus.)    • 1 •   strumento aerofono di legno, ad ancia semplice, costituito da una canna cilindrica munita di fori (in parte liberi e in parte serviti da chiavi) e terminante a campana | clarinetto basso, clarone    • 2 •   (estens.) suonatore di clarinetto.
clarinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il clarino.
clarino   s.m.  (mus.)    • 1 •   tromba naturale dal suono acuto, in uso nei secc. xvii e xviii (detta anche chiarina  o chiarino)    • 2 •   nell'uso comune, ma impropriamente, clarinetto. 
clarissa   s.f.  religiosa del secondo ordine francescano, fondato nel 1212 da santa chiara e san francesco d'assisi.
claristorio   s.m.  la parte superiore della navata centrale di una chiesa, fornita di finestre.
clarità   s.f.  (ant. lett.) luce, splendore: come calore 'n clarità di foco  (guinizelli).
clarone   s.m.  (mus.) altro nome del clarinetto basso. 
classamento   s.m.    • 1 •   operazione di formazione del catasto, consistente nell'applicare l'estimo a ciascuna particella catastale o unità immobiliare    • 2 •   (fin.) l'operazione del classare titoli.
classare   v. tr.    • 1 •   (non com.) classificare    • 2 •   (fin.) collocare titoli presso piccoli risparmiatori come forma di investimento: titolo classato, quello caratterizzato da rendimento sicuro e quotazione stabile.
classe   s.f.    • 1 •   nell'antica roma, ciascuna delle cinque categorie in cui, in base al censo, era diviso il popolo    • 2 •   (sociol.) l'insieme delle persone della stessa condizione sociale ed economica, in genere accomunate da medesimi interessi, modi di pensare, cultura: classe operaia, borghese, feudale, capitalistica; le classi popolari, medie, alte; lotta di classe, secondo il marxismo, il conflitto fra classi sociali che hanno interessi contrastanti | (estens.) l'insieme delle persone che esercitano la stessa professione: la classe degli impiegati, dei commercianti; la classe medica  | classe dirigente, l'insieme di coloro che hanno responsabilità direttive nella vita economica, sociale, culturale e politica di una nazione | classe politica, l'insieme di coloro che svolgono professionalmente attività politica o di governo    • 3 •   serie di entità di varia natura aventi una o più proprietà in comune; insieme, categoria: le classi dei verbi greci    • 4 •   (biol.) raggruppamento di più ordini (animali o vegetali): la classe dei mammiferi, delle monocotiledoni    • 5 •   (mat.) aggregato di enti caratterizzati da una data proprietà o, più esattamente, da una data estensione di una proprietà | classe di equivalenza, raggruppamento di tutti gli elementi di un insieme equivalenti tra loro rispetto a una determinata relazione    • 6 •   i soldati della stessa leva: la classe del 1968  | classe di ferro, (scherz.) leva che si distingue per particolari qualità, di tenacia, valore e sim.    • 7 •   nell'ordinamento scolastico, corso di un anno di insegnamento all'interno di un ordine o di un tipo di studi; l'insieme degli alunni che frequentano il medesimo corso e stanno in una medesima aula; l'aula stessa: frequentare la terza classe elementare; promuovere alla classe successiva; una classe mista; entrare in classe.  dim. classetta, classettina  pegg. classaccia    • 8 •   in treni, navi e aerei, distinzione di posti, carrozze o cabine secondo la qualità delle attrezzature: scompartimento di prima, seconda classe; classe turistica    • 9 •   (econ.) ognuno degli scaglioni in cui si suddividono i valori di una grandezza economica: classe di reddito  | classe catastale, ognuna delle categorie di terreni o immobili distinte da uno stesso coefficiente di produttività o di rendita    • 10 •   categoria di imbarcazioni, autoveicoli e motoveicoli in base a determinate caratteristiche di lunghezza, peso, potenza e sim.    • 11 •   (fig.) qualità, distinzione, signorilità: avere classe; di classe, di ottima qualità riferito a persona, particolarmente elegante, di gusti e modi signorili: una donna di classe  | abilità, bravura: un giocatore di indubbia classe  | fuori classe, eccellente, che supera ogni classificazione | di classe internazionale, al livello dei migliori esponenti internazionali di un determinato settore: un atleta di classe internazionale    • 12 •   (ant. , lett.) flotta: gli ostili incendi della classe achea  (monti).
classense   agg.  (lett.) di classe, località nei pressi di ravenna, dov'è la basilica di sant'apollinare: biblioteca classense, antica biblioteca di ravenna.
classiario   s.m.  (st.) marinaio delle armate romane.
classica   s.f.  (sport) gara annuale di lunga tradizione: la milano-sanremo è una classica del ciclismo internazionale. 
classicheggiante   part. pres.  di classicheggiare   agg.  che imita i classici; che tende al classico: stile classicheggiante. 
classicheggiare   v. intr.  [io classichéggio ecc. ; aus. avere] imitare i classici.
classicismo   s.m.    • 1 •   atteggiamento culturale che riconosce valore esemplare ai modelli della civiltà classica: il classicismo rinascimentale  | in campo artistico e letterario, ideale di misura, di eleganza, di perfezione formale che si manifesta come imitazione dell'arte classica: classicismo architettonico, pittorico; il classicismo del foscolo, del carducci    • 2 •   carattere classico; classicità: il classicismo di policleto. 
classicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   seguace del classicismo    • 2 •   studioso di antichità classiche.
classicistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del classicismo, dei classicisti: movimento classicistico  § classicisticamente avv. 
classicità   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è classico; carattere, spirito classico: la classicità di goethe  ' (estens.) perfezione, armonia, equilibrio formale: la classicità di linee di un dipinto    • 2 •   l'antichità classica: uno scrittore della classicità. 
classicizzare   v. tr.  render conforme al gusto, allo stile classicistico | v. intr.  [aus. avere] (non com.) classicheggiare.
classico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è proprio dell'antichità greca e romana, che a essa appartiene: il mondo classico; civiltà, cultura, letteratura classica; gli autori classici  | studi classici, che hanno per oggetto la civiltà, la cultura classica | liceo classico, in cui prevale l'insegnamento delle materie umanistiche    • 2 •   (estens.) si dice di scrittore, di artista o di opera che, per la loro eccellenza, sono ritenuti degni di imitazione, al pari dei modelli dell'arte classica: un'opera classica della poesia contemporanea    • 3 •   (fig.) esemplare, tipico, caratteristico: un piatto classico della gastronomia francese  | tradizionale: tessuti, colori classici; abito di taglio classico    • 4 •   in varie discipline (fisica, economia, diritto ecc.) si dice di scuola o teoria che costituisce il primo fondamento della disciplina stessa, spesso in contrapposizione a scuola o teoria più recente (p. e.  in fisica la meccanica classica, cui si contrappone quella quantistica)    • 5 •   si dice della musica colta occidentale d'età moderna, in contrapposizione a quella popolare e a quella leggera: un concerto di musica classica   s.m.    • 1 •   opera o artista eccellente, che costituisce un modello esemplare: «la coscienza di zeno» di i. svevo è un classico della narrativa italiana del novecento  | pl.  gli scrittori greci e latini, e anche italiani, consacrati dalla tradizione: collana, edizione di classici    • 2 •   ciò che si considera esemplare o tipico di una tradizione: la tarantella è un classico del folclore napoletano  § classicamente avv. 
classifica   s.f.    • 1 •   graduatoria in ordine di merito delle squadre o degli atleti partecipanti a una competizione sportiva: classifica generale; classifica a punti; la classifica del campionato di calcio, del giro d'italia  | graduatoria in ordine di vendite o di incassi: la classifica dei libri più venduti, dei film più visti    • 2 •   elenco dei partecipanti a una gara o a un concorso, secondo il punteggio riportato o la qualifica ottenuta    • 3 •   ordinamento, suddivisione per classi.
classificabile   agg.  che può essere classificato, che può essere diviso per classi.
classificare   v. tr.  [io classìfico, tu classìfichi ecc.]    • 1 •   dividere in classi, ordinare per classi: classificare i vegetali, i minerali    • 2 •   valutare il merito di un alunno, di un candidato, di un compito e sim., attribuendogli un voto o un giudizio: classificare con sei, come ottimo  | classificarsi v. rifl.  ottenere un determinato posto in classifica: classificarsi terzo, al terzo posto.
classificatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi classifica; chi opera delle classificazioni    • 2 •   cartella, album, mobile per tenere insieme, in un determinato ordine, documenti, lettere o altro: classificatore di francobolli. 
classificatorio   agg.  che serve a classificare, che è utile ai fini di una classificazione: metodo classificatorio. 
classificazione   s.f.    • 1 •   il classificare, l'essere classificato: classificazione zoologica, botanica; classificazione di merci, documenti  | classificazione decimale universale, in biblioteconomia, catalogazione sistematica basata sulla ripartizione del materiale bibliografico in dieci classi di soggetti, ognuna delle quali suddivisa in dieci sottoclassi, e così via    • 2 •   valutazione: la classificazione di un alunno, di un lavoro. 
classismo   s.m.    • 1 •   concezione che riconosce nel contrasto delle classi sociali l'elemento determinante dell'evoluzione storica; è propria del pensiero marxista    • 2 •   difesa a oltranza degli interessi della propria classe.
classista   agg.  [pl. m. -sti]    • 1 •   fondato sul classismo: concezione classista    • 2 •   si dice di ciò che mantiene, che accentua la divisione in classi; di chi basa i rapporti sociali sull'appartenenza all'una o all'altra classe: discriminazioni classiste; stato classista   s.m.  e f.  persona classista, che aderisce al classismo.
classistico   agg.  [pl. m. -ci] del classismo; conforme, ispirato ai princìpi del classismo: mentalità classistica  § classisticamente avv. 
-clastia  -clastia secondo elemento di parole composte della terminologia dotta, dal gr. klastós  'spezzato'; significa 'rottura, frantumazione' (iconoclastia).
clastico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice di roccia formata da detriti cementati.
clatrato   s.m.  (chim.) composto non perfettamente stechiometrico ottenuto per ingabbiamento di molecole di gas in altre molecole.
claudia   agg. f.  solo nella loc. susina claudia, varietà pregiata di susina rotonda di colore giallo dorato.
claudicante   part. pres.  di claudicare   agg.  nei sign. del verbo | contratto claudicante, (dir.) contratto nullo per incapacità giuridica di uno dei contraenti.
claudicare   v. intr.  [io clàudico, tu clàudichi ecc. ; aus. avere] zoppicare | (fig.) essere manchevole, difettoso: la sua sintassi claudica non poco. 
claudicazione   s.f.    • 1 •   andatura zoppicante    • 2 •   (med.) disturbo della deambulazione dovuto a cause anatomiche o funzionali: claudicazione intermittente, zoppicamento temporaneo, determinato da diminuzione del flusso sanguigno negli arti inferiori per arteriopatia.
claunesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da clown: lazzo claunesco  § claunescamente avv. 
clausola   non com. clausula, s.f.    • 1 •   nella prosodia latina, la parte conclusiva del periodo prosastico, che osserva particolari regole ritmiche: le clausole ciceroniane  | (estens.) nella metrica volgare, il verso o l'emistichio finale di una strofa    • 2 •   (dir.) parte di un testo giuridico con la quale si regola un caso particolare all'interno di disposizioni più ampie: clausola penale, quella che in un contratto prevede una penale | clausola esecutiva, disposizione del giudice che rende immediatamente eseguibile una sentenza civile | clausola della nazione più favorita, (econ.) quella in cui gli stati contraenti si impegnano a concedersi reciprocamente il trattamento commerciale più favorevole che abbiano già concesso o concederanno a nazioni terze. dim. clausoletta    • 3 •   (estens.) riserva, condizione    • 4 •   (mus.) conclusione di una melopea.
claustrale   agg.  (lett.) di, del chiostro: vita claustrale  | (estens.) religioso, monastico: vocazione claustrale. 
claustro   s.m.  (lett.)    • 1 •   chiostro    • 2 •   (fig.) chiostra: in cerchio le facean di sé claustro / le sette ninfe  (dante purg.  xxxii, 97-98).
claustrofilia   s.f.  (psicol.) tendenza patologica a vivere in luoghi chiusi, a isolarsi dagli altri.
claustrofobia   s.f.  (psicol.) paura patologica degli spazi chiusi.
claustrofobico   agg.  [pl. m. -ci] di claustrofobia  s.m.  [f. -a] persona affetta da claustrofobia; claustrofobo.
claustrofobo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi soffre di claustrofobia.
clausula    ⇨ clausola.
clausura   s.f.    • 1 •   regola della vita monastica che limita, in modo più o meno rigido, i contatti tra monaci e mondo esterno: suora di clausura  | (estens.) la parte del convento dove gli estranei non possono entrare    • 2 •   (fig.) luogo appartato | isolamento, solitudine: vivono in completa clausura    • 3 •   (ant.) chiusura.
clava   s.f.    • 1 •   bastone robusto con un'estremità più grossa dell'altra, usato come arma dai popoli primitivi | (estens.) grosso bastone    • 2 •   (lett.) mazza ferrata    • 3 •   attrezzo da ginnastica di forma simile a una clava.
clavaria   s.f.  (bot.) genere di funghi basidiomiceti che comprende varie specie, fra cui la ditola o manina.
clavariacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi con corpo fruttifero di consistenza carnosa a ramificazioni coralloidi | sing.  [-e] ogni fungo di tale famiglia.
clavicembalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il clavicembalo o compone musica per clavicembalo.
clavicembalistica   s.f.  (mus.) l'arte di sonare il clavicembalo o di comporre musica per clavicembalo.
clavicembalistico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) di, per clavicembalo: composizione clavicembalistica. 
clavicembalo   s.m.  (mus.) strumento a tastiera in cui le corde sono pizzicate da plettri, in uso soprattutto nei secc. xvi-xviii; è spesso abbreviato in cembalo. 
clavicola   s.f.  (anat.) ciascuno dei due ossi della spalla che collegano le scapole allo sterno.
clavicolare   agg.  (anat.) della clavicola: articolazione, lussazione clavicolare. 
clavicordo   o clavicordio, s.m.  (mus.) strumento a tastiera in cui le corde sono poste in vibrazione da barrette metalliche inserite alle estremità di ogni tasto; fu in uso tra il sec. xiv e il xviii.
clavioline   s.m.  e f. invar.  strumento elettronico a tastiera usato nella musica leggera per riprodurre il timbro di vari strumenti.
clavo   s.m.    • 1 •   nella roma antica, striscia di porpora cucita sulla tunica che contrassegnava gli appartenenti all'ordine senatorio (se larga, o laticlavio) o equestre (se stretta, o angusticlavio) | orlo di porpora cucito sulla toga pretesta, che portavano i ragazzi romani fino ai 16 anni, le fanciulle fino alle nozze    • 2 •   (lit.) banda di stoffa applicata come ornamento sui paramenti sacri.
claxon    ⇨ clacson.
clearance   s.f. invar.  (med.) tecnica di accertamento della funzionalità renale volta a definire il volume di plasma o di sangue che il rene è in grado di depurare nell'unità di tempo.
clearing   s.m. invar.  (econ.) accordo internazionale in base al quale gli stati contraenti stabiliscono di regolare i rapporti commerciali attraverso la compensazione dei rispettivi debiti e crediti, in modo da evitare saldi in valuta | nei rapporti tra le banche, compensazione dei rispettivi debiti e crediti generati dalla messa in circolazione di assegni bancari.
clefta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] (st.) appartenente alle bande di irregolari greci che contribuirono alla lotta indipendentista contro i turchi (secc. xviii-xix).
cleistogamia   s.f.  (bot.) fecondazione autogama che si verifica in quei fiori che sono privi di apertura.
cleistogamo   agg.  si dice di fiore che presenta cleistogamia.
clematide   s.f.  pianta rampicante ornamentale, con fiori privi di corolla e vistoso calice, bianco o colorato (fam.  ranuncolacee).
clemente   agg.    • 1 •   che è incline al perdono, poco severo nel punire: dimostrarsi clemente verso qualcuno    • 2 •   (fig.) temperato, mite (detto di clima, stagione ecc.): un gennaio clemente  § clementemente avv.  (rar.) con clemenza.
clementina   s.f.  (bot.) mandarancio.
clementino   agg.  proprio di un papa di nome clemente | letteratura clementina, complesso di antichi testi cristiani, di età e autori diversi, attribuiti dalla tradizione a papa clemente i (sec. i d. c.) | (costituzioni) clementine, raccolta di decretali di clemente v promulgata nel 1314 | vulgata clementina, edizione della bibbia promossa nel 1592 da clemente viii, base di tutte le successive edizioni autorizzate.
clemenza   s.f.    • 1 •   l'essere clemente; indulgenza: clemenza verso i colpevoli; invocare la clemenza dei giudici  | provvedimento di clemenza, (dir.) l'atto con cui si concede l'amnistia o l'indulto    • 2 •   (fig.) mitezza (detto di clima, stagione ecc.).
cleopatra   s.f.  farfalla diurna molto comune in italia; la femmina ha ali di colore bianco giallastro, il maschio di colore giallo chiaro con due grandi macchie arancione sul primo paio (fam.  pieridi).
clepsidra    ⇨ clessidra.
cleptomane   agg.  e s.m.  e f.  si dice di persona affetta da cleptomania.
cleptomania   s.f.  (psicol.) impulso morboso e irresistibile a rubare.
clergyman   s.m. invar.  completo maschile composto da pantaloni, giacca e camicia scuri con collarino bianco, portato dai sacerdoti.
clericale   agg.    • 1 •   del clero, ecclesiastico: abito, stato clericale; privilegi clericali    • 2 •   che sostiene il clero e i suoi diritti: partito clericale   s.m.  e f.  chi sostiene o è favorevole al clericalismo § clericalmente avv.  da clericale.
clericaleggiante   part. pres.  di clericaleggiare   agg.  favorevole al clericalismo: correnti clericaleggianti. 
clericaleggiare   v. intr.  [io clericaléggio ecc. ; aus. avere] avere tendenze clericali, essere favorevole al clericalismo.
clericalismo   s.m.  in politica, atteggiamento, tendenza, movimento che sostiene o è favorevole al potere politico del clero e della chiesa.
clericato    ⇨ chiericato.
clerico   s.m.  [pl. -ci] (ant.) chierico.
clero   s.m.  l'insieme delle persone che appartengono all'ordine sacerdotale e si dedicano al culto divino: clero secolare, quello non inquadrato in un ordine religioso; clero regolare, quello sottoposto a una regola, che vive per lo più in convento.
clerodendro   s.m.  pianta ornamentale, arbustiva o arborea, con fiori di vario colore (fam.  verbenacee).
cleromanzia   s.f.  divinazione basata sul lancio dei dadi o di altri oggetti che recano segni particolari.
cleruchia   s.f.  nell'antichità greca, tipo particolare di colonia, soprattutto ateniese, i cui abitanti mantenevano la cittadinanza della madrepatria.
clessidra   ant. clepsidra, s.f.    • 1 •   orologio ad acqua o a sabbia, formato da due recipienti di vetro comunicanti per mezzo di un foro sottile, attraverso il quale il contenuto passa lentamente e uniformemente da un recipiente all'altro, misurando così il tempo    • 2 •   nell'alpinismo, foro passante nella roccia utilizzato dagli scalatori per manovre di sicurezza.
clic   o click, inter.  imita un rumore breve, secco, metallico | usato anche come s.m. invar.  : il clic della macchina fotografica, del mouse   s.m. invar.  (ling.) altra denominazione del suono avulsivo.
cliccare   v. tr.  [io clicco, tu clicchi  ecc.] (gerg.) schiacciare un pulsante facendo clic: cliccare il mouse. 
clicchettio   s.m.  serie di piccoli colpi secchi; ticchettio.
cliché   s.m. invar.    • 1 •   lastra metallica o di materiale plastico incisa con procedimenti fotochimici per la riproduzione tipografica di disegni e fotografie    • 2 •   (fig.) modello convenzionale, stereotipo: il cliché dell'impiegato  | (non com.) luogo comune.
click    ⇨ clic.
client   s.m. invar.  (inform.) personal computer collegato in rete a un altro computer (server), sul quale risiedono i dati che il primo utilizza.
cliente   s.m.  e f.    • 1 •   chi frequenta abitualmente un locale, un esercizio pubblico | chi si avvale dell'opera di un professionista    • 2 •   nell'antica roma, persona libera che si poneva sotto la protezione di un cittadino potente (patrono), assicurandogli in contraccambio il proprio favore elettorale    • 3 •   (estens.) chi per tornaconto personale asseconda con servilismo la volontà di un personaggio potente.
clientela   s.f.    • 1 •   l'insieme dei clienti di un negoziante o di un professionista: una clientela affezionata    • 2 •   il rapporto di protezione e soggezione tra cliente e patrono, come istituto giuridico e sociale dell'antica roma | l'insieme dei clienti di un patrono    • 3 •   (estens. spreg.) l'insieme dei clienti di un personaggio potente: le clientele politiche. 
clientelare   agg.  (spreg.) di clientela, fondato sul clientelismo: politica clientelare  § clientelarmente avv. 
clientelismo   s.m.  sistema di rapporti interpersonali fondato sul favoritismo; in partic., la pratica di distribuire benefici non in base al merito o al diritto, ma in relazione al proprio interesse: clientelismo politico. 
clientelistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a clientelismo § clientelisticamente avv. 
clientolo   o clientulo, s.m.  (ant. , lett.) cliente, nel sign. spregiativo.
clima   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   l'insieme delle condizioni atmosferiche (temperatura, umidità, pressione, venti) da cui dipende la vita delle piante, degli animali e dell'uomo : clima artico, temperato, tropicale; clima continentale, quello con grandi escursioni termiche, proprio dell'interno dei continenti; clima marittimo, quello proprio delle zone litoranee, senza grandi escursioni termiche | l'insieme delle condizioni meteorologiche prevalenti in una località, una regione ecc.: clima umido, secco; la dolcezza del clima; il clima di milano    • 2 •   (fig.) il complesso delle condizioni spirituali, culturali, politiche, sociali che caratterizzano un periodo storico, un ambiente ecc.: il clima di un'epoca; il clima di lavoro in una fabbrica    • 3 •   ciascuna delle sette zone orizzontali in cui gli antichi geografi suddividevano la terra a cominciare dall'equatore verso nord    • 4 •   (lett.) regione, paese.
climaterico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo al climaterio femminile o maschile    • 2 •   nell'antica medicina si diceva dell'anno, ritenuto critico, che chiudeva ognuno dei cicli settennali in cui era divisa la vita dell'uomo e, soprattutto, di quello che chiudeva il nono ciclo, cioè il sessantatreesimo anno d'età, considerato particolarmente critico | (estens. lett.) pericoloso, infausto: anno, giorno climaterico. 
climaterio   s.m.  periodo della vita femminile caratterizzato dall'involuzione fisiologica delle ghiandole sessuali, spesso accompagnata da disturbi fisici e psichici | climaterio maschile, fase dell'invecchiamento maschile che si manifesta con un progressivo ridursi delle funzioni sessuali.
climatico   agg.  [pl. m. -ci] del clima: condizioni climatiche  ' stazione climatica, località dal clima particolarmente salubre | cura climatica, praticata cambiando l'ambiente e il clima abituale § climaticamente avv.  dal punto di vista climatico.
climatizzare   v. tr.  attrezzare un ambiente o un veicolo con impianti di aria condizionata | condizionare l'aria in ambienti chiusi.
climatizzatore   s.m.  condizionatore d'aria.
climatizzazione   s.f.  il climatizzare, l'essere climatizzato.
climatogramma   s.m.  [pl. -mi] grafico che indica la piovosità, la temperatura e altri eventi climatici che si sono verificati in una data località in un dato periodo di tempo.
climatologia   s.f.  scienza che studia i vari climi, la loro ripartizione geografica e i loro influssi sulla vita animale e vegetale.
climatologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la climatologia: analisi climatologiche. 
climatologo   s.m.  [f. -a; pl. -gi] studioso di climatologia.
climatoterapia   s.f.  (med.) terapia che sfrutta l'efficacia curativa di particolari condizioni climatiche.
climax   s.m. invar.    • 1 •   figura retorica per la quale il discorso aumenta gradatamente di forza e di intensità gradazione (p. e. vegghio, penso, ardo, piango, petrarca canz.  clxiv, 5) | (estens.) punto più alto, apice    • 2 •   (biol.) stadio di equilibrio di una comunità biotica che permane sino a che non variano le condizioni ambientali.
clinch   s.m. invar.  nel pugilato, fase del combattimento corpo a corpo in cui uno dei due pugili trattiene con le braccia l'avversario per impedirgli di colpire.
clinica   s.f.    • 1 •   branca della medicina che diagnostica, studia e cura le malattie attraverso l'osservazione diretta degli ammalati: clinica neurologica, pediatrica; clinica medica, parte della medicina che si occupa delle malattie degli organi interni, effettuando terapie non chirurgiche    • 2 •   reparto ospedaliero di una facoltà di medicina diretto da un clinico    • 3 •   casa di cura privata.
clinico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la clinica come scienza e pratica medica: quadro clinico, l'insieme di sintomi rilevati dal medico | avere l'occhio clinico, saper diagnosticare rapidamente una malattia; (fig.) essere pronto e sicuro nel comprendere qualcosa  s.m.  medico specialista in clinica | docente universitario di clinica medica | (estens.) medico particolarmente valente: un clinico illustre  § clinicamente avv.  dal punto di vista clinico.
clinker   s.m. invar.    • 1 •   nei processi di fabbricazione del cemento, il materiale appena uscito dal forno di cottura, prima di essere macinato    • 2 •   tipo di mattone refrattario e duro.
clino-  clino- -clino primo e secondo elemento di parole composte moderne, deriv. del gr. klínein  'inclinare'; significa 'pendenza, inclinazione' (clinometro, monoclino, triclino).
clinometro   s.m.  strumento composto da una livella e un pendolo orizzontale, per misurare l'inclinazione di un corpo rispetto al piano orizzontale.
clip   (1) s.f. invar.    • 1 •   fermaglio che serve a tenere uniti fogli di carta    • 2 •   asticciola del cappuccio della penna, per mezzo della quale viene assicurata al taschino    • 3 •   spec. pl.  fermaglio a molla per fissare gli orecchini al lobo dell'orecchio | (estens.) orecchino a molla; spilla con dispositivo a scatto.
clip   (2) s.m.  o f. invar.  forma abbreviata di videoclip. 
clipeato   agg.  (lett.) armato di clipeo  s.m.  (st.) soldato romano armato di clipeo.
clipeo   s.m.    • 1 •   grande scudo rotondo di cuoio usato dagli antichi romani    • 2 •   (zool.) parte anteriore del tegumento della testa degli insetti.
clipper   s.m. invar.    • 1 •   (mar.) veliero di grandi dimensioni e molto veloce, con tre o quattro alberi a vele quadre, impiegato nella seconda metà del sec. xix per viaggi oceanici    • 2 •   (aer.) grosso aeroplano per voli transatlantici    • 3 •   (elettr.) dispositivo elettronico per ridurre l'ampiezza di un'onda a un dato livello.
cliscè   s.m.  (rar.) adattamento it. del fr. clich.é. 
clisimetro   s.m.  strumento topografico per la misurazione delle pendenze.
clisma   s.m.  [pl. - smi] (med.) introduzione di liquidi nell'intestino retto a scopo diagnostico o terapeutico; clistere | clisma opaco, introduzione di sostanza opaca ai raggi x nell'ampolla rettale e nel colon, per effettuarne la radiografia.
clistere   ant. o region. clistero, cristere, cristero, s.m.    • 1 •   clisma, enteroclisma    • 2 •   (estens.) il liquido medicamentoso che s'introduce nell'intestino per via rettale e lo strumento che serve a tale scopo.
clistron   ® s.m. invar.  adattamento it. dell'ingl. klystron. 
clitoride   s.f.  o m.  (anat.) organo erettile dei genitali esterni femminili, situato nel punto di congiunzione delle piccole labbra.
clitoridectomia   s.f.  asportazione della clitoride, atto rituale in uso presso alcune popolazioni musulmane.
clitorideo   agg.  che riguarda la clitoride.
clivaggio   s.m.  (min.) tendenza dei cristalli a sfaldarsi secondo determinati piani.
clivia   s.f.  pianta ornamentale con foglie sempreverdi e fiori di color arancio riuniti in ombrelle (fam.  amarillidacee).
clivo   s.m.  (lett.) pendio, collinetta.
clizia   s.f.  (lett.) girasole, eliotropio.
cloaca   s.f.    • 1 •   canale sotterraneo che raccoglie le acque di rifiuto di un centro abitato per scaricarle in un fiume o nel mare    • 2 •   (fig.) ambiente corrotto, insano    • 3 •   (zool.) cavità terminale dell'intestino di rettili, pesci e uccelli, in cui sboccano il retto, gli ureteri e i condotti genitali.
cloacale   agg.  di, relativo a cloaca.
cloasma   s.m.  [pl. - smi] (med.) insieme di macchie cutanee giallo-brunastre che si osservano sul volto delle donne gravide o affette da disturbi ovarici.
clochard   s.m. invar.  vagabondo, barbone.
cloche   s.f. invar.    • 1 •   (aer.) barra di comando con la quale il pilota aziona gli alettoni e il timone di profondità di un velivolo o l'asse del rotore di un elicottero    • 2 •   cambio a cloche, (aut.) quello la cui leva di comando è posta sul pavimento dell'autovettura    • 3 •   cappello da donna con tesa a campana.
clock   s.m. invar.  in elettronica e informatica, oscillatore che genera impulsi elettrici ad alta frequenza con periodo fisso; temporizza il funzionamento di tutti i circuiti di un sistema e ne sincronizza le operazioni | il segnale prodotto dall'oscillatore.
clonale   agg.  (biol.) che si riferisce al clone.
clonare   v. intr.  [io clóno ecc. ; aus. avere] (biol.) produrre un clone.
clonazione   s.f.  (biol.) moltiplicazione biologica agamica realizzata artificialmente per produrre individui geneticamente omogenei.
clone   s.m.    • 1 •   (biol.) gruppo di cellule geneticamente omogenee, derivanti da un'unica cellula capostipite per via agamica o partenogenetica    • 2 •   (inform.) prodotto hardware o software che è copia identica di un altro.
clonico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di clono, proprio del clono: spasmo clonico. 
clono   s.m.  (med.) contrazione spasmodica dei muscoli che si riscontra in molte malattie del sistema nervoso.
cloracne   s.f.  (med.) malattia della pelle dovuta a intossicazione da idrocarburi clorurati (p. e.  la diossina).
cloralio   s.m.  (chim.) aldeide tricloroacetica, liquido incolore, oleoso, di odore pungente, usato come sonnifero e nella produzione del ddt | idrato di cloralio, usato come sonnifero a rapido effetto.
cloralismo   s.m.  (med.) intossicazione da cloralio.
cloramfenicolo   s.m.  (farm.) antibiotico sintetico attivo soprattutto contro le salmonelle e le rickettsie; è più noto con il nome commerciale cloromicetina. 
clorato   s.m.  (chim.) sale dell'acido clorico: clorato di potassio   agg.  che contiene cloro: acqua clorata, disinfettata con cloro.
cloratore   s.m.  (tecn.) apparecchiatura per la clorazione automatica delle acque.
clorazione   s.f.  (tecn.) operazione consistente nell'immettere piccole dosi di cloro nell'acqua al fine di sterilizzarla.
clorella   s.f.  alga verde unicellulare, ricca di vitamine e proteine.
clorico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composti del cloro pentavalente: acido clorico. 
cloridrato   s.m.  (chim.) sale derivato dell'acido cloridrico.
cloridrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido costituito da idrogeno e cloro.
clorite   s.f.  (min.) minerale di colore verde, per lo più in sottili lamelle, costituito da silicato di alluminio, magnesio e ferro.
clorito   s.m.  (chim.) sale dell'acido cloroso: clorito di sodio, usato per la sbianca dei tessuti.
cloro   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è cl; non-metallo (metalloide) gassoso, giallo-verde, del gruppo degli alogeni, si usa come disinfettante, decolorante e nell'industria chimica; in natura si trova soprattutto sotto forma di sali.
cloro-  cloro- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. chlo¯rós  'verde'; indica colore verde (clorofilla) o presenza di cloro (cloroformio); talora indica anche la clorofilla (cloroplasto) o l'origine da piante.
clorococcali   s.f. pl.  (bot.) ordine di alghe verdi, unicellulari | sing.  [-e] ogni alga di tale ordine.
cloroficee   s.f. pl.  (bot.) classe di alghe di color verde | sing.  [-a] ogni alga di tale classe.
clorofilla   s.f.  (bot.) pigmento verde delle piante che, utilizzando come fonte di energia i raggi luminosi, innesca il processo di fotosintesi; è usato industrialmente come colorante, antidetonante, ossidante, deodorante e come componente di vari preparati farmaceutici.
clorofilliano   agg.  relativo alla clorofilla: funzione clorofilliana. 
clorofluorocarburo   s.m.  (chim.) derivato alogenato del metano o di un altro idrocarburo in forma di gas molto stabile; viene usato nell'industria come solvente nella produzione di materiali espansi, come refrigerante e come propellente per aerosol.
cloroformio   s.m.  (chim.) sostanza organica liquida incolore, volatile, di sapore dolciastro, usata come solvente in chimica organica, e un tempo anche come anestetico.
cloroformizzare   v. tr.  (med.) anestetizzare per mezzo del cloroformio | addormentare qualcuno costringendolo ad aspirare cloroformio, spec. per fini delittuosi.
cloroformizzazione   s.f.  il cloroformizzare, l'essere cloroformizzato.
cloromicetina   ® s.f.  (farm.) cloramfenicolo.
cloroplasto   s.m.  (bot.) corpuscolo verde contenente clorofilla, presente nel citoplasma delle cellule vegetali esposte alla luce.
clorosi   s.f.    • 1 •   (med.) forma di anemia, oggi quasi completamente scomparsa, che colpiva le ragazze nel periodo puberale    • 2 •   (bot.) distruzione o mancata formazione della clorofilla nelle piante.
cloroso   agg.  (chim.) si dice di composto del cloro trivalente: acido cloroso. 
clorotetraciclina   s.f.  (chim.) antibiotico ricavato dal fungo streptomyces aureofaciens, attivo contro molti batteri patogeni e contro alcuni virus; è più noto con il nome commerciale di aureomicina. 
clorotico   agg.  [pl. m. -ci] (med. , bot.) relativo alla clorosi o che presenta clorosi.
clorurato   agg.  (chim.) trattato con cloro | che ha acquistato uno o più atomi di cloro: composto clorurato. 
clorurazione   s.f.  (chim.) reazione chimica mediante la quale si introducono nella molecola di un composto uno o più atomi di cloro.
cloruro   s.m.  (chim.) sale dell'acido cloridrico | cloruro di sodio, il sale da cucina.
clotoide   agg.  e s.f.  si dice di curva matematica simile a due spirali raccordate.
clou   s.m. invar.  punto culminante, momento di massima attrazione o tensione: il clou dello spettacolo  | usato anche come agg. invar.  : gara, incontro clou. 
clown   s.m. invar.  pagliaccio di circo equestre | clown bianco, quello con la faccia infarinata, elegante marsina e cappello a pan di zucchero, che fa da antagonista all'augusto.
clownerie   s.f. invar.  (lett.) comportamento buffonesco; pagliacciata.
clownesco   agg.  [pl. m. -schi] forma meno com. di claunesco. 
club   s.m. invar.    • 1 •   circolo, associazione di carattere politico, ricreativo, sportivo, culturale ecc.    • 2 •   gruppo di rappresentanti di organizzazioni, enti o stati che si riuniscono periodicamente per prendere decisioni di comune accordo e nel reciproco interesse: il club dei dieci, i governatori delle banche centrali dei dieci paesi più industrializzati dell'occidente.
clune   s.f.  (lett.) natica.
cluniacense   non com. cluniacese [clu-nia-cé-se], agg.  che si riferisce o appartiene all'abbazia o all'ordine benedettino di cluny, fondato nel 909 dall'abate brunone  s.m.  monaco cluniacense.
clupeidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci marini e d'acqua dolce a cui appartengono la sardina e l'aringa (ord.  clupeiformi) | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
clupeiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci ossei marini e d'acqua dolce, caratterizzati da vescica natatoria comunicante con lo stomaco (p. e.  acciuga, aringa, sardina, agone) | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
cluster   s.m. invar.    • 1 •   nome dato dagli astronomi agli ammassi stellari    • 2 •   (stat.) gruppo di elementi contigui di una popolazione statistica (p. e.  un gruppo di abitanti nello stesso caseggiato)    • 3 •   (inform.) settore dell'hard-disk.
cnidari   s.m.  (zool.) celenterati.
cnidio   agg.  (lett.) di cnido, antica città dell'asia minore: la venere cnidia. 
co   s.m. invar.  (ant. , sett.) capo, cima: in co del ponte presso a benevento  (dante purg.  iii, 128).
co'    ⇨ coi.
co-  co-  ⇨ con-.
cô  telé côtelé;agg.  nel linguaggio della moda, velluto a coste.
cô  té côté;s.m.  (lett.) lato, versante (spec. in usi figurati).
coabitare   v. intr.  [io coàbito ecc. ; aus. avere] abitare insieme.
coabitatore   s.m.  [f. -trice] chi coabita, convive con altri.
coabitazione   s.f.  il coabitare, l'abitare insieme | convivenza di più famiglie in un solo appartamento.
coaccusato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è accusato insieme con un altro o con altri.
coacervare   v. tr.  [io coacèrvo ecc.] (lett.) cumulare, ammassare, raccogliere in un mucchio.
coacervazione   s.f.  (lett.) ammassamento, mescolanza | (chim.) fenomeno per cui, in particolari condizioni, le particelle di un sol idrofilo si raggruppano in un aggregato liquido.
coacervo   s.m.    • 1 •   (lett.) mucchio, ammasso, accozzaglia    • 2 •   (burocr.) accumulo: il coacervo degli interessi. 
coach   s.m. invar.  (sport) allenatore.
coaderire   v. intr.  [io coaderisco, tu coaderisci ecc. ; aus. avere] (non com.)    • 1 •   aderire insieme, facendo corpo unico    • 2 •   (fig.) seguire con altri un partito, un movimento, un'idea e sim.
coadesione   s.f.  il coaderire.
coadiutorato   s.m.  (eccl.) coadiutoria.
coadiutore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi aiuta o sostituisce qualcuno in un'attività o un ufficio    • 2 •   (eccl.) chi è incaricato di aiutare o supplire il titolare di un ufficio ecclesiastico.
coadiutoria   s.f.  (eccl.) ufficio, incarico di coadiutore.
coadiuvante   part. pres.  di coadiuvare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi coadiuva | coadiuvante familiare, (dir.) persona di famiglia che presta la sua attività di lavoro nell'impresa familiare    • 2 •   farmaco che si prescrive assieme a un altro per favorirne l'azione.
coadiuvare   v. tr.  [io coàdiuvo ecc.] aiutare qualcuno in un'attività, in un lavoro; cooperare, collaborare.
coadunare   v. tr.  (lett.) mettere assieme, raccogliere.
coagulabile   agg.  che si può coagulare.
coagulabilità   s.f.  l'essere coagulabile.
coagulamento   s.m.  (non com.) coagulazione.
coagulante   part. pres.  di coagulare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che favorisce o provoca la coagulazione.
coagulare   v. tr.  [io coàgulo ecc.] far passare una soluzione colloidale dallo stato liquido allo stato semisolido; raggrumare, rapprendere | coagulare il latte, farlo cagliare | v. intr.  [aus. essere], coagularsi v. rifl.    • 1 •   rapprendersi, detto di liquido che passa allo stato semisolido: sangue coagulato    • 2 •   (fig.) condensarsi, acquisire concretezza: proposte che non si coagulano in un progetto vero e proprio. 
coagulazione   s.f.  parziale solidificazione di liquidi organici a opera di agenti fisici o chimici: la coagulazione del latte, del sangue. 
coagulo   s.m.    • 1 •   il coagularsi; coagulazione | grumo o massa semisolida derivante dal processo di coagulazione    • 2 •   cagliata.
coalescenza   s.f.    • 1 •   (fis.) fenomeno per cui le goccioline di un liquido disperse in un gas o in un altro liquido con cui non è miscibile (p. e.  gocce d'olio in acqua) tendono progressivamente ad aggregarsi    • 2 •   (med.) aderenza di parti malate | saldatura, fusione di due organi    • 3 •   (ling.) fusione di due vocali.
coalizione   s.f.    • 1 •   lega, alleanza per uno scopo comune: le coalizioni antinapoleoniche  | coalizione governativa, alleanza tra i partiti per formare un governo; governo di coalizione, formato da più partiti | coalizione elettorale, alleanza tra i partiti che a un'elezione presentano liste comuni    • 2 •   (econ.) regime di accordi tra imprese produttrici per controllare un determinato settore del mercato.
coalizzare   v. tr.  unire in una coalizione (anche fig.): coalizzare le forze  | coalizzarsi v. rifl.  formare una coalizione.
coana   s.f.  (anat.) ognuna delle due aperture posteriori delle fosse nasali per mezzo delle quali il naso comunica con la faringe.
coanoflagellati   s.m. pl.  (zool.) gruppo di protozoi marini e di acqua dolce della classe dei flagellati, che recano attorno alla base del flagello un collaretto protoplasmatico contrattile | sing.  [-o] ogni protozoo appartenente a tale gruppo.
coartare   v. tr.  restringere, limitare fortemente; costringere, reprimere: coartare la libertà, la volontà di qualcuno. 
coartazione   s.f.    • 1 •   il coartare, l'essere coartato    • 2 •   (med.) restringimento di un organo cavo: coartazione aortica. 
coassiale   agg.  (tecn.)    • 1 •   si dice di organi o elementi che hanno lo stesso asse di rotazione    • 2 •   si dice di cavo elettrico a due o più conduttori concentrici usato per la trasmissione a distanza delle alte frequenze.
coassicurazione   s.f.  contratto assicurativo per cui lo stesso rischio viene ripartito fra più assicuratori.
coattazione   s.f.  (med.) ripristino di una funzione | riadattamento di un'articolazione fratturata o lussata.
coattività   s.f.  carattere della norma giuridica, in quanto la sua osservanza può essere imposta dallo stato mediante la forza.
coattivo   agg.    • 1 •   che costringe con la forza: metodi coattivi    • 2 •   imposto per legge; obbligatorio § coattivamente avv. 
coatto   agg.    • 1 •   imposto con la forza o per legge: vendita coatta  | domicilio coatto, (dir.) quello imposto a una persona dalle autorità per ragioni di pubblica sicurezza; confino (oggi sostituito dall'obbligo di soggiorno)    • 2 •   (psicoan.) caratterizzato da coazione: idea coatta; carattere coatto, ossessivo  s.m.  [f. -a]    • 1 •   un tempo, chi era assoggettato a domicilio coatto | (estens.) detenuto    • 2 •   (gerg. region.) giovane che veste secondo i dettami della moda più consumistica, senza alcuna misura e buon gusto.
coautore   s.m.  [f. -trice] chi è autore di un'opera insieme ad altri.
coazione   s.f.    • 1 •   costrizione morale o fisica    • 2 •   (psicoan.) meccanismo nevrotico che costringe il soggetto ad azioni o a comportamenti ossessivi | coazione a ripetere, tendenza a porsi in situazioni dolorose che riproducono, senza che il soggetto ne sia consapevole, esperienze profonde precedentemente vissute    • 3 •   coazione elastica, (mecc.) stato in cui si trova un solido quando presenta delle tensioni interne pur non essendo sollecitato dall'esterno.
cobaltite   s.f.  minerale di aspetto metallico e colore grigio rossastro, da cui si estrae il cobalto.
cobalto   s.m.    • 1 •   elemento chimico il cui simbolo è co; è un metallo grigio-argenteo, magnetico, fragile, usato nella formazione di numerose leghe e nell'industria dei coloranti | bomba al cobalto, apparecchio contenente cobalto radioattivo, usato nella terapia dei tumori    • 2 •   colore azzurro carico: cielo di cobalto  | usato anche come agg. invar.  : azzurro, blu cobalto. 
cobaltoterapia   s.f.  (med.) terapia irradiante per la cura dei tumori eseguita con cobalto radioattivo.
cobas   s.m.  abbr. di comitato di base. 
cobbola   o cobola o cobla [cò-bla], s.f.  componimento tipico dell'antica poesia provenzale e spagnola, generalmente di una sola strofa e destinato a essere musicato | stanza di canzone.
cobea   s.f.  genere di piante rampicanti ornamentali originarie dell'america tropicale, con fiori a forma di campana di colore rosso-violaceo (fam.  polemoniacee).
cobelligerante   agg.  e s.m.  si dice di stato che combatte con un altro o con altri stati contro un comune nemico, senza essere vincolato a essi da un trattato di alleanza.
cobelligeranza   s.f.  condizione di uno stato cobelligerante.
cobite   s.m.  pesce d'acqua dolce con corpo cilindrico e labbro superiore fornito di sei barbigli (ord.  cipriniformi).
cobla    ⇨ cobbola.
cobo   s.m.  (zool.) grossa antilope africana dal pelame di colore bruno scuro con una macchia bianca sulla groppa.
cobol   s.m. invar.  (inform.) linguaggio di programmazione particolarmente adatto alla elaborazione di dati relativi alla contabilità e alla gestione aziendale.
cobola    ⇨ cobbola.
coboldo   s.m.  nella mitologia germanica, folletto o spiritello rappresentato in forma di nano, benevolo e scherzoso, protettore della casa e del focolare.
cobra   s.m. invar.  nome di varie specie di serpenti velenosi d'asia e d'africa; il più noto è il cobra dagli occhiali, che ha sul collo un disegno simile a un paio di occhiali (ord.  squamati).
cobraterapia   s.f.  (med.) terapia del dolore che utilizza dosi minime di veleno di cobra come analgesico.
coc   s.m. invar.  adattamento it. dell'ingl. coke. 
coca   s.f.    • 1 •   arbusto originario dell'america meridionale, con piccoli fiori giallastri, drupe rosse e foglie ellittiche contenenti vari alcaloidi, tra cui la cocaina (fam.  eritroxilacee)    • 2 •   forma abbr. di coca-cola  o di cocaina. 
coca-cola  coca-cola ® s.f. invar.  nome commerciale di una bevanda gasata in cui sono presenti minime quantità di estratti di foglie di coca (a cui è stata tolta la cocaina) e di noce di cola.
cocaina   s.f.  alcaloide estratto dalle foglie di coca; è una polvere bianca, amara, usata come anestetico locale e come stupefacente.
cocainico   agg.  [pl. m. -ci] di cocaina; provocato da cocaina: intossicazione cocainica. 
cocainismo   s.m.  (med.) intossicazione cronica dovuta all'abuso di cocaina.
cocainizzare   v. tr.  (med.) somministrare cocaina a una struttura anatomica per desensibilizzarla.
cocainizzazione   s.f.  (med.) il cocainizzare, la tecnica del cocainizzare: la cocainizzazione di un nervo. 
cocainomane   s.m.  e f.  chi usa abitualmente la cocaina come stupefacente.
cocainomania   s.f.  uso abituale della cocaina come stupefacente.
cocca   (1) s.f.    • 1 •   intaccatura all'estremità della freccia in cui si adatta la corda dell'arco | (estens.) il punto della corda da cui parte la freccia; la freccia stessa: si dileguò come da corda cocca  (dante inf.  xvii, 136)    • 2 •   angolo, estremità di un tovagliolo, un fazzoletto e sim.    • 3 •   bottoncino posto alle due estremità del fuso per fermare il filo    • 4 •   (ant.) sommità di un monte.
cocca   (2) s.f.  grande nave medievale con un albero usata per trasporto di merci o persone | la vela quadra tipica di quelle navi.
cocca   (3) s.f.  (fam.) gallina.
coccarda   s.f.  nastro pieghettato disposto a cerchio, con i colori di una nazione, un partito, una squadra sportiva ecc.
cocchia   s.f.  rete a strascico trainata da due barche.
cocchiere   s.m.  [f. -a] conduttore di carrozze a cavalli | vetturino.
cocchio   s.m.    • 1 •   carrozza signorile tirata da due o più cavalli    • 2 •   antico carro a due ruote.
cocchiume   s.m.  foro situato sul diametro massimo della botte | (estens.) il tappo di legno o sughero che serve a chiuderlo.
coccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   (ant.) guscio di crostaceo; conchiglia | coccia marina, ostrica    • 2 •   (estens.) scorza, buccia    • 3 •   gonfiore, protuberanza    • 4 •   (region.) testa: aver la coccia dura, essere cocciuto    • 5 •   nell'armatura, parte dell'elmo che proteggeva la testa | calotta usata dagli attori per simulare la calvizie    • 6 •   nell'impugnatura della sciabola, della spada o del fioretto, la parte che protegge la mano | (estens.) ornamento metallico del calcio delle antiche pistole.
coccidi   (1) s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti omotteri alla quale appartengono le cocciniglie (ord.  emitteri) | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
coccidi   (2) s.m. pl.  (biol.) ordine di protozoi, parassiti di vertebrati e invertebrati, che provocano un'infezione detta coccidiosi (cl.  sporozoi) | sing.  [-io] ogni protozoo di tale ordine.
coccidiosi   s.f. invar.  malattia epidemica, provocata da protozoi parassiti dell'ordine dei coccidi, che colpisce soprattutto gli animali domestici e talvolta anche l'uomo.
coccige   s.m.  (anat.) l'ultimo tratto della colonna vertebrale, sotto l'osso sacro.
coccigeo   agg.  (anat.) del coccige: vertebra coccigea. 
coccinella   (1) s.f.  piccolo insetto coleottero dalle elitre rosse con punti neri (fam.  coccinellidi).
coccinella   (2) s.f.  tufo rossastro di origine calcarea, diffusissimo in puglia.
coccinellidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti coleotteri dal corpo arrotondato, a elitre fortemente convesse | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
coccinello   s.m.  (mar.) cilindretto di legno che, inserito in una gassa, collega due cavi.
cocciniglia   s.f.    • 1 •   piccolo insetto omottero parassita di vegetali (fam.  coccidi)    • 2 •   sostanza di colore rosso carminio che si ottiene per essiccamento della femmina di una specie di cocciniglia | (estens. lett.) colore rosso intenso, simile al carminio.
coccio   s.m.    • 1 •   terracotta di poco pregio; terraglia: pentola, vaso di coccio  | (estens.) oggetto di coccio    • 2 •   ciascuno dei pezzi in cui si rompe un oggetto fragile | prov.  : chi rompe paga e i cocci sono suoi    • 3 •   (fig.) persona malandata, piena di acciacchi    • 4 •   guscio (di lumaca, di tartaruga ecc.) | involucro del seme.
cocciola   o cocciuola, s.f.  (lett.) gonfiore della pelle provocato da una puntura d'insetto o dal contatto con l'ortica o altri agenti irritanti; pomfo.
cocciutaggine   s.f.    • 1 •   (fam.) l'essere cocciuto    • 2 •   atto di persona cocciuta.
cocciuto   agg.  e s.m.  [f. -a] testardo, caparbio. pegg. cocciutaccio  § cocciutamente avv. 
-cocco  -cocco secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, nelle quali significa 'batterio di forma tondeggiante' (pneumococco); cfr. cocco 4.
cocco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   palma tropicale che produce grossi frutti commestibili (noci di cocco), dai quali si ricavano un succo dissetante (latte di cocco) e una sostanza grassa (olio di cocco) usata nell'industria alimentare e dei saponi; fibra di cocco, quella che avvolge le noci di cocco, usata per fare stuoie e zerbini    • 2 •   noce di cocco.
cocco   (2) s.m.  [pl. -chi] (fam.) uovo.
cocco   (3) s.m.  [f. -a; pl. m. -chi] (fam.) persona prediletta, oggetto di affettuosa e protettiva tenerezza (spec. un bambino) | cocco di mamma, (iron.) persona troppo curata e viziata. dim. cocchino, cocchetto. 
cocco   (4) s.m.  [pl. -chi] (biol.) batterio di forma tondeggiante.
cocco   (5) s.m.  [pl. -chi] (ant.)    • 1 •   colore rosso scarlatto: oro e argento fine, cocco e biacca  (dante purg.  vii, 73)    • 2 •   panno di tale colore.
cocco   (6) s.m.  [pl. -chi] (bot.) fungo a forma d'uovo | ovolo buono.
coccodè   inter.  voce onom. che riproduce il verso della gallina quando ha fatto l'uovo | usato anche come s.m. 
coccodrillo   s.m.    • 1 •   grosso e vorace rettile anfibio africano, col corpo allungato rivestito da placche ossee, muso e coda lunghi, zampe corte con piedi palmati | lacrime di coccodrillo, (fig.) pentimento tardivo (dalla falsa credenza che il coccodrillo pianga dopo aver divorato una preda)    • 2 •   pelle conciata del coccodrillo, usata per fabbricare oggetti di pelletteria pregiati: borsetta di coccodrillo    • 3 •   carrello adibito al trasporto dei carri ferroviari su strada    • 4 •   nel gergo giornalistico, biografia commemorativa di un personaggio vivente, preparata in anticipo affinché si possa pubblicare tempestivamente in caso di morte    • 5 •   morsetto a pinza per collegamenti elettrici provvisori.
coccoina   ® s.f.  tipo di colla bianca cremosa per ufficio.
coccola   (1) s.f.    • 1 •   frutto di forma tondeggiante, proprio di alcune piante (p. e.  ginepro, cipresso)    • 2 •   (scherz.) testa    • 3 •   (ant. scherz.) percossa    • 4 •   spec. pl.  (fam.) cosa da nulla, inezia.
coccola   (2) s.f.  (fam.) carezza, moina; tenerezza affettuosa: fare le coccole, vezzeggiare, coccolare.
coccolare   v. tr.  [io còccolo ecc.] (fam.) vezzeggiare: coccolare un bambino  | (estens.) viziare | coccolarsi v. rifl.  crogiolarsi, godersela: coccolarsi al sole. 
coccolo   s.m.    • 1 •   [f. -a] (fam.) cocco; bambino grazioso. dim. coccolino    • 2 •   (tosc.) diletto, piacere, spasso  agg.  (fam.) grazioso, detto spec. di bambini.
coccolone   (1) s.m.  [f. -a] (fam.) chi ama farsi coccolare.
coccolone   (2) s.m.  (region.) colpo apoplettico; colpo di sonno.
coccoloni   o coccolone, avv.  nella posizione di chi siede sui calcagni: stare coccoloni. 
coccoveggia   o cuccuveggia o cuccoveggia, s.f.  (ant. , pop.) civetta.
coccoveggiare   v. intr.  [io coccovéggio; aus. avere] (ant.)    • 1 •   detto della civetta, emettere il suo caratteristico verso    • 2 •   (estens.) imitare i movimenti o il verso della civetta    • 3 •   (fig.) civettare | v. tr.  (tosc. pop.) beffare.
cocente   part. pres.  di cuocere   agg.    • 1 •   che scotta, caldissimo: sole cocente    • 2 •   (fig.) acuto, violento; pungente: dolore cocente; frasi, rimproveri cocenti  | lacrime cocenti, che sono espressione di un grande dolore § cocentemente avv.  in modo acuto e tormentoso.
cocere    ⇨ cuocere.
coche   s.m. invar.  adattamento it. di coke. 
cocheria   s.f.  cokeria.
cochon   agg. invar.  scurrile; pornografico: linguaggio cochon; film cochon. 
cocimento   s.m.  (ant.)    • 1 •   il cuocere    • 2 •   (fig.) ciò che dà dolore, che tormenta.
cocincina   s.f.  gioco di carte simile alla scopa, che si fa tra due giocatori con due mazzi di 40 carte.
cociore   s.m.  (lett.) ardore, bruciore.
cocitore   o cuocitore, s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi cuoce; in partic., operaio addetto a operazioni di cottura    • 2 •   apparecchio per cuocere prodotti alimentari.
cocitura   o cuocitura, s.f.  (rar.) cottura.
cocker   s.m. invar.  cane da caccia di piccola taglia con muso quadrato, orecchie lunghe pendenti, pelo lungo e ondulato.
cocktail   s.m. invar.    • 1 •   miscela di liquori diversi, spesso uniti ad altri ingredienti (zucchero, succhi di frutta ecc.)    • 2 •   (fig.) mescolanza, miscuglio; insieme di cose eterogenee    • 3 •   forma abbr. di cocktail-party  | abito da cocktail, abito femminile da mezza sera.
cocktail-party  cocktail-party loc. sost. m. invar.  ricevimento pomeridiano durante il quale si servono bevande alcoliche, bibite varie, sandwich ecc.
coclea   s.f.    • 1 •   (tecn.) macchina per sollevare acqua o materiali solidi incoerenti, costituita da una superficie elicoidale rotante entro un cilindro o un canale a sezione semicircolare    • 2 •   (anat.) parte dell'orecchio interno costituita da un canale a forma di spirale, che contiene l'organo specifico dell'udito; chiocciola    • 3 •   (rar.) scala a chiocciola    • 4 •   nell'anfiteatro romano, la porta per la quale erano fatte entrare e uscire le fiere.
cocleare   agg.  (anat.) della coclea: nervo cocleare. 
coclearia   s.f.  pianta erbacea con fiori bianchi e foglie cuoriformi contenenti un glucoside solforato dalle proprietà antiscorbutiche (fam.  crocifere).
cocleoide   s.f.  (mat.) curva piana costituita da due elicoidi di uguale passo e aventi lo stesso asse.
coclide   agg.  (arch.) si dice di colonna che ha all'interno una scala a chiocciola o che è decorata con un rilievo a spirale.
coco    ⇨ cuoco.
cocolla   s.f.  sopravveste con cappuccio che alcuni ordini di frati portano sopra la tonaca | (estens.) frate: vidi chierche e cocolle armar la plebe  (monti).
cocomeraio   s.m.    • 1 •   campo coltivato a cocomeri    • 2 •   [f. -a] chi coltiva o vende cocomeri.
cocomero   s.m.    • 1 •   pianta erbacea con fusto strisciante, coltivata per il grosso frutto tondeggiante dalla polpa dolce, rossa e acquosa; anguria, melone d'acqua (fam.  cucurbitacee) | cocomero asinino, pianta erbacea perenne i cui frutti oblunghi, quando sono maturi, si staccano dal peduncolo lanciando a distanza i semi (fam.  cucurbitacee) | cocomero amaro, coloquintide    • 2 •   il frutto del cocomero: una fetta di cocomero    • 3 •   (region. fig.) persona sciocca, ignorante    • 4 •   (sett.) cetriolo.
cocorita   s.f.  piccolo pappagallo domestico dal piumaggio verde (ord.  psittaciformi).
cocotte   (1) s.f. invar.  donna frivola e facile agli amori | (eufem.) prostituta.
cocotte   (2) s.f. invar.  recipiente di ghisa dai bordi alti, per cuocere vivande al forno o a bagnomaria.
cocuzza   o cucuzza, s.f.    • 1 •   (region.) zucca | (fig. scherz.) testa    • 2 •   (fig.) persona sciocca, testone    • 3 •   (dial.) lira, soldo.
cocuzzolo   o cucuzzolo, s.m.    • 1 •   la parte più alta della testa o del cappello    • 2 •   (estens.) sommità di un monte.
coda   s.f.    • 1 •   estremità posteriore del corpo degli animali vertebrati, formata, nei mammiferi e nei rettili, da un prolungamento della colonna vertebrale | andarsene con la coda tra le gambe, (fig.) deluso e mortificato | avere la coda di paglia, (fig.) vergognarsi di un difetto o di una colpa commessa, e perciò stare sempre in sospetto che le parole altrui intendano alludervi | coda di cavallo, (fig.) particolare acconciatura femminile con i capelli legati dietro la nuca e lasciati ricadere sciolti. dim. codina, codino  (m.), codetta  accr. codona, codone  (m.) pegg. codaccia    • 2 •   (estens.) prolungamento, appendice di qualcosa; in partic., strascico di vestiti, manti ecc.: la coda dell'abito della sposa; abito a coda (di rondine), abito maschile da cerimonia con falde lunghe; frac | pianoforte a coda, con cassa armonica disposta orizzontalmente | coda della cometa, il suo strascico luminoso | coda di un sonetto, di un pezzo musicale, i versi e le battute che prolungano il componimento oltre la sua normale struttura    • 3 •   (estens.) parte estrema, finale di qualcosa: coda di una processione; coda di un velivolo, la parte terminale della fusoliera; il vagone di coda, l'ultimo; coda degli sci, la parte posteriore | guardare con la coda dell'occhio, (fig.) di traverso, senza farsi notare | discorso senza capo né coda, (fig.) privo di logica, sconclusionato    • 4 •   (fig.) conseguenza, strascico: le code di uno scandalo; una polemica, una discussione che ha lasciato una coda    • 5 •   fila ordinata di persone: fare la coda; mettersi, stare in coda  | teoria delle code, quella che tratta in modo probabilistico il problema delle file d'attesa, allo scopo di trovare un equilibrio tra costo del servizio e lunghezza accettabile delle code    • 6 •   prodotto residuo di un processo di distillazione    • 7 •   nel gergo giornalistico, ultima cartella di un servizio    • 8 •   (cine.) pezzo di pellicola velato o nero che si attacca all'inizio o alla fine del film    • 9 •   (comm.) nelle cambiali, foglio di allungamento; allunga    • 10 •   (inform.) struttura di dati in attesa di elaborazione    • 11 •   in usi tecnici: coda di rondine, sistema di incastro di forma trapezoidale per collegare due pezzi; coda di porco, elemento decorativo di balconi e cancelli costituito da un ricciolo di ferro battuto    • 12 •   in botanica: coda di cavallo, equiseto; coda di topo, graminacea dalla pannocchia verde lunga e sottile, ottima foraggera    • 13 •   in anatomia: coda equina, l'insieme delle radici degli ultimi nervi spinali che percorrono il tratto finale del canale vertebrale    • 14 •   coda di rospo, la parte commestibile della rana pescatrice. 
codardia   s.f.  (lett.) l'essere codardo | azione da codardo.
codardo   agg.  (lett.)    • 1 •   che fugge i pericoli e viene meno ai suoi doveri: un soldato codardo    • 2 •   che denota o nasce da viltà, pusillanimità: comportamento codardo   s.m.  [f. -a] persona codarda § codardamente avv. 
codato   agg.  (rar.) fornito di coda, caudato.
codazzo   s.m.  (spreg.) gruppo di persone che accompagnano qualcuno: un codazzo di ammiratori. 
codeina   s.f.  (chim.) alcaloide derivato dalla morfina, usato come calmante della tosse.
codesti   o cotesti, pron. dimostr. m.  [solo sing.] (ant.) codesto uomo.
codesto   meno com. cotesto, agg. dimostr.  (tosc. , lett.) indica persona o cosa vicina a chi ascolta e si usa sia come sogg. sia come compl.: codesti tuoi amici sono simpatici; non darò peso a codeste chiacchiere  ' codesto ministero, codesta società  ecc., (burocr.) per indicare il ministero, la società ecc. a cui ci si rivolge, in lettere di carattere ufficiale  pron. dimostr.  (tosc. , lett.)    • 1 •   indica persona o cosa vicina a chi ascolta e si usa sia come sogg. sia come compl.: tra i due scegli codesto    • 2 •   codesta cosa, ciò: codesto non è vero. 
codestui   pron. dimostr. m.  [f. codestei; pl. m. e f. codestoro] (ant. , lett.) costui.
codetta   s.f.    • 1 •   dim.  di coda    • 2 •   estremità della frusta, alla quale viene attaccato lo sverzino    • 3 •   sorta di virgola rovesciata che, nella scrittura latina medievale, veniva posta sotto la lettera e  per indicare il dittongo ae; oggi, in alcuni sistemi di trascrizione fonetica, indica suono aperto    • 4 •   nella corrispondenza d'ufficio, l'indicazione della persona a cui è inviata la lettera, posta in alto a sinistra nella prima facciata    • 5 •   grano dal chicco piccolo, di qualità inferiore    • 6 •   nella scarpa, ciascuna delle estremità inferiori della tomaia    • 7 •   corda per ormeggiare assicurata alla poppa di un'imbarcazione    • 8 •   parte di un oggetto sottile e sporgente; nella lampada elettrica, la parte interna al bulbo, nella quale si inseriscono i sostegni del filamento.
codiare   v. tr.  [io códio ecc.] (lett.) seguire una persona per spiarla; pedinare.
codibugnolo   s.m.  (zool.) piccolo uccello con coda lunga, ali brevi e piumaggio folto e morbido (ord.  passeriformi).
codice   s.m.    • 1 •   (paleogr. , filol.) nell'antichità, tavoletta o insieme di più tavolette di legno cerato per uso scrittorio; poi, insieme di fogli ripiegati, tagliati e legati a costituire un libro | libro manoscritto: codice autografo, scritto dall'autore stesso    • 2 •   (dir.) raccolta organica delle norme giuridiche che disciplinano una determinata materia: codice civile, penale; codice stradale  | sfiorare, rasentare il codice, (fig.) comportarsi in modo poco onesto, ma senza violare la legge    • 3 •   (estens.) insieme di norme scritte o consuetudinarie che regolano un'attività o un comportamento: codice cavalleresco, nel medioevo, l'insieme delle regole di lealtà e cortesia cui si ispirava l'ideale del perfetto cavaliere; codice sportivo, l'insieme delle norme etiche alle quali si ispira l'attività agonistica; codice giornalistico, l'insieme delle norme di correttezza cui deve ispirarsi il giornalista nella sua professione    • 4 •   nella teoria della comunicazione, sistema di segni convenzionali (alfabeto) e di regole per la loro combinazione (grammatica) usato per trasmettere informazioni tra un emittente e un ricevente: codice linguistico, grafico  | (inform.) rappresentazione di dati o istruzioni in forma simbolica | (rar.) alfabeto: codice morse    • 5 •   combinazione di segni, per lo più lettere e cifre, che serve a identificare ogni singola entità di un dato sistema: codice d'avviamento postale, numero associato a ogni singola località italiana, al fine di rendere più rapido lo smistamento della corrispondenza; codice fiscale, serie di cifre e lettere che identifica ciascun soggetto fiscale; codice a barre, serie di linee variamente raggruppate che identificano un prodotto commerciale e il suo prezzo, decodificabile per mezzo di lettori elettronici | codice genetico, (biol.) l'insieme delle informazioni racchiuse nella struttura molecolare del dna e dell'rna, mediante le quali si compie la sintesi delle proteine e si trasmettono i caratteri ereditari    • 6 •   sistema di segni usati all'interno di un'organizzazione, di un gruppo, per non farsi intendere da altri: codice segreto, cifrato; un messaggio in codice; parlare in codice, in modo da farsi intendere solo da alcuni | linguaggio speciale di un determinato settore: codice politico. 
codicillare   agg.  di codicillo: clausola codicillare. 
codicillo   s.m.    • 1 •   clausola aggiunta a un testamento o a una scrittura legale, per modificare o integrare una parte del testo precedente    • 2 •   poscritto aggiunto a una lettera.
codicologia   s.f.  scienza che studia i libri manoscritti nella loro individualità materiale e culturale.
codicologico   agg.  [pl. m. -ci] della codicologia; che riguarda la codicologia.
codicologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di codicologia.
codifica   s.f.  il codificare, il tradurre in codice | (inform.) elaborazione di un programma in un linguaggio di programmazione.
codificare   v. tr.  [io codìfico, tu codìfichi ecc.]    • 1 •   riunire in un codice: codificare il diritto penale  ' (estens.) ridurre a carattere di legge: codificare una regola di condotta  | (fig.) trasformare in una regola fissa: un uso linguistico ormai codificato    • 2 •   tradurre in un codice convenzionale: codificare dati, informazioni; codificare un messaggio    • 3 •   (inform.) elaborare un programma in un linguaggio di programmazione.
codificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi crea un codice di leggi    • 2 •   che, chi codifica un uso, una prassi    • 3 •   si dice di persona, e anche di dispositivo o sistema, che traduce dati o messaggi formulati in codice | (inform.) persona che elabora nei dettagli il programma progettato dal programmatore.
codificazione   s.f.    • 1 •   il codificare, l'essere codificato | procedimento di traduzione di un'informazione in una forma adatta a essere elaborata o trasmessa    • 2 •   insieme di norme di legge codificate: la codificazione napoleonica. 
codinismo   s.m.  mentalità da codino; atteggiamento ottusamente conservatore.
codino   s.m.    • 1 •   dim.  di coda    • 2 •   treccia di capelli raccolti dietro la nuca e fermati con un nastro, come usavano i nobili in europa nel sec. xviii e i cinesi fino agli inizi del sec. xx    • 3 •   (estens.) piccola treccia    • 4 •   [f. -a] (fig.) persona ottusamente conservatrice, reazionaria (dall'uso del codino, assai diffuso tra i fautori della monarchia ai tempi della rivoluzione francese e della restaurazione) | usato anche come agg.  : mentalità codina. 
codinzolo   s.m.  (non com.) coda piccola e sottile; codino.
codione    ⇨ codrione.
codirosso   s.m.  (zool.) uccello dal canto melodioso, simile al tordo, di colore grigio con petto e coda rossi (ord.  passeriformi).
codolo   s.m.    • 1 •   in un attrezzo o un utensile d'uso manuale, la parte assottigliata inserita nel manico; in partic., la parte della lama di una spada che s'inserisce nell'impugnatura: il codolo della forchetta, del cucchiaio, la parte con cui si impugnano | in un attrezzo o un utensile di macchina, la parte sagomata in modo da adattarsi alla cavità del mandrino    • 2 •   nel violino e in strumenti affini, la parte terminale del manico; riccio    • 3 •   in una bomba da lancio, cilindro posteriore con alette per stabilizzarne la traiettoria    • 4 •   (mecc.) l'estremità anteriore dell'albero a gomiti di un motore a combustione interna alternativo    • 5 •   (ant.) sasso, ciottolo.
codominio   s.m.  (mat.) l'insieme dei valori assunti da una funzione al variare dei valori della variabile indipendente; coinsieme.
codone   (1) s.m.    • 1 •   accr.  di coda    • 2 •   (zool.) grossa anitra selvatica con becco azzurro plumbeo, piumaggio scuro a riflessi metallici e strisce bianche e nere (ord.  anseriformi)    • 3 •   (mil. antiq.) manico della culatta del cannone.
codone   (2) s.m.  (biol.) la specifica combinazione di tre nucleotidi nella molecola del dna capace di codificare un determinato amminoacido.
codrione   o codione [co-dió-ne], s.m.    • 1 •   negli uccelli, la parte inferiore della colonna vertebrale, che sostiene la coda    • 2 •   (pop. scherz.) coccige dell'uomo.
coeditore   s.m.  [f. -trice] editore che opera in coedizione.
coedizione   s.f.  edizione realizzata in comune da due o più editori.
coeducazione   s.f.  educazione in comune di bambini e ragazzi dei due sessi.
coefficiente   s.m.    • 1 •   (non com.) causa che concorre con altre a produrre un determinato effetto    • 2 •   (mat.) numero o espressione letterale determinata che moltiplica altre grandezze incognite o indeterminate    • 3 •   (scient.) quantità numerica che definisce le proprietà o le relazioni tra le grandezze di un sistema: coefficiente di dilatazione, di elasticità  | coefficiente di difficoltà, valore numerico che definisce il grado di difficoltà di una prova.
coefficienza   s.f.  concomitanza di più cause nel verificarsi d'un effetto.
coefora   s.f.  donna che, nell'antica grecia, portava doni e libagioni ai sepolcri.
coeguale   agg.  uguale a un altro o ad altri; nella teologia cattolica, si dice delle persone della ss. trinità.
coeletto   agg.  eletto insieme ad altri.
coenzima   s.m.  [pl. -mi] (chim. biol.) sostanza organica non proteica che, in unione con l'apoenzima, forma l'enzima.
coercibile   agg.    • 1 •   che può essere frenato, contenuto    • 2 •   (fis.) si dice di gas che può essere ridotto allo stato liquido.
coercibilità   s.f.  l'essere coercibile.
coercitivo   agg.  che costringe, obbliga: misure coercitive  ' campo coercitivo, (fis.) valore del campo magnetizzante che riduce a zero il magnetismo residuo di un corpo § coercitivamente avv. 
coercizione   s.f.  l'obbligare, l'essere obbligato con la forza o con minacce.
coerede   s.m.  e f.  (dir.) chi è erede insieme con altri.
coerente   agg.    • 1 •   composto di parti ben unite tra loro: roccia coerente    • 2 •   che non presenta contraddizioni: comportamento, discorso coerente  | che agisce conformemente al proprio pensiero: persona coerente; essere coerente con se stesso    • 3 •   (fis.) si dice di due fenomeni periodici, quando la loro differenza di fase è costante nel tempo: sorgenti di luce coerenti  § coerentemente avv. 
coerenza   s.f.    • 1 •   l'essere coerente: una persona di grande coerenza; la coerenza di una teoria, di un enunciato  | in logica matematica, proprietà di un sistema formale tale che non sia possibile derivare come teorema una contraddizione    • 2 •   (fis.) proprietà delle onde elettromagnetiche che hanno un rapporto costante tra le fasi    • 3 •   spec. pl.  nel linguaggio notarile, confine di una proprietà immobiliare.
coesione   s.f.    • 1 •   (fis.) forza che si esercita fra le molecole di un corpo, opponendosi alla loro separazione e determinando lo stato di aggregazione caratteristico del corpo stesso    • 2 •   (fig.) saldezza di un legame organizzativo o morale: la coesione di un gruppo  | concordanza, unità fra le parti di un tutto: la coesione di un ragionamento; un testo privo di coesione. 
coesistente   part. pres.  di coesistere   agg.  che esiste insieme con altri o con altro.
coesistenza   s.f.  il coesistere, il convivere (di elementi che pure sono opposti o diversi): coesistenza di opinioni, di partiti; la coesistenza in un territorio di popolazioni diverse  | coesistenza pacifica, fra stati a diverso regime economico e politico.
coesistere   v. intr.  [aus. essere] esistere insieme con altri, con altre cose: l'onestà non può coesistere con la malafede; due fattori che coesistono. 
coesistito   part. pass.  di coesistere  e agg.  nei sign. del verbo.
coesivo   agg.  che serve a tenere unito: sostanza coesiva. 
coeso   agg.  (lett.) dotato di coesione.
coesore   s.m.  (elettr.) lo stesso che coherer. 
coetaneo   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi ha la medesima età    • 2 •   (estens. non com.) contemporaneo.
coeterno   agg.  (non com.) che è eterno insieme con altri; nella teologia cattolica, si dice di ciascuna delle tre persone della ss. trinità rispetto alle altre due.
coevo   agg.  contemporaneo, della stessa epoca (riferito quasi sempre al passato): petrarca è coevo a boccaccio. 
cofana   s.f.  (region.) recipiente metallico usato dai muratori per il trasporto della malta; per estens., recipiente molto ampio.
cofanetto   s.m.    • 1 •   dim.  di cofano    • 2 •   cassettina usata per riporvi oggetti preziosi    • 3 •   custodia in materiale rigido, contenente i volumi che compongono un'opera o una collana editoriale: edizione in cofanetto. 
cofano   s.m.    • 1 •   cassa munita di coperchio; forziere | (region.) bara. dim. cofanetto    • 2 •   nella carrozzeria di un veicolo, coperchio incernierato del vano motore o del baule: cofano anteriore, posteriore    • 3 •   (mil.) cassa per il trasporto delle munizioni | cofano della bandiera, sulle navi, cassetta in cui è conservata la bandiera    • 4 •   barca veneta per la caccia nelle paludi    • 5 •   (ant.) cesta, paniere.
cofermento   s.m.  (chim. biol.) coenzima.
coffa   s.f.    • 1 •   nei velieri e anche nelle navi a propulsione meccanica, piattaforma sopraelevata che s'innesta negli alberi ed è destinata ad accogliere uomini di vedetta, strumenti di segnalazione e talvolta anche armi leggere    • 2 •   (ant. , region.) paniere, cesta.
coffee break   loc. sost. m. invar.  pausa di pochi minuti per bere un caffè e ristorarsi nel corso di una riunione.
cofirmatario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi firma o ha firmato insieme con altri: cofirmatario di un documento. 
cofosi   s.f.  (med.) sordità totale.
cogarante   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi garantisce insieme con altri.
cogeneratore   s.m.  apparecchiatura per determinare la cogenerazione.
cogenerazione   s.f.  in un impianto termoelettrico, produzione combinata di energia elettrica e termica, utile ad aumentare il rendimento del combustibile usato.
cogente   agg.  (non com.) che costringe, obbligante | (dir.) si dice di disposizione legislativa che ha carattere di obbligatorietà § cogentemente avv.  (non com.).
cogerente   s.m.  e f.  chi gestisce qualcosa insieme con altri.
cogestione   s.f.  gestione in comune con altri | cogestione aziendale, partecipazione dei lavoratori dipendenti alla gestione dell'impresa attraverso l'inserimento di loro rappresentanti nel consiglio di amministrazione.
cogestire   v. tr.  [io cogestisco, tu cogestisci ecc.] gestire insieme con altri.
cogitabondo   agg.  (lett.) pensieroso, meditabondo: essere, stare cogitabondo. 
cogitare   v. tr.  e intr.  [io cògito ecc. ; aus. dell'intr. avere] (lett.  o scherz.) pensare.
cogitativo   agg.    • 1 •   (lett.) che si riferisce all'attività del pensiero | (virtù, facoltà) cogitativa, (filos.) facoltà dell'uomo di pensare, di riflettere    • 2 •   (ant.) pensieroso, meditabondo.
cogitazione   s.f.  (lett.) atto del pensare; pensiero, riflessione.
cogito   s.m.  [solo sing.] nella filosofia cartesiana, l'attività del pensiero, che costituisce il fondamento della certezza soggettiva dell'esistere e il criterio di misura di ogni altra possibile certezza.
cogli   prep.  composta da con  e gli; è meno usata della grafia separata con gli. 
coglia   s.f.  (lett.) scroto.
cogliere   pop. e poet. corre [còr-re], v. tr.  [pres. io còlgo, tu cògli ecc. ; fut. io coglierò  (pop. o poet. corrò) ecc. ; pass. rem. io còlsi, tu cogliésti ecc. ; congiunt. pres. io còlga ecc. ; part. pass. còlto]    • 1 •   spiccare, staccare da una pianta o dal terreno: cogliere un fiore, un frutto; cogliere l'erba, l'insalata  | in usi fig.: cogliere i frutti delle proprie fatiche    • 2 •   (estens.) raccogliere: cogliere legna nel bosco  | in usi fig.: cogliere le gioie, i piaceri della vita    • 3 •   raggiungere nel punto giusto; colpire: cogliere il bersaglio  ' cogliere nel segno, (fig.) indovinare    • 4 •   (estens.) prendere alla sprovvista, sorprendere: cogliere sul fatto, in flagrante; fu colto da malore    • 5 •   (fig.) saper profittare di una circostanza favorevole: cogliere il tempo, l'occasione opportuna    • 6 •   (fig.) intendere, capire: cogliere il significato di una parola  ' cogliere al volo, comprendere immediatamente    • 7 •   (ant.) riscuotere: cogliere il pedaggio  | v. intr.  [aus. essere] (lett.) accadere, incogliere, in espressioni come mal gliene colga, ben te ne colse  e sim.
coglionaggine   s.f.  (volg.) stupidità, balordaggine.
coglionare   v. tr.  [io coglióno ecc.] (volg.) deridere, beffare.
coglionata   s.f.  (volg.) grossa sciocchezza; errore grossolano.
coglionatura   s.f.  (volg.) derisione, canzonatura.
coglione   s.m.  (volg.)    • 1 •   testicolo | rompere, far girare i coglioni, (fig.) infastidire, irritare, annoiare | levarsi dai coglioni, (fig.) smettere di importunare; togliersi dai piedi, andarsene | avere i coglioni, (fig.) essere di carattere forte, risoluto, tenace    • 2 •   [f. -a] (fig.) persona imbecille, minchione: fare la figura del coglione.  dim. coglioncello, coglioncino  pegg. coglionazzo. 
coglioneria   s.f.  (volg.) grossa sciocchezza, errore grossolano; coglionaggine.
coglitore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora]    • 1 •   (rar.) chi coglie    • 2 •   (ant.) esattore.
coglitura   s.f.  (tosc.) il cogliere piante, fiori o frutti.
cognac   s.m. invar.    • 1 •   acquavite da vino prodotta in francia nella zona di cognac: una bottiglia di cognac    • 2 •   bicchierino di cognac: bere un cognac.  dim. cognacchino. 
cognata   s.f.  moglie del fratello proprio o del coniuge; sorella del marito o della moglie.
cognato   s.m.    • 1 •   marito della sorella propria o del coniuge; fratello del marito o della moglie    • 2 •   (lett.) consanguineo  agg.  (lett.) che ha la stessa origine; affine, simile: la facoltà d'amare è cognata alla virtù poetica  (imbriani).
cognazione   s.f.    • 1 •   vincolo di parentela    • 2 •   (ant.) casato, stirpe | (fig.) relazione, vincolo.
cognitivismo   s.m.  indirizzo della psicologia sperimentale contemporanea secondo il quale la mente umana funziona come un'elaboratrice attiva delle informazioni che le giungono attraverso gli organi sensoriali.
cognitivo   agg.  (filos.) conoscitivo.
cognito   agg.  (lett.) conosciuto | persona a me cognita, formula del linguaggio notarile.
cognitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (ant.) che, chi conosce; conoscitore.
cognitorio   agg.  (dir.) che si riferisce a un procedimento civile di cognizione: atto cognitorio. 
cognizione   s.f.    • 1 •   (lett.) conoscenza: la cognizione del bene e del male    • 2 •   spec. pl.  ciò che si conosce; insieme di informazioni e conoscenze acquisite attraverso lo studio: cognizioni scientifiche, storiche; una persona di vaste cognizioni.  dim. e pegg. cognizioncella    • 3 •   (dir.) accertamento dei fatti e delle condizioni che concernono un procedimento civile o penale, ai fini della sua istruzione; per estens., competenza a giudicare: una causa che è di cognizione della corte d'appello  | parlare, valutare con cognizione di causa, (fig.) con approfondita conoscenza dei fatti.
cogno   s.m.  antica unità di misura di capacità, pari a dieci barili.
cognome   s.m.    • 1 •   nome di famiglia che si aggiunge al nome di persona    • 2 •   presso gli antichi romani, il terzo elemento del nome, che distingueva gli appartenenti a una famiglia nell'ambito di una gente: cicerone era il cognome di marco tullio. 
cognominare   v. tr.  [io cognòmino ecc.]    • 1 •   (non com.) dare, imporre il cognome a qualcuno    • 2 •   (ant.) attribuire un soprannome; denominare.
cognoscere   e deriv.   ⇨ conoscere e deriv. 
coguaro   s.m.  (zool.) puma.
coherer   s.m. invar.  (elettr.) rivelatore di onde elettromagnetiche usato nei primi apparecchi radiotelegrafici; coesore.
coi   lett. co i, poet. co', prep.  composta da con  e i; è meno usata della grafia separata con i. 
coiaio    ⇨ cuoiaio.
coiame    ⇨ cuoiame.
coibentare   v. tr.  [io coibènto ecc.] rivestire con un materiale coibente; isolare.
coibentazione   s.f.  il coibentare, l'essere coibentato; isolamento.
coibente   agg.  e s.m.  si dice di materiale che presenta forte resistenza al passaggio dell'elettricità, del calore, del suono e di altre radiazioni.
coibenza   s.f.  (fis.) proprietà di un materiale coibente.
coieria    ⇨ cuoieria.
coietto    ⇨ coretto 2.
coiffeur   s.m. invar.  parrucchiere per signora (spec. nelle insegne dei negozi).
coiffeuse   s.f. invar.  pettiniera di stile impero.
coimputato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è imputato insieme con altri.
coincidenza   s.f.    • 1 •   il coincidere, l'essere concomitante: una fortunata coincidenza    • 2 •   (fig.) identità, consonanza: perfetta coincidenza d'idee    • 3 •   corrispondenza d'orario tra l'arrivo in una località di un mezzo di trasporto pubblico e la partenza di un altro in diversa direzione | (fam.) il mezzo stesso che parte in coincidenza: prendere, perdere la coincidenza. 
coincidere   v. intr.  [coniug. come incidere; aus. avere]    • 1 •   accadere contemporaneamente, nello stesso tempo: la mia partenza è coincisa con il suo arrivo    • 2 •   essere identico, corrispondere (anche fig.): colori che coincidono; punti di vista che non coincidono    • 3 •   (geom.) di figure geometriche, combaciare perfettamente: angoli coincidenti. 
coinciso   part. pass.  di coincidere  e agg.  nei sign. del verbo.
coinè    ⇨ koinè.
coinquilino   s.m.  [f. -a] ciascun inquilino di una casa rispetto agli altri inquilini.
coinsieme   s.m.  (mat.) codominio.
cointeressare   v. tr.  [io cointerèsso ecc] far partecipare qualcuno agli utili di un'azienda o di un'impresa.
cointeressato   part. pass.  di cointeressare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi partecipa agli utili di un'azienda o di un'impresa.
cointeressenza   s.f.  partecipazione agli utili di un'azienda o di un'impresa.
cointestatario   agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) si dice di chi è intestatario di un bene o di un contratto insieme a un altro soggetto.
coinvolgente   part. pres.  di coinvolgere   agg.  avvincente, esaltante, trascinante: spettacolo, ritmo coinvolgente. 
coinvolgere   v. tr.  [coniugato come volgere] trascinare, implicare in una situazione che comporta delle responsabilità, dei rischi o altre conseguenze spiacevoli: coinvolgere qualcuno in un'impresa, in uno scandalo  | nell'uso corrente, interessare (a un'iniziativa, un progetto e sim) persone, enti, istituzioni.
coinvolgimento   s.m.  il fatto, il risultato del coinvolgere o del farsi coinvolgere in una determinata situazione.
coinvolto   part. pass.  di coinvolgere  e agg.  nei sign. del verbo.
coio    ⇨ cuoio.
coire   v. intr.  [io coisco, tu coisci ecc. ; aus. avere] (rar.) congiungersi carnalmente.
coito   s.m.  accoppiamento sessuale.
coke   s.m. invar.  carbone poroso ottenuto come residuo dalla distillazione secca del carbon fossile mediante un procedimento detto cokefazione; è usato nell'industria metallurgica e come combustibile | coke di petrolio, residuo carbonioso ottenuto da oli minerali per scissione termica | usato anche come agg.  : carbone coke. 
cokefazione   s.f.    • 1 •   procedimento industriale consistente nel riscaldare un carbon fossile in speciali storte che escludono il contatto con l'aria, così da ottenere coke    • 2 •   (estens.) qualsiasi processo chimico che, decomponendo una sostanza organica, lasci un residuo carbonioso simile al coke.
cokeria   s.f.  impianto per la produzione del coke.
cokificazione   s.f.  cokefazione.
col   (1) poet. co 'l, prep.  composta da con  e il; è meno usata della grafia separata con il. 
col   (2) s.m.  troncamento di colle, spec. nei toponimi: col di lana. 
colà   avv.  (lett.) là, in quel luogo (indica luogo distante da chi parla e da chi ascolta).
cola   (1) s.f.  pianta originaria del sudan, dai cui semi si estraggono alcaloidi stimolanti e tonici (fam.  sterculiacee).
cola   (2) s.f.    • 1 •   tipo di setaccio per filtrare sabbia, colare calcina ecc.    • 2 •   filtro di tela per il vino.
colabrodo   s.m. invar.  arnese di cucina con buchi abbastanza piccoli per filtrare il brodo | ridurre (come) un colabrodo, (scherz) riempire di buchi.
colaggiù   ant. colaggiuso [co-lag-giù-so], avv.  (lett.) laggiù.
colaggio   s.m.  nel trasporto marittimo, dispersione di liquidi per cattiva tenuta dei recipienti.
colagogo   agg.  e s.m.  [pl. m. -ghi] (med.) si dice di farmaco che stimola il passaggio della bile dal fegato e dalla colecisti all'intestino.
colamento   s.m.  (non com.) il colare; gocciolamento.
colangiografia   s.f.  (med.) esame radiologico delle vie biliari mediante l'introduzione di una sostanza opaca ai raggi x.
colangite   s.f.  (med.) infiammazione delle vie biliari.
colapasta   s.m. invar.  arnese di cucina con buchi per scolare l'acqua di cottura della pasta e di altri cibi bolliti.
colare   v. tr.  [io cólo ecc.]    • 1 •   far passare un liquido attraverso un filtro, o attraverso uno o più fori, per purificarlo o per eliminare da esso delle sostanze; separare un liquido da un solido: colare il brodo, l'olio, il vino; colare la pasta, separarla dall'acqua di cottura | colare il grano, vagliarlo    • 2 •   riferito a metalli, fonderli: colare l'oro, l'argento    • 3 •   colare a picco, riferito a natante, affondarlo | v. intr.  [aus. essere  nei sign. 1,    • 3 •   e 4; avere  nel sign. 2]    • 1 •   scendere a goccia a goccia; stillare, gocciolare: il sangue è colato dalla ferita    • 2 •   versare, perdere, trasudare liquido: questa botte ha colato    • 3 •   sciogliersi: la cera è colata  | (ant. fig.) venir meno    • 4 •   colare a picco, andare a fondo, affondare, detto di natante.
colascionata   s.f.  composizione musicale per colascione | (estens. antiq.) componimento musicale o poetico rozzo; chitarronata.
colascione   o calascione, s.m.  (mus.) sorta di liuto a manico lungo, di uso popolare nei secc. xvi e xvii, soprattutto nell'italia merid.
colassù   ant. colassuso [co-las-sù-so], avv.  (lett.) lassù.
colata   s.f.    • 1 •   versamento di materiale fluido | colata lavica, fuoruscita di magma dal cratere di un vulcano in eruzione; per estens., la massa fluida di lava eruttata    • 2 •   (estens.) massa di ghiaccio, fango o ghiaia che scivola lungo un pendio    • 3 •   in metallurgia, fase conclusiva del processo di fusione di un metallo, consistente nell'estrarre il metallo dal forno e nel versarlo nelle siviere o direttamente nelle lingottiere | in fonderia, versamento del metallo o della lega metallica, allo stato fuso, nelle forme; anche, la massa stessa del metallo fuso.
colaticcio   s.m.    • 1 •   sgocciolatura di materia fusa e raffreddata: colaticcio di candela    • 2 •   il liquame che defluisce dalla concimaia    • 3 •   nelle fonderie, il residuo di una colata  agg.  [pl. f. -ce] (rar. lett.) che cola, che gocciola lentamente.
colatitudine   s.f.  (geog.) complemento a 90° della latitudine di un luogo; è uguale alla distanza angolare del polo celeste dallo zenit.
colato   part. pass.  di colare   agg.  purificato dalle scorie, detto dell'oro | prendere per oro colato, (fig.) accettare come verità indiscutibile.
colatoio   s.m.    • 1 •   arnese usato per colare    • 2 •   nel linguaggio degli alpinisti, canalone molto ripido lungo il quale cadono pietre o valanghe.
colatore   s.m.    • 1 •   operaio addetto alla colata    • 2 •   (agr.) canale di smaltimento delle acque d'irrigazione.
colatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del colare attraverso un filtro; la materia colata    • 2 •   colaticcio; sgocciolatura: colatura di candela    • 3 •   (bot.) caduta precoce di fiori e piccoli frutti da una pianta.
colazione   s.f.    • 1 •   il pasto del mattino, il cibo in esso consumato; è detta anche prima colazione : far colazione; mangiare la colazione; colazione all'inglese, con tè, pane tostato, burro, marmellata e uova fritte | (estens.) momento della giornata in cui si fa colazione: leggere i giornali a colazione    • 2 •   il pasto del mezzogiorno, il pranzo; il cibo in esso consumato: colazione di lavoro, durante la quale si continuano a discutere problemi di lavoro; colazione al sacco, all'aperto, con cibo portato da casa | (estens.) momento della giornata in cui si pranza.
colbacco   o colbac [col-bàc o  còlbac], s.m.  [pl. -chi] cappello di pelliccia di forma varia, in origine copricapo militare.
colcare   v. tr.  [io còlco, tu còlchi ecc.] (ant. lett.) coricare, adagiare | colcarsi v. rifl.  (ant. lett.) coricarsi.
colchicina   s.f.  (chim.) alcaloide estratto dai semi del colchico autunnale e impiegato un tempo per la cura della gotta.
colchico   agg.  [pl. -ci] della colchide, antica regione sul mar nero  s.m.  (bot.) genere di piante bulbose con fiori imbutiformi violacei e foglie lanceolate (fam.  liliacee): colchico autunnale, la cui fioritura avviene nella tarda estate e dura fino in autunno.
colcos    ⇨ kolchoz.
colcosiano   rar. kolchoziano, agg.  relativo ai kolchoz  s.m.  [f. -a] chi appartiene a un kolchoz.
cold cream   loc. sost. f. invar.  cosmetico che ammorbidisce la pelle o la preserva dagli agenti atmosferici.
cole-  cole- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. cholé  'bile'; significa 'bile' o indica relazione con essa (colecisti).
colecistectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica della cistifellea.
colecisti   s.f.  (anat.) cistifellea.
colecistite   s.f.  (med.) infiammazione della cistifellea.
colecistografia   s.f.  (med.) indagine radiografica con la quale si rende visibile la cistifellea.
colecistogramma   s.m.  (med.) immagine della cistifellea ottenuta mediante colecistografia.
colectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica del colon.
coledocite   s.f.  (med.) infiammazione del coledoco.
coledoco   s.m.  [pl. -chi] (anat.) condotto dell'apparato escretorio della bile, formato dalla riunione dei condotti cistico ed epatico; sbocca nel duodeno.
colei   pron. dimostr. f. sing.  forma femminile di colui. 
colelitiasi   s.f.  (med.) formazione di calcoli nelle vie biliari.
colemanite   s.f.  minerale costituito da borato di calcio.
colemia   s.f.  (med.) presenza patologica di bile o di suoi componenti nel sangue.
colendo   agg.  (ant.) degno di rispetto e di onore; nello stile epistolare si usava, fino alla metà dell'ottocento, anche il superl. colendissimo  (abbr. col. mo), per rivolgersi a persona di riguardo.
coleo-  coleo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. koleón  'guaina' (coleoptile).
coleoptile   o coleottile, s.m.  (bot.) foglia esterna dei germogli delle graminacee, che avvolge come una guaina le foglie sottostanti ed è priva di clorofilla.
coleorriza   o coleoriza o coleorizza, s.f.  (bot.) membranella che avvolge il seme delle graminacee.
coleotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti caratterizzati da tegumento robusto ed elitre rigide e membranose che coprono nel riposo il secondo paio di ali, quelle atte al volo | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
coleottile    ⇨ coleoptile.
colera   s.m.    • 1 •   (med.) malattia infettiva epidemica a localizzazione intestinale, causata dal vibrione colerico o bacillo virgola    • 2 •   (vet.) malattia infettiva degli animali: colera dei suini, dei polli. 
colere   v. tr.  [usata soltanto la terza pers. del pres. indic. còle] (poet.) venerare, onorare: voi che la grecia cole, e il mondo ammira  (leopardi all'italia  87).
coleretico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che favorisce la secrezione della bile.
colerico   agg.  [pl. m. -ci] di colera: febbre colerica   agg.  e s.m.  [f. -a] coleroso.
colerina   s.f.  (med.) malattia infettiva simile al colera.
coleroso   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona affetta da colera.
colesterina   s.f.  (chim. biol.) lo stesso, ma scientificamente più corretto, che colesterolo. 
colesterolemia   s.f.  (med.) presenza di colesterolo nel sangue.
colesterolo   s.m.  (chim. biol.) sterolo presente in tutti i tessuti animali, allo stato libero o esterificato; è il componente principale dei calcoli biliari.
colettare   v. tr.  [io colétto ecc.] separare col coletto il grano dalla pula.
coletto   s.m.  tipo di vaglio per il grano.
coleus   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee o arbustive di origine tropicale, con foglie lanceolate a bellissimi colori (fam.  labiate).
colf   s.f. invar.  collaboratrice familiare; donna addetta ai servizi domestici.
colia   s.f.  (zool.) genere di farfalle diurne con ali gialle bordate di bruno (ord.  lepidotteri).
coliambico   agg.  [pl. m. -ci] composto di coliambi: componimento coliambico  ' verso coliambico, coliambo.
coliambo   s.m.  nella metrica classica, varietà di trimetro giambico in cui la sillaba lunga dell'ultimo piede è sostituita da una sillaba breve; è detto anche scazonte  o ipponatteo. 
colibacillare   agg.  (med.) di colibacillo, di colibacillosi: focolaio colibacillare. 
colibacillo   s.m.  (biol.) bacillo saprofita abituale dell'intestino; normalmente non patogeno, può determinare talora infiammazioni delle vie urinarie o intestinali.
colibacillosi   s.f.  (med.) infezione determinata da colibacilli.
colibatterio   s.m.  (biol.) lo stesso che colibacillo. 
colibrì   s.m.  piccolissimo uccello tropicale, con piumaggio dai colori iridescenti, ali falcate e coda molto lunga; detto anche uccello mosca. 
colica   s.f.  (med.) sindrome dolorosa acuta determinata dalla contrazione spastica di un organo cavo: colica intestinale, renale, epatica, biliare. 
colico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (anat.) di, relativo al colon: arterie coliche    • 2 •   (med.) di colica, relativo a colica: dolori colici. 
colico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido ottenibile per idrolisi alcalina dalla bile dell'uomo e di taluni animali.
coliforme   agg.  (biol.) che è a forma di colibacillo.
coliformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli africani molto piccoli, con becco corto, ali brevi e coda lunga | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
colimbiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli acquatici con ali e coda corte, piedi palmati, becco allungato di forma conica; vi appartengono le folaghe e gli svassi | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
colimbo   s.m.  uccello nuotatore con testa rotonda, becco aguzzo, zampe corte con piedi palmati (ord.  colimbiformi).
colimetria   s.f.  (chim.) determinazione della presenza di colibacilli nell'acqua.
colina   s.f.  (chim. biol.) sostanza azotata, componente dei tessuti animali e vegetali in quanto costituente della lecitina, dell'acetilcolina e di altri composti; svolge azione epatoprotettiva.
colinergico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) che ha rapporto col meccanismo d'azione dell'acetilcolina: fibre colinergiche, fibre del sistema nervoso che innervano le ghiandole sudoripare, surrenali ecc. | (farmaci) colinergici, (med.) quelli che riproducono l'azione svolta dall'acetilcolina.
colinesterasi   s.f.  (chim. biol.) enzima che inattiva l'acetilcolina liberata nella trasmissione degli impulsi nervosi.
colino   s.m.  arnese di cucina con buchi piccoli e fitti, per colare brodo, caffè, tè ecc.
colio   s.m.  un colare continuato.
colite   s.f.  (med.) infiammazione del colon, generalizzata o limitata a sue parti.
colitico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a colite, proprio della colite  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da colite.
colla   (1) prep.  composta da con  e la; è meno usata della grafia separata con la. 
colla   (2) s.f.  sostanza adesiva di origine animale o vegetale o sintetica, impiegata per saldare e tenere uniti oggetti e materiali vari, o come legante nell'industria della carta e dei colori: colla per carta, da legno, da cuoio; colla liquida, in pasta; barattolo, tubetto di colla; colla d'amido, di farina; colore a colla  ' colla forte, o colla a caldo, colla da falegname ottenuta da ossa di animali; si usa dopo averla scaldata a bagnomaria; colla a freddo, colla da falegname composta di caseina e calce sciolta in acqua | colla di pesce, ottenuta dalla vescica natatoria degli storioni, o di altri pesci, usata in farmacia e in cucina per preparare gelatine, in enologia per chiarificare il vino | attaccarsi come la colla, (fig.) si dice di persona invadente, attaccaticcia.
colla   (3) s.f.  (ant.)    • 1 •   corda con cui si legava un prigioniero e lo si sollevava dal suolo, per torturarlo; la tortura così inflitta: dare la colla; legare, mettere alla colla    • 2 •   (mar.) la corda con cui si ammainavano o si spiegavano le vele.
collabire   v. intr.  [io collabisco, tu collabisci ecc. ; aus. avere] (med. rar.) afflosciarsi (detto di un organo).
collabo   s.m.  (lett.) cavicchio della lira o di un altro strumento a corda.
collaborare   v. intr.  [io collàboro ecc. ; aus. avere]    • 1 •   contribuire con altri alla realizzazione di un progetto, di un'opera; partecipare a un'attività comune, spec. di tipo intellettuale: collaborare a un giornale, alla compilazione di un testo  | (estens.) dare il proprio contributo; cooperare: collaborare con le forze dell'ordine; collaborare ai lavori domestici    • 2 •   svolgere attività di collaborazionista.
collaborativo   agg.  di collaborazione: attività collaborativa  § collaborativamente avv.  in collaborazione.
collaboratore   s.m.  [f. -trice] chi collabora; in partic., chi scrive su un giornale o lavora per una casa editrice senza far parte della redazione | collaboratrice, collaboratore familiare  (o colf), lavoratrice, lavoratore domestico | collaboratore di giustizia, persona indagata o già condannata appartenente a un'organizzazione criminale che decide di collaborare con la giustizia rivelando fatti che conosce utili alla prosecuzione delle indagini, in cambio di una riduzione dei termini della carcerazione o altri vantaggi.
collaborazione   s.f.  il collaborare; cooperazione: collaborazione saltuaria, fissa; offrire la propria collaborazione. 
collaborazionismo   s.m.  attività di collaborazionista.
collaborazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi in tempo di guerra collabora con il nemico; per antonomasia, chi collaborò con i tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
collacrimare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (lett.) piangere insieme; compiangere.
collage   s.m. invar.    • 1 •   tecnica pittorica o grafica che utilizza frammenti e ritagli di materiali diversi incollati su un piano; la composizione così ottenuta    • 2 •   (fig.) insieme di cose disparate prese di qua e di là: l'articolo riuscì un banale collage di idee trite e di frasi fatte. 
collageno   o collagene, s.m.  (biol.) sostanza proteica presente nel tessuto connettivo, spec. nelle ossa e nelle cartilagini  agg.  di, relativo al collageno | fibre collagene, fibre del tessuto connettivo responsabili della resistenza alla trazione dei tessuti di cui fanno parte.
collaggio   s.m.    • 1 •   serie di operazioni per dare consistenza e impermeabilità alla carta    • 2 •   (rar.) collage.
collana   s.f.    • 1 •   monile che si porta intorno al collo per ornamento: collana d'oro, di perle, di conchiglie  | (estens.) ghirlanda: collana di fiori.  dim. collanina  accr. collanona, collanone  (m.)    • 2 •   (estens.) collare, distintivo cavalleresco    • 3 •   (fig.) serie di testi dello stesso tipo; corona: una collana di sonetti  ' serie di volumi che hanno contenuto analogo e medesima veste editoriale: una collana di classici latini. 
collant   agg. invar.  (non com.) si dice di abito molto aderente  s.m. invar.  nell'abbigliamento femminile, calzamaglia di tessuto elastico leggerissimo che copre dalla vita in giù: collant di nylon, di seta. 
collante   agg.  e s.m.  si dice di sostanza adesiva, spec. se di origine sintetica.
collare   (1) s.m.    • 1 •   striscia di cuoio o altro materiale che si lega attorno al collo dei cani e a cui si attacca il guinzaglio; analogo finimento del cavallo e degli animali da tiro. dim. collarino, collaretto    • 2 •   (eccl.) colletto rigido bianco portato dai preti: portare il collare, essere prete; gettar via il collare, spretarsi    • 3 •   monile da portare intorno al collo | insegna di un ordine cavalleresco costituita da una sorta di collana; per estens., la persona che porta tale insegna: collare dell'annunziata, l'insegna del massimo ordine cavalleresco italiano, al tempo della monarchia sabauda    • 4 •   nell'abbigliamento femminile, ampio colletto di stoffa o di pelliccia    • 5 •   (zool.) cerchietto di pelo o di penne intorno al collo di alcuni animali, che presenta colore diverso dal resto del corpo: orso dal collare    • 6 •   cerchio di ferro che si metteva intorno al collo o alle caviglie degli schiavi e dei prigionieri    • 7 •   bordatura circolare di un oggetto: il collare della penna, della lampada    • 8 •   (mar.) anello di ferro o di corda: collare di pennone. 
collare   (2) v. tr.  [io còllo ecc.] (ant.)    • 1 •   infliggere la tortura della colla    • 2 •   (estens.) abbassare o innalzare con una fune: diliberarono di legarlo alla fune e di collarlo nel pozzo  (boccaccio dec.  ii, 5) | collare le vele, (mar.) alzarle, spiegarle; per estens., salpare.
collaressa   s.f.  (ant.) moglie di cavaliere insignito di collare.
collaretto   s.m.    • 1 •   dim.  di collare    • 1 •    • 2 •   parte della camicia o della veste femminile che sta intorno al collo; colletto.
collarina   s.f.  (eccl.) striscia di tela bianca appuntata al collare del sacerdote.
collarino   s.m.    • 1 •   dim.  di collare    • 1 •    • 2 •   (arch.) membratura che separa il fusto della colonna dal capitello    • 3 •   (eccl.) il collare del sacerdote    • 4 •   collarino del bossolo, bordatura di una cartuccia.
collassare   v. tr.    • 1 •   (med.) provocare un collasso    • 2 •   (med.) determinare l'afflosciamento di un polmone mediante pneumotorace o altro intervento chirurgico | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   (med.) subire un collasso    • 2 •   nel gergo dei drogati, essere incapace di capire e di agire perché sotto l'effetto della droga    • 3 •   (fig.) essere nella paralisi, nell'impossibilità di funzionare: il traffico cittadino è collassato    • 4 •   (astr.) subire un collasso gravitazionale.
collasso   s.m.    • 1 •   (med.) forte caduta della pressione arteriosa per accentuata vasodilatazione generale o diminuzione della forza contrattile del cuore (collasso cardiaco)    • 2 •   (med.) afflosciamento del polmone    • 3 •   (fig.) blocco, paralisi: la sanità pubblica è vicina al collasso    • 4 •   collasso gravitazionale, (astr.) fase conclusiva dell'evoluzione di una stella durante la quale la materia precipita verso il nucleo centrale.
collata   s.f.  (ant.) accollata.
collaterale   agg.    • 1 •   che sta a lato; secondario, accessorio: effetto collaterale, (med.) quello secondario, non voluto, spesso dannoso, provocato da un farmaco | giudice collaterale, nel medioevo, giudice che si affiancava a un magistrato coadiuvandolo nella sua attività    • 2 •   si dice di rapporto di parentela che intercorre tra persone discendenti da un capostipite comune ma non l'una dall'altra: linea collaterale; parente collaterale, legato da tale rapporto    • 3 •   (med.) si dice di funzione realizzata attraverso vie diverse da quelle normali: circolazione collaterale   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è parente in linea collaterale    • 2 •   (banc.) garanzia di un prestito costituita solitamente da valori immobiliari § collateralmente avv.  in posizione, in linea collaterale; parallelamente.
collateralismo   s.m.  l'operare a fianco, a sostegno di altri, spec. in politica.
collatura   s.f.  (non com.) incollatura.
collaudare   v. tr.  [io collàudo ecc.]    • 1 •   fare il collaudo di qualcosa: collaudare un apparecchio, un dispositivo    • 2 •   (fig.) mettere alla prova, verificare, sperimentare: collaudare un'amicizia, un sentimento    • 3 •   (ant.) lodare ampiamente; approvare.
collaudatore   s.m.  [f. -trice] chi fa un collaudo, chi è addetto a operazioni di collaudo.
collaudo   s.m.    • 1 •   verifica sperimentale o controllo di efficienza operativa di materiali, macchine, impianti, opere edilizie ecc., per accertarne l'idoneità all'uso o la conformità ai requisiti fissati da norme o contratti: il collaudo di un motore, di un aereo, di uno stabile, di un ponte; certificato di collaudo  | (estens.) la certificazione che attesta il risultato positivo della verifica    • 2 •   (fig.) prova, verifica.
collazionamento   s.m.  (non com.) collazione.
collazionare   v. tr.  [io collazióno ecc.]    • 1 •   fare la collazione    • 2 •   (inform.) costruire un nuovo insieme ordinato di dati fondendo due o più insiemi di partenza.
collazionatore   s.m.  [f. -trice] chi collaziona.
collazione   s.f.    • 1 •   confronto della copia o delle copie di un testo con l'originale e riporto delle eventuali varianti    • 2 •   (filol.) confronto sistematico di tutti i testimoni di un testo con un testimone-base, allo scopo di farne l'edizione critica    • 3 •   (dir.) istituto giuridico in base al quale chi accetta con altri un'eredità deve calcolare sulla propria quota ereditaria tutto ciò che gli è stato donato in vita dal defunto    • 4 •   conferimento di un beneficio ecclesiastico.
colle   (1) prep.  composta da con  e le; è meno usata della grafia separata con le. 
colle   (2) s.m.  rilievo d'altezza intermedia tra l'altura e la collina: i sette colli di roma; i colli euganei.  dim. collicello. 
colle   (3) s.m.  passo o valico montano | entra come componente in molti nomi di luogo, anche nella forma tronca col : colle di val d'elsa; col di lana. 
collega   s.m.  e f.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   chi svolge la stessa professione, spec. se allo stesso livello gerarchico; compagno di lavoro, di studi    • 2 •   (estens. scherz.) compagno in azioni disoneste; complice, compare.
collegamento   s.m.    • 1 •   il collegare, il collegarsi, l'essere collegato; il mezzo stesso con cui si collega o ci si collega: collegamento ferroviario, telefonico, televisivo; stabilire un collegamento; mettersi in collegamento con qualcuno; ripristinare i collegamenti  | ufficiale di collegamento, (mil.) quello che mantiene i contatti fra i diversi reparti e servizi di un esercito    • 2 •   (elettr.) contatto elettrico stabilito mediante una catena di conduttori: collegamento in parallelo, in serie    • 3 •   (dir.) relazione esistente tra due o più negozi giuridici, quando l'esecuzione dell'uno comporta degli effetti sulla formazione o sull'esecuzione dell'altro o degli altri.
colleganza   s.f.    • 1 •   (lett.) connessione tra due o più cose    • 2 •   (non com.) l'essere colleghi; rapporto che intercorre fra colleghi    • 3 •   (ant.) lega, alleanza.
collegare   v. tr.  [io collégo, tu colléghi ecc.]    • 1 •   unire, congiungere, mettere in contatto: collegare i fili della luce; collegare la periferia con il centro    • 2 •   (fig.) connettere, porre in relazione: collegare due fatti; non collegare le idee  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) essere connesso; concordare: la prima e la seconda parte del romanzo non collegano bene  | collegarsi v. rifl.    • 1 •   unirsi in lega; allearsi: le due nazioni si collegarono contro il nemico comune    • 2 •   mettersi in contatto, spec. telefonico o radiotelevisivo: collegarsi con new york. 
collegatario   o conlegatario, agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) legatario con altri.
collegato   part. pass.  di collegare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (ant.) alleato, confederato § collegatamente avv. 
college   s.m. invar.  nei paesi anglosassoni, scuola secondaria o istituto universitario con studenti interni; l'edificio della scuola o dell'università in cui risiedono gli studenti.
collegiale   agg.    • 1 •   relativo a un collegio di persone; collettivo: seduta, deliberazione, direzione collegiale  | giudice collegiale, (dir.) organo giurisdizionale costituito da un collegio di giudici | organo collegiale, che discute e delibera collettivamente    • 2 •   di, da convitto: vita, disciplina collegiale   s.m.  e f.  ragazzo o ragazza che vive in collegio; convittore: modi da collegiale, poco disinvolti; vita da collegiale, ritirata, riservata § collegialmente avv.  con la partecipazione, con il consenso di tutto il collegio; per estens., insieme, in comune: decisione presa collegialmente. 
collegialità   s.f.    • 1 •   l'essere collegiale: la collegialità di una decisione    • 2 •   (eccl.) privilegio di una chiesa collegiata    • 3 •   collegialità episcopale, (teol.) dottrina enunciata dal concilio vaticano ii (1962-65) secondo cui il collegio dei vescovi (in comunione tra loro e con il papa) esercita il magistero e il governo pastorale su tutta la chiesa.
collegiata   s.f.    • 1 •   chiesa collegiata    • 2 •   capitolo di canonici addetto a una chiesa collegiata.
collegiato   agg.    • 1 •   (ant.) che appartiene a un collegio, a una corporazione    • 2 •   chiesa collegiata, chiesa che ha un capitolo di canonici, senza essere sede vescovile.
collegio   s.m.    • 1 •   organo consultivo o deliberante composto da più persone: collegio giudicante; collegio dei docenti, nelle scuole secondarie, organo formato dagli insegnanti e dal preside; collegio cardinalizio o sacro collegio, l'insieme dei cardinali riuniti nell'esercizio delle loro funzioni | collegio arbitrale, (dir.) l'insieme degli arbitri nominati dalle parti o da un terzo per dirimere una vertenza | collegio sindacale, insieme dei sindaci che vigilano sulla gestione di una società nell'interesse dei soci | collegio elettorale, l'insieme dei cittadini chiamati a eleggere i propri rappresentanti al parlamento o in altri organi rappresentativi (regione, comune ecc.); circoscrizione territoriale a fini elettorali    • 2 •   (ant. , lett.) qualunque insieme di persone dalle stesse caratteristiche o qualità, o riunite per uno scopo o un motivo comune: o tosco, ch'al collegio / de l'ipocriti tristi se' venuto  (dante inf.  xxiii, 91-92) | nel medioevo e nel rinascimento, corporazione di persone esercitanti la stessa arte; oggi, associazione di categoria professionale: collegio dei medici, degli avvocati  | nell'antica roma, associazione con fini di culto: collegio degli àuguri, degli aruspici    • 3 •   nelle università medievali, corporazione che univa i maestri e gli scolari | oggi, istituto di educazione in cui gli allievi convivono stabilmente; anche, l'insieme dei collegiali e l'edificio in cui risiedono: studiare in collegio; collegio maschile, femminile  | collegio militare, istituto in cui si preparano i giovani che entreranno nell'accademia militare.
collemboli   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti molto piccoli, privi di ali, con apparato boccale pungente e organo saltatore; vivono nel terriccio umido o sulla superficie dell'acqua | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
collenchima   s.m.  [pl. -mi] (bot.) tessuto vegetale di sostegno.
collera   ant. collora, s.f.    • 1 •   sentimento di sdegno, spesso improvviso, che si manifesta con parole o atti violenti; ira, furore: andare, montare in collera; essere in collera con qualcuno    • 2 •   (fig. lett.) manifestazione violenta di elementi naturali: la collera del vento, del mare. 
collerico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] che, chi è facile alla collera; irascibile: uomo, temperamento collerico  § collericamente avv. 
colletta   s.f.    • 1 •   raccolta di denaro o di altri beni a fine di beneficenza | caricare a colletta, (mar.) detto di navi mercantili, caricare in vari porti merci da consegnare in luoghi diversi    • 2 •   (lit.) orazione della messa con la quale si chiedono grazie per la comunità dei fedeli    • 3 •   (ant.) imposta, tributo.
collettame   s.m.  colli di merci varie spedite con un unico veicolo per destinazioni diverse.
collettaneo   agg.  (non com.) che raccoglie scritti di autori diversi; miscellaneo: pubblicazione collettanea. 
collettare   v. tr.  [io collètto ecc.] (non com.) raccogliere denaro o altri beni attraverso una colletta | sottoporre più persone a una colletta | collettarsi v. rifl.  (non com.) sottoporsi a una colletta.
collettario   s.m.  libro liturgico che contiene le collette.
collettiva   s.f.  mostra in cui espongono più artisti (si contrappone a personale).
collettivismo   s.m.  dottrina politica e sistema economico-sociale fondati sull'abolizione della proprietà privata e sulla gestione collettiva dei mezzi di produzione.
collettivista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è fautore del collettivismo.
collettivistico   agg.  [pl. m. -ci] del collettivismo, conforme al collettivismo § collettivisticamente avv. 
collettività   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è collettivo: la collettività di un interesse, di un servizio    • 2 •   gruppo di persone considerate nel loro insieme, nella loro unità: la collettività nazionale; agire per il bene della collettività, della comunità sociale.
collettivizzare   v. tr.  rendere di proprietà collettiva; mettere sotto il controllo della collettività: collettivizzare un'azienda. 
collettivizzazione   s.f.  il collettivizzare, l'essere collettivizzato.
collettivo   agg.    • 1 •   che si riferisce, è comune a più persone o cose: mostra collettiva; contratto collettivo di lavoro  | che riguarda la comunità: interesse collettivo; responsabilità collettiva  | atto collettivo, (dir.) formato per volontà di più persone su un fatto di interesse comune | bisogno collettivo, quello di ogni uomo in quanto essere sociale    • 2 •   nome collettivo, (gramm.) nome che indica o sottintende un insieme di persone o di cose (p. e. popolo, gregge, fogliame, infanzia, dozzina)  s.m.    • 1 •   nella terminologia politica, gruppo di persone che lavorano insieme in un'organizzazione di partito o sindacale; anche, insieme di persone che svolgono un'attività politica, sociale o culturale, senza essere inquadrati in una organizzazione: collettivo femminista; un collettivo di studio    • 2 •   nel jazz, improvvisazione estemporanea di più esecutori con vari strumenti § collettivamente avv.  in forma collettiva; tutti insieme.
collettizio   agg.  (ant.) raccogliticcio: milizie collettizie. 
colletto   (1) s.m.    • 1 •   la parte del vestito o della camicia che sta attorno al collo: colletto alto, inamidato, alla marinara; abbottonarsi il colletto  | colletti bianchi, (fig.) gli impiegati | colletti blu, (fig.) gli operai. dim. collettino  accr. collettone    • 2 •   (bot.) parte della pianta tra il fusto e la radice    • 3 •   (anat.) porzione del dente tra la corona e la radice.
colletto   (2) s.m.  intaglio poco profondo di una cresta montuosa.
colletto   (3) agg.  (ant. , lett.) raccolto, riunito.
collettore   agg.  [f. -trice] che raccoglie: canale collettore, quello in cui scolano le acque di canali minori | bacino collettore, (geog.) parte del ghiacciaio nella quale si accumulano le nevi  s.m.    • 1 •   chi raccoglie (spec. denaro, firme ecc.) | in talune amministrazioni, impiegato addetto a compiti di esazione: collettore delle imposte, del lotto    • 2 •   (lett.) collezionista    • 3 •   (tecn.) qualsiasi impianto o dispositivo che serve a raccogliere o a incanalare: collettore di vapore, di scarico  | collettore di aspirazione, quello che porta aria o miscela aria-combustibile ai cilindri di un motore a combustione interna | collettore solare, dispositivo che cattura l'energia solare trasformandola in energia termica o elettrica    • 4 •   in idraulica, qualsiasi condotta in cui confluiscono condotte di minore importanza: collettore di fognatura, di bonifica    • 5 •   (elettr.) organo delle macchine elettriche rotanti che consente il passaggio della corrente dal rotore allo statore    • 6 •   (elettron.) zona del transistor in cui si raccolgono le cariche elettriche provenienti dall'emettitore.
collettoria   s.f.  ufficio del collettore; ricevitoria | collettoria postale, ufficio postale di secondaria importanza e con mansioni limitate.
collezionare   v. tr.  [io collezióno ecc.] raccogliere in una collezione: collezionare francobolli, autografi  | (fig.) conseguire in gran numero: collezionare vittorie, insuccessi. 
collezione   s.f.    • 1 •   raccolta sistematica di oggetti della stessa specie che abbiano interesse storico, artistico o scientifico, oppure siano semplicemente preziosi, strani o rari: collezione di monete, di francobolli, di armi.  dim. collezioncina, collezioncella    • 2 •   collana editoriale    • 3 •   l'insieme dei modelli che una grande sartoria presenta per una stagione: collezione primavera-estate. 
collezionismo   s.m.    • 1 •   il collezionare oggetti, il fare collezione    • 2 •   l'insieme dei collezionisti.
collezionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa, possiede una collezione: un collezionista di medaglie. 
collezionistico   agg.  [pl. m. -ci] da collezionista; del collezionismo: mania collezionistica  § collezionisticamente avv. 
collidere   v. intr.  [pass. rem. io colli si, tu collidésti ecc. ; part. pass. colli so; aus. avere] (non com.) urtare contro qualcosa; scontrarsi (anche fig.) | v. tr.  (ant.) elidere (in senso gramm.).
collie   s.m. invar.  cane da pastore scozzese, con muso affilato, orecchie diritte, pelo lungo e folto.
collier   s.m. invar.  collana: un collier d'oro. 
colligiano   agg.    • 1 •   (non com.) dei colli, delle colline: popolazioni colligiane    • 2 •   di colle di val d'elsa, in toscana  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi abita in collina    • 2 •   chi è nato, chi abita a colle di val d'elsa.
collimare   v. intr.  [aus. avere] coincidere in modo perfetto, essere identico, corrispondere (anche fig.): due pezzi che collimano; le nostre opinioni non collimano  | v. tr.  (fis.) puntare un cannocchiale o un altro strumento ottico verso un oggetto, in modo che il suo asse sia allineato con esso.
collimatore   s.m.    • 1 •   (fis.) sistema ottico usato per rendere paralleli i raggi luminosi di una sorgente | come agg.: lente collimatrice    • 2 •   strumento topografico che permette di tracciare l'allineamento di tre punti    • 3 •   (mil.) strumento ottico di mira.
collimazione   s.f.  il collimare; operazione compiuta con il collimatore | asse  o linea di collimazione, allineamento di tre punti ottenuto mediante collimatore.
collina   s.f.    • 1 •   rilievo del terreno che in genere non supera i 600 m. dim. collinetta    • 2 •   (estens.) il territorio o la regione che presenta tali rilievi: vivere, villeggiare in collina. 
collinare   agg.  di collina: zona collinare. 
collinoso   agg.  di collina, che ha molte colline: terreno, paese collinoso. 
colliquare   v. tr.  [io còlliquo ecc.] (antiq.) far sciogliere, liquefare | colliquarsi v. rifl.  divenire liquido.
colliquativo   agg.  (antiq.) relativo a colliquazione | febbre colliquativa, (ant.) tisi.
colliquazione   s.f.    • 1 •   (antiq.) liquefazione    • 2 •   (biol.) disfacimento organico delle cellule e dei tessuti.
collirio   s.m.  medicamento liquido per gli occhi.
collisione   s.f.    • 1 •   scontro fra due corpi che si muovono: entrare in collisione, urtarsi | (fis.) urto | rotta di collisione, direzione di un natante o di un aereo che, se non modificata, è destinata a provocare uno scontro    • 2 •   (fig.) conflitto, contrasto: collisione di idee, di interessi    • 3 •   (ant.) elisione (nel sign. gramm.).
colliso   part. pass.  di collidere  e agg.  nei sign. del verbo.
collo   (1) prep.  composta da con  e lo; è meno usata della grafia separata con lo. 
collo   (2) s.m.    • 1 •   nell'uomo e in altri vertebrati, parte del corpo di forma generalmente cilindrica, che unisce la testa al torace: collo grosso, sottile, lungo, corto; alzare, abbassare il collo; mettersi qualcosa al collo  | collo di cigno, (fig.) flessuoso ed elegante | collo di giraffa, (fig.) molto lungo | collo taurino, (fig.) forte e muscoloso | in collo, sulle spalle, in braccio: portare qualcuno, qualcosa in collo  ' buttare le braccia al collo di qualcuno, abbracciarlo | portare un braccio al collo, sostenuto mediante una fascia che gira intorno al collo | piegare il collo, (fig.) sottomettersi | allungare il collo, (fig.) cercare di vedere, curiosare | fare allungare il collo, (fig.) fare attendere molto | prendere qualcuno per il collo, (fig.) imporgli condizioni gravose | mettere i piedi sul collo a qualcuno, (fig.) opprimerlo, vessarlo | a rotta di collo, (fig.) a precipizio; anche, in modo disastroso: correva a rotta di collo; gli affari vanno a rotta di collo  | rompersi il collo, l'osso del collo, (iperb.) farsi molto male | rimetterci l'osso del collo, (fig.) subire una grave perdita economica; fallire totalmente in un'impresa | scommettere, giocarsi l'osso del collo, (fig.) essere così sicuro da giocarsi tutto | tra capo e collo, (fig.) all'improvviso, inaspettatamente, per lo più riferito a fatti spiacevoli: la brutta notizia gli arrivò tra capo e collo  ' essere indebitato fino al collo, (fig.) essere oberato di debiti | avere l'acqua al collo, (fig.) essere in gravi difficoltà. dim. (rar.) collino    • 2 •   parte di un indumento che cinge il collo; colletto: una camicia con il collo troppo stretto    • 3 •   parte allungata e ristretta di un recipiente: il collo di una bottiglia, di un'anfora  | collo di bottiglia, (fig.) strozzatura, impedimento che ostacola un processo di sviluppo    • 4 •   (anat.) parte ristretta e cilindrica di un organo o di un arto: il collo del piede; collo dell'utero, cervice    • 5 •   collo d'oca, (mecc.) albero a gomiti    • 6 •   (ant.) cima valicabile (di un monte)    • 7 •   (mar.) giro completo di un cavo intorno a qualcosa | a collo, si dice delle vele quando ricevono il vento sulla faccia volta verso prua    • 8 •   nell'armatura del cavallo (barda), la parte che protegge dalle orecchie al garrese e dalla gola al petto.
collo   (3) s.m.  qualunque oggetto di considerevoli dimensioni (involto, pacco, valigia, baule ecc.) che si trasporti o si spedisca.
collocabile   agg.  che si può collocare.
collocamento   s.m.    • 1 •   il collocare, il collocarsi, l'essere collocato: collocamento a riposo, in congedo    • 2 •   sistemazione, occupazione | ufficio di collocamento, ufficio pubblico che ha la funzione di avviare al lavoro i giovani e i disoccupati in base a una graduatoria (lista di collocamento) | agenzia di collocamento, che fa da tramite tra chi offre e chi richiede prestazioni lavorative    • 3 •   (fin.) ridistribuzione ai risparmiatori privati di azioni od obbligazioni acquistate in blocco da una società finanziaria al momento della loro emissione.
collocare   v. tr.  [io còlloco, tu còllochi ecc.]    • 1 •   mettere, porre in un determinato luogo (anche fig.): collocare il tavolo in mezzo alla stanza; quest'opera lo colloca tra i maggiori scrittori del suo tempo    • 2 •   trovare una sistemazione, un lavoro, un impiego a qualcuno: collocare presso una ditta  ' collocare a riposo, mandare in pensione un lavoratore giunto ai limiti di età | collocare una figlia, (non com.) maritarla    • 3 •   vendere: collocare titoli, obbligazioni  | collocarsi v. rifl.  o intr. pron.  mettersi in un dato luogo; occupare una certa posizione (anche fig.): un gruppo politico che si colloca al centro, a destra, a sinistra. 
collocatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi colloca    • 2 •   (burocr.) chi per incarico del ministero del lavoro svolge le funzioni di un ufficio di collocamento nei luoghi dove questo manca | impiegato di un ufficio di collocamento.
collocazione   s.f.    • 1 •   il collocare, il collocarsi, l'essere collocato; il modo, il luogo in cui una cosa è collocata    • 2 •   nelle biblioteche, l'esatta posizione di un libro e la segnatura corrispondente    • 3 •   (fig.) posizione storica, politica, ideologica: la collocazione moderata di un partito    • 4 •   (non com.) occupazione; sistemazione, anche matrimoniale: aspira a una buona collocazione. 
collocutore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi partecipa a un colloquio; interlocutore.
collocutorio   agg.  (rar.) che si svolge in forma di colloquio: un discorso collocutorio   s.m.  (ant.) parlatorio.
collocuzione   s.f.  (rar.) conversazione.
collodio   o collodione [col-lo-dió-ne], s.m.  (chim.) soluzione viscosa di nitrocellulosa in alcol ed etere che, esposta all'aria, forma una pellicola trasparente e tenace; è usata in medicina, in fotografia e nell'industria dei coloranti.
colloidale   agg.  (chim.) di colloide, relativo a colloide: stato colloidale  ' soluzione colloidale, soluzione di sostanze allo stato colloidale | sistema colloidale, miscuglio eterogeneo gassoso, liquido o solido, costituito da un colloide che si distribuisce in modo fine e uniforme entro una sostanza disperdente.
colloide   s.m.  (chim.) sostanza che, dispersa in un liquido, dà luogo ad aggregati particellari che misurano da uno a mille nanometri e che non diffondono attraverso membrane di pergamena.
colloquiale   agg.  che è proprio della conversazione, del conversare; non ricercato, informale, familiare: stile, scrittura, tono colloquiale  § colloquialmente avv. 
colloquialismo   s.m.  espressione tipica dello stile o del tono colloquiale.
colloquialità   s.f.  l'essere colloquiale, detto di stile, tono, discorso: uno stile in cui la profondità del pensiero si accompagna alla colloquialità dell'esposizione. 
colloquiare   v. intr.  [io collòquio ecc. ; aus. avere] stare a colloquio, discorrere.
colloquintide    ⇨ coloquintide.
colloquio   s.m.    • 1 •   conversazione tra due o più persone, soprattutto su fatti di una certa importanza: colloquio amichevole, ufficiale, segreto, di lavoro; stare, intrattenersi a colloquio con qualcuno; chiedere, concedere un colloquio  | (estens.) scambio di idee, di contatti; dialogo: i due partiti hanno avviato un colloquio    • 2 •   esame orale: sostenere un colloquio  | nelle università, preesame orale.
collora    ⇨ collera.
collorosso   s.m.  (zool.) moriglione.
collosità   s.f.  l'essere colloso.
colloso   agg.  che contiene colla; viscoso, attaccaticcio come colla: sostanze collose. 
collotipia   s.f.  (tip.) procedimento tipografico fondato sull'impiego di matrici ricoperte di colla, che vengono poi impressionate alla luce e sviluppate in acqua.
collotorto   o collo torto, s.m.  [pl. collitorti  o colli torti] ipocrita, bigotto, bacchettone.
collottola   s.f.  (fam.) la parte posteriore del collo: prendere qualcuno per la collottola. 
colloverde   s.m.  (zool.) maschio del germano reale.
colludere   v. intr.  [pass. rem. io collu si, tu colludésti ecc. ; part. pass. collu so; aus. avere] (dir.) attuare una collusione.
collusione   s.f.    • 1 •   (dir.) accordo fraudolento di due parti a danno di una terza, spec. di un avvocato con la parte avversa a danno del proprio cliente    • 2 •   (econ.) accordo tra venditori di uno stesso mercato per il perseguimento di una comune politica dei prezzi    • 3 •   accordo tra partiti politici di tendenza opposta.
collusivo   agg.  (dir.) fatto con collusione: accordo collusivo  § collusivamente avv. 
collusorio   agg.  (dir.) collusivo § collusoriamente avv. 
collutorio   s.m.  liquido medicamentoso usato per sciacqui della cavità orale; per estens., lo sciacquo stesso.
colluttare   v. intr.  [aus. avere] (lett.) lottare corpo a corpo; venire alle mani, azzuffarsi.
colluttazione   s.f.  lotta corpo a corpo; per estens., scontro verbale, disputa vivace.
colluviale   agg.  (geol.) si dice di terreno formato da un accumulo di detriti alla base dei pendii montagnosi o collinari.
colluvie   s.f. invar.  (lett.)    • 1 •   flusso abbondante di rifiuti liquidi, di materia putrida    • 2 •   (fig. spreg.) gran quantità di cose o di persone: colluvie d'insulti, di gentaglia. 
colma   s.f.  altezza massima dell'acqua durante l'alta marea | colma  (o piena) del latte, nell'allattamento materno, abbondante afflusso di latte alle mammelle.
colmare   v. tr.  [io cólmo ecc.]    • 1 •   far colmo, riempire fino all'orlo: colmare un bicchiere di acqua  | colmare una palude, prosciugarla riempiendola di terra | colmare una strada, alzarne il livello nel mezzo, in modo che l'acqua piovana scorra ai lati | colmare una lacuna, (fig.) riempire un vuoto, supplire a un'insufficienza, a una mancanza | colmare la misura, il sacco, (fig.) passare i limiti    • 2 •   (fig.) coprire qualcuno di qualcosa: lo colmò di onori e di cortesie  | riempire l'animo di un sentimento: questa notizia mi ha colmato di gioia. 
colmareccio   s.m.  (edil.) l'arcareccio centrale di un tetto a due spioventi.
colmata   s.f.    • 1 •   riempimento di una depressione del terreno o di una zona paludosa per mezzo di materiale trasportato dalle acque di un canale e fatto poi depositare: cassa di colmata, la zona sottoposta a questo procedimento    • 2 •   il terreno rialzato con tale sistema    • 3 •   accumulo di sabbia in un punto del mare o nelle acque di un porto, che ostacola la navigazione.
colmatore   s.m.  canale creato per realizzare una colmata.
colmatura   s.f.    • 1 •   il colmare, l'essere colmato; ciò che sopravanza da un recipiente colmo    • 2 •   pratica enologica che consiste nell'aggiungere del vino alle botti per compensare l'evaporazione.
colmeggiare   v. intr.  [io colméggio ecc. ; aus. avere] (non com.) detto di una superficie, elevarsi un po' al di sopra del piano.
colmigno   s.m.  (ant. , lett.) comignolo.
colmo   (1) s.m.    • 1 •   il punto più alto; cima, sommità: il colmo di un monte    • 2 •   (fig.) il massimo grado, il culmine: il colmo della felicità; nel colmo della gioventù  ' è il colmo!, si dice di cosa che suscita grande stupore o indignazione | il colmo dei colmi, una cosa incredibile    • 3 •   battuta umoristica che si basa sul doppio significato di una parola (p. e.: qual è il colmo per un fotografo? mettere a fuoco un ghiacciaio)    • 4 •   (edil.) nella copertura di un tetto, il livello più alto dal quale si diramano gli spioventi    • 5 •   (ant.) covone.
colmo   (2) agg.    • 1 •   riempito fino all'orlo, pieno: vaso colmo d'acqua  ' la misura è colma!, esclamazione di chi è giunto al limite della sopportazione    • 2 •   (non com.) rilevato verso il mezzo; convesso: terreno colmo. 
colo   s.m.  (non com.) colino, setaccio.
-colo  -colo secondo elemento di parole composte della terminologia dotta, dal lat. -cola, deriv. di cole°re  'abitare, coltivare'; significa 'abitatore' (palafitticolo, terramaricolo) o 'che riguarda la coltivazione, l'allevamento' (avicolo, cerealicolo).
coló  n colón;s.m. invar.  unità monetaria di el salvador e costarica.
colobio   s.m.  tunica senza maniche o con maniche corte, usata dai primi monaci cristiani.
colobo   s.m.  (zool.) genere di scimmie africane con pollice rudimentale e folto pelame ricco di lunghi ciuffi sparsi per tutto il corpo (ord.  primati).
colobrina    ⇨ colubrina.
colocasia   s.f.  erba tropicale con radice carnosa commestibile (fam.  aracee).
colofone   o alla latina colophon [cò-lo-phon], s.m.    • 1 •   indicazione che si trova alla fine dei libri antichi, con il nome dello stampatore e l'anno dell'edizione; nei codici reca il nome dell'amanuense ed eventuali altre notizie concernenti l'opera    • 2 •   (tip.) disposizione delle ultime righe di un libro a forma di trapezio, con la base minore verso il basso.
colofonia   s.f.  resina giallastra che si ricava distillando la trementina, usata per preparare vernici, saponi, adesivi, mastici ecc.; è detta anche pece greca. 
cologaritmo   s.m.  (mat.) il logaritmo dell'inverso di un numero.
colomba   (1) s.f.    • 1 •   la femmina del colombo; per il biancore del piumaggio e la mitezza è assunta a simbolo di innocenza e di pace: puro come una colomba; la colomba della pace  | (relig.) simbolo dello spirito santo. dim. colombella, colombina    • 2 •   (fig.) persona, spec. donna, innocente e dolce | nel linguaggio giornalistico, chi è favorevole a una politica internazionale che escluda qualsiasi ricorso alla forza militare o, più in generale, la scelta di soluzioni estreme, drastiche    • 3 •   (gastr.) dolce pasquale a forma di colomba    • 4 •   (zool.) nome di alcuni generi di colombi.
colomba   (2) s.f.  (mar.) chiglia.
colombaccio   s.m.  grosso colombo selvatico dalle ottime carni (ord.  colombiformi).
colombaia   s.f.  locale o piccola costruzione a forma di torre in cui si allevano colombi | tirare sassi in colombaia, (fig.) arrecare danno a sé stessi o ai propri amici | stare, abitare in colombaia, (fig. scherz.) all'ultimo piano di un edificio.
colombana   agg.  si dice di una varietà di uva bianca da tavola.
colombario   (1) s.m.    • 1 •   nei cimiteri, costruzione muraria divisa in loculi, ciascuno dei quali contiene una bara    • 2 •   (archeol.) tipo di sepolcro romano a nicchie.
colombario   (2) agg.  adibito a colombaia: torre colombaria. 
colombella   s.f.    • 1 •   dim.  di colomba    • 2 •   (fig.) ragazza ingenua e candida    • 3 •   uccello selvatico simile al colombaccio, da cui si distingue per le dimensioni più piccole e il colore verde iridescente delle piume del collo (ord.  colombiformi)    • 4 •   a colombella, a perpendicolo, in caduta verticale.
colombiano   (1) agg.  di cristoforo colombo (1451 ca - 1506): le spedizioni colombiane. 
colombiano   (2) agg.  della colombia, stato dell'america merid.  s.m.  [f. -a] chi abita, chi è nato in colombia.
colombicoltore   s.m.  [f. -trice] allevatore di colombi.
colombicoltura   s.f.  allevamento di colombi.
colombiere   s.m.  (mar.) la parte superiore del tronco maggiore o dell'albero di gabbia, compresa tra la coffa o crocetta e la testa di moro.
colombiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli a cui appartengono i colombi | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
colombina   (1) s.f.    • 1 •   dim.  di colomba    • 2 •   (fig.) donna innocente e pura    • 3 •   dolce pasquale a forma di piccola colomba    • 4 •   razzo a forma di colomba, usato per accendere i fuochi d'artificio.
colombina   (2) s.f.    • 1 •   concime costituito da escrementi di piccione    • 2 •   nome di numerose varietà di mele    • 3 •   pietra grigia usata per fare la calce    • 4 •   (bot.) nome di numerose specie di funghi dai colori vivaci; rossola.
colombino   agg.    • 1 •   proprio del colombo    • 2 •   di colore grigio-violetto, che richiama quello del piumaggio dei colombi.
colombo   (1) s.m.  lo stesso che piccione  | colombo viaggiatore, varietà di colombo dotata di grande senso di orientamento, resistenza e relativa rapidità nel volo, fin dall'antichità addomesticata per recapitare messaggi | i due colombi, (fig.) i due innamorati.
colombo   (2) s.m.  pesce palombo.
colombofilia   s.f.  particolare interesse per l'allevamento e l'addestramento dei colombi.
colombofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha interesse e passione per l'allevamento e l'addestramento dei colombi.
colon   (1) s.m. invar.  (anat.) porzione mediana dell'intestino crasso, compresa fra l'intestino cieco e il retto.
colon   (2) s.m.  [pl. cola]    • 1 •   nella versificazione greca e latina, serie metrica che non si chiude con sillaba ancipite e non determina iato con la vocale iniziale della serie successiva    • 2 •   (estens.) nella retorica classica, la principale suddivisione di un periodo in un testo di prosa    • 3 •   segno di interpunzione del latino classico e medievale, corrispondente al moderno punto e virgola; anche, la pausa corrispondente.
colonato   s.m.  nel diritto feudale, istituto e condizione giuridica del lavoratore che era vincolato perpetuamente a un fondo.
colonia   (1) s.f.    • 1 •   nell'età antica, nucleo di popolazione civile trasferita dalla madrepatria in un altro territorio, in genere scarsamente abitato, per crearvi un insediamento stabile: colonia greca, romana; fondare una colonia  | in età moderna, paese geograficamente lontano su cui uno stato stabilisce militarmente la sua sovranità, con l'intento di sfruttarne le risorse economiche a proprio vantaggio: l'india fu colonia britannica; le colonie francesi del nord-africa    • 2 •   (estens.) le persone di una stessa nazione o città che risiedono lontano dalla madrepatria: la colonia italiana di buenos aires    • 3 •   colonia penale, stabilimento penitenziario lontano dalla madrepatria, destinato un tempo ai condannati a lunghe pene detentive | colonia agricola, luogo al quale sono assegnati, dopo aver scontato la pena, i condannati socialmente pericolosi    • 4 •   colonia (alpina, montana, marina ecc.), istituzione che provvede al soggiorno estivo di ragazzi in luoghi di villeggiatura; l'edificio che li ospita; l'insieme dei ragazzi ospitati: andare in colonia    • 5 •   (biol.) aggregato di individui animali o vegetali della stessa specie che costituiscono un'unica entità: colonia di coralli. 
colonia   (2) s.f.  espressione ellittica per acqua di colonia, profumo preparato con alcol ed essenze varie.
colonia   (3) s.f.  solo nella loc. colonia parziaria, (dir.) contratto agrario che prevedeva forme di spartizione dei prodotti del fondo tra padrone e colono; attualmente può essere trasformata in contratto d'affitto a richiesta del colono.
coloniale   agg.    • 1 •   di, relativo a una colonia; che proviene dalle colonie: possedimento coloniale; politica, guerra coloniale; prodotti coloniali; medicina coloniale, materia di insegnamento in alcune facoltà mediche | stile coloniale, stile architettonico ibrido tra forme importate dal paese d'origine dei colonizzatori e forme locali; per antonomasia, quello proprio degli stati uniti d'america nel periodo in cui erano colonia britannica    • 2 •   (biol.) si dice di organismo che vive in colonia    • 3 •   di colore marrone chiaro, simile al beige  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi vive in una colonia    • 2 •   pl.  generi alimentari che provengono da paesi extraeuropei (caffè, cacao, spezie ecc.).
colonialismo   s.m.    • 1 •   la politica di dominio coloniale perseguita dalle potenze europee, spec. a partire dalla seconda metà del sec. xix agli anni successivi alla seconda guerra mondiale    • 2 •   (non com.) vocabolo o espressione di origine coloniale entrati in una lingua europea.
colonialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   fautore del colonialismo    • 2 •   esperto di problemi coloniali.
colonialistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il colonialismo: politica colonialistica. 
colonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del colono: casa colonica    • 2 •   (dir.) di una colonìa    • 3 •   (ant.) coloniale.
colonizzabile   agg.  che può essere colonizzato.
colonizzare   v. tr.    • 1 •   fondare colonie in un territorio: i greci colonizzarono la sicilia    • 2 •   ridurre un paese a colonia: l'italia colonizzò l'etiopia  | (fig.) sottomettere, rendere dipendente; sfruttare    • 3 •   bonificare un territorio malarico o improduttivo.
colonizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi colonizza.
colonizzazione   s.f.  il colonizzare, l'essere colonizzato: la colonizzazione fenicia; colonizzazione culturale. 
colonna   s.f.    • 1 •   elemento architettonico verticale a sezione circolare, con preminente funzione di sostegno (di muri, archi, volte ecc.), ma anche ornamentale o celebrativa; è costituita di base, fusto e capitello, con proporzioni e decorazioni diverse secondo l'età, lo stile e l'ambito culturale: colonna dorica, ionica, corinzia; colonna di marmo, di granito; colonna onoraria, votiva  | colonna d'infamia  (o infame), alla quale si legavano i condannati alla berlina | le colonne d'ercole, (lett.) i promontori di calpe e abila, sullo stretto di gibilterra, dove ercole avrebbe piantato le colonne che segnavano i confini del mondo. dim. colonnetta, colonnina, colonnino  (m.)    • 2 •   (fig.) sostegno, aiuto morale: il figlio maggiore è la colonna della famiglia    • 3 •   (estens.) massa fluida o gassosa disposta verticalmente: colonna di fumo, d'acqua; la colonna del mercurio, quella del termometro | serie di elementi disposti verticalmente: una colonna di cifre; mettere i numeri in colonna, scriverli l'uno sotto l'altro | nel gioco della roulette, fila verticale di dodici numeri | colonna vertebrale, (anat.) l'insieme delle vertebre che costituiscono la spina dorsale | colonna sonora, in una pellicola cinematografica, la banda laterale su cui sono registrati i suoni; anche, la musica così registrata    • 4 •   fila di persone o di veicoli: una colonna di soldati, di automobili; mettersi in colonna  | quinta colonna, (fig.) si dice di chi in un paese, o anche all'interno di un ambiente, lavora a favore del nemico o dell'avversario    • 5 •   (tip.) gruppo di righe composte ma non ancora impaginate: bozze in colonna  | ciascuna delle divisioni verticali di una pagina stampata o scritta: titolo su quattro colonne    • 6 •   in informatica linea verticale in una matrice; in partic., divisione verticale in un foglio elettronico | riferito a stampante elettronica, unità di misura della larghezza del carrello, calcolata sul numero massimo delle battute contenute in una riga: stampante a 80, 120 colonne    • 7 •   (edil.) tubazione o sistema di tubazioni verticali colleganti i diversi piani di un edificio alla rete idrica o fognaria: colonna di carico, di scarico  ' colonna montante, cavo o insieme di cavi che collegano la rete sotterranea di distribuzione dell'energia elettrica agli impianti interni dell'edificio    • 8 •   (mar.) lato verticale della vela quadra    • 9 •   (sport) esercizio ginnico in cui l'atleta, poggiando con il dorso sul terreno, innalza le gambe unite in posizione verticale    • 10 •   (gerg.) studente universitario dell'ultimo anno.
colonnare   agg.  che ha forma di colonna.
colonnato   (1) s.m.  (arch.) serie di colonne collegate nella parte superiore da architravi o arcate: il colonnato di piazza san pietro in roma. 
colonnato   (2) agg.  provvisto di colonne, sostenuto da colonne: portico colonnato. 
colonnella   s.f.  (scherz.) la moglie del colonnello | (fig.) donna autoritaria.
colonnello   (1) s.m.  (mil.) il grado più elevato degli ufficiali superiori, cui spetta il comando di un reggimento o di un'unità equivalente | tenente colonnello, ufficiale superiore di grado compreso tra maggiore e colonnello.
colonnello   (2) s.m.  (st.) corpo militare formato da più compagnie.
colonnetta   s.f.    • 1 •   dim.  di colonna    • 2 •   (merid.) comodino, tavolino da notte    • 3 •   stele funeraria.
colonnina   s.f.    • 1 •   dim.  di colonna    • 2 •   distributore di carburante.
colonnino   s.m.    • 1 •   dim.  di colonna    • 2 •   colonna di balaustrata    • 3 •   (tip.) colonna di giustezza inferiore al normale    • 4 •   nel giornalismo, articolo breve, che copre una colonna o poco meno.
colono   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi coltiva la terra con un contratto di colonìa o di mezzadria    • 2 •   (lett.) contadino, lavoratore dei campi    • 3 •   abitante di una colonia, detto soprattutto in riferimento alle colonie antiche.
colophon    ⇨ colofone.
coloquintide   o coloquintida, coloquinta, colloquintide, s.f.  pianta erbacea con fusto peloso e strisciante e frutto giallastro, la cui polpa contiene un glucoside tossico ad azione fortemente lassativa (fam.  cucurbitacee).
colorabile   agg.  che si può colorare.
coloramento   s.m.  (non com.) il colorare.
colorante   part. pres.  di colorare   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza che conferisce una colorazione a un materiale, incorporandosi con esso e fissandosi stabilmente: colorante naturale, sintetico  ' coloranti alimentari, sostanze che si aggiungono ai cibi o alle bevande per renderli di colore gradevole.
colorare   v. tr.  [io colóro ecc.]    • 1 •   dare colore, tingere: colorare un quadro, un disegno; colorare a pastello, a tempera    • 2 •   (fig.) ornare, abbellire: colorare un discorso con espressioni vivaci  ' (antifr.) mascherare, camuffare: colorare d'altruismo un gesto interessato  | colorarsi v. rifl.    • 1 •   prendere colore, tingersi: il cielo si colora di rosso  | (fig.) arrossire: si colorò per la vergogna    • 2 •   (fig.) assumere una particolare sfumatura: una prosa che si colora di lirismo. 
colorato   part. pass.  di colorare   agg.    • 1 •   che ha un dato colore, generalmente vivace; che non è bianco o nero (anche fig.): vetrate colorate; biancheria colorata; gessi colorati    • 2 •   (non com.) detto di persona, che è di colore, che non è bianco § coloratamente avv. 
coloratura   s.f.    • 1 •   (non com.) colorazione; coloritura    • 2 •   (mus.) ornamentazione virtuosistica del canto, scritta dal compositore stesso o affidata all'improvvisazione del cantante; fioritura, vocalizzo.
colorazione   s.f.  il colorare, l'essere colorato; il colore assunto da un oggetto: dare, prendere una colorazione violacea. 
colore   s.m.    • 1 •   sensazione che dà all'occhio la luce riflessa dai corpi; qualità dei corpi per cui essi riflettono in vario modo la luce : colore bianco, rosso, giallo, nero; colore vivo, vivace, brillante, spento, chiaro, scuro, cupo; i sette colori dell'iride  | senza colore, di colore chiaro, sbiadito; (fig.) impersonale, fiacco, spento e sim. | a colori, in fotografia, cinematografia e televisione, che è ripreso a colori, non in bianco e nero: film a colori; televisore a colori, che dà immagini a colori | gente di colore, persone di razza diversa dalla bianca, e spec. i neri    • 2 •   sostanza con cui si dipinge: colore a olio, a tempera; una scatola di colori  | una mano di colore, uno strato di tinta o di vernice    • 3 •   colorito del viso di una persona: hai un bel colore oggi!  | diventare, farsi di tutti i colori, (fig.) tradire le proprie emozioni arrossendo o impallidendo    • 4 •   l'elemento cromatico di una bandiera o di uno stemma, in quanto contrassegno e simbolo di uno stato, di un partito, di una squadra sportiva ecc. (anche fig.): i colori nazionali; il colore politico di una giunta; difendere i propri colori, il proprio schieramento, la propria squadra | cambiare colore, (fig.) cambiare partito, opinione ecc.    • 5 •   ognuno dei quattro semi delle carte da gioco francesi | fare colore, nel poker, avere tutte e cinque le carte dello stesso seme    • 6 •   (fig.) tono, carattere: parole di colore oscuro, poco chiare (da un notissimo verso dantesco: inf.  iii, 10) | dirne, farne di tutti i colori, ogni genere di bizzarrie; passarne di tutti i colori, ogni genere di traversie | colore locale, aspetto, tratto pittoresco che distingue un luogo o un ambiente    • 7 •   (fig.) vivacità, espressività: una prosa ricca di colore; una voce priva di colore, monotona | fare del colore, eccedere in vivacità espressiva, indulgere al colorismo.
coloreria   s.f.  negozio in cui si vendono colori.
colorificio   s.m.  fabbrica di colori o di coloranti; il negozio in cui si vendono.
colorimetria   s.f.  (chim.) metodo analitico per determinare la concentrazione delle soluzioni in base all'assorbimento da esse provocato sulla luce visibile.
colorimetrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo alla colorimetria: analisi colorimetrica. 
colorimetro   s.m.  (chim.) apparecchio che misura l'assorbimento della luce visibile da parte di soluzioni.
colorire   v. tr.  [io colorisco, tu colorisci ecc.]    • 1 •   dare il colore; ravvivare con il colore: colorire un quadro    • 2 •   (fig.) descrivere, narrare con vivacità, anche con l'aggiunta di particolari fantastici: colorire un fatto di cronaca    • 3 •   (fig.) mascherare la realtà dandole un'apparenza migliore: colorire una bugia, una scusa  | colorirsi v. rifl.  acquistare colore o colorito: si colorì in volto. 
colorismo   s.m.  nelle arti figurative, il ricercare particolari effetti formali attraverso l'uso raffinato dei valori cromatici; in letteratura e in musica, ricerca di vivacità espressiva: il colorismo di debussy. 
colorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   operaio addetto alla preparazione dei colori    • 2 •   in pittura, chi dimostra particolare abilità nell'uso del colore o mira a ottenere particolari effetti cromatici; per estens., scrittore, musicista, artista il cui stile è particolarmente vivace ed espressivo    • 3 •   (cine.) tecnico addetto al controllo cromatico di una pellicola a colori.
coloristico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del colorismo; di, da colorista: effetti coloristici  § coloristicamente avv. 
colorito   part. pass.  di colorire   agg.    • 1 •   che ha un colore, dei bei colori (riferito spec. al viso): essere colorito (in viso)    • 2 •   (fig.) vivace, espressivo: linguaggio, racconto colorito   s.m.    • 1 •   colore della carnagione: colorito pallido, roseo, sano  | (lett.) colore    • 2 •   (pitt.) tecnica o stile nell'uso del colore: morbidezza di colorito    • 3 •   (mus.) ciò che riguarda il fraseggio, la dinamica, l'intensità espressiva dell'esecuzione ed è affidato alla sensibilità dell'interprete    • 4 •   (ling.) timbro di una vocale    • 5 •   (fig.) vivezza espressiva: recitazione priva di colorito  § coloritamente avv. 
coloritore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi colorisce (anche fig.).
coloritura   s.f.  il colorire, l'essere colorito; colore (anche fig.): la coloritura ideologica di un giornale. 
colorizzazione   s.f.  (cine.) procedimento elettronico mediante il quale un film in bianco e nero può essere colorato.
coloro   pron. dimostr. pl. m.  e f.  forma plurale di colui  e colei. 
colossal    ⇨ kolossal.
colossale   agg.  di colosso; straordinariamente grande, enorme (anche fig.): statua colossale; errore colossale  § colossalmente avv. 
colosso   s.m.    • 1 •   statua di gran mole: il colosso di rodi, statua gigantesca rappresentante apollo, che nell'antichità era posta all'imboccatura del porto di rodi | colosso dai piedi d'argilla  (o di creta), (fig.) si dice di persona o cosa la cui grande importanza o prestigio poggia su basi labili    • 2 •   uomo di statura e corporatura eccezionali    • 3 •   (fig.) persona di meriti, capacità straordinari; opera di grande valore: un colosso della letteratura, della musica  | azienda, impresa, ente e sim. di grandi dimensioni; nazione molto potente: i colossi dell'industria; un colosso economico, militare. 
colostro   s.m.  (fisiol.) liquido secreto dalle ghiandole mammarie durante la gravidanza e immediatamente dopo il parto.
colpa   s.f.    • 1 •   atto, comportamento che contravviene a una norma giuridica o morale; errore, fallo: colpa lieve, grave; macchiarsi di una colpa; cadere, essere, sentirsi in colpa; piangere sulle proprie colpe; scontare, espiare una colpa  | (teol.) peccato    • 2 •   causa che determina anche involontariamente un effetto dannoso o spiacevole; responsabilità: dare, attribuire a qualcuno la colpa di qualcosa; che colpa ho io se non è venuto?    • 3 •   (dir.) azione od omissione da cui, per imprudenza, negligenza, imperizia o inosservanza di norme giuridiche, deriva un danno ad altri    • 4 •   senso, sentimento di colpa, (psicol.) sensazione di rimorso conseguente a un'azione avvertita dal soggetto come riprovevole; anche, sentimento generico di colpevolezza | (psicoan.) stato o atteggiamento inconscio che induce il soggetto a comportamenti autopunitivi.
colpabilità   s.f.  (rar.) colpevolezza.
colpare   v. tr.  [io cólpo ecc.] (ant.) incolpare.
colpeggiare   v. intr.  [io colpéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (lett.) dare colpi ripetuti    • 2 •   (non com.) dipingere con colpi di pennello | v. tr.  (ant.) percuotere con colpi ripetuti.
colpevole   agg.    • 1 •   che ha commesso una colpa: confessarsi, sentirsi colpevole  | (dir.) che ha commesso un reato, che è responsabile di un fatto illecito    • 2 •   che costituisce colpa: azione colpevole   s.m.  e f.  chi ha commesso una colpa: individuare i colpevoli  § colpevolmente avv. 
colpevolezza   s.f.  stato di colpa; l'essere colpevole: dimostrare la colpevolezza dell'imputato. 
colpevolismo   s.m.  atteggiamento di chi è colpevolista.
colpevolista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m -sti] che, chi sostiene la colpevolezza di un imputato prima dell'emanazione della sentenza definitiva: l'opinione pubblica era divisa tra colpevolisti e innocentisti. 
colpevolistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da colpevolista: opinione colpevolistica. 
colpevolizzare   v. tr.  far sentire colpevole; caricare di sensi di colpa | colpevolizzarsi v. rifl.  sentirsi colpevole; nutrire in sé un sentimento di colpa.
colpire   v. tr.  [io colpisco, tu colpisci ecc.]    • 1 •   battere, percuotere, cogliere con uno o più colpi: colpire con un bastone, con un pugno; colpire in pieno, di striscio; l'avversario fu colpito in fronte; colpire il bersaglio  | colpire nel segno, (fig.) indovinare esattamente | colpire al cuore, (fig.) danneggiare in un punto essenziale, in modo decisivo; turbare profondamente | colpire qualcuno nel vivo, (fig.) toccarlo nel punto debole, nella parte più sensibile    • 2 •   (fig.) danneggiare: il fallimento colpì tutti i creditori    • 3 •   (fig.) impressionare vivamente, turbare: quella scena lo aveva profondamente colpito. 
colpite   s.f.  (med.) infiammazione della mucosa vaginale; vaginite.
colpitore   s.m.  [f. -trice] chi colpisce | essere un buon colpitore, si dice di pugile o calciatore dotato di notevole potenza di pugno o di tiro.
colpo   s.m.    • 1 •   l'atto del colpire; percossa, urto: colpo di martello, di spada; un colpo in testa, al braccio; dare, ricevere dei colpi  | colpo basso, proibito, nel pugilato e in altri sport di lotta, quello dato al di sotto della cintura o comunque vietato dalle regole; (fig.) azione sleale | far colpo, (fig.) impressionare positivamente. dim. colpetto, colpettino  accr. colpaccio, colpo audace e fortunato    • 2 •   (fig.) evento spiacevole o doloroso, spec. se accade all'improvviso; danno, perdita: la sua morte è stato un colpo per noi    • 3 •   rumore secco e istantaneo provocato da un'esplosione, da un urto o da qualsiasi altra causa; sparo, detonazione; anche, il proiettile sparato: colpo di fucile, di mortaio; fu ferito da un colpo di pistola  | perdere colpi, si dice di un motore a scoppio che non svolge regolarmente tutte le fasi del suo ciclo; (fig.) perdere di slancio, di efficacia, di efficienza | fallire il colpo, mancare il bersaglio | colpo di grazia, quello che finisce chi è stato già ferito; (fig.) evento ulteriore che determina una rovina definitiva | senza colpo ferire, senza usare le armi; (fig.) senza incontrare resistenza od ostacoli | a colpo sicuro, senza timore o possibilità di sbagliare    • 4 •   movimento, spostamento repentino di uno strumento o di un oggetto o di qualunque altra cosa: colpo di remi, di acceleratore, di forbici  | manifestazione improvvisa di un fenomeno: colpo di mare, di vento  | azione rapida e violenta; in partic., azione criminosa, rapina: fare un colpo in banca  | colpo di fortuna, fortuna imprevista | colpo di testa, (fig.) azione sventata, inconsulta | colpo d'occhio, sguardo rapido; a colpo d'occhio, a prima vista | colpo di fulmine, (fig.) innamoramento a prima vista | colpo di coda, (fig.) mutamento improvviso nella fase finale di uno svolgimento, di un processo, o nella condotta di una persona | colpo di scena, effetto drammatico che coglie di sorpresa; (fig.) mutamento improvviso di situazione | colpo di spugna, (fig.) cancellazione definitiva, spec. di ricordi, sentimenti e sim. | colpo di telefono, telefonata rapida | colpo giornalistico, pubblicazione di una notizia importante in esclusiva; scoop | colpo di mano, assalto di sorpresa (anche fig.) | colpo di stato, destituzione del governo legale imposta con la forza militare; rovesciamento con la forza dell'ordinamento costituzionale di uno stato | colpo di vita, (fam. scherz.) occasione di divertimento che esula dalla routine quotidiana | in loc. avv.: di colpo, improvvisamente; sul colpo, subito, immediatamente; tutto d'un colpo, in un istante, rapidamente; tutto in un colpo, tutto in una volta    • 5 •   improvviso accesso morboso: colpo (apoplettico), apoplessia cerebrale; colpo di calore, cefalea intensa, vomito e altri disturbi dovuti all'esposizione prolungata a una fonte di calore; colpo di sole, insolazione; colpo di freddo, d'aria, infreddatura.
colpo-  colpo- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. kólpos  'seno, golfo', poi 'grembo, utero'; significa 'vagina' (colporragia, colposcopia).
colporragia   s.f.  (med.) emorragia vaginale.
colposcopia   s.f.  (med.) esame della vagina e del collo uterino tramite colposcopio.
colposcopio   s.m.  (med.) strumento ottico per l'esplorazione della vagina.
colposo   agg.  (dir.) si dice di reato commesso per imprudenza o negligenza, ma senza dolo: omicidio colposo  § colposamente avv. 
colta   s.f.  (rar.) raccolta.
coltella   s.f.  grosso coltello a lama larga usato in cucina e in macelleria.
coltellaccino   s.m.  (mar.) vela quadra, analoga al coltellaccio, che viene aggiunta lateralmente al gran velaccio e al velaccino, per aumentare la superficie esposta al vento.
coltellaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di coltello  | grosso coltello    • 2 •   (mar.) vela trapezoidale sistemata lateralmente alle vele di gabbia o parrocchetto per aumentare la superficie velica esposta al vento.
coltellame   s.m.  assortimento di coltelli.
coltellata   s.f.    • 1 •   colpo inferto con la lama di un coltello; ferita di coltello    • 2 •   (fig.) atto o fatto che provoca una sofferenza acuta: quella notizia fu per lui una coltellata    • 3 •   (edil.) muro o parete di mattoni messi a coltello, cioè sovrapposti secondo le facce di lato minimo.
coltellato   agg.  si dice di muro o pavimento costruito con mattoni messi a coltello, cioè di taglio.
coltelleria   s.f.    • 1 •   assortimento di coltelli    • 2 •   negozio, fabbrica di coltelli e sim.
coltelliera   s.f.  astuccio, custodia per coltelli.
coltellinaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende coltelli, forbici e sim.
coltello   s.m.    • 1 •   arnese costituito da una lama d'acciaio affilata da un unico lato e fissata in un manico; è usato come utensile (per tagliare, incidere ecc.) o come arma: coltello da cucina, da tavola; coltello a serramanico  o da tasca, con la lama incernierata al manico; coltello anatomico, bisturi | lotta a coltello, (fig.) accanita | avere il coltello dalla parte del manico, (fig.) essere il più forte in una circostanza | prendere il coltello per la lama, (fig.) recarsi danno | a, di, per coltello, si dice di mattoni o altri oggetti disposti di taglio. dim. coltellino, coltelluccio  accr. coltellone  pegg. coltellaccio    • 2 •   (estens.) attrezzo, organo che per la forma o la funzione richiama un coltello: coltello dell'aratro, coltro; coltello della bilancia, su cui poggia il giogo | coltello separatore, (elettr.) dispositivo a forma di lama per aprire o chiudere un circuito ad alta tensione.

coltivabile   agg.  che si può coltivare.
coltivabilità   s.f.  l'essere coltivabile.
coltivamento   s.m.  (non com.) il coltivare; coltivazione.
coltivare   v. tr.    • 1 •   lavorare la terra affinché diventi produttiva; curare le piante perché diano frutti: coltivare un podere, un orto; coltivare il grano    • 2 •   (fig.) dedicarsi con impegno a un'attività, spec. intellettuale: coltivare l'arte, le scienze  | tenere in esercizio, educare: coltivare l'ingegno, la mente  | cercare di mantenere e rafforzare un rapporto personale: coltivare un'amicizia, una conoscenza  | accarezzare un'idea, nutrire un sentimento: coltivare un sogno, una speranza    • 3 •   nella terminologia mineraria, sfruttare un giacimento    • 4 •   (ant.) venerare | coltivarsi v. rifl.  (fam.) aver cura di migliorare la propria educazione culturale.
coltivato   part. pass.  di coltivare   agg.    • 1 •   sottoposto a coltivazione: campo coltivato    • 2 •   ottenuto con coltivazione, non spontaneo: funghi coltivati; perle coltivate   s.m.  terreno coltivo.
coltivatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi coltiva | coltivatore diretto, chi coltiva, prevalentemente con il lavoro proprio o della propria famiglia, un fondo di sua proprietà o di proprietà altrui con responsabilità di gestione    • 2 •   macchina agricola, munita di piccoli vomeri, con cui si rompe la crosta del terreno per preparare la semina.
coltivazione   s.f.  il coltivare, l'essere coltivato; il luogo e le piante stesse coltivati: coltivazione estensiva, intensiva; coltivazione di ortaggi, di cereali  | coltivazione di cave, di miniere, lo scavo e l'asportazione dei prodotti minerari.
coltivo   agg.  e s.m.  si dice di terreno coltivato o che si può coltivare.
colto   (1) agg.    • 1 •   istruito, che ha cultura; che denota cultura; erudito, dotto: un uomo molto colto; argomento colto  | lingua colta, quella della tradizione letteraria, in contrapposizione alla lingua parlata    • 2 •   (non com.) coltivato: terreni colti   s.m.  (ant.)    • 1 •   zona di terreno coltivato; podere    • 2 •   venerazione; culto.
colto   (2) part. pass.  di cogliere  e agg.  nei sign. del verbo.
-coltore  -coltore o -cultore, secondo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. culto¯re(m)  'coltivatore, allevatore', deriv. di cole°re  'coltivare' (viticoltore, avicoltore).
coltra    ⇨ coltre.
coltrare   v. tr.  [io cóltro ecc.] lavorare il terreno con il coltro; arare.
coltratura   s.f.  l'operazione del coltrare; aratura.
coltre   ant. coltra, s.f.    • 1 •   coperta da letto: mettersi sotto le coltri    • 2 •   (estens.) strato di materiale che forma una copertura: una coltre di neve, di nebbia    • 3 •   drappo funebre che ricopre la bara.
coltrice   s.f.  (lett.) materasso, giaciglio.
coltro   s.m.  lama dell'aratro, che sta davanti al vomere | (estens.) aratro munito di coltro.
coltrone   s.m.    • 1 •   coperta da letto imbottita    • 2 •   tenda imbottita che si mette d'inverno davanti agli usci delle chiese o di altri locali.
coltura   s.f.    • 1 •   la tecnica e la pratica del coltivare un terreno; il terreno stesso coltivato e le piante prodotte: la coltura della vite, del grano; la siccità distrugge le colture    • 2 •   allevamento: la coltura dei bachi da seta  | (biol.) tecnica di moltiplicazione di batteri e altri microrganismi patogeni a scopo diagnostico o sperimentale: coltura batterica    • 3 •   (rar.) cultura.
-coltura  -coltura o -cultura, secondo elemento di parole composte che significa 'coltivazione, allevamento' (viticoltura, piscicoltura); cfr. coltura. 
colturale   agg.  che riguarda una coltura.
colturamento   s.m.  (agr.) l'insieme dei trattamenti periodici a cui viene sottoposto un terreno per adattarlo a una data coltivazione.
colubridi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di serpenti caratterizzati dall'occhio a pupilla rotonda, comprendente numerosissimi generi diffusi in tutto il mondo | sing.  [-e] ogni serpente di tale famiglia.
colubrina   ant. colobrina, s.f.  antico pezzo di artiglieria a canna lunga e sottile.
colubro   s.m.    • 1 •   (lett.) serpente    • 2 •   (zool.) genere di serpenti innocui, presenti in italia con alcune varietà (fam.  colubridi).
colui   pron. dimostr. m. sing.  [f. colèi; pl. m. e f. colóro] quello (indica persona lontana da chi parla e da chi ascolta e si usa come sogg. e come compl.; è per lo più seguito dal pron. rel.): conosci colui che ti sostituirà?  | da solo ha quasi sempre una connotazione spreg.: non voglio avere a che fare con colui  | usato ant. con valore di  agg. poss.   nel sign. di suo, di lui : per lo colui consiglio..., si fece chiamare antigono  (boccaccio dec.  ii, 7).
columbio   s.m.  (chim.) nome usato nella letteratura scientifica anglo-americana per indicare il niobio. 
columella   s.f.    • 1 •   (zool.) asse centrale di una conchiglia o di una struttura a conchiglia    • 2 •   (anat.) ossicino dell'orecchio medio di molti vertebrati.
columnist   s.m.  e f. invar.  articolista che cura una rubrica fissa su un giornale o una rivista.
coluro   s.m.  (astr.) ognuno dei due meridiani celesti passanti per i punti degli equinozi o dei solstizi: coluro equinoziale, solstiziale. 
colza   s.f.  o rar. m.  [pl. m. -zi] pianta erbacea con foglie carnose simili a quelle del cavolo, fiori gialli o bianchi in grappoli, frutto a siliqua con semi bruni da cui si ricava un olio commestibile (fam.  crocifere).
coma   (1) s.m.  [pl. -mi  o invar.] (med.) stato patologico di sonno profondo con perdita parziale o totale di coscienza, sensibilità, motilità e riflessi, mentre si mantengono le funzioni respiratorie e cardiocircolatorie: entrare in coma; uscire dal coma; coma reversibile, irreversibile, profondo. 
coma   (2) s.f.    • 1 •   (ant.) chioma    • 2 •   (fis.) aberrazione di un sistema ottico, per cui l'immagine di un oggetto appare provvista di una sorta di pennacchio luminoso.
comacino   agg.  (lett.) di como, comasco | maestri comacini, gruppo di architetti e scultori originari del comasco, che operarono tra il vii e il xiii sec. in varie città d'italia.
comanda   s.f.  (gerg. region.) al ristorante, ordinazione di ciò che il cliente desidera consumare: raccogliere le comande dei vari tavoli. 
comandamento   s.m.    • 1 •   (ant.) comando    • 2 •   (teol.) precetto positivo o negativo, rivelato direttamente da dio agli uomini, che costituisce norma di comportamento morale e religioso | i (dieci) comandamenti, nella religione ebraica e cristiana, quelli rivelati da dio a mosè sul monte sinai; decalogo.
comandante   part. pres.  di comandare   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi comanda    • 2 •   (mil.) titolo dato a chi ha compiti e responsabilità di comando: comandante di plotone; comandante in capo, supremo    • 3 •   (mar.) ufficiale, di qualsiasi grado, che ha il comando di una nave | comandante in seconda, sulle navi da guerra, l'ufficiale di grado immediatamente inferiore a quello del comandante, che egli può sostituire; detto anche secondo  ' comandante del porto, ufficiale che presiede alla capitaneria e ai servizi tecnici e amministrativi del porto    • 4 •   (aer.) il capo dell'equipaggio di un aeromobile.
comandare   v. tr.    • 1 •   dare ordini, imporre con autorità la propria volontà, le proprie decisioni a qualcuno; esercitare un comando, un potere su qualcuno o qualcosa (anche assol.): comandare il silenzio, di tacere; comandare un esercito, una nave; vuole sempre comandare; comandare a bacchetta, con piglio dispotico e in ogni occasione; comandi!, formula militare di risposta alla chiamata di un superiore (diffusa anche popolarmente in talune regioni come semplice risposta a una chiamata) | chiedere, fare un'ordinazione: il signore (che cosa) comanda?, formula usata da negozianti, camerieri ecc. per ricevere un'ordinazione    • 2 •   richiedere, esigere, volere: una circostanza che comanda prudenza  | fare le cose come dio comanda, (fig. fam.) nel modo prescritto, nel modo migliore: abbiamo fatto tutto come dio comanda    • 3 •   (mecc.) azionare, controllare il movimento di un meccanismo, di una macchina: la cloche comanda gli alettoni    • 4 •   (burocr.) destinare un impiegato o un militare a un servizio estraneo alle normali attribuzioni    • 5 •   (lett.) raccomandare: piacendogli di partirsi, il comandò a dio  (boccaccio dec.  x, 5)    • 6 •   (ant. , lett.) dominare, detto di luogo.
comandata   s.f.    • 1 •   (ant.) obbligo di prestazioni personali richieste da un principe, da una comunità cittadina, comunale ecc.    • 2 •   (mil.) corvé | turno di guardia a bordo di navi militari.
comandato   part. pass.  di comandare   agg.    • 1 •   che è stato ordinato con autorità | feste comandate, (relig.) quelle in cui la chiesa prescrive di astenersi dal lavoro e di assistere alla messa    • 2 •   (burocr.) di militare o impiegato che ha ricevuto da un superiore un ordine o un incarico diverso dalle normali mansioni: soldato comandato di ronda; professore comandato presso il ministero. 
comando   s.m.    • 1 •   atto del comandare; ciò che si comanda; le parole e il modo con cui si comanda: dare, impartire, eseguire un comando; un comando secco, perentorio  | stare ai comandi di qualcuno, essergli gerarchicamente sottoposto; (fig.) essere pronto a ubbidirgli, essere a sua disposizione | ai suoi comandi!, come risposta a una richiesta di un superiore    • 2 •   grado, autorità di chi comanda; governo, potere: esercitare il comando; funzioni di comando; avere, prendere il comando delle operazioni    • 3 •   (mil.) il gruppo costituito dal comandante e dai suoi collaboratori; il luogo dove essi risiedono: comando di compagnia; il comando dei carabinieri    • 4 •   organo o dispositivo che serve a controllare, attivare o disattivare un altro organo, un apparecchio, una funzione: leva di comando; quadro di comando; verificare i comandi, controllarne l'efficienza; doppio comando, sistema che permette di comandare gli organi di controllo di un veicolo o di un aeromobile da due posti diversi    • 5 •   (burocr.) provvedimento con cui un dipendente, un funzionario viene destinato a ufficio diverso da quello che gli compete normalmente    • 6 •   (sport) primo posto: essere al comando della classifica    • 7 •   (inform.) segnale per il controllo di un'istruzione.
comandolo   s.m.  filo che si avvolge intorno a un rocchetto del telaio e serve per annodare i fili che si strappano durante la tessitura.
comare   dial. commare, s.f.    • 1 •   donna che tiene a battesimo o a cresima un bambino    • 2 •   (fam.) amica, vicina di casa; per estens., donna curiosa, pettegola | (antiq.  o dial.) appellativo generico con cui ci si rivolge a una donna che si conosce | la comare secca, (eufem. pop.) la morte    • 3 •   (region.) donna che aiuta una sposa durante le nozze o una gestante durante il parto.
comasco   agg.  di como  s.m.  [pl. -schi] [f. -a] abitante, nativo di como.
comato   agg.  (lett.) chiomato.
comatoso   agg.  (med.) proprio del coma: stato comatoso  | che è in coma, detto di persona.
comatula   s.f.  (zool.) genere di echinodermi marini dall'aspetto arborescente; vivono in fondali bassi attaccati a corpi sommersi nello stadio giovanile, in libertà da adulti (cl.  crinoidei).
comba   s.f.  valle montana lunga e stretta, caratteristica dei monti del giura.
combaciamento   s.m.  il combaciare; il punto dove due parti o due corpi combaciano.
combaciare   v. intr.  [io combàcio ecc. ; aus. avere] corrispondere, aderire esattamente: battenti che non combaciano  | (fig.) coincidere: due opinioni che combaciano. 
combattente   part. pres.  di combattere   agg.  nei sign. del verbo: reparto, truppa combattente  | (arald.) si dice di due animali raffigurati l'uno di fronte all'altro in atto di combattersi | pesce combattente, betta  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi combatte | ex combattente, chi ha partecipato a una guerra    • 2 •   uccello di palude con gambe e collo lunghi, così detto perché il maschio nel periodo degli accoppiamenti lotta accanitamente con i rivali; gambetta (ord.  caradriformi).
combattentismo   s.m.    • 1 •   tendenza alla guerra; bellicismo    • 2 •   (st.) movimento nazionalistico sostenuto dagli ex combattenti che si sviluppò in italia negli anni successivi alla prima guerra mondiale    • 3 •   associazionismo tra reduci ed ex combattenti.
combattentistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al combattentismo, ai combattenti o agli ex combattenti: associazione combattentistica. 
combattere   v. intr.  [coniugato come battere; aus. avere]    • 1 •   partecipare a uno scontro fisico o armato, a un'azione bellica, a una guerra; battagliare, guerreggiare, lottare: combattere per mare, a terra; combattere contro l'invasore, per la patria; combattere (a) corpo a corpo, a contatto fisico con l'avversario    • 2 •   (fig.) opporsi a qualcosa; impegnarsi, adoperarsi in ogni modo per ottenere qualcosa: combattere col male, con la miseria; combattere per una società migliore    • 3 •   (sport) disputare una gara con grande impegno | v. tr.    • 1 •   attaccare fisicamente o con armi per cercare di sconfiggere: combattere il nemico sulle alture    • 2 •   (fig.) contrastare, cercare di vincere: combattere l'ingiustizia, i pregiudizi  | combattersi v. rifl.  battersi, scontrarsi; farsi guerra.
combattimento   s.m.    • 1 •   il combattere; lotta, scontro (anche fig.) | (mil.) azione offensiva o difensiva svolta da unità minori nell'ambito di una più ampia battaglia    • 2 •   (sport) incontro, spec. di pugilato o di lotta | fuori combattimento, knock-out.
combattitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi combatte (spec. fig.).
combattività   s.f.  qualità di chi è combattivo.
combattivo   agg.  aggressivo, battagliero: persona combattiva; spirito combattivo  § combattivamente avv. 
combattuto   part. pass.  di combattere   agg.    • 1 •   affrontato con impegno e accanimento: una discussione, una gara assai combattuta    • 2 •   (fig.) agitato, travagliato: un uomo combattuto dai rimorsi  | titubante, perplesso: essere combattuto tra desiderio e paura  § combattutamente avv. 
combi   agg.  e s.m. invar.    • 1 •   di autoveicolo per il trasporto di persone e merci: un furgone in versione combi    • 2 •   di elettrodomestico che svolge più funzioni.
combinabile   agg.    • 1 •   che si può combinare, spec. in senso chimico: sostanze tra loro combinabili    • 2 •   che si può accordare, armonizzare: colori poco combinabili. 
combinabilità   s.f.  disposizione a combinarsi, ad armonizzarsi.
combinare   v. tr.    • 1 •   mettere insieme due o più cose secondo un certo criterio, in vista di un dato scopo; accordare, armonizzare: combinare i colori di un abito, la borsetta con le scarpe  | non combinare il pranzo con la cena, (fig.) non avere abbastanza di che vivere    • 2 •   (estens.) mettere d'accordo, far coincidere: combinare gli sforzi; combinare la bellezza con la funzionalità    • 3 •   predisporre, organizzare insieme con altri: combinare un viaggio; combinare di partire per il mare  | concordare, concludere: combinare un incontro, un matrimonio; combinare un affare; abbiamo combinato per domani sera, abbiamo stabilito (un appuntamento, un incontro ecc.); non combinare nulla, non riuscire a fare nulla di buono; guarda che cos'ha combinato!, che danno, che guaio | combinarne delle belle, di cotte e di crude, di tutti i colori  e sim., fare dei guai, commettere azioni discutibili, riprovevoli    • 4 •   (chim.) effettuare una combinazione | v. intr.  [aus. avere] essere o andare d'accordo; coincidere, collimare: punti di vista che combinano  | combinarsi v. rifl.  e intr. pron.    • 1 •   (chim.) reagire insieme: l'idrogeno si combina con l'ossigeno    • 2 •   (fam.) trovarsi, mettersi d'accordo: non ci siamo combinati sul prezzo    • 3 •   (fam.) ridursi, conciarsi: si è combinato proprio male. 
combinata   s.f.  (sport) competizione sciistica che comprende più prove diverse i cui risultati danno luogo a una classifica unica: combinata alpina, con gare di slalom e discesa libera; combinata nordica, con gare di fondo e salto.
combinato   part. pass.  di combinare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo | essere mal combinato, (fam.) essere in una situazione sfavorevole, difficile    • 2 •   che è frutto di un precedente accordo: matrimonio combinato  | gara, vittoria combinata, truccata, ottenuta mediante una combine    • 3 •   (mil.) si dice di operazione o manovra condotta con la partecipazione di più armi (p. e.  marina ed esercito, esercito e aviazione) o di forze armate di diverse nazioni § combinatamente avv. 
combinatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi combina, mette insieme; organizzatore: combinatore di intrighi    • 2 •   (tecn.) apparecchio elettromeccanico che consente di modificare la velocità di un mezzo di trazione elettrico variando opportunamente i collegamenti fra i suoi motori  agg.  che combina: disco combinatore, quello che serve a formare numeri telefonici.
combinatorio   agg.  che è basato sulla combinazione di vari elementi | calcolo combinatorio, (mat.) tipo di calcolo che studia il numero delle combinazioni, disposizioni o permutazioni ottenibili variando l'ordine o il numero degli elementi di un dato insieme | logica combinatoria, ramo della logica matematica che concerne i processi di sostituzione, l'uso delle variabili e la nozione di funzione | arte combinatoria, (filos.) espressione con cui leibniz designa il suo progetto di un metodo capace di dimostrare e schematizzare ogni tipo di conoscenza mediante la scomposizione delle idee complesse in idee semplici e la loro traduzione in simboli univoci.
combinazione   s.f.    • 1 •   il combinare, il combinarsi; modo in cui si raggruppa un insieme di elementi od oggetti diversi: combinazione di colori, di suoni    • 2 •   imprevisto, circostanza fortuita, per lo più favorevole; caso, coincidenza: è una vera combinazione che tu mi trovi ancora qui; per combinazione, casualmente    • 3 •   (chim.) unione di sostanze diverse per formare un nuovo composto; reazione, sintesi    • 4 •   (mat.) ognuno dei gruppi che si può formare con un certo numero di oggetti di un dato insieme in modo che differisca almeno di un elemento da ogni altro gruppo ottenibile con lo stesso procedimento    • 5 •   sequenza ordinata di numeri (o lettere) collegata a una serratura speciale, che si apre solo se quella sequenza viene composta esattamente    • 6 •   completo di biancheria intima femminile.
combine   s.f. invar.    • 1 •   accordo illecito col quale si predetermina il risultato di una competizione sportiva | (estens.) intesa segreta ai danni di altri: il risultato della votazione è frutto di una combine    • 2 •   (agr.) mietitrebbia.
combino   s.m.  (fam.) accordo, stratagemma segreto mirante a combinare un incontro, spec. amoroso: fare un combino  | accordo equivoco, patto disonesto.
combo   s.m. invar.    • 1 •   riunione di due o più fotografie in una; fotomontaggio    • 2 •   (mus.) complesso jazz di quattro o cinque elementi.
combriccola   s.f.    • 1 •   (spreg.) unione di più persone per scopi illeciti; cricca: una combriccola di imbroglioni    • 2 •   (fam.) gruppo, comitiva di persone, spec. se allegre e spensierate: una combriccola di vecchi amici. 
comburente   part. pres.  di comburere   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza (p. e.  l'ossigeno) o miscuglio, in genere gassoso (p. e.  l'aria), che favorisce, consente o mantiene la combustione.
comburenza   s.f.  (chim.) proprietà di un comburente.
comburere   v. tr.  [usati solo la    • 3 •   pers. sing. del pres. combure  e la    • 1 •   e    • 3 •   pers. sing. del pass. rem. combussi  e combusse, il ger. comburendo, il part. pres. comburente  e il part. pass. combusto  con i tempi composti] (lett.) bruciare: venne di troia, / poi che 'l superbo ilión fu combusto  (dante inf.  i, 74-75).
combustibile   agg.  e s.m.  si dice di qualsiasi sostanza che, in presenza di un comburente, può bruciare sviluppando luce e calore: olio, gas combustibile; combustibile solido, liquido, gassoso  | combustibile nucleare, materiale capace di subire il processo di fissione nucleare controllata, utilizzato per la produzione di energia.
combustibilità   s.f.  l'essere combustibile.
combustione   s.f.    • 1 •   reazione chimica di un combustibile con un comburente, spesso con sviluppo di calore e di luce: la combustione del legno; combustione lenta, senza sviluppo di luce né calore; combustione spontanea, autocombustione | motore a combustione interna, quello azionato dai gas prodotti da una combustione che avviene all'interno del motore stesso; motore a combustione esterna, quello azionato dal vapore che si genera in una caldaia esterna    • 2 •   (ant.) incendio | (fig.) agitazione, trambusto.
combusto   part. pass.  di comburere   agg.  bruciato, arso: gas combusti, (chim.) prodotti da combustione.
combustore   s.m.  (mecc.) nei motori a reazione e nelle turbine a gas, cavità in cui avviene la combustione; camera di combustione.
combutta   s.f.  unione di più persone che perseguono un fine poco chiaro o disonesto: una combutta di imbroglioni; fare combutta, entrare in combutta con qualcuno. 
come   ant. como, avv.    • 1 •   in quale modo, in quale maniera (in prop. interrogative dirette e indirette): come stai?; come è andato il viaggio?; dimmi come stai; mi chiedo come mai si farà  ' come mai?, perché mai, per quale ragione: come mai non è più partito?  | com'è che...?, come va che...?, qual è il motivo per cui... | ma come?!, per esprimere sdegno o meraviglia | come dici?, come hai detto?, per chiedere che si ripeta qualcosa | come sarebbe a dire?, per chiedere una spiegazione | com'è, come non è, (fam.) per introdurre un fatto che si è verificato all'improvviso | come no?!, certamente | come si permette?!, si guardi bene dal permettersi    • 2 •   quanto (in prop. esclamative): come piove!; come sei buono!; come mi dispiace!  | e come!, lo stesso che eccome    • 3 •   il modo nel quale, in quale modo (introduce una prop. dichiarativa): gli raccontò come l'amico sarebbe partito; non ti accorgi come sei stupido  | preceduto da ecco, con lo stesso significato e funzione: ecco come andarono le cose; ecco come ci si può rovinare    • 4 •   nel modo in cui, quanto (introduce una prop. comparativa): è bello come credevo; arriverà più tardi di come aveva annunciato;  6 sta a  3 come  10 sta a 5  | in frasi comparative ellittiche del verbo stabilisce una relazione di somiglianza o di identità: bianco come il latte; la figlia è alta come la madre; pochi sono pigri come te; di giorno come di notte  | in espressioni rafforzative o enfatiche: io come io, non accetterei, per quanto mi riguarda, per conto mio; ora come ora, oggi come oggi, al momento attuale | con il sign. di nella condizione, in qualità di, introduce un'apposizione o un compl. predicativo: tu, come arbitro, devi essere imparziale; fu scelto come testimone; tutti la richiedevano come moglie    • 5 •   nel modo in cui, in quella maniera che (introduce una prop. modale): ho fatto come tu hai voluto; tutto è accaduto come speravamo  | preceduto da così : lascia le cose così come sono  | in correlazione con così  o con tanto  (in luogo di quanto): non è così tardi come pensavo; tanto gli uni come gli altri  ' come (se), nello stesso modo che, quasi che: rispettalo come (se) fosse tuo padre  | come non detto, per ritirare una precedente affermazione  cong.    • 1 •   appena, non appena; quando (introduce una prop. temporale): come lo seppe, telefonò  | a mano a mano che: le notizie venivano comunicate come arrivavano    • 2 •   (lett.) giacché, siccome (introduce una prop. causale): e come un effetto bisognava ottenere sugli spettatori,... cercavano l'effetto ne' mezzi più grossolani e caricati  (de sanctis)  s.m. invar.  il modo, la maniera; la causa, il mezzo, spec. nelle loc. il come e il perché, il come e il quando  e sim.: spiegare il come e il quando; stabilire il come e il quanto; ora mi dirai il che e il come. 
comecché   o come che, comeché, cong.  (ant. , lett.)    • 1 •   benché, quantunque, sebbene: ella, che medica non era, comeché medico fosse il marito,... (boccaccio dec.  iv, 10)    • 2 •   in qualunque modo, comunque: ma, comeché il fatto s'andasse, avvenne che... (boccaccio dec.  ii, 4)    • 3 •   ovunque, in qualsiasi parte: novi tormenti e novi tormentati / mi veggio intorno, come ch'io mi muova / e ch' io mi volga, e come che io guati  (dante inf.  vi, 4-6).
comecchessia   o come che sia, comechessia, avv.  (rar.) a ogni modo, comunque sia  agg. invar.  (rar.) qualunque, qualsiasi.
comedia    ⇨ commedia.
comedone   s.m.  (med.) piccolo deposito di grasso che si forma nello sbocco di una ghiandola sebacea e appare sulla pelle come un punto nero.
comense   agg.  (lett.) del territorio di como  s.m.  e f.  (lett.) chi abita o è nato nel territorio di como.
comento   (1) e deriv.   ⇨ commento e deriv. 
comento   (2) s.m.  (mar.) interstizio tra le tavole dei ponti e del fasciame esterno degli scafi di legno.
comere   v. tr.  [usato solo nella    • 1 •   e    • 3 •   pers. sing. del pres. indic. io còmo, egli còme] (ant. , lett.) abbellire: ben m'affaticherei con tutta quella / arte che tanto il parlar orna e come  (ariosto o. f.  xxix, 27).
cometa   s.f.  (astr.) corpo celeste che ruota intorno al sole su un'orbita ellittica molto allungata; in genere è formato da un nucleo luminoso (testa), un alone intorno a esso (chioma) e uno strascico (coda).
cometario   agg.  (astr.) di una cometa, che si riferisce alle comete: orbita cometaria. 
comfort   s.m. invar.  comodità, agio materiale offerti dagli ambienti in cui si abita o dagli oggetti che si usano: il comfort della propria casa  | (estens.) la struttura, il mezzo, l'oggetto che offrono tale comodità: un albergo, un'automobile con tutti i comfort. 
comiato    ⇨ commiato.
comic   s.m.  [pl. comics] fumetto.
comica   s.f.    • 1 •   (ant.) l'arte del recitare o dello scrivere commedie    • 2 •   (cine.) cortometraggio di carattere comico, tipico dei tempi del cinema muto: le comiche di charlot    • 3 •   (fig. fam.) situazione paradossale, ridicola: che comica!. 
comicità   s.f.  l'essere comico.
comicizzare   v. tr.  (non com.) rendere comico, volgere al comico.
comico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è proprio della commedia; che concerne la commedia: scrittore, genere comico  | stile comico, nella retorica medievale, che sta a mezzo tra quello tragico e quello elegiaco    • 2 •   che fa ridere o intende far ridere; buffo, ridicolo: una situazione comica; un film comico   s.m.    • 1 •   in età medievale e rinascimentale, attore; poi, attore di commedie | oggi, attore specializzato in parti comiche    • 2 •   (non com.) scrittore di commedie    • 3 •   comicità: non avere il senso del comico; buttare qualcosa sul comico, renderla ridicola, vederne il lato buffo    • 4 •   (lett.) il genere comico § comicamente avv. 
comignolo   s.m.    • 1 •   la parte della canna del camino che sporge sopra il tetto    • 2 •   la linea più alta del tetto, dove si congiungono gli spioventi.
cominciamento   s.m.  (lett.) il cominciare; inizio, principio.
cominciare   v. tr.  [io comìncio ecc.] dare principio a qualcosa; iniziare, incominciare (anche assol.): cominciare un lavoro, un discorso; cominciare a camminare, a parlare; tutto sta a cominciare  | sottintendendo a dire, a parlare  e sim. (seguito dal discorso diretto): emilia, sentendo la novella finita, per comandamento della reina così cominciò... (boccaccio dec.  ii, 6) | prov.  : chi ben comincia è a metà dell'opera  | v. intr.  [aus. essere] avere principio: la scuola è cominciata alcuni giorni fa; il primo capitolo comincia a pagina due   s.m.  (lett.) inizio, principio.
comincio   s.m.  (lett.) principio, inizio.
cominformista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] membro del cominform, ufficio di informazione tra i partiti comunisti europei, attivo dal 1947 al 1956 | usato anche come agg.  in luogo di cominformistico. 
cominformistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce al cominform, alla sua attività.
comino    ⇨ cumino.
-comio  -comio secondo elemento di parole composte della terminologia dotta, dal gr. komêin  'curare'; significa 'casa di cura, ospedale, ricovero' (frenocomio, manicomio, nosocomio).
comitale   agg.  di, da conte: stemma, corona, anello comitale. 
comitativo   s.m.  e agg.  (ling.) si dice di caso che esprime il complemento di compagnia.
comitato   s.m.  gruppo di persone, in genere delegate da altre, costituito per realizzare finalità comuni, spec. d'interesse pubblico: comitato direttivo, esecutivo; comitato di gestione  | comitato interministeriale, quello composto da più ministri e istituito per coordinare l'attività tecnica di più ministeri | comitato centrale, organo di alcuni partiti politici eletto dal congresso con il compito di attuarne la linea politica | comitato dei creditori, (dir.) nel fallimento, organo consultivo costituito da alcuni creditori nominati dal giudice | comitato di base, (accorciato in cobas), organizzazione di base dei lavoratori, soprattutto nell'ambito del pubblico impiego, che rifiuta le rappresentanze sindacali tradizionali, accusate, per la loro struttura verticistica, di scarsa tutela degli interessi degli iscritti.
comitiva   s.f.    • 1 •   gruppo di persone che fanno insieme una gita, un viaggio, un'escursione e sim.: una comitiva di turisti; viaggiare, pranzare in comitiva    • 2 •   (lett.) seguito di un personaggio importante.
comiziale   agg.    • 1 •   (non com.) di, da comizio: parlare con tono comiziale    • 2 •   morbo, male comiziale, (antiq.) epilessia.
comiziante   s.m.  e f.    • 1 •   chi pronuncia un discorso a un comizio: tono, discorso da comiziante, demagogico    • 2 •   chi partecipa a un comizio.
comizio   s.m.    • 1 •   nella roma antica, assemblea popolare convocata a scopo elettorale o per legiferare; il luogo dove si svolgeva tale assemblea: comizi curiati, centuriati, tributi, in cui si votava per curie, per centurie, per tribù | convocare i comizi elettorali, oggi, indire le elezioni politiche o amministrative    • 2 •   adunanza pubblica di natura politica o sindacale in cui uno o più oratori illustrano punti di vista o programmi del partito, del gruppo, dell'organizzazione a cui appartengono: tenere un comizio; partecipare a un comizio  | (estens.) discorso inopportunamente lungo ed eloquente: quando parla fa dei comizi. 
comma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (dir.) capoverso; ogni singola parte, graficamente distinta da un a capo, di un articolo di legge, di un regolamento, di un contratto o di altro documento redatto in articoli    • 2 •   (mus.) minima differenza di frequenza tra due suoni di altezza quasi uguale, calcolabile in 1/10 di tono, eliminata con il cosiddetto sistema temperato  o temperamento    • 3 •   nella retorica classica e medievale, suddivisione del colon    • 4 •   nell'interpunzione antica, segno corrispondente all'odierna virgola; anche, la pausa corrispondente.
commando   (1) s.m. invar.    • 1 •   (mil.) pattuglia d'assalto usata per azioni di sorpresa    • 2 •   (estens.) gruppo ristretto di persone che compie un'azione terroristica o banditesca.
commando   (2) s.m.  (mar.) cordicella resistente di canapa catramata.
commare    ⇨ comare.
commedia   ant. comedia [co-me-dì-a], s.f.    • 1 •   componimento teatrale in prosa o in versi, diviso in atti e scene, che rappresenta persone comuni e situazioni verosimili, ed è quasi sempre a lieto fine: le commedie di plauto, di molière, di goldoni  | commedia di carattere, che dipinge un particolare carattere o difetto umano | commedia d'intreccio, che si fonda su vicende complicate | commedia di ambiente, che subordina personaggi e intreccio all'ambientazione naturale e umana della vicenda, puntando piuttosto sul colore | commedia dell'arte, il teatro degli attori italiani nei secc. xvi-xviii, caratterizzato da recitazione improvvisata su canovacci e dalla presenza delle maschere | commedia musicale, spettacolo musicale in parte anche recitato, simile all'operetta, con soggetto comico o sentimentale; anche, genere cinematografico tipico degli stati uniti, in auge negli anni cinquanta | commedia all'italiana, genere cinematografico sviluppatosi in italia negli anni sessanta, che mirava a divertire facendo satira di costume | personaggio da commedia, (fig.) persona particolarmente buffa o stravagante | finire in commedia, (fig.) nel ridicolo. dim. commediola    • 2 •   (fig.) finzione, messinscena: le sue dimostrazioni d'affetto erano tutta una commedia; far la commedia, fingere ipocritamente    • 3 •   nella retorica medievale, componimento letterario di stile mediano, fra il tragico e l'elegiaco; da qui il titolo di «commedia» dato da dante al suo poema.
commediante   s.m.  e f.    • 1 •   attore di commedie (spec. spreg.)    • 2 •   (fig.) simulatore; ipocrita.
commediare   v. tr.  (ant.) mettere in commedia | v. intr.  [aus. avere] scrivere una commedia, delle commedie.
commediografo   s.m.  [f. -a] autore di commedie.
commelinacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee monocotiledoni a cui appartiene l'erba chiamata popolarmente miseria  | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
commemorabile   agg.  che si può commemorare; degno d'essere commemorato.
commemorare   v. tr.  [io commèmoro ecc.] ricordare, celebrare solennemente.
commemorativo   agg.  che commemora: una lapide commemorativa; francobollo commemorativo, emesso per ricordare un personaggio o un avvenimento § commemorativamente avv.  (rar.).
commemorazione   s.f.    • 1 •   il commemorare, l'essere commemorato; cerimonia con la quale si commemora: la commemorazione dei caduti    • 2 •   (lit.) orazione inserita nella messa per ricordare la madonna, un santo o anche una festa, quando nel giorno della loro ricorrenza non se ne celebri la messa specifica.
commenda   s.f.    • 1 •   onorificenza civile attribuita a cittadini distintisi in particolari attività    • 2 •   in un ordine cavalleresco, titolo e dignità di commendatore    • 3 •   facoltà dell'uso di un beneficio ecclesiastico vacante riconosciuta a persona che non ne diventa titolare; il beneficio stesso avuto in uso    • 4 •   tipo di contratto commerciale in uso nel medioevo.
commendabile   agg.  (lett. rar.) commendevole, lodevole.
commendare   v. tr.  [io commèndo ecc.]    • 1 •   (ant.) affidare    • 2 •   (lett.) raccomandare: commendare l'anima a dio    • 3 •   (lett.) approvare, lodare: non correte a riprendere o commendare secondo la superficie delle cose  (guicciardini).
commendatario   agg.  e s.m.  che, chi è titolare di una commenda ecclesiastica: abate commendatario. 
commendatizio   agg.  (lett.) di raccomandazione: (lettera) commendatizia. 
commendatore   s.m.    • 1 •   titolare dell'onorificenza della commenda: commendatore della repubblica  | un fisico da commendatore, (scherz.) imponente e un po' adiposo    • 2 •   grado di alcuni ordini cavallereschi, superiore a quello di cavaliere e cavaliere ufficiale, inferiore a quello di grande ufficiale e cavaliere di gran croce; la persona insignita di tale grado    • 3 •   (ant.) chi commenda, chi loda.
commendazione   s.f.    • 1 •   (ant.) il commendare; approvazione, lode    • 2 •   (rar.) attribuzione del titolo di commendatore.
commendevole   agg.  (lett.) da commendare; degno di approvazione, lodevole § commendevolmente avv.  lodevolmente.
commensale   s.m.  e f.    • 1 •   chi partecipa a un banchetto, a un pranzo ufficiale; convitato    • 2 •   (biol.) organismo che vive in situazione di commensalismo.
commensalismo   s.m.  (biol.) convivenza di due individui di specie diversa che utilizzano in comune le riserve alimentari, con vantaggio solo di uno, ma senza danno diretto dell'altro.
commensurabile   agg.    • 1 •   che si può commensurare, mettere in rapporto; paragonabile    • 2 •   (mat.) si dice di due grandezze omogenee che hanno un sottomultiplo comune.
commensurabilità   s.f.  l'essere commensurabile: commensurabilità di due grandezze. 
commensurare   v. tr.  [io commensùro  (meno bene commènsuro) ecc.] (lett.) misurare insieme, in proporzione; paragonare; commisurare.
commentare   ant. comentare, v. tr.  [io comménto ecc.]    • 1 •   esprimere un giudizio, delle opinioni: commentare un fatto, una situazione, un film    • 2 •   spiegare, illustrare per mezzo di un commento: commentare virgilio, la «divina commedia». 
commentario   ant. comentario, s.m.    • 1 •   (lett.) lo stesso che commento    • 2 •   trattazione ampia e ricca di erudizione che illustra un testo    • 3 •   memoria storica di un avvenimento scritta da persona che vi ebbe parte: i «commentari della guerra civile» di cesare. 
commentatore   ant. comentatore, s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi commenta avvenimenti d'attualità in servizi di tipo giornalistico: commentatore sportivo    • 2 •   autore del commento a un testo: un commentatore di petrarca    • 3 •   (lit.) laico o chierico che spiega brevemente ai fedeli i riti svolti dal celebrante.
commento   ant. comento, s.m.    • 1 •   giudizio motivato su un evento, una situazione, una persona, un discorso ecc., espresso a voce o per iscritto: commento radiofonico, giornalistico; commento politico, sportivo; un articolo di commento  | osservazione critica: far commenti su qualcosa, qualcuno  dim. commentino    • 2 •   interpretazione di un testo; insieme di note che lo illustrano: commento estetico, storico, linguistico    • 3 •   commento musicale, brano musicale che accompagna l'azione di un film, una sequenza televisiva e sim.    • 4 •   (inform.) nota, spiegazione in linguaggio naturale inserita con un codice di riconoscimento tra le istruzioni di un programma, per chiarire e illustrare i singoli passaggi del programma stesso.
commerciabile   agg.  idoneo a essere posto in commercio: prodotto commerciabile. 
commerciabilità   s.f.  l'essere commerciabile: la commerciabilità di un prodotto. 
commercial   s.m. invar.  annuncio, comunicato commerciale trasmesso per radio o televisione.
commerciale   agg.    • 1 •   di commercio, attinente al commercio: società commerciale; relazioni commerciali; scienze economiche e commerciali  | direzione, servizio commerciale, nelle aziende, uffici che si occupano della vendita e della distribuzione dei prodotti | nome commerciale, quello non tecnico con il quale sono messi in commercio degli specifici prodotti (p. e. aspirina, bel paese) | diritto commerciale, branca del diritto che disciplina i rapporti tra imprese commerciali (industrie, società di servizi, banche ecc) e tra queste e i consumatori o gli utenti    • 2 •   che riguarda il settore vendite di un'organizzazione: direzione commerciale    • 3 •   che si vende facilmente; per estens., di qualità corrente, ordinaria: prodotti commerciali  | film, libro commerciale, di cassetta, che mira a un buon incasso senza avere pretese artistiche § commercialmente avv.  dal punto di vista commerciale.
commercialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   laureato in scienze economiche e commerciali, o ragioniere, perito commerciale che esercita la libera professione    • 2 •   avvocato specialista di diritto commerciale    • 3 •   docente di diritto commerciale nelle facoltà di giurisprudenza | anche come agg.  : dottore, avvocato commercialista. 
commercialistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al commercio: studi commercialistici. 
commercialità   s.f.  l'essere commerciale.
commercializzare   v. tr.    • 1 •   mettere in commercio; rendere commerciale, facile da vendere: commercializzare un prodotto    • 2 •   (spreg.) mercificare: commercializzare l'arte. 
commercializzazione   s.f.  il commercializzare, l'essere commercializzato.
commerciante   part. pres.  di commerciare   s.m.  e f.  chi per professione esercita un commercio: commerciante in legnami, di tessuti. 
commerciare   v. intr.  [io commèrcio ecc. ; aus. avere] esercitare il commercio: commerciare in vini  | v. tr.  mettere in commercio; comprare e vendere: commerciare tessuti. 
commercio   s.m.    • 1 •   attività di intermediazione nello scambio delle merci: commercio di tessuti, di prodotti alimentari; esercitare il commercio  | essere nel commercio, fare il commerciante; mettersi nel commercio, darsi al commercio, intraprendere professionalmente l'attività commerciale | commercio all'ingrosso, con scambio di notevoli quantitativi di merce, fra addetti al settore; commercio al minuto, al dettaglio, con scambio di piccoli quantitativi, tra commerciante e consumatore | commercio ambulante, effettuato da venditori ambulanti    • 2 •   (estens.) scambio di merci con denaro o altra merce | mettere in commercio, mettere in vendita; ritirare dal commercio, togliere dalla vendita | essere in commercio, essere in vendita; fuori commercio, non in vendita | commercio internazionale, che si svolge tra uno stato e l'altro, tra più stati | far commercio di qualcosa, venderla, trattarla come una merce: far commercio di sé, del proprio corpo, (lett.) prostituirsi    • 3 •   (fig. lett.) scambio, circolazione: favorire il commercio delle idee; commercio epistolare, corrispondenza | frequentazione, compagnia: cercare, fuggire il commercio degli uomini; commercio carnale, rapporto sessuale.
commessa   s.f.  ordinazione di merce o di beni da produrre; il valore di tale ordinazione: una commessa di venti miliardi; venti miliardi di commesse. 
commesso   part. pass.  di commettere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   [f. -a] addetto alla vendita in un negozio | commesso viaggiatore, chi viaggia per vendere prodotti o ricevere commissioni per conto di un'azienda; piazzista    • 2 •   [f. -a] impiegato subalterno con mansioni generiche: commesso di banca  ' nell'amministrazione della giustizia, aiutante ufficiale giudiziario: commesso di tribunale    • 3 •   (mar. mil.) sottufficiale che ha in consegna i viveri    • 4 •   decorazione marmorea policroma.
commessura   s.f.    • 1 •   punto di connessione; commettitura    • 2 •   (anat.) zone ristrette che fanno comunicare fra loro parti simmetriche del sistema nervoso centrale.
commestibile   agg.  che si può mangiare; edule, mangereccio: funghi commestibili   s.m. pl.  (non com.) generi alimentari.
commestibilità   s.f.  l'essere commestibile.
commettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   (non com.) accostare, far combaciare, incastrare: commettere due assi    • 2 •   fare, compiere (riferito ad azioni illecite o comunque riprovevoli o spiacevoli): commettere un errore, un furto    • 3 •   (lett.) affidare, consegnare: d'i ben che son commessi alla fortuna  (dante inf.  vii, 62)    • 4 •   (non com.) incaricare di eseguire un lavoro; commissionare: commettere la costruzione di una casa; commettere della merce  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) combaciare: gli sportelli dell'armadio non commettono bene  | commettersi v. rifl.  (lett.) affidarsi, consegnarsi.
commettitura   s.f.  il commettere, il far combaciare due cose o parti di cose; il punto in cui combaciano: le commettiture delle piastrelle non sono regolari. 
commiato   ant. comiato, s.m.    • 1 •   permesso di partire, di andar via; congedo, licenza: dare, prender commiato    • 2 •   il modo con cui ci si allontana da qualcuno; il saluto prima di una partenza    • 3 •   in poesia, strofa più breve con cui si conclude la canzone; è detta anche licenza  o congedo. 
commilitone   s.m.  compagno d'armi; camerata.
comminare   v. tr.  [io commìno  o alla latina còmmino ecc.] (dir.) prevedere una pena o una sanzione per la trasgressione di una legge: un reato per il quale la legge commina l'ergastolo, la detenzione, una multa. 
comminatoria   s.f.  (dir.) minaccia di una sanzione in caso di inosservanza di un provvedimento.
comminatorio   agg.  (dir.) che commina una pena: intimazione comminatoria. 
comminazione   s.f.  (dir.) il comminare, l'essere comminato.
comminuto   agg.  (scient.) formato da piccole parti | (med.) caratterizzato da frammentazione del tessuto osseo: frattura comminuta. 
comminuzione   s.f.    • 1 •   (med.) frattura comminuta    • 2 •   riduzione di un materiale in frammenti.
commiserabile   agg.  che si può commiserare; che è degno di commiserazione § commiserabilmente avv.  (rar.).
commiserando   agg.  (lett.) commiserabile, miserando.
commiserare   v. tr.  [io commì sero ecc.] provare compassione per qualcuno o qualcosa; compatire, compiangere.
commiseratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi commisera.
commiserazione   s.f.  il commiserare; compassione, pietà: parole, frasi di commiserazione. 
commiserevole   agg.  (lett.) commiserabile § commiserevolmente avv. 
commissariale   agg.  di commissario.
commissariamento   s.m.  il commissariare, l'essere commissariato.
commissariare   v. tr.  [io commissàrio ecc.] preporre un commissario all'amministrazione di un ente, di un'impresa e sim., in luogo dei normali organi direttivi.
commissariato   s.m.    • 1 •   ufficio, grado, sede di commissario; circoscrizione sottoposta a un commissario: commissariato di polizia  ' commissariato militare, corpo dell'amministrazione militare che sovrintende ai servizi di sussistenza e di approvvigionamento    • 2 •   insieme di commissari con competenze particolari.
commissario   s.m.  [f. -a]    • 1 •   funzionario addetto all'amministrazione straordinaria di un ente, un organismo, un'impresa ecc., con competenze che ordinariamente sono proprie di organi collegiali | commissario straordinario prefettizio, quello, nominato dal prefetto, che amministra un comune in luogo degli organi locali    • 2 •   chi è incaricato, in via temporanea o permanente, di una determinata funzione: commissario tecnico, l'incaricato della selezione degli atleti delle squadre sportive nazionali; commissario di bordo, nella marina militare e mercantile, ufficiale a cui è affidata l'amministrazione del personale, dei viveri e del materiale di bordo; commissario militare, ufficiale o sottufficiale responsabile del carico di una nave mercantile adibita a trasporto militare; commissario del popolo, nell'unione sovietica, dalla rivoluzione bolscevica del 1917 al 1946, il capo responsabile di un dicastero | commissario del governo, funzionario che rappresenta il governo presso le amministrazioni regionali o, in via straordinaria, nei luoghi in cui si sono verificate grandi sciagure o calamità naturali    • 3 •   membro di una commissione: commissario d'esami, di concorso    • 4 •   nella polizia di stato, il primo grado dei funzionari dirigenti; la persona che ne è investita | nel vecchio ordinamento, il dirigente di un commissariato di polizia.
commissionare   v. tr.  [io commissióno ecc] ordinare, richiedere la fornitura di una merce; incaricare di eseguire un lavoro: commissionare una partita di tubi; commissionare un quadro. 
commissionario   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi riceve una commissione    • 2 •   che, chi acquista o vende merci o titoli non in nome proprio, ma per conto di un committente: libreria commissionaria; commissionario di borsa. 
commissione   s.f.    • 1 •   incarico per cui qualcuno svolge un'attività per conto di altri: affidare, eseguire una commissione; agire su, dietro commissione; omicidio, furto su commissione, per conto di un mandante | il compenso dovuto a chi svolge un'attività di rappresentanza o di intermediazione; il compenso che si corrisponde a una banca quando la si incarica del pagamento di bollette di utenze, di acquisto di titoli e sim.    • 2 •   spec. pl.  incombenze, piccoli acquisti, disbrigo di pratiche e sim.: uscire per commissioni.  dim. commissioncella    • 3 •   (comm.) ordinazione di una merce | il foglio su cui è scritta    • 4 •   gruppo di persone a cui è affidato un incarico da svolgere collegialmente: commissione d'inchiesta, esaminatrice; nominare una commissione  | commissione interna, quella eletta dai dipendenti di un'azienda come loro rappresentanza di fronte al datore di lavoro | commissione parlamentare, di parlamentari rappresentanti diversi partiti, con compiti o funzioni specifiche: commissione inquirente, commissione parlamentare cui compete di istruire i procedimenti di accusa contro il presidente della repubblica, il presidente del consiglio e i ministri; commissione legislativa, commissione parlamentare che esamina preventivamente i disegni di legge e quindi riferisce al parlamento    • 5 •   (dir.) il compiere un atto illecito: commissione di reato. 
commissorio   agg.  (dir.) si dice del patto, vietato dalla legge, col quale il creditore conviene di acquisire, in caso di insolvenza, la proprietà del bene del debitore datogli in pegno o ipotecato.
commistione   s.f.  (lett.) mescolanza, mistione.
commisto   agg.  (lett.) mescolato insieme: strazio e delizia commisti  (sbarbaro).
commisurare   v. tr.  misurare qualcosa rispetto a un'altra; adeguare, proporzionare: commisurare il castigo alla colpa. 
commisurazione   s.f.  il commisurare; proporzione.
committente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi commissiona, fa una commessa: il committente di una partita di merci, di un'opera d'arte. 
committenza   s.f.  (non com) il commettere; commissione, ordinazione | chi commette, l'insieme dei committenti: la committenza pubblica, privata  | in partic., coloro che affidano incarichi ad artisti o scrittori: lo studio della committenza nella ritrattistica rinascimentale. 
commo   alla greca commòs, s.m.  nella tragedia greca antica, dialogo lirico tra il coro e gli attori.
commò  s commòs; ⇨ commo.
commodare   e deriv.   ⇨ comodare    • 2 •   e deriv. 
commodo   e deriv.   ⇨ comodo e deriv. 
commodoro   s.m.  nella marina militare britannica e americana, titolo attribuito a un capitano di vascello incaricato del comando di una divisione navale.
commorienza   s.f.  (dir.) morte simultanea, accertata o presunta, di due o più persone.
commosso   part. pass.  di commuovere   agg.    • 1 •   preso da commozione: essere commosso fino alle lacrime    • 2 •   che rivela commozione: parole commosse    • 3 •   (ant. , lett.) mosso, agitato: i petali... cadevano... dai rami appena commossi dal vento mattutino  (d'annunzio) § commossamente avv. 
commotivo   agg.  (med.) di commozione, che riguarda la commozione: stato commotivo. 
commovente   part. pres.  di commuovere   agg.  che suscita sentimenti di commozione: una storia commovente  § commoventemente avv. 
commovere    ⇨ commuovere.
commovibilità   s.f.  (non com.) tendenza a commuoversi facilmente; emotività.
commovimento   s.m.  (lett.)    • 1 •   agitazione, movimento violenti    • 2 •   commozione.
commozione   s.f.    • 1 •   il commuovere, il commuoversi, l'essere commosso: commozione intensa; parole rotte dalla commozione  | (estens.) turbamento, emozione    • 2 •   (ant. , lett.) agitazione, movimento violento: la commozione de' venti non ascende più di due o tre miglia in alto  (galilei) | (ant.) tumulto, sommossa    • 3 •   (med.) alterazione funzionale di un organo in conseguenza di un trauma violento: commozione cerebrale. 
commuovere   pop. o lett. commovere, v. tr.  [coniugato come muovere]    • 1 •   produrre una viva impressione, far nascere in qualcuno un forte sentimento (di pietà, ammirazione, ansia, affetto, tenerezza): la sua storia ci ha profondamente commosso; una musica, una semplicità che commuove    • 2 •   (ant.) turbare, impensierire, preoccupare: l'altra dubitazion che ti commuove  (dante par.  iv, 64)    • 3 •   (ant. , lett.) muovere con violenza; agitare    • 4 •   (ant.) incitare, indurre, persuadere: l'atto fero e 'l parlar tutti commosse / a chiamar guerra  (tasso g. l.  ii, 90) | sobillare, sollevare | commuoversi v. rifl.    • 1 •   essere preso da un vivo senso di pietà, di ammirazione, di affetto ecc.; turbarsi: commuoversi all'udire una notizia, nell'ascoltare una musica; commuoversi per le disgrazie altrui    • 2 •   (ant. , lett.) muoversi con violenza    • 3 •   (ant.) ribellarsi, insorgere.
commutabile   agg.  che si può commutare.
commutabilità   s.f.  l'essere commutabile.
commutare   v. tr.    • 1 •   scambiare una cosa con un'altra: commutare l'ordine dei fattori in una moltiplicazione    • 2 •   (elettr.) cambiare i collegamenti fra due o più circuiti; anche, invertire il senso della corrente in un circuito | commutarsi v. rifl.  invertirsi, scambiarsi.
commutatività   s.f.  (mat.) il godere della proprietà commutativa.
commutativo   agg.    • 1 •   che vale a commutare; che riguarda la commutazione | giustizia commutativa, che impegna a restituire l'equivalente di quello che si riceve    • 2 •   proprietà commutativa, (mat.) in un'operazione o in un procedimento fra due o più termini, possibilità di mutare l'ordine dei termini senza che cambi il risultato.
commutatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi commuta  s.m.    • 1 •   (elettr.) dispositivo che serve a cambiare i collegamenti tra due o più circuiti elettrici o a invertire il senso della corrente in un circuito | in telefonia, dispositivo per collegare tra loro gli utenti di una rete | commutatore di gamma d'onda, in radiotecnica, dispositivo che serve a cambiare la frequenza collegata    • 2 •   (ling.) deittico.
commutatorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi esegue le commutazioni nelle centrali telefoniche.
commutatrice   s.f.  macchina elettrica che trasforma la corrente alternata in continua e viceversa.
commutazione   s.f.    • 1 •   il commutare: commutazione di una pena    • 2 •   (elettr.) inversione del senso della corrente o cambiamento dei collegamenti in un circuito elettrico | in telefonia, insieme delle operazioni necessarie per permettere la comunicazione tra due utenti    • 3 •   (ling.) sostituzione, in una parola, di un fonema con un altro, tale che ne risulta modificato il senso.
como    ⇨ come.
comò   s.m.  mobile a cassetti; cassettone.
comoda   s.f.  sedia o poltrona per uso di vecchi e malati, che sotto il sedile ha un vaso estraibile per i bisogni corporali; seggetta.
comodante   ant. o region. commodante, part. pres.  di comodare    • 2 •   agg.  e s.m.  (dir.) che, chi dà beni in comodato.
comodare   (1) ant. o region. commodare, v. intr.  [usato per lo più nella forma impers. còmoda; aus. essere] far comodo, far piacere: fa' pure come ti comoda. 
comodare   (2) ant. o region. commodare, v. tr.  [io còmodo ecc.] (dir.) dare in comodato.
comodatario   ant. o region. commodatario, s.m.  (dir.) chi riceve beni in comodato.
comodato   ant. o region. commodato, s.m.  (dir.) prestito gratuito d'un bene mobile o immobile per un determinato uso e con obbligo di restituzione a richiesta.
comodino   (1) s.m.  piccolo mobile che si tiene accanto al letto.
comodino   (2) s.m.  nel gergo teatrale, attore chiamato a sostituire altri attori mancanti, specie in parti secondarie; tuttofare, tappabuchi | fare, servire da comodino a qualcuno, (fig.) assecondarne con poca dignità il volere.
comodità   ant. o region. commodità, s.f.    • 1 •   l'essere comodo, la qualità di ciò che è comodo: la comodità di una poltrona    • 2 •   agio, opportunità: non avere la comodità di recarsi in un luogo    • 3 •   ciò che procura comodo, benessere; comfort: un albergo dotato di tutte le comodità. 
comodo   ant. o region. commodo, agg.    • 1 •   che fa stare a proprio agio; che non arreca noia, disturbo; confortevole, piacevole: una casa comoda; un viaggio comodo; fare vita comoda, vivere senza fatiche o sacrifici; tornare, riuscire comodo, recare vantaggio, utilità un'ora comoda, che non disturba; prendersela comoda, fare le cose con agio, senza affannarsi | detto di capo di vestiario, piuttosto abbondante così da permettere piena libertà di movimento: camicia, giacca comoda    • 2 •   si dice di chi si trova a proprio agio: qui si sta veramente comodi; siete comodi qui?  ' mettersi, rimanere, stare comodo, mettersi a sedere, rimanere, stare seduto    • 3 •   (fam.) che non si affanna, che agisce con la massima calma: è un tipo comodo   s.m.    • 1 •   ciò che è gradito, opportuno o vantaggioso; agio, utile: fare il proprio comodo, i propri comodi, senza pensare agli altri | con (tutto) comodo, senza fretta | a suo comodo, a suo piacere | tornare, far comodo, riuscire utile | di comodo, vantaggioso, utile ma che costituisce un adattamento, un compromesso: soluzione di comodo; un avversario di comodo, non temibile o addirittura già d'accordo nel farsi battere. pegg. comodaccio    • 2 •   comodo di cassa, apertura di credito concessa transitoriamente dalla banca ai suoi clienti § comodamente avv.  in modo comodo | facilmente, agevolmente: superare comodamente un esame  | tranquillamente, senza fretta: fare tutto comodamente. 
comodone   s.m.  [f. -a] (scherz.) chi fa tutto con comodo, senza affrettarsi; pigrone.
compact   s.m. invar.  abbr. corrente di compact disc. 
compact disc   o compact disk, loc. sost. m. invar.    • 1 •   disco fonografico di piccolo ingombro, a lettura ottica mediante raggio laser    • 2 •   (inform.) disco ottico con memoria a sola lettura (cd-rom), in grado di immagazzinare una grandissima quantità di informazioni (banche dati, opere enciclopediche, dizionari ecc.), leggibile attraverso un normale elaboratore dotato di apposito lettore: una bibliografia su compact disc. 
compadrone   s.m.  [f. -a] (non com.) comproprietario.
compaesano   s.m.  [f. -a] chi è dello stesso paese.
compage   s.f.  (ant. , lett.) compagine; (fig.) densità: che soperchia de l'aere ogne compage  (dante par.  xiii, 6).
compaginare   (1) v. tr.  [io compàgino ecc.] (lett.) unire strettamente più parti a formare un tutto; concatenare.
compaginare   (2) v. tr.  [io compàgino ecc.] (non com.) disporre in pagine, impaginare.
compagine   s.f.  connessione, complesso organico, unione stretta di più parti o di più persone che operano per un fine comune: la compagine di un volume; la compagine dello stato, di uno schieramento; la compagine di un'opera  | (sport) squadra compatta e affiatata.
compagna   s.f.    • 1 •   (ant.) compagnia, scorta: con quella compagna / picciola da la qual non fui diserto  (dante inf.  xxvi, 101-102)    • 2 •   in età comunale, associazione, corporazione.
compagnare   v. tr.  (ant.) accompagnare.
compagnesco   agg.  [pl. m. -schi] (ant.) di compagni; compagnevole, amichevole.
compagnevole   agg.  (ant.)    • 1 •   che ama stare in compagnia; socievole: l'uomo naturalmente è compagnevole animale  (dante convivio)    • 2 •   che si fa in compagnia, tra amici: risa e motti e festeggiar compagnevole  (boccaccio dec.  introduzione).
compagnia   s.f.    • 1 •   intrattenersi insieme con altri; non essere soli; per estens., la persona o le persone con cui si è insieme: cercare, amare, evitare la compagnia; essere in buona, in cattiva compagnia; dolce compagnia, quella della persona amata; dama di compagnia, donna al servizio di una signora con il compito di assisterla e intrattenerla | (ant.) familiarità, intimità | (ant.) alleanza, lega | complemento di compagnia, (gramm.) quello che esprime relazione di compagnia con essere animato (p. e.  passeggiare col cane)    • 2 •   gruppo di persone che si riuniscono per conversare, discutere, divertirsi; insieme di compagni, di amici: un'allegra compagnia; una compagnia di giovani, di persone anziane  '... e compagnia bella, (fam.) e via dicendo, e così via    • 3 •   gruppo di artisti e tecnici scritturato per eseguire spettacoli: compagnia teatrale, drammatica; compagnia stabile    • 4 •   società commerciale, che in genere opera nel campo dei trasporti o delle assicurazioni: la compagnia delle indie; la compagnia dei vagoni letto; compagnia di bandiera, società di navigazione aerea o marittima che rappresenta ufficialmente lo stato a cui appartiene    • 5 •   ordine religioso, confraternita: compagnia di gesù, l'ordine dei gesuiti    • 6 •   (mil.) reparto intermedio tra il plotone e il battaglione, al comando di un capitano | compagnia di ventura, dal sec. xiv al xvi, banda di soldati mercenari guidata da un condottiero    • 7 •   (ant.) corporazione di lavoratori.
compagno   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi condivide con altri una condizione, un'attività, un divertimento ecc. (anche fig.): compagno di lavoro, di viaggio, di squadra, di fede; compagno di sventura; il cane è un fedele compagno dell'uomo; lo studio è stato un compagno inseparabile della sua vita; il compagno della vita, il coniuge, il convivente | in partic., persona dell'altro sesso con cui si convive senza essere sposati. dim. compagnuccio  pegg. compagnaccio    • 2 •   appellativo con cui si chiamano tra loro i seguaci dei partiti di ispirazione comunista, socialista e radicale    • 3 •   persona con cui si gareggia o si fa coppia in un gioco: compagno di squadra    • 4 •   (comm.) socio in un'azienda: la ditta rossi e compagni  '... e compagni, (fig. fam.) e gli altri dello stesso gruppo, della stessa risma, solitamente con tono spreg.    • 5 •   (ant.) alleato, confederato  agg.    • 1 •   (fam.) molto simile: ho un gatto compagno al tuo  | che fa il paio con un altro: non trovo la scarpa compagna di questa    • 2 •   (ant. , lett.) alleato.
compagnone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (fam.) chi ama le allegre compagnie; buontempone    • 2 •   (ant.) compagno  agg.  (fam.) socievole: un tipo compagnone. 
compago   o campago, s.m.  [pl. -gi] elegante calzare usato da imperatori, patrizi e senatori romani e bizantini, poi da vescovi e pontefici.
companatico   s.m.  [pl. -ci] ciò che si mangia col pane.
comparabile   agg.  che si può comparare § comparabilmente avv. 
comparabilità   s.f.  (non com.) l'essere comparabile.
comparaggio   s.m.    • 1 •   (ant.) comparatico    • 2 •   (dir.) reato commesso dal medico, dal veterinario o dal farmacista che accetta danaro o altri vantaggi per prescrivere o vendere una specialità medicinale.
comparare   v. tr.  [io compàro, o alla latina còmparo ecc.] mettere a confronto, a paragone.
comparatico   s.m.  [pl. -ci] rapporto tra compare o comare e figlioccio o figlioccia | la condizione di compare o comare.
comparatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso che applica il metodo comparativo.
comparatistica   s.f.  disciplina fondata sul metodo comparativo; l'insieme degli studi in cui si applica tale metodo.
comparativismo   s.m.  nel campo degli studi, applicazione del metodo comparativo.
comparativista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] comparatista.
comparativo   agg.  che stabilisce una comparazione, un confronto; che è basato su un confronto: il grado comparativo dell'aggettivo, dell'avverbio; (proposizione) comparativa  | metodo comparativo, nel campo degli studi, metodo consistente nel comparare tra loro dati, elementi o fenomeni di ambito diverso, al fine di individuare delle costanti utili alla loro classificazione o alla formulazione di leggi: studio comparativo delle lingue   s.m.  (gramm.) grado dell'aggettivo e dell'avverbio che esprime il suo valore in rapporto a un termine di paragone; può essere di uguaglianza (la sua casa è tanto bella quanto grande; sono ricco come te), di maggioranza (è più astuto che intelligente; marco è più buono di luigi) o di minoranza (meno utile che rischioso; il ferro è meno pesante del piombo) § comparativamente avv.  in modo comparativo; secondo il metodo comparativo; relativamente al confronto.
comparato   part. pass.  di comparare   agg.  nei sign. del verbo | si dice di disciplina che si basa sul metodo comparativo: anatomia, linguistica comparata; letterature comparate  § comparatamente avv.  (non com.) in modo comparato.
comparatore   s.m.  (tecn.) strumento di precisione per il controllo di planarità di una superficie e per la misurazione di lunghezze rispetto a un campione.
comparazione   s.f.    • 1 •   il comparare    • 2 •   gradi di comparazione, (gramm.) comparativo e superlativo.
compare   s.m.    • 1 •   (region.) colui che tiene un bambino a battesimo o a cresima: far da compare  | compare d'anello, di matrimonio, testimone matrimoniale    • 2 •   (antiq.  o dial.) appellativo familiare con cui ci si rivolge a un uomo che si conosce    • 3 •   (fam.) complice: il ladro e il suo compare. 
comparente   part. pres.  di comparire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  (dir.) chi compare in giudizio, oppure dinanzi a un'autorità, dinanzi a un notaio.
comparire   v. intr.  [pres. io comparisco  o compàio, tu comparisci  o compari ecc. ; pass. rem. io comparvi  o comparìi  o comparsi, tu comparisti ecc. ; part. pass. comparso, rar. comparito; aus. essere]    • 1 •   presentarsi, mostrarsi, apparire: comparire in pubblico, in sogno; gli piace comandare senza comparire; una luce che compare e scompare    • 2 •   di un testo, essere pubblicato: è comparsa una seconda edizione    • 3 •   figurare, essere compreso: il tuo nome non compare nell'elenco    • 4 •   [pres. solo in -isco] far bella mostra di sé, far figura: un abito elegante e che comparisce    • 5 •   comparire (in giudizio), (dir.) presentarsi come parte in un processo.
compariscente   agg.  (antiq.) appariscente, elegante.
comparita   s.f.    • 1 •   (ant.) il comparire; comparsa, apparizione    • 2 •   far comparita, (tosc.) far figura, fare un bell'effetto (detto di cose).
comparizione   s.f.  (non com.) il comparire | (dir.) presentazione davanti al giudice di una parte in un processo civile o di un imputato in un processo penale: mandato, ordine di comparizione. 
comparsa   s.f.    • 1 •   il comparire: la comparsa di un nuovo fenomeno  | far comparsa, fare bella figura    • 2 •   nel teatro o nel cinema, chi compare brevemente sulla scena o sul set senza parlare | far da comparsa, (fig.) assistere o partecipare formalmente a qualcosa senza avervi parte attiva    • 3 •   (dir.) nel processo civile, atto scritto contenente le richieste di una delle parti | (non com.) comparizione.
comparsata   s.f.  nel gergo cinematografico, parte di comparsa sostenuta occasionalmente.
comparso   part. pass.  di comparire  e agg.  nei sign. del verbo.
compartecipanza   s.f.  (rar.) compartecipazione.
compartecipare   v. intr.  [io compartécipo ecc. ; aus. avere] partecipare con altri: compartecipare agli utili. 
compartecipazione   s.f.    • 1 •   il compartecipare: compartecipazione in un'impresa    • 2 •   la parte spettante al compartecipe.
compartecipe   agg.  e s.m.  e f.  che, chi prende parte insieme con altri.
compartimentale   agg.  di un compartimento amministrativo: direzione, ufficio compartimentale. 
compartimentazione   s.f.  divisione in compartimenti.
compartimento   s.m.    • 1 •   (non com.) il compartire; suddivisione: compartimento dei lavori    • 2 •   ciascuna parte in cui è suddiviso uno spazio o una superficie; scompartimento | compartimento stagno, (mar.) ciascuna delle zone chiuse a tenuta d'acqua in cui viene suddiviso lo scafo di una nave per impedire che, in caso di falla, l'acqua lo invada completamente; (fig.) gruppo, ambiente chiuso, che non ha rapporti con l'esterno | cultura a compartimenti stagni, frammentaria o, anche, eccessivamente specialistica    • 3 •   circoscrizione amministrativa: compartimento ferroviario. 
compartire   v. tr.  [io compartisco  o comparto, tu compartisci  o comparti ecc.]    • 1 •   (lett.) dividere in parti; distribuire, ripartire    • 2 •   (ant.) dare, concedere | dare, assestare: e con la man... / mille colpi ver' lui drizza e comparte  (tasso g. l.  v, 30) | compartirsi v. rifl.  o intr. pron.  (ant.) suddividersi.
compartizione   s.f.  (lett.) il compartire; suddivisione, ripartizione.
comparto   s.m.    • 1 •   ripartizione, compartimento, scomparto    • 2 •   particolare settore o ramo dell'attività economica, commerciale, borsistica: il comparto tessile; il comparto dei titoli assicurativi. 
compascolo   s.m.  (dir.) rapporto consuetudinario tra più proprietari che comporta il diritto di far pascolare gli animali ciascuno sul terreno dell'altro.
compassare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   misurare col compasso    • 2 •   (fig. lett.) ponderare, vagliare con cura.
compassatezza   s.f.  (non com.) contegno compassato, assoluto autocontrollo.
compassato   part. pass.  di compassare   agg.  che mostra misura, capacità di autocontrollo: contegno compassato; una persona compassata  § compassatamente avv. 
compassionare   v. tr.  e intr.  [io compassióno ecc. ; aus. dell'intr. avere] (lett.) mostrare compassione; compatire, commiserare: dopo la disgrazia tutti lo compassionavano; giove compassionando alla nostra somma infelicità  (leopardi operette morali).
compassione   s.f.    • 1 •   sentimento di sofferta partecipazione ai mali altrui: mostrare, provare compassione per qualcuno; muoversi a compassione, impietosirsi; far compassione, destare pietà    • 2 •   senso di disprezzo nei confronti di qualcuno o di qualcosa che è meschino, ridicolo, brutto: un libro che fa compassione. 
compassionevole   agg.  (lett.)    • 1 •   che prova compassione, che è disposto alla compassione: animo compassionevole    • 2 •   che desta compassione: una vita compassionevole  § compassionevolmente avv. 
compasso   s.m.    • 1 •   strumento formato da due aste collegate a cerniera, usato per disegnare circonferenze o misurare distanze | col compasso, con squadra e compasso, (fig.) con ponderazione, con meticolosità (anche eccessiva): parlare, scrivere col compasso, pesando ogni parola    • 2 •   (mar.) nome corrente della bussola magnetica navale    • 3 •   (ant.) carta nautica    • 4 •   (ant.) ornamento geometrico a linee curve.
compatibile   agg.    • 1 •   che si può compatire, perdonare: la sua reazione, per quanto riprovevole, è compatibile    • 2 •   che si può conciliare con qualcosa: questo lavoro non è compatibile con altre occupazioni    • 3 •   (inform.) caratterizzato da compatibilità: computer compatibili  § compatibilmente avv.  se si concilia con, per quanto consentito da qualcosa: verrò, compatibilmente coi miei impegni. 
compatibilità   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere compatibile    • 2 •   conciliabilità: compatibilità di incarichi    • 3 •   (inform.) caratteristica di due diversi elaboratori che sono in grado di scambiare programmi senza differenze di esiti; oppure, di due dispositivi hardware che possono operare insieme; oppure, di un programma in grado di utilizzare le elaborazioni di un altro.
compatimento   s.m.    • 1 •   l'atto del compatire; compassione    • 2 •   indulgenza, non sempre benevola: assumere un'aria di compatimento, di superiorità, di sopportazione.
compatire   v. tr.  [io compatisco, tu compatisci ecc.]    • 1 •   provare compassione; commiserare, compiangere: compatire qualcuno per le sue disgrazie  | anche con senso di superiorità, di disprezzo: lo compatisco perché è un povero illuso  | farsi compatire, esporsi al ridicolo    • 2 •   trattare con indulgenza, perdonare; giustificare: compatire i difetti degli altri  | v. intr.  [aus. avere] (lett.) provare compatimento, compassione; essere indulgente: l'uomo superiore... sa... compatire al dolore dell'altro  (de sanctis) | compatirsi v. rifl.  sopportarsi, tollerarsi vicendevolmente.
compatriota   o compatriotta, s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi è della stessa patria.
compatrono   s.m.    • 1 •   [f. -a] santo che è patrono insieme con un altro o con altri santi    • 2 •   chi è patrono con altri di un beneficio ecclesiastico    • 3 •   (dir.) chi in un processo assiste una parte insieme ad altro difensore.
compattamento   s.m.  il compattare, il compattarsi; consolidamento.
compattare   v. tr.    • 1 •   rendere compatto, costipare: compattare un terreno  | in varie tecnologie, congiungere più strettamente; anche, condensare in minor spazio    • 2 •   (fig.) consolidare, rinsaldare: la crisi ha compattato le forze di opposizione  | compattarsi v. rifl.  consolidarsi, cementarsi (anche fig.).
compattatore   agg.  [f. -trice] che serve a compattare (anche fig.)  s.m.  macchina per compattare materiali incoerenti.
compattazione   s.f.  compattamento.
compattezza   s.f.  l'essere compatto (anche fig.): la compattezza dell'argilla; la compattezza di un partito. 
compatto   agg.    • 1 •   ben unito, coerente nelle sue parti; solido, denso: terreno, legno compatto; folla compatta    • 2 •   (fig.) concorde, solidale; unanime: gli operai aderirono compatti allo sciopero    • 3 •   detto di oggetto, che ha dimensioni ridotte e aspetto semplice, lineare: un televisore compatto, di linea compatta § compattamente avv. 
compendiare   v. tr.  [io compèndio ecc.] ridurre in compendio; riassumere (anche fig.): i proverbi compendiano la saggezza dei popoli  | compendiarsi v. rifl.  riassumersi, sintetizzarsi (spec. fig.): nei risultati ottenuti si compendia l'impegno profuso. 
compendiario   agg.  in forma o in funzione di compendio; riassuntivo: un testo compendiario  | scrittura compendiaria, con molte abbreviazioni.
compendiatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   autore di un compendio; epitomatore    • 2 •   (rar.) chi è portato alla sintesi.
compendio   s.m.    • 1 •   riduzione in forma breve e succinta di uno scritto o di un discorso; riassunto, epitome | trattazione sintetica di un argomento: compendio di storia  | in compendio, in breve, riassumendo, sintetizzando    • 2 •   (fig.) sintesi di cose diverse    • 3 •   (paleogr.) scrittura sintetica di una parola per mezzo delle sue lettere essenziali    • 4 •   (dir.) complesso dei diritti e degli obblighi che costituiscono l'eredità l'insieme dei beni che sono oggetto dell'eredità.
compendiosità   s.f.  l'essere compendioso.
compendioso   agg.    • 1 •   breve, succinto, riassuntivo: stile compendioso    • 2 •   (ant.) corto, breve (di via, strada e sim.) § compendiosamente avv. 
compenetrabile   agg.  che può essere compenetrato.
compenetrabilità   s.f.  qualità di ciò che è compenetrabile.
compenetrare   v. tr.  [io compènetro ecc.]    • 1 •   detto di una sostanza, penetrare intimamente in qualcosa: l'acqua ha compenetrato il soffitto    • 2 •   (fig.) pervadere: era compenetrato da una grande pietà  | compenetrarsi v. rifl.  essere intimamente preso; immedesimarsi: compenetrarsi nel proprio dovere, del dolore altrui  | v. rifl.  penetrarsi reciprocamente.
compenetrazione   s.f.  il compenetrare, il compenetrarsi; intreccio, fusione intima.
compensabile   agg.  che si può compensare.
compensabilità   s.f.  l'essere compensabile.
compensamento   s.m.  (non com.) compenso; compensazione.
compensare   v. tr.  [io compènso ecc.]    • 1 •   stabilire una condizione di equilibrio; bilanciare: il credito compensa il debito; compensare un difetto, una carenza    • 2 •   pagare, retribuire: compensare una prestazione; compensare qualcuno per un servizio    • 3 •   risarcire, indennizzare: compensare del danno sofferto    • 4 •   ricompensare, premiare: compensare la lealtà di un amico  | compensarsi v. rifl.  equilibrarsi, bilanciarsi a vicenda (anche fig.): due caratteri che si compensano. 
compensativo   agg.  che serve a compensare: pena compensativa  | importi, montanti compensativi, nella politica agricola della cee, pagamenti che consentono di eliminare l'effetto delle variazioni dei cambi sui prezzi comuni adottati per i prodotti dei paesi membri.
compensato   part. pass.  di compensare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  materiale ottenuto incollando fra loro tre o più fogli sottili di legno con le fibre incrociate a 90°; è impiegato nella fabbricazione di mobili, pannelli ecc.
compensatore   agg.  [f. -trice] che compensa; che ristabilisce l'equilibrio | bagno compensatore, (foto.) bagno di sviluppo che livella le differenze di esposizione dei diversi fotogrammi  s.m.  (fis.) dispositivo che annulla l'effetto di una grandezza fisica mediante l'applicazione della grandezza opposta | (elettr.) condensatore di piccola capacità che serve ad annullare l'effetto di capacità parassite in un circuito.
compensazione   s.f.    • 1 •   il compensare, il compensarsi: compensazione di pressione; la compensazione di un bilancio    • 2 •   (dir.) istituto per il quale, quando fra due persone vi sono reciproci rapporti di debito e credito, il dare e l'avere si compensano e rimane la loro differenza; l'attuazione di tale norma; l'entità dei crediti e debiti eliminati | stanza di compensazione, (banc.) istituzione che facilita la regolazione dei rapporti di debito e credito tra banche originati dalla circolazione di assegni.
compenso   s.m.    • 1 •   ciò che serve a compensare, a equilibrare | in, per compenso, in cambio: prodigarsi senza avere nulla in compenso; con valore avversativo: guadagna poco, (ma) in compenso il lavoro gli piace    • 2 •   corrispettivo, retribuzione; risarcimento, indennizzo: compenso lauto, magro; compenso alle fatiche, al lavoro, al merito    • 3 •   (med.) fenomeno per cui l'organismo, reagendo a uno stato patologico, lo compensa con un aumento di attività da parte degli organi interessati.
compera   s.f.  il comprare, la cosa comprata; acquisto: far compere. 
comperare   e deriv.   ⇨ comprare e deriv. 
competente   agg.    • 1 •   che ha la capacità, le qualità, le conoscenze, l'esperienza necessarie a fare bene qualcosa, a ben valutare, giudicare e sim.; esperto: una persona competente in arte  | anche come s.m.  e f.  : consultare un competente    • 2 •   (dir.) che è investito di una funzione, di un potere ed è nel diritto esclusivo di esercitarli: organo, ministero, tribunale, foro competente    • 3 •   (antiq.) adeguato, appropriato, congruo | oggi solo nella loc. mancia competente, proporzionata all'entità del favore ricevuto § competentemente avv.  con competenza.
competenza   s.f.    • 1 •   l'essere competente: un professionista di grande competenza    • 2 •   (dir.) idoneità a emanare atti giuridici; ambito entro il quale può agire un'autorità amministrativa o giurisdizionale: competenza territoriale; competenza per materia  | (estens.) pertinenza, spettanza: quella decisione non è di nostra competenza    • 3 •   nella grammatica generativa, sistema di regole interiorizzato da un parlante, per le quali egli è in grado di comprendere (competenza passiva) e produrre (competenza attiva) correttamente un numero infinito di frasi diverse di una lingua; si contrappone a esecuzione    • 4 •   spec. pl.  onorario: le competenze del notaio. 
competere   v. intr.  [io compèto ecc. ; dif. del part. pass. e dei tempi composti]    • 1 •   gareggiare: competere per il primato; nessuno può competere con lui    • 2 •   (tosc.) discutere, litigare    • 3 •   spettare, essere dovuto: voglio solo ciò che mi compete  | riguardare per competenza: la controversia compete al foro di milano. 
competitività   s.f.    • 1 •   l'essere competitivo; spirito di competizione    • 2 •   capacità di competere con la concorrenza: la competitività di un'azienda, di un prodotto. 
competitivo   agg.    • 1 •   che costituisce o riguarda una competizione: marcia non competitiva    • 2 •   che permette di competere con la concorrenza: prezzo, prodotto competitivo  § competitivamente avv. 
competitore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi compete con altri; concorrente.
competizione   s.f.  il competere; gara: competizione sportiva; essere in competizione con qualcuno. 
compiacente   part. pres.  di compiacere   agg.    • 1 •   disposto a compiacere; cortese    • 2 •   (spreg.) che accorda facilmente i suoi favori: una donna compiacente  | che transige su ciò che non è lecito: un funzionario compiacente  § compiacentemente avv. 
compiacenza   s.f.    • 1 •   il compiacere, l'essere compiacente | avere la compiacenza di, fare la cortesia di: abbia la compiacenza di indicarmi la strada    • 2 •   compiacimento, soddisfazione: esprimere la propria compiacenza. 
compiacere   v. intr.  [coniugato come piacere; aus. avere]    • 1 •   far piacere, far cosa grata; condiscendere: spesso per compiacere a uno si dispiace a molti  | detto di donna, concedersi: una giovane ciciliana bellissima, ma disposta... a compiacere a qualunque uomo  (boccaccio dec.  ii, 5)    • 2 •   (lett.) inclinare, indulgere: la sua testa... compiaceva a pose languenti  (campana) | v. tr.  appagare, accontentare: sua madre lo compiaceva in tutto  | compiacersi v. rifl.    • 1 •   provare piacere o soddisfazione per qualcosa: compiacersi del proprio successo    • 2 •   esprimere la propria soddisfazione; congratularsi, felicitarsi: mi compiaccio con voi per la buona riuscita dell'impresa    • 3 •   (non com.) degnarsi: il direttore s'è compiaciuto di riceverci. 
compiacimento   s.m.    • 1 •   il compiacersi per un bene proprio o altrui; soddisfazione    • 2 •   congratulazione    • 3 •   (non com.) approvazione, consenso.
compiaciuto   part. pass.  di compiacere   agg.  che prova, che dimostra intimo compiacimento § compiaciutamente avv. 
compiangere   v. tr.  [coniugato come piangere] provare compassione; compatire (anche con senso di disprezzo): compiangere un amico infelice; ti compiango perché non sai quello che fai  | compiangersi v. rifl.  compiangere sé stesso | v. rifl.  (lett.) dolersi, rammaricarsi: donna è gentil nel ciel che si compiange / di questo 'mpedimento ov'io ti mando  (dante inf.  ii, 94-95).
compianto   part. pass.  di compiangere  agg.  nei sign. del verbo | detto di un defunto, rimpianto: il compianto presidente  s. m.    • 1 •   lutto, cordoglio: il ministro espresse il compianto del popolo italiano    • 2 •   (lett.) pianto, lamento collettivo: errar vede il suo spirto / fra 'l compianto de' templi acherontei  (foscolo sepolcri  43-44)    • 3 •   componimento poetico tipico della letteratura latina e volgare del medioevo, consistente in una lamentazione per la morte di un personaggio.
compicciare   v. tr.  [io compìccio ecc.] (tosc.) concludere, combinare (per lo più in frasi neg.): oggi non ho compicciato nulla. 
compiegare   v. tr.  [io compiègo, tu compièghi ecc.] (burocr.) allegare, accludere: compiego la ricevuta richiestami. 
compiere   v. tr.  [pres. io cómpio ecc. ; pass. rem. io compiéi, più com. compìi  (da compire) ecc. ; ger. compièndo; part. pass. compiuto; le altre forme sono da compire]    • 1 •   portare a termine, finire, concludere: compiere un'impresa, gli studi; compiere gli anni    • 2 •   espletare, eseguire, mandare a effetto: compiere una missione, un lavoro    • 3 •   (ant.) riempire | compiersi v. rifl.  giungere a termine, concludersi: quest'impresa rischia di non compiersi mai  | avverarsi, adempiersi: la predizione s'è compiuta. 
compieta   s.f.    • 1 •   (lit.) l'ultima delle ore canoniche; l'insieme delle preghiere in essa recitate o cantate    • 2 •   (ant.) sera.
compilare   v. tr.  [io compìlo ecc.]    • 1 •   raccogliere e disporre ordinatamente una serie di dati: compilare un orario, una tabella  | (estens.) redigere uno scritto utilizzando materiali di diversa provenienza: compilare un'antologia    • 2 •   (inform.) tradurre in linguaggio macchina un programma scritto in un linguaggio di programmazione    • 3 •   (ant.) narrare in versi.
compilation   s.f.  disco o nastro registrato antologizzando pezzi musicali di autori ed esecutori diversi.
compilativo   agg.  di compilazione; messo insieme per compilazione: tesi compilativa. 
compilatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi compila    • 2 •   (inform.) programma di servizio di un elaboratore elettronico che traduce un linguaggio di programmazione in un linguaggio eseguibile dalla macchina.
compilatorio   agg.  compilativo.
compilazione   s.f.  il compilare; lo scritto compilato.
compimento   s.m.  il compiere, eseguendo o terminando; completamento, adempimento: il compimento del dovere; il compimento di un lavoro  | portare a compimento, ultimare, completare.
compire   v. tr.  [io compisco, tu compisci ecc.] compiere, portare a termine | compirsi v. rifl.  compiersi, avverarsi.
compitare   v. tr.  [io cómpito ecc.] pronunciare le parole intervallando le singole sillabe con pause | (estens.) leggere male e con difficoltà.
compitazione   s.f.  il compitare, l'essere compitato.
compitezza   s.f.    • 1 •   qualità di chi è compito; cortesia    • 2 •   (ant.) compiutezza.
compito   (1) part. pass.  di compire   agg.    • 1 •   (lett.) compiuto | (fig.) adeguato: nullo martiro, fuor che la tua rabbia, / sarebbe al tuo furor dolor compito  (dante inf.  xiv, 65-66)    • 2 •   cortese, di buone maniere: una persona compita  § compitamente avv.  con compitezza, gentilmente.
compito   (2) s.m.    • 1 •   parte di lavoro che viene assegnata a qualcuno; incarico, mansione: affidare, ricevere un compito  | dovere, funzione: il maestro ha il compito di educare; questo non è mio compito    • 2 •   esercizio che l'insegnante prescrive agli alunni a integrazione dell'apprendimento scolastico; anche, esercitazione scritta svolta in classe: fare i compiti; compito (in classe) di italiano    • 3 •   (ant.) conto, computo.
compiutezza   s.f.  l'essere compiuto, completo; perfezione: un'opera di grande compiutezza formale. 
compiuto   part. pass.  di compiere   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo | fatto compiuto, cosa avvenuta che non si può più modificare: mettere qualcuno di fronte al fatto compiuto    • 2 •   (lett.) completo: gioia non è mai compiuta / ove la voce delle muse è muta  (monti) | (rar.) perfetto § compiutamente avv. 
complanare   agg.  (geom.) si dice di figura geometrica giacente sullo stesso piano rispetto a un'altra.
complanarità   s.f.  (geom.) proprietà delle figure complanari.
compleanno   s.m.  giorno anniversario della nascita.
complementare   agg.  che serve a completare, che funge da complemento; accessorio, secondario: corso, insegnamento complementare; nozione complementare  | colori complementari, (fis.) due colori che, composti insieme, danno la luce bianca | filtri complementari, (foto.) quelli opposti ai colori fondamentali, verde per il rosso, violetto per il giallo, arancio per l'azzurro | angoli complementari, (geom.) quelli la cui somma dà un angolo retto | bene complementare, (econ.) bene il cui uso avviene congiuntamente a quello di un altro bene | (imposta) complementare, imposta, ora abolita, che colpiva il reddito globale delle persone fisiche § complementarmente avv. 
complementarità   s.f.  l'essere complementare.
complemento   s.m.    • 1 •   ciò che si aggiunge a una cosa per completarla: esercizi pratici a complemento dell'istruzione teorica  | ufficiale di complemento, (mil.) ufficiale che presta il servizio militare di leva    • 2 •   (gramm.) elemento di una proposizione che serve a completare il nucleo soggetto-predicato: complemento oggetto, di termine, di causa, di modo; complemento diretto, complemento oggetto; complementi indiretti, tutti gli altri    • 3 •   (biol.) fattore proteico del plasma sanguigno che, reagendo con il complesso antigene-anticorpo, contribuisce a inattivare gli antigeni stessi, ossia a combattere le infezioni.
complessare   v. tr.  [io complèsso ecc.]    • 1 •   (fam.) far insorgere in qualcuno un complesso, dei complessi    • 2 •   (chim.) formare un complesso chimico, cioè un composto di coordinazione | complessarsi v. rifl.  (fam.) farsi un complesso di qualcosa; per estens., crearsi dei problemi, degli imbarazzi eccessivi.
complessato   part. pass.  di complessare   agg.  e s.m.  [f. -a] (fam.) afflitto da complessi, da ansie eccessive; per estens., si dice di chi tende a pensieri complicati, tortuosi.
complessazione   s.f.  reazione chimica mediante la quale si formano i complessi.
complessionato   agg.  (non com.) che ha una certa complessione fisica: uomo bene, mal complessionato. 
complessione   s.f.  costituzione fisica, corporatura: un uomo di complessione robusta. 
complessità   s.f.  l'essere complesso: la complessità di una situazione. 
complessivo   agg.  si dice di cosa considerata nel suo complesso o di più cose considerate insieme; globale, totale, generale: una visione complessiva della situazione; spese complessive  § complessivamente avv.  nel complesso, in tutto.
complesso    agg.    • 1 •   che è composto di più parti o di diversi elementi: meccanismo complesso; questione complessa  | proposizione complessa, (ling.) quella che ha anche complementi indiretti | numero complesso, (mat.) che ha una parte reale e una immaginaria    • 2 •   (estens.) non semplice e lineare, non facilmente intuibile; complicato, difficile: una trama complessa; un problema complesso    • 3 •   (rar.) di corporatura robusta  s.m.    • 1 •   l'insieme di più elementi considerati insieme; totalità: il complesso dei dipendenti; un complesso di circostanze  | nel, in complesso, in generale, complessivamente, nell'insieme: nel complesso stiamo bene; in complesso ci saranno cento invitati  | complesso vitaminico, (biol.) gruppo di vitamine che hanno in comune lo stesso principio attivo    • 2 •   insieme di edifici o costruzioni a struttura plurima destinati a un'unica funzione: complesso residenziale, scolastico, ospedaliero    • 3 •   (estens.) organismo economico, impresa di vaste proporzioni: un complesso industriale; un grande complesso editoriale    • 4 •   (mus.) insieme di strumenti o di voci previsto per l'esecuzione di un brano musicale: complesso orchestrale, corale  | piccolo gruppo di esecutori che svolgono insieme continuativamente la propria attività: complesso rock.  dim. complessino    • 5 •   (chim.) composto di coordinazione    • 6 •   (psicoan.) insieme di rappresentazioni, pensieri, ricordi, in parte o del tutto inconsci, che si formano durante le prime esperienze infantili e influenzano poi in vario modo la vita affettiva e il comportamento dell'adulto: complesso edipico, di castrazione    • 7 •   motivo persistente di preoccupazione, idea fissa: soffrire, essere pieno di complessi; complesso di colpa, d'inferiorità  | senza complessi, con sicurezza di sé, con naturalezza, senza inibizioni; con sfumatura negativa, senza scrupoli, in modo eccessivamente libero e disinibito: comportarsi senza complessi; una ragazza priva di complessi    • 8 •   (ant.) abbraccio, amplesso § complessamente avv.  in modo complesso, complicato.
complessometria   s.f.  (chim.) tecnica di analisi che si basa sulla formazione di composti di coordinazione.
completabile   agg.  che può essere completato.
completamento   s.m.  il completare, l'essere completato; compimento; ciò che completa.
completare   v. tr.  [io complèto ecc.] aggiungere ciò che manca a qualcosa; rendere completo; portare a termine | completare l'opera, (iron.) finire di rovinare qualcosa, fare un ultimo danno.
completezza   s.f.    • 1 •   l'essere completo    • 2 •   in logica matematica, proprietà di un sistema formale tale che ogni sua asserzione valida sia derivabile come teorema.
completivo   agg.  (non com.) che serve a rendere completo, a completare; complementare: aggiunte completive  | (proposizione) completiva, (gramm.) proposizione subordinata che ha la funzione di soggetto o di complemento diretto o di apposizione della reggente; si diceva un tempo sostantiva. 
completo   agg.    • 1 •   che non manca di nessuna delle sue parti o di ciò che deve o può contenere; perfetto, compiuto: resoconto, catalogo completo; un microscopio completo di accessori    • 2 •   così pieno da non poter contenere altre persone; che non ha altri posti liberi: l'autobus, il cinema è completo    • 3 •   detto di persona, che ha tutte le qualità necessarie, che sa svolgere bene tutte le attività inerenti alla sua professione: uno scrittore, un pugile, un attore completo    • 4 •   totale, assoluto: libertà completa; buio completo   s.m.    • 1 •   condizione di un luogo o un mezzo pubblico che ha tutti i posti occupati, o di un gruppo di persone in cui tutti sono presenti: ristorante al completo; la commissione è riunita al gran completo    • 2 •   insieme di capi di vestiario della stessa stoffa o di accessori dello stesso materiale e colore: completo femminile, abito con giacca; completo maschile, fatto di giacca, pantaloni (talora gilè) dello stesso tessuto; completo di scarpe, guanti e borsetta  | insieme di capi d'abbigliamento o di oggetti d'uso necessari per una certa attività: completo da sci, da tennis, da sub; completo da toeletta, da barba.  dim. completino    • 3 •   (sport) concorso ippico comprendente le diverse specialità dell'equitazione § completamente avv.  in modo completo, del tutto.
completorio   agg.  (rar.) che completa.
complicanza   s.f.  (non com.) il complicare, l'essere complicato | (med.) complicazione: complicanze renali. 
complicare   v. tr.  [io còmplico  o cómplico, tu còmplichi  o cómplichi ecc.]    • 1 •   render complesso, intricato, difficile (da risolvere, affrontare): la sua presenza complica le cose; perché complicarsi la vita?    • 2 •   (ant.) unire insieme: complicando l'orrevole con l'utile, con l'onesto e co'l giocondo  (tasso epistole) | complicarsi v. rifl.  diventare più difficile, più complesso, più grave: la questione si è complicata; la malattia si complica. 
complicatezza   s.f.  l'essere complicato: la complicatezza di un procedimento, di un carattere. 
complicato   part. pass.  di complicare   agg.    • 1 •   intricato, imbrogliato, difficile: un affare complicato    • 2 •   riferito a persona, che sente, agisce o si esprime tortuosamente, o che prospetta continue difficoltà: un carattere, un uomo complicato  § complicatamente avv. 
complicazione   s.f.    • 1 •   il complicare, il complicarsi; difficoltà: complicazioni burocratiche    • 2 •   l'essere complicato; complicatezza    • 3 •   (med.) aggravamento di una malattia per l'insorgere di nuovi elementi morbosi.
complice   s.m.  e f.    • 1 •   chi partecipa con altri all'esecuzione di un reato, o con altri commette un'azione comunque riprovevole, o ne favorisce indirettamente l'attuazione: i complici dell'assassino    • 2 •   (scherz.) compagno di burle, di scherzi  agg.    • 1 •   che favorisce un'azione riprovevole; connivente: il buio fu complice dei ladri  | (fig.) che favorisce in genere: complice il comune amore per il teatro, i due simpatizzarono subito    • 2 •   che rivela connivenza, intesa: un silenzio, uno sguardo complice. 
complicità   s.f.    • 1 •   l'essere complice di altri nel compimento di un'azione illecita; connivenza | riferito a cosa, aiuto, favore: fuggì con la complicità delle tenebre    • 2 •   (estens.) intesa nascosta.
complimentare   v. tr.  [io compliménto ecc.] rivolgere a qualcuno complimenti o parole di cortesia: tutti lo complimentarono per la promozione  | complimentarsi v. rifl.  rallegrarsi, congratularsi: si complimentò con lui per la vittoria. 
complimento   s.m.    • 1 •   atto, parola, atteggiamento che può esprimere ammirazione, apprezzamento, ossequio, congratulazione: un complimento sincero, affettato; fare, ricevere un complimento  | cortesia: visita di complimento    • 2 •   pl.  gesti o espressioni di cortesia, spec. se formali o cerimoniosi: fare complimenti, esitare, per cortesia formale o per timidezza, nell'accettare ciò che viene offerto; non fare complimenti, anche, usare modi decisi, bruschi, talora villani, o non avere scrupoli | senza (tanti) complimenti, senza formalità o, anche, in modo sbrigativo o addirittura villano: una cena alla buona, senza complimenti; lo misero alla porta senza tanti complimenti    • 3 •   (merid.) rinfresco | usato al pl. in espressioni esclamative come formula di congratulazione, apprezzamento: (i miei) complimenti!  | anche antifr.: hai combinato un bel guaio, complimenti!. 
complimentoso   agg.    • 1 •   cerimonioso, che fa molti complimenti    • 2 •   detto per complimento: parole complimentose  § complimentosamente avv. 
complire   (1) v. tr.  [io còmplo ecc.  o io complisco, tu complisci ecc.] (ant.) compire, portare a termine; adempiere | v. intr. impers.  giovare, convenire.
complire   (2) v. intr.  (ant.) fare complimenti; compiacere, ossequiare.
complottare   v. intr.  [io complòtto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   fare un complotto, ordire un intrigo; cospirare: complottare contro lo stato    • 2 •   (scherz.) confabulare: hanno complottato tutto il pomeriggio  | v. tr.  ordire, tramare: complottare un intrigo, una burla. 
complotto   s.m.  congiura, cospirazione, intrigo: organizzare, sventare un complotto. 
compluvio   s.m.    • 1 •   la linea d'incontro di due spioventi del tetto, dove confluisce l'acqua piovana    • 2 •   (archeol.) nella casa romana, apertura nel tetto che dava luce all'atrio e attraverso cui passava l'acqua piovana che si raccoglieva nell'impluvio.
componendo   s.m.  (mat.) proprietà delle proporzioni per cui la somma dei primi due termini sta al primo (o al secondo) come la somma degli altri due sta al terzo (o al quarto).
componente   part. pres.  di comporre   agg.  nei sign. del verbo | che è parte di un composto, di un insieme, di un tutto  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi fa parte di un gruppo organizzato avendo specifiche funzioni; membro: i componenti della commissione    • 2 •   [rar. f.] sostanza che fa parte di un miscuglio, una lega, un composto: la farina è il componente essenziale della pasta; i componenti gassosi dell'aria    • 3 •   in linguaggi tecnici, elemento di una struttura complessa: il componente sintattico di una lingua  | (elettr.) elemento che costituisce una parte di un circuito | (mat.) sottoinsieme | componenti di un vettore, (mat.) vettori ottenuti proiettando il vettore dato su direzioni assegnate | componenti per auto, ogni parte di autoveicolo che non venga prodotta dalla casa costruttrice automobilistica (p. e.  pneumatici, strumentazione, accessori) | s.f.  elemento che contribuisce a formare una struttura, un insieme non materiale: le componenti del pensiero di un autore; la componente giovanile di un movimento. 
componentistica   s.f.  l'attività industriale che prepara componenti per altre industrie che produrranno il prodotto finito; l'insieme delle industrie di questo tipo: componentistica elettronica. 
componentistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla componentistica.
componere    ⇨ comporre.
componibile   agg.    • 1 •   che si può comporre; in partic., di elemento che può essere unito ad altri in una struttura più complessa: mobili componibili    • 2 •   che si può ottenere per composizione di più elementi: cucina componibile   s.m.  mobile componibile.
componimento   s.m.    • 1 •   (non com.) composizione letteraria o musicale    • 2 •   esercitazione scolastica in cui lo studente svolge per iscritto un argomento assegnato; tema    • 3 •   (non com.) il mettere d'accordo parti in contrasto: si giunse a un componimento della lite. 
componistico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) relativo al comporre, a una composizione.
componitore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi compone; compositore.
comporre   ant. componere [com-pó-ne-re], v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   mettere insieme varie cose così che formino un tutto organico: comporre un mazzo di fiori  ' costituire, formare: in botanica più famiglie compongono un ordine    • 2 •   concepire e produrre un'opera, spec. letteraria o musicale: comporre una lirica, una sinfonia  | anche assol.  : comporre al pianoforte; avviamento al comporre, all'arte di esporre per iscritto i propri pensieri intorno a un dato argomento    • 3 •   mettere in ordine: comporre i capelli; comporsi gli abiti  | comporre una salma, prepararla per il funerale    • 4 •   (lett.) atteggiare: compose la faccia a tutta quella quiete e ilarità che poté  (manzoni p. s.  i)    • 5 •   mettere d'accordo, conciliare: comporre una discordia, due litiganti    • 6 •   in usi tecnici, combinare: comporre un numero telefonico  | (tip.) combinare i caratteri mobili in parole e righe    • 7 •   (ant.) disporre, stabilire, decidere: ciò che a fare avesse compose  (boccaccio dec.  iii, 7) | comporsi v. rifl.  assumere un atteggiamento di compostezza e correttezza: smettila di agitarti e componiti  | v. rifl.  essere costituito, formato: la sua famiglia si compone di quattro persone. 
comportabile   agg.    • 1 •   (rar.) che si può comportare, tollerare    • 2 •   (lett.) adatto, confacente § comportabilmente avv.  (rar.)    • 1 •   sopportabilmente    • 2 •   compatibilmente.
comportamentale   agg.  relativo al comportamento | psicologia comportamentale, comportamentismo.
comportamentismo   s.m.  indirizzo della psicologia secondo il quale l'unico oggetto di studio scientifico possibile è il comportamento esterno, osservabile, dell'individuo; behaviorismo.
comportamentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del comportamentismo.
comportamentistico   agg.  di, da comportamentista o relativo al comportamentismo.
comportamento   s.m.    • 1 •   maniera di comportarsi; riferito a persona, contegno, condotta: un comportamento irrispettoso; il comportamento delle sostanze attaccate da un acido    • 2 •   (psicol.) l'insieme delle manifestazioni esteriori e direttamente osservabili con cui un individuo risponde a determinate situazioni psicologiche.
comportare   v. tr.  [io compòrto ecc.]    • 1 •   (lett.) permettere, consentire | tollerare, sopportare: comportare ogni cosa pazientemente    • 2 •   avere come conseguenza; richiedere, implicare: un'impresa che comporta molti rischi  | comportarsi v. rifl.    • 1 •   agire in un determinato modo: comportarsi bene, da vigliacco, come uno stupido  | tenere un certo atteggiamento: comportarsi educatamente, con signorilità    • 2 •   (ant.) contenersi, frenarsi: costui per gaudio appena si comporta  (ariosto o. f.  xv, 51).
comporto   s.m.    • 1 •   (burocr.) il tempo che si tollera dopo una scadenza: un comporto di tre giorni    • 2 •   tempo massimo, oltre l'orario di partenza, che un treno in coincidenza con un altro può attendere.
composite   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni erbacee con frutto ad achenio e infiorescenza a capolino, di cui fanno parte specie sia commestibili (p. e.  lattuga, cicoria, carciofo) sia ornamentali (p. e.  crisantemo, margherita, dalia) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
compositivo   agg.    • 1 •   che entra nella composizione di qualcosa: gli elementi compositivi di una struttura architettonica    • 2 •   relativo alla composizione, spec. artistica: tecnica compositiva; senso compositivo. 
composito   agg.  composto di elementi eterogenei; non puro, misto: stile, genere composito  | ordine composito, ordine dell'architettura greco-romana composto di elementi ionici e corinzi.
compositoio   s.m.  (tip.) nella composizione a caratteri mobili, attrezzo generalmente metallico nel quale il compositore forma le parole e le righe | piano regolabile su cui nelle compositrici a riga intera si allineano le matrici e nelle compositrici a caratteri mobili i caratteri stessi.
compositore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi compone; in partic., autore di un'opera musicale    • 2 •   (tip.) operaio addetto alla composizione.
compositrice   s.f.  (tip.) macchina che esegue automaticamente la composizione delle righe e delle pagine | usato anche come agg.  : macchina compositrice. 
composizione   s.f.    • 1 •   il comporre, il mettere insieme in modo da ottenere un oggetto o effetto unitario: la composizione di un mosaico    • 2 •   la cosa composta; anche, il modo in cui è composta e gli elementi che la compongono: una composizione floreale; composizione poetica, musicale; la composizione di un medicinale  | nel linguaggio scolastico, componimento, tema    • 3 •   nelle arti figurative, l'organizzazione complessiva degli elementi e dei valori che danno a un'opera la sua peculiare fisionomia: composizione geometrica, prospettica, chiaroscurale, cromatica; composizione per masse, per volumi; la composizione di un quadro cubista  | in musica, arte e tecnica del comporre; anche, l'opera composta : una composizione per soli e orchestra    • 4 •   (tip.) il comporre le righe e le pagine: composizione a mano, a macchina  | l'insieme delle righe o delle pagine composte    • 5 •   (dir.) appianamento, conciliazione: composizione di una vertenza    • 6 •   (ling.) formazione di una nuova unità lessicale per combinazione di altre preesistenti; parola composta (p. e. caposquadra, rompighiaccio)    • 7 •   (fis.) operazione che permette di sostituire a più grandezze vettoriali (componenti) una sola grandezza (risultante): la composizione delle forze    • 8 •   legge di composizione, (mat.) operazione che a una coppia ordinata di elementi di un dato insieme associa un altro elemento dello stesso insieme o di un altro insieme.
compossedere   v. tr.  (dir.) esercitare un compossesso; essere titolare di un diritto di compossesso.
compossesso   s.m.  (dir.) possesso in comune tra più persone.
compossessore   s.m.  [f. composseditrice] (dir.) chi ha un compossesso.
compossibile   agg.  (rar.) che può realizzarsi insieme ad altri fatti anch'essi possibili.
compos sui   loc. agg. invar.  (dir.) si dice di persona capace di intendere e di volere.
compost   s.m. invar.  prodotto ottenuto dalla degradazione batterica dei rifiuti solidi urbani e utilizzato in agricoltura come fertilizzante.
composta   s.f.    • 1 •   frutta mista cotta in sciroppo di zucchero    • 2 •   concime misto di terra e materie fertilizzanti; terricciato.
compostaggio   s.m.  smaltimento dei rifiuti solidi urbani con produzione di compost.
compostezza   s.f.    • 1 •   l'essere o lo stare composto: sedere con compostezza    • 2 •   (fig.) decoro, ordine, moderazione: compostezza di stile, di vita. 
compostiera   s.f.  coppa per servire in tavola la composta.
composto   part. pass.  di comporre   agg.    • 1 •   formato di più parti o elementi; non semplice o unitario: sostanza composta  | parola composta, (ling.) formata per composizione | tempi composti (di un verbo), (gramm.) formati con l'ausiliare e il participio passato del verbo | rima composta, (metr.) rima ottenuta mettendo insieme due o più vocaboli monosillabici (p. e. non ci ha  che rima con oncia) | interesse composto, (banc.) quello che viene computato non soltanto sul capitale, ma anche sugli stessi interessi man mano che maturano | foglia composta, (bot.) costituita da diverse foglioline che si dipartono da un picciolo comune; fiore composto, infiorescenza delle composite | cosa composta, (dir.) bene risultante dalla combinazione di altri beni che hanno e talvolta conservano individualità economico-giuridica | numero composto, (mat.) non primo    • 2 •   disposto con ordine, ben sistemato: abiti, capelli composti  | riferito ad atteggiamento della persona, che ubbidisce a un principio di decoro, di buon'educazione: state composti!; tenere le gambe composte    • 3 •   (lett.) atteggiato: la bocca composta all'alterigia e allo sprezzo  (manzoni p. s.  iv)  s.m.  ciò che risulta dall'unione di più cose | (chim.) sostanza omogenea che si ottiene combinando due o più elementi, o due o più molecole, o un elemento e una molecola, oppure trasformando (p. e.  con un aumento di temperatura) una molecola in un'altra; non è più scindibile se non con reazioni chimiche | (ling.) parola composta di due o più unità lessicali § compostamente avv.  con compostezza.
compra   s.f.  (non com.) compera.
comprabile   o comperabile [com-pe-rà-bi-le], agg.  che si può comprare, acquistabile.
comprare   o comperare [com-pe-rà-re], v. tr.  [io cómpro ecc.]    • 1 •   ottenere dietro pagamento: comprare a buon mercato, a caro prezzo; comprare in contanti, a credito, a rate; comprare di seconda mano; comprare all'ingrosso, al minuto  | procurarsi illecitamente con denaro qualcosa di per sé non suscettibile di essere acquistata: comprare un'onorificenza, i voti elettorali  | prov.  : chi disprezza compra, chi ostenta disprezzo per una cosa o una persona, in realtà vorrebbe averla per sé    • 2 •   (estens.) corrompere con denaro: comprare un testimone. 
compratore   s.m.  [f. -trice] chi compra, acquirente.
compravendere   v. tr.  [coniugato come vendere] (rar.) effettuare una compravendita.
compravendita   s.f.  il comprare un bene per rivenderlo, come forma di commercio | contratto di compravendita, (dir.) quello con cui compratore e venditore realizzano l'accordo sullo scambio di un bene contro denaro.
comprendere   v. tr.  [coniugato come prendere]    • 1 •   contenere, includere, racchiudere, includere: la proprietà comprende due case; il conto comprende il servizio    • 2 •   (fig.) afferrare con la mente; capire, intendere: comprendere un problema, la gravità della situazione  | (estens.) usare comprensione: cerca di comprendermi prima di giudicare. 
comprendibile   agg.  (non com.) che si può comprendere; comprensibile.
comprendimento   s.m.  (lett.) il comprendere, l'intendere.
comprendonio   s.m.  (fam. scherz.) la facoltà del comprendere; intelligenza: essere privo, duro di comprendonio. 
comprensibile   agg.    • 1 •   che può essere facilmente compreso: un'espressione poco comprensibile    • 2 •   che merita comprensione; tollerabile, giustificabile: un errore comprensibile  § comprensibilmente avv.  intellegibilmente, chiaramente.
comprensibilità   s.f.  l'essere comprensibile; intelligibilità.
comprensione   s.f.    • 1 •   atto e facoltà del comprendere, del capire    • 2 •   capacità di considerare con animo tollerante; indulgenza: è indispensabile la reciproca comprensione    • 3 •   (lett.) il contenere in sé comprensività    • 4 •   (filos.) l'insieme delle proprietà che caratterizzano una data classe di oggetti e rientrano nella sua definizione concettuale; intensione.
comprensiva   s.f.  (antiq.) facoltà di capire; comprensione: dante... secolareggiò... la scienza della storia, allargandone la comprensiva  (gioberti).
comprensività   s.f.    • 1 •   capacità di comprendere, includere, racchiudere in sé    • 2 •   (non com.) comprensione, indulgenza.
comprensivo   agg.    • 1 •   che comprende, che include: prezzo comprensivo di tassa    • 2 •   che ha o dimostra comprensione; indulgente, tollerante: una persona comprensiva  § comprensivamente avv.    • 1 •   in modo comprensivo    • 2 •   con indulgenza.
comprensoriale   agg.  del comprensorio, relativo a un comprensorio: ufficio comprensoriale. 
comprensorio   s.m.    • 1 •   territorio con determinate caratteristiche geografiche o ambientali, delimitato e distinto per fini particolari: comprensorio edilizio, sanitario; comprensorio di bonifica, di irrigazione; il comprensorio del fucino    • 2 •   (estens.) l'ente preposto alla gestione di un comprensorio.
compresente   agg.  presente insieme con altri.
compresenza   s.f.  l'essere compresente | concomitanza: la compresenza di diversi fattori. 
compreso   part. pass.  di comprendere   agg.    • 1 •   contenuto, incluso: gli appartamenti compresi in uno stabile; siamo in dieci, compresi noi due  | tutto compreso, considerando tutto, nell'insieme    • 2 •   (fig.) preso, assorbito da un sentimento, un pensiero dominanti: compreso di meraviglia, di pietà  | intento, attento a qualcosa che si fa: è tutto compreso del suo lavoro  | serio, compunto, distaccato: starsene tutto compreso; parlare con aria compresa    • 3 •   inteso, capito: parole non comprese    • 4 •   fatto oggetto di comprensione: non sentirsi compreso    • 5 •   (ant. , lett.) colto, colpito, pervaso: cuore compreso di gelo  (d'annunzio) | colto dall'occhio, manifesto alla vista: l'ombre avean tolto ogni vedere a torno / sotto l'incerta e mal compresa luna  (ariosto o. f.  xv, 74)  s.m.  (rar.) ciò che è compreso in un certo spazio.
compressa   s.f.    • 1 •   pezzuola di garza intrisa di liquido medicamentoso che si applica su una parte malata o ferita    • 2 •   (farm.) pastiglia ottenuta per macinazione e compressione di sostanze medicinali.
compressibile   agg.  che può essere compresso.
compressibilità   s.f.  l'essere compressibile.
compressione   s.f.    • 1 •   il comprimere, l'essere compresso    • 2 •   (fis.) azione che tende a ridurre il volume occupato da una sostanza; la riduzione provocata da tale azione    • 3 •   (mecc.) nel funzionamento del motore a scoppio, la fase in cui il pistone comprime la miscela nel cilindro | rapporto di compressione, nei motori a scoppio, numero che si ottiene dividendo il volume della camera di un cilindro per il volume della camera di scoppio    • 4 •   (inform.) l'operazione del comprimere i dati mediante appositi programmi al fine di risparmiare spazio su disco.
compressivo   agg.  (non com.) atto a comprimere.
compresso   part. pass.  di comprimere   agg.    • 1 •   sottoposto a forte pressione: aria compressa    • 2 •   (fig.) represso, soffocato: desiderio compresso    • 3 •   (mecc.) si dice di motore a scoppio con un rapporto di compressione superiore al normale.
compressore   agg.  che comprime: rullo compressore   s.m.    • 1 •   macchina per comprimere fluidi | nei motori a scoppio, dispositivo che immette nei cilindri miscela in pressione, e quindi in quantità superiore e quella che entrerebbe per semplice aspirazione    • 2 •   compressore (stradale), rullo compressore.
comprimario   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi divide con altri il titolo di primario: (medico) comprimario di un ospedale    • 2 •   (teat.) si dice di attore di prosa o cantante d'opera che ha la parte più importante dopo quella del protagonista | (estens.) chi ha un ruolo di secondo piano in un'attività.
comprimatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) chi detiene con altri un primato, un record.
comprimere   v. tr.  [pass. rem. io comprèssi, tu comprimésti ecc. ; part. pass. comprèsso]    • 1 •   esercitare una forte pressione su qualcosa; premere, pigiare: comprimere la fronte con la mano; comprimere una mano contro la fronte    • 2 •   (fis.) sottoporre a compressione: comprimere un gas    • 3 •   (fig.) reprimere, frenare, contenere: comprimere un sentimento. 
comprimibile   agg.  che può essere compresso.
comprimibilità   s.f.  l'essere comprimibile | (fis.) proprietà dei corpi di variare di volume al variare della pressione esterna.
compro   agg.  (lett.) comprato: l'orticel dispensa / cibi non compri alla mia parca mensa  (tasso g. l.  vii, 10).
comprobare    ⇨ comprovare.
compromesso   part. pass.  di compromettere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   accordo raggiunto con reciproche concessioni; transazione: venire, arrivare a un compromesso; soluzione di compromesso  | rinuncia ai propri principi in vista della realizzazione di fini pratici: scendere a un compromesso; vivere di compromessi  ' compromesso storico, strategia politica del partito comunista italiano nei primi anni settanta, basata su un'ipotesi di collaborazione governativa tra comunisti, democristiani e socialisti    • 2 •   riferito a cose, fusione di elementi diversi con risultati per lo più discutibili: un compromesso tra l'antico e il moderno    • 3 •   (dir.) contratto preliminare di compravendita immobiliare | accordo tra due parti per deferire ad arbitri la decisione d'una controversia.
compromettente   part. pres.  di compromettere   agg.  che compromette; pericoloso, rischioso: dichiarazione compromettente; indizi compromettenti  § compromettentemente avv. 
compromettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   mettere a repentaglio, in pericolo; rovinare: compromettere la riuscita di un affare; la malattia ha compromesso la sua salute; compromettere l'onore di qualcuno  | compromettere qualcuno, coinvolgerlo in situazioni o azioni pericolose, rischiose, spec. per la sua reputazione    • 2 •   (dir.) affidare alla decisione di un arbitro (una lite, una vertenza) | compromettersi v. rifl.  impegnarsi apertamente assumendo delle responsabilità mettersi in situazioni rischiose per la propria sicurezza o reputazione; per estens., mettersi in cattiva luce: si era compromesso nella lotta contro la dittatura; si è compromessa frequentando un avventuriero; taceva per paura di compromettersi. 
compromissario   agg.  e s.m.  (dir.) che, chi deriva i suoi poteri da un compromesso: arbitro compromissario. 
compromissione   s.f.  (non com.) il compromettere, il compromettersi; compromesso.
compromissorio   agg.  di compromesso, tale da costituire un compromesso: soluzione compromissoria  ' clausola compromissoria, (dir.) in un contratto, quella che prevede la risoluzione arbitrale e non giurisdizionale delle eventuali controversie.
comproprietà   s.f.  (dir.) diritto di proprietà spettante in comune a più persone.
comproprietario   s.m.  [f. -a] (dir.) titolare di un diritto di comproprietà.
comprotettore   s.m.  [f. -trice] protettore insieme con altri; detto di un santo, compatrono.
comprova   s.f.  (non com.) riprova, conferma.
comprovabile   agg.  che si può comprovare.
comprovamento   s.m.  (ant.) comprovazione.
comprovare   ant. comprobare, v. tr.  [io compròvo  (ant. compruòvo) ecc.] provare con nuovi argomenti o fatti una cosa già dimostrata; confermare | (estens.) dimostrare chiaramente.
comprovazione   s.f.  (ant.) il comprovare; conferma, comprova.
comprovinciale   agg.  e s.m.  e f.  (non com.) che, chi è della stessa provincia.
compugnere    ⇨ compungere.
compulsare   v. tr.    • 1 •   (dir.) obbligare una persona a comparire in giudizio    • 2 •   consultare, esaminare libri o documenti con molta attenzione.
compulsione   s.f.    • 1 •   (rar.) costrizione    • 2 •   (psicol.) impulso irrefrenabile a compiere un atto la cui mancata realizzazione sarebbe vissuta dal soggetto con angoscia o con un forte sentimento di colpa.
compulsivo   agg.    • 1 •   (rar.) costrittivo    • 2 •   (psicol.) dovuto a compulsione, che costituisce una compulsione: comportamento, atto compulsivo. 
compungere   ant. compugnere, v. tr.  [coniugato come pungere] (lett.) turbare, affliggere: quella valle / che m'avea di paura il cor compunto  (dante inf.  i, 14-15) | compungersi v. rifl.  (ant.) pentirsi; provare rimorso.
compunto   part. pass.  di compungere   agg.    • 1 •   atteggiato a compunzione; addolorato, turbato: viso compunto; di pentimento e di dolor compunta  (ariosto o. f.  xxiii, 7)    • 2 •   che ostenta umiltà, modestia, dolore, per lo più con ipocrisia: si presentò tutto compunto  § compuntamente avv. 
compunzione   s.f.    • 1 •   atteggiamento di dolore e di pentimento; contrizione    • 2 •   atteggiamento umile, modesto, per lo più falso.
computabile   agg.  che si può computare; calcolabile; valutabile.
computare   v. tr.  [io còmputo ecc.]    • 1 •   includere in un conto; calcolare: il servizio è computato nel prezzo    • 2 •   mettere in conto; addebitare; ascrivere (anche fig.): la speranza mi si computi a merito  (tommaseo).
computazionale   agg.  che si riferisce alla computazione elettronica | linguistica computazionale, basata sull'elaborazione elettronica dei testi in esame.
computazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il computare; computo    • 2 •   elaborazione elettronica di dati.
computer   s.m. invar.  elaboratore elettronico; calcolatore | computer portatile, personal computer ad alimentazione elettrica di rete e autonoma, di dimensioni e peso ridotti; nel linguaggio commerciale vengono distinti in lap-top, note-book  e palm-top  | computer di bordo, in un veicolo, elaboratore in grado di controllare, regolare o automatizzare procedure o attività connesse con la marcia o con il volo: il computer di bordo di un'automobile, di un aereo. 
computer art   loc. sost. f. invar.  corrente artistica contemporanea che utilizza tecniche grafiche computerizzate per la creazione di immagini, disegni o stampe fotografiche.
computer crime   loc. sost. m. invar.  reato perpetrato mediante l'uso di procedimenti informatici, consistente per lo più nell'accesso illegale a banche dati riservate, con l'intento di modificare, carpire o distruggerne i dati.
computer graphics   loc. sost. f. invar.  insieme di tecniche, apparecchiature, programmi per realizzare immagini mediante elaboratore elettronico.
computeristica   s.f.  attività industriale di costruzione e sviluppo tecnologico dei computer.
computeristico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda i computer, la loro tecnologia: industria computeristica. 
computerizzabile   agg.  che può essere computerizzato.
computerizzare   v. tr.  automatizzare mediante l'uso del computer: computerizzare la contabilità. 
computerizzato   part. pass.  di computerizzare   agg.  nel sign. del verbo | realizzato, gestito tramite computer.
computerizzazione   s.f.  il computerizzare, l'essere computerizzato.
computer music   loc. sost. f. invar.  (mus.) musica informatica.
computer shop   loc. sost. m. invar.  negozio per la vendita di personal computer, software, accessori e materiale cartaceo illustrativo (libri, riviste ecc.).
computista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi esercita la computisteria.
computisteria   s.f.  applicazione del calcolo aritmetico alla contabilità aziendale e alle attività finanziarie | quaderno di computisteria, di misura maggiore del normale e a quadretti lunghi e stretti.
computistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio della computisteria o dei computisti: calcolo computistico. 
computo   s.m.  il computare; conto, calcolo | computo ecclesiastico, metodo di calcolo per determinare i giorni in cui cadono le feste mobili.
comunale   (1) agg.  (ant.)    • 1 •   che è di proprietà della comunità (contrapposto a ciò che appartiene al singolo): pascoli, boschi comunali    • 2 •   ordinario, normale, comune: [cosimo de' medici] fu di comunale grandezza  (machiavelli) § comunalmente avv.  comunemente.
comunale   (2) agg.    • 1 •   del comune, di un determinato comune (come unità territoriale ed ente amministrativo moderno): confini comunali; impiegato, ordinanza, palazzo comunale    • 2 •   che si riferisce a un comune o ai comuni medievali: epoca, civiltà comunale. 
comunanza   s.f.    • 1 •   l'essere in comune: comunanza dei beni  | vivere in comunanza, in comune | far comunanza con qualcuno, far vita comune    • 2 •   (lett.) insieme di persone unite da un vincolo comune o che vivono insieme: comunanza religiosa. 
comunardo   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi prese parte alla rivolta della comune di parigi del 1871    • 2 •   (estens. non com.) rivoltoso, rivoluzionario.
comune   (1) agg.    • 1 •   che è di tutti gli individui o gli elementi a cui in modo esplicito o implicito ci si riferisce: comune a tutti, a noi due; un nostro comune amico; proprietà comune; bene, interesse comune; di comune accordo, concordemente; far causa comune con qualcuno, perseguire i medesimi suoi fini | nome comune, (gramm.) quello che indica tutti gli individui o le cose appartenenti a una stessa specie: «cane» è un nome comune  ' genere comune, (gramm.) quello di nomi o aggettivi aventi una sola terminazione per il maschile e il femminile (p. e. cantante, gentile) | lingua comune, (ling.) quella utilizzata in un'ampia zona in sostituzione di più lingue locali; per estens., la lingua corrente    • 2 •   proprio della maggioranza; riconosciuto dai più: opinione, uso comune; senso comune    • 3 •   che rientra nella norma, usuale, non eccezionale; con sfumatura spreg., ordinario, mediocre: un'intelligenza comune; vino, merce comune; persona, gente non comune, che si distingue, fuori dalla norma | poco comune, poco usato, non diffuso | reato, delinquente comune, non politico | regione a ordinamento comune, a statuto ordinario    • 4 •   diritto comune, complesso di norme giuridiche contenute nel «corpus iuris civilis», arricchite dalle glosse e dai commenti dei giuristi medievali, che furono fondamento del diritto europeo fino al sec. xviii    • 5 •   (ant.) affabile, cordiale  s.m.    • 1 •   normalità regola generale: fuori del comune, straordinario, eccezionale | togliersi, uscire dal comune, distinguersi dagli altri | in comune, insieme, collettivamente: mettere, avere in comune, accomunare, condividere    • 2 •   (mar.) marinaio semplice della marina da guerra | s.f.  (teat.) porta di una scena d'interno che si finge comunichi con l'esterno (scale, strada ecc.) | andarsene, uscire dalla comune, (fig.) togliersi di mezzo, ritirarsi § comunemente avv.    • 1 •   generalmente, normalmente | (non com.) genericamente    • 2 •   (ant.) in comune, insieme.
comune   (2) s.m.    • 1 •   suddivisione territoriale dello stato, comprendente un centro abitato principale e il territorio immediatamente circostante, retto da propri organi amministrativi (sindaco, giunta e consiglio comunale): il comune di genova, di viareggio; prima porta è comune di roma  | l'insieme degli uffici che amministrano un comune; l'edificio in cui hanno sede: gli impiegati del comune    • 2 •   nell'ultimo periodo del medioevo (secc. xi-xiv), forma di autogoverno attraverso cui le città si affrancarono dalla soggezione feudale; ogni città così retta e il palazzo in cui avevano sede gli organi del suo governo: l'età dei comuni; la lotta dei comuni contro l'impero; il comune di legnano  | corporazione medievale (di artigiani, mercanti ecc.)    • 3 •   camera dei comuni  (o ellit., i comuni), l'assemblea elettiva del parlamento britannico | s.f.    • 1 •   comune di parigi, (st.) movimento rivoluzionario socialista che ebbe il suo centro nella municipalità di parigi, esercitando il governo della città dal marzo al maggio del 1871    • 2 •   unità economico-amministrativa agricola, creata nella cina comunista nel 1958, poi divenuta il fondamento della struttura produttiva e sociale del paese | (estens.) comunità, convivenza organizzata su basi collettivistiche: una comune femminile. 
comunella   s.f.    • 1 •   (fam.) accordo tra più persone per un fine illecito o comunque riprovevole: far comunella con qualcuno    • 2 •   negli alberghi, la chiave passe-partout    • 3 •   (dir.) forma mutualistica di assicurazione del bestiame costituita fra allevatori.
comunicabile   agg.  che può essere comunicato o trasmesso ad altri.
comunicabilità   s.f.    • 1 •   l'essere comunicabile    • 2 •   (rar.) comunicativa.
comunicando   s.m.  [f. -a] (relig.) chi sta per ricevere la comunione.
comunicante   part. pres.  di comunicare   agg.  che collega, che è in comunicazione: vasi comunicanti; stanze comunicanti   s.m.  (relig.)    • 1 •   il sacerdote che amministra la comunione    • 2 •   (antiq.) chi si comunica.
comunicare   v. tr.  [io comùnico, tu comùnichi ecc.]    • 1 •   trasmettere, diffondere, propagare: comunicare una notizia, un movimento, un contagio    • 2 •   (relig.) amministrare la comunione    • 3 •   (ant.) mettere in comune: con lui comunica ogni suo bene  (boccaccio dec.  x, 8) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   essere in rapporto di comunicazione con qualcuno: comunicare a voce, a gesti, per lettera  | (estens.) far note o condividere idee, sentimenti profondi: non riesce più a comunicare con i genitori    • 2 •   essere in collegamento, in contatto (detto di luoghi, ambienti, parti di un insieme): tutti i locali comunicano con il salone  | comunicarsi v. rifl.    • 1 •   diffondersi: il panico si comunicò ai, tra i presenti    • 2 •   (relig.) ricevere la comunione.
comunicativa   s.f.  naturale facilità a comunicare con gli altri: avere comunicativa. 
comunicatività   s.f.  comunicativa: una persona di grande comunicatività. 
comunicativo   agg.    • 1 •   che si comunica con facilità: lo sbadiglio è comunicativo    • 2 •   che ha comunicativa; cordiale: una persona comunicativa  § comunicativamente avv. 
comunicato   part. pass.  di comunicare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   comunicazione, avviso, notizia di interesse pubblico divulgata da un mezzo di informazione: comunicato radio, stampa; comunicato di guerra, bollettino di guerra; comunicato commerciale, annuncio pubblicitario    • 2 •   [f. -a] (relig.) chi ha ricevuto la comunione.
comunicazione   s.f.    • 1 •   il comunicare, ciò che si comunica: comunicazione di notizie, di idee; comunicazione telegrafica, radiofonica; la comunicazione del moto; mezzi di comunicazione di massa, mass media; comunicazione d'impresa, attività di un'impresa volta a stabilire e a mantenere il contatto col pubblico (attraverso la pubblicità, le sponsorizzazioni ecc.), in modo da tenere viva l'attenzione sul suo marchio | avviso con cui si comunica qualcosa: inviare una comunicazione a tutto il personale  | relazione, in genere piuttosto breve, su un argomento scientifico presentata in un congresso    • 2 •   (estens.) contatto che permette di comunicare: essere, mettersi in comunicazione; interrompere una comunicazione telefonica    • 3 •   spec. pl.  insieme di strutture, impianti, mezzi che stabiliscono un collegamento: comunicazioni terrestri, marittime, aeree  ' vie di comunicazione, strade, ferrovie | mezzi di comunicazione, mezzi di trasporto    • 4 •   (ling.) trasmissione di informazioni mediante messaggi da un emittente a un ricevente | comunicazione non verbale, ottenuta mediante gesti e azioni, senza far ricorso alle parole, o in concomitanza e in aggiunta a queste    • 5 •   comunicazione giudiziaria, (dir.) termine con cui si chiamava un tempo l'informazione di garanzia    • 6 •   (ant.) comunione eucaristica.
comunione   s.f.    • 1 •   l'avere in comune; comunanza: comunione d'idee, di sentimenti, d'interessi    • 2 •   (relig.) l'unione di fede che lega i membri di una stessa confessione; la comunità unita da tale legame: essere in comunione con la chiesa di roma; la comunione anglicana  | comunione dei santi, (teol.) legame per cui tutti i fedeli vivi e defunti in grazia di dio sono uniti a formare il corpo mistico di cristo    • 3 •   (teol.) il sacramento dell'eucaristia | il momento della messa in cui il celebrante amministra l'eucaristia; per estens., l'ostia consacrata: dare, ricevere la comunione; fare la comunione, comunicarsi | prima comunione, l'eucaristia impartita per la prima volta; la cerimonia durante la quale ciò avviene    • 4 •   (dir.) situazione in cui il diritto di proprietà di un bene appartiene a più persone | comunione dei beni (dei coniugi), regime patrimoniale legale della famiglia, salvo diversa convenzione tra i coniugi.
comunismo   s.m.  dottrina politica e sistema sociale che si incentrano sulla eliminazione totale o parziale della proprietà privata dei mezzi di produzione e sul controllo collettivo della loro utilizzazione; la forza politica che propugna o adotta tale teoria e organizzazione.
comunista   (1) agg.  [pl. m. -sti] che sostiene, adotta o si ispira al comunismo: partito, stato, lotta comunista   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è fautore del comunismo o è aderente a un partito comunista.
comunista   (2) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (dir.) chi è titolare di un diritto in comunione con altri.
comunistico   agg.  [pl. m. -ci] del comunismo, dei comunisti: idee comunistiche. 
comunistizzare   v. tr.  (non com.) rendere comunista.
comunistoide   agg.  e s.m.  e f.  (spreg.) che, chi inclina in modo generico al comunismo.
comunità   s.f.    • 1 •   l'insieme delle persone che vivono sullo stesso territorio o che, non vivendovi, hanno origini, tradizioni, idee, interessi comuni: comunità rurale, urbana; comunità nazionale, internazionale; comunità linguistica, etnica; la comunità scientifica, degli scienziati; la comunità umana, il consorzio di tutti gli uomini | gruppo di persone che vivono insieme: comunità familiare, la famiglia; comunità religiosa, di religiosi che ubbidiscono alla stessa regola; comunità terapeutica, istituzione per la cura di disturbi psichici e fisici (in partic., per il recupero dei tossicodipendenti) attraverso la vita e le attività in comune | vivere in comunità, mettendo in comune i propri beni | comunità montana, ente costituito da comuni montani limitrofi con finalità socio-economiche    • 2 •   organizzazione fra stati appartenenti alla stessa area geografica, spec. con finalità economiche o politiche: comunità economica europea    • 3 •   (non com.) comunanza: comunità di intenti, di beni. 
comunitario   agg.    • 1 •   della comunità conforme ai fini di una comunità: spirito comunitario    • 2 •   di, relativo alla comunità economica europea: diritto  comunitario.
comunque   cong.    • 1 •   in qualunque modo (introduce una prop. con il verbo al congiunt.): comunque vadano le cose, devi avere pazienza; comunque sia, non cambio opinione    • 2 •   tuttavia: non sarei venuto, comunque dovevate avvertirmi    • 3 •   (ant.) appena che: comunque questo romor fu sentito, / a furia ognun si lieva da sedere  (pulci)  avv.  in ogni modo, in ogni caso: devo partire comunque  | con valore conclusivo: comunque, provvederemo noi. 
con-  con- (si assimila in com-  davanti a m, p, b, col-  davanti a l, cor-  davanti a r), o co- (quasi sempre davanti a s  impura e spesso davanti a vocale), prefisso usato in parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. cu°m; indica unione, compagnia e sim. (condiscepolo, compaesano, collaudare, corresponsabile, cospirare, coabitare).
con   (1) prep.  [può unirsi agli articoli determinativi il, lo, la, i, gli, le  formando le prep. art. col, collo, colla, coi, cogli, colle, di cui però oggi si usano solo col  e coi, mentre negli altri casi si ha normalmente con lo, con la, con gli, con le; nell'uso ant. erano comuni i composti di con  e il pron. personale: meco, teco, seco, nosco, vosco, sostituiti nell'uso moderno da con me, con te, con sé  o con loro, con noi, con voi]    • 1 •   esprime relazione di compagnia, se è seguito da un nome che indica essere animato (può essere rafforzato da insieme): è partito col padre; ha pranzato con gli amici; vive (insieme) con la sorella; quando escono, portano sempre i figli con loro; passeggiare col cane  | relazione di unione, se è seguito da nome di cosa: viaggiammo con poche valige; se il tempo è incerto, esci con l'ombrello    • 2 •   in senso più generico, introduce il termine cui si riferisce una qualsiasi relazione: ha litigato col fratello; si è sfogato con me; abbiamo parlato a lungo con loro; combattere col nemico; siate gentili con tutti!; con noi si comporta sempre così  | con sfumatura di limitazione: con la salute per ora va meglio  | in frasi in cui si stabilisce un'analogia, una somiglianza, un raffronto e sim.: paragonare il presente col passato; il latino ha molte affinità col greco    • 3 •   con valore propriamente modale: restare con gli occhi chiusi; voler bene con tutto il cuore; trattare con grande familiarità  | con valore tra modale e di qualità: pasta con le sarde; stanza con bagno; casa col giardino; due, quattro, otto con  (sottinteso timoniere), nel canottaggio, imbarcazione con due, quattro o otto rematori più il timoniere | se ci si riferisce a essere animato, la locuzione introdotta da con  accentua l'aspetto della qualità: una ragazza con gli occhi azzurri; un uomo col cuore d'oro; un cane col pelo fulvo  | seguita da un nome che indica una facoltà, un attributo, un modo di essere o di fare, forma locuzioni avverbiali di tipo modale: con facilità, facilmente; con attenzione, attentamente; con intelligenza, intelligentemente    • 4 •   introduce una determinazione di mezzo o di strumento: con la buona volontà si ottiene tutto; il vino si fa con l'uva; scrivere con la penna; partire col treno    • 5 •   indica una circostanza, stabilendo un rapporto di concomitanza: non uscire con la pioggia; col passare degli anni ogni dolore si lenisce  | con sfumatura causale: col caldo non si riesce a dormire; è da due giorni a letto con la febbre    • 6 •   può avere valore concessivo o avversativo, assumendo il sign. di 'nonostante, malgrado': con tutti i guai che ha, riesce ancora a sorridere; con tutta la buona volontà è proprio impossibile accontentarvi    • 7 •   seguita da un verbo all'infinito sostituisce il gerundio, con valore strumentale: col fare questo ti danneggi; col leggere ci si istruisce. 
con   (2) avv.  variante antica di com, troncamento poetico di come : ahi! con mi dòl vedere... (guittone).
conativo   agg.    • 1 •   (ling.) si dice della funzione del linguaggio che esprime preghiera, esortazione, divieto e sim.    • 2 •   (psicol.) si dice di stato mentale caratterizzato da conazione.
conato   s.m.    • 1 •   tentativo, sforzo | conato di vomito, impulso a vomitare    • 2 •   (psicol.) inclinazione, impulso.
conazione   s.f.  (psicol.) la condizione psicologica che comprende gli stati mentali (desideri, motivazioni ecc.) che preludono al comportamento finalizzato.
conca   s.f.    • 1 •   recipiente molto capace e a larga imboccatura; la quantità di liquido che esso può contenere: una conca d'acqua  ' a conca, a forma di conca. dim. conchetta    • 2 •   (estens.) vasca molto profonda; bacino naturale o artificiale | conca idraulica  o di navigazione, grande bacino artificiale dal quale le navi, mediante innalzamento o abbassamento del livello dell'acqua, possono passare in bacini soprastanti o sottostanti    • 3 •   anfora in rame con due manici laterali, usata nell'italia centrale per attingere acqua    • 4 •   (geog.) depressione della superficie terrestre di forma tondeggiante e in genere non molto vasta: conca di erosione, glaciale  | (estens.) formazione valliva assai larga, così da apparire quasi circolare: un'amena conca circondata da monti    • 5 •   (anat.) ciascuna delle piccole lamine ossee della cavità nasale | conca auricolare, la parte imbutiforme del padiglione auricolare    • 6 •   (lett.) conchiglia.
concambio   s.m.  (non com.) contraccambio.
concamerare   v. tr.  [io concàmero ecc.] (ant.) coprire un locale con un soffitto a volta.
concamerato   part. pass.  di concamerare   agg.    • 1 •   (non com.) fatto a volta    • 2 •   (bot.) si dice di un organo che nell'interno abbia diverse cavità fra loro comunicanti.
concamerazione   s.f.    • 1 •   (non com.) costruzione a volta    • 2 •   (bot.) ciascuno degli scompartimenti di un organo cavo.
concata   s.f.    • 1 •   quanto può essere contenuto in una conca    • 2 •   riempimento e svuotamento di una conca di navigazione.
concatenamento   s.m.  (lett.) il concatenare, il concatenarsi; collegamento, connessione.
concatenare   v. tr.  [io concaténo ecc.]    • 1 •   (non com.) collegare a catena: concatenare degli anelli    • 2 •   (fig.) disporre in stretta connessione logica: concatenare le idee  | concatenarsi v. rifl.  collegarsi strettamente; entrare in stretta relazione logica: il concatenarsi degli eventi; il concatenarsi dei concetti in un discorso. 
concatenato   part. pass.  di concatenare   agg.  nei sign. del verbo | (fis.) in elettromagnetismo, si dice di flusso magnetico che attraversa la superficie racchiusa da una linea.
concatenatura   s.f.  (non com.) concatenazione.
concatenazione   s.f.  il concatenare, il concatenarsi; connessione, collegamento (spec. fig.): concatenazione di idee, di fatti. 
concausa   s.f.  causa che concorre con altre a determinare un evento, a produrre un effetto.
concausare   v. tr.  [io concàu so ecc.] (non com.) concorrere con altre cause a produrre un determinato effetto.
concavità   s.f.  l'essere concavo; parte concava, cavità.
concavo   agg.    • 1 •   si dice di linea o superficie curva verso l'interno: lente concava    • 2 •   (geom.) si dice di una figura geometrica piana o solida quando due qualunque dei suoi punti possono essere uniti mediante un segmento non appartenente per intero alla figura stessa  s.m.  (non com.) la parte concava di un corpo; cavo: il concavo della mano. 
concedente   part. pres.  di concedere   agg.  e s.m.  e f.  che, chi concede; concessore; in particolare, chi dà in affitto un fondo.
concedere   v. tr.  [io concèdo ecc. ; pass. rem. io concèssi  (o concedéi  o concedètti), tu concedésti ecc. ; part. pass. concèsso  (meno com. conceduto)]    • 1 •   dare per favore, generosità o condiscendenza; largire: concedere la grazia, un beneficio, il perdono  | accordare: concedere tempo, una proroga; concedersi un po' di riposo; non concedere requie a qualcuno, incalzarlo    • 2 •   riconoscere a qualcuno di avere ragione in qualcosa: è troppo presto, te lo concedo  ' dato e non concesso, si dice facendo riferimento a una cosa ammessa solo per ipotesi    • 3 •   (ant. , lett.) cedere, arrendersi | concedersi v. rifl.    • 1 •   darsi (detto spec. di donna che accetta un rapporto sessuale)    • 2 •   (lett.) essere arrendevole.
concedibile   agg.  che può essere concesso o ammesso.
conceditore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi concede.
concelebrante   part. pres.  di concelebrare   agg.  e s.m.  che, chi celebra insieme con altri un rito liturgico: sacerdote concelebrante. 
concelebrare   v. tr.  [coniugato come celebrare] celebrare insieme, spec. un rito liturgico.
concelebrazione   s.f.  il concelebrare; il rito concelebrato.
concento   s.m.  (lett.)    • 1 •   armonia che nasce dall'accordo di più voci o suoni: il soave concento degli uccelli    • 2 •   (fig.) accordo: concento di sentimenti, di voleri. 
concentrabile   agg.  che può essere concentrato, detto di sostanza o soluzione.
concentramento   s.m.    • 1 •   il concentrare o il concentrarsi; ammassamento: concentramento di forze militari  | campo di concentramento, luogo in cui sono reclusi prigionieri di guerra o condannati politici | tiri di concentramento, tiri di artiglieria diretti verso un unico obiettivo    • 2 •   (econ.) concentrazione.
concentrare   v. tr.  [io concèntro ecc.]    • 1 •   raccogliere, riunire, ammassare in un luogo: concentrare le truppe    • 2 •   (fig.) far convergere in uno o in pochi punti: concentrare gli interventi economici sull'industria tessile; concentrare il pensiero, l'attenzione    • 3 •   (chim. , fis.) ridurre di volume, condensare | aumentare la quantità di una sostanza disciolta in una soluzione | concentrarsi v. rifl.    • 1 •   riunirsi, raccogliersi, convergere in un luogo: le truppe si sono concentrate nel fondo della valle    • 2 •   (fig.) raccogliere tutta la propria attenzione: concentrarsi nello studio, su un problema  | v. rifl.  (chim. , fis.), ridursi di volume: la soluzione si è concentrata. 
concentrato   part. pass.  di concentrare   agg.    • 1 •   raccolto in un sol punto, in un unico luogo | (fig.) assorto: starsene concentrato a meditare    • 2 •   (estens.) condensato, ristretto: brodo concentrato; latte concentrato, da cui è stata sottratta acqua affinché, condensato, si conservi più a lungo | (fig.) forte, intenso: un odio concentrato   s.m.  liquido, sostanza condensata; in partic., prodotto alimentare a cui è stata sottratta acqua, ma che conserva intatte le sostanze nutritive e i principi attivi: concentrato di pomodoro  § concentratamente avv. 
concentratore   s.m.  (tecn.)    • 1 •   apparecchio per concentrare sostanze, spec. nell'industria alimentare    • 2 •   in un proiettore cinematografico o in un microscopio, sistema ottico che concentra il fascio luminoso, condensatore.

concentrazionario   agg.  del, da campo di concentramento: ideologia concentrazionaria; l'universo concentrazionario, l'insieme dei campi di concentramento inteso come mondo a sé stante; anche, la vita che vi si svolge.
concentrazione   s.f.    • 1 •   il concentrare, il concentrarsi, l'essere concentrato; convergenza, raggruppamento | (fig.) raccoglimento, attenzione mentale: trovare, perdere la concentrazione    • 2 •   (chim. , fis.) in una soluzione, il rapporto tra la quantità di soluto, espressa in peso o in moli, e il volume o la massa della soluzione stessa, oppure il rapporto fra la quantità di soluto, espressa in peso o in moli, e la massa o il volume del solo solvente    • 3 •   (econ.) raggruppamento di più imprese industriali per ridurre i costi o la concorrenza    • 4 •   (stat.) distribuzione di un fenomeno su poche unità statistiche: concentrazione del reddito. 
concentrazionismo   s.m.  (econ.) il fenomeno della concentrazione delle imprese industriali.
concentricità   s.f.  (geom.) l'essere concentrico.
concentrico   agg.  [pl. m. -ci] (geom.) si dice di linee curve, cerchi complanari, sfere che hanno lo stesso centro § concentricamente avv. 
concepere    ⇨ concepire.
concepibile   agg.  che si può concepire, pensare, ammettere.
concepibilità   s.f.  l'essere concepibile.
concepimento   s.m.  il concepire, l'essere concepito (anche fig.): il concepimento di un figlio; il concepimento di un'idea, di un piano. 
concepire   ant. concepere [con-cè-pe-re] e concipere [con-cì-pe-re], v. tr.  [io concepisco, tu concepisci ecc. ; part. pass. concepito  (ant. concetto)]    • 1 •   detto di donna o di femmina di animale, originare dentro di sé un nuovo essere attraverso la fecondazione; rimanere gravida di un figlio: concepire un bambino  | (poet.) detto anche di piante o terreni: l'altra terra, secondo ch'è degna / per sé e per suo ciel, concepe e figlia / di diverse virtù diverse legna  (dante purg.  xxviii, 112-114)    • 2 •   (fig.) sentir nascere in sé, accogliere nell'animo; provare, nutrire: concepire un desiderio, stima, affetto  | comprendere: non riesco a concepire un comportamento simile!    • 3 •   (fig.) immaginare, ideare: concepire un progetto, un piano. 
concepito   part. pass.  di concepire   agg.  nei sign. del verbo | scritto, redatto: un biglietto così concepito   s.m.  (dir.) nascituro.
conceria   s.f.    • 1 •   stabilimento in cui si conciano le pelli    • 2 •   arte della concia.
concernere   v. tr.  [raro nel pass. rem. io concernéi  o concernètti, tu concernésti ecc. ; manca il part. pass.] avere attinenza, aver relazione con qualcuno o qualcosa; riguardare: concernere un argomento, un progetto; il fatto non ci concerne. 
concertante   part. pres.  di concertare   agg.  (mus.) si dice di uno stile musicale fondato su un dialogo variamente articolato tra esecutori, che intervengono ora singolarmente ora in gruppo; si dice anche di brano con parti strumentali concertanti: sinfonia concertante. 
concertare   v. tr.  [io concèrto ecc.]    • 1 •   (mus.) accordare tra loro le parti strumentali o vocali di un brano musicale; predisporre l'accordo tra gli esecutori: concertare una sinfonia    • 2 •   (fig.) stabilire qualcosa d'accordo con altri, per lo più in segreto; ordire, macchinare: concertare un programma, una beffa  | concertarsi v. rifl.  (non com.) accordarsi per fare qualcosa.
concertato   part. pass.  di concertare   agg.    • 1 •   (mus.) si dice di uno stile in cui si intrecciano e alternano una o più voci e strumenti: aria concertata    • 2 •   (fig.) stabilito, convenuto: un piano, un programma concertato   s.m.    • 1 •   (mus.) in un'opera lirica, brano piuttosto esteso ed elaborato, con intervento congiunto di più voci soliste e spesso del coro, collocato in genere alla fine di un atto    • 2 •   (ant.) accordo, intesa § concertatamente avv.  d'accordo, d'intesa.
concertatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (mus.) che, chi concerta | maestro concertatore, che istruisce, prepara e coordina orchestrali e solisti (strumentisti o cantanti) in vista dell'esecuzione    • 2 •   (non com.) che, chi ordisce o macchina qualcosa: concertatore di imbrogli. 
concertazione   s.f.  (mus.) il concertare.
concertina   s.f.  (mus.) strumento a mantice affine alla fisarmonica.
concertino   s.m.    • 1 •   (mus.) il gruppo di solisti che, nell'esecuzione di un concerto grosso, si contrappone al complesso dell'orchestra | nel sec. xix, pezzo in un solo tempo affine al concerto; nel sec. xx, breve concerto con piccola orchestra    • 2 •   esecuzione di brani sinfonici, operistici o operettistici da parte di un complesso di pochi strumenti in caffè, giardini, parchi; il complesso che li esegue.
concertismo   s.m.  (mus.) l'elaborazione, la composizione di concerti; la pratica concertistica: il concertismo nella musica barocca; il concertismo in brahms. 
concertista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] artista che si esibisce in concerti come solista.
concertistico   agg.  [pl. m. -ci] del concerto, di concerti; di, da concertista: stile concertistico; stagione, attività concertistica. 
concerto   s.m.    • 1 •   (mus.) composizione in più tempi per un complesso di strumentisti, in cui uno o più esecutori intervengono come solisti: concerto per pianoforte e orchestra  | nei secc. xvii e xviii, composizione strumentale polifonica: i concerti di vivaldi  ' concerto grosso, composizione strumentale basata sul dialogo fra la massa degli strumentisti e un gruppo di solisti, detto concertino    • 2 •   l'esecuzione per un uditorio di una o più composizioni musicali di carattere non operistico: il concerto di un pianista; concerto sinfonico, bandistico, rock  | in concerto, si dice di cantante o di gruppo di musica leggera che si esibisce in uno spettacolo completamente dedicato a lui    • 3 •   complesso di strumentisti o di cantanti    • 4 •   (estens.) insieme di più suoni o voci (anche scherz.): un concerto di campane; un concerto di rumori    • 5 •   (fig. lett.) accordo, intesa: con lui prenderò i concerti opportuni, per finir l'affare lodevolmente  (manzoni p. s.  iii) | (burocr.) intesa fra diverse autorità per l'emanazione di un atto: concerto amministrativo  | di concerto, d'accordo: agire di concerto. 
concessionario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha ricevuto una concessione, un appalto, un'esclusiva di vendita: società concessionaria; concessionario di automobili. 
concessione   s.f.    • 1 •   il concedere, ciò che viene concesso; permesso, licenza    • 2 •   (dir.) atto con cui la pubblica amministrazione conferisce a un privato alcuni diritti o la facoltà di svolgere un'attività di interesse pubblico: servizio in concessione  | contratto col quale una impresa attribuisce a un terzo la vendita, generalmente in esclusiva, di propri prodotti in una determinata zona    • 3 •   (fig.) riconoscimento, ammissione: per tua stessa concessione, avresti potuto comportarti meglio    • 4 •   (ret.) figura che consiste nel fingere di accettare l'ipotesi dell'interlocutore per poi rovesciarla.
concessivo   agg.  che esprime una concessione | in grammatica: congiunzione concessiva, che introduce una proposizione concessiva (p. e. benché, sebbene); proposizione concessiva, che indica la circostanza nonostante la quale avviene il fatto espresso nella proposizione reggente (p. e. benché fosse ammalato, partì).
concesso   part. pass.  di concedere   agg.  nei sign. del verbo | ammesso e non concesso che, pur ammettendo che.
concessore   s.m.  [f. conceditrice] (non com.) chi concede; il concedente.
concettismo   s.m.  tendenza della letteratura barocca secondo la quale l'eleganza e l'efficacia dello stile erano connesse con l'uso di immagini ingegnose e stravaganti (concetti).
concettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] scrittore seguace del concettismo.
concettistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del concettismo o dei concettisti: stile concettistico  § concettisticamente avv. 
concettivo   agg.  (rar.) atto a elaborare e a comprendere concetti: facoltà concettiva. 
concettizzare   v. intr.  [aus. avere] escogitare concetti ingegnosi, spec. per ottenere effetti spiritosi.
concetto   s.m.    • 1 •   ciò che la mente concepisce di una cosa; rappresentazione mentale, idea: formulare un concetto  | in partic., nozione che definisce l'essenza di una cosa: il concetto di cavallo; il concetto di bene e di male    • 2 •   opinione, giudizio: formarsi un proprio concetto di qualcosa; avere un buon concetto di qualcuno    • 3 •   nella letteratura barocca, immagine artificiosa e stravagante.
concettosità   s.f.  l'essere concettoso; eccesso di concetti sottili: concettosità di stile. 
concettoso   agg.    • 1 •   denso di concetti: prosa concettosa    • 2 •   che abbonda di concetti ricercati: esprimersi in modo concettoso  § concettosamente avv. 
concettuale   agg.    • 1 •   di concetto, relativo ai concetti: un errore concettuale  | arte concettuale, corrente artistica, sviluppatasi a partire dal 1966-67, che intende l'operazione artistica non come elaborazione di un oggetto (quadro, scultura ecc.), ma come pura produzione mentale    • 2 •   (estens.) speculativo, logico § concettualmente avv.  dal punto di vista concettuale; speculativamente.
concettualismo   s.m.  (filos.) nella scolastica medievale, dottrina che intende i concetti universali come prodotti della mente, soluzione intermedia tra nominalismo e realismo.
concettualista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] filosofo seguace del concettualismo.
concettualizzare   v. tr.  organizzare in concetti; teorizzare.
concettualizzazione   s.f.  il concettualizzare, l'essere concettualizzato.
concezionale   agg.  che riguarda la concezione.
concezione   s.f.    • 1 •   il concepire, il creare con la mente: la concezione di un'opera, di un'impresa    • 2 •   insieme organico di pensieri e di idee riguardanti un determinato argomento; pensiero: la concezione rinascimentale del mondo; la moderna concezione del diritto    • 3 •   (lett.) concepimento | immacolata concezione, (relig.) il concepimento di maria vergine, così detto perché, secondo la teologia cattolica, maria fu concepita senza peccato originale; anche il giorno (8 dicembre) in cui si festeggia questo avvenimento.
conchiferi   s.m. pl.  (zool.) nella vecchia classificazione sistematica, sottotipo di molluschi comprendente le classi dei gasteropodi, degli scafopodi, dei lamellibranchi e dei cefalopodi | sing.  [-o] ogni mollusco appartenente a tale sottotipo.
conchifero   agg.  si dice di animale fornito di conchiglia.
conchiglia   s.f.    • 1 •   involucro calcareo ricoprente il corpo di molti molluschi: conchiglia univalve, bivalve; conchiglia fossile.  dim. conchiglietta, conchiglina  accr. conchiglione  (m.)    • 2 •   ornamento architettonico a forma di conchiglia, tipico dell'età barocca    • 3 •   punto a conchiglia, punto di ricamo eseguito con due fili di diverso colore    • 4 •   spec. pl.  pasta da minestra a forma di conchigliette    • 5 •   (tecn.) forma metallica costituita da due pezzi apribili, usata in fonderia per fusioni in serie    • 6 •   (sport) rivestimento usato dai pugili, dagli schermitori e da atleti di altri sport per proteggere i genitali.
conchiglifero    ⇨ conchilifero.
conchili(o)-  conchili(o)- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal lat. conchyli°um  'conchiglia' (conchilifero, conchiliologia).
conchiliaceo   agg.  che è composto di conchiglie; che reca impronte di conchiglie.
conchilifero   o conchiglifero, agg.  (geol.) si dice di roccia ricca di conchiglie fossili: calcare conchilifero. 
conchiliforme   agg.  che ha forma di conchiglia.
conchiliologia   s.f.  branca della zoologia che studia le conchiglie.
conchino   s.m.  gioco di carte simile al ramino.
conchiudere   e deriv.   ⇨ concludere e deriv. 
concia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   l'insieme delle operazioni a cui si sottopongono le pelli animali per trasformarle in cuoio | concia all'olio, scamosceria    • 2 •   trattamento praticato a taluni prodotti vegetali (tabacco, olive ecc) per migliorarne la qualità e meglio conservarli    • 3 •   (estens.) la sostanza stessa che si usa per conciare: mettere, tenere in concia    • 4 •   (ant.) conceria.
conciaiolo   antiq. conciaio [con-cià-io], s.m.  [f. -a] operaio addetto alla concia.
conciante   part. pres.  di conciare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che serve a conciare le pelli.
conciapelli   s.m.  e f.  [pl. invar.] conciatore di pelli.
conciare   v. tr.  [io cóncio ecc.]    • 1 •   sottoporre alla concia: conciare pelli, olive, salumi  ' (dial.) condire: conciare l'insalata    • 2 •   (estens.) rimettere in sesto; aggiustare, sistemare    • 3 •   (antifr.) ridurre in cattivo stato; sciupare, insozzare: guarda come ha conciato il vestito!  | conciare qualcuno male, per le feste, malmenarlo, ridurlo a mal partito    • 4 •   (ant.) squadrare, lavorare (marmo, legno, pietre preziose)    • 5 •   (ant.) ammaestrare, addomesticare: da necessità costretto si diede a conciare uccelli  (boccaccio dec.  x, 9) | conciarsi v. rifl.    • 1 •   (ant.) acconciarsi, abbigliarsi    • 2 •   (antifr.) ridursi in cattivo stato; insudiciarsi: guarda come ti sei conciato!  | vestirsi con cattivo gusto: si concia in quel modo per sembrare più giovane    • 3 •   (ant. fig.) mettersi d'accordo.
conciario   agg.  di, relativo alla concia: tecnica conciaria   s.m.  [f. -a] operaio che lavora alla concia delle pelli.
conciato   part. pass.  di conciare   agg.    • 1 •   che è stato sottoposto a conciatura: pelle conciata    • 2 •   (fig.) guastato, malridotto.
conciatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi fa il mestiere di conciare le pelli o altri prodotti.
conciatura   s.f.  l'operazione del conciare; concia.
concierge   s.m.  e f. invar.  portiere, custode di alberghi o abitazioni di lusso.
conciero   s.m.  (lett.) correzione, emendazione (di uno scritto, di un testo letterario): nove sonetti con pochi e non rilevanti concieri  (carducci).
conciliabile   agg.  che si può conciliare § conciliabilmente avv. 
conciliabilità   s.f.  l'essere conciliabile.
conciliabolo   s.m.  adunanza, conversazione segreta o appartata (tenuta per fini illeciti o comunque oscuri, sospetti).
conciliante   part. pres.  di conciliare   agg.  che tende a conciliare, a venire a un accordo; arrendevole: mostrarsi conciliante  § conciliantemente avv. 
conciliare   (1) v. tr.  [io concìlio ecc.]    • 1 •   mettere d'accordo, armonizzare fra loro persone o cose contrastanti: conciliare il lavoro con lo svago  ' conciliare una contravvenzione, estinguerla pagando la somma dovuta come sanzione    • 2 •   favorire, promuovere: la lettura, la televisione concilia il sonno  ' conciliarsi l'affetto, la simpatia, l'approvazione, ottenerli, procurarseli | conciliarsi v. rifl.    • 1 •   [usato anche rec.] mettersi d'accordo, riconciliarsi: conciliarsi con un avversario    • 2 •   (estens.) adattarsi: conciliarsi con l'idea di lavorare. 
conciliare   (2) agg.  del concilio, che si riferisce a un concilio: sessione, padre conciliare  | per antonomasia, proprio del concilio ecumenico vaticano ii (1962-1965): gli orientamenti conciliari sulla liturgia   s.m.  membro di un concilio.
conciliarismo   s.m.  dottrina teologica che sostiene la superiorità del concilio ecumenico sul papa.
conciliativo   agg.    • 1 •   che tende, che serve a conciliare: parole conciliative    • 2 •   (non com.) conciliante, accomodante § conciliativamente avv. 
conciliatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi concilia | (giudice) conciliatore, (dir.) magistrato onorario che, in ogni comune, provvede a risolvere controversie civili di modesta entità.
conciliatorio   agg.  atto a conciliare: discorso conciliatorio. 
conciliazione   s.f.    • 1 •   il conciliare, il conciliarsi; accordo: la conciliazione delle parti  | per antonomasia, l'accordo tra lo stato italiano e la santa sede fissato nei patti lateranensi (1929)    • 2 •   (dir.) composizione equa di una controversia sulla base di reciproche concessioni: tentativo, verbale di conciliazione  | ufficio del giudice conciliatore.
concilio   s.m.    • 1 •   (eccl.) assemblea di vescovi della chiesa cattolica, per deliberare su materie dottrinali, disciplinari o di costume: concilio provinciale, nazionale, ecumenico    • 2 •   (lett.) riunione, adunanza che si svolge con solennità e una certa segretezza | (iron.) gruppo di persone che discutono con ridicola gravità di questioni futili.
concimaia   s.f.  costruzione rustica in prossimità della stalla in cui si raccolgono gli escrementi degli animali domestici affinché si trasformino in letame.
concimare   v. tr.  fertilizzare con concime.
concimatura   s.f.  operazione del concimare; il tempo in cui si concima.
concimazione   s.f.  il concimare, concimatura.
concime   s.m.  sostanza fertilizzante naturale (letame) o chimica, usata in agricoltura.
concinnità   s.f.  (lett.) armonia semplice ed elegante dello stile letterario.
concinno   agg.  (lett. rar.) armonioso, semplice e insieme elegante (detto di stile letterario).
concio   (1) s.m.  blocco di pietra squadrato da costruzione.
concio   (2) s.m.  (ant.)    • 1 •   accordo, pace, conciliazione    • 2 •   ordine, assetto: veggendo l'angiulieri in concio di cavalcar, disse... (boccaccio dec.  ix, 4).
concio   (3) agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   sottoposto a conciatura: pelli conce    • 2 •   (tosc.) conciato, malridotto: vedete com'è concio! butta sangue da tutte le parti  (manzoni p. s.  iv).
concio   (4) s.m.  letame.
conciofosseché   o con ciò fosse che, cong.  (ant.) conciofossecosach.é.
conciofossecosaché   o con ciò fosse cosa che, cong.  (ant.) poiché, dato che; benché (riferito al passato).
concionare   v. intr.  [io concióno ecc. ; aus. avere] (non com.) tenere concione, parlare solennemente davanti a un pubblico | (iron.) fare discorsi magniloquenti, pieni di enfasi.
concionatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi conciona.
concione   s.f.    • 1 •   (ant.) adunanza pubblica, assemblea di popolo    • 2 •   discorso solenne tenuto in pubblico; arringa | (iron.) discorso ostentatamente solenne e prolisso: tenere una concione. 
conciossiaché   o con ciò sia che, cong.  (ant.) conciossiacosach.é.
conciossiacosaché   o con ciò sia cosa che, cong.  (ant.) poiché, dal momento che; benché (riferito al presente).
concipere    ⇨ concepire.
concisione   s.f.  qualità di ciò che è conciso; brevità nel parlare o nello scrivere: esprimersi con concisione. 
conciso   agg.  si dice di discorso espresso con poche ma efficaci parole o di chi si esprime brevemente, con stringatezza: prosa concisa; scrittore conciso  § concisamente avv. 
concistoriale   agg.  (eccl.) del concistoro: atti concistoriali  ' congregazione concistoriale, organo della curia romana che si occupa di preparare i concistori e di vigilare sulla buona amministrazione delle diocesi.
concistoro   ant. consistorio, consistoro, s.m.    • 1 •   (eccl.) adunanza solenne dei cardinali, presieduta dal papa, per deliberare intorno a questioni riguardanti il governo della chiesa, la canonizzazione di santi ecc.: concistoro segreto, pubblico    • 2 •   organo deliberante di talune chiese riformate    • 3 •   (lett.) riunione, adunanza di persone (anche in usi iron.).
concitamento   s.m.  (lett.) il concitare; concitazione.
concitare   v. tr.  [io còncito ecc.] (lett.)    • 1 •   incitare, provocare, eccitare: concitare gli animi alla vendetta    • 2 •   (fig.) agitare, sconvolgere.
concitativo   agg.  (non com.) atto a concitare.
concitato   part. pass.  di concitare   agg.    • 1 •   agitato da forte emozione; che denota forte emozione: voce concitata; tono concitato    • 2 •   (lett.) veemente, incalzante: il concitato imperio / e il celere ubbidir  (manzoni il cinque maggio) § concitatamente avv. 
concitatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi concita; agitatore.
concitazione   s.f.  l'essere concitato; foga, impeto.
concittadino   s.m.  [f. -a] chi è nato o abita nella stessa città.
conclamare   v. tr.  (lett.) gridare insieme, a gran voce | acclamare, proclamare.
conclamato   part. pass.  di conclamare   agg.  nei sign. del verbo | (lett.) chiaro, evidente a tutti: una verità conclamata. 
conclamazione   s.f.  (lett.) il conclamare; acclamazione generale.
conclave   s.m.  (eccl.) luogo dove i cardinali si rinchiudono per eleggere il papa; per estens., l'adunanza dei cardinali che procedono all'elezione.
conclavista   s.m.  [pl. -sti] nome dato all'ecclesiastico e al cameriere che accompagnano ogni cardinale che entra in conclave.
conclavistico   agg.  [pl. m. -ci] del conclave, che si riferisce al conclave.
concludente   part. pres.  di concludere   agg.    • 1 •   che convince, che persuade: una prova concludente; discorso poco concludente    • 2 •   (non com.) che approda a un risultato, che riesce a compiere quanto si era prefisso § concludentemente avv. 
concludenza   s.f.  (non com.) l'essere concludente.
concludere   meno com. conchiudere, v. tr.  [pass. rem. io conclu si, tu concludésti ecc. ; part. pass. conclu so]    • 1 •   portare a termine, a compimento, a effetto: concludere un'alleanza, un trattato, un affare    • 2 •   operare con profitto, compiere qualcosa di utile (anche assol.): non conclude niente di buono; oggi ho lavorato molto, ma senza concludere    • 3 •   finire, terminare: concludere un discorso  | dire, stabilire come conclusione: abbiamo concluso che ha torto    • 4 •   (ant.) racchiudere | v. intr.  [aus. avere] (non com.) essere convincente, giungere a una conclusione persuasiva: un argomento che non conclude  | concludersi v. rifl.  aver fine: l'incidente si concluse con poco danno e molta paura. 
conclusionale   agg.  e s.f.  (comparsa) conclusionale, (dir.) nel processo civile, atto con cui ciascuna parte presenta le proprie conclusioni, ricapitolando gli argomenti sostenuti nel corso del processo.
conclusione   rar. conchiusione, s.f.    • 1 •   il concludere o il concludersi; fine, termine: la conclusione di un viaggio, di un racconto, di una lettera  ' in conclusione, per concludere, infine    • 2 •   deduzione tratta da un ragionamento: conclusione logica, arbitraria; trarre le debite conclusioni  ' conclusione del sillogismo, (filos.) proposizione terminale del sillogismo che deriva come conseguenza dalle premesse    • 3 •   pl.  (dir.) le richieste definitive avanzate dalle parti in causa o dal pubblico ministero    • 4 •   (ant.) tesi di argomento filosofico, teologico o scientifico che serviva di spunto per una discussione.
conclusivo   agg.    • 1 •   che conclude; che pone fine a qualcosa: parte, risposta conclusiva    • 2 •   congiunzione conclusiva, (gramm.) che introduce una proposizione in cui sono espresse le conseguenze di quanto è stato precedentemente detto (p. e. dunque, pertanto) § conclusivamente avv. 
concluso   part. pass.  di concludere   agg.    • 1 •   terminato, compiuto; stabilito: l'affare è concluso; non c'è nulla di concluso    • 2 •   (lett.) chiuso, raccolto in sé.
concoide   agg.  (scient.) che ha forma di conchiglia  s.f.  (mat.) curva algebrica razionale, piana, simmetrica rispetto all'asse delle ascisse, usata per risolvere i problemi classici della trisezione dell'angolo e della duplicazione del cubo.
concola   s.f.    • 1 •   nome corrente di varie specie di molluschi    • 2 •   (roman.) catino. dim. concolina. 
concologia   s.f.  settore della zoologia che studia le conchiglie.
concolore   agg.  (lett.) che ha lo stesso colore: come si volgon per tenera nube / due archi paralleli e concolori  (dante par.  xii, 10-11).
concomitante   agg.  che accompagna, si determina o manifesta insieme con altri aspetti di un fenomeno: circostanza, causa concomitante  | sintomo concomitante, (med.) che accompagna una malattia | fatto concomitante, (dir.) che contribuisce a stabilire una prova § concomitantemente avv. 
concomitanza   s.f.  l'essere concomitante.
concordabile   agg.  che si può concordare: prezzo concordabile  § concordabilmente avv. 
concordante   part. pres.  di concordare   agg.  che concorda, che si accorda: testimonianze concordanti. 
concordanza   s.f.    • 1 •   il concordare; accordo, conformità: concordanza di opinioni, di giudizio    • 2 •   (gramm.) il complesso delle norme che regolano l'accordo di parole che nella proposizione sono in rapporto fra loro (p. e.  dell'attributo col nome, del verbo col soggetto)    • 3 •   pl.  repertorio alfabetico di tutte le parole usate in un'opera o in più opere da un autore, accompagnate di solito da un breve contesto con l'indicazione dei luoghi ove queste figurano: le concordanze della bibbia, della divina commedia    • 4 •   (geol.) giacitura di rocce che sono a contatto secondo superfici parallele alla stratificazione.
concordare   v. tr.  [io concòrdo ecc.]    • 1 •   accordare, mettere d'accordo: concordare le proprie idee con quelle di un altro  | (gramm.) accordare le diverse parti del discorso secondo il genere e il numero o anche la persona e il caso    • 2 •   stabilire di comune accordo: concordare il prezzo  | v. intr.  [aus. avere] essere d'accordo, accordarsi; corrispondere: opinioni, testimonianze che concordano  | convenire: concordarono sulla necessità di un intervento  | (gramm.) presentare concordanza, essere in accordo: l'attributo concorda col nome. 
concordatario   agg.  di concordato; conforme a un concordato, fissato da un concordato: regime concordatario; norma concordataria  | matrimonio concordatario, quello in vigore in italia in base al concordato fra stato e chiesa cattolica, per cui la cerimonia religiosa ha anche effetto civile.
concordato   part. pass.  di concordare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   accordo, convenzione, patto | (dir.) composizione di una vertenza in cui le parti fanno reciproche rinunzie a far valere i propri diritti: concordato stragiudiziale  | concordato fallimentare, chiusura del fallimento mediante accordo tra debitore e creditore, omologato dal tribunale; concordato preventivo, procedura giudiziaria che, soddisfacendo parzialmente i creditori, evita il ricorso alla procedura di fallimento    • 2 •   convenzione solenne tra la santa sede e uno stato per regolare di mutuo accordo le materie di comune interesse § concordatamente avv. 
concorde   agg.    • 1 •   che concorda, che è in accordo: opinione, azione concorde  | unanime: è stato assolto con giudizio concorde    • 2 •   che è all'unisono, in armonia: suoni concordi  | simultaneo: movimenti concordi    • 3 •   (mat.) che ha lo stesso segno: numeri, espressioni concordi  § concordemente avv.  in modo concorde; unanimemente | in modo armonioso.
concordevole   agg.  (ant.) concorde, consonante: concordevoli suoni e accenti  (firenzuola) | conforme § concordevolmente avv.  concordemente.
concordia   s.f.  conformità di sentimenti, di idee, di propositi tra due o più persone: concordia familiare. 
concorrente   part. pres.  di concorrere   agg.  nei sign. del verbo | cause concorrenti, che concorrono a produrre uno stesso effetto  s.m.  e f.    • 1 •   chi prende parte a una gara, a un concorso: la partenza, l'arrivo dei concorrenti    • 2 •   chi opera in concorrenza commerciale: per battere i concorrenti è necessario migliorare il prodotto    • 3 •   (non com.) rivale in amore.
concorrenza   s.f.    • 1 •   (non com.) l'affluire di più persone in uno stesso luogo    • 2 •   competizione tra due o più persone che cercano di prevalere l'una sull'altra nel raggiungimento di un fine; per estens., le persone stesse che sono in competizione: entrare in concorrenza con qualcuno    • 3 •   (econ.) forma di mercato in cui vi è libertà di contrattazione economica | concorrenza perfetta, nella teoria economica, situazione ideale caratterizzata da molteplicità degli operatori, libertà di ingresso nel mercato, omogeneità del prodotto; concorrenza imperfetta, monopolistica, situazione diversa dalla precedente perché le imprese vendono prodotti differenziati, gli operatori, attraverso il processo della concentrazione, sono ridotti a pochi, e vi è difficoltà d'ingresso nel mercato    • 4 •   lotta tra le imprese per accaparrarsi la clientela, riducendo il prezzo o incrementando le campagne pubblicitarie: concorrenza accanita, spietata; concorrenza sleale, quella di chi si appropria i pregi dei prodotti altrui o li denigra o usa marchi e contrassegni che possono generare confusione tra il proprio prodotto e un prodotto già affermato e largamente diffuso | per una data impresa, l'insieme delle imprese che contrastano la sua presenza nel mercato: battere la concorrenza    • 5 •   (burocr.) raggiungimento: le spese saranno detratte dal compenso fino a concorrenza, fino a che il loro ammontare raggiunga quello della somma dovuta.
concorrenziale   agg.  (econ.) di concorrenza: regime, prezzo concorrenziale. 
concorrenzialità   s.f.  (econ.) l'essere concorrenziale.
concorrere   v. intr.  [coniugato come correre; aus. avere]    • 1 •   (non com.) andare da parti diverse verso lo stesso luogo | (geom.) convergere in uno stesso punto: rette concorrenti    • 2 •   collaborare al raggiungimento di uno scopo; partecipare; cooperare: concorrere a una spesa, al successo di qualcosa    • 3 •   prendere parte a un concorso, a una competizione: concorrere a un posto, a una gara, a un premio. 
concorso   s.m.    • 1 •   il concorrere, l'affluire di più persone in un luogo: un grande concorso di pubblico    • 2 •   (fig.) intervento contemporaneo di più elementi nella determinazione di un evento: concorso di circostanze  | compartecipazione, contributo: concorso di spese  | in diritto: concorso nel reato, partecipazione di più soggetti alla commissione di un reato; concorso di colpa, situazione che si verifica quando più persone determinano colposamente un danno, e ne condividono la responsabilità concorso di creditori, compartecipazione di più creditori nell'espropriazione dei beni del debitore    • 3 •   forma di selezione indetta dallo stato o da un ente privato per assegnare impieghi, appalti, premi e sim.: concorso pubblico, riservato; concorso letterario, di bellezza; concorso per titoli, per esami; bandire, vincere un concorso  | (sport) gara, competizione di alcune discipline individuali o a squadre: concorso ippico, di atletica leggera  | fuori concorso, si dice di opera o di persona che, pur partecipando alle manifestazioni connesse con il concorso, non viene considerata ai fini della graduatoria: un film fuori concorso. 
concorsuale   agg.    • 1 •   di concorso, relativo a un pubblico concorso: iter concorsuale    • 2 •   (dir.) si dice di procedura che avviene necessariamente con la partecipazione di più aventi diritto, anziché a opera di uno solo di essi: il fallimento è un procedimento concorsuale. 
concreare   v. tr.  [io concrèo ecc.] (rar.) creare insieme.
concreato   part. pass.  di concreare   agg.  (lett.) innato, congenito: la concreata e perpetua sete / del deiforme regno  (dante par.  ii, 19-20).
concrescenza   s.f.  (scient.) il concrescere; l'unirsi di parti originariamente separate che si verifica durante l'accrescimento.
concrescere   v. intr.  [coniugato come crescere; aus. essere] crescere insieme.
concrescimento   s.m.  (miner.) aggregazione o compenetrazione di cristalli di uguale o diversa specie: concrescimento regolare, parallelo. 
concretare   v. tr.  [io concrèto ecc]    • 1 •   rendere concreto; realizzare, attuare: concretare un progetto    • 2 •   (estens.) precisare: concretare le proprie richieste  | concretarsi v. rifl.  diventare concreto, reale; realizzarsi; prendere consistenza: l'idea va concretandosi. 
concretezza   s.f.  l'essere concreto; il corrispondere a una realtà: la concretezza di una proposta. 
concretismo   s.m.  indirizzo pittorico, nato in seno all'astrattismo, che considera il prodotto artistico come una realtà autonoma determinata da rapporti matematici e leggi ottiche; arte concreta.
concretista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pittore seguace del concretismo.
concretizzare   v. tr.  concretare | concretizzarsi v. rifl.  concretarsi.
concretizzazione   s.f.  il concretare, il concretarsi: la concretizzazione di un progetto, di un'idea. 
concreto   agg.    • 1 •   che trova un riferimento nella comune esperienza sensibile, che si riferisce a un oggetto reale; per estens., reale, determinato, conoscibile mediante l'esperienza: fatto, caso concreto  ' nomi concreti, (gramm.) quelli che indicano esseri od oggetti reali (p. e. pane, casa, uomo) e non una qualità, un sentimento o un'idea    • 2 •   che si basa su dati di fatto; che si attiene o bada agli aspetti reali, pratici delle cose: una conoscenza concreta; un uomo concreto    • 3 •   arte concreta, concretismo | musica concreta, musica che elabora su nastro magnetico rumori naturali e della vita quotidiana, anche con l'ausilio di apparecchiature elettroniche    • 4 •   (non com.) denso, compatto: sostanza concreta   s.m.  ciò che è reale, determinato, contrapposto a ciò che è astratto o generale: veniamo al concreto  | in concreto, nella realtà § concretamente avv. 
concrezionale   agg.  (scient.) di concrezione; formatosi per concrezione.
concrezionato   agg.  (scient.) si dice di minerale o di deposito sedimentario che si presenta sotto forma di incrostazione.
concrezione   s.f.    • 1 •   (geol.) deposito minerale o sedimentario che dà luogo a incrostazioni a strati concentrici    • 2 •   (med.) formazione patologica, costituitasi per successive sedimentazioni; calcolo    • 3 •   (ling.) fenomeno di agglutinazione, in partic. dell'articolo al nome cui si riferisce.
concubina   s.f.    • 1 •   (dir.) donna che vive in concubinato | in usi lett. o scherz., amante, compagna    • 2 •   (ant) sposa: la concubina di titone antico  (dante purg.  ix, 1).
concubinaggio   s.m.  concubinato.
concubinario   agg.  e s.m.  [f. -a] (rar.) che, chi vive in concubinato.
concubinato   s.m.  condizione di coloro che vivono come coniugi senza essere uniti in matrimonio.
concubino   s.m.  (dir.) uomo che vive in concubinato | pl.  coppia che vive in concubinato.
concubito   s.m.  (lett.) coito.
conculcabile   agg.  (lett.) che si può conculcare.
conculcamento   s.m.  (non com.) conculcazione.
conculcare   v. tr.  [io conculco, tu conculchi ecc.] (lett.)    • 1 •   (ant.) calpestare    • 2 •   (fig.) opprimere, violare: conculcare i diritti dei popoli. 
conculcatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi conculca, lede, opprime.
conculcazione   s.f.  (non com.) il conculcare; oppressione, oltraggio.
concupire   v. tr.  [io concupisco, tu concupisci ecc.] (lett.) desiderare con passione; bramare.
concupiscente   (lett.) che mostra concupiscenza: sguardo concupiscente. 
concupiscenza   s.f.  (lett.) desiderio di piaceri sensuali, e spec. sessuali.
concupiscibile   agg.  (lett.)    • 1 •   che desta desiderio di possesso, che eccita la concupiscenza    • 2 •   concupiscente: dà luogo alla ragione, raffrena il concupiscibile appetito  (boccaccio dec.  x, 8) | anima concupiscibile, nella filosofia di platone, la parte dell'anima che è sede dei desideri.
concussionario   s.m.  [f. -a] (dir.) colpevole di concussione.
concussione   s.f.    • 1 •   (dir.) il reato del pubblico ufficiale che, abusando del suo ufficio, fa dare o promettere denaro o altra utilità a sé o ad altri    • 2 •   (ant.) scotimento; scossa violenta.
concusso   agg.  (dir.) estorto con concussione: denaro, titolo concusso   s.m.  [f. -a] chi è vittima di una concussione.
concussore   s.m.  (dir.) pubblico ufficiale che commette reato di concussione.
condanna   s.f.    • 1 •   (dir.) il condannare, la sentenza con cui si condanna; la pena cui si è condannati: emettere, pronunziare una condanna; scontare una condanna; condanna senza appello, definitiva    • 2 •   (fig.) giudizio di biasimo; disapprovazione, riprovazione: esprimere la propria condanna    • 3 •   da parte del magistero della chiesa, la dichiarazione di falsità, di erroneità di una teoria, di una dottrina.
condannabile   agg.  che si può condannare, che è da condannarsi; biasimevole: un comportamento condannabile. 
condannare   ant. condennare, v. tr.    • 1 •   (dir.) imporre una pena o una sanzione dopo che in un processo sia stata riconosciuta la colpevolezza del soggetto chiamato in giudizio: condannare alla reclusione, al risarcimento dei danni; condannare per furto  ' condannare nella persona, negli averi, nel capo, (ant.) a una pena corporale, a una multa, a morte    • 2 •   (estens.) rivelare, dichiarare colpevole: tutti gli indizi lo condannano  | biasimare, riprovare: condannare la violenza  | riferito al magistero della chiesa, dichiarare falsa una teoria, una dottrina    • 3 •   (estens.) costringere, obbligare a qualcosa di sgradito: la malattia lo condanna all'immobilità    • 4 •   dichiarare inguaribile; spacciare: i medici lo hanno condannato    • 5 •   (edil.) murare (porte, finestre); abbattere, demolire (edifici).
condannato   part. pass.  di condannare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è stato colpito da una condanna.
condannatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi condanna.
condannatorio   agg.  (antiq.) che contiene una condanna: un verdetto condannatorio. 
condannevole   agg.  (lett.) condannabile.
condebitore   s.m.  [f. -trice] chi è debitore con altri verso uno stesso creditore.
condecente   agg.  (ant. , lett.) conveniente, onorevole, decoroso: ogni amore è bello e condecente  (ficino) § condecentemente avv. 
condegno   agg.  (lett.)    • 1 •   degno, meritevole    • 2 •   proporzionato, adeguato § condegnamente avv. 
condennare    ⇨ condannare.
condensa   s.f.  acqua di condensazione.
condensabile   agg.    • 1 •   che si può condensare    • 2 •   (fig.) che si può riassumere: un lungo discorso condensabile in due parole. 
condensabilità   s.f.  l'essere condensabile.
condensamento   s.m.  il condensare o il condensarsi: processo di condensamento. 
condensante   part. pres.  di condensare  e agg.  nei sign. del verbo | enzima condensante, in biochimica, enzima che determina la sintesi dell'acido citrico  s.m.  (chim.) sostanza che favorisce la condensazione.
condensare   v. tr.  [io condènso ecc.]    • 1 •   rendere una sostanza più densa, più compatta | (fis.) provocare il passaggio di una sostanza dallo stato di vapore a quello di liquido    • 2 •   (fig.) riassumere, compendiare; sintetizzare: condensare un libro in un articolo  | condensarsi v. rifl.  diventare denso | (fis.) passare allo stato liquido.
condensato   part. pass.  di condensare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   (fis.) liquido ottenuto per condensazione    • 2 •   (fig.) concentrato (per lo più scherz.): un condensato di stupidità  | (non com.) compendio, riassunto § condensatamente avv.  (rar.) in sintesi.
condensatore   s.m.  (tecn.) apparecchio o dispositivo utilizzato per condensare sostanze, energie e sim.: condensatore di vapore  | condensatore elettrico, apparecchio atto a immagazzinare cariche elettriche | condensatore ottico, sistema ottico convergente usato nei proiettori e nei microscopi, che concentra la luce sulla figura da proiettare o sulla sostanza da esaminare.
condensazione   s.f.    • 1 •   il condensare, il condensarsi    • 2 •   (fis.) passaggio di una sostanza dallo stato gassoso a quello liquido per mezzo di compressione o raffreddamento; acqua di condensazione, che si raccoglie, per condensazione del vapore atmosferico, su una superficie fredda rispetto all'ambiente    • 3 •   (chim.) reazione per cui due o più molecole si uniscono eliminando acqua, oppure unione di due sostanze con particolari gruppi (p. e.  alcuni chetoni o aldeidi) per formarne un'altra    • 4 •   (psicoan.) caratteristica del pensiero inconscio per cui diverse associazioni e rappresentazioni psichiche si intersecano condensandosi in un'unica rappresentazione.
condenso   agg.  (ant.)    • 1 •   denso    • 2 •   (fig.) velato, annebbiato: gli occhi miei, / ch'eran d'atra caligine condensi  (tasso g. l.  viii, 25).
condescendere    ⇨ condiscendere.
condeterminante   agg.  (non com.) che concorre a determinare: cause condeterminanti. 
condeterminare   v. tr.  [coniugato come determinare] (non com.) determinare insieme con altri fattori.
condicevole   agg.  (ant. , lett.) che si addice, conveniente § condicevolmente avv. 
condilo   s.m.  (anat.) prominenza tondeggiante di un osso che si inserisce nella cavità di un altro osso, con il quale si articola: condilo femorale. 
condiloide   agg.  che ha forma di condilo.
condiloma   s.m.  [pl. -mi] (med.) escrescenza verrucosa della cute o delle mucose: condilomi acuminati, quelli che si formano sui genitali, detti com. creste di gallo. 
condimento   s.m.    • 1 •   il condire, l'essere condito; la sostanza usata per condire: l'olio è il condimento più diffuso nella cucina italiana    • 2 •   (fig.) ciò che accompagna qualcosa rendendola più piacevole, gradita: l'allegria è il miglior condimento di ogni festa. 
condire   v. tr.  [io condisco, tu condisci ecc.]    • 1 •   rendere un cibo più gustoso con l'aggiunta di qualche sostanza: condire con olio e aceto    • 2 •   (fig.) rendere più gradevole o più efficace: condire un rimprovero con qualche incoraggiamento    • 3 •   (scherz.) conciare male.
condirettore   s.m.  [f. -trice] chi dirige con altri un ufficio, un'azienda o altro: il condirettore di un giornale. 
condirezione   s.f.  il dirigere insieme con altri un ufficio, un'azienda o altro; la funzione di condirettore.
condiscendente   part. pres.  di condiscendere   agg.  indulgente, arrendevole: essere troppo condiscendente  § condiscendentemente avv. 
condiscendenza   s.f.  l'essere condiscendente: trattare con condiscendenza. 
condiscendere   ant. condescendere, v. intr.  [coniugato come scendere; aus. avere]    • 1 •   essere arrendevole, indulgente; consentire: condiscendere ai desideri di qualcuno    • 2 •   (ant.) discendere, abbassarsi: la scrittura condescende / a vostra facultate  (dante par.  iv, 43-44).
condiscendimento   s.m.  (ant.) condiscendenza.
condiscepolo   s.m.  [f. -a] chi è discepolo con altri dello stesso maestro.
condividere   v. tr.  [coniugato come dividere] dividere, avere in comune con altri (anche fig.): condividere un'opinione, gioie, dolori. 
condivisibile   agg.  che si può condividere.
condivisione   s.f.    • 1 •   l'atto, l'effetto del condividere: condivisione di risorse, di colpe    • 2 •   (inform.) utilizzo di una risorsa (elaboratore, programma, memoria ecc.) da parte di più utenti, apparentemente in contemporanea, ma in realtà con elaborazione ciclica, ad alta velocità, delle diverse richieste da parte del sistema.
condiviso   part. pass.  di condividere  e agg.  nei sign. del verbo.
condizionale   agg.    • 1 •   che esprime una condizione | in grammatica: proposizione condizionale, proposizione subordinata in cui si precisa una circostanza che condiziona quanto espresso dalla reggente (p. e. se fossi venuto, ti saresti divertito); congiunzione condizionale, che introduce una proposizione condizionale (p. e. se, purché)    • 2 •   che è sottoposto a una condizione | modo condizionale del verbo, (gramm.) modo finito che esprime uno stato o un'azione condizionati da determinate circostanze; in italiano ha due tempi, presente e passato (p. e. amerei, verrei; avrei amato, sarei venuto) | sospensione condizionale della pena, (dir.) sospensione dell'esecuzione di una pena detentiva o pecuniaria; viene concessa in determinati casi alla condizione che ci si astenga dal commettere altri reati entro un dato termine  s.m.  modo condizionale del verbo: l'indicativo, il congiuntivo e il condizionale  | in logica matematica, nome del connettivo dell'implicazione, simbolizzato dal segno  ⇨ (se... allora); anche, la proposizione ipotetica (o condizionale) formata tramite tale connettivo | s.f.  (dir.) sospensione condizionale della pena § condizionalmente avv.  (lett.) condizionatamente.
condizionamento   s.m.    • 1 •   il condizionare, l'essere condizionato: rifiutare ogni condizionamento    • 2 •   (tecn.) l'insieme delle operazioni che servono a conferire determinate proprietà a una sostanza; in partic., procedimento che conferisce all'aria di un ambiente chiuso le desiderate caratteristiche di purezza, umidità e temperatura: impianto di condizionamento    • 3 •   (psicol.) procedimento con cui, attraverso un'associazione ripetuta, si induce una data risposta psico-fisica (riflesso condizionato) anche in assenza dello stimolo naturale che solitamente la provoca; è alla base della psicologia sperimentale.
condizionare   v. tr.  [io condizióno ecc.]    • 1 •   sottoporre, subordinare a determinate condizioni: condizionare una scelta alle garanzie offerte    • 2 •   riferito a persona, influire in modo diretto o indiretto sul suo comportamento, sulle sue decisioni: la timidezza lo condiziona    • 3 •   (tecn.) sottoporre a condizionamento: condizionare l'aria  | nell'industria tessile, sottoporre le fibre all'azione del vapore per fare acquistare loro un grado di umidità che ne permetta una migliore lavorazione    • 4 •   confezionare, imballare merci deperibili per proteggerle    • 5 •   (ant.) rendere idoneo: lume ch'a lui veder ne condiziona  (dante par.  xiv, 48).
condizionato   part. pass.  di condizionare   agg.  nei sign. del verbo: riflesso condizionato; aria condizionata  § condizionatamente avv.  in modo condizionato, sotto condizione.
condizionatore   agg.  e s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) che, chi condiziona    • 2 •   si dice di apparecchio o di sistema per condizionare l'aria in un locale chiuso.
condizionatrice   s.f.    • 1 •   macchina che esegue l'imballaggio di una merce    • 2 •   macchina usata per la condizionatura delle fibre tessili    • 3 •   macchina utilizzata per essiccare il foraggio.
condizionatura   s.f.    • 1 •   l'operazione di confezionare casse, pacchi di merci deperibili che devono essere spedite    • 2 •   l'operazione di condizionare fibre tessili.
condizione   s.f.    • 1 •   circostanza che si deve verificare perché un fatto avvenga: verrò a condizione che non piova    • 2 •   (dir.) clausola, patto contenuto in un accordo, il cui rispetto è essenziale alla validità dell'accordo stesso; obbligo imposto a una controparte che costituisce la riserva con cui si acconsente a qualcosa: condizioni di vendita, di pagamento; imporre delle condizioni gravose  | sotto condizione, con una determinata riserva    • 3 •   stato fisico, psicologico in cui si trova una persona; anche, la sua situazione economica, o quella di un'azienda, un'impresa, un paese e sim.: condizioni di salute; un atleta in ottime condizioni di forma; le condizioni dell'economia nazionale  | si dice di un oggetto, con riferimento al suo aspetto esterno, o allo stato di usura, deperimento e sim.: un'automobile in cattive condizioni    • 4 •   posizione sociale: una famiglia di condizione modesta. 
condoglianza   s.f.    • 1 •   il condolersi, spec. con persona che sia stata colpita da un lutto    • 2 •   spec. pl.  le parole con cui si esprime la propria partecipazione al dolore altrui: un biglietto di condoglianze. 
condolersi   v. rifl.  [coniugato come dolersi]    • 1 •   (non com.) partecipare al dolore altrui    • 2 •   (lett.) esprimere il proprio dolore; lamentarsi, rammaricarsi.
condom   o condòm, s.m. invar.  preservativo maschile usato nel rapporto sessuale a scopo profilattico o antifecondativo.
condominiale   agg.  di, relativo al condominio: spesa, regolamento condominiale. 
condominio   s.m.    • 1 •   (dir.) diritto di proprietà di più soggetti su un medesimo bene, spec. edificio o altro immobile del quale ciascuno abbia in proprietà singolarmente una o più parti (p. e.  appartamenti) e in modo indiviso con gli altri le parti e i servizi comuni    • 2 •   l'edificio o in generale l'immobile oggetto di tale diritto: amministrare un condominio; riunione di condominio, di condomini.
condomino   s.m.  [f. -a] chi ha diritto di proprietà in un condominio.
condonabile   agg.  che può essere condonato.
condonare   v. tr.  [io condóno ecc.]    • 1 •   (lett.) perdonare | concedere, consentire: condonando qualche cosa all'universal gusto del mondo  (marino)    • 2 •   (dir.) liberare da un obbligo concedendo un condono: condonare una pena, un debito. 
condonazione   s.f.  il condonare, l'essere condonato.
condono   s.m.  (dir.) annullamento parziale o totale di una pena, di una sanzione: condono fiscale, edilizio. 
condor   s.m. invar.  grosso avvoltoio delle ande, di colore nero, con bordi delle ali e collare bianchi (ord.  falconiformi).
condotta   s.f.    • 1 •   il condurre, il modo di condurre (un'attività, un'iniziativa, un lavoro): la condotta delle operazioni di scavo    • 2 •   il condursi, il modo di condursi; comportamento, contegno: tenere una condotta esemplare  ' condotta (scolastica), il comportamento dello studente nelle ore di scuola, che è valutato mediante voto | buona condotta, comportamento conforme alle norme giuridiche o morali: certificato di buona condotta, certificazione di una pubblica autorità sul comportamento positivo di un cittadino, ora abolita    • 3 •   (ant.) assunzione di un professionista in un pubblico ufficio | oggi, l'incarico dato a un sanitario da un comune o da un consorzio di comuni perché vigili sulla salute pubblica; per estens., la zona interessata da tale incarico: condotta medica, ostetrica, veterinaria  | condotta forestale, circoscrizione territoriale nella quale si esercita un'organica attività di forestazione    • 4 •   (mil.) nel medioevo, guida, comando di milizie; per estens., il contratto stipulato tra un capitano di ventura e il signore o il comune che lo assumeva al suo servizio con un certo numero di soldati; anche, lo stipendio relativo; anche, le milizie agli ordini del capitano    • 5 •   (ant.) trasporto di persone, di vettovaglie, di merci; anche, il prezzo del trasporto | nel linguaggio teatrale, l'insieme dei costumi e delle attrezzature di scena che viaggiano al seguito di una compagnia    • 6 •   (tecn.) canale o tubazione per convogliare liquidi o fluidi: condotta d'acqua, di gas  | condotta forzata, negli impianti idroelettrici, il tubo che partendo dal bacino di carico, posto a un livello più alto, porta l'acqua in pressione alle turbine.
condottare   v. tr.  [io condótto ecc.] (tecn.) trasportare attraverso condotte o condotti: condottare il vapore, l'acqua potabile. 
condottiero   o condottiere, s.m.    • 1 •   comandante supremo di un esercito: cesare fu il più grande condottiero romano  | nel medioevo, capitano di ventura    • 2 •   (estens. lett.) guida, reggitore di un popolo    • 3 •   (rar.) conducente, vetturale: il baroccio si fermò don abbondio pagò in fretta, e licenziò il condottiere  (manzoni p. s.  xxx).
condotto   (1) part. pass.  di condurre   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   che è titolare di una condotta sanitaria: medico condotto    • 3 •   albero condotto, ruota condotta, (tecn.) che riceve il moto da un albero conduttore, da una ruota conduttrice.
condotto   (2) s.m.    • 1 •   tubo entro il quale scorre un liquido; conduttura    • 2 •   (anat.) canale, dotto: condotto acustico. 
condrale   agg.  (anat.) cartilagineo.
condrioma   s.m.  (biol.) parte del citoplasma cellulare che si presenta sotto forma di filamenti o di granuli.
condriosoma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) mitocondrio.
condrite   s.f.  (med.) infiammazione del tessuto cartilagineo.
condro   s.m.    • 1 •   (min.) concrezione sferoidale a struttura raggiata    • 2 •   (bot.) genere di alghe rosse a forma ramificata al quale appartiene la specie detta carrageen. 
condroma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno del tessuto cartilagineo.
conducente   part. pres.  di condurre  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi guida un veicolo, anche a trazione animale: il conducente di un autobus, di un carro    • 2 •   militare addetto al servizio di animali da carico e da tiro    • 3 •   (dir.) [anche f.] chi prende in affitto o in appalto qualcosa; conduttore.
conducere    ⇨ condurre.
conducibile   agg.    • 1 •   che può essere condotto    • 2 •   (fis.) si dice di corpo che presenti conduttività.
conducibilità   s.f.  (fis.) conduttività: conducibilità elettrica. 
conduplex   s.m.  e f.  ciascuno dei due utenti di un apparecchio telefonico duplex.
condurre   ant. conducere [con-dù-ce-re], v. tr.  [pres. io conduco, tu conduci ecc. ; pass. rem. io condussi, tu conducésti ecc. ; part. pass. condótto]    • 1 •   portare, accompagnare (anche fig.): condurre a spasso, a scuola; condurre alla rovina, alla disperazione; condurre in porto, a buon fine, concludere felicemente; condurre a termine, a compimento, terminare | (assol.) portare in un certo luogo; aver capo: questa strada conduce a pavia    • 2 •   guidare un veicolo, pilotare: condurre l'automobile  | (fig.) guidare un'attività, un'iniziativa; dirigere, amministrare: condurre un'azienda; condurre i negoziati, un dibattito  ' condurre la vita, l'esistenza, viverla    • 3 •   nel linguaggio sportivo, essere in testa, in vantaggio in una competizione (anche assol.): condurre la partita; la squadra che conduce    • 4 •   (tecn.) trasportare, far passare: condurre le acque, il gas  | (fis.) avere la proprietà di trasmettere l'elettricità o il calore    • 5 •   condurre una retta, (mat.) tracciarla    • 6 •   (ant.) assumere un condottiero, un capitano di ventura; assoldare (milizie) | assumere, stipendiare (medici, professori o altri professionisti)    • 7 •   (dir.) prendere in affitto, in locazione | condursi v. rifl.    • 1 •   (non com.) recarsi, portarsi; andare    • 2 •   (fig.) comportarsi: condursi da vero signore    • 3 •   (lett.) ridursi: si condusse a tremar per ogne vena  (dante purg.  xi, 138)    • 4 •   (ant. , lett.) indursi, risolversi.
conduttanza   s.f.  (elettr.) grandezza elettrica inversa della resistenza, che indica l'attitudine di una sostanza a lasciarsi percorrere da una corrente elettrica continua.
conduttività   s.f.  (fis.) attitudine di un corpo a condurre calore o elettricità, onde sonore e sim.: conduttività termica, magnetica, elettrica. 
conduttivo   agg.  (fis.) si dice di corpo che presenti conduttività.
conduttometria   s.f.  (chim. , fis.) misurazione della conduttanza elettrica di un materiale o di una soluzione.
conduttometrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. , fis.) di, relativo a conduttometria.
conduttore   agg.  [f. -trice] che conduce | che trasmette il moto: ruota conduttrice  | filo conduttore, (fig.) che serve da guida in una ricerca, che lega le varie parti di uno scritto, di un discorso  s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi per mestiere guida veicoli; conducente | nelle ferrovie, addetto al controllo dei biglietti e al servizio viaggiatori    • 2 •   (dir.) affittuario, conducente | (non com.) gestore di un esercizio commerciale    • 3 •   (fis.) corpo che permette la propagazione di un agente fisico (p. e.  calore, elettricità, flusso magnetico, suono, luce), offrendo una resistenza minima al passaggio.
conduttura   s.f.  condotto o complesso di condotti che si impiegano per il trasporto di acqua, gas o energia elettrica.
conduzione   s.f.    • 1 •   il condurre o l'essere condotto    • 2 •   (dir.) il prendere in affitto, in locazione: dare in conduzione un fondo    • 3 •   (fis.) il passaggio di un agente fisico (elettricità, calore ecc.) attraverso una sostanza, quando ciò avvenga senza trasporto apprezzabile di materia.
conestabile   o connestabile, ant. contestabile, s.m.  nel medioevo, alto dignitario di corte o comandante delle milizie.
confabulare   v. intr.  [io confàbulo ecc. ; aus. avere] parlare con qualcuno sottovoce o con segretezza.
confabulazione   s.f.    • 1 •   il confabulare; colloquio a bassa voce che dà l'impressione della segretezza    • 2 •   (psich.) discorso sconnesso, con salti logici ed elaborazioni fantastiche, sintomo di disturbi della memoria e più in generale della psiche.
confacente   agg.  conveniente, adatto: incarico confacente alle capacità  | (estens.) giovevole: un clima non confacente alla salute; una medicina non confacente all'organismo (di qualcuno)  § confacentemente avv.  (non com.).
confacevole   agg.  (non com.) confacente § confacevolmente avv.  (non com.).
confagricolo   agg.  della confagricoltura (confederazione generale dell'agricoltura) o dei suoi aderenti.
confalone   e deriv.   ⇨ gonfalone e deriv. 
confarreazione   s.f.  (dir.) in roma antica, solenne rito nuziale che sanciva il passaggio della sposa sotto la potestà del capo della famiglia dello sposo.
confarsi   v. rifl.  [io mi confàccio, tu ti confài, egli si confà ecc. ; coniugato come fare, ma usato quasi soltanto nelle terze pers. sing. e pl.; part. pass., non com., confatto] (lett.) essere conveniente, adeguato, giovevole | (ant.) essere in proporzione, in armonia; corrispondere.
confederale   agg.  di una confederazione: milizie confederali  ' sindacati confederali, i sindacati che perseguono una politica di confederalità tra le diverse categorie di lavoratori.
confederalità   s.f.  la fedeltà a uno spirito confederale, contrapposta a tendenze corporative, nazionalistiche ecc.
confederare   v. tr.  [io confèdero ecc.] unire in confederazione | confederarsi v. rifl.  o rifl. rec.  unirsi in confederazione | (estens.) allearsi, accordarsi.
confederativo   agg.  che è proprio di una confederazione: trattato confederativo. 
confederato   part. pass.  di confederare   agg.  nei sign. del verbo | sindacati confederati, quelli uniti in confederazione; in partic. le tre grandi organizzazioni sindacali italiane (cgil, cisl, uil), in quanto unite in confederazione  s.m.  [f. -a] membro di una confederazione.
confederazione   s.f.    • 1 •   il confederare, il confederarsi    • 2 •   unione su base associativa di più stati, o associazioni sindacali, di categoria ecc., che, conservando la loro individualità, perseguono scopi comuni mediante organi unitari: confederazione generale italiana del lavoro  | (estens.) stato federale: confederazione elvetica. 
conferenza   s.f.    • 1 •   discorso che si tiene in pubblico su un argomento scientifico, politico, artistico, letterario, religioso ecc. | conferenza stampa, intervista concessa a più giornalisti riuniti    • 2 •   riunione di persone qualificate per trattare argomenti specifici, per lo più a titolo di studio o consultivo: la conferenza internazionale sul disarmo    • 3 •   (comm.) cartello fra armatori    • 4 •   (ant.) paragone, confronto.
conferenziere   s.m.  [f. -a] chi tiene una conferenza; chi tiene abitualmente conferenze.
conferimento   s.m.    • 1 •   il conferire; attribuzione, assegnazione: conferimento di un incarico, di un premio    • 2 •   (econ.) apporto di beni e servizi a una società da parte di ciascun socio.
conferire   v. tr.  [io conferisco, tu conferisci ecc.]    • 1 •   dare, concedere, assegnare: conferire un'onorificenza, un incarico, un titolo  | (lett.) attribuire, donare: la luce soffusa conferiva grazia al suo volto    • 2 •   apportare a un fondo o a una raccolta comune: conferire il grano all'ammasso    • 3 •   (ant.) comunicare, riferire | confrontare: pongasi adunque innanzi... i tempi da nerva a marco, e conferiscagli con quelli che erano stati prima  (machiavelli) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   avere un colloquio, abboccarsi con qualcuno: conferire con il direttore    • 2 •   (non com.) contribuire a un effetto; giovare: un'aria che conferisce alla salute. 
conferma   s.f.  il confermare; attestazione, prova, dimostrazione che conferma: attendere, ricevere una conferma; la conferma di un dubbio, di un sospetto  | a, in conferma di, per dare conferma: a conferma di quanto detto. 
confermare   v. tr.  [io conférmo ecc.]    • 1 •   rendere più fermo, rafforzare, rinsaldare (solo fig.): confermare un dubbio, un sospetto  | confermare nella fede, (relig.) cresimare    • 2 •   provare la verità o la fondatezza di qualcosa: confermare un'ipotesi; i fatti confermano le parole    • 3 •   ripetere cose già dette attestandone l'attendibilità o l'attuale validità: ti confermo l'invito  | mi confermo suo devoto, suo obbligatissimo..., formule antiquate di chiusura delle lettere    • 4 •   riconoscere esatto, approvare: confermare una teoria    • 5 •   mantenere qualcuno in una carica, una posizione: confermare in servizio    • 6 •   detto di banca, obbligarsi al pagamento unitamente al committente di un'apertura di credito | confermarsi v. rifl.    • 1 •   acquistare certezza, persuadersi definitivamente: confermarsi in un'opinione, in un proposito    • 2 •   dare conferma di qualità, capacità, caratteristiche già dimostrate in precedenza: confermarsi il migliore, un buono a nulla. 
confermativo   agg.  che vale a confermare § confermativamente avv. 
confermazione   s.f.    • 1 •   (lett.) conferma    • 2 •   (lit.) il sacramento della cresima, così detto perché conferma il cristiano nella fede.
conferva   s.f.  alga d'acqua dolce con tallo composto da filamenti verdi articolati (fam.  cloroficee).
confessare   v. tr.  [io confèsso ecc.]    • 1 •   riconoscere, ammettere come vero (un reato, una colpa, una mancanza commessi, o un proprio difetto): confessare un delitto, la propria ignoranza  | (assol.) dichiararsi colpevole: il ladro ha confessato  | confessare una fede, riconoscere apertamente di appartenervi e sostenerla come vera    • 2 •   (relig.) rivelare in confessione: confessare i propri peccati  | detto del sacerdote, ascoltare la confessione di un penitente    • 3 •   riferire, dichiarare, spec. cose o fatti personali di una certa delicatezza: confessare un segreto, il proprio imbarazzo  | confessarsi v. rifl.  dire i propri peccati al confessore per riceverne l'assoluzione | (estens.) confidarsi: si è confessato con me. 
confessionale   agg.    • 1 •   che si riferisce alla confessione: segreto confessionale, a cui è tenuto il confessore    • 2 •   proprio di una fede o di una confessione religiosa: lotte confessionali  ' scuola confessionale, che dipende da un'autorità religiosa | stato confessionale, quello che professa ufficialmente una determinata religione  s.m.  bussola in legno collocata nelle chiese, al cui interno sta seduto il sacerdote che confessa i penitenti, parlando loro attraverso una grata § confessionalmente avv.  dal punto di vista confessionale.
confessionalismo   s.m.    • 1 •   atteggiamento ideologico di chi ritiene che le norme della vita civile e politica debbano essere ispirate ai principi di una confessione religiosa    • 2 •   (estens.) atteggiamento di ristrettezza mentale, faziosa e dogmatica.
confessionalità   s.f.  (non com.) l'appartenenza a una data fede o confessione religiosa.
confessione   s.f.    • 1 •   riconoscimento, ammissione di un reato, una colpa, una mancanza commessi: rendere piena confessione; strappare, estorcere una confessione  | riconoscimento, ammissione di un proprio difetto o di una propria debolezza: confessione d'ignoranza    • 2 •   nel cattolicesimo, parte del sacramento della penitenza consistente nell'accusa dei propri peccati al sacerdote per riceverne l'assoluzione | in confessione, nel vincolo del segreto confessionale; (fig.) con la massima segretezza    • 3 •   (lett.) professione solenne di fede religiosa; la religione stessa ufficialmente professata: confessione luterana, calvinista    • 4 •   pl.  memorie autobiografiche di un autore: le «confessioni» di sant'agostino    • 5 •   nella tradizione cristiana antica, il luogo in cui erano sepolte le spoglie di un martire (confessore) | (estens.) l'altare o la basilica eretta su quel luogo.
confesso   agg.    • 1 •   che ha confessato: reo confesso    • 2 •   (non com.) che si è confessato.
confessorato   s.m.  facoltà, ministero di confessore.
confessore   s.m.    • 1 •   sacerdote autorizzato dal vescovo ad amministrare il sacramento della penitenza    • 2 •   santo che ha testimoniato la sua fede in cristo con l'eroicità delle sue virtù | (estens. lett.) chi testimonia col martirio una fede, un ideale.
confessorio   agg.  nel linguaggio giuridico, si dice di attività processuale che mira all'accertamento di un diritto mediante il suo riconoscimento fatto da una delle parti.
confettare   v. tr.  [io confètto ecc.]    • 1 •   (farm.) applicare un rivestimento cheratinizzato dolce a un preparato medicinale    • 2 •   (non com.) ricoprire di zucchero; candire    • 3 •   (fig. ant.) lusingare, ingannare | v. intr.  [aus. avere] (ant.) mangiare confetti e altri dolciumi.
confettatrice   s.f.  macchina per eseguire la confettatura.
confettatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del confettare, nella tecnica farmaceutica e nell'industria dolciaria    • 2 •   (agr.) operazione con cui si rivestono le sementi di sostanze antiparassitarie.
confetteria   s.f.    • 1 •   negozio di confetti e altri dolciumi    • 2 •   assortimento di confetti e dolci in genere.
confettiera   s.f.  recipiente per confetti.
confettiere   agg.  di, relativo alla confettatura  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi fabbrica o vende confetti e altri dolciumi.
confetto   s.m.    • 1 •   dolce costituito da una mandorla, una nocciola o un pistacchio rivestito di zucchero cotto, che si offre tradizionalmente soprattutto in occasione di battesimi, prime comunioni e matrimoni | mangiare i confetti di qualcuno, festeggiare il suo matrimonio    • 2 •   preparato medicinale da ingoiare intero, di forma tondeggiante, con un rivestimento cheratinizzato dolce    • 3 •   pl.  (ant.) dolciumi, pasticcini: loro con preziosissimi confetti e ottimi vini ricevette e riconfortò  (boccaccio dec.  introduzione).
confettura   s.f.    • 1 •   (non com.) assortimento di confetti e altri dolciumi    • 2 •   conserva di frutta; marmellata: confettura di mele. 
confettureria   s.f.  stabilimento in cui si preparano confetture o negozio in cui si vendono; confetteria.
confetturiero   agg.  che concerne le confetture: industria confetturiera. 
confezionare   v. tr.  [io confezióno ecc.]    • 1 •   fare, eseguire, preparare (con riferimento soprattutto a lavori di sartoria): confezionare un abito    • 2 •   sistemare una merce in un involucro per garantirne la conservazione o facilitarne il trasporto, renderla pronta per la vendita ecc.: confezionare una scatola di dolci, un pacco postale. 
confezionatore   s.m.  [f. -trice] chi confeziona capi di abbigliamento, o prepara scatole e pacchi.
confezione   s.f.    • 1 •   il confezionare; lavorazione, manifattura: la confezione di un vestito  | la merce, il prodotto confezionato; in partic., capo d'abbigliamento che si vende confezionato: industria, negozio di confezioni    • 2 •   modo in cui una merce viene sistemata per essere conservata, o trasportata, venduta; anche, l'involucro che la contiene: una confezione elegante; confezione regalo    • 3 •   (ant.) preparato medicinale; vivanda, dolciume: gli mandò più volte de le pietanze, confezioni..., pesci ed altre simili cose  (bandello).
confezionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi confeziona capi di abbigliamento.
conficcamento   s.m.  il conficcare, il conficcarsi, l'essere conficcato.
conficcare   v. tr.  [io conficco, tu conficchi ecc.] far penetrare con forza la punta di un oggetto dentro qualcosa: conficcare un chiodo nel muro  | (fig.) imprimere in profondità, spec. con riferimento al prestare attenzione e al ricordare: conficcati bene in mente quanto ti dico  | conficcarsi v. rifl.  penetrare in profondità: la spina gli si era conficcata nella mano. 
confidare   v. intr.  [aus. avere] aver fiducia; sperare: confidare nella buona sorte, in dio; confido di poter partire  | v. tr.    • 1 •   dire, rivelare qualcosa in confidenza: confidare un segreto    • 2 •   (non com.) affidare | confidarsi v. rifl.  aprire il proprio animo a qualcuno: confidarsi con un amico  | v. rifl.  (lett.) aver fiducia; fare assegnamento.
confidente   agg.  (non com.) fiducioso: essere confidente in qualcuno  | sicuro di sé, baldanzoso  s.m.  e f.    • 1 •   persona cui si fanno abitualmente confidenze    • 2 •   informatore della polizia § confidentemente avv.  (lett.) in maniera amichevole | con fiducia.
confidenza   s.f.    • 1 •   il confidare; fiducia, sicurezza di sé: prendere confidenza    • 2 •   familiarità, dimestichezza: essere in confidenza con qualcuno; trattare qualcuno con confidenza; dare confidenza  | prendersi delle confidenze, eccedere nella familiarità, mancare di riguardo; prendersi la confidenza di, formula di cortesia con cui ci si scusa di un eccesso di familiarità: mi son preso la confidenza di disturbarla    • 3 •   (estens.) cosa riservata che si è confidata.
confidenziale   agg.    • 1 •   fatto o detto in confidenza; riservato: un'informazione confidenziale  | in via confidenziale, in confidenza    • 2 •   che rivela familiarità, cordialità: saluto, atteggiamento confidenziale  § confidenzialmente avv. 
configgere   v. tr.  [coniugato come figgere] conficcare (anche fig.): configgere il pugnale nel fianco; si confisse quell'immagine nella mente  | configgersi v. rifl.  conficcarsi: mi si è confitta una spina nel dito. 
configurare   v. tr.  (non com.) rappresentare secondo una certa forma | configurarsi v. rifl.  assumere una data forma | (estens.) assumere un aspetto, apparire: il caso si configura interessante. 
configurazione   s.f.    • 1 •   il configurare, il configurarsi; forma, aspetto esteriore: la configurazione del cranio; la configurazione geografica dell'italia    • 2 •   (mat.) figura composta da più rette intersecantisi    • 3 •   configurazione planetaria, (astr.) la posizione della luna o di un pianeta rispetto alla terra e al sole    • 4 •   (inform.) l'insieme delle componenti hardware strutturate in modo da funzionare come un unico sistema di elaborazione.
confinamento   s.m.  (non com.) il confinare, l'essere confinato.
confinante   part. pres.  di confinare   agg.  che ha confini in comune; limitrofo: paesi, poderi confinanti   s.m.  e f.  chi ha una proprietà adiacente a quella di un altro.
confinare   v. intr.  [aus. avere] essere confinante, prossimo (anche fig.): l'italia confina con la svizzera; la sua ingenuità confina con la dabbenaggine  | v. tr.    • 1 •   (ant.) bandire, cacciare    • 2 •   colpire con la pena del confino, mandare al confino | (estens.) costringere in un certo luogo o in una certa situazione: il cattivo tempo ci confinò in albergo    • 3 •   (ant.) descrivere, stabilire il confine di un territorio | confinarsi v. rifl.  (non com.) isolarsi, appartarsi: si è confinato in campagna. 
confinario   agg.  di confine: polizia confinaria, che sorveglia un confine nazionale | che è al confine: paese confinario. 
confinato   s.m.  [f. -a] chi è stato colpito dalla pena del confino: i confinati politici nel periodo fascista. 
confinazione   s.f.  (rar.) determinazione dei confini.
confindustriale   agg.  della confindustria (confederazione nazionale degli industriali), o dei suoi aderenti.
confine   ant. confino, s.m.    • 1 •   termine, limite estremo (di un terreno, una proprietà, un'unità territoriale ecc.): i confini di un fondo; il torrente segna il confine fra i due comuni  | in partic., linea o zona terminale del territorio di uno stato; frontiera: il confine fra italia e austria; confine naturale, costituito da elementi naturali, p. e. un fiume, uno spartiacque; confine politico, non naturale, determinato convenzionalmente | i confini della terra, i luoghi più remoti | senza confine, vastissimo, illimitato; confine culturale, linguistico, quello segnato, rispettivamente, dalle diversità delle culture e delle lingue | i confini della ragione, i suoi limiti | passare i confini, (fig.) esagerare | essere al confine tra la vita e la morte, essere moribondo    • 2 •   segnale di confine (cippo, pietra, palo ecc.): collocare i confini    • 3 •   (mat.) punti di un insieme che non sono né interni né esterni a esso | (geom.) luogo dei punti di una figura che non sono né interni né esterni a essa    • 4 •   (ant. , lett.) paese, regione: in tutto il mondo, per ogni confino, / non è di lui più forte saracino  (boiardo)    • 5 •   spec. pl.  (ant.) bando, esilio: mandare ai confini. 
confino   s.m.  provvedimento di polizia, ora abolito, che costringeva ad abitare per un tempo determinato in un luogo diverso dal comune di residenza; anche, il luogo al quale si era assegnati con tale provvedimento.
confisca   s.f.  (dir.)    • 1 •   il confiscare: provvedimento di confisca    • 2 •   (non com.) la cosa, le cose confiscate.
confiscabile   agg.  che può essere confiscato.
confiscare   v. tr.  [io confisco, tu confischi ecc.]    • 1 •   (dir.) da parte dello stato, requisire in via temporanea o definitiva dei beni usati per commettere un reato o che sono frutto di un reato o di altro illecito    • 2 •   (estens.) attribuirsi la proprietà di un bene, senza versare un corrispettivo o una indennità.
confiscazione   s.f.  (ant.) confisca.
confiteor   s.m. invar.  (relig.) parola iniziale di una formula liturgica con cui ci si accusa delle proprie colpe | dire, recitare il confiteor, (fig.) riconoscersi colpevole di qualcosa e pentirsene.
confitto   part. pass.  di configgere   agg.  (lett.) conficcato, inchiodato: confitto in croce  | (fig.) impresso saldamente: un ricordo confitto nella mente. 
conflagrare   v. intr.  [aus. avere] (lett.) prendere fuoco improvvisamente; divampare | (fig.) manifestarsi, esplodere con violenza.
conflagrazione   s.f.  (lett.)    • 1 •   il conflagrare, l'effetto del conflagrare    • 2 •   (fig.) manifestazione improvvisa, esplosione violenta: conflagrazione bellica. 
conflare   v. tr.  [io cònflo ecc.] (ant. , lett.)    • 1 •   fondere (metalli)    • 2 •   (fig.) far nascere; suscitare.
conflato   part. pass.  di conflare   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   fuso, riferito a metallo    • 2 •   (fig.) intimamente congiunto: sustanze e accidenti e lor costume / quasi conflati insieme  (dante par.  xxxiii, 88-89)  s.m.  (lett.) fusione, unione intima.
confliggere   v. intr.  [coniug. come affliggere; aus. avere] (non com.) entrare in conflitto: interessi che confliggono. 
conflitto   s.m.    • 1 •   combattimento, scontro; per estens., guerra: conflitto a fuoco; i due conflitti mondiali    • 2 •   (fig.) urto, contrasto, lotta: conflitto sociale, di idee, di interessi, di sentimenti  | conflitto psichico, contrasto tra gli impulsi dell'inconscio e la sfera della coscienza, oppure tra due istinti o desideri incompatibili    • 3 •   (dir.) contrasto tra autorità od organi politici, amministrativi o giudiziari: conflitto di competenza, di giurisdizione. 
conflittuale   agg.  di conflitto: situazione, rapporto conflittuale  § conflittualmente avv. 
conflittualità   s.f.  situazione caratterizzata dalla presenza di un conflitto: conflittualità sindacale. 
confluente   part. pres.  di confluire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (rar.)    • 1 •   [rar. f.] punto di confluenza di corsi d'acqua, strade ecc.: due uomini stavano... al confluente, per dir così, delle due viottole  (manzoni p. s.  i)    • 2 •   affluente.
confluenza   s.f.    • 1 •   il confluire; il punto in cui più corsi d'acqua, valli, strade ecc. s'incontrano e si uniscono    • 2 •   (fig.) incontro, convergenza: confluenza di idee. 
confluire   v. intr.  [io confluìsco, tu confluìsci ecc. ; aus. essere  e avere]    • 1 •   unirsi, detto di fiumi, valli, strade ecc.: il ticino confluisce nel po    • 2 •   (fig.) incontrarsi, fondersi insieme: nell'opera di dante confluisce tutto il pensiero medievale. 
confocale   agg.  (fis.) si dice di lenti aventi il medesimo fuoco.
confondere   v. tr.  [coniugato come fondere]    • 1 •   mettere insieme, mescolare senza alcun ordine: confondere i fogli, le cartelle di un dattiloscritto    • 2 •   scambiare una cosa o una persona per un'altra: confondere dei numeri; mi ha confuso con mio fratello    • 3 •   rendere indistinto, meno chiaro: confondere le idee, la vista  | (fig.) turbare; mettere in imbarazzo; rendere incapace di parlare o di pensare: l'improvvisa domanda lo confuse  | lei mi vuol confondere!, si dice a chi ci fa troppi complimenti    • 4 •   (estens. lett.) umiliare, mortificare | confondersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   mescolarsi: si confusero tra gli invitati    • 2 •   sbagliarsi, fare confusione: mi sono confuso    • 3 •   turbarsi, smarrirsi: a quella vista, si confuse. 
confondibile   agg.  che si può confondere, che può essere confuso.
conformare   v. tr.  [io confórmo ecc.]    • 1 •   dare una forma, una figura determinata: la natura lo ha ben conformato    • 2 •   (estens.) rendere adatto, conforme; accordare, adeguare: conformare le proprie azioni alle circostanze  | conformarsi v. rifl.    • 1 •   agire in conformità di qualcosa: conformarsi alle tradizioni di un luogo    • 2 •   adattarsi, adeguarsi: conformarsi a una moda. 
conformazionale   agg.  relativo alla conformazione | (chim.) si dice di un'analisi teorica e sperimentale che ha lo scopo di stabilire la conformazione delle molecole.
conformazione   s.f.  il conformare, il conformarsi; modo in cui qualcosa è conformata: la conformazione del terreno, di un carattere. 
conforme   agg.    • 1 •   che presenta forma o aspetto uguale; identico, simile: un dipinto poco conforme all'originale  | copia conforme, nel linguaggio burocratico, copia identica all'originale    • 2 •   che si adatta, che si accorda: conforme alle regole   avv.  in modo conforme: agire conforme ai propri principi   cong.  (antiq.) secondo che, come: faccian le cose conforme dicon le gride  (manzoni p. s.  xiv) § conformemente avv. 
conformismo   s.m.  l'essere conformista | non conformismo, insofferenza nei confronti delle opinioni prevalenti, del modo di vivere comune; libertà di spirito, spregiudicatezza.
conformista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi si adegua passivamente alla mentalità, alle opinioni, ai modi di vita prevalenti in una determinata società: una persona conformista. 
conformistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del conformismo o di chi è conformista: atteggiamento conformistico  § conformisticamente avv. 
conformità   s.f.    • 1 •   l'essere conforme; concordanza, corrispondenza: conformità di idee  | in conformità di, a, in modo conforme a: in conformità delle, alle leggi vigenti    • 2 •   (ant. lett.) modo, maniera, aspetto.
confort   s.m. invar.  lo stesso che comfort. 
confortabile   agg.  (non com.)    • 1 •   che si può confortare, avvalorare: una tesi confortabile con argomenti probanti    • 2 •   che offre agi, comodità confortevole § confortabilmente avv.  in modo confortevole.
confortante   part. pres.  di confortare   agg.  che dà conforto: notizia confortante. 
confortare   v. tr.  [io confòrto ecc.]    • 1 •   infondere forza, coraggio; lenire una sofferenza, consolare: confortare una persona nel suo dolore; la sua sola presenza mi conforta    • 2 •   (non com.) procurare ristoro materiale: un tonico che conforta lo stomaco    • 3 •   (lett.) esortare; persuadere, convincere: lo bel pianeta che d'amar conforta  (dante purg.  i, 19)    • 4 •   avvalorare, convalidare, confermare: una tesi confortata da testimonianze autorevoli  | confortarsi v. rifl.  farsi animo, rincuorarsi, consolarsi: si confortava al pensiero di essere presto a casa. 
confortativo   agg.  (non com.) che serve, che è atto a confortare.

confortatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi conforta.
confortatorio   agg.  (non com.) che conforta, che vale a confortare  s.m.  conforteria.
conforteria   s.f.  cappella in cui i condannati a morte ricevevano i conforti religiosi.
confortevole   agg.    • 1 •   che conforta: parole confortevoli    • 2 •   che offre comodità, agi: ambiente, appartamento confortevole  § confortevolmente avv. 
confortino   s.m.  in pasticceria, altro nome del biscotto detto lingua di gatto. 
conforto   s.m.    • 1 •   il confortare; consolazione, incoraggiamento: le sue parole furono per me di gran conforto; cercare, trovare conforto in qualcuno  | conforti religiosi, i sacramenti che si somministrano ai moribondi    • 2 •   (estens.) aiuto, appoggio, sostegno: portare un argomento a conforto di una tesi    • 3 •   (ant.) esortazione, consiglio: a' suoi conforti poi venir m'indussi  (ariosto o. f.  v, 71)    • 4 •   (non com.) ristoro materiale | generi di conforto, i viveri non strettamente necessari (p. e.  cioccolato, liquori ecc.)    • 5 •   pl.  comodità, agi: una casa con tutti i conforti. 
confratello   s.m.    • 1 •   chi appartiene con altri a una confraternita o a uno stesso ordine religioso    • 2 •   (non com.) collega: cari confratelli in rimeria  (carducci).
confraternita   s.f.    • 1 •   associazione religiosa di fedeli costituita in ente morale dall'autorità ecclesiastica, con fini di pietà, di carità e di culto    • 2 •   nella religione islamica, associazione a fini di culto di fedeli di sesso maschile organizzati gerarchicamente.
confricamento   s.m.  (non com.) il confricare; confricazione; strofinamento.
confricare   v. tr.  [io confrico, tu confrichi  (alla latina cònfrico, cònfrichi) ecc.] (non com.) strofinare con forza.
confricazione   s.f.  (non com.) strofinamento, massaggio.
confrontabile   agg.  che si può confrontare; paragonabile.
confrontabilità   s.f.  l'essere confrontabile; la caratteristica di ciò che è confrontabile.
confrontare   v. tr.  [io confrónto ecc.]    • 1 •   mettere fronte a fronte, prendere in esame due o più cose per rilevarne le somiglianze e le differenze; paragonare, comparare: confrontare un ritratto col modello; confrontare i prezzi di un prodotto  | collazionare, fare un riscontro: confrontare la copia con l'originale    • 2 •   (estens.) esaminare, consultare | confronta  (abbr. cfr.  o cf.), nei rimandi bibliografici, nota con cui si invita il lettore a consultare un altro luogo della stessa opera o di un'altra opera; simile a vedi  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) essere conforme, corrispondere | confrontarsi v. rifl.  e rifl. rec.  mettersi al confronto con altri, per saggiare la validità delle proprie opinioni, l'efficacia del proprio agire e sim.
confronto   s.m.    • 1 •   il confrontare; paragone, comparazione: mettere a confronto; operare un confronto  | senza confronti, senza paragone: è senza confronti il migliore  | termine di confronto, quello a cui si fa riferimento nel giudicare | non temere confronti, essere ineguagliabile | stare, reggere al confronto, essere di egual valore, di pari merito | a confronto di, in confronto a, rispetto a, a paragone di | nei confronti di una persona, nei suoi riguardi: non ho mai avuto dubbi nei tuoi confronti    • 2 •   (dir.) interrogatorio contemporaneo di due o più testimoni o imputati a cui si ricorre quando le loro precedenti dichiarazioni risultino contrastanti | confronto all'americana, quello in cui il testimone deve riconoscere l'indiziato individuandolo fra altre persone di configurazione fisica simile    • 3 •   (sport) competizione, gara: perdere, vincere un confronto. 
confucianesimo   s.m.  l'insieme delle dottrine etico-religiose tramandate dal filosofo cinese confucio (551-479 a. c.).
confuciano   agg.  di confucio, del confucianesimo  s.m.  [f. -a] seguace delle dottrine di confucio.
confusionale   agg.  (med.) che denota confusione mentale: stato confusionale. 
confusionario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi agisce provocando confusione, disordinatamente; chi fa continue confusioni.
confusione   s.f.    • 1 •   mescolanza disordinata di cose o persone; caos, scompiglio: confusione di gente, di idee; mettere, fare confusione  ' confusione mentale, (med.) alterazione psichica che causa smarrimento, disturbi nella percezione e incapacità di pensiero    • 2 •   (estens.) baccano, chiasso fatto da più persone: vi prego di far meno confusione    • 3 •   scambio di una cosa o di una persona con un'altra; errore: far confusione di nomi, di date    • 4 •   situazione, stato di imbarazzo o vergogna; turbamento: non riuscì a nascondere la sua confusione    • 5 •   nel linguaggio giuridico, coincidenza della qualità di creditore e debitore nella stessa persona, e conseguente estinzione dell'obbligazione    • 6 •   (lett.) oscurità, penombra: nella confusione dell'alba  (ungaretti).
confusionismo   s.m.  tendenza a parlare o agire in modo confuso, disordinato.
confusionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi tende, è portato a far confusione.
confuso   part. pass.  di confondere   agg.    • 1 •   disordinato, messo alla rinfusa: un ammasso confuso di merci  ' mescolato ad altri: restare confuso fra la folla    • 2 •   vago, indistinto; non chiaro: un ricordo confuso; parole confuse; mente confusa, in preda a confusione | in confuso, indistintamente: bisbigliare qualcosa in confuso    • 3 •   che prova vergogna o emozione; turbato, imbarazzato: restò confuso di fronte al rimprovero  § confusamente avv.    • 1 •   in modo confuso, alla rinfusa    • 2 •   in preda a confusione: rispondere confusamente. 
confutabile   agg.  che può essere confutato; discutibile: un argomento confutabile. 
confutare   v. tr.  [io cònfuto  (alla latina confùto) ecc.] dimostrare la falsità di qualcosa: confutare un'accusa, una teoria; confutare una persona, smentirla, contraddirla | (dir.) controbattere in giudizio gli argomenti della controparte.
confutativo   agg.  (non com.) atto a confutare: argomento confutativo  § confutativamente avv. 
confutatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi confuta.
confutatorio   agg.  (non com.) che tende a confutare: testimonianza confutatoria. 
confutazione   s.f.  il confutare, l'essere confutato; discorso, scritto con cui si confuta qualcosa: la confutazione di una tesi. 
conga   s.f.  ballo moderno di origine negro-americana.
congaudere   v. intr.  [aus. avere] (ant.) gioire, rallegrarsi insieme.
congedamento   s.m.  (mil.) congedo.
congedare   v. tr.  [io congèdo ecc.]    • 1 •   dar congedo, lasciar partire; accomiatare: congedare gli ospiti; congedare cordialmente, bruscamente    • 2 •   (mil.) inviare in congedo | congedarsi v. rifl.  andar via, accomiatarsi: congedarsi dai propri familiari  | (mil.) andare in congedo, cessare dal servizio: il contingente si congederà a marzo; congedarsi per motivi di salute. 
congedato   part. pass.  di congedare   agg.  e s.m.  (mil.) che, chi ha ottenuto il congedo.
congedo   s.m.    • 1 •   il congedare o il congedarsi; commiato: visita di congedo; dare il congedo a qualcuno, mandarlo via; prender congedo da qualcuno, andarsene    • 2 •   (mil.) cessazione dal servizio di un militare che ha adempiuto i suoi obblighi o esonero di un cittadino che non vi è tenuto: ottenere il congedo; andare, essere in congedo; ufficiale in congedo; congedo illimitato, provvisorio, assoluto, a seconda che tale cessazione o esonero sia revocabile in caso di necessità, temporaneo o definitivo | (foglio di) congedo, documento che attesta il congedo    • 3 •   permesso di astenersi dal servizio accordato a un impiegato della pubblica amministrazione: chiedere un congedo per motivi di famiglia    • 4 •   in poesia, la strofa più breve delle altre posta a conclusione della canzone; commiato    • 5 •   (teat.) in un testo teatrale la battuta o le battute finali, in cui si esplicita la morale dell'opera o si sollecita la benevolenza del pubblico | allocuzione di saluto rivolta dal primo attore o dalla prima attrice al pubblico, al termine di una serie di recite.
congegnare   v. tr.  [io congégno ecc.] mettere insieme abilmente le parti di una struttura o di un meccanismo (anche fig.): un discorso ben congegnato, ben costruito | (fig.) inventare, ideare: congegnare una beffa, una truffa. 
congegno   s.m.    • 1 •   (non com.) il modo di congegnare o di essere congegnato    • 2 •   dispositivo o insieme costituito di vari elementi opportunamente coordinati: congegno di puntamento di un cannone; il mirabile congegno della società organizzata  (gadda).
congelamento   s.m.    • 1 •   il congelare, l'essere congelato    • 2 •   (med.) lesione dei tessuti provocata dall'esposizione a bassissime temperature.
congelare   v. tr.  [io congèlo ecc.]    • 1 •   rendere solido un liquido o un gas per raffreddamento: congelare l'acqua  | detto di alimenti, portarli a basse temperature (da -    • 7 •   ° c a - 12 ° c), per migliorarne la conservazione: congelare la carne, le verdure; pesce congelato    • 2 •   riferito a persona o a parti del corpo: avere un arto congelato  | (fig. lett.) raggelare, lasciare di sasso: le sue parole mi congelarono    • 3 •   (fig.) immobilizzare, bloccare; mantenere inalterato: congelare la situazione, gli stipendi; congelare un credito, impedirne la riscossione | congelarsi v. rifl.    • 1 •   di un liquido, diventare solido per raffreddamento: il latte si è congelato    • 2 •   di persona, subire un congelamento; per estens., patire il freddo: vi congelerete stando là fuori. 
congelatore   agg.  [f. -trice] che congela  s.m.    • 1 •   contenitore di una miscela a scarsa conducibilità termica che, congelato, serve a mantenere il freddo nelle borse frigorifere    • 2 •   apparecchio elettrodomestico, o anche celletta del frigorifero (freezer), dove si possono congelare e mantenere congelati prodotti alimentari.
congelazione   s.f.  (non com.) congelamento.
congenerato   agg.  (lett.) congenito.
congenere   agg.    • 1 •   dello stesso genere, affine per natura; simile, analogo: un affare, un lavoro congenere    • 2 •   (zool. , bot.) appartenente allo stesso genere di un altro: animale, pianta congenere. 
congeniale   agg.  conforme all'indole, alle attitudini di qualcuno; connaturale, consono: lavoro congeniale  § congenialmente avv. 
congenialità   s.f.  l'essere congeniale.
congenito   agg.  che si ha dalla nascita, connaturato: malformazione congenita; vizio congenito. 
congerie   s.f.  ammasso disordinato di cose eterogenee: una congerie di carte, di notizie. 
congestionare   v. tr.  [io congestióno ecc.]    • 1 •   (med.) provocare una congestione in un tessuto o in un organo    • 2 •   intralciare con un affollamento: i veicoli congestionano le strade. 
congestionato   part. pass.  di congestionare   agg.    • 1 •   colpito da congestione | (estens.) affannato, arrossato: volto congestionato    • 2 •   eccessivamente affollato: una strada congestionata per il traffico  § congestionatamente avv.  affannosamente | affollatamente.
congestione   s.f.    • 1 •   (med.) eccesso di sangue in un tessuto o in un organo, fisiologico o patologico    • 2 •   intralcio, ingombro causato da un eccessivo affollamento di veicoli o persone: la congestione del traffico. 
congestizio   agg.  (med.) di congestione, dovuto a congestione.
congesto   agg.  (lett.) ammucchiato, affollato; congestionato.
congettura   ant. conghiettura e coniettura, s.f.    • 1 •   opinione o conclusione basata su apparenze, indizi probabili; supposizione, ipotesi: avanzare una congettura; basarsi su congetture    • 2 •   (filol.) lezione proposta per colmare una lacuna del testo o per ricostruire un passo corrotto.
congetturabile   agg.  che si può congetturare.
congetturale   ant. conghietturale e conietturale, agg.  che ha carattere di congettura, che si ricava per congettura: teoria congetturale  § congetturalmente avv.  per congettura.
congetturare   ant. conghietturare e conietturare, v. tr.  ricavare, ricostruire per via di congettura; supporre (anche assol.): congetturare un'ipotesi; attenetevi ai fatti, senza congetturare!. 
conghiettura   e deriv.   ⇨ congettura e deriv. 
congiario   s.m.  nell'antichità romana, donativo fatto alla plebe o ai soldati da generali, imperatori o cittadini eminenti, all'origine in derrate alimentari, poi in denaro.
congio   s.m.  nell'antica roma, unità di misura per liquidi e aridi della capacità di dieci libbre circa.
congiugnere   e deriv.   ⇨ congiungere e deriv. 
congiungere   ant. congiugnere, v. tr.  [coniugato come giungere] unire insieme; mettere a contatto, in relazione; collegare (anche fig.): una linea che congiunge due punti; congiungere le mani; congiungere i propri sforzi; congiungere in matrimonio, sposare | congiungersi v. rifl.  e rifl. rec.  unirsi, incontrarsi.
congiungimento   ant. congiugnimento, s.m.    • 1 •   il congiungere o il congiungersi; congiunzione    • 2 •   (lett.) rapporto sessuale, amplesso.
congiuntiva   s.f.  (anat.) mucosa che ricopre e congiunge la parte anteriore del globo oculare e la parete interna posteriore delle palpebre.
congiuntivale   agg.  (anat.) della congiuntiva: mucosa congiuntivale; sacco  o fornice congiuntivale, quello formato nella superficie posteriore della palpebra dalla congiuntiva.
congiuntivite   s.f.  (med.) infiammazione della congiuntiva.
congiuntivo   agg.    • 1 •   che congiunge | giudizio congiuntivo, (filos.) giudizio in cui il predicato è composto di due o più termini    • 2 •   (gramm.) che ha funzione di congiunzione: locuzione congiuntiva   s.m.  (gramm.) modo del verbo che in prop. dipendenti indica per lo più la possibilità, il timore o il desiderio che una data cosa avvenga (p. e. non so se ci sia; vorrei che tu venissi); in prop. indipendenti esprime comando, esortazione, augurio e sim., supplendo alle forme mancanti dell'imperativo (corriamo!; il cielo ti assista!; la smettano!), oppure dubbio o desiderio (che sia matto?; potessi star sempre in questa città!; fossi stato presente!).
congiunto   part. pass.  di congiungere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] parente: amici e congiunti  § congiuntamente avv. 
congiuntura   s.f.    • 1 •   punto in cui due cose sono unite insieme; giuntura: le congiunture delle ossa    • 2 •   (fig.) circostanza, occasione: congiuntura dolorosa; sfruttare la congiuntura favorevole    • 3 •   (econ.) insieme di condizioni che caratterizzano un sistema o un settore economico in un momento dato: alta, bassa congiuntura, fase favorevole, sfavorevole del ciclo; analisi della congiuntura, analisi della fase in corso per formulare previsioni a breve termine | in partic., bassa congiuntura, fase critica: affrontare, superare la congiuntura. 
congiunturale   agg.  di, relativo alla congiuntura economica o a una sua fase: fattori congiunturali. 
congiunzione   s.f.    • 1 •   il congiungere, il congiungersi o l'essere congiunto: punto di congiunzione    • 2 •   (astr.) posizione di due astri che hanno la stessa longitudine celeste    • 3 •   (gramm.) parte invariabile del discorso che serve a unire, in rapporto di coordinazione o di subordinazione, due proposizioni; oppure, solo in rapporto di coordinazione, due elementi di una proposizione; congiunzioni coordinative, quelle che uniscono elementi simili di una proposizione o proposizioni dello stesso tipo (p. e. mio padre  o mia madre; l'hanno preso  e l'hanno picchiato); congiunzioni subordinative, quelle che stabiliscono un rapporto di dipendenza tra proposizioni (p. e. andrei  se non avessi già un impegno) e possono essere condizionali, finali, causali, temporali ecc.    • 4 •   in logica matematica, operazione a due argomenti, corrispondente al connettivo grammaticale e, che associa ai valori di verità v  (vero), f  (falso) di due enunciati un solo valore di verità che risulta essere v  se, e solo se, gli argomenti sono entrambi v. 
congiura   s.f.    • 1 •   accordo segreto di più persone al fine di operare contro lo stato o contro chi governa; cospirazione, complotto: la congiura di catilina; ordire, sventare una congiura    • 2 •   (estens.) qualsiasi trama segreta ai danni di qualcuno (talvolta scherz.): ma questa è proprio una congiura!  | congiura del silenzio, decisione presa da più persone di non parlare di qualcuno o di qualcosa, con l'intento ostile di sminuirne o cancellarne l'importanza.
congiurare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   fare, ordire una congiura; cospirare, complottare: congiurare contro il tiranno    • 2 •   (estens.) tramare ai danni di qualcuno; mostrarsi avverso, contrario, sfavorevole: tutto pareva congiurare contro di me    • 3 •   (ant.) giurare insieme | v. tr.  (ant.) evocare per mezzo di scongiuri o di arti magiche: qua giù fui / congiurato da quella eritón cruda / che richiamava l'ombre a' corpi suoi  (dante inf.  ix, 22-24).
congiurato   part. pass.  di congiurare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi partecipa o ha partecipato a una congiura.
congiuratore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi congiura; congiurato.
congiurazione   s.f.  (non com.) congiura.
conglobamento   s.m.  il conglobare, l'essere conglobato | nel linguaggio sindacale, unificazione nel salario o nello stipendio delle varie indennità.
conglobare   v. tr.  [io conglòbo  o, meno com., cònglobo ecc.]    • 1 •   (lett.) riunire più cose insieme    • 2 •   (econ.) sommare, computare insieme: conglobare le indennità nel salario. 
conglobazione   s.f.  (non com.) il conglobare, l'essere conglobato; conglobamento.
conglomerare   v. tr.  [io conglòmero ecc.] unire insieme per formare un tutto unico; agglomerare | conglomerarsi v. rifl.  e rifl. rec.  riunirsi insieme a formare un tutto unico; agglomerarsi.
conglomerata   s.f.  (econ.) grande società costituita da varie aziende operanti in settori economici diversi, ciascuna con la propria autonomia giuridica.
conglomerato   part. pass.  di conglomerare  e agg.  nel sign. del verbo | società conglomerata, (econ.) conglomerata  s.m.    • 1 •   ammasso, riunione di cose eterogenee (anche fig.): conglomerato etnico, politico    • 2 •   (geol.) roccia sedimentaria costituita da ciottoli cementati; si forma nei depositi alluvionali    • 3 •   in edilizia, impasto di pietrisco o ghiaia legati da cemento, bitume e sim.
conglomerazione   s.f.  (non com.) il conglomerare, il conglomerarsi o l'essere conglomerato.
conglutinare   v. tr.  [io conglùtino ecc.]    • 1 •   agglutinare    • 2 •   (estens.) unire, attaccare saldamente e intimamente (anche fig.) | conglutinarsi v. rifl.  e rifl. rec.  unirsi, fondersi insieme (anche fig.).
conglutinazione   s.f.  il conglutinarsi; anche, la cosa conglutinata.
congolese   agg.  del congo, regione dell'africa equatoriale  s.m.  e f.  chi è nato o abita nel congo.
congratulare   v. intr.  [io congràtulo ecc. ; aus. avere] (lett.) mostrare gioia, piacere: e come augelli surti di rivera / quasi congratulando a lor pasture  (dante par.  xviii, 73-74) | congratularsi v. rifl.  rallegrarsi con qualcuno per un'affermazione, un successo; felicitarsi, complimentarsi.
congratulatorio   agg.  (non com.) che esprime congratulazione, che serve a congratularsi: un biglietto congratulatorio. 
congratulazione   s.f.  (spec. pl.) il congratularsi | spec. pl.  le parole con cui ci si congratula: presentare le proprie congratulazioni  | come espressione di rallegramento: congratulazioni!. 
congrega   s.f.    • 1 •   congregazione, confraternita religiosa    • 2 •   (spreg.) accolta di più persone: una congrega di letterati. 
congregare   v. tr.  [io congrègo, tu congrèghi  (o alla lat. io còngrego, tu còngreghi) ecc.]    • 1 •   adunare, convocare più persone, spec. per una riunione di carattere religioso    • 2 •   (ant.) accumulare | congregarsi v. rifl.  adunarsi.
congregato   part. pass.  di congregare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] appartenente a una congregazione religiosa.
congregazionalismo   s.m.  chiesa protestante sorta in inghilterra nel sec. xvi in contrapposizione all'anglicanesimo, e ora assai diffusa in america; sostiene l'autonomia di ogni singola comunità.
congregazionalista   agg.  di, relativo al congregazionalismo  s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del congregazionalismo.
congregazione   s.f.    • 1 •   (non com.) adunanza, riunione, associazione di più persone, spec. per scopi religiosi o di carità | congregazione religiosa, società di religiosi, legittimamente approvata dall'autorità ecclesiastica, i cui membri sono legati solo da voti semplici    • 2 •   (sacra) congregazione, nel diritto canonico, commissione di prelati istituita dal papa e presieduta da un cardinale con funzioni amministrative e legislative in uno specifico ambito ecclesiastico: la congregazione del santo uffizio. 
congregazionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] di, relativo a una congregazione religiosa; membro di una congregazione religiosa.
congressista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi prende parte a un congresso.
congresso   s.m.    • 1 •   riunione dei rappresentanti di più stati per discutere problemi politici di grande rilevanza: il congresso di vienna    • 2 •   riunione ufficiale degli iscritti a un partito, a un'organizzazione: il congresso del partito, congresso sindacale  ' riunione di cultori della stessa disciplina: il congresso dei cardiologi  | congresso eucaristico, riunione di clero e fedeli con conferenze e preghiere comuni che esaltano l'eucaristia    • 3 •   il parlamento degli stati uniti d'america e di altri stati americani    • 4 •   (non com.) consultazione di privati per discutere affari di grande importanza | colloquio di un avvocato con il suo cliente    • 5 •   (ant.) scontro, duello, battaglia    • 6 •   congresso carnale, (antiq.) rapporto sessuale, amplesso.
congressuale   agg.  di un congresso: atti congressuali. 
congrua   s.f.  integrazione del reddito di un beneficio ecclesiastico che lo stato concede al titolare di esso; la revisione del concordato (1985) ne prevede l'abolizione.
congruato   agg.  dotato di congrua.
congruente   agg.  che ha congruenza; conveniente, adatto: premio congruente al merito; un'affermazione poco congruente  | figure geometriche congruenti, esattamente sovrapponibili § congruentemente avv. 
congruenza   s.f.    • 1 •   rispondenza, proporzione di una cosa con un'altra; coerenza    • 2 •   (mat.) relazione di due numeri interi che divisi per uno stesso numero danno resti uguali | (geom.) proprietà di due figure uguali per forma e dimensioni che possono essere fatte coincidere punto per punto mediante uno spostamento rigido.
congruità   s.f.  (non com.) l'essere congruo.
congruo   agg.  che ha congruenza; adeguato, proporzionato: un congruo compenso  § congruamente avv. 
conguagliamento   s.m.  (non com.) il conguagliare; conguaglio.
conguagliare   v. tr.  [io conguàglio ecc.] computare la parte mancante o eccedente rispetto al dovuto; corrispondere, versare tale parte: conguagliare lo stipendio. 
conguaglio   s.m.  l'operazione del conguagliare; la somma di denaro con cui si conguaglia: procedere a un conguaglio; ricevere un conguaglio. 
coniare   v. tr.  [io cònio ecc.]    • 1 •   eseguire la coniatura; per estens., fabbricare una moneta, una medaglia    • 2 •   (fig.) creare, inventare (spec. parole, locuzioni): coniare un neologismo. 
coniatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi conia (anche fig.): coniatore di medaglie. 
coniatura   s.f.    • 1 •   stampaggio delle due facce di monete metalliche o medaglie mediante pressatura di un semilavorato fra conio e controconio; coniazione    • 2 •   piegatura a spigolo quasi vivo di lamiere sottili.
coniazione   s.f.    • 1 •   lo stesso che coniatura  | emissione di monete metalliche o di medaglie    • 2 •   creazione di nuove parole in una lingua.
conica   s.f.  (mat.) curva piana algebrica del secondo ordine (parabola, iperbole, ellisse), ottenuta dall'intersezione di un cono doppio indefinito con un piano.
conicità   s.f.  l'essere conico.
conico   agg.  [pl. m. -ci] di cono; avente forma di cono: figura conica  | proiezione conica, in cartografia, proiezione del globo terrestre su una superficie conica successivamente sviluppata su un piano.
conidiale   agg.  (bot.) che si riferisce ai conidi.
conidio   s.m.  (bot.) cellula che si stacca dal corpo vegetativo di un fungo per dare origine a un nuovo individuo.
coniettura   e deriv.   ⇨ congettura e deriv. 
conifere   s.f. pl.  (bot.) classe di piante sempreverdi legnose, con frutti a cono e foglie aghiformi o squamiformi; vi appartengono il pino, il cipresso, il cedro, il larice, la sequoia e l'abete | sing.  [-a] ogni pianta di tale classe.
coniglia   s.f.  (mar.) sulle galee, il primo banco dei vogatori, verso prora.
conigliaia   s.f.  (non com.) conigliera.
coniglicoltore   s.m.  [f. -trice] chi si dedica all'allevamento dei conigli; cunicoltore.
coniglicoltura   s.f.  l'allevamento razionale dei conigli; cunicoltura.
conigliera   s.f.  recinto o gabbia in cui si allevano i conigli.
coniglieria   s.f.  (non com.) timidezza, vigliaccheria.
conigliesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da coniglio (spec. fig.): atteggiamento conigliesco, eccessivamente timoroso, pavido § conigliescamente avv.  pavidamente.
coniglietta   s.f.  ragazza in abito succinto che serve i clienti in alcuni locali, spec. in club per uomini soli.
coniglio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   mammifero lagomorfo con pelame di vario colore, coda breve, orecchie lunghe, zampe posteriori lunghe e atte al salto; viene allevato per utilizzarne la carne e il pelo (fam.  leporidi) | la carne macellata di coniglio: coniglio arrosto, alla cacciatora  | pelliccia di coniglio: collo di coniglio.  dim. coniglietto  vezz. conigliuccio    • 2 •   (fig.) persona timida o molto paurosa.
conio   (1) s.m.    • 1 •   stampo a forma di punzone per la coniazione di monete o medaglie; l'impronta che ne risulta: moneta fior di conio, nuovissima, appena coniata | dello stesso conio, (fig.) dello stesso stampo, dello stesso tipo; di basso conio, (fig.) di qualità o indole cattiva    • 2 •   (fig.) fattura, creazione: vocabolo di nuovo conio    • 3 •   cuneo di ferro usato per spaccar legna o pietre; bietta, zeppa    • 4 •   (ant.) schiera di soldati strettamente uniti in una formazione a cuneo con la punta rivolta verso l'esercito nemico    • 5 •   (ant.) in architettura, elemento dell'arco, cuneo.
conio   (2) s.m.  (ant.) inganno, frode, truffa.
coniugabile   agg.  che si può coniugare: i verbi difettivi sono coniugabili soltanto in alcuni tempi. 
coniugale   agg.  del matrimonio, dei coniugi: amore coniugale  § coniugalmente avv. 
coniugare   v. tr.  [io còniugo, tu còniughi ecc.]    • 1 •   elencare ordinatamente le varie forme di un verbo secondo i modi, i tempi, le persone e i numeri: coniugare un verbo al futuro; coniugare il presente, l'imperfetto di un verbo    • 2 •   (non com.) unire in matrimonio    • 3 •   (fig.) appaiare, armonizzare, far coesistere: un sistema politico che riesce a coniugare libertà e giustizia sociale  | coniugarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   sposarsi, congiungersi in matrimonio (usato quasi soltanto al part. pass.)    • 2 •   (fig. non com.) unirsi, legarsi.
coniugate   s.f. pl.  (bot.) ordine di alghe verdi unicellulari, libere o riunite in colonie filamentose | sing.  [-a] ogni alga di tale ordine.
coniugato   part. pass.  di coniugare   agg.    • 1 •   che è unito in matrimonio, sposato (spec. come indicazione di stato civile)    • 2 •   angoli coniugati, (geom.) quelli formati da una secante che taglia due rette, collocati entrambi internamente (coniugati interni) o esternamente (coniugati esterni) alle due rette | numeri coniugati, (mat.) coppie di numeri complessi che differiscono solo per il segno della parte immaginaria | legami coniugati, (chim.) quelli che ricorrono in una molecola intervallati da un legame di natura diversa  s.m.  [f. -a] persona coniugata.
coniugazione   s.f.    • 1 •   (gramm.) flessione del verbo espressa ordinatamente secondo i modi, i tempi, le persone, i numeri: coniugazione regolare, irregolare  | il tipo di flessione a cui il verbo appartiene: prima, seconda, terza coniugazione    • 2 •   (biol.) processo sessuale tipico dei protozoi ciliati che consiste in una unione temporanea di due individui.
coniuge   s.m.  e f.  ognuna delle due persone unite tra loro in matrimonio: i diritti e i doveri dei coniugi. 
coniugio   s.m.  (ant. , lett.) vincolo matrimoniale; matrimonio.
conlegatario    ⇨ collegatario.
connato   agg.    • 1 •   (non com.) nato insieme | (fig.) connaturato    • 2 •   (bot.) concresciuto | foglie connate, foglie opposte, riunite a due a due e saldate alla base.
connaturale   agg.  conforme alla propria natura: l'aggressività è connaturale ai felini. 
connaturalità   s.f.  (lett.) l'essere connaturale.
connaturare   v. tr.  (non com.) rendere naturale, connaturale | connaturarsi v. rifl.  diventare naturale: con l'abitudine i vizi si connaturano. 
connaturato   part. pass.  di connaturare   agg.  che è diventato connaturale; radicato, congenito: vizio connaturato  § connaturatamente avv. 
connazionale   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è della stessa nazione.
connection   s.f. invar.  legame, rapporto, collegamento, spec. a fini illegali: connection mafiosa. 
connessione   s.f.    • 1 •   il connettere, l'essere connesso; legame, relazione stretta (anche fig.): connessione di idee; i due avvenimenti sono in connessione    • 2 •   (dir.) rapporto fra due processi, civili o penali, determinato dalla identità di uno o più elementi, che ne suggerisce la trattazione congiunta    • 3 •   (elettr.) sistema di collegamento dei conduttori: connessione a triangolo, a stella. 
connesso   part. pass.  di connettere   agg.  unito strettamente; collegato logicamente  s.m. pl.  solo nella loc. annessi e connessi, l'insieme di tutto ciò che è attinente a qualcosa o presenta connessioni con esso: fra annessi e connessi, guadagna molto bene  | (antiq.) nel linguaggio notarile, le pertinenze di un bene immobile.
connestabile    ⇨ conestabile.
connettere   v. tr.  [coniugato come annettere]    • 1 •   unire insieme, concatenare, collegare (spec. fig.): connettere due fatti, le idee, una circostanza con un'altra  | (assol.) collegare i propri pensieri in modo da formare un ragionamento logico: non è più in grado di connettere    • 2 •   (ant. , lett.) intrecciare | connettersi v. rifl.  riferirsi, avere relazione: il provvedimento si connette con l'ordinamento vigente. 
connettivale   agg.  del tessuto connettivo | (fig.) connettivo: elemento, funzione connettivale. 
connettivo   agg.  che serve a connettere | tessuto connettivo, (biol.) tessuto di aspetto e conformazione varia, che ha la funzione di connettere altri tessuti fra loro, favorendone la nutrizione e proteggendo gli organi; (fig.) tutto ciò che rappresenta o costituisce il fondo comune e portante di qualcosa: il tessuto connettivo dell'economia nazionale   s.m.    • 1 •   elemento che serve a connettere    • 2 •   (biol.) tessuto connettivo    • 3 •   in linguistica, lo stesso che congiunzione  | in logica matematica, operazione (negazione, congiunzione, disgiunzione, implicazione, equivalenza) che, dal punto di vista sintattico, a uno o più enunciati fa corrispondere un enunciato più complesso, e che dal punto di vista semantico associa un valore di verità (v, vero; f, falso) all'enunciato complesso con essa formato § connettivamente avv.  (non com.) con funzione connettiva.
connettore   s.m.  (tecn.) dispositivo che serve a collegare e mettere in connessione tra loro più circuiti elettrici.
connivente   agg.  che tacitamente consente a un'azione disonesta, anche senza prendervi parte attiva; complice § conniventemente avv. 
connivenza   s.f.  l'essere connivente, l'essere complice.
conno   s.m.  (ant.) vulva.
connotare   v. tr.  [io connòto ecc.] (filos. , ling.) definire, caratterizzare qualcosa mediante una sua proprietà.
connotativo   agg.  che esprime una connotazione: termine connotativo  § connotativamente avv. 
connotato   part. pass.  di connotare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  ciascuno dei tratti somatici e dei segni caratteristici che identificano una persona | cambiare i connotati a qualcuno, (scherz.) percuoterlo fino ad alterargli i lineamenti.
connotazione   s.f.    • 1 •   (filos.) l'insieme degli attributi o delle proprietà implicati da un termine    • 2 •   (ling.) sfumatura di senso che una parola o un'espressione ha o acquisisce in aggiunta al suo significato base (p. e. mamma  ha una connotazione affettiva rispetto a madre).
connubio   s.m.  (lett.)    • 1 •   matrimonio, nozze (anche scherz.) | rapporto sessuale, amplesso    • 2 •   (fig.) unione, accordo: il difficile connubio tra dovere e piacere. 
connumerare   v. tr.  [io connùmero ecc.] (non com.) annoverare, mettere nel numero; enumerare.
cono   s.m.    • 1 •   figura geometrica generata dalla rotazione di un triangolo rettangolo intorno a un cateto; più in generale, la superficie generata da una retta che passa per un punto fisso muovendosi lungo una curva | tronco di cono, solido che si ottiene secando un cono con un piano parallelo alla base    • 2 •   tutto ciò che ha forma di cono: cono gelato, gelato contenuto in una cialda a forma di cono; cono vulcanico, deposito di materiali lavici che, solidificandosi, assumono la forma di un cono, alla cui sommità si apre il cratere; cono d'ombra, regione spaziale conica che un pianeta o un satellite proietta dietro di sé quando è investito dai raggi solari; cono di deiezione, in geologia, conoide    • 3 •   (bot.) frutto a forma di cono delle conifere | cono vegetativo, lo stesso che apice vegetativo    • 4 •   (anat.) cellula nervosa della retina deputata, con i bastoncelli, alla ricezione degli stimoli luminosi    • 5 •   (zool.) mollusco gasteropode marino dalla conchiglia a forma di cono.
conocchia   tosc. canocchia, s.f.  la quantità di lana, lino o canapa avvolta sulla rocca | (estens.) rocca per filare.
conoidale   agg.  di cono o di conoide.
conoide   s.m.  o f.    • 1 •   solido geometrico simile al cono; in generale, superficie definita come luogo delle rette che si appoggiano a due rette sghembe e a una linea curva    • 2 •   (geol.) deposito sedimentario a forma di semicono, situato allo sbocco di un corso d'acqua in una valle: conoide alluvionale. 
conopeo   s.m.    • 1 •   (lit.) cortina posta davanti al tabernacolo; anche, velo che ricopre la pisside    • 2 •   (ant.) zanzariera.
conoscente   part. pres.  di conoscere   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   riconoscente: si mostri conoscente inver lo benefattore  (dante convivio)    • 2 •   consapevole, conscio  s.m.  e f.    • 1 •   persona che si conosce e con cui si ha una certa familiarità: è una conoscente, non un'amica    • 2 •   (filos.) il soggetto che conosce.
conoscenza   ant. cognoscenza o canoscenza, s.f.    • 1 •   il conoscere, il conoscersi: aver conoscenza di qualcosa; far conoscenza con qualcuno; far la conoscenza di qualcuno; una persona di sua conoscenza; la nostra è una vecchia conoscenza; essere a conoscenza di qualcosa, saperla; venire a conoscenza di qualcosa, averne notizia; giungere a conoscenza, essere appreso | (lett.) il sapere; scienza, dottrina: fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza  (dante inf.  xxvi, 119-120)    • 2 •   la cosa conosciuta; cognizione, nozione: avere conoscenze limitate  | persona conosciuta: essere una vecchia conoscenza, essere conosciuto da molto tempo    • 3 •   facoltà d'intendere e ragionare: perdere, riacquistare (la) conoscenza, i sensi    • 4 •   teoria della conoscenza, (filos.) gnoseologia.
conoscere   ant. cognoscere, v. tr.  [pres. io conósco, tu conósci ecc. ; pass. rem. io conóbbi, tu conoscésti ecc. ; part. pass. conosciuto]    • 1 •   sapere, avere cognizione di come una cosa o una persona sia; anche, avere padronanza, dimestichezza con qualcosa: conoscere i particolari, la verità; conoscere una città, la strada; conoscere la matematica, il francese; conoscere un motore, la montagna; conoscere il proprio mestiere; conosco la sua testardaggine, com'è testardo; conosco tuo fratello!, il suo carattere, come si comporta; conoscere il mondo, gli uomini e come si comportano; conoscere la fame, la miseria, patirle o averle patite; conoscere l'amore, l'amicizia, provarli o averli provati; conoscere il gioco, le regole del gioco, (fig.) come ci si deve comportare | conosci te stesso!, massima di origine greca che invita alla conoscenza del proprio io interiore    • 2 •   avere notizia di qualcosa: conoscere sempre le ultime novità; conosci un buon ristorante?    • 3 •   fare o aver fatto la conoscenza di qualcuno; sapere chi è una persona; avere con essa rapporti di familiarità: conoscere qualcuno di persona, a fondo, superficialmente, alla lontana; conoscere uno scrittore, un musicista, conoscerne l'opera; lo conoscevo per galantuomo, lo ritenevo tale | conoscere (carnalmente), (ant. , lett.) avere rapporti sessuali: gulfo la moglie carnalmente non poteva conoscere né altra femmina per frigidità naturale  (g. villani)    • 4 •   riconoscere, ravvisare; distinguere: è così cambiato che non lo conoscevo più; conoscere qualcuno dalla voce; conoscere il vero dal falso; farsi conoscere, dimostrare il proprio carattere, le proprie qualità positive o negative; anche, acquistare notorietà    • 5 •   ammettere, accettare (in frasi negative): non conoscere ragioni; non conoscere ostacoli, non fermarsi di fronte a essi | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   avere conoscenza, essere in sé: è ferito gravemente ma conosce    • 2 •   (dir.) avere competenza a deliberare, a giudicare: conoscere di una controversia  | conoscersi v. rifl.  (lett.) riconoscersi, dichiararsi: conoscersi colpevole  | v. rifl.  di due o più persone, fare la reciproca conoscenza, avere relazioni più o meno amichevoli: ci siamo appena conosciuti; conoscersi solo di vista, fin dall'infanzia. 
conoscibile   ant. cognoscibile, agg.  che si può conoscere  s.m.  ciò che può essere conosciuto.
conoscibilità   s.f.  qualità di ciò che è conoscibile; l'essere conoscibile.
conoscimento   ant. cognoscimento, s.m.  (non com.)    • 1 •   il conoscere, il conoscersi; conoscenza    • 2 •   (ant.) senno; discernimento.
conoscitivo   ant. cognoscitivo, agg.  che riguarda la conoscenza: facoltà conoscitive  | indagine conoscitiva, finalizzata all'acquisizione di dati e notizie intorno a qualcosa.
conoscitore   ant. cognoscitore, s.m.  [f. -trice] chi conosce; intenditore, esperto: un fine conoscitore d'arte. 
conosciuto   part. pass.  di conoscere   agg.    • 1 •   noto: un artista molto conosciuto    • 2 •   provato: una persona di conosciuta probità   s.m.  ciò che è conosciuto.
conquassamento   s.m.  (non com.) il conquassare, l'essere conquassato.
conquassare   v. tr.  (lett.) scuotere violentemente; sconquassare.
conquasso   s.m.  (lett.) sconquasso.
conquibus   o cumquibus, s.m. invar.  (scherz.) denaro: non avere il conquibus. 
conquidere   v. tr.  [pass. rem. io conqui si, tu conquidésti ecc. ; part. pass. conqui so] (lett.)    • 1 •   vincere, conquistare (anche fig.): il bel verde paese / che da lui conquiso fu  (carducci)    • 2 •   sedurre, far innamorare di sé.
conquista   s.f.    • 1 •   il conquistare, l'essere conquistato: la conquista del potere; andare alla conquista; terra di conquista, da conquistare o conquistata | la cosa conquistata: le conquiste coloniali    • 2 •   (fig.) acquisizione di qualcosa con fatica e sforzo: le conquiste della medicina    • 3 •   (fig.) successo in campo amoroso: fare conquiste  ' la persona conquistata: ci ha presentato la sua nuova conquista. 
conquistador   s.m.  [pl. conquistadores] ciascuno degli avventurieri che, al comando di spedizioni promosse dal regno di spagna, conquistarono nel corso del sec. xvi l'america centrale e meridionale.
conquistare   v. tr.    • 1 •   impadronirsi di qualcosa con le armi: conquistare una città, una postazione nemica    • 2 •   ottenere con fatica, con sacrifici: conquistare la ricchezza, la felicità  | (estens.) guadagnarsi, cattivarsi: conquistarsi la simpatia di tutti    • 3 •   sedurre, far innamorare di sé: una bellezza che conquista. 
conquistatore   agg.  [f. -trice] che conquista: esercito, popolo conquistatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi conquista    • 2 •   chi fa conquiste amorose.
conquisto   s.m.  (lett.) conquista.
consacramento   s.m.  (rar.) consacrazione.
consacrante   part. pres.  di consacrare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  sacerdote che consacra l'ostia.
consacrare   lett. consecrare, ant. o region. consagrare, v. tr.    • 1 •   rendere sacro con un rito religioso; conferire un ministero ecclesiastico con una solenne cerimonia religiosa: consacrare una chiesa, un altare; fu consacrato sacerdote  | consacrare l'ostia, durante la messa, compiere la consacrazione del pane    • 2 •   dedicare al culto della divinità o di santi, di eroi e sim.: consacrare un giorno a dio; consacrare una chiesa a s. giovanni; consacrare un monumento ai caduti    • 3 •   (estens.) rendere degno di rispetto e venerazione: una terra consacrata dal sacrificio dei suoi martiri    • 4 •   (fig.) dedicare, destinare: consacrare la vita alla famiglia, al lavoro    • 5 •   (fig.) riconoscere solennemente; rendere legittimo, convalidare: consacrare qualcuno poeta; una parola consacrata dall'uso  | consacrarsi v. rifl.  dedicarsi completamente: consacrarsi a dio, alla cura dei malati. 
consacratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi compie una consacrazione.
consacrazione   lett. consecrazione, ant. o region. consagrazione, s.f.    • 1 •   il consacrare; il rito con cui si consacra: la consacrazione di una chiesa, di un sacerdote    • 2 •   (lit.) atto con cui, nella messa, il sacerdote converte la sostanza del pane e del vino nel corpo e nel sangue di cristo | la parte della messa in cui tale atto si compie.
consagrare   e deriv.   ⇨ consacrare e deriv. 
consanguineità   s.f.  l'essere consanguineo; parentela tra individui aventi uno o più progenitori comuni.
consanguineo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è dello stesso sangue, della stessa famiglia: figli consanguinei, nati dallo stesso padre ma da madre diversa.
consapevole   agg.    • 1 •   che ha consapevolezza; cosciente: essere consapevole delle proprie azioni    • 2 •   informato, edotto: rendere consapevole di un fatto  § consapevolmente avv.  con consapevolezza.
consapevolezza   s.f.  l'essere consapevole; coscienza.
consapevolizzare   v. tr.  (non com.) rendere consapevole, cosciente | consapevolizzarsi v. rifl.  (non. com.) divenire cosciente, acquisire consapevolezza.
consapevolizzazione   s.f.  (non com.) il consapevolizzare, il consapevolizzarsi, l'essere consapevolizzato.
consaputo   agg.  (non com.) noto, conosciuto da più persone.
conscienza   conscienzia  ⇨ coscienza.
conscio   agg.  [pl. f. -sce] (lett.) che ha coscienza di qualcosa; consapevole, cosciente: essere conscio del proprio valore   s.m.  (psicoan.) il livello, la sfera dell'attività psichica di cui l'individuo ha consapevolezza attuale § consciamente avv. 
consecrare   e deriv.   ⇨ consacrare e deriv. 
consecutio temporum   loc. sost. f. invar.  nella lingua latina, la norma che regola i rapporti tra i tempi del verbo della proposizione principale e quelli delle proposizioni subordinate.
consecutivo   agg.  che viene subito dopo; che si sussegue senza interruzione (spec. pl.); che è conseguenza: il giorno consecutivo; per due ore consecutive; traduzione consecutiva, eseguita immediatamente dopo la conclusione di un discorso, di una comunicazione | angoli consecutivi, (geom.) aventi in comune il vertice e un lato | (proposizione) consecutiva, (gramm.) proposizione subordinata che indica la conseguenza di ciò che è espresso dalla proposizione reggente (p. e. gridò tanto che perse la voce); congiunzione consecutiva, che introduce una proposizione consecutiva § consecutivamente avv.  di seguito, successivamente.
consecuzione   s.f.  (non com.)    • 1 •   successione immediata di due fatti: consecuzione di eventi    • 2 •   conseguenza: logica consecuzione di certe premesse    • 3 •   conseguimento: agire per la consecuzione di un fine. 
consegna   s.f.    • 1 •   il consegnare, l'essere consegnato; l'affidare qualcosa a qualcuno perché ne abbia cura; il trasmettere un bene a chi l'ha acquistato: consegna a domicilio; termine, buono di consegna; pagare alla consegna; dare, ricevere in consegna; la consegna di un appartamento, di un'automobile al compratore  | dare, fare le consegne, trasmettere un incarico o un ufficio illustrando il lavoro in corso a chi subentra | a consegna differita, nel linguaggio borsistico e bancario, a termine    • 2 •   (mil.) insieme di ordini e prescrizioni tassative, in partic. per i servizi di guardia e di sentinella: osservare, violare la consegna  | ordine che un militare in servizio trasmette a chi prende il suo posto; per estens., ordine in generale | punizione inflitta a soldati e sottufficiali consistente nella sospensione per un tempo determinato del permesso di libera uscita: cinque giorni di consegna. 
consegnare   v. tr.  [io conségno ecc.]    • 1 •   dare, affidare a qualcuno una cosa o anche una persona per uno scopo determinato: consegnare una lettera, delle merci ecc. ; consegnare una persona alla giustizia  | consegnare alla memoria, ai posteri, (lett.) tramandare    • 2 •   (mil.) punire mediante consegna | far rimanere la truppa in caserma, pronta per necessità straordinarie di servizio (p. e.  servizio di ordine pubblico, operazioni di soccorso in caso di calamità) | consegnarsi v. rifl.  costituirsi, arrendersi: consegnarsi alla giustizia, al nemico. 
consegnatario   s.m.  [f. -a] (dir.) chi riceve in consegna qualcosa: consegnatario di un appartamento. 
conseguente   part. pres.  di conseguire   agg.    • 1 •   che segue, che deriva: conclusione conseguente alle premesse  | termini conseguenti, (mat.) in una proporzione, ciascuno dei due divisori    • 2 •   coerente: non sei conseguente a te stesso; ciò è logico e conseguente   s.m.  in logica matematica, il secondo dei due termini d'una proposizione condizionale (implicato dal primo, detto antecedente) § conseguentemente avv.  di conseguenza | (non com.) in seguito.
conseguenza   ant. consequenza, s.f.    • 1 •   conclusione che risulta logicamente da una o più premesse: trarre le conseguenze  | per, di conseguenza, perciò, quindi | in conseguenza di, a causa di, per effetto di    • 2 •   seguito, risultato di qualcosa, per lo più spiacevole: le conseguenze di una decisione; una malattia che non lascia conseguenze    • 3 •   (antiq.) importanza, rilevanza: questione di gran conseguenza  (cattaneo)    • 4 •   (ant.) corrispondenza, proporzione.
conseguenziale    ⇨ consequenziale.
conseguenziario    ⇨ consequenziario.
conseguibile   agg.  che si può conseguire: risultato facilmente conseguibile. 
conseguimento   s.m.  il conseguire; ottenimento, raggiungimento: conseguimento della laurea. 
conseguire   v. tr.  [io conséguo ecc.]    • 1 •   ottenere, raggiungere: conseguire la promozione, un successo    • 2 •   (ant.) inseguire, rincorrere | v. intr.  [aus. essere] venire come conseguenza; risultare, derivare: poiché non obiettate, ne consegue che siete d'accordo. 
conseguitare   v. intr.  [io conséguito ecc. ; aus. essere] (non com.) seguire come conseguenza; risultare: non ne conseguita alcun vantaggio. 
consensivo   agg.  che consente, che indica consenso | freccia consensiva, nei semafori, segnalazione di via libera nel senso indicato.
consenso   s.m.    • 1 •   il consentire a una cosa richiesta; per estens., approvazione, assenso in generale: consenso scritto, orale; chiedere, ottenere, negare il consenso; incontrare un largo consenso, un consenso unanime    • 2 •   conformità di voleri, di opinioni; accordo: agire di consenso, d'accordo | consenso matrimoniale, reciproca volontà di contrarre il matrimonio espressa dai futuri sposi | consenso delle genti  (o universale), l'accettazione di qualcosa da parte di tutti gli uomini.
consensuale   agg.  (dir.) di consenso, fatto con reciproco consenso: contratto, separazione consensuale  § consensualmente avv. 
consensualità   s.f.  (dir.) l'essere consensuale: la consensualità di un accordo. 
consentaneità   s.f.  (non com.) l'essere consentaneo; conformità.
consentaneo   agg.  (lett.) conforme, corrispondente, coerente § consentaneamente avv. 
consentimento   s.m.  (lett.) il consentire; consenso.
consentire   v. tr.  [io consènto ecc.]    • 1 •   concedere, permettere, accordare: le mie possibilità non mi consentono quella spesa; consentimi di dire ciò che penso    • 2 •   (lett.) provare insieme ad altri lo stesso sentimento: consento il tuo dolore  (carducci) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   essere d'accordo, manifestare identità di vedute e di volontà con qualcuno: consentire con una decisione    • 2 •   riconoscere, ammettere: consentirai di essere in errore    • 3 •   acconsentire, accondiscendere: consentire ai desideri dei figli    • 4 •   (non com.) cedere, arrendersi    • 5 •   (ant.) essere adatto, convenire.
consenziente   part. pres.  di consentire   agg.    • 1 •   che consente, che è dello stesso parere: tutti erano consenzienti al progetto; la proposta mi ha trovato consenziente  | assenziente e consenziente, nel linguaggio giuridico, si dice di chi è pienamente d'accordo    • 2 •   (fig. lett.) cedevole, pieghevole: le consenzienti canne  (boccaccio il filocolo) § consenzientemente avv. 
consequenza    ⇨ conseguenza.
consequenziale   o conseguenziale, agg.  che deriva per conseguenza logica: un ragionamento consequenziale  | (non com.) che si riferisce alle conseguenze § consequenzialmente avv. 
consequenzialità   s.f.  l'essere consequenziale; coerenza logica.
consequenziario   o conseguenziario, agg.  (non com.) che deduce con stretta coerenza logica le conseguenze dalle premesse: è un ragionatore rigorosamente consequenziario  § consequenziariamente avv. 
consertare   v. tr.  [io consèrto ecc.]    • 1 •   (rar.) intrecciare, congiungere    • 2 •   (ant.) concertare.
conserto   agg.    • 1 •   (rar.) congiunto, intrecciato | di uso com. solo nella loc. a braccia conserte    • 2 •   (ant.) raggruppato: la bella image che nel dolce frui / liete facevan l'anime conserte  (dante par.  xix, 2-3)  s.m.  (ant.) accordo, intesa | di conserto, insieme, di comune accordo.
conserva   (1) s.f.    • 1 •   il conservare, spec. cibi: carne in conserva; mettere la frutta in conserva    • 2 •   cibo preparato e confezionato per essere conservato a lungo senza che perda le sue caratteristiche: conserve alimentari; conserva di frutta, marmellata | conserva (di pomodoro)  salsa    • 3 •   (non com.) recipiente o luogo in cui si conserva qualcosa: conserva d'acqua, serbatoio    • 4 •   (ant.) riserva, provvista | far conserva di qualcosa, (fig.) farne tesoro, ricordarla: attento e cheto / a le parole sue d'alto consiglio, / fea de' detti conserva  (tasso g. l.  xvii, 64).
conserva   (2) s.f.  (ant.) gruppo di mercantili che navigavano insieme per portarsi, se necessario, reciproco aiuto | di conserva, insieme, in gruppo: navigazione di conserva  | andare, procedere di conserva, (fig.) andare d'accordo.
conservabile   agg.  che si può conservare: un cibo conservabile. 
conservante   part. pres.  di conservare   agg.  e s.m.  sostanza che viene aggiunta ad alcuni prodotti per impedirne o ritardarne l'alterazione: conservante alimentare. 
conservare   v. tr.  [io consèrvo ecc.]    • 1 •   mantenere in modo che non si alteri, non venga danneggiato o asportato; custodire: conservare le aringhe sotto sale; conservare la frutta in frigorifero; conservare i documenti in cassaforte  | dio ti conservi!, ti mantenga sano    • 2 •   avere ancora, non aver perduto; mantenere; serbare: conservare una ricevuta; conservare un aspetto giovanile; conservare un ricordo  | conservarsi v. rifl.  e intr. pron.    • 1 •   mantenersi in buono stato, detto di cose: un vino che si conserva bene  ' mantenersi in vigore, in salute, detto di persone: si conservi!, abbia cura di sé stesso!    • 2 •   continuare a essere, restare: conservarsi costante, fedele amico. 
conservativo   agg.  che vale o tende a conservare | (antiq.) conservatore: un atteggiamento conservativo  | sequestro conservativo, (dir.) sequestro preventivo di beni del debitore per evitare che questi li sottragga o li disperda  s.m.  lo stesso che conservante  § conservativamente avv. 
conservato   part. pass.  di conservare   agg.  nei sign. del verbo | ben, mal conservato, che si trova in buono, in cattivo stato di conservazione.
conservatore   agg.  [f. -trice]    • 1 •   che conserva: liquido conservatore    • 2 •   (fig.) che tende a mantenere, a perpetuare, a non cambiare: abitudini conservatrici  | in partic., che è favorevole al mantenimento della struttura sociale ed economica esistente, avversando riforme e innovazioni: partito conservatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi è avverso alle novità, ai cambiamenti; in partic., chi è favorevole al mantenimento dello status quo politico e sociale: nel vestire sono un conservatore ' chi aderisce a un partito conservatore: i conservatori inglesi    • 2 •   (burocr.) funzionario a cui è affidata la cura di registri o di beni pubblici.
conservatoria   s.f.  (burocr.) l'ufficio di conservatore e la sede in cui si esercita; in partic., l'ufficio dove sono registrate le ipoteche.
conservatorio   s.m.    • 1 •   istituto in cui s'insegnano le discipline musicali: studiare al conservatorio    • 2 •   (antiq.) collegio femminile; educandato.
conservatorismo   s.m.  tendenza a conservare gli ordinamenti e gli istituti tradizionali di uno stato, avversando ogni forma di innovazione politica o sociale.
conservazione   s.f.  il conservare; stato in cui una cosa è o si è conservata: la conservazione dei monumenti; una casa in pessimo stato di conservazione  | istinto di conservazione, quello che spinge uomini e animali a conservarsi in vita.
conserviere   s.m.  industriale conserviero.
conserviero   agg.  che produce conserve alimentari: industria conserviera   s.m.  [f. -a] lavoratore dell'industria delle conserve alimentari.
conservificio   s.m.  stabilimento per la fabbricazione delle conserve.
conservo   s.m.    • 1 •   (lett.) chi è servo insieme con altri; chi sta sotto il medesimo padrone    • 2 •   (non com.) confratello dello stesso ordine religioso.
consesso   s.m.  riunione di persone autorevoli; l'insieme delle persone stesse: il luogo dove questa si tiene: un consesso di scienziati. 
considerabile   agg.    • 1 •   che è degno di essere considerato, che merita di essere preso in considerazione    • 2 •   (ant.) considerevole.
considerare   v. tr.  [io consìdero ecc.]    • 1 •   esaminare con attenzione; tenere presente: considerare il pro e il contro di una proposta; tutto considerato, tenuto conto di tutto, valutando tutti gli aspetti della cosa; considerato che, visto che, dal momento che | (assol.) riflettere, ponderare: è un impulsivo e non considera mai abbastanza    • 2 •   reputare, ritenere; giudicare: considerare qualcuno come un fratello    • 3 •   apprezzare, avere stima di qualcuno: il professore lo considera molto    • 4 •   (dir.) prevedere, contemplare: il codice non considera questo caso  | considerarsi v. rifl.  ritenersi, giudicarsi: considerarsi fortunato. 
consideratezza   s.f.  abitudine ad agire dopo aver riflettuto; avvedutezza, ponderatezza.
considerato   part. pass.  di considerare   agg.    • 1 •   stimato, apprezzato    • 2 •   (non com.) che agisce dopo aver ponderato e riflettuto; cauto, avveduto § consideratamente avv.  (non com.) con ponderazione; avvedutamente.
considerazione   s.f.    • 1 •   il considerare; esame attento e coscienzioso: prendere in considerazione un problema; agire con poca considerazione, dopo attenta considerazione  | in considerazione di, tenendo presente    • 2 •   reputazione; stima, credito: godere di molta considerazione; avere in considerazione    • 3 •   avvedutezza, prudenza: agire senza considerazione, sconsideratamente    • 4 •   osservazione, rilievo mosso a proposito di un problema, un fatto, una proposta: fare delle considerazioni sull'accaduto. 
considerevole   agg.  che è degno di considerazione: una somma considerevole  § considerevolmente avv. 
consigliabile   agg.  che può essere consigliato: è consigliabile guidare con prudenza. 
consigliare   (1) v. tr.  [io consìglio ecc.] dare un consiglio, un avvertimento; raccomandare; suggerire: ti consiglio di tacere; essere ben consigliato; consigliare un cambiamento d'aria; consigliare qualcuno al bene, all'obbedienza, indurvelo, incitarvelo | consigliarsi v. rifl.  domandare consiglio; rivolgersi a qualcuno per avere un consiglio: consìgliati con tua madre  | consultarsi: si consigliò con i colleghi prima di decidere  | v. rifl.  (ant. , lett.) decidersi, stabilire di fare qualcosa: quivi parendo a lei d'esser sicura /... / di riposare alquanto si consiglia  (ariosto o. f.  i, 36).
consigliare   (2)  ⇨ consiliare.
consigliato   part. pass.  di consigliare   agg.  (lett.) che agisce con ponderatezza; cauto, assennato: andreuccio, più cupido che consigliato, con loro si mise in via  (boccaccio dec.  ii, 5) § consigliatamente avv.  (ant.) saggiamente | deliberatamente, di proposito.
consigliatore   s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) chi dà consigli.
consigliere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi consiglia (anche fig.): l'ira è una cattiva consigliera    • 2 •   membro di un consiglio: consigliere comunale, provinciale  | titolo e grado di taluni funzionari pubblici: consigliere di prefettura  | consigliere d'amministrazione, in una società, membro del consiglio d'amministrazione | consigliere delegato, chi, nell'ambito del consiglio d'amministrazione di una società, è preposto a vigilare sugli affari sociali    • 3 •   (dir.) membro di un collegio giudicante: consigliere di cassazione, di corte d'appello    • 4 •   (ant.) l'aiutante del pilota di una nave.
consiglio   s.m.    • 1 •   suggerimento, parere che si dà a qualcuno per aiutarlo in dubbi o difficoltà, o per indurlo a fare o non fare qualcosa: un buon, un cattivo consiglio; un consiglio avveduto, illuminato; dare, chiedere, ascoltare, accettare, rifiutare un consiglio; seguire i consigli del medico; ricorrere ai consigli di un avvocato, consultarlo    • 2 •   (ant. , lett.) riflessione, senno | prov.  : la notte porta consiglio, al mattino si può trovare la soluzione di una difficoltà che alla sera sembrava insolubile    • 3 •   (lett.) manifestazione di volontà risoluzione, decisione: i destinati eventi / move arcano consiglio  (leopardi ultimo canto di saffo  45-46); l'eterno consiglio, il volere divino | mutare consiglio, cambiare idea | ridurre a miglior consiglio, indurre a recedere da una decisione poco opportuna | venire a più miti consigli, dimostrarsi ragionevole, riducendo le proprie pretese    • 4 •   colloquio o consultazione che si tiene tra più persone per trattare questioni importanti: consiglio di famiglia    • 5 •   organo composto da più persone, avente funzioni deliberative o consultive: consiglio municipale, dei ministri, di stato; consiglio d'amministrazione, di fabbrica; convocare, sciogliere il consiglio  | nelle scuole, organo collegiale composto dai rappresentanti di tutte le componenti scolastiche: consiglio d'istituto, di classe. 
consiliare   o consigliare, agg.  del consiglio, relativo al consiglio (quale organo collegiale): assemblea, sala consiliare. 
consimile   agg.  (lett.) simile, analogo § consimilmente avv. 
consistente   agg.  che presenta solidità, resistenza (anche fig.): una pasta, una stoffa consistente; una prova consistente, evidente, efficace; una somma consistente, considerevole, cospicua § consistentemente avv. 
consistenza   s.f.    • 1 •   l'essere consistente; solidità, resistenza: la consistenza di un impasto  ' (estens.) entità, quantità: la consistenza di un patrimonio    • 2 •   (fig.) validità, fondatezza: i suoi sospetti presero consistenza; senza consistenza, infondato | consistenza termodinamica, (chim. fis.) metodo di verifica dell'accordo di dati sperimentali con particolari equazioni della termodinamica.
consistere   v. intr.  [pass. rem. io consistéi  o consistètti, tu consistésti ecc. ; part. pass. consistito; aus. essere]    • 1 •   essere composto, costituito; risultare, constare: l'opera consiste di cinque volumi; in che cosa consiste il problema?    • 2 •   (ant.) avere sede, essere situato    • 3 •   (ant.) perdurare, resistere; ostinarsi    • 4 •   (lett.) coesistere: può e debbe il patriziato consistere con l'egualità dei diritti civili  (botta).
consistorio   consistoro  ⇨ concistoro.
consobrino   s.m.  (lett.) cugino.
consociare   v. tr.  [io consòcio ecc.] unire in società.
consociativismo   s.m.  nel linguaggio della politica, la tendenza a gestire il potere in forme compromissorie tra maggioranza e opposizione, trovando degli accordi sotterranei che risultino favorevoli a entrambi.
consociativo   agg.  che è frutto di consociativismo: politica consociativa. 
consociato   part. pass.  di consociare   agg.    • 1 •   unito in società, associato    • 2 •   appartenente al medesimo gruppo aziendale | (azienda) consociata, impresa il cui capitale sociale è detenuto in misura rilevante da un'altra impresa  s.m.  [f. -a] iscritto a una consociazione.
consociazione   s.f.    • 1 •   il consociare, l'essere consociato    • 2 •   associazione di più società    • 3 •   (agr.) coltivazione, nello stesso terreno, di piante di specie diversa.
consociazionismo   s.m.  consociativismo.
consocio   s.m.  chi, con altri, è socio della stessa società o, per estens., nella stessa attività: consocio in affari. 
consolante   part. pres.  di consolare   agg.  che dà conforto, che allieta: una notizia consolante  § consolantemente avv.  (non com.).
consolare   (1) v. tr.  [io consólo ecc.]    • 1 •   sollevare da un dolore morale, confortare: consolare qualcuno con una buona parola  | mitigare, alleviare: consolare la pena di qualcuno    • 2 •   allietare, procurare piacere (anche iron.): vederti in buona salute mi consola; qui fa un freddo che consola  | consolarsi v. rifl.    • 1 •   trovar sollievo, conforto    • 2 •   allietarsi.
consolare   (2) agg.    • 1 •   che si riferisce a un console o ai consoli della roma antica: comizi consolari, quelli in cui venivano eletti i consoli | vie consolari, le grandi strade che si diramano da roma, fatte costruire dai consoli    • 2 •   si dice del diplomatico che esplica funzioni di console: visto consolare  | corpo consolare, l'insieme dei consoli accreditati presso uno stato.
consolato   s.m.    • 1 •   in roma antica, ufficio e dignità di console; la durata della carica    • 2 •   nei comuni medievali, carica di console    • 3 •   oggi, ufficio che cura la rappresentanza di uno stato all'estero in città non capitali; anche, la carica del diplomatico preposto a quest'ufficio e la sua residenza.
consolatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi consola: un sogno consolatore. 
consolatorio   agg.  atto a consolare: parole consolatorie; (lettera) consolatoria  § consolatoriamente avv. 
consolazione   s.f.    • 1 •   il consolare, il consolarsi, l'essere consolato; conforto, piacere: cercare, trovare consolazione in qualcosa; essere di consolazione a qualcuno; un'amara consolazione, si dice di un evento positivo di poca importanza che si verifica in un contesto di circostanze negative | premio di consolazione, di poco valore, che si dà a chi, in una gara, in una lotteria ecc., non ha ottenuto i premi maggiori    • 2 •   persona o cosa che consola: la famiglia è la sua consolazione. 
console   (1) ant. consolo, s.m.    • 1 •   nell'antica roma, ciascuno dei due supremi magistrati eletti annualmente in età repubblicana, e che sopravvissero, con poteri ridotti, anche nell'età imperiale    • 2 •   nel medioevo, magistrato del comune in carica da sei mesi a un anno con funzioni amministrative, giurisdizionali e militari    • 3 •   oggi, diplomatico che rappresenta uno stato all'estero in città non capitali, con attribuzioni di carattere prevalentemente amministrativo.
console   (2) s.f.    • 1 •   tavolino, generalmente a due gambe, lungo e stretto, da appoggiare alla parete come una mensola    • 2 •   (mus.) parte dell'organo che contiene le tastiere, i registri, la pedaliera e tutti i comandi necessari per il funzionamento dello strumento    • 3 •   quadro di comando di apparecchiature elettriche o elettroniche.
consolida   s.f.  pianta erbacea con grandi foglie rugose e fiori biancastri o rosso-viola raccolti in grappolo (fam.  borraginacee).
consolidamento   s.m.    • 1 •   il consolidare, il consolidarsi, l'essere consolidato (anche fig.)    • 2 •   (econ.) conversione di un debito a breve termine in un debito a lunga scadenza: il consolidamento del debito pubblico. 
consolidare   v. tr.  [io consòlido ecc.]    • 1 •   rendere solido o più solido; rinsaldare (anche fig.): far consolidare il cemento; consolidare un'amicizia, il proprio patrimonio; consolidare le proprie conoscenze, accrescerle e migliorarle | consolidare un terreno, rassodarlo, migliorarne le caratteristiche di tenuta per evitare frane o cedimenti | consolidare una posizione, (mil.) organizzare opere di difesa intorno a un luogo occupato; (fig.) rafforzare un ruolo in un ambiente, in un settore    • 2 •   (econ.) sottoporre a consolidamento: consolidare un debito  | consolidarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   diventare solido o più solido; rinsaldarsi (anche fig.): la sua fama si va consolidando    • 2 •   (dir.) detto di un diritto accessorio o derivato, estinguersi per confluenza in quello principale    • 3 •   (mil.) rafforzarsi per difendere dagli attacchi del nemico le posizioni occupate.
consolidato   part. pass.  di consolidare   agg.    • 1 •   reso solido, rinsaldato (anche fig.): terreno consolidato; fama consolidata    • 2 •   (econ.) che è stato sottoposto a consolidamento: debito consolidato  | accorpato, globale: (bilancio) consolidato, rappresentazione della situazione economica e patrimoniale complessiva di un gruppo, ottenuta elidendo le transazioni intercorse tra le singole imprese che lo formano.
consolidazione   s.f.  (non com.) consolidamento.
consolista   o consollista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico che lavora alla console di un'apparecchiatura elettronica.
consolle   s.f. invar.  adattamento it. di console 2.
consollista    ⇨ consolista.
consolo   (1) s.m.    • 1 •   (ant.) consolazione    • 2 •   (merid.) vivande inviate dagli amici a persone che siano state colpite da un lutto.
consolo   (2)  ⇨ console 1.
consommé   s.m. invar.  brodo ristretto.
consonante   agg.  che dà suono insieme ad altro suono; che è in armonia (anche fig.): accordo consonante   s.f.  (ling.) suono articolato di una lingua che viene pronunziato col canale orale chiuso o semichiuso e che non può formare sillaba da solo (si contrappone a vocale, che è pronunziata col canale orale aperto e può far sillaba da sola); la lettera dell'alfabeto che rappresenta questo suono § consonantemente avv.  (rar.).
consonantico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di consonante, di consonanti: suono, gruppo consonantico. 
consonantismo   s.m.  (ling.) il sistema delle consonanti di una lingua, considerate sincronicamente o nella loro origine e nel loro sviluppo.
consonantizzazione   s.f.  (ling.) trasformazione di una vocale in una semivocale o in una consonante.
consonanza   s.f.    • 1 •   (mus.) la qualità gradevole di un intervallo o di un accordo, sia come valutazione soggettiva di una sensazione, sia in ordine a una classificazione teorica    • 2 •   in metrica, sorta di rima nella quale si ripetono i suoni consonantici a partire dalla vocale accentata (p. e. vènto-cànto); opposto di assonanza    • 3 •   (fig.) corrispondenza, accordo: consonanza di idee, di sentimenti. 
consonare   v. intr.  [io consuòno..., noi consoniamo ecc.  (la -o-  dittonga in -uo-  se tonica); aus. avere] (ant. , lett.) sonare insieme; produrre consonanza | (fig.) essere conforme, in armonia: cotanto è giusto quanto a lei consona  (dante par.  xix, 88).
consono   agg.  conforme, adeguato: una condotta consona alla propria dignità. 
consorella   s.f.    • 1 •   ogni donna che fa parte di uno stesso ordine religioso o di una stessa confraternita    • 2 •   (comm.) ogni filiale rispetto alle altre della medesima azienda; ogni società rispetto alle altre del medesimo gruppo  agg.  della stessa stirpe: popolazione consorella  | (estens.) dello stesso gruppo; consociato: ditta consorella. 
consorte   ant. consorto, agg.    • 1 •   (lett.) che segue la medesima sorte; compagno: ei ne si fece nel dolor consorte  (carducci)    • 2 •   (lett.) unito, congiunto: già li er' al petto, / dove le due nature son consorti  (dante inf.  xii, 83-84)  s.m.  e f.    • 1 •   (lett.) ognuno dei due coniugi rispetto all'altro    • 2 •   (dir.) chi condivide con un altro soggetto la posizione processuale in un processo civile    • 3 •   (ant.) parente.
consorteria   s.f.    • 1 •   nel medioevo, gruppo di famiglie nobili associate nella difesa di interessi comuni    • 2 •   (spreg.) gruppo politico o economico che persegue i propri interessi di parte a danno di quelli della collettività    • 3 •   (ant.) cognome: il nome proprio e la consorteria  (pulci).
consortile   agg.  di consorzio: economia, azienda consortile. 
consorto    ⇨ consorte.
consorziale   agg.  di consorzio: attività, gestione consorziale  § consorzialmente avv.  (non com.) mediante un consorzio.
consorziare   v. tr.  [io consòrzio ecc.] riunire in consorzio: industrie consorziate  | consorziarsi v. rifl.  unirsi in consorzio.
consorzio   s.m.    • 1 •   (lett.) società: il consorzio umano  | (estens.) gruppo, compagnia: consorzio di amici    • 2 •   associazione mediante la quale più soggetti, che esercitano attività economiche simili, coordinano, disciplinano, accentrano alcune fasi dell'attività svolta: consorzio di collocamento, di bonifica; consorzio tra enti locali, quello costituito da comuni o province per svolgere unitamente servizi o per realizzare opere pubbliche; consorzio agrario, associazione fra agricoltori per lo sviluppo tecnico e l'acquisto collettivo di beni o servizi.
consostanziale   e deriv.   ⇨ consustanziale e deriv. 
conspargere    ⇨ cospargere.
conspergere    ⇨ cospergere.
conspetto    ⇨ cospetto.
conspicuo    ⇨ cospicuo.
conspirare    ⇨ cospirare.
constare   v. intr.  [io cònsto ecc. ; aus. essere] essere composto, costituito: un trattato che consta di quaranta capitoli  | v. intr. impers.  [aus. essere] essere noto, risultare: non mi consta che egli sia in città. 
constatare   o costatare, v. tr.  [io constàto  o cònstato ecc] accertare, prendere atto di qualcosa: constatare i fatti. 
constatazione   o costatazione, s.f.  il constatare, l'essere constatato: fare una constatazione; constatazione di legge. 
constellare    ⇨ costellare.
constituire   e deriv.   ⇨ costituire e deriv. 
construire    ⇨ costruire.
consueto   agg.    • 1 •   solito, abituale: gesti consueti; fare le cose consuete    • 2 •   (non com.) abituato  s.m.  ciò che si fa o avviene d'abitudine; consuetudine: mangiare più del consueto  ' di consueto, di solito, per abitudine § consuetamente avv. 
consuetudinario   agg.  che avviene, si svolge, si comporta secondo consuetudine: una vita consuetudinaria; un uomo consuetudinario  | diritto consuetudinario, che si fonda sulla consuetudine, non sulla norma scritta § consuetudinariamente avv. 
consuetudine   s.f.    • 1 •   abitudine, atteggiamento costante; tradizione, usanza: è consuetudine fare così; agire com'è  (secondo, di) consuetudine | (estens.) familiarità, dimestichezza: avere consuetudine con la poesia    • 2 •   (dir.) regola sociale osservata in maniera costante e uniforme dai membri di una comunità con la convinzione della sua obbligatorietà e che può divenire fonte di diritto | consuetudini monastiche, (eccl.) ordinamenti che assicurano l'uniformità dei riti nei monasteri di uno stesso ordine religioso.
consulente   agg.  che dà consigli, pareri di carattere tecnico: professionista consulente   s.m.  e f.  professionista che, consultato, dà consigli e chiarimenti sulla materia di sua competenza: consulente legale, commerciale, finanziario  | consulente tecnico, (dir.) perito legale (secondo la denominazione del nuovo codice di procedura penale).
consulenza   s.f.  parere tecnico dato da un esperto: consulenza legale; chiedere una consulenza. 
consulta   s.f.    • 1 •   nome di organi o di collegi che hanno funzione consultiva: consulta di stato  | consulta nazionale, assemblea istituita nel 1945 e rimasta in funzione fino all'elezione dell'assemblea costituente (2 giugno 1946)    • 2 •   (non com.) riunione di più persone per prendere decisioni intorno a un argomento; consultazione: convocare a consulta. 
consultabile   agg.  che può essere consultato, che è in consultazione: un fondo bibliotecario finalmente consultabile. 
consultare   v. tr.    • 1 •   richiedere un consiglio, un parere su questioni di carattere tecnico: consultare un medico, un esperto  | (fig.) interrogare: consultare la propria coscienza  | consultare l'oracolo, (scherz.) chiedere il parere di persona che gode di grande autorità, o di cui ci si fida    • 2 •   (estens.) leggere per cercare un'informazione, una notizia, un dato: consultare un dizionario, l'elenco telefonico; consultare l'orologio, guardare l'ora    • 3 •   (ant.) esaminare, dibattere | v. intr.  [aus. avere] (ant.) decidere, deliberare: si mise a consultar tra s.é.. sul partito da prendere  (manzoni p. s.  xvii) | consultarsi v. rifl.  rivolgersi a qualcuno per avere consiglio; consigliarsi: consultarsi col proprio legale  | v. rifl.  scambiarsi pareri, informazioni: i medici si consultarono. 
consultazione   s.f.    • 1 •   il consultare, il consultarsi, l'essere consultato; anche, il parere di chi viene consultato: consultazione popolare, espressione della volontà popolare attraverso il voto | opere di consultazione, in una biblioteca pubblica, i volumi di interesse generale (dizionari, enciclopedie, repertori ecc) che devono essere consultati in sede e non si danno in prestito; sala di consultazione, quella dove sono a disposizione tali volumi    • 2 •   pl.  serie di colloqui che il presidente della repubblica ha con personalità dei vari partiti politici prima di affidare a qualcuno l'incarico di formare un nuovo governo.
consultivo   agg.  che esprime un parere o dei pareri ma non ha potere decisionale: voto consultivo; assemblea consultiva; in sede consultiva. 
consulto   s.m.    • 1 •   visita fatta a un malato da più medici contemporaneamente, per studiarne insieme le condizioni e prescrivere di comune accordo la terapia: chiedere, tenere un consulto    • 2 •   (estens.) consultazione, esame approfondito di più esperti su un determinato caso o argomento    • 3 •   (non com.) colloquio di un professionista col cliente: andare a consulto da un avvocato. 
consultore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) consulente    • 2 •   membro di una consulta.
consultorio   agg.  (non com.) di consultore, di consulto  s.m.  centro pubblico di consulenza su problemi di ordine sociosanitario: consultorio antitubercolare  | consultorio familiare, servizio sociosanitario con compiti di educazione e prevenzione in campo ostetrico-ginecologico e pediatrico e di assistenza psicologica e legale.
consumabile   agg.  che si può consumare.
consumare   (1) v. tr.    • 1 •   far scemare o logorare con l'uso; esaurire, terminare (anche fig.): consumare le provviste, un paio di scarpe; consumarsi la vista; essere consumato dal dolore  | (estens.) spendere, sperperare: consumare il patrimonio, tutto lo stipendio  | consumare il tempo, la vita, trascorrerli; anche, sprecarli    • 2 •   impiegare, utilizzare un bene: consumare acqua, luce, gas; per friggere si consuma molto olio  | detto di macchine o di impianti per il cui funzionamento si richiede energia: una caldaia che consuma gasolio; gli elettrodomestici consumano elettricità  ' (assol.) impiegare molta energia; richiedere una quantità eccessiva di combustibile o di carburante: un'automobile che consuma troppo    • 3 •   (lett.) mangiare, bere: la colazione fu consumata in silenzio  | effettuare una consumazione in un locale pubblico (anche assol.): si fermò nel bar senza consumare  | consumarsi v. rifl.  struggersi, logorarsi: consumarsi nello studio, in una passione; consumarsi in lacrime, piangere continuamente | v. rifl.  ridursi poco per volta; esaurirsi, finire: la carica si è consumata. 
consumare   (2) v. tr.  portare a compimento: consumare un sacrificio; consumare un delitto, commetterlo | consumare il matrimonio, detto di coniugi, compiere per la prima volta l'atto sessuale.
consumato   (1) part. pass.  di consumare    • 1 •   e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (antiq) brodo ristretto, consomm.é.
consumato   (2) part. pass.  di consumare    • 2 •   agg.  pratico, abile, esperto: un chirurgo consumato  ' matrimonio rato e non consumato, in diritto canonico, quello nel quale non abbia avuto luogo l'atto coniugale.
consumatore   agg.  [f. -trice] (lett.) che consuma  s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi consuma un bene, un prodotto: cooperativa di produttori e consumatori    • 2 •   chi consuma in un locale pubblico    • 3 •   (biol.) organismo che si nutre di altri organismi viventi appartenenti all'anello precedente della catena alimentare.
consumazione   (1) s.f.    • 1 •   il consumare, il consumarsi, l'essere consumato    • 2 •   ciò che si mangia o, più comunemente, si beve in un locale pubblico: pagare la consumazione    • 3 •   (lit.) nella celebrazione della messa, la comunione del celebrante    • 4 •   (antiq.) spesa, investimento.
consumazione   (2) s.f.  il portare a compimento: la consumazione di un delitto; la consumazione del matrimonio  | la consumazione dei secoli, la fine del mondo.
consumere   v. tr.  [usato solo nelle forme del pass. rem. io consunsi, egli consunse, nel part. pass. consunto  e nei tempi composti] (lett.) consumare (spec. fig.): nel suol che dee la tenera / tua spoglia ricoprir, / altre infelici dormono, / che il duol consunse  (manzoni adelchi) | consumersi v. rifl.  (lett.) consumarsi, struggersi.
consumerismo   s.m.  movimento per la tutela degli interessi dei consumatori.
consumismo   s.m.  tendenza a sviluppare sempre nuovi consumi privati, anche per mezzo della pubblicità e di altre forme di condizionamento di massa.
consumista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi spende perché indotto al consumo dalla pubblicità o da altri condizionamenti, non per una reale necessità.
consumistico   agg.  [pl. m. -ci] del consumismo, proprio della civiltà dei consumi: società consumistica  § consumisticamente avv. 
consumo   s.m.    • 1 •   il consumare, il consumarsi; ciò che si consuma: consumo di carbone, di energia elettrica; il consumo di un autoveicolo, la quantità di carburante consumata in rapporto ai chilometri percorsi (si indica generalmente in litri per 100 km o in chilometri per    • 1 •   litro) | a, per uso e consumo di qualcuno, (spec. fig.) appositamente per lui, in suo favore    • 2 •   (econ.) fruizione di un bene o di un servizio al fine di soddisfare direttamente un bisogno: la pubblicità stimola i consumi; bene di consumo durevole, tale da poter essere utilizzato a lungo nel tempo | imposta sui consumi, imposta indiretta che colpisce alcuni beni all'atto della vendita | romanzo, film ecc. di consumo, che soddisfa esigenze di svago, senza proporsi finalità artistiche | civiltà, società dei consumi, basata sul consumismo    • 3 •   (econ.) quota di reddito assorbita dai consumi.
consuntivo   agg.    • 1 •   (rar.) che consuma, che produce dissoluzione: morbo consuntivo    • 2 •   (econ.) che è destinato a un consumo, non a investimento: impiego consuntivo di un bene    • 3 •   (econ.) che costituisce il rendiconto finale di un periodo di attività: bilancio consuntivo   s.m.  rendiconto, bilancio consuntivo (anche fig.): fare il consuntivo della propria vita. 
consunto   part. pass.  di consumere   agg.  consumato, logoro, sfinito: un abito consunto; un volto consunto dagli stenti  § consuntamente avv. 
consunzione   s.f.    • 1 •   (lett.) consumazione, logoramento    • 2 •   progressivo deperimento fisico dovuto a grave malattia | morire di consunzione, (pop.) morire di tisi.
consuocero   s.m.  [f. -a] ciascuno dei genitori di un coniuge rispetto ai genitori dell'altro coniuge.
consustanziale   meno com. consostanziale, agg.  (teol.) si dice di ognuna delle tre persone della trinità per indicarne l'identità di sostanza o natura con le altre due.
consustanzialità   meno com. consostanzialità, s.f.  (teol.) identità di sostanza o natura delle tre persone della trinità.
consustanziazione   s.f.  (teol.) dottrina luterana secondo cui nell'eucaristia insieme alla presenza reale del corpo e del sangue di cristo permane la sostanza del pane e del vino; si contrappone alla teoria cattolica della transustanziazione.
conta   s.f.  conteggio: conta dei voti  | nei giochi dei bambini, conteggio per stabilire a chi tocca fare una determinata cosa: fare la conta. 
contaballe   s.m.  e f. invar.  (pop.) bugiardo.
contabile   agg.  che si riferisce alla contabilità: scrittura, operazione contabile  | lettera contabile, contenente accrediti o addebiti | macchina contabile, per la meccanizzazione della contabilità  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi tiene la contabilità    • 2 •   a bordo di una nave da guerra, il sottufficiale che ha in carico i materiali della sua specialità capocarico § contabilmente avv.  dal punto di vista contabile.
contabilità   s.f.    • 1 •   parte della ragioneria che studia le norme della tenuta dei conti di un'amministrazione; l'insieme delle operazioni relative alla tenuta dei conti | contabilità pubblica, settore del diritto pubblico che si occupa delle attività di gestione dello stato e degli altri enti pubblici | contabilità nazionale, descrizione in forma sintetica del risultato dell'attività produttiva, di scambio e di trasferimento di risorse di un paese    • 2 •   in un'amministrazione pubblica o privata, l'ufficio che cura la tenuta dei conti; anche, l'insieme dei libri e dei conti stessi.
contabilizzare   v. tr.  iscrivere nei conti; computare, conteggiare: contabilizzare una spesa. 
contabilizzazione   s.f.  il contabilizzare, l'essere contabilizzato.
contachilometri   s.m. invar.  strumento installato a bordo di un veicolo che registra e indica i chilometri percorsi.
contacopie   s.m. invar.  dispositivo del ciclostile e delle macchine fotocopiatrici che permette di fissare in precedenza il numero di copie richieste | (tip.) dispositivo che registra il numero di fogli stampati man mano che escono dalla macchina da stampa.
contadiname   s.m.  (spreg.) insieme di contadini.
contadinanza   s.f.  (rar.) condizione, stato di contadino.
contadinata   s.f.  azione villana, scortese.
contadinesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (non com.) proprio dei contadini: canti contadineschi    • 2 •   (spreg.) rozzo, grossolano: modi contadineschi  § contadinescamente avv. 
contadino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi lavora la terra: fare il contadino; il lavoro del contadino  | prov.  : contadino, scarpe grosse e cervello fino.  dim. contadinello  accr. contadinotto  pegg. contadinaccio    • 2 •   (spreg.) persona rozza e maleducata  agg.  di contadino o dei contadini; campagnolo: una famiglia contadina; civiltà, cultura contadina  | alla contadina, alla maniera dei contadini.
contado   s.m.  (antiq.) territorio intorno a una città la popolazione ivi residente.
contafiletti   s.m. invar.  (tecn.) strumento per la determinazione del passo di una filettatura.
contafili   s.m. invar.  strumento ottico con cui, in tessitura, si contano i fili della trama, in tipografia e in filatelia si controlla il retino delle illustrazioni.
contafotogrammi   s.m. invar.  nelle macchine fotografiche, il dispositivo che conta il numero dei fotogrammi scattati.
contagiare   v. tr.  [io contàgio ecc.]    • 1 •   trasmettere una malattia a un individuo sano    • 2 •   (fig.) influenzare (in senso positivo o negativo): il suo ottimismo contagia tutti  | contagiarsi v. rifl.    • 1 •   prendere una malattia infettiva    • 2 •   (fig.) subire un'influenza.
contagio   s.m.    • 1 •   trasmissione di una malattia infettiva; la malattia stessa: contagio diretto, indiretto    • 2 •   (fig.) diffusione, influenza: il contagio dell'ardore e della generosità è subitaneo  (d'annunzio).
contagione   s.f.  (antiq.) contagio.
contagiosità   s.f.  l'essere contagioso (anche fig.): la rosolia ha un'alta contagiosità. 
contagioso   agg.  che ha la proprietà di contagiare, di trasmettersi per contagio (anche fig.): morbo, esempio contagioso  § contagiosamente avv. 
contagiri   s.m. invar.  apparecchio per il computo dei giri che un corpo rotante compie in un'unità di tempo.
contagocce   s.m. invar.  pompetta di vetro e gomma usata per versare un medicinale liquido contandone le gocce | dare, fare qualcosa col contagocce, (fig.) un po' per volta, a piccole dosi.
container   s.m. invar.  grande contenitore in forma di cassone di misure unificate, usato per trasportare merci per via terrestre, aerea o marittima.
containerizzazione   s.f.  stivaggio di merci in container per il loro trasporto.
contametri   s.m.  nelle cineprese, il dispositivo che indica quanti metri di pellicola sono già stati impressionati.
contaminante   part. pres.  di contaminare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che contamina, che inquina.
contaminare   v. tr.  [io contàmino ecc.]    • 1 •   insozzare, inquinare, infettare: l'acqua contaminata di un pozzo; il gas ha contaminato l'aria    • 2 •   (fig.) corrompere spiritualmente: contaminare l'animo    • 3 •   fondere in un unico testo più elementi di diversa provenienza; fare una contaminazione.
contaminatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi contamina.
contaminazione   s.f.    • 1 •   il contaminare, l'essere contaminato: contaminazione radioattiva, aumento della radioattività atmosferica o al suolo causato da esplosioni nucleari, da incidenti a reattori di centrali nucleari, oppure dalla lavorazione o dall'uso di sostanze radioattive    • 2 •   in un testo, fusione di più elementi di diversa provenienza    • 3 •   (ling.) incrocio di costrutti o forme diverse che dà origine a un costrutto o a una forma nuovi.
contaminuti   s.m. invar.  meccanismo a orologeria, a carica rapida, che suona dopo un numero di minuti prefissato con la carica stessa.
contante   agg.  e s.m.    • 1 •   si dice di somma di denaro costituita interamente da monete e banconote a corso legale, con esclusione di assegni, cambiali e altri titoli rappresentativi: (denaro) contante    • 2 •   si dice di somma corrisposta immediatamente: pagare in, per contanti, senza dilazioni di pagamento | per contanti, nel linguaggio di borsa, forma di pagamento e consegna dei titoli entro i tre giorni successivi alla stipulazione del contratto; contanti a giorni, con pagamento e consegna dei titoli entro sette o quindici giorni.
contapassi   s.m.  strumento in grado di contare il numero e la lunghezza dei passi effettuati.
contare   v. tr.  [io cónto ecc.]    • 1 •   numerare progressivamente una serie di cose o persone per calcolarne la quantità: contare le carte, i punti  | contare sulle dita, (fig.) si dice quando ciò che si conta è in numero molto scarso | contare i giorni, le ore, i minuti, (fig.) aspettare con impazienza qualcosa e desiderare quindi ardentemente che passi il tempo che manca al suo raggiungimento o compimento    • 2 •   (assol.) dire i numeri in ordine progressivo; per estens., fare le più semplici operazioni aritmetiche: contare fino a dieci; non saper neppure contare  | contare un pugile, (sport) contare i secondi durante i quali egli è a terra    • 3 •   (fig.) limitare, lesinare: contare il denaro a qualcuno    • 4 •   mettere nel conto, considerare: una casa di tre piani, senza contare il rialzato    • 5 •   avere, annoverare, vantare: conta quindici anni di servizio    • 6 •   (fam.) dire, raccontare: contaci quel che è successo  | contarla grossa, raccontare una bugia molto grossa    • 7 •   proporsi, ripromettersi: conto di partire domani    • 8 •   (ant.) stimare, valutare | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   valere, avere autorità: non contare niente    • 2 •   confidare, fare assegnamento: non si può contare su di lui. 
contarighe   s.m. invar.  in talune macchine per scrivere, barretta situata dietro il rullo, che permette di contare le righe battute.
contascatti   s.m. invar.  apparecchio che conteggia gli scatti di un'utenza telefonica.
contasecondi   s.m. invar.  particolare tipo di orologio predisposto per misurare i secondi e le frazioni di secondo.
contata   s.f.  il contare, per lo più in modo sbrigativo. dim. contatina. 
contato   part. pass.  di contare   agg.    • 1 •   in numero o in quantità limitata: avere il denaro contato; avere i giorni, le ore, i minuti contati, disporre di pochi giorni, di pochissimo tempo; anche, aver poco o pochissimo da vivere    • 2 •   (ant.) detto, suddetto.
contatore   s.m.  (tecn.) apparecchio che registra il numero di movimenti o di passaggi che avvengono in una macchina o in un impianto | contatore della luce, del gas, dell'acqua, apparecchio che registra la quantità d'elettricità, gas o acqua consumati da un utente.
contatorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto alla manutenzione e alla riparazione dei contatori.
contattare   v. tr.  mettersi in contatto, prendere contatto con qualcuno.
contatto   s.m.    • 1 •   il toccare o il toccarsi materialmente: mettere i mobili a contatto con le pareti  | presa di contatto, (mil.) agganciamento del nemico, come primo atto di un combattimento; (fig.) il contattare    • 2 •   (fig.) rapporto, relazione: essere in contatto con una persona    • 3 •   (tecn.) collegamento: contatto radio, telefonico  | contatto elettrico, continuità tra due conduttori che permette il passaggio di corrente dall'uno all'altro.
contattologia   s.f.  teoria e tecnica dell'applicazione delle lenti a contatto.
contattologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] ottico esperto in contattologia.
contattore   s.m.  (elettr.) apparecchio usato per chiudere o aprire un circuito mediante un comando elettromagnetico, meccanico o pneumatico.
conte   s.m.    • 1 •   titolo che nella gerarchia nobiliare precede quello di barone e segue quello di marchese | conte palatino, (st.) titolo dei più alti dignitari alla corte degli imperatori franchi e germanici. dim. contino    • 2 •   nell'ordinamento feudale, nobile investito del governo di una contea.
contea   s.f.    • 1 •   territorio sottoposto alla giurisdizione di un conte | grado o titolo di conte    • 2 •   in inghilterra e in altri paesi anglosassoni, suddivisione amministrativa del territorio.
conteggiamento   s.m.  (non com.) conteggio, calcolo.
conteggiare   v. tr.  [io contéggio ecc.] calcolare, mettere in un conto: conteggiare gli straordinari  | v. intr.  [aus. avere] far di conto, contare.
conteggio   s.m.    • 1 •   il conteggiare; calcolo, computo: il conteggio dei contributi assicurativi  ' conteggio alla rovescia, nel lancio di missili, nella partenza delle gare automobilistiche e sim., il computo in senso inverso del tempo che manca al momento dell'avvio, indicato come 'tempo zero'; (fig.) computo del tempo che manca a un avvenimento molto atteso    • 2 •   nel pugilato, conto dei    • 10 •   secondi regolamentari dopo i quali un pugile abbattuto è considerato fuori combattimento.
contegno   s.m.    • 1 •   modo di comportarsi; condotta: tenere un contegno corretto, scostante    • 2 •   atteggiamento dignitoso e riservato: aver contegno  ' darsi un contegno, cercare di nascondere il proprio imbarazzo fingendo una certa disinvoltura.
contegnoso   agg.  pieno di contegno; sostenuto, riservato: aria contegnosa  § contegnosamente avv. 
contemnendo    ⇨ contennendo.
contemperamento   s.m.  il contemperare, l'essere contemperato.
contemperanza   s.f.  (non com.) contemperamento.
contemperare   ant. o poet. contemprare [con-tem-prà-re], v. tr.  [io contèmpero ecc.]    • 1 •   accordare, armonizzare; adattare, conformare: contemperare esigenze diverse; contemperare il castigo alla colpa    • 2 •   moderare, mitigare, temperare: contemperare la severità con la dolcezza    • 3 •   (lett.) mescolare in giuste proporzioni; dosare.
contemplante   part. pres.  di contemplare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi contempla: anime contemplanti, nel paradiso dantesco, quelle del settimo cielo.
contemplare   v. tr.  [io contèmplo ecc.]    • 1 •   guardare a lungo; osservare con raccoglimento e ammirazione: contemplare un panorama, un'opera d'arte    • 2 •   concentrarsi intellettualmente su qualcosa; meditare: contemplare i misteri della fede    • 3 •   prevedere, prendere in considerazione: il regolamento non contempla questa possibilità. 
contemplativo   agg.  proprio di chi si dedica alla contemplazione religiosa o alla meditazione filosofica: vita contemplativa   s.m.  [f. -a] chi fa vita contemplativa § contemplativamente avv. 
contemplatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi contempla.
contemplazione   s.f.    • 1 •   il contemplare, l'essere contemplato: essere assorto nella contemplazione di un panorama    • 2 •   stato, condizione mistica consistente nell'intuizione beatifica della verità soprannaturale | darsi alla contemplazione, alla vita contemplativa.
contempo   solo nella loc. avv. nel contempo, frattanto, nello stesso tempo; insieme, a un tempo: leggeva, ascoltando nel contempo ciò che gli dicevo; un racconto piacevole e nel contempo istruttivo. 
contemporaneista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso specializzato nel settore contemporaneo di una disciplina storica (storia, letteratura, arte ecc.).
contemporaneità   s.f.  qualità di ciò che è contemporaneo: la contemporaneità di due eventi. 
contemporaneo   agg.  che vive o avviene nello stesso tempo: due autori quasi contemporanei; fatti, avvenimenti contemporanei  | che si riferisce, appartiene all'età presente: storia, letteratura contemporanea   s.m.  [f. -a] chi vive nello stesso tempo di un altro: cavour fu contemporaneo di garibaldi  ' chi vive nell'età presente § contemporaneamente avv.  nello stesso tempo.
contemprare    ⇨ contemperare.

contempto    ⇨ contento 4.
contendente   part. pres.  di contendere   agg.  e s.m.  e f.  che, chi contrasta; avversario, rivale: le parti contendenti. 
contendere   v. tr.  [coniugato come tendere] contrastare, cercare di togliere: contendere un diritto a qualcuno, negarglielo | con valore reciproco, disputarsi l'un l'altro: contendersi un impiego, un premio  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   litigare, essere in contrasto: contendere con qualcuno per motivi di interesse  | gareggiare, competere: contendere con qualcuno per la vittoria    • 2 •   (ant.) sforzarsi: di giugner lui ciascun contende  (dante purg.  xvii, 129).
contenente   (1) part. pres.  di contenere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  ciò che contiene; contenitore: il contenente e il contenuto. 
contenente   (2)  ⇨ continente 2.
contenenza   s.f.  (ant.)    • 1 •   capacità di contenere; misura, grandezza: tre giri / di tre colori e d'una contenenza  (dante par.  xxxiii, 116-117)    • 2 •   contenuto, spec. di un'opera artistica o letteraria    • 3 •   (fig.) contegno, comportamento.
contenere   v. tr.  [coniugato come tenere]    • 1 •   comprendere in sé, racchiudere: la borsa contiene documenti    • 2 •   (estens.) frenare, reprimere, trattenere: contenere lo sdegno, l'emozione; contenere un attacco, (mil.) frenarlo opponendo resistenza | ridurre, limitare: contenere le spese  | contenersi v. rifl.  dominarsi: non riuscì a contenersi  | v. rifl.  (non com.) comportarsi: non sapere come contenersi. 
contenimento   s.m.    • 1 •   il contenere: il contenimento delle tariffe  | politica di contenimento, quella che si propone di impedire l'espansione territoriale di altri stati    • 2 •   (ant.) contegno, comportamento    • 3 •   (ant.) astinenza.
contenitore   s.m.    • 1 •   qualsiasi recipiente    • 2 •   involucro che serve da imballaggio per il trasporto di sostanze, oggetti, materiali    • 3 •   container    • 4 •   trasmissione televisiva di lunga durata nel corso della quale si presentano numeri di varietà, servizi culturali, rubriche sportive, filmati ecc.
contennendo   o contemnendo, agg.  (ant.) spregevole, disprezzabile.
contentabile   agg.  che si contenta, che si può contentare facilmente.
contentamento   s.m.  (non com.) il contentare, il contentarsi; contentatura.
contentare   v. tr.  [io contènto ecc.] far contento; appagare, soddisfare | contentarsi v. rifl.    • 1 •   essere soddisfatto; limitarsi nei desideri: contentarsi di poco; è una persona che sa contentarsi  ' prov.  : chi si contenta gode    • 2 •   (non com.) accondiscendere: si contenti di mettere un po' di nero su bianco  (manzoni p. s.  viii).
contentatura   s.f.  (non com.) contentamento, appagamento: un pubblico di facile contentatura. 
contentezza   s.f.  l'essere contento; ciò che rende contento: la contentezza gli si leggeva sul volto. 
contentino   s.m.  ciò che si dà in più di quanto stabilito o dovuto, per accontentare qualcuno (anche iron.): dare un contentino, qualcosa per contentino. 
contentivo   agg.  e s.m.  (med.) si dice di cinto o altro apparecchio che serve ad assicurare a un organo la giusta posizione ecc.
contento   (1) agg.    • 1 •   soddisfatto, appagato: fare contento qualcuno; essere contento di qualcosa    • 2 •   allegro, lieto: viso contento; contento di averti visto  ' cuor contento, persona di carattere allegro. accr. contentone  § contentamente avv.  (ant.) con animo contento.
contento   (2) s.m.  (lett.) contentezza.
contento   (3) s.m.  (ant.) contenuto.
contento   (4) o contempto, s.m.  (ant.) disprezzo.
contenutezza   s.f.  (lett.) l'essere contenuto; sobrietà: contenutezza espressiva. 
contenutismo   s.m.    • 1 •   il prevalere, in un'opera d'arte, dei valori contenutistici su quelli formali    • 2 •   tendenza della critica letteraria e artistica a porre l'accento piuttosto sul contenuto delle opere che sulla loro forma; si oppone a formalismo. 
contenutista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del contenutismo.
contenutistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce al contenuto di un'opera d'arte: valori contenutistici  | che annette maggior importanza al contenuto che alla forma: critica contenutistica  § contenutisticamente avv. 
contenuto   (1) s.m.    • 1 •   ciò che è dentro qualcosa: il contenuto di un pacco    • 2 •   argomento, materia trattata: il contenuto di una lettera, di un libro  ' il contenuto di un concetto, (filos.) la sua comprensione    • 3 •   in un'opera d'arte, tutto ciò che l'artista rappresenta, in quanto distinto dalla forma, cioè dal modo in cui lo rappresenta    • 4 •   (ling.) l'aspetto concettuale di un segno linguistico.
contenuto   (2) agg.  che si contiene, si controlla, senza cadere in eccessi: nonostante la collera, ebbe un atteggiamento contenuto  | misurato, sobrio: scrittura, prosa contenuta. 
contenzione   (1) s.f.  (ant.)    • 1 •   contesa, disputa: s'ingegnò d'inducerla a fare senza contenzione i suoi piaceri  (boccaccio dec.  ii, 7) | gara, competizione    • 2 •   concentrazione, applicazione intensa    • 3 •   (ret.) antitesi.
contenzione   (2) s.f.  (med.) il contenere, il comprimere: contenzione di un'ernia, di una frattura  ' mezzi di contenzione, quelli usati negli ospedali psichiatrici per impedire il movimento dei malati.
contenzioso   agg.  (dir.) pertinente alle contese  s.m.    • 1 •   (dir.) l'insieme delle controversie in un determinato ambito o fra determinati soggetti, e l'insieme delle relative materie    • 2 •   nelle aziende, l'ufficio che cura le controversie legali; l'insieme della sua attività.
conterie   s.f. pl.  perline, tubicini, grani di vetro, di grandezza e colore diversi, usati per monili, guarnizioni e sim.
conterminale   agg.  (ant.) confinante.
conterminare   v. intr.  [io contèrmino ecc. ; aus. avere] (non com.) essere contiguo, confinante | v. tr.  segnare il limite di qualcosa.
contermine   agg.  (non com.)    • 1 •   che è contiguo, confinante: poderi contermini    • 2 •   (estens.) che è proprietario di terre confinanti con altre.
conterraneo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è della stessa terra o paese.
contesa   s.f.    • 1 •   il contendere; controversia, lite: contesa giudiziaria; venire a  (o in) contesa, litigare; mettere in contesa, porre in discussione    • 2 •   gara tra due o più contendenti: enea l'altra contesa / propon de l'arco  (caro)    • 3 •   (ant.) resistenza, opposizione: poi che presi gli ha senza contese, / le man lor lega con la fune istrette  (ariosto o. f.  xiii, 40).
conteso   part. pass.  di contendere   agg.  che suscita il desiderio di molti; ambito: premio conteso. 
contessa   s.f.    • 1 •   gentildonna investita del titolo comitale    • 2 •   consorte del conte | figlia del conte. dim. contessina. 
contessere   v. tr.  [io contèsso ecc. ; part. pass. contèsto, meno com. contessuto] (lett.) tessere insieme, intrecciare; (fig.) mettere insieme, comporre, elaborare con arte: contessere i temi della narrazione. 
contessina   s.f.  dim. di contessa  | giovane figlia di un conte.
contestabile   (1) agg.  che si può contestare: un'argomentazione contestabile. 
contestabile   (2)  ⇨ conestabile.
contestare   v. tr.  [io contèsto ecc.]    • 1 •   (dir.) notificare formalmente: contestare una contravvenzione, un reato    • 2 •   negare la validità o la legittimità di qualcosa: contestare un addebito, una prova    • 3 •   criticare radicalmente: contestare la società, le istituzioni    • 4 •   (ant.) attestare.
contestatario   agg.  di contestazione, contestativo: atteggiamento contestatario. 
contestativo   agg.  di contestazione.
contestatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi contesta la società, le istituzioni o altre strutture organizzate: movimento contestatore; un gruppo di contestatori. 
contestazione   s.f.    • 1 •   (dir.) notifica formale di un addebito: contestazione di un reato    • 2 •   impugnazione, confutazione di un fatto: contestazione di una prova    • 3 •   critica, protesta radicale, spec. nei confronti di una struttura istituzionale della società (scuola, famiglia, chiesa ecc.): contestazione giovanile, studentesca  | per antonomasia, il movimento di protesta nei confronti dell'organizzazione politica, economica e culturale della società, che si sviluppò in europa e in america alla fine degli anni '60: gli anni della contestazione    • 4 •   (ant.) attestazione.
conteste   s.m.  (dir.) contestimone.
contestimone   s.m.  (dir.) chi testimonia insieme con altri.
contesto   (1) s.m.    • 1 •   l'insieme delle parti di uno scritto o di un discorso in relazione fra loro e con il tutto: il contesto di una frase; isolare una parola dal contesto    • 2 •   (estens.) il complesso delle circostanze e delle situazioni nelle quali un fatto o un fenomeno si verificano: il contesto sociale, politico, culturale. 
contesto   (2) part. pass.  di contessere   agg.  (lett.) tessuto insieme; intrecciato, formato.
contestuale   agg.    • 1 •   del contesto, relativo a un contesto: esame contestuale  | (ling.) si dice di variante fonematica dipendente dal contesto fonico in cui occorre    • 2 •   nel linguaggio burocratico e legale, si dice di un fatto che ha, o ha avuto luogo contemporaneamente a un altro: atto, firma contestuale  § contestualmente avv.  nello stesso momento, contemporaneamente.
contestualità   s.f.    • 1 •   l'essere contestuale; appartenenza allo stesso contesto    • 2 •   (burocr.) concomitanza.
contestualizzare   v. tr.  (lett.) inserire nel contesto, riferire a un dato contesto: contestualizzare una parola, un'espressione; contestualizzare un evento, un fenomeno. 
contestura   s.f.  (non com.) il tessere insieme; tessitura, intreccio | (fig. lett.) connessione e composizione di più elementi: la mirabile contestura di un sonetto, di una strofe. 
contezza   s.f.    • 1 •   (lett.) cognizione, conoscenza: mi trassi oltre per aver contezza / di quello spirto  (dante purg.  xx, 29) | dar contezza, rendere noto    • 2 •   (ant.) dimestichezza, familiarità.
contigia   s.f.  (ant.)    • 1 •   ornamento    • 2 •   spec. pl.  elegante calzatura medievale di cuoio trapunto.
contigiato   agg.  (ant.) adorno di contigie; eccessivamente ricco di ornamenti.
contiguità   s.f.    • 1 •   l'essere contiguo; contatto; vicinanza    • 2 •   (dir.) principio giuridico per cui uno stato che esercita la sovranità su un tratto di costa la acquista anche sulle isole in prossimità di essa.
contiguo   agg.    • 1 •   che è tanto vicino da essere in contatto; attiguo, confinante: due giardini contigui    • 2 •   (non com.) vicino nel tempo    • 3 •   (mat.) si dice di classi di grandezze separate ma tali che, scelta una grandezza omogenea piccola quanto si vuole, esistono sempre una grandezza della classe minore e una della maggiore la cui differenza è più piccola di quella scelta    • 4 •   (chim.) si dice di legami chimici, p. e. doppi legami, che fanno capo a uno stesso atomo § contiguamente avv. 
continentale   agg.  del continente, che si trova nel continente: clima, stato continentale  | campione, titolo ecc. continentale, (sport) per antonomasia, europeo | europa continentale, il continente europeo, con esclusione delle isole e delle penisole  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita sul continente, rispetto agli isolani.
continentalità   s.f.  il carattere continentale di un paese, per lo più in riferimento al clima.
continente   (1) s.m.    • 1 •   ognuna delle grandi superfici emerse della crosta terrestre: continente antico, il blocco che costituisce l'asia, l'africa e l'europa; continente nuovo, l'america; continente nuovissimo, l'australia; continente antartico, l'antartide    • 2 •   la terraferma, rispetto alle isole vicine: andare a vivere in continente. 
continente   (2) ant. contenente, agg.  che si contiene, sa frenare i propri impulsi e desideri, spec. quelli dei sensi; morigerato: uomo continente nei piaceri, nel bere  § continentemente avv. 
continenza   s.f.  l'essere continente; temperanza, moderazione.
contingentamento   s.m.    • 1 •   (econ.) limitazione, imposta per legge, delle importazioni o delle esportazioni di determinate merci    • 2 •   limitazione imposta alla vendita o all'acquisto di un bene, all'erogazione o all'utilizzazione di un servizio.
contingentare   v. tr.  [io contingènto ecc.] applicare un contingentamento.
contingente   (1) agg.    • 1 •   (filos.) non necessario, non soggetto a necessità causale; casuale | futuro contingente, ciò che in avvenire ha la possibilità di realizzarsi o di non realizzarsi    • 2 •   (estens.) si dice di ciò che è legato a una determinata situazione o a un particolare momento: fattori contingenti   s.m.  (filos.) ciò che non è necessario, ma casuale e accidentale § contingentemente avv. 
contingente   (2) agg.  (rar.) che tocca; spettante, appartenente: parte contingente   s.m.    • 1 •   parte assegnata o imposta come contribuzione: contingente in, di denaro    • 2 •   (econ.) quantità massima di una merce sottoposta a contingentamento    • 3 •   (mil.) complesso di uomini e mezzi | contingente di leva, il numero di uomini di una classe interessati alla leva.
contingentismo   s.m.  (filos.) ogni dottrina che si opponga al determinismo negando l'esistenza di un invariabile e necessario ordine causale dei fenomeni | in partic., la filosofia di e. boutroux (1845-1921).
contingenza   s.f.    • 1 •   (filos.) l'essere contingente, accidentale; le cose contingenti, accidentali    • 2 •   (estens.) situazione, circostanza fortuita: una triste contingenza    • 3 •   (indennità di) contingenza, (econ.) parte variabile della retribuzione dei lavoratori dipendenti, che ha lo scopo di adeguare in tutto o in parte il potere d'acquisto delle retribuzioni alle variazioni del costo della vita.
contingere   v. intr.  [io contingo, tu contingi ecc.] (ant.) accadere, succedere per caso.
contino   s.m.  dim. di conte  | giovane figlio di un conte.
continovo    ⇨ continuo.
continuabile   agg.  (non com.) che può essere continuato.
continuamento   s.m.  (non com.) continuazione.
continuare   v. tr.  [io contìnuo ecc.] proseguire una cosa intrapresa da sé o da altri; riprendere dopo un'interruzione: continuare una cura, gli studi, un discorso interrotto  | v. intr.  [aus. avere  riferito a persona, essere  o avere  riferito a cosa] andare avanti, non cessare; procedere nel tempo o nello spazio: ha continuato a parlare per ore; il temporale è continuato tutta la notte; il viale continua oltre la piazza. 
continuativo   agg.  che continua; duraturo: incarico continuativo  § continuativamente avv. 
continuato   part. pass.  di continuare   agg.  continuo, ininterrotto: orario continuato, quello che non ha interruzioni nel corso della giornata lavorativa § continuatamente avv. 
continuatore   s.m.  [f. -trice] chi continua un'opera incominciata da altri.
continuazione   s.f.  il continuare; ciò che segue a qualcosa | in continuazione, continuamente, senza smettere mai | continuazione del reato, (dir.) condizione che si verifica quando si commettono, anche in tempi diversi, più violazioni di legge in esecuzione di un medesimo proposito criminoso.
continuità   s.f.  l'essere continuo: la continuità di un fenomeno  ' soluzione di continuità, interruzione, intervallo.
continuo   ant. continovo [con-tì-no-vo], agg.    • 1 •   che non ha interruzioni; incessante, ininterrotto: linea continua; un pianto continuo  ' corrente continua, (elettr.) corrente di intensità e senso costanti; si contrappone a corrente alternata  | (consonanti) continue, (ling.) quelle la cui articolazione, effettuata restringendo il canale orale in un certo punto, può essere prolungata per tutta la durata dell'espirazione (p. e. f, v, s) | di continuo, senza interruzione; ripetutamente    • 2 •   che si ripete con altissima frequenza: spese, preoccupazioni continue    • 3 •   (mat.) si dice di funzione che, in ogni punto del suo campo di definizione, ammette un limite unico, uguale al valore della funzione stessa in quel punto  s.m.  ciò che ha continuità § continuamente avv.    • 1 •   in modo continuo    • 2 •   ripetutamente, frequentemente: fare continuamente domande inutili. 
continuum   s.m.  ciò che è continuo, che non presenta soluzione di continuità.
contitolare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è titolare insieme ad altri.
conto   (1) agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   noto, conosciuto: fammiti conto o per luogo o per nome  (dante purg.  xiii, 105)    • 2 •   gentile, aggraziato: leggiadra e bella e di maniere conte  (ariosto o. f.  xxxii, 86)    • 3 •   esperto, ammaestrato: cagne magre, studiose e / conte  (dante inf.  xxxiii, 31) § contamente avv.  (ant. , lett.) leggiadramente.
conto   (2) s.m.    • 1 •   operazione aritmetica; calcolo: fare un conto  | i conti tornano, risultano esatti; (fig.) la situazione è chiara | non sapere far di conto, non conoscere i principi elementari dell'aritmetica | conto alla rovescia, lo stesso che conteggio alla rovescia  | a conti fatti, (fig.) tutto considerato | in fin  (o alla fine) dei conti, (fig.) infine, tutto sommato | tener conto, prendere nota; (fig.) ricordarsi | in conto di, a titolo di, in qualità di | a (ogni) buon conto, a ogni modo | far bene, male i propri conti, (fig.) riuscire, non riuscire a fare previsioni esatte sull'esito di qualcosa | fare i conti con qualcuno, (fig.) far valere le proprie ragioni; subire da qualcuno una ramanzina, un castigo e sim. | fare i conti addosso, in tasca a qualcuno, cercare di indovinare quanto guadagni, quali siano le sue possibilità | chieder conto di qualcosa, domandare una spiegazione | dare, rendere conto, rispondere delle proprie azioni | non dover rendere conto a nessuno, essere indipendente | rendersi conto, capire, accorgersi | dire, sentire, immaginare qualcosa sul conto di qualcuno, su di lui | per conto mio, per quanto mi riguarda; a mio parere; da solo | agire per conto di qualcuno, in sua rappresentanza. dim. conticino    • 2 •   somma dovuta; il foglio su cui è scritta una nota di spesa, di debiti o di crediti: saldare il conto; il conto della sarta; cameriere, il conto!  | mettere in conto, conteggiare (anche fig.)    • 3 •   nella pratica contabile, registrazione dei termini monetari di operazioni economiche attive e passive: conto di gestione, d'esercizio  ' conto (corrente), nella pratica bancaria, contratto che regola i rapporti di dare e avere derivanti da reciproche rimesse tra un istituto di credito e un cliente; la registrazione delle operazioni effettuate: conto corrente bancario, postale; aprire, avere un conto (in banca); prelevare una somma dal conto; assegno di conto corrente; bollettino di conto corrente (postale); ricevere l'estratto conto  | corte dei conti, organo collegiale centrale dello stato che esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del governo e quello successivo sulla gestione del bilancio dello stato; come organo giurisdizionale giudica su materie attinenti alla pubblica finanza    • 4 •   stima, considerazione; importanza: tenere in poco conto; persona di poco conto, di poco valore; fare conto di qualcuno, di qualcosa, riconoscere importanza | mette, torna conto, è conveniente | tener da conto, conservare con cura    • 5 •   assegnamento: far conto su qualcuno, su qualcosa  ' far conto di  (o che), contare, riproporsi di; supporre: facevo conto di tornare ieri; fate conto che io sia assente. 
conto   (3) s.m.  (lett.) racconto.
contofondo   s.m.  (econ.) conto corrente nel quale i depositi eccedenti un determinato importo vengono investiti automaticamente in un fondo comune.
contorcere   v. tr.  [coniugato come torcere]    • 1 •   torcere più volte o con energia    • 2 •   (poet.) rivolgere, ritorcere: l'amata spada in sé stessa contorse  (petrarca canz.  xxix, 38) | contorcersi v. rifl.  dimenarsi torcendo le membra: contorcersi per il dolore. 
contorcimento   s.m.  contorsione (anche fig.): tutto un contorcimento di frasi spezzate, dure, ansimanti  (pascoli).
contornare   v. tr.  [io contórno ecc.]    • 1 •   cingere, spec. a fini ornamentali: il prato era contornato da una siepe    • 2 •   (fig.) circondare, attorniare: è contornato da spie  | contornarsi v. rifl.  circondarsi, avere intorno: contornarsi di gente infida. 
contorno   s.m.    • 1 •   linea che circonda una figura o una cosa: una fotografia dai contorni sfocati  | (mat. , geom.) confine    • 2 •   piatto che si serve come accompagnamento a una pietanza di carne o pesce: un contorno di pomodori, di patate, di verdure    • 3 •   insieme di persone che attorniano qualcuno; cerchia: un contorno di curiosi    • 4 •   (non com.) circondario, dintorni: era... uomo di molta autorità, presso i suoi, e in tutto il contorno  (manzoni p. s.  iii)    • 5 •   in numismatica, l'insieme delle leggende o delle scannellature impresse sullo spessore delle monete.
contorsione   s.f.    • 1 •   il contorcere o il contorcersi: le contorsioni di un acrobata    • 2 •   (fig.) forzatura, complicazione, tortuosità: contorsioni logiche. 
contorsionismo   s.m.    • 1 •   pratica ginnico-acrobatica che comporta torsioni e flessioni innaturali degli arti e della colonna vertebrale    • 2 •   (fig.) l'atteggiamento di chi cambia spesso opinioni, barcamenandosi fra posizioni opposte.
contorsionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   artista di circo che si esibisce in numeri di contorsionismo    • 2 •   (fig.) chi suole destreggiarsi fra posizioni opposte.
contorto   part. pass.  di contorcere   agg.    • 1 •   storto, attorcigliato: un olivo contorto    • 2 •   (fig.) non chiaro, complicato: stile, ragionamento contorto  § contortamente avv. 
contra    ⇨ contro 1.
contra-  contra- prefisso che indica opposizione, dal lat. co°ntra  'contro'; raddoppia la consonante semplice iniziale della parola cui si unisce (contrabbando, contraddire, contrappeso).
contrabasso    ⇨ contrabbasso.
contrabbandare   v. tr.    • 1 •   importare o esportare merci di contrabbando: contrabbandare sigarette    • 2 •   (fig.) far passare qualcosa per ciò che non è.
contrabbandiere   s.m.  [f. -a] chi pratica il contrabbando  agg.  di contrabbandieri: nave contrabbandiera. 
contrabbando   s.m.  importazione o esportazione di merce illegale o effettuata clandestinamente senza pagare i diritti doganali; anche, il trasporto e lo smercio al minuto di queste merci: contrabbando di sigarette, di stupefacenti, di valuta  | di contrabbando, (fig.) furtivamente, illecitamente.
contrabbassista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il contrabbasso.
contrabbasso   meno com. contrabasso, s.m.    • 1 •   (mus.) lo strumento ad arco che produce i suoni più gravi; di dimensioni più grandi del violoncello, è munito di tre, quattro o cinque corde | voce di contrabbasso, molto bassa | russare come un contrabbasso, sonoramente    • 2 •   contrabbassista.
contraccambiare   v. tr.  [io contraccàmbio ecc.]    • 1 •   offrire o fare qualcosa in cambio di quanto si è ricevuto: contraccambiare un favore, un dono    • 2 •   manifestare a una persona la propria riconoscenza con doni, atti o gesti: spero di poterti contraccambiare. 
contraccambio   s.m.  il contraccambiare, l'essere contraccambiato; la cosa con la quale si contraccambia: fare qualcosa in contraccambio. 
contraccassa    ⇨ controcassa.
contraccettivo   agg.  e s.m.  anticoncezionale.
contraccezione   s.f.  l'insieme delle pratiche e dei mezzi anticoncezionali.
contracchiave    ⇨ controchiave.
contraccolpo   s.m.    • 1 •   colpo che viene dato o ricevuto di rimbalzo: il contraccolpo di uno sparo    • 2 •   (fig.) conseguenza, effetto: le crisi di governo esercitano dei contraccolpi negativi sulla borsa. 
contraccusa   o controaccusa, s.f.  accusa mossa dall'accusato all'accusatore.
contrada   s.f.    • 1 •   (ant.) quartiere, rione; l'uso del termine sopravvive in talune città: le contrade di siena  | località, territorio circostante un centro abitato    • 2 •   (tosc.) strada di un centro abitato    • 3 •   (lett.) regione, paese: guardatevi dal pigliare i costumi e gli errori della contrada in cui vivete  (svevo).
contradaiolo   s.m.  [f. -a] (tosc.) chi abita nello stesso quartiere, o contrada, di altri | in partic., a siena, appartenente a una delle contrade cittadine.
contraddanza   s.f.  antica danza in cui le coppie di ballerini si movevano l'una di fronte all'altra agli ordini di un maestro di sala.
contraddata   e deriv.   ⇨ controdata e deriv. 
contraddente   s.m.  (tecn.) pezzo di una costruzione le cui sporgenze e rientranze vanno a incastrarsi in un altro pezzo corrispondente sagomato in modo opposto.
contraddetto   part. pass.  di contraddire  e agg.  nei sign. del verbo.
contraddire   meno com. contradire, v. tr.  [coniugato come dire; imp. contraddici]    • 1 •   dire il contrario di ciò che è stato detto da altri: tu mi contraddici in tutto    • 2 •   essere in contrasto, in opposizione: il suo modo di agire contraddice le sue affermazioni  | v. intr.  [aus. avere] essere in contrasto, in opposizione: contraddire a una regola, a un principio  | contraddirsi v. rifl.  dire o fare il contrario di quanto si è detto o fatto prima: durante l'interrogatorio l'imputato si è contraddetto più volte  | v. rifl.  dichiarare l'uno il contrario dell'altro, essere in reciproco contrasto: i testimoni si contraddicevano. 
contraddistinguere   v. tr.  [coniugato come distinguere] distinguere qualcosa con un segno particolare; contrassegnare (anche fig.): una grande signorilità contraddistingue i suoi modi  | contraddistinguersi v. rifl.  distinguersi.
contraddistinto   part. pass.  di contraddire  e agg.  nei sign. del verbo.
contraddittore   meno com. contradittore, s.m.  [f. -trice] chi contraddice; chi confuta, chi sostiene un contraddittorio.
contraddittorietà   s.f.  l'essere contraddittorio: la contraddittorietà di due asserti; la contraddittorietà di un ragionamento. 
contraddittorio   meno com. contradittorio, agg.    • 1 •   che è in contraddizione; che si contraddice: argomento contraddittorio; testimonianze contraddittorie    • 2 •   (filos.) che è in contraddizione con altro o contiene in sé contraddizione    • 3 •   (fig.) che manca di coerenza e linearità: comportamento, sentimento contraddittorio   s.m.  disputa pubblica tra persone che sostengono tesi contrastanti, spec. in occasione di dibattiti, processi e sim. § contraddittoriamente avv. 
contraddizione   meno com. contradizione, s.f.    • 1 •   il contraddire o il contraddirsi; cosa che ne contraddice un'altra: cadere in contraddizione; le contraddizioni della vita  | spirito di contraddizione, tendenza a contraddire sempre gli altri    • 2 •   (filos.) opposizione tra due asserzioni tali che una nega ciò che l'altra afferma | principio di contraddizione, principio logico che vieta di affermare e di negare contemporaneamente la stessa cosa.
contraddote    ⇨ controdote.
contradire   e deriv.   ⇨ contraddire e deriv. 
contraente   part. pres.  di contrarre   agg.  e s.m.  (dir.) si dice di ciascuna delle parti che stipulano un contratto.
contraereo   meno com. controaereo, agg.  che si impiega nella difesa dagli attacchi aerei: missile contraereo, lo stesso che (missile) terra-aria; (artiglieria) contraerea. 
contrafatto    ⇨ contraffatto.
contraffacimento   s.m.  (non com.) contraffazione.
contraffare   v. tr.  [io contraffò  o contraffàccio ecc. ; coniugato come fare]    • 1 •   riprodurre qualcosa in modo tale che possa essere scambiato per l'originale: contraffare una firma, delle banconote  | contraffare la voce, alterarla per farsi credere un'altra persona    • 2 •   (ant.) detto di pittori o scultori, ritrarre, imitare | v. intr.  [aus. avere] (ant.) disubbidire, trasgredire | contraffarsi v. rifl.  (non com.) camuffarsi, trasformarsi: contraffarsi da mendicante. 
contraffatto   ant. contrafatto, part. pass.  di contraffare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo: vino contraffatto; scrittura contraffatta    • 2 •   (ant.) sfigurato, deforme: aveva il più brutto viso e il più contrafatto che si vedesse mai  (boccaccio dec.  viii, 4).
contraffattore   s.m.  [f. -trice] chi contraffà imitatore, falsificatore: contraffattore di scritture, di monete. 
contraffazione   s.f.  il contraffare, l'essere contraffatto; imitazione; falsificazione: contraffazione di banconote. 
contraffilare   v. tr.    • 1 •   in calzoleria, togliere il contraffilo intorno alla suola della scarpa    • 2 •   nell'addoppiare la seta, alternare i fili grossi con i sottili, i cupi con i chiari, affinché si accompagnino meglio.
contraffilo   s.m.  la parte della tomaia che sporge intorno alla scarpa e viene tagliata col trincetto per essere portata a filo.
contraffodera    ⇨ controfodera.
contrafforte   s.m.    • 1 •   (arch.) sperone in muratura applicato all'esterno di un muro per lo più per bilanciarne la spinta in corrispondenza di un arco o di una volta; barbacane    • 2 •   spranga di ferro con gancio per assicurare dall'interno porte e finestre    • 3 •   propaggine con pendii ripidi ai lati di un massiccio montuoso    • 4 •   rinforzo della scarpa costituito da un pezzo di cuoio posto tra la fodera e il quartiere in pelle.
contraffosso    ⇨ controfosso.
contraggenio   o controgenio, s.m.  avversione naturale a dire o a fare una cosa; usato spec. nella loc. di, a contraggenio, controvoglia.
contrago   s.m.  [pl. -ghi] parte della rotaia, appositamente sagomata, contro cui si appoggia l'ago dello scambio.
contraibile   agg.  che si può contrarre.
contralbero   s.m.  (mecc.) nei sistemi di trasmissione a cinghie, albero intermedio che trasmette il movimento dall'albero motore alla macchina operatrice.
contraliseo    ⇨ controaliseo.
contraltare   s.m.    • 1 •   altare eretto dirimpetto a un altro    • 2 •   (fig.) cosa, istituzione o impresa realizzata per diminuire il valore o l'importanza di un'altra simile; si dice anche di persona che agisca o venga considerata in alternativa o in opposizione a un'altra: fare da contraltare; servire di contraltare. 
contraltista   s.m.  (pl. -sti) cantante di sesso maschile in grado di sostenere parti di contralto mediante l'uso della voce di falsetto.
contralto   s.m.  (mus.) voce femminile o bianca del registro più grave; la cantante o il cantore che ne sono dotati | chiave di contralto, chiave di do collocata sulla linea centrale del pentagramma  agg.  si dice di strumento musicale che ha il registro di contralto: sassofono contralto. 
contrammarcia    ⇨ contromarcia.
contrammiraglio   s.m.  grado della marina militare, intermedio tra capitano di vascello e ammiraglio di divisione.
contrappasso   (1) s.m.  criterio punitivo che comporta una pena uguale o simile al delitto commesso; pena del taglione | nella «divina commedia» la corrispondenza, per somiglianza o opposizione, tra la pena inflitta alle anime e le colpe da loro commesse in vita.
contrappasso   (2) s.m.  passo di danza che serve ad avvicinare i due ballerini dopo che si sono allontanati l'uno dall'altro.
contrappello   s.m.  secondo appello, che si fa per verificarne uno precedente; in partic., quello che si fa nelle caserme dopo la ritirata per verificare l'avvenuto rientro dei soldati.
contrappelo    ⇨ contropelo.
contrappesare   v. tr.  [io contrappéso ecc.]    • 1 •   bilanciare, equilibrare un peso con un altro    • 2 •   (fig.) valutare, soppesare facendo un confronto: contrappesare il pro e il contro  | contrappesarsi v. rifl.  bilanciarsi, equilibrarsi (anche fig.): male e bene si contrappesano. 
contrappeso   s.m.    • 1 •   peso che ne bilancia un altro; in senso fig., cosa o persona che si contrappone a un'altra, controbilanciandone l'azione o l'influenza: fare da contrappeso a qualcosa, a qualcuno    • 2 •   in determinati macchinari, elemento che equilibra il peso di un elemento mobile: il contrappeso del montacarichi. 
contrapporre   v. tr.  [coniugato come porre] mettere di fronte, opporre (anche fig.): contrapporre due eserciti, due esempi  | contrapporsi v. rifl.  e rifl. rec.  opporsi: contrapporsi ai soprusi; due teorie che si contrappongono. 
contrapporta    ⇨ controporta.
contrapposizione   s.f.  il contrapporre, il contrapporsi, l'essere contrapposto: due candidature in contrapposizione. 
contrapposto   part. pass.  di contrapporre   agg.  nei sign. del verbo | contrastante, antitetico: idee, teorie contrapposte   s.m.  cosa o persona che si contrappone a un'altra | per contrapposto, in opposizione.
contrappuntare   v. tr.  (mus.) applicare il contrappunto a una melodia.
contrappuntista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mus.) chi studia o esegue il contrappunto | (non com.) chi compone musica contrappuntistica.
contrappuntistico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) del contrappunto, fondato sul contrappunto: effetto, stile contrappuntistico  § contrappuntisticamente avv. 
contrappunto   s.m.    • 1 •   (mus.) l'arte di combinare più melodie sovrapponendole secondo determinate regole    • 2 •   in letteratura e nel cinema, capacità di giocare su effetti di contrasto.
contrare   v. tr.  [io cóntro ecc.]    • 1 •   nel gioco del bridge, dichiarare il contre    • 2 •   (sport) nel pugilato, colpire d'incontro | nel calcio, bloccare l'avanzata di un avversario con un'entrata frontale; bloccare sul nascere gli attacchi avversari.
contrariare   v. tr.  [io contràrio ecc.]    • 1 •   contrastare, ostacolare; contraddire: contrariare i progetti, i desideri di qualcuno    • 2 •   infastidire, irritare: il contrattempo lo ha contrariato. 
contrariato   part. pass.  di contrariare   agg.  irritato, dispiaciuto, seccato: se ne andò tutto contrariato. 
contrarietà   s.f. invar.    • 1 •   l'essere contrario, opposto o avverso: la contrarietà della sorte  | sentimento di avversione, di fastidio: provare contrarietà    • 2 •   spec. pl.  avversità, disavventura: un viaggio pieno di contrarietà. 
contrario   agg.    • 1 •   opposto, antitetico, contrastante: azione contraria alla legge; essere di opinione contraria; in caso contrario, altrimenti | teorema contrario, in logica e in matematica, quello il cui enunciato nega sia l'ipotesi sia la tesi di un teorema dato | numeri contrari, (mat.) di uguale valore assoluto, ma di segno opposto | impugnazione contraria, (dir.) riconvenzionale    • 2 •   avverso, sfavorevole: la sorte gli fu contraria; dichiararsi contrario alla proposta    • 3 •   che va, che si muove in direzione opposta: vento, moto contrario   s.m.  la cosa opposta: fece il contrario di quanto aveva detto  | parola che ha significato opposto a un'altra; antonimo: buono è il contrario di cattivo; i sinonimi e i contrari  | al contrario, all'opposto | al contrario di, diversamente da | non aver nulla in contrario, non aver nulla da opporre § contrariamente avv. 
contrarmellino   s.m.  (arald.) pelliccia nera cosparsa di macchie bianche disposte simmetricamente.
contrarre   v. tr.  [coniugato come trarre]    • 1 •   stabilire, stipulare, concludere mediante un accordo: contrarre un patto, un'alleanza; contrarre matrimonio, sposarsi | (estens.) stringere: contrarre un'amicizia, una relazione    • 2 •   prendere, assumere, far proprio: contrarre una malattia, un'abitudine; contrarre un obbligo, un debito    • 3 •   ridurre in uno spazio minore; restringere, raggrinzire: contrarre i muscoli, le palpebre; contrarre la bocca in una smorfia  | ridurre a un numero o a una quantità minori; far diminuire: contrarre le spese, le assunzioni  | contrarsi v. rifl.    • 1 •   restringersi, raggrinzirsi: la bocca si contrasse in una smorfia    • 2 •   (ling.) detto di due o più suoni vocalici, fondersi in una vocale o in un dittongo.
contrascarpa    ⇨ controscarpa.
contrascritta    ⇨ controscritta.
contrassalto   s.m.  (mil.) immediata azione di contrattacco in risposta a un assalto nemico.
contrassegnare   v. tr.  [io contrasségno ecc.] distinguere mediante un contrassegno (anche fig.): contrassegnare con la propria sigla un documento; anni contrassegnati da crisi. 
contrassegno   (1) s.m.    • 1 •   segno particolare che permette di riconoscere una cosa o una persona    • 2 •   (fig.) prova, attestato: dare un contrassegno di stima. 
contrassegno   (2) o contro assegno, non com. contr'assegno, avv.  si dice di spedizione di merce da consegnarsi soltanto dietro pagamento dell'importo indicato: ricevere un pacco contrassegno. 
contrassoggetto    ⇨ controsoggetto.
contrastabile   agg.  che si può contrastare.
contrastampa   e deriv.   ⇨ controstampa e deriv. 
contrastante   part. pres.  di contrastare   agg.    • 1 •   che contrasta, che è in contrasto; opposto: opinioni contrastanti    • 2 •   che spicca per effetto di un contrasto: colori contrastanti   s.m.  e f.  (non com.) chi contrasta; oppositore.
contrastare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   far contrasto; essere contrario, opposto; discordare: colori, opinioni che contrastano    • 2 •   (non com.) discutere, litigare    • 3 •   (ant. , lett.) opporre resistenza, impedimenti; combattere, lottare | v. tr.    • 1 •   avversare, ostacolare, rendere difficile: contrastare una persona, un progetto; contrastare una vittoria    • 2 •   stabilire un effetto di contrasto: contrastare i colori, la luce di una fotografia    • 3 •   (ant. , lett.) combattere | contrastarsi v. rifl.  avversarsi l'un l'altro; contendersi qualcosa.
contrastato   part. pass.  di contrastare   agg.    • 1 •   ostacolato, impedito: un matrimonio contrastato; una vittoria contrastata, molto combattuta, non facile    • 2 •   in fotografia, che presenta contrasto tra le zone in luce e quelle in ombra; non sfumato: un'immagine contrastata  § contrastatamente avv. 
contrastivo   agg.  (ling.) distintivo, oppositivo: analisi, grammatica contrastiva, quella che, comparando due sistemi linguistici, ne rileva e ne descrive le differenze e gli elementi comuni (sul piano fonologico, morfologico, semantico).
contrasto   s.m.    • 1 •   contrapposizione, forte diversità: contrasto di colori, di caratteri  ' pellicola a contrasto, (foto) che elimina i toni grigi intermedi | mezzo di contrasto, (med.) sostanza che introdotta nell'organismo consente di visualizzare meglio alcuni organi interni ai raggi x    • 2 •   differenza di toni fra le parti componenti l'immagine televisiva; anche, il comando che consente di diminuire e aumentare tale differenza    • 3 •   scontro, conflitto: un contrasto di interessi; essere in contrasto con qualcuno    • 4 •   nel calcio e in altri sport di squadra, azione di un giocatore per bloccare l'attacco di un avversario    • 5 •   componimento poetico che rappresenta un dialogo o una disputa tra due personaggi o due oggetti inanimati; è caratteristico della letteratura italiana dei primi secoli: il contrasto di cielo d'alcamo. 
contrattabile   agg.  che può essere oggetto di contrattazione: prezzo contrattabile. 
contrattaccare   v. tr.  [io contrattacco, tu contrattacchi ecc.] fare un contrattacco, rispondere a un attacco con un altro attacco.
contrattacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (mil.) azione offensiva in risposta a un attacco nemico: muovere, passare al contrattacco  ' (sport) azione tesa ad attaccare a propria volta l'avversario dopo essere stati attaccati    • 2 •   (fig.) replica vivace con nuovi argomenti in una discussione o in una polemica.
contrattamento   s.m.  (non com.) contrattazione.
contrattare   v. tr.  discutere le condizioni di una pattuizione, in partic. d'una compravendita: contrattare un prezzo, un acquisto. 
contrattazione   s.f.  il contrattare, l'essere contrattato: contrattazione diretta, tra venditore e acquirente.
contrattempo   s.m.    • 1 •   avvenimento imprevisto di poca gravità, che turba il normale svolgimento di qualcosa: far tardi per un contrattempo    • 2 •   (mus.) effetto ritmico prodotto da una scansione di note sugli accenti deboli della battuta e di pause sui forti; controtempo.
contrattile   agg.  (scient.) che ha la capacità di contrarsi riducendo le proprie dimensioni: muscoli contrattili. 
contrattilità   s.f.  (scient.) l'essere contrattile: la contrattilità di un muscolo. 
contrattista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è vincolato da un contratto di lavoro a termine | studioso che gode di un contratto a termine per condurre ricerche presso un ente scientifico.
contratto   (1) part. pass.  di contrarre  e agg.  nei sign. del verbo § contrattamente avv.  con contrazione, contraendosi.
contratto   (2) s.m.    • 1 •   (dir.) accordo fra due o più parti per costituire, modificare o estinguere un rapporto giuridico, spec. di tipo economico; il documento sul quale è scritto tale accordo: firmare, stipulare, rescindere un contratto; contratto di vendita, assicurativo; contratto preliminare, definitivo  | contratto collettivo nazionale di lavoro, contratto stipulato tra le associazioni degli imprenditori e i sindacati dei lavoratori di un determinato settore produttivo, a cui si dovranno uniformare i singoli contratti aziendali    • 2 •   contratto sociale, (filos.) l'accordo che, secondo la dottrina del contrattualismo, sarebbe stato stipulato all'origine della civiltà tra gli individui viventi allo stato di natura per dare origine alla convivenza sociale e alle istituzioni civili    • 3 •   nel bridge, l'impegno assunto da una coppia di giocatori con l'ultima dichiarazione.
contrattuale   agg.  di contratto, derivante da contratto: clausola, obbligo contrattuale  ' danno contrattuale, quello che deriva da inadempienze di obblighi assunti per contratto | forza contrattuale, il potere, la capacità di far valere le proprie ragioni e i propri diritti nella stipulazione di un contratto § contrattualmente avv.  secondo il contratto.
contrattualismo   s.m.  dottrina filosofico-giuridica secondo cui la società, lo stato e il diritto avrebbero origine da un accordo intervenuto tra gli individui viventi allo stato di natura (contratto sociale).
contrattura   s.f.  (med.) contrazione persistente e involontaria di uno o più gruppi muscolari.
contravaio   s.m.  (arald.) pelliccia composta da file di campanelle d'argento unite alle basi, in campo azzurro.
contravveleno   o contraveleno, s.m.  antidoto (anche fig.).
contravvenire   v. intr.  [coniugato come venire; aus. avere] violare, trasgredire (una legge, una norma, un patto e sim.).
contravvento    ⇨ controvento.
contravventore   s.m.  [f. -trice] chi contravviene; trasgressore.
contravvenzione   s.f.    • 1 •   il contravvenire; violazione, trasgressione di una norma    • 2 •   (dir.) reato consistente in azione od omissione punita con la pena dell'arresto o dell'ammenda: dichiarare qualcuno in contravvenzione  | la contestazione di tale reato e l'oblazione volontaria prevista per l'estinzione del reato stesso: elevare, pagare, conciliare una contravvenzione. 
contravviso   o controavviso [con-tro-av-vì-so], s.m.  avviso con il quale se ne modifica o annulla uno precedente.
contrazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il contrarre, l'assumere, il far proprio: la contrazione di un debito    • 2 •   il contrarsi, il restringersi in sé: contrazione muscolare; contrazioni uterine, durante il parto, quelle che causano l'espulsione del feto | (fig.) diminuzione, riduzione: contrazione delle vendite    • 3 •   (ling.) fusione di due o più vocali contigue in una vocale o in un dittongo.
contre   s.m. invar.  nel bridge, espressione con cui si dichiara all'avversario di non ritenere fattibile il suo gioco.
contribuente   part. pres.  di contribuire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  la persona fisica o giuridica in quanto tenuta a pagare imposte e tasse.
contribuire   v. intr.  [io contribuisco, tu contribuisci ecc. ; aus. avere] agire insieme ad altri al fine di raggiungere un determinato risultato; concorrere, cooperare: contribuire alla buona riuscita di un'impresa; contribuire alle spese, addossarsene una parte | v. tr.  (ant.) dare, offrire in contributo.
contributivo   agg.  di, relativo a contributo: capacità contributiva. 
contributo   s.m.    • 1 •   ciò che ciascuno apporta per il raggiungimento di uno scopo comune: dare, offrire il proprio contributo; un contributo in denaro, in lavoro    • 2 •   somma dovuta a un ente pubblico da coloro che traggono un vantaggio diretto da un'opera di pubblica utilità realizzata dall'ente stesso: contributo di miglioria, dovuto in ragione del vantaggio derivante alle proprietà immobiliari da opere pubbliche eseguite in loro prossimità    • 3 •   somma dovuta a un ente pubblico o privato in contropartita dei servizi offerti: contributo previdenziale, sindacale    • 4 •   somma erogata da un ente statale o internazionale a fini determinati: contributi alle esportazioni; contributi di ricerca, volti a favorire la ricerca scientifica.
contribuzione   s.f.    • 1 •   il contribuire    • 2 •   (non com.) contributo.
contrindicare   e deriv.   ⇨ controindicare e deriv. 
contristamento   s.m.  (non com.) il contristare, il contristarsi, l'essere contristato.
contristare   v. tr.  (lett.) rattristare profondamente | contristarsi v. rifl.  lasciarsi prendere da tristezza; addolorarsi.
contrito   agg.  pentito, mortificato: essere, mostrarsi contrito  | che esprime pentimento, mortificazione: un volto, un atteggiamento contrito  § contritamente avv. 
contrizione   s.f.  pentimento; in senso religioso, il dolore dell'anima per il peccato commesso, unito al proponimento di non peccare più: fare atto di contrizione. 
contro-  contro- prefisso derivato dal lat. co°ntra  'contro', che può assumere vari significati: opposizione (contrattacco), azione e direzione contraria (controluce, contromano), riscontro (contromarca), contrapposizione (contrordine), sostituzione (controfigura).
contro   (1) ant. e lett. contra, prep.  [si unisce ai nomi e a qualche pronome in modo diretto, raramente con la prep. a; si unisce ai pronomi personali mediante la prep. di; quando il pron. pers. è atono, viene posposta al verbo]    • 1 •   esprime contrasto, avversione, ostilità: combattere contro il nemico; essere contro tutti; dichiararsi contro un principio; votare contro una proposta; essere, mettersi contro qualcuno, essergli ostile; ho votato contro di te; ti ho votato contro  ' in dipendenza da verbi che indicano difesa, protezione: tutelarsi contro un rischio; proteggersi contro i ladri  | contro voglia, malvolentieri | contro natura, che è o sarebbe in contrasto con gli istinti naturali    • 2 •   indica direzione o movimento verso qualcuno o qualcosa (a cui si connette quasi sempre un atto di forza, un'intenzione ostile): scagliò la sedia contro il muro; puntò la pistola contro di noi; ci avanzava contro con fare minaccioso  | in senso contrario, in direzione opposta: navigare contro vento; andare contro corrente    • 3 •   di fronte, dirimpetto (con valore di stato in luogo): stavano l'uno contro l'altro; il letto era collocato contro la finestra; i grattacieli si stagliano contro il cielo  | indicando contatto: l'armadio è addossato contro la parete    • 4 •   in locuzioni dell'uso commerciale, in cambio di, ricevendo o rilasciando qualcosa: pagare contro assegno; consegnare merce contro ricevuta   avv.    • 1 •   (non com.) in modo contrario    • 2 •   in loc. avv.: di contro, di fronte, dirimpetto; per contro, al contrario, invece | parare di contro, nella scherma, il parare ritornando alla stessa posizione, facendo cioè compiere alla punta dell'arma un cerchio completo  s.m. invar.  ciò che è contrario: considerare il pro e il contro. 
contro   (2) s.m.  nel bridge, contre.
controaccusa    ⇨ contraccusa.
controaereo    ⇨ contraereo.
controaliseo   o contraliseo [con-tra-li-sè-o], s.m.  vento equatoriale che spira in direzione contraria al corrispondente aliseo, ma in strati più alti dell'atmosfera.
controavviso    ⇨ contravviso.
controazione   s.f.    • 1 •   (sport) azione eseguita contemporaneamente a un'azione dell'avversario per neutralizzarla; nella scherma, azione che consente di deviare la lama avversaria e, nello stesso tempo, di colpire di punta    • 2 •   (fig.) qualsiasi iniziativa che si opponga immediatamente a un'altra.
controbattere   v. tr.    • 1 •   ribattere, replicare alle argomentazioni di qualcuno: controbattere le accuse    • 2 •   (mil.) rispondere con tiri di controbatteria.
controbatteria   s.f.  (mil.) fuoco d'artiglieria diretto a neutralizzare le batterie nemiche.
controbelvedere   s.m. invar.  (mar.) nei velieri, la vela più alta e più piccola dell'albero di mezzana.
controbilanciare   v. tr.  [io controbilàncio ecc.]    • 1 •   equilibrare un peso ponendone un altro dalla parte opposta    • 2 •   (fig.) equilibrare, compensare: nell'antica roma l'autorità del senato controbilanciava il potere dei consoli. 
controbordo   s.m.  (mar.) la posizione reciproca di due navi che si passano vicine su rotte parallele ma in direzione opposta.
controbraccio   s.m.  (mar.) cavo che fa capo alla parte poppiera di un veliero, partendo dal pennone.
controbuffè   s.m.  (antiq.) lo stesso che contro-buffet. 
contro-buffet  contro-buffet s.m. invar.  mobile analogo al buffet, ma di dimensioni più piccole, posto di solito di fronte a esso, addossato alla parete opposta.
controcampo   s.m.  (cine.) inquadratura ripresa dal punto di vista opposto a quello dell'inquadratura precedente.
controcanto   s.m.  (mus.) melodia secondaria che si sovrappone o si sottopone a quella principale.
controcarena   s.f.  (mar.) l'insieme dei cassoni stagni, esterni alla carena di una nave, destinati a proteggere la carena stessa.
controcarro   o controcarri, agg. invar.  anticarro.
controcassa   o contraccassa, s.f.  cassa posta esternamente a protezione di un'altra: la controcassa dell'orologio. 
controcatena   s.f.  (edil.) trave orizzontale della capriata posta per rinforzo tra la catena e il colmo.
controchiave   o contracchiave, s.f.    • 1 •   seconda chiave di una serratura, o chiave di una seconda serratura | seconda mandata di una serratura    • 2 •   chiave falsa.
controchiglia   s.f.  (mar.) elemento di costruzione di una nave, posto sotto la chiglia a scopo di protezione.

controconio   s.m.  stampo fisso a forma di punzone per la coniatura di monete o medaglie, che agisce sulla faccia opposta rispetto al conio, che è mobile; nella coniatura di medaglie a verso liscio, è costituito da un tassello piatto.
controcoperta   s.f.  (mar.) ponte delle navi mercantili sopra il ponte di coperta.
controcopertina   s.f.  in editoria, quarta pagina della copertina di un libro o di una rivista; quarta di copertina.
controcorrente   s.f.  corrente diretta in senso inverso a quella principale  avv.  contro corrente: remare controcorrente  | (fig.) in direzione contraria all'opinione, al modo di comportarsi dei più: agire, andare controcorrente  | usato anche come agg. invar.  : idee controcorrente. 
controcultura   s.f.  insieme di valori culturali considerati alternativi rispetto a quelli dominanti nella società dei consumi, e sostenuti soprattutto da gruppi di contestazione.
controcurva   s.f.  curva orientata in senso opposto a un'altra immediatamente precedente: una strada tutta curve e controcurve. 
controdado   s.m.  (mecc.) dado che viene stretto su un altro per impedirne l'allentamento.
controdata   o contraddata, s.f.    • 1 •   data posteriore aggiunta a uno scritto già datato    • 2 •   data d'arrivo o di registrazione di un documento.
controdatare   o contraddatare, v. tr.  segnare un documento con una controdata.
controdecreto   s.m.  (non com.) decreto che ne modifica o invalida uno precedente.
controdichiarazione   s.f.    • 1 •   (dir.) dichiarazione aggiunta a un atto, con la quale le parti ne modificano il contenuto    • 2 •   nel bridge, annuncio fatto in opposizione alla dichiarazione di un avversario.
controdote   o contraddote, s.f.  donazione che anticamente il marito faceva alla moglie in misura proporzionale all'ammontare della dote.
controelica   s.f.  (mar.) sistema di pinne poste a poppavia o a proravia di un'elica per migliorarne il rendimento.
controesame   s.m.  (dir.) nella fase dibattimentale del processo penale, interrogatorio di un imputato o di un testimone svolto dalla parte che in origine non ne ha chiesto l'ammissione.
controesempio   s.m.  caso, dato o fenomeno che costituisce un'eccezione o una confutazione di un'ipotesi, una teoria o una previsione.
controesodo   o contro-esodo, s.m.  nel linguaggio giornalistico, l'insieme degli spostamenti massicci che caratterizzano i giorni del rientro dalle località di vacanza nelle città.
controfagottista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il controfagotto.
controfagotto   s.m.  (mus.) strumento a fiato di legno ad ancia doppia, con voce più grave del fagotto.
controfascia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   fascia di rinforzo    • 2 •   (mus.) negli strumenti ad arco, la parte che unisce il fondo al coperchio.
controfasciame   s.m.  (mar.) nelle navi di legno, rivestimento di tavole applicato al fasciame nella zona del galleggiamento per dargli maggiore resistenza.
controfattuale   agg.  in logica e filosofia della scienza, si dice di asserzione condizionale con l'antecedente al congiuntivo, che, nel caso più comune, ipotizza ciò che sarebbe (o non sarebbe) accaduto se si fossero (o non si fossero) verificate determinate condizioni | situazione controfattuale, soltanto ipotizzata e concepita come un'alternativa possibile, ma non realizzatasi, rispetto a un effettivo stato di cose o corso di eventi.
controffensiva   s.f.  contrattacco.
controffensivo   agg.  relativo a una controffensiva; di contrattacco: azione controffensiva. 
controfferta   s.f.  in una trattativa, offerta che viene fatta in risposta a una richiesta: una controfferta inadeguata. 
controffrire   v. tr.  fare una controfferta.
controfigura   s.f.  (cine.) attore secondario somigliante nel fisico a un attore principale, incaricato di sostituirlo nelle scene pericolose o che richiedano un'abilità specifica | (estens.) persona somigliante a un'altra: essere la controfigura di qualcuno  | (spreg.) persona che esercita le funzioni di qualcuno senza possederne le qualità: è la controfigura del capo. 
controfiletto   s.m.    • 1 •   taglio pregiato di carne bovina posto tra il filetto e il girello    • 2 •   filetto o fregio filiforme che viene aggiunto, parallelamente a un altro, nei galloni e nei berretti delle divise.
controfilo   s.m.  disposizione trasversale delle fibre del legno rispetto al taglio.
controfinestra   s.f.  intelaiatura con vetri fissata alla finestra per migliorarne l'isolamento termico e acustico.
controfinta   s.f.  nella tecnica di vari sport, finta opposta a un'altra precedente, per disorientare l'avversario: una serie di finte e controfinte. 
controfiocco   s.m.  (mar.) nei velieri, il primo e più piccolo fiocco da prora.
controfirma   s.f.  seconda firma apposta su un documento, a titolo di controllo o di convalida.
controfirmare   v. tr.  apporre una controfirma.
controfodera   o contraffodera, s.f.  in sartoria, tela grezza che viene interposta fra il panno e la fodera, soprattutto nei colli e nei risvolti.
controfondo   s.m.  doppiofondo.
controfosso   o contraffosso, s.m.    • 1 •   secondo fosso, più profondo, scavato intorno alle fortificazioni per rafforzarle; rifosso    • 2 •   cunetta.
controfune   s.f.  nelle funivie, filo d'acciaio che agisce in direzione opposta alla fune traente.
controfuoco   s.m.  [pl. -chi] incendio col quale si bruciano materiali combustibili per impedire che alimentino un altro incendio in atto.
controgambetto   s.m.  negli scacchi, la mossa con cui, nella fase iniziale della partita, il nero sacrifica un pedone per ottenere un vantaggio di posizione sull'avversario.
controgenio    ⇨ contraggenio.
controgirello   s.m.  taglio scelto di carne bovina della parte esterna della coscia, accanto al girello.
controgriffa   s.f.  (cine.) nella macchina da presa, congegno che blocca la griffa e mantiene la pellicola immobile per il tempo di esposizione.
controguerriglia   s.f.  azione militare diretta a contrastare e debellare la guerriglia.
controinchiesta   s.f.  inchiesta condotta per mettere in discussione i metodi e i risultati di un'altra precedente.
controindicare   o contrindicare [con-trin-di-cà-re], v. tr.  [io controìndico, tu controìndichi ecc.]    • 1 •   indicare come nocivo (un farmaco, una terapia ecc.) in presenza di determinate circostanze: il preparato è controindicato in presenza di turbe all'apparato cardiocircolatorio  | (estens.) sconsigliare    • 2 •   annotare in margine a uno scritto.
controindicato   part. pass.  di controindicare   agg.  si dice di farmaco o sim. di cui è vietato o sconsigliato l'uso in determinate circostanze; per estens., inadatto: il clima marino è controindicato per le persone molto nervose. 
controindicazione   o contrindicazione [con-trin-di-ca-zió-ne], s.f.    • 1 •   circostanza che controindica l'impiego di un farmaco, di una cura: le controindicazioni di una terapia, i casi in cui non va applicata    • 2 •   nota, indicazione al margine di uno scritto.
controinformazione   s.f.  informazione che si propone come alternativa rispetto a quella fornita dai mezzi di comunicazione ufficiali; l'insieme dei mezzi di cui essa si avvale.
controinterrogatorio   s.m.  (dir.) controesame.
controllabile   agg.  che si può controllare: affermazioni non controllabili. 
controllabilità   s.f.  l'essere controllabile; possibilità di controllo.
controllare   v. tr.  [io contròllo ecc.]    • 1 •   verificare, accertare l'esattezza, la correttezza o la validità di qualcosa: controllare una data, l'ora, un documento  | sindacare: controllare l'operato altrui    • 2 •   sorvegliare, vigilare: controllare una persona, i movimenti di qualcuno  ' nel calcio: controllare un avversario, marcarlo; controllare la palla, giocarla abilmente conservandone il possesso    • 3 •   dominare, padroneggiare: controllare la situazione  | avere sotto il proprio potere: controllare un'attività produttiva  | controllare i nervi, mantenersi calmo frenando i propri impulsi | controllarsi v. rifl.  mantenere il controllo delle proprie azioni o reazioni; dominarsi: non sa controllarsi. 
controllato   part. pass.  di controllare   agg.    • 1 •   che si svolge secondo determinate regole: uno sviluppo controllato    • 2 •   che è padrone di sé, che sa dominare i propri impulsi; misurato, equilibrato: essere controllato nella voce; un gesto controllato. 
controller   s.m. invar.    • 1 •   (tecn.) dispositivo elettronico o elettromeccanico che comanda il funzionamento di una macchina a controllo numerico o di una sua funzione, in base a un programma automatico | (inform.) interfaccia che collega una periferica a un elaboratore    • 2 •   (ferr.) dispositivo di comando manuale    • 3 •   (econ.) funzionario che analizza e interpreta i risultati di gestione.
controllo   s.m.    • 1 •   il controllare, l'essere controllato; ispezione, verifica: controllo dei biglietti, dei documenti; sottoporsi, sfuggire al controllo; tenere sotto controllo; commissione, comitato di controllo  | controllo delle nascite, insieme dei metodi con cui si tende a limitare il numero delle nascite    • 2 •   organizzazione o ufficio incaricato di controllare un'attività anche, la sede di tale ufficio e la persona addetta: controllo medico, doganale    • 3 •   vigilanza, sorveglianza: esercitare il controllo su una zona  | padronanza, dominio: avere il controllo di molte società, dei propri nervi  | (assol.) autocontrollo, dominio di sé: perdere il controllo    • 4 •   (tecn.) comando, regolazione; anche, il dispositivo di comando o di regolazione: controllo del volume, della luminosità  ' superfici di controllo, quelle che consentono di controllare e modificare l'assetto di volo di un aereo (p. e.  gli alettoni) | controllo numerico, sistema di automatizzazione degli spostamenti di un organo mobile, applicato spec. a macchine utensili    • 5 •   (elettron.) qualunque mezzo, dispositivo o programma, che permette di segnalare errori o disfunzioni di una macchina o di un sistema: controllo automatico. 
controllore   s.m.  [f. antiq. o scherz. -a] chi ha l'incarico di effettuare dei controlli: controllore ferroviario, chi controlla i biglietti dei viaggiatori sui treni; controllore di volo, chi in un aeroporto è addetto al controllo della circolazione aerea, mantenendo il contatto con i piloti degli aeromobili in arrivo e in partenza.
controluce   o contro luce, s.f. invar.  luce che modifica o impedisce l'effetto di un'altra luce; luce che viene di fronte: guardare qualcosa in controluce, osservarla in trasparenza, ponendola fra sé e la luce | s.m. invar.  (foto.) fotografia o ripresa effettuata con l'obiettivo diretto verso la fonte di luce  avv.  in direzione opposta a quella da cui proviene la luce: essere controluce, risaltare su uno sfondo luminoso, stando in ombra.
contromano   o contro mano, avv.  in direzione opposta a quella stabilita dai regolamenti stradali: procedere contromano. 
contromanovra   s.f.    • 1 •   (mil.) azione tendente a sventare una manovra del nemico    • 2 •   (fig.) pronta reazione a una mossa ostile.
contromarca   s.f.  tessera o gettone numerato che consente di ritirare un oggetto lasciato in deposito o di rientrare in un teatro o altro locale pubblico dopo che ce ne si è momentaneamente allontanati.
contromarcia   ant. contrammarcia, s.f.    • 1 •   inversione della direzione di marcia; marcia in senso opposto a quello seguito in precedenza (detto di un reparto militare)    • 2 •   nei veicoli a motore, retromarcia.
contromezzana   s.f.  (mar.) nei velieri, la vela più bassa dell'albero di mezzana.
contromina   s.f.  (mil.) cunicolo minato scavato sotto un'opera fortificata per difenderla dall'eventuale azione di mina del nemico.
controminare   v. tr.    • 1 •   fare lavoro di contromina    • 2 •   (fig. rar.) cercare di impedire un disegno, un piano altrui.
contromisura   s.f.  provvedimento che mira a contrastare o a prevenire un'azione o una situazione che si ritiene negativa, o ad annullarne gli effetti: occorre prendere adeguate contromisure. 
contromossa   s.f.  mossa con cui si cerca di parare un'offensiva dell'avversario | giocare in contromossa, negli scacchi, si dice del giocatore che ha i pezzi neri, perché la prima mossa spetta a chi ha i pezzi bianchi.
contromuro   s.m.  (edil.) muro posto a ridosso di un altro per rinforzo; secondo muro che crea con il primo un'intercapedine isolante.
contronominale   agg.  in matematica, si dice di un teorema che sia inverso e contrario rispetto a un teorema dato.
contropalo   s.m.  palo usato per puntellarne un altro.
controparola   s.f.  nel linguaggio militare, parola convenzionale che si dà in risposta alla parola d'ordine.
controparte   s.f.    • 1 •   la parte avversaria in un processo civile; per estens., parte che si contrappone a un'altra sul piano politico, contrattuale ecc.    • 2 •   (teat.) controscena | la parte sostenuta da un attore in contrapposizione a quella di un altro.
contropartita   s.f.    • 1 •   in ragioneria, partita contrapposta in un libro di conti | operazione finanziaria con cui se ne pareggia un'altra    • 2 •   (fig.) compenso, contraccambio: chiedere qualcosa in contropartita. 
contropedale   s.m.  soltanto nelle locuzioni: in contropedale, detto della retromarcia che si ottiene pedalando all'indietro nelle biciclette prive del dispositivo di ruota libera, p. e. quelle da corsa su pista e quelle da acrobata; a contropedale, detto di un tipo di freno da bicicletta incorporato nel mozzo della ruota posteriore e azionato pedalando all'indietro.
contropelo   o contro pelo, meno com. contrappelo, avv.  nel verso contrario alla piegatura del pelo: accarezzare un gatto contropelo  ' prendere qualcuno contropelo, (fig.) irritarlo  s.m.  rasatura nel verso contrario alla piegatura del pelo | fare il pelo e il contropelo a qualcuno, (fig.) criticarlo, rimproverarlo aspramente; dargli la lezione che si merita.
contropendenza   s.f.    • 1 •   pendenza inclinata in senso opposto a un'altra che la precede immediatamente    • 2 •   pendenza del fondo stradale di una curva verso l'esterno.
controperizia   s.f.  perizia eseguita per verificare i risultati di una precedente.
contropezza   s.f.  (mar.) striscia di lamiera che, negli scafi metallici, viene sovrapposta a due lamiere contigue per collegarle.
contropiede   s.m.  nel gioco del calcio e in altri sport simili, azione controffensiva rapida e improvvisa di una squadra mentre quella avversaria si trova in attacco | nel tennis, controtempo | prendere in contropiede, (fig.) di sorpresa, alla sprovvista.
contropiega   s.f.  piega in direzione contraria a un'altra contigua.
controplancia   s.f.  (mar.) struttura al di sopra del ponte di comando, quasi sempre scoperta, occupata dalla vedetta o da strumenti di navigazione.
controporta   o contrapporta, s.f.  seconda porta, aggiunta a un'altra per sicurezza o per isolamento termico e acustico.
contropotere   s.m.  forma di potere istituito o costituitosi al fine di contrastare l'autorità di un altro potere.
contropreparazione   s.f.  (mil.) azione di fuoco mirante a ostacolare i preparativi di un attacco nemico.
contropressione   s.f.  pressione esercitata in senso opposto a un'altra, in partic. per impedire la fuoruscita di un fluido da una conduttura o il moto di un corpo in un fluido.
controprestazione   s.f.  (dir.) ciascuna delle due prestazioni che sono oggetto di reciproca obbligazione.
controproducente   agg.  che produce un effetto contrario a quello desiderato: atteggiamento controproducente. 
controprogetto   s.m.  progetto inteso a contrastarne o modificarne uno precedente.
controproposta   s.f.  proposta che si fa in opposizione a un'altra.
controprova   s.f.    • 1 •   prova con cui si verifica l'esattezza di una prova precedente: fare la controprova di un esperimento    • 2 •   seconda votazione, solitamente con procedura opposta, che si effettua per verificare i risultati di una votazione precedente.
controprovare   v. tr.  [io contropròvo ecc.] dimostrare per mezzo di controprove.
contropunta   s.f.  la punta che, in alcune macchine utensili a moto rotatorio, si trova dalla parte opposta a quella della testa portapezzo ed è sostenuta dalla controtesta o toppo mobile; anche, la controtesta stessa.
controquerela   s.f.  (dir.) la querela che il querelato sporge a sua volta contro il querelante.
controquerelare   v. tr.  [io controquerèlo ecc.] (dir.) sporgere controquerela contro qualcuno.
controra   s.f.  (merid.) le prime ore del pomeriggio, spec. in estate: quella parte del giorno che da noi chiamano la controra, l'ora avversa, quando il sole ha appena cominciato la china  (sinisgalli).
controranda   s.f.  (mar.) piccola vela triangolare che si alza sopra la randa quando il vento è favorevole.
contrordine   s.m.  ordine che ne modifica o revoca uno precedente.
controreazione   s.f.    • 1 •   reazione contraria    • 2 •   (elettron.) feed-back.
controrelatore   s.m.  [f. -trice] chi fa una controrelazione | nella discussione di una tesi di laurea, correlatore.
controrelazione   s.f.  relazione che si oppone a un'altra o la modifica.
controreplica   s.f.  replica che controbatte quella dell'avversario.
controreplicare   v. tr.  e intr.  [io controrèplico, tu controrèplichi ecc. ; aus. dell'intr. avere] rispondere, ribattere a una replica altrui.
controricorso   s.m.  (dir.) ricorso con cui ci si oppone a un ricorso presentato dalla parte avversaria: presentare un controricorso. 
controriforma   s.f.    • 1 •   movimento interno alla chiesa cattolica che, avviato dal concilio di trento (1545-1563) per contrastare la riforma protestante, promosse una riforma della vita e della disciplina ecclesiastica, un consolidamento della dottrina teologica e un'accentuazione delle pratiche devozionali    • 2 •   (estens.) tendenza politica o culturale contraria a ogni idea di rinnovamento, incline a un'intransigente restaurazione.
controriformista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore, seguace della controriforma  agg.  controriformistico.
controriformistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla controriforma | (estens.) contrario a ogni rinnovamento, restauratore: azione controriformistica; atteggiamento controriformistico. 
controriva   o controripa, s.f.    • 1 •   riva posta di fronte a un'altra    • 2 •   muro di controriva, muro posto a sostegno di scarpate.
controrivoluzionario   agg.  proprio della controrivoluzione  s.m.  [f. -a] chi sostiene o prende parte a una controrivoluzione.
controrivoluzione   s.f.  azione rivoluzionaria che reagisce a una precedente rivoluzione.
controrotaia   s.f.  rotaia applicata all'interno del binario ferroviario nelle curve di piccolo raggio e negli scambi per rinforzare l'armamento, e nei passaggi a livello per sostenere la massicciata stradale.
controsala   s.f.  (teat.) ambiente in secondo piano sulla scena.
controscarpa   o contrascarpa, s.f.  muratura posta a sostegno di terrapieni o scarpate.
controscena   s.f.  (teat.) azione scenica muta nella quale un attore commenta mimicamente le battute pronunciate dagli altri attori.
controscritta   o contrascritta, s.f.  (dir.) copia della stesura originale di un contratto conservata da una delle parti contraenti.
controsenso   s.m.    • 1 •   idea, affermazione o atto che contiene contraddizione in sé o che contrasta col senso comune: discorso pieno di controsensi    • 2 •   (estens.) interpretazione errata.
controsoffittare   v. tr.  fornire di un controsoffitto, di una controsoffittatura: controsoffittare una stanza. 
controsoffittatura   s.f.  la posa di un controsoffitto; il controsoffitto stesso.
controsoffitto   s.m.  intelaiatura leggera posta sotto un soffitto per motivi ornamentali o per creare un migliore isolamento termico o acustico.
controsoggetto   o contrassoggetto, s.m.  (mus.) elemento tematico secondario intonato all'inizio della fuga dalla voce che ha già proposto il tema fondamentale (detto soggetto).
controspallina   s.f.  ciascuna delle due linguette di panno abbottonate sulla spalla delle uniformi militari, su cui si portano i distintivi del grado.
controspinta   s.f.  (ing.) forza esercitata da un elemento architettonico in reazione alla spinta di un altro elemento.
controspionaggio   s.m.  organizzazione segreta di uno stato che ha lo scopo di smascherare l'attività spionistica di altri stati.
controssido   s.m.  sostanze e miscele antiossidanti che si stendono sulle superfici metalliche prima della smaltatura.
controstallia   s.f.  (spec. pl.) indennità dovuta dal noleggiatore di una nave all'armatore quando le operazioni di carico e scarico superano il tempo previsto dal contratto (stallia) | il tempo stesso impiegato in più.
controstampa   o contrastampa, s.f.  (tip.)    • 1 •   impronta lasciata da una pagina appena stampata e non ancora asciutta sulla pagina a fronte    • 2 •   l'impressione su un foglio mediante sovrapposizione di un altro foglio ancora fresco di stampa.
controstampare   o contrastampare, v. tr.  (tip.) fare una controstampa; segnare con impronte di stampa.
controsterzare   v. tr.  [io controstèrzo ecc.] sterzare in modo che le ruote dell'autoveicolo vengano orientate verso l'esterno della curva.
controsterzata   s.f.  manovra che consiste nel controsterzare.
controstimolo   s.m.  stimolo che provoca un'azione contraria a quella di un altro stimolo.
controstomaco   o contro stomaco, avv.  con ripugnanza, con nausea (anche fig.): mangiare, fare qualcosa controstomaco   s.m.  (pl. -chi  o -ci) nausea, voltastomaco.
controtagliato   agg.  si dice di un panno profilato e traforato secondo un determinato disegno.
controtaglio   s.m.    • 1 •   nella tecnica dell'incisione, secondo taglio che l'incisore traccia diagonalmente a un altro per accentuare l'effetto di chiaroscuro    • 2 •   nella sciabola, il bordo della lama dalla parte opposta a quella del taglio; per estens., colpo assestato con questa parte dell'arma.
controtempo   avv.  fuori tempo, non a tempo  s.m.    • 1 •   (sport) nel pugilato, finta azione d'attacco che invita l'avversario alla parata, costringendolo a scoprire un altro bersaglio | nella scherma, azione con cui si mira ad annullarne una dell'avversario | nel tennis, tiro che spiazza l'avversario perché indirizzato nel punto da cui egli si sta allontanando; contropiede    • 2 •   (mus.) contrattempo.
controtendenza   s.f.  tendenza che si sviluppa per reazione o in opposizione a un'altra.
controtesta   s.f.  (mecc.) supporto della contropunta in macchine utensili a moto rotatorio; toppo mobile.
controtimone   s.m.  (mar.) appendice fissa a proravia del timone, per aumentarne l'efficacia.
controtipo   s.m.  (foto.) negativo, spec. di un film, ottenuto da una copia positiva.
controtransfert   s.m.  (psicoan.) l'insieme delle reazioni emotive inconsce che si sviluppano nello psicoanalista in risposta al transfert del paziente.
controvalore   s.m.  valore di una somma di denaro in valuta straniera.
controvapore   s.m.  (tecn.) funzionamento invertito delle motrici a vapore, per il quale la pressione del vapore viene utilizzata a scopo frenante.
controvelaccino   s.m.  (mar.) nei bastimenti a vele quadre, la vela più alta dell'albero di trinchetto.
controvelaccio   s.m.  (mar.) nei bastimenti a vele quadre, la vela più alta dell'albero di maestra.
controventare   v. tr.  [io controvènto ecc.] (edil.) rinforzare con controventi.
controvento   o contravvento, anche contro vento, avv.  in direzione contraria a quella del vento: navigare, decollare controvento  | andare controvento, (fig.) agire, pensare in contrasto con le opinioni correnti, dominanti  s.m.    • 1 •   (edil.) trave o tirante di rinforzo a una struttura o a un palo per aumentarne la resistenza alle forze orizzontali    • 2 •   (mar.) cavo di manovra fissa posto a sostegno dell'albero o di un'altra attrezzatura.
controversia   s.f.    • 1 •   differenza di opinioni e contrasto che ne può nascere; disputa, discussione: provocare, comporre una controversia; controversie familiari    • 2 •   (dir.) contrasto di interessi portato dinanzi al giudice o ad arbitri; causa, lite: controversia di lavoro    • 3 •   nella letteratura latina, genere oratorio scolastico basato sullo svolgimento di dispute fittizie o riprese da cause celebri.
controversista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi analizza e discute controversie, spec. di natura teologica o giuridica: un famoso controversista del seicento  | (estens. non com.) polemista.
controverso   agg.  che è oggetto di controversia, che è suscettibile di varie interpretazioni; discusso: questione controversa; un passo controverso  § controversamente avv.  (non com.).
controvertere   v. tr.  [io controvèrto ecc. ; si usano solo il pres. e l'imperf. dell'indic., coniugati per lo più sul modello di convertire, secondo la terza coniugazione] (non com.) mettere in dubbio; discutere, confutare | v. intr.  [aus. avere] (dir.) discutere, disputare in giudizio.
controvertibile   agg.  (non com.) che può essere materia di controversia; discutibile: diritto non controvertibile  § controvertibilmente avv. 
controvertibilità   s.f.  (non com.) l'essere controvertibile.
controviale   s.m.  viale laterale, più stretto e generalmente alberato, che corre parallelo a quello principale; è di solito riservato al traffico meno veloce.
controvoglia   o contro voglia, avv.  malvolentieri, di malanimo: ubbidire controvoglia. 
contubernale   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, soldato che alloggiava con altri nella stessa tenda    • 2 •   (scherz.) compagno, commilitone; amico intimo.
contubernio   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, tenda militare; anche, il gruppo di soldati in essa alloggiato    • 2 •   nel diritto romano, unione matrimoniale tra due schiavi o tra uno schiavo e una persona libera    • 3 •   (estens. lett.) unione, convivenza illegittima.
contumace   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) l'essere in contumacia: imputato contumace   agg.  (ant. , lett.) ribelle agli ordini, indocile: il volgo contumace  (metastasio).
contumacia   s.f.    • 1 •   (dir.) la condizione in cui si trova un imputato che, senza motivo, non si presenti in giudizio, o una parte del processo civile che non si costituisca in giudizio: giudicare, condannare in contumacia    • 2 •   (ant.) ostinazione insolente, ribellione    • 3 •   (med.) isolamento in cui si tengono per un certo periodo persone, animali o merci provenienti da zone infette; quarantena.
contumaciale   agg.    • 1 •   (dir.) si dice di giudizio che si svolge con l'imputato o con una delle parti in stato di contumacia    • 2 •   si dice di ospedale o campo in cui si ricoverano malati contagiosi.
contumelia   s.f.  (lett.) parola, frase ingiuriosa; insulto: ricoprire qualcuno di contumelie. 
contumelioso   agg.  (lett.) offensivo, ingiurioso § contumeliosamente avv. 
contundente   part. pres.  di contundere   agg.  nel sign. del verbo | corpo contundente, qualsiasi oggetto che, usato per colpire, può produrre contusioni o lesioni più gravi.
contundere   v. tr.  [pass. rem. io contu si, tu contundesti ecc. ; part. pass. contu so] ammaccare, produrre una contusione.
conturbamento   s.m.  (non com.) il conturbare, il conturbarsi; l'essere conturbato.
conturbante   part. pres.  di conturbare   agg.  che turba profondamente; che suscita passione, desiderio: sguardi conturbanti. 
conturbare   v. tr.  turbare profondamente | conturbarsi v. rifl.  turbarsi profondamente, commuoversi.
conturbazione   s.f.  (non com.) l'essere conturbato; turbamento profondo.
contusione   s.f.  (med.) lesione traumatica di tessuti prossimi alla superficie corporea, con eventuale rottura di capillari ma senza lacerazione della cute.
contuso   part. pass.  di contundere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha subito una o più contusioni.
contuttoché   o con tutto che, cong.  benché, quantunque, sebbene (introduce una proposizione concessiva con il verbo al modo congiunt.): contuttoché fosse guarito, preferiva rimanere in casa. 
contuttociò   o con tutto ciò, cong.  tuttavia, nondimeno (con valore avversativo): era ammalato, contuttociò volle partire. 
conurbazione   s.f.  in urbanistica, il fenomeno per cui una città, espandendosi, ingloba i centri urbani adiacenti; anche, l'agglomerato urbano sorto in conseguenza di tale fenomeno.
convalescente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi si trova nel periodo intermedio tra la fine della malattia e la completa guarigione: essere convalescente da, di una polmonite. 
convalescenza   s.f.  stato di chi è convalescente.
convalescenziario   s.m.  istituto sanitario in cui i convalescenti soggiornano per riposo e cura.
convalida   s.f.  il convalidare, l'essere convalidato (spec. nel linguaggio burocr): convalida di un provvedimento. 
convalidamento   s.m.  (non com.) convalida.
convalidare   v. tr.  [io convàlido ecc.]    • 1 •   (burocr.) rendere valido agli effetti legali: convalidare una nomina, un decreto    • 2 •   (estens.) avvalorare, rafforzare, confermare: convalidare una tesi, un giudizio. 
convalidazione   s.f.  (non com.) convalida.
convallaria   s.f.  (bot.) mughetto.
convalle   s.f.  (lett.) ampia vallata; valle che sbocca in un'altra: le convalli / popolate di case e d'oliveti  (foscolo sepolcri  170-171).
convegna   s.f.  (ant.) patto, accordo.
convegnista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi partecipa a un convegno.
convegno   s.m.    • 1 •   il riunirsi di più persone in un luogo stabilito; congresso: intervenire, partecipare a un convegno; un convegno di medici  | convegno amoroso, (lett.) incontro amoroso | darsi convegno, (lett.) darsi appuntamento    • 2 •   (non com.) luogo di riunione, di ritrovo: la sua casa è convegno abituale di letterati    • 3 •   (ant.) patto, intesa.
convellere   v. tr.  [pres. io convèllo ecc. ; pass. rem. io convulsi, tu convellésti ecc. ; part. pass. convulso] (lett.) smuovere, contorcere (anche fig.) | convellersi v. rifl.  contorcersi, ripiegarsi (anche fig.).
convenevole   agg.  (lett.) conveniente, opportuno  s.m.    • 1 •   (lett.) ciò che è conveniente, ragionevole | secondo il convenevole, secondo le norme della buona educazione | oltre il convenevole, oltre misura, eccessivamente    • 2 •   pl.  atti, manifestazioni usuali di cortesia: fare i convenevoli a qualcuno  (o con qualcuno) § convenevolmente avv. 
convenevolezza   s.f.  (non com.) l'essere convenevole; opportunità, convenienza.
conveniente   part. pres.  di convenire   agg.    • 1 •   adatto, opportuno: vestire in modo conveniente    • 2 •   proporzionato, adeguato: ricompensa conveniente    • 3 •   vantaggioso: prezzo, affare conveniente  § convenientemente avv. 
convenienza   s.f.    • 1 •   l'essere conveniente, adatto; corrispondenza, proporzione: la convenienza di una parte col tutto    • 2 •   tornaconto, utilità, vantaggio: far qualcosa per convenienza  ' matrimonio di convenienza, fatto per ragioni economiche o sociali    • 3 •   decoro, cortesia, educazione: tacere per convenienza; una visita di convenienza    • 4 •   pl.  le norme che regolano le relazioni sociali: rispettare le convenienze    • 5 •   (ant.) patto, convenzione.
convenire   v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere  nei sign. 1, 3, 4, avere  nel sign. 2]    • 1 •   (lett.) venire con altri da diverse parti in uno stesso luogo; riunirsi, radunarsi: convenire a banchetto  | (estens.) convergere in un medesimo punto, confluire: là dove più strade convengono  (giordani)    • 2 •   essere d'accordo, consentire, concordare: convenire con qualcuno, su qualcosa    • 3 •   adattarsi, addirsi: il suo abito non conveniva alla cerimonia    • 4 •   essere utile, vantaggioso: un prezzo che conviene  | v. intr. impers.  [aus. essere] essere opportuno, necessario: conviene partire subito  | v. tr.    • 1 •   stabilire, pattuire, concordare: convenire il prezzo d'acquisto    • 2 •   riconoscere, ammettere: alla fine ha convenuto di aver torto    • 3 •   (dir.) chiamare, citare in giudizio | convenirsi v. rifl.    • 1 •   essere adatto, appropriato: comportarsi come si conviene a un gentiluomo    • 2 •   (ant.) convergere, confluire.
conventicola   s.f.  (lett.) riunione segreta di poche persone | (estens.) ristretto gruppo di persone che persegue interessi di parte, spec. se in modo illecito; consorteria: conventicole accademiche. 
convention   s.f. invar.  assemblea generale, per lo più di natura politica: la convention del partito democratico americano. 
convento   s.m.    • 1 •   edificio in cui vive una comunità di religiosi o religiose che hanno pronunciato voti solenni; nell'uso corrente, sin. di monastero : un convento di frati, di suore; entrare in convento, farsi frate o suora | accontentarsi di quel che passa il convento, (scherz.) accontentarsi di quello che si ha    • 2 •   l'insieme dei religiosi che abitano in un convento    • 3 •   (ant.) adunanza, riunione; anche, moltitudine, folla: mira / quanto è 'l convento de le bianche stole!  (dante par.  xxx, 128-129).
conventuale   agg.  (lett.) di convento, proprio di un convento: messa, chiesa conventuale  ' frati minori conventuali, ramo dell'ordine francescano che si separò dagli osservanti nel 1517, costituendosi in ordine autonomo  s.m.  religioso dell'ordine dei frati minori conventuali.
convenuto   part. pass.  di convenire   agg.  che è stato stabilito, concordato: prezzo convenuto   s.m.    • 1 •   ciò che si è stabilito di comune accordo: rispettare il convenuto    • 2 •   [f. -a] chi è venuto con altri a una riunione: salutare i convenuti    • 3 •   (dir.) chi è citato a comparire come parte in un processo civile.
convenzionale   agg.    • 1 •   che è così per convenzione, per accordo: segno convenzionale, prestabilito; scrittura convenzionale, cifrata    • 2 •   passivamente conforme agli usi e alle idee correnti, non originale: arte convenzionale  ' fatto per rispetto delle convenienze sociali: saluti convenzionali    • 3 •   usuale, tradizionale: armi convenzionali, in contrapposizione alle armi nucleari e chimiche § convenzionalmente avv.    • 1 •   per convenzione, simbolicamente    • 2 •   per tradizione, usualmente.
convenzionalismo   s.m.    • 1 •   atteggiamento di chi segue modelli convenzionali; conformismo, mancanza di originalità    • 2 •   (filos.) ogni dottrina epistemologica secondo la quale i concetti e le leggi scientifiche non sono verità obiettive o generalizzazioni dell'esperienza, ma pure convenzioni.
convenzionalista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è attaccato eccessivamente alle convenzioni.
convenzionalità   s.f.  l'essere convenzionale.
convenzionare   v. tr.  [io convenzióno ecc.] (burocr.) stabilire mediante una convenzione: convenzionare le tariffe  | convenzionarsi v. rifl.  accordarsi, impegnarsi mediante una convenzione.
convenzionato   part. pass.  di convenzionare   agg.    • 1 •   stabilito da una convenzione: prezzi convenzionati    • 2 •   che presta determinati servizi o pratica particolari prezzi sulla base di una convenzione: medico, laboratorio, ristorante convenzionato; clinica convenzionata, quella le cui prestazioni sono parzialmente o totalmente risarcite dal servizio sanitario nazionale.
convenzione   s.f.    • 1 •   trattato, patto, accordo su particolari questioni o per la prestazione di determinati servizi: convenzione commerciale, militare; stipulare una convenzione sui prezzi    • 2 •   ciò che risulta, che trae origine da un accordo comune, da una regola generalmente accettata: la lingua è un sistema di convenzioni  | convenzioni (sociali), ciò che per tradizione si pensa o si fa in una data società consuetudini, convenienze: essere schiavo delle convenzioni; infrangere le convenzioni    • 3 •   (ant.) assemblea | per antonomasia, l'assemblea legislativa che si radunò nel 1792 per dare una costituzione alla nascente repubblica francese.
convergente   part. pres.  di convergere   agg.    • 1 •   si dice di linee che si incontrano in un unico punto | lente convergente, (fis.) quella che fa convergere nel suo fuoco i raggi luminosi paralleli all'asse ottico | algoritmo convergente, (mat.) calcolo che dà un risultato finito    • 2 •   (fig.) che tendono a coincidere, a corrispondere: interessi convergenti. 
convergenza   s.f.    • 1 •   il convergere; l'essere convergente (anche fig.): la convergenza di due rette; convergenza di opinioni, di interessi  ' convergenza programmatica, nel gergo politico, accordo di partiti diversi su un programma senza che ciò comporti rinuncia alle rispettive ideologie; con lo stesso sign. è stata usata la loc. convergenze parallele    • 2 •   (geog.) zona di confluenza di masse d'aria o di correnti marine    • 3 •   negli autoveicoli, l'assetto delle ruote anteriori a veicolo fermo, che non sono parallele ma leggermente convergenti al fine di controbilanciare la tendenza a divergere durante la marcia.
convergere   v. intr.  [pres. io convèrgo, tu convèrgi ecc. ; pass. rem. io convèrsi  (rar. convergéi), tu convergésti ecc. ; raro il part. pass. convèrso  e i tempi composti; aus. essere]    • 1 •   dirigersi insieme da più punti verso un unico punto; tendere a congiungersi: i raggi della ruota convergono al centro    • 2 •   (fig.) tendere a coincidere, a corrispondere: aspirazioni che convergono  | v. tr.  (non com.) dirigere verso un unico punto (anche fig.): convergere gli sforzi. 
conversa   (1) s.f.  suora laica addetta ai servizi in un convento.
conversa   (2) s.f.  (edil.) nelle coperture a tetto, elemento di metallo o di fibrocemento che raccoglie l'acqua nei compluvi.
conversare   (1) v. intr.  [io convèrso ecc. ; aus. avere]    • 1 •   parlare con una o più persone in modo piacevole e in tono cordiale; discorrere, colloquiare: conversare con gli amici    • 2 •   (ant.) aver pratica, frequentazione; per estens., convivere, coabitare.
conversare   (2) s.m.  (lett.) conversazione.
conversatore   s.m.  [f. -trice] chi ama conversare; chi ha una conversazione piacevole: un brillante conversatore. 
conversazione   s.f.  [con-ver-sa-zió-ne]    • 1 •   il conversare; colloquio, dialogo: fare conversazione; essere in conversazione con qualcuno; conversazione interessante, noiosa; conversazione telefonica  | manuale di conversazione, contenente le espressioni di una lingua più comuni nel parlare quotidiano    • 2 •   discorso, conferenza svolti in forma piana, colloquiale: le conversazioni radiofoniche di uno scrittore    • 3 •   (antiq.) gruppo di persone che s'incontrano per conversare; circolo, ritrovo | tenere conversazione, ricevere in casa, tenere salotto    • 4 •   (ant.) pratica, dimestichezza; convivenza: sanza conversazione o familiaritade impossibile è a conoscere li uomini  (dante convivio).
conversevole   agg.  (ant. , lett.) che ha tono o stile di conversazione; affabile, socievole: modi conversevoli  § conversevolmente avv. 
conversione   s.f.    • 1 •   mutamento radicale e profondo di vita, di abitudini, di opinioni; in partic., il passare da una religione a un'altra: conversione ideologica, letteraria; la conversione di san paolo    • 2 •   trasformazione, mutamento di una cosa in un'altra: la conversione di un gas in un liquido, di un titolo in moneta, di un decreto in legge    • 3 •   (filos.) nella logica classica, operazione mediante la quale da un enunciato se ne ricava un altro permutando i termini (p. e.  soggetto e predicato)    • 4 •   (psicoan.) processo per cui uno stato emotivo o un conflitto psichico si traduce in un sintomo fisico: conversione somatica, isterica    • 5 •   mutamento della direzione di un moto (anche fig.): conversione di rotta; conversione a destra, a sinistra  | conversione a u, manovra di un veicolo che, restando sulla stessa strada, inverte il senso di marcia    • 6 •   (astr.) movimento di un corpo celeste intorno a un centro    • 7 •   (inform.) procedura per trasferire i dati da un sistema a un altro (p. e.  da schede perforate a nastro magnetico, da un linguaggio di programmazione a uno diverso, da un programma a un altro)    • 8 •   (chim.) rapporto tra la quantità di un reagente trasformato durante una reazione chimica e la quantità iniziale.
converso   (1) s.m.  frate laico addetto per lo più a lavori di fatica in un convento.
converso   (2) agg.  (ant.) inverso, contrario | per converso, al contrario § conversamente avv.  all'opposto.
convertibile   agg.  che si può convertire | moneta convertibile, (fin.) che può essere convertita in oro o in altre monete | obbligazione convertibile, (banc.) che può essere convertita in azioni, a determinate condizioni | (vettura) convertibile, con capote abbassabile.
convertibilità   s.f.  l'essere convertibile.
convertire   v. tr.  [pres. io convèrto ecc. ; pass. rem. io convertìi  (meno com. convèrsi) ecc. ; part. pass. convertito  (lett. convèrso)]    • 1 •   convincere qualcuno a cambiare opinioni, condotta, abitudini o a mutare fede religiosa: convertire al cristianesimo, al marxismo    • 2 •   mutare, trasformare: dafne fu convertita in alloro; convertire la cartamoneta in oro    • 3 •   (lett.) girare, volgere: i languidi occhi ha in lei conversi  (ariosto o. f.  xxiv, 77)    • 4 •   (inform.) effettuare una conversione    • 5 •   (ant.) persuadere, indurre a qualcosa: convertì ai suoi piaceri la buona comare  (boccaccio dec.  vii, 10) | convertirsi v. rifl.    • 1 •   cambiar vita, idee, concezioni; passare da una religione a un'altra: convertirsi all'islamismo    • 2 •   (ant.) rivolgersi: e a beatrice tutta si converse  (dante par.  iii, 127) | v. rifl.  mutarsi, trasformarsi: l'acqua si converte in ghiaccio; l'amore si convertì in odio. 
convertito   part. pass.  di convertire   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha mutato vita, opinioni, fede religiosa.
convertitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi converte    • 2 •   (fis.) apparecchio o dispositivo che trasforma un segnale o una forza: convertitore analogico-digitale; convertitore di frequenza  ' convertitore di coppia, organo di trasmissione da un albero motore a un albero condotto rotanti a velocità diverse    • 3 •   (metall.) apparecchio per depurare metalli fusi o produrre leghe metalliche, in partic. per produrre acciaio mediante affinazione della ghisa d'altoforno.
convessità   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è convesso    • 2 •   parte convessa.
convesso   agg.  si dice di linea o superficie curva verso l'esterno | angolo convesso, (geom.) quello inferiore a 180° | lente convesso-concava, (ott.) lente divergente con una faccia convessa e una concava.
convettivo   agg.  (fis.) di convezione: moto convettivo. 
convettore   s.m.  apparecchio di riscaldamento ad aria calda.
convezione   s.f.  (fis.) propagazione di calore nei fluidi mediante spostamento di materia.
convincente   part. pres.  di convincere   agg.  che convince, persuasivo: una prova convincente  § convincentemente avv. 
convincere   v. tr.  [coniugato come vincere]    • 1 •   indurre qualcuno a riconoscere, ammettere, accettare qualcosa, vincendo con prove o con opportuni argomenti ogni suo dubbio od opinione contraria (anche assol.): l'ho convinto del suo sbaglio; mi convinse che era un buon affare; argomenti che non convincono  | persuadere qualcuno a fare qualcosa: lo convinse a partire    • 2 •   (ant. , lett.) dimostrare la colpevolezza di una persona mediante prove inconfutabili: convincere qualcuno di truffa  | convincersi v. rifl.  acquisire certezza, liberandosi da ogni dubbio; rendersi persuaso: convincersi di qualcosa, a fare qualcosa. 
convincimento   s.m.  convinzione | libero convincimento del giudice, (dir.) principio in base al quale il giudice può liberamente valutare le prove acquisite nel processo.
convinto   part. pass.  di convincere   agg.    • 1 •   che è ben saldo nelle sue convinzioni: un cattolico convinto    • 2 •   (ant. , lett.) si dice di persona la cui colpevolezza è stata dimostrata: reo convinto  § convintamente avv.  (non com.) con convinzione.
convinzione   s.f.    • 1 •   il convincere, il convincersi, l'essere convinto; convincimento; fare opera di convinzione su  (o verso) qualcuno; parlare con convinzione    • 2 •   spec. pl.  la cosa di cui si è convinti; opinione ben radicata: convinzioni politiche, religiose. 
convissuto   part. pass.  di convivere  e agg.  nei sign. del verbo.
convitare   v. tr.  (lett.) chiamare a convito; per estens., invitare | v. intr.  [aus. avere] (ant.) banchettare.
convitato   part. pass.  di convitare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi partecipa a un convito; invitato | convitato di pietra, (fig.) si dice di una presenza che incombe su una situazione, presenza che tutti conoscono ma di cui nessuno preferisce parlare (dal personaggio del morto-punitore nella tradizione del don giovanni).
convito   s.m.  (lett.) pranzo solenne con numerosi invitati; banchetto: convito di nozze  | (rar.) l'insieme dei convitati.
convitto   s.m.    • 1 •   istituto nel quale gli allievi, oltre a frequentare corsi scolastici, ricevono vitto e alloggio; collegio: convitto femminile, maschile    • 2 •   l'insieme dei convittori    • 3 •   (ant.) convivenza | il convitto umano, la società umana.
convittore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   alunno di un convitto; collegiale    • 2 •   (ant.) chi convive con altri.
conviva   s.m.  [pl. -vi] (lett. rar.) convitato.
convivale    ⇨ conviviale.
convivare   v. intr.  [aus. avere] (ant. , lett.) banchettare: poste le mense, a convivar si diêro  (monti).
convivente   part. pres.  di convivere   agg.  e s.m.  e f.  che, chi convive.
convivenza   s.f.  [con-vi-vèn-za]    • 1 •   il convivere: convivenza familiare; vincoli di convivenza  | vita coniugale non matrimoniale    • 2 •   insieme di persone che convivono: convivenza umana, la società umana.
convivere   v. intr.  [coniugato come vivere; aus. avere, rar. essere] vivere, abitare insieme: convivere con i genitori  | far vita coniugale, vivere nella stessa casa, detto di una coppia non unita in matrimonio: convivono da anni. 
conviviale   meno com. convivale, agg.  (lett.) di convivio, che riguarda i conviti: piaceri conviviali; poesia conviviale, che si recitava nei conviti o sul tema del convito § convivialmente avv.  in modo conviviale.
convivio   s.m.  (lett.) convito, banchetto (anche fig.) | «convivio», titolo di un'opera dottrinale di dante.
convocamento   s.m.  (lett.) il convocare; convocazione.
convocare   v. tr.  [io cònvoco, tu cònvochi ecc.]    • 1 •   chiamare a consiglio le persone appartenenti a un organo collegiale per discutere o deliberare: convocare il parlamento, l'assemblea    • 2 •   (estens.) chiamare a un raduno o a un colloquio: essere convocato dal giudice    • 3 •   (ant.) chiamare in aiuto.
convocatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi convoca.
convocazione   s.f.  il convocare, l'essere convocato; invito a un'adunanza, a un colloquio; l'adunanza, il colloquio stessi: la convocazione della camera; riunirsi in prima, in seconda convocazione. 
convogliare   v. tr.  [io convòglio ecc.]    • 1 •   (rar.) accompagnare, scortare | far viaggiare, far procedere in convoglio    • 2 •   indirizzare verso un luogo determinato (anche fig.): convogliare i soldati al fronte; convogliare tutte le energie in un'impresa  | incanalare: convogliare le acque di un fiume; convogliare il traffico verso la circonvallazione    • 3 •   trasportare, trascinare, detto spec. di materiali fluidi o incoerenti: detriti convogliati dalla corrente. 
convogliatore   s.m.  meccanismo che serve a convogliare materiali: il convogliatore della mietitrebbiatrice. 
convoglio   s.m.    • 1 •   (ant.) scorta, accompagnamento    • 2 •   gruppo di navi che viaggiano insieme | gruppo di veicoli che viaggiano in colonna: convoglio funebre, corteo funebre; convoglio ferroviario, treno | gruppo di persone che vengono spostate da un luogo a un altro: un convoglio di prigionieri. 
convolare   v. intr.  [io convólo ecc. ; aus. essere] volare insieme; oggi usato solo nella loc. scherz. convolare a (giuste) nozze, sposarsi.
convolgere   ant. convolvere, v. tr.  [coniugato come volgere] (lett.) avvolgere, avvoltolare, rotolare.
convolvolo   s.m.  pianta erbacea rampicante con fiori imbutiformi di vario colore (fam.  convolvulacee).
convolvulacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, erbacee o arbustacee, con fusto generalmente volubile, fiori solitari o riuniti in cime, frutto a capsula; ne fanno parte il convolvolo, la batata e la gialappa | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
convulsione   s.f.    • 1 •   (med.) violenta e improvvisa contrazione dei muscoli, di natura patologica: avere le convulsioni    • 2 •   (estens.) moto convulso; accesso violento e irrefrenabile: una convulsione di riso, di pianto    • 3 •   (non com.) improvviso sconvolgimento naturale: convulsioni telluriche, scosse sismiche.
convulsivante   agg.  che provoca convulsioni: (farmaci) convulsivanti, (med.) quelli che, come effetti secondari, possono causare manifestazioni convulsive.
convulsivo   agg.  di convulsione; che ha i caratteri della convulsione: crisi convulsiva. 
convulso   agg.    • 1 •   che ha le caratteristiche della convulsione; violento, irrefrenabile: movimento, tremito, pianto convulso  | tosse convulsa, pertosse    • 2 •   (fig.) molto rapido, scomposto, disordinato: stile convulso; frasi convulse  ' molto intenso, frenetico, febbrile: attività, vita convulsa   s.m.  (fam.) convulsione; agitazione nervosa; accesso brusco e violento: farsi venire, avere il convulso; un convulso di pianto  § convulsamente avv. 
coobare   v. tr.  [io coòbo ecc.] (chim. , antiq.) distillare ripetutamente un liquido versandolo ogni volta sui residui delle precedenti distillazioni, al fine di arricchirlo di principi attivi.
coobazione   s.f.  (chim.) l'operazione del coobare.
coolie   s.m. invar.  servo, portatore, lavoratore asiatico.
cool jazz   loc. sost. m. invar.  stile di jazz moderno caratterizzato da un minore uso del vibrato, da sonorità più rarefatte e ridotta enfasi ritmica.
coonestamento   s.m.  (lett.) il coonestare.
coonestare   v. tr.  [io coonèsto ecc.] (lett.) far passare per onesta un'azione che non lo è giustificare.
cooperare   v. intr.  [io coòpero ecc. ; aus. avere] operare insieme con altri; contribuire con la propria opera al conseguimento di un fine; collaborare: cooperare al successo di un'iniziativa. 
cooperativa   s.f.  (dir.) associazione di più individui al fine di ottenere dalla gestione in comune di un'attività economica condizioni più vantaggiose di quelle offerte dal mercato: cooperativa di consumo, quella che cede ai soci, a prezzo di costo, le merci che ha acquistato all'ingrosso; cooperativa di lavoro, che prende direttamente in appalto i lavori e divide poi tra i soci lavoratori gli utili dell'impresa; cooperativa edilizia, costituita allo scopo di far costruire alloggi per i propri soci al prezzo di costo.
cooperativismo   s.m.  movimento favorevole alla cooperazione.
cooperativistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al cooperativismo o alle cooperative.
cooperativo   agg.  di cooperazione; che è fondato sulla cooperazione: società cooperativa; movimento cooperativo. 
cooperatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi coopera | sacerdote cooperatore, quello che aiuta un parroco nel suo ufficio    • 2 •   che, chi fa parte di una cooperativa.
cooperazione   s.f.    • 1 •   il cooperare; collaborazione    • 2 •   attività, organizzazione economica basata sull'associazione in cooperative | l'insieme delle cooperative di un settore economico o di un ambito geografico.
cooptare   v. tr.  [io coòpto ecc.] accogliere qualcuno come membro in un organo collegiale, in un sodalizio, in un circolo, per decisione di quanti ne sono già membri.
cooptazione   s.f.  il cooptare, l'essere cooptato.
coordinamento   s.m.  il coordinare, l'essere coordinato; organizzazione che coordina.
coordinante   part. pres.  di coordinare   agg.  nei sign. del verbo | congiunzione coordinante, (gramm.) congiunzione coordinativa.
coordinare   v. tr.  [io coórdino ecc]    • 1 •   raccogliere, organizzare insieme a un fine determinato: coordinare le idee, gli sforzi    • 2 •   (gramm.) collegare due proposizioni o due elementi della stessa proposizione secondo un rapporto di coordinazione    • 3 •   (chim) formare legami chimici per compartecipazione di elettroni fra un atomo che li fornisce (datore, o gruppo legante) e uno che li acquista (accettore).
coordinata   s.f.    • 1 •   (mat.) ciascuno dei numeri che permettono di individuare un punto rispetto a un sistema di riferimento (retta, piano ecc.): coordinate cartesiane    • 2 •   (geog.) ciascuno dei numeri atti a individuare un punto sulla superficie terrestre: coordinate geografiche, la latitudine e la longitudine    • 3 •   (gramm.) proposizione coordinata.
coordinativo   agg.  che serve a coordinare: congiunzione coordinativa. 
coordinato   part. pass.  di coordinare   agg.  nei sign. del verbo | rette, piani coordinati, (mat.) rette o piani che costituiscono un sistema di riferimento | proposizione coordinata, (gramm.) collegata a un'altra da un rapporto di coordinazione  s.m.  (spec. pl.) capo di vestiario o accessorio d'abbigliamento che per la linea, il disegno o il colore si coordina con altri capi o accessori § coordinatamente avv. 
coordinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi coordina; in partic., l'insegnante che coordina un'attività svolta da più insegnanti.
coordinazione   s.f.    • 1 •   il coordinare, l'essere coordinato: coordinazione di movimenti, di attività    • 2 •   (gramm.) rapporto di parità sintattica o funzionale tra due proposizioni o tra due elementi di una stessa proposizione (p. e. tentò, ma non vi riuscì; il bianco e il nero); si contrappone a subordinazione    • 3 •   (chim.) reazione in cui si formano legami chimici per compartecipazione di elettroni: composti di coordinazione, le sostanze che derivano da tale reazione, dette meno correttamente complessi (chimici). 
coorte   s.f.    • 1 •   (st.) decima parte della legione romana    • 2 •   (estens. lett.) schiera, gruppo numeroso di combattenti: stringiamci a coorte, / siam pronti alla morte  (mameli).
copale   fam. coppale, s.f.  o m.    • 1 •   resina fossile di origine vegetale usata per la preparazione di vernici    • 2 •   pelle pregiata per calzature, lavorata e resa lucida con la vernice di copale.
copata   s.f.  tipico dolce senese, fatto con un impasto di miele e frutta secca tritata schiacciato fra due ostie rotonde.
copeco   s.m.  [pl. -chi] moneta russa, equivalente alla centesima parte del rublo.
copepodi   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli crostacei di mare o d'acqua dolce, forniti di un solo occhio e di varie paia di appendici bifide e setolose | sing.  [-e] ogni crostaceo di tale ordine.
coperchiare   o coverchiare, v. tr.  [io copèrchio ecc.] (ant.) chiudere con un coperchio; per estens., chiudere, ricoprire.
coperchio   ant. coverchio, s.m.  arnese che serve per coprire recipienti e contenitori in genere. dim. coperchietto, coperchino, coperchiuccio  accr. coperchione. 
copernicanesimo   o copernicanismo [co-per-ni-ca-nì-smo], s.m.  il complesso delle dottrine scientifiche basate sulla teoria eliocentrica copernicana.
copernicano   agg.  che riguarda l'astronomo polacco niccolò copernico (1473-1543) | sistema copernicano, quello che pone il sole al centro del sistema planetario.
coperta   ant. o region. coverta, s.f.    • 1 •   drappo, panno che serve a coprire; in partic., quello che si stende sul letto sopra le lenzuola: coperta di lana; mettersi sotto le coperte, a letto | far da coperta a qualcuno, (fig.) coprire, mascherare con la propria autorità il suo comportamento disonesto. dim. copertina, copertuccia  pegg. copertaccia    • 2 •   fodera di stoffa che ricopre un oggetto per ripararlo dalla polvere o dall'umidità: la coperta della poltrona    • 3 •   (mar.) ponte scoperto della nave che si stende da poppa a prua    • 4 •   (ant.) strato di rivestimento; copertura | (non com.) in bibliologia, copertina    • 5 •   (fig. ant.) falsa apparenza; pretesto: sotto coperta di, con la scusa, fingendo di.
copertificio   s.m.  fabbrica di coperte.
copertina   s.f.    • 1 •   dim.  di coperta    • 2 •   involucro esterno di carta, cartoncino o altro materiale, per lo più stampato, che ricopre un libro, un quaderno, un fascicolo, una rivista | usato anche come agg. invar.  nella loc. ragazza copertina, cover girl    • 3 •   taglio di carne di bue corrispondente alla parte superiore della spalla    • 4 •   struttura che ricopre un muro impedendo l'infiltrazione di acque piovane.
copertinato   agg.  nell' editoria, si dice di libro o di fascicolo con copertina.
coperto   (1) ant. o region. coverto, part. pass.  di coprire   agg.    • 1 •   rivestito, riparato; chiuso: essere ben coperto, poco coperto; piscina coperta; passaggio coperto; volto coperto, celato | (fig.) protetto, adeguatamente garantito: rischio coperto; assegno coperto, emesso su un conto corrente che presenta la disponibilità necessaria per il pagamento    • 2 •   (estens.) rivestito, cosparso, ricoperto: tavolo coperto di polvere; fronte coperta di sudore; campagna coperta di neve  ' cielo coperto, nuvoloso    • 3 •   (fig.) dissimulato, oscuro: minacce coperte  | alla coperta, (ant.) di nascosto; in modo incomprensibile  avv.  (lett.) nascostamente  s.m.    • 1 •   luogo riparato: dormire al coperto  ' stare, essere al coperto, (fig.) essere al sicuro    • 2 •   (ant. , region.) tetto; copertura § copertamente avv.  in modo non esplicito; di nascosto, segretamente.
coperto   (2) s.m.  ciò che occorre (piatti, posate ecc.) per preparare la tavola per ciascun commensale: mettere un altro coperto  | il prezzo che si paga, in un ristorante, per ogni coperto.
copertoio   s.m.  (tosc.)    • 1 •   grande coperchio    • 2 •   (ant.) grossa coperta da letto    • 3 •   (ant.) copertura, tettoia.
copertone   s.m.    • 1 •   telone impermeabile che serve a proteggere dalle intemperie merci, automezzi e sim.    • 2 •   involucro di gomma, robusto e spesso, che racchiude e protegge la camera d'aria nei pneumatici dei veicoli.
copertura   ant. covertura, s.f.    • 1 •   il coprire, l'essere coperto: telone per la copertura di merci    • 2 •   ciò che serve a coprire (anche fig.): rifare la copertura di un canale; un'attività che serve da copertura a traffici illeciti    • 3 •   (edil.) l'insieme delle strutture che completano la sommità di un edificio    • 4 •   (econ.) garanzia di un prestito o di altra obbligazione, spec. in forma monetaria | copertura aurea, l'oro che serviva a garantire la moneta circolante | operazione mediante la quale chi compra (o vende) a una data futura al prezzo attuale, si garantisce da variazioni di prezzo vendendo (o acquistando) a termine a prezzo certo    • 5 •   (fig.) difesa, protezione: fuoco di copertura; gioco di copertura, in guerra, negli sport di squadra    • 6 •   (mil.) l'insieme delle truppe e delle fortificazioni cui è affidata la sicurezza delle frontiere prima dell'inizio delle operazioni.
copia   (1) s.f.  [solo sing.]    • 1 •   (lett.) grande quantità, abbondanza: vennero servitori, con gran copia di rinfreschi  (manzoni p. s.  iv)    • 2 •   (ant.) facoltà, opportunità, occasione: avendo copia di vedere assai spesso la sua donna  (boccaccio dec.  vii, 8) | avere copia di qualcuno, poterne disporre | fare copia di qualcosa, concederne l'uso.
copia   (2) s.f.    • 1 •   riproduzione, trascrizione esatta di uno scritto, di un documento: copia manoscritta, dattiloscritta; copia autenticata  | brutta copia, la prima stesura di uno scritto; bella copia, la stesura definitiva    • 2 •   riproduzione di un'opera presa a modello; per estens., si dice di persona che assomiglia moltissimo a un'altra: copia di una statua, di un quadro; è la copia esatta di suo fratello    • 3 •   ciascun esemplare di un libro, di un giornale e sim.: una tiratura di diecimila copie    • 4 •   (foto.) positiva stampata su carta sensibile    • 5 •   (tecn.) duplicazione di suoni, immagini, dati su un supporto magnetico: fare la copia di un'audiocassetta, di un dischetto, di un file. 
copialettere   s.m. invar.    • 1 •   piccolo torchio a mano usato un tempo per riprodurre su carta velina inumidita, mediante pressione, lettere o documenti scritti con inchiostro copiativo    • 2 •   registro contenente le copie delle lettere scritte.
copiare   v. tr.  [io còpio ecc.]    • 1 •   riprodurre esattamente qualcosa: copiare un documento; copiare a mano, a macchina; copiare in bella, mettere uno scritto in bella copia | eseguire la copia di un'opera d'arte o anche ritrarre qualcosa dal vero    • 2 •   (estens.) imitare, ripetere quanto è fatto da altri: copiare un'idea; copia il fratello in tutto quello che fa    • 3 •   (tecn.) fare la copia di un'audiocassetta, un dischetto, un file ecc.
copiativo   agg.  che serve a far copie: inchiostro copiativo, inchiostro usato per trarre dall'originale più copie mediante il copialettere | matita copiativa, la cui mina, spec. se bagnata, lascia un segno indelebile | carta copiativa, cartacarbone.
copiatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi copia, spec. opere d'arte; imitatore    • 2 •   (ant.) copista.
copiatrice   s.f.  apparecchio per riprodurre documenti; in partic., fotocopiatrice.
copiatura   s.f.    • 1 •   il copiare, il modo di copiare: copiatura a mano, a macchina    • 2 •   la cosa, il passo copiato    • 3 •   plagio, saccheggio di opere altrui.
copiglia   o coppiglia, s.f.  (mecc.) asticella metallica ripiegata su se stessa che si usa per evitare l'allentamento dei dadi dei bulloni o lo sfilamento di perni passanti e non forzati.
copilota   s.m.  [pl. -i] il secondo pilota nella guida di un aereo.
copione   (1) s.m.  testo di un lavoro teatrale dal quale vengono estratte le parti che i diversi attori devono recitare; sceneggiatura di un film o testo di trasmissioni radiofoniche o televisive | secondo copione, (fig.) come previsto.
copione   (2) s.m.  [f. -a] (fam.) chi copia da altri o imita gli altri.
copiosità   s.f.  (lett.) l'essere copioso.
copioso   agg.  (lett.)    • 1 •   che è in grande quantità abbondante: raccolto copioso    • 2 •   che ha grande abbondanza di qualcosa; che è ricco, molto dotato: regione copiosissima di ferro  (cattaneo)    • 3 •   eloquente; sovrabbondante, prolisso: fecondi e copiosi scrittori  (carducci) § copiosamente avv. 
copista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] trascrittore di codici; amanuense | oggi, chi per professione copia scritture, documenti; anche chi fa copie di dipinti o sculture.
copisteria   s.f.  impresa commerciale la cui attività consiste nell'approntare copie dattiloscritte di testi vari per conto di terzi; il luogo in cui si svolge tale attività.
copolimerizzare   v. tr.  (chim.) unire due o più monomeri diversi per formare copolimeri.
copolimerizzazione   s.f.  (chim.) reazione chimica in cui si formano copolimeri.
copolimero   s.m.  (chim.) polimero costituito dalla polimerizzazione di due o più monomeri diversi.
coppa   (1) s.f.    • 1 •   bicchiere di vetro o metallo, generalmente a forma di calotta sferica, che si regge su di un piede a stelo; anche, la sola calotta e, per estens., il liquido o altro che vi è contenuto: una coppa di spumante, di gelato.  dim. coppetta    • 2 •   qualsiasi oggetto di forma concava o tondeggiante; in partic., nei motori a scoppio, la vaschetta sotto il basamento in cui si raccoglie l'olio di lubrificazione | coppe della bilancia, i due piatti    • 3 •   trofeo a forma di calice, talora artisticamente lavorato, che si dà come premio ai vincitori di gare sportive; la gara stessa: la coppa davis    • 4 •   pl.  uno dei quattro semi delle carte da gioco napoletane.
coppa   (2) s.f.    • 1 •   (ant. , region.) la parte posteriore del capo    • 2 •   in lombardia, taglio di carne di bue macellato    • 3 •   salume fatto nell'italia settentrionale con lombo di maiale insaccato, nell'italia centrale con carni della testa del maiale, cotte e pressate.
coppaia   (1) s.f.  luogo in cui si conservano i coppi, cioè gli orci da olio.
coppaia   (2) s.f.  accessorio del tornio da legno, a forma di coppa orizzontale, che per forzatura nell'imboccatura sostiene l'oggetto da tornire, specie se questo ha forma sferica o ovoidale.
coppale    ⇨ copale.
copparosa   s.f.  (non com.) adattamento it. del fr. couperose. 
coppatura   s.f.  trucco commerciale consistente nel disporre la merce nei contenitori in modo che quella migliore sia visibile, quella più scadente nascosta.
coppella   s.f.    • 1 •   crogiolo di fosfato di calcio a forma di coppa usato un tempo per purificare o saggiare metalli preziosi | oro di coppella, purissimo; (fig. scherz.) persona integerrima o cosa eccellente    • 2 •   incavo: croce a coppelle, quella con incavi alle estremità dei bracci.
coppellare   v. tr.  [io coppèllo ecc.]    • 1 •   (ant.) purificare o saggiare metalli preziosi nella coppella    • 2 •   sottoporre un metallo fuso alla coppellazione    • 3 •   ornare di coppelle, di incavi.
coppellazione   s.f.  in metallurgia, processo di separazione di due metalli allo stato fuso, usato principalmente per estrarre l'argento dal piombo argentifero e per l'affinazione dell'oro: forno di coppellazione. 
coppetta   s.f.    • 1 •   dim.  di coppa    • 1 •    • 2 •   (med.) altro nome della ventosa. 
coppia   s.f.    • 1 •   due persone, due animali o due cose uniti per uno scopo e considerati come un'unità organica: una coppia di sposi, di ballerini; una coppia di buoi, di candelabri  | (assol.) due persone di sesso diverso unite fra loro da un rapporto amoroso: essere, formare una bella coppia  | far coppia fissa, si dice di due persone che si fanno vedere spesso insieme | in coppia, a coppia, a due a due. dim. coppietta    • 2 •   (sport) due atleti che gareggiano abbinati | gara a coppie, nel ciclismo, gara in cui due atleti si alternano in pista contro altri equipaggi formati a loro volta da due atleti | due di coppia, quattro di coppia, nel canottaggio, gli equipaggi in cui ciascun rematore aziona due remi    • 3 •   nei giochi di carte, due carte uguali; anche due compagni che giocano insieme contro altri due avversari    • 4 •   (fis.) l'insieme di due forze uguali parallele, di senso contrario e risultante nulla, applicate in due punti diversi di un corpo    • 5 •   coppia (cinematica), (mecc.) insieme di due elementi meccanici collegati in modo da avere reciprocamente una sola definita libertà di movimento: coppia prismatica, pattino-guida; coppia rotoidale, perno-cuscinetto; coppia elicoidale, vite-madrevite; coppie superiori, quelle costituite da due elementi rotolanti l'uno sull'altro, p. e. due ruote dentate    • 6 •   coppia bimetallica, parte di un congegno termoregolato, costituito da due strisce di metalli diversi saldati insieme che, riscaldate, si incurvano a causa del diverso coefficiente di dilatazione; bimetallo | elemento sensibile di un termometro a termocoppia (coppia termoelettrica)    • 7 •   coppia minima, (ling.) coppia di parole che differiscono solo per un fonema (p. e. dare  e fare).
coppiere   s.m.  [f. -a] (antiq.) chi versa da bere ai convitati: il coppiere degli dei, ganimede.
coppietta   s.f.    • 1 •   dim.  di coppia    • 2 •   coppia di giovani fidanzati.
coppiglia    ⇨ copiglia.
coppiola   s.f.    • 1 •   due colpi di doppietta o di altra arma da fuoco sparati quasi simultaneamente | fare coppiola, uccidere due diverse prede con i due colpi della doppietta    • 2 •   lancio simultaneo di due siluri.
coppo   s.m.    • 1 •   grande vaso di terracotta, molto panciuto, in cui si conserva l'olio; orcio    • 2 •   tegola curva per la copertura di tetti: coppo italico    • 3 •   (ant.) la cavità dell'occhio: le lagrime... /... / riempion sotto 'l ciglio tutto il coppo  (dante inf.  xxxiii, 97-99).
coppola   s.f.  (region.) berretto basso con visiera, usato spec. in sicilia | coppola storta, (gerg.) mafioso.
copra   s.f.  polpa essiccata delle noci di cocco, dalla quale si estrae l'olio di cocco.
copresidente   s.m.  chi presiede insieme ad altri un'istituzione, un ente e sim.
copresidenza   s.f.  l'essere copresidente; ufficio di copresidente.
copribusto   s.m. invar.  corpetto corto, sbracciato e scollato, che le donne portavano sul busto.
copricalorifero   s.m.  mobiletto che serve a contenere e mascherare il calorifero.
copricanna   s.m. invar.  legno sagomato che ricopre parzialmente la canna del fucile per proteggerlo dagli urti e facilitarne il maneggio quando il tiro prolungato surriscalda l'acciaio.
copricapo   s.m.  qualsiasi cappello o berretto con cui ci si ripara il capo.
copricatena   s.m. invar.  nelle biciclette e nelle motociclette, lo stesso che carter. 
copricostume   s.m. invar.  indumento femminile che si porta sopra il costume da bagno.
copridivano   s.m.  telo o fodera con cui si copre un divano per proteggerlo dalla polvere o da macchie.
coprifasce   s.m. invar.  piccola camicia che si metteva al neonato sopra la fasciatura.
coprifiamma   s.m. invar.  sorta di imbuto o cilindro d'acciaio applicato alle armi da fuoco per schermare la vampa prodotta dal colpo.
coprifilo   s.m.  guarnizione di copertura della giunzione tra lo stipite e il muro; mostra.
coprifuoco   pop. coprifoco, s.m. invar.  obbligo di ritirarsi in casa a un'ora stabilita, imposto ai cittadini per motivi d'ordine pubblico | nel medioevo, il segnale che a una determinata ora della sera imponeva di spegnere fuochi o lumi a fiamma libera per evitare incendi notturni.
copriletto   s.m. invar.  coperta che si pone per ornamento sopra il letto.
coprimacchia   s.f.  spec. nei ristoranti, tovaglietta di dimensioni ridotte che copre la tovaglia per impedire che si macchi.
coprimaterasso   s.m.  telo o fodera con cui si copre un materasso per proteggerlo da macchie.
coprimento   s.m.  (non com.) il coprire; copertura.
coprimiserie   s.m. invar.  (non com.) modo scherzoso di definire un cappotto o un soprabito indossato per nascondere un abito dimesso, logoro o antiquato.
coprimozzo   s.m. invar.  elemento di copertura esterna e protezione del mozzo delle ruote di un autoveicolo.
copripiatti   s.m. invar.  coprivivande.
copripiedi   s.m. invar.  piccola coperta che si pone in fondo al letto, per tener caldi i piedi.
copripiumone   s.m. invar.  telo che ricopre il piumone da letto.
copripresa   s.m. invar.  sorta di coperchietto con cui si ricopre la presa della corrente elettrica, soprattutto per la sicurezza dei bambini.
coprire   ant. o poet. covrire, v. tr.  [pres. io còpro  (ant. cuòpro) ecc. ; pass. rem. io coprìi  o copèrsi, tu copristi ecc. ; part. pass. copèrto]    • 1 •   mettere qualcosa sopra o davanti o intorno a un'altra per proteggerla, ripararla, nasconderla: coprire il tavolo con la tovaglia; coprire una pentola, metterle sopra un coperchio | riparare, proteggere il corpo o una parte di esso con indumenti o altro: coprirsi il capo; copri bene il bambino perché fa freddo    • 2 •   (estens.) ammantare, avvolgere: la neve aveva coperto la campagna; una fitta nebbia copriva la città    • 3 •   (fig.) occultare, nascondere: coprire gli errori di qualcuno    • 4 •   proteggere, difendere; nel linguaggio militare e sportivo, proteggere dall'offensiva del nemico o dell'avversario: coprire la ritirata  | nel linguaggio delle assicurazioni e bancario, garantire: coprire un rischio  | coprire le spese, recuperare le spese sostenute    • 5 •   comprendere, includere, esaurire: una regola che copre tutti i casi; una parola che copre i significati di un'altra  | (fig.) garantire un servizio in una determinata area: una rete di vendita che copre l'intero territorio nazionale    • 6 •   (fig.) superare in intensità un suono: il fragore del mare copriva le nostre voci    • 7 •   (fig.) colmare, riempire: coprire qualcuno di baci, d'insulti    • 8 •   (fig.) occupare, tenere, esercitare: coprire una cattedra, una carica    • 9 •   (fig.) percorrere in un certo tempo: il vincitore ha coperto la distanza in un'ora    • 10 •   (fig.) nell'accoppiamento di animali, montare | coprirsi v. rifl.    • 1 •   riparare il proprio corpo con indumenti o altro, spec. per proteggersi dal freddo    • 2 •   (fig.) colmarsi, riempirsi: coprirsi di gloria, d'infamia    • 3 •   nel linguaggio delle assicurazioni e bancario, garantirsi contro un rischio    • 4 •   nel pugilato, ripararsi dai colpi dell'avversario | v. rifl.  ammantarsi, ricoprirsi, rivestirsi: in primavera i prati si coprono di fiori; coprirsi di muffa, di ruggine  | detto del cielo, rannuvolarsi.
copririsvolto   s.m. invar.  striscia di stoffa che si applica internamente lungo l'abbottonatura degli abiti.
copritastiera   s.f.  striscia di panno con cui si copre la tastiera del pianoforte o di altro strumento simile per proteggerla dalla polvere o da macchie.
copritavolo   s.m.  panno con cui si copre un tavolo per proteggerlo da macchie o altri danneggiamenti.
copriteiera   s.m. invar.  rivestimento, copertura di stoffa che serve a tener calda la teiera.
copritermosifone   s.m.  elemento che copre il radiatore dell'impianto di riscaldamento.
copritore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi è addetto a un lavoro di copertura  agg.  che ricopre: penne copritrici, negli uccelli, le penne più grandi che ricoprono quelle più piccole.
coprivivande   s.m. invar.  coperchio di forma emisferica, minutamente traforato, per proteggere le vivande dalle mosche.
copro   - primo elemento di composti dotti di formazione moderna, dal gr. kópros  'sterco'; significa 'feci' (coprofagia) o indica volgarità, oscenità (coprolalia).
coprocessore   s.m.  (inform.) microprocessore ausiliario per particolari elaborazioni, dalle quali svincola l'unità centrale, così da velocizzare il sistema: coprocessore matematico. 
coprocoltura   s.f.  (med.) ricerca a scopo diagnostico sui germi presenti nelle feci.
coproduttore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi partecipa a una coproduzione.
coproduzione   s.f.  produzione, spec. di un'opera cinematografica, in collaborazione fra più produttori; l'opera così prodotta: una coproduzione italo-giapponese. 
coprofagia   s.f.  (psich.) l'ingerire sterco, come forma di perversione dell'istinto della fame, tipica di alcune gravi malattie mentali.
coprofago   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] (psich.) che, chi è affetto da coprofagia.
coprolalia   s.f.  (psich.) impulso morboso a dire parole oscene.
coprolalico   agg.  [pl. m. -ci] (psich.) di coprolalia, che riguarda la coprolalia: impulso coprolalico   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona affetta da coprolalia.
coprolito   s.m.    • 1 •   (geol.) escremento fossile ricco di fosfati minerali, utilizzato un tempo come materia prima per fertilizzanti    • 2 •   (med.) formazione calcarea o fosfatica presente nell'intestino.
coprostasi   s.f.  (med.) ristagno delle feci nell'intestino per un periodo superiore a quello normale.
copto   s.m.    • 1 •   [f. -a] cristiano monofisita d'egitto e d'etiopia    • 2 •   lingua parlata in egitto fino al sec. xvi e ora usata soltanto come lingua liturgica  agg.  dei copti: chiesa copta; letteratura, arte copta. 
copula   s.f.    • 1 •   (lett.) accoppiamento sessuale    • 2 •   (gramm.) congiunzione o verbo copulativo | per antonomasia, la congiunzione e. 
copulare   v. tr.  [io còpulo ecc.]    • 1 •   (lett.) accoppiare, unire    • 2 •   (chim.) operare una copulazione | copularsi v. rifl.  (lett.) congiungersi sessualmente | (ant.) unirsi in matrimonio.
copulativo   agg.  (gramm.) che serve a congiungere: congiunzioni copulative, quelle che coordinano due termini o due proposizioni (p. e.  pasta e  ceci; non sa leggere né  scrivere); verbi copulativi, quelli che uniscono il soggetto al predicato nominale: essere, sembrare, stare, diventare, nascere, vivere, morire ecc.  (p. e.  la neve è  bianca; diogene visse  povero) § copulativamente avv. 
copulazione   s.f.    • 1 •   (lett.) copula, accoppiamento sessuale    • 2 •   in chimica organica, reazione di condensazione fra un particolare composto azotato e un fenolo o un'ammina, da cui si ottiene un'importante classe di coloranti.
copy   s.m. invar.    • 1 •   [anche f.] copywriter    • 2 •   testo di un messaggio pubblicitario.
copyright   s.m. invar.  diritto che tutela la proprietà di un'opera dell'ingegno (letteraria, artistica ecc.); diritto d'autore | il marchio che viene apposto sull'opera con l'indicazione del titolare del diritto e dell'anno a cui risale.
copywriter   s.m.  e f. invar.  redattore di testi pubblicitari.
coque   s.f. invar.  si usa nella loc. alla coque  (dal fr. à la coque), che si dice di uovo bollito per pochi minuti, in modo che si rapprenda l'albume ma non il tuorlo.
coraciformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli arrampicatori con becco lungo e robusto, piumaggio vivacemente colorato, zampe corte; vi appartengono il gruccione, il martin pescatore, l'upupa ecc. | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
coraggio   s.m.    • 1 •   forza d'animo nell'affrontare il pericolo, nell'intraprendere imprese difficili, nel sopportare con serenità dolori e sacrifici: un atto di coraggio; dimostrare coraggio; perdersi, mancare di coraggio; affrontare qualcosa con coraggio  | coraggio civile, quello che si dimostra nell'affrontare una situazione rischiosa per il bene comune | avere il coraggio delle proprie opinioni, delle proprie azioni, sostenerle e difenderle apertamente, assumendosene la responsabilità | far coraggio a qualcuno, rincuorarlo, rinfrancarlo | prendere il coraggio a due mani, osare finalmente di fare qualcosa dopo aver esitato | coraggio!, esortazione a non perdersi d'animo    • 2 •   sfacciataggine, impudenza: ci vuole un bel coraggio a mentire così!    • 3 •   (ant.) cuore, animo.
coraggioso   agg.  che ha coraggio: un giovane, un soldato coraggioso  | compiuto con coraggio, che rivela coraggio: atto, gesto coraggioso  § coraggiosamente avv. 
corago    ⇨ corego.
corale   (1) agg.    • 1 •   di, da coro: canto, musica, complesso corale  ' lirica corale, antica lirica greca che doveva essere cantata a più voci | libri corali, codici per uso liturgico contenenti le officiature del coro    • 2 •   (estens.) si dice di opera letteraria o teatrale, cinematografica ecc. che rappresenta vicende, situazioni, sentimenti di una collettività, non di singoli individui | gioco, azione corale, (sport) gioco o azione che è il frutto della collaborazione ben organizzata di tutti i giocatori    • 3 •   (fig.) concorde, unanime: approvazione, protesta corale   s.m.  (mus.) canto liturgico per coro, tipico della chiesa luterana; il libro che raccoglie tali canti | composizione organistica ispirata al corale religioso: i corali di bach  | s.f.  gruppo di cantori, coro: una corale polifonica  § coralmente avv. 
corale   (2) agg.  (ant. , lett.) cordiale § coralmente avv. 
coralità   s.f.  (lett.) l'essere corale.
corallaio   region. corallaro, s.m.  [f. -a] chi lavora o vende coralli.
corallifero   agg.  che è formato da coralli; ricco di coralli: banco corallifero. 
corallina   s.f.    • 1 •   (bot.) alga marina semirigida, simile al corallo    • 2 •   (min.) roccia calcarea ricca di resti fossili di coralli o madrepore, usata come materiale da rivestimento per costruzioni    • 3 •   barca attrezzata per la pesca del corallo.
corallino   agg.    • 1 •   di corallo, costituito da coralli: scogliera, barriera corallina    • 2 •   di colore simile a corallo: labbra coralline. 
corallo   s.m.    • 1 •   nome di varie specie di celenterati marini degli antozoi, che vivono a basse profondità nei mari caldi, in colonie ancorate alle rocce sottomarine    • 2 •   la sostanza cornea, di struttura arborescente, variamente colorata dal bianco rosato al rosso, che è costituita dagli scheletri di una specie di tali animali e viene usata per la fabbricazione di oggetti d'ornamento (p. e.  collane, ciondoli ecc.)    • 3 •   (lett.) colore rosso acceso: labbra di corallo  | usato anche come agg. invar.  : rosso corallo. 
corame   s.m.    • 1 •   cuoio lavorato    • 2 •   (region.) cuoio in genere.
coramella   s.f.  striscia di cuoio che serve per affilare i rasoi.
coramina   ® s.f.  nome commerciale della dietilammide nicotinica, farmaco stimolante del cuore e dei centri respiratori.
coram populo   loc. avv.  alla presenza di tutti, in pubblico: parlare coram populo. 
coranico   agg.  [pl. m. -ci] del corano: precetto coranico. 
corata   s.f.    • 1 •   cuore, polmoni, fegato e milza di animali macellati    • 2 •   (ant.) visceri umani    • 3 •   (lett.) cuore.
coratella   s.f.  corata di alcuni piccoli animali (agnello, coniglio ecc.).
corazza   s.f.    • 1 •   copertura del busto, in cuoio o in metallo, portata anticamente dai soldati per difesa; ancora oggi fa parte dell'uniforme di certi corpi speciali (p. e.  guardie svizzere, corazzieri) | analoga copertura di cuoio portata dai giocatori di rugby, di football americano e di altri sport per difendersi dai colpi degli avversari    • 2 •   nei secc. xvi-xvii, soldato armato di corazza, appartenente alla cavalleria pesante, chiamato in seguito corazziere    • 3 •   struttura resistente applicata per difesa a fortificazioni e a mezzi da combattimento e d'assalto: la corazza di un carro armato, di una nave da battaglia    • 4 •   rivestimento protettivo, osseo o d'altro materiale, del corpo di alcuni animali: la corazza delle tartarughe    • 5 •   (fig.) difesa, riparo, protezione: il suo cinismo è solo una corazza. 
corazzare   v. tr.    • 1 •   armare, provvedere di corazza protettiva: corazzare una nave    • 2 •   (fig.) difendere, premunire | corazzarsi v. rifl.  difendersi, premunirsi: corazzarsi contro le maldicenze. 
corazzata   s.f.  grande nave da guerra protetta da spesse corazze d'acciaio e potentemente armata | corazzata tascabile, di piccolo dislocamento.
corazzato   part. pass.  di corazzare   agg.    • 1 •   armato, munito di corazza: guerrieri corazzati; nave corazzata  ' truppe corazzate, grandi unità militari costituite da carri armati, fanteria montata su mezzi cingolati e artiglieria semovente | pennino corazzato, con rivestimento protettivo | pila corazzata, batteria elettrica con rivestimento protettivo e isolante    • 2 •   (fig.) difeso, protetto: essere corazzato contro le avversità. 
corazzatura   s.f.  il corazzare; l'insieme dei materiali che corazzano una nave, un carro armato ecc.
corazziere   s.m.    • 1 •   nei secc. xvi-xvii, soldato a cavallo, armato di lancia, elmo e corazza; oggi, carabiniere della guardia d'onore del capo dello stato italiano    • 2 •   (fig.) persona alta e imponente.
corba   (1) s.f.    • 1 •   grande cesta di vimini o di strisce di legno intrecciate    • 2 •   (region.) nelle navi, ossatura che tiene uniti il fasciame esterno e la chiglia, detta com. costa    • 3 •   unità di misura di capacità per aridi, usata un tempo a bologna ed equivalente a circa 80 metri cubi.
corba   (2) s.f.  (vet.) malformazione ossea al margine posteriore del garretto di equini e bovini.
corbacchio    ⇨ corbaccio.
corbacchione   s.m.  (antiq.) grosso corvo | corbacchione di campanile, (fig.) uomo furbo, scaltro.
corbaccio   o corbacchio, s.m.  (ant.) grosso corvo.
corbeille   s.f. invar.    • 1 •   cestino di fiori disposti con arte    • 2 •   in borsa, la zona riservata agli agenti di cambio (il cosiddetto 'recinto') nella quale si svolge la contrattazione dei titoli.
corbellaggine   s.f.  (non com.) balordaggine, stupidità.
corbellare   v. tr.  [io corbèllo ecc.] (non com.) canzonare, beffare.
corbellatorio   agg.  (non com.) canzonatorio.
corbellatura   s.f.  (non com.) il corbellare; canzonatura, beffa.
corbelleria   s.f.  stupidaggine, sproposito: fare, dire una corbelleria. 
corbello   (1) s.m.  cesto rotondo di vimini o di strisce di legno intrecciate; anche, quanto in esso è contenuto: un corbello di fichi.  dim. corbelletto, corbellino  accr. corbellone. 
corbello   (2) s.m.  (pop.)    • 1 •   testicolo | rompere i corbelli, infastidire, annoiare | corbelli!, (antiq.) esclamazione di meraviglia    • 2 •   [f. -a] persona stupida, sciocca. accr. corbellone. 
corbezzola   s.f.  il frutto del corbezzolo.
corbezzolo   s.m.  arbusto sempreverde con frutti costituiti da bacche rosse commestibili (fam.  ericacee) | corbezzoli!, (antiq.) esclamazione di meraviglia, per alterazione eufem. di corbelli. 
corbo    ⇨ corvo 1.
corcare    ⇨ coricare.
corcontento   o cuor contento, s.m.  persona serena, tranquilla, contenta del proprio stato.
corda   s.f.    • 1 •   fascio di fibre o di fili attorcigliati, che si usa per legare, sostenere o tirare qualcosa: corda di canapa, metallica; un rotolo di corda; scala di corda; corda dei muratori, filo a piombo; scarpe di corda, con la suola fatta di strisce di corda | (salto della) corda, gioco infantile o esercizio ginnico consistente nel saltare una corda tenuta con le due mani e fatta passare sotto i piedi e sopra la testa | dar la corda a un orologio, a un meccanismo  e sim., caricarli (detto in origine degli orologi azionati da pesi sostenuti da cordicelle o catene) | dar corda a qualcuno, (fig.) prestargli ascolto, incoraggiarlo a parlare | tagliare la corda, (fig.) andarsene, fuggire di nascosto | essere con la corda al collo, (fig.) trovarsi in una situazione gravissima, senza scampo | mettere la corda al collo a qualcuno, (fig.) imporgli delle condizioni gravose | tendere troppo la corda, (fig.) portare una situazione quasi al punto di rottura. dim. cordicella, cordicina, cordino  (m.) pegg. cordaccia    • 2 •   (estens.) oggetto, elemento a forma di corda; in particolare, in alcuni strumenti musicali, filamento di minugia, di metallo o di nylon che, messo in vibrazione, produce un suono: strumenti a corda; le corde del violino, dell'arpa  | essere teso come le corde di un violino, (fig.) essere molto teso, agitato, inquieto | far vibrare, toccare una corda, (fig.) trattare, alludere a un argomento capace di destare in una persona particolari sentimenti | corde vocali, (anat.) le pieghe della glottide che consentono la modulazione della voce | corde del collo, (pop.) i due muscoli laterali del collo | corda dorsale, (zool.) notocorda | corda alare, (aer.) la distanza tra il bordo di attacco e il bordo d'uscita di un profilo alare    • 3 •   tortura che si infliggeva agli inquisiti o ai colpevoli di alcuni reati, consistente nel sollevare la persona fino all'altezza del soffitto per mezzo di una corda che le legava i polsi dietro la schiena, e nel lasciarla poi ricadere di colpo; era detta anche colla  | tenere qualcuno sulla corda, (fig.) tenerlo in ansia, con l'animo sospeso    • 4 •   trama di tessuto | mostrare la corda, essere logoro, consunto; (fig.) essere trito e ritrito, non più efficace: argomenti che mostrano la corda    • 5 •   (geom.) segmento di retta che unisce gli estremi di un arco di curva, in particolare due punti di una circonferenza    • 6 •   (sport) in alpinismo, grossa fune (un tempo di canapa, oggi di perlon o altra fibra sintetica) usata per assicurarsi durante la scalata: corda da roccia, da ghiaccio  ' in atletica e nel ciclismo, bordo che limita all'interno le piste di gara; nel pugilato, e nella lotta, ciascuna delle funi che delimitano il quadrato | costringere, mettere l'avversario alle corde, non lasciargli spazio per muoversi e per difendersi (anche in usi fig.).
cordace   s.m.    • 1 •   nell'antichità greca, ballo comico spesso con figurazioni e allusioni oscene    • 2 •   nella commedia attica, coro composto in metri trocaici.
cordaio   region. cordaro, s.m.  [f. - a] fabbricante o venditore di corde e spaghi.
cordame   s.m.    • 1 •   assortimento, varietà di corde: fabbrica di cordami    • 2 •   (mar.) il complesso dei cavi mobili usati per la manovra delle vele; dotazione di cavi di una nave.
cordaro    ⇨ cordaio.
cordata   s.f.    • 1 •   gruppo di alpinisti legati alla stessa corda in un'ascensione    • 2 •   (estens.) gruppo di imprenditori che si consorziano per l'acquisto o la gestione di un'impresa o di un bene di grande rilevanza economica' gruppo di politici, dirigenti d'impresa e sim. che si accordano per dare la scalata a posizioni di potere.
cordati   s.m. pl.  (zool.) tipo di animali muniti di corda dorsale nello stato embrionale, che può conservarsi o no nello stato adulto | sing.  [-o] ogni animale appartenente a questo tipo.
cordato   (1) agg.    • 1 •   fornito di corda    • 2 •   che ha l'aspetto di una corda: lava cordata. 
cordato   (2) agg.  (bot.) si dice di organo a forma di cuore: foglia cordata. 
cordatrice   s.f.  (tecn.) macchina per la fabbricazione delle corde.
cordatura   s.f.  (tecn.) operazione mediante la quale viene fabbricata una corda.
cordella   s.f.  fettuccia di refe o di seta; cordoncino per allacciare busti o altri indumenti. dim. cordellina. 
cordellina   s.f.    • 1 •   dim.  di cordella    • 2 •   cordoncino di cotone o di seta, spesso dorato, usato come ornamento di uniformi militari.
cordellino   s.m.  tipo di tessuto con righe diagonali in rilievo.
corderia   s.f.  fabbrica di cordami.
cordiale   (1) agg.    • 1 •   che viene dal cuore: amicizia, accoglienza cordiale; cordiali saluti, formula di saluto usata nella corrispondenza | detto di persona, gentile, affabile: siate cordiali con tutti    • 2 •   che è radicato nel cuore; vivamente sentito, profondo: una cordiale antipatia; cordiale nemico, acerrimo, giurato    • 3 •   (non com.) che fa bene al cuore; tonico, ristoratore: una medicina cordiale    • 4 •   (ant. , lett.) del cuore: palpitazione cordiale  (d'annunzio) § cordialmente avv. 
cordiale   (2) s.m.  bevanda tonica, corroborante, spec. alcolica.
cordialità   s.f.    • 1 •   l'essere cordiale; affabilità: trattare qualcuno con cordialità    • 2 •   in formule epistolari, saluto cordiale: tante cordialità alla sua famiglia. 
cordialone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona molto cordiale e bonaria.
cordiera   s.f.  placchetta munita di fori sulla quale sono fissate le estremità inferiori delle corde di uno strumento musicale.
cordigliera   s.f.  nome di alcune catene montuose dell'america centrale e meridionale: la cordigliera delle ande. 
cordigliero   o cordigliere, s.m.  (ant.) frate francescano: io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero  (dante inf.  xxvii, 67).
cordiglio   s.m.    • 1 •   cordone a nodi con cui frati e monache si cingono la tonaca all'altezza della vita    • 2 •   funicella che l'officiante porta attorno alla vita, sopra il camice, durante le funzioni religiose.
cordino   s.m.  piccola corda per vari usi | piccola corda usata dagli alpinisti per manovre di assicurazione nelle arrampicate su roccia.
cordite   s.f.  esplosivo di lancio a base di nitroglicerina e fulmicotone.
cordless   agg. invar.  di apparecchiatura elettrica o elettronica che funziona senza cavo di collegamento con la rete; senza filo: telefono, mouse cordless. 
cordofono   s.m.  (mus.) qualsiasi strumento che produce il suono per vibrazione di corde tese (p. e.  la chitarra) | anche agg.  : strumenti cordofoni. 
cordoglio   s.m.    • 1 •   dolore profondo per un grave lutto: esprimere il proprio cordoglio    • 2 •   (ant.) lamento, pianto.
cordolo   s.m.    • 1 •   (edil.) trave in cemento armato che nelle costruzioni murarie corre orizzontalmente per tutto lo spessore del muro, in corrispondenza del piano di imposta del solaio | (arch.) modanatura lungo la facciata di un edificio che scandisce i vari piani    • 2 •   rialzo in cemento o altro materiale che delimita la corsia stradale riservata ai mezzi pubblici.
cordonare   v. tr.  [io cordóno ecc.]    • 1 •   (non com.) circondare con un cordone, con una cordonata: cordonare un'aiuola    • 2 •   praticare la cordonatura (di cartoni, cartoncini ecc.).
cordonata   s.f.    • 1 •   strada in pendio con cordoni trasversali in pietra o mattoni che la rendono quasi una scalinata    • 2 •   bordo arrotondato che delimita aiuole, siepi ecc.
cordonato   agg.  e s.m.  si dice di tessuto a coste in rilievo.
cordonatura   s.f.    • 1 •   solco che si pratica mediante impressione a secco su cartoni o cartoncini allo scopo di facilitarne e regolarne la piegatura (p. e.  per confezionare la copertina di un libro)    • 2 •   elemento decorativo aggettante, simile a una corda, sulla superficie di vasi, terrecotte e sim.    • 3 •   difetto per cui i tronchi di certi alberi presentano sulla corteccia grosse vene dall'aspetto di cordoni.
cordon bleu   loc. sost. m.  [pl. cordons bleus] cuoca, cuoco di grande maestria.
cordoncino   s.m.    • 1 •   dim.  di cordone    • 2 •   punto a cordoncino, tipo di punto fitto da ricamo che forma un cordoncino.
cordone   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) fune robusta | cordone (di san francesco), il cordiglio dei francescani    • 2 •   corda di media grossezza, di cotone o seta, usata per guarnizione e lavori di tappezzeria: il cordone della tenda  | cordone elettrico, cavetto elettrico costituito da due o più conduttori isolati e ritorti. dim. cordoncino, cordonetto    • 3 •   nome di varie parti anatomiche che nella struttura richiamano la forma di una corda: cordone ombelicale, il fascio vascolare che unisce il feto alla placenta provvedendo al suo nutrimento, e che viene tagliato dopo la nascita; cordone spermatico, parte terminale del dotto deferente alla cui estremità è sospeso il testicolo    • 4 •   qualsiasi elemento ad andamento lineare, e generalmente poco aggettante, che marca o orla un limite: il cordone del marciapiede, di un'aiuola, di un muro  | (arch.) nome generico di qualsiasi modanatura cilindrica    • 5 •   (fig.) sistema difensivo lungo una linea di confine | barriera formata da più persone affiancate che sbarrano un passaggio: la folla era trattenuta da un cordone di poliziotti  | cordone sanitario, il complesso dei provvedimenti adottati per isolare un focolaio di malattie contagiose    • 6 •   cordone litorale, litoraneo, (geog.) rilievo generalmente sabbioso che si allunga parallelamente a una spiaggia, sopra o sotto la superficie del mare | cordone morenico, rilievo allungato costituito dai detriti di un ghiacciaio    • 7 •   (gran) cordone, collare che rappresenta la massima dignità di un ordine cavalleresco; per estens., la dignità stessa e la persona che ne è insignita    • 8 •   spec. pl.  forma eufem. per coglione: rompere i cordoni, infastidire, seccare.
cordonetto   s.m.    • 1 •   dim.  di cordone    • 2 •   filato di cotone o seta, formato da più fili ritorti, usato per ricami o passamanerie.
cordovano   agg.  di cordova, città della spagna  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è nato, chi abita a cordova    • 2 •   tipo di cuoio impresso finemente decorato.
core    ⇨ cuore.
corea   (1) s.f.    • 1 •   (ant.) ballo    • 2 •   (med.) nome generico di malattie del sistema nervoso che si manifestano con movimenti bruschi e involontari spec. del viso e degli arti; la principale è la corea di sydenham, nota pop. come ballo di san vito. 
corea   (2) s.f.  periferia cittadina squallida e sovrappopolata.
coreano   agg.  della corea, penisola dell'asia orientale | colletto alla coreana, costituito da una piccola striscia di tessuto aderente al collo, aperta sul davanti  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è nato, chi abita in corea: nord-coreano, sud-coreano    • 2 •   lingua parlata in corea.
coreggia   e deriv.   ⇨ correggia    • 1 •   e deriv. 
coregia   s.f.  nell'antica grecia, l'onere che un cittadino abbiente si assumeva di allestire un coro in occasione delle rappresentazioni drammatiche.
corego   o corago, s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   nell'antica grecia, il cittadino privato a cui veniva affidata una coregia    • 2 •   (lett.) nel linguaggio teatrale, il direttore del coro.
coregono   o coregone [co-re-gó-ne], s.m.  pesce commestibile d'acqua dolce di forma affusolata e con pinna dorsale alta (ord.  clupeiformi).
coreico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (lett.) della danza: linguaggio coreico    • 2 •   (med.) che si riferisce alla corea: agitazione coreica. 
coreo   s.m.  nella metrica greca e latina, trocheo.
coreografia   s.f.    • 1 •   arte di comporre balletti, con la descrizione delle varie figure e la loro armonizzazione con la musica; l'insieme delle figure che costituiscono un balletto    • 2 •   (estens.) qualsiasi azione in cui più elementi concorrano a creare un effetto spettacolare: una coreografia di luci e di suoni. 
coreografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo a coreografia: scene coreografiche    • 2 •   (fig.) fastoso, spettacolare: una cerimonia coreografica  § coreograficamente avv. 
coreografo   s.m.  [f. -a] chi compone o dirige coreografie.
coretto   (1) s.m.    • 1 •   dim.  di coro    • 1 •    • 2 •   vano o palchetto aperto verso l'interno di una chiesa e protetto da una grata, che consente di assistere non visti alle funzioni.
coretto   (2) o coietto, s.m.  (ant.) farsetto di cuoio indossato dai cavalieri sotto la corazza; anche, piccola corazza di maglia metallica.
coreuta   s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   nell'antichità greca, ciascuno dei cantori e danzatori che componevano il coro    • 2 •   (lett.) corista.
coreutica   s.f.  (lett.) arte della danza.
coreutico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la coreutica, l'arte della danza.
corgnolo    ⇨ corniolo.
coriaceo   agg.    • 1 •   di cuoio; per estens., duro e resistente come il cuoio: foglia coriacea    • 2 •   (fig.) insensibile, duro: avere un carattere coriaceo. 
coriambico   agg.  [pl. m. -ci] nella metrica greca e latina, si dice di verso formato da coriambi o di componimento scritto in coriambi.
coriambo   s.m.  nella metrica greca e latina, piede formato da un trocheo (coreo) accoppiato a un giambo.
coriandolo   s.m.    • 1 •   pianta erbacea i cui semi aromatici sono usati in pasticceria e liquoreria (fam.  ombrellifere)    • 2 •   confetto contenente un seme di coriandolo    • 3 •   ciascuno dei dischetti di carta colorata che si lanciano per gioco addosso alle persone durante le feste di carnevale.
coribante   s.m.  nella religione dell'antica grecia, ciascuna delle divinità minori che costituivano il seguito della dea cibele | sacerdote della dea cibele, che ne celebrava il culto con danze orgiastiche.
coricamento   s.m.  il coricare, il coricarsi.
coricare   poet. corcare [cor-cà-re], v. tr.  [io còrico, tu còrichi ecc.]    • 1 •   adagiare, far distendere, spec. su un letto: coricare un bambino, un ammalato    • 2 •   (estens.) mettere in piano, in orizzontale: coricare un palo, una bottiglia    • 3 •   piegare, abbattere a terra: il vento ha coricato gli alberi  | coricare una vite, (agr.) interrarla per la propagginazione | coricarsi v. rifl.    • 1 •   mettersi a giacere a letto; andare a dormire: coricarsi tardi    • 2 •   (fig. lett.) declinare, tramontare: il coricarsi del sole, della luna. 
corifena   s.f.  grosso pesce di mare commestibile dal corpo allungato e compresso, con lunga pinna dorsale; ha colori bellissimi (ord.  perciformi).
corifeo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   nell'antica tragedia greca, il capo del coro    • 2 •   (fig. lett.) promotore di un movimento, di un partito.
corilo   s.m.  (poet.) nocciòlo.
corimbo   s.m.    • 1 •   (bot.) tipo di infiorescenza nella quale vari fiori, portati da peduncoli di diversa lunghezza, vengono a trovarsi a uno stesso livello    • 2 •   (archeol.) ornamento all'estremità di poppa e di prua delle navi antiche    • 3 •   (lett.) acconciatura femminile dei capelli con un ciuffo sciolto sulla nuca.
corindone   s.m.  minerale d'alluminio in cristalli prismatici di elevata durezza, lucentezza adamantina e colore vario; le varietà più pregiate sono lo zaffiro, il rubino, lo smeraldo, il topazio e l'ametista.
corinzio   o corintio, agg.    • 1 •   di corinto, città greca    • 2 •   (archeol.) si dice di un ordine architettonico classico in cui la colonna ha fusto scanalato e capitello ornato di foglie d'acanto  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante di corinto    • 2 •   ordine, stile architettonico corinzio.
corio    ⇨ corion.
corioideo    ⇨ coroideo.
corion   o corio, s.m.    • 1 •   (anat.) trama di sostegno della cute e delle mucose    • 2 •   (biol.) una delle membrane che avvolgono l'embrione dei vertebrati superiori.
coripetalo   agg.  (bot.) dialipetalo.
corisepalo   agg.  (bot.) dialisepalo.
corista   s.m.  [pl. m. -sti] (mus.)    • 1 •   [anche f.] chi canta in un coro; chi dirige il coro in una chiesa    • 2 •   diapason.
coriza   o corizza, s.f.  (med.) raffreddore, rinite.
cormo   s.m.  (bot.) corpo vegetativo delle piante superiori, distinto in fusto, radice e foglie.
cormofita   s.f.  (bot.) pianta fornita di cormo.
cormorano   s.m.  grosso uccello acquatico con piedi palmati, collo piuttosto lungo, becco lungo uncinato in punta, piccolo sacco sotto la mandibola (ord.  pelecaniformi).
cornac   s.m.  in india, custode e conducente di elefanti.
cornacchia   s.f.    • 1 •   grosso uccello simile al corvo, ma con becco più grosso e incurvato all'estremità (ord.  passeriformi): cornacchia grigia, altro nome della mulacchia    • 2 •   (fig.) persona noiosa, ciarliera, importuna; anche, persona che predice disgrazie    • 3 •   (ant.) maniglia a forma di becco di corvo.
cornacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante arboree dicotiledoni diffuse nelle zone tropicali e temperate, con frutti a drupa o a bacca; vi appartiene il corniolo | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
cornalina   s.f.  (min.) corniola.
cornamusa   s.f.  strumento a fiato, formato da uno o più tubi sonori ad ancia doppia, innestati in un sacco di pelle dove viene immessa aria mediante un altro tubo; zampogna, piva.
cornare   v. intr.  [io còrno ecc. ; aus. avere] (ant.)    • 1 •   suonare il corno | detto degli orecchi, fischiare, ronzare, con riferimento alla credenza popolare che ciò avvenga quando qualcuno parli, bene o male, di noi: gli orecchi debbon cornarvi qua spesso, / ch'ognun ragiona della vostra fama  (pulci)    • 2 •   cozzare con le corna.
cornata   s.f.  colpo dato con le corna.
cornatura   s.f.  disposizione e aspetto delle corna di un animale.
cornea   s.f.  (anat.) parte anteriore, trasparente, dell'involucro più esterno dell'occhio.
corneale   agg.  relativo alla cornea | lenti corneali, lenti per correggere i difetti della vista, che si applicano direttamente sulla cornea; lenti a contatto.
corneggio   s.m.  (vet.) rumore respiratorio anomalo dei cavalli, dovuto a paralisi del nervo laringeo inferiore.
corneificarsi   v. rifl.  [io mi corneìfico, tu ti corneìfichi ecc.] (biol.) subire il processo di corneificazione.
corneificazione   s.f.  (biol.) processo di trasformazione cornea degli strati epiteliali della cute.
corneo   agg.    • 1 •   di corno, simile a corno: materia cornea  | strato corneo, (anat.) lo strato più superficiale dell'epidermide, costituito da cellule di particolare consistenza    • 2 •   (non com.) proprio del corno (strumento musicale): suono corneo. 
corner   s.m. invar.  nel gioco del calcio, calcio d'angolo | salvarsi in corner, mandare il pallone oltre la propria linea di fondo per sventare un pericoloso attacco avversario; (fig.) salvarsi all'ultimo momento, in modo fortunoso.
cornetta   (1) s.f.    • 1 •   (mus.) strumento aerofono della famiglia degli ottoni, simile alla tromba, rispetto alla quale ha un suono meno brillante | strumento analogo, ma più semplice, usato un tempo per segnalazioni    • 2 •   cornettista    • 3 •   (region.) ricevitore del telefono.
cornetta   (2) 1 (ant.) bandierina a due punte di una compagnia di cavalleria; per estens., la compagnia stessa    • 2 •   cuffia di tela inamidata a falde molto ampie, portata un tempo dalle monache di san vincenzo de' paoli.
cornettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona la cornetta.
cornetto   s.m.    • 1 •   dim.  di corno  | cornetto acustico, strumento a forma di corno usato in passato per sopperire a difetti di udito    • 2 •   amuleto portafortuna in forma di piccolo corno    • 3 •   panino dolce o brioche a forma di mezzaluna    • 4 •   (mus.) strumento aerofono a bocchino in uso nel rinascimento, di avorio o di legno, di forma leggermente ricurva    • 5 •   (region.) baccello verde e ricurvo, commestibile, di alcune varietà di fagioli    • 6 •   (med.) turbinato.
corn-flakes  corn-flakes loc. sost. m. pl.  fiocchi di granturco soffiato che si consumano nel latte come prima colazione.
cornia   s.f.  (bot.) antico nome della corniola. 
cornice   (1) s.f.  (ant. , lett.) cornacchia.
cornice   (2) s.f.    • 1 •   (arch.) elemento orizzontale aggettante che corona la facciata di un edificio; cornicione | qualsiasi elemento decorativo lungo un bordo: la cornice di una porta, di un arco  | intelaiatura di legno o altro materiale posta a scopo ornamentale intorno a dipinti, specchi, fotografie ecc.: mettere in cornice, incorniciare; vale più la cornice del quadro, (fig.) hanno più valore gli elementi accessori che l'oggetto principale. dim. cornicetta, cornicina    • 2 •   (estens.) tutto ciò che circonda, contorna qualcosa: la valle è racchiusa da una cornice di montagne  | (fig.) l'insieme degli elementi accessori o ambientali che contornano un evento: la festa si è svolta in una cornice sfarzosa    • 3 •   (tip.) riquadro entro cui si stampa un testo a cui si intende dare particolare risalto    • 4 •   in alcune opere letterarie di genere narrativo, l'insieme di quelle parti nelle quali sono descritti i personaggi che raccontano le storie che costituiscono il corpo dell'opera: la cornice delle «mille e una notte», del «decameron»    • 5 •   stretto gradino di una parete rocciosa, meno largo della cengia; anche, sottile orlo sporgente di un ghiacciaio | balza del «purgatorio» dantesco.
corniciaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica, monta o vende cornici.
corniciame   s.m.  (non com.) assortimento di cornici.
corniciare   v. tr.  [io cornìcio ecc.] (non com.) incorniciare.
corniciatura   s.f.  (non com.) incorniciatura.
cornicione   s.m.  (arch.) elemento orizzontale aggettante che corona la facciata di un edificio.
cornico   agg.  [pl. m. -ci] della cornovaglia, regione all'estremità sudoccidentale della gran bretagna  s.m.  lingua del gruppo celtico un tempo parlata in cornovaglia.
cornificare   v. tr.  [io cornìfico, tu cornìfichi ecc.] (fam.) fare le corna al proprio coniuge; tradire.
cornigero   agg.  (poet.) provvisto di corna: le cornigere mandre  (monti).
cornio   s.m.  (bot.) antico nome del corniolo. 
corniola   s.f.    • 1 •   frutto del corniolo    • 2 •   (min.) varietà di calcedonio dura e traslucida, di colore dal bianco rossastro al rosso cupo, usata come pietra semipreziosa (per monili, cammei ecc) | (estens.) tipo di cammeo a fondo rosso con rilievo chiaro.
corniolo   o corgnolo, s.m.  (bot.) frutice montano che dà un legno durissimo usato per lavori al tornio, e frutti commestibili rossi a forma di olive (fam.  cornacee).
cornista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mus.) chi suona il corno.
corno   s.m.  [pl. f. còrna, nei sign. 1, 2, 5; pl. m. còrni, nei sign. 6, 7, 8; solo sing. nei sign. 3, 4]    • 1 •   (zool.) prominenza cornea o ossea, di varia forma ma per lo più approssimativamente cilindro-conica e incurvata, presente generalmente in numero pari sul capo di molti mammiferi ungulati; anche, ognuna delle due analoghe protuberanze sulla fronte di esseri mitologici o, nell'immaginazione popolare, del diavolo: un paio di corna; le corna ritorte dei buoi; i cervi hanno corna ramificate; i satiri si rappresentano con le corna  ' fare le corna, gesto scaramantico o d'insulto fatto tendendo l'indice e il mignolo della mano chiusa | prendere il toro per le corna, (fig.) affrontare risolutamente una difficoltà. dim. cornetto, cornino    • 2 •   pl.  in talune locuzioni figurate, di uso volgare o popolare, si attribuiscono anche alla testa dell'uomo: rompere le corna a qualcuno, picchiarlo o infliggergli una pesante sconfitta; rompersi le corna, avere la peggio, uscire malconcio da un'impresa; alzare, rizzare le corna, insuperbirsi, essere arrogante; abbassare le corna, umiliarsi, battere in ritirata | come simbolo dell'infedeltà coniugale: fare le corna alla moglie, al marito, tradirla o tradirlo; avere, portare le corna, subire l'infedeltà del coniuge | dire peste e corna di qualcuno, (fig.) parlarne malissimo    • 3 •   (fig. pop.) niente, nulla: non valere un corno; non sapere un corno  | un corno!, assolutamente no!    • 4 •   materiale di cui sono costituite le corna degli animali, adoperato nella fabbricazione di oggetti: pettine, bottoni di corno  | corno da scarpe, calzascarpe (in origine ricavato da un corno di bue)    • 5 •   (estens.) ognuna delle escrescenze non cornee che taluni animali hanno sul capo: le corna della lumaca  | (scherz.) protuberanza sulla fronte di una persona dovuta a una contusione: farsi un corno    • 6 •   oggetto o parte di un oggetto a forma di corno; in partic., ciondolo o amuleto portafortuna così fatto: appendere un corno; corno dogale, copricapo dei dogi di venezia la cui parte posteriore aveva forma di corno; corno dell'abbondanza, cornucopia | estremità appuntita di qualcosa: i corni dell'incudine; i corni della luna, le due estremità della luna quando è al primo o all'ultimo quarto    • 7 •   (fig. lett.) braccio, lato, parte (considerato come elemento di una coppia): il corno sinistro dell'esercito; corno dell'epistola, del vangelo, il lato dell'altare rispettivamente a destra e a sinistra di chi guarda; i due corni del dilemma, le alternative da esso prospettate    • 8 •   (mus.) strumento aerofono della famiglia degli ottoni, con bocchino costituito da un tubo più volte ritorto che termina in un ampio padiglione | corno inglese, strumento aerofono ligneo e diritto ad ancia doppia, di timbro più grave dell'oboe | corno di bassetto, strumento ad ancia semplice simile al clarinetto basso (secc. xviii-xix).
cornucopia   s.f.  vaso a forma di corno pieno di frutti e di fiori, che nella mitologia greco-romana era simbolo di abbondanza e prosperità.
cornuta   o carnuta, s.f.  cesta o cassetta con cui si porta il cibo ai cardinali chiusi in conclave.
cornuto   agg.    • 1 •   provvisto di corna: animale cornuto  ' argomento cornuto, (fig.) il dilemma in quanto consiste di due proposizioni contrapposte, dette corni    • 2 •   (lett.) che ha forma di corno o di corna: fiamma cornuta  (dante inf.  xxvi, 68)    • 3 •   (volg.) si dice di persona tradita dal proprio coniuge | usato anche come s.m.  [f. -a] (volg.) persona cornuta.
coro   (1) s.m.    • 1 •   nell'antica tragedia greca, gruppo di cantori-danzatori (coreuti) che declamavano insieme brani di carattere lirico con funzione di personaggio collettivo; la parte della tragedia che veniva recitata dal coro; il luogo del teatro riservato al coro | nelle tragedie manzoniane, brano lirico in cui l'autore esprime il suo stato d'animo nei confronti degli eventi rappresentati: i cori dell'adelchi    • 2 •   canto eseguito da più persone; l'insieme delle persone che lo eseguono: fare un coro; cantare in coro; un coro a quattro voci  | componimento musicale scritto per essere cantato da un coro; in un melodramma, la parte eseguita dalla massa corale: cantare, eseguire un coro; i cori verdiani  | coro battente, (mus.) forma particolare di doppio coro. dim. coretto    • 3 •   (estens.) complesso di persone che parlano o gridano contemporaneamente; ciò che essi pronunciano o gridano insieme; anche, canti o versi di più animali: rispondere in coro; un coro di proteste, di ingiurie; un coro di usignoli  | far coro a qualcuno, (fig.) mostrarsi in tutto d'accordo con lui    • 4 •   schiera di spiriti celesti o di figure mitologiche: il coro dei beati, un coro di ninfe  ' cori angelici, (teol.) i nove ordini in cui sono divisi gli angeli    • 5 •   (arch.) la parte dell'abside che sta immediatamente dietro l'altare ed è provvista di stalli per i cantori; l'insieme degli stalli: il coro della cattedrale; un coro di legno intagliato. 
coro   (2) s.m.  (ant.) vento di nord-ovest, maestrale; luogo, punto dell'orizzonte da cui spira questo vento.
corobate   s.m.  strumento usato nell'antichità per livellare il terreno.
corodia   s.f.  (mus.) coro a più voci armonizzate all'unisono o su ottave diverse.
corografia   s.f.  descrizione di una regione della terra dal punto di vista fisico e antropico.
corografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla corografia: carta corografica, carta geografica che rappresenta superfici alquanto estese con scala da 1:150. 000 a 1:1. 000. 000.
corografo   s.m.  [f. -a] geografo che si occupa di corografia; autore di opere corografiche.
coroide   s.f.  (anat.) membrana dell'occhio che sta fra la sclerotica e la retina e ospita i vasi sanguigni; è detta anche membrana coroidea. 
coroideo   o corioideo, agg.  (anat.)    • 1 •   che ha aspetto di membrana | plessi coroidei, insieme di vasi sanguigni situati nel cervello    • 2 •   che si riferisce alla coroide | membrana coroidea, coroide.
coroidite   s.f.  (med.) infiammazione della coroide.
corolla   s.f.  complesso dei petali di un fiore.
corollario   s.m.    • 1 •   (filos.) proposizione che risulta logicamente da una verità dimostrata in precedenza e che non esige quindi una dimostrazione propria | (mat.) teorema che si deduce come diretta e immediata conseguenza di un teorema precedente    • 2 •   (estens.) aggiunta, appendice    • 3 •   nell'antica roma, dono offerto agli attori oltre il normale compenso.
corona   s.f.    • 1 •   ornamento del capo di forma circolare, di metallo prezioso o di fiori e fronde; è simbolo di sovranità o di nobiltà, eccellenza in qualcosa: corona regale, imperiale; una corona d'oro, di rose; corona d'alloro, simbolo di gloria poetica; cingere la corona, diventare re; perdere la corona, perdere la sovranità riportare, conquistare la corona, (fig.) riportare la vittoria, vincere | (estens.) la persona del re; la dignità reale: i gioielli della corona, della famiglia reale; discorso della corona, pronunciato dal re all'atto dell'incoronazione o all'apertura delle sessioni parlamentari. dim. coroncina    • 2 •   (estens.) si dice di oggetti o figure di forma circolare, e di persone o cose disposte, anche idealmente, in tal modo: fare corona intorno a qualcuno, a qualcosa; una corona di luce, aureola | corona funebre, ghirlanda di fiori che viene posta sui feretri o sulle tombe | corona del rosario, filza di grani che si fanno scorrere tra le dita mentre si recita il rosario: dire, recitare la corona, il rosario; sfilare la corona, (fig.) dire ingiurie una dopo l'altra | corona del brillante, parte superiore di una pietra preziosa tagliata a brillante | la corona dell'orologio, il bottone di carica | corona della campana, sorta di anello per mezzo del quale si fissa la campana nel mozzo | corona di capelli, giro di capelli intorno a una zona calva o alla tonsura dei frati | tappo (a) corona, tappo metallico a pressione, tipico delle bottigliette di bibite, acqua minerale e sim. | corona circolare, (geom.) l'anello compreso tra due circonferenze concentriche di diverso raggio | corona solare, (astr.) sorta di aureola intorno al sole visibile durante le eclissi | effetto corona, (fis.) effluvio luminoso, rilevabile al buio, attorno a conduttori percorsi da corrente di elevata tensione | corona di forzamento, anello di rame che cinge un proiettile e che, forzato nella rigatura dell'arma al momento dello sparo, imprime al proiettile il moto rotatorio | corona di sonetti, serie di sonetti | corona di monti, catena di montagne disposte a cerchio o semicerchio intorno a una conca    • 3 •   (anat.) parte esterna del dente, ricoperta di smalto, che sporge dalla gengiva    • 4 •   (zool.) negli equini, il margine inferiore del pastorale    • 5 •   nome di monete antiche (austriache, inglesi), e oggi di unità monetarie di vari stati europei: corona svedese, norvegese, danese    • 6 •   (mus.) segno convenzionale, costituito da un punto iscritto in un semicerchio sovrapposto, che indica la durata indefinita di una nota    • 7 •   corona dentata, (mecc.) ruota dentata costituita da una corona circolare con la dentatura all'interno    • 8 •   corona imperiale, (bot.) pianta ornamentale il cui fusto è coronato da un ciuffo di foglie e da fiori color arancione (fam.  gigliacee).
coronale   agg.    • 1 •   (ant. , lett.) che ha forma di corona    • 2 •   (astr.) che riguarda la corona solare.
coronamento   s.m.    • 1 •   (ant.) incoronazione    • 2 •   (fig.) degna, felice conclusione: il coronamento di un sogno    • 3 •   (arch.) motivo con cui termina superiormente una costruzione: coronamento a balaustra    • 4 •   (mar.) orlo superiore della parte estrema di poppa di una nave.
coronare   v. tr.  [io coróno ecc.]    • 1 •   (non com.) cingere di corona; incoronare: coronare d'alloro    • 2 •   (estens.) cingere, circondare; completare superiormente: le colline coronano la valle; la torre è coronata di merli    • 3 •   (fig.) realizzare, compiere degnamente: coronare un'impresa  | compensare, premiare: sforzi coronati dal successo    • 4 •   (lett.) riempire fino all'orlo: di vin le tazze i giovani coronano  (foscolo).
coronaria   s.f.  (anat.) arteria o vena coronaria.
coronarico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alle arterie e vene coronarie: insufficienza coronarica  ' unità coronarica, reparto ospedaliero specializzato per curare pazienti con infarto del miocardio o gravi lesioni alle coronarie.
coronario   agg.    • 1 •   (rar.) pertinente a una corona; che ha per premio una corona: certame coronario    • 2 •   (anat.) che è disposto a guisa di corona attorno a un organo: arterie coronarie, quelle (destra e sinistra) che provvedono all'irrorazione del cuore; vene coronarie, le vene corrispondenti | solco coronario, solco sulla superficie esterna del cuore che separa gli atri dai ventricoli.
coronaropatia   s.f.  (med.) qualunque malattia delle arterie coronarie.
coronato   part. pass.  di coronare   agg.  cinto di corona: le teste coronate, i regnanti  s.m.  moneta d'argento emessa nel 1458 da ferdinando i d'aragona.
coronazione   s.f.  (non com.) incoronazione.
coronella   (1) s.f.    • 1 •   argine a pianta curva costruito a valle di un altro che minaccia di rompersi    • 2 •   (agr.) cicatrice anulare che si forma sulla scorza degli alberi in seguito alla cercinatura.
coronella   (2) s.f.  piccolo serpente innocuo di colore grigiastro a macchie scure; è comune in italia nei luoghi asciutti (ord.  squamati).
coroner   s.m. invar.  nei paesi di diritto anglosassone, magistrato incaricato delle inchieste sui casi di morte non naturale.
coronide   s.f.    • 1 •   nell'ortografia greca, segno con cui si indica la crasi    • 2 •   negli antichi manoscritti greci, segno che indica la fine di un testo.
coronilla   s.f.  (bot.) genere di piante con foglie imparipennate e infiorescenze a forma di piccola corona di color giallo o rosa (fam.  leguminose).
coronografo   s.m.  (astr.) strumento che permette di vedere e fotografare la corona solare in assenza di eclissi di sole.
corozo   s.m.  (bot.) albume durissimo contenuto nei semi di alcune palme dell'america tropicale, che ha usi analoghi a quelli dell'avorio.
corpacciata   s.f.  (non com.) scorpacciata.
corpacciuto   agg.  grosso, corpulento; panciuto.
corpetto   s.m.    • 1 •   camiciola per neonati e bimbi molto piccoli    • 2 •   nell'abbigliamento maschile, panciotto; in quello femminile, corpino.
corpino   s.m.  la parte superiore, maniche escluse, di un abito da donna.
corpo   s.m.    • 1 •   (fis. , chim.) ogni sostanza che abbia caratteristiche peculiari e distintive: corpo solido, liquido, gassoso; corpi organici, inorganici  | corpo semplice, quello la cui molecola è costituita da atomi dello stesso elemento | corpo composto, quello che può essere separato nei vari elementi che lo costituiscono    • 2 •   qualsiasi oggetto o cosa che occupi uno spazio: corpo rigido, elastico; la gravità, l'impenetrabilità dei corpi  | dare corpo a qualcosa, realizzarla, concretarla | prendere corpo, prendere consistenza | i corpi celesti, gli astri | corpo del reato, (dir.) oggetto che è servito a compiere un reato o sul quale un reato è stato commesso | corpo estraneo, (med.) qualunque formazione solida penetrata nell'organismo | corpo morto, (mar.) grossa ancora o altro peso affondato collegato a un gavitello, usato come ormeggio. dim. corpicciolo    • 3 •   l'organismo che costituisce la struttura fisica dell'uomo e degli animali: un corpo asciutto, atletico, slanciato; il corpo agile dei felini; avere cura del proprio corpo; i piaceri del corpo, quelli materiali, contrapposti a quelli spirituali | a corpo morto, pesantemente; (fig.) con accanimento, con ardore: buttarsi a corpo morto nel lavoro  | avere in corpo, (fig.) avere dentro di sé: ha molta rabbia in corpo  | darsi a qualcosa anima e corpo, (fig.) applicarvisi col massimo impegno | combattere, lottare (a) corpo a corpo, a diretto contatto fisico, a mani nude o all'arma bianca | corpo a corpo, nel pugilato e nella scherma, combattimento a distanza ravvicinata | guardia del corpo, persona addetta alla protezione fisica di un personaggio; (fig.) persona molto devota e fidata | corpo di bacco!, corpo di mille bombe!, (antiq.) esclamazioni che esprimono stupore o indignazione. dim. corpicino  pegg. corpaccio, corpiciattolo    • 4 •   in partic., la parte di mezzo del corpo umano o degli animali, con esclusione della testa e degli arti: gli antichi guerrieri proteggevano il corpo con la corazza, la testa con l'elmo; un corpo troppo grosso si muoveva su delle gambe sottilissime  | (estens. , fig.) la parte più compatta e consistente di qualcosa; l'elemento, il nucleo principale: il corpo di una bottiglia, di un edificio; il corpo di un discorso, la sua parte centrale | corpo idrico, in ecologia, massa d'acqua superficiale (lago, fiume, acqua costiera) o sotterranea (falda acquifera) con caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche sue proprie, costituente un ecosistema    • 5 •   (fam.) ventre: avere dolori di corpo; mettersi in corpo, ingerire; andare di corpo, defecare    • 6 •   cadavere, salma: seppellire un corpo    • 7 •   (anat.) denominazione di alcune strutture anatomiche: corpo pineale, luteo    • 8 •   gruppo di persone che costituisce un insieme organico: corpo insegnante, accademico, elettorale, diplomatico; corpo di ballo, l'insieme dei ballerini e delle ballerine di un teatro | corpo mistico di cristo, (teol.) la chiesa    • 9 •   unità militare: corpo d'armata, grande unità costituita da due o più divisioni; corpo di guardia, gruppo di militari incaricati della sorveglianza di un luogo; anche, il loro alloggio | specialità delle forze armate: il corpo degli alpini; spirito di corpo, sentimento di attaccamento dei soldati al corpo di appartenenza; per estens., solidarietà tra i componenti di una categoria professionale, un'associazione, un gruppo e sim.    • 10 •   insieme di cose simili che formano un tutto omogeneo: corpo di case, di beni  | vendita a corpo, (dir.) in cui il prezzo è stabilito con riferimento non alle misure del bene venduto, ma al suo complesso    • 11 •   raccolta completa e organica di più opere; corpus: il corpo degli scrittori latini    • 12 •   (mat.) in algebra, qualunque insieme per i cui elementi è definita una struttura di gruppo abeliano additivo e (escluso lo zero) di gruppo moltiplicativo    • 13 •   (tip.) misura della grandezza di un carattere che si esprime in punti tipografici: stampare in corpo 9. 
corporale   (1) agg.  del corpo umano, che si riferisce a esso: bisogni corporali; punizione, pena corporale  § corporalmente avv.    • 1 •   (ant.) materialmente    • 2 •   nel corpo: punire corporalmente. 
corporale   (2) s.m.  (lit.) piccolo quadrato di lino bianco che il sacerdote stende sull'altare quando deve deporvi il calice, la patena o l'ostensorio contenenti le specie eucaristiche.
corporalità   s.f.  l'essere corporale; natura corporea.
corporation   s.f. invar.  (econ.) negli stati uniti, società di capitali corrispondente, a seconda dei casi, alle nostre società per azioni o alle società a responsabilità limitata.
corporativismo   s.m.    • 1 •   ordinamento politico ed economico-sociale fondato sulle corporazioni; la dottrina, la teoria che prevede tale ordinamento | in italia, in partic., la politica sindacale attuata dal fascismo    • 2 •   (estens.) tendenza di gruppi sociali o di categorie professionali a difendere i propri interessi particolari, spesso in contrapposizione con gli interessi collettivi.
corporativista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi promuove o è favorevole al corporativismo.
corporativistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al corporativismo; che tende al corporativismo § corporativisticamente avv. 
corporativo   agg.  relativo alle corporazioni, al corporativismo: ordinamento, regime corporativo; rivendicazioni corporative  § corporativamente avv. 
corporato   agg.  (ant.) incorporato  s.m.  (ant.) membro di una corporazione.
corporatura   s.f.  forma, struttura del corpo umano: corporatura robusta, gracile. 
corporazione   s.f.    • 1 •   associazione giuridicamente riconosciuta che raggruppa tutti gli individui che esercitano lo stesso mestiere o professione, al fine di regolamentarne la pratica e provvedere all'interesse comune: le corporazioni medievali  | nello stato fascista, organismo che riuniva i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro del rispettivo settore economico    • 2 •   (estens.) categoria professionale molto compatta nel difendere i propri interessi particolari: la corporazione dei medici    • 3 •   corporazione religiosa, ordine, congregazione, confraternita.
corporeità   s.f.  qualità di ciò che è corporeo.
corporeo   agg.    • 1 •   del corpo umano: forma corporea    • 2 •   che ha un corpo: un essere corporeo  § corporeamente avv.  (rar.) con il corpo, fisicamente.
corporizzare   v. tr.  (lett.) rendere corporeo; materializzare.
corposità   s.f.  qualità di ciò che è corposo.
corposo   agg.  che ha consistenza, denso: vino corposo  | che dà la sensazione del volume: tinte corpose  § corposamente avv. 
corpulento   agg.    • 1 •   grosso di corpo: un uomo corpulento    • 2 •   (fig.) corposo, robusto; anche, grezzo, non raffinato: fantasia corpulenta. 
corpulenza   s.f.  l'essere corpulento.
corpus   s.m. invar.    • 1 •   raccolta sistematica di testi, di iscrizioni, di leggi e sim.: il corpus degli scrittori greci; il corpus giustinianeo, la raccolta di testi giuridici ordinata dall'imperatore giustiniano (482-565), nota anche con il titolo latino corpus iuris civilis    • 2 •   (ling.) insieme materiale di enunciati su cui si fonda la descrizione grammaticale di una lingua.
corpuscolare   agg.  di corpuscolo, concernente i corpuscoli | teoria corpuscolare della luce, (fis.) quella che spiega il fenomeno di emissione e di propagazione della luce come emissione e propagazione di corpuscoli.
corpuscolato   agg.  che contiene corpuscoli; che ha forma di corpuscolo | elementi corpuscolati del sangue, (biol.) i globuli rossi, i globuli bianchi, le piastrine, ossia le strutture cellulari o di derivazione cellulare.
corpuscolo   s.m.    • 1 •   corpo di minime dimensioni    • 2 •   (fis.) ente di dimensioni microscopiche o submicroscopiche, costituito dall'insieme di più particelle: i corpuscoli del pulviscolo atmosferico    • 3 •   corpuscolo tattile, (anat.) ciascuna delle strutture periferiche situate nella pelle, che consentono il rilievo e la trasmissione delle sensazioni tattili.
corpus domini   loc. sost. m. invar.  festa dell'eucaristia, che si celebra sessanta giorni dopo la pasqua.
corradicale   agg.  (ling.) si dice di vocabolo o di elemento costitutivo di vocabolo che ha la stessa radice di un altro.
corradicato   agg.  strettamente connesso, profondamente radicato.
corrasione   s.f.  (geol.) azione abrasiva esercitata sulle rocce da granelli di sabbia o altre particelle solide portate dal vento.
corre    ⇨ cogliere.
corredamento   s.m.  (non com.) il corredare; corredo.
corredare   v. tr.  [io corrèdo ecc.] rifornire di quanto è utile o necessario: corredare di libri una biblioteca  | provvedere di accessori, di sussidi: corredare di note un testo  | corredarsi v. rifl.    • 1 •   rifornirsi, provvedersi    • 2 •   (fig. , ant.) adornarsi, fregiarsi: questa picciola stella si correda / d'i buoni spirti che son stati attivi  (dante par.  vi, 112-113).
corredentrice   s.f.  (relig.) cooperatrice nella redenzione; è attributo di maria vergine.
corredino   s.m.    • 1 •   dim.  di corredo    • 2 •   tutto ciò che serve all'abbigliamento del neonato.
corredo   s.m.    • 1 •   l'insieme degli abiti, della biancheria e degli altri effetti personali di cui si dispone; si dice soprattutto di ciò che la sposa porta con sé per farne uso nella vita matrimoniale: corredo nuziale.  dim. corredino    • 2 •   l'insieme degli oggetti, degli attrezzi, dei sussidi necessari a un determinato scopo (anche fig.): corredo da falegname; il corredo di una nave; avere un buon corredo di esperienza; un testo con corredo di note. 
correggere   v. tr.  [coniugato come reggere]    • 1 •   liberare da errori, da imperfezioni: correggere le bozze di stampa; correggere un conto sbagliato  | correggere il tiro, farlo più preciso | correggere i difetti della vista, compensarli con l'uso di lenti | correggere un terreno, renderlo atto a determinate colture con l'aggiunta di sostanze appropriate    • 2 •   riferito a persona, liberare da un vizio, da un difetto, rendere consapevole di un errore; rimproverare, riprendere: correggere il carattere; se sbaglio, mi corregga    • 3 •   aggiungere a bevande, salse ecc., sostanze che ne modifichino il sapore: correggere il caffè con il cognac    • 4 •   (ant.) governare, reggere: la terra che 'l soldan corregge  (dante inf.  v, 60) | correggersi v. rifl.    • 1 •   liberarsi da un difetto; migliorare sé stesso: correggersi dal vizio di fumare; dovrebbe cercare di correggersi    • 2 •   sostituire parlando un'espressione errata o inopportuna con un'altra che non è tale: ha risposto in modo sbagliato, ma si è subito corretto. 
correggia   (1) o coreggia, s.f.  striscia, cinghia di cuoio.
correggia   (2)  ⇨ scoreggia.
correggiato   o coreggiato, s.m.  attrezzo formato da due bastoni di legno uniti da una correggia, usato per battere i cereali e i legumi secchi.
correggimento   s.m.  (ant.)    • 1 •   il correggere; correzione    • 2 •   reggimento; governo.
correggiola   o coreggiola, s.f.  (bot.) centinodia.
correggitore   s.m.  [f. -trice] (ant.)    • 1 •   correttore    • 2 •   reggitore, condottiero, sovrano.
corregionale   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è della stessa regione.
correità   s.f.  (dir.) condizione di correo.
correlare   v. tr.  [io corrèlo ecc.] mettere in correlazione: correlare due termini, due fenomeni. 
correlativo   agg.    • 1 •   che è in correlazione, che ha relazione reciproca: termini correlativi    • 2 •   (gramm.) si dice di avverbi, pronomi, aggettivi, congiunzioni che stabiliscono correlazione tra diversi membri del discorso (p. e. tanto... quanto, sia... sia, alcuni... altri) § correlativamente agg.  in correlazione.
correlato   part. pass.  di correlare   agg.  che è posto o si trova in correlazione; interdipendente: due fenomeni tra loro correlati  § correlatamente avv. 
correlatore   s.m.  [f. -trice] chi svolge una relazione insieme a un altro; nell'esame di laurea, il docente che esamina la tesi del laureando per poter prendere parte attiva alla discussione con questi unitamente al relatore.
correlazione   s.f.    • 1 •   relazione reciproca tra due termini o fenomeni: idee che non hanno correlazione tra loro  ' correlazione dei tempi, (gramm.) rapporto sintattico tra i tempi della proposizione principale e quelli della subordinata    • 2 •   in geometria proiettiva, particolare corrispondenza biunivoca tra forme geometriche fondamentali    • 3 •   (stat.) dipendenza statistica tra due o più variabili.
correligionario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi professa la stessa religione di un altro.
corrente   (1) part. pres.  di correre   agg.    • 1 •   che fluisce, che va: acqua corrente, che scorre entro una conduttura ed è utilizzabile per gli usi domestici e i servizi igienici | continuo, ininterrotto, senza intervallo: sedili, scaffali correnti; a posta corrente, a giro di posta; titoli correnti, (tip.) titoletti che si ripetono a capo di ogni pagina di una pubblicazione | (fig.) scorrevole, piano: stile, prosa corrente    • 2 •   (fig.) che ha corso, validità: prezzo, moneta corrente  | che è in essere, che si sta svolgendo: anno, mese corrente; la corrente gestione; il 14 corrente, del mese in corso    • 3 •   (fig.) diffuso, comune: opinione, moda corrente; lingua corrente, la lingua dell'uso quotidiano | ordinario, abituale: spese, affari correnti, di normale amministrazione | andante, di poco valore: articoli correnti    • 4 •   (non com.) detto di persona, acquiescente, condiscendente; anche, precipitoso, avventato, corrivo  s.m.    • 1 •   solo nelle locuzioni essere, mettere, tenere al corrente, essere informato, informare    • 2 •   (edil.) correntino    • 3 •   (mar.) listello di rinforzo che corre lungo il fasciame dello scafo § correntemente avv.    • 1 •   speditamente, con scioltezza: parla correntemente il tedesco    • 2 •   usualmente, comunemente: un'operazione praticata correntemente. 
corrente   (2) s.f.    • 1 •   massa d'acqua o d'aria che si muove in una determinata direzione: la corrente del fiume; navigare, nuotare contro corrente; creare una corrente (d'aria), farla circolare in un ambiente | correnti marine, (geog.) movimenti regolari costanti delle masse d'acqua marina, dovuti a differenze di temperatura oppure all'azione dei venti o delle maree | seguire la corrente, (fig.) fare quello che fanno gli altri | andare contro corrente, (fig.) comportarsi in modo contrario a quello della maggioranza    • 2 •   (estens.) massa di materia fluente: corrente di lava  | flusso di persone, di animali o di cose verso una determinata direzione: corrente di traffico; correnti migratorie; la corrente delle esportazioni    • 3 •   (fig.) movimento, tendenza di opinioni politiche, artistiche ecc.; anche le persone che ne sono esponenti: le correnti del pensiero moderno; la corrente rivoluzionaria del socialismo  | corrente (di partito), gruppo che all'interno della strategia politica generale di un partito segue un proprio indirizzo particolare    • 4 •   (elettr.) flusso di cariche elettriche in un mezzo conduttore: corrente continua, di verso e intensità costanti; corrente alternata, di verso e intensità periodicamente variabili    • 5 •   (mus.) nome di due danze (secc. xvi-xviii): una di origine italiana, di andamento vivace; l'altra di origine francese, di andamento moderato.
correntezza   s.f.  (non com.) prontezza; condiscendenza, corrività.
correntia   s.f.  (lett.) flusso, corrente d'acqua: la nera / correntia sorvolata di libellule  (montale).
correntina   s.f.  tipo di pesca al bolentino. 
correntino   s.m.    • 1 •   (edil.) nell'orditura dei tetti, ciascuno dei travicelli disposti sopra gli arcarecci    • 2 •   (aer.) listello metallico posto longitudinalmente in un'ala o nella fusoliera per irrigidirne la struttura.
correntista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] titolare di un conto corrente: correntista bancario, postale. 
correntizio   agg.  (spreg.) che si riferisce alle correnti interne di un partito politico: logiche correntizie. 
correo   s.m.  [f. - a] (dir.) chi è responsabile di un reato insieme con altri.
correre   v. intr.  [pres. io córro ecc. ; pass. rem. io córsi, tu corrésti ecc. ; part. pass. córso; aus. essere  quando l'azione è considerata in rapporto a una meta, avere  quando l'azione è considerata in sé, e nel significato di 'partecipare a una corsa']    • 1 •   andare, procedere velocemente: i bambini corrono nel prato; l'auto correva a 100 km l'ora; quando guida, corre troppo; non correre quando leggi; correre come il vento, come il fulmine, a rotta di collo, a gambe levate, assai velocemente | fare a correre, a chi più corre, a chi arriva prima | correre avanti e indietro, cambiando continuamente direzione, o facendo la spola; (fig.) darsi molto da fare | correre dietro a qualcuno, inseguirlo; (fig.) ricercarne i favori; esserne innamorato | correre dietro a qualcosa, (fig.) cercare di ottenerla    • 2 •   indirizzarsi rapidamente; affrettarsi, precipitarsi (anche fig.): correre alla porta; i pompieri sono corsi a spegnere l'incendio; i suoi occhi corsero all'orologio; il mio pensiero corse subito alla mamma; correre con la mano a qualcosa, portarla istintivamente a essa; correre ai ripari, cercare immediato rimedio a una situazione    • 3 •   partecipare a una gara di corsa: correre a cavallo, in bicicletta, in automobile  ' correre per una società, far parte della squadra di atleti che gareggiano per quella società    • 4 •   scorrere, fluire: il sangue corre nelle vene  | (fig.) trascorrere, procedere; un brivido mi corse per le ossa; il tempo corre sempre troppo velocemente; discorso, prosa, verso che corre, sciolto, fluido | correre del sangue, esserci, in una rissa, dei feriti o dei morti | tra i due non corre buon sangue, essi non sono in rapporti amichevoli | lasciar correre, (fig.) non intervenire    • 5 •   (estens.) estendersi, essere disposto lungo una linea: la strada corre lungo il mare; la catena montuosa corre da est a ovest    • 6 •   (fig.) essere in corso, in vigore; decorrere: correva l'anno mille; divertitevi! tanto la paga vi corre lo stesso  (verga); corre l'uso, la moda, si usa, è di moda; moneta che non corre più, fuori corso | con i tempi che corrono, al giorno d'oggi (spec. in senso negativo)    • 7 •   (fig.) circolare, diffondersi: la notizia corse di bocca in bocca  | correr voce, esser diffusa una notizia: corre voce che sia partito    • 8 •   (fig.) intercorrere: tra la stazione e il paese corrono due chilometri; corse un anno tra la prima e la seconda edizione; nel litigio corsero parole grosse, furono scambiate offese, ingiurie | c'è corso poco che, è mancato poco che | ci corre!, ce ne corre!, c'è una bella differenza!    • 9 •   (fig. non com.) occorrere, capitare: quest'anno sono corsi avvenimenti importanti  ' mi corre l'obbligo, ho, sento l'obbligo | v. tr.    • 1 •   percorrere, attraversare (anche fig.): correre una strada; correre il mare, navigare | correre il mondo, viaggiare molto, in continuazione; (fig.) acquistare grande rinomanza: una fama che sta correndo il mondo  ' correre uno scritto, scorrerlo, leggerlo    • 2 •   disputare una gara di corsa: correre il giro d'italia  ' correre la lancia, la giostra, (ant.) giostrare a cavallo facendo assalti con la lancia    • 3 •   (fig.) affrontare, sostenere (una situazione che comporta degli incerti): correre un rischio; la sua vita non corre alcun pericolo    • 4 •   (ant.) far scorrerie in un luogo, devastare: correre un paese  ' correre il mare, i mari, esercitare la pirateria.
correspettivo   e deriv.   ⇨ corrispettivo e deriv. 
corresponsabile   agg.  che è responsabile insieme con altri.
corresponsabilità   s.f.  l'essere corresponsabile.
corresponsabilizzare   v. tr.  rendere corresponsabile: corresponsabilizzare qualcuno in un'impresa. 

corresponsione   s.f.    • 1 •   denaro che si dà in cambio di un servizio    • 2 •   (fig.) corrispondenza di affetti: non trovare corresponsione ai propri sentimenti. 
correttezza   s.f.  l'essere corretto: correttezza di linguaggio, di modi. 
correttivo   agg.  che serve a correggere: ginnastica correttiva   s.m.  quanto serve a correggere, a migliorare; additivo.
corretto   part. pass.  di correggere   agg.    • 1 •   privo di errori; formulato con esattezza, con proprietà: pronuncia corretta; stile corretto ed elegante    • 2 •   conforme alle regole dell'educazione, della convenienza: comportamento corretto; modi corretti  | detto di persona, onesto, leale, educato: un commerciante, un avversario corretto    • 3 •   si dice di bevanda dal sapore modificato mediante aggiunta di altre sostanze: caffè corretto  § correttamente avv. 
correttore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi corregge | in partic., chi attende alla correzione di materiale da stampare: correttore di bozze    • 2 •   dispositivo per compensare anomalie nel funzionamento di strumenti tecnici    • 3 •   nome generico di diversi prodotti di cancelleria che servono a eseguire correzioni su un dattiloscritto.
correzionale   s.m.  nell'uso corrente, casa di rieducazione  agg.  (dir.) si diceva un tempo di pena destinata a consentire il recupero del condannato e perciò di durata limitata.
correzione   s.f.    • 1 •   il correggere, l'essere corretto: la correzione di un'abitudine; correzione di un fiume, la modificazione artificiale del suo corso | in partic., la modificazione apportata a un testo per correggerlo o per migliorarlo; anche il segno o i segni fatti a questi fini: la correzione dei compiti, delle bozze; uno scritto pieno di correzioni    • 2 •   (non com.) punizione, ammonimento, rimprovero | casa di correzione, (antiq.) casa di rieducazione per minorenni; correzionale    • 3 •   (scient.) variazione che si apporta a una grandezza per compensare gli errori dello strumento di misura    • 4 •   (fam.) aggiunta di liquore al caffè in tazza.
corri corri   o corricorri, loc. sost. m. invar.  il correre caotico e precipitoso di più persone; fuggi fuggi: dopo lo scoppio ci fu un corri corri generale. 
corrida   s.f.  spettacolo popolare spagnolo consistente nel combattimento di uomini contro tori in un'apposita arena; tauromachia.
corridoio   ant. corritoio, corridore, s.m.    • 1 •   passaggio, generalmente lungo e stretto, che mette in comunicazione locali diversi: il corridoio di un appartamento, di una vettura ferroviaria  | accordi, manovre, giochi di corridoio, (fig.) spec. in politica, che si realizzano al di fuori delle sedi istituzionali, in maniera non sempre corretta | voci di corridoio, (fig.) notizie ufficiose, indiscrezioni    • 2 •   (mar.) uno dei ponti sotto coperta; nelle navi da guerra il terzo a partire dall'alto    • 3 •   striscia di territorio incuneata nel territorio di un altro stato: il corridoio di danzica  ' corridoio aereo, rotta aeronautica lungo la quale è consentita la navigazione aerea per consenso degli stati interessati    • 4 •   (sport) nel tennis, ognuna delle due parti laterali del campo comprese tra la linea che delimita lo spazio del singolare e quella del doppio | nel calcio e in altri sport di squadra, varco nella difesa avversaria.
corridore   (1) ant. corritore, agg.  [f. -trice] atto a correre: cavallo corridore  ' uccelli corridori, denominazione antiquata di uccelli inetti al volo, ma veloci e resistenti nella corsa, quali lo struzzo, l'emù, il casuario  s.m.    • 1 •   (sport) chi partecipa a una gara di corsa: corridore automobilista, ciclista  | nel gioco del baseball, l'attaccante che avanza verso una base o che ne ritorna    • 2 •   (lett.) cavallo: anzi ristringe al corridor la briglia  (poliziano)    • 3 •   (ant.) ciascuno dei soldati che precedevano il grosso dell'esercito per esplorare o far scorrerie.
corridore   (2)  ⇨ corridoio.
corriera   s.f.    • 1 •   autobus che trasporta posta e passeggeri lungo un percorso di linea | in passato, vettura a cavalli con analoga funzione    • 2 •   gabbia usata nelle uccellande per ospitarvi gli uccelli di richiamo.
corriere   ant. o poet. corriero, s.m.    • 1 •   spec. un tempo, persona addetta al trasporto di corrispondenza, dispacci, piccoli pacchi ecc. | rispondere a volta di corriere, immediatamente, per mezzo dello stesso corriere | corriere diplomatico, chi porta i documenti e la corrispondenza ufficiale da un governo a una sede diplomatica o viceversa | corriere della droga, chi trasferisce droga, spec. da un paese all'altro, in quantitativi tali da poterla portare su di sé o nel proprio bagaglio personale, per rifornire gli spacciatori    • 2 •   oggi, per lo più, impresa privata che esegue un regolare servizio di trasporto di corrispondenza e merci tra due città: spedire per corriere    • 3 •   (ant. , lett.) messaggero, nunzio | sopravvive nel nome di giornali e periodici: corriere della sera; corriere dello sport    • 4 •   battello che fa servizio postale    • 5 •   (zool.) genere di uccelli con corto becco orizzontale, collare bianco e fascia nera sul petto; sono ottimi corridori (ord.  caradriformi).
corrigenda   s.m. pl.  correzioni; in partic., l'elenco delle correzioni da farsi a un testo stampato.
corrigendo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi deve essere corretto; si dice, in partic., del minorenne chiuso in una casa di rieducazione.
corrimano   s.m.  [pl. -ni] appoggio per le mani collocato lungo una scala.
corrione   s.m.  uccello delle zone aride e calde, buon corridore, con lunghe zampe, becco sottile, coda breve (ord.  caradriformi).
corrispettività   meno com. correspettività, s.f.  l'essere corrispettivo; correlazione.
corrispettivo   meno com. correspettivo, agg.  che si dà o si riceve in cambio di qualcosa; corrispondente, equivalente: la somma corrispettiva   s.m.  ciò che equivale; ciò che si dà come compenso o risarcimento: dare, riscuotere il corrispettivo  § corrispettivamente avv. 
corrispondente   part. pres.  di corrispondere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.    • 1 •   chi è in relazione epistolare con qualcuno; chi è incaricato di sbrigare la corrispondenza di un ufficio    • 2 •   giornalista incaricato da un giornale o da un ente radiotelevisivo di mandare articoli o servizi relativi al luogo in cui risiede | corrispondente di guerra, inviato speciale al fronte, al seguito di unità militari    • 3 •   persona o azienda che svolge affari per conto di un'altra persona o un'altra azienda in una sede diversa § corrispondentemente avv. 
corrispondenza   s.f.    • 1 •   il corrispondere, l'essere corrisposto; conformità, rispondenza: la corrispondenza delle parole con i fatti    • 2 •   reciprocità di sentimenti, di affetti: un amore che non trova corrispondenza; corrispondenza d'amorosi sensi  (foscolo sepolcri  30)    • 3 •   scambio di lettere, epistolario, carteggio; per estens., l'insieme delle lettere in arrivo o in partenza: essere in corrispondenza con qualcuno; sbrigare la corrispondenza  ' per corrispondenza, per posta: vendita per corrispondenza; scuola, corso per corrispondenza, in cui i testi con le lezioni e gli altri materiali didattici vengono spediti al domicilio dell'allievo    • 4 •   relazione inviata da un corrispondente al suo giornale o ente radiotelevisivo    • 5 •   (mat.) relazione fra due insiemi che associa a ogni elemento di un insieme uno o più elementi di un altro.
corrispondere   v. intr.  [coniugato come rispondere]    • 1 •   essere in conformità convenire, accordarsi: i dati delle due tabelle non corrispondono    • 2 •   equivalere, avere lo stesso valore: un miglio marino corrisponde a 1852 metri    • 3 •   essere adeguato: corrispondere ai desideri, alle attese    • 4 •   far riscontro: a ogni colonna corrisponde una statua    • 5 •   ricambiare un sentimento: corrispondere all'affetto, all'amore di qualcuno    • 6 •   avere una relazione epistolare con qualcuno    • 7 •   dare, affacciarsi su un luogo: queste finestre corrispondono sul giardino  | v. tr.    • 1 •   contraccambiare, ricambiare (quasi sempre al passivo): il suo amore non è stato corrisposto    • 2 •   dare, versare una somma: corrispondere un assegno mensile. 
corrisposta   s.f.  (non com.) somma pagata per una prestazione; corresponsione.
corrisposto   part. pass.  di corrispondere  e agg.  nei sign. del verbo.
corritoio    ⇨ corridoio.
corritore    ⇨ corridore 1.
corrività   s.f.  l'essere corrivo.
corrivo   agg.    • 1 •   che è portato ad agire, a parlare, a giudicare senza riflettere, con troppa faciloneria    • 2 •   eccessivamente condiscendente, tollerante    • 3 •   (ant.) che corre o scorre; corrente § corrivamente avv. 
corroboramento   s.m.  (non com.) corroborazione.
corroborante   part. pres.  di corroborare   agg.  nei sign. del verbo | grazia corroborante, (teol.) la grazia divina in quanto fortifica lo spirito dell'uomo e lo aiuta a proseguire sulla via del bene  s.m.  sostanza, bevanda o farmaco che rinvigorisce § corroborantemente avv.  (non com.).
corroborare   v. tr.  [io corròboro ecc.]    • 1 •   rinforzare, rinvigorire: corroborare il corpo e lo spirito    • 2 •   confermare, avvalorare: l'esempio corrobora la teoria  | corroborarsi v. rifl.  fortificarsi, rinvigorirsi.
corroborativo   agg.  (non com.) corroborante.
corroborazione   s.f.  il corroborare, il corroborarsi, l'essere corroborato.
corrodere   v. tr.  [coniugato come rodere] intaccare consumando o deteriorando lentamente; rodere (anche fig.): l'acqua corrode i ponti; la noia... aveva corroso a fondo la mia vita  (moravia) | corrodersi v. rifl.  consumarsi, sgretolarsi.
corrodibilità   s.f.  disposizione di sostanze o materiali a corrodersi.
corrodimento   s.m.  (non com.) corrosione.
corrompere   v. tr.  [coniugato come rompere]    • 1 •   alterare, guastare: il caldo corrompe i cibi  | inquinare, contaminare: il puzzo dei rifiuti corrompe l'aria    • 2 •   indurre con mezzi illeciti, e spec. con denaro, a fare ciò che non si dovrebbe: corrompere un testimone    • 3 •   guastare moralmente: il cattivo esempio non riuscì a corromperlo  | corrompersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   andare in putrefazione, decomporsi; alterarsi, guastarsi    • 2 •   (fig.) guastarsi moralmente.
corrompimento   s.m.  (non com.) corruzione.
corrompitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) corruttore.
corrosione   s.f.  il corrodere; erosione: corrosione chimica, elettrochimica, processo di graduale deterioramento di una sostanza a contatto con reagenti chimici o di una sostanza metallica immersa in una soluzione salina dove si trova un metallo diverso.
corrosività   s.f.  l'essere corrosivo.
corrosivo   agg.    • 1 •   di corrosione; che ha la proprietà di corrodere: fenomeni corrosivi; acido corrosivo  ' sublimato corrosivo, cloruro di mercurio    • 2 •   (fig.) che esercita un'azione lentamente demolitrice; caustico, mordace: spirito corrosivo; critica, satira corrosiva   s.m.  sostanza che ha il potere di corrodere § corrosivamente avv. 
corroso   part. pass.  di corrodere   agg.  intaccato, consumato dagli agenti atmosferici o da sostanze corrosive.
corrotto   (1) part. pass.  di corrompere   agg.    • 1 •   viziato moralmente, depravato; disonesto: costumi corrotti; funzionario corrotto    • 2 •   (non com.) guasto, marcio, imputridito | (fig.) alterato rispetto all'integrità, alla bellezza, alla purezza originaria: stile corrotto; lingua corrotta, imbastardita § corrottamente avv. 
corrotto   (2) s.m.  (ant. , lett.) lamento, pianto; in partic., lamento funebre: in occasione dei corrotti per morte di congiunti  (nievo).
corrucciamento   s.m.  (non com.) corruccio.
corrucciare   v. tr.  [io corrùccio ecc.] (non com.) addolorare, muovere a sdegno | corrucciarsi v. rifl.    • 1 •   provare corruccio; risentirsi: a quelle parole si corrucciò    • 2 •   mostrare corruccio (detto del volto, degli occhi)    • 3 •   aggrottarsi, corrugarsi (detto della fronte, delle ciglia)    • 4 •   (fig. lett.) detto di elementi atmosferici o di forze naturali, farsi minaccioso, tempestoso: il cielo si corrucciò. 
corrucciato   part. pass.  di corrucciare   agg.  che prova, che esprime corruccio; imbronciato § corrucciatamente avv. 
corruccio   s.m.  sentimento d'ira e dolore, vivo risentimento, che per lo più si manifesta esteriormente con l'aspetto imbronciato: provare, mostrare corruccio. 
corruccioso   agg.  (non com.) corrucciato; facile al corruccio § corrucciosamente avv. 
corrugamento   s.m.    • 1 •   il corrugare, il corrugarsi, l'essere corrugato    • 2 •   (geol.) complesso di fenomeni tettonici che porta alla formazione di catene montuose a pieghe.
corrugare   v. tr.  [io corrugo, tu corrughi ecc.] increspare, aggrottare: corrugare la fronte  | corrugarsi v. rifl.  incresparsi, aggrottarsi.
corruscare   meno com. coruscare, v. intr.  [io corrusco, tu corruschi ecc. ; aus. avere] (lett.) mandare bagliori; lampeggiare, scintillare.
corruscazione   meno com. coruscazione, s.f.  (lett.) il corruscare; lampeggiamento.
corrusco   meno com. corusco, agg.  [pl. m. -schi] (lett.) scintillante, rilucente, fiammeggiante: la luce... /... si fe' prima corusca, / quale a raggio di sole specchio d'oro  (dante par.  xvii, 121-123) § corruscamente avv. 
corruttela   s.f.    • 1 •   (non com.) alterazione, disfacimento    • 2 •   (fig.) corruzione dei costumi, immoralità diffusa    • 3 •   (filol.) lezione di un testo che si presenta guasta in un manoscritto o in una stampa.
corruttibile   agg.    • 1 •   che può corrompersi materialmente; marcescibile: il corpo umano è corruttibile    • 2 •   che si può corrompere con mezzi illeciti o moralmente: un impiegato corruttibile. 
corruttibilità   s.f.  l'essere corruttibile.
corruttivo   agg.  atto a corrompere.
corruttore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi corrompe, spec. in senso morale.
corruzione   s.f.    • 1 •   il corrompere; alterazione, disfacimento: la corruzione della carne, la decomposizione del corpo dopo la morte | alterazione di forma, di stile: la corruzione di una lingua    • 2 •   l'opera di chi istiga a compiere atti illeciti o immorali: corruzione di minorenne  | (dir.) reato commesso dal pubblico ufficiale che riceve denaro o altri beni per compiere atti contrari ai suoi doveri d'ufficio    • 3 •   depravazione, immoralità: la corruzione dei tempi. 
corsa   s.f.    • 1 •   il correre, l'andare velocemente (di uomo o di animale); passo, andatura di chi corre: andare di corsa; fare una corsa; la corsa di un cavallo  | a passo di corsa, con passi rapidi | a tutta corsa, di gran corsa, molto velocemente | prendere la corsa, mettersi a correre | di corsa, (fig.) in fretta, rapidamente: fare una cosa di corsa  ' fare una corsa in un luogo, (fig.) andarvi in fretta, con l'intenzione di trattenervisi poco. dim. corserella, corsetta, corsettina    • 2 •   (estens.) marcia di un veicolo: il treno arrestò la sua corsa; salì sulla vettura in corsa    • 3 •   viaggio di un mezzo di trasporto pubblico; anche, il prezzo del viaggio: l'ultima corsa del tram; pagare la corsa del taxi    • 4 •   (sport) gara di velocità podistica, ciclistica, automobilistica, ippica ecc.: corsa piana, a ostacoli; corsa a tappe, a cronometro; corsa su strada, su pista; corse al trotto, al galoppo; cavallo da corsa; bicicletta, automobile da corsa; andare, giocare alle corse, alle corse ippiche | essere in corsa per qualcosa, (fig.) competere, gareggiare con altri per il raggiungimento di un obiettivo; avere la possibilità di conseguirlo    • 5 •   (fig.) ricerca, tentativo affannoso per superare altri nell'accaparrarsi qualcosa o nel conseguire un fine: corsa al successo, al guadagno, al piacere; corsa agli armamenti    • 6 •   (fig.) crescita rapida: la corsa dei prezzi    • 7 •   (mecc.) movimento limitato compiuto da un elemento scorrevole; anche, la distanza fra i due limiti estremi di tale movimento: la corsa dello stantuffo, del pistone    • 8 •   nave di, da corsa, (ant.) corsara | guerra di corsa, (st.) attività bellica che navi private di uno stato in guerra esercitavano, con l'autorizzazione dello stato stesso, contro la marina mercantile nemica | (estens.) attività bellica svolta da navi da guerra contro navi mercantili del nemico.
corsale   s.m.  (ant.) corsaro.
corsaletto   s.m.    • 1 •   leggera corazza portata in passato dai fanti a protezione del petto; per estens., soldato con tale armatura    • 2 •   indumento femminile alto dalla vita a sotto il seno, stringato davanti, portato sopra la camicia    • 3 •   (zool.) primo segmento del torace di alcuni insetti, spec. dei coleotteri.
corsaresco   agg.  [pl. m. -schi] (rar.) di, da corsaro.
corsaro   s.m.  [f. -a] comandante di una nave privata autorizzato dal proprio stato ad attaccare bastimenti nemici; nell'uso corrente, sin. di pirata   agg.  di corsaro: nave, guerra corsara. 
corseggiare   v. intr.  [io corséggio ecc. ; aus. avere] fare il corsaro | v. tr.    • 1 •   percorrere il mare facendo il corsaro    • 2 •   (ant.) predare: corseggiare la terra. 
corsesca   s.f.  sorta di picca che portava all'estremità un ferro a forma di mandorla.
corsetteria   s.f.    • 1 •   l'insieme degli articoli di abbigliamento intimo femminile, come busti, guaine, reggiseni    • 2 •   (estens.) fabbrica o negozio di tali articoli.
corsetto   s.m.    • 1 •   corsaletto (nei sign.    • 1 •   e 2)    • 2 •   bustino femminile, per lo più in tessuto elastico | apparecchio ortopedico usato per la cura delle malattie della colonna vertebrale.
corsia   s.f.    • 1 •   passaggio tra due file di letti in un dormitorio oppure tra due file di posti a sedere in locali o mezzi di trasporto pubblici    • 2 •   negli ospedali, camerata con più letti disposti in una o più file    • 3 •   suddivisione longitudinale della carreggiata stradale delimitata da una striscia bianca o gialla o da un altro elemento spartitraffico: un'autostrada a quattro corsie; corsia di sorpasso, di emergenza; corsia preferenziale, riservata ai mezzi di trasporto pubblici; salto di corsia, quello compiuto da un veicolo che invade la corsia destinata alla marcia in senso opposto | analoga suddivisione di una pista, una piscina, un campo di gara: correre in prima corsia    • 4 •   lungo tappeto che si stende nei corridoi o sulle scale    • 5 •   (mar.) il lungo tavolato che andava da poppa a prua nelle galee    • 6 •   (ant.) corrente d'acqua, di fiumi, torrenti e simili.
corsiero   o corsiere, s.m.  (lett.) cavallo da corsa o da battaglia.
corsista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (ant.) chi teneva un corso di teologia    • 2 •   chi frequenta un corso di lezioni nell'ambito di una facoltà universitaria, di una scuola di perfezionamento ecc.
corsivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive corsivi per i giornali.
corsivo   agg.    • 1 •   si dice della scrittura comunemente usata nello scrivere a mano | carattere corsivo, (tip.) quello leggermente inclinato verso destra, inventato da a. manuzio (1450-1515), detto perciò, all'estero, italico    • 2 •   (ant. , lett.) che scorre: acqua corsiva, acqua corrente; versi corsivi, facili, scorrevoli    • 3 •   (ant.) corrente, detto di moneta    • 4 •   (ant.) ordinario, andante: panno corsivo  s. m.    • 1 •   la scrittura corsiva e l'analogo carattere tipografico    • 2 •   breve articolo di giornale, spesso di carattere polemico o satirico, stampato in caratteri corsivi.
corso   (1) part. pass.  di correre  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) l'atto del correre; corsa: in picciol corso mi parieno stanchi / lo padre e' figli  (dante inf.  xxxiii, 34-35) | drizzare, volgere il corso, dirigersi    • 2 •   lo scorrere delle acque; l'insieme delle acque in movimento: il corso del po; seguire il corso di un fiume, procedere lungo una delle sue rive | corso d'acqua, nome generico di fiumi, torrenti, canali ecc.    • 3 •   il procedere del tempo e degli avvenimenti; l'andamento, il processo, l'iter di un'attività, di un fenomeno: il corso della vita, di una malattia, degli studi; il nuovo corso della politica italiana; la pratica deve seguire il suo corso  | nel corso di, durante: nel corso degli anni; nel corso del viaggio, della discussione  ' in corso, detto di cose che si stanno facendo o di periodo di tempo che ancora si svolge: volume in corso di stampa; lavori in corso; l'anno in corso  ' dare corso a qualcosa, iniziarla    • 4 •   viaggio fatto per mare, navigazione | navigazione di lungo corso, quella effettuata senza limiti di tonnellaggio e di distanza dalla costa | andare in corso, (ant.) corseggiare, fare il corsaro    • 5 •   movimento reale o apparente degli astri: il corso della luna, delle stelle    • 6 •   serie ordinata di lezioni o di esercitazioni; anche il testo che raccoglie tali lezioni: corso di francese; corsi per corrispondenza; un corso di latino in tre volumi  ' periodo che comprende un ciclo di studi; complesso di classi considerate nella loro successione; ciascun anno di studio di una facoltà universitaria: il corso di ragioneria è di cinque anni; la prima classe del corso a; studente fuori corso, studente universitario che, per non aver sostenuto tutti gli esami prescritti, è iscritto a un anno successivo a quelli previsti dal regolare curriculum    • 7 •   movimento di persone e di veicoli in una strada; anche, grande strada cittadina | corso mascherato, sfilata di carri allegorici    • 8 •   regime di circolazione della moneta: moneta in corso (legale), che si è tenuti ad accettare come mezzo di pagamento; moneta, francobollo fuori corso, non più validi    • 9 •   prezzo, quotazione dei cambi e dei titoli nelle contrattazioni di borsa    • 10 •   (edil.) nelle opere murarie, serie di elementi uguali, spec. mattoni, pietre, laterizi, messi in linea su uno stesso piano orizzontale    • 11 •   (mar.) fila longitudinale di tavole o lamiere che formano il fasciame di una nave.
corso   (2) agg.  della corsica  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della corsica | il corso, per antonomasia, napoleone.
corsoio   agg.  (non com.) scorsoio: nodo corsoio   s.m.  (mecc.) elemento mobile, scorrevole su guide rettilinee; cursore.
corte   s.f.    • 1 •   cortile | corte dei miracoli, in francia fino al sec. xvii, luogo (cortile, piazza, strada) in cui trovavano rifugio mendicanti e gente di malaffare; per estens., accolita di straccioni, di malandrini    • 2 •   nel medioevo, l'insieme degli edifici e dei territori attorno a un castello, che costituiva proprietà di un signore feudale    • 3 •   (sett.) complesso di fabbricati rurali, dei loro annessi e relativi spazi interni: la corte lombarda    • 4 •   residenza e seguito di un sovrano; il complesso dei suoi familiari e delle persone addette: la corte imperiale di vienna; gentiluomo, dama di corte; essere ricevuto a corte  | tener corte, dare splendidi ricevimenti | corte bandita, (ant.) grande ricevimento dato da un sovrano o da un signore cui tutti potevano intervenire; (fig.) feste continue ed esageratamente sfarzose | corte celeste, dio e le gerarchie celesti    • 5 •   (fig.) gruppo di persone che stanno attorno a un personaggio importante mostrandogli devozione e cercandone i favori | fare la corte a qualcuno, corteggiarlo    • 6 •   (dir.) organo collegiale con funzioni giurisdizionali; i magistrati adunati a giudizio: corte d'appello, d'assise, di cassazione; entra la corte!  | corte marziale, tribunale militare in tempo di guerra.
corteccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   involucro che ricopre il tronco e i rami degli alberi    • 2 •   (estens.) parte esterna o superficiale di qualcosa; crosta: la corteccia del pane  | (fig.) apparenza, aspetto esterno: sotto una corteccia ruvida nasconde un cuore d'oro    • 3 •   (anat.) parte periferica di certi organi: corteccia cerebrale; corteccia surrenale, ghiandola corticosurrenale.
cortecciola   lett. cortecciuola, s.f.  la corteccia di querce giovani usata per l'estrazione del tannino.
corteggiamento   s.m.  il corteggiare, l'essere corteggiato: il corteggiamento di una donna. 
corteggiare   v. tr.  [io cortéggio ecc.]    • 1 •   (ant.) far corteggio a un principe, mettersi al suo seguito, al suo servizio    • 2 •   adulare e lusingare qualcuno per ottenerne favori | rivolgere attenzioni, gentilezze, complimenti a una persona per cercare di conquistarne l'amicizia, l'affetto, l'amore    • 3 •   (estens.) accompagnare, seguire: ti corteggian liete / le nubi estive e i zeffiri sereni  (foscolo alla sera).
corteggiatore   s.m.  [f. -trice] chi corteggia; in partic., chi fa la corte a una donna.
corteggio   s.m.  schiera di persone che accompagnano o attorniano qualcuno per rendergli onore, o anche per adulazione | (fig. lett.) accompagnamento, seguito: la senilità col suo corteggio di acciacchi. 
cortegiana    ⇨ cortigiana.
cortegiano    ⇨ cortigiano.
corteo   s.m.    • 1 •   insieme di persone che accompagnano qualcuno durante una cerimonia: corteo nuziale, funebre    • 2 •   insieme di persone che sfilano in una pubblica manifestazione: un corteo di dimostranti    • 3 •   fila di veicoli.
cortese   (1) agg.    • 1 •   gentile, garbato, affabile: una persona, un'accoglienza cortese; gesti, parole cortesi  | (lett.) generoso, prodigo (spec. fig.): ti priego... /... / che tu mi sie di tuoi prieghi cortese  (dante purg.  v, 68-70)    • 2 •   (ant.) che è proprio della corte o delle corti, spec. medievali; che ha le qualità ritenute peculiari delle persone che vi vivevano, come lealtà, liberalità, eleganza ecc.: la civiltà cortese del medioevo  | poesia cortese, la poesia d'amore elegante e raffinata fiorita nel sec. xii presso le corti di provenza, e di qui poi passata nella corte sveva di sicilia (sec. xiii) e in altre corti europee | amore cortese, quello celebrato dai poeti cortesi e rappresentato come un rapporto di vassallaggio dell'amante nei confronti della donna amata | armi cortesi, armi speciali usate nei tornei, con le quali non si poteva ferire l'avversario § cortesemente avv. 
cortese   (2) s.m.  vino bianco secco, di sapore delicato, prodotto in piemonte, in provincia di alessandria.
cortesia   s.f.    • 1 •   l'essere cortese; gentilezza, affabilità: una persona di squisita cortesia; trattare qualcuno con cortesia; mancare di cortesia  | trasporto di cortesia, (dir.) quello compiuto senza corrispettivo economico    • 2 •   atto cortese: riempire di cortesie  ' per cortesia, per piacere, per favore    • 3 •   (ant.) l'insieme degli usi di corte, e spec. delle virtù richieste a un uomo di corte o a un cavaliere    • 4 •   (ant.) liberalità nello spendere; magnificenza.
cortezza   s.f.  l'essere corto (spec. in senso fig.): cortezza di mente. 
corticale   agg.  (scient.) di, della corteccia: strato, ormone corticale  | la (ghiandola) corticale surrenale, la ghiandola corticosurrenale, o corteccia surrenale.
cortice   s.m.  (lett.) corteccia; scorza.
cortico-  cortico- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica moderna, tratto dal lat. co°rtex -i°cis  'corteccia'; indica 'tessuto corticale, corteccia' (corticosterone).
corticoide   s.m.  (chim. biol.) corticosteroide.
corticosteroide   s.m.  (chim. biol.) ognuno degli ormoni elaborati dalle ghiandole corticosurrenali; tra i quali il più noto è il cortisone.
corticosterone   s.m.  (chim. biol.) ormone elaborato dalle ghiandole corticosurrenali.
corticosurrenale   agg.  (biol.) di, proprio della corteccia surrenale: ghiandola corticosurrenale; ormone corticosurrenale, corticosteroide.
corticotrofina   o corticotropina, s.f.  (chim. biol.) ormone elaborato dall'ipofisi, che ha la proprietà di stimolare l'accrescimento delle ghiandole surrenali e la secrezione dei corticosteroidi; è detto anche acth, sigla inglese di ormone adrenocorticotropo. 
cortigiana   ant. cortegiana, s.f.    • 1 •   (ant.) donna di corte    • 2 •   nella società rinascimentale, donna colta e indipendente, di costumi liberi    • 3 •   (lett.) prostituta.
cortigianeria   s.f.  l'essere, il comportarsi da cortigiano, cioè in modo servile e adulatorio | azione, gesto da cortigiano; intrigo, imbroglio, ipocrisia.
cortigianesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) di, da cortigiano: servilismo cortigianesco  § cortigianescamente avv. 
cortigiania   s.f.  (ant.) l'ufficio, la condizione del cortigiano | cortigianeria.
cortigiano   ant. cortegiano, agg.    • 1 •   che è della corte, proprio della corte: usi cortigiani; vita cortigiana  ' lingua cortigiana, la lingua letteraria teorizzata da alcuni scrittori italiani del cinquecento, che doveva risultare da un fondo fiorentino letterario arricchito dei migliori elementi delle lingue in uso presso le corti d'italia    • 2 •   (fig.) che dimostra ipocrisia; intrigante; adulatore: atteggiamento, animo cortigiano  s. m.    • 1 •   gentiluomo di corte: il cortegiano, titolo di un'opera dialogica di b. castiglione (1478-1529); cortigiani, vil razza dannata, verso iniziale di un'aria del «rigoletto» di g. verdi (1813-1901)    • 2 •   (fig.) adulatore; ipocrita intrigante § cortigianamente avv. 
cortile   s.m.    • 1 •   area scoperta compresa in un edificio o delimitata da più edifici sulla quale si affacciano gli ambienti interni di essi    • 2 •   spazio libero attiguo alla casa colonica | animali da cortile, pollame, conigli e sim., allevati nelle case di campagna.
cortina   (1) s.f.    • 1 •   grande tenda che separa ambienti o ne nasconde una parte | tenda che circondava i letti a baldacchino    • 2 •   (estens.) qualsiasi cosa che si interponga tra due elementi, ostacolando o impedendo la vista, la comunicazione: cortina di fumo, di nebbia, di fuoco  | cortina fumogena, nebbiogena, (mil.) sbarramento di nebbia artificiale per ostacolare l'osservazione nemica | cortina di ferro, (fig.) loc. che indicava la separazione dell'europa occidentale capitalistica dagli stati socialisti dell'europa orientale    • 3 •   nelle antiche fortificazioni, tratto di mura compreso tra due torri o due bastioni    • 4 •   (ant. , lett.) sipario, tenda di scena    • 5 •   (edil.) parete a mattoni di forma rettangolare, disposti in modo da sporgere con gli angoli.
cortina   (2) s.f.  (ant. lett.) il tripode di apollo: mugghiò la formidabile cortina  (caro).
cortina   (3) s.f.  (biol.) ormone elaborato dalle ghiandole corticosurrenali; la sua carenza produce il morbo di addison.
cortinaggio   s.m.  (spec. pl.) l'insieme delle cortine del letto; tendaggio | baldacchino.
cortinario   s.m.  (bot.) genere di funghi dai più svariati colori, nei quali una cortina di filamenti unisce il margine del cappello al gambo (cl.  basidiomiceti).
cortisone   s.m.  (chim. biol.) ormone steroide secreto dalla corteccia della ghiandola surrenale, impiegato nella terapia di varie malattie.
cortisonico   agg.  [pl. m. -ci] (biol. , med.) di, del cortisone | (preparato) cortisonico, sostanza prodotta sinteticamente, con proprietà terapeutiche affini a quelle del cortisone; terapia cortisonica, che si avvale di tali preparati.
cortisonoterapia   s.f.  (med.) terapia cortisonica.
corto   ant. curto, agg.    • 1 •   di poca lunghezza o di lunghezza inferiore al normale: la via più corta per arrivare; capelli (tagliati) corti; armi a canna corta; calzoni, pantaloni corti, al di sopra del ginocchio; maniche corte, sopra il gomito; mi va, mi sta corto, si dice di indumento che non raggiunge la misura giusta, soprattutto delle gambe e delle braccia | palla (tirata) corta, che non arriva a destinazione | andare per le corte, sbrigarsi, venire al dunque | venire alle corte, concludere qualcosa in fretta; alle corte!, veniamo al sodo! | l'ultimo a comparir fu gamba corta, (scherz.) si dice a chi arriva per ultimo. dim. cortino    • 2 •   che non dura a lungo; breve, conciso: una visita corta, una risposta corta  | settimana corta, settimana lavorativa di cinque giorni, da lunedì a venerdì    • 3 •   (estens.) insufficiente, scarso, poco dotato: corto di vista, miope; (fig.) non lungimirante | corto di cervello, di mente, poco intelligente | corto di memoria, che dimentica facilmente | essere a corto di qualcosa, esserne poco fornito: essere a corto di quattrini, di argomenti  | tenere qualcuno a corto di qualcosa, non dargliene molta  avv.  (ant.) in poco tempo, brevemente: mostrate da qual mano inver' la scala / si va più corto  (dante purg.  xi, 40-41) | tagliar corto, (fig.) troncare una discussione, gli indugi  s.m.  abbr. di cortocircuito  § cortamente avv.  (ant.) in breve, per poco tempo.
cortocircuitare   v. tr.  [io cortocircùito ecc] (elettr.) mandare in cortocircuito.
cortocircuito   o corto circuito, s.m.  [pl. cortocircuiti, diffuso ma meno corretto corticircuiti]    • 1 •   (elettr.) difetto che si verifica in un circuito che si chiude in un punto di scarsa resistenza e provoca il surriscaldamento dei conduttori: essere, andare, mandare in cortocircuito    • 2 •   (fig.) procedimento mentale indebitamente abbreviato, che porta a risultati illogici: cortocircuito logico  | andare in cortocircuito, (scherz.) non connettere, uscire di senno.
cortometraggio   s.m.  [pl. cortometraggi] film di breve durata, generalmente di carattere documentario, didattico o pubblicitario.
coruscare   e deriv.   ⇨ corruscare e deriv. 
corvata   s.f.  (ant.) corv.é.
corvatta    ⇨ cravatta.
corvé   o corvè, s.f.    • 1 •   nell'organizzazione feudale del lavoro, prestazione d'opera obbligatoria che i coloni erano tenuti a svolgere nelle terre del signore    • 2 •   (mil.) servizio di fatica assegnato ai soldati; comandata: essere di corvé, essere addetto a tale servizio | il gruppo di soldati cui è stato assegnato il servizio    • 3 •   (estens.) lavoro pesante e ingrato; faticaccia.
corvetta   (1) s.f.  (mar.) nave da guerra di piccolo dislocamento, destinata alla scorta dei convogli e alla caccia dei sommergibili | nella marina a vela, veloce nave da guerra con due o tre alberi, dotata di non più di trenta cannoni.
corvetta   (2) s.f.  nell'alta equitazione, andatura ritmica del cavallo che si alza sulle zampe posteriori e avanza eseguendo una serie di piccoli salti.
corvettare   v. intr.  [io corvétto ecc. ; aus. avere] detto del cavallo, fare corvette.
corvidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli molto voraci, con becco robusto, ali lunghe, verso rauco, a cui appartengono il corvo e la cornacchia (ord.  passeriformi) | sing.  [-e] ogni uccello di tale famiglia.
corvino   agg.    • 1 •   (non com.) di, proprio del corvo    • 2 •   nero come le penne del corvo: capelli corvini. 
corvo   (1) ant. o dial. corbo, s.m.    • 1 •   grosso uccello dotato di ali larghe e robuste, piumaggio nero lucente, becco grosso e forte (ord.  passeriformi); è assai comune in italia | corvo imperiale, più grosso del corvo comune, si addomestica con facilità | nero come un corvo, nerissimo, spec. di pelle o di capelli | corvo del malaugurio, (fig.) persona con fama di iettatore. pegg. corvaccio  vezz. corvetto    • 2 •   nel linguaggio giornalistico, persona che, nascondendosi dietro l'anonimato, diffonde ad arte calunnie e mezze verità per gettare discredito su qualcuno    • 3 •   (mar.) congegno montato sulla prua delle antiche navi da guerra, per agganciare la nave nemica e abbordarla.
corvo   (2) s.m.  vino da tavola bianco o rosso prodotto in sicilia.
cosa   s.f.    • 1 •   termine generico usato per indicare qualsiasi entità, concreta o astratta, che sia oggetto dell'attenzione di chi parla o di chi scrive e che riceve determinazione dal contesto del discorso o dello scritto; spesso si impiega per alludere a ciò che non si può o non si vuole indicare con precisione: le cose umane, materiali, spirituali; ho una cosa da dirti; dammi quella cosa che hai in mano; dire le cose come stanno, chiamare le cose col loro nome, parlare con chiarezza; una cosa è la povertà, un'altra la miseria, c'è grande differenza tra l'una e l'altra | nelle frasi interrogative o esclamative, usato assolutamente, sostituisce o rafforza l'agg. che : (che) cosa vuoi?; (che) cosa desidera?; cosa?, che?; ma cosa mi dici mai!; cosa diavolo hai combinato!  | unito ad aggettivi per lo più indefiniti: è poca cosa, conta poco, non vale granché ogni cosa, tutto; nessuna cosa, niente; per la qual cosa, perciò; la stessa cosa, lo stesso; per prima cosa, innanzitutto; tra le altre cose, inoltre, tra l'altro; sopra ogni (altra) cosa, più di tutto; essere (tutt') altra cosa, differenziarsi nettamente; avere qualche cosa contro qualcuno, portargli risentimento, rancore | cosa in sé, nella filosofia kantiana, lo stesso che noumeno, cioè l'essere come esistente in sé, indipendentemente dal rapporto conoscitivo; nell'uso com., ciò di cui si tratta in quanto tale. dim. cosarella, coserella, coserellina, cosetta, cosettina, cosina  pegg. cosaccia  vezz. cosuccia    • 2 •   in senso più ristretto, oggetto materiale: regalare una bella cosa; guarda che bella cosa ti ho portato  | pl.  averi, beni: prendi le tue cose e vattene; non avere cura delle proprie cose  | (dir.) tutto ciò che può essere oggetto di un rapporto giuridico: cosa mobile, materiale, consumabile; cosa di nessuno, sulla quale non esiste diritto di proprietà (trad. del lat. res nulli¯us  'cosa di nessuno')    • 3 •   fatto, avvenimento, situazione: sono cose che capitano; come vanno le cose?; mi è accaduta una cosa straordinaria; cose dell'altro mondo, cose da pazzi, inverosimili, incredibili; per necessità di cose, necessariamente; buone cose!, tante cose!, espressioni generiche di saluto e di augurio; cosa è, cosa non è, (fam.) d'improvviso, non si sa perché | spec. pl.  affare, problema: sono cose grosse, serie; non sono cose che ti riguardano; le cose si mettono bene; come vanno le cose?; non è cosa di competenza di questo ufficio; le cose della politica  ' la cosa pubblica, la repubblica, lo stato | cosa giudicata, (dir.) fatto giuridico accertato con sentenza che non ammette riesame    • 4 •   ciò che si pensa, si dice, si ascolta, si conosce, si vede: pensare, sentire, leggere una cosa; sapere molte cose; vuoi sapere una cosa?; dire una cosa per un'altra, sbagliarsi; capire una cosa per un'altra, fraintendere    • 5 •   gesto, azione; lavoro, opera: non è stata una bella cosa da parte tua; è una delle sue cose meglio riuscite; fare una cosa alla volta; far le cose in grande, con ricchezza e pompa; far le cose come capita, senza preparazione e cura; è cosa fatta, conclusa, sistemata; a cose fatte, quando tutto è risolto, compiuto    • 6 •   cosa nostra, grande organizzazione mafiosa di famiglie italo-americane, attiva negli stati uniti e in sicilia.
cosà   avv.  (fam.) usato solo nelle loc.: così e  (o) cosà, in questo e (o) in quel preciso modo | così cosà, né bene né male, né bello né brutto e sim.: il film è stato così cosà. 
cosacco   s.m.  [f. -a; pl. m. -chi]    • 1 •   membro di una popolazione nomade di origine tartara stanziatasi nelle steppe della russia meridionale    • 2 •   soldato di cavalleria russo appartenente a tale popolazione  agg.  proprio dei cosacchi: reggimento cosacco; danza cosacca, dal ritmo inizialmente lento e poi sempre più vivace | stivali alla cosacca, alti fino al ginocchio.
cosare   v. tr.  e intr.  [io còso ecc. ; aus. dell'intr. avere  o essere] (fam.) verbo di significato assolutamente generico, per indicare qualsiasi azione che non si sappia o non si voglia definire con precisione; il suo valore è precisato dal contesto: cosa stai cosando?, facendo, dicendo, pensando o altro.
cosca   s.f.  in sicilia, gruppo organizzato di mafiosi | (estens.) banda, conventicola, cricca.
coscia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   (anat.) parte dell'arto inferiore compresa tra l'anca e il ginocchio | (estens.) la parte corrispondente del corpo di alcuni animali, soprattutto se macellati o cucinati: coscia di capretto, di tacchino, di pollo.  dim. coscetta, coscettina, coscina  accr. cosciona    • 2 •   parte dei calzoni che copre la coscia: calzoni stretti di coscia    • 3 •   (edil.) sostegno murario laterale di un ponte    • 4 •   (mil.) ciascuna delle due parti che compongono il fianco dell'affusto di un cannone    • 5 •   come nome pop. di frutti: coscia di monaca, varietà di susina; coscia di donna, varietà di pera.
cosciale   s.m.    • 1 •   nelle armature antiche, la parte che copriva e difendeva la coscia    • 2 •   indumento o parte di un indumento che copre la coscia con funzione protettiva: il cosciale dei calzoni da cacciatore    • 3 •   (med.) parte del letto operatorio cui s'appoggiano e fissano le cosce del paziente    • 4 •   fiancata di una scala, una gradinata e sim.
cosciente   agg.    • 1 •   che ha consapevolezza di sé stesso, delle proprie azioni, dei propri scopi; conscio: essere cosciente delle difficoltà, dei rischi    • 2 •   compiuto in modo ponderato e responsabile: decisione cosciente    • 3 •   (med) che è in sé, che ha conoscenza: il malato è di nuovo cosciente  § coscientemente avv.  in modo cosciente, con consapevolezza.
coscienza   ant. o lett. conscienza e conscienzia, s.f.    • 1 •   (filos. , psicol.) consapevolezza di sé e del mondo esterno; è la funzione psichica in cui si riassume ogni esperienza conoscitiva del soggetto | in senso più generico, l'insieme delle facoltà e delle attività psicofisiche; sensi, conoscenza: perdere coscienza, svenire; riprendere, riacquistare coscienza, rinvenire, ritornare in sé    • 2 •   (estens.) conoscenza, consapevolezza: prendere coscienza delle difficoltà; avere l'esatta coscienza dei propri limiti; averne una vaga coscienza, un'impressione, una sensazione confusa    • 3 •   sentimento che ciascun individuo (in quanto capace di ripiegarsi su sé stesso e farsi consapevole di sé nei propri rapporti con gli altri) ha dei valori morali; consapevolezza del bene e del male: coscienza limpida, retta; scrupolo, rimorso di coscienza; esame, obiezione di coscienza  ' agire secondo coscienza, fare come la coscienza detta, ascoltare la voce della coscienza, seguire un preciso dettato etico | avere, sentirsi la coscienza a posto, pulita, tranquilla, non avere nulla da rimproverarsi; avere la coscienza sporca, una cattiva coscienza, un peso sulla coscienza, sentire la responsabilità di una qualche colpa; togliersi un peso dalla coscienza, liberarsi da un rimorso | mettersi la coscienza a posto, in pace, eliminare il senso di colpa, riparando a un errore o a un'omissione | essere senza coscienza, privo di scrupoli | agire contro coscienza, contro le proprie convinzioni morali | venire a patti con la (propria) coscienza, scendere a compromessi con i propri principi morali | un caso di coscienza, da giudicarsi in base al proprio senso morale | mettersi una mano sulla coscienza, giudicare o agire valutando responsabilmente le conseguenze del proprio operare | libertà di coscienza, di professare le proprie idee o credenze religiose    • 4 •   senso di responsabilità, serietà e impegno nel compiere il proprio dovere o nell'eseguire un lavoro: un uomo di coscienza; lavorare, studiare con coscienza; coscienza professionale; in tutta coscienza, sinceramente, onestamente | sensibilità di fronte a un determinato problema: coscienza civile, politica    • 5 •   ogni individuo come entità morale: un'epoca di travaglio per le coscienze più sensibili. 
coscienziale   agg.  (psicol.) di coscienza, della coscienza: livello coscienziale. 
coscienzialismo   s.m.  (non com.) in filosofia, priorità dei dati di coscienza, della consapevolezza soggettiva, sui dati oggettivi, sulle cose in sé soggettivismo.
coscienziosità   s.f.  qualità di chi è coscienzioso; il comportarsi secondo coscienza.
coscienzioso   agg.    • 1 •   che ha coscienza, senso di responsabilità nell'ottemperare ai propri doveri, nell'esercitare la propria professione: un lavoratore, uno studente, un medico coscienzioso    • 2 •   fatto con serietà, impegno, accuratezza: un lavoro coscienzioso  § coscienziosamente avv.  con scrupolosità, con senso di responsabilità.
coscio   s.m.  la coscia dell'animale macellato. dim. coscetto. 
cosciotto   s.m.  coscio: un cosciotto d'agnello. 
coscritto   part. pass.  di coscrivere   agg.  nel sign. del verbo | padri coscritti, (st.) i senatori romani  s.m.  (mil.) soldato di leva, recluta.
coscrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere] (mil.) iscrivere nelle liste di leva; chiamare sotto le armi, reclutare.
coscrivibile   agg.  (mil.) che può essere iscritto nelle liste di leva.
coscrizione   s.f.  (mil.) iscrizione dei soldati nelle liste di leva; la leva stessa: coscrizione obbligatoria; coscrizione marittima, leva di mare.
cosecante   s.f.  (mat.) funzione trigonometrica inversa del seno.
coseno   s.m.  (mat.) funzione trigonometrica che esprime il rapporto esistente in un triangolo rettangolo fra la misura del cateto adiacente a un angolo di ampiezza data e la misura dell'ipotenusa.
cosentino   agg.  di cosenza: la provincia cosentina   s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita a cosenza.
così   avv.    • 1 •   in questo modo, in tal modo: le cose stanno così; non rispondere così; fermi così, per favore!  | per rafforzare un'affermazione o una negazione: sì, è così!; proprio così!; non è per niente così!; basta così!  | nella descrizione di azioni, oggetti, persone, accompagnata da gesti, serve a sottolineare ciò che il gesto stesso esprime: era alto così; il mobile andrebbe messo così; anche preceduto da preposizione: bisogna spostarlo da così a così; devi girare la macchina per così  | rafforzativo di pure, anche : la casa non è più quella d'allora e così pure il giardino  | così e così, proprio così, come si è già detto: gli dissi così e così; fai così e così  ' così così, né bene né male; non molto: «come stai?» «così così»; «ti piace?» «così così»  | né così né cosà, né in un modo, né nell'altro | e così via, eccetera | per così dire, per modo di dire (spesso usato per introdurre una riserva nel giudizio) | ah, è così?, esprime stupore, meraviglia | e così?, ebbene? (per sollecitare la conclusione di un discorso, la fine di un racconto; può precedere una domanda): così, che mi dici di nuovo?    • 2 •   tanto, talmente: è così tardi?; mi è parso così cambiato!; più di così non ho potuto fare  | con valore di agg.  siffatto, tale: è difficile vivere una vita così; amici così è meglio perderli   cong.    • 1 •   in correlazione con come, introduce prop. comparative e modali (spesso è sottintesa): non era così stanca come diceva; comportati (così) come hai fatto finora    • 2 •   in correlazione con che, da, introduce prop. consecutive: ero così meravigliato che non riuscivo a parlare; non è così stupido da non saperlo  | così che, cosicché    • 3 •   con valore conclusivo in prop. coordinate, dunque, perciò, pertanto: sono stanco e così resterò a casa    • 4 •   in correlazione con poiché, giacché, siccome, ha valore rafforzativo (spesso sottintesa): poiché si era fatto tardi, (così) dovetti andare    • 5 •   con valore desiderativo, magari: così volesse il cielo!; così fosse vero!  | così sia, formula con cui terminano le orazioni; amen    • 6 •   con valore concessivo, quantunque, sebbene: così stanco, volle ricevermi    • 7 •   in correlazione con come, appena che, indica azione immediata: come lo vide, così si mise a chiamarlo a gran voce. 
cosicché   meno com. così che, cong.  e perciò, dimodoché (introduce una prop. consecutiva o conclusiva): partì subito, cosicché non potei vederlo; non ne so nulla, cosicché preferirei non intervenire  | (assol.) con valore interrogativo: cosicché?, e così? come andò a finire?.
cosiddetto   o così detto, agg.  si usa con valore enfatico per richiamare l'attenzione su una parola, spec. quando se ne ritenga improprio l'uso o si voglia ironizzare: la cosiddetta nobiltà. 
cosiffatto   o così fatto, agg.  fatto in tal modo; tale, simile, con sign. per lo più spreg.: con gente cosiffatta è inutile ragionare. 
cosimo   agg.  si dice di una varietà di pero e dei suoi grossi frutti che maturano a fine settembre: pera cosima. 
cosino   s.m.    • 1 •   dim.  di coso    • 2 •   (fam.) persona di piccola statura.
cosinusoide   s.f.  (mat.) curva che in un diagramma cartesiano rappresenta la funzione coseno.
cosmatesco   agg.  [pl. m. -schi] dei maestri cosmati, decoratori e architetti attivi nei secc. xii, xiii e xiv nell'italia centrale, che portarono a notevole perfezione l'arte dell'intarsio policromo in marmo: pavimento, stile cosmatesco. 
cosmesi   s.f.  arte e tecnica volta a conservare e ad accrescere la freschezza e bellezza del corpo per mezzo di preparati e di cure specifiche: istituto di cosmesi, istituto di bellezza.
cosmetica   s.f.  cosmesi.
cosmetico   agg.  [pl. m. -ci] che è atto a conservare e ravvivare la bellezza della pelle e del corpo: trattamento, prodotto cosmetico   s.m.  prodotto cosmetico: negozio di cosmetici. 
cosmetista   s.f.  e m.  [pl. m. -sti] persona esperta nell'uso dei cosmetici, che presta la sua opera presso istituti di bellezza o parrucchieri per signora; estetista.
cosmetologia   s.f.  (med.) settore della dermatologia che studia i problemi del miglioramento dell'aspetto estetico della pelle.
cosmetologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di cosmetologia.
cosmicità   s.f.  (non com.) universalità: la cosmicità dell'arte. 
cosmico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo al cosmo: leggi cosmiche  | raggi cosmici, radiazioni energetiche costituite prevalentemente da protoni ed elioni, che investono la terra provenendo da ogni parte dello spazio    • 2 •   (estens.) universale: dolore, pessimismo cosmico  § cosmicamente avv.  universalmente.
cosmo   s.m.    • 1 •   l'universo fisico come insieme ordinato e armonico    • 2 •   (geog.) lo spazio che racchiude l'insieme delle galassie oggi note | in senso più generico, lo spazio celeste: l'astronave è rientrata dal cosmo. 
cosmo-  cosmo- -cosmo primo e secondo elemento di parole di origine greca o di formazione moderna, dal gr. kósmos  'universo'; significa 'mondo, universo' o fa riferimento all'insieme degli astri e allo spazio extraterrestre (cosmografia, microcosmo).
cosmobiologia   s.f.  settore della biologia che studia le forme di vita esistenti nello spazio.
cosmodromo   s.m.  insieme degli impianti usati per il lancio, il rientro e la manutenzione dei veicoli spaziali.
cosmogonia   s.f.  l'origine, la genesi dell'universo | (estens.) dottrina, teoria che ricerca o spiega tale origine, sia su basi mitologiche o religiose, sia su basi scientifiche.
cosmogonico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla cosmogonia: teoria, mitologia cosmogonica. 
cosmografia   s.f.    • 1 •   descrizione del cosmo in base alle osservazioni astronomiche    • 2 •   scienza che studia la terra come corpo celeste nelle sue relazioni con lo spazio e con gli altri corpi celesti; geografia astronomica.
cosmografico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla cosmografia.
cosmografo   s.m.  [f. -a] studioso di cosmografia.
cosmologia   s.f.  [pl. -gie] studio della struttura dell'universo e delle leggi generali che lo regolano | in filosofia, indagine sulle origini e le finalità del cosmo.
cosmologico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla cosmologia | argomento cosmologico, (filos.) prova che deduce l'esistenza di dio da quella del mondo.
cosmologo   s.m.  [f. -a; pl. -gi] studioso di cosmologia.
cosmonauta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi viaggia a bordo di veicoli spaziali; navigatore spaziale, astronauta.
cosmonautica   s.f.  scienza che studia la navigazione cosmica; insieme di tecniche necessarie al volo spaziale; astronautica.
cosmonautico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla cosmonautica.
cosmonave   s.f.  veicolo per il volo spaziale; astronave.
cosmonavigazione   s.f.  navigazione spaziale; astronavigazione.
cosmopoli   s.f.  (lett.) città cosmopolita | nome fittizio di città, usato spesso in passato da autori e tipografi al posto del vero luogo di stampa per evitare la censura.
cosmopolita   agg.  [pl. m. -ti]    • 1 •   che vive o ha vissuto in diverse parti del mondo | (estens.) che è abituato a pensare e a giudicare con mentalità aperta; che denota conoscenza di diversi modi di vivere e di pensare: spirito, sensibilità cosmopolita    • 2 •   frequentato da stranieri di ogni parte del mondo; internazionale: londra è una città cosmopolita   s.m.  e f.  chi riconosce come sua patria il mondo intero; cittadino del mondo | (estens.) chi mostra gusti, mentalità cosmopoliti.
cosmopolitico   agg.  [pl. m. -ci] di, del cosmopolitismo; da cosmopolita: abitudini cosmopolitiche. 
cosmopolitismo   s.m.    • 1 •   dottrina, ideologia che considera il mondo come un'unica grande patria, senza distinzione di razze e di nazioni    • 2 •   natura, carattere cosmopolita: il cosmopolitismo delle grandi metropoli. 
cosmorama   s.m.  [pl. -mi] strumento ottico usato un tempo per vedere immagini panoramiche ingrandite e in rilievo.
cosmotrone   s.m.  (fis.) sincrotrone per protoni.
coso   s.m.  (fam.)    • 1 •   oggetto che non si sa o non si vuol chiamare col suo proprio nome: dammi quel coso.  dim. cosetto, cosettino, cosino  accr. cosone  pegg. cosaccio    • 2 •   [f. -a] persona di cui non si conosca, non si ricordi o non si voglia menzionare il nome: di' a coso di venire qui. 
cospargere   ant. o lett. conspargere, v. tr.  [coniugato come spargere] spargere qua e là, disseminare: cospargere il concime sul terreno, il terreno di concime; un prato cosparso di fiori. 
cosparso   part. pass.  di cospargere  e agg.  nei sign. del verbo.
cospergere   ant. o lett. conspergere, v. tr.  [coniugato come aspergere] (lett.)    • 1 •   aspergere, spruzzare    • 2 •   cospargere: alquanto del color consperso / che fa l'uom di perdon talvolta degno  (dante purg.  v, 20-21).
cospetto   ant. o lett. conspetto, s.m.    • 1 •   presenza, vista; oggi usato esclusivamente nella loc. al cospetto di, dinanzi, alla presenza di: giungere al cospetto di qualcuno; peccati che gridano vendetta al cospetto di dio  ' in, nel cospetto di, (ant.) dinanzi a    • 2 •   (ant. fig.) mente, pensiero preveggente: tempo futuro m'è già nel cospetto  (dante purg.  xxiii, 98)    • 3 •   (antiq.) esclamazione di sorpresa, disappunto, insofferenza: cospetto! voi mi mettete in un'agitazione grandissima  (goldoni).
cospicuità   s.f.  l'essere cospicuo.
cospicuo   ant. o lett. conspicuo, agg.    • 1 •   degno di nota per qualità o quantità ragguardevole, considerevole: un'intelligenza cospicua; un cospicuo patrimonio    • 2 •   (lett.) visibile; manifesto, evidente; vistoso § cospicuamente avv. 
cospirare   ant. o lett. conspirare, v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   prendere accordi segreti per uno scopo comune, per lo più di natura politica; congiurare, complottare: cospirare contro lo stato    • 2 •   (fig.) detto soprattutto di cose, concorrere a far fallire qualcosa, a danneggiare qualcuno: tutto sembrò cospirare contro la riuscita del progetto; sembrava che tutto cospirasse contro di lui. 
cospirativo   agg.  di cospirazione; cospiratorio: riunioni cospirative. 
cospiratore   s.m.  [f. -trice] chi cospira; congiurato.
cospiratorio   agg.  di cospirazione; cospirativo.
cospirazione   s.f.    • 1 •   atto e modo del cospirare; congiura, complotto | cospirazione politica, reato commesso da più persone che si accordano per effettuare delitti contro la personalità dello stato    • 2 •   (fig.) concorso di più elementi nell'ostacolare qualcosa o qualcuno.
cosso   s.m.  grossa farfalla con corpo tozzo e ali grigie, la cui larva, detta perdilegno  o rodilegno, scava lunghe gallerie nel tronco degli alberi, spec. olmi e pioppi.
costa   s.f.    • 1 •   (anat.) costola | (ant. , lett.) fianco del corpo; più generalmente, lato, parte: né mosse collo, né piegò sua costa  (dante inf.  x, 75); ed ecco due da la sinistra costa  (dante inf.  xiii, 115)    • 2 •   dorso di un libro    • 3 •   nervatura centrale di una foglia | nell'uso corrente, foglia di alcuni ortaggi: costa di sedano  | le coste, (sett.) per antonomasia, le bietole    • 4 •   rilievo, cordonatura | punto a coste, nei lavori a maglia, quello che si esegue alternando uno o più punti diritti e rovesci | velluto a coste, con righe in rilievo    • 5 •   nelle navi, ossatura trasversale che tiene uniti il fasciame esterno e la chiglia    • 6 •   falda di monte piuttosto ripida, rocciosa e coperta di vegetazione | a mezza costa, a metà del pendio montuoso    • 7 •   zona di terraferma prospiciente il mare: costa alta, bassa, sabbiosa, rocciosa; costa a lido, a delta, a fiordo; linea di costa  | (estens.) regione che si affaccia sul mare: gli abitanti della costa mediterranea  | nella loc. avv. costa costa, lungo una costa, marina o montana; per estens., rasente: camminare costa costa al muro. 
costà   avv.  (tosc. , lett.) in codesto luogo, nel luogo in cui si trova la persona a cui ci si rivolge: levati di costà; passeremo per costà. 
costaggiù   avv.  (tosc. , lett.) in codesto luogo (dove si trova la persona a cui ci si rivolge, più in basso o più a sud rispetto a chi parla): «dimmi, bambino, che cosa fai costaggiù?»  (collodi).
costale   agg.  (anat.) di costola o delle costole: arco costale, il margine inferiore libero della gabbia toracica; cartilagine costale, la porzione anteriore della costa, che unisce la costa stessa allo sterno.
costantana   s.f.  lega di rame (58%) e nichel (42%) con resistività elettrica pressoché invariabile al mutare della temperatura; è usata per reostati, termocoppie e resistenze.
costante   agg.    • 1 •   che si mantiene a lungo nelle stesse condizioni; durevole, continuo: desiderio, attenzione costante; temperatura costante; venti costanti, che spirano sempre nella stessa direzione e con la stessa intensità    • 2 •   saldo nel suo proposito; fermo, perseverante: è costante negli odi come nelle amicizie  ' avere per costante, (ant.) tenere, ritenere per certo: tutti per costante ebbero ch'e' fosse morto  (boccaccio dec.  iii, 8)  s.f.    • 1 •   (mat. , fis.) elemento o grandezza il cui valore rimane immutato quando gli altri parametri o componenti con cui è in relazione cambiano; anche, il simbolo che la rappresenta: la costante di una funzione; costante di gravitazione  ' costante solare, quantità di energia che il sole irradia ogni minuto su    • 1 •   cm2 di superficie terrestre esposta perpendicolarmente ai suoi raggi, alla distanza media terra-sole    • 2 •   (estens.) ciò che nel pensiero, nel comportamento di una persona o di una collettività rimane inalterato, costituendone l'elemento caratterizzante: l'allegria è una costante del suo carattere  § costantemente avv. 
costantiniano   agg.  di costantino il grande, imperatore romano (306-337): donazione costantiniana, la pretesa cessione di roma e delle province italiane occidentali a papa silvestro i da parte di costantino, attestata da un documento di cui l'umanista l. valla (sec. xv) dimostrò la falsità | (estens.) che antepone gli interessi temporali ai beni spirituali, detto di orientamento politico della chiesa cattolica: concezione costantiniana. 
costanza   s.f.    • 1 •   l'essere costante; perseveranza, fermezza: studiare con costanza    • 2 •   nel linguaggio scientifico, invariabilità di un elemento rispetto agli elementi correlati che variano | costanza delle leggi di natura, principio per cui effetti naturali dello stesso genere risalgono alle stesse cause.
costardella   s.f.  pesce di mare commestibile con corpo slanciato e muso terminante in una lunga prominenza aguzza (ord.  beloniformi).
costare   v. intr.  [io còsto ecc. ; aus. essere] avere un determinato costo: costare poco, molto; «quanto costa?» «costa trecento lire»  | (assol.) avere un costo elevato: oggi la vita costa  | costare salato, un occhio (della testa), un capitale, una cifra, un patrimonio, un sacco, (fam.) avere un costo, un prezzo elevato | costare caro, (fam.) avere un prezzo elevato; (fig.) comportare gravi svantaggi, pesanti conseguenze: è uno sbaglio che potrà costarti caro  | costi quel che costi!, si dice di cosa che si vuole ottenere a qualunque prezzo | v. tr.  richiedere un corrispettivo oneroso: costare sudore, sacrificio, perdita di tempo, mesi di lavoro; che ti costa darmi un consiglio?  | (assol.) rincrescere, pesare: partire mi costa. 
costaricano   meno com. costaricense [co-sta-ri-cèn-se] agg.  della costa rica, stato centro-americano  s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita nella costa rica.
costassù   avv.  (tosc. , lett.) in codesto luogo (dove si trova la persona a cui ci si rivolge, più in alto o più a nord rispetto a chi parla): s'io... / venissi costassù, parria pur strano  (berni).
costata   s.f.  taglio del bue o del maiale macellato costituito dalla carne che ricopre le costole e le vertebre dorsali, da cui si ricavano bistecche; per estens., la bistecca stessa. dim. costatina. 
costatare   e deriv.   ⇨ constatare e deriv. 
costato   s.m.    • 1 •   gabbia toracica; torace: il costato di cristo    • 2 •   il complesso delle costole negli animali macellati.
costeggiare   v. tr.  [io costéggio ecc.]    • 1 •   navigare lungo una costa (anche assol.): costeggiare un promontorio, un'isola; il battello costeggiava    • 2 •   estendersi, procedere lungo una linea determinata; fiancheggiare: la strada costeggia il muro    • 3 •   (agr.) spianare con l'aratro le zolle già rovesciate.
costeggiatura   s.f.  (agr.) l'operazione del costeggiare le zolle.
costeggio   s.m.    • 1 •   (non com.) il navigare lungo le coste    • 2 •   nell'equitazione di alta scuola, trotto particolarmente rilevato e cadenzato, eseguito su due piste.
costei   pron. dimostr. f. sing.  forma femminile di costui. 
costellare   ant. o lett. constellare, v. tr.  [io costèllo  o costéllo ecc.]    • 1 •   (non com.) ornare di stelle: la notte comincia a constellare i firmamenti  (d'annunzio)    • 2 •   (fig.) cospargere, punteggiare: miriadi di fiori costellavano il prato. 
costellato   part. pass.  di costellare   agg.  cosparso, disseminato, punteggiato: un lago costellato di vele. 
costellazione   s.f.    • 1 •   (astr.) raggruppamento apparente di stelle, prossime l'una all'altra sulla volta celeste, idealmente connesse sin dall'antichità in figurazioni per lo più antropomorfe e zoomorfe: le dodici costellazioni dello zodiaco; costellazione boreale, australe, equatoriale    • 2 •   (estens.) insieme di numerosi elementi analoghi raggruppati in un ampio spazio (anche fig.): una costellazione di isole, di atolli; una costellazione di nomi; le costellazioni dell'associazionismo culturale. 
costera    ⇨ costiera.
costernare   v. tr.  [io costèrno ecc.] affliggere gravemente, abbattere: la notizia lo costernò. 
costernato   part. pass.  di costernare   agg.  che esprime costernazione; gravemente afflitto, abbattuto: un viso costernato. 
costernazione   s.f.  grave afflizione, abbattimento dell'animo: gettare qualcuno nella costernazione; il delitto provocò la costernazione generale. 
costì   avv.  (tosc. , lett.) in codesto luogo, nel luogo vicino alla persona a cui ci si rivolge | di costì, da codesto luogo.
costicchiare   v. intr.  [aus. essere] (scherz.) avere un prezzo abbastanza elevato.
costiera   ant. costera, s.f.    • 1 •   tratto di costa, per lo più alto e accidentato | (estens.) regione costiera: la costiera amalfitana    • 2 •   costa montuosa; pendio    • 3 •   (mar.) nei velieri, ciascuna delle due traverse di legno che, in ogni albero, sostengono la coffa o le crocette e l'albero di gabbia.
costiero   agg.  della costa, che concerne la costa: regione costiera; guardia, difesa costiera  ' nave costiera, attrezzata per navigare lungo le coste | traffico costiero, quello tra i porti di una stessa regione o nazione.
costina   s.f.  costa di maiale con la carne che la circonda.
costinci   avv.  (ant.) da codesto luogo, di costì: ditel costinci; se non, l'arco tiro  (dante inf.  xii, 63).
costing   s.m. invar.  rilevamento e valutazione dei costi aziendali.
costipamento   s.m.  il costipare, il costiparsi; costipazione.
costipante   part. pres.  di costipare   agg.  nei sign. del verbo | (farmaco) costipante, (med.) che rallenta la peristalsi intestinale.
costipare   v. tr.    • 1 •   (non com.) raccogliere insieme in uno spazio limitato; radunare, ammassare    • 2 •   (agr. , edil.) comprimere un terreno dopo averlo frantumato, per renderlo compatto    • 3 •   (med.) provocare costipazione | costiparsi v. rifl.  (med.) divenire costipato, subire una costipazione.
costipativo   agg.  che provoca costipazione intestinale | farmaco costipativo, (med.) lo stesso che costipante. 
costipato   part. pass.  di costipare   agg.  nei sign. del verbo | essere costipato, soffrire di stitichezza; anche, avere il raffreddore.
costipatore   s.m.  rullo per costipare un terreno.
costipazione   s.f.    • 1 •   (agr.) restringimento naturale di spessore di un terreno di natura organica    • 2 •   (med.) occlusione delle vie respiratorie; raffreddore | stitichezza, stipsi.
costituendo   agg.  che deve, che sta per essere costituito: la costituenda società. 
costituente   part. pres.  di costituire   agg.    • 1 •   che costituisce: un fatto costituente reato    • 2 •   (assemblea) costituente, assemblea eletta dal popolo con il compito di riformare una costituzione  s.m.    • 1 •   (chim.) ogni elemento di un composto    • 2 •   membro di un'assemblea costituente.
costituire   ant. constituire, v. tr.  [io costituisco, tu costituisci ecc.]    • 1 •   istituire, creare, ordinare una cosa per un fine: costituire una società, un governo, un'associazione    • 2 •   preparare; mettere insieme: costituire le prove; costituire un patrimonio    • 3 •   formare, comporre: un appartamento costituito di tre stanze    • 4 •   avere il carattere o la qualità di qualcosa: il fatto non costituisce reato    • 5 •   rappresentare: diventare concertista costituisce il suo sogno    • 6 •   nominare, eleggere, dichiarare: costituire qualcuno proprio erede  ' costituire qualcuno in mora, (dir.) dichiararlo moroso secondo le forme della legge | costituirsi v. rifl.    • 1 •   formarsi, comporsi: si costituì un gruppo di ricerca    • 2 •   ordinarsi, organizzarsi: costituirsi in società, in nazione    • 3 •   consegnarsi spontaneamente alla giustizia: il ricercato si è costituito (alla polizia)    • 4 •   (dir.) nominarsi, dichiararsi in modo ufficiale o pubblico: si è costituito mio difensore  | costituirsi in giudizio, nel processo civile, depositare presso la cancelleria del tribunale i documenti necessari per entrare in giudizio come attore o come convenuto | costituirsi parte civile, nel processo penale, richiedere il risarcimento del danno subito in conseguenza del reato.
costituito   part. pass.  di costituire   agg.  stabilito per legge: norme costituite  | autorità costituita, potere costituito, che operano istituzionalmente per legge | costituito a, organizzato in un determinato modo, in una certa forma: stato costituito a repubblica. 
costitutario   s.m.  chi fa le costituzioni di una società o le modifica.
costitutivo   agg.    • 1 •   che costituisce qualcosa o che contribuisce alla formazione, alla creazione di qualcosa: gli elementi costitutivi di un programma, di una struttura  | (dir.) si dice di atto che crea o modifica rapporti giuridici: sentenza costitutiva di servitù    • 2 •   si dice delle proprietà chimico-fisiche di una sostanza dipendenti dalla disposizione degli atomi o delle molecole: la duttilità è una proprietà costitutiva dei metalli. 
costituto   ant. constituto, s.m.    • 1 •   (dir.) patto, convenzione: costituto possessorio, patto secondo il quale si trasferisce il possesso di qualcosa conservandone la detenzione    • 2 •   (mar.) dichiarazione sulle condizioni sanitarie di una nave resa dal comandante alla competente autorità nel porto di arrivo    • 3 •   (ant.) deposizione fatta dall'imputato dinanzi a un giudice    • 4 •   (ant.) costituzione.
costitutore   ant. constitutore, agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi costituisce.
costituzionale   agg.    • 1 •   (dir.) della costituzione, relativo alla costituzione: carta costituzionale; diritto costituzionale, ramo del diritto pubblico che studia i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico, la struttura e la funzione degli organi supremi dello stato | norme costituzionali, quelle che appartengono alla costituzione; leggi costituzionali, quelle che modificano o integrano la costituzione | stato, monarchia costituzionale, regolati da una costituzione | corte costituzionale, organo collegiale composto da quindici membri che ha il compito di giudicare sulla legittimità costituzionale delle leggi; di risolvere i conflitti di attribuzione tra i poteri dello stato, tra stato e regioni o tra regioni; di vagliare, integrato da altri sedici membri, le accuse mosse al presidente della repubblica e ai ministri; di esprimersi sull'ammissibilità dei referendum    • 2 •   (med.) che si riferisce alla costituzione fisica di un individuo: debolezza costituzionale  § costituzionalmente avv.  sotto l'aspetto costituzionale; per costituzione.
costituzionalismo   s.m.    • 1 •   (dir.) insieme dei principi a cui si ispira l'organizzazione costituzionale di uno stato nel determinare diritti e doveri dei cittadini; in senso più ristretto, il complesso di norme che limitano il potere dello stato    • 2 •   (psicol.) scuola psicologica del sec. xx che cerca di individuare dei rapporti causali tra tipi di struttura somatica e modalità di comportamento.
costituzionalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (dir.) studioso, esperto di diritto costituzionale    • 2 •   medico o psicologo di scuola costituzionalistica.
costituzionalistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (dir.) relativo al costituzionalismo    • 2 •   (med. , psicol.) che studia, che concerne la costituzione fisica dell'individuo e le malattie o le modalità di comportamento a essa legate: medicina, scuola costituzionalistica. 
costituzionalità   s.f.  (dir.) l'essere costituzionale; conformità alla costituzione: la costituzionalità di una legge. 
costituzione   ant. constituzione, s.f.    • 1 •   il costituire, il costituirsi; modo in cui qualcosa è costituita: la costituzione di una società, di una fondazione  | esportazione e costituzione di capitali all'estero, (dir.) trasferimento e accumulo illecito di valuta all'estero    • 2 •   l'insieme degli elementi o delle qualità di una sostanza, un corpo, un oggetto; composizione: la costituzione geologica del suolo; la costituzione di un organismo vegetale  | il complesso dei caratteri fisici, psichici e intellettivi di un individuo: uomo di forte costituzione; essere di sana e robusta costituzione    • 3 •   (dir.) legge fondamentale, superiore a ogni altra, che definisce i diritti e i doveri dei cittadini e l'ordinamento dello stato: costituzione repubblicana; la costituzione italiana è entrata in vigore il primo gennaio del 1948  | l'atto ufficiale che contiene la costituzione: promulgare, abrogare la costituzione    • 4 •   spec. pl.  atto, decreto emanato da un'autorità: costituzioni imperiali, pontificie    • 5 •   (non com.) il costituirsi alla giustizia per essere giudicato | costituzione in giudizio, (dir.) il costituirsi in giudizio nel processo civile; costituzione della parte civile, il costituirsi parte civile nel processo penale    • 6 •   (ant.) fondazione (di una colonia, di una città e sim.).
costo   s.m.    • 1 •   spesa necessaria per acquisire un bene o fruire di un servizio: il costo del pane, di una casa; il costo del viaggio; merce di basso, alto costo; vendere, comprare sotto costo, a un prezzo inferiore al costo di produzione; costo della vita, l'incidenza sul bilancio familiare delle spese necessarie all'acquisto dei beni e dei servizi più comuni | (fig.) onere, sacrificio che occorre sostenere per ottenere qualcosa: ha pagato un costo alto per raggiungere il suo scopo  | a ogni costo, a qualunque costo, a tutti i costi, a qualsiasi prezzo; (fig.) a qualunque condizione, in ogni modo | a nessun costo, senza spendere nulla; (fig.) in nessun modo | a costo di, (fig.) a rischio di, pagando con: decise di soccorrere i naufraghi a costo della sua vita    • 2 •   (econ.) in generale, il valore di ciò a cui si è rinunciato per ottenere i beni o i servizi desiderati | costo totale di produzione, la somma delle quantità di ciascun fattore produttivo moltiplicate per i rispettivi prezzi; costo unitario di produzione, il costo totale diviso per la quantità prodotta | costi fissi, quelli che non variano in funzione della quantità prodotta; costi variabili, quelli che variano in funzione della quantità prodotta | costo marginale, incremento di costo sostenuto per aumentare il prodotto di un'unità | costo del lavoro, onere lordo (compresi i contributi sociali e previdenziali) sostenuto dall'imprenditore per assicurarsi la disponibilità del fattore lavoro | costo del denaro, esborso, comprensivo di interessi e altri oneri, che è sostenuto da chi prende in prestito somme di denaro    • 3 •   (ant.) interesse di un capitale, usura: dare, prendere denari a costo. 
costola   s.f.    • 1 •   (anat.) ognuna delle ossa piatte, di forma arcuata e allungata, che in numero di dodici per lato sono collegate posteriormente alla colonna vertebrale e anteriormente allo sterno, formando la cassa toracica; costa | mostrare le costole, essere magrissimo | rompere le costole a qualcuno, (fig.) bastonarlo, picchiarlo selvaggiamente | stare, mettersi alle costole di qualcuno, (fig.) stargli sempre vicino, seguirlo tenendolo d'occhio | avere qualcuno alle costole, (fig.) averlo sempre vicino | discendere dalla costola di adamo, (scherz.) essere di antica nobiltà. dim. costoletta, costolina  accr. costolone  (m.)    • 2 •   dorso di un oggetto: la costola di un libro, di un pettine  ' di coltello od oggetti simili, la parte opposta al taglio    • 3 •   la nervatura principale di una foglia | costola di una volta, (arch.) costolone    • 4 •   (mar.) in un'imbarcazione, ciascuno degli elementi trasversali di legno o di metallo che costituiscono l'ossatura dello scafo.
costolato   agg.  fatto a costole, munito di costole  s.m.  parte dell'animale macellato da cui si ricavano le bistecche; lombata.
costolatura   s.f.    • 1 •   l'insieme delle costole    • 2 •   (arch.) l'insieme dei costoloni di una volta.
costoletta   s.f.    • 1 •   dim.  di costola    • 2 •   costola di vitello, maiale o agnello macellato, tagliata insieme con la carne che la ricopre, da cuocere arrosto o fritta; cotoletta.
costolone   s.m.    • 1 •   (arch.) nervatura in pietra o in mattoni delle cupole o delle volte    • 2 •   lungo dosso montano a spiovente, erboso o roccioso.
costone   s.m.  nervatura laterale o dorsale di una montagna | prominenza, rocciosa o morenica, che sporge dal piano di un ghiacciaio.
costoro   pron. dimostr. m.  e f.  forma plurale di costui, costei. 
costoso   agg.    • 1 •   che costa molto: un viaggio costoso.  dim. costosetto    • 2 •   (fig.) che richiede fatica, sacrificio; oneroso, gravoso § costosamente avv. 
costrettivo    ⇨ costrittivo.
costretto   part. pass.  di costringere   agg.  nei sign. del verbo | (ant.) condannato a una pena.
costringere   ant. costrignere, v. tr.  [coniugato come stringere]    • 1 •   indurre, obbligare qualcuno a fare qualcosa contro la sua intenzione o la sua volontà: costringere con la violenza; costringere a mentire, al silenzio    • 2 •   (lett.) stringere insieme; comprimere, opprimere: colui che tu vedesti / da tutti i pesi del mondo costretto  (dante par.  xxix, 56-57) | (fig.) reprimere.
costringimento   s.m.  (non com.) costrizione.
costrittivo   ant. costrettivo, agg.    • 1 •   che costringe; coercitivo: regolamento costrittivo; formula costrittiva  | (consonanti) costrittive, (ling.) quelle dette anche fricative  o spiranti    • 2 •   (med.) che stringe saldamente, che comprime: fasciatura, ingessatura costrittiva  | astringente § costrittivamente avv. 
costrittore   agg.  (anat.) si dice di muscolo che ha la funzione di diminuire il diametro degli organi sui quali agisce.
costrizione   s.f.    • 1 •   il costringere, l'essere costretto: costrizione fisica, morale    • 2 •   (ant.) restringimento.
costruibile   agg.  che può essere costruito.
costruire   ant. construire, v. tr.  [pres. io costruisco, tu costruisci ecc. ; pass. rem. io costruìi  (raro costrussi), tu costruisti ecc. ; part. pass. costruito  (ant. costrutto)]    • 1 •   edificare, fabbricare: costruire un grattacielo, una diga, una strada, una trincea  | (assol.) fabbricare un edificio o edifici: in questa zona non si può costruire  ' costruire sulla sabbia, (fig.) fare qualcosa che durerà molto poco, fare opera vana    • 2 •   mettere insieme vari elementi a formare un tutto unico e funzionale: costruire un motore, un mobile, un'impalcatura  | (fig.) ordinare, creare, inventare: costruire un sistema filosofico; costruire una trama, un romanzo    • 3 •   (ling.) ordinare, organizzare un enunciato secondo le leggi grammaticali e sintattiche proprie di una lingua: costruire un periodo, una frase    • 4 •   nel linguaggio sportivo, organizzare secondo schemi prestabiliti: costruire il gioco, un'azione offensiva    • 5 •   (geom.) disegnare secondo determinate regole una figura geometrica: costruire un pentagono, un triangolo. 
costruttivismo   s.m.    • 1 •   movimento artistico d'avanguardia sorto nel 1917 nella russia rivoluzionaria e impegnato nella elaborazione di un linguaggio legato alla civiltà industriale    • 2 •   (mat.) corrente di pensiero secondo la quale gli enti matematici vanno definiti non in riferimento a oggetti dati, considerati preesistenti, ma attraverso un processo di costruzione mentale    • 3 •   (filos.) ogni dottrina gnoseologica che neghi l'indipendenza della realtà dall'attività conoscitiva, considerandola piuttosto come una sua costruzione.
costruttivo   agg.    • 1 •   che si riferisce alla costruzione, che serve a costruire: elemento costruttivo    • 2 •   (fig.) che tende a costruire, a tradurre in atto idee positive: idea, critica costruttiva; una mentalità poco costruttiva  § costruttivamente avv. 
costrutto   part. pass. ant.  di costruire   agg.  (lett.) formato, composto: il primo cerchio... /... / in tre gironi è distinto e costrutto  (dante inf.  xi, 28-30)  s.m.    • 1 •   (ling.) ordine e disposizione delle parole in una frase: costrutto latineggiante  | (estens.) significato logico, intima coerenza: in questo discorso non c'è costrutto; parole senza costrutto, insensate    • 2 •   (fig.) utilità, vantaggio: affannarsi senza costrutto. 
costruttore   s.m.  [f. -trice] chi costruisce opere e manufatti: costruttore di automobili; costruttore edile, imprenditore edile  agg.  [f. -trice] che costruisce, che edifica: società, azienda, impresa costruttrice. 
costruzione   s.f.    • 1 •   l'operazione del costruire; edificazione, fabbricazione: costruzione di un ponte, di un armadio; una casa in via di costruzione, che si sta costruendo | scienza delle costruzioni, (ing.) disciplina teorico-applicativa che studia i problemi connessi con la stabilità delle strutture da costruire | tecnica delle costruzioni, insieme delle discipline applicative che attengono alla progettazione delle strutture tipiche dell'ingegneria civile, navale, aeronautica e meccanica | licenza di costruzione, quella un tempo accordata ufficialmente a chi intendeva costruire su suolo pubblico o su terreno di proprietà privata (oggi è sostituita dalla concessione edilizia)    • 2 •   la cosa costruita; opera muraria, fabbricato: costruzione di pietra, in cemento armato; costruzione antisismica  | il modo in cui una cosa è costruita: ponte di solida costruzione    • 3 •   (ling.) ordinata disposizione delle parole in una frase o delle frasi in un periodo; costrutto: costruzione diretta, indiretta    • 4 •   (geom.) sequenza di operazioni che conducono alla rappresentazione grafica di un'entità geometrica: la costruzione di un pentagono, di un trapezio. 
costudire    ⇨ custodire.
costui   pron. dimostr. m. sing.  [f. costei; pl. m. e f. costoro] (lett.) questi, questo (indica persona vicina a chi ascolta o anche a chi parla, oppure appena nominata; nell'uso com. acquista sfumatura spreg.): non voglio nulla da costui; che cosa potrà mai fare di utile costei?; che vogliono costoro?. 
costuma   s.f.  (ant.) consuetudine, tradizione, costumanza; nel linguaggio giuridico è tuttora in uso.
costumanza   s.f.  usanza, consuetudine.
costumare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   (non com.) essere d'uso, essere costume: da noi costuma così; questo giorno ch'omai cede alla sera / festeggiar si costuma al nostro borgo  (leopardi il passero solitario  27-28)    • 2 •   (ant.) frequentare, praticare: costumando egli alla corte delle donne predette  (boccaccio dec.  ii, 8) | v. tr.  (ant.) abituare; educare.
costumatezza   s.f.  (non com.) l'essere costumato; urbanità, compostezza | l'essere virtuoso; morigeratezza.
costumato   part. pass.  di costumare   agg.    • 1 •   (lett.) di buoni costumi; ben educato: un giovane costumato    • 2 •   che denota buoni costumi, buona educazione: maniere costumate    • 3 •   abituato, avvezzo    • 4 •   (ant.) solito, abituale: dopo la fine di quella [cena] si levarono a' balli costumati  (boccaccio dec.  ix, conclusione) § costumatamente avv.  (ant.) in modo costumato, composto; virtuosamente.
costume   s.m.    • 1 •   modo in cui abitualmente un individuo si comporta: è suo costume far così; ha il cattivo costume di rispondere sgarbatamente  | per costume, solitamente    • 2 •   condotta morale: un uomo di riprovevoli costumi  | donna di facili costumi, donna leggera, incline a concedersi a molti    • 3 •   spec. pl.  usanze, abitudini, modi di vivere che caratterizzano una comunità, un gruppo sociale: gli usi e i costumi di un popolo; analisi, critica di costume    • 4 •   abbigliamento caratteristico di una comunità, di un gruppo etnico, di un'epoca: costume sardo, calabrese; il costume settecentesco; ballo, festa in costume  | abito, indumento che si indossa in particolari occasioni: costume carnevalesco; costume di scena, quello indossato da un attore quando recita | costume (da bagno), indumento per fare il bagno e prendere il sole: costume a due pezzi, intero    • 5 •   (ant.) proprietà, potere: l'annel, che non perde il suo costume, / la fa sparir come ad un soffio il lume  (ariosto o. f.  xxix, 64).
costumista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi disegna e prepara i costumi di scena teatrali, cinematografici o televisivi.
costura   s.f.  cucitura in rilievo a costa, che unisce due pezzi di stoffa, di cuoio o altro: costura aperta, rivoltata. 
cotalché   cong.  (ant.) cosicché, di modo che.
cotale   agg.  e pron. indef.  (ant. , lett.) tale: attienti ben, ché per cotali scale /... / conviensi dipartir  (dante inf.  xxxiv, 82-84); maestro, tra questi cotali / dovre' io ben riconoscere alcuni  (dante inf.  vii, 49-50) | talora in correlazione con quale, come : quale in sul giorno un'amorosa stella /... / cotal venia  (petrarca trionfo della fama)  avv.  (ant.) in tal modo, così: vid'io lo minotauro far cotale  (dante inf.  xii, 25).
cotangente   s.f.  (mat.) funzione trigonometrica reciproca della tangente.
cotangentoide   s.f.  (mat.) curva che, in un diagramma cartesiano, rappresenta la cotangente in funzione dell'angolo.
cotanto   agg.  e pron. indef.  (lett.) tanto: quando sovviemmi di cotanta speme  (leopardi a silvia  32)  avv.  (lett.) tanto, talmente; così a lungo, tanto tempo: chi fu ch'ardì cotanto e tanto fece?  (tasso g. l.  v, 32).
cote   s.f.    • 1 •   pietra abrasiva naturale, usata per affilare ferri da taglio    • 2 •   (fig. lett.) stimolo, pungolo: il volere fu sempre la cote del potere  (cesarotti).
cotechino   s.m.  salume da cuocere, fatto con carni magre e cotenne tritate.
cotenna   s.f.    • 1 •   pelle dura, spessa e setolosa, spec. del maiale e del cinghiale    • 2 •   (scherz.  o spreg.) cuoio capelluto, pelle dell'uomo | aver la cotenna dura, (fig.) essere una persona insensibile.
cotennotto   s.m.  taglio di carne del bue macellato, vicino alla spalla.
cotestei   pron. dimostr. f. sing.  (ant.) forma femminile di cotestui. 
cotesti    ⇨ codesti.
cotesto    ⇨ codesto.
cotestoro   pron. dimostr. m.  e f. pl.  (ant.) forma plurale di cotestui  e cotestei. 
cotestui   pron. dimostr. m.  [f. cotestei; pl. m. e f. cotestoro] (ant. , lett.) costui.
cotica   s.f.    • 1 •   (region.) cotenna del maiale    • 2 •   (agr.) strato superficiale compatto del terreno prativo, costituito principalmente dai cespi d'erba e dalle loro radici.
cotidale   agg.  (geog.) si dice della linea che sulla carta geografica unisce tutti i punti di un bacino marino che hanno lo stesso ritardo di marea rispetto a un dato meridiano.
cotidiano    ⇨ quotidiano.
cotile   s.m.  o f.  (anat.) acetabolo.
cotiledonare   agg.  (bot.) del cotiledone.
cotiledone   s.m.  (bot.) foglia carnosa che accompagna l'embrione delle piante fanerogame nella fase di sviluppo, con funzioni nutritive e protettive; protofillo.
cotillon   s.m. invar.    • 1 •   regalo distribuito nel corso di una festa da ballo o di uno spettacolo    • 2 •   (mus.) danza francese, affine alla quadriglia, in voga in europa tra la prima metà del '700 e la fine dell'800.
cotiloide   agg.  (anat.) del cotile, cotiloideo.
cotiloideo   agg.  (anat.) di, relativo al cotile; cotiloide: cavità cotiloidea. 
cotissa   s.f.  (arald.) banda diminuita in larghezza.
coto   s.m.  (ant.) pensiero: il tuo pueril coto  (dante par.  iii, 26).
cotogna   s.f.  frutto del cotogno | anche come agg.  : mela cotogna. 
cotognastro   s.m.  arbusto sempreverde a foglie ovali e larghe, fiori di color rosa e frutti allungati (fam.  rosacee).
cotognata   s.f.  marmellata solida di mele cotogne.
cotognino   agg.  che ha aspetto, odore e sapore di cotogna.
cotogno   s.m.  albero che produce una qualità di mele, dalla polpa aspra e molto profumate, usate per fare marmellata (fam.  rosacee) | anche come agg.  : melo cotogno. 
cotoletta   s.f.  (gastr.) costoletta | cotoletta alla milanese, passata nell'uovo, impanata e fritta nel burro.
cotonaceo   agg.  simile a cotone.
cotonare   v. tr.  [io cotóno ecc.]    • 1 •   trattare un tessuto in modo che rassomigli al cotone    • 2 •   increspare con colpi di spazzola o di pettine i capelli per dare maggior volume e consistenza alla pettinatura.
cotonaria   s.f.  (bot.) agrostemma.
cotonato   part. pass.  di cotonare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  tessuto di puro cotone o di cotone misto ad altre fibre.
cotonatura   s.f.  l'operazione e il risultato del cotonare i capelli.
cotone   s.m.    • 1 •   pianta arbustiva con foglie lobate, fiori gialli o porporini e frutti a forma di capsule ovali contenenti una peluria bianca che circonda i semi ed è usata come fibra tessile (fam.  malvacee): piantagione di cotone    • 2 •   la fibra tessile e il tessuto ricavati da tale pianta: un lenzuolo di cotone  | filato usato per lavori di cucito: cotone da ricamo, da rammendo  | lanugine dei semi di cotone, trattata per essere utilizzata in imbottiture, fasciature e medicazioni; ovatta: cotone grezzo, emostatico; cotone idrofilo, depurato e sgrassato, in grado di assorbire acqua; sterilizzato, si usa per medicazioni.
cotonella   s.f.  piccolo insetto color nocciola-verdastro, parassita dell'olivo; le larve emettono e si ricoprono di una peluria simile a bambagia (ord.  omotteri).
cotoneria   s.f.  nome generico dei vari filati e stoffe di cotone: articoli di cotoneria. 
cotonicoltore   s.m.  [f. -trice] chi coltiva il cotone.
cotonicoltura   s.f.  coltivazione del cotone.
cotoniere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   industriale del cotone    • 2 •   operaio che lavora in un cotonificio.
cotoniero   agg.  del cotone: industria cotoniera. 
cotonificio   s.m.  fabbrica dove si producono filati e tessuti di cotone.
cotonina   s.f.  tessuto leggero di cotone.
cotonizzare   v. tr.  trattare una materia tessile in modo da renderla simile al cotone per aspetto e qualità: cotonizzare la canapa. 
cotonoso   agg.  che contiene cotone: tessuto cotonoso  | di aspetto simile al cotone: capelli bianchi e cotonosi  | coperto di peluria come il cotone: frutto cotonoso. 
cotta   (1) s.f.    • 1 •   (fam.) cottura di non lunga durata: dare una cotta alla carne  | zucchero di prima cotta, non completamente raffinato | furbo di tre cotte, (fig.) furbissimo    • 2 •   la quantità di cose cotte in una volta: una cotta di mattoni    • 3 •   (fig. scherz.) ubriacatura, sbornia | forte innamoramento, però di natura passeggera: prendere una cotta per qualcuno  dim. cottarella, cotterella    • 4 •   nel gergo sportivo, lo stato di prostrazione fisica e psichica in cui cade un atleta per aver mal dosato lo sforzo durante la gara o per aver abusato di eccitanti.
cotta   (2) s.f.    • 1 •   ampia sopravveste maschile o femminile con maniche lunghe, in uso nel medioevo    • 2 •   (st.) veste di maglia di ferro indossata dagli uomini d'arme    • 3 •   veste di lino bianco lunga fino al ginocchio, con maniche corte e larghe, indossata dal sacerdote sopra la veste talare in alcune funzioni.
cottabo   s.m.  presso gli antichi greci e gli etruschi, gioco che si svolgeva durante un simposio e consisteva nel lanciare il fondo di vino di una coppa contro un bersaglio (per lo più una serie di piccoli vasi galleggianti in un recipiente pieno d'acqua); dall'esito del lancio si traevano presagi.
cottage   s.m.  elegante casetta di campagna, generalmente in stile rustico.
cottardita   s.f.  veste maschile o femminile simile alla cotta, ma più ampia e ricca.
cotticcio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.) alquanto cotto | (fig.) un po' brillo o innamorato  s.m.  (antiq.) residuo solido della fusione di rottami di ferro, non più fusibile perché contenente un'eccessiva percentuale di scorie.
cottidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci dal corpo allungato, che presentano talvolta ghiandole velenose (ord.  perciformi) | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
cottile   agg.  (lett.) fatto di mattoni: mura cottili  (d'annunzio).
cottimante   s.m.  e f.  (antiq.) cottimista.
cottimista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi lavora a cottimo.
cottimo   s.m.  forma di retribuzione operaia basata sulla quantità di lavoro prodotta, indipendentemente dal tempo impiegato: lavorare a cottimo  ' cottimo collettivo, quello in cui la commisurazione delle retribuzioni alle quantità prodotte avviene per gruppi di lavoratori.
cotto   part. pass.  di cuocere   agg.    • 1 •   che è stato sottoposto a cottura: carne, verdura cotta; pane ben cotto; terra cotta, terracotta | farne di cotte e di crude, (fig.) combinare ogni genere di stranezze o di cattive azioni; farne di tutti i colori    • 2 •   (estens.) riarso, bruciato: un volto cotto dal sole    • 3 •   (fig. fam.) si dice di persona ubriaca o molto innamorata (usato anche come rafforzativo): è innamorato cotto di lei  | nel gergo sportivo, di atleta sfinito, distrutto dalla fatica: un pugile cotto   s.m.    • 1 •   mattone di terracotta: una chiesa pavimentata in cotto    • 2 •   mosto concentrato per bollitura che si aggiunge ad altri mosti deboli per migliorarne la qualità.
cottolengo   s.m.  [pl. -ghi] (fam. scherz.) ambiente in cui abbondano persone di scarsa perspicacia.
cotton fioc   ® loc. sost. m. invar.  bastoncino alle cui estremità è avvolta dell'ovatta, per usi igienici.
cottura   s.f.    • 1 •   il cuocere, il cuocersi, l'essere cotto; il modo in cui ciò avviene: cottura a gas, a legna, sulla brace, in forno; la cottura del pane, della carne; cottura lenta, a fiamma vivace; portare a cottura; punto di cottura, momento in cui si raggiunge la perfetta cottura    • 2 •   nella produzione della carta, la fase in cui il legno viene ridotto in cellulosa.
coturnato   agg.  (lett.)    • 1 •   che calza i coturni: o coturnati achei  (monti)    • 2 •   (fig.) grave, solenne, come lo stile della tragedia classica: versi coturnati. 
coturnice   s.f.  uccello simile alla pernice, con piumaggio bianco e nero, zampe e becco rossi (ord.  galliformi).
coturno   s.m.    • 1 •   calzatura con suola alta, usata nell'antichità classica dagli attori tragici sulla scena | calzare il coturno, (fig. lett.) scrivere o recitare tragedie    • 2 •   nella roma antica, calzatura femminile di origine orientale; anche, stivale da caccia.
coulisse   s.f.    • 1 •   incavo, scanalatura | (porta a) coulisse, porta scorrevole    • 2 •   (teat.) quinta scorrevole: dietro le coulisse, nel retroscena    • 3 •   tubo scorrevole inserito in alcuni strumenti a fiato (p. e.  nel trombone a tiro) per ottenere l'allungamento del canneggio principale    • 4 •   nel linguaggio di borsa, mercato non ufficiale dei titoli.
coulissier   s.m. invar.  commissionario di borsa.
coulomb   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della carica elettrica, pari alla quantità di elettricità trasportata in un secondo dalla corrente di un ampere.
coulombometria   s.f.  (chim. fis.) tecnica analitica per la determinazione quantitativa di una sostanza mediante la misura del numero di coulomb necessari per la sua ossidazione o riduzione elettrolitica.
coulombometro   s.m.  (fis.) apparecchio che misura la quantità di elettricità voltametro.
count down   loc. sost. m. invar.  conto alla rovescia.
country   agg.  e s.m. invar.  si dice dello stile musicale ispirato a quello popolare e campagnolo degli stati uniti d'america.
coup de foudre   loc. sost. m. invar.  colpo di fulmine, amore improvviso.
coupé   s.m.  carrozzeria dalla linea slanciata ed elegante per automobili di tipo sportivo a due o quattro posti; un tempo, sorta di carrozza chiusa a quattro ruote, due sportelli e un unico sedile.
couperose   s.f. invar.  (med.)    • 1 •   l'insieme delle macchie di color rosa o rosso che compaiono sugli zigomi e sul naso per la dilatazione o la rottura dei capillari    • 2 •   (antiq.) acne rosacea.
couplet   s.m. invar.  periodo musicale che, nelle canzoni moderne, si alterna con il ritornello; strofa.
coupon   s.m. invar.  tagliando, cedola; scontrino.
couso   s.m.  (dir.) la facoltà da parte di più soggetti di far uso di uno stesso bene.
coutente   s.m.  e f.  chi è utente di qualcosa in comune con altri.
coutenza   s.f.  il fare uso di qualcosa in comune con altri.
coutil   s.m. invar.  tessuto fitto e robusto, di lino o di cotone.
couture   s.f. invar.  moda, arte della moda: haute couture, alta moda; maison de couture, casa di mode, sartoria.
couturier   s.m. invar.  sarto, creatore di alta moda.
cova   s.f.    • 1 •   l'azione, il tempo e il luogo del covare degli uccelli: mettere in cova la chioccia    • 2 •   (ant.) covo, nido.
covacciolo   o covaccio [co-vàc-cio], s.m.  (tosc.) covo di uccelli o altri piccoli animali | (estens.) giaciglio, dimora povera e sudicia.
covalente   agg.  (chim.) si dice del legame chimico di covalenza; omeopolare.
covalenza   s.f.  (chim.) tipo di legame chimico elettromagnetico in cui i due atomi implicati sono collegati da elettroni comuni a entrambi.
covare   v. tr.  [io cóvo ecc.]    • 1 •   (assol.) detto degli uccelli e di altri animali, stare accovacciati sulle uova per mantenere in esse la temperatura necessaria allo sviluppo dell'embrione: la chioccia cova  ' covare i pulcini, (estens.) detto della chioccia, tenerli, quando sono ancora implumi, sotto le sue ali    • 2 •   (fig.) custodire, conservare gelosamente: l'avaro cova i suoi averi  ' covare qualcosa  o qualcuno con gli occhi, guardare con desiderio intenso, con amore | covare le lenzuola, poltrire nel letto    • 3 •   (fig.) alimentare nascostamente dentro di sé il pensiero di qualcosa: covare la vendetta, il tradimento  | covare una malattia, averla in incubazione | v. intr.  [aus. avere] stare nascosto: il fuoco cova sotto la cenere. 
covariante   agg.  e s.f.  (mat.) si dice di un ente matematico che si trasforma, secondo determinate regole, a seguito di una trasformazione di alcuni suoi elementi specifici.
covarianza   s.f.  (stat.) misura della variabilità congiunta di due variabili.
covata   s.f.    • 1 •   insieme delle uova che un uccello cova in una volta; anche i piccoli che ne nascono. dim. covatella, covatina  | (scherz.) i bambini di una stessa famiglia    • 2 •   in apicoltura, l'insieme delle uova, delle larve e delle ninfe all'interno di un favo | rosa di covata, il luogo che questo insieme occupa nel favo    • 3 •   (etnol.) usanza di alcuni popoli primitivi, per cui il padre mima, durante e dopo il parto, il comportamento della puerpera; accubito.
covaticcio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.) che fa la cova, atto a covare: gallina covaticcia. 
covatura   s.f.  l'azione del covare e il tempo in cui essa avviene.
coventrizzare   v. tr.  distruggere radendo al suolo.
coverchio   e deriv.   ⇨ coperchio e deriv. 
cover girl   loc. sost. f. invar.  ragazza che posa come modella per copertine di rotocalchi, riviste e sim.
coverto   e deriv.   ⇨ coperto    • 1 •   e deriv. 
coviglio   s.m.  (poet.) covo, nascondiglio.
covile   s.m.    • 1 •   tana, riparo di animali selvatici | (estens.), la cuccia del cane    • 2 •   (fig.) stanza, giaciglio squallido, sudicio.
covo   s.m.    • 1 •   cavità naturale ove riparano animali selvatici; tana: stanare la lepre dal covo    • 2 •   (fig.) luogo, rifugio segreto dove si riuniscono o si rifugiano persone che svolgono attività illecite: covo di ladri, di terroristi  | non uscire mai dal covo, (scherz.) stare sempre chiuso in casa.
covolume   s.m.  (fis.) nome di un coefficiente della legge dei gas reali che corrisponde al volume proprio complessivo delle molecole.
covone   s.m.  fascio di spighe tagliate e legate insieme. dim. covoncino, covoncello. 
covrire    ⇨ coprire.
cow-boy  cow-boy o cowboy, s.m. invar.    • 1 •   guardiano di armenti nelle praterie nordamericane; nel cinema è diventato protagonista di innumerevoli storie avventurose ambientate all'epoca della conquista del west: un film di cow-boy    • 2 •   (estens.) mandriano    • 3 •   (fig.) uomo semplice, di costumi rozzi e primitivi.
coxalgia   s.f.  [pl. -gie] (med.) dolore e limitazione funzionale dell'articolazione dell'anca.
coxite   s.f.  (med.) artrite dell'anca di natura tubercolare.
coxofemorale   agg.  (anat.) relativo alla coscia e al femore: articolazione coxofemorale. 
coyote   s.m.  mammifero carnivoro americano di aspetto simile al lupo, con lunga coda e pelame grigio.
cozione   s.f.  (ant.)    • 1 •   cottura    • 2 •   digestione.
cozza   o cozzeca [còz-ze-ca], s.f.    • 1 •   (region.) mitilo: zuppa di cozze    • 2 •   (gerg.) ragazza brutta.
cozzare   v. intr.  [io còzzo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   percuotere, colpire con le corna (detto di buoi, capre e sim.)    • 2 •   (estens.) urtare violentemente: l'automobile ha cozzato contro un albero    • 3 •   (fig.) contrastare, urtare; essere in contraddizione: un discorso che cozza con il buonsenso    • 4 •   contendere, litigare, mettersi in contrasto: mi fa pur ridere quel caro signor cardinale, a voler cozzare con un conte duca, con un olivares  (manzoni p. s.  v) | v. tr.  battere: cozzare il capo contro il muro  | cozzarsi v. rifl.  di animali, urtarsi reciprocamente con le corna; di persone o cose, scontrarsi con violenza: i due veicoli si sono cozzati  | (fig.) litigare.
cozzata   s.f.    • 1 •   colpo dato con le corna    • 2 •   (estens.) urto, scontro violento.
cozzeca    ⇨ cozza.
cozzo   s.m.    • 1 •   colpo dato con le corna | fare ai cozzi, detto di animali, darsi cornate; (fig.) di persone, litigare violentemente    • 2 •   (estens.) urto violento; scontro: dare un cozzo nel muro; un violento cozzo di automobili  | dar di cozzo, (fig.) mettersi in contrasto: che giova ne le fata dar di cozzo?  (dante inf.  ix, 97).
cozzone   s.m.  (tosc.)    • 1 •   sensale di bestiame    • 2 •   (estens.) chi combina matrimoni, paraninfo; mezzano.
crabro   s.m.  insetto di aspetto simile alla vespa, dal corpo nero striato di giallo (ord.  imenotteri).
crac   inter.  voce onomatopeica che riproduce il rumore di cosa che si spezza, si rompe o crolla  s.m. invar.    • 1 •   il rumore stesso: si sentiva il crac dei rami spezzati    • 2 •   (fig.) rovina, fallimento; crollo: crac finanziario  | in partic., improvvisa e consistente caduta dei corsi di borsa.
crack   (1) s.m. invar.    • 1 •   nel linguaggio dell'ippica, cavallo di altissima classe    • 2 •   (estens.) giocatore imbattibile nel poker o in altri giochi simili.
crack   (2) s.m. invar.  droga di basso costo ottenuta mischiando estratti di cocaina con bicarbonato di sodio; si assume per lo più sotto forma di fumo e produce effetti devastanti.
cracker   s.m. invar.    • 1 •   sottile galletta croccante usata in sostituzione del pane    • 2 •   (chim.) apparecchiatura impiegata per realizzare il cracking    • 3 •   (inform.) esperto di computer che riesce a violare il sistema di protezione di un software o si introduce illegalmente in un sito web per danneggiarlo.
cracking   s.m. invar.  nell'industria petrolifera, processo di scissione termica tendente a ridurre gli idrocarburi pesanti del petrolio in idrocarburi più leggeri.
cracoviana   s.f.  (mus.) danza popolare polacca.
crafen   s.m. invar.  adattamento it. del ted. krapfen. 
crampo   s.m.  (med.) spasmo dovuto a contrazione involontaria dei muscoli: crampo allo stomaco, alle gambe  ' crampo professionale, che ha luogo in un gruppo muscolare quando si compiono atti abituali legati alla professione esercitata: il crampo del violinista; il crampo dello scrivano, chirospasmo.
craniale   agg.  (anat.) cranico.
cranico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) del cranio: fosse craniche; scatola cranica, cranio.
cranio   s.m.    • 1 •   (anat.) apparato scheletrico della testa dei vertebrati delimitato dalle ossa della volta, della base e della faccia    • 2 •   (scherz.) mente, cervello: è un bel cranio!  | persona, individuo: abbiamo pagato diecimila lire a cranio, a testa.
craniografia   s.f.  settore della craniologia che descrive e classifica la conformazione del cranio.
cranioleso   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi presenta lesione al cranio.
craniologia   s.f.  branca dell'antropologia che studia la conformazione del cranio in relazione ai fattori socio-ambientali.
craniologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la craniologia.
craniometria   s.f.  misurazione del cranio umano a scopo scientifico.
craniometrico   agg.  [pl. m. -ci] della craniometria.
craniometro   s.m.  strumento usato per la craniometria.
cranioscopia   s.f.  (med.) esame del cranio.
craniostato   s.m.  piano inclinabile su cui si fa appoggiare la testa del paziente per l'esecuzione di radiografie del cranio.
craniotomia   s.f.  (med.) apertura chirurgica della scatola cranica.
crapula   s.f.  (lett.) il bere e mangiare oltre misura; gozzoviglia, bagordo: darsi alla crapula; gente dedita alla crapula. 
crapulare   v. intr.  [io cràpulo ecc. ; aus. avere] (lett.) darsi alla crapula, ai bagordi: tutto dì crapulava... tra buffoni e giullari fràdici che berciavano canzoni  (d'annunzio).
crapulone   s.m.  [f. -a] chi ama darsi alla crapula.
craquelé   agg. invar.  si dice di oggetto il cui smalto presenti screpolature  s.m.  il procedimento per ottenere questo effetto di screpolatura sugli oggetti smaltati.
craquelure   s.f. invar.  screpolatura su superfici dipinte o smaltate, naturali o provocate ad arte per dare all'oggetto una parvenza di antichità.
crash test   loc. sost. m. invar.  urto frontale a cui si sottopone sperimentalmente un autoveicolo per valutarne la resistenza agli scontri.
crasi   s.f.    • 1 •   (ling.) fusione dell'ultima vocale d'una parola con la prima della parola seguente; è un fenomeno tipico della lingua greca    • 2 •   nella medicina ippocratea, la fusione dei quattro umori fondamentali (sangue, flemma, bile bianca e bile nera) di cui si riteneva composto l'organismo | crasi sanguigna, ematica, la composizione del sangue.
craspedo   s.m.  (zool.) nelle meduse craspedote, piegatura dell'ombrella.
craspedota   s.f.  (zool.) medusa degli idrozoi, detta anche idromedusa. 
crasso   agg.    • 1 •   (lett.) denso, spesso    • 2 •   (fig.) grossolano: ignoranza crassa    • 3 •   intestino crasso, (anat.) l'ultimo tratto dell'intestino, comprendente il cieco, il colon e il retto.
crassula   s.f.  (bot.) genere di piante dalle foglie grandi e carnose (fam.  crassulacee).
crassulacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni dalle foglie grandi e carnose, con infiorescenze cimose, a cui appartiene il semprevivo | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
crastino   agg.  (ant.) di domani, del domani.
-crate  -crate secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -kratìs, proprio di nomi indicanti persone che corrispondono agli astratti in -crazia  (autocrate, tecnocrate) [ ⇨ -crazia].
cratere   s.m.    • 1 •   vaso a bocca larga in cui i greci e i romani mescolavano l'acqua e il vino da servire nei banchetti    • 2 •   (geol.) cavità imbutiforme sulla sommità di un cono vulcanico, da cui esce la lava | cratere avventizio, ciascuna delle bocche vulcaniche che, durante un'eruzione, si aprono sui fianchi del monte al disotto del cratere principale    • 3 •   scavo imbutiforme causato nel suolo dallo scoppio di una carica esplosiva    • 4 •   cratere lunare, (astron.) ciascuna delle cavità circolari, talvolta assai estese, presenti sulla superficie della luna    • 5 •   cratere meteorico, cavità della superficie terrestre provocata dalla caduta di una grossa meteorite.
craterico   agg.  [pl. m. -ci] di cratere vulcanico: svasamento craterico. 
-cratico  -cratico secondo elemento di aggettivi composti di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -kratikós, che esprimono relazione con i corrispondenti sostantivi che terminano in -crazia  (burocratico, democratico) [ ⇨ -crazia].
cratone   s.m.  (geol.) grande blocco di crosta terrestre suscettibile di traslazioni orizzontali e verticali ma non più deformabile.
crauti   s.m. pl.  piatto tipico della cucina tedesca, costituito da foglie di cavolo tagliate finemente, salate e fatte fermentare.
cravatta   ant. tosc. corvatta, s.f.    • 1 •   accessorio dell'abbigliamento maschile costituito da una striscia di stoffa colorata, gener. più larga a una delle estremità, che viene fatta passare sotto il colletto della camicia e annodata in modi caratteristici sul davanti: cravatta di seta, di lana; fare il nodo alla cravatta; mettersi la cravatta  | cravatta a farfalla, con nodo foggiato a forma di farfalla; cravattino | fabbricare cravatte, (fig. pop.) fare l'usuraio (con allusione al fatto che l'usura strozza). dim. cravattina, cravattino  (m.) accr. cravattona, cravattone  (m.) pegg. cravattaccia    • 2 •   (estens.) sciarpa o altro accessorio d'abbigliamento portato avvolto intorno al collo    • 3 •   nastro che s'annoda in cima all'asta della bandiera    • 4 •   in carpenteria, in idraulica e in altre tecniche, fascetta generalmente di forma cilindrica per stringere, fissare o bloccare un elemento    • 5 •   (med.) apparecchio ortopedico costituito da un'intelaiatura ad anello che fascia il busto per distribuire opportunamente il peso del tratto cervicale della colonna vertebrale    • 6 •   nella lotta greco-romana, uno dei colpi proibiti, consistente nello stringere con un braccio il collo dell'avversario.
cravattaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fabbrica o vende cravatte    • 2 •   (fig. pop.) usuraio.
crawl   s.m. invar.  lo stile di nuoto più veloce, che si effettua immergendo alternatamente le braccia stese in avanti e portandole all'indietro sott'acqua, mentre le gambe distese battono la superficie dell'acqua e il viso, tenuto immerso, ruota lateralmente ogni due bracciate per consentire l'inspirazione.
crawlista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] specialista del crawl.
-crazia  -crazia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -kratía, connesso con krátos  'potere' e kratêin  'dominare'; vale 'potere, dominio, signoria' e sim. (democrazia, partitocrazia).
crè  me caramel crème caramel;loc. sost. f. invar.  dolce a base di uova, latte e farina, che si fa cuocere a bagnomaria in uno stampo foderato di zucchero caramellato.
crè  me crème;s.f. invar.  crema (anche fig.): la crème del bel mondo. 
crê  pe crêpe;s.m. invar.    • 1 •   in tessitura, crespo    • 2 •   (gastr.) frittella o frittatina sottile fatta alla piastra, che si serve con un ripieno dolce o salato; crespella.
creanza   s.f.  il complesso delle maniere di una persona ben educata; compitezza, gentilezza: buona, mala creanza; senza creanza, maleducato, maleducatamente.
creanzato   agg.  (non com.) che ha creanza; educato, costumato.
creare   ant. criare, v. tr.  [io crèo ecc.]    • 1 •   fare, produrre dal nulla; dare origine e vita: dio ha creato l'uomo  ' (estens.) dar forma, ideare, inventare: creare un'opera d'arte; creare nuovi modelli per la collezione primavera-estate    • 2 •   far sorgere, provocare, causare: creare dei problemi, delle difficoltà; creare un caso, un precedente    • 3 •   (antiq.) nominare, eleggere: fu creato cavaliere    • 4 •   (ant.) allevare, nutrire, educare | crearsi v. rifl.  nascere, formarsi, prendere consistenza: si è creata una situazione insostenibile. 
creatina   s.f.  (chim. biol.) amminoacido presente nei tessuti dei vertebrati e di alcuni invertebrati, libero o in combinazione con acido fosforico; è importante per la trasformazione dell'energia chimica in energia meccanica che è alla base della contrazione muscolare.
creatinina   s.f.  (chim. biol.) sostanza derivata dalla degradazione della creatina; è presente nel sangue e viene espulsa con le urine.
creatinuria   s.f.  (med.) presenza di creatina nelle urine.
creatività   s.f.  capacità di creare, di inventare con libera fantasia: creatività di ingegno; stimolare la creatività. 
creativo   agg.    • 1 •   della creazione: atto creativo  | in relazione alla creazione artistica: l'estro creativo del poeta    • 2 •   che ha creatività, che è ricco di inventiva: un ingegno creativo   s.m.  chi elabora progetti per una campagna pubblicitaria § creativamente avv. 
creato   (1) part. pass.  di creare   agg.  nei sign. del verbo | ben creato, mal creato, (ant.) bene, male educato  s.m.  l'universo, il cosmo, in quanto creazione di dio: l'armonia del creato. 
creato   (2) s.m.  (ant.) servo, familiare di un personaggio importante.
creatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi crea (detto spec. di dio) | andare al creatore, (fam.) morire; mandare al creatore, (fam.) far morire, uccidere    • 2 •   (estens.) che, chi inventa, produce qualcosa di nuovo; ideatore: il creatore di una nuova tecnica; fantasia creatrice. 
creatura   s.f.    • 1 •   ogni essere vivente in quanto creato da dio | creature angeliche, gli angeli    • 2 •   si dice di bambino, o anche di adulto, per esprimere ammirazione, affetto o compassione: povera creatura!; una bella creatura  | nel significato di figlio: la mia creatura.  dim. creaturina    • 3 •   persona beneficata o favorita da un personaggio importante, verso il quale è debitrice di riconoscenza e fedeltà | (non com.) allievo.
creaturale   agg.  (lett.) che è proprio di una creatura o delle creature nei confronti del creatore: amore creaturale. 
creazione   s.f.    • 1 •   il creare, l'essere creato (con particolare riferimento all'opera divina): la creazione dell'uomo; i prodigi della creazione    • 2 •   invenzione, realizzazione: la creazione di un'opera d'arte, di un progetto  | (estens.) fondazione, istituzione: la creazione di un centro di ricerca    • 3 •   la cosa creata; prodotto: creazione poetica, letteraria  | creazione di alta moda, modello di abito proposto da una sartoria importante    • 4 •   (lett.) nomina, elezione: creazione a sindaco    • 5 •   (fis.) processo di produzione di coppie particella-antiparticella da radiazioni elettromagnetiche.
creazionismo   s.m.  dottrina teologica e teoria filosofica che spiegano l'origine della vita con un diretto intervento di dio creatore.
crebro   agg.  (ant.) frequente, numeroso.
credente   part. pres.  di credere   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha una fede religiosa; spec. che, chi professa la religione cattolica: essere un fervido credente  | che, chi crede fermamente in una dottrina o in un ideale.
credenza   (1) s.f.    • 1 •   il credere; fede: credenza in dio; credenze religiose    • 2 •   opinione, convinzione: credenza popolare    • 3 •   (non com.) fiducia, attendibilità: trovare, meritare credenza  ' lettere di credenza, credenziali | comprare, vendere a credenza, (pop.) a credito    • 4 •   (ant.) assaggio delle vivande destinate a un principe o a un potente per provargli che non sono avvelenate: far (la) credenza    • 5 •   (ant.) segretezza | consiglio di credenza, nel comune medievale, consiglio che assisteva i consoli nelle questioni più gravi e delicate.
credenza   (2) s.f.    • 1 •   armadio da cucina o da sala da pranzo in cui si ripongono le stoviglie e gli altri utensili della tavola, talora i cibi che non necessitano di refrigerazione. dim. credenzina, credenzetta  accr. credenzone  (m.)    • 2 •   (ant.) l'insieme delle vivande servite a mensa.
credenziale   agg.  si dice di documento che accredita | (lettere) credenziali, documento con cui si accredita un ambasciatore presso un capo di stato straniero; avere buone credenziali presso qualcuno, (fig.) avere credito presso di lui, godere della sua fiducia  s.f.  (banc.) lettera di credito.
credenziario   s.m.  nel comune medievale, membro del consiglio di credenza; credenziere.
credenziera   s.f.  grande credenza sulla quale, spec. un tempo, si esponevano vasellame e altre suppellettili di valore.
credenziere   s.m.    • 1 •   [f. -a] nelle case signorili, la persona cui è affidata la credenza; dispensiere    • 2 •   (st.) credenziario.
credere   (1) v. tr.  [pres. io crédo ecc. ; pass. rem. io credéi  o credètti, tu credésti ecc.]    • 1 •   ritenere vero o veritiero: credere tutto ciò che si dice  ' non riesco a crederlo, per esprimere disappunto o sorpresa | lo credo bene!, per approvare energicamente | far credere, dare a credere qualcosa a qualcuno, dare a intendere, far accettare per vero    • 2 •   considerare, reputare, ritenere: ti credevo un amico; lo credeva innocente    • 3 •   immaginare, essere d'opinione (seguito da proposizione oggettiva, per esprimere probabilità, dubbio, speranza, timore): credo che verrà domani; credevo di riuscire; credevamo che sarebbe piovuto; credette bene di andarsene, lo ritenne opportuno    • 4 •   (lett.) affidare: credano il petto inerme / gli augelli al vento  (leopardi alla primavera  5-6) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   essere certo dell'esistenza di qualcosa: credere in dio; non credere a nulla  | (assol.) avere fede religiosa: una persona che crede    • 2 •   prestar fede: credere a tutto; ti prego di credermi  | credere sulla parola, avere assoluta fiducia in qualcuno e in quello che dice, senza bisogno di prove | non credere ai propri occhi, (fig.) restare sbalorditi di fronte a una realtà inaspettata o che si rivela straordinaria    • 3 •   aver fiducia, confidare: credere nel progresso; tutti crediamo in lui  | essere convinto (di qualcosa): credo nel suo pentimento  | credersi v. rifl.    • 1 •   ritenersi, considerarsi: si crede una bella donna    • 2 •   (ant.) fidarsi, affidarsi.
credere   (2) s.m.  usato spec. in talune locuzioni: a mio, suo credere, a mio, suo giudizio | oltre ogni credere, oltre ogni immaginazione | star del credere, (dir.) la garanzia data dal rappresentante al rappresentato per il buon fine dell'affare stipulato.
credibile   agg.  che si può credere, a cui si può prestar fede; attendibile, plausibile: notizia credibile  § credibilmente avv. 
credibilità   s.f.    • 1 •   l'essere credibile: la credibilità di un'asserzione, di un'ipotesi    • 2 •   (estens.) credito, fiducia: perdere di credibilità; guadagnare in credibilità. 
credit card   loc. sost. f. invar.  carta di credito.
creditizio   agg.  (econ.) di, relativo al credito: sistema creditizio. 
credito   s.m.    • 1 •   il credere, l'essere creduto; credibilità: trovare credito; dar credito a tutto    • 2 •   buon nome, pubblica stima; fiducia, reputazione, considerazione: meritare credito; godere molto credito    • 3 •   (dir.) condizione di chi ha diritto alla restituzione di una somma di denaro, all'esecuzione di una prestazione o al pagamento del suo corrispettivo in denaro; per estens., la somma stessa cui si ha diritto: essere in credito; riscuotere un credito di  10 milioni    • 4 •   (econ.) trasferimento da un soggetto a un altro di somme di denaro o di altre forme di potere d'acquisto, solitamente in cambio della corresponsione di un interesse : far credito; apertura di credito  | titolo di credito, documento che attesta il diritto di riscuotere un credito | carta di credito, tessera nominale, rilasciata da una banca o da un istituto affine, che permette al suo titolare di usufruire di beni o di servizi con la possibilità di pagare mediante prelevamento diretto dal conto bancario | lettera di credito, documento che autorizza le banche a pagare alla persona indicata e a date condizioni somme che saranno rimborsate dalla banca emittente    • 5 •   l'attività economica e bancaria connessa con le operazioni di credito; anche, il settore economico composto dalle imprese che la esercitano: credito a lungo, a medio, a breve termine; credito agevolato; istituto di credito, banca | credito fondiario, agrario, industriale, erogato in ragione delle esigenze della proprietà immobiliare, dell'attività agricola o industriale.
creditore   s.m.  [f. -trice] (dir.) chi vanta un diritto di credito: pagare i creditori  | e' usato anche come agg.  : essere creditore verso qualcuno; compagnia creditrice. 
creditorio   agg.  (dir.) proprio del credito o del creditore.
credo   s.m. invar.  [non com. pl. -di]    • 1 •   (lit.) formula che comprende l'insieme delle verità rivelate che un cristiano è tenuto a credere per fede: recitare il credo  | (estens.) parte della messa nella quale si professa la fede recitando tale formula    • 2 •   (fig.) il complesso delle idee e dei principi che una persona professa in relazione alla morale, alla politica, all'arte ecc.: credo scientifico, filosofico; il suo credo è molto rigoroso. 
credulità   s.f.  l'essere credulo; dabbenaggine, ingenuità.
credulo   agg.    • 1 •   che crede con eccessiva facilità, anche a cose non verosimili    • 2 •   (ant. , lett.) credente: pendono intorno in lungo ordine i voti / che vi portano i creduli devoti  (tasso g. l.  ii, 5).
credulone   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi crede a tutto con eccessiva facilità ingenuo, semplicione.
crema   s.f.    • 1 •   parte grassa del latte, che si rapprende alla sua superficie; panna | togliere la crema al latte, scremarlo    • 2 •   (fig.) la parte migliore, gli elementi scelti di un gruppo, di un ambiente; il fior fiore: la crema dell'aristocrazia milanese    • 3 •   vivanda dolce a base di zucchero, tuorli d'uovo, farina e latte, di colore giallo chiaro e di consistenza fluida: un gelato, una pasta alla crema  | (estens.) si dice di cibo o bevanda particolarmente buoni: questo caffè è una crema    • 4 •   cibo, bevanda o altro prodotto che abbia consistenza cremosa: crema di piselli, di spinaci; crema di caffè; crema di bellezza, antirughe; crema per calzature; crema da barba, sapone emolliente per rendere più facile la rasatura | usato come agg. , di colore giallo chiaro: una cravatta crema. 
cremagliera   s.f.  asta dentata che, accoppiata con una ruota dentata o con una vite senza fine, trasforma un moto rotatorio in traslatorio; viene usata in macchine utensili, in apparecchi di sollevamento, e come terza rotaia in ferrovie di montagna a forte pendenza; è detta anche dentiera. 
cremare   v. tr.  [io crèmo ecc.] bruciare un cadavere.
crematoio   s.m.  la parte del forno crematorio in cui viene deposto il cadavere per essere bruciato.
crematorio   agg.  che serve a cremare: forno crematorio   s.m.  edificio annesso al cimitero in cui è il forno crematorio.
cremazione   s.f.  il cremare, l'essere cremato.
cremeria   s.f.  (region.) latteria in cui si vendono anche dolci, gelati ecc.
cremificato   agg.  si dice di formaggio di consistenza cremosa o al quale sia stata aggiunta crema di latte.
cremino   s.m.    • 1 •   nome che si dà comunemente a particolari confezioni di cioccolatini o formaggini di consistenza molle, che si sciolgono in bocca | nome commerciale di un tipo di gelato    • 2 •   semolino dolce.
cremisi   antiq. chermisi o chermisì, s.m.    • 1 •   tonalità molto accesa di rosso | anche agg.  : rosso cremisi    • 2 •   chermes.
cremisino   agg.  di color cremisi, rosso acceso  s.m.  colore cremisi.
cremnofobia   s.f.  (med.) paura ossessiva del vuoto e dei precipizi.
cremolato   s.m.  gelato molle tipicamente romano, che si serve in coppa o in bicchiere.
cremonese   agg.  di cremona  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a cremona | s.f.    • 1 •   sistema di chiusura di infissi costituito da due aste verticali che scorrendo entro due anelli fissi vanno a incastrarsi nei buchi dell'intelaiatura    • 2 •   panino rotondo al latte dalla caratteristica forma a piccole punte croccanti.
cremore   s.m.  (chim. antiq.) parte densa estratta da alcune sostanze | cremore di tartaro, cremortartaro.
cremortartaro   o cremore di tartaro, s.m.  (chim.) bitartrato di potassio ricavato dal deposito lasciato dal vino nelle botti; è usato in farmacia e in tintoria.
cremoso   agg.  che contiene molta crema; che ha l'aspetto di crema: un dolce cremoso. 
cren   non com. crenno [crèn-no], s.m.    • 1 •   pianta erbacea la cui radice è usata come ingrediente nella confezione della senape o per insaporire alcune vivande (fam.  crocifere); barbaforte    • 2 •   salsa piccante ricavata dalla radice di questa pianta.
crena   s.f.    • 1 •   (ant.  e region.) fessura, intaccatura, scannellatura    • 2 •   la parte del fondo marino al confine tra gli scogli e la sabbia.
crenato   (1) agg.  (bot.) che presenta crenature: foglia crenata. 
crenato   (2) s.m.  (chim.) sale dell'acido crenico.
crenatura   s.f.  (bot.) ognuno dei piccoli denti del margine delle foglie, con apice arrotondato.
crenico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acidi prodotti dall'ossidazione degli acidi umici e presenti in acque comuni e minerali, spec. ferruginose.
crenno    ⇨ cren.
crenobio   agg.  (biol.) si dice di organismo che si è adattato a vivere presso le sorgenti.
crenologia   s.f.  (biol.) scienza che studia le sorgenti di acque minerali.
crenoterapia   s.f.  cura medica con acque minerali.
creodonte   s.m.  carnivoro primitivo del terziario inferiore, i cui fossili presentano denti ferini quasi sempre indifferenziati.
creolina   s.f.  (chim.) soluzione di cresoli, dal caratteristico odore pungente, usata come disinfettante.
creolo   agg.  e s.m.    • 1 •   [f. -a] si dice di persona di razza bianca nata nell'america centrale e meridionale da coloni europei | (estens.) che, chi è nato da padre europeo e madre indigena dell'america latina o nera d'america    • 2 •   si dice genericamente delle parlate ibride sorte dal contatto delle lingue indigene centro-americane (o di quelle degli africani deportati in america) con una lingua europea | (estens.) si dice delle altre parlate, di simile formazione, che si incontrano in africa e in asia.
creosoto   o crosoto, s.m.  (chim.) liquido oleoso ottenuto dalla distillazione del legno di faggio, usato come disinfettante delle vie respiratorie.
crepa   s.f.    • 1 •   apertura lunga e stretta prodottasi in un terreno o in un muro: una parete piena di crepe    • 2 •   (fig.) dissapore, screzio tra persone amiche: la loro amicizia cominciò a mostrare qualche crepa. 
crepaccio   s.m.  grossa e profonda fenditura nel terreno, nelle rocce o in un ghiacciaio.
crepacuore   pop. crepacore, s.m.  dolore morale, angoscia insopportabili: morire di crepacuore. 
crepapancia   solo nella loc. avv. a crepapancia, tanto da scoppiare: mangiare, ridere a crepapancia. 
crepapelle   solo nella loc. avv. a crepapelle, tanto da sentirsi scoppiare: mangiare, ridere a crepapelle. 
crepare   v. intr.  [io crèpo ecc. ; aus. essere]    • 1 •   spaccarsi, fendersi, screpolarsi    • 2 •   (fam.) scoppiare: crepare dalle risa, d'invidia; crepare dal caldo  | crepare di salute, godere di una salute invidiabile    • 3 •   (pop.) morire: una noia da crepare; crepare come un cane, solo, abbandonato da tutti | crepa!, modo di imprecare contro qualcuno | crepi il lupo!, risposta all'augurio in bocca al lupo!  | crepi l'avarizia!, (scherz.) si dice quando ci si accinge a fare una spesa non necessaria | crepi l'astrologo!, (scherz.) si dice quando si sentono fare da qualcuno predizioni di cose spiacevoli | creparsi v. rifl.  spaccarsi, screpolarsi.
crepato   part. pass.  di crepare   agg.  spaccato, rotto da una o più fenditure; screpolato.
crepatura   s.f.  il crepare, il creparsi; screpolatura, fessura.
crepella   s.f.  tessuto di lana o altra fibra, con leggera increspatura.
crepida   s.f.  presso gli antichi greci e romani, scarpa con suola alta e strisce di cuoio intorno al collo del piede.
crepidata   s.f.  nella letteratura latina, la tragedia (di soggetto greco) in cui gli attori calzavano la crepida.
crepidine   s.f.  (arch.) zoccolo (di un altare, di una tomba, di un edificio e sim.).
crepidoma   s.m.  [pl. -mi] (arch.) crepidine.
crepitacolo   s.m.    • 1 •   battola    • 2 •   (mus.) strumento idiofono a scuotimento, costituito da un recipiente che contiene oggetti che sbattono tra loro e contro la parete.
crepitare   v. intr.  [io crèpito ecc. ; aus. avere]    • 1 •   scoppiettare, propr. riferito al fuoco e alla legna che brucia, ma detto anche della pioggia, della grandine, degli spari delle armi automatiche    • 2 •   scricchiolare, cricchiare: passando, faceva crepitare le foglie secche. 
crepitazione   s.f.  (med.) crepitio respiratorio.
crepitio   s.m.    • 1 •   un crepitare lungo e continuo: il crepitio del fuoco, della grandine, degli spari    • 2 •   crepitio respiratorio, (med.) l'insieme dei piccoli rumori (come uno scoppiettio prolungato) percepibili nell'auscultazione dei bronchi e dei polmoni in caso di polmonite acuta.
crepito   s.m.  (non com.) il crepitare; rumore prodotto da qualcosa che scoppietta.
crepunde   s.f. , anche crepundi s.m. pl. , sorta di sonaglio che anticamente veniva messo al collo dei bambini esposti quale ornamento o contrassegno | (estens.) ogni sorta di ninnoli e piccoli giocattoli che gli antichi usavano mettere nei sepolcri dei bambini.
crepuscolare   agg.    • 1 •   del crepuscolo: luce crepuscolare    • 2 •   (fig.) incerto, vago, indistinto: sensazione crepuscolare  ' stato crepuscolare, (psicol.) si dice di stato di coscienza appannata, offuscata    • 3 •   di, relativo al crepuscolarismo: poeta, poesia crepuscolare   s.m.  poeta crepuscolare.
crepuscolarismo   s.m.  termine con cui si è soliti designare un gruppo di poeti italiani del primo novecento (gozzano, moretti, corazzini) che svolsero con malinconica ironia temi semplici della vita quotidiana | (estens.) qualsiasi atteggiamento estetico o sentimentale che richiama i modi della poesia crepuscolare.
crepuscolo   s.m.    • 1 •   la luce tenue e diffusa che precede l'alba o segue il tramonto; anche, l'ora in cui tale luce comincia a vedersi, spec. dopo il tramonto    • 2 •   (fig. lett.) accenno, barlume | tramonto, declino: il crepuscolo della vita. 
crescendo   s.m. invar.    • 1 •   (mus.) indicazione sullo spartito che prescrive un graduale aumento dell'intensità sonora; nell'esecuzione, passaggio graduale dal piano al forte: il crescendo rossiniano    • 2 •   (fig.) progressivo aumento di intensità: un crescendo di acclamazioni, di approvazioni. 
crescente   part. pres.  di crescere   agg.    • 1 •   che cresce, che è in aumento: serie, fase crescente  | luna crescente, il periodo che va dal novilunio al plenilunio | prov.  : gobba a ponente, luna crescente  | nota crescente, (mus.) nota con frequenza leggermente più alta rispetto a quella esatta    • 2 •   (mat.) si dice di una funzione il cui valore cresce al crescere della variabile indipendente  s.m.  (lett.) luna falcata | in araldica, la mezzaluna sullo scudo | s.f.  focaccia di pasta fritta tipica della cucina emiliana § crescentemente avv. 
crescenza   s.f.    • 1 •   (non com.) crescita | febbri di crescenza, quelle frequenti durante lo sviluppo degli adolescenti    • 2 •   sorta di formaggio grasso e molle, prodotto in lombardia.
crescere   v. intr.  [pres. io crésco, tu crésci ecc. ; pass. rem. io crébbi, tu crescésti ecc. ; part. pass. cresciuto; aus. essere]    • 1 •   diventar più grande, raggiungere lo stato adulto in seguito a sviluppo naturale (di uomini, animali e piante): un bambino che cresce bene; nel suo giardino gli alberi crescono con difficoltà    • 2 •   (estens.) trascorrere gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza; essere allevato: è cresciuto in casa nostra    • 3 •   aumentare di altezza, peso, volume, numero, livello, intensità accrescersi, diventare maggiore: crescere in, di statura; è cresciuto (di) due chili; il livello dell'acqua cresceva; farsi crescere i baffi; la nostra famiglia crescerà; il caldo è cresciuto    • 4 •   (fig.) progredire, migliorare, avanzare: crescere di grado, in potenza, in fama    • 5 •   (fam.) eccedere, essere sovrabbondante: quello che cresce, buttatelo via    • 6 •   (poet.) farsi sotto all'avversario, nel duello: or li vedi ire altieri... / ora crescere inanzi, ora ritrarsi  (ariosto o. f.  ii, 9) | v. tr.    • 1 •   allevare, educare: crescere i figli    • 2 •   aumentare, accrescere: mi hanno cresciuto lo stipendio  ' crescere le maglie, i punti, nei lavori ai ferri o all'uncinetto, aumentare il numero delle maglie da lavorare.
crescione   s.m.  pianta erbacea palustre-acquatica con fiori bianchi e foglie di sapore piccante che si mangiano in insalata (fam.  crocifere) | crescione inglese, degli orti, agretto.
crescita   s.f.  il crescere, l'essere cresciuto: la crescita dei denti; il periodo della crescita  | crescita economica, l'insieme degli aspetti quantitativi dello sviluppo economico.
cresciuta   s.f.  (non com.) l'effetto del crescere, detto in particolare di piante: la prima cresciuta. 
cresima   s.f.  (relig.) il sacramento con cui un battezzato riceve lo spirito santo per essere fortificato nella fede.
cresimando   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi sta per ricevere la cresima.
cresimare   v. tr.  [io crè simo ecc.] amministrare il sacramento della cresima | cresimarsi v. rifl.  ricevere il sacramento della cresima.
creso   s.m.  persona molto ricca: essere un creso. 
cresolo   s.m.  (chim.) composto organico aromatico derivato dal fenolo, usato come disinfettante e in molte sintesi organiche.
crespa   s.f.    • 1 •   grinza della pelle, ruga    • 2 •   in sartoria, piega che si ottiene riprendendo il tessuto con piccoli punti    • 3 •   spec. pl.  (lett.) piccola ondulazione provocata dal vento su distese d'acqua o di sabbia; increspatura.
crespare   v. tr.  [io créspo ecc.] (lett.) rendere crespo, increspare.
crespato   part. pass.  di crespare   agg.  pieno di crespe, con crespe; increspato: carta crespata. 
crespatura   s.f.  l'increspare un tessuto; l'insieme delle piccole pieghe così ottenute; increspatura.
crespella   s.f. , ant. crespello s.m. , frittatina molto sottile, dolce o salata, fatta alla piastra; crêpe.
crespino   s.m.  arbusto spinoso con foglie ovali, fiori gialli e grappoli di bacche rosse acidule (fam.  berberidacee).
crespo   agg.    • 1 •   che presenta delle fitte ondulazioni: capelli crespi; barba crespa    • 2 •   increspato, non liscio: tessuto crespo; la superficie crespa del lago    • 3 •   (ant.) rugoso: un lieto pianto / giù per le crespe guance a lui cadette  (tasso g. l.  xii, 10)  s.m.  tessuto increspato: un abito di crespo. 
crespolina   s.f.  pianta erbacea di odore sgradevole, con foglie carnose, infiorescenza a capolino; santolina (fam.  composite).
cresposo   agg.  (non com.) che ha molte crespe; grinzoso.
cresputo   agg.  (non com.) crespo, increspato: un mare... / cresputo e fioccoso di spume  (montale).
cresta   (1) s.f.    • 1 •   escrescenza carnosa rossa, dentellata, sul capo dei polli e di altri uccelli; per estens., ciuffo di piume sul capo di alcuni uccelli o qualunque prominenza sul capo di rettili e pesci | alzare la cresta, (fig.) montare in superbia; abbassare la cresta, (fig.) farsi umile. dim. crestina  accr. crestone  (m.)    • 2 •   ornamento di piume nella parte superiore dell'elmo    • 3 •   (ant.) cuffia femminile con guarnizioni di pizzi e nastri | oggi, cuffietta bianca che è parte dell'uniforme delle cameriere    • 4 •   (geog.) linea di congiungimento di due versanti montuosi che si intersecano a tetto    • 5 •   (estens.) cima sommità: la cresta dell'onda  ' essere sulla cresta dell'onda, (fig.) essere in un periodo particolarmente fortunato; godere del favore generale    • 6 •   (anat.) sporgenza per lo più ossea di forma stretta e lunga: cresta tibiale  | cresta di gallo, (med.) condiloma acuminato.
cresta   (2) s.f.  nella loc. fare la cresta, in una spesa fatta per conto di altri, dichiarare di aver speso più del reale, tenendo per sé la differenza.
crestaia   s.f.  (tosc.) chi fa cappellini femminili; modista. dim. vezz. crestaina. 
crestato   agg.  (non com.) fornito di cresta: elmo crestato. 
crestomazia   s.f.  (lett.) raccolta di passi scelti di diversi autori; antologia.
crestone   s.m.    • 1 •   accr.  di cresta    • 1 •    • 2 •   grossa cresta montuosa.
creta   s.f.    • 1 •   terra argilloso-calcarea facilmente plasmabile, utilizzata per fare terrecotte, ceramiche, stucchi, calchi ecc.; argilla: un vaso di creta  ' pollo alla creta, (gastr.) cotto in un contenitore di terracotta    • 2 •   qualsiasi oggetto di creta: una mostra di crete. 
cretaceo   agg.  si dice di terreno che è composto o ha l'aspetto di creta  agg.  e s.m.  (geol.) si dice del più recente periodo dell'era geologica mesozoica, caratterizzato dalla presenza di calcari e argille: fossile cretaceo. 
cretacico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (geol.) cretaceo.
cretese   agg.  dell'isola di creta | civiltà cretese, fiorita nell'età del bronzo, tra il 2000 e il 1500 a. c.  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita nell'isola di creta.
cretico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] nella metrica greca e latina, piede formato da una sillaba lunga, una breve e una lunga; anfimacro.
cretinata   s.f.    • 1 •   frase o azione da cretino: dire, fare una cretinata    • 2 •   cosa da nulla, di poco valore, facilissima.
cretineria   s.f.  l'essere cretino; atto, discorso da cretino.
cretinetti   s.m.  (non com.) tipo di sempliciotto che combina sciocchezze di tutti i generi.
cretinismo   s.m.    • 1 •   (med.) malattia causata da insufficienza tiroidea e caratterizzata da arresto di sviluppo somatico e psichico    • 2 •   nell'uso comune, balordaggine, imbecillità.
cretino   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   nell'uso comune, stupido, imbecille: comportarsi da cretino    • 2 •   (med.) che, chi è affetto da cretinismo § cretinamente avv.  da cretino.
cretinoide   s.m.  e f.  (fam.) mezzo cretino; imbecille, stupido.
cretonne   s.f. invar.  (meno correttamente m. invar.) stoffa di cotone apprettata sul rovescio, stampata a colori e disegni vivaci.
cretoso   agg.  che contiene creta; che ha le proprietà della creta: terreno cretoso. 
crettare   v. intr.  [io crètto ecc. ; aus. essere], crettarsi v. rifl.  (tosc.) creparsi, screpolarsi, detto in partic. di dipinti a olio su tela.
crettatura   s.f.  il crettare, il crettarsi.
cretto   s.m.  (tosc.) crepa, fenditura: un muro pieno di cretti  | (estens.) screpolatura della pelle.
criare    ⇨ creare.
cribbio   inter.  (pop.) esclamazione che indica sorpresa, ammirazione o rabbia.
cribrare   v. tr.  (lett.) vagliare, passare al vaglio, al crivello (anche fig.).
cribro   s.m.    • 1 •   (lett.) vaglio | portare acqua col cribro, (fig.) fare una cosa molto difficile o impossibile    • 2 •   pl.  (bot.) serie di cellule sovrapposte a pareti sottili, con le membrane di fondo attraversate da piccoli fori a guisa di crivello.
cribroso   agg.    • 1 •   (bot.) attinente ai cribri; caratterizzato da cribri    • 2 •   in anatomia animale e vegetale, si dice di formazione attraversata da canalicoli.
cric   (1)  ⇨ cricco.
cric   (2) o cricche [crìc-che], cricchi, cricch, inter.  voce onomatopeica che imita il rumore del vetro o del ghiaccio che si rompe | anche s.m.  : non avria pur da l'orlo fatto cricchi  (dante inf.  xxxii, 30).
cricca   (1) s.f.    • 1 •   gruppo di persone che tendono a favorirsi reciprocamente a danno di altri; combriccola, camarilla    • 2 •   (fam.) compagnia di amici: è andato via con la sua cricca    • 3 •   (ant.) gioco di carte: m'ingaglioffo per tutto dì giuocando a cricca, a trich trach  (machiavelli).
cricca   (2) s.f.  (metall.) nella struttura interna degli acciai o di altri materiali metallici, crepa dovuta a sollecitazioni eccessive o a bruschi raffreddamenti dopo la colata.
criccare   v. intr.  [io cricco, tu cricchi ecc. ; aus. avere] (metall.) fendersi, detto di laminati o di getti metallici.
criccatura   s.f.  (metall.)    • 1 •   il criccare    • 2 •   cricca.
cricch   cricche  ⇨ cric 2.
cricchetto   s.m.  (mecc.) leva che impedisce il moto inverso a una ruota o a un'asta dentata; nottolino.
cricchi    ⇨ cric 2.
cricchiare   v. intr.  [io crìcchio ecc. ; aus. avere] scricchiolare.
cricchio   s.m.  scricchiolio, crepitio.
cricco   o cric, s.m.  [pl. -chi] martinetto; in partic., quello con cui si solleva un autoveicolo quando si deve sostituire una ruota.
criceto   s.m.  mammifero roditore simile al topo, solitamente con pelame rosso-giallastro, coda corta e caratteristiche tasche guanciali; è dannoso alle coltivazioni dei cereali.
cricket   s.m. invar.  sport di squadra di origine inglese che si gioca tra due squadre di 11 giocatori con una palla lanciata e ribattuta mediante una mazza.
cri cri   inter.  voce onomatopeica che imita il verso del grillo | usato anche come s.m.  : il cri cri dei grilli. 
criminale   agg.    • 1 •   che concerne il crimine o i crimini: antropologia criminale  | diritto criminale, (antiq.) diritto penale    • 2 •   criminoso: atto, attività criminale   agg.  e s.m.  e f.  chi è colpevole di gravi delitti o manifesta delle tendenze pericolosamente antisociali: un individuo criminale; criminale di guerra, autore di crimini di guerra | (estens.) delinquente, malfattore | (fig. fam.) persona senza scrupoli, che fa male il suo lavoro: quel meccanico è un criminale  § criminalmente avv.  in modo criminale, da criminali.
criminalista   s.m.  [pl. -sti] (antiq.) studioso di diritto criminale; penalista.
criminalità   s.f.    • 1 •   l'essere criminale    • 2 •   l'attività criminale come fenomeno sociale; anche, l'insieme dei criminali: la criminalità urbana; combattere la criminalità; la criminalità organizzata, p. e. la mafia, la camorra.
criminalizzare   v. tr.  [io criminali zzo ecc.] considerare criminale ciò che giuridicamente non lo è: criminalizzare il dissenso è tipico dei regimi dittatoriali. 
criminalizzazione   s.f.  il criminalizzare, l'essere criminalizzato.
criminaloide   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha una personalità simile a quella che si ritiene tipica del criminale.
crimine   s.m.  azione delittuosa particolarmente grave: macchiarsi di un crimine orrendo  ' crimine di guerra, azione gravemente disumana compiuta nei confronti del nemico, che va contro le norme internazionali che regolano il comportamento in guerra | crimine contro l'umanità, quello che viola i più elementari principi di umanità.
criminogeno   agg.  (sociol.) che genera crimini, attività delittuose; che produce fenomeni di delinquenza: fattori criminogeni. 
criminologia   s.f.  scienza che studia il fenomeno della criminalità.
criminologo   s.m.  [f. -a; pl. -gi] studioso di criminologia.
criminosità   s.f.  l'essere criminoso; criminalità.
criminoso   agg.  che costituisce crimine; delittuoso: fatto criminoso  § criminosamente avv. 
crinale   (1) s.m.  (geog.) il profilo delle vette e delle creste che fa da linea di separazione tra un versante e l'altro di una catena di monti.
crinale   (2) (lett.) agg.  di capelli, per capelli | (ago) crinale, spillone d'oro o d'argento per ornamento dei capelli.
crine   o crino nel sign. 1, s.m.    • 1 •   pelo della criniera o della coda del cavallo o di altri animali; massa di questi peli usata per imbottiture: materasso di crine  | crine vegetale, analoga massa di fibre vegetali    • 2 •   (lett.) capello; capigliatura | (poet.) la chioma della cometa; i raggi del sole: 'l sole i crin sotto l'aquario tempra  (dante inf.  xxiv, 2).
criniera   s.f.    • 1 •   l'insieme dei crini del collo del cavallo o del leone    • 2 •   (scherz.) folta capigliatura.
crinito   agg.  (lett.)    • 1 •   fornito di criniera: i criniti destrieri  (monti); elmo crinito    • 2 •   dotato di una folta capigliatura: crinita fronte essa dimostra  (tasso g. l.  xv, 4).
crino    ⇨ crine.
-crino  -crino secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. krínein  'distinguere, separare'; indica 'secrezione' (endocrino).
crinoidei   s.m. pl.  (zool.) classe di echinodermi marini, col corpo elegante a forma di calice, da cui partono sottili rami che danno all'animale l'aspetto di un fiore | sing.  [-o] ogni animale di tale classe.
crinolina   s.f.  sottana larghissima, irrigidita da cerchi di filo di ferro o stecche di balena, che nell'ottocento le donne portavano sotto la gonna per tenerla in forma.
crinolino   s.m.  tessuto soffice ed elastico, con ordito di lino e trama di crine, che si usava per fare le crinoline.
crio-  crio- primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, dal gr. kry/os  'freddo, gelo' (criologia, crioscopia).
crioanestesia   s.f.  (med.) anestesia locale ottenuta per raffreddamento, spruzzando sulla parte del corpo interessata sostanze che evaporano rapidamente (etere, cloruro di etile).
criobiologia   s.f.  scienza che studia la conservazione di cellule viventi a temperature molto basse.
criocera   s.f.  (zool.) genere di piccoli insetti coleotteri dal corpo allungato, parassiti di asparagi, graminacee ecc.
criochirurgia   s.f.  (med.) tecnica chirurgica che sfrutta l'azione del freddo per demolire formazioni patologiche.
criochirurgo   s.m.  [pl. -ghi  e -gi] (med.) medico specialista in criochirurgia.
crioconservazione   s.f.  (med. , biol.) conservazione di materiali organici a basse temperature.
crioelettronica   s.f.  lo studio e le tecniche di utilizzazione dei materiali sottoposti a bassissime temperature (superconduttori) nelle apparecchiature elettroniche (p. e.  nella costruzione delle memorie degli elaboratori).

crioelettrotecnica   s.f.  lo studio e le tecniche di utilizzazione dei materiali sottoposti a bassissime temperature (superconduttori) negli impianti elettrici (p. e.  nella costruzione dei cavi).
criogenia   s.f.  (fis.) la tecnica della produzione di bassissime temperature, anche prossime allo zero assoluto; lo studio delle loro possibili applicazioni (in biologia, in elettronica ecc).
criogenico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo agli studi, alle tecniche, alle apparecchiature per la produzione di basse e bassissime temperature    • 2 •   che genera freddo: dispositivo criogenico. 
crioidrato   s.m.  (chim. , fis.) eutettico.
criolite   s.f.  (min.) minerale costituito da fluoruro di alluminio e sodio, in cristalli bianchi e trasparenti, usato come fondente e abrasivo.
criologia   s.f.    • 1 •   parte della fisica che studia il comportamento della materia alle bassissime temperature    • 2 •   criogenia.
crioscopia   s.f.  (chim. , fis.) metodo per determinare il peso molecolare di una sostanza misurando l'abbassamento del punto di congelamento di un solvente in cui sia stata disciolta.
crioscopico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. , fis.) proprio della crioscopia; relativo alla crioscopia: abbassamento crioscopico. 
criostato   s.m.    • 1 •   (fis.) unità di refrigerazione cui si fa riferimento per raggiungere temperature prossime allo zero assoluto    • 2 •   termostato per le temperature bassissime.
criotecnica   s.f.  l'applicazione delle bassissime temperature in campo tecnologico.
crioterapia   s.f.  (med.) cura eseguita mediante raffreddamento.
cripta   ant. o pop. critta, s.f.    • 1 •   sotterraneo di una chiesa che accoglie tombe o reliquie, e che talvolta ha anche funzione di cappella    • 2 •   (anat.) cavità a fondo cieco di una mucosa di rivestimento: cripte tonsillari. 
criptare   v. tr. , o crittare, in informatica e nelle telecomunicazioni, codificare un dato o un segnale in modo che possa risultare incomprensibile a chi non conosce la chiave per decodificarlo o non possiede l'adatto decodificatore.
criptestesia   o criptoestesia, s.f.  l'insieme dei fenomeni di percezione extrasensoriale.
criptico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) misterioso, oscuro: frase criptica; stile criptico  § cripticamente avv. 
cripto   antiq. cripton o krypton, s.m.  elemento chimico appartenente al gruppo dei gas rari incolore e inodore, difficile da isolare, il cui simbolo è kr; viene utilizzato come atmosfera inerte per lampade a incandescenza.
cripto-  cripto- o critto-, primo membro di parole composte di formazione moderna, dal gr. kryptós  'nascosto, coperto, oscuro' (criptolalia, crittografia).
criptoestesia    ⇨ criptestesia.
criptoficee   s.f. pl.  (bot.) classe di alghe unicellulari flagellate | sing.  [-a] ogni alga di tale classe.
criptografia   e deriv.   ⇨ crittografia e deriv. 
criptogramma    ⇨ crittogramma.
criptolalia   s.f.  uso di un linguaggio oscuro, di difficile comprensione.
cripton    ⇨ cripto.
criptonimo   s.m.  pseudonimo che serve a celare l'identità di qualcuno.
criptoorchidia    ⇨ criptorchidia.
criptoorchidismo    ⇨ criptorchidismo.
criptoportico   o crittoportico, s.m.  [pl. -ci] (archeol.) portico coperto, in parte sotterraneo, tipico dell'architettura romana.
criptorchidia   o criptoorchidia, s.f.  (med.) anomalia congenita consistente nella mancata discesa dei testicoli nella borsa scrotale; ectopia testicolare.
criptorchidismo   o criptoorchidismo, s.m.  (med.) criptorchidia.
crisalide   s.f.  (zool.) insetto lepidottero nello stadio di metamorfosi successivo a quello di larva; ha forma ovale ed è, spesso, racchiuso in un bozzolo di seta.
crisantemo   pop. grisantemo, s.m.  pianta erbacea ornamentale con infiorescenze a capolino variamente colorate; fiorisce in autunno ed è tipico ornamento delle tombe (fam.  composite).
criselefantino   o crisoelefantino, agg.  (archeol.) nella tecnica statuaria della grecia antica, fatto a intarsi d'oro e d'avorio: statua criselefantina. 
crisi   s.f.    • 1 •   stato transitorio di particolare difficoltà o turbamento nella vita individuale o sociale: crisi di coscienza, spirituale, religiosa; crisi politica, civile; essere, mettere in crisi  | crisi (economica), brusca e prolungata caduta della produzione e dell'occupazione; per estens., qualsiasi arresto o rallentamento sensibile della crescita economica: l'industria italiana si appresta a uscire dalla crisi; la grande crisi, per antonomasia, la crisi economica mondiale scoppiata negli stati uniti nel 1929 | crisi energetica, quella legata alla crescita del prezzo dei prodotti petroliferi, o anche all'incremento dei consumi | crisi (ministeriale, di governo, di gabinetto), caduta o dimissioni di un governo; anche, il tempo che intercorre tra questo evento e la formazione del governo successivo    • 2 •   (med.) cambiamento improvviso, favorevole o sfavorevole, nel decorso di una malattia | (estens.) accesso, fase acuta di una condizione patologica: crisi diabetica, isterica, nervosa  | crisi di pianto, scoppio di pianto convulso e irrefrenabile.
crisma   s.m.  [pl. - smi]    • 1 •   (lit.) unguento composto di olio di oliva e balsamo, benedetto dal vescovo il giovedì santo per essere usato nel conferimento del battesimo, della cresima, dell'ordine e dell'estrema unzione    • 2 •   (fig.) approvazione, convalida (data da chi ne ha l'autorità): il crisma dell'ufficialità  | con tutti i crismi, con l'osservanza di tutte le regole.
crismale   agg.  relativo al crisma  s.m.  (lit.) panno destinato a coprire le unzioni fatte con il sacro crisma | il vaso contenente il sacro crisma.
criso-  criso- primo membro di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. chrysós  'oro'; vale 'oro, aureo', o anche 'dorato, giallo' (criselefantino, crisocalco).
crisoberillo   s.m.  (min.) minerale costituito da alluminato di berillio di colore verde-giallo, usato come pietra preziosa.
crisocalco   s.m.  [pl. -chi] lega di ottone con altissima percentuale di rame e piccole quantità di stagno e piombo; imita l'oro.
crisoelefantino    ⇨ criselefantino.
crisoficee   s.f. pl.  (bot.) classe di alghe unicellulari di color giallo-dorato o giallo-bruno | sing.  [-a] ogni alga di tale classe.
crisofite   s.f. pl.  (bot.) gruppo di alghe comprendente le crisoficee e le xantoficee | sing.  [-a] ogni alga di tale gruppo.
crisografia   s.f.  arte di miniare in oro gli antichi codici pergamenacei.
crisolito   s.m.  (min.) pietra preziosa di colore verde-giallo; è una varietà trasparente di olivina.
crisomelidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di piccoli insetti coleotteri dal corpo ovale di colore nero-azzurro metallico ed elitre rossastre, parassiti delle foglie di pioppi, salici e ontani | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
crisopazio   s.m.  (min.) lo stesso che crisopraso. 
crisopraso   o crisoprasio [cri-so-prà-sio], s.m.  (min.) varietà pregiata di calcedonio di color verde chiaro.
crisostomo   s.m.  epiteto di vari oratori antichi dotati di eloquenza particolarmente faconda: san giovanni crisostomo. 
crisotilo   s.m.  (min.) varietà fibrosa di serpentino di colore verdognolo, costituente l'amianto.
cristallaio   s.m.  [f. -a] chi lavora o vende oggetti di cristallo.
cristalleria   s.f.    • 1 •   insieme di oggetti di cristallo che formano un servizio da tavola    • 2 •   fabbrica o negozio di oggetti di cristallo.
cristalliera   s.f.  mobile a vetri con diversi ripiani, usato per riporvi la cristalleria e altro vasellame.
cristallino   agg.    • 1 •   (min.) che è strutturato a cristalli, che si presenta sotto forma di cristalli (si contrappone ad amorfo): stato, aggregato cristallino  | roccia cristallina, (geol.) di origine endogena    • 2 •   che è di cristallo o simile al cristallo: vetro cristallino  | (estens.) limpido come il cristallo: acqua cristallina; cielo cristallino, terso; nel sistema tolemaico, il nono cielo | (fig.) sonoro, squillante: voce cristallina  | (fig.) puro, incontaminato: coscienza cristallina   s.m.  (anat.) corpo trasparente dell'occhio, a forma di lente biconvessa, situato dietro la pupilla; è detto anche lente cristallina  § cristallinamente avv.  (non com.) limpidamente; incontaminatamente.
cristallizzare   v. tr.    • 1 •   (chim.) ridurre una sostanza allo stato cristallino    • 2 •   (fig.) fissare, fermare in una forma definitiva | v. intr.  [aus. essere], cristallizzarsi v. rifl.    • 1 •   (chim.) assumere struttura cristallina: lo zucchero cristallizza    • 2 •   (fig.) prendere una forma definitiva, astratta; irrigidirsi: ogni idea nuova, per propagarsi, si cristallizza in formule  (silone).
cristallizzatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] operaio addetto a operazioni di cristallizzazione    • 2 •   apparecchio in cui si effettua la cristallizzazione di sostanze disciolte.
cristallizzazione   s.f.  il cristallizzare, il cristallizzarsi, l'essere cristallizzato (anche fig.).
cristallo   s.m.    • 1 •   (chim. , min.) aggregazione di molecole secondo una determinata struttura interna, che assume all'esterno una forma poliedrica | cristallo di rocca, quarzo in cristalli limpidissimi e trasparenti che si presenta in prismi esagonali | cristallo liquido, sostanza organica liquida dotata di caratteristiche ottiche cristalline, usata per costruire i display di calcolatrici tascabili, orologi digitali ed elaboratori elettronici    • 2 •   denominazione corrente di un tipo di vetro trasparentissimo e rifrangente, a base di silicato di piombo e potassio, a struttura poliedrica, usato nella fabbricazione di oggetti pregiati, apparecchi ottici e di laboratorio ecc., tecnicamente detto vetro al piombo : cristallo inglese  o cristallo francese, nomi d'uso corrente del vetro flint | (estens.) lastra o oggetto di vetro al piombo: un servizio di cristalli; cristalli da tavola, cristalleria    • 3 •   qualità pregiata di vetro senza piombo: cristallo di boemia    • 4 •   lastra di vetro: porta, vetrina di cristallo; i cristalli dell'automobile, il parabrezza, i finestrini laterali e il lunotto posteriore | cristallo temperato, sottoposto a tempera per ridurne la fragilità | cristallo di sicurezza  o infrangibile, formato da due lastre di vetro che, in caso di rottura, rimangono incollate a un sottile strato di materiale plastico trasparente posto in mezzo, senza formare schegge    • 5 •   (ant.) lente    • 6 •   (poet.) corpo lucente; astro | acqua limpida; corso d'acqua: e 'l mormorar de' liquidi cristalli  (petrarca canz.  ccxix, 3).
cristalloblastico   agg.  [pl. m. -ci] (min.) si dice della struttura di una roccia i cui minerali si siano cristallizzati contemporaneamente.
cristallochimica   s.f.  branca della chimica che studia i rapporti tra la struttura e la composizione di un cristallo.
cristallografia   s.f.  branca della mineralogia che studia la forma e la struttura dei minerali cristallini.
cristallografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla cristallografia: ricerca cristallografica. 
cristalloide   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza che ha struttura simile al cristallo  s.m.  (anat.) membrana che avvolge il cristallino dell'occhio.
cristere   cristero  ⇨ clistere.
cristianeggiare   v. intr.  [io cristianéggio ecc. ; aus. avere] (lett.) ostentare sentimenti cristiani: il secoletto vil che cristianeggia  (carducci).
cristianesimo   s.m.    • 1 •   la religione rivelata e predicata da gesù cristo e che ha il suo fondamento nei vangeli | il complesso delle dottrine religiose e delle chiese che si richiamano a cristo    • 2 •   (estens.) l'insieme di tutte le forme di cultura e di civiltà che sono riconducibili a una matrice cristiana.
cristiania   o kristiania, s.m. invar.  (sport) metodo per cambiare direzione o fermarsi con gli sci girando il corpo di scatto e mantenendo gli sci paralleli, introdotto dagli sciatori di cristiania (ora oslo).
cristianità   s.f.    • 1 •   l'esser cristiano; la condizione di cristiano    • 2 •   l'insieme di tutti i popoli cristiani; anche, il complesso dei territori geografici da essi abitati; mondo cristiano    • 3 •   (ant.) cristianesimo.
cristianizzare   v. tr.  convertire al cristianesimo, rendere cristiano: cristianizzare un popolo. 
cristianizzazione   s.f.  conversione al cristianesimo: la cristianizzazione dei celti d'irlanda, dei popoli slavi. 
cristiano   agg.    • 1 •   di gesù cristo, della religione da lui predicata: dottrina, fede cristiana  | chiese cristiane, quelle ispirate all'insegnamento di cristo (cattolica, ortodossa e protestanti) | era cristiana, quella il cui computo prende inizio dalla nascita di cristo    • 2 •   che professa la religione di cristo: paesi, popoli cristiani; comunità cristiane    • 3 •   che si riferisce o si ispira al cristianesimo: letteratura, arte cristiana    • 4 •   (estens.) animato da amore, da spirito fraterno; umano: parole cristiane; trattare qualcuno in modo cristiano    • 5 •   (fam.) educato, conveniente, dignitoso: questo è parlare in modo cristiano!   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi professa la religione cristiana: il martirio dei primi cristiani; i cristiani e i musulmani    • 2 •   (pop.) essere umano: «noi non siamo cristiani» essi dicono, «cristo si è fermato a eboli»  (levi) | comportarsi da cristiano, come si deve, educatamente § cristianamente avv.    • 1 •   in modo cristiano, da cristiano: vivere cristianamente  | morire cristianamente, con i conforti religiosi    • 2 •   (estens.) umanamente: trattare cristianamente qualcuno  | (fam.) con civiltà, educatamente: parlare cristianamente. 
cristiano-sociale  cristiano-sociale agg.  [pl. cristiano-sociali] in diversi paesi europei, si dice di partiti o gruppi politici che si propongono di risolvere i problemi sociali sulla base dell'etica cristiana | come s.m.  e f.  chi appartiene a uno di tali gruppi o partiti.
cristo   s.m.    • 1 •   appellativo di gesù di nazareth: la dottrina di, del cristo; credere in cristo  | la sposa di cristo, (lett.) la chiesa | spose di cristo, le suore | fratello in cristo, chi è unito agli altri nell'amore cristiano | addormentarsi in cristo, morire cristianamente | anni avanti  (o dopo) cristo, quelli che si contano prendendo come riferimento l'anno della nascita di cristo | segnato da cristo, (pop.) si dice di chi presenti un grave difetto fisico    • 2 •   (estens.) rappresentazione artistica del cristo: il cristo ligneo del duomo di parma  | cristo pantocratore, il cristo in figura di onnipotente, espressione tipica dell'arte musiva bizantina    • 3 •   in espressioni di tono pop. o fam. (anche con l'iniziale minuscola): soffrire come un cristo; un povero cristo, una persona sventurata o di aspetto umile e misero | non esserci cristo  (o cristi), in frasi enfatiche, per sottolineare che non c'è modo di ottenere un certo risultato, che un fatto negativo è inevitabile e sim.: continuerà a sbagliare, non c'è cristo che tenga!; parlavo con cafoni di tutte le razze... e ci capivamo...; ma... con quell'italiano del consolato non c'erano cristi  (silone).
cristocentrico   agg.  [pl. m. -ci] del cristocentrismo.
cristocentrismo   s.m.  corrente del pensiero teologico cattolico che sottolinea la centralità della figura di cristo.
cristologia   s.f.  (teol.) l'insieme delle dottrine che definiscono la natura e la funzione di cristo | studio della figura storica di cristo.
cristologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la cristologia.
criterio   (1) s.m.    • 1 •   regola, principio che si assume come norma di giudizio o dell'agire: adottare, seguire un criterio; criterio di condotta, pratico, morale  | (mat.) regola o metodo pratico per constatare velocemente una proprietà    • 2 •   (estens.) senno, avvedutezza: avere criterio; agire senza criterio. 
criterio   (2)  ⇨ criterium.
criteriologia   s.f.  parte della filosofia che si occupa della validità dei giudizi, spec. di quello che discrimina il vero dal falso.
criterium   meno com. criterio, s.m. invar.  (sport) gara ippica o genericamente sportiva riservata a una determinata categoria di concorrenti: criterium ciclistico, di galoppo. 
critica   s.f.    • 1 •   (filos.) esame di un principio, di una facoltà, di un fatto al fine di descriverne la natura, di metterne in luce le caratteristiche: critica della verità, del giudizio, della ragione; critica economica, sociale  | critica testuale  (o del testo), (filol) esame critico della tradizione di un testo al fine di darne un'edizione quanto più possibile vicina all'originale; ecdotica    • 2 •   disciplina che analizza e giudica le opere d'arte o altre realizzazioni dell'ingegno: critica letteraria, musicale, cinematografica  | il giudizio stesso formulato; recensione: leggere la critica di uno spettacolo; una critica favorevole, positiva, negativa  | l'insieme dei critici o delle opere di critica: la critica ha accolto sfavorevolmente il nuovo romanzo; critica accademica, militante    • 3 •   giudizio malevolo, sfavorevole; biasimo: attirarsi le critiche di tutti; esporsi alle critiche. 
criticabile   agg.  che può suscitare critica, biasimevole: una scelta criticabile. 
criticare   v. tr.  [io crìtico, tu crìtichi ecc]    • 1 •   fare oggetto di critica, sottoporre a critica: criticare un romanzo, uno spettacolo    • 2 •   giudicare sfavorevolmente; biasimare, disapprovare: farsi criticare, attirarsi le critiche altrui.
criticismo   s.m.    • 1 •   la filosofia di i. kant (1724-1804), in quanto critica delle possibilità e dei limiti della ragione    • 2 •   (estens.) atteggiamento sistematico di critica e di polemica.
criticità   s.f.  (scient.) condizione caratteristica di un fenomeno, spec. di ordine chimico o fisico, per cui, al minimo variare di uno dei parametri che lo determinano, segue un effetto di notevole portata.
critico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di critica, che comporta o presuppone il suo esercizio: atteggiamento, spirito critico; esame, metodo, giudizio critico; avere capacità critiche; guardare con occhio critico, esaminare con atteggiamento razionalmente distaccato e, per estens., con ostilità | in filologia: edizione critica, edizione di un testo che ne ricostruisce il più fedelmente possibile la lezione originale, attraverso l'esame della tradizione manoscritta o a stampa; apparato critico, in un'edizione critica, la registrazione delle lezioni tramandate non accolte nel testo    • 2 •   di crisi, soggetto a crisi: l'adolescenza è un'età critica    • 3 •   (chim. , fis.) si dice di particolari valori di entità fisiche in corrispondenza dei quali si verificano determinati fenomeni: temperatura critica di un gas, quella sotto la quale il gas diventa vapore e si condensa per semplice compressione    • 4 •   (med.) si dice della fase in cui uno stato patologico esplode o si manifesta al suo acme; anche, del periodo in cui un processo fisiologico determina trasformazioni nell'organismo (p. e.  la pubertà, il climaterio)  s.m.    • 1 •   chi per professione esercita la critica d'arte o letteraria    • 2 •   chi critica esprimendo giudizi sfavorevoli: i padri hanno spesso nei figli i critici più severi  § criticamente avv.  con spirito, con metodo critico; in modo severo, ostile.
criticone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi critica sempre tutto e tutti.
criticume   s.m.  (spreg.) insieme di cattivi critici o di critici improvvisati.
critta    ⇨ cripta.
crittare    ⇨ criptare.
critto-  critto-  ⇨ cripto-.
crittogame   s.f. pl.  (bot.) raggruppamento di piante che hanno organi riproduttori non visibili (p. e.  felci, funghi); non ha valore sistematico | sing.  [-a] ogni pianta di tale raggruppamento | crittogame della vite, lo stesso che oidio. 
crittogamico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) delle crittogame.
crittografia   o criptografia, s.f.    • 1 •   scrittura cifrata o convenzionale che può essere compresa solo da chi ne conosce la chiave    • 2 •   gioco enigmistico consistente nel ricavare una frase da un gruppo di lettere, interpretandone la disposizione.
crittografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della crittografia    • 2 •   (fig.) oscuro, di difficile comprensione o interpretazione § crittograficamente avv. 
crittografo   o criptografo, s.m.    • 1 •   [f. -a] chi si occupa di crittografia    • 2 •   macchina che serve per scrivere in cifra e per interpretare una scrittura cifrata.
crittogramma   o criptogramma, s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   testo scritto in una scrittura cifrata    • 2 •   in enigmistica, crittografia.
crittoportico    ⇨ criptoportico.
crivellare   v. tr.  [io crivèllo ecc.]    • 1 •   ridurre come un crivello, riempire di buchi, bucherellare (anche fig.): un'auto crivellata di colpi; l'aria è crivellata / come una trina / dalle schioppettate  (ungaretti)    • 2 •   (non com.) passare allo staccio, al crivello: crivellare il grano, la ghiaia. 
crivellatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto al crivello o ad altre operazioni di cernita.
crivellatura   s.f.    • 1 •   il crivellare    • 2 •   il materiale passato attraverso un crivello.
crivellista   s.m.  [pl. -sti] chi è addetto al crivello nelle cave o nei cantieri edili.
crivello   s.m.  sorta di grosso setaccio, con funzionamento manuale o meccanico, per vagliare sabbia o altri materiali incoerenti; vaglio, buratto | crivello di eratostene, (mat.) metodo per trovare rapidamente tutti i numeri primi inferiori a un numero dato.
crivellone   s.m.  nella trebbiatrice, sorta di setaccio che, con rapido moto oscillatorio, separa i chicchi dalla paglia.
croato   agg.  della croazia: lingua croata   s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della croazia    • 2 •   lingua slava parlata in croazia.
croccante   agg.  si dice di cibo secco o cotto da poco, che scricchiola sotto i denti: biscotto croccante; patatine croccanti   s.m.  dolce secco e durissimo, a base di mandorle o nocciole tostate e zucchero caramellato.
croccare   v. intr.  [io cròcco, tu cròcchi ecc. ; aus. avere] (ant.) cigolare, scricchiolare: un picciol uscio intanto stride e crocca  (ariosto o. f.  iii, 8) | v. tr.  (non com.) sgranocchiare.
crocchetta   s.f.  specie di polpetta oblunga, a base di riso, patate, carne o altro.
crocchia   s.f.  rotolo o treccia di capelli avvolti a ciambella e fermati sopra la nuca.
crocchiare   v. intr.  [io cròcchio ecc. ; aus. avere] (non com.)    • 1 •   scricchiolare: la prima neve nei fossi... è dura e crocchia come assi fra i molari d'un cane  (slataper)    • 2 •   emettere il suono sordo di un vaso fesso    • 3 •   chiocciare, detto di galline e di altri uccelli | v. tr.  (region.) picchiare, percuotere qualcuno.
crocchio   (1) s.m.  (non com.) il suono sordo emesso dalle cose che crocchiano.
crocchio   (2) s.m.  gruppo di persone riunite a conversare; capannello: far crocchio. 
crocchiolare   v. intr.  [io cròcchiolo ecc. ; aus. avere] detto di galline e di altri uccelli, fare un verso simile al crocchiare, ma più sommesso e prolungato; chiocciolare.
crocciare   v. intr.  [io cròccio ecc. ; aus. avere] (non com.) detto della chioccia, emettere il caratteristico verso simile a un singhiozzo ripetuto.
crocco   s.m.  [pl. -chi] (mar.) uncino usato per tirare a bordo un pesce grosso e pesante.
croccolare   v. intr.  (io cròccolo ecc. ; aus. avere) (lett.)    • 1 •   crocchiare | gracidare    • 2 •   gorgogliare, detto di un liquido.
croccolone   s.m.  uccello dal piumaggio variegato, simile alla beccaccia (ord.  caradriformi).
croce   s.f.    • 1 •   antico strumento di supplizio fatto con due pali di legno incrociati, di cui uno si piantava verticalmente in terra dopo che il condannato vi era stato inchiodato o legato; per antonomasia, quello su cui morì cristo, assurto a simbolo della religione cristiana: i fedeli della croce, i cristiani; abbracciare la croce, convertirsi al cristianesimo | gettare la croce addosso a qualcuno, (fig.) dargli tutta la colpa di qualcosa    • 2 •   riproduzione della croce di cristo crocifisso; oggetto a forma di croce, inteso come simbolo del cristianesimo: croce pettorale, quella, contenente una reliquia, che i prelati portano al collo; segno della croce, gesto rituale cristiano consistente nel portare la mano destra successivamente alla fronte, al petto, alla spalla sinistra e alla destra, spesso accompagnato dalla formula «nel nome del padre, del figlio e dello spirito santo» | croce greca, quella a quattro bracci uguali incrociantisi ad angolo retto | croce latina, quella tradizionale a bracci disuguali | croce di sant'andrea, quella a forma di una x schiacciata; nella segnaletica stradale avverte di un passaggio a livello; in araldica, pezza onorevole formata dalla sovrapposizione della banda e della sbarra | croce di lorena, come quella latina ma con i bracci corti raddoppiati | croce uncinata, svastica | prov.  : non si può cantare e portar la croce, non si possono far due cose in una volta. dim. crocetta, crocettina, crocina  accr. crociona, crocione  (m.)    • 3 •   qualsiasi segno a forma di croce: firmare facendo una croce; segnare la casella con una croce  | punto a, in croce, punto di ricamo ottenuto con due punti obliqui incrociati | star con le braccia in croce, a braccia incrociate; (fig.) non far niente | a occhio e croce, all'incirca, più o meno | fare a testa e  (o) croce, gettare in aria una moneta perché, ricadendo a caso sull'una o sull'altra faccia, determini una decisione altrimenti difficile a prendersi | fare una croce sopra qualcosa, (fig.) rinunciarvi, non pensarci più    • 4 •   emblema, distintivo di ordini cavallereschi, di organizzazioni ed enti assistenziali; insegna e titolo di onorificenze e, per estens., anche la persona che ne è insignita: croce di malta; è una croce al merito di guerra  | croce rossa, organizzazione internazionale che svolge compiti umanitari e di assistenza sanitaria, spec. in caso di guerre e calamità naturali; (pop.) autoambulanza | croce verde, bianca  ecc., altri enti per l'assistenza medica e, in partic., per il trasporto di feriti e ammalati    • 5 •   (fig.) tormento, sofferenza: ciascuno ha la sua croce  | croce e delizia, (per lo più scherz.) si dice di chi o di ciò che dà gioia e dolore insieme | mettere in croce qualcuno, farlo soffrire; assillarlo | stare in croce, in pena | portare la croce, soffrire    • 6 •   croce del sud, (astr.) nome di una costellazione australe.
crocefiggere   e deriv.   ⇨ crocifiggere e deriv. 
croceo   agg.  (lett.) del colore dello zafferano, tra il giallo e l'arancio.
crocerista   o crocierista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi partecipa a una crociera.
crocerossina   s.f.  infermiera della croce rossa.
crocesegnare   o crocesignare, v. tr.  [io croceségno ecc.] (rar.) contrassegnare, firmare con un segno di croce (da parte di chi è analfabeta).
crocesegno   s.m.  segno di croce, spec. al posto della firma.
crocesignare    ⇨ crocesegnare.
crocetta   s.f.    • 1 •   dim.  di croce    • 2 •   (mar.) ciascuna delle due barre longitudinali che, sugli alberi dei velieri, concorrono con le barre trasversali a sostenere la coffa    • 3 •   (bot.) lupinella.
crocevia   s.m. invar.  luogo in cui si intersecano due o più strade | anche in senso fig.  : un importante crocevia culturale. 
crochet   s.m. invar.    • 1 •   uncinetto per lavori femminili; anche, il merletto con esso eseguito    • 2 •   nel pugilato, gancio.
crociame   s.m.  (mar.) lunghezza dei pennoni maggiori nei velieri a vele quadre; anche, l'insieme di tutti i pennoni.
crocianesimo   s.m.  corrente di pensiero ispirata all'opera storica, filosofica e critica di benedetto croce (1866-1952).
crociano   agg.  di benedetto croce o che ne segue la dottrina: estetica crociana; un critico crociano   s.m.  [f. -a] studioso, seguace delle dottrine di b. croce.
crociare   v. intr.  [io crócio ecc. ; aus. avere] (mar.) incrociare | v. tr.  (ant.) segnare con una croce | disporre in forma di croce | crociarsi v. rifl.  (ant.)    • 1 •   farsi il segno della croce    • 2 •   prender parte a una crociata.
crociata   (1) s.f.    • 1 •   nel medioevo, ciascuna delle spedizioni militari compiute dai cristiani per conquistare la terra santa: partire per la crociata; la prima, la seconda crociata  | (estens.) guerra religiosa contro non cristiani o eretici: la crociata contro gli albigesi    • 2 •   (fig.) azione collettiva fatta in nome di ideali religiosi, sociali, politici, morali: crociata contro la fame  | con sfumatura spreg.: spirito di crociata. 
crociata   (2) s.f.  (antiq.) incrocio di strade, crocicchio: quella crociata di strade che si chiamava il carrobio di porta nuova  (manzoni p. s.  xxxiv).
crociato   part. pass.  di crociare   agg.  disposto a croce; contrassegnato da una croce: scudo crociato, già emblema del partito della democrazia cristiana, oggi del partito popolare italiano | parole crociate, cruciverba  s.m.  guerriero che partecipava a una crociata.
crocicchio   s.m.  luogo in cui si incontrano due o più strade; crocevia, incrocio.
crocidamento   s.m.  (lett.) il crocidare.
crocidare   ant. crocitare, v. intr.  [io cròcido ecc. ; aus. avere] (lett.) gracchiare, detto spec. di corvi e cornacchie.
crocidismo   s.m.  (med.) forma di carfologia. 
crociera   (1) s.f.    • 1 •   disposizione di elementi lineari che s'intersecano a forma di croce; il punto stesso d'intersezione | oggetto, strumento formato da parti che s'incrociano    • 2 •   (arch.) nelle basiliche, punto di incrocio tra la navata principale e il transetto | volta a crociera, volta risultante dalla intersezione di due volte a botte, usata spec. nell'architettura romanica e gotica.
crociera   (2) s.f.    • 1 •   (mar.) l'incrociare in un determinato tratto di mare, a scopo di sorveglianza o di ricerca | viaggio di piacere compiuto su una nave seguendo un tragitto e un programma fissati in precedenza: andare in crociera  | velocità di crociera, quella che una nave, o per estens. qualsiasi veicolo, mantiene o è in grado di mantenere in condizioni normali; anche, la velocità media tenuta in un viaggio    • 2 •   trasvolata aerea.
crociere   s.m.  uccello di colore rossiccio, con ali e coda nere e becco con punte incrociate (ord.  passeriformi).
crocierista    ⇨ crocerista.
crocifere   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee con la corolla formata da quattro petali disposti a croce | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
crocifero   rar. crucifero, s.m.    • 1 •   chi porta la croce in una processione o in un'altra funzione religiosa    • 2 •   membro di una delle congregazioni religiose sorte al tempo delle crociate, con scopi di carità o di assistenza ospedaliera  agg.  che sostiene una croce o termina a forma di croce: asta crocifera  | addetto a portare la croce: cappellano crocifero. 
crocifiggere   meno com. crocefiggere, ant. crucifiggere, v. tr.  [coniugato come affiggere]    • 1 •   sottoporre al supplizio della croce: gesù fu crocifisso    • 2 •   (fig.) tormentare, assillare.
crocifissione   meno com. crocefissione, s.f.    • 1 •   il crocifiggere, l'esser crocifisso; per antonomasia, il supplizio sulla croce di gesù cristo    • 2 •   in pittura o in scultura, rappresentazione del supplizio di cristo.
crocifisso   meno com. crocefisso, ant. crucifisso, part. pass.  di crocifiggere   agg.  messo in croce, inchiodato sulla croce: cristo crocifisso   s.m.    • 1 •   cristo messo in croce    • 2 •   immagine, scolpita o dipinta, di cristo in croce: un crocifisso d'avorio. 
crocifissore   s.m.  chi crocifigge: i crocifissori di cristo. 
crociforme    ⇨ cruciforme.
crocione   s.m.  (zool.) crociere.
crocitare    ⇨ crocidare.
croco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (bot.) genere di piante erbacee con fiori imbutiformi violacei, bianchi o gialli e foglie lineari, cui appartiene lo zafferano (fam.  iridacee)    • 2 •   (lett.) zafferano | (estens.) il colore giallo arancio caratteristico dei suoi pistilli.
croda   s.f.    • 1 •   nel veneto, conglomerato di sassi, ghiaia e cemento calcareo    • 2 •   guglia rocciosa tipica delle dolomiti.
crodaiolo   s.m.  [f. -a] rocciatore, scalatore di crode.
crogiolare   v. tr.  [io crògiolo ecc.] cuocere a fuoco lento | crogiolarsi v. rifl.  scaldarsi: crogiolarsi al sole  | (fig.) deliziarsi, bearsi: crogiolarsi nei ricordi. 
crogiolo   (1) lett. crogiuolo, s.m.    • 1 •   recipiente tronco-conico o emisferico di materiale refrattario in cui si compiono reazioni chimiche o si fondono metalli | parte inferiore di un altoforno, nella quale si raccoglie il materiale di fusione    • 2 •   (fig.) ambiente in cui si compie una fusione di elementi diversi: un crogiolo di idee, di razze. 
crogiolo   (2) s.m.    • 1 •   tempera che si fa prendere al vetro cuocendolo a bassa temperatura in ambienti appositi    • 2 •   cottura a fuoco lento delle vivande.
crogiuolo    ⇨ crogiolo 1.
croio   agg.  (ant.)    • 1 •   duro: col pugno li percosse l'epa croia  (dante inf.  xxx, 102)    • 2 •   (fig.) zotico.
croissant   s.m. invar.  panino dolce a forma di mezzaluna; cornetto.
crollamento   s.m.  (non com.) il crollare; crollo.
crollante   part. pres.  di crollare   agg.  (non com.) che crolla, che minaccia di crollare: mura crollanti. 
crollare   v. intr.  [io cròllo ecc. ; aus. essere]    • 1 •   cadere rovinosamente (anche fig.): il ponte è crollato; crollò ogni speranza    • 2 •   (estens.) lasciarsi cadere di schianto: alla notizia è crollato sulla sedia  | (fig.) cedere improvvisamente, cessare di opporre resistenza: l'imputato è crollato dopo ore di interrogatorio    • 3 •   detto di un prezzo, subire un forte e improvviso ribasso | v. tr.  (non com.) scuotere, agitare, scrollare: crollare la testa  | crollarsi v. rifl.  (lett.) agitarsi, scuotersi: quando... /... /... erba o foglia non si crolla al vento  (leopardi la vita solitaria  26-28).
crollata   s.f.  (non com.) scrollata.
crollo   s.m.    • 1 •   (lett.) scossa, scotimento: dimmi, se tu sai, perché tai crolli / diè dianzi il monte  (dante purg.  xxi, 34-35) | dare un crollo, scuotere, scrollare    • 2 •   caduta rovinosa (anche fig.): il crollo di un tetto, di un ponte; il crollo dell'impero asburgico; crollo delle vendite, loro forte riduzione | avere un crollo, detto di persona, avere una grave crisi di stanchezza, un cedimento psichico.
croma   s.f.  (mus.) valore di una nota e di una pausa corrispondente a 1/8 della semibreve.
cromagnoniano   agg.  in paletnologia, si dice di un ominide vissuto nel pleistocene superiore, caratterizzato da corpo alto ed eretto e cranio dolicomorfo.
cromare   v. tr.  [io cròmo ecc.] detto di un oggetto metallico, rivestire mediante processo galvanico con uno strato di cromo per renderlo lucente e resistente all'ossidazione.
cromaticità   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è cromatico    • 2 •   in letteratura, pittura e musica, che si riferisce al cromatismo.
cromatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del colore, dei colori: la serie cromatica dell'iride; effetti cromatici    • 2 •   in musica: intervallo cromatico, intervallo minimo fra due note dello stesso grado della scala, una delle quali alterata verso l'acuto o verso il grave; scala cromatica, quella che, includendo le note alterate, è definita dalla successione di dodici semitoni contigui x cromaticamente avv. 
cromatidio   s.m.  (biol.) ciascuno dei due filamenti, risultanti dalla duplicazione di un cromosoma.
cromatina   s.f.    • 1 •   (biol.) sostanza presente nei cromosomi del nucleo cellulare    • 2 •   (antiq.) cera per scarpe.
cromatismo   s.m.    • 1 •   colorazione, spec. se eccessiva o accesa | in pittura, e anche in fotografia e in cinematografia, stile in cui prevale la funzione espressiva del colore; in letteratura, colorismo    • 2 •   (mus.) procedimento consistente nell'alterare di un semitono discendente o ascendente una o più note di una scala    • 3 •   (fis.) aberrazione cromatica.
cromato-  cromato- primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. chrôma -atos  'colore' (cromatografia).
cromato   (1) part. pass.  di cromare   agg.  si dice di metallo sottoposto a cromatura.
cromato   (2) s.m.  (chim.) nome generico dei sali dell'acido cromico, alcuni dei quali vengono usati in pittura come pigmento giallo.
cromatoforo   s.m.    • 1 •   (biol.) cellula il cui protoplasma contiene granuli di pigmento    • 2 •   (bot.) denominazione dei plastidi di vario colore (prevalentemente verdi) tipici dei vegetali.
cromatografia   s.f.  (chim.) denominazione comune a diverse tecniche analitiche per la separazione, l'identificazione e il dosaggio di sostanze presenti in miscele liquide e gassose; si basano sulla diversa colorazione assunta dai composti separati quando sono trattati con particolari reagenti.
cromatografico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) che si riferisce alla cromatografia, che utilizza la tecnica della cromatografia: analisi cromatografica. 
cromatografo   s.m.  (chim.) apparecchio per eseguire la cromatografia.
cromatore   s.m.  [f. -trice] operaio specializzato nella cromatura dei metalli.
cromatura   s.f.  l'operazione del cromare.
cromia   s.f.  (pitt.) tonalità di colore.
-cromia  -cromia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. chrôma  'colore'; significa 'colorazione' (policromia).
cromico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto derivato dal cromo.
cromico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (pitt.) di cromia, riguardante la cromia.
cromismo   s.m.  (med.) intossicazione da cromo.
cromite   s.f.  minerale del gruppo degli ossidi costituito di ferro e cromo; ha colore nerastro.
cromlech   s.m. invar.    • 1 •   monumento megalitico della preistoria europea, formato da grosse pietre disposte a cerchio intorno a un'elevazione del terreno o intorno a un dolmen    • 2 •   dolmen.
cromo   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è cr; metallo grigio lucente, duro e resistente, usato per produrre acciai inossidabili e per rivestire altri metalli.
cromo-  cromo- -cromo primo e secondo elemento di parole composte di formazione moderna o (limitatamente al secondo elemento) di origine greca, dal gr. chrôma  'colore'; significa 'colore, colorazione, pigmento' e sim. (cromotipia, policromo).
cromoforo   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di gruppo chimico che contiene legami multipli fra alcune coppie di atomi ed è in grado di dar luogo a sostanze colorate se trattato con particolari gruppi.
cromofotografia   s.f.  processo fotografico che permette di ottenere immagini a colori; l'immagine così ottenuta.
cromogeno   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di composto contenente uno o più gruppi cromofori.
cromolitografia   s.f.  procedimento di stampa litografica a colori ottenuta per sovrapposizione di più immagini di diversi colori tracciate su pietre diverse; la stampa così ottenuta.
cromolitografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la cromolitografia.
cromoplasto   s.m.  (bot.) corpuscolo del protoplasma vegetale che conferisce i colori alle piante, eccetto il verde.
cromoproteina   s.f.  (biol.) proteina semplice combinata con un pigmento (p. e.  l'emoglobina).
cromorno   s.m.  (mus.) strumento a fiato di legno con tubo ricurvo munito di fori e con ance incapsulate, in uso nei secc. xvi e xvii.
cromoscopia   s.f.  (med.) tecnica per valutare la funzionalità di alcuni organi che si fonda sull'intervallo intercorrente fra l'iniezione di una certa sostanza colorata e la sua comparsa nella secrezione.
cromosfera   s.f.  (astr.) lo strato più basso dell'atmosfera solare, costituito da idrogeno incandescente.
cromosoma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) ciascuno degli organelli contenuti nel nucleo delle cellule e osservabili durante la mitosi; vi hanno sede i geni portatori dei caratteri ereditari.
cromosomico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) dei cromosomi, relativo ai cromosomi.
cromotipia   s.f.  stampa a colori.
cronaca   ant. cronica, s.f.    • 1 •   narrazione storica di fatti che rispetta l'ordine della loro successione; è il genere tipico della storiografia medievale: la «cronaca» di dino compagni.  dim. cronachetta    • 2 •   racconto, resoconto di un avvenimento o di una serie di avvenimenti: la cronaca di una partita di calcio; fare la cronaca della propria vita  | per la cronaca, (fam.) espressione che in genere introduce una precisazione puntigliosa: per la cronaca, hai fatto ben quindici minuti di ritardo    • 3 •   la sezione di un giornale in cui vengono riferiti i fatti del giorno di maggior interesse: cronaca cittadina, sportiva, giudiziaria; cronaca nera, rosa; fatti, notizie di cronaca, registrati nella cronaca.
cronachismo   s.m.  narrazione degli avvenimenti del passato nel loro ordine, senza alcun tentativo di interpretazione storica.
cronachista   ant. cronichista o cronicista, s.m.  [pl. -sti] scrittore di cronache; cronista.
cronachistica   s.f.  lo studio delle antiche cronache; il complesso delle cronache di un determinato ambiente e periodo storico: la cronachistica fiorentina del trecento. 
cronachistico   agg.  [pl. m. -ci] che ha carattere di cronaca o di cronachismo § cronachisticamente avv. 
cronica   e deriv.   ⇨ cronaca e deriv. 
cronicario   s.m.  casa di cura per malati cronici.
cronicità   s.f.  l'essere cronico.
cronicizzare   v. tr.  rendere cronico | cronicizzarsi v. rifl.  diventare cronico: la malattia si è cronicizzata. 
cronicizzazione   s.f.  il diventare cronico, detto spec. di malattie.
cronico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di malattia persistente nell'organismo, priva di manifestazioni acute ma di difficile guarigione: bronchite, nefrite cronica  | (fig.) permanente, inguaribile: vizio, difetto cronico; un bugiardo cronico   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da malattia cronica: casa di cura per (malati) cronici  § cronicamente avv.  in modo cronico, persistentemente.
cronista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   antico scrittore di cronache: un cronista dell'età di dante    • 2 •   nel giornalismo, redattore addetto ai servizi di cronaca: cronista sportivo. 
cronistoria   s.f.  esposizione di fatti storici secondo la loro successione nel tempo; cronaca | (fam.) resoconto minuto dei fatti accaduti.
crono   s.m.  (sport) tempo fatto registrare da un atleta in una gara | s.f.  nel ciclismo, abbr. di (gara a) cronometro. 
crono-  crono- -crono primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. chrónos  'tempo' (cronometria, isocrono).
cronobiologia   s.f.  ramo della biologia che ha per oggetto lo studio dei ritmi biologici e la durata della vita degli organismi viventi.
cronobiologo   s.m.  [f -a, pl. m. -gi] studioso di cronobiologia.
cronofotografia   s.f.  tecnica che permette di ottenere una serie di fotografie successive a intervalli prestabiliti; fotografia stroboscopica.
cronografia   (1) s.f.    • 1 •   cronistoria    • 2 •   studio di cronologia.
cronografia   (2) s.f.  registrazione e controllo di cronometri.
cronografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda la cronografia: studio cronografico    • 2 •   (non com.) del cronografo; misurato col cronografo: misurazione cronografica. 
cronografo   (1) s.m.  [f. -a] autore di cronografie; annalista.
cronografo   (2) s.m.  cronometro dotato di apparecchio registratore degli intervalli di tempo segnati dai cronometri.
cronogramma   s.m.  frase nella quale alcune lettere, interpretate o sommate con altrettanti numeri romani, rivelano la data dell'avvenimento riferito dalla frase stessa.
cronoide   s.m.  (farm.) preparato medicinale che produce un effetto ritardato sull'organismo | anche come agg.  : capsula cronoide. 
cronologia   s.f.    • 1 •   studio della successione degli eventi storici nel tempo; l'ordine stesso in cui questi si sono verificati: la cronologia delle grandi scoperte geografiche; la cronologia delle opere di un autore    • 2 •   opera che espone la successione cronologica di una serie di eventi storici.
cronologico   agg.  [pl. m. -ci] della cronologia: ordine cronologico, l'ordine secondo il quale dei fatti si sono succeduti nel tempo § cronologicamente avv.  secondo l'ordine cronologico.
cronologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   autore di cronologie    • 2 •   cronologo.
cronologo   s.m.  e f.  [pl. m. -gi] studioso di cronologia.
cronometraggio   s.m.  il cronometrare, l'essere cronometrato: cronometraggio manuale, elettronico; il cronometraggio di una gara. 
cronometrare   v. tr.  [io cronòmetro ecc.] misurare il tempo con il cronometro: cronometrare i tempi di una gara. 
cronometria   s.f.  disciplina che studia i metodi e gli strumenti per la misurazione del tempo.
cronometrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne la cronometria    • 2 •   che si riferisce a un cronometro: misurazione cronometrica    • 3 •   (fig.) esatto, preciso come un cronometro: puntualità cronometrica  § cronometricamente avv. 
cronometrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi misura tempi con un cronometro.
cronometro   s.m.    • 1 •   strumento misuratore del tempo; in partic., orologio di precisione, il cui scarto nell'unità di tempo non può superare un determinato valore    • 2 •   (pop.) cronografo da polso, in uso per registrare i tempi nelle gare sportive | gara, corsa, tappa a cronometro, nella quale i ciclisti partono uno alla volta a intervalli regolari e la cui classifica viene compilata in base al tempo di percorrenza di ognuno | s.f.  nel ciclismo, gara a cronometro; abbr. in crono. 
cronoprologo   s.m.  [pl. m. -ghi] nel giornalismo sportivo, gara a cronometro che funge da prologo di una corsa ciclistica a tappe.
cronoscalata   s.f.  nel ciclismo, gara a cronometro su un percorso in salita.
cronoscopio   s.m.  lo stesso che timer. 
cronostratigrafia   s.f.  (geol.) studio cronologico della stratificazione dei terreni.
cronotachigrafo   s.m.  tachigrafo registratore montato su automezzi pesanti per controllare che non superino la velocità regolamentare.
cronotappa   s.f.  (sport) tappa a cronometro.
cronotecnica   s.f.  in organizzazione aziendale, tecnica di rilevamento dei tempi di produzione e di elaborazione dei dati raccolti.
cronotermostato   s.m.  in un impianto di riscaldamento, termostato che consente di programmare sia la temperatura sia le ore di funzionamento.
cronotopo   s.m.    • 1 •   (fis.) nella teoria della relatività, lo spazio a quattro dimensioni, costituito dalle tre coordinate spaziali e dalla coordinata temporale    • 2 •   in narratologia, la categoria spazio-tempo, considerata unitariamente come funzione del racconto.
croquet   s.m. invar.  gioco simile all'antica pallamaglio, nel quale si fa passare una pallina sotto degli archetti, colpendola con una mazza come nel golf.
croquette   s.f. invar.  crocchetta.
croscè   s.m.  (antiq.) adattamento it. del fr. crochet. 
crosciare   v. intr.  [io cròscio ecc. ; aus. avere  e essere] (lett.) produrre un rumore forte e continuo; scrosciare: or s'ode su tutta la fronda / crosciare / l'argentea pioggia  (d'annunzio) | v. tr.  (ant.) scagliare con violenza, vibrare: che cotai colpi per vendetta croscia!  (dante inf.  xxiv, 120).
croscio   s.m.  (lett.) il crosciare; scroscio.
crosoto    ⇨ creosoto.
cross   (1) s.m. invar.  (sport) nel calcio, il tiro del giocatore che invia la palla dalle ali verso il centro; traversone | nel pugilato, colpo vibrato dall'esterno verso l'interno | nel tennis, colpo, tiro in diagonale.
cross   (2) s.m. invar.  (sport)    • 1 •   corsa campestre    • 2 •   abbr. di ciclocross, oppure, più com., di motocross. 
crossarco   s.m.  [pl. -chi] mammifero africano simile alla mangusta, con muso aguzzo e ruvido, pelame bruno (ord.  carnivori).
crossare   v. intr.  [io cròsso ecc. ; aus. avere] nel gioco del calcio, fare un cross, un traversone.
cross-country  cross-country loc. sost. m. invar.  corsa campestre che si disputa a piedi, in bicicletta, in motocicletta o a cavallo.
crossing-over  crossing-over s.m. invar.  (biol.) scambio di materiale genetico fra cromosomi omologhi nella meiosi.
crossista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] corridore di corsa campestre, di ciclocross o motocross.
crossodromo   s.m.  impianto sportivo che comprende o simula terreni naturali per corse di cross.
crossopterigi   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di pesci ossei dal corpo tozzo con pinne peduncolate e coda arrotondata, che comprende numerose specie fossili e una sola vivente, la latimeria | sing.  [-io] ogni pesce di tale sottoclasse.
cross over   loc. sost. m. invar.  filtro interno alle casse acustiche che seleziona e smista agli altoparlanti le diverse gamme di frequenza.
crosta   s.f.    • 1 •   superficie secca e dura di una sostanza: la crosta del pane; una crosta di ghiaccio; crosta d'albero, corteccia; crosta terrestre, l'involucro esterno della terra | (fig.) aspetto superficiale, apparenza: la sua onestà è soltanto una crosta    • 2 •   strato indurito che si forma sulle ferite per essiccamento di sangue o di pus | crosta lattea, (med.) lattime    • 3 •   (zool.) il guscio dei crostacei    • 4 •   squama di colore che si distacca dalle pitture antiche | (spreg.) quadro vecchio, scrostato; dipinto di nessun valore artistico    • 5 •   in conceria, pelle di poco pregio ottenuta per divisione di una pelle molto spessa.
crostacei   s.m. pl.  (zool.) classe di artropodi, per lo più acquatici, con corpo ricoperto da un involucro calcareo, forniti di quattro antenne e dieci o più zampe, di cui il primo paio trasformato in pinze (chele); vi appartengono l'aragosta e il gambero | sing.  [-o] ogni artropode di tale classe.
crostare   v. tr.  [io cròsto ecc.] cuocere una vivanda in modo che si formi una crosta sulla sua superficie.
crostata   s.f.  dolce di pasta frolla coperto di frutta o marmellata, cotto al forno.
crostino   s.m.    • 1 •   piccola fetta di pane, per lo più arrostita o fritta, ricoperta con ingredienti o impasti vari: crostini al formaggio    • 2 •   (fig. region.) persona puntigliosa, cavillosa.
crostone   s.m.    • 1 •   (geol.) suolo formato da detriti cementati, dovuto all'erosione o all'intensa evaporazione    • 2 •   fetta di pane arrostito, usata in varie preparazioni gastronomiche.
crostoso   agg.  che ha una crosta, che è pieno di croste: neve crostosa, ghiacciata in superficie.
crotalo   s.m.    • 1 •   strumento musicale simile alle nacchere, usato nel mondo antico, spec. in egitto e in grecia    • 2 •   (zool.) genere di grossi serpenti velenosi, detti comunemente serpenti a sonagli  per la presenza all'estremità della coda di alcuni anelli cornei che, sfregando l'uno contro l'altro, emettono un caratteristico suono (ord.  squamati).
croton   s.m. invar.  pianta ornamentale con foglie ovali, variamente colorate in rosso, giallo o verde (fam.  euforbiacee).
crotonese   agg.  di crotone  s.m.  e f.  nativo, abitante di crotone.
crotta   s.f.  (mus.) antico strumento a corde di origine celtica, affine alla cetra ma suonato anche con l'arco.
crotto   s.m.  (dial.) cantina, osteria.
crouch   s.m. invar.  nel pugilato, atteggiamento di difesa che consiste nell'abbassarsi leggermente; guardia bassa.
croupier   s.m.  e f. invar.  chi, nelle case da gioco, conduce il gioco e paga le vincite per conto della direzione.
crowding out   loc. sost. m. invar.  (econ.) spiazzamento.
crown   s.m. invar.  vetro ottico caratterizzato da elevata durezza, resistenza agli agenti atmosferici e basso indice di rifrazione e di dispersione.
cru   agg.  e s.m. invar.  si dice di vigneto di particolare qualità all'interno di una zona che produce vino a denominazione di origine controllata | di vino prodotto da tale vigneto.
crucciare   v. tr.  [io crùccio ecc.] affliggere, addolorare, tormentare | crucciarsi v. rifl.  affliggersi, preoccuparsi, adirarsi.
crucciato   part. pass.  di crucciare   agg.  afflitto, preoccupato, adirato § crucciatamente avv. 
cruccio   s.m.    • 1 •   afflizione, dolore misto a risentimento, preoccupazione: avere un cruccio; darsi, prendersi cruccio    • 2 •   (ant.) atto di collera, d'ira: omo di sangue e di crucci  (dante inf.  xxiv, 129).
cruccioso   agg.    • 1 •   (non com.) pieno di cruccio, che esprime cruccio    • 2 •   (ant.) afflitto, addolorato    • 3 •   (fig. lett.) sconvolto, agitato (detto del mare, del tempo, del cielo) § crucciosamente avv. 
crucco   s.m.  [f. -a; pl. m. -chi] (pop. spreg.) tedesco | (estens.) stupido | usato anche come agg. 
cruciale   agg.  decisivo, importante, critico: momento, punto cruciale; esperimento cruciale. 
cruciare   v. tr.  [io crùcio ecc.] (ant.) tormentare.
cruciato   s.m.  (ant.) tormento, pena.
crucifero    ⇨ crocifero.
crucifige   s.m. invar.  parola urlata da coloro che volevano la crocifissione di gesù | gridare il crucifige, (fig.) dare addosso vilmente o ipocritamente a qualcuno.
crucifiggere   e deriv.   ⇨ crocifiggere e deriv. 
cruciforme   o crociforme, agg.  a forma di croce: edificio a pianta cruciforme. 
cruciverba   s.m. invar.  gioco enigmistico per il quale, sulla scorta di definizioni date, si devono indovinare delle parole che si incrociano orizzontalmente e verticalmente in uno schema; parole incrociate: fare, risolvere un cruciverba. 
cruciverbista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive o risolve cruciverba.
crudele   agg.    • 1 •   che non ha compassione; disumano, spietato, feroce: un animo crudele; un crudele tiranno  | destino, fato crudele, infausto, avverso    • 2 •   che dà dolore, sofferenza: una morte, una malattia crudele  § crudelmente avv. 
crudeltà   s.f.    • 1 •   l'essere crudele; ferocia, efferatezza: la crudeltà d'un delitto    • 2 •   atto crudele: è una crudeltà tenerlo chiuso in casa. 
crudezza   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere crudo, detto di cibi    • 2 •   (estens.) rigidezza, inclemenza (del clima, di una stagione ecc.)    • 3 •   (fig.) asprezza, rudezza, scabrosità | in pittura e in cinematografia, forte verismo: crudezza di immagini. 
crudità   s.f.  (ant. , lett.) l'essere crudo (anche fig.).
crudivoro   agg.  (lett.) che mangia solo, o di preferenza, cibi crudi: crudivori lupi  (monti).
crudo   agg.    • 1 •   non cotto o poco cotto: carne cruda; questo riso è ancora crudo  | frutto crudo, acerbo, non maturo | metallo crudo, greggio | seta cruda, greggia | farne di cotte e di crude, (fig.) combinare ogni sorta di guai o di cattive azioni    • 2 •   (non com.) freddo, rigido, inclemente: stagione cruda    • 3 •   (fig.) rude, schietto, aspro: una risposta cruda; romanzo di un crudo realismo  | nudo e crudo, schietto, senza mezzi termini; anche, spoglio, privato di tutto, poverissimo: verità nuda e cruda; essere, restare nudo e crudo    • 4 •   (ant.) crudele, spietato: la morte fia men cruda / se questa spene porto  (petrarca canz.  cxxvi, 20-21) | restio, riluttante: ciascun da l'altra costa gli occhi volse, / quel prima, ch'a ciò fare era più crudo  (dante inf.  xxii, 119-120)    • 5 •   (poet.) selvaggio, impervio, aspro: nel crudo sasso intra tevero e arno  (dante par.  xi, 106) § crudamente avv.    • 1 •   con crudezza, senza attenuazione    • 2 •   (poet.) con crudeltà.
cruentare   v. tr.  [io cruènto ecc.] (lett.) insanguinare.
cruento   agg.  (lett.)    • 1 •   sanguinoso, che provoca spargimento di sangue: morte, battaglia cruenta  | insanguinato: la sua cruenta polvere / a calpestar verrà  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   (non com.) che ha il colore del sangue: il sole accendeva di oro cruento le vetrate  (pavese).
cruiser   s.m. invar.    • 1 •   robusto veliero da diporto per navigazioni d'alto mare    • 2 •   grande motoscafo attrezzato per lunghe crociere.
cruising   s.m. invar.  crociera di carattere sportivo.
crumiraggio   s.m.  comportamento da crumiro.
crumiro   s.m.  [f. -a] (spreg.) chi rifiuta di partecipare a uno sciopero continuando il lavoro, o chi si presta a sostituire chi sciopera.
cruna   s.f.    • 1 •   piccolo occhiello all'estremità dell'ago attraverso il quale si fa passare il filo    • 2 •   (fig. lett.) passaggio molto stretto e difficile da superare.
cruore   s.m.  (poet.) sangue.
crup   o grup o gruppe s.m.  o f.  (med.) grave forma di difterite che provoca l'ostruzione della laringe, con conseguente pericolo di asfissia.
crupale   agg.  (med.) del crup; causato da crup.
crurale   agg.  (anat.) della coscia; femorale: arteria crurale. 
crusca   s.f.  residuo della macinazione dei cereali costituito dagli involucri dei semi; è usato soprattutto come alimento per il bestiame | la (accademia della) crusca, la maggiore accademia linguistica italiana, fondata a firenze nel 1583 con l'intento di difendere la purezza della lingua; anche, il dizionario da essa pubblicato | (pop.) lentiggini.
cruscaiolo   lett. cruscaiuolo, s.m.  (spreg.  o scherz.) cruscante.
cruscante   s.m.    • 1 •   accademico della crusca | anche come agg.  : uno scrittore cruscante    • 2 •   (spreg.  o scherz.) purista accanito.
cruscheggiare   v. intr.  [io cruschéggio ecc. ; aus. avere] (spreg.  o scherz.) seguire nel parlare o nello scrivere le prescrizioni dell'accademia della crusca, badando a una rigorosa purezza linguistica.
cruschello   s.m.  residuo della macinazione del grano e di altri cereali, usato soprattutto come alimento per il bestiame.
cruscherello   s.m.    • 1 •   (non com.) cruschello    • 2 •   gioco di ragazzi che consiste nel cercare monete nascoste in tanti mucchietti di crusca assegnati a sorte.
cruschevole   agg.  (spreg.  o scherz.) che rispetta le norme di purezza linguistica stabilite dall'accademia della crusca § cruschevolmente avv. 
cruscone   s.m.    • 1 •   crusca molto grossa    • 2 •   (spreg.  o scherz.) accademico della crusca (così vollero chiamarsi i primi soci).
cruscoso   agg.    • 1 •   pieno di crusca    • 2 •   (pop.) cosparso di lentiggini: volto cruscoso. 
cruscotto   s.m.  pannello su cui sono disposti gli strumenti di guida e di controllo di un veicolo.
cruzeiro   s.m.  [pl. cruzeiros] unità monetaria del brasile.
ctenidio   s.m.  (zool.)    • 1 •   ciascuna delle setole o spine di cui è fornito il capo degli afanitteri    • 2 •   branchia, a forma di doppio pettine, presente in vari molluschi.
ctenofori   s.m. pl.  (zool.) tipo di animali marini affini ai celenterati, ermafroditi, dall'aspetto fragile ed evanescente; il corpo, globoso o nastriforme, è provvisto di ciglia vibratili e, talora, di sottili tentacoli | sing.  [-o] ogni animale che appartiene a tale tipo.
ctonio   agg.  sotterraneo (detto delle divinità della mitologia greca che abitavano gli inferi).
-ctono  -ctono secondo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, dal gr. chthón -onós  'terra'; significa 'terra, luogo d'origine' (autoctono).
cubano   agg.  di cuba  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di cuba.
cubare   (1) v. intr.  [aus. essere], cubarsi v. rifl.  (ant.) giacere, riposare: là dov'ettore si cuba  (dante par.  vi, 68).
cubare   (2) v. tr.  calcolare la cubatura.
cubatura   s.f.  misura e calcolo di un volume: la cubatura di un carico di grano; cubatura di un locale, il suo volume, solitamente espresso in metri cubi.
cubbaita   s.f.  sorta di croccante fatto con semi di sesamo, specialità della sicilia.
cubebe   s.m.  sorta di pepe delle indie, adoperato in medicina come antisettico.
cubettatrice   s.f.  macchina per confezionare prodotti in forma di cubetti.
cubettista   s.m.  [pl. -sti] operaio tagliatore che riduce in cubetti granito, porfido o altre rocce.
cubetto   s.m.    • 1 •   dim.  di cubo    • 2 •   piccolo oggetto o massa di forma cubica: cubetto di ghiaccio. 
cubia   s.f.  (mar.) foro nella murata di una nave per il passaggio della catena dell'ancora.
cubicità   s.f.  l'esser cubico; forma cubica.
cubico   agg.  [pl. m. -ci] di cubo, che ha forma di cubo: volume, corpo cubico  | in matematica: radice cubica di un numero, numero la cui terza potenza dà il numero proposto; equazione cubica, equazione razionale intera di terzo grado; (curva) cubica, curva algebrica espressa da una funzione razionale intera di terzo grado.
cubicolario    ⇨ cubiculario.
cubicolo   o cubiculo, s.m.    • 1 •   nell'antica casa romana, camera da letto    • 2 •   nelle catacombe, camera sepolcrale; loculo.
cubiculario   o cubicolario, s.m.    • 1 •   presso gli antichi romani, schiavo o liberto addetto ai servizi del cubicolo    • 2 •   (ant.) cameriere del papa o di alti prelati.
cubiculo    ⇨ cubicolo.
cubiforme   agg.  che ha forma di cubo.
cubilotto   s.m.  (metall.) forno cilindrico verticale per la rifusione della ghisa.
cubismo   s.m.  movimento pittorico che prese avvio in francia intorno al 1907 dall'opera di p. picasso e g. braque, caratterizzato dalla disintegrazione della prospettiva e dalla scomposizione delle figure in forme geometriche.
cubista   (1) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] artista seguace del cubismo  agg.  del cubismo, relativo al cubismo: arte, quadro cubista. 
cubista   (2) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] ballerino o ballerina che si esibisce, generalmente in costume molto succinto, su un cubo in discoteca.
cubistico   agg.  [pl. m. -ci] del cubismo, dei cubisti: movimento cubistico. 
cubitale   agg.    • 1 •   della misura di un cubito | (estens.) molto grande: scrivere a caratteri cubitali    • 2 •   (anat.) dell'ulna.
cubitiera   s.f.  parte dell'armatura che difendeva il gomito.
cubito   s.m.    • 1 •   (lett.) gomito    • 2 •   (anat.) osso dell'avambraccio, ulna    • 3 •   antica misura lineare corrispondente, in grecia e a roma, a 44,4 cm.
cubo   s.m.    • 1 •   figura geometrica solida con sei facce quadrate uguali    • 2 •   (estens.) qualsiasi oggetto che ha la forma di un cubo: un cubo di marmo  | nelle discoteche, struttura soprelevata, generalmente a forma di cubo, su cui si esibisce un ballerino o una ballerina allo scopo di intrattenere i presenti. dim. cubetto    • 3 •   (mat.) il prodotto di un numero moltiplicato due volte per sé stesso | elevare un numero al cubo, alla terza potenza  agg.  metro cubo (abbr. in m(3)), unità di misura di volume corrispondente al volume di un cubo il cui spigolo abbia la lunghezza di un metro; decimetro, centimetro, millimetro cubo, sottomultipli del metro cubo.
cuboide   agg.  che ha forma più o meno simile a quella di un cubo  s.m.  (anat.) osso del tarso di forma quasi cubica.
cucù   o cuccù o cu cu, s.m.    • 1 •   cuculo    • 2 •   verso del cuculo | orologio a cucù, che batte le ore con un suono simile al verso del cuculo    • 3 •   antico gioco di carte, che vede vincenti i giocatori a cui perviene il re  inter.    • 1 •   voce che imita il verso del cuculo    • 2 •   richiamo di ragazzi che giocano a nascondino, per farsi notare da chi li cerca; anche, espressione ironica di diniego o di provocazione.
cucaracha   s.f. invar.  ballo popolare messicano; anche, la musica che lo accompagna.
cuccù    ⇨ cucù.
cuccagna   s.f.    • 1 •   luogo favoloso in cui si mangia, si beve e ci si diverte a volontà: il paese di cuccagna    • 2 •   (estens.) luogo di godimento e di ricchezza; abbondanza d'ogni cosa; vita piacevole e allegra: ha trovato la cuccagna; è finita la cuccagna!  | albero della cuccagna, nelle feste paesane, palo liscio e insaponato su cui ci si arrampica per impadronirsi di cibi e oggetti posti sulla cima.
cuccare   v. tr.  [io cucco, tu cucchi ecc.] (fam.)    • 1 •   ingannare, imbrogliare | (gerg.) stabilire un approccio, rimorchiare    • 2 •   colpire, cogliere    • 3 •   prendere, buscare: cuccarsi un raffreddore  | cuccarsi una persona, una cosa, sorbirsela, sopportarla.
cuccetta   s.f.  ciascuno dei lettini sovrapposti che si trovano sui treni, nelle cabine delle navi e sim.
cuccettista   s.m.  [pl. -sti] ferroviere addetto ai servizi delle cuccette.
cucchiaia   region. cucchiara, s.f.    • 1 •   grosso cucchiaio: cucchiaia bucata, schiumarola    • 2 •   cazzuola da muratore    • 3 •   strumento usato nelle miniere per asportare i frammenti rocciosi dal fondo dei pozzi di perforazione, o per dragare fondi marini.
cucchiaiata   s.f.  quantità di cibo o di liquido che può stare in un cucchiaio.
cucchiaino   s.m.    • 1 •   dim.  di cucchiaio    • 2 •   esca a forma di cucchiaino, che attira i pesci col suo luccichio.
cucchiaio   region. cucchiaro, s.m.    • 1 •   posata da tavola costituita da una paletta concava ovale, per raccogliere e portare alla bocca cibi liquidi o non compatti; anche, la quantità di cibo che può contenere: cucchiaio d'argento, di legno; un cucchiaio di brodo  | da prendere, raccattare col cucchiaio, (fig.) si dice di persona ridotta allo stremo, debolissima. dim. cucchiaino  accr. cucchiaione    • 2 •   qualsiasi strumento o attrezzo la cui forma o funzione richiami quelle di un cucchiaio: cucchiaio chirurgico, usato in interventi di raschiamento.
cucchiaione   s.m.    • 1 •   accr.  di cucchiaio    • 2 •   sorta di mestolo.
cucchiara    ⇨ cucchiaia.
cucchiaro    ⇨ cucchiaio.
cuccia   (1) s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   giaciglio del cane | a cuccia!, va', sta' a cuccia!, fa' la cuccia!, espressioni usate per ordinare al cane di accucciarsi    • 2 •   (spreg.  o scherz.) letto stretto e scomodo | andare, mettersi a cuccia, andare a dormire, coricarsi.
cuccia   (2) s.f.  (ant. , lett.) cagnetta, cagnolina: e tu vergine cuccia, idol placato / dalle vittime umane, isti superba  (parini).
cucciare   v. intr.  [io cùccio ecc. ; aus. essere], cucciarsi v. rifl.  stare a cuccia, accucciarsi | cuccia là!, cuccia giù!, ordine al cane di accucciarsi.
cucciolata   s.f.    • 1 •   l'insieme dei cuccioli nati nello stesso parto    • 2 •   (fam.) gruppo numeroso di figli piccoli.
cucciolo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   cane nato da poco; per estens., il piccolo di qualsiasi altro quadrupede    • 2 •   (fam.) bambino, figlioletto | (fig.) persona giovane e inesperta. dim. cuccioletto, cucciolino  accr. cucciolone, cucciolotto. 
cucco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   cuculo | vecchio come il cucco, molto vecchio    • 2 •   (fig.) babbeo, sciocco.
cucco   (2) s.m.  [pl. -chi] (fam.) bambino prediletto: il cucco dei nonni. 
cuccoveggia    ⇨ coccoveggia.
cuccuma   s.f.    • 1 •   recipiente per preparare il caffè bricco    • 2 •   (fig. ant.) rancore, collera.
cuccurucù   inter.  voce onom. che imita il verso del gallo; chicchirichì | anche come s.m.  : il cuccurucù del gallo. 
cuccuveggia    ⇨ coccoveggia.
cucicchiare   v. tr.  e intr.  [io cucìcchio ecc. ; aus. dell'intr. avere] (non com.) cucire lentamente e con poca voglia.
cucina   s.f.    • 1 •   stanza in cui si preparano e si cuociono i cibi: un appartamento di due stanze e cucina; la cucina di un albergo, di un ospedale; pranzare in cucina; cucina abitabile, abbastanza grande da potervi pranzare e soggiornare. dim. cucinetta, cucinina, cucinino  (m.), cucinotto  (m.) accr. cucinona, cucinone  (m.) pegg. cucinaccia    • 2 •   il cucinare: l'arte della cucina; far da cucina, preparare da mangiare | i cibi stessi e il modo di cucinarli: amare la buona cucina; cucina francese, romana, casalinga; cucina povera, con cibi di poco costo    • 3 •   apparecchio a fornelli per la cottura dei cibi: cucina a gas, a legna, elettrica    • 4 •   il complesso dei mobili che arredano una cucina: una cucina in abete, in laminato plastico; cucina componibile, americana, quella costituita da elementi componibili ravvicinati in blocchi compatti    • 5 •   cucina colori, reparto di una stamperia di tessuti in cui si preparano le paste da stampa.
cucinare   v. tr.    • 1 •   preparare e cuocere le vivande: cucinare il pollo, la pasta  | (assol.) far da cucina: cucinare male, bene    • 2 •   (fig. fam.) arrangiare, accomodare: cucinare un articolo, nel linguaggio giornalistico, adattarlo per la pubblicazione | cucinare bene qualcuno, conciarlo per le feste, ridurlo a mal partito.
cucinario   agg.  (rar.) culinario.
cucinatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) cuciniere, cuoco (oggi, per lo più scherz.).
cucinatura   s.f.  (rar.) il cucinare, l'essere cucinato; anche, il modo di cucinare.
cuciniere   s.m.  [f. -a] chi cucina, spec. nelle comunità come caserme, ospedali e sim.
cucinino   s.m.    • 1 •   dim.  di cucina    • 2 •   cucinotto.
cucinotto   s.m.    • 1 •   dim.  di cucina    • 2 •   piccolo vano in comunicazione col tinello, adibito a cucina.
cucire   v. tr.  [io cùcio ecc.]    • 1 •   unire fra loro pezzi di tessuto, di cuoio, di carta o altro, servendosi dell'ago e del filo o di mezzi analoghi: cucire il collo d'una camicia, i fascicoli di un registro  ' confezionare un indumento, un capo di biancheria e sim.: cucire un abito, una giacca  | (assol.) lavorare di cucito: saper cucire; macchina per cucire  | cucire una ferita, (med.) unirne i lembi con punti chirurgici | cucire la bocca a uno, (fig.) metterlo a tacere; cucirsi la bocca, stare zitto    • 2 •   (fig.) mettere insieme, collegare: cucire pensieri, frasi. 
cucirino   s.m.  filato per cucire o per ricamare.
cucita   s.f.  (fam.) cucitura rapida e sommaria.
cucito   part. pass.  di cucire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   l'arte del cucire i tessuti per confezionare capi d'abbigliamento, di biancheria e sim.: lavori di cucito; maestra, scuola di cucito    • 2 •   ciò che si deve cucire o che si è già cucito.
cucitore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] (non com.) chi cuce; chi esegue per mestiere lavori di cucito: cucitrice di, in bianco, biancherista.
cucitrice   s.f.    • 1 •   macchina per cucire (tessuti, fogli di carta o altro)    • 2 •   attrezzo di cancelleria per legare fogli con punti metallici.
cucitura   s.f.    • 1 •   il cucire, l'essere cucito; l'insieme dei punti che tengono unite le parti cucite; il luogo stesso dove passa la cucitura: cucitura invisibile; una cucitura molto resistente; cucitura a macchina, a mano  | in legatoria, operazione con la quale si cuciono insieme i fogli di stampa di un libro o i fogli di un fascicolo    • 2 •   margine interno dei libri verso il dorso.
cuculiare   v. intr.  [io cucùlio ecc. ; aus. avere] (ant.) fare il verso del cuculo | v. tr.  (rar.) canzonare, beffare.
cuculiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli arrampicatori, a cui appartiene il cuculo | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
cucullo   s.m.    • 1 •   cappuccio di stoffa pesante usato dagli antichi contadini romani    • 2 •   cappuccio dei monaci.
cuculo   s.m.  uccello dal corpo snello, cinerino-azzurro superiormente e grigio inferiormente, con becco lievemente curvo e verso caratteristico in due toni (ord.  cuculiformi); depone le uova nel nido di altri uccelli che le covano.
cucurbita   s.f.    • 1 •   (lett.) zucca    • 2 •   (chim.) parte dell'alambicco dove si condensa il prodotto della distillazione.
cucurbitacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni erbacee o arbustive, diffuse spec. nelle regioni calde, con fusto sdraiato o rampicante provvisto di viticci, fiori riuniti in cime e tipici frutti in forma di grossa bacca; vi appartengono il cocomero, il melone, la zucca e il cetriolo | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
cucuzza    ⇨ cocuzza.
cucuzzolo    ⇨ cocuzzolo.
cudù   s.m.  grande antilope africana dal pelame grigio-giallastro a strisce trasversali bianche; il maschio è fornito di lunghissime corna elicoidali (ord.  artiodattili).
cuffia   dial. scuffia, s.f.    • 1 •   copricapo aderente per neonati, chiuso da due nastri che si annodano sotto il mento; copricapo analogo usato anticamente dalle donne, spesso ornato di gale e trine, o portato dagli uomini sotto il cappuccio, il berretto o l'elmo; oggi usato solo da operaie, infermiere e cuoche per tenere a posto i capelli | cuffia da bagno, calotta impermeabile che si indossa per non bagnare i capelli nel fare il bagno o la doccia | uscire per il rotto della cuffia, (fig.) cavarsela a stento, quasi per miracolo. dim. cuffietta, cuffiettina  accr. cuffiona, cuffione  (m.), cuffiotto  (m.)    • 2 •   (tecn.) coppia di ricevitori acustici uniti da un semianello metallico elastico, adattabili alle orecchie dell'ascoltatore e collegabili ad apparecchi telefonici, fonoregistratori, radiotelevisivi e sim.    • 3 •   (tecn.) accessorio di copertura, spec. se di forma adattabile    • 4 •   (teat.) cupoletta che, sul palcoscenico, serve a nascondere il suggeritore    • 5 •   cuffia radicale, (bot.) caliptra.
cufico   agg.  [pl. m. -ci] si dice del carattere di scrittura usato dagli arabi dal sec. vii al x | monete cufiche, coniate dai normanni nell'italia merid. nei secc. xi e xii, con la leggenda in arabo a caratteri cufici.
cuginanza   s.f.  (non com.) l'essere cugini; la parentela tra cugini.
cugino   s.m.  [f. -a] figlio dello zio o della zia: cugini primi, di primo grado, germani  (dal punto di vista giuridico sono legati da una parentela di quarto grado); cugini di secondo grado, figli di cugini primi. dim. cuginetto. 
cui   pron. rel. invar.  sostituisce il quale, la quale, i quali, le quali  nei complementi indiretti, ed è normalmente introdotto da prep.: la persona di cui ti ho parlato; il progetto a cui accennavi; la casa in cui abitiamo; le persone con cui trattiamo; la ragione per cui sono partito; il sentiero su cui camminavamo  | come compl. di termine, spec. nell'uso lett., si può usare anche senza prep.: la persona (a) cui mi rivolsi  | posto fra l'articolo e il sostantivo, ha valore di compl. di specificazione (del quale, della quale, dei quali, delle quali) e rifiuta la preposizione di  : la cui fama, il cui merito, al cui nome  | nell'uso ant. o lett., anche come compl. oggetto: un picciol ramo, cui gran fascio piega  (petrarca canz.  cccvii, 6) | spec. nel linguaggio parlato si usa per cui  con valore di e perciò, per la qual cosa, riferito a un concetto espresso precedentemente: non m'intendo di queste cose, per cui preferisco tacere   pron. interr. invar.  (ant.) usato in luogo di chi  nei complementi indiretti: guarda com'entri e di cui tu ti fide  (dante inf.  v, 19).
culaccio   s.m.  parte posteriore delle bestie macellate, esclusa la coscia.
culaco   s.m.  [pl. -chi] nella russia zarista, il contadino arricchito e imborghesito, divenuto proprietario terriero.
culaio   agg.  (tosc.) solo nella loc. mosca culaia, la mosca cavallina, che molesta le parti posteriori del cavallo; (fig.) persona fastidiosa, importuna.
culata   s.f.  (pop.) colpo battuto in terra col sedere.
culatello   s.m.  tipo molto pregiato di prosciutto fatto con la parte migliore del lombo di maiale (specialità della bassa parmense).
culatta   s.f.    • 1 •   parte posteriore di vari oggetti; in partic., estremità posteriore rinforzata di una bocca da fuoco    • 2 •   culaccio.
culbianco   s.m.  [pl. -chi] piccolo uccello di color cinerino con ali nere e coda bianca (ord.  passeriformi).
cul-de-sac  cul-de-sac loc. sost. m. invar.  strada senza sbocco | (fig.) situazione che non mostra vie d'uscita.
culdisacco   o cul di sacco, s.m. invar.    • 1 •   cul-de-sac    • 2 •   (anat.) cavità a fondo cieco | culdisacco peritoneale, il fondo del sacco peritoneale, detto anche cavo o cavità del douglas.
culdoscopia   s.f.  (med.) esplorazione del culdisacco peritoneale effettuata sulla donna introducendo una sonda attraverso il fornice vaginale.
culinaria   s.f.  arte della buona cucina; gastronomia.
culinario   agg.  attinente alla cucina, alla culinaria; gastronomico: arte culinaria; specialità culinarie. 
culla   s.f.    • 1 •   piccolo letto per neonati, un tempo per lo più a dondolo: culla di legno, di vimini  | come simbolo della prima infanzia: fin dalla culla, fin dalla nascita; morire in culla, in tenera età dalla culla alla tomba, dalla nascita alla morte    • 2 •   (fig. lett.) luogo d'origine e di sviluppo: il mediterraneo è stato culla di molte civiltà    • 3 •   (mecc.) nelle motociclette a telaio tubolare, la parte di questo che sostiene il motore    • 4 •   (mil.) manicotto imperniato sull'affusto, che circonda la bocca da fuoco e le consente di scorrere indietro sotto l'azione del rinculo    • 5 •   (agr.) piccolo recipiente per pigiare l'uva.
cullare   v. tr.    • 1 •   dondolare un bambino tra le braccia o nella culla per calmarlo o farlo dormire    • 2 •   (estens.) far oscillare dolcemente: le onde cullavano la barca    • 3 •   (fig.) custodire, nutrire in sé un sentimento, un'idea: cullare una speranza, un sogno    • 4 •   (fig.) far sperare, illudere: cullare qualcuno con promesse  | cullarsi v. rifl.    • 1 •   dondolarsi: cullarsi nell'amaca, sull'altalena    • 2 •   (fig.) illudersi vanamente: cullarsi nella speranza di qualcosa    • 3 •   (fig. lett.) essere in uno stato di beatitudine, di abbandono fiducioso: l'incanto del silenzio dove l'anima mia si cullava  (d'annunzio).
cullata   s.f.  il cullare, il movimento del cullare: dare una cullata al bambino.  dim. cullatina. 
culminale   agg.  relativo al culmine, alla cima di un monte: vegetazione culminale. 
culminante   part. pres.  di culminare  agg.    • 1 •   che sta al culmine, alla sommità di qualcosa    • 2 •   (fig.) che è di importanza decisiva; cruciale: punto, momento, fase culminante. 
culminare   v. intr.  [io cùlmino ecc. ; aus. essere]    • 1 •   detto di un astro, trovarsi nel punto più alto della sua traiettoria sulla sfera celeste, passare per il meridiano    • 2 •   (estens.) toccare il culmine, raggiungere il punto più alto; terminare in alto: la montagna culmina con una vetta aguzza  | (fig.) raggiungere il massimo grado; finire, concludersi: i disordini culminarono in una tragedia; la romanza culmina con un acuto. 
culminazione   s.f.  (astr.) posizione che un astro assume rispetto a un osservatore quando passa per il meridiano del luogo di osservazione.
culmine   s.m.    • 1 •   punto più alto di qualcosa; cima, sommità: il culmine di una montagna    • 2 •   (fig.) grado massimo; apice, vertice: raggiungere il culmine del successo. 
culmo   s.m.  (bot.) stelo diritto, nodoso, internamente cavo, proprio delle graminacee.
culo   s.m.  (pop.)    • 1 •   deretano, sedere | essere culo e camicia, stare sempre insieme, andare molto d'accordo. dim. culetto  accr. culone    • 2 •   fondo di un recipiente di vetro: il culo di un fiasco, di una bottiglia  ' culi di bicchiere, (scherz.) brillanti falsi, di vetro.
culottes   s.f. pl.  mutandine da donna.
cult   s.m. invar.  oggetto (spec. film, libro, disco e sim.) particolarmente ricercato dal pubblico degli amatori: le prime incisioni dei beatles sono oggi un cult  | anche come agg.  : manifesto cult. 
culteranesimo   o culteranismo [cul-te-ra-nì-smo], s.m.  corrente della poesia spagnola barocca, che ricerca lo splendore formale attraverso un linguaggio colto.
cultismo   s.m.    • 1 •   (ling.) parola o espressione di origine colta    • 2 •   in letteratura, culteranesimo.
cultivar   s.f. invar.  (agr.) varietà botanica che è oggetto di coltivazione.
cult-movie  cult-movie loc. sost. m. invar.  film che per contenuti, originalità e valori espressivi viene considerato dal pubblico dei cinefili un modello insuperato.
culto   (1) s.m.    • 1 •   l'ossequio religioso reso alla divinità: il culto di dio, della madonna, dei santi; culto interno, devozione intima dello spirito; culto esterno, espressione sociale della devozione interiore    • 2 •   insieme dei riti di una religione; pratica religiosa: i ministri del culto; il culto cattolico, protestante; libertà di culto    • 3 •   (fig.) venerazione portata a qualcuno; grande amore, anche esagerato, per qualcosa: ha un vero culto per il padre; il culto della libertà, dell'eleganza  | oggetto di culto, particolarmente apprezzato dagli amatori; cult | culto della personalità, venerazione cieca nei confronti di un personaggio, spec. politico.
culto   (2) agg.  (lett.) colto, istruito | lingua culta, quella propria delle persone colte.
cultore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi si dedica non professionalmente a una scienza, a un'arte, a una tecnica: cultore di poesia, di astronomia  | cultore della materia, nell'università italiana è così chiamato chi, pur non ricoprendo incarichi ufficiali, può far parte di commissioni di laurea o d'esame di una determinata materia, in qualità di esperto    • 2 •   (lett.) coltivatore, agricoltore.
-cultore  -cultore  ⇨ -coltore.
cultrario   s.m.  nell'antica religione romana, sacerdote incaricato di uccidere la vittima sacrificale.
cultro   s.m.    • 1 •   latinismo usato per indicare il coltello con cui gli antichi romani uccidevano le vittime dei sacrifici    • 2 •   (ant.) coltro.
cultuale   agg.  (lett.) del culto, relativo al culto: pratica, norma cultuale. 
-cultura  -cultura  ⇨ -coltura.
cultura   (1) s.f.    • 1 •   patrimonio specifico di conoscenze e nozioni organicamente legate fra loro che un individuo possiede, e che contribuiscono in modo sostanziale alla formazione della sua personalità istruzione, dottrina: un uomo di grande cultura; farsi una cultura; cultura generale, storica, letteraria; un'erudizione superficiale non è cultura    • 2 •   il complesso del sapere letterario, artistico e scientifico proprio di un popolo o di un'epoca: la cultura greca, romana; la cultura europea del settecento; la cultura moderna; uno studioso di cultura classica  | lingua di cultura, quella che serve come mezzo di comunicazione letteraria e scientifica | cultura popolare, il sapere trasmessosi per lo più oralmente all'interno di un gruppo sociale, spec. fra i ceti subalterni | le due culture, quella umanistico-letteraria e quella scientifica, in quanto separate o contrapposte    • 3 •   (antrop.) l'insieme dei valori, delle tradizioni e dei costumi che caratterizzano la vita sociale di un popolo; civiltà: le culture indigene precolombiane  | cultura materiale, (etnol.) il complesso delle conoscenze e delle pratiche attinenti alle attività lavorative e agli altri aspetti della vita materiale di un popolo; anche, l'insieme dei manufatti propri di una data civiltà.
cultura   (2) s.f.    • 1 •   (rar.) coltivazione, coltura    • 2 •   cultura fisica ' l'insieme degli esercizi che permettono di mantenere la forma fisica del corpo; culturismo.
culturale   agg.    • 1 •   di cultura; che è proprio della cultura: fenomeno culturale    • 2 •   che favorisce lo sviluppo della cultura: istituto culturale; scambi culturali  § culturalmente avv.  dal punto di vista culturale, in senso culturale.
culturalismo   s.m.    • 1 •   tendenza a ridurre ogni cosa a un fatto culturale    • 2 •   ostentazione di cultura | eccesso di motivi culturali in un'opera d'arte.
culturalistico   agg.  [pl. m. -ci] che è caratterizzato da culturalismo.
culturismo   s.m.  pratica ginnica che stimola la definizione e l'accrescimento delle masse muscolari: palestra di culturismo. 
culturista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica il culturismo.
cumarina   s.f.  (chim.) composto organico aromatico presente in molti vegetali, usato in liquoreria e in profumeria.
cumarone   s.m.  (chim.) olio incolore estratto dal catrame di carbon fossile; si usa nella produzione di materie plastiche.
cumaronico   agg.  (chim.) del, riferito al cumarone: resine cumaroniche, materie plastiche di grande resistenza chimica ottenute per polimerizzazione del cumarone.
cumene   s.m.  (chim.) idrocarburo aromatico usato nella sintesi del fenolo; è detto anche cumolo.
cum grano salis   loc. avv.  con buon senso; con criterio, discernimento: bisogna accogliere i suoi consigli cum grano salis. 
cumino   o comino o cimino, s.m.    • 1 •   pianta erbacea i cui semi aromatici sono usati in cucina (fam.  ombrellifere)    • 2 •   cumino dei prati  o cumino tedesco, pianta erbacea i cui frutti aromatici sono usati in liquoreria e in farmacia; carvi (fam.  ombrellifere).
cumolo   (1) s.m.  (chim.) nome antiq. del cumene. 
cumolo   (2)  ⇨ cumulo.
cumquibus    ⇨ conquibus.
cumulabile   agg.  che si può cumulare: cariche, uffici non cumulabili. 
cumulare   v. tr.  [io cùmulo ecc.] accumulare (cariche, uffici, retribuzioni e sim.).
cumulativo   agg.  che cumula; comprensivo, complessivo: biglietto cumulativo, per più viaggi o più persone; prezzo cumulativo, per più acquisti o prestazioni § cumulativamente avv. 
cumulatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi cumula.
cumulazione   s.f.  (non com.) il cumulare; cumulo.
cumulo   o cumolo, s.m.    • 1 •   insieme di cose accumulate, disposte l'una sull'altra; mucchio (anche fig.): un cumulo di sassi, di libri; dire un cumulo di sciocchezze; cumulo degli stipendi, delle cariche, la riunione nella stessa persona di più stipendi o cariche | cumulo di pene, (dir.) l'infliggere più pene a una sola persona per diversi reati    • 2 •   (meteor.) nube bassa a grandi volute o a forma di cupola.
cumulonembo   o cumulo-nembo, s.m.  (meteor.) nube densa e oscura, gravida di pioggia.
cumulostrato   o cumulo-strato, s.m.  (meteor.) stratocumulo.
cuna   s.f.    • 1 •   (lett.  o region.) culla    • 2 •   (non com.) cunetta.
cuneato   agg.  (rar.) a forma di cuneo; munito di cunei.
cuneese   o cuneense, agg.  di cuneo  s.m.  e f.    • 1 •   chi è nato, chi abita a cuneo    • 2 •   [solo m.] grosso cioccolatino al liquore.
cuneiforme   agg.  che ha forma di cuneo | scrittura cuneiforme, quella di antichi popoli asiatici (assiri, medi, persi), costituita da segni a forma di cuneo; caratteri cuneiformi, i segni di questa scrittura | ossa cuneiformi, (anat.) le tre ossa del tarso, tra lo scafoide e il cuboide.
cuneo   s.m.    • 1 •   (geom.) figura solida che ha la forma di un prisma a base triangolare    • 2 •   oggetto di ferro o legno a forma di prisma triangolare che si adopera, rivolgendone in basso la parte affilata e battendovi sopra dall'alto, spec. per spaccare pietre o legname; qualsiasi oggetto di forma simile | (fig.) ciò che si insinua, penetra a fondo (nell'animo, in un ambiente e sim.)    • 3 •   (arch.) ciascuna delle pietre, più strette nella parte inferiore e più larghe in quella superiore, che si serrano l'una contro l'altra per formare un arco o una volta    • 4 •   nel teatro greco, ciascuno dei settori in cui era divisa la cavea    • 5 •   (mil.) formazione tattica di reparti militari disposti a triangolo con la punta rivolta verso lo schieramento nemico.
cunetta   s.f.    • 1 •   canaletto ai bordi delle strade per lo scolo dell'acqua piovana    • 2 •   avvallamento del fondo stradale.
cunicolo   (1) lett. cuniculo, s.m.  piccola galleria o passaggio sotterraneo: un cunicolo di miniera; il cunicolo della talpa. 
cunicolo   (2) agg.  che si riferisce all'allevamento dei conigli.
cunicoltore   o cunicultore, s.m.  [f. -trice] allevatore di conigli.
cunicoltura   o cunicultura, s.f.  allevamento di conigli.
cuniculo    ⇨ cunicolo 1.
cunnilincto   o cunnilingio, s.m.  pratica erotica orale.
cunnilinguo   s.m.  chi pratica il cunnilincto.
cunta   s.f.  (ant.) indugio.
cuocere   pop. cocere, v. tr.  [pres. io cuòcio, tu cuòci, egli cuòce, noi cuociamo  o cociamo, voi cuocéte  o cocéte, essi cuòciono; pass. rem. io còssi, tu cuocésti  o cocésti ecc. ; part. pass. còtto  (o cociuto, ma solo nel sign.    • 3 •   dell'intr.); in tutta la coniugazione uò  se tonico, se atono uo, meno com. o]    • 1 •   sottoporre al calore del fuoco gli alimenti per renderli mangiabili e digeribili, o sostanze quali vetro, argilla ecc. per renderle adatte a determinati usi: cuocere la carne, la pasta; cuocere al forno, in padella; cuocere a fuoco lento, a bagnomaria; cuocere le ceramiche, i vasi    • 2 •   bruciare, ustionare; per estens., seccare, inaridire: piante cotte dal sole    • 3 •   (fig. non com.) far innamorare | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   essere sottoposto a cottura: la minestra sta cuocendo    • 2 •   seccare, inaridire: i prati cuociono sotto il sole    • 3 •   (fig.) procurare offesa, umiliazione: questo insuccesso gli è cociuto molto  | cuocersi v. rifl.    • 1 •   pervenire a cottura: la carne non si è cotta bene    • 2 •   bruciarsi, scottarsi: cuocersi al sole  ' (fig. non com.) innamorarsi    • 3 •   (fig. antiq.) tormentarsi, affliggersi, provare dispetto: si coceva di non poterci andare per la più corta  (manzoni p. s.  xvii).
cuocitore    ⇨ cocitore.
cuocitura    ⇨ cocitura.
cuoco   pop. coco, s.m.  [f. -a; pl. m. -chi] chi cucina, chi sa cucinare; in partic., chi per mestiere cucina cibi (in case private, alberghi, comunità ecc.): mia madre è un'ottima cuoca; il cuoco del ristorante. 
cuoiaio   o coiaio, s.m.  [f. -a] chi concia o vende cuoio.
cuoiame   o coiame, s.m.  quantità di cuoio; assortimento di oggetti di cuoio.
cuoieria   o coieria, s.f.  negozio di cuoiami.
cuoio   tosc. coio, s.m.  [pl. cuòi; ant. le cuòia, ancora vivo in talune loc. del sign. 2]    • 1 •   pelle di animale conciata in fogli spessi e semirigidi, per la confezione di oggetti d'uso: borsa, scarpe di cuoio    • 2 •   (estens.) pelle dell'uomo: cuoio capelluto; avere il cuoio duro, essere resistente, duro a morire; tirare, stendere le cuoia, morire.
cuora   s.f.  prato acquitrinoso | in zone bonificate, il terreno torboso coltivabile in seguito a prosciugamento.
cuor contento    ⇨ corcontento.
cuore   region. o poet. core, s.m.    • 1 •   (anat.) organo muscolare cavo a forma di cono, situato nella parte mediana della cavità toracica, con l'apice rivolto a sinistra; è centro motore dell'apparato circolatorio: i battiti, le malattie del cuore; trapianto di cuore  | intervento a cuore aperto, (med.) operazione di cardiochirurgia durante la quale la circolazione avviene per via extracorporea. dim. cuoricino    • 2 •   (estens.) la parte del petto dove sta il cuore: portarsi la mano al cuore; stringersi qualcuno al cuore    • 3 •   (fig.) la sede degli affetti, dei sentimenti e delle emozioni; la parte più intima dell'animo: cuore tenero, crudele, nobile, generoso  | avere, non avere cuore, essere, non essere buono, generoso | persona di (buon) cuore, buona e caritatevole | uomo senza cuore, cattivo, malvagio | sacro cuore di gesù, (relig.) inteso come simbolo del suo amore per gli uomini | di (tutto) cuore, volentieri, con entusiasmo | ridere di cuore, di gusto | fare qualcosa col cuore, volentieri, o con entusiasmo: la squadra ha giocato col cuore  ' col cuore in mano, a cuore aperto, sinceramente | avere un cuore di pietra, di sasso, di ghiaccio, essere spietato, insensibile | l'amico del cuore, il più caro | avere il cuore sulle labbra, essere sincero | spezzare il cuore a qualcuno, addolorarlo profondamente | toccare il cuore, commuovere, impietosire | mettersi il cuore in pace, rassegnarsi | stare a cuore, premere, importare, detto anche di cosa | prendersi a cuore qualcosa, prendersene cura | sgorgare, venire dal cuore, essere fatto o detto istintivamente, senza calcolo | a cuor leggero, senza riflettere bene | sentire un tuffo al cuore, provare un'emozione forte e improvvisa | sentirsi stringere il cuore, provare un dolore, pena | sentirsi allargare il cuore, provare sollievo | col cuore in gola, con l'affanno, o anche, in senso fig., in preda all'angoscia | avere in cuore di fare qualcosa, averne l'intenzione | aprire il cuore a qualcuno, confidarsi con lui | leggere nel cuore di qualcuno, conoscerlo, comprenderlo profondamente | in cuor suo, dentro di sé | affari, pene di cuore, d'amore | la donna del cuore, la donna amata | donare il cuore a qualcuno, innamorarsene, amarlo fedelmente' rubare il cuore a qualcuno, farlo innamorare di sé    • 4 •   (fig.) ardimento, coraggio: non avere, mancare, non bastare, non reggere il cuore, non avere forza, coraggio; far cuore a qualcuno, incoraggiarlo | avere un cuore da leone, essere molto coraggioso    • 5 •   qualsiasi oggetto a forma di cuore: un cuore di cioccolato  | cuore di maria, (bot.) pianta ornamentale con fiori rossi a forma di piccoli cuori (fam.  papaveracee)    • 6 •   il centro, la parte centrale o più interna di qualcosa (anche fig.): il cuore della città; il cuore della lattuga, del carciofo, le foglioline più interne e più tenere; il cuore di una teoria, il pensiero, l'intuizione fondamentale | nel cuore della notte, a notte fonda; nel cuore dell'inverno, dell'estate, nel pieno di queste stagioni | cuore del legno, parte interna del fusto degli alberi; durame    • 7 •   (arald.) il centro dello scudo    • 8 •   pl.  uno dei quattro semi delle carte da gioco francesi.
cuoriforme   agg.  (scient.) a forma di cuore: foglia cuoriforme. 
cupè   s.m.  adattamento it. del fr. coup.é. 
cupere   v. tr.  [dif.; usato solo nella terza pers. del pres. indic. cupe] (ant.) desiderare, bramare: imagini, chi bene intender cupe / quel ch'i' or vidi  (dante par.  xiii, 1-2).
cupezza   s.f.  qualità di ciò che è cupo (anche fig.): la cupezza del volto. 
cupidigia   s.f.  (lett.) desiderio sfrenato, bramosia, avidità: cupidigia di ricchezze. 
cupidità   s.f.  (lett.) cupidigia.
cupido   agg.  (lett.) assai desideroso, bramoso: cupido di ricchezze, di onori, di gloria  | concupiscente, libidinoso: occhio, sguardo cupido  § cupidamente avv. 
cupio dissolvi   loc. sost. m. invar.  (lett.) volontà di annullamento di sé, desiderio di non esistere.
cupo   agg.    • 1 •   profondo, molto incassato: pozzo cupo; valle cupa  ' (region.) fondo, concavo: piatto cupo    • 2 •   (estens.) oscuro, tenebroso: notte, foresta cupa  | detto di colore, di tonalità scura: rosso cupo  | detto di suono, basso, sordo: voce cupa; il cupo brontolio del tuono    • 3 •   (fig.) riferito a stati d'animo o sentimenti negativi, profondo, radicato: odio, rancore cupo; un cupo dolore  | impenetrabile, tetro, malinconico: carattere, volto cupo  | sinistramente ambiguo, misterioso: cupe minacce   s.m.  (ant.) profondità buia: non è sanza ragion l'andare al cupo  (dante inf.  vii, 10) § cupamente avv.    • 1 •   in tono basso    • 2 •   tristemente.
cupola   s.f.    • 1 •   (arch.) volta emisferica che sormonta edifici monumentali: la cupola di san pietro.  dim. cupoletta, cupolina, cupolino  (m.) accr. cupolone  (m.)    • 2 •   tetto apribile e girevole di forma emisferica (degli osservatori astronomici, dei carri armati ecc.)    • 3 •   calotta di un cappello    • 4 •   (bot.) involucro legnoso in forma di piccola scodella che avvolge un frutto o parte di esso (p. e.  la ghianda)    • 5 •   nel gergo della mafia, struttura di vertice dell'organizzazione, di cui fanno parte i capi delle cosche più potenti, che concorda le strategie generali e le più rilevanti operazioni criminali.
cupolino   s.m.    • 1 •   dim.  di cupola    • 2 •   (teat.) cuffia del suggeritore.
cupolone   s.m.  accr. di cupola  | (fam.) per antonomasia, la cupola di san pietro a roma o quella di santa maria del fiore a firenze.
cupone   s.m.  (antiq.) adattamento it. del fr. coupon. 
cupralluminio    ⇨ cuproalluminio.
cuprene   s.m.  (chim.) polimero dell'acetilene, leggero e poroso, ottenuto per passaggio dell'acetilene su rame a 200-400 ° c; è usato per le sue proprietà adsorbenti.
cupreo   agg.  (lett.) di rame; che ha l'aspetto, il colore del rame.
cupressacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante conifere a cui appartengono, tra le altre, il cipresso e il ginepro | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
cuprico   agg.  [pl. m. -ci] (scient.) di rame, che contiene rame: rocce cupriche; anticrittogamici cuprici. 
cuprifero   agg.  che contiene rame: giacimento cuprifero. 
cuprismo   s.m.  (med.) avvelenamento da rame.
cuprite   s.f.  minerale di colore rosso cupo costituito da ossido di rame monovalente.
cupro-  cupro- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal lat. cu°pru(m)  'rame'; significa 'rame' o indica rapporto con il rame (cuprene, cuproalluminio).
cuproalluminio   o cupralluminio [cu-pral-lu-mì-nio], s.m.  (metall.) lega di rame, alluminio, ferro e nichel, temperabile; è uno dei più comuni bronzi di alluminio.
cupulifere   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, a cui appartengono, tra le altre, la quercia, il faggio e il castagno; sono dette anche fagacee  | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
cura   s.f.    • 1 •   pensiero attento e costante; sollecitudine affettuosa: avere, prendersi cura di qualcuno; dedicare le proprie cure a qualcosa; non darsi cura, disinteressarsi | diligenza, accuratezza: lavorare, vestirsi con cura    • 2 •   occupazione, attività in cui si è impegnati: la cura della casa; la sua unica cura è lo studio  | a cura di, per opera di; nei frontespizi di libri indica chi ha scelto e commentato testi, o ne ha approntato l'edizione critica, o ha organizzato e diretto opere collettive ecc.    • 3 •   (lett.) affanno, preoccupazione: animo sgombro da cure    • 4 •   l'insieme dei rimedi usati per guarire da una malattia; terapia: cura di calcio; una cura per il fegato; cura dimagrante; prescrivere, fare, seguire una cura; (fig.) la cura dei mali sociali  | cura di bellezza, insieme di trattamenti per migliorare l'aspetto estetico del corpo    • 5 •   l'opera prestata dal medico per guarire un ammalato: avere un malato in cura; essere in cura presso un medico  | casa di cura, clinica privata    • 6 •   il ministero del sacerdote: cura delle anime, il governo spirituale dei fedeli | (non com.) l'insieme dei fedeli affidati al parroco; parrocchia    • 7 •   (dir.) curatela.
curabile   agg.  che si può curare: un male curabile. 
curabilità   s.f.  l'essere curabile.
curaç  ao curaçao;s.m. invar.  liquore dolce non molto alcolico, ottenuto distillando la scorza di una varietà di arancia amara originaria dell'isola di curaçao, nelle piccole antille.
curandaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   operaio addetto al candeggio di filati o tessuti    • 2 •   (ant.) lavandaio.
curante   part. pres.  di curare   agg.  che cura: medico curante, quello che ha abitualmente in cura una persona.
curapipe   s.m. invar.  piccolo attrezzo di metallo, composto di vari elementi, che serve per pulire il fornello della pipa e per comprimervi il tabacco.
curare   v. tr.    • 1 •   fare oggetto della propria cura; attendere con sollecitudine, attenzione, interesse a qualcuno o a qualcosa: curare i propri figli, la casa, gli affari; curare il proprio aspetto; curare l'edizione di un'opera    • 2 •   procurare, fare in modo: curate che tutto sia in ordine    • 3 •   avere in cura un malato, sottoporlo alle cure mediche necessarie; combattere una malattia con opportuni mezzi terapeutici: curare il raffreddore, l'ulcera; curare una ferita, medicarla    • 4 •   (non com.) badare, dare importanza, tenere in considerazione: non curo le critiche altrui    • 5 •   (ant.) imbiancare filati e tessuti grezzi, spec. di lino | curarsi v. rifl.  avere cura della propria salute; ricorrere a cure mediche | v. rifl.  prendersi cura, interessarsi, preoccuparsi di qualcuno o di qualcosa; badare, far caso: non curarsi di fare qualcosa; non curarsi degli altri. 
curarico   agg.  [pl. m. -ci] del curaro, relativo al curaro  s.m.  ogni farmaco derivato da un alcaloide del curaro o prodotto sinteticamente ma dotato della stessa azione e usato in medicina, spec. come rilassante muscolare e come preanestetico.
curarina   s.f.  (chim.) nome generico degli alcaloidi del curaro, di cui costituiscono i principi attivi; soprattutto importante la tubocurarina.
curaro   s.m.  miscuglio di sostanze resinose estratto da alcune piante delle foreste tropicali americane; contiene numerosi alcaloidi tossici detti curarine.
curasnetta   s.f.  piccolo strumento di ferro usato dai maniscalchi per curare l'unghia dei cavalli.
curatela   s.f.  (dir.) assistenza prescritta dalla legge a favore di individui che non abbiano piena capacità giuridica (p. e.  i minorenni) o a tutela di particolari interessi.
curativo   agg.  di cura medica; terapeutico: metodo, rimedio curativo. 
curato   (1) part. pass.  di curare  agg.  fatto con cura; rifinito, perfezionato: un lavoro curato nei minimi particolari. 
curato   (2) s.m.  sacerdote che esercita la cura delle anime in una parrocchia; parroco | sacerdote coadiutore del parroco.
curatolo   s.m.  in sicilia, lavoratore a contratto annuo, addetto spec. alla vigilanza di aziende agricole.
curatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (dir.) chi esercita una curatela    • 2 •   chi cura, chi assiste; in partic., chi cura l'edizione di un'opera    • 3 •   guaritore.
curazia   s.f.  (eccl.) la giurisdizione che è propria del curato.
curbasciata   s.f.  (non com.) colpo dato col curbascio.
curbascio   s.m.  sorta di scudiscio un tempo in uso sulle galere per frustare i rematori.
curcas   s.m. invar.  (bot.) arbusto tropicale delle euforbiacee i cui semi hanno azione lassativa.
curculione   s.m.  insetto coleottero dannoso per le colture (fam.  curculionidi).
curculionidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti coleotteri con la parte anteriore del capo allungata a forma di rostro, detti anche rincofori  | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
curcuma   s.f.  pianta originaria dell'asia tropicale e dell'australia, dal cui rizoma si ricava una sostanza colorante gialla (fam.  zinziberacee).
curcumina   s.f.  (chim.) sostanza gialla che si estrae dalla radice della curcuma e che si usa come colorante, spec. in tintoria.
curdo   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi appartiene a una popolazione iranica stanziata nell'iran occidentale, nell'anatolia, nell'armenia e nell'iraq (kurdistan)    • 2 •   lingua indoeuropea della famiglia iranica parlata da tale popolazione  agg.  proprio della popolazione dei curdi.
curia   s.f.    • 1 •   nella roma antica, ciascuna delle dieci suddivisioni di una tribù per estens., l'edificio in cui si riunivano le curie, poi l'edificio del senato    • 2 •   (eccl.) l'insieme degli organi amministrativi che esercitano il governo centrale (curia romana, papale) o periferico (curia diocesana, vescovile) della chiesa; anche, il complesso delle persone che vi lavorano e l'edificio che le accoglie | monsignore di curia, prelato che non ha cura diretta delle anime, ma presta la sua opera in una di queste organizzazioni    • 3 •   l'insieme dei magistrati di una determinata circoscrizione giudiziaria    • 4 •   (ant. , lett.) corte.
curiale   agg.    • 1 •   (eccl.) di curia, che appartiene a una curia: uffici, impiegati curiali    • 2 •   (lett.) proprio di una corte; per estens., aulico, solenne    • 3 •   (lett.) giuridico, giudiziale: le professioni curiali  | (iron.) avvocatesco: eloquenza curiale   s.m.    • 1 •   (eccl.) religioso o laico che presta la sua opera presso una curia    • 2 •   (lett.) uomo di legge, avvocato § curialmente avv.    • 1 •   (lett.) solennemente    • 2 •   (iron.) avvocatescamente.
curialesco   agg.  [pl. m. -schi] (lett.)    • 1 •   proprio di un curiale    • 2 •   (spreg.) cavilloso, avvocatesco: un argomentare curialesco  § curialescamente avv.  ampollosamente, ricercatamente.
curialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi propugna le dottrine o difende gli interessi della curia romana.
curiato   agg.  delle curie di roma antica: comizio curiato, quello in cui il popolo deliberava diviso per curie.
curie   s.m. invar.  (fis.) denominazione non più in uso dell'unità di misura della radioattività, pari all'incirca alla radioattività emessa in un secondo da un grammo di radio (ora sostituita dal becquerel).
curio   s.m.  elemento chimico artificiale transuranico di simbolo cm; ha vari isotopi ed è fortemente radioattivo.
curiosaggine   s.f.  l'essere curioso, come atteggiamento abituale negativo.
curiosare   v. intr.  [io curióso ecc. ; aus. avere] fare il curioso, osservare con curiosità: curiosare per la città, nei negozi, tra le pagine di un libro. 
curiosità   s.f.    • 1 •   l'essere curioso; desiderio di conoscere, di sapere: curiosità intellettuale  | (spreg.) atteggiamento di chi per pettegolezzo si interessa di cose che non lo riguardano: vincete la vostra curiosità!    • 2 •   cosa strana, singolare; fatto insolito, bizzarro: un negozio pieno di curiosità; curiosità scientifiche, storiche, letterarie. 
curioso   agg.    • 1 •   desideroso di sapere, di conoscere (per amore di conoscenza o anche senza un interesse autentico, per capriccio): un ragazzo curioso di apprendere  | (spreg.) che ha voglia di sapere, di conoscere i fatti altrui; indiscreto, ficcanaso: una persona curiosa e pettegola    • 2 •   che desta curiosità, che attira l'attenzione; singolare, strano, bizzarro: un abito, un comportamento curioso; è curioso che non sia ancora arrivato    • 3 •   (ant.) attento, diligente | avido, bramoso  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi ha o dimostra curiosità: la piazza era piena di curiosi.  dim. curiosetto  accr. curiosone  pegg. curiosaccio    • 2 •   cosa strana, singolare: il curioso è che non mi ricordo nemmeno il suo nome  § curiosamente avv.    • 1 •   con curiosità: guardare curiosamente    • 2 •   stranamente: comportarsi curiosamente. 
curling   s.m. invar.  gioco simile a quello delle bocce, che si effettua sul ghiaccio facendo scivolare blocchi ovoidali di pietra o di metallo muniti di apposite maniglie.
curricolare   agg.  di curriculum, concernente un curriculum: insegnamento curricolare. 
curricolo   s.m.  forma italianizzata di curriculum. 
curriculum   s.m. invar.    • 1 •   la carriera degli studi, dell'attività professionale o scientifica di una persona; il resoconto scritto delle tappe principali di questa attività: avere un brillante curriculum; alla domanda di concorso va allegato il curriculum    • 2 •   (pedag.) sequenza di obiettivi che, sulla base di una determinata programmazione, ci si propone di raggiungere entro un certo arco di tempo.
curro   s.m.    • 1 •   (ant.) carro    • 2 •   cilindro di legno o di metallo che, posto sotto oggetti pesanti, ne facilita lo scorrimento.
curry   s.m. invar.  (gastr.) condimento composto di diverse polveri vegetali aromatiche e piccanti.
cursore   s.m.    • 1 •   elemento che corre su e giù lungo un percorso | (tecn.) parte scorrevole di un congegno meccanico: il cursore del regolo; cursore della cerniera lampo, la parte mobile che permette di aprirla e chiuderla    • 2 •   (elettr.) contatto strisciante usato in molti strumenti elettrici, p. e. nei reostati    • 3 •   (ant.) messo, corriere | (burocr.) chi è addetto a portare documenti, notificare atti e simili    • 4 •   (inform.) segnale luminoso che indica, sul video di un elaboratore, il punto in cui verrà inserito il carattere successivo; può essere spostato con appositi tasti o azionando il mouse.
cursorio   agg.  che viene fatto di corsa, in fretta: la revisione cursoria di un testo. 
cursus   s.m.  abbellimento della prosa latina medievale consistente in cadenze e clausole ritmiche alla fine dei periodi o dei membri del periodo.
cursus honorum   loc. sost. m. invar.  nell'antica roma, l'ordine progressivo delle cariche pubbliche che potevano rivestire i cittadini.
curtense   agg.  si dice del regime economico prevalente nel medioevo, nel quale il castello del signore feudale costituiva, con l'insieme degli edifici minori, dei beni pertinenti e delle persone che vi gravitavano, una unità economica autosufficiente: economia curtense. 
curto    ⇨ corto.
curtosi   s.f.  (stat.) proprietà che caratterizza le curve di distribuzioni simmetriche diverse dalla normale.
curule   agg.  si dice del sedile pieghevole portatile che nell'antica roma era il simbolo del potere giudiziario | magistrati curuli, i censori, i consoli, i dittatori, gli edili, i pretori ecc.
curva   s.f.    • 1 •   (geom.) linea non retta: curva piana, sghemba    • 2 •   diagramma dell'andamento di un fenomeno o, più in generale, di qualsiasi funzione: curva degli errori, delle probabilità, in statistica; curva della domanda, dell'offerta, in economia | curva di livello  o altimetrica, nelle carte geografiche, linea che unisce tutti i punti aventi ugual quota sul livello del mare, isoipsa; in certe rappresentazioni grafiche di statistiche, linea che unisce tutti i punti corrispondenti a valori che presentano frequenze o intensità uguali | curva batimetrica, linea che unisce tutti i punti del fondo marino che si trovano alla stessa profondità    • 3 •   punto o tratto in cui qualcosa si piega, si incurva, si arrotonda; curvatura | in partic., parte di strada che gira ad arco: una curva pericolosa; è vietato sorpassare in curva  ' ognuno dei due settori delle gradinate di uno stadio situati in corrispondenza dei lati minori del campo di gioco. dim. curvetta  accr. curvona, curvone  (m) pegg. curvaccia    • 4 •   pl.  (scherz.) le rotondità del corpo femminile: una ragazza tutta curve. 
curvabile   agg.  che si può curvare.
curvadorsi   s.m. invar.  in legatoria, forma di legno o di metallo sulla quale si foggiano a curva i dorsi dei libri cuciti e incollati, prima dell'applicazione della copertina.
curvamento   s.m.  (non com.) il curvare, l'essere curvato; curvatura.
curvare   v. tr.  piegare in forma di arco: curvare una sbarra  ' curvare la schiena, (fig.) sottomettersi | curvare la testa, la fronte, (fig.) obbedire umilmente | v. intr.  [aus. avere] descrivere una curva; girare, svoltare: il viottolo curva a destra  | curvarsi v. rifl.    • 1 •   piegarsi, chinarsi: curvarsi per raccogliere qualcosa    • 2 •   (fig.) umiliarsi, sottomettersi | v. rifl.  diventare curvo, piegarsi ad arco: la trave si è curvata sotto il peso. 
curvatore   s.m.  [f. -trice] (ind.) operaio addetto alla curvatura del legno, di lamiere, profilati ecc.
curvatrice   s.f.  (mecc.) macchina a rulli che serve a curvare lamiere o profilati metallici; calandra.
curvatura   s.f.    • 1 •   il curvare, l'essere curvato    • 2 •   punto nel quale una cosa è curva o è curvata: la curvatura di una pista  | raggio di curvatura, (mat.) in ogni punto di una curva, il raggio della circonferenza la quale, in quel punto, è tangente alla curva stessa.
curvezza   s.f.  (rar.) l'essere curvo.
curvilineo   agg.    • 1 •   che ha l'andamento di una linea curva: profilo, moto curvilineo    • 2 •   (geom.) formato o delimitato da linee curve: angolo, triangolo curvilineo   s.m.  strumento per disegnare linee curve.
curvimetro   s.m.  strumento per misurare la lunghezza di un arco di curva; si usa per misurare le distanze sulle carte geografiche.
curvità   s.f.  (lett.) l'essere curvo; curvatura.
curvo   agg.  piegato ad arco; chino, incurvato: linea curva; era curvo sui libri  § curvamente avv. 
cuscinata   s.f.  colpo dato con un cuscino.
cuscinetto   s.m.    • 1 •   dim.  di cuscino    • 2 •   qualsiasi oggetto di forma simile a un piccolo cuscino: cuscinetto per timbri, per l'inchiostrazione dei timbri; cuscinetto da lavoro, per appuntarvi aghi e spilli    • 3 •   (mecc.) elemento d'interposizione che ha la funzione di ridurre l'attrito fra due corpi di cui l'uno ruota facendo perno sull'altro; può essere a sfere, a rulli o di metallo antifrizione | fare da cuscinetto, (fig.) si dice di chi si trova a dover mediare tra posizioni contrastanti di altri    • 4 •   (estens.) strato interposto fra due altri | anche come agg. invar.  : stato cuscinetto, quello che, trovandosi tra due altri stati, ne impedisce gli scontri diretti.
cuscino   s.m.  sacchetto imbottito di lana, piume, fibre artificiali o altro, su cui si appoggia la testa o su cui ci si siede | cuscino di fiori, composizione di fiori a forma di cuscino, usata nelle onoranze funebri. dim. cuscinetto  accr. cuscinone  pegg. cuscinaccio. 
cuscita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] membro di una delle antiche popolazioni che parlavano una lingua camito-semitica e occupavano l'ampio territorio dall'egitto all'etiopia.
cuscitico   agg.  [pl. m. -ci] dei cusciti  s.m.  il linguaggio dei cusciti.
cusco   s.m.  [pl. -schi] mammifero marsupiale della nuova guinea e della nuova irlanda; ha le dimensioni di un gatto e la coda prensile.
cuscus   meno com. cuscussù [cu-scus-sù], s.m.  piatto dell'africa mediterranea, costituito da pallottoline di semola, verdure, carne e salsa piccante.
cuscuta   s.f.  pianta erbacea parassita priva di foglie e di radici, con fiori color rosa; si avvolge con il fusto sottile e rampicante attorno alle piante coltivate, succhiandone la linfa (fam.  cuscutacee).
cuscutacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene la cuscuta | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
cuspidale   agg.  di cuspide; cuspidato.
cuspidato   agg.    • 1 •   che termina in cuspide    • 2 •   (bot.) si dice di foglia che termina con una punta allungata e rigida.
cuspide   s.f.    • 1 •   parte di qualcosa che termina a vertice, a punta, come la vetta di una montagna, l'estremità acuminata di una lancia o di una freccia, l'elemento architettonico triangolare posto a coronamento di un edificio ecc.    • 2 •   (anat.) ciascun lembo delle valvole atrio-ventricolari del cuore    • 3 •   (mat.) punto di una curva piana da cui si dipartono due rami aventi la stessa tangente nel punto medesimo.
cusso   s.m.  pianta che cresce in abissinia e dai cui fiori si estrae una droga usata in medicina come antielmintico (fam.  rosacee).
cussorgia   s.f.  (st.) istituto medievale sardo consistente nella concessione di terre per pascolo e allevamento che un feudatario o una città faceva a un pastore.
custode   s.m.  e f.  chi è addetto alla custodia di qualcosa: il custode di un museo, di una scuola, delle carceri  | (fig.) chi si impegna a difendere e conservare un valore, un bene ideale: i custodi della tradizione, della libertà  | anche come agg.  : angelo custode, secondo la dottrina cristiana, l'angelo che assiste e protegge ogni uomo nel corso della vita; (fig.) chi aiuta e protegge qualcuno costantemente; (scherz.) chi sorveglia, e spec. poliziotto messo a guardia di qualcuno.
custodia   s.f.    • 1 •   il custodire; sorveglianza, assistenza: avere la custodia di qualcosa; avere in custodia qualcosa; essere sotto la custodia di qualcuno  | agente di custodia, guardia carceraria | titoli a custodia, (banc.) depositati presso una banca perché li amministri | custodia cautelare, (dir.) privazione della libertà personale imposta all'imputato a fini cautelari    • 2 •   astuccio in cui si custodisce un oggetto: la custodia degli occhiali, della macchina fotografica. 
custodire   pop. costudire, v. tr.  [io custodisco, tu custodisci ecc]    • 1 •   conservare, serbare con cura; difendere, proteggere (anche fig.): custodire i soldi in cassaforte; custodire l'onore, un ricordo, un segreto    • 2 •   avere in custodia; sorvegliare, vigilare: custodire un bambino, i prigionieri; custodire la casa. 
custom   agg.  e s.m. invar.  si dice di prodotto di natura industriale adattato alle esigenze di uno specifico cliente.
cutaneo   agg.  della cute: malattie cutanee  ' secrezione cutanea, l'insieme delle secrezioni delle ghiandole sudorifere e sebacee.
cute   s.f.  (anat.) la pelle dell'uomo: malattie della cute. 
cuticagna   s.f.  (scherz.) nuca, collottola: allor lo presi per la cuticagna  (dante inf.  xxxii, 97).
cuticola   s.f.  (scient.) pellicola, epidermide | cuticola dello smalto, (anat.) la parte esterna dello smalto dei denti.
cuticolare   agg.  che si riferisce alla cuticola.
cutina   s.f.  (bot.) sostanza derivante da una modificazione della cellulosa nell'epidermide vegetale.
cutireazione   s.f.  (med.) prova biologica eseguita sulla cute per verificare la reattività dell'organismo nei confronti di una determinata sostanza.
cutleria   s.f.  (bot) genere di alghe che crescono lungo le coste dell'europa.
cutrettola   s.f.  piccolo uccello, grigio superiormente, giallo e nero inferiormente, con coda lunga e mobilissima; batticoda (ord.  passeriformi).
cutter   s.m. invar.    • 1 •   veliero leggero e veloce, da diporto o da competizione, dotato di un albero di maestra con randa e di bompresso con fiocchi    • 2 •   tagliasigari    • 3 •   taglierina con lama retrattile per tagliare carta, pelle, plastica ecc.
cuvé  e cuvée;s.f. invar.  vino prodotto dalla fermentazione di uve diverse nello stesso tino.
cybernauta    ⇨ cibernauta.
cyberspazio    ⇨ ciberspazio.
cyclette   ® s.f. invar.  attrezzo da camera che permette di eseguire lo stesso esercizio fisico di chi va in bicicletta.
czar    ⇨ zar.
czarda    ⇨ ciarda.
czeco    ⇨ ceco 2.
d   s.f.  e m. invar.  quarta lettera dell'alfabeto il cui nome è di  (antiq. de); in it. rappresenta l'occlusiva dentale sonora | d come domodossola, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. d  è sigla automobilistica della germania) e abbreviazioni (p. e. d. d. l. , disegno di legge; d. , per nomi propri come daniele, donata, dario) | d, nella numerazione romana equivale a 500; con una lineetta sovrapposta, 5000 | d, (chim.) simbolo del deuterio; premessa al nome di una sostanza otticamente attiva indica la configurazione spaziale detta destro  | d, (mat.) simbolo della derivata | d, (mus.) nella notazione medievale, e ancora oggi in quella anglosassone, designa il re  | d, in metrologia, vale la decima parte dell'unità indicata dal simbolo da cui è seguita (dm, decimetro; dl, decilitro; dg, decigrammo); in unione con a, indica un valore dieci volte maggiore dell'unità rappresentata dal simbolo da cui è seguita (dam, decametro; dal, decalitro; dag, decagrammo) | d, (chim.) premessa al nome di una sostanza otticamente attiva indica rotazione verso destra del piano della luce polarizzata | usata in funzione di agg. num.  sta per quarto : sezione, serie d. 
da   prep.  [si unisce agli art. determ. il, lo, la, i, gli, le  formando le prep. articolate dal, dallo, dalla, dai, dagli, dalle; si elide solo nelle loc. d'altro lato, d'altronde, d'ora in poi  e sim.]    • 1 •   introduce un moto da luogo (anche in senso fig.): il treno è partito da roma; trasferirsi dall'america in europa; è uscito dal negozio; promosso dalla seconda alla terza classe; contare da uno a dieci; dalla «a» alla «z»    • 2 •   esprime allontanamento: staccare il mobile dalla parete; al prossimo casello usciremo dall'autostrada  | separazione, distacco: le montagne ci dividono dal mare; vivevano lontani uno dall'altro; liberarsi da un affanno  | origine o provenienza: santa caterina da siena; il po nasce dal monviso; discende da una famiglia illustre; il marmo si estrae dalle cave; apprendemmo la notizia dai giornali  | distanza: da qui a milano sono solo 20 km; il ciclista cadde a cinquanta metri dal traguardo  | in dipendenza da taluni verbi, in correlazione con a, indica quantità approssimativa: peserà dai quaranta ai cinquanta chili; avrà da trenta a trentacinque anni  ' dopo verbi che indicano 'difesa, protezione': guardarsi dai nemici; proteggersi dal freddo    • 3 •   con il verbo al passivo introduce l'agente o la causa efficiente: il suo gesto è stato apprezzato da tutti; l'antica pompei fu distrutta dal vesuvio; la porta fu sbattuta dal vento  | con valore di semplice causa: tremare dal freddo; morire dallo spavento; era pallido dalla paura; lesione da congelamento    • 4 •   con significato temporale, indica il momento o l'epoca, l'età in cui ha avuto inizio un'azione o una situazione si è determinata: viviamo qui da diversi anni; è da natale che non ho più sue notizie; l'aspetto da un'ora; sono passati molti mesi da quando è partito    • 5 •   unita a nomi propri di persona, a pronomi che si riferiscono a persona, a nomi che indicano mestiere, professione, condizione, grado, relazione di parentela, di amicizia, di lavoro e sim., introduce uno stato in luogo, per lo più con il valore di 'presso': fermarsi a dormire da qualcuno; incontrarsi dal notaio; restare a cena da un collega  | in nomi di ristoranti, bar o altri esercizi commerciali: trattoria dal bersagliere; da mario, parrucchiere per signora    • 6 •   seguita dagli stessi elementi lessicali indicati al punto precedente e in dipendenza da verbi di movimento, esprime moto a luogo: vado dal medico; arriverò da mio figlio in serata; salirò un attimo da lei    • 7 •   in dipendenza da verbi che esprimono transito, passaggio, stabilisce un moto per luogo, talvolta sottintendendo un attraversamento con sosta: passare dalla finestra, dal cortile; al ritorno passeremo da torino; se resti in casa, passerò da te nel pomeriggio    • 8 •   con valore variamente modale: agire da gentiluomo; vivere da principe; comportarsi da amico; questi gesti non sono da te; una faccia da schiaffi; vita da cani  | apparentemente modale, in realtà in funzione rafforzativa: faccio da solo; prenditelo da te; chi fa da sé fa per tre  | con sfumatura di limitazione: cieco da un occhio; zoppo da un piede    • 9 •   esprime una qualità, una caratteristica: una ragazza dai capelli biondi; un uomo dalla mente acuta; un cane dal pelo lucido; un palazzo dalla facciata neoclassica  | una stima, un prezzo, una misura: un giocattolo da pochi soldi; un francobollo da mille lire; una lampadina da cento candele    • 10 •   con valore di mezzo: fu riconosciuto dalla voce; dal colore si capisce che è marcio    • 11 •   introduce la destinazione, il fine, lo scopo a cui qualcosa o anche un animale è adibito: rete da pesca; cavallo da corsa; sala da pranzo; occhiali da sole  | in talune locuzioni, apparentemente di questo stesso tipo, prevale la funzione attributiva: carta da bollo; festa da ballo; messa da requiem    • 12 •   in funzione predicativa: li trattammo da amici  | appositiva: manzoni da giovane visse a parigi    • 13 •   seguita da un verbo all'infinito ha valore consecutivo o finale: era tanto stanco da non capire più nulla; faceva un freddo da battere i denti; dammi un libro da leggere; hanno portato al frantoio le olive da macinare; c'è nulla da bere?  | è oggi accettato l'uso di da  seguito da infinito in locuzioni nelle quali in realtà il termine da cui la preposizione dipende non è l'oggetto dell'azione espressa dal verbo: macchina da scrivere, da cucire, in luogo del più corretto per scrivere, per cucire  | seguita da infinito presente, con valore di 'dovere, necessità': una cosa da fare; un rischio da correre  | in frasi negative o indefinite, con funzione non dissimile dal caso precedente: non c'è nulla da dire; c'è molto da fare    • 14 •   concorre alla formazione di varie loc. avverbiali: da lontano; da vicino; da presso; da parte; da lungi; da lato  | loc. prepositive: fuori da; fino da; di qua, di là da. 
da'   1 forma tronca dell'inter. dài    • 2 •   forma lett. o tosc. della prep. art. dai. 
dà  i dài;o da', inter.  ha gli stessi usi e significati di dàgli : dài, insisti!. 
dà  gli dàgli;pop. dalli, inter.  [scritta anche senza accento] si usa per esortare, incitare (spec. a correre, a rincorrere, ad assalire e sim.): dàgli al ladro!  ' e dàgli!, detto con tono seccato, quando qualcuno insiste troppo nel ripetere la stessa cosa | dàgli oggi, dàgli domani..., a furia di insistere, di ripetere.
dabbasso   o da basso, avv.  di sotto, in basso, giù: va' dabbasso e apri la porta. 
dabbenaggine   s.f.  l'essere sempliciotto, credulone, ingenuo: dimostrare un'incredibile dabbenaggine  | azione, comportamento, discorso da ingenuo, da sciocco.
dabbene   agg. invar.  perbene, educato; buono, onesto: un uomo dabbene   s.m.  (ant.) bontà, probità.
daccanto   ant. da canto, avv.  (non com.) vicino, presso.
daccapo   o da capo, avv.  di nuovo, dal principio: ricominciare daccapo  | punto e daccapo, per indicare che chi scrive deve andare a capo; (fig.) per indicare la propria intenzione di ricominciare da zero in una situazione | da capo a piedi, (fig.) dal principio alla fine.
dacché   meno com. da che, cong.    • 1 •   da quando (con valore temporale): dacché sono partiti, non hanno più scritto    • 2 •   (lett.) poiché, giacché, dal momento che (con valore causale): farò così, dacché tu lo vuoi. 
dacia   s.f.  [pl. -cie  o -ce] villetta rustica russa.
dacite   s.f.  (min.) roccia eruttiva vulcanica costituita essenzialmente da plagioclasio e grossi cristalli di quarzo.
dacnomania   s.f.  (med.) impulso irresistibile a mordere, presente in alcune psicosi.
daco   s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] chi apparteneva alla popolazione che abitava l'antica dacia, regione corrispondente all'attuale romania.
dacoromeno   agg.  e s.m.  si dice del dialetto principale della lingua romena.
dacriocisti   s.f.  (anat.) sacco lacrimale.
dacriocistite   s.f.  (med.) infiammazione del sacco lacrimale.
dacrioma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore della ghiandola lacrimale.
dacron   ® s.m. invar.  fibra sintetica poliestere usata nell'industria dell'abbigliamento e per fabbricare vele, cordami, cinghie ecc.
dada   s.m. invar.  dadaismo  agg. invar.  del dadaismo, che segue il dadaismo: pittore dada. 
dadaismo   s.m.  movimento artistico e letterario d'avanguardia sorto a zurigo nel 1916 a opera del poeta e critico di origine romena tristan tzara (1896-1963), e diffusosi poi in vari paesi europei e negli stati uniti; dissacrando con l'ironia e la parodia il linguaggio e la razionalità tradizionali, propugnava la semplicità e l'assoluta libertà d'espressione.
dadaista   s.m.  e f.  [pl. -sti] seguace del dadaismo | usato anche come agg.  : movimento dadaista. 
dadaistico   agg.  [pl. m. -ci] del dadaismo o dei dadaisti.
daddolo   s.m.  (tosc.) smorfia, smanceria, moina.
daddovero   rar. da dovero, avv.  (ant. , lett.) davvero, sul serio.
dado   s.m.    • 1 •   cubetto recante su ciascuna delle facce un numero dall'uno al sei, segnato per mezzo di punti; si usa, per lo più in coppia, in vari giochi d'azzardo: giocare a dadi; tirare i dadi, lanciarli per fare una giocata | prov.  : il dado è tratto, si dice di cosa o impresa incominciata e dalla quale non è più possibile tirarsi indietro. dim. dadino  accr. dadone    • 2 •   (estens.) qualsiasi oggetto a forma di piccolo cubo: tagliare la carne, il prosciutto a dadi  | (gastr.) cubetto o tavoletta di estratto di carne, vegetali e spezie usato per insaporire brodi, minestre, sughi: brodo di dadi    • 3 •   (archeol.) blocco di pietra che serve da base alla colonna; piedistallo di una statua    • 4 •   (tecn.) piccolo prisma a sezione esagonale o quadrata munito di un foro filettato che si accoppia con una vite per costituire un bullone    • 5 •   in alpinismo, lo stesso che blocchetto. 
dadoforo   s.m.  nell'arte greca e romana, ciascuna delle due figure di giovani con in mano una fiaccola, che l'uno tiene alzata e l'altro abbassata.
dadolata   s.f.  insieme di dadini di pane, legumi ecc. usati come guarnizione per minestre.
daffare   o da fare, s.m. invar.  insieme di cose da fare; attività intensa, frenetica: avere un gran daffare; darsi daffare, impegnarsi attivamente, arrangiarsi; muoversi, sbrigarsi.
dafne   s.f.  arbusto con foglie lanceolate, fiori rosei profumati e frutti rossi a bacca (fam.  timeleacee).
dafnia   s.f.  (zool.) piccolissimo crostaceo, comune negli stagni e nei laghi; pulce d'acqua (ord.  ceadoceri).
daga   s.f.  spada larga e corta con lama a due tagli.
dagherrotipia   s.f.  tecnica fotografica ora non più in uso, basata sull'impiego di lastre ricoperte da un'argentatura resa sensibile alla luce; la fotografia ottenuta con questa tecnica.
dagherrotipo   s.m.  apparecchio per la dagherrotipia; l'immagine ottenuta con questo apparecchio.
dagli   lett. da gli, prep.  composta di da  e gli. 
dai   lett. da i, poet. da', prep.  composta da da  e i. 
daimio   s.m. invar.  titolo di altissimi personaggi della nobiltà dell'antico giappone.
daino   s.m.  [f. -a] mammifero ruminante più piccolo del cervo, con corna caduche appiattite all'estremità e pelame fulvo, macchiettato di bianco in estate (ord.  artiodattili); la pelle conciata si usa per confezionare abiti, guanti ecc. o, nella qualità meno pregiata, per lucidare metalli e cristalli o asciugare carrozzerie di automobili.
dal   prep.  composta di da  e il. 
dalai-lama  dalai-lama s.m. invar.  capo supremo della chiesa buddhista del tibet, fino al 1959 anche sovrano temporale.
dalbergia   s.f.  (bot.) genere di piante tropicali, arboree o arbustacee, comprendente specie che forniscono legno pregiato, come il trac e il palissandro (fam.  papilionacee).
dalia   s.f.  pianta ornamentale con fiori grandi raccolti in capolini di vari colori (fam.  composite).
dalla   prep.  composta di da  e la. 
dallato   o da lato, avv.  (ant. , tosc.) di fianco, da parte: mettiti dallato. 
dalle   prep.  composta di da  e le. 
dalli    ⇨ dàgli.
dallo   prep.  composta di da  e lo. 
dalmata   agg.  [pl. m. -ti] della dalmazia: costa dalmata  ' razza dalmata, razza di cani grandi e slanciati dal pelame raso bianco a macchie nere e orecchie scure pendenti  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita in dalmazia    • 2 •   cane di razza dalmata.
dalmatica   s.f.    • 1 •   ampia e lunga veste bianca originaria della dalmazia, adottata a roma in età imperiale    • 2 •   veste liturgica indossata dai diaconi per il servizio all'altare.
dalmatico   agg.  [pl. m. -ci] della dalmazia  s.m.  lingua neolatina parlata un tempo in dalmazia.
daltonico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] (med.) che, chi è affetto da daltonismo.
daltonismo   s.m.  (med.) difetto ereditario della vista, per cui non si distinguono il rosso e il verde; per estens., incapacità di distinguere i colori.
d'altronde   loc. avv.  d'altra parte.
dama   (1) s.f.    • 1 •   nel medioevo, gentildonna titolare di un feudo o moglie di un feudatario oppure di un cavaliere; poi, qualsiasi donna di nobile condizione | oggi, donna dal portamento signorile e dai modi raffinati: si comporta sempre come una vera dama; darsi arie da gran dama, affettare superiorità | dama di corte, gentildonna che svolge a titolo d'onore uffici particolari presso la regina | dama di compagnia, donna che, dietro compenso, tiene compagnia a persone anziane | dama (di carità), donna che si dedica a opere caritatevoli presso associazioni o enti assistenziali: dama della croce rossa, di s. vincenzo  | bocca di dama, pasta dolce delicatissima e molto friabile; baci di dama, tipo di pasticcini. dim. damina    • 2 •   nel ballo, la donna che danza in coppia col ballerino    • 3 •   (ant.) signora, padrona | nostra dama, la vergine maria    • 4 •   (ant.) moglie | (tosc.) fidanzata    • 5 •   gioco che si fa muovendo speciali pedine su una scacchiera; la scacchiera stessa: partita a dama  | far dama, andare a dama, raggiungere uno dei riquadri dell'ultima fila della scacchiera dell'avversario, per cui la pedina si raddoppia trasformandosi in dama    • 6 •   nel gioco delle carte, altro nome della donna  o regina. 
dama   (2)  ⇨ damma.
damalisco   s.m.  [pl. -schi] genere di antilopi africane di media statura, con caratteristiche corna divaricate (ord.  artiodattili).
damare   v. tr.  nel gioco della dama, raddoppiare una pedina che è giunta al fondo della scacchiera.
damascare   v. tr.  [io damasco, tu damaschi ecc.] tessere a damasco.
damascato   part. pass.  di damascare   agg.  e s.m.  si dice di drappo o tela lavorati come il damasco.
damascatura   s.f.  il damascare, l'essere damascato.
damasceno   agg.  (lett.) della città di damasco | rose damascene, varietà di rose bianche odorosissime | susino damasceno, varietà di susino originaria della siria | uva damascena, uva da vino coltivata in sicilia.
damaschinare   v. tr.  decorare una superficie metallica, spec. d'acciaio, con intarsi d'oro e d'argento.
damaschinatore   s.m.  [f. -trice] chi è specializzato in lavori di damaschinatura.
damaschinatura   s.f.  operazione del damaschinare un oggetto metallico; la lavorazione così ottenuta.
damaschino   agg.  di damasco, fatto a damasco  s.m.  tessuto damascato.
damasco   s.m.  [pl. -schi] tessuto di seta di un solo colore ma di diversi filati, in cui il disegno, per lo più a fiorami, risalta sul fondo per contrasto di lucentezza.
dameggiare   v. intr.  [io daméggio ecc. ; aus. avere] (lett.) frequentare ritrovi di dame | v. tr.  (antiq.) corteggiare una dama.
damerino   s.m.  chi è lezioso e ricercato nel vestire; bellimbusto, vagheggino.
damiera   s.f. , o damiere s.m. , scacchiera per il gioco della dama.
damigella   s.f.    • 1 •   (lett.) fanciulla, giovinetta; in partic., fanciulla di nobile famiglia al servizio di una principessa | damigella d'onore, ciascuna delle fanciulle che accompagnano la sposa nel corteo nuziale    • 2 •   damigella (di numidia), piccola gru dalle forme eleganti e aggraziate, con piumaggio cinerino sul dorso, nero sul collo e due ciuffi bianchi ai lati del capo (ord.  gruiformi).
damigello   s.m.  (ant.) paggio; giovane nobile non ancora armato cavaliere.
damigiana   s.f.  recipiente di vetro per contenere liquidi (spec. olio e vino), a forma di grosso fiasco, con collo corto e stretto e corpo molto largo rivestito di vimini, plastica o altro materiale. dim. damigianina, damigianetta. 
damista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] giocatore di dama.
damma   ant. dama, s.f.  (lett.) daino, e spec. la femmina di tale animale.
dammeno   o da meno, agg. invar.  inferiore: non crederti dammeno!. 
damnatio memoriae   loc. sost. f. invar.  cancellazione della memoria (si dice in relazione a cosa o persona di cui si vuole eliminare persino il ricordo).
damo   s.m.  (tosc.) fidanzato.
danaio   danaro  ⇨ denaro.
danaroso   meno com. denaroso, agg.  che ha molto denaro § danarosamente avv. 
dancalo   agg.  della dancalia, regione dell'africa orientale: costa dancala   s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita in dancalia.
dance music   loc. sost. f. invar.  musica di ritmo vivace, adatta a essere ballata nelle discoteche.
dancing   s.m. invar.  locale da ballo.
danda   s.f.  ciascuna delle due strisce di tessuto o di cuoio con cui si sorreggono i bambini quando cominciano a camminare | aver bisogno delle dande, (fig.) si dice di chi, come un bambino, necessita del continuo aiuto degli altri.
dandismo   s.m.  ostentazione di ricercatezza, di eleganza.
dandistico   agg.  [pl. m. -ci] da dandy; ostentatamente ricercato.
dandy   s.m.  [pl. dandies]    • 1 •   chi nell'abbigliamento e nel comportamento segue i dettami della moda più raffinata    • 2 •   (mar.) imbarcazione a vela da diporto, di media grandezza, a due alberi e bompresso.
danese   agg.  della danimarca  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita in danimarca    • 2 •   lingua del gruppo germanico parlata in danimarca    • 3 •   (zool.) alano tedesco.
dannabile   agg.  (lett.) condannabile.
dannaggio   s.m.  (ant.) danno: oh che dannaggio veggio ne gli stati  (sacchetti).
dannare   v. tr.    • 1 •   (lett.) condannare; in partic., condannare alle pene infernali | far dannare qualcuno, (fig.) tormentarlo, non dargli requie | dannarsi l'anima, (fig.) affaticarsi, arrovellarsi: si è dannato l'anima per convincerlo    • 2 •   (ant. , lett.) riprovare, disapprovare    • 3 •   (ant.) annullare, cancellare | dannarsi v. rifl.    • 1 •   perdere l'anima: i peccatori si dannano    • 2 •   (fig.) affaticarsi, arrovellarsi: si è dannato tutta la vita per sbarcare il lunario. 
dannato   part. pass.  di dannare   agg.    • 1 •   (lett.) condannato; in partic., condannato alle pene dell'inferno | anima dannata, (fig.) persona malvagia: gridare come un'anima dannata, disperatamente; essere l'anima dannata di qualcuno, essere l'ispiratore o anche l'esecutore delle sue malvagità    • 2 •   costretto a sopportare pene, dolori, difficoltà: l'intelletto dannato all'inerzia non lasciò frutti  (mazzini)    • 3 •   (iperb.) maledetto: dov'è quel dannato libro?  | terribile, insopportabile: un tempo, un caldo dannato; nella dannata ipotesi, nell'ipotesi malaugurata  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è condannato all'inferno: i dannati dell'«inferno» dantesco  ' lavorare come un dannato, (fam.) moltissimo    • 2 •   (fig.) persona scellerata, malvagia: «ah birbone! ah dannato! ah assassino!» gridava renzo  (manzoni p. s.  iii) § dannatamente avv. 
dannazione   s.f.    • 1 •   il dannare, l'essere dannato: la dannazione eterna    • 2 •   (fig.) disgrazia, sventura: quel ragazzo è la sua dannazione  | usato come inter.  esprime rabbia o disappunto: dannazione, ho perso il treno!. 
danneggiamento   s.m.  il recare o il ricevere danno; il danno stesso recato o ricevuto.
danneggiare   v. tr.  [io dannéggio ecc.] recare danno materiale o morale a qualcuno o a qualcosa; guastare, rovinare (anche fig.): la siccità ha danneggiato il raccolto; è una calunnia che danneggia la sua reputazione. 
danneggiato   part. pass.  di danneggiare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha subìto un danno.
danneggiatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi danneggia.
danno   s.m.    • 1 •   tutto ciò che rappresenta una perdita, una riduzione, una lesione dell'integrità o della utilizzabilità, del valore di qualcosa: danni ingenti, irreparabili; arrecare, causare, provocare un danno; i danni della grandine; è un danno per la sua reputazione  | far danni, rompere o guastare oggetti | mio, tuo, suo ecc. danno, peggio per me, per te, per lui ecc.    • 2 •   (dir.) diminuzione o distruzione del patrimonio economico o morale di un soggetto, cagionato da un comportamento antigiuridico altrui: danno morale, materiale; chiedere il risarcimento dei danni  | somma destinata al risarcimento di un danno: chiedere i danni; danni di guerra, risarcimento a carico dello stato per le perdite subite a causa di eventi bellici    • 3 •   (fig. lett.) pena, dolore, affanno, guaio: or conosco i miei danni, or mi risento  (petrarca canz.  cccxxix, 5) | danno eterno, (lett.) la dannazione infernale.
dannosità   s.f.  l'essere dannoso; nocività.
dannoso   agg.  che reca danno; nocivo: clima dannoso  § dannosamente avv. 
dannunzianesimo   s.m.  atteggiamento letterario e di costume ispirato alle opere e allo stile di vita dello scrittore g. d'annunzio (1863-1938); si usa, per lo più in senso spreg., per indicare un culto superficiale e retorico della forma e uno stile di vita estetizzante, fondato sul culto della propria persona.
dannunziano   agg.  di g. d'annunzio o relativo alla sua opera  s.m.  [f. -a] chi imita letterariamente d'annunzio o assume comportamenti che furono suoi propri.
dannunzieggiare   v. intr.  [io dannunziéggio ecc. ; aus. avere] imitare lo stile letterario o di vita di d'annunzio.
d'antan   loc. agg. invar.  di un tempo, di una volta (con sfumatura di nostalgia, di rimpianto).
dante   s.m.  (non com.) daino.
dante causa   loc. sost. m.  [pl. danti causa] soggetto di cui viene trasmesso ad altri un diritto, sia per contratto sia per causa di morte.
dantesca   s.f.  (non com.) seggiola in stile, detta anche savonarola. 
dantesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   di dante alighieri (1265-1321): il poema dantesco, la «divina commedia» | che imita lo stile di dante: gli epigoni danteschi    • 2 •   relativo all'opera di dante: studi danteschi  | lettura dantesca, lettura pubblica commentata di un canto della «divina commedia»    • 3 •   (fig. lett.) di forte e robusta ispirazione; energico, sublime: uno stile dantesco; immagini dantesche  § dantescamente avv.  alla maniera di dante, secondo il suo stile.
dantismo   s.m.    • 1 •   studio, culto, imitazione di dante    • 2 •   parola coniata da dante o da lui usata in un'accezione nuova: «immiarsi, intuarsi, tetragono» sono dantismi. 
dantista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi studia la vita e le opere di dante.
dantistica   s.f.  lo studio dell'opera di dante.
danubiano   agg.  del fiume danubio o delle regioni che esso attraversa: bacino danubiano. 
danza   s.f.    • 1 •   successione di movimenti del corpo eseguiti individualmente o collettivamente, di solito associata a un ritmo di musica: sala di danze; aprire, guidare le danze; menare la danza, (fig.) muovere le fila di un intrigo, di un imbroglio | danza classica, la danza di scuola, coltivata come un'arte secondo regole tradizionali | danza popolare, che è espressione del folclore di una regione o di un paese | danza sacra, presso le civiltà primitive, ballo rituale | danza macabra, nel medioevo e nel rinascimento, rappresentazione della morte danzante che porta via con sé uomini di ogni condizione sociale    • 2 •   musica scritta per essere danzata.
danzante   part. pres.  di danzare   agg.  che danza, che sta danzando | pomeriggio, serata, festa danzante, intrattenimento durante il quale si balla.
danzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   eseguire una danza; ballare: danzare fino all'alba    • 2 •   (estens.) compiere una serie di movimenti ripetuti e vivaci; oscillare, ondeggiare: l'ombra delle teste scarmigliate danzava sulle pareti e sul soffitto  (deledda) | v. tr.  ballare: danzare un valzer. 
danzatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi danza: un danzatore provetto    • 2 •   chi esercita l'arte della danza; ballerino.
dape   s.f.  [pl. -pi  o -pe] (lett.) cibo, vivanda, banchetto.
dapifero   agg.  e s.m.  (lett.) portatore di vivande.
dappertutto   lett. da per tutto, avv.  in ogni luogo, in qualsiasi luogo.
dappiù   o da più, agg.  superiore per grado o per capacità: credeva di essere dappiù di noi. 
dappiè   o da piè, dappiede [dap-piè-de], dappiedi, avv.  (non com.) ai piedi, nella parte inferiore: dappiè del letto. 
dappocaggine   s.f.  l'essere dappoco; inettitudine.
dappoco   o da poco, agg. invar.  che vale poco o nulla; inetto (spec. in senso morale): un uomo dappoco. 
dappoi   o da poi, avv.  (ant.) poi, dopo.
dappoiché   cong.  (ant.) dopo che; poiché.
dappresso   o da presso, avv.  vicino, da vicino: seguire qualcuno dappresso. 
dapprima   meno com. da prima, avv.  in un primo momento: dapprima si arrabbiò, poi tacque. 
dapprincipio   più com. da principio, avv.  in origine, in principio, all'inizio.
dara   s.f.  (mar.) insieme dei pezzi di riserva dell'alberatura di un veliero.
dardeggiare   v. tr.  e intr.  [io dardéggio ecc. ; aus. dell'intr. avere] (lett.) colpire con dardi; scoccare dardi (spec. fig.): il sole dardeggia; dardeggiare qualcuno con lo sguardo, lanciargli occhiate di fuoco.
dardo   s.m.    • 1 •   arma costituita da un'asticciola di legno con punta di ferro, che si lanciava a mano oppure con l'arco o la balestra | in usi fig. lett.: i dardi di giove, i fulmini; i dardi del sole, i suoi raggi cocenti; i dardi dell'amore, gli sguardi intensi degli innamorati, con allusione alle mitiche frecce scagliate da cupido; scagliare dardi contro qualcuno, rivolgergli frasi sarcastiche    • 2 •   (tecn.) la zona più interna e luminosa, ossidante, della fiamma prodotta da un gas in pressione miscelato con aria o ossigeno    • 3 •   (bot.) rametto delle pomacee inserito ad angolo retto nella parte basale della branca, provvisto di poche foglie e terminante con una gemma.
dare   (1) v. tr.  [io do  (dò), tu dai, egli dà  (scritto accentato), noi diamo, voi date, essi danno  (anche dànno); imperf. io davo, tu davi ecc. ; pass. rem. io dièdi  o dètti, tu désti, egli diède  o dètte  (antiq. diè), noi démmo, voi déste, essi dièdero  o dèttero; fut. io darò, tu darai ecc. ; cong. pres. io dia,... noi diamo, voi diate, essi dìano; cong. imperf. io déssi, tu déssi, egli désse, noi déssimo, voi déste, essi déssero; imp. dai  o dà  o da'; ger. dando; part. pass. dato]    • 1 •   trasferire da sé ad altri qualcosa che si possiede, si ha, si conosce: dare un libro, un pacco; dare un'informazione, una notizia  | in molte espressioni il sign. del verbo è precisato dal compl. oggetto: dare fuoco, incendiare, accendere; dare acqua, spargerla, versarla, irrorarla; dare aria, arieggiare; dare aiuto, una mano, aiutare; dare l'esempio, impartirlo; dare coraggio, incoraggiare; dare l'assalto, assalire; dare battaglia, cominciare a combattere; dare una spinta, spingere; dare il via a qualcosa, avviarla; dare una festa, un pranzo, offrirli, organizzarli; dare gli esami, sostenerli; dare le dimissioni, dimettersi; dare comunicazione, comunicare; dare la buona notte, il benvenuto, augurarli; darsi l'aria di intenditore, atteggiarsi a tale; darsi pensiero, preoccuparsi; darsi la morte, uccidersi | in altri casi il sign. del verbo è precisato da un compl. indiretto, da un compl. predicativo o da una prop. infinitiva: dare in dono, regalare; dare in moglie, concedere la mano, far sposare; dare per certo, per sicuro, per buono, riconoscere tali; dare da pensare, preoccupare; darsi da fare, impegnarsi o brigare per raggiungere uno scopo; dare alla luce, partorire; dare a intendere qualcosa, farla credere; darsela a gambe, fuggire    • 2 •   porgere: dammi il cappello; dare la mano, in segno di saluto    • 3 •   somministrare, propinare: dare una medicina  | darsi la cipria, il rossetto, il trucco  e sim.    • 4 •   affidare: dare un incarico a qualcuno    • 5 •   assegnare: dare un compito, un voto    • 6 •   cedere: dare il passo; dare strada, fare largo | conferire; aggiudicare: dare un premio    • 7 •   concedere, accordare: dare un permesso    • 8 •   attribuire, riconoscere: dare una colpa a qualcuno; dare ragione, torto; dare peso, importanza a qualcosa; quanti anni gli dai?    • 9 •   infliggere (pene, percosse): dare una bastonata, una pesante condanna  | anche assol.: glie ne ha date a più non posso    • 10 •   arrecare, provocare: dare gioia, fastidio; quel veleno può dare la morte    • 11 •   (fam.) pagare: quanto gli hai dato per quel mobile?; gli danno un milione al mese    • 12 •   (fam.) vendere: dare qualcosa per pochi soldi    • 13 •   rendere, fruttare; produrre: una campagna che dà pochi frutti; un lavoro che dà molto guadagno    • 14 •   considerare, definire (in usi assol., solo al part. pass.): date le circostanze; data l'area di un triangolo  | dato che, poiché supposto, ammesso che | dato e non concesso che, ammesso per ipotesi ma non di fatto che | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   cogliere, colpire; urtare, imbattersi: dare in un sasso e cadere  | in molte locuzioni assume significati particolari: dare alla testa, stordire; dare ai, sui nervi, irritare; dare nell'occhio, farsi notare; dare nel segno, indovinare; dare contro a qualcuno, dargli torto; dare del tu, del lei, rivolgersi a qualcuno usando la seconda, la terza persona; dare dello stupido, del cretino a qualcuno, dirgli apertamente che lo si ritiene tale    • 2 •   prorompere: dare in un pianto dirotto    • 3 •   di case, finestre ecc., guardare, essere rivolto: la casa dà sulla piazza    • 4 •   di colori, tendere: questa tinta dà sul verde  | darsi v. rifl.    • 1 •   applicarsi: darsi allo studio, al commercio  ' abbandonarsi: darsi al bere, al gioco, alla pazza gioia  | darsi al nemico, sottometterglisi | darsi per malato, farsi credere tale    • 2 •   cominciare: darsi a correre, a mangiare  | v. rifl.  scambiarsi: darsi un bacio  | v. rifl.    • 1 •   esserci, presentarsi: non si dà alcuna occasione  | verificarsi, accadere: può darsi che egli sia qui; si dà il caso che egli sia qui    • 2 •   darsela, (fam.) battersela, svignarsela (dalla loc. darsela a gambe).
dare   (2) s.m.  ciò che si deve, il dovuto | nella contabilità a partita doppia, ciò che è riportato nella sezione sinistra dei conti a sezioni divise; si contrappone ad avere  (sezione destra) | nei conti accesi ai debiti e ai crediti, colonna in cui si inscrive ciò che l'intestatario deve dare: il dare e l'avere, il debito e il credito, il passivo e l'attivo.
dark   agg. invar.    • 1 •   che appartiene o si riferisce a un movimento giovanile sorto nella prima metà degli anni ottanta, che esprime attraverso l'abbigliamento di colore nero la propria vocazione alla tristezza, alla malinconia    • 2 •   musica dark, genere di musica pop i cui testi esprimono una visione triste, cupa della vita.
dark lady   loc. sost. f. invar.  signora che non si fa scrupolo di usare il suo fascino per indurre chi ne resta soggiogato al delitto.
darsena   s.f.  specchio d'acqua nella parte più riparata di un porto, per il ricovero delle navi in avaria | porticciolo molto riparato in cui si ormeggiano barche.
darviniano   o darwiniano, agg.  che si riferisce a darwin e alle sue teorie  s.m.  [f. -a] darvinista.
darvinismo   o darwinismo, s.m.  teoria biologica sostenuta dal naturalista inglese charles darwin (1809-1882), secondo cui l'evoluzione di tutti gli esseri viventi avverrebbe sulla base della selezione naturale.
darvinista   o darwinista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace delle teorie biologiche di darwin.
dasiuro   s.m.  mammifero marsupiale predatore dell'australia merid. e della tasmania; ha corpo piccolo e slanciato, muso appuntito e mantello bruno a macchie chiare.
dassezzo   o da sezzo, avv.  (ant.) da ultimo.
data   (1) s.f.    • 1 •   il tempo (giorno, mese e anno, o solamente anno) in cui è accaduto o accadrà un avvenimento, oppure qualcosa è stata o sarà fatta; anche, l'indicazione scritta di tale tempo: data di nascita, di morte; fissare la data di una riunione; il contratto sarà firmato in data 25 luglio prossimo; il documento non porta alcuna data; in data odierna, oggi | a venti, trenta ecc. giorni data, (comm.) entro venti, trenta ecc. giorni    • 2 •   in senso generico, tempo, epoca: conoscersi da lunghissima data; un'amicizia di vecchia, fresca data. 
data   (2) s.f.    • 1 •   (rar.) l'atto di dare, di consegnare, di distribuire; in partic., la distribuzione delle carte ai giocatori    • 2 •   (ant.) nomina, conferimento di un beneficio ecclesiastico    • 3 •   (ant.) dazio, imposta, tributo    • 4 •   (ant.) stato, condizione.
data base   loc. sost. m. invar.  (inform.) archivio elettronico di dati registrati secondo una determinata struttura | data base relazionale, costituito di più archivi correlati fra loro attraverso parole chiave.
databile   agg.  che può essere datato.
databilità   s.f.  l'essere databile: la databilità di un documento. 
data display   loc. sost. m. invar.  periferica che trasferisce i dati elaborati dal computer su una sorta di video trasparente, dal quale, attraverso una lavagna luminosa, sono proiettabili su schermo.
datare   v. tr.    • 1 •   apporre la data: datare la corrispondenza    • 2 •   collocare un fatto nel tempo in cui esso è avvenuto: datare un avvenimento storico  | attribuire una data: datare un documento, un ciclo di affreschi  ' (estens.) rendere poco attuale: l'eccesso di retorica patriottica data irrimediabilmente quel romanzo  | v. intr.  [usato solo nelle forme semplici] decorrere, essere in uso: il provvedimento data da due giorni; una pratica che data da molto; a datare da domani. 
dataria   o dateria, s.f.  l'ufficio della curia romana che conferisce benefici e dispense; il luogo in cui quest'ufficio risiede | la carica di datario.
datario   (1) agg.  e s.m.  che, chi presiede alla dataria apostolica: cardinale datario. 
datario   (2) s.m.    • 1 •   timbro con parti mobili recanti in rilievo il giorno, il mese e l'anno, usato per imprimere la data su lettere, documenti ecc.    • 2 •   l'indicatore della data sul quadrante dell'orologio.
datato   part. pass.  di datare   agg.    • 1 •   provvisto di data: manoscritto datato    • 2 •   (fig.) che presenta in modo tipico i caratteri del tempo a cui appartiene; per estens., superato, sorpassato: un film datato. 
datazione   s.f.  il datare, l'essere datato; data.
dateria    ⇨ dataria.
datismo   s.m.  (ling.)    • 1 •   ripetizione inutile di sinonimi durante il discorso    • 2 •   errore commesso da chi parla una lingua straniera.
datità   s.f.  (ling.) datismo.
dativo   agg.  e s.m.  si dice del terzo caso della declinazione delle lingue indoeuropee antiche (p. e.  il greco, il latino) e di alcune fra quelle moderne (tedesco, russo); esprime il termine a cui si rivolge l'azione verbale.
dato   part. pass.  di dare   agg.    • 1 •   (non com.) dedito, votato: dato al bere, al vizio    • 2 •   certo, determinato: in un dato momento   s.m.    • 1 •   ciò che è conosciuto o accertato: i dati di un problema; dati statistici  ' dato di fatto, elemento certo di una situazione    • 2 •   (inform.) ogni informazione che possa essere trattata da un elaboratore: elaborazione elettronica dei dati    • 3 •   (ant.) ciò che viene donato.
datore   s.m.  [f. -trice] chi dà | datore di lavoro, imprenditore che ha alle proprie dipendenze lavoratori retribuiti | datore di luci, a teatro o in uno studio televisivo, tecnico delle luci.
dattero   s.m.    • 1 •   (bot.) bacca commestibile di una varietà di palma, dalla polpa fibrosa e zuccherina    • 2 •   dattero di mare, (zool.) mollusco marino commestibile con conchiglia bivalve simile d'aspetto al frutto (cl.  lamellibranchi).
dattilico   agg.  [pl. m. -ci] composto di dattili: metro, verso dattilico; pentapodia dattilica. 
dattilifero   agg.  che produce datteri: palma dattilifera. 
dattilo   s.m.    • 1 •   (metr.) piede della poesia greca e latina, formato da una sillaba lunga e due brevi    • 2 •   (ant.) dattero.
dattilo-  dattilo- -dattilo primo e secondo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. dáktylos  'dito' (dattilografo, perissodattilo).
dattilocomposizione   s.f.  composizione tipografica eseguita con macchine per scrivere elettroniche, che realizzano automaticamente l'allineamento a destra e la spaziatura più opportuna tra i caratteri.
dattilofasia   s.f.  sistema di comunicazione in uso fra i sordomuti, basato sulla codificazione dei movimenti delle mani e delle dita.
dattilografare   v. tr.  [io dattilògrafo ecc.] scrivere a macchina: dattilografare un testo. 
dattilografia   s.f.  lo scrivere a macchina: corso, diploma di dattilografia. 
dattilografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la dattilografia § dattilograficamente avv.  dal punto di vista dattilografico; per mezzo della dattilografia.
dattilografo   s.m.  [f. -a] chi sa dattilografare | impiegato addetto a scrivere a macchina.
dattilogramma   s.m.  impronta digitale rilevata e registrata a fini giudiziari.
dattilologia   s.f.  sistema di comunicazione attraverso segni fatti con le dita.
dattilopteriformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci marini dalle pinne pettorali grandi e aliformi, che consentono loro brevi voli planati fuori dall'acqua | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
dattiloscopia   s.f.  rilievo ed esame delle impronte digitali per l'identificazione di persone a fini giudiziari.
dattiloscopico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la dattiloscopia: esame dattiloscopico. 
dattiloscritto   part. pass.  di dattiloscrivere   agg.  e s.m.  si dice di un testo scritto a macchina: copia dattiloscritta. 
dattiloscrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere] scrivere a macchina, dattilografare.
dattilottero   s.m.  pesce rondine, detto anche rondine di mare. 
dattorno   ant. da torno, avv.  vicino, intorno: star sempre dattorno a qualcuno, assillarlo continuamente; togliersi dattorno qualcuno, liberarsene | darsi dattorno, darsi da fare, affaccendarsi.
datura   s.f.  genere di piante erbacee medicinali con fiori bianchi a forma di imbuto e frutti a capsula (fam.  solanacee); la specie più nota è lo stramonio.
datzebao    ⇨ dazebao.
daunio   agg.  della daunia, antica regione italica corrispondente alla parte settentrionale della puglia.
davanti   rar. d'avanti, ant. davante, avv.    • 1 •   dinanzi, di fronte, nella parte anteriore: stare, passar davanti; l'abito è macchiato davanti    • 2 •   (ant.) prima, in precedenza | nella loc. prep. davanti a, dinanzi, innanzi a; di fronte, dirimpetto a: guardare davanti a sé  | in presenza di: disse questo davanti a suo padre; tremare davanti al pericolo  | nell'uso antico e letterario si unisce ai nomi direttamente: «davanti san guido», titolo di una poesia di g. carducci | davanti da, di, (ant.) davanti a: avvenne che egli si trovò un giorno, desinando messer cane, davanti da lui  (boccaccio dec.  i, 7)  agg.  anteriore: le zampe, i denti davanti   s.m.  la parte anteriore: il davanti della casa, di una camicia. 
davantino   s.m.  parte del vestito femminile applicata sopra o sotto lo scollo a scopo ornamentale; pettorina.
davanzale   s.m.  nella finestra, la cornice inferiore, che regge gli stipiti. dim. davanzalino. 
davanzo   o d'avanzo, avv.  più del necessario, in abbondanza: ce n'è davanzo. 
davidico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) del re biblico davide: salmo davidico. 
davvantaggio   o d'avvantaggio, avv.  (ant.) di più, ancora; a maggior ragione.
davvero   antiq. da vero, avv.  in verità, veramente: mi piacerebbe davvero; una scena davvero comica; effettivamente, sul serio: non scherzo, dico davvero!; «e' andata via. » «davvero?».
davvicino   avv.  (non com.) grafia unita di da vicino. 
day after   loc. sost. m. invar.  giorno successivo a una catastrofe nucleare, così come viene immaginato in film, romanzi e sim. | (estens.) giorno successivo a un evento straordinario.
day hospital   loc. sost. m. invar.    • 1 •   ospedale attrezzato per praticare terapie ed esami a pazienti il cui ricovero dura soltanto dalla mattina alla sera    • 2 •   il servizio effettuato da tali ospedali.
daylight   agg. invar.  si dice di un tipo di lampada fluorescente che emana una luce molto chiara, simile a quella del giorno.
dazebao   o datzebao, dazibao, tazebao, s.m. invar.  grande giornale murale manoscritto il cui uso, nato nella cina comunista ai tempi della rivoluzione culturale (1966-1969), si è poi diffuso anche in occidente.
daziare   v. tr.  [io dàzio ecc.] (non com.) imporre un dazio su una merce.
daziario   agg.  del dazio: agente daziario; tariffa daziaria   s.m.  (ant.) daziere.
dazibao    ⇨ dazebao.
daziere   s.m.    • 1 •   addetto alla riscossione del dazio; guardia daziaria    • 2 •   (ant.) appaltatore del dazio.
dazio   s.m.    • 1 •   dazio (doganale), imposta che si applica a determinate merci in importazione o in esportazione    • 2 •   (ant.) qualsiasi tributo | in tempi recenti, imposta comunale di consumo che colpiva le merci al loro ingresso alla barriera daziaria | fare il tonto per non pagare il dazio, (fig. fam.) fingere di non capire per evitare un incomodo    • 3 •   ufficio per la riscossione del dazio; casello daziario.
dazione   s.f.  (non com.) azione del dare; consegna | dazione in pagamento, (dir.) soddisfacimento di un debito mediante una prestazione diversa da quella dovuta, con il consenso del creditore.
de'   prep.  forma lett. o tosc. della prep. art. dei. 
de-  de- prefisso che continua il lat. dì-, dalla preposizione dì  'da, via da, verso il basso'; indica allontanamento (deportare), abbassamento (degradare), privazione, negazione (depilare); talora assume valore negativo (decrescere) o indica un processo inverso (deadsorbimento); può inoltre avere funzione intensiva (decurtare, definire).
délavé  ;agg. invar.  lavato, schiarito, detto di tessuti sottoposti a trattamento che li stinge leggermente, così da farli apparire come già usati.
déco  ;agg. invar.  si dice di uno stile decorativo in voga negli anni '20 del novecento, caratterizzato dalla presenza di motivi geometrici, forme aerodinamiche e accostamento anche violento di colori; riguardò soprattutto la moda e le arti applicate (design, arredamento, ceramica ecc.): arte, moda déco. 
débâcle  débâcle;s.f. invar.  sconfitta clamorosa.
décolleté  ;s.m. invar.    • 1 •   scollatura di abito femminile; abito scollato: le signore erano in décolleté    • 2 •   la parte del petto e delle spalle lasciata scoperta dalla scollatura: avere un bel décolleté   agg. invar.  scollato: abito, scarpe décolleté. 
déshabillé  ;s.m. invar.  (antiq.) abbigliamento femminile intimo o da camera; vestaglia: essere in déshabillé, in vestaglia o non completamente vestita.
dépistage  ;s.m. invar.  (med.) ricerca sistematica di particolari fenomeni biologici o patologici in una data popolazione.
dépliant  ;s.m. invar.  foglietto pubblicitario a più facce: dépliant turistico, di propaganda. 
déraciné  ;agg.  e s.m.  [f. -ée; pl. m. -és, f. -ées] (non com.) si dice di chi ha lasciato il proprio ambiente e non riesce a inserirsi in uno nuovo; sradicato.
défaillance  ;s.f. invar.    • 1 •   (non com.) svenimento, mancamento    • 2 •   (estens.) improvvisa debolezza, cedimento (spec. nel linguaggio sportivo): avere una défaillance. 
défilé  ;s.m. invar.  sfilata di moda; passerella.
décalage  ;s.m. invar.  spostamento, scarto tra due o più elementi; anche, sfasatura, mancata corrispondenza: il décalage tra età mentale ed età reale. 
déjà vu  ;loc. sost. m. invar.    • 1 •   (psicol.) sensazione illusoria di aver già visto una certa immagine o di aver già vissuto una determinata situazione    • 2 •   (estens.) ciò che manca di originalità, che non ha carattere di novità.
dérapage  ;s.m. invar.  il derapare.
débrayage  ;s.m. invar.  (rar.) disinnesto della frizione in un veicolo a motore.
démodé  ;agg. invar.  passato di moda; superato, disusato.
dépendance  ;s.f. invar.  edificio minore separato da quello principale, di cui è il complemento; dipendenza: una dépendance dell'albergo. 
de   (1) prep.  (ant. , dial.) di; entra nella formazione delle prep. art. del, dello, della, degli, dei, delle  | si usa citando titoli che cominciano con l'articolo: i personaggi de «i promessi sposi». 
de   (2) s.m.  e f. invar.  nome antiquato della lettera di. 
dea   s.f.    • 1 •   divinità femminile: la dea minerva  | (estens.) personificazione allegorica di un valore, una virtù e sim.: la dea ragione    • 2 •   (fig.) donna bellissima o di qualità straordinarie | (lett.) la donna amata.
deadsorbimento   s.m.  (chim. fis.) fenomeno per cui un componente adsorbito da un solido si libera da questo per riscaldamento o per altra causa.
deaerare   v. tr.  [io deàero ecc.] (tecn.) eliminare da un liquido, mediante ebollizione, l'aria che vi è disciolta.
deaerazione   s.f.  (tecn.) eliminazione mediante ebollizione dell'aria disciolta in un liquido.
deafferentazione   s.f.  (med.) soppressione degli impulsi trasmessi dai nervi afferenti.
deaggettivale   agg.  (gramm.) si dice di verbo, sostantivo o aggettivo derivati da un aggettivo (p. e. annerire  da nero, bravura  da bravo, verdastro  da verde).
dealbato   agg.  (lett.) imbiancato, bianco.
dealer   s.m. invar.  (fin.) chi opera in titoli sia svolgendo attività di intermediazione finanziaria, sia acquistando in proprio valori mobiliari per poi ricollocarli presso la clientela.
dealfabetizzazione   s.f.  perdita della capacità di leggere e scrivere da parte di chi, pur avendo un tempo imparato, non ha più praticato negli anni la lettura e la scrittura.
deambulante   part. pres.  di deambulare   agg.  e s.m.  e f.  nella loc. non deambulante, si dice di persona le cui capacità motorie sono ridotte.
deambulare   v. intr.  [io deàmbulo ecc. ; aus. avere] (lett.) camminare, passeggiare.
deambulatorio   (1) s.m.  (arch.)    • 1 •   nelle chiese romaniche e gotiche, corridoio che gira intorno all'abside    • 2 •   corridoio, porticato o, meno com., vialetto all'aperto destinato al passeggio; ambulacro.
deambulatorio   (2) agg.  relativo alla deambulazione.
deambulazione   s.f.    • 1 •   (fisiol.) facoltà dell'uomo e degli animali superiori di spostarsi camminando sugli arti    • 2 •   (non com.) modo di camminare: una deambulazione faticosa. 
deamicisiano   rar. deamicissiano, agg.    • 1 •   dello scrittore edmondo de amicis (1846-1908): il romanzo deamicisiano, il romanzo «cuore»    • 2 •   (fig.) sentimentale, moralistico, patetico.
deamplificare   v. tr.  (tecn.) ridurre l'ampiezza di un segnale precedentemente amplificato | (estens.) ridurre il valore di una qualsiasi grandezza.
deamplificazione   s.f.  (tecn.) il deamplificare, l'essere deamplificato | amplificazione negativa (quando il coefficiente di amplificazione è minore di 1).
deasfaltizzazione   s.f.  (chim.) insieme dei processi industriali per l'estrazione degli asfalti dai residui di distillazione primaria del petrolio greggio.
deaspirazione   s.f.  (ling.) perdita dell'aspirazione in consonanti aspirate.
deassorbimento   s.m.  (chim.) disassorbimento.
debaccare   v. intr.  [io debacco, tu debacchi ecc. ; aus. avere] (rar. lett.)    • 1 •   abbandonarsi alle danze orgiastiche caratteristiche del culto di bacco    • 2 •   (fig.) correre e danzare sfrenatamente.
debbiare   v. tr.  [io débbio ecc.] (agr.) migliorare un terreno agricolo bruciando le erbe, gli sterpi, le stoppie e interrando poi le ceneri.
debbiatura   s.f.  (agr.) debbio.
debbio   s.m.  (agr.) l'operazione del debbiare.
debellamento   s.m.  (lett.) il debellare, l'essere debellato.
debellare   v. tr.  [io debèllo ecc.] (lett.) vincere, sconfiggere definitivamente; annientare (anche fig.): debellare un esercito; debellare una malattia. 
debellatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi debella: debellatore del vizio. 
debellazione   s.f.  (lett.) debellamento.
debile    ⇨ debole.
debilità   s.f.  (lett.) debolezza.
debilitamento   s.m.  (non com.) debilitazione.
debilitante   part. pres.  di debilitare   agg.  che indebolisce, infiacchisce: clima debilitante. 
debilitare   v. tr.  [io debìlito ecc.] indebolire, diminuire le energie fisiche, spirituali o morali: la malattia l'ha debilitato  | debilitarsi v. rifl.  indebolirsi.
debilitazione   s.f.  il debilitare, l'essere debilitato; spossatezza: stato di debilitazione fisica, morale. 
debito   (1) agg.    • 1 •   che è richiesto da obblighi, circostanze, convenienze: trattare col debito riguardo; lo accolsero con i debiti onori  | giusto, opportuno: a tempo debito    • 2 •   (ant.) obbligato, tenuto: mi cognosco debito alla penitenzia del mio errore  (boccaccio dec.  x, 4) § debitamente avv.  nel modo dovuto: un modulo debitamente compilato. 
debito   (2) s.m.    • 1 •   ciò che si deve restituire ad altri; in partic., obbligo di eseguire una prestazione o di pagare una somma di denaro; la prestazione o la somma stessa dovuta: essere in debito di qualcosa con, verso qualcuno; contrarre, accollarsi, estinguere un debito; debito di gioco  | debito d'onore, quello garantito solo dalla parola o dal senso dell'onore di chi lo contrae | debito pubblico, (econ.) ammontare complessivo dei prestiti che lo stato e gli altri enti pubblici contraggono per far fronte ai deficit di bilancio. dim. debituccio    • 2 •   (fig.) obbligo morale: un debito di coscienza; sentirsi in debito  | debito coniugale, obbligo reciproco dei coniugi al compimento dell'atto sessuale    • 3 •   nel linguaggio evangelico, il peccato: rimetti a noi i nostri debiti, frase del «padre nostro» per estens., la pena meritata con il peccato: dio vuol che 'l debito si paghi  (dante purg.  x, 108)    • 4 •   debito d'ossigeno, nella medicina sportiva, quantità di ossigeno necessaria a un atleta per riportare alla normalità i processi chimici dell'organismo dopo uno sforzo violento.
debitore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi ha contratto un debito    • 2 •   (fig.) che, chi ha un obbligo morale, è tenuto a fare o dare qualcosa    • 3 •   nel linguaggio evangelico, peccatore    • 4 •   (tecn.) si dice di rocchetto, bobina o altro oggetto simile che girando cede quanto è avvolto su di esso a un organo analogo che gira nello stesso senso.
debitorio   agg.  (dir.) del debito; di debitore.
debole   ant. o region. debile, agg.    • 1 •   che ha poca forza, energia (anche fig.): essere debole per una malattia; carattere debole; vista, udito, memoria debole, indeboliti | polso debole, (med.) le cui pulsazioni si sentono appena | essere debole in latino, saperne poco | punto, lato debole, (fig.) quello in cui una persona è più vulnerabile, meno preparata o capace | mercato debole, (comm.) con tendenza al ribasso | sesso debole, (scherz.) le donne | la carne è debole, si dice per indicare che il corpo non sa resistere alle tentazioni. dim. debolino, deboluccio, deboletto    • 2 •   che ha poca resistenza, robustezza, solidità: una costruzione debole  | inconsistente, poco convincente: una protesta, una scusa debole  | di scarso valore artistico: una prosa debole    • 3 •   fievole, fioco, tenue: luce, rumore debole    • 4 •   (gramm.) privo di accento; in partic., si dice di forma verbale con l'accento sulla desinenza, di fronte alla forma forte che ha l'accento sul tema (p. e. perduto  rispetto a perso)    • 5 •   pensiero debole, (filos.) espressione con la quale si designa un indirizzo della filosofia italiana contemporanea che propone interpretazioni della realtà non globali, ma parziali e provvisorie, verificabili soltanto attraverso un costante dibattito critico  s.m.    • 1 •   [anche f.] persona priva di forza, di autorità ecc.: essere un debole    • 2 •   il lato più opinabile di un'argomentazione: il debole di un ragionamento  | l'attività, l'esercizio, la materia in cui qualcuno è meno abile: la matematica è il suo debole    • 3 •   inclinazione, disposizione; preferenza: avere il debole del gioco; ha un debole per il figlio maggiore; conoscere il debole di qualcuno, le sue debolezze § debolmente avv. 
debolezza   s.f.    • 1 •   l'essere debole: debolezza di carattere, di una scusa  | fiacchezza fisica: sentirsi una gran debolezza  | debolezza mentale, (med.) oligofrenia    • 2 •   difetto, punto debole: ognuno ha le sue debolezze. 
debordare   v. intr.  [io debórdo ecc. ; aus. avere] uscire dai bordi; traboccare, straripare: il fiume ha debordato a causa della pioggia  | (fig.) oltrepassare i limiti | v. tr.  (mar.)    • 1 •   allontanare dal bordo della nave    • 2 •   demolire il fasciame della nave.
deboscia   s.f.  [pl. -sce] (non com.) sregolatezza, dissolutezza di vita.
debosciato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è dissoluto, depravato: vita debosciata; non voglio vederti in compagnia di quel debosciato. 
debraiata   o debragliata, s.f.  adattamento it. del fr. débrayage. 
debugging   s.m. invar.  (inform.) messa a punto di un programma, con l'eliminazione di errori o malfunzionamento.
debuttante   part. pres.  di debuttare   agg.  e s.m.  e f.  esordiente: un attore debuttante; il ballo delle debuttanti, delle ragazze diciottenni che debuttano in società.
debuttare   v. intr.  [aus. avere] recitare in teatro per la prima volta o dare il primo di una serie di spettacoli: l'attor giovane, la compagnia debutterà domani  | (estens.) iniziare una carriera, un'attività: debuttare come scrittore  | debuttare in società, si dice di una ragazza che si presenta per la prima volta ufficialmente in società.
debutto   s.m.  il debuttare; esordio: il suo debutto è stato un fiasco. 
deca   s.f.  (lett.) decade; in partic., ciascuna delle sezioni di dieci libri in cui sono suddivise le «storie» di tito livio | s.m. invar.  (gerg.) banconota da diecimila lire.
deca-  deca- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. déka  'dieci'; significa 'dieci, che ha dieci' (decagono, decalogo); anteposto a un'unità di misura ne moltiplica il valore per dieci (decagrammo).
decabrista   s.m.  [pl. -sti] (st.) chi prese parte alla fallita insurrezione del 18 dicembre 1825 contro lo zar nicola i di russia | usato anche come agg.  : la rivoluzione decabrista. 
decacordo   s.m.  (mus.) arpa con dieci corde.
decade   s.f.    • 1 •   (lett.) insieme di dieci cose    • 2 •   periodo di dieci giorni: la prima decade del mese  | paga che si corrisponde ogni dieci giorni: riscuotere la decade. 
decadente   agg.    • 1 •   che è in decadenza, in declino: istituzioni decadenti    • 2 •   del decadentismo: gusto decadente; d'annunzio fu uno scrittore decadente   s.m.  e f.  esponente, seguace del decadentismo.
decadentismo   s.m.  corrente artistico-letteraria affermatasi in europa tra la fine del sec. xix e l'inizio del xx, caratterizzata dal rifiuto della cultura positivista e dalla predilezione per temi e forme raffinatamente sensuali o stravaganti, venati d'irrazionalismo.
decadentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] esponente, seguace del decadentismo | usato anche come agg.  in luogo di decadentistico. 
decadentistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del decadentismo, dei decadentisti.
decadenza   s.f.    • 1 •   il decadere; declino, scadimento: essere, andare in decadenza; decadenza fisica, morale; la decadenza dell'impero romano; scrittori della decadenza, gli scrittori latini dell'età tardo-imperiale    • 2 •   (dir.) perdita di un diritto per non averlo esercitato.
decadere   v. intr.  [coniugato come cadere; aus. essere]    • 1 •   scendere gradatamente da una condizione di forza, di prosperità, di prestigio a uno stato di debolezza o di miseria: il fisico decade con l'età; l'impero di roma decadde    • 2 •   (dir.) perdere l'esercizio di un diritto per non averlo tempestivamente esercitato: decadere da un ufficio    • 3 •   (fis.) subire decadimento radioattivo: l'uranio 238 decade fino a piombo 206. 
decadimento   s.m.    • 1 •   il decadere; decadenza: il decadimento delle arti    • 2 •   decadimento radioattivo, (fis.) processo di emissione di particelle da parte di nuclei atomici di una sostanza radioattiva, che si trasforma così in una sostanza diversa.
decaduto   part. pass.  di decadere   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   si dice di chi, da un'alta condizione sociale, è caduto in povertà: nobile decaduto; famiglia decaduta. 
decaedrico   agg.  [pl. m. -ci] (geom.) di decaedro; a forma di decaedro.
decaedro   s.m.  (geom.) poliedro con dieci facce piane.
decaffeinare   v. tr.  privare in tutto o in parte della caffeina i semi del caffè, le foglie di tè ecc.
decaffeinato   part. pass.  di decaffeinare   agg.  privato di caffeina: caffè decaffeinato   s.m.  caffè decaffeinato.
decaffeinazione   s.f.  operazione del decaffeinare.
decaffeinizzare   v. tr.  decaffeinare.
decaffeinizzazione   s.f.  decaffeinazione.
decagono   s.m.  (geom.) poligono che ha dieci lati e dieci angoli.
decagrammo   o decagramma, s.m.  [pl. -mi] misura di peso equivalente a dieci grammi.
decalcare   v. tr.  [io decalco, tu decalchi ecc.] riportare su carta o altra superficie liscia il calco di un disegno; ricalcare.
decalcificare   v. tr.  [io decalcìfico, tu decalcìfichi ecc.] privare del calcio, ridurre il contenuto di calcio | decalcificarsi v. rifl.  perdere calcio.
decalcificazione   s.f.    • 1 •   (geol.) asportazione progressiva del carbonato di calcio dalle rocce, operata dalle acque ricche di anidride carbonica    • 2 •   (med.) diminuzione della quantità di calcio nell'organismo o in un tessuto, spec. osseo, per malattia o alimentazione insufficiente.
decalco   s.m.  [pl. -chi] il decalcare.
decalcomania   s.f.  procedimento mediante il quale si possono riportare, su carta o su altra superficie liscia, figure o scritte, trasferendole da un supporto plastico sul quale si trovano; la figura o la scritta da trasferire o già trasferita.
decalibrato   agg.  si dice di un tipo di proiettile il cui calibro è inferiore a quello della bocca da fuoco che lo deve lanciare.
decalitro   s.m.  misura di capacità equivalente a dieci litri.
decalogo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   (teol.) l'insieme dei dieci comandamenti dati da dio a mosè sul monte sinai e riportati dalla bibbia    • 2 •   (estens.) complesso di precetti basilari da osservare in un determinato ambito o attività: il decalogo dell'atleta, dell'automobilista. 
decametro   s.m.  misura di lunghezza equivalente a dieci metri.
decampare   v. intr.  [aus. avere] (rar.)    • 1 •   (mil.) levare il campo, smontare l'accampamento    • 2 •   (estens.) ritirarsi | (fig.) recedere, desistere: decampare dalle proprie opinioni. 
decanapulatrice   s.f.  (ind. tessile) macchina per eseguire la decanapulazione.
decanapulazione   s.f.  (ind. tessile) operazione con cui, dopo la maciullatura, si separano i canapuli dalle fibre di canapa.
decanato   s.m.  ufficio e dignità di decano; il periodo in cui rimane in carica | il beneficio del decano.
decano   (1) s.m.    • 1 •   (eccl.) titolo spettante al cardinale del sacro collegio che è più anziano di nomina    • 2 •   [f. -a] il più vecchio, per età o per nomina, tra quanti ricoprono determinati uffici: il decano del corpo accademico  | (estens.) il più anziano o il più esperto in un gruppo, in un'attività: un decano degli studi su dante    • 3 •   nelle università medievali e in talune straniere, preside di una facoltà.
decano   (2) s.m.  (chim.) idrocarburo alifatico saturo a dieci atomi di carbonio, usato come solvente.
decantare   (1) v. tr.  celebrare con molte lodi, esaltare: decantare le qualità di una persona. 
decantare   (2) v. tr.    • 1 •   (chim.) sottoporre al processo di decantazione    • 2 •   (estens.) liberare da eccessi, distorsioni; purificare | v. intr.  [aus. avere  o essere]    • 1 •   (chim.) subire il processo di decantazione    • 2 •   (estens.) purificarsi: è una buona idea, ma occorre lasciarla decantare. 
decantatore   s.m.  (chim.) apparecchio usato per la decantazione.
decantazione   s.f.    • 1 •   (chim.) separazione di due liquidi non miscibili o di un liquido da un solido, ottenuta mediante sedimentazione    • 2 •   (fig. lett.) eliminazione di quanto vi è di torbido, di rozzo (in uno scritto, in un sentimento ecc.).
decapaggio   s.m.  (metall.) pulitura di superfici metalliche con mezzi chimici o per via elettrolitica.
decapare   v. tr.  (metall.) sottoporre a decapaggio.
decapitare   v. tr.  [io decàpito ecc.]    • 1 •   uccidere tagliando la testa, spec. per effetto di una condanna    • 2 •   (estens.) privare della parte iniziale, del capo, della cima: decapitare una statua, un fiore, un articolo. 
decapitazione   s.f.    • 1 •   il decapitare, l'essere decapitato: condannare alla decapitazione    • 2 •   in enigmistica, gioco consistente nel ricavare una parola da un'altra, eliminandone la prima lettera o la prima sillaba (p. e. a-tono).
decapodi   s.m. pl.  (zool.)    • 1 •   ordine di crostacei con dieci zampe disposte in paia e torace ricoperto da un'unica corazza; vi appartengono aragoste, gamberi, granchi ecc. | sing.  [-e] ogni crostaceo di tale ordine    • 2 •   ordine di molluschi cefalopodi con dieci tentacoli intorno all'apertura boccale; ne fanno parte seppie e calamari | sing.  [-e] ogni mollusco di tale ordine.
decappottabile   agg.  e s.f.  si dice di automobile che si può decappottare.
decappottare   v. tr.  [io decappòtto ecc.] togliere la cappotta a un'automobile.
decapsulazione   s.f.  (med.) asportazione chirurgica della capsula di un organo: decapsulazione renale, asportazione della ghiandola surrenale.
decarbossilazione   s.f.  (chim.) eliminazione di uno o più gruppi carbossilici da un acido organico, con sviluppo di anidride carbonica.
decarburazione   s.f.  (metall.) diminuzione del contenuto di carbonio nelle leghe ferrose (ghisa, acciaio).
decartellizzazione   s.f.  (econ.) politica avversa alla formazione di cartelli tra imprese; il risultato di tale politica.
decasillabo   agg.  e s.m.  (metr.) si dice di verso formato da dieci sillabe.
decastico   agg.  e s.m.  [pl. -ci] si dice di componimento poetico formato da dieci versi.
decastilo   agg.  (arch.) si dice di edificio classico avente dieci colonne sulla facciata.
decathlon   o decatlon, s.m. invar.  (sport) specialità dell'atletica leggera articolata in dieci prove comprendenti corse, salti e lanci, i cui risultati vengono globalmente valutati in punti.
decatissaggio   s.m.  (ind. tessile) procedimento per togliere il lustro ai tessuti di lana e renderli irrestringibili e ingualcibili.
decatizzare   v. tr.  (ind. tessile) sottoporre a decatissaggio.
decatleta   s.m.  [pl. -ti] atleta di decathlon.
decatlon    ⇨ decathlon.
decauville   s.f. invar.  ferrovia a scartamento ridotto su binari mobili e facilmente trasportabili e montabili, per il trasporto di materiali in miniere, cave, industrie.
decedere   v. intr.  [coniugato come cedere; aus. essere] (lett.)    • 1 •   morire (detto solo di persone)    • 2 •   andarsene, allontanarsi: ecco il diretto decede verso città lontane  (gadda).
deceduto   part. pass.  di decedere  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  [f. -a] morto, perito: il numero dei deceduti risulta considerevole. 
decelerare   v. tr.  e intr.  [io decèlero ecc. ; aus. dell'intr. avere] ridurre la velocità.
deceleratore   agg.  [f. -trice] che causa decelerazione: azione deceleratrice. 
decelerazione   s.f.  il decelerare | (fis.) accelerazione negativa.
decembre   e deriv.   ⇨ dicembre e deriv. 
decemvirale   o decenvirale, agg.  di decemviro, dei decemviri.
decemvirato   o decenvirato, s.m.    • 1 •   l'ufficio di decemviro; la durata di tale ufficio    • 2 •   l'insieme dei decemviri.
decemviro   o decenviro, s.m.  nell'antica roma, componente di uno dei vari collegi di dieci magistrati che esercitavano funzioni legislative, giudiziarie o religiose.
decennale   agg.    • 1 •   che dura dieci anni: piano decennale    • 2 •   che ricorre ogni dieci anni: festeggiamenti decennali   s.m.  il decimo anniversario di un avvenimento memorabile: il decennale della vittoria. 
decenne   agg.    • 1 •   che ha dieci anni    • 2 •   (lett.) che dura dieci anni o da dieci anni  s.m.  e f.  chi ha dieci anni d'età.
decennio   s.m.  periodo di dieci anni: un decennio di studi. 
decente   agg.    • 1 •   conforme alle leggi del decoro, della dignità, del pudore e sim.: vestito, abitazione decente; parole decenti    • 2 •   adeguato alle aspettative, alle esigenze: trattamento, impiego decente  | (ant.) adatto, proporzionato    • 3 •   (lett.) bello, leggiadro  s.m.  ciò che è conforme al decoro: io con le nostre il volsi arti divine / al decente, al gentile, al raro, al bello  (parini) § decentemente avv. 
decentralizzare   v. tr.  decentrare.
decentralizzazione   s.f.  decentramento.
decentramento   rar. dicentramento, s.m.  il decentrare, l'essere decentrato: decentramento degli impianti, dei servizi; decentramento amministrativo  | decentramento produttivo, trasferimento di fasi di lavorazione da grandi a piccole imprese per ridurre il costo del lavoro.
decentrare   rar. dicentrare, v. tr.  [coniugato come centrare]    • 1 •   allontanare dal centro; dislocare in zone periferiche: lo stabilimento fu decentrato in brianza    • 2 •   affidare a organi periferici competenze già attribuite a organi centrali.
decenviro   e deriv.   ⇨ decemviro e deriv. 
decenza   s.f.  l'essere decente; conformità alle regole del decoro, della convenienza, del pudore: atti contro la pubblica decenza; decenza di linguaggio  | luogo, gabinetto di decenza, (antiq.) latrina.
decerato   agg.  riferito a caffè, trattato con solventi che eliminano la maggior parte del contenuto di cera.
decere   v. intr.  [usato soltanto nella terza pers. sing. del pres. e imperf. indic., dèce  e deceva] essere conveniente, appropriato; confarsi.
decerebellazione   s.f.  (med.) asportazione del cervelletto.
decerebrare   v. tr.  [io decèrebro ecc.] sottoporre a decerebrazione.
decerebrato   part. pass.  di decerebrare   agg.    • 1 •   nel sign. del verbo    • 2 •   si dice impropriamente di chi è in coma irreversibile e viene mantenuto in vita con apparecchiature.
decerebrazione   s.f.  in fisiologia sperimentale, separazione del cervello dal tronco encefalo-midollare.
decespugliatore   s.m.  attrezzo agricolo portatile a motore, costituito da un'asta con manici all'estremità della quale sono fissati un disco o un filo o due lame curve rotanti, per il taglio di cespugli, rovi, arbusti ecc.
decesso   s.m.  (lett.) morte (di una persona).
decevole    ⇨ dicevole.
dechinare    ⇨ declinare.
deci-  deci- primo elemento di termini composti del sistema metrico decimale, ricalcato sul fr. déci-, dal lat. deci°mus  'decimo'; anteposto a una unità di misura ne divide il valore per dieci (decigrammo).
decibar   s.m. invar.  (fis.) misura della pressione equivalente a un decimo di bar.
decibel   s.m. invar.  (fis.) misura relativa di intensità di un'oscillazione acustica o della sensazione uditiva pari a un decimo di bel.
decidere   v. tr.  [pass. rem. io deci si, tu decidésti ecc. ; part. pass. deci so]    • 1 •   risolvere, concludere con un giudizio definitivo: decidere una lite, una vertenza    • 2 •   stabilire, fissare: ho deciso di partire; decidere la data dell'incontro  | determinare: quell'incontro decise il suo destino    • 3 •   (non com.) consigliare, indurre: decidere uno a confessare    • 4 •   (ant.) tagliare; staccare, strappare | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   essere determinante ai fini di qualcosa: un evento che deciderà del nostro futuro    • 2 •   scegliere, prendere una decisione: lasciate decidere a lui  | decidersi v. rifl.  venire nella determinazione di fare qualcosa; risolversi: si è deciso a lavorare; deciditi una buona volta!. 
decidibile   agg.  (mat.) si dice di ogni insieme di enti per cui esista un algoritmo tale che, comunque preso un elemento dell'universo del discorso in cui è definito l'insieme, determini se quell'elemento appartiene o no all'insieme dato.
decidua   s.f.  (anat.) mucosa uterina che viene eliminata con la mestruazione o che, in caso di fecondazione, concorre a formare la placenta.
deciduale   agg.  (anat.) relativo alla decidua.
deciduo   agg.  si dice di organo animale o vegetale che cade una volta compiuta la sua funzione: corolla decidua  | denti decidui, in alcuni mammiferi, quelli della prima dentizione; denti di latte.
decifrabile   agg.  che si può decifrare.
decifrabilità   s.f.  l'essere decifrabile; comprensibilità, chiarezza: la decifrabilità di un messaggio. 
deciframento   s.m.  (non com.) decifrazione.
decifrare   v. tr.    • 1 •   interpretare una scrittura in cifra: decifrare un messaggio segreto  ' (estens.) chiarire, intendere qualcosa che è espresso in maniera difficile o oscura: decifrare un enigma, risolverlo; decifrare una grafia incomprensibile, riuscire a leggerla    • 2 •   (fig.) capire, interpretare: decifrare le intenzioni di qualcuno    • 3 •   (mus.) eseguire un pezzo a prima vista.
decifratore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi decifra.
decifrazione   s.f.  il decifrare, l'essere decifrato: codice di difficile decifrazione. 
decigrado   s.m.  misura pari a un decimo di grado.
decigrammo   o decigramma, s.m.  [pl. -mi] misura di peso equivalente a un decimo di grammo.
decile   s.m.  (stat.) ciascuno dei nove valori che ripartiscono un insieme in dieci sottoinsiemi comprendenti un uguale numero di elementi.
decilitro   s.m.  misura di capacità equivalente a un decimo di litro.
decima   s.f.    • 1 •   secondo l'antica legislazione ebraica, decima parte del raccolto che il contadino era tenuto a offrire alla tribù sacerdotale dei leviti; analogo tributo che nel mondo romano i coltivatori dell'agro pubblico dovevano allo stato e che nel medioevo era dovuto alla chiesa    • 2 •   (mus.) intervallo d'altezza fra due note dato dalla somma di un intervallo di ottava e di uno di terza.
decimale   (1) agg.  che è espresso o può esprimersi in decimi di un'unità: numero, frazione decimale  | sistema metrico decimale, sistema di misurazione che utilizza unità di misura decimali  s.m.  in un numero decimale, la cifra posta a destra della virgola.
decimale   (2) agg.  relativo alla decima o alle decime: profitto decimale. 
decimalizzare   v. tr.  rendere decimale; ricondurre al sistema decimale.
decimare   (1) v. tr.  [io dècimo ecc.]    • 1 •   in età romana e anche in tempi moderni, punire per colpa gravissima un reparto militare uccidendo un soldato estratto a sorte ogni dieci    • 2 •   (estens.) falcidiare, ridurre numericamente; danneggiare gravemente: il terremoto decimò la popolazione; la grandine ha decimato il raccolto. 
decimare   (2) v. tr.  [io dècimo ecc.] (ant.)    • 1 •   sottoporre al pagamento della decima    • 2 •   pagare la decima | v. intr.  [aus. avere] (ant.) riscuotere la decima.
decimare   (3) v. tr.  [io dècimo ecc.] (rar.) tagliare la cima degli alberi; svettare.
decimario   s.m.  (ant.)    • 1 •   esattore di decime    • 2 •   registro dei beni soggetti alla decima.
decimazione   s.f.    • 1 •   il decimare, l'essere decimato    • 2 •   (estens.) falcidia, strage.
decimetro   s.m.    • 1 •   misura di lunghezza equivalente alla decima parte del metro    • 2 •   (doppio) decimetro, righello graduato per misurare oggetti lunghi fino a venti centimetri.
decimilionesimo   o diecimilionesimo, agg. num.  che in una serie occupa il posto corrispondente al numero dieci milioni  s.m.  la decimilionesima parte dell'unità.
decimillesimo   o diecimillesimo, agg. num.  che in una serie occupa il posto corrispondente al numero diecimila  s.m.  la decimillesima parte dell'unità.
decimilligrammo   s.m.  misura di peso equivalente a un decimo di milligrammo.
decimillimetro   s.m.  misura di lunghezza pari a un decimo di millimetro.
decimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero dieci; è rappresentato da 10° nella numerazione araba, da x in quella romana: il decimo anniversario della fondazione; arrivò decimo nella gara  | aggiunto al nome di un papa o di un sovrano, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): pio x; carlo x  | decima rima, (rar.) strofe di dieci versi endecasillabi | la decima musa, l'arte cinematografica  s.m.    • 1 •   la decima parte di un'unità | i nove decimi, la quasi totalità    • 2 •   [f. -a] che si trova al decimo posto in un ordine, in una graduatoria    • 3 •   (med.) unità di misura dell'acutezza visiva.
decimoprimo   agg. num.  forma lett. per undicesimo, usata spec. con riferimento a papi, regnanti e secoli; così pure gli ordinali successivi decimosecondo, decimoterzo, decimoquarto ecc.  per dodicesimo, tredicesimo, quattordicesimo ecc. 
decina   o diecina, s.f.  quantità di dieci unità | insieme di dieci o circa dieci persone o cose simili, della stessa specie: una decina di invitati  | decine e decine, un grande numero; a decine, in gran numero.
decisionale   agg.  di decisione, che può decidere: potere, capacità decisionale. 
decisione   s.f.    • 1 •   il decidere; risoluzione, deliberazione: prendere, maturare una decisione; rimettersi alle decisioni di qualcuno, lasciar decidere a lui    • 2 •   prontezza e sicurezza nel decidere; risolutezza: agire, muoversi con decisione    • 3 •   (dir.) sentenza che risolve una controversia, una causa giuridica: decisione della cassazione    • 4 •   teoria delle decisioni, (stat.) disciplina che studia il processo logico-formale di scelta del comportamento ottimale in condizioni di incertezza    • 5 •   problema della decisione, in logica matematica, il problema che riguarda la possibilità di determinare, in un numero finito di passi, se una formula arbitraria di un sistema formale è o no un teorema del sistema    • 6 •   (ant.) divisione, separazione delle parti di un tutto; anche, la parte divisa.
decisionismo   s.m.    • 1 •   (filos.) teoria della sovranità e dell'ordinamento giuridico, elaborata da c. schmitt (1888-1985), secondo cui il fondamento del diritto è in una decisione originaria e non condizionata    • 2 •   in politica, pratica di governo in cui prevale la tendenza a prendere decisioni senza consultare preventivamente gli organi collegiali a cui spetta l'approvazione delle decisioni stesse.
decisionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi pratica o sostiene il decisionismo.
decisionistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del decisionismo, da decisionista.
decisivo   agg.  che decide, che vale a decidere; risolutivo, cruciale: incontro, momento decisivo  § decisivamente avv. 
deciso   part. pass.  di decidere   agg.    • 1 •   che agisce con decisione, risoluto: un uomo deciso; essere deciso a tutto, essere pronto a fare qualsiasi cosa pur di ottenere ciò che si vuole | che denota decisione: un atteggiamento deciso    • 2 •   che risalta nettamente; pronunciato, ben definito, marcato: un colore, un profilo deciso    • 3 •   (ant.) diviso, separato, distinto § decisamente avv.    • 1 •   in modo deciso, con risolutezza: rispondere decisamente    • 2 •   indubbiamente, certamente: decisamente è un bel film. 
decisore   agg.  e s.m.  (non com.) che, chi decide.
decisorio   agg.  (dir.) che decide, che vale a decidere: parere decisorio. 
deck   s.m. invar.  piastra per registrazione a nastro magnetico.
declamare   v. tr.  leggere, recitare con tono solenne, anche accompagnando le parole con gesti: declamare un'ode  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   parlare in modo enfatico    • 2 •   (non com.) protestare, inveire contro qualcuno o qualcosa.
declamato   part. pass.  di declamare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (mus.) tipo di canto scandito sulla parola, assimilabile al recitativo, usato spec. nel melodramma moderno.
declamatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi declama in pubblico    • 2 •   chi parla con enfasi.
declamatorio   agg.  proprio di chi declama; enfatico, retorico: tono, stile declamatorio. 
declamazione   s.f.    • 1 •   il declamare; il modo, la tecnica di declamare | il brano declamato    • 2 •   discorso, componimento ampolloso e retorico    • 3 •   nell'antica roma, esercitazione scolastica di arte oratoria.
declaratoria   s.f.  (dir.) provvedimento giuridico a carattere dichiarativo.
declaratorio   agg.  (dir.) che dichiara; si dice soprattutto di sentenze che non modificano ma solo accertano una situazione giuridica.
declassamento   s.m.  il declassare, l'essere declassato.
declassare   v. tr.  far passare da una classe superiore a una inferiore; abbassare, degradare: declassare una vettura ferroviaria; declassare un impiegato. 
declinabile   agg.    • 1 •   (gramm.) che si può declinare    • 2 •   che si può rifiutare; ricusabile.
declinare   ant. dechinare, v. intr.  [aus. avere] (lett.)    • 1 •   tendere gradatamente verso il basso; digradare: le montagne declinano verso il mare  | (estens.) tramontare: il sole declina all'orizzonte    • 2 •   (fig.) volgere verso la fine, essere in declino: le forze cominciavano a declinare  ' diminuire, scemare: passa e declina  /... / il miglior tempo della nostra vita  (cardarelli)    • 3 •   (non com.) deviare, allontanarsi: declinare dalla retta via  | v. tr.    • 1 •   (lett.) chinare, abbassare: declinando la faccia lacrimosa  (ariosto o. f.  xxiv, 80)    • 2 •   evitare; ricusare, rifiutare: declinare ogni responsabilità; declinare un invito, rifiutarlo cortesemente | declinare la competenza, la giurisdizione, (dir.) dichiararsi incompetente    • 3 •   (burocr.) render noto, dichiarare: declinare le proprie generalità    • 4 •   (gramm.) elencare ordinatamente (per genere, numero e caso) le varie forme assunte da un sostantivo, da un aggettivo, da un pronome o dall'articolo nella sua flessione.
declinatorio   agg.  che declina, rifiuta | (eccezione) declinatoria, (dir.) quella con la quale si rifiuta la competenza di un giudice.
declinazione   s.f.    • 1 •   il declinare, l'essere declinato    • 2 •   (astr.) arco di meridiano celeste compreso fra un astro e l'equatore celeste    • 3 •   declinazione magnetica, in geofisica, angolo che il piano verticale passante per l'ago della bussola forma col piano meridiano del luogo    • 4 •   (gramm.) flessione di nomi, aggettivi, pronomi e articoli secondo il genere, il numero e il caso    • 5 •   (ant.) decadenza: la declinazione dello imperio romano  (machiavelli)    • 6 •   (ant.) declivio, pendenza.
declino   s.m.    • 1 •   (lett.) declivio    • 2 •   (fig.) decadenza: il declino di un partito; essere in declino. 
declinometro   s.m.  strumento per misurare la declinazione magnetica.
declive   ant. declivo, agg.  (lett.) che è in declivio; che digrada  s.m.  (ant.) declivio, pendio.
declivio   s.m.  pendio di un terreno: il declivio di un monte  | pendenza di una superficie: un tetto in declivio. 
declività   s.f.  (rar.) l'esser declive; pendenza.
declivo    ⇨ declive.
declorare   v. tr.  [io declòro ecc.] ridurre l'eccesso di cloro contenuto in un'acqua.
decloratore   s.m.  apparecchiatura per declorare un'acqua.
declorazione   s.f.  il declorare, l'essere declorato.
declorurare   v. tr.  (chim.) eliminare il cloro da una sostanza.
declorurato   agg.  (med.) si dice di organismo privo o privato di cloruri, in partic. di cloruro di sodio.
declorurazione   s.f.  (chim.) il declorurare, l'essere declorurato.
decoder   s.m. invar.  nella pay-tv, apparecchio presso l'utente che decodifica il segnale trasmesso dall'emittente, consentendo la ricezione corretta del programma.
decodifica   s.f.  decodificazione.
decodificare   v. tr.  [io decodìfico, tu decodìfichi ecc.]    • 1 •   tradurre in un linguaggio chiaro un testo scritto in codice    • 2 •   nella teoria della comunicazione, analizzare e comprendere i contenuti di un messaggio espresso in un codice comune all'emittente e al ricevente | (estens.) decifrare, comprendere    • 3 •   (dir.) riformare il sistema giuridico non mediante modifica dei codici, ma, al di fuori di essi, con leggi particolari.
decodificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi decodifica  s.m.    • 1 •   dispositivo del calcolatore elettronico per decodificare i dati    • 2 •   nella pay-tv, decoder.
decodificazione   s.f.  il decodificare, l'essere decodificato.
decollaggio   s.m.  (non com.) decollo.
decollare   (1) v. intr.  [io decòllo ecc. ; aus. avere, non com. essere]    • 1 •   (aer.) prendere il volo staccandosi dal suolo o dall'acqua: l'aereo ha decollato    • 2 •   (fig.) avviarsi a funzionare bene, a pieno ritmo: un paese in cui l'industria del turismo sta decollando. 
decollare   (2) v. tr.  [io decòllo ecc.] (non com.) tagliare la testa; decapitare.
decollazione   s.f.    • 1 •   (non com.) decapitazione    • 2 •   in pittura e in scultura, rappresentazione della decapitazione di san giovanni battista: la decollazione del caravaggio. 
decollo   s.m.    • 1 •   (aer.) manovra del decollare: fase di decollo    • 2 •   (fig.) inizio di un funzionamento pieno, di un felice processo di sviluppo: il decollo di un'azienda, dell'economia di un paese. 
decolonizzare   v. tr.  trasformare un paese coloniale in paese indipendente | (estens.) liberare un paese dall'influenza preponderante, spec. politica o economica, di un altro.
decolonizzazione   s.f.  il decolonizzare, l'essere decolonizzato.
decolorante   part. pres.  di decolorare   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza che ha la proprietà di eliminare il colore.
decolorare   v. tr.  [io decolóro ecc.] togliere il colore, scolorare: decolorare i capelli. 
decolorazione   s.f.  (chim.) trattamento che serve a rimuovere o ad attenuare il colore in un materiale | decolorazione dei capelli, in cosmesi, procedimento per schiarire i capelli.
decombente   agg.  (rar.) che è rivolto, piegato verso il basso.
decomponibile   agg.  che si può decomporre.
decomponibilità   s.f.  l'essere decomponibile.
decomporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   dividere qualcosa nei suoi elementi costitutivi; scomporre | (chim.) scindere un composto in sostanze più semplici o elementari | decomporre un numero, (mat.) scomporlo nei suoi fattori primi    • 2 •   (estens.) sottoporre a disgregazione, a putrefazione: l'aria decompone le materie organiche  | decomporsi v. rifl.    • 1 •   (chim.) scindersi negli elementi costitutivi    • 2 •   (estens.) disgregarsi, putrefarsi, corrompersi.
decompositore   s.m.  (biol.) nella catena alimentare, organismo (batterio, fungo, saprobio e sim.) che si nutre di materia organica morta e la trasforma in sostanza minerale utile ai vegetali | anche come agg.  [f. -trice]: organismo decompositore. 
decomposizione   s.f.  il decomporre, il decomporsi, l'essere decomposto: andare in decomposizione; stato di decomposizione. 
decompressimetro   s.m.  apparecchio usato dai nuotatori subacquei per calcolare i valori di decompressione.
decompressione   s.f.    • 1 •   (fis.) passaggio da una pressione più alta a una più bassa    • 2 •   nella tecnica subacquea, graduale ritorno alla pressione normale che si effettua rallentando opportunamente l'emersione | sindrome da decompressione, (med.) insieme di sintomi, anche gravi, di cui soffre talora chi abbia subito una brusca diminuzione di pressione (p. e.  palombari, subacquei) | camera di decompressione, contenitore a pressione interna regolabile, nel quale vengono introdotti coloro che soffrono di sindrome da decompressione per essere gradualmente riportati alla normalità.
decomprimere   v. tr.  [coniugato come comprimere] diminuire la compressione.
deconcentrare   v. tr.  [io deconcéntro ecc.] far perdere la concentrazione psicologica | deconcentrarsi v. rifl.  perdere la concentrazione psicologica; distrarsi.
deconcentrato   part. pass.  di deconcentrare   agg.  privo della necessaria concentrazione psicologica: un atleta deconcentrato. 
deconcentrazione   s.f.  il deconcentrare, il deconcentrarsi, l'essere deconcentrato.
decondizionamento   s.m.  il decondizionare, il decondizionarsi, l'essere decondizionato.
decondizionare   v. tr.  [io decondizióno ecc.] liberare da un condizionamento | decondizionarsi v. rifl.  liberarsi da un condizionamento.
decongelamento   s.m.  il decongelare, l'essere decongelato.
decongelare   v. tr.  [io decongèlo ecc.] scongelare (anche fig.).
decongelazione   s.f.  decongelamento.
decongestionamento   s.m.  il decongestionare, il decongestionarsi, l'essere decongestionato (anche fig.).
decongestionante   part. pres.  di decongestionare   agg.  e s.m.  si dice di farmaco che elimina o riduce una congestione: decongestionante nasale. 
decongestionare   v. tr.  [io decongestióno ecc.]    • 1 •   (med.) eliminare o attenuare uno stato di congestione: decongestionare un organo    • 2 •   (fig.) rendere agevole, scorrevole, praticabile (eliminando ciò che intralciava, intasava, affollava): decongestionare il traffico, una strada  | decongestionarsi v. rifl.  cessare d'essere congestionato (anche fig.).
decongestione   s.f.  decongestionamento.
decontaminare   v. tr.  [io decontàmino ecc.]    • 1 •   (lett.) liberare da ciò che contamina: decontaminare l'animo da una passione    • 2 •   (tecn.) sottoporre a decontaminazione.
decontaminazione   s.f.    • 1 •   (lett.) il decontaminare, l'essere decontaminato    • 2 •   (tecn.) riduzione o eliminazione, da una miscela di sostanze radioattive, dei componenti che maggiormente contribuiscono alla sua radioattività | (estens.) eliminazione di sostanze radioattive o inquinanti da materiali, locali, oggetti, persone contaminati.
decontestualizzare   v. tr.  considerare qualcosa indipendentemente dal contesto in cui è inserito: se si decontestualizza una frase il suo significato può cambiare completamente. 
decontestualizzazione   s.f.  il decontestualizzare, l'essere decontestualizzato.
decontrarre   v. tr.  [coniugato come trarre] provocare una decontrazione | decontrarsi v. rifl.  subire una decontrazione.
decontratto   part. pass.  di decontrarre   agg.  non più contratto, rilassato.
decontrazione   s.f.  cessazione di una contrazione; rilassamento: esercizi di decontrazione (muscolare). 
decorare   v. tr.  [io decòro ecc.]    • 1 •   abbellire con ornamenti, con fregi: decorare un lenzuolo con ricami    • 2 •   insignire qualcuno di una decorazione: decorare al valor civile, militare. 
decorativismo   s.m.  in un'opera d'arte, preminenza degli elementi decorativi.
decorativo   agg.    • 1 •   che serve ad abbellire, a ornare: elemento decorativo  | arti decorative, le arti applicate (ceramica, ebanisteria, oreficeria ecc.), a cui è attribuita una funzione ornamentale    • 2 •   che rivela gusto ornamentale; che è accattivante all'aspetto, ma povero nella sostanza: un'opera, una prosa decorativa  | (iron.) si dice di persona che per la sua importanza o il suo aspetto serve a dar lustro a un ambiente, una festa, una riunione ecc. § decorativamente avv. 
decorato   part. pass.  di decorare   agg.  abbellito da decorazioni  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato insignito di una decorazione.
decoratore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   artigiano che fa lavori di decorazione: decoratore in legno, oro, ceramica    • 2 •   chi per mestiere provvede all'addobbo di sale, chiese ecc.  agg.  che fa lavori di decorazione: ebanista decoratore. 
decorazione   s.f.    • 1 •   il decorare: eseguire la decorazione di un soffitto  | ciò che decora: un palazzo pieno di decorazioni    • 2 •   onorificenza conferita come riconoscimento di meriti militari o civili.
decornare   v. tr.  [io decòrno ecc.] (vet.) asportare le corna ai bovini giovani.
decornazione   s.f.  (vet.) l'operazione del decornare.
decoro   s.m.    • 1 •   dignità nell'aspetto, nel comportamento, nei modi: vivere, vestire con decoro    • 2 •   il sentimento della propria dignità: un trattamento che offende il nostro decoro    • 3 •   (fig.) onore, gloria, lustro: essere il decoro della famiglia    • 4 •   ornamento; bellezza: le piante danno decoro alla casa  | motivo pittorico ornamentale di stoviglie, piastrelle e altri manufatti di ceramica; decorazione    • 5 •   (ant.) forma appropriata, conveniente: il decoro della lingua. 
decoroso   agg.  conforme, conveniente al decoro; decente, dignitoso: uno stipendio, un appartamento decoroso  § decorosamente avv. 
decorrenza   s.f.  il decorrere; il termine da cui qualcosa incomincia ad avere effetto: una nomina con decorrenza dal primo del mese. 
decorrere   v. intr.  [coniugato come correre; aus. essere]    • 1 •   passare, trascorrere (detto di tempo): lasciarono decorrere due mesi prima di decidere    • 2 •   avere effetto, cominciare a essere computato: gli interessi decorrono da oggi  | a decorrere da, a partire da: la disposizione è annullata a decorrere dal primo di gennaio    • 3 •   (lett.) fluire verso il basso: il decorrere delle acque. 
decorso   (1) part. pass.  di decorrere  e agg.  nei sign. del verbo.
decorso   (2) s.m.    • 1 •   il trascorrere | svolgimento, evoluzione: il decorso della malattia    • 2 •   (ant.) lo scorrere: il decorso di un fiume. 
decorticare   v. tr.  [io decòrtico, tu decòrtichi ecc.] (non com.) scortecciare, sbucciare; scorticare | decorticarsi v. rifl.  perdere la corteccia, detto di alberi.
decorticazione   s.f.  il decorticare, il decorticarsi, l'essere decorticato.
decostruttivismo   s.m.  lo stesso che decostruzionismo. 
decostruttivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] lo stesso che decostruzionista. 
decostruzionismo   s.m.  concezione filosofica e teoria critica secondo cui un testo letterario non ha mai un significato univoco, ma si arricchisce e trasforma semanticamente a seconda dei punti di vista da cui lo si esamina.
decostruzionista   s.m.  e f.  [p. m. -sti] critico letterario seguace del decostruzionismo.
decotto   part. pass.  di decuocere   agg.    • 1 •   (ant.) fatto bollire a lungo; molto cotto    • 2 •   (econ. dir.) che è in stato di decozione: impresa decotta; debito decotto, inesigibile  s.m.  bevanda medicamentosa ottenuta facendo bollire a lungo in acqua una sostanza vegetale per estrarne i principi attivi: decotto di malva, di tiglio. 
decozione   s.f.    • 1 •   (ant.) il decuocere; lunga cottura    • 2 •   la preparazione di un decotto | (non com.) il decotto stesso    • 3 •   (dir.) stato nel quale si trova un imprenditore incapace di pagare con regolarità i propri debiti; è il presupposto della dichiarazione di fallimento.
decremento   s.m.    • 1 •   diminuzione, calo: decremento del reddito    • 2 •   (mat.) incremento negativo.
decrepitezza   s.f.  l'essere decrepito (anche fig.): decrepitezza d'animo. 
decrepito   agg.    • 1 •   che è nella estrema vecchiezza: un uomo decrepito    • 2 •   (fig.) privo di vigore perché troppo vecchio, antiquato; in estrema decadenza: istituzioni decrepite. 
decrescendo   s.m. invar.  (mus.) diminuendo.
decrescente   part. pres.  di decrescere   agg.  che decresce, che va diminuendo: fase decrescente di un fenomeno  | costi decrescenti, (econ.) quelli che diminuiscono all'aumentare della quantità prodotta | funzione decrescente, (mat.) i cui valori diminuiscono al crescere della variabile indipendente | a incrementi decrescenti, (stat.) si dice di una serie in cui i valori sono ciascuno superiore al precedente, ma con una differenza, rispetto a questo, sempre minore.
decrescenza   s.f.  il decrescere: la marea è in decrescenza. 
decrescere   v. intr.  [coniugato come crescere; aus. essere] diminuire, calare (di livello, volume, quantità ecc.): il livello dell'acqua non accenna a decrescere. 
decretale   agg.  solo nelle loc. lettera, bolla decretale, (eccl.) decreto pontificio redatto in forma di lettera  s.f.  o m.  lettera decretale | pl.  raccolta di lettere decretali emanate da un pontefice e assunte nel corpo del diritto canonico: le decretali di clemente v. 
decretalista   s.m.  [pl. m. -sti] compilatore o studioso delle decretali.
decretare   v. tr.  [io decréto ecc.] stabilire, ordinare per mezzo di un decreto | (estens.) stabilire d'autorità: decretare solenni onoranze funebri. 
decretazione   s.f.  il decretare; emanazione di un decreto | (estens.) il ricorrere frequentemente, da parte di un governo, all'istituto del decreto-legge anziché seguire la via normale della presentazione in parlamento di disegni di legge: decretazione d'urgenza, l'emanare decreti per motivi di urgenza.
decreto   (1) s.m.    • 1 •   (lett.) deliberazione, disposizione della volontà, ordine: i decreti di dio    • 2 •   (dir.) provvedimento, generalmente non motivato, emesso dal giudice: decreto di citazione a giudizio; decreto ingiuntivo, ingiunzione | atto normativo del governo: decreto-legge, atto avente forza di legge emanato dal governo in casi straordinari di necessità e di urgenza (se il parlamento non lo converte in legge entro 60 giorni dalla sua emanazione, esso perde di efficacia con effetto retroattivo); decreto legislativo, delegato, atto avente forza di legge emanato dal governo su delega del parlamento.
decreto   (2) agg.  (ant.) decretato, deliberato, deciso: la mia risposta è già decreta!  (dante par.  xv, 69).
decretone   s.m.  nel gergo politico, decreto che regola sotto un unico titolo numerose materie, anche eterogenee.
decriptare   e deriv.   ⇨ decrittare e deriv. 
decrittare   o decriptare, v. tr.  interpretare un crittogramma; decifrare, decodificare.
decrittatorio   agg.  che può decrittare, in grado di decrittare.
decrittazione   o decriptazione, s.f.  il decrittare, l'essere decrittato.
dect   s.m. invar.  tipo di telefono cordless che, grazie a un sistema di antenne, consente di chiamare e ricevere all'interno della città.
decubito   s.m.  posizione di chi giace in un letto | piaghe da decubito, (med.) quelle che si formano per compressione o sfregamento sulle parti del corpo di un ammalato costretto a giacere lungamente a letto.
de cuius   loc. sost. m.  e f. invar.  (dir.) la persona dalla cui morte ha avuto corso la successione ereditaria.
deculminazione   s.f.  (geog.) diminuzione naturale, progressiva nel tempo, dell'altezza dei rilievi orografici, dovuta all'azione degli agenti atmosferici.
deculturazione   s.f.  (antrop.) perdita della cultura originaria (tradizioni, usi, valori) da parte di un gruppo etnico, di un'intera popolazione.
decumana   s.f.  (archeol.) una delle due porte principali dell'accampamento o della città romana, che si apriva all'estremità destra del decumano.
decumano   s.m.    • 1 •   (st.) soldato romano della decima legione    • 2 •   (archeol.) strada che attraversava da est a ovest l'accampamento o la città romana  agg.  (lett. rar.) decimo.
decuocere   v. tr.  [coniug. come cuocere] (ant.) cuocere bene, bollire a lungo.
decuplicare   v. tr.  [io decùplico, tu decùplichi ecc.] moltiplicare per dieci.
decuplo   agg.  dieci volte più grande  s.m.  quantità dieci volte più grande.
decuria   s.f.  nell'antica roma, ognuna delle dieci divisioni della curia o del senato | nell'esercito romano, squadra di dieci cavalieri.
decuriazione   s.f.  nell'antica roma, divisione in decurie.
decurio   s.m.  (ant.) decurione.
decurionato   s.m.  il grado e la carica del decurione.
decurione   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, capo di una decuria; anche, membro del senato delle colonie e dei municipi romani    • 2 •   durante la dominazione spagnola in italia, membro del governo delle comunità locali.
decurtare   v. tr.  diminuire, ridurre, riferito a somme, importi, valori: l'inflazione decurta il potere d'acquisto della moneta; decurtare un debito, pagarne una parte; decurtare le spese, tagliarle, limitarle.
decurtazione   s.f.  il decurtare, l'essere decurtato.
decussare   v. tr.  (rar.) intersecare qualcosa formando con essa una x.
decussato   part. pass.  di decussare   agg.  disposto a forma di x | croce decussata, (arald.) croce di sant'andrea | foglie decussate, (bot.) opposte.
decussazione   s.f.    • 1 •   (rar.) intersezione a forma di x; incrocio    • 2 •   (anat.) punto in cui si incrociano le fibre nervose.
decusse   s.f.  figura a x; croce | (arald.) croce di sant'andrea | (archeol.) incrocio tra il cardo e il decumano.
dedaleo   agg.  (lett.)    • 1 •   di dedalo; degno di dedalo, della sua arte    • 2 •   (fig.) labirintico, intricato | mirabilmente ingegnoso, complicato.
dedalo   (1) s.m.  labirinto, intrico: un dedalo di vie. 
dedalo   (2) agg.  (lett.) artistico, ingegnoso: o stupenda opra, o dedalo architetto!  (ariosto o. f.  xxxiv, 53).
dedica   s.f.    • 1 •   le parole o il breve scritto con cui si offre una propria opera, la propria fotografia o una qualsiasi altra cosa a qualcuno (come atto di omaggio, di stima o di affetto) | nel poema epico ed epico-cavalleresco, parte della protasi che contiene la dedica    • 2 •   (ant.) offerta, dono.
dedicare   v. tr.  [io dèdico, tu dèdichi ecc.]    • 1 •   consacrare a una divinità, oppure alla madonna o ai santi: un tempio dedicato a vesta; dedicare una chiesa a san giovanni  | intitolare alla memoria di qualcuno: la scuola è dedicata a giovanni pascoli    • 2 •   offrire un'opera letteraria o artistica a qualcuno in atto di omaggio: l'ariosto dedicò l'«orlando furioso» a ippolito d'este    • 3 •   (estens.) rivolgere la propria attività, le proprie cure verso un determinato fine: dedicare la vita alla famiglia; dedicare alla lettura il tempo libero; i giornali dedicano molto spazio all'argomento  | dedicarsi v. rifl.  darsi con serietà e passione a un'attività occuparsi con amore di qualcuno: dedicarsi al lavoro, agli studi; dedicarsi ai figli, a un ideale. 
dedicatario   s.m.  [f. -a] colui al quale è dedicata qualcosa.
dedicato   part. pass.  di dedicare   agg.  nei sign. del verbo | computer dedicato, specializzato per uno scopo particolare.
dedicatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) colui che fa una dedica.
dedicatoria   s.f.  lettera di dedica.
dedicatorio   agg.  di dedica, che costituisce una dedica: lettera dedicatoria. 
dedicazione   s.f.    • 1 •   il dedicare, l'essere dedicato | la cerimonia con cui si dedica una chiesa, una cappella, un altare al culto divino o a un particolare santo; consacrazione    • 2 •   festa annuale che ricorda la consacrazione di una chiesa.
deditizio   agg.  e s.m.  [f. -a] (st.) si dice di chi, essendosi sottomesso volontariamente ai romani, non aveva diritto di cittadinanza ma conservava la propria libertà (a differenza degli altri prigionieri di guerra, che venivano venduti come schiavi).
dedito   agg.  che si dedica con assiduità e impegno a un'attività: dedito allo studio  | che ha un'abitudine viziosa: dedito all'alcol, al gioco  § deditamente avv.  (non com.) con dedizione.
dedizione   s.f.    • 1 •   il dedicarsi totalmente e senza riserve a una persona o a un'attività, un ideale e sim.: dedizione alla famiglia, al dovere  | (estens.) abnegazione, sacrificio di sé: lavorare con dedizione    • 2 •   (ant.) capitolazione, resa.
dedotto   part. pass.  di dedurre  e agg.  nei sign. del verbo.
deducibile   agg.    • 1 •   che si può dedurre: una conseguenza facilmente deducibile    • 2 •   che si può detrarre: oneri deducibili, oneri finanziari che si possono dedurre dal reddito agli effetti della tassazione.
deducibilità   s.f.  l'essere deducibile; detraibilità.
dedurre   v. tr.  [coniugato come condurre]    • 1 •   (filos.) ricavare per deduzione | nell'uso com., desumere, arguire: dal modo in cui si veste si deducono i suoi gusti    • 2 •   trarre, derivare: molière dedusse da plauto la trama dell'«avaro»    • 3 •   detrarre, defalcare, sottrarre: il guadagno si calcola deducendo le spese dal ricavo    • 4 •   (dir.) allegare, presentare, indicare: le prove dedotte non hanno rilevanza in causa    • 5 •   (ant.) trasportare da un luogo a un altro | dedurre una colonia, presso gli antichi romani, fondare una colonia con coloni provenienti dalla madrepatria.
deduttivo   agg.  (filos.) di deduzione, che si basa sulla deduzione: ragionamento, metodo deduttivo  § deduttivamente avv.  per deduzione.
deduttore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi deduce.
deduzione   s.f.    • 1 •   (filos.) ragionamento per il quale da determinate premesse si ricavano conclusioni logicamente necessarie; verità o giudizio cui si arriva attraverso questo procedimento | nell'uso com., l'atto di desumere, di arguire; ciò che si desume, si arguisce: deduzioni arbitrarie    • 2 •   detrazione, defalco, sottrazione | diminuzione dell'imponibile.
dee-jay  dee-jay s.m. invar.  disc-jockey.
deescalation   s.f. invar.    • 1 •   riduzione progressiva dell'impegno militare in un conflitto    • 2 •   (estens.) attenuazione graduale di un fenomeno politico, sociale, economico e sim.
de facto   loc. avv.  (dir.) in realtà, di fatto; si usa soprattutto in contrapposizione a de iure, per designare ciò che non è (ancora) riconosciuto giuridicamente.
defalcamento   s.m.  (rar.) il defalcare; defalco.
defalcare   non com. difalcare, diffalcare, v. tr.  [io defalco, tu defalchi ecc.] sottrarre, togliere una quantità da un'altra più grande: defalcare una somma dallo stipendio. 
defalcazione   s.f.  il defalcare; defalco.
defalco   non com. difalco, diffalco, s.m.  [pl. -chi] il defalcare, la quantità defalcata: un defalco del venti per cento. 
defascistizzare   v. tr.  epurare da elementi fascisti; liberare dalla ideologia, dalle influenze fasciste.
defaticamento   s.m.  in atletica leggera, corsa di breve durata o altro esercizio che l'atleta compie dopo uno sforzo intenso per eliminare l'acido lattico formatosi nei muscoli in seguito alla fatica compiuta.
defaticarsi   v. rifl.  [io mi defatico, tu ti defatichi ecc.] in atletica leggera, compiere il defaticamento.
defatigante   part. pres.  di defatigare   agg.  stancante, spossante, stressante.
defatigare   v. tr.  [io defatigo, tu defatighi ecc.] (non com.) stancare, affaticare, logorare: un compito defatigante. 
defatigatorio   agg.  (dir.) si dice di manovra giudiziaria che tende a protrarre una causa per stancare l'avversario.
defatigazione   s.f.  (rar.) affaticamento, logoramento; fatica.
default   s.m. invar.  (inform.) determinazione automatica di una variabile per il funzionamento di una macchina o di un programma, in mancanza di una scelta specifica dell'operatore.
defecare   v. intr.  [io defèco, tu defèchi ecc. ; aus. avere] espellere le feci, andar di corpo | v. tr.  purificare un liquido sottoponendolo a un opportuno trattamento chimico o meccanico (decantazione, filtraggio ecc).
defecazione   s.f.  il defecare.
defedato   agg.  (med.) gravemente deperito: organismo, paziente defedato. 
defenestrare   v. tr.  [io defenèstro ecc.]    • 1 •   buttare dalla finestra    • 2 •   (fig.) estromettere qualcuno da una carica o da un impiego.
defenestrazione   s.f.  il defenestrare, l'essere defenestrato: defenestrazione di praga, (st.) atto di ribellione contro il governo asburgico compiuto nel 1618 dai protestanti boemi che, penetrati nel castello di praga, gettarono dalla finestra i rappresentanti imperiali | (fig.) allontanamento improvviso da una carica: la defenestrazione di un funzionario. 
defensionale   agg.  (dir.) che riguarda la difesa dell'imputato o della parte: prova, testimonio, scritto defensionale. 
deferente   part. pres.  di deferire   agg.    • 1 •   pieno di rispetto e di riguardo; ossequioso: mostrarsi deferente verso i superiori    • 2 •   che porta giù, che trasporta fuori | canale, dotto deferente, (anat.) canale che congiunge il testicolo alla vescichetta seminale § deferentemente avv.  con deferenza.
deferentite   s.f.  (med.) infiammazione del canale deferente.
deferenza   s.f.  l'essere deferente; atteggiamento rispettoso; ossequio: mostrare, avere deferenza verso qualcuno. 
deferimento   s.m.  il deferire, l'essere deferito, il deferirsi.
deferire   v. tr.  [io deferisco, tu deferisci ecc.] (dir.) sottoporre a un esame, una decisione, un giudizio: deferire una pratica all'autorità competente; deferire qualcuno all'autorità giudiziaria, denunciarlo | deferire il giuramento, invitare la controparte a prestare il giuramento | v. intr.  [aus. avere] (rar.) essere deferente, rimettersi, conformarsi.
defervescenza   s.f.  (med.) abbassamento o scomparsa della febbre: defervescenza per lisi, se il fenomeno è lento e graduale; defervescenza per crisi, se è rapido.
defesso   agg.  (ant.) affaticato, stanco.
defettibile   agg.  (lett.) che può commettere una mancanza, cadere in difetto, venir meno.
defetto    ⇨ difetto.
defezionare   v. intr.  [io defezióno ecc. ; aus. avere]    • 1 •   abbandonare un gruppo, un'organizzazione a cui si aderiva: defezionare dal proprio partito    • 2 •   (non com.) mancare di parola: defezionare da una promessa. 
defezione   s.f.    • 1 •   il defezionare, il venir meno: defezione di voti  | assenza, rinuncia: la cerimonia ha registrato molte defezioni    • 2 •   (ant.) mancanza, privazione.
defezionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) che, chi compie una defezione.
defibrillatore   s.m.  (med.) apparecchio che invia delle leggere scariche elettriche a due piastre metalliche applicate sul torace in corrispondenza del cuore, per arrestare la fibrillazione e ripristinare il normale ritmo cardiaco.
defibrillazione   s.f.  (med.) metodo per far cessare le aritmie cardiache gravi facendo uso del defibrillatore.
deficiente   agg.    • 1 •   scarso, insufficiente: una pianta dallo sviluppo deficiente    • 2 •   mancante di qualcosa: alimentazione deficiente di proteine   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi è intellettualmente e psichicamente inferiore alla media    • 2 •   (estens.) stupido, imbecille (spesso usato come epiteto ingiurioso): sei un perfetto deficiente!. 
deficienza   s.f.    • 1 •   scarsezza, penuria: deficienza di viveri  | (fig.) mancanza, incompletezza, lacuna: un alunno con delle deficienze in matematica    • 2 •   (med.) oligofrenia; insufficienza mentale | (estens.) stupidità, imbecillità.
deficit   s.m. invar.    • 1 •   (fin.) in un bilancio, eccedenza del passivo sull'attivo: essere in deficit    • 2 •   (fig.) deficienza, carenza, insufficienza: deficit mentale, culturale. 
deficitario   agg.    • 1 •   (fin.) che è in deficit: bilancio deficitario    • 2 •   (fig.) scarso, insufficiente: sviluppo deficitario. 
defiggere   v. tr.  [coniugato come figgere] (rar.) staccare ciò che è affisso.
defilamento   s.m.    • 1 •   (mil.) il defilare, il defilarsi    • 2 •   (mar.) manovra di navi per la quale una unità passa a breve distanza da un'altra in posizione di controbordo.
defilare   v. tr.  (mil.) sottrarre al fuoco o all'osservazione del nemico: defilare le truppe  | v. intr.  [aus. avere] (mar.) eseguire la manovra di defilamento | defilarsi v. rifl.    • 1 •   (mil.) sottrarsi al tiro e alla vista del nemico    • 2 •   (fig.) scomparire, rendersi irreperibile: appena può, si defila  | sottrarsi a qualcosa: defilarsi dal lavoro prima dell'orario di uscita. 
defilato   part. pass.  di defilare   agg.  nei sign. del verbo | (mil.) sottratto all'osservazione e al tiro diretto: postazione defilata. 
definibile   agg.  che si può definire.
definire   v. tr.  [io definisco, tu definisci ecc.]    • 1 •   determinare con parole la natura, le qualità essenziali di qualcosa o di qualcuno: definire il concetto di triangolo; una persona difficile da definire  | definire un vocabolo, spiegarne il significato    • 2 •   determinare segnando dei limiti (anche fig.): definire i confini di una proprietà; definire i poteri di una carica    • 3 •   (fig.) risolvere, comporre: definire una questione, una lite, una pendenza. 
definitezza   s.f.  l'essere definito.
definitività   s.f.  qualità di ciò che è definitivo.
definitivo   agg.  che decide di qualcosa in modo conclusivo, che mette fine a una questione: dare una risposta definitiva; edizione definitiva, l'ultima approvata dall'autore | atto definitivo, (dir.) atto amministrativo non impugnabile in via gerarchica; sentenza definitiva, non più appellabile | in definitiva, in conclusione, insomma § definitivamente avv.  in modo definitivo, conclusivo; per sempre.
definito   part. pass.  di definire   agg.  determinato, preciso, chiaro: contorni poco definiti; una posizione politica ben definita  § definitamente avv. 
definitore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi definisce.
definitorio   agg.  (non com.) che definisce, che ha il potere di definire.
definizione   s.f.    • 1 •   il definire; l'insieme delle parole usate per definire qualcosa: dare una definizione esatta, chiara, concisa    • 2 •   decisione che pone fine a una questione: definizione amichevole di una controversia    • 3 •   (foto. , cine. , tv) nitidezza, precisione dei particolari di un'immagine | tv ad alta definizione, sistema di ripresa e trasmissione televisiva che dà immagini molto nitide.
defiscalizzare   v. tr.  sottoporre a defiscalizzazione.
defiscalizzazione   s.f.  abolizione della fiscalizzazione.
defissione   (1) s.f.  nell'antichità, pratica magica dei greci e dei romani, consistente nel trafiggere con un chiodo un fantoccio rappresentante un nemico, o una tavoletta con su scritto il suo nome, al fine di procurargli dolori e sventure.
defissione   (2) s.f.  (rar.) il defiggere, l'essere defisso.
deflagrare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   esplodere, detto spec. di esplosivi da lancio    • 2 •   (fig. lett.) manifestarsi all'improvviso e violentemente: il deflagrare degli odi, dei risentimenti    • 3 •   (geol.) subire deflagrazioni.
deflagrazione   s.f.    • 1 •   il deflagrare; esplosione, scoppio: si udì una forte deflagrazione    • 2 •   (geol.) disgregazione meccanica e violenta di rocce simile a una esplosione, che si verifica in climi desertici a causa di repentini cambiamenti di temperatura.
deflativo   diffuso ma non corretto deflattivo, agg.  (econ.) deflazionistico.
deflatore   s.m.  (econ.) indice dei prezzi che consente di distinguere gli aumenti reali del prodotto nazionale da quelli dovuti all'inflazione.
deflatorio   agg.  (econ.) deflazionistico.
deflattivo    ⇨ deflativo.
deflazionare   v. tr.  [io deflazióno ecc.] (econ.) produrre una condizione di deflazione.
deflazione   (1) s.f.  (econ.) contrazione o rallentamento temporanei della crescita della produzione e del reddito | (non com.) contrazione della quantità di moneta nel sistema economico (si contrappone a inflazione).
deflazione   (2) s.f.  (geol.) asportazione, ad opera del vento, di granuli sabbiosi formatisi per disgregazione di rocce in climi desertici.
deflazionistico   agg.  [pl. m. -ci] (econ.) proprio della deflazione; che tende a promuovere una deflazione: provvedimento deflazionistico. 
deflegmare   o deflemmare, v. tr.  [io deflègmo ecc.] (chim.) distillare una miscela di oli di flemma per toglierne la flemma stessa o l'alcol greggio.
deflegmatore   o deflemmatore, s.m.  (chim.) apparecchiatura per distillare gli oli di flemma.
deflegmazione   o deflemmazione, s.f.  (chim.) l'operazione del deflegmare.
deflemmare   e deriv.   ⇨ deflegmare e deriv. 
deflessione   s.f.  il deflettere.
deflettere   v. intr.  [coniugato come flettere; aus. avere]    • 1 •   deviare, cambiare direzione; piegare da una parte: la nave fu costretta a deflettere dalla rotta    • 2 •   (fig.) cambiare opinione, rinunciare alla propria linea di condotta: non deflettere da una decisione. 
deflettore   s.m.  elemento meccanico fisso o mobile che serve a deviare flussi di liquidi o di gas | (aut.) vetro orientabile del finestrino anteriore, atto a deviare il flusso dell'aria.
deflorare   v. tr.  [io deflòro ecc.] (lett.) privare una donna della verginità sverginare.
deflorazione   s.f.  (lett.) il deflorare, l'essere deflorata.
defluenza   s.f.  (rar.) il defluire; deflusso.
defluire   v. intr.  [io defluisco, tu defluisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   scorrere verso il basso (detto di liquidi)    • 2 •   (estens.) uscire come una corrente: la folla defluiva lentamente dalla piazza. 
deflusso   s.m.    • 1 •   il defluire: il deflusso della marea  | in idraulica, il volume d'acqua che passa per una sezione stabilita di un corso d'acqua nell'unità di tempo    • 2 •   (estens.) l'uscire come una corrente: il deflusso degli spettatori da un teatro. 
defogliante   o defoliante, part. pres.  di defogliare   agg.  e s.m.  si dice di prodotto chimico per uso bellico che defoglia le piante.
defogliare   o defoliare, v. tr.  [io defòglio ecc.] (non com.) provocare la caduta delle foglie delle piante e quindi la distruzione della vegetazione per mezzo di defoglianti | defogliarsi v. rifl.  detto di piante, spogliarsi naturalmente delle foglie all'approssimarsi della stagione fredda.
defogliazione   o defoliazione, s.f.  il defogliare, il defogliarsi.
defoliare   e deriv.   ⇨ defogliare e deriv. 
deforestare   v. tr.  [io deforèsto ecc.] tagliare la vegetazione arborea; diboscare.
deforestazione   s.f.  taglio della vegetazione arborea; diboscamento.
deformabile   agg.  che si può deformare.
deformabilità   s.f.  l'essere deformabile.
deformante   part. pres.  di deformare   agg.  nei sign. del verbo | artrite deformante, (med.) artrite che produce la deformazione dei capi articolari.
deformare   v. tr.  [io defórmo ecc.]    • 1 •   alterare la forma di qualcosa: l'umidità deforma il legno    • 2 •   (fig.) alterare, travisare, distorcere: deformare la verità, il significato di una parola    • 3 •   deturpare, imbruttire: una cicatrice gli deformava il volto  | deformarsi v. rifl.  perdere la propria forma: le scarpe si deformano con l'uso. 
deformazione   s.f.    • 1 •   il deformare, il deformarsi, l'essere deformato; la parte deformata | deformazione professionale, particolare distorsione della mentalità o del comportamento indotta dall'abitudine a esercitare un dato lavoro    • 2 •   (fis.) cambiamento di forma di un corpo per effetto di una forza esterna: deformazione elastica, quella che cessa al cessare della forza; deformazione permanente, quella che permane al cessare della forza.
deforme   agg.  che si allontana dalla forma naturale o normale e perciò risulta brutto, sgradevole a vedersi: una mano deforme  § deformemente avv. 
deformità   s.f.    • 1 •   stato di chi o di ciò che è deforme    • 2 •   (med.) deformazione permanente, congenita o acquisita.
defosforazione   s.f.  (metall.) eliminazione del fosforo da un metallo o da una lega metallica allo stato fuso.
deframmentare   v. tr.  [io deframménto ecc.] (inform.) riordinare i dati registrati sull'hard disk, rendendo fisicamente contigui gli elementi appartenenti allo stesso file.
defraudamento   s.m.  (non com.) il defraudare, l'essere defraudato.
defraudare   v. tr.  [io defràudo ecc.] privare qualcuno con la frode di ciò che gli spetta: defraudare di un diritto; sentirsi defraudato di qualcosa. 
defraudatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi defrauda.
defraudazione   s.f.  (non com.) il defraudare, l'essere defraudato; frode, inganno.
defungere   v. intr.  [io defungo, tu defungi ecc. ; aus. essere]    • 1 •   (lett.) morire    • 2 •   (scherz.) cessare definitivamente di funzionare: questo televisore sta per defungere. 
defunto   agg.  (lett.)    • 1 •   morto, deceduto    • 2 •   (fig.) scomparso, perduto, finito per sempre: fa ragion che sia / la vista in te smarrita e non defunta  (dante par.  xxvi, 8-9)  s.m.  (lett.) [f. -a] persona morta, deceduta: la commemorazione dei defunti, ricorrenza religiosa che nel cattolicesimo si celebra il    • 2 •   novembre.
degassamento   s.m.  il degassare.
degassare   v. tr.  degassificare.
degassatore   s.m.  apparecchio per degassare.
degassificare   v. tr.  [io degassìfico, tu degassìfichi ecc.] (tecn.) eliminare il gas contenuto in un liquido, in un solido o in un recipiente.
degassificato   part. pass.  di degassificare   agg.  privato del gas che conteneva: latte degassificato. 
degassificazione   s.f.  (tecn.) il degassificare, l'essere degassificato.
degenerare   v. intr.  [io degènero ecc. ; aus. avere  o essere]    • 1 •   cambiare in peggio: la bronchite è degenerata in polmonite; la discussione ha degenerato in una rissa    • 2 •   tralignare, allontanarsi dalle qualità e dai valori positivi della propria famiglia o della propria stirpe    • 3 •   (biol.) essere colpito da degenerazione | v. tr.  (non com.) rendere peggiore; snaturare.
degenerativo   agg.  (med.) proprio della degenerazione: processo degenerativo. 
degenerato   part. pass.  di degenerare  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è di abitudini immorali.
degenerazione   s.f.    • 1 •   il degenerare, l'essere degenerato: la degenerazione dei costumi    • 2 •   (biol.) alterazione della normale composizione delle cellule, dei tessuti, degli organi.
degenere   agg.  che degenera; che non ha le buone qualità degli antenati o dei predecessori: figlio, re degenere. 
degente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è a letto per malattia o è ricoverato in un luogo di cura: i degenti di una clinica. 
degenza   s.f.  il periodo trascorso a letto per malattia o in un luogo di cura: una degenza di otto giorni in ospedale. 
deglassare   v. tr.  (gastr.) diluire un sugo che si è rappreso.
degli   lett. de gli, prep.  composta da di  e gli. 
deglutinazione   s.f.  (ling.) perdita del suono iniziale di una parola, perché inteso come articolo o preposizione (p. e. avello, dal lat. labe°llum).
deglutire   v. tr.  [io deglutisco, tu deglutisci ecc.] far passare gli alimenti dalla bocca nell'esofago.
deglutizione   s.f.  il deglutire: difficoltà di deglutizione. 
degnare   v. tr.  [io dégno ecc] reputare degno: non mi degnò di uno sguardo  | v. intr.  [aus. essere], degnarsi v. rifl.  accondiscendere a fare qualcosa, avere la compiacenza di fare qualcosa (oggi per lo più iron.): si è finalmente degnato di rispondermi. 
degnazione   s.f.  il degnarsi; in partic., atteggiamento di ostentata benevolenza e compiacenza verso gli altri da parte di chi si reputa superiore: accettare con aria di degnazione  | avere la degnazione di, degnarsi di.
degnevole   agg.  (ant. , lett) condiscendente; cortese, affabile § degnevolmente avv. 
degnità    ⇨ dignità.
degno   agg.    • 1 •   che merita qualcosa: degno di biasimo, di lode; non è degno che gli si presti attenzione  ' idoneo, capace: un uomo degno di un alto compito; me degno a ciò né io né altri 'l crede  (dante inf.  ii, 33)    • 2 •   che si addice; conveniente, adeguato: un palazzo degno di un re; un degno compenso alle fatiche  | anche iron.: è una prodezza degna di voi; un suo degno compare    • 3 •   onesto, perbene: una degna persona  | pregevole, lodevole: fare qualcosa di degno  § degnamente avv. 
degradabile   agg.  (chim.) che può subire una degradazione, una decomposizione.
degradamento   s.m.  il degradare, il degradarsi; degradazione.
degradante   part. pres.  di degradare   agg.  che degrada (spec. fig.): un'azione degradante. 
degradare   v. tr.    • 1 •   infliggere la pena della degradazione    • 2 •   (fig.) umiliare, avvilire, rendere abietto: i vizi degradano l'uomo    • 3 •   (geol. , fis. , chim.) provocare una degradazione | v. intr.  [aus. avere] (non com.) digradare | degradarsi v. rifl.  abbrutirsi, avvilirsi | v. rifl.    • 1 •   (geol. , fis. , chim.) subire una degradazione    • 2 •   subire un degrado: il patrimonio edilizio si va lentamente degradando. 
degradato   part. pass.  di degradare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  chi ha subìto la pena della degradazione § degradatamente avv.  (rar.) diminuendo grado a grado.
degradazione   s.f.    • 1 •   pena militare consistente nella privazione del grado    • 2 •   (fig.) stato di profondo avvilimento e abiezione morale: ridursi agli estremi della degradazione    • 3 •   (geol.) demolizione delle rocce a opera degli agenti atmosferici    • 4 •   degradazione (dell'energia), (fis.) passaggio da una forma superiore di energia a una forma inferiore (p. e.  da energia elettrica a energia termica); passaggio di energia termica da temperatura più elevata a temperatura più bassa; anche, il continuo incremento di energia termica dispersa    • 5 •   (chim.) trasformazione di sostanze in altre più semplici attraverso reazioni chimiche; decomposizione, demolizione.
degrado   s.m.  deterioramento, decadimento, rovina: degrado edilizio, ambientale, ecologico. 

degrassaggio   s.m.  sgrassatura, spec. di parti meccaniche.
degu   s.m.  piccolo mammifero roditore sudamericano simile al topo.
degusciare   v. tr.  [io degùscio ecc.] (non com.) sgusciare.
degustare   v. tr.  assaggiare, assaporare: degustare un vino. 
degustatore   s.m.  [f. -trice] chi degusta per professione; assaggiatore.
degustazione   s.f.    • 1 •   il degustare | nell'industria alimentare, operazione di assaggio dei prodotti per determinarne le caratteristiche organolettiche    • 2 •   mescita per l'assaggio di bevande alcoliche.
deh   inter.  (lett.) esclamazione di preghiera, esortazione, desiderio e sim.: deh, perché fuggi rapido così?  (carducci).
dehoniano   agg.  e s.m.  che, chi appartiene all'ordine religioso dei sacerdoti del sacro cuore, fondato da l. g. dehon (1843-1925).
dei   lett. de i, poet. de', prep.  composta da di  e i. 
deicida   agg.  e s.m.  [pl. -di] (rar.) che, chi si è macchiato di deicidio.
deicidio   s.m.  uccisione di gesù cristo, in quanto dio.
deideologizzare   v. tr.  sottrarre all'ideologia, a un'ideologia; liberare da una struttura ideologica.
deidratare   v. tr.  disidratare.
deidratazione   s.f.  disidratazione.
deidrocongelazione   s.f.  nell'industria alimentare, sistema di conservazione dei prodotti alimentari mediante parziale essiccazione e successivo congelamento.
deidrogenare   v. tr.  [io deidrògeno ecc.] (chim.) sottoporre un composto a deidrogenazione.
deidrogenazione   s.f.  (chim.) sottrazione d'idrogeno da composti inorganici o, più spesso, organici.
deiezione   s.f.    • 1 •   (geol.) deposito e accumulo dei materiali trasportati dalle acque o dal vento nei punti in cui la forza di trascinamento diminuisce: conoide di deiezione  | fuoruscita di materiale lavico dai vulcani    • 2 •   defecazione | pl.  feci, escrementi.
deificare   v. tr.  [io deìfico, tu deìfichi ecc.]    • 1 •   divinizzare    • 2 •   (fig.) portare alle stelle, esaltare esageratamente.
deificazione   s.f.  il deificare, l'essere deificato (anche fig.).
deifico   agg.  (ant. , lett.) divino, che innalza a dio.
deiforme   agg.  (lett.)    • 1 •   che ha forma, apparenza divina    • 2 •   che prende la propria forma da dio: la concreata e perpetua sete / del deiforme regno  (dante par.  ii, 19-20).
deindicizzare   v. tr.  svincolare da un'indicizzazione: deindicizzare gli affitti, i salari. 
deindicizzazione   s.f.  il deindicizzare, l'essere deindicizzato.
deindustrializzazione   s.f.  (econ.) nei sistemi economici sviluppati, tendenza al predominio del terziario avanzato sull'industria.
deionizzare   v. tr.  (chim.) sottoporre a deionizzazione.
deionizzazione   s.f.  (chim.)    • 1 •   processo di ritorno alla condizione neutra di una sostanza precedentemente ionizzata    • 2 •   eliminazione dalle acque naturali degli ioni salini.
deipara   agg. f.  e s.f.  (lett.) si dice di donna che abbia partorito un dio; nel cristianesimo, attributo di maria, madre di gesù.
deiscente   agg.  (bot.) si dice di organo vegetale che presenta la proprietà della deiscenza.
deiscenza   s.f.  (bot.) proprietà di alcuni organi vegetali (spec. frutti) di aprirsi spontaneamente per lasciare uscire il contenuto.
deismo   s.m.  (filos.) dottrina che ammette l'esistenza di un dio come causa del mondo fondandosi sulla sola ragione, nega la necessità della rivelazione e della provvidenza e non riconosce vincoli di dogmi.
deissi   s.f.  (ling.) procedimento mediante il quale, utilizzando particolari elementi linguistici (deittici), si mette in rapporto l'enunciato con la situazione spazio-temporale a cui si riferisce.
deista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del deismo.
deistico   agg.  [pl. m. -ci] del, relativo al deismo.
deità   ant. deitade [dei-tà-de], deitate, s.f.  essenza o natura divina | divinità, dio.
deittico   s.m.  [pl. -ci] (ling.) elemento dell'enunciato che contribuisce a situarlo in una concreta realtà spazio-temporale; è decodificabile con esattezza soltanto grazie al contesto e ai presupposti del discorso (p. e.  i pronomi pers. e dimostr. come io, tu, questo, quello; gli avverbi di luogo e di tempo come qui, là, ora, ieri) | usato anche come agg.  : gli elementi deittici di un enunciato. 
de iure   loc. avv.  (dir.) secondo la legge, di diritto; si usa spec. in contrapposizione a de facto, per designare la condizione di una cosa, di un atto o di una situazione quale è o dovrebbe essere secondo le norme giuridiche.
del   prep.  composta da di  e il. 
delatore   s.m.  [f. -trice] chi, per un interesse privato, denunzia all'autorità un reato o l'autore di esso.
delay   s.m. invar.  fenomeno che si verifica nell'amplificazione del suono, consiste in una sorta di eco in sottofondo.
delazione   s.f.  azione del delatore; cosa riferita da un delatore, spiata, soffiata.
delebile   agg.  (non com.) che si può cancellare.
delega   s.f.  il delegare | in diritto civile, procura, mandato | in funzione di agg. invar.  solo nella loc. legge delega, legge emanata dal governo quando il parlamento gliene attribuisce la facoltà.
delegante   part. pres.  di delegare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi delega.
delegare   v. tr.  [io dèlego, tu dèleghi ecc.]    • 1 •   autorizzare qualcuno a compiere un atto in propria vece; incaricare, deputare: il presidente delegò il suo vice a rappresentarlo    • 2 •   in diritto amministrativo, affidare ad altri l'esercizio di poteri o funzioni rientranti nella propria sfera di competenze | in diritto civile, investire un altro soggetto del potere di rappresentanza.
delegatario   s.m.  [f. -a] in diritto civile, chi diviene creditore in seguito a una delegazione.
delegatizio   agg.  che concerne una delegazione: commissione delegatizia; emissario delegatizio. 
delegato   part. pass.  di delegare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi rappresenta qualcuno o esercita funzioni proprie di altri: consigliere, amministratore delegato, la persona a cui il consiglio di amministrazione d'una società delega le proprie attribuzioni | delegato apostolico, rappresentante del papa presso comunità cattoliche di stati che non hanno rapporti diplomatici con la santa sede | delegato di pubblica sicurezza, funzionario di polizia a cui nel precedente ordinamento erano attribuite le mansioni oggi proprie del vicecommissario.
delegazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il delegare; delega | (dir.) istituto giuridico in virtù del quale il debitore può assegnare al creditore un nuovo debitore che si obbliga in sua vece | delegazione amministrativa, istituto in base al quale lo stato può delegare alle regioni particolari funzioni amministrative diverse da quelle ordinarie | delegazione legislativa, atto mediante il quale il parlamento abilita il governo a emanare un decreto avente valore di legge ordinaria    • 2 •   ufficio, autorità, sede di un delegato | circoscrizione territoriale su cui un delegato esplica le sue funzioni | nei grandi comuni, ufficio comunale periferico per il decentramento di taluni servizi    • 3 •   commissione di più delegati a cui è stato dato un incarico di rappresentanza: la delegazione italiana all'onu. 
delegiferare   v. intr.  [io delegìfero ecc.] tendere a emanare meno leggi, spec. su materie di scarso interesse generale.
delegificare   v. tr.  [io delegìfico, tu delegìfichi ecc.] sottoporre a delegificazione.
delegificazione   s.f.  sottrazione di una materia a disciplina legislativa e sua attribuzione alla sfera amministrativa.
delegittimare   v. tr.  [io delegìttimo ecc.] sottrarre la legittimazione a determinati organi o poteri: delegittimare un comitato. 
delegittimazione   s.f.  il delegittimare, l'essere delegittimato.
delete   s.m.  (inform.) il comando che consente la cancellazione dei dati; sulla tastiera del computer, il tasto del corrispondente a questo comando.
deleterio   agg.  che porta grave danno, rovina fisica o morale: il vizio del fumo è deleterio per l'organismo. 
delettare   e deriv.   ⇨ dilettare e deriv. 
delezione   s.f.  in genetica, alterazione del materiale ereditario consistente nella perdita di un segmento di cromosoma.
delfico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di delfi, antica città della grecia, sede di un famoso oracolo    • 2 •   (estens. lett.) profetico.
delfinare   v. intr.  [aus. avere] detto di mezzi di navigazione aerea o sottomarina, procedere oscillando in senso verticale.
delfinario   s.m.  grande vasca, generalmente all'interno di un acquario, in cui vivono e vengono mostrati al pubblico delfini ammaestrati.
delfinattero   s.m.  (zool.) beluga.
delfinidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di cetacei carnivori a cui appartengono, tra gli altri, il delfino e l'orca | sing.  [-e] ogni cetaceo appartenente a tale famiglia.
delfiniera   s.f.  arpione speciale usato per la pesca dei delfini e del pesce spada.
delfinio   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee annue o perenni, originarie delle regioni temperate, con foglie palmate e fiori provvisti di sperone (fam.  ranuncolacee).
delfinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nel nuoto, atleta che pratica lo stile delfino.
delfino   (1) s.m.    • 1 •   mammifero cetaceo marino, nero sul dorso, grigio sui fianchi, bianco sul ventre, con corpo affusolato, muso acuminato, mascelle armate di denti aguzzi, pinna dorsale a mezzaluna | delfino bianco, beluga, delfinattero    • 2 •   (sport) stile di nuoto in cui le braccia agiscono simultaneamente con movimento circolare e le gambe unite si flettono battendo l'acqua: nuotare a delfino. 
delfino   (2) s.m.    • 1 •   (st.) titolo onorifico che si dava in origine ai signori della regione francese del delfinato, in seguito attribuito al primogenito del re di francia    • 2 •   (estens.) chi già è stato scelto o è considerato il più probabile successore di un personaggio in una carica importante, spec. politica.
deliaco   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) dell'isola greca di delo.
delibare   v. tr.    • 1 •   (lett.) degustare, assaporare | (fig.) godere di qualcosa di squisito: doppia dolcezza in un volto delibo  (petrarca canz.  cxciii, 8)    • 2 •   (fig. lett.) trattare senza approfondire: delibare un argomento    • 3 •   (dir.) riferito a una sentenza pronunciata da un tribunale straniero o ecclesiastico, riconoscerne, previo esame, l'efficacia in italia.
delibazione   s.f.  il delibare, l'essere delibato (anche in diritto): giudizio di delibazione. 
delibera   s.f.  (burocr.) deliberazione.
deliberante   part. pres.  di deliberare    • 2 •   agg.  che delibera, che può deliberare: organo, potere deliberante. 
deliberare   (1) o diliberare, diliverare, dilivrare [di-li-vrà-re], v. tr.  [io delìbero ecc.] (ant.) liberare: ben venne a dilivrarmi un grande amico  (petrarca canz.  lxxxi, 5).
deliberare   (2) ant. diliberare, v. tr.  [io delìbero ecc.]    • 1 •   (lett.) decidere, stabilire | (burocr.) detto di un organo collegiale, approvare con una decisione che ha valore esecutivo: il consiglio delibererà i nuovi impegni di spesa    • 2 •   nelle vendite all'asta, aggiudicare: il quadro è stato deliberato per dieci milioni  | v. intr.  [aus. avere] (burocr.) prendere una decisione che ha valore esecutivo; stabilire, disporre: la corte si è ritirata per deliberare; deliberare in, su una materia  | deliberarsi v. rifl.  (lett.) risolversi, decidersi.
deliberatario   s.m.  (dir.) chi in una vendita all'asta si è aggiudicato qualcosa.
deliberativa   s.f.  (non com.) facoltà di deliberare, di decidere.
deliberativo   agg.  che vale a deliberare, a decidere di una questione: voto, potere deliberativo  | procedimento, modo deliberativo, (ret.) quello in cui un soggetto chiede a sé stesso in che modo si debba comportare (p. e. che debbo fare?) | genere deliberativo, nella retorica antica, uno dei tre generi dell'eloquenza, il cui fine è di persuadere o dissuadere.
deliberato   part. pass.  di deliberare    • 2 •   agg.    • 1 •   fermo, deciso, risoluto: con animo deliberato    • 2 •   voluto, volontario, intenzionale: lo uccise con deliberata ferocia   s.m.  (burocr.) deliberazione, decisione: il deliberato dell'assemblea  § deliberatamente avv.  di proposito.
deliberatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi delibera.
deliberazione   s.f.    • 1 •   il deliberare, l'essere deliberato; la cosa deliberata: prendere, votare una deliberazione    • 2 •   (psicol.) momento del processo volitivo in cui l'uomo considera e valuta i vari elementi che lo porteranno a compiere una determinata scelta.
delicatezza   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è delicato, tenue, fine: delicatezza di carnagione, di colori    • 2 •   fragilità, deteriorabilità: la delicatezza del vetro, di un tessuto  | gracilità, debolezza di costituzione fisica    • 3 •   discrezione, tatto, prudenza: dimostrare una grande delicatezza  | gentilezza, cortesia: delicatezza d'animo; trattare con delicatezza    • 4 •   squisitezza, raffinatezza di un cibo o d'una bevanda | pl.  cibi prelibati, raffinati    • 5 •   pl.  (lett.) mollezze, agi: crescere, vivere nelle delicatezze. 
delicato   ant. dilicato, agg.    • 1 •   che dà un'impressione di finezza, di morbidezza, di piacevole leggerezza: pelle delicata; tessuto delicato; suono, profumo, sapore, colore delicato; cibo delicato, leggero, facile da digerire    • 2 •   facile a guastarsi, ad alterarsi: congegno delicato  | gracile, cagionevole: avere lo stomaco delicato; essere delicato di salute.  dim. delicatino, delicatuccio    • 3 •   che richiede tatto, prudenza, abilità: una questione delicata; un incarico delicato  | un tasto delicato, (fig.) un argomento che va trattato con discrezione, con tatto | un momento delicato, una situazione difficile, critica    • 4 •   discreto, fine, gentile: un pensiero delicato; una domanda poco delicata  ' orecchio, palato delicato, dotato di particolare sensibilità    • 5 •   (ant.) detto di luogo, piacevole, ameno, delizioso § delicatamente avv. 
delicious   s.f. invar.  varietà di mela con buccia liscia, rossa o gialla, e polpa dolce e compatta | anche agg. invar.  : mele delicious. 
delikatessen   s.f. pl.  specialità gastronomiche, spec. straniere; delicatezze.
delimitare   v. tr.  [io delìmito ecc.] chiudere entro limiti precisi; definire (anche fig.): il giardino era delimitato da una siepe; delimitare le competenze di un ufficio. 
delimitativo   agg.  che serve a delimitare.
delimitazione   s.f.  il delimitare, l'essere delimitato; cosa che delimita.
delineamento   s.m.    • 1 •   il delineare, l'essere delineato    • 2 •   pl.  (ant.) lineamenti.
delineare   v. tr.  [io delìneo ecc.]    • 1 •   tracciare le linee essenziali, i contorni di qualcosa: delineare una figura    • 2 •   (fig.) abbozzare, descrivere nei tratti essenziali: delineare un programma di riforme  | delinearsi v. rifl.  essere percepibile, visibile nelle linee essenziali; apparire (anche fig.): la nave si delineava all'orizzonte; la situazione si delinea difficile. 
delineato   part. pass.  di delineare   agg.  nei sign. del verbo | carattere ben delineato, chiaro, definito.
delineatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi delinea.
delineazione   s.f.  (non com.) delineamento.
delinquente   part. pres.  di delinquere   agg.  (rar.) nel sign. del verbo | (ant.) colpevole, che si è macchiato di un delitto  s.m.  e f.    • 1 •   (dir.) chi delinque; autore di delitti: delinquente abituale, comune    • 2 •   (estens.) chi compie azioni riprovevoli; persona malvagia: un delinquente nato; faccia da delinquente. 
delinquenza   s.f.  il delinquere, come fenomeno sociale; il quadro della criminalità riferito a un certo tempo, a un certo luogo o a certe categorie di persone: la delinquenza urbana, minorile, organizzata. 
delinquenziale   agg.  di delinquenza, da delinquente: attitudine delinquenziale. 
delinquere   v. intr.  [usato solo nell'inf.; ant. e rar. le altre forme: io delìnquo ecc. ; part. pass. delinquito; aus. avere] (dir.) commettere uno o più delitti: istigazione a delinquere  | associazione per delinquere, reato consistente nell'associazione di tre o più persone allo scopo di commettere delitti.
delio   agg.  deliaco: lega delio-attica, lega di molte città stretta con atene (478 a. c.) contro i persiani.
deliquescente   agg.  (chim.) si dice di sostanza solida che si scioglie in presenza del vapore acqueo contenuto nell'aria.
deliquescenza   s.f.  (chim.) proprietà di una sostanza deliquescente.
deliquio   s.m.  perdita dei sensi: cadere in deliquio, svenire.
delirante   part. pres.  di delirare   agg.    • 1 •   (med. , psich.) che presenta i tratti del delirio: febbre delirante; convinzioni deliranti    • 2 •   (estens.) privo di misura, esuberante, sfrenato, parossistico: un'immaginazione, una passione delirante  ' del tutto irragionevole, assurdo: discorsi deliranti; è delirante avanzare simili pretese!. 
delirare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (med. , psich.) avere il delirio, essere in stato di delirio    • 2 •   (estens.) dire o fare cose insensate, irragionevoli: delirare d'amore  | entusiasmarsi eccessivamente, in modo fanatico: i fans deliravano per il loro idolo    • 3 •   (ant. , lett.) allontanarsi, deviare dalla norma, dalla regola: perché tanto delira /... lo 'ngegno tuo da quel che sòle?  (dante inf.  xi, 76-77).
delirio   ant. deliro, s.m.    • 1 •   (med.) alterazione dello stato di coscienza, con allucinazioni e agitazione motoria, conseguenza di febbre acuta o di altri fattori (alcolismo, danni cerebrali ecc.): avere il delirio; un accesso di delirio  | (psich.) stato di coscienza caratterizzato da convinzioni erronee e illogiche, che riflettono un distacco dal senso comune e dalla realtà è tipico della schizofrenia: delirio lucido, confuso, allucinatorio; delirio di gelosia, di persecuzione, di morte; delirio di grandezza, megalomania; delirio cronico, paranoia    • 2 •   (estens.) esaltazione fantastica, passionale: delirio poetico, mistico; delirio dei sensi  | entusiasmo fanatico, spec. collettivo: la folla era in delirio. 
delirium tremens   loc. sost. m. invar.  (med.) crisi psicofisica caratterizzata da tremito e allucinazioni, che colpisce gli alcolizzati cronici.
deliro   (1) agg.  (ant. , lett.) delirante, in preda a delirio.
deliro   (2)  ⇨ delirio.
delitescenza   s.f.  (antiq.) in chimica, proprietà di una sostanza cristallina di subire uno sfaldamento o una progressiva disgregazione per azione di forze esogene o per assorbimento d'acqua.
delitto   s.m.    • 1 •   (dir.) violazione di una norma penale per la quale siano previste le pene dell'ergastolo, della reclusione o della multa: delitto contro la proprietà, contro la persona; delitto colposo, preterintenzionale; commettere un delitto    • 2 •   nell'uso comune, omicidio: macchiarsi di atroci delitti; delitto perfetto, effettuato senza lasciare tracce o indizi che consentano di scoprirne l'autore    • 3 •   (estens.) grave mancanza o colpa (anche scherz.): è un delitto far soffrire così un bambino; è un vero delitto non apprezzare una simile squisitezza. 
delittuosità   s.f.  (non com.) l'essere delittuoso; criminalità.
delittuoso   agg.  che costituisce delitto, che tende al delitto: fatto delittuoso; intenzioni delittuose  § delittuosamente avv. 
delivery   s.f. invar.  nel linguaggio commerciale, consegna, recapito.
delivery order   loc. sost. m. invar.  (comm.) buono, ordine di consegna.
delizia   (1) s.f.    • 1 •   piacere intenso e raffinato, materiale o spirituale: è una delizia ascoltare quella musica; le delizie della natura  | anche iron.: piove che è una delizia!    • 2 •   (estens.) cosa prelibata, leccornia: un dolce che è una delizia  | persona graziosa e gentile: una delizia di ragazza    • 3 •   varietà di uva bianca da tavola.
delizia   (2) s.f.  adattamento it. dell'ingl. delicious. 
deliziare   v. tr.  [io delìzio ecc.] dar piacere, procurare delizia (anche iron.): una musica che delizia l'animo; ci deliziò tutta la sera con il racconto delle sue disgrazie  | deliziarsi v. rifl.  trarre delizia, piacere, godimento da qualcosa: mi delizio dei tuoi sguardi. 
deliziosa   agg.  e s.f.  adattamento it. dell'ingl. delicious. 
delizioso   agg.  che dà delizia: un luogo delizioso  | gustoso, squisito: un pranzo delizioso  | grazioso e gentile: una ragazza deliziosa  § deliziosamente avv. 
della   lett. de la, prep.  composta da di  e la. 
delle   lett. de le, prep.  composta da di  e le. 
dello   lett. de lo, prep.  composta da di  e lo. 
delta   s.m. invar.    • 1 •   [anche f.] nome della quarta lettera dell'alfabeto greco, che corrisponde a d  latino | a delta, che ha la forma di un delta maiuscolo, a triangolo: ala a delta, (aer.) ala triangolare di aerei supersonici    • 2 •   (geog.) pianura alluvionale a forma triangolare dove si trova la foce di un fiume: il delta del nilo; il delta padano  | usato anche come agg. invar.  : raggi delta, (fis.) raggi emessi da sostanze radioattive, dotati di scarso potere di penetrazione.
deltacismo   s.m.  pronuncia difettosa dei suoni dentali.
deltaplanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pilota di deltaplano; chi pratica lo sport del deltaplano.
deltaplano   s.m.    • 1 •   velivolo per voli planati a forma di grande aquilone triangolare, costituito da un telaio in lega leggera su cui è montata una velatura; è dotato di un'imbracatura semirigida capace di sostenere un uomo | deltaplano a motore, velivolo di forma simile al precedente provvisto di un motore di piccola potenza    • 2 •   lo sport che si pratica col deltaplano.
deltazione   s.f.  formazione di un delta fluviale.
deltizio   agg.  di delta fluviale: zona deltizia. 
deltoide   agg.  (scient.) che ha forma di delta | (muscolo) deltoide, (anat.) muscolo della spalla elevatore del braccio.
deltoideo   agg.  (anat.) del muscolo deltoide: regione deltoidea. 
delubro   s.m.  (lett.) tempio, santuario pagano; anche, chiesa: i gotici delubri  (carducci).
delucidare   (1) antiq. dilucidare, v. tr.  [io delùcido ecc.]    • 1 •   (non com.) rendere lucido, più lucido: delucidare un quadro    • 2 •   (fig.) render chiaro, comprensibile; spiegare: delucidare un punto oscuro. 
delucidare   (2) v. tr.  [io delùcido ecc.] decatizzare.
delucidazione   (1) antiq. dilucidazione, s.f.  spiegazione, chiarimento.
delucidazione   (2) s.f.  decatissaggio.
deludente   part. pres.  di deludere   agg.  che delude, inferiore alle attese: una prestazione deludente. 
deludere   v. tr.  [pass. rem. io delusi, tu deludésti ecc. ; part. pass. deluso] venir meno alle attese, alle speranze, ai desideri altrui: i figli lo hanno deluso; un film che ha deluso la critica. 
delusione   s.f.  il deludere, l'essere deluso: avere, subire una delusione  | cosa, persona che delude: l'ultimo suo libro è stato una delusione. 
delusivo   agg.  (lett.) deludente § delusivamente avv. 
deluso   part. pass.  di deludere   agg.    • 1 •   che non ha visto realizzare le proprie speranze e aspettative: un uomo deluso  della vita    • 2 •   che non si è realizzato: speranze deluse. 
delusorio   agg.  (lett.) atto a deludere; fallace.
demagliare   v. tr.  [io demàglio ecc.] (non com.) smagliare.
demagnetizzare   v. tr.  smagnetizzare.
demagogia   s.f.    • 1 •   forma corrotta di democrazia in cui i governanti fanno promesse e concessioni alle masse popolari al solo fine di mantenere il proprio potere    • 2 •   l'accattivarsi il favore delle masse con promesse che non si possono mantenere: fare della demagogia. 
demagogico   agg.  [pl. m. -ci] di demagogia; da demagogo: discorsi, metodi demagogici  | che è incline alla demagogia, che la pratica: governo demagogico  § demagogicamente avv. 
demagogo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   nell'antica grecia, capo popolo, uomo politico    • 2 •   [f. -a] chi agisce con demagogia | anche in funzione di agg.  : sindacalista demagogo. 
demandare   v. tr.  affidare, rimettere: demandare un incarico a qualcuno. 
demaniale   agg.  del demanio: bene, proprietà demaniale. 
demanialità   s.f.  l'essere demaniale; l'appartenere al demanio.
demanio   s.m.    • 1 •   il complesso dei beni inalienabili dello stato e degli enti pubblici territoriali    • 2 •   l'amministrazione di tali beni.
demarcare   v. tr.  [io demarco, tu demarchi ecc.] segnare, tracciare, distinguere (anche fig.): demarcare i confini; demarcare diritti e doveri. 
demarcativo   agg.  (ling.) che serve a demarcare chiaramente il confine tra le unità della catena parlata: in francese l'accento ha funzione demarcativa. 
demarcazione   s.f.  il demarcare, l'essere demarcato: linea di demarcazione. 
dematerializzazione   s.f.  (econ.) tendenza, indotta dalle tecnologie elettroniche e informatiche, ad attribuire crescente importanza al trattamento automatico dell'informazione nei processi produttivi.
d'emblé  e d'emblée;loc. avv.  di colpo, di primo acchito.
demente   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   (med.) che, chi è affetto da demenza    • 2 •   (estens.) scemo, deficiente, incapace.
demenza   s.f.    • 1 •   (med.) infermità mentale dovuta a lesioni anatomiche diffuse o a focolaio, caratterizzata da perdita delle facoltà intellettuali: demenza precoce, schizofrenia; demenza senile, quella che accentua in modo precoce il naturale decadimento mentale della senilità    • 2 •   (estens.) stupidità, incapacità.
demenziale   agg.    • 1 •   (med.) che riguarda la demenza    • 2 •   (estens.) da demente; stupido, assurdo: comportamento demenziale    • 3 •   si dice di genere di spettacolo (musicale, cinematografico, televisivo ecc.), o anche di letteratura, che punta su elementi di assurda stupidità per perseguire un fine dissacratorio: rock demenziale; comicità demenziale, basata su assurdità e non-sense § demenzialmente avv. 
demenzialità   s.f.  l'essere demenziale | (estens.) carattere estremamente stupido e assurdo.
demeritare   v. tr.  [io demèrito ecc.] rendersi immeritevole di qualcosa (anche assol.): demeritare la stima di qualcuno; non ha demeritato  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) rendersi indegno: demeritare della patria. 
demerito   s.m.  atto, azione per cui si demerita: avere molti demeriti  | biasimo: nota di demerito, giudizio negativo sulla condotta di uno studente, di un impiegato ecc.
demielinizzazione   s.f.  (med.) deterioramento e demolizione della guaina mielinica che protegge i neuroni.
demilitarizzare   v. tr.  smilitarizzare.
demilitarizzazione   s.f.  smilitarizzazione.
demi-monde  demi-monde s.m. invar.  ambiente sociale di un certo tono, ma corrotto, immorale.
demineralizzare   v. tr.  ridurre o eliminare i minerali contenuti in una sostanza, spec. in un liquido: acqua demineralizzata. 
demineralizzazione   s.f.  l'operazione del demineralizzare, spec. liquidi.
demi-sec  demi-sec agg.  e s.m. invar.  si dice di vino o liquore tra il secco e l'amabile.
demistificare   v. tr.  [io demistìfico, tu demistìfichi ecc.] sottoporre a critica radicale un'idea, un fenomeno, un personaggio in cui altri credono incondizionatamente e in modo irrazionale.
demistificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi demistifica.
demistificatorio   agg.  volto a demistificare.
demistificazione   s.f.  il demistificare, l'essere demistificato.
demitizzare   v. tr.  (non com.) liberare dalle componenti mitiche, leggendarie (un testo, un'epoca, un evento, un personaggio e sim.); smitizzare.
demitizzazione   s.f.  (non com.) il demitizzare, l'essere demitizzato.
demitologizzare   v. tr.  (non com.) demitizzare.
demitologizzazione   s.f.  (non com.) demitizzazione.
demiurgico   agg.  [pl. m. -ci] di, da demiurgo.
demiurgo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   nell'antica grecia, l'artigiano libero, contrapposto allo schiavo    • 2 •   nella filosofia platonica, l'artefice divino che ha ordinato (non creato) l'universo    • 3 •   (fig. lett.) chi con le sue capacità creative e organizzative riesce a dar luogo a una nuova realtà.
demo   (1) s.m.  nell'antica grecia, la più piccola suddivisione territoriale; anche, la comunità che l'abitava.
demo-  demo- (1) primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. dêmos  'popolo' (democrazia, demografia).
demo   (2) s.f. invar.  (inform.) programma dimostrativo degli usi e delle funzioni di un pacchetto software.
demo-  demo- (2) primo elemento di parole composte del linguaggio politico moderno, in cui è abbreviazione di 'democratico' (democristiano).
democraticismo   non com. democratismo, s.m.  atteggiamento, comportamento che vuole apparire democratico.
democraticità   s.f.  l'essere democratico.
democratico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della democrazia; che si ispira ai principi della democrazia: governo, partito democratico; sentimenti democratici    • 2 •   (fig. pop.) si dice di chi, pur occupando una posizione preminente, si comporta con semplicità e affabilità  s.m.  [f. -a] chi ha idee democratiche o si comporta in modo democratico § democraticamente avv. 
democratismo    ⇨ democraticismo.
democratizzare   v. tr.  rendere democratico; adeguare ai principi della democrazia: democratizzare le istituzioni  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) parteggiare per la democrazia | democratizzarsi v. rifl.  e intr. pron.  diventare democratico.
democratizzazione   s.f.  il democratizzare, il democratizzarsi, l'essere democratizzato.
democrazia   s.f.    • 1 •   forma di governo in cui la sovranità appartiene al popolo, che la esercita direttamente o mediante rappresentanti liberamente eletti: democrazia diretta, indiretta, parlamentare, rappresentativa; democrazia costituzionale, regolamentata da una costituzione    • 2 •   governo, paese democratico: le democrazie occidentali  | democrazie popolari, (st.) i paesi europei che costituivano il blocco orientale a regime comunista    • 3 •   nella denominazione di movimenti o partiti politici: democrazia cristiana, movimento politico di ispirazione cristiano-sociale, sviluppatosi in vari paesi europei alla fine del sec. xix (anche, ogni partito nato da tale movimento)    • 4 •   (estens.) atteggiamento di chi è affabile e alla mano, spec. con persone di grado o di condizione inferiore.
democristiano   agg.  della democrazia cristiana  s.m.  [f. -a] chi segue, sostiene la democrazia cristiana.
democriteo   agg.  del filosofo greco democrito (460-370 ca a. c.), fondatore dell'atomismo | che si ispira alla filosofia di democrito  s.m.  seguace della filosofia di democrito.
demodece   s.m.  (zool.) genere di piccolissimi acari dal corpo allungato, con otto zampe rudimentali terminanti in uncini; sono parassiti cutanei dell'uomo e del cane e provocano la rogna.
demodossologia   s.f.  studio degli elementi che concorrono a formare l'opinione pubblica.
demodulare   v. tr.  [io demòdulo ecc.] (telecom.) ottenere, da un'onda portante modulata ad alta frequenza, l'onda modulante originaria a bassa frequenza: demodulare un segnale. 
demodulatore   s.m.  (telecom.) circuito elettrico che serve a demodulare | usato anche come agg.  [f. -trice]: circuito demodulatore. 
demodulazione   s.f.  (telecom.) il demodulare, l'essere demodulato.
demoecologia   s.f.  branca dell'ecologia che studia gli insiemi di individui della medesima specie presenti in un determinato ambiente.
demofobia   s.f.  (med.) paura patologica della folla.
demografia   s.f.  studio dei fenomeni quantitativi riguardanti la popolazione.
demografico   agg.  [pl. m. -ci] della demografia, relativo alla demografia: indagini demografiche  | della popolazione, relativo alla popolazione: incremento demografico  § demograficamente avv.  dal punto di vista demografico.
demografo   s.m.  [f. -a] studioso di demografia.
demolire   v. tr.  [io demolisco, tu demolisci ecc.]    • 1 •   abbattere, smantellare costruzioni, impianti ecc.: demolire un ponte, un caseggiato, una macchina    • 2 •   (fig.) annientare, distruggere: demolire un avversario, una teoria  | screditare: demolire la reputazione di qualcuno. 
demolitivo   agg.  (rar.) demolitore | (med.) si dice di intervento chirurgico che porta all'asportazione o alla riduzione di un organo o di parte di un organo.
demolitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi demolisce (anche fig.): demolitore di auto; critica demolitrice. 
demolizione   s.f.    • 1 •   il demolire, l'essere demolito (anche fig.): la demolizione di un palazzo, di un alibi, di una tesi  | tiro di demolizione, (mil.) eseguito ripetutamente dall'artiglieria pesante per demolire opere fortificate    • 2 •   (chim.) trasformazione di una molecola in altre di minor peso molecolare o scomposizione di una molecola nei suoi atomi.
demologia   s.f.  studio del folclore, delle tradizioni popolari.
demologico   agg.  [pl. m. -ci] proprio della demologia.
demologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di demologia.
demoltiplica   s.f.    • 1 •   demoltiplicazione    • 2 •   demoltiplicatore.
demoltiplicare   v. tr.  [io demoltìplico, tu demoltìplichi ecc.] ridurre una grandezza secondo un determinato rapporto.
demoltiplicatore   agg.  [f. -trice] e s.m.  si dice di dispositivo che serve a demoltiplicare.
demoltiplicazione   s.f.  operazione del demoltiplicare: demoltiplicazione di frequenze. 
demone   s.m.    • 1 •   nelle religioni politeistiche, essere intermedio tra l'uomo e la divinità, di natura benigna o maligna    • 2 •   potenza d'origine soprannaturale ispiratrice della coscienza umana: il demone di socrate  | (fig.) passione travolgente: il demone del gioco, dell'invidia    • 3 •   (lett.) demonio.
demonetare   v. tr.  [io demonéto ecc.] (non com.) demonetizzare.
demonetizzare   v. tr.  togliere a una moneta metallica il suo valore legale.
demonetizzazione   s.f.  il demonetizzare, l'essere demonetizzato.
demoniaco   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del demonio: influsso demoniaco    • 2 •   degno del demonio: un uomo di un'astuzia demoniaca. 
demonico   agg.  [pl. m. -ci] di demone, del demonio: potenza demonica   s.m.  (antrop.) il soprannaturale che si manifesta nell'uomo o nella natura.
demonio   ant. dimonio, s.m.    • 1 •   nell'ebraismo e nel cristianesimo, diavolo: essere posseduto dal demonio, si dice di persona di cui il demonio si sarebbe impossessato | fare il demonio, (fig.) mettere tutto in subbuglio | avere il demonio addosso, (fig.) non trovar pace, non stare mai fermo    • 2 •   (fig.) persona malvagia o straordinariamente astuta | (fam.) persona vivace, irrequieta: quel bambino è un demonio!  | (fam.) persona straordinariamente dotata, abile, dinamica: al computer è un vero demonio!  dim. demonietto  pegg. demoniaccio. 
demonismo   s.m.  forma primitiva di religione che spiega i fenomeni naturali come opera di dèmoni, buoni e cattivi, in lotta tra loro.
demonizzare   v. tr.  far apparire come demoniaco, malvagio, animato da cattive intenzioni.
demonizzazione   s.f.  il demonizzare, l'essere demonizzato.
demonofobia   s.f.  terrore ossessivo del demonio.
demonolatria   s.f.  culto idolatrico del demonio.
demonologia   s.f.  studio delle credenze intorno ai dèmoni o sul demonio.
demonologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla demonologia.
demonomania   s.f.  ossessione di essere posseduti dal demonio.
demonticare   v. intr.  [io demóntico, tu demóntichi ecc. ; aus. avere] (sett.) detto delle greggi, scendere dai monti a valle, alla fine dell'alpeggio.
demoplutocrazia   s.f.  nel linguaggio della pubblicistica fascista, regime apparentemente democratico, nel quale in realtà dominano le classi economicamente più potenti: la demoplutocrazia americana. 
demopsicologia   s.f.  studio della psicologia di un popolo o di un grande gruppo sociale, fondato sull'analisi dei miti, delle leggende, dei costumi, dei prodotti artistici ecc.; psicologia sociale.
demoralizzante   part. pres.  di demoralizzare   agg.  scoraggiante, deprimente: un insuccesso, un giudizio demoralizzante. 
demoralizzare   v. tr.    • 1 •   deprimere il morale di qualcuno; avvilire: le difficoltà lo demoralizzano    • 2 •   (non com.) corrompere, rendere immorale | demoralizzarsi v. rifl.  avvilirsi, scoraggiarsi, abbattersi: si è demoralizzato al primo insuccesso. 
demoralizzato   part. pass.  di demoralizzare   agg.  scoraggiato, avvilito: un uomo così demoralizzato può commettere gesti disperati. 
demoralizzazione   s.f.  il demoralizzare, il demoralizzarsi; lo stato d'animo di chi è demoralizzato.
demordere   v. intr.  [coniugato come mordere; aus. avere; rar. nei tempi comp.] desistere, rinunciare, cedere (spec. in frasi negative): non demordere da un proposito. 
demoscopia   s.f.  sondaggio dell'opinione pubblica su determinate questioni effettuato con metodi statistici.
demoscopico   agg.  [pl. m. -ci] di demoscopia: indagine demoscopica  § demoscopicamente avv.  con criterio demoscopico.
demosponge   s.f. pl.  (zool.) classe di spugne a scheletro non calcareo, a cui appartengono le spugne marine più comuni | sing.  [-gia] ogni spugna di tale classe.
demostrare    ⇨ dimostrare.
demotico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) popolare | scrittura demotica, (paleogr.) scrittura corsiva in uso nell'antico egitto, in cui i geroglifici della scrittura ieratica erano ridotti alle linee essenziali  s.m.  (ling.)    • 1 •   varietà popolare del greco moderno    • 2 •   aggettivo tratto da un nome di luogo; etnico (p. e. fiorentino).
demotismo   s.m.  (ling.) voce o locuzione di origine popolare.
demotivare   v. tr.  privare di motivazione psicologica | demotivarsi v. rifl.  restare privo di motivazione.
demotivato   part. pass.  di demotivare   agg.  non motivato psicologicamente: essere, sentirsi demotivato in qualcosa  § demotivatamente avv.  senza motivazioni; senza stimoli o interessi.
demotivazione   s.f.  (psicol.) assenza di motivazione; mancanza di stimoli emotivi.
demuscazione   s.f.  sterminio delle mosche con sostanze insetticide.
denaro   o danaro, ant. denaio, danaio, anche denario nel sign. 1, s.m.    • 1 •   (st.) moneta argentea del valore di dieci assi che era a base del sistema monetario romano | moneta argentea posta a base della riforma monetaria di carlo magno, in seguito coniata da sovrani e città per tutto il medioevo    • 2 •   ogni sorta di moneta metallica o cartacea | (estens.) quattrini, soldi, ricchezze (al pl., o al sing. con valore collettivo): denaro contante; guadagnare denaro; essere a corto di denaro, averne poco; avere il denaro contato, averne quanto ne occorre per una certa spesa e non di più sprecare, sciupare tempo e denaro, dedicarsi senza successo a un'impresa lunga e dispendiosa; contare il denaro in tasca a qualcuno, (fig.) calcolare quanto ne possiede; denaro sporco, (fig.) nell'uso giornalistico, quello che è frutto di un'attività illecita ed è difficilmente spendibile, perché i numeri di serie sono conosciuti | prov.  : il tempo è denaro    • 3 •   pl.  uno dei quattro semi delle carte da gioco napoletane | bussare a denari, (fig.) chiedere quattrini a qualcuno    • 4 •   (prezzo) denaro, nel mercato dei cambi, quotazione delle divise domandate; si contrappone a (prezzo) lettera    • 5 •   unità di misura della finezza delle fibre naturali e sintetiche (simbolo den).
denaroso    ⇨ danaroso.
denasalizzare   v. tr.  (ling.) articolare un suono nasale come il corrispondente suono orale | denasalizzarsi v. rifl.  (ling.) perdere il carattere di suono nasale.
denasalizzazione   s.f.  il denasalizzare, il denasalizzarsi, l'essere denasalizzato.
denatalità   s.f.  diminuzione delle nascite in una popolazione.
denaturante   part. pres.  di denaturare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza chimica usata per denaturare.
denaturare   v. tr.    • 1 •   alterare una sostanza con additivi che ne impediscano usi diversi da quelli previsti dalla legge    • 2 •   (fig. rar.) alterare, snaturare.
denaturato   part. pass.  di denaturare   agg.  sottoposto a denaturazione: alcol denaturato. 
denaturazione   s.f.  operazione del denaturare.
denazificare   v. tr.  [io denazìfico, tu denazìfichi  ecc.] epurare da elementi nazisti; liberare dall'ideologia, dalle influenze naziste.
denazionalizzare   v. tr.    • 1 •   (econ.) rendere di nuovo privato ciò che era stato nazionalizzato    • 2 •   privare dei caratteri nazionali un gruppo etnico.
denazionalizzazione   s.f.  il denazionalizzare, l'essere denazionalizzato; snazionalizzazione.
dendrite   (1) s.f.    • 1 •   (min.) concrezione minerale che si forma sulla superficie o all'interno di una roccia, e ha l'aspetto di un albero ramificato    • 2 •   (metall.) aggregato cristallino arborescente, che si può formare nella massa fusa di un metallo durante la fase di lenta solidificazione.
dendrite   (2) s.m.  (anat.) ognuno dei prolungamenti protoplasmatici della cellula nervosa.
dendritico   agg.  [pl. m. -ci] (scient.) di dendrite; arborescente: struttura dendritica. 
dendro-  dendro- primo elemento di termini scientifici composti, dal gr. déndron  'albero'; significa 'albero, arborescente' (dendrologia).
dendrocronologia   s.f.  metodo di datazione delle piante basato sulla misurazione dei loro anelli di accrescimento; permette anche di stabilire le variazioni climatiche avvenute nel passato.
dendroide   agg.  (scient.) che ha forma simile a un albero, che ha ramificazioni; arborescente.
dendrologia   s.f.  parte della botanica che studia gli alberi dal punto di vista sistematico ed ecologico.
dendrometria   s.f.  parte della scienza forestale che studia i metodi per determinare il volume degli alberi e del legname che se ne può ricavare.
denegare   ant. dinegare, diniegare, v. tr.  [io denégo  o denègo  o dènego, tu denéghi  o denèghi  o dèneghi ecc.] (lett.) negare recisamente; ricusare, rifiutare.
denegativo   agg.  (non com.) che tende a denegare, a non riconoscere.
denegazione   s.f.  (lett.) il denegare; negazione, rifiuto.
denervare   v. tr.  [io denèrvo ecc.] (med.) togliere sensibilità nervosa a una parte del corpo; enervare.
dengue   s.f. invar.  (med.) malattia virale, endemica nelle regioni tropicali, con decorso breve e benigno; viene trasmessa da alcune specie di zanzare.
denicotinizzare   v. tr.  sottoporre il tabacco a un procedimento che elimina o riduce la nicotina in esso contenuta.
denicotinizzazione   s.f.  il denicotinizzare, il denicotinizzarsi.
denigrare   v. tr.  dir male di qualcuno o di qualcosa danneggiandone la reputazione, l'onore, il credito: denigrare un avversario. 
denigratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi denigra.
denigratorio   agg.  che mira a denigrare: scritto denigratorio. 
denigrazione   s.f.  il denigrare, l'essere denigrato; diffamazione.
denim   s.m. invar.  varietà di tessuto jeans ritorto con tecnica particolare.
denitrificazione   s.f.  (chim. biol.) decomposizione da nitrati a nitriti operata da speciali batteri.
denocciolare   v. tr.  [io denòcciolo ecc.] privare del nocciolo; snocciolare: denocciolare le albicocche. 
denocciolatrice   s.f.  nell'industria alimentare, macchina per denocciolare.
denominale   agg.  e s.m.  (ling.) si dice di verbo, oppure anche di sostantivo o aggettivo derivato da un nome (p. e. cucinare  da cucina, salsiera  da salsa, cartaceo  da carta).
denominare   ant. dinominare, v. tr.  [io denòmino ecc.] dare, imporre un nome; chiamare: una contrada denominata bellosguardo  | denominarsi v. rifl.  chiamarsi, avere per nome; prendere nome: alessandria si denominò così dal papa alessandro iii. 
denominativo   agg.  che denomina, che serve a denominare; denominale.
denominatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi denomina    • 2 •   (mat.) in una frazione, il numero che figura sotto il segno di frazione e che indica in quante parti è divisa l'unità | denominatore comune, multiplo comune dei denominatori di due o più frazioni; (fig.) caratteristica comune a più cose fra loro differenti.
denominazione   s.f.    • 1 •   il denominare, l'essere denominato; il nome dato: la denominazione scientifica del girasole è «helianthus annuus»  | denominazione d'origine, marchio garantito dalla legge di cui possono fregiarsi prodotti alimentari provenienti da ben precise aree geografiche: vino a denominazione d'origine controllata  (o vino doc)    • 2 •   complemento di denominazione, (gramm.) quello costituito da un nome proprio che specifica un nome comune (p. e. la città di bologna).
denotare   rar. dinotare, v. tr.  [io denòto ecc.]    • 1 •   manifestare, indicare, rivelare: un comportamento che denota insicurezza    • 2 •   (filos. , ling.) designare sul piano della denotazione.
denotativo   agg.    • 1 •   che serve a denotare    • 2 •   (filos. , ling.) relativo alla denotazione.
denotazione   s.f.    • 1 •   il denotare, l'essere denotato    • 2 •   in logica e in linguistica, la relazione intercorrente tra un segno e l'oggetto da questo designato in termini puramente referenziali | l'oggetto o l'insieme di oggetti designati da un segno.
densimetrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo al densimetro o a misurazioni di densità.
densimetro   s.m.  (fis.) strumento per misurare la densità dei fluidi; areometro.
densità   s.f.    • 1 •   l'essere denso (anche fig.): la densità del fumo; densità di concetti  | densità di popolazione, rapporto tra il numero degli abitanti e la superficie del territorio in cui abitano    • 2 •   in fisica: densità assoluta, la massa dell'unità di volume di una sostanza; densità relativa, il rapporto tra la massa di un corpo e la massa di un uguale volume di acqua distillata a    • 4 •   ° c; densità elettrica, rapporto fra la carica elettrica e il volume che la contiene, o la superficie sulla quale è distribuita    • 3 •   alta, bassa densità, (inform.) indicazione generica della maggiore o minore capacità di registrazione di un minidisco.
denso   agg.    • 1 •   che ha grande massa in un volume piccolo: una colla densa; nebbia densa; legna densa, pesante, di buon potere calorifico    • 2 •   che ha, che contiene qualcosa in gran quantità (anche fig.): un albero denso di rami; un discorso denso di idee  § densamente avv. 
dentale   (1) agg.  (anat.) del dente, dentario: carie dentale   agg.  e s.f.  (ling.) si dice di consonante nella cui articolazione la punta della lingua poggia contro l'interno dei denti anteriori (p. e. t  e d).
dentale   (2) s.m.  nei vecchi aratri di legno, la parte in cui si inserisce il vomere d'acciaio; ceppo.
dentale   (3) s.m.  nome region. del dentice. 
dentalio   s.m.  (zool.) piccolo mollusco marino con conchiglia a forma di zanna d'elefante (cl.  scafopodi).
dentare   v. intr.  [io dènto ecc. ; aus. avere] (rar.) mettere i denti, detto di bambini | v. tr.  (rar.) produrre uno o più denti su una superficie o su uno spigolo; dentellare.
dentaria   s.f.  (bot.) pianta erbacea provvista di rizoma, con foglie composte e grandi fiori rosei o gialli (fam.  crucifere).
dentario   agg.  dei denti, che si riferisce ai denti: carie, protesi dentaria. 
dentaruolo   o dentarolo, s.m.  piccolo oggetto di gomma che si dà ai bambini da stringere tra le gengive per alleviare il dolore dovuto allo spuntare dei denti.
dentata   s.f.  colpo dato con i denti; segno lasciato da un morso.
dentato   agg.    • 1 •   provvisto di denti: pesce con bocca dentata    • 2 •   (estens.) che ha sporgenze, punte a forma di denti: foglia, ruota dentata  | muscolo dentato anteriore, posteriore, quelli che uniscono rispettivamente le scapole alle costole e le costole alle vertebre.
dentatrice   s.f.  (tecn.) macchina usata per la costruzione delle ruote dentate.
dentatura   s.f.    • 1 •   l'insieme dei denti di una persona o di un animale: una bella dentatura; una dentatura irregolare    • 2 •   serie di denti di un utensile o di un organo meccanico: la dentatura di un pettine, di una ruota. 
dente   s.m.    • 1 •   ciascuno degli organi ossei infissi nelle mascelle dell'uomo e di alcuni animali e convenzionalmente suddivisi in corona (parte visibile), colletto e radice; servono ad afferrare gli alimenti, a masticare, a mordere ecc.: denti incisivi, canini, molari; denti del giudizio, di latte; denti caduchi, permanenti; dente sano, cariato; spazzolino da denti; avere il mal di denti; togliere un dente  | mettere i denti, si dice di bambino al quale cominciano a spuntare i primi denti | stringere i denti, contrarre la mascella in uno sforzo; (fig.) mettercela tutta per riuscire in qualcosa | a denti stretti, (fig.) contro voglia: risate a denti stretti, amare | mettere qualcosa sotto i denti, mangiare | restare a denti asciutti, senza mangiare; (fig.) restare deluso | parlare fuori dai denti, (fig.) senza riguardi | mostrare, digrignare i denti, (fig.) essere aggressivo, minaccioso | avere il dente avvelenato contro qualcuno, (fig.) sparlare di qualcuno per risentimento o rancore nei suoi confronti | ragionamento tirato coi denti, (fig.) sforzato, lambiccato | armato fino ai denti, (fig.) ben fornito di armi | battere i denti, spec. per febbre, freddo o paura | difendere qualcosa con i denti, (fig.) a ogni costo, con ogni mezzo | al dente, si dice di cibi, spec. riso e pasta, cotti al punto di rimanere ancora consistenti, sodi: spaghetti al dente  | prov.  : la lingua batte dove il dente duole; occhio per occhio, dente per dente.  dim. dentino  accr. dentone    • 2 •   (fig.) ciò che morde in senso morale: i denti del rimorso, della gelosia, della calunnia    • 3 •   elemento sporgente di un oggetto o di un meccanismo: i denti di una sega, di un pettine, di una ruota dentata    • 4 •   cima aguzza e dirupata di un monte (spec. in oronimia): il dente del gigante    • 5 •   in botanica: dente di cane, pianta erbacea, spontanea nei prati di montagna, con due foglie lanceolate e un solo fiore pendulo di colore rosa (fam.  gigliacee); dente di leone, soffione.
dentellare   v. tr.  [io dentèllo ecc.] intagliare, incidere, ritagliare a dentelli: dentellare un tessuto, un orlo. 
dentellato   part. pass  di dentellare   agg.  fatto a dentelli; provvisto di dentellatura: foglia dentellata; francobollo dentellato. 
dentellatura   s.f.    • 1 •   operazione del dentellare    • 2 •   insieme di dentelli: la dentellatura di un francobollo. 
dentello   s.m.    • 1 •   ogni sporgenza o intaccatura a forma di dente | in filatelia, ciascuna delle piccole sporgenze regolari del bordo del francobollo    • 2 •   (arch.) piccolo parallelepipedo che, in serie con altri, è posto come ornamento sotto il cornicione di edifici    • 3 •   lavoro di ricamo a piccoli festoni; merletto, trina, pizzo.
dentellometro   s.m.  strumento per misurare la dentellatura dei francobolli.
denticchiare   v. tr.  [io dentìcchio ecc.] (rar.) mangiucchiare, rosicchiare.
dentice   s.m.  pesce marino con bocca protrattile dai denti sporgenti; comune nel mediterraneo, ha carni pregiate (ord.  perciformi).
denticolato   agg.  (non com.) dentato, dentellato: margine denticolato. 
dentiera   s.f.    • 1 •   dentatura artificiale; protesi dentaria    • 2 •   (mecc.) asta dentata, cremagliera: ferrovia a dentiera. 
dentifricio   agg.  e s.m.  [pl. f. -cie] si dice di sostanza, preparato che serve a pulire i denti: pasta dentifricia; un dentifricio al fluoro. 
dentina   s.f.  (anat.) tessuto del dente a base di calcio, situato sotto lo smalto e il cemento e sopra la polpa.
dentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] medico specializzato nella cura dei denti.
dentistico   agg.  [pl. m. -ci] di dentista; odontoiatrico: gabinetto dentistico; cure dentistiche. 
dentizione   s.f.  processo di comparsa e crescita dei denti: prima, seconda dentizione; età della dentizione. 
dentro   ant. o dial. drento, avv.    • 1 •   all'interno, nella parte interna di qualcosa: aspettare dentro; guardare dentro; essere, andare, mettere dentro, (fig.) in prigione | rafforzato da altri avv. di luogo: rimasi lì dentro per un'ora; qui dentro non si respira  | preceduto e specificato da preposizioni: il rumore viene da dentro; è meglio passare di dentro; state più in dentro    • 2 •   (fig.) nell'intimo, nell'animo: sentì un gran rimorso dentro; non parla, tiene tutto dentro   prep.    • 1 •   in, nel; nella parte interna (si unisce ai nomi direttamente o per mezzo della prep. a): dentro casa; dentro la  (o alla) città; dentro l'armadio  (o all'armadio); darci dentro, (fig. fam.) impegnarsi a fondo in qualcosa; essere dentro a qualcosa, (fig.) avervi parte, occuparsene | si unisce ai pronomi personali per mezzo della prep. di : dentro di me, di te, di sé ecc. , (fig.) nel mio, nel tuo, nel suo ecc. animo | talora, soprattutto nell'uso fam. o region., si unisce ai nomi anche per mezzo della prep. in : l'ho messo dentro nel baule    • 2 •   entro (con valore temporale): dentro l'anno, il mese, oggi, prima che termini l'anno, il mese, oggi  s.m.  la parte interna: il fuori è pitturato, il dentro è rivestito in tela  | anche rafforzato dalla prep. di : il di dentro è più accogliente. 
denuclearizzare   v. tr.  liberare una zona dalla presenza di armi nucleari.
denuclearizzato   part. pass.  di denuclearizzare   agg.    • 1 •   nel sign. del verbo    • 2 •   si dice di comune che ha deliberato di non accettare sul proprio territorio l'insediamento di armi o centrali nucleari.
denuclearizzazione   s.f.  il denuclearizzare, l'essere denuclearizzato.
denudamento   s.m.  (non com.) il denudare, il denudarsi, l'essere denudato (anche fig.).
denudare   v. tr.    • 1 •   spogliare, privare delle vesti: denudare un bimbo per fargli il bagno; denudare un braccio fino al gomito    • 2 •   (estens.) privare di ciò che copre, orna, arricchisce: denudare un altare, una chiesa  | privare del fogliame; spogliare della vegetazione: denudare un albero, un terreno    • 3 •   (fig. poet.) svelare, palesare: e acciò che meglio il vero io ti denudi  /... / ti dirò da principio ogni cagione  (ariosto o. f.  v, 6) | denudarsi v. rifl.  spogliarsi.
denudazione   s.f.    • 1 •   (non com.) denudamento | denudazione degli altari, (lit.) funzione del giovedì santo durante la quale si tolgono gli arredi sacri dagli altari    • 2 •   (geol.) erosione della superficie terrestre dovuta ad agenti naturali.
denuncia   o denunzia, s.f.  [pl. -ce] il denunciare, l'essere denunciato | (dir.) atto col quale si porta a conoscenza dell'autorità giudiziaria o di polizia un reato e, eventualmente, chi l'abbia commesso: sporgere denuncia contro ignoti  | dichiarazione richiesta dalla legge per scopi fiscali, di stato civile o altro: denuncia dei redditi, di matrimonio. 
denunciante   o denunziante, part. pres.  di denunciare   s.m.  e f.  chi fa una denuncia.
denunciare   o denunziare, v. tr.  [io denùncio ecc.]    • 1 •   dichiarare, notificare alla competente autorità: denunciare la nascita di un figlio; denunciare un furto  | denunciare una persona, accusarla di un reato presso un organo di polizia o della magistratura    • 2 •   manifestare, rendere palese: parole che denunciano la sua malafede  | portare a conoscenza dell'opinione pubblica con un atto di accusa: denunciare le barbarie del razzismo    • 3 •   disdire: denunciare un accordo, un trattato    • 4 •   (ant.) annunziare.
denunciatore   o denunziatore, s.m.  [f. -trice] (non com.) chi denuncia; delatore.
denunziare   e deriv.   ⇨ denunciare e deriv. 
denutrito   agg.  nutrito in modo insufficiente.
denutrizione   s.f.  nutrizione insufficiente; il conseguente deperimento.
deo    ⇨ dio 1.
deodorante   part. pres.  di deodorare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza capace di deodorare.
deodorare   v. tr.  [io deodóro ecc.] liberare in tutto o in parte dagli odori cattivi: deodorare un ambiente. 
deodorazione   s.f.  il deodorare, l'essere deodorato.
deo gratias   loc. inter.    • 1 •   (lit.) formula, di origine paolina, usata a conclusione di alcune parti della messa in latino come espressione di ringraziamento a dio    • 2 •   (fam.) esclamazione di gioia o sollievo: deo gratias, abbiamo finito!. 
deonomastica   s.f.  (ling.)    • 1 •   insieme delle parole di una lingua tratte da nomi propri o cognomi    • 2 •   studio di tali parole.
deonomastico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) relativo alla deonomastica: lessico deonomastico   agg.  e s.m.  (ling.) si dice di parola derivata da un nome proprio o da un cognome.
deontico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al dovere, all'obbligatorietà | logica deontica, (filos.) la logica del discorso normativo, che studia le relazioni tra asserzioni prescrittive che esprimono obblighi, divieti, permessi.
deontologia   s.f.    • 1 •   (filos.) dottrina dei doveri | teoria sociale elaborata da j. bentham (1748-1832), che l'autore riassunse nella formula: «la massima felicità del maggior numero possibile di persone» utilitarismo    • 2 •   complesso di norme etico-sociali che disciplinano l'esercizio di una data professione: deontologia medica. 
deontologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla deontologia.
deorbitare   v. tr.  [io deòrbito ecc.] in astronautica, provocare la deorbitazione di un corpo: deorbitare un satellite. 
deorbitazione   s.f.  in astronautica, modifica volontaria o accidentale dell'orbita di un corpo orbitante.
deospedalizzare   v. tr.  dimettere il malato in quanto si ritiene non più necessaria la sua permanenza in ospedale.
deospedalizzazione   s.f.  il deospedalizzare, l'essere deospedalizzato: la deospedalizzazione dei malati di mente. 
deossiribonucleico    ⇨ desossiribonucleico.
deostruire   v. tr.  [io deostruisco, tu deostruisci ecc.] (rar.) liberare da un'ostruzione.
depauperamento   s.m.  il depauperare, l'essere depauperato: depauperamento del terreno, il consumo dei suoi elementi nutritivi a causa delle coltivazioni.
depauperare   v. tr.  [io depàupero ecc.] impoverire: regioni depauperate delle loro risorse. 
depauperazione   s.f.  depauperamento.
depenalizzare   v. tr.  (dir.) togliere a un atto il carattere di reato che aveva in precedenza, facendone eventualmente un illecito passibile di sanzione amministrativa: depenalizzare i reati minori. 
depenalizzazione   s.f.  (dir.) il depenalizzare, l'essere depenalizzato.
dependere    ⇨ dipendere.
depennamento   s.m.  il depennare, l'essere depennato.
depennare   v. tr.  [io depénno ecc.] cancellare con un tratto di penna: depennare un nome da un elenco  | (fig.) eliminare, togliere: l'ho depennato dai miei amici. 
deperibile   agg.  soggetto a deterioramento: merce deperibile. 
deperibilità   s.f.  l'essere deperibile.
deperimento   s.m.    • 1 •   indebolimento delle condizioni organiche di un individuo    • 2 •   deterioramento di cose: merci soggette a deperimento. 
deperire   v. intr.  [io deperisco, tu deperisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   perdere forza, salute, bellezza: deperire per una malattia    • 2 •   deteriorarsi, guastarsi: generi alimentari che deperiscono rapidamente. 
deperito   part. pass.  di deperire   agg.    • 1 •   debilitato, sciupato    • 2 •   guasto, deteriorato.
depersonalizzazione   s.f.  (psich.) disturbo mentale per cui si perde il senso della propria identità personale e si sente il corpo come estraneo.
depicciolare   v. tr.  [io depicciòlo ecc.] privare un frutto del picciolo.
depicciolatrice   s.f.  macchina dell'industria alimentare per depicciolare frutti.
depigmentato   agg.  (biol.) che ha subito un processo di depigmentazione: cellula depigmentata. 
depigmentazione   s.f.  (biol.) perdita della pigmentazione, per cause naturali o patologiche.
depilare   v. tr.  privare dei peli: depilare le ascelle  | depilarsi v. rifl.  togliere i peli superflui dal proprio corpo.
depilatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] si dice di apparecchio o di prodotto che serve per depilare.
depilatorio   agg.  e s.m.  si dice di sostanza o di mezzo atto a depilare: ceretta depilatoria. 
depilazione   s.f.  il depilare, il depilarsi, l'essere depilato.
depistaggio   s.m.  il depistare, l'essere depistato (detto spec. di indagine poliziesca o giudiziaria).
depistamento   s.m.  (non com.) depistaggio.
depistare   v. tr.    • 1 •   far uscire dalla giusta pista suggerendo deliberatamente tracce fuorvianti (spec. fig.): depistare le indagini della polizia    • 2 •   (med.) sottoporre a dépistage.
depistatore   s.m.  [f. -trice] chi depista un'indagine per impedire l'accertamento della verità.
de plano   loc. avv.  (dir.) mediante accordo, senza contestazioni: risolvere una controversia de plano. 
deplezione   s.f.  (med.) riduzione della quantità di un liquido o di una sostanza presente nell'organismo.
deplorabile   agg.  deplorevole § deplorabilmente avv. 
deplorare   v. tr.  [io deplòro ecc.]    • 1 •   biasimare, riprovare: deploro le sue decisioni    • 2 •   (non com.) mostrare rincrescimento per qualcosa; compiangere: deplorare le sventure altrui. 
deploratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi deplora.
deploratoria   s.f.  (rar.) orazione, discorso commemorativo, di compianto.
deplorazione   s.f.    • 1 •   biasimo, disapprovazione: suscitare una generale deplorazione    • 2 •   (non com.) compianto, compatimento.
deplorevole   agg.    • 1 •   degno di biasimo, riprovevole: un comportamento deplorevole    • 2 •   (non com.) che fa pietà, compassione: vivere in uno stato deplorevole  § deplorevolmente avv. 
depolarizzante   part. pres.  di depolarizzare   agg.  e s.m.  (fis.) si dice di sostanza che elimina la polarizzazione.
depolarizzare   v. tr.  (fis.) ridurre o eliminare la polarizzazione: depolarizzare la luce, una pila. 
depolarizzatore   agg.  [f. -trice] e s.m.  (fis.) depolarizzante.
depolarizzazione   s.f.  (fis.) il depolarizzare, l'essere depolarizzato.
depolimerizzare   v. tr.  (chim.) sottoporre a depolimerizzazione.
depolimerizzazione   s.f.  (chim.) scissione di sostanze polimere in molecole più semplici.
depoliticizzare   v. tr.  spoliticizzare.
depoliticizzazione   s.f.  il depoliticizzare, l'essere depoliticizzato.
depolverizzare   v. tr.  (tecn.) eliminare o ridurre la presenza di polveri e altre particelle solide in un gas.
depolverizzatore   s.m.  apparecchio o dispositivo per depolverizzare un gas.
depolverizzazione   s.f.  (tecn.) il depolverizzare, l'essere depolverizzato.
deponente   (1) part. pres.  di deporre   agg.  e s.m.  e f.  (non com.)    • 1 •   (dir.) che, chi fa una deposizione    • 2 •   (banc.) che, chi effettua un deposito.
deponente   (2) agg.  e s.m.  nella grammatica latina, si dice di verbo con forma passiva e significato attivo.
deponente   (3) s.m.  segno, lettera, numero aggiunto un po' sotto la riga, spec. in formule matematiche e chimiche (p. e.: b 2, m 5).
deporre   ant. deponere [de-pó-ne-re], diporre, v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   porre giù, mettere giù, posare: deporre la penna; la gallina depone le uova  | deporre le armi, (fig.) cessare di combattere    • 2 •   depositare, far posare: il vino col tempo depone le impurità    • 3 •   (fig.) abbandonare, lasciar cadere: deporre l'odio, un'idea  | deporre l'abito talare, abbandonare il sacerdozio | deporre la corona, abdicare | deporre un grado, un ufficio, rinunciarvi, dimettersi    • 4 •   (fig.) privare dell'autorità rimuovere di forza da un alto incarico; spodestare: deporre un ministro, il presidente  | deporre il re, detronizzarlo    • 5 •   (dir.) testimoniare, riferire in giudizio: chi depone il falso è punito dalla legge  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (dir.) testimoniare: deporre contro, a favore    • 2 •   (fig.) fornire elementi per la formazione di un'idea, un parere, un'opinione e sim.: i risultati delle ricerche depongono a favore della nostra ipotesi. 
deportante   part. pres.  di deportare   agg.  (fis.) che genera una forza opposta alla portanza; che riduce la portanza: alettone deportante, il dispositivo che incrementa l'aderenza al suolo delle automobili da corsa; effetto deportante, quello prodotto dagli alettoni e dagli spoiler delle automobili veloci, oppure quello prodotto dagli alettoni alzati di un aeromobile.
deportanza   s.f.  (fis.) forza che agisce in senso contrario alla portanza | diminuzione della portanza.
deportare   (1) v. tr.  [io depòrto ecc.]    • 1 •   assoggettare alla pena della deportazione    • 2 •   (ant.) trasportare.
deportare   (2) v. intr.  generare una deportanza.
deportato   part. pass.  di deportare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha subìto la deportazione.
deportazione   s.f.    • 1 •   (dir.) trasferimento d'autorità di un condannato lontano dal territorio d'origine; è una sanzione istituita in età romana e ripresa dagli stati europei che possedevano colonie d'oltremare    • 2 •   durante la seconda guerra mondiale, trasferimento di prigionieri in campi di concentramento.
deporto   s.m.  operazione di borsa con cui un ribassista, mediante il pagamento di una somma (detta anch'essa deporto), ottiene di prorogare la consegna di titoli venduti a termine.
depositante   part. pres.  di depositare   agg.  e s.m.  e f.  (banc.) che, chi deposita oggetti o denaro in custodia.
depositare   v. tr.  [io depò sito ecc.]    • 1 •   porre giù, posare: depositare con cura un pacco    • 2 •   dare in deposito, consegnare qualcosa ad altri con obbligo di restituzione a richiesta o a un dato termine: depositare denaro in banca; depositare un documento presso un notaio  | consegnare qualcosa a un ufficio, a un ente, a una pubblica autorità per farla conoscere pubblicamente o farne constatare l'esistenza o la natura ed escludere future contestazioni: depositare la firma; depositare un marchio, brevettarlo    • 3 •   detto di liquidi, lasciare accumulare sul fondo le particelle solide in sospensione (anche assol.): il vino deposita in pochi mesi  | depositarsi v. rifl.  posarsi sul fondo (anche fig.): la fanghiglia si deposita sul fondo del canale; le esperienze si depositano nella memoria. 
depositario   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi ha ricevuto qualcosa in deposito    • 2 •   (fig.) che, chi custodisce, salvaguarda, difende: essere il depositario di un segreto; ritenersi il depositario della verità. 
depositeria   s.f.  (ant.)    • 1 •   luogo di custodia del tesoro pubblico    • 2 •   ufficio del tesoriere    • 3 •   luogo di custodia dei pegni.
deposito   s.m.    • 1 •   il depositare, il depositarsi, l'essere depositato | ciò che si deposita; in partic., sedimento di un liquido: il deposito del vino    • 2 •   (dir.) contratto mediante il quale una parte consegna all'altra un bene mobile affinché lo custodisca e lo riconsegni successivamente a richiesta o a un dato termine: dare, ricevere, tenere in deposito  | deposito bancario, operazione con cui si affida denaro liquido a una banca per riottenerlo a una data scadenza o a semplice richiesta | deposito della firma, per controllo dell'autenticità di firme successive    • 3 •   l'oggetto o i valori depositati: avere un deposito in banca    • 4 •   luogo in cui si deposita qualcosa perché venga conservata e custodita: deposito bagagli; un deposito di carbone  | rimessa per la custodia e la manutenzione di veicoli e di mezzi di trasporto autofilotranviario e ferroviario | luogo di raccolta e smistamento di persone (in ospedali, caserme e sim.)    • 5 •   (geol.) accumulo di materiale dovuto all'azione di agenti naturali (vento, pioggia ecc.)    • 6 •   (anat.) accumulo di sostanze di riserva: grasso di deposito. 
deposizione   s.f.    • 1 •   il deporre, l'essere deposto | la deposizione di cristo, l'atto con cui il corpo di cristo fu deposto dalla croce; l'opera figurativa che rappresenta tale scena: la «deposizione» di raffaello    • 2 •   (fig.) allontanamento coercitivo di qualcuno dall'esercizio di un potere; rimozione da una carica, dal trono: la deposizione del dittatore, del re    • 3 •   (dir.) dichiarazione del teste davanti a un giudice: firmare la deposizione    • 4 •   in ecologia, precipitazione inquinante in forma di piogge acide (deposizioni acide) o di polveri contenenti sostanze dannose, come biossido di zolfo, ossidi d'azoto ecc. (deposizioni secche).
deposto   part. pass.  di deporre  e agg.  nei sign. del verbo.
depotenziamento   s.m.  il depotenziare, l'essere depotenziato.
depotenziare   v. tr.  [io depotènzio ecc.] (non com.) ridurre una potenza, un potere; indebolire.
depravare   v. tr.  render cattivo; corrompere, pervertire, guastare: depravare il gusto artistico  | depravarsi v. rifl.  o intr. pron.  diventare cattivo, corrompersi, guastarsi.
depravato   part. pass.  di depravare   agg.  corrotto, pervertito: un uomo depravato   s.m.  [f. -a] persona viziosa, corrotta.
depravatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi deprava; corruttore.
depravazione   s.f.  il depravare, l'essere depravato; corruzione, pervertimento: depravazione di costumi. 
deprecabile   agg.  che si può, che è da deprecarsi: un'ipotesi deprecabile. 
deprecare   v. tr.  [io deprèco, tu deprèchi ecc.]    • 1 •   (lett.) cercare di allontanare un male con preghiere e scongiuri: sciogliean le chiome, indarno ahi! deprecando / da' lor mariti l'imminente fato  (foscolo sepolcri  256-257)    • 2 •   disapprovare, biasimare energicamente: deprecare il ricorso alla forza. 
deprecativo   agg.  (non com.) atto a deprecare, a scongiurare | esclamazione deprecativa, (gramm.) quella che esprime supplica o scongiuro (p. e. deh!) § deprecativamente avv. 
deprecatorio   agg.  (lett.) che vale a deprecare; che ha forma deprecativa: formula deprecatoria. 
deprecazione   s.f.    • 1 •   (lett.) il deprecare, l'essere deprecato; la formula o la preghiera usata per deprecare | nella retorica antica, la parte conclusiva dell'orazione, nella quale si invocava la clemenza dei giudici    • 2 •   disapprovazione, biasimo.
depredamento   s.m.  (rar.) il depredare, l'essere depredato.
depredare   v. tr.  [io deprèdo ecc.]    • 1 •   rapinare, derubare: depredare qualcuno del denaro    • 2 •   spogliare, mettere a sacco: depredare una città. 
depredatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi depreda.
depredazione   s.f.  (lett.) depredamento; rapina, saccheggio.
depressibile   agg.  (non com.) che può essere depresso; deprimibile | polso depressibile, (med.) il cui battito non si avverte facilmente.
depressionario   agg.  che riguarda una depressione | area depressionaria, (meteor.) area ciclonica.
depressione   s.f.    • 1 •   (geog.) area che si trova a un livello inferiore a quello delle regioni circostanti o al di sotto del livello del mare: depressione valliva; la depressione caspica  | (estens.) avvallamento    • 2 •   (fis.) abbassamento della pressione ambiente per cause fisiche o meccaniche    • 3 •   (meteor.) bassa pressione atmosferica | zona interessata da tale bassa pressione; area ciclonica    • 4 •   (econ.) fase discendente del ciclo economico caratterizzata da riduzione della produzione e degli investimenti e da aumento della disoccupazione | la grande depressione, per antonomasia, la crisi economica del 1929 negli stati uniti    • 5 •   (psicol.) alterazione del tono dell'umore caratterizzata da malinconia, scarso interesse per il futuro, sensi di colpa e sim. | (estens.) debolezza, avvilimento, abbattimento.
depressivo   agg.    • 1 •   atto a deprimere: sostanze che esercitano un'azione depressiva    • 2 •   caratterizzato da depressione: stato depressivo. 
depresso   part. pass.  di deprimere   agg.  nei sign. del verbo | zona, area depressa, regione economicamente e socialmente arretrata | polso depresso, (med.) che rivela ipotensione  s.m.  [f. -a] (med.) chi si trova in stato di depressione.
depressore   agg.  in anatomia: muscolo depressore, quello che ha la funzione di abbassare la parte a cui è collegato; nervo depressore, complesso di fibre nervose che accompagnano il gran simpatico e che, eccitate, provocano ipotensione arteriosa.
depressurizzare   v. tr.  riportare la pressione dell'aria in un ambiente da valori più alti ai valori di quella esterna.
depressurizzazione   s.f.  il depressurizzare, l'essere depressurizzato.
deprezzamento   s.m.  il deprezzare, il deprezzarsi, l'essere deprezzato: deprezzamento della moneta, svalutazione.
deprezzare   v. tr.  [io deprèzzo ecc.]    • 1 •   far calare di prezzo, far diminuire di valore: deprezzare una merce    • 2 •   (fig.) stimare meno del giusto; sminuire: deprezzare una persona, un'opera  | deprezzarsi v. rifl.  diminuire di valore, svalutarsi: le automobili si deprezzano rapidamente. 
deprimente   part. pres.  di deprimere   agg.  che deprime, abbatte: un lavoro deprimente. 
deprimere   v. tr.  [pass. rem. io deprèssi, tu deprimésti ecc. ; part. pass. deprèsso]    • 1 •   (non com.) portare a un livello inferiore, abbassare    • 2 •   (fig.) indebolire, abbattere fisicamente o moralmente (anche assol.): il caldo mi deprime; la notizia lo ha molto depresso; gli insuccessi deprimono  | deprimersi v. rifl.    • 1 •   (non com.) abbassarsi di livello: la strada si deprime in più punti    • 2 •   (fig.) avvilirsi, abbattersi: una ragazza facile a deprimersi. 
deprimibile   agg.  (non com.) che si può deprimere, che si deprime facilmente | polso deprimibile, (med.) il cui battito non si avverte facilmente.
deprivare   v. tr.  provocare deprivazione.
deprivazione   s.f.  privazione, esclusione dal godimento di un bene o dalla soddisfazione di un bisogno, spec. di natura culturale, sociale, psicologica: deprivazione linguistica, sensoriale. 
de profundis   loc. sost. m. invar.  (lit.) salmo che si recita in suffragio dei defunti | essere al de profundis, (fig.) essere in punto di morte | cantare il de profundis a qualcuno, (fig.) considerarlo in fin di vita, allo stremo; darlo per spacciato.
depuramento   s.m.  (non com.) depurazione.
depurare   v. tr.    • 1 •   liberare da impurità, rendere puro: depurare il sangue    • 2 •   (fig.) raffinare, polire: depurare lo stile, la lingua    • 3 •   (fig. non com.) epurare: depurare la società  | depurarsi v. rifl.  diventare puro; purificarsi.
depurativo   agg.  e s.m.  (med.) si dice di medicamento atto a disintossicare l'organismo.
depuratore   agg.  [f. -trice] che depura: filtro depuratore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi depura; in partic., operaio addetto a processi di depurazione    • 2 •   apparecchio per depurare una sostanza    • 3 •   impianto di depurazione di scarichi fognari e industriali.
depuratorio   agg.  atto a depurare  s.m.  serbatoio dove si raccolgono e si depurano le acque; depuratore.
depurazione   s.f.  il depurare, il depurarsi, l'essere depurato: depurazione dell'acqua; impianto di depurazione. 
deputare   v. tr.  [io dèputo ecc.]    • 1 •   incaricare, delegare, designare: fu deputato a rappresentare la cittadinanza    • 2 •   (ant. , lett.) destinare, riservare, assegnare.
deputato   part. pass.  di deputare   agg.  nei sign. del verbo: l'orecchio è l'organo deputato all'udito  | luoghi deputati, nel teatro medievale e rinascimentale, strutture di legno o tela destinate a suggerire i vari luoghi dell'azione; per estens., scenari, schemi fissi entro i quali ricorrono situazioni, azioni determinate: i luoghi deputati del romanzo d'avventura   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi ha ricevuto l'incarico di adempiere a un compito determinato    • 2 •   [f. -a, ma si preferisce usare il m.  anche in riferimento a donne; la forma -essa  è iron. o scherz.] ciascuno dei rappresentanti eletti dai cittadini al ramo del parlamento detto appunto camera dei deputati. 
deputazione   s.f.    • 1 •   il deputare, l'essere deputato; l'incarico affidato    • 2 •   commissione di persone deputate ad adempiere a un compito determinato; delegazione | deputazione di storia patria, associazione che intende promuovere la ricerca storica in ambito locale, regionale o provinciale | deputazione di borsa, organo di controllo e vigilanza della borsa valori.
dequalificare   v. tr.  [io dequalìfico, tu dequalìfichi ecc.] screditare, squalificare; in partic., abbassare il livello della qualifica professionale (anche assol.): rifiutare un lavoro che dequalifica  | dequalificarsi v. rifl.  o intr. pron.  squalificarsi; in partic., peggiorare il livello della propria qualifica professionale.
dequalificazione   s.f.  il dequalificare, il dequalificarsi, l'essere dequalificato: dequalificazione professionale. 
deragliamento   s.m.  il deragliare.
deragliare   v. intr.  [io deràglio ecc. ; aus. avere] uscire dalle rotaie: il rapido ha deragliato. 
deragliatore   s.m.  nella bicicletta con cambio di velocità, dispositivo che serve a spostare la catena da una ruota dentata della moltiplica a un'altra.
derapaggio   s.m.  adattamento it. del fr. dérapage. 
derapare   v. intr.  [aus. avere] slittare, deviare verso l'esterno di una traiettoria curva, detto spec. di un autoveicolo, di un aeromobile, di uno sciatore.
derapata   s.f.  il derapare.
derattizzante   part. pres.  di derattizzare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza velenosa usata per uccidere i topi.
derattizzare   v. tr.  liberare dai ratti, dai topi: derattizzare una nave. 
derattizzazione   s.f.  il derattizzare, l'essere derattizzato.
derby   s.m. invar.    • 1 •   nell'ippica, corsa al galoppo per puledri di tre anni    • 2 •   (estens.) negli sport di squadra, incontro tra due formazioni della stessa città o regione.
deregolamentare   v. tr.  [io deregolaménto ecc.] liberare da norme e regolamenti ciò che vi era sottoposto; liberalizzare, sbloccare.
deregolamentazione   s.f.  il deregolamentare, l'essere deregolamentato.
deregolare   v. tr.  [io derègolo ecc.] deregolamentare.
deregulation   s.f. invar.  deregolamentazione; in partic., liberalizzazione di attività economiche già sottoposte a controlli o vincoli da parte dell'autorità pubblica.
derelitto   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato abbandonato, trascurato e perciò versa in condizioni di miseria materiale o morale: un figlio derelitto; interessarsi ai derelitti. 
derelizione   s.f.  (dir.) l'abbandono di un bene con implicita rinunzia al diritto di proprietà su di esso.
derequisire   v. tr.  [io derequisisco, tu derequisisci  ecc.] (dir.) restituire al proprietario un bene che gli era stato requisito.
derequisizione   s.f.  (dir.) il derequisire, l'essere derequisito.
deresponsabilizzare   v. tr.  esimere da responsabilità | deresponsabilizzarsi v. rifl.  perdere la coscienza delle proprie responsabilità.
deresponsabilizzazione   s.f.  il deresponsabilizzare, il deresponsabilizzarsi, l'essere deresponsabilizzato.
deretano   ant. diretano, s.m.  la parte posteriore del corpo; il sedere  agg.  (ant.)    • 1 •   posteriore: li [piedi] diretani alle cosce distese  (dante inf.  xxv, 55); le parti deretane, il sedere    • 2 •   (estens.) ultimo.
deridere   v. tr.  [coniugato come ridere] schernire, beffeggiare, prendere in giro: deridere una persona, un comportamento. 
derisibile   agg.  (non com.) che merita d'essere deriso; ridicolo.
derisione   s.f.  il deridere; scherno, dileggio: avere un'aria di derisione; esporsi alla pubblica derisione. 
derisivo   agg.  (rar.) derisorio.
deriso   part. pass.  di deridere   agg.  che è fatto oggetto di scherno  s.m.  (ant.) derisione.
derisore   s.m.  [f. -sora, rar.] chi deride.
derisorio   agg.  che è fatto per deridere, che esprime derisione: gesto derisorio  § derisoriamente avv. 
deriva   s.f.    • 1 •   corrente marina lenta e superficiale prodotta da venti di direzione costante | andare alla deriva, lasciarsi trascinare dalla corrente; (fig.) abbandonarsi, subire passivamente gli eventi | (chiglia, lama di) deriva, (mar.) tavola o lama metallica fissa o mobile applicabile verticalmente sul fondo di imbarcazioni per aumentare la stabilità trasversale    • 2 •   spostamento di un corpo immerso in una massa fluida in movimento; in partic., spostamento laterale della rotta di un natante o di un aeromobile per effetto di una corrente marina o aerea | deriva dei continenti, (geol.) slittamento progressivo delle masse continentali sugli strati sottostanti della crosta terrestre    • 3 •   (mar.) piccola barca a vela provvista di chiglia o lama di deriva    • 4 •   (aer.) parte fissa dell'impennaggio verticale di un velivolo, alla quale è incernierato il timone di direzione    • 5 •   (fis.) variazione lenta e incontrollata di grandezze caratteristiche di un dispositivo elettronico.
derivabile   agg.  che si può derivare | funzione derivabile, (mat.) che ammette almeno una derivata.
derivabilità   s.f.  l'essere derivabile.
derivamento   s.m.  (rar.) derivazione.
derivare   (1) v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   avere origine, principio; provenire (anche fig.): il tevere deriva dal monte fumaiolo; derivare da famiglia nobile; l'italiano deriva dal latino    • 2 •   risultare come conseguenza; essere causato, prodotto: la saggezza deriva dall'esperienza  | v. tr.    • 1 •   far discendere, far provenire; trarre, ricavare (anche fig.): derivare un canale d'irrigazione da un fiume; da cosa derivi le tue convinzioni?    • 2 •   (mat.) calcolare una derivata: derivare una frazione. 
derivare   (2) v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   (mar.) andare alla deriva    • 2 •   (aer.) avanzare spostandosi lateralmente rispetto alla rotta fissata.
derivata   s.f.  (mat.) limite a cui tende il rapporto fra l'incremento di una funzione e l'incremento attribuito alla sua variabile indipendente quando quest'ultimo tende a zero.
derivativo   agg.    • 1 •   derivato; che è dovuto a derivazione    • 2 •   che produce derivazione.
derivato   part. pass.  di derivare   agg.  che deriva da qualcosa  s.m.    • 1 •   (ling.) vocabolo che deriva da un altro: i derivati di un verbo    • 2 •   (chim.) sostanza ricavata da un'altra: i derivati del petrolio. 
derivatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] si dice di ciò che deriva, che serve a derivare: (canale) derivatore, per derivare le acque.
derivazione   s.f.    • 1 •   il derivare, l'essere derivato    • 2 •   (ling.) processo di formazione di una parola nuova da un'altra già esistente, mediante suffissi o prefissi (p. e. drogheria  da droga; preavviso  da avviso; imbrigliare  da briglia)    • 3 •   in idraulica, prelievo da un bacino naturale o artificiale di acque da utilizzare per la produzione di energia elettrica, per irrigazione ecc.; l'impianto stesso necessario al prelievo    • 4 •   (elettr.) elemento di circuito elettrico disposto in parallelo con un altro; anche, l'operazione con cui si pongono i circuiti in parallelo | linea telefonica non direttamente collegata alla centrale    • 5 •   (mat.) operazione del calcolare una derivata.
derma   s.m.  [pl. -mi] (anat.) strato profondo e più spesso della pelle, posto sotto l'epidermide e costituito da tessuto connettivo.
derma-  derma- -derma primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. dérma  'pelle' (dermascheletro, ectoderma, pachiderma).
dermalgia   o dermatalgia [der-ma-tal-gì-a], s.f.  (med.) dolore cutaneo non riferibile a lesione specifica.
dermascheletro   s.m.  (zool.) scheletro di natura ossea o calcarea che si forma per secrezione dalle cellule del derma e riveste il corpo degli echinodermi e di alcuni vertebrati.
dermatalgia    ⇨ dermalgia.
dermatite   s.f.  (med.) denominazione comune delle malattie della pelle a carattere infiammatorio.
dermato-  dermato- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. dérma -atos  'pelle' (dermatologia).
dermatofita   s.m.  fungo microscopico parassita della pelle, dei capelli e delle unghie.
dermatogeno   s.m.  (bot.) strato esterno del tessuto meristematico della radice e del fusto delle piante superiori.
dermatologia   s.f.  branca della medicina che studia le malattie della pelle e dei suoi annessi (peli, unghie, ghiandole sebacee ecc.).
dermatologico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che riguarda la dermatologia: ospedale dermatologico  § dermatologicamente avv.  dal punto di vista dermatologico.
dermatologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista in dermatologia.
dermatoplastica   s.f.  (med.) plastica cutanea.
dermatosi   s.f.  (med.) denominazione generica delle malattie della pelle.
dermatozoo   s.m.  animale parassita della cute (p. e.  acaro, pulce, pidocchio).
dermatteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti con ali ridotte o mancanti e addome terminante in una robusta pinza; vi appartiene la comune forbicina | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
dermeste   s.m.  piccolo coleottero le cui larve si cibano di pelli, cuoiami, stoffe ecc.; tarma.
-dermia  -dermia secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, deriv. del gr. dérma  'pelle' (cheratodermia).
dermico   agg.  [pl. m. -ci] del derma, che riguarda il derma.
dermo-  dermo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. dérma  'pelle' (dermosifilopatia).
dermochelide   s.f.  tartaruga marina di grandi dimensioni con scudo ricoperto di pelle, al quale non sono saldate internamente le vertebre e le costole.
dermografismo   s.m.  (med.) fenomeno per cui si formano temporaneamente sulla pelle strisce bianche o rosse in seguito a pressione o a sfregamento esercitato con uno strumento a punta smussata.
dermoide   s.f.  nome commerciale di un materiale artificiale che imita la pelle conciata, impiegato spec. in pelletteria e in legatoria  agg.  solo in cisti dermoide, (med.) cisti congenita così detta per le sue pareti simili alla cute.
dermopatia   s.f.  (med.) denominazione generica delle malattie della pelle.
dermopatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che riguarda la dermopatia.
dermosifilopatia   s.f.  branca della medicina che studia le malattie veneree e della pelle.
dermosifilopatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che riguarda la dermosifilopatia: istituto dermosifilopatico. 
dermotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi arboricoli dell'asia sudorientale con una membrana cutanea alare che unisce collo, arti e coda, e consente loro di effettuare voli planati | sing.  [-o] ogni mammifero di tale ordine.
dernier cri   loc. sost. m. invar.  ultima novità, spec. della moda  loc. agg. invar.  all'ultima moda: un cappello dernier cri. 
derno   solo nella loc. in derno, (mar.) detto della bandiera nazionale di una nave, alzata e annodata per indicare una disgrazia a bordo o richiesta di soccorso.
deroga   s.f.  il derogare; dispensa, eccezione: concedere una deroga  | in deroga a, diversamente da, facendo eccezione rispetto a: in deroga alle precedenti disposizioni. 
derogabile   agg.  (dir.) a cui si può derogare; che comporta un'eccezione o delle eccezioni: norma, clausola derogabile. 
derogare   v. intr.  [io dèrogo, tu dèroghi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   non osservare quanto in precedenza stabilito: derogare a un accordo    • 2 •   (dir.) disporre su un singolo punto diversamente da una norma esistente, senza peraltro violarne i principi generali: derogare a una disposizione    • 3 •   (ant.) detrarre; privare | professioni deroganti, quelle che privavano della nobiltà | v. tr.  (non com.) violare, trasgredire: derogare una norma. 
derogativo   agg.  (non com.) derogatorio.
derogatorio   agg.  (dir.) che serve a derogare; che costituisce una deroga: atto derogatorio. 
derogazione   s.f.    • 1 •   (non com.) deroga    • 2 •   (ant.) perdita temporanea della nobiltà, dovuta all'esercizio di una professione o di un mestiere ritenuto incompatibile.
derrata   s.f.    • 1 •   spec. pl.  prodotto agricolo, soprattutto di uso alimentare e di largo consumo; per estens., merce: il razionamento delle derrate  | è più la giunta che la derrata, (fig.) sono più i fronzoli che la vera sostanza    • 2 •   (ant.) affare, negozio; guadagno.
derrick   s.m. invar.  torre metallica piramidale per sostenere e manovrare le attrezzature per sondaggi minerari, in partic. per la perforazione petrolifera.
derubamento   s.m.  (rar.) il derubare; furto.
derubare   v. tr.  privare qualcuno di ciò che possiede o di ciò che gli spetta col furto o con la frode: derubare qualcuno del portafoglio, dell'eredità. 
derubato   part. pass.  di derubare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha subito un furto.
derubricare   v. tr.  [io derubrico, tu derubrichi ecc.] (dir.) nel processo penale, qualificare un fatto come reato di minore gravità rispetto a una precedente configurazione giuridica: derubricare un'accusa di omicidio volontario in quella di omicidio preterintenzionale. 
derubricazione   s.f.  (dir.) il derubricare, l'essere derubricato.
deruralizzazione   s.f.  abbandono delle campagne per effetto dell'urbanizzazione.
derustizzazione   s.f.  (tecn.) procedimento per l'eliminazione della ruggine da un corpo metallico che ne sia ricoperto.
derviscio   o dervis [dèr-vis o  dervìs], s.m.    • 1 •   membro di una confraternita mendicante musulmana    • 2 •   pl.  (st.) seguaci del mahdismo, che alla fine del sec. xix condussero nel sudan una violenta lotta anticolonialista.
desacralizzare   v. tr.  privare di valore sacro; sconsacrare.
desacralizzazione   s.f.  il desacralizzare, l'essere desacralizzato.
desalare   v. tr.  (rar.) dissalare.
desalificare   v. tr.  [io desalìfico, tu desalìfichi ecc.] dissalare.
desalinazione   s.f.  dissalazione.
desalinizzare   v. tr.  dissalare.
desalinizzazione   s.f.  dissalazione.
desaparecido   agg.  e s.m.  [pl. m. -dos] si dice eufemisticamente di persona scomparsa, in realtà rapita e uccisa per motivi politici.
deschetto   s.m.  tavolo da lavoro del calzolaio.
desco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   (lett.) tavola su cui si mangia; mensa: il desco familiare; essere, stare a desco, essere a tavola, star mangiando    • 2 •   (ant.) bancone da macellaio | banco di un pubblico ufficio.
descolarizzare   v. tr.  sottoporre a descolarizzazione: descolarizzare la società. 
descolarizzazione   s.f.  teoria pedagogica dovuta al sociologo di origine austriaca i. illich (1926), secondo cui la scuola, in quanto istituzione educativa statica e conservatrice, andrebbe soppressa e sostituita con un processo di educazione permanente nella società.
descrittivismo   s.m.  in letteratura e nelle arti figurative, tendenza ad abbondare nei particolari descrittivi: il descrittivismo settecentesco. 
descrittivo   agg.    • 1 •   che descrive; che concerne una descrizione: una pagina descrittiva  | che tende alla minuziosità, talora superficiale: uno stile freddo e descrittivo    • 2 •   nelle scienze, si dice di quelle branche che si occupano della descrizione degli oggetti o dei fenomeni in esame: anatomia, botanica, zoologia descrittiva  | geometria descrittiva, quella che studia i metodi per rappresentare su un piano gli oggetti dello spazio | grammatica descrittiva, descrizione grammaticale di una lingua in un dato momento storico del suo sviluppo § descrittivamente avv. 
descritto   part. pass.  di descrivere   agg.  nei sign. del verbo | codice descritto, (filol.) apografo.
descrittore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi descrive.
descrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere]    • 1 •   rappresentare con parole, per scritto o a voce, un oggetto, una persona, un evento ecc., indicandone le caratteristiche: descrivere dei fatti, un paesaggio; descrivere il carattere di una persona    • 2 •   tracciare, disegnare: descrivere un cerchio  | tracciare compiendo un movimento: i pianeti descrivono orbite ellittiche intorno al sole    • 3 •   (ant.) iscrivere, registrare    • 4 •   (ant.) trascrivere, copiare.
descrivibile   agg.  che si può descrivere.
descrizione   s.f.    • 1 •   il descrivere; le parole con cui si descrive: una descrizione spiritosa    • 2 •   (non com.) il tracciare: la descrizione di una curva. 
desegregazione   s.f.  abolizione della segregazione razziale.
desegretare   v. tr.  (dir.) togliere il vincolo della segretezza su atti e documenti giudiziari.
desensibilizzare   v. tr.  ridurre o annullare la sensibilità di qualcosa; sottoporre a desensibilizzazione: desensibilizzare un dente, un'emulsione fotografica. 
desensibilizzatore   s.m.  (foto.) sostanza chimica che riduce o annulla la sensibilità alla luce di un'emulsione già esposta e permette quindi lo sviluppo della pellicola a luce chiara.
desensibilizzazione   s.f.    • 1 •   (foto.) procedimento chimico per la riduzione della sensibilità di un'emulsione alla luce    • 2 •   (med.) rimozione o attenuazione di uno stato allergico mediante l'impiego di piccole dosi di antigene | eliminazione o riduzione della sensibilità di un organo.
desertico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del deserto; che ha natura o aspetto di deserto: paesaggio desertico. 
deserticolo   agg.  che vive nel deserto: fauna, vegetazione deserticola. 
desertificazione   s.f.  (geog.) progressiva trasformazione di un terreno fertile in deserto per degenerazione climatica e geologica.
deserto   ant. diserto, agg.    • 1 •   abbandonato dalle persone; disabitato; vuoto: un paese, un palazzo deserto    • 2 •   (ant.) lasciato solo, in balia di sé stesso, con funzione di part.: quella compagna / picciola da la qual non fui diserto  (dante inf.  xxvi, 101-102) | udienza deserta, (dir.) a cui non si presentano le parti interessate | asta deserta, senza offerenti  s.m.    • 1 •   (geog.) vasta regione, generalmente pianeggiante e sabbiosa, con scarsissime precipitazioni, vegetazione effimera e vita animale ridotta: il deserto del sahara    • 2 •   (fig.) luogo poco o per nulla abitato: la città d'estate diventa un deserto  | fare il deserto intorno a sé, fare il vuoto, allontanare o allontanarsi da tutti | predicare, parlare, gridare nel deserto, al deserto, (fig.) parlare inutilmente, senza essere ascoltato.
desessualizzazione   s.f.  (psicoan.) processo per cui un affetto perde l'originaria componente sessuale (p. e. l'amore del figlio verso la madre dopo la risoluzione del complesso edipico).
desianza    ⇨ disianza.
desiare   o disiare, v. tr.  [io desìo  ecc.] (lett.) desiderare: colei che disiando aspetta  (carducci).
desiato   part. pass.  di desiare   agg.  (lett.) desiderato; per estens., amato: quella bocca / già tanto desiata  (leopardi consalvo  67-68).
desiderabile   agg.  che può essere desiderato, che suscita desiderio: una donna desiderabile  | è desiderabile che, augurabile, auspicabile § desiderabilmente avv. 
desiderabilità   s.f.  carattere di ciò che è desiderabile | desiderabilità di un bene, (econ.) l'attrazione che esso suscita sui consumatori in ragione della sua utilità.
desiderare   ant. disiderare, v. tr.  [io desìdero ecc.]    • 1 •   provare desiderio di qualcosa; aspirare alla soddisfazione di un bisogno o di un piacere: desiderare un bicchiere d'acqua; desidero star solo; desideriamo che voi veniate a trovarci  | far desiderare qualcosa, indugiare a concederla | farsi desiderare, mostrarsi raramente; anche, arrivare in ritardo | lasciare a desiderare, essere manchevole in qualcosa, non essere perfetto    • 2 •   volere: desidera un caffè?    • 3 •   richiedere (in formule di cortesia): il signor rossi è desiderato al telefono. 
desiderata   s.m. pl.  le cose desiderate; le richieste: i desiderata del pubblico; il registro dei desiderata, nelle biblioteche, il registro nel quale si indicano i libri che si desidera vengano acquistati.
desiderativo   agg.  (non com.) che esprime desiderio | congiuntivo desiderativo, (gramm.) ottativo.
desiderio   ant. desidero, disiderio, s.m.    • 1 •   moto intenso dell'animo che spinge a realizzare o a possedere qualcosa che si considera un bene: avere desiderio di riposo, di cibo, di muoversi, di viaggiare; provare, sentire un desiderio  | bramosia, voglia sessuale: l'impeto del desiderio    • 2 •   ciò che si desidera: il mio unico desiderio è partire di qui  | pio desiderio, speranza vana, impossibile.
desideroso   ant. disideroso, agg.  che ha desiderio di qualcosa § desiderosamente avv.  (rar.).
design    ⇨ industrial design.
designare   v. tr.    • 1 •   indicare in modo preciso; fissare: designare una data; designare il termine per un pagamento    • 2 •   proporre, destinare qualcuno a un incarico, un ufficio e sim.: designare il nuovo direttore; designare qualcuno per una carica    • 3 •   significare, indicare: il termine «dosso» designa una piccola altura. 
designato   part. pass.  di designare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è stato prescelto, destinato a coprire un certo incarico.
designazione   s.f.  il designare, l'essere designato.
designer   s.m.  e f. invar.  chi per professione si occupa di industrial design.
desinare   (1) v. intr.  [io désino ecc. ; aus. avere] (tosc.) consumare il pasto principale della giornata.
desinare   (2) s.m.  (tosc.) il pasto principale della giornata.
desinente   agg.  (gramm. , non com.) terminante, uscente.
desinenza   s.f.  (gramm.) terminazione variabile di parola che si aggiunge a un tema per ottenere le varie forme della flessione: desinenza nominale, verbale. 
desinenziale   agg.  (gramm.) della desinenza.
desio   o disio, s.m.  (lett.) desiderio: quali colombe dal disio chiamate  (dante inf.  v, 82) | cosa, persona desiderata.
desioso   o disioso, agg.  (lett.) desideroso: i campi e il cielo / desioso mirando  (foscolo sepolcri  191-192) § desiosamente avv. 
desipiente   agg.  (lett. rar.) insipiente, sciocco.
desipienza   s.f.  (lett. rar.) l'essere desipiente; insipienza.
desirare   v. tr.  (ant.) desiderare.
desire   o desiro, disire, disiro, s.m.  (ant. , poet.) desiderio: o speranza, o desir sempre fallace  (petrarca canz.  ccxc, 5).
desistenza   s.f.  (rar.) il desistere | desistenza criminosa, (dir.) il comportamento di chi, intrapresa l'esecuzione di un reato, l'abbandona e non la porta a compimento, e quindi non risponde del reato tentato | patto di desistenza, nel linguaggio politico, accordo fra partiti perché non presentino candidati concorrenti nello stesso collegio elettorale.
desistere   v. intr.  [pass. rem. io desistéi  o desistètti, tu desistésti ecc. ; part. pass. desistito; aus. avere] non continuare, smettere; recedere: desistere da un proposito, dal fare una cosa  | desistere da una querela, (dir.) ritirarla.
desktop computer   abbr. in desktop, loc. sost. m. invar.  elaboratore da tavolo, costituito da un'unità centrale di dimensioni ridotte, unità video e tastiera.
desktop publishing   loc. sost. m. invar.  (inform.) settore di produzione del software che sviluppa programmi che eseguono varie funzioni di editoria elettronica (composizione, impaginazione, grafica ecc.), da gestire mediante personal computer.
desman   s.m.  mammifero insettivoro dotato di una sorta di proboscide, piedi posteriori palmati, ghiandole che emanano odore di muschio; miogale (fam.  talpidi).
desmo-  desmo- primo elemento di parole scientifiche composte, dal gr. desmós  'legame' (desmologia).
desmoconte   s.f. pl.  (bot.) classe di alghe marine monocellulari con membrana divisa verticalmente in due valve | sing.  ogni alga di tale classe.
desmologia   s.f.  (non com.)    • 1 •   branca della chimica fisica che studia i legami atomici e molecolari    • 2 •   parte dell'anatomia che studia i tendini e i legamenti.
desmologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla desmologia.
desolante   part. pres.  di desolare   agg.  che affligge, sconforta: una scena desolante. 
desolare   v. tr.  [io dèsolo  ecc.]    • 1 •   affliggere, costernare: la notizia della sua morte ci ha desolato    • 2 •   (lett.) devastare, saccheggiare, spopolare.
desolato   part. pass.  di desolare   agg.    • 1 •   afflitto, sconfortato    • 2 •   dispiaciuto, spiacente: siamo desolati di non potervi ospitare    • 3 •   di luogo, in stato di desolazione: una terra desolata e inospitale  § desolatamente avv. 
desolazione   s.f.    • 1 •   afflizione, sconforto, costernazione: avere la desolazione nell'animo    • 2 •   stato di abbandono, di squallore di un luogo: la desolazione di una città. 
desolforare   v. tr.  [io desólforo ecc.] (chim.) togliere in tutto o in parte lo zolfo contenuto in una sostanza (metallo, petrolio, gas ecc).
desolforatore   s.m.  (chim.) apparecchio o impianto per desolforare.
desolforazione   s.f.  (chim.) l'operazione del desolforare.
desonorizzare   v. tr.  insonorizzare.
desonorizzato   part. pass.  di desonorizzare   agg.  nel sign. del verbo | (ling.) detto di suono che ha subìto una desonorizzazione.
desonorizzazione   s.f.    • 1 •   (ling.) fenomeno per cui un suono sonoro perde questa sua caratteristica a causa del contatto con suoni non sonori | fenomeno per cui un suono si trasforma, in un dato momento dell'evoluzione del sistema fonologico, da sonoro in sordo; assordamento (p. e. la t  di trapani, dal lat. drepa¯num)    • 2 •   insonorizzazione.
desossidare   e deriv.   ⇨ disossidare e deriv. 
desossiribonucleico   o deossiribonucleico, agg.  (biol.) si dice dell'acido più noto come dna.
despetto    ⇨ dispetto.
despitto    ⇨ dispitto.
despota   s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   nell'antica grecia, titolo che si dava al padrone di casa | titolo spettante ai parenti prossimi dell'imperatore di bisanzio | principe di una provincia dell'impero bizantino    • 2 •   (estens.) sovrano assoluto, tiranno    • 3 •   [anche f] (fig.) chi esercita la propria autorità in modo arbitrario e tirannico: con i figli si comporta da despota. 
despotato   s.m.  (st.) dignità e ufficio del despota | il territorio su cui governava il despota: despotato di serbia. 
despotico    ⇨ dispotico.
despotismo    ⇨ dispotismo.
desquamare   v. tr.  provocare desquamazione | desquamarsi v. rifl.  subire desquamazione.
desquamazione   s.f.    • 1 •   (med.) perdita dello strato corneo dell'epidermide sotto forma di squame    • 2 •   (geol.) alterazione superficiale delle rocce con distacco di frammenti in forma di squame.
dessert   s.m. invar.  l'ultima o le ultime portate del pranzo (formaggio, frutta, dolce o gelato); il momento del pasto in cui tali portate sono servite: vino da dessert; come, per dessert c'è la torta. 
dessiocardia   s.f.  (med.) lo stesso che destrocardia. 
dessiografia   s.f.  scrittura che procede da sinistra a destra.
desso   pron. dimostr.  (ant. , lett.) forma rafforzata di esso; vale 'lui, proprio lui' e si usa quasi esclusivamente con i verbi essere  e parere : questi è desso, e non favella  (dante inf.  xxviii, 96); oggi, in usi scherzosi: son io quel desso. 
dessous   s.m. pl.    • 1 •   biancheria intima femminile    • 2 •   (fig.) retroscena: i dessous della faccenda. 
destabilizzante   part. pres.  di destabilizzare   agg.  che tende a destabilizzare: un piano destabilizzante. 
destabilizzare   v. tr.  rendere meno stabile, instabile; turbare l'equilibrio, l'assetto, spec. di un sistema politico.
destabilizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi destabilizza.
destabilizzazione   s.f.  il destabilizzare, l'essere destabilizzato.
destagionalizzazione   s.f.  (stat.) procedura per eliminare da una serie temporale la componente stagionale.
destalinizzare   v. tr.  sottoporre a destalinizzazione.
destalinizzazione   s.f.  il processo di rinnovamento e liberalizzazione del regime sovietico e del movimento comunista avviato dopo la morte di stalin (1879-1953).
destare   v. tr.  [io désto ecc. ; part. pass. lett. désto]    • 1 •   scuotere dal sonno; svegliare    • 2 •   (fig.) scuotere da uno stato d'inerzia, di torpore: destare gli animi    • 3 •   (fig.) far nascere, suscitare: destare ammirazione, scalpore, curiosità  | destarsi v. rifl.    • 1 •   svegliarsi    • 2 •   (fig.) scuotersi da uno stato d'inerzia, di torpore: un volgo disperso repente si desta  (manzoni adelchi); fratelli d'italia, / l'italia s'è desta  (mameli)    • 3 •   (fig.) nascere, manifestarsi: e se nel core avvien che voi sentiate / destarsi alcuno spirito pietoso  (boccaccio filostrato).
destinare   v. tr.    • 1 •   decidere, stabilire in modo irrevocabile (anche assol.): gli dei avevano destinato così  | definire, fissare: la riunione è rinviata a data da destinarsi    • 2 •   assegnare, riservare per un compito, uno scopo, un uso determinato: destinare qualcuno a un ufficio; destinare una somma alla beneficenza    • 3 •   indirizzare, rivolgere: un romanzo destinato ai ragazzi. 
destinatario   s.m.  [f. -a] la persona cui è destinato qualcosa: il destinatario di una lettera  | (ling.) in un atto comunicativo, il ricevente del messaggio | (dir.) persona cui si indirizza una norma.
destinato   part. pass.  di destinare   agg.  nei sign. del verbo | essere destinato, essere riservato, dovere necessariamente: ogni creatura è destinata a morire; un'impresa destinata al fallimento. 
destinatore   s.m.  nella teoria della comunicazione, chi indirizza un messaggio; emittente.
destinazione   s.f.    • 1 •   il destinare, l'essere destinato | il fine, l'uso cui una cosa è destinata: la destinazione di una somma, di un bene    • 2 •   luogo d'arrivo, meta: giungere a destinazione; partire per destinazione ignota  | il luogo a cui viene spedita una lettera, una merce ecc.: il baule non è ancora arrivato a destinazione    • 3 •   residenza e ufficio assegnati a un impiegato, un funzionario ecc.: essere in attesa di destinazione. 
destino   ant. distino, s.m.    • 1 •   il susseguirsi degli eventi considerato come predeterminato da una forza superiore alla volontà e al potere umani: accettare il proprio destino  | è destino che, è fatale, inevitabile che    • 2 •   sorte: predire il destino a qualcuno  | spec. pl. le sorti, le vicende: i destini di un popolo    • 3 •   (burocr.) destinazione; recapito: porto di destino, quello al quale è avviata una nave.
destituire   v. tr.  [io destituisco, tu destituisci ecc. ; part. pass. destituito, ant. destituto]    • 1 •   rimuovere d'autorità qualcuno da un ufficio, da una carica e sim.: destituire un funzionario corrotto    • 2 •   (ant.) privare: la vera solitudine è esser destituto da quelle cose che piacciono  (l. de' medici).
destituito   ant. destituto, part. pass.  di destituire   agg.  nei sign. del verbo | del tutto privo, mancante: accusa destituita di ogni fondamento. 
destituzione   s.f.  il destituire, l'essere destituito; rimozione da un ufficio, da una carica ecc.
desto   agg.    • 1 •   che non dorme, sveglio | sogno o son desto?, domanda retorica rivolta a sé stessi per esprimere grande stupore e quasi l'impossibilità di credere a qualcosa    • 2 •   (fig. lett.) pronto, vivace: un'intelligenza desta. 
destoricizzare   v. tr.  descrivere e valutare un evento, un personaggio, un'idea al di fuori del suo contesto storico.
destorificazione   s.f.  (relig.) processo per cui particolari riti o pratiche tendono a liberare il singolo o il gruppo dalla realtà contingente, ricollegandolo attraverso simbologie naturali al momento delle origini.
destr   inter.  abbreviazione di destr(o)  o destr(a), usata nei comandi ginnici e militari: fianco destr!; fronte a destr!. 
destra   s.f.    • 1 •   la mano destra: stringere, dare la destra    • 2 •   la parte che è dal lato della mano destra: voltare a destra; alla mia, alla tua destra, dalla parte destra rispetto a me, a te; dare, cedere la destra, far camminare qualcuno alla propria destra in segno di rispetto; tenere la destra, nella circolazione stradale, procedere, mantenersi nella parte destra della strada    • 3 •   l'insieme dei partiti conservatori, i cui deputati tradizionalmente siedono in parlamento alla destra del presidente: deputato di destra; destra storica, gruppo parlamentare liberalmoderato che governò l'italia dal 1861 al 1876 | (estens.) la parte conservatrice di una corrente politica o culturale, o anche di un partito: la destra socialista, cattolica    • 4 •   (arald.) parte dello scudo posta a sinistra di chi guarda.
destreggiamento   s.m.  (rar.) il destreggiarsi.
destreggiare   v. intr.  [io destréggio ecc. ; aus. avere] (lett.) destreggiarsi v. rifl.  procedere con destrezza, in modo da evitare ostacoli, rischi ecc.; barcamenarsi, sapersela cavare: destreggiarsi nel traffico, nella vita. 
destrezza   s.f.    • 1 •   agilità, abilità: guidare con destrezza; esercizi di destrezza; destrezza di mano  | furto con destrezza, (dir.) borseggio    • 2 •   (fig.) prontezza e accortezza nel pensare e nel decidere: uscire da una difficile situazione con grande destrezza. 
destriero   poet. destriere, s.m.  (lett.) cavallo di buona razza, di bell'aspetto.
destrimano   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi usa prevalentemente la mano destra.
destrina   s.f.  (chim.) sostanza ottenuta per parziale idrolisi dell'amido, impiegata per apprettare i tessuti, per preparare colle, nell'industria farmaceutica ecc.
destringere    ⇨ distringere.
destrismo   s.m.    • 1 •   il normale prevalere, nell'organismo umano, delle funzioni della mano destra su quelle della sinistra; l'essere destrimano    • 2 •   il tendere politicamente a destra.
destro   agg.    • 1 •   si dice di ciò che nel corpo umano è dalla parte opposta a quella del cuore; si dice anche di tutto ciò che, rispetto a una persona, si trova nel lato o nella direzione corrispondente: mano destra; occhio destro; il lato destro della strada, giudicato rispetto al verso di marcia; la riva destra del fiume, quella a destra di chi volge le spalle alla sorgente    • 2 •   che possiede destrezza; abile, svelto, pronto: un individuo destro di mano    • 3 •   (ant.) retto, diritto: quel sol che mi mostrava il camin destro  (petrarca canz.  cccvi, 1) | propizio, favorevole: ch'è bel morir mentre la vita è destra  (petrarca canz.  lxxxvi, 4)  s.m.    • 1 •   opportunità, occasione: offrire, fornire, cogliere il destro di fare qualcosa, per fare qualcosa    • 2 •   nel pugilato, colpo portato col pugno destro    • 3 •   (non com.) chi appartiene a un partito di destra | (scherz.) conservatore § destramente avv.  con destrezza, abilmente.
destrocardia   s.f.  (med.) anomalia di posizione del cuore, leggermente spostato a sinistra e con la punta rivolta a destra.
destrocherio   s.m.    • 1 •   braccialetto che anticamente veniva portato al braccio destro    • 2 •   (arald.) braccio destro che muove dal fianco sinistro dello scudo.
destrogiro   agg.    • 1 •   destrorso; rivolto verso destra    • 2 •   (fis. , chim.) si dice di composto otticamente attivo che ruota il piano di polarizzazione della luce verso destra.
destroide   agg.  e s.m.  e f.  (scherz.) che, chi in politica propende per la destra.
destrorso   agg.    • 1 •   che va da sinistra a destra: scrittura destrorsa, dessiografia    • 2 •   che gira nel senso delle lancette dell'orologio: elica, vite destrorsa   agg.  e s.m.  [f. -a] (scherz.) che, chi in politica ha simpatie per la destra.
destrosio   rar. destroso, s.m.  (chim) glucosio.
destrutturare   v. tr.  scomporre, disorganizzare un insieme strutturato; compiere una destrutturazione | destrutturarsi v. rifl.  perdere la propria struttura; disaggregarsi, disorganizzarsi.
destrutturato   part. pass.  di destrutturare   agg.    • 1 •   privo di struttura, di coerenza interna: un insieme destrutturato; una personalità destrutturata    • 2 •   nel linguaggio della moda, si dice di capo di vestiario privo di fodere, imbottiture o altri sostegni, che scende perciò con molta morbidezza sul corpo.
destrutturazione   s.f.    • 1 •   il destrutturare, il destrutturarsi, l'essere destrutturato    • 2 •   nel linguaggio della critica contemporanea, scomposizione che un artista opera in un ordine formale per liberarne nuove potenzialità espressive; o che un critico mette in atto su una data opera per meglio illuminarne i meccanismi profondi.
desueto   agg.  (lett.)    • 1 •   disavvezzo, disabituato    • 2 •   disusato: parola desueta. 
desuetudine   s.f.    • 1 •   (lett.) mancanza di consuetudine; disuso: cadere in desuetudine    • 2 •   (dir.) cessazione di fatto della validità di una norma per effetto della costante e generalizzata inosservanza da parte dei cittadini.
desultorio   agg.  (rar.) che salta, che si muove a salti | (fig.) discontinuo, frammentario: stile desultorio; narrazione desultoria  § desultoriamente avv. 
desumere   v. tr.  [coniugato come assumere]    • 1 •   ricavare, trarre: desumere notizie da una fonte    • 2 •   dedurre, arguire, congetturare: un'opinione desunta dai fatti. 
desumibile   agg.  che si può desumere.
desunto   part. pass.  di desumere  e agg.  nei sign. del verbo.
detassare   v. tr.  liberare una merce da una tassa.
detassazione   s.f.  il detassare, l'essere detassato.
detective   s.m.  e f. invar.  agente investigativo, poliziotto privato.
detector   s.m. invar.  (elettr.) rivelatore di onde o di frequenze.
deteinato   agg.  privato in tutto o in parte della teina: tè deteinato. 
detenere   v. tr.  [coniugato come tenere]    • 1 •   tenere qualcosa presso di sé: detenere armi  | possedere, avere acquisito: detenere un titolo, un primato    • 2 •   (dir.) avere in semplice detenzione qualcosa senza intenzione di possederla    • 3 •   tenere in prigione.
detentivo   agg.  (dir.) che implica la detenzione: pena detentiva. 
detentore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi detiene: il detentore di un record. 
detenuto   part. pass.  di detenere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è tenuto in prigione per scontare una pena detentiva: detenuto in attesa di giudizio. 
detenzione   s.f.    • 1 •   il detenere qualcosa: detenzione abusiva di armi    • 2 •   (dir.) ogni pena che, in tutto o in parte, tolga la libertà personale | (estens.) il tenere, l'essere tenuto in prigione    • 3 •   (dir.) disponibilità materiale di una cosa altrui.
detergente   part. pres.  di detergere   agg.  e s.m.  si dice di prodotto che serve a detergere: (latte) detergente, prodotto cosmetico per la pulizia della pelle.
detergenza   s.f.  potere detergente; capacità di rimuovere lo sporco.
detergere   v. tr.  [coniugato come tergere] pulire: detergere un cristallo  | toglier via, asciugare: detergere (o detergersi) il sudore dalla fronte. 
deteriorabile   agg.  che si può deteriorare, che si deteriora facilmente: cibo deteriorabile. 
deterioramento   s.m.  il deteriorare, il deteriorarsi, l'essere deteriorato.
deteriorare   v. tr.  [io deterióro ecc.] alterare, danneggiare, guastare (anche fig.): l'umidità deteriora i salumi; la gelosia deteriora i rapporti  | deteriorarsi v. rifl.  alterarsi, guastarsi (anche fig.): la situazione si è deteriorata. 
deteriorazione   s.f.  (non com.) deterioramento.
deteriore   agg.  meno buono, peggiore (ha valore di compar., per cui non si può usare con avverbi di comparazione) | (estens.) di infima qualità, scadente: prodotto deteriore. 
determinabile   agg.  che si può determinare: una data determinabile con esattezza. 
determinabilità   s.f.  l'essere determinabile.
determinante   part. pres.  di determinare   agg.  che determina; risolutivo, decisivo: causa determinante; un atleta determinante per la vittoria della squadra   s.m.    • 1 •   (mat.) numero estratto secondo certe regole da una matrice quadrata di numeri    • 2 •   (ling.) elemento che ha la funzione di determinare il nome (p. e.  l'articolo).
determinare   v. tr.  [io detèrmino ecc.]    • 1 •   fissare i termini di qualcosa: determinare i confini di un terreno    • 2 •   stabilire, precisare: determinare il costo d'un prodotto, il valore di un'incognita  ' determinare una pianta, (bot.) darle una denominazione scientifica e classificarla secondo le sue caratteristiche    • 3 •   causare, provocare: la crisi economica ha determinato il rialzo dei prezzi    • 4 •   prendere una risoluzione, decidere: determinò di partire    • 5 •   indurre, convincere: l'insuccesso lo determinò ad abbandonare l'attività  | determinarsi v. rifl.  risolversi, decidersi: determinarsi a tornare. 
determinatezza   s.f.  l'essere determinato; precisione, esattezza: la determinatezza di un criterio. 
determinativo   agg.  che determina | articolo determinativo, (gramm.) quello che si premette a un nome per indicarlo in modo determinato (p. e. la  porta); si contrappone ad articolo indeterminativo  (p. e. una  porta) | aggettivi, pronomi determinativi, quelli dimostrativi, indefiniti, interrogativi, numerali e possessivi.

determinato   part. pass.  di determinare  agg.    • 1 •   stabilito, preciso, definito: un giorno determinato  | equazione determinata, (mat.) che ammette un numero finito di soluzioni    • 2 •   particolare, specifico: in determinate situazioni    • 3 •   risoluto, deciso: una persona determinata; era determinato ad abbandonare l'impresa  § determinatamente avv.  con decisione, risolutamente.
determinazione   s.f.    • 1 •   il determinare, l'essere determinato; definizione, precisazione: determinazione di un prezzo, di un concetto    • 2 •   decisione, volontà ferma: agire con determinazione; arrivare alla determinazione di andarsene. 
determinismo   s.m.  concezione filosofica e scientifica secondo la quale ogni avvenimento dell'universo è casualmente e necessariamente determinato da un altro che lo precede, con esclusione di ogni finalità.
determinista   s.m.  [pl. m. -sti] che, chi è seguace del determinismo.
deterministico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del determinismo: concetto deterministico  § deterministicamente avv.  secondo la teoria del determinismo.
deterrente   agg.  e s.m.  si dice di arma così temibile da scoraggiare eventuali aggressioni: deterrente atomico, nucleare  | (fig.) si dice di mezzo che ha la capacità di distogliere dal compiere una determinata azione: deterrente psicologico. 
deterrenza   s.f.  qualità di ciò che è deterrente.
detersione   s.f.  (non com.) il detergere, l'essere deterso.
detersivo   agg.  e s.m.  si dice di prodotto contenente una sostanza detergente, usato per pulire, lavare, sgrassare: detersivo per piatti, per pavimenti; polvere detersiva. 
deterso   part. pass.  di detergere  e agg.  nei sign. del verbo.
detestabile   agg.  degno d'essere detestato un essere detestabile  | (estens.) pessimo: cibi detestabili  § detestabilmente avv. 
detestare   v. tr.  [io detèsto ecc.]    • 1 •   avere in orrore, condannare come riprovevole: detestare la violenza    • 2 •   avere in odio, in grande antipatia: detestare una persona  | detestarsi v. rifl.  disprezzarsi profondamente, odiarsi a vicenda.
detestazione   s.f.  (non com.) il detestare, il detestarsi.
detonante   part. pres.  di detonare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza capace di una reazione esplosiva quasi istantanea: un (esplosivo) detonante. 
detonare   v. intr.  [io detòno ecc. ; aus. avere] esplodere in modo pressoché istantaneo, e quindi con forte rumore.
detonatore   s.m.  dispositivo atto a innescare lo scoppio di cariche esplosive.
detonazione   s.f.    • 1 •   reazione esplosiva che si propaga con velocità elevatissima, superiore a quella della deflagrazione | (estens.) esplosione, scoppio | il rumore di uno sparo    • 2 •   combustione irregolare della miscela nei motori a scoppio, con bruschi aumenti di pressione e di temperatura; anche, il rumore che essa produce.
detonometro   s.m.  apparecchio per misurare il numero di ottani di un carburante.
detraente   part. pres.  di detrarre   agg.  e s.m.  e f.  che, chi detrae; sottraente.
detraibile   agg.  che si può detrarre; sottraibile.
detraibilità   s.f.  l'essere detraibile; in partic., possibilità di sottrarre una somma da un ammontare complessivo.
detrarre   v. tr.  [coniugato come trarre]    • 1 •   sottrarre, defalcare: detrarre le spese dal ricavato  ' toglier via, levare: detrarre a qualcuno il merito di un'impresa    • 2 •   (rar.) calunniare, diffamare, denigrare.
detrattivo   agg.  (non com.) atto a detrarre.
detratto   part. pass.  di detrarre  e agg.  nei sign. del verbo.
detrattore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi calunnia, diffama, denigra: confutare i propri detrattori    • 2 •   (ant.) chi sottrae, porta via.
detrattorio   agg.  (non com.) che tende a detrarre; denigratorio.
detrazione   s.f.    • 1 •   il detrarre, l'essere detratto; ciò che viene detratto | diminuzione dell'imposta    • 2 •   (non com.) calunnia, diffamazione.
detrimento   s.m.  danno morale o materiale: essere, andare a detrimento di qualcosa. 
detritico   agg.  [pl. m. -ci] di detrito, formato da detriti: roccia detritica; deposito detritico. 
detrito   s.m.    • 1 •   (geol.) frammento proveniente dalla disgregazione delle rocce: detrito di falda    • 2 •   (estens.) frammento, scoria | (fig.) residuo, rifiuto: un detrito della società. 
detronizzare   v. tr.    • 1 •   deporre dal trono: detronizzare un re    • 2 •   (estens.) privare del potere, di una posizione di privilegio: detronizzare il presidente di una società. 
detronizzazione   s.f.  il detronizzare, l'essere detronizzato.
detrudere   v. tr.  [part. pass. detruso] (ant.) cacciare giù con forza: sarà detruso / là dove simon mago è per suo merto  (dante par.  xxx, 146-147).
detrusore   agg.    • 1 •   (antiq.) che spinge fuori con forza    • 2 •   (anat.) si dice di muscolo che ha la funzione di espellere un liquido: detrusore dell'urina; detrusore lacrimale. 
detta   (1) solo nella loc. a detta di..., secondo ciò che dice...: a detta di tutti, secondo l'opinione generale; a detta sua, secondo lui.
detta   (2) s.f.  (ant.) sorte, fortuna; momento favorevole | essere in detta, avere fortuna nel gioco.
detta   (3) s.f.  (ant.) credito: tagliare la detta, cedere a un altro un credito | pigliare una detta, assumersi un impegno, incarico.
dettagliante   s.m.  e f.  chi vende al dettaglio; si oppone a grossista. 
dettagliare   v. tr.  [io dettàglio ecc.]    • 1 •   esporre con tutti i particolari; particolareggiare (anche assol.): dettagliare i fatti    • 2 •   (non com.) vendere al dettaglio.
dettagliato   part. pass.  di dettagliare   agg.  particolareggiato, circostanziato, minuzioso: esposizione dettagliata  § dettagliatamente avv. 
dettaglio   s.m.    • 1 •   elemento o circostanza particolare: esporre una vicenda in tutti i suoi dettagli  | entrare nei dettagli, nei minimi particolari | in dettaglio, minutamente    • 2 •   piccola quantità: vendere al dettaglio, al minuto, non all'ingrosso    • 3 •   (mar.) su una nave da guerra, insieme dei servizi necessari per la vita di bordo.
dettame   s.m.  precetto, norma: i dettami della morale, della moda. 
dettare   ant. dittare, v. tr.  [io détto ecc.]    • 1 •   pronunciare con chiarezza e lentamente ciò che altri deve scrivere: dettare una lettera    • 2 •   stabilire, imporre: i vincitori dettarono le condizioni della resa  ' dettar legge, spadroneggiare, imporre il proprio volere; avere assoluta autorità    • 3 •   suggerire, consigliare: fare ciò che detta la coscienza; misure dettate dal buon senso    • 4 •   (lett.) comporre, scrivere: quando dettavi le solenni pagine / de' tuoi poemi  (d'annunzio)    • 5 •   (ant.) insegnare da una cattedra.
dettato   ant. dittato, part. pass.  di dettare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   esercizio scolastico di scrittura sotto dettatura: fare un dettato  | il testo scritto sotto dettatura: correggere il dettato    • 2 •   (lett.) la lingua e lo stile di un'opera    • 3 •   (lett.) motto, proverbio    • 4 •   contenuto letterale di un testo; per estens., ciò che prescrive, dispone: il dettato della legge. 
dettatore   ant. dittatore, s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi detta    • 2 •   (ant.) autore di opere in versi o in prosa; anche, cancelliere    • 3 •   nel medioevo, autore di trattati di retorica.
dettatura   ant. dittatura, s.f.    • 1 •   il dettare: scrivere sotto dettatura    • 2 •   (non com.) la cosa dettata, il dettato.
detto   part. pass.  di dire   agg.    • 1 •   soprannominato: lorenzo de' medici detto  «il magnifico»    • 2 •   già nominato, sopraddetto: nel detto giorno   s.m.    • 1 •   (lett.) il dire, ciò che si dice; parola, frase, discorso: stando al suo detto, stando a ciò che egli dice    • 2 •   motto, sentenza, proverbio: i detti popolari, degli antichi    • 3 •   [f. -a] nelle didascalie teatrali, personaggio che era già nella scena precedente e che continua a essere presente: arlecchino e detti    • 4 •   nel medioevo, poemetto d'argomento allegorico-didattico: «il detto d'amore», poemetto attribuito a dante.
detumescenza   s.f.  (med.) scomparsa o diminuzione di una tumefazione.
deturpamento   s.m.  (non com.) deturpazione.
deturpare   v. tr.    • 1 •   rendere brutto, sfigurare: una cicatrice che deturpa il viso; edifici che deturpano il paesaggio    • 2 •   (fig.) corrompere, guastare, rovinare: il vizio deturpa l'anima. 
deturpatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi deturpa.
deturpazione   s.f.  il deturpare, l'essere deturpato; la cosa che deturpa.
deumidificare   v. tr.  [io deumidìfico, tu deumidìfichi ecc.] ridurre il tasso di umidità dell'aria, spec. in un ambiente chiuso.
deumidificatore   s.m.  dispositivo per deumidificare.
deumidificazione   s.f.  il deumidificare, l'essere deumidificato.
deus ex machina   loc. sost. m. invar.    • 1 •   nel teatro classico, divinità che veniva calata in scena dall'alto mediante un apposito congegno e interveniva a risolvere una situazione intricata    • 2 •   (estens.) persona o evento che inaspettatamente interviene a risolvere una situazione difficile.
deuteragonista   s.m.  [pl. -sti] nel teatro antico, il secondo attore.
deuterio   s.m.  (chim.) isotopo dell'idrogeno di simbolo d, detto anche idrogeno pesante; contiene nel nucleo un protone e un neutrone e costituisce con l'ossigeno la molecola dell'acqua pesante.
deutero-  deutero- primo elemento di composti dotti, dal gr. déuteros  'secondo' (deuterocanonico).
deuterocanonico   agg.  [pl. m. -ci] (relig.) si dice dei libri dell'antico e del nuovo testamento riconosciuti come sacra scrittura più tardi rispetto ai libri canonici e che non sono accettati da ebrei e protestanti, che li considerano apocrifi.
deuteromiceti   s.m. pl.  gruppo di funghi a micelio settato che si riproducono solo per mezzo di conidi; sono in genere stadi imperfetti di ascomiceti o, più raramente, di basidiomiceti | sing.  [-e] ogni fungo di tale gruppo.
deuteronomico   agg.  (relig.) del deuteronomio, quinto libro dell'antico testamento: codice deuteronomico. 
deutone   s.m.  (fis.) il nucleo del deuterio, costituito da un protone e da un neutrone.
deutzia   s.f.  (bot.) genere di arbusti, originari dell'asia, con foglie lanceolate e fiori bianchi in grappolo (fam.  sassifragacee).
devadasi   s.f.  fanciulla indiana addetta al servizio di un tempio buddista.
devalutazione   s.f.  (fin.) svalutazione ufficiale della moneta di un paese.
devastamento   s.m.  (rar.) devastazione.
devastare   v. tr.    • 1 •   distruggere, rovinare, saccheggiare: i vincitori devastarono la città    • 2 •   (estens.) deturpare: volto devastato dalla lebbra  | (fig.) sconvolgere: un'anima devastata dal dolore. 
devastato   part. pass.  di devastare  e agg.  nei sign. del verbo.
devastatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi devasta (anche fig.): furia devastatrice; l'opera dei devastatori. 
devastazione   s.f.  il devastare, l'essere devastato; distruzione, rovina.
devenire   v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere] (rar.) venire, addivenire.
deventare    ⇨ diventare.
deverbale   agg.  e s.m.  (ling.) si dice di parola derivata da un verbo (p. e. lavoratore  da lavorare).
deverbativo   agg.  e s.m.  (ling.) deverbale.
devetrificazione   s.f.  (chim.) processo mediante il quale una sostanza passa dallo stato vetroso a quello cristallino.
deviamento   s.m.  il deviare, l'essere deviato (anche fig.).
deviante   part. pres.  di deviare   agg.    • 1 •   che devia    • 2 •   (sociol.) che presenta devianza: comportamento deviante. 
devianza   s.f.    • 1 •   (sociol.) caratteristica di comportamenti e insieme di atteggiamenti che si allontanano dalle norme socialmente prescritte o che non appaiono conformi alle aspettative sociali    • 2 •   (stat.) somma dei quadrati degli scarti dei valori osservati dalla loro media    • 3 •   (fis.) forza aerodinamica perpendicolare rispetto al piano di portanza.
deviare   v. intr.  [io devìo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   uscire dalla via diretta, dal cammino normale: deviare a sinistra    • 2 •   (fig.) allontanarsi, discostarsi dal giusto, dalla norma o da una linea di condotta precedente: deviare dai propri propositi  | divagare: deviare dal filo del discorso  | v. tr.    • 1 •   far cambiare direzione: deviare il traffico, un fiume  | deviare un treno, dirigerlo su un altro binario azionando gli scambi | deviare la palla, nel gioco del calcio, mandarla in fallo laterale o di fondo    • 2 •   (fig.) allontanare, distogliere, sviare: deviare una persona dai suoi propositi; deviare i sospetti. 
deviato   part. pass.  di deviare  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha comportamenti devianti.
deviatoio   s.m.  scambio ferroviario.
deviatore   s.m.    • 1 •   ferroviere addetto agli scambi    • 2 •   deviatore elettrico, dispositivo per inviare la corrente lungo due o più condutture; negli impianti di illuminazione, interruttore che consente di accendere o spegnere una sorgente luminosa da più punti.
deviazione   s.f.    • 1 •   il deviare; cambiamento di direzione: la deviazione di un fiume; deviazione ferroviaria, diramazione    • 2 •   spostamento rispetto alla posizione normale, naturale: deviazione della colonna vertebrale    • 3 •   (fig.) allontanamento dal giusto, dalla norma; mutamento nella linea di condotta: deviazione dalla fede  | deviazione psichica, sessuale, comportamento psichico, sessuale patologicamente anomalo    • 4 •   (fis.) ogni modificazione nella traiettoria di un corpo per effetto di una forza agente su di esso | deviazione ottica, angolo tra il raggio di luce incidente e quello emergente da un prisma    • 5 •   deviazione standard, (stat.) valore indicante lo scarto che i singoli elementi di un campione mostrano in media rispetto al valore della loro media aritmetica.
deviazionismo   s.m.  tendenza a deviare dall'ortodossia di un partito.
deviazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi devia dall'ortodossia di un partito | anche come agg.  in luogo di deviazionistico : azione deviazionista. 
deviazionistico   agg.  [pl. m. -ci] caratterizzato da deviazionismo: atteggiamento deviazionistico. 
device   s.m. invar.  (inform.) unità hardware; in particolare, periferica.
devio   agg.  (lett.) che devia | appartato.
deviscerare   v. tr.  [io devìscero ecc.] privare dei visceri gli animali macellati.
de visu   loc. avv.  con i propri occhi, di persona: constatare de visu. 
devitalizzare   v. tr.    • 1 •   (non com.) togliere la vita o la vitalità (anche fig.)    • 2 •   (med.) eliminare la vitalità di un organo, un nervo a scopo terapeutico: devitalizzare un dente. 
devitalizzazione   s.f.  il devitalizzare, l'essere devitalizzato.
devitaminizzare   v. tr.  (med.) ridurre la presenza di vitamine in un organismo.
devitaminizzazione   s.f.  (med.) condizione dell'organismo impoverito di vitamine.
devocalizzazione   s.f.  (ling.) desonorizzazione.
devoltare   v. tr.  (elettr.) alimentare un circuito con corrente di tensione inferiore o superiore a quella normale o consueta.
devoltore   s.m.  (elettr.) macchina elettrica rotante usata per devoltare un circuito.
devolutivo   agg.  (non com.) relativo alla devoluzione.
devoluto   part. pass.  di devolvere  e agg.  nei sign. del verbo.
devoluzione   s.f.  il devolvere, l'essere devoluto; in partic., trasferimento di diritti, del godimento di beni da una persona a un'altra: devoluzione di un patrimonio, dell'eredità. 
devolvere   v. tr.  [pres. io devòlvo ecc. ; pass. rem. io devolvéi  (o devolvètti), tu devolvésti ecc. ; part. pass. devoluto]    • 1 •   trasmettere, destinare ad altri, ad altro uso: devolvere un diritto; devolvere una somma in beneficenza    • 2 •   (lett.) far scendere giù, varare: altri devolve / dai fervidi arsenali in mar gli abeti  (monti) | devolversi v. rifl.  (lett.) riversarsi: un fiume /... che bolle e frange, e col suo negro loto / si devolve in cocito  (caro).
devoniano   agg.  e s.m.  si dice del quarto periodo geologico dell'era paleozoica, compreso tra 400 e 350 milioni di anni fa, e di ciò che vi appartiene: fossile devoniano. 
devonico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (non com.) devoniano.
devoto   ant. divoto, agg.    • 1 •   che si dedica interamente a un ideale: devoto alla patria  | (lett.) offerto in voto, consacrato: de' corpi ch'alla grecia eran devoti  (leopardi all'italia  73)    • 2 •   dedito a un determinato culto; religioso, pio: devoto alla, della vergine; essere molto devoto    • 3 •   ispirato a devozione: ascoltare in devoto silenzio  | che ispira devozione: luogo devoto    • 4 •   affezionato, fedele: amico, animo devoto  ' suo devotissimo, formula usata nella chiusa delle lettere  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi partecipa con assiduità alle funzioni religiose | chi è dedito a un determinato culto: i devoti di santa rita    • 2 •   persona affezionata e fedele § devotamente avv. 
devozionale   agg.  proprio della devozione  s.m.  (lit.) oggetto che serve ad agevolare la meditazione religiosa e a rafforzare il sentimento della pietà (p. e.  le immagini sacre).
devozione   ant. divozione, s.f.    • 1 •   vivo sentimento religioso: pregare con devozione  | (relig.) particolare venerazione per un santo o per uno dei misteri religiosi: devozione per sant'antonio, per maria assunta  | libro di devozione, libro di preghiere o di meditazione religiosa | luogo di devozione, luogo di culto    • 2 •   pl.  le pratiche del culto; in partic., le preghiere: dire le devozioni    • 3 •   dedizione, attaccamento a una persona o a un ideale: devozione per la madre, al dovere. 
dharma   s.m. invar.  nell'induismo, legge religiosa divina | nel buddismo, dottrina predicata dal buddha; per estens., dovere morale, virtù.
di   ant. o dial. de, prep.  [si può elidere davanti a vocale e si unisce agli articoli determinativi il, lo, la, i, gli, le  formando le prep. articolate del, dello, della, dei, degli, delle]    • 1 •   stabilisce una relazione di specificazione, in cui determina il concetto più ampio espresso dal nome da cui dipende, continuando la funzione che era stata del genitivo latino: il calore del sole; il profumo delle rose; i rumori della strada; una giornata di primavera; gli studenti del liceo  | in dipendenza da nomi derivati da verbi il sostantivo retto da di  può esprimere una specificazione soggettiva, designando il soggetto logico dell'azione (la partenza del padre; il tramonto del sole), oppure oggettiva, designando l'oggetto dell'azione (l'uccisione dei prigionieri; la scalata di una montagna; una mangiata di pastasciutta)    • 2 •   rientrano nell'ambito della specificazione talune relazioni particolari; di possesso o appartenenza: la casa di mio fratello; gli impiegati del ministero  | rispetto a un'opera, l'appartenenza può essere riferita al suo autore, inventore ecc.: un libro di calvino; la «pietà» di michelangelo; la legge di archimede  | di parentela: la moglie del dottore; la cugina di federico    • 3 •   in funzione partitiva, indica un insieme di cui si considera o si sceglie solo una parte: tre dei suoi amici; ciascuno di noi; nessuno di voi; il più bravo degli alunni; l'alunno più bravo della classe  | con valore più generico, talora pleonasticamente o in funzione di art. indet. pl.: nella botte c'è ancora del vino; mangiammo del pane; è uscita con dei conoscenti    • 4 •   in dipendenza da nomi che indicano quantità, insieme, numero, oppure da aggettivi sostantivati o pronomi che indicano una quantità indefinita, introduce ciò a cui quella quantità o quell'insieme si riferisce: un chilo di pane; una dozzina di uova; un mucchio di cartacce; un sacco di guai; un minimo di prudenza; un po' di pazienza; niente di interessante; nulla di nuovo; che c'è di buono?    • 5 •   davanti a un nome proprio (spec. di città, località, persona) in funzione denominativa, stabilisce una relazione di tipo appositivo: la città di roma; il paese di cuccagna; il nome di francesco è diffusissimo in italia  ' un'analoga funzione si riscontra nelle locuzioni del tipo: quel matto del tuo amico; un tesoro di ragazza    • 6 •   limita l'ambito, l'aspetto per cui è valida una qualità, una condizione: sano di corpo; buono d'animo; tardo di riflessi; superiore di numero; conoscere qualcuno solo di nome  | la qualità o la condizione può implicare un concetto di abbondanza o di povertà, privazione: un uomo ricco d'ingegno; abbondare di denaro; mancare di esperienza; un paese privo di mezzi  | di colpa o di pena: reo di omicidio; accusare di tradimento; multare di centomila lire; macchiarsi d'infamia    • 7 •   introduce l'argomento di un discorso, di uno scritto, di un'opera: discutere di sport; dir bene di qualcuno; un trattato di chimica; un film di spionaggio  | nel titolo di opere letterarie: «del principe e delle lettere», di v. alfieri    • 8 •   nelle comparazioni può introdurre il secondo termine di paragone: mario è più alto di giovanni; bologna è più a nord di firenze    • 9 •   esprime una modalità: essere di buon umore; andare di corsa; lavorare di gran lena; ridere di cuore; bere tutto d'un fiato  | la modalità può riferirsi a una qualità, una condizione permanente: un giovane d'ingegno; un lavoro di ottima fattura  | alla materia di cui qualcosa è fatta: una statua di marmo; un muro di mattoni  | a una quantità (misurabile o approssimativa) o a un'indicazione d'età, di stima o sim.: un pacco di cinque chili; un'asta di tre metri; roba di poco valore; una classe di venti alunni; un bambino di sei anni    • 10 •   introduce una causa: scoppiare di caldo; morire di sete; piangere di gioia; bagnato di sudore; sporco di sangue    • 11 •   definisce un mezzo o strumento: cospargere d'olio; sporcare d'inchiostro; bagnare d'acqua; lavorare di lima; vivere di poco    • 12 •   stabilisce il fine o scopo: segnale d'allarme; freno di sicurezza; dama di compagnia    • 13 •   introduce una relazione di moto da luogo (in senso proprio o fig.): uscire di casa; vieni via di lì!; m'è uscito di mente; di firenze 18 luglio, formula antiquata di datazione delle lettere | in correlazione con in : spostarsi di città in città; va di male in peggio  | con sfumatura di allontanamento o separazione: andar via di casa; uscire di prigione    • 14 •   esprime origine, provenienza: essere di torino; un avvocato di napoli  | discendenza familiare, paternità: una ragazza di buona famiglia; domenico di giovanni detto il burchiello  | de, di  presenti in molti cognomi italiani indicavano in origine la paternità o il nome della famiglia di appartenenza: di giovanni, de francesco, de rossi    • 15 •   seguita per lo più da un avverbio di luogo, può concorrere a stabilire anche le relazioni di stato in luogo, moto a luogo e moto per luogo, ma di fatto in questi casi è pleonastica: resta di qua; vai di là in camera; è passato per di lì    • 16 •   introduce una specificazione di tempo determinato: di mattina; di domenica; d'ottobre; di carnevale  ' può anche indicare un tempo continuato: un corso di tre mesi; una lezione di due ore  | in correlazione con in : di giorno in giorno; di ora in ora    • 17 •   in correlazione con in, oltre alle funzioni locativa e temporale, può esprimere una funzione distributiva: di tre in tre    • 18 •   ha funzione rafforzativa in talune espressioni enfatiche: ne ha combinati di guai!; ne va della nostra reputazione; fare di questi errori!  | compare pleonasticamente in espressioni di tipo predicativo: darsi del tu; dire, rispondere di sì, di no    • 19 •   (ant. , lett.) esprime una relazione di compagnia o di unione: li alberi che misti eran di rose  (d'annunzio)    • 20 •   introduce prop. infinitive con funzione di oggetto o di soggetto: crede di aver sempre ragione; dice di non esserci mai andato; è ora di partire; mi sembrava di averti invitato  | con funzione dichiarativa: ti prego di non farmi attendere; ti consiglio di andare  | con funzione consecutiva: è degno di essere lodato    • 21 •   concorre alla formazione di loc. prepositive: prima di, fuori di, dopo di, in  luogo di, a causa di, invece di, di qua da, di là da  ecc. | loc. avverbiali: di nuovo, di nascosto, di gran lunga, di quando in quando ecc.  ' loc. congiuntive: di modo che, dopo di che  ecc.
dì   ant. die, s.m.  (region. , lett.) giorno | comune nell'uso burocr. nelle date: a dì  (o addì) 26 maggio 1964  | in proverbi e locuzioni fam.: il buon dì si vede dal mattino; conciare qualcuno per il dì delle feste. 
di-  di- (1) prefisso presente in verbi composti di origine latina o di formazione moderna che, allo stesso modo del prefisso de-, continua la prep. lat. dì; può indicare movimento verso il basso (discendere), privazione (diboscare, disperare) o può avere valore rafforzativo (distillare) [ ⇨ de-].
di-  di- (2) prefisso presente in parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal pref. gr. di-, da dís  'due volte'; significa 'due, doppio' (dicroismo, digramma).
di-  di- (3)  ⇨ dis- 1.
dia-  dia- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dalla prep. gr. diá; vale 'attraverso, mediante', oppure denota differenza o separazione (diacronia, diafonia).
diabase   s.m.  (min.) roccia granulare effusiva, di colore scuro, composta da labradorite e augite.
diabatico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di trasformazione termodinamica che avviene con scambio di calore fra il sistema e l'ambiente; si contrappone a adiabatico. 
diabete   s.m.  (med.) malattia del ricambio degli idrati di carbonio, dovuta a insufficiente secrezione di insulina; è caratterizzata dall'aumento di zucchero nel sangue, dalla sua presenza nelle urine e da abbondante diuresi (è detto propr. diabete mellito) | diabete insipido, malattia dell'ipofisi caratterizzata da notevole aumento della diuresi.
diabetico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il diabete: disturbi diabetici   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da diabete: alimenti per (pazienti) diabetici. 
diabetologia   s.f.  branca della medicina che studia e cura il diabete.
diabetologo   s.m.  [pl. -gi] medico specializzato in diabetologia.
diabolicità   s.f.  l'essere diabolico.
diabolico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del diavolo: tentazioni diaboliche    • 2 •   (estens.) malvagio, perverso, maligno: ingegno, piano diabolico  ' caldo diabolico, insopportabile § diabolicamente avv. 
diabolo   s.m.  giocattolo costituito da un rocchetto che si fa girare mediante una corda.
diaccio   e deriv.   ⇨ ghiaccio e deriv. 
diachenio   s.m.  (bot.) frutto secco con due carpelli, tipico di molte piante ombrellifere.
diaclasi   s.f.  (geol.) frattura che si produce in una massa rocciosa in seguito a movimenti tellurici o ad altre cause meccaniche, senza spostamento delle due parti in cui la roccia viene a dividersi.
diaconale   agg.  relativo al diacono, al diaconato.
diaconato   s.m.    • 1 •   nella chiesa cattolica, il primo degli ordini sacri che abilita ad assistere il sacerdote nella messa solenne, a leggere il vangelo, ad amministrare il battesimo e l'eucaristia, a predicare; l'istituzione è presente in altre chiese cristiane | diaconato permanente, nella chiesa cattolica, dopo il concilio vaticano ii, quello conferito a uomini celibi e sposati che non accedono al sacerdozio    • 2 •   grado, ufficio di diacono.
diaconessa   s.f.  nella chiesa cristiana primitiva e in varie chiese protestanti, donna anziana, nubile o vedova, cui sono affidati compiti caritativi o funzioni cultuali.
diaconia   s.f.  nella chiesa primitiva, il servizio di carità prestato ai poveri; in alcune chiese protestanti, organizzazione per le opere di assistenza.
diaconico   s.m.  [pl. -ci] (arch.) nella basilica cristiana, ciascuna delle due absidi più piccole a fianco dell'abside centrale.
diacono   s.m.  nella chiesa cattolica e in altre chiese cristiane, chi è insignito del diaconato.
diacope   s.f.    • 1 •   (ling.) tmesi    • 2 •   (med.) frattura longitudinale di un osso cranico.
diacritico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di segno grafico usato per conferire ai segni abituali un particolare valore (p. e.  la cediglia in francese).
diacronia   s.f.  (ling.) considerazione e valutazione dei fatti linguistici secondo il loro divenire nel tempo; lo sviluppo stesso dei fatti linguistici nel tempo (si contrappone a sincronia) | (estens.) considerazione e valutazione di qualunque fatto secondo il suo divenire nel tempo; lo sviluppo stesso nel tempo di tale fatto.
diacronico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che riguarda la diacronia (si contrappone a sincronico) | linguistica diacronica, quella che studia i fatti linguistici nella loro evoluzione storica § diacronicamente avv.  sotto l'aspetto diacronico.
diade   s.f.  coppia di due elementi o due concetti.
diadema   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   nell'antichità classica e presso i popoli orientali, fascia di tela o cerchio d'oro portato sul capo per fermare i capelli o come insegna di dignità regale o sacerdotale | (lett.) corona    • 2 •   gioiello a forma di cerchio o di semicerchio, usato come ornamento femminile del capo.
diademato   agg.  (lett.) cinto di diadema.
diadico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a una diade | in logica matematica, si dice di relazione binaria.
diadoco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (st.) ciascuno degli immediati successori di alessandro magno | nell'antico egitto, presso la corte dei tolomei, ciascuno dei dignitari di rango più basso    • 2 •   nella grecia moderna (fino al 1973), titolo del principe ereditario.
diafanità   s.f.  (lett.) l'essere diafano; trasparenza.
diafano   agg.  (lett.)    • 1 •   che lascia passare la luce; trasparente: corpo diafano    • 2 •   (fig.) pallido; esile, delicato: volto diafano   s.m.  (ant.) diafanità.
diafanoscopia   s.f.  (med.) prova diagnostica che consiste nel verificare la trasparenza dei seni nasali introducendo una fonte di illuminazione nella bocca.
diafanoscopio   s.m.  (med.) schermo luminoso usato per l'osservazione dei radiogrammi.
diafasia   s.f.  (ling.) il variare dei registri espressivi in relazione al modificarsi del contesto comunicativo.
diafisi   s.f.  (anat.) la porzione centrale di un osso lungo, compresa tra le due epifisi.
diafonia   o diaphonia s.f.    • 1 •   nell'antica teoria musicale greca, dissonanza | tipo primitivo di polifonia praticato intorno al sec. ix d. c.    • 2 •   interferenza tra due segnali negli apparecchi radio, televisivi e radiofonici indotta da un altro circuito.
diafonico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla diafonia.
diaforesi   s.f.  (med.) sudorazione.
diaforetico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di medicinale o altro mezzo che favorisce la sudorazione.
diaframma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   qualsiasi dispositivo o elemento, rigido o elastico, che separi due cavità o divida una cavità in due parti | (fig.) tutto ciò che separa, divide spiritualmente: tra noi si è creato un diaframma d'incomprensione    • 2 •   (anat.) largo muscolo membranoso che divide la cavità toracica da quella addominale e che costituisce il principale muscolo della respirazione    • 3 •   (foto.) disco provvisto di un foro ad apertura regolabile usato per limitare la luce trasmessa dall'obiettivo alla pellicola | l'apertura stessa: diaframma 4,5    • 4 •   (med.) anticoncezionale femminile consistente in una membrana che viene applicata al collo dell'utero e ne occlude l'orifizio, impedendo così la risalita degli spermatozoi.
diaframmare   v. tr.    • 1 •   munire di diaframma    • 2 •   (foto.) regolare l'apertura del diaframma di un obiettivo.
diaframmatico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) relativo al diaframma: nervo diaframmatico. 
diagenesi   s.f.  (geol.) il complesso delle trasformazioni chimico-fisiche attraverso cui sedimenti sciolti si costituiscono in masse rocciose compatte.
diagnosi   s.f.    • 1 •   (med.) identificazione di una malattia in base ai sintomi, all'anamnesi e agli esami strumentali e di laboratorio: una diagnosi esatta, errata; formulare una diagnosi    • 2 •   (estens.) analisi di un fenomeno sulla base delle caratteristiche e degli aspetti con cui si manifesta: fare una diagnosi della situazione economica. 
diagnosta   s.m.  medico che formula la diagnosi.
diagnostica   s.f.    • 1 •   (med.) il complesso delle tecniche e dei metodi usati per formulare diagnosi    • 2 •   (inform.) area di applicazione di sistemi esperti per l'identificazione di guasti, errori o malfunzionamento in ambito hardware o software | complesso dei messaggi che l'elaboratore invia all'operatore per segnalare errori nell'uso dei comandi.
diagnosticare   v. tr.  [io diagnòstico, tu diagnòstichi ecc.] fare la diagnosi di una malattia (anche fig.): diagnosticare una polmonite; diagnosticare una crisi. 
diagnostico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a diagnosi: metodo, esame diagnostico   s.m.  diagnosta § diagnosticamente avv.  dal punto di vista diagnostico.
diagonale   s.f.  (geom.) linea retta che in un poligono unisce due vertici non consecutivi: la diagonale di un quadrato  | genericamente, linea trasversale, obliqua: tagliare un foglio in diagonale  | s.m.    • 1 •   stoffa tessuta diagonalmente rispetto all'ordito    • 2 •   nel calcio e nel tennis, tiro obliquo rispetto ai lati del campo  agg.  trasversale, obliquo: linea diagonale  § diagonalmente avv.  nella direzione della diagonale; trasversalmente.
diagramma   s.m.  [pl. -mi] rappresentazione grafica di una funzione matematica o dei valori che caratterizzano l'andamento di un fenomeno: diagramma della temperatura, della produzione  | diagramma di flusso  (o diagramma a blocchi), metodo di rappresentazione grafica di un algoritmo, che fornisce una visione schematica dei passi che si devono compiere per risolvere un qualsiasi problema | diagramma a torta, istogramma circolare.
diagrammare   v. tr.  riportare in diagramma, rappresentare mediante un diagramma.
diagrammatico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a diagramma: rappresentazione diagrammatica. 
diale   s.m.  in roma antica, flamine addetto al culto di giove.
dialefe   s.f.  in metrica, iato fra due vocali consecutive, la prima alla fine di una parola, la seconda all'inizio della parola seguente; nella metrica italiana si ha normalmente quando la prima o ambedue le vocali sono accentate.
dialettale   agg.    • 1 •   che è proprio di un dialetto: espressione, accento dialettale    • 2 •   che è scritto in dialetto: poesia, letteratura dialettale  | che fa uso del dialetto: poeta dialettale  § dialettalmente avv.   s.m.  : poeta dialettale.
dialettaleggiante   agg.  che ha tono dialettale; che contiene parole o espressioni dialettali: prosa dialettaleggiante. 
dialettalismo   s.m.  vocabolo o espressione di origine dialettale; dialettismo.
dialettalità   s.f.  l'essere dialettale, carattere di ciò che è dialettale.
dialettalizzare   v. tr.  rendere dialettale; dare un tono, un carattere dialettale | dialettalizzarsi v. rifl.  assumere caratteri dialettali.
dialettica   s.f.    • 1 •   arte della discussione, della disputa, del dialogo | (estens.) capacità di sostenere un discorso logico e convincente    • 2 •   (filos.) processo logico col quale si cerca di raggiungere il vero, contrapponendo concetti antitetici o diversi, oppure articolando i concetti a vari livelli in modo che quelli più particolari o meno complessi rimandino a quelli più generali o più complessi, e viceversa | dialettica trascendentale, in kant, processo attraverso cui il pensiero tenta di determinare la natura dell'anima, del mondo e di dio, oltrepassando l'esperienza e dando luogo a ragionamenti fallaci e antinomie | nell'idealismo (spec. hegeliano) e nel materialismo storico, la realtà nel suo continuo divenire, cioè come passaggio da un momento o grado a un altro: dialettica degli opposti, in hegel, processo per cui dal rapporto tra una realtà iniziale (tesi) e un'altra che le si oppone (antitesi) si sviluppa una nuova realtà più alta e complessa (sintesi); dialettica dei distinti, in croce, continua transizione circolare da una ad altra forma di attività spirituale (vitalità, arte, logica, eticità).
dialettico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della dialettica    • 2 •   (estens.) proprio, tipico di chi sa discutere e argomentare con logica stringente: forza, abilità dialettica    • 3 •   che si svolge attraverso la contrapposizione di posizioni antitetiche: il processo dialettico della storia   s.m.  [f. -a] chi è abile nella discussione, nella disputa; sottile ragionatore § dialetticamente avv. 
dialettismo   s.m.  dialettalismo.
dialetto   s.m.    • 1 •   parlata propria di una determinata area geografica, a cui si contrappone la lingua ufficiale o nazionale: dialetto veneto, napoletano, di bergamo; parlare, scrivere in dialetto    • 2 •   (inform.) versione di un linguaggio di programmazione leggermente modificata, a fini di semplificazione o di adattamento a una certa applicazione.
dialettofonia   s.f.  l'essere dialettofono; la condizione di dialettofono: la dialettofonia è ancora molto diffusa. 
dialettofono   agg.  e s.m.  [f. -a] (ling.) che, chi parla un dialetto.
dialettologia   s.f.  ramo della linguistica che studia i dialetti.
dialettologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla dialettologia: studi dialettologici. 
dialettologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di dialettologia.
diali-  diali- primo elemento di parole composte della terminologia botanica, dal gr. dialy/ein  'separare'; indica separazione (dialipetalo).
dialipetalo   agg.  (bot.) si dice di fiore i cui petali sono separati l'uno dall'altro.
dialisepalo   agg.  (bot.) si dice di calice i cui sepali sono separati l'uno dall'altro.
dialisi   s.f.    • 1 •   (chim.) processo di separazione di sostanze in soluzione da altre ivi disperse (p. e.  colloidi) mediante diffusione della soluzione attraverso un'apposita membrana    • 2 •   (med.) emodialisi    • 3 •   figura retorica consistente nell'interrompere un periodo mediante un inciso.
dialitico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la dialisi: processo dialitico. 
dializzare   v. tr.    • 1 •   (chim.) sottoporre a dialisi    • 2 •   (med.) sottoporre a emodialisi.
dializzato   part. pass.  di dializzare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  [f. -a] malato che periodicamente viene sottoposto a emodialisi.
dializzatore   s.m.  (chim. , med.) strumento con cui si effettua la dialisi.
diallage   s.f.  figura retorica che consiste nella ricapitolazione degli argomenti svolti in precedenza.
diallagio   s.m.  (min.) minerale di color verde in lamine di lucentezza metallica; appartiene al gruppo dei pirosseni.
diallele   o diallelo, s.m.  (filos.) circolo vizioso.
dialogare   v. intr.  [io diàlogo, tu diàloghi ecc. ; aus. avere] fare un dialogo, conversare | (estens.) condividere, comunicarsi sentimenti o pensieri: due persone che vivono insieme ma non dialogano  | v. tr.  scrivere in forma di dialogo, provvedere di dialoghi: dialogare una scena. 
dialogato   part. pass.  di dialogare   agg.  che ha forma di dialogo: le parti dialogate di un romanzo   s.m.  testo scritto oppure ridotto in forma di dialogo (per il teatro, il cinema, la televisione ecc.).
dialoghista   o dialogista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive o traduce, riduce i dialoghi di film, opere televisive, teatrali e sim.
dialogico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di dialogo; per estens., colloquiale, discorsivo: tono dialogico    • 2 •   che ha forma di dialogo: le opere dialogiche di platone  § dialogicamente avv.  in forma di dialogo.
dialogismo   s.m.  introduzione del dialogo in un testo di carattere non drammatico.
dialogista    ⇨ dialoghista.
dialogistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del dialogismo o del dialogista: tecnica dialogistica. 
dialogizzare   v. tr.  ridurre in forma di dialogo: dialogizzare una scena, un romanzo  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) disputare dialogando; trattenersi in dialogo.
dialogo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   scambio di frasi, discorso che si svolge tra due o più persone; colloquio, conversazione: avere un dialogo con qualcuno  dim. dialoghino, dialoghetto  accr. dialogone  pegg. dialogaccio    • 2 •   (estens.) colloquio, comunicazione costante tra persone o tra gruppi che permette di eliminare o ridurre gli elementi di dissenso e favorisce la comprensione reciproca: il dialogo tra genitori e figli; il governo ha avviato un dialogo con l'opposizione    • 3 •   componimento letterario che adotta la forma dialogica: i dialoghi di platone    • 4 •   brano di un testo non drammatico in cui due o più personaggi dialogano direttamente tra loro    • 5 •   (mus.) componimento per due o più voci, o per due o più strumenti, coltivato spec. nel sec. xvii.
diamagnetico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di sostanza che presenta la proprietà di essere respinta anziché attratta (come le ferromagnetiche e le paramagnetiche) da un magnete.
diamagnetismo   s.m.  (fis.) proprietà delle sostanze diamagnetiche.
diamante   s.m.    • 1 •   (min.) carbonio puro cristallizzato nel sistema monometrico, il più duro dei minerali; trasparente, incolore, è usato come pietra preziosa e per scopi industriali: una collana di diamanti  ' duro come il diamante, (fig.) durissimo | avere un cuore di diamante, (fig.) essere insensibile, spietato | a punta di diamante, (arch.) si dice di pietre tagliate a forma di piramide con base quadrangolare, e di un tipo di rivestimento in cui ogni elemento si presenta così squadrato: bugnato a punta di diamante, o anche, semplicemente, bugnato diamante  | ala a diamante, (aer.) tipo di ala di cui sono dotati alcuni aerei che volano a velocità supersoniche | nozze di diamante, (fig.) il sessantesimo anniversario di matrimonio    • 2 •   strumento con punta di diamante usato per tagliare il vetro; tagliavetro    • 3 •   (mar.) punto del fuso di un'ancora dal quale si diramano i due bracci uncinati (marre)    • 4 •   (tip.) carattere tipografico in corpo 3, il più piccolo che sia stato usato per comporre dei testi | edizioni diamante, composte con tale carattere, solitamente di formato molto piccolo    • 5 •   (sport) il quadrato centrale del campo di baseball, i cui vertici si chiamano basi.
diamantifero   agg.  che contiene diamanti: giacimento diamantifero. 
diamantina   s.f.  chiodo con capocchia sfaccettata.
diamantino   agg.  (lett.) di diamante, simile a diamante | (fig.) forte e puro; adamantino: ci riguardava, / muto, co 'l suo diamantino sguardo  (carducci).
diametrale   agg.  di, relativo al diametro § diametralmente avv.  lungo la linea del diametro: dividere diametralmente un cerchio  | all'uno e all'altro estremo di un diametro: abitiamo in due quartieri diametralmente opposti della città; (fig.) in modo completamente antitetico: pareri diametralmente opposti. 
diametro   s.m.  (geom.) segmento che unisce due punti di una circonferenza o di una superficie sferica passando per il centro.
diamina    ⇨ diammina.
diamine   inter.  (fam.) esclamazione di meraviglia, stizza, disapprovazione e sim.: diamine!, che hai fatto?  | come risposta energicamente affermativa: se voglio la torta? diamine!. 
diammina   o diamina, s.f.  (chim.) ogni composto organico con due gruppi amminici.
diana   agg. f.  (lett.) del giorno, del dì: stella diana, la stella che appare all'alba prima del sole, detta anche lucifero o venere: vedut' ho la lucente stella diana, / ch'appare anzi che 'l giorno rend' albore  (guinizzelli)  s.f.    • 1 •   stella diana; per estens., la prima luce del giorno    • 2 •   segnale con cui si dà la sveglia ai soldati; (fig.) incitamento all'azione, segnale di riscossa: battere, suonare la diana    • 3 •   (mar.) sulle navi, turno di guardia dalle quattro alle otto del mattino.
diancine   inter.  forma eufemistica per diavolo. 
dianoetico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) relativo alla dianoia; proprio dell'intelletto, della ragione: virtù dianoetiche, quelle intellettuali, in contrapposizione alle virtù etiche o morali.
dianoia   s.f.  (filos.) nella dottrina platonica e aristotelica, la conoscenza discorsiva, propria della ragione, distinta dalla conoscenza intuitiva.
dianto   s.m.  (bot.) genere di piante a cui appartiene il garofano (fam.  cariofillacee).
dianzi   avv.  (lett.) poco fa, or ora.
diapason   s.m. invar.    • 1 •   nella terminologia musicale dell'antica grecia, intervallo di ottava    • 2 •   estensione di una voce o di uno strumento, dal suono più basso a quello più alto; tessitura, registro | (fig.) culmine, massimo grado: giungere al diapason; toccare il diapason    • 3 •   forcella di metallo che, percossa, vibra emettendo la nota la; si usa per accordare gli strumenti musicali.
diapausa   s.f.  (biol.) periodo di stasi dello sviluppo embrionale caratteristico delle uova di alcuni insetti.
diapedesi   s.f.  (med.) passaggio di elementi cellulari del sangue nei tessuti attraverso le pareti dei vasi capillari; si manifesta negli stati infiammatori.
diapente   s.f.  nella terminologia musicale greca (e poi in quella medievale e rinascimentale), l'intervallo di quinta.
diaphonia    ⇨ diafonia.
diapirismo   s.m.  (geol.) fenomeno di intrusione delle rocce saline o gessose in strati sovrastanti di rocce più pesanti.
diapiro   s.m.  (min.) massa rocciosa salina o gessosa intrusa in rocce più pesanti per effetto del diapirismo e di forze tettoniche.
diapnoico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (non com.) diaforetico.
diapositiva   s.f.  copia fotografica positiva, su vetro o pellicola, da guardare in trasparenza o da proiettare su uno schermo.
diaproiettore   s.m.  proiettore per diapositive.
diarchia   s.f.  forma di governo in cui il potere viene esercitato da due persone o da due organi politici: la diarchia spartana. 
diaria   s.f.  compenso giornaliero aggiuntivo corrisposto a un lavoratore dipendente in trasferta come rimborso forfettario delle spese di soggiorno e di viaggio.
diario   s.m.    • 1 •   quaderno in cui si annotano giorno per giorno le osservazioni e gli avvenimenti che si ritengono più importanti; anche, opera letteraria di contenuto autobiografico in forma di diario: diario di viaggio, di guerra; il diario di anna frank    • 2 •   registro giornaliero: diario di classe, in cui gli insegnanti segnano giornalmente gli argomenti svolti nella lezione e i compiti assegnati; diario scolastico, in cui gli alunni annotano l'orario delle lezioni e i compiti da fare; diario di bordo, tenuto dal comandante di una nave    • 3 •   elenco dei giorni in cui si svolgeranno le prove di un esame, un concorso e sim.: diario degli esami. 
diarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] scrittore di diari; autore di un diario.
diarrea   s.f.  emissione frequente di feci liquide o semiliquide.
diarroico   agg.  [pl. m. -ci] di diarrea: scariche diarroiche. 
diartrosi   s.f.  (anat.) tipo di articolazione che consente ampi movimenti dei capi ossei.
diascopia   s.f.    • 1 •   proiezione su schermo di un'immagine impressa su un oggetto trasparente che viene posto davanti a una fonte luminosa    • 2 •   (med.) esame di una cavità corporea effettuato indirizzando un fascio luminoso dietro di essa, così da visualizzare eventuali versamenti o ispessimenti.
diascopio   s.m.  apparecchio per la proiezione di immagini in diascopia.
diasistema   s.m.  [pl. -mi] (ling.) sistema linguistico di livello superiore, che riunisce due o più sistemi omogenei tra i quali ci siano somiglianze parziali.

diaspora   s.f.  dispersione di un popolo nel mondo dopo l'abbandono delle sedi di origine; in partic., la dispersione degli ebrei nel mondo antico, dall'esilio babilonese (sec. vi a. c.) in poi | (estens.) dispersione di persone prima raggruppate.
diasporo   s.m.  (min.) minerale costituito da idrossido di alluminio che si trova in forma di piccole scaglie disperse in rocce argillose.
diasprato   agg.  (poet.) di diaspro, che ha il colore o la durezza del diaspro: ghiacci diasprati  (carducci).
diasprino   agg.  (non com.) di diaspro, simile a diaspro.
diaspro   s.m.  (miner.) varietà compatta di silice, a struttura microgranulare, di vario colore, usata come pietra ornamentale.
diastasato   agg.  si dice di alimento il cui amido è stato completamente o parzialmente trasformato in zucchero per azione della diastasi.
diastasi   s.f.    • 1 •   (med.) separazione di due parti del corpo normalmente a contatto    • 2 •   (biol.) enzima capace di trasformare l'amido in zucchero; amilasi.
diastema   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (med.) spazio tra un dente e l'altro per la mancanza di un dente intermedio    • 2 •   (geol.) superficie che divide due strati di roccia sedimentaria.
diastilo   agg.  e s.m.  (arch.) si dice di intercolumnio di ampiezza pari a tre volte il diametro della colonna, e del tempio che ne è dotato.
diastole   s.f.    • 1 •   (fisiol.) il movimento di dilatazione del cuore per cui le sue cavità si riempiono di sangue    • 2 •   nella metrica greca e latina, l'allungamento di una sillaba breve; nella metrica italiana, lo spostamento, dovuto al ritmo, dell'accento verso la fine della parola (p. e. oceàno  per ocèano).
diastolico   agg.  [pl. m. -ci] (fisiol.) pertinente alla diastole: fase diastolica. 
diastrofismo   s.m.  (geol.) l'insieme delle deformazioni meccaniche subite dalla crosta terrestre.
diatermanità   s.f.  (fis.) proprietà dei corpi diatermani.
diatermano   agg.  (fis.) si dice di un corpo che lascia passare il calore.
diatermia   s.f.  (med.) terapia che consiste nel far attraversare i tessuti da correnti elettriche ad alta frequenza, allo scopo di sviluppare effetti termici in profondità.
diatermico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di diatermia, che riguarda la diatermia: applicazioni diatermiche. 
diatermocoagulazione   s.f.  (med.) coagulazione e distruzione diatermica di tessuti patologici mediante l'elettrobisturi.
diatesi   s.f.    • 1 •   (med.) predisposizione costituzionale, per lo più ereditaria, dell'organismo a una determinata malattia: diatesi linfatica, emorragica    • 2 •   (gramm.) funzione del verbo che riguarda il rapporto intercorrente tra l'azione che esso esprime e il soggetto: diatesi attiva, media, passiva. 
diatetico   o diatesico [dia-tè-si-co], agg.  [pl. m. -ci] (med.) proprio della diatesi.
diatomee   s.f. pl.  classe di alghe unicellulari microscopiche, che vivono isolate o riunite in colonie nelle acque dolci o marine; sono munite di un caratteristico guscio siliceo: diatomee fossili, quelle i cui gusci hanno formato la farina fossile o tripoli | sing.  [-a] ogni alga di tale classe.
diatonia   s.f.  (mus.) passaggio diretto del suono da un grado all'altro della scala fondamentale.
diatonico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) relativo alla diatonia: intervallo diatonico  ' scala diatonica, scala naturale di cinque toni e due semitoni.
diatriba   s.f.    • 1 •   nell'antichità classica, dapprima dissertazione di carattere divulgativo su un argomento morale, poi discorso di valore letterario caratterizzato da toni satirici    • 2 •   discorso violento di accusa, critica o rimprovero | (estens.) disputa animata.
diavola   s.f.    • 1 •   donna brutta e cattiva | donna vivace, dinamica, energica | una povera diavola, una donna semplice o provata dalla sventura    • 2 •   pollo alla diavola, (gastr.) pollo aperto in due, schiacciato e arrostito sulla griglia.
diavolaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di diavolo    • 2 •   [f. -a] persona mite, incapace di fare del male: un buon diavolaccio    • 3 •   specie di trappola con lampada, per catturare gli uccelli di notte.
diavoleria   s.f.    • 1 •   azione diabolica | (estens.) espediente, trovata astuta: escogitare una diavoleria    • 2 •   (scherz.) cosa singolare, strana.
diavolerio   s.m.  (region.) chiasso, confusione rumorosa.
diavolesco   agg.  [pl. m. -schi] (rar.) di, da diavolo, diabolico.
diavolessa   s.f.    • 1 •   essere diabolico immaginato con fattezze di donna    • 2 •   (fig.) donna brutta e cattiva | (scherz.) donna molto vivace e attiva.
diavoleto   s.m.  (rar.) trambusto, scompiglio, chiasso.
diavoletto   s.m.    • 1 •   dim.  di diavolo    • 2 •   [f. -a] (scherz.) bambino molto vivace    • 3 •   bigodino    • 4 •   diavoletto di cartesio, (fis.) figurina cava di vetro forata nella parte inferiore, usata per provare empiricamente il principio idrostatico di pascal.
diavolino   s.m.    • 1 •   dim.  di diavolo    • 2 •   [f. -a] (scherz.) bambino molto vivace.
diavolio   s.m.  trambusto, confusione, disordine.
diavolo   s.m.    • 1 •   nell'ebraismo e nel cristianesimo, potenza che guida le forze del male e si identifica con lucifero, il capo degli angeli che si ribellarono a dio, poi divenuto satana, principe delle tenebre; per estens., ognuno degli altri angeli ribelli e la forza del male che essi incarnano | nella fantasia popolare è concepito per lo più come un mostro di forme umane con corna, ali, coda e altri attributi animaleschi, grande tentatore, amante di ogni disordine ed eccesso; in quanto tale, dà luogo a numerose locuzioni fig., soprattutto dell'uso fam.: fa un freddo, un caldo del diavolo, insopportabile; avere una fame, una sete, una fretta del diavolo, grandissima; fare il diavolo (a quattro), fare gran confusione o adoperarsi in ogni modo per conseguire qualcosa; mandare qualcuno al diavolo, mandarlo via in malo modo; avere il diavolo in corpo, essere agitato, irrequieto; avere un diavolo per capello, essere di pessimo umore; saperne una più del diavolo, sapere dove il diavolo tiene la coda, essere molto furbo; abitare a casa del diavolo, in un luogo lontano, scomodo da raggiungere; il diavolo ci ha messo la coda  (o le corna  o lo zampino), si dice quando qualcosa va male; essere come il diavolo e l'acquasanta, si dice di due persone che non si sopportano, che litigano di continuo | prov.  : il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, gli inganni prima o poi vengono scoperti; il diavolo non è brutto come lo si dipinge, la situazione risulta meno grave di quanto si temeva. dim. diavoletto, diavolino  accr. diavolone  pegg. diavolaccio    • 2 •   (fig.) persona di aspetto sgradevole o di indole malvagia | persona vivace, irrequieta: quel ragazzo è un diavolo  | persona semplice, mite, bonaria: è un buon diavolo  | persona sfortunata, perseguitata dalla sorte: è un povero diavolo  | persona le cui qualità suscitano ammirazione, stupore: diavolo d'un avvocato!    • 3 •   in esclamazioni di meraviglia, di dispetto, d'ira, di stizza e sim.: corpo del diavolo!; per tutti i diavoli!; al diavolo tutti quanti!; va' al diavolo!  | come forte affermazione: «ma tu ci credi?» «diavolo!»  | con funzione rafforzativa in frasi interrogative: dove diavolo ti eri cacciato?; che diavolo stai facendo?    • 4 •   nome di una figura nel gioco dei tarocchi    • 5 •   diavolo orsino, (zool.) marsupiale predatore della tasmania; ha corpo tozzo con grossa coda, piccole orecchie arrotondate, pelame nerastro con alcune macchie bianche; sarcofilo    • 6 •   diavolo del deserto, (geog.) vortice di polvere che si forma talvolta nelle regioni aride durante i mesi più caldi    • 7 •   nome di un arnese di ferro a forma di imbuto rovesciato, che si mette sopra il fornello per facilitare l'accensione del fuoco.
diavolone   s.m.    • 1 •   accr.  di diavolo    • 2 •   (fig.) grosso confetto con l'anima di cannella, che un tempo veniva lanciato durante i corsi mascherati di carnevale.
diazocomposto   s.m.  (chim.) ogni composto organico caratterizzato dalla presenza nella molecola di un diazonio; sono usati nella preparazione di molti coloranti.
diazometano   s.m.  (chim.) composto organico alifatico costituente il più semplice diazocomposto; è un gas giallo molto velenoso, usato nell'industria chimica.
diazonio   s.m.  (chim.) radicale bivalente caratteristico dei diazocomposti, costituito da due atomi di azoto, uno pentavalente e l'altro trivalente | sali di diazonio, diazocomposti aromatici esistenti soltanto sotto forma di sali.
diazotazione   s.f.  (chim.) reazione fra acido nitroso e un'ammina aromatica primaria in soluzione acida, con formazione di un diazocomposto; è largamente applicata nell'industria dei coloranti.
diazotipia   s.f.  procedimento di stampa di immagini fotografiche a colori su carta o tessuto appositamente trattato.
dibarbare   v. tr.  (ant.) estirpare, sradicare: con men di resistenza si dibarba / robusto cerro  (dante purg.  xxxi, 70-71).
dibassare   v. tr.  (rar.) abbassare | v. intr.  [aus. essere] (rar.) scemare; perdere di forza e di prestigio: quando la cultura dibassa, l'unità vien meno nelle opere dell'ingegno  (gioberti).
dibattere   v. tr.    • 1 •   (rar.) agitare, sbattere: ma quell'anime, ch'eran lasse e nude, / cangiar colore e dibattero i denti  (dante inf.  iii, 100-101)    • 2 •   (fig.) esaminare, discutere vagliando il pro e il contro: dibattere una questione, un problema  | dibattersi v. rifl.  agitarsi, divincolarsi, fare movimenti convulsi: l'animale catturato si dibatteva  | (fig.) cercare di districarsi da una situazione difficile; essere combattuto da opposte tendenze: dibattersi nel dubbio. 
dibattimentale   agg.  (dir.) del dibattimento: fase dibattimentale. 
dibattimento   s.m.    • 1 •   il dibattere; discussione    • 2 •   (dir.) la fase del processo penale nella quale si discutono pubblicamente i risultati della fase istruttoria e si formulano le richieste di assoluzione o di condanna.
dibattito   s.m.    • 1 •   discussione su un determinato argomento, spec. politico o culturale, tra i partecipanti a un'assemblea, a una seduta, a una riunione: aprire, iniziare, chiudere il dibattito; dibattito parlamentare    • 2 •   (rar.) dibattimento giudiziario.
diboscamento   o disboscamento [di-sbo-sca-mén-to], s.m.  il diboscare, l'essere diboscato.
diboscare   o disboscare [di-sbo-scà-re], v. tr.  [io dibòsco, tu dibòschi ecc.] spogliare una zona, in tutto o in parte, del bosco che la ricopre: diboscare una regione, una montagna  | (assol.) effettuare il taglio parziale e razionale di un bosco.
dibrucare   v. tr.  [io dibruco, tu dibruchi ecc.] (non com.) togliere alle piante i ramoscelli secchi.
dibruscare   v. tr.  [io dibrusco, tu dibruschi ecc.] (non com.) lo stesso che dibrucare. 
dibucciare   v. tr.  [io dibùccio ecc.] (ant.) sbucciare.
dicace   agg.  (lett.) mordace, maldicente.
dicacità   s.f.  (lett.) mordacità, maldicenza.
dicarbossilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di una molecola che contiene due carbossili: acido dicarbossilico, altro nome dell'acido ossalico. 
dicasio   s.m.  (bot.) infiorescenza in cui ogni ramificazione consta di due cime o rami.
dicastero   s.m.  settore della pubblica amministrazione che fa capo a un ministro; ministero: il dicastero degli esteri, della difesa. 
dicatalettico   o dicataletto [di-ca-ta-lèt-to], agg.  [pl. m. -ci] nella metrica greca e latina, si dice di verso costituito da due emistichi catalettici (p. e.  il pentametro).
dicco   (1) s.m.  [pl. -chi] (geol.) intrusione di una massa magmatica nella frattura di una roccia; di solito la sua disposizione è discordante con la giacitura degli strati della roccia stessa.
dicco   (2) s.m.  [pl. -chi] (lett.) argine, diga.
dic-dic  dic-dic  ⇨ dig-dig.
dicefalo   agg.  e s.m.  (non com.) si dice di essere a due teste: mostro dicefalo. 
dicembre   lett. decembre, s.m.  dodicesimo e ultimo mese dell'anno nel calendario giuliano e gregoriano.
dicembrino   o decembrino, agg.  di dicembre, relativo a dicembre: freddo dicembrino. 
dicentra   s.f.  pianta ornamentale detta com. cuore di maria  (fam.  papaveracee).
dicentrare   e deriv.   ⇨ decentrare e deriv. 
dicere    ⇨ dire 1.
diceria   s.f.    • 1 •   notizia senza fondamento, chiacchiera maligna: mettere in giro delle dicerie    • 2 •   (ant.) arringa, discorso solenne | discorso prolisso, noioso.
dicevole   o decevole, agg.  (ant. , lett.) che si addice; conveniente, adatto: volesse iddio che... avessi preso uomo che alla tua nobiltà decevole fosse stato  (boccaccio dec.  iv, 1) § dicevolmente avv. 
dichiaramento   s.m.    • 1 •   (non com.) dichiarazione    • 2 •   nel gergo della camorra napoletana, sfida a duello.
dichiarante   part. pres.  di dichiarare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  (burocr.) chi fa o rilascia una dichiarazione: firma del dichiarante. 
dichiarare   v. tr.    • 1 •   (ant. , lett.) rendere chiaro, spiegare, chiarire: che ti fia chiaro / ciò che 'l mio dir più dichiarar non puote  (dante purg.  xxiv, 89-90)    • 2 •   rendere manifesto; rivelare, palesare: dichiarare le proprie intenzioni; le dichiarò il suo amore  | in partic., affermare pubblicamente o in modo ufficiale, impegnando la propria responsabilità denunciare, notificare: dichiarare le proprie generalità, il proprio reddito; dichiarare una merce soggetta a dogana  | dichiarare guerra, annunciare che la si intraprende; (fig.) voler combattere strenuamente contro qualcuno o qualcosa: dichiarare guerra alla corruzione    • 3 •   sentenziare, proclamare: dichiarare colpevole; vi dichiaro in arresto  | nominare: lo dichiarò suo erede universale    • 4 •   nel bridge e in altri giochi di carte, fare la dichiarazione | dichiararsi v. rifl.    • 1 •   affermare di essere; manifestare il proprio sentimento, la propria opinione: si dichiarò soddisfatto; dichiararsi contro, a favore    • 2 •   manifestare il proprio amore alla persona amata.
dichiarativo   agg.    • 1 •   che serve a dichiarare, a spiegare: nota dichiarativa    • 2 •   (gramm.) si dice di congiunzione coordinativa che introduce la spiegazione di quanto detto in precedenza (p. e. cioè, infatti) o di congiunzione subordinativa che introduce un'enunciazione, un'affermazione (p. e. che) | si dice di proposizione coordinata o subordinata introdotta da una congiunzione dichiarativa | si dice di verbo che esprime una comunicazione (p. e. dire, annunciare, raccontare) § dichiarativamente avv.  (gramm.) in funzione dichiarativa.
dichiarato   part. pass.  di dichiarare   agg.  manifesto, aperto, palese: nemici dichiarati  § dichiaratamente avv. 
dichiaratorio   agg.  (non com.) che dichiara, spiega, chiarisce.
dichiarazione   s.f.    • 1 •   il dichiarare o il dichiararsi; discorso o documento con cui si dichiara qualcosa: dichiarazione di amicizia, di guerra, dei redditi; rilasciare, sottoscrivere una dichiarazione  ' fare la dichiarazione a una donna, manifestarle il proprio amore    • 2 •   in alcuni giochi di carte, annuncio del possesso di determinate combinazioni; nel bridge, annuncio del numero di prese che ci si impegna a realizzare    • 3 •   (ant.) spiegazione, chiarimento.
dichinare   v. intr.  [aus. essere] (lett.)    • 1 •   essere in pendio, scendere al basso: lo dolce piano / che da vercelli a marcabò dichina  (dante inf.  xxviii, 74-75) | tramontare, declinare: ma vedi già come dichina il giorno  (dante purg.  vii, 43)    • 2 •   (fig. rar.) umiliarsi, avvilirsi.
diciannove   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a una diecina più nove unità nella numerazione araba è rappresentato da 19, in quella romana da xix: una classe composta di diciannove alunni    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: l'articolo diciannove del regolamento  | sottintendendo il sostantivo: il (giorno) diciannove del mese; le (ore) diciannove, le sette pomeridiane  s.m. invar.    • 1 •   il numero diciannove    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero diciannove.
diciannovenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha diciannove anni d'età.
diciannovesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero diciannove; nella numerazione araba è rappresentato da 19°, in quella romana da xix: il diciannovesimo piano di un grattacielo  | aggiunto al nome di sovrano o papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): giovanni xix  | il secolo diciannovesimo, gli anni dal 1° gennaio 1800 al 31 dicembre 1899  s.m.    • 1 •   la diciannovesima parte dell'unità: tre è un diciannovesimo di cinquantasette    • 2 •   [f. -a] chi viene al diciannovesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
diciassette   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a una diecina più sette unità nella numerazione araba è rappresentato da 17, in quella romana da xvii: mio fratello ha diciassette anni    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: abito all'interno diciassette  | sottintendendo il sostantivo: il (giorno) diciassette di maggio; le (ore) diciassette, le cinque pomeridiane  s.m. invar.    • 1 •   il numero diciassette: nella credenza popolare il diciassette porta sfortuna    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero diciassette.
diciassettenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha diciassette anni d'età.
diciassettesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero diciassette; nella numerazione araba è rappresentato da 17°, in quella romana da xvii: il diciassettesimo canto dell'inferno  ' aggiunto al nome di sovrano o papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): luigi xvii  | il secolo diciassettesimo, gli anni dal 1° gennaio 1600 al 31 dicembre 1699  s.m.    • 1 •   la diciassettesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi viene al diciassettesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
dicibile   agg.  (non com.) che si può dire, riferire.
dicioccamento   s.m.  (agr.) il dicioccare.
dicioccare   v. tr.  [io diciòcco, tu diciòcchi ecc.] (agr.) dissodare levando i ciocchi delle piante: dicioccare un terreno  | dicioccare un albero, estirparne dal terreno la ceppaia.
diciottenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha diciotto anni d'età.
diciottesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero diciotto; nella numerazione araba è rappresentato da 18°, in quella romana da xviii: il diciottesimo compleanno  ' aggiunto al nome di sovrano o papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): luigi xviii  | il secolo diciottesimo, gli anni dal 1° gennaio 1700 al 31 dicembre 1799  s.m.    • 1 •   la diciottesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi viene al diciottesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
diciotto   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a una diecina più otto unità nella numerazione araba è rappresentato da 18, in quella romana da xviii: a diciotto anni si è maggiorenni    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: la stanza diciotto di un albergo  | sottintendendo il sostantivo: il (giorno) diciotto di questo mese; le (ore) diciotto, le sei pomeridiane  s.m. invar.    • 1 •   il numero diciotto | voto equivalente alla sufficienza negli esami di profitto universitari, in cui la valutazione si esprime in trentesimi    • 2 •   le lettere o le cifre che rappresentano il numero diciotto.
dicitore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi recita versi o prosa in pubblico | fine dicitore, nel vecchio teatro di varietà, l'artista che interpretava le canzonette recitandole più che cantandole; in senso iron., chi parla o recita in modo affettato    • 2 •   (ant.) chi parla; oratore: il dicitore, senza interrompere il filo del racconto, seguitò  (manzoni p. s.  xvi) | dicitore in rima, poeta, verseggiatore.
dicitura   s.f.    • 1 •   breve scritta che serve di indicazione, di chiarimento, di avviso: una targhetta con la dicitura non parlare al conducente    • 2 •   (lett.) la forma di un discorso o di uno scritto: si potrebbe, pensai, prender la serie de' fatti da questo manoscritto, e rifarne la dicitura  (manzoni p. s.  introduzione).
diclino   agg.  (bot.) si dice di fiore che ha solo stami o solo carpelli.
dico-  dico- primo elemento di parole composte della terminologia dotta, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. dicho-, deriv. di dícha  'in due parti' (dicocero, dicotomia).
dicocero   s.m.  uccello indiano con grosso becco munito superiormente di un'alta sporgenza; durante il periodo della cova il maschio mura nel nido la femmina, porgendole il cibo attraverso una piccola apertura (ord.  passeriformi).
dicogamia   s.f.  (bot.) nei fiori ermafroditi, maturazione in tempi diversi dei gameti maschili e femminili.
dicordo   s.m.  (ant.) cetra munita di due corde.
dicoreo   s.m.  nella metrica greca e latina, piede doppio formato da due corei o trochei.
dicoria   s.f.  nell'antichità greca, coro eseguito da due gruppi di coreuti.
dicoriale   agg.  (biol.) si dice di gravidanza gemellare con gemelli biovulari.
dicotile   agg.  (bot.) dicotiledone.
dicotiledone   agg.  (bot.) si dice di pianta il cui seme ha l'embrione fornito di due cotiledoni.
dicotiledoni   s.f. pl.  (bot.) classe di piante angiosperme che hanno due cotiledoni nell'embrione | sing.  [-e] ogni pianta di tale classe.
dicotomia   s.f.    • 1 •   divisione in due; separazione netta tra due elementi, divaricazione: dicotomia tra sentimento e ragione    • 2 •   (filos.) la suddivisione di un concetto in due parti generalmente contrapposte che ne esauriscono l'estensione    • 3 •   (bot.) tipo di ramificazione in cui l'apice vegetativo si divide in due per formare due rami uguali, ciascuno dei quali dà origine a sua volta ad altri due rami e così di seguito    • 4 •   (geom.) la divisione in due parti di un qualsiasi segmento, che si postula sempre possibile    • 5 •   (astr.) fase lunare corrispondente al primo o all'ultimo quarto.
dicotomico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla dicotomia: ramificazione dicotomica  § dicotomicamente avv. 
dicotomo   agg.  che si biforca; si dice spec. di pianta soggetta a ramificazione dicotomica | luna dicotoma, (astr.) la luna quando è nelle fasi di primo o ultimo quarto.
dicroico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di sostanza che presenta dicroismo.
dicroismo   s.m.  (fis.) proprietà per la quale i cristalli dimetrici delle sostanze trasparenti scompongono la luce incidente in un colore principale lungo l'asse ottico e in un colore secondario in direzione perpendicolare a tale asse; è un caso particolare di pleocroismo.
dicromatismo   s.m.  (med.) anomalia della vista consistente nella percezione di due soli colori fondamentali e di quelli che derivano dalla loro combinazione; è detto anche discromatopsia  o dicromasia. 
dicrotismo   s.m.  (med.) anomalia della pulsazione arteriosa caratterizzata da due battiti in corrispondenza di ogni sistole; si riscontra nel tifo e in altre malattie caratterizzate da anemia.
dictafono    ⇨ dittafono.
dicumarina   s.f.  (chim.) composto organico ossigenato presente nel trifoglio e usato come anticoagulante.
didascalia   s.f.    • 1 •   scritta esplicativa o informativa posta sotto un'illustrazione | (estens.) avviso, informazione    • 2 •   scritta che compare in sovrimpressione su pellicole cinematografiche o su immagini televisive per commentare o chiarire l'azione, per tradurre il parlato in un'altra lingua ecc.    • 3 •   avvertenza per gli attori intercalata al testo di un'opera teatrale o alla sceneggiatura di un film    • 4 •   nei manoscritti che ci hanno trasmesso i testi teatrali greci e latini, brevi note sull'opera e sull'autore redatte in epoca posteriore.
didascalico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda l'insegnamento, che si propone di insegnare; si dice in particolare di opera o di genere letterario che ha come scopo l'ammaestramento scientifico, morale, religioso del lettore: poema didascalico; poesia didascalica    • 2 •   (estens.) che rivela compiacimento pedantesco, sussiego professionale, saccenteria: parlare con tono didascalico  § didascalicamente avv. 
didascalismo   s.m.  tono, atteggiamento didascalico.
didatta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   (non com.) insegnante, docente    • 2 •   (psicoan.) psicoanalista di riconosciuta esperienza che prende in analisi, a scopo didattico, un altro analista che aspiri a esercitare l'attività psicoterapeutica.
didattica   s.f.    • 1 •   parte della pedagogia che studia i metodi dell'insegnamento    • 2 •   (estens.) il modo di insegnare.
didatticismo   s.m.  didattismo.
didattico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne l'insegnamento: metodo, materiale didattico; attività didattica  | direttore didattico, direttore di scuola elementare    • 2 •   (estens.) proprio, tipico di chi insegna; professorale, cattedratico: tono didattico  § didatticamente avv.  secondo i principi della didattica, dal punto di vista didattico.
didattismo   s.m.    • 1 •   applicazione rigida e schematica di principi e metodi didattici    • 2 •   tendenza ad assumere atteggiamenti didattici eccessivi o fuori luogo.
didentro   o di dentro, avv.  [sempre in grafia separata] nell'interno, dalla parte interna  s.m. invar.  la parte interna: il didentro dell'armadio   agg. invar.  che sta dentro, interno: la parte didentro. 
didietro   o di dietro, avv.  [sempre in grafia separata] dietro  s.m. invar.    • 1 •   la parte posteriore: il didietro della casa    • 2 •   (fam. scherz.) il sedere: lo prese a calci nel didietro   agg. invar.  che sta dietro, posteriore: le zampe didietro. 
didimio   s.m.  (chim.) mescolanza di due elementi del gruppo delle terre rare (neodimio e praseodimio), un tempo ritenuta un unico elemento.
didimo   agg.  (bot.) si dice di vegetale costituito di due parti tondeggianti unite per un breve tratto  s.m.  (spec. pl.) (lett.) testicolo.
didinamo   agg.  (bot.) solo nella loc. stami didinami, stami in numero di quattro, due dei quali più lunghi e due più brevi.
dido    ⇨ dodo.
didramma   s.m.  [pl. -mi] nell'antichità greca, moneta d'argento del valore di due dramme.
die    ⇨ dì.
dieci   ant. diece, agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a nove unità più una; nella numerazione araba è rappresentato da 10, in quella romana da x: le dieci dita delle mani; i dieci comandamenti  | sottintendendo il sostantivo: i dieci (alunni) più bravi della scuola; mangiare per dieci (persone), (iperb.) moltissimo | i dieci, (st.) collegio di dieci membri che governò atene nel 403 a. c., dopo la caduta dei trenta tiranni; consiglio dei dieci, magistratura veneziana creata nel sec. xiv    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: il tavolo dieci è prenotato  | sottintendendo il sostantivo: il (giorno) dieci di agosto; il (numero) dieci di corso garibaldi; le (ore) dieci, antimeridiane o pomeridiane  s.m. invar.    • 1 •   il numero dieci | voto scolastico che corrisponde al massimo punteggio attribuibile: prendere dieci in latino    • 2 •   le cifre o la lettera che rappresenta il numero dieci.
diecimila   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a dieci migliaia di unità nella numerazione araba è rappresentato da 10. 000, in quella romana da xm: una cittadina di diecimila abitanti  | sottintendendo il sostantivo: i diecimila (soldati) della riserva; le diecimila (lire), banconota di tale valore; i diecimila (metri), nell'atletica, gara di corsa su questa distanza | i diecimila, (st.) corpo di mercenari greci che combatterono con ciro il giovane nella guerra contro artaserse ii nel 401 a. c.    • 2 •   con valore iperbolico indica un numero molto elevato: te l'avrò detto diecimila volte   s.m. invar.    • 1 •   il numero diecimila    • 2 •   le cifre o la lettera che rappresentano il numero diecimila.
diecimilionesimo    ⇨ decimilionesimo.
diecimillesimo    ⇨ decimillesimo.
diecina    ⇨ decina.
diedrale   agg.  (geom.) proprio del diedro.
diedro   agg.  solo in angolo diedro, (geom.) porzione di spazio limitata da due semipiani aventi come origine la stessa retta  s.m.    • 1 •   (geom.) angolo diedro    • 2 •   in alpinismo, spigolo roccioso formato da due pareti disposte ad angolo diedro.
diegesi   s.f.  nel linguaggio della critica strutturalista, la linea del racconto, lo svolgimento narrativo di un'opera.
diegetico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la diegesi.
dielettricità   s.f.  (elettr.) la proprietà dei materiali dielettrici.
dielettrico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (elettr.) si dice di materiale caratterizzato da una conducibilità elettrica molto bassa e perciò usato come isolante elettrico.
diencefalo   s.m.  (anat.) la parte del cervello situata tra il telencefalo e il mesencefalo, che comprende il talamo e l'ipotalamo.
diene   s.m.  (chim.) ogni componente di una serie di idrocarburi insaturi la cui molecola contiene due doppi legami; è detto anche diolefina. 
dieresi   s.f.    • 1 •   divisione di un gruppo vocalico all'interno di una parola, tale che le due vocali non formino dittongo ma appartengano a due sillabe diverse (p. e. tri-onfo) | il segno diacritico con cui si indica, in certi casi, questa divisione (due puntini sulla vocale più debole del gruppo: p. e. ori°ente)    • 2 •   nella metrica classica, pausa del verso che si verifica quando la fine di un piede coincide con la fine di una parola    • 3 •   (med.) soluzione di continuità di tessuti normalmente uniti | in chirurgia, sezione cruenta o incruenta dei tessuti.
diesare   v. tr.  [io dièso  ecc.] (mus.) alterare una nota apponendovi un diesis.
diesel   agg.  e s.m. invar.    • 1 •   si dice di motore alternativo a combustione interna basato sul ciclo termodinamico diesel; caratteristica di tale motore è l'accensione spontanea del carburante nel momento in cui, iniettato nella camera di combustione ed entrato in contatto con l'aria fortemente compressa dal pistone e perciò surriscaldata, costituisce con essa una miscela esplosiva    • 2 •   [anche s.f.] si dice di autovettura dotata di tale motore.
dies irae   loc. sost. m. invar.    • 1 •   sequenza liturgica che viene recitata o cantata nell'ufficio dei morti, e che incomincia con queste parole    • 2 •   il giorno del giudizio universale | (scherz.) il momento della resa dei conti.
diesis   s.m. invar.  (mus.) segno di alterazione che eleva la nota di un semitono.
diesizzare   v. tr.  (mus.) diesare.
dieta   (1) s.f.    • 1 •   regime alimentare che prevede l'assunzione di determinate quantità e qualità di cibi, adottato per fini igienici o terapeutici: dieta lattea, iposodica, ipercalorica; dieta dimagrante, povera di grassi e di carboidrati e quindi ipocalorica; dieta mediterranea, a base dei prodotti tipici dell'area mediterranea (farinacei, legumi, olio d'oliva ecc); dieta dissociata, quella secondo la quale non vanno mangiati nello stesso pasto proteine e carboidrati | (estens.) astinenza temporanea dal cibo o da certi cibi: stare, mettersi a dieta; seguire, osservare una dieta    • 2 •   (fig. scherz.) privazione, astinenza sessuale: la moglie,... per la santità del marito e forse per la vecchiezza, faceva molto spesso troppo più lunghe diete che voluto non avrebbe  (boccaccio dec.  iii, 4).
dieta   (2) s.f.    • 1 •   assemblea politica o parlamentare di alcuni stati; anticamente, l'assemblea del sacro romano impero    • 2 •   (ant.) spazio di un giorno    • 3 •   (ant.) paga giornaliera, diaria.
dietetica   s.f.  studio della composizione degli alimenti.
dietetico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la dieta alimentare: regime dietetico; prodotti dietetici  § dieteticamente avv.  dal punto di vista dietetico.
dietim   s.m. invar.  (banc.) nei titoli a reddito fisso, rateo di interessi maturato dal giorno di scadenza dell'ultima cedola fino a quello di negoziazione, da conteggiarsi a favore del venditore.
dietimo   s.m.  adattamento it. del lat. dietim. 
dietista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   diplomato o diplomata in dietetica    • 2 •   (non com.) dietologo.
dietologia   s.f.  branca della medicina che studia la composizione e l'equilibrio degli alimenti in funzione terapeutica.
dietologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista in dietetica.
dietoterapia   s.f.  metodo di cura fondato sull'adozione di una dieta alimentare adeguata.
dietro   ant. o tosc. drieto, dreto, avv.  nella parte posteriore, opposta al davanti: non guardare dietro; preferisco star dietro  | preceduto da altro avv. di luogo: era nascosto lì dietro; deve essere qua dietro  | preceduto dalla prep. di  pleonastica: tu vai davanti, io sto (di) dietro  | la loc. di dietro  (o in grafia unita didietro) è usata anche con valore di agg.  e di s.m.  : le zampe di dietro; il (pannello) di dietro di un armadio   prep.    • 1 •   di là da una persona, da una cosa, da un luogo; nella parte posteriore (si unisce ai nomi direttamente o per mezzo della prep. a, nell'uso antico anche per mezzo della prep. da; si unisce ai pronomi personali per mezzo della prep. di): dietro la chiesa; dietro all'orizzonte; camminare uno dietro l'altro; erano seduti dietro di noi; sovra le spalle, dietro dalla coppa  (dante inf.  xxv, 22) | andare, tenere dietro a qualcuno  o a qualcosa, seguirlo, seguirla (anche fig.): andare dietro alla moda  | correre dietro a qualcuno, inseguirlo; (fig.) corteggiarlo con insistenza | correre dietro a qualcosa, (fig.) desiderarla, fare di tutto per ottenerla | star dietro a qualcuno, sorvegliarlo, badare a ciò che fa; non lasciarlo in pace, insistere per ottenere qualcosa da lui | tirarsi dietro qualcuno, farsi seguire (anche fig.) | tirarsi dietro qualcosa, (fig.) attirarsi, procurarsi: tirarsi dietro le critiche di tutti  ' tirar dietro, (fam.) svendere (per lo più iron.): la frutta, di questi tempi, te la tirano dietro!  ' portarsi dietro qualcuno, qualcosa, portarlo con sé | lasciarsi dietro un luogo, oltrepassarlo | lasciarsi dietro qualcuno, (fig.) superarlo | essere dietro a fare qualcosa, (fam.) stare facendo qualcosa | far qualcosa dietro le quinte, (fig.) agire di nascosto | gettarsi dietro le spalle i pensieri, le preoccupazioni, (fig.) cercare di dimenticarli    • 2 •   con valore temporale, dopo: le disgrazie arrivano sempre una dietro l'altra; il quale un giorno dietro mangiare laggiù venutone  (boccaccio dec.  iv, 1) | nel linguaggio burocratico e commerciale, in seguito, successivamente a, in cambio di: dietro domanda; dietro versamento; dietro pagamento    • 3 •   (ant.) conforme, secondo  s.m.  la parte posteriore: hai una macchia sul dietro della giacca. 
dietrofront   o dietro front, loc. inter.  comando che si dà ai soldati perché invertano l'ordine di marcia o il fronte dello schieramento | usato anche come s.m. invar.  : dare, ordinare il dietrofront  | fare dietrofront, invertire il senso di marcia; (fig.) recedere da una decisione presa, cambiare improvvisamente opinione.
dietrologia   s.f.  nel linguaggio giornalistico, la ricerca, talora esasperata, dei fatti occulti che sarebbero dietro un evento o di quanto si nasconderebbe dietro le azioni, le parole altrui.
dietrologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] nel linguaggio giornalistico, chi pratica, chi fa della dietrologia.
dietromotori   s.m. invar.  (sport) disciplina del ciclismo su pista in cui il corridore è preceduto da una motocicletta che ha la funzione di tagliare l'aria | usato anche come agg.  e avv.  : corsa dietromotori; gareggiare dietromotori. 
difalcare   e deriv.   ⇨ defalcare e deriv. 
difalta   o diffalta, s.f.  (ant.)    • 1 •   difetto, mancanza, scarsità    • 2 •   fallo, peccato, colpa: piangerà feltro ancora la difalta / de l'empio suo pastor  (dante par.  ix, 52-53).
difatti   non com. di fatti, cong.  lo stesso che infatti. 
difendere   v. tr.  [pres. io difèndo ecc. ; pass. rem. io difési, tu difendésti ecc. ; part. pass. diféso]    • 1 •   riparare da offese, pericoli, danni; proteggere, salvaguardare, preservare: difendere la patria; difendere dalle malattie, contro i soprusi    • 2 •   sostenere i diritti e le ragioni di qualcuno; scusare, scagionare da un'accusa: difendere le proprie opinioni; difendere in giudizio    • 3 •   (ant.) impedire: ficcai° li occhi per lo cotto aspetto, / sì che 'l viso abbrusciato non difese / la conoscenza sua al mio 'ntelletto  (dante inf.  xv, 26-28)    • 4 •   (ant.) proibire, vietare: e gli narra del ponte periglioso, / che rodomonte ai cavallier difende  (ariosto o. f.  xxxi, 63)    • 5 •   (ant.) tenere lontano: un culto monticel dal manco lato / le difende il calor del mezzo giorno  (ariosto o. f.  ii, 34) | difendersi v. rifl.    • 1 •   proteggersi, ripararsi: difendersi dal freddo, dalle zanzare  ' (assol.) opporre difesa, resistenza; sostenere le proprie ragioni: i soldati si difesero con valore; l'accusato non ha saputo difendersi    • 2 •   (fam.) cavarsela: in matematica non è un genio, ma si difende    • 3 •   (ant.) schermirsi, liberarsi: e così da la calca si difende  (dante purg.  vi, 9).
difendibile   agg.  che si può difendere, sostenere: una tesi difficilmente difendibile. 
difenilchetone   s.m.  (chim.) altro nome del benzofenone.
difenile   s.m.  (chim.) idrocarburo della serie aromatica formato da due anelli benzenici uniti; si usa come fluido di scambio termico e anche come antifermentativo.
difensa   s.f.    • 1 •   (ant.) difesa    • 2 •   (mar.) struttura di protezione disposta attorno a un congegno pericoloso.
difensione   s.f.  (ant.) difesa, riparo.
difensiva   s.f.  tattica di combattimento che mira a difendere le posizioni occupate; per estens., atteggiamento di difesa, di attesa guardinga: stare, tenersi, mettersi sulla difensiva. 
difensivismo   s.m.  atteggiamento, disposizione di chi assume una condotta difensiva ritenendola la più idonea a conseguire dei vantaggi: difensivismo tattico, strategico; il difensivismo di una tattica di gioco. 
difensivista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è favorevole al difensivismo o tiene una condotta difensiva.
difensivistico   agg.  [pl. m. -ci] di difesa; difensivo; basato sul difensivismo: tattica difensivistica. 
difensivo   agg.  di difesa; atto a difendere o a difendersi: linea, alleanza difensiva; gioco difensivo  § difensivamente avv.  in modo, con intento difensivo.
difensore   s.m.  [f. difenditrice, pop. difensora]    • 1 •   chi difende, protegge, salvaguarda: difensore della patria, degli altrui diritti    • 2 •   (dir.) legale che assiste e difende una parte in un processo: difensore di fiducia, nominato dalla parte; difensore d'ufficio, nominato dal giudice se manca quello di fiducia | difensore civico, persona incaricata di tutelare i diritti dei cittadini, con la denuncia delle disfunzioni riscontrate nell'attività della pubblica amministrazione o in altri settori di rilievo pubblico e con la proposta di rimedi adeguati | usato anche come agg.  : avvocato difensore    • 3 •   (sport) giocatore delle linee arretrate di una squadra di calcio, rugby, pallanuoto ecc., al quale sono affidati essenzialmente compiti difensivi: l'estremo difensore, il portiere.
difesa   s.f.    • 1 •   il difendere, il difendersi: la difesa dei propri interessi; la difesa di un territorio, dell'ambiente; a mia, a sua difesa; difesa personale; legittima difesa; stare in, sulla difesa; prendere, assumere la difesa, le difese di qualcuno; armi, cani da difesa  | meccanismo di difesa, (psicoan.) processo psicologico inconscio che allontana e reprime idee, sentimenti, impulsi sgradevoli    • 2 •   parole o scritto con cui si difende: pronunciare la difesa; una difesa persuasiva    • 3 •   chi difende; in partic., chi difende un imputato, avvocato difensore: dare la parola alla difesa    • 4 •   tutto quanto serve a difendere, a proteggere; fortificazione, riparo, schermo: la lana è un'ottima difesa contro il freddo; le difese dell'organismo; muro, baluardo di difesa; abbattere le difese nemiche  | ministero della difesa, che sovrintende alle forze armate dello stato    • 5 •   (ant.) ostacolo, opposizione: avendo astolfo esercito infinito / da non gli far sette afriche difesa  (ariosto o. f.  xxxix, 25)    • 6 •   (sport) azione di ostacolo contro l'avversario; nei giochi di squadra, l'insieme degli atleti che hanno il compito di contrastare gli attacchi della squadra opposta: giocare in difesa; un errore della difesa. 
difeso   part. pass.  di difendere   agg.    • 1 •   riparato, protetto: un luogo poco difeso dal vento    • 2 •   munito, fortificato: un castello ben difeso. 
difettare   v. intr.  [io difètto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   mancare di qualcosa: difettare d'intelligenza, di mezzi finanziari  ' fare difetto: non gli difetta certo la faccia tosta    • 2 •   essere difettoso, avere dei difetti: difettare nella pronuncia; un cristallo difettato  | v. tr.  (ant.) giudicare difettoso, biasimare, disapprovare.
difettivo   agg.    • 1 •   (lett.) manchevole, imperfetto: o insensata cura de' mortali, / quanto son difettivi silogismi / quei che ti fanno in basso batter l'ali!  (dante par.  xi, 1-3)    • 2 •   (gramm.) si dice di nome che manca del singolare o del plurale (p. e. le nozze, le ferie; la pazienza, il pepe) o che possiede solo alcuni casi (p. e. il lat. vi¯s  'forza') | si dice di verbo che non dispone di una completa coniugazione (p. e. urgere, solere) § difettivamente avv.  (rar.).
difetto   ant. o pop. defetto, s.m.    • 1 •   mancanza, scarsità: difetto di preparazione, d'argomenti  | in difetto di, in mancanza, in assenza di | far difetto, mancare: gli fa difetto il coraggio  ' approssimazione per difetto, (mat.) determinazione di una grandezza o di un numero mediante un valore lievemente minore a quello reale    • 2 •   imperfezione fisica o morale; abitudine non buona, vizio: difetto di pronuncia; correggere i propri difetti; ha il difetto di curiosare dappertutto  | tutto ciò che costituisce elemento negativo di un materiale, di un lavoro, di un'opera e contribuisce a diminuirne il pregio: difetto di costruzione, di fabbrica, di funzionamento.  dim. difettino, difettuccio  pegg. difettaccio    • 3 •   fallo, torto, colpa: essere, sentirsi in difetto  | prov.  : chi è in difetto è in sospetto, chi si sente in colpa ha sempre paura di essere scoperto.
difettosità   s.f.  (non com.) l'essere difettoso, il presentare imperfezioni.
difettoso   agg.  che ha qualche difetto; imperfetto: un lavoro difettoso; avere una vista difettosa  | che funziona male: un motore difettoso  § difettosamente avv. 
diffalcare   e deriv.   ⇨ defalcare e deriv. 
diffalta    ⇨ difalta.
diffamare   v. tr.  offendere la reputazione di qualcuno diffondendo notizie disonorevoli sul suo conto.
diffamatore   s.m.  [f. -trice] chi diffama.
diffamatorio   agg.  atto a diffamare: spargere voci diffamatorie; articolo, discorso diffamatorio. 
diffamazione   s.f.  il diffamare; calunnia, denigrazione | (dir.) reato consistente nel recare offesa all'altrui reputazione: sporgere querela per diffamazione. 
differente   part. pres.  di differire   agg.  che differisce nella natura o nelle qualità da un'altra persona o cosa con cui è posto a confronto; diverso: caratteri, gusti differenti  § differentemente avv. 
differenza   s.f.    • 1 •   l'essere differente; la qualità o quantità per cui si differisce: differenza di carattere, di opinioni; una piccola differenza  | c'è una bella differenza!, si dice quando di due cose o persone l'una è notevolmente superiore o inferiore all'altra | non fare differenze, mettere sullo stesso piano, trattare allo stesso modo | non fa differenza, è uguale, è lo stesso | a differenza di, diversamente da: a differenza di ieri, oggi non piove  | differenza specifica, (filos.) nella logica aristotelica, caratteristica che, all'interno dello stesso genere, diversifica una specie dall'altra    • 2 •   (ant.) discordia, contrasto, lite    • 3 •   (mat.) risultato dell'operazione di sottrazione    • 4 •   somma di denaro che manca per completare un pagamento: il saldo della differenza. 
differenziabile   agg.    • 1 •   che si può differenziare    • 2 •   (mat.) si dice di funzione che ammette il differenziale.
differenziale   agg.  di differenza, che si basa su una differenza | tariffa differenziale, tariffa ferroviaria per cui i prezzi aumentano in misura sempre minore col crescere delle distanze | classe differenziale, nel vecchio ordinamento scolastico, classe elementare o media per alunni ritenuti ritardati o disadattati | calcolo differenziale, (mat.) calcolo infinitesimale; parte della matematica relativa allo studio dei limiti, delle derivate, degli integrali | pressione differenziale, (med.) si dice di valori di pressione arteriosa che esprimono l'intervallo fra la pressione massima e quella minima  s.m.    • 1 •   (non com.) elemento che differenzia    • 2 •   (aut.) sistema di ingranaggi che permette alle ruote motrici di un autoveicolo di muoversi, in curva, a velocità differenti    • 3 •   differenziale di una funzione, (mat.) prodotto della derivata della funzione di una variabile per l'incremento della variabile indipendente.
differenziamento   s.m.    • 1 •   il differenziare, il differenziarsi; differenziazione    • 2 •   (biol.) l'insieme delle progressive trasformazioni attraverso le quali, durante lo sviluppo embrionale, cellule, tessuti e organi passano da un'organizzazione semplice a una più complessa, assumendo proprietà funzionali specifiche.
differenziare   v. tr.  [io differènzio ecc.]    • 1 •   rendere differente, distinguere: differenziare un gruppo di persone in base alla loro provenienza  | diversificare: differenziare gli investimenti, i consumi    • 2 •   (mat.) determinare il differenziale di una funzione | differenziarsi v. rifl. o intr. pron.  essere, rendersi differente; distinguersi.
differenziato   part. pass.  di differenziare   agg.  che presenta delle differenze, distinto: trattamento differenziato  § differenziatamente avv. 
differenziatore   s.m.  (elettr.) separatore | anche come agg.  [f. -trice]: circuito differenziatore. 
differenziazione   s.f.    • 1 •   il differenziare, il differenziarsi; la differenza che ne risulta | differenziazione magmatica, (geol.) processo attraverso il quale un magma si separa in frazioni di composizione diversa dando luogo, dopo il raffreddamento, a rocce di vario tipo    • 2 •   (mat.) operazione con cui si calcola il differenziale di una funzione    • 3 •   (biol.) differenziamento.
differibile   agg.  che si può differire; rinviabile: un impegno non differibile. 
differimento   s.m.  il differire, l'essere differito; rinvio, proroga: il differimento di una decisione, di una seduta. 
differire   v. tr.  [io differisco, tu differisci ecc.] rimandare ad altro tempo, rinviare: differire la partenza, un pagamento, una consegna  | v. intr.  [aus. avere] essere differente (da qualcuno in ql. co): differire da una persona nelle idee. 
differita   s.f.  trasmissione televisiva registrata che viene mandata in onda successivamente (si oppone a diretta): programma in differita. 
difficile   agg.    • 1 •   che richiede notevole attenzione, abilità, fatica: un compito, un'impresa difficile; un problema difficile da risolvere; difficile a farsi, a dirsi.  dim. difficiletto, difficilino, difficilotto, difficiluccio    • 2 •   oscuro, arduo da intendere: testo, passo, autore difficile    • 3 •   critico, penoso, pieno di disagi: viviamo in tempi difficili; attraversare un momento difficile; essere in una situazione difficile  ' rendere la vita difficile a qualcuno, ostacolarlo, angustiarlo    • 4 •   chiuso, scontroso, intrattabile: una persona difficile; avere un carattere difficile  | esigente, incontentabile: essere di gusti difficili; un pubblico difficile    • 5 •   improbabile: è difficile che ciò accada   s.m.    • 1 •   [anche f.] persona difficile: fa sempre il difficile    • 2 •   punto difficile; difficoltà, problema: qui sta il difficile  § difficilmente avv.  in modo difficile: parlare, scrivere troppo difficilmente  | con difficoltà: una persona difficilmente contentabile  | con scarsa probabilità: difficilmente sarò libero stasera. 
difficoltà   ant. difficultà, s.f.    • 1 •   l'essere difficile: la difficoltà di un compito, di un lavoro    • 2 •   ciò che è difficile; ostacolo, complicazione: superare una difficoltà; incontrare mille difficoltà; le difficoltà della vita  ' impedimento: avere difficoltà nel muovere il braccio; difficoltà di pronuncia, difetto di pronuncia    • 3 •   fatica, sforzo: parlare, muoversi, digerire con difficoltà    • 4 •   obiezione, opposizione: ha fatto difficoltà a venire con noi; non ho alcuna difficoltà ad accettare la vostra richiesta    • 5 •   situazione difficile: essere in difficoltà  | spec. pl.  ristrettezze economiche: trovarsi in gravi difficoltà. 
difficoltoso   ant. difficultoso, agg.    • 1 •   che presenta difficoltà o che avviene con difficoltà: un lavoro difficoltoso; digestione difficoltosa    • 2 •   (non com.) detto di persona, che ha un carattere difficile, che si crea problemi o difficoltà per ogni cosa § difficoltosamente avv. 
difficultà   e deriv.   ⇨ difficoltà e deriv. 
diffida   s.f.  (dir.) avviso col quale si ingiunge a qualcuno di astenersi da un dato comportamento o di compiere una data attività: pubblicare, notificare una diffida. 
diffidare   v. intr.  [aus. avere] non aver fiducia, non fidarsi: diffidare di tutti, non fidarsi di nessuno | v. tr.    • 1 •   ingiungere a qualcuno di astenersi da un dato comportamento o di compiere una data attività, sia oralmente sia mediante diffida scritta    • 2 •   (ant.) togliere speranza, fiducia    • 3 •   (ant.) sfidare.
diffidente   agg.  che non ha fiducia, che non si fida degli altri: persona, carattere diffidente  | usato anche come s.m.  e f.  : fare il diffidente  § diffidentemente avv.  (non com.).
diffidenza   s.f.  l'essere diffidente; disposizione d'animo incline a non fidarsi, mancanza di fiducia: agire con diffidenza. 
diffluente   s.m.  corso d'acqua secondario che abbandona il ramo principale e sfocia separatamente nel mare o in un lago.
diffluenza   s.f.  biforcazione di una lingua glaciale allo sbocco in pianura o nel punto in cui incontra un ostacolo roccioso.
diffondere   v. tr.  [coniugato come fondere]    • 1 •   spargere intorno per largo spazio: il sole diffonde luce e calore; i fiori diffondevano un intenso profumo    • 2 •   (fig.) divulgare, propagare: diffondere delle dicerie, una notizia falsa  | trasmettere: la radio ha diffuso un appello  | v. intr.  [aus. avere] (chim. fis.) subire un processo di diffusione | diffondersi v. rifl.    • 1 •   spargersi intorno per largo spazio: il suono delle campane si diffondeva nell'aria    • 2 •   (fig.) divulgarsi, propagarsi: le nuove idee si diffusero rapidamente    • 3 •   dilungarsi nel parlare o nello scrivere: diffondersi in un racconto, in chiacchiere    • 4 •   (lett.) cospargersi: cadde tramortita e si diffuse / di gelato sudore, e i lumi chiuse  (tasso g. l.  xvi, 60).
diffonditore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi diffonde (spec. in senso fig.).
difforme   agg.    • 1 •   differente, discordante, non conforme: pareri difformi; copia difforme dall'originale    • 2 •   (ant. , lett.) deforme: quel suo orrendo aspetto di gigante difforme  (levi) § difformemente avv. 
difformità   s.f.  l'essere difforme; diversità, discordanza: difformità di pareri. 
diffrangere   v. tr.  [coniugato come frangere]    • 1 •   (fis.) provocare la diffrazione della luce    • 2 •   (fig. non com.) spezzare, frantumare | diffrangersi v. rifl.  (fis.) subire il fenomeno della diffrazione.
diffrattometro   s.m.  (fis.) apparecchio che consente, attraverso l'esame della diffrazione dei raggi x in un cristallo, di determinare la struttura del reticolo cristallino.
diffrazione   s.f.  (fis.) fenomeno dovuto alla natura ondulatoria della luce, per cui questa, incontrando piccolissimi oggetti o attraversando fenditure, si propaga al di là di essi come un insieme di onde sferiche, seguendo direzioni diverse da quella prevista dall'ottica geometrica | il fenomeno analogo che si verifica nella propagazione del suono o di altre grandezze ondulatorie.
diffusibile   agg.  che si può diffondere.
diffusibilità   s.f.  l'essere diffusibile.
diffusionale   agg.  (scient.) che riguarda un fenomeno di diffusione.
diffusione   s.f.    • 1 •   il diffondere, il diffondersi, l'essere diffuso: la diffusione di una notizia, di un giornale; l'inglese è una lingua di larghissima diffusione  ' area di diffusione, quella entro cui è diffuso un particolare fenomeno    • 2 •   (fis.) propagazione nello spazio: diffusione della luce, del suono, del calore    • 3 •   (fis.) fenomeno per cui un fascio luminoso, battendo su una superficie scabra non assorbente né trasparente o attraversando un mezzo eterogeneo contenente in sospensione piccole particelle, viene rinviato in tutte le direzioni    • 4 •   (chim. fis.) processo di trasferimento spontaneo di materia fra sostanze a diversa concentrazione che si trovino a contatto (p. e.  in una miscela); tende a rendere uniforme la concentrazione del sistema | coefficiente di diffusione, diffusività.
diffusionismo   s.m.  teoria antropologica affermatasi agli inizi del novecento, secondo la quale le diverse culture si sarebbero sviluppate da un numero molto ristretto di centri di diffusione.
diffusività   s.f.  (chim. fis.) attitudine di una molecola a diffondere, definita come coefficiente di diffusione. 
diffusivo   agg.  relativo alla diffusione; che ha la capacità di diffondersi: processo diffusivo; la forza diffusiva della luce. 
diffuso   part. pass.  di diffondere   agg.    • 1 •   sparso largamente, propagato: idee molto diffuse; luce diffusa, che si espande in modo uniforme    • 2 •   (non com.) ampio, prolisso: un discorso assai diffuso  § diffusamente avv.  ampiamente, in modo prolisso: descrivere diffusamente l'accaduto. 
diffusore   s.m.    • 1 •   [f. diffonditrice] chi diffonde    • 2 •   in ottica, apparecchio che permette di ripartire e diffondere in modo uniforme il flusso luminoso di una sorgente di luce | (foto.) schermo di cristallo non perfettamente levigato, che si antepone all'obiettivo per ottenere immagini sfumate    • 3 •   in elettroacustica, dispositivo che trasforma gli impulsi elettrici in energia sonora    • 4 •   in idraulica e in aerodinamica, condotto a sezione variabile nel quale si realizzano una perdita di velocità e un aumento di pressione del fluido che lo percorre.
diffusorio   agg.  relativo alla diffusione.
dificio   s.m.  (ant.) edificio.
difilare   v. tr.  (ant.) dirigere, rivolgere, far andare in una determinata direzione | v. intr.  [aus. essere], difilarsi v. rifl.  (ant. , lett.) dirigersi velocemente, precipitarsi in una direzione; andare in linea retta: bruna si difila / la via ferrata che lontano brilla  (pascoli).
difilato   avv.  direttamente e celermente: corse difilato a casa  | di seguito, senza interruzione: parlò per due ore difilato   agg.  dritto, rapido: andarono difilati verso di loro  § difilatamente avv.  (rar.).
difiodonte   agg.  (zool.) si dice di mammifero che ha due dentizioni, una decidua e una permanente.
difonia   s.f.  (med.) disfunzione fonatoria causata da lesioni laringee che consiste nella produzione simultanea di due suoni di altezza diversa.
difronte   o di fronte, avv.  davanti, dirimpetto: abito lì difronte   agg. invar.  che sta di faccia, dirimpetto; antistante: la casa difronte  | nella loc. prep. difronte a, davanti a: stavano uno difronte all'altro. 
difterico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di difterite: placche difteriche. 
difterite   s.f.  (med.) malattia infettiva ed epidemica, determinata da un batterio, che ha la sua più evidente manifestazione in una grave infiammazione delle mucose della gola e delle vie respiratorie.
diga   s.f.    • 1 •   sbarramento artificiale, in terra battuta, in muratura o in calcestruzzo, atto a regolare il deflusso di un corso d'acqua o a creare un invaso, oppure a proteggere un tratto di costa o un porto    • 2 •   (fig.) freno, difesa, argine: erigere una diga contro la corruzione. 
digamma   s.m. invar.  antica lettera dell'alfabeto greco indicante la semivocale u; scomparve dalla pronuncia e dalla scrittura intorno al sec. vi a. c.
digastrico   agg.  e s.m.  [pl. -ci] (anat.) si dice di muscolo del collo costituito da due porzioni carnose unite da un tendine intermedio; ha la funzione di abbassare la mandibola.
dig-dig  dig-dig o dic-dic, dik-dik, s.m.  o f. invar.  (zool.) nome di varie specie di antilopi africane di dimensioni molto piccole (ord.  artiodattili).
digerente   part. pres.  di digerire   agg.  che digerisce, che serve alla digestione; che adempie la funzione digestiva: tubo  | apparato digerente, l'insieme degli organi preposti alla digestione.
digeribile   agg.    • 1 •   che può essere digerito: cibi facilmente, difficilmente digeribili  | che si digerisce con facilità: cibi digeribili    • 2 •   (fig.) tollerabile, sopportabile: un'offesa difficilmente digeribile. 
digeribilità   s.f.  l'essere digeribile: la digeribilità di un cibo. 
digerire   v. tr.  [io digerisco, tu digerisci ecc.]    • 1 •   trasformare gli alimenti in sostanze capaci di essere assorbite e assimilate dall'organismo (anche assol.): digerire bene, male, con difficoltà  ' digerire anche il ferro, i sassi, (iperb.) avere una digestione molto facile | digerire la sbornia, (fig.) smaltirla | digerire la rabbia, (fig.) farsela passare, riacquistando la calma    • 2 •   (fig.) assimilare, comprendere perfettamente: in meno di un anno digerì tutta la morfologia latina    • 3 •   (fig. fam.) sopportare, tollerare: simili offese non si possono digerire; non poter digerire una persona, averla in grande antipatia | credere, prestar fede (a una notizia, a un racconto): questa non la digerisco    • 4 •   (chim.) sottoporre una sostanza a digestione    • 5 •   (ant.) disporre, ordinare.
digesti    ⇨ digesto 2.
digestione   s.f.    • 1 •   il digerire; l'insieme dei processi che rendono assorbibili e assimilabili dall'organismo gli alimenti ingeriti: digestione facile, difficile, buona, cattiva  | guastarsi la digestione, (fig.) prendersi un'arrabbiatura    • 2 •   (chim.) decomposizione di sostanze organiche o inorganiche mediante lungo contatto con reattivi chimici o con microrganismi aerobici o anaerobici e talvolta utilizzando mezzi fisici | estrazione dei principi attivi da una sostanza mediante contatto con un solvente.
digestivo   agg.  che concerne la digestione: disturbo, processo digestivo  | che aiuta a digerire: un liquore digestivo   s.m.  bevanda, preparato che facilita la digestione.
digesto   (1) agg.  (ant.)    • 1 •   digerito    • 2 •   (fig.) disposto, incline: cor di mortal non fu mai sì digesto / a divozione e a rendersi a dio  (dante par.  x, 55-56).
digesto   (2) s.m. , anche digesti s.m. pl. , raccolta di responsi dei più celebri giuristi romani, compilata per disposizione dell'imperatore giustiniano (482-565).
digià   o di già, avv.  già.
digiambico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al digiambo; composto da digiambi: metro digiambico. 
digiambo   s.m.  nella metrica greca e latina, dipodia composta da due giambi.
digitale   (1) agg.  del dito, delle dita: impronte digitali. 
digitale   (2) s.f.  (bot.) genere di piante erbacee con foglie lanceolate e fiori rossi in grappolo; dalla digitale purpurea  e dalla digitale lanata  si estraggono sostanze usate per preparare farmaci ad azione cardiotonica, detti appunto digitalici  (fam.  scrofulariacee) | digitale purpurea, titolo di un poemetto (1897) di g. pascoli.
digitale   (3) agg.  attinente ai numeri, numerico; in particolare si dice di apparecchiature che trattano grandezze discrete (p. e. calcolatore digitale) o di metodi e tecniche che trasformano grandezze continue in grandezze discrete (p. e. registrazione digitale); si contrappone ad analogico  | orologio digitale, tipo di orologio in cui l'ora e le altre funzioni, anziché essere indicate dalle lancette, si leggono direttamente in cifre.
digitalico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla digitale | (farmaci) digitalici, (med.) glucosidi che esercitano azione cardiotonica.
digitalina   s.f.  farmaco cardiotonico estratto in forma cristallina dalle foglie della digitale purpurea.
digitalizzare   (1) v. tr.  convertire una certa grandezza fisica in numeri | in elettronica, tradurre in forma digitale un segnale analogico continuo.
digitalizzare   (2) v. tr.  (med.) sottoporre a cura digitalica, a terapia con farmaci digitalici.
digitalizzatore   s.m.  (inform.) dispositivo di input costituito di una tavola e di una penna ottica, il quale consente di tracciare disegni che, opportunamente elaborati, possono essere memorizzati e trattati da un computer; tavoletta grafica | convertitore analogico-digitale.
digitalizzazione   (1) s.f.  (inform.) procedimento di conversione di segnali analogici o grafici in dati digitali.
digitalizzazione   (2) s.f.  (med.) somministrazione di farmaci digitalici; l'azione che questi esercitano.
digitare   v. tr.  [io dìgito ecc.]    • 1 •   (mus.) diteggiare    • 2 •   (elettron.) comporre su una tastiera: digitare il numero di codice. 
digitato   agg.    • 1 •   (zool.) si dice di animale che ha i piedi con più dita    • 2 •   (bot.) si dice di organo vegetale disposto come le dita divaricate di una mano.
digitazione   s.f.    • 1 •   (mus.) lo stesso, ma meno com., che diteggiatura    • 2 •   (elettron.) il digitare su tastiera.
digitigrado   agg.  (zool.) si dice di animale che cammina poggiando sul suolo soltanto le dita, anziché tutta la pianta del piede (p. e.  il gatto, il cane).
digitossina   s.f.  (farm.) glucoside cardiotonico estratto dalle foglie della digitale purpurea.
digiunare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   astenersi dal cibo in maniera parziale o totale per un periodo di tempo più o meno lungo: digiunare per protesta    • 2 •   (estens.) rinunciare a qualcosa di cui si abbia desiderio.
digiunatore   s.m.  [f. -trice] chi digiuna; chi resiste a lungo senza mangiare.
digiuno   (1) agg.    • 1 •   che non ha mangiato da un periodo di tempo più o meno lungo: sono digiuno da ieri    • 2 •   (fig.) privo, sprovvisto: digiuno di notizie, di cognizioni  ' essere digiuno di storia, di matematica  ecc., non saperne alcunché.
digiuno   (2) s.m.    • 1 •   il digiunare: fare, iniziare un digiuno  ' osservare il digiuno, rispettare il precetto della chiesa di digiunare in determinati giorni | rompere il digiuno, interrompere il periodo di astensione dal cibo, ricominciare a mangiare | digiuno forzato, quello che è costretto a fare chi è nell'impossibilità di mangiare | a digiuno, senza aver mangiato, a stomaco vuoto: una medicina da prendere a digiuno    • 2 •   (fig.) lunga privazione di una cosa desiderata: tenere a digiuno di notizie  | (poet.) desiderio intenso, attesa impaziente: solvetemi, spirando, il gran digiuno / che lungamente m'ha tenuto in fame  (dante par.  xix, 25-26).
digiuno   (3) s.m.  (anat.) il tratto di intestino tenue che va dal duodeno all'ileo.
digiunoplastica   s.f.  (med.) intervento di plastica correttiva del digiuno.
diglossia   s.f.  (ling.) forma particolare di bilinguismo, che si ha quando l'uso delle due lingue, non essendo esse di pari prestigio socioculturale, viene alternato a seconda delle circostanze e dei contesti.
dignità   ant. degnità, s.f.    • 1 •   nobiltà morale che deriva all'uomo dalla sua natura, dalle sue qualità, e insieme rispetto che egli ha di sé e suscita negli altri in virtù di tale sua condizione: comportarsi con dignità; una persona priva di dignità; difendere la propria dignità  | decoro, rispettabilità: la dignità di un'istituzione  | aspetto nobile e severo: la dignità di un volto    • 2 •   grado, ufficio elevato: dignità cardinalizia  | spec. pl.  (rar.) persona insignita di un'alta carica    • 3 •   (ant.) principio filosofico generale; postulato, assioma.
dignitario   s.m.  chi è investito di una dignità: i dignitari di un ordine cavalleresco. 
dignitoso   agg.    • 1 •   che si comporta con dignità: persona dignitosa    • 2 •   che rivela dignità: un contegno dignitoso  | decoroso: vivere in una casa dignitosa  § dignitosamente avv. 
digossina   s.f.  (farm.) glucoside cardiotonico estratto dalle foglie della digitale lanata.
digradare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (lett.) scendere a un piano, a un livello inferiore: venimmo al punto dove si digrada  (dante inf.  vi, 114)    • 2 •   abbassarsi a poco a poco: la collina digrada verso il mare    • 3 •   (fig.) scemare d'intensità, attenuarsi, sfumare: suoni, luci, colori che vanno digradando  | v. tr.    • 1 •   nel linguaggio delle arti figurative, disporre in gradazione: digradare i colori    • 2 •   (ant.) degradare.
digradazione   s.f.  il digradare.
digramma   s.m.  [pl. -mi] successione di due lettere che rappresentano un solo suono (p. e. gn  in gnomo; ch  in pochi).
digrassare   v. tr.  privare del grasso, sgrassare: digrassare il brodo; digrassare le pelli, mondarle dalle parti carnose | v. intr.  [aus. essere] (rar.) dimagrire.
digrassatura   s.f.  l'operazione, il risultato del digrassare.
digredire   v. intr.  [io digredisco, tu digredisci ecc. ; part. pass. digredito, ant. digrèsso; aus. avere, ant. essere] (lett.) fare una digressione (spec. fig.): ma perché siam digressi assai, ritorci / li occhi oramai verso la dritta strada  (dante par.  xxix, 127-128).
digressione   s.f.    • 1 •   l'allontanarsi dalla via intrapresa    • 2 •   (fig.) il deviare dall'argomento del discorso; divagazione: fare una digressione    • 3 •   (astr.) la distanza angolare delle stelle circumpolari dal polo celeste.
digressivo   agg.  che costituisce una digressione; che presenta digressioni § digressivamente avv. 
digrignamento   s.m.  (non com.) il digrignare i denti.
digrignare   v. tr.  far rumore con i denti muovendo le mascelle, detto propr. dei cani e, per estens., anche dell'uomo come manifestazione di furore e di rabbia impotente (anche assol.): lasciali digrignar pur a lor senno  (dante inf.  xxi, 134).
digroppare   v. tr.  [io digróppo ecc.] (ant.) disfare un nodo; sciogliere qualcosa che è avviluppato.
digrossamento   s.m.  il digrossare, il digrossarsi, l'essere digrossato.
digrossare   v. tr.  [io digròsso ecc]    • 1 •   rendere meno grosso; sgrossare: digrossare un tronco, un blocco di marmo  | (estens.) dare la prima forma a un lavoro; abbozzare: digrossare una scultura, un racconto    • 2 •   (fig.) impartire a qualcuno i primi elementi di una disciplina o di un'arte: il maestro cercava di digrossare gli alunni  | rendere meno rozzo, ingentilire: la città l'ha un po' digrossato  | digrossarsi v. rifl.  o intr. pron.  istruirsi, dirozzarsi, raffinarsi.
digrossatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi digrossa    • 2 •   operaio siderurgico che sorveglia la prima sbozzatura dell'acciaio uscito dal forno.
digrossatura   s.f.  digrossamento.
digrumare   v. tr.  (tosc.) ruminare | (estens) mangiare con scomposta avidità.
diguazzamento   s.m.  il diguazzare.
diguazzare   v. tr.  (rar.) agitare un liquido in un recipiente | v. intr.  [aus. avere] agitarsi nell'acqua, sguazzare.
dik-dik  dik-dik  ⇨ dig-dig.
diktat   s.m. invar.    • 1 •   trattato di pace imposto dai vincitori, senza possibilità di negoziazione    • 2 •   (estens.) ordine indiscutibile, imposizione.
dilaccarsi   v. rifl.  [io mi dilacco, tu ti dilacchi ecc.] (ant.) dilaniarsi: e con le man s'aperse il petto, / dicendo: «or vedi com'io mi dilacco!»  (dante inf.  xxviii, 29-30).
dilacerare   v. tr.  [io dilàcero ecc.] (lett.)    • 1 •   lacerare con forza: in quel che s'appiattò miser li denti, / e quel dilaceraro a brano a brano  (dante inf.  xiii, 127-128)    • 2 •   (fig.) affliggere, tormentare.
dilacerazione   s.f.  lacerazione.
dilagare   v. intr.  [io dilago, tu dilaghi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto di acque, espandersi sul terreno formando come un lago; straripare: il fiume dilagò per la campagna    • 2 •   (fig.) diffondersi con rapidità, detto spec. di cose negative: l'epidemia dilaga; porre un freno alla corruzione dilagante; sfondato il fronte, il nemico dilagò nella pianura. 
dilaniare   v. tr.  [io dilànio ecc.] fare a pezzi, a brandelli: fu dilaniato dall'esplosione  | (fig.) tormentare, straziare: essere dilaniato dalla gelosia. 
dilapidare   v. tr.  [io dilàpido ecc.] spendere smodatamente; sperperare, dissipare: dilapidare un'eredità; dilapidare grosse somme al gioco. 
dilapidatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi dilapida.
dilapidazione   s.f.  il dilapidare, l'essere dilapidato.
dilatabile   agg.  che si può dilatare; soggetto a dilatazione.
dilatabilità   s.f.  l'essere dilatabile: la dilatabilità dei corpi. 
dilatamento   s.m.  (non com.) dilatazione.
dilatare   v. tr.  far aumentare di dimensioni; allargare, estendere (anche fig.): il calore dilata i metalli; le bevande gassate dilatano lo stomaco; dilatare il campo delle proprie attività  | dilatarsi v. rifl.  crescere di superficie o di volume; allargarsi, estendersi (anche fig.): il legno si dilata con l'umidità; le pupille si dilatano al buio; il suo giro di affari si va sempre più dilatando. 
dilatato   part. pass.  di dilatare   agg.    • 1 •   che ha subito una dilatazione: narici, pupille dilatate    • 2 •   (ant.) largo: sovra tutto 'l sabbion, d'un cader lento, / piovean di foco dilatate falde  (dante inf.  xiv, 28-29).
dilatatore   agg.  [f. -trice] che dilata  s.m.  (med.) strumento per dilatare strutture cave del corpo: dilatatore ostetrico. 
dilatatorio   agg.  che serve a dilatare.
dilatazione   s.f.  il dilatare, il dilatarsi, l'essere dilatato | dilatazione lineare, superficiale, cubica, (fis.) aumento delle dimensioni di un corpo in lunghezza, in superficie o in volume, conseguente per lo più a variazioni di temperatura.
dilatometro   s.m.  (fis.) strumento per misurare la dilatazione termica e il coefficiente relativo.
dilatorio   agg.  che tende a dilazionare, a prolungare nel tempo: manovra dilatoria  § dilatoriamente avv. 
dilavamento   s.m.  (geol.) azione erosiva delle acque piovane o torrentizie su rocce e terreni in pendio.
dilavare   v. tr.    • 1 •   (non com.) consumare, scolorire la superficie di un corpo con l'azione dell'acqua    • 2 •   (geol.) esercitare azione di dilavamento.
dilavato   part. pass.  di dilavare   agg.    • 1 •   eroso dalle acque: rocce dilavate    • 2 •   sbiadito, smorto: viso, colore dilavato    • 3 •   (fig. non com.) insulso, scipito: discorso dilavato. 
dilazionabile   agg.  che può essere dilazionato: pagamento dilazionabile. 
dilazionare   v. tr.  [io dilazióno ecc.] rimandare ad altro tempo; differire, prorogare: dilazionare un impegno, una scadenza. 
dilazionatorio   agg.  che tende a dilazionare: intervento dilazionatorio. 
dilazione   s.f.  differimento nel tempo, rinvio, proroga: chiedere una dilazione di pagamento  ' senza dilazione, subito, senza ritardo. dim. dilazioncella, dilazioncina. 
dileggiamento   s.m.  (rar.) il dileggiare; presa in giro.
dileggiare   v. tr.  [io diléggio ecc.] farsi beffe di qualcuno o di qualcosa; deridere, schernire.
dileggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi dileggia.
dileggio   s.m.  il dileggiare; derisione, scherno: un sorriso di dileggio  | le parole o gli atti con cui si dileggia: esporsi ai dileggi della folla. 
dileguamento   s.m.  (lett.) il dileguare, il dileguarsi.
dileguare   v. tr.  [io diléguo ecc.] (lett.) disperdere, far sparire (anche fig.): il vento dileguò le nubi; dileguare le speranze di qualcuno  | v. intr.  [aus. essere], dileguarsi v. rifl.  disperdersi, sparire (anche fig.): i ladri si dileguarono nella notte; i nostri dubbi sono ormai dileguati. 
dileguo   s.m.    • 1 •   (lett.) dileguamento; scomparsa, sparizione    • 2 •   (ling.) caduta, scomparsa di un suono.
dilemma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (filos.) argomentazione in cui, da due opposte alternative, deriva la stessa conclusione    • 2 •   (fig.) problema di difficile soluzione; situazione in cui si è costretti a scegliere tra due alternative: trovarsi di fronte a un dilemma. 
dilemmatico   agg.  [pl. m. -ci] che contiene o presenta un dilemma, dei dilemmi: argomentazione, situazione dilemmatica  | (estens.) che procede per alternative, per schemi binari: lo stile dilemmatico del machiavelli  § dilemmaticamente avv.  (rar.) in modo dilemmatico; in forma di dilemma.
dilettamento   s.m.  (ant.) diletto.
dilettante   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi svolge un'attività, spec. sportiva o artistica, per diletto e non per professione o per lucro: pugile dilettante; gara per dilettanti; recitare in una compagnia di dilettanti    • 2 •   (spreg.) che, chi dimostra in un'attività scarse capacità, insufficiente preparazione: esibizione da dilettante. 
dilettantesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) da dilettante: recitazione dilettantesca  § dilettantescamente avv. 
dilettantismo   s.m.    • 1 •   il praticare un'attività sportiva da dilettante    • 2 •   (spreg.) atteggiamento da dilettante: dare prova di dilettantismo. 
dilettantistico   agg.  [pl. m. -ci] di dilettante; fatto, praticato da dilettanti: sport dilettantistico  | (spreg.) dilettantesco § dilettantisticamente avv. 
dilettanza   o delettanza, s.f.  (ant.) diletto.
dilettare   ant. delettare, v. tr.  [io dilètto ecc.] procurare diletto, piacere; divertire (anche assol.): dilettare la vista, i sensi; uno spettacolo che diletta  | v. intr.  [aus. essere] (ant.) piacere: egli questo credendo, e dilettandogli... d'esser con costei  (boccaccio dec.  ii, 5) | dilettarsi v. rifl.  provare diletto: si diletta a molestare il prossimo  | dedicarsi a un'attività per diletto: dilettarsi di archeologia, di pittura. 
dilettazione   ant. delettazione, s.f.  (lett.) il dilettarsi; diletto, piacere.
dilettevole   ant. delettevole, agg.  che dà diletto; piacevole: lettura dilettevole   s.m.  ciò che dà diletto: unire l'utile al dilettevole  § dilettevolmente avv. 
diletto   (1) part. pass.  di diligere   agg.  molto caro, teneramente amato: il figlio diletto   s.m.  [f. -a] persona teneramente amata.
diletto   (2) ant. deletto, s.m.    • 1 •   sentimento d'intima gioia e soddisfazione; piacere: provare, sentire diletto a, nel fare qualcosa  | per diletto, per divertimento, ricreazione, svago: viaggiare per diletto; noi leggiavamo un giorno per diletto / di lancialotto come amor lo strinse  (dante inf.  v, 127-128)    • 2 •   ciò che dà piacere: la filatelia è il suo diletto. 
dilettoso   o delettoso, agg.  (lett.)    • 1 •   che procura diletto; piacevole: perché non sali il dilettoso monte / ch'è principio e cagion di tutta gioia?  (dante inf.  i, 77-78)    • 2 •   (ant. lett.) diletto, amato, caro § dilettosamente avv. 
dilezione   s.f.  (lett.) amore spirituale che unisce a un'altra persona e si fonda sulla conoscenza dei suoi meriti; in partic., l'amore cristiano che unisce tutte le creature.
diliberare    ⇨ deliberare.
dilicato    ⇨ delicato.
diligente   agg.    • 1 •   che lavora, opera con diligenza: scolaro, impiegato diligente; un diligente esecutore, chi esegue con precisione, ma con una certa passività, gli ordini ricevuti | farsi parte diligente, preoccuparsi, impegnarsi affinché una cosa vada a buon fine, prestandovi un particolare interesse    • 2 •   fatto con diligenza, con accuratezza: un lavoro diligente  § diligentemente avv. 
diligenza   (1) s.f.    • 1 •   esattezza, attenzione, cura scrupolosa nell'eseguire un lavoro, un incarico: studiare con diligenza    • 2 •   (lett.) ricerca, indagine accurata: ciò che la circospezione del pover' uomo ci ha voluto sottrarre, le nostre diligenze ce l'hanno fatta trovare in altra parte  (manzoni p. s.  ix)    • 3 •   (dir., antiq.) indagine, inchiesta, ispezione: fatte le debite diligenze    • 4 •   (ant.) premura, fretta.
diligenza   (2) s.f.  grande carrozza pubblica a cavalli, un tempo adibita al trasporto di viaggiatori, bagagli e posta.
diligere   v. tr.  [pres. io diligo, tu diligi ecc. ; pass. rem. io dilèssi, tu diligésti ecc. ; part. pass. dilètto] (ant. , lett.) amare, prediligere: sopra tutto dilesse la patria italiana  (carducci).
diliscare   v. tr.  [io dilisco, tu dilischi ecc.] privare della lisca; spinare: diliscare il pesce. 
diliverare   dilivrare  ⇨ deliberare 1.
diloggiare   v. intr.  [io dilòggio ecc. ; aus. avere] (ant.) lasciare il proprio alloggio; sloggiare.
dilogia   s.f.    • 1 •   (lett.) detto, discorso ambiguo    • 2 •   (teat.) insieme di due drammi dello stesso autore su un medesimo argomento.
dilollare   v. tr.  [io dilóllo  o dilòllo ecc.] (ant.) ripulire il grano dalla lolla.
dilombarsi   v. rifl.  [io mi dilómbo ecc.] (non com.) affaticare i muscoli lombari, slombarsi; sfiancarsi.
dilucidare   e deriv.   ⇨ delucidare    • 1 •   e deriv. 
diluente   part. pres.  di diluire   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di liquido aggiunto a una soluzione per diminuire la concentrazione del soluto.
diluire   v. tr.  [io diluisco, tu diluisci ecc.]    • 1 •   rendere meno densa, meno concentrata una sostanza liquida; allungarla con altro liquido: diluire una soluzione; diluire lo sciroppo con acqua    • 2 •   (fig.) esporre qualcosa con sovrabbondanza di parole; svigorire, attenuare: diluire un concetto. 
diluizione   rar. diluzione, s.f.  il diluire, l'essere diluito.
dilungare   v. tr.  [io dilungo, tu dilunghi ecc.] (ant.)    • 1 •   allungare, distendere    • 2 •   prolungare, differire    • 3 •   allontanare: la dispietata mia ventura / m'ha dilungato dal maggior mio bene  (petrarca canz.  cxxvii, 15-16) | dilungarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) allungarsi, distendersi | (fig.) trattare troppo diffusamente una questione; andare per le lunghe: dilungarsi su un argomento, nell'esposizione di un fatto    • 2 •   (ant.) allontanarsi: oltre a due piccole miglia si dilungarono [dalla città]  (boccaccio dec.  introduzione)    • 3 •   detto di cavallo, distaccare nella corsa gli altri cavalli di parecchie lunghezze.
dilungo   solo nella loc. avv. a dilungo, (non com.) senza interruzione.
diluviale   agg.    • 1 •   (lett.) relativo al diluvio universale    • 2 •   (estens.) torrenziale: pioggia diluviale    • 3 •   (geol.) relativo al diluvium; pleistocenico: terreni diluviali. 
diluviare   v. intr.  [dilùvia; aus. essere  o avere]    • 1 •   (impers.) piovere a dirotto, abbondantemente: ha, è diluviato tutta la notte    • 2 •   (fig.) arrivare in gran quantità, susseguirsi a ritmo ininterrotto: diluviavano le sassate, gli improperi  | v. tr.    • 1 •   (ant.) inondare, sommergere    • 2 •   (lett.) mangiare voracemente: pinocchio non mangiò, ma diluviò  (collodi).
diluviatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) mangione, ingordo.
diluvio   s.m.    • 1 •   pioggia che cade per lungo tempo e a dirotto: è venuto giù il diluvio! ' il diluvio (universale), quello con cui dio, secondo la bibbia, sommerse il mondo per punire gli uomini dei loro peccati    • 2 •   (fig.) grande abbondanza, grande quantità: un diluvio di proteste, di applausi    • 3 •   (non com.) allagamento, inondazione (anche fig.): o diluvio raccolto / di che deserti strani / per inondar i nostri dolci campi!  (petrarca canz.  cxxviii, 28-30)    • 4 •   (geol.) diluvium.
diluvione   s.m.  [f. -a] (non com.) mangiatore vorace.
diluvium   s.m. invar.  (geol.) l'insieme dei depositi continentali del pleistocene; per estens., il pleistocene stesso.
diluzione    ⇨ diluizione.
dima   s.f.  (tecnol.) sagoma di vario materiale usata come campione per il controllo dimensionale o come guida per la tracciatura, la foratura ecc. di pezzi in lavorazione | (aut.) nella riparazione di carrozzerie, serie di elementi calibrati usata per controllare la posizione reciproca dei diversi componenti della struttura in riparazione.
dimafono   s.m.  apparecchio che registra su piccoli dischi le conversazioni telefoniche e ne consente la trascrizione dattilografica grazie alla possibilità di arresto e ripresa.
dimagramento   s.m.    • 1 •   (non com.) dimagrimento    • 2 •   (agr.) impoverimento del terreno.
dimagrante   part. pres.  di dimagrare   agg.  che fa dimagrire, che serve a ridurre l'eccesso di peso: dieta, cura dimagrante   s.m.  nell'industria ceramica, sostanza che si mescola alla pasta argillosa per renderla meno plastica.
dimagrare   v. tr.    • 1 •   (non com.) rendere magro, far dimagrire    • 2 •   (fig. lett.) depauperare | v. intr.  [aus. essere], dimagrarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) dimagrire    • 2 •   (fig. lett.) impoverirsi: questa italia / vedova trista, ch'ognor più dimagra  (carducci) | (poet.) spopolarsi: pistoia in pria d'i neri si dimagra  (dante inf.  xxiv, 143)    • 3 •   (agr.) detto di terreno, divenire sterile    • 4 •   detto di corsi d'acqua, ridursi allo stato di magra.
dimagrimento   s.m.  diminuzione di peso di un organismo dovuta alla perdita dei grassi di deposito.
dimagrire   v. tr.  [io dimagrisco, tu dimagrisci ecc.] rendere o far sembrare magro, più magro: i vestiti scuri ti dimagriscono  | v. intr.  [aus. essere], dimagrirsi v. rifl.  diventare magro o più magro: fare una dieta per dimagrire ; dimagrire di tre chili; dimagrire di fianchi. 
dimanda    ⇨ domanda.
dimandare    ⇨ domandare.
dimando   s.m.  (ant.)    • 1 •   domanda, interrogazione, richiesta    • 2 •   desiderio, preghiera.
dimane   avv.  (lett.) domani  s.f.  (lett.)    • 1 •   il giorno seguente, l'indomani    • 2 •   il mattino del giorno seguente: quando fui desto innanzi la dimane  (dante inf.  xxxiii, 37)    • 3 •   il futuro: la dubbia dimane non t'impaura  (montale).
dimani    ⇨ domani.
dimazzare   v. tr.  frantumare la pietra con la mazza per ricavarne pietrisco.
dimazzatore   s.m.  [f. -trice] chi dimazza le pietre.
dimazzatura   s.f.  l'operazione, il risultato del dimazzare.
dimembrare   v. tr.  [io dimèmbro ecc.] (ant.) smembrare.
dimenamento   s.m.  il dimenare, il dimenarsi.
dimenare   v. tr.  [io diméno ecc.]    • 1 •   agitare, scuotere, muovere in qua e in là, spec. parti del corpo: dimenare le braccia, le gambe; il cane dimena la coda  | dimenare una questione, (fig.) dibatterla    • 2 •   (rar.) rimestare    • 3 •   (ant.) tentennare, far oscillare | dimenarsi v. rifl.    • 1 •   muoversi in modo agitato; dibattersi: dimenarsi come un pazzo    • 2 •   (fig.) darsi un gran da fare per riuscire in qualcosa.
dimenatura   s.f.  (rar.) dimenamento.
dimenio   s.m.  dimenamento intenso e continuo.
dimensionale   agg.  (fis. , mat.) relativo alle dimensioni.
dimensionamento   s.m.  il dimensionare, l'essere dimensionato.
dimensionare   v. tr.  [io dimensióno ecc.]    • 1 •   stabilire le dimensioni di qualcosa: dimensionare una costruzione    • 2 •   (fig.) definire il giusto valore di qualcosa o di qualcuno | dimensionarsi v. rifl.  acquistare una dimensione corrispondente alla propria reale entità mettersi a livello, commisurarsi.
dimensionato   part. pass.  di dimensionare   agg.  nei sign. del verbo | (lett.) concreto, misurabile.
dimensione   s.f.    • 1 •   ciascuna delle misure che, in uno spazio tridimensionale, determinano l'estensione di un ente geometrico o di un corpo (lunghezza, larghezza, altezza) | in metrologia, caratteristica delle grandezze fisiche che consente di esprimerne alcune (dette derivate) in funzione di altre (dette fondamentali)    • 2 •   (estens.) grandezza, misura, proporzione (anche fig.): un'azienda di grandi dimensioni; valutare un fatto nelle sue giuste dimensioni  | a dimensione d'uomo, (fig.) si dice di luogo o ambiente strutturati in funzione delle esigenze e delle necessità di coloro che vi devono vivere    • 3 •   (fig.) carattere, aspetto, in quanto correlato a qualche realtà assunta come fondamentale: la dimensione europea dell'arte di pirandello; la dimensione cristiana del manzoni  | trovare la propria dimensione, la misura, la forma giusta di vita.
dimenticabile   agg.  (non com.) che può essere dimenticato.
dimenticaggine   s.f.  (rar.) distrazione, sbadataggine abituale; smemorataggine.
dimenticanza   s.f.    • 1 •   il dimenticare, il dimenticarsi: la dimenticanza dei propri doveri; andare, cadere in dimenticanza, essere dimenticato    • 2 •   difetto di memoria: non fare qualcosa per dimenticanza  | mancanza conseguente al fatto di essersi dimenticato di qualcosa: una dimenticanza imperdonabile. 
dimenticare   v. tr.  [io diméntico, tu diméntichi ecc.]    • 1 •   cessare di ricordare, non ricordare più (anche con la particella pron.): dimenticare  (o dimenticarsi) un nome, un indirizzo    • 2 •   lasciare qualcosa in un luogo per distrazione, disattenzione o sim.: ho dimenticato l'ombrello a casa    • 3 •   perdonare: dimenticare le offese ricevute    • 4 •   trascurare: dimenticare i propri doveri  | dimenticarsi v. rifl.  non ricordarsi: dimenticarsi di un impegno; dimenticarsi di dire qualcosa. 
dimenticatoio   s.m.  (scherz.) luogo immaginario dove andrebbe a finire tutto ciò che si dimentica: andare, cadere, finire nel dimenticatoio. 
dimentico   agg.  [pl. m. -chi] (lett.)    • 1 •   che si dimentica, che si è dimenticato: dimentico del torto ricevuto    • 2 •   (estens.) noncurante: dimentico di tutto. 
dimenticone   agg.  e s.m.  [f. -a] (fam.) che, chi dimentica spesso ciò che dovrebbe ricordare; smemorato.
dimero   s.m.  (chim.) composto costituito dall'unione di due molecole uguali  agg.  (bot.) si dice di organo vegetale formato da due parti.
dimesso   agg.    • 1 •   umile, sottomesso; modesto: atteggiamento, sguardo dimesso; abito dimesso, povero e trasandato; voce dimessa, fioca; stile dimesso, semplice    • 2 •   (lett.) rivolto in basso, ricadente: e sorridevi a lui sotto quel tiglio / ch'or con dimesse frondi va fremendo  (foscolo sepolcri  66-67) § dimessamente avv. 
dimesticare   v. tr.  [io dimèstico, tu dimèstichi ecc.] (ant.) addomesticare | dimesticarsi v. rifl.  (ant.) acquistare familiarità, prendere confidenza, entrare in dimestichezza: avvenne che questo garzoncello s'incominciò a dimesticare con federigo  (boccaccio dec.  v, 9).
dimestichevole   agg.  (rar.)    • 1 •   si dice di chi facilmente entra in dimestichezza con qualcuno; affabile    • 2 •   che si può addomesticare.
dimestichezza   s.f.    • 1 •   intimità, familiarità, confidenza: entrare in dimestichezza con qualcuno  | (lett.) intimità amorosa, relazione sessuale    • 2 •   conoscenza, pratica: avere dimestichezza con i motori; prendere dimestichezza con una lingua. 
dimestico   agg.  [pl. m. -ci  o -chi] (ant.  o region.) domestico § dimesticamente avv. 
dimetrico   agg.  [pl. m. -ci] in cristallografia, si dice di gruppo composto dai sistemi tetragonale, trigonale ed esagonale.
dimetro   s.m.  nella metrica classica, verso costituito da due metri o dipodie, cioè quattro piedi | dimetro giambico, quello composto da due metri o dipodie giambiche, dette digiambi.
dimettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   lasciar andare, far uscire, spec. da ospedali o carceri: dimettere un ricoverato, un detenuto    • 2 •   (non com.) esonerare da un ufficio, da una carica, da un impiego    • 3 •   (lett.) abbandonare, smettere, tralasciare    • 4 •   (ant.) rimettere, perdonare; condonare | permettere, concedere | dimettersi v. rifl.  abbandonare volontariamente un ufficio, una carica, un impiego: il governo si è dimesso; dimettersi da presidente, dalla presidenza. 
dimezzamento   s.m.  il dimezzare, l'essere dimezzato | tempo di dimezzamento, (fis.) tempo medio necessario perché la metà dei nuclei di una sostanza radioattiva si disintegri.
dimezzare   v. tr.  [io dimè zz o ecc.]    • 1 •   dividere una cosa in due metà: dimezzare una mela    • 2 •   ridurre alla, della metà per estens., ridurre notevolmente: dimezzare le spese. 
dimezzato   part. pass.  di dimezzare   agg.  nei sign. del verbo: il visconte dimezzato, titolo di un romanzo (1952) di i. calvino | (fig.) incompleto, parziale: un bel no intero val più di mille sì dimezzati  (foscolo epistolario).
dimidiato   agg.  (lett.) dimezzato; mancante di una metà, di una parte consistente.
diminuendo   s.m.    • 1 •   (mat.) minuendo    • 2 •   (mus.) indicazione dinamica che prescrive una graduale diminuzione della intensità sonora.
diminuibile   agg.  (non com.) che può essere diminuito; riducibile.
diminuimento   s.m.  (ant.) diminuzione; sminuimento, riduzione.
diminuire   v. tr.  [io diminuisco, tu diminuisci ecc.] rendere minore di quantità, di dimensioni, di numero e sim.; ridurre: diminuire il prezzo, le tasse; diminuire le pretese  ' diminuire le maglie, nei lavori ai ferri o all'uncinetto, calarle | v. intr.  [aus. essere] decrescere, diventare minore: il caldo è diminuito; le probabilità diminuiscono; diminuire di peso, di valore. 
diminuito   part. pass.  di diminuire   agg.  nei sign. del verbo | (mus.) si dice di intervallo inferiore di un semitono rispetto all'omonimo intervallo minore; anche, di accordo in cui la nota più grave e la più acuta costituiscono un intervallo diminuito.
diminutivale   agg.  (ling.) di, del diminutivo: suffisso, forma diminutivale. 
diminutivo   agg.  atto a diminuire | suffisso diminutivo, (ling.) quello che si aggiunge a una parola per indicare una diminuzione quantitativa o per esprimere un particolare valore affettivo (p. e. -ino, -étto, -èllo)  s.m.    • 1 •   (ling.) forma alterata di un sostantivo o di un aggettivo, che esprime un'idea di piccolo, ridotto, limitato; si ottiene mediante l'aggiunta di un suffisso diminutivo (p. e. vestito / vestitino, armadio / armadietto, caro / carino, stupido / stupidello)    • 2 •   falso diminutivo, gioco enigmistico che consiste nel mettere in relazione due termini, di cui uno è apparentemente il diminutivo dell'altro (p. e. matto  e mattino).
diminuzione   s.f.    • 1 •   il diminuire, l'essere diminuito; riduzione: diminuzione dei prezzi    • 2 •   (mus.) procedimento contrappuntistico consistente nel ripresentare, nel corso di una composizione, un tema o un motivo con i valori di durata delle singole note proporzionalmente diminuiti rispetto a quelli della sua prima esposizione.
dimissionamento   s.m.  il dimissionare; esonero da un incarico, licenziamento.
dimissionare   v. tr.  [io dimissióno ecc.] (burocr.) dimettere, licenziare; indurre a dare le dimissioni.
dimissionario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha dato le dimissioni: governo dimissionario. 
dimissione   s.f.    • 1 •   il dimettere, l'essere dimesso: la dimissione di un degente    • 2 •   spec. pl.  rinuncia formale a una carica, a un ufficio, a un impiego: dare, presentare, rassegnare le dimissioni; lettera di dimissioni. 
dimissorio   agg.  che dimette, che concede licenza | lettera dimissoria, (eccl.) lettera con cui un vescovo autorizza un altro vescovo a ordinare sacerdote un chierico appartenente alla sua diocesi.
dimodoché   o di modo che, cong.  in modo tale che, in maniera che, cosicch.é.
dimoiare   v. intr.  [io dimòio ecc. ; aus. essere] (tosc. , lett.) sciogliersi, liquefarsi, detto di ghiaccio o neve | v. tr.  ammorbidire, bagnare: le nevi, nel fondersi, hanno dimoiato il terreno  (targioni tozzetti) | mettere in ammollo (i panni, prima di fare il bucato).
dimolto   o di molto, agg. indef.  (fam. tosc.) molto (di solito in grafia unita): ha quattrini dimolti, dimolti, dimolti  (imbriani) | come pron. indef.  [solo pl.] molte persone  avv.  (fam. tosc.) assai, parecchio: hai fatto bene dimolto  a tornare.
dimonio    ⇨ demonio.
dimora   s.f.    • 1 •   (lett.) il dimorare; sosta, permanenza, soggiorno: volgi la mente a me, e prenderai / alcun buon frutto di nostra dimora  (dante purg.  xvii, 89-90) | fare dimora, stare a dimora, trattenersi in un luogo per un tempo più o meno lungo    • 2 •   luogo in cui una persona abita temporaneamente; per estens., casa, abitazione: fissare, stabilire la propria dimora in un luogo; una dimora modesta, signorile  | non avere fissa dimora, essere nomade; (scherz.) viaggiare continuamente | l'ultima, l'estrema dimora, (fig.) la tomba | mettere a dimora una pianta, (agr.) collocarla nel terreno perché vi rimanga definitivamente    • 3 •   (lett.) indugio, ritardo: quando s'accorse d'alcuna dimora / ch'io facea dinanzi a la risposta  (dante inf.  x, 70-71).
dimoranza   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   permanenza, soggiorno | abitazione    • 2 •   indugio, ritardo.
dimorare   v. intr.  [io dimòro ecc. ; aus. avere, meno com. essere]    • 1 •   abitare per un periodo più o meno lungo (in un luogo): dimorare a firenze, in una piccola casa  | (fig.) albergare, essere presente in modo durevole: questi vizi... dimorano talvolta anche negli uomini grandi  (foscolo)    • 2 •   (ant.) stare, restare, permanere: ne' quali [pensieri] mentre ella dimorava  (boccaccio dec.  ii, 6) | persistere, perseverare    • 3 •   (ant.) stare fermo: come gente che pensa a suo cammino, / che va col cuore e col corpo dimora  (dante purg.  ii, 11-12)    • 4 •   (lett.) indugiare, tardare.
dimorfismo   s.m.    • 1 •   (biol.) esistenza di due forme distinte in una medesima specie animale o vegetale: dimorfismo sessuale  ' dimorfismo stagionale, differenza di aspetto esterno che presentano alcuni animali tra estate e inverno    • 2 •   (chim. , min.) proprietà di alcune sostanze di cristallizzare in due forme diverse.
dimorfo   agg.  (scient.) che presenta dimorfismo.
dimoro   s.m.  (ant. , lett.)    • 1 •   dimora    • 2 •   indugio: domandò 'l duca mio sanza dimoro  (dante inf.  xxii, 78).
dimostrabile   agg.  che si può dimostrare: una verità dimostrabile. 
dimostrabilità   s.f.  l'essere dimostrabile.
dimostramento   s.m.  (ant.) manifestazione, dimostrazione, prova.
dimostrante   part. pres.  di dimostrare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  chi prende parte a una dimostrazione pubblica: un corteo di dimostranti. 
dimostrare   ant. demostrare, v. tr.  [io dimóstro ecc.]    • 1 •   rendere palese con atti, parole o segni: dimostrare affetto, interesse; dimostrare attitudine per qualcosa; dimostra di non conoscere la materia; dimostra più anni di quelli che ha  | detto di cose, essere indizio, prova di qualcosa: queste parole dimostrano la sua malafede    • 2 •   provare con ragionamenti, dati di fatto o esperimenti la verità, l'esattezza di qualcosa: dimostrare una tesi, un teorema; dimostrare l'innocenza di qualcuno  | come volevasi dimostrare, formula con la quale si conclude una dimostrazione scientifica; anche espressione con cui si sottolinea, per lo più in modo iron., un esito scontato, prevedibile    • 3 •   spiegare, illustrare, far vedere: dimostrare il funzionamento di un congegno    • 4 •   (assol.) fare una dimostrazione pubblica: dimostrare contro la guerra, per la pace  | dimostrarsi v. rifl.  manifestarsi, rivelarsi: dimostrarsi indegno; dimostrarsi un incosciente; i timori si sono dimostrati fondati. 

dimostrativo   agg.    • 1 •   atto a dimostrare, di dimostrazione: procedimento dimostrativo; fare qualcosa a scopo dimostrativo  ' azione dimostrativa, (mil.) quella con cui si tende a sorprendere il nemico fingendo di attaccarlo da un lato e rivolgendo poi l'azione d'attacco altrove    • 2 •   (gramm.) si dice di aggettivo o pronome col quale si indica la vicinanza o la lontananza, nello spazio o nel tempo, di un oggetto o di una persona rispetto a chi parla o a chi ascolta (p. e. questo  libro, codesta  penna, quel  giornale) § dimostrativamente avv.  in modo dimostrativo; per mezzo di una dimostrazione.
dimostratore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (rar.) chi dimostra    • 2 •   chi, per mestiere, spiega e prova al pubblico le qualità e il modo d'uso di un prodotto da vendere: dimostratore di elettrodomestici   agg.  (non com.) che dimostra.
dimostrazione   s.f.    • 1 •   manifestazione di un sentimento, uno stato d'animo, una qualità ecc.; prova, attestazione: dimostrazione d'affetto, di gioia, di forza    • 2 •   ragionamento che prova la verità di una tesi: dimostrazione convincente, esauriente, insoddisfacente.  dim. dimostrazioncella    • 3 •   (filos.) argomentazione deduttiva per provare la verità di una proposizione sulla base di premesse già accettate come vere | (mat.) insieme di deduzioni mediante cui la verità di certe proposizioni (teoremi) viene ricondotta a proposizioni la cui verità sia già ammessa (assiomi e postulati) | in logica matematica, la sequenza finita di formule che, in un sistema formale, costituisce la prova di un teorema | dimostrazione per assurdo, quella che prova la verità di una tesi in modo indiretto, mostrando le conseguenze false o contraddittorie cui conduce l'ammettere come vera la tesi opposta    • 4 •   operazione, esperimento che tende a dimostrare qualcosa: dimostrazioni scientifiche  | illustrazione e prova pratica al pubblico di prodotti da vendere    • 5 •   manifestazione pubblica con assemblee, raduni, cortei ecc., spec. a scopo politico o sindacale: organizzare una dimostrazione per la pace; una dimostrazione di disoccupati    • 6 •   (mil.) spiegamento di forze a scopo dimostrativo o intimidatorio (anche come finta mossa intesa a ingannare il nemico circa il luogo o il tempo del vero attacco)    • 7 •   manifestazione sportiva non agonistica: una dimostrazione di judo  | nelle olimpiadi, gara non iscritta ufficialmente nel programma.
din   s.m. invar.  (foto.) unità empirica di misura della sensibilità delle emulsioni fotografiche.
dina   o dine, s.f.  (fis.) unità di forza nel sistema cgs; è la forza che imprime alla massa di un grammo l'accelerazione di un centimetro al secondo per secondo.
dinametro   s.m.  strumento ottico usato per stabilire l'ingrandimento prodotto da un oculare applicato a un cannocchiale.
dinamica   s.f.    • 1 •   (fis.) parte della meccanica che studia il moto dei corpi in relazione alle forze che lo producono    • 2 •   (fig.) movimento, sviluppo, evoluzione: la dinamica dei fatti; le dinamiche sociali    • 3 •   (mus.) aspetto della frase musicale che riguarda l'intensità del suono, indipendentemente dall'accentuazione ritmica    • 4 •   in elettroacustica, l'intervallo fra i livelli estremi di intensità di un segnale acustico    • 5 •   dinamica economica, studio dei modelli economici nella loro evoluzione attraverso il tempo    • 6 •   dinamica di gruppo, (psicol.) l'insieme dei fattori (motivazioni, conflitti ecc.) che determinano l'evolversi della condotta di un piccolo gruppo sociale.
dinamicità   s.f.  l'essere dinamico (spec. fig.): la dinamicità di una persona. 
dinamico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (fis.) relativo alla dinamica: fenomeno dinamico    • 2 •   (fig.) dotato di vitalità, energia, movimento; non statico: una persona molto dinamica; fare una vita dinamica; concezione dinamica della politica    • 3 •   segni dinamici, (mus.) quelli che indicano le varie gradazioni di intensità sonora in un pezzo musicale | accento dinamico, (ling.) che si esprime con un aumento dell'intensità della voce § dinamicamente avv.    • 1 •   da un punto di vista dinamico    • 2 •   con dinamismo.
dinamismo   s.m.    • 1 •   qualità di chi o di ciò che è dinamico: un uomo pieno di dinamismo; il dinamismo della vita moderna    • 2 •   concezione filosofica o scientifica che considera la forza o l'energia come unica realtà sostanziale dell'universo.
dinamitardo   agg.  compiuto con la dinamite o con altro esplosivo: attentato dinamitardo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi compie attentati con la dinamite o altro esplosivo, spec. a scopo di sovversione politica.
dinamite   s.f.    • 1 •   esplosivo dirompente che si ottiene miscelando la nitroglicerina con sostanze assorbenti, p. e. la farina fossile | (estens.) esplosivo in genere    • 2 •   (fig.) tutto ciò che ha un effetto esplosivo, che è molto forte o fa molto scalpore: una notizia che è una dinamite. 
dinamitico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a dinamite.
dinamitificio   s.m.  stabilimento in cui si fabbrica la dinamite.
dinamizzare   v. tr.  rendere dinamico; attivizzare.
dinamo   s.f. invar.  macchina elettrica rotante che trasforma energia meccanica in energia elettrica a tensione continua; nel linguaggio corrente, macchina generatrice di energia elettrica a corrente continua.
dinamo-  dinamo- primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. dy/namis  'forza, energia' (dinamometro).
dinamoelettrico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di apparecchio o macchina che trasforma energia meccanica in energia elettrica.
dinamoergografo   s.m.  (med.) strumento usato per valutare la forza e la capacità lavorativa residua di arti lesi o parzialmente amputati.
dinamometamorfismo   s.m.  (geol.) metamorfismo dovuto a pressioni orogenetiche.
dinamometrico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la misurazione di forze.
dinamometro   s.m.  (fis.) strumento che misura l'intensità di una forza.
dinante   o dinanti, prep.  e avv.  (ant.) dinanzi.
dinanzi   o dinnanzi, avv.    • 1 •   davanti, avanti: guardare dinanzi; avere tutta una vita dinanzi    • 2 •   (lett.) prima (con valore temporale): non vi fu egli detto dinanzi?  (boccaccio dec.  viii, 9)  prep.    • 1 •   innanzi, davanti; di fronte, dirimpetto; in presenza (si unisce ai nomi per mezzo della prep. a): guardava dinanzi a sé; comparire dinanzi ai giudici  | nell'uso ant. e lett. si unisce ai nomi direttamente o anche per mezzo della prep. da : ciascuno che dinanzi lor si parava  (boccaccio dec.  ii, 1); dinanzi da li occhi  (dante purg.  xxxi, 62)    • 2 •   prima (con valore temporale): dinanzi a me non fuor cose create / se non etterne  (dante inferno  iii, 7-8)  agg. invar.    • 1 •   che è davanti, di fronte: la casa dinanzi    • 2 •   che viene prima; precedente: il giorno dinanzi. 
dinar   s.m. invar.  antica moneta araba; oggi, unità monetaria della tunisia, della giordania, dell'iraq e di altri paesi mediorientali.
dinaro   s.m.  unità monetaria della iugoslavia.
dinasta   s.m.  [pl. -sti] (lett.) sovrano per diritto ereditario.
dinastia   s.f.    • 1 •   l'insieme dei sovrani, appartenenti a una stessa famiglia, che si succedono in uno stesso paese o in paesi diversi: la dinastia carolingia, asburgica, borbonica    • 2 •   (estens.) l'insieme dei componenti di una famiglia che si sono succeduti nel tempo svolgendo la medesima attività e acquisendo un notevole prestigio: la dinastia dei bach. 
dinastico   agg.  [pl. m. -ci] della dinastia, proprio di una dinastia: diritto dinastico; guerra dinastica  § dinasticamente avv.  in successione dinastica; dal punto di vista dinastico.
dindarolo   s.m.  (roman.) salvadanaio.
dindi   o dindo, s.m.  voce onom. infantile per indicare il denaro, le monete: anzi che tu lasciassi il 'pappo' e 'l 'dindi'  (dante purg.  xi, 105).
dindin   o din din, inter.  voce onom. che imita il suono di un campanello, o di metalli o cristalli percossi  s.m. invar.  il suono stesso.
dindio    ⇨ dindo 1.
dindirindina   usato solo nella loc. inter. fam. per dindirindina, con cui si esprime stupore, meraviglia e sim.: per dindirindina, che bella ragazza!. 
dindo   (1) o dindio, s.m.  (sett.) tacchino.
dindo   (2)  ⇨ dindi.
dindon   o din don, inter.  voce onom. che imita il suono delle campane  s.m. invar.  il suono stesso.
dine    ⇨ dina.
dinegare    ⇨ denegare.
dinghy   o dingey, s.m. invar.  (mar.)    • 1 •   piccola imbarcazione da regata e da diporto con un solo albero smontabile e vela aurica | battellino a remi o a motore che si trova a bordo di grossi panfili o yacht    • 2 •   barcone da trasporto usato in india.
dingo   (1) s.m. invar.  cane selvatico dell'australia, con corpo massiccio, pelo fulvo e coda folta (ord.  carnivori).
dingo   (2) s.m.  [pl. -ghi] adattamento it. dell'ingl. dinghy. 
diniegare    ⇨ denegare.
diniego   s.m.  [pl. -ghi] negazione; rifiuto: fare un cenno di diniego; ricevere un secco diniego. 
dining car   loc. sost. m. invar.  vagone ristorante.
dinnanzi    ⇨ dinanzi.
dino-  dino- (1) primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. dînos  'rotazione'; indica movimento rotatorio, oppure disposizione a vortice (dinoflagellati).
dino-  dino- (2) primo elemento di parole composte della paleozoologia, dal gr. deinós  'terribile' (dinosauro, dinoterio).
dinoccolare   v. tr.  [io dinòccolo ecc.] (rar.) slogare, spezzare le giunture, spec. quelle del collo.
dinoccolato   part. pass.  di dinoccolare  agg.  che ha movimenti sciolti e un po' slegati: un ragazzo lungo e dinoccolato; andatura dinoccolata  § dinoccolatamente avv. 
dinoficee   s.f. pl.  (bot.) classe di alghe unicellulari dotate di flagelli; vi appartiene il cerazio | sing.  [-a] ogni alga appartenente a tale classe.
dinoflagellati   s.m. pl.  (zool.) ordine di protozoi marini e d'acqua dolce, fosforescenti e muniti di flagelli | sing.  [-o] ogni protozoo di tale ordine.
dinominare    ⇨ denominare.
dinornis   s.m. invar.  (zool.) genere di grossi uccelli fossili della nuova zelanda (ord.  dinornitiformi).
dinornitiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli fossili dalle grandi dimensioni, privi di carena, con ali piccole, zampe robuste, piedi a tre dita e becco corto | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
dinosauro   s.m.    • 1 •   nome generico di ogni appartenente a due diversi ordini di rettili fossili, i saurischi e gli ornitischi, vissuti fra 200 e 70 milioni di anni fa    • 2 •   (fig. scherz.) personaggio importante, ma che ha idee antiquate.
dinotare    ⇨ denotare.
dinoterio   s.m.  gigantesco mammifero fossile simile a un elefante, con le zanne formate dagli incisivi inferiori appuntiti e ricurvi all'indietro (ord.  proboscidati).
dintorno   o d'intorno, avv.  intorno: la gente che stava dintorno  | nella loc. prep. dintorno a, intorno a: dintorno alla villa   s.m.    • 1 •   pl.  [solo nella grafia unita] i luoghi circostanti, le vicinanze: i dintorni di milano; lì nei dintorni  | anche in usi fig.  : pirandello e dintorni    • 2 •   (ant.) contorno, orlo.
dinumerare   v. tr.  [io dinùmero ecc.] (ant. , lett.) enumerare, contare: odisseo due schiere / dinumerò degli incliti compagni  (pascoli).
dio   (1) ant. deo, iddeo [id-dè-o], lett. iddio, s.m.  [pl. dèi, ant. dìi; al sing. l'art. è il, al pl. gli; si scrive con l'iniziale maiuscola nei sign.    • 1 •   e 2]    • 1 •   nelle religioni monoteiste, l'essere supremo concepito come la causa creante di tutta la realtà o come il semplice ordinatore del caos primordiale, a cui si attribuisce il governo del mondo; in genere, costituisce anche il principio del bene e il fondamento della morale umana: il dio dei cristiani, degli ebrei; allah è il dio dei musulmani; uomo senza dio, ateo    • 2 •   nella religione cristiana, l'essere supremo creatore dell'universo, concepito come uno e trino (padre, figlio, spirito santo), cui si riconoscono i caratteri di assolutezza, eternità, infinità, onniscienza e onnipotenza, e la cui rivelazione è contenuta nei libri dell'antico e del nuovo testamento (si scrive di norma con l'iniziale maiuscola, tranne in alcune loc. pop. nelle quali il valore religioso è assai attenuato): la provvidenza di dio; pregare, bestemmiare dio  | l'uomo dio, il figlio di dio, gesù cristo, in quanto dotato di natura umana e divina | la madre di dio, la madonna | la casa di dio, la chiesa | la sposa di dio, la chiesa cattolica | servo di dio, chi è vissuto ed è morto santamente, così che se ne propone il processo di beatificazione; anche, sacerdote appartenente a un ordine religioso | la parola di dio, gli insegnamenti cristiani contenuti nei testi sacri e diffusi attraverso la predicazione dei sacerdoti | essere in grazia di dio, non essere in peccato mortale | un castigo di dio, una grande calamità, anche in usi ironici e scherzosi | un'ira di dio, un finimondo, uno sconquasso; si dice anche di persona o cosa terribile | grazia di dio, ben di dio, abbondanza: quanta grazia di dio!, che abbondanza! | la mano di dio, ciò che apporta un soccorso insperato o un castigo meritato | essere ancora nella mente di dio, non essere ancora nato | cosa fatta come dio vuole, alla bell'e meglio, come viene viene | come dio volle, finalmente | piove, viene giù come dio la manda, si dice di pioggia violenta e abbondante | con valore esclamativo: dio, che stanchezza!  | per esprimere stupore, impazienza, collera ecc.: dio buono!; gran dio!; dio santo, smettetela!  | per dare più efficacia a una preghiera: in nome di dio, per amor di dio, ascoltateci!  | in espressioni di augurio: che dio vi assista; che dio ti accompagni  | per ringraziare o per esprimere soddisfazione, riconoscenza: dio sia lodato!; grazie a dio  | per esprimere la speranza che un desiderio si avveri: dio voglia; volesse dio  | per scongiurare: dio ci scampi e liberi!  | per indicare dubbio, sfiducia: dio sa quando!; dio sa se... ' per rafforzare affermazioni di vario genere: dio mi è testimonio; che dio mi fulmini se non dico il vero  ' prov.  : l'uomo propone e dio dispone, non possiamo esser sicuri che i nostri progetti si attueranno    • 3 •   nelle religioni politeistiche, ciascuno degli esseri immortali dotati di diversi attributi: gli dei pagani  | gli dei superi, inferi, nella mitologia classica, le divinità del cielo e quelle dell'oltretomba    • 4 •   (fig.) cosa o persona che sia fatta quasi oggetto di culto: il guadagno è il suo unico dio  | essere un dio, (fam.) essere bravissimo: in matematica è un dio. 
dio   (2) agg.  (poet.) divino, luminoso: la donna che per questa dia / region ti conduce  (dante par.  xxvi, 10-11).
diocesano   agg.  (eccl.) della diocesi: sinodo diocesano  | clero diocesano, clero secolare.
diocesi   s.f.    • 1 •   (eccl.) circoscrizione ecclesiastica sottoposta alla giurisdizione pastorale di un vescovo    • 2 •   nell'antica atene e nell'egitto tolemaico, l'amministrazione pubblica; nei regni ellenistici e nell'impero romano sotto diocleziano, distretto amministrativo.
diodo   s.m.  dispositivo elettronico a due elettrodi che consente il passaggio di corrente in una sola direzione; può essere costituito da un tubo a vuoto o a gas (valvola termoionica) o da un semiconduttore | diodi luminosi, quelli usati nei quadranti digitali di contatori di impulsi, di orologi ecc., noti come led.
diodonte   s.m.  pesce teleosteo con corpo provvisto di spine che può riempirsi d'aria, dilatarsi a palla e galleggiare in superficie (fam.  diodontidi).
dioico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) si dice di pianta che porta solo fiori maschili o solo fiori femminili (p. e.  la palma, il ginepro).
diolefina   s.f.  (chim.) diene.
diolo   s.m.  (chim.) composto chimico che contiene due gruppi alcolici; glicol.
diomedea   s.f.  (zool.) genere di uccelli a cui appartiene l'albatro; l'albatro stesso.
dionea   s.f.  pianta carnivora con foglie a forma di imbuto che si chiudono appena vi si posa un insetto (fam.  droseracee).
dionisiaco   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di dioniso, dio greco del vino: culto dionisiaco    • 2 •   (estens.) che è caratterizzato da uno stato di ebbrezza, di esaltazione entusiastica: furore, delirio dionisiaco    • 3 •   spirito dionisiaco, nella concezione di f. w. nietzsche (1844-1900), la componente oscura, passionale dello spirito greco.
diopside   s.f.  minerale di color verde scuro, appartenente al gruppo dei pirosseni, costituito da silicato di calcio e magnesio.
diorama   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   rappresentazione panoramica ottenuta con quadri di grandi dimensioni che, per mezzo di una opportuna illuminazione, producono l'effetto di una visione reale    • 2 •   (estens.) veduta d'insieme.
diorite   s.f.  (min.) roccia eruttiva intrusiva di colore scuro, costituita da plagioclasio, orneblenda e biotite; è usata come materiale da costruzione.
dioscuri   s.m. pl.  (scherz.) due persone che vanno sempre in coppia: i dioscuri padroni del luogo, il brigadiere... e il podestà  (levi).
diospiro   o diospero, s.m.  (bot.) cachi.
diossano   s.m.  (chim.) composto organico ossigenato usato come solvente per grassi, cere e resine.
diossido   s.m.  (chim.) biossido.
diossina   s.f.  (chim.) nome generico di composti organici policlorurati molto tossici impiegati nella produzione di coloranti, erbicidi, battericidi ecc.
diottra   s.f.  strumento usato nei rilevamenti topografici per tracciare allineamenti, e come sistema di mira nelle carabine di precisione.
diottria   s.f.    • 1 •   (fis.) grandezza definita come il reciproco della distanza focale, espressa in metri, di una lente o di un sistema ottico    • 2 •   in oculistica, unità di misura della capacità visiva.
diottrica   s.f.  (fis.) parte dell'ottica che studia i fenomeni di rifrazione della luce.
diottrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla diottrica: sistema diottrico. 
diottro   s.m.  (fis.) superficie rifrangente.
dipanamento   s.m.  (non com.) il dipanare, il dipanarsi, l'essere dipanato.
dipanare   v. tr.    • 1 •   svolgere il filo di una matassa per farne un gomitolo: dipanare una matassa di lana    • 2 •   (fig.) risolvere, districare, sbrogliare: dipanare una questione, una faccenda intricata  | dipanarsi v. rifl.    • 1 •   svolgersi, detto di un filo    • 2 •   (fig.) susseguirsi, distendersi.
dipanatoio   s.m.  (non com.) arnese per dipanare; arcolaio.
dipanatura   s.f.  l'operazione del dipanare.
dipartenza   s.f.  (rar.) il dipartirsi; distacco.
dipartimentale   agg.  di un dipartimento, relativo a un dipartimento: commissione dipartimentale. 
dipartimento   (1) s.m.    • 1 •   circoscrizione territoriale-amministrativa, in cui è diviso il litorale italiano ai fini della difesa o per altri servizi    • 2 •   in francia, circoscrizione amministrativa, che corrisponde alla nostra provincia    • 3 •   negli usa, ripartizione amministrativa simile al nostro ministero    • 4 •   dipartimento (universitario), raggruppamento di discipline affini, anche di facoltà diverse, allo scopo di meglio coordinare la ricerca scientifica.
dipartimento   (2) s.m.  (ant. , lett.) il dipartire, il dipartirsi; allontanamento.
dipartire   (1) v. intr.  [coniugato come partire; aus. essere], dipartirsi v. rifl.    • 1 •   (lett.) allontanarsi | (fig.) morire    • 2 •   diramarsi: dalla piazza si dipartono tre strade. 
dipartire   (2) v. tr.  [io diparto  o dipartisco, tu diparti  o dipartisci ecc.] (ant. , lett.) dividere, spartire; separare, allontanare.
dipartita   s.f.  (lett.)    • 1 •   partenza, distacco: dopo l'empia dipartita / che dal dolce mio bene / feci  (petrarca canz.  xxxvii, 5-7)    • 2 •   (fig.) morte.
dipelare   v. tr.  [io dipélo ecc.] (ant.) spelare, togliere il pelo.
dipendente   part. pres.  di dipendere   agg.  che dipende, che è soggetto ad altri | proposizione dipendente, (gramm.) subordinata | lavoro dipendente, quello di chi presta attività in modo subordinato presso enti, aziende e sim., ed è retribuito con uno stipendio o salario  s.m.  e f.  chi svolge un lavoro dipendente: dipendente statale  | s.f.  (gramm.) proposizione dipendente § dipendentemente avv.  (non com.) in dipendenza di, subordinatamente a.
dipendenza   s.f.    • 1 •   il dipendere, l'essere dipendente: dipendenza economica; essere alle dipendenze di qualcuno, lavorare in posizione subordinata per qualcuno: avere qualcuno alle proprie dipendenze, essere il suo datore di lavoro | in dipendenza di ciò, in conseguenza di ciò    • 2 •   (gramm.) relazione subordinativa tra due o più proposizioni    • 3 •   (psicol.) atteggiamento di soggezione o di sottomissione di un individuo nei confronti di un altro | incapacità di fare a meno di qualcosa; in partic., bisogno irresistibile di assumere sostanze stupefacenti, tossicodipendenza    • 4 •   edificio o terreno annesso alla proprietà principale e di minor valore rispetto a essa | dépendance di albergo o pensione    • 5 •   (comm.) filiale, succursale.
dipendere   ant. o region. dependere, v. intr.  [pres. io dipèndo ecc. ; pass. rem. io dipési, tu dipendésti ecc. ; part. pass. dipéso  (ant. dipenduto); aus. essere]    • 1 •   derivare, procedere; esser causato o determinato: il ritardo del treno è dipeso da un'interruzione della linea; dipende da te accettare o rifiutare la proposta  | come risposta evasiva: «quando parti?» «dipende»    • 2 •   essere in un rapporto di subordinazione (psicologica, economica, di lavoro ecc.); essere soggetto all'autorità di altri: dipendere dai superiori; un ufficio che dipende dal ministero delle finanze  | non dipendere da nessuno, essere arbitro di sé stesso, oppure essere economicamente autosufficiente    • 3 •   (gramm.) essere retto: le proposizioni subordinate dipendono dalla principale. 
dipingere   ant. dipignere, v. tr.  [io dipingo, tu dipingi ecc. ; pass. rem. io dipinsi, tu dipingesti ecc. ; part. pass. dipinto]    • 1 •   rappresentare delle immagini attraverso il disegno e l'uso dei colori, come forma di espressione artistica: dipingere su tela, su stoffa, su legno; dipingere un paesaggio, una natura morta, un nudo; dipingere a tempera, a olio  | (assol.) dedicarsi alla pittura: dipinge da qualche anno    • 2 •   decorare con pitture: michelangelo dipinse la cappella sistina    • 3 •   dare la tinta, il colore; verniciare: dipingere le pareti, una sedia, una porta    • 4 •   truccare, imbellettare: dipingersi gli occhi, le labbra    • 5 •   (fig.) rappresentare vivacemente parlando, scrivendo o con altri mezzi espressivi: nei «promessi sposi» manzoni dipinge la vita italiana del seicento  | dipingersi v. rifl.  tingersi, truccarsi | v. rifl.  apparire esteriormente: la paura le si dipinse sul volto. 
dipinto   part. pass.  di dipingere   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo | pare dipinto, si dice di qualcosa (spec. uno spettacolo naturale) che appare tanto bello da sembrare irreale, finto | non poter soffrire qualcuno neanche dipinto, (fam.) non tollerarlo assolutamente    • 2 •   detto di sentimenti, sensazioni e sim., chiaro, evidente, manifesto: aveva la paura dipinta negli occhi   s.m.  opera di pittura: un dipinto di picasso. 
dipintore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] (ant. , lett.) pittore.
dipintura   s.f.  (ant. , lett.) pittura.
diplegia   s.f.  (med.) paralisi che colpisce entrambi i lati di una parte del corpo: diplegia facciale; diplegia crurale, paraplegia.
diplo-  diplo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. diplóos  'doppio' (diplococco, diploide).
diplococco   s.m.  [pl. -chi] (biol.) nome generico di ogni batterio costituito da due cocchi appaiati (gonococco, pneumococco).
diploe   s.f.  (anat.) la parte spugnosa delle ossa del cranio, compresa tra due lamine di tessuto osseo compatto.
diplografia   s.f.  ripetizione erronea, scrivendo, di una stessa sequenza di testo.
diploide   agg.  (biol.) si dice del numero di cromosomi presenti in doppia serie nel nucleo cellulare; anche, di individuo che ha doppia serie di cromosomi.
diploma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   titolo che attesta il compimento di un determinato corso di studi: diploma di scuola media inferiore, di maturità classica, di laurea  | nel linguaggio corrente, titolo di scuola media superiore    • 2 •   attestato con cui un'accademia, un ente, un'autorità accorda un privilegio o un titolo: diploma di benemerenza    • 3 •   nell'antichità romana, nome di documenti scritti su tavolette di bronzo riunite a dittico, emanati dall'autorità pubblica per speciali salvacondotti o per congedi militari | nel medioevo e nel rinascimento, documento rilasciato da una pubblica autorità.
diplomare   v. tr.  [io diplòmo ecc.] conferire un diploma scolastico | diplomarsi v. rifl.  conseguire un diploma: si è diplomato a pieni voti. 
diplomatica   s.f.  scienza che studia gli antichi documenti per accertarne l'autenticità e ricostruirne il processo di formazione e redazione.
diplomatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne gli antichi documenti: archivio diplomatico  | edizione diplomatica, (filol.) moderna edizione a stampa che riproduce con assoluta fedeltà un originale manoscritto o a stampa | minuscola diplomatica, (paleogr.) scrittura simile alla carolina, propria delle cancellerie europee tra il ix e il xii sec.    • 2 •   che concerne la diplomazia: agente, corriere diplomatico; carriera diplomatica  | rapporti diplomatici, i rapporti di uno stato con un altro regolati dal diritto internazionale    • 3 •   (fig.) pieno di tatto; abile, avveduto, accorto: un uomo molto diplomatico  | malattia diplomatica, simulata per evitare qualcosa di non gradito  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi esercita un'attività diplomatica: una riunione di diplomatici    • 2 •   [f. -a] (fig.) persona accorta, abile, piena di tatto nel trattare con le persone questioni complesse e delicate    • 3 •   (gastr.) dolce o piccola pasta costituiti da due strati di sfoglia, farciti di crema e di pan di spagna imbevuto di liquore § diplomaticamente avv.    • 1 •   secondo gli usi diplomatici, attraverso la diplomazia: la controversia doganale verrà risolta diplomaticamente    • 2 •   (fig.) con abilità, con tatto: rispondere diplomaticamente. 
diplomatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di diplomatica.
diplomato   part. pass.  di diplomare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi ha conseguito un diploma: un diplomato in pianoforte. 
diplomazia   s.f.    • 1 •   la scienza e la pratica dei rapporti internazionali fra gli stati    • 2 •   il complesso delle persone e degli organi per mezzo dei quali uno stato mantiene i rapporti con gli altri stati: la diplomazia italiana    • 3 •   carriera, professione di diplomatico: entrare in diplomazia    • 4 •   (fig.) abilità, tatto nel trattare con gli altri o nell'affrontare questioni delicate: agire con diplomazia. 
diplomificio   s.m.  termine polemico per indicare la scuola, considerata più una fabbrica di diplomi che un'istituzione che determina una reale crescita culturale degli allievi.
diplopia   s.f.  (med.) difetto visivo per cui un oggetto si percepisce sdoppiato; è per lo più legata a danni del sistema nervoso o neuromuscolare.
diplopiometro   s.m.  (med.) strumento usato per accertare e determinare l'entità di una diplopia.
diplopodi   s.m. pl.  (zool.) ordine di artropodi con corpo cilindrico diviso in molti segmenti muniti di un paio di arti ciascuno (cl.  miriapodi) | sing.  [-e] ogni artropode di tale ordine.
diplopora   s.f.  (geol.) alga calcarea fossile risalente al triassico.
dipnoi   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di pesci ossei viventi nelle acque dolci tropicali; hanno corpo allungato e sono provvisti, oltre che di branchie, di una sorta di polmone grazie al quale possono respirare fuori dall'acqua nei periodi di siccità | sing.  [-pnoo] ogni pesce di tale sottoclasse.
dipodia   s.f.  nella metrica greca e latina, successione di due piedi uguali.
dipoi   o di poi, avv.  (non com.) poi, in seguito | anche in funzione di agg.  : il giorno dipoi, il giorno seguente.
dipolare   agg.  (fis.) relativo a dipolo, avente natura di dipolo.
dipolo   s.m.    • 1 •   (fis.) sistema di due poli elettrici o magnetici di uguale carica e di segno contrario    • 2 •   in radiotecnica, antenna costituita da due conduttori di uguale lunghezza, posti sulla stessa linea e alimentati contemporaneamente nel punto medio.
diporre    ⇨ deporre.
diportamento   s.m.  (rar.) comportamento.
diportarsi   v. rifl.  [io mi dipòrto ecc.]    • 1 •   (lett.) comportarsi    • 2 •   (ant.) svagarsi, divertirsi, sollazzarsi: il tempo era di primavera. donne si veniano a diportare alla fontana  (novellino).
diportismo   s.m.  navigazione da diporto; l'insieme dei diportisti.
diportista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica la navigazione da diporto.
diporto   s.m.    • 1 •   svago, divertimento, ricreazione: fare una cosa per diporto  | andare a diporto, (non com.) fare una gita o una passeggiata    • 2 •   (antiq.) sport | imbarcazione da diporto, che serve per svago o per competizioni sportive | navigazione da diporto, praticata con imbarcazioni da diporto.
dipresso   solo nella loc. avv. a un dipresso, all'incirca, press'a poco: ci sarà a un dipresso un'ora di cammino. 
dipsacacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a foglie opposte e fiori in capolini; vi appartiene la scabiosa | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
dipsomane   agg.  e s.m.  e f.  (med.) che, chi è affetto da dipsomania.
dipsomania   s.f.  (med.) impulso incontenibile a bere grandi quantità di bevande, spec. alcoliche.
diptero   o dittero, agg.  (arch.) si dice di tempio classico con doppia fila di colonne su ciascuno dei lati.
diradamento   s.m.    • 1 •   il diradare, il diradarsi: il diradamento della nebbia    • 2 •   (agr.) in piantagioni troppo fitte, estirpazione di alcune piante allo scopo di favorire lo sviluppo di altre    • 3 •   in urbanistica, intervento di restauro volto a eliminare da un centro urbano o da un quartiere di interesse storico-artistico le costruzioni non conformi all'ambiente.
diradare   v. tr.    • 1 •   rendere meno folto, meno fitto: il sole ha diradato la nebbia  | diradare una piantagione, un bosco, (agr.) effettuarvi un diradamento    • 2 •   rendere meno assiduo, meno frequente: diradare le presenze, gli appuntamenti | v. intr.  [aus. essere], più com. diradarsi v. rifl.  farsi rado (anche fig.): le nubi si sono diradate; le sue prese di posizione ufficiali diradarono. 
diradatore   s.m.  boscaiolo che si occupa del diradamento di un bosco.
diradatrice   s.f.  macchina agricola usata per il diradamento delle piante.
diradicamento   s.m.  (lett.) il diradicare; sradicamento.
diradicare   v. tr.  [io diràdico, tu diràdichi ecc.] (lett.) sradicare.
diragnare   v. tr.  (tosc. antiq.) togliere le ragnatele | (fig.) rendere manifesto.
diramare   v. tr.    • 1 •   (non com.) potare, sfoltire una pianta    • 2 •   comunicare, spedire, inviare a più persone una notizia, un ordine: diramare una circolare, un comunicato  | diramarsi v. rifl.    • 1 •   dividersi in più rami, detto degli alberi e, per estens., di fiumi, strade, vene, nervi ecc.: la circolazione del sangue si dirama in tutto il corpo    • 2 •   (fig.) diffondersi, estendersi: la notizia si è diramata in breve tempo. 
diramatore   s.m.  (non com.) chi è addetto alla diramatura delle piante  agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi comunica o propaga una notizia, un ordine ecc.
diramatura   s.f.  (non com.) l'operazione con cui si dirama una pianta; potatura.
diramazione   s.f.    • 1 •   il diramarsi, il dividersi in rami; in partic., ogni ramo che si diparte dal tronco principale di una strada, di un fiume, di una ferrovia ecc.: la foce del po è formata da numerosissime diramazioni; stazione di diramazione, stazione di collegamento di due o più linee ferroviarie | (fig.) organizzazione periferica, secondaria di un'impresa, di una società e sim.; filiale, succursale: un'azienda con diramazioni in molti paesi    • 2 •   invio, trasmissione a più destinatari: la diramazione di un ordine, di un comunicato. 
diraspare   v. tr.  (agr.) separare gli acini dell'uva dai raspi, prima della pigiatura.
diraspatrice   s.f.  (agr.) macchina per diraspare l'uva.
diraspatura   s.f.  (agr.) l'operazione del diraspare l'uva.
dirazzare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) perdere le caratteristiche della propria razza (detto di animali) | presentare variazioni, in meglio o in peggio, nelle caratteristiche della propria indole o della propria cultura rispetto a quelle della famiglia da cui si discende.
dire   (1) ant. dicere [dì-ce-re], v. tr.  [pres. io dico, tu dici  (ant. o pop. di '), egli dice, noi diciamo, voi dite, essi dìcono; imperf. io dicévo ecc. ; fut. io dirò, tu dirai ecc. ; pass. rem. io dissi, tu dicésti ecc. ; congiunt. pres. io dica..., noi diciamo, voi diciate, essi dìcano; congiunt. imperf. io dicéssi ecc. ; imp. dì  o di ', dite; part. pres. dicènte; ger. dicèndo; part. pass. détto]    • 1 •   esprimere, comunicare con la voce; in quanto di sign. generico, può sostituire molti verbi che precisano o definiscono secondo le circostanze lo stesso concetto (p. e.  rispondere, sostenere, affermare, soggiungere, esclamare, pronunciare, proferire ecc.): dimmi qualcosa; mi disse queste precise parole; non dire sciocchezze!; non potei più dire nulla    • 2 •   manifestare, esporre con parole, scritti e sim.; dichiarare: dire la verità, quello che si pensa; che cosa dice il giornale?; vuol sempre dire la sua; nella sua lettera dice che arriverà fra pochi giorni  | dire di sì, di no, affermare, negare | non c'è che dire, non c'è nulla da obiettare | per meglio dire, ovvero, per essere più precisi | è tutto dire, non è necessario aggiungere altro | volevo ben dire che, ero sicuro, c'era da aspettarsi che | e dire che, per manifestare meraviglia, dispiacere: e dire che lo avevo trattato con tanta cura!  | non dico di no, sono d'accordo, lo riconosco | direi quasi, dirò così, per così dire, espressioni usate per attenuare un'affermazione | dire e non dire, esprimersi con reticenza o ambiguità | usato in costruzioni impersonali: si dice che sia malato; dicono che stia per partire  | in usi region. o lett., dice  anche in luogo di dicono    • 3 •   recitare: dire una poesia; dire le orazioni  | dire la messa, celebrarla    • 4 •   esprimere; significare: una poesia che dice molto sulla condizione dell'uomo moderno  | non dire nulla, essere privo di interesse, di espressività | questo non vuol dire, non ha importanza    • 5 •   provare, dimostrare: questo ti dice quanto sia sciocco    • 6 •   ordinare, imporre: digli di tornare subito a casa    • 7 •   suggerire; ammonire; far presagire: l'esperienza mi dice che finiremo male; quel cielo plumbeo non diceva niente di buono    • 8 •   esprimere in una determinata lingua: come si dice  'mamma' in inglese?    • 9 •   considerare: lo dicono un grande artista  | nominare, chiamare: mi dicevano pablo perché suonavo la chitarra  (pavese)    • 10 •   (assol.) parlare; discorrere: lasciatemi dire; dire bene, male di qualcuno  | dica, dite pure, per incoraggiare qualcuno a parlare liberamente | non faccio per dire, non faccio per vantarmi | si fa (tanto) per dire, si parla solo per parlare, senza particolari intenzioni | avere, trovare da dire, avere, trovare da lamentarsi, da ridire | aver (a) che dire con qualcuno, discutere, litigare con lui.
dire   (2) s.m.  [pl. ant. diri] il parlare, l'esprimersi, il dichiarare e sim.; discorso: concluse così il suo dire  | si ha un bel dire che, è inutile dire che | stando al suo dire, attenendosi alle sue parole; a suo dire, secondo lui | l'arte del dire, la retorica | il dire in rima, il comporre versi | prov.  : dal dire al fare c'è di mezzo il mare. 
directory   s.f. invar.  (inform.)    • 1 •   indice dei file contenuti in un disco o in una porzione della sua memoria    • 2 •   porzione di memoria, contrassegnata da un nome, che contiene uno o più file o anche subdirectory; indirizzario, direttrice, cartella.
diredare   o diretare, v. tr.  [io dirèdo ecc.] (ant.) diseredare.
direnare   v. tr.  [io diréno ecc.] (non com.) sfiancare, sdirenare | direnarsi v. rifl.  sfiancarsi | (fig.) sottomettersi, inchinarsi.
diretano    ⇨ deretano.
diretare    ⇨ diredare.
diretro   o di retro, avv.  (ant.) dietro, di dietro: vidi demon cornuti con gran ferze, / che li battien crudelmente di retro  (dante inf.  xviii, 35-36)  s.m.  (ant.) il didietro, la parte posteriore.
diretta   s.f.  programma o servizio radiotelevisivo trasmesso nel momento stesso in cui si realizza | trasmettere in diretta, in ripresa diretta.
direttario   s.m.  [f. -a] (dir.) chi è proprietario di un fondo dato in enfiteusi.
direttissima   s.f.    • 1 •   linea ferroviaria che mette in comunicazione attraverso la via più breve centri importanti già collegati con linee normali: la direttissima roma-firenze    • 2 •   nell'alpinismo, la via più rapida e senza deviazioni per raggiungere in scalata la vetta: salita per direttissima; la direttissima nord del cervino    • 3 •   per direttissima, (dir.) si dice di procedimento penale direttissimo.
direttissimo   s.m.  vecchia denominazione di treni che oggi sono detti espressi   agg.  (dir.) nella procedura penale si dice di procedimento speciale, che si può applicare nei casi di arresto in flagranza di reato o di confessione del reo, con il quale il pubblico ministero presenta direttamente l'imputato davanti al giudice del dibattimento.
direttiva   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   disposizione generale sul modo di agire, di regolarsi, di comportarsi, data di solito da un'autorità o da un dirigente ai propri subordinati: avere direttive precise; attenersi alle direttive    • 2 •   linea di condotta, orientamento programmatico: le direttive del governo    • 3 •   (dir.) atto giuridico che emana dal consiglio della comunità europea e che fissa in maniera obbligatoria, per ogni stato membro, il raggiungimento di un determinato risultato.
direttività   s.f.  (elettr.) nei dispositivi di trasmissione o di ricezione di onde elettromagnetiche, attitudine a irradiare o a captare i segnali in una determinata direzione, escludendo le altre; direzionalità.
direttivo   agg.    • 1 •   che dirige, che tende a dirigere: principi direttivi; consiglio direttivo  | linea direttiva, direzione che si segue in un'azione o in un pensiero    • 2 •   proprio di un direttore o dirigente: avere funzioni, mansioni direttive    • 3 •   (elettr.) si dice di dispositivo, in particolare di antenna trasmittente o ricevente, che ha un alto grado di direttività direzionale  s.m.  comitato direttivo: il direttivo del partito. 
diretto   part. pass.  di dirigere   agg.    • 1 •   che tende a una meta, a uno scopo; indirizzato, volto: un autobus diretto  alla stazione, verso il centro; provvedimenti diretti a tutelare l'ordine pubblico    • 2 •   destinato, inviato: una lettera diretta a me    • 3 •   guidato, condotto: uno spettacolo, un concerto ben diretto    • 4 •   che procede diritto, che è senza deviazioni o interposizioni; immediato: linea, conseguenza diretta; luce diretta; contatto diretto, senza tramiti o interposizioni; conoscere per esperienza diretta, per esperienza personale | superiore diretto, che sta immediatamente sopra nella organizzazione gerarchica | vendita diretta, promossa dal produttore, senza intermediari    • 5 •   in usi tecnici assume vari significati particolari: imposte dirette, (fin.) quelle che colpiscono il reddito e il patrimonio del singolo contribuente | raggio diretto, (fis.) non riflesso | tiro diretto, in balistica, tiro che ha un bersaglio visibile | moto diretto, (astr.) moto apparente dei pianeti quando attraversano i segni zodiacali | treno diretto, diretto    • 6 •   (mat.) si dice di rapporto tra due grandezze tale che moltiplicando o dividendo la prima per una certa quantità, anche la seconda risulta moltiplicata o divisa per la stessa quantità: proporzionalità diretta    • 7 •   in grammatica: complemento diretto, complemento oggetto; discorso diretto, quello che riporta direttamente le parole dette da qualcuno; costruzione diretta, disposizione degli elementi di una proposizione secondo l'ordine di soggetto, predicato e complementi  s.m.    • 1 •   treno che fa meno fermate del locale e più fermate dell'espresso    • 2 •   (sport) nel pugilato, pugno sferrato a braccio teso: diretto destro, sinistro   avv.  diritto, senza deviazioni o indugi: andare diretto allo scopo  § direttamente avv.    • 1 •   in modo diretto, senza soste o deviazioni: vado direttamente a casa    • 2 •   senza tramiti o intermediari: si rivolse direttamente a me    • 3 •   (mat.) in rapporto diretto: grandezze direttamente proporzionali. 
direttore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi dirige; in partic., chi è investito della direzione di un gruppo di persone, di un'attività, una scuola, un ufficio, un'azienda ecc.: direttore d'orchestra; direttore didattico; il direttore di un giornale  | direttore responsabile, chi si assume la responsabilità giuridica di quanto viene pubblicato su un quotidiano o su un periodico | direttore di produzione, chi organizza una produzione industriale | direttore tecnico, chi dirige l'attività di una squadra sportiva | direttore di gara, arbitro | direttore artistico, chi ha responsabilità della conduzione artistica di un teatro o di una compagnia teatrale | direttore di macchina, a bordo delle navi, l'ufficiale preposto al servizio dell'apparato propulsore | direttore di tiro, l'ufficiale che dirige i tiri di una o più batterie di cannoni o di missili | direttore spirituale, sacerdote che consiglia spiritualmente una persona o una comunità    • 2 •   (st.) ciascuno dei cinque membri del direttorio nella costituzione francese del 1795    • 3 •   in radiotecnica, antenna parassita posta di fronte a un'antenna alimentata, in modo da aumentare il guadagno nella direzione anteriore  agg.  (mat.) relativo a una retta orientata: coseno direttore. 
direttoriale   agg.  di direttore, della direzione: ufficio direttoriale  | (spreg.) pieno di sussiego, autoritario: atteggiamento direttoriale. 
direttorio   s.m.    • 1 •   organismo che ha funzioni direttive: il direttorio della banca d'italia    • 2 •   (st.) comitato costituito di cinque membri che detenne il potere esecutivo in francia dal 1795 al 1799 | stile, moda (alla) direttorio, lo stile e la moda che si affermarono in francia durante questi anni    • 3 •   regolamento ecclesiastico contenente prescrizioni per le celebrazioni liturgiche o per il ministero pastorale  agg.  (rar.) di, della direzione.
direttrice   agg. f.  che indica, che dà la direzione: norma, linea direttrice  | ruote direttrici, le ruote di un veicolo collegate direttamente con lo sterzo  s.f.    • 1 •   linea lungo la quale si ha un moto, uno svolgimento; indirizzo, direzione (in senso proprio o fig.): direttrice di marcia; la direttrice seguita dal governo  ' direttrice montuosa, (geog.) la direzione di una catena montuosa    • 2 •   in geometria: direttrice di una conica, la retta polare del fuoco rispetto alla conica, esterna a essa e perpendicolare all'asse focale; direttrice di una superficie rigata, la linea che incontra tutte le generatrici    • 3 •   (inform.) lo stesso, ma meno com., che directory. 
direzionale   agg.    • 1 •   che dirige: comitato, apparato direzionale  | centro direzionale, in urbanistica, il quartiere della città dove sono riuniti gli uffici direttivi dei servizi pubblici e privati più importanti    • 2 •   che indica una direzione: freccia direzionale, nella segnaletica stradale    • 3 •   (elettr.) che è orientato in una direzione: antenna direzionale; microfono direzionale, che riceve solo i suoni provenienti da una determinata direzione  s.m.  (aer.) strumento che indica la direzione di volo di un aeromobile.
direzionalità   s.f.    • 1 •   l'essere direzionale; attività direzionale    • 2 •   (elettr.) direttività.
direzionare   v. tr.  [io direzióno ecc.] (non com.) dare, imporre una direzione.
direzione   s.f.    • 1 •   parte verso cui si muove o è rivolta una persona o una cosa: andare in una direzione; prendere la giusta direzione; procedere nella stessa direzione; viaggiare in direzione nord; muoversi in direzione del vento  | direzione vietata, nella circolazione stradale, senso vietato    • 2 •   il dirigere, il guidare, il comandare: la direzione dell'orchestra; assumere la direzione dei lavori    • 3 •   organo direttivo di un ente, di un'azienda, di un'associazione ecc.; luogo in cui ha sede tale organo: la direzione delle poste; recarsi in direzione. 
dirham   s.m. invar.    • 1 •   antica moneta araba d'argento    • 2 •   oggi, unità monetaria del marocco e moneta divisionale dell'iraq.
diricciare   v. tr.  [io dirìccio ecc.] (non com.) sdiricciare.
dirieto   o di rieto, anche dirietro o di rietro, avv.  (ant.) dietro, di dietro.
dirigente   part. pres.  di dirigere   agg.  nei sign. del verbo: comitato, organismo dirigente  | classe dirigente, l'insieme delle persone che dirigono la vita politica ed economica di un paese  s.m.  e f.  chi dirige, chi ha funzioni direttive, spec. come qualifica professionale: dirigente tecnico, amministrativo; dirigente sindacale, d'azienda. 
dirigenza   s.f.    • 1 •   l'attività, la funzione di dirigere; la qualifica di dirigente: ottenere, assumere la dirigenza    • 2 •   il complesso dei dirigenti: far parte della dirigenza del partito. 
dirigenziale   agg.  di, da dirigente; della dirigenza: carriera dirigenziale. 
dirigere   v. tr.  [io dirigo, tu dirigi ecc. ; pass. rem. io dirèssi, tu dirigésti ecc. ; part. pass. dirètto]    • 1 •   volgere verso una data direzione: dirigere la mira, lo sguardo  | (fig.) volgere verso un fine determinato: diresse tutti i suoi sforzi alla riuscita dell'impresa    • 2 •   indirizzare, rivolgere: dirigere un messaggio, un telegramma; dirigere la parola a qualcuno    • 3 •   essere a capo di una determinata attività o regolarne lo svolgimento: dirigere un ufficio, un'azienda; dirigere il traffico  | dirigersi v. rifl.  volgersi verso una data direzione (anche fig.): dirigersi verso casa; dirigersi verso gli studi scientifici. 
dirigibile   agg.  (non com.) che si può dirigere  s.m.  aeromobile a sostentazione statica, di forma allungata, munito di un sistema di propulsione, di piani stabilizzatori e di timoni per dirigerne la navigazione.
dirigibilista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa parte dell'equipaggio di un dirigibile.
dirigismo   s.m.  indirizzo politico che prevede l'intervento diretto dello stato nella vita economica, in modo da condizionare le attività produttive e la distribuzione della ricchezza secondo determinati fini politici e sociali.
dirigista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore del dirigismo | usato anche come agg.  in luogo di dirigistico : politica dirigista. 
dirigistico   agg.  [pl. m. -ci] del dirigismo, ispirato al dirigismo § dirigisticamente avv. 
dirimente   part. pres.  di dirimere   agg.  nei sign. del verbo | impedimenti dirimenti, in diritto canonico, quelli che impediscono la celebrazione di un matrimonio o lo invalidano se già celebrato.
dirimere   v. tr.  [pass. rem. (rar.) io diriméi  (o dirimètti), tu dirimésti ecc. ; mancano il part. pass. e tutti i tempi composti]    • 1 •   (lett.) troncare, risolvere: dirimere una controversia    • 2 •   (ant.) separare, staccare: dirimendo del fior tutte le chiome  (dante par.  xxxii, 18).
dirimpettaio   s.m.  [f. -a] (fam.) chi abita nella casa o nell'appartamento dirimpetto.
dirimpetto   o di rimpetto, avv.  davanti, di fronte: abitare, stare dirimpetto  | nella loc. prep. dirimpetto a, davanti a, di fronte a: era seduto dirimpetto al fuoco   agg. invar.  che sta di fronte: la casa dirimpetto. 
diritta   s.f.  (non com.) mano destra | a diritta, a destra.
dirittezza   s.f.  (non com.) l'esser diritto | (fig.) dirittura.
diritto   (1) agg.    • 1 •   che procede secondo una linea retta, che non piega né da una parte né dall'altra: riga, strada diritta; gambe diritte    • 2 •   in posizione verticale; ritto, dritto: un palo piantato diritto nel terreno  | con riferimento al corpo umano, indica la posizione eretta della colonna vertebrale: stai diritto    • 3 •   (fig.) onesto, giusto, retto: una coscienza diritta; la diritta via  (dante inf.  i, 3), la via del bene    • 4 •   (non com.) destro: mano diritta; lato diritto    • 5 •   (fig.) accorto, scaltro, furbo (oggi molto più com. dritto): tutti que' politiconi (che ce n'è di diritti assai, non si può negare)  (manzoni p. s.  v)  avv.  in modo diritto (si usa anche in forma raddoppiata): devi scrivere più diritto; vado diritto diritto a casa  | tirare diritto per la propria strada, (fig.) agire senza curarsi del giudizio altrui | rigare, filare diritto, (fig.) comportarsi bene, fare il proprio dovere  s.m.    • 1 •   la parte davanti di qualcosa; il lato di un tessuto che deve rimanere in vista a lavorazione ultimata; la faccia principale di una moneta, una medaglia e sim.: il diritto e il rovescio di una medaglia, (fig.) gli aspetti positivi e negativi di una situazione    • 2 •   nel tennis, colpo dato alla palla frontalmente, con la faccia interna della racchetta    • 3 •   nel lavoro a maglia, uno dei due punti fondamentali: un diritto e un rovescio  § dirittamente avv.  (non com.)    • 1 •   in linea retta    • 2 •   (fig.) in modo giusto, onesto: persona / che vede e vuol dirittamente e ama  (dante par.  xvii, 104-105).
diritto   (2) s.m.    • 1 •   il complesso delle leggi che regolano i rapporti sociali e il cui rispetto ha carattere di obbligatorietà per tutti i cittadini: diritto pubblico, privato, penale, civile, processuale, amministrativo, finanziario, del lavoro, costituzionale, a seconda della sfera a cui le leggi si riferiscono; diritto canonico, quello che regola l'ordinamento interno della chiesa; diritto ecclesiastico, la parte del diritto pubblico che regola i rapporti fra stato e chiesa | diritto naturale, nel pensiero giuridico fino al sec. xix, l'insieme delle norme non scritte e immutabili attinenti al rispetto delle esigenze fondamentali della convivenza sociale; diritto positivo, le norme storicamente emanate ed effettivamente fatte osservare da un legislatore | diritto romano, il complesso delle leggi emanate in roma antica nell'età repubblicana e imperiale, con la relativa giurisprudenza    • 2 •   la scienza che ha per oggetto lo studio delle leggi che regolano i rapporti sociali: scuola di diritto; la storia del diritto; professore di diritto  | filosofia del diritto, il complesso delle dottrine che studiano i fondamenti del diritto, la sua natura e il suo valore in rapporto all'etica e alla politica    • 3 •   facoltà assicurata dalla legge di manifestare o mettere in atto una determinata volontà o di esigere che altri agiscano in un dato modo o si astengano da un dato comportamento: diritto di voto, di sciopero, di proprietà; conquistare, difendere, esercitare un diritto; riconoscere, negare, violare, calpestare un diritto  | i diritti dell'uomo, quelli sanciti dall'assemblea dell' onu nel 1948, che riguardano l'uguaglianza, la libertà e la dignità di tutti gli uomini | diritti civili, quelli propri del cittadino, sanciti e tutelati dalla carta costituzionale    • 4 •   (estens.) facoltà o pretesa fondata su norme morali, consuetudinarie ecc.: diritto d'anzianità; i diritti del sangue; avere il diritto di agire, di parlare; il diritto del più forte, l'imposizione agli altri della propria volontà da parte di chi è in una condizione di superiorità | a buon diritto, giustamente | a maggior diritto, tanto più, a maggior ragione | di diritto, per legge o per diritto acquisito: l'avanzamento di carriera gli spetta di diritto    • 5 •   compenso dovuto a privati o a enti pubblici come corrispettivo di un servizio offerto: diritti di bollo, di segreteria, doganali; diritti d'autore    • 6 •   nel linguaggio di borsa, facoltà di esercitare un'opzione, in quanto venga contrattata come tale; il relativo buono: il mercato dei diritti  | diritti speciali di prelievo, (fin.) unità di conto fiduciarie del fondo monetario internazionale.
dirittone    ⇨ drittone.
dirittura   s.f.    • 1 •   direzione, moto in linea retta    • 2 •   (sport) tratto rettilineo di una pista: dirittura d'arrivo, il rettilineo sul quale è posto il traguardo    • 3 •   (fig.) senso del giusto, dell'onesto: dirittura morale  | capacità di discernimento, lucidità nel giudicare: una singolare dirittura di giudizio    • 4 •   (ant.) imposta, tassa.
dirizzamento   s.m.  (rar.) dirizzatura.
dirizzare   v. tr.  (non com.)    • 1 •   rivolgere, indirizzare: a la fede sincera / mi dirizzò con le parole sue  (dante par.  vi, 17-18)    • 2 •   drizzare, raddrizzare | dirizzarsi v. rifl.  (ant.)    • 1 •   volgersi; rivolgersi    • 2 •   drizzarsi, raddrizzarsi.
dirizzatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   il dirizzare, l'essere dirizzato    • 2 •   scriminatura dei capelli.
dirizzone   s.m.  (fam.) grosso equivoco, cantonata, fraintendimento: prendere un dirizzone. 
dirlindana    ⇨ tirlindana.
diro   agg.  (lett.) crudele, feroce: fato acerbo e diro  (poliziano).
diroccamento   s.m.  (non com.) il diroccare; cumulo di rocce.
diroccare   v. tr.  [io diròcco, tu diròcchi ecc.] demolire, abbattere (un edificio, un muro e sim) | v. intr.  [aus. essere] (ant.) precipitare, cadere dall'alto con impeto.
diroccato   part. pass.  di diroccare   agg.  cadente, in rovina: un vecchio castello diroccato. 
dirocciare   v. intr.  [io diròccio ecc. ; aus. essere], dirocciarsi v. rifl.  (ant.) precipitare di roccia in roccia: lor corso in questa valle si diroccia  (dante inf.  xiv, 115).
dirompente   part. pres.  di dirompere   agg.    • 1 •   che spezza | bomba dirompente, quella che, scoppiando, lancia schegge all'intorno; esplosivo dirompente, ad alta velocità di esplosione | frutto dirompente, (bot.) frutto secco che, una volta maturo, si divide in più pezzi contenenti ciascuno un seme    • 2 •   (fig.) sconvolgente, esplosivo: una notizia dirompente. 
dirompenza   s.f.  l'essere dirompente (anche fig.).
dirompere   v. tr.  [coniugato come rompere] (ant.)    • 1 •   spezzare, maciullare: da ogni bocca dirompea co' denti / un peccatore, a guisa di maciulla  (dante inf.  xxxiv, 55-56)    • 2 •   (fig.) fiaccare | v. intr.  [aus. essere] (lett.) prorompere: dirompere in lacrime. 
dirompimento   s.m.  (non com.) il dirompere, l'essere dirotto.
dirottamento   s.m.  il dirottare, l'essere dirottato; si dice soprattutto di azioni delittuose che costringono mezzi di trasporto (spec. aerei e navi) a deviare dalla loro rotta.
dirottare   v. tr.  [io dirótto ecc.] far deviare dalla rotta prevista: dirottare un aereo, una nave  | (estens.) incanalare verso un'altra direzione: il traffico è stato dirottato verso la tangenziale  | v. intr.  [aus. avere] cambiare rotta.
dirottatore   s.m.  [f. -trice] chi, spec. per motivi politici, compie un dirottamento con la minaccia delle armi.
dirotto   agg.    • 1 •   impetuoso e abbondante: pianto dirotto  | a dirotto, abbondantemente e con forza (detto spec. di pioggia): piove a dirotto    • 2 •   (lett.) spezzato, rotto | (fig.) spossato, abbattuto    • 3 •   (lett.) dirupato, scosceso: posersi a seder sulle dirotte / ripe  (leopardi paralipomeni) § dirottamente avv.  a dirotto, irrefrenabilmente.
dirozzamento   s.m.  il dirozzare, il dirozzarsi, l'essere dirozzato.
dirozzare   v. tr.  [io diró zz o ecc.]    • 1 •   sgrossare, sbozzare: dirozzare un marmo    • 2 •   (fig.) ingentilire, rendere meno rozzo: dirozzare i costumi di un popolo  | dirozzarsi v. rifl.  raffinarsi, ingentilirsi.
dirozzatore   agg.  e s.m.  [f. - trice] che, chi dirozza (anche fig.).
dirt-track  dirt-track s.m. invar.  breve pista ovale con manto superficiale di cenere o polvere di carbone su cui si svolgono speciali gare motociclistiche.
dirubare   v. tr.  (ant.) derubare.
dirugginare   v. tr.  [io dirùggino ecc.] (non com.) dirugginire.
dirugginio   s.m.  (non com.) rumore stridente prodotto dirugginendo un ferro o sfregando due ferri tra loro.
dirugginire   v. tr.  [io dirugginisco, tu dirugginisci ecc.] (non com.)    • 1 •   liberare dalla ruggine: dirugginire un metallo    • 2 •   (fig.) riattivare, rimettere in funzione: dirugginire le idee  | dirugginire i denti, farli stridere, arrotarli, digrignarli.
dirupamento   s.m.  (non com.) il dirupare, il diruparsi | dirupo.
dirupare   v. tr.  (ant.) gettare da una rupe | v. intr.  [aus. essere], diruparsi v. rifl.  (rar.)    • 1 •   precipitare da una rupe o dall'alto    • 2 •   essere scosceso.
dirupato   part. pass.  di dirupare   agg.  scosceso, impervio: terreno dirupato   s.m.  (ant.) dirupo.
dirupo   s.m.  luogo roccioso e scosceso; precipizio.
diruto   agg.  (lett.)    • 1 •   diroccato, cadente: le mura dirute di lodi  (carducci)    • 2 •   scosceso, dirupato.
diruttore   o disruttore [dis-rut-tó-re], agg.  e s.m.  (aer.) si dice di dispositivo che ha lo scopo di rompere l'andamento regolare di una corrente; in partic. si dice della piastra o griglia che si fa sporgere dalla superficie dell'ala con funzione di freno aerodinamico o di elemento deportante: alettone diruttore; diruttore di portanza. 
dis-  dis- (1) o di- (davanti a consonante sonora), prefisso che continua il lat. di°s-, è presente in parole composte derivate dal latino o di formazione moderna; indica per lo più contrasto, negazione, opposizione (discontinuità, disonesto), dispersione (distribuire, disperdere), separazione (distogliere, divaricare), ma può anche avere valore intensivo (dissimulare); nella terminologia scientifico-tecnica può indicare processo inverso (disassorbimento, disgelare) [ ⇨ s-].
dis-  dis- (2) prefisso con valore peggiorativo, dal gr. dys-, è presente in parole composte di origine greca o di formazione moderna, spec. della terminologia medica; indica alterazione, cattivo funzionamento (dispnea, disfunzione) [ ⇨ s-].
disabbellire   v. tr.  [io di sabbellisco, tu di sabbellisci  ecc.] (lett.) privare della bellezza, rendere meno bello | disabbellirsi v. rifl.  (lett.) imbruttirsi, perdere in bellezza: si disabbelliscono... i sogni della ricchezza  (manzoni p. s.  viii).
disabbigliare   v. tr.  [io di sabbìglio  ecc.] (non com.) svestire, spogliare, denudare | disabbigliarsi v. rifl.  spogliarsi.
disabile   agg.  e s.m.  e f.  che, chi manca di alcune capacità fisiche o mentali; handicappato.
disabilitare   v. tr.  [io di sabìlito  ecc.] privare della possibilità o della capacità di adempiere particolari compiti o funzioni: disabilitare un apparecchio telefonico alle comunicazioni interurbane. 
disabitato   agg.  non abitato, privo di abitanti: una casa disabitata; un paese disabitato. 
disabituare   v. tr.  [io di sabìtuo  ecc.] far perdere un'abitudine | disabituarsi v. rifl.  o intr. pron.  perdere un'abitudine.
disabitudine   s.f.  il disabituarsi; perdita di un'abitudine.
disaccaridasi   s.f.  (biol.) enzima che scinde le due molecole di cui sono composti i disaccaridi.
disaccaride   meno com. bisaccaride, s.m.  (chim.) glucide che risulta dalla condensazione di due molecole di monosaccaride (p. e.  il saccarosio).
disaccentare   v. tr.  [io di saccènto  ecc.] privare dell'accento.
disaccetto   agg.  (lett.) sgradito, non accetto.
disacconcio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.) inadatto, non acconcio § disacconciamente avv. 
disaccoppiare   v. tr.  [io di saccòppio  ecc.] dividere cose che sono accoppiate | in elettrotecnica, eliminare l'accoppiamento tra due circuiti in modo che non vi sia trasferimento di energia dall'uno all'altro.
disaccordare   v. tr.  [io di saccòrdo  ecc.] (mus.) privare dell'accordo | disaccordarsi v. rifl.  perdere l'accordo, essere discordante (detto per lo più di strumenti musicali, suoni, colori).
disaccordo   s.m.  mancanza di accordo; dissenso, discordia: essere, trovarsi in disaccordo su qualcosa. 
disacerbare   v. tr.  [io di sacèrbo  ecc.] (lett.) addolcire, lenire, mitigare: come l'avaro che 'n cercar tesoro / con diletto l'affanno disacerba  (petrarca canz.  cxc, 7-8) | disacerbarsi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   (rar.) giungere a maturazione (detto di frutti)    • 2 •   (fig.) divenire meno aspro, duro; placarsi: perché cantando il duol si disacerba  (petrarca canz.  xxiii, 4).
disacidare   v. tr.  [io di sàcido  ecc.] togliere l'acidità, rendere privo di acidità: disacidare il vino. 
disacidificazione   s.f.  il rendere privo di acidità perdita di acidità.
disacidire   v. tr.  [io di sacidisco, tu di sacidisci  ecc.] disacidare.
disacusia   s.f.  (med.) indebolimento dell'udito.
disadattamento   s.m.  (psicol.) mancato adattamento; incapacità di adattarsi a determinati ambienti o situazioni | disadattamento sociale, il non essere in grado di stabilire o di mantenere le normali relazioni sociali.
disadattare   v. tr.  (non com.) rendere disadattato.
disadattato   agg.  e s.m.  [f. -a] (psicol.) si dice di persona che non si è adattata all'ambiente sociale, con il quale vive in costante conflitto.
disadatto   agg.    • 1 •   non adatto, inadatto, inadeguato: un abito disadatto a una cerimonia    • 2 •   incapace; non idoneo: una persona disadatta ai compiti che le sono stati affidati  § disadattamente avv.  (rar.).
disaddobbare   v. tr.  [io di saddòbbo  ecc.] privare degli addobbi, degli ornamenti.
disadornare   v. tr.  [io di sadórno  ecc.] (non com.) privare degli ornamenti; rendere meno adorno, meno bello.
disadorno   agg.  privo di ornamenti; spoglio, semplice: locale disadorno; stile disadorno. 
disaerare   v. tr.  [io di sàero  ecc.] (tecn.) privare un liquido dell'aria in esso contenuta | eliminare da un serbatoio, da una conduttura l'aria infiltratasi.
disaeratore   s.m.  (tecn.) apparecchio per disaerare.
disaerazione   s.f.  (tecn.) operazione del disaerare.
disaffezionare   v. tr.  [io di saffezióno  ecc.] (lett.) far perdere l'affetto, l'attaccamento: disaffezionare gli animi dallo, allo studio  | disaffezionarsi v. rifl.  (lett.) perdere l'affetto, l'attaccamento per una persona o una cosa: disaffezionarsi da, a un amico. 
disaffezionato   part. pass.  di disaffezionare   agg.  (lett.) privo di partecipazione affettiva, di attaccamento: essere disaffezionato agli studi, al proprio lavoro  § disaffezionatamente avv. 
disaffezione   s.f.  (lett.) perdita o diminuzione di affetto, di attaccamento per qualcuno o qualcosa: disaffezione ai parenti, agli studi. 
disagevole   agg.  non agevole, scomodo; pieno di difficoltà: un viaggio, una strada disagevole; trovarsi in posizione disagevole  § disagevolmente avv. 
disagevolezza   s.f.  (non com.) l'essere disagevole.
disaggio   s.m.  (fin.) differenza in meno del valore reale di una moneta cartacea rispetto al suo valore nominale; anche la differenza in meno tra il valore nominale di un titolo di credito e il suo prezzo.
disaggradare   v. intr.  [usato solo nella terza pers. sing. dei tempi semplici] (antiq.) riuscire sgradito, dispiacere: ciò le disaggrada. 
disaggradevole   agg.  (antiq.) sgradevole, spiacevole § disaggradevolmente avv. 
disaggregare   v. tr.  [io di saggrègo, tu di saggrèghi  ecc.] separare ciò che era aggregato; disgregare | disaggregarsi v. rifl.  separarsi, dividersi.
disaggregazione   s.f.  il disaggregare, il disaggregarsi, l'essere disaggregato.
disagguaglianza   s.f.  (ant.) disuguaglianza.
disagguagliare   v. tr.  [io di sagguàglio  ecc.] (ant.) rendere disuguale: solo la povertà e le ricchezze ci disagguagliano  (machiavelli).
disagiare   v. tr.  [io di sàgio  ecc.] (non com.) privare di agio, scomodare; mettere a disagio: vattene omai: non vo' che più t'arresti; / ché la tua stanza mio pianger disagia  (dante purg.  xix, 139-140) | disagiarsi v. rifl.  (non com.) soffrire disagi; scomodarsi.
disagiato   agg.  privo di agi, di comodità: un'abitazione, una sede disagiata  | pieno di stenti; misero: una vita disagiata; trovarsi in condizioni disagiate  § disagiatamente avv. 
disagio   s.m.    • 1 •   mancanza di agi, di comodità condizione o situazione incomoda: sopportare molti disagi; una vita piena di disagi    • 2 •   imbarazzo: sentirsi, trovarsi, mettere a disagio    • 3 •   (ant.) mancanza di cosa utile, necessaria.
disagioso   agg.  (rar.) disagevole, scomodo § disagiosamente avv. 
disagrire   v. tr.  [io di sagrisco, tu di sagrisci  ecc.] togliere l'acido al vino addolcendolo con polvere di carbonato di calcio.
disaiutare   v. tr.  (ant.) privare di aiuto, ostacolare.
disaiuto   s.m.  (ant.) impedimento, danno, ostacolo.
disalberare   v. tr.  [io di sàlbero  ecc.]    • 1 •   (mar.) privare degli alberi una nave    • 2 •   (non com.) diboscare.
disallineamento   s.m.  il disallineare, l'essere disallineato.
disallineare   v. tr.  [io di sallìneo  ecc.] disporre su linee diverse ciò che era allineato | in radiotecnica, disporre due o più circuiti oscillanti su frequenze diverse per evitare che abbiano la stessa frequenza di risonanza.
disalloggiare   v. tr.  [io di sallòggio  ecc.] (ant.) fare uscire dagli alloggiamenti militari' (estens.) mandare via, sfrattare; sloggiare | v. intr.  [aus. avere] uscire dagli alloggiamenti militari.
disalveare   v. tr.  [io di sàlveo  ecc.] trasferire un corso d'acqua dal suo alveo naturale in un altro | v. intr.  [aus. essere] uscire dall'alveo (detto di corsi d'acqua): tredici giorni che piove; i fiumi sono disalveati  (foscolo epistolario).
disamabile   agg.  (rar.) non amabile; odioso, insopportabile.
disamara   s.f.  (bot.) frutto secco indeiscente costituito dall'unione di due samare.
disamare   v. tr.  (non com.) non amare più, cessare d'amare; avere o prendere in avversione: disamare lo studio. 
disambientato   agg.  che si trova a disagio in un ambiente nuovo.
disambiguare   v. tr.  [io di sambìguo  ecc.] (ling.) togliere ambiguità a una parola o a una frase.
disameno   agg.  (rar.) non ameno; spiacevole.
disamina   s.f.  esame attento, accurato: sottoporre a disamina un argomento. 
disaminare   v. tr.  [io di sàmino  ecc.] (non com.) sottoporre a un attento esame: disaminare una questione. 
disamistà   o disamistade, disamistate, s.f.  (ant.) inimicizia.
disamoramento   s.m.  il disamorarsi; perdita di attaccamento, di interesse.
disamorare   v. tr.  [io di samóro  ecc.] far perdere l'amore, l'interesse per una persona o una cosa: disamorare qualcuno dal lavoro  | disamorarsi v. rifl.  perdere l'amore, l'interesse per una persona o una cosa: disamorarsi dalla famiglia. 
disamorato   part. pass.  di disamorare   agg.  privo d'amore, d'interesse: una persona disamorata di tutto  § disamoratamente avv. 
disamore   s.m.  mancanza d'amore; indifferenza, disinteresse: mostrare disamore per la famiglia. 
disamorevole   agg.  (non com.) non amorevole, che mostra disamore.
disamorevolezza   s.f.  (non com.) mancanza di amorevolezza.
disancoramento   s.m.  il disancorare, il disancorarsi (spec. fig.); perdita di un vincolo, di un legame.
disancorare   v. tr.  [io di sàncoro  ecc.]    • 1 •   liberare dall'ancora: disancorare una nave    • 2 •   (fig.) rendere autonomo, liberare da un vincolo, da un legame: disancorare la lira dal dollaro  | disancorarsi v. rifl.    • 1 •   sciogliersi, liberarsi dall'ancora (detto di natante)    • 2 •   (fig.) staccarsi, sganciarsi: disancorarsi dalle consuetudini familiari. 
disanimare   v. tr.  [io di sànimo  ecc.] (non com.) far perdere d'animo, scoraggiare: disanimare qualcuno da un proposito  | disanimarsi v. rifl.  perdersi d'animo: disanimarsi per i troppi ostacoli. 
disanimato   part. pass.  di disanimare   agg.    • 1 •   (lett.) scoraggiato: lo stuol... / disanimato e mesto  (caro)    • 2 •   (ant.) esanime: quando disanimato il corpo giace  (dante purg.  xv, 135) § disanimatamente avv.  senza fervore, senza fiducia.
disappagato   agg.  inappagato, insoddisfatto, deluso.
disappaiare   v. tr.  [io di sappàio  ecc.] (rar.) spaiare.
disappannare   v. tr.  pulire una superficie lucida o trasparente eliminando ciò che l'appanna: disappannare i vetri. 
disappassionare   v. tr.  [io di sappassióno  ecc.] (rar.) far perdere o diminuire la passione, l'entusiasmo | disappassionarsi v. rifl.  liberarsi da una passione; perdere l'entusiasmo, l'interesse per qualcosa.
disappetente   agg.  che non ha appetito; inappetente.
disappetenza   s.f.  mancanza di appetito, inappetenza.
disapplicare   v. tr.  [io di sàpplico, tu di sàpplichi  ecc.] (non com.) non applicare: disapplicare una norma  | distogliere: disapplicare l'animo da qualcosa  | disapplicarsi v. rifl.  (non com.) cessare di applicarsi; non dedicarsi più: disapplicarsi dagli studi. 
disapplicazione   s.f.  (non com.)    • 1 •   mancanza di applicazione; negligenza    • 2 •   il non applicare o rispettare norme, regolamenti, prescrizioni.
disapprendere   v. tr.  [coniugato come prendere] (non com.) dimenticare le nozioni apprese; disimparare.
disapprovare   v. tr.  [io di sappròvo  ecc.] non approvare, biasimare, riprovare (anche assol.): disapprovare un comportamento; disapprovare con un cenno del capo. 
disapprovazione   s.f.  il disapprovare; biasimo, riprovazione: scuotere il capo in segno di disapprovazione. 
disappunto   s.m.  senso di delusione o di stizza dovuto a un contrattempo, a un impedimento imprevisto: mostrare, celare il proprio disappunto; con vivo disappunto. 
disarcionare   v. tr.  [io di sarcióno  ecc.]    • 1 •   gettare giù dall'arcione: il cavallo imbizzarrito disarcionò il cavaliere    • 2 •   (fig.) allontanare qualcuno da una carica in modo brusco.
disargentare   v. tr.  [io di sargènto  ecc.] levare lo strato d'argento che ricopre una superficie metallica.
disarmamento   s.m.  (antiq.) disarmo.
disarmante   part. pres.  di disarmare   agg.  che è così semplice e ingenuo da far venir meno ogni ostilità nei suoi confronti: sorriso disarmante  | scoraggiante, sconfortante: un'indifferenza disarmante. 
disarmare   v. tr.    • 1 •   privare delle armi o dei mezzi di offesa e di difesa: disarmare un prigioniero, una fortificazione    • 2 •   (fig.) togliere l'aggressività, la volontà di reagire: la sua flemma li ha disarmati    • 3 •   (mar.) togliere una nave dal servizio attivo, asportandone eventualmente parte delle dotazioni e apparecchiature | disarmare i remi, levarli dalle scalmiere e collocarli nell'interno dell'imbarcazione    • 4 •   (edil.) liberare una costruzione dalle armature: disarmare un ponte, una volta    • 5 •   (teat.) schiodare dai telai di sostegno la tela o la carta sulla quale è dipinta la scena | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   ridurre gli armamenti, in vista di una politica di pace    • 2 •   (fig.) cedere, arrendersi: non disarmare di fronte alle difficoltà. 
disarmato   part. pass.  di disarmare   agg.    • 1 •   privato delle armi; sprovvisto di armi    • 2 •   (fig.) indifeso, inerme: essere disarmato di fronte alla vita. 
disarmatore   s.m.  operaio addetto a liberare dalle armature costruzioni, gallerie di miniere ecc.
disarmo   s.m.    • 1 •   il disarmare, l'essere disarmato: il disarmo dei prigionieri; il disarmo di un ponte, di una nave    • 2 •   riduzione o abolizione degli armamenti, in vista di una politica di pace: conferenza sul disarmo; campagna per il disarmo. 
disarmonia   s.f.  mancanza di armonia, disaccordo (anche fig.): disarmonia di suoni, di colori; disarmonia di caratteri, di opinioni. 
disarmonico   agg.  [pl. m. -ci] non armonico, privo di armonia: incontro disarmonico di colori; frasi disarmoniche  § disarmonicamente avv. 
disarmonizzare   v. tr.  (rar.) rendere disarmonico | v. intr.  [aus. avere] (rar.) non armonizzare.
disarticolare   v. tr.  [io di sartìcolo  ecc.]    • 1 •   lussare, slogare: nell'incidente mi sono disarticolato la spalla    • 2 •   (med.) asportare chirurgicamente un arto o un suo segmento amputandolo in corrispondenza di un'articolazione    • 3 •   (fig.) scomporre, disgregare | disarticolarsi v. rifl.    • 1 •   lussarsi, slogarsi    • 2 •   (fig.) disgregarsi, perdere compattezza o consistenza.
disarticolato   part. pass.  di disarticolare   agg.    • 1 •   lussato, slogato: braccio disarticolato    • 2 •   (fig.) privo di unità e di coerenza: discorso disarticolato    • 3 •   (fig. ling.) incerto nell'articolazione, indistinto: suono disarticolato  § disarticolatamente avv.  in modo frammentario, poco coerente.
disarticolazione   s.f.  il disarticolare, il disarticolarsi, l'essere disarticolato.
disartria   s.f.  (med.) disturbo nell'articolazione delle parole dovuto ad alterazione dei processi nervosi che controllano il linguaggio.
disascondere   v. tr.  [io di sascóndo  ecc.] (ant.) rendere chiaro; mostrare qualcosa che prima era nascosta | disascondersi v. rifl.  (lett.) manifestarsi, rivelarsi.
disasprire   v. tr.  [io di sasprisco, tu di sasprisci  ecc.]    • 1 •   togliere o ridurre l'asprezza al vino    • 2 •   (fig. lett.) lenire, addolcire: disasprire il dolore, gli animi. 
disassimilazione   s.f.  (biol.) catabolismo.
disassociare   v. tr.  [io di sassòcio  ecc.] (non com.) separare, dividere, dissociare | disassociarsi v. rifl.  e intr. pron.  dissociarsi, distaccarsi, spec. da un gruppo, un'organizzazione, un'associazione | riferito a cose, disgregarsi.
disassorbimento   s.m.  (chim. fis.) fenomeno per cui un componente assorbito da un solido o da un liquido si libera da questo per riscaldamento o per un'altra causa.
disassortito   agg.  si dice di oggetti in vendita di cui non è più disponibile l'intero assortimento: un campionario disassortito. 
disassuefare   v. tr.  [coniugato come assuefare] (non com.) far perdere l'assuefazione, disabituare | disassuefarsi v. rifl.  perdere l'assuefazione, l'abitudine.
disassuefazione   s.f.  (non com.) il disassuefare, il disassuefarsi.
disastrare   v. tr.  (non com.) danneggiare disastrosamente.
disastrato   part. pass.  di disastrare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha subito un disastro: i (cittadini) disastrati dal sisma. 
disastrevole   agg.  (non com.) disastroso.
disastro   s.m.    • 1 •   calamità, catastrofe; per estens., grave danno: disastro naturale, ecologico; i disastri della guerra  | è un disastro, (fig. fam.) si dice di persona o cosa che per qualche ragione appare criticabile, che è piena di difetti    • 2 •   grave incidente, che arrechi danni di vaste proporzioni o provochi la morte di molte persone: disastro aereo, ferroviario  | (dir.) delitto contro l'incolumità pubblica che consiste nell'attentare, anche colposamente, alla sicurezza dei pubblici trasporti    • 3 •   (estens.) grande confusione: i bambini hanno fatto un disastro nella loro stanza    • 4 •   (fig.) fallimento completo: la campagna pubblicitaria si è rivelata un disastro. 
disastroso   agg.    • 1 •   che produce disastri; che costituisce un disastro: una guerra disastrosa; le disastrose conseguenze del terremoto    • 2 •   pieno di contrarietà, di guai; che non ha un buon esito, che riesce male; pessimo, assolutamente negativo: una giornata disastrosa; un risultato disastroso  § disastrosamente avv. 
disatomizzare   v. tr.  denuclearizzare.
disatomizzazione   s.f.  il disatomizzare, l'essere disatomizzato; denuclearizzazione.
disattendere   v. tr.  [coniugato come tendere]    • 1 •   (burocr.) non applicare, non osservare: disattendere una norma, una prescrizione  | non accogliere: disattendere una domanda    • 2 •   (estens.) non ascoltare, non seguire: disattendere un consiglio  | deludere: disattendere le aspettative. 
disattento   agg.  non attento; sbadato, distratto: uno scolaro disattento; una lettura disattenta  § disattentamente avv. 
disattenzione   s.f.  l'essere disattento; mancanza di attenzione: sbagliare per disattenzione  | errore, lacuna, svista causati da scarsa attenzione: la traduzione è piena di disattenzioni. 
disattivare   v. tr.  rendere inattivo, far cessare temporaneamente di funzionare: disattivare un servizio, un circuito  | disattivare una mina, un congegno esplosivo, renderli innocui privandoli del dispositivo che li farebbe esplodere.
disattivazione   s.f.  il disattivare; interruzione del funzionamento: la disattivazione di un impianto. 
disattrezzare   v. tr.  [io di sattrézzo  ecc.] privare dell'attrezzatura o delle attrezzature; in partic., togliere a una nave l'attrezzatura velica, disarmarla.
disautorare   v. tr.  [io di sàutoro  ecc.] (lett.) privare dell'autorità, del credito; esautorare.
disautorizzare   v. tr.  (rar.) privare dell'autorizzazione | esautorare.
disavanzare   v. intr.  [aus. avere] (rar.)    • 1 •   rimetterci, scapitare    • 2 •   detto di denaro, formare disavanzo.
disavanzo   s.m.  (fin.) eccedenza delle uscite rispetto alle entrate: bilancio chiuso in disavanzo; il disavanzo commerciale di uno stato, il saldo negativo tra esportazioni e importazioni.
disavvantaggiarsi   v. rifl.  [io mi di savvantàggio  ecc.] (non com.) perdere un vantaggio; venire a trovarsi in svantaggio.
disavvantaggio   s.m.  (non com.) svantaggio, perdita.
disavvedutezza   s.f.  l'essere disavveduto; mancanza di avvedutezza: agì così per disavvedutezza  | errore, svista causati da mancanza di avvedutezza: è stata una disavvedutezza. 
disavveduto   agg.  non avveduto, privo di avvedutezza; malaccorto: un uomo del tutto disavveduto  § disavvedutamente avv. 
disavvenente   agg.  (non com.) privo di avvenenza, di bellezza; per estens., sgradevole, spiacevole.
disavvenenza   s.f.  (non com.) l'essere disavvenente.
disavventura   s.f.  evento sfortunato, disgrazia, contrarietà: incontrare una disavventura; narrare le proprie disavventure  | per disavventura, per disgrazia, per cattiva sorte.
disavventurato   agg.  (ant.) sfortunato, sventurato: e così il suo disavventurato amore ebbe termine  (boccaccio dec.  iv, 5) § disavventuratamente avv.  sventuratamente.
disavvertenza   s.f.  mancanza di avvertenza, sbadataggine: fare una cosa per disavvertenza  | (estens.) svista, errore causati da mancanza di avvertenza: una piccola disavvertenza. 
disavvertito   agg.  (non com.) disattento, sbadato § disavvertitamente avv.  per disavvertenza; sbadatamente.
disavvezzare   v. tr.  [io di savvézzo  ecc.] distogliere da un'abitudine, disabituare: disavvezzare qualcuno dal vizio del fumo  | disavvezzarsi v. rifl.  perdere l'abitudine, disabituarsi.
disavvezzo   agg.  non avvezzo, disabituato: disavvezzo alle fatiche. 
disazotare   v. tr.  [io disazòto  ecc.] (chim.) sottrarre azoto da una sostanza.
disbarazzare   v. tr.  (non com.) sbarazzare.
disbarcare   v. tr.  [io di sbarco, tu di sbarchi  ecc.] (non com.) sbarcare.
disbasia   s.f.  (med.) difetto di coordinazione nella deambulazione.
disbassare   v. tr.  (non com.) sbassare, abbassare.
disborsare   v. tr.  [io di sbórso  ecc.] (non com.) sborsare.
disborso   s.m.  (non com.) esborso di denaro | somma pagata per altri, che deve essere rimborsata: essere, trovarsi in disborso, non aver ancora ricevuto il rimborso delle spese sostenute.
disboscare   e deriv.   ⇨ diboscare e deriv. 
disbramare   v. tr.  (ant.) saziare una brama, un desiderio: tant'eran li occhi miei fissi e attenti / a disbramarsi la decenne sete  (dante purg.  xxxii, 1-2).
disbrigare   v. tr.  [io di sbrigo, tu di sbrighi  ecc.]    • 1 •   (ant.) liberare da ciò che impaccia; sbrogliare    • 2 •   risolvere, sbrigare: disbrigare un affare  | disbrigarsi v. rifl.  (lett.) liberarsi da un impaccio, da un impedimento; sbrogliarsi.
disbrigo   s.m.  [pl. -ghi] compimento, esecuzione di un'incombenza, di un lavoro, di un affare e sim.: disbrigo della corrispondenza, di una pratica. 
disbrogliare   v. tr.  [io di sbròglio  ecc.] (non com.) sbrogliare.
disbulia   s.f.  (med.) denominazione generica di qualsiasi turba della volontà.
discacciamento   s.m.  (non com.) il discacciare, l'essere discacciato.
discacciare   v. tr.  [io discàccio ecc.] (lett.) scacciare, mandar via.
discagliare   v. tr.  [io discàglio ecc.] (non com.) disincagliare.
discale   agg.  (med.) del disco: ernia discale. 
discalzare   v. tr.  (non com.) scalzare.
discantare   v. intr.  [aus. avere] (mus.) comporre o eseguire un discanto.
discantista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mus.)    • 1 •   chi compone discanti    • 2 •   chi esegue un discanto    • 3 •   chi fa la parte del soprano in un complesso polifonico.
discanto   s.m.  (mus.)    • 1 •   tipo di polifonia medievale in cui le voci procedono in modo che se una sale l'altra discende e viceversa    • 2 •   parte soprana di una polifonia o di un complesso polifonico | in una famiglia di strumenti, quello con il registro più acuto.
discapitare   v. intr.  [io discàpito ecc. ; aus. avere] (non com.) scapitare.
discapito   s.m.  scapito, danno: tornare a proprio discapito. 
discarcare    ⇨ discaricare.
discarica   s.f.    • 1 •   l'insieme delle operazioni di scarico delle merci da una nave mercantile    • 2 •   scarico di rifiuti: divieto di discarica  | luogo in cui vengono abbandonati materiali di rifiuto: una discarica comunale. 
discaricare   ant. discarcare, v. tr.  [io discàrico, tu discàrichi ecc.] scaricare (spec. fig.): discaricare da una colpa, da un obbligo. 
discarico   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (non com.) scarico: il discarico della merce    • 2 •   (fig.) discolpa, giustificazione: parlare a proprio discarico; prove a discarico, testimoni a discarico, quelli che testimoniano a favore dell'accusato.
discarnare   v. tr.  (ant.) scarnare | discarnarsi v. rifl.  (ant.) divenire scarno, magro: che 'l male ond'io nel volto mi discarno  (dante inf.  xxx, 69).
discaro   agg.  (antiq.) spiacevole, sgradito (spec. in formule di cortesia): non vi sia discaro rispondermi. 

discatenare   v. tr.  [io discaténo ecc.] (non com.) scatenare.
discavalcare   v. tr.  [io discavalco, tu discavalchi ecc.] (non com.) scavalcare; disarcionare | v. intr.  (aus. essere) smontare da cavallo.
discedere   v. intr.  [io discèdo ecc. ; aus. essere] (ant.) allontanarsi, partire.
discendente   part. pres.  di discendere   agg.  che procede dall'alto al basso, oppure dal grande al piccolo, dall'acuto al grave ecc.: ordine, senso discendente  | corsa discendente, nelle linee dei trasporti urbani, quella che va dalla periferia al centro | dittongo discendente, (ling.) quello in cui la vocale sillabica è la prima (p. e. ai  di làico) | ritmo discendente, nella metrica classica, quello in cui i tempi forti precedono i tempi deboli | scala discendente, (mus.) che va dai suoni più acuti ai suoni più gravi | lettera discendente, (tip.) ogni lettera con un'asta che discende al di sotto della riga (p. e. p, q)  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi discende da qualcuno per vincolo di sangue | i discendenti di adamo, l'umanità    • 2 •   (edil.) condotto verticale per lo scarico delle acque piovane e dei rifiuti idrosanitari degli appartamenti di un edificio.
discendenza   s.f.    • 1 •   relazione tra un individuo e i suoi antenati: vantare una discendenza illustre    • 2 •   l'insieme dei discendenti: una numerosissima discendenza. 
discendere   v. intr.  [coniugato come scendere; aus. essere]    • 1 •   scendere, andare verso il basso: discendere a valle  | calare, digradare: il pendio discende fino al fiume    • 2 •   smontare da un mezzo di locomozione: discendere dal treno, dall'autobus; discendere da una nave, sbarcare    • 3 •   avere origine: discendere da una nobile famiglia    • 4 •   (fig.) venire come conseguenza, derivare: ne discende che... | v. tr.  scendere: discendere le scale. 
discenderia   s.f.  in una miniera, passaggio a forte pendenza che mette in comunicazione due ripiani a diverso livello.
discensionale   agg.  (fis.) si dice di una spinta o di un moto volto verso il basso; si oppone ad ascensionale. 
discensione   s.f.  (rar.) discesa.
discensivo   agg.  (non com.) discendente, che tende a discendere: movimento discensivo. 
discensore   s.m.    • 1 •   (antiq.) chi discende    • 2 •   in alpinismo e in speleologia, attrezzo usato per realizzare una discesa controllata lungo le corde.
discente   s.m.  e f.  chi impara; alunno, allievo: il docente e i discenti  | usato anche come agg.  : chiesa discente, (teol.) l'insieme dei fedeli ammaestrati dalla chiesa docente.
discentrare   v. tr.  [io discèntro ecc.]    • 1 •   (non com.) togliere, allontanare dal centro    • 2 •   (antiq.) decentrare | discentrarsi v. rifl.  uscire dal centro.
discepolanza   s.f.  (lett.)    • 1 •   la condizione dei discepoli nei confronti del maestro | l'insieme dei discepoli di un maestro    • 2 •   (estens.) l'atteggiamento di chi si ispira alle idee o alla condotta di una persona che riconosce come autorevole, esemplare: una forma di discepolanza intellettuale. 
discepolato   s.m.  (non com.) la condizione di chi è discepolo; il tempo trascorso in tale condizione.
discepolo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (lett.) allievo, alunno: il maestro e i discepoli  | (antiq.) giovane che apprende un'arte presso una bottega artigiana    • 2 •   (estens.) chi segue l'insegnamento di qualcuno riconosciuto come maestro e ne divulga i principi: platone fu discepolo di socrate  | i discepoli (di cristo), gli apostoli e gli altri seguaci che lo conobbero durante la vita terrena.
discernere   v. tr.  [pres. io discèrno ecc. ; pass. rem. (rar.) io discernéi  o discernètti ecc. ; mancano il part. pass. e i tempi composti] (lett.)    • 1 •   vedere chiaramente: la notte era sì buia e sì oscura che egli non poteva discernere ove s'andava  (boccaccio dec.  ix, 1) | (estens.) distinguere con la vista o con altri sensi: discernere un colore, un odore    • 2 •   (fig.) vedere con l'intelletto: l'errante fantasia mi porta / a discernere il vero  (foscolo le grazie) | distinguere con la mente: discernere il bene dal male. 
discernibile   agg.  (rar.) che si può discernere, distinguibile § discernibilmente avv. 
discernimento   s.m.  capacità di discernere, di giudicare; buon senso, assennatezza: agire con poco discernimento. 
discernitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi discerne.
discerpere   v. tr.  [io discèrpo ecc.] (lett.) strappare, lacerare, svellere.
discervellarsi   v. rifl.  [io mi discervèllo ecc.] (non com.) scervellarsi.
discesa   s.f.    • 1 •   il discendere, il venir giù: discesa a valle  | (estens.) il diminuire, il calare: la discesa del livello delle acque di un fiume; la discesa dei prezzi  | calata, invasione dal nord: la discesa dei barbari    • 2 •   percorso in pendenza, considerato dall'alto verso il basso; china, pendio    • 3 •   (sport) gara di sci con percorso in forte pendenza: discesa libera, senza percorso obbligato; discesa obbligata, slalom | discesa a corda doppia, in alpinismo, metodo di discesa col quale ci si cala nel vuoto scivolando lungo una corda doppiata e assicurata in alto a uno o più chiodi | nei giochi di squadra, azione d'attacco che si distende nella metà campo avversaria.
discesismo   s.m.  (sport) tecnica e specialità della discesa con gli sci.
discesista   s.m.  e f.  [pl. m. - sti] (sport)    • 1 •   sciatore specializzato nelle gare di discesa    • 2 •   corridore ciclista particolarmente abile in discesa.
disceso   part. pass.  di discendere  e agg.  nei sign. del verbo.
discettare   v. tr.  e intr.  [io discètto ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   (lett.) disputare, contendere | (estens.) trattare un argomento    • 2 •   (ant.) contrastare, sopraffare: come subito lampo che discetti / li spiriti visivi  (dante par.  xxx, 46-47).
discettatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi discetta.
discettazione   s.f.    • 1 •   (lett.) trattazione ampia su un argomento    • 2 •   (ant.) contesa.
disceveramento   s.m.  (non com.) sceveramento, separazione.
disceverare   v. tr.  [io discévero ecc.] (non com.) sceverare.
dischetto   s.m.    • 1 •   dim.  di disco    • 2 •   nel calcio, segno circolare sul terreno di gioco, su cui si pone la palla per battere il calcio di rigore: tiro dal dischetto    • 3 •   nelle ferrovie, segnale di deviatoio    • 4 •   (inform.) minidisco, floppy disk.
dischiarare   v. tr.  (ant.) rendere chiaro, chiarire.
dischiavare   (1) v. tr.  (ant.) schiodare | dischiavarsi v. rifl.  staccarsi con forza.
dischiavare   (2) v. tr.  (ant.) aprire con la chiave.
dischiodare   v. tr.  [io dischiòdo ecc.] (non com.) schiodare.
dischiomare   v. tr.  [io dischiòmo ecc] (lett.) privare della chioma strappandola.
dischiudere   v. tr.  [coniugato come chiudere] (lett.)    • 1 •   aprire, schiudere: dischiudere le labbra in, a un sorriso    • 2 •   (fig.) manifestare, svelare: la prova che 'l ver mi dischiude, / son l'opere seguite  (dante par.  xxiv, 100-101) | dischiudersi v. rifl.  (lett.) aprirsi, schiudersi: il fiore si è dischiuso. 
dischiuso   part. pass.  di dischiudere   agg.  (lett) semiaperto, aperto.
disciforme   agg.  (bot.) di forma discoidale.
discignere    ⇨ discingere.
discindere   v. tr.  [coniugato come scindere] (ant.) lacerare, strappare.
discinesia   s.f.  (med.) movimento anormale e involontario dei muscoli del corpo, dovuto ad alterazioni del sistema nervoso | contrazione anormale degli organi a muscolatura liscia: discinesia delle vie biliari. 
discinetico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a discinesia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da discinesia.
discingere   ant. discignere, v. tr.  [coniugato come cingere] (lett.) togliere la cintura, la spada o un'altra cosa che cinga i fianchi: chi ti discinse il brando?  (leopardi all'italia  30).
discinto   part. pass.  di discingere   agg.  con le vesti scomposte e aperte.
disciogliere   lett. disciorre, v. tr.  [coniugato come sciogliere]    • 1 •   (lett.) sciogliere, slegare, liberare (anche fig.)    • 2 •   liquefare, fondere; ridurre in soluzione: disciogliere una sostanza in un liquido  | disciogliersi v. rifl.  sciogliersi, liquefarsi: la neve si disciolse al sole  | v. rifl.  (lett.) liberarsi, slegarsi (anche fig.).
discioglimento   s.m.  (non com.) scioglimento.
disciolto   part. pass.  di disciogliere   agg.  sciolto; che si trova in stato di soluzione: il sale disciolto nell'acqua. 
disciorre    ⇨ disciogliere.
disciplina   s.f.    • 1 •   (lett.) insegnamento, ammaestramento, guida: la disciplina del sacrificio  | materia di studio e di insegnamento: le discipline umanistiche, giuridiche, filosofiche    • 2 •   il complesso delle norme che regolano una convivenza comunitaria (scolastica, di lavoro, militare, religiosa e sim.); l'obbedienza a tali norme: disciplina ferrea, blanda; imporre, mantenere, violare la disciplina  | consiglio, commissione di disciplina, organo di un ente, di un'associazione, di un partito e sim., cui spetta il compito di comminare le sanzioni disciplinari | compagnia di disciplina, (mil.) reparto a cui sono assegnati i militari colpevoli di gravi mancanze    • 3 •   (estens.) controllo dei propri impulsi, spec. in obbedienza a norme morali    • 4 •   mazzo di funicelle usato in passato per la pratica ascetica della flagellazione | (fig. lett.) castigo, penitenza.
disciplinabile   agg.  che si può disciplinare; che può essere sottomesso a una disciplina: un soggetto poco disciplinabile. 
disciplinamento   s.m.  (non com.) il disciplinare, l'essere disciplinato.
disciplinare   (1) v. tr.    • 1 •   piegare, assoggettare, abituare a una disciplina: disciplinare l'esercito, una scolaresca    • 2 •   (estens.) ordinare con norme, leggi, provvedimenti: disciplinare il commercio, il traffico    • 3 •   (fig.) regolare, frenare: disciplinare i propri sentimenti    • 4 •   (ant.) flagellare: disciplinare le carni  | disciplinarsi v. rifl.    • 1 •   imporsi una disciplina    • 2 •   (ant.) flagellarsi: digiunava e disciplinavasi  (boccaccio dec.  iii, 4).
disciplinare   (2) agg.  che concerne la disciplina: norme, provvedimenti, sanzioni disciplinari   s.m.  documento contenente le disposizioni che disciplinano un'attività: un disciplinare di vendita  § disciplinarmente avv.  per quanto concerne la disciplina: una classe disciplinarmente esemplare  | con mezzi disciplinari: punire disciplinarmente. 
disciplinatezza   s.f.  (non com.) l'essere disciplinato.
disciplinato   part. pass.  di disciplinare   agg.    • 1 •   rispettoso della disciplina; ubbidiente: un alunno molto disciplinato    • 2 •   regolato, ordinato: traffico disciplinato   s.m. pl.  nel medioevo, gli appartenenti a confraternite religiose che si flagellavano per penitenza e mortificazione della carne § disciplinatamente avv. 
disciplinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi disciplina.
discissione   s.f.  (med.) separazione.
disc-jockey  disc-jockey loc. sost. m.  e f. invar.  nelle trasmissioni radio-televisive e nelle discoteche, chi seleziona e presenta dischi di musica leggera.
disco   s.m.  [pl. m. -schi]    • 1 •   qualunque oggetto piatto e di forma circolare: un disco d'acciaio  | disco solare, lunare, la figura apparente del sole, della luna piena | disco combinatore, nel telefono, dispositivo provvisto di appositi fori, corrispondenti alle cifre da 0 a 9, col quale si compone il numero desiderato | disco orario, dispositivo che serve a determinare il periodo di sosta autorizzata di un autoveicolo | disco volante, denominazione generica di aeromobili luminosi e di forma appiattita, di presunta origine extraterrestre, che sarebbero stati avvistati nel cielo di molti paesi; ufo. dim. dischetto    • 2 •   (anat.) anello fibroso interposto fra due capi articolari | ernia del disco, (med.) lussazione di un disco compreso tra due corpi vertebrali    • 3 •   disco (fonografico), sottile piastra circolare di materiale plastico sulla quale si registrano, sotto forma di solco a spirale, suoni atti a essere riprodotti da apparecchi fonografici; per estens., il brano musicale che vi è inciso: un disco di musica leggera; incidere, ascoltare un disco  | cambiare disco, (fig. fam.) cambiare discorso    • 4 •   (sport) attrezzo circolare, assottigliato sul bordo, che si lancia in gare di atletica leggera; per estens., la gara stessa | piastra circolare di gomma dura, usata nello hockey su ghiaccio    • 5 •   strumento di segnalazione ferroviaria che, mediante un fascio luminoso colorato, indica ai treni la via libera (disco verde) o impedita (disco rosso) | disco verde, rosso, (fig.) assenza o presenza di ostacoli, di impedimenti    • 6 •   (inform.) disco magnetico, utilizzato negli elaboratori elettronici come supporto per la registrazione dei dati: disco rigido, fisso, hard disk | disco ottico, (elettron.) supporto di memoria a forma di disco, sul quale vengono memorizzate informazioni (suoni, immagini, o dati) mediante un procedimento di tipo ottico.
discobolo   s.m.  [f. -a] atleta lanciatore di disco: il discobolo di mirone, capolavoro della statuaria greca.
discoccare   v. tr.  e intr.  [io discòcco, tu discòcchi ecc. ; aus. dell'intr. essere] (lett.) scoccare.
disco-dance  disco-dance loc. sost. f. invar.  ballo veloce, caratterizzato da movimenti ritmati e figure acrobatiche, in voga nelle discoteche alla fine degli anni settanta | la musica tipica di questo ballo.
discofilo   s.m.  [f. -a] amatore e collezionista di dischi fonografici.
discofori   s.m. pl.  (zool.) lo stesso che irudinei  | sing.  [-o] irudineo.
discoforo   s.m.  nella statuaria classica, atleta che porta un disco.
discoglosso   s.m.  anfibio dei paesi mediterranei simile a una rana, con pelle verde-giallastra a macchie scure orlate di chiaro; è provvisto di una caratteristica lingua discoidale (ord.  anuri).
discografia   s.f.    • 1 •   la tecnica e l'industria della fabbricazione, registrazione e riproduzione di dischi fonografici    • 2 •   elenco di incisioni fonografiche relative a un autore, a un esecutore, a un genere musicale e sim.
discografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la discografia: industria, casa discografica; mercato discografico   s.m.  [f. -a] chi lavora nell'industria discografica; proprietario di una casa discografica.
discoiare    ⇨ discuoiare.
discoidale   agg.  a forma di disco.
discoide   agg.  a forma di disco  s.m.  qualunque oggetto simile a un disco, con facce leggermente convesse; in partic., compressa medicinale in forma di piccolo disco.
discoleggiare   v. intr.  [io discoléggio ecc. ; aus. avere] (non com.) fare il discolo, comportarsi da discolo.
discolia   s.f.  (med.) anomalia nella composizione della bile.
discolibro   s.m.  [pl. dischilibri  o discolibri] libro cui sono aggiunti uno o più dischi a integrazione dell'argomento trattato.
discolo   agg.    • 1 •   ribelle, scapestrato; con sign. più attenuato, vivace, indisciplinato: un uomo discolo e manesco; un bambino discolo  | usato anche come s.m.  [f. -a]: quel discolo di mio figlio ne combina di tutti i colori.  dim. discoletto  accr. discolone  pegg. discolaccio    • 2 •   (ant.) di carattere ombroso; intrattabile, incontentabile    • 3 •   (ant.) rozzo, illetterato.
discolorare   v. tr.  [io discolóro ecc.] (lett.) togliere il colore a qualcosa, o renderlo più tenue; far impallidire | discolorarsi v. rifl.  perdere il colore, impallidire.
discolorire   v. tr.  e intr.  [io discolorisco, tu discolorisci ecc.] (lett.) scolorire, sbiadire.
discolpa   s.f.  il discolpare, il discolparsi; le ragioni addotte per discolparsi: che cosa dirai a tua discolpa?. 
discolpare   v. tr.  [io discólpo ecc.] difendere dall'accusa di una colpa | discolparsi v. rifl.  difendersi da un'accusa, giustificarsi.
disco-mix  disco-mix s.m. invar.  disco che registra musica da discoteca, facendo il mix di più brani e ricercando effetti speciali.
discommettere   v. tr.  [coniugato come mettere] (non com.) disunire, separare, dividere in più parti.
discompagnare   v. tr.  (non com.) scompagnare, separare persone o cose che sono generalmente accoppiate, unite.
discomporre   v. tr.  [coniugato come scomporre] (non com.) disfare, mettere a soqquadro; scompigliare, scomporre.
disco-music  disco-music s.f. invar.  genere di musica leggera con base ritmica molto accentuata, che si suona e si balla soprattutto nelle discoteche.
disconciare   v. tr.  [io discóncio ecc.] (ant.) sconciare, guastare, rovinare | disconciarsi v. rifl.  (ant.) disturbarsi, scomodarsi.
disconcio   s.m.  (ant.)    • 1 •   sconcio    • 2 •   scomodità, aggravio, disagio  agg.  [pl. f. -ce] (ant.) scomposto, sgraziato; inadatto; sproporzionato § disconciamente avv. 
disconfessare   v. tr.  [io disconfèsso ecc.] (lett.) sconfessare.
disconfiggere   v. tr.  [coniugato come sconfiggere] (ant.) sconfiggere, mettere in rotta; per estens., distruggere.
disconfortare   v. tr.  [io disconfòrto ecc.]    • 1 •   (lett.) sconfortare    • 2 •   (ant.) dissuadere, sconsigliare, distogliere qualcuno dal fare qualcosa | disconfortarsi v. rifl.  (lett.) sconfortarsi, perdersi d'animo.
disconforto   s.m.  (ant. , lett.) sconforto, disperazione: anima mia, a che tanto disconforto? / forse temi perir tra immensi guai?  (campanella).
disconnessione   s.f.  il disconnettere, l'essere disconnesso | nella commutazione telefonica automatica, l'operazione che al termine della comunicazione interrompe il collegamento fra gli organi e le linee impegnate.
disconnettere   v. tr.  [coniugato come annettere] (non com.) disgiungere ciò che è connesso, unito, collegato.
disconoscente   part. pres.  di disconoscere   agg.  (lett.) non riconoscente.
disconoscenza   s.f.  (non com.) mancanza di riconoscenza.
disconoscere   v. tr.  [coniugato come conoscere] non riconoscere, rifiutarsi di riconoscere: disconoscere l'utilità di un suggerimento; disconoscere un beneficio, non mostrarsene grato.
disconoscimento   s.m.  il disconoscere, l'essere disconosciuto | disconoscimento di paternità, (dir.) atto con cui si disconosce una presunta paternità.
disconosciuto   part. pass.  di disconoscere   agg.  non riconosciuto, misconosciuto, ignoto: un valore, un merito disconosciuto. 
discontento   agg.  (ant.) malcontento, addolorato  s.m.  (ant.) scontento, sconforto.
discontinuare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   disgregare, indebolire    • 2 •   eseguire in modo discontinuo; interrompere.
discontinuità   s.f.    • 1 •   l'essere discontinuo; mancanza di continuità: la discontinuità di una superficie; discontinuità di stile; applicarsi agli studi con discontinuità  | superfici di discontinuità, (geol.) quelle che separano gli involucri concentrici, di diversa composizione chimica e di diverso stato fisico, che costituiscono il globo terrestre    • 2 •   (mat.) punto in cui una funzione non è continua, perché il limite destro e il limite sinistro esistono ma sono diversi, o perché almeno uno dei due limiti è infinito.
discontinuo   agg.    • 1 •   non continuo, privo di continuità: linea discontinua  | lavoro discontinuo, quello che richiede prestazioni saltuarie ma disponibilità costante entro un dato orario (p. e.  guardia infermieristica, autista d'azienda ecc.)    • 2 •   (fig.) disuguale, irregolare, incoerente: carattere, umore discontinuo; stile discontinuo  | si dice di persona che non mantiene un ritmo, un rendimento costante nello svolgimento di un'attività: essere discontinuo nello studio; un atleta discontinuo    • 3 •   (mat.) che presenta discontinuità: funzione discontinua  § discontinuamente avv. 
disconvenevole   agg.    • 1 •   (lett.) sconvenevole, sconveniente    • 2 •   (ant.) non adatto: onde una voce uscì de l'altro fosso, / a parole formar disconvenevole  (dante inf.  xxiv, 65-66) § disconvenevolmente avv. 
disconveniente   part. pres.  di disconvenire   agg.  (non com.) sconveniente; che non si addice § disconvenientemente avv. 
disconvenienza   s.f.  (ant.)    • 1 •   diversità, dissimiglianza    • 2 •   illogicità, incoerenza    • 3 •   difetto.
disconvenire   v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere] (lett.)    • 1 •   non convenire, non essere d'accordo; dissentire: disconvenire nelle opinioni    • 2 •   non essere adatto, non confarsi: sendo tu grande, / l'esser stizzosa assai ti disconviene  (berni) | in costruzioni impersonali, non essere bene, non addirsi, essere fuori luogo: tra li lazzi sorbi / si disconvien fruttare al dolce fico  (dante inf.  xv, 65-66).
discopatia   s.f.  (med.) qualsiasi malattia a carico di uno o più dischi intervertebrali.
discoperta   s.f.  (ant.) scoperta.
discoperto   part. pass.  di discoprire   agg.  (lett.)    • 1 •   scoperto, sgombro; non protetto    • 2 •   evidente, palese: la nullità poetica del barocchismo è ormai da secoli cosa discoperta  (b. croce).
discoprimento   s.m.  (lett.) scoprimento, scoperta.
discoprire   ant. discovrire, v. tr.  [coniugato come coprire] (lett.)    • 1 •   scoprire; per estens., scorgere, vedere: mille cose sai tu, mille discopri, / che son celate al semplice pastore  (leopardi canto notturno  77-78)    • 2 •   trovare, inventare    • 3 •   rendere noto, far conoscere | discoprirsi v. rifl.  (lett.) scoprirsi, manifestarsi, rivelarsi.
discordante   part. pres.  di discordare   agg.    • 1 •   che non è in accordo; contrastante: colori, testimonianze discordanti    • 2 •   (geol.) si dice di corpo geologico orientato diversamente rispetto alle rocce circostanti    • 3 •   (ant.) posto di fronte, opposto: tra ' discordanti liti  (dante par.  ix, 85) § discordantemente avv. 
discordanza   s.f.    • 1 •   mancanza di accordo: discordanza di suoni, di colori; discordanza di opinioni    • 2 •   (geol.) giacitura di rocce sedimentarie caratterizzata da piani di stratificazione che si incontrano secondo angoli diversi.
discordare   v. intr.  [io discòrdo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   non essere d'accordo, essere diverso: il suo parere discordava dal mio    • 2 •   detto di suoni e colori, stonare, star male insieme: tinte che discordano. 
discorde   agg.  che discorda, che non è in accordo; diverso, opposto: pareri, giudizi discordi; numeri discordi, di segno opposto § discordemente avv. 
discordevole   agg.  (ant.)    • 1 •   diverso, discorde; contrario: li furiosi impeti de li discordevoli venti  (sannazaro)    • 2 •   rissoso, litigioso: naturalmente i pistolesi sono uomini discordevoli, crudeli e selvatichi  (compagni).
discordia   s.f.    • 1 •   mancanza di concordia; disaccordo, dissidio: essere, entrare in discordia con qualcuno; seminare discordia    • 2 •   divergenza di opinioni, di giudizi ecc.; dissenso: discordia di vedute, di intenti. 
discordo   s.m.  tipo di canzone, di origine provenzale, le cui stanze discordano l'una dall'altra per struttura, ritmo, melodia e talora anche lingua.
discorrere   v. intr.  [coniugato come correre; aus. avere]    • 1 •   parlare, conversare: discorrere del più e del meno; discorrere di politica  | fare un gran discorrere di qualcosa, parlarne molto, discutendo e commentando '... e via discorrendo, eccetera    • 2 •   (region.) intrattenersi a parlare con qualcuno con cui si ha una relazione sentimentale; per estens., essere fidanzato con qualcuno: dovevo sposare oggi una giovine, alla quale discorrevo fin da quest'estate  (manzoni p. s.  iii)    • 3 •   (lett.) correre qua e là, diffondersi: vedea nel pian discorrere / la caccia affaccendata  (manzoni adelchi) | v. tr.  (lett.)    • 1 •   percorrere    • 2 •   (fig.) passare in rassegna, scorrere con la mente: col pensier discorre, / dove sia per uscir via più sicura  (ariosto o. f.  xviii, 21).
discorrimento   s.m.  (ant.)    • 1 •   spostamento veloce in varie direzioni: in tanto tumulto e discorrimento di popolo  (boccaccio dec.  ii, 1)    • 2 •   discorso, ragionamento.
discorritore   s.m.  (non com.) chi discorre bene; buon conversatore.
discorsività   s.f.  carattere discorsivo.
discorsivo   agg.    • 1 •   relativo al discorso; che ha carattere di discorso: stile, tono discorsivo, piano, scorrevole | conoscenza discorsiva, (filos.) basata non sull'intuizione, ma sul procedimento razionale che si svolge passando dalle premesse alle conclusioni    • 2 •   (non com.) incline a discorrere § discorsivamente avv.  con procedimento discorsivo | con linguaggio semplice, non formale.
discorso   s.m.    • 1 •   il discorrere; l'argomento di cui si discorre; conversazione, colloquio: cominciare un discorso; cambiare discorso; perder tempo in discorsi  ' entrare in discorso, venire a parlare di un argomento | attaccare discorso, iniziare a parlare, spec. se in modo invadente e inopportuno | lasciar cadere il discorso, non rispondere, non dare seguito a una conversazione | che discorsi!, che cose senza senso!, quante sciocchezze! | pochi discorsi!, poche chiacchiere! | tutti discorsi!, sono soltanto parole! | questo è un altro discorso!, è una cosa del tutto diversa. dim. discorsino, discorsetto  accr. discorsone  pegg. discorsaccio    • 2 •   (ling.) enunciato che si articola in frasi concatenate: discorso diretto, quello che riporta direttamente le parole dette da altri; discorso indiretto, quello nel quale le parole dette da altri sono riportate indirettamente in forma narrativa | parti del discorso, le categorie nelle quali si dividono, in grammatica, le parole di una lingua secondo la loro forma e funzione (p. e. articolo, nome, verbo)    • 3 •   trattazione ordinata e diffusa intorno a un argomento, fatta a voce o per iscritto: un discorso politico; pronunciare, leggere, tenere un discorso  | (ant.) dissertazione, trattato: discorsi sopra la prima deca di tito livio, titolo di un'opera (1513-1521) di n. machiavelli    • 4 •   (fig.) orientamento, tesi: proporre un discorso del tutto nuovo. 
discortese   agg.  (lett.) scortese § discortesemente avv. 
discortesia   s.f.  (lett.) scortesia.
discosceso   agg.  (lett.) scosceso.
discostamento   s.m.  (lett.) il discostare, il discostarsi, l'essere discostato.
discostare   v. tr.  [io discòsto ecc.] (lett.) scostare, allontanare: discostare una sedia dal tavolo  | discostarsi v. rifl.  (lett.) scostarsi, allontanarsi (spec. fig.): discostarsi da un uso, dalla tradizione. 
discosto   agg.  (lett.) separato, lontano (anche fig.): parole discoste dal vero   avv.  lontano, distante | nella loc. prep. discosto da, lontano da: abita poco discosto da me  § discostamente avv.  lontano, distante.
discoteca   s.f.    • 1 •   collezione di dischi fonografici    • 2 •   istituzione pubblica o privata che cura la raccolta e la conservazione di dischi fonografici: la discoteca di stato  | il locale, l'edificio in cui ha sede tale istituzione    • 3 •   locale pubblico in cui si balla al suono di dischi.
discotecario   s.m.  [f. -a] chi cura la raccolta e la conservazione dei dischi in una discoteca.
discount   s.m. invar.  (comm.) esercizio pubblico che vende la merce a prezzi inferiori a quelli correnti sul mercato.
discovrire    ⇨ discoprire.
discrasia   s.f.    • 1 •   (med.) alterazione nella composizione del sangue e di altri liquidi organici    • 2 •   (fig.) condizione di squilibrio, stato di caos (riferito a organismi economici, politici ecc.).
discredere   v. tr.  [coniugato come credere] (non com.) non credere più ciò che si credeva prima | discredersi v. rifl.  (non com.) cambiare opinione; ricredersi.
discreditare   v. tr.  [io discrédito ecc.] (non com.) screditare.
discredito   s.m.  diminuzione o perdita del credito, della stima: cadere in discredito. 
discrepante   part. pres.  di discrepare   agg.  discordante, contrastante, diverso: giudizi, opinioni discrepanti. 
discrepanza   s.f.  disaccordo, diversità, divergenza: discrepanza di idee. 
discrepare   v. intr.  [io dìscrepo ecc. ; aus. avere] (lett.) essere diverso, contrastante.
discretezza   s.f.  discrezione, moderazione, riserbo.
discretivo   agg.  (lett.) che serve a distinguere, a discernere: facoltà discretiva. 
discreto   agg.    • 1 •   prudente, moderato; non importuno, non invadente: essere discreto nel chiedere; una persona discreta    • 2 •   non piccolo, sufficiente: un discreto stipendio  | (iron.) grande, che supera la giusta misura: avere una discreta faccia tosta    • 3 •   non eccessivo; misurato: fare uso discreto degli alcolici    • 4 •   abbastanza buono; soddisfacente: riscuotere un discreto successo; un discreto cantante    • 5 •   (scient.) si dice di grandezza che presenta discontinuità | insieme discreto, (mat.) insieme i cui elementi si possono numerare e sono quindi distinti l'uno dall'altro § discretamente avv.    • 1 •   sufficientemente: uno studente discretamente preparato  | abbastanza bene: di salute sta discretamente    • 2 •   con discrezione: si comporta sempre molto discretamente. 
discrezionale   agg.  affidato alla discrezione, al giudizio personale: criterio discrezionale; margini discrezionali  | (dir.) si dice della facoltà, da parte della pubblica amministrazione o dell'autorità giudiziaria, di decidere in determinati casi secondo valutazioni di opportunità, entro i limiti di massima fissati dalla legge: il potere discrezionale dei giudici  § discrezionalmente avv. 
discrezionalità   s.f.  (dir.) facoltà di decidere e giudicare discrezionalmente.
discrezione   s.f.    • 1 •   facoltà di discernere: queste distinzione e eccezione non si truovano scritte in su' libri, ma bisogna le insegni la discrezione  (guicciardini) | l'età, gli anni della discrezione, in cui si raggiunge la capacità di discernere    • 2 •   facoltà di scegliere; piena libertà, arbitrio: decidere a propria discrezione; essere alla discrezione di qualcuno  | arrendersi, resa a discrezione, rimettendosi all'arbitrio del vincitore    • 3 •   senso di misura; prudenza, tatto, riservatezza: comportarsi con discrezione; persona priva di discrezione. 
discriminante   part. pres.  di discriminare   agg.  (dir.) si dice di circostanza la cui sussistenza impedisce che un fatto, altrimenti costituente reato, sia considerato dalla legge come tale; causa di giustificazione  s.m.  (mat.) nella formula risolutiva di un'equazione di secondo grado, il radicando che, secondo che sia positivo, nullo o negativo, indica che l'equazione ha due radici reali e distinte, coincidenti o immaginarie coniugate | s.f.  elemento che discrimina | (dir.) circostanza discriminante.
discriminare   v. tr.  [io discrìmino ecc.]    • 1 •   discernere, distinguere, fare una differenza; differenziare: discriminare il lecito dall'illecito  | (assol.) fare discriminazioni di carattere razziale, sociale, sessuale o sim.    • 2 •   (dir.) togliere a un fatto il carattere di reato per la presenza di una discriminante.
discriminativo   agg.  che tende a discriminare: provvedimento discriminativo. 
discriminatore   s.m.  (non com.) chi discrimina | (tecn.) circuito elettronico che separa segnali di tipo diverso.
discriminatorio   agg.  di discriminazione; che attua una discriminazione: atteggiamento discriminatorio. 
discriminatura   s.f.  (non com.) scriminatura dei capelli.
discriminazione   s.f.  il discriminare, l'essere discriminato; differenza, distinzione: non fare discriminazioni  | discriminazione razziale, applicazione di provvedimenti restrittivi nei confronti di gruppi etnici diversi dal gruppo dominante | discriminazione politica, disparità nel trattamento dei cittadini a seconda della loro ideologia politica | discriminazione dei prezzi, (econ.) vendita di uno stesso bene o servizio (p. e.  trasporto ferroviario) a prezzi diversi da parte di un monopolista.
discrimine   s.m.  (lett.) linea divisoria, punto di separazione (spec. di concetti, idee e sim.).
discromasia   s.f.  (med.) discromatopsia.
discromatismo   s.m.  (med.) discromatopsia.
discromatopsia   s.f.  (med.) alterazione della capacità di percepire i colori.
discromia   s.f.  (med.) presenza di macchie sulla pelle dovute a un'alterata pigmentazione.
discucire   v. tr.  [io discùcio ecc.] (non com.) scucire.
discuoiare   o discoiare, v. tr.  [io discuòio  (pop. discòio) ecc.] (non com.) scuoiare.
discusare   v. tr.  (ant.) scusare | discusarsi v. rifl.  (ant.) scusarsi, chiedere scusa.
discussione   s.f.    • 1 •   il discutere; esame approfondito di una questione, fatto da due o più persone che espongono ciascuna le proprie vedute: una discussione pacata, vivace, animata; discussione letteraria, scientifica; la discussione di un progetto; un argomento in discussione; intavolare, aprire, rinviare, chiudere una discussione; intervenire nella discussione  | mettere, rimettere in discussione, esprimere dubbi, fare delle riserve | essere in discussione, essere oggetto di dibattito | essere fuori discussione, essere certissimo, fuori di ogni dubbio | discussione della tesi di laurea, l'esame finale del corso degli studi universitari, durante il quale il laureando discute la propria tesi dinanzi a una commissione, per il conseguimento del titolo dottorale    • 2 •   (estens.) litigio, contrasto, alterco: ci sono continue discussioni in casa.  dim. discussioncella    • 3 •   (estens.) obiezione, contestazione: obbedite senza fare discussioni    • 4 •   (dir.) nel processo civile, fase che precede la decisione della causa, in cui possono intervenire oralmente i legali delle parti | nel processo penale, la parte del dibattimento riservata alle arringhe dei difensori dell'imputato e della parte civile e alla requisitoria del pubblico ministero.
discusso   part. pass.  di discutere   agg.  che suscita discussioni, che dà adito a pareri discordi: un film, un uomo politico molto discusso. 
discutere   v. tr.  e intr.  [pass. rem. io discussi, tu discutésti ecc. ; part. pass. discusso; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   esaminare qualcosa mettendo a confronto differenti opinioni: discutere un problema; discutere di politica; discutere con calma intorno a una questione    • 2 •   muovere obiezioni, contestare; mettere in dubbio: non voglio che si discutano le mie decisioni; non discuto la sua buona fede  | (assol.) litigare: finitela di discutere!. 
discutibile   agg.  che può essere oggetto di discussione; opinabile, criticabile: affermazione, rimedio discutibile; una persona di moralità discutibile  § discutibilmente avv. 
discutibilità   s.f.  l'essere discutibile.
disdegnare   v. tr.  [io di sdégno ecc.] disprezzare, considerare indegno di sé: disdegnare gli onori, le ricchezze  | disdegnarsi v. rifl.  (ant.) sdegnarsi.
disdegno   s.m.  sdegno misto a disprezzo: avere a  (o in) disdegno qualcuno, qualcosa. 
disdegnoso   agg.  (lett.) pieno di disdegno, sprezzante: o anima lombarda, / come ti stavi altera e disdegnosa  (dante purg.  vi, 61-62) § disdegnosamente avv. 
disdetta   s.f.    • 1 •   (ant.) il disdire, rifiuto    • 2 •   (dir.) atto col quale si manifesta la volontà di recedere da un contratto, impedendone la rinnovazione: dare la disdetta a un inquilino    • 3 •   sfortuna: avere disdetta al gioco; che disdetta!. 
disdettare   v. tr.  [io di sdétto ecc.] (dir.) dare la disdetta di un contratto.
disdetto   part. pass.  di disdire  e agg.  nei sign. del verbo.
disdicente   agg.  (non com.) disdicevole, sconveniente.
disdicevole   agg.  (lett.) che non si addice, sconveniente: tenere un contegno disdicevole  § disdicevolmente avv. 
disdire   (1) v. tr.  [coniugato come dire]    • 1 •   negare di aver detto una cosa; dire il contrario di quanto si è detto in precedenza; ritrattare le proprie parole: non fa che dire e disdire; ha disdetto tutte le sue accuse  | contraddire, smentire le affermazioni altrui: i fatti stessi disdicono le sue parole    • 2 •   annullare un impegno: disdire un appuntamento, un invito  | dare la disdetta di un contratto: disdire un appartamento    • 3 •   (lett.) proibire, vietare    • 4 •   (ant.) rifiutare | disdirsi v. rifl.    • 1 •   contraddirsi    • 2 •   (ant.) negare: quand' io mi fui umilmente disdetto / d'averlo visto mai  (dante purg.  iii, 109-110).
disdire   (2) v. intr.  [usato solo nelle terze pers. sing. e pl.; dif. dei tempi composti], disdirsi v. rifl.  (lett.) essere sconveniente, non addirsi: queste cose (si) disdicono alla nostra dignità. 
disdoro   s.m.  (non com.) disonore, vergogna, onta: un'azione che torna a suo disdoro. 
diseccare    ⇨ disseccare.
diseconomia   s.f.  perdita economica, spreco | diseconomie di scala, (econ.) maggiori costi di produzione derivanti dal crescere delle dimensioni dell'impianto produttivo | diseconomie esterne, (econ.) costi di una transazione accollati a terzi.
diseducare   v. tr.  [io di sèduco, tu di sèduchi ecc.] annullare i risultati di un'educazione; dare un'educazione sbagliata (anche assol.): esempi che diseducano. 
diseducativo   agg.  che diseduca, che ha un effetto negativo per l'educazione: parole, azioni diseducative; spettacoli diseducativi. 
diseducazione   s.f.  il diseducare, l'essere diseducato; anche, cattiva educazione.
disegnare   v. tr.  [io diségno ecc.]    • 1 •   rappresentare l'immagine di qualcosa per mezzo di linee e segni (anche assol.): disegnare una casetta, un triangolo; imparare a disegnare; disegnare a matita; disegnare a mano libera, senza l'ausilio di righe, squadre o altri strumenti | (estens.) formare, raffigurare: la luce disegnava strane figure sul pavimento    • 2 •   (fig.) ideare nelle linee essenziali; abbozzare nella mente: disegnare un nuovo romanzo    • 3 •   (fig.) descrivere, illustrare con parole: mi disegnò con precisione la situazione    • 4 •   (fig. non com.) avere in animo, proporsi: aveva disegnato di partire domani    • 5 •   (ant.) indicare, designare.
disegnativo   agg.  (lett.) che concerne il disegno: tradizione disegnativa e chiaroscurale fiorentina  (e. cecchi).
disegnatore   s.m.  [f. -trice] chi disegna per professione; chi è abile nel disegnare: disegnatore tecnico, industriale; disegnatore di moda. 
disegno   s.m.    • 1 •   rappresentazione di cose, persone, luoghi, figure realizzata mediante linee e segni: disegno geometrico, tecnico, meccanico; disegno a carboncino; tavolo, carta da disegno; fare un bel disegno  | schizzo eseguito a scopo di studio o in preparazione di opere di pittura o di scultura: i disegni di leonardo  | disegno animato  (cine.), cartone animato in sequenza a una determinata velocità. dim. disegnetto, disegnino, disegnuccio  pegg. disegnaccio    • 2 •   arte di disegnare; modo di disegnare: studiare disegno; avere un disegno nitido    • 3 •   motivo ornamentale: il disegno di una stoffa, di un tappeto    • 4 •   progetto, modello per la realizzazione o la costruzione di qualcosa: il disegno di un edificio  | disegno industriale, disegno tecnico di macchine per l'industria; anche, ma meno com., nel senso di industrial design    • 5 •   (fig.) schema, abbozzo di un testo che in seguito verrà steso compiutamente | disegno di legge, progetto di legge sottoposto all'esame del parlamento per l'approvazione    • 6 •   (fig.) piano, proposito, intenzione: le cose non sono andate secondo i miei disegni. 
diseguale   e deriv.   ⇨ disuguale e deriv. 
disellare    ⇨ dissellare.
disendocrinia   s.f.  (med.) disturbo funzionale di una o più ghiandole endocrine.
disenfiare   v. tr.  [io di sénfio ecc.] (non com.) togliere il gonfiore, sgonfiare | v. intr.  [aus. essere], disenfiarsi v. rifl.  perdere il gonfiore, sgonfiarsi.
disenteria    ⇨ dissenteria.
disepatia   s.f.  (med.) qualsiasi forma di disfunzione epatica.
diseppellire    ⇨ disseppellire.
disequazione   s.f.  (mat.) disuguaglianza soddisfatta solo per valori opportuni dell'incognita, compresi in uno o più intervalli.
disequilibrio   s.m.    • 1 •   (non com.) squilibrio    • 2 •   (econ.) situazione di mercato in cui gli agenti economici non riescono a realizzare completamente i loro piani.
diserbante   part. pres.  di diserbare   agg.  e s.m.  (agr.) si dice di prodotto chimico che elimina l'erba da un terreno; erbicida.
diserbare   v. tr.  [io di sèrbo ecc.] spogliare un terreno del manto erboso.
diserbatura   s.f.  il diserbare, l'essere diserbato.
diserbo   s.m.  diserbatura.
diseredamento   s.m.  (non com.) diseredazione.
diseredare   v. tr.  [io di serèdo ecc.] privare della quota disponibile dell'eredità: diseredare un figlio. 
diseredato   part. pass.  di diseredare  e agg.  nel sign. del verbo  agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi vive nell'estrema miseria, senza quei beni e quei diritti che dovrebbero essere comuni a tutti: le classi diseredate; soccorrere i diseredati. 
diseredazione   s.f.  il diseredare, l'essere diseredato.
disergia   s.f.  (med.) alterazione funzionale di un organo; in partic., mancanza di coordinazione dei movimenti (dovuta a carenza dell'impulso nervoso) e alterazione della reattività corporea che causa ipersensibilità agli stimoli.
diserrare    ⇨ disserrare.
disertamento   s.m.  (lett.) il disertare; diserzione.
disertare   v. tr.  [pres. io di sèrto ecc. ; part. pass. disertato  (ant. disèrto)]    • 1 •   (lett.) devastare, spogliare, mandare in rovina    • 2 •   lasciare volontariamente un luogo: i contadini stanno disertando le campagne  | non prendere parte a qualcosa: disertare le lezioni, una riunione  | (non com.) trascurare: disertare le amicizie, i divertimenti  | (ant.) abbandonare: misi me per l'alto mare aperto / sol con un legno e con quella compagna / picciola de la qual non fui diserto  (dante inf.  xxvi, 100-102) | v. intr.  [aus. avere; non com. essere]    • 1 •   (mil.) abbandonare senza autorizzazione il reparto di appartenenza o non farvi ritorno dopo un'assenza autorizzata; passare al nemico    • 2 •   (fig.) abbandonare un'idea, una causa, il partito a cui si apparteneva; venir meno a un dovere, a un obbligo.
diserto   (1)  ⇨ deserto.
diserto   (2) agg.  (lett.) facondo, eloquente.
disertore   s.m.  [f. raro -trice]    • 1 •   il militare che diserta    • 2 •   (fig.) chi abbandona una causa, un'idea, un partito.
diservire    ⇨ disservire.
diserzione   s.f.    • 1 •   il disertare; abbandono di un reparto militare    • 2 •   (fig.) abbandono di una causa, di un partito e sim.
disetaneo   agg.  (rar.) di diversa età, usato spec. in selvicoltura: faggi disetanei. 
disfacimento   s.m.    • 1 •   il disfare, il disfarsi; decomposizione: cadavere in disfacimento    • 2 •   (fig.) rovina, sfacelo: disfacimento di una società    • 3 •   (geol.) decomposizione delle rocce dovuta all'azione degli agenti atmosferici: disfacimento meteorico. 
disfacitore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi disfà.
disfagia   s.f.  (med.) difficoltà a deglutire.
disfamare   v. tr.  (lett.) sfamare | (fig.) appagare, soddisfare: e se la mia ragion non ti disfama, / vedrai beatrice, ed ella pienamente / ti torrà questa e ciascun'altra brama  (dante purg.  xv, 76-78).
disfare   v. tr.  [pres. io disfàccio  o disfò  o dìsfo, tu disfai, egli disfà  o dìsfa, noi disfacciamo  o meno bene disfiàmo, voi disfate, essi disfanno  o dìsfano; nelle altre forme è coniugato come fare]    • 1 •   scomporre, sciogliere, smontare: disfare un lavoro; disfare il letto, togliere la biancheria e le coperte; disfare le valigie, aprirle per toglierne il contenuto; disfare un nodo, scioglierlo    • 2 •   (non com.) demolire, abbattere, distruggere | disfare un esercito, sgominarlo    • 3 •   sciogliere, liquefare: il fuoco disfa la cera    • 4 •   (ant.) uccidere: siena mi fé, disfecemi maremma  (dante purg  v, 134) | disfarsi v. rifl.  liberarsi, sbarazzarsi di qualcosa o qualcuno: disfarsi di un pacco, di un seccatore  | v. rifl.    • 1 •   corrompersi, guastarsi (detto della carne, della frutta, del corpo umano o animale) | (estens.) sfiorire per l'età, le malattie, i dolori (detto della persona e delle fattezze) | (fig.) decadere, disgregarsi: vecchie istituzioni che si disfano lentamente    • 2 •   sciogliersi, liquefarsi: la neve si disfa al sole  | (fig.) consumarsi, struggersi: disfarsi in lacrime. 
disfasia   s.f.  (med.) disturbo dell'articolazione delle parole dovuto ad alterazione dei centri nervosi che presiedono al linguaggio.
disfatta   s.f.  grave sconfitta: la disfatta di un esercito; disfatta elettorale. 
disfattismo   s.m.  attività di chi, in tempo di guerra, con vari mezzi si adopera per indebolire il proprio paese, in modo da favorirne la disfatta | (estens.) l'opera di chi ostacola la riuscita di un'impresa diffondendo sfiducia; atteggiamento sistematicamente improntato a pessimismo.
disfattista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi compie opera di disfattismo; chi ostenta un atteggiamento sfiduciato e pessimistico | anche come agg.  in luogo di disfattistico : propaganda disfattista. 
disfattistico   agg.  [pl. m. -ci] di disfattismo, da disfattista: discorsi disfattistici. 
disfatto   part. pass.  di disfare   agg.  nei sign. del verbo | (fig.) gravemente prostrato: quella notizia lo lasciò disfatto. 
disfavillare   v. intr.  [aus. avere] (lett.) sfavillare (anche fig.).
disfavore   s.m.  (lett.) disgrazia; perdita di favore | svantaggio.
disfazione   s.f.  (ant.)    • 1 •   disfacimento, rovina: dove non è disfazione di violenza non è moto  (leonardo)    • 2 •   liquefazione, scioglimento: per grandi piogge e disfazioni di nevi  (targioni tozzetti).
disfemia   s.f.  (med.) disturbo del linguaggio consistente nell'incapacità di pronunciare alcuni suoni.
disferrare   v. tr.  [io disfèrro ecc.] (lett.)    • 1 •   liberare dai ferri, dalle catene (anche fig.)    • 2 •   lanciare con forza, sferrare.
disfida   s.f.  (lett.) sfida, spec. a duello: la disfida di barletta. 
disfidare   v. tr.  (lett.) sfidare, spec. a duello | v. intr.  [aus. avere] (ant.) non fidarsi, diffidare.
disfigurare   v. tr.  (non com.) sfigurare.
disfiorare   v. tr.  [io disfióro ecc.] (lett.)    • 1 •   privare dei fiori    • 2 •   (fig.) privare della bellezza, degli ornamenti; guastare, sciupare | disonorare: morì fuggendo e disfiorando il giglio  (dante purg.  vii, 105)    • 3 •   (lett.) sfiorare, rasentare: una carezza disfiora / la linea del mare e la scompiglia  (montale)    • 4 •   (ant.) deflorare.
disfogare   v. tr.  [io disfògo, tu disfòghi ecc.] (lett.) sfogare.
disfogliare   v. tr.  [io disfòglio ecc.] (lett.) privare delle foglie, sfogliare: un soffio disfogliò interamente una larga rosa bianca  (d'annunzio) | disfogliarsi v. rifl.  perdere le foglie.
disfonia   s.f.  (med.) qualsiasi disturbo della fonazione.
disfonico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a disfonia.
disforia   s.f.  (psich.) alterazione dell'umore in senso depressivo.
disforico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di disforia: stato disforico   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da disforia.
disformare   v. tr.  [io disfórmo ecc.] (non com.) deformare.
disforme   agg.  (non com.) difforme, diverso § disformemente avv. 
disformità   s.f.  (non com.) difformità, diversità.
disfrancare   v. tr.  [io disfrànco, tu disfrànchi ecc.] (lett.)    • 1 •   togliere la libertà, rendere schiavo: furono volontariamente servi. il peccato disfrancò il loro volere  (pascoli)    • 2 •   togliere il coraggio | disfrancarsi v. rifl.  perdersi d'animo, avvilirsi.
disfrasia   s.f.  (med.) difetto di pronuncia delle parole, dovuto a una lesione dei centri nervosi.
disfrenare   v. tr.  [io disfréno  o disfrèno ecc.] (lett.) sfrenare; liberare dal freno (anche fig.).
disfunzione   s.f.    • 1 •   (med.) funzionamento irregolare di un organo, di una ghiandola ecc.: disfunzione epatica, tiroidea    • 2 •   (estens.) cattivo funzionamento, mancanza di efficienza: la disfunzione di un servizio pubblico. 
disgaggio   s.m.  rimozione di massi pericolanti che minacciano la sicurezza di strade, miniere ecc.
disgelare   v. tr.  [io di sgèlo ecc.] sciogliere, liberare dal gelo (anche fig.): il sole disgela i campi; dire qualche battuta per disgelare l'ambiente  | v. intr.  [aus. essere  o avere], disgelarsi v. rifl.  sciogliersi, liberarsi dal gelo (anche fig.): il fiume disgela; l'atmosfera comincia a disgelarsi  | usato anche impers.  : ancora non disgela. 
disgelo   s.m.    • 1 •   scioglimento del ghiaccio e della neve per un aumento della temperatura    • 2 •   (fig.) miglioramento dei rapporti tra persone o gruppi prima ostili | (st.) riferito all'ex unione sovietica, il periodo di parziale liberalizzazione seguito alla morte di stalin (1953-1964): letteratura del disgelo, la letteratura di quegli anni, non più celebrativa del regime, così detta dal titolo di un romanzo di i. erenburg (il disgelo, 1954) | nel linguaggio politico, in generale, l'abbandono di posizioni rigidamente intransigenti da parte di uno stato o di un partito nei confronti di un altro: il disgelo dei rapporti internazionali. 
disgeusia   s.f.  (med.) anomalia delle facoltà gustative.
disgiungere   v. tr.  [coniugato come giungere] separare, staccare: disgiungere le mani; disgiungere la pratica dalla teoria  | disgiungersi v. rifl.  e v. rifl.  (lett.) separarsi, staccarsi: amor, che mai dal cor mio non disgiungesi  (sannazaro).
disgiungimento   s.m.  (non com.) distacco, separazione.
disgiuntivo   agg.  che disgiunge, che esprime un'opposizione | in grammatica: congiunzioni disgiuntive, quelle che disgiungono sintatticamente due elementi di una proposizione o di un periodo (p. e.  un cane o  un gatto; tornerò stasera oppure  domani; o  tutto o  niente); proposizioni disgiuntive, quelle coordinate da una o più congiunzioni disgiuntive | proposizione disgiuntiva, in logica, quella che contiene un'alternativa § disgiuntivamente avv. 
disgiunto   part. pass.  di disgiungere   agg.    • 1 •   non congiunto; staccato, separato: forza non disgiunta da dolcezza  | firme disgiunte, (banc.) quelle delle persone intestatarie di uno stesso conto, da cui ciascuna di esse può prelevare denaro senza il consenso o la presenza dell'altra    • 2 •   (mat.) si dice di due insiemi che non hanno elementi comuni § disgiuntamente avv.  separatamente.
disgiunzione   s.f.    • 1 •   il disgiungere, l'essere disgiunto    • 2 •   in logica matematica, operazione a due argomenti, corrispondente al connettivo grammaticale o, che associa ai valori di verità v (vero), f (falso) di due enunciati un solo valore di verità che risulta essere f se, e solo se, gli argomenti sono entrambi f.
disgombrare   v. tr.  [io di sgómbro ecc.] (non com.) sgombrare.
disgorgare   v. tr.  [io di sgórgo, tu di sgórghi ecc.] (non com.) far sgorgare; versare in grande quantità | v. intr.  [aus. essere], disgorgarsi v. rifl.  uscire con impeto, a fiotti: qui disgorga un fiume, / là dolce si diffonde un picciol mare  (chiabrera).
disgradare   (1) v. tr.  (non com.)    • 1 •   degradare, screditare    • 2 •   (lett.) vincere al confronto.
disgradare   (2) v. intr.  [dif. del part. pass. e dei tempi composti] (lett.) dispiacere.
disgrafia   s.f.  (med. , psicol.) incapacità di scrivere correttamente, originata da malattia nervosa o da lesione cerebrale.
disgrato   agg.  (ant.) sgradito, spiacevole, fastidioso.
disgravare   v. tr.  (non com.) sgravare, liberare da un peso materiale o morale: colui ch'ogni torto disgrava  (dante par.  xviii, 6).
disgrazia   s.f.    • 1 •   perdita del favore altrui: cadere, venire in disgrazia di qualcuno; essere in disgrazia di dio, in peccato mortale    • 2 •   cattiva sorte; sfortuna, sventura: essere perseguitato dalla disgrazia; portare disgrazia  ' disgrazia volle che..., malauguratamente avvenne che... | per mia, per tua disgrazia, sfortunatamente per me, per te | per disgrazia, per un caso sfortunato, senza volere    • 3 •   evento dannoso, doloroso, funesto: è accaduta una disgrazia; le disgrazie non vengono mai sole    • 4 •   caso spiacevole che avvenga senza colpa propria; contrattempo increscioso: non l'ho fatto apposta, è stata una disgrazia; che disgrazia non averlo saputo in tempo!    • 5 •   (ant.) bruttezza, disavvenenza.
disgraziato   agg.    • 1 •   che ha sorte avversa, sfortunato, sventurato: una famiglia disgraziata  | sciagurato (in espressioni di rimprovero e di biasimo): che cosa hai fatto, disgraziato!    • 2 •   che ha avuto un esito negativo, che è riuscito male: un'impresa disgraziata; un matrimonio disgraziato  | che è effetto di disgrazia: ha fatto una fine disgraziata  | funestato da disgrazie: è stato un anno disgraziato    • 3 •   (lett.) privo di grazia, di bellezza; sgraziato  s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona colpita dalla disgrazia, che suscita perciò pietà e commiserazione: un povero disgraziato    • 2 •   persona malvagia, disonesta: non voglio aver a che fare con quel disgraziato  § disgraziatamente avv.  per disgrazia, sfortunatamente, purtroppo.
disgregabile   agg.  che si può disgregare.
disgregamento   s.m.  disgregazione (spec. fig.): il disgregamento della società. 
disgregare   v. tr.  [io di sgrègo, tu di sgrèghi ecc.]    • 1 •   dividere qualcosa nelle parti che la compongono; frantumare, sgretolare: gli agenti atmosferici disgregano le rocce  | (fig.) privare di coesione, di compattezza: le lotte interne hanno disgregato il partito    • 2 •   (chim.) solubilizzare | disgregarsi v. rifl.  scindersi nei singoli elementi; frantumarsi, sgretolarsi | (fig.) perdere la coesione, la compattezza.
disgregativo   agg.  atto a disgregare (anche fig.): processo disgregativo. 
disgregatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi disgrega (anche fig.).
disgregazione   s.f.  il disgregare, il disgregarsi, l'essere disgregato (anche fig.): disgregazione delle rocce; la disgregazione sociale. 
disgroppare   v. tr.  [io di sgróppo ecc.] (lett.) disfare un groppo, un nodo (anche fig.).
disgrossare   v. tr.  [io di sgròsso ecc.] (non com.) digrossare, sgrossare.
disguido   s.m.  equivoco, errore nel recapito di qualcosa, nello svolgimento di un programma prestabilito ecc.: disguido postale. 
disgustare   v. tr.    • 1 •   offendere il gusto; ispirare disgusto, ripugnanza (anche fig.): un sapore che disgusta; il suo atteggiamento ci ha disgustato    • 2 •   offendere qualcuno, fargli dispiacere: orsù, per uno zecchino non voglio disgustare una bella ragazza  (goldoni) | disgustarsi v. rifl.    • 1 •   provare disgusto, nausea (anche fig.): mi sono disgustato della sua ipocrisia    • 2 •   (fig. non com.) guastarsi con una persona con cui si era in amicizia: disgustarsi con qualcuno  | v. rifl.  (fig. non com.) rompere l'amicizia: i due amici si sono disgustati. 
disgustevole   agg.  disgustoso, ripugnante.
disgusto   s.m.    • 1 •   sensazione sgradevole che offende il gusto; ripugnanza fisica per cibi, bevande ecc.: avere, sentire, provare disgusto per una medicina    • 2 •   (fig.) sentimento di avversione, di repulsione: pensare con disgusto a qualcuno, a qualcosa. 
disgustoso   agg.  che provoca disgusto (anche fig.): un sapore disgustoso; una scena disgustosa  § disgustosamente avv. 
disianza   o desianza, s.f.  (ant. , lett.) desiderio; oggetto di desiderio.
disiare    ⇨ desiare.
disiderare   e deriv.   ⇨ desiderare e deriv. 
disidratante   part. pres.  di disidratare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza capace di sottrarre acqua ad altre sostanze o corpi.
disidratare   v. tr.  eliminare o ridurre con mezzi chimici o fisici la parte acquea di una sostanza, di un corpo: disidratare le verdure per conservarle  | disidratarsi v. rifl.  subire una disidratazione.
disidratatore   s.m.  (tecn.) dispositivo installato negli impianti frigoriferi per eliminare l'eccesso di umidità dei gas o dei liquidi refrigeranti.
disidratazione   s.f.    • 1 •   (scient.) eliminazione di acqua, spontanea o provocata, da una sostanza o da un corpo    • 2 •   (med.) perdita di liquidi organici che altera le normali funzioni fisiologiche.
disigillare    ⇨ dissigillare.
disillabico   agg.  [pl. m. -ci] di due sillabe; bisillabico.
disillabo   agg.  composto di due sillabe, bisillabo  s.m.  gruppo di due sillabe.
disilludere   v. tr.  [coniugato come illudere] far perdere le illusioni: la vita lo ha disilluso; disilludere le speranze di qualcuno  | disilludersi v. rifl.  perdere le illusioni.
disillusione   s.f.  perdita delle illusioni; disinganno, delusione.
disilluso   part. pass.  di disilludere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi non ha più illusioni: disilluso della vita. 
disimballaggio   s.m.  l'operazione, il risultato del disimballare.
disimballare   v. tr.  togliere dall'imballaggio: disimballare una merce. 
disimpacciare   v. tr.  [io di simpàccio ecc.] (non com.) liberare dagli impacci | disimpacciarsi v. rifl.  togliersi dagli impacci.
disimparare   v. tr.  dimenticare ciò che si è imparato (anche assol.): disimparare a scrivere; invece di imparare disimpari  | (estens.) perdere un'abitudine: disimparare a bere, a fumare. 
disimpegnare   v. tr.  [io di simpégno ecc.]    • 1 •   liberare da un impegno: disimpegnare da un giuramento    • 2 •   riscattare una cosa data in pegno (anche fig.): disimpegnare un orologio dal monte di pietà; disimpegnare la propria parola    • 3 •   rendere libero qualcuno o qualcosa da ciò che lo tiene impedito: disimpegnare la corda dal nodo  | (mil. , sport) liberare dalla pressione del nemico o dell'avversario: disimpegnare un battaglione    • 4 •   rendere indipendente un ambiente: disimpegnare gli uffici con un corridoio    • 5 •   esercitare, svolgere, adempiere: disimpegnare un incarico con abilità  | disimpegnarsi v. rifl.    • 1 •   liberarsi da un impegno    • 2 •   cavarsela bene, assolvere un compito in modo soddisfacente: disimpegnarsi nel servire a tavola. 
disimpegnato   part. pass.  di disimpegnare   agg.  nei sign. del verbo | non impegnato sul piano politico e sociale: un artista disimpegnato. 
disimpegno   s.m.    • 1 •   il disimpegnare, il disimpegnarsi | (locale di) disimpegno, che serve da ripostiglio o da accesso ad altri locali    • 2 •   mancanza o abbandono di un preciso impegno politico e sociale: il disimpegno della cultura, degli intellettuali    • 3 •   nel gioco del calcio, passaggio della palla a un compagno quando si è pressati da un avversario.
disimpiegare   v. tr.  [io di simpiègo, tu di simpièghi ecc.] (non com.) privare dell'impiego | disimpiegarsi v. rifl.  (non com.) lasciare il proprio impiego.
disimpiego   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   il non impiegare; mancata utilizzazione    • 2 •   (mil.) allontanamento di un contingente di truppe da una zona di operazioni    • 3 •   la condizione di chi non ha un lavoro a tempo pieno; l'insieme delle persone disoccupate o sottoccupate.
disincagliare   v. tr.  [io di sincàglio ecc.]    • 1 •   (mar.) liberare un natante che si era incagliato    • 2 •   (fig.) liberare da una difficoltà riavviare: disincagliare le trattative  | disincagliarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   (mar.) uscire da un incaglio    • 2 •   (fig.) togliersi da una situazione difficile.
disincaglio   s.m.  l'operazione di disincagliare un natante: manovre di disincaglio. 
disincantare   v. tr.    • 1 •   (non com.) sciogliere da un incantesimo, da una magia    • 2 •   (fig.) disilludere | disincantarsi v. rifl.  disilludersi.
disincantato   part. pass.  di disincantare   agg.  disingannato, smaliziato, senza illusioni: una visione disincantata della vita. 
disincanto   s.m.  il disincantare, il disincantarsi; disillusione.
disincarnare   v. tr.  liberare lo spirito dal corpo o dalle sue esigenze | disincarnarsi v. rifl.  liberarsi dalla natura corporea.
disincarnato   part. pass.  di disincarnare   agg.  privato della natura corporea: spirito disincarnato. 
disincentivante   part. pres.  di disincentivare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  disincentivo.
disincentivare   v. tr.  eliminare, ridurre togliendo l'incentivo | (estens.) frenare un corso, una tendenza, il manifestarsi di un fenomeno, rendendoli più costosi, più gravosi: disincentivare le importazioni, i consumi. 
disincentivazione   s.f.  il disincentivare, l'essere disincentivato.
disincentivo   s.m.  misura, provvedimento che ha il fine di disincentivare: i controlli fiscali sono il miglior disincentivo contro il fenomeno dell'evasione. 
disincrostante   part. pres.  di disincrostare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che, aggiunta all'acqua contenuta in caldaie, tubazioni e sim., impedisce la formazione di incrostazioni o scioglie quelle già formatesi.
disincrostare   v. tr.  [io di sincròsto ecc.] liberare da incrostazioni.
disindustrializzare   v. tr.  privare, in tutto o in parte, delle industrie: disindustrializzare un paese, una regione. 
disindustrializzazione   s.f.  il disindustrializzare, l'essere disindustrializzato.
disinfestante   part. pres.  di disinfestare   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza atta a disinfestare da parassiti, insetti o altri animali nocivi.
disinfestare   v. tr.  [io di sinfèsto ecc.] liberare da parassiti, insetti o altri animali nocivi: disinfestare le viti, i campi; disinfestare una cantina dai topi  | (fig.) liberare da qualcosa che si ritiene pericoloso o dannoso per la collettività: disinfestare un quartiere dalla delinquenza. 
disinfestatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto alla disinfestazione.
disinfestazione   s.f.  il disinfestare, l'essere disinfestato.
disinfettante   part. pres.  di disinfettare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza atta a disinfettare.
disinfettare   v. tr.  [io di sinfètto ecc.] liberare dai germi patogeni facendo uso di mezzi adeguati: disinfettare una ferita con l'alcol; disinfettare una siringa nell'acqua bollente. 
disinfettore   s.m.  tecnico addetto alla disinfezione.
disinfezione   s.f.  il disinfettare, l'essere disinfettato.
disinfiammare   v. tr.  (med.) togliere l'infiammazione a qualcosa: occorre prima disinfiammare la parte  | disinfiammarsi v. rifl.  (med.) perdere l'infiammazione.
disinflazionare   v. tr.  [io di sinflazióno ecc.] (econ.) ridurre, abbattere l'inflazione.
disinflazione   s.f.  (econ.) diminuzione dell'inflazione.
disinflazionistico   agg.  [pl. m. -ci] (econ.) di disinflazione, che riduce l'inflazione: provvedimento disinflazionistico. 
disinformato   agg.  non informato, poco o male informato.
disinformazione   s.f.  mancanza di informazione; scarsa o cattiva informazione.
disingannare   v. tr.    • 1 •   togliere dall'inganno, dall'errore attraverso il confronto con la realtà    • 2 •   deludere, disilludere; disincantare | disingannarsi v. rifl.  accorgersi del proprio errore, ricredersi; perdere le illusioni, le speranze.
disinganno   s.m.  il disingannare, il disingannarsi; delusione: un amaro disinganno. 
disingranare   v. tr.  liberare dall'ingranamento; separare i due elementi di un ingranaggio: disingranare un perno; disingranare la retromarcia. 
disinibire   v. tr.  [io disinibisco, tu di sinibisci ecc.] liberare da inibizioni, complessi, paure | disinibirsi v. rifl.  perdere le proprie inibizioni.
disinibito   part. pass.  di disinibire   agg.  privo di inibizioni; disinvolto, spregiudicato: una persona disinibita; un linguaggio, un atteggiamento disinibito. 
disinibitorio   agg.  relativo alla disinibizione; che favorisce la disinibizione.
disinibizione   s.f.  l'essere disinibito; mancanza di inibizioni.
disinnamoramento   s.m.  il disinnamorarsi.
disinnamorare   v. tr.  [io di sinnamóro ecc.] far perdere l'amore, far passare l'innamoramento | disinnamorarsi v. rifl.    • 1 •   cessare di essere innamorato: disinnamorarsi di qualcuno    • 2 •   (fig.) perdere l'interesse per qualcosa: disinnamorarsi dello studio. 
disinnescare   v. tr.  [io di sinnésco, tu di sinnéschi ecc.]    • 1 •   privare dell'innesco: disinnescare una mina    • 2 •   (fig.) togliere a un fenomeno nocivo la sua potenzialità di pericolo; ridurlo o farlo cessare: disinnescare le tensioni sociali. 
disinnesco   s.m.  [pl. -schi] il disinnescare, l'essere disinnescato.
disinnestare   v. tr.  [io di sinnèsto ecc.] distaccare due elementi che agiscono in contatto solidale tra loro: disinnestare la spina dalla presa elettrica  | disinnestare la marcia, (aut.) staccare il collegamento tra motore e ruote, agendo sulla leva del cambio di velocità | disinnestarsi v. rifl.  detto di due organi meccanici o di due loro parti, svincolarsi dall'innesto.
disinnesto   s.m.  il disinnestare, il disinnestarsi, l'essere disinnestato.
disinquinamento   s.m.  il disinquinare, l'essere disinquinato.
disinquinare   v. tr.  liberare dall'inquinamento: disinquinare un fiume. 
disinsegnare   v. tr.  [io di sinségno ecc.] far disimparare; insegnare male: con questi metodi si disinsegna la matematica. 
disinserire   v. tr.  [io di sinserisco, tu di sinserisci ecc.] staccare qualcosa che era stata inserita: disinserire il motore  | (elettr.) togliere il collegamento tra un apparecchio elettrico e il circuito d'alimentazione.
disinserito   part. pass.  di disinserire   agg.  nei sign. del verbo | (fig.) si dice di persona che non si è inserita in un gruppo, in una comunità.
disinserzione   s.f.  il disinserire, l'essere disinserito.
disinsettazione   s.f.  disinfestazione da insetti dannosi alla salute dell'uomo.
disintasare   v. tr.  liberare da un'intasatura, da un'ostruzione: disintasare il tubo di scarico. 
disintegrare   v. tr.  [io di sìntegro ecc.]    • 1 •   distruggere un oggetto riducendolo in minuti frammenti: una bomba ha disintegrato l'automobile  | disintegrare l'atomo, (fis.) provocarne la disintegrazione in particelle subatomiche    • 2 •   (fig.) disgregare, distruggere | disintegrarsi v. rifl.    • 1 •   ridursi in frammenti: l'aereo è esploso disintegrandosi    • 2 •   (fig.) disgregarsi, dissolversi: l'impero romano si disintegrò sotto l'incalzare dei barbari. 
disintegratore   s.m.    • 1 •   macchina usata per disintegrare materiali fibrosi    • 2 •   nella fantascienza, arma capace di disintegrare gli atomi di una sostanza o di un corpo.
disintegrazione   s.f.  il disintegrare, il disintegrarsi, l'essere disintegrato | disintegrazione atomica, nucleare, (fis.) trasformazione materiale di nuclei atomici per radioattività naturale o artificiale.
disinteressamento   s.m.  mancanza di interesse, di interessamento.
disinteressare   v. tr.  [io di sinterèsso ecc.] far perdere a qualcuno l'interesse per qualcosa: gli svaghi lo hanno disinteressato allo studio  | disinteressarsi v. rifl.  non occuparsi di qualcuno o qualcosa; smettere di interessarsene: disinteressarsi della politica, della propria famiglia. 
disinteressato   agg.    • 1 •   detto di persona, che non agisce per interesse: un amico disinteressato    • 2 •   di azione, che non è compiuta per interesse, che non è dettata da motivi di interesse: un aiuto disinteressato  § disinteressatamente avv.  senza interesse proprio.
disinteresse   s.m.    • 1 •   indifferenza, mancanza di interesse per qualcosa: mostrare disinteresse per il lavoro    • 2 •   noncuranza del proprio interesse materiale o morale: aiutare qualcuno con disinteresse. 
disintermediazione   s.f.  (fin.) tendenza da parte dei risparmiatori a non depositare la propria liquidità presso gli intermediari (istituti di credito) per investirla in altri modi (azioni, titoli di stato, fondi mobiliari); indebolimento del ruolo di intermediazione delle banche.
disintossicante   part. pres.  di disintossicare   agg.  e s.m.  si dice di farmaco che disintossica.
disintossicare   v. tr.  [io di sintòssico, tu di sintòssichi ecc.] liberare da ciò che intossica: disintossicare l'organismo  | disintossicarsi v. rifl.  eliminare dall'organismo le sostanze tossiche o nocive: disintossicarsi dal fumo. 
disintossicazione   s.f.  il disintossicare, il disintossicarsi, l'essere disintossicato.
disinvestimento   s.m.    • 1 •   (econ.) l'operazione del disinvestire    • 2 •   (psicoan.) processo psichico per cui viene meno l'investimento affettivo su un oggetto o su una rappresentazione mentale (è tipico p. e. della rimozione).
disinvestire   v. tr.  [io di sinvèsto ecc.]    • 1 •   (econ.) ridurre la quantità di beni utilizzabili nell'attività produttiva    • 2 •   (fin.) convertire in forma liquida fondi precedentemente impiegati in attività finanziarie    • 3 •   (psicoan.) privare di investimento affettivo un dato oggetto, una data rappresentazione mentale.
disinvitare   v. tr.  (non com.) ritirare l'invito rivolto a qualcuno.
disinvolto   agg.    • 1 •   libero da impacci, da timidezza: un giovane disinvolto; essere disinvolto nel parlare; modi disinvolti    • 2 •   (estens.) spregiudicato, sfacciato, sfrontato: una ragazza troppo disinvolta  § disinvoltamente avv. 
disinvoltura   s.f.    • 1 •   l'essere disinvolto; sicurezza di sé: mostrare disinvoltura nel parlare; comportarsi con grande disinvoltura    • 2 •   (estens.) sfrontatezza, impudenza: mentiva con incredibile disinvoltura  | leggerezza, superficialità: ha amministrato il patrimonio con disinvoltura. 
disio   e deriv.   ⇨ desio e deriv. 
disionia   s.f.  (med.) alterazione dell'equilibrio ionico nei liquidi organici.
disirare   v. tr.  (ant.) desiderare.
disire   disiro  ⇨ desire.
disistima   s.f.  mancanza di stima; cattiva opinione, discredito: parlare di qualcuno con disistima; cadere in disistima. 
disistimare   v. tr.  considerare con disistima, non stimare più: essere disistimato da tutti; disistimare gli onori  | disistimarsi v. rifl.  non avere una buona opinione di sé.
disitalianizzare   v. tr.  (non com.) privare dei caratteri italiani.
dislacciare   v. tr.  [io di slàccio ecc.] (non com.) slacciare, sganciare.
dislagarsi   v. rifl.  (ant. poet.) elevarsi dalle acque: incontr' al poggio / che 'nverso 'l ciel più alto si dislaga  (dante purg.  iii, 14-15).
dislalia   s.f.  (med.) disturbo nell'articolazione delle parole dovuto ad alterazioni morfologiche dell'apparato fonatorio.
dislalico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di dislalia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da dislalia.
disleale   agg.  (lett.) sleale § dislealmente avv. 
dislealtà   s.f.  (lett.) slealtà.
dislegare   v. tr.  [io di slégo, tu di sléghi ecc.] (ant.)    • 1 •   slegare, liberare, sciogliere (anche fig.)    • 2 •   (fig.) spiegare, esporre chiaramente, rendere manifesto | dislegarsi v. rifl.  (ant.)    • 1 •   slegarsi, liberarsi    • 2 •   (fig.) giustificarsi: come fa chi da colpa si dislega  (dante purg.  xxxiii, 120).
dislessia   s.f.  (med. , psicol.) incapacità di riconoscere o ricordare le parole scritte che si manifesta, nella lettura, con trasposizioni e inversioni di parole o di sillabe; è originata da malattia nervosa o da lesione cerebrale.
dislessico   agg.  [pl. m. -ci] (med. , psicol.) di dislessia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da dislessia.
dislivello   s.m.  differenza di livello (anche fig.): un dislivello di 80 m; dislivello di età, di educazione; dislivello sociale, economico. 
dislocamento   s.m.    • 1 •   il dislocare, l'essere dislocato; dislocazione: dislocamento di truppe    • 2 •   (mar.) peso dell'acqua spostata dalla parte immersa di una nave.
dislocare   v. tr.  [io di slòco, tu di slòchi ecc.]    • 1 •   collocare, trasferire in un luogo secondo l'opportunità (spec. con riferimento a operazioni militari): dislocare un reparto, le sentinelle    • 2 •   (mar.) detto di nave, spostare una determinata quantità d'acqua con la parte immersa dello scafo.
dislocazione   s.f.    • 1 •   il dislocare, l'essere dislocato: dislocazione di truppe    • 2 •   (geol.) spostamento degli strati superficiali della terra dalla loro giacitura originaria, per effetto di forze naturali.
dislogare   v. tr.  [io di slògo, tu di slòghi ecc.] (ant.) slogare.
disloggiare   v. tr.  e intr.  [io di slòggio ecc. ; aus. dell'intr. avere] (antiq.) sloggiare.
dismagare   v. tr.  [io di smago, tu di smaghi ecc.] (ant.)    • 1 •   indebolire, scemare: quando li piedi suoi lasciar la fretta, / che l'onestade ad ogn'atto dismaga  (dante purg.  iii, 10-11)    • 2 •   distogliere, distrarre (dalla propria attività): io son dolce serena, / che' marinari in mezzo mar dismago  (dante purg.  xix, 19-20).
dismagliare   v. tr.  [io di smàglio ecc.] (lett.) rompere le maglie, smagliare.
dismalare   v. tr.  (ant.) guarire da un male, risanare (anche fig.): lo monte che salendo altrui dismala  (dante purg.  xiii, 3).
dismembrare   v. tr.  [io di smèmbro ecc.] (non com.) smembrare.
dismenorrea   s.f.  (med.) mestruazione dolorosa.
dismenorroico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a dismenorrea.
dismentare   v. tr.  [io di sménto ecc.] (ant.) dimenticare.
dismesso   part. pass.  di dismettere   agg.  (lett.)    • 1 •   smesso, disusato; malandato: una barcaccia par vecchia dismessa, / scassinata e scommessa  (berni)    • 2 •   esonerato, licenziato.
dismetabolico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) provocato da dismetabolismo: malattie dismetaboliche  | affetto da dismetabolismo: individuo dismetabolico. 
dismetabolismo   s.m.  (med.) alterazione del metabolismo.
dismetria   s.f.  (med.) esecuzione alterata dei movimenti volontari, che risultano sproporzionati al fine che si propongono.
dismettere   v. tr.  [coniugato come mettere] (lett.) cessare di adoperare, non usare più smettere | dismettere un titolo azionario, obbligazionario e sim. , (fin.) disfarsene, venderlo.
dismissione   s.f.  (non com.) il dismettere, l'essere dismesso | dismissione di un titolo, (fin.) la sua vendita | dismissione di bandiera, (dir.) procedimento consistente nel cancellare dal registro navale una nave mercantile che abbia perso i requisiti di nazionalità italiana.
dismisura   s.f.  mancanza della giusta misura; eccesso | a dismisura, eccessivamente.
dismisurato   agg.  (lett.)    • 1 •   smisurato, enorme: fo questo scontro il più dismisurato / che un'altra volta forse abbiate udito  (boiardo)    • 2 •   smodato, sregolato.
dismnesia   s.f.  (med.) alterazione della memoria.
dismontare   v. tr.  e intr.  [io di smónto ecc. ; aus. dell'intr. essere] (ant.) smontare, scendere: là ove più non si dismonta  (dante inf.  xiv, 118).
dismuovere   v. tr.  [coniugato come muovere] (non com.) smuovere.
dismuschiatura   s.f.  rimozione dei muschi e dei licheni dal tronco delle piante.
dismutazione   s.f.  (chim.) reazione per cui una sostanza dà luogo, per un fenomeno di ossidoriduzione interno, alla formazione di altre due sostanze; è detta anche disproporzionamento. 
disnebbiare   v. tr.  [io di snébbio ecc.] (lett.) liberare dalla nebbia, dall'oscurità (anche fig.).
disneyano   o disneiano, agg.  relativo a walt disney (1901-1966), al mondo dei suoi fumetti: personaggio disneyano; fantasia disneyana. 
disnodare   v. tr.  [io di snòdo ecc.]    • 1 •   (non com.) snodare, sciogliere un nodo o da un nodo; liberare, slegare (anche fig.)    • 2 •   (fig. ant.) rivelare, manifestare: ciò che vero spirto mi disnoda  (dante purg.  xiv, 57) | disnodarsi v. rifl.  (lett.) liberarsi da vincoli, da impedimenti: sì che l'anima mia... /... dal corpo si disnodi  (dante par.  xxxi, 89-90).
disobbedire   e deriv.   ⇨ disubbidire e deriv. 
disobbligare   v. tr.  [io di sòbbligo, tu di sòbblighi ecc.] (non com.) liberare da un obbligo: disobbligare qualcuno da un incarico  | disobbligarsi v. rifl.  contraccambiare una cortesia ricevuta; sdebitarsi: non so come disobbligarmi con  (o verso di) lui. 
disoccupare   v. tr.  [io di sòccupo ecc.] (non com.) cessare di occupare, lasciar libero | disoccuparsi v. rifl.  (non com.) rendersi libero (da impegni, obblighi e sim.).
disoccupato   part. pass.  di disoccupare   agg.    • 1 •   che non ha un'occupazione, un lavoro: essere, restare disoccupato    • 2 •   (non com.) libero da occupazioni; inoperoso, ozioso | di luogo od oggetto, non occupato da nessuno, libero (anche scherz.): c'è una sedia disoccupata   s.m.  [f. -a] chi non ha e non trova lavoro: l'aumento del numero dei disoccupati. 
disoccupazione   s.f.    • 1 •   condizione di chi non ha lavoro: indennità di disoccupazione, quella corrisposta agli iscritti nelle liste dei disoccupati    • 2 •   fenomeno sociale consistente nella scarsità dei posti di lavoro in relazione al numero di coloro che vi aspirano: la lotta contro la disoccupazione  ' disoccupazione stagionale, quella transitoria di chi opera in determinati settori, come l'agricoltura e il turismo, le cui attività sono limitate ad alcune stagioni dell'anno | disoccupazione tecnologica, causata dalla progressiva automazione delle tecniche e degli impianti produttivi | disoccupazione frizionale, causata da disfunzioni del mercato del lavoro    • 3 •   l'insieme di coloro che non hanno un lavoro: la disoccupazione operaia, intellettuale, giovanile  | tasso di disoccupazione, rapporto tra il numero dei disoccupati e il complesso della popolazione attiva.
disodontiasi   s.f.  (med.) dentizione difficile, irregolare.
disoleare   v. tr.  [io di sòleo ecc.] estrarre l'olio da noci, mandorle o altri frutti secchi o semi.
disoleazione   s.f.  operazione del disoleare.
disomogeneità   s.f.  mancanza di omogeneità.
disomogeneo   agg.  che presenta disomogeneità.
disonestà   s.f.    • 1 •   l'essere disonesto; mancanza di onestà: agire con disonestà    • 2 •   azione disonesta: abusare della buonafede altrui è una vera disonestà. 
disonestare   v. tr.  (ant.) disonorare, offendere; mortificare | disonestarsi v. rifl.  perdere l'onore, screditarsi.
disonesto   agg.    • 1 •   che manca di onestà, di probità, di rettitudine: un commerciante disonesto; un'azione disonesta    • 2 •   immorale, impudico, di cattivi costumi: donna, vita disonesta    • 3 •   (ant.) sconcio, sconveniente, brutto    • 4 •   (ant.) smisurato, smoderato  s.m.  [f. -a] persona disonesta § disonestamente avv. 
disonnare   o dissonnare, v. tr.  [io disónno ecc.] (lett.) svegliare | disonnarsi v. rifl.  (lett.) svegliarsi.
disonorare   v. tr.  [io di sonóro ecc.] privare dell'onore, macchiare nell'onore; infamare, screditare: disonorare la propria famiglia, il proprio nome  | disonorare una donna, (antiq.) toglierle la verginità | disonorarsi v. rifl.  perdere l'onore, coprirsi di disonore.
disonorato   part. pass.  di disonorare   agg.  che ha perduto l'onore § disonoratamente avv. 
disonore   s.m.    • 1 •   perdita dell'onore; ignominia, infamia: preferì la morte al disonore    • 2 •   azione, persona che disonora: è il disonore della famiglia. 
disonorevole   agg.  che è causa di disonore: condotta disonorevole  § disonorevolmente avv. 
disontogenesi   s.f.  (med.) lo stesso che disontogenia. 
disontogenia   s.f.  (med.) anomalia di sviluppo dell'organismo.
disopercolare   v. tr.  [io di sopèrcolo ecc.] asportare dalle celle di un favo le pellicole di cera (opercoli) per far uscire il miele.
disopia   s.f.  (med.) lo stesso, ma meno com., che ambliopia. 
disoppilare   v. tr.  [io di sòppilo ecc.] (med.) liberare da un'oppilazione, un'occlusione.
disopra   o di sopra, avv.  sopra: salire disopra  | nella loc. prep. al disopra di, sopra (anche fig.): essere al disopra delle parti, di ogni sospetto   agg. invar.  superiore: il piano disopra   s.m. invar.  la parte superiore di qualcosa: il disopra della macchina. 
disordinare   (1) v. tr.  [io di sórdino  ecc.] mettere in disordine, scompigliare: disordinare le carte  | (fig.) confondere: disordinare le idee  | v. intr.  [aus. avere] (ant.) essere sregolato, eccedere: caro figliuolo, governatevi, non disordinate. ieri sera avete mangiato un poco troppo  (goldoni) | disordinarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) confondersi    • 2 •   (ant.) subire un danno, spec. economico.
disordinare   (2) v. tr.  (non com.) revocare un ordine.
disordinato   part. pass.  di disordinare    • 1 •   agg.    • 1 •   che non è in ordine: una casa disordinata  | (fig.) confuso: discorso, racconto disordinato    • 2 •   che non tiene in ordine le sue cose; che lavora con poca precisione: un ragazzo, un impiegato disordinato    • 3 •   sregolato, privo di misura: essere disordinato nel bere; vita disordinata  § disordinatamente avv. 
disordine   s.m.    • 1 •   mancanza di ordine; confusione (anche fig.): regnava ovunque un gran disordine; disordine mentale  ' in disordine, in scompiglio, in stato di confusione: mettere, lasciare tutto in disordine; avere le vesti, i capelli in disordine, scomposti    • 2 •   (estens.) disservizio, cattivo funzionamento; cattiva amministrazione: il disordine del servizio postale; il disordine degli affari pubblici    • 3 •   sregolatezza, mancanza di misura: disordine nel bere, nel mangiare    • 4 •   spec. pl.  fatto che turba l'ordine pubblico; sommossa, tumulto: si temevano gravi disordini. 
disorganicità   s.f.  mancanza di organicità; l'essere disorganico.
disorganico   agg.  [pl. m. -ci] privo di organicità, di organizzazione: lavoro disorganico  § disorganicamente avv. 
disorganizzare   v. tr.  [io di sorganì zz o ecc.] portare disordine in una cosa organizzata o turbarne in qualche modo l'ordine: disorganizzare un'amministrazione, l'esercito |  disorganizzarsi v. rifl.  perdere la propria organizzazione.
disorganizzato   part. pass.  di disorganizzare   agg.  privo di organizzazione: un servizio disorganizzato  | di persona, che opera in modo confuso e disorganico § disorganizzatamente avv. 
disorganizzazione   s.f.  il disorganizzare, il disorganizzarsi; mancanza di organizzazione: che disorganizzazione in quell'ufficio!. 
disorientamento   s.m.    • 1 •   l'essere disorientato; confusione, smarrimento: avere un attimo di disorientamento    • 2 •   (med.) incapacità a orientarsi nel tempo o nello spazio, come sintomo di malattie mentali o di lesioni cerebrali.
disorientare   v. tr.  [io di soriènto ecc.] far perdere l'orientamento, la direzione | (fig.) far perdere la sicurezza o la padronanza di sé confondere: quella domanda lo disorientò  | disorientarsi v. rifl.  perdere l'orientamento | (fig.) confondersi.
disorientato   part. pass.  di disorientare   agg.  che ha perso l'orientamento | (fig.) confuso, smarrito, sconcertato: essere, sentirsi, sembrare disorientato. 
disorlare   v. tr.  [io di sórlo ecc.] (non com.) privare dell'orlo: disorlare un abito  | disorlarsi v. rifl.  perdere l'orlo.
disormeggiare   v. tr.  [io di sorméggio ecc.] (mar.) liberare dagli ormeggi: disormeggiare la nave. 
disormeggio   s.m.  (mar.) l'operazione del disormeggiare.
disorrevole   agg.  (ant.) disonorevole, spregevole.
disortografia   s.f.    • 1 •   (med.) disturbo che si manifesta come difficoltà nell'apprendimento dell'ortografia    • 2 •   (non com.) errore di ortografia.
disosmia   s.f.  (med.) alterazione del senso dell'olfatto.
disossare   v. tr.  [io di sòsso ecc.] levare le ossa a un animale macellato: disossare un pollo  | (estens.) separare il nocciolo dalla parte polposa di un frutto: disossare le olive  | disossarsi v. rifl.  (fig. poet.) consumarsi fino all'osso: non spero del mio affanno aver mai posa, / infin ch'i' mi disosso e snervo e spolpo  (petrarca canz.  cxcv, 9-10).
disossato   part. pass.  di disossare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   (fig.) snodato, dinoccolato; molle, fiacco: mani disossate... d'amici flosci, sui quali siamo in perpetuo dubbio  (de amicis).
disossatrice   s.f.  macchina per togliere il nòcciolo ai frutti; è impiegata nell'industria alimentare.
disossidante   part. pres.  di disossidare   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza capace di disossidare.
disossidare   o desossidare, v. tr.  [io di sòssido ecc.]    • 1 •   (chim.) eliminare o ridurre l'ossigeno presente in un composto    • 2 •   (tecn.) eliminare l'ossido da una superficie metallica, con sostanze chimiche o mediante abrasione.
disossidazione   o desossidazione, s.f.  (chim. , tecn.) il disossidare, l'essere disossidato.
disostogenesi   s.f.  (med.) disostosi.
disostosi   s.f.  (med.) malformazione ossea causata da difettosa ossificazione delle cartilagini fetali; è detta anche disostogenesi. 
disostruire   v. tr.  [io di sostruìsco, tu di sostruìsci ecc.] liberare da un'ostruzione | disostruirsi v. rifl.  liberarsi da un'ostruzione.
disotterrare    ⇨ dissotterrare.
disotto   o di sotto, avv.  sotto: scendere disotto  | nella loc. prep. al disotto di, sotto (anche fig.): rendere al disotto delle proprie possibilità   agg. invar.  inferiore: il piano disotto   s.m. invar.  la parte inferiore di qualcosa: il disotto del tavolo. 
dispacciare   v. tr.  [io dispàccio ecc.] (ant.)    • 1 •   disimpegnare, liberare; sgombrare    • 2 •   inviare, spedire | dispacciarsi v. rifl.  (ant.) disimpegnarsi, sbrigarsi.
dispaccio   s.m.    • 1 •   comunicazione scritta di un'autorità con la quale si dirama un ordine o si consultano altre autorità su questioni di rilevante interesse; in partic., lettera diplomatica    • 2 •   (estens.) comunicazione, informazione scritta: un dispaccio di agenzia; dispaccio telegrafico, telegramma    • 3 •   (ant.) incombenza, faccenda    • 4 •   (ant.) spaccio, vendita.
dispaiare   v. tr.  [io dispàio ecc.]    • 1 •   (non com.) spaiare; dividere    • 2 •   (ant.) rendere sproporzionato.
disparatezza   s.f.  (non com.) l'essere disparato; diversità.
disparato   agg.  molto diverso, che non ha somiglianza con altro: gli oggetti più disparati; opinioni, idee disparate  § disparatamente avv. 
disparere   s.m.  (non com.) diverso parere, opinione contrastante.
dispareunia   s.f.  (med.) rapporto sessuale doloroso per la donna.
dispargere   v. tr.  [coniugato come spargere] (ant.) spargere.
dispari   pop. disparo, agg.    • 1 •   si dice di numero non divisibile per due | i giorni dispari della settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì | funzione dispari, (mat.) quella che cambia segno se cambia il segno delle variabili, e quindi è antisimmetrica rispetto agli assi di riferimento    • 2 •   (non com.) differente, dissimile: essere dispari di condizione  | che è inferiore, inadeguato: forze dispari   s.m.  numero dispari: puntare sul dispari  § disparimente avv.  (rar.) in modo diverso, disuguale.
disparire   v. intr.  [pres. io dispàio, tu dispari, egli dispare, noi dispariamo, voi disparite, essi dispàiono  (anche io disparisco, tu disparisci ecc.); pass. rem. io disparvi  (meno com. disparìi, antiq. disparsi), tu disparisti ecc. ; part. pass. disparito  (non com. disparso); aus. essere] (lett.) sparire, svanire, sciogliersi: né già mai neve sotto al sol disparve, / com'io senti' me tutto venir meno  (petrarca canz.  xxiii, 115-116).
disparità   s.f.  differenza, disuguaglianza: disparità di forze, di trattamento  ' disparità di culto, nel diritto canonico, uno degli impedimenti dirimenti del matrimonio cattolico, che sussiste, salvo dispensa, quando uno dei due contraenti non è battezzato.
disparo    ⇨ dispari.
disparte   avv.  (ant.) da parte | oggi usato soltanto nella loc. avv. in disparte, da parte, da un lato, in luogo riservato: tenere, mettere in disparte; starsene in disparte; parlare a qualcuno in disparte. 
dispartire   v. tr.  [io dispartisco, tu dispartisci ecc.] (lett.) spartire, dividere.
dispendere   v. tr.  [io dispèndo ecc.] (ant.) spendere, dissipare.
dispendio   s.m.  spesa notevole, spreco | (fig.) consumo eccessivo: dispendio di energie, di tempo. 
dispendioso   agg.  che comporta dispendio; costoso, caro: viaggio dispendioso; un tenore di vita dispendioso  § dispendiosamente avv. 
dispensa   (1) s.f.    • 1 •   (non com.) distribuzione, elargizione: dispensa di viveri, di medicinali  | (region.) bottega per la vendita di determinati generi alimentari: dispensa di vini    • 2 •   luogo in cui si conservano le riserve di viveri sulle navi da carico | nella casa, locale o mobile in cui si conservano i cibi: avere la dispensa ben fornita    • 3 •   ciascun fascicolo di un'opera pubblicata con cadenza periodica: un'enciclopedia venduta in  (o a) dispense  ' dispensa universitaria, fascicolo in cui è pubblicato un corso di lezioni tenuto da un docente    • 4 •   atto che dà la facoltà di non adempiere a una formalità o a un obbligo; esenzione, esonero: dispensa dalle tasse scolastiche  | dispensa matrimoniale, nel diritto canonico, autorizzazione alla celebrazione di un matrimonio concessa in deroga a impedimenti dirimenti (come, p. e., la disparità di culto).
dispensa   (2) s.f.  (ant.) spesa.
dispensabile   agg.  che può essere dispensato, spec. dall'osservanza di un obbligo, di un onere.
dispensare   v. tr.  [io dispènso ecc.]    • 1 •   distribuire, elargire (anche scherz.): dispensare favori, elemosine; dispensare scapaccioni    • 2 •   esonerare da un obbligo, da un onere: dispensare dal servizio militare    • 3 •   (ant.) spendere; amministrare | dispensarsi v. rifl.  esimersi dal fare qualcosa.
dispensariale   agg.  di, da dispensario: assistenza dispensariale. 
dispensario   s.m.    • 1 •   ambulatorio dove è possibile ricevere assistenza medica e medicine gratuite per la prevenzione e la cura di determinate malattie: dispensario antitubercolare    • 2 •   (antiq.) l'insieme dei medicinali di cui deve essere provvista una farmacia.
dispensatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (ant. , lett.) chi dispensa, elargitore: dispensatore di favori    • 2 •   (ant.) ordinatore: dispensatore de l'universo, così dante nel «convivio» indica dio    • 3 •   (ant.) amministratore, tesoriere | usato come agg.  : canale dispensatore, canale di irrigazione che distribuisce acqua ai fondi che attraversa.
dispensazione   s.f.  (ant.) il dispensare, l'essere dispensato; dispensa.
dispenser   s.m. invar.    • 1 •   supporto per presentare al pubblico prodotti in vendita consentendone il prelievo diretto; espositore    • 2 •   confezione di un prodotto fatta in modo che questo possa esserne estratto in quantità stabilita.
dispensiere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (non com.) chi dispensa, distribuisce: a' generosi / giusta di gloria dispensiera è morte  (foscolo sepolcri  220-221)    • 2 •   chi è addetto alla dispensa sulle navi, nelle comunità e sim.
dispepsia   s.f.  (med.) alterazione della funzione digestiva.
dispeptico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla dispepsia: disturbo dispeptico   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi soffre di dispepsia.
disperante   part. pres.  di disperare   agg.    • 1 •   che fa disperare, che getta nello sconforto: una situazione disperante    • 2 •   (lett.) che dispera, che non ha speranze.
disperanza   s.f.  (lett.) disperazione, scoraggiamento: a lei l'ambascia il cor divora, a lui / disperanza, dispetto  (monti).
disperare   v. tr.  [io dispèro ecc.] perdere la speranza di conseguire qualcosa (seguito da prop. dichiarativa o oggettiva): disperare di salvare qualcuno; dispero che possa correggersi  | nell'uso lett. si costruisce anche con il compl. ogg.: quel suono / di cui le piche misere sentiro / lo colpo tal, che disperar perdono  (dante purg.  i, 10-12) | far disperare qualcuno, condurlo alla disperazione, fargli perdere la pazienza, tormentarlo | v. intr.  [aus. avere] perdere la speranza riguardo a qualcosa: disperare della guarigione, nell'avvenire  ' (assol.) perdere ogni speranza: non disperate!  | disperarsi v. rifl.  lasciarsi prendere dalla disperazione, dallo sconforto; abbattersi: disperarsi per un insuccesso. 
disperata   s.f.    • 1 •   componimento poetico di origine popolare (per lo più nella forma dello strambotto o del rispetto) in cui l'amante sfortunato dà sfogo al proprio dolore | nella poesia d'arte, spec. dal sec. xiv al xvi, componimento di metro vario in cui il poeta esprime il proprio sconforto    • 2 •   nel gioco delle carte, specie di tressette con due giocatori.
disperato   part. pass.  di disperare   agg.    • 1 •   che non lascia sperare in una soluzione positiva; che non dà speranze: un caso disperato; condizioni disperate    • 2 •   che rivela disperazione, che è provocato dalla disperazione: pianto, gesto disperato    • 3 •   che ha perso ogni speranza; che è in preda alla disperazione: vivere disperato; essere disperato per la morte di qualcuno  | alla disperata, (fam.) in qualsiasi modo, alla meno peggio, in gran fretta  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è in preda alla disperazione | come un disperato, (fam.) con grande impegno, con tutte le forze: lavorare, correre come un disperato    • 2 •   (fam.) chi non ha mestiere né denaro; chi vive alla meno peggio § disperatamente avv.    • 1 •   con disperazione, in modo disperato: piangere disperatamente    • 2 •   con grande impegno, con tutte le forze: studiare disperatamente. 
disperazione   s.f.    • 1 •   stato d'animo di chi non ha più alcuna speranza e vive nello sconforto e nell'angoscia: essere in preda, abbandonarsi alla disperazione; essere assalito, vinto dalla disperazione  ' per disperazione, non trovando altra soluzione, per estrema necessità | il coraggio della disperazione, quello di chi, non avendo altra via d'uscita, rischia il tutto per tutto    • 2 •   cosa o persona che fa disperare, che è causa di grave disagio o preoccupazione: quel ragazzo è la disperazione della famiglia. 
disperdente   part. pres.  di disperdere   agg.  (chim. , fis.) si dice di sostanza o di fenomeno che dà luogo a dispersione.
disperdere   v. tr.  [coniugato come perdere]    • 1 •   allontanare l'uno dall'altro i componenti di un gruppo o gli elementi di un insieme; far andare qua e là, sparpagliare: la polizia disperse i dimostranti  | disperdere i voti, darli a partiti minori che non hanno molte probabilità di ottenere seggi    • 2 •   (estens.) mettere in rotta, sconfiggere    • 3 •   (fig.) consumare, dissipare: disperdere un'eredità; disperdere le proprie forze    • 4 •   (chim. , fis.) produrre una dispersione: disperdere la luce, l'elettricità  | disperdersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   sparpagliarsi, sbandarsi: i banditi si dispersero per i monti    • 2 •   (estens.) diradarsi, svanire: il fumo cominciava a disperdersi  ' andar perduto: il calore si è disperso    • 3 •   (fig.) sciupare le proprie forze intellettuali dedicandosi a lavori inutili o a troppe attività: disperdersi in studi frammentari; disperdersi nei particolari a scapito dell'essenziale. 
disperdimento   s.m.  (non com.) dispersione.
dispergere   v. tr.  [pres. io dispèrgo, tu dispèrgi ecc. ; pass. rem. io dispèrsi, tu dispergésti ecc. ; part. pass. dispèrso] (ant. , lett.)    • 1 •   disperdere: avvegna che la subitana fuga / dispergesse color per la campagna  (dante purg.  iii, 1-2)    • 2 •   sperperare, scialacquare.
dispermia   (1) s.f.  (biol.) penetrazione di due spermatozoi nello stesso uovo.
dispermia   (2) s.f.  (med.) anomalia dello sperma; anomalia della eiaculazione.
dispermo   agg.  (bot.) si dice di frutto con due semi.
dispersione   s.f.    • 1 •   il disperdere, il disperdersi, l'essere disperso: dispersione di forze  | dispersione elettrica, perdita spontanea delle cariche elettriche da parte di un corpo elettrizzato | dispersione della luce, fenomeno per cui la luce bianca, attraversando un mezzo rifrangente, si separa in uno spettro continuo di colori    • 2 •   (chim.) sistema eterogeneo formato da due o più sostanze nel quale la sostanza dispersa è finemente distribuita in quella disperdente (p. e.  soluzioni colloidali, nebbie e sim.)    • 3 •   (fis.) separazione di un'onda elettromagnetica o sonora complessa nelle sue componenti elementari    • 4 •   (stat.) il modo in cui si distribuiscono i valori di una grandezza.
dispersività   s.f.  l'essere dispersivo.
dispersivo   agg.    • 1 •   che tende alla dispersione, a disperdersi (spec. fig.): un uomo intelligente ma molto dispersivo; un lavoro dispersivo, che comporta uno spreco di energie o di risorse    • 2 •   (fis.) si dice di mezzo rifrangente che provoca la dispersione della luce o di altre radiazioni che lo attraversano § dispersivamente avv. 
disperso   part. pass.  di disperdere  e dispergere   agg.    • 1 •   sparso, disseminato: avere amici dispersi dappertutto    • 2 •   smarrito, perduto: oggetti dispersi  | (fig.) riferito a persona (o al viso, agli occhi), sperduto, smarrito: vagava con lo sguardo disperso    • 3 •   (chim.) si dice di sostanza finemente suddivisa e distribuita in un mezzo di diversa natura, così da formare una dispersione  agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di soldato del quale, al termine di una guerra o di un'azione bellica, non si abbia notizia e che non risulti né tra i caduti né tra i prigionieri: dare qualcuno per disperso; i dispersi in russia  | si dice di persona scomparsa in un disastro, senza che sia stato possibile recuperarne la salma o accertarne in modo sicuro la morte: i dispersi di un naufragio  § dispersamente avv.  in modo dispersivo, improduttivo.
dispersore   s.m.  (elettr.) elemento di un impianto di messa a terra, costituito da un lungo tubo metallico conficcato nel terreno per disperdervi la corrente.
dispettare   v. tr.  [io dispètto ecc.] (ant.) tenere in dispregio, disprezzare | v. intr.  [aus. avere] incollerirsi, adirarsi.
dispetto   (1) ant. despetto, s.m.    • 1 •   atto compiuto per dare dispiacere o noia a qualcuno, o anche per ostentare un certo disprezzo della volontà altrui: fare i dispetti  | per dispetto, con l'intenzione di far dispiacere, di irritare: l'ha fatto per dispetto  ' a dispetto di, contro la volontà, nonostante l'opposizione: stare in paradiso a dispetto dei santi, (fig.) voler stare a tutti i costi in un luogo dove non si è bene accetti; partì a dispetto del tempo, nonostante il tempo cattivo. dim. dispettuccio    • 2 •   (ant.) atteggiamento di altezzosa noncuranza e superiorità verso cose o persone ritenute vili; sdegno, disprezzo: avere in  (o a) dispetto, disprezzare    • 3 •   vivace sentimento di stizza, di malevolenza invidiosa: essere roso dal dispetto; provare dispetto per qualcosa. 
dispetto   (2) o despetto, agg.  (ant.) umiliato, disprezzato.
dispettoso   agg.    • 1 •   che si compiace di fare dispetti: un ragazzo dispettoso  | (estens.) fastidioso, irritante: tempo dispettoso, estremamente variabile. dim. dispettosetto, dispettosuccio  pegg. dispettosaccio    • 2 •   che è fatto per dispetto: atto, gesto dispettoso    • 3 •   (ant. , lett.) sdegnoso, sprezzante § dispettosamente avv. 
dispiacente   part. pres.  di dispiacere   agg.  (non com.) dolente, spiacente.
dispiacenza   s.f.  (ant.) dispiacere.
dispiacere   (1) v. intr.  [coniugato come piacere; aus. essere]    • 1 •   non piacere, essere sgradito: sapore che dispiace al palato  | non dispiacere, piacere abbastanza, pur senza entusiasmare: lo spettacolo non mi è dispiaciuto    • 2 •   essere causa di rammarico, di rincrescimento e sim.: fatti che dispiacciono; mi dispiace che ti sia comportato male; non posso venire, mi dispiace  | ti dispiace?, ti dispiacerebbe?, se non ti dispiace, formule di cortesia che si usano quando si chiede un favore o si vuole attenuare un comando | dispiacersi v. rifl.  provare rincrescimento; aversela a male: dispiacersi per un  (o di un) rifiuto. 
dispiacere   (2) s.m.    • 1 •   sentimento di pena, di cruccio, di amarezza, di dolore: provare, recare dispiacere; una cosa che fa dispiacere; morire dal  (o di) dispiacere    • 2 •   cosa, fatto che arreca dolore: è stato un dispiacere  vederlo andar via.
dispiacevole   agg.  (rar.) che causa dispiacere, spiacevole: non poté fare che a lucia non ne rimanesse uno stupore dispiacevole  (manzoni p. s.  x) § dispiacevolmente avv. 
dispiacevolezza   s.f.  (rar.) l'essere dispiacevole.
dispiacimento   s.m.  (ant.) dispiacere, rammarico.
dispianare   v. tr.  (ant.) spianare.
dispiccare   v. tr.  [io dispicco, tu dispicchi ecc.] (lett.) spiccare, cogliere (anche fig.) | dispiccarsi v. rifl.  (lett.) staccarsi rapidamente: obbediente la cerulea diva / dalle cime d'olimpo dispiccossi  (monti).
dispiegamento   s.m.  (non com.) spiegamento, schieramento.
dispiegare   v. tr.  [io dispiègo, tu dispieghi ecc.] (lett.)    • 1 •   distendere, allargare, spiegare: dispiegare le vele al vento    • 2 •   (fig.) manifestare: la divina bontà... /... sfavilla / sì che dispiega le bellezze etterne  (dante par.  vii, 64-66) | dispiegarsi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   svilupparsi, diffondersi: il canto si dispiegò nell'aria    • 2 •   sgorgare, scaturire: che acqua è questa che qui si dispiega  (dante purg.  xxxiii, 116).
dispietato   agg.  (ant. , lett.) spietato § dispietatamente avv. 
dispitto   o despitto, s.m.  (ant.) dispetto, disprezzo: el s'ergea col petto e con la fronte / com'avesse l'inferno a gran dispitto  (dante inf.  x, 35-36).
dispiumare   v. tr.  (lett.) spiumare.
displasia   s.f.  (med.) anomalia di sviluppo di un tessuto, di un organo o di un sistema.
displasico   agg.  (med.) [pl. m. -ci] relativo a displasia.
display   s.m. invar.    • 1 •   disposizione commercialmente efficace di prodotti in vendita    • 2 •   (elettron.) schermo video, quadrante che rappresenta visivamente i dati forniti o elaborati da un'apparecchiatura elettronica; per estens., i dati stessi così visualizzati.
displicenza   o displicenzia, s.f.  (ant.) dispiacere, afflizione.
displuviale   agg.  (geog.) di displuvio, relativo a displuvio: linea displuviale. 
displuviato   agg.  (lett.) a due spioventi: tetto displuviato. 
displuvio   s.m.    • 1 •   (geog.) versante di un monte: linea di displuvio, spartiacque    • 2 •   linea d'intersezione delle due falde del tetto che favorisce lo scolo dell'acqua piovana.
dispnea   s.f.  (med.) difficoltà di respirazione.
dispnoico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che si riferisce alla dispnea  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi soffre di dispnea.
dispogliare   v. tr.  [io dispòglio ecc.] (lett.) spogliare (anche fig.): di gigli e rose / van dispogliando il prato  (chiabrera).
dispondeo   s.m.  nella metrica greca e latina, metro formato da due spondei.
disponere    ⇨ disporre.
disponibile   agg.    • 1 •   (ant.) che si può disporre    • 2 •   di cui si può disporre; libero: somma disponibile; posto disponibile  | (quota) disponibile, (dir.) la parte del patrimonio di cui si può liberamente disporre per testamento senza ledere i diritti degli eredi legittimi    • 3 •   libero da impegni, da legami: il direttore non è disponibile  | ben disposto ad andare incontro alle esigenze degli altri: una persona disponibile al dialogo  | privo di pregiudizi e aperto a nuove esperienze: una ragazza disponibile   s.m.  (banc.) giacenza in un conto che il titolare può prelevare immediatamente.
disponibilità   s.f.    • 1 •   l'essere disponibile: una persona di grande disponibilità    • 2 •   facoltà di disporre di un bene: avere la disponibilità di una somma    • 3 •   spec. pl.  il denaro, i mezzi di cui si può disporre: non avere grandi disponibilità    • 4 •   temporanea sospensione dal servizio di un funzionario per soppressione dell'ufficio o per riduzione dell'organico, oppure come misura cautelativa o disciplinare: collocamento in disponibilità    • 5 •   (mar.) posizione amministrativa di una nave che viene messa in temporaneo disarmo.
disporre   ant. disponere [di-spó-ne-re], v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   collocare in un certo ordine: disporre i libri nello scaffale    • 2 •   preparare (anche fig.): disporre ogni cosa per il viaggio; disporre l'animo alla meditazione    • 3 •   mettere in una determinata condizione di spirito; rendere incline, propenso: le sue parole disposero favorevolmente i giudici; disporre qualcuno alla clemenza    • 4 •   ordinare, prescrivere; stabilire, decidere (anche assol.): casi in cui la legge dispone l'arresto; aveva disposto di vendere la casa  | prov.  : l'uomo propone e dio dispone  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   avere la facoltà di servirsi liberamente di qualcosa o di qualcuno: disporre di un capitale; disporre di sé, del proprio tempo  | fare assegnamento, contare su qualcuno (spec. in formule di cortesia): se ha bisogno, disponga pure di me    • 2 •   possedere, avere: questa sala dispone di 700 posti  | disporsi v. rifl.    • 1 •   collocarsi in un certo ordine: gli alunni si disposero in fila    • 2 •   prepararsi: disporsi a ricevere i sacramenti. 
disposare   v. tr.  [io dispò so ecc.] (ant. , lett.) promettere in sposa o di prendere come sposa; sposare.
dispositivo   agg.  che dispone: la parte dispositiva di un contratto, quella che, dopo le premesse, specifica tutti i termini pattuiti nel contratto stesso  s.m.    • 1 •   (tecn.) meccanismo, congegno o elemento che, da solo o inserito in un meccanismo più complesso, in un apparecchio o in un impianto, serve per compiere una determinata funzione: dispositivo di sicurezza, d'allarme, di controllo    • 2 •   (mil.) organizzazione di un reparto sul terreno per affrontare il nemico: dispositivo di attacco, di difesa    • 3 •   (mar.) grafico indicante la formazione di marcia che deve essere assunta da un reparto di navi    • 4 •   (dir.) la parte della sentenza che, dopo l'esposizione dei fatti e dei motivi, contiene la decisione del caso.
disposizione   s.f.    • 1 •   il disporre, il disporsi, l'essere disposto; modo in cui qualcuno o qualcosa è disposto: la disposizione della merce nella vetrina; la disposizione dei locali; la disposizione degli invitati a tavola  | pl.  (mat.) nel calcolo combinatorio, il numero di modi in cui possono disporsi in un dato ordine gli elementi di un insieme    • 2 •   stato d'animo: essere, non essere nella disposizione adatta per fare qualcosa  | attitudine, predisposizione verso qualcosa: avere disposizione per la musica    • 3 •   prescrizione, norma; ordine, volere: una disposizione di legge; dare disposizioni; attenersi alle disposizioni  | disposizione testamentaria, (dir.) la volontà del testatore espressa nel testamento    • 4 •   possibilità di disporre di qualcuno o di qualcosa secondo la propria volontà: avere a disposizione una somma; mettersi, tenersi a disposizione di qualcuno  | essere a (completa) disposizione, in formule di cortesia    • 5 •   (ant.) condizione, stato: la città di faenza, lungamente in guerra e in mala ventura stata, alquanto in miglior disposizione ritornò  (boccaccio dec.  v, 5).
dispostezza   s.f.  (ant.) disposizione, ordine.
disposto   part. pass.  di disporre   agg.    • 1 •   collocato in un certo modo: mobili disposti con gusto    • 2 •   pronto ad agire in un dato modo: non sono disposto a cedere; essere disposto a tutto, ad affrontare qualsiasi difficoltà pur di riuscire in un intento | che ha una determinata disposizione d'animo: essere ben disposto, mal disposto verso qualcuno    • 3 •   deliberato, stabilito: secondo quanto disposto dalla legge    • 4 •   (ant.) esposto, spiegato  s.m.  (dir.) ciò che è prescritto da una norma di legge | combinato disposto, prescrizione che si desume dal riferimento a più norme, richiamate a integrazione le une delle altre.
dispotico   non com. despotico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di despota, fondato sull'assolutismo: governo dispotico    • 2 •   (estens.) da despota; autoritario, tirannico: maniere dispotiche  § dispoticamente avv. 
dispotismo   non com. despotismo, s.m.    • 1 •   governo assoluto, proprio di un despota | dispotismo illuminato, nel sec. xviii, quello dei sovrani assoluti che miravano a promuovere il progresso sociale e civile dei propri sudditi    • 2 •   (estens.) atteggiamento ispirato a estremo autoritarismo.
dispregevole   agg.  (lett.)    • 1 •   spregevole, abietto    • 2 •   trascurabile, irrilevante: i romani aveano guerra co' sanniti, fortissimo nemico e non punto dispregevole  (giordani) § dispregevolmente avv. 
dispregiare   v. tr.  [io disprègio ecc.] (lett.) disprezzare.
dispregiativo   agg.    • 1 •   che esprime disprezzo    • 2 •   (gramm.) spregiativo.
dispregiatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi dispregia.
dispregio   s.m.    • 1 •   concetto sfavorevole di una persona o di una cosa; disistima, disprezzo: avere qualcosa in dispregio; essere, cadere, venire in dispregio    • 2 •   (lett.) azione infamante.
disprezzabile   agg.  che si può o si deve disprezzare | non disprezzabile, discreto, considerevole: una somma non disprezzabile. 
disprezzare   v. tr.  [io disprèzzo ecc.]    • 1 •   ritenere indegno di stima, di considerazione: disprezzare le ricchezze, gli onori; tutti lo disprezzavano per il suo comportamento  | prov.  : chi disprezza compra, dietro un apparente disprezzo si può celare un interesse    • 2 •   non tenere in alcun conto: disprezzare il pericolo  | disprezzarsi v. rifl.  non avere stima di sé.
disprezzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi disprezza: disprezzatore di ogni legge. 
disprezzo   s.m.    • 1 •   sentimento di chi non ha alcuna stima o considerazione di qualcuno o qualcosa: nutrire, provare disprezzo; avere in disprezzo; guardare con disprezzo; disprezzo delle tradizioni    • 2 •   noncuranza: disprezzo del pericolo. 
disprigionare   v. tr.    • 1 •   (ant.) scarcerare    • 2 •   (lett.) sprigionare, far uscire | disprigionarsi v. rifl.  (lett.) sprigionarsi, uscire con forza: una vision si disprigiona / che mi dormì nel cuor gran tempo ascosa  (carducci).
disproporzionamento   s.m.  (chim.) dismutazione.
disproporzione   s.f.  (lett.) sproporzione.
disprosio   s.m.  elemento chimico di simbolo dy, appartenente al gruppo dei lantanidi.
disputa   s.f.    • 1 •   discussione, dibattito: disputa teologica, filosofica  | contesa, diverbio: una disputa per motivi d'interesse    • 2 •   svolgimento di una competizione sportiva: la disputa di un incontro di pugilato. 
disputabile   agg.  che può essere oggetto di disputa, di discussione.
disputare   v. intr.  [io dìsputo, ant. dispùto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   discutere opponendo il proprio parere a quello altrui: disputare di letteratura, di diritto; disputare sull'utilità di un progetto  | litigare, altercare: si udiva nella sala la voce del barone zacco che disputava, alterato  (verga)    • 2 •   contendere, gareggiare: disputare per il primo posto in classifica  | v. tr.    • 1 •   (non com.) prendere in esame, discutere: disputare una questione, una tesi    • 2 •   contrastare, contendere a qualcuno (un premio, un risultato): disputare la vittoria al rivale; disputare un diritto a qualcuno  | con valore reciproco, contendersi l'un l'altro: disputarsi il possesso di qualcosa, un'ambita ricompensa    • 3 •   prendere parte a una competizione sportiva: disputare una gara, un incontro di calcio. 
disputativo   agg.  (lett.) che riguarda il disputare, proprio di una disputa.
disputatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi disputa; chi è incline alle dispute.
disputazione   s.f.  (lett.)    • 1 •   il disputare; disputa    • 2 •   dissertazione scritta: disputazioni filosofiche. 
disqualificare   v. tr.  [io disqualìfico, tu disqualìfichi ecc.] (burocr.) privare di una qualifica.
disquilibrio   s.m.  (non com.) assenza di equilibrio; squilibrio.
disquisire   v. intr.  [io disqui sìsco,  tu disquis ìsci ecc.; aus. avere] indagare a fondo, discutere con minuziosa sottigliezza: disquisire su questioni non essenziali. 
disquisitore   s.m.  [f. -trice] chi disquisisce.
disquisizione   s.f.  ricerca minuziosa di una verità esposizione particolareggiata di una teoria, di un argomento: disquisizione erudita; disquisizione scientifica, filosofica. 
disrafia   s.f.  (med.) difetto nella saldatura delle due metà che costituiscono un organo.
disrafico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a disrafia.
disrafismo   s.m.  (med.) condizione patologica dovuta a disrafia.
disruptivo    ⇨ disruttivo.
disrupzione   s.f.  (elettr.) il fenomeno per cui ha luogo una scarica disruttiva.
disruttivo   o disruptivo, agg.  (elettr.) si dice di scarica ad arco che si verifica tra due conduttori, anche isolati, quando la loro differenza di potenziale supera un determinato valore.
disruttore    ⇨ diruttore.
dissabbiatore   s.m.  opera idraulica a forma di vasca, posta a valle di una derivazione, atta a far depositare la sabbia e gli altri materiali portati in sospensione dall'acqua.
dissacrante   part. pres.  di dissacrare   agg.  che dissacra, che tende a dissacrare: atteggiamento, linguaggio dissacrante. 
dissacrare   v. tr.  [io dissàcro ecc.]    • 1 •   mettere in discussione, sottoporre a critica radicale un'istituzione, un modello culturale, un uso saldamente affermati nella tradizione; demistificare: dissacrare un dogma, un mito, un principio    • 2 •   (non com.) sconsacrare.
dissacratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi dissacra.
dissacratorio   agg.  dissacrante.

dissacrazione   s.f.  il dissacrare, l'essere dissacrato.
dissalamento   s.m.  dissalazione.
dissalare   v. tr.    • 1 •   liberare dall'eccesso di sale, per lo più mediante prolungata immersione in acqua: dissalare il baccalà    • 2 •   eliminare o ridurre la quantità dei sali presenti in un liquido: dissalare le acque salmastre, marine. 
dissalatore   s.m.  (tecn. , chim.) apparecchio o impianto per dissalare, spec. acque marine al fine di renderle potabili.
dissalazione   s.f.  il dissalare, l'essere dissalato.
dissaldare   v. tr.    • 1 •   staccare, disgiungere togliendo la saldatura: dissaldare due tubi    • 2 •   (fig.) infrangere, rompere: dissaldare un'amicizia, un'alleanza  | dissaldarsi v. rifl.  disgiungersi per distacco della saldatura.
dissaldatore   s.m.  dispositivo atto a dissaldare.
dissaldatura   s.f.  il dissaldare, il dissaldarsi, l'essere dissaldato.
dissanguamento   s.m.  il dissanguare, il dissanguarsi (anche fig.): morire per dissanguamento; dissanguamento economico. 
dissanguare   v. tr.  [io dissànguo ecc.]    • 1 •   privare del sangue un corpo vivente: l'emorragia lo ha dissanguato    • 2 •   (fig.) privare di denaro o di quant'altro è necessario per vivere; sfruttare avidamente: i baroni mangiavano, soperchiavano, dissanguavano i vassalli  (nievo) | dissanguarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   perdere moltissimo sangue    • 2 •   (fig.) rovinarsi economicamente: si è dissanguato per pagare i debiti del figlio. 
dissanguato   part. pass.  di dissanguare   agg.    • 1 •   senza più sangue, esangue: morire dissanguato    • 2 •   (fig.) ridotto in miseria, impoverito: un popolo dissanguato dalla guerra. 
dissanguatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi dissangua (spec. fig.); sfruttatore.
dissanguinare   v. tr.  [io dissànguino ecc.] mettere a bagno le pelli da conciare per far perdere loro i residui di sangue.
dissapore   s.m.  disaccordo non grave tra due o più persone: dissapori coniugali. 
dissecare   v. tr.  [io dissèco  o dìsseco, tu dissèchi  o dìssechi ecc.] (med.) isolare dai tessuti circostanti una formazione anatomica.
disseccare   meno com. diseccare, v. tr.  [io dissécco, tu dissécchi ecc.]    • 1 •   seccare, prosciugare, inaridire    • 2 •   (fig.) privare di vitalità, isterilire | disseccarsi v. rifl.    • 1 •   seccarsi, prosciugarsi    • 2 •   (fig.) perdere ogni vitalità inaridirsi: la sua giovinezza si era disseccata, come una pianta che abbia ricercato invano il sole  (moravia).
disseccativo   agg.  (non com.) che dissecca, che produce disseccazione.
disseccazione   s.f.  il disseccare, il disseccarsi, l'essere disseccato.
disselciare   v. tr.  [io dissélcio ecc.] privare del selciato: disselciare una piazza. 
dissellare   o disellare, v. tr.  [io dissèllo ecc.] liberare dalla sella: dissellare un cavallo  | v. intr.  [aus. essere] (ant.) cadere di sella.
disseminare   v. tr.  [io dissémino ecc.]    • 1 •   spargere qua e là come fa chi semina: disseminare i libri per tutta la stanza; disseminare di errori uno scritto    • 2 •   (fig.) diffondere: disseminare il malcontento. 
disseminativo   agg.  (bot.) relativo alla disseminazione.
disseminatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi dissemina (spec. fig.); seminatore: disseminatore di sospetti, di discordia. 
disseminazione   s.f.    • 1 •   il disseminare, l'essere disseminato (anche fig.)    • 2 •   (bot.) dispersione naturale dei semi sulla superficie del terreno.
disseminulo   s.m.  (bot.) organo vegetale (seme, bulbo, spora ecc) capace di riprodurre la pianta dalla quale si è staccato.
dissennare   v. tr.  [io dissénno ecc.] (lett.) far perdere il senno, far impazzire: un turbine di pensieri e d'angoscie che mi dissennava  (nievo).
dissennatezza   s.f.  (lett.) l'essere dissennato.
dissennato   part. pass.  di dissennare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è privo di senno; stolto: un ragazzo dissennato  | irresponsabile, privo di razionalità: una politica economica dissennata  § dissennatamente avv. 
dissensione   s.f.  (lett.) dissenso, contrasto di opinioni, di intenti; discordia, contesa.
dissenso   s.m.    • 1 •   divergenza d'opinioni, di intenti; mancanza d'accordo: un dissenso in famiglia  | divergenza, opposizione ideologica o politica di un gruppo minoritario nei confronti di un centro ufficiale di potere; per estens., l'insieme dei dissidenti: i cattolici del dissenso    • 2 •   disapprovazione: la manifestazione ha suscitato il dissenso generale. 
dissentaneo   agg.  (lett.) non consentaneo, discorde.
dissenteria   ant. disenteria, s.f.  (med.) termine usato per indicare genericamente la diarrea; in senso specifico, malattia intestinale determinata da un bacillo (dissenteria bacillare) o da un'ameba (dissenteria amebica).
dissenterico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) della dissenteria  s.m.  [f. -a] chi soffre di dissenteria.
dissentimento   s.m.  (lett.) il dissentire; dissenso.
dissentire   v. intr.  [io dissènto ecc. ; aus. avere] essere di parere diverso: mi spiace di dover dissentire da voi. 
dissenziente   part. pres.  di dissentire   agg.  e s.m.  e f.  che, chi dissente | che, chi fa parte di un gruppo di dissenso.
disseppellimento   s.m.  l'atto, il risultato del disseppellire.
disseppellire   ant. diseppellire, v. tr.  [io disseppellisco, tu disseppellisci ecc. ; part. pass. dissepólto  o disseppellito]    • 1 •   levare dalla sepoltura: disseppellire un cadavere    • 2 •   (estens.) riportare alla luce: disseppellire le rovine di una città antica    • 3 •   (fig.) togliere dall'oblio, far conoscere di nuovo ciò che era stato dimenticato: disseppellire una leggenda medievale. 
disseppellitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi disseppellisce (anche fig.).
dissequestrare   v. tr.  [io dissequèstro, tu dissequèstri ecc.] liberare dal sequestro: dissequestrare un film. 
dissequestro   s.m.  revoca di un sequestro; liberazione di beni dal vincolo del sequestro.
disserrare   o diserrare, v. tr.  [io dissèrro ecc.] (ant. , lett.)    • 1 •   schiudere, aprire    • 2 •   (fig.) mostrare, rendere manifesto    • 3 •   vibrare, sferrare: per ogni botta almanco, che disserra, / cader fa sempre un cavalliero in terra  (ariosto o. f.  xviii, 44) | disserrarsi v. rifl.  sprigionarsi, venir fuori: come foco di nube si diserra  (dante par.  xxiii, 40).
dissertare   v. intr.  [io dissèrto ecc. ; aus. avere] trattare con impegno e competenza di un argomento: dissertare di  (o su) questioni filosofiche. 
dissertatore   s.m.  [f. -trice] chi disserta.
dissertatorio   agg.  proprio del dissertare, della dissertazione: stile dissertatorio. 
dissertazione   s.f.  discorso o scritto critico su un argomento specifico: dissertazione di laurea, tesi. dim. e pegg. dissertazioncella. 
disservire   o diservire, v. tr.  e intr.  [io dissèrvo ecc. ; aus. dell'intr. avere] (ant.) servire male; per estens., recare danno, nuocere.
disservizio   s.m.    • 1 •   funzionamento difettoso di un servizio: disservizio ferroviario, postale    • 2 •   (ant.) danno.
dissestare   v. tr.  [io dissèsto ecc.]    • 1 •   squilibrare, privare di stabilità    • 2 •   ridurre in cattive condizioni, spec. economiche: dissestare le finanze. 
dissestato   part. pass.  di dissestare   agg.  che si trova in dissesto: strada dissestata; azienda dissestata   s.m.  [f. -a] chi si trova in condizioni economiche molto critiche.
dissesto   s.m.    • 1 •   condizione di squilibrio, d'instabilità stato di grave decadimento: dissesto geologico; dissesto politico, sociale; un organismo in dissesto    • 2 •   situazione di grave passività patrimoniale: dissesto economico; finanze in dissesto  | (estens.) fallimento: un'azienda vicina al dissesto. 
dissetante   part. pres.  di dissetare   agg.  che disseta: bevanda, caramella dissetante  | anche come s.m.  : il tè è un ottimo dissetante. 
dissetare   v. tr.  [io disséto ecc]    • 1 •   togliere la sete: una bevanda che non disseta    • 2 •   (fig.) soddisfare: le allegre conversazioni giovanili... portavano al mio spirito notizie del mondo di fuori e lo dissetavano  (de sanctis) | dissetarsi v. rifl.    • 1 •   togliersi la sete    • 2 •   (fig) appagarsi: dissetarsi alle fonti del sapere. 
dissettore   s.m.  chi pratica dissezioni anatomiche.
dissezionare   v. tr.  [io dissezióno ecc.] sottoporre a dissezione (anche fig.).
dissezione   s.f.    • 1 •   sezionamento di un cadavere a scopo di studio    • 2 •   (fig.) analisi minuziosa.
dissidente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi in seno a un gruppo dissente su ciò che è accettato dalla maggioranza: i dissidenti si dimisero dall'organizzazione  | chiese dissidenti, quelle cristiane non cattoliche.
dissidenza   s.f.  l'essere dissidente; per estens., l'insieme dei dissidenti.
dissidio   s.m.  contrasto fra due o più persone, suscitato da diversità di vedute e di voleri; discordia, litigio: dissidio lieve, grave, insanabile; dissidio familiare; comporre un dissidio  | opposizione fra idee, sentimenti, valori: il dissidio tra fede e ragione. 
dissigillare   ant. disigillare, v. tr.    • 1 •   aprire qualcosa rompendone i sigilli: dissigillare una lettera, un plico    • 2 •   (estens. lett.) schiudere, spalancare | dissigillarsi v. rifl.  (poet.) sciogliersi, perdere la propria forma: così la neve al sol si disigilla  (dante par.  xxxiii, 64).
dissimigliare   e deriv.   ⇨ dissomigliare e deriv. 
dissimilare   (1) agg.  (non com.) non similare, dissimile.
dissimilare   (2) v. tr.  [io dissìmilo ecc.] (rar.) rendere dissimile | dissimilarsi v. rifl.  (ling.) di un suono, subire una dissimilazione.
dissimilarità   s.f.  (rar.) qualità di ciò che è dissimile.
dissimilazione   s.f.  (ling.) fenomeno di differenziazione tra suoni simili vicini nella stessa parola (p. e. peregrino-pellegrino; armario-armadio).
dissimile   agg.  che non ha le medesime qualità o caratteristiche; differente, diverso: copia dissimile dall'originale; due fratelli assai dissimili fra loro  § dissimilmente avv. 
dissimilitudine   s.f.  (lett.) l'essere dissimile; dissomiglianza.

dissimmetria   s.f.  mancanza di simmetria; asimmetria.
dissimmetrico   agg.  [pl. m. -ci] che presenta dissimmetria § dissimmetricamente avv. 
dissimulare   v. tr.  [io dissìmulo ecc.]    • 1 •   nascondere, non lasciar trasparire (un proprio pensiero, sentimento, proposito ecc.): non riuscì a dissimulare il suo disappunto  | in usi assol.: una persona che sa dissimulare    • 2 •   (dir.) fare apparire come stipulato un contratto fittizio che ne nasconde uno reale.
dissimulato   part. pass.  di dissimulare   agg.  nascosto, celato, non manifestato esteriormente: invidia mal dissimulata  § dissimulatamente avv. 
dissimulatore   s.m.  [f. -trice] chi dissimula, chi tende a dissimulare: un abile dissimulatore. 
dissimulazione   s.f.  il dissimulare; capacità di dissimulare.
dissintonia   s.f.  in radiotecnica, mancanza di sintonia reciproca fra due o più circuiti oscillanti o fra un generatore di frequenza e un ricevitore.
dissintonizzare   v. tr.  in radiotecnica, porre in dissintonia.
dissipabile   agg.  che si può dissipare.
dissipamento   s.m.  il dissipare, l'essere dissipato: dissipamento di beni. 
dissipare   v. tr.  [io dìssipo ecc.]    • 1 •   disperdere, dissolvere (anche fig.): il sole dissipò la nebbia; dissipare un dubbio    • 2 •   sperperare, dilapidare: dissipare le proprie sostanze  | dissiparsi v. rifl.  disperdersi, svanire (anche fig.): tutti i suoi sospetti si dissiparono. 
dissipatezza   s.f.  l'essere dissipato.
dissipativo   agg.  che causa dissipazione; si riferisce spec. alla dissipazione di energia.
dissipato   part. pass.  di dissipare   agg.  che sperpera ricchezze, che conduce una vita oziosa, disordinata; corrotto, vizioso, sregolato: un uomo dissipato; fare una vita dissipata   s.m.  [f. -a] persona dissipata § dissipatamente avv. 
dissipatore   s.m.  [f. -trice] chi dissipa beni, ricchezze e sim.
dissipazione   s.f.    • 1 •   il dissipare, l'essere dissipato; sperpero, spreco: dissipazione del patrimonio familiare; dissipazione delle proprie forze    • 2 •   condotta di vita sregolata, scioperata: vivere nella dissipazione    • 3 •   (fis.) trasformazione di una forma di energia in un'altra non utilizzabile.
dissipito   agg.  (ant.)    • 1 •   scipito: spremon l'olio da veri semi abbondantissimo, ma dissipito  (bartoli)    • 2 •   (fig.) sciocco.
dissociabile   agg.  che si può dissociare.
dissociabilità   s.f.  l'essere dissociabile.
dissociale   agg.  e s.m.  e f.  (psicol.) si dice di individuo incapace di adattarsi a un ambiente.
dissociare   v. tr.  [io dissòcio ecc.]    • 1 •   separare, scompagnare idee o cose per solito unite: capitale e lavoro son due termini che non si possono dissociare  (de roberto)    • 2 •   (chim.) produrre una dissociazione | dissociarsi v. rifl.  staccarsi, dividersi da altri; non aderire a qualcosa: dissociarsi dalla maggioranza, da una iniziativa. 
dissociativo   agg.    • 1 •   atto a dissociare | di dissociazione: processo dissociativo    • 2 •   proprietà dissociativa, (mat.) proprietà di addizione e moltiplicazione per cui la somma o il prodotto non cambiano se a un addendo o a un fattore si sostituiscono più addendi o fattori che abbiano per somma o prodotto quello sostituito.
dissociato   part. pass.  di dissociare  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   (psich.) che, chi soffre di dissociazione psichica    • 2 •   si dice di persona che non riconosce più come valide le ragioni che avevano determinato la sua appartenenza a un gruppo terroristico o criminale.
dissociazione   s.f.    • 1 •   il dissociare, il dissociarsi, l'essere dissociato    • 2 •   (psich.) alterazione delle normali associazioni logiche    • 3 •   (psicol.) operazione della mente che consiste nell'analizzare e separare in più elementi il contenuto di una percezione o rappresentazione    • 4 •   (chim.) scissione di una molecola in altre più semplici o in atomi o in ioni    • 5 •   (dir.) atteggiamento di coloro che, in un processo penale, scindono la loro posizione da quella dei coimputati, dichiarando di non riconoscere più come valide le ragioni che avevano determinato la loro appartenenza a un gruppo terroristico o criminale.
dissodamento   s.m.  il dissodare, l'essere dissodato.
dissodare   v. tr.  [io dissòdo ecc.] rompere e lavorare un terreno incolto: dissodare un podere  | dissodare le menti, (fig.) dirozzarle, disporle all'apprendimento.
dissolto   part. pass.  di dissolvere  e agg.  nei sign. del verbo.
dissolubile   agg.  che si può dissolvere, sciogliere, annullare: legame, vincolo dissolubile. 
dissolubilità   s.f.  l'essere dissolubile.
dissolutezza   s.f.    • 1 •   l'essere dissoluto: dissolutezza di costumi    • 2 •   costume di vita dissoluto: vivere nella dissolutezza  | atto, comportamento dissoluto: nelle più furiose dissolutezze si era infrollito anima e corpo  (dossi).
dissolutivo   agg.  atto a dissolvere.
dissoluto   agg.  privo di ogni freno morale; licenzioso, vizioso, sregolato: un uomo dissoluto; fare una vita dissoluta   s.m.  [f. -a] persona dissoluta § dissolutamente avv. 
dissolutore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi dissolve.
dissoluzione   s.f.    • 1 •   il dissolvere, il dissolversi, l'essere dissolto: la dissoluzione della materia    • 2 •   (fig.) disfacimento, disgregazione: la dissoluzione della famiglia; società in dissoluzione  | corruzione, dissolutezza: dissoluzione morale. 
dissolvenza   s.f.  (cine.) graduale sparizione dell'immagine proiettata sullo schermo, ottenuta con speciali accorgimenti | dissolvenza incrociata, effetto che si ottiene accoppiando alla dissolvenza la graduale comparsa di un'altra immagine.
dissolvere   v. tr.  [pres. io dissòlvo ecc. ; pass. rem. io dissòlsi, tu dissolvésti ecc. ; part. pass. dissòlto  e ant. dissoluto]    • 1 •   (lett.) disciogliere | (fig.) disunire, disgregare: i sospetti hanno dissolto una solida amicizia    • 2 •   far sparire, disperdere, dissipare (anche fig.): il vento dissolve la nebbia; dissolvere un dubbio  | dissolversi v. rifl.    • 1 •   sciogliersi, disgregarsi (anche fig.): un partito che si è dissolto    • 2 •   svanire, dissiparsi, dileguarsi (anche fig.): il fumo si dissolve nell'aria; i vostri timori si dissolveranno presto. 
dissolvimento   s.m.  (lett.) dissoluzione.
dissomigliante   meno com. dissimigliante, part. pres.  di dissomigliare   agg.  non somigliante, dissimile, diverso § dissomigliantemente avv. 
dissomiglianza   meno com. dissimiglianza, s.f.    • 1 •   l'essere dissomigliante; mancanza di somiglianza    • 2 •   ciascuno dei particolari per cui due o più persone o cose differiscono: notare delle dissomiglianze. 
dissomigliare   meno com. dissimigliare, v. intr.  [io dissomìglio ecc. ; non sono usati i tempi composti], dissomigliarsi v. rifl.  non somigliare, essere dissimile; differire: esaminandone il volto, anna notò subito quanto dissomigliasse dal suo  (pirandello).
dissonante   part. pres.  di dissonare  agg.    • 1 •   (mus.) che produce dissonanza: accordo dissonante    • 2 •   (fig.) discordante, disarmonico: opinioni dissonanti, colori dissonanti  § dissonantemente avv. 
dissonanza   s.f.    • 1 •   (mus.) la qualità sgradevole di un intervallo o di un accordo, in base a una valutazione soggettiva oppure in base a una classificazione teorica    • 2 •   (fig.) discordanza, disarmonia: dissonanza di colori, di idee. 
dissonare   v. intr.  [io dissuòno..., noi dissoniamo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (mus.) produrre dissonanza    • 2 •   (fig.) discordare.
dissonnare    ⇨ disonnare.
dissono   agg.  (lett.) dissonante.
dissotterramento   s.m.  il dissotterrare, l'essere dissotterrato.
dissotterrare   lett. disotterrare, v. tr.  [io dissottèrro ecc.]    • 1 •   togliere da sotto terra, disseppellire: dissotterrare un tesoro    • 2 •   (fig.) riportare alla luce, riesumare, rivangare: dissotterrare un antico rancore. 
dissuadere   v. tr.  [pass. rem. io dissua si, tu dissuadésti ecc. ; part. pass. dissua so] indurre qualcuno a desistere da un proposito; sconsigliare, distogliere: dissuadere qualcuno da qualcosa, dal fare qualcosa  | dissuadersi v. rifl.  (non com.) convincersi a non fare qualcosa: voleva dimettersi, ma poi s'è dissuaso. 
dissuasione   s.f.  il dissuadere, l'essere dissuaso: fare opera di dissuasione. 
dissuasivo   agg.  che è atto o mira a dissuadere: discorso dissuasivo  § dissuasivamente avv. 
dissuasore   s.m.  [f., raro, dissuaditrice] (non com.) chi dissuade o cerca di dissuadere.
dissuasorio   agg.  (non com.) che tende a dissuadere; dissuasivo.
dissueto   agg.  (lett.) non più avvezzo, non più abituato: «italia, italia» / egli gridava a' dissueti orecchi  (carducci).
dissuetudine   s.f.  (lett.) mancanza di consuetudine, perdita di una consuetudine | cadere in dissuetudine, in disuso.
dissugare   v. tr.  [io dissugo, tu dissughi ecc.] (lett.)    • 1 •   asciugare    • 2 •   indebolire | dissugarsi v. rifl.  asciugarsi, prosciugarsi.
dissuggellare   ant. disuggellare, v. tr.  [io dissuggèllo ecc.]    • 1 •   (non com.) dissigillare, liberare dai sigilli: dissuggellare un pacco    • 2 •   (fig. lett.) dischiudere, aprire: dissuggellare le labbra  | rivelare, svelare: dissuggellare un segreto. 
distaccamento   s.m.    • 1 •   il distaccare, il distaccarsi, l'essere distaccato    • 2 •   (mil.) gruppo di soldati distaccato dal reparto cui appartiene: un distaccamento di artiglieria. 
distaccare   v. tr.  [io distacco, tu distacchi ecc.]    • 1 •   staccare, separare, allontanare (anche fig.): distaccare un manifesto da un muro; distaccare qualcuno dalla famiglia, dal lavoro    • 2 •   (mil.) inviare un gruppo di militari in una località diversa da quella in cui è dislocato il reparto al quale appartengono | (burocr.) inviare uno o più dipendenti in sedi o uffici diversi da quelli in cui prestano normalmente servizio: distaccare un funzionario presso un altro ministero    • 3 •   in una competizione sportiva, infliggere un distacco agli avversari, acquistare un vantaggio rilevante su di loro: distaccare il gruppo di due minuti  | distaccarsi v. rifl.    • 1 •   staccarsi, separarsi, allontanarsi (anche fig.): l'etichetta si sta distaccando; distaccarsi dagli amici, dalla vita terrena    • 2 •   (fig.) distinguersi per qualità o doti particolari: si distacca da tutti gli altri per intelligenza. 
distaccato   part. pass.  di distaccare   agg.    • 1 •   separato, disgiunto: sezione distaccata    • 2 •   (fig.) indifferente, freddo, riservato: rispose con aria distaccata  § distaccatamente avv.  con atteggiamento distaccato.
distacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il distaccare, il distaccarsi, l'essere distaccato: distacco della retina    • 2 •   (fig.) separazione, allontamento: il distacco dalla famiglia, dalla patria; il momento del distacco    • 3 •   (fig.) mancanza di partecipazione affettiva: trattare qualcuno con distacco    • 4 •   (sport) distanza di spazio, di tempo o di punti fra i partecipanti a una competizione sportiva: infliggere, riportare, avere un distacco di cento metri; vincere con distacco. 
distale   agg.  (anat.) si dice di una parte del corpo che si trovi distante da determinati punti assunti convenzionalmente come centrali.
distanasia   s.f.  morte dolorosa a seguito di cure accanite che non tengono conto della sofferenza del moribondo.
distante   part. pres.  di distare   agg.    • 1 •   lontano nello spazio o nel tempo: la nostra casa è distante dal centro; è ancora distante quel giorno    • 2 •   (fig.) diverso, differente: i nostri gusti sono molto distanti    • 3 •   (fig.) distaccato, riservato, indifferente: sguardo, atteggiamento distante   avv.  lontano: abitiamo poco distante. 
distanza   s.f.    • 1 •   spazio che intercorre tra due luoghi, due cose o due persone; intervallo di tempo fra due eventi: una distanza di 20 km; a un mese di distanza  | tenersi a debita, a rispettosa distanza, mantenersi prudentemente lontano da qualcuno o da qualcosa; (fig.) assumere o manifestare un atteggiamento di deferente distacco | mantenere le distanze, (fig.) non concedere molta confidenza | prendere le distanze da qualcuno, da qualcosa, (fig.) dissociarsi, distaccarsi    • 2 •   (fig.) differenza, diversità: c'è una bella distanza fra il pensare certe cose e il farle    • 3 •   (sport) nelle gare di corsa, la lunghezza del percorso: il corridore ha coperto la distanza in 1'25  | nel pugilato e in altri sport di lotta, la lunghezza, la durata dell'incontro: un combattimento sulla distanza delle dodici riprese  | vincere, venir fuori alla distanza, vincere, emergere nella fase finale della gara grazie alle proprie doti di resistenza (anche fig.)    • 4 •   (dir.) limite di rispetto che deve essere osservato nelle costruzioni o piantagioni prossime al confine tra due proprietà: rispettare le distanze legali    • 5 •   distanza di legame, (fis. chim.) lunghezza del legame chimico che separa gli atomi costituenti una molecola o un dato raggruppamento.
distanziale   s.m.  (mecc.) lo stesso che distanziatore. 
distanziamento   s.m.  il distanziare, l'essere distanziato.
distanziare   v. tr.  [io distànzio ecc.]    • 1 •   collocare, porre a una determinata distanza: distanziare i filari delle viti    • 2 •   lasciare dietro di sé a una certa distanza (spec. nel linguaggio sportivo): ha distanziato il gruppo di 200 m    • 3 •   (fig.) superare: distanziare tutti i colleghi nella carriera. 
distanziatore   s.m.  (mecc.) elemento che serve per distanziare o per tenere a distanza fissa un organo rispetto a un altro.
distanziometrico   agg.  [pl. m. -ci] che serve per misurare le distanze: cannocchiale distanziometrico  | pannello distanziometrico, ciascuno dei tre segnali stradali disposti successivamente, a distanze convenute, prima di un passaggio a livello per indicarne la presenza.
distanziometro   s.m.  strumento ottico, a forma di cannocchiale, usato in topografia per la misurazione indiretta delle distanze.
distare   v. intr.  [io disto ecc. ; non sono usati i tempi composti]    • 1 •   essere a una data distanza da un punto di riferimento: la casa dista dalla stazione    • 3 •   km    • 2 •   (fig.) discordare, divergere: i nostri gusti distano alquanto. 
distemperare   o distemprare [di-stem-prà-re], v. tr.  [io distèmpero ecc.] (lett.) stemperare.
distendere   v. tr.  [coniugato come tendere]    • 1 •   allentare, rendere meno teso (anche fig.): distendere una corda; la camomilla distende i nervi    • 2 •   allungare, allargare: distendere le gambe, le braccia  | spiegare, svolgere: distendere le lenzuola, la tovaglia  | distendere la vernice, spalmarla su una superficie | distendere la voce, (fig.) spiegarla con note lunghe e sonore | distendere una vela, (mar.) aprirla ai venti | distendere un'àncora, (mar.) affondarla in un punto stabilito e tendere la catena cui è fissata    • 3 •   mettere a giacere: distendere un malato sulla barella    • 4 •   (non com.) comporre, mettere per scritto: la lettera se la fece distendere da don ferrante  (manzoni p. s.  xxv) | distendersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   allungarsi, mettersi a giacere: distendersi sul letto    • 2 •   allargarsi, estendersi, spargersi: la pianura si distendeva a perdita d'occhio  | nel calcio, si dice di una squadra che passa a un gioco più aperto    • 3 •   (fig.) allentare la propria tensione fisica o mentale; rilassarsi: si distende leggendo romanzi gialli    • 4 •   (fig. rar.) diffondersi, dilungarsi nel parlare o nello scrivere.
distendimento   s.m.  (rar.) il distendere, il distendersi; distensione.
distene   s.m.  (min.) altro nome della cianite. 
distenebrare   v. tr.  [io distènebro ecc.] (lett.) liberare dalle tenebre, illuminare: distenebrare la cecità della nostra mente  (galilei) | distenebrarsi v. rifl.  (lett.) illuminarsi, rischiararsi.
distenere   v. tr.  (ant.)    • 1 •   trattenere, imprigionare    • 2 •   opprimere.
distensione   s.f.    • 1 •   il distendere, il distendersi (anche fig.): distensione degli arti, dei muscoli; distensione degli animi; avrei bisogno di un po' di distensione, di un po' di calma, di tranquillità    • 2 •   (fig.) miglioramento di una situazione politica tesa: la distensione internazionale    • 3 •   (sport) nel sollevamento pesi, uno dei tre modi di alzata del bilanciere, consistente nel portare l'attrezzo prima all'altezza del petto e quindi, dopo un breve intervallo, sopra la testa, stendendo completamente le braccia.
distensivo   agg.  atto a distendere, a produrre una distensione (spec. fig.): letture distensive; politica distensiva  § distensivamente avv. 
distesa   s.f.    • 1 •   grande estensione: la distesa dei campi, del mare  | sonare le campane a distesa, facendo compiere ad esse ampie oscillazioni in modo da ottenere un suono più intenso e prolungato; cantare a distesa, a voce spiegata    • 2 •   insieme di molti oggetti disposti l'uno accanto all'altro: una distesa di panni. 
disteso   part. pass.  di distendere   agg.    • 1 •   steso, allungato, spiegato: vele distese; teneva le braccia distese lungo i fianchi  | a voce distesa, (fig.) a piena voce    • 2 •   che giace, coricato: se ne stava disteso sul divano    • 3 •   (fig.) sereno, rilassato: avere la faccia distesa   s.m.  (ant.) scritto che dà ragguagli su fatti avvenuti; appunto, promemoria § distesamente avv.  in modo diffuso, minutamente.
distico   (1) s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   (metr.) strofa di due versi | distico elegiaco, nella metrica classica, coppia di versi formata da un esametro e un pentametro    • 2 •   scritto di poche righe che serve di presentazione a un articolo di giornale e si stampa in carattere diverso.
distico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (bot.) si dice di organi disposti alternativamente a destra e a sinistra rispetto al loro asse generatore.
distillabile   agg.  che si può distillare.
distillamento   s.m.  (non com.) distillazione.
distillare   v. tr.    • 1 •   (chim.) sottoporre a distillazione: distillare l'acqua  | ottenere per distillazione: distillare l'acquavite dalle prugne    • 2 •   (fig.) estrarre, cavare, ottenere (il meglio): distillare le sensazioni più sottili  | distillarsi il cervello, lambiccarselo, torturarselo    • 3 •   versare a stilla a stilla: il pino distilla la resina    • 4 •   (fig. lett.) infondere, instillare: distillare tutto il proprio sapere in un'opera  | v. intr.  [aus. essere] colare stilla a stilla: dal tronco distilla un umore  | distillarsi v. rifl.  (fig. lett.) struggersi, consumarsi: per pianto la mia carne si distilla / sì come al sol la neve  (sannazaro).
distillato   part. pass.  di distillare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   liquido ottenuto per distillazione: la grappa è un distillato delle vinacce    • 2 •   (fig.) quintessenza, concentrato: un distillato di erudizione, di stupidità. 
distillatoio   s.m.  (antiq.) apparecchio o impianto per distillare; alambicco.
distillatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi distilla; operaio addetto alla distillazione    • 2 •   apparecchio per distillare.
distillazione   s.f.  (chim.) operazione volta a separare un liquido volatile dalle sostanze non volatili in esso disciolte o a separare liquidi di volatilità diversa; si effettua portando il liquido all'ebollizione e condensando per raffreddamento i vapori: distillazione continua, discontinua; distillazione in corrente di vapore, sotto vuoto; distillazione estrattiva, in cui si introduce un solvente, detto estrattore, che permette la separazione di componenti con volatilità molto vicine; distillazione primaria, la prima distillazione alla quale viene sottoposto il petrolio greggio.
distilleria   s.f.  stabilimento dove si effettua la distillazione, spec. per ottenere bevande alcoliche.
distilo   agg.  e s.m.  (arch.) si dice di tempio con due colonne sulla facciata o di elemento architettonico sostenuto da due colonne.
distimia   s.f.  (psich.) grave alterazione depressiva dell'affettività | (estens.) disturbo nel tono dell'umore.
distimico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a distimia: sindrome distimica  | affetto da distimia: soggetto distimico. 
distinguere   v. tr.  [pres. io distìnguo ecc. ; pass. rem. io distinsi, tu distinguésti ecc. ; part. pass. distinto]    • 1 •   separare con la mente una cosa da un'altra rilevandone la differenza: distinguere il vero dal falso, il bene dal male    • 2 •   discernere con gli occhi o con altri sensi: non distinguere gli odori, i sapori    • 3 •   dividere, ripartire: distinguere un trattato in tre parti    • 4 •   contrassegnare per rendere riconoscibile: distinguere qualcosa con una sigla    • 5 •   rendere diverso, caratterizzare (anche iron.): la parola distingue l'uomo dagli animali; con la grazia che lo distingue, mi ha urtato violentemente  | distinguersi v. rifl.    • 1 •   essere riconoscibile: l'avverbio «là» si distingue dall'articolo «la» per l'accento    • 2 •   segnalarsi, farsi notare: distinguersi per capacità organizzativa. 
distinguibile   agg.  che si può distinguere: una luce a malapena distinguibile  § distinguibilmente avv.  (rar.).
distinguo   s.m. invar.  distinzione, spec. sottile, cavillosa: fare dei distinguo. 
distino    ⇨ destino.
distinta   s.f.  nota analitica; elenco, lista: distinta dei prezzi  | distinta di versamento, elenco dei valori che si versano a un cassiere con indicazione delle specie e delle quantità.
distintivo   agg.  atto a distinguere: segno distintivo  | tratto distintivo, (ling.) carattere che permette di distinguere un fonema da un altro o in genere una qualsiasi unità linguistica da un'altra  s.m.  contrassegno di forma e materiale vario che si porta sul vestito e indica l'appartenenza a un corpo militare, a un'associazione, a una categoria e sim.: il distintivo del reggimento, del partito  | (fig.) elemento di distinzione; tratto caratteristico: la discrezione è il distintivo del vero gentiluomo. 
distinto   part. pass.  di distinguere   agg.    • 1 •   separato, diverso, differente: due cose ben distinte; una parola con due significati distinti    • 2 •   chiaro, facilmente percepibile con la mente o con i sensi: la sua voce mi giunse distinta all'orecchio; idee chiare e distinte    • 3 •   signorile, raffinato, garbato: una persona molto distinta; modi distinti  | in formule di cortesia proprie dello stile epistolare: alla distinta signora, nell'indirizzo della corrispondenza; distinti saluti, formula di chiusura delle lettere non confidenziali    • 4 •   che ha qualità particolari, che si distingue; speciale: promozione per merito distinto  | (posti) distinti, ordine particolare di posti nei locali di pubblico spettacolo (teatri, stadi ecc.) § distintamente avv.    • 1 •   in modo chiaro: pronunciare distintamente le parole    • 2 •   separatamente: le due questioni vanno trattate distintamente    • 3 •   con distinzione, in modo signorile: comportarsi, vestire distintamente  | con particolare deferenza (nelle formule di chiusura di lettere): la saluto distintamente. 
distinzione   s.f.    • 1 •   il distinguere: occorre fare una distinzione    • 2 •   differenza: c'è una netta distinzione tra i due concetti  | senza distinzione, senza fare differenze    • 3 •   riguardo, preferenza, segno d'onore: una distinzione meritata    • 4 •   raffinatezza, signorilità: distinzione di modi; comportarsi con distinzione. 
distiroidismo   s.m.  (med.) disfunzione della tiroide.
distocia   s.f.  (med.) parto distocico.
distocico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di parto che non si svolge in modo fisiologicamente normale.
distogliere   poet. distorre [di-stòr-re], v. tr.  [coniugato come togliere]    • 1 •   allontanare, volgere in altra parte: distogliere lo sguardo    • 2 •   dissuadere, far desistere: distogliere qualcuno da un proposito  | distrarre: distogliere qualcuno dal lavoro  | distogliersi v. rifl.  allontanarsi, rimuoversi: distogliersi dalle cattive compagnie; non si distolse dalla sua idea  | distrarsi: si distoglie spesso dallo studio. 
distolto   part. pass.  di distogliere  e agg.  nei sign. del verbo.
distoma   s.m.  [pl. -mi] verme trematode dal corpo piatto e ovale, parassita dei canalicoli biliari di ovini e bovini e, talvolta, dell'uomo.
distomatosi   s.f.  malattia parassitaria di ovini e bovini dovuta a distomi: distomatosi epatica. 
distonia   s.f.  (med.) alterazione del tono muscolare o del tono nervoso: distonia muscolare, neurovegetativa. 
distonico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di distonia, caratterizzato da distonia: movimento distonico   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da distonia.
distopia   s.f.  (med.) malformazione consistente nella irregolare posizione di un viscere.
distorcere   v. tr.  [coniugato come torcere]    • 1 •   (lett.) storcere, torcere con violenza: qui distorse la bocca e di fuor trasse / la lingua  (dante inf.  xvii, 74-75)    • 2 •   produrre una distorsione: la caduta gli ha distorto il polso    • 3 •   (fis.) provocare una distorsione di suoni o altri segnali    • 4 •   (fig.) alterare, travisare, falsare: distorcere il senso di un discorso  | distorcersi v. rifl.  e intr. pron.    • 1 •   (lett.) contorcersi, torcersi: quando mi vide, tutto si distorse  (dante inf.  xxiii, 112)    • 2 •   subire una distorsione: la caviglia si è distorta. 
distornare   v. tr.  [io distórno ecc.] (lett.) deviare, tenere lontano, allontanare; stornare: pianse, percosse il biondo crine e 'l petto / per distornar la tua fatale andata  (tasso g. l.  xvii, 26).
distorre    ⇨ distogliere.
distorsione   s.f.    • 1 •   alterazione, deformazione, stravolgimento (anche fig.): distorsione della realtà dei fatti    • 2 •   (med.) lesione di un'articolazione in seguito a movimento brusco e violento, senza dislocazione permanente dei capi articolari: distorsione del polso, della caviglia    • 3 •   (fis.) trasmissione o riproduzione deformata di un'oscillazione meccanica, acustica, luminosa, elettromagnetica.
distorsore   s.m.  (elettr.) dispositivo per la distorsione dei suoni che si applica a chitarre elettriche e ad apparecchi di riproduzione di musica per ottenere effetti speciali.
distorto   part. pass.  di distorcere   agg.  nei sign. del verbo | (fig.) sbagliato, traviato, perverso: amore, piacere, ragionamento distorto. 
distraibile   agg.  che si può distrarre; facile a distrarsi.
distrarre   v. tr.  [coniugato come trarre]    • 1 •   rivolgere altrove, volgere in altra direzione: distrarre l'attenzione di qualcuno  | distrarre una somma, impiegarla per un uso diverso da quello cui era destinata    • 2 •   sviare qualcuno da un'attività, impedirgli di concentrarsi in un pensiero (anche assol.): distrarre un ragazzo dallo studio; non mi distrarre continuamente!    • 3 •   divertire, svagare: dovete cercare di distrarlo    • 4 •   (rar.) stirare lacerando o spostando: distrarre un muscolo, un tendine  | distrarsi v. rifl.    • 1 •   sviare la propria attenzione da un lavoro, da un'occupazione: si distrae sempre mentre legge    • 2 •   svagarsi, divertirsi, ricrearsi: aver bisogno di distrarsi. 
distratto   part. pass.  di distrarre   agg.  disattento, sbadato; che ha il pensiero rivolto altrove: un ragazzo molto distratto; essere momentaneamente distratto  § distrattamente avv.  con distrazione o per distrazione.
distrazione   s.f.    • 1 •   il distrarre, il distrarsi; condizione momentanea o abituale in cui il pensiero, l'attenzione sono lontani dalla realtà circostante: un attimo di distrazione; l'ha fatto per distrazione; un uomo di una distrazione incredibile  | mancanza, errore, per lo più non grave, causato da sbadataggine: è stata una semplice distrazione    • 2 •   cosa che distrae; svago, divertimento: concedersi qualche distrazione    • 3 •   impiego di una somma di denaro o di un qualsiasi bene per uno scopo diverso da quello cui era destinato    • 4 •   (med.) stiramento di un muscolo o di un tendine.
distretta   s.f.  (lett.)    • 1 •   necessità    • 2 •   angustia | mancanza, scarsità di denaro.
distretto   (1) agg.  (ant.)    • 1 •   legato, trattenuto, stretto    • 2 •   angustiato: o caro bene, o solo mio riposo, / che 'l mio cuor tien distretto  (boccaccio dec.  vii, conclusione)    • 3 •   detto di parente o di amico, stretto, intimo  s.m.  (ant.) luogo stretto; prigione.
distretto   (2) s.m.    • 1 •   suddivisione del territorio a fini amministrativi o giurisdizionali: distretto postale, scolastico, di corte d'appello  | distretto (militare), ciascuna delle circoscrizioni in cui è diviso il territorio nazionale per le operazioni e le attività concernenti il servizio militare; anche, il luogo dove hanno sede gli uffici del comando distrettuale: presentarsi al distretto    • 2 •   (geog.) zona, territorio in cui è localizzato un determinato fenomeno: distretto vulcanico    • 3 •   (anat.) zona del corpo distinta da quelle circostanti per certe caratteristiche funzionali: distretto vascolare. 
distrettuale   agg.  del distretto: ufficio distrettuale delle imposte dirette. 
distribuire   v. tr.  [io distribuisco, tu distribuisci ecc.]    • 1 •   dividere fra diverse persone; dare, assegnare, dispensare: distribuire il lavoro tra i collaboratori; distribuire i posti, gli inviti  | distribuire l'acqua, il gas, l'energia elettrica, fornirli, erogarli | distribuire strette di mano, sorrisi, (fig.) dispensarli a profusione    • 2 •   ordinare, disporre secondo un certo criterio: distribuire i libri negli scaffali; distribuire il carico in modo uniforme  | distribuire le ore della giornata, (fig.) assegnare il tempo alle varie occupazioni.
distributivo   agg.  che serve a distribuire, che concerne la distribuzione: criterio distributivo; giustizia distributiva, quella che divide dei beni tra più individui in base a criteri equi | proprietà distributiva, (mat.) proprietà della moltiplicazione per cui il prodotto di un fattore per una somma di due o più addendi è uguale alla somma dei prodotti di quel fattore per ciascuno degli addendi | aggettivi distributivi, (gramm.) aggettivi numerali che indicano il modo di distribuire o di ripartire una quantità (p. e. a due a due, due per ciascuno, tre alla volta ecc.) § distributivamente avv.  secondo un criterio distributivo.
distributore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi distribuisce; chi è addetto a una distribuzione: distributore della posta  | distributore di giornali, chi compera all'ingrosso i giornali dagli editori e li distribuisce ai rivenditori | distributore cinematografico, persona o ente che provvede alla distribuzione dei film ai cinematografi    • 2 •   nome di vari apparecchi meccanici per erogare sostanze o distribuire oggetti: distributore (di benzina), impianto che serve a rifornire di carburante gli autoveicoli e i motoveicoli; distributore automatico, apparecchio che distribuisce automaticamente biglietti, pacchetti di sigarette, bevande o altro, quando vi si inseriscono monete o gettoni    • 3 •   (mecc.) parte fissa di una turbina, di un compressore rotativo ecc. costituita da una palettatura che ha lo scopo di incrementare la velocità del fluido operativo che la attraversa  agg.  che distribuisce: impianto distributore. 
distribuzionale   agg.  (non com.) relativo al modo in cui una serie di elementi sono distribuiti in un insieme: rapporti distribuzionali  | (ling.) che concerne la modalità con cui un elemento linguistico si presenta in relazione al contesto: analisi distribuzionale  § distribuzionalmente avv.  secondo un criterio distribuzionale.
distribuzionalismo   s.m.  (ling.) corrente linguistica statunitense sorta negli anni '20, che classifica gli elementi della lingua in relazione alle strutture secondo cui si organizzano e si combinano, cioè in base alla loro distribuzione.
distribuzionalista   s.m.  [pl. -sti] linguista che segue la teoria del distribuzionalismo.
distribuzione   s.f.    • 1 •   il distribuire, l'essere distribuito; il modo in cui alcune cose sono distribuite: la distribuzione dei premi; la distribuzione degli ambienti in una casa  | distribuzione del reddito, (econ.) ripartizione tra i componenti di un sistema economico del reddito derivante dall'attività produttiva    • 2 •   (mecc.) il complesso delle operazioni meccaniche che regolano le fasi del ciclo di un motore termico: gli organi, l'impianto della distribuzione    • 3 •   (econ.) l'insieme delle attività commerciali e di servizio che portano i prodotti dalla produzione al consumo; costi, canali di distribuzione; la grande distribuzione    • 4 •   (stat.) l'insieme delle modalità e delle rispettive frequenze o probabilità con cui si è manifestato o si può manifestare un fenomeno    • 5 •   (ling.) ciascuna delle diverse occorrenze che un elemento linguistico può avere nel contesto di una parola o di un enunciato.
districare   meno com. distrigare, v. tr.  [io districo, tu districhi ecc.] sciogliere, sbrogliare qualcosa che si presenta intricato (anche fig.): districare una matassa; districare una difficile questione giuridica  | districarsi v. rifl.  sciogliersi, liberarsi: districarsi dai lacci  ' (fig.) trarsi d'impaccio: è nei pasticci e non sa come districarsi. 
distringere   ant. destringere e distrignere, v. tr.  [coniugato come stringere]    • 1 •   (lett.) stringere fortemente (anche fig.): o bella man che mi destringi 'l core  (petrarca canz.  cxcix, 1)    • 2 •   (ant.) costringere, trattenere a forza | (fig.) angustiare.
distrofia   s.f.  (med.) stato di cattiva nutrizione dell'organismo o dei tessuti, e l'effetto che ne deriva; il termine è usato anche per indicare vere e proprie malattie: distrofia del lattante; distrofia muscolare. 
distrofico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a distrofia: disturbi distrofici   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da distrofia: bambino distrofico; i distrofici. 
distruggere   v. tr.  [pres. io distruggo, tu distruggi ecc. ; pass. rem. io distrussi, tu distruggésti ecc. ; part. pass. distrutto] far sparire, annientare o danneggiare in modo irreparabile e totale; abbattere, demolire, rovinare (anche fig.): distruggere una lettera, le prove di un delitto; la grandine ha distrutto il raccolto; distruggere le speranze, le illusioni di qualcuno  | distruggersi v. rifl.    • 1 •   ridursi in pessime condizioni di salute; rovinarsi: si sta distruggendo con le sue mani    • 2 •   (lett.) struggersi.
distruggimento   s.m.  (lett.) il distruggere, l'essere distrutto | (fig.) struggimento, tormento interiore.
distruggitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi distrugge; distruttore: un ribaldo, / distruggitor di sé e di sue cose  (dante inf.  xxii, 50-51).
distruttibile   agg.  che può essere distrutto.
distruttività   s.f.  l'essere distruttivo.
distruttivo   agg.  atto a distruggere: potenza distruttiva  | critica distruttiva, (fig.) che mira solo a demolire, che si limita a individuare e denunciare gli aspetti negativi di un fenomeno, di un'opera e sim., senza recare apporti costruttivi § distruttivamente avv. 
distrutto   part. pass.  di distruggere   agg.  che ha subìto una distruzione; che è ridotto in rovina (anche fig.): una città distrutta; una vita distrutta  | (fig.) privato di ogni energia fisica o morale: un uomo distrutto; sentirsi distrutto. 
distruttore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi distrugge: mania, furia distruttrice. 
distruzione   s.f.  il distruggere, l'essere distrutto; strage, rovina: la distruzione di una città; seminare ovunque distruzione e morte; le distruzioni causate dalla guerra. 
disturbare   v. tr.    • 1 •   recare molestia, incomodo a qualcuno, spec. distogliendolo o distraendolo da ciò che sta facendo: quando studia non vuole essere disturbato; scusi se la disturbo  | disturbo?, espressione di cortesia usata nel rivolgersi a qualcuno    • 2 •   provocare disagio fisico, malessere: il viaggio per mare mi ha disturbato    • 3 •   turbare e ostacolare il normale svolgimento di qualcosa: disturbare le lezioni, lo spettacolo  | disturbarsi v. rifl.  incomodarsi, prendersi il fastidio (si usa spec. in frasi di cortesia): non doveva disturbarsi!; grazie, non si disturbi. 
disturbato   part. pass.  di disturbare   agg.  che è affetto da disturbi mentali o da nevrosi (in usi eufem. o scherz.): un (individuo) disturbato  | che soffre di qualche malessere: da alcuni giorni è disturbato. 
disturbatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi disturba: disturbatore della quiete pubblica; mettere alla porta i disturbatori. 
disturbo   s.m.    • 1 •   il disturbare, il disturbarsi; fastidio, incomodo: dare, arrecare disturbo; scusi, perdoni il disturbo  | tolgo il disturbo, formula di cortesia di chi prende congedo dopo aver fatto una visita    • 2 •   indisposizione, malessere non grave: disturbo intestinale    • 3 •   difetto nel funzionamento di un apparecchio | nelle telecomunicazioni, rumore o altro che impedisce una buona ricezione.
disturna   s.f.  (tosc.) usanza popolare consistente in uno scambio di motteggi in versi | dare la disturna, lanciare frizzi.
disubbidiente   o disobbediente, part. pres.  di disubbidire   agg.  che disubbidisce, che non è ubbidiente: un bambino disubbidiente  | usato anche come s.m.  e f.  : fare il disubbidiente. 
disubbidienza   o disobbedienza, s.f.  l'essere disubbidiente, abitudine a disubbidire: un bambino di una disubbidienza insopportabile  | atto con cui si disubbidisce: commettere una disubbidienza  | disubbidienza civile, rifiuto pubblico e collettivo d'ubbidire a una legge considerata ingiusta.
disubbidire   o disobbedire, v. intr.  [io di subbidisco, tu di subbidisci ecc. ; aus. avere] non ubbidire; trasgredire a un ordine, a una disposizione: disubbidire ai genitori, alle leggi; disubbidisce spesso  | nell'uso ant. e fam. ricorre anche come v. tr.  (con compl. di persona): disubbidire la mamma. 
disuggellare    ⇨ dissuggellare.
disuguaglianza   o diseguaglianza, s.f.    • 1 •   l'essere disuguale; disparità: disuguaglianza d'età, di grado; le disuguaglianze sociali  | mancanza di uniformità irregolarità, asperità: le disuguaglianze del terreno    • 2 •   (mat.) relazione fra due grandezze o espressioni delle quali una è maggiore o minore dell'altra.
disuguagliare   o diseguagliare, v. tr.  [io di suguàglio ecc.] (non com.) rendere disuguale.
disuguale   o diseguale, agg.    • 1 •   non uguale; diverso, differente: grandezze disuguali    • 2 •   irregolare, non uniforme: terreno disuguale    • 3 •   (fig.) incostante, discontinuo; mancante di unità, disorganico: rendimento, umore, stile disuguale  § disugualmente avv. 
disumanare   v. tr.  (lett.) rendere disumano, privare delle caratteristiche umane; inasprire, abbrutire: mi duole si vada porre ad un mestiero che quasi necessariamente disumana e incrudelisce chi lo esercita  (baretti) | disumanarsi v. rifl.  perdere la natura umana; abbrutirsi.
disumanità   s.f.  l'essere disumano; azione disumana.
disumanizzare   v. tr.  privare delle qualità proprie dell'uomo (anche assol.): la guerra disumanizza (gli uomini)  | disumanizzarsi v. rifl.  divenire disumano.
disumanizzazione   s.f.  il disumanizzare, il disumanizzarsi, l'essere disumanizzato.
disumano   agg.    • 1 •   che manca di umanità crudele, spietato: un nemico disumano; ferocia disumana    • 2 •   che non ha nulla di umano, che non sembra proprio dell'uomo: una vita disumana  | che va oltre la capacità di sopportazione dell'uomo: un dolore disumano  | che non si addice all'uomo, che abbrutisce: un lavoro disumano  § disumanamente avv. 
disumare   v. tr.  (non com.) dissotterrare, disseppellire, esumare.
disunarsi   v. rifl.  (ant.) distaccarsi dall'unità di cui si fa parte; disunirsi, separarsi.
disungere   v. tr.  (rar.) liberare dall'unto, sgrassare.
disuniforme   agg.  non uniforme, non omogeneo; differenziato.
disunione   s.f.  mancanza di unione; discordia: disunione tra fratelli. 
disunire   v. tr.  [io di sunisco, tu di sunisci ecc.]    • 1 •   separare, staccare    • 2 •   (fig.) dividere, mettere in discordia: disunire gli animi  | disunirsi v. rifl.  e rifl. rec.  dividersi, staccarsi, separarsi | v. rifl.  (sport) perdere la coordinazione dei movimenti.
disunito   part. pass.  di disunire   agg.  privo di unione, di coesione, di accordo: famiglia disunita  | disorganico, discontinuo: stile disunito  § disunitamente avv. 
disuria   s.f.  (med.) emissione difficoltosa e irregolare dell'urina.
disusanza   s.f.  (ant.) disuso: mettere in disusanza, abrogare, annullare.
disusare   v. tr.    • 1 •   (non com.) smettere di usare: disusare un abito    • 2 •   (lett.) usare male: o avarizia cieca, o bassi ingegni / che disusaste il ben della natura  (michelangelo)    • 3 •   (lett.) far cadere in disuso    • 4 •   (lett.) disavvezzare.
disusato   part. pass.  di disusare   agg.    • 1 •   che non è più usato; caduto in disuso: vocabolo disusato    • 2 •   (lett.) insolito, fuori del comune: una subita e disusata avarizia in lui appariva  (boccaccio dec.  i, 7)    • 3 •   (lett.) non avvezzo, non abituato § disusatamente avv.  (rar.).
disuso   s.m.  il non essere più in uso: una locuzione in disuso; cadere in disuso. 
disutile   agg.  (lett.)    • 1 •   che non è di alcuna utilità, inutile    • 2 •   detto di persona, inetto, ozioso  s.m.  (non com.)    • 1 •   [anche f.] persona inetta. pegg. disutilaccio    • 2 •   svantaggio, danno, perdita § disutilmente avv. 
disutilità   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere disutile    • 2 •   (econ.) nella teoria economica marginalistica, utilità negativa associata al lavoro.
disvalore   s.m.  ciò che rappresenta la negazione, il contrario di un valore; valore negativo.
disvantaggio   s.m.  (lett.) svantaggio.
disvegliare   v. tr.  [io di svéglio ecc.] (ant.) svegliare: pareami che disvegliasse questa che dormia  (dante vita nuova).
disvelare   v. tr.  [io di svélo ecc.] (lett.) svelare, palesare, manifestare.
disvellere   v. tr.  [coniugato come svellere] (lett.) svellere | disvellersi v. rifl.  staccarsi, separarsi: quando si parte l'anima feroce / dal corpo ond'ella stessa s'è disvelta, / minòs la manda a la settima foce  (dante inf.  xiii, 94-96).
disvenire   v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere] (ant.)    • 1 •   venir meno, svenire: indi gelata e smorta / disvenne e cadde  (caro)    • 2 •   consumarsi, attenuarsi    • 3 •   non essere adatto, conveniente; sconvenire.
disventura   s.f.  (ant. , lett.) sventura, sfortuna, sciagura.
disvestire   v. tr.  [io di svèsto ecc.] (lett.)    • 1 •   svestire, spogliare    • 2 •   (fig.) liberare, privare: io fui del primo dubbio disvestito / per le sorrise parolette brevi  (dante par.  i, 94-95) | disvestirsi v. rifl.  (lett.) svestirsi, spogliarsi.
disviare   v. tr.  [io di svìo ecc.] (lett.) sviare, distogliere; allontanare dalla giusta via | v. intr.  [aus. avere] (lett.) deviare (anche fig.).
disviluppare   v. tr.  (lett.) sciogliere, districare da ciò che avviluppa (anche fig.) | disvilupparsi v. rifl.  (lett.) districarsi, sciogliersi (anche fig.): da tema e da vergogna / voglio che tu omai ti disviluppe  (dante purg.  xxxiii, 31-32).
disvio   s.m.  (non com.) il disviare, l'essere disviato; disguido.
disvitaminosi   s.f.  (med.) carenza di vitamine.
disviticchiare   v. tr.  [io di svitìcchio ecc.] (lett.)    • 1 •   sciogliere ciò che è avviticchiato; districare    • 2 •   (fig.) distinguere con lo sguardo: ma guarda fiso là, e disviticchia / col viso quel che vien sotto a quei sassi  (dante purg.  x, 118-119) | disviticchiarsi v. rifl.  (lett.) sciogliersi, districarsi.
disvogliare   v. tr.  (ant.) privare della voglia, annoiare; disamorare (anche assol.) | disvogliarsi v. rifl.  (ant.) perdere la voglia, l'interesse; disamorarsi.
disvolere   (1) v. tr.  [coniugato come volere] (lett.) non volere più ciò che si voleva prima: femina è cosa garrula e fallace: / vole e disvole; è folle uom che se 'n fida  (tasso g. l.  xix, 84).
disvolere   (2) s.m.  (lett.) cambiamento di volontà volontà contraria.
disvolgere   v. tr.  [coniugato come volgere] (rar.) svolgere, distendere una cosa avvolta; dipanare.
ditale   s.m.    • 1 •   piccolo cappuccio di metallo o di altro materiale, usato per proteggere il dito col quale si spinge l'ago quando si cuce. dim. ditalino    • 2 •   piccolo cappuccio di pelle o di altro materiale usato per coprire un dito malato    • 3 •   pl.  tipo di pasta da minestra in forma di piccoli cilindri lisci o rigati.
ditalino   s.m.  dim. di ditale  | pl.  tipo di pasta da minestra più piccola dei ditali.
ditata   s.f.    • 1 •   colpo dato con un dito: una ditata in un occhio    • 2 •   impronta lasciata con un dito: un vetro pieno di ditate    • 3 •   quantità di roba che si può raccogliere con un dito: una ditata di grasso. 
diteggiare   v. tr.  [io ditéggio ecc.] (mus.) indicare la diteggiatura su un testo musicale | v. intr.  [aus. avere] muovere opportunamente le dita nel sonare uno strumento.
diteggiatura   s.f.  (mus.) indicazione grafica, mediante numeri o segni, delle dita che devono essere usate su uno strumento per eseguire le singole note.
ditello   s.m.  [pl. f. ditelle  o ditella] (ant.) ascella.
ditionato   s.m.  (chim.) sale dell'acido iposolforico.
ditionico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) lo stesso che iposolforico. 
ditionito   agg.  (chim.) lo stesso che iposolfito. 
ditionoso   agg.  (chim.) lo stesso che iposolforoso. 
ditirambico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo al ditirambo; di ditirambi: ritmo, componimento ditirambico; poeta ditirambico    • 2 •   (fig.) elogio ditirambico, esagerato, sperticato.
ditirambo   s.m.    • 1 •   nella letteratura classica greca, forma di canto corale in onore di dioniso | nella letteratura italiana, componimento poetico in lode del vino e dell'amore    • 2 •   (fig.) scritto o discorso di lode, di esaltazione sperticata.
ditisco   s.m.  [pl. -schi] insetto coleottero acquatico di forma ovale e di colore verde scuro, con zampe posteriori molto lunghe e antenne filiformi; divora larve di zanzare, insetti e anche piccoli pesci.
dito   s.m.  [pl. f. le dita; pop. i diti, che si usa però obbligatoriamente quando è seguito dal nome: i diti mignoli]    • 1 •   ciascuna delle parti mobili, distinte e articolate, con cui terminano le mani e i piedi dell'uomo e le zampe di molti animali: il dito grosso, il pollice o l'alluce | indicare, minacciare col dito, con l'indice | il dito di dio, (fig.) il castigo divino | mostrare, segnare a dito, (fig.) additare alla riprovazione | non alzare, non muovere un dito, (fig.) non fare nulla: non muovere un dito in favore di qualcuno, non dargli il minimo aiuto | mordersi le dita, (fig.) provare rabbia, ira, rimpianto | avere qualcosa sulla punta delle dita, (fig.) saperla benissimo | un piatto, un pranzo da leccarsi le dita, (fig.) squisito, prelibato | si contano sulle dita di una mano, (fig.) si dice di cose o persone che sono in numero assai limitato | legarsela al dito, (fig.) non dimenticarsi di un'offesa ricevuta per vendicarsene al momento opportuno | mettere il dito sulla piaga, (fig.) toccare il punto dolente di una questione. dim. ditino  accr. ditone  pegg. ditaccio    • 2 •   (estens.) cosa la cui forma richiama quella di un dito    • 3 •   la parte del guanto che ricopre il dito    • 4 •   misura corrispondente circa alla larghezza di un dito: due dita di vino; accorciare il pantalone di un dito  | essere a un dito da, (fig.) essere lì lì per.
ditola   s.f.  (bot.) nome comune di varie specie di clavaria.
ditone   s.m.    • 1 •   accr.  di dito    • 2 •   (pop.) alluce.
ditrocheo   s.m.  nella metrica greca e latina, metro o dipodia formata da due trochei.
ditta   s.f.    • 1 •   nome, titolo, ragione sociale di un'impresa che l'identifica nell'esercizio delle proprie attività    • 2 •   (estens.) l'azienda stessa e la sede in cui essa opera: una ditta seria; una ditta di prodotti farmaceutici; andare in ditta  ' offre, paga la ditta, per indicare che un oggetto o altro viene donato a scopo promozionale o pubblicitario; talora è detto scherz. da chi offre una consumazione in un locale pubblico    • 3 •   (teat.) gruppo di attori che gestisce la propria compagnia e le dà il nome.
dittafono   ®, meno com. dictafono, s.m.    • 1 •   apparecchio provvisto d'altoparlante che si usa negli uffici per comunicare fra una stanza e l'altra    • 2 •   sorta di magnetofono usato spec. per la dettatura della corrispondenza.
dittamo   s.m.  pianta erbacea aromatica con fiori bianchi o rossi raccolti in grappolo e foglie ovali (fam.  rutacee).
dittare   e deriv.   ⇨ dettare e deriv. 
dittatore   s.m.    • 1 •   in roma antica, magistrato supremo straordinario, nominato in tempi di grave crisi e investito di pieni poteri civili e militari    • 2 •   capo di un governo totalitario e antidemocratico; chi esercita tutti i poteri senza dover rendere conto a nessuno    • 3 •   [f. -trice] (estens.) persona autoritaria, dispotica, tirannica: fare il dittatore in famiglia  | (fig.) chi per capacità e prestigio impone le proprie idee, i propri gusti: dittatore in fatto di moda. 
dittatoriale   agg.    • 1 •   proprio di un dittatore, esercitato da un dittatore: poteri dittatoriali; regime dittatoriale    • 2 •   (estens.) da dittatore; autoritario, dispotico: tono, atteggiamento dittatoriale  § dittatorialmente avv. 
dittatorio   agg.  (non com.) dittatoriale § dittatoriamente avv. 
dittatura   s.f.    • 1 •   in roma antica, ufficio e dignità del dittatore; la durata della carica di dittatore    • 2 •   regime politico in cui tutti i poteri sono concentrati in un solo organo, individuale o collegiale, che li esercita al di fuori d'ogni controllo: la dittatura fascista; instaurare, abbattere una dittatura  | dittatura del proletariato, secondo la concezione marxista, fase in cui il proletariato, effettuata la rivoluzione socialista, esercita il potere fino alla scomparsa della divisione in classi della società    • 3 •   (estens.) imposizione dispotica della propria autorità | (fig.) dominio assoluto di una persona, di un ente, di una categoria in un dato campo: la dittatura dell'alta finanza. 
ditteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti con un solo paio di ali sviluppato, l'altro rudimentale, apparato boccale succhiatore, capo munito di due antenne e di grandi occhi composti (p. e.  mosche, zanzare) | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
dittero    ⇨ diptero.
dittico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   sorta di taccuino usato nell'antichità, consistente in due tavolette incerate unite per mezzo di una cerniera, così da potersi aprire e chiudere come un libro    • 2 •   immagine sacra dipinta su due tavolette collegate insieme.
dittografia   s.f.  (filol.) nella trascrizione di un testo, errore consistente nella ripetizione di una parola o di un gruppo di lettere.
dittologia   s.f.  (ling.) struttura della lingua letteraria e poetica costituita da una coppia di elementi omologhi collegati di norma dalla cong. e  (p. e. negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi; leopardi a silvia  4) | dittologia sinonimica, quando è costituita da sinonimi (p. e. passi tardi e lenti; petrarca canz.  xxxv, 2).
dittongamento   s.m.  (ling.) dittongazione.
dittongare   v. tr.  [io dittòngo, tu dittònghi ecc.] (non com.) trasformare una vocale semplice in un dittongo | v. intr.  [aus. avere] (ling.) formare, generare un dittongo.
dittongazione   s.f.  (ling.) trasformazione di una vocale semplice in un dittongo.
dittongo   s.m.  [pl. -ghi] (ling.) gruppo fonetico formato da una semiconsonante combinata con una vocale nella medesima sillaba (p. e. fió-re; lài-co): dittongo ascendente, discendente, a seconda che l'accento tonico della parola cada sul secondo elemento (fióre) o sul primo (làico) | dittonghi mobili, i dittonghi uò  e iè, che si riducono a o  ed e  quando l'accento si sposta su un'altra sillaba (p. e. io muòvo, io movévo).
diuresi   s.f.  (med.) secrezione di urina; quantità di urina eliminata nell'unità di tempo.
diuretico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che concerne o favorisce la diuresi: azione diuretica; acqua minerale diuretica   s.m.  sostanza o farmaco che favorisce la diuresi.
diurnale   agg.  (ant.) del giorno  s.m.    • 1 •   (ant.) diario, giornale dei fatti di ogni giorno    • 2 •   (eccl.) diurno.
diurnista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] impiegato avventizio, retribuito a giornata.
diurno   agg.    • 1 •   del giorno; che avviene di giorno: le ore diurne; servizio diurno  | l'astro diurno, (poet.) il sole | (albergo) diurno, nelle città, locale pubblico che offre servizi vari (bagni, barbiere, lavanderia ecc.) | (rappresentazione) diurna, spettacolo teatrale che si svolge nel pomeriggio; matinée | animali diurni, che stanno svegli e agiscono di giorno    • 2 •   che ha la durata di un giorno | arco diurno, (astr.) quello descritto da un corpo celeste nell'intervallo di 24 ore    • 3 •   (non com.) quotidiano, d'ogni giorno  s.m.  (eccl.) la parte del breviario che contiene le preghiere da recitare nelle ore diurne § diurnamente avv.  (rar.) giornalmente.
diuturnità   s.f.  (lett.) l'essere diuturno.
diuturno   agg.  (lett.) che ha lunga durata: le diuturne fatiche. 
diva   s.f.    • 1 •   (poet.) dea: cantami, o diva, del pelide achille / l'ira funesta  (monti)    • 2 •   attrice o cantante molto famosa e ammirata: una diva dello schermo  | (estens.) donna che assume atteggiamenti divistici.
divagamento   s.m.  (non com.) il divagare.
divagare   v. intr.  [io divago, tu divaghi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (lett.) andar girando qua e là, senza una meta precisa    • 2 •   (fig.) allontanarsi dall'argomento di cui si sta parlando: divagare dal tema  | anche assol.  : ha divagato per tutta la durata dell'esame  | v. tr.  (non com.) svagare, distrarre | divagarsi v. rifl.  prendersi un po' di svago, di divertimento; svagarsi.
divagazione   s.f.    • 1 •   il divagare; digressione: divagazioni poetiche su un argomento storico    • 2 •   (non com.) svago, divertimento.
divallare   v. intr.  [aus. essere], divallarsi v. rifl.  (ant.) scendere a valle.
divampamento   s.m.  (rar.) il divampare.
divampare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   accendersi e ardere con fiamma grande e improvvisa: un incendio divampò nella notte    • 2 •   (fig.) manifestarsi e diffondersi con impeto e violenza: la rivolta divampò in tutto il paese  | riferito a persona, provare intensamente un sentimento, una passione: divampare d'ira, di sdegno. 
divano   s.m.    • 1 •   lungo sedile imbottito, a più posti, con o senza spalliera e braccioli | divano letto, divano costruito in modo da poter essere trasformato in letto. dim. divanetto    • 2 •   nell'impero ottomano, consiglio dei ministri    • 3 •   raccolta di poesie di uno scrittore orientale.
divariare   v. intr.  [io divàrio ecc. ; aus. avere] (ant.) variare, essere differente.
divaricabile   agg.  che può essere divaricato.
divaricamento   s.m.  il divaricare, il divaricarsi, l'essere divaricato.
divaricare   v. tr.  [io divàrico, tu divàrichi ecc.] far divergere, allargare: divaricare le gambe  | divaricarsi v. rifl.  allargarsi, divergere.
divaricata   s.f.  in ginnastica, divaricazione delle gambe eseguita con un piccolo salto.
divaricato   part. pass.  di divaricare  agg.    • 1 •   allargato, aperto: gambe divaricate    • 2 •   (bot.) si dice di organo vegetale che forma con l'asse su cui è inserito un angolo di poco inferiore a un angolo retto: rami divaricati. 
divaricatore   s.m.  (med.) strumento per tenere divaricati i margini dell'incisione chirurgica durante un'operazione.
divaricazione   s.f.    • 1 •   il divaricare, l'essere divaricato; apertura tra due parti divaricate    • 2 •   (fig.) dissenso, divergenza: divaricazione di posizioni ideologiche. 
divario   s.m.  diversità, differenza: divario di opinioni; divario tecnologico, disparità del livello tecnologico tra i paesi industrializzati o tra questi e quelli in via di sviluppo.
divedere   v. tr.  (non com.) si usa solo nella loc. dare a divedere, mostrare chiaramente, far capire, oppure voler far credere, dare a intendere.
diveggiare   v. intr.  [io divéggio ecc. ; aus. avere] assumere atteggiamenti divistici.
divellere   v. tr.  [pres. io divèllo ecc. ; pass. rem. io divèlsi, tu divellésti ecc.  (rar. io divulsi ecc.); part. pass. divèlto  (rar. divulso)] (lett.) strappare con forza, sradicare, estirpare; svellere | divellersi v. rifl.  (lett.) allontanarsi, staccarsi con violenza, con sforzo: prima ch'io de l'abisso mi divella  (dante inf.  xxxiv, 100).
divelto   part. pass.  di divellere  e agg.  nei sign. del verbo.
divenire   (1) v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere]    • 1 •   diventare (rispetto al quale è di uso più elevato)    • 2 •   (ant.) giungere, venire: con pochi passi divenimmo / là 'v'uno scoglio de la ripa uscìa  (dante inf.  xviii, 68-69)    • 3 •   (ant.) derivare, provenire, dipendere: il qual pianto la donna prima credette che da dolore... divenisse  (boccaccio dec.  v, 9).
divenire   (2) s.m.  il trasformarsi, il passare da uno stato all'altro | nella filosofia greca antica, il fluire perenne di tutte le cose (opposto all'essere, concepito come immobile); nel pensiero moderno, la realtà stessa in quanto evoluzione, sviluppo: il problema del divenire nella concezione di bergson. 
diventare   ant. deventare, tosc. doventare, v. intr.  [io divènto ecc. ; aus. essere] divenire, venire a essere, trasformarsi in: diventare buono, brutto, grande, vecchio; diventare ministro, sindaco; la marmellata è diventata acida; diventare rosso di vergogna  ' diventare matto, (fig.) perdere la testa, confondersi, disperarsi: c'è da diventare matti!. 
diverbio   s.m.    • 1 •   discussione animata o aspra tra due persone; alterco, litigio: avere un diverbio con qualcuno; venire a diverbio    • 2 •   nell'antico dramma latino, la parte dialogata.
divergente   part. pres.  di divergere   agg.    • 1 •   che diverge (anche fig.): strade, opinioni divergenti  | semirette divergenti, (geom.) quelle che partono da uno stesso punto e si allontanano progressivamente l'una dall'altra | lente divergente, (fis.) lente che fa divergere raggi luminosi o altre radiazioni    • 2 •   (mat.) si dice di algoritmo che non dà risultati finiti: serie, integrale divergente   s.m.  (mar.) apparecchio che serve a tenere divaricate le reti trainate da pescherecci o dragamine.
divergenza   s.f.    • 1 •   il divergere, l'essere divergente (anche fig.): divergenza di opinioni    • 2 •   (meteor.) separazione, in senso orizzontale, delle linee di flusso di una corrente d'aria    • 3 •   (mat.) grandezza scalare data dalla somma delle derivate delle componenti di un vettore rispetto agli assi di riferimento.
divergere   v. intr.  [io divèrgo, tu divèrgi ecc. ; non usati il pass. rem. e il part. pass.]    • 1 •   muovere in direzioni diverse, discostarsi, allontanarsi reciprocamente: strade che divergono    • 2 •   (fig.) essere in contrasto, essere nettamente diverso: le nostre idee divergono. 
diversificare   v. tr.  [io diversìfico, tu diversìfichi ecc.] rendere diverso, distinguere, differenziare: diversificare la produzione, il campionario; diversificare il portafoglio, (fin.) tenere titoli diversi per compensare le variazioni dei rendimenti rispettivi | v. intr.  [aus. essere], diversificarsi v. rifl.  essere diverso, differire: due proposte che si diversificano solo apparentemente. 
diversificazione   s.f.  il diversificare, il diversificarsi, l'essere diversificato; differenziazione.
diversione   s.f.    • 1 •   (non com.) deviazione: diversione delle acque  ' (fig.) digressione dall'argomento principale    • 2 •   (mil.) operazione offensiva limitata, messa in atto per attrarre le forze nemiche lontano dal punto in cui si indirizzerà l'attacco principale.
diversità   s.f.    • 1 •   l'essere diverso: diversità di gusti, di forma, di colore    • 2 •   ciò per cui una cosa è diversa da un'altra: notare la diversità fra due oggetti. 
diversivo   agg.  (non com.) atto a deviare, ad allontanare, a distrarre: manovra diversiva  | (canale) diversivo, alveo artificiale destinato a sottrarre parte delle acque di piena di un fiume  s.m.  quanto serve a distrarre, a distogliere da un'attività gravosa o sgradita, da un'idea molesta, una preoccupazione e sim.: cercare un diversivo alla noia; trovare un diversivo nella lettura. 
diverso   agg.    • 1 •   che differisce, che non è lo stesso, disuguale; dissimile, distinto: seguire vie diverse; persone di gusti diversi; mio fratello è molto diverso da me    • 2 •   discorde, contrastante: essere di opinione diversa    • 3 •   (ant. , lett.) strano, insolito: lamenti saettaron me diversi  (dante inf.  xxix, 43) | orribile, mostruoso: cerbero, fiera crudele e diversa  (dante inf.  vi, 13) | agg. indef.  premesso a un nome collettivo o a un sostantivo pl., indica molteplicità ed equivale a 'molto, molti', 'parecchio, parecchi': c'era diversa gente; per diverse ragioni   pron. indef. pl.  molte persone: erano in diversi   s.m.  [f. -a] persona la cui condizione differisce da quella che per i più è la normalità (p. e.  un omosessuale, un handicappato, un emarginato): essere un diverso  § diversamente avv.    • 1 •   in altra maniera, in modo diverso: io la penso diversamente da te    • 2 •   altrimenti, se no: se puoi venire, bene: diversamente, andrò da solo. 
diversorio   s.m.  (ant.) albergo, ostello.
divertente   part. pres.  di divertire   agg.  che diverte, allegro, piacevole: una persona, uno spettacolo divertente. 
diverticolite   s.f.  (med.) infiammazione di un diverticolo, spec. intestinale.
diverticolo   s.m.    • 1 •   (lett.) viottolo che diverge dalla strada principale; per estens., luogo appartato | (fig.) deviazione dall'argomento principale, digressione; sotterfugio, pretesto    • 2 •   (anat.) estroflessione, normale o patologica, di un organo cavo e in partic. dell'intestino.
diverticolosi   s.f.  (med.) malattia caratterizzata dalla presenza di diverticoli multipli a carico dell'intestino.
divertimento   s.m.    • 1 •   ciò che serve a divertire, a ricreare lo spirito; svago, passatempo, spasso: il cinema è il mio divertimento preferito; con le sue barzellette è il divertimento della comitiva  ' buon divertimento!, esclamazione di augurio    • 2 •   (mus.) composizione strumentale di carattere leggero e giocoso, destinata per lo più all'intrattenimento    • 3 •   (ant.) allontanamento, digressione.
divertire   v. tr.  [io divèrto ecc.]    • 1 •   ricreare lo spirito distraendolo dagli affanni e dalle preoccupazioni e volgendolo ad altro oggetto: il refrigerio / d'una parola amica, /... il cor diverte ai placidi / gaudii d'un altro amor  (manzoni adelchi); procurare piacere, allegria e sim. (anche assol.): le sue battute mi divertono molto; un film che diverte    • 2 •   (lett.) allontanare, distogliere: don rodrigo, che voleva sempre più divertire la disputa dai due primi contendenti  (manzoni p. s.  v) | divertirsi v. rifl.    • 1 •   occupare il proprio tempo piacevolmente, darsi ai passatempi, agli svaghi; provare gusto, diletto in qualcosa: non pensa che a divertirsi ; si diverte a prendermi in giro  ' divertirsi alle spalle  o a spese di qualcuno, prendersi gioco, farsi beffe di lui    • 2 •   amoreggiare senza impegnarsi sentimentalmente: con quella ragazza si è soltanto divertito    • 3 •   (lett.) allontanarsi.
divertissement   s.m. invar.    • 1 •   (mus.) divertimento    • 2 •   composizione letteraria o artistica caratterizzata dalla elaborazione giocosa di un tema: quel racconto costituisce un felice divertissement. 
divertito   part. pass.  di divertire   agg.  che si diverte, che mostra di divertirsi; che denota divertimento: se ne stava a guardare divertito; uno sguardo divertito. 
divetta   s.f.  attrice o cantante di scarsa notorietà.
divezzamento   s.m.  il divezzare, il divezzarsi, l'essere divezzato.
divezzare   v. tr.  [io divézzo ecc.]    • 1 •   far perdere un'abitudine, disabituare    • 2 •   slattare, svezzare: divezzare un lattante, un bam bino | divezzarsi v. rifl.  perdere un'abitudine, un vizio: divezzarsi dal bere. 
divezzo   agg.  si dice di bambino che è stato svezzato.
diviato   agg.  (lett.) pronto, rapido, risoluto  avv.  difilato, senza indugio: andarono allora diviato al casolare  (manzoni p. s.  viii) § diviatamente avv.  (ant.).
dividendo   s.m.    • 1 •   (mat.) quantità da dividere; il primo termine di una divisione; si oppone a divisore    • 2 •   (fin.) utile da distribuirsi annualmente tra i soci di una società per azioni | dividendo (unitario), quota di utile spettante a ogni azione.
dividere   v. tr.  [pass. rem. io divi si, tu dividésti ecc. ; part. pass. divi so]    • 1 •   ridurre, scomporre, frazionare un tutto in più parti: dividere una torta in otto porzioni; dividere un terreno in lotti; dividere i contribuenti in categorie    • 2 •   (mat.) eseguire una divisione: dividere sedici per due    • 3 •   distribuire, assegnare le parti divise di un tutto: dividere gli utili fra gli azionisti  | dividere qualcosa con qualcuno, spartirla con lui, in genere facendo a metà | non aver nulla da dividere con qualcuno, non avere nessun rapporto con lui    • 4 •   condividere: dividere le gioie, i dolori di  (o con) qualcuno    • 5 •   separare, disgiungere (anche fig.): dividere i contendenti; i pirenei dividono la spagna dalla francia; l'ambizione divide gli animi  | dividersi v. rifl.    • 1 •   separarsi, allontanarsi: si divise con dolore dai figli    • 2 •   scomporsi in gruppi: il partito si divise in due fazioni    • 3 •   dedicarsi a più attività contemporaneamente: dividersi tra lo studio e il lavoro  | v. rifl.  detto di coniugi, cessare di convivere, separarsi; ottenere la separazione legale | v. rifl.    • 1 •   esser suddiviso; distinguersi: il metro si divide in centimetri; gli uccelli si dividono in numerosissime specie    • 2 •   (non com.) fendersi, spaccarsi.
dividivi   s.m. invar.  frutto rossastro di una leguminosa dell'america centrale e meridionale, da cui si ricava una sostanza conciante (tannino).
divietare   v. tr.  [io divièto ecc.] (lett.) vietare.
divieto   1 proibizione, imposta dalla legge o da un regolamento, di determinati atti o comportamenti: divieto d'importazione, di caccia, di pesca; divieto di sorpasso, di sosta    • 2 •   (estens.) proibizione in genere: i divieti della morale, della religione, della coscienza    • 3 •   (rar. lett.) ostacolo, impedimento: e fra via non ritrova altro divieto / che quel d'un fiume trapassante e cheto  (tasso g. l.  xviii, 19).
divinare   v. tr.  (lett.) predire mediante divinazione, presagire il futuro per dono divino | (estens.) indovinare, prevedere; intuire.
divinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi divina.
divinatorio   agg.  (lett.) che riguarda la divinazione: potere divinatorio; pratiche divinatorie. 
divinazione   s.f.    • 1 •   nelle religioni antiche e primitive, l'arte di prevedere il futuro attraverso l'interpretazione di eventi ritenuti segni dati dagli dei    • 2 •   (estens.) predizione, presentimento.
divincolamento   s.m.  (non com.) il divincolare, il divincolarsi.
divincolare   v. tr.  [io divìncolo ecc.] (non com.) piegare, torcere in qua e in là | divincolarsi v. rifl.  contorcersi, dimenarsi, spec. per liberarsi da una stretta.
divincolio   s.m.  un divincolarsi prolungato.
diving   s.m. invar.  la pratica sportiva dell'immersione subacquea.
divinità   ant. divinitade [di-vi-ni-tà-de] e divinitate, s.f.    • 1 •   essere divino, dio: le divinità pagane    • 2 •   essenza, natura divina: la divinità di cristo    • 3 •   (fig. rar.) eccellenza, perfezione, sublimità: restituita la poesia nella sua prisca dignità e divinità  (de sanctis)    • 4 •   (ant.) teologia: maestri, dottori in divinità    • 5 •   (ant.) arte, capacità divinatoria.
divinizzare   v. tr.    • 1 •   considerare e adorare come dio: romolo fu divinizzato    • 2 •   (fig.) esaltare come cosa divina; celebrare, glorificare: divinizzare la donna amata. 
divinizzazione   s.f.  il divinizzare, l'essere divinizzato.
divino   agg.    • 1 •   di dio; che viene da dio: bontà, misericordia divina; la divina provvidenza; per grazia divina; castigo, perdono divino  | la divina scrittura, la bibbia | scienza divina, la teologia | diritto divino dei re, ideologia propria delle monarchie assolute secondo cui l'istituzione del potere regio ha origine diretta da dio    • 2 •   di un dio, degli dei: apparizione divina; il divino concilio    • 3 •   (fig.) eccellente, perfetto, sovrumano: bellezza divina; il divino poeta, per antonomasia, dante | (fam.) bellissimo, buonissimo: un vestito divino; una cena divina    • 4 •   (ant.) profetico, indovino: e che la mente nostra, peregrina /... / a le sue vision quasi è divina  (dante purg.  ix, 16-18)  s.m.  l'essenza divina: il concetto del divino nella filosofia medievale  § divinamente avv.    • 1 •   in modo divino; per intervento, per ispirazione di dio    • 2 •   (fig.) in modo stupendo, sublime: magnificamente: cantare divinamente. 
divisa   (1) s.f.    • 1 •   abito di varia foggia e colore, comune a determinate categorie di persone: divisa da collegiale, da ferroviere; la divisa dell'usciere  | l'abito proprio di chi appartiene a un corpo militare: la divisa dei carabinieri, dei bersaglieri; indossare la divisa; essere in divisa  | nello sport, l'abbigliamento regolamentare di gara: divisa da calciatore    • 2 •   breve frase allegorica o figura simbolica posta in uno stemma, in un'insegna; per estens., motto, frase programmatica: la divisa del governo in fatto d'istruzione era questa: «non incaricarsene»  (de sanctis)    • 3 •   (non com.) scriminatura dei capelli    • 4 •   (ant.) divisione    • 5 •   (fig. ant.) sembianza, fattezze: parranno allor l'angeliche divise  (petrarca trionfo dell'eternità).
divisa   (2) s.f.  (fin.) titolo di credito (assegno, cambiale, traveller's cheque o ordine di pagamento) espresso in valuta estera e usato per il saldo di debiti all'estero; per estens., valuta estera: obbligazioni in divisa. 
divisamento   s.m.  (ant. lett.) il divisare; proposito, determinazione.
divisare   v. tr.    • 1 •   (lett.) proporsi; stabilire: divisò allora d'allontanarsi da roma  (pirandello)    • 2 •   (ant.) separare; distinguere    • 3 •   (ant.) descrivere, esporre minutamente: sotto così bel ciel com'io diviso  (dante purg.  xxix, 82).
divisibile   agg.    • 1 •   che può essere diviso: beni divisibili    • 2 •   (mat.) si dice di numero che, diviso per un altro, dà come resto zero.
divisibilità   s.f.    • 1 •   l'essere divisibile    • 2 •   (mat.) la proprietà di un numero di essere divisibile esattamente per un altro.
divisionale   agg.    • 1 •   (mil.) di una divisione, appartenente a una divisione: artiglieria divisionale    • 2 •   si dice di moneta che rappresenta una frazione dell'unità monetaria.
divisionario   agg.  (non com.) di divisione | moneta divisionaria, moneta divisionale.
divisione   s.f.    • 1 •   il dividere, il dividersi, l'essere diviso: divisione di una parola in sillabe; linea, punto di divisione  | divisione del lavoro, nell'organizzazione industriale del lavoro, assegnazione a ogni lavoratore di una mansione precisa; divisione internazionale del lavoro, specializzazione merceologica dei diversi paesi nel commercio internazionale | divisione dei poteri, principio secondo cui i tre poteri fondamentali dello stato (legislativo, esecutivo e giudiziario) devono essere esercitati da organi distinti e indipendenti l'uno dall'altro | divisione cellulare, (biol.) processo mediante il quale la cellula si divide generando due o più cellule figlie    • 2 •   (fig.) discordia, disunione: divisione degli animi    • 3 •   (mat.) operazione aritmetica elementare, con la quale si calcola quante volte un numero contiene un altro numero, e se vi è un resto indivisibile; è l'inverso della moltiplicazione    • 4 •   (mil.) nel vecchio ordinamento dell'esercito, unità tattica fondamentale: divisione aerea, alpina, navale  | divisione corazzata, formata prevalentemente da carri armati pesanti    • 5 •   settore di un'amministrazione, e in particolare di un ministero: capo (di) divisione    • 6 •   settore, reparto di un'azienda, di un ospedale e sim.    • 7 •   (sport) raggruppamento di squadre partecipanti a un campionato o a un torneo: massima divisione, quella di serie a    • 8 •   (dir.) assegnazione in proprietà singola di parti di un bene che era precedentemente di proprietà comune    • 9 •   (bot.) la categoria più comprensiva della classificazione del mondo vegetale    • 10 •   (ret.) distribuzione della materia dell'orazione in varie parti.
divisionismo   s.m.  movimento pittorico diffusosi in francia e in italia alla fine dell'ottocento; utilizzava una tecnica consistente nell'accostamento di colori puri, stesi sulla tela a piccole pennellate regolari, spesso puntiformi, allo scopo di ottenere la massima intensità luminosa.
divisionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del divisionismo | si usa anche come agg.  in luogo di divisionistico : movimento divisionista. 
divisionistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al divisionismo: tecnica divisionistica. 
divisivo   agg.  (ant.) che divide, che serve a dividere.
divismo   s.m.    • 1 •   fenomeno collettivo di infatuazione per i personaggi più noti del mondo dello spettacolo e dello sport    • 2 •   il comportamento eccentrico ed esibizionistico con cui tali personaggi alimentano il fenomeno.
diviso   (1) s.m.  (ant.) parere, pensiero, proposito: ciascuno commendò il parlare e il diviso della reina  (boccaccio dec.  ii, conclusione).
diviso   (2) part. pass.  di dividere   agg.    • 1 •   che è frazionato in parti; separato; distribuito    • 2 •   (fig.) discorde, diverso: i pareri sono divisi. 
divisore   s.m.    • 1 •   (mat.) il secondo termine di una divisione | divisore comune, il numero contenuto esattamente in più numeri | massimo comun divisore, il più grande dei divisori comuni    • 2 •   divisore universale, (mecc.) dispositivo accessorio di alcune macchine utensili, spec. fresatrici, usato per suddividere in parti rigorosamente uguali le circonferenze di qualsiasi pezzo in lavorazione    • 3 •   divisore di tensione, (elettr.) lo stesso che partitore di tensione   agg.  (rar.) che divide: numero divisore. 
divisorio   agg.  e s.m.  si dice di ciò che serve a dividere: (muro) divisorio, quello che divide due ambienti, ma non ha funzione portante.
divistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del divismo; da divo, da diva: atteggiamento divistico. 
divizia   s.f.  (ant. lett.)    • 1 •   abbondanza    • 2 •   pl.  ricchezze.
divo   agg.  (lett.) divino: il divo cesare; un canto tanto divo, / che la mia fantasia nol mi ridice  (dante par.  xxiv, 23-24)  s.m.    • 1 •   (lett.) dio    • 2 •   attore o personaggio che gode di grande popolarità: i divi del cinema; un divo dello sport  | (estens.) chi assume atteggiamenti divistici.
divolgare    ⇨ divulgare.
divorare   v. tr.  [io divóro ecc.]    • 1 •   mangiare con avidità, con voracità (detto di animali, spec. feroci, e per estens. di persone): il leone divorò la preda; si è divorato il pranzo in un baleno    • 2 •   (fig.) consumare, distruggere: l'incendio ha divorato tutto il bosco; essere divorato dalla gelosia  | divorare un patrimonio, dilapidarlo, sperperarlo | divorare un libro, leggerlo velocemente, d'un fiato | divorare la strada, il cammino, i chilometri, percorrerli a gran velocità | divorare qualcosa  o qualcuno con gli occhi, guardarlo con intenso desiderio | divorarsi v. rifl.  (fig.) struggersi, consumarsi: divorarsi dall'invidia. 
divoratore   agg.  [f. -trice] che divora (spec. fig.): passione divoratrice   s.m.  gran mangiatore: un divoratore di pastasciutta  | (fig.) avido consumatore: un divoratore di libri, un lettore insaziabile.
divorziare   v. intr.  [io divòrzio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   sciogliere mediante divorzio il proprio matrimonio    • 2 •   (estens.) separarsi, allontanarsi da cose o persone alle quali si era legati (anche scherz.).
divorziato   part. pass.  di divorziare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha ottenuto lo scioglimento del proprio matrimonio attraverso il divorzio.
divorzio   s.m.    • 1 •   (dir.) scioglimento legale del matrimonio civile (in italia anche di quello concordatario), regolato da modalità diverse nelle varie epoche, culture e società: chiedere, ottenere il divorzio    • 2 •   (estens.) separazione da persone, gruppi e sim. uniti da qualche vincolo (anche scherz.): il divorzio fra le due società è ormai imminente. 
divorzismo   s.m.  movimento d'opinione o atteggiamento personale favorevole al divorzio.
divorzista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   legale specializzato in cause di divorzio    • 2 •   chi è favorevole al divorzio | usato anche come agg.  in luogo di divorzistico : movimento divorzista. 
divorzistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo al divorzio    • 2 •   favorevole al divorzio: corrente divorzistica. 
divoto   e deriv.   ⇨ devoto e deriv. 
divulgabile   agg.  che si può divulgare.
divulgamento   s.m.  (non com.) divulgazione.
divulgare   antiq. divolgare, v. tr.  [io divulgo, tu divulghi ecc.]    • 1 •   rendere noto a molti, diffondere: divulgare una notizia, un segreto    • 2 •   esporre in modo chiaro e comprensibile a molti; rendere accessibili a un più vasto pubblico cognizioni di ambito specialistico (dottrine, teorie, nozioni scientifiche e tecniche): cicerone divulgò la filosofia greca |  divulgarsi v. rifl.  diffondersi, divenire largamente noto: la notizia dello scandalo si divulgò con rapidità. 
divulgativo   agg.  atto a divulgare, a far conoscere a un largo pubblico un argomento difficile o d'ambito specialistico: un'opera divulgativa, di carattere divulgativo. 
divulgatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi divulga: un divulgatore di notizie false    • 2 •   chi fa opera di divulgazione culturale o scientifica.
divulgazione   s.f.  il divulgare, il divulgarsi, l'essere divulgato: la divulgazione di una notizia; un'opera di divulgazione scientifica. 
divulsione   s.f.  (med.) dilatazione di organi anatomici a forma di orifizio o canale, operata per lo più con mezzi chirurgici: divulsione del retto, del piloro. 
divulsore   s.m.  (med.) strumento chirurgico usato per praticare la divulsione.
dixieland   s.m. invar.  (mus.) forma tradizionale di esecuzione jazzistica originaria del sud degli stati uniti d'america, caratterizzata da schemi di libero contrappunto fra tromba, trombone e clarinetto.
dizigotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) biovulare; gemelli dizigotici, derivati dalla fecondazione di due uova distinte da parte di due distinti spermatozoi; si oppone a monozigotico. 
dizionario   s.m.    • 1 •   libro nel quale sono raccolte e spiegate (di solito in ordine alfabetico) le parole e le locuzioni di una lingua, nel loro complesso o limitatamente a determinati periodi, aspetti, settori: dizionario monolingue, quello nel quale le definizioni sono date nella stessa lingua dei lemmi; dizionario della lingua italiana; dizionario del francese antico; dizionario dei neologismi, dei barbarismi; dizionario dei sinonimi e dei contrari  | dizionario storico, in cui i vari significati di ciascun termine sono documentati con esempi d'autore di varie epoche | dizionario etimologico, quello che indica l'etimo delle parole | dizionario inverso, che considera l'ordine alfabetico a partire dall'ultima anziché dalla prima lettera delle parole, e serve soprattutto per lo studio dei suffissi | dizionari d'autore, che spiegano il lessico di uno scrittore (dizionario dantesco, leopardiano) | dizionario dialettale, in cui per ciascun termine dialettale si dà il corrispondente della lingua nazionale | dizionario bilingue, trilingue, plurilingue, in cui le parole e le locuzioni sono poste in corrispondenza con le equivalenti di altre lingue | dizionario elettronico, registrato su una memoria elettronica e consultabile attraverso un elaboratore; (programma di) dizionario, in un sistema di videoscrittura, programma che usa interattivamente un formario per effettuare controlli ortografici sui testi in elaborazione    • 2 •   trattazione, in ordine alfabetico, delle nozioni e della terminologia pertinenti a tutti i campi della cultura, o a un settore specifico, o a una singola tecnica o disciplina; può raccogliere anche i nomi propri di studiosi e specialisti dei relativi settori: dizionario enciclopedico; dizionario di filosofia e scienze umane; dizionario di biologia, di informatica  ' dizionario biografico, raccolta di nomi propri di personaggi, accompagnati dalla relativa biografia | dizionario metodico, nomenclatore, sistematico, ideologico, in cui l'ordine alfabetico è sostituito da un criterio di raggruppamento concettuale.
dizionarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è autore di un dizionario, chi compila dizionari; lessicografo.
dizione   s.f.    • 1 •   il pronunciare le parole in modo chiaro e intelligibile, come tecnica propria di attori, oratori, annunciatori e sim.: avere un'eccellente dizione; lezioni di dizione  | pronuncia in genere    • 2 •   declamazione, recitazione in pubblico di testi letterari    • 3 •   (lett.) modo di dire; locuzione, espressione    • 4 •   (ret.) modo di scegliere e disporre le parole nel discorso, elocuzione; stile.
dj   s.m. invar.  abbr. di disc jockey. 
dna   s.m. invar.  acido desossiribonucleico, cui è affidata la sintesi delle proteine; costituisce la sostanza fondamentale del gene.
do   s.m.  nella terminologia musicale in uso nei paesi latini, la prima nota dell'unica scala maggiore priva di diesis e bemolli | do di petto, il più alto che un tenore può emettere.
doagio    ⇨ duagio.
doario    ⇨ dovario.
dobermann   s.m. invar.  cane da guardia e da difesa di media taglia, dal corpo forte e snello, con muso lungo e sottile, orecchie erette, corto pelame scuro e lucente.
dobla   s.f.  moneta d'oro coniata dal sec. xiv al xviii in spagna e nei suoi domini | (estens. lett.) moneta d'oro.
doblone   s.m.  moneta aurea coniata a partire dal xvi sec. in spagna e poi diffusasi anche in italia.
doc   agg. invar.  si dice di vini le cui caratteristiche e la cui provenienza territoriale sono garantiti secondo modalità previste dalla legge.
doccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   canale o condotto di vario materiale fissato lungo il bordo del tetto per convogliare l'acqua piovana nel tubo di scolo    • 2 •   canale più o meno inclinato per lo scorrimento delle acque | a doccia, che presenta una scanalatura nel mezzo: scalpello a doccia    • 3 •   apparecchiatura idraulica munita di una bocchetta traforata per spruzzare in modo uniforme l'acqua sul corpo; anche, il locale in cui si trova tale impianto | (estens.) il getto d'acqua che si fa cadere sul corpo, per l'igiene personale o a scopo terapeutico: fare la doccia; doccia calda, fredda  | doccia fredda, (fig.) evento o notizia che spegne ogni entusiasmo | doccia scozzese, tipo di doccia alternativamente calda e fredda; (fig.) successione di avvenimenti contrastanti, positivi e negativi    • 4 •   (med.) apparecchio ortopedico di gesso o metallo a forma di canaletto usato per l'immobilizzazione di arti    • 5 •   (anat.) depressione presente sulla superficie di alcune ossa: doccia dell'omero; doccia timpanica  | doccia esofagea, (zool.) tratto dello stomaco dei ruminanti che mette in comunicazione l'esofago con l'omaso    • 6 •   doccia valliva, (geog.) valle il cui fondo è a forma di conca, con fianchi ripidi e scoscesi.
docciaio   s.m.  (tosc.) chi fabbrica o mette in opera docce o grondaie per lo scolo dell'acqua piovana.
docciare   v. intr.  [io dóccio ecc. ; aus. essere  o avere] (lett.) colare come l'acqua di una doccia | v. tr.    • 1 •   far cadere un liquido come da una doccia    • 2 •   sottoporre a una doccia | docciarsi v. rifl.  (non com.) fare la doccia.
docciatura   s.f.  il fare la doccia, per lo più a scopo terapeutico: docciature termali. 
doccione   s.m.    • 1 •   parte terminale della grondaia, talora ornata con figure grottesche, che sporge dal tetto per scaricare l'acqua piovana lontano dal muro    • 2 •   in alpinismo, lo stesso che colatoio. 
docente   agg.  che insegna: personale docente  | il corpo docente, l'insieme degli insegnanti | chiesa docente, (teol.) la chiesa rappresentata dal papa e dai vescovi, considerata nella sua funzione di magistero rispetto alla chiesa discente   s.m.  e f.  insegnante: docente universitario  | libero docente, chi era abilitato all'insegnamento universitario avendo conseguito la libera docenza.
docenza   s.f.  insegnamento, attività e professione del docente | libera docenza, nell'ordinamento universitario italiano fino al 1971, titolo accademico abilitante all'insegnamento libero di una disciplina in facoltà universitarie.
doceta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] seguace del docetismo.
docetismo   s.m.  nel cristianesimo dei primi secoli, tendenza teologica, riconosciuta come eretica, che negava la natura corporea di cristo, riducendo a pure apparenze l'elemento umano, la sofferenza e la morte.
docetista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] doceta.
docile   agg.    • 1 •   che si sottomette facilmente; arrendevole, mansueto: una persona docile, di carattere docile; un cavallo poco docile al morso    • 2 •   (estens.) si dice di cose che si adattano facilmente a un determinato uso o scopo: penna, scalpello docile  | di materiale, che si lavora agevolmente: legno, marmo docile    • 3 •   (lett.) che apprende con grande facilità versatile: un ingegno docile  § docilmente avv.  con docilità, senza opporre resistenza.
docilità   s.f.  l'essere docile: la docilità di un animale, di un metallo. 
docimasia   s.f.    • 1 •   nell'antica atene, esame cui venivano sottoposti i cittadini per poter esercitare particolari diritti o uffici    • 2 •   (med.) insieme di saggi necroscopici diretti a dimostrare se un feto sia nato vivo o morto    • 3 •   (antiq.) complesso di analisi chimiche per determinare la natura o i componenti di materiali d'uso (metallici, da costruzione e sim.).
docimastico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla docimasia: (chimica) docimastica. 
docimologia   s.f.  disciplina di carattere psico-pedagogico che studia i metodi e i criteri di valutazione del profitto scolastico e delle prove d'esame.
docimologico   agg.  [pl. m. -ci] di docimologia; relativo alla valutazione didattica: studi docimologici; criteri docimologici. 
docimologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di docimologia.
dock   s.m.  [pl. docks] (spec. pl.) zona portuale attrezzata per l'attracco delle navi e per le operazioni di carico e scarico.
docking   s.m. invar.  aggancio in orbita fra due veicoli spaziali.
docking station   s.f. invar.  unità che si aggancia a un computer portatile consentendo la connessione con periferiche esterne (lettore di cd-rom, monitor ecc.).
docmio   s.m.  nella metrica greca e latina, metro o dipodia risultante per lo più dall'unione di un giambo con un cretico, in uso spec. nella poesia corale.
documentabile   agg.  che si può documentare.
documentale   agg.  relativo a documenti; che si basa su documenti: prova documentale. 
documentalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si occupa di documentazione.
documentare   v. tr.  [io documénto ecc.]    • 1 •   corredare di documenti; dimostrare, provare con documenti: documentare una domanda, una tesi, un'accusa  | documentare una parola, attestarne l'uso con citazioni o altri documenti linguistici    • 2 •   fornire materiale informativo o documentario su un argomento | documentarsi v. rifl.  provvedersi di documentazioni e informazioni su un fatto o un argomento di studio.
documentario   agg.    • 1 •   relativo a documenti: scrittura documentaria, quella, per lo più corsiva, usata nei documenti | che si fonda su documenti: prova documentaria; credito documentario, credito aperto presso una banca da un compratore a favore del venditore dietro presentazione di documenti relativi alla compravendita da parte di quest'ultimo    • 2 •   di documentazione, che serve a documentare: materiale documentario; un'opera di valore, d'interesse documentario   s.m.  cortometraggio che illustra particolari aspetti della realtà a scopo divulgativo, informativo, didattico: documentario d'attualità, scientifico  § documentariamente avv.  sulla base di documenti.
documentarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   autore, regista di documentari    • 2 •   (non com.) chi ordina o classifica documenti.
documentaristico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a un documentario: film documentaristico  | che si riferisce alla documentazione, che serve a documentare: carattere documentaristico di un'opera letteraria. 
documentato   part. pass.  di documentare   agg.    • 1 •   che si basa su documenti; attendibile: un'accusa ampiamente documentata    • 2 •   che si è valso di documenti attendibili, di fonti sicure: uno storico documentato  § documentatamente avv. 
documentatore   s.m.  [f. -trice] chi fornisce una documentazione intorno a determinati argomenti o materie di studio.
documentazione   s.f.    • 1 •   il documentare, il documentarsi, l'essere documentato: ricerche, lavoro di documentazione  | documentazione automatica, (inform.) memorizzazione e immagazzinamento di informazioni in un archivio successivamente consultabile    • 2 •   prova che si fonda su documenti; l'insieme dei documenti richiesti o necessari per provare qualcosa: fornire ampia documentazione di un fatto; allegare alla domanda la relativa documentazione    • 3 •   complesso di ricerche e di studi volti a raccogliere materiale informativo o documentario su vari argomenti: centro di documentazione scientifica. 
documento   s.m.    • 1 •   scritto che convalida o certifica la realtà di un fatto, di una condizione, di una situazione, spec. in ambito burocratico, amministrativo o giuridico; in partic., certificato, attestato rilasciato da una pubblica autorità: documento autentico, falso; documento notarile, contabile; documenti di lavoro, di bordo; presentare i documenti per la partecipazione a un concorso  | spec. pl.  carta d'identità o altro mezzo di identificazione personale: richiedere, esibire i documenti    • 2 •   testimonianza storica: i monumenti di roma sono documento di una grande civiltà  | (estens.) dimostrazione, attestazione, prova: fu sturata un'altra bottiglia che era valido documento della bontà della cantina  (panzini)    • 3 •   qualunque oggetto materiale che possa essere utilizzato a scopo di studio, di ricerca, di consultazione: documenti grafici, fonici, visivi    • 4 •   (inform.) file di testo creato da un word processor    • 5 •   (ant.) insegnamento, ammaestramento: dalla cognizione de' quali casi tanto vari e tanto gravi, potrà ciascuno... prendere molti salutiferi documenti  (guicciardini).
documentografia   s.f.  l'insieme delle pubblicazioni raccolte a scopo di documentazione.
documentologia   s.f.  studio dei criteri che regolano la documentazione.
documentoteca   s.f.  archivio di documenti o di materiale documentario.
dodeca-  dodeca- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. dódeka  'dodici' (dodecaedro, dodecafonia).
dodecaedrico   agg.  [pl. m. -ci] (geom.) di dodecaedro.
dodecaedro   s.m.  (geom.) poliedro regolare avente come facce dodici pentagoni regolari uguali.
dodecafonia   s.f.  nella musica del novecento, metodo di composizione che organizza in serie tutti i dodici suoni della scala cromatica, svincolandoli dalle strutture tonali tradizionali.
dodecafonico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) fondato sulla dodecafonia: musica, tecnica dodecafonica  § dodecafonicamente avv. 
dodecagono   s.m.  (geom.) poligono a dodici lati.
dodecasillabo   agg.  e s.m.  si dice di verso formato da dodici sillabe, con gli accenti sulla seconda, la quinta, l'ottava e l'undicesima sillaba (p. e. dagli átrii muscósi, dai fóri cadénti); senario doppio.
dodecastilo   agg.  (arch.) che ha dodici colonne: tempio dodecastilo. 
dodecilbenzene   meno corretto dodecilbenzolo, s.m.  (chim.) idrocarburo alifatico-aromatico che, sottoposto a processo di solforazione, costituisce la base dei più comuni detersivi.
dodicenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha dodici anni: un (ragazzo) dodicenne. 
dodicennio   s.m.  periodo di dodici anni.
dodicesima   s.f.  (mus.) nota che è alla distanza di dodici gradi diatonici da quella fondamentale.
dodicesimale   agg.  (mat.) si dice di sistema di numerazione che ha per base dodici.
dodicesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero dodici; è rappresentato da 12° nella numerazione araba, da xii in quella romana: il dodicesimo secolo, gli anni dal 1° gennaio 1100 al 31 dicembre 1199 | aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): papa pio xii   s.m.    • 1 •   la dodicesima parte dell'unità | in dodicesimo, (tip.) si dice di formato di stampa alto e stretto, con foglio suddiviso in ventiquattro pagine    • 2 •   [f. -a] chi si trova al dodicesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
dodici   agg. num.    • 1 •   numero naturale che corrisponde a una decina più due unità nella numerazione araba è rappresentato da 12, in quella romana da xii: i dodici mesi dell'anno; i dodici apostoli; i dodici segni dello zodiaco    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: l'articolo dodici della legge  ' sottintendendo il sostantivo: il (giorno) dodici di aprile; le (ore) dodici, mezzogiorno o, meno com., mezzanotte  s.m. invar.    • 1 •   il numero dodici    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero dodici    • 3 •   punteggio equivalente a una vincita di prima categoria all'enalotto e al totip, di seconda categoria al totocalcio; la vincita stessa: fare dodici; vincere un dodici. 
dodicina   s.f.  (ant. , region.) dozzina.
dodicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) chi ha fatto dodici nel totocalcio, nell'enalotto o nel totip.
dodo   o dido, s.m.  uccello grosso e tozzo, inetto al volo, con becco robusto e fortemente incurvato; trovato nel sec. xvi nell'isola maurizio, si estinse alla fine del sec. xvii per la caccia accanita cui fu sottoposto (ord.  columbiformi).
doga   s.f.    • 1 •   ciascuna delle assicelle di legno che formano il corpo di botti, barili e sim.    • 2 •   (ant.) lista, striscia.
dogado    ⇨ dogato.
dogale   agg.  del doge: residenza dogale  | corno dogale, copricapo di velluto rosso proprio del doge veneziano | città dogale, venezia.
dogalina   s.f.  antico indumento veneziano lungo e ampio, con larghe maniche foderate di pelliccia e rivoltate sulle spalle.
dogana   s.f.    • 1 •   ufficio che provvede a controllare il passaggio di beni e capitali alla frontiera di uno stato e a riscuotere eventuali dazi gravanti sulle merci; il luogo dove tale ufficio ha sede; anche, il personale addetto all'ufficio: bollo della dogana; un pacco fermo in dogana    • 2 •   dazio doganale: pagare la dogana. 
doganale   agg.  della dogana: uffici doganali  ' dazio doganale  | unione doganale, accordo internazionale grazie al quale la circolazione delle merci dei paesi membri è favorita dall'abolizione dei dazi all'interno dell'unione e dalla creazione di una tariffa comune nei confronti dei paesi terzi.
doganiere   s.m.  impiegato di dogana; nell'uso corrente, guardia di finanza.
dogare   v. tr.  [io dógo, tu dóghi ecc.]    • 1 •   mettere o rimettere le doghe: dogare una botte    • 2 •   (ant.) fasciare; listare.
dogaressa   s.f.  la moglie del doge.
dogato   o dogado, s.m.  (non com.)    • 1 •   grado e dignità di doge; durata in carica di un doge    • 2 •   (ant.) il territorio della repubblica di venezia.
doge   s.m.  [pl. -gi]    • 1 •   (st.) fino al sec. xviii, la più alta autorità delle repubbliche di venezia e di genova    • 2 •   (lett.) duce, condottiero.
doghettato   s.m.  insieme di doghe che costituiscono un rivestimento  agg.  rivestito di doghe.
doglia   s.f.    • 1 •   (lett.) dolore, patimento fisico o morale: da sí lieta vita / son fatto albergo d'infinita doglia  (petrarca canz.  ccci, 10-11)    • 2 •   pl.  i dolori causati dalle contrazioni dell'utero durante la prima fase del parto: avere le doglie. 
doglianza   s.f.    • 1 •   (non com.) lamento, rimostranza: fare le proprie doglianze    • 2 •   (ant. , lett.) dolore    • 3 •   (dir.) motivo di impugnazione di un provvedimento del giudice.
doglienza   s.f.    • 1 •   (ant.) dolore: ritorna a tua sci°enza, / che vuol, quanto la cosa è più perfetta, / più senta il bene, e così la doglienza  (dante inf.  vi, 106-108)    • 2 •   lamento, rimostranza.
doglio   s.m.    • 1 •   presso i greci e i romani, grande vaso per conservare vino, olio, grano ecc.    • 2 •   (lett.) orcio, giara, barile.
doglioso   agg.  (poet.)    • 1 •   addolorato, dolente    • 2 •   che provoca dolore § dogliosamente avv.  (ant. , lett.) dolorosamente.
dogma   antiq. domma, s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (teol.) verità contenuta nelle fonti della rivelazione divina e come tale proposta ai credenti dal magistero della chiesa; articolo di fede: il dogma della trinità; proclamare un dogma    • 2 •   (estens.) principio assoluto, affermato come verità indiscutibile: i dogmi della scienza. 
dogmatica   antiq. dommatica, s.f.  parte della teologia che studia i dogmi | dogmatica giuridica, elaborazione teorica del diritto che tende a costruire una sistematica astratta dei principi giuridici che caratterizzano un determinato ordinamento.
dogmatico   antiq. dommatico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di dogma, che concerne i dogmi: (teologia) dogmatica    • 2 •   (estens.) che non ammette discussioni: affermazione dogmatica; tono, atteggiamento dogmatico    • 3 •   si dice di chi sostiene una tesi, una dottrina con rigida intransigenza, senza addurre prove e senza accettare obiezioni  s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona dogmatica    • 2 •   (rar.) studioso di teologia dogmatica o di dogmatica giuridica § dogmaticamente avv. 
dogmatismo   antiq. dommatismo, s.m.    • 1 •   qualsiasi posizione filosofica che si fondi su principi accettati come dogmi e non giustificabili razionalmente (ha per lo più valore spreg.)    • 2 •   (estens.) la tendenza a ritenere indiscutibili le proprie opinioni.
dogmatista   antiq. dommatista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (rar.) chi sostiene una tesi in modo dogmatico.
dogmatizzare   antiq. dommatizzare, v. intr.  [aus. avere] sostenere una dottrina o un'idea in forma dogmatica; parlare in tono dogmatico.
dogo   s.m.  [pl. -ghi] (lett.) cane mastino; molosso.
dogre   s.m.  piccola nave a vela, con due alberi, usata nell'europa settentrionale per la pesca delle aringhe e per il trasporto di merci.
doi    ⇨ due.
do it yourself   loc. sost. m. invar.  fai da te, bricolage.
dolabra   s.f.  nell'antichità romana, sorta di ascia usata come attrezzo da lavoro o per sgozzare e squartare le vittime sacrificali.
dolby   s.m. invar.  nell'alta fedeltà e in cinematografia, sistema di attenuazione del rumore di fondo ottenuta filtrando differentemente il segnale e il rumore.
dolce   agg.    • 1 •   che ha sapore gradevole, come lo zucchero: una bevanda molto dolce; dolce come il miele, dolcissimo; vino, liquore dolce; patata dolce, batata; farina dolce, quella di castagne; caffè dolce, zuccherato; formaggio dolce, poco salato, non piccante    • 2 •   povero di sali: acqua dolce, quella dei fiumi e dei laghi; nell'industria chimica, acqua poco dura    • 3 •   (fig.) tenero, malleabile; che si può lavorare facilmente: metallo, marmo dolce    • 4 •   (fig.) mite, moderato: clima dolce; salita dolce, non ripida; movimenti dolci, aggraziati, non bruschi | piedi dolci, (scherz.) piedi delicati, perché piatti o per altra ragione    • 5 •   (fig.) che produce una sensazione gradita o dà piacere all'animo: una dolce melodia; un dolce profumo; i dolci ricordi dell'infanzia; il dolce far niente, stato di ozio felice e spensierato; dolce vita, vita gaudente e dissipata | dolce stil novo, stilnovo    • 6 •   (fig.) gentile, cortese, affettuoso: uno sguardo, un carattere dolce; fare gli occhi dolci a qualcuno, dimostrargli con lo sguardo la propria tenerezza o simpatia    • 7 •   (fig.) caro, amato, diletto: la dolce moglie; casa, dolce casa    • 8 •   in fonetica, lo stesso che sonoro  o palatale : s, z dolce; c, g dolce  | spirito dolce, (gramm.) nelle vocali iniziali di parole greche, segno di assenza di aspirazione    • 9 •   in ecologia, si dice delle fonti energetiche qualificate come alternative, che sono poco inquinanti e impoveriscono meno la natura    • 10 •   si dice di farmaci alternativi, in quanto ritenuti esenti da nocivi effetti secondari  avv.  (poet.) in modo dolce, soave: solo del suo nome / vo empiendo l'aere, che sì dolce sona  (petrarca canz.  xcvii, 10-11)  s.m.    • 1 •   qualsiasi vivanda dolce, per lo più a base di farina, uova e zucchero, che si serve generalmente alla fine del pasto o in occasione di rinfreschi: fare un dolce; essere al dolce, essere verso la fine del pranzo | pl.  dolciumi: essere goloso di dolci.  dim. dolcetto, dolcino    • 2 •   sapore, gusto dolce: amare il dolce    • 3 •   (ant. lett.) dolcezza, diletto § dolcemente avv.  con dolcezza; per gradi: rimproverare dolcemente; le colline scendevano dolcemente verso il mare. 
dolceamaro   non com. dolciamaro, agg.  [pl. m. -ri] che è dolce e amaro insieme: un aperitivo dal gusto dolceamaro; un odore dolciamaro accompagnava i nostri passi  (d'annunzio).
dolcestilnovista   s.m.  e agg.  [pl. m. -sti] (non com.) stilnovista.
dolcetta   s.f.  denominazione comune di un'erba spontanea con infiorescenza di piccoli fiori azzurri e foglie commestibili (fam.  valerianacee).
dolcetto   s.m.  vitigno piemontese, coltivato spec. nelle langhe, che dà un'uva molto dolce | vino rosso, asciutto, ottenuto da tale vitigno.
dolcevita   o dolce vita, s.f. invar.  indumento di maglia a collo alto | usato anche come agg. invar.  : maglione dolcevita  (o a dolcevita, alla dolcevita).
dolcezza   s.f.    • 1 •   sapore dolce: la dolcezza del miele    • 2 •   (fig.) qualità di ciò che è dolce: la dolcezza di una melodia, di un profumo; la dolcezza del clima; la dolcezza dello sguardo    • 3 •   (fig.) amabilità, affabilità: trattare qualcuno con dolcezza  | attenzione, precauzione nel compiere un atto: posare qualcosa con dolcezza    • 4 •   (fig.) sentimento di intima felicità mista a tenerezza e commozione: mostrasi sì piacente a chi la mira, / che dà per li occhi una dolcezza al core / che 'ntender no la può chi no la prova  (dante vita nuova) | spec. pl.  piacere, gioia: le dolcezze dell'amore    • 5 •   (fig.) la persona amata, spec. come appellativo: dolcezza mia!. 
dolciamaro    ⇨ dolceamaro.
dolciana    ⇨ dulciana.
dolciario   agg.  che riguarda la fabbricazione dei dolci: industria dolciaria. 
dolciastro   agg.    • 1 •   piuttosto dolce, ma non gradevole    • 2 •   (fig.) sdolcinato, mellifluo: modi dolciastri. 
dolcichino   s.m.  tubero di sapore analogo a quello delle castagne, ricco di sostanze grasse, prodotto da una pianta della famiglia delle ciperacee; babbagigi.
dolciere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   operaio addetto alla preparazione di dolciumi    • 2 •   pasticciere.
dolcificante   part. pres.  di dolcificare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza naturale o artificiale usata per dare un sapore dolce ad alimenti e bevande.
dolcificare   v. tr.  [io dolcìfico, tu dolcìfichi ecc.]    • 1 •   rendere dolce: dolcificare una bevanda    • 2 •   dolcificare un'acqua dura, (chim.) diminuirne la durezza, riducendo le quantità di sali di calcio e di magnesio in essa disciolti.
dolcificatore   s.m.  apparecchio per dolcificare un'acqua dura.
dolcificazione   s.f.  il dolcificare, l'essere dolcificato.
dolcigno   agg.  (non com.) dolciastro.
dolciore    ⇨ dolzore.
dolcitudine   s.f.  (ant.) dolcezza, piacevolezza; voluttà, lascivia: troppi denari a un tratto hai spesi in dolcitudine  (boccaccio dec.  viii, 10).
dolciume   s.m.    • 1 •   sapore dolce e stucchevole    • 2 •   spec. pl.  i prodotti di pasticceria o dell'industria dolciaria: una vetrina piena di dolciumi. 
dolciura   o dolzura, s.f.    • 1 •   (ant. , poet.) dolcezza (anche fig.)    • 2 •   (tosc.) tempo mite, tiepido.
dolco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   (tosc.) mite, dolce, detto spec. del clima    • 2 •   (fig. lett.) morbido, molle    • 3 •   (fig. ant.) propizio, favorevole  s.m.  (tosc.) stagione, clima mite | mettersi, essere a dolco, detto del tempo, farsi tiepido.
dolente   part. pres.  di dolere   agg.    • 1 •   che duole: la parte dolente  | punto dolente, parte del corpo in cui è localizzato il dolore; (fig.) punto grave o aspetto delicato di una questione, o anche la parte più debole o discutibile di un'opera    • 2 •   che prova dolore; afflitto, dispiaciuto: sono dolente per quanto è accaduto    • 3 •   che esprime dolore: voce dolente; or incomincian le dolenti note / a farmisi sentire  (dante inf.  v, 25-26); da qui l'uso dell'espressione dolenti note  per indicare un discorso o una situazione che si annuncia spiacevole  s.m.  e f.  (lett.) persona afflitta da dolori fisici o morali: le lacrime dei dolenti  (gioberti) § dolentemente avv.  in modo doloroso, con dolore.
dolenzia   s.f.  dolore non forte, ma costante; indolenzimento.
dolere   v. intr.  [pres. io dòlgo, tu duòli, egli duòle, noi doliamo, voi doléte, essi dòlgono; fut. io dorrò ecc. ; pass. rem. io dòlsi, tu dolésti ecc. ; congiunt. pres. io dòlga..., noi doliamo, voi doliate, essi dòlgano; cond. pres. io dorrèi, tu dorrésti ecc. ; ger. dolèndo; part. pres. dolènte; part. pass. doluto; aus. essere, rar. avere]    • 1 •   dar dolore, far male: mi dolgono i denti    • 2 •   (estens.) rincrescere, dispiacere (usato in questo senso solo alla terza pers. sing.): mi duole di non poter fare nulla per voi  | dolersi v. rifl.    • 1 •   provare rincrescimento, rammaricarsi, pentirsi: mi dolgo di non averti ascoltato; dolersi dei propri peccati    • 2 •   lamentarsi, lagnarsi: è venuto da me a dolersi del vostro comportamento. 
dolicchiare   v. intr.  [io dolìcchio ecc. ; aus. essere  e avere] (rar.) dolere, far male un poco, di quando in quando.
dolico   s.m.  [pl. -chi] varietà di fagiolo, detta volgarmente fagiolo dell'occhio  (fam.  leguminose).
dolico-  dolico- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, formate modernamente, dal gr. dólichos  'lungo' (dolicocefalo, dolicomorfo).
dolicocefalia   s.f.  conformazione del cranio caratterizzata da un'accentuata prevalenza del diametro della lunghezza su quello della larghezza.
dolicocefalo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi presenta dolicocefalia.
dolicodattilia   s.f.  (med.) deformità congenita consistente nella eccessiva lunghezza delle dita delle mani e dei piedi.
dolicomorfo   agg.  si dice di cranio o di qualsiasi altra parte del corpo che abbia forma allungata.
dolicostilo   agg.  (bot.) si dice di fiore a lungo stilo.
dolina   s.f.  (geol.) depressione a forma d'imbuto, tipica delle regioni carsiche.
dolio   s.m.  (zool.) genere di molluschi gasteropodi con sottile conchiglia panciuta e lunga proboscide, le cui ghiandole salivari secernono un liquido ricco di acido solforico; detto anche elmetto, elmo. 
dollaro   s.m.  unità monetaria degli stati uniti d'america e di diversi altri paesi (canada, repubblica cinese, australia, liberia ecc).
dolly   s.m. invar.  (cine. , tv) piccola gru montata su carrello che consente alla macchina da presa di eseguire i movimenti più complessi in ogni genere d'ambiente.
dolman   s.m. invar.    • 1 •   giubba di panno pesante, ornata di astracan e alamari, propria dell'uniforme degli ussari | giacca femminile di foggia analoga    • 2 •   veste sacerdotale turca.
dolmen   s.m. invar.  monumento sepolcrale preistorico costituito da due o più pietre infisse verticalmente nel suolo e sormontate da una lastra orizzontale.
dolmenico   agg.  [pl. m. -ci] di dolmen; a forma di dolmen: tombe dolmeniche. 
dolo   s.m.    • 1 •   (dir.) nel diritto civile, intenzione o consapevolezza di ledere un diritto altrui, mediante inganno o raggiro (dolo contrattuale) o recando danno (dolo extracontrattuale); nel diritto penale, volontà di commettere un reato, in quanto vi è consapevolezza che la propria azione od omissione provocherà un fatto delittuoso    • 2 •   (lett.) artifizio, raggiro, inganno.
dolomia   s.f.  (geol.) roccia sedimentaria formata da carbonato di calcio e magnesio.
dolomite   s.f.  minerale costituito di carbonato di calcio e magnesio in cristalli biancastri | le dolomiti, montagne delle alpi orientali formate di dolomia.
dolomitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di dolomite    • 2 •   delle dolomiti: paesaggio dolomitico. 
dolomitizzazione   s.f.  (geol.) processo di trasformazione delle rocce calcaree in dolomie.
dolone   s.m.  nelle antiche navi, albero inclinato e sporgente oltre la prora, in posizione simile a quella del moderno bompresso; anche, la vela di tale albero.
dolope   s.m.  e f.  abitante della dolopia, regione della grecia antica tra l'epiro e la tessaglia.
dolorabilità   s.f.  (med.) reazione dolorosa di un organo o di una parte del corpo alla palpazione, alla compressione o ad altra manovra semeiotica.
dolorante   part. pres.  di dolorare   agg.    • 1 •   che sente dolore fisico: si rialzò tutto dolorante  | dolente, che fa male: parte dolorante    • 2 •   (fig. lett.) doloroso, angoscioso: dei doloranti / nostri anni può la vergogna / esprimere il pudore  (pasolini).
doloranza   s.f.  (ant. , lett.) dolore, sofferenza.
dolorare   v. intr.  [io dolóro ecc. ; aus. avere] (lett.) soffrire per un dolore; manifestare, esprimere dolore: la fiamma dolorando si partìo  (dante inf.  xxvii, 131) | v. tr.  (ant.) addolorare.
dolorazione   s.f.  (rar.) dolore fisico diffuso.
dolore   s.m.    • 1 •   sensazione di sofferenza fisica: dolore lieve, forte, acuto, lancinante, atroce; dolore di testa, di denti; dolore a una gamba, in un fianco; dolori reumatici, addominali; provare, sentire dolore; calmare il dolore; essere pieno di dolori  | i dolori (del parto), le doglie. dim. dolorino, doloretto, doloruccio, doloruzzo  pegg. doloraccio    • 2 •   sofferenza morale, spirituale; afflizione, pena: dolore straziante, inconsolabile; essere sconvolto dal dolore; morire di dolore  | i sette dolori, nella devozione popolare, quelli sofferti dalla madonna a causa della passione e morte di gesù | atto di dolore, la preghiera con cui si manifesta il pentimento per i peccati commessi    • 3 •   (estens.) cosa o persona che causa dolore: quel figlio è sempre stato il suo dolore. 
dolorifico   agg.  [pl. m. -ci] che è in relazione con la percezione del dolore: sensibilità dolorifica. 
dolorimetria   s.f.  (med.) misurazione scientifica dell'intensità del dolore, attraverso determinati sintomi e reazioni fisiche.
dolorosità   s.f.  (rar.) l'essere doloroso | dolore abituale, continuo.
doloroso   agg.    • 1 •   che dà dolore fisico: una ferita dolorosa    • 2 •   che provoca sofferenza morale; triste, sventurato, penoso: una notizia, una perdita dolorosa; una dolorosa circostanza; un doloroso destino  | i misteri dolorosi, (relig.) quelli che nella recita del rosario contemplano la passione di cristo    • 3 •   pieno di dolore: vita dolorosa  | che esprime dolore: pianto doloroso    • 4 •   (lett.) detto di persona, afflitto, angosciato: le genti dolorose / c'hanno perduto il ben de l'intelletto  (dante inf.  iii, 17-18) | madre dolorosa, la madonna addolorata § dolorosamente avv.  con dolore, con grande pena.
dolosità   s.f.  l'essere doloso.
doloso   agg.    • 1 •   (dir.) commesso con dolo: reato, delitto doloso; comportamento doloso; incendio doloso    • 2 •   (lett.) fatto con inganno, con frode § dolosamente avv. 
dolzaina    ⇨ dulzaina.
dolzore   o dolciore, s.m.  (ant. poet.) dolcezza; gioia profonda: letizia che trascende ogne dolzore  (dante par.  xxx, 42).
dolzura    ⇨ dolciura.
dom   s.m.  (eccl.) titolo proprio dei membri dell'ordine benedettino.
doma   (1) s.f.  (region.) domatura di cavalli o di altri animali da lavoro; anche, il luogo in cui viene effettuata.
doma   (2) s.m.  (min.) forma cristallografica costituita da due facce disposte secondo un angolo diedro.
domabile   agg.  che si può domare (anche fig.).
domanda   ant. o region. dimanda, s.f.    • 1 •   il domandare; l'insieme delle parole con cui si domanda: fare, rivolgere una domanda; domanda imbarazzante, oziosa, retorica  | che domanda!, domanda banale o superflua a cui è impossibile o inutile rispondere | domanda chiusa, nelle interviste, nei quiz attitudinali e sim., domanda con un numero predeterminato di risposte entro cui l'intervistato o il candidato deve scegliere quella che ritiene esatta. dim. domandina, domanduccia    • 2 •   interrogazione: domande facili, difficili; una domanda di storia    • 3 •   richiesta; in partic., richiesta scritta rivolta a un ufficio, a un'autorità, istanza: fare, presentare domanda; domanda in carta semplice, bollata; domanda di matrimonio, di impiego; accogliere, respingere una domanda    • 4 •   (dir.) l'oggetto della pretesa fatta valere nel giudizio civile    • 5 •   (econ.) la quantità di un bene che gli acquirenti intendono acquistare a un dato prezzo: domanda individuale; domanda totale, globale; curva di domanda, rappresentazione grafica della variazione della domanda al variare del prezzo | domanda (aggregata), in macroeconomia, l'insieme della domanda di beni di consumo e di beni d'investimento, rispettivamente da parte delle famiglie e da parte delle imprese.
domandare   ant. o region. dimandare, v. tr.    • 1 •   rivolgersi a qualcuno per sapere qualcosa: domandare il prezzo, il nome, l'indirizzo, l'ora; domandò: «che giorno è oggi?»; domandagli come si chiama, che cosa vuole, se ha fatto i compiti  | domando e dico!, (fam.) per esprimere stupore e indignazione | non è da domandare!, è certo, è facile da supporre | domandarsi qualcosa, essere incerto, dubbioso su qualcosa: mi domando se sarà possibile partire    • 2 •   chiedere per ottenere: domandare scusa, perdono; domandare un favore, un consiglio, la parola; domandare il permesso di fare qualcosa; domandare dei soldi in prestito    • 3 •   (lett.) desiderare; invocare: morte domanda / chi nostro mal conobbe, e non ghirlanda  (leopardi ad angelo mai  134-135)    • 4 •   (ant. , lett.) denominare, chiamare | v. intr.  [aus. avere] chiedere notizie, informazioni di una persona o riguardo a qualcosa: mi domanda sempre di te; mi ha domandato del mio nuovo lavoro  | cercare una persona, volerle parlare: al telefono c'è un signore che domanda di lei  | domandarsi v. rifl.  (ant.) chiamarsi, aver nome: la machina maravigliosa che mondo si dimanda  (marino).
domani   pop. o lett. dimani, avv.    • 1 •   nel giorno immediatamente seguente all'oggi: domani mattina, pomeriggio; partiremo domani  | dopo domani, domani l'altro, il giorno dopo di domani, fra due giorni | domani (a otto), fra otto giorni a partire da domani | a domani, formula di commiato con cui ci si ripromette di incontrarsi di nuovo il giorno seguente    • 2 •   con senso più generico indica un tempo futuro, spec. in contrapposizione con oggi : oggi qui, domani là  | oggi o domani, una volta o l'altra, un giorno o l'altro, fra non molto | dàgli oggi e dàgli domani, a lungo andare | da oggi a domani, subito, su due piedi | rimandare qualcosa dall'oggi al domani, continuare a differirla    • 3 •   (iron. , scherz.) mai, in nessun tempo: «mi regali questo anello?» «sì, domani!»  s.m.    • 1 •   il giorno seguente a quello di cui si parla; l'indomani: decidemmo di attendere il domani    • 2 •   (estens.) il futuro: pensare al domani; un domani potrebbe accadere. 
domare   v. tr.  [io dómo ecc.]    • 1 •   rendere docile, mansueto un animale feroce o selvatico: domare un leone, un puledro    • 2 •   (fig.) sottomettere, soggiogare: domare una popolazione  | sedare, estinguere: domare una rivolta, un incendio    • 3 •   (fig.) frenare, trattenere, reprimere: domare un impulso, uno scatto d'ira. 
domatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi doma animali feroci o selvatici; in partic., chi nello spettacolo del circo presenta numeri ed esercizi con animali addomesticati e addestrati: un domatore di leoni    • 2 •   (fig. lett.) soggiogatore, vincitore: ercole, domatore delle umane fatiche  (boccaccio ninfale d'ameto).
domatrice   s.f.  veicolo che si usa per domare i cavalli e addestrarli al tiro.
domattina   avv.  domani mattina.
domatura   s.f.  il domare, l'essere domato (riferito ad animali).
domeneddio    ⇨ domineddio.
domenica   s.f.  settimo giorno della settimana, scelto dai cristiani come giorno di riposo dal lavoro e dedicato al culto di dio: osservare, rispettare la domenica, astenersi dal lavoro e recarsi alle funzioni religiose | domenica delle palme, degli olivi, quella che precede la pasqua | domenica in albis, la prima dopo la pasqua.
domenicale   (1) agg.    • 1 •   della domenica: riposo, gita domenicale    • 2 •   (fig.) festoso, spensierato: avere un'aria, un aspetto domenicale. 
domenicale   (2) agg.  (ant.) del signore: orazione domenicale, il paternostro.
domenicano   agg.    • 1 •   di san domenico di guzmán (1170-1221): ordine domenicano    • 2 •   relativo all'ordine dei frati predicatori fondato da san domenico nel 1215: convento, abito domenicano; padri domenicani   s.m.  [f. -a] chi appartiene all'ordine religioso fondato da san domenico.
domenichino   s.m.  servitore che una volta veniva assunto per lavorare solo la domenica.
domense   agg.  di domodossola  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a domodossola.
domesticare   v. tr.  [io domèstico, tu domèstichi ecc]    • 1 •   (biol.) indurre, in una specie animale o vegetale originariamente selvatica, modificazioni di forma e di comportamento tali da renderla domestica    • 2 •   (non com.) addomesticare, rendere domestico (un animale o una pianta).
domesticazione   s.f.  (biol.) l'operazione e l'effetto del domesticare: il cane è il prodotto della domesticazione del lupo. 
domestichezza   s.f.    • 1 •   (non com.) dimestichezza    • 2 •   domesticità (detto di animali o piante).
domesticità   s.f.    • 1 •   (non com.) dimestichezza, familiarità    • 2 •   di animali o piante, l'essere domestico.
domestico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della casa, della famiglia: le pareti domestiche; lavori domestici; il focolare domestico  | le divinità domestiche, nella religione romana, i lari protettori della casa | economia domestica, l'insieme delle norme su cui si basa l'organizzazione economica della vita familiare    • 2 •   (non com.) confidenziale, familiare: trattamento domestico  | alla domestica, alla buona, in modo semplice, familiare    • 3 •   (non com.) detto di persona, che è in rapporti di familiarità con qualcuno; intimo | socievole, affabile, alla mano: se incontro qualche uomo un po' domestico e umano, da potergli parlare, lo dirò a lui  (manzoni p. s.  xxxiv)    • 4 •   (non com) patrio, cittadino, nazionale: costumi domestici; guerre domestiche, intestine    • 5 •   si dice di animale che è allevato dall'uomo e vive presso di lui: il gatto, il bue, la gallina sono animali domestici  | si dice di pianta coltivata, non selvatica  s.m.  [f. -a] chi attende alle faccende domestiche presso una famiglia dalla quale è retribuito: un domestico in livrea; domestica fissa, a ore  § domesticamente avv. 
domiciliare   (1) agg.  del domicilio (spec. nel linguaggio giuridico): perquisizione domiciliare, fatta al domicilio di qualcuno da parte di pubblici ufficiali | arresto domiciliare  (o arresti domiciliari), (dir.) misura penale consistente nell'obbligo di non abbandonare il proprio domicilio se non previa autorizzazione.
domiciliare   (2) v. tr.  [io domicìlio ecc.] nelle loc.: domiciliare una cambiale, una tratta, indicare qual è la persona o l'ente incaricato di effettuarne il pagamento per conto del debitore; domiciliare una bolletta, indicare un conto bancario come luogo di riscossione della stessa | domiciliarsi v. rifl.  prendere domicilio: domiciliarsi a milano. 
domiciliatario   s.m.    • 1 •   (dir.) persona presso la quale si è eletto il domicilio e alla quale devono essere notificati gli atti diretti a chi ha fatto tale elezione: procuratore domiciliatario    • 2 •   (banc.) persona diversa dal trattario, presso il cui domicilio è pagabile la cambiale.
domiciliato   part. pass.  di domiciliare   agg.  che ha il domicilio in un dato luogo: domiciliato a venezia  | debito domiciliato, (dir.) da pagarsi presso il domicilio del creditore | cambiale domiciliata, (banc.) quella in cui è indicato un luogo di pagamento diverso o dalla residenza del trattario o del traente.
domiciliazione   s.f.  (banc.) l'operazione del domiciliare una cambiale, una tratta.
domicilio   s.m.    • 1 •   luogo dove una persona ha la sede principale dei propri affari e interessi | eleggere il (proprio) domicilio, stabilire con atto scritto un domicilio speciale in relazione a determinati affari o fini | domicilio fiscale, quello che ogni contribuente deve avere ai fini dei rapporti con l'amministrazione finanziaria    • 2 •   casa, abitazione: consegna, servizio, lavoro a domicilio  | violazione di domicilio, (dir.) reato di chi penetra in una abitazione o in altro luogo di dimora privata contro la volontà di chi ha il diritto di escluderlo, oppure in modo clandestino o fraudolento.
domificare   v. tr.  [io domìfico ecc.] in astrologia, suddividere in case la sfera celeste.
domificazione   s.f.  in astrologia, suddivisione della sfera celeste in case.
domiforme   agg.  lo stesso che cupoliforme. 
dominabile   agg.  che si può dominare.
dominante   part. pres.  di dominare   agg.    • 1 •   che domina: nazione, popolo dominante  | la dominante, così detta, per antonomasia, genova ai tempi della repubblica aristocratica    • 2 •   che predomina, che prevale su altri: idee, opinioni dominanti  | religione dominante, quella più diffusa in uno stato | classe dominante, la classe sociale che detiene il potere politico | motivo dominante, il tema fondamentale di un brano musicale, di un opera letteraria e sim. | pensiero dominante, quello su cui si concentra la mente: il pensiero dominante, titolo di uno dei canti di g. leopardi (1832) | posizione dominante, che sovrasta i luoghi circostanti (anche fig.) | vento dominante, che supera in forza gli altri venti che spirano in una determinata regione | fondo dominante, (dir.) quello a vantaggio del quale è costituita una servitù | specie dominante, specie che in un popolamento vegetale mostra maggiore espansione | carattere dominante, in genetica, carattere ereditario, presente in un cromosoma, che prevale sul carattere simile presente nel cromosoma omologo derivato dall'altro genitore; si oppone a recessivo   s.f.    • 1 •   (mus.) il quinto grado di una scala musicale    • 2 •   (foto. , cine.) colorazione in cui uno dei tre colori fondamentali prevale sugli altri: sviluppo, pellicola con dominante rossa. 
dominanza   s.f.    • 1 •   l'essere dominante | legge della dominanza, (biol.) legge di mendel relativa al carattere genetico dominante    • 2 •   in sociologia, l'insieme di quanti predominano su altri per numero, ricchezza o cultura.
dominare   v. tr.  [io dòmino ecc.]    • 1 •   tenere soggetto alla propria potestà, autorità, volontà e sim.: dominare un popolo, una nazione; un ragazzo completamente dominato dal padre  | dominare un avversario, mostrarsi nettamente superiore a lui | un pensiero che domina la mente, che la tiene occupata prevalendo su altri pensieri | dominare la situazione, esserne arbitro | dominare il pubblico, l'uditorio, avvincerlo, affascinarlo | dominare una materia, la propria lingua, conoscerla molto bene, padroneggiarla | essere dominato dall'ira, dalla gelosia, dal vizio di bere, lasciarsene sopraffare, esserne schiavo    • 2 •   (fig.) tenere a freno, spec. i moti dell'animo: dominare il proprio istinto, le passioni    • 3 •   detto di un luogo, essere in posizione soprelevata, sovrastare: il castello domina la vallata  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   avere autorità e potere incontrastati: venezia dominò per molto tempo sui mari    • 2 •   (fig.) essere superiore; prevalere, primeggiare: dominava su tutti per la sua intelligenza; la sua idea dominò su tutte le altre  | avere seguito, essere ammirato, imitato: la poesia del petrarca dominò per tutto il cinquecento    • 3 •   (fig.) detto di cose astratte, avere il sopravvento, regnare: in quella casa domina il disordine  | dominarsi v. rifl.  esercitare controllo su di sé contenere i propri istinti, i propri sentimenti: non riuscì a dominarsi. 
dominatore   s.m.  [f. -trice] chi domina | anche agg.  : una mente dominatrice. 
dominazione   s.f.    • 1 •   il dominare; potere, dominio esercitato da una nazione su un'altra, da un sovrano su un popolo: la dominazione romana; la dominazione gotica segnò il massimo declino dell'italia    • 2 •   (ant.) territorio su cui si estende un dominio    • 3 •   pl.  (relig.) gli angeli del primo grado della seconda gerarchia.
domine   inter.    • 1 •   (ant.) forma di invocazione che equivale a 'o signore': domine, fallo tristo!  (boccaccio dec.  ii, 1)    • 2 •   (rar.) si usa in frasi interrogative del linguaggio fam. con lo stesso senso di diamine : che domine avete detto?   s.m.  (ant.) padrone; anche, prete: e poscia cel goderemo qui insieme col domine  (boccaccio dec.  viii, 6).
domineddio   o domeneddio, s.m.  (fam.) dio, il signore iddio.
dominicale   agg.    • 1 •   del padrone, relativamente alle sue proprietà agricole: casa, reddito dominicale    • 2 •   del signore; della domenica in quanto giorno del signore: preghiera dominicale, il padre nostro.
dominicano   agg.  della repubblica dominicana, stato dell'america centrale che occupa la parte orientale dell'isola di haiti  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della repubblica dominicana.
dominico   agg.  [pl. m. -ci] (ant.) del signore, di dio.
dominio   s.m.    • 1 •   il dominare, l'avere autorità su qualcuno o qualcosa; potere, supremazia: esercitare il dominio su un popolo; avere il dominio dei mari  | dominio di sé, dei propri nervi    • 2 •   (dir.) proprietà: avere il dominio di un fondo  | pubblico dominio, bene appartenente alla collettività | essere di dominio pubblico, appartenere alla collettività, detto spec. dell'utilizzabilità di opere dell'ingegno per le quali non vige più il diritto d'autore; (fig.) essere noto a tutti: una notizia, un fatto di dominio pubblico    • 3 •   territorio su cui si domina: i domini degli asburgo    • 4 •   campo, ambito, settore: il dominio dell'arte, della scienza; dominio magnetico    • 5 •   (mat.) insieme degli elementi di un insieme a  ai quali una corrispondenza da a  a b  associa almeno un elemento dell'insieme b  | dominio di integrità, in algebra, ogni anello unitario e commutativo privo di divisori dello zero    • 6 •   (inform.) nome di un sito internet, unico su tutta la rete; in genere è costituito da un nome seguito da un punto e da un'estensione che fa riferimento al paese di appartenenza (p. e.: garzanti. it), oppure dalle sigle com  o edu  per indicare rispettivamente che si tratta di un sito commerciale o di un'istituzione educativa    • 7 •   dominion.
dominion   s.m. invar.  ciascuno degli stati con governo autonomo che fanno parte del commonwealth britannico; dal 1947 il termine non è più in uso nelle relazioni ufficiali tra membri del commonwealth.
domino   (1) s.m.  [f. -a] (ant. , lett.) padrone, signore.
domino   (2) s.m. invar.  cappa di seta lunga fino ai piedi e fornita di cappuccio, che si indossa nei balli mascherati e si completa con una mascherina sul viso; anche, la persona così mascherata.
domino   (3) s.m. invar.  gioco che si fa tra due o più giocatori con ventotto tessere su cui sono impressi dei numeri.
domito   agg.  (lett.) domato: non domito nemico / della fortuna  (leopardi ad angelo mai  62-63).
domma   e deriv.   ⇨ dogma e deriv. 
domo   (1)  ⇨ duomo 1.
domo   (2) s.m.    • 1 •   (lett.) cupola | (fig.) volta del cielo    • 2 •   (geol.) ammasso di lava a forma di cupola.
domo   (3) agg.  (lett.) domato.
don   (1) s.m.    • 1 •   titolo d'onore che si premette al nome e al cognome degli ecclesiastici: don abbondio; don mazzolari  | titolo d'onore che in passato si anteponeva al nome di principi e nobili, spec. di origine spagnola: don carlos    • 2 •   nell'italia meridionale, titolo che si premette al nome di una persona di riguardo: don vito. 
don   (2) inter.  voce onom. che imita il suono delle campane; di solito si ripete (don don), ma più spesso è unito a din  (din don) | usato anche come s.m. invar.  : un don don di campane a festa. 
donante   part. pres.  di donare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (dir.) nel contratto di donazione, il donatore.
donare   v. tr.  [io dóno ecc.]    • 1 •   dare spontaneamente e senza ricompensa; regalare: donare un libro a qualcuno  | donare il cuore, tutto sé stesso a qualcuno, (fig.) dargli tutto il proprio affetto | donare il sangue, un organo  | prov.  : a caval donato non si guarda in bocca, non si devono criticare i regali ricevuti    • 2 •   (fig.) conferire, far assumere: una pettinatura che le dona un'aria giovanile  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (dir.) fare una donazione    • 2 •   conferire pregio, bellezza: quest'abito ti dona    • 3 •   (non com.) concedere scuse, attenuanti: donare all'età, all'inesperienza  | donarsi v. rifl.  darsi, dedicarsi completamente: donarsi a dio, agli studi. 
donario   s.m.  nell'antichità, dono votivo fatto agli dei; il luogo in cui venivano custoditi tali doni.
donatario   s.m.  [f. -a] (dir.) chi riceve una donazione.
donatismo   s.m.  movimento ereticale della chiesa africana, sorto nel iv sec. a opera di donato, vescovo di cartagine, il quale affermava l'invalidità dei sacramenti amministrati da sacerdoti in peccato.
donatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del donatismo.
donativo   s.m.    • 1 •   dono fatto per ricompensa, per omaggio e sim.    • 2 •   nell'antica roma, elargizione fatta ai soldati in occasione di trionfi militari o di eventi di straordinaria importanza.
donatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi dona    • 2 •   persona dal cui corpo si preleva un organo o un tessuto per un'operazione di trapianto | donatore di sangue, chi offre il proprio sangue per le trasfusioni; donatore universale, donatore di sangue del gruppo zero negativo, che ha la qualità di poter essere trasfuso a individui di qualunque gruppo sanguigno    • 3 •   (dir.) chi fa una donazione.
donazione   s.f.    • 1 •   il donare    • 2 •   (dir.) contratto col quale una persona (donatore) dispone a favore di un'altra (donatario), a titolo gratuito e per spirito di liberalità, il trasferimento di un proprio diritto o bene patrimoniale; oppure assume verso la stessa un'obbligazione.
donchisciotte   s.m. invar.  persona generosa che con ingenua spavalderia difende cause assurde o lotta per ideali irraggiungibili: fare il donchisciotte. 
donchisciottesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da donchisciotte: atteggiamento donchisciottesco  § donchisciottescamente avv. 
donchisciottismo   s.m.  atteggiamento, comportamento da donchisciotte.
donde   rar. d'onde, avv.  (lett.)    • 1 •   da quale luogo (in prop. interrogative dirette e indirette): donde vieni?; non si seppe mai donde venisse  ' da chi, da quale fonte: donde derivano tali notizie?    • 2 •   dal luogo dal quale (con valore relativo): vengo donde vieni tu    • 3 •   perché, per qual motivo (con valore causale): donde tanti lamenti?; aver  (o averne) donde, averne ben donde, aver motivo di | dalla qual cosa: donde si deduce che...  pron. rel.  (lett.) da cui, di cui, per cui: la città donde vengo; oimè, perché sì rado / mi date quel dond'io mai non son sazio?  (petrarca canz.  lxxi, 70-71); per una falsa porta, dond'egli entrato era  (boccaccio dec.  ii, 7)  cong.  (ant.) per la qual cosa, sicché.
dondola   s.f.    • 1 •   (ant.) dondolío, dondolamento | stare a dondola, (fig.) svagarsi; gingillarsi    • 2 •   sedia a dondolo; altalena.
dondolamento   s.m.  il dondolare, il dondolarsi; dondolio.
dondolare   v. tr.  [io dóndolo ecc.] muovere in qua e in là qualcosa che sta penzoloni o in bilico, o che poggia su un solo punto: dondolare la sedia, il capo  | v. intr.  [aus. avere] oscillare: la lampada dondola  | dondolarsi v. rifl.    • 1 •   muoversi in qua e in là oscillando: dondolarsi sull'altalena    • 2 •   (fig.) stare senza far nulla; gingillarsi: passa la giornata a dondolarsi. 
dondolio   s.m.  un dondolare continuato.
dondolo   s.m.    • 1 •   movimento di cosa che dondola: sedia a dondolo, su cui ci si può dondolare; cavallo a dondolo, giocattolo per bambini consistente in un cavallino di legno o di cartapesta sostenuto da due assicelle ricurve che ne consentono l'oscillazione | andare a dondolo, (fig.) perdere tempo, bighellonare    • 2 •   sorta di divano sospeso per giardini, terrazze ecc., costruito in modo che chi vi si siede possa dondolarsi    • 3 •   (ant.) pendolo: oriuolo a dondolo. 
dondolone   s.m.  [f. -a] (non com.) persona che va dondolandosi; perdigiorno, bighellone.
dondoloni   avv.  dondolando, dondolandosi; bighellonando: andar (a) dondoloni. 
dong   s.m. invar.  unità monetaria del vietnam.
dongiovannesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da dongiovanni: atteggiamento dongiovannesco. 
dongiovanni   s.m.  grande corteggiatore e seduttore di donne: essere un dongiovanni; darsi arie da dongiovanni. 
dongiovannismo   s.m.  atteggiamento da dongiovanni; tendenza a fare il dongiovanni.
donna   s.f.    • 1 •   essere umano adulto di sesso femminile: una donna giovane, anziana; una donna affascinante, elegante, di classe, di spirito  | essere, diventare donna, di una ragazza, avere raggiunto la pubertà | abito, scarpe da donna, femminili | andare a donne, correre dietro alle donne, cercare facili avventure amorose | donna di mondo, che fa vita di società | donna di casa, che attende alle faccende domestiche, o preferisce la vita ritirata e tranquilla della casa | una santa donna, che si sacrifica con pazienza | buona donna, semplice, alla buona; per antifrasi, prostituta, spec. nell'espressione offensiva figlio di buona donna  ' donna cannone, quella enormemente grassa che si esibiva nei circhi e nelle fiere | donna di vita, di strada, di marciapiede, di malaffare, prostituta | prima donna, attrice o soprano lirico che interpreta la parte femminile principale; fare la prima donna, (fig.) voler primeggiare (riferito anche a uomini) | donna in carriera, impegnata in un'attività professionale socialmente prestigiosa | prov.  : donne e buoi dei paesi tuoi.  dim. donnina, donnino  (m.) dim. e pegg. donnaccola, donnetta, donnicciola  accr. donnona, donnone  (m.) pegg. donnaccia    • 2 •   moglie, compagna, donna amata (spec. preceduto dall'agg. possessivo): la mia donna  | le mie donne, (fam.) le donne che fanno parte della mia famiglia    • 3 •   domestica, collaboratrice familiare: donna (di servizio) a ore, fissa    • 4 •   (ant. , lett.) dama, signora: le donne, i cavallier, l'arme, gli amori  (ariosto o. f.  i, 1); questo significato si conserva in parole composte come gentildonna, nobildonna  | padrona, dominatrice: ahi serva italia, di dolore ostello /... / non donna di province, ma bordello!  (dante purg.  vi, 76-78) | la vergine maria (spec. come vocativo): donna, se' tanto grande e tanto vali  (dante par.  xxxiii, 13)    • 5 •   titolo di riguardo che si antepone al nome delle nobildonne o delle mogli di alte personalità dello stato; nell'italia meridionale, viene attribuito anche a donne di modesta condizione: donna carmela    • 6 •   una delle tre figure delle carte da gioco francesi: la donna di picche  | nel gioco degli scacchi, la regina.
donnaccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   pegg.  di donna    • 2 •   prostituta.
donnaiolo   lett. donnaiuolo [don-na-iuò-lo], s.m.  l'uomo che per abitudine corteggia le donne ed è sempre in cerca di avventure amorose.
donneare   v. intr.  [io donnèo ecc. ; aus. avere] (ant.) intrattenersi in compagnia femminile; fare la corte, amoreggiare (anche fig.): la grazia, che donnea / con la tua mente  (dante par.  xxiv, 118-119).
donneggiare   v. intr.  [io donnéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   far la corte alle donne, amoreggiare: pompeggiava il giorno in piazza e nei caffè, la sera donneggiava nei circoli  (nievo)    • 2 •   comportarsi come una donna, in maniera poco virile.
donnesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (non com.) da donna, proprio delle donne: lavori donneschi    • 2 •   (ant.) che si addice a una signora; gentile, signorile: con animo e con costume donnesco  (boccaccio dec.  x, 10) § donnescamente avv. 
donnetta   s.f.    • 1 •   dim.  di donna    • 2 •   (spreg.) donna mediocre o di bassa condizione sociale.
donnicciola   s.f.    • 1 •   dim.  di donna    • 2 •   (spreg.) donna meschina, pettegola, paurosa | uomo debole o chiacchierone: costui si è rivelato proprio una donnicciola!. 
donnina   s.f.    • 1 •   dim.  di donna    • 2 •   donna piccola e graziosa | bambina assennata    • 3 •   donnina allegra, (eufem.) donna di facili costumi.
donno   s.m.  (ant.)    • 1 •   signore, padrone: questi pareva a me maestro e donno  (dante inf.  xxxiii, 28)    • 2 •   (ant.) don: un prete, chiamato donno gianni di barolo  (boccaccio dec.  ix, 10).
donnola   s.f.  piccolo mammifero carnivoro con pelliccia di color bruno rossiccio sul dorso e bianco sul ventre, corpo allungato, muso appuntito, zampe corte, coda breve; assale gli animali da cortile e distrugge i topi (fam.  mustelidi).
dono   s.m.    • 1 •   il donare: il dono ha spesso un valore simbolico  | offrire, dare qualcosa in dono; fare dono di qualcosa    • 2 •   la cosa donata; regalo: un dono gradito; ricevere un dono  | i doni della terra, i prodotti agricoli | i sette doni dello spirito santo, (teol.) disposizioni infuse da dio, che rendono l'anima docile all'influsso dello spirito santo    • 3 •   (fig.) qualità, virtù, dote: avere il dono di una buona memoria  | dono di natura, dote naturale | dono della parola, facoltà di parlare propria dell'uomo; per estens., eloquenza    • 4 •   (ant.) abbuono d'imposta accordato a chi pagava anticipatamente.
dont   agg.  e s.m. invar.  in borsa, contratto a premio con cui il compratore si assicura la facoltà di ritirare o non ritirare i titoli alla scadenza al prezzo pattuito.
donzella   s.f.    • 1 •   (lett.) giovinetta, fanciulla. dim. donzelletta : la donzelletta vien dalla campagna  (leopardi il sabato del villaggio  1)    • 2 •   (lett.) damigella, domestica    • 3 •   (zool.) nome comune di varie specie di pesci caratterizzati da colori vivaci e corpo ovale allungato.
donzellare   v. intr.  [io don zèllo ecc. ; aus. avere] (ant.) comportarsi scherzosamente come fanciulle | donzellarsi v. rifl.  (ant.) trastullarsi, perdersi in sciocchezze e cose futili: non siamo buoni ad altro che... a donzellarci  (machiavelli).
donzello   s.m.    • 1 •   (lett.) nobile giovinetto | nel medioevo, giovane di nobile famiglia che si apprestava a diventare cavaliere    • 2 •   (ant.) domestico di un signore    • 3 •   (ant.) usciere comunale (ancora usato in questo senso a firenze).
door-to-door  door-to-door loc. avv.  si usa per indicare un sistema di vendita che presenta il prodotto al domicilio del possibile acquirente.
dopaggio   s.m.  nel gergo sportivo, doping, drogaggio.
dopante   agg.  si dice di sostanza stupefacente che migliora le prestazioni sportive.
dopare   v. tr.  [io dòpo, tu dòpi ecc.] somministrare a un atleta, o anche a un cavallo, una sostanza stupefacente che ne migliori le prestazioni sportive | doparsi v. rifl.  assumere sostanze stupefacenti per migliorare il proprio rendimento sportivo.
doping   s.m. invar.  somministrazione illegale di farmaci eccitanti o droghe ad atleti o animali per migliorarne le prestazioni sportive.
doplero    ⇨ doppiere.
dopo   avv.    • 1 •   poi, in seguito, più tardi: prima o dopo è lo stesso; te lo dirò dopo; me ne accorsi subito dopo; se ne andò poco (tempo) dopo; talvolta con valore pleonastico: poi dopo si vedrà  | a dopo, a più tardi, ci rivedremo poi    • 2 •   oltre, appresso, più avanti (riferito a luogo): la casa che viene dopo; prendi la strada subito dopo    • 3 •   (ant.) dietro: taciti, soli, senza compagnia / n'andavam l'un dinanzi e l'altro dopo  (dante inf.  xxiii, 1-2)  prep.    • 1 •   successivamente a (si unisce ai nomi direttamente e ai pronomi personali per mezzo della prep. di): dopo cena; dopo domani  (o dopodomani); ci vedremo dopo il concerto; è arrivato dopo di noi; se ne andarono uno dopo l'altro  | preceduto da altra prep.: rimandiamo tutto a dopo le vacanze; l'appuntamento è per dopo pranzo    • 2 •   oltre, più avanti di, di là da (con valore di luogo): subito dopo la farmacia c'è un bar    • 3 •   (ant.) dietro: rivolto ad essi, fa che dopo il dosso / ti stea un lume  (dante par.  ii, 100-101)  cong.  introduce una proposizione temporale implicita con il verbo all'inf. o al part. pass.: dopo aver parlato per due ore, raggiunsero l'accordo; dopo mangiato vado sempre a riposare   agg. invar.  seguente, successivo: il giorno, l'anno dopo   s.m. invar.  ciò che avverrà poi, in seguito; il futuro: è il dopo che preoccupa  | seguito dal nome di uomini di stato, forma loc. sost. indicanti il periodo successivo a quello della loro scomparsa dalla scena politica: il dopo mao; il dopo tito. 
dopobarba   agg.  e s.m. invar.  si dice di preparato che si applica sul viso dopo la rasatura: (lozione, crema) dopobarba. 
dopoborsa   s.m. invar.  periodo di tempo immediatamente successivo alla chiusura delle riunioni ufficiali della borsa; l'insieme delle contrattazioni che si svolgono durante tale periodo | usato anche come agg. invar.  : contrattazioni dopoborsa. 
dopocena   s.m. invar.  le ore della sera che seguono alla cena: invitare qualcuno per il dopocena. 
dopoché   o dopo che, cong.    • 1 •   successivamente al momento in cui, da quando, dacché (introduce una prop. temporale con il verbo all'indic.): dopoché ci siamo visti, non è più successo nulla di importante    • 2 •   una volta che (introduce una prop. temporale-condizionale con il verbo al congiunt.): ci vedremo solo dopoché tu abbia completato il lavoro. 
dopodiché   o dopo di che, avv.  dopo la qual cosa, il quale fatto; e poi: mi ha telefonato un mese fa, dopodiché non s'è fatto più vivo. 
dopodomani   avv.  fra due giorni: ci rivediamo dopodomani   s.m. invar.  il giorno immediatamente successivo a domani: da dopodomani i negozi chiudono un'ora prima. 
dopoelezioni   s.m. invar.  nell'uso giornalistico, il periodo immediatamente successivo a un'elezione politica, durante il quale i partiti aprono le trattative per gli accordi di governo.
dopoguerra   s.m. invar.  il periodo che segue a una guerra, spec. con riferimento ai problemi economici e sociali che lo caratterizzano: il primo, il secondo dopoguerra, per antonomasia, quello successivo alla prima o alla seconda guerra mondiale.
dopolavorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è iscritto a un dopolavoro.
dopolavoristico   agg.  [pl. m. -ci] dei dopolavoristi, del dopolavoro.
dopolavoro   s.m. invar.  ente che organizza le attività ricreative e culturali dei lavoratori durante il tempo libero: dopolavoro ferroviario, aziendale. 
dopolistino   s.m. invar.  lo stesso che dopoborsa. 
dopopartita   o dopo partita, s.m. invar.  periodo di tempo immediatamente successivo alla conclusione di un incontro sportivo, spec. di calcio: i commenti del dopopartita. 
dopopranzo   s.m. invar.  le ore che seguono al pranzo di mezzogiorno: passare il dopopranzo in casa. 
doposcì   o dopo sci, agg.  e s.m. invar.  si dice di indumento o calzatura che gli sciatori indossano dopo l'attività sportiva: tuta doposcì; (scarponi) doposcì. 
doposcuola   s.m. invar.  istituzione che organizza le attività didattiche destinate a integrare l'insegnamento regolare per gli alunni della scuola dell'obbligo.
dopo-shampoo  dopo-shampoo loc. agg.  e sost. m. invar.  si dice di cosmetico che si applica ai capelli dopo lo shampoo per nutrirli e fortificarli: (crema) dopo-shampoo. 
doposole   agg.  e s.m. invar.  si dice di cosmetico per idratare e rinfrescare la pelle dopo l'esposizione ai raggi solari: (lozione) doposole. 
dopoteatro   s.m. invar.  intrattenimento a tarda sera all'uscita dal teatro: un ristorante adatto per il dopoteatro. 
dopotutto   o dopo tutto, avv.  in definitiva, alla fin fine, in conclusione: dopotutto, non sono problemi miei. 
doppia   s.f.  moneta del valore di due scudi d'oro, che ebbe corso in vari stati europei nel xvi sec.
doppiaggio   s.m.  (cine.) registrazione del parlato che, nell'approntamento della colonna sonora, viene effettuata in un tempo successivo alla ripresa, allo scopo di riprodurre il parlato in un'altra lingua o di migliorarlo nella lingua originale.
doppiare   (1) v. tr.  [io dóppio ecc.]    • 1 •   (lett.) raddoppiare    • 2 •   oltrepassare un determinato punto (detto di imbarcazione o di navigatore): doppiare il capo di buona speranza    • 3 •   (sport) nelle gare di corsa, superare di un giro di pista o di circuito un avversario | doppiare i colpi, nel pugilato, colpire l'avversario con una doppietta.
doppiare   (2) v. tr.  [io dóppio ecc.] effettuare il doppiaggio: doppiare un film, un attore. 
doppiato   part. pass.  di doppiare    • 2 •   agg.  che è stato sottoposto a doppiaggio: film doppiato in italiano; attore doppiato   s.m.  la colonna del parlato di un film ottenuta con il doppiaggio: il doppiato di questo film lascia a desiderare. 
doppiatore   (1) s.m.  nell'industria metallurgica, operaio che piega e rifila la latta appena questa esce dal laminatoio.
doppiatore   (2) s.m.  [f. -trice] attore che presta la propria voce nel doppiaggio di un film.
doppiatura   s.f.  (mar.) rinforzo dello scafo di una nave in ferro, mediante raddoppiamento del fasciame.
doppiere   o doppiero, ant. doplero, s.m.  (lett.)    • 1 •   doppia torcia; candelabro a due bracci    • 2 •   cero.
doppietta   s.f.    • 1 •   tipo di fucile da caccia a due canne    • 2 •   doppio colpo di fucile; coppiola    • 3 •   (aut.) manovra consistente nello sdoppiare in due fasi il passaggio a una marcia inferiore, con un'accelerata in folle che rialza il numero di giri dell'albero motore    • 4 •   (sport) conseguimento di due vittorie, per lo più consecutive, da parte di un atleta o di una squadra | nel calcio, coppia di reti segnate dallo stesso giocatore | nel pugilato, serie di due colpi consecutivi portati di sinistro e di destro.
doppiezza   s.f.  l'essere doppio (per lo più fig.); falsità, ambiguità, ipocrisia.
doppino   s.m.    • 1 •   (mar.) cavo piegato su sé stesso, in modo che formi un occhiello    • 2 •   (telecom.) insieme di due conduttori, isolati singolarmente e rivestiti da un'unica guaina, che costituiscono una linea telefonica elementare.
doppio   agg.    • 1 •   che è due volte tanto, che è due volte la quantità o la grandezza ritenute normali o considerate come punto di riferimento: doppio lavoro; doppia razione; un caffè doppio; un doppio whisky    • 2 •   che è formato da due pezzi uguali, sovrapposti o uniti; costituito da due cose della stessa specie: cassa a doppio fondo; appartamento con doppi servizi; filo doppio; doppia finestra; parcheggiare in doppia fila  | strada a doppia carreggiata, a doppia corsia, composta da due settori su cui si procede in senso opposto | doppio mento, grasso che si accumula sotto il mento così da farlo apparire come raddoppiato | (consonante) doppia, (ling.) geminata | versi doppi, (metr.) versi accoppiati | stella doppia, (astr.) coppia di stelle vicine che ruotano l'una intorno all'altra | corda doppia, in alpinismo, manovra di discesa che consiste nello scivolare lungo una corda doppiata e assicurata in alto    • 3 •   duplice; che si fa o avviene due volte: un doppio sbaglio; serrare a doppia mandata  | polmonite doppia, (med.) che colpisce ambedue i polmoni | doppio senso, parola o frase che si può interpretare in due modi, o che sotto un significato serio nasconde un'allusione o un'intenzione scherzosa | fare il doppio gioco, in una situazione di conflitto, fingere di parteggiare sia per l'uno sia per l'altro dei contendenti allo scopo di ricavarne comunque un vantaggio | avere una doppia vita, nascondere sotto un'apparente irreprensibilità un comportamento riprovevole | colpo doppio, nella scherma, quello in cui i due schermitori si vibrano contemporaneamente una stoccata | partita, scrittura doppia, (ammin.) metodo di contabilità fondato sulla contemporanea iscrizione di un'operazione a debito e a credito    • 4 •   (fig.) ambiguo, simulatore, falso: un individuo, un comportamento doppio   avv.  due volte; in modo sdoppiato: vederci doppio, vedere gli oggetti sdoppiati per un difetto ottico; (fig.) avere le traveggole, avere la vista poco chiara per la gran debolezza o per aver bevuto troppo  s.m.    • 1 •   quantità o grandezza due volte maggiore: 20 è il doppio di 10; pesa il doppio di me  | a due, a cento, a mille doppi, due, cento, mille volte di più (per lo più in espressioni iperb.): sei più bravo di me a mille doppi    • 2 •   (sport) nel tennis, incontro disputato fra quattro giocatori divisi in due coppie: doppio femminile, maschile, misto  | nel canottaggio, imbarcazione con due vogatori, ciascuno dei quali dispone di due remi    • 3 •   nel bridge, coppia di carte dello stesso seme possedute da un giocatore    • 4 •   attore pronto a sostituire, in caso di necessità, l'interprete di un dato personaggio | in letteratura, esatta immagine-fantasma di una persona vivente, di solito visibile a essa sola, con caratteristiche morali diametralmente opposte e con ruolo spesso di persecutore: in un romanzo di dostoevskij il protagonista è ossessionato dal suo doppio  § doppiamente avv.    • 1 •   due volte, in doppia misura: ti sono doppiamente riconoscente    • 2 •   (fig.) con doppiezza; in modo falso, ambiguo: agire doppiamente. 
doppiofondo   o doppio fondo, s.m.  [pl. doppifondi]    • 1 •   (mar.) nelle navi metalliche, intercapedine a struttura cellulare costituita dagli spazi vuoti tra fasciame esterno e fasciame interno; serve per assicurare stabilità alla nave (mediante introduzione di acqua di zavorra) e per contenere l'acqua di mare in caso di falla    • 2 •   (estens.) intercapedine nascosta sotto il fondo di un oggetto: baule, valigia con doppiofondo. 
doppiogiochista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa il doppio gioco; opportunista.
doppione   s.m.    • 1 •   cosa uguale a un'altra; altro esemplare identico di un'opera o di un oggetto che si possiede o fa parte d'una collezione    • 2 •   (ling.) sinonimo, allotropo    • 3 •   (teat.) parte, generalmente di scarso rilievo, affidata a un attore che nello stesso lavoro interpreta già un altro personaggio    • 4 •   (zool.) bozzolo di baco da seta contenente due crisalidi    • 5 •   in un tessuto, irregolarità nel punto in cui il filo si è raddoppiato.
doppiopetto   o doppio petto, agg.  e s.m. invar.  si dice di giacca, cappotto e sim. con i due davanti sovrapposti e chiusi generalmente da una doppia fila di bottoni: un uomo in doppiopetto. 
doppista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) tennista che prende parte a gare di doppio.
doppler   agg. invar.  si dice di strumenti, apparecchi il cui funzionamento si basa sull'effetto doppler, cioè sull'apparente variazione di frequenza di onde emesse da una sorgente in movimento | (esame) doppler, esame clinico che utilizza questo effetto sugli ultrasuoni, usato soprattutto per la verifica della funzionalità dei grandi vasi sanguigni.
dorare   v. tr.  [io dòro ecc.]    • 1 •   (tecn.) ricoprire con un sottile strato d'oro, mediante bagno galvanico, applicazione di foglia a freddo o a caldo, fusione locale di polvere in sospensione o altri procedimenti: dorare una cornice, un bicchiere  | (estens.) verniciare con una sostanza che ha il colore dell'oro    • 2 •   (gastr.) passare cibi nell'uovo sbattuto prima di friggerli; indorare | cuocere cibi a fuoco moderato fino a che prendono il colore biondo oro    • 3 •   (poet.) cingere di luce dorata; rendere color dell'oro o simile all'oro | dorarsi v. rifl.  indorarsi, prendere un colore dorato.
dorato   part. pass.  di dorare   agg.    • 1 •   coperto di uno strato d'oro: argento dorato    • 2 •   (gastr.) indorato, detto di vivanda: filetti di pesce dorati    • 3 •   del colore dell'oro; che ha riflessi d'oro: capelli di un biondo dorato. 
doratore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi fa lavori di doratura su oggetti di materiale vario (metallo, legno, ceramica, vetro ecc.).
doratura   s.f.    • 1 •   l'operazione del dorare e il suo risultato    • 2 •   lo strato d'oro di cui è rivestito un oggetto: la cornice sta perdendo la doratura  | ornamento, fregio dorato: le dorature del soffitto. 
dorcade   s.f.  gazzella della libia.
dorema   s.m.  (bot.) genere di piante resinose, tipiche della persia; una sua specie fornisce la gomma ammoniaca, usata in farmacia come tonico ed espettorante (fam.  ombrellifere).
doreria   s.f.  (ant.) quantità di oggetti d'oro: una raccolta... di porcellane, di cristalli, di dorerie e argenterie  (faldella).
doricismo    ⇨ dorismo.
dorico   agg.  [pl. m. -ci] dei dori, popolazione dell'antica grecia: (dialetto) dorico  | ordine dorico, il più semplice ordine architettonico greco, caratterizzato da colonna priva di base, capitello con abaco quadrato ed echino a forma di bacile, trabeazione con fregio diviso in metope e triglifi.
dorifora   s.f.  insetto coleottero giallastro con dieci strisce nere longitudinali sul dorso; si sposta in sciami che divorano le foglie di patata (fam.  crisomelidi).
doriforo   s.m.  nell'antichità greca, soldato armato di lunga lancia.
dorismo   meno com. doricismo [do-ri-cì-smo], s.m.  (ling.) nel greco antico, parola o assetto fonetico di parola proprio del dialetto dorico ed entrata nell'uso in un altro dialetto.
dormente    ⇨ dormiente.
dormeuse   s.f. invar.  sorta di divano con basso schienale a una delle estremità divano letto.
dormicchiare   v. intr.  [io dormìcchio ecc. ; aus. avere] dormire leggero, sonnecchiare.
dormiente   o dormente, part. pres.  di dormire   agg.    • 1 •   che dorme | gemma dormiente, (bot.) gemma di pianta legnosa che non si sviluppa in ramo, ma rimane in stato di riposo anche per diversi anni | manovre dormienti, (mar.) i cavi che per la loro funzione rimangono sempre fissi    • 2 •   (fig.) si dice di massone che non prende più parte attiva ai consigli della società  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi dorme    • 2 •   (edil.) trave di legno inserita orizzontalmente in una struttura con funzione di collegamento e di sostegno.
dormiglione   s.m.  [f. -a] (fam.) chi ama dormire molto | (fig.) poltrone, pigrone.
dormiglioso   agg.  (lett.) sonnacchioso.
dormire   v. intr.  [io dòrmo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   riposare in stato di sonno: dormire supino, bocconi, su un fianco; andare, mettersi a dormire; mettere, mandare i bambini a dormire  | dormire sodo, come un ghiro, come una marmotta, come un masso, della grossa, dormire profondamente | cercare, trovare da dormire, un alloggio per la notte | poter dormire tranquillo, (fig.) poter stare tranquillo, potersi fidare | dormire a occhi aperti, in piedi, (fig.) cascare dal sonno | dormire con gli occhi aperti, con un occhio solo, (fig.) essere attento anche durante il sonno | dormirci sopra, (fig.) rinviare una decisione per potervi riflettere | un film, un libro, un professore che fa dormire, (fig.) che annoia molto | dormire con qualcuno, (eufem.) avere rapporti sessuali con qualcuno | ma va a dormire!, (fam.) smettila! | prov.  : chi dorme non piglia pesci, chi è pigro non ottiene grandi risultati    • 2 •   (fig. lett.) essere morto; giacere, essere sepolto: dormire in pace; qui dorme per sempre    • 3 •   (fig.) essere inerte, inattivo; poltrire: bisogna agire e non dormire; non dormire!, (fam.) spicciati!    • 4 •   (fig. lett.) essere quieto, silenzioso (di cose e spec. di luoghi): la campagna dormiva sotto la neve    • 5 •   (fig.) essere fermo, messo da parte, accantonato (di pratiche, di affari): quella domanda continua a dormire  | v. tr.  con il significato fondamentale dell'intr., seguito dal compl. oggetto interno: dormire sonni tranquilli  | dormirsela, dormire saporitamente | dormire tutto un sonno, dalla sera alla mattina senza svegliarsi | dormire il sonno del giusto, (fig.) un sonno tranquillo, avendo la coscienza a posto | dormire il sonno dei giusti, il sonno eterno, (fig.) essere morto.
dormita   s.f.    • 1 •   sonno lungo e riposante: fare una bella dormita.  dim. dormitina  accr. dormitona  pegg. dormitaccia    • 2 •   ciascuno dei periodi di letargo dei bachi da seta, durante la muta: la prima, la seconda dormita. 
dormitorio   s.m.    • 1 •   stanzone con molti letti dove dormono i membri di una comunità (collegio, ospizio ecc.): dormitorio pubblico    • 2 •   città o quartiere periferico con edifici molto addensati, povero di spazi verdi e di servizi | usato anche come agg. invar.  : città, quartiere dormitorio. 
dormiveglia   s.m. invar.  condizione intermedia tra il sonno e la veglia: nel dormiveglia mi è sembrato di sentirlo entrare. 
dormizione   s.f.    • 1 •   (ant.) il dormire    • 2 •   (relig.) nella chiesa orientale, il passaggio di maria vergine dalla vita terrena a quella celeste.
doronico   s.m.  [pl. -ci] pianta erbacea con fiori simili a margherite, di colore giallo-arancione (fam.  composite).
dorsale   agg.    • 1 •   del dorso | spina dorsale, (anat.) la colonna vertebrale | pinne dorsali, (zool.) quelle che si trovano sul dorso dei pesci    • 2 •   (anat.) si dice della zona posteriore o superiore di una parte del corpo, in opposizione a quella ventrale : la faccia dorsale della mano; grande dorsale, muscolo della regione posteriore del tronco | (bot.) si dice di faccia di un organo opposta a quella volta verso l'asse di sostegno    • 3 •   (sport) si dice di salto in alto che l'atleta effettua superando l'asticella con il dorso; si contrappone al salto ventrale  | nuoto dorsale, praticato sul dorso    • 4 •   (ling.) si dice di suono articolato per mezzo del dorso della lingua  s.m.  testata del letto; schienale di seggiole, poltrone | s.f.  (geog.) catena montuosa di grande lunghezza, sulla superficie emersa o sottomarina: dorsale appenninica, nordatlantica, oceanica  § dorsalmente avv.  nella parte del dorso, sul dorso.
dorsalgia   s.f.  (med.) dolore localizzato nel dorso.
dorsalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) atleta che adotta la tecnica del salto dorsale; si contrappone a ventralista. 
dorsay   s.m. invar.  abito maschile da cerimonia, nero a falde lunghe.
dorsista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) atleta specialista di nuoto sul dorso.
dorso   s.m.    • 1 •   parte posteriore del corpo dell'uomo e superiore di quello degli animali, che si estende dalle spalle alle reni: portare un peso sul dorso; andare, viaggiare a dorso di mulo  | mostrare, volgere il dorso, (fig.) fuggire | piegare il dorso, (fig.) sottomettersi, umiliarsi | spianare il dorso a qualcuno, (fig.) bastonarlo di santa ragione    • 2 •   (estens.) parte posteriore o superiore di qualcosa, per lo più di forma allungata e convessa: il dorso di un monte, la zona più elevata da dove iniziano i due opposti versanti; il dorso della mano, la parte opposta al palmo; il dorso di un libro, la costola | (aeron.) la superficie superiore dell'ala | (bot.) faccia dorsale di un organo    • 3 •   (sport) stile di nuoto praticato sulla schiena, con movimento alternato delle braccia all'indietro e battuta delle gambe a crawl.
dorsoventrale   agg.  (anat.) che riguarda sia la parte dorsale sia la parte ventrale di un organismo.
dosacaffè   s.m.  contenitore che libera una quantità di caffè macinato corrispondente al dosaggio voluto.
dosaggio   s.m.    • 1 •   il dosare, l'essere dosato (anche fig.)    • 2 •   (mar.) regolazione del peso di un sommergibile, ottenuta variando la quantità d'acqua presente nelle casse interne.
dosare   v. tr.  [io dò so ecc.]    • 1 •   determinare, misurare o mettere la dose necessaria: dosare un farmaco; dosare lo zucchero, il sale  | proporzionare le dosi dei singoli costituenti che devono formare un composto: dosare (bene, male) gli ingredienti di una torta    • 2 •   (chim.) stabilire in quale percentuale una sostanza è contenuta in un composto o in un miscuglio    • 3 •   (fig.) distribuire con parsimonia, con oculatezza; misurare, soppesare: dosare le parole, le energie. 
dosato   part. pass.  di dosare   agg.  ben calcolato, soppesato, misurato: ricorrere a dosate argomentazioni  § dosatamente avv. 
dosatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi dosa    • 2 •   recipiente graduato che consente il giusto dosaggio di sostanze o ingredienti vari    • 3 •   apparecchio usato nell'industria per immettere in un ciclo di lavorazione quantità dosate di sostanze.
dosatura   s.f.  (non com.) dosaggio.
dose   s.f.    • 1 •   l'esatta quantità di una sostanza che occorre per un determinato uso: la dose dello zucchero per la torta  | (farm.) la quantità di un medicamento necessaria per conseguire un determinato effetto    • 2 •   quantità, razione (anche fig): a, in piccole, grandi dosi; avere una buona dose di sfacciataggine    • 3 •   (fis.) misura dell'energia assorbita per unità di massa da un materiale attraversato da un fascio di radiazioni ionizzanti.
dosimetria   s.f.  (fis.) determinazione delle dosi di radiazioni, effettuata con vari metodi.
dosimetro   s.m.  (fis.) apparecchio per la dosimetria.
dossale   s.m.    • 1 •   copertura di panno o d'altro, per lo più lavorata artisticamente, posta su mobili, pareti, libri e sim.: il dossale del messale    • 2 •   parte anteriore della mensa dell'altare atta a sostenere statue, reliquiari ecc.; paliotto    • 3 •   (arch.) piccola o grossa trave usata nella costruzione delle volte per formare il manto delle centine.
dossier   s.m. invar.    • 1 •   cartella, fascicolo, pratica    • 2 •   (estens.) raccolta di dati e documenti riguardanti un medesimo argomento: preparare un dossier sulla criminalità giovanile. 
dossiere   s.m.  (non com.)    • 1 •   spalliera imbottita che sta a capo del letto    • 2 •   parte della bardatura dei cavalli da tiro a cui sono uniti i portastanghe.
dosso   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) dorso, schiena, parte superiore: coi dossi de le man faccendo insegna  (dante purg.  iii, 102) | di dosso, dalle spalle, dal corpo, dalla persona: levarsi di dosso un vestito; togliersi un peso di dosso, (fig.) liberarsi di una grave preoccupazione    • 2 •   piccola altura: dosso roccioso  | gobba o rialzo di un tratto di strada che impedisce ai veicoli la normale visibilità.
dossografo   s.m.  nell'antica grecia, autore di raccolte contenenti dottrine e opinioni di filosofi e notizie sulla loro vita.
dossologia   (1) s.f.  demodossologia.
dossologia   (2) s.f.  (lit.) formula di preghiera per lodare dio, spec. la ss. trinità in partic., l'ultima strofa degli inni liturgici.
dot   s.m. invar.  unità di misura della velocità di trasmissione telegrafica nel codice morse.
dotale   agg.  (dir.) che riguarda la dote: bene, rendita dotale. 
dotare   v. tr.  [io dòto ecc.]    • 1 •   fornire di dote: dotare una figlia    • 2 •   provvedere di beni e mezzi finanziari (un ente, un istituto): dotare un orfanotrofio di una rendita    • 3 •   (estens.) fornire, provvedere di qualcosa (anche fig.): dotare il paese di un ospedale; la natura lo ha dotato di un grande ingegno. 
dotato   part. pass.  di dotare   agg.  fornito, provveduto: essere dotato di coraggio, di intelligenza; di spirito profetico dotato  (dante par.  xii, 141) | (assol.) ricco di doti, di qualità, di ingegno: un atleta, un musicista dotato. 
dotatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi fornisce la dote; chi effettua una dotazione.
dotazione   s.f.    • 1 •   (non com.) assegnazione, costituzione della dote    • 2 •   l'insieme dei beni e dei mezzi finanziari assegnati a un istituto, a un ufficio o a una persona affinché li utilizzi nell'espletamento delle sue attività o funzioni: la dotazione dell'ospedale, del capo dello stato  | fondo di dotazione, l'ammontare di tali mezzi esposto nel bilancio di un ente pubblico    • 3 •   materiale di cui dispone un ente, un istituto: la dotazione di libri della biblioteca    • 4 •   (mil.) materiale d'equipaggiamento dei singoli combattenti e dei reparti (indumenti, armi, munizioni): dotazioni di prima, di seconda linea  | dotazione di bordo, l'insieme delle attrezzature di una nave o di un aereo.
dote   s.f.    • 1 •   il complesso di beni apportato dalla sposa all'atto del matrimonio per contribuire all'economia familiare: portare in dote; dare, assegnare in dote  | sposare la dote, (fig.) sposare una donna solo per interesse economico | un cacciatore di dote, (fig.) chi cerca di sposare una donna ricca    • 2 •   complesso di beni finanziari assegnati a un istituto, a un ente e sim. per il suo funzionamento; dotazione    • 3 •   qualità fisica o morale; pregio: avere la dote della bellezza; un uomo ricco di doti    • 4 •   (poet.) dono: celeste è questa / corrispondenza d'amorosi sensi, / celeste dote è negli umani  (foscolo sepolcri  29-31).
dotta   (1) s.f.  (ant.) ora | a sua dotta, quando gli sembra opportuno.
dotta   (2) s.f.  (ant.) paura: tant'era pien di dotta e di terrore / che non sapea più star né mover passi  (leopardi appressamento della morte).
dottanza   s.f.  (ant.) timore, dubbio, esitazione.
dottare   v. intr.  [io dótto ecc. ; aus. avere] (ant.) dubitare, temere.
dottato   agg.  si dice di una varietà di fico verde, molto dolce, coltivato spec. nell'italia meridionale.
-dotto  -dotto secondo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. du¯ctu(m)  'conduttura, condotto' (acquedotto, metanodotto).
dotto   (1) agg.    • 1 •   che ha una grande cultura, in senso assoluto o in determinati campi del sapere; colto, erudito: una persona dotta; essere dotto in  (o di) archeologia  | bologna la dotta, così chiamata per le sue antiche tradizioni culturali    • 2 •   pieno di dottrina; che ha attinenza con la dottrina: dotte citazioni; studi dotti  ' lingue dotte, le lingue antiche, spec. il latino e il greco | parola dotta, di origine colta, non popolare  s.m.  [f. -a] persona dotta: fare il dotto, fare il saccente, sdottoreggiare § dottamente avv. 
dotto   (2) ant. dutto, s.m.  (anat.) condotto, canale che permette il passaggio di un liquido organico: dotto cistico, epatico, biliare; dotto pancreatico, quello che percorre il pancreas e sbocca nel duodeno in due rami detti dotto di wirsung  e dotto di santorini. 
dottoraggine   s.f.  (scherz.  o spreg.) atteggiamento da dottore, da sapientone.
dottorale   agg.  di, da dottore: toga dottorale  | (iron.) proprio di chi si atteggia a persona dotta: aria, tono dottorale  § dottoralmente avv. 
dottorando   s.m.  laureato che frequenta presso un'università un corso di dottorato di ricerca.
dottorato   s.m.  grado, titolo di dottore | dottorato di ricerca, titolo accademico che si consegue dopo la laurea.
dottore   s.m.  [f. -essa; anche -a, con sign. scherz.]    • 1 •   (antiq.) chi insegna una dottrina, una disciplina; insegnante, maestro: poscia ch'io ebbi 'l mio dottore udito  (dante inf.  v, 70) | parlare come un dottore, con tono saputo | darsi arie da dottore, fare il dottore, fare il saccente | i dottori della legge, nelle sacre scritture, coloro che insegnavano e interpretavano la legge mosaica | i dottori della chiesa, titolo dato dalla chiesa ad alcuni scrittori di cose sacre onorati per santità e dottrina | prov.  : meglio un asino vivo che un dottore morto, non vale la pena di rovinarsi la salute con lo studio eccessivo    • 2 •   titolo di chi ha conseguito una laurea (davanti ai nomi, spesso abbr. in dott.  o dr.): dottore in medicina, in matematica, in ingegneria    • 3 •   nel linguaggio corrente, il medico: chiamare il dottore.  dim. dottorino  accr. dottorone  pegg. dottoraccio, dottorucolo    • 4 •   (ant.) avvocato: il dottor azzeccagarbugli, nome di un personaggio dei «promessi sposi»    • 5 •   maschera della commedia dell'arte che rappresenta un medico o un avvocato, per lo più bolognese: il dottor balanzone. 
dottoreggiare   v. intr.  [io dottoréggio ecc. ; aus. avere] (scherz.  o spreg.) sdottoreggiare.
dottoresco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) da dottore, da persona saccente; dottorale: piglio dottoresco  § dottorescamente avv.  (rar.).
dottorevole   agg.  (non com.) da dottore, da sapientone; dottorale (per lo più in tono scherz.).
dottoso   agg.  (ant.) dubbioso, timoroso.
dottrina   s.f.    • 1 •   insieme di cognizioni apprese con lo studio e approfondite organicamente; cultura, erudizione, sapere: uomo di grande, vasta, scarsa dottrina    • 2 •   l'insieme dei precetti o delle teorie in cui consiste un movimento scientifico, filosofico, politico, religioso e sim.; anche, l'insieme dei principi sostenuti da un autore o relativi a un determinato problema: la dottrina evangelica; la dottrina di aristotele, di platone; la dottrina di monroe; la dottrina dell'evoluzione; diffondere, professare, confutare una dottrina    • 3 •   il complesso dei principi della fede cristiana; il libretto in cui sono esposti in forma piana e sintetica: insegnare, imparare la dottrina; andare alla, a dottrina, alle lezioni di catechismo    • 4 •   studio scientifico del diritto; l'insieme degli scritti che sono il risultato di tale studio; il complesso degli studiosi che ne sono gli autori: la dottrina e la giurisprudenza; fondare una decisione sulla dottrina prevalente    • 5 •   (ant.) l'insegnamento o l'apprendimento di nozioni.
dottrinale   agg.    • 1 •   che si riferisce a una dottrina: dispute dottrinali; il fondamento dottrinale di un'opera    • 2 •   che ha lo scopo di insegnare, di istruire: commento, esposizione dottrinale    • 3 •   che ostenta dottrina: tono, atteggiamento dottrinale, cattedratico, pedantesco § dottrinalmente avv.  dal punto di vista di una dottrina | in modo dottrinale, cattedratico.
dottrinare   v. tr.  (ant.) addottrinare, educare (anche assol.) | dottrinarsi v. rifl.  addottrinarsi, istruirsi.
dottrinario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi si attiene rigidamente ai principi teorici di una dottrina o di un'ideologia, senza tener conto della realtà pratica: atteggiamento dottrinario; nel partito prevalsero i dottrinari. 
dottrinarismo   s.m.  l'essere dottrinario; rigido attaccamento ai principi di una dottrina.
double-face  double-face agg.  e s.m. invar.  si dice di stoffa che non ha un vero rovescio, ma due diritti, ciascuno con un proprio disegno e colore | cappotto, impermeabile double-face, quello rifinito all'interno come all'esterno, in modo da poter essere indossato da entrambe le parti.
do ut des   loc. sost. m. invar.  formula di origine giuridica che si usa per dire che si fa un favore per riceverne un altro.
dovario   o doario, s.m.  nel diritto medievale, dono che il marito faceva alla moglie in occasione delle nozze, nell'eventualità della vedovanza.
dove   avv.    • 1 •   in quale luogo (in prop. interrogative dirette e indirette, e talora in prop. esclamative): dove vai?; dove si è mai cacciato?; chissà dove sarà a quest'ora!; dimmi dove abiti; abita non so dove  | di, da dove, di, da quale luogo: di dove sei?; da dove telefoni?; da  (o di) dove sarà entrato?  ' per dove, per quale luogo: per dove sei passato?  | fin dove, fino a che punto (anche fig.): fin dove li hai accompagnati?; vedete fin dove è arrivata la sua prepotenza!    • 2 •   nel luogo in cui (in prop. relative): abito dove tu abitavi un tempo; resta dove sei; andate dove vi pare    • 3 •   il luogo in cui (in prop. relative): ecco dove ci siamo incontrati; qui è dove è accaduto l'incidente  | da  (di) dove, dal luogo in cui: da dove abitavi prima, ci saranno due chilometri  | per dove, per il luogo per il quale: sei passato per dove sono passato io    • 4 •   preceduto da un sostantivo equivale a in cui, nel quale, nella quale  ecc.: la poltrona dove siedi di solito; la casa dove vive; la città dove siamo diretti; riprendendo dal punto dove ero rimasto    • 5 •   (lett.) seguito da che  equivale a dovunque, in qualunque luogo : dove che tu vada; dove che sia   cong.  (lett.)    • 1 •   nel caso che, qualora, ove (con valore ipotetico-condizionale): dove poi non fosse vero il presupposto sul quale abbiam ragionato fin ora,... (bartoli)    • 2 •   mentre, laddove (con valore avversativo): dove i cittadini aveano speranza che per lo suo reggimento si scemasse le spese,... egli fece il contrario  (g. villani)  s.m.  luogo: non so né il dove né il quando, né il luogo né il tempo; in ogni dove, in ogni luogo; per ogni dove, dappertutto.
dovechessia   o dove che sia, avv.  in qualsiasi luogo: può trovarsi dovechessia. 
doventare    ⇨ diventare.
dovere   (1) v. tr.  [pres. io dèvo  o dèbbo  (ant. o poet. dèggio), tu dèvi  (ant. o poet. dèi), egli dève  (ant. o poet. dè, dèe, dèbbe), noi dobbiamo, voi dovéte, essi dèvono  o dèbbono  (ant. o poet. dèono, dènno, dèggiono); fut. io dovrò ecc. ; pass. rem. io dovéi  o dovètti, tu dovésti ecc. ; congiunt. pres. io dèva  o dèbba  (antiq. o poet. dèggia), noi dobbiamo, voi dobbiate, essi dèvano  o dèbbano  (antiq. o poet. dèggiano); cond. pres. io dovrèi ecc. ; manca l'imp.; regolari le altre forme dal tema dov-.  come verbo indipendente, si coniuga con l'ausiliare avere; come verbo servile, con l'ausiliare richiesto dal verbo cui si accompagna (p. e. ho dovuto studiare, sono dovuto andare), ma con eccezioni, spec. sett. (ho dovuto andare)]    • 1 •   avere l'obbligo, la necessità, la convenienza: devi pagare entro domani; dovetti partire; la sentinella non deve abbandonare il suo posto; dovresti pulire la casa  | doversi aspettare qualcosa, disporre degli elementi sufficienti per prevedere che una data cosa accada: te lo dovevi aspettare!  | devi, dovete sapere che..., formula con cui si incomincia il racconto di un antefatto, si fa una premessa e sim. | comportarsi come si deve, bene, educatamente, in modo corretto; una persona come si deve, per bene, onesta; un lavoro fatto come si deve, secondo le buone regole del mestiere    • 2 •   avere bisogno di fare qualcosa; ritenere opportuno o appropriato: per sentirmi bene, devo dormire molto; vieni, devo parlarti subito; dovresti mangiare di più    • 3 •   stare per, essere in procinto di; avere deciso di fare qualcosa: devo scendere a comperare il giornale; dovevamo fare un lungo viaggio    • 4 •   essere necessario: deve piovere, altrimenti le piante seccheranno  | la cosa doveva andare così, era inevitabile, fatale che si concludesse in questo modo    • 5 •   essere probabile, possibile: oggi dovrebbe essere una bella giornata; dev'essere successo quello che mi aspettavo  | sembrare, avere l'apparenza: dev'essere una persona istruita    • 6 •   in frasi interrogative, esclamative, enfatiche o ipotetiche, può avere valore pleonastico: ma perché dovete sempre discutere?; che debba sempre essere così sfortunato?    • 7 •   essere tenuto a dare, per legge o per ragioni morali; avere l'obbligo di pagare, restituire; essere debitore (anche fig.): ti devo mille lire; gli dobbiamo infinita riconoscenza; mi devi una spiegazione; dobbiamo a lui se ora siamo a questo punto  | dovere avere, essere creditore di qualcosa: quanto devo avere ancora da te?    • 8 •   derivare: il monte bianco deve il suo nome alle nevi perenni da cui è ricoperto  | in forma passiva o pronominale, avere origine: il guasto è dovuto a un corto circuito; a lui si deve questa teoria, questa interpretazione, egli ne è l'autore.
dovere   (2) s.m.    • 1 •   obbligo a cui si è tenuti per soddisfare a una norma morale o giuridica: i diritti e i doveri del cittadino; fare, compiere il proprio dovere; mancare al dovere; morire vittima del dovere; avere il dovere di fare qualcosa; essere, sentirsi in dovere, farsi un dovere di fare qualcosa    • 2 •   ciò che è giusto, conveniente: comportarsi secondo il dovere  | a dovere, bene, come si deve: fare le cose a dovere  | dovere!, formula di cortesia con cui si afferma di aver fatto solo ciò che si doveva e perciò di non meritare ringraziamenti | chi di dovere, la persona cui spetta di trattare una determinata questione: ci rivolgeremo a chi di dovere    • 3 •   pl.  (antiq.) ossequi, saluti: i miei doveri alla sua signora. 
doveroso   agg.  che è di dovere; dovuto; necessario: un atto di doveroso ringraziamento; è doveroso dirglielo  § doverosamente avv.  per dovere.
dovizia   s.f.  (lett.) grande abbondanza, ricchezza: raccontare un fatto con dovizia di particolari  | a dovizia, in gran quantità.
dovizioso   agg.  (lett.)    • 1 •   ricco, facoltoso: gran gentiluomo milanese, che poteva contarsi tra i più doviziosi della città  (manzoni p. s.  ix)    • 2 •   abbondante, copioso § doviziosamente avv. 
dovunque   avv.  in qualunque luogo, dappertutto: trovarsi dovunque   cong.    • 1 •   in qualunque luogo in cui: ti raggiungerò dovunque tu sia    • 2 •   (ant.) ogni volta che (con valore temporale).
dovuto   part. pass.  di dovere   agg.    • 1 •   che si deve: il prezzo dovuto    • 2 •   conveniente, necessario: guidare con la dovuta prudenza; prendere le dovute precauzioni   s.m.  ciò che si deve, ciò che spetta: pagare più del dovuto  § dovutamente avv. 
down   (1) avv.  nel gioco del bridge, si riferisce alla posizione del giocatore che ha fatto una o più prese in meno rispetto al contratto dichiarato.
down   (2) agg.  e s.m. invar.  (med.) si dice degli affetti da sindrome di down, malattia congenita dovuta a un'anomalia cromosomica, caratterizzata da basso tono muscolare, frequenti cardiopatie, difficoltà psichiche e mentali; è detta anche trisomia 21  e, per i caratteristici tratti del viso, è correntemente indicata come mongolismo. 
dozzina   s.f.    • 1 •   insieme di dodici cose dello stesso genere; anche, dodici persone: una dozzina di fazzoletti; una dozzina di allievi  | una dozzina di volte, con valore approssimativo, molte volte | a dozzine, in gran quantità | di, da dozzina, comune, ordinario, dozzinale: un vestito da dozzina; un poeta di dozzina    • 2 •   un tempo, pensione presso una famiglia privata; anche, il prezzo pattuito per la pensione: essere, stare, tenere a dozzina; pagare la dozzina. 
dozzinale   agg.  che ha poco pregio; ordinario, grossolano: una cravatta dozzinale; versi dozzinali; un uomo dozzinale  § dozzinalmente avv. 
dozzinante   s.m.  e f.  (antiq.) chi sta a dozzina; pensionante.
dracena   s.f.  (bot.) genere di piante di grandi dimensioni, proprie delle regioni tropicali, dalla cui corteccia si estrae una resina rossa usata nella preparazione di vernici (fam.  liliacee).
drachenballon   s.m. invar.  (aer.) aerostato di forma allungata, ormeggiato a terra, usato per osservazioni e per sbarramenti antiaerei.
dracma    ⇨ dramma 2.
draconiano   agg.    • 1 •   di dracone, legislatore ateniese noto per il rigore delle sue leggi (sec. vii a. c.)    • 2 •   (fig.) molto severo: un provvedimento draconiano  § draconianamente avv.  con grande severità.
draconico   agg.  [pl. m. -ci] (astr.) si dice del periodo che intercorre tra due successivi passaggi della luna al suo nodo ascendente.
draconzio   s.m.  (bot.) pianta erbacea rizomatosa, che emette ogni anno una foglia con un lungo picciolo (fam.  aracee).
dracunculosi   s.f.  (med.) malattia tropicale causata dal dragoncello.
draga   s.f.    • 1 •   macchina scavatrice per asportare sabbia, ghiaia, detriti da un fondo subacqueo    • 2 •   (mar.) galleggiante di forma conica posto a poppa di piccole imbarcazioni per dare loro migliore stabilità in mare aperto | (mar.) rete utilizzata nel dragaggio delle mine.
dragaggio   s.m.  operazione del dragare; scavo fatto con una draga.
dragamine   s.m. invar.  piccola nave da guerra attrezzata per dragare le mine o per far esplodere sul posto quelle che non possono essere recuperate.
dragante   (1)  ⇨ adragante.
dragante   (2) s.m.  (mar.) pezzo di sostegno dello scafo, posto trasversalmente rispetto alla ruota di poppa.
dragare   v. tr.  [io drago, tu draghi ecc.]    • 1 •   scavare il fondo del mare, di un canale e sim., per mezzo di una draga    • 2 •   liberare uno specchio d'acqua dalle mine subacquee ancorate, recuperandole o distruggendole.
dragata   s.f.  escavazione del fondo marino per mezzo di draghe.
dragatore   s.m.  draghista.
draghinassa   s.f.  nome scherzoso di ogni arma bianca, specie se sproporzionatamente grande; spadone, sciabolone.
draghista   s.m.  [pl. -sti] chi è addetto alla manovra di una draga.
draglia   o traglia, s.f.  (mar.) nell'attrezzatura navale, cavo per sostenere tende, vele e sim.
dragma    ⇨ dramma 2.
drago   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   mostro favoloso immaginato come un enorme rettile alato, vomitante fuoco dalle fauci | sangue di drago, (bot.) resina rossa che stilla dalla dracena | drago volante, aquilone    • 2 •   (fam.) persona che possiede qualità eccezionali, che riesce molto bene in qualcosa: in matematica è un drago    • 3 •   (zool.) piccolo rettile inoffensivo dell'isola di giava; ha costole sporgenti, collegate da una membrana che serve da paracadute per piccoli voli (ord.  squamati)    • 4 •   (pallone) drago, (aer.) pallone frenato, drachenballon.
dragomanno   s.m.  interprete presso le ambasciate e i consolati europei in oriente.
dragona   s.f.  striscia di cuoio o di cordoncino, terminante in un fiocco, fissata all'elsa della sciabola dei militari; viene passata attorno al polso quando si tiene la spada sguainata.
dragonato   agg.  in araldica, si dice di animale che presenta coda di drago.
dragoncello   s.m.    • 1 •   (bot.) pianta erbacea aromatica, con fiori raccolti in pannocchie, usata in cucina e in profumeria (fam.  composite); è detta anche estragone    • 2 •   (zool.) verme dei nematodi che causa la dracunculosi.
dragone   s.m.    • 1 •   mostro favoloso; drago    • 2 •   (st.) nel sec. xv, archibugiere a cavallo; più tardi, soldato di una specialità della cavalleria    • 3 •   imbarcazione a vela per regate, armata con randa e fiocco.
dragonessa   s.f.  (non com.)    • 1 •   la femmina del drago    • 2 •   (fig.) donna furiosa, d'aspetto terribile.
dragster   s.m. invar.  vettura di eccezionale potenza e minimo peso usata per gare di accelerazione in rettilineo.
draisina   s.f.  veicolo in legno con due ruote poste una dietro l'altra, spinto dal movimento dei piedi sul terreno; rappresenta il prototipo della bicicletta.
drakar   s.m. invar.  antica nave tipica dei vichinghi, con vela quadra e trentadue remi.
dralon   ® s.f. invar.  nome commerciale di una fibra tessile sintetica usata per confezionare abiti e biancheria.
dramma   (1) s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   qualsiasi componimento in prosa o in versi destinato alla rappresentazione scenica: dramma satiresco, antica forma teatrale greca, in cui il coro era composto di satiri; dramma pastorale, quello che, ispirandosi alle «bucoliche» di virgilio, mette in scena pastori; dramma sacro, liturgico, di argomento religioso, rappresentato spec. nel medioevo; dramma musicale, melodramma. dim. drammetto, drammuccio  accr. drammone  pegg. drammaccio    • 2 •   componimento teatrale moderno di tono serio, spesso doloroso: i drammi di pirandello, di ibsen    • 3 •   tensione, forza drammatica: un'opera ricca di sentimento, ma povera di dramma    • 4 •   (estens.) vicenda, situazione triste e dolorosa: dramma coniugale; vivere un dramma  | nel linguaggio fam., con valore iperbolico: circolare nelle ore di punta è un dramma; andiamo, non farne un dramma!. 
dramma   (2) o dracma, ant. dragma, s.f.    • 1 •   moneta d'argento della grecia antica, di vario peso secondo i luoghi e le epoche    • 2 •   unità monetaria della grecia moderna, più com. detta dracma    • 3 •   antica misura di peso, corrispondente all'ottava parte di un'oncia    • 4 •   (lett. fig.) quantità minima: men che dramma / di sangue m'è rimaso che non tremi  (dante purg.  xxx, 46-47).
drammatica   s.f.    • 1 •   genere letterario che comprende le varie forme teatrali    • 2 •   l'arte di comporre drammi e di rappresentarli.
drammaticità   s.f.  carattere drammatico: la drammaticità di un situazione  | forza, potenza drammatica: la drammaticità della scultura di michelangelo. 
drammatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio del dramma, relativo al dramma: stile, genere drammatico; arte drammatica  | che scrive, rappresenta o interpreta drammi: autore, attore drammatico; compagnia drammatica, compagnia teatrale    • 2 •   degno di un dramma; che ha la tragicità e l'intensità emotiva tipica di un dramma: situazione drammatica; parlare con toni drammatici  § drammaticamente avv. 
drammatizzare   v. tr.    • 1 •   ridurre in forma di dramma, rendere adatto alla rappresentazione teatrale: drammatizzare una novella    • 2 •   (estens.) esagerare gli aspetti negativi di qualcosa (anche assol.): drammatizzare una situazione; non drammatizziamo!. 
drammatizzazione   s.f.  il drammatizzare, l'essere drammatizzato; in partic., rappresentazione in forma scenica di un testo narrativo, o anche di un fatto accaduto, di una situazione di vita.
drammaturgia   s.f.  arte e tecnica della composizione drammatica; anche, il genere teatrale, la letteratura drammatica: la drammaturgia greca, rinascimentale; la drammaturgia borghese dell'ottocento. 
drammaturgico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la drammaturgia.
drammaturgo   s.m.  [f. -a; pl. m. -ghi] scrittore di drammi.
drammone   s.m.  dramma a forti tinte (si dice spec. di film); situazione esageratamente drammatica.
drap   s.m. invar.  panno, tessuto di lana o di seta, leggermente lucido e molto fine.
drappeggiamento   s.m.  (non com.) il drappeggiare, l'essere drappeggiato; drappeggio.
drappeggiare   v. tr.  [io drappéggio ecc.]    • 1 •   disporre un drappo, una veste e sim. in modo che cada con pieghe armoniose ed eleganti: drappeggiare una tenda, una tunica    • 2 •   avvolgere in drappeggi, ornare con drappeggi: drappeggiare una figura, un altare    • 3 •   (fig. lett.) rendere pomposo, caricare di artifici retorici: drappeggiò il suo discorso di molte metafore  | drappeggiarsi v. rifl.    • 1 •   avvolgersi in ampie vesti che ricadono con eleganza: drappeggiarsi nel mantello    • 2 •   (fig. lett.) assumere un atteggiamento solenne, fiero, pomposo.
drappeggio   s.m.    • 1 •   tessuto disposto in ampie pieghe che ricadono con armoniosa eleganza | la rappresentazione pittorica o scultorea del drappeggio, che nella pratica artistica è stata a lungo oggetto di studio specifico: bernini eccelse nel drappeggio    • 2 •   gruppo di pieghe o increspature fatte per ornamento in un abito femminile.
drappella   s.f.  piccolo drappo, spesso ricamato con le insegne del corpo, appeso alle trombe militari in particolari cerimonie.
drappello   s.m.  piccola schiera di soldati, anche appartenenti a corpi o specialità diversi, uniti sotto la stessa insegna e incaricati di compiti particolari | (estens.) gruppo di persone: un drappello di turisti. 
drapperia   s.f.  insieme di drappi, di stoffe | fabbrica, magazzino di drappi e di tessuti in genere.
drappiere   s.m.  (ant.) fabbricante o venditore di drappi e di tessuti in genere.
drappo   s.m.    • 1 •   tessuto di notevole pregio e finezza, un tempo spec. di seta, oggi anche di panno o altro, usato per abiti di lusso e paramenti, ma soprattutto per tende e tappezzerie    • 2 •   (ant.) abito, veste: dinanzi l'aprìa / fendendo i drappi  (dante purg.  xix, 31-32)    • 3 •   (ant.) palio dato in premio ai vincitori nelle gare: e parve di coloro / che corrono a verona il drappo verde  (dante inf.  xv, 121-122)    • 4 •   (ant.) tovaglia di altare.
drastico   agg.  [pl. m. -ci] che agisce energicamente, con rapidità ed efficacia: provvedimenti drastici  | purgante drastico, ad azione violenta x drasticamente avv. 
dravida   agg.  e s.m.  e f. invar.  che, chi appartiene a un'antica popolazione negroide stanziata nella zona meridionale dell'india.
dravidico   agg.  [pl. m. -ci] che è proprio dei dravida: lingue dravidiche. 
drawback   s.m. invar.  (fin.) rimborso dei dazi doganali o di altre tasse pagate sulle merci importate, nel caso che queste vengano riesportate, anche dopo avere subito trasformazione.
drenaggio   s.m.    • 1 •   metodo di prosciugamento dei terreni mediante scolo delle acque; il sistema idraulico impiegato per tale prosciugamento    • 2 •   (med.) eliminazione di secrezioni o in genere di liquidi da cavità naturali o patologiche: il drenaggio di un ascesso    • 3 •   (econ.) il far defluire e convogliare altrove: drenaggio di capitali verso attività più remunerative  | drenaggio fiscale, aumento del prelievo tributario su un reddito che, pur aumentando solo nominalmente per effetto dell'inflazione, rientra in scaglioni contributivi via via più elevati; fiscal drag.
drenare   v. tr.  [io drèno ecc.]    • 1 •   prosciugare un terreno    • 2 •   (med.) provocare la fuoruscita di un liquido da una cavità organica    • 3 •   (econ.) operare un drenaggio di capitali.
drento    ⇨ dentro.
dressage   s.m. invar.    • 1 •   gara di equitazione che prevede l'esecuzione di particolari figure d'alta scuola    • 2 •   addestramento di cavalli e cani.
dressaggio   s.m.  (antiq.) adattamento it. di dressage. 
dreto    ⇨ dietro.
driade   s.f.    • 1 •   nella mitologia classica, ninfa abitatrice dei boschi    • 2 •   (bot.) pianta erbacea perenne, con piccoli fiori bianchi (fam.  rosacee).
dribblare   v. tr.  [io dribblo ecc.]    • 1 •   nel gioco del calcio, schivare e superare l'avversario conservando la padronanza del pallone    • 2 •   (fig.) eludere, evitare qualcosa di spiacevole o di difficile: dribblare una difficoltà, un problema. 
dribblatore   s.m.  calciatore molto abile nel dribbling.
dribbling   s.m. invar.  il dribblare: avere (un buon) dribbling, essere abile nel dribblare.
drierite   s.f.  (chim.) nome commerciale di una sostanza solida granulata, a base di solfato di calcio anidro, usata come essiccante.
drieto    ⇨ dietro.
drillo   s.m.  grande scimmia africana con muso canino nero, circondato da una barba bianco-giallastra, e con coda corta e pelosa (ord.  primati).
drindrin   o drin drin, inter.  voce onom. che imita il suono di un campanello, spec. di quello della bicicletta | usato anche come s.m. invar.  : il drindrin delle biciclette. 
drink   s.m. invar.  bevanda, spec. alcolica: offrire, prendere un drink  | (estens.) festicciola, riunione durante la quale si servono alcolici: invitare gli amici a un drink. 
dripping   s.m. invar.  tecnica pittorica che consiste nel far sgocciolare i colori sulla tela.
dritta   s.f.    • 1 •   (non com.) la mano destra, la parte destra: andare, voltare a dritta  | a dritta e a manca, a destra e a sinistra; (fig.) dappertutto, in tutte le direzioni    • 2 •   (mar.) il lato destro di una nave o di un'imbarcazione, guardando verso prora    • 3 •   (gerg.) informazione utile e riservata: dare, ricevere una dritta    • 4 •   uno dei colpi diretti fondamentali del biliardo.
drittata   s.f.  (roman.) azione o trovata astuta, scaltra.
drittezza   s.f.  (non com.) dirittezza.
dritto   agg.    • 1 •   diritto    • 2 •   (lett.) esatto, giusto: nel dritto mezzo del campo maligno  (dante inf.  xviii, 4)    • 3 •   (fam.) furbo, scaltro: gente dritta   avv.  diritto: vada sempre dritto, non può sbagliare   s.m.    • 1 •   (ant.) diritto: m'avea in ira / assai più là che dritto non volea  (dante purg.  v, 77-78)    • 2 •   (mar.) ciascuno degli elementi verticali che chiudono lo scafo alle sue estremità: dritto di prora, di poppa    • 3 •   [f. -a] (fam.) persona furba e sicura di sé, che con abilità riesce a ottenere ciò che vuole, anche a danno di altri: fare il dritto.  accr. drittone  pegg. drittaccio  § drittamente avv.    • 1 •   dirittamente    • 2 •   (fam.) con furberia, con scaltrezza.
drittofilo   o dritto-filo, s.m. invar.  filo della trama di un tessuto, usato come riferimento nel taglio: tagliare in drittofilo. 
drittone   o dirittone [di-rit-tó-ne], s.m.  [f. -a] (fam.) persona molto furba: siete una dirittona voi: piantate negl'impicci noi poveri mondani  (manzoni p. s.  x).
drittura   s.f.  (ant.  e lett.) dirittura.
drive   (1) s.m. invar.  (sport) nel gioco del tennis, diritto | nel gioco del golf, il colpo lungo dato all'inizio di ogni buca.
drive   (2) s.m. invar.  (inform.) unità di un sistema di elaborazione in cui si alloggia un supporto di memoria di massa.
drive-in  drive-in s.m. invar.  esercizio pubblico all'aperto (p. e.  cinema, banca, ristorante), organizzato in modo che i clienti possano accedervi con il proprio autoveicolo e usufruire dei servizi offerti senza scendere.
driver   s.m. invar.    • 1 •   il guidatore che conduce il cavallo nelle corse al trotto    • 2 •   bastone da golf con la testa di legno usato per tirare il drive    • 3 •   (inform.) programma che consente all'unità centrale di connettersi con una periferica (stampante, scanner, lettore di cd-rom ecc.).
drizza   s.f.  (mar.) cavo che serve ad alzare pennoni, picchi, antenne e vele.
drizzamento   s.m.  (non com.) il drizzare, il drizzarsi (anche fig.).
drizzare   v. tr.  [part. pass. drizzato, ant. dritto]    • 1 •   rendere, far tornare diritto; raddrizzare: drizzare un chiodo  ' drizzare le orecchie, (fig.) prestare attenzione    • 2 •   indirizzare, rivolgere a una meta (anche fig.): drizzare lo sguardo, gli occhi; drizzare la mente a dio    • 3 •   mettere in posizione verticale; erigere: drizzare un palo, una scala; drizzare un muro di cinta  | v. intr.  [aus. avere] (mar.) manovrare le drizze | drizzarsi v. rifl.  e intr. pron.    • 1 •   levarsi, alzarsi; rizzarsi: drizzarsi in piedi, in sella; per la paura le si drizzarono i capelli; vedi là farinata che s'è dritto  (dante inf.  x, 32)    • 2 •   (lett.) dirigersi, rivolgersi.
drizzatore   s.m.  nelle industrie metallurgiche e meccaniche, operaio addetto a raddrizzare le lamiere.
droga   s.f.    • 1 •   sostanza vegetale secca usata per aromatizzare le vivande (p. e.  pepe, cannella)    • 2 •   in farmacologia, ogni sostanza o prodotto di origine naturale con azione terapeutica    • 3 •   denominazione generica di sostanze naturali o di sintesi con proprietà stupefacenti, allucinogene o eccitanti: fare uso di droga; spacciatore di droga; il traffico della droga  | droghe pesanti  (p. e.  l'eroina, la cocaina), leggere  (p. e.  l'hascisc, la marijuana), in relazione agli effetti che provocano e all'insorgenza o meno del fenomeno della tossicodipendenza | uscire dalla droga, (gerg.) disintossicarsi, non farne più uso    • 4 •   (fig.) abitudine radicata a cui non si riesce a rinunciare: per lui la televisione è una droga. 
drogaggio   s.m.    • 1 •   assunzione o somministrazione di droghe, spec. in ambito sportivo; doping    • 2 •   (fis.) aggiunta di impurezze a un semiconduttore per alterarne le caratteristiche di conducibilità elettrica    • 3 •   (chim.) aggiunta di impurezze a un catalizzatore per alterarne le proprietà in modo da favorire soltanto particolari reazioni.
drogare   v. tr.  [io drògo, tu dròghi ecc.]    • 1 •   insaporire con droghe, aromatizzare: drogare le pietanze    • 2 •   somministrare droghe, stupefacenti: drogare un cavallo, un atleta    • 3 •   (fig.) eccitare; stordire, istupidire    • 4 •   (fig.) alterare prezzi, dati e sim., presentandoli con valori più elevati | drogarsi v. rifl.  fare uso di droga.
drogato   part. pass.  di drogare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi fa abitualmente uso di stupefacenti: iniziative per il recupero dei drogati. 
drogatore   s.m.  [f. -trice] nella lavorazione delle carni, chi è addetto al dosaggio delle droghe.
drogatura   s.f.  (non com.) il drogare, il drogarsi.
drogheria   s.f.  negozio in cui si vendono al minuto spezie, generi alimentari e altri prodotti di uso domestico.
droghiere   s.m.  [f. -a] esercente di una drogheria.
droma   s.f.  (mar.) l'insieme delle parti di riserva dell'alberatura delle navi a vela.
dromedario   s.m.  cammello a una sola gobba; è utilizzato come animale da trasporto nel deserto e fornisce latte, carne e lana (ord.  artiodattili).
dromia   s.f.  (zool.) genere di granchi che vivono in simbiosi con spugne o altri organismi marini (ord.  decapodi).
dromo   s.m.  (mar.) palo usato per l'ormeggio o posto a segnalazione di passaggi pericolosi; in generale, ogni elemento naturale o artificiale che possa servire per riconoscere una costa da lontano | (estens.) luogo d'ormeggio per le navi.
-dromo  -dromo secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -dromos  (dal tema di dramêin  'correre'; cfr. anche drómos  'corsa'); vale 'luogo dove si effettua la corsa' (ippodromo, velodromo).
dromografo   s.m.  strumento con cui si misura la velocità delle navi.
dromone   s.m.  bastimento medievale da trasporto o anche da guerra, attrezzato con tre alberi a vele quadre e talvolta con cento remi.
drongo   s.m.  [pl. -ghi] uccello lungo 25-30 cm, con piumaggio nero a riflessi verde-azzurri e ciuffo sul capo, tipico del madagascar (fam.  dicruridi).
dronte   s.m.  (zool.) dodo.
drop   (1) s.m. invar.    • 1 •   piccola caramella dura senza incarto    • 2 •   negli abiti confezionati, variazione di misure all'interno di una stessa taglia.
drop   (2) s.m. invar.  nel rugby, calcio di rimbalzo con cui si fa passare la palla sopra la traversa della porta, segnando quattro punti.
drop shot   loc. sost. m. invar.  nel tennis, colpo smorzato con cui si fa cadere la palla appena oltre la rete.
drosera   s.f.  pianta erbacea carnivora, con foglie disposte a rosetta e cosparse di piccoli tentacoli per catturare gli insetti (fam.  droseracee); rosolida.
droseracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene la drosera | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
drosofila   s.f.  piccolo insetto, detto com. moscerino del vino  o della frutta, impiegato nelle ricerche di genetica per la rapidità con cui si riproduce e per le grandi dimensioni dei suoi cromosomi (ord.  ditteri).
drosometro   s.m.  (fis.) apparecchio per misurare la quantità di rugiada che si forma in una notte su un'unità di superficie.
drudo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (ant.) fedele, difensore, vassallo: l'amoroso drudo / della fede cristiana  (dante par.  xii, 55-56)    • 2 •   (lett.) amante, innamorato (oggi per lo più spreg.): di quando in quando si sbronzava... con un suo drudo macellaro  (gadda)  agg.  (ant. , poet.)    • 1 •   fedele; amoroso    • 2 •   forte, florido.
drugstore   s.m. invar.  emporio che vende articoli da regalo, souvenir, profumi, cosmetici, bigiotteria ecc.
druida   o druido, s.m.  [pl. -di] sacerdote delle antiche popolazioni celtiche.
druidico   agg.  [pl. m. -ci] dei druidi: culto druidico; una bieca druidica visione  (carducci).
druidismo   s.m.  la religione dei druidi.
druido    ⇨ druida.
drupa   s.f.  (bot.) varietà di frutto con la parte esterna sottile, la media carnosa e l'interna, che contiene il seme, legnosa (p. e.  l'oliva, la pesca).
drupaceo   agg.  (bot.) si dice di frutto che ha caratteristiche simili a quelle di una drupa.
drusa   s.f.  (min.) superficie di roccia più o meno piana ricoperta di cristalli.
druso   s.m.  [f. -a] ciascuno degli appartenenti a una comunità etnico-religiosa stanziata in siria, libano e israele, che professa una religione esoterica islamica.
dry   agg. invar.  secco, detto di vini o liquori | extra dry, extra secco.
dry-farming  dry-farming s.m. invar.  (agr.) aridocoltura.
dua    ⇨ due.
duagio   o doagio, s.m.  (ant.) panno finissimo che si fabbricava a douais (francia).
duale   agg.  (mat.) relativo al principio di dualità  agg.  e s.m.  (ling.) si dice di numero del nome, del verbo e di altre parti del discorso, diverso dal singolare e dal plurale, che ricorre in alcune lingue (p. e.  sanscrito e greco antico) per indicare l'insieme di due persone o cose § dualmente avv.  (mat.) secondo il principio di dualità.
dualismo   s.m.    • 1 •   in un sistema, in un'organizzazione e sim., il coesistere di due elementi o di due principi fondamentali, anche contrastanti | ogni concezione filosofica o religiosa che consideri la realtà come dipendente da due principi opposti e irriducibili l'uno all'altro (p. e.  bene e male, spirito e materia, mondo delle idee e mondo sensibile): il dualismo platonico    • 2 •   (fig.) contrasto, antagonismo.
dualista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi segue o sostiene il dualismo, una concezione dualistica.
dualistico   agg.  [pl. m. -ci] caratterizzato da dualismo: teoria dualistica  § dualisticamente avv.  secondo una concezione dualistica.
dualità   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è composto di due elementi o principi    • 2 •   (filos.) il rapporto esistente tra due principi antitetici e irriducibili l'uno all'altro    • 3 •   principio di dualità, (mat.) quello che afferma che un enunciato (postulato o teorema) relativo a due enti matematici (punto-retta, retta-piano, punto-piano ecc.) è trasformabile in un altro altrettanto valido scambiando un ente con l'altro e adattando opportunamente l'enunciato stesso.
dubat   s.m. invar.  (st.) soldato indigeno che faceva parte delle truppe coloniali italiane in somalia.
dubbiare   v. intr.  [io dùbbio ecc. ; aus. avere] (ant.)    • 1 •   dubitare: facean dubbiar se mortal donna o diva / fosse  (petrarca canz.  clvii, 7-8)    • 2 •   temere.
dubbietà   s.f.  (lett.) dubbio, incertezza: ricordomi gli amorosi trasporti, gli affanni, le dubbietà, i combattimenti dell'animo  (goldoni).
dubbiezza   s.f.  (non com.) stato di dubbio, d'incertezza.
dubbio   (1) agg.    • 1 •   incerto, non sicuro; che non è possibile determinare o definire con precisione: risultato dubbio; la notizia è ancora dubbia; una frase dubbia, di significato non chiaro; è dubbio se, non si sa se    • 2 •   che dà adito a dubbi, a sospetti, a diffidenza, a riserve: una persona di dubbia moralità  § dubbiamente avv.  (non com.).
dubbio   (2) s.m.    • 1 •   condizione di incertezza della mente o della volontà: lasciare, rimanere nel dubbio; essere in dubbio su qualcosa, se fare qualcosa  | non c'è dubbio, è fuor di dubbio, è certo, è sicuro | senza (alcun) dubbio, senza ombra di dubbio, sicuramente | mettere in dubbio, manifestare la propria incertezza intorno a qualcosa | essere in dubbio, detto di cosa, essere in pericolo, lasciare luogo a incertezze: la sua rielezione è in dubbio.  dim. dubbietto    • 2 •   timore, sospetto: ho il dubbio che non abbia detto la verità; avere dei dubbi su qualcuno    • 3 •   cosa oscura, incerta; problema di difficile soluzione, questione controversa: risolvere, chiarire un dubbio    • 4 •   (filos.) atteggiamento metodologico da cui muovono varie teorie della conoscenza: dubbio assoluto, per gli scettici antichi, affermazione dell'impossibilità di una conoscenza certa, e quindi della necessità di dubitare di ogni asserto; dubbio metodico, nel pensiero moderno, sospensione preliminare di ogni giudizio, in vista di un approfondimento della conoscenza.
dubbiosità   s.f.  (non com.) stato di chi è dubbioso | l'essere dubbio, motivo di dubbi.
dubbioso   agg.    • 1 •   che è in dubbio, esitante, incerto: essere, rimanere dubbioso di fronte a qualcosa; con animo dubbioso    • 2 •   che esprime dubbio: tono, sguardo dubbioso    • 3 •   che è causa, motivo di dubbio: esito dubbioso  | dubbioso passo, (poet.) la morte (petrarca canz.  cxxvi, 22)    • 4 •   (lett.) rischioso, pericoloso: mi ritorna a memoria il dubbioso caso già avvenuto ad un giudeo  (boccaccio dec.  i, 3)  s.m.  [f. -a] persona insicura, piena di dubbi: un eterno dubbioso  § dubbiosamente avv. 
dubitabile   agg.  che può essere messo in dubbio.
dubitante   part. pres.  di dubitare   agg.    • 1 •   che sta in dubbio, dubbioso    • 2 •   (lett.) vacillante, ondeggiante; malsicuro: col dubitante piè torno al mio tetto  (parini) § dubitantemente avv.  (non com.).
dubitanza   s.f.  (ant.) dubbio, incertezza.
dubitare   v. intr.  [io dùbito ecc. ; aus. avere]    • 1 •   essere in dubbio: dubito se andare o restare  | mettere in dubbio: dubitare della buona fede di qualcuno    • 2 •   non ritenere possibile o probabile: dubito che possa arrivare in tempo    • 3 •   temere, aver paura: dubito che sia adirato con me; non dubitare, ti restituirò tutto    • 4 •   diffidare: dubitare di qualcuno, delle proprie forze. 
dubitativo   agg.    • 1 •   che esprime dubbio: tono dubitativo  ' assolvere con formula dubitativa, (dir.) per insufficienza di prove    • 2 •   (gramm.) si dice di parti del discorso o di locuzioni che servono a esprimere incertezza, dubbio: avverbi dubitativi  | proposizione dubitativa, interrogativa indiretta introdotta dalla congiunzione se  (p. e. non sapeva se sarebbe venuto) | congiuntivo dubitativo, nella sintassi latina, il congiuntivo indipendente usato per esprimere dubbio sotto forma d'interrogazione (p. e. quid agam?  'che dovrei fare?') § dubitativamente avv. 
dubitatore   s.m.  [f. -trice] (ant.) chi dubita.
dubitazione   s.f.  (ant.) dubbio.
dubitoso   agg.    • 1 •   (non com.) di persona, dubbioso, timoroso    • 2 •   (lett.) incerto, che desta ansia o timore: i tremebondi lumi / piegar non soffri al dubitoso evento?  (leopardi all'italia  49-50) § dubitosamente avv. 
dublinese   agg.  di dublino  s.m.  e f.  abitante, nativo di dublino.
duca   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   titolo che nella gerarchia nobiliare precede quello di marchese e segue quello di principe; chi detiene tale titolo | sovrano di un ducato: il duca di mantova    • 2 •   (ant.) condottiero, duce: il gran duca de' greci, / onde pianse efigènia il suo bel volto  (dante par.  v, 69-70) | guida spirituale: tu duca, tu segnore e tu maestro  (dante inf.  ii, 140).
ducale   agg.    • 1 •   del duca: stemma ducale    • 2 •   del doge; dogale: palazzo ducale  § ducalmente avv.  (rar.).
ducato   (1) s.m.    • 1 •   titolo di duca    • 2 •   territorio soggetto al dominio di un duca.
ducato   (2) s.m.  nome di una moneta aurea veneziana e poi di altre monete.
ducatone   s.m.  denominazione generica di monete di valore superiore al ducato.
duce   s.m.    • 1 •   (lett.) guida; capo, condottiero    • 2 •   titolo dato a b. mussolini (1883-1945) dopo la marcia su roma, come capo del fascismo. dim. e pegg. ducetto. 
ducea    ⇨ duchea.
ducento   e deriv.   ⇨ duecento e deriv. 
ducere   v. tr.  [coniugato come condurre] (ant.) condurre, guidare.
duchea   o ducea, s.f.  (ant. , lett.) titolo di duca | territorio sottoposto alla sovranità di un duca; ducato.
duchesco   agg.  [pl. m. -schi] (ant.) del duca; ducale: muovevano pertanto contro alle duchesche le genti dei fiorentini  (capponi).
duchessa   s.f.    • 1 •   donna investita del titolo ducale    • 2 •   moglie, figlia di un duca.
duchesse   s.f.    • 1 •   tessuto di seta rasata    • 2 •   tipo di poltrona diffusa nel settecento in francia.
duchessina   s.f.  figlia di un duca.
duchino   s.m.  figlio di un duca.
ductus   s.m. invar.  il tracciato della scrittura a mano, il modo di scrivere, il disegno delle lettere, che in paleografia vengono valutati per stabilire la provenienza, l'epoca dei documenti.
due   ant. duo, doi [dò-i], duoi, ant. tosc. dua, agg. num.    • 1 •   numero naturale che corrisponde a una unità più uno; nella numerazione araba è rappresentato da 2, in quella romana da ii: due libri; due penne; due volte; viaggiare per due giorni  | sottintendendo il sostantivo: piegare il foglio in due (parti); bob a due (posti); marciare in fila per due (persone); attento a quei due (individui); mangiare, lavorare per due (persone), il doppio del normale o, più gener., molto    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: l'articolo due del regolamento; la stanza due  | sottintendendo il sostantivo: le (ore) due; il (giorno) due del mese    • 3 •   con valore indeterminato, per indicare una piccola quantità: devo dirti due parole, devo parlarti brevemente; fare due passi, una breve passeggiata; è a due passi, vicinissimo; fare due chiacchiere, conversare un po', familiarmente | non saper dire due parole, non saper mettere due parole in fila, (fig.) mancare di capacità espositiva, essere impacciato nel parlare  s.m. invar.    • 1 •   il numero due: i numeri pari sono divisibili per due; puntare sul due; un interesse del due per cento  | come voto scolastico di gravissima insufficienza: prendere due in matematica  | come carta da gioco: calare il due di spade    • 2 •   la cifra che rappresenta il numero due.
duecentesco   tosc. o lett. dugentesco, lett. ducentesco, agg.  [pl. m. -schi] del duecento, del sec. xiii, spec. con riferimento alle arti e alle lettere: i poeti duecenteschi. 
duecentesimo   tosc. o lett. dugentesimo, lett. ducentesimo, agg. num.  che in una serie occupa il posto corrispondente al numero duecento; nella numerazione araba è rappresentato da 200°, in quella romana da cc  s.m.  la duecentesima parte dell'unità.
duecentista   tosc. o lett. dugentista, lett. ducentista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   scrittore, artista del duecento    • 2 •   studioso della letteratura, dell'arte o della cultura del duecento    • 3 •   (sport) duecentometrista.
duecentistico   tosc. o lett. dugentistico, lett. ducentistico, agg.  [pl. m. -ci] proprio del duecento, dei duecentisti.
duecento   lett. ducento, tosc. o lett. dugento, agg. num.    • 1 •   numero naturale che corrisponde a due volte cento unità nella numerazione araba è rappresentato da 200, in quella romana da cc: la frontiera è a duecento metri  | sottintendendo il sostantivo: le duecento (lire), moneta di questo valore; i duecento (metri), nell'atletica e nel nuoto, gara su questa distanza | il consiglio dei duecento, (st.) quello di duecento membri istituito a firenze nel 1411    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: la pagina duecento di un libro   s.m. invar.    • 1 •   il numero duecento    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero duecento    • 3 •   il duecento, per antonomasia il sec. xiii.
duecentometrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) atleta o nuotatore che gareggia sulla distanza dei duecento metri.
duellante   part. pres.  di duellare   s.m.  e f.  chi combatte in duello.
duellare   v. intr.  [io duèllo ecc. ; aus. avere] fare un duello, battersi in duello.
duellatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi partecipa a un duello; duellante.
duellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è esperto di duelli e delle norme che li regolano | (non com.) chi si batte spesso a duello.
duello   s.m.    • 1 •   combattimento tra due contendenti, ad armi pari, secondo le norme cavalleresche: sfidare a duello; battersi in duello; duello alla spada, alla pistola  | duello all'ultimo sangue, che prosegue fino alla morte di uno dei duellanti | duello cavalleresco, quello teso a tutelare il proprio onore; diffuso fino agli inizi del sec. xx | duello guerresco, (st.) quello in cui, invece di due eserciti, si battevano i rispettivi capi o campioni    • 2 •   (fig.) gara, lotta, contesa accanita: duello oratorio. 
duemila   pop. dumila, agg. num.    • 1 •   numero naturale che corrisponde a due volte mille unità nella numerazione araba è rappresentato da 2000, in quella romana da mm: pagare duemila lire; vendere duemila biglietti  | sottintendendo il sostantivo: scalare i duemila (metri); le duemila (lire), banconota di questo valore    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: la pagina duemila del dizionario   s.m. invar.    • 1 •   il numero duemila    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero duemila    • 3 •   il duemila, per antonomasia, il sec. xxi, spec. in quanto si identifica con l'epoca della perfezione tecnologica e della realizzazione di progetti avveniristici; per estens., il futuro: l'auto del duemila non sarà più a benzina. 
duepezzi   o due pezzi, s.m. invar.    • 1 •   costume da bagno per donna, formato da reggiseno e mutandine    • 2 •   vestito da donna composto di gonna e giacca.
duerno   s.m.  fascicolo di un codice o di un libro composto da due fogli piegati in due e inseriti l'uno dentro l'altro, per un totale di otto pagine.
duetto   s.m.    • 1 •   (mus.) composizione vocale o strumentale a due parti    • 2 •   (estens.) coppia di persone bene assortite (anche iron.) | (fam.) diverbio tra due persone.
dugento   e deriv.   ⇨ duecento e deriv. 
duglia   s.f.  (mar.) ciascuno dei giri a spirale formati da un cavo avvolto.
dugongo   s.m.  [pl. -ghi] (zool.) grosso mammifero marino simile alla foca, con corpo tozzo, pelle spessa, muso appiattito; vive nel mar rosso, nell'oceano indiano e lungo le coste dell'australia, nutrendosi di alghe e piante acquatiche; viene cacciato per la pelle, la carne e il grasso (ord.  sirenidi).
duina   s.f.  (mus.) coppia di note di uguale durata, da eseguirsi nello stesso tempo di tre note del medesimo valore.
duino   s.m.  moneta di rame da due centesimi, in circolazione in italia fino agli anni '20.
dulcamara   (1) s.f.  pianta fruticosa, spesso rampicante con fiori violacei riuniti in cime laterali e frutti a bacca rossi; i rami sono usati nella medicina popolare per preparare tisane diuretiche e depurative (fam.  solanacee).
dulcamara   (2) s.m. invar.  (scherz.) ciarlatano.
dulciacquicolo   agg.  (biol.) si dice di organismo che vive in acque dolci.
dulciana   o dolciana, s.f.  (mus.)    • 1 •   strumento a fiato in uso nel rinascimento e nell'età barocca; può considerarsi il prototipo del fagotto    • 2 •   negli organi inglesi e spagnoli del sec. xviii, registro dal suono pastoso e gradevole.
dulcina   ® s.f.  (chim.) dolcificante sintetico usato dai diabetici in sostituzione dello zucchero.
dulcinea   s.f.  (scherz.) la donna amata.
dulcite   s.f.  (chim.) alcole esavalente che si trova quasi allo stato puro in alcune piante (p. e.  le scrofulariacee) e nella manna del madagascar; si presenta come una polvere bianca di sapore dolce.
dulia   s.f.  (relig.) il culto di venerazione che si presta agli angeli e ai santi.
dulzaina   o dolzaina, s.f.  (mus.) nome originario della dulciana. 
dum-dum  dum-dum loc. agg. invar.  si dice di un tipo di proiettile per armi portatili che, avendo la punta di metallo tenero, si deforma e si espande all'impatto, provocando lacerazioni devastanti.
dumeto   s.m.  (lett.) luogo coperto di dumi.
dumila    ⇨ duemila.
dummy   s.m. invar.  (stat.) variabile di comodo.
dumo   s.m.  (lett.) cespuglio; spino, pruno.
dumoso   agg.  (lett.) pieno di dumi.
dumper   s.m. invar.  autocarro con cassone ribaltabile, usato spec. per trasportare materiali incoerenti (sabbia, pietrisco ecc.).
dumping   s.m. invar.  (econ.) vendita all'estero di merci a prezzi inferiori a quelli praticati sul mercato interno o addirittura sotto costo, al fine di conquistare un mercato straniero.
duna   s.f.  rilievo sabbioso instabile formatosi a opera del vento su spiagge o deserti | cumulo di neve formatosi per l'azione del vento.
dunoso   agg.  che ha i caratteri della duna; costituito da dune, ricco di dune: deserto dunoso. 
dunque   cong.    • 1 •   quindi, perciò, con valore conclusivo: ha sbagliato, dunque paghi    • 2 •   usato come rafforzativo in interrogazioni, esclamazioni, esortazioni ecc.: ma perché dunque non ti decidi?; eccoti dunque arrivato!; su dunque, andiamo  | dunque?, si dice per sollecitare qualcuno a fare o a dire qualcosa    • 3 •   usato per concludere, riprendere o cominciare un discorso: dicevamo dunque che...; dunque, dovete sapere che...  s.m. invar.  la conclusione, il punto essenziale di una questione: venire al dunque  | essere, trovarsi al dunque, al momento decisivo.
duo   agg.  variante ant. di due : fui giunto / da' duo begli occhi che legato m'hanno  (petrarca canz.  lxi, 3-4)  s.m. invar.    • 1 •   (mus.) duetto    • 2 •   coppia di artisti (cantanti, ballerini ecc.) che si esibiscono insieme | (estens.) coppia di persone che agiscono insieme, che stanno sempre insieme.
duo-  duo- primo elemento di parole composte di origine latina e di formazione moderna, dal lat. du°o  'due' (duodecimo, duopolio).
duodecimale   agg.  si dice di sistema di numerazione o di misura che abbia come base il numero dodici.
duodecimo   agg. num.  (lett.) dodicesimo.
duodenale   agg.  del duodeno: ulcera duodenale. 
duodenite   s.f.  (med.) infiammazione del duodeno.
duodeno   s.m.  (anat.) il primo tratto dell'intestino tenue.
duoi    ⇨ due.
duolo   s.m.    • 1 •   (poet.) dolore, soprattutto morale: di duol mi struggo, e di fuggir mi stanco  (petrarca canz.  ccix, 14)    • 2 •   (ant.) lamento: empio l'aria di duol la notte e 'l giorno  (ariosto rime).
duomo   (1) pop. domo, s.m.  la chiesa più importante di una città.
duomo   (2) s.m.  (mecc.) camera cilindrica terminante a cupola che costituisce la parte superiore di una caldaia, dove si raccoglie il vapore.
duopolio   s.m.  (econ.) situazione di mercato caratterizzata dalla presenza di due soli venditori di un determinato bene o servizio.
duopsonio   s.m.  (econ.) situazione di mercato caratterizzata dalla presenza di due soli compratori di un dato bene o servizio.
duplex   s.m. invar.  tipo di impianto telefonico urbano per cui due utenti vicini vengono collegati alla centrale telefonica con un'unica linea.
duplicabile   agg.  che può essere duplicato, riprodotto: un file è duplicabile. 
duplicare   v. tr.  [io dùplico, tu dùplichi ecc]    • 1 •   (non com.) raddoppiare: duplicare il guadagno  | duplicare una lettera, una parola, (tip.) comporla due volte, per errore    • 2 •   riprodurre in una o più copie; fare un duplicato: duplicare un documento. 
duplicato   part. pass.  di duplicare   agg.  (non com.) raddoppiato  s.m.    • 1 •   copia di un documento che sostituisce l'originale distrutto o smarrito, con identico valore giuridico: richiedere un duplicato  | (estens.) copia, doppione in genere    • 2 •   (tip.) raddoppiamento di lettere o parole dovuto a errore di composizione.
duplicatore   s.m.    • 1 •   apparecchio per la riproduzione di copie da un testo originale    • 2 •   duplicatore di frequenza, (elettr.) moltiplicatore di frequenza che fornisce in uscita una oscillazione di frequenza doppia di quella di ingresso    • 3 •   sistema ottico che consente di raddoppiare la distanza focale degli obiettivi fotografici.
duplicatura   s.f.    • 1 •   (non com.) il duplicare; duplicazione    • 2 •   (tip.) duplicato.
duplicazione   s.f.  il duplicare, l'essere duplicato: duplicazione di un documento. 
duplice   agg.  che si compone di due parti, anche non uguali; doppio: un duplice incarico; un documento in duplice copia  | che avviene fra due parti: duplice alleanza   s.f.  nell'ippica, scommessa fatta puntando sui cavalli che si prevedono vincenti in due corse consecutive § duplicemente avv. 
duplicidentati   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi (oggi più noti sotto il nome di lagomorfi) che hanno, dietro ai due incisivi superiori, un altro paio di incisivi molto piccoli | sing.  [-o] ogni roditore appartenente a tale sottordine.
duplicità   s.f.    • 1 •   l'essere duplice    • 2 •   (fig.  non com.) finzione, falsità, doppiezza.
duplo   agg.  (lett.) doppio  s.m.    • 1 •   moneta coniata dai pontefici durante il soggiorno avignonese nel sec. xiv    • 2 •   nel linguaggio assicurativo, polizza redatta in due copie.
dura   (1) s.f.  (ant.) durata.
dura   (2)  ⇨ durra.
durabile   agg.  (non com.) durevole, duraturo § durabilmente avv. 
durabilità   s.f.  (non com.) l'essere durevole, duraturo.
duracino   non com. duracine, agg.  si dice di frutta, spec. di una varietà di pesche e di ciliegie, che ha polpa soda e molto aderente al nocciolo.
duralluminio   ® s.m.  lega metallica leggera e molto resistente costituita da alluminio, rame, magnesio, manganese e silicio.
duramadre   o dura madre, s.f.  (anat.) la più esterna delle tre meningi, costituita da una membrana fibrosa molto resistente; è detta anche pachimeninge. 
durame   s.m.  la parte interna del legno degli alberi, più vecchia, più compatta e più scura della parte esterna (chiamata alburno).
durante   part. pres.  di durare   agg.  (ant.) nei sign. del verbo | sopravvive nella loc. vita natural durante, per tutto il tempo della vita  prep.  mentre si svolge o si svolgeva qualcosa; all'epoca di; nel corso di: durante la corsa; durante la guerra; piovve durante la notte; durante le vacanze   s.m. invar.  nel linguaggio di borsa, periodo che intercorre tra l'apertura e la chiusura di una seduta | corbeille in cui le negoziazioni dei titoli danno luogo a prezzi validi solo per le parti contraenti: il recinto del durante. 
durare   v. intr.  [aus. essere  o avere]    • 1 •   continuare per un certo tempo; protrarsi nel tempo; prolungarsi: la pioggia è durata per tutta la notte; ha durato a piovere per tutta la notte; l'inverno è durato molto; questa storia dura ormai da anni  | finché dura, finché continua così, spec. alludendo a una situazione favorevole di cui si approfitta senza pensare al futuro | così non può durare, si dice di situazione insostenibile che si protrae da troppo tempo | prov.  : ogni bel gioco dura poco, non è di buon gusto prolungare troppo uno scherzo    • 2 •   mantenersi, resistere (detto di cosa o di persona): i cibi surgelati durano a lungo; è una stoffa che dura molto; ha durato poco in quell'incarico  | v. tr.  sostenere, sopportare: ho durato molta fatica a fare quel lavoro  ' prov.  : chi la dura la vince, chi è costante finirà per avere successo.
durata   s.f.    • 1 •   il durare; il tempo in cui si svolge qualcosa: per tutta la durata dello spettacolo  ' di (lunga) durata, che dura a lungo    • 2 •   (ling.) il tempo necessario per l'articolazione di un suono.
durativo   agg.    • 1 •   (ant.) durevole    • 2 •   (gramm.) che si riferisce a un'azione considerata nel suo svolgersi continuato, senza indicazione di inizio o di fine: aspetto verbale durativo. 
duraturo   agg.  che durerà destinato a durare: una fama duratura. 
durazione   s.f.  (ant.) durata; persistenza, conservazione nel tempo: lo desiderio de la durazione di questa amistade  (dante convivio).
durevole   agg.  che può durare a lungo; duraturo: pace durevole  | bene di consumo durevole, quello che può essere utilizzato a lungo nel tempo (p. e.  automobile, televisore) § durevolmente avv. 
durevolezza   s.f.  l'essere durevole, spec. con riferimento a materiali che non si deteriorano facilmente.
durezza   ant. durizia, s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è duro; in partic., resistenza di un materiale solido alla scalfittura, all'abrasione e alla penetrazione    • 2 •   (chim.) la quantità di sali di calcio e magnesio presenti nell'acqua    • 3 •   (fig.) asprezza, rigidezza: trattare con durezza; durezza di cuore. 
durindana    ⇨ durlindana.
durizia    ⇨ durezza.
durlindana   non com. durindana, s.f.  (scherz.) spada.
duro   agg.    • 1 •   che si intacca o si scalfisce difficilmente; che resiste alla pressione, che non cede: il diamante è il più duro dei minerali; duro come un macigno, durissimo | carne dura, tigliosa | pane duro, raffermo, non fresco | legno duro, compatto e resistente | acciaio duro, ricco di carbonio | duro d'orecchi, un po' sordo; (fig.) che non vuol capire | duro di cuore, (fig.) insensibile, spietato | duro di testa, di cervello, (fig.) tardo a capire | avere la pelle dura, (fig.) essere molto resistente fisicamente o moralmente | duro a fare qualcosa, (fig.) restio, che oppone resistenza: è duro a cedere; una tradizione dura a morire.  dim. duretto, durettino  accr. durotto    • 2 •   (fig.) spiacevole, gravoso, difficile: patti duri; una dura verità; vita dura; tempi duri; è dura!, si dice di una situazione difficile a sopportarsi | detto di tempo, inclemente, freddo: un inverno molto duro    • 3 •   (fig.) rigido, severo: dura disciplina; è molto duro coi figli    • 4 •   (fig.) privo di grazia, di delicatezza: lineamenti, contorni duri    • 5 •   (ling.) sordo: s, z dura  | velare: c, g dura    • 6 •   (chim.) si dice di acqua ricca di sali di calcio e di magnesio  avv.    • 1 •   con asprezza, con severità: parlare duro  | tenere duro, resistere    • 2 •   profondamente: dormire duro  | intensamente: lavorare duro   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona dal carattere forte, severo, energico; anche, persona insensibile e spietata: è un duro; fare il duro    • 2 •   cosa dura, parte dura: dormire sul duro  | (fig.) difficoltà, cosa spiacevole: qui sta il duro    • 3 •   (tosc.) dolcetto di zucchero caramellato, tirato a bastoncelli o tagliato a pezzi prima che indurisca § duramente avv.  con durezza: rimproverare duramente qualcuno. 
durometro   s.m.  (fis.) strumento atto a misurare la durezza dei materiali, in particolare la resistenza alla penetrazione.
durone   s.m.    • 1 •   callosità ai piedi o alle mani    • 2 •   (region.) marasca    • 3 •   nodo del marmo.
durra   o dura, s.f.  pianta simile al miglio, coltivata in asia e in africa, dai cui semi si ottiene una farina usata dagli indigeni per fare il pane (fam.  graminacee).
duttile   agg.    • 1 •   si dice di un materiale e spec. di un metallo che si possa deformare e ridurre in fili sottili    • 2 •   (fig.) che si adatta alle circostanze: carattere, atteggiamento duttile  | capace di applicarsi in campi di studio e di attività diversi: mente duttile  § duttilmente avv. 
duttilità   s.f.  l'essere duttile (anche fig.): la duttilità di un metallo; duttilità di carattere. 
dutto    ⇨ dotto 2.
duty-free  duty-free loc. agg. invar.  esente da tasse doganali: i negozi duty-free negli aeroporti. 
duty-free shop  duty-free shop loc. sost. m. invar.  negozio duty-free (spec. in aeroporti, navi ecc).
duumvirale   o duunvirale, agg.  (st) di duumviro, dei duumviri.
duumvirato   o duunvirato, s.m.  nella roma repubblicana, una delle molte magistrature formate da due persone | la carica di duumviro e la durata di tale carica.
duumviro   o duunviro, s.m.  ciascuno dei due magistrati che nella roma repubblicana costituivano un duumvirato.
duunviro   e deriv.   ⇨ duumviro e deriv. 
duvet   s.m. invar.  giubbotto imbottito di piuma.
duvetine   s.f. invar.  tipo di tessuto leggero e morbido, con superficie pelosa.
e-  e-  ⇨ es-.
équipe  ;s.f.  [pl. équipes]    • 1 •   gruppo di persone organizzate per un'attività in comune: lavorare in équipe    • 2 •   (sport) squadra: una forte équipe ciclistica. 
élite  ;s.f.  [pl. élites] gruppo ristretto di persone che si distinguono per posizione sociale, ricchezza, cultura ecc. | d'élite, elitario: uno spettacolo d'élite. 
élan vital  ;loc. sost. m. invar.  (filos.) slancio, forza vitale.
épagneul  ;s.m. invar.  cane da caccia con pelo lungo, ondulato e setoso, testa stretta e orecchie pendenti.
étoile  ;s.m.  e f. invar.  nella danza classica, il primo ballerino o la prima ballerina di un corpo di ballo.
étagère  ;s.f.  mobiletto aperto a ripiani per soprammobili.
écru  ;agg. invar.  si dice di tessuti filati allo stato greggio: seta écru, seta cruda | si dice del colore di tali tessuti, simile a quello della corda.
e/o  e/o loc. cong.  esprime una funzione copulativa e disgiuntiva insieme; si usa, solo nel lingua scritta, per indicare la possibilità sia di un'aggiunta sia di un'alternativa.
è     ⇨ v. essere.
e   (1) s.f.  e m. invar.  quinta lettera dell'alfabeto, che rappresenta una vocale palatale di pronuncia semiaperta (èrba) o semichiusa (mése) | e come empoli, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. e, sigla automobilistica della spagna) e abbreviazioni (p. e. s.e. , sua eccellenza o sua eminenza; e. , per nomi propri di persona come emma, emilio) | e, (fis.) simbolo dell'elettrone | e, (geog.) sta per est : ne, nord-est; se, sud-est | e, nella logica scolastica, simbolo della proposizione universale negativa.
e   (2) cong.  (davanti a parola che incomincia con e-  si ha nell'uso scritto normalmente ed, variante eufonica che si può incontrare, ma meno com., anche davanti alle altre vocali; ant. et davanti a vocale)    • 1 •   coordina più elementi della stessa natura grammaticale all'interno di una proposizione, o più proposizioni dello stesso tipo: buono e bello; io e voi; carlo e lucia sono partiti; salutò e uscì  | quando i membri da collegare sono tre o più, si usa com. solo davanti all'ultimo: bianco, rosso e verde; ma nel polisindeto con valore espressivo si ripete ogni volta: dov'è la forza antica, / dove l'armi e il valore e la costanza?  (leopardi all'italia  28-29) | preceduto da tutti, tutte  e seguito da un numerale ha valore pleonastico: tutt'e due; tutt'e tre  | con valore rafforzativo: bell'e fatto; bell'e andato  | nell'uso lett. o pop. toscano si fonde con l'articolo m. pl. i  dando luogo a una forma contratta che si rende con la grafia e ': era la guerra tra genovesi e' viniziani  (sacchetti)    • 2 •   con valore enfatico o esortativo: e vieni!; e sta' zitto!    • 3 •   con valore avversativo: doveva venire e non è venuto    • 4 •   nell'uso antico può avere lo stesso sign. di anche : e ciò che fa la prima, e l'altre fanno  (dante purg.  iii, 82)    • 5 •   nell'addizione di due o più numeri, si può usare in luogo di più : tre e due cinque. 
e'   (1)  ⇨ ei.
e'   (2)  ⇨ i (2).
eau de toilette   loc. sost. f. invar.  soluzione profumata da toletta, lievemente alcolica.
ebanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] artigiano che fa lavori in ebano o in altri legni pregiati; per estens., falegname capace di eseguire lavori molto accurati.
ebanisteria   s.f.    • 1 •   tecnica di lavorazione dell'ebano e di altri legni pregiati; anche, i manufatti prodotti con questa tecnica    • 2 •   laboratorio, bottega di ebanista.
ebanite   s.f.  sostanza dura ma fragile, di colore nero, costituita essenzialmente da gomma vulcanizzata con molto zolfo, che prima della diffusione delle materie plastiche era impiegata per oggetti d'uso comune (apparecchi telefonici, bocchini, pettini ecc.) o come isolante.
ebano   s.m.  albero tropicale che fornisce un legno duro pregiato di color nero, facilmente lucidabile, usato per fabbricare mobili di lusso, strumenti musicali ecc. (fam.  ebenacee) | (estens.) il legno stesso: nero come l'ebano  | d'ebano, (fig.) di color nero intenso: pelle d'ebano. 
ebbene   lett. e bene, fam. o region. ebbè, embè, cong.    • 1 •   dunque, orbene (con valore conclusivo): ebbene, siete liberi; ebbene, ci andrò subito    • 2 •   in prop. interrogative sollecita una risposta, una decisione: ebbene, che cosa posso farci?; ebbene, verrai?  | usato anche assol.: ebbene?. 
ebbio   s.m.  pianta erbacea simile al sambuco, usata un tempo nella medicina popolare e in veterinaria (fam.  caprifogliacee).
ebbrezza   meno com. ebrezza, s.f.  stato euforico o confusionale prodotto da abuso di alcolici o di sostanze eccitanti; ubriachezza | (fig.) esaltazione, rapimento, trasporto causati da una sensazione molto intensa: provare l'ebbrezza della velocità. 
ebbrietà    ⇨ ebrietà.
ebbro   meno com. ebro, agg.  (lett.) che è in stato di ebbrezza (spec. fig.): occhi ebbri di felicità. 
ebdomada   meno com. eddomada, ant. edomada, s.f.  (lett.) settimana.
ebdomadario   meno com. eddomadario, ant. edomadario, agg.  (lett.) settimanale: giornale ebdomadario   s.m.    • 1 •   pubblicazione settimanale: un ebdomadario scientifico    • 2 •   (eccl.) religioso che, nel capitolo di una cattedrale, ha un ufficio liturgico da compiere per una settimana, a turno con altri.
ebefrenia   s.f.  (psich.) forma di schizofrenia che si manifesta in genere durante l'adolescenza.
ebefrenico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di ebefrenia: sindrome ebefrenica   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da ebefrenia.
ebenacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartengono il cachi e l'ebano | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
ebere   v. intr.  [solo nella terza pers. del pres. indic. ebe] (ant.) essere debole di mente | (fig. poet.) indebolirsi; essere inattivo.
ebetaggine   s.f.  (lett.) comportamento, atto da ebete.
ebete   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è ottuso di mente; idiota: uno sguardo, un sorriso (da) ebete  | usato come ingiuria: sei un ebete!. 
ebetismo   s.m.  (lett.) stato di chi è ebete; demenza, idiozia.
ebetudine   s.f.  (non com.) ebetismo.
eblaita   agg.  [pl. m. -ti] dell'antica città siriana di ebla: scrittura eblaita   s.m.  e f.  abitante di ebla.
ebollire   v. intr.  [coniugato come bollire; aus. avere] (lett.) bollire, ribollire | v. tr.  (lett.) mandar fuori per bollore.
ebollitore   s.m.  (non com.) bollitore.
ebollizione   ant. ebullizione, s.f.    • 1 •   passaggio di un liquido allo stato aeriforme per effetto del calore, con formazione di bolle gassose che emergono in superficie: punto di ebollizione, la temperatura a cui il fenomeno si manifesta    • 2 •   (fig.) eccitazione, esaltazione, fermento: una mente in ebollizione. 
ebraicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) ebraista.
ebraico   agg.  [pl. m. -ci] degli ebrei: la religione ebraica   s.m.  la lingua degli ebrei § ebraicamente avv.  (rar.) secondo l'uso ebraico; secondo la lingua ebraica.
ebraismo   s.m.    • 1 •   la religione ebraica; l'insieme delle tradizioni nazionali degli ebrei    • 2 •   (non com.) il popolo ebraico, gli ebrei    • 3 •   (ling.) voce o espressione propria della lingua ebraica.
ebraista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi studia la lingua e la cultura ebraica.
ebreo   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi appartiene al popolo ebraico, stanziato anticamente in palestina e poi disperso in varie parti del mondo | ebreo errante, personaggio di una leggenda popolare che, per avere schernito gesù sul calvario, sarebbe stato condannato a vagare senza posa sino alla fine del mondo; (fig. lett.) persona irrequieta, che non trova mai pace: ebreo errante del sapere  (papini)    • 2 •   (spreg.) secondo un'antica tradizione antisemita, si dice di persona avara, dedita all'usura.
ebrezza    ⇨ ebbrezza.
ebriaco    ⇨ ubriaco.
ebrietà   meno com. ebbrietà, s.f.  (lett.) ebbrezza.
ebro    ⇨ ebbro.
ebulliometro   s.m.  (chim.) tipo di ebullioscopio usato per determinare il grado alcolico del vino in base alla sua temperatura di ebollizione.
ebullioscopia   s.f.  (chim. fis.) metodo per determinare il peso molecolare o la concentrazione di una sostanza in base all'innalzamento del punto di ebollizione di un solvente a cui sia stata aggiunta la sostanza stessa.
ebullioscopico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. fis.) relativo all'ebullioscopia.
ebullioscopio   s.m.  (chim. fis.) strumento che misura il punto di ebollizione di una sostanza.
ebullizione    ⇨ ebollizione.
ebulo   s.m.  (lett.) ebbio: tutto d'ebuli e mori ha tinto il viso / e di pelle tigrina il fianco adorna  (marino).
eburneazione   s.f.  (med.) processo patologico consistente nell'anormale accrescimento e ispessimento del tessuto osseo, che assume un aspetto simile a quello dell'avorio.
eburneo   ant. eburno, agg.  (lett.)    • 1 •   di avorio    • 2 •   che ha il colore dell'avorio; bianchissimo, candido: stendea le dita eburnee / sulla materna lira  (monti).
ecatombe   s.f.    • 1 •   nell'antica grecia, il sacrificio di cento buoi agli dei; per estens., sacrificio di moltissime vittime    • 2 •   (fig.) strage, massacro (anche scherz.): l'esame di fisica è stato un'ecatombe. 
ecatostilo   agg.  e s.m.  (arch.) si dice di portico o edificio sorretto da cento colonne.
eccedentario   agg.  che è eccedente, che costituisce un'eccedenza.
eccedente   part. pres.  di eccedere   agg.    • 1 •   che supera, che va oltre | intervallo eccedente, (mus.) intervallo armonico che supera la normale estensione    • 2 •   che è in più, che avanza: somme eccedenti   s.m.  ciò che è in più: calcolare l'eccedente  § eccedentemente avv.  (rar.).
eccedenza   s.f.    • 1 •   l'eccedere: eccedenza di peso    • 2 •   la quantità eccedente; avanzo: un'eccedenza di centomila lire. 
eccedere   v. tr.  [pres. io eccèdo ecc. ; pass. rem. io eccedéi  o eccedètti, tu eccedésti ecc. ; part. pass. ecceduto]    • 1 •   oltrepassare un determinato limite; andare oltre: un successo che eccede ogni previsione    • 2 •   (assol.) superare i limiti della normalità o della convenienza; esagerare: eccedere nel bere, nelle spese  | trascendere, nel parlare o nell'agire: scusate se ho ecceduto. 
ecce homo   loc. sost. m. invar. , o italianizzato ecceomo s.m. invar. ,    • 1 •   l'effigie di cristo flagellato e coronato di spine | ecce homo, titolo di opere d'arte, spec. dipinti: l'ecce homo di antonello da messina, del mantegna    • 2 •   (estens.) persona malconcia, in condizioni pietose: ha ridotto quel povero osvaldo un ecceomo!  (pratolini).
ecceità   s.f.  (filos.) nella filosofia di duns scoto (1265 ca-1308) la perfezione che si realizza in ogni ente quando passa dalla specie universale alla condizione di individuo unico e irripetibile.
eccellente   part. pres.  di eccellere   agg.  che si distingue per qualità, meriti, dignità ottimo: un eccellente professore; una pietanza eccellente  | appellativo onorifico un tempo attribuito a persona di alto rango, spec. nella forma del superlativo eccellentissimo : all'eccellente signor duca  § eccellentemente avv. 
eccellenza   s.f.    • 1 •   qualità di persona o cosa che eccelle; superiorità assoluta, altissimo grado di perfezione: l'eccellenza di un prodotto; raggiungere l'eccellenza in un'arte  | per eccellenza, per antonomasia: dante è il poeta italiano per eccellenza    • 2 •   titolo un tempo spettante a uomini politici e ad altissimi funzionari dello stato; abolito con un decreto legge nel 1945, è ancora in uso nella chiesa cattolica per i vescovi e gli alti prelati di curia: sua, vostra eccellenza  (anche abbr. in s.e. , v.e.).
eccellere   v. intr.  [pres. io eccèllo ecc. ; pass. rem. io eccèlsi, tu eccellésti ecc. ; part. pass. eccèlso; aus. avere  o essere, ma sono rare le forme composte] essere superiore, sovrastare, primeggiare: eccellere su tutti, tra i compagni, negli studi. 
eccelso   agg.    • 1 •   altissimo: un picco eccelso  | pur avendo valore superlativo, consente la comparazione: le più eccelse cime    • 2 •   (fig.) superiore per qualità e meriti; insigne, sommo: doti musicali eccelse   s.m.    • 1 •   l'eccelso, dio    • 2 •   pl.  (non com.) il paradiso, il cielo: cantano osanna! osanna! negli eccelsi  (pascoli) § eccelsamente avv. 
eccentricità   s.f.    • 1 •   l'essere eccentrico, lontano dal centro: l'eccentricità di un quartiere    • 2 •   (mat.) in una curva conica, il rapporto tra la semidistanza interfocale e il semiasse principale    • 3 •   (fig.) stravaganza, bizzarria: eccentricità nel vestire; le sue eccentricità stupivano tutti. 
eccentrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (geom.) che non ha il medesimo centro, detto di due cerchi dei quali il maggiore contiene il minore    • 2 •   che è fuori, lontano dal centro: quartiere eccentrico, distante dal centro della città | anche in usi fig.: le tue considerazioni sono eccentriche rispetto al problema    • 3 •   (fig.) originale, bizzarro, stravagante: un abbigliamento eccentrico; un tipo eccentrico   s.m.    • 1 •   (mecc.) piastra circolare rotante intorno a un punto diverso dal proprio centro, che serve a trasformare un moto rotatorio continuo in rettilineo alternativo; per estens., qualsiasi elemento a profilo curvilineo che abbia la stessa funzione: eccentrico ovale, a cuore    • 2 •   [f. -a] persona stravagante | (teat.) artista di caffè concerto che esegue numeri vari; fantasista § eccentricamente avv.    • 1 •   fuori del centro, lontano dal centro    • 2 •   in modo stravagante: vestire eccentricamente. 
ecceomo    ⇨ ecce homo.
eccepibile   agg.  che si può discutere; a cui si possono muovere obiezioni § eccepibilmente avv.  (rar.).
eccepire   v. tr.  [io eccepisco, tu eccepisci ecc.]    • 1 •   obiettare, opporre: non ho nulla da eccepire    • 2 •   (dir.) sollevare eccezioni; opporsi a una richiesta, a un'argomentazione: la difesa desidera eccepire?. 
eccerpire   v. tr.  [io eccerpisco, tu eccerpisci ecc.] (lett.) trascegliere singole parole o brani da un testo, spec. giuridico.
eccessività   s.f.  l'essere eccessivo: eccessività di una somma, di una spesa; l'eccessività delle sue pretese. 
eccessivo   agg.  che eccede i limiti, che va oltre la giusta misura: eccessivo lavoro; severità eccessiva  § eccessivamente avv. 
eccesso   s.m.    • 1 •   l'eccedere, l'andare oltre la misura giusta; esagerazione: eccesso di premure, di fiducia; eccesso di produzione  | la parte che eccede: eliminare gli eccessi (di cibo, di peso ecc.)  | in eccesso, di troppo: ce n'è in eccesso | per eccesso, per sovrabbondanza (opposto a per difetto): approssimazione per eccesso, (mat.) determinazione di una grandezza o di un numero mediante un valore lievemente superiore a quello reale | eccesso di difesa, (dir.) il reato colposo di chi, per legittima difesa, reagisce in maniera sproporzionata | eccesso di potere, (dir.) l'abuso del legittimo potere discrezionale da parte della pubblica amministrazione o di un pubblico ufficiale; vizio che rende illegittimo l'atto amministrativo    • 2 •   il massimo grado, l'estremo: spingere all'eccesso la propria impertinenza    • 3 •   atto, comportamento estremo, eccedente la norma: lasciarsi andare a degli eccessi; qual fallo mai, qual sì nefando eccesso / macchiommi... (leopardi ultimo canto di saffo  37-38).
eccetera   avv.  espressione che si colloca al termine di una enumerazione o di una citazione, in sostituzione di ciò che si ritiene superfluo menzionare (si abbrevia ecc.  o, alla latina, etc. ; talvolta si ripete: ecc. ecc.): mi descrisse l'imbarco, la partenza, il viaggio ecc. ecc.  | usato anche come s.m. invar.  : vorrei che mi spiegassi tutti questi eccetera. 
eccetto   prep.  salvo, tranne, fuorché (si unisce ai nomi o ai pronomi direttamente o mediante che): tutti, eccetto antonio; eccetto che con te  | nella loc. cong. eccetto che  (o eccettoché, ant. eccetto se), a meno che, salvo il caso che: verrò senz'altro, eccetto che debba partire improvvisamente. 
eccettuabile   agg.  (non com.) che si può eccettuare, da cui si può prescindere.
eccettuare   v. tr.  [io eccèttuo ecc.] non comprendere; escludere: senza eccettuare nessuno; è un'ottima persona, se si eccettua qualche piccolo difetto  | in costruzioni assolute, al part. pass.: eccettuato il giovedì  | nella loc. cong. eccettuato che, (ant. , lett.) eccetto che.
eccettuativo   agg.  che serve a eccettuare | in grammatica: complemento eccettuativo, quello che indica la persona o la cosa che si eccettua, che si esclude (p. e. all'infuori di te); proposizione eccettuativa, subordinata che esprime un'eccezione o un'esclusione rispetto a ciò che è detto nella reggente; congiunzione eccettuativa, quella che introduce una proposizione eccettuativa (p. e. fuorché, tranne che, eccetto che).
eccettuazione   s.f.  (non com.) l'eccettuare; esclusione: senza eccettuazione, senza eccezione.
eccezionale   agg.    • 1 •   che fa eccezione; fuori dal comune, dalla norma: un fatto, una circostanza, un intervento eccezionale; in via (del tutto) eccezionale, per eccezione; derogando a un uso, a una norma | leggi, provvedimenti eccezionali, non previsti dall'ordinamento giuridico e adottati per fronteggiare situazioni pubbliche di emergenza    • 2 •   (estens.) straordinario, grandissimo: un fascino, un'intelligenza eccezionale; un'eccezionale affluenza di pubblico; prezzo eccezionale, molto basso, quindi straordinariamente conveniente § eccezionalmente avv.  in via eccezionale; straordinariamente: l'ufficio resterà aperto eccezionalmente anche il sabato; una persona eccezionalmente dinamica. 
eccezionalità   s.f.  l'essere eccezionale.
eccezione   s.f.    • 1 •   l'eccettuare, l'essere eccettuato | cosa, fatto o situazione che non rientra nella normalità: per te farò un'eccezione; costituire un'eccezione, fare eccezione, esser fuori della norma | senza eccezione, nessuno o niente escluso | d'eccezione, straordinario: spettacolo, trattamento d'eccezione | a eccezione di, tranne, fuorché | prov.  : l'eccezione conferma la regola, poiché ne presuppone l'esistenza    • 2 •   nella tradizione grammaticale, fatto fonetico, morfologico o sintattico che deroga alla norma: le eccezioni della terza declinazione latina    • 3 •   obiezione, critica: avanzare molte eccezioni  | superiore a ogni eccezione, irreprensibile, incensurabile    • 4 •   (dir.) mezzo di difesa processuale con cui si chiede che le domande della controparte non vengano accolte: sollevare un'eccezione. 
ecchimosi   s.f.  (med.) piccola emorragia localizzata nel tessuto sottocutaneo e dovuta a rottura dei capillari, generalmente per trauma.
ecchimotico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a ecchimosi: macchia ecchimotica. 
eccì   o etcì, inter.  voce onom. che imita il rumore dello starnuto | anche come s.m.  : un fragoroso eccì. 
eccidio   s.m.  strage, sterminio: l'eccidio causato dalla guerra; l'eccidio delle fosse ardeatine. 
eccipiente   agg.  e s.m.  (farm.) sostanza inerte, presente in un prodotto farmaceutico, che serve come veicolo della sostanza farmacologicamente attiva.
eccitabile   agg.  che si eccita facilmente; che può essere eccitato: persona, carattere eccitabile; circuito eccitabile. 
eccitabilità   s.f.    • 1 •   l'essere eccitabile    • 2 •   (biol.) proprietà fondamentale della sostanza vivente di reagire in modo specifico agli stimoli che raggiungono o superano una determinata intensità: soglia di eccitabilità. 
eccitamento   s.m.    • 1 •   l'eccitare; parole o atti tendenti a eccitare: eccitamento al vizio  | stato di eccitazione    • 2 •   (fisiol.) modificazione dell'equilibrio di una cellula prodotta da stimoli vari.
eccitante   part. pres.  di eccitare   agg.  che eccita: atmosfera, spettacolo eccitante   s.m.  sostanza che provoca uno stato di eccitazione, che stimola temporaneamente il sistema nervoso: il caffè è un eccitante. 
eccitare   v. tr.  [io èccito ecc.]    • 1 •   suscitare, provocare, stimolare (qualcosa): eccitare l'appetito; eccitare un tumulto; eccitare la curiosità, l'invidia  | istigare, incitare (qualcuno): eccitare al bene, al male, allo studio    • 2 •   porre in uno stato di agitazione, di tensione (anche assol.): eccitare la folla; la caffeina eccita  | provocare stimoli sessuali    • 3 •   (elettr.) generare il campo elettromagnetico induttore in dinamo o in macchine analoghe    • 4 •   (fis.) fornire energia a una particella o a un sistema di particelle | eccitarsi v. rifl.  agitarsi, accalorarsi, esaltarsi; entrare in uno stato di orgasmo: eccitarsi per ogni novità. 
eccitativo   agg.  (non com.) che vale a eccitare; eccitante.
eccitato   part. pass.  di eccitare   agg.  che è in uno stato di eccitazione: animo eccitato  § eccitatamente avv. 
eccitatore   agg.  [f. -trice] che eccita, che incita: minerva, de' guerrieri eccitatrice  (monti)  s.m.  (mecc.)    • 1 •   apparecchio o dispositivo che produce vibrazioni meccaniche, gener. di frequenza e ampiezza regolabili; vibratore    • 2 •   (elettr.) circuito che genera il campo magnetico induttore in una macchina elettrica (p. e.  nella dinamo)    • 3 •   (med.) stimolatore.
eccitatrice   s.f.  (elettr.) dinamo che produce la corrente continua necessaria per magnetizzare i poli induttori di una macchina elettrica.
eccitazione   s.f.    • 1 •   l'eccitare, l'eccitarsi, l'essere eccitato; lo stato di chi è eccitato: eccitazione dei sensi; essere in preda all'eccitazione    • 2 •   (elettr.) nella dinamo e nelle macchine analoghe, processo di formazione del campo elettromagnetico induttore    • 3 •   (fis.) acquisto di energia da parte di una particella o di un sistema di particelle.
ecclesia   (1) s.f.  nelle città-stato dell'antica grecia, l'assemblea generale dei cittadini, che nei regimi democratici aveva prerogative sovrane.
ecclesia   (2) s.f.  (antiq.) la chiesa, la comunità dei fedeli.
ecclesiale   agg.  che riguarda la chiesa, spec. come insieme di fedeli: spirito, comunità ecclesiale. 
ecclesiaste   s.m.    • 1 •   nell'antica grecia, chi prendeva parte all'ecclesia; oratore che parlava nell'ecclesia    • 2 •   ecclesiaste, il quarto dei libri didattici dell'antico testamento.
ecclesiasticista   s.m.  studioso, esperto di diritto ecclesiastico.
ecclesiastico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la chiesa o il clero: le gerarchie ecclesiastiche; diritto ecclesiastico; abito ecclesiastico, l'abito talare  s.m.    • 1 •   uomo di chiesa; sacerdote, prete    • 2 •   ecclesiastico, libro sapienziale dell'antico testamento § ecclesiasticamente avv.  dal punto di vista ecclesiastico; alla maniera degli ecclesiastici.
ecclesiologia   s.f.  parte della teologia che studia le verità di fede riguardanti la chiesa.
ecclesiologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'ecclesiologia.
ecclesiologo   s.m.  [pl. -gi] studioso, esperto di ecclesiologia.
ecclettico   e deriv.   ⇨ eclettico e deriv. 
ecclimetro    ⇨ eclimetro.
ecclisse   ecclissi e deriv.   ⇨ eclissi e deriv. 
ecclittico   e deriv.   ⇨ eclittico e deriv. 
ecco   avv.    • 1 •   indica l'avvicinarsi o il comparire improvviso di una persona o di una cosa; si usa anche per richiamare l'attenzione altrui su un fatto che si verifichi improvvisamente o su un discorso che s'inizi: ecco la mamma; ecco il treno che arriva; ecco come stanno realmente le cose; quand'ecco, quando all'improvviso | si unisce ai pron. pers. atoni mi, ti, ci, vi, lo, la, le, li  e alla particella ne  in posizione enclitica: eccomi!; eccolo là!; eccone alcuni  | nelle risposte ha generico valore affermativo: «maria!» «ecco», sono qui, vengo o sim. | con valore conclusivo: ecco perché non ha più scritto; ecco tutto    • 2 •   seguito da participio passato indica che l'azione espressa dal verbo è stata compiuta: eccoci arrivati; ecco fatto  | con valore di inter.  è usato, spec. nella lingua parlata, per dare maggior forza alla frase: ecco, ci mancava anche questa!. 
eccome   meno com. e come, avv.  e inter.  serve ad affermare o confermare energicamente: «ti sei stancato?» «eccome!»; è vero, eccome se è vero!. 
ecdemico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di malattia che non dipende da fattori ambientali (si contrappone a endemico).
ecdotica   s.f.  (filol.) l'insieme di metodi e tecniche che presiedono all'edizione critica di un testo; critica testuale.
ecdotico   agg.  [pl. m. -ci] (filol.) relativo all'ecdotica: metodi ecdotici. 
echeggiamento   s.m.  un echeggiare prolungato e ripetuto.
echeggiare   v. intr.  [io echéggio ecc. ; aus. avere  e essere] risuonare facendo eco: il rumore dei passi echeggiava nel corridoio; la sala echeggiò di applausi  | v. tr.  ripetere un suono o un rumore per effetto dell'eco | (fig.) ricalcare, imitare: poche righe secche secche, maldestramente echeggianti lo stile burocratico  (bassani).
echeneiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci di mare muniti di un disco adesivo sul capo con cui si attaccano ad altri pesci o a imbarcazioni; ne fa parte la remora | sing.  [-e] ogni pesce appartenente a tale ordine.
echeo   s.m.  (archeol.) vaso di rame che negli antichi teatri greci veniva collocato in apposite celle per amplificare la sonorità delle voci degli attori.
echide   s.m.  velenosissima vipera africana di color grigio sabbia con una macchia biancastra a forma di v sul capo (ord.  squamati).
echidna   s.f.  mammifero australiano con corpo tozzo ricoperto di aculei e muso a becco (ord.  monotremi).
echidnina   s.f.  (chim.) sostanza attiva del veleno dei serpenti.
echidnovaccino   s.m.  (med.) principio immunizzante del veleno dei serpenti.
echinato   agg.  (bot.) coperto di sottili e acute sporgenze simili a spine (p. e.  l'involucro della castagna).
echino   s.m.    • 1 •   (zool.) riccio di mare    • 2 •   (arch.) nei capitelli dorico e ionico, elemento a profilo convesso posto sotto l'abaco, spesso ornato da una decorazione a forma di ovoli.
echino-  echino- primo elemento di termini scientifici composti, dal gr. echînos  'riccio'; vale 'riccio' o 'dall'aspetto di riccio, spinoso' (echinodermi).
echinocactus   s.m.  (bot.) genere di piante grasse viventi in america, con fusto tondeggiante e carnoso, e foglie trasformate in spine (fam.  cactacee).
echinococco   s.m.  [pl. -chi] verme piatto parassita intestinale del cane, dal quale può trasmettersi all'uomo (cl.  cestodi).
echinococcosi   s.f.  (med.) malattia causata dalle larve di echinococco che, insediandosi nel fegato o in altri organi di alcuni mammiferi, compreso l'uomo, provocano la formazione di grosse cisti.
echinodermi   s.m. pl.  (zool.) tipo di animali invertebrati marini con scheletro cutaneo formato di piastre calcaree forate, disposte a raggiera; vi appartengono il riccio di mare, la stella di mare, l'oloturia | sing.  [-a] ogni animale appartenente a tale tipo.
echinoidei   o echinoidi [e-chi-nòi-di], s.m. pl.  (zool.) classe di echinodermi con corpo globoso ricoperto da piccole piastre calcaree munite di aculei; il rappresentante più noto è il riccio di mare | sing.  [-deo  o -de] ogni echinoderma appartenente a tale classe.
echio   s.m.  pianta erbacea o arbustacea dei paesi mediterranei, coperta di peli ruvidi e biancastri, con fiori di color azzurro (fam.  borraginacee).
echistotermo   agg.  (bot.) si dice della flora che cresce oltre il limite di altitudine e di latitudine normale per la vegetazione arborea.
echiuroidei   s.m. pl.  (zool.) gruppo di piccoli animali marini affini agli anellidi, con corpo cilindrico munito di proboscide per la presa del nutrimento; vivono nella sabbia, nel fango e nelle fessure delle rocce | sing.  [-deo] ogni animale appartenente a tale gruppo.
ecidio   s.m.  (bot.) corpo fruttifero dei funghi basidiomiceti, nel quale si formano le catenelle di spore che poi si staccano e vengono disseminate.
eclampsia   s.f.  (med.) sindrome caratterizzata da accessi convulsivi simili a quelli dell'epilessia: eclampsia gravidica, infantile. 
eclamptico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di eclampsia, che presenta eclampsia: sindrome eclamptica. 
eclatante   agg.  evidente, lampante; manifesto: una eclatante contraddizione  | che suscita viva sorpresa; clamoroso, sbalorditivo: una vittoria, un avvenimento eclatante. 

ecletticità   s.f.  l'essere eclettico; eclettismo (nel sign. estens.).
eclettico   antiq. ecclettico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'eclettismo; che segue l'eclettismo: cicerone fu un filosofo eclettico    • 2 •   (estens.) che spazia in vari campi, che si dedica con successo ad attività diverse; versatile: un individuo eclettico    • 3 •   (spreg.) che muove da presupposti culturali disparati, tentandone una conciliazione superficiale; che rimaneggia e combina senza originalità idee altrui  s.m.    • 1 •   filosofo che segue l'eclettismo    • 2 •   [f. -a] persona che svolge attività varie, che coltiva interessi diversi § ecletticamente avv. 
eclettismo   antiq. ecclettismo, s.m.    • 1 •   (filos.) indirizzo filosofico formatosi in età ellenistico-romana e caratterizzato dalla combinazione di dottrine derivate da sistemi diversi | (estens.) elaborazione e fusione di dottrine e concezioni diverse    • 2 •   corrente architettonica ottocentesca che propugnava il recupero di stili del passato, la loro arbitraria combinazione in un unico edificio, il ricorso spesso bizzarro a moduli orientali    • 3 •   (estens.) l'atteggiamento di chi, in qualsiasi campo, non segue un unico metodo o indirizzo, ma alterna o fonde con versatilità metodi e indirizzi diversi | (spreg.) rimaneggiamento e combinazione non originale di idee altrui.
eclimetro   o ecclimetro, s.m.  in topografia, strumento che misura l'inclinazione di una visuale rispetto all'orizzonte.
eclissamento   s.m.  (non com.) l'eclissare, l'eclissarsi (anche fig.).
eclissare   antiq. ecclissare, v. tr.    • 1 •   oscurare un corpo luminoso mediante eclissi: la luna eclissa il sole  | (estens.) offuscare con la propria luminosità altre luci meno vive: la luna piena eclissava tutte le stelle    • 2 •   (fig.) superare, vincere, fare sfigurare al confronto: la fama di giotto eclissò quella di cimabue  | eclissarsi v. rifl.    • 1 •   oscurarsi per eclissi: il sole si è eclissato    • 2 •   (fig.) sparire, andarsene all'improvviso e di nascosto: il ladro si eclissò tra la folla. 
eclissi   pop. eclisse, antiq. ecclissi, ecclisse, s.f.  (ant. s.m.)    • 1 •   (astr.) oscuramento di un corpo celeste per interposizione di un altro fra quello e l'osservatore: eclissi solare, lunare; eclissi parziale, totale    • 2 •   (fig. lett.) crisi, decadenza: l'eclissi dell'impero romano. 
eclittica   antiq. ecclittica, s.f.  (astr.) l'orbita reale descritta dalla terra intorno al sole; l'orbita apparente descritta dal sole intorno alla terra, durante l'anno, lungo le costellazioni dello zodiaco.
eclittico   antiq. ecclittico, agg.  [pl. m. -ci] (astr.) di, dell'eclissi; dell'eclittica.
ecloga    ⇨ egloga.
ecmnesia   s.f.  (psicol.) condizione psichica patologica di chi, perdendo la nozione del presente, rivive con la memoria e attualizza fasi della vita passata.
ecmnestico   agg.  [pl. m. -ci] (psicol.) caratterizzato da ecmnesia: stato, episodio ecmnestico. 
eco   s.f.  o m.  [pl. gli echi]    • 1 •   ripetizione di un suono dovuta al riflettersi delle onde sonore contro un ostacolo | fare eco a qualcuno, farsi l'eco di qualcuno, (fig.) ripetere ciò che egli dice, confermarne le affermazioni, uniformarsi alle sue idee    • 2 •   (fig.) l'insieme dei commenti suscitati da un fatto o da una notizia; risonanza: destare una vasta eco; avere, trovare eco    • 3 •   titolo di giornali, rubriche, agenzie d'informazione: l'eco della stampa ®    • 4 •   (mus.) ripetizione di una frase musicale con sonorità minore    • 5 •   componimento poetico in cui le ultime parole o sillabe del verso vengono ripetute per dare risposta a un'interrogazione contenuta nel verso stesso.
eco-  eco- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. ôikos  'dimora'; significa 'casa' o 'ambiente in cui si vive' (economia, ecologia).
ecocardiografia   s.f.  (med.) tecnica diagnostica basata sull'impiego degli ultrasuoni, utilizzata per accertare lesioni cardiache o vascolari.
ecocardiografico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'ecocardiografia.
ecocardiografo   s.m.  apparecchio con cui si effettua l'ecocardiografia.
ecocatastrofe   s.f.  disastro di vaste proporzioni che colpisce l'ambiente; catastrofe, strage ecologica.
ecocidio   s.m.  distruzione dell'ambiente naturale.
ecoetichetta   s.f.  etichetta con il marchio dell'unione europea al centro di un fiorellino; garantisce i requisiti ecologici del prodotto su cui è applicata.
ecofobia   s.f.  (psicol.) timore patologico di rimanere soli in casa.
ecogoniometro   s.m.  (mar.) apparecchio che, mediante l'emissione di onde acustiche o ultrasoniche e la ricezione delle onde riflesse, consente la localizzazione di corpi immersi e la misurazione di distanze subacquee; sonar.
ecografia   s.f.  (med.) tecnica diagnostica basata sulla rilevazione degli echi prodotti da onde ultrasonore nell'attraversare i diversi tessuti della zona da esplorare.
ecografico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'ecografia.
ecografista   s.m.  [pl. -sti] medico che esegue le ecografie.
ecografo   s.m.    • 1 •   (mar.) ecometro fornito di dispositivo registratore    • 2 •   (med.) apparecchio ultrasonico usato per l'ecografia.
ecogramma   s.m.  diagramma tracciato da un ecografo.
ecoico   agg.  [pl. m. -ci] nella metrica, spec. latina, detto di verso in cui si riprendono parole o desinenze già usate.
ecoide   s.m.  unità ecologica costituita da un organismo e dal suo habitat.
ecolalia   s.f.  ripetizione di parole già pronunciate da sé stessi o da altri; si manifesta spec. nei bambini durante le prime fasi di apprendimento del linguaggio; può essere di natura patologica ed è caratteristica di alcuni psicopatici.
ecologia   s.f.  scienza che studia le relazioni tra gli esseri viventi e l'ambiente in cui vivono, con particolare riferimento all'influenza che le variazioni climatiche, ambientali ecc. (comprese quelle indotte dall'uomo) esercitano sull'uomo, sugli animali e sulle piante: ecologia umana, marina, spaziale; ministero dell'ecologia  ' ecologia clinica, medicina ambientale.
ecologico   agg.  [pl. m. -ci] dell'ecologia, relativo all'ecologia: fattori ecologici; disastro ecologico, grave alterazione dell'equilibrio ambientale § ecologicamente avv.  in modo ecologico; dal punto di vista ecologico.
ecologismo   s.m.  la tendenza e la pratica dell'ecologista.
ecologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene la necessità di difendere l'ambiente naturale, lottando contro quanto ne turba l'equilibrio; ambientalista | usato anche come agg.  in luogo di ecologistico : movimento, manifestazione ecologista. 
ecologistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da ecologista.
ecologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, specialista di ecologia.
ecometro   s.m.  (mar.) apparecchio subacqueo per misurare, mediante l'emissione e la ricezione di onde sonore o ultrasoniche, la profondità del fondale | ecoscandaglio.
economato   s.m.    • 1 •   carica, mansione di economo    • 2 •   in un ente, un'istituzione e sim., ufficio che si occupa dell'approvvigionamento dei materiali e delle attrezzature necessarie al funzionamento dell'ente, dell'istituzione stessa: l'economato dell'università. 
econometria   o econometrica [e-co-no-mè-tri-ca], s.f.  insieme dei metodi statistici di stima che si usano per dare espressione quantitativa alle relazioni tra variabili economiche ipotizzate da una teoria.
econometrico   agg.  [pl. m. -ci] dell'econometria; relativo all'econometria  s.m.  [f. -a] econometrista.
econometrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di econometria.
econometro   (aut.) dispositivo elettronico che consente di valutare momento per momento il consumo di carburante di un autoveicolo.
economia   s.f.    • 1 •   insieme delle attività relative alla produzione di ricchezza e alla distribuzione del reddito: economia nazionale, internazionale  | insieme dei rapporti sociali e delle istituzioni che regolano tali attività: economia capitalistica, o di mercato; economia socialista; economia mista  | economia sommersa, nel linguaggio giornalistico, la quota di reddito nazionale che sfugge al controllo del fisco e della legge    • 2 •   la disciplina che studia l'attività economica e i sistemi economici; la teoria che studia le leggi e i processi dell'agire economico: trattato, manuale di economia  | economia politica, la teoria economica classica, volta a sottolineare i rapporti sociali che si instaurano tra gli individui che partecipano alle attività di produzione e di distribuzione in un sistema economico    • 3 •   vantaggio, minor costo: economie di scala, quelle che si verificano quando i costi di produzione crescono in proporzione inferiore rispetto all'aumentare della produzione | economie esterne, vantaggi o svantaggi prodotti da un'attività economica a favore o a danno di terzi    • 4 •   uso parsimonioso delle proprie risorse: fare economia; spendere con, senza economia  | lavori in economia, quelli eseguiti sotto il diretto controllo del committente, che fornisce i materiali e paga la manodopera    • 5 •   pl.  (fam.) risparmi: investire le proprie economie    • 6 •   (fig.) organizzazione, disposizione razionale degli elementi che costituiscono un'opera letteraria, un discorso ecc.    • 7 •   (ant.) governo, amministrazione della casa | sopravvive nell'espressione: economia domestica, l'insegnamento pratico di come si organizza la vita familiare sotto il profilo economico.
economica   s.f.  (rar.) l'insieme delle scienze che studiano i fenomeni economici; fino al sec. xvii, il complesso dei principi relativi alla conduzione della famiglia e alla gestione della casa come unità di produzione e consumo.
economicismo   s.m.  tendenza ad attribuire all'agire economico importanza preminente tra le attività umane | negli studi storico-sociali, tendenza ad assegnare ai fattori economici un peso preponderante.
economicistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'economicismo.
economicità   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere economico, conforme a principi o criteri dell'economia: l'economicità di un indirizzo politico    • 2 •   rispondenza a un vantaggio, a un risparmio, a un impiego oculato dei mezzi: economicità di una spesa, di un criterio, di un'organizzazione. 
economico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si riferisce all'economia: dottrine economiche; le condizioni economiche di una famiglia    • 2 •   che è fatto contenendo al minimo le spese; che comporta una modica spesa, che fa risparmiare: edizione economica; viaggiare con mezzi economici  § economicamente avv.    • 1 •   secondo i principi dell'economia | dal punto di vista economico    • 2 •   in modo economico, con risparmio: vivere economicamente. 
economista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di economia.
economizzare   v. tr.  risparmiare: economizzare tempo e denaro  | v. intr.  [aus. avere] fare economia, contenere al minimo i costi: economizzare su tutto. 
economizzatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi economizza    • 2 •   (tecn.) qualsiasi dispositivo o apparecchio che serve a diminuire il consumo di combustibile o di altra fonte di energia: l'economizzatore del carburatore, della caldaia. 
economo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   amministratore di un ente, di una comunità, di un collegio e sim.: economo di un collegio    • 2 •   (estens.) chi sa amministrare bene, evitando spreco di denaro  agg.  che sa risparmiare, parsimonioso: essere economo. 
economy class   loc. sost. f. invar.  sugli aerei, la classe a tariffa minima.
ecoscandaglio   s.m.  (mar.) ecometro.
ecosfera   s.f.  la zona dell'atmosfera in cui è possibile la vita.
ecosistema   s.m.  [pl. -mi] unità ecologica di base costituita da un determinato ambiente di vita e dagli organismi animali e vegetali che in esso vivono; biosistema.
ecotipo   s.m.  (biol.) aspetto particolare e variabile che una specie vegetale o animale può assumere a seconda dell'ambiente di sviluppo.
ecotono   s.m.  in ecologia, spazio intermedio fra due ecosistemi limitrofi, caratterizzato dalla compresenza di specie animali e vegetali di entrambi.
ecpirosi   s.f.  nella filosofia stoica, conflagrazione universale che segnerebbe la fine di un anno cosmico.
ecstasy   s.m. invar.  droga prodotta sinteticamente che unisce l'effetto allucinogeno a quello stimolante; è confezionata in pillole.
ectasia   s.f.  (med.) dilatazione patologica di organi cavi: ectasia dell'esofago; ectasia aortica. 
ectasico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di organo cavo affetto da ectasia: vescica, arteria ectasica. 
ectipografia   s.f.  stampa in rilievo per i ciechi, detta più com. stampa in caratteri braille.
ecto-  ecto- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. ektós  'fuori'; significa 'fuori, esterno' (ectoplasma).
ectoblasto   s.m.  (biol.) ectoderma.
ectoderma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) strato esterno delle cellule dell'uovo fecondato, allo stadio di gastrula, da cui derivano l'epidermide, il sistema nervoso e gli organi di senso.
-ectomia  -ectomia secondo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. ektomé  'recisione', comp. di ek  'fuori' e tomé  'taglio'; significa 'ablazione, asportazione chirurgica' (tonsillectomia).
ectoparassita   s.m.  [pl. -ti] parassita che vive sulla superficie esterna del corpo dell'ospite (p. e.  pulci, acari, pidocchi).
ectopia   s.f.  (med.) collocazione anormale di un organo: ectopia renale, testicolare. 
ectopico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di organo affetto da ectopia: rene, testicolo ectopico. 
ectoplasma   s.m.  [pl. -smi]    • 1 •   (biol.) parte periferica del citoplasma cellulare    • 2 •   speciale sostanza fluida che fuoriesce dalla bocca di alcuni medium, in cui i cultori di spiritismo ravvisano la materializzazione degli spiriti.
ectoplasmatico   agg.  [pl. m. -ci] di, dell'ectoplasma.
ectoscopia   s.f.  (med.) osservazione esteriore del corpo umano a scopo clinico, diagnostico e sim.
ectozoo   s.m.  ectoparassita.
ectropion   s.m.  (med.) rovesciamento all'infuori del bordo libero della palpebra.
ecu   s.m.  unità monetaria convenzionale istituita in seno al sistema monetario europeo; il suo valore è riferito a quello delle monete della cee, ponderato in base all'importanza delle rispettive economie.
ecuadoriano   agg.  dell'ecuador  s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'ecuador.
eculeo   s.m.  antico strumento di tortura in forma di cavalletto; per estens., la tortura inflitta con tale strumento.
ecumene   s.f.  (geog.) la parte della terra emersa abitata dall'uomo.
ecumenicità   s.f.  (relig.)    • 1 •   l'essere ecumenico; universalità    • 2 •   ecumenismo.
ecumenico   agg.  [pl. m. -ci] (relig.)    • 1 •   universale: concilio ecumenico, quello a cui partecipano tutti i vescovi della chiesa cattolica, sotto la presidenza del papa    • 2 •   che tende all'unione delle chiese cristiane separate: consiglio ecumenico delle chiese, organismo internazionale che riunisce la quasi totalità delle confessioni cristiane acattoliche § ecumenicamente avv. 
ecumenismo   s.m.  (relig.) movimento che tende a riavvicinare e a riunire i fedeli delle diverse confessioni cristiane.
eczema   s.m.  [pl. -mi] (med.) dermatosi pruriginosa, localizzata o estesa, caratterizzata da arrossamento, vesciche e desquamazione della cute.
eczematico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) eczematoso.
eczematoso   agg.  (med.) relativo all'eczema; provocato da eczema.
edace   agg.  (lett.) che divora, che distrugge (anche fig.): il tempo edace, / fatal nemico, colla man rugosa / ti combatte, ti vince e ti disface  (monti).
edacità   s.f.  (ant.) l'essere edace; voracità.
edafico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) che si riferisce al suolo: fattori edafici, le condizioni fisiche e chimiche del terreno, che hanno influenza sullo sviluppo delle piante.
edafismo   s.m.  (bot.) relazione fra la struttura chimico-fisica del terreno e la distribuzione della flora.
edafologia   s.f.  ramo dell'ecologia che studia il suolo.
edafon   s.m.  (biol.) il complesso degli organismi vegetali microscopici che vivono negli strati superficiali del terreno.
eddomada    ⇨ ebdomada.
eddomadario    ⇨ ebdomadario.
edelweiss   s.m. invar.  (bot.) stella alpina.
edema   s.m.  [pl. -mi] (med.) infiltrazione di liquido organico nei tessuti: edema polmonare. 
edematico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di edema; che ha carattere di edema.
edematoso   agg.  (med.) dell'edema; che ha natura di edema: tumore edematoso   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da edema.
eden   s.m.    • 1 •   nome dato nell'antico testamento al paradiso terrestre    • 2 •   (fig. lett.) luogo di delizie, di piena felicità.
edenico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) dell'eden, degno dell'eden; paradisiaco § edenicamente avv. 
edera   s.f.  frutice sempreverde con foglie palmate e infiorescenze verdicce, frequente sui muri o sui tronchi degli alberi cui si attacca per mezzo di piccole radici avventizie (fam.  araliacee) | attaccarsi come l'edera, (fig.) strettamente, tenacemente.
ederaceo   agg.  (non com.) dell'edera.
ederella   s.f.  piccola pianta erbacea annua, diffusa nell'emisfero boreale, con foglie simili a quelle dell'edera e fiori azzurrini (fam.  scrofulariacee).
ederoso   agg.  (lett.) pieno di edera, cinto di edera.
edibile   agg.  (scient.) che può essere mangiato; commestibile: la parte edibile di un frutto. 
edicola   s.f.    • 1 •   nicchia o tempietto che accoglie una statua o un'immagine religiosa    • 2 •   chiosco per la vendita di giornali e pubblicazioni periodiche di vario tipo.
edicolante   s.m.  e f.  chi gestisce un'edicola per la vendita di giornali e libri.
edicolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] edicolante.
edificabile   agg.    • 1 •   che si può edificare    • 2 •   su cui si può edificare perché ritenuto idoneo giuridicamente e tecnicamente: area, terreno edificabile. 
edificabilità   s.f.  l'essere edificabile | indice di edificabilità, quantità di metri cubi di costruzioni ammessi su una determinata area edificabile.
edificamento   s.m.  (ant.) l'edificare.
edificante   part. pres.  di edificare   agg.  che dà buon esempio, che induce alla virtù: condotta, lettura edificante  § edificantemente avv.  (rar.).
edificare   v. tr.  [io edìfico, tu edìfichi ecc.]    • 1 •   costruire, per lo più opere in muratura: edificare un grattacielo, una città    • 2 •   (fig.) fondare, formare, istituire: edificare uno stato democratico; edificare una nuova teoria    • 3 •   (fig.) stimolare al bene con il buon esempio: edificare l'animo  | edificarsi v. rifl.  (non com.) essere indotto a un comportamento virtuoso.
edificativo   agg.  (non com.) atto a edificare | (fig.) edificante, esemplare.
edificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi edifica (anche fig.).
edificatorio   agg.  (non com.) che si riferisce all'edificazione: comparto edificatorio, zona destinata dal piano regolatore all'edificazione.
edificazione   s.f.    • 1 •   l'edificare, l'essere edificato; costruzione: edificazione di un palazzo    • 2 •   (non com.) la cosa edificata, edificio    • 3 •   (fig.) ammaestramento al bene, buon esempio: opera scritta a edificazione dei fedeli. 
edificio   lett. edifizio, s.m.    • 1 •   costruzione architettonica di una certa grandezza, per lo più in muratura, destinata ad abitazione o ad altro uso pubblico o privato: costruire, demolire un edificio; edificio sacro, scolastico, ospedaliero    • 2 •   (fig.) qualsiasi struttura organizzata: l'edificio dello stato; l'edificio sociale    • 3 •   (fig.) complesso di argomentazioni organicamente strutturate: l'edificio della difesa; un edificio di menzogne. 
edile   agg.  che concerne l'edilizia: costruttore, perito, ingegnere edile; impresa edile; macchine edili   s.m.    • 1 •   in roma antica, magistrato incaricato della cura dei templi e degli edifici pubblici, dei ludi, della polizia urbana e dell'annona    • 2 •   spec. pl.  chi lavora nell'industria edilizia: il contratto degli edili. 
edilità   s.f.    • 1 •   (st.) nell'antica roma, grado, carica di edile; il tempo di durata della carica    • 2 •   (non com.) reparto dell'amministrazione municipale che si occupa di edifici, strade, lavori pubblici.
edilizia   s.f.  l'arte, la tecnica e l'industria della costruzione di edifici: edilizia popolare, residenziale. 
edilizio   agg.    • 1 •   (st.) di edile: autorità, carica edilizia    • 2 •   che concerne l'edilizia: lavori edilizi; piano, regolamento edilizio; commissione edilizia, commissione comunale che decide o esprime pareri in materia edilizia | speculazione edilizia, costruzione intensiva di edifici a opera di privati, in violazione dei vincoli di legge.
edima   s.f.  (ant.) settimana.
edipeo   agg.  di edipo, mitico eroe greco: il ciclo edipeo, l'insieme delle tragedie relative a edipo.
edipico   agg.  [pl. m. -ci] di edipo, mitico re di tebe | (psicoan.) si riferisce all'attaccamento erotico del bambino (spec. il maschio) al genitore del sesso opposto, di solito associato a ostilità verso il genitore del proprio sesso.
edipismo   s.m.  (psicoan.) stato nevrotico dovuto al mancato superamento del complesso di edipo.
edipo   s.m.  (psicoan.) abbreviazione di complesso di edipo. 
editare   v. tr.  [io èdito ecc.] (non com.) pubblicare, stampare.
editing   s.m. invar.  nell'editoria, elaborazione redazionale di un testo; (inform.) elaborazione dei dati ai fini della stampa.
editio princeps   loc. sost. f. invar.  prima edizione a stampa di un'opera; in partic., prima edizione di un'opera stampata nel sec. xv o nella prima metà del xvi.
edito   agg.  pubblicato: un libro edito a torino. 
editor   s.m. invar.    • 1 •   responsabile della pubblicazione di un giornale, una rivista, una collana editoriale e sim.    • 2 •   (inform.) programma che permette di creare, modificare o visionare un altro programma | editor di testi, che crea, legge e modifica file di testo.
editore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   imprenditore o società imprenditrice che stampa in proprio o fa stampare e pubblica per la vendita libri, periodici, quotidiani, testi musicali, o anche dischi, cassette, videocassette registrate e sim., apponendovi sopra il proprio marchio: un editore di libri d'arte; ricordi fu editore delle musiche di verdi  | usato anche come agg.  : casa, società editrice    • 2 •   studioso che cura la pubblicazione di un'opera altrui; in partic., filologo che cura un'edizione critica    • 3 •   (non com.) editor.
editoria   s.f.  l'industria che ha per oggetto la pubblicazione e distribuzione di libri e periodici; anche, l'insieme degli editori e delle loro attività | editoria elettronica, insieme di attività editoriali che realizzano, mediante elaborazione elettronica, prodotti e servizi d'informazione su supporti diversi dalla carta (p. e. dischetti, videocassette, compact disk, dispositivi telematici ecc.).
editoriale   agg.  di editore; dell'editoria: attività editoriale; lavorare nel settore editoriale   s.m.  (giorn.) articolo di fondo, per lo più di carattere politico, pubblicato sulla prima pagina di un quotidiano o di un periodico; scritto di solito dal direttore, rispecchia l'indirizzo ideologico del giornale § editorialmente avv.  sotto l'aspetto editoriale.
editorialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive editoriali.
edittale   agg.    • 1 •   di un editto, spec. con riferimento a quelli promulgati dagli antichi magistrati romani    • 2 •   (estens.) nel linguaggio forense, della legge, contemplato dalla legge: pena edittale. 
editto   s.m.    • 1 •   ordinanza emanata da una pubblica autorità, spec. in roma antica: promulgare, revocare un editto; l'editto di costantino    • 2 •   (estens.) ordine, legge: non son li editti etterni per noi guasti  (dante purg.  i, 76).
edituo   s.m.  in roma antica, chi custodiva i templi e le cose sacre per incarico degli edili.
edizione   s.f.    • 1 •   riproduzione di un'opera a stampa, per diffonderla in un numero elevato di esemplari: prima, seconda edizione; edizione integrale, ridotta; edizione scolastica; edizione economica, di lusso, tascabile; edizione rilegata, in brossura; edizione maggiore, minore, di una stessa opera pubblicata con o senza apparati, indici e sim.; edizione riveduta e corretta, sostanzialmente migliorata rispetto alla precedente | edizione critica, (filol.) pubblicazione di un testo curata secondo i metodi della critica testuale | edizione nazionale, pubblicazione delle opere di un grande scrittore a cura e a spese dello stato: l'edizione nazionale delle opere di benedetto croce    • 2 •   l'insieme degli esemplari stampati da una stessa composizione tipografica: un'edizione di diecimila copie  | (estens.) ciascuno degli esemplari di essa: possedere delle edizioni antiche    • 3 •   ciascuna delle tirature di un quotidiano nel corso della giornata: edizione del mattino, della sera; edizione straordinaria; ultima edizione  | ogni singola trasmissione di notiziari radiofonici o televisivi, che vanno in onda a ore diverse della giornata: l'edizione della notte del telegiornale    • 4 •   (estens.) ripresa, ripetizione di una manifestazione, di uno spettacolo: la 48 a edizione del giro d'italia; l'ultima edizione del festival di sanremo  | versione del parlato di un film: edizione italiana di un film inglese    • 5 •   (fig. scherz.) nuovo aspetto, nuovo atteggiamento di una persona: hai visto maria ultima edizione?. 
edochiano   agg.  (non com.) di tokyo  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di tokyo.
edomada    ⇨ ebdomada.
edomadario    ⇨ ebdomadario.
edonismo   s.m.  nella filosofia greca, concezione morale che identifica il bene col piacere | (estens.) criterio, atteggiamento che considera il conseguimento del piacere come fine principale dell'agire umano.
edonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace dell'edonismo | (estens.) chi fa della ricerca del piacere il proprio indirizzo di vita.
edonistico   agg.  [pl. m. -ci] di edonista; dell'edonismo: concezioni edonistiche  § edonisticamente avv. 
edotto   agg.  (lett.) informato, istruito, al corrente: rendere edotto qualcuno su  (o intorno a) qualcosa. 
edredone   s.m.  grosso uccello acquatico, bianco superiormente e nero inferiormente, dal morbidissimo piumaggio (ord.  anseriformi).
-edro  -edro secondo elemento di composti della terminologia geometrica, tratti dal greco o di formazione moderna, dal gr. hédra  'sedile, base'; vale 'faccia', 'avente un dato numero di facce' (dodecaedro, triedro).
educabilità   s.f.  possibilità di essere educato; in partic., disposizione del soggetto a recepire l'educazione; sensibilità al processo educativo: l'educabilità di un individuo, di un gruppo. 
educamento   s.m.  (ant.) l'educare; educazione.
educanda   s.f.  giovinetta che viene educata in un istituto religioso | (estens.) ragazza timida, inesperta.
educandato   s.m.  collegio per l'educazione delle fanciulle retto da monache; la parte di un monastero in cui vivono e studiano le educande.
educare   v. tr.  [io èduco, tu èduchi ecc. ; poet. io edùco ecc.]    • 1 •   formare con l'insegnamento e con l'esempio il carattere e la personalità di qualcuno, spec. dei giovani, sviluppandone le facoltà intellettuali e le qualità morali secondo determinati principi: educare i figli; educare bene, male  | indicando il fine dell'opera educativa: educare al bene, alla modestia    • 2 •   sviluppare, affinare (determinate facoltà); assuefare, avvezzare a qualcosa: educare il gusto, la fantasia; educare l'orecchio alla musica, il corpo alle fatiche    • 3 •   detto di animale, addestrarlo, ammaestrarlo: educare un cane da guardia  | detto di pianta rampicante, farle seguire l'andamento voluto    • 4 •   (poet.) coltivare, far crescere: nel suo povero tetto educò un lauro / con lungo amore  (foscolo sepolcri  55-56).
educational   s.m. invar.  qualsiasi strumento o attività (testo scolastico, sussidio didattico, viaggio di istruzione ecc.) che ha una finalità educativa.
educativo   agg.    • 1 •   che concerne l'educazione: sistemi, metodi educativi    • 2 •   che tende a educare, atto a educare: un film educativo  § educativamente avv. 
educato   part. pass.  di educare   agg.  che ha ricevuto una buona educazione; cortese, garbato, gentile: un ragazzo, un gesto educato  § educatamente avv. 
educatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi educa, spec. per dovere morale (p. e.  come genitore) o per professione (come insegnante)    • 2 •   pedagogista, studioso di problemi educativi    • 3 •   (dir.) collaboratore del tribunale per i minorenni incaricato di assistere i giovani dalla condotta irregolare.
educatorio   s.m.  (non com.) educandato.
educazione   s.f.    • 1 •   l'educare; l'insieme degli interventi volti a formare la personalità intellettuale e morale di un individuo: l'educazione di un bambino; ricevere, impartire una rigida, una sana educazione  | il complesso delle norme, delle attività tendenti a sviluppare nell'uomo determinate facoltà e attitudini; denominazione di alcune materie di studio o d'insegnamento: educazione civica, artistica, sessuale, linguistica; educazione fisica, la ginnastica | educazione permanente, aggiornamento culturale e professionale continuo    • 2 •   comportamento corretto e garbato, belle maniere: non conoscere l'educazione; gente senza educazione  | bella educazione!, espressione ironica riferita a chi si comporta villanamente.
edulcorante   part. pres.  di edulcorare   agg.  e s.m.  dolcificante: prodotto, preparato edulcorante. 
edulcorare   v. tr.  [io edùlcoro ecc.]    • 1 •   (non com.) addolcire: edulcorare una bevanda    • 2 •   (fig.) mitigare, far apparire meno crudo, meno sgradevole: edulcorare la verità; un resoconto edulcorato, una cronaca dei fatti edulcorata, attenuati al punto da essere poco credibili.
edulcorazione   s.f.  l'edulcorare, l'essere edulcorato.
edule   agg.  che si può mangiare; commestibile, mangereccio: fungo edule. 
edurre   v. tr.  (ant.) condurre fuori; estrarre.
eduzione   s.f.    • 1 •   (filos.) nella scolastica, l'emergere della forma dalla materia, ossia il passaggio dalla potenza all'atto    • 2 •   (min.) l'insieme delle operazioni che servono a riversare in superficie l'acqua che filtra nelle miniere.
efebeo   s.m.  nell'antica grecia, luogo destinato agli esercizi ginnici dei giovani.
efebia   s.f.  nell'antichità greca, la condizione di efebo.
efebico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di efebo; che ha l'aspetto o le forme delicate di un efebo | amore efebico, pederastia.
efebo   s.m.    • 1 •   nell'antica grecia, giovane uscito dalla fanciullezza; in partic., giovane dai diciotto ai vent'anni    • 2 •   (estens.) giovane di aspetto e modi effeminati.
efedra   s.f.  (bot.) genere di piante cespugliose diffuse nelle zone calde, con foglie squamiformi e fiori in amenti; da alcune specie si estrae l'efedrina (fam.  efedracee).
efedracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante gimnosperme cui appartiene l'efedra | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
efedrina   s.f.  (farm.) alcaloide presente in alcune specie di efedra, usato come vasocostrittore locale e antispastico nella terapia dell'asma bronchiale e delle malattie cardiovascolari.
efelide   s.f.  (spec. pl.) macchiolina della pelle di colore giallo-bruno, che si accentua per esposizione al sole, tipica delle carnagioni chiare; è detta comunemente, ma impropriamente, lentiggine. 
efemera   s.f.  insetto con corpo esile terminante in tre lunghe appendici filiformi e grandi ali dalle nervature reticolate; vola in sciami sugli stagni e ha vita brevissima (ord.  efemerotteri).
efemeride    ⇨ effemeride.
efemerotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti terrestri allo stato adulto, acquatici allo stato larvale; le larve hanno molte mute e vita molto lunga, mentre gli adulti vivono solo il tempo necessario per la riproduzione (da poche ore ad alcuni giorni) | sing.  [-o] ogni insetto appartenente a tale ordine.
efendi    ⇨ effendi.
efesino   agg.  di efeso, antica città dell'asia minore  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di efeso.
efesio   agg.  di efeso; efesino: diana efesia, così chiamata perché in quella città sorgeva un tempio famoso a lei dedicato | lettere efesie, formule magiche usate in misteriosi riti celebrati a efeso.
effato   s.m.  (ant. , lett.)    • 1 •   assioma; detto    • 2 •   formula simbolica di consacrazione pronunciata dal sacerdote.
effe   s.f.  o m. invar.    • 1 •   nome della lettera f    • 2 •   (mus.) piccola apertura, a forma di f, praticata nella tavola armonica di alcuni strumenti ad arco, spec. della famiglia del violino.
effemeride   o efemeride, s.f.    • 1 •   libro in cui si registravano giorno per giorno gli atti del re    • 2 •   (estens. lett.) diario, cronaca giornaliera | pubblicazione periodica, rivista, spec. di carattere letterario o scientifico    • 3 •   pubblicazione astronomica in cui vengono riportate le tabelle e i grafici che indicano le posizioni degli astri sulla sfera celeste, per ogni anno solare    • 4 •   (ant.) lunario, almanacco.
effemeroteca   s.f.  (non com.) emeroteca.
effeminare   meno com. effemminare, v. tr.  [io effémino ecc.] (lett.) rendere femmineo; per estens., infiacchire, snervare.
effeminatezza   meno com. effemminatezza, s.f.  l'essere effeminato | atto, comportamento effeminato.
effeminato   meno com. effemminato, part. pass.  di effeminare   agg.  che assume atteggiamenti femminei; lezioso, molle, poco virile: un giovane effeminato; costumi effeminati  § effeminatamente avv. 
effemminare   e deriv.   ⇨ effeminare e deriv. 
effendi   o efendi, s.m.  titolo che si dà in turchia a persone di alto grado sociale; si pospone al nome.
efferatezza   s.f.    • 1 •   l'essere efferato: l'efferatezza di un delitto    • 2 •   atto efferato: le efferatezze di nerone. 
efferato   agg.  feroce, crudele, disumano: un delitto efferato  § efferatamente avv. 
efferente   agg.    • 1 •   (tecn.) che conduce, che trasporta fuori: tubi efferenti, che portano un fluido da un recipiente a un altro    • 2 •   (anat.) si dice di condotto che porta un liquido fuori dell'organismo: canali, dotti efferenti  | vie, fibre efferenti, nel sistema nervoso, quelle che conducono agli organi effettori gli impulsi generati dai centri nervosi.
effervescente   agg.    • 1 •   che è in effervescenza o la produce: una bevanda effervescente; magnesia effervescente    • 2 •   (fig.) molto vivace, ricco di brio e di estro: fantasia effervescente; un oratore effervescente  § effervescentemente avv. 
effervescenza   s.f.    • 1 •   rapido sviluppo, in un liquido, di gas che sale alla superficie sotto forma di bollicine    • 2 •   (fig.) eccitazione, agitazione, fermento: essere in effervescenza. 
effettato   agg.  nel gergo calcistico, si dice del pallone calciato con effetto; anche, del tiro che ne risulta.
effettismo   s.m.  ricerca di un facile effetto, desiderio di impressionare, spec. in opere d'arte o nell'informazione.
effettistico   agg.  [pl. m. -ci] caratterizzato da effettismo § effettisticamente avv.  (non com.).
effettività   s.f.  l'essere effettivo, reale, concreto.
effettivo   agg.    • 1 •   reale, vero, concreto: valore effettivo; perdite effettive; un vantaggio, un miglioramento effettivo; servizio permanente effettivo, quello dei militari di carriera    • 2 •   che ricopre legittimamente e permanentemente un ufficio o un incarico: insegnante, personale effettivo; socio effettivo, che non è onorario    • 3 •   (non com.) che produce un effetto; efficiente  s.m.    • 1 •   numero di uomini componenti una unità militare: l'effettivo del battaglione  | (estens.) l'insieme dei membri di un'organizzazione: l'effettivo di una banca, il personale in organico; l'effettivo di una squadra di calcio, i suoi giocatori    • 2 •   consistenza, quantità reale, concreta: l'effettivo dei suoi beni  § effettivamente avv.  in realtà, veramente: dimostra più anni di quanti ne abbia effettivamente  | in un certo senso (con sfumatura attenuativa): effettivamente, non hai tutti i torti. 
effetto   s.m.    • 1 •   ogni evento o fenomeno inteso come prodotto da una causa (per cui il termine è normalmente correlato a causa); conseguenza, risultato: il rimedio non ha avuto nessun effetto; gli effetti benefici dell'aria di montagna  | in effetti, realmente, effettivamente ' a questo effetto, a questo fine | per effetto di, in conseguenza di | valido a tutti gli effetti, a tutti i fini, pienamente    • 2 •   realizzazione, compimento: mandare a effetto, portare alla conclusione; dare effetto a qualcosa, porre in effetto qualcosa, metterla in atto    • 3 •   validità, efficacia: legge con effetto retroattivo    • 4 •   viva impressione: una scena di grande effetto; parole d'effetto  (o a effetto); ricercare i forti effetti; romanzo, dramma, film a effetto, che suscita emozioni con facili espedienti | effetti speciali, le tecniche di natura scenografica e ottica che nella realizzazione di spettacoli, spec. cinematografici, introducono immagini alterate o illusionistiche (accelerazioni e rallentamenti, simulazione dei fenomeni atmosferici, animazione di oggetti o di esseri irreali ecc.) '  effetti ottici, acustici, fenomeni per cui una cosa si presenta alla vista o all'udito diversa da quello che è in realtà '  effetti di luce, giochi di luce e ombra '  fare l'effetto di, fare l'impressione di, sembrare. dim. e pegg. effettuccio  accr. effettone  pegg. effettaccio    • 5 •   nel biliardo, nel calcio e in altri giochi, movimento di rotazione o particolare traiettoria che si imprime alla palla colpendola di lato, o con altro artificio: un tiro con  (o a) effetto    • 6 •   cambiale, titolo di credito    • 7 •   (fis.) fenomeno che si manifesta con caratteristiche proprie e inconfondibili: effetto joule, per il quale un corpo si riscalda se attraversato da corrente elettrica; effetto volta, caratterizzato dall'insorgere di una differenza di potenziale fra due conduttori diversi a contatto fra loro; effetto doppler, modificazione della frequenza apparente di un fenomeno ondulatorio (suono, luce ecc.) dovuta al moto relativo della sorgente rispetto all'osservatore    • 8 •   pl.  oggetti di vestiario o d'uso (spec. nel linguaggio burocratico): effetti personali. 
effettore   s.m.  (fisiol.) terminazione nervosa che trasmette a un tessuto gli impulsi generati dai centri | organo o tessuto non nervoso, attivato da una fibra nervosa efferente | usato anche come agg.  : organo effettore. 
effettuabile   agg.  che si può effettuare; realizzabile, eseguibile: un piano difficilmente effettuabile. 
effettuabilità   s.f.  l'essere effettuabile; fattibilità.
effettuale   agg.  (lett.) che si riferisce all'effetto; concreto, effettivo: mi è parso più conveniente andare drieto alla verità effettuale della cosa, che alla imaginazione di essa  (machiavelli) § effettualmente avv.  (rar.) in realtà, concretamente.
effettualità   s.f.  (lett.) l'essere effettuale; realtà, concretezza.
effettuare   v. tr.  [io effèttuo ecc.] mandare a effetto, attuare, realizzare: effettuare un piano, un'impresa '  usato nel linguaggio burocratico con il sign. di 'fare, eseguire': effettuare una fermata, fermarsi, detto di mezzi di trasporto pubblici | effettuarsi v. rifl.  aver luogo; compiersi; accadere: la gita non si è potuta effettuare per il maltempo. 
effettuazione   s.f.  l'effettuare, l'effettuarsi; realizzazione, esecuzione: l'effettuazione di un programma. 
effettuoso   agg.  (ant.) efficace § effettuosamente avv. 
effezione   s.f.  (ant.) effetto, risultato di un'azione | mettere a effezione, compiere, portare a compimento; venire a effezione, realizzarsi, avere buon esito.
efficace   agg.    • 1 •   che produce l'effetto voluto; che raggiunge lo scopo cui è destinato: farmaco efficace contro i reumatismi; un rimprovero efficace  | ricco di forza espressiva, incisivo, persuasivo: un discorso, uno scrittore efficace    • 2 •   grazia efficace, (teol.) quella che spinge la volontà umana verso il bene e la salvezza    • 3 •   (dir.) che produce un effetto giuridicamente rilevante § efficacemente avv. 
efficacia   s.f.    • 1 •   l'essere efficace; capacità di ottenere l'effetto desiderato: l'efficacia di una medicina; avere molta, scarsa efficacia; esprimersi, scrivere con efficacia, con calore, in modo incisivo    • 2 •   (dir.) capacità di un atto giuridico di produrre gli effetti per cui viene compiuto | validità attuale di una legge.
efficente    ⇨ efficiente.
efficenza    ⇨ efficienza.
efficiente   diffuso ma non corretto efficente, agg.    • 1 •   che è in condizione di produrre un effetto: causa efficiente  | complemento di causa efficiente, (gramm.) quello che, in una proposizione con verbo al passivo, indica l'essere inanimato da cui deriva un effetto (p. e. il raccolto fu distrutto  dalla grandine)    • 2 •   che è in grado di funzionare; che ha un buon rendimento, che svolge bene le proprie funzioni: una macchina efficiente; un impiegato efficiente, attivo, solerte § efficientemente avv.  con efficienza.
efficientismo   s.m.  ostentazione di un alto grado di efficienza; tendenza a sopravvalutare l'importanza dell'efficienza nel lavoro, in un'attività.
efficientista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi agisce con efficientismo, o lo propaganda e promuove.
efficientistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'efficientismo o agli efficientisti § efficientisticamente avv. 
efficienza   diffuso ma non corretto efficenza, s.f.    • 1 •   l'essere efficiente: l'efficienza di una macchina, di un esercito  | mettere in efficienza, in condizione di funzionare ' essere in piena, perfetta efficienza, nella pienezza delle proprie capacità, in grado di funzionare perfettamente    • 2 •   (econ.) caratteristica del processo produttivo che assicura il prodotto maggiore a parità di input    • 3 •   (fis.) in aerodinamica, il rapporto tra la portanza e la resistenza di un corpo in moto rispetto a un fluido.
effige    ⇨ effigie.
effigiare   v. tr.  [io effìgio ecc.] (lett.)    • 1 •   rappresentare, raffigurare in effigie    • 2 •   scolpire, ornare con effigi: le porte qui d'effigiato argento  (tasso g. l.  xvi, 2).
effigie   meno com. effige, s.f.  [pl. -gie, meno com. -gi]    • 1 •   figura, immagine, spec. di persona, dipinta, disegnata, scolpita o incisa; anche, il quadro, la scultura, l'incisione e sim. che riproduce tale immagine | giustiziare, impiccare, bruciare in effigie, (st.) antica pratica consistente nell'eseguire la condanna di un reo contumace infierendo sul suo ritratto; da cui anche, spec. nelle rivolte popolari, condannare un personaggio, un regime, un'istituzione distruggendo i simboli che li rappresentano    • 2 •   aspetto, sembianza, apparenza: canova rappresentò paolina borghese in effigie di venere vincitrice. 
effimera   s.f.  (zool.) efemera.
effimero   antiq. lett. efimero, agg.    • 1 •   che dura un sol giorno | (febbre) effimera, termine ora in disuso per indicare un accesso febbrile della durata di un giorno o poco più    • 2 •   (estens.) che ha breve durata; caduco, fugace: gloria effimera; speranze effimere    • 3 •   (bot.) si dice di fiore che resta aperto poche ore e poi appassisce; di pianta che compie il suo ciclo vitale entro due o tre mesi | (zool.) si dice di insetto che, raggiunto lo stato adulto, vive solo poche ore  s.m.  ciò che è effimero | la cultura dell'effimero, quella che, indirizzandosi a un pubblico vasto ed eterogeneo, si esprime attraverso manifestazioni di breve durata in cui si fondono cultura e intrattenimento.
efflorescente   agg.  (chim.) si dice di composto che presenta efflorescenza.
efflorescenza   s.f.    • 1 •   (chim.) fenomeno per cui un composto idrato, esposto all'aria, perde l'acqua di cristallizzazione, diventando opaco e riducendosi poi in polvere    • 2 •   (geol.) formazione di materie saline su un terreno, su una roccia e sim.    • 3 •   (med.) eruzione cutanea.
effluente   part. pres.  di effluire  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  insieme di rifiuti che vengono eliminati attraverso le fognature.
effluire   v. intr.  [io effluisco, tu effluisci ecc. ; aus. essere] (non com.) sgorgare, uscire fuori da un condotto.
efflusso   s.m.  flusso verso l'esterno; fuoruscita di un fluido da un'apertura.
effluvio   s.m.    • 1 •   il diffondersi di un odore, spec. gradevole; profumo: cipressi e cedri / di puri effluvi i zefiri impregnando  (foscolo sepolcri  114-115) | (iron.) cattivo odore, puzzo, miasma    • 2 •   (estens.) emanazione, flusso: un effluvio di luce | effluvio elettrico, scarica elettrica che si produce tra due conduttori in particolari condizioni.
effondere   v. tr.  [coniugato come fondere] (lett.)    • 1 •   versar fuori, spargere, spandere: effondere lacrime    • 2 •   (fig.) manifestare apertamente, sfogare: effondere l'animo, il proprio dolore  | v. intr.  [aus. essere] fuoruscire | effondersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   diffondersi, propagarsi: lascia il supremo sogno al cielo effondersi  (d'annunzio)    • 2 •   profondersi: effondersi in ringraziamenti. 
effossorio   agg.  che serve a scavare: macchine effossorie, escavatrici.
effrazione   s.f.    • 1 •   forzatura di sistemi di chiusura o dispositivi di sicurezza; scasso | (dir.) circostanza aggravante dei reati di furto e di evasione    • 2 •   (fig. lett.) deliberata violazione, spesso polemica, di norme o principi consolidati dalla tradizione: un atteggiamento, uno stile che rivela il gusto dell'effrazione. 
effrenato   agg.  (ant. , lett.) senza freni, incontrollabile: la passione effrenata dell'ira, dello scherno, dell'odio  (bacchelli).
effumazione   s.f.  (ant.) esalazione naturale di fumi o vapori.
effusiometro   s.m.  (fis.) apparecchio che misura la densità di un gas in base ai suoi tempi di efflusso.
effusione   s.f.    • 1 •   l'effondere, l'effondersi; versamento, spargimento: effusione di sangue  | effusione lavica, vulcanica, (geol.) fuoruscita di lava da un cratere    • 2 •   (fis.) diffusione di un gas in un altro attraverso una parete porosa    • 3 •   (fig.) calorosa, espansiva manifestazione d'affetto: salutare con grande effusione; effusioni amorose. 
effusivo   agg.    • 1 •   (geol.) che riguarda l'effusione vulcanica | rocce effusive, formate da lava vulcanica solidificata    • 2 •   (fig. non com.) espansivo, affettuoso: temperamento effusivo  § effusivamente avv. 
effuso   part. pass.  di effondere   agg.  (lett.) versato; sparso ampiamente, sciolto: effuse in lunga onda / le chiome  (carducci).
effusore   agg.  (non com.) che effonde  s.m.    • 1 •   (non com.) chi effonde    • 2 •   (tecn.) ugello.
-efico  -efico suffisso di aggettivi di origine latina, dal lat. -efi°cu(m), corradicale di face°re  'fare'; indica possibilità, capacità di fare, di produrre (benefico, malefico).
efidrosi   s.f.  (med.) sudorazione eccessiva in una parte del corpo.
efimero    ⇨ effimero.
efimnio   s.m.  nella metrica greca e latina, sorta di ritornello che, in componimenti strofici, è collocato alla fine di ciascuna strofa.
efod   s.m.  (lit.) nella bibbia, paramento del sommo sacerdote; anche, oggetto o indumento usato dal sommo sacerdote per interrogare la volontà di dio.
eforato   s.m.  ufficio, dignità di eforo; la durata di questo ufficio.
eforo   s.m.  nell'antica sparta, ciascuno dei cinque magistrati, eletti annualmente dal popolo, che sorvegliavano l'opera dei re ed erano responsabili della politica estera.
eftemimera   o eftemimere o eptemimera, agg. f.  nella metrica greca e latina, si dice della cesura che nell'esametro cade dopo la settima quantità lunga, cioè a metà del quarto piede; è detta anche, alla latina, semisettenaria. 
egagro   s.m.  grossa capra selvatica dell'asia e delle isole egee (ord.  artiodattili).
egalitario   e deriv.   ⇨ egualitario e deriv. 
egemone   agg.  (lett.) che esercita un'egemonia, un predominio: potenza, classe egemone   s.m.  (lett.) condottiero, capo.
egemonia   s.f.    • 1 •   supremazia di uno stato su altri: l'egemonia di sparta    • 2 •   (estens.) predominio, preminenza: egemonia economica, culturale. 
egemonico   agg.  [pl. m. -ci] di egemonia, che ha carattere di egemonia: posizione egemonica; potere egemonico  | che esercita egemonia: stato egemonico  § egemonicamente avv. 
egemonismo   s.m.  aspirazione, tendenza all'egemonia: l'egemonismo della germania nazista. 
egemonizzare   v. tr.  sottoporre alla propria egemonia, ridurre in proprio potere: egemonizzare le fonti di informazione. 
egemonizzazione   s.f.  l'egemonizzare, l'essere egemonizzato.
egente   agg.  (ant. , lett.) bisognoso; povero.
egenza   s.f.  (ant. , lett.) mancanza, carenza.
egeo   agg.  che si trova nel mare egeo o a esso si riferisce: isole egee | civiltà egea, la civiltà di creta e dei popoli circostanti, fiorita soprattutto nel secondo millennio a. c.
-eggiare  -eggiare suffisso verbale, dal gr. -ízein  attrav. il lat. volg. -idiare; indica realizzazione o manifestazione di ciò che la parola di base esprime (indietreggiare, verdeggiare), e talora anche azione ripetuta (lampeggiare) [ ⇨ -izzare].
-eggio  -eggio suffisso di nomi derivati da verbi in -eggiare  (conteggio).
egida   s.f.    • 1 •   il mitico scudo di giove e di minerva, ricoperto con la pelle della capra amaltea    • 2 •   (fig. lett.) protezione, difesa: mettersi, porsi sotto l'egida della giustizia  | patronato: la manifestazione si svolge sotto l'egida del comune. 
eginetico   agg.  [pl. m. -ci] che è proprio dell'isola greca di egina ' lega eginetica, speciale lega di bronzo usata dagli statuari greci ' sorriso eginetico, (lett.) espressione attonita, come quella delle statue della scuola di egina (secc. vi-v a. c.).
egioco   agg.  armato di egida; nell'antica mitologia greca è epiteto di giove.
egira   s.f.  la fuga di maometto dalla mecca a medina (622 d. c.), che segna l'inizio dell'era islamica.
egittologia   s.f.  scienza che studia la civiltà dell'antico egitto.
egittologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] chi studia l'egittologia.
egiziaco   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) dell'egitto, egiziano (per lo più in riferimento all'antichità).
egiziano   agg.  dell'egitto antico o moderno: i faraoni egiziani; il presidente egiziano   s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante dell'egitto    • 2 •   la lingua dell'antico egitto    • 3 •   carattere tipografico del tipo grassetto, con trattini orizzontali ben marcati alle estremità delle aste.
egizio   agg.  dell'antico egitto: le piramidi egizie   s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'antico egitto.
eglefino   s.m.  pesce simile al merluzzo, che vive nell'atlantico; ha carni saporite, che si consumano generalmente affumicate (ord.  gadiformi).
egli   pron. pers. m. di terza persona sing.  [f. ella; pl. essi, eglino, ellino; varianti ant., pop. o lett.: ei, e', gli, ello, elli, el]    • 1 •   nell'uso moderno si riferisce sempre a persona (per animale o cosa è usato esso) e si può impiegare solo in funzione di soggetto (nelle altre funzioni è sostituito dalle forme atone lo, gli  o dalla forma tonica lui; nell'uso parlato, e sempre di più anche nell'uso scritto, tende a essere sostituito da lui  anche come pron. soggetto); viene per lo più sottinteso quando è evidente di chi si parli: appena (egli) entrò, tutti tacquero  | si rafforza se è seguito da stesso, medesimo : venne egli stesso a riferire sull'accaduto    • 2 •   nell'uso antico ricorre anche come soggetto di terza persona pl., anche riferito ad animale o cosa, oppure con funzione di complemento: come egli hanno tre soldi, vogliono le figliuole de' gentili uomini... per moglie  (boccaccio dec.  vii, 8); egli era un liofante  (pulci); elessero... egli e' suoi discendenti  (g. villani) | (ant.  o lett.) con valore pleonastico in espressioni impersonali o interrogative (in quest'ultimo caso, posposto al verbo); funge anche da soggetto neutro: egli era in questo castello una donna vedova  (boccaccio dec.  ii, 2); che c'è egli mai...?  (manzoni); foss'egli come voi dite!  (sbarbaro).
eglino   anche ellino, pron. pers. m. di terza persona pl.  (ant.) essi.
egloga   lett. ecloga, s.f.    • 1 •   componimento poetico di tema pastorale, gener. in forma dialogica, proprio delle letterature classiche e ripreso anche in quelle moderne: le egloghe di virgilio, del sannazaro    • 2 •   componimento musicale che trae ispirazione da motivi della poesia pastorale o dal testo di un'egloga.
ego   s.m. invar.  (psicoan.) lo stesso che io. 
ego-  ego- primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal lat. e°go  'io'; significa 'sé stesso, di sé' (egocentrico, egolalia).
egoarca   s.m.  [pl. -chi] (lett. rar.) persona egocentrica e sopraffattrice: io egoista, egoarca, egocentro e non so mai quanti altri ego messi in fila  (beltramelli).
egocentricità   s.f.  l'essere egocentrico; egocentrismo.
egocentrico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] che, chi pone la propria persona al centro di ogni relazione, subordinando a sé stesso ogni valutazione della realtà | nell'uso comune, egoista § egocentricamente avv. 
egocentrismo   s.m.  l'atteggiamento di chi è egocentrico.
egofonia   s.f.  (med.) suono caratteristico, che ricorda il belato di una capra, percepibile all'auscultazione di un paziente affetto da versamento pleurico.
egoismo   s.m.  amore esagerato di sé stesso e del proprio interesse, anche con danno altrui: peccare di egoismo; persona chiusa nel proprio egoismo. 
egoista   s.m.  e f.  e agg.  [pl. m. -sti] chi, che pecca di egoismo. pegg. egoistaccio. 
egoistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'egoista; caratterizzato, mosso da egoismo: sentimento egoistico; pretesa egoistica  § egoisticamente avv. 
egolalia   s.f.  il parlare continuamente di sé.
egolatria   s.f.  adorazione di sé stesso.
egotismo   s.m.  atteggiamento intellettualistico caratterizzato da una compiaciuta analisi del proprio io.
egotista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi dimostra egotismo | anche come agg.  : carattere egotista. 
egotistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'egotismo; che dimostra egotismo § egotisticamente avv. 
egotizzare   v. intr.  [aus. avere] (lett. rar.) porre sé stesso al centro di ogni attenzione; indulgere all'egotismo.
egregio   agg.  [pl. f. -gie] non comune, straordinario, eccellente: uno spettacolo egregio; a egregie cose il forte animo accendono / l'urne de' forti  (foscolo sepolcri  151-152) | egregio signore, egregio dottore  e sim., formule di cortesia in apertura di lettere di tipo commerciale o burocratico § egregiamente avv. 
egressivo   agg.  (ling.) si dice di suono la cui articolazione comporta emissione d'aria; si contrappone a ingressivo  o iniettivo. 
egresso   s.m.  (lett.) uscita.
egretta   s.f.    • 1 •   lo stesso che aigrette    • 2 •   nome di airone    • 3 •   un tempo, pennacchio sul cappello di alti ufficiali.
egritudine   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   malattia, infermità    • 2 •   (fig.) dolore, affanno, afflizione: egritudine d'animo  (alfieri).
egro   agg.  (ant. lett.)    • 1 •   malato, infermo: così a l'egro fanciul porgiamo aspersi / di soavi licor gli orli del vaso  (tasso g. l.  i, 3)    • 2 •   (fig.) tormentato, afflitto, rattristato § egramente avv. 
eguale   e deriv.   ⇨ uguale e deriv. 
egualitario   o ugualitario, meno com. egalitario, agg.  dell'egualitarismo; ispirato all'egualitarismo: princìpi egualitari   s.m.  [f. -a] seguace, sostenitore dell'egualitarismo § egualitariamente avv. 
egualitarismo   o ugualitarismo, meno com. egalitarismo, s.m.    • 1 •   (st.) tendenza politica sorta in francia con l'illuminismo e ripresa durante la rivoluzione, che mirava a realizzare l'assoluta uguaglianza economica e sociale fra i cittadini attraverso la soppressione della proprietà e il livellamento delle remunerazioni    • 2 •   aspirazione politica a realizzare l'uguaglianza di fatto tra le classi, tra i gruppi e tra i singoli.
egumeno   s.m.  capo di una comunità monastica della chiesa greca.
egurgitare   v. tr.  [io egùrgito ecc.] (lett.) vomitare.
eh   inter.  espressione che, a seconda del tono e del contesto, può significare meraviglia, rimprovero, rincrescimento, rassegnazione e sim. | pronunciata con suono aperto e prolungato, si usa familiarmente per rispondere a qualcuno che ci abbia chiamati o per indicare che non si è ben capito qualcosa.
ehi   inter.    • 1 •   (fam.) si usa per chiamare una persona o per richiamarne l'attenzione (per lo più in tono brusco): ehi, vieni qui!; ehi, tu!  | come risposta a chi chiama: «mario!» «ehi!»    • 2 •   esprime risentimento, indignazione oppure ammirazione, meraviglia: ehi, questo è troppo!; ehi, che bel colpo!. 
ehilà   inter.  lo stesso che ehi. 
ehm   inter.  voce onom. che imita il suono di un leggero colpo di tosse e serve per esprimere imbarazzo, reticenza o minaccia.
ei   tronc. e', pron. pers. m. di terza persona sing.  (ant. tosc.  o lett.) egli; usato solo davanti a consonante semplice o a nesso di muta o f, v  + liquida: così foss'ei, da che pur esser dee!  (dante inf.  xxvi, 11) | in funzione di pronome pl.: ond'ei si gittar tutti in su la piaggia  (dante purg.  ii, 50).
eia   inter.  esprime meraviglia, esortazione, esultanza: eia, calandrino, che vuol dir questo?  (boccaccio dec.  viii, 6) | eia! eia! eia! alalà!, grido d'ovazione e incitamento usato dai fascisti.
eiaculare   v. intr.  [io eiàculo ecc. ; aus. avere] emettere il liquido seminale attraverso l'uretra.
eiaculatore   agg.  (anat.) che serve all'eiaculazione: dotto eiaculatore. 
eiaculazione   s.f.  l'eiaculare.
eidetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   nella filosofia di e. husserl (1859-1938), relativo all'essenza, che concerne l'essenza    • 2 •   immagine eidetica, (psicol.) percezione di cose non presenti che è nitida come un'allucinazione, ma della cui natura puramente mentale il soggetto è consapevole.
eidomatica   (r) [ei-do-mà-ti-ca] s. f.  complesso dei principi e delle tecniche per creare, manipolare e archiviare immagini mediante elaboratore.
eidomatico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo all'eidomatica  s.m.  [f. -a] tecnico specializzato in eidomatica.
eiettabile   agg.  che si può proiettare fuori: sedile eiettabile, quello che, su certi tipi d'aereo, viene espulso in casi d'emergenza per consentire a chi lo occupa di salvarsi con il paracadute.
eiettivo   agg.  (ling.) egressivo.
eiettore   s.m.  (mecc.) apparecchio che consente l'estrazione di un fluido da un ambiente in depressione mediante l'azione aspirante di una corrente fluida ad alta velocità.
eiezione   s.f.  (scient.) espulsione, spec. rapida e violenta.
eimè   inter.  (rar.) ahimè.
einsteiniano   agg.  dello scienziato di origine tedesca albert einstein (1879-1955); che si riferisce alle sue teorie, e spec. alla teoria della relatività.
einsteinio   s.m.  elemento chimico artificiale transuranico, il cui simbolo è es.
eira   s.m. invar.  felide americano simile al gatto, ma più slanciato, con pelame rossiccio (ord.  carnivori).
el   (1)  ⇨ il 1.
el   (2) pron. pers. m. di terza persona sing.  (ant.  o dial.) egli.
elaborare   v. tr.  [io elàboro  (rar. alla lat. elabóro) ecc.]    • 1 •   fare qualcosa con grande cura, estraendo o sviluppando con sistematicità e precisione quanto è insito negli elementi dai quali si parte: elaborare un progetto, un piano  | raccogliere e ordinare dati di varia natura in modo da ricavarne, mediante procedimenti di calcolo più o meno complessi, determinate informazioni: elaborare i risultati di un'inchiesta; il computer elabora i dati    • 2 •   digerire: lo stomaco elabora i cibi    • 3 •   (biol.) produrre, secernere.
elaboratezza   s.f.  (non com.) qualità di ciò che è elaborato: uno stile che pecca di eccessiva elaboratezza. 
elaborato   part. pass.  di elaborare   agg.  fatto con grande cura (talora anche eccessiva): discorso, scritto elaborato   s.m.    • 1 •   ciò che risulta da una elaborazione    • 2 •   nel linguaggio scolastico, compito scritto: correggere gli elaborati d'italiano    • 3 •   (inform.) tabulato § elaboratamente avv. 
elaboratore   agg.  [f. -trice] che elabora  s.m.    • 1 •   chi elabora    • 2 •   organo, strumento che elabora | elaboratore (elettronico), apparecchio elettronico di tipo digitale usato per analizzare e trattare dati in maniera automatica e in tempi brevissimi; computer.
elaborazione   s.f.    • 1 •   l'elaborare | elaborazione elettronica dei dati, sistema di analisi e di trattamento di dati che si effettua con macchine elettroniche funzionanti ad altissima velocità sulla base di un programma predisposto; è spesso indicata anche con la sigla ingl. edp    • 2 •   (rar.) elaborato.
elabro   s.m.  elleboro.
elafe   s.m.  (zool.) genere di serpenti innocui comprendente numerose specie (ord.  squamati).
elaidico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) lo stesso che elaidinico. 
elaidina   s.f.  (chim.) gliceride dell'acido elaidinico; è un isomero dell'oleina e si trova in alcuni tipi di olio (p. e.  in quello di pesce).
elaidinico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido monocarbossilico alifatico insaturo, isomero dell'acido oleico, da cui deriva per elaidinizzazione.
elaidinizzazione   s.f.  (chim.) trasformazione dell'acido oleico in acido elaidinico, che si produce come reazione secondaria durante alcuni trattamenti chimici (p. e.  la rettificazione di un olio per renderlo commestibile).
elaio-  elaio- primo elemento di parole composte di origine greca o formate modernamente, dal gr. élaion  'olio' (elaiotecnica).
elaiopolio   s.m.  azienda per la raccolta e la lavorazione delle olive e per la conservazione e lo smercio dei prodotti derivati.
elaiotecnica   s.f.  tecnica della produzione dell'olio d'oliva.
elamico   agg.  [pl. m. -ci] dell'elam, antica regione dell'asia anteriore.
elamita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] abitante dell'elam.
elamitico   agg.  [pl. m. -ci] dell'elam, degli elamiti.
elapini   s.m. pl.  (zool.) sottofamiglia di serpenti velenosissimi cui appartengono i cobra (ord.  squamati) | sing.  [-o] ogni serpente di tale sottofamiglia.
elargire   v. tr.  [io elargisco, tu elargisci ecc.] donare, distribuire in abbondanza e con generosità (anche fig.): elargire denaro; elargire sorrisi a tutti. 
elargitore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi elargisce, chi dà con generosità.
elargizione   s.f.  l'elargire; la cosa elargita.
elasmobranchi   s.m. pl.  (zool.) classe di pesci a scheletro cartilagineo | sing.  [-chio] ogni pesce di tale classe.
elasticità   s.f.    • 1 •   proprietà dei corpi di deformarsi per azione di forze esterne e di riprendere la forma primitiva al cessare di queste    • 2 •   (estens.) agilità fisica, scioltezza nei movimenti: conservare, perdere l'elasticità    • 3 •   (fig.) capacità di variare, di adattarsi alle diverse situazioni: elasticità mentale, disposizione ad afferrare concetti e idee con prontezza e puntualità; elasticità morale, in senso negativo, tendenza al compromesso, mancanza di rigore etico    • 4 •   (econ.) misura della relazione tra due grandezze, espressa come rapporto tra le rispettive variazioni proporzionali: elasticità della domanda rispetto al reddito; elasticità di cassa, (banc.) i limiti entro i quali oscilla l'esigenza di liquidi per un'azienda.
elasticizzare   v. tr.  rendere elastico.
elasticizzato   part. pass.  di elasticizzare   agg.  si dice di tessuto reso elastico mediante l'aggiunta di fili di gomma o con altri procedimenti.
elastico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dotato di elasticità: corpo elastico; gomma elastica; tessuto elastico | deformazione elastica, quella propria di un corpo elastico | energia elastica, quella immagazzinata da un corpo elastico quando, sotto l'azione di forze esterne, subisce una deformazione    • 2 •   agile nei movimenti, sciolto: passo elastico    • 3 •   (fig.) non rigido; che dimostra mobilità, adattabilità: orario elastico; mente elastica, duttile, vivace; coscienza elastica, pronta al compromesso | difesa elastica, (mil.) tattica di guerra consistente nel lasciare che il nemico sfondi il fronte in qualche punto, per poi accerchiarlo  s.m.    • 1 •   sottile anello di gomma elastica per tener chiusi pacchi, confezioni ecc.    • 2 •   nastro o cordone intessuto con fili di gomma elastica, impiegato nell'abbigliamento    • 3 •   ripiano molleggiato del letto, sul quale si stende il materasso § elasticamente avv. 
elastina   s.f.  (biol.) sostanza organica, proteica, costituente principale del tessuto connettivo elastico.
elastomero   s.m.  (chim.) prodotto sintetico dotato di proprietà elastiche simili a quelle della gomma.
elatere   s.m.    • 1 •   (bot.) organo presente in alcune piante che serve a proiettare all'esterno semi o spore generati in cavità interne    • 2 •   (zool.) elaterio.
elateridi   s.m. pl.  (zool.) grande famiglia di insetti coleotteri dal corpo allungato, con protorace fornito di una sorta di meccanismo che consente loro, se rovesciati sul dorso, di inarcarsi e spiccare salti accompagnati da un caratteristico clic, fino a riprendere la posizione sul ventre | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
elaterina   s.f.  (chim.) principio attivo di composizione non ben determinata, estratto, sotto forma di polvere cristallina bianca, dal succo dei frutti dell'elaterio; di sapore amaro, ha proprietà emetiche e purgative.
elaterio   s.m.    • 1 •   (bot.) cocomero asinino    • 2 •   (zool.) piccolo insetto coleottero dal corpo ovale, allungato, di color bruno, con elitre punteggiate e striate; le larve divorano le radici di molte piante (grano, orzo, segale ecc.) (fam.  elateridi).
elaterite   s.f.  (min.) resina fossile ad alto contenuto di carbonio, che si presenta in masse brune amorfe ed è facilmente infiammabile; per la sua elasticità è detta anche gomma minerale.
elativo   agg.  (ling.) che esprime il più alto grado di qualcosa: comparativo elativo, assoluto.
elato   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   sollevato, innalzato, eminente: i più elati colli  (lorenzo de' medici)    • 2 •   (fig.) nobile, elevato | superbo, orgoglioso.
elce   ant. elice [é-li-ce], s.f.  o m.  (lett.) leccio.
elceto   s.m.  (non com.) bosco di elci.
eldorado   s.m.  luogo di abbondanza e di ricchezza.
eleagnacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni che comprende l'eleagno | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
eleagno   s.m.  arbusto con foglie lanceolate, fiori profumati e frutti a drupa, di color giallo rossastro, commestibili (fam.  eleagnacee).
eleate   s.m.  (filos.) eleatico.
eleatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di elea, antica città della magna grecia    • 2 •   della scuola filosofica fiorita in elea nei secc. vi e v a. c., che ebbe come principali rappresentanti parmenide, zenone e melisso  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di elea    • 2 •   filosofo della scuola di elea.
eleatismo   s.m.  la dottrina della scuola filosofica eleatica, che si fondava sulla nozione dell'essere, non generato, indistruttibile, inalterabile e immobile, come unica vera realtà (oggetto della ragione), riducendo all'assurdo la tesi opposta, che affermava la verità del molteplice e del mutevole (oggetto della conoscenza sensibile).
electron   o elektron, s.m. invar.  (metall.) lega leggera a base di magnesio con piccole percentuali di rame, zinco, alluminio, silicio e manganese, dotata di buona resistenza e usata nelle costruzioni aeronautiche.
eledone   s.f.  (zool.) genere di molluschi cefalopodi cui appartiene il moscardino.
elefante   s.m.  [f. -essa]    • 1 •   mammifero di grandi dimensioni con lunga proboscide prensile, zanne d'avorio, grandi orecchie; vive in africa e anche in asia, dove viene utilizzato come bestia da tiro e da soma (ord.  proboscidati) | memoria da elefante, molto buona | fare di una mosca un elefante, (fig.) esagerare molto i fatti. dim. elefantino  accr. elefantone    • 2 •   (fig.) persona grossa e pesante, dai movimenti lenti e impacciati    • 3 •   elefante marino, grosso mammifero pinnipede delle regioni subantartiche, con naso allungato in una breve proboscide mobile (ord.  carnivori).
elefantesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da elefante; enorme: proporzioni elefantesche  | che ha la pesantezza, la goffaggine di un elefante: s'alzò con passi elefanteschi  (calvino) § elefantescamente avv. 
elefantiaco   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) relativo a elefantiasi; affetto da elefantiasi    • 2 •   (fig.) si dice di cosa che si è sviluppata a dismisura, in modo abnorme: una periferia elefantiaca  § elefantiacamente avv.  (fig.).
elefantiasi   s.f.    • 1 •   (med.) enorme aumento del volume di una parte del corpo per edema o ipertrofia del tessuto sottocutaneo    • 2 •   (fig.) esagerato sviluppo di qualcosa: l'elefantiasi dell'apparato burocratico. 
elefantino   agg.    • 1 •   (non com.) d'elefante    • 2 •   (lett.) d'avorio.
elegante   agg.    • 1 •   che denota grazia, finezza, buon gusto, signorilità: abito, portamento elegante; un tavolo di linea elegante; una prosa elegante    • 2 •   che veste con proprietà e buon gusto: una persona, una signora elegante  | (estens.) frequentato da persone eleganti: un ritrovo, un locale elegante    • 3 •   cortese e insieme disinvolto: una maniera elegante di dire di no  § elegantemente avv. 
elegantone   s.m.  [f. -a] chi si veste con eleganza ricercata.
eleganza   s.f.    • 1 •   qualità di chi o di ciò che è elegante: l'eleganza di una persona, di un abito; eleganza di stile    • 2 •   pl.  locuzioni, modi di dire eleganti, forbiti: le eleganze della lingua latina. 
eleggere   v. tr.  [coniugato come leggere]    • 1 •   scegliere, attraverso votazione, diretta o articolata in più gradi, la persona destinata a un ufficio, a una dignità, a una carica: eleggere i deputati; fu eletto presidente    • 2 •   (lett.) scegliere, preferire: di gran lunga è da eleggere il poco e saporito, che 'l molto e insipido  (boccaccio dec.  viii, 7)    • 3 •   eleggere domicilio, (dir.) fissare un dato luogo come domicilio per determinati effetti giuridici.
eleggibile   agg.  che può essere eletto, che ha i requisiti giuridici per essere eletto: un candidato eleggibile. 
eleggibilità   s.f.  l'essere eleggibile; condizione di chi può essere eletto.
elegia   s.f.    • 1 •   nelle letterature classiche, componimento poetico in distici elegiaci; di vario tono e contenuto presso i greci, assunse con i latini carattere autobiografico, nostalgico e malinconico, e talora anche funebre, e con questi specifici caratteri è presente nelle letterature moderne: le elegie di tibullo, di ho°lderlin    • 2 •   componimento musicale di tono malinconico.
elegiaco   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di elegia, di elegie: genere, poeta elegiaco  | distico elegiaco, coppia di versi formata da un esametro e da un pentametro    • 2 •   (fig.) triste, malinconico: tono elegiaco  § elegiacamente avv. 
elegiambo   s.m.  nella metrica greca e latina, verso che consta di quindici sillabe, e che si può considerare formato da un trimetro dattilico catalettico e da un dimetro giambico.
elegiografo   s.m.  (lett.) autore di elegie, poeta elegiaco.
elegismo   s.m.  (non com.) carattere elegiaco, tendenza all'elegia.
elektron    ⇨ electron.
elementare   agg.    • 1 •   (fis. , chim.) che ha natura di elemento; che riguarda gli elementi: corpo, particella elementare; analisi chimica elementare, che determina qualitativamente e spec. quantitativamente gli elementi presenti in un composto o in una miscela di composti    • 2 •   che si riferisce alle parti più semplici di una scienza, di uno studio: nozioni elementari di musica; principi elementari  | le (scuole) elementari, quelle per i bambini dai sei ai dieci anni, in cui si apprendono i primi elementi del sapere | maestro, insegnante elementare, chi insegna nelle scuole elementari | licenza elementare, titolo di studio rilasciato al termine delle scuole elementari    • 3 •   (estens.) facile, semplice: dimostrazione, procedimento elementare    • 4 •   fondamentale, basilare, essenziale: bisogno elementare; ignorare le più elementari regole dell'educazione  § elementarmente avv. 
elementarità   s.f.  l'essere elementare, facile, accessibile.
elementarizzare   v. tr.  rendere elementare, semplificare al massimo.
elemento   s.m.    • 1 •   ciascuno dei componenti fondamentali del mondo fisico, che secondo la concezione antica erano l'aria, l'acqua, la terra e il fuoco | la furia degli elementi, lo scatenarsi delle forze della natura, e spec. dei venti e delle acque | essere il quinto elemento, (fig.) essere assolutamente necessario, indispensabile | il liquido elemento, (lett.) il mare    • 2 •   ambiente in cui vivono determinati tipi di animali: l'acqua è l'elemento naturale dei pesci  | essere, trovarsi nel proprio elemento, (fig.) a proprio agio    • 3 •   elemento (chimico), sostanza semplice costituita da atomi con uguale numero atomico: l'acqua è composta di due elementi, idrogeno e ossigeno    • 4 •   ciascuna delle parti che entrano in modo essenziale nella costituzione di qualcosa: una casa costruita con elementi prefabbricati; radiatore a sei elementi  | (ling.) parte di una parola o di una frase che attraverso l'analisi si può isolare dalle altre: primo, secondo elemento di una parola composta; scomporre un periodo nei suoi elementi    • 5 •   fattore, requisito, dato fondamentale: la fortuna è uno degli elementi del successo; non avere sufficienti elementi di giudizio  (o per giudicare)    • 6 •   persona, individuo, spec. in quanto parte di una comunità: il miglior elemento della scuola  | che elemento!, (fam.) si dice di persona dal comportamento strano, curioso, imprevedibile    • 7 •   pl.  i principi fondamentali di una scienza, di una tecnica, di un'arte: elementi di sintassi latina. 
elemosina   ant. limosina [li-mò-si-na], lemosina, lemosena, s.f.    • 1 •   il donare qualcosa a chi è in necessità per soccorrerlo nei suoi bisogni materiali; ciò che si dà per carità: dare, fare, chiedere l'elemosina; vivere d'elemosina; dare qualcosa in elemosina | ridursi all'elemosina, in miseria    • 2 •   l'obolo dato in chiesa durante la messa    • 3 •   (fig. spreg.) compenso irrisorio; favore, servigio fatto controvoglia o con atteggiamento di superiorità: non voglio la sua elemosina. 
elemosinare   ant. limosinare, v. intr.  [io elemò sino ecc.; aus. avere] chiedere l'elemosina, mendicare: vivere elemosinando  | v. tr.    • 1 •   chiedere come elemosina: elemosinare un tozzo di pane    • 2 •   (fig.) chiedere con insistenza, in atteggiamento umile e poco dignitoso: elemosinare favori; elemosinare l'attenzione, la comprensione altrui. 
elemosinario    ⇨ elemosiniere.
elemosineria   s.f.  (eccl.) ufficio della santa sede per la distribuzione delle elemosine e delle elargizioni benefiche del papa.
elemosiniere   ant. elemosinario, elemosiniero, limosiniere [li-mo-si-niè-re], limosiniero, agg.  e s.m.  [f. -a] (rar.) che, chi fa molte elemosine  s.m.    • 1 •   (st.) nelle corti, dignitario incaricato di distribuire le elemosine    • 2 •   (eccl.) presso la corte pontificia, arcivescovo che è a capo dell'elemosineria.
elencare   v. tr.  [io elènco, tu elènchi ecc.] disporre, ordinare, registrare in un elenco secondo un certo criterio: elencare i volumi di una biblioteca  | (estens.) enumerare: elencare i pregi di qualcosa. 
elencatorio   agg.  che elenca, che tende a elencare (per lo più con sfumatura spreg.): una rassegna meramente elencatoria. 
elencazione   s.f.  l'elencare; elenco.
elenco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   insieme di dati registrati uno di seguito all'altro secondo un certo criterio; il foglio, la pubblicazione su cui sono scritti tali dati; lista: l'elenco dei collaboratori; l'elenco degli abbonati al telefono    • 2 •   (filos.) confutazione.
elenio   s.m.  pianta erbacea nota come enula campana. 
eleo   agg.  dell'elide, regione del peloponneso dove si celebravano i giochi olimpici: dialetto eleo; campione eleo, olimpico.
eleolite   s.f.  minerale esagonale di aspetto lucente, costituito da silicato di sodio, potassio e alluminio, presente in varie rocce ignee; nefelina.
eleomele   s.m.  balsamo oleoso, dolciastro, che gemma dal tronco di un albero della siria: udìa... stillare i lenti eleomèli  (d'annunzio).
eletta   s.f.  (lett.)    • 1 •   scelta: io temo forse / che troppo avrà d'indugio nostra eletta  (dante purg.  xiii, 11-12)    • 2 •   insieme di persone scelte; la parte migliore, il fior fiore.
elettezza   s.f.  (rar.) qualità di chi, di ciò che è eletto; pregevolezza, distinzione: elettezza di stile. 
elettivo   agg.    • 1 •   che è scelto, eletto: domicilio elettivo    • 2 •   a cui si accede mediante elezione: carica elettiva    • 3 •   preferibile, in quanto particolarmente adatto allo scopo: terapia elettiva; rimedio elettivo  § elettivamente avv.  in modo elettivo, che costituisce una scelta.
eletto   part. pass.  di eleggere   agg.    • 1 •   scelto, prescelto | il popolo eletto, nell'antico testamento, gli ebrei    • 2 •   pregevole, nobile, distinto: un sentimento eletto   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è stato scelto: gli eletti al senato    • 2 •   spec. pl.  chi è chiamato da dio alla salvezza eterna; anima beata: molti sono i chiamati, pochi gli eletti  § elettamente avv. 
elettorale   agg.    • 1 •   che concerne le elezioni, gli elettori: seggio, ufficio elettorale; campagna, propaganda elettorale; corpo, sistema elettorale    • 2 •   (st.) relativo agli elettori del sacro romano impero: dignità elettorale  § elettoralmente avv.  dal punto di vista elettorale.
elettoralismo   s.m.  il finalizzare le scelte politiche soprattutto o esclusivamente al conseguimento di risultati elettorali vantaggiosi.
elettoralistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'elettoralismo: manovre elettoralistiche  § elettoralisticamente avv. 
elettorato   s.m.    • 1 •   diritto di partecipare alle elezioni come elettore (elettorato attivo) o come candidato alle cariche elettive (elettorato passivo)    • 2 •   l'insieme degli elettori: il responso dell'elettorato    • 3 •   (st.) dignità, carica di elettore del sacro romano impero | territorio sottoposto all'autorità di un elettore.
elettore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi elegge, chi ha diritto a partecipare a un'elezione: rivolgere un appello agli elettori | grande elettore, nel linguaggio giornalistico, chi, per la sua autorità o il suo potere, è ritenuto in grado di condizionare le scelte di un gran numero di elettori; anche, ciascuno dei parlamentari che votano per l'elezione del presidente della repubblica    • 2 •   (st.) ciascuno dei principi che nel sacro romano impero procedevano all'elezione dell'imperatore.
elettovario    ⇨ elettuario.
elettrauto   s.m. invar.    • 1 •   officina per la riparazione degli impianti elettrici degli autoveicoli    • 2 •   tecnico addetto a tali lavori.
elettrete   s.m.  (fis.) corpo dielettrico con polarizzazione elettrica permanente; costituisce l'equivalente elettrico di un magnete permanente.
elettricista   s.m.  [pl. -sti] tecnico che installa o ripara impianti e apparecchi elettrici.
elettricità   s.f.    • 1 •   proprietà fondamentale e primitiva della materia, che si manifesta con interazioni attrattive o repulsive fra i corpi e che è la causa prima di tutti i fenomeni detti appunto elettrici, magnetici, chimici e di alcuni fenomeni biologici (elettricità animale)    • 2 •   corrente, energia elettrica: portare l'elettricità in una zona; oggi è mancata l'elettricità    • 3 •   (fig.) irrequietezza, tensione, nervosismo: un ambiente saturo di elettricità. 
elettrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo all'elettricità: corrente, energia elettrica; centrale, industria elettrica; scarica, scossa elettrica  | blu elettrico, colore verde-azzurro, simile a quello della scintilla elettrica    • 2 •   si dice di apparecchio funzionante per mezzo dell'elettricità: motore, frullatore elettrico    • 3 •   (fig.) teso, irrequieto, nervoso: atmosfera elettrica   s.m.  [f. -a] chi lavora nell'industria elettrica: il sindacato degli elettrici  § elettricamente avv.  dal punto di vista elettrico: un corpo elettricamente neutro  | per mezzo dell'elettricità: macchina che funziona elettricamente. 
elettrificare   v. tr.  [io elettrìfico, tu elettrìfichi ecc] trasformare o attrezzare un impianto in modo che possa funzionare con energia elettrica: elettrificare una linea ferroviaria. 
elettrificazione   s.f.  l'elettrificare, l'essere elettrificato.
elettrizzabile   agg.  che può elettrizzarsi, che può essere elettrizzato.
elettrizzante   part. pres.  di elettrizzare   agg.  che eccita, che suscita vivo entusiasmo: una notizia, una gara elettrizzante. 
elettrizzare   v. tr.    • 1 •   produrre l'elettrizzazione di un corpo    • 2 •   (fig.) eccitare fortemente: elettrizzare la folla  | elettrizzarsi v. rifl.    • 1 •   caricarsi di elettricità: l'ambra strofinata si elettrizza    • 2 •   (fig.) eccitarsi, entusiasmarsi fortemente.
elettrizzato   part. pass.  di elettrizzare   agg.    • 1 •   che ha subìto un processo di elettrizzazione: corpo elettrizzato    • 2 •   (fig.) eccitato: sentirsi elettrizzato. 
elettrizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi elettrizza.
elettrizzazione   s.f.    • 1 •   (fis.) processo mediante il quale un corpo elettricamente neutro cede cariche elettriche, oppure altera la sua normale distribuzione di carica    • 2 •   (fig.) eccitazione, stato di nervosismo.
elettro   s.m.    • 1 •   ambra gialla, usata per monili e ornamenti    • 2 •   lega di metalli preziosi (spec. oro e argento) usata nell'antichità.
elettro-  elettro- primo elemento di parole composte, in cui significa 'elettricità, elettrico, mosso dall'energia elettrica ecc. ' (elettrocalamita, elettrocardiogramma, elettrotreno).
elettroacustica   s.f.  (fis.) scienza e tecnica che si occupa della produzione e della rivelazione del suono con strumenti elettrici (microfoni, altoparlanti, amplificatori, registratori).
elettroacustico   agg.  (fis.) relativo all'elettroacustica: fenomeno, apparecchio elettroacustico. 
elettrobisturi   s.m.  (med.) apparecchio chirurgico in cui due elettrodi opportunamente collocati generano un arco voltaico che incide i tessuti coagulando contemporaneamente il sangue.
elettrocalamita   s.f.  dispositivo atto a produrre un campo magnetico mediante passaggio di corrente continua in un conduttore avvolto a spirale intorno a un nucleo di ferro dolce; elettromagnete.
elettrocapillarità   s.f.  (fis.) variazione della tensione superficiale fra due liquidi in contatto al passaggio della corrente elettrica.
elettrocardiografia   s.f.  (med.) tecnica di registrazione dei fenomeni elettrici che accompagnano l'attività cardiaca; consente la diagnosi di diverse cardiopatie.
elettrocardiografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a elettrocardiogramma, a elettrocardiografia.
elettrocardiografo   s.m.  (med.) apparecchio con cui si pratica l'elettrocardiografia.
elettrocardiogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) grafico ottenuto con l'elettrocardiografo.
elettrochimica   s.f.  settore della chimica che studia le trasformazioni reciproche fra energia elettrica ed energia chimica e la trasformazione di composti chimici per effetto di correnti elettriche.
elettrochimico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'elettrochimica | serie elettrochimica, classificazione degli elementi chimici in base alle loro proprietà ossido-riduttive  s.m.  studioso, esperto di elettrochimica.
elettrochoc   s.m.  (med.) elettroshock.
elettrocinetica   s.f.  parte dell'elettrologia che studia il moto delle particelle sotto l'azione di forze elettriche.
elettrocoagulazione   s.f.  (med.) coagulazione delle proteine dei tessuti mediante applicazioni elettriche; diatermocoagulazione.
elettrocontabile   agg.  si dice di apparecchiatura elettrica o elettronica utilizzata per elaborazioni contabili; anche, di ufficio che utilizza tali apparecchiature.
elettrocuzione   s.f.    • 1 •   esecuzione di una condanna a morte mediante scarica elettrica; elettroesecuzione    • 2 •   folgorazione.
elettrodeposizione   s.f.  procedimento usato per coprire una superficie metallica con uno strato di altro materiale metallico fuso sul posto con un arco elettrico, spec. a scopo protettivo.
elettrodiagnostica   s.f.  studio, a scopo diagnostico, delle reazioni di nervi e muscoli a stimolazioni elettriche.
elettrodialisi   s.f.  (chim. fis.) dialisi accelerata per mezzo di una forza elettromotrice.
elettrodico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di processo elettrochimico che avviene intorno a uno dei due elettrodi in una cella elettrolitica.
elettrodinamica   s.f.  parte dell'elettrologia che studia le azioni reciproche di attrazione e repulsione fra conduttori percorsi da corrente (e, in generale, fra cariche elettriche in moto) per effetto dei rispettivi campi elettromagnetici.
elettrodinamico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'elettrodinamica.
elettrodinamismo   s.m.  il complesso dei fenomeni elettrodinamici | il carattere elettrodinamico di un fenomeno.
elettrodinamometro   s.m.  strumento a due bobine, una fissa e l'altra mobile, usato per misurare l'intensità di corrente.
elettrodo   s.m.  (elettr.) ciascuno dei due terminali metallici che favoriscono l'acquisizione (anodo) o la perdita (catodo) di elettroni da parte di un conduttore nei dispositivi elettrici in cui si svolgono fenomeni di conduzione non metallica (nel vuoto, in un gas o in un liquido): gli elettrodi di una cella elettrolitica, della saldatrice ad arco; gli elettrodi della candela di accensione, nei motori a combustione interna.
elettrodomestico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di apparecchio a uso domestico che utilizza l'energia elettrica per trasformarla in forza motrice o in calore (frigorifero, lavatrice, lavastoviglie, aspirapolvere, lucidatrice, ferro da stiro ecc).
elettrodotto   s.m.  sistema di conduttori per il trasporto a distanza dell'energia elettrica.
elettroencefalografia   s.f.  (med.) tecnica di registrazione dei fenomeni elettrici che accompagnano l'attività cerebrale.
elettroencefalografico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'elettroencefalografia.
elettroencefalografo   s.m.  (med.) apparecchio con cui si pratica l'elettroencefalografia.
elettroencefalogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) grafico ottenuto con l'elettroencefalografo: elettroencefalogramma piatto, quando il tracciato tende ad appiattirsi per l'assenza di attività cerebrale.
elettroerosione   s.f.  processo di lavorazione dei metalli mediante erosione provocata da una corrente elettrica.
elettroesecuzione   s.f.  lo stesso che elettrocuzione. 
elettrofilo   agg.  (chim. fis.) si dice di un reagente che, nel corso di una reazione chimica, acquista elettroni da un altro.
elettrofisica   s.f.  elettrologia.
elettrofisiologia   s.f.  branca della fisiologia che studia l'attività elettrica degli organi e l'applicazione dell'elettricità su di essi.
elettrofonia   s.f.  produzione di suoni semplici mediante elettrofoni.
elettrofono   s.m.  apparecchiatura elettronica usata come generatore primario di suoni semplici, cioè costituiti da una frequenza pura.
elettroforesi   s.f.  (chim. fis.) metodo di separazione di particelle ionizzate in sospensione sotto l'azione di un campo elettrico.
elettroforo   s.m.  (fis.) tipo di macchina elettrostatica elementare che produce piccole cariche elettriche.
elettrogenesi   s.f.  (biol.) produzione di elettricità negli organismi viventi e, in particolare, nell'uomo.
elettrogeno   agg.  si dice di qualsiasi apparecchio che genera energia elettrica: gruppo elettrogeno. 
elettrolisi   s.f.  (chim.) fenomeno dovuto al passaggio di corrente continua tra due elettrodi immersi in un composto allo stato fuso o in soluzione; nel composto gli ioni dissociati, reagendo con le cariche elettriche degli elettrodi, producono specie chimiche neutre.
elettrolita   o elettrolito, s.m.  [pl. -ti] (chim.) ogni sostanza che, disciolta in acqua o in altro solvente, o allo stato fuso, abbia la proprietà di dissociarsi in ioni.
elettrolitico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo a elettrolisi: soluzione elettrolitica  § elettroliticamente avv.  mediante elettrolisi.
elettrolito    ⇨ elettrolita.
elettrolizzare   v. tr.  (chim.) sottoporre a elettrolisi: elettrolizzare una soluzione. 
elettrolizzatore   s.m.  (ind. chim.) apparecchio in cui si compiono elettrolisi.
elettrolizzazione   s.f.  (chim.) l'elettrolizzare.
elettrologia   s.f.  parte della fisica che studia l'elettricità e i fenomeni a essa relativi.
elettrologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'elettrologia.
elettrologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di elettrologia.
elettroluminescenza   s.f.  (fis) emissione di luce prodotta da un campo elettrico in solidi cristallini, sfruttata in alcuni tipi di lampade e nei più recenti display.
elettromagnete   s.m.  elettrocalamita.
elettromagnetico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'elettromagnetismo: campo elettromagnetico. 
elettromagnetismo   s.m.  parte dell'elettrologia che studia le relazioni tra fenomeni elettrici e fenomeni magnetici; anche, l'insieme di tali fenomeni.
elettromeccanica   s.f.  scienza che studia le trasformazioni di energia meccanica in energia elettrica e viceversa; tecnica che sfrutta tali conoscenze per la costruzione di macchine elettriche.
elettromeccanico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di qualsiasi macchina o dispositivo in cui avvenga una trasformazione di energia meccanica in energia elettrica o viceversa    • 2 •   relativo all'elettromeccanica  s.m.  [f. -a] operaio, tecnico specializzato nella costruzione o manutenzione di macchine elettriche.
elettromedicale   agg.  che riguarda gli apparecchi elettrici usati in medicina.
elettrometallurgia   s.f.  la tecnica dell'applicazione della corrente elettrica alla lavorazione dei metalli.
elettrometria   s.f.  (fis.) scienza e tecnica che si occupa della misurazione delle grandezze elettriche, e in particolare delle differenze di potenziale elettrostatiche, determinabili con l'elettrometro.
elettrometro   s.m.  (fis.) dispositivo atto a misurare differenze di potenziale.
elettromiografia   s.f.  (med.) metodo di registrazione dei fenomeni elettrici che accompagnano l'attività muscolare; consente la diagnosi delle affezioni che colpiscono il sistema neuromuscolare.
elettromiografo   s.m.  (med.) apparecchio con cui si pratica l'elettromiografia.
elettromiogramma   s.m.  (med.) grafico ottenuto con l'elettromiografo.
elettromotore   agg.  [f. -trice] che fa muovere cariche elettriche | forza elettromotrice, differenza di potenziale generata e mantenuta da un generatore elettrico tra due punti di un circuito  s.m.  motore elettrico.
elettromotrice   s.f.  automotrice ferroviaria o tranviaria azionata da motori elettrici.
elettronarcosi   s.f.    • 1 •   (med.) tecnica terapeutica usata per alcune forme di psicosi, consistente nel far passare una corrente di bassa intensità attraverso il cervello provocando nel paziente uno stato di coma    • 2 •   forma di anestesia che si pratica agli animali da macellare mediante forti scariche elettriche.
elettrone   s.m.  (fis.) particella subatomica elementare con carica elettrica negativa | elettrone di legame, elettrone in comune tra due o più atomi.
elettronegatività   s.f.  (chim. , fis.) l'essere elettronegativo | valore assegnato a ciascun elemento chimico per classificare il potere di attrazione che esso esercita sugli elettroni di legame nelle molecole dei suoi composti: serie delle elettronegatività. 
elettronegativo   agg.    • 1 •   (fis.) si dice di quello dei due elettrodi di un conduttore che ha potenziale elettrico più basso    • 2 •   (chim.) si dice di un elemento o composto chimico che tende ad acquistare elettroni trasformandosi in ione o gruppo negativo.
elettronica   s.f.  studio, controllo e applicazione della conduzione elettrica attraverso il vuoto o i gas, oppure attraverso materiali conduttori e semiconduttori.
elettronico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'elettrone o all'elettronica, che utilizza i principi dell'elettronica: calcolatore, elaboratore elettronico; ingegneria elettronica  | musica elettronica, musica che si produce esclusivamente con apparecchiature elettroacustiche o anche elaborando elettroacusticamente suoni strumentali, voci, rumori ecc. (simile, in questo caso, alla musica concreta) § elettronicamente avv.  per mezzo di dispositivi, di apparecchi elettronici; secondo i principi e i processi dell'elettronica.
elettronvolt   s.m.  (fis.) unità di misura dell'energia, usata in fisica atomica e nucleare, pari all'energia cinetica che acquista un elettrone passando attraverso la differenza di potenziale di un volt; voltelettrone.
elettroosmosi    ⇨ elettrosmosi.
elettroottica   s.f.  parte della fisica che studia l'effetto dei campi elettrici sui fenomeni di emissione, propagazione e assorbimento della luce.
elettropompa   s.f.  pompa azionata da un motore elettrico.
elettropositività   s.f.  (chim. , fis.) l'essere elettropositivo.
elettropositivo   agg.    • 1 •   (fis.) si dice di quello dei due elettrodi di un conduttore che ha potenziale elettrico più elevato    • 2 •   (chim.) si dice di un elemento o composto chimico che tende a cedere elettroni trasformandosi in ione o gruppo positivo.
elettroscopio   s.m.  (fis.) strumento che permette di riconoscere se un corpo è o non è elettrizzato.
elettroshock   s.m.  (med.) metodo terapeutico, oggi in disuso, per la cura di alcune malattie mentali, consistente nel provocare un accesso convulsivo epilettico mediante passaggio di corrente alternata attraverso il cervello; anche, l'apparecchiatura con cui si effettua tale terapia.
elettroshockterapia   s.f.  (med.) cura mediante elettroshock.
elettrosiderurgia   s.f.  parte della siderurgia che riguarda le operazioni eseguite mediante forni elettrici.
elettrosincrotrone   s.m.  (fis.) sincrotrone atto ad accelerare elettroni.
elettrosmosi   o elettroosmosi [e-let-tro-o-smò-si], s.f.  (fis. chim.) passaggio di un liquido attraverso un setto poroso, provocato dalla differenza di potenziale esistente tra le due parti di liquido separate dal setto stesso.
elettrostatica   s.f.  parte dell'elettrologia che studia i fenomeni dovuti a cariche elettriche in quiete.
elettrostatico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'elettrostatica.
elettrostrizione   s.f.  (fis.) deformazione elastica di un dielettrico prodotta da un campo elettrico.
elettrotecnica   s.f.  studio e tecnica delle applicazioni pratiche e industriali dell'elettricità.
elettrotecnico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'elettrotecnica  s.m.  [f. -a] operaio o tecnico specializzato in elettrotecnica.
elettroterapia   s.f.  (med.) cura di alcune malattie mediante applicazioni di corrente elettrica.
elettroterapico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'elettroterapia.
elettrotermia   s.f.  (fis.) trasformazione di energia elettrica in energia termica.
elettrotermico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo all'elettrotermia, basato sull'elettrotermia.
elettrotrazione   s.f.  trazione elettrica di mezzi ferrotranviari.
elettrotreno   s.m.  treno costituito da due o più elettromotrici collegate tra loro.
elettrotropismo   s.m.  (biol.) tendenza degli organismi vegetali e dei protoplasmi animali a muoversi in risposta a uno stimolo elettrico; galvanotropismo.
elettrovalenza   s.f.  (chim.) legame chimico dovuto all'attrazione reciproca tra uno ione positivo e uno negativo; legame ionico.
elettrovalvola   s.f.  (tecn.) valvola di regolazione del flusso in un condotto idraulico o pneumatico comandata da un dispositivo elettrico o elettromeccanico.
elettuario   ant. elettovario, lattuario [lat-tu-à-rio], lattovaro [lat-to-và-ro], s.m.  nome generico di antichi preparati farmaceutici sciropposi.
eleusino   agg.  della città greca di eleusi | misteri eleusini, riti religiosi in onore della dea demetra, che si celebravano a eleusi; (fig. scherz.) segreti, cose misteriose o incomprensibili: i misteri eleusini della politica. 
elevamento   s.m.    • 1 •   l'elevare, l'elevarsi, l'essere elevato (anche fig.)    • 2 •   punto elevato, rialzo.
elevare   v. tr.  [io elèvo  (alla lat. èlevo) ecc.]    • 1 •   rendere più alto; volgere verso l'alto; alzare, innalzare (anche fig.): elevare il piano stradale; elevare lo sguardo; elevare il tono di voce; elevare il pensiero a dio    • 2 •   (fig.) migliorare: elevare il proprio tenore di vita    • 3 •   (fig.) promuovere a un grado maggiore: elevare alla carica di prefetto, alla dignità cardinalizia; elevare il tornaconto personale a sistema, farlo diventare norma di condotta    • 4 •   elevare un numero al quadrato, al cubo, alla quarta potenza, (mat.) moltiplicarlo per sé stesso una, due, tre volte    • 5 •   (burocr.) fare, intimare, contestare: elevare una contravvenzione  | elevarsi v. rifl.  ergersi, innalzarsi: vette che si elevano oltre i duemila metri  | v. rifl.  migliorarsi, salire nella scala sociale: col lavoro e il sacrificio ha saputo elevarsi. 
elevatezza   s.f.  qualità di ciò che è elevato (spec. fig.): elevatezza d'animo, di sentimenti. 
elevato   part. pass.  di elevare   agg.    • 1 •   alto (anche fig.): un monte elevato; prezzi elevati; un tenore di vita elevato    • 2 •   (fig.) nobile, magnanimo, eletto: sentimenti elevati  | solenne, sostenuto: un discorso, uno stile elevato, di tono elevato  § elevatamente avv. 
elevatore   agg.  [f. -trice] che eleva, che solleva | muscolo elevatore, (anat.) muscolo volontario che ha la funzione di sollevare un organo o una parte del corpo  s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi eleva    • 2 •   apparecchio usato per il sollevamento e il trasporto di materiali    • 3 •   nelle armi automatiche e semiautomatiche, congegno che trasporta il proiettile dinanzi alla camera di scoppio.
elevazione   s.f.    • 1 •   l'elevare, l'elevarsi, l'essere elevato (anche fig.) | elevazione a potenza, (mat.) moltiplicazione di un numero per sé stesso, una o più volte    • 2 •   luogo, punto elevato    • 3 •   nella messa, l'atto con cui il sacerdote leva in alto l'ostia e il calice consacrati presentandoli all'adorazione dei fedeli    • 4 •   (astr.) altezza di un astro sull'orizzonte    • 5 •   (mil.) inclinazione sul piano verticale data a un'arma da fuoco    • 6 •   (sport) slancio verso l'alto di un atleta (nel salto, nella pallacanestro, nel calcio ecc.).
elezione   s.f.    • 1 •   l'eleggere, l'essere eletto: l'elezione del nuovo sindaco    • 2 •   pl.  l'insieme delle operazioni mediante le quali si eleggono le persone destinate a rappresentare una collettività o a ricoprire determinati uffici: elezioni amministrative, politiche, regionali; indire le elezioni; elezioni anticipate, che si tengono prima della scadenza prestabilita per lo scioglimento anticipato dell'organo da eleggere    • 3 •   (lett.) scelta: di mia libera elezione |  patria d'elezione, il paese dove uno ha scelto di vivere, pur essendo nato altrove | vaso d'elezione, l'apostolo san paolo, così definito negli atti  in quanto strumento scelto dal signore per portare il vangelo fra i pagani e i figli d'israele | rimedio d'elezione, quello preferibile, più opportuno.
elfo   s.m.  nella mitologia nordica, spiritello dell'aria, di solito benevolo verso l'uomo.
eli-  eli- primo elemento di parole composte moderne in cui significa elicottero  (eliporto).
eliaco   agg.  [pl. m. -ci] (astr.) si dice del sorgere e del tramontare di un astro in congiunzione astronomica con il sole.
eliambulanza   s.f.  elicottero attrezzato per il trasporto di feriti o di malati.
eliantemo   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee con fiori gialli, bianchi o rosei, riuniti in grappoli o in ombrelle (fam.  cistacee).
eliantina   s.f.  (chim.) metilarancio.
elianto   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee con fiori arancione cui appartengono il girasole e il topinambur.
eliapprodo   s.m.  luogo adatto all'atterraggio d'emergenza degli elicotteri.
eliaste   s.m.  (st.) membro dell'eliea.
elibus   s.m. invar.  elicottero che fa servizio di linea per il trasporto di passeggeri su percorsi brevi.
elica   s.f.    • 1 •   (mat.) linea che si avvolge intorno a un cilindro o a un cono tagliandone le generatrici secondo un angolo costante | a elica, a spirale    • 2 •   organo propulsore di navi e aeromobili, costituito da due o più pale disposte a uguali intervalli angolari attorno a un mozzo, che genera una spinta con la sua rotazione nell'aria o nell'acqua; per estens., organo meccanico di forma simile destinato a smuovere masse d'acqua o d'aria: l'elica del ventilatore    • 3 •   doppia elica, (biol.) la conformazione tridimensionale di alcune macromolecole biologiche (dna, rna ecc.)    • 4 •   spec. pl.  tipo di pasta alimentare corta, a forma di elica.
elice   (1)  ⇨ elce.
elice   (2) s.f.    • 1 •   (ant.) elica    • 2 •   (anat.) piega curvilinea più esterna del padiglione auricolare    • 3 •   (arch.) piccola voluta del capitello corinzio    • 4 •   (lett.) chiocciola.
elicere   v. tr.  [usato quasi esclusivamente all'inf. e alla terza persona del pres. indic. elìce] (poet.) tirar fuori, far uscire (parole, sospiri ecc.): questo finto dolor da molti elice / lagrime vere  (tasso g. l.  iv, 77).
elicicoltura   s.f.  allevamento di chiocciole commestibili.
elicidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di molluschi gasteropodi cui appartiene la chiocciola | sing.  [-e] ogni mollusco di tale famiglia.
elicoidale   agg.  avente forma di elica; che si riferisce all'elica: superficie, moto elicoidale; rigatura elicoidale, quella che presentano al loro interno le canne delle moderne armi da fuoco | filo elicoidale, fascio di fili di acciaio avvolti a elica che, montato su pulegge, serve per il taglio di rocce molto resistenti § elicoidalmente avv. 
elicoide   agg.  che ha forma di elica | cima elicoide, (bot.) tipo di infiorescenza con fiori inseriti tutt'attorno all'asse secondo una linea elicoidale  s.m.  (mat.) superficie generata da una linea indeformabile che si muove nello spazio e i cui punti descrivono eliche.
elicona   s.m.  (lett.) poesia; estro poetico, ispirazione poetica: io d'elicona abitator tranquillo  (monti).
eliconio   agg.  (lett.) dell'elicona, catena montuosa della beozia, che nella religione greca antica era sede delle muse e di apollo; per estens., della poesia, poetico.
elicotterista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pilota di elicotteri.
elicotteristico   agg.  [pl. m. -ci] di elicottero, relativo agli elicotteri.
elicottero   s.m.  aeromobile nel quale il sostentamento e la propulsione sono dati da ali rotanti (pale) azionate da un motore o da getti collocati alle loro estremità può sollevarsi e abbassarsi in direzione verticale o anche rimanere fermo in aria.
elicriso   s.m.  genere di piante erbacee o fruticose, con piccoli fiori gialli in capolini (fam.  composite).
elidere   v. tr.  [pass. rem. io eli s i, tu elidésti ecc. ; part. pass. eli so]    • 1 •   togliere via, annullare: elidere l'effetto di una forza    • 2 •   (ling.) sopprimere mediante elisione | elidersi v. rifl.  (ling.) subire elisione | v. rifl.  annullarsi vicendevolmente: le due forze si elidono. 
eliea   s.f.  nell'antica atene, supremo tribunale popolare composto di cittadini estratti a sorte ogni anno.
eliminabile   agg.  che può essere eliminato: un difetto facilmente eliminabile. 
eliminare   v. tr.  [io elìmino ecc.]    • 1 •   rimuovere, toglier via: eliminare un ostacolo; eliminare il dolore  | abolire, sopprimere: eliminare la pena di morte    • 2 •   escludere, scartare: eliminare un'ipotesi  | eliminare un avversario, (sport) sconfiggerlo privandolo del diritto di proseguire la competizione    • 3 •   espellere: l'organismo elimina le sostanze nocive    • 4 •   uccidere, togliere di mezzo: eliminare un testimone pericoloso. 
eliminatoria   s.f.  (sport) gara che serve a eliminare parte dei concorrenti di un campionato o torneo, per ammettere alle fasi successive solo i migliori.
eliminatorio   agg.  che serve a eliminare, a selezionare (spec. nel linguaggio sportivo): gara eliminatoria; girone eliminatorio. 
eliminazione   s.f.    • 1 •   l'eliminare, l'essere eliminato | per eliminazione, eliminando, scartando una dopo l'altra le varie possibilità, fino ad accettare la più probabile: procedere, scegliere per eliminazione  | eliminazione fisica, uccisione | campi di eliminazione, di sterminio    • 2 •   (sport) esclusione di un concorrente dal proseguimento della competizione: gara a eliminazione, eliminatoria.
elio   s.m.  elemento chimico di simbolo he; gas nobile contenuto nell'atmosfera, presente in grande quantità nel sole, nelle stelle, negli spazi interstellari: è usato per gonfiare dirigibili e palloni sonda e, allo stato liquido, nell'industria del freddo.
elio-  elio- primo elemento di parole composte di formazione moderna.
eliocentrico   agg.  [pl. m. -ci] (astr.) che ha come centro di riferimento il sole: coordinate eliocentriche  | sistema eliocentrico, quello postulato da n. copernico (1473-1543), secondo il quale la terra gira intorno al sole; si oppone al sistema geocentrico o tolemaico.
eliocentrismo   s.m.  teoria astronomica dovuta a copernico, che pone il sole al centro del moto dei pianeti.
elioelettrico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo all'elettricità ottenuta dall'energia solare: centrale elioelettrica. 
eliofilia   s.f.  (bot.) caratteristica di certe piante che tendono a vivere in ambienti molto illuminati; si oppone a eliofobia  nel sign.    • 2 •   o sciafilia. 
eliofilo   agg.  si dice di pianta che presenta eliofilia.
eliofobia   s.f.    • 1 •   (med.) disturbo per il quale gli occhi non possono tollerare la luce troppo intensa    • 2 •   (bot.) caratteristica di certe piante che tendono a vivere in ambienti ombreggiati; sciafilia.
eliofobo   agg.    • 1 •   (med.) che è affetto da eliofobia    • 2 •   (bot.) si dice di pianta che presenta eliofobia; sciafilo.
eliografia   s.f.    • 1 •   (antiq.) descrizione del sole    • 2 •   tecnica con cui si ottengono riproduzioni grafiche mediante l'azione della luce solare o artificiale su una superficie trattata chimicamente.
eliografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (astr.) che riguarda la posizione di un punto sul disco apparente del sole    • 2 •   relativo alla tecnica dell'eliografia; che serve per l'eliografia: procedimento, riproduttore eliografico  | ottenuto con l'eliografia: copia eliografica  § eliograficamente avv.  mediante procedimento eliografico.
eliografista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa riproduzioni eliografiche.
eliografo   s.m.    • 1 •   telegrafo ottico che trasmette segnali riflettendo la luce del sole, o una luce artificiale, mediante specchi    • 2 •   cannocchiale astronomico usato per fotografare il sole    • 3 •   strumento che misura la durata della luce solare in una giornata.
eliomagnetismo   s.m.  magnetismo solare.
eliometro   s.m.  (astr.) strumento usato un tempo per misurare il diametro di corpi celesti.
elione   s.m.  (fis.) nucleo dell'atomo di elio, costituito da due protoni e due neutroni, detto anche particella alfa. 
elioscopio   s.m.  (astr.) strumento che permette l'osservazione diretta del sole mediante un dispositivo che ne attenua la luce.
eliostato   s.m.  (astr.) strumento che segue il moto del sole e ne rinvia la luce in direzione costante.
eliotattismo   s.m.  reazione di movimento di organismi vegetali o animali stimolati dalla luce solare.
elioteismo   s.m.  (relig.) adorazione e culto del sole.
elioterapia   s.f.  (med.) terapia fondata sull'esposizione del corpo ai raggi solari.
elioterapico   agg.  [pl. m. -ci] di elioterapia, che riguarda l'elioterapia: cure elioterapiche. 
eliotipia   s.f.  (foto.) in passato, procedimento per ottenere mediante la luce solare più copie da un negativo fotografico o da un lucido; oggi, lo stesso che fototipia. 
eliotipico   agg.  [pl. m. -ci] di eliotipia: procedimento eliotipico  | ottenuto con l'eliotipia: riproduzione eliotipica  § eliotipicamente avv.  mediante procedimento eliotipico.
eliotropio   ant. e lett. elitropio, s.m.    • 1 •   (antiq.) nome generico delle piante i cui fiori si volgono verso il sole, e spec. del girasole    • 2 •   pianta erbacea con fiori bianchi imbutiformi molto profumati (fam.  borraginacee)    • 3 •   (min.) varietà di diaspro di color verde cupo con macchie rosse    • 4 •   gnomone.
eliotropismo   s.m.  (bot.) fototropismo.
eliozoi   s.m. pl.  (zool.) ordine di protozoi provvisti di pseudopodi filiformi disposti a raggi; vivono per lo più in acque dolci | sing.  [-zoo] ogni protozoo di tale ordine.
eliparco   s.m.  [pl. m. -chi] il complesso degli elicotteri addetti a un servizio o in dotazione a un ente: l'eliparco della polizia. 
eliplano   s.m.  velivolo che ha ali fisse come l'aeroplano per il volo orizzontale, ed elica orizzontale come l'elicottero per il volo verticale.
eliporto   s.m.  campo di decollo e di atterraggio per elicotteri.
eliportuale   agg.  di, relativo a un eliporto.
eliposta   s.f.  servizio postale svolto per mezzo di elicotteri.
elisabettiano   agg.  che riguarda la regina d'inghilterra elisabetta i (1533-1603) e in particolare il periodo del suo regno (1558-1603): la civiltà elisabettiana; il teatro elisabettiano. 
eliscalo   s.m.  eliporto.
elisio   s.m.  eliso  agg.  (lett.) dell'eliso; degno dell'eliso: diva il mondo la chiama / e le sacrò l'elisio / soglio  (foscolo all'amica risanata).
elisione   s.f.    • 1 •   l'elidere, l'essere eliso; eliminazione    • 2 •   (ling.) soppressione della vocale finale atona di una parola dinanzi alla vocale iniziale della parola seguente; nella grafia, a differenza del troncamento, si segna con l'apostrofo (p. e. l'arte, anch'io, senz'altro, grand'uomo)    • 3 •   (mus.) artificio vocale usato per fondere due sillabe in una sola nota.
elisir   non com. elixir, tosc. e lett. elisire [e-li-sì-re], s.m. invar.  nome di liquori, spec. medicinali, a base di alcol e di sostanze aromatiche: elisir di china  | elisir di lunga vita, denominazione di farmaci liquorosi ai quali veniva attribuita la proprietà miracolosa di prolungare la vita.
eliskì   s.m.    • 1 •   elicottero attrezzato per l'atterraggio su neve o ghiaccio    • 2 •   forma di sci-alpinismo che comporta l'uso dell'elicottero come mezzo di risalita, in modo da avere accesso a piste di alta quota altrimenti difficilmente raggiungibili.
eliso   (1) part. pass.  di elidere  e agg.  nei sign. del verbo.
eliso   (2) s.m.  nella mitologia classica, il luogo di felicità concesso dagli dei alle anime dei buoni, detto più com. campi elisi. 
elisoccorso   s.m.  organizzazione di soccorso medico svolto per mezzo di elicotteri.
elitario   agg.  che riguarda un'élite; destinato a un'élite: gusti, ambienti elitari | politica elitaria, quella che favorisce pochi gruppi privilegiati a scapito degli interessi collettivi § elitariamente avv. 
elitarismo   s.m.  atteggiamento elitario, che difende gli interessi di un'élite.
elitaxi   o elitassì, s.m. invar.  elicottero che fa servizio su percorsi brevi.
elitista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi ha una concezione elitaria o segue una politica elitaria: un movimento minoritario ed elitista. 
elitra   s.f.  (zool.) ciascuna delle ali esterne dei coleotteri, dure e rigide, che servono di protezione al secondo paio di ali, membranose e delicate.
elitrasportare   v. tr.  [io elitraspòrto ecc.] trasportare mediante elicottero.
elitrasportato   agg.  trasportato mediante elicottero: truppe elitrasportate. 
elitropia   s.f.  variante ant. di eliotropio  nel sign. di 'varietà di diaspro'; un tempo si attribuiva a questa pietra il potere di rendere invisibile chi l'aveva indosso: corre°an genti nude e spaventate, / sanza sperar pertugio o elitropia  (dante inf.  xxiv, 92-93).
elitropio    ⇨ eliotropio.
elixir    ⇨ elisir.
ella   pron. pers. f. di terza persona sing.  [pl. esse, ant. elle, elleno; variante ant. o pop. tosc. la]    • 1 •   nell'uso moderno si riferisce sempre a persona ed è impiegato solo in funzione di soggetto; tuttavia nell'uso parlato, e sempre di più anche in quello scritto, ella  tende a essere sostituito, anche in quest'ambito, da lei, cosicché è ormai sentito come forma antiq. o lett.: ella gli rimproverava spesso i suoi difetti  ' si rafforza se è seguito da stesso, medesimo : se ne occupava ella stessa    • 2 •   nell'uso antico poteva anche essere usato come complemento o designare animale o cosa: io non m'accorsi del salire in ella  (dante par.  viii, 13); la cosa non si risaprà e quando ella si risapessi, egli è usanza errare ed emendarsi  (machiavelli) | (ant.  o lett.) usato pleonasticamente o enfaticamente: tanto gentile e tanto onesta pare / la donna mia quand'ella altrui saluta  (dante vita nuova); ella non andrà così che io non te ne paghi  (boccaccio dec.  ix, 5)    • 3 •   (antiq.) equivale a lei, come pronome allocutivo di cortesia, anche rivolto a persona di sesso maschile (per lo più con iniziale maiuscola): signore, ella è tanto buona ch'io la guardo come potrebbe una figlia guardare suo padre  (pellico); che vuol ella, eccellenza, il pezzo è bello  (giusti).
elladico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) dell'ellade, dell'antica grecia: civiltà elladica. 
-ellare  -ellare suffisso usato per formare verbi con valore diminutivo e frequentativo (saltellare).
elle   (1) s.f.  o m. invar.  nome della lettera l. 
elle   (2) o elleno [él-le-no], pron. pers. f. di terza persona pl.  forma ant. per esse : voci alte e fioche, e suon di man con elle  (dante inf.  iii, 27); per l'uso e le funzioni, cfr. ella. 
elleboro   s.m.  nome di diverse specie di piante erbacee perenni, con rizoma velenoso contenente vari glucosidi (fam.  ranuncolacee).
ellenico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) greco, spec. con riferimento alla grecia antica: mondo ellenico. 
ellenismo   s.m.    • 1 •   il fenomeno di diffusione della civiltà greca nel mondo mediterraneo e asiatico; il periodo storico in cui tale fenomeno si verificò, che si colloca convenzionalmente tra la morte di alessandro magno (323 a. c.) e la battaglia di azio (31 a. c.); il complesso dei fatti politici e culturali che ne derivarono    • 2 •   il gusto raffinato e dotto che caratterizza per lo più l'arte ellenistica    • 3 •   locuzione o costrutto propri della lingua greca antica; grecismo.
ellenista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si dedica allo studio della lingua, della letteratura, della civiltà greca antica.
ellenistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'ellenismo: periodo ellenistico; i poeti ellenistici    • 2 •   (estens.) che segue il gusto e lo stile dell'arte ellenistica § ellenisticamente avv.  alla maniera, secondo il gusto dell'arte ellenistica.
ellenizzante   part. pres.  di ellenizzare   agg.  che è modellato sul costume o sullo stile ellenico; che si ispira a ideali o a forme proprie della civiltà greca.
ellenizzare   v. tr.  sottoporre all'influenza ellenica; improntare di caratteri ellenici: alessandro magno ellenizzò l'asia  | v. intr.  [aus. avere] (lett.) imitare lo stile o i costumi ellenici.
ellenizzazione   s.f.  l'ellenizzare, l'essere ellenizzato: l'ellenizzazione culturale del mondo antico. 
elleno   (1)  ⇨ elle 2.
elleno   (2) agg.  e s.m.  (ant. , lett.) greco antico.
ellepì   s.m.  disco microsolco; long playing.
ellera   s.f.  (ant. , poet.) edera.
-elletto  -elletto suffisso diminutivale costituito dalla combinazione dei suff. -ello  ed -etto. 
elli   pron. pers. m. di terza pers. sing.  (ant.) egli.
ellino    ⇨ eglino.
-ellino  -ellino suffisso diminutivale costituito dalla combinazione dei suff. -ello  e -ino. 
ellisse   meno com. ellissi, s.f.    • 1 •   (geom.) luogo dei punti del piano le cui distanze da due punti fissi, detti fuochi, hanno somma costante    • 2 •   (astr.) orbita descritta da un corpo celeste intorno a un altro.
ellissi   s.f.  (gramm.)    • 1 •   in una espressione o in una frase, omissione di una o più parole che si possono intuire dal contesto (p. e. a ciascuno il suo, con ellissi del verbo; carro merci  in luogo di carro per il trasporto di merci)    • 2 •   (estens.) arte del condensare, del sottintendere ciò che non è essenziale (nell'espressione del pensiero, nelle arti).
ellissografo   s.m.  strumento per disegnare un'ellisse.
ellissoidale   agg.  (geom.) che ha forma di ellissoide.
ellissoide   s.m.    • 1 •   (geom.) superficie che si ottiene facendo rotare un'ellisse intorno a uno dei suoi assi (propr. ellissoide di rota zione)    • 2 •   (geog.) superficie che rappresenta approssimativamente la forma della terra, e viene usata come figura di riferimento in geodesia.
ellittico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (geom.) relativo a un'ellisse; avente le proprietà dell'ellisse: forma ellittica; piano ellittico. 
ellittico   (2) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (gramm.) che presenta, che contiene ellissi: costruzione, proposizione ellittica    • 2 •   (estens.) sintetico, condensato; anche, non svolto, non articolato compiutamente: raffigurazione, composizione ellittica; si erano dovuti condurre... ellittici negoziati  (tomasi di lampedusa) § ellitticamente avv.  per, con ellissi; in forma ellittica.
ello   pron. pers. m. di terza persona sing.  (ant.) egli: e rallegresi il cielo, ov'ello è gito  (petrarca canz.  xcii, 14).
-ello  -ello suffisso alterativo di sostantivi e aggettivi, con valore diminutivo e spesso vezzeggiativo (cattivello, fiumicello) [ ⇨ -ino].
elmetto   s.m.    • 1 •   copricapo protettivo di acciaio o di altro materiale resistente, usato da soldati, minatori ecc.    • 2 •   mollusco marino con sottile conchiglia panciuta che ricorda la forma dell'elmetto (cl.  gasteropodi); dolio.
elminti   s.m. pl.  (antiq.) nome generico dei vermi intestinali.
elmintiasi   s.f.  (med.) presenza di vermi nell'intestino.
elminto-  elminto- -elminto primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica moderna, dal gr. hélmins -inthos  'verme'; significa appunto 'verme' o indica relazione con i vermi (elmintiasi, platelminti).
elmintologia   s.f.  parte della zoologia, o della medicina, che studia i vermi parassiti.
elmintologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di elmintologia.
elmintosi   s.f.  (med.) elmintiasi.
elmo   s.m.    • 1 •   casco, generalmente metallico, che nelle antiche armature proteggeva il capo del guerriero | parte dello scafandro che circonda la testa del palombaro; è provvista di vetri che consentono di vedere al di fuori    • 2 •   (non com.) elmetto    • 3 •   (arald.) ornamento esterno posto sopra lo scudo    • 4 •   (zool.) elmetto; dolio.
elocutorio   agg.  (non com.) che concerne l'elocuzione.
elocuzione   s.f.    • 1 •   scelta e combinazione opportuna delle parole nel discorso per esprimere con efficacia sentimenti e pensieri; anche, una delle cinque parti della retorica classica    • 2 •   (estens.) aspetto formale di un'opera letteraria; stile: un'elocuzione ricercata. 
elodea   o elodia, s.f.  (bot.) genere di piante acquatiche originarie dell'america, con piccole foglie e fusti molto ramosi (fam.  idrocaritacee).
eloderma   s.m.  [pl. -mi] (zool.) genere di rettili del continente americano con corpo tozzo, capo allargato, zampe corte, pelle scura a chiazze gialle ricoperta di tubercoli, morso velenoso (ord.  squamati).
elodia    ⇨ elodea.
elogiare   v. tr.  [io elògio ecc.] fare l'elogio di qualcuno o di qualcosa; lodare: elogiare un alunno; elogiare la buona volontà di qualcuno. 
elogiativo   agg.  che elogia, che ha lo scopo di elogiare: discorso elogiativo  § elogiativamente avv. 
elogiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi elogia.
elogio   s.m.    • 1 •   discorso di lode, pronunciato o scritto: fare l'elogio di qualcuno; elogio funebre    • 2 •   parole di lode; plauso, approvazione: merita un elogio per la sua bravura    • 3 •   in roma antica, celebrazione in forma di epigrafe di un defunto; in età imperiale, componimento letterario con il quale si celebrava un personaggio illustre secondo determinati schemi retorici.
elongazione   s.f.    • 1 •   (non com.) allontanamento    • 2 •   distanza angolare o lineare di un punto o di un corpo da una posizione di riferimento: elongazione del pendolo  | (astr.) differenza tra la longitudine celeste di un pianeta e quella del sole.
eloquente   agg.    • 1 •   dotato di eloquenza: oratore, predicatore eloquente    • 2 •   (estens.) che esprime chiaramente un concetto, un sentimento, un'intenzione, un dato di fatto: parole eloquenti; sguardo, gesto, silenzio eloquente; le cifre sono eloquenti!  § eloquentemente avv. 
eloquenza   s.f.    • 1 •   la capacità, l'arte di esprimersi con efficacia persuasiva, interessando e commuovendo: un uomo dotato di eloquenza; l'eloquenza di un avvocato, di un oratore, di un uomo politico  | un fiume di eloquenza, si dice, per lo più scherz., di persona troppo loquace | l'eloquenza greca, latina, umanistica  ecc., l'insieme delle norme seguite dagli oratori greci, latini, umanistici ecc.; anche, l'insieme degli oratori e il genere rappresentato dalle loro opere | cattedra di eloquenza, (ant.) di letteratura    • 2 •   (estens.) forza espressiva, persuasiva: l'eloquenza dei gesti, di uno sguardo  ' l'eloquenza del denaro, del bastone, (scherz. , iron.) la forza dell'interesse, della violenza.
eloquio   s.m.  (lett.) il modo di esprimersi con la parola; il modo di parlare: eloquio ornato, ricercato; essere di facile eloquio. 
eloziali   s.f. pl.  (bot.) ordine di funghi ascomiceti | sing.  [-e] ogni fungo di tale ordine.
elsa   s.f.  impugnatura della spada; più propriamente, la traversa metallica che divide la lama dall'impugnatura e serve a proteggere la mano e a fermare l'entrata della lama nel fodero.
elson   s.f.  nella lotta greco-romana, presa che consiste nell'infilare un avambraccio sotto l'ascella dell'avversario appoggiandogli la mano sulla nuca, per rovesciarlo in avanti | doppia elson, quando la presa è effettuata con entrambe le mani.
elucidare   v. tr.  [io elùcido ecc.] (lett.) spiegare, delucidare.
elucubrare   ant. o lett. lucubrare, v. tr.  [io elùcubro ecc.] pensare intensamente; attendere con zelo e assiduità a un'opera d'ingegno (anche iron.): che diavolo stai elucubrando?. 
elucubrazione   ant. o lett. lucubrazione, s.f.  l'elucubrare; il prodotto di un lavoro intellettuale lungo e minuzioso (anche iron.).
eludere   v. tr.  [pass. rem. io elu si, tu eludésti ecc. ; part. pass. elu so] evitare con astuzia, schivare; sottrarsi con destrezza, spec. a un impegno, un obbligo, un pericolo: eludere la sorveglianza delle sentinelle; eludere la legge, un ordine; eludere una domanda. 
eludibile   agg.  (non com.) che si può eludere; evitabile.
eluire   v. tr.  [io eluisco, tu eluisci ecc.] (chim.) sciogliere con adatto solvente una sostanza, asportandola così da un'altra (o da una miscela di altre) che l'aveva incorporata, e che resta intatta.
eluizione   s.f.  (chim.) operazione dell'eluire.
elusibile   agg.  (non com.) che si può eludere, evitabile.
elusione   s.f.  (rar.) l'eludere, l'essere eluso | elusione fiscale, (fin.) il comportamento del contribuente che, senza commettere illegalità, si sottrae in tutto o in parte alla tassazione.
elusività   s.f.  l'essere elusivo.
elusivo   agg.  che cerca di eludere; evasivo, sfuggente: una risposta elusiva  § elusivamente avv. 
eluso   part. pass.  di eludere  e agg.  nei sign. del verbo.
elusorio   agg.  (lett.) elusivo.
eluviale   agg.  (geol.) di eluvio, relativo a eluvio: terreni, depositi eluviali. 
eluvio   s.m.  (geol.) deposito detritico originatosi per degradazione chimica o meccanica delle rocce e rimasto sul posto.
elvella   s.f.  (bot.) genere di funghi ascomiceti comprendente la spugnola.
elvetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (st.) dell'antica elvezia, l'attuale svizzera; degli elvezi, antico popolo celtico dell'elvezia    • 2 •   della confederazione elvetica; svizzero  s.m.  [f. -a] abitante della svizzera; svizzero.
elzeviriano   agg.  degli elzevier, famiglia di editori e stampatori olandesi attiva dal 1583 al 1713: formato elzeviriano, in dodicesimo; carattere elzeviriano, elzeviro.
elzevirista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive elzeviri.
elzeviro   agg.  e s.m.  si dice di un carattere tipografico simile a quello usato dagli stampatori olandesi elzevier  s.m.    • 1 •   edizione in piccolo formato, accurata ed elegante, spesso in carattere elzeviro    • 2 •   articolo di argomento letterario o artistico che occupa tradizionalmente le colonne a sinistra della terza pagina dei quotidiani.
emù   s.m.  uccello australiano simile allo struzzo d'africa, ma più piccolo; ha piumaggio bruno, zampe con tre dita, ali brevissime (ord.  casuariformi).
-ema  -ema secondo elemento di parole composte della terminologia linguistica, tratto dalla terminazione di fonema; significa 'minima unità, elemento non ulteriormente scomponibile' (monema, morfema).
emaciamento   s.m.  (non com.) l'essere emaciato, magrezza.
emaciare   v. tr.  [io emàcio ecc.] far diventare molto magro: la lunga malattia lo ha emaciato  | emaciarsi v. rifl.  (non com.) diventare molto magro, smunto.
emaciato   part. pass.  di emaciare   agg.  magro, patito, smunto: volto emaciato. 
emaferesi   s.f.  (med.) tecnica di trasfusione che trattiene solo alcune componenti del sangue (plasma, piastrine ecc.), restituendo al donatore le parti non utilizzate.
emagramma   s.f.  (meteor.) diagramma che raffigura su coordinate cartesiane il rapporto fra temperatura e pressione atmosferica.
e-mail  e-mail s.f. invar.  posta elettronica.
emanare   v. intr.  [aus. essere] provenire, derivare (anche fig.): dal lume a petrolio emanava una luce fioca; dalle sue parole emana un grande insegnamento  | v. tr.    • 1 •   mandare fuori, diffondere, esalare: il sole emana calore; questi fiori emanano un delizioso profumo    • 2 •   (fig.) nel linguaggio giuridico e burocratico, emettere, promulgare: emanare una legge, un decreto, una sentenza. 
emanatismo   s.m.  concezione filosofica e religiosa che spiega la molteplicità degli esseri come emanazione dall'unità assoluta di dio, per irradiazione spontanea e continua della sua potenza; elaborata dai filosofi arabi medievali, è stata parzialmente accolta anche da pensatori cristiani.
emanatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace della dottrina dell'emanatismo | usato anche come agg.  in luogo di emanatistico. 
emanatistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'emanatismo: la dottrina emanatistica. 
emanazione   s.f.    • 1 •   l'emanare; la cosa stessa emanata: l'emanazione della luce, di un odore; emanazioni vulcaniche, gas e vapori emessi da un vulcano | promulgazione: l'emanazione di una legge    • 2 •   (fig.) espressione, manifestazione; derivazione: il governo è l'emanazione delle forze politiche    • 3 •   (fis.) denominazione comune di tre isotopi radioattivi gassosi (radon, attinon, toron), emanati dal radio, dall'attinio e dal torio nella loro disintegrazione naturale    • 4 •   (filos.) l'irradiazione spontanea e continua della potenza di dio che è alla base della dottrina dell'emanatismo.
emanazionismo   s.m.  emanatismo.
emancipare   v. tr.  [io emàncipo ecc.]    • 1 •   (dir.) attribuire una capacità di agire, limitata agli atti di ordinaria amministrazione, al minore degli anni diciotto che abbia compiuto i sedici, anche come conseguenza dell'autorizzazione a contrarre matrimonio    • 2 •   (st.) nel diritto romano, affrancare uno schiavo o un figlio soggetto alla potestà paterna | (estens.) liberare da una soggezione, da un legame materiale o morale | emanciparsi v. rifl.  liberarsi da un vincolo di soggezione materiale o morale: emanciparsi dalla famiglia. 
emancipato   part. pass.  di emancipare   agg.    • 1 •   (dir.) si dice di minore che ha ottenuto l'emancipazione    • 2 •   (estens.) libero da vincoli di soggezione: popoli emancipati  | svincolato da modi di pensare tradizionali: un ragazzo emancipato §  emancipatamente avv. 
emancipatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi emancipa.
emancipazione   s.f.  l'emancipare, l'emanciparsi, l'essere emancipato | emancipazione femminile, raggiungimento, da parte della donna, della parità di condizioni sociali, economiche e giuridiche con l'uomo.
emangioma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno di origine vascolare.
emarginare   v. tr.  [io emàrgino ecc.]    • 1 •   (burocr.) annotare qualcosa sul margine di un documento    • 2 •   (fig.) relegare ai margini, escludere dalla vita della collettività isolare: emarginare le minoranze. 
emarginato   part. pass.  di emarginare   agg.    • 1 •   (burocr.) segnato, indicato sul margine    • 2 •   (fig.) messo ai margini della vita sociale  s.m.    • 1 •   (burocr.) annotazione sul margine di un documento    • 2 •   [f. -a] (fig.) persona emarginata.
emarginazione   s.f.  l'emarginare, l'essere emarginato (spec. fig.): emarginazione sociale, culturale. 
emartro   s.m.  (med.) versamento di sangue in una articolazione.
emasculazione   o emascolazione, s.f.    • 1 •   (med.) asportazione chirurgica del pene e dei testicoli    • 2 •   (bot.) soppressione degli stami di un fiore.
ematemesi   s.f.  (med.) vomito sanguigno, provocato da emorragie che si verificano nello stomaco.
ematico   agg.  [pl. m. -ci] di sangue, proprio del sangue: perdita ematica; cellule ematiche. 
ematina   s.f.  (fisiol.) nucleo non proteico dell'emoglobina; eme.
ematite   s.f.  minerale di ferro in masse terrose rossastre o in cristalli e lamelle color grigio-nero.
emato-  emato- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. hâima -atos  'sangue'; vale 'sangue, sanguigno, del sangue'; cfr. anche emo-. 
ematocele   s.m.  (med.) travaso di sangue nel testicolo; nella donna, travaso di sangue nella cavità retro-uterina.
ematocrito   s.m.  (med.) rapporto fra il volume del plasma e quello dei globuli rossi; anche l'apparecchio che serve a determinarlo.
ematodermia   s.f.  (med.) termine, oggi disusato, per leucemide. 
ematofago   agg.  [pl. m. -gi] (zool.) si dice di animale che si nutre di sangue o che distrugge le emazie di altri animali.
ematofobia   s.f.  paura morbosa del sangue, presente in alcune psicosi.
ematologia   s.f.  (med.) scienza che studia il sangue umano, le sue alterazioni e gli organi che lo generano.
ematologico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'ematologia: esami ematologici. 
ematologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di ematologia.
ematoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) raccolta di sangue nella compagine dei tessuti provocata da emorragia interna.
ematopoiesi   e deriv.   ⇨ emopoiesi e deriv. 
ematosi   s.f.  (fisiol.) processo di ossigenazione del sangue che avviene a livello dei capillari polmonari.
ematossilina   s.f.  colorante rosso naturale ottenuto dal legno di campeggio.
ematuria   s.f.  (med.) presenza di sangue nell'urina.
emazia   s.f.  (biol.) globulo rosso del sangue.
embarcadero    ⇨ imbarcadero.
embargo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   sequestro, ordinato da uno stato sovrano, delle navi mercantili di un paese straniero che si trovino nei suoi porti o nelle sue acque territoriali; per estens., divieto alle navi mercantili, straniere o anche nazionali, di lasciare un porto    • 2 •   sanzione economica con la quale vengono sospesi i rapporti commerciali con determinati paesi in occasione di crisi internazionali.
embaterio   s.m.  nell'antica grecia, canto di guerra, spec. dei giovani spartani.
embè    ⇨ ebbene.
embiotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli insetti terrestri con corpo allungato, apparato boccale masticatore, antenne filiformi, zampe fornite di ghiandole che secernono un liquido serico | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
emblema   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   figura simbolica, spesso accompagnata da un motto, usata in passato come insegna di famiglie gentilizie e attualmente di stati, organi territoriali minori e organizzazioni internazionali: nello stemma visconteo vi è l'emblema del biscione; l'emblema della repubblica italiana, dell'onu    • 2 •   (fig.) simbolo, rappresentazione, immagine: la quercia è l'emblema della forza    • 3 •   nell'antichità, opera di intarsio; mosaico.
emblematico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di emblema, che serve da emblema: figura emblematica    • 2 •   (fig.) simbolico, paradigmatico; particolarmente rappresentativo: un discorso, un comportamento emblematico  § emblematicamente avv. 
embolia   s.f.  (med.) occlusione di un vaso sanguigno, in genere un'arteria, da parte di un embolo: embolia cerebrale, polmonare. 
embolismale   agg.  intercalare: mese embolismale, nei calendari greco, giuliano ed ebraico, mese inserito nell'anno per far coincidere il ciclo lunare e quello solare.
embolismico   agg.  [pl. m. -ci] embolismale.
embolismo   s.m.  nel rito romano, preghiera intercalata nella messa dopo il pater noster, con la quale si chiede al signore la liberazione da tutti i mali.
embolo   s.m.  (med.) corpo estraneo (coagulo di sangue, bolla gassosa ecc.) presente nella corrente sanguigna e in grado di provocare embolia.
embrassons nous   loc. sost. m. invar.  esortazione superficiale a rappacificarsi, che elude i reali motivi di dissidio.
embricare   v. tr.  [io émbrico, tu émbrichi ecc.] ricoprire con embrici | embricarsi v. rifl.  (non com.) sovrapporsi a guisa di embrici.
embricato   o imbricato, part. pass.  di embricare   agg.    • 1 •   ricoperto di embrici: tetto embricato    • 2 •   si dice di foglie, penne, squame di pesci o di rettili, e anche di altre cose, che sono parzialmente sovrapposte le une alle altre come gli embrici.
embricatura   s.f.  disposizione di elementi a guisa di embrici; anche, l'insieme degli elementi disposti in tal modo.
embrice   s.m.    • 1 •   lastra di terracotta di forma trapezoidale allungata con i bordi convergenti rialzati, usata per la copertura dei tetti; tegola piana    • 2 •   (mar.) ciascuno dei grossi cavi che stringono contro lo scafo l'invasatura di una nave approntata per il varo.
embrio-  embrio- primo elemento di termini scientifici composti di formazione moderna, dal gr. émbryon  'embrione, feto' (embriogenesi, embriologia).
embriofillo   s.m.  (bot.) cotiledone.
embriogenesi   s.f.  (biol.) il complesso dei fenomeni di formazione e sviluppo dell'embrione umano e animale.
embriogenia   s.f.  (biol.) embriogenesi.
embriologia   s.f.  parte della biologia che studia la formazione e lo sviluppo dell'embrione.
embriologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'embriologia.
embriologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di embriologia.
embrionale   agg.    • 1 •   (biol.) dell'embrione, che concerne l'embrione: sviluppo embrionale    • 2 •   (fig.) che è allo stato di abbozzo, di ideazione generica; non ancora ben definito e sviluppato: idee allo stato embrionale; un progetto embrionale  § embrionalmente avv.  allo stato embrionale.
embrione   s.m.    • 1 •   (biol.) l'organismo vivente dal momento in cui ha inizio lo sviluppo dell'uovo fecondato sino a quello in cui si è stabilita una evidente differenziazione degli organi | in ostetricia, il prodotto del concepimento sino alla fine del terzo mese di vita intrauterina    • 2 •   (bot.) piantina che si trova nel seme delle piante superiori    • 3 •   (fig.) idea o cosa che comincia a prendere forma; abbozzo, primo stadio: progetto in embrione. 
embrionico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) embrionale.
embriopatia   s.f.  (med.) malattia dell'embrione o del feto.
embriotomia   s.f.  (med.) intervento chirurgico che mira a ridurre il volume di un feto morto, così che risulti più facile la sua estrazione dall'utero.
embrocazione   s.f.  (antiq.) medicamento liquido a base di sostanze oleose, usato esternamente come linimento o per frizione.
eme   s.m.  (chim. biol.) composto organico che costituisce la parte non proteica dell'emoglobina, alla quale conferisce il colore rosso e la caratteristica di trasportatore di ossigeno.
emenda   s.f.  (ant.)    • 1 •   emendamento, correzione; riparazione di una colpa commessa: gran fallo aspetta gran flagello / quando debita emenda il cor non lava  (ariosto o. f.  xxxii, 41)    • 2 •   (dir.) rieducazione e recupero sociale del reo.
emendabile   agg.  che si può emendare: errore emendabile. 
emendamento   s.m.    • 1 •   l'emendare, l'emendarsi, l'essere emendato    • 2 •   (filol.) correzione congetturale proposta per un testo corrotto o lacunoso in tutta la tradizione    • 3 •   nella terminologia parlamentare, modifica parziale, proposta o apportata a un progetto di legge durante la sua discussione: votare, respingere un emendamento. 
emendare   v. tr.  [io emèndo ecc.] liberare da difetti o imperfezioni; correggere: emendare lo stile, il carattere  ' emendare un testo, (filol.) correggere gli errori della tradizione manoscritta | emendare un progetto di legge, modificarlo nel corso della discussione parlamentare | emendare un terreno, (agr.) migliorarne la costituzione fisico-chimica aggiungendovi gli elementi di cui è privo o troppo povero | emendarsi v. rifl.  correggersi.
emendatio   s.f.  (filol.) emendamento.
emendativo   agg.  (non com.) che vale a emendare, correttivo.
emendatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi emenda.
emendazione   s.f.  emendamento.
emeralopia   s.f.  (med.)    • 1 •   scarsa capacità visiva in ambiente molto illuminato    • 2 •   impropriamente, ma più comunemente, scarsa capacità visiva in ambiente poco illuminato.
emeralopo   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da emeralopia.
emergente   part. pres.  di emergere   agg.  che comincia a imporsi, che va acquistando un particolare rilievo: ceto, classe emergente  | danno emergente, (dir.) diminuzione patrimoniale subita in seguito a fatti illeciti o inadempimenti altrui.
emergenza   s.f.    • 1 •   (rar.) l'emergere; ciò che emerge, che sporge    • 2 •   situazione particolarmente critica, difficile: in caso di emergenza; piano di emergenza | (stato di) emergenza, situazione di pericolo grave e generalizzato su un certo territorio che impone alle autorità pubbliche di prendere particolari misure | freno di emergenza, quello che serve in caso di avaria del freno principale.
emergenziale   agg.  di emergenza, dovuto ad emergenza: intervento emergenziale. 
emergere   v. intr.  [pres. io emèrgo, tu emèrgi ecc. ; pass. rem. io emèrsi, tu emergésti ecc. ; part. pass. emèrso; aus. essere]    • 1 •   affiorare da un liquido, venire in superficie: il sommergibile è emerso    • 2 •   (estens.) venir fuori, mostrarsi al di sopra, apparire: un grattacielo che emerge tra le case; nel buio emerse una figura indistinta    • 3 •   (fig.) risultare, manifestarsi con chiarezza, con evidenza: dagli indizi raccolti emerge la sua responsabilità  ' segnalarsi, distinguersi: la figura di mozart emerge tra i  (o sui) musicisti del suo tempo. 
emerito   agg.    • 1 •   nell'antica roma, detto del soldato che aveva compiuto il servizio militare e ricevuto il congedo e i relativi premi    • 2 •   che non esercita più un ufficio, ma ne conserva, onorificamente o con limitate attribuzioni, il grado: professore emerito    • 3 •   (estens.) insigne, famoso (spec. iron.): un emerito imbroglione. 
emero   s.m.  piccolo frutice con rami resistenti, flessibili, e fiori gialli (fam.  leguminose).
emerocallide   s.f.  (bot.) genere di piante ornamentali, diffuse in estremo oriente, con foglie lineari e grandi fiori di color giallo o arancio (fam.  gigliacee).
emerografia   s.f.  (non com.) ricerca, compilazione bibliografica riguardante giornali.
emeroteca   s.f.  raccolta di giornali e periodici | locale, edificio dove vengono custodite tali raccolte.
emersione   s.f.    • 1 •   l'emergere; affioramento | (mar.) manovra con la quale un mezzo subacqueo viene a galla: emersione totale, parziale; navigare in emersione, in superficie    • 2 •   (geol.) fenomeno per cui terre sommerse s'innalzano lentamente al di sopra della superficie delle acque    • 3 •   (astr.) riapparizione di un astro dopo un'occultazione o un'eclisse.
emerso   part. pass.  di emergere   agg.  che sta fuori dall'acqua; si dice spec. della parte della crosta terrestre che non è coperta dagli oceani: terre emerse. 
emetico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco capace di provocare il vomito.
emetina   s.f.  (chim.) alcaloide estratto dalla radice di ipecacuana, usato in medicina come espettorante ed emetico.
emettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   mandar fuori: emettere un suono; emettere fumo, vapore    • 2 •   (fig.) mettere in circolazione: emettere monete, biglietti, francobolli; emettere un assegno; emettere azioni, obbligazioni, buoni del tesoro    • 3 •   (fig.) emanare, diffondere, promulgare: emettere un ordine, un decreto    • 4 •   (fig.) esprimere, pronunciare: emettere un giudizio, una sentenza; emettere il verdetto. 
emettitore   s.m.    • 1 •   (telecom.) trasmettitore    • 2 •   (elettr.) parte del transistor che emette elettroni o cariche positive.
emettitrice   s.f.  macchina che emette, distribuisce qualcosa; sui mezzi pubblici, macchina che provvede alla emissione automatica dei biglietti di viaggio.
emi-  emi- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. hìmi-  'mezzo'; vale 'mezzo, metà' e corrisponde etimologicamente al lat. sìmi-; cfr. semi-. 
-emia  -emia secondo elemento di parole composte del linguaggio medico, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -aimía, deriv. di hâima  'sangue'.
emiatrofia   s.f.  (med.) atrofia di una metà di un organo simmetrico; in partic., malattia caratterizzata dalla lenta e progressiva atrofia di una metà della faccia.
emicellulosa   s.f.  (chim.) polisaccaride che costituisce uno dei componenti delle pareti delle cellule vegetali e uno dei materiali di riserva delle piante.
emiciclo   s.m.    • 1 •   luogo, spazio, edificio in forma di semicerchio: l'emiciclo della camera dei deputati, lo spazio centrale dell'aula delimitato dai banchi dei deputati disposti a semicerchio    • 2 •   nell'antichità greca o romana, gradinata dove sedevano gli spettatori in teatro.
emico   agg.  [pl. m. -ci] (ling. , antrop.) si dice del valore funzionale distintivo che i fenomeni linguistici o i fatti culturali assumono all'interno dei rispettivi sistemi; si contrappone a etico 3.
emicrania   s.f.  (med.) cefalea a carattere accessionale circoscritta a una parte del capo; comunemente, mal di testa.
emidattilo   s.m.  (zool.) genere di piccoli rettili terrestri, con cuscinetti adesivi sotto ciascun dito: emidattilo verrucoso, specie che vive in italia (ord.  squamati).
emide   s.f.  tartaruga palustre dal guscio nerastro a macchie gialle, diffusa in europa, asia e anche in italia (ord.  cheloni).
emigrante   part. pres.  di emigrare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi emigra, spec. per lavoro.
emigrare   v. intr.  [aus. essere; anche avere  se il verbo è usato assol.]    • 1 •   lasciare il proprio luogo o stato d'origine per trasferirsi altrove, provvisoriamente o definitivamente: emigrare in cerca di lavoro, per motivi politici; è emigrato in america; ha emigrato l'anno scorso    • 2 •   detto di uccelli e di altri animali, spostarsi da una regione all'altra al mutare delle stagioni; migrare.
emigrato   part. pass.  di emigrare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi si è trasferito dal luogo o stato d'origine in altro luogo o stato, spec. per lavoro.
emigratorio   agg.  dell'emigrazione, che concerne l'emigrazione: correnti emigratorie. 
emigrazione   s.f.    • 1 •   l'emigrare; fenomeno sociale per cui singoli individui o gruppi di persone abbandonano il luogo d'origine per trasferirsi altrove, di solito alla ricerca di lavoro: emigrazione temporanea, permanente, stagionale; emigrazione interna, quella che avviene da una regione all'altra dello stesso stato; emigrazione esterna, quella che avviene da uno stato all'altro | (non com.) il complesso degli emigrati: l'emigrazione italiana in argentina    • 2 •   riferito ad animali, migrazione    • 3 •   (estens.) trasferimento: emigrazione di capitali verso mercati esteri. 
emiliano   agg.  dell'emilia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'emilia.
emimetabolo   agg.  (zool.) si dice di insetto che presenti metamorfosi incompleta.
emina   s.f.  (chim. biol.) composto di carattere salino contenente ferro; costituisce, con la globina, un prodotto di scissione dell'emoglobina.
eminente   agg.    • 1 •   (non com.) che sovrasta in altezza; elevato: un luogo eminente    • 2 •   (fig.) che emerge, che eccelle, che si distingue fra tutti; illustre: eminenti personalità del mondo politico  | il superl. eminentissimo  (abbr. generalmente in e. mo) è titolo attribuito ai cardinali    • 3 •   (fig.) notevole, rilevante: i pregi eminenti di un'opera  § eminentemente avv.  prevalentemente, specialmente: una questione eminentemente giuridica. 
eminenza   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere eminente; luogo eminente, elevato | (anat.) sporgenza, protuberanza di organi o tessuti    • 2 •   (fig.) eccellenza, superiorità: l'eminenza della sua cultura    • 3 •   titolo che un tempo si dava a reali e a vari dignitari ecclesiastici, oggi solo ai cardinali: sua eminenza  (abbr. in s.e.) | eminenza grigia, consigliere segreto di un alto personaggio; per estens., chi gode di grande potenza e influenza pur restando nell'ombra.
emione   s.m.  cavallo selvatico dell'asia centrale (ord.  perissodattili).
emiparassita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] pianta verde autotrofa che completa la sua nutrizione sottraendo acqua e sali minerali ad altri vegetali.
emiparesi   s.f.  (med.) paresi che investe una metà del corpo.
emiparetico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a emiparesi  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da emiparesi.
emiplegia   s.f.  (med.) paralisi di tutta una metà (destra o sinistra) del corpo.
emiplegico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a emiplegia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da emiplegia.
emirato   s.m.  dignità, carica di emiro; durata di tale carica | il territorio sul quale un emiro esercita il suo potere.
emiro   s.m.  titolo dato nei paesi musulmani ai discendenti di maometto; presso gli arabi, governatore di una tribù o di una provincia.
emisferico   agg.  [pl. m. -ci] di un emisfero; che ha forma di emisfero: calotta emisferica. 
emisfero   ant. emisferio, emispero, emisperio, s.m.    • 1 •   la metà di una sfera    • 2 •   ciascuna delle due parti in cui la superficie terrestre è divisa dall'equatore: emisfero boreale, australe | emisfero celeste, ciascuna delle due parti in cui l'immaginaria sfera celeste è divisa dal proprio equatore    • 3 •   emisfero cerebrale, (anat.) ognuna delle due masse laterali e simmetriche che costituiscono il cervello.
emissario   (1) s.m.    • 1 •   fiume o canale che raccoglie e scarica le acque di un lago; nelle fognature, collettore generale    • 2 •   (anat.) vena di comunicazione della testa.
emissario   (2) s.m.  [f. -a] persona inviata da altri (spec. da un governo o da un potente personaggio) per conoscere o scoprire qualcosa; agente segreto, spia.
emissione   s.f.    • 1 •   l'emettere, l'essere emesso: emissione di voce    • 2 •   (fin.) operazione con la quale si pongono in circolazione banconote, assegni, cambiali, titoli, francobolli ecc.; anche, il valore complessivo dei titoli posti in circolazione in una data operazione | istituto di emissione, la banca centrale di un paese, in quanto incaricata di porre in circolazione la moneta    • 3 •   (fis.) cessione di energia da un sistema fisico all'ambiente circostante; può essere termica, luminosa, corpuscolare    • 4 •   (telecom.) diffusione nello spazio di onde elettromagnetiche che portano segnali    • 5 •   in ecologia, sostanza o energia inquinante considerata nel punto in cui viene liberata nell'ambiente.
emissivo   agg.  che può emettere; che riguarda l'emissione.
emistichio   s.m.  la metà di un verso; per estens., verso incompleto: un emistichio virgiliano. 
emitriteo   s.m.  nelle classificazioni della medicina antica, febbre che viene ogni 36 ore.
emittente   part. pres.  di emettere   agg.  che emette; che fa un'emissione: banca emittente  | che trasmette: stazione radio emittente   s.f.  (telecom.) stazione radio o video trasmittente: emittente locale, stazione privata, per lo più televisiva, che trasmette su un territorio limitato | s.m.  e f.    • 1 •   nella teoria della comunicazione, chi emette un messaggio    • 2 •   (fin.) chi emette un pagherò.
emittenza   s.f.    • 1 •   emissione, trasmissione di programmi radiotelevisivi: regolamentazione del diritto di emittenza    • 2 •   l'insieme delle emittenti radiotelevisive: emittenza pubblica, privata. 
emitteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti con apparato boccale atto a pungere e succhiare, primo paio d'ali per metà chitinizzate, metamorfosi incompleta (p. e.  cimice, cicala) | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
emme   s.f.  o m. invar.  nome della lettera m  e del suono da essa rappresentato.
emmenagogo   agg.  e s.m.  [pl. m. -ghi] (med.) si dice di farmaco che favorisce le mestruazioni.
emmental   diffuso ma non corretto emmenthal, s.m.  formaggio svizzero di pasta dura, di sapore dolce, di colore giallognolo, con molti occhi; è confezionato in forme rotonde e leggermente bombate.
emmetrope   agg.  e s.m.  e f.  (med.) che, chi presenta emmetropia: occhio emmetrope; un (soggetto) emmetrope. 
emmetropia   s.f.  (med.) la condizione di normale funzionamento dell'occhio.
emmetropico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) emmetrope.
emo-  emo- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. haimo-, da hâima  'sangue'; vale 'sangue, sanguigno, del sangue' (emopoiesi, emoteca); cfr. emato-. 
emocateresi   s.f.  (fisiol.) fenomeno per cui i globuli rossi che hanno compiuto il loro ciclo vitale vengono distrutti.
emocele   s.m.  (zool.) cavità generale del corpo degli artropodi, in cui circola l'emolinfa.
emoceloma   s.m.  [pl. -mi] emocele.
emocianina   s.f.  (chim. , biol.) cromoproteina contenente rame, presente nel plasma sanguigno di molti molluschi e artropodi, nei quali compie il trasporto dell'ossigeno dagli organi respiratori ai tessuti.
emocito   s.m.  (biol.) cellula del sangue degli insetti e di altri invertebrati.
emocitoblasto   s.m.  (biol.) cellula indifferenziata da cui si originano tutte le cellule del sangue.
emoclasia   s.f.  (med.) alterazione del plasma sanguigno che comporta caduta della pressione arteriosa, febbre, riduzione della coagulazione del sangue, eruzioni.
emocoltura    ⇨ emocultura.
emocromo   s.m. invar.  (med.) esame emocromocitometrico.
emocromocitometrico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice dell'esame di laboratorio che mira a determinare il contenuto in emoglobina del sangue, il numero dei globuli rossi e dei globuli bianchi, la formula leucocitaria.
emocultura   o emocoltura, s.f.  (med.) prova diagnostica con la quale, coltivando il sangue in mezzo adatto, si scoprono i germi in esso presenti.
emodialisi   s.f.  (med.) filtrazione del sangue eseguita mediante il rene artificiale.
emodializzato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è sottoposto a emodialisi.
emodinamica   s.f.  branca della fisiologia che studia la circolazione del sangue e i fenomeni a essa connessi.
emofilia   s.f.  (med.) malattia congenita ereditaria caratterizzata da prolungate emorragie anche in seguito a traumi modesti, dovute a un ritardo del tempo di coagulazione del sangue; colpisce solo gli individui di sesso maschile.
emofiliaco   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'emofilia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da o è portatore di emofilia.
emogenico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di una serie di prove di laboratorio effettuate sul sangue per controllarne la coagulabilità o per accertare l'esistenza di un'eventuale fragilità vasale.
emoglobina   s.f.  (chim. biol.) sostanza proteica contenente ferro presente nei globuli rossi del sangue, ai quali conferisce la caratteristica colorazione; trasporta l'ossigeno dai polmoni ai tessuti e l'anidride carbonica dai tessuti ai polmoni.
emoglobinometro   s.m.  (med.) strumento per determinare la quantità di emoglobina presente nel sangue.
emoglobinuria   s.f.  (med.) presenza anormale di emoglobina nelle urine.
emolinfa   s.f.  (zool.) liquido incolore circolante nel corpo di molti invertebrati, con funzione di trasporto di sostanze e di gas.
emolisi   s.f.  (biol.) dissoluzione dei globuli rossi presenti nel sangue.
emolisina   s.f.  (biol.) anticorpo capace di provocare la dissoluzione dei globuli rossi.
emolitico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo all'emolisi; che provoca emolisi.
emolliente   agg.  e s.m.    • 1 •   in farmacologia, si dice di preparato in grado di rilassare e decongestionare i tessuti infiammati; lenitivo: una pomata emolliente    • 2 •   nell'industria tessile, si dice di sostanza grassa usata per rendere flessibili e morbidi i tessuti.
emolumento   s.m.    • 1 •   spec. pl.  somma corrisposta per compensare una prestazione, spec. di carattere professionale, continuativa o saltuaria: gli emolumenti dei consiglieri delegati    • 2 •   (ant.) profitto, utilità, guadagno.
emonio   agg.  (lett.) tessalo, della tessaglia.
emopatia   s.f.  (med.) qualunque malattia del sangue.
emopoiesi   o ematopoiesi [e-ma-to-po-iè-si], s.f.  (biol.) processo di formazione delle cellule del sangue che avviene in determinati organi (midollo osseo, milza).
emopoietico   o ematopoietico [e-ma-to-po-iè-ti-co], agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che riguarda l'emopoiesi; che provvede all'emopoiesi: organi emopoietici   agg.  e s.m.  (farm.) si dice di sostanza o medicinale che stimola l'emopoiesi.
emorragia   s.f.    • 1 •   (med.) fuoruscita di sangue dai vasi sanguigni | emorragia interna, quella in cui il sangue rimane contenuto in una cavità interna    • 2 •   (fig.) perdita grave e prolungata: emorragia di capitali  | emorragia di voti, forte calo elettorale di un partito politico.
emorragico   agg.  [pl. m. -ci] di emorragia, relativo a emorragia: diatesi emorragica  § emorragicamente avv.  in modo emorragico; con emorragia.
emorroidale   agg.  (med.) relativo alle emorroidi.
emorroidario   agg.    • 1 •   (med.) che riguarda le emorroidi; emorroidale    • 2 •   (anat.) si dice di struttura presente nelle pareti del retto e dell'ano: plesso emorroidario. 
emorroidi   s.f. pl.  (med.) dilatazioni varicose delle vene del retto e dell'ano: emorroidi interne, esterne. 
emorroissa   s.f.  donna soggetta a flussi anormali di sangue; oggi si usa solo per indicare la donna che, secondo il racconto evangelico, guarì toccando la veste di gesù: il miracolo dell'emorroissa. 
emosporidi   s.m. pl.  (zool.) ordine di protozoi parassiti presenti nei globuli rossi dei vertebrati durante la fase agamica del loro ciclo, mentre la fase sessuata si svolge nel corpo di vari artropodi; vi appartiene il plasmodio della malaria | sing.  [-io] ogni protozoo di tale ordine.
emostasi   non com. emostasia [e-mo-sta-sì-a], s.f.  (med.) arresto, provocato o spontaneo, di una emorragia.
emostatico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di ogni farmaco o mezzo capace di arrestare le emorragie: laccio, cotone emostatico. 
emoteca   s.f.  luogo in cui si preparano e si conservano il sangue e il plasma sanguigno per trasfusioni.
emoterapia   s.f.  (med.) terapia praticata per mezzo di trasfusioni.
emotisi    ⇨ emottisi.
emotività   s.f.    • 1 •   (psicol.) capacità, variabile secondo gli individui, di provare emozioni    • 2 •   nell'uso comune, facilità a emozionarsi, a commuoversi; impressionabilità: controllare, dominare la propria emotività. 
emotivo   agg.  che si riferisce all'emozione; dovuto a emozione: reazione emotiva  | (non com.) che provoca emozione: spettacolo emotivo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha tendenza a emozionarsi, a commuoversi in modo eccessivo: temperamento emotivo; un (individuo) emotivo  § emotivamente avv.  dal punto di vista emotivo: un ragazzo emotivamente fragile  | in modo emotivo, non razionale: reagire emotivamente. 
emotorace   s.m.  (med.) presenza di sangue nella cavità toracica.
emotossina   s.f.  (biol.) tossina presente nel sangue.
emotrasfusione   s.f.  trasfusione del sangue.
emottisi   pop. emotisi, s.f.  (med.) uscita dalla bocca di sangue proveniente dalla trachea, dai bronchi o dai polmoni, dovuta a lesioni delle vie respiratorie; sbocco di sangue.
emottoico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] (med.) che, chi è soggetto a emottisi.
emozionale   agg.  (psicol.) di emozione, relativo a emozione: stato emozionale  § emozionalmente avv.  dal punto di vista emozionale: un'esperienza emozionalmente intensa. 
emozionalità   s.f.  carattere emozionale; emotività.
emozionante   part. pres.  di emozionare   agg.  che produce emozione, entusiasmo, eccitamento: un film emozionante; un'emozionante avventura  § emozionantemente avv. 
emozionare   v. tr.  [io emozióno ecc.] mettere in uno stato di emozione; turbare, impressionare (anche assol.): l'inattesa notizia lo emozionò; una scena che emoziona  | emozionarsi v. rifl.  provare emozione; turbarsi, impressionarsi: una persona che si emoziona facilmente. 
emozionato   part. pass.  di emozionare   agg.  in preda all'emozione; turbato, agitato: era tanto emozionato che non riusciva a parlare  § emozionatamente avv. 
emozione   s.f.  (psicol.) intenso moto affettivo, piacevole o penoso, accompagnato per lo più da modificazioni fisiologiche e psichiche (pallore o rossore, reazioni motorie ed espressive ecc.) | nell'uso corrente, impressione viva, turbamento: provare una forte emozione; andare in cerca di emozioni, di esperienze eccitanti; accogliere una notizia senza emozione, con indifferenza.
empatia   s.f.    • 1 •   (filos.) proiezione dei propri stati emotivi nell'oggetto estetico    • 2 •   (psicol.) capacità di immedesimarsi in un'altra persona, di calarsi nei suoi pensieri e stati d'animo.
empatico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'empatia § empaticamente avv. 
empetiggine    ⇨ impetigine.
empiastro    ⇨ impiastro.
empididi   o empidi [èm-pi-di], s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti ditteri con corpo peloso e proboscide atta a perforare | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
empiema   s.m.  [pl. -mi] (med.) raccolta di pus in una cavità interna del corpo: empiema pleurico. 
empiere    ⇨ empire.
empietà   s.f.    • 1 •   l'essere empio: l'empietà di nerone    • 2 •   azione empia; parole empie: commettere, dire empietà. 
empiezza   s.f.  (ant.) empietà.
empimento   s.m.    • 1 •   l'empire    • 2 •   (ant.) adempimento.
empio   (1) agg.    • 1 •   che disprezza ciò che è sacro; profanatore, sacrilego: scrittori, filosofi empi    • 2 •   che rivela empietà, che è contrario alle credenze religiose: idee, dottrine, parole empie    • 3 •   spietato, crudele, scellerato: regno, tiranno empio    • 4 •   (poet.) iniquo, avverso: crudo destino, empio destin fatale, / uccidi omai questa odiosa vita  (tasso g. l.  iv, 72)  s.m.  [f. -a] persona sacrilega; chi ha commesso azioni scellerate § empiamente avv. 
empio   (2) agg.  (non com.) pieno, sazio (per lo più in usi scherzosi).
empire   meno com. empiere [ém-pie-re], v. tr.  [pres. io émpio, tu émpi, egli émpie, noi empiamo, voi empite, essi émpiono; pass. rem. io empìi, tu empisti  (meno com. io empiéi, tu empiésti) ecc. ; imperf. io empivo ecc. ; fut. io empirò ecc. ; pres. congiunt. io émpia ecc. ; imperf. congiunt. io empissi ecc. ; condiz. io empirèi ecc. ; imp. émpi, empite; ger. empièndo; part. pass. empito  o empiuto]    • 1 •   mettere in un recipiente o in uno spazio tanta materia quanta esso ne può contenere; riempire, colmare (anche fig.): empire il bicchiere di vino, gli scaffali di libri; empire l'animo d'ira, la testa di nozioni  | paroloni che empiono la bocca, che sembrano voler dire gran cosa e si pronunciano con enfasi | empire qualcuno di vento, (fig.) imbrogliarlo facendogli credere cose non vere o esagerate    • 2 •   (ant. , lett.) soddisfare, saziare: questa bestia,... mai non empie la bramosa voglia  (dante inf.  i, 94-98) | adempiere, compiere: di sposa / le parti empie e di madre  (pindemonte) | empirsi v. rifl.  (fam.) mangiare a sazietà, rimpinzarsi: empirsi di cibo  | v. rifl.  diventare pieno, riempirsi: la sala si empì di gente. 
empireo   ant. empirio, ant. e lett. empiro, agg.  nella filosofia scolastica si diceva del più alto dei cieli, sede di dio e dei beati, e di ciò che a esso si riteneva appartenere; per estens., celestiale, divino, sublime: cielo empireo; empirea felicità   s.m.  il cielo empireo; più gener., cielo, paradiso.
empireumatico   agg.  [pl. m. - ci] (chim.) si dice dell'odore particolare emesso da sostanze organiche carbonizzate non per combustione ma per riscaldamento.
empiria   s.f.  (filos.) l'esperienza, intesa come attività pratica, in contrapposizione a quella teoretica.
empirico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si fonda sull'esperienza e non su presupposti teorici: medicina empirica, scienze empiriche    • 2 •   (spreg.) basato soltanto sulla pratica spicciola; non scientifico: rimedi, criteri empirici    • 3 •   formula empirica, (chim.) che esprime solamente il rapporto quantitativo tra gli atomi di una molecola (detta anche formula bruta)  s.m.  [f. -a] (spec. spreg.) chi, nell'esercizio di un'attività o professione, non segue principi teorici o di metodo, affidandosi solamente alla pratica § empiricamente avv. 
empirio    ⇨ empireo.
empiriocriticismo   s.m.  dottrina filosofica, sorta nella seconda metà del sec. xix per opera di r. avenarius (1843-1896) e di e. mach (1838-1916), che rifiutava ogni metafisica considerando arbitraria la distinzione tra soggettivo e oggettivo e risolvendo la realtà in una serie di sensazioni originarie.
empirismo   s.m.    • 1 •   l'essere empirico; metodo, criterio fondato sull'esperienza    • 2 •   (filos.) ogni dottrina che considera l'esperienza come fonte unica di conoscenza e il metodo sperimentale come il solo valido | empirismo logico, neopositivismo.
empirista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi è seguace, assertore dell'empirismo    • 2 •   chi agisce in modo empirico.
empiristico   agg.  [pl. m. -ci] che ha relazione con l'empirismo o con gli empiristi: teorie empiristiche  § empiristicamente avv. 
empiro    ⇨ empireo.
empito   s.m.  (lett.) forza violenta, improvvisa e rovinosa: l'empito di un fiume in piena  | (fig.) impulso incontenibile, slancio, ardore: l'empito della passione; empito lirico, afflato poetico forte e ardente.
empitura   s.f.    • 1 •   (non com.) l'empire; empimento    • 2 •   (rar.) la cosa con cui si empie; ripieno, imbottitura.
emporio   s.m.    • 1 •   grande centro commerciale, luogo di raccolta e di smistamento di merci: il pireo fu il maggiore emporio della grecia antica  | (fig. lett.) centro di diffusione di cultura: l'italia pareva emporio di dottrina, e di eleganze, e di lusso per tutta l'europa  (foscolo)    • 2 •   grande magazzino dove si vendono merci di ogni genere; negozio che vende prodotti vari    • 3 •   (estens.) grande quantità di cose diverse, spec. se ammucchiate disordinatamente.
emulare   v. tr.  [io èmulo ecc.] cercare di uguagliare o di superare qualcuno in azioni lodevoli o in virtù: emulare il valore, l'eroismo di un amico; emulare i propri maestri  | in usi ant. o lett. può essere intr.  [aus. avere] ed è seguito dal compl. di termine: firenze... volendo emulare a torino e a venezia si prepara a ricevere solennemente il re  (de sanctis).
emulativo   agg.    • 1 •   tendente a emulare    • 2 •   atto emulativo, (dir.) atto che il proprietario di un bene compie senza alcun interesse, ma al solo scopo di recare danno o molestia ad altri.
emulatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi emula; chi mostra spirito di emulazione, di competizione    • 2 •   (inform.) dispositivo in grado di produrre un'emulazione.
emulazione   s.f.    • 1 •   l'emulare; l'atteggiamento di chi cerca di raggiungere o superare gli altri, per lo più in un ambito di valori positivi: spirito d'emulazione, fervore competitivo    • 2 •   (atto di) emulazione, (dir.) atto emulativo    • 3 •   (inform.) capacità di un'apparecchiatura hardware o di un prodotto software di funzionare imitando le procedure di una diversa macchina o programma.
emulgere   v. tr.  (ant.)    • 1 •   mungere    • 2 •   (fig.) ricavare.
emulo   s.m.  [f. -a] chi emula, per lo più in cose nobili e degne (ma talvolta si dice anche di antagonista accanito, invidioso); chi è uguale a qualcuno in merito, abilità, valore e sim.: napoleone fu emulo di cesare; non avere emuli, non essere uguagliato da nessuno  agg.  (lett.) che è generato da spirito di emulazione: i suoi compagni egregi / che d'emulo furor l'esempio accese  (tasso g. l.  xx, 56).
emulsina   s.f.  (chim.) enzima contenuto nelle mandorle amare e in altri semi; ha la proprietà di scindere determinati legami chimici nei glucosidi e nei polisaccaridi.
emulsionabile   agg.  che si può emulsionare.
emulsionamento   s.m.  l'atto di emulsionare; l'emulsione ottenuta.
emulsionante   part. pres.  di emulsionare   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanze che facilitano la formazione di emulsioni o ne aumentano la stabilità.
emulsionare   v. tr.  [io emulsióno ecc.] ridurre a emulsione.
emulsionatore   s.m.  apparecchio per preparare emulsioni.
emulsione   s.f.    • 1 •   (chim.) mescolanza di due liquidi non solubili tra loro, uno dei quali è disperso nell'altro sotto forma di minutissime gocce: emulsione medicamentosa    • 2 •   (foto.) preparato chimico sensibile alla luce, applicato sulle lastre o sulle pellicole.
emungere   v. tr.  [coniugato come mungere] (lett.)    • 1 •   smungere, estrarre, prosciugare    • 2 •   (fig.) togliere, fiaccare: ai superbi roman l'orgoglio emunga  (ariosto o. f.  iii, 27).
emunto   part. pass.  di emungere   agg.  (lett.) smunto, emaciato, smagrito: solcata ho fronte, occhi incavati intenti; / crin fulvo, emunte guance  (foscolo sonetti).
emuntore   agg.  che emunge, che permette la fuoruscita o lo scolo di liquidi e umori: apparato emuntore   s.m.    • 1 •   (geog.) emissario di un bacino lacustre    • 2 •   nelle opere di bonifica agraria, tratto di canale in cui si raccolgono le acque di scolo.
emuntorio   s.m.  (fisiol.) si dice di apparato che ha la funzione di eliminare dall'organismo le sostanze di rifiuto (apparato urinario, respiratorio, sudorifero ecc.).
enallage   s.f.  figura retorica consistente nell'adoperare una parte del discorso o una forma verbale in luogo di un'altra che sarebbe formalmente più usuale o più corretta (p. e. domani vengo da te  in luogo di domani verrò; oppure parlare chiaro, con l'agg. invece dell'avv. chiaramente).
enalotto   s.m. invar.  concorso nazionale a premi ispirato al totocalcio ma basato sulle estrazioni settimanali del lotto.
enantema   s.m.  [pl. -mi] (med.) eruzione eritematosa che compare sulle mucose, spec. all'interno della cavità orale, durante certe malattie infettive (morbillo, scarlattina ecc.).
enantio-  enantio- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. enantíos  'opposto'; indica opposizione (enantiosemia).
enantiomorfismo   s.m.  (scient.) rapporto tra due enti geometrici o fisici di cui uno si possa considerare come l'immagine speculare dell'altro (p. e.  il piede destro e il sinistro).
enantiomorfo   agg.  (scient.) che presenta enantiomorfismo.
enantiosemia   s.f.  (ling.) fenomeno linguistico per cui una parola assume, spesso attraverso una lunga serie di passaggi, significato opposto a quello etimologico (p. e. ministro  deriva dal lat. mini°ster  'aiutante, servo').
enarmonia   s.f.  (mus.)    • 1 •   nella musica greca antica, l'impiego di intervalli di grandezza inferiore al semitono    • 2 •   nella teoria armonica tonale, rapporto tra due suoni diversi nella notazione, ma di altezza identica (p. e. tra do diesis  e re bemolle).
enarmonico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) relativo all'enarmonia: suoni enarmonici  | genere enarmonico, uno dei tre generi dell'antica musica greca, nel quale si faceva uso del quarto di tono § enarmonicamente avv.  secondo i criteri enarmonici.
enarmonizzare   v. intr.  [aus. avere] (mus.) praticare l'enarmonia | v. tr.  rendere enarmonico (un brano musicale).
enarrare   v. tr.  (ant.) descrivere minutamente, esporre con abbondanza di particolari.
enarrazione   s.f.  racconto minuzioso, ricco di particolari.
enartrosi   s.f.  (anat.) articolazione mobile con superfici sferiche, di cui l'una è concava e l'altra convessa (p. e.  quelle dell'anca e della spalla).
encarpo   s.m.  ornamento architettonico in forma di ghirlande di fiori e frutti, spesso a festoni, che ebbe vasta applicazione nell'antichità greca, romana e orientale e fu ripreso nel rinascimento.
encaustica   s.f.  la tecnica del dipingere a encausto.
encausto   s.m.    • 1 •   tecnica pittorica antica consistente nell'uso di colori diluiti con cera fusa e applicata a caldo    • 2 •   soluzione di cera usata per lucidare il legno.
encefalico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) dell'encefalo, che riguarda l'encefalo: massa encefalica. 
encefalite   s.f.  (med.) termine generico usato per indicare processi infiammatori dell'encefalo: encefalite emorragica, epidemica. 
encefalitico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'encefalite  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da encefalite.
encefalo   s.m.  (anat.) la parte del sistema nervoso centrale racchiusa nel cranio, costituita dal cervello, dal cervelletto e dal midollo allungato.
encefalografia   s.f.  (med.) esame radiografico delle cavità intercerebrali.
encefalogramma   s.m.  (med.) il risultato dell'encefalografia.
encefalopatia   s.f.  (med.) termine generico indicante qualunque malattia dell'encefalo che non sia infiammatoria: encefalopatia fetale, acquisita. 
enchiridio   s.m.  (rar.) manuale di una determinata materia; anche, il formato tradizionale dei manuali.
enciclica   s.f.  lettera di carattere dottrinale o pastorale, abitualmente redatta in latino, che il papa indirizza ai vescovi di tutto il mondo e, più recentemente, anche ai fedeli; prende il nome dalle parole iniziali: l'enciclica  «populorum progressio» di paolo vi. 
enciclopedia   s.f.    • 1 •   opera che raccoglie sistematicamente, per lo più in ordine alfabetico, nozioni relative a tutte le discipline o a una disciplina in particolare: enciclopedia universale, giuridica, della scienza e della tecnica  | enciclopedia dello studente, della donna ecc. , che raccolgono nozioni atte a interessare particolari categorie di lettori | l'enciclopedia : per antonomasia, l'«encyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, arts et métiers», la maggiore opera di diffusione della cultura dell'illuminismo francese, pubblicata tra il 1751 e il 1772 sotto la direzione di diderot e d'alembert    • 2 •   (fig.) persona di vaste e svariate conoscenze (per lo più con sfumatura iron.): è un'enciclopedia ambulante. 
enciclopedico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne l'enciclopedia o ha carattere di enciclopedia: manuale enciclopedico; dizionario enciclopedico, quello che registra, insieme alle voci proprie di un'enciclopedia (scientifiche, storiche, biografiche, tecniche ecc.), anche le voci del lessico comune    • 2 •   (fig.) fornito di conoscenze molto vaste in diversi campi del sapere: mente, cultura enciclopedica  § enciclopedicamente avv. 
enciclopedismo   s.m.    • 1 •   preparazione culturale vasta e diversificata; cultura enciclopedica    • 2 •   l'insieme delle dottrine e delle idee che ispirarono la compilazione dell'«enciclopedia» francese.
enciclopedista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi collaborò all'«enciclopedia» francese; per estens., chi ne seguì le dottrine    • 2 •   (non com.) chi collabora a un'enciclopedia.
enclave   s.f. invar.  territorio situato geograficamente entro i confini di uno stato (o di una regione, una provincia, un comune) diverso da quello di appartenenza: p. e.  campione d'italia, comune italiano, si trova in svizzera; badia tedalda, prov. di arezzo, si trova nelle marche.
enclisi   rar. enclisia [en-cli-sì-a], s.f.  (ling.) fenomeno che si produce quando una parola atona si appoggia alla parola precedente formando con essa un'unità fonetica (p. e. scrìvimi, lèggilo, dicèndogli); si contrappone a proclisi  | doppia enclisi, quando sono due le parole atone che si appoggiano alla parola precedente (p. e. dìmmelo).
enclitico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di parola atona che, nella pronuncia, si appoggia alla parola precedente (si contrappone a proclitico): pronome enclitico  | usato anche come s.f.  : le enclitiche  § encliticamente avv.  in posizione enclitica.
encomiabile   agg.  degno di encomio, lodevole: comportamento encomiabile  § encomiabilmente avv. 
encomiare   v. tr.  [io encòmio ecc.] tributare un encomio; lodare pubblicamente e solennemente: encomiare il coraggio di un soldato. 
encomiasta   s.m.  nell'antichità greca, autore di encomi.
encomiastico   agg.  [pl. m. -ci] di encomio; che encomia: tono, componimento encomiastico  | (spreg.) esageratamente elogiativo, adulatorio: opuscoli encomiastici  § encomiasticamente avv. 
encomienda   s.f.  nelle colonie spagnole d'america, concessione di territori a conquistadores e coloni con l'obbligo di evangelizzare e proteggere la popolazione e con il diritto di esigerne in cambio tributi e prestazioni.
encomio   s.m.    • 1 •   nella grecia antica, componimento in versi o in prosa che celebrava in origine le gesta degli dei e degli eroi, poi qualsiasi azione meritoria    • 2 •   (estens.) lode pubblica e solenne fatta da persona autorevole: fare, rivolgere, tributare un encomio; parole, lettera d'encomio; vergin di servo encomio / e di codardo oltraggio  (manzoni il cinque maggio)    • 3 •   (mil.) riconoscimento al valore militare: encomio semplice, espresso a parole; encomio solenne, pubblicato nell'ordine del giorno di un comando o nel bollettino ministeriale.
encondroma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno di natura cartilaginea che si sviluppa nell'interno di un osso.
endecaedro   s.m.  poliedro che ha undici facce.
endecagono   s.m.  poligono che ha undici angoli e undici lati.
endecasillabo   agg.  e s.m.    • 1 •   si dice di verso il cui ultimo accento ritmico cade sulla decima sillaba, mentre gli altri accenti sono mobili entro certi limiti; è di undici sillabe quando l'ultima sillaba è piana, di dieci quando è tronca, di dodici quando è sdrucciola; è il verso più diffuso della poesia italiana: endecasillabo piano, tronco, sdrucciolo, a seconda che termini con una parola piana, tronca o sdrucciola (nel primo caso, di gran lunga il più comune, è appunto di undici sillabe, nel secondo di dieci, nel terzo di dodici) | endecasillabi sciolti, non collegati fra loro da rima    • 2 •   nella metrica greca e latina, si dice di verso di undici sillabe fisse, nel quale cioè non era ammessa la sostituzione di due sillabe brevi con una lunga o viceversa; gli accenti metrici erano in posizioni diverse a seconda del tipo (endecasillabo saffico, alcaico ecc.).
endemia   s.f.  situazione per cui una malattia infettiva è endemica.
endemicità   s.f.  carattere endemico: l'endemicità di una malattia. 
endemico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) si dice di malattia infettiva costantemente presente, anche se in forma sporadica, in un determinato territorio    • 2 •   (biol.) si dice di specie animali o vegetali che si trovano esclusivamente in un dato territorio    • 3 •   (fig.) persistente, diffuso, radicato in un certo ambiente: il contadino è ridotto alla fame endemica  (gramsci) § endemicamente avv. 
endemismo   s.m.  (biol.) presenza permanente di una specie animale o vegetale, o di una malattia infettiva, in una regione circoscritta.
endermico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che agisce attraverso la cute.
endiadi   s.f.  figura retorica che esprime con due termini coordinati un unico concetto (p. e. la fortuna e il caso, per il caso fortunato).
endica   s.f.  (ant.)    • 1 •   magazzino, deposito: endica... altro non è, a mio credere,... se non quello che ora chiamiamo magazzino  (muratori)    • 2 •   provvista, incetta: gli uomini comprano ed incettano, e dell'incettato fanno endica o ammasso  (giordani).
endice   s.m.    • 1 •   (ant.) oggetto conservato per ricordo, o come simbolo di qualcosa    • 2 •   (tosc.) uovo vero o di marmo che si mette nel nido delle galline perché vi tornino a deporre le uova    • 3 •   uccello da richiamo; zimbello.
endina   s.f.  (bot.) sottile membrana cellulosica che avvolge le spore e i granuli pollinici; è circondata da un'altra membrana, chiamata esina. 
endivia    ⇨ indivia.
-endo  -endo suffisso di aggettivi o di aggettivi sostantivati, derivati dal latino o formati modernamente; continua il lat. -e°ndu(m), desinenza del gerundio e del gerundivo (orrendo, stupendo); cfr. anche -ando. 
endo-  endo- primo elemento di termini scientifici composti, dal gr. éndon  'dentro'; vale 'dentro, interno, posto nell'interno' (endocarpo, endogeno).
endoarterite   s.f.  (med.) infiammazione della tonaca interna della parete arteriosa.
endocardio   s.m.  (anat.) membrana che riveste le cavità del cuore.
endocardite   s.f.  (med.) infiammazione dell'endocardio.
endocarpo   o endocarpio, s.m.  (bot.) la parte più interna del frutto, vicino al seme.
endocellulare   agg.  (biol.) che si trova o che avviene all'interno della cellula.
endocranico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che si trova o che avviene all'interno del cranio.
endocrino   agg.  (biol.) si dice della secrezione (detta anche secrezione interna) propria delle ghiandole o cellule che versano direttamente nel sangue i propri prodotti; si dice anche di tali ghiandole o cellule | apparato endocrino, il sistema ghiandolare a secrezione interna.
endocrinologia   s.f.  branca della medicina che studia le ghiandole a secrezione interna.
endocrinologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] specialista in endocrinologia.
endoderma   o entoderma, s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (bot.) lo strato cellulare più interno della corteccia del fusto e della radice    • 2 •   (biol.) strato più interno delle cellule dell'uovo fecondato, che delimita la primitiva cavità gastro-intestinale e da cui traggono origine l'apparato respiratorio e vari organi annessi all'apparato digerente (fegato, pancreas).
endodinamica   s.f.  (geol.) il complesso dei fenomeni che modificano l'aspetto della superficie terrestre agendo dall'interno (bradisismi, terremoti ecc.).
endodontista   s.m.  e f.  medico specializzato in endodonzia.
endodonzia   s.f.  (med.) branca dell'odontoiatria che studia la cavità dentaria.
endofasia   s.f.    • 1 •   (psicol.) stato allucinatorio per il quale si crede di avvertire delle voci interne    • 2 •   nella terminologia della critica letteraria, linguaggio interiore, articolato solo mentalmente.
endofasico   agg.  [pl. m. -ci] di endofasia, relativo all'endofasia.
endofita   agg.  e s.m.  [pl. m. -ti] si dice di vegetale o animale che vive all'interno di un organismo vegetale.
endogamia   s.f.    • 1 •   (etnol.) regola che impone il matrimonio all'interno del proprio gruppo di parentela o socioeconomico | (estens.) la tendenza a sposare persone del proprio gruppo etnico o sociale    • 2 •   (biol.) riproduzione fra individui dello stesso ceppo.
endogamico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'endogamia: matrimonio endogamico. 
endogamo   agg.  che pratica l'endogamia: popolazioni endogame. 
endogastrite   s.f.  (med.) infiammazione della mucosa dello stomaco.
endogenesi   s.f.  (scient.) generazione, formazione interna.
endogeno   agg.  (scient.) che nasce, ha origine nell'interno: malattie endogene  | spore endogene, in botanica, quelle che si formano all'interno della cellula | variabili endogene, nei modelli matematici, quelle spiegate all'interno del modello stesso | in geologia, si dice delle forze che agiscono all'interno della terra e dei fenomeni connessi con l'attività di tali forze; si dice di rocce formate per solidificazione di un magma in profondità.
endolinfa   s.f.  (biol.) liquido chiaro presente nella cavità del labirinto membranoso dell'orecchio interno dell'uomo e dei vertebrati.
endometrio   s.m.  (anat.) mucosa che riveste la cavità interna dell'utero.
endometrite   s.f.  (med.) infiammazione dell'endometrio.
endomitosi   s.f.  (biol.) moltiplicazione dei cromosomi senza una corrispondente divisione cellulare.
endomorfismo   s.m.  (geol.) il complesso delle trasformazioni che una massa magmatica subisce, durante il consolidamento, a contatto con le rocce circostanti.
endomuscolare   agg.  si dice di iniezione praticata direttamente nel muscolo.
endonnarsi    ⇨ indonnarsi.
endoparassita   s.m.  [pl. -ti] parassita che vive all'interno del corpo dell'ospite (p. e.  molti batteri, protozoi, vermi).
endoplasma   s.m.  [pl. -smi] (biol.) parte centrale del citoplasma cellulare.
endoplasmatico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) dell'endoplasma: reticolo endoplasmatico. 
endoprotesi   s.f.  (med.) protesi fissa interna all'organismo applicata a un osso, in sostituzione di una sua parte o di un'articolazione.
endoprotti   o endoprocti, s.m. pl.  (zool.) gruppo di minuscoli animali acquatici invertebrati a forma di calice, con bordo orlato di tentacoli retrattili | sing.  [-o] ogni animale di tale gruppo.
endoreattore   s.m.  (aer.) motore termico a combustione interna continua che si alimenta con un combustibile e un comburente recati a bordo; usato per la propulsione di aeromobili, missili e veicoli spaziali, è detto com. (motore a) razzo. 
endoreico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) si dice di bacino idrografico le cui acque si riversano, anziché nel mare, in uno specchio d'acqua interno.
endorfina   s.f.  (biol.) sostanza prodotta dal cervello, simile alla morfina, che svolge un'azione fondamentale nel diminuire la sensibilità al dolore.
endoscheletro   s.m.  (biol.) scheletro interno, tipico dei vertebrati; si oppone a esoscheletro. 
endoscopia   s.f.  (med.) ispezione diagnostica diretta di una cavità organica eseguita mediante endoscopio.
endoscopico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) dell'endoscopia, basato sull'endoscopia: fotografia endoscopica, ripresa effettuata mediante un apparecchio fotografico applicato a un endoscopio.
endoscopio   s.m.  (med.) strumento dotato di un apparato ottico e di una fonte luminosa, usato per ispezionare cavità interne dell'organismo (stomaco, bronchi, vescica ecc.).
endosmosi   s.f.  (chim. fis.) penetrazione di un solvente in una soluzione attraverso una membrana porosa.
endosperma   s.m.  [pl. -mi] (bot.) tessuto che avvolge l'embrione nell'interno del seme; contiene sostanze nutritive necessarie allo sviluppo dell'embrione stesso.
endostio   s.m.  (anat.) sottile tessuto connettivo che riveste il canale midollare delle ossa.
endoteliale   agg.  (anat.) dell'endotelio: cellule endoteliali. 
endotelio   s.m.  (anat.) tessuto connettivale che ricopre la superficie interna dei vasi sanguigni e linfatici e del cuore; è formato da un unico strato di cellule appiattite.
endotermico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di fenomeno fisico o chimico che avviene con sottrazione di calore dall'ambiente circostante: reazione endotermica; si oppone a esotermico. 
endovena   s.f.  iniezione endovenosa: fare un'endovena  | con valore di avv.  per mezzo di un'endovena: iniettare una sostanza endovena. 
endovenoso   agg.  (med.) che entra direttamente in una vena | (iniezione) endovenosa, iniezione praticata in una vena; endovena.
endurance   s.f. invar.  gara automobilistica di velocità su lunga distanza fuori da un circuito.
endurista   s.m.  [pl- -sti] (sport) motociclista che gareggia negli enduro.
enduro   s.m. invar.  gara motociclistica che si svolge su percorsi accidentati di notevole lunghezza; per estens., la motocicletta usata per tale tipo di gare.
-ene  -ene suffisso usato in chimica per indicare composti organici insaturi, in particolare contenenti almeno un doppio legame fra due atomi di carbonio (etilene, acetilene); indica anche composti della serie aromatica (benzene).
eneo   agg.  (lett.) bronzeo | età enea, periodo eneo, in paletnologia, età del bronzo.
eneolitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice del periodo preistorico corrispondente alla fase finale del neolitico, durante il quale continuò l'uso della pietra e incominciò quello di leghe di rame; calcolitico | usato anche come s.m.  : reperti dell'eneolitico    • 2 •   che è proprio, caratteristico di tale periodo: civiltà eneolitica. 
energetica   s.f.  scienza che studia l'energia e le trasformazioni energetiche.
energetico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'energia, spec. in quanto utilizzata dall'uomo per il lavoro, il riscaldamento, l'illuminazione ecc.: bilancio energetico; fonte, politica, crisi energetica  | trasformazioni energetiche, (fis.) passaggio da una forma di energia a un'altra  agg.  e s.m.  si dice di sostanza capace di stimolare le energie dell'organismo: alimento energetico; fare uso di energetici  x energeticamente avv.  dal punto di vista energetico.
energetismo   s.m.  dottrina filosofico-scientifica che interpreta la materia e ogni sostanza come energia.
energia   s.f.    • 1 •   vigore fisico, forza dei nervi e dei muscoli (si usa spesso al pl.): un uomo nel pieno delle energie    • 2 •   vigore spirituale, fermezza di carattere; decisione, risolutezza: parlare, opporsi a qualcuno con energia    • 3 •   (fis.) grandezza fisica che esprime l'attitudine di un corpo o di un sistema di corpi a compiere lavoro: energia cinetica, potenziale, elettrica, elastica, meccanica, termica, chimica, nucleare  | conservazione dell'energia, principio fondamentale della fisica secondo il quale, in un sistema isolato, la quantità di energia rimane costante pur degradandosi nel passaggio da una forma all'altra    • 4 •   energie alternative, denominazione corrente delle fonti energetiche primarie diverse dal petrolio, dal carbone, dall'energia nucleare: energia eolica, solare, geotermica  | energia dolce, energia prodotta nel rispetto dell'ambiente, ricorrendo a fonti alternative e rinnovabili.
energico   agg.  [pl. m. -ci] che ha o dimostra energia, che agisce con energia; risoluto, deciso: funzionario energico; carattere, tono, rimedio energico  § energicamente avv. 
energumeno   s.m.  [f. -a]    • 1 •   indemoniato, ossesso (com. solo in espressioni comparative): sbraitare come un energumeno    • 2 •   (estens.) chi si comporta con violenza e brutalità, senza lasciarsi guidare dalla ragione.
enervare   v. tr.  [io enèrvo ecc.]    • 1 •   (med.) privare chirurgicamente dell'innervazione: enervare un organo    • 2 •   (fig. ant.) snervare, infiacchire: il fine della repubblica è enervare ed indebolire, per accrescere il corpo suo, tutti gli altri corpi  (machiavelli).
enervazione   s.f.  (med.) operazione chirurgica volta a enervare un organo o una parte del corpo.
enfant gâ  té enfant gâté;loc. sost. m. invar.  bambino viziato | (estens.) persona abituata a vedere soddisfatto ogni suo capriccio; anche, persona avvezza alla vita comoda o a facili successi, e quindi illusa di poter ottenere molto con poco impegno.
enfant prodige   loc. sost. m. invar.  bambino eccezionalmente precoce: mozart fu un enfant prodige  | (estens.) chi, sebbene ancora giovane, si sia già distinto in un dato campo o abbia già conquistato una posizione influente.
enfant terrible   loc. sost. m.  e f. invar.  bambino turbolento, insolente, che crea problemi e disagio agli adulti | (estens.) chi, all'interno di un gruppo o di un partito, si contrappone con vivacità e irriverenza agli orientamenti dominanti.
enfasi   s.f.    • 1 •   solennità, passionalità, calore eccessivi nel parlare, nello scrivere o nel gestire: recitare con enfasi    • 2 •   figura retorica consistente nel dare particolare rilievo espressivo ai passi salienti di un discorso o di uno scritto.
enfatico   agg.  [pl. m. -ci] pieno di enfasi; ricercato, solenne, ampolloso: un oratore enfatico; gesto, tono, stile enfatico  § enfaticamente avv. 
enfatizzare   v. tr.    • 1 •   pronunciare con enfasi    • 2 •   rendere enfatico, solenne; accentuare, esagerare: enfatizzare un avvenimento; enfatizzare un risultato elettorale. 
enfatizzazione   s.f.  rilievo eccessivo dato a qualcosa: l'enfatizzazione dei propri meriti è sempre ridicola. 
enfiagione   s.f.  (antiq.) gonfiore, tumefazione.
enfiamento   s.m.  (rar.) l'enfiare, l'enfiarsi.
enfiare   v. tr.  [io énfio ecc] (lett.) gonfiare, ingrossare | v. intr.  [aus. essere], enfiarsi v. rifl.    • 1 •   (lett.) gonfiarsi    • 2 •   (ant.) insuperbirsi | adirarsi.
enfiatura   s.f.  (non com.) enfiagione, gonfiore.
enfio   agg.  (lett.) gonfio, tumefatto.
enfisema   s.m.  [pl. - mi] (med.) infiltrazione di gas, generalmente aria, nella compagine di un organo o di un tessuto: enfisema sottocutaneo  | enfisema polmonare, dilatazione degli alveoli polmonari.
enfisematico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'enfisema; che presenta enfisema: respiro, polmone enfisematico. 
enfisematoso   agg.  (med.) relativo all'enfisema  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da enfisema.
enfiteusi   s.f.  (dir.) diritto reale per il quale il concessionario gode di un fondo altrui, in perpetuo o per almeno vent'anni, con l'obbligo di migliorarlo e di pagare un canone al concedente.
enfiteuta   s.m.  [pl. -ti] (dir.) titolare di un diritto di enfiteusi.
enfiteutico   agg.  [pl. m. -ci] (dir.) relativo all'enfiteusi: canone enfiteutico. 
engagé   agg.  [f. -ée; pl. m. -és, f. -ées] si dice di scrittore, artista, uomo di cultura impegnato socialmente e politicamente.
engagement   s.m. invar.  atteggiamento di impegno sociale e politico da parte dell'artista, dell'intellettuale: la letteratura dell'engagement. 
engineering   s.m. invar.  insieme delle attività connesse alla progettazione, alla produzione e al controllo di impianti industriali effettuate per contratto.
enialio   agg.  e s.m.  nella mitologia greca, epiteto di ares (marte), dio della guerra.
enidrocoltura   s.f.  acquicoltura.
enigma   antiq. enimma, s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   breve componimento, per lo più in versi, che in forma oscura e ambigua allude a una parola o a un concetto da indovinare; indovinello: risolvere un enigma    • 2 •   (estens.) frase oscura, di difficile interpretazione: esprimersi per enigmi    • 3 •   (fig.) cosa ambigua, poco chiara; fatto inspiegabile, misterioso: la sua scomparsa resta un enigma  | persona di cui non si riesce a comprendere i sentimenti, i pensieri, le intenzioni: quella ragazza è un enigma. 
enigmaticità   s.f.  l'essere enigmatico, carattere enigmatico: l'enigmaticità di un comportamento. 
enigmatico   antiq. enimmatico, agg.  [pl. m. -ci] che ha carattere d'enigma; misterioso, oscuro, incomprensibile: discorso, tono enigmatico; faccia, persona enigmatica  § enigmaticamente avv. 
enigmista   antiq. enimmista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si occupa di enigmistica; chi è abile a inventare o a risolvere enigmi.
enigmistica   antiq. enimmistica, s.f.  l'arte di comporre e risolvere enigmi, indovinelli, sciarade, rebus e sim. | l'insieme dei giochi enigmistici: la pagina di un settimanale dedicata all'enigmistica. 
enigmistico   antiq. enimmistico, agg.  [pl. m. -ci] che riguarda gli enigmi, l'enigmistica: gioco, settimanale enigmistico  § enigmisticamente avv.  secondo l'enigmistica.
enimma   e deriv.   ⇨ enigma e deriv. 
enjambement   s.m. invar.  in poesia, procedimento che consiste nel separare due parole concettualmente unite collocandone una alla fine di un verso, l'altra all'inizio del successivo, così che il periodo logico si prolunghi oltre la pausa ritmica (p. e.  in dante inf.  ii, 1-3: lo giorno se n'andava, e l'aere bruno  / toglieva li animai che sono in terra / da le fatiche loro).
enna    ⇨ henna.
ennagono   o enneagono, s.m.  (geom.) poligono che ha nove lati e nove angoli.
enne   s.f.  o m. invar.  nome della lettera n. 
-enne  -enne secondo elemento di parole composte che indicano gli anni di età (quindicenne, cinquantenne), dal lat. -e°nne(m), deriv. di a°nnus  'anno'.
enneacordo   s.m.  antico strumento musicale del tipo della lira, dotato di nove corde formanti una scala diatonica.
enneade   s.f.  (rar.) gruppo di nove cose, e spec. di nove giorni o di nove libri: enneadi, titolo della raccolta delle opere del filosofo greco plotino (205-270 d. c.).
enneagono    ⇨ ennagono.
enneasillabo   agg.  e s.m.  (non com.) novenario.
ennese   agg.  di enna  s.m.  e f.  abitante, nativo di enna.
ennesimo   agg.    • 1 •   (mat.) che si riferisce alla lettera n, simbolo matematico di un numero intero positivo indeterminato | elevare un numero all'ennesima potenza, a un esponente indeterminato    • 2 •   nel linguaggio comune, si usa in luogo di un numerale ordinale corrispondente a un numero altissimo, indeterminato: te lo ripeto per l'ennesima volta. 
-ennio  -ennio secondo elemento di parole composte che indicano un periodo di un certo numero di anni (ventennio, cinquantennio), dal lat. -e°nniu(m), deriv. di a°nnus  'anno'.
ennupla   scritto per lo più n-upla, s.f.  (mat.) insieme di n  elementi, cioè di un numero intero imprecisato di elementi: una ennupla di soluzioni, in un sistema di n  equazioni.
eno-  eno- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. ôinos  'vino' (enopolio, enologo).
enocianina   s.f.  (chim.) colorante organico naturale dell'uva nera e del vino rosso.
enofilo   agg.  che cura la produzione di vino e i modi per migliorarla: circolo, consorzio enofilo   s.m.  [f. -a] (scherz.) amante del buon vino; ubriacone.
enoftalmo   s.m.  (med.) abnorme infossamento del globo oculare nell'orbita.
enogastronomia   s.f.  l'arte di saper accoppiare i vini ai cibi.
enogastronomico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'enogastronomia.
enolo   s.m.  (chim.) denominazione di un tipo di alcoli, forme tautomere dei composti carbonilici.
enologia   s.f.  tecnica della produzione, della conservazione e dell'invecchiamento dei vini.
enologico   agg.  [pl. m. -ci] dell'enologia, che riguarda l'enologia: industria enologica  § enologicamente avv.  dal punto di vista enologico.
enologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] chi si occupa di enologia; esperto di enologia.
enometro   s.m.  strumento, ora poco in uso, per misurare il peso specifico e il grado di alcolicità del vino.
enoplio   agg.  e s.m.  si dice di ritmo della metrica classica che muove dalla breve alla lunga, contrapposto al ritmo dattilico  che muove dalla lunga alla breve.
enopolio   s.m.  centro per lo più di tipo cooperativo in cui si raccolgono e si vendono le uve e i vini di una data zona; mostra-mercato di vini.
enorme   agg.  che esce dai limiti normali, consueti: quello che sta accadendo è veramente enorme  | molto grande; smisurato (anche fig. , e spesso con valore iperbolico): una mano, un palazzo enorme; uno sbaglio enorme; difficoltà enormi  § enormemente avv.  smisuratamente; moltissimo: divertirsi enormemente. 
enormità   s.f.    • 1 •   l'essere enorme (spec. fig.): l'enormità delle sue pretese    • 2 •   cosa enorme, eccessiva: costa un'enormità, un prezzo esorbitante | parola o atto irragionevole, che causa indignazione: dire, fare delle enormità. 
enosigeo   agg.  e s.m.  nella mitologia greca, epiteto di poseidone (nettuno), dio del mare.
enoteca   s.f.  collezione di bottiglie di vini pregiati | (estens.) luogo per l'esposizione ed eventualmente l'assaggio e la vendita di vini.
enotecnica   s.f.  la tecnica della lavorazione dei vini; enologia.

enotecnico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'enotecnica  s.m.  [f. -a] chi si occupa di enotecnica.
enoteismo   s.m.  forma di religione che, pur ammettendo l'esistenza di più divinità, ne fa oggetto di culto una sola.
enotera   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee annuali o perenni, originarie dell'america (fam.  enoteracee).
enoteracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee dicotiledoni, diffuse nelle regioni temperate; vi appartengono numerose specie ornamentali (p. e.  la fucsia) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
en passant   loc. avv.  di sfuggita, di passaggio, incidentalmente: dire qualcosa en passant. 
en plein   loc. sost. m. invar.  nel gioco della roulette, e per estens. in altri giochi, la massima vincita possibile | fare (un) en plein, (fig.) avere pieno successo in qualcosa.
enrosadira   s.f.  la graduale colorazione dal rosa al viola che appare sulle dolomiti a chi le guardi da lontano all'ora del tramonto.
-ense  -ense suffisso che deriva dal lat. -ìnse(m)  e che, in parole di origine colta, indica l'appartenenza a un'etnia o a un luogo geografico (melitense, eporediense) o anche relazione d'altro tipo (forense, circense) [ ⇨ -ese].
ensemble   s.m.  [pl. ensembles]    • 1 •   (mus.) nell'orchestrazione dei pezzi di musica leggera, notazione che indica l'intervento contemporaneo di tutti gli strumenti | complesso strumentale in grado di eseguire brani che richiedono formazioni diverse e non corrispondenti ai normali organici orchestrali    • 2 •   nel linguaggio della moda, abito femminile con giacca o soprabito e accessori adatti; insieme, completo.
ensiforme   agg.  (scient.) a forma di spada: foglia ensiforme. 
entalpia   s.f.  (fis.) in un sistema termodinamico, funzione data dalla somma dell'energia interna e del prodotto della pressione per il volume.
entasi   s.f.  (arch.) rigonfiamento che la colonna, spec. quella di stile dorico, presenta a un terzo dell'altezza.
ente   s.m.    • 1 •   (filos.) ciò che è qualcosa di esistente o di possibile (in opposizione a ciò che non è) | ente di ragione, esistente solo nella mente di chi lo concepisce | l'ente supremo, dio    • 2 •   (dir.) istituzione dotata di personalità giuridica: ente pubblico  | enti locali, le amministrazioni comunali, provinciali e regionali | ente di gestione, organismo finanziario pubblico preposto a un gruppo di imprese a partecipazione statale    • 3 •   (mat.) oggetto astratto a cui si attribuiscono determinate proprietà: il punto, la retta, il piano, lo spazio sono enti geometrici. 
-ente  -ente suffisso del part. pres. dei verbi in -ere  e -ire, molti dei quali aggettivati o sostantivati (perdente, morente), derivato dal suff. lat. -e°nte(m)  con cui si formavano i part. pres. della ii, iii e iv coniugazione.
entelechia   alla greca entelecheia [en-te-lé-che-ia], s.f.  (filos.) secondo aristotele (384-322 a. c), lo stato di perfezione raggiunto da un ente che abbia attuato pienamente il suo essere in potenza | secondo leibniz (1646-1716), la sostanza semplice o monade in quanto capace di conseguire il suo pieno sviluppo senza interventi e influssi esterni.
entello   s.m.  scimmia dal corpo snello, con coda lunghissima, pelame bianco-giallognolo (ord.  primati); abita spec. in india, dove è considerata sacra.
enter   s.m. invar.  il tasto del computer che dà l'accapo nella videoscrittura o manda in esecuzione un programma.
enteralgia   s.f.  (med.) dolore intestinale.
enterico   agg.  [pl. m. - ci] (med.) intestinale.
enterite   s.f.  (med.) infiammazione dell'intestino tenue.
entero-  entero- primo elemento di termini scientifici composti di formazione moderna, dal gr. énteron  'intestino' (enterocolite).
enterobatteriacee   s.f. pl.  (biol.) famiglia di batteri saprofiti, capaci di decomporre materiali contenenti idrati di carbonio | sing.  [-a] ogni batterio di tale famiglia.
enterocele   s.m.  (med.) ernia dell'intestino.
enteroclisi   s.f.  (med.) lavaggio dell'intestino praticato mediante l'introduzione per via rettale di opportune soluzioni.
enteroclisma   s.m.  [pl. - smi] (med.)    • 1 •   enteroclisi    • 2 •   apparecchio usato per praticare l'enteroclisi.
enterocolite   s.f.  (med.) infiammazione dell'intestino tenue e del colon.
enterolito   s.m.  (med.) calcolo intestinale.
enterologia   s.f.  settore della medicina che studia l'intestino.
enterologo   s.m.  [pl. -gi] medico specializzato in enterologia.
enteropatia   s.f.  (med.) termine generico per indicare qualunque affezione intestinale.
enteropneusti   s.m. pl.  (zool.) gruppo di animali marini vermiformi, provvisti di una proboscide contrattile | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale gruppo.
enterorragia   s.f.  (med.) emorragia intestinale.
enterotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica della parete dell'intestino.
entertainer   s.m. invar.  artista che conduce uno spettacolo leggero esibendosi in numeri propri.
entertainment   s.m. invar.  spettacolo leggero, di evasione, spec. radiofonico o televisivo.
entimema   s.m.  [pl. -mi] (filos.) nella logica aristotelica, sillogismo che si basa su premesse solo probabili, e non ha quindi valore dimostrativo ma persuasivo | nella filosofia medievale, sillogismo ellittico nel quale è sottintesa una delle due premesse.
entimematico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) di entimema; che ha forma di entimema o contiene un entimema: argomento, sillogismo entimematico. 
entità   s.f.    • 1 •   (filos.) l'essenza dell'ente, ciò per cui un certo ente è quello che è | un qualsiasi ente conosciuto o immaginato, senza alcuna determinazione o riferimento particolare: un'entità astratta    • 2 •   importanza, consistenza, valore: danni di lieve entità. 
entoderma    ⇨ endoderma.
entomata   s.m. pl.  (ant) insetti.
entomo-  entomo- primo elemento di parole composte della moderna terminologia scientifica, nelle quali significa 'insetto'; è tratto dal gr. éntomon (zôion), propr. '(animale) tagliato all'interno' (entémnein  'intagliare'), cioè 'dal corpo diviso in segmenti'.
entomofago   agg.  e s.m.  [pl. m. -gi] si dice di animale che si nutre di insetti: (insetti) entomofagi. 
entomofilia   s.f.  (bot.) impollinazione a opera degli insetti.
entomofilo   agg.  si dice di piante in cui l'impollinazione avviene a opera degli insetti, e dell'impollinazione stessa così conseguita.
entomologia   s.f.  ramo della zoologia che studia gli insetti.
entomologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'entomologia.
entomologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di entomologia.
entomostraci   o entomostrachi, s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di crostacei che presentano un numero di segmenti addominali variabile | sing.  [-co] ogni crostaceo di tale sottoclasse.
entourage   s.m. invar.  il seguito, la cerchia di un personaggio; ambiente, gruppo che si frequenta abitualmente: l'entourage di un uomo politico; il proprio entourage. 
entozoo   s.m.  endoparassita.
entracte   s.m. invar.  intermezzo, breve spettacolo, generalmente di tono comico, inserito tra due atti o parti di uno spettacolo più impegnativo; anche, semplicemente, intervallo.
entragna   s.f.  [pl. -e  o anche entragna], o entragno s.m. , (ant. , region.) spec. pl.  l'intestino degli animali; viscere, interiora: cocean gli entragni nello spiedo infissi  (monti).
entraî  neuse entraîneuse;s.f.  donna che nei locali notturni intrattiene i clienti.
entrambi   ant. entrambo o intrambo o intrambi, pron. m. pl.  [f. entrambe] tutti e due, ambedue: sono partiti entrambi  | usato anche come agg. , seguito dall'art. determ.: entrambi i lati. 
entramento   s.m.  (ant.)    • 1 •   l'entrare; luogo di entrata, passaggio    • 2 •   (fig.) principio di qualcosa.
entrante   part. pres.  di entrare   agg.    • 1 •   che sta per cominciare, detto di periodi di tempo: la settimana, il mese, l'anno entrante    • 2 •   che ha appena preso possesso di una carica: il sindaco entrante    • 3 •   (fig.) che s'intromette; invadente | (non com.) convincente, persuasivo.
entrare   ant. intrare, v. intr.  [io éntro ecc. ; aus. essere]    • 1 •   penetrare in un luogo, andar dentro, introdursi (anche fig.): entrare in casa; entrare dalla porta, per la finestra; il chiodo non entra nel muro; il sole è entrato nella costellazione dei gemelli; l'attore entra in scena; un sospetto entrò nel suo animo | entrare in orbita, cominciare a percorrere l'orbita prestabilita, detto spec. di satelliti artificiali e sonde spaziali | entrare nella parte, nel personaggio, interpretarlo con grande verosimiglianza, immedesimarvisi    • 2 •   poter essere contenuto: nella valigia non entra tutto; il due entra nell'otto quattro volte; l'armadio non entra dalla porta, non passa; in questo abito non entro, è piccolo per me, è stretto; questa cosa non gli entra in testa, (fig.) non riesce a capirla, a ricordarla, ad accettarla    • 3 •   (fig.) essere ammesso in un gruppo, cominciare a farne parte; essere assunto in una carica: entrare nell'esercito, nella magistratura  | entrare in convento, farsi frate o suora | entrare in servizio, cominciare a svolgere un lavoro | entrare in società, cominciare a far vita sociale; (comm.) assumere una quota del capitale di una società | entrare in un complotto, diventarne partecipe    • 4 •   (fig.) cominciare un'attività venirsi a trovare in una nuova condizione: entrare in guerra, dichiararla | entrare in trattative, cominciarle | entrare in argomento, affrontarlo | entrare a far parte, cominciare a essere parte | entrare nel quindicesimo anno, aver compiuto i quattordici anni | entrare in azione, cominciare ad agire | entrare in ballo, in gioco, intervenire, inserirsi | entrare in vigore, detto di leggi e sim., diventare esecutivo | entrare in possesso di qualcosa, diventarne possessore | entrare in collisione, scontrarsi, urtare | entrare in contatto, stabilire rapporti diretti | l'anno che entra, l'anno entrante, cioè che sta per cominciare    • 5 •   (fig.) interferire, immischiarsi: entrare negli affari di qualcuno  | c'entra, non c'entra, ha o non ha attinenza con ciò di cui si parla    • 6 •   (mus.) cominciare a suonare, detto degli strumenti di un complesso: a questo punto entrano i violini    • 7 •   (sport) effettuare un'entrata    • 8 •   (inform.) mettere l'elaboratore nella condizione di poter iniziare a usare una determinata risorsa software | v. tr.  (ant.  e poet.) penetrare, addentrarsi in un luogo: e per potere entrare ogni sentiero  (ariosto o. f.  viii, 85)  s.m.    • 1 •   (rar.) entrata: non t'inganni l'ampiezza dell'entrare  (dante inf.  v, 20)    • 2 •   (fig.) inizio: sull'entrare dell'inverno. 
entrata   s.f.    • 1 •   l'entrare (anche fig.): entrata libera; l'entrata degli impiegati in ufficio; l'entrata in guerra di un paese    • 2 •   luogo per cui si entra; parte di un edificio che dà accesso all'interno; ingresso: l'entrata del porto; la villa ha una bella entrata    • 3 •   (fig.) lemma di un'enciclopedia o di un dizionario    • 4 •   (mus.) l'attacco di una parte vocale o strumentale; il pezzo con il quale si apre una suite; pezzo per organo che accompagna l'ingresso del celebrante e del coro in una messa solenne    • 5 •   (sport) intervento deciso (per lo più di un difensore) contro l'azione di un avversario: entrata fallosa, pericolosa    • 6 •   spec. pl.  incasso, reddito, guadagno: le entrate e le uscite; avere entrate cospicue; le entrate tributarie, quanto lo stato incassa dai contribuenti    • 7 •   (inform.) immissione di dati in un elaboratore elettronico; input.
entratura   s.f.    • 1 •   (non com.) l'entrare; ingresso, entrata    • 2 •   (non com.) tassa d'iscrizione o d'ammissione | nell'ippica, somma che il proprietario di un cavallo deve pagare per poterlo far partecipare a una corsa    • 3 •   (fig.) il poter accedere facilmente presso una persona influente o in un ambiente importante; familiarità, confidenza: avere entratura col direttore; avere entrature al ministero. 
entrave   s.f. invar.  (antiq.) nel linguaggio della moda, fascia strettissima in fondo a una gonna abbastanza ampia.
entré  e entrée;s.f. invar.    • 1 •   (rar.) entrata, ingresso; esordio    • 2 •   (gastr.) nei grandi pranzi, portata calda o fredda che si serve prima della carne o della selvaggina.
entrecô  te entrecôte;s.f. invar.  costata, cotta per lo più sulla griglia.
entre-deux  entre-deux s.m. invar.  striscia di merletto o sim. inserita tra due lembi di stoffa; falsatura, tramezzo.
entremets   s.m. invar.  nei grandi pranzi, portata leggera che si serve tra l'arrosto e la frutta o il dessert; per estens., qualsiasi portata intermedia leggera.
entrismo   s.m.  in politica, la tendenza a entrare in organizzazioni o istituzioni per modificarle dall'interno.
entro   prep.    • 1 •   prima della fine di, con riferimento a tempo: entro un mese; entro l'autunno    • 2 •   (lett.) dentro, con riferimento a luogo (anche fig.): entro casa; entro l'animo  | si unisce ai pron. pers. per mezzo della prep. di  : entro di me, di sé  | nell'uso antico ricorre anche preceduto da prep.: d'entro, da dentro: d'entro le leggi trassi il troppo e 'l vano  (dante par.  vi, 12); per entro, attraverso: per entro i luoghi tristi / venni stamane  (dante purg.  viii, 58-59)    • 3 •   (ant.) tra: ed entro l'altre cose, che ivi scorte / furon da me, fu un cerchio  (boccaccio l'amorosa visione)  avv.  (rar.) dentro | con valore di agg. invar.  nella loc. di entro, (ant.) interno: nascendo di quel d'entro quel di fori  (dante par.  xii, 13).
entrobordo   s.m. invar.    • 1 •   imbarcazione da turismo o da corsa dotata di motore interno allo scafo; il motore stesso | usato anche come agg. invar.  : motore entrobordo    • 2 •   l'interno dello scafo.
entrofuoribordo   s.m.  imbarcazione da diporto dotata di motore interno (come negli entrobordo) e di un gruppo elica sollevabile (come nei fuoribordo).
entropia   s.f.    • 1 •   (fis.) grandezza termodinamica che caratterizza la tendenza dei sistemi chiusi e isolati a evolvere verso lo stato di massimo equilibrio, cioè che esprime l'irreversibilità dei fenomeni naturali in quanto indice della degradazione dell'energia (al crescere dell'entropia, diminuisce l'energia utilizzabile) | entropia dell'universo, nell'ipotesi dell'universo finito, indice della graduale degradazione di materia ed energia fino alla morte termica dell'universo stesso | (econ.) indice che sottolinea l'irreversibilità dei processi economici, con conseguente esaurimento delle risorse naturali, contrapposta a una loro ipotetica circolarità    • 2 •   (fig.) misura dell'uniformità inerte, dell'assenza di forma, di gerarchia e di differenziazione; misura del livello di disordine, fino al caos | con riferimento a organizzazioni sociali o culturali, misura della tendenza, non appariscente ma costante e irreversibile, al livellamento, alla stasi; perdita di slancio, degradazione    • 3 •   nella teoria dell'informazione, grandezza fisica che caratterizza la quantità d'informazione (più alta è l'entropia, minore è l'informazione).
entropico   agg.  [pl. m. -ci] di entropia, relativo a entropia: diagramma entropico. 
entropion   o entropio, s.m. invar.  (med.) rovesciamento verso l'interno del bordo libero della palpebra.
entroterra   s.m. invar.  retroterra, territorio che si stende dietro la costa: l'entroterra ligure; i paesi dell'entroterra. 
entrovalle   s.m.  la parte interna di un sistema vallivo.
entusiasmante   part. pres.  di entusiasmare   agg.  che desta entusiasmo; appassionante: un concerto, uno spettacolo entusiasmante. 
entusiasmare   v. tr.  riempire di entusiasmo; appassionare, infiammare, esaltare: l'interpretazione del soprano ha entusiasmato pubblico e critica  | entusiasmarsi v. rifl.  farsi prendere da entusiasmo, da passione per qualcosa.
entusiasmo   s.m.    • 1 •   commozione intensa dell'animo che si esprime con accese manifestazioni di gioia, meraviglia, ammirazione; anche, dedizione assoluta a un ideale, coinvolgimento totale nella lotta per una causa: suscitare, provare entusiasmo per qualcosa; lasciarsi prendere dall'entusiasmo; entusiasmo patriottico, religioso    • 2 •   presso i greci antichi, l'essere invaso da una forza divina; riferito ai poeti, l'essere ispirato da un dio.
entusiasta   agg.  [pl. m. - sti]    • 1 •   che prova entusiasmo: è entusiasta per la pittura moderna    • 2 •   molto soddisfatto, molto lieto: sono entusiasta dei tuoi risultati    • 3 •   che nasce da entusiasmo, che rivela entusiasmo: partecipazione entusiasta   s.m.  e f.  chi è pieno di entusiasmo, chi si entusiasma facilmente; anche, chi vive con slancio, con ottimismo.
entusiastico   agg.  [pl. m. - ci] che mostra entusiasmo; caloroso, fervido: un applauso entusiastico  § entusiasticamente avv. 
enucleare   v. tr.  [io enùcleo ecc.]    • 1 •   mettere a fuoco e spiegare una questione o un problema nei suoi termini essenziali; individuare il nucleo di qualcosa e portarlo alla luce: enucleare un argomento    • 2 •   (med.) sottoporre a enucleazione: enucleare il bulbo oculare. 
enucleazione   s.f.    • 1 •   l'enucleare, l'essere enucleato    • 2 •   (med.) asportazione chirurgica del bulbo oculare o di una formazione patologica nettamente circoscritta.
enula   s.f.  nome con cui sono note le piante del genere inula; in partic., una varietà di esse detta anche enula campana. 
enumerare   v. tr.  [io enùmero ecc.] esporre con ordine, una dopo l'altra, una serie di cose dello stesso genere; elencare: enumerare i meriti di una persona, i rischi di un'impresa. 
enumerazione   s.f.    • 1 •   l'enumerare: un'enumerazione completa, chiara    • 2 •   nella retorica classica, la parte conclusiva di un discorso nella quale le cose dette vengono richiamate e riassunte ordinatamente.
enunciare   o enunziare, v. tr.  [io enùncio ecc.]    • 1 •   esporre con proprietà di termini un concetto, una questione e sim.: enunciare un teorema, una teoria; enunciare i fatti    • 2 •   (lett.) affermare, dire    • 3 •   (ant.) preannunciare.
enunciativo   o enunziativo, agg.  che tende o vale a enunciare | proposizione enunciativa, (gramm.) che esprime semplicemente un'affermazione o una negazione.
enunciato   antiq. enunziato, s.m.    • 1 •   l'insieme di parole con cui si afferma o si nega qualcosa | l'enunciato di un teorema, (mat.) la parte in cui si espone ciò che si deve dimostrare    • 2 •   (ling.) sequenza sintatticamente definita di parole che esprime un senso compiuto    • 3 •   in logica, espressione linguistica di cui ha senso dire che è vera o falsa  agg.  (ant.) suddetto, già menzionato.
enunciazione   rar. enunziazione, s.f.    • 1 •   l'enunciare; anche, ciò che si enuncia: enunciazione chiara, sommaria; l'enunciazione di una regola, di un teorema    • 2 •   (ling.) il processo che genera l'enunciato.
enunziare   e deriv.   ⇨ enunciare e deriv. 
enuresi   s.f.  (med.) perdita involontaria di urine: enuresi notturna. 
environment   s.m. invar.  corrente artistica degli anni settanta mirante a porre l'osservatore entro inediti spazi e contesti ambientali, spesso artificialmente ricreati.
-enza  -enza suffisso derivato dal lat. -enti°a(m), che unito a basi verbali forma sostantivi astratti (diffidenza, impotenza, partenza), in parallelo al relativo participio presente aggettivato o sostantivato (diffidente, impotente, partente) [ ⇨ -ente].
enzima   s.m.  [pl. -mi] (chim. biol.) sostanza di natura proteica capace di favorire, agendo da catalizzatore, determinate reazioni chimiche nell'organismo: enzimi digerenti, quelli che rendono possibile la digestione.
enzimatico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. biol.) relativo agli enzimi: sistema enzimatico; equilibrio enzimatico. 
enzimologia   s.f.  branca della chimica biologica che studia gli enzimi.
enzoozia   s.f.  (vet.) malattia infettiva circoscritta, nello stesso ambiente e nello stesso tempo, a un numero limitato di animali; si oppone a epizoozia. 
eo    ⇨ io.
-eo  -eo suffisso di aggettivi derivati dal latino, che indicano una materia, una qualità e sim. (eburneo, aureo).
eocene   s.m.  (geol.) seconda epoca del paleogene.
eocenico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) dell'eocene, relativo all'eocene.
eolico   (1) agg.  [pl. m. - ci] dell'eolide, antica regione dell'asia minore; degli eoli: (dialetto) eolico; poesia eolica  | digamma eolico, quello conosciuto dai grammatici greci tramite i testi del dialetto eolico, nel quale era tipico.
eolico   (2) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del dio eolo, signore dei venti    • 2 •   del vento, operato o prodotto dal vento: erosione eolica  | deposito eolico, deposito di materiale sabbioso trasportato e accumulato dal vento.
eolina   s.f.    • 1 •   (antiq.) armonica a bocca    • 2 •   (mus.) registro d'organo di suono dolce.
eolio   (1) agg.  [pl. m. -li]    • 1 •   dell'eolide, eolico    • 2 •   (lett.) dell'isola di lesbo, appartenente all'eolide: la poetessa, la fanciulla eolia, per antonomasia, saffo    • 3 •   modo eolio, (mus.) antica scala musicale greca | nel sec. xv, scala musicale corrispondente al moderno la minore naturale, aggiunta alle otto scale o modi della musica gregoriana  agg.  e s.m.  [f. -a] appartenente a un'antica popolazione greca abitante l'eolide, la tessaglia e la beozia, distinta dal punto di vista etnolinguistico dagli ioni e dai dori.
eolio   (2) agg.  (lett.) di eolo, mitico re dei venti; del vento, dei venti | arpa eolia, antico strumento musicale a corde fatto in modo che, esposto all'aria aperta, risuonasse armonicamente per effetto del vento.
eolismo   s.m.  forma lessicale o grammaticale tipica del dialetto greco eolico.
eone   s.m.  (filos.) secondo gli gnostici, ognuno degli esseri eterni che derivano per emanazione da dio e che svolgono la funzione di intermediari tra dio e il mondo.
eonismo   s.m.  (rar.) lo stesso che travestitismo. 
eoo   agg.  (poet.) orientale: sorgeva il novo sol da i lidi eoi  (tasso g. l  i, 15) | luce eoa, dell'alba  s.m.  (poet.) vento che spira da oriente.
eosina   s.f.  (chim.) colorante organico artificiale sotto forma di polvere rossa, usato per tingere tessuti e per colorare liquori, dolciumi, rossetti, inchiostri, lacche e anche preparati istologici da osservare al microscopio.
eosinofilia   s.f.    • 1 •   (biol.) la proprietà di alcune cellule di essere colorabili con l'eosina    • 2 •   (med.) presenza eccessiva di eosinofili nel sangue.
eosinofilo   s.m.  (biol.) tipo di globulo bianco con nucleo lobato e granuli citoplasmatici colorabili con eosina.
epa   s.f.  (ant. , lett.) pancia, ventre: rispuose quel ch'ave°a infiata l'epa  (dante inf.  xxx, 119).
epagoge   s.f.  (filos.) nella logica aristotelica, il procedimento induttivo.
epagogico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) dell'epagoge; induttivo: metodo epagogico. 
epanadiplosi   s.f.  figura retorica che consiste nel ripetere una parola che ricorre al principio di una frase, di un verso o di una serie di versi, alla fine di essi p. e.: vede perfettamente ogni salute / chi la mia donna tra le donne vede  (dante vita nuova).
epanafora   s.f.  (ret.) lo stesso che anafora. 
epanalessi   s.f.  figura retorica che consiste nel ripetere, dopo un certo intervallo, una o più parole per rafforzare o chiarire un concetto: eccoti il re, signore, / che ne disperse, il re che ne percosse  (carducci).
epanalettico   agg.  [pl. m. -ci] (ret.) relativo alla epanalessi, che forma un'epanalessi.
epanodo   s.m.  figura retorica che consiste nella ripresa, arricchita di particolari, di una o più parole enunciate precedentemente.
epanortosi   s.f.  figura retorica con cui si attenua o si ritratta quanto si è detto precedentemente.
eparca    ⇨ eparco.
eparchia   s.f.    • 1 •   suddivisione amministrativa soggetta al governo di un eparco    • 2 •   nella chiesa orientale, circoscrizione ecclesiastica corrispondente alla diocesi della chiesa latina.
eparco   o eparca, s.m.  [pl. -chi] nell'impero romano e in quello bizantino, governatore di una provincia.
eparina   s.f.  (chim. biol.) sostanza fisiologica anticoagulante, di natura polisaccaride, che si estrae dal fegato e dai polmoni.
epatica   s.f.  pianta erbacea con foglie trilobate di color rosso cupo nella pagina inferiore e fiori azzurri (fam.  ranuncolacee).
epatiche   s.f. pl.  (bot.) classe di piccole piante briofite, proprie dei luoghi umidi e ombrosi | sing.  [-ca] ogni pianta di tale classe.
epatico   agg.  [pl. m. -ci] di, del fegato; che riguarda il fegato: estratto epatico; dotto epatico; insufficienza, cirrosi epatica   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi soffre di mal di fegato    • 2 •   (chim.) fegato di zolfo.
epatite   s.f.  (med.) termine generico che indica un processo infiammatorio acuto o cronico del fegato: epatite virale, malattia infettiva di origine virale e a carattere epidemico.
epatizzazione   s.f.  (med.) alterazione di un organo, spec. del polmone, per cui il relativo tessuto assume un aspetto simile a quello del fegato.
epato-  epato- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. hêpar -patos  'fegato' (epatoscopia, epatosi).
epatobiliare   agg.  (med.) che si riferisce al fegato e alle vie biliari: infezione epatobiliare. 
epatografia   s.f.  (med.) esame radiologico riguardante il fegato.
epatologo   s.m.  [pl. -gi] medico specialista delle malattie del fegato.
epatomegalia   s.f.  (med.) anormale ingrossamento del fegato.
epatopatia   s.f.  (med.) termine generico per indicare qualunque affezione del fegato.
epatoprotettivo   agg.  e s.m.  epatoprotettore.
epatoprotettore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (farm.) si dice di preparato, di sostanza che esercita un'azione protettiva sul fegato.
epatoscopia   s.f.  nelle antiche religioni della grecia, di roma e dell'oriente, osservazione del fegato delle vittime sacrificate per ricavarne responsi e predizioni.
epatosi   s.f.  (med.) ogni alterazione degenerativa del fegato non accompagnata da processo infiammatorio.
epatta   s.f.  (astr.) l'età della luna al primo gennaio, cioè il numero di giorni trascorsi dall'ultimo novilunio dell'anno precedente; si usa nel computo del calendario ecclesiastico per fissare la pasqua.
epeira   s.f.  grosso ragno con una croce di macchie sul dorso (ord.  aracnidi).
epeirogenesi    ⇨ epirogenesi.
ependima   s.f.  (anat.) membrana che riveste i ventricoli cerebrali e il canale midollare.
epentesi   s.f.    • 1 •   (ling.) inserzione di un suono nel corpo di una parola (p. e. fantasima  per fantasma)    • 2 •   gioco enigmistico consistente nel ricavare una parola da un'altra inserendovi una lettera interna (p. e. barbone  da barone).
epentetico   agg.  [pl. m. -ci] di epentesi, che costituisce epentesi.
eperlano   s.m.  pesce commestibile dei mari freddi, di colore grigiastro, simile al salmone (ord.  clupeiformi).
epesegesi   s.f.  aggiunta esplicativa a una frase o a un'espressione che però, già di per sé, abbia senso compiuto.
epesegetico   agg.  [pl. m. -ci] esplicativo, dichiarativo | genitivo epesegetico, nella grammatica latina, quello che determina la nozione espressa dal sostantivo da cui dipende (p. e.  virtus prudentiae  'la virtù della prudenza ').
epi-  epi- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. epí  'sopra, su, in, dopo, di nuovo' (epicarpo, epigrafe, epilogo).
epica   s.f.  genere di poesia che narra con intento celebrativo imprese eroiche; in senso concreto, epopea: l'epica greca, romanza  | (estens.) poesia non lirica, di carattere narrativo: epica storica, romanzesca. 
epicanto   s.m.  (med.) anomalia congenita consistente in una piega cutanea di forma arcuata che ricopre l'angolo interno dell'occhio.
epicardio   s.m.  (anat.) foglietto interno del pericardio che aderisce alla superficie esterna del cuore.
epicardite   s.f.  (med.) infiammazione dell'epicardio.
epicarpo   o epicarpio, s.m.  (bot.) lo strato più esterno del frutto; buccia.
epicedico   agg.  [pl. m. -ci] di epicedio, degli epicedi.
epicedio   s.m.  nell'antica lirica corale greca, canto funebre eseguito, a differenza del treno, in presenza del defunto | (estens.) componimento poetico in morte di una persona.
epiceno   agg.  (gramm.) ambigenere.
epicentro   s.m.    • 1 •   (geol.) punto della superficie terrestre che si trova sulla verticale dell'ipocentro di un terremoto e viene colpito per primo e più intensamente    • 2 •   (fig.) il centro di diffusione di un fenomeno, di un processo, di un movimento ideologico: l'epicentro dei disordini. 
epicherema   s.m.  [pl. -mi] (filos.) nella logica aristotelica, tipo di sillogismo fondato su premesse non evidenti di per sé e quindi illustrate con argomenti di prova.
epiciclo   s.m.  nell'antica astronomia tolemaica, circolo descritto da un pianeta intorno a un punto ideale, il quale a sua volta avrebbe descritto un circolo intorno alla terra, detto deferente. 
epicicloidale   agg.  (mat.) relativo all'epicicloide.
epicicloide   s.f.  (mat.) curva piana descritta da un punto di una circonferenza la quale rotoli esternamente lungo un'altra circonferenza | usato anche come agg.  : curva epicicloide. 
epicità   s.f.  carattere epico: l'epicità di un poema. 
epiclesi   s.f.  nella liturgia cristiana, parte del canone della messa in cui il celebrante, dopo aver ripetuto le parole di gesù all'ultima cena, invoca dio affinché invii lo spirito santo sul pane e sul vino per trasformarli nel corpo e nel sangue di cristo.
epico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che narra e celebra imprese eroiche, fondendo spesso elementi storici e leggendari: poesia epica; poema, poeta epico  | proprio della poesia epica: metro epico; tono, stile epico    • 2 •   (estens.) si dice di poesia non lirica, di carattere narrativo    • 3 •   che ha dimensioni da epopea, grandioso, eccezionale, degno di memoria: gesta epiche; una gara epica   s.m.  scrittore di poesia epica: gli epici greci  § epicamente avv.  in stile epico, in modo epico.
epicontinentale   agg.  (geog.) si dice di un mare poco profondo che poggia sulla piattaforma continentale.
epicorio   agg.  (lett.) che è del posto, indigeno.
epicotile   s.m.  (bot.) parte dell'embrione della pianta che dà origine al fusto.
epicrasi   s.f.  (antiq.) somministrazione di un farmaco a dosi piccole e ripetute.
epicratico   agg.  [pl. m. -ci] (antiq.) di epicrasi, relativo all'epicrasi: dosi epicratiche. 
epicrisi   s.f.  (med.) giudizio conclusivo nel quale il medico che ha eseguito un'autopsia ne espone i risultati.
epicureggiare   v. intr.  [io epicuréggio ecc. ; aus. avere] (lett.) far vita da epicureo (nel sign. estensivo).
epicureismo   s.m.    • 1 •   la dottrina del filosofo greco epicuro (341-270 a. c.), fondata su una concezione materialistica del mondo e su un'etica della serenità, intesa come privazione del dolore fisico e morale (aponia  e atarassia)    • 2 •   (estens.) atteggiamento di vita ispirato alla ricerca del piacere.
epicureo   agg.  di epicuro, dell'epicureismo: filosofia, dottrina epicurea   s.m.  [f. -a]    • 1 •   seguace di epicuro    • 2 •   (estens.) chi fa vita da gaudente, ricercando solo i piaceri materiali.
epidemia   s.f.    • 1 •   (med.) diffusione di una malattia infettiva su un territorio più o meno vasto, con un grande numero di individui colpiti: un'epidemia di influenza    • 2 •   (fig.) qualsiasi fenomeno, spec. negativo, che si propaghi rapidamente o che si manifesti con molta frequenza: un'epidemia di crimini. 
epidemicità   s.f.  l'essere epidemico.
epidemico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'epidemia, che ha natura di epidemia (anche fig.): malattia, febbre epidemica; il riso, come tutti sanno, è epidemico  (piovene) § epidemicamente avv. 
epidemiologia   s.f.  branca della medicina che studia la diffusione delle malattie su un dato territorio al fine di individuare i fattori di rischio.
epidemiologico   agg.  [pl. m. -ci] dell'epidemiologia, relativo all'epidemiologia: indagine epidemiologica  § epidemiologicamente avv.  dal punto di vista epidemiologico.
epidemiologo   s.m.  [pl. -gi] medico specializzato in epidemiologia.
epidermico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (anat.) dell'epidermide: cellula epidermica    • 2 •   (fig.) superficiale, esteriore: commozione epidermica  § epidermicamente avv. 
epidermide   s.f.    • 1 •   (anat.) lo strato più superficiale della pelle, costituito da cellule epiteliali disposte in più strati | nel linguaggio comune, pelle    • 2 •   (fig.) superficie, parte esterna di qualcosa: un'analisi che non va oltre l'epidermide    • 3 •   (bot.) tessuto di protezione delle piante costituito da cellule appiattite, generalmente prive di cloroplasti, senza spazi intercellulari.
epidiascopio   s.m.  proiettore ottico che dà immagini ingrandite di oggetti sia opachi sia trasparenti.
epididimite   s.f.  (med.) infiammazione dell'epididimo.
epididimo   s.m.  (anat.) piccolo organo cavo di forma ovoidale situato al di sopra del testicolo, con il quale comunica.
epidittico   agg.  [pl. m. -ci] che serve a dimostrare, a esporre | genere epidittico, nella retorica classica, uno dei tre generi dell'eloquenza, usato nelle feste, nelle pubbliche cerimonie, nelle commemorazioni dei morti per la patria.
epidoto   s.m.  (min.) ogni componente di un gruppo di minerali di vario colore (dal verde al grigio scuro al rosso), costituito dalla miscela di un silicato di alluminio e calcio con un silicato di ferro e calcio.
epidurale   agg.  (anat.) che sta sopra la dura madre: spazio epidurale spinale, lo spazio compreso fra la dura madre e la superficie interna del canale rachidiano | anestesia epidurale, (med.) quella praticata introducendo l'anestetico nello spazio epidurale.
epifania   s.f.    • 1 •   (relig.) manifestazione della divinità, del soprannaturale; in partic., festività cristiana che si celebra il    • 6 •   gennaio a ricordo della visita dei magi a gesù e delle prime manifestazioni della sua divinità    • 2 •   (lett.) apparizione, manifestazione solenne.
epifenomeno   s.m.    • 1 •   (filos.) fenomeno accessorio che si aggiunge ad altri senza cambiarne i caratteri fondamentali    • 2 •   (med.) sintomo collaterale.
epifillo   agg.  (bot.) si dice di pianta che cresce sulle foglie di altre piante (p. e.  la fumaggine)  s.m.  parte superiore dell'abbozzo fogliare, dalla quale hanno origine il picciolo e la lamina della foglia adulta.
epifisario   agg.  (anat.) dell'epifisi, relativo all'epifisi.
epifisi   s.f.  (anat.)    • 1 •   ghiandola endocrina situata nella parte dorsale dell'encefalo, detta anche corpo pineale    • 2 •   ciascuna delle due estremità delle ossa lunghe.
epifita   s.f.  (bot.) pianta che vive sui tronchi o sui rami degli alberi (p. e.  muschio e lichene).
epifitia   s.f.  (bot.) epidemia che colpisce le piante.
epifonema   s.m.  [pl. -mi] (ret.) frase esclamativa di contenuto sentenzioso, che conclude enfaticamente un discorso.
epifora   s.f.    • 1 •   (ret.) epistrofe    • 2 •   (med.) secrezione continua di lacrime, per irritazione o infezione.
epifrasi   s.f.  (ret.) figura sintattica consistente nell'aggiungere un elemento alla fine di una frase già di per sé compiuta: già era dritta in sù la fiamma e queta  (dante inf.  xxvii, 1).
epigamia   (1) s.f.  nel diritto greco antico, concessione da parte di uno stato a un cittadino straniero di contrarre matrimonio con un cittadino dello stato stesso; comportava l'estensione della cittadinanza ai figli.
epigamia   (2) s.f.  (zool.) metamorfosi che si verifica in alcuni anellidi prima dell'accoppiamento.
epigamico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce a epigamia | teoria epigamica, teoria secondo la quale il sesso dell'individuo si determina nel corso del suo sviluppo embrionale.
epigastrico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) dell'epigastrio.
epigastrio   s.m.  (anat.) regione addominale situata al di sopra dell'ombelico e corrispondente all'incirca allo stomaco.
epigenesi   s.f.  (biol.) teoria secondo la quale l'embrione si sviluppa attraverso una serie di processi successivi, a partire dal germe indifferenziato e strutturalmente omogeneo (si contrappone alla teoria della preformazione).
epigenetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (biol.) dell'epigenesi    • 2 •   (geol.) si dice di giacimento minerario formatosi successivamente alla roccia nella quale si trova    • 3 •   (geog.) si dice dell'alveo di un fiume che si sia formato accanto all'alveo originario ostruito.
epigeo   agg.  (biol.) si dice di pianta che vegeta sopra il terreno e di animale che vive sulla superficie del suolo.
epigeosfera   s.f.  (geogr.) la geosfera e la troposfera considerate unitariamente.
epiglottico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) dell'epiglottide.
epiglottide   s.f.  (anat.) lamina cartilaginea posta sopra l'apertura della laringe, sulla quale si abbassa, chiudendola, durante la deglutizione.
epigono   s.m.    • 1 •   seguace, imitatore; in partic., scrittore o artista che rielabora le idee o ripete lo stile di qualche grande predecessore, senza apportarvi alcun contributo originale    • 2 •   (rar.) chi è nato dopo; discendente | pl.  nella mitologia greca, i figli dei sette eroi argivi uccisi sotto le mura di tebe.
epigrafe   s.f.    • 1 •   breve iscrizione incisa o scolpita su tombe o altri monumenti al fine di commemorare o celebrare persone o avvenimenti | (archeol.) iscrizione antica su pietra, terracotta, metallo e altri materiali diversi dai normali materiali scrittorii (carta, papiro, pergamena, tavolette)    • 2 •   scritto posto in fronte a un libro come dedica; citazione posta all'inizio di uno scritto    • 3 •   a epigrafe, (tip.) si dice di un testo composto senza spezzare le parole a fine riga e con le righe tutte centrate.
epigrafia   s.f.    • 1 •   scienza che si occupa dello studio delle antiche epigrafi    • 2 •   arte di comporre epigrafi    • 3 •   il complesso delle epigrafi di una data lingua o di un dato luogo o periodo: epigrafia greca, latina. 
epigrafico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di epigrafe, di epigrafi: raccolta epigrafica    • 2 •   (fig.) breve, concettoso, stringato: stile epigrafico  § epigraficamente avv.  in stile epigrafico.
epigrafista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   studioso, esperto di epigrafia    • 2 •   chi scrive epigrafi.
epigramma   s.m.  [pl. -mi] in origine, nel mondo classico, iscrizione celebrativa o funeraria; nella letteratura ellenistico-romana, breve e raffinato componimento poetico, di vario argomento; in età imperiale, carme di tono mordace e satirico (fu ripreso, spec. in forma di motto tagliente, nelle letterature moderne): gli epigrammi di simonide di ceo, di catullo, di marziale; un epigramma di alfieri, di voltaire  ' (estens.) breve scritto di carattere arguto, pungente.
epigrammatica   s.f.  il genere epigrammatico; l'insieme degli epigrammi di una letteratura: l'epigrammatica latina. 
epigrammatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di epigramma, di epigrammi: stile, poeta epigrammatico    • 2 •   (estens.) arguto, mordace; breve ed efficace: una risposta epigrammatica  § epigrammaticamente avv.  in stile, con tono epigrammatico.
epigrammatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (ant. , lett.) epigrammista.
epigrammista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] autore di epigrammi.
epilatorio   agg.  (rar.) depilatorio.
epilazione   s.f.  (rar.) depilazione.
epilessia   s.f.  (med.) malattia del sistema nervoso caratterizzata da crisi convulsive più o meno generalizzate, con perdita della coscienza.
epilettico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di epilessia; relativo all'epilessia: attacco epilettico   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da epilessia.
epilettoide   agg.  (med.) che presenta caratteri simili a quelli dell'epilessia: crisi epilettoide   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha tendenza all'epilessia.
epillio   s.m.  poemetto di carattere narrativo o descrittivo, fiorito nell'età alessandrina e ripreso in età romana.
epilobio   s.m.  genere di piante erbacee con foglie alterne o opposte, fiori ascellari rosei o rossi, solitari o riuniti in infiorescenze (fam.  enoteracee).
epilogare   v. tr.  [io epìlogo, tu epìloghi ecc.] (rar.) ricapitolare, riepilogare.
epilogo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   conclusione di un dramma o di un'opera letteraria | nella retorica greca, l'ultima parte dell'orazione    • 2 •   (estens.) fine, conclusione: l'epilogo di un'avventura. 
epimero   agg.  (chim.) si dice di composto organico (spec. uno zucchero) la cui formula di struttura differisce, rispetto a un altro composto, soltanto nella distribuzione spaziale dei sostituenti a un atomo di carbonio: il glucosio e il mannosio sono zuccheri epimeri. 
epinefrina   s.f.  adrenalina.
epinicio   s.m.    • 1 •   nella lirica corale greca, componimento che celebrava il vincitore di una gara dei giochi panellenici: gli epinici di pindaro, di bacchilide    • 2 •   (estens.) scritto, discorso celebrativo.
epiploon   s.m. invar.  (anat.) omento.
epirogenesi   o epeirogenesi, s.f.  (geol.) l'insieme dei movimenti di sollevamento o abbassamento che interessano estese aree della crosta terrestre.
epirogenetico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) dell'epirogenesi, relativo all'epirogenesi.
epirota   agg.  [pl. m. -ti] dell'epiro, regione della grecia nordoccidentale  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita in epiro.
epirrema   s.m.  [pl. -mi] nell'antica commedia attica, parte della parabasi in cui il semicoro si rivolgeva in tetrametri trocaici agli spettatori ammaestrandoli o deridendoli.
episclerite   s.f.  (med.) infiammazione superficiale della sclerotica.
episcopale   agg.    • 1 •   di vescovo, vescovile: palazzo, sedia, capitolo episcopale  | conferenza episcopale, nella chiesa cattolica, assemblea di vescovi appartenenti a un medesimo territorio, col prevalente scopo di coordinare l'attività pastorale | chiesa episcopale, ogni chiesa che riconosce come suprema autorità il vescovo; in partic., la chiesa anglicana degli stati uniti d'america    • 2 •   (fig. non com.) solenne, sussiegoso (per lo più usato con ironia): stile episcopale; gesti episcopali. 
episcopaliano   agg.  che si riferisce alla chiesa episcopale.
episcopalismo   s.m.  concezione ecclesiologica che assegna al vescovo una funzione primaria nella struttura della chiesa.
episcopato   s.m.    • 1 •   funzione, ufficio di vescovo; durata di tale ufficio: innalzare all'episcopato    • 2 •   insieme dei vescovi: l'episcopato italiano. 
episcopio   (1) s.m.  (lett.) la dimora e la curia del vescovo; vescovado.
episcopio   (2) s.m.  proiettore per oggetti non trasparenti.
episcopo   s.m.    • 1 •   nella grecia antica, magistrato inviato come ispettore nelle città soggette    • 2 •   (ant.) vescovo.
episillogismo   s.m.  (filos.) sillogismo di cui una delle premesse è la conclusione di un altro sillogismo.
episinalefe   s.f.  (metr.) fenomeno per cui a un verso ipermetro segue un altro ipometro, cosicché, considerando l'ultima sillaba dell'uno come la prima sillaba dell'altro, si compensa l'anomalia.
episiotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica dell'orifizio vulvare nella fase finale del parto, per facilitare l'espulsione del feto evitando lacerazioni.
episodicità   s.f.  l'essere episodico, sporadico: l'episodicità di un fenomeno. 
episodico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che ha carattere di episodio; che avviene di quando in quando, in modo non sistematico: un fatto episodico    • 2 •   che si sviluppa per episodi: poema episodico  | (estens.) frammentario, non unitario: narrazione episodica  § episodicamente avv. 
episodio   s.m.    • 1 •   nella tragedia greca antica, ciascuna delle parti dialogate poste fra uno stasimo e l'altro, dalle quali traggono origine gli atti dei drammi moderni    • 2 •   narrazione, vicenda che presenta un suo svolgimento autonomo inserita nell'azione principale di un'opera letteraria o drammatica: l'episodio di paolo e francesca nell'«inferno» dantesco | film a episodi, costituito da brevi racconti o schizzi indipendenti tra loro, su un argomento di fondo che fa da motivo conduttore    • 3 •   avvenimento, fatto particolare; vicenda, caso: un episodio di eroismo, di valore; un episodio gravissimo di intolleranza  | (estens.) fatto passeggero secondario, non significativo: quello non fu che un episodio nella sua carriera    • 4 •   (med.) particolare manifestazione morbosa nel quadro clinico di una malattia: episodi febbrili    • 5 •   (mus.) in una composizione, sezione di carattere unitario che svolge un tema proprio o elabora elementi tratti dai temi fondamentali | nella fuga, lo stesso che divertimento. 
epispadia   s.f.  (med.) malformazione congenita per la quale l'uretra maschile si apre, anziché all'estremità, nella parte superiore del glande.
epispastico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) revulsivo, vescicatorio.
epistassi   s.f.  (med.) emorragia nasale.
epistematico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) deduttivo: scienza epistematica, che procede per deduzioni    • 2 •   (non com.) scientifico.
episteme   s.m.  o f.  nella filosofia di platone (427-347 a. c.), il sapere certo, obiettivo, contrapposto alla credenza e all'opinione | (estens. non com.) scienza esatta.
epistemico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la conoscenza scientifica.
epistemologia   s.f.  nell'ambito della teoria generale della conoscenza, studio critico dei fondamenti, della natura, delle condizioni di validità del sapere scientifico; filosofia della scienza | epistemologia genetica, disciplina introdotta dallo psicologo svizzero j. piaget (1896-1980) che mira a spiegare i processi cognitivi umani ricostruendo le fasi del loro sviluppo nell'individuo.
epistemologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'epistemologia § epistemologicamente avv.  dal punto di vista epistemologico.
epistemologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di epistemologia.
epistilio   s.m.  (arch.) architrave.
epistola   s.f.    • 1 •   (lett.) lettera, spec. quella scritta con cura stilistica, per lo più destinata alla pubblicazione: le epistole di cicerone, di seneca, di dante    • 2 •   nella letteratura latina, componimento poetico di tono affabile e di contenuto satirico o dottrinario: le «epistole» di orazio    • 3 •   nella letteratura moderna, spec. dei secc. xvii e xviii, componimento poetico gnomico o satirico    • 4 •   ciascuna delle lettere degli apostoli che fanno parte del nuovo testamento: l'epistola di san paolo ai romani  | momento della messa, prima del vangelo, in cui si legge un passo tratto da una di queste lettere    • 5 •   (scherz.) lettera lunga e noiosa.
epistolare   agg.    • 1 •   di lettera, tipico delle lettere; relativo alla corrispondenza: genere, stile epistolare; segreto epistolare    • 2 •   che avviene per mezzo di lettere: rapporti epistolari; scambio epistolare, corrispondenza | romanzo epistolare, in cui l'azione è narrata mediante lettere scritte dal protagonista o scambiate fra i personaggi § epistolarmente avv.  per lettera; in forma epistolare.
epistolario   s.m.    • 1 •   raccolta di lettere, spec. se scritte da persona insigne; il libro in cui tali lettere sono stampate: l'epistolario del manzoni; pubblicare un epistolario    • 2 •   libro liturgico che contiene brevi passi delle epistole e spesso dei vangeli, da leggere durante la messa.
epistolografia   s.f.  l'arte di scrivere lettere di carattere ufficiale o letterario | la produzione epistolare nel suo complesso, in un dato periodo storico o letterario; il genere che essa costituisce.
epistolografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si riferisce all'epistolografia, intesa come genere letterario    • 2 •   (lett.) epistolare § epistolograficamente avv.  dal punto di vista epistolografico; in modo epistolare.
epistolografo   s.m.  [f. -a] scrittore di epistole.
epistrofe   s.f.  figura retorica che consiste nel far terminare più versi, strofe o proposizioni con la stessa parola o con lo stesso gruppo di parole.
epistrofeo   s.m.  (anat.) la seconda vertebra cervicale.
epitaffio   lett. epitafio, ant. o pop. pitaffio e pataffio s.m.    • 1 •   presso gli antichi greci, orazione funebre composta per celebrare i caduti in guerra e gli eroi nazionali    • 2 •   iscrizione tombale, specie se contiene parole di lode per il defunto    • 3 •   (scherz.) scritto pomposo o confuso.
epitalamico   agg.  [pl. m. -ci] di epitalamio, che ha carattere di epitalamio.
epitalamio   s.m.  nella letteratura classica, carme nuziale originariamente cantato alla sposa la sera delle nozze: gli epitalami di saffo, di catullo. 
epitalamo   s.m.  (anat.) regione dell'encefalo nella quale è situata l'epifisi.
epitassia   s.f.  (min.) fenomeno per cui cristalli di specie diversa si associano secondo leggi ben determinate, in modo che la struttura cristallina dell'uno costituisce il supporto di quella dell'altro.
epiteliale   agg.  dell'epitelio: tessuto epiteliale. 
epitelio   s.m.  (anat.) tessuto mancante di vasi sanguigni e formato da cellule piatte (epitelio pavimentoso) o alte e strette (epitelio cilindrico), che ha funzione di rivestimento, di secrezione o di trasmissione di impulsi.
epitelioma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore maligno che si sviluppa nei tessuti epiteliali di rivestimento.
epitema   s.m.  [pl. -mi] (bot.) tessuto formato da piccole cellule incolori, situato sotto l'epidermide della foglia; attraverso di esso filtra l'acqua che è espulsa dall'idatodo.
epitesi   s.f.  (ling.) aggiunta di uno o più fonemi non etimologici in fine di parola (p. e.  il centro-merid. sine  per l'avv. sì).
epitetare   v. intr.  [io epìteto ecc. ; aus. avere] (lett. rar.) fare uso o abuso di epiteti | v. tr.  (lett. rar.) definire, denominare.
epitetico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di, con epitesi, che costituisce epitesi: forma, vocale epitetica. 
epiteto   s.m.    • 1 •   sostantivo, aggettivo o locuzione attributiva che s'aggiunge a un nome per qualificarlo o anche soltanto a scopo esornativo (p. e.  guglielmo il conquistatore; il lungisaettante  apollo)    • 2 •   (estens.) parola spregiativa, titolo offensivo, insulto: lo apostrofò con epiteti irriferibili. 
epitomare   v. tr.  [io epìtomo ecc.] (non com.) ridurre in epitome; compendiare, riassumere.
epitomatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) autore di un'epitome; compendiatore.
epitome   s.f.  compendio, riassunto, sintesi, spec. di un'opera storica antica.
epitrito   s.m.  nella metrica classica, piede di sette tempi divisi in quattro sillabe, tre lunghe e una breve, variamente disposte.
epitrope   s.f.    • 1 •   figura retorica per la quale l'oratore, ostentando sicurezza, fa larghe concessioni all'avversario o si rimette al giudizio del magistrato    • 2 •   raccolta di decisioni relative a questioni spirituali o materiali della chiesa ortodossa.
epitropo   s.m.  nella grecia antica, amministratore, procuratore; governatore, prefetto.
epittima   s.f.  (ant.) empiastro, unguento.
epizoo   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di organismo che vive fissato su altri animali, senza tuttavia esserne parassita.
epizootico   agg.  [pl. m. -ci] (vet.) che ha carattere di epizoozia: afta epizootica. 
epizoozia   s.f.  (vet.) diffusione di una malattia infettiva tra gli animali di una determinata regione; la malattia stessa.
epoca   s.f.    • 1 •   spazio di tempo compreso tra due eventi storici; momento storico caratterizzato da grandi avvenimenti: l'epoca tra le due guerre; l'epoca della rivoluzione francese  ' epoca di transizione, che rappresenta il passaggio da una situazione a un'altra | d'epoca, che è proprio di un certo periodo storico: mobile, auto d'epoca  ' dell'epoca, contemporaneo, coevo, appartenente al periodo storico di cui si parla: una commedia cinquecentesca con costumi dell'epoca  | segnare un'epoca, (fig.) lasciarvi l'impronta della propria personalità | fare epoca, (fig.) essere memorabile, avere vasta risonanza    • 2 •   tempo, momento, periodo: l'epoca della vendemmia, degli esami    • 3 •   (geol.) ciascuna delle parti in cui si suddivide un periodo geologico    • 4 •   (comm.) data di decorrenza di termini.
epocale   agg.  relativo a una determinata epoca; anche, tale da caratterizzare un'epoca o da rappresentare una svolta storica di grande rilievo: evento epocale. 
epochè   s.f.  (filos.) nello scetticismo antico, la sospensione del giudizio, che ha per fine l'atarassia o imperturbabilità interiore | nella fenomenologia di e. husserl (1859-1938), l'astenersi dal presupporre il mondo materiale e qualsiasi realtà che trascenda la sfera della coscienza.
epodico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'epodo; in forma di epodo; che contiene epodi: componimento epodico. 
epodo   s.m.    • 1 •   nella metrica classica, secondo verso, più breve, di una strofe distica; la strofa stessa, che si compone di un trimetro e un dimetro giambici | (estens.) componimento di argomento morale-satirico in strofe epodiche, caratteristico della letteratura greca e latina e imitato nella poesia italiana con strofe di quattro versi che alternano a un endecasillabo un settenario: gli epodi di archiloco, di orazio; «giambi ed epodi» del carducci    • 2 •   nella lirica corale greca e nei cori della tragedia classica, la terza parte di una triade strofica, dopo la strofe e l'antistrofe.
eponimia   s.f.  il designare cose o persone con riferimento a episodi o personaggi mitici o storici.
eponimo   agg.  e s.m.    • 1 •   in atene e in roma, si diceva del magistrato che dava il nome all'anno: arconte, console eponimo    • 2 •   [f. -a] si dice di personaggio, eroe o divinità da cui prende nome una città, una famiglia ecc.; per estens., si dice di chi dà il proprio nome a un movimento, a un periodo.
epopea   s.f.    • 1 •   narrazione poetica celebrativa di gesta eroiche, spesso leggendarie; poema epico    • 2 •   il genere letterario che comprende le narrazioni di carattere epico; il complesso di tali narrazioni in una letteratura o presso un popolo: l'epopea germanica    • 3 •   (estens.) insieme di imprese eroiche: l'epopea garibaldina. 
eporediese   o eporediense [e-po-re-dièn-se], agg.  di ivrea  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a ivrea.
epos   s.m. invar.    • 1 •   poesia epica; poema epico: l'epos di omero    • 2 •   ciclo di poemi epici, di leggende e tradizioni di un popolo: l'epos cavalleresco, dei nibelunghi. 
epossidico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di gruppo contenente un atomo di ossigeno che fa da ponte tra due atomi di carbonio | si dice di sostanza o composto che contiene uno o più gruppi epossidici: resine epossidiche. 
epossido   s.m.  (chim.) composto organico contenente un gruppo epossidico.
epperò   cong.  (lett.) quindi, perciò, per questo motivo: un individuo isolato... sarebbe qualcosa di astratto, epperò di assurdo  (b. croce).
eppure   cong.  tuttavia, nondimeno (introduce una coordinata di valore avversativo): l'avevo avvertito, eppure ha voluto andarci ugualmente  | in frasi esclamative, per vincere un'obiezione, superare un'opposizione anche implicita: eppure è vero!. 
epsilon   s.m.  o f. invar.  nome della quinta lettera dell'alfabeto greco; corrisponde a una e  breve.
epsomite   s.f.  (min.) solfato idrato di magnesio, di colore bianco, noto anche come sale inglese. 
epta-  epta- o etta-, primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. heptá  'sette' (eptacordo, ettagono).
eptacordo   o ettacordo, s.m.    • 1 •   antico strumento musicale simile alla lira, dotato di sette corde formanti una scala diatonica    • 2 •   la scala dei sette suoni.
eptaedro    ⇨ ettaedro.
eptagono    ⇨ ettagono.
eptano   s.m.  (chim.) idrocarburo saturo a struttura lineare a sette atomi di carbonio, usato come solvente | pl.  miscela di idrocarburi saturi a sette atomi di carbonio, a struttura anche non lineare, presente nelle benzine.
eptasillabo   agg.  e s.m.  si dice di verso composto di sette sillabe; settenario.
eptathlon   s.m. invar.  (sport) disciplina olimpica dell'atletica leggera femminile, comprendente sette gare di corsa, lancio e salto, i cui risultati vengono valutati in punti.
eptatleta   s.f.  (sport) atleta specialista in eptathlon.
eptavalente   agg.  (chim.) si dice di elemento la cui valenza è sette.
eptemimera    ⇨ eftemimera.
eptodo   s.m.  (fis.) tubo elettronico a sette elettrodi (catodo, cinque griglie e anodo), usato nei circuiti convertitori di frequenza.
epulide   s.f.  (med.) piccolo tumore benigno della gengiva.
epulone   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, ciascuno dei membri del collegio sacerdotale incaricato di organizzare un convito solenne in occasione dei sacrifici in onore di giove capitolino    • 2 •   persona ricca ed egoista | ghiottone, mangione (con riferimento al protagonista della nota parabola che si legge nel vangelo di luca, 16, 19-31).
epurare   v. tr.  [io epùro ecc.]    • 1 •   (non com.) liberare dalle impurità: epurare la benzina    • 2 •   (fig.) liberare una collettività, un organismo e sim. dalle persone ritenute indegne o incapaci: epurare un'ammi nistrazione | allontanare, spec. per motivi politici, da un ufficio, da una carica: epurare i funzionari collaborazionisti. 
epurato   part. pass.  di epurare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato allontanato da un ufficio, da una carica, da un organismo in seguito a un provvedimento di epurazione.
epuratore   s.m.    • 1 •   (non com.) operaio, tecnico addetto alla depurazione e raffinazione di prodotti alimentari e chimici    • 2 •   membro di una commissione di epurazione.
epurazione   s.f.  l'epurare, l'essere epurato (spec. fig.): l'epurazione di un partito politico. 
equabile   agg.  (lett.) che si distribuisce in modo uguale; regolare, costante, uniforme: moto equabile  § equabilmente avv. 
equale   e deriv.   ⇨ uguale e deriv. 
equalizzatore   s.m.  (elettr.) circuito atto a effettuare l'equalizzazione | negli apparecchi fonoriproduttori, dispositivo che consente di ridurre o esaltare alcune frequenze per migliorare l'ascolto.
equalizzazione   s.f.    • 1 •   (elettr.) operazione con cui si eliminano o si riducono le distorsioni insorgenti nella trasmissione di segnali    • 2 •   (econ.) stabilizzazione di un fenomeno.
equanime   agg.  che rivela animo sereno, giusto e obiettivo verso tutto e tutti; imparziale: un giudice equanime; una valutazione equanime  § equanimemente avv. 
equanimità   s.f.  l'essere equanime; imparzialità.
equare   v. tr.  [io èquo ecc.] (ant.) pareggiare, eguagliare.
equatore   s.m.  (geog.) il circolo massimo dello sferoide terrestre, equidistante dai poli, che divide la terra in due emisferi; per estens., regione vicina all'equatore | equatore celeste, circonferenza massima della sfera celeste, che giace sullo stesso piano dell'equatore terrestre ed è equidistante dai poli celesti | equatore magnetico, linea che unisce tutti i punti della superficie terrestre nei quali l'inclinazione magnetica è nulla, per cui l'ago magnetico rimane orizzontale | equatore termico, linea che congiunge tutti i punti della superficie terrestre che hanno la temperatura media più alta.
equatoriale   agg.    • 1 •   dell'equatore: diametro equatoriale  | montatura equatoriale, dispositivo che consente di muovere il cannocchiale astronomico lungo cerchi paralleli all'equatore celeste    • 2 •   che è situato vicino all'equatore: regioni, zone equatoriali  | proprio delle regioni prossime all'equatore: flora, fauna equatoriale; clima equatoriale, molto caldo e umido  s.m.  cannocchiale astronomico a montatura equatoriale.
equazione   s.f.    • 1 •   (mat.) uguaglianza tra due espressioni verificata solo per particolari valori attribuiti alle variabili che in essa compaiono: equazione algebrica; equazione di primo, di secondo grado; radici, soluzioni di un'equazione, i valori che la verificano    • 2 •   equazione chimica, rappresentazione grafica di una reazione chimica corrispondente a un'eguaglianza, in specie e numero, tra gli atomi che compongono i reagenti e quelli delle sostanze prodotte nella reazione    • 3 •   (astr.) correzione dei dati di un'osservazione per ridurli ai dati veri | equazione del tempo, differenza, durante l'anno, fra il moto medio e quello reale del sole    • 4 •   (fig.) rapporto di uguaglianza, di corrispondenza.
equestre   agg.  che è proprio di cavalli o dei cavalieri: sport equestre |  monumento equestre, quello di un personaggio raffigurato a cavallo | ordine equestre, nell'antica roma, la classe sociale dei cavalieri | circo equestre, quello in cui si esibiscono cavallerizzi, acrobati, domatori di fiere ecc.
equi-  equi- primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. aequi-, dall'agg. ae¯quus  'uguale' (equilatero, equinozio, equivalenza).
equiangolo   agg.  (geom.) si dice di poligono avente tutti gli angoli uguali.
equicrure   agg.  (non com.) isoscele.
equidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di grossi mammiferi dalle zampe lunghe e robuste poggianti su un solo dito munito di zoccolo; vi appartengono il cavallo, l'asino e la zebra (ord.  perissodattili) | sing.  [-e] ogni mammifero di tale famiglia.
equidistante   agg.    • 1 •   situato a uguale distanza: tutti i punti di una circonferenza sono equidistanti dal centro    • 2 •   (fig.) che si mantiene in una posizione intermedia, senza sbilanciarsi tra due o più parti in contrasto § equidistantemente avv.  (rar.).
equidistanza   s.f.  l'essere equidistante (anche fig.).
equidistare   v. intr.  [coniugato come distare; non sono usati i tempi composti] (non com.) essere equidistante.
equilatero   agg.  (geom.) si dice di poligono avente tutti i lati uguali: triangolo equilatero. 
equilibramento   s.m.  (mecc.) equilibratura.
equilibrare   v. tr.    • 1 •   porre o mantenere in equilibrio (anche fig.): equilibrare uno scafo; equilibrare le entrate con le uscite    • 2 •   (mecc.) sottoporre a equilibratura | equilibrarsi v. rifl.  stare, tenersi reciprocamente in equilibrio, avere lo stesso peso (anche fig.): i due carichi si equilibrano perfettamente; ragioni, argomenti che si equilibrano. 
equilibrato   part. pass.  di equilibrare   agg.    • 1 •   che è in equilibrio; uniformemente distribuito: un carico equilibrato  | dieta equilibrata, quella che apporta il fabbisogno alimentare all'organismo con una corretta distribuzione quantitativa e qualitativa    • 2 •   (fig.) che possiede o rivela equilibrio, equanimità, ponderazione: un uomo equilibrato nei suoi giudizi; una critica molto equilibrata  § equilibratamente avv. 
equilibratore   agg.  [f. -trice] che equilibra (anche fig.): svolgere una funzione equilibratrice   s.m.    • 1 •   (non com.) chi equilibra (spec. fig.)    • 2 •   (aer.) elemento mobile del piano orizzontale di coda che serve a controllare il moto di beccheggio dell'aereo    • 3 •   nelle artiglierie, elemento dell'affusto che serve a mantenere bilanciata l'arma durante le manovre di puntamento.
equilibratura   s.f.  (mecc.) operazione che permette di ottenere l'equilibrio di un corpo rotante: equilibratura statica, dinamica  | equilibratura delle ruote, operazione di controllo e correzione di eventuali squilibri di peso presenti nelle ruote di autoveicoli.
equilibrio   s.m.    • 1 •   (fis.) condizione dei corpi che, in un sistema fisico, rimangono immobili perché sollecitati da forze uguali e contrarie: equilibrio stabile, instabile, a seconda che il corpo, spostato dalla sua posizione di equilibrio, tenda a ritornarvi, ad allontanarsene; equilibrio indifferente, quando il corpo, comunque mosso, si trova sempre in posizione di equilibrio | equilibrio dinamico, condizione di un corpo che si muove per inerzia | equilibrio termico, quando gli scambi di calore si compensano | equilibrio chimico, in un sistema che comprende reagenti e prodotti di reazione, lo stato in cui le velocità di trasformazione dei reagenti in prodotti e dei prodotti in reagenti sono uguali e quindi le rispettive concentrazioni non cambiano nel tempo    • 2 •   comunemente, stato di un corpo che sta ritto per giusto contrappeso: tenersi in equilibrio su un piede; perdere l'equilibrio  | asse di equilibrio, sbarra di legno, sostenuta da appositi supporti, su cui si eseguono esercizi ginnici di equilibrio | giochi di equilibrio, esercizi eseguiti in un circo o in un teatro da persone abili nel mantenere sé stessi, altre persone o certi oggetti in difficili posizioni d'equilibrio | senso dell'equilibrio, (fisiol.) il senso della posizione e del movimento del corpo nello spazio    • 3 •   (fig.) situazione, condizione nella quale forze diverse si compensano tra loro: equilibrio politico; l'equilibrio dei poteri dello stato  ' condizione di un sistema economico in cui nessun agente ha interesse a cambiare la situazione esistente: prezzo di equilibrio; teoria dell'equilibrio economico generale    • 4 •   (fig.) proporzione fra le parti, armonica distribuzione dei vari elementi di un tutto: equilibrio fra le spese e le entrate; l'equilibrio di una costruzione architettonica  | equilibrio biologico, presenza proporzionata delle varie specie animali e vegetali all'interno di una data regione    • 5 •   (fig.) senso della misura, assennatezza, moderazione: dar prova di equilibrio; un ragazzo pieno di equilibrio. 
equilibrismo   s.m.    • 1 •   l'arte dell'equilibrista    • 2 •   (fig.) capacità di destreggiarsi, con spregiudicatezza e talora in modo poco corretto, in situazioni difficili: equilibrismo politico. 
equilibrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi in un circo o in un teatro si esibisce in giochi d'equilibrio    • 2 •   (fig.) chi sa destreggiarsi abilmente in situazioni difficili.
equinismo   s.m.  (med.) deformità del piede, congenita o acquisita, per cui l'avampiede cade in basso e il tallone resta sollevato.
equino   agg.    • 1 •   di cavallo: carne, razza equina; macelleria equina, che vende carne di cavallo | allevamento equino, di cavalli, muli e asini    • 2 •   (med.) si dice di piede affetto da equinismo  s.m.  ogni animale della famiglia degli equidi.
equinoziale   agg.  dell'equinozio: punto equinoziale | linea equinoziale, l'equatore.
equinozio   s.m.  ciascuno dei due punti in cui il cerchio dell'eclittica interseca l'equatore celeste; anche, ciascuna delle due date dell'anno in cui il sole passa per tali punti e la durata del giorno è, su tutta la terra, uguale a quella della notte: equinozio di primavera, il 21 marzo; equinozio d'autunno, il 23 settembre.
equipaggiamento   s.m.  l'equipaggiare, l'equipaggiarsi, l'insieme degli oggetti che servono a equipaggiare o a equipaggiarsi: equipaggiamento di un soldato, di un atleta, di una spedizione alpinistica. 
equipaggiare   v. tr.  [io equipàggio ecc.]    • 1 •   (non com.) fornire di equipaggio: equipaggiare una nave    • 2 •   (estens.) fornire di ciò che è necessario per un'impresa: equipaggiare l'esercito, una spedizione  | equipaggiarsi v. rifl.  rifornirsi, dotarsi del necessario per un dato scopo: equipaggiarsi per un viaggio, per l'inverno. 
equipaggiato   part. pass.  di equipaggiare  agg.  provvisto, corredato di quanto è necessario: un plotone ben equipaggiato. 
equipaggio   s.m.    • 1 •   il personale subalterno che presta servizio su una nave con il compito di provvedere al suo funzionamento; per estens., il personale imbarcato su un aeromobile o su un veicolo spaziale    • 2 •   (sport) l'insieme di vogatori e timoniere di un'imbarcazione da gara; l'insieme dei guidatori di bob    • 3 •   (antiq.) carrozza signorile: equipaggio a quattro cavalli    • 4 •   (non com.) i bagagli e il corredo di un esercito o di una famiglia numerosa in spostamento    • 5 •   tutte le persone che partecipano a una battuta di caccia e tutte le cose loro occorrenti    • 6 •   (tecn.) negli strumenti di misura, la parte mobile a cui è collegato l'indice.
equiparabile   agg.  che si può equiparare.
equiparare   v. tr.  [io equipàro  (alla latina equìparo) ecc.] rendere pari, mettere sullo stesso piano; sottoporre allo stesso trattamento: equiparare gli operai agli impiegati. 
equiparato   part. pass.  di equiparare  e agg.  nei sign. del verbo: personale equiparato; diritti equiparati. 
equiparazione   s.f.  l'equiparare, l'essere equiparato; pareggiamento.
equipartizione   s.f.  (non com.) uguale, giusta distribuzione.
equipollente   agg.  (burocr.) di ugual valore, spec. agli effetti giuridici; equivalente, corrispondente: licenza liceale o altro titolo equipollente  § equipollentemente avv. 
equipollenza   s.f.  l'essere equipollente; capacità di produrre i medesimi effetti giuridici: l'equipollenza di due titoli di studio. 
equipotenziale   agg.  (fis.) che possiede uguale potenziale.
equisetacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante delle pteridofite, che comprende l'equiseto | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
equiseto   s.m.  genere di piante erbacee diffuse nei luoghi umidi, con fusto internamente cavo e sottili rami verdi disposti come i raggi di una ruota (fam.  equisetacee); è noto pop. come coda di cavallo. 
equisonanza   s.f.  uguaglianza o analogia di suono fra due note.
equisono   agg.  (rar.) di suono uguale o analogo.
equità   s.f.  sentimento naturale di giustizia adottato come criterio etico-giuridico per attenuare la rigidezza della legislazione in particolari circostanze; criterio valutativo svincolato da riferimenti legali cui il giudice può, in certi casi, ricorrere: decidere secondo equità. 
equitare   v. tr.  e intr.  [io èquito ecc. ; aus. dell'intr. avere] (ant.) cavalcare.
equitativo   agg.  (rar.) informato a equità: giudizio equitativo. 
equitazione   s.f.  arte e pratica del cavalcare; attività agonistica a cavallo: scuola, gara di equitazione. 
equivalente   part. pres.  di equivalere   agg.    • 1 •   di uguale valore: titoli, termini equivalenti  | figure equivalenti, (geom.) che hanno la stessa area (se piane) o lo stesso volume (se solide)    • 2 •   peso equivalente, lo stesso che equivalente chimico   s.m.    • 1 •   ciò che ha lo stesso valore di altra cosa: dare l'equivalente in denaro    • 2 •   equivalente chimico, peso espresso in grammi della quantità di un elemento che può combinarsi con un grammo di idrogeno o che, nelle reazioni di ossidoriduzione, compete allo scambio di un solo elettrone di valenza § equivalentemente avv. 
equivalenza   s.f.    • 1 •   l'essere equivalente    • 2 •   (mat.) relazione binaria che gode della proprietà riflessiva, simmetrica e transitiva    • 3 •   operazione logica a due argomenti, corrispondente al connettivo grammaticale «se e solo se», che associa ai valori di verità v (vero), f (falso) di due enunciati un solo valore di verità che risulta essere v se e solo se gli argomenti sono uguali (entrambi v o entrambi f).
equivalere   v. intr.  [coniugato come valere; aus. essere  e avere] avere lo stesso valore, la stessa efficacia; essere, significare la stessa cosa: cento centimetri equivalgono a un metro; la tua risposta equivale a un'offesa  | equivalersi v. rifl.  bilanciarsi, essere uguali; avere lo stesso significato: le nostre forze si equivalgono; queste due affermazioni si equivalgono. 
equivocare   v. intr.  [io equìvoco, tu equìvochi ecc.] cadere in un equivoco; scambiare, capire una cosa per un'altra: equivocare sul significato di qualcosa. 
equivocazione   s.f.    • 1 •   (ant.) equivoco; sbaglio    • 2 •   (filos.) argomentazione fallace che si fonda sui diversi significati di uno stesso termine.
equivocità   s.f.  l'essere equivoco: l'equivocità di una risposta, di un ambiente. 
equivoco   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che può intendersi in modi differenti; ambiguo: parlare in modo equivoco | rima equivoca, quella che si ha tra due vocaboli uguali, ma di diverso significato (p. e. duro  come voce del verbo durare  e duro  come agg.)    • 2 •   (fig.) di dubbia moralità sospetto: un individuo equivoco; una condotta equivoca  | malfamato: un locale equivoco   s.m.  interpretazione sbagliata; errore derivato dallo scambiare una persona o una cosa con altra simile; malinteso: a scanso di equivoci; cadere in un equivoco; chiarire ogni equivoco  § equivocamente avv. 
equo   agg.  conforme a equità giusto, imparziale: condizioni eque; giudice equo  | gioco equo, nella teoria delle probabilità, quello in cui il prodotto delle probabilità di vincere per la vincita possibile è uguale per ciascun giocatore § equamente avv. 
equoreo   agg.  (lett.) del mare, marino: noi ti pensiamo come un'alga, un ciottolo, / come un'equorea creatura  (montale).
era   s.f.    • 1 •   divisione del tempo che ha inizio da un avvenimento storico di grande importanza; per estens., periodo storico memorabile per avvenimenti di particolare rilievo: era cristiana  o volgare, quella che si inizia con la nascita di cristo; l'era atomica, spaziale    • 2 •   nella cronologia geologica, la più grande suddivisione dell'età della terra, a sua volta suddivisa in periodi: era archeozoica, paleozoica, mesozoica, cenozoica, neozoica. 
era   imp. 3 pers. v. essere 
eracleense   agg.  (st.) di eraclea, antica città della lucania.
eracliano   agg.  di eraclio, imperatore bizantino (575-641).
eracliteo   agg.  di eraclito di efeso, filosofo greco (550 ca-480 ca a. c.), che sosteneva l'eterno divenire delle cose  s.m.  seguace della filosofia di eraclito.
eradicare   v. tr.  [io eràdico, tu eràdichi ecc.] (ant.) sradicare (anche fig.).
erariale   agg.  dell'erario, che appartiene o è destinato all'erario: diritto erariale, imposta percepita dallo stato sugli incassi di pubblici spettacoli e manifestazioni sportive; imposte erariali, dovute direttamente allo stato e non agli enti locali.
erario   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, il tesoro dello stato, custodito nel tempio di saturno    • 2 •   oggi, fisco, amministrazione finanziaria dello stato: le entrate dell'erario. 
erasmiano   agg.  dell'umanista olandese erasmo da rotterdam (1466-1536) | pronuncia erasmiana del greco, la pronuncia del greco corrispondente all'incirca a quella attualmente in uso nelle scuole (detta anche etacismo), sostenuta da erasmo da rotterdam, e caratterizzata dalla conservazione del valore fonetico dei dittonghi e dalla pronuncia e della lettera eta; si oppone alla pronuncia reuchliniana  (detta anche itacismo).
erastianesimo   o erastianismo [e-ra-stia-nì-smo], s.m.  dottrina teologico-politica che attribuisce la direzione della chiesa al potere civile.
erastiano   agg.  relativo all'erastianesimo: dottrine erastiane   s.m.  seguace dell'erastianesimo.
erba   s.f.    • 1 •   ogni pianta bassa il cui fusto rimane verde e tenero, senza diventare legnoso | un filo d'erba, uno stelo; in frasi iperboliche, con riferimento a un terreno arido, incolto: non c'è, non vi cresce un filo d'erba  | mal'erba  (o malerba), erba inutile, nociva | erbe medicinali, quelle dotate di proprietà terapeutiche | non essere erba del proprio orto, (fig.) si dice di idee, concetti dei quali ci si è indebitamente appropriati | in erba, appena germogliato, ancora tutto verde; (fig.) si dice di chi è ai primi passi di un'attività o professione e quindi è ancora inesperto: un avvocato, un pittore in erba |  mangiarsi il grano (o il fieno) in erba, (fig.) spendere il denaro ancor prima di averlo ricevuto | far d'ogni erba un fascio, (fig.) mescolare senza criterio cose diverse | prov.  : l'erba voglio non cresce neppure nel giardino del re, non si può sempre avere quello che si vuole; l'erba del vicino è sempre più verde, ciò che gli altri possiedono, anche se non vale più di quello che abbiamo noi, suscita facilmente la nostra invidia. dim. erbetta, erbuccia  pegg. erbaccia    • 2 •   seguito da determinazioni di vario genere, indica particolari piante erbacee: erba da calli, pianta erbacea con foglie ovali, carnose e fiori piccoli di color rosa in corimbi (fam.  crassulacee); erba cornetta, pianta erbacea con foglie imparipennate e fiori gialli raccolti in ombrella (fam.  leguminose); erba cipressina, pianta erbacea con foglie lineari, fitte, di color verde glauco (fam.  euforbiacee); erba da porri, celidonia; erba gatta, ortica pelosa; erba medica, pianta erbacea con i fiori violetti raccolti in grappolo e foglie formate da tre foglioline, usata come foraggio (fam.  leguminose); erba miseria, pianta erbacea con foglie ovali e piccoli fiori azzurri (fam.  commelinacee)    • 3 •   l'insieme delle piante erbacee che, prodotte dalla terra senza che vengano coltivate, ricoprono un terreno; il terreno stesso che ne è ricoperto: erba rada, folta; sdraiarsi sull'erba |  far l'erba, falciarla | mettere, tenere a erba, tenere (un terreno) a pascolo    • 4 •   pl.  erbaggi, verdure | piazza delle erbe, (sett.) piazza del mercato ortofrutticolo | erbe aromatiche, le erbe odorose usate in culinaria    • 5 •   pl.  erbe medicinali: curarsi con le erbe    • 6 •   (gerg.) droga da fumare, marijuana | usato anche come agg.  nella loc. punto erba  (o punto stelo), punto di ricamo, a tratti sottili.
erbaccia   s.f.  [pl. -ce] pegg.  di erba; in partic., erba inutile, che danneggia le piante vicine: strappare le erbacce. 
erbaceo   agg.  che ha natura di erba: piante erbacee, non legnose.
erbaggio   s.m.    • 1 •   spec. pl.  erba commestibile, ortaggio: rivendita di erbaggi    • 2 •   (ant.) erbatico.
erbaio   s.m.    • 1 •   luogo in cui crescono spontaneamente erbe; luogo pieno di erbacce    • 2 •   coltivazione di piante foraggere a rapido sviluppo.
erbaiolo   lett. erbaiuolo, s.m.  [f. -a]    • 1 •   (non com.) venditore di erbaggi: l'erbaiuol rinnova / di sentiero in sentiero / il grido giornaliero  (leopardi la quiete dopo la tempesta  16-18)    • 2 •   (antiq.) chi raccoglie l'erba nei campi per venderla o per conto d'altri    • 3 •   (ant.) raccoglitore e venditore d'erbe medicinali; erborista.
erbale   agg.  (ant. , poet.) che ha qualità di erba: e vanno pel tratturo antico al piano / quasi per un erbal fiume silente  (d'annunzio).
erbario   s.m.    • 1 •   raccolta di piante, seccate e classificate per uso scientifico o didattico    • 2 •   libro, compilato per lo più nell'antichità o nel medioevo, nel quale venivano descritte e illustrate le piante medicinali.
erbatico   s.m.  nel medioevo, e anche nei secoli successivi, diritto di falciare erba o di far pascolare il bestiame su prati comuni | il tributo che si pagava per tale diritto.
erbato   agg.    • 1 •   coperto d'erba, coltivato a erba: terreno erbato    • 2 •   (ant.) fatto con erbe (detto di vivande o torte).
erbatura   s.f.  il tempo della crescita dell'erba tra una falciatura e l'altra.
erbetta   s.f.    • 1 •   dim.  di erba; in partic., erba appena spuntata, fresca e sottile    • 2 •   (region.) prezzemolo    • 3 •   pl.  (region.) nome di erbe commestibili dette anche bietole    • 4 •   nome generico delle erbe odorose usate per aromatizzare le pietanze.
erbicida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] (chim.) diserbante.
erbio   s.m.  elemento chimico di simbolo er, appartenente al gruppo dei lantanidi.
erbivendolo   s.m.  [f. -a] chi vende erbaggi e frutta.
erbivoro   agg.  e s.m.  si dice di animale che si nutre di erbe | (scherz.) si dice di persona che mangia molta verdura.
erbolato   s.m.  (ant.)    • 1 •   torta di erbaggi    • 2 •   impiastro di erbe medicamentose    • 3 •   erborista.
erborare   v. intr.  [io èrboro ecc. ; aus. avere; usati spec. l'inf. e il ger.] (non com.) andare in cerca di erbe per uso medicinale o per studio.
erborazione   s.f.  (non com.) l'erborare.
erborinato   agg.  si dice di formaggio chiazzato di muffa verde, come il gorgonzola.
erborista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi raccoglie o vende erbe medicinali e aromatiche.
erboristeria   s.f.    • 1 •   la raccolta, preparazione e conservazione di piante aromatiche e medicinali e il loro commercio    • 2 •   negozio di erborista.
erboristico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'erboristeria.
erborizzare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) erborare.
erborizzatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) erborista.
erborizzazione   s.f.  (non com.) erborazione.
erboso   agg.  ricoperto d'erba: terreno erboso. 
ercinico   o erciniano [er-ci-nià-no], agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice del fenomeno orogenetico che ebbe luogo tra il periodo carbonifero e il permiano, interessando vaste zone della crosta terrestre.
ercogamia   s.f.  (bot.) particolare disposizione degli stimmi e delle antere di un fiore ermafrodito che rende impossibile l'autoimpollinazione.
ercolanense   o ercolanese, agg.  dell'antica ercolano, città campana distrutta, con pompei, da un'eruzione del vesuvio nel 79 d. c.: scavi archeologici ercolanensi. 
ercole   s.m.  per antonomasia, uomo forte e muscoloso | una fatica d'ercole, (fig.) un'impresa di difficoltà estrema. dim. ercolino. 
ercolino   (1) s.m.  (scherz.) bambino straordinariamente robusto; anche, uomo basso e tarchiato, che sfoggia la sua forza fisica.
ercolino   (2) agg.  da ercole; erculeo, forte, muscoloso: corporatura ercolina  | gambe ercoline, leggermente arcuate dal ginocchio in giù (così dette perché ritenute segno di robustezza, forse col sovrapposto richiamo ad arco) | (fig. non com.) si dice di stile esageratamente vigoroso (in uno scrittore, in un artista): ecco la materia eccellente per il suo stile... massiccio, ercolino, a volte barocco  (e. cecchi).
erculeo   agg.    • 1 •   di ercole, degno di ercole: fatica, forza erculea    • 2 •   (lett.) di ercole i d'este: generosa erculea prole  (ariosto o. f.  i, 3) § erculeamente avv.  al modo di ercole; con forza, con vigore.
-ere  -ere suffisso dei verbi della seconda coniugazione (temere, leggere), derivato dalla desinenza lat. dei verbi della seconda (-ìre) e della terza (-e°re) coniugazione.
erebia   s.f.  (zool.) genere di farfalle, proprie delle regioni montuose, con ali brune o rossicce a macchie scure (ord.  lepidotteri).
erebo   s.m.  nella mitologia greca, nome della oscura dimora sotterranea dei morti.
erede   s.m.  e f.    • 1 •   (dir.) chi succede a un defunto in tutti i suoi beni, diritti e obblighi o in una loro quota: costituire, istituire, nominare erede; erede legittimo, che è tale in forza di legge per la sua parentela col defunto; erede testamentario, indicato come tale nel testamento; erede legittimario, necessario, al quale spetta per legge una quota dei beni del defunto, anche in caso di contraria disposizione testamentaria; erede beneficiato, che ha accettato l'eredità con beneficio d'inventario; erede universale, di tutti i beni    • 2 •   (fam.) figlio: allora, quando nascerà l'erede?    • 3 •   (fig.) successore in un'attività, in una tradizione, in un atteggiamento ideologico o spirituale: erede delle virtù paterne; gli eredi di freud. 
eredità   s.f.    • 1 •   trasmissione del patrimonio di un defunto a una o più persone fisiche o giuridiche; il patrimonio stesso così trasmesso: lasciare in eredità; entrare in possesso di un'eredità; rinunziare a un'eredità    • 2 •   (fig.) retaggio di beni spirituali, di idee, di tradizioni: eredità d'affetti; raccogliere l'eredità spirituale del passato    • 3 •   eredità genetica, (biol.) trasmissione dai genitori ai figli, attraverso le cellule germinali, di caratteri morfologici, fisiologici e psichici che fanno parte del patrimonio cromosomico; l'insieme dei caratteri trasmessi.
ereditare   v. tr.  [io erèdito ecc.] ricevere a titolo di eredità (anche fig.): ereditare una casa; ha ereditato l'intelligenza del padre. 
ereditarietà   s.f.    • 1 •   possibilità di essere trasmesso in eredità: l'ereditarietà di un privilegio, di un titolo nobiliare    • 2 •   (biol.) la trasmissione dei fenomeni dell'eredità genetica da una generazione all'altra, che si compie attraverso i geni: l'ereditarietà di una malattia; le leggi dell'ereditarietà. 
ereditario   agg.    • 1 •   che si riferisce all'eredità che proviene dall'eredità; che si trasmette in eredità (anche fig.): causa ereditaria; asse, bene, titolo ereditario  | principe ereditario, l'erede al trono    • 2 •   (biol.) relativo all'ereditarietà; che si trasmette o può essere trasmesso da una generazione all'altra: caratteri ereditari; malattia ereditaria    • 3 •   (ling.) si dice di parola che deriva dalla lingua originaria per tradizione ininterrotta § ereditariamente avv.  per via ereditaria.
ereditiera   s.f.  donna che ha ereditato o deve ereditare un patrimonio cospicuo: sposare un'ereditiera. 
eredocontagio   s.m.  trasmissione di un'infezione dalla madre al feto attraverso il sangue placentare.
-erellare  -erellare suffisso di verbi derivati da altri verbi con valore attenuativo (canterellare, giocherellare) [ ⇨ -icchiare].
-erello  -erello suffisso che altera in senso diminutivo la base sostantivale o aggettivale (giocherello, pazzerello); unendosi a -ino  e -one, può formare i suff. composti -erellino, -erellone, che in genere accentuano il valore dell'alterato (coserellina, pazzerellone).
eremita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] persona che si ritira in solitudine per dedicarsi alla ricerca della perfetta unione con dio, concentrandosi nella preghiera e nella penitenza | (estens.) chi conduce una vita austera e isolata dal mondo.
eremitaggio   s.m.  luogo solitario dove vivono uno o più eremiti; romitaggio, eremo | (estens.) abitazione, dimora isolata e tranquilla.
eremitano   agg.  e s.m.  che, chi fa vita eremitica, detto spec. di religiosi dell'ordine di sant'agostino: frate eremitano; chiesa degli eremitani. 
eremitico   agg.  [pl. m. -ci] di, da eremita: cella eremitica; fare vita eremitica  § eremiticamente avv. 
eremo   ant. o poet. ermo [èr-mo], s.m.    • 1 •   luogo isolato dove uno o più eremiti si ritirano dedicandosi alla vita religiosa e contemplativa: l'eremo di camaldoli    • 2 •   (estens.) dimora tranquilla, isolata, adatta al raccoglimento e alla meditazione: costruirsi un eremo, ritirarsi nel proprio eremo. 
eresia   s.f.    • 1 •   dottrina contraria a una verità di fede proposta dalla chiesa cattolica come rivelata da dio: l'eresia monofisita    • 2 •   (estens.) affermazione o idea contrastante con le dottrine ufficiali o con l'opinione accettata comunemente    • 3 •   (fig.) sproposito, affermazione assurda: ma non diciamo eresie!  | esagerazione inaudita: una cifra così alta per quell'oggetto è un'eresia!. 
eresiarca   s.m.  [pl. -chi; ant. -che] capo di un gruppo ereticale; fondatore, propugnatore di dottrine eretiche: qui son li eresiarche / con lor seguaci  (dante inf.  ix, 127-128).
eresiologia   s.f.  disciplina che studia sotto l'aspetto storico e teologico il fenomeno delle eresie.
eresiologo   s.m.  [pl. -gi] studioso di eresiologia.
eresipela   eresipola  ⇨ erisipela.
ereticale   agg.  di eretico, di eretici; da eretico, che costituisce eresia: gruppo, movimento ereticale; dottrina, tesi ereticale  § ereticalmente avv. 
eretico   agg.  [pl. m. -ci] di eretico, di eretici; che costituisce eresia, che segue un'eresia: dottrina, setta eretica   s.m.  [f. -a]    • 1 •   seguace di un'eresia; chi propugna e diffonde un'eresia    • 2 •   (fam.) persona poco religiosa; miscredente    • 3 •   (estens.) chi si pone su posizioni contrastanti rispetto a quelle comunemente accettate § ereticamente avv. 
eretino   agg.  di monterotondo, comune in provincia di roma  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di monterotondo.
eretismo   s.m.  (med.) eccessiva eccitabilità nervosa di un organo o dell'organismo | eretismo intellettuale, (fig.) stato di fervida e intensa attività mentale.
eretistico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di eretismo, relativo all'eretismo: stato eretistico. 
erettile   agg.  (scient.) si dice di organo o tessuto animale o vegetale che ha la capacità di erigersi per effetto di particolari stimoli.
eretto   part. pass.  di erigere   agg.  diritto: tenere il capo, il busto eretto. 
ereutofobia   s.f.  (med. antiq.) paura ossessiva di arrossire in pubblico.
erezione   s.f.    • 1 •   l'erigere: erezione di un edificio  | (fig.) fondazione: erezione di un ente di beneficenza    • 2 •   l'erigersi | (fisiol.) inturgidimento di un organo erettile, in partic. del pene.
erg   (1) s.m. invar.  (fis.) unità di misura del lavoro nel sistema cgs, equivalente al lavoro compiuto dalla forza di una dina che sposta il suo punto di applicazione di un centimetro.
erg   (2) s.m.  (geog.) deserto formato da dune di sabbia (p. e  il deserto del sahara).
erga omnes   loc. agg. invar.  e avv.  si usa in riferimento a disposizioni di legge o ad accordi, come i contratti collettivi di lavoro, che valgono per tutta una categoria di soggetti, anche se non fanno parte delle associazioni che li hanno stipulati.
ergastolano   s.m.  [f. -a] chi è stato condannato all'ergastolo; chi sta scontando tale pena.
ergastolo   s.m.    • 1 •   pena detentiva a vita, prevista dal codice penale per i delitti più gravi, alla quale, dopo ventisei anni, può essere posto termine con la liberazione condizionale: condannare all'ergastolo    • 2 •   luogo dove si sconta tale pena; penitenziario: evadere dall'ergastolo  | (fig.) luogo in cui ci si sente oppressi per mancanza di libertà    • 3 •   presso gli antichi romani, abitazione degli schiavi impiegati nei lavori agricoli dei latifondi.
ergativo   agg.  e s.m.  (ling.) si dice di un caso che in alcune lingue (p. e.  il basco e le lingue caucasiche) indica l'agente.
ergere   v. tr.  [pres. io èrgo, tu èrgi ecc. ; pass. rem. io èrsi, tu ergésti ecc. ; part. pass. érto] (lett.) levare in alto, innalzare (anche fig.): ergere l'animo a dio  | ergersi v. rifl.  e intr. pron.  innalzarsi, levarsi, rizzarsi: la montagna si erge solitaria; ed el s'ergea col petto e con la fronte  (dante inf.  x, 35).
ergo   cong.  dunque, quindi, con valore conclusivo (in origine, nell'uso filosofico; oggi per lo più in usi scherzosi)  s.m.  (non com.) conclusione, in loc. come giungere, venire all'ergo, venire al dunque, concludere.
ergo-  ergo- primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. érgon  'lavoro' (ergometro, ergoterapia).
ergodico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di un sistema o processo in cui la media temporale delle grandezze che lo descrivono coincide con una opportuna media presa su un insieme di stati possibili del sistema stesso | teorema ergodico, il teorema cui tale sistema soddisfa.
ergologia   s.f.  ramo dell'etnologia che studia la cultura materiale dei popoli.
ergometria   s.f.  misurazione del lavoro di una forza.
ergometro   s.m.  (fis.) strumento atto a misurare il lavoro di una forza.
ergonomia   s.f.  scienza che studia il rapporto uomo-macchina-ambiente per ottenere il migliore mutuo adattamento.
ergonomico   agg.  [pl. m. -ci] di ergonomia, relativo all'ergonomia, costruito secondo i principi dell'ergonomia: impugnatura ergonomica. 
ergonomista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di ergonomia.
ergosterina   s.f.  (chim.) ergosterolo.
ergosterolo   s.m.  (chim.) alcol insaturo, cristallino, incolore, presente nel lievito e nella segale cornuta; l'irradiazione dei raggi ultravioletti lo trasforma nella vitamina d.
ergotecnica   s.f.  la tecnica che applica i principi e i risultati dell'ergonomia.
ergoterapia   s.f.  terapia psichiatrica che consiste nel rieducare i pazienti alla vita sociale attraverso occupazioni produttive.
ergotina   s.f.  (chim.) estratto di segale cornuta, usato in medicina come emostatico e antiemorragico.
ergotismo   s.m.  (med.) intossicazione prodotta dagli alcaloidi della segale cornuta.
-eria  -eria suffisso derivato dal fr. -erie, usato per formare nomi che indicano attività (marineria), industria, laboratori o botteghe (falegnameria, cartoleria), insiemi di oggetti o persone (posateria, fanteria); concorre inoltre alla formazione di nomi astratti per lo più con sfumatura spregiativa (poltroneria) [ ⇨ -iere].
eribanno   s.m.  nell'età carolingia, bando di adunata dell'esercito emanato dal re dei franchi.
erica   s.f.  (bot.) genere di piante suffruticose, sempreverdi, diffuse nell'africa meridionale e nei paesi del mediterraneo, con foglie piccole, aghiformi, e fiori rosei, solitari o riuniti in verticilli (fam.  ericacee).
ericacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni prevalentemente arbustacee, a cui appartengono il rododendro, l'azalea e l'erica | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
erigendo   agg.  che deve o sta per essere eretto: porre la prima pietra dell'erigendo ospedale. 
erigere   v. tr.  [pres. io erigo, tu erigi ecc. ; pass. rem. io erèssi, tu erigésti ecc. ; part. pass. erètto]    • 1 •   innalzare, costruire: erigere un monumento    • 2 •   (fig.) fondare, istituire: erigere una scuola, un ospedale, un ente morale    • 3 •   (fig.) elevare, trasformare nobilitando: il territorio fu eretto a ducato  | erigersi v. rifl.    • 1 •   innalzarsi, drizzarsi    • 2 •   (fig.) atteggiarsi, attribuirsi arbitrariamente un'autorità, una qualità: erigersi a giudice, a censore. 
erigerone   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee annuali o perenni, con foglie lanceolate e infiorescenze a pannocchia o a grappolo (fam.  composite).
erina    ⇨ erinni.
erinaceidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi insettivori, cui appartengono i ricci | sing.  [-e] ogni mammifero di tale famiglia.
eringio   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee con foglie rigide e spinose, fiori a corolla bianca o azzurra riuniti in capolini o in spighe, frutto ovoidale.
erinni   ant. erina o erinna o erinne, s.f.  nella mitologia greca, ciascuna delle tre divinità infernali dell'ira e della vendetta, che perseguitavano gli assassini (note nei miti romani come furie) | (fig.) donna crudele; anche, donna furiosa, terribile.
erinnofilia   s.f.  il far collezione di etichette gommate chiudilettera, simili ai francobolli ma non utilizzabili per la normale affrancatura.
erinnofilo   agg.  e s.m.  che, chi pratica l'erinnofilia: associazione erinnofila. 
erinosi   s.f.  malattia della vite e di altre piante provocata da acari; si manifesta con una sovrabbondante produzione di peli sulla pagina inferiore della foglia.
erio-  erio- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. érion  'lana'; significa 'lana, simile a lana, fioccoso' (eriometro).
erioforo   s.m.  genere di piante erbacee con piccoli fiori raccolti in spighette che formano dopo la fioritura una sorta di fiocco bianco (fam.  ciperacee).
eriometro   s.m.  strumento simile a un microscopio, che serve a misurare il diametro dei fili di lana.
erisamo    ⇨ erisimo.
erisifacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi ascomiceti con corpi fruttiferi di forma rotonda, di colore bianco; sono parassiti di piante angiosperme, alle quali causano varie malattie | sing.  [-a] ogni fungo appartenente a tale famiglia.
erisimo   o erisamo, s.m.  pianta erbacea con foglie lineari, piccoli fiori gialli e frutto a siliqua (fam.  crocifere).
erisipela   o erisipola, eresipola, eresipela, antiq. risipola, resipola, s.f.  (med.) malattia infettiva da streptococco, caratterizzata da infiammazione acuta della pelle.
eristica   s.f.  (filos.) arte retorica finalizzata all'obiettivo di far prevalere la propria tesi, vera o falsa che sia, ricorrendo ai più sottili strumenti dialettici; nell'antichità fu coltivata particolarmente dalla tarda sofistica.
eristico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'eristica: arte, scuola eristica  | (estens.) capzioso, sottile: ragionamento eristico   s.m.  filosofo della scuola eristica § eristicamente avv. 
eritema   s.m.  [pl. -mi] (med.) arrossamento, diffuso o localizzato, della cute: eritema solare. 
eritematoso   agg.  (med.) di eritema, relativo all'eritema.
eritrasma   s.m.  [pl. - smi] (med.) micosi cutanea caratterizzata da macchie pruriginose di color rosso bruno o rosa giallastro.
eritremia   s.f.  (med.) malattia del sangue caratterizzata dalla presenza di globuli rossi immaturi e da anemia.
eritreo   agg.  dell'eritrea, regione dell'etiopia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'eritrea.
eritrina   s.f.  pianta tropicale a fiori rossi dalla cui corteccia si estrae un alcaloide | (chim.) l'alcaloide stesso, che ha proprietà sedative e ipnotiche.
eritrite   s.f.    • 1 •   (chim.) alcol alifatico tetravalente a quattro atomi di carbonio; è un solido cristallino presente in molti licheni e alghe    • 2 •   (min.) minerale costituito da arseniato idrato di cobalto che si presenta in cristalli o incrostazioni globulari di colore che varia dal rosso cremisi al rosa.
eritro-  eritro- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. erythrós  'rosso'; significa appunto 'rosso' o indica relazione con i globuli rossi (eritrocita).
eritroblasto   s.m.  (biol.) elemento cellulare immaturo da cui prendono origine i globuli rossi del sangue.
eritroblastosi   s.f.  (med.) presenza anormale di eritroblasti nel sangue | eritroblastosi fetale, malattia emolitica del feto e del neonato, determinata da incompatibilità sanguigna tra il figlio e la madre.
eritrocita   o eritrocito, s.m.  [pl. -ti] (anat.) globulo rosso.
eritrocitosi   s.m.  (med.) aumento del numero dei globuli rossi del sangue oltre i valori fisiologici.
eritrodermia   s.f.  (med.) dermatite molto estesa accompagnata da desquamazione.
eritrofobia   s.f.  (psicol.) paura morbosa di arrossire; ereutofobia.
eritropoiesi   s.f.  (biol.) produzione dei globuli rossi del sangue a opera del midollo osseo.
eritropsia   s.f.  (med.) alterazione della vista, per cui tutti gli oggetti appaiono colorati in rosso.
eritrosedimentazione   s.f.  (med.) in una provetta di sangue reso incoagulabile, separazione dei globuli rossi (eritrociti) dal plasma e conseguente precipitazione dei medesimi sul fondo | velocità di eritrosedimentazione  (abbr. ves), quella di tale precipitazione, che si misura per accertare se c'è un'infezione in atto.
erlebnis   s.f.  o m.  [pl. erlebnisse] esperienza vissuta; nel pensiero tedesco del novecento (dilthey, husserl), ogni espressione di un atteggiamento profondo della coscienza.
erma   s.f.    • 1 •   nella grecia antica, pilastro di marmo o bronzo, con testa di ermes e organi genitali maschili, collocato agli angoli delle vie, ai crocicchi, nel mercato ecc., a protezione dei viandanti    • 2 •   (estens.) ogni scultura che poggia su pilastro e rappresenta una testa umana e parte del busto.
ermafroditismo   meno com. ermafrodismo [er-ma-fro-dì-smo], s.m.  (biol.) presenza in un unico individuo degli organi riproduttori di entrambi i sessi.
ermafrodito   agg.  e s.m.    • 1 •   (biol.) si dice di individuo animale o vegetale che presenta ermafroditismo: piante ermafrodite    • 2 •   (spreg.) omosessuale  agg.  (fig. lett.) ibrido, ambiguo, oscillante tra due nature diverse: un petrarca ermafrodito, ora nobile patriota... ora effeminato, manierato, artificioso  (de sanctis).
ermellinato   agg.    • 1 •   si dice di mantello equino che presenta chiazze bianche macchiettate di nero    • 2 •   (arald.) armellinato.
ermellino   s.m.    • 1 •   piccolo mammifero carnivoro con corpo allungato, zampe corte e pelliccia di color castano in estate, candida con la punta della coda nera in inverno (fam.  mustelidi)    • 2 •   la pelliccia di tale animale: una stola di ermellino |  toghe di ermellino, ermellini, per antonomasia, i giudici dei più alti gradi    • 3 •   (arald.) armellino.
ermeneuta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] studioso, esperto di ermeneutica; chi interpreta testi e documenti antichi.
ermeneutica   s.f.  teoria e tecnica dell'interpretazione dei testi | in partic., tecnica di interpretare testi e documenti antichi, spec. quelli cui è attribuita autorità religiosa; esegesi: l'ermeneutica di san girolamo intorno alle sacre scritture  | nella filosofia contemporanea (soprattutto tedesca e francese), comprensione della realtà storica e culturale fondata, essenzialmente, sull'interpretazione dei molteplici significati impliciti nei testi scritti o nel linguaggio stesso; è detta anche teoria dell'interpretazione  | ermeneutica giudiziaria, attività interpretativa delle leggi svolta dai giudici.
ermeneutico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'ermeneutica; interpretativo, esegetico: metodo ermeneutico. 
ermesino   o ermisino, ant. ormesino, ormisino, s.m.    • 1 •   stoffa leggera pregiata di seta cangiante, usata un tempo per abiti femminili    • 2 •   veste confezionata con tale stoffa.
ermeticità   s.f.  l'essere ermetico (anche fig.): l'ermeticità di un contenitore; l'ermeticità di un discorso, di un testo poetico. 
ermetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo all'ermetismo filosofico-religioso: libri, scritti ermetici, serie di opere attribuite a ermete trismegisto e caratterizzate da grande oscurità    • 2 •   (fig.) oscuro, incomprensibile; enigmatico: un testo, un volto ermetico    • 3 •   si dice di chiusura a perfetta tenuta, che impedisce totalmente il passaggio di fluidi; anche, di recipiente chiuso in questo modo: contenitore ermetico    • 4 •   che appartiene o si riferisce alla corrente poetica dell'ermetismo: poeta ermetico   s.m.  poeta appartenente alla corrente dell'ermetismo x ermeticamente avv.    • 1 •   (fig.) in modo oscuro, incomprensibile: parlare ermeticamente    • 2 •   in modo ermetico, mediante chiusura ermetica: recipiente chiuso ermeticamente. 
ermetismo   s.m.    • 1 •   nell'antichità greca, la dottrina filosofico-religiosa contenuta in alcuni scritti (secc. i-iii d. c.) attribuiti a ermete trismegisto e caratterizzati da grande oscurità    • 2 •   (fig.) l'essere ermetico, incomprensibile, oscuro: l'ermetismo di un'espressione    • 3 •   corrente poetica del novecento italiano che, per accrescere il potere di suggestione della poesia, usa un linguaggio intenso e oscuro, eliminando o trascurando i nessi logici e sintattici tradizionali.
ermisino    ⇨ ermesino.
ermo   (1) agg.  (poet.) isolato, solitario (detto per lo più di un luogo): qual dagli aridi scogli erma sul mare / genova sta  (carducci).
ermo   (2)  ⇨ eremo.
ernia   s.f.    • 1 •   (med.) fuoruscita di un viscere o di un organo dalla cavità in cui è normalmente contenuto: ernia addominale, inguinale, ombelicale, del disco; ernia strozzata    • 2 •   (bot.) malattia di alcune crocifere (cavolo, rapa ecc.) che si manifesta con tumori sulle radici.
erniaria   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee con piccoli fiori a cinque petali, diffuse nella regione mediterranea (fam.  cariofillacee).
erniario   agg.  (med.) dell'ernia, che concerne l'ernia: cinto erniario, usato per contenere un'ernia.
ernico   agg.  [pl. m. -ci] di un'antica popolazione italica stanziata nel basso lazio  s.m.  [f. -a] appartenente alla popolazione ernica.
ernioso   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da ernia.
erniotomia   s.f.  (med.) intervento chirurgico su un'ernia.

ernista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico sanitario che prepara apparecchi per la contenzione delle ernie.
ero   s.f. invar.  (gerg.) eroina.
erodere   v. tr.  [coniugato come rodere] esercitare un'azione corrosiva, intaccare lentamente: l'acqua erode le pietre degli argini. 
erodoteo   agg.  dello storico greco erodoto (484-425 ca a. c.): il metodo storiografico, lo stile erodoteo. 
eroe   s.m.    • 1 •   nelle civiltà primitive, figura mitica, essere eccezionale al quale la comunità attribuisce imprese prodigiose | nel mito classico, uomo nato da una divinità e da un mortale, dotato di eccezionali virtù e autore di gesta leggendarie    • 2 •   chi dà prova di straordinario coraggio e abnegazione, spec. in imprese guerresche; chi si sacrifica per affermare un ideale: morire da eroe; un eroe della libertà, della fede  | l'eroe dei due mondi, per antonomasia, g. garibaldi (1807-1882) | eroe da palcoscenico, da operetta, da poltrona, si dice di chi si atteggia a eroe senza averne le qualità | fare l'eroe, si dice di chi si assegna compiti e sacrifici insostenibili, o anche di chi va incontro a rischi e pericoli senza una reale necessità | sentirsi un eroe, credersi capace di imprese eccezionali, oppure credere di averne compiute    • 3 •   protagonista o figura di spicco di un'opera letteraria, musicale, cinematografica e sim.: l'eroe romantico; pinocchio, l'eroe di collodi  | il nostro eroe, il protagonista dell'opera di cui si sta parlando    • 4 •   (scherz.) chi in una data circostanza o in un dato momento risulta o si pone al centro dell'attenzione: l'eroe della festa; è l'eroe del giorno, del momento. 
erogabile   agg.  che si può erogare.
erogabilità   s.f.  l'essere erogabile.
erogare   v. tr.  [io èrogo, tu èroghi ecc.]    • 1 •   destinare, elargire una somma di denaro per un fine determinato (spec. per beneficenza o per opere pubbliche): erogare fondi per i sinistrati    • 2 •   fornire, distribuire (gas, acqua, corrente elettrica ecc).
erogatore   agg.  [f. -trice] che eroga: ente erogatore   s.m.  dispositivo (gener. una valvola) che controlla l'erogazione di un fluido proveniente da un serbatoio o da una conduttura.
erogazione   s.f.  l'erogare, l'essere erogato: l'erogazione di una somma; l'erogazione del gas  | la somma di denaro o la quantità di gas, acqua, corrente elettrica che viene erogata.
erogeno   agg.  che genera sensazioni erotiche, che trasmette stimoli sessuali: le zone erogene del corpo. 
eroicità   s.f.  qualità di chi o di ciò che è eroico.
eroicizzare   v. tr.  rappresentare, celebrare come eroe; trattare un argomento con tono eroico.
eroico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda gli eroi antichi: l'età eroica della grecia; poema eroico, che canta le imprese degli eroi | verso eroico, l'esametro, verso tipico dei poemi epici    • 2 •   da eroe, che è degno di un eroe; straordinario, eccezionale: impresa, morte eroica; eroico coraggio; pazienza eroica |  virtù eroica, nella teologia cattolica, perfezione nell'esercizio delle virtù cardinali e teologali; è uno dei requisiti richiesti per la beatificazione | eroico furore, nella filosofia di giordano bruno (1548-1600), forte tensione spirituale che porta l'uomo a cogliere l'unità suprema dell'essere, del vero e del bene    • 3 •   che dà prova di grande coraggio, di eccezionale forza d'animo: un soldato eroico; una madre eroica  § eroicamente avv.  in modo eroico; dando prova di eroismo: sopportare eroicamente il dolore. 
eroicomico   agg.  [pl. m. -ci] che ha dell'eroico e del comico insieme | poema eroicomico, parodia dei poemi epici, particolarmente in voga nel seicento, in cui un soggetto futile è cantato in tono solenne o un argomento eroico in stile basso e plebeo § eroicomicamente avv. 
eroina   (1) s.f.    • 1 •   donna di qualità eroiche: giovanna d'arco, l'eroina nazionale francese    • 2 •   protagonista o figura femminile di spicco in un'opera letteraria, musicale e sim.: mimì è l'eroina della «bohème» di puccini; l'eroina del film    • 3 •   personaggio femminile che emerge in una vicenda reale, in un'avventura e sim.: il processo fece di lei un'eroina. 
eroina   (2) s.f.  (chim.) alcaloide derivato dalla morfina, dotato di forte azione stupefacente; viene per lo più preparato sotto forma di cloridrato di acetilmorfina, polvere bianca cristallina solubile in acqua.
eroinomane   s.m.  e f.  e agg.  chi, che è affetto da eroinomania.
eroinomania   s.f.  tossicodipendenza da eroina.
eroismo   s.m.    • 1 •   qualità di persona eroica; valore, coraggio straordinario: l'eroismo dei soldati in guerra; un atto d'eroismo    • 2 •   azione eroica (anche iron.): bell'eroismo starsene tranquillo senza rischi!. 
erompere   v. intr.  [coniugato come rompere; mancano il part. pass. e i tempi composti] venir fuori con impeto (anche fig.): l'erompere della lava; eruppe in parole d'ira; gioia, furore erompente. 
eros   s.m.    • 1 •   l'impulso d'amore (personificato dai greci nel dio eros, figlio di afrodite); l'istinto sessuale    • 2 •   nella filosofia platonica, l'amore spiritualizzato e considerato come impulso verso il bene supremo    • 3 •   nella psicoanalisi freudiana, l'istinto di vita, di autoconservazione (contrapposto a thanatos, l'istinto di morte, di autodistruzione).
erosione   s.f.    • 1 •   asportazione delle parti superficiali del terreno dovuta all'azione di agenti atmosferici, di acque e di ghiacciai: erosione eolica, fluviale, glaciale    • 2 •   (fig.) diminuzione lenta e progressiva, riduzione: l'erosione dei redditi a causa dell'inflazione    • 3 •   (med.) lesione superficiale e circoscritta della cute o delle mucose.
erosivo   agg.  che erode, corrode; che provoca erosione: l'azione erosiva delle onde  § erosivamente avv. 
eroso   part. pass.  di erodere  e agg.  nei sign. del verbo.
eroticità   s.f.  carattere erotico: l'eroticità di un film. 
erotico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si riferisce o si ispira all'amore sensuale: sogno, impulso erotico; poesia, stampa erotica    • 2 •   che suscita desideri sessuali; afrodisiaco: filtro, cibo erotico  § eroticamente avv. 
erotismo   s.m.    • 1 •   inclinazione, più o meno intensa, verso ciò che è erotico | l'insieme delle manifestazioni degli impulsi sessuali, della sensualità    • 2 •   in arte e in letteratura, carattere erotico; prevalenza o accentuazione di temi erotici: l'erotismo di un film; l'erotismo nell'opera di baudelaire. 
erotizzare   v. tr.  (psicoan.) dare inconsciamente un significato erotico a qualcosa che di per sé non l'avrebbe (un oggetto, un organo, una funzione).
erotizzazione   s.f.  (psicoan.) il processo inconscio per cui si erotizza qualcosa.
eroto-  eroto- primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. éro¯s -o¯tos  'amore'; significa 'amore, impulso erotico, istinto sessuale' (erotomania).
erotogeno   agg.  erogeno.
erotomane   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è affetto da erotomania | in usi scherzosi, chi è incline a facili amori.
erotomania   s.f.  (med.) eccesso morboso di desiderio e di attività sessuale.
erpete   s.m.  (med.) forma italianizzata di herpes. 
erpetico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'erpete: febbre erpetica   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da erpete.
erpetologia   s.f.  parte della zoologia che si occupa dei rettili.
erpetologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di erpetologia.
erpicare   v. tr.  [io érpico, tu érpichi ecc.] lavorare la terra con l'erpice.
erpicatura   s.f.  operazione dell'erpicare; serie di lavori agricoli compiuti con l'erpice.
erpice   s.m.  macchina agricola usata per la lavorazione superficiale del terreno mediante denti o lame o dischi d'acciaio disposti in verticale.
errabondo   agg.  (lett.) errante, che vaga senza meta | vita errabonda, trascorsa vagando in diversi luoghi.
erramento   s.m.  (lett.)    • 1 •   errore    • 2 •   vagabondaggio, peregrinazione (anche fig.): in tali erramenti divagava il mio spirito, per una specie di dormiveglia intimo  (d'annunzio).
errante   part. pres.  di errare   agg.    • 1 •   che va errando, peregrinando (anche fig.): animali erranti; cavalieri erranti; pensieri erranti  | stelle erranti, i pianeti, così chiamati dagli antichi perché la loro posizione non rimane mai fissa a differenza di quella delle altre stelle | laghi, paludi erranti, soggetti a spostamenti    • 2 •   (fig. lett.) inquieto, irrequieto, instabile: eppure, o mie pupille erranti, non avete veduto abbastanza  (d'annunzio)    • 3 •   (antiq.) che si allontana dal vero, dal giusto; che vive nel peccato.
erranza   s.f.    • 1 •   (lett.) l'errare, il vagabondare    • 2 •   (ant.) stato di errore, di inganno, di incertezza: uno disio d'amore /... / temer mi face e miso m'ha in erranza  (iacopo da lentini).
errare   v. intr.  [io èrro ecc. ; aus. avere]    • 1 •   andare di qua e di là senza meta o senza scopo; vagare, peregrinare (anche fig.): errare per la città, per i campi; errare con lo sguardo, con la fantasia    • 2 •   (lett.) allontanarsi, deviare dal retto sentiero, fuorviarsi (spec. fig.): o forse erra dal vero, / mirando all'altrui sorte, il mio pensiero  (leopardi canto notturno  139-140)    • 3 •   cadere in errore; ingannarsi, sbagliare: le cose sono andate così, se non erro  | in senso morale, commettere una colpa: chiedere perdono a dio per aver errato  | v. tr.    • 1 •   (poet.) percorrere vagando: dante... errava / pensoso peregrin la selva fiera  (carducci)    • 2 •   (non com.) sbagliare, fallire: errare il colpo. 
errata corrige   loc. sost. m. invar.  lista degli errori tipografici, con le opportune correzioni, stampata alla fine di un libro o in un foglietto mobile inserito dopo la legatura.
erratico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che muta posto, instabile; irregolare, discontinuo; nomade, vagabondo: selvaggina erratica  | massi erratici, (geol.) blocchi rocciosi trasportati dai ghiacciai lontano dai luoghi di origine | febbri erratiche, (ant.) che vanno e vengono    • 2 •   (fig. lett.) incerto, dubbioso, disordinato: un fiotto di parole erratiche  (bacchelli) § erraticamente avv. 
errato   part. pass.  di errare   agg.  contrario alla verità o al giusto; sbagliato, inesatto: principio errato; proposizione errata |  andar errato, commettere un involontario errore, spec. ricordando male qualcosa (si usa quasi solo in frasi ipotetiche negative: se non vado errato, ci siamo già visti da qualche parte) § erratamente avv. 
erre   s.f.  o m. invar.  nome della lettera r. 
erro   s.m.  (ant.) errore: a trarmi d'erro un poco mi favella  (dante inf.  xxxiv, 102).
erroneità   s.f.  l'essere erroneo.
erroneo   agg.    • 1 •   che contiene in sé un errore; che non risponde a verità: una distinzione erronea; l'interpretazione erronea di un articolo di legge    • 2 •   (ant.) che è in errore, che sbaglia § erroneamente avv.  in modo erroneo: giudicare erroneamente  | per errore: credevo erroneamente di averlo già incontrato. 
errore   s.m.    • 1 •   l'allontanarsi dalla verità, dal giusto o dalla norma convenuta; sbaglio, sproposito: errore di giudizio, di valutazione; errore di calcolo, di misura; errore di lingua, di grammatica, di stampa; fare, commettere un errore; essere, cadere, incorrere, indurre in errore; correggere gli errori  | salvo errore, a meno che non vi sia qualche sbaglio involontario | per errore, per sbaglio, spec. di distrazione. dim. errorino, erroretto, erroruccio  pegg. erroraccio    • 2 •   in senso morale, fallo, colpa, peccato: scontare i propri errori; errori di gioventù    • 3 •   nelle scienze sperimentali, differenza fra il valore vero e quello osservato: errore sistematico, quello che ricorre in tutti i casi osservati in quanto dovuto allo strumento usato, al metodo o a imperizia; errore accidentale, casuale, quello che dipende dal caso    • 4 •   (dir.) mancata o imprecisa conoscenza di un fatto o di una disposizione di legge: errore di fatto, di diritto  | errore giudiziario, in un processo penale, erronea ricostruzione o interpretazione dei fatti che porta alla condanna di un innocente    • 5 •   (lett.) l'andar errando: gli errori di ulisse, le sue peregrinazioni | (poet.) il volteggiare nell'aria: qual fior cadea sul lembo, /... / qual con un vago errore / girando parea dir: «qui regna amore»  (petrarca canz.  cxxvi, 46-52)    • 6 •   (fig. poet.) il vagare lontano dal vero con la mente, con la fantasia; illusione: allor che al fianco / m'era, parlando, il mio possente errore  (leopardi le ricordanze  65-66).
erta   s.f.  salita ripida e malagevole: l'erta del monte  | all'erta!, esclamazione ed esortazione degli uomini di guardia per incitarsi vicendevolmente alla sorveglianza | stare all'erta, vigilare attentamente, stare sul chi vive (da erta  'altura', dalla quale è più facile scorgere il nemico).
ertezza   s.f.  (non com.) l'essere erto; ripidità.
erto   agg.    • 1 •   ripido, scosceso    • 2 •   (lett.) ritto in su, eretto: leva' il capo a proferer più erto  (dante par.  iii, 6) § ertamente avv.  (non com.).
erubescente   agg.  (lett.) che è di colore rosso; che si tinge di rosso | detto di persona, che arrossisce per vergogna o pudore.
erubescenza   s.f.  (lett.) rossore del volto | pudore, senso di vergogna.
eruca   s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante erbacee mediterranee cui appartiene la rucola o rughetta (fam.  crocifere)    • 2 •   (zool.) bruco.
erudimento   s.m.  (non com.) l'erudire, l'essere erudito; ammaestramento.
erudire   v. tr.  [io erudisco, tu erudisci ecc]    • 1 •   impartire nozioni, istruire, rendere dotto: erudire un allievo nel latino    • 2 •   (scherz.) informare, mettere al corrente: non so niente di quello che è accaduto: erudiscimi  | dare istruzioni a qualcuno sul modo di comportarsi | erudirsi v. rifl.  istruirsi, diventare dotto.
eruditismo   s.m.  erudizione minuziosa ma sterile, priva di sistematicità e di approfondimento critico.
erudito   part. pass.  di erudire   agg.    • 1 •   istruito, dotto: un uomo molto erudito    • 2 •   ricco di erudizione: ricerca erudita; note erudite   s.m.  [f. -a] chi possiede una vasta erudizione in una o più discipline: gli eruditi del settecento  | (spreg.) chi possiede molte nozioni, anche minute e specifiche, ma non è propriamente colto § eruditamente avv. 
erudizione   s.f.    • 1 •   l'erudire, l'erudirsi; ampio corredo di cognizioni intorno a una o più discipline: uomo di rara erudizione; erudizione filosofica, giuridica; fare sfoggio di erudizione    • 2 •   (spreg.) insieme di nozioni non unite tra loro in modo organico e non approfondite criticamente: la sua non è cultura, è soltanto erudizione; opera di mera erudizione. 
eruttamento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'eruttare; eruzione    • 2 •   il ruttare; rutto.
eruttare   v. tr.    • 1 •   detto di un vulcano, emettere con violenza dal cratere lava e altri materiali    • 2 •   (estens.) mandar fuori, fare uscire: le ciminiere eruttavano un fumo nerissimo    • 3 •   (fig.) far uscire dalla bocca; emettere, lanciare: eruttare insulti di ogni genere  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) emettere rutti, ruttare.
eruttazione   s.f.  l'eruttare, il ruttare; rutto.
eruttivo   agg.    • 1 •   (geol.) che concerne l'eruzione vulcanica: condotto eruttivo; fase eruttiva  | rocce eruttive, formatesi per consolidamento di magma, in profondità (rocce intrusive) o in superficie (rocce effusive)    • 2 •   (med.) caratterizzato da eruzione cutanea: periodo eruttivo di una malattia esantematica. 
eruzione   s.f.    • 1 •   (geol.) emissione di lava e di altri materiali da un vulcano | eruzione solare, (astr.) designazione generica di fenomeni diversi (brillamenti, formazione di protuberanze, filamenti) che avvengono nella cromosfera del sole    • 2 •   (med.) comparsa sulla pelle di elementi patologici (macule, vescicole, papule) | comparsa di un dente    • 3 •   (non com.) sortita di soldati da un luogo fortificato; assalto.
erzegovina   s.f.  uno dei tiri diretti fondamentali del biliardo, nel quale i percorsi delle due bilie si intersecano più volte.
erziano    ⇨ hertziano.
es   s.m. invar.  (psicoan) la parte dell'apparato psichico in cui nascono le pulsioni; coincide sostanzialmente con l'inconscio ed è la matrice originaria dell'io e del super-io.
es-  es- o e-, prefisso di parole derivate dal latino o di formazione moderna, in cui corrisponde all'originario e°x-  (con funzioni analoghe a quelle del prefisso italiano s-); può avere valore privativo-detrattivo (enervare, esautorare, espropriare) o intensivo-rafforzativo (esortare, espugnare) ed esprimere il compimento dell'azione (escogitare); oppure indica allontanamento, separazione e sim., come la prep. lat. e°x  'fuori, via da, in giù, all'insù', da cui deriva (emergere, espellere, esportare).
esa-  esa- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. héx  'sei', in composizione hexa-  (che ricorre frequentemente in voci del latino scientifico); significa 'sei, composto di sei' (esagono, esastilo).
esacerbamento   s.m.  esacerbazione.
esacerbare   v. tr.  [io e sacèrbo ecc.]    • 1 •   rendere più acerbo, più duro; inasprire: esacerbare una pena    • 2 •   rendere più grave, più difficile a curarsi: esacerbare una ferita    • 3 •   irritare gravemente, esasperare: contrasti che esacerbano l'animo  | esacerbarsi v. rifl.  inasprirsi; esasperarsi.
esacerbato   part. pass.  di esacerbare   agg.  inasprito; esasperato: animo, spirito esacerbato  § esacerbatamente avv. 
esacerbazione   s.f.  l'esacerbare, l'esacerbarsi; inasprimento: l'esacerbazione del male. 
esacisottaedro   s.m.    • 1 •   (geom.) solido con quarantotto facce triangolari    • 2 •   (min.) cristallo del sistema monometrico con quarantotto facce triangolari.
esacistetraedro   s.m.    • 1 •   (geom.) solido con ventiquattro facce triangolari    • 2 •   (min.) cristallo del sistema monometrico con ventiquattro facce triangolari.
esacoralli   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di celenterati antozoi, con corpo cilindrico provvisto di tentacoli | sing.  [-o] ogni celenterato di tale sottoclasse.
esacordo   s.m.    • 1 •   nella musica medievale, successione ascendente diatonica di sei suoni, con il semitono tra il terzo e il quarto    • 2 •   (ant.) intervallo musicale di sesta.
esadattilia   s.f.  (med.) malformazione congenita della mano o del piede, consistente nella presenza di sei dita.
esadecimale   agg.  si dice di sistema di numerazione a base sedici, usato nell'elaborazione elettronica dei dati.
esaedro   s.m.  (geom.) poliedro avente sei facce | esaedro regolare, cubo.
esafonico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) esatonale.
esagerare   v. tr.  [io e sàgero ecc.]    • 1 •   rappresentare, far apparire qualcosa maggiore di quanto sia in realtà: esagerare i propri meriti, una notizia    • 2 •   (estens.) accentuare, caricare: esagerare le tinte, le proporzioni  | v. intr.  [aus. avere] oltrepassare i limiti della verità, della convenienza, del giusto; eccedere, andare oltre: adesso stai proprio esagerando; esagerare nei complimenti. 
esagerativo   agg.  (non com.) che esagera o tende a esagerare.
esagerato   part. pass.  di esagerare   agg.  che esce dai limiti della verità e della giusta misura; eccessivo: lode, reazione esagerata  | nel gergo giovanile, straordinario, fuori del comune: fare una vita esagerata   s.m.  [f. -a] chi esagera o è portato a esagerare, spec. nel discorso: sei un esagerato!  § esageratamente avv. 
esagerazione   s.f.    • 1 •   l'esagerare | senza esagerazione, secondo verità, senza eccedere    • 2 •   azione, affermazione esagerata: un racconto pieno di esagerazioni  | cifra, quantità eccedente il giusto: costa un'esagerazione. 
esagerone   s.m.  [f. -a] (fam. scherz.) chi ha l'abitudine di esagerare.
esagitare   v. tr.  [io e sàgito ecc.]    • 1 •   (lett.) agitare fortemente, turbare: esagitare l'animo    • 2 •   (ant.) discutere (una questione).
esagitato   part. pass.  di esagitare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è in preda a grande agitazione: tifosi esagitati  § esagitatamente avv. 
esagitazione   s.f.  (lett.) l'essere esagitato; forte turbamento.
esagonale   agg.  a forma di esagono: chiesa a pianta esagonale  | sistema esagonale, (min.) uno dei sette sistemi di simmetria dei cristalli.
esagono   s.m.  (geom.) poligono avente sei lati e sei angoli | usato anche come agg.  in luogo di esagonale : forma esagona. 
esalamento   s.m.  (non com.) l'esalare; esalazione.
esalare   v. tr.    • 1 •   emettere vapori o altri fluidi, odori e sim.; effondere, emanare: il garofano esala un profumo intenso  | esalare l'anima, l'ultimo respiro, (fig.) morire    • 2 •   (rar.) sfogare: per esalar tanto amoroso foco  (ariosto o. f.  xiv, 56) | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   effondersi, uscir fuori: un odore di muffa esalava dalla cantina    • 2 •   (ant.) ricrearsi, svagarsi.
esalatoio   s.m.  (ant.) esalatore.
esalatore   agg.  [f. -trice] che consente l'uscita di fumi, gas ecc. da un ambiente chiuso: tubo esalatore   s.m.  orifizio aperto nel muro di un forno o di un edificio per l'uscita di fumi, gas ecc.
esalazione   s.f.    • 1 •   l'esalare; i vapori, gli odori e sim. esalati: esalazioni mefitiche  ' esalazioni vulcaniche, fuoruscita di gas e vapori che accompagna le eruzioni di un vulcano    • 2 •   (rar.) sfogo, sollievo.
esaltamento   s.m.  (rar.) l'esaltare, l'esaltarsi; esaltazione.
esaltante   part. pres.  di esaltare   agg.  che eccita, entusiasma: una vittoria, un successo esaltante  § esaltantemente avv. 
esaltare   ant. essaltare, v. tr.    • 1 •   magnificare con lodi; celebrare, decantare: esaltare le imprese degli eroi; esaltare i pregi di qualcuno, di qualcosa    • 2 •   (lett.) innalzare ai più alti onori: esaltare al pontificato    • 3 •   eccitare, infiammare, entusiasmare: le sue parole esaltarono la folla    • 4 •   porre in evidenza, far risaltare: lo sfondo chiaro esalta le figure in primo piano    • 5 •   (scient.) aumentare, accentuare le proprietà di qualcosa; potenziare l'attività di un organo: farmaco che esalta la secrezione epatica  | v. intr.  [aus. avere] (ant.) provare gioia; insuperbire | esaltarsi v. rifl.  e intr. pron.    • 1 •   vantarsi, gloriarsi: chi si esalta sarà umiliato, detto di origine evangelica    • 2 •   eccitarsi, entusiasmarsi, infervorarsi: esaltarsi per un ideale; mi fuor mostrati li spiriti magni, / che del vedere in me stesso m'essalto  (dante inf.  iv, 119-120)    • 3 •   (non com.) accentuarsi, intensificarsi.
esaltato   part. pass.  di esaltare   agg.  eccitato, infervorato: mente esaltata   s.m.  [f. -a] chi ha fantasia turbolenta e inquieta; persona invasata, che agisce con fanatismo § esaltatamente avv. 
esaltatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi esalta.
esaltatorio   agg.  di esaltazione, di lode; elogiativo: carme, spirito esaltatorio. 
esaltazione   s.f.    • 1 •   (lett.) innalzamento a un'alta dignità o condizione: esaltazione al trono    • 2 •   lode incondizionata; magnificazione: esaltazione delle virtù di qualcuno    • 3 •   eccitazione, infervoramento: trovarsi in uno stato di forte esaltazione    • 4 •   (scient.) accentuazione delle proprietà di qualcosa; potenziamento dell'attività di un organo    • 5 •   (ant.) punto di maggiore altezza dell'orbita di un astro.
esame   s.m.    • 1 •   attenta considerazione delle qualità o delle condizioni di una persona, di una cosa, di una situazione, al fine di farsene un giudizio: esame di un malato, della vista, del sangue; esame di un progetto, di un testo; prendere in esame  | in esame, all'esame, si dice di ciò che è oggetto di esame, di studio: il problema in esame; la proposta di legge che è all'esame della camera    • 2 •   prova cui viene sottoposto un candidato per accertarne il grado di preparazione o l'idoneità all'esercizio di un'attività, di una professione: esame di maturità, d'ammissione, di abilitazione; esame attitudinale; esame scritto, orale; presentarsi agli esami; dare, passare gli esami; esami di riparazione  | esame di stato, esame pubblico attraverso il quale lo stato esercita il suo controllo sull'istruzione rilasciando, se il risultato è positivo, un titolo che ha valore legale | esame di guida, per ottenere la patente di guida. dim. esamino, esametto, esamuccio  accr. esamone  pegg. esamaccio    • 3 •   (dir.) nella fase dibattimentale del processo penale, interrogatorio: l'esame di un teste. 
esametro   s.m.  nella metrica greca e latina, verso di sei piedi, costituito da cinque dattili (di cui i primi quattro possono essere sostituiti da spondei), seguiti da un trocheo o da uno spondeo; è stato imitato nella poesia italiana, in genere con l'abbinamento di un settenario con un novenario o con un ottonario.
esamificio   s.m.  termine polemico per indicare l'università, in quanto ridotta a luogo in cui si sostengono esami ed è trascurata la funzione didattica diretta.
esamina   s.f.  (ant.) esame, valutazione, e in partic. esame giudiziale o interrogatorio.
esaminabile   agg.  che si può esaminare.
esaminamento   s.m.  (ant.) attenta considerazione; esame, disamina.
esaminando   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi deve sostenere un esame.
esaminare   v. tr.  [io e sàmino ecc.]    • 1 •   prender in esame, fare oggetto di esame; osservare, considerare attentamente: esaminare un quadro; esaminare i vari aspetti di un problema; esaminare sé stesso, i propri sentimenti    • 2 •   sottoporre a una prova d'esame: esaminare i candidati; esaminare in storia, in matematica    • 3 •   (dir.) sottoporre a interrogatorio (i testimoni); studiare (una causa).
esaminatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi esamina (spec. in esami scolastici, prove di concorso ecc.): commissione esaminatrice. 
esaminazione   s.f.    • 1 •   (ant.) ricerca accurata; osservazione, indagine: queste tali azioni, e molti altri accidenti dell'animo, sieno con grande esaminazione e studio speculate  (leonardo)    • 2 •   interrogatorio.
esamotore   agg.  e s.m.  si dice di aereo provvisto di sei motori.
esangue   agg.    • 1 •   che è senza sangue o ha perso molto sangue: giacere esangue al suolo    • 2 •   (fig.) pallido, smorto: volto esangue    • 3 •   (fig. lett.) privo di vitalità, di vigore; fiacco, spento: stile esangue. 
esanimare   v. tr.  [io e sànimo ecc.] (lett.) scoraggiare; privare della forza | esanimarsi v. rifl.  perdere coraggio, abbattersi, venir meno.
esanimato   part. pass.  di esanimare   agg.  (lett.)    • 1 •   accasciato, sconfortato    • 2 •   senza vita, morto; esanime: corpo esanimato. 
esanime   agg.  che è o sembra senza vita: cadere esanime; un corpo esanime. 
esano   s.m.  (chim.) idrocarburo saturo a struttura lineare a sei atomi di carbonio, ricavato dal petrolio e usato come solvente | pl.  miscela di idrocarburi saturi a sei atomi di carbonio ricavata dal petrolio.
esantema   s.m.  [pl. -mi] (med.) ogni eruzione cutanea; in particolare, quella che si manifesta in alcune malattie infettive dell'infanzia come morbillo, rosolia, scarlattina, varicella.
esantematico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di esantema; che si manifesta con la comparsa di un esantema: eruzione esantematica; malattie esantematiche. 
esapodi   s.m. pl.  (zool.) insetti.
esapodia   s.f.  nella metrica greca, serie di sei piedi.
esarazione   o exarazione, s.f.    • 1 •   (geol.) azione erosiva e abrasiva esercitata sulle rocce dai ghiacciai in movimento    • 2 •   in paleografia, cancellatura fatta con il raschietto.
esarca   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   nell'alto medioevo, dignitario della corte di costantinopoli; in partic., titolo dato al governatore dei territori italiani sottoposti all'impero bizantino    • 2 •   capo di una delle cinque circoscrizioni ecclesiastiche in cui, dopo il concilio di costantinopoli (381), fu divisa la chiesa orientale | oggi, titolo onorifico dato ai delegati speciali di un patriarca o di un vescovo.
esarcato   s.m.  dignità, ufficio di esarca; durata di tale ufficio | territorio sottoposto alla giurisdizione di un esarca.
esarchia   s.f.  governo costituito da sei uomini o da sei partiti.
esarchico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a esarchia, proprio di un'esarchia: governo esarchico. 
esasperamento   s.m.  (non com.) l'esasperare, l'esasperarsi; esasperazione.
esasperante   part. pres.  di esasperare   agg.  che irrita e innervosisce: sei di una lentezza esasperante!  § esasperantemente avv. 
esasperare   v. tr.  [io e sàspero ecc.]    • 1 •   rendere più aspro e gravoso; inasprire, esacerbare: esasperare un dolore, una pena    • 2 •   provocare l'indignazione o il risentimento di qualcuno; irritare, rendere nervoso: il suo contegno mi esaspera  | esasperarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   inasprirsi, diventare più forte, più acuto    • 2 •   perdere la calma, risentirsi, irritarsi.
esasperato   part. pass.  di esasperare   agg.    • 1 •   particolarmente intenso, inasprito, spinto all'eccesso: odio esasperato; sensibilità esasperata    • 2 •   oltremodo irritato, risentito: dopo tutte quelle contrarietà, era veramente esasperato  § esasperatamente avv. 
esasperazione   s.f.    • 1 •   aggravamento, inasprimento: l'esasperazione di un dolore  | limite estremo a cui può giungere una situazione, una passione ecc.; parossismo: un desiderio spinto fino all'esasperazione    • 2 •   profondo risentimento, indignazione, irritazione: portare qualcuno all'esasperazione; essere al colmo dell'esasperazione  | fatto, situazione esasperante: che esasperazione quest'attesa!. 
esastico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (metr.) composto di sei versi: strofa esastica    • 2 •   (bot.) si dice di alcune spighe provviste di sei file di granelli; anche, delle piante che hanno tali spighe  s.m.  epigramma di sei versi.
esastilo   agg.  (arch.) si dice di tempio o di altro edificio che presenti sei colonne sulla fronte.
esatomico   agg.  (chim.) formato di sei atomi: molecola esatomica. 
esatonale   agg.  (mus.) si dice di una scala di sei gradi tutti distanti l'uno dall'altro di un tono intero.
esatonia   s.f.  (mus.) dottrina e pratica armonica basata sulla scala esatonale: l'uso dell'esatonia in una composizione di debussy. 
esattezza   s.f.    • 1 •   l'essere esatto: esattezza di un calcolo    • 2 •   accuratezza, diligenza: un lavoro eseguito con esattezza    • 3 •   puntualità: presentarsi con esattezza a un appuntamento. 
esattinellidi   s.f. pl.  (zool.) classe di spugne a scheletro siliceo a struttura radiata | sing.  [-e] ogni spugna appartenente a tale classe.
esatto   (1) agg.    • 1 •   eseguito o compiuto in modo tale da evitare o ridurre al minimo le possibilità di errore; conforme al vero, alla realtà: calcolo esatto; informazione esatta; farsi un'idea esatta di una persona, di una situazione    • 2 •   conforme a regole e principi assolutamente certi: scienze esatte, le scienze matematiche, fisiche, chimiche ecc., in contrapposizione a quelle umane    • 3 •   preciso: un orologio esatto, che funziona perfettamente; alle tre esatte, in punto    • 4 •   detto di persona, che agisce con diligenza, scrupolo, puntualità: un impiegato esatto; è sempre esatto nei pagamenti   avv.    • 1 •   con esattezza, con precisione: parlare esatto    • 2 •   sì, certamente, per l'appunto (con valore asseverativo): «pensi di partire subito?» «esatto!»  § esattamente avv.    • 1 •   con esattezza, con precisione, puntualmente: verrò esattamente alle tre    • 2 •   sì, certamente, per l'appunto (con valore asseverativo): «mi hai cercato tu?» «esattamente!». 
esatto   (2) part. pass.  di esigere   agg.  (non com.) riscosso, percepito: il canone esatto. 
esattore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi assume in appalto la riscossione di determinati tributi    • 2 •   impiegato dell'esattoria; chi è incaricato di riscuotere somme per conto di privati o enti pubblici: esattore della luce, del gas   agg.  e s.m.  (ant.) che, chi esige, pretende qualcosa dagli altri: voi credete un dio curante ed esattore di culto dalle sue creature ragionevoli  (magalotti).
esattoria   s.f.    • 1 •   ufficio dell'esattore; edificio in cui ha sede: l'esattoria delle imposte dirette    • 2 •   concessione amministrativa con cui lo stato appalta a un ente o a un privato la riscossione dei tributi.
esattoriale   agg.  che si riferisce all'esattoria o all'esattore: ufficio esattoriale; cartella esattoriale   s.m.  e f.  chi è addetto ai servizi di esattoria.
esaudibile   agg.  che si può esaudire.
esaudimento   s.m.  (non com.) l'esaudire, l'essere esaudito.
esaudire   v. tr.  [io e saudisco, tu e saudisci ecc.] accogliere, soddisfare: esaudire un desiderio, un voto, una preghiera. 
esauribile   agg.  che si può esaurire: risorse esauribili; un'indagine non esauribile in poco tempo. 
esauribilità   s.f.  possibilità di esaurirsi.
esauriente   part. pres.  di esaurire   agg.    • 1 •   che tratta in modo compiuto un argomento: una discussione esauriente    • 2 •   convincente, decisivo: una prova esauriente  § esaurientemente avv. 
esaurimento   s.m.    • 1 •   l'esaurire, l'esaurirsi, l'essere esaurito: vendita delle merci fino a esaurimento    • 2 •   esaurimento (nervoso), espressione generica dell'uso corrente per indicare una sindrome nevrastenica | esaurimento (fisico), debilitazione generale dovuta ad affaticamento protratto, denutrizione ecc.    • 3 •   (mar.) procedimento per estrarre l'acqua dai locali interni di una nave: pompa di esaurimento. 
esaurire   v. tr.  [io e saurisco, tu e saurisci ecc.]    • 1 •   vuotare completamente: esaurire un pozzo petrolifero  | consumare sino all'ultimo, finire (anche fig.): esaurire le provviste, le scorte; esaurire la propria pazienza    • 2 •   debilitare, spossare, fiaccare: lo studio troppo intenso lo ha esaurito    • 3 •   portare a termine, svolgere interamente: esaurire un compito, un incarico; esaurire le indagini  | trattare a fondo, in ogni particolare: esaurire un argomento    • 4 •   (mar.) far uscire l'acqua dai locali interni di una nave    • 5 •   (chim.) estrarre totalmente uno o più componenti da una data sostanza | esaurirsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   restare totalmente privo del proprio contenuto: la miniera si è esaurita; l'accumulatore si è esaurito, non è più in grado di fornire l'energia elettrica | consumarsi del tutto (anche fig.): la prima edizione si è già esaurita; la sua inventiva si va esaurendo    • 2 •   detto di persona, perdere la propria forza creativa: è uno scrittore che ormai si è esaurito  | logorare le proprie energie fisiche e mentali; ammalarsi di esaurimento nervoso o fisico: lavora troppo, finirà con l'esaurirsi. 
esaurito   part. pass.  di esaurire   agg.    • 1 •   svuotato di tutto il contenuto; consumato    • 2 •   che è stato integralmente venduto o ceduto in godimento: edizione esaurita; teatro (tutto) esaurito, senza più posti disponibili    • 3 •   spossato, svuotato di energie; affetto da esaurimento nervoso o fisico: essere, sentirsi esaurito. 
esaustione   s.f.  metodo matematico basato su un ragionamento per assurdo, utilizzato nell'antichità per calcolare aree e volumi.
esaustività   s.f.  (lett.) l'essere esaustivo: l'esaustività di una trattazione. 
esaustivo   agg.  (lett.) che tratta o tende a trattare un argomento in tutti i suoi aspetti; esauriente: una teoria esaustiva; analizzare in modo esaustivo  (un problema, una situazione) § esaustivamente avv. 
esausto   agg.    • 1 •   vuoto, impoverito: erario esausto    • 2 •   (fig.) privo di forze, stremato, spossato: sentirsi esausto; mente esausta    • 3 •   (lett.) consumato, finito: e non er'anco del mio petto esausto / l'ardor del sacrificio  (dante par.  xiv, 91-92) § esaustamente avv. 
esautoramento   s.m.  esautorazione.
esautorare   v. tr.  [io e sàutoro ecc.] privare dell'autorità o del prestigio, oppure delle competenze precedentemente esercitate: esautorare un funzionario, un governo. 
esautorato   part. pass.  di esautorare   agg.  privato di autorità o di prestigio: un governo ormai esautorato. 
esautorazione   s.f.  l'esautorare, l'essere esautorato.
esavalente   agg.  (chim.) si dice di elemento la cui valenza è sei (p. e.  lo zolfo).
esazione   s.f.    • 1 •   il riscuotere denaro, spec. come tributo: esazione delle imposte    • 2 •   la somma di denaro riscossa.
esborsare   v. tr.  [io e sbórso ecc.] (burocr.) versare come pagamento, sborsare.
esborso   s.m.  (burocr.) pagamento, spesa, sborso.
esbosco   s.m.  [pl. -schi] operazione di trasporto dei tronchi d'albero abbattuti fino al luogo in cui vengono caricati su veicoli.
esca   s.f.    • 1 •   qualsiasi cibo con cui si attirano animali, spec. pesci, per catturarli: attaccare l'esca all'amo; esche artificiali, mosche finte e sim. usate per la pesca    • 2 •   (fig.) cosa che alletta o inganna; lusinga: gettare l'esca, cercare di adescare qualcuno; prendere qualcuno all'esca, adescarlo    • 3 •   sostanza d'origine vegetale che un tempo serviva per accendere il fuoco con l'acciarino e la pietra focaia o per dar fuoco alla polvere di un fucile | pigliar fuoco come l'esca, (fig.) essere facile all'ira, alla passione | dare esca all'odio, all'amore, (fig.) accenderli, fomentarli | aggiungere esca al fuoco, (fig.) aggravare una situazione già difficile    • 4 •   mal dell'esca  (o della vite), (agr.) malattia della vite provocata da funghi, che si manifesta con spaccature longitudinali nel ceppo accompagnate da annerimento del legno    • 5 •   (ant.) cibo, nutrimento (anche fig.): ch'i' non curo altro ben né bramo altr'esca  (petrarca canz.  clxv, 8).
escalation   s.f. invar.    • 1 •   aumento progressivo dell'impegno militare su un fronte di guerra    • 2 •   (estens.) andamento in crescendo di un fenomeno politico, sociale, economico e sim.: l'escalation della violenza, della criminalità. 
escamotage   s.m. invar.  espediente, ripiego abile messo in atto per aggirare una difficoltà, per ribaltare una situazione o per vincere le resistenze di qualcuno.
escandescenza   s.f.  (spec. pl.) scatto subitaneo e violento di ira: dare in escandescenze. 
escape   s.m. invar.  tasto posizionato in alto a sinistra sulla tastiera del computer, che ha la funzione di annullare un comando o riportare a un precedente menu.
escapismo   s.m.  tendenza a evadere da situazioni o problemi sgradevoli rifugiandosi nell'immaginazione, nel disimpegno, nel divertimento | ogni comportamento improntato a tale tendenza.
escara   (1) s.f.  (med.) tessuto necrotico che si forma in seguito a ferite e si indurisce in crosta per poi cadere, lasciando una cicatrice.
escara   (2) s.f.  (archeol.) nell'antichità greca, altare su cui si celebravano sacrifici in onore di divinità ctonie e dei morti.
escardinare   v. tr.  [io escàrdino ecc.] (eccl.) togliere dal clero di una diocesi un chierico, concedendogli di passare ad altra diocesi.
escardinazione   s.f.  (eccl.) l'escardinare.
escarificazione   s.f.  (med.) il formarsi di un'escara.
escarotico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di sostanza caustica che produce un'escara sui tessuti con i quali viene a contatto.
escatico   s.m.  [pl. -ci] anticamente, diritto di raccogliere ghiande nel bosco o di portarvi al pascolo i porci; tributo corrisposto per tale diritto.
escato   s.m.  (ant.)    • 1 •   sistema di uccellagione mediante esche e reti; il luogo, lo spiazzo in cui si disponevano le esche    • 2 •   (fig.) raggiro, lusinga.
escatologia   s.f.  l'insieme delle rappresentazioni che il mito, le religioni o altre forme di pensiero hanno elaborato sul destino ultimo dell'uomo e del mondo: l'escatologia del cristianesimo. 
escatologico   agg.  [pl. m. -ci] dell'escatologia, relativo all'escatologia: concezioni escatologiche  § escatologicamente avv.  dal punto di vista escatologico.
escatologismo   s.m.  (relig.) interpretazione storica del cristianesimo secondo la quale la predicazione di gesù sarebbe stata finalizzata alla fine del mondo ritenuta imminente | (estens.) qualsiasi visione religiosa che considera la vita dell'uomo soprattutto nella prospettiva dell'aldilà.
escavare   v. tr.  (non com.) scavare.
escavatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi scava  s.m.    • 1 •   macchina usata per lavori di scavo e movimento di terra: escavatore a cucchiaio, a benna; escavatore per terreni sommersi, draga    • 2 •   (med.) nome di strumenti chirurgici, che servono per completare o regolarizzare brecce nelle ossa (p. e.  la sgorbia).
escavatorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto a macchine escavatrici.
escavatrice   s.f.  macchina per scavare; escavatore.
escavazione   s.f.    • 1 •   operazione di scavo    • 2 •   (med.) formazione di cavità polmonari nel decorso della tubercolosi.
eschia   s.f. , o eschio s.m. , (bot.) nome region. di alcune varietà di farnia.
eschileo   agg.  che è proprio del poeta tragico greco eschilo (525 ca - 456 a. c.).
eschimese   o eskimese, diffuso ma meno corretto esquimese, agg.  di un gruppo etnico con caratteri mongoloidi stanziato da tempi antichissimi nelle regioni artiche dell'america e della siberia | cane eschimese, razza di cani usati per trainare slitte  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi appartiene alle popolazioni eschimesi    • 2 •   gruppo di lingue parlate dagli eschimesi.
eschimo   (1) s.m.  (ling.) eschimese.
eschimo   (2)  ⇨ eskimo.
eschimotaggio   s.m.  (sport) nel canottaggio, l'operazione di raddrizzamento della canoa rovesciata.
eschio    ⇨ eschia.
escire    ⇨ uscire.
escissione   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di una parte di tessuto od organo.
escisso   agg.  (med.) asportato per escissione.
esclamare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   dire ad alta voce e con forza (per esprimere un sentimento, un'emozione, una viva impressione): «povero me!» esclamò sbigottito  ' esclamare contro qualcuno, (non com.) pronunciare contro di lui parole piene di risentimento    • 2 •   (ant. , lett.) lamentarsi, gemere; protestare, reclamare.
esclamativo   agg.  che esprime esclamazione: tono esclamativo  ' punto esclamativo, segno di interpunzione (!) posto dopo una parola, una locuzione o una frase per indicarne l'intonazione esclamativa | proposizione esclamativa, (gramm.) proposizione indipendente che esprime con vivezza un sentimento, un'emozione; graficamente è in genere conclusa dal punto esclamativo § esclamativamente avv. 
esclamazione   s.f.    • 1 •   l'esclamare; la parola o la frase che esprime con vivezza un sentimento, una forte impressione: un'esclamazione di stupore, di rabbia.  dim. esclamazioncella    • 2 •   (gramm.) interiezione.
esclaustrazione   s.f.  facoltà concessa a un religioso di vivere temporaneamente fuori della comunità.
escludere   v. tr.  [pass. rem. io esclu si, tu escludésti ecc. ; part. pass. esclu so]    • 1 •   chiudere fuori; impedire l'ingresso in un luogo: il pubblico fu escluso dall'aula    • 2 •   lasciare fuori, non accogliere, non ammettere: escludere da un privilegio; escludere un candidato da un concorso    • 3 •   ritenere non vero, impossibile; scartare: escludere un'ipotesi; escludo che sia lui il colpevole  ' non escludere, ritenere possibile: non escludo che tu possa aver ragione    • 4 •   rendere impossibile, impedire: questa proposta esclude l'altra; questa siepe, che da tanta parte / dell'ultimo orizzonte il guardo esclude  (leopardi l'infinito  2-3) | escludersi v. rifl.  isolarsi, non prendere parte a qualcosa: escludersi dal consorzio civile  | v. rifl.  eliminarsi, elidersi reciprocamente: i contrari si escludono. 
esclusione   s.f.  l'escludere, l'essere escluso: l'esclusione dei minorenni dal voto; combattere senza esclusione di colpi, con violenza, con accanimento | procedere per esclusione, vagliando e accantonando successivamente varie ipotesi per individuare quella che si ritiene più valida | argomentazione per esclusione, in logica, quella che ha per oggetto due proposizioni disgiuntive di cui una esclude l'altra | complemento di esclusione, (gramm.) complemento eccettuativo | a esclusione di, eccetto, fuorché, tranne.
esclusiva   s.f.  godimento di un bene o di un diritto da cui è escluso ogni altro: notizia in esclusiva, comunicata da un solo giornale; abito, modello in esclusiva, confezionato in un unico esemplare che non può essere copiato o riprodotto | esclusiva (di vendita), autorizzazione con cui il produttore concede a un unico rivenditore il diritto di smerciare i suoi prodotti in una determinata zona o area geografica: avere l'esclusiva di un prodotto  (o avere un prodotto in esclusiva) | clausola di esclusiva, (dir.) patto accessorio con il quale una o entrambe le parti di un contratto si impegnano a valersi soltanto dell'attività dell'altra parte.
esclusivismo   s.m.    • 1 •   l'atteggiamento di chi ritiene valide solo le proprie opinioni, le proprie idee | forma egoistica di amore, di attaccamento possessivo    • 2 •   indirizzo economico e politico di uno stato che tende ad accordare monopoli e privilegi a società private o a creare rapporti preferenziali con uno o più stati esteri.
esclusivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi pecca di esclusivismo    • 2 •   chi detiene l'esclusiva di vendita di un prodotto    • 3 •   chi professa o pratica l'esclusivismo come indirizzo economico e politico | usato anche come agg.  in luogo di esclusivistico : politica economica esclusivista. 
esclusivistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da esclusivista; che è caratterizzato da esclusivismo: atteggiamento esclusivistico  § esclusivisticamente avv. 
esclusività   s.f.    • 1 •   l'essere esclusivo; esclusivismo    • 2 •   esclusiva: clausola di esclusività  | oggetto, modello prodotto in esclusiva: è una esclusività della nostra ditta. 
esclusivo   agg.    • 1 •   che mira o vale a escludere: contratto esclusivo; clausola esclusiva  ' proposizione esclusiva, (gramm.) proposizione eccettuativa    • 2 •   riservato a un singolo o a un gruppo ristretto: diritto, beneficio esclusivo; a uso esclusivo di qualcuno, destinato solo a lui | si dice di ambiente la cui frequenza è limitata a una determinata cerchia di persone, per lo più appartenenti a un ceto elevato: un locale, un circolo esclusivo    • 3 •   intransigente, incompatibile con altri; esclusivista: carattere, atteggiamento esclusivo; amore esclusivo, geloso, possessivo    • 4 •   di cui non esistono altri uguali; unico: abito, modello esclusivo, lo stesso che in esclusiva  § esclusivamente avv.  in modo esclusivo; soltanto, unicamente: la colpa è esclusivamente tua. 
escluso   part. pass.  di escludere   agg.    • 1 •   lasciato fuori, eccettuato: nessuno escluso, tutti compresi    • 2 •   impossibile, improbabile: non è escluso che venga anch'io   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi è stato scartato da un gruppo, da una graduatoria e sim.    • 2 •   che, chi è messo ai margini di un ambiente, della vita sociale; emarginato.
esclusorio   agg.  (dir.) che mira a escludere: clausola, eccezione esclusoria. 
-esco  -esco suffisso con cui si formano aggettivi a partire da una base sostantivale (bambinesco, romanzesco, trecentesco); è originato dalla confluenza del lat. -i°scu(m)  e il germ. -isk. 
escogitare   v. tr.  [io escògito ecc.] trovare con il pensiero, con la propria inventiva; ideare (spesso iron.  o scherz.): escogitare un rimedio, un espediente; le escogita tutte per non lavorare. 
escogitazione   s.f.  (non com.) l'escogitare; la cosa escogitata.
escomiare   v. tr.  [io escòmio ecc.] (burocr.) licenziare, dare lo sfratto.
escomio   s.m.  (burocr.) invito al colono o al mezzadro a lasciare il fondo alla scadenza dei relativi contratti agrari.
escoriare   v. tr.  [io escòrio ecc.] produrre un'escoriazione: una pietra tagliente gli ha escoriato un gomito  | escoriarsi v. rifl.  farsi un'escoriazione: escoriarsi al ginocchio. 
escoriato   part. pass.  di escoriare   agg.  che presenta escoriazioni: braccio escoriato. 
escoriazione   s.f.  (med.) lesione superficiale della pelle con perdita limitata di sostanza; abrasione: prodursi un'escoriazione. 
escreato   s.m.  (med.) catarro o altro materiale espulso dalla bocca; espettorato.
escrementale   agg.  (non com.) escrementizio.
escrementizio   agg.  relativo agli escrementi; formato da escrementi: materiali escrementizi. 
escremento   s.m.  (spec. pl.) residuo non assimilato degli alimenti espulso dagli intestini; sterco, feci.
escrescenza   s.f.    • 1 •   protuberanza, a volte di natura morbosa, sulla superficie della pelle o delle mucose | rigonfiamento dei tessuti superficiali di un organo vegetale    • 2 •   (estens.) ciò che sporge da una superficie piana.
escretivo   agg.  (biol.) che concerne l'escrezione; escretore: apparato escretivo. 
escreto   agg.  (biol.) emesso mediante escrezione  s.m.  sostanza eliminata dall'organismo; escrezione.
escretore   agg.  [f. -trice] (biol.) che concerne, permette l'escrezione: canale, dotto escretore. 
escretorio   agg.  (biol.) escretore.

escrezione   s.f.    • 1 •   (biol.) funzione fisiologica attraverso la quale gli organismi animali e vegetali eliminano i prodotti di rifiuto del metabolismo cellulare e le sostanze in eccesso    • 2 •   la sostanza eliminata da un organismo animale o vegetale.
escudo   s.m.  [pl. -os] unità monetaria del portogallo, del cile e di altri paesi.
esculento   agg.  (lett.) commestibile.
escursione   s.f.    • 1 •   gita, viaggio breve a scopo di studio o di piacere    • 2 •   (mil.) trasferimento di reparti a scopo di addestramento    • 3 •   (tecn.) la massima ampiezza di movimento consentita all'elemento mobile di un meccanismo: l'escursione del tergicristallo    • 4 •   (scient.) intervallo tra il valore massimo e quello minimo di una grandezza: escursione febbrile  | escursione termica, (meteor.) differenza fra la temperatura massima e la minima osservata nell'arco delle ventiquattro ore (escursione termica diurna) o tra la massima estiva e la minima invernale di un dato luogo (escursione termica annua)    • 5 •   (ant.) scorreria.
escursionismo   s.m.  l'attività, la pratica del fare escursioni.
escursionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa un'escursione o pratica d'abitudine l'escursionismo.
escursionistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'escursionismo o agli escursionisti.
escusare   e deriv.   ⇨ scusare e deriv. 
escusazione   s.f.  (ant.) giustificazione di un comportamento; discolpa: a, per, in escusazione, in difesa | perdono, indulgenza: il bene non ha bisogno di alcuna escusazione  (lorenzo de' medici). dim. escusazioncella. 
escussione   s.f.  (dir.) esame, interrogatorio in giudizio: procedere all'escussione dei testi  | beneficio di escussione, diritto di un socio di una società di persone di non pagare i debiti sociali con mezzi propri se prima il creditore non ha tentato di ottenere la soddisfazione del debito coi beni sociali.
escutere   v. tr.  [pass. rem. io escussi, tu escutésti ecc. ; part. pass. escusso] (dir.) interrogare in giudizio: escutere i testimoni  | escutere un debitore, promuovere un'azione legale contro di lui per ottenere il soddisfacimento del proprio credito.
-ese  -ese suffisso derivato dal lat. -ì(n)se(m), indicante appartenenza a etnia, luogo geografico (cinese, berlinese) o più raramente relazione d'altro tipo (borghese, cortese, marchese).
esecrabile   agg.  che si deve esecrare; biasimevole, indegno: un atto esecrabile  § esecrabilmente avv. 
esecrabilità   s.f.  l'essere esecrabile.
esecrando   agg.  (lett.) degno di esecrazione, esecrabile: un delitto esecrando  § esecrandamente avv. 
esecrare   v. tr.  [io e sècro (alla lat. è secro) ecc.] avere in orrore; detestare, aborrire: esecrare la guerra; esecrare un tiranno. 
esecrato   part. pass.  di esecrare   agg.    • 1 •   nel sign. del verbo    • 2 •   empio, dissacrato, immondo: apronsi l'esecrate orrende porte / stridendo intanto  (caro).
esecratorio   agg.  (lett.) che esprime esecrazione: un gesto, un discorso esecratorio. 
esecrazione   s.f.    • 1 •   l'esecrare, l'essere esecrato; sentimento di riprovazione, odio, orrore verso qualcuno o qualcosa: pubblica esecrazione; essere oggetto dell'esecrazione generale    • 2 •   imprecazione con cui gli antichi invitavano gli dei infernali a danneggiare i propri nemici: formule di esecrazione. 
esecutare   v. tr.  [io e sècuto ecc.] (dir.) colpire con procedura di esecuzione: esecutare un debitore inadempiente. 
esecutività   s.f.  (dir.) la condizione di un atto che può essere fatto eseguire immediatamente, anche in modo coatto: esecutività di uno sfratto, di una sentenza. 
esecutivo   agg.    • 1 •   che può ricevere esecuzione: progetto esecutivo, contenente tutti gli elementi necessari per essere messo in atto    • 2 •   (dir.) che dà facoltà di eseguire; che può ottenere immediata esecuzione, anche coatta: processo, mandato esecutivo; sentenza esecutiva; la cambiale è un titolo esecutivo    • 3 •   che provvede a dare attuazione concreta a direttive o programmi: giunta esecutiva; comitato esecutivo  ' mansioni esecutive, quelle di chi esegue materialmente quanto è stato deciso da altri | potere esecutivo, quello spettante al governo e ai suoi organi, distinto dal potere legislativo e da quello giudiziario; anche, l'insieme di tali organi  s.m.    • 1 •   il governo, il potere esecutivo    • 2 •   il comitato esecutivo di un partito o di un'organizzazione § esecutivamente avv. 
esecutore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi esegue, chi attua decisioni altrui: uno zelante esecutore di ordini  ' l'esecutore materiale di un delitto, la persona che lo ha compiuto | esecutore testamentario, (dir.) colui al quale il testatore affida l'esecuzione delle disposizioni testamentarie | esecutore di giustizia, in passato, chi effettuava l'esecuzione capitale; boia    • 2 •   chi esegue una composizione musicale.
esecutorietà   s.f.  (dir.) l'essere esecutorio.
esecutorio   agg.  (dir.) che dà facoltà di eseguire o di far eseguire: atto esecutorio; clausola esecutoria. 
esecuzione   s.f.    • 1 •   l'eseguire; attuazione, realizzazione: esecuzione degli ordini; lavoro di facile, difficile esecuzione; mettere in esecuzione qualcosa, dare esecuzione a qualcosa, attuarla; avere esecuzione, essere realizzato    • 2 •   l'eseguire, il suonare un brano musicale; interpretazione    • 3 •   (dir.) procedura con cui si dà attuazione anche forzata a una decisione dell'autorità amministrativa o giurisdizionale: esecuzione di una sentenza di sfratto; andare in esecuzione, divenire esecutivo | esecuzione (capitale), uccisione del condannato a morte: plotone di esecuzione, il plotone che esegue una condanna a morte mediante fucilazione; esecuzione sommaria, senza regolare processo    • 4 •   (ling.) nella grammatica generativa di n. chomsky (n. 1928), l'uso effettivo della lingua in situazioni concrete    • 5 •   (inform.) fase dell'elaborazione in cui le istruzioni di un programma vengono concretamente eseguite dal computer.
esedra   s.f.    • 1 •   negli antichi edifici greci e romani, ambiente aperto, per lo più a forma di emiciclo, dotato di sedili e destinato a luogo di ritrovo e di conversazione    • 2 •   oggi, qualunque disposizione planimetrica a semicerchio.
esegesi   s.f.  interpretazione critica di un testo sacro, o anche giuridico, letterario: esegesi biblica, dantesca. 
esegeta   non com. esegete, s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi esegue l'esegesi; interprete, critico.
esegetica   s.f.  arte e scienza dell'esegesi.
esegetico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'esegesi, che si riferisce all'esegesi: note esegetiche  § esegeticamente avv.  in modo esegetico; dal punto di vista esegetico.
eseguibile   agg.  che si può eseguire: un progetto difficilmente eseguibile. 
eseguibilità   s.f.  l'essere eseguibile; fattibilità.
eseguimento   s.m.  (rar.) esecuzione.
eseguire   v. tr.  [io e séguo, tu e ségui ecc. (meno com. io e seguisco, tu e seguisci ecc.)]    • 1 •   compiere, fare, realizzare; mettere in opera, in atto: eseguire un lavoro, un progetto, un piano  | mettere in pratica quanto è prescritto da altri: eseguire un ordine    • 2 •   suonare, interpretare una composizione musicale: eseguire un brano di stravinskij. 
esempigrazia   o esempligrazia, avv.  (antiq.) per esempio, per fare un esempio.
esempio   ant. esemplo, essempio, essemplo, assempro, assemplo, s.m.    • 1 •   qualunque cosa o persona che possa essere presa come modello positivo o negativo e serva di guida, di ammaestramento: esempio di bontà, di viltà; seguire l'esempio di qualcuno; prendere qualcuno come esempio; prendere esempio da qualcuno; dare il buono, il cattivo esempio; questo ti serva  (o ti sia) d'esempio  | dietro l'esempio, sull'esempio di qualcuno, a sua imitazione    • 2 •   (ant.) persona che posava da modello per pittori e scultori: come pintor che con essempro pinga  (dante purg.  xxxii, 67)    • 3 •   fatto, caso o frase che si cita per confermare un'affermazione o una regola, per chiarire un concetto, per attestare usi grammaticali o lessicali: dare, fare, portare un esempio; spiegarsi con un esempio; un dizionario ricco di esempi  | per esempio  (abbr. per es. , p. es. , p. e.), ad esempio  (abbr. ad es. , ad e.), formule usate per introdurre un esempio    • 4 •   qualunque essere o cosa che possa rappresentare tutti gli altri della stessa specie: il falco è un esempio di uccello rapace; questo palazzo è un esempio di architettura barocca. 
esemplare   (1) agg.  che serve d'esempio; che può essere preso a modello: vita esemplare; castigo esemplare  § esemplarmente avv. 
esemplare   (2) s.m.    • 1 •   persona che può servire d'esempio, di modello: è un esemplare di virtù  | cosa che costituisce un modello da riprodurre; originale: copia perfettamente identica all'esemplare    • 2 •   ciascuna copia di una serie (libri, francobolli, medaglie ecc.): un esemplare rarissimo  | esemplari d'obbligo, le copie di una pubblicazione che per legge devono essere depositate presso determinati uffici    • 3 •   animale, vegetale o minerale tipico nella propria specie: un bell'esemplare di gatto soriano  | con sign. ironico può essere riferito anche a persona: quel ragazzo è proprio un bell'esemplare!. 
esemplare   (3) ant. assemprare e assemplare, v. tr.  [io e sèmplo ecc.] (lett.)    • 1 •   trascrivere da un originale; copiare: codice esemplato sull'autografo    • 2 •   imitare, riprodurre: quando la brina in su la terra assempra / l'imagine di sua sorella bianca  (dante inf.  xxiv, 4-5) | modellare, conformare a un modello: esemplare il proprio stile su quello dei classici  | esemplarsi v. rifl.  e intr. pron.  prendere a esempio, conformarsi a un modello.
esemplarità   s.f.  l'essere esemplare: esemplarità di vita; l'esemplarità di una punizione. 
esemplificare   v. tr.  [io e semplìfico, tu e semplìfichi ecc.] spiegare, dimostrare con uno o più esempi (anche assol.): esemplificare una teoria; cercherò di essere più chiaro esemplificando. 
esemplificativo   agg.  che serve o tende a esemplificare; che è costituito di esempi: la parte esemplificativa di una grammatica scolastica  § esemplificativamente avv. 
esemplificazione   s.f.  l'esemplificare; l'insieme degli esempi addotti: passare all'esemplificazione; fornire un'esemplificazione esauriente. 
esempligrazia    ⇨ esempigrazia.
esemplo    ⇨ esempio.
esencefalo   agg.  (med.) malformazione dell'encefalo che si spinge mostruosamente fuori della scatola cranica.
esentare   ant. essentare [es-sen-tà-re] v. tr.  [io e sènto ecc.] rendere esente da un obbligo; esonerare, dispensare: esentare qualcuno dal servizio militare, dagli esami, dalle tasse  | esentarsi v. rifl.  (non com.) sottrarsi, esimersi: esentarsi da un impegno. 
esentasse   agg. invar.  esente da tasse (usato negli annunci pubblicitari e nel linguaggio burocratico): un appartamento esentasse. 
esente   ant. essente [es-sèn-te], agg.    • 1 •   non soggetto a un obbligo, a un onere di carattere generale: merce esente da dazio; reddito esente da imposte  | libero, immune da un male: zona esente dal contagio; nessuno è esente da difetti    • 2 •   (ant.) privato, escluso: or discerno perché dal retaggio / li figli di levì furono essenti  (dante purg.  xvi, 131-132)  s.m.  ufficiale della guardia nobile pontificia.
esenzionare   v. tr.  [io e senzióno ecc.] esentare.
esenzione   s.f.  dispensa da un obbligo comune; esonero: chiedere, concedere, ottenere l'esenzione dalle tasse, dal servizio militare. 
esequiale   agg.  (non com.) delle esequie, che concerne le esequie.
esequie   s.f. pl.  l'insieme delle cerimonie e dei riti funebri; funerale: esequie solenni; celebrare le esequie. 
esercente   part. pres.  di esercire   agg.  che esercita un'arte, una professione, un'attività  s.m.  e f.  gestore o proprietario di un negozio o altro pubblico esercizio.
esercire   v. tr.  [io e sercisco, tu e sercisci ecc.] (non com.)    • 1 •   esercitare un'attività    • 2 •   condurre, come gestore o proprietario, un negozio o un altro pubblico esercizio.
esercitabile   agg.  che può essere esercitato.
esercitamento   s.m.  (ant.) esercizio.
esercitare   v. tr.  [io e sèrcito ecc.]    • 1 •   mantenere in attività con opportuna pratica; abituare con l'esercizio; addestrare, allenare: esercitare la mente, la memoria; esercitare il corpo alle fatiche, l'orecchio alla musica; esercitare i soldati all'uso delle armi  | esercitare la lingua, (scherz.) chiacchierare molto | esercitare la (virtù della) pazienza, (fig.) metterla a dura prova | occhio, sguardo esercitato, (fig.) che conosce per esperienza diretta; acuto, perspicace    • 2 •   dedicarsi a un'attività per professione o per mestiere (anche assol.): esercitare l'insegnamento, il commercio; è avvocato ma non esercita    • 3 •   usare, far valere; praticare: esercitare la propria autorità; esercitare il potere, la sovranità; esercitare un diritto; esercitare la critica, la censura; esercitare la virtù, la carità  | esercitare un ascendente su qualcuno, avere grande influenza su di lui | esercitare pressioni su qualcuno, insistere con vari mezzi per indurlo a un determinato comportamento    • 4 •   (lett.) tormentare, travagliare; percuotere, battere: quella quercia ancora / esercitata dalla tramontana  (pascoli) | esercitarsi v. rifl.  addestrarsi, tenersi in esercizio: esercitarsi alla lotta, nella guida, a scrivere. 
esercitatore   agg.  (non com.) [f. -trice] che esercita (anche fig.)  s.m.  [f. -trice] chi allena, chi addestra | chi tiene un'esercitazione.
esercitazione   s.f.  l'esercitare, l'esercitarsi; attività di addestramento fisico o intellettuale: esercitazioni militari; esercitazioni universitarie, lezioni pratiche che affiancano il corso ufficiale.
esercito   ant. essercito, s.m.    • 1 •   insieme organico di truppe armate avente autonomia operativa: gli eserciti napoleonici  | il complesso delle forze militari di uno stato; in partic., le forze terrestri, distinte da quelle di mare e dell'aria: l'esercito italiano; l'esercito di cristo, dei credenti, (fig.) l'insieme dei fedeli in quanto membri della chiesa militante | esercito della salvezza, organizzazione con finalità religiose e filantropiche, fondata a londra nel 1865 dal metodista w. booth    • 2 •   (fig. iperb.) gran numero di persone, animali, cose: un esercito di bambini, di cavallette, di bagagli. 
eserciziario   s.m.  testo, volume che raccoglie esercizi su una data materia o su un dato argomento, per lo più abbinato con un manuale o un testo teorico.

esercizio   s.m.    • 1 •   l'esercitare, l'esercitarsi: esercizio della memoria, di una professione; libero esercizio dei propri diritti; esercizio delle proprie funzioni, l'adempimento di esse | tenere, tenersi in esercizio, esercitare, esercitarsi | fare esercizio, esercitarsi; in partic., fare del moto | essere in esercizio, fuori esercizio, allenato, non allenato; riferito a impianto, essere, non essere in funzione    • 2 •   prova o insieme di prove che servono ad acquistare pratica in una materia o in un'attività: libro, quaderno degli esercizi; fare un esercizio di traduzione, di matematica; esercizi atletici, ginnici; esercizi di pianoforte  | (lett.) prova severa: esercizio di pazienza  ' esercizi spirituali, pratica religiosa che consiste nel ritirarsi temporaneamente dalle normali occupazioni per trascorrere alcuni giorni in preghiera e in meditazione    • 3 •   gestione, conduzione di un'azienda, di un negozio; anche, l'azienda, il negozio stesso: licenza d'esercizio; aprire un esercizio di generi alimentari  | pubblico esercizio, albergo, ristorante, bar, sala di spettacolo e sim.    • 4 •   periodo di gestione, per lo più annuale, di un ente, di un'impresa: esercizio finanziario; l'esercizio 1997 si è chiuso in deficit; costi d'esercizio, riguardanti la normale gestione, non già l'acquisizione di beni capitali | esercizio provvisorio, autorizzazione che il parlamento dà al governo a erogare le spese e a riscuotere le entrate corrispondenti all'ordinaria amministrazione, in attesa di una ritardata approvazione del bilancio preventivo.
esergo   s.m.  [pl. -ghi] nelle monete e nelle medaglie, lo spazio in cui sono segnate la data e l'indicazione della zecca, la cifra del valore o altro.
esfoliazione   o esfogliazione, s.f.    • 1 •   (med.) distacco degli strati cutanei più superficiali    • 2 •   (geol.) lo stesso, ma meno com., che desquamazione. 
esibire   v. tr.  [io e sibisco, tu e sibisci ecc.]    • 1 •   presentare, mostrare (spec. documenti e sim.): esibire la patente, la ricevuta    • 2 •   mettere in mostra, ostentare: esibire la propria cultura    • 3 •   (non com.) offrire, proporre: il cappuccino esibì di nuovo al giovane di ricoverarlo per quella notte  (manzoni p. s.  xxxvi) | esibirsi v. rifl.    • 1 •   presentarsi al pubblico in uno spettacolo: esibirsi in giochi di prestigio; esibirsi come cantante    • 2 •   mettersi in mostra, farsi notare: gli piace esibirsi    • 3 •   (non com.) offrirsi spontaneamente di fare qualcosa.
esibitore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi esibisce    • 2 •   (ant.) chi presenta una lettera altrui; latore.
esibizione   s.f.    • 1 •   presentazione: esibizione della carta d'identità, delle prove in un processo    • 2 •   sfoggio, ostentazione: fare esibizione della propria cultura    • 3 •   spettacolo, numero di vario genere: esibizione pianistica, acrobatica  | (sport) incontro, gara che ha per scopo non la vittoria, ma la dimostrazione dell'abilità degli atleti: esibizione di pugila to    • 4 •   (non com.) offerta: esibizione di aiuto. 
esibizionismo   s.m.    • 1 •   tendenza ad assumere comportamenti appariscenti, a mettersi in mostra: fare qualcosa per esibizionismo    • 2 •   (psicol.) impulso morboso a esibire i propri organi genitali.
esibizionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi ha tendenza a mettersi esageratamente in mostra    • 2 •   (psicol.) chi è affetto da esibizionismo.
esibizionistico   agg.  [pl. m. -ci] di esibizionismo, relativo all'esibizionismo: manie esibizionistiche  § esibizionisticamente avv. 
esicasmo   s.m.  nella teologia bizantina, la teoria e la pratica della preghiera contemplativa.
esicasta   s.m.  [pl. -sti] monaco seguace dell'esicasmo.
esigente   part. pres.  di esigere   agg.  che esige, pretende molto; severo, rigido: un insegnante molto esigente con gli allievi  § esigentemente avv. 
esigenza   s.f.    • 1 •   l'essere esigente | spec. pl.  pretesa: avere molte, troppe esigenze; essere pieno di esigenze    • 2 •   spec. pl.  bisogno, necessità: le esigenze della vita; essere trasferito per esigenze di servizio    • 3 •   (ant.) riscossione di un tributo.
esigere   v. tr.  [pres. io e sigo, tu e sigi ecc.; pass. rem. io e sigéi o e sigètti, tu e sigésti ecc.; part. pass. e satto]    • 1 •   richiedere con autorità o forza; pretendere, volere: esigere una risposta, una spiegazione; esigere delle scuse; esigere troppo da qualcuno    • 2 •   imporre, comportare di necessità: la situazione esige provvedimenti    • 3 •   riscuotere in base a un diritto, una legge: esigere un tributo, le imposte. 
esigibile   agg.  che si può esigere, riscuotere: un credito, un pagamento esigibile. 
esigibilità   s.f.  l'essere esigibile.
esiglio   e deriv.   ⇨ esilio e deriv. 
esiguità   s.f.  l'essere esiguo: l'esiguità del compenso. 
esiguo   agg.  piccolo, scarso, irrilevante: un esiguo patrimonio; un margine esiguo di tempo  § esiguamente avv. 
esilaramento   s.m.  (rar.) l'esilarare, l'esilararsi.
esilarante   part. pres.  di esilarare   agg.  che provoca riso, ilarità molto divertente, spassoso: un fatto, un racconto esilarante  ' gas esilarante, ossido di diazoto (più noto come protossido di azoto), usato in anestesia e così chiamato perché, se respirato per breve tempo, provoca una sorta di ebbrezza.
esilarare   v. tr.  [io e sìlaro ecc.] rendere ilare, allegro; far ridere, divertire: le sue buffonate esilaravano il pubblico  | esilararsi v. rifl.  divertirsi, abbandonarsi all'allegria e al riso.
esile   agg.    • 1 •   sottile, gracile (detto spec. del corpo umano o delle sue parti): figura esile; braccia, gambe esili    • 2 •   (fig.) debole: una vocina esile  (o esile esile) | un'esile prosa, priva di vigore | un'argomentazione esile, poco convincente § esilmente avv. 
esiliare   ant. esigliare, essiliare [es-si-lià-re], v. tr.  [io e sìlio ecc.]    • 1 •   mandare in esilio, condannare all'esilio    • 2 •   (estens.) allontanare da un luogo, da qualcuno, da qualcosa: lo esiliarono dal suo ambiente, dagli amici, dai suoi libri  | esiliarsi v. rifl.    • 1 •   andare spontaneamente in esilio    • 2 •   (estens.) ritirarsi; allontanarsi da qualcuno o da qualcosa: esiliarsi dal mondo. 
esiliato   part. pass.  di esiliare   s.m.  [f. -a] chi è in esilio.
esilio   ant. esiglio, essilio [es-sì-lio], s.m.    • 1 •   allontanamento temporaneo o permanente dalla patria, come pena inflitta a un cittadino colpevole di reati politici o comuni oppure come decisione adottata volontariamente per ragioni politiche, religiose ecc.: condannare all'esilio; mandare, cacciare in esilio; scegliere la via dell'esilio    • 2 •   la condizione di esule; il luogo e il tempo in cui si vive in tale condizione: vivere, morire in esilio    • 3 •   (estens.) lontananza da luoghi, persone, attività che ci sono o ci erano cari; isolamento: l'esilio dal mondo, dalla vita politica    • 4 •   (fig.) nel linguaggio religioso, la vita terrena in contrapposizione alla vera vita, quella celeste | l'etterno essilio, così dante (purg.  xxi, 18) chiama l'inferno.
esilità   s.f.  l'essere esile (anche fig.): l'esilità di una figura; l'esilità di un ragionamento. 
esimere   v. tr.  [rar. il pass. rem. io e siméi o e simètti, tu e simésti ecc.; manca il part. pass.] liberare da un obbligo, dispensare: esimere qualcuno da un servizio  | esimersi v. rifl.  sottrarsi a un obbligo, a un impegno: non poter esimersi dal fare qualcosa, essere costretto a farla.
esimio   agg.  di elevate e nobili qualità insigne, eccellente: un esimio studioso  | in usi iron.: un esimio farabutto  | esimio signore, collega, titolo di cortesia o semplice appellativo, oggi poco usato, se non in tono scherzoso § esimiamente avv. 
-esimo  -esimo (1) suffisso derivato dal lat. -esi°mu(m), usato per formare gli aggettivi numerali ordinali successivi a decimo  (diciannovesimo).
-esimo  -esimo (2)  ⇨ -ismo.
esina   s.f.  (bot.) membrana molto resistente che avvolge esternamente le spore e i granuli pollinici.
esinanire   v. tr.  [io e sinanisco, tu e sinanisci ecc.] (ant. , lett.) rendere vano; svuotare, esaurire | (fig.) umiliare, annichilire | v. intr.  [aus. essere] (lett.) venir meno | esinanirsi v. rifl.  (lett.) spossarsi, avvilirsi: ci abbassammo ed esinanimmo nello scadimento della nostra nazione  (carducci).
esiodeo   agg.  che è proprio del poeta greco esiodo (700 a. c. ca): la «teogonia» esiodea. 
esipo   s.m.  (non com.) grasso contenuto nella lana greggia; è detto anche grasso di lana. 
esistente   part. pres.  di esistere   agg.  che ha esistenza, che esiste realmente: una delle soluzioni esistenti   s.m.  ciò che esiste già o che è già in uso: limitarsi alla gestione dell'esistente. 
esistenza   s.f.    • 1 •   l'esistere; il modo d'essere di ciò che è reale, in opposizione a ciò che è ideale o fantastico: credere nell'esistenza di dio; accertarsi dell'esistenza di prove a carico  | teorema di esistenza, (mat.) teorema con cui si dimostra che esiste almeno una soluzione per un dato problema    • 2 •   vita: lottare per l'esistenza; condurre un'esistenza tranquilla, burrascosa; avvelenare l'esistenza a qualcuno, rendergli la vita insopportabile.
esistenziale   agg.    • 1 •   che si riferisce all'esistenza, alla vita: problemi esistenziali    • 2 •   (filos.) relativo all'esistenza come realtà vissuta, come modo di essere caratteristico dell'uomo: filosofia, concezione esistenziale  § esistenzialmente avv.  dal punto di vista esistenziale.
esistenzialismo   s.m.  corrente filosofica e, più in generale, indirizzo culturale sorto in germania negli anni venti e sviluppatosi soprattutto in francia dopo la seconda guerra mondiale; è incentrato sulla nozione di esistenza come modo di essere peculiare dell'uomo, in opposizione ai sistemi filosofici (come l'idealismo e il razionalismo) che risolvono l'individuale nell'universale.
esistenzialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   seguace dell'esistenzialismo: gli esistenzialisti francesi  | usato anche come agg.  : filosofia, movimento esistenzialista. 
esistenzialistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'esistenzialismo o degli esistenzialisti: le correnti esistenzialistiche  § esistenzialisticamente avv. 
esistere   v. intr.  [pass. rem. io e sistéi o e sistètti, tu e sistésti ecc.; part. pass. e sistito; aus. essere]    • 1 •   avere realtà effettiva: i fantasmi non esistono    • 2 •   esserci, trovarsi: non esistono dubbi; per lui non esiste che il lavoro, l'unica cosa che conta è il lavoro    • 3 •   (lett.) vivere: ha cessato di esistere. 
esistimare   v. tr.  (ant.) ponderare, giudicare; stimare.
esistito   part. pass.  di esistere  e agg.  nei sign. del verbo.
esitabile   agg.  (non com.) che si può vendere.
esitabondo   agg.  (lett.) esitante, dubbioso, titubante.
esitamento   (1) s.m.  (rar.) esitazione.
esitamento   (2) s.m.  (non com.) lo smerciare, il vendere.
esitante   part. pres.  di esitare    • 1 •   agg.  che esita; dubbioso, indeciso, incerto: apparire esitante. 
esitanza   s.f.  (non com.) esitazione.
esitare   (1) v. intr.  [io è sito ecc.; aus. avere] essere incerto, indeciso; non sapersi risolvere a fare qualcosa: esitare a lungo prima di decidersi; esitare a partire  | senza esitare, con prontezza, con decisione.
esitare   (2) v. intr.  [io è sito ecc.; aus. avere] (med.) avere esito, risolversi in un dato modo (detto di malattia).
esitare   (3) v. tr.  [io è sito ecc.] (non com.) smerciare, vendere al minuto.
esitazione   s.f.  l'esitare, lo stato d'animo di chi esita; indecisione, incertezza: rispondere senza esitazione; avere un attimo di esitazione. 
esito   s.m.    • 1 •   risultato, riuscita, conclusione: avere esito buono, sfavorevole; l'esito degli esami, di una partita di calcio  ' (med.) conclusione di una malattia o di un processo morboso: esito infausto, mortale    • 2 •   (non com.) uscita, sbocco: dare esito al fumo    • 3 •   (burocr.) evasione, risposta: dare esito a una lettera    • 4 •   (comm.) vendita, smercio: prodotti di facile esito    • 5 •   (ling.) risultato di un processo storico di trasformazione fonetica, morfologica o lessicale: gli esiti del dittongo latino 'au' nelle lingue romanze. 
esiziale   agg.  (non com.) che reca danno gravissimo; rovinoso, funesto: un provvedimento esiziale  § esizialmente avv. 
esizio   s.m.  (lett.) distruzione, rovina; morte.
eskimese    ⇨ eschimese.
eskimo   o eschimo, s.m.  giaccone impermeabile con cappuccio e fodera di pelo; fu molto in voga nell'abbigliamento anticonformistico giovanile dei tardi anni sessanta.
eslege   agg.  (lett.) che è fuori dalla legge, che non è soggetto a nessuna legge: individuo, popolo eslege. 
eso-  eso- (1) primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. éso¯, éiso¯  'dentro, all'interno ' (esoterico).
eso-  eso- (2) primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. éxo¯  'fuori'; vale 'in fuori, esterno, verso l'esterno, dall'esterno' (esocrino). si contrappone per lo più a endo-; in un caso assume la forma esso-  per distinguersi da eso-    • 1 •   (essoterico, contrapposto a esoterico).
esobiologia   s.f.  disciplina che indaga su possibili forme di vita fuori dalla terra.
esocarpo   non com. esocarpio, s.m.  (bot.) epicarpo.
esocetidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci teleostei dotati di ampie pinne pettorali che consentono loro di spiccare salti fuori dell'acqua; sono perciò detti com. pesci volanti  | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
esocrino   agg.  (biol.) si dice della secrezione (detta anche secrezione esterna) delle ghiandole dotate di condotto escretore, che versano i propri prodotti all'esterno (p. e.  le ghiandole sudoripare) o in cavità comunicanti con l'esterno (p. e.  ghiandole intestinali); si dice anche di tali ghiandole.
esoderma   s.m. , o esodermide [e-so-dèr-mi-de] s.f. , (bot.) tessuto che forma lo strato corticale più esterno della radice quando l'epidermide si è disfatta.
esodinamica   s.f.  il complesso delle azioni che dall'esterno modificano l'aspetto della superficie terrestre.
esodio   s.m.  in roma antica, sorta di farsa che veniva messa in scena o recitata dopo la rappresentazione di un dramma.
esodo   s.m.    • 1 •   emigrazione di un popolo o di un gruppo etnico; in partic., l'uscita degli ebrei dall'egitto sotto la guida di mosè, narrata nell'omonimo libro della bibbia (il secondo del pentateuco)    • 2 •   (estens.) partenza da un luogo di un gran numero di persone: l'esodo dei contadini dalle campagne; l'esodo dei cittadini per le località di vacanza  | trasferimento di somme di denaro o altri beni mobili da un luogo a un altro: l'esodo dei capitali all'estero    • 3 •   nella tragedia greca, l'ultimo canto del coro, nel momento della sua uscita dall'orchestra; successivamente, la parte finale della tragedia dopo l'ultimo stasimo.
esofageo   agg.  dell'esofago: stenosi esofagea. 
esofagite   s.f.  (med.) infiammazione dell'esofago.
esofago   s.m.  [pl. -gi] (anat.) tratto del tubo digerente che va dalla faringe allo stomaco.
esoftalmo   s.m.  (med.) protrusione del globo oculare fuori dall'orbita.
esogamia   s.f.    • 1 •   (etnol.) regola che impone a un individuo di scegliere il coniuge al di fuori del proprio gruppo di parentela o socioeconomico    • 2 •   (biol.) riproduzione tra individui di ceppo diverso.
esogamico   agg.  [pl. m. -ci] esogamo.
esogamo   agg.  relativo all'esogamia; che pratica o presenta esogamia.
esogenesi   s.f.    • 1 •   (scient.) generazione, formazione esterna    • 2 •   (geol.) formazione che si produce sulla superficie terrestre a opera di agenti fisici esterni.
esogeno   agg.  (scient.) che ha origine all'esterno: malattie da cause esogene  ' variabile esogena, quella che è presente in un modello matematico ma non è spiegata nel modello stesso | (geol.) si dice degli agenti che operano dall'esterno sulla superficie terrestre esercitando su di essa trasformazioni chimiche, meccaniche, termiche | rocce esogene, sedimentarie.
esoleto   agg.  (ant.) disusato, antiquato, obsoleto.
esomorfismo   s.m.  (geol.) l'insieme delle trasformazioni mineralogiche che subiscono le rocce in seguito all'azione di fenomeni eruttivi e al contatto col magma.
esomorfo   agg.  (geol.) che è dovuto a esomorfismo.
esondare   v. intr.  [io e sóndo ecc.; aus. essere  e avere] (lett.) traboccare (anche fig.): esondò il dubbio dagli argini dell'anima  (gadda).
esonerare   v. tr.  [io e sònero ecc.] dispensare da un obbligo, da un onere; sollevare da un incarico: esonerare dal servizio militare, dalle tasse scolastiche; l'allenatore è stato esonerato |  esonerarsi v. rifl.  liberarsi di propria iniziativa da un compito, da un dovere; esimersi.
esonerato   part. pass.  di esonerare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è esentato da un obbligo, sollevato da un incarico.
esonero   s.m.  l'esonerare, l'essere esonerato; esenzione, dispensa: ottenere l'esonero dalle lezioni di educazione fisica. 
esopeo   agg.  (non com.) esopico.
esopiano   agg.  esopico.
esopico   agg.  [pl. m. -ci] di esopo, celebre favolista greco (sec. vi a. c.): favole esopiche, di esopo e dei suoi imitatori.
esorare   v. tr.  (ant.) pregare vivamente, supplicare.
esorbitante   part. pres.  di esorbitare   agg.  che eccede dai limiti del giusto; eccessivo, esagerato: prezzo esorbitante; richieste esorbitanti  § esorbitantemente avv. 
esorbitanza   s.f.  (non com.) l'essere esorbitante.
esorbitare   v. intr.  [io e sòrbito ecc.; aus. avere] uscire dai limiti; passare la giusta misura, eccedere: esorbitare dal proprio campo, dai propri diritti, dalle proprie competenze. 
esorcismo   s.m.    • 1 •   rito religioso diretto a cacciare demoni o spiriti maligni da una persona che si ritiene ne sia posseduta    • 2 •   (estens.) formula di scongiuro: fare gli esorcismi. 
esorcista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   [anche f.] chi pratica l'esorcismo    • 2 •   (eccl.) chierico che ha ricevuto l'ordine dell'esorcistato (oggi abolito) | sacerdote espressamente delegato dal proprio vescovo per compiere esorcismi sugli ossessi.
esorcistato   s.m.  (eccl.) il terzo degli ordini minori della chiesa cattolica; è stato soppresso dopo il concilio vaticano ii (1962-1965).
esorcistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'esorcismo: preghiere, formule esorcistiche. 
esorcizzare   v. tr.    • 1 •   sottoporre alla pratica dell'esorcismo: esorcizzare un indemoniato  | scacciare mediante esorcismi: esorcizzare il demonio    • 2 •   (estens.) allontanare, rimuovere dalla mente: esorcizzare il flagello della droga; esorcizzare una sciagura. 
esorcizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi esorcizza.
esorcizzazione   s.f.  l'esorcizzare, l'essere esorcizzato.
esordiale   agg.  (non com.) di esordio; che costituisce l'esordio.
esordiente   part. pres.  di esordire   agg.  e s.m.  e f.  si dice di chi esordisce in una particolare attività (teatrale, letteraria, sportiva ecc.).
esordio   ant. essordio [es-sòr-dio], s.m.    • 1 •   nella retorica classica, la prima parte dell'orazione | (estens.) principio di un discorso o anche di uno scritto; preambolo, introduzione: dopo un breve esordio, entrò nel vivo dell'argomento; l'esordio di un poema, il proemio    • 2 •   inizio, principio di una qualsiasi attività: essere agli esordi della carriera; l'esordio di un giocatore di calcio in serie a. 
esordire   v. intr.  [io e sordisco, tu e sordisci ecc.; aus. avere]    • 1 •   incominciare un discorso: esordire con parole d'occasione    • 2 •   (estens.) iniziare un'attività professionale, artistica, sportiva; debuttare: la duse esordì giovanissima. 
esoreattore   s.m.  (tecn.) nella terminologia aerotecnica, ogni motore termico, a elica o a getto, che utilizza un combustibile recato a bordo del veicolo e l'aria esterna come comburente; si contrappone a endoreattore. 
esoreico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) si dice di un bacino idrografico le cui acque si riversano in un oceano o in un mare comunicante con un oceano.
esornare   v. tr.  [io e sórno ecc.] (lett.) ornare, abbellire, spec. scritti e orazioni.
esornativo   agg.  (lett.)    • 1 •   che serve ad abbellire, a ornare: epiteto esornativo; illustrazioni esornative    • 2 •   (ret.) che mira a celebrare, a esaltare; epidittico: eloquenza esornativa  § esornativamente avv. 
esortare   v. tr.  [io e sòrto ecc.] cercare di indurre, di convincere qualcuno a dire o a fare qualcosa: esortare al bene, allo studio; ti esorto a dire la verità. 
esortativo   agg.    • 1 •   atto a esortare: parole esortative    • 2 •   (gramm.) che esprime esortazione: congiuntivo esortativo; proposizione esortativa. 
esortatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi esorta.
esortatorio   agg.  (lett.) esortativo.
esortazione   s.f.  l'esortare; le parole con cui si esorta: ascoltare le esortazioni di qualcuno. 
esoscheletro   s.m.  (zool.) rivestimento esterno del corpo di alcuni vertebrati (p. e.  l'armadillo), costituito da piastre ossee, e di molti invertebrati (p. e.  insetti, crostacei, molluschi), costituito da chitina e spesso impregnato di sali minerali che gli conferiscono notevole durezza; dermascheletro.
esosfera   s.f.  (geog.) la regione più alta dell'atmosfera terrestre, in cui la forza di gravità è tanto bassa da consentire la fuga nello spazio degli atomi più leggeri (idrogeno e, in parte, elio).
esosio    ⇨ esoso 2.
esosità   s.f.  l'essere esoso: l'esosità di un avvocato, di un prezzo. 
esoso   (1) agg.    • 1 •   avido, avaro: un commerciante esoso    • 2 •   che denota avidità: prezzi esosi    • 3 •   (non com.) odioso, detestabile: comportamento esoso  § esosamente avv. 
esoso   (2) antiq. esosio, s.m.  (chim.) zucchero a sei atomi di carbonio (p. e.  il glucosio, il fruttosio, il galattosio).
esostosi   s.f.  (med.) escrescenza di un osso.
esoterico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di dottrina filosofica o religiosa destinata a essere conosciuta solo all'interno di una ristretta cerchia di iniziati: le dottrine esoteriche di aristotele, di pitagora    • 2 •   proprio di una dottrina occulta; misteriosofico: gli aspetti esoterici dello gnosticismo  | (estens.) proprio di un piccolo gruppo di persone e comprensibile soltanto a loro; segreto, misterioso: linguaggio esoterico  § esotericamente avv. 
esoterismo   s.m.    • 1 •   carattere di ciò che è esoterico    • 2 •   complesso di dottrine occulte, variamente presente in concezioni religiose e filosofiche, nella magia, nell'alchimia, in correnti letterarie e artistiche.
esotermico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di fenomeno chimico o fisico che avviene con emissione di calore.
esoticità   s.f.  origine, carattere esotico: l'esoticità di un'espressione, di un'abitudine. 
esotico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che proviene da paesi lontani, spec. da quelli non europei; che è proprio, caratteristico di tali paesi: frutti esotici, costumi esotici    • 2 •   (estens.) originale, strano, stravagante: una moda esotica   s.m.  tutto ciò che è straniero, che proviene da paesi lontani: il gusto dell'esotico  § esoticamente avv. 
esotismo   s.m.    • 1 •   elemento esotico: l'arte di modigliani è ricca di esotismi    • 2 •   (ling.) forestierismo    • 3 •   tendenza a esaltare e seguire, nella vita e nell'arte, atteggiamenti e usanze esotiche | carattere esotico; esoticità.
esotizzante   agg.  che tende all'esotico: gusti esotizzanti. 
esotossina   s.f.  (biol.) tossina che viene prodotta da un microrganismo e che, entrando in circolo, provoca la comparsa del proprio anticorpo.
esotropia   s.f.  (med.) strabismo convergente.
espada   s.m. invar.  torero che, alla fine della corrida, ha il compito di uccidere il toro con un colpo di spada; matador.
espadrilles   o espadrillas [pr. sp.  / espa'drillas /], s.f. pl.  scarpe basse di tela con suola di corda intrecciata.
espandere   v. tr.  [pass. rem. io espansi, tu espandésti ecc. ; part. pass. espanso]    • 1 •   allargare, ampliare, estendere: espandere i confini di uno stato; espandere il mercato dei propri prodotti    • 2 •   diffondere, emanare, spandere: le rose espandevano un intenso profumo    • 3 •   (non com.) sfogare, confidare, comunicare ad altri: espandere la propria gioia    • 4 •   (inform.) aggiungere un dispositivo che migliori le prestazioni di un elaboratore o di una sua parte: espandere la memoria di un computer  | espandersi v. rifl.  e intr. pron.    • 1 •   allargarsi, dilatarsi, estendersi: la tendenza dei gas a espandersi ; la rivolta si andava espandendo a macchia d'olio  | ingrandirsi economicamente e politicamente: alcuni stati si espandono a danno di altri    • 2 •   diffondersi, spargersi: un dolce aroma si espandeva nell'aria    • 3 •   (non com.) confidarsi, aprirsi.
espandimento   s.m.    • 1 •   (non com.) espansione    • 2 •   espandimento lavico, (geol.) vasta piana di materiali lavici solidificati, formatasi gener. in seguito a eruzioni di magmi basaltici.
espansibile   agg.  che può espandersi; che ha la proprietà di espandersi: gas espansibili. 
espansibilità   s.f.  l'essere espansibile.
espansione   s.f.    • 1 •   l'espandere, l'espandersi; ingrandimento: espansione di un partito politico; espansione coloniale, territoriale; industria in espansione, in fase di sviluppo | espansione del ciclo economico, (econ.) fase caratterizzata dalla crescita del prodotto lordo e degli altri principali indicatori economici | espansione dell'universo, (astr.) fenomeno per cui le galassie che costituiscono l'universo si allontanano le une dalle altre    • 2 •   (fis.) ogni trasformazione fisica accompagnata da un aumento di volume: espansione di un gas    • 3 •   (tecn.) fase attiva del ciclo di un motore a combustione interna alternativo durante la quale i gas di combustione si espandono nel cilindro provocando lo spostamento del pistone    • 4 •   parte espansa, ingrossata o allargata di qualcosa | espansioni polari, (fis.) le due estremità di un magnete permanente o del nucleo ferromagnetico di un elettromagnete    • 5 •   (fig.) manifestazione d'affetto; effusione: salutare qualcuno con grande espansione    • 6 •   (ling.) ogni parola o gruppo di parole che può essere soppresso in una frase senza che ne risulti alterata la struttura di base    • 7 •   (dir.) l'estendersi di un diritto quando vengono meno condizioni limitatrici del suo godimento    • 8 •   (inform.) dispositivo che aggiunto a un elaboratore ne migliora le prestazioni.
espansionismo   s.m.  tendenza di uno stato a espandere il proprio territorio o la propria sfera d'influenza.
espansionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi tende all'espansionismo o ne è sostenitore | anche agg.  : stato, politica espansionista. 
espansionistico   agg.  [pl. m. -ci] di espansionismo: mire espansionistiche  § espansionisticamente avv. 
espansività   s.f.  l'essere espansivo, affettuoso.
espansivo   agg.    • 1 •   che palesa sinceramente e spontaneamente i propri sentimenti; aperto, affettuoso: ragazzo, carattere espansivo    • 2 •   (non com.) che tende a espandersi: proiettile espansivo  § espansivamente avv. 
espanso   part. pass.  di espandere   agg.    • 1 •   aperto, allargato | vaso espanso, che va allargandosi verso l'imboccatura    • 2 •   (fis.) si dice di sostanza che si è dilatata: gas espanso    • 3 •   (chim.) si dice di materie plastiche trattate in modo da acquisire una struttura porosa e cellulare che conferisce loro elevate proprietà di isolamento termico e acustico: polistirolo espanso  | usato anche come s.m.  : un imballaggio di espanso. 
espatriare   v. intr.  [io espàtrio ecc. ; aus. essere, meno com. avere] lasciare la patria, per sempre o per lungo tempo: espatriare per motivi politici. 
espatrio   s.m.  l'espatriare: documento valido per l'espatrio; libertà di espatrio, una delle libertà fondamentali riconosciute dalla costituzione, consistente nel diritto di uscire dal territorio nazionale, fatti salvi gli obblighi di legge; espatrio clandestino, senza i documenti necessari.
espediente   agg.  (lett.) utile, opportuno, efficace: correva con ansietà a cercare quali fossero... i rimedi più espedienti e più sicuri  (manzoni p. s.  xxiii)  s.m.  accorgimento che serve a trarre d'impaccio, a superare, almeno provvisoriamente, una difficoltà: trovare un espediente; vivere di espedienti, di ripieghi, arrangiandosi.
espedire   v. tr.  [io espedisco, tu espedisci ecc.] (ant.)    • 1 •   condurre a termine, sbrigare (obblighi, imprese e sim.): chi vuol espedire troppo presto le guerre, le allunga spesso  (guicciardini)    • 2 •   inviare, spedire (qualcuno o qualcosa)    • 3 •   sgombrare, rendere spedito | espedirsi v. rifl.  (ant.) sbrigarsi, liberarsi (di qualcosa o di qualcuno).
espedito   part. pass.  di espedire   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   facile, pronto, agile: quella maniera espedita che dava tanta pieghevolezza al passo della giovane signora  (d'annunzio) | soldati espediti, (st.) armati alla leggera    • 2 •   chiaro, ben scandito (detto della voce, del modo di parlare ecc).
espedizione   s.f.  (ant.)    • 1 •   spedizione    • 2 •   disbrigo di una faccenda, di un affare.
espellere   v. tr.  [pres. io espèllo ecc. ; pass. rem. io espulsi, tu espellésti ecc. ; part. pass. espulso]    • 1 •   cacciare, mandar via: espellere dalla scuola, dal partito    • 2 •   mandar fuori, emettere: espellere i gas di scarico  | eliminare dall'organismo: espellere un calcolo renale. 
esperantista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi studia l'esperanto o ne sostiene e auspica la diffusione.
esperanto   s.m.  lingua artificiale internazionale, caratterizzata da grande semplicità nella fonetica, nella morfosintassi e nel lessico | usato anche come agg. invar.  : lingua, grammatica esperanto. 
esperia   s.f.  genere di piccole farfalle diurne con corpo tozzo, antenne corte, ali variopinte; allo stadio larvale si riparano entro foglie che piegano a cartoccio (ord.  lepidotteri).
esperibile   agg.    • 1 •   che si può esperire, attuare: una procedura esperibile    • 2 •   (lett.) che si può sperimentare, provare.
esperibilità   s.f.  l'essere esperibile: l'esperibilità di un'azione legale. 
esperidio   s.m.  (bot.) frutto indeiscente, carnoso, con endocarpo diviso in spicchi (p. e.  l'arancia).
esperienza   ant. esperienzia o sperienza o sperienzia, s.f.    • 1 •   conoscenza pratica della vita o di una determinata sfera della realtà, acquistata con il tempo e l'esercizio: avere esperienza del mondo, degli uomini; acquistare esperienza negli affari; una persona di grande esperienza; un giovane senza esperienza  | parlare per esperienza, per aver provato direttamente | fare esperienza, acquistare conoscenza di qualcosa per prova diretta    • 2 •   ogni singolo atto o avvenimento, occasionale o deliberatamente cercato, da cui è possibile acquisire una conoscenza diretta; vicenda, anche spirituale, che provoca in chi la vive determinate sensazioni o modificazioni interiori: un'esperienza di lavoro; un'esperienza utile, spiacevole, traumatica; le prime esperienze di vita; esperienze letterarie, artistiche, politiche  | avventura amorosa: un uomo, una donna che ha avuto molte esperienze    • 3 •   (filos.) conoscenza che, muovendo dalla percezione sensibile, organizza i dati mediante la riflessione e la loro verifica sperimentale; è contrapposta alla pura ragione | esperienza pura, quella parte dell'esperienza che non è modificata dalla elaborazione intellettuale    • 4 •   nel linguaggio scientifico, esperimento: condurre un'esperienza di idrodinamica. 
esperienziale   agg.  dell'esperienza, relativo all'esperienza.

esperimentare   e deriv.   ⇨ sperimentare e deriv. 
esperimento   ant. sperimento, s.m.    • 1 •   ciò che si fa per accertarsi delle qualità di una persona o di una cosa; saggio, prova: un esperimento felice, riuscito; a titolo di esperimento, per prova    • 2 •   nel linguaggio scientifico, osservazione di un fenomeno naturale o di una situazione creata artificialmente, allo scopo di verificare un'ipotesi o di rilevare certe leggi: esperimento di laboratorio    • 3 •   (non com.) l'esperire: l'esperimento delle vie legali. 
esperio   agg.  (lett.)    • 1 •   dell'occidente    • 2 •   dell'esperia, nome dato anticamente alla penisola italica; italico.
esperire   v. tr.  [pres. io esperisco, tu esperisci ecc. ; part. pass. esperito  (ant. espèrto)]    • 1 •   attuare, dare corso a qualcosa (spec. nel linguaggio giuridico o burocratico): esperire un'indagine, un tentativo d'accordo; esperire le vie legali, adirle    • 2 •   (lett.) sperimentare, provare    • 3 •   (ant.) conoscere per prova | dimostrare, dare prova: credo oggi aver esperto / ch' essere amato per valore io merto  (ariosto o. f.  xiv, 58).
espero   s.m.  (lett.)    • 1 •   nome del pianeta venere quando appare in cielo dopo il tramonto del sole    • 2 •   l'occidente    • 3 •   vento di ponente.
esperto   poet. sperto, part. pass.  di esperire   agg.    • 1 •   che ha esperienza della vita: un uomo esperto; del mondo esperto / e de li vizi umani e del valore  (dante inf.  xxvi, 98-99)    • 2 •   che ha esperienza in un determinato campo; abile, competente: essere esperto di musica, in problemi economici; un esperto guidatore  | anche di cose: mani esperte; occhio esperto   s.m.  [f. -a] persona che ha specifica competenza in un determinato campo: richiedere la consulenza di un esperto; esperto commerciale, legale  § espertamente avv. 
espettare   v. tr.  (ant. , lett.) aspettare, attendere.
espettazione   s.f.  (ant. , lett.) aspettazione; aspettativa.
espettorante   agg.  e s.m.  si dice di farmaco che favorisce l'espulsione delle secrezioni tracheali e bronchiali.
espettorare   v. tr.  [io espèttoro ecc.] (med.) espellere dalla bocca le secrezioni tracheali e bronchiali che ingombrano le vie respiratorie (anche assol.).
espettorato   s.m.  (med.) materiale proveniente dalle vie respiratorie, in partic. dalla trachea e dai bronchi, ed espulso attraverso la bocca.
espettorazione   s.f.  l'espettorare.
espiabile   agg.  che può essere espiato: colpa espiabile. 
espiamento   s.m.  (non com.) espiazione.
espiantare   v. tr.  (med.) prelevare chirurgicamente un organo o un tessuto per trapiantarlo altrove.
espiantazione   s.f.  (biol.) prelevamento e coltura di un espianto.
espianto   s.m.    • 1 •   (biol.) frammento di organo prelevato da embrioni o individui adulti e trasportato in un mezzo artificiale, dove viene coltivato con le tecniche di coltura in vitro    • 2 •   l'espiantare.
espiare   v. tr.  [io espìo ecc.]    • 1 •   emendare una colpa subendone la punizione: espiare i propri errori; espiare un delitto  ' espiare una pena, scontarla    • 2 •   nelle religioni pagane, placare con offerte e sacrifici gli dei offesi per una colpa commessa.
espiatorio   agg.  che vale a espiare: rito espiatorio. 
espiazione   s.f.    • 1 •   l'espiare: espiazione di una colpa    • 2 •   nelle religioni pagane, rito o sacrificio compiuto per placare la divinità offesa: una vittima offerta in espiazione    • 3 •   (teol.) riparazione del torto fatto a dio con il peccato, compiuta con opere ispirate dalla carità.
espilare   v. tr.  (ant. , lett.)    • 1 •   rubare con l'inganno; depredare: dopo di aver espilati i sudditi passano a rubare gli stati ed i principi  (gioberti)    • 2 •   (fig.) imitare, plagiare (un'opera).
espirare   v. tr.  mandar fuori l'aria dai polmoni (spec. assol.): inspirate ed espirate a fondo  | v. intr.  [aus. essere] (ant.) spirare, morire.
espiratorio   agg.  che concerne l'espirazione: atto espiratorio; fase espiratoria  | fonema espiratorio, (ling.) articolato con emissione di aria di provenienza polmonare.
espirazione   s.f.  espulsione dalle vie respiratorie dell'aria introdotta con l'inspirazione.
espletamento   s.m.  (burocr.) l'espletare, l'essere espletato: espletamento di un incarico. 
espletare   v. tr.  [io esplèto ecc.] (burocr.) portare a termine, compiere: espletare una pratica; espletare le proprie funzioni. 
espletazione   s.f.  (non com.) espletamento.
espletivo   agg.  (gramm.) riempitivo, pleonastico | particelle espletive, quelle che si usano tradizionalmente in determinati costrutti o espressioni ma non incidono sul significato (p. e. la negazione non  nella frase: lavorava più di quanto non occorresse).
esplicabile   agg.  (lett.) che si può spiegare.
esplicamento   s.m.  (lett.)    • 1 •   svolgimento; esplicazione    • 2 •   realizzazione, attuazione.
esplicare   v. tr.  [io èsplico, tu èsplichi ecc.]    • 1 •   svolgere, compiere, esercitare: esplicare importanti mansioni    • 2 •   (lett.) spiegare, rendere chiaro: questo è il signor, di cui non so esplicarme / se fia maggior la gloria o in pace o in arme  (ariosto o. f.  iii, 46)    • 3 •   (ant.) aprire, distendere | esplicarsi v. rifl.    • 1 •   realizzarsi, manifestarsi, concretarsi    • 2 •   (ant.) spiegarsi, farsi capire.
esplicativo   agg.  che serve a spiegare: note esplicative  ' giudizio esplicativo, (filos.) il giudizio analitico | congiunzioni esplicative, (gramm.) congiunzioni dichiarative.
esplicazione   s.f.    • 1 •   svolgimento; sviluppo compiuto: esplicazione di un'attività    • 2 •   (non com.) spiegazione: esplicazione di un concetto  | espressione, manifestazione    • 3 •   (lett.) realizzazione, attuazione: la repubblica, per me, è l'esplicazione storica e necessaria... della democrazia  (carducci).
esplicitare   v. tr.  [io esplìcito ecc.]    • 1 •   rendere esplicito; manifestare, palesare: esplicitare le proprie perplessità    • 2 •   esplicitare un'equazione, (mat.) isolare al primo membro l'incognita (o una delle incognite) o un parametro, riportando al secondo membro tutti gli altri termini dell'equazione.
esplicito   agg.    • 1 •   espresso in termini precisi, che non lascia alcun margine di dubbio: risposta esplicita  ' proposizione esplicita, (gramm.) quella che ha il verbo di modo finito    • 2 •   detto di persona, che si esprime in modo chiaro e inequivocabile: mi sembra di essere stato esplicito  § esplicitamente avv. 
esplodente   part. pres.  di esplodere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (spec. pl.) esplosivo.
esplodere   v. intr.  [pres. io esplòdo ecc. ; pass. rem. io esplò si, tu esplodésti ecc. ; part. pass. esplò so; aus. essere]    • 1 •   scoppiare con grande rumore; produrre un'esplosione: la mina è esplosa; far esplodere della dinamite    • 2 •   (fig.) palesare bruscamente e vivacemente i propri sentimenti; sbottare: sentiva che stava per esplodere; il pubblico esplose in un fragoroso applauso  | esclamare con forza: «basta!» esplose    • 3 •   (fig.) manifestarsi improvvisamente e con grande intensità: è esploso il caldo  | v. tr.  sparare: gli esplose contro tre colpi di pistola. 
esploditore   s.m.  (tecn.) apparecchio dinamo-elettrico impiegato per il brillamento delle mine.
esplorabile   agg.  che si può esplorare (anche fig.).
esplorare   v. tr.  [io esplòro ecc.]    • 1 •   esaminare con attenzione un luogo; perlustrare: esplorare una grotta; esplorare il cielo col cannocchiale    • 2 •   percorrere un paese sconosciuto per prenderne conoscenza: esplorare le coste dell'antartide    • 3 •   (med.) effettuare un'esplorazione diagnostica    • 4 •   cercare di conoscere, di scoprire; investigare (anche fig.): esplorare le mosse del nemico; esplorare l'animo, le intenzioni altrui. 
esplorativo   agg.  di esplorazione; atto a esplorare: spedizione esplorativa  | (fig.) che mira a indagare le intenzioni di qualcuno, le reali possibilità di un accordo (spec. in vista della formazione di un nuovo governo): sondaggio, mandato esplorativo  § esplorativamente avv. 
esploratore   agg.  [f. -trice] che esplora (anche fig.): mente esploratrice   s.m.    • 1 •   chi esplora; in partic., chi compie esplorazioni geografiche | giovani esploratori, boy-scout    • 2 •   (mil.) soldato destinato a compiti di avanscoperta    • 3 •   (mar.) nave da guerra veloce, usata per ricognizioni    • 4 •   (lett.) informatore, spia.
esploratorio   agg.  (non com.) esplorativo.
esplorazione   s.f.    • 1 •   l'esplorare; viaggio, spedizione intrapresa allo scopo di esplorare: andare in esplorazione; esplorazioni geografiche, spaziali    • 2 •   (mil.) ricognizione volta ad accertare consistenza e dislocazione delle forze nemiche: esplorazione tattica, strategica    • 3 •   (med.) esame a scopo diagnostico di una parte del corpo di un ammalato, o di un organo interno, di una lesione ecc.: esplorazione della regione addominale; esplorazione di una ferita. 
esplosione   s.f.    • 1 •   rapido sviluppo di una grande quantità di gas provocato da fenomeni fisici o chimici, accompagnato da violenti effetti acustici, termici e meccanici: l'esplosione di una bomba, di una caldaia; esplosione nucleare  | il rumore prodotto dal verificarsi di tale fenomeno: si udì una terribile esplosione    • 2 •   (geol.) fase iniziale di un'eruzione vulcanica    • 3 •   (fig.) manifestazione improvvisa e violenta di un sentimento o di un fenomeno: esplosione d'ira, di gioia; l'esplosione di un'epidemia    • 4 •   (ling.) apertura del canale vocale successiva all'articolazione di un fonema occlusivo.
esplosività   s.f.  l'essere esplosivo (anche fig.).
esplosivo   agg.    • 1 •   che può produrre un'esplosione: miscuglio esplosivo    • 2 •   relativo a un'esplosione: fase, reazione esplosiva    • 3 •   (fig.) che agisce, si manifesta con irruenza; che provoca o può provocare una reazione molto intensa: rabbia esplosiva; discorso esplosivo; situazione esplosiva, molto critica e pericolosa; rivelazioni esplosive, clamorose    • 4 •   (ling.) occlusivo  s.m.  sostanza o miscuglio solido, liquido o gassoso, che in condizioni adatte si decompone per combustione ad altissima velocità, con forte rumore e sviluppo di gas e di vapori: esplosivo detonante, deflagrante; deposito di esplosivi  § esplosivamente avv. 
esploso   part. pass.  di esplodere   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   si dice di un particolare tipo di disegno tecnico che raffigura separatamente le varie parti di una macchina o di un'apparecchiatura, così che risultino evidenti l'ordine e il modo in cui esse vanno montate: rappresentazione esplosa di un motore, di un carburatore. 
esponente   part. pres.  di esporre   s.m.  e f.    • 1 •   chi rappresenta in modo autorevole o tipico il punto di vista di un gruppo, di un partito, di una corrente di pensiero e sim.: marinetti fu il principale esponente del futurismo italiano    • 2 •   (burocr.) chi, in un'istanza, espone le proprie ragioni o le altrui: le richieste dell'esponente    • 3 •   in un dizionario o in un'enciclopedia, il lemma, la voce spiegata in ciascun articolo    • 4 •   (mat.) il numero scritto in alto a destra del numero base, che indica la potenza alla quale è elevata una grandezza | (estens.) lettera o simbolo scritto in alto a destra di una parola, di un numero o di una lettera    • 5 •   esponente di carico, (mar.) nelle navi mercantili, portata lorda; nelle navi da guerra, elenco particolareggiato di tutti i pesi che costituiscono il dislocamento.
esponenziale   agg.    • 1 •   (mat.) si dice di funzione o equazione in cui la variabile o l'incognita compare a esponente | curva esponenziale, che rappresenta la funzione esponenziale    • 2 •   (stat.) si dice di fenomeno il cui andamento presenta un saggio di incremento o di diminuzione costante nel tempo: crescita, caduta esponenziale    • 3 •   (estens.) si dice di grandezza che cresce in modo straordinario, superiore a ogni previsione: i prezzi sono saliti in maniera esponenziale  § esponenzialmente avv.  con andamento esponenziale.
esponibile   agg.  che si può esporre.
esporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   mettere fuori, in vista: esporre i panni al sole; esporre la bandiera  | esporre il santissimo, una reliquia, nel culto cattolico, porli sull'altare perché i fedeli possano adorarli o venerarli | esporre un neonato, (antiq.) abbandonarlo davanti a una chiesa, a un brefotrofio o in un luogo pubblico perché venga raccolto e allevato    • 2 •   presentare al pubblico; mettere in mostra: esporre le merci in vetrina; esporre quadri, sculture  | (assol.) fare un'esposizione: un pittore che ha esposto in tutte le migliori gallerie    • 3 •   (foto.) sottoporre la pellicola all'azione della luce    • 4 •   (fig.) rischiare, mettere a repentaglio: esporre la propria vita; esporre qualcuno a un pericolo  | porre in una condizione sfavorevole, in una situazione critica: la sua impulsività lo espone a malintesi    • 5 •   riferire con ordine: esporre il contenuto di un romanzo; esporre l'accaduto  | esprimere, manifestare: esporre il proprio parere, un desiderio    • 6 •   (lett.) spiegare, interpretare (un testo, un brano) | esporsi v. rifl.    • 1 •   offrirsi a un'azione esterna (anche fig.): esporsi alle correnti, al sole; esporsi ai rischi, alle critiche    • 2 •   mettersi in cattiva luce, compromettersi: si espone troppo con i suoi scritti    • 3 •   detto di una banca, dare denaro in prestito    • 4 •   indebitarsi.
esportabile   agg.  che si può esportare.
esportare   v. tr.  [io espòrto ecc.]    • 1 •   portare merci di produzione nazionale fuori del territorio dello stato per venderle all'estero: esportare prodotti agricoli, materie prime    • 2 •   (estens.) mandare all'estero: esportare capitali  | (fig.) diffondere oltre i confini della propria nazione: esportare nuove idee. 
esportatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi effettua esportazioni: ditta esportatrice. 
esportazione   s.f.  l'esportare, l'essere esportato; il complesso delle merci vendute all'estero e anche il loro valore globale: le esportazioni superano le importazioni. 
esposimetro   s.m.  (foto.) apparecchio a cellula fotoelettrica che misura l'intensità luminosa e indica la corretta esposizione per fotografare un dato soggetto.
espositivo   agg.  che serve a esporre; che si propone di esporre, senza approfondire: scritto espositivo; un'opera di carattere meramente espositivo §  espositivamente avv. 
esposito   s.m.  [f. -a] (ant.) neonato esposto, abbandonato; trovatello.
espositore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi presenta al pubblico opere d'arte o prodotti commerciali in una mostra | usato anche come agg.  : ditta espositrice    • 2 •   [solo m.] supporto per presentare al pubblico prodotti in vendita, consentendone il prelievo diretto    • 3 •   chi espone, chi interpreta un autore, un testo, una dottrina.
esposizione   s.f.    • 1 •   l'esporre, il mettere in vista: esposizione della bandiera; esposizione del ss. sacramento; esposizione dei neonati    • 2 •   rassegna, mostra pubblica: esposizione di sculture; esposizione di prodotti dell'artigianato; palazzo dell'esposizione; fare, organizzare un'esposizione    • 3 •   il riferire, il modo di riferire; il discorso o lo scritto con cui si riferisce: esposizione dei fatti; esposizione chiara, fedele, sommaria; fare, leggere un'esposizione    • 4 •   (foto.) quantità di luce che colpisce la pellicola; dipende dall'apertura del diaframma e dal tempo di posa    • 5 •   (fis.) misura dell'energia che un fascio di raggi x o gamma perde attraversando la materia; si misura in roentgen    • 6 •   (mus.) parte iniziale di una composizione musicale che contiene i temi fondamentali    • 7 •   posizione di un luogo o di un edificio rispetto ai punti cardinali: esposizione a levante, a ponente; la buona esposizione della casa    • 8 •   in alpinismo, caratteristica di un passaggio, di una parete e sim. in cui maggiormente si avverta la sensazione del vuoto: si attraversa in piena esposizione    • 9 •   (banc.) l'ammontare dei crediti concessi al cliente    • 10 •   l'ammontare dei debiti contratti.

esposto   part. pass.  di esporre   agg.    • 1 •   messo in vista, in mostra: merce esposta; avvisi esposti all'albo  ' frattura esposta, (med.) quella in cui parte dell'osso fratturato sporge all'esterno    • 2 •   soggetto ad azioni esterne (anche fig.): esposto al sole, all'aria, alle intemperie; esposto ai pericoli, alle critiche  | rivolto: esposto a nord, a sud; un appartamento bene esposto, che ha una buona esposizione    • 3 •   riferito, spiegato, descritto: le ragioni sopra esposte; i fatti esposti nella lettera    • 4 •   in alpinismo, si dice di passaggio o parete particolarmente scoperti e che quindi danno maggiormente la sensazione del vuoto  s.m.    • 1 •   scritto rivolto a un'autorità per rendere noti determinati fatti o ragioni: presentare, fare un esposto alla magistratura    • 2 •   [f. -a] (antiq.) neonato abbandonato dai genitori; trovatello.
espressione   s.f.    • 1 •   l'esprimere, il manifestare: l'espressione del pensiero, delle proprie volontà  | ciò che esprime qualcosa: la letteratura è espressione della società  (b. croce)    • 2 •   atteggiamento del volto che esprime un sentimento, uno stato d'animo: avere un'espressione divertita, contrita, cupa  | capacità, forza espressiva: recitare, suonare senza espressione    • 3 •   parola o frase con cui si manifesta il proprio pensiero o il proprio sentimento: espressioni di affetto, di gratitudine  | vocabolo, locuzione: espressione popolare, letteraria, dialettale    • 4 •   (ling.) l'aspetto concreto, fonico di un segno linguistico    • 5 •   (mat.) qualsiasi scrittura, in numeri o in lettere, contenente una serie di operazioni da eseguire secondo un ordine convenzionale: espressione algebrica  | (estens.) insieme di simboli costruito sulla base di precise regole formali.
espressionismo   s.m.  movimento artistico e letterario che si sviluppò in europa agli inizi del novecento come reazione al naturalismo e all'impressionismo; in pittura fu caratterizzato da forti accentuazioni cromatiche e particolare incisività del segno, in musica dall'abbandono graduale del sistema tonale, in letteratura e nelle arti drammatiche dall'introduzione di temi irrazionali, satirici, grotteschi: l'espressionismo di nolde, di strindberg; l'espressionismo musicale di scho°nberg; l'espressionismo cinematografico tedesco  | (estens.) stile fortemente espressivo che esaspera o distorce in chiave soggettivistica i dati della realtà.
espressionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace dell'espressionismo | usato anche come agg.  in luogo di espressionistico : il movimento espressionista. 
espressionistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'espressionismo, degli espressionisti: arte espressionistica  § espressionisticamente avv.  secondo le regole dell'espressionismo.
espressività   s.f.  intensità d'espressione, forza espressiva: l'espressività di un volto. 
espressivo   agg.    • 1 •   di espressione: forza, capacità espressiva; mezzi espressivi  | che esprime con efficacia e intensità un pensiero o un sentimento; che ha forza rappresentativa: sguardo, viso espressivo; un attore molto espressivo    • 2 •   (ling.) che esprime soggettività, partecipazione; affettivo: una parola che ricorre in usi espressivi  § espressivamente avv. 
espresso   part. pass.  di esprimere   agg.    • 1 •   manifestato apertamente: con l'espresso consenso dei genitori    • 2 •   veloce, rapido: treno espresso, quello a lunga percorrenza, che ferma solo nelle stazioni più importanti    • 3 •   si dice di cibo o bevanda che viene preparato al momento, su richiesta del cliente: piatto espresso; caffè espresso   avv.  (lett.) in modo espresso, esplicito  s.m.    • 1 •   corrispondenza che viene recapitata in modo più rapido del normale; anche, lo speciale francobollo con cui va affrancata    • 2 •   treno espresso    • 3 •   caffè espresso    • 4 •   (antiq.) messo, corriere speciale: arriva un espresso al signor podestà di lecco e gli presenta un dispaccio  (manzoni p. s.  xviii) § espressamente avv.    • 1 •   in modo chiaro, esplicito: gli ho chiesto espressamente di venire    • 2 •   a bella posta, appositamente: l'ho fatto espressamente per te. 
esprimere   v. tr.  [pass. rem. io esprèssi, tu esprimésti ecc. ; part. pass. esprèsso]    • 1 •   manifestare, rendere palese con parole o atti i propri pensieri o sentimenti: esprimere la propria opinione; esprimere un desiderio; esprimere tutto il proprio sdegno    • 2 •   rappresentare, significare, rivelare esteriormente: il suo volto esprimeva profonda soddisfazione  | rappresentare con i mezzi dell'arte: ogni opera esprime il mondo interiore dell'artista    • 3 •   (lett.) produrre, emanare, creare | esprimersi v. rifl.  esporre il proprio pensiero: esprimersi correttamente, con proprietà  | (estens.) parlare: che modo di esprimersi è questo?. 
esprimibile   agg.  che si può esprimere: un sentimento difficilmente esprimibile. 
esprit   s.m. invar.  acutezza d'intelligenza unita a senso dell'umorismo.
espromissario   s.m.  (dir.) in una espromissione, il creditore.
espromissione   s.f.  (dir.) assunzione spontanea di un debito altrui da parte di un terzo.
espromissore   s.m.  (dir.) lo stesso che espromittente. 
espromittente   s.m.  (dir.) chi, in una espromissione, assume il debito altrui.
espropriare   ant. o pop. spropriare, spropiare, v. tr.  [io espròprio ecc.]    • 1 •   (dir.) privare qualcuno di una sua proprietà, per scopi di pubblico interesse o in esecuzione di una sentenza: espropriare il proprietario di un fondo; espropriare un terreno, sottrarne la proprietà al titolare    • 2 •   (estens.) privare qualcuno di qualcosa | espropriarsi v. rifl.  privarsi di qualcosa (anche fig.): espropriarsi di un diritto, di una facoltà. 
espropriazione   ant. o pop. spropriazione, spropiazione, s.f.  l'espropriare, l'essere espropriato: espropriazione per pubblica utilità  | espropriazione forzata, pignoramento dei beni di un debitore inadempiente e successiva loro vendita all'asta, per soddisfare con il ricavato i creditori.
esproprio   ant. o pop. sproprio, spropio, s.m.  espropriazione | esproprio proletario, nel linguaggio degli estremisti, sottrazione di merci dai negozi giustificata con motivazioni politiche.
espugnabile   agg.  che può essere espugnato (anche fig.).
espugnare   v. tr.    • 1 •   conquistare con la forza delle armi e dopo lunga lotta: espugnare una roccaforte    • 2 •   (fig.) vincere, piegare: espugnare la resistenza di qualcuno; indarno aspiri / ad espugnar la fedeltà d'alceste  (metastasio).
espugnatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi espugna (anche fig.).
espugnazione   s.f.  l'espugnare, l'essere espugnato (anche fig.).
espulsione   s.f.  l'espellere, l'essere espulso: l'espulsione delle sostanze di rifiuto dall'organismo; l'espulsione del feto; l'espulsione di un giocatore dal campo, di un alunno dalla scuola. 
espulsivo   agg.  che espelle o tende a espellere | periodo espulsivo del parto, (med.) periodo terminale del travaglio, quando il feto viene alla luce.
espulso   part. pass.  di espellere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato scacciato da un luogo, da una collettività: i giocatori espulsi; gli espulsi dal partito. 
espulsore   agg.  [f. rar. espultrice] che espelle  s.m.    • 1 •   chi espelle    • 2 •   (tecn.) nelle armi da fuoco moderne, congegno che provvede, insieme all'estrattore, a espellere il bossolo dopo lo sparo.
espulsorio   agg.  che serve a espellere: meccanismo espulsorio di un'arma. 
espungere   v. tr.  [coniugato come pungere]    • 1 •   (filol.) nella prassi filologica medievale o umanistica, eliminare dal testo di un manoscritto lettere o parole considerate spurie, contrassegnandole con un puntino posto sotto o sopra | nella moderna critica testuale, eliminare da un testo i brani interpolati o qualunque elemento abusivamente inseritosi    • 2 •   (estens.) sopprimere parole o frasi da uno scritto o da uno stampato    • 3 •   (fig.) allontanare, eliminare, cancellare: per espungere dall'animo il più cattivo dei pensieri  (pirandello).
espunto   part. pass.  di espungere  e agg.  nei sign. del verbo.
espunzione   s.f.  l'espungere, l'essere espunto.
espurgare   v. tr.  [io espurgo, tu espurghi ecc.]    • 1 •   eliminare o modificare parole, frasi o parti di un testo che si ritengono offensive del comune senso morale o inadatte a coloro cui il testo viene destinato: edizione espurgata    • 2 •   (ant.) depurare, purificare.
espurgatorio   agg.  che mira a espurgare: l'intervento espurgatorio della censura. 
espurgazione   s.f.  l'espurgare, l'essere espurgato.
esquimese    ⇨ eschimese.
esquisito   e deriv.   ⇨ squisito e deriv. 
essa   pron. pers. f. di terza pers. sing. , forma femminile di esso; per l'uso e le funzioni cfr. esso. 
-essa  -essa suffisso di nomi femminili derivati dal latino (badessa, diaconessa) o, più com., di formazione moderna (poetessa, duchessa); può comportare una sfumatura iron. o spreg. (avvocatessa), spec. se applicato a nomi di cose inanimate (articolessa) o può avere tono scherzoso (vigilessa).
essai   s.m. invar.  solo nella loc. d'essai, riferita a film di particolare valore artistico, o sala cinematografica specializzata nella proiezione di film di questo tipo: pellicola, cinema, circuito d'essai. 
essaltare    ⇨ esaltare.
esse   (1) pron. pers. f. di terza pers. pl. , forma femminile plurale di esso; per l'uso e le funzioni cfr. esso. 
esse   (2) s.f.  o m. invar.    • 1 •   nome della lettera s  ' a esse, si dice di cosa che ricordi la forma serpeggiante della lettera s maiuscola: curva, pista a esse    • 2 •   nel pattinaggio artistico, figura composta di tre cerchi disposti sullo stesso asse.
essempio   essemplo, essempro  ⇨ esempio.
essendoché   o essendo che, cong.  (ant.) giacché, poiché, dal momento che.
essenico   agg.  [pl. m. -ci] degli esseni, relativo agli esseni: setta essenica. 
esseno   s.m.  (st.) membro di un'antica setta ebraica organizzata in forme di vita monastica, sorta nel sec. ii a. c. e durata fino al sec. i ca d. c.
essentare    ⇨ esentare.
essente    ⇨ esente.
essenza   s.f.    • 1 •   (filos.) ciò per cui una cosa è quello che è la natura di un ente, ciò che gli appartiene necessariamente, non in modo accidentale    • 2 •   (estens.) la parte più importante di qualcosa, la sua sostanza: studiare un problema nella sua intima essenza; l'essenza del discorso  ' in essenza, sostanzialmente    • 3 •   (chim.) sostanza odorosa che si estrae dalle piante o da secrezioni animali e vegetali, usata in farmacia e profumeria: essenza di rose    • 4 •   in merceologia, specie arborea o arbustiva coltivata su una determinata area; anche, il legno che se ne ricava: essenze dolci, forti. 
essenziale   agg.    • 1 •   che costituisce l'essenza di una cosa; sostanziale, fondamentale: il punto essenziale della questione  | necessario, indispensabile: la tua presenza è essenziale    • 2 •   costituito da un'essenza: olio essenziale    • 3 •   (med.) si dice di malattia o disturbo che insorge primitivamente, cioè non come conseguenza di altre malattie o disturbi; idiopatico: ipertensione essenziale   s.m.  la cosa più importante: l'essenziale è che non ti sia fatto male  | ciò che costituisce l'essenza delle cose: badare all'essenziale  § essenzialmente avv.  in modo essenziale | sostanzialmente, fondamentalmente.
essenzialismo   s.m.  (filos.) ogni dottrina filosofica che ammetta la priorità ontologica delle essenze, ossia delle idee costitutive delle cose, rispetto alle cose concrete nella loro esistenza individuale.
essenzialità   s.f.  l'essere essenziale; essenza, qualità fondamentale.
essenziero   agg.  che riguarda la produzione di essenze: industria essenziera. 
essercito    ⇨ esercito.
essere   (1) v. intr.  [pres. io sóno, tu sèi, egli è, noi siamo  (ant. o region. sémo), voi siète  (ant. o region. sète), essi sóno  (ant. o region. ènno); imperf. io èro  (lett. èra), tu èri, egli èra, noi eravamo, voi eravate, essi èrano; fut. io sarò, tu sarai, egli sarà  (ant. o poet. fia  e fie), noi sarémo, voi saréte, essi saranno  (ant. o poet. fìano  e fìeno); pass. rem. io fui, tu fósti  (ant. fusti), egli fu, noi fummo, voi fóste  (ant. fuste), essi fùrono  (ant. o poet. furo, fòro, fuòro); congiunt. pres. io sia..., noi siamo, voi siate, essi sìano  (lett. sìeno); congiunt. imperf. io fóssi  (ant. o region. fussi) ecc. ; cond. io sarèi  (ant. o poet. sarìa  e fòra), tu sarésti, egli sarèbbe  (ant. o poet. sarìa  e fòra), noi sarémmo, voi saréste, essi sarèbbero  (ant. o poet. sarìano); imp. sii, siate; part. pres. (raro) essènte; part. pass. stato  (ant. suto); ger. essèndo  (ant. o poet. sèndo). come verbo ausiliare forma i tempi composti dei verbi transitivi passivi (io sono amato), della forma riflessiva e di tutte le altre forme pronominali (tu ti sei lodato; io mi sono lavato le mani; egli si è pentito; i due ragazzi si sono picchiati), dei verbi servili quando reggono un infinito che solitamente prende essere  come ausiliare (non sono potuto venire; sono dovuto restare), dei verbi impersonali (era accaduto; è nevicato), di molti verbi intransitivi attivi che indicano un modo di essere (sono invecchiato) oppure un movimento considerato in relazione a una meta (sono corso a casa; sono venuto da te; sono andato a roma)]    • 1 •   con la funzione di copula unisce il soggetto al predicato nominale: tu sei buono; la rosa è un fiore    • 2 •   come verbo autonomo, in funzione di predicato verbale, afferma l'esistenza, l'essenza in sé, l'effettiva presenza di qualcuno o di qualcosa, o serve a dichiarare la realtà, la vera natura di un fatto: dio è; è proprio come dico io; penso, dunque sono, traduzione del lat. cogito ergo sum, il celebre assioma di cartesio | essere o non essere?, traduzione dell'ingl. to be or not to be?, interrogativo che esprime il dubbio di fondo sul suicidio nel famoso monologo di amleto, protagonista della tragedia di shakespeare | spesso è preceduto dalla particella avverbiale ci  (o vi) con valore pleonastico: c'è qualcuno che ti cerca; non v'è dubbio; ci sono molte specie di alberi; tra la strada e il fiume c'è un bosco; c'era una volta..., tradizionale inizio delle favole; quelli che non ci sono più, i morti; esserci, essere arrivato alla meta (anche fig.): ci sono!, ho capito; ci siamo!, siamo giunti al punto decisivo | in alcune costruzioni impersonali ha valore enfatico: è a lui che sto chiedendolo; è che non me ne avevano parlato!    • 3 •   determina il tempo e le condizioni climatiche, spesso in costruzioni impersonali: sono due mesi che non lo vedo; è pasqua; è tardi; che ora è?; è brutto tempo; è caldo    • 4 •   assume il significato di altri verbi con sign. più specifico; accadere, avvenire: sarà quel che sarà; quel che è stato è stato; che ne sarà di lui?; com'è che non ti fai più vivo?, come mai capita che...; ma non può essere!; anche pleonastico: quand'è che ci vediamo?  ' arrivare, giungere: un momento e sono da voi  | consistere: la sua unica soddisfazione è nel lavoro  | misurare (in lunghezza, larghezza, peso o altro): «quant'è la carne?» «un chilo» | costare: quant'è un caffè e un gelato?  | equivalere a: il tuo comportamento è un affronto; un insuccesso per lui sarebbe la fine    • 5 •   in locuzioni particolari: sarà!, può anche darsi, ma non ci credo completamente; può essere, è possibile; come sarebbe a dire?, espressione che si usa enfaticamente o polemicamente per richiedere una spiegazione; e sia (pure), si dice per concedere qualcosa; così sia, espressione di consenso o di rassegnazione, ripresa dalla formula conclusiva delle preghiere; come se niente, se nulla fosse, con grande facilità o con indifferenza; che è che non è,... all'improvviso,... | del fu..., (burocr.) figlio del defunto: giovanni b. (del) fu giuseppe  | sia... sia, sia che... sia che, con valore correlativo e disgiuntivo: sia che tu lo voglia, sia che non lo voglia, partiremo domani    • 6 •   con preposizioni o avverbi; unito ad a : indica in genere il luogo, la condizione, la situazione in cui una persona o una cosa si trova: essere a letto, a tavola, a scuola; il mare è a 2 km da qui; c'era molta gente a riceverlo; essere al sicuro; essere all'oscuro di qualcosa; essere agli ordini di qualcuno; essere al verde, senza soldi; siamo alle solite!, per esprimere irritazione o malcontento, quando si verifica di nuovo un fatto spiacevole | unito a da  e seguito da una forma verbale, indica necessità o anche disponibilità, possibilità: la camicia è da lavare; c'è da mangiare per tutti; c'è da diventare matti; se seguito da una forma nominale, indica convenienza, attitudine, preferenza: questo non è da te, non è degno di te; non è da tanto, non ha tali capacità essere dalla parte di qualcuno, parteggiare per lui | unito a di  indica la materia di cui è costituita una cosa, oppure appartenenza, origine, qualità, disposizione momentanea, destinazione a un ufficio, effetto: la statua è di bronzo; l'auto è di mio fratello; sono di roma; è di famiglia illustre; è un uomo d'ingegno; sono di pessimo umore; oggi sei tu di turno; essere d'aiuto, di conforto, di guida, riuscire, risultare di; essere d'opinione, d'avviso che..., pensare, ritenere che...; essere di ritorno, ritornare | unito a in  esprime approssimativamente gli stessi valori che assume con la prep. a : essere in casa, in città, in viaggio; essere in maniche di camicia, in divisa, in abito sportivo; essere in buona, cattiva salute; essere in guerra, in pace; essere in lutto; essere in torto; essere in collera, in ansia; essere nei pasticci, nei guai; essere in qualcuno, nei panni di qualcuno, essere al suo posto: se fossi in te, non partirei; essere in sé, avere coscienza di ciò che si fa o si dice (si contrappone a essere fuori di sé); farò tutto quanto è in me, tutto quello che dipende da me, tutto ciò che posso | unito a per  indica, se seguito da una forma verbale, l'imminenza dell'azione ed equivale a 'stare per, essere sul punto o in procinto di': era lì lì per andarsene; se seguito da una forma nominale, indica destinazione, convenienza, preferenza: questo pacco è per te; c'è vino per tutti; questo lavoro non è per lui, non si addice, non è adatto a lui; essere per qualcuno, per qualcosa, parteggiare per, propendere a (si contrappone a essere contro) | unito a prep. o avv. locativi o temporali, indica una posizione nello spazio o nel tempo rispetto a un punto di riferimento: la mia casa è davanti alla sua; è giù che t'aspetta; il suo compleanno è dopo ferragosto.
essere   (2) s.m.    • 1 •   (filos.) ciò che è, la qualità di ciò che è anche, l'insieme di ciò che è: l'essere e il divenire; l'essere e l'essenza; l'essere del mondo; il problema dell'essere, il problema ontologico    • 2 •   l'esistere; l'esistenza, la vita: il nostro essere è di breve durata  | porre in essere, attuare, realizzare    • 3 •   il modo di essere; la condizione, lo stato; l'intima natura: conoscere qualcuno, qualcosa nel suo vero essere  ' in buono, in cattivo essere, (antiq.) in buono, in cattivo stato    • 4 •   chi o ciò che esiste: gli esseri viventi; esseri animati, inanimati  | l'essere supremo, dio    • 5 •   persona, individuo: è un essere insopportabile.  dim. esserino. 
essi   pron. pers. m. di terza pers. pl. , forma maschile plurale di esso  e di egli; per l'uso e le funzioni cfr. esso. 
essicare    ⇨ essiccare.
essiccamento   s.m.  l'essiccare, l'essiccarsi; essiccazione.
essiccante   part. pres.  di essiccare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza in grado di assorbire l'acqua contenuta in altre sostanze, che vengono, in tal modo, essiccate.
essiccare   ant. o lett. essicare, v. tr.  [io essicco, tu essicchi ecc]    • 1 •   rendere secco, asciugare, prosciugare: essiccare un bacino, una palude    • 2 •   (ind.) sottoporre a processo di essiccazione: essiccare i vegetali, le fibre tessili, i materiali edilizi  | essiccarsi v. rifl.    • 1 •   prosciugarsi: il lago si è essiccato    • 2 •   (fig.) esaurirsi, estinguersi: le grandi correnti spirituali della politica si erano essicate  (b. croce).
essiccativo   agg.  che ha la proprietà di essiccare.
essiccatoio   s.m.    • 1 •   apparecchio per essiccare    • 2 •   il luogo, il locale in cui si effettua l'essiccazione; seccatoio.
essiccatore   s.m.    • 1 •   operaio addetto all'essiccazione di sostanze e materiali vari | chi provvede alla raccolta dei residui delle saline e delle torbiere    • 2 •   essiccatoio.
essiccazione   s.f.  (ind.) operazione che consiste nel sottrarre parzialmente o completamente l'acqua o altri liquidi volatili da una sostanza o da un materiale.
essilio   e deriv.   ⇨ esilio e deriv. 
esso   pron. pers. m. di terza pers. sing.  [f. essa; pl. m. essi, f. esse] nelle forme del sing. si riferisce propriamente ad animale o cosa (per le persone si usa egli  o lui, ella  o lei), nelle forme del pl. anche a persone; si usa come soggetto e, meno com., come complemento (nell'uso parlato e sempre di più anche nell'uso scritto, in funzione di soggetto pl., quando ci si riferisca a persone, tende a essere sostituito da loro); viene per lo più sottinteso in funzione di soggetto quando è evidente di chi o ciò di cui si parli: ho rinunciato a quell'affare, benché (esso) rappresentasse per me la soluzione di molti problemi; non gettare quei libri, qualcuno (di essi) potrebbe ancora servirmi; quando essi arrivarono la festa era già finita; chi per esso, nell'uso burocr., chi ne fa le veci | si rafforza se è seguito da stesso, medesimo : essi stessi non sapevano cosa fare  | nell'uso lett., in funzione di agg.    • 1 •   nel sign. di questo, quello, tale, il medesimo, il suddetto : vid'io in essa luce altre lucerne  (dante par.  viii, 19)    • 2 •   come rafforzativo, equivale a lo stesso : e correr fra' primieri / pallido e scapigliato esso tiranno  (leopardi all'italia  112-113)    • 3 •   (ant.) rafforza un pron. pers., specialmente dopo la prep. con  (anche pleon. ; talora invar.): esso lui; con essa lei; montasi su in bismantova e 'n cacume / con esso i piè  (dante purg.  iv, 26-27); cominciarono a cantare, e la valle insieme con esso loro  (boccaccio dec.  vii introduzione).
essordio    ⇨ esordio.
essoterico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di un insieme di dottrine filosofiche o religiose destinate alla più ampia diffusione, anche presso i profani    • 2 •   (estens.) esterno, pubblico; noto, comprensibile a tutti § essotericamente avv. 
essoterismo   s.m.  il carattere di ciò che è essoterico; insegnamento essoterico.
essudare   v. intr.  [aus. avere] (med.) trasudare, filtrare.
essudativo   agg.  (med.) che si riferisce all'essudato o all'essudazione: liquido essudativo. 
essudato   s.m.  (med.) il versamento che si produce per essudazione: essudato sieroso, catarrale. 
essudazione   s.f.  (med) nei processi infiammatori, il passaggio di siero, di sangue ed elementi cellulari negli spazi interstiziali dei tessuti o in determinate cavità.
essuto   part. pass. ant.  di essere. 
est   s.m.    • 1 •   uno dei quattro punti cardinali, individuato dal sorgere del sole negli equinozi; più in generale, tutta la parte dell'orizzonte intorno a tale punto; oriente, levante    • 2 •   (estens.) zona di una regione situata a oriente rispetto alle altre: l'est della francia; l'est europeo  | i paesi dell'est, per antonomasia, i paesi dell'europa orientale.
establishment   s.m. invar.  gruppo di persone che detengono il potere in ambito economico e sociale; classe dirigente.
estaglio   s.m.  (dir.) contratto analogo al cottimo, in uso nell'italia meridionale.
estampida   s.f.  (mus.) forma di composizione strumentale in uso nei secc. xiii e xiv, derivata dalla sequenza.
estancia   s.f.  azienda per l'allevamento del bestiame, tipica delle praterie dell'america meridionale.
estasi   s.f.    • 1 •   stato mistico di distacco dall'esperienza esteriore e di unione con la divinità: cadere in estasi; esser rapito in estasi    • 2 •   (estens.) vivo piacere dell'animo; rapimento: andare in estasi per la musica; essere in estasi davanti a un bel quadro; un film che ha mandato in estasi il pubblico. 
estasiare   v. tr.  [io està sio ecc.] mandare in estasi: quella musica lo estasiava  | estasiarsi v. rifl.  andare in estasi, in visibilio; entusiasmarsi.
estasiato   part. pass.  di estasiare   agg.  colto da estasi; rapito d'ammirazione: sguardo estasiato; rimanere estasiato davanti a un tramonto  § estasiatamente avv. 
estate   ant. istate, state, s.f.  la stagione più calda dell'anno; nell'emisfero boreale ha inizio intorno al 21 giugno e termina il 23 settembre; nell'emisfero australe ha inizio invece intorno al 21 dicembre e termina intorno al 21 marzo | estate di san martino, il periodo di bel tempo che di solito si ha verso il giorno di san martino (11 novembre); (fig.) riferito a una persona anziana, periodo di particolare vitalità fisica e spirituale. dim. estatina  pegg. estataccia. 
estatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è proprio dell'estasi: rapimento estatico; visione, contemplazione estatica    • 2 •   che è in estasi; rapito, incantato: rimase estatico a contemplarla    • 3 •   (lett.) profondo, assoluto: il silenzio estatico della notte  § estaticamente avv. 
estemporaneità   s.f.  l'essere estemporaneo: l'estemporaneità di un discorso, di una decisione. 
estemporaneo   agg.    • 1 •   che è detto, scritto o attuato senza preparazione, improvvisando: discorso estemporaneo; versi estemporanei; intervento estemporaneo  ' con sfumatura negativa, non meditato, superficiale: una trovata estemporanea    • 2 •   che parla o scrive improvvisando: oratore, poeta estemporaneo  § estemporaneamente avv. 
estendere   v. tr.  [coniugato come tendere]    • 1 •   rendere più largo, più ampio: estendere i propri possedimenti  | distendere, allungare: estendere un arto    • 2 •   (fig.) incrementare, sviluppare, accrescere: estendere le proprie conoscenze; estendere il campo d'influenza di un partito    • 3 •   applicare a un maggior numero di persone: estendere un diritto, un'agevolazione    • 4 •   (lett.) stendere, compilare: estendere un atto notorio  | estendersi v. rifl.    • 1 •   allargarsi, ampliarsi: la città si è molto estesa in questi anni    • 2 •   avere una data lunghezza o superficie: le alpi si estendono dal passo di cadibona al golfo del quarnaro    • 3 •   (fig.) propagarsi, diffondersi: il contagio, il malcontento si va estendendo  | dilungarsi, parlare a lungo: estendersi su un argomento. 
estense   agg.  di este, cittadina in provincia di padova; della famiglia d'este, signori e duchi di molte città dell'italia settentrionale dal basso medioevo alla metà dell'ottocento: il palazzo estense; i domini estensi   s.m.  (spec. pl.) gli estensi, i duchi di casa d'este e i loro successori.
estensibile   agg.  che si può estendere; che si può applicare: la gomma è un materiale estensibile; una norma estensibile a tutti i procedimenti  | in espressioni di saluto dello stile epistolare: saluti estensibili a tutta la famiglia. 
estensimetro   s.m.  (tecn.) strumento per misurare le deformazioni elastiche di una struttura soggetta a sollecitazione esterna (p. e.  una trave).
estensione   s.f.    • 1 •   l'estendere, l'estendersi, l'essere esteso: estensione dei diritti politici; estensione di un arto  ' in lessicografia, ampliamento del significato proprio di un vocabolo per denotare oggetti o concetti affini: per estensione si chiama 'gamba' il sostegno verticale di un tavolo o di una sedia    • 2 •   dimensione in lunghezza e in larghezza; anche, durata, ampiezza nel tempo: l'estensione di un campo, di una proprietà; in tutta l'estensione della vita  (leopardi zibaldone) | estensione di una voce, di uno strumento musicale, gamma di suoni che può produrre, dal più grave al più acuto | l'estensione del termine, l'insieme di tutte le sfumature del suo significato | complemento di estensione, (gramm.) quello che indica la misura delle dimensioni: lunghezza, larghezza, altezza o profondità (p. e.  un muro alto tre metri, lungo dieci  e largo trenta centimetri; un pozzo profondo quindici metri)    • 3 •   in logica, detto di un concetto, l'insieme dei soggetti ai quali si può attribuire | nella logica contemporanea, ciò che è denotato da un nome, da un predicato, da un enunciato, e che corrisponde rispettivamente a un oggetto (o un individuo), una classe, un valore di verità (vero o falso)    • 4 •   (fisiol.) movimento che porta sulla stessa retta i due segmenti di un'articolazione; si contrappone a flessione ' in ginnastica, il passaggio del corpo o di una parte di esso da una posizione raccolta a una posizione di tensione.
estensivo   agg.  che estende: uso estensivo di un termine, quello che va oltre il significato proprio; interpretazione estensiva di una norma, che ne amplia il senso letterale, estendendola a casi non espressamente contemplati ma rientranti nel suo spirito | coltivazione estensiva, coltivazione agricola praticata su grandi superfici, ma senza perseguire un alto rendimento; si contrappone a coltivazione intensiva  | zone estensive, in urbanistica, zone residenziali con piccola densità edilizia § estensivamente avv. 
estenso   agg.  (non com.) esteso | per estenso, distesamente, dal principio alla fine.
estensore   agg.  che estende | (muscolo) estensore, (anat.) muscolo che permette il movimento di estensione  s.m.    • 1 •   chi compila, redige (un atto, una sentenza e sim.)    • 2 •   attrezzo ginnico per sviluppare il torace e i muscoli delle braccia, costituito da due o più molle d'acciaio estensibili, con manici alle due estremità.
estenuante   part. pres.  di estenuare   agg.  che estenua; spossante, snervante: un caldo, un viaggio estenuante  § estenuantemente avv. 
estenuare   v. tr.  [io estènuo ecc.]    • 1 •   stancare fino a togliere le forze; spossare, sfinire, snervare: le lunghe ore di guida lo avevano estenuato    • 2 •   (fig.) render povero: l'intenso sfruttamento ha estenuato il terreno  | estenuarsi v. rifl.  perdere le forze, esaurirsi, indebolirsi.
estenuativo   agg.  estenuante, spossante.
estenuato   part. pass.  di estenuare   agg.  privo di forze; spossato, snervato | (lett.) deperito, appassito: nei roseti le rose estenuate / cadono, quasi non odoran più  (d'annunzio) § estenuatamente avv. 
estenuazione   s.f.  l'estenuare, l'estenuarsi; sfinimento, spossatezza.
esterasi   s.f.  (chim. biol.) enzima che catalizza la scomposizione degli esteri.
estere   s.m.  (chim.) composto in cui l'idrogeno di un acido organico (esteri organici) o inorganico (esteri inorganici) è sostituito con un radicale organico.
esterificare   v. tr.  [io esterìfico, tu esterìfichi ecc.] (chim.) formare un estere mediante una reazione di esterificazione.
esterificazione   s.f.  (chim.) l'esterificare; reazione di formazione di un estere, p. e. per trattamento di un acido con un alcol.
esteriore   agg.    • 1 •   esterno; che è o appare di fuori: aspetto esteriore    • 2 •   che è estraneo alla vita dello spirito e alla sfera spirituale: il mondo esteriore  | fisico, materiale: doti esteriori    • 3 •   apparente, superficiale; che si limita all'aspetto formale: la sua generosità è soltanto esteriore   s.m.  apparenza: badare all'esteriore; giudicare dall'esteriore  § esteriormente avv.  all'esterno, di fuori | apparentemente.
esteriorità   s.f.  l'essere esteriore: esteriorità di una cerimonia  | atto, manifestazione esteriore; apparenza: badare molto all'esteriorità. 
esteriorizzare   v. tr.  palesare, manifestare esteriormente; estrinsecare: esteriorizzare la propria gioia  | esteriorizzarsi v. rifl.  o intr. pron.  rivelarsi all'esterno.
esteriorizzazione   s.f.    • 1 •   l'esteriorizzare; manifestazione, espressione    • 2 •   (psicol.) l'atto con cui rapportiamo le sensazioni agli oggetti esterni che ne sono la causa    • 3 •   (med.) la manovra usata, durante un'operazione chirurgica, per fare uscire dall'incisione un organo mobile, come l'intestino o lo stomaco, allo scopo di rendere più agevole il processo operatorio.
esterminare   e deriv.   ⇨ sterminare e deriv. 
esternalità   s.f.  (econ.) effetto esterno, consistente in un vantaggio o in un costo, che deriva a terzi da una transazione di mercato.
esternare   v. tr.  [io estèrno ecc.] rivelare, esprimere, manifestare ad altri: esternare i propri sentimenti; esternare un sospetto, un desiderio ' (assol.) manifestare pubblicamente la propria opinione, spec. di natura critica | esternarsi v. rifl.  e intr. pron.  esprimersi, manifestarsi | confidarsi, aprirsi.
esternato   s.m.  la condizione dell'allievo esterno di un convitto; si oppone a internato. 
esternazione   s.f.  l'esternare, l'esternarsi | potere di esternazione, facoltà del presidente della repubblica di manifestare le proprie opinioni al di fuori delle occasioni formali connesse con la sua carica.
esterno   agg.  [compar. esteriore; superl. estremo]    • 1 •   che è o appare di fuori: il muro esterno della villa; scala esterna, fuori della casa; non fermarti alle apparenze esterne!  | impressioni esterne, ricevute attraverso gli organi di senso | per uso esterno, si dice di medicamento che si applica sulle parti esterne del corpo | pericoli, nemici esterni, che provengono o agiscono dal di fuori | angolo esterno di un poligono, (geom.) quello adiacente a ogni angolo interno, formato prolungando uno dei lati oltre il vertice | (allievi) esterni, quelli che frequentano le lezioni di un convitto senza essere convittori | (candidato) esterno, privatista | economie, diseconomie esterne, esternalità | pianeti esterni, (astr.) i pianeti la cui orbita è più ampia di quella terrestre (marte, giove, saturno ecc.) | mondo esterno, (filos.) l'insieme delle cose che sono oggetto della percezione    • 2 •   (sport) si dice di incontro disputato sul campo della squadra avversaria; anche, di vittoria o sconfitta riportata su tale campo    • 3 •   superficiale, esteriore: un giudizio, un concetto esterno    • 4 •   (ant.) estraneo, straniero  s.m.    • 1 •   ciò che è di fuori; la parte esteriore o superficiale di qualcosa: l'esterno della casa  | all'esterno, di fuori    • 2 •   (sport) in alcuni giochi di palla, il giocatore che agisce lungo i bordi laterali del campo | nel baseball, ciascuno dei tre giocatori schierati nel settore del campo fuori del diamante, quando la squadra è in difesa: esterno sinistro; esterno centro; esterno destro    • 3 •   pl.  riprese cinematografiche girate all'aperto § esternamente avv.  all'esterno, dalla parte esterna.
estero   agg.    • 1 •   si dice di un paese straniero e di ciò che gli appartiene o gli si riferisce: stati esteri; prodotti esteri; valute estere    • 2 •   che riguarda i rapporti con uno o più stati stranieri: il commercio estero; la politica estera del governo; ministero degli (affari) esteri   s.m.  un paese straniero o l'insieme dei paesi stranieri: andare, vivere all'estero; notizie dall'estero; scambi commerciali con l'estero. 
esterocettore   s.m.  (fisiol.) recettore sensibile alle eccitazioni che provengono dall'esterno del corpo e che concernono tatto, dolore e temperatura.
esterofilia   s.f.  ammirazione esagerata per tutto ciò che viene dall'estero.
esterofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi mostra esterofilia.
esterofobia   s.f.  (non com.) xenofobia.
esterofobo   agg.  (non com.) xenofobo.
esteromania   s.f.  esterofilia.
esterrefatto   agg.  atterrito; sbalordito, sbigottito: a quella vista restò esterrefatto; sguardo esterrefatto; le madri / balzan ne' sonni esterrefatte  (foscolo sepolcri  108-109).
-estesia  -estesia secondo elemento di parole composte della terminologia per lo più medica, derivate dal greco o più spesso formate modernamente, dal gr. áisthìsis  'sensibilità, sensazione, percezione' (anestesia, iperestesia, sinestesia).
estesiologia   s.f.  parte della medicina che studia gli organi di senso.
estesiometro   s.m.  (med.) strumento per misurare la sensibilità tattile.
esteso   agg.    • 1 •   vasto, ampio; diffuso: un territorio esteso; un uso poco esteso  | per esteso, per intero, in forma non abbreviata: firmare per esteso  | voce estesa, (mus.) che possiede un registro ampio    • 2 •   (ant.) proteso, disteso § estesamente avv. 
est est est   loc. sost. m.  tipo di vino bianco, asciutto o amabile, prodotto nella zona di montefiascone (viterbo).
esteta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   chi ha il senso e il culto del bello; chi, nell'arte o nella vita, dà preminente importanza alla bellezza | seguace dell'estetismo    • 2 •   (estens.) chi mostra un'eccessiva raffinatezza di gusti e di modi.
estetica   s.f.    • 1 •   (filos.) la parte della filosofia che si occupa del bello e dell'arte: trattato di estetica; l'estetica hegeliana, crociana, positivistica  | dottrina della conoscenza sensibile: estetica trascendentale, in kant (1724-1804), studio delle forme a priori dell'intuizione sensibile    • 2 •   disciplina filosofica che studia le varie dottrine estetiche: è professore di estetica all'università di firenze    • 3 •   in senso generico, bellezza, aspetto esteriore: curare l'estetica; rovinare l'estetica di un edificio; istituto di estetica, nel linguaggio corrente, centro in cui ci si sottopone a particolari cure del corpo e a trattamenti di bellezza.
esteticità   s.f.  l'insieme dei caratteri estetici di un'opera; aspetto, valore estetico.
estetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'estetica; che concerne il bello e l'arte: principi, criteri estetici; giudizio estetico; senso, gusto estetico; i valori estetici di un'opera letteraria  | commento estetico, quello che analizza i pregi artistici di un'opera    • 2 •   bello, piacevole a vedersi: arredamento funzionale, ma poco estetico    • 3 •   che cura, che migliora la bellezza del corpo: massaggi, trattamenti estetici; chirurgia estetica  § esteticamente avv.  dal punto di vista estetico.
estetismo   s.m.    • 1 •   l'atteggiamento di chi attribuisce ai valori estetici un ruolo primario, concependo la vita essenzialmente come culto dell'arte e del bello: l'estetismo dannunziano    • 2 •   nella critica letteraria e artistica, modo di giudicare un'opera d'arte che dà assoluta preminenza ai valori estetici.
estetista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] persona esperta in prodotti e cure di bellezza.
estetistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'estetismo, conforme all'estetismo; estetizzante.
estetizzante   part. pres.  di estetizzare   agg.  che segue l'estetismo; che si compiace di modi da esteta: scrittore estetizzante; atteggiamento, posa estetizzante. 
estetizzare   v. intr.  [aus. avere] atteggiarsi a esteta.
estetologia   s.f.  (non com.) estetica, teoria filosofica del bello e dell'arte.
estetologo   s.m.  [pl. -gi] studioso di estetica, filosofo dell'arte.
estimabile   agg.  che si può stimare, valutare (quasi esclusivamente in espressioni negative): bene non estimabile, inestimabile.
estimale   agg.  di estimo, fatto mediante estimo: valutazione estimale. 
estimare   v. tr.  (lett.) ritenere, stimare, valutare: e seco estimò colui potersi beato chiamare  (boccaccio dec.  viii, 7).
estimativa    ⇨ stimativa.
estimativo   agg.  che serve a stimare, a valutare (anche in senso morale): computo estimativo. 
estimatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi stima, valuta, giudica    • 2 •   chi nutre ammirazione per qualcuno o per qualcosa: un estimatore del foscolo, della pittura fiamminga. 
estimatorio   agg.  (dir.) che concerne la stima, la valutazione di prezzi e valori: giudizio estimatorio  | contratto estimatorio, contratto con cui una parte consegna una o più cose mobili all'altra e questa si obbliga a pagarne il prezzo, salvo che restituisca le cose nel termine stabilito.
estimazione   s.f.    • 1 •   (lett.) stima, valutazione, considerazione: veggendola esso oltre ad ogni estimazione bellissima  (boccaccio dec.  ii, 7)    • 2 •   valutazione di prezzi e valori.
estimo   s.m.    • 1 •   stima, giudizio motivato sul valore di un bene economico    • 2 •   la disciplina che studia criteri e scopi di tale giudizio.
estinguere   v. tr.  [pres. io estìnguo ecc. ; pass. rem. io estinsi, tu estinguésti ecc. ; part. pass. estinto]    • 1 •   spegnere, soffocare: estinguere un incendio    • 2 •   (fig.) far cessare; eliminare, distruggere: estinguere la sete; estinguere un ricordo    • 3 •   cancellare, annullare: estinguere un conto, un mutuo, un debito, pagarlo; estinguere un reato, annullarne ogni rilevanza penale (p. e.  mediante un'oblazione volontaria) | estinguersi v. rifl.    • 1 •   spegnersi: l'incendio si è estinto da sé    • 2 •   (fig.) venir meno, finire: la sua popolarità si estinse presto  | cessare di esistere, scomparire per mancanza di discendenti: la famiglia dei medici si estinse nel xviii secolo; alcune specie animali si stanno estinguendo. 
estinguibile   agg.  che si può estinguere (anche fig.): un debito estinguibile in venti anni. 
estintivo   agg.  (dir.) che estingue, che è in grado di estinguere: cause estintive di un reato, di una pena. 
estinto   part. pass.  di estinguere   agg.  che ha cessato di essere | debito estinto, pagato | specie estinta, specie animale scomparsa  s.m.  [f. -a] (lett.) persona defunta: il caro estinto. 
estintore   s.m.  apparecchio, costituito da un contenitore a chiusura ermetica, che può scaricare un getto di sostanza antincendio  agg.  [f. -trice] (chim.) si dice di sostanza che provoca l'estinzione di una combustione: materiale estintore. 
estinzione   s.f.  l'estinguere, l'estinguersi, l'essere estinto: estinzione di un incendio; estinzione di un debito, di un reato, di una pena; l'estinzione di una famiglia; specie animale in estinzione. 
estirpamento   s.m.  (non com.) estirpazione.
estirpare   v. tr.    • 1 •   estrarre completamente, fino dalle radici; svellere, sradicare: estirpare le erbacce  | (estens.) asportare mediante intervento chirurgico: estirpare un dente, un tumore    • 2 •   (fig.) fare scomparire, eliminare radicalmente: estirpare l'analfabetismo, la mafia. 
estirpatore   agg.  [f. -trice] che estirpa  s.m.    • 1 •   chi estirpa (spec. fig.)    • 2 •   (agr.) attrezzo o macchina usato per estirpare le erbacce.
estirpatura   s.f.  operazione dell'estirpare le erbacce.
estirpazione   s.f.  l'estirpare, l'essere estirpato (anche fig.): estirpazione di un tumore; l'estirpazione di un'eresia. 
estispicio    ⇨ extispicio.
estivare   v. tr.  mandare il bestiame ai pascoli estivi di alta montagna | v. intr.  [aus. avere] (non com.) passare l'estate in un luogo diverso da quello in cui si risiede abitualmente.
estivazione   s.f.    • 1 •   migrazione estiva delle greggi e delle mandrie dal fondovalle ai pascoli d'alta montagna; alpeggio    • 2 •   sorta di letargo estivo in cui cadono vari animali delle regioni desertiche tropicali    • 3 •   in bachicoltura, procedimento consistente nel tenere a una temperatura costante di 25-30 ° c le uova appena deposte    • 4 •   (bot.) preflorazione    • 5 •   nell'industria dei laterizi, esposizione all'aria dell'argilla nel periodo estivo.
estivo   agg.  dell'estate, tipico dell'estate; che si usa d'estate: clima, caldo estivo; orario estivo; la residenza estiva; abiti estivi; vacanze estive  § estivamente avv.  (lett.) da estate.
esto   agg.  (ant.) questo: tutta esta gente che piangendo canta  (dante purg.  xxiii, 64).
estollere   v. tr.  [io estòllo ecc. ; mancano il pass. rem. e il part. pass.] (lett.)    • 1 •   alzare, innalzare: astolfo il rumor sente e 'l capo estolle  (ariosto o. f.  xxii, 12)    • 2 •   (fig.) esaltare, magnificare | estollersi v. rifl.  e intr. pron.    • 1 •   innalzarsi    • 2 •   allontanarsi, liberarsi: chi non gela e non suda e non si estolle / da le vie del piacer, là non perviene  (tasso g. l.  xvii, 61).
estone   agg.  dell'estonia  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita in estonia    • 2 •   lingua appartenente al gruppo ugro-finnico, parlata dagli estoni.
estorcere   v. tr.  [coniugato come torcere] ottenere da altri, con la violenza o con l'inganno, un bene o un vantaggio; carpire: estorcere a qualcuno una somma, una dichiarazione, una promessa. 
estorsione   s.f.  l'estorcere | (dir.) il delitto commesso da chi, costringendo altri con violenza o minacce a fare o a non fare qualcosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto.
estorsivo   agg.  di estorsione; fatto a scopo di estorsione: minacce estorsive. 
estorsore   s.m.  (dir.) chi commette reato di estorsione.
estorto   part. pass.  di estorcere  e agg.  nei sign. del verbo.
estra-  estra-  ⇨ extra-.
estraconiugale    ⇨ extraconiugale.
estracontrattuale    ⇨ extracontrattuale.
estradare   v. tr.  (dir.) consegnare per estradizione: estradare un criminale. 
estradizione   s.f.  (dir.) atto con il quale l'autorità di uno stato consegna, dietro richiesta di un altro stato, una persona che si trovi nel proprio territorio, ma che sia imputata o condannata nello stato richiedente: chiedere, concedere l'estradizione; estradizione attiva, con riferimento allo stato che la richiede; estradizione passiva, con riferimento allo stato che ne è richiesto.
estradosso   s.m.    • 1 •   (arch.) superficie esterna di un arco, di una volta e sim. (contrapposto a intradosso)    • 2 •   (aer.) lato superiore di un'ala.
estradotale   o extradotale [ex-tra-do-tà-le], agg.  (dir.) si diceva dei beni della moglie non costituiti in dote.
estraeuropeo    ⇨ extraeuropeo.
estragalattico    ⇨ extragalattico.
estragiudiciale, estragiudiziale%%%%%%%%%%%%%%%%%%  estragiudiciale, estragiudiziale  ⇨ extragiudiziale.
estragone   s.m.  pianta erbacea più nota come dragoncello : aceto, senape all'estragone. 
estraibile   agg.  che si può estrarre.
estraneazione    ⇨ estraniazione.
estraneità   s.f.  qualità, condizione di chi o di ciò che è estraneo.
estraneo   ant. estranio, estrano, agg.    • 1 •   che non ha rapporto con le cose o con le persone di cui si sta parlando; che è di natura diversa da ql. co: un'idea estranea al discorso; un individuo estraneo alla famiglia; rimanere estraneo a una discussione, non parteciparvi | corpo estraneo, qualsiasi formazione solida che dall'esterno penetri nell'organismo    • 2 •   (ant. , poet.) straniero, forestiero: così di naviganti audace stuolo / che mova a ricercar estranio lido  (tasso g. l.  iii, 4)    • 3 •   (lett.) strano, curioso, insolito: c'è qualche cosa d'estraneo in te  (d'annunzio)  s.m.  [f. -a] persona estranea; chi non appartiene a una famiglia, a una comunità, a un ambiente: trovarsi solo in mezzo a estranei  § estraneamente avv.  (rar.).
estraniare   v. tr.  [io estrànio ecc.] allontanare, rendere estraneo da ciò cui prima si era legati; straniare: estraniare qualcuno dalla famiglia, dagli studi  | estraniarsi v. rifl.  allontanarsi, isolarsi: estraniarsi dalla conversazione, dagli amici  | estraniarsi dalla realtà, perdere il contatto con la realtà isolandosi in un mondo tutto proprio.
estraniazione   o estraneazione, s.f.    • 1 •   l'estraniare, l'estraniarsi, l'essere estraniato; alienazione    • 2 •   straniamento.
estranio   estrano  ⇨ estraneo.
estraordinario    ⇨ straordinario.
estraparlamentare    ⇨ extraparlamentare.
estrapolare   non com. extrapolare [ex-tra-po-là-re], v. tr.  e intr.  [io estràpolo ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   (mat.) fare un'estrapolazione    • 2 •   (estens.) estrarre, dedurre; mettere in evidenza qualcosa isolandola dal suo contesto: estrapolare i dati salienti di una relazione. 
estrapolazione   non com. extrapolazione [ex-tra-po-la-zió-ne], s.f.    • 1 •   (mat.) procedimento con cui, sulla base dei dati osservati, si stima il valore assunto da una variabile al di fuori del campo di osservazione; è impiegato spec. in statistica, p. e. per determinare l'andamento futuro di un fenomeno, conoscendone l'andamento passato | (estens.) applicazione di una legge fuori dell'ambito per cui è stata formulata    • 2 •   l'estrarre, il dedurre da un contesto dati particolari | nella critica letteraria, estrazione di una frase dal suo contesto.
estraprocessuale   o extraprocessuale, agg.  (dir.) esterno al processo, al giudizio.
estrarre   v. tr.  [coniugato come trarre]    • 1 •   cavare, tirare fuori: estrarre il pugnale dal fodero; estrarre una spina dal dito; estrarre un dente, estirparlo | estrarre (a sorte) un numero, un nome, sorteggiarlo | estrarre la radice (quadrata) di un numero, (mat.) fare l'operazione mediante la quale si ottiene la radice di quel numero | estrarre una frase da un autore, isolarla dal contesto per citarla a parte    • 2 •   cavare minerali da un giacimento: estrarre il carbone    • 3 •   ricavare mediante vari procedimenti: estrarre il sale dall'acqua di mare, lo zucchero dalla barbabietola  | (chim.) asportare per mezzo di solventi da una miscela liquida o solida uno o più componenti.
estrasistole   e deriv.   ⇨ extrasistole e deriv. 
estratemporale    ⇨ extratemporale.
estraterritoriale   e deriv.   ⇨ extraterritoriale e deriv. 
estrattivo   agg.  che riguarda l'estrazione: impianti estrattivi; industria estrattiva, industria mineraria.
estratto   part. pass.  di estrarre  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   prodotto che si ricava da sostanze solide (minerali, vegetali, animali) o liquide trattate con solventi adatti o con altri metodi chimici o fisici; essenza: estratto di pomodoro, di carne; estratto di lavanda    • 2 •   compendio di un libro, di un documento ecc.: estratto dell'atto di nascita, copia che ne riproduce solo i dati essenziali | estratto conto, (banc.) distinta (normalmente cronologica) delle operazioni relative a un conto e dei saldi conseguenti    • 3 •   la pubblicazione separata, come opuscolo a sé stante, di uno scritto facente parte di una rivista o di una raccolta | l'opuscolo stesso così pubblicato    • 4 •   numero, nome uscito per sorteggio: il primo estratto avrà in premio un'automobile. 
estrattore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi è addetto a lavori di estrazione    • 2 •   nelle armi da fuoco, congegno destinato a estrarre i bossoli dalla camera di scoppio    • 3 •   strumento chirurgico che serve a estrarre dai tessuti i corpi estranei    • 4 •   (mecc.) attrezzo che si usa per estrarre un pezzo forzato in un altro (p. e.  uno spinotto da un foro, un pezzo stampato dallo stampo)    • 5 •   (chim.) apparecchio per l'estrazione di sostanze solide o liquide.
estravagante   agg.    • 1 •   si dice di scritti minori non inclusi dall'autore nel corpo delle sue opere, o non tramandati in esso: le rime estravaganti del petrarca    • 2 •   (ant.) stravagante  s.f.  (st.) ciascuna delle costituzioni imperiali o delle decretali pontificie non comprese nelle raccolte ufficiali.
estrazione   s.f.    • 1 •   l'estrarre, l'essere estratto; l'operazione con cui si estrae: l'estrazione dei minerali; l'estrazione di un dente; l'estrazione (dei numeri) del lotto; l'estrazione della radice quadrata di un numero    • 2 •   (chim.) procedimento di separazione, mediante solventi, di una o più sostanze dai materiali solidi o liquidi che le contengono    • 3 •   (econ.) procedura per individuare le obbligazioni da rimborsare periodicamente    • 4 •   (fig.) origine, condizione sociale: persona di umile estrazione. 
-estre  -estre suffisso derivato dal lat. -ìstre(m), presente in aggettivi denominali che indicano relazioni con la base da cui sono formati (alpestre, pedestre, terrestre).
estrema   s.f.  (sport) nel calcio e in altri giochi di squadra, ala: estrema destra, sinistra. 
estremante   part. pres.  di estremare   agg.  e s.m.  (mat.) si dice dei valori massimi o minimi (punto di massimo o di minimo) che può assumere una funzione.
estremare   v. tr.  (ant.) ridurre all'estremo, far diminuire; stremare | v. intr.  (ant.) ridursi all'estremo, diminuire.
estremismo   s.m.  l'atteggiamento di chi, spec. in politica, propugna idee estreme, di radicale e talora violenta opposizione a quelle dominanti; anche, il complesso di forze o di gruppi che assume tale atteggiamento: gli opposti estremismi, quello di destra e quello di sinistra.
estremista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi manifesta estremismo, spec. in politica; sostenitore di idee, misure estreme | usato anche come agg.  in luogo di estremistico : programma estremista. 
estremistico   agg.  [pl. m. -ci] che è proprio dell'estremismo o degli estremisti: tendenze, manifestazioni estremistiche  § estremisticamente avv. 
estremità   s.f.    • 1 •   il punto, la parte estrema di una cosa: l'estremità del palo, della lancia; l'estremità della coda; da un'estremità all'altra del paese    • 2 •   pl.  gli arti o le appendici del corpo degli animali; in partic., le mani e i piedi dell'uomo: avere le estremità gelate    • 3 •   (fig. lett.) termine, fine estremo    • 4 •   (lett.) eccesso, esagerazione    • 5 •   (ant.) miseria, necessità; tolga iddio che voi in sì fatta estremità venuto siate  (boccaccio epistole).
estremizzare   v. tr.    • 1 •   portare all'estremo, ai limiti estremi, all'eccesso: estremizzare un giudizio, un'interpretazione; estremizzare le tensioni sociali    • 2 •   ispirare a estremismo, rendere estremistico: estremizzare l'opposizione politica. 
estremizzazione   s.f.  l'estremizzare, l'essere estremizzato.
estremo   ant. stremo, agg.    • 1 •   ultimo (nello spazio o nel tempo): il limite, il confine estremo; fare un estremo tentativo  | estremo oriente, i paesi dell'asia orientale | l'ora estrema, il passo estremo, l'estremo respiro, quelli della morte | gli estremi onori, i funerali | l'estremo saluto, quello che si porge a un defunto | l'estremo supplizio, la pena capitale | estrema unzione, il sacramento dell'unzione degli infermi, detto pop. olio santo    • 2 •   (fig.) radicale, non moderato, spec. in politica: idee, tendenze estreme; estrema destra, sinistra, i partiti che occupano le ali esterne dello schieramento parlamentare e propugnano soluzioni politiche molto nette, sia in senso conservatore sia in senso riformatore o rivoluzionario    • 3 •   (fig.) grandissimo; gravissimo: sentire un estremo bisogno di riposo; trovarsi in estremo pericolo; un caso estremo  | prov.  : a mali estremi, estremi rimedi, situazioni molto gravi vanno fronteggiate con rimedi straordinari  s.m.    • 1 •   punto estremo, parte estrema; estremità: gli estremi di un segmento; gli estremi si toccano, le cose opposte hanno qualche somiglianza; ne lo stremo d'europa  (dante par.  vi, 5) | gli estremi di una proporzione, (mat.) il primo e il quarto termine    • 2 •   pl.  i dati essenziali che caratterizzano, che individuano qualcosa: gli estremi di un documento, di una pratica; gli estremi di un reato, le condizioni indispensabili perché esso sussista    • 3 •   limite, momento estremo; fine, termine: essere all'estremo delle forze; resistere fino all'estremo  | essere agli estremi, in fin di vita, in una situazione disperata | all'estremo, in estremo, alla fine    • 4 •   (fig.) colmo; eccesso: l'estremo della gioia, della disperazione; spingere le cose all'estremo; passare da un estremo all'altro  | all'estremo, al massimo grado: noioso, avaro all'estremo    • 5 •   (ant.) miseria, necessità: essendo così federigo venuto all'estremo  (boccaccio dec.  v, 9)    • 6 •   (sport) nel rugby, il giocatore più arretrato, schierato in difesa della linea di meta § estremamente avv.  al massimo grado; moltissimo.
estridi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti ditteri con numerose specie parassite | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
estrinsecamento   s.m.  estrinsecazione.
estrinsecare   v. tr.  [io estrìnseco, tu estrìnsechi ecc.] esternare, esprimere, manifestare: estrinsecare la propria gioia, le proprie opinioni  | estrinsecarsi v. rifl.  e intr. pron.  esprimersi, manifestarsi.
estrinsecazione   s.f.  l'estrinsecare, l'estrinsecarsi; espressione, manifestazione.
estrinseco   agg.  [pl. m. -ci] che non fa parte dell'essenza di una cosa, che viene dal di fuori; esterno, esteriore: motivi estrinseci; valore estrinseco; qualità estrinseche  § estrinsecamente avv. 
estro   s.m.    • 1 •   stimolo, impulso, ispirazione artistica, ardore della fantasia e dell'immaginazione; inventiva: seguire l'estro; scrivere, dipingere con estro; estro musicale, poetico    • 2 •   capriccio, ghiribizzo, desiderio improvviso e bizzarro: gli è venuto l'estro di viaggiare per mare  | a estri, a sbalzi, in modo irregolare    • 3 •   (biol.) manifestazione periodica dell'ovulazione nelle femmine dei mammiferi, durante la quale l'animale è disponibile all'accoppiamento    • 4 •   (zool.) genere di insetti ditteri parassiti di cavalli, buoi, pecore ecc. (fam.  estridi).
estroflessione   s.f.  (med.) ripiegamento verso l'esterno di un organo o di un tessuto: l'estroflessione di una palpebra. 
estroflesso   part. pass.  di estroflettere   agg.  (med.) si dice di organo o tessuto che presenta estroflessione.
estroflettere   v. tr.  [coniugato come flettere] piegare, incurvare verso l'esterno | estroflettersi v. rifl.  (med.) detto di organo o di tessuto, svilupparsi e incurvarsi verso l'esterno da un primitivo stato di invaginazione o da una superficie uniforme.
estrogeno   agg.  e s.m.  (biol.) si dice di sostanza che provoca l'estro | ormoni estrogeni, ormoni sessuali, prodotti soprattutto dai follicoli dell'ovaio, che sono responsabili dei caratteri sessuali secondari femminili e del ciclo mestruale.
estromettere   v. tr.  [coniugato come mettere] mettere fuori; espellere, escludere: estromettere qualcuno da un partito, da un'associazione. 
estromissione   s.f.  l'estromettere, l'essere estromesso | (dir.) mezzo con il quale il giudice civile libera una parte dall'ulteriore partecipazione al processo.
estrone   s.m.  (biol.) ormone estrogeno.
estrosità   s.f.  l'essere estroso; bizzarria.
estroso   agg.    • 1 •   che agisce secondo l'estro; capriccioso, bizzarro: un ragazzo, un temperamento estroso    • 2 •   che è fatto con estro inventivo, con originalità: un lavoro estroso  § estrosamente avv. 
estroversione   s.f.  (psicol.) tendenza a orientarsi verso il mondo esterno più che verso il proprio mondo interiore.
estroverso   non com. estrovertito [e-stro-ver-tì-to], part. pass.  di estrovertere   agg.  e s.m.  [f. -a] (psicol.) che, chi tende all'estroversione: carattere, temperamento, tipo estroverso  | nel linguaggio corrente, che, chi è aperto, comunicativo, espansivo: un ragazzo estroverso  § estroversamente avv. 
estrovertere   v. tr.  [pres. io estrovèrto ecc. ; part. pass. estrovèrso  (non com. estrovertito); manca il pass. rem.] (non com.) volgere verso l'esterno, verso il mondo esteriore | estrovertersi v. rifl.  (non com.) rivolgere la propria attenzione al mondo esterno.
estrovertito    ⇨ estroverso.
estrudere   v. tr.  [pass. rem. io estru si, tu estrudésti ecc. ; part. pass. estru so]    • 1 •   (lett.) spinger fuori, scacciare    • 2 •   (tecn.) sottoporre a estrusione.
estruere   o estrurre [e-strùr-re], v. tr.  (ant. , lett.) costruire, fondare, innalzare: tale il nipote del pelide estrusse / la sua cittade  (carducci).
estrusione   s.f.    • 1 •   (lett.) l'estrudere, lo spinger fuori    • 2 •   (geol.) emissione lenta di lava che si solidifica lungo il camino vulcanico    • 3 •   (tecn.) procedimento di lavorazione di materiali plastici, o resi temporaneamente tali (materiali metallici, materie plastiche e sim.), che consiste nel forzare il materiale attraverso un'apertura sagomata al fine di ottenere tubi, barre o profilati vari.
estrusivo   agg.    • 1 •   (lett.) atto a estrudere    • 2 •   (geol.) si dice di eruzione in cui i materiali eruttivi restano nel cratere anziché fuoruscirne.
estruso   part. pass.  di estrudere   agg.  e s.m.  (tecn.) si dice di elemento ottenuto per estrusione: un (profilato) estruso di alluminio. 
estrusore   s.m.  (tecn.) apparecchio per produrre fibre sintetiche e artificiali mediante estrusione.
estuare   v. intr.  [io èstuo ecc. ; non usati i tempi composti] (lett.) ardere, ribollire.
estuario   s.m.  foce di fiume allargata a imbuto, caratteristica delle coste basse esposte all'azione di forti maree.
estumescenza   s.f.  (rar.) rigonfiamento.
estuoso   agg.  (lett.)    • 1 •   ardente, ribollente: da 'l purissimo / turchino rifulgeva estuoso il gran sole d'agosto  (d'annunzio)    • 2 •   (estens.) ondeggiante; burrascoso.
esuberante   part. pres.  di esuberare   agg.    • 1 •   sovrabbondante, maggiore del necessario: produzione, raccolto esuberante; manodopera esuberante    • 2 •   rigoglioso, lussureggiante: vegetazione esuberante  ' florido, formoso: un corpo esuberante    • 3 •   (fig.) vivace, espansivo; pieno di vitalità, talora anche eccessiva: temperamento, persona esuberante  § esuberantemente avv. 
esuberanza   s.f.    • 1 •   sovrabbondanza, eccedenza: l'esuberanza della produzione cerealicola  | a esuberanza, in gran quantità    • 2 •   (fig.) vitalità, vivacità: l'esuberanza giovanile; frenare l'esuberanza di qualcuno. 
esuberare   v. tr.  [io e sùbero ecc.] (rar.) superare | v. intr.  [aus. avere] sovrabbondare.
esubero   s.m.  (burocr.) eccedenza, esuberanza: esubero della leva militare. 
esulare   v. intr.  [io è sulo ecc.; aus. avere]    • 1 •   andare in esilio    • 2 •   (fig.) essere estraneo, al di fuori: ciò esula dai miei interessi. 
esulceramento   s.m.  (non com.) esulcerazione.
esulcerare   v. tr.  [io e sùlcero ecc.]    • 1 •   ulcerare, piagare    • 2 •   (fig.) addolorare profondamente; esacerbare, inasprire: le continue amarezze hanno esulcerato il suo animo  | esulcerarsi v. rifl.  ulcerarsi, piagarsi.
esulcerativo   agg.  (non com.) che ha capacità di esulcerare.
esulcerazione   s.f.  l'esulcerare, l'esulcerarsi.
esule   agg.  e s.m.  e f.  che, chi va o è in esilio.
esultante   part. pres.  di esultare   agg.  che esulta, pieno di esultanza: pubblico, folla esultante. 
esultanza   s.f.  l'esultare; gioia, allegria molto intensa, spesso accompagnata da manifestazioni esteriori: accogliere una notizia con esultanza; essere al colmo dell'esultanza. 
esultare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   provare, manifestare grande allegrezza: esultare per la vittoria, di gioia    • 2 •   (lett.) essere nel pieno vigore e rigoglio: primavera dintorno / brilla nell'aria, e per li campi esulta  (leopardi il passero solitario  5-6).
esultazione   s.f.  (lett.) esultanza.
esumare   v. tr.  [io e sùmo (alla lat. è sumo) ecc.]    • 1 •   dissotterrare, disseppellire: esumare un cadavere    • 2 •   (fig.) rimettere in uso, riportare alla luce; trarre dall'oblio: esumare una vecchia usanza. 
esumazione   s.f.  l'esumare, l'essere esumato (anche fig.).
esurire   v. intr.  [io e surisco, tu e surisci ecc.; non usato nei tempi composti] (ant.) sentire, provare fame: esuriendo sempre quanto è giusto  (dante purg.  xxiv, 154).
esuvia   o exuvia, s.f.  (zool.) strato superficiale del tegumento che alcuni animali eliminano periodicamente con la muta.
et    ⇨ e 2.
eta   s.f.  o m. invar.  nome della settima lettera dell'alfabeto greco, corrispondente a e  lunga.
età   ant. o lett. etade [e-tà-de], etate, s.f.    • 1 •   ciascuno dei periodi della vita umana: ogni età ha i suoi problemi  | in tenera età, nella fanciullezza | la verde età, l'età fiorita, la giovinezza | età da marito, spec. in passato, si diceva di quella di ragazza matura per il matrimonio | l'età del discernimento, della ragione, in cui si è raggiunta la maturità mentale | mezza età, età intermedia tra la giovinezza e la vecchiaia | l'età critica, quella di trapasso tra la maturità e la vecchiaia; anche, quella compresa tra la fanciullezza e la pubertà | avere una certa età, non essere più giovane | un uomo d'età  (o di età avanzata), in età, piuttosto avanti con gli anni | avere una bella età, essere molto anziano | la terza età, quella senile | minore età  (o età minorile), in cui non è riconosciuta legalmente la capacità di disporre di sé e dei propri beni; maggiore età, in cui tale capacità è riconosciuta (nell'attuale legislazione italiana si consegue al compimento del diciottesimo anno) | età evolutiva, il periodo della vita che va dalla nascita al raggiungimento della piena maturità fisica e psichica: psicologia dell'età evolutiva  | età mentale, (psicol.) il livello intellettuale raggiunto dalla media degli individui in ciascuno degli anni dell'età evolutiva    • 2 •   gli anni della vita: che età hai?; all'età di trentatré anni  | detto anche di un animale o degli anni da cui una cosa è stata costruita: l'età di un cane; l'età di una chiesa; l'età della luna, i giorni trascorsi dall'ultimo novilunio | complemento d'età, (gramm.) secondo la grammatica tradizionale, quello che indica l'età di una persona (p. e.  una bambina di sei anni)    • 3 •   (lett.) la vita: movesi il vecchierel canuto e bianco / del dolce loco ov'ha sua età fornita  (petrarca canz.  xvi, 1-2)    • 4 •   periodo storico, epoca: l'età di augusto, di carlo magno; l'età antica, per antonomasia, l'epoca greco-romana | l'età di mezzo, per antonomasia, il medioevo    • 5 •   ciascuna delle suddivisioni della preistoria: età del ferro, del bronzo. 
etacismo   s.m.  (ling.) pronuncia della vocale greca antica eta come e, proposta dall'umanista olandese erasmo da rotterdam (1466-1536) e tuttora in uso nelle scuole classiche italiane; si contrappone alla pronuncia bizantina e moderna del greco, detta itacismo. 
etacista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, sostenitore dell'etacismo.
etacistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'etacismo; basato sull'etacismo: pronuncia etacistica. 
etade    ⇨ età.
etanale   agg.  solo in aldeide etanale, (chim.) acetaldeide.
etano   s.m.  (chim.) idrocarburo saturo contenente due atomi di carbonio, gassoso, di origine petrolifera; è usato come combustibile, come mezzo refrigerante e per sintesi organiche.
etanolo   s.m.  (chim.) alcol etilico.
etate    ⇨ età.
et cetera   loc. avv.  (ant.) eccetera; sopravvive nella forma abbr. etc. , che si alterna con ecc. 
etcì    ⇨ eccì.
etera   (1) s.f.    • 1 •   nella grecia antica, cortigiana, donna colta e raffinata    • 2 •   (lett.) meretrice.
etera   (2)  ⇨ etere 1.
eteradelfia   s.f.  (med.) mostruosità per cui, di due individui nati uniti, uno è privo di testa e connesso alla parte anteriore dell'altro.
etere   (1) ant. etera, s.m.    • 1 •   secondo gli antichi, la parte più alta, pura e limpida dello spazio al disopra dell'atmosfera | etere cosmico, fluido imponderabile che, fino al secolo scorso, si pensava riempisse uniformemente lo spazio e fosse sede dei fenomeni elettromagnetici    • 2 •   lo spazio come luogo di propagazione delle onde elettromagnetiche: televisione via etere  (in contrapposizione a via cavo); spartizione dell'etere tra emittenti radiotelevisive    • 3 •   (lett.) aria | (estens.) cielo, volta celeste: allor s'udì tre volte strider l'aquila / dall'etere sublime  (d'annunzio).
etere   (2) s.m.  (chim.) composto organico costituito da due radicali alchilici o da due radicali arilici, o da uno per tipo, collegati a uno stesso atomo di ossigeno | etere (etilico), liquido volatile, facilmente infiammabile, usato in passato come anestetico.
etereo   (1) ant. eterio, agg.  (lett.)    • 1 •   dell'etere, del cielo: spazio etereo; a me non ride  /... dall'eterea porta / il mattutino albor  (leopardi ultimo canto di saffo  27-29)    • 2 •   (estens.) celeste, spirituale: bellezza eterea  | immateriale, quasi incorporeo: una creatura eterea. 
etereo   (2) agg.  (chim.) relativo all'etere | narcosi eterea, (med.) quella ottenuta mediante inalazione di etere etilico.
eteria   s.f.    • 1 •   nell'antica atene, associazione politica di carattere oligarchico    • 2 •   nel medioevo bizantino, corpo di mercenari stranieri addetto alla tutela personale dell'imperatore    • 3 •   nella grecia moderna, associazione politico-patriottica.
eterico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) etereo.
eterificare   v. tr.  [io eterìfico, tu eterìfichi ecc.] (chim.) sottoporre a eterificazione | v. intr.  [aus. essere], eterificarsi v. rifl.  trasformarsi in etere.
eterificazione   s.f.  (chim.) reazione chimica che determina la formazione di eteri.
eterio    ⇨ etereo 1.
eterismo   s.m.  (med.) intossicazione cronica da ingestione o inalazione di etere etilico.
eterizzare   v. tr.  (med.) anestetizzare con etere etilico.
eterizzazione   s.f.  (med.) l'eterizzare, l'essere eterizzato.
eternale   ant. etternale, agg.  (ant. , poet.) eterno: tale scendeva l'etternale ardore  (dante inf.  xiv, 37) § eternalmente avv. 
eternare   ant. etternare, [io etèrno ecc.] rendere eterno; immortalare: eternare il proprio nome  | eternarsi v. rifl.  procurarsi fama imperitura, immortalarsi: m'insegnavate come l'uom s'etterna  (dante inf.  xv, 85).
eternit   ® s.m.  (edil.) materiale da costruzione duro e leggero, ottenuto per impasto di cemento con fibre di amianto, usato per coperture, lastre, tubi ecc.; fibrocemento.
eternità   ant. etternità, s.f.    • 1 •   l'essere eterno: l'eternità di dio  | la durata infinita del tempo, spec. con riferimento alla vita futura: per tutta l'eternità    • 2 •   la vita eterna, l'immortalità: le porte dell'eternità    • 3 •   (fam.) con valore iperbolico, spazio di tempo molto lungo: aspettare un'eternità. 
eterno   ant. etterno, agg.    • 1 •   che non ha né principio né fine, riferito a dio o a cose divine: il padre eterno  | verità eterna, immutabile, superiore al trascorrere del tempo e al variare degli eventi    • 2 •   che ha principio ma non ha fine: le pene eterne dell'inferno  | la vita eterna, quella ultraterrena | l'eterno riposo, la morte, vista spec. in contrapposizione ai travagli terreni | la felicità eterna, il paradiso | la morte eterna, la dannazione infernale    • 3 •   destinato a durare quanto il mondo: fama, gloria eterna  | la città eterna, per antonomasia, roma    • 4 •   che durerà per tutta la vita: giurarsi eterno amore; serbare eterna gratitudine  | che non si consuma mai; resistente, duraturo: un vestito eterno; scarpe eterne    • 5 •   che non dà segno di finire; interminabile, lunghissimo: un discorso eterno  | che si ripete continuamente; continuo, ininterrotto: eterne promesse; i paesi dell'eterna primavera    • 6 •   si dice di persona che persiste nel medesimo atteggiamento, senza adeguarsi al mutare delle situazioni: è un eterno ottimista  | un eterno bambino, si dice di chi, pur essendo adulto, dimostra un'ingenuità o una sensibilità infantile  s.m.  ciò che non ha mai fine; la vita ultraterrena: io, che al divino da l'umano, / a l'etterno dal tempo era venuto  (dante par.  xxxi, 37-38) | l'eterno, dio | in eterno, per l'eternità § eternamente avv.  per l'eternità costantemente, sempre: ti sarò eternamente grato. 
etero-  etero- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. héteros  'altro, diverso' (eteroclito, eteronomia).
eterocentrico   agg.  [pl. m. -ci] che ha diverso centro: anelli eterocentrici. 
eterociclico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composti organici a molecola anulare in cui uno degli atomi costituenti l'anello è diverso dal carbonio.
eteroclisia   s.f.  l'essere eteroclito.
eteroclito   agg.    • 1 •   (gramm.) si dice di sostantivo, aggettivo e verbo che nel corso della flessione alterna forme con diverso tema (p. e. vado - andiamo)    • 2 •   (lett.) strano, bizzarro: un tipo eteroclito  ' disparato, eterogeneo: i cassetti, gli armadi, le cassepanche rigurgitavano di oggetti eterocliti  (moravia).
eterocromosoma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) cromosoma diverso dagli altri; in partic., si dice dei cromosomi sessuali.
eterodina   s.f.  in radiotecnica, dispositivo che genera oscillazioni di una determinata frequenza, ottenute mediante la mescolanza di oscillazioni di diversa frequenza prodotte da due differenti oscillatori.
eterodiretto   agg.  (psicol.) si dice di chi ha scarsa autonomia di decisione e di comportamento e subisce facilmente l'iniziativa e la volontà altrui.
eterodonte   agg.  si dice di animale avente i denti di forme diverse.
eterodossia   s.f.  l'essere eterodosso: eterodossia religiosa. 
eterodosso   agg.  che segue opinioni o dottrine discordanti da quelle comunemente o ufficialmente accettate, spec. in fatto di religione; che concerne tali dottrine: opinioni, correnti eterodosse   s.m.  [f. -a] chi professa dottrine o opinioni eterodosse § eterodossamente avv. 
eteroeducazione   s.f.  (pedag.) l'azione educativa svolta da un maestro o in genere dall'esterno, e non dal soggetto stesso (autoeducazione).
eterofillia   s.f.  (bot.) presenza in una stessa pianta di foglie di forma diversa (p. e.  l'edera).
eterofillo   agg.  (bot.) si dice di pianta che presenti eterofillia.
eterofonia   s.f.  (mus.) esecuzione di una melodia da parte di più esecutori, dei quali uno rispetta la versione originale, mentre gli altri ne eseguono delle varianti; è un procedimento presente nella musica non europea e nell'antica musica greca.
eteroforia   s.f.  (med.) disturbo della visione, provocato da disequilibrio muscolare, per il quale gli assi visivi risultano non paralleli.
eterogamete   s.m.  (biol.) gamete che presenta differenze morfologiche secondo che appartenga al sesso maschile o femminile.
eterogamia   s.f.  (biol.) riproduzione sessuata nella quale i gameti dei due sessi differiscono per forma e dimensione; è propria delle piante superiori e degli animali.
eterogeneità   s.f.  l'essere eterogeneo.
eterogeneo   agg.    • 1 •   che ha natura o proprietà differenti; che si compone di elementi disparati non armonizzabili tra loro; non omogeneo: oggetti eterogenei; folla eterogenea    • 2 •   (gramm.) si dice di sostantivo che al plurale ha o può avere un genere diverso (p. e. orecchio, orecchi, orecchie; osso, ossi, ossa)    • 3 •   (chim.) si dice di reazione o di equilibrio tra specie chimiche che si trovano in differente stato di aggregazione | catalisi eterogenea, quella in cui un gas o un liquido o entrambi reagiscono per effetto di un catalizzatore solido § eterogeneamente avv. 
eterogenesi   s.f.    • 1 •   teoria evoluzionistica per cui gli organismi si trasformano secondo una legge di perfezionamento che li fa progredire in maniera discontinua    • 2 •   (biol.) abiogenesi    • 3 •   anomalia organica consistente in un'alterazione del numero e della disposizione degli organi    • 4 •   eterogenesi dei fini, principio formulato dallo psicologo e filosofo tedesco w. wundt (1832-1920), secondo il quale le azioni umane possono conseguire fini diversi da quelli che persegue chi le compie.
eterogonia   s.f.  (biol.) alternanza di riproduzione partenogenetica e non partenogenetica in alcuni animali.
eterointegrazione   s.f.  (dir.) il completamento delle lacune di un ordinamento giuridico con l'applicazione di norme che sono al di fuori della legge a cui si riferiscono, ma sono pur sempre interne a quell'ordinamento.
eterologo   agg.  [pl. m. -ghi] (chim.)    • 1 •   in una miscela di sostanze che contengono elementi chimici di uno stesso gruppo o con proprietà simili (serie omologhe), si dice di elemento appartenente a un gruppo diverso    • 2 •   (biol.) di origine o specie differente; che presenta diversità di struttura: tessuto, organo eterologo. 
eteromero   agg.  (bot.) si dice di fiore in cui i verticilli fiorali non presentano tutti l'identico numero di elementi.
eterometabolo   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di insetto a metamorfosi incompleta.
eteromio   s.m.  piccolo mammifero roditore americano delle zone desertiche; ha pelame grigio ocra e coda lunghissima.
eteromorfismo   s.m.  (bot.) presenza su una medesima pianta di organi diversi aventi la stessa funzione (p. e.  radici normali e radici aeree nell'edera).
eteromorfo   agg.  (bot.) si dice di pianta che presenta eteromorfismo.
eteroneuri   s.m. pl.  (zool.) sottordine di insetti lepidotteri che hanno le nervature delle ali anteriori diverse da quelle delle ali posteriori | sing.  [-o] ogni insetto di tale sottordine.
eteronimia   s.f.  (ling.) fenomeno per cui nomi di persone, animali o cose che costituiscono naturalmente una coppia hanno etimologie differenti (p. e. marito  e moglie).
eteronimo   agg.    • 1 •   (ling.) si dice di nome unito a un altro da un rapporto di eteronimia    • 2 •   si dice di opera letteraria o scientifica pubblicata con nome diverso da quello dell'autore.
eteronomia   s.f.  nella filosofia morale di kant, dipendenza della volontà da motivazioni e fini a essa estranei.
eteronomo   agg.  (filos.) che presenta eteronomia; che si trova in condizioni di eteronomia § eteronomamente avv. 
eteropolare   agg.  (chim.) si dice di legame chimico in cui gli elettroni di legame sono spostati verso l'atomo più elettronegativo.
eteropolio   s.m.  (econ.) forma di mercato in cui ciascun venditore di un bene o di un servizio si riferisce, senza concorrenza, a una sua fascia di pubblico, grazie a un'offerta qualitativamente diversificata.
eterosessuale   agg.  e s.m.  e f.  che, chi presenta eterosessualità: un (individuo) eterosessuale; rapporto eterosessuale. 
eterosessualità   s.f.  attrazione sessuale verso l'altro sesso.
eterosfera   s.f.  (geog.) la parte esterna dell'atmosfera terrestre, da circa 80 km di quota in su.
eterosillabico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di vocale o consonante che non appartiene alla sillaba considerata.
eterotallico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) si dice di vegetale avente organi sessuali funzionalmente distinti, portati da individui diversi.
eterotassia   s.f.  (biol.) disposizione anormale di certi organi.
eterotermo   agg.  si dice degli animali (p. e.  i rettili e i pesci) la cui temperatura corporea varia col variare di quella dell'ambiente; pecilotermo.
eterotopia   s.f.  (anat.) presenza di un tessuto o di un organo in una sede diversa da quella normale.
eterotrapianto   s.m.  (med.) trapianto eseguito in un organismo animale con tessuti od organi di un animale di specie diversa (p. e.  dal maiale all'uomo).
eterotrofia   s.f.  (biol.) proprietà dell'uomo, degli animali e delle piante sprovviste di clorofilla di nutrirsi di sostanze organiche già elaborate da altri esseri viventi.
eterotrofo   agg.  (biol.) che presenta eterotrofia: organismi eterotrofi. 
eterotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti emitteri con corpo depresso, ali anteriori in parte coriacee, posteriori membranose; vi appartengono le cimici, l'idrometra ecc. | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
eterozigote   agg.  e s.m.  (biol.)    • 1 •   in genetica, si dice di una coppia di cromosomi che ha, in due punti corrispondenti, due geni che trasmettono lo stesso carattere ma con particolarità diverse, e di cui uno (dominante) prevale sull'altro (recessivo)    • 2 •   si dice di gemelli risultanti dalla fecondazione di uova diverse.
etesii   s.m. pl. , ant. etesie s.f. pl. , venti periodici che spirano nel mediterraneo orientale, soprattutto nei mesi estivi | anche come agg.  (poet.): venti etesii; vien dal verde paese di cibele / d'etesie mormoranti aure un conforto  (carducci).
ethos   s.m.  moralità, costume, norma di vita; il comportamento pratico dell'uomo e delle società umane.
etica   s.f.    • 1 •   parte della filosofia che si occupa del problema morale, ossia del comportamento dell'uomo in relazione ai mezzi, ai fini e ai moventi: etica edonistica, utilitaristica; etica cristiana, protestante    • 2 •   modello di comportamento che un individuo o un gruppo di individui segue nelle proprie azioni | etica professionale, l'insieme dei doveri inerenti all'esercizio di una determinata professione; deontologia.
etichetta   (1) s.f.    • 1 •   cartellino che si applica su oggetti vari per indicarne il contenuto, la provenienza, il prezzo o altre caratteristiche: l'etichetta di una bottiglia; attaccare, staccare un'etichetta    • 2 •   (fig.) formula generica usata per designare un movimento artistico, politico ecc.: poeti raccolti sotto l'etichetta dell'ermetismo | affibbiare un'etichetta a qualcuno  o a qualcosa, classificarli superficialmente, attribuire loro in modo schematico dei caratteri che non sempre corrispondono al vero    • 3 •   casa discografica    • 4 •   (inform.) stringa di caratteri che identifica un'informazione più complessa.
etichetta   (2) s.f.  il complesso delle regole che fissano il cerimoniale della vita di corte e delle manifestazioni ufficiali; insieme di norme di comportamento tipiche della vita dell'alta società: l'etichetta richiede l'abito scuro  | senza etichetta, alla buona | badare all'etichetta, all'apparenza, alle forme esteriori.
etichettare   v. tr.  [io etichétto ecc.]    • 1 •   munire di etichetta    • 2 •   (fig.) classificare, definire in modo approssimativo e schematico (spesso con sfumatura spreg.): etichettare un fenomeno, una persona. 
etichettatrice   s.f.  apparecchio per applicare meccanicamente etichette.
etichettatura   s.f.  l'etichettare, l'operazione di applicare etichette.
eticità   s.f.    • 1 •   carattere di ciò che è etico    • 2 •   nella filosofia hegeliana, l'insieme dei valori morali che si realizzano in istituti come la famiglia, la società civile e lo stato.
etico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'etica; che riguarda i costumi, il comportamento: problema etico; giudizio etico  | virtù etiche, nella filosofia aristotelica, le virtù morali che l'uomo realizza subordinando la propria azione a un principio razionale e scegliendo il giusto mezzo tra due eccessi; si contrappongono alle virtù dianoetiche  | stato etico, nella filosofia hegeliana, lo stato concepito come la più alta espressione della vita spirituale della comunità umana    • 2 •   dativo etico, (gramm.) quello indicante la persona che mostra un particolare interesse per l'azione espressa dal verbo (p. e.  statemi  bene) x eticamente avv.  dal punto di vista etico; secondo i principi dell'etica.
etico   (2) agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] (antiq.) tisico | febbre etica, di chi è affetto da tisi.
etico   (3) agg.  [pl. m. -ci] (ling. , antropol.) si dice dell'aspetto descrittivo di un fenomeno linguistico o di un fatto culturale.
etilato   agg.  (chim.) si dice di composto contenente uno o più gruppi etilici  s.m.  (chim.) composto formato dal radicale etossilico unito a un metallo: etilato di sodio. 
etile   s.m.  (chim.) radicale derivato dall'etano per eliminazione di un atomo di idrogeno.
etilene   s.m.  (chim.) idrocarburo alifatico insaturo a due atomi di carbonio, gassoso, presente nei gas petroliferi, usato nell'industria chimica, spec. per produrre materie plastiche, e anche come combustibile, anestetico e accelerante della maturazione della frutta.
etilenico   agg.  [pl. m. -ci] in chimica: serie etilenica, gruppo di idrocarburi alifatici caratterizzati dalla presenza nella molecola di un doppio legame; radicale etilenico, radicale organico alifatico contenente un doppio legame.
etilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto contenente un etile: alcol etilico; etere etilico. 
etilismo   s.m.  alcolismo.
etilista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] alcolista.
etilometro   s.m.  strumento per misurare la concentrazione di alcol etilico nell'alito e valutare quindi l'eventuale stato di ebbrezza degli automobilisti.
etimare   v. tr.  e intr.  [io ètimo ecc. ; aus. dell'intr. avere] (non com.) etimologizzare.
etimo   s.m.  (ling.) la forma più antica alla quale si può risalire nella storia di una parola (p. e.  il lat. fili°um  è l'etimo dell'it. figlio).
etimologia   s.f.    • 1 •   scienza che studia l'origine e la storia delle parole di una lingua    • 2 •   etimo, forma più antica di una parola; spiegazione della sua origine: etimologia prossima  o remota, a seconda che si risalga meno o più indietro nel tempo (p. e. cubo  ha come etimologia prossima il lat. cu°bum  e come etimologia remota il gr. ky/bos, cui risale la voce lat.) | etimologia popolare, paretimologia.
etimologico   agg.  [pl. m. -ci] dell'etimologia, relativo all'etimologia: ricerche etimologiche  | dizionario etimologico, quello che indica l'etimologia dei singoli vocaboli registrati | significato etimologico di una parola, il suo significato più antico | figura etimologica, procedimento stilistico consistente nell'accostare parole che hanno la stessa radice o anche solo significato simile (p. e. vivere  la vita; dormire  un lungo sonno)  s.m.  (ant.) etimologista § etimologicamente avv.  dal punto di vista dell'etimologia.
etimologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si dedica a studi e ricerche etimologiche.
etimologizzare   v. intr.  [aus. avere] cercare, ricostruire etimologie | v. tr.  dare l'etimologia di una parola: etimologizzare un termine straniero. 
etimologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] etimologista.
etio-  etio-  ⇨ ezio-.
etiologia   e deriv.   ⇨ eziologia e deriv. 
etiope   ant. etiopo [e-tì-o-po o  e-ti-ò-po], agg.  dell'etiopia, stato dell'africa orientale  s.m.  e f.    • 1 •   chi è nato, chi abita in etiopia    • 2 •   (antiq.) chi appartiene alle popolazioni nere dell'africa.
etiopico   agg.  [pl. m. -ci] dell'etiopia; degli etiopi.
etiopo    ⇨ etiope.
etisia   s.f.    • 1 •   (non com.) tisi, tubercolosi    • 2 •   (fig. lett.) debolezza, prostrazione.
etmoidale   agg.  (anat.) dell'etmoide.
etmoide   s.m.  (anat.) osso della base del cranio che concorre a formare le orbite e le fosse nasali.
etnarca   s.m.  [pl. -chi] s.m.    • 1 •   nell'oriente mediterraneo ellenistico, sovrano di una regione formalmente soggetta a una monarchia sovranazionale    • 2 •   patriarca o metropolita dei cristiani orientali sottoposti a dominazione straniera, al quale erano riconosciuti rappresentatività e poteri sui propri fedeli anche in campo civile.
etneo   agg.  (lett.) dell'etna, vulcano della sicilia: là dove calca la montagna etnea  / al fulminato encelado le spalle  (ariosto o. f.  xii, 3-4)  s.m.  [f. -a]    • 1 •   (lett.) chi abita sulle pendici dell'etna    • 2 •   abitante, nativo dell'antica città di etna.
etnia   s.f.  gruppo umano accomunato da determinati caratteri fisici, linguistici e culturali.
etnico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio di una razza o di un popolo: affinità etniche  | gruppo etnico, aggregato sociale contraddistinto da caratteri razziali comuni o, più specificamente, da stessa cultura e lingua | (aggettivi, nomi) etnici, (ling.) quelli che indicano l'appartenenza a un popolo, a una nazione, a una regione, a una città (p. e. americano, toscano, romano)    • 2 •   (antiq.) pagano, idolatra; eretico § etnicamente avv.  dal punto di vista etnico.
etnismo   s.m.  esaltazione del proprio gruppo etnico e di ciò che a esso è proprio.
etno   - primo elemento di parole composte, di formazione moderna, dal gr. éthnos  'popolo, razza' (etnologia).
etnocentrico   agg.  [pl. m. -ci] dell'etnocentrismo, ispirato a etnocentrismo § etnocentricamente avv. 
etnocentrismo   s.m.  concezione e comportamento sociali basati sulla solidarietà con il gruppo (etnico, sociale, politico) di appartenenza e su ostilità e disprezzo verso gli altri gruppi.
etnocidio   s.m.  (non com.) genocidio.
etnografia   s.f.  studio dei costumi e delle tradizioni dei popoli con intento puramente descrittivo.
etnografico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'etnografia: atlante etnografico  § etnograficamente avv.  dal punto di vista dell'etnografia.
etnografo   s.m.  [f. -a] studioso di etnografia.
etnolinguistica   s.f.  settore della linguistica che studia i rapporti tra linguaggio e cultura in senso antropologico ed etnologico.
etnolinguistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'etnolinguistica: studi etnolinguistici. 
etnologia   s.f.  disciplina che studia le culture dei vari gruppi umani, in partic. le strutture delle società primitive; antropologia culturale.
etnologico   agg.  [pl. m. -ci] dell'etnologia, che concerne l'etnologia: ricerche etnologiche  § etnologicamente avv.  dal punto di vista etnologico.
etnologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di etnologia.
etnomusicale   agg.  di, relativo alla musica popolare.
etnomusicologia   s.f.  lo studio di qualunque musica in relazione al contesto socioculturale | lo studio delle tradizioni musicali popolari, di trasmissione orale; lo studio delle civiltà musicali non europee.
etnonimo   s.m.  nome etnico.
etnostoria   s.f.  studio storico delle più antiche civiltà o dell'evoluzione dei popoli primitivi.
-eto  -eto suffisso derivato dal lat. -ìtu(m), presente in nomi con significato collettivo che indicano il luogo dove si trovano determinate piante o colture (agrumeto, canneto, castagneto, vigneto) o, più genericamente, dove si trovano molte cose dello stesso genere (sepolcreto).
etolico   agg.  [pl. m. -ci] dell'etolia, antica regione della grecia, o dei suoi abitanti: (dialetto) etolico  | lega etolica, confederazione tra le città dell'etolia operante dalla fine del sec. iv al 146 a. c.
etologia   s.f.    • 1 •   disciplina derivata dalla zoologia che studia il comportamento degli animali nei rapporti reciproci e con l'ambiente naturale | studio dell'adattamento delle piante all'ambiente    • 2 •   un tempo, studio dei costumi umani nei diversi contesti storici | (psicol.) studio dei caratteri; caratterologia.
etologico   agg.  [pl. m. -ci] di etologia, relativo all'etologia: studi etologici  § etologicamente avv.  da un punto di vista etologico.
etologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di etologia.
etopea   s.f.  nell'antica retorica, descrizione del costume morale di una persona.
etossilazione   s.f.  (chim.) reazione che ha il risultato di introdurre il gruppo etossilico in una molecola.
etossilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice del gruppo radicale ottenuto dall'alcol etilico per eliminazione di un atomo di idrogeno dal suo gruppo ossidrilico.
etra   s.m.  [solo sing.] (poet.) l'aria, il cielo, l'etere: immenso e puro / l'etra si spande  (monti).
etrusco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   dell'etruria, antica regione italica in gran parte corrispondente all'odierna toscana: popolo, vaso etrusco    • 2 •   (poet.) toscano: o dell'etrusco metro inclito padre  (leopardi sopra il monumento di dante  74)  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo dell'antica etruria    • 2 •   la lingua parlata dagli etruschi.
etruscologia   s.f.  studio della civiltà, dell'arte e della lingua etrusca.
etruscologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di etruscologia.
etta-  etta-  ⇨ epta-.
-ettaccio  -ettaccio suffisso risultante dalla combinazione di -etto  e -accio, che serve ad alterare in senso diminutivo e insieme peggiorativo la base nominale con cui entra in composizione (librettaccio).
ettacordo    ⇨ eptacordo.
ettaedro   o eptaedro, s.m.  (geom.) corpo solido a sette facce.
ettagonale   agg.  (geom.) si dice di poligono che ha sette lati e di figura che ha forma di ettagono.
ettagono   o eptagono, s.m.  (geom.) poligono di sette lati e sette angoli.
-ettare  -ettare suffisso di verbi derivati da altri verbi con valore attenuativo (fischiettare, scoppiettare) [ ⇨ -icchiare].
ettaro   s.m.  unità di misura di superficie agraria che equivale a 100 are, cioè a 10. 000 m2.
ette   s.m.  [solo sing.] (fam. antiq.) nulla: non capisci un ette!  | poco, un nonnulla: è mancato un ette che non ti sfuggisse di mano. 
etterno   e deriv.   ⇨ eterno e deriv. 
-ettino  -ettino suffisso alterativo di nomi e aggettivi, originato dalla combinazione di -etto  e -ino; ha valore diminutivo e vezzeggiativo insieme (cosettina, pochettino).
etto   s.m.  abbr. di ettogrammo, comune nella lingua dell'uso: un etto di burro. 
-etto  -etto suffisso che altera in senso diminutivo, e spesso vezzeggiativo, sostantivi o aggettivi (foglietto, piccoletto) [ ⇨ -ino].
etto-  etto- prefisso derivato dal fr. hecto-, abbr. convenzionale del gr. hekatón  'cento'; anteposto all'unità di misura, ne moltiplica il valore per cento (ettogrammo, ettolitro).
ettogrammo   s.m.  misura di peso e di massa pari a cento grammi.
ettolitro   s.m.  misura di capacità pari a cento litri.
ettometro   s.m.  misura lineare pari a cento metri.
ettowatt   s.m. invar.  unità di misura di potenza elettrica pari a 100 watt.
eu-  eu- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. êu  'bene'; vale 'bene, buono' (eufemia, eulogia); innanzi a vocale può apparire nella forma ev-  (evangelo).
eubiotica   s.f.  insieme di norme igieniche e alimentari utili a vivere in maniera sana.
euboico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'eubea, isola greca prospiciente l'attica    • 2 •   (lett.) dell'antica cuma, città fondata da coloni dell'eubea: l'euboica riviera  (caro).
eucaina   s.f.  (chim.) nome di un gruppo di farmaci sintetici con caratteristiche simili a quelle della cocaina, ma caduti in disuso per la loro tossicità.
eucalipto   antiq. eucalitto, s.m.  (bot.) genere di piante arboree originarie dell'australia, con foglie aromatiche medicinali e fiori simili a piumini (fam.  mirtacee).
eucaliptolo   s.m.  (chim.) liquido oleoso di sapore acre e dal forte odore di canfora; è il principale costituente dell'olio di eucalipto, da cui si ottiene per distillazione, ed è usato in medicina e in profumeria.
eucalitto    ⇨ eucalipto.
eucarestia    ⇨ eucaristia.
eucariote   s.m.  (biol.) ogni organismo che ha organizzazione cellulare complessa (p. e.  con nucleo distinto dal citoplasma).
eucaristia   o eucarestia, s.f.  (teol.) sacramento delle chiese cristiane istituito da gesù come rendimento di grazie, e consistente nella trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di cristo.
eucaristico   agg.  [pl. m. -ci] dell'eucaristia, che si riferisce all'eucaristia: le specie eucaristiche  | sacrificio eucaristico, offerta eucaristica, la messa | congresso eucaristico, solenne convegno di clero e fedeli che si tiene a glorificazione del ss. sacramento.
euclasio   s.m.  (min.) silicato di alluminio e berillio in cristalli prismatici di colore azzurro o verde pallido; è usato come gemma.
euclideo   agg.    • 1 •   di euclide, celebre matematico greco (sec. iii a. c.) | che soddisfa i postulati di euclide: piano euclideo; geometria euclidea; geometrie non euclidee, quelle in cui non vale il postulato che per un punto di un piano esterno a una retta passa una sola retta parallela a essa    • 2 •   di euclide di megara (secc. v-iv a. c.), filosofo greco fondatore della scuola filosofica di megara.
eucologia   s.f.  (teol.) nella liturgia cristiana, il genere di preghiere di lode o petizione pronunciate dal solo celebrante.
eucologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'eucologia.
eudemonia   s.f.  (filos.) nell'etica antica, la felicità come fine ultimo dell'agire umano, che può consistere nella rettitudine, o nel piacere (edonismo), o nella serenità interiore (atarassia).
eudemonismo   s.m.  (filos.) nell'etica antica, dottrina che ripone il bene nella felicità: l'eudemonismo socratico. 
eudemonistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) dell'eudemonismo; riguardante l'eudemonia § eudemonisticamente avv.  secondo i principi dell'eudemonismo.
eudemonologia   s.f.  (filos.) ogni dottrina relativa all'eudemonia.
eudermia   s.f.  (med.) lo stato della pelle nelle condizioni normali di funzionalità.
eudiometro   s.m.  (fis.) apparecchio usato per l'analisi volumetrica dei gas, costituito essenzialmente da un tubo di vetro graduato.
eufemia   s.f.    • 1 •   nella religione degli antichi greci, silenzio rituale    • 2 •   (rar.) eufemismo.
eufemismo   s.m.  procedimento espressivo, molto comune anche nel linguaggio corrente, che consiste nel sostituire parole o espressioni troppo crude o realistiche con altre di tono attenuato (p. e. spegnersi  per 'morire'; donna di vita  per 'prostituta') | la parola o locuzione usata eufemisticamente in luogo di quella propria.
eufemistico   agg.  [pl. m. -ci] di eufemismo, usato per o come eufemismo: espressione eufemistica  § eufemisticamente avv.  per eufemismo.
eufonia   s.f.  buon suono; in partic., effetto gradevole prodotto dall'incontro di certi suoni nel corpo di una parola o in parole consecutive.
eufonico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'eufonia; che produce eufonia | d eufonica, (ling.) quella che compare nelle varianti ad, ed, od  in luogo di a, e, o  § eufonicamente avv.  per eufonia.
euforbia   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee o legnose, ricche di latice e con infiorescenze particolari dette ciazi  (fam.  euforbiacee).
euforbiacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni diffuse nelle regioni temperate e calde, con fiori piccoli riuniti in infiorescenze e frutti a capsula | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
euforia   s.f.  senso di benessere che si manifesta con vivacità, gioia, fervore di attività può dipendere da una favorevole disposizione fisica e spirituale, essere determinato da disturbi del sistema nervoso o dall'effetto eccitante di farmaci, droghe, alcol.
euforico   agg.  [pl. m. -ci] di euforia: stato euforico  | detto di persona, che è in stato di euforia: sentirsi euforico  § euforicamente avv. 
euforizzante   agg.  e s.m.  (farm.) si dice di preparato che provoca uno stato euforico; eccitante.
eufotide   s.f.  (min.) tipo di gabbro verde, a grana grossa.
eufrasia   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee, semiparassite, con fiori di colore variabile dal violaceo al giallo (fam.  scrofulariacee).
eufuismo   s.m.  tendenza della letteratura barocca inglese del sec. xvii che, parallelamente al marinismo italiano, si espresse soprattutto come ricerca di metafore e di complicati giochi verbali.
eufuista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] esponente, fautore dell'eufuismo.
eufuistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'eufuismo, degli eufuisti: stile eufuistico. 
euganeo   agg.  che si riferisce a un'antica popolazione che abitava l'odierno veneto | colli euganei, gruppo collinoso in provincia di padova | venezia euganea, denominazione oggi non com. del veneto  agg.  e s.m.  [-a] che, chi apparteneva alla popolazione euganea.
eugenetica   s.f.  branca della medicina che si propone il miglioramento genetico della specie umana.
eugenetico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'eugenetica: controllo eugenetico  § eugeneticamente avv.  dal punto di vista eugenetico.
eugenia   s.f.  (bot.) genere di piante arboree o arbustacee proprie delle regioni calde, con foglie opposte, fiori ascellari e frutti carnosi, commestibili; i fiori essiccati della specie eugenia caryophillata  sono noti come chiodi di garofano (fam.  mirtacee).
eugenica   s.f.  eugenetica.
eugenico   agg.  [pl. m. -ci] eugenetico.
eugenista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si occupa di eugenetica; chi ne sostiene o ne applica i principi.
eugenolo   s.m.  (chim.) composto organico, derivato del guaiacolo; è un olio giallo che si ricava dai chiodi di garofano e viene usato in profumeria e in medicina.
euglena   s.f.  (zool.) genere di organismi acquatici al limite fra il regno vegetale e il regno animale, classificati come appartenenti alla classe delle euglenoficee o a quella dei fitoflagellati; sono caratterizzati da corpo allungato munito di flagello.
euglenoficee   s.f. pl.  (bot.) classe di organismi unicellulari, flagellati, privi di membrana, ricchi di cloroplasti | sing.  [-a] ogni organismo di tale classe.
eugubino   o iguvino [i-gu-vì-no], agg.  di gubbio, città dell'umbria | tavole eugubine, (archeol.) tavole bronzee conservate a gubbio, contenenti iscrizioni religiose nell'antica lingua umbra  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di gubbio    • 2 •   dialetto parlato nella città di gubbio.
euleriano   agg.  relativo al matematico svizzero leonhard euler (1707-1783).
eulogia   s.f.    • 1 •   (lit.) nella chiesa cristiana primitiva, pane consacrato che veniva distribuito ai fedeli; in seguito, ogni cibo benedetto e ogni dono presentato in offerta a dio    • 2 •   reliquia proveniente dai luoghi santi    • 3 •   (lett.) celebrazione, esaltazione.
eumene   s.f.  (zool.) genere di vespe che costruiscono nidi di terra in cui portano uova e bruchi per il nutrimento della prole (ord.  imenotteri).
eumiceti   s.m. pl.  (bot.) divisione di funghi che comprende ascomiceti, basidiomiceti, ficomiceti | sing.  [-e] ogni fungo appartenente a tale divisione.
eunucheria   s.f.  (non com.) debolezza, fiacchezza d'animo; servilismo.
eunuchismo   s.m.  (med.) mancato sviluppo, nell'uomo, dei caratteri sessuali primari e secondari.
eunuco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   uomo privo delle facoltà virili, per difetto organico o in seguito a evirazione    • 2 •   (st.) nei paesi orientali, guardiano evirato degli harem    • 3 •   (fig.) persona fiacca, priva di energia  agg.    • 1 •   evirato, castrato    • 2 •   (bot.) si dice di fiore che manca di capacità riproduttiva    • 3 •   (fig. lett.) debole, fiacco, privo di vigore: cervello eunuco  (de sanctis).
eunucoide   agg.  (med.) che è proprio dell'eunucoidismo: caratteri eunucoidi   agg  e s.m.  e f.  che, chi è affetto da eunucoidismo.
eunucoidismo   s.m.  (med.) anomalia dovuta a deficiente funzionalità delle ghiandole sessuali maschili o femminili, con inizio anteriore alla pubertà.
eupatorio   s.m.  pianta erbacea medicinale comune nei luoghi paludosi (fam.  composite).
eupatride   s.m.  presso gli antichi greci, chi discendeva da famiglia nobile; in partic., in atene, membro della classe sociale dei nobili.
eupepsia   s.f.  (med.) normale svolgimento del processo digestivo.
eupeptico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (farm.) si dice di sostanza che favorisce la digestione.
eupnea   s.f.  (med.) normale svolgimento del processo respiratorio.
eurasiano   agg.  eurasiatico  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è nato da padre europeo e da madre asiatica.
eurasiatico   [pl. m. -ci] agg.  dell'eurasia, denominazione geografica comprensiva di europa e asia: il continente eurasiatico   agg.  e s.m.  [f. -a] eurasiano.
eureka   inter.  esclamazione di gioia, di soddisfazione, in genere per aver trovato la soluzione di un problema difficile.
eurialino   agg.  (biol.) si dice di animale acquatico che sopporta variazioni anche notevoli della concentrazione salina dell'ambiente in cui vive (p. e.  salmone, trota, anguilla).
euribate   agg.  (biol.) si dice di animale acquatico che può sopportare notevoli variazioni di profondità.
euricoro   agg.  (biol.) si dice di specie animale o vegetale che può vivere in ambienti dalle caratteristiche diverse ed è quindi largamente diffusa.
euripideo   agg.  del poeta tragico greco euripide (480-406 a. c.); ispirato ai modi e ai toni della sua poesia: stile euripideo. 
euripiga   s.m.  [pl. -gi] (zool.) genere di uccelli che comprende due specie viventi nell'america centrale e meridionale; hanno corpo snello, capo piccolo, collo e becco lunghi, ampia coda a ventaglio e piumaggio variopinto (ord.  gruiformi).
euristica   s.f.  complesso dei metodi e delle attività della ricerca scientifica, specialmente in quanto rivolta a individuare nuovi dati e a scoprire nuove verità.
euristico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda l'euristica    • 2 •   nelle scienze ipotetico-deduttive, come la matematica, si dice di procedimento non rigoroso (approssimativo, intuitivo, analogico) che permette di conseguire un risultato da verificare poi in modo rigoroso: in sede euristica  § euristicamente avv.  dal punto di vista euristico.
euritermo   agg.  (biol.) si dice di organismo in grado di sopportare variazioni anche molto forti della temperatura ambientale.
euritmia   s.f.    • 1 •   armoniosa disposizione delle varie parti che compongono un'opera d'arte    • 2 •   (med.) regolarità del battito del polso.
euritmico   agg.  [pl. m. -ci] che presenta euritmia: architettura euritmica; polso euritmico  § euritmicamente avv. 
euro-  euro- primo elemento di parole composte di formazione moderna in cui significa 'europeo, dell'europa' (eurodollaro); davanti a vocale si presenta nella forma eur-  (eurasiatico).
euro   (1) s.m.  (lett.) vento che spira da sud-est; scirocco: sopra 'l golfo / che riceve da euro maggior briga  (dante par.  viii, 68-69).
euro   (2) s.m. invar.  nome della moneta unica dei paesi dell'unione europea.
eurobbligazione   s.f.  obbligazione in valuta collocata sul mercato finanziario europeo.
eurobond   s.m.  eurobbligazione.
eurocentrico   agg.  [pl. m. -ci] che considera l'europa come centro politico, culturale ed economico del mondo.
eurocentrismo   s.m.  tendenza eurocentrica; accentuazione dell'importanza dell'europa nell'ambito della cultura, della politica, dell'economia e della storia mondiale.
eurochè  que eurochèque;s.m. invar.  (banc.) assegno a circolazione internazionale incassabile in valuta locale presso qualsiasi istituto di credito dei paesi europei convenzionati.
eurocity   agg.  e s.m. invar.  si dice di treno rapido internazionale che collega due città europee.
eurocomunismo   s.m.  (st.) complesso dei programmi e delle strategie politiche elaborato nel corso degli anni settanta da alcuni partiti comunisti dell'europa occidentale, basato sull'autonomia dai blocchi internazionali e sull'accettazione delle regole democratiche di tradizione liberale.
eurocrate   s.m.  e f.  nell'uso giornalistico, chi svolge funzioni direttive in un organismo dell'unione europea.
eurocrazia   s.f.  nell'uso giornalistico, la burocrazia degli organismi dell'unione europea.
eurodeputato   s.m.  [f. -a] nell'uso giornalistico, deputato eletto nel parlamento europeo.
eurodestra   s.f.  nell'uso giornalistico, l'insieme dei partiti politici di estrema destra operanti in europa e rappresentati nel parlamento europeo.
eurodivisa   s.f.  (banc.) divisa di uno stato extraeuropeo depositata presso banche operanti in europa; anche, divisa di uno stato europeo depositata presso banche operanti in europa al di fuori del paese d'emissione.
eurodollaro   s.m.  (banc.) dollaro degli stati uniti depositato presso banche operanti in europa.
eurolira   s.f.  (banc.) lira depositata presso banche europee fuori d'italia e utilizzata nelle transazioni monetarie internazionali.
euromercato   s.m.  (fin.) mercato finanziario dei prestiti espressi in una moneta (spec. dollaro) diversa da quella dei paesi in cui vengono collocati.
euromissile   s.m.  nell'uso giornalistico, missile a testata nucleare installato nei paesi europei dell'alleanza atlantica.
euromoneta   s.f.  (banc.) eurodivisa.
euronight   s.m. invar.  treno notturno, costituito di sole vetture letto e cuccette, che collega due o più stati europei.
europarlamentare   s.f.  nell'uso giornalistico, eurodeputato.
europarlamento   s.m.  nell'uso giornalistico, il parlamento europeo.
europeismo   s.m.    • 1 •   movimento che tende a favorire il processo di integrazione politica, economica e culturale dell'europa    • 2 •   (ling.) vocabolo o locuzione comune a più lingue europee (p. e. hôtel, sport).
europeista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene l'europeismo | anche come agg.  in luogo di europeistico : tendenza europeista. 
europeistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'europeismo, degli europeisti: movimento, spirito europeistico  § europeisticamente avv. 
europeizzare   v. tr.  rendere conforme all'uso o al gusto europeo | europeizzarsi v. rifl.  e intr. pron.  assumere gusti, abitudini, usi tipici degli europei.
europeizzazione   s.f.  l'europeizzare, l'europeizzarsi, l'essere europeizzato.
europeo   agg.  dell'europa: continente europeo   s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'europa.
europide   agg.  e s.m.  e f.  che, chi appartiene a uno dei gruppi in cui si divide il grande ramo etnico degli europoidi.
europio   s.m.  elemento chimico di simbolo eu; metallo delle terre rare, è utilizzato nell'industria nucleare.
europoide   agg.  e s.m.  e f.  che, chi appartiene a uno dei due grandi rami (l'altro è quello dei mongoloidi) che costituiscono il gruppo delle razze boreali.
eurosinistra   s.f.  l'insieme dei gruppi politici che nel parlamento europeo si riconoscono in posizioni di sinistra socialista.
eurosocialismo   s.m.  l'insieme dei partiti socialisti e socialdemocratici operanti in europa e rappresentati nel parlamento europeo.
eurostar   s.m. invar.  elettrotreno dotato di particolare confort in grado di raggiungere velocità elevate.
eurovaluta   s.f.  eurodivisa.
eurovisione   s.f.  collegamento tra le reti televisive di più paesi europei per trasmettere contemporaneamente lo stesso programma: trasmissione in eurovisione. 
eurovisivo   agg.  che si riferisce all'eurovisione; realizzato mediante l'eurovisione: collegamento eurovisivo. 
eustatico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) relativo all'eustatismo.
eustatismo   s.m.  (geog.) variazione del livello marino per accumulo di sedimenti, spinte tettoniche o cambiamenti di clima.
eutanasia   s.f.  morte indolore provocata per porre fine alle sofferenze di un malato inguaribile.
eutectico    ⇨ eutettico.
euteri   s.m. pl.  (zool.) placentati.
eutettico   o eutectico, agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (chim. , fis.) si dice di lega o soluzione il cui punto di fusione o di solidificazione è più basso di quello di ogni altra miscela dei singoli componenti.
eutettoide   agg.  e s.m.  (chim. , fis.) si dice di una miscela di due fasi di tipo eutettico.
eutichianesimo   s.m.  la dottrina monofisita di eutiche, teologo e monaco bizantino (ca. 378-454), che ammetteva in cristo l'esistenza della sola natura divina; fu dichiarata eretica dal concilio di calcedonia (451).
eutichiano   agg.  di eutiche, monaco e teologo bizantino del iv-v sec., o che si riferisce all'eutichianesimo.
eutimia   s.f.    • 1 •   (filos.) nel pensiero classico, tranquillità dell'animo, stato di equilibrio degli affetti    • 2 •   (psicol.) stato di equilibrio del tono affettivo fondamentale.
eutocia   s.f.  condizione di un parto che si svolge normalmente, secondo le fasi fisiologiche, senza rischi per la gestante e per il figlio.
eutocico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di parto normale, fisiologico  agg.  e s.m.  si dice di farmaco o altro mezzo che favorisce il parto.
eutonia   s.f.  (med.) condizione in cui il tono neuromuscolare è normale.
eutrofì  a eutrofìa;s.f.  (med.) buono stato di nutrizione dell'organismo o di sue parti: eutrofìa muscolare; eutrofìa del lattante. 
eutrofico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) che è in condizione di eutrofia: muscoli eutrofici    • 2 •   si dice di farmaco che migliora lo stato di nutrizione dell'organismo | (biol.) si dice di ambiente acquatico ricco di sostanze nutritive.
eutrofizzazione   s.f.  (biol.) eccessivo accrescimento e abnorme moltiplicazione delle piante acquatiche, per effetto della presenza nelle acque di dosi troppo elevate di sostanze nutritive.
euzone   o euzono, s.m.  soldato di fanteria dell'esercito greco moderno, addetto alla guardia presidenziale.
evacuamento   s.m.  l'evacuare, lo sgomberare un luogo: l'evacuamento di una città. 
evacuante   part. pres.  di evacuare   agg.  e s.m.  (non com.) purgante; ogni altro preparato che facilita l'evacuazione delle feci.
evacuare   v. tr.  [io evàcuo ecc.]    • 1 •   sgomberare, abbandonare un luogo portando via tutto ciò che è trasportabile: evacuare una zona disastrata    • 2 •   svuotare: evacuare un ascesso, svuotarlo del pus    • 3 •   espellere: evacuare le feci  | (assol.) defecare | v. intr.  [aus. avere] andarsene da un luogo per motivi di emergenza: la popolazione è stata costretta a evacuare dalla città. 
evacuativo   agg.  che favorisce l'evacuazione delle feci.
evacuazione   s.f.  l'evacuare, l'essere evacuato; in partic., espulsione delle feci dall'intestino.
evadere   v. intr.  [pass. rem. io eva si, tu evadésti ecc. ; part. pass. eva so; aus. essere]    • 1 •   sottrarsi alla custodia conseguente all'arresto o alla detenzione: evadere dal cellulare, dal carcere    • 2 •   sottrarsi a un obbligo, a un ordine; in partic., non ottemperare al pagamento di imposizioni fiscali    • 3 •   (fig.) sottrarsi a un ambiente, a un modo di vita che opprime: evadere dalla realtà quotidiana  | v. tr.    • 1 •   (burocr.) sbrigare, concludere: evadere una pratica; evadere una lettera, rispondere; evadere un ordine, eseguirlo    • 2 •   sottrarsi a un obbligo e spec. al pagamento di un'imposizione fiscale: evadere il fisco. 
evaginare   v. tr.  [io evàgino  (alla lat. evagìno) ecc.] (ant.) estrarre dalla guaina, dal fodero | evaginarsi v. rifl.  (med.) estroflettersi.
evaginazione   s.f.  (med.) estroflessione.
evanescente   agg.    • 1 •   che tende a svanire, a dileguarsi; sbiadito, sfumato: suono, immagine evanescente  | esile, diafano: figura evanescente    • 2 •   (fig.) inconsistente, privo di sostanza: un discorso evanescente    • 3 •   (ling.) si dice di vocale o consonante che ha suono debole o indistinto (p. e.  le vocali finali in alcune parlate dell'italia meridionale) § evanescentemente avv. 
evanescenza   s.f.    • 1 •   l'essere evanescente    • 2 •   (elettr.) improvviso e breve affievolimento dei suoni captati da un apparecchio radioricevente; fading.
evangeliario   o evangelario, s.m.  libro liturgico contenente i passi del vangelo che si cantano o si recitano nelle messe solenni.
evangelico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del vangelo, tratto dal vangelo: parabola evangelica    • 2 •   prescritto dal vangelo, conforme allo spirito del vangelo: precetti evangelici; carità evangelica    • 3 •   chiesa evangelica, denominazione generica di varie chiese riformate  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi appartiene a una chiesa evangelica: pastore evangelico  § evangelicamente avv.  secondo gli insegnamenti e lo spirito del vangelo: vivere evangelicamente. 
evangelio    ⇨ vangelo.
evangelismo   s.m.  posizione religiosa che oppone alla tradizione teologica e giuridica scolastica il ritorno al vangelo come parola immediata di dio.
evangelista   ant. vangelista, s.m.  [pl. -sti] ciascuno degli autori dei quattro vangeli canonici (matteo, marco, luca, giovanni).
evangelistario   s.m.  evangeliario.
evangelizzare   ant. vangelizzare, v. tr.    • 1 •   convertire alla fede cristiana con la predicazione del vangelo; ammaestrare alle verità del vangelo | (assol.) predicare il vangelo    • 2 •   (fig.) cercare di convincere, di convertire alle proprie opinioni; fare opera di proselitismo ideologico, politico.
evangelizzatore   s.m.  [f. -trice] chi evangelizza (anche fig.).
evangelizzazione   s.f.  l'evangelizzare, l'essere evangelizzato; l'opera di diffusione della dottrina evangelica mediante la predicazione: l'evangelizzazione dei goti. 
evangelo    ⇨ vangelo.
evanire   v. intr.  [io evanisco, tu evanisci ecc. ; aus. essere] (lett.) svanire, dileguarsi, venir meno.
evaporabile   agg.  che evapora facilmente, soggetto a evaporare: liquido evaporabile. 
evaporamento   s.m.  evaporazione.
evaporare   v. intr.  [io evapóro  (diffuso ma meno corretto evàporo) ecc. ; aus. essere  nei sign.    • 1 •   e 2, avere  nel sign. 3]    • 1 •   subire evaporazione: l'acqua è evaporata    • 2 •   svanire, dileguarsi, dissolversi: il profumo evapora facilmente    • 3 •   perdere liquido per evaporazione: lo stagno ha evaporato  | v. tr.  sottoporre a evaporazione, far evaporare: legno evaporato, sottoposto a stagionatura artificiale.
evaporatore   s.m.    • 1 •   apparecchio usato per vaporizzare il solvente di una soluzione | ogni apparecchio in cui un liquido è trasformato in vapore per effetto del calore    • 2 •   recipiente pieno d'acqua che si pone sopra le stufe o si appoggia ai caloriferi accesi, per conservare la necessaria umidità all'ambiente.
evaporazione   s.f.  passaggio di una sostanza dallo stato liquido allo stato di vapore quando la temperatura è inferiore a quella di ebollizione; la conseguente diminuzione del liquido stesso | il vapore che si produce in seguito a tale passaggio.
evaporimetro   s.m.  (fis.) strumento per misurare la quantità d'acqua che evapora in un luogo in un dato periodo di tempo.
evaporizzare   e deriv.   ⇨ vaporizzare e deriv. 
evasione   s.f.    • 1 •   l'evadere; fuga da un luogo chiuso: evasione dal carcere; piano di evasione    • 2 •   il sottrarsi illecitamente a un obbligo, e spec. al pagamento di tasse, imposte: evasione fiscale    • 3 •   (fig.) l'allontanarsi, il liberarsi da ambienti, situazioni, condizioni di vita sgradite: desiderio d'evasione; evasione dalla dura realtà  | film, romanzo d'evasione, privo di impegno artistico o sociale, volto semplicemente a intrattenere, a divertire    • 4 •   (burocr.) esecuzione, disbrigo; risposta: dare evasione a una pratica, sbrigarla.
evasività   s.f.  l'essere evasivo.
evasivo   agg.  che non manifesta chiaramente il proprio pensiero, che cerca di evitare una precisa risposta; ambiguo, elusivo: essere, mostrarsi evasivo; dare una risposta evasiva  § evasivamente avv. 
evaso   part. pass.  di evadere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è fuggito dal carcere.
evasore   s.m.  chi si sottrae a un obbligo; in partic., chi commette un'evasione fiscale.
evellere   v. tr.  [pres. io evèllo ecc. ; non usato il pass. rem.; part. pass. evulso] (ant.) svellere, sradicare.
evemerismo   s.m.  la dottrina di evemero di messina (sec. iv a. c.) secondo cui gli dei non sarebbero altro che uomini divinizzati per il loro coraggio o le loro virtù.
evenemenziale   agg.  nel linguaggio della storiografia contemporanea, volto alla registrazione degli eventi singoli più che all'analisi delle strutture che li condizionano o li provocano: storia evenemenziale. 
evenienza   s.f.  situazione, circostanza che può verificarsi; caso, occorrenza: per ogni evenienza; nell'evenienza che, nel caso che.
evenimento   s.m.  (ant.) evento, avvenimento.
evenire   v. intr.  [aus. essere] (ant.) avvenire, accadere.
evento   s.m.    • 1 •   ciò che è accaduto o potrà accadere; avvenimento, fatto di una certa importanza: gli eventi storici; essere in attesa degli eventi; regolarsi secondo gli eventi  | in ogni evento, per qualsiasi evento, qualsiasi cosa accada | lieto, fausto evento, nascita di un bambino    • 2 •   (stat.) modo di presentarsi di un fenomeno cui è assegnabile una determinata probabilità    • 3 •   (fis.) fenomeno che avviene in uno spazio così ristretto e in un tempo così breve da poterlo considerare caratterizzato da un punto dello spazio-tempo, cioè da quattro coordinate, tre spaziali e una temporale.
eventuale   agg.  che può avvenire o no; casuale, possibile: salvo eventuali cambiamenti d'orario  | varie ed eventuali, formula usata nella convocazione di un'assemblea come ultimo dei punti all'ordine del giorno, per la discussione di temi particolari o non previsti § eventualmente avv.  se sarà il caso, se occorrerà: eventualmente interpellerò un avvocato  | qualora, nel caso che: eventualmente tu dovessi tardare, telefonami. 
eventualità   s.f.    • 1 •   l'essere eventuale: l'eventualità di una guerra    • 2 •   caso, evenienza: nella sfortunata eventualità che; per ogni eventualità. 
evergreen   agg.  e s.m. invar.  si dice di personaggio o prodotto artistico (film, canzone e sim) che restano di moda nonostante il trascorrere degli anni; intramontabile.
eversione   s.f.    • 1 •   insieme di atti violenti e criminosi volti a creare disordine e a sovvertire l'ordine costituito: le forze dell'eversione; la lotta all'eversione    • 2 •   (lett.) distruzione, rovina    • 3 •   (dir.) abolizione: l'eversione della manomorta    • 4 •   (ant.) nausea.
eversivo   agg.    • 1 •   dell'eversione politica; che mira a sovvertire l'ordine costituito: movimenti, gruppi eversivi; trame eversive    • 2 •   (dir.) che abolisce, sopprime: leggi eversive dell'asse ecclesiastico  § eversivamente avv. 
everso   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   abbattuto, distrutto    • 2 •   contrario, opposto.
eversore   s.m.    • 1 •   chi mira a rovesciare l'ordinamento statale e le sue istituzioni    • 2 •   (lett.) distruttore: oilèo / eversor di città  (monti).
evezione   s.f.  (astr.) perturbazione periodica del moto della luna, causata dal sole.
evia   s.f.  (poet.) baccante: tal fra le strette d'amator silvano / torcesi un'evia  (carducci).
evidente   agg.    • 1 •   che è ben visibile, che appare chiaramente: tracce evidenti di sporco; la sua gioia era evidente    • 2 •   che è ben riconoscibile come vero alla mente; che non ha bisogno di essere dimostrato; certo, indubbio: portare prove evidenti della propria innocenza; mi pare evidente che hai torto; «sei d'accordo?» «e' evidente!»    • 3 •   (non com.) che rappresenta con chiarezza ed efficacia: stile evidente  § evidentemente avv.    • 1 •   in modo evidente, con evidenza: un ragionamento evidentemente erroneo    • 2 •   certo, senza dubbio, a quanto risulta (con valore asseverativo): evidentemente non mi sono spiegato. 
evidenza   s.f.    • 1 •   l'essere evidente: l'evidenza di una prova  | dimostrare con evidenza (matematica), in modo irrefutabile | negare l'evidenza (dei fatti), rifiutarsi ostinatamente di riconoscere qualcosa che risulti assolutamente manifesto | arrendersi all'evidenza, cedere di fronte a ciò che appare certo e indubitabile | mettere in evidenza, in risalto; dare rilievo | mettersi in evidenza, mettersi in vista, farsi notare    • 2 •   chiarezza, efficacia rappresentativa: l'evidenza delle immagini, dello stile    • 3 •   (filos.) caratteristica di ogni dato o principio che si presenti chiaro di per sé e indiscutibile; è condizione basilare della certezza    • 4 •   (burocr.) documento, copia o stralcio di documento trattenuto da un ufficio come attestazione di un'operazione effettuata o come promemoria di un'operazione da effettuare | tenere in evidenza una pratica, tenerla in vista perché possa essere evasa al più presto.
evidenziare   v. tr.  [io evidènzio ecc.] mettere in evidenza, dare risalto, far notare: evidenziare le carenze di una gestione; evidenziare un particolare  | evidenziare una pratica, (burocr.) tenerla in evidenza.
evidenziatore   s.m.  penna con punta di feltro a tratto largo, di colore fluorescente e trasparente, che si passa sopra a una o più parole di uno scritto per metterle in risalto.
evincere   v. tr.  [coniugato come vincere]    • 1 •   (dir.) rivendicare per mezzo di un giudizio la proprietà di un bene posseduto da altri    • 2 •   dedurre, desumere.
evirare   v. tr.    • 1 •   privare dei testicoli; castrare    • 2 •   (fig.) rendere moralmente debole e fiacco; effeminare.
evirato   part. pass.  di evirare  e agg.  nei sign. del verbo: la città, lasciva / d'evirati cantori allettatrice  (foscolo sepolcri  73-74)  s.m.    • 1 •   chi ha subito l'evirazione; castrato    • 2 •   cantore, cantante castrato.
evirazione   s.f.  l'evirare, l'essere evirato (anche fig.).
eviscerare   v. tr.  [io evìscero ecc.] privare delle viscere.
eviscerato   part. pass.  di eviscerare   agg.  si dice di animale commestibile che viene messo in vendita già privato delle interiora: pollo, pesce eviscerato. 
eviscerazione   s.f.  (med.) operazione dell'eviscerare.
evitabile   agg.  che si può evitare: errori evitabili. 
evitare   v. tr.  [io èvito  (ant. o poet. evìto) ecc.]    • 1 •   star lontano da qualcuno o qualcosa che si ritiene molesto o dannoso; scansare, sfuggire: evitare un seccatore, i pericoli; evitare lo sguardo di qualcuno    • 2 •   astenersi da qualcosa o dal fare qualcosa: evitare i cibi pesanti; evitare di fumare, di bere    • 3 •   risparmiare ad altri qualcosa di spiacevole o faticoso: gli ho evitato un viaggio inutile    • 4 •   far sì che qualcosa non avvenga: evitare una sciagura  | evitarsi v. rifl.  fare in modo di non incontrarsi: i due ormai si evitano. 
evitico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) di eva, la progenitrice del genere umano | in costume evitico, (fig. scherz.) nuda.
evizione   s.f.  (dir.) perdita del possesso di un bene da parte del compratore qualora vi sia un'altra persona provvista di maggiori titoli | garanzia per l'evizione, garanzia che il venditore deve prestare al compratore nel caso in cui un terzo faccia valere diritti sulla cosa venduta.
evo   s.m.    • 1 •   ognuna delle grandi divisioni cronologiche della storia: evo antico; medio evo  (o, in grafia unita, medioevo); evo moderno    • 2 •   (rar.) periodo assai lungo; età.
evocare   v. tr.  [io èvoco  (poet. evòco), tu èvochi ecc]    • 1 •   chiamare dal mondo dei morti per facoltà medianica o magica: evocare gli spiriti    • 2 •   (estens.) richiamare alla mente; rievocare con intento celebrativo: evocare il passato; me ad evocar gli eroi chiamin le muse  (foscolo sepolcri  228) | suscitare, ricreare in maniera suggestiva: questo libro evoca un'atmosfera idillica    • 3 •   (dir.) citare in giudizio.
evocativo   agg.  capace di evocare, suggestivo; che si propone di evocare: una poesia altamente evocativa; cerimonia evocativa  § evocativamente avv. 
evocatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi evoca.
evocatorio   agg.  che tende a evocare, che ha la facoltà di evocare: rito evocatorio. 
evocazione   s.f.  l'evocare, l'essere evocato: formula di evocazione. 
evoè   inter.  (ant. poet.) esclamazione delle baccanti in onore di dioniso.
-evole  -evole suffisso di aggettivi derivati da verbi o da sostantivi, che rappresenta la continuazione popolare dei suff. lat. -ìbile(m)  e -i°bile(m); può avere senso attivo (piacevole) o passivo (lodevole) [ ⇨ -bile].
evoluire   v. intr.  [io evoluisco, tu evoluisci ecc. ; aus. avere] compiere evoluzioni (detto spec. di reparti militari, di navi o aerei).
evoluta   s.f.  (geom.) curva definita come luogo dei centri di curvatura di un'altra curva, detta evolvente. 
evolutivo   agg.  di evoluzione, di sviluppo: età evolutiva, quella compresa tra la nascita e la maturità fisica e psichica; psicologia dell'età evolutiva, quella che studia la formazione della personalità § evolutivamente avv.  per evoluzione | dal punto di vista evolutivo.
evoluto   part. pass.  di evolvere   agg.    • 1 •   (scient.) si dice di organismo che ha raggiunto il suo pieno sviluppo    • 2 •   (estens.) che è passato a uno stadio superiore di vita e di cultura, che è avanzato civilmente e socialmente: popolo evoluto    • 3 •   non inibito da viete convenzioni sociali, da pregiudizi: una ragazza evoluta  § evolutamente avv. 
evoluzione   s.f.    • 1 •   sviluppo lento e graduale; svolgimento da una forma a un'altra, gener. più completa e perfetta: evoluzione del pensiero, della società, della scienza  | evoluzione stellare, (astr.) sviluppo di una stella da una nebulosa iniziale a uno stato stabile o instabile fino alla morte per esplosione o estinzione | evoluzione linguistica, passaggio da una fase linguistica a un'altra, nei suoni (evoluzione fonetica), nei significati (evoluzione semantica) ecc.    • 2 •   (biol.) graduale perfezionamento delle specie animali e vegetali dalle forme più semplici a quelle più complesse: l'evoluzione della specie; le leggi dell'evoluzione    • 3 •   movimento o serie di movimenti eseguiti secondo un ordine prestabilito: le evoluzioni dei ginnasti, dei cavalieri, di una squadriglia aerea. 
evoluzionismo   s.m.    • 1 •   (biol.) dottrina secondo la quale tutte le forme animali e vegetali sono il risultato di una lenta evoluzione da antenati più semplici    • 2 •   (filos.) teoria positivistica che estende il principio dell'evoluzione dal campo biologico a tutta la realtà spiegandola meccanicisticamente con l'evolversi e il differenziarsi della materia.
evoluzionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace dell'evoluzionismo.
evoluzionistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'evoluzionismo, basato sull'evoluzionismo § evoluzionisticamente avv.  secondo i principi dell'evoluzionismo.
evolvente   part. pres.  di evolvere   s.f.  (geom.) curva i cui centri di curvatura costituiscono un'altra curva (detta evoluta); profilo a evolvente di cerchio, quello adottato per i denti della maggior parte delle ruote dentate.
evolvere   v. tr.  [io evòlvo ecc. ; part. pass. evoluto] (non com.) sviluppare, svolgere | v. intr.  [aus. essere  o avere], più com. evolversi v. rifl.  svilupparsi, trasformarsi gradatamente: la civiltà si evolve attraverso i secoli; un fenomeno, una malattia che evolve attraverso fasi diverse. 
evonimo   s.m.  (bot.) genere di piante arboree o arbustacee a foglie caduche o persistenti, diffuse in europa e in asia occidentale; ne fa parte la berretta da prete o fusaggine (fam.  celastracee).
evviva   inter.    • 1 •   esclamazione di gioia, esultanza, incoraggiamento (graficamente si può esprimere col segno w): evviva la pace!  | evviva la sincerità!, (iron.) si dice quando qualcuno parla con franchezza inopportuna    • 2 •   formula amichevole di saluto; espressione di augurio quando si brinda o qualcuno starnutisce  s.m. invar.  il grido di evviva: gli evviva della folla. 
ex   prep.  unita a sostantivi, con o senza trattino, indica una determinata condizione in cui non si è più: ex ministro; ex fidanzato; ex combattente  | può indicare anche distacco, separazione, nelle loc. ex cedola, ex dividendo, riferite alla quotazione di un titolo in borsa che considera già staccata la cedola maturata o già incassato il dividendo  s.m.  e f.  (fam.) la persona con cui sono stati troncati i rapporti amorosi: il suo, la sua ex. 
exa-  exa- primo elemento della terminologia scientifica, dal gr. héx  'sei'; anteposto a un'unità di misura, ne moltiplica il valore per 10(18) (p. e. exajoule, misura equivalente a un miliardo di miliardi di joule).
ex abrupto   loc. avv.  all'improvviso, tutto a un tratto; si dice spec. di discorsi, scritti e sim. che entrano subito nel vivo dell'argomento.
ex aequo   loc. avv.  alla pari, a pari merito: si sono classificati terzi ex aequo. 
ex ante   loc. avv.  (econ.) relativo a decisioni programmate dagli agenti economici: domanda ex ante. 
exarazione    ⇨ esarazione.
ex cathedra   loc. avv.  si usa con riferimento al papa quando, in forza della sua suprema autorità, definisce questioni di fede o di morale | (estens.) con sussiego, in modo perentorio: parlare ex cathedra. 
excentro   s.m.  (geom.) punto d'incontro delle bisettrici di due angoli esterni di un triangolo con la bisettrice del terzo angolo interno.
excerpta   s.m. pl.  estratti da una o più opere di un autore, anche allo scopo di pubblicarli separatamente.
exclave   s.f. invar.  territorio situato fuori dai confini dello stato (o della regione, della provincia, del comune) di appartenenza: p. e. campione d'italia è un comune italiano incluso nella svizzera e badia tedalda è un comune toscano incluso nelle marche; rispetto al territorio in cui è situato si chiama enclave. 
excursus   s.m. invar.  digressione, divagazione.
executive   s.m. invar.  dirigente d'azienda  agg. invar.  tipico, proprio di un executive; adatto ai dirigenti d'azienda, agli uomini d'affari: valigetta executive; (aereo) executive. 
exequatur   s.m. invar.  formula con cui uno stato dava efficacia nel proprio ordinamento ad atti ecclesiastici quali la nomina di vescovi o il conferimento di benefici mediante un controllo preventivo.
exeresi   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di un organo o di una sua parte.
exerga   s.m. pl.  (lett.) parti accessorie di un'opera, in genere stampate preliminarmente.
exeunte   agg.  (lett.) che finisce, che si conclude: secolo xv exeunte. 
exit-poll  exit-poll loc. sost. m. invar.  voto ripetuto segretamente dall'elettore all'uscita dal seggio, raccolto per eseguire dei sondaggi sull'esito delle votazioni.
ex lege   loc. avv.  (dir.) secondo quanto è previsto dalla legge.
ex libris   loc. sost. m. invar.  contrassegno, costituito da una etichetta o da un timbro con fregi e motti, che si appone a un libro per indicarne la proprietà.
ex novo   loc. avv.  da capo, completamente: questo lavoro va rifatto ex novo. 
expertise   s.f.  perizia; autenticazione di un'opera d'arte fatta da un esperto.
explicit   s.m. invar.  in bibliografia e in filologia, la parola o la formula finale di un testo.
exploit   s.m. invar.  impresa straordinaria, molto brillante, spec. sportiva: fare un exploit. 
expo   s.f. invar.  esposizione, mostra, spec. internazionale.
export   s.m. invar.  (comm.) esportazione; è usato per lo più in combinazione con import : lavorare nell'import-export, nel settore dell'importazione e dell'esportazione.
ex post   loc. avv.  (econ.) relativo a decisioni già realizzate dagli agenti economici: prezzo ex post. 
ex professo   loc. avv.  di proposito, con intenzione: toccare ex professo un argomento  | (estens.) con competenza e autorità: parlare di qualcosa ex professo. 
extended play   loc. agg.  e sost. invar.  si dice di disco microsolco del diametro di 25 cm.
extispicio   o estispicio [e-sti-spì-cio], s.m.  nell'antichità romana, esame delle viscere degli animali immolati da cui gli aruspici traevano predizioni per il futuro o interpretavano il volere degli dei.
extra   prep.  fuori di: spese extra bilancio   agg. invar.    • 1 •   fuori del previsto, dell'ordinario: spese extra    • 2 •   della qualità migliore: burro extra   s.m. invar.  tutto ciò che costituisce un soprappiù in partic., servizio o consumazione forniti da un albergo, da un ristorante e sim. fuori del prezzo prestabilito.
extra-  extra- o estra- [è-stra], primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal lat. e°xtra  'fuori' (extraterritoriale); nel linguaggio della pubblicità commerciale forma composti con valore di superlativo (extraforte) [ ⇨ stra-].
extra-atmosferico  extra-atmosferico agg.  [pl. m. -ci] che è o si verifica nello spazio esterno all'atmosfera terrestre.
extracomunitario   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di cittadino di un paese non appartenente all'unione europea; nell'uso corrente, di cittadino proveniente da un paese del terzo o quarto mondo.
extraconiugale   o estraconiugale, agg.  che avviene fuori del matrimonio: relazione extraconiugale. 
extracontrattuale   o estracontrattuale, agg.  che è o avviene fuori del contratto; che non rientra in quanto previsto da un contratto: lavoro extracontrattuale; responsabilità extracontrattuale. 
extracorporeo   agg.  che è al di fuori del corpo | circolazione extracorporea, (med.) metodo chirurgico consistente nell'escludere, per mezzo di opportune apparecchiature, il cuore dalla circolazione sanguigna per il tempo necessario a eseguire interventi sul cuore stesso.
extracorrente   s.f.  (elettr.) breve corrente secondaria che si manifesta, per autoinduzione, all'apertura o alla chiusura di un circuito elettrico.
extracurricolare   agg.  che non è previsto dal normale curricolo, che è aggiuntivo rispetto a esso: attività scolastiche extracurricolari. 
extradotale    ⇨ estradotale.
extraeuropeo   o estraeuropeo, agg.  che è fuori, che non fa parte dell'europa: paese, continente extraeuropeo. 
extragalattico   o estragalattico, agg.  [pl. m. -ci] (astr.) che è fuori o che proviene da fuori della galassia a cui appartiene il sistema solare: nebulosa extragalattica. 
extragiudiziale   meno com. extragiudiciale, estragiudiziale, estragiudiciale, stragiudiziale, stragiudiciale, agg.  (dir.) che avviene fuori del giudizio; che non fa parte degli atti del processo: deposizione extragiudiziale  § extragiudizialmente avv. 
extra-large  extra-large loc. agg. invar.  nel linguaggio commerciale, di capo d'abbigliamento di taglia molto grande.
extra legale   agg.  non contemplato dalla legge; per estens., illegale.
extralinguistico   agg.  [pl. m. -ci] che non è di natura linguistica, che non appartiene alla lingua: fattori extralinguistici. 
extraparlamentare   meno com. estraparlamentare, agg.    • 1 •   che ha origine o che avviene al di fuori del parlamento: crisi extraparlamentare    • 2 •   che per scelta politica agisce al di fuori del parlamento e del sistema dei partiti in esso rappresentati: movimenti, gruppi extraparlamentari; sinistra, destra extraparlamentare  | anche s.m.  e f.  : un extraparlamentare di sinistra, di destra. 
extrapiramidale   agg.  (med.) non appartenente al sistema di strutture nervose che sovrintende alla motilità muscolare volontaria.
extrapolare   e deriv.   ⇨ estrapolare e deriv. 
extraprocessuale    ⇨ estraprocessuale.
extraprofitto   s.m.  (econ.) guadagno differenziale conseguito dall'impresa che ottiene un guadagno superiore al minimo.
extrarapido   agg.  di grande rapidità | pellicola extrarapida, pellicola fotografica molto sensibile | acciaio extrarapido, di lavorazione molto rapida, impiegato per fabbricare utensili | interruttore extrarapido, interruttore elettrico automatico che entra in azione in caso di sovratensione, interrompendo l'alimentazione di rete.
extrascuola   s.f.  l'insieme delle attività educative che sono svolte al di fuori delle istituzioni scolastiche.
extrasensibile   agg.  (filos.) che esiste al di fuori delle nostre facoltà di percezione: realtà extrasensibile. 
extrasensoriale   agg.  che non avviene attraverso i sensi, che non è percepibile dai sensi: percezione extrasensoriale; fenomeni extrasensoriali. 
extrasistole   o estrasistole, s.f.  (med.) contrazione cardiaca che insorge al di fuori del ritmo cardiaco normale.
extrasistolia   o estrasistolia, s.f.  (med.) presenza di extrasistoli nel ritmo cardiaco.
extrasistolico   o estrasistolico, agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, da extrasistole: aritmia extrasistolica. 
extrastallia   s.f.  (mar.) indennità supplementare dovuta dal noleggiatore di una nave all'armatore quando le operazioni di carico e scarico superano il tempo previsto dal contratto (stallia) e il periodo di tolleranza (controstallia) | il periodo stesso per il quale l'indennità è dovuta.
extrastrong   agg. invar.  si dice di carta da scrivere molto resistente.
extratemporale   o estratemporale, agg.  che è fuori del tempo: dimensione extratemporale  § extratemporalmente avv.  al di fuori del tempo.
extraterrestre   agg.  e s.m.  e f.  che è o avviene fuori della terra: spazio extraterrestre; fenomeni extraterrestri  | che proviene da altri mondi, diversi dalla terra: (esseri) extraterrestri, ipotetici abitatori di altri pianeti o corpi celesti.
extraterritoriale   o estraterritoriale, agg.  che non fa parte del territorio di uno stato; che gode della condizione di extraterritorialità: acque extraterritoriali; sede extraterritoriale. 
extraterritorialità   o estraterritorialità, s.f.  (dir.) la condizione di determinati beni (p. e.  navi, sedi diplomatiche) che non sono soggetti alla giurisdizione dello stato nel cui territorio si trovano.
extraurbano   agg.  che è situato fuori della città, ma nelle sue immediate vicinanze: zona extraurbana  | linee extraurbane, linee di trasporto pubblico che collegano la città con le zone esterne circostanti.
extrauterino   agg.  (med.) che sta fuori dell'utero | gravidanza extrauterina, quando l'ovulo viene fecondato al di fuori dell'utero (generalmente in una salpinge) e lì si sviluppa.
extravergine   agg.  in merceologia, denominazione ufficiale dell'olio d'oliva con acidità non superiore all'1%.
extrema ratio   loc. avv.  si dice per introdurre una soluzione che è considerata l'ultima disponibile per raggiungere un determinato fine.
exuvia    ⇨ esuvia.
ex voto   loc. sost. m. invar.  oggetto offerto dai fedeli a un santuario o a un altare in adempimento di un voto o in segno di riconoscenza per grazia ricevuta.
eye-liner  eye-liner s.m. invar.  cosmetico con cui si accentua il contorno degli occhi.
eziandio   cong.  (ant.) anche, altresì, persino.
ezio-  ezio- o etio-, primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. aitio-, forma compositiva da aitía  'causa' (eziologia).
eziolamento   s.m.  (bot.) ingiallimento e imbianchimento di piante che crescono al buio o in condizioni di luce insufficiente.
eziologia   o etiologia, s.f.    • 1 •   parte della scienza medica che studia le cause delle malattie e delle disfunzioni | la causa stessa di una malattia: malattia a eziologia sconosciuta    • 2 •   nella cultura greca e romana, lo studio delle origini di città, tradizioni e sim. | spiegazione di fatti naturali mediante miti    • 3 •   (estens.) indagine sulle cause di un fenomeno, di un processo: l'eziologia di un conflitto  | in etnologia, narrazione volta a spiegare il significato di un fatto naturale, di un'istituzione, di un rito.
eziologico   o etiologico, agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'eziologia: analisi, indagine, narrazione eziologica; mito eziologico  § eziologicamente avv.  dal punto di vista eziologico.
eziopatogenesi   s.f.  (med.) identificazione delle cause e dei processi di sviluppo delle malattie.
eziotropico   agg.  [pl. m. -ci] (med) che è diretto contro la causa di uno stato patologico; in partic., si dice di farmaco efficace contro l'agente di una malattia infettiva.
-ezza  -ezza suffisso che rappresenta la continuazione popolare del suff. lat. -iti°a(m); serve a formare nomi astratti derivati da aggettivi (bellezza, grandezza).
f   s.f.  o m.  sesta lettera dell'alfabeto il cui nome è effe; in italiano rappresenta la consonante fricativa labiodentale sorda | f come firenze, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. fs, ferrovie dello stato) e abbreviazioni (p. e. ff. , in musica, fortissimo; f. , per nomi propri di persona come francesco, federica) | f, (mat.) simbolo di funzione | f, (chim.) simbolo del fluoro | f, (fis.) simbolo del farad.
fa   (1) s.m. invar.  quarta nota della scala musicale di do.
fa   (2) avv.  [sempre posposto a un'indicazione di tempo determinato] prima d'ora; indietro nel tempo contando da ora: un'ora fa; due anni fa. 
fabbisogno   s.m.  ciò che occorre per soddisfare un bisogno: fabbisogno alimentare; il fabbisogno mondiale di petrolio. 
fabbrica   ant. lett. fabrica, s.f.    • 1 •   (non com.) il fabbricare, il costruire; costruzione, fabbricato: le impalcature di una fabbrica  | la fabbrica di san pietro, del duomo, la costruzione e manutenzione della basilica di san pietro a roma, del duomo di milano; anche, l'organizzazione che vi provvede; (fig.) lavoro interminabile    • 2 •   stabilimento in cui si svolge una produzione industriale: fabbrica di biciclette; una fabbrica di cinquemila operai; sistema di fabbrica, storicamente, il modo di organizzare la produzione industriale basato sulla divisione del lavoro, la concentrazione di manodopera e l'uso di macchine | (fig.) luogo, ambiente da cui ha origine qualcosa di negativo, di riprovevole: certi giornali sono una fabbrica di menzogne  | la fabbrica dell'appetito, (fig. scherz.) la necessità di mangiare. dim. fabbrichetta, fabbrichina  accr. fabbricona, fabbricone  (m.)    • 3 •   fabbricazione, produzione (anche fig.): la fabbrica delle ceramiche è diffusa in tutta italia; la fabbrica delle idee. 
fabbricabile   agg.    • 1 •   (non com.) che si può fabbricare    • 2 •   su cui si può costruire un fabbricato: area fabbricabile. 
fabbricante   part. pres.  di fabbricare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  chi fabbrica; costruttore | chi possiede o gestisce una fabbrica.
fabbricare   ant. lett. fabricare, v. tr.  [io fàbbrico, tu fàbbrichi ecc.]    • 1 •   innalzare una costruzione, per lo più in muratura; costruire, edificare: fabbricare un palazzo    • 2 •   produrre con un procedimento di lavoro industriale, o anche artigianale: fabbricare automobili, mobili    • 3 •   (fig.) architettare, inventare: fabbricare notizie false; fabbricare un processo, istruirlo su false accuse.
fabbricativo   agg.  (non com.) atto a essere fabbricato; fabbricabile, edificabile: terreno fabbricativo. 
fabbricato   part. pass.  di fabbricare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   edificio in muratura, spec. se di grandi dimensioni; casamento: un fabbricato industriale, civile, rurale; imposta sui fabbricati    • 2 •   (estens.) l'insieme delle persone che abitano in un palazzo: la signora rivelò subito la propria origine popolaresca apostrofando e insolentendo l'intero fabbricato  (palazzeschi).
fabbricatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi fabbrica (spec. in senso fig.): fabbricatore di inganni    • 2 •   (non com.) muratore.
fabbricatorio   agg.  (non com.) relativo al fabbricare.
fabbricazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il fabbricare; edificazione    • 2 •   produzione, lavorazione, spec. di tipo industriale: la fabbricazione della carta; difetti di fabbricazione  ' imposta di fabbricazione, imposta sui consumi che colpisce la merce nel momento della sua produzione.
fabbriceria   s.f.  ente costituito di ecclesiastici e laici, il cui patrimonio è destinato al funzionamento e alla manutenzione di una chiesa.
fabbriciere   s.m.  membro di una fabbriceria.
fabbricone   s.m.    • 1 •   accr.  di fabbrica    • 2 •   grande casamento popolare di aspetto disadorno.
fabbrile   ant. lett. fabrile, agg.  (lett.) proprio del fabbro; per estens., manuale: ma qui vegghiando nel fabril lavoro / stavano i franchi a la custodia intenti  (tasso g. l.  xii, 1).
fabbro   ant. lett. fabro, s.m.    • 1 •   artigiano che produce o ripara oggetti metallici mediante fucinatura con attrezzi manuali: fabbro ferraio, ramaio, che lavora il ferro, il rame; gli arnesi del fabbro    • 2 •   (fig. lett.) artefice, maestro: questi ch'io ti cerno / col dito... / fu miglior fabbro del parlar materno  (dante purg.  xxvi, 115-117).
fabianismo   s.m.  associazione politica inglese di tendenza socialista riformista, dalla quale ha avuto origine il laburismo; fu fondata nel 1884.
fabiano   agg.  e s.m.  aderente al fabianismo.
fabliau   s.m.  [pl. fabliaux] nella letteratura francese medievale (secc. xii-xiv), breve racconto in versi di tono burlesco e di contenuto realistico, per lo più scurrile.
fabrica   e deriv.   ⇨ fabbrica e deriv.
fabro   e deriv.   ⇨ fabbro e deriv. 
fabula   s.f.  nella terminologia critica dei formalisti russi, l'insieme degli avvenimenti che costituiscono i contenuti di un testo narrativo e che lo scrittore elabora in uno specifico intreccio.
fabulare   v. intr.  [io fàbulo ecc. ; aus. avere] (ant. , lett.) raccontare favole; chiacchierare oziosamente: il gran dilitto di cui tutto il populo fabulava  (gadda).
fabulazione   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) narrazione    • 2 •   (psich.) produzione disordinata di discorsi, nella quale il soggetto non coordina passato e presente, né fa distinzione tra realtà e immaginazione.
fabuloso    ⇨ favoloso.
faç  on façon;s.f. invar.  termine usato nell'industria dell'abbigliamento per indicare la lavorazione di un prodotto fatta a imitazione di quella di un altro: lavorazione a façon; una pelliccia façon castoro, tipo castoro.
faccenda   s.f.    • 1 •   cosa che si deve fare; affare: avere una faccenda da sbrigare; essere in faccende, essere occupato; le faccende domestiche, i lavori di casa. dim. faccendina, faccenduola    • 2 •   caso, circostanza, situazione: è una brutta faccenda. 
faccendiere   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi s'affaccenda in attività poco lecite, per lo più per intrigare e corrompere; maneggione, trafficone    • 2 •   (ant.) agente, amministratore.
faccendone   s.m.  [f. -a] chi si dà un gran da fare concludendo poco o nulla.
faccetta   s.f.    • 1 •   dim.  di faccia  | viso piccolo e aggraziato: la faccetta vispa di un bambino    • 2 •   faccia di un poliedro o di una pietra preziosa. dim. faccettina    • 3 •   faccetta articolare, (anat.) piccola superficie articolare di un osso.
faccettare   v. tr.  [io faccétto ecc.] (non com.) sfaccettare.
faccettatrice   s.f.  in apicoltura, macchina usata per imprimere nei fogli di cera le basi delle celle dell'arnia.
facchinaggio   s.m.    • 1 •   lavoro di facchino o da facchino    • 2 •   somma che si paga al facchino.
facchinata   s.f.    • 1 •   lavoro da facchino, faticoso; sfacchinata    • 2 •   (non com.) parola o gesto triviale.
facchinesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da facchino; pesante, faticoso | (fig.) volgare, triviale.
facchino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi per mestiere trasporta bagagli, masserizie o altri carichi simili; portabagagli, scaricatore: i facchini della stazione  | lavorare, sgobbare come un facchino, pesantemente, duramente | gesti, parole da facchino, volgari, triviali    • 2 •   (estens.) chi compie lavori faticosi: fare il facchino tutto il giorno    • 3 •   (fig.) persona rozza, volgare.
faccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   la parte anteriore della testa umana, dalla fronte al mento; viso, volto: una faccia ossuta, rotonda, pallida, abbronzata; lavarsi la faccia; bella, brutta faccia, gradevole o sgradevole a vedersi, oppure che rivela buona o cattiva salute | in faccia, sulla faccia, davanti; (fig.) apertamente: dire le cose in faccia  | ridere in faccia a qualcuno, per disprezzo o in segno di scherno | di faccia, dirimpetto: il palazzo di faccia alla chiesa; abita nella casa di faccia  | faccia a faccia con qualcuno, di fronte a lui | a faccia scoperta, (fig.) senza inganni o sotterfugi | faccia tosta, di bronzo, (fig.) si dice di persona impudente, che non ha vergogna né ritegno | salvare, perdere la faccia, (fig.) salvare, non salvare le apparenze, conservare o no la stima altrui | avere la faccia di, (fig.) osare, avere l'impudenza di | avere due facce, (fig.) essere una persona doppia, bugiarda | gettare in faccia qualcosa a qualcuno, (fig.) rinfacciargliela | vento in faccia, (mar.) quello che soffia contro la prora | alla faccia!, esclamazione fam. di spregio o stupore: alla faccia tua!, a tuo dispetto; alla faccia della giustizia, contro la giustizia, ingiustamente. dim. faccetta, faccina, faccino  (m.) accr. facciona, faccione  (m.) pegg. facciaccia    • 2 •   (estens.) espressione, atteggiamento del volto: faccia arcigna, birichina, gioviale; una faccia da galantuomo  | fare la faccia feroce, assumere volutamente un'espressione cattiva; (fig.) mostrarsi assai severo | leggere qualcosa in faccia a qualcuno, capirla dall'espressione del volto    • 3 •   (fig.) apparenza, aspetto: l'altra faccia di un problema; la cosa ha cambiato faccia    • 4 •   (geom. , min.) ciascuno dei piani che costituiscono la superficie di un poliedro o di un cristallo    • 5 •   superficie piana, in genere: le facce dei dadi; le due facce di una moneta, di una stoffa  | la faccia della terra, l'intera superficie della terra (spec. in espressioni iperb.): il più gran bugiardo che viva sulla faccia della terra    • 6 •   la parte di qualcosa volta verso chi guarda: la faccia del sole, della luna  | l'altra faccia della luna, (fig.) l'aspetto nascosto, spesso sgradevole, di un problema.
facciale   non com. faciale, agg.  della faccia: nervo facciale, (anat.) settimo paio dei nervi cranici, che si estende alla fronte, alle palpebre e ai muscoli della faccia; indice facciale, (antrop.) nell'analisi dei caratteri morfologici umani, il rapporto, espresso in centesimi, tra la larghezza e l'altezza della faccia | valore facciale, valore nominale.
facciata   s.f.    • 1 •   la parte esterna di un edificio, corrispondente a uno dei lati principali del suo perimetro; comunemente, la fronte anteriore nella quale si apre l'ingresso principale: la facciata di un palazzo; una facciata barocca    • 2 •   ciascuna delle due superfici di una pagina: una lettera di quattro facciate    • 3 •   (fig.) apparenza, aspetto esteriore: giudicare dalla facciata; una correttezza di facciata, solo apparente; amicizia di facciata, superficiale.
facciola   lett. facciuola, s.f.  ciascuna delle due strisce di tela bianca inamidata che scendono dal colletto sul davanti della toga dei magistrati e degli abiti di alcuni religiosi.
face   s.f.  (lett.)    • 1 •   fiaccola, torcia; per estens., luce, splendore    • 2 •   (fig.) stella, astro, corpo celeste    • 3 •   (fig. rar.) sentimento, passione che illumina e guida l'esistenza. dim. facella. 
facella   s.f.  (ant. , poet.)    • 1 •   dim.  di face    • 2 •   punto luminoso: io vidi in quella giovial facella / lo sfavillar de l'amor che lì era  (dante par.  xviii, 70-71)    • 3 •   (fig.) passione, tormento che infiamma l'animo, il cuore: era adon ne l'età che la facella / sente d'amor più vigorosa e viva  (marino)    • 4 •   (fig.) lume intellettuale, intelligenza.
facente   part. pres.  di fare  | usato come s.m.  e f.  nella loc. facente funzione  o funzioni, (burocr.) chi sostituisce il titolare di un ufficio o di una carica nell'espletamento dei compiti a lui spettanti: in assenza del direttore, la firma sarà apposta dal facente funzione. 
faceto   agg.  scherzoso, arguto, spiritoso: persona, conversazione faceta  | anche come s.m.  : parlare tra il serio e il faceto  § facetamente avv. 
facezia   s.f.    • 1 •   detto spiritoso, arguzia    • 2 •   breve racconto centrato su un motto di spirito; si dice soprattutto in relazione al genere letterario fiorito in età umanistica: le «facezie» di poggio bracciolini.  dim. facezietta, facezi(u)ola. 
fachirismo   s.m.    • 1 •   l'insieme delle capacità e delle pratiche proprie dei fachiri    • 2 •   (med.) tendenza morbosa, presente talora negli isterici, a compiere atti autolesionistici.
fachiro   s.m.    • 1 •   asceta indiano di sette islamiche e induiste dedito a pratiche mistiche che gli consentono di controllare il dolore e le funzioni fisiologiche vegetative    • 2 •   (estens.) individuo che si esibisce in pubblico per dimostrare la sua capacità di tollerare il dolore.
faciale    ⇨ facciale.
facies   s.f. invar.    • 1 •   (scient.) l'insieme delle caratteristiche esterne dalle quali si riconosce una roccia, un animale, una pianta o una qualsiasi altra manifestazione naturale    • 2 •   (med.) l'aspetto caratteristico del volto del malato in alcune malattie: facies linfatica, tossica. 
facile   agg.    • 1 •   che si può fare senza difficoltà agevole, comodo: un esercizio, un percorso facile; un lavoro facile a farsi, da fare  ' una domanda facile, a cui si può rispondere senza difficoltà. dim. facilino    • 2 •   che si ottiene con poca o senza fatica: facili guadagni; vittoria facile; essere facile preda, essere preso, vinto senza difficoltà (anche fig.)    • 3 •   che si capisce senza particolare sforzo; chiaro, semplice: un libro, uno scrittore facile; uno stile facile, scorrevole    • 4 •   affabile, trattabile; mite: un carattere facile    • 5 •   naturalmente disposto; incline: un'indole facile alla malinconia; un uomo facile all'ira  | avere la parola facile, pronta | avere la pistola, il bicchiere facile, (fam. scherz.) sparare, bere con estrema facilità    • 6 •   poco serio, poco onesto: una donna di facili costumi  | (non com.) superficiale, facilone: un uomo facile    • 7 •   probabile: è facile che piova   avv.  (fam.) facilmente: ha vinto facile   s.m.  cosa facile; ciò che è facile: lasciare il difficile per il facile  § facilmente avv.    • 1 •   in modo facile, senza difficoltà; agevolmente, comodamente: un lavoro che si fa facilmente    • 2 •   (non com.) probabilmente: molto facilmente lo vedrò domani. 
facilità   ant. facilitade [fa-ci-li-tà-de], facilitate, s.f.    • 1 •   l'essere facile; semplicità, agevolezza: la facilità di un compito, di un problema; la facilità di un discorso, la sua comprensibilità | con facilità, facilmente    • 2 •   capacità, attitudine naturale a fare qualcosa senza fatica: facilità di intendere, a dipingere, nello scrivere; facilità di parola, scioltezza nel parlare    • 3 •   (ant.) mansuetudine, affabilità; adattabilità.
facilitare   v. tr.  [io facìlito ecc.]    • 1 •   rendere facile o più facile; agevolare, appianare: facilitare un lavoro, il cammino    • 2 •   (comm.) dilazionare, rateizzare: facilitare i pagamenti  | (banc.) concedere un fido, un credito a qualcuno: facilitare un cliente. 
facilitate    ⇨ facilità.
facilitato   part. pass.  di facilitare   agg.  e s.m.  [f. -a] (banc.) si dice di cliente di una banca che fruisce di credito.
facilitazione   s.f.    • 1 •   il facilitare, il rendere più facile; agevolazione, spec. economica | facilitazione di pagamento, dilazione, rateazione    • 2 •   (banc.) concessione di un credito o di un fido.
facilone   agg.  [f. -a] superficiale, non adeguatamente meditato: una critica facilona   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi pensa o agisce con leggerezza e superficialità, ritenendo tutto facile.
faciloneria   s.f.  l'essere facilone.
facinoroso   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è turbolento, incline a comportamenti violenti, a fomentare disordini § facinorosamente avv. 
facitore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi fa | facitore di versi, di romanzi, (spreg.) poeta, scrittore dalla vena troppo facile.
facocero   o facochero, s.m.  mammifero dell'africa orientale simile al cinghiale, con muso coperto di escrescenze, grugno largo, grossi denti canini inferiori ricurvi all'indietro (ord.  artiodattili).
facola   o facula, s.f.  (ant.) facella | (astr.) regione della fotosfera solare che appare particolarmente luminosa.
facoltà   ant. facultà, facultade [fa-cul-tà-de], facultate, s.f.    • 1 •   ognuna delle capacità connaturate o acquisite che permettono l'intendere, il volere e l'agire umano: facoltà creativa, intellettiva; essere in possesso delle proprie facoltà    • 2 •   (estens.) potere, autorità: facoltà di decidere, di vietare, di punire ecc. ; è nelle facoltà del presidente di aggiornare la seduta  | (dir.) manifestazione di un diritto soggettivo, estrinsecazione dei suoi contenuti: il proprietario ha facoltà di escludere gli altri dal godimento dei suoi beni  | riferito a cosa, proprietà di produrre un effetto: una medicina che ha la facoltà di far passare la febbre    • 3 •   l'insieme delle discipline che, nell'ordinamento degli studi universitari, costituisce l'unità didattica di livello più elevato attinente a un dato settore di studi; per estens., l'edificio in cui ha sede ciascuna di queste unità e l'insieme dei professori che vi insegnano: facoltà di medicina, di giurisprudenza; oggi la facoltà è chiusa; consiglio di facoltà, il collegio dei docenti    • 4 •   pl.  beni, averi, ricchezze, risorse: non disporre di grandi facoltà  | nell'uso ant., anche sing.  : qualunque... / biscazza e fonde la sua facultade  (dante inf.  xi, 43-44).
facoltatività   s.f.  l'essere facoltativo, carattere facoltativo.
facoltativo   agg.  che è lasciato alla facoltà, alla libera scelta di ciascuno; non obbligatorio: esame facoltativo; fermata facoltativa, quella effettuata da mezzi pubblici solo su richiesta dei passeggeri § facoltativamente avv.  per scelta, senza obbligo.
facoltoso   agg.  che possiede molti beni; ricco, danaroso § facoltosamente avv. 
facometro   s.m.  strumento per la misurazione in diottrie del potere rifrattivo di una lente.
facondia   s.f.  facilità, ricchezza, eleganza di parola; eloquenza: la facondia di un oratore. 
facondo   agg.  che ha facondia, eleganza nel parlare; eloquente: un oratore facondo  § facondamente avv. 
facsimile   o fac-simile, non com. fassimile, s.m.    • 1 •   riproduzione esatta dell'originale di un documento; copia: il facsimile di un manoscritto, di un atto    • 2 •   (fig.) cosa (o anche persona) straordinariamente simile a un'altra    • 3 •   (telecom.) tecnica e servizio di spedizione e ricevimento istantaneo di un documento o di qualsiasi altro testo realizzato mediante telecopiatrice; fax | la telecopiatrice impiegata per tale servizio; fax.
factor   s.m.  l'impresa che offre il servizio di factoring.
factoring   s.m. invar.  contratto mediante il quale un'impresa cede i suoi crediti a un'altra impresa (factor) che ne anticipa il pagamento, dedotti un suo compenso e la copertura dei rischi.
factotum   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi in un ufficio, in un'azienda svolge molte mansioni diverse: il factotum del direttore    • 2 •   (iron.) chi fa o vorrebbe far tutto da solo, assumendo su di sé ogni incombenza: è arrivato il factotum; si crede il factotum. 
facula    ⇨ facola.
facultà   facultade, facultate  ⇨ facoltà.
fading   s.m. invar.    • 1 •   (elettr.) evanescenza    • 2 •   (foto.) dissolvenza.
fado   s.m. invar.  canzone popolare portoghese di tono malinconico.
faentina   s.f.  ceramica di faenza o eseguita a imitazione di quelle di faenza.
faentino   agg.  di faenza  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di faenza.
faenza   s.f.  tipo di ceramica di pasta colorata ricoperta di smalto bianco, la cui lavorazione è originaria di faenza.
faesite   s.f.  materiale sintetico da rivestimento, costituito da fibre di legno impastate e compresse in lastre.
fagacee   s.f. pl.  (bot.) cupulifere.
faggeta   s.f. , o faggeto s.m. , bosco di faggi.
faggio   s.m.    • 1 •   albero montano di alto fusto, con foglie ovali alterne caduche, frutto ad achenio, tronco rivestito di una corteccia chiara e rami sottili (fam.  fagacee)    • 2 •   il legno che se ne ricava, largamente impiegato in falegnameria.
faggiola   lett. faggiuola, s.f.  il frutto del faggio.
-fagia  -fagia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -phaghía, da phaghêin  'mangiare'; vale 'il mangiare, tendenza a mangiare' (aerofagia, onicofagia).
fagianaia   s.f.  luogo ove si allevano i fagiani.
fagianella   s.f.  gallina prataiola.
fagiano   s.m.  [f. -a] uccello con penne rossastre lucenti e dalle carni molto pregiate; il maschio, più grosso della femmina, ha coda lunga e testa sormontata da due cornetti erigibili (ord.  galliformi) | fagiano di monte, uccello montano simile al gallo cedrone ma più piccolo (ord.  galliformi).
fagiolata   s.f.    • 1 •   scorpacciata di fagioli    • 2 •   minestra di fagioli.
fagiolino   s.m.  baccello verde commestibile di una varietà di fagiolo che si mangia come verdura; regionalmente è detto anche cornetto  e tegolina. 
fagiolo   lett. fagiuolo, s.m.    • 1 •   pianta erbacea con fusto volubile, foglie trilobate e fiori bianchi o rossi; i frutti sono baccelli contenenti semi commestibili (fam.  leguminose) | fagiolo dell'occhio, dolico | fagiolo americano, fagiolone    • 2 •   il seme della pianta del fagiolo: insalata di fagioli; pasta e fagioli  | (fam.) dà luogo a varie locuzioni fig.: andare a fagiolo, andare a genio; capitare, venire a fagiolo, capitare a proposito, al tempo giusto    • 3 •   nel gergo goliardico, studente del secondo anno di università.
fagiolone   s.m.  pianta tropicale americana coltivata per i semi commestibili e come pianta ornamentale; fagiolo americano.
fagiuolo    ⇨ fagiolo.
faglia   (1) s.f.  adattamento it. del fr. faille. 
faglia   (2) s.f.  (geol.) frattura di un complesso roccioso, con spostamento reciproco delle due parti lungo un piano verticale o inclinato.
faglia   (3) s.f.  (ant.) fallo, errore; perdita.
fagliare   e deriv.   ⇨ sfagliare e deriv. 
fago   s.m.  [pl. m. -gi] (biol.) batteriofago.
fago-, -fago  fago-, -fago primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -phagos  'mangiatore', che è da phaghêin  'mangiare' (fagocita, antropofago).
fagocita   o fagocito, s.m.  [pl. -ti] (biol.) cellula capace di inglobare nel suo protoplasma microrganismi e altri elementi estranei.
fagocitare   v. tr.  [io fagòcito  o fagocìto ecc.]    • 1 •   (biol.) inglobare, assorbire per fagocitosi    • 2 •   (fig.) incorporare, inglobare, includere nel proprio ambito; annettersi.
fagocitario   agg.  (biol.) che concerne i fagociti o la fagocitosi: azione fagocitaria. 
fagocito    ⇨ fagocita.
fagocitosi   s.f.  (biol.) processo biologico mediante il quale determinate cellule dell'organismo (fagociti) e certi protozoi (p. e.  le amebe) inglobano e digeriscono particelle estranee.
fagopirismo   s.m.  (vet.) avvelenamento da grano saraceno (fagopiro) che colpisce gli erbivori.
fagopiro   s.m.  (bot.) nome scientifico del grano saraceno. 
fagottista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il fagotto.
fagotto   (1) s.m.    • 1 •   involto piuttosto voluminoso, fatto alla meglio | far fagotto, andarsene rapidamente da un luogo; ritirarsi, sloggiare. dim. fagottello, fagottino  accr. fagottone    • 2 •   (estens.) persona infagottata, goffa.
fagotto   (2) s.m.    • 1 •   strumento musicale a fiato, di legno, ad ancia doppia, con lunga canna ripiegata a u    • 2 •   (estens.) chi suona in orchestra tale strumento.
fahrenheit   agg. invar.  (fis.) si dice di scala termometrica in cui l'intervallo 0-100 ° c della scala celsius corrisponde a 32-212 ° f; è in uso nei paesi anglosassoni.
faida   s.f.    • 1 •   nel diritto germanico medievale, l'esercizio della vendetta da parte della vittima di un reato o di esponenti della sua famiglia    • 2 •   (estens.) lotta fra gruppi privati a fini di ritorsione o di vendetta: le faide politiche. 
fai da te   loc. sost. m. invar.  il fare da sé, nell'ambito della propria casa, lavori di tipo artigianale, soprattutto come modo di occupare il tempo libero; bricolage.
faille   s.f.  tessuto di seta o di seta mista a cotone, meno lucente del taffetà faglia.
faina   s.f.    • 1 •   mammifero carnivoro, cacciatore degli animali da cortile, con corpo allungato, coda lunga, zampe corte, pelo grigio-bruno, gola e petto bianchi; ha pelliccia pregiata (fam.  mustelidi)    • 2 •   (fig.) persona brutta e rinsecchita, o malignamente astuta.
fainesco   agg.  [pl. m. -schi] di faina | (estens.) da faina, astuto e maligno: sguardo fainesco  § fainescamente avv.  da faina; con astuzia maligna.

fair play   loc. sost. m. invar.  comportamento improntato a correttezza e cortesia nei rapporti sociali, soprattutto in situazioni sfavorevoli o imbarazzanti: avere, usare fair play; accettare una sconfitta con molto fair play. 
falananna   s.m.  e f. invar.  (tosc.) persona fannullona, inconcludente.
falanga   s.f.  (mar.) tavola spalmata di cera o di grasso su cui si tirano a secco le barche di legno.
falange   s.f.    • 1 •   nell'antica grecia, schieramento di soldati disposti su file compatte e armati di lance: falange macedone, quella messa a punto da filippo ii di macedonia e impiegata da alessandro magno nelle sue conquiste    • 2 •   (estens.) schieramento di soldati che formano sul campo una massa compatta; genericamente, esercito: le falangi napoleoniche    • 3 •   (iperb.) schiera di persone animate da una stessa intenzione: una falange di creditori    • 4 •   movimento politico di tipo fascista fondato in spagna da j. primo de rivera nel 1933, poi capeggiato dal generale f. franco    • 5 •   nel libano, organizzazione politico-militare della destra cristiano-maronita    • 6 •   (anat.) ciascuno dei segmenti ossei che costituiscono lo scheletro del dito; in partic., quello alla base del dito.
falangetta   s.f.  (anat.) il segmento osseo più esterno del dito.
falangina   s.f.  (anat.) nelle dita con tre falangi il segmento osseo mediano, compreso fra la falange e la falangetta.
falangismo   s.m.  la dottrina e il movimento politico della falange spagnola o di quella libanese.
falangista   (1) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] appartenente o aderente alla falange spagnola o a quella libanese | usato anche come agg.  : regime falangista. 
falangista   (2) s.m.  [pl. -sti] mammifero marsupiale arboricolo (noto anche come opossum d'australia) dalla pelliccia pregiata di colore grigio.
falangite   s.m.  soldato appartenente alla falange greca o macedone.
falangitico   agg.  [pl. m. -ci] si dice dell'ordinamento tattico dell'antica falange macedone.
falansterio   o falanstero, s.m.    • 1 •   secondo il socialismo utopistico di c. fourier (1772-1837), ognuno degli edifici che avrebbero dovuto ospitare una grande comunità di lavoratori organizzata su basi collettivistiche; per estens., la comunità stessa    • 2 •   (estens.) grosso casamento popolare.
falarica   s.f.  nell'antichità e nel medioevo, pesante giavellotto con testa metallica munita di materiale incendiario, che veniva lanciato con apposite macchine.
falasco   s.m.  [pl. -schi] erba palustre con foglie lunghe e lineari, usata per impagliare fiaschi e sedie (fam.  ciperacee).
falbalà    ⇨ falpalà.
falbo   agg.  fulvo, biondo acceso: un baio falbo. 
falca   s.f.  (mar.) asse orizzontale che forma la parte superiore della murata delle navi di legno.
falcare   v. tr.  [io falco, tu falchi ecc.] (ant.)    • 1 •   armare di falce    • 2 •   piegare a forma di falce: cotal per quel giron suo passo falca  (dante purg.  xviii, 94) | v. intr.  [aus. avere] (lett.) riferito a cavallo, procedere a falcate.
falcastro   s.m.  antica arma da punta e da taglio a forma di grande falce.
falcata   s.f.    • 1 •   salto del cavallo che s'allunga e si slancia in avanti    • 2 •   nel podismo (e anche nella corsa), il passo dell'atleta, la sua apertura di gambe; genericamente, la sua andatura: una buona falcata; una falcata ampia  ' a grandi falcate, (estens.) a passi lunghi e rapidi.
falcato   agg.    • 1 •   che ha forma di falce: costa, luna falcata    • 2 •   munito di una o più falci | carro falcato, nell'antichità, carro da guerra armato di falci.
falcatura   s.f.  curvatura a forma di falce: la falcatura della luna. 
falce   s.f.    • 1 •   attrezzo agricolo a lama ricurva per tagliare erbe e cereali; si usava un tempo anche come arma | falce e martello, emblema costituito da una falce e un martello incrociati, proprio dei partiti e dei movimenti di ispirazione marxista. dim. falciola, falcina, falcetto  (m.) accr. falciona, falcione  (m.)    • 2 •   qualsiasi cosa che abbia o ricordi la forma di una falce: falce di luna  | (anat.) setto fibroso, verticale e mediano, prolungamento della dura madre.
falcetto   s.m.    • 1 •   dim.  di falce    • 2 •   attrezzo a lama robusta e incurvata, usato per lavori di potatura.
falchetta   s.f.  (mar.) orlo superiore dei fianchi di un'imbarcazione, in cui sono ricavati gli incastri per i remi o gli alloggi per gli scalmi.
falchetto   s.m.    • 1 •   dim.  di falco    • 2 •   nome popolare del lodolaio. 
falciacaricatrice   s.f.  macchina agricola che falcia il foraggio e lo carica su un apposito rimorchio.
falciamento   s.m.  (non com.) il falciare, l'essere falciato | tiro di falciamento, (mil.) quello ottenuto spostando continuatamente la linea di tiro di una mitragliatrice, in modo da battere un ampio tratto di terreno.
falciare   v. tr.  [io fàlcio ecc.]    • 1 •   tagliare con la falce; mietere: falciare l'erba, il grano    • 2 •   (estens.) far cadere, abbattere, per lo più con una scarica di armi automatiche: i soldati furono falciati dalle mitragliatrici    • 3 •   (fig.) stroncare, provocare la morte (in relazione con le antiche raffigurazioni della morte armata di falce): le epidemie hanno falciato milioni di vite    • 4 •   (sport) nel calcio, sgambettare con violenza un avversario in corsa.
falciata   s.f.    • 1 •   il falciare; colpo di falce: dare una falciata al prato    • 2 •   quantità d'erba o di grano che si falcia in una volta.
falciatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi falcia; chi guida una macchina falciatrice    • 2 •   (ant.) soldato armato di falce.
falciatrice   s.f.  macchina agricola per il taglio di foraggi e cereali.
falciatura   s.f.    • 1 •   il falciare, il tagliare con la falce    • 2 •   il periodo dell'anno in cui si falcia; mietitura.
falcidia   s.f.    • 1 •   nel diritto romano, la quarta parte dell'eredità che spettava in ogni caso all'erede legittimo    • 2 •   (estens.) forte detrazione, riduzione notevole: gli introiti hanno subito una pesante falcidia  | strage (anche fig.): una falcidia di vite umane; gli esami sono stati una vera falcidia. 
falcidiare   v. tr.  [io falcìdio ecc.] sottoporre a falcidia; ridurre fortemente: falcidiare un patrimonio; l'epidemia falcidiò la popolazione. 
falcifero   agg.  (lett.) armato di falce | il dio falcifero, nella mitologia, saturno.
falciforme   agg.  che ha forma di falce.
falciglione   s.m.  nome regionale del beccaccino. 
falcino   s.m.  piccola falce a lama dentata, usata per tagliare erbe a stelo duro.
falciola   s.f.    • 1 •   dim.  di falce    • 2 •   falce per mietere i cereali.
falcione   s.m.    • 1 •   accr.  di falce    • 2 •   strumento per trinciare il foraggio, munito di due larghe lame montate sulle due razze opposte di un grosso volano    • 3 •   antica arma in forma di falce montata su un'asta.
falco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   uccello rapace diurno, con becco corto ricurvo, unghie adunche, ali lunghe e strette (ord.  falconiformi) | occhi di falco, (fig.) penetranti | vista da falco, acutissima. dim. falchetto    • 2 •   (fig.) persona di temperamento vivace, coraggioso, aggressivo o d'intelligenza lucida e pronta; anche, persona avida e rapace    • 3 •   nel linguaggio del giornalismo politico, chi, spec. nelle controversie internazionali, è favorevole a una linea intransigente, energica e aggressiva, che non esclude il ricorso alla forza; si contrappone a colomba. 
falconara   s.f.  (ant.)    • 1 •   luogo in cui si allevano i falconi    • 2 •   feritoia per le artiglierie nelle mura di una rocca    • 3 •   (mar.) trave di rinforzo dal fondo alla poppa della nave.
falconare   v. intr.  [io falcóno ecc. ; aus. avere] (ant.) cacciare col falcone.
falcone   s.m.    • 1 •   varietà di falco di dimensioni maggiori di quelle ordinarie, che un tempo si addestrava per la caccia (ord.  falconiformi)    • 2 •   (mil.) antico pezzo d'artiglieria, più potente della colubrina. dim. falconetto    • 3 •   (edil.) apparecchio di sollevamento con cui si portano in posizione verticale pali ed elementi di strutture metalliche.
falconeria   s.f.  l'antica arte di allevare e addestrare alla caccia gli uccelli rapaci, e spec. il falcone; la caccia così praticata.
falconiere   s.m.    • 1 •   cacciatore col falcone; allevatore, addestratore di falconi    • 2 •   titolo del dignitario di corte preposto alla guida delle cacce.
falconiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli rapaci diurni con becco robusto e fortemente uncinato, a cui appartengono i falchi e i falconi | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
falda   s.f.    • 1 •   strato largo, ma relativamente sottile, di una determinata materia: roccia a falde  | falda di un tetto, ognuno dei piani di copertura | falda del cappello, la tesa    • 2 •   (estens.) porzione larga e sottile di qualcosa: falda di stoffa, di fuoco  | batuffolo, fiocco: falda di cotone, di neve  | pl.  bretelle di panno o corregge di cuoio per sostenere i bambini ai primi passi; dande    • 3 •   orlo, lembo inferiore di un abito: le falde del frac, del soprabito; attaccarsi alle falde di qualcuno, (fig.) stargli sempre accanto | parte dell'armatura che ricopriva le reni | (estens.) veste di seta bianca con strascico indossata dal papa durante il pontificale    • 4 •   la parte iniziale del pendio di un monte    • 5 •   (geol.) strato di terreno dotato di particolari caratteristiche: falda acquifera, contenente acqua sotterranea; falda artesiana, falda acquifera in pressione ricoperta da uno strato impermeabile; falda freatica, quando non è ricoperta da uno strato impermeabile | falda detritica, strato di materiali rocciosi accumulatisi ai piedi di un monte | falda di ricoprimento, piega di uno strato roccioso che, per effetto di spostamenti tettonici orizzontali, si è sovrapposta a terreni di diversa natura    • 6 •   in macelleria, taglio di carne in prossimità della lombata.
faldare   v. tr.  tagliare o spaccare pietre o minerali secondo le falde.
faldato   part. pass.  di faldare   agg.    • 1 •   (min.) si dice di minerale spaccato lungo le falde o che presenta colorazione diversa in corrispondenza dei vari strati    • 2 •   (ant.) si dice di abito provvisto di falde.
faldella   s.f.    • 1 •   pezzuola di tela o falda di cotone idrofilo usate per medicazione    • 2 •   cotone cardato impiegato per imbottiture.
faldiglia   s.f.  nell'antico abbigliamento femminile, sottana di tela rigida per tenere allargate le vesti.
faldistorio   o faldistoro, s.m.  seggio con braccioli e senza spalliera, usato dal papa e dai vescovi in alcune cerimonie liturgiche.
faldoso   agg.  (non com.)    • 1 •   che presenta falde: roccia faldosa    • 2 •   che si sfalda.
falecio   o faleceo [fa-le-cè-o], faleucio, faleuco, agg.  e s.m.  si dice di un verso della metrica greca e latina di 11 sillabe, che può essere scandito in vario modo.
falegname   s.m.  artigiano che lavora il legno, fabbricando o riparando infissi, mobili o altri oggetti, spec. d'arredamento.
falegnameria   s.f.    • 1 •   il mestiere del falegname; lavorazione del legno    • 2 •   il laboratorio del falegname.
falena   s.f.  nome comune di molte specie di farfalle crepuscolari o notturne.
falera   s.f.    • 1 •   nell'antica roma, piastra di metallo cesellato usata come ornamento della bardatura dei cavalli; poi, decorazione militare    • 2 •   borchia, distintivo metallico.
falerato   agg.  ornato, decorato di falere: scudo falerato. 
falerno   s.m.  vino pregiato rosso o bianco prodotto nella zona di formia e in una parte del territorio settentrionale della campania; fu famosissimo nell'antichità.
falesia   o falesa, s.f.  (geol.) tipo di costa con pareti rocciose a picco, alte e continue.
faleucio   faleuco  ⇨ falecio.
falisco   agg.  [pl. -sci]    • 1 •   di un'antica popolazione italica che occupava le pendici dei monti cimini, tra il territorio degli etruschi e quello dei latini    • 2 •   di montefiascone, cittadina in provincia di viterbo  agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente alla popolazione falisca    • 2 •   si dice di chi è nato o abita a montefiascone.
falla   s.f.    • 1 •   squarcio o apertura nella parte immersa di una nave, che provoca l'allagamento degli ambienti interni: una falla nella stiva; tamponare una falla    • 2 •   rottura in un argine, un bacino o un serbatoio, che determina la fuoruscita del liquido | (fig.) via per la quale il denaro si disperde o un settore si impoverisce: le falle di un bilancio    • 3 •   (estens.) crepa, incrinatura, difetto di fabbricazione: una falla, una crepa, un difetto il più lieve della misura o del marmo bastavano a far scartare blocchi, capitelli, colonne  (serra)    • 4 •   (mil.) rottura di un tratto dello schieramento    • 5 •   (ant.) fallo, colpa.
fallace   agg.    • 1 •   che inganna o che è frutto di inganno; falso, illusorio: previsione, speranza, promessa fallace; sogni fallaci    • 2 •   che stinge, che si perde (detto di colore) § fallacemente avv.  con inganno; falsamente.
fallacia   s.f.  [pl. -cie]    • 1 •   (lett.) l'essere fallace; apparenza ingannevole, falsità | slealtà, malafede | sbaglio, errore    • 2 •   (ant.) sofisma; vizio di ragionamento.
fallanza   s.f.    • 1 •   (ant.) fallo, mancanza, errore    • 2 •   fallanza dei semi, (bot.) la loro mancata germinazione.
fallare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (ant. , lett.) commettere un fallo, sbagliare; peccare | prov.  : chi non fa non falla, solo chi non fa nulla non si espone a errori    • 2 •   (ant. , lett.) mancare, venir meno    • 3 •   detto di seme, non germinare | fallarsi v. rifl.  (ant. , lett.) sbagliarsi, cadere in errore: l'uno al pubblico segno i gigli gialli / oppone, e l'altro appropria quello a parte, / sì ch'è forte a veder chi più si falli  (dante par.  vi, 100-102).
fall down   loc. sost. m. invar.  fall out.
fallibile   agg.    • 1 •   (non com.) che può sbagliare    • 2 •   (ant.) fallace.
fallibilismo   s.m.  (filos.) ogni dottrina secondo cui la conoscenza scientifica non è mai certa, ma sempre ipotetica e suscettibile di correzioni.
fallibilista   s.m.  [pl. m. -sti] chi sostiene il fallibilismo | anche come agg.  : concezione fallibilista della scienza. 
fallibilità   s.f.  (non com.) l'essere fallibile.
fallico   agg.  [pl. m. -ci] del fallo: riti fallici  ' fase fallica, (psicoan.) fase dello sviluppo libidico che coincide cronologicamente con quella edipica ed è caratterizzata da un interesse prevalente per i propri genitali.
fallimentare   agg.    • 1 •   di fallimento, relativo a un fallimento: un'azienda in stato fallimentare; vendita fallimentare, dei beni di un imprenditore fallito; concorrenza fallimentare, che spinge i concorrenti a praticare prezzi troppo bassi, tali da portare al fallimento | procedura fallimentare, (dir.) quella avviata nei confronti dell'imprenditore di cui si è dichiarato il fallimento; curatore fallimentare, (dir.) chi, su incarico del tribunale, amministra e liquida i beni del fallito    • 2 •   (fig.) negativo, disastroso: una politica fallimentare; il bilancio fallimentare di una vita  § fallimentarmente avv. 
fallimentarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] legale specialista in procedure fallimentari; studioso di diritto fallimentare.
fallimento   s.m.    • 1 •   il fallire, il non aver successo; esito negativo: il fallimento delle trattative, dei negoziati    • 2 •   (dir.) procedura giudiziaria con la quale il patrimonio di un imprenditore insolvente è sottratto alla sua disponibilità e liquidato per soddisfare in modo prioritario i creditori: dichiarare fallimento; essere sull'orlo del fallimento    • 3 •   (ant.) errore, fallo    • 4 •   (ant.) penuria, mancanza.
fallire   v. intr.  [io fallisco, tu fallisci ecc. ; aus. avere  e essere]    • 1 •   non riuscire nel proprio intento: fallire in un'impresa  | non avere esito positivo: la conferenza sul disarmo è fallita    • 2 •   (dir.) fare fallimento    • 3 •   (ant.) commettere un fallo o una mancanza    • 4 •   (lett.) venir meno: e poi che forse li fallia la lena, / di sé e d'un cespuglio fece un groppo  (dante inf.  xiii, 122-123) | v. tr.  mancare, sbagliare: fallire il colpo, il bersaglio  | fallire la palla, non riuscire a colpirla, mancarla.
fallito   part. pass.  di fallire   agg.    • 1 •   non riuscito: un tentativo fallito    • 2 •   che ha subito una dichiarazione di fallimento: una ditta fallita   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   si dice del titolare di una impresa fallita    • 2 •   che, chi nella vita ha visto cadere tutte le proprie ambizioni: un attore fallito; sentirsi un fallito. 
fallo   (1) s.m.    • 1 •   errore, sbaglio, colpa: un fallo imperdonabile; commettere un fallo; cadere in fallo; cogliere qualcuno in fallo  | mettere un piede in fallo, scivolare | senza fallo, sicuramente    • 2 •   imperfezione, difetto in una lavorazione: un fallo nella trama di un tessuto    • 3 •   (sport) azione che trasgredisce le regole del gioco e per cui è prevista una punizione: fallo di mano, nel calcio, quello commesso dal giocatore (escluso il portiere) che tocca con la mano il pallone; doppio fallo, nel tennis, quello commesso dal giocatore che, nel servizio, sbaglia entrambi i tiri a disposizione. pegg. fallaccio. 
fallo   (2) s.m.    • 1 •   (lett.) membro virile, pene    • 2 •   nell'antichità greco-romana e presso altre civiltà antiche e primitive, simbolo della potenza generatrice della natura e oggetto di culto propiziatorio.
fallocrate   s.m.  chi dimostra atteggiamento, mentalità fallocratica; maschilista.
fallocratico   agg.  [pl. m. -ci] di, da fallocrate; relativo, ispirato a fallocrazia; maschilista: mentalità fallocratica, atteggiamento fallocratico. 
fallocrazia   s.f.  atteggiamento psicologico e culturale che attribuisce all'uomo la preminenza e alla donna un ruolo subordinato, limitato alla vita familiare e alla funzione di oggetto sessuale; maschilismo | tipo di società o gruppo sociale ispirati a tale atteggiamento.
falloforia   s.f.  nell'antica grecia, processione che si svolgeva durante le feste di dioniso e nella quale veniva portato un simulacro fallico.
falloppa    ⇨ faloppa.
fallosità   s.f.  (sport) l'essere falloso.
falloso   agg.    • 1 •   (sport) che commette molti falli: calciatore falloso  | che costituisce fallo, che è caratterizzato da molti falli: intervento falloso; gioco falloso, partita fallosa    • 2 •   (non com.) che ha difetti di fabbricazione: vetro falloso  § fallosamente avv. 
fall out   loc. sost. m. invar.    • 1 •   ricaduta sulla superficie terrestre di polvere radioattiva, conseguente, nella maggior parte dei casi, a un'esplosione termonucleare; è detto anche, appunto, ricaduta radioattiva    • 2 •   (estens.) effetto, ripercussione di un evento, di un fenomeno: il fall out tecnologico della produzione delle materie plastiche. 
falò   s.m.  grande fuoco acceso all'aperto, per segnalazione o anche in segno di festa: venne la pasqua, la gaia festa dei campi coi suoi falò giganteschi  (verga) | far falò di qualcosa, (fig.) distruggerla.
faloppa   non com. falloppa, s.f.  bozzolo lasciato interrotto dal baco da seta, da cui si produce una seta di bassa qualità per estens., la seta stessa così ottenuta | s.m.  e f.  (fam.) persona bugiarda, millantatrice.
falotico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) stravagante, fantastico, grottesco: il falotico / mutarsi della mia vita  (montale).
falpalà   o falbalà, s.m.  larga striscia di stoffa increspata o pieghettata, che orna sottane, tende e sim.
falsabraca   s.f.  [pl. falsebrache] (ant.) opera di fortificazione costituita da un bastione basso tra il bastione più alto e il fossato.
falsachiglia   s.f.  [pl. falsechiglie] (mar.) struttura che ricopre la chiglia di uno scafo di legno o di metallo per rinforzarla e proteggerla.
falsadore    ⇨ falsatore.
falsamento   s.m.  (non com.) il falsare; falsificazione, travisamento.
falsamonete   s.m. invar.  (non com.) falsario di monete.
falsare   v. tr.    • 1 •   dire, descrivere, interpretare in maniera contraria alla verità alterare, distorcere: un'interpretazione che falsa il testo; uno specchio che falsa le immagini    • 2 •   falsificare: falsare un documento    • 3 •   in sartoria, applicare falsature a un abito.
falsariga   s.f.  [pl. falsarighe]    • 1 •   foglio di carta rigata che, messo sotto la carta da scrivere, traspare, permettendo di andare diritto nella scrittura e di mantenere una distanza regolare tra riga e riga    • 2 •   (fig.) modello, norma che si imita o si segue: dare una falsariga  | sulla falsariga di qualcuno, di qualcosa, secondo l'impostazione, la traccia fornite da qualcuno o da qualcosa: si è mosso sulla falsariga del suo predecessore. 
falsario   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi, per trarre un illecito vantaggio, altera documenti, firme, banconote, quadri e sim., o ne fabbrica di falsi    • 2 •   (ant. , lett.) ingannatore, mentitore | anche agg.  (ant.): persona falsaria. 
falsatore   ant. falsadore, agg.  e s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) che, chi falsifica; falsario: un notaio falsatore di atti pubblici  (carducci).
falsatura   s.f.  in sartoria, striscia di merletto o d'altro che si mette come guarnizione tra due lembi d'un tessuto; entre-deux | striscia di tessuto posta sopra l'abbottonatura, per nascondere i bottoni.
falseggiare   v. tr.  [io falséggio ecc.] (ant.) falsare, falsificare | v. intr.  [aus. avere] cantare in falsetto.
falsettista   s.m.  [pl. -sti] cantante maschio che canta in falsetto, sostenendo parti di soprano (sopranista) e di contralto (contraltista).
falsetto   s.m.  (mus.) tecnica di canto che sfrutta intensivamente le cavità di risonanza del capo, al fine di ottenere una maggiore estensione della voce verso i suoni alti; fu praticata soprattutto dai tenori nel periodo del belcanto, ed è in uso nella musica leggera e popolare e nella musica non europea | parlare in falsetto, con voce acuta, stridula.
falsificabile   agg.  che si può falsificare, imitare, alterare: tagliando facilmente falsificabile. 
falsificabilità   s.f.  l'essere falsificabile: documento di facile falsificabilità. 
falsificamento   s.m.  (non com.) il falsificare; falsificazione.
falsificare   v. tr.  [io falsìfico, tu falsìfichi ecc.] alterare o imitare qualcosa per fini illeciti: falsificare una firma, un'opera d'arte  | falsificare una notizia, travisarla, inventarla.
falsificatore   s.m.  [f. -trice] chi falsifica; falsario.
falsificazione   s.f.  il falsificare, la cosa falsificata; contraffazione, falso: la falsificazione di un documento. 
falsificazionismo   s.m.  (filos.) teoria epistemologica di matrice razionalistica in base alla quale un'ipotesi ha valore scientifico solo se è suscettibile di essere smentita dai dati dell'esperienza (principio di falsificazione); il maggiore esponente di questo indirizzo è il filosofo austriaco k. r. popper (1902-1994).
falsità   s.f.    • 1 •   l'essere falso: falsità di una notizia, di un'accusa    • 2 •   mancanza di sincerità, ipocrisia: falsità d'animo    • 3 •   affermazione falsa, menzogna: un cumulo di falsità. 
falso   agg.    • 1 •   non vero, non esatto; sbagliato, erroneo: affermazione, notizia falsa; falsa testimonianza  | suono falso, non giusto, innaturale | sotto falso nome, con un nome che non è il proprio: viaggiare sotto falso nome  | falsi amici, (fig.) parole di due lingue che risalgono allo stesso etimo, e hanno perciò suono simile, ma hanno acquistato differente significato: l'it. «libreria» e l'ingl. «library» ('biblioteca') sono falsi amici    • 2 •   falsificato, contraffatto; non autentico: moneta, firma falsa    • 3 •   finto, simulato, ipocrita: falsa modestia; false lacrime; un uomo falso, non schietto    • 4 •   che non corrisponde nella realtà a ciò che sembra essere: oro, brillante falso  | falso magro, si dice di persona che appare snella più di quanto non sia | luce falsa, che altera i colori naturali: mettere qualcuno in falsa luce, (fig.) denigrarlo    • 5 •   (anat. , bot.) si dice di organo simile a un altro, ma che ha diversa funzione: falso frutto; false costole   avv.    • 1 •   falsamente: le tue affermazioni suonano falso    • 2 •   in modo inatteso, innaturale: i colpi risuonavano falso   s.m.    • 1 •   ciò che è falso, non vero: giurare, deporre il falso    • 2 •   documento, oggetto falsificato: quel quadro è un falso, non è opera dell'autore cui è stato attribuito con intenzioni fraudolente    • 3 •   (dir.) reato di falsificazione: falso materiale, reato consistente nella contraffazione o alterazione di documenti; falso ideologico, reato consistente nel far risultare dichiarazioni non veritiere in un documento genuino § falsamente avv.  con falsità, in modo contrario alla verità | ingiustamente: accusare qualcuno falsamente  | con finzione, con doppiezza: comportarsi falsamente. 
falsobordone   o falso bordone, s.m.  [pl. falsibordoni  o falsi bordoni] (mus.) procedimento contrappuntistico in uso nel sec. xv, consistente nell'eseguire un canto accompagnandolo con altre due voci procedenti parallelamente a intervalli inferiori.
falsobraccio   s.m.  [pl. falsibracci] (mar.) grosso cavo usato per operazioni di manovra e di ormeggio.
falsopiano   s.m.  [pl. falsipiani] vasta zona di terreno apparentemente piano, ma in realtà ondulato per piccoli dislivelli.
fama   s.f.    • 1 •   reputazione, nomea: ha fama di persona retta; godere di ottima, pessima, dubbia fama  | rinomanza, notorietà, celebrità: conquistare la fama; uno scienziato di fama mondiale    • 2 •   (lett.) voce, notizia universalmente diffusa | è fama, corre fama, si dice.
fame   s.f.  [solo sing.]    • 1 •   sensazione che sorge in conseguenza dell'impoverimento di sostanze nutritive nell'organismo e che produce lo stimolo a mangiare: aver fame; soffrire, togliersi la fame; una fame da lupo, da non vederci, grandissima | ingannare la fame, fare qualcosa che aiuti a non avvertirne lo stimolo | morire di fame, avere una fame terribile; (fig.) essere in miseria | morto di fame, (fig.) persona poverissima; anche, essere spregevole | brutto come la fame, si dice di persona o cosa orrenda | lungo come la fame, (fam.) lunghissimo    • 2 •   (estens.) carestia, grande miseria: prendere qualcuno per fame, costringerlo alla resa privandolo dei rifornimenti; (fig.) ottenere da lui qualcosa minacciando di privarlo di beni essenziali, oppure sfruttando il suo stato di miseria | la fame nel mondo, nel linguaggio giornalistico, la condizione di grave denutrizione dei paesi sottosviluppati: il problema della fame nel mondo    • 3 •   (fig.) grande desiderio: fame di onori, di denaro  | fame di sapere, amore della scienza | fame di giustizia, aspirazione profonda a essa.
famedio   s.m.  tempietto funerario destinato alla sepoltura o al ricordo di uomini illustri.
famelicità   s.f.  (lett.) l'essere famelico.
famelico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.)    • 1 •   affamato, detto spec. di animale: un leone famelico  | che denota fame: un viso famelico    • 2 •   (fig.) avido, desideroso: i famelici sguardi avidamente / in lei pascendo si consuma e strugge  (tasso g. l.  xvi, 19) § famelicamente avv. 
famigerato   agg.    • 1 •   che gode di pessima fama, che è tristemente noto: un famigerato bandito    • 2 •   (ant.) famoso, illustre § famigeratamente avv. 
famiglia   ant. familia, s.f.    • 1 •   insieme di persone unite da un rapporto di parentela o affinità in senso più ristretto, il nucleo formato dal padre, dalla madre e dai figli, che costituisce l'istituzione sociale di base della società: una riunione di famiglia; una famiglia numerosa; una famiglia povera, benestante; vivere in famiglia; metter su famiglia, prender moglie; avere la famiglia a carico, dover provvedere al suo sostentamento | essere padre, madre di famiglia, si dice per sottolineare le caratteristiche di responsabilità, bontà e comprensione di qualcuno per il fatto che è padre o madre | figlio di famiglia, che si fa ancora mantenere dai genitori | essere di famiglia, essere di casa, come una persona della famiglia | per famiglia, tipo famiglia, non scelto, non di prima qualità: miscela (tipo) famiglia; confezione, formato famiglia, grande ed economico | lavare i panni sporchi in famiglia, tenere circoscritte nell'ambito familiare le cose spiacevoli; per estens., non far sapere all'esterno i problemi interni di un gruppo | far le cose in famiglia, privatamente, escludendo chi non fa parte della propria famiglia; anche, alla buona, senza cerimonie | aria di famiglia, somiglianza fisica con i genitori o i parenti | una grande famiglia, una famiglia numerosa; per estens., un'organizzazione nella quale i rapporti sono di tipo familiare più che gerarchico | la sacra famiglia, gesù, la madonna e san giuseppe | famiglia legittima, riconosciuta giuridicamente | stato di famiglia, certificato che indica la composizione e i dati anagrafici di una famiglia | imposta di famiglia, un tempo, imposta progressiva comunale commisurata al tenore di vita del nucleo familiare' in sociologia: famiglia nucleare, quella composta da un unico nucleo (padre, madre e figli); famiglia estesa, quella composta da più nuclei conviventi e cooperanti; famiglia personale, costituita da una sola persona. dim. famigliola  accr. famigliona  pegg. famigliaccia    • 2 •   casata, stirpe: le origini della famiglia risalgono al '600    • 3 •   (ant.) il seguito di un personaggio | il personale, la servitù di una casa patrizia: apre i balconi, / apre terrazzi e logge la famiglia  (leopardi la quiete dopo la tempesta  20-21)    • 4 •   (estens.) insieme di persone legate da un generico vincolo comune: la famiglia europea    • 5 •   categoria della sistematica botanica e zoologica costituita dal raggruppamento di generi affini: la famiglia delle graminacee; la famiglia dei canidi    • 6 •   insieme di cose affini: famiglia di vocaboli, quelli derivati da un'unica radice | famiglia di codici, (filol.) insieme di manoscritti raggruppati secondo affinità che rivelano la derivazione da una fonte comune | famiglia di curve, (mat.) insieme di curve, ciascuna delle quali si ottiene da un'equazione contenente uno o più parametri, quando si fissi il valore di questi    • 7 •   (econ.) in contabilità nazionale, settore istituzionale comprendente individui e gruppi di individui in quanto consumatori, nonché le imprese individuali.
famigliare   e deriv.   ⇨ familiare e deriv. 
famiglio   s.m.  (antiq.)    • 1 •   inserviente, domestico    • 2 •   usciere, messo comunale    • 3 •   nell'italia settentrionale, lavorante che aiuta il proprietario nella conduzione di un'azienda agricola e vive con la famiglia di lui.
famigliola   o lett. famigliuola, s.f.    • 1 •   dim.  di famiglia    • 2 •   nome di funghi, alcuni dei quali commestibili (famigliola buona), che crescono in cespi ai piedi o sulla ceppaia di diversi alberi e hanno forma di piccoli chiodi; chiodini (fam.  agaricacee).
familia    ⇨ famiglia.
familiare   o famigliare, agg.    • 1 •   di, della famiglia: convivenza, riunione familiare; esigenze, doveri familiari    • 2 •   ben conosciuto, consueto: luoghi familiari; essere familiare con qualcuno, essere con lui in rapporti di consuetudine, di amicizia    • 3 •   proprio come si fa in famiglia; semplice, alla buona: trattamento, conversazione familiare  | trattoria, pensione familiare, organizzata come fosse una famiglia    • 4 •   che per le sue caratteristiche soddisfa le esigenze di una famiglia: un prodotto in confezione familiare, più grande del normale; automobile in versione familiare, che ha un vano di carico più ampio di quello del modello normale  s.m.  e f.  persona di famiglia: andrò al mare con i miei familiari  | s.f.  auto in versione familiare: guidava una familiare  § familiarmente avv.    • 1 •   con familiarità con confidenza, alla buona: trattare qualcuno familiarmente    • 2 •   (ant.) abitualmente.
familiarità   o famigliarità, s.f.    • 1 •   l'essere familiare, della stessa famiglia | (estens.) amicizia, intimità: avere familiarità con qualcuno  | confidenza, affabilità: parlare con familiarità; familiarità di modi    • 2 •   (fig.) esperienza, pratica: avere familiarità con i motori, con una lingua straniera. 
familiarizzare   o famigliarizzare, v. tr.  rendere familiare; assuefare, abituare: familiarizzare qualcuno a un ambiente, a un'idea  | v. intr.  [aus. avere], familiarizzarsi v. rifl.  acquistare familiarità assuefarsi, abituarsi: familiarizzarsi con un gruppo, con una lingua. 
familismo   s.m.  (sociol.) concezione secondo cui la solidarietà tra i membri della stessa famiglia deve prevalere sui legami sociali più generali.
familista   agg.  [pl. m. -sti] improntato, ispirato a familismo.
familistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al familismo.
famoso   agg.    • 1 •   che ha grande fama; celebre, rinomato: un attore, un pittore famoso; un monumento famoso, molto conosciuto    • 2 •   (scherz.) si dice di cosa o persona di cui si parla o si è parlato molto: è questo il tuo famoso amico?    • 3 •   (ant.) diffamatorio: libello famoso  § famosamente avv.  (non com.).
famulato   s.m.  (dir.) furto commesso dal domestico.
famulo   s.m.  [f. -a] (lett.) servo; famiglio.
fan   s.m.  e f. invar.  [ma è usato anche il pl. fans] sostenitore acceso; tifoso: i fans di un cantante, di una squadra di calcio. 
fanale   s.m.    • 1 •   apparecchio costituito da una sorgente luminosa racchiusa in un involucro trasparente, che serve per illuminare o segnalare: i fanali di un'automobile, del treno, di una carrozza.  dim. fanalino, fanaletto  accr. fanalone    • 2 •   (antiq.) lanterna, lampione; faro: fanale a gas, elettrico. 
fanaleria   s.f.  l'insieme delle luci esterne (proiettori, luci di posizione, indicatori di direzione) di un veicolo.
fanalino   s.m.    • 1 •   dim.  di fanale    • 2 •   fanalino di coda, fanale di navigazione, a luce bianca, installato in coda a un aeromobile; (fig.) persona o cosa all'ultimo posto in una graduatoria.
fanalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto alla custodia e alla manutenzione di fanali o di un faro.
fanatico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci]    • 1 •   che, chi è mosso da fanatismo: una religiosità fanatica    • 2 •   (estens.) esageratamente appassionato, troppo entusiasta: essere fanatico per il ballo, del tennis; un ammiratore fanatico  | zelo, entusiasmo fanatico, esagerato § fanaticamente avv. 
fanatismo   s.m.    • 1 •   esasperazione di un sentimento religioso o fede politica, filosofica ecc., che porta all'intolleranza e al settarismo | ammirazione cieca e incondizionata per qualcuno o qualcosa    • 2 •   (estens.) manifestazione di entusiasmo esagerato, di cieca ammirazione.
fanatizzare   v. tr.  rendere fanatico; esaltare, eccitare: masse fanatizzate. 
fancello   s.m.  [f. -a] (ant. region.) fanciullo; garzoncello, servo.
fanciulla   s.f.  la donna tra i sei e i dodici anni; bambina, ragazzina | (lett.) ragazza, giovane donna: una fanciulla, la quale nel detto tempo era bellissima e da marito  (sacchetti) | in usi fam. o scherz., fidanzata, compagna: passeggiare con la propria fanciulla. 
fanciullaccia   s.f.  [pl. -ce] (bot.) nome popolare della nigella.
fanciullaggine   s.f.  (non com.) azione o contegno fanciullesco; ragazzata.
fanciullata   s.f.  (ant.) ragazzata.
fanciullesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da fanciullo: entusiasmo fanciullesco  | puerile, sciocco: comportamento, atteggiamento fanciullesco  § fanciullescamente avv. 
fanciullezza   s.f.    • 1 •   età di chi è fanciullo: i ricordi della fanciullezza    • 2 •   (fig. lett.) gli inizi, gli albori: la fanciullezza del mondo travagliava a spiegarsi  (vico).
fanciullo   s.m.  l'uomo tra i sei e i dodici anni; bambino, ragazzino: ingenuo come un fanciullo; un viso da fanciullo; essere un eterno fanciullo, si dice di persona che gli anni non riescono a far maturare | comportarsi come un fanciullo, si dice di un adulto che agisce con la leggerezza e l'inesperienza di un fanciullo. dim. e vezz. fanciullino, fanciulletto  accr. fanciullone   agg.  (lett.)    • 1 •   fanciullesco, giovanile: avere un cuore fanciullo    • 2 •   (fig.) che è agli inizi, agli albori; non ancora maturo: i secoli dei poeti precedono quelli dei filosofi e le nazioni fanciulle furono di sublimi poeti  (b. croce).
fanciullone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   accr.  di fanciullo    • 2 •   (fig.) persona ingenua, sempliciona.
fan club   loc. sost. m. invar.  club dei fan di un cantante o di un attore.
fandango   s.m.  [pl. -ghi] danza cantata spagnola di ritmo ternario e andamento vivace.
fandonia   s.f.  bugia, frottola: raccontar fandonie. 
fané   agg. invar.  (antiq.) appassito, sciupato: viso, vestito fané. 
fanello   s.m.    • 1 •   uccellino canoro comune in italia; ha il petto rosso e il dorso nocciola (ord.  passeriformi)    • 2 •   (fig. roman.) ragazzetto arrogante, che si dà arie da giovanotto.
fanerogame   s.f. pl.  (bot.) raggruppamento non sistematico di piante che presentano organi riproduttivi visibili all'interno del fiore; si contrappone a crittogame  | sing.  [-a] ogni pianta compresa in questo raggruppamento.
fanerogamico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) di, relativo a fanerogama.
fanfaluca   s.f.    • 1 •   ciancia, frottola | sciocchezza, assurdità: era impossibile che la radio avesse raccontato queste fanfaluche  (moravia)    • 2 •   (antiq.) piccolo frammento di carta bruciata, che per la sua leggerezza s'innalza e vola per aria.
fanfano   (1) s.m.  (tosc.) fanfarone; armeggione.
fanfano   (2) s.m.  voce veneta per indicare il pesce pilota. 
fanfara   s.f.    • 1 •   banda musicale, per lo più di reparti militari, composta solo di ottoni e strumenti a percussione (piatti e tamburi): la fanfara dei bersaglieri    • 2 •   (estens.) composizione musicale per fanfara.
fanfaronata   s.f.  azione o detto da fanfarone; millanteria, spacconata.
fanfarone   s.m.  [f. -a] persona che si vanta di avere qualità, capacità, poteri che in realtà non possiede; spaccone, smargiasso.
fanga   s.f.  (region.) strato spesso di poltiglia fangosa: lello s'appiccicò contro il muretto, inguattandosi tra gli sterpi e la fanga  (pasolini).
fangaia   s.f.  (non com.) luogo pieno di fango.
fangatura   s.f.  bagno o applicazione di fanghi termali a scopo terapeutico: fare le fangature. 
fanghiglia   s.f.    • 1 •   strato di melma fangosa    • 2 •   fanghiglia glaciale, (geol.) deposito di particelle finissime che si forma in seguito all'abrasione delle rocce operata dai ghiacciai.
fanghino   s.m.  [f. -a] nelle stazioni termali, l'inserviente addetto alle fangature.
fango   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   polvere o terra impastata d'acqua che forma una poltiglia; mota: sporcarsi di fango; sentiero coperto di fango    • 2 •   (fig.) abiezione, bassezza morale, disonore: cadere, vivere nel fango  | coprire qualcuno di fango, infamarlo    • 3 •   pl.  (geol.) miscugli costituiti da acqua e particelle minutissime di natura organica o inorganica, che in stato di quiete tendono a depositarsi: fanghi marini, argillosi  | fanghi (termali), di natura vulcanica, utilizzati a scopo terapeutico: la cura dei fanghi; fare i fanghi, le fangature | fanghi di depurazione, residuo della depurazione dei liquami urbani, agricoli o industriali, contenente sostanze inquinanti: smaltimento, trattamento dei fanghi; fanghi (di depurazione) radioattivi. 
fangosa   s.f.  (spec. pl.) nel gergo della malavita, scarpa: alzare le fangose, (fig.) alzare i tacchi, andarsene.
fangosità   s.f.  l'essere fangoso.
fangoso   agg.    • 1 •   che è pieno, coperto di fango: strada fangosa  | intorbidato dal fango, melmoso: fiume fangoso    • 2 •   (fig. lett.) vile, abietto, corrotto.
fangoterapia   s.f.  terapia a base di fanghi termali.
fannia   s.f.  insetto simile alla mosca comune, ma di dimensioni minori.
fannullaggine   s.f.  (non com.) l'essere fannullone, ozioso.
fannullone   s.m.  [f. -a] persona oziosa, che non vorrebbe far mai nulla.
fannulloneria   s.f.  l'essere fannullone; oziosaggine, pigrizia.
fano   s.m.  (lett.) tempio, sacello di età romana.
fanone   s.m.    • 1 •   ognuna delle numerosissime lamine cornee di cui è munita la bocca della balena e di altri cetacei, e che, come un filtro, trattengono il plancton di cui essi si alimentano, lasciando uscire l'acqua    • 2 •   piccola mozzetta doppia di seta ricamata che il papa porta sulle spalle quando indossa i paramenti pontificali | ognuna delle due strisce di seta attaccate sul dietro della mitra.
fanta-  fanta- primo elemento di parole di formazione recente, derivato da fantasia; indica prevalenza dei contenuti fantastici su quelli realistici o verosimili e, in particolare, prefigurazione immaginaria del futuro (fantascienza, fantapolitico).
fantaccino   s.m.  (scherz.) soldato di fanteria (con sfumatura affettuosa o in tono scherz.).
fantapolitica   s.f.  genere di romanzi, racconti, film ecc. che si fondano sulla narrazione di avvenimenti politici immaginari, per lo più collocati nel futuro | (estens.) politica non realistica, illusoria; anche, interpretazione fantasiosa e inverosimile di fatti o vicende politiche: fare della fantapolitica. 
fantapolitico   agg.  [pl. m. -ci] di fantapolitica; ispirato alla fantapolitica: romanzo, film fantapolitico; previsione fantapolitica  § fantapoliticamente avv. 
fantascientifico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di fantascienza: romanzo fantascientifico    • 2 •   (fig.) avveniristico, tecnologicamente molto avanzato: un impianto fantascientifico  | assurdo, irrealizzabile nel presente: un progetto fantascientifico  § fantascientificamente avv. 
fantascienza   s.f.  genere di romanzi, racconti, film ecc. che, sviluppando liberamente presupposti scientifici, narrano vicende ambientate spesso nel cosmo.
fantasia   s.f.    • 1 •   facoltà della mente di ricreare immagini reali o di crearne di irreali: fantasia accesa, fervida; fantasia povera, scarsa; un artista dotato di grande fantasia; riandare con la fantasia al passato; lavorare di fantasia, abbandonarsi all'immaginazione; almanaccare | voli della fantasia, fantasticherie | fantasia creatrice, (filos.) nell'estetica idealistica, la facoltà che presiede alla creazione artistica    • 2 •   immaginazione non rispondente alla realtà fantasticheria: inseguire le proprie fantasie    • 3 •   di fantasia, nella moda, si dice di abiti, tessuti, accessori di gusto capriccioso e insolito, a tinte e disegni vivaci: disegni, stoffe, oggetti di fantasia    • 4 •   desiderio improvviso, voglia, capriccio: aver fantasia di far qualcosa    • 5 •   (mus.) composizione strumentale improntata a libertà tematica e formale | antologia di temi originali o di melodie popolari; arrangiamento bandistico di brani d'opera    • 6 •   presso alcune popolazioni dell'africa, danza frenetica o finta battaglia di cavalieri eseguita in segno di festa | in funzione di agg. invar.  : abito fantasia  | carattere fantasia, carattere tipografico che è al di fuori dei modelli normali.
fantasima   s.f.  (tosc.  e lett.) fantasma, spettro.
fantasiosità   s.f.  carattere fantasioso; immaginazione fervida.
fantasioso   agg.    • 1 •   pieno, ricco di fantasia; estroso, bizzarro: una persona, una mente fantasiosa; un'architettura fantasiosa    • 2 •   che non ha corrispondenza con la realtà inverosimile: un resoconto fantasioso  § fantasiosamente avv. 
fantasista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   artista di varietà in grado di prodursi, anche improvvisando, in numeri di recitazione, di canto, di ballo ecc.    • 2 •   calciatore particolarmente abile nel dribbling e nella capacità di inventare giocate imprevedibili.
fantasistico   agg.  [pl. m. -ci] di fantasista: spettacolo fantasistico  § fantasisticamente avv. 
fantasma   s.m.  [pl. - smi]    • 1 •   forma visibile dello spirito di un defunto; spettro, ombra: i fantasmi sono creazione della fantasia  | essere il fantasma di sé stesso, (fig.) essere molto malridotto    • 2 •   (estens.) ciò che è frutto dell'immaginazione, della fantasia: i fantasmi di una mente malata  | fantasma poetico, nell'estetica idealistica, l'immagine che si agita nella fantasia dell'artista e che egli poi traduce in parole, suoni, colori ecc.    • 3 •   (psicoan.) nella teoria freudiana, la scena primaria in cui il soggetto realizza i suoi desideri inconsci | in funzione di agg. invar.  che esiste solo a parole, non di fatto: un progetto fantasma; un re, un governo fantasma, privi di autorità effettiva.
fantasmagoria   s.f.    • 1 •   successione di immagini proiettate dalla lanterna magica | (estens.) rapido susseguirsi di immagini, di colori, di suoni che colpiscono vivamente la fantasia; spettacolo vivace e sfarzoso: una fantasmagoria di bandiere    • 2 •   (fig.) insieme caotico di cose, concetti, elementi che confondono la mente di chi osserva, legge o ascolta: quella poesia è una fantasmagoria di citazioni; la sua conferenza fu una fantasmagoria di ipotesi, numeri, dati. 
fantasmagorico   agg.  [pl. m. -ci] che ha il carattere, l'aspetto di una fantasmagoria: uno spettacolo fantasmagorico  § fantasmagoricamente avv. 
fantasmatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (psicoan.) relativo ai fantasmi della psiche    • 2 •   (lett.) di, da fantasma; immaginario, irreale § fantasmaticamente avv. 
fantasticaggine   s.f.    • 1 •   (non com.) fantasticheria    • 2 •   (ant.) stravaganza.
fantasticare   v. tr.  [io fantàstico, tu fantàstichi ecc.] creare, inventare con la fantasia: fantasticava nel suo cervellino mille ragionamenti e mille castelli in aria  (collodi) | v. intr.  [aus. avere] abbandonarsi alla fantasia, almanaccare: fantasticare sul futuro, di paesi lontani. 
fantasticatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi ama fantasticare, chi ha una fantasia molto fervida.
fantasticheria   s.f.  il fantasticare; immaginazione, fantasia: perdersi in fantasticherie  | idea, proposito irreale.
fantastico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne la fantasia: l'attività fantastica dell'uomo    • 2 •   che è frutto della fantasia: una notizia fantastica  | (estens.) irreale, strano: il fantastico paesaggio lunare    • 3 •   che suscita ammirazione o stupore; straordinario, bellissimo: uno spettacolo, un attore fantastico  | in funzione di inter.  esprime meraviglia e ammirazione: fantastico, ha vinto ancora!    • 4 •   (ant.) bizzarro, stravagante: umore fantastico   s.m.    • 1 •   ciò che è concepito dalla fantasia: il fantastico predomina nell'arte dell'ariosto    • 2 •   ciò che è straordinario, bellissimo: il fantastico del suo carattere è l'entusiasmo  § fantasticamente avv. 
fantasticone   s.m.  [f. -a] (non com.) chi è portato a fantasticare, ad abbandonarsi alla fantasia.
fantastiliardo   s.m.  (scherz.) numero immaginario elevatissimo; per estens., somma inverosimilmente alta di denaro.
fantastilione   s.m.  (scherz.) lo stesso che fantastiliardo. 
fantasy   s.f. invar.  genere di narrativa in cui ricorrono ambientazioni e personaggi spiccatamente fantastici, non di rado ispirati alla mitologia, alla fiaba o a un immaginario medioevo pieno di meraviglie e di magia.
fante   s.m.    • 1 •   soldato di fanteria    • 2 •   figura delle carte da gioco napoletane e francesi che rappresenta un soldato di fanteria    • 3 •   (ant.) bambino, ragazzo | garzone, servo; persona di umile condizione | prov.  : scherza coi fanti e lascia stare i santi, non bisogna scherzare con le cose serie. dim. fanticello, fanticino, fantolino  | s.f.  (ant.)    • 1 •   serva, fantesca    • 2 •   donna di bassa condizione o di malaffare. dim. fanticella, fantina, fantolina. 
fanteria   s.f.  (mil.) tradizionalmente, il complesso delle truppe che combattono a piedi; oggi, l'insieme delle divisioni meccanizzate e corazzate, compresi taluni corpi speciali con funzioni polivalenti: arma di fanteria  | fanteria di marina, truppe speciali da sbarco.
fantesca   s.f.  (ant.) serva, domestica.
fantinetto   s.m.  (mar.) ciascuna delle doghe di legno inchiodate sulle campane degli argani per assicurare buona presa ai cavi che vi vengono avvolti.
fantino   s.m.  chi per professione monta i cavalli nelle corse.
fantocceria   s.f.  (non com.) puerilità, sciocchezza.
fantocciata   s.f.  (non com.)    • 1 •   rappresentazione di burattini (anche in usi fig.): questa bella fantocciata dell'esistenza nostra  (pirandello)    • 2 •   azione, comportamento da fantoccio.
fantoccio   s.m.    • 1 •   pupazzo di grandezza vicina al naturale, usato come giocattolo o come spaventapasseri | nel tiro a segno, bersaglio che riproduce una sagoma umana    • 2 •   (fig.) persona inetta, senza volontà. dim. fantoccetto, fantoccino  accr. fantoccione  | in funzione di agg. invar.  in loc. come governo fantoccio, che non ha autorità reale, perché manovrato da altri poteri o istituzioni.
fantolino   s.m.  (ant.) bambino.
fantomatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   simile a un fantasma; inconsistente, immaginario, irreale    • 2 •   irreperibile; inafferrabile: un ladro fantomatico  x fantomaticamente avv. 
fantozziano   agg.  (fam.) si dice di persona talmente ossequiosa nei confronti dei superiori da dar luogo a situazioni grottesche | di situazione di questo tipo.
fanzine   s.m. invar.  pubblicazione periodica, prodotta a basso costo e in tiratura limitata, destinata agli appassionati di un determinato settore (spec. musica leggera).
fara   s.f.  (st.) ciascun gruppo familiare gentilizio in cui si suddivideva la popolazione longobarda | (estens.) l'insediamento di uno di questi gruppi nei territori occupati; il termine sopravvive nella toponomastica (fara d'adda, fara sabina).
farabolone   o farabulone, region. farabolano o farabulano, s.m.  [f. -a] chiacchierone; imbroglione.
farabutto   s.m.  [f. -a] persona senza scrupoli, capace di qualsiasi slealtà mascalzone.
farad   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della capacità elettrica nel sistema internazionale, il cui simbolo è f; corrisponde alla capacità di un condensatore tra le cui armature appare la differenza di potenziale di    • 1 •   volt quando sul condensatore vi è la carica di    • 1 •   coulomb.
faradico   agg.  [pl. m. - ci] di faraday | corrente faradica, corrente elettrica indotta, usata in medicina nella diagnosi o nella cura delle miopatie | gabbia faradica, (fis.) involucro a forma di gabbia per isolare un apparecchio da un campo elettrico.
faradizzazione   s.f.  (med.) applicazione di correnti faradiche a scopo diagnostico o terapeutico.
faraglione   s.m.  scoglio grande ed erto, staccato dalla costa come residuo dell'erosione marina: i faraglioni di capri. 
farandola   s.f.  danza popolare della provenza, di andamento moderato in tempo ternario.
faraona   s.f.  uccello domestico allevato per le carni pregiate, con penne grigie brizzolate, testa quasi nuda con due pendenti carnosi, coda breve (ord. galliformi) | usato come agg.  nella loc. gallina faraona, che indica lo stesso animale.
faraone   s.m.    • 1 •   titolo dei sovrani dell'antico egitto    • 2 •   gioco d'azzardo molto in voga nel sec. xviii; si gioca con due mazzi di carte francesi, in cui il re di cuori è chiamato appunto 'faraone'.
faraonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dei faraoni dell'antico egitto: età faraonica    • 2 •   (fig.) esageratamente sfarzoso o grandioso: lusso, progetto faraonico  § faraonicamente avv.  in modo esageratamente sfarzoso.
farcia   s.f.  [pl. -ce] (gastr.) composto di vari ingredienti usato come ripieno.
farcino   s.m.  malattia degli equini che si manifesta con ulcere e noduli; morva.
farcire   v. tr.  [io farcisco, tu farcisci ecc.] (gastr.) imbottire carni o altre vivande con un ripieno.
farcito   part. pass.  di farcire   agg.  (gastr.) ripieno, imbottito: tacchino farcito; olive farcite. 
fard   s.m. invar.  cosmetico in polvere pressata o in pasta per dare colorito alle guance.
farda   s.f.  (ant.) sudiciume.
fardasé   s.m. invar.  altro modo, meno com., per indicare il fai da te. 
fardello   s.m.    • 1 •   fagotto, involto pesante, da portare sulla schiena, appeso alle spalle    • 2 •   (fig.) peso, carico morale: un pesante fardello di responsabilità. 
fare   (1) ant. facere [fà-ce-re], v. tr.  [pres. io fàccio  (meno com. fò), tu fai, egli fa  (ant. e poet. face), noi facciamo, voi fate, essi fanno; imperf. io facévo ecc.  (ant. e poet. le terze pers. féa  e féano); pass. rem. io féci, tu facésti, egli féce, noi facémmo, voi facéste, essi fécero  (ant. o poet. io féi  o féo, tu fésti, egli fé, noi fémmo, voi féste, essi fénno  o férono  o féciono  o féro); fut. io farò ecc. ; pres. congiunt. io fàccia ecc. ; imperf. congiunt. io facéssi  (ant. e poet. féssi) ecc. ; cond. io farèi, tu farésti ecc. ; imp. fa  o fa'  o fai, fate; ger. facèndo; part. pres. facènte; part. pass. fatto]    • 1 •   compiere un'azione; porre in essere, eseguire, operare: fare un passo, il bene, un discorso, un sogno; che fai stasera?  | avere molto da fare, essere occupatissimo | saper fare (di) tutto, essere versato in ogni campo | fare e disfare a proprio piacimento, agire secondo il proprio comodo, senza render conto a nessuno | fa' tu, decidi tu | avere a che fare con qualcuno, trattare, avere rapporti con lui | non avere nulla a che fare con qualcosa, non entrarci, non avere relazione con essa | darsi da fare, adoperarsi, brigare per ottenere qualcosa | lasciar fare (qualcuno), non disturbarlo, lasciarlo libero di agire | fare di tutto  o l'impossibile, tentare ogni mezzo pur di raggiungere uno scopo | saperci fare, (fam.) essere in gamba, sapere il fatto proprio | fare presto, tardi, agire con rapidità o con lentezza; anche, rientrare presto o tardi, spec. la sera | fare di conto, (antiq.) conteggiare, computare secondo le regole dell'aritmetica | fare festa, festeggiare, divertirsi | fare la festa  (o la pelle) a qualcuno, ucciderlo | far fuori qualcuno, eliminarlo da una competizione; anche, ucciderlo; fare fuori qualcosa, consumarla, distruggerla rapidamente | fare la bella vita, godersela, spassarsela | fare una bella, una cattiva vita, vivere in buone, in cattive condizioni materiali o morali | fare figura, dare una buona impressione | fare una bella, una cattiva figura, dare, lasciare una buona, una cattiva impressione | fare colpo, colpire, impressionare | fare caso a qualcosa, badarci | fare i capelli, tagliarli | fare la barba, raderla | fare fuoco, sparare | fare fortuna, crearsi una posizione | fare le carte, al gioco, distribuirle; in cartomanzia, ricavarne predizioni; nell'uso fam., preparare i documenti necessari al disbrigo di una pratica | fare il gioco di qualcuno, assecondarlo, favorirlo | far rotta  o vela, dirigersi | fare scalo, sostare | farla a qualcuno, giocarlo, raggirarlo | farla sporca, commettere un'azione spregevole | farla grossa, commettere uno sproposito | farla corta, breve, affrettare la conclusione | farla finita, tagliar corto, smettere; anche, uccidersi | farla franca, cavarsela, sottrarsi alle conseguenze di una colpa o di un errore | farla lunga, dilungarsi in un discorso, in una discussione | fare a pezzi, rompere; spezzettare; sbranare; (fig.) battere clamorosamente, umiliare | fare la fame, soffrirla; (fig.) essere in miseria | fare paura, spaventare | fare coraggio, incoraggiare | far piacere, render lieto, contento | fare strada, aprire un passaggio; precedere indicando il cammino, la direzione | farsi strada, aprirsi un passaggio; (fig.) raggiungere una buona posizione | farsela addosso, sotto, nei calzoni, imbrattarsi di feci o di orina; (fig.) spaventarsi | farne di tutti i colori, di crude e di cotte, commettere ogni sorta di bricconerie | far specie, far meraviglia | fare silenzio, tacere | fare tesoro di qualcosa, tenerla in gran pregio; trarne esperienza | fare la bocca, il callo a qualcosa, abituarvisi | non fare nulla, oziare | non fa nulla!, non importa | non fare né caldo né freddo, lasciare indifferenti | fare fronte alle spese, riuscire a pagarle | fare fronte al nemico, resistergli | farcela, riuscire in qualcosa: ce l'ho fatta!  | prov.  : chi fa da sé fa per tre, è meglio fare da sé le proprie cose che affidarle ad altri; chi la fa l'aspetti, chi nuoce agli altri non può che aspettarsi il contraccambio; cosa fatta capo ha, bisogna accettare il fatto compiuto    • 2 •   unito a particelle pronominali, spec. nell'uso familiare, assume valore enfatico, esprimendo una partecipazione affettiva del soggetto all'azione: farsi una mangiata, una bella passeggiata; facciamoci due risate; farsene un baffo, infischiarsene; farsi beffe di qualcuno, beffeggiarlo    • 3 •   con valore causativo, mettere in condizione di, permettere: far fare i primi passi al bambino; far bere i cavalli    • 4 •   creare, produrre, fabbricare: dio fece il mondo dal nulla  ' fare figli, generarli | fare frutti, produrli | fare un libro, scriverlo | fare una casa, costruirla | fare la minestra, prepararla | fare un contratto, stipularlo | fare luce, rischiarare, illuminare; (fig.) svelare un mistero, scoprire la verità    • 5 •   dire, parlare (per lo più introducendo il discorso diretto): mi fece: «vieni con me»    • 6 •   credere, pensare: ti facevo a parigi e invece sei qui!    • 7 •   emettere, versare: fare sangue dal naso    • 8 •   raccogliere, mettere insieme: fare legna; fare quattrini; fare carbone, acqua, benzina, rifornirsene; la nostra città fa trecentomila abitanti, ne conta trecentomila | fare acqua, detto di natante, imbarcarla da una falla; (fig.) essere in condizioni di dissesto    • 9 •   (fam.) comprare, regalare: la mamma le ha fatto un paio di scarpe nuove  | con la particella pronominale, comprare per sé, procurarsi: farsi la macchina, la villa    • 10 •   esercitare un'arte, una professione, un mestiere: fare il pittore, il commerciante  | praticare: fare sport, del tennis    • 11 •   comportarsi da: fare il superuomo, il cretino  | agire come: fare da padre, da infermiera    • 12 •   detto di cose, avere una determinata funzione: i capelli le facevano corona intorno al viso; una pietra faceva da sedile    • 13 •   rendere, mettere in una determinata condizione: far bella la propria casa    • 14 •   eleggere, nominare: fu fatto generale    • 15 •   dare come risultato (nelle operazioni aritmetiche): tre per tre fa nove; dieci meno due fa otto    • 16 •   (gerg.) rubare: gli hanno fatto il motorino    • 17 •   farsi un uomo, una donna, (volg.) averci un rapporto sessuale | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   convenire, adattarsi, essere utile: quella casa non fa per noi; l'ozio non fa per me    • 2 •   divenire, essere (con uso impers. quando è riferito alla temperatura, al clima, all'avvicendarsi del giorno e della notte): fa caldo; fa brutto tempo; d'inverno fa buio presto    • 3 •   compiersi (di un determinato tempo): fa un anno, fanno due anni da che ci conoscemmo    • 4 •   in altre locuzioni: fare a pugni, a botte, a coltellate; fare a moscacieca, a nascondino; fare a  (o in) tempo, riuscire a fare qualcosa entro una scadenza prefissata; fare a meno di qualcosa, rinunciarvi, privarsene; fare a metà, dividere in due; fare di cappello a qualcuno, salutarlo togliendosi il cappello; fare pro, giovare | fa fino, è da raffinati | fa estate, ne dà l'impressione | farsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   trasformarsi, diventare: farsi musulmano; farsi rosso in viso; questo cucciolo s'è fatto grosso!  | farsi in quattro, (fig.) moltiplicare i propri sforzi, il proprio impegno a favore di qualcuno o di qualcosa | anche in costruzioni impersonali: s'è fatto chiaro; si sta facendo tardi    • 2 •   (gerg.) drogarsi: farsi di eroina. 
fare   (2) s.m.    • 1 •   il fare, l'agire, l'operare | dal dire al fare c'è di mezzo il mare, corre molta differenza tra l'esprimere un proposito e il realizzarlo    • 2 •   modo, maniera di comportarsi: una persona che ha un bel fare    • 3 •   (lett.) il modo di lavorare di un artista, di uno scrittore; il metodo, lo stile: una stampa ha da esprimere il disegno, il carattere, il fare del pittore  (milizia)    • 4 •   inizio, principio: sul fare dell'alba. 
farea   s.f.  (ant.) serpente leggendario del deserto libico.
faretra   s.f.  astuccio appeso a tracolla in cui gli arcieri portano le frecce.
faretrato   agg.  provvisto di faretra: il dio faretrato, eros o cupido, dio dell'amore; anche, apollo, dio del sole; la dea faretrata, artemide o diana, dea della caccia.
faretto   s.m.  piccolo portalampada orientabile, usato per dare un'illuminazione particolare a un ambiente o a un oggetto.
farfalla   s.f.    • 1 •   insetto con quattro ali membranose variamente colorate, apparato boccale succhiatore a proboscide, corpo distinto in capo, torace e addome (ord.  lepidotteri): farfalla diurna, notturna, attiva di giorno o di notte; andare a caccia di farfalle, correr dietro alle farfalle, (fig.) perder tempo in cose futili | (cravatta a) farfalla, cravatta da uomo annodata a fiocco | nuoto a farfalla, (sport) stile di nuoto che oggi coincide con il delfino  (un tempo si praticava con colpo di gambe a rana) | valvola a farfalla, valvola girevole intorno a un asse centrale che regola il passaggio di un fluido in un condotto (p. e.  nel carburatore, nei tubi delle stufe). dim. farfallina, farfallino  (m.) accr. farfallone  (m.) vezz. farfalletta    • 2 •   (estens.) persona di carattere volubile e leggero    • 3 •   (scherz.) cambiale, citazione e, in generale, foglio, biglietto che giunga sgradito; nel linguaggio carcerario, biglietto clandestino    • 4 •   spec. pl.  tipo di pasta alimentare a forma di farfalle che, a seconda delle dimensioni, si cucina in brodo o asciutta.
farfalleggiare   v. intr.  [io farfalléggio, tu farfalléggi ecc. ; aus. avere] (non com.)    • 1 •   svolazzare come una farfalla    • 2 •   (fig.) comportarsi in modo superficiale e incostante; vagabondare spensieratamente: si vedono donne decrepite... farfalleggiare per venezia  (palazzeschi).
farfallino   s.m.    • 1 •   dim.  di farfalla    • 2 •   cravatta a farfalla.
farfallista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] atleta specialista nel nuoto a farfalla.
farfallone   s.m.    • 1 •   accr.  di farfalla    • 2 •   [f. -a] persona leggera e incostante in amore    • 3 •   (fig.) strafalcione, errore grossolano.
farfanicchio   s.m.  (ant.) persona di poco valore che si dà però grandi arie.
farfara    ⇨ farfaro.
farfaraccio   s.m.  pianta erbacea con foglie triangolari ricoperte di peluria e fiori piccoli di colore rosa o bianco (fam.  composite).
farfaro   s.m. , o farfara s.f. , pianta erbacea con fiori raccolti in capolini gialli e foglie cuoriformi; i fiori sono usati come medicinale contro la tosse (fam.  composite).
farfugliare   v. intr.  [io farfùglio ecc. ; aus. avere] parlare in modo confuso, senza articolare distintamente i suoni.
fargna    ⇨ farnia.
farina   s.f.    • 1 •   prodotto della macinazione dei cereali, e spec. del grano: farina di riso; farina bianca, di grano; farina gialla, di granturco; fior di farina, quella di grano più raffinata | farina lattea, alimento a base di cereali, latte condensato e zucchero, destinato a bambini piccoli o a malati | non essere farina del proprio sacco, (fig.) non essere opera propria | vendere semola per farina, (fig.) darla a intendere | prov.  : la farina del diavolo va tutta in crusca, non dà il frutto sperato ciò che si è ottenuto compiendo una cattiva azione    • 2 •   prodotto ricavato dalla macinazione di legumi e frutti secchi o di varie sostanze naturali o artificiali: farina di ceci, di castagne; farina di ossa, di pesce  | farina fossile, (min.) roccia silicea molto porosa e leggera, derivata dall'accumulo sul fondale marino di resti microscopici di diatomee, che ha varie applicazioni industriali, tra le quali la produzione dei mattoni refrattari e, in passato, della dinamite; tripoli.
farinaccio   s.m.    • 1 •   fungo basidiomicete commestibile, d'aspetto simile all'ovolo e di colore grigiastro (fam.  agaricacee)    • 2 •   pl.  gli avanzi della farina usata per fare il pane.
farinaceo   agg.  che ha la consistenza o l'aspetto della farina  s.m. pl.  alimenti ricchi di amido (p. e.  cereali, patate, castagne).
farinaio   s.m.  (antiq.) stanza dove si conserva la farina.
farinaiola   lett. farinaiuola, s.f.  scodella di legno in cui si infarinano certe vivande prima della cottura.
farinaiolo   s.m.  (ant.) venditore di farina: assediavano i fornai e i farinaioli  (manzoni p. s.  xxviii).
farinaiuola    ⇨ farinaiola.
farinata   s.f.  in alcune regioni italiane, minestra a base di farina di grano o di granturco; in liguria, focaccia a base di farina di ceci.
faringale   agg.  che si riferisce alla faringe: irritazione faringale  | consonante faringale, (ling.) suono consonantico che si articola nella faringe (la lingua italiana non ne possiede; ve ne sono nell'arabo e in altre lingue semitiche).
faringe   s.f.  o m.  (anat.) condotto muscolo-membranoso situato dietro le fosse nasali e la bocca, comunicante con l'esofago e la laringe; costituisce il primo tratto delle vie respiratorie e digerenti.
faringeo   agg.  che si riferisce alla faringe.
faringite   s.f.  (med.) infiammazione della faringe.
faringo-  faringo- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. phárynx -yngos  'faringe' (faringoscopia).
faringoiatria   s.f.  branca della medicina che studia e cura le malattie della faringe.
faringoscopia   s.f.  (med.) ispezione diretta della faringe.
farinoso   agg.  che contiene farina | (estens.) che ha l'aspetto, la consistenza della farina; che si sfarina: neve farinosa; patata farinosa. 
farisaico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio dei farisei    • 2 •   (fig.) falso, ipocrita: comportamento, discorso farisaico  § farisaicamente avv.  ipocritamente.
fariseismo   o farisaismo, s.m.    • 1 •   dottrina, indirizzo morale e religioso dei farisei    • 2 •   (fig.) atteggiamento da fariseo; ipocrisia.
fariseo   s.m.    • 1 •   presso gli antichi ebrei, seguace di un movimento politico e religioso che teorizzava una rigorosissima osservanza della legge mosaica    • 2 •   (fig.) chi ostenta rigorismo morale, preoccupandosi però più dell'apparenza che della sostanza; ipocrita.
farmaceutica   s.f.    • 1 •   farmacologia    • 2 •   l'industria della preparazione dei farmaci.
farmaceutico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la preparazione e la prescrizione dei farmaci: chimica, industria farmaceutica; prescrizione farmaceutica  § farmaceuticamente avv.  dal punto di vista farmaceutico.
farmacia   s.f.    • 1 •   l'insieme degli studi e delle pratiche che hanno per oggetto le proprietà, l'uso terapeutico e la preparazione dei medicinali: la farmacia antica, popolare; laurea in farmacia    • 2 •   locale destinato alla vendita e, soprattutto nel passato, anche alla preparazione dei medicinali.
farmacista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi, laureato in farmacia, vende medicinali o li prepara (questa seconda attività è oggi molto limitata) | essere farmacista, avere la laurea in farmacia.
farmacistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo ai farmacisti, alle farmacie.
farmaco   s.m.  [pl. -ci  o -chi]    • 1 •   sostanza naturale o sintetica dotata di proprietà chimiche e fisiochimiche tali da determinare variazioni funzionali nell'organismo; medicinale, medicamento: prescrivere un farmaco; un farmaco antidolorifico    • 2 •   (fig.) cura, rimedio.
farmacobotanica   s.f.  studio delle proprietà medicinali delle piante ai fini della preparazione di prodotti farmaceutici.
farmacocinesia   s.f.  farmacocinetica.
farmacocinetica   s.f.  settore della farmacologia che studia l'assunzione, la ripartizione nell'organismo e il metabolismo dei farmaci; farmacocinesia.
farmacodinamia   s.f.  farmacodinamica.
farmacodinamica   s.f.  settore della farmacologia che studia il meccanismo di azione dei farmaci.
farmacodipendente   agg.  e s.m.  e f.  si dice di persona il cui equilibrio psicofisico dipende fortemente dall'assunzione di un determinato farmaco o di medicinali in genere.
farmacodipendenza   s.f.  la condizione di chi è farmacodipendente.
farmacognosia   s.f.  settore della farmacologia che si occupa del riconoscimento e della descrizione dei farmaci naturali, indipendentemente dal loro impiego terapeutico.
farmacologia   s.f.  scienza che studia la natura e la composizione dei farmaci e la loro azione sull'organismo.
farmacologico   agg.  [pl. m. -ci] della farmacologia, a essa relativo § farmacologicamente avv.  secondo la farmacologia, dal punto di vista farmacologico.
farmacologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di farmacologia.
farmacopea   s.f.    • 1 •   elenco ufficiale in cui sono registrati i nomi di tutti i preparati medicinali in uso, con la descrizione delle loro formule, dei requisiti analitici, dei metodi di preparazione ecc.    • 2 •   l'arte di preparare i farmaci.
farmacopola   s.m.  [pl. -li] (lett.) farmacista.
farmacopsicologia   s.f.  branca della farmacologia che studia l'effetto terapeutico degli psicofarmaci.
farmacoterapia   s.f.    • 1 •   settore della farmacologia che stabilisce le modalità per le applicazioni dei farmaci in terapia    • 2 •   cura, terapia con farmaci.
farmacozoologia   s.f.  studio delle proprietà medicinali presenti negli organismi animali ai fini della preparazione di prodotti farmaceutici.
farnesolo   s.m.  (chim.) alcol alifatico insaturo che si trova nell'olio di muschio e nei fiori di tiglio, usato in profumeria.
farneticamento   ant. freneticamento, s.m.  il farneticare, le cose dette o pensate farneticando; delirio.
farneticare   v. intr.  [io farnètico, tu farnètichi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   vaneggiare per delirio, febbre o altro: ha farneticato tutta la notte    • 2 •   (estens.) dire cose assurde, fare discorsi privi di coerenza logica: cosa sta farneticando?. 
farneticazione   s.f.  farneticamento.
farnetico   s.m.  [pl. -chi] (non com.)    • 1 •   il farneticare: pinuccio... cominciò a guisa d'uom che sognasse ad entrare in altri farnetichi  (boccaccio dec.  ix, 6)    • 2 •   (estens.) smania, capriccio  agg.  (lett.) che farnetica, delirante: fanciullo farnetico  § farneticamente avv.  (non com.) delirantemente.
farnetto   s.m.  specie di quercia diffusa nell'europa merid. (fam.  cupulifere).
farnia   o fargna, s.f.  specie di quercia con ghiande peduncolate, isolate o a gruppetti, tronco grosso e corteccia di colore argenteo; è diffusa nell'europa settentrionale e centrale (fam.  cupulifere).
faro   s.m.    • 1 •   apparecchio di segnalazione luminosa posto su apposite costruzioni in località particolari (lungo le coste o su scogli affioranti, all'ingresso di porti, in prossimità di aeroporti ecc.) per guidare la navigazione di notte o in condizioni di scarsa visibilità per estens., la costruzione sulla quale è installato: un faro a luce fissa, a luce mobile; un faro alto trenta metri  | nell'uso corrente, radiofaro    • 2 •   (fig.) guida, punto di riferimento: atene fu un faro di civiltà per il mondo antico    • 3 •   proiettore di cui sono muniti gli autoveicoli per illuminare la strada.
farragine   ant. farraggine, s.f.  gran quantità di cose eterogenee, messe insieme alla rinfusa; guazzabuglio.
farraginosità   s.m.  l'essere farraginoso, carattere farraginoso: la farraginosità di una spiegazione. 
farraginoso   agg.  abbondante e disordinato; confusionario, senza logica: discorso farraginoso; organizzazione farraginosa  § farraginosamente avv. 
farro   s.m.  pianta erbacea annuale delle graminacee, simile al frumento, con glumette molto aderenti alle cariossidi, da cui si ricava una farina utilizzata, soprattutto nel passato, per minestre.
farsa   s.f.    • 1 •   componimento teatrale di carattere popolare, basato su una comicità buffonesca, con azioni veloci, ricche di intrighi, equivoci, colpi di scena; per lo più di breve durata, veniva spesso rappresentata, dal medioevo al settecento, come intermezzo o come pezzo finale di spettacoli seri | farse cavaiole, quelle che mettevano alla berlina gli abitanti di cava dei tirreni (secc. xv-xvii). dim. farsetta  pegg. farsaccia    • 2 •   (fig.) avvenimento da non prendere sul serio, situazione insensata e ridicola; buffonata, pagliacciata: la cerimonia si ridusse a una farsa  | come agg. invar.  indica una messinscena, un fatto che ha valore solo apparente: cerimonia farsa; processo farsa, in cui le decisioni sono scontate già prima del dibattito.
farsalico   agg.  [pl. m. -ci] di farsalo, località della grecia presso cui cesare sconfisse pompeo (48 a. c.): guerra farsalica. 
farsesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   di, da farsa    • 2 •   (estens.) ridicolo, grottesco, indecoroso: scena farsesca; un dibattito farsesco  § farsescamente avv. 
farsettaio   s.m.  chi confezionava farsetti.
farsetto   s.m.    • 1 •   giubbotto, con o senza maniche, che si portava un tempo sopra la camicia; era indumento popolare e sopravvive oggi nei costumi regionali    • 2 •   nell'abbigliamento dei militari, camiciola indossata sotto la giubba dell'uniforme; anche, il corpetto dei marinai    • 3 •   piccola stecca pieghevole di legno, intorno alla quale è avvolta la pelle del tamburo. dim. farsettino  accr. farsettone  pegg. farsettaccio. 
fasatura   s.f.  (mecc.) operazione di messa a punto di un motore alternativo a combustione interna, in modo che le fasi del ciclo si verifichino nel momento più opportuno per il miglior rendimento.
fascera   s.f.  fascia di legno o di metallo, di forma per lo più circolare o quadrangolare, in cui si colloca la cagliata perché espella il siero e assuma la forma propria del tipo di formaggio desiderato.
fascetta   s.f.    • 1 •   dim.  di fascia    • 2 •   striscia di materiale vario, per lo più chiusa ad anello, usata per tenere insieme, avvolgere, comprimere, o per recare scritte o altre indicazioni | striscia di carta che avvolge fascicoli, giornali e sim. per la spedizione; striscia di carta, posta attorno a un libro, che reca frasi pubblicitarie | (mil.) tubolare di stoffa chiuso ad anello che reca l'indicazione del grado e va fissato alla spallina della camicia d'ordinanza o della tuta mimetica | (mecc.) striscia di metallo che stringe e blocca le due componenti di un raccordo. dim. fascettina    • 3 •   striscia di stoffa che rifinisce, chiude od orna parti di capi di abbigliamento o di arredamento | indumento intimo femminile di leggero tessuto elastico tubolare, che avvolge la vita e i fianchi per sostenere e modellare.
fascettario   s.m.  insieme di indirizzi (stampigliati o incollati su fascette) di persone a cui vengono spedite periodicamente pubblicazioni o altre merci.
fascia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   striscia di vario materiale che si avvolge intorno a qualcosa per tenere insieme, proteggere, comprimere, sostenere, o anche per ornamento. dim. fascetta, fasciola, fasciolina  accr. fascione  (m.)    • 2 •   striscia di tela o di garza usata per coprire parti del corpo malate o ferite; striscia di tessuto semirigido o elastico usata per stringere e sostenere: fascia gessata, imbevuta di un impasto di materiale plastico in polvere (un tempo polvere di gesso) e acqua, così che asciugando si irrigidisca, per immobilizzare parti traumatizzate o per prendere impronte di arti ecc.; fascia elastica, striscia o tubolare di tessuto elastico usata per comprimere o proteggere le articolazioni; anche, busto elastico leggero, senza elementi rigidi; ventriera    • 3 •   spec. pl.  striscia di tessuto robusto usata un tempo per avvolgere strettamente i neonati: un bambino in fasce, un neonato; essere ancora in fasce, (fig.) essere molto immaturo    • 4 •   striscia di tessuto usata per stringere, per chiudere o per ornare, oppure come simbolo di autorità tracolla, bandoliera; sciarpa, fusciacca: fascia del cappello, nastro che ne circonda la cupola in certi modelli; fascia tricolore, simbolo dell'autorità del sindaco, che questi porta annodata attorno alla vita in cerimonie ufficiali    • 5 •   striscia di carta che avvolge fascicoli o fogli per tenerli uniti, spec. in caso di spedizione: spedire sotto fascia  (o sottofascia), spedire stampe con questa modalità e a particolari condizioni    • 6 •   striscia o lamina di vario materiale usata per avvolgere, proteggere o per fissare, collegare parti di attrezzi, macchine e sim.: fasce elastiche, nelle macchine alternative, anelli metallici di tenuta tra il pistone e il cilindro    • 7 •   striscia ornamentale | (arch.) striscia decorata, spec. se piana o di basso rilievo | (arald.) pezza onorevole posta orizzontalmente nello scudo, di cui occupa il terzo di mezzo    • 8 •   pl.  parti laterali di strumenti musicali a corda come il violino e la chitarra    • 9 •   negli organismi viventi, formazione membranosa; nel corpo umano, la membrana che avvolge i fasci muscolari: fascia lata, fascia fibrosa che circonda i muscoli della coscia (detta anche aponeurosi femorale)    • 10 •   zona, settore, spec. in una suddivisione orizzontale: fascia equatoriale, tropicale; la fascia industrializzata a nord della città; creare una fascia smilitarizzata  | in usi fig.: fasce d'ascolto, le ore della giornata classificate secondo la quantità e il tipo di pubblico che segue trasmissioni radio-televisive; fascia di utenza, gli utenti di un servizio suddivisi secondo le loro caratteristiche o secondo le tariffe applicate; fascia di qualifica, salariale, raggruppamento di lavoratori secondo la loro qualifica o retribuzione.
fasciacoda   s.m. invar.  striscia di tela o di cuoio che tiene ferma la coda del cavallo quando viene governato.
fasciame   s.m.  (mar.) insieme di tavole di legno o lamiere di metallo che, collegate tra loro e rese impermeabili per calafataggio o saldatura, costituiscono il rivestimento delle strutture di sostegno di natanti.
fasciare   v. tr.  [io fàscio ecc.]    • 1 •   avvolgere o coprire con una o più fasce; bendare: fasciare un neonato; fasciare una ferita; fasciarsi il capo prima di romperselo, (fig.) preoccuparsi per un male che non si sa se verrà | fasciare uno scafo, (mar.) coprirne l'ossatura con il fasciame    • 2 •   (estens.) avvolgere strettamente: l'abito le fasciava i fianchi    • 3 •   (estens.) circondare, attorniare; avvolgere: beata navarra, / se s'armasse del monte che la fascia!  (dante par.  xix, 143-144) | fasciarsi v. rifl.  avvolgersi, coprirsi: fasciarsi con un lenzuolo. 
fasciato   part. pass.  di fasciare   agg.  avvolto con una o più fasce  s.m.  (arald.) scudo coperto da fasce alternate di smalto differente (in numero di 4,    • 6 •   o 8).
fasciatoio   s.m.  tavolo o ripiano sul quale si posano i bambini nei primi mesi di vita per spogliarli, pulirli, fasciarli.
fasciatore   s.m.    • 1 •   triangolo o quadrato ripiegato di tessuto che si usava un tempo come una sorta di mutandina per i neonati    • 2 •   fasciatoio.
fasciatura   s.f.    • 1 •   il fasciare, l'operazione di fasciare, spec. una ferita o un'articolazione    • 2 •   insieme di fasce, spec. quelle che coprono una parte del corpo: togliere la fasciatura    • 3 •   (mar.) manicotto di tela catramata che avvolge i cavi nei tratti in cui sono maggiormente soggetti a usura.
fasciazione   s.f.  (bot.) fenomeno per cui il fusto di una pianta, normalmente cilindrico, assume forma appiattita in seguito ad accrescimento disuguale.
fascicolare   (1) v. tr.  [io fascìcolo ecc.] raccogliere fogli, documenti inserendoli in un fascicolo; fare dei fascicoli.
fascicolare   (2) agg.  (anat.) relativo a un fascicolo di fibre.
fascicolato   agg.    • 1 •   raccolto in fascicolo, in fascicoli: documenti fascicolati    • 2 •   (bot.) raccolto, disposto a fascio: radici fascicolate. 
fascicolatore   s.m.  fascicolatrice.
fascicolatrice   s.f.  macchina per fascicolare, o parte di una macchina fotocopiatrice che suddivide in fasci separati le copie multiple di ogni singola pagina di un originale costituito da più pagine.
fascicolazione   s.f.  l'atto, il risultato del fascicolare: la fascicolazione dei documenti di una pratica. 
fascicolo   s.m.    • 1 •   libretto di poche pagine; in partic., ogni singolo numero di pubblicazioni periodiche o di opere edite in dispense successive: una rivista completa di tutti i fascicoli    • 2 •   fascio di carte o di documenti d'ufficio riguardanti qualcuno o qualcosa: fascicolo personale, che raccoglie la documentazione relativa a una persona; fascicolo penale, raccolta degli atti di un processo penale | (estens.) pratica: archiviare un fascicolo    • 3 •   (anat.) piccolo fascio di fibre: fascicolo tendineo, muscolare. 
fascina   s.f.  fascio di ramoscelli e sterpi da bruciare.
fasciname   s.m.  legna minuta, insieme di ramoscelli e di sterpi con cui si fanno le fascine.
fascinare   (1) v. tr.  [io fascìno ecc.] raccogliere in fascine.
fascinare   (2)  ⇨ affascinare 1.
fascinata   s.f.  opera di difesa sull'argine di un fiume costituita da ammassi di fascine, per contenerne la piena.
fascinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) affascinatore.
fascinazione   s.f.  (lett.) l'atto di affascinare; fascino, malia.
fascino   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) malia, stregoneria con cui si influisce su altri a scopo malefico    • 2 •   potere di seduzione esercitato da cose o persone; attrattiva, allettamento: il fascino di una città; una donna, una persona ricca di fascino; esercitare un fascino particolare su qualcuno. 
fascinoso   agg.  che è pieno di fascino, che incanta: una donna fascinosa  § fascinosamente avv. 
fascio   s.m.    • 1 •   quantità di oggetti di forma lunga e sottile, raccolti e legati insieme in modo da poter essere trasportati con facilità: un fascio di fiori, di spighe, di legna; raccogliere in un fascio; far d'ogni erba un fascio, (fig.) accomunare in uno stesso giudizio cose, situazioni, persone fra loro diverse | (bot.) complesso di vasi, cribri e fibre, che nella pianta hanno funzione di sostegno e di conduzione della linfa | (anat.) gruppo di fibre disposte nella stessa direzione e in grado di svolgere la stessa funzione | (fis.) insieme di radiazioni emesse da una sorgente. dim. fascetto  accr. fascione    • 2 •   (estens.) insieme di cose (per lo più, fogli, carte e sim.) ammucchiati e tenuti insieme: un fascio di quaderni, di pratiche  | in geometria: fascio di rette, l'insieme di tutte le rette giacenti su un piano, passanti per un punto fisso o parallele fra loro; fascio di piani, insieme infinito di piani aventi una retta in comune o paralleli fra loro    • 3 •   (fig. lett.) congerie di parole, sensazioni, sentimenti, moti dell'animo e sim.: un fascio di desideri ardentissimi  (dossi)    • 4 •   (fig. lett.) carico, fardello (di mali, dolori, peccati e sim.): io son sì stanco sotto 'l fascio antico / de le mie colpe  (petrarca canz.  lxxxi, 1-2)    • 5 •   fascio littorio, in roma antica, insegna di origine etrusca, costituita da un mazzo di verghe e da una scure tenute insieme da corregge, che era portata dai littori a simboleggiare il potere coercitivo, quindi l'autorità dello stato; in età moderna, lo stesso simbolo fatto proprio dal fascismo    • 6 •   (st.) associazione di gruppi politici o sociali costituita per perseguire un fine comune: fasci siciliani, organizzazioni proletarie sorte in sicilia, alla fine dell'ottocento, per lottare contro il latifondismo; fasci di combattimento, i gruppi politici e paramilitari in cui si organizzò il movimento fascista    • 7 •   (gerg.) fascista.
fasciola   s.f.  solo nella loc. fasciola epatica, (zool.) distoma.
fascione   s.m.    • 1 •   accr.  di fascia  e di fascio    • 2 •   (tosc.) copertone di pneumatico.
fascismo   s.m.  movimento politico italiano che venne fondato nel 1919 da b. mussolini e, trasformatosi in regime, fu al potere dal 1922 al 1943 | la dottrina del fascismo, nazionalista e antidemocratica in politica, corporativista in economia | (estens.) qualsiasi regime totalitario del sec. xx fondato su un'ideologia e una politica economica di tipo fascista; anche, ideologia o atteggiamento reazionario e violento.
fascista   agg.  [pl. m. -sti] del fascismo, dei fascisti: regime, movimento fascista  | il ventennio fascista, il periodo in cui il fascismo fu al potere in italia (1922-1943)  agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi è seguace del fascismo o è fautore di una politica reazionaria. dim. fascistello  accr. fascistone  pegg. fascistaccio    • 2 •   (estens.) che, chi si comporta in modo antidemocratico e violento.
fascistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) fascista.
fascistizzare   v. tr.  rendere fascista, conformare all'ideologia e ai metodi fascisti: fascistizzare la stampa. 
fascistizzazione   s.f.  il fascistizzare, l'essere fascistizzato.
fasciume   s.m.  (non com.) cumulo di macerie, di rottami; sfasciume.
fascogale   o fascologale [fa-sco-lò-ga-le], s.m.  piccolo mammifero marsupiale dell'australia, simile a uno scoiattolo, dotato di corpo tozzo, zampe brevi e coda lunga terminante con un pennacchio.
fase   s.f.    • 1 •   (astr.) ciascuno degli aspetti particolari in cui un astro, a causa dei suoi movimenti, si manifesta agli abitanti della terra: le fasi di mercurio, di venere; le fasi della luna, novilunio, primo quarto, plenilunio, ultimo quarto    • 2 •   periodo o stato di qualcosa, che si presenta mutato rispetto a un periodo o stato precedente; momento caratteristico di un fenomeno o di un procedimento tecnico: fase di sviluppo economico; le fasi di un'eruzione vulcanica  | mettere in fase, mettere a punto, regolare (un motore, un dispositivo ecc) | essere fuori fase, (fig. fam.) trovarsi in uno stato di stanchezza fisica o mentale    • 3 •   (psicoan.) ciascuno dei diversi stadi di sviluppo della libido: fase orale, anale, genitale    • 4 •   (fis.) termine che indica genericamente lo stadio di sviluppo di un fenomeno periodico | (elettr.) ciascuna delle correnti prodotte da un generatore polifase, sfasata rispetto alle altre di un determinato angolo, detto appunto angolo di fase; differenza di fase, misura dello sfasamento esistente fra la corrente e la tensione in un circuito elettrico    • 5 •   (chim. fis.) in un sistema, ogni porzione omogenea di materia che sia distinguibile e separabile dalle altre porzioni.
faselo   o fasello, s.m.  antica imbarcazione leggera e veloce.
fashion   s.f. invar.  moda, eleganza.
fasianidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli delle regioni calde e temperate, con dimorfismo sessuale molto marcato, a cui appartengono tra gli altri il fagiano, il gallo, il pavone e la quaglia (ord.  galliformi) | sing.  [-e] ogni uccello di tale famiglia.
fasmate   s.f. pl.  immagini formate dalle nuvole per effetto della luce del sole o della luna.
fasmidi   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti pterigoti dotati di apparato mandibolare masticatore, ali posteriori più grandi delle anteriori e aspetto simile a una foglia o a uno stecco, che dà loro la possibilità di mimetizzarsi | sing.  [-e] ogni insetto di tale ordine.
fasometro   s.m.  (elettr.) strumento con cui si misura la differenza di fase nei circuiti a corrente alternata.
fasotrone   s.m.  (fis.) termine usato nella letteratura scientifica russa per indicare il ciclotrone. 
fassimile    ⇨ facsimile.
fastello   s.m.  fascio di erba, paglia, verghe, legna minuta o altri materiali simili, disposti nel senso della lunghezza e legati insieme.
fast food   loc. sost. m. invar.  pasto rapido (per lo più a base di carne e patatine fritte) consumato in locali attrezzati appositamente per servirlo; il locale stesso.
fastidiare   v. tr.  [io fastìdio ecc.] (ant.) dar fastidio; annoiare | fastidiarsi v. rifl.  stancarsi, annoiarsi; provare disgusto di qualcosa.
fastidiato   part. pass.  di fastidiare   agg.  (ant.) che prova fastidio, disgusto di qualcosa; infastidito, irritato, annoiato.
fastidievole   agg.  (lett.) che reca fastidio; noioso.
fastidio   s.m.    • 1 •   sensazione di molestia e di disturbo: provare, recare fastidio  | avversione, noia: provocare fastidio; gli è venuto a fastidio il lavoro che fa    • 2 •   (estens.) ciò che reca molestia, disturbo: dare un fastidio; un incarico pieno di fastidi    • 3 •   (region.) malore; nausea    • 4 •   (ant.) immondizia.
fastidiosaggine   s.f.  (non com.) l'essere fastidioso; noiosità, molestia.
fastidioso   agg.    • 1 •   che reca o provoca fastidio; importuno, molesto: una sensazione fastidiosa.  dim. fastidiosello, fastidiosetto, fastidiosuccio    • 2 •   (non com.) che si infastidisce facilmente, irritabile: gli uomini dispettosi mi vengono a cercare a posta, per farmi anche più fastidioso  (carducci)    • 3 •   (ant.) disgustoso, ripugnante: elle rigavan lor di sangue il volto, / che, mischiato di lagrime, a' lor piedi / da fastidiosi vermi era ricolto  (dante inf.  iii, 67-69) § fastidiosamente avv. 
fastidire   v. tr.  [io fastidisco, tu fastidisci ecc.] (lett.)    • 1 •   infastidire; annoiare, vessare    • 2 •   avere a fastidio; disprezzare, non gradire: fastidiva il titolo di commissario come inferiore alla grandezza sua  (guicciardini) | v. intr.  [aus. avere] (lett.) dar fastidio, riuscire fastidioso | fastidirsi v. rifl.  (lett.) infastidirsi.
fastidito   part. pass.  di fastidire   agg.  (lett.) infastidito, disgustato, contrariato: uomo distante e fastidito degli affari  (bacchelli).
fastigiato   agg.    • 1 •   (arch.) dotato di fastigio, di frontone    • 2 •   (bot.) si dice di alberi che, come il cipresso, hanno la chioma conica.
fastigio   s.m.    • 1 •   (arch.) la parte alta di una struttura, e spec. di un edificio; frontone | (pitt.) la tavoletta più alta di un polittico    • 2 •   (fig. lett.) culmine, vertice, punto massimo: i fastigi della fama    • 3 •   (med.) culmine di un sintomo, di una malattia, di un'epidemia; acme.
fasto   (1) s.m.    • 1 •   ostentazione di ricchezza e di magnificenza; sontuosità, sfarzo: il fasto di una cerimonia; il fasto delle corti    • 2 •   (lett.) potenza, grandezza.
fasto   (2) agg.    • 1 •   presso gli antichi romani, si diceva di ognuno dei giorni nei quali era lecito trattare e concludere affari o discutere cause senza che intervenissero divieti o altri vincoli religiosi; contrapposto a nefasto    • 2 •   (lett.) fausto, propizio  s.m. pl.    • 1 •   i giorni fasti del calendario romano; per estens., l'antico calendario romano | fasti consolari, le liste dei consoli segnate sul calendario romano    • 2 •   (fig. lett.) imprese gloriose; memorie di fatti eroici: i fasti di una nazione; testimonianza a' fasti eran le tombe, / ed are a' figli  (foscolo sepolcri  97-98).
fastosità   s.f.  l'essere fastoso; sontuosità, sfarzosità: la fastosità di una cerimonia, di un'architettura. 
fastoso   agg.  realizzato con fasto; sontuoso, sfarzoso: una fastosa cerimonia; una coreografia fastosa  § fastosamente avv. 
fasullo   agg.    • 1 •   non autentico, falso, contraffatto: firma, moneta fasulla  | (estens.) senza valore, inconsistente; che non corrisponde alle caratteristiche vantate: un lavoro fasullo    • 2 •   (fig.) detto di persona, incapace, incompetente: un medico fasullo  § fasullamente avv. 
fata   s.f.    • 1 •   nella mitologia popolare, creatura favolosa dall'aspetto di donna molto bella, dotata di poteri magici che usa per compiere azioni benefiche: i racconti delle fate, le fiabe dove agiscono queste creature | mani di fata, abili e dotate di leggerezza nel tocco, spec. nei lavori di cucito e simili. dim. fatina    • 2 •   (fig.) donna bellissima o caritatevole    • 3 •   fata morgana, fenomeno ottico, dovuto al diverso indice di rifrazione degli strati atmosferici, per il quale si forma nell'aria un'immagine del tutto simile a quella di un oggetto distante; è una forma di miraggio (dal nome di una fata del ciclo leggendario della tavola rotonda).
fatagione   s.f.  (ant. , lett.) incantesimo, magia.
fatale   (1) agg.  (lett.)    • 1 •   stabilito, voluto dal fato; nella concezione cristiana, che avviene per volontà di dio: non impedir lo suo fatale andare  (dante inf.  v, 22) | (estens.) inevitabile, ineluttabile: una necessità fatale; era fatale che avvenisse  | (fig.) determinante, decisivo: il momento è fatale    • 2 •   (estens.) di morte, della morte (come momento ineluttabile segnato dal destino): giorno, ora fatale; forse perché della fatal quiete / tu sei l'imago  (foscolo alla sera) | (fig.) funesto, dannosissimo: un attimo di distrazione può risultare fatale    • 3 •   prescelto dal destino per svolgere una determinata missione tra gli uomini: uom fatale, così manzoni nel «cinque maggio» definisce napoleone    • 4 •   che suscita una passione irresistibile (oggi per lo più scherz.): donna fatale; occhi fatali  § fatalmente avv.    • 1 •   inevitabilmente, necessariamente    • 2 •   disgraziatamente.
fatale   (2) agg.  (lett. rar.) delle fate, fatato: sei per non usata via, / signor, venuto all'isola fatale  (ariosto o. f.  vi, 52).
fatalismo   s.m.  concezione di chi crede nella potenza del fato | atteggiamento di chi accetta passivamente il corso degli eventi.
fatalista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] si dice di chi accetta gli eventi con fatalismo: è troppo fatalista per reagire. 
fatalistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da fatalista § fatalisticamente avv. 
fatalità   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere fatale    • 2 •   fatto inevitabile; per estens., destino avverso: una tragica fatalità; è la fatalità che mi ha condotto in questo luogo infausto!. 
fatalone   s.m.  [f. -a] (scherz.) chi crede di avere un fascino irresistibile.
fatare   v. tr.  (lett.)    • 1 •   dotare una cosa o una persona di virtù magiche    • 2 •   (fig.) incantare, affascinare.
fatato   (1) part. pass.  di fatare   agg.  dotato di poteri soprannaturali in virtù di incantesimi: anello fatato. 
fatato   (2) agg.  (ant. , lett.) prescelto dal fato; predestinato: ilio raso due volte e due risorto /... / per far più bello l'ultimo trofeo / ai fatati pelidi  (foscolo sepolcri  285-288).
fathom   s.m. invar.  unità di misura di lunghezza anglosassone equivalente a    • 6 •   piedi (m 1,8 ca); è usata per la misurazione delle profondità marine.
fatica   ant. fatiga, s.f.    • 1 •   sforzo fisico o intellettuale che genera stanchezza; lo stato di stanchezza che nasce da un'attività fisica o psichica troppo intensa o prolungata: fatica muscolare, mentale; affrontare, sopportare la fatica; far fatica a muoversi; resistere alla fatica; risparmiare fatica, evitare di affaticarsi; sprecare fatica, affaticarsi inutilmente; costare fatica, si dice di qualcosa che impegna molto, che richiede grandi sacrifici | uomo di fatica, addetto a lavori pesanti | cavallo da fatica, da tiro o da trasporto. pegg. faticaccia    • 2 •   (estens.) il lavoro, l'opera compiuta esercitando uno sforzo: le fatiche quotidiane; vivere del frutto delle proprie fatiche; quest'opera è una fatica di molte persone    • 3 •   (fig.) difficoltà, pena, stento: parlare, respirare a fatica; studiare con grande fatica; nasce l'uomo a fatica, / ed è rischio di morte il nascimento  (leopardi canto notturno  39-40) | durar fatica, stentare: durò molta fatica a capire    • 4 •   (tecn.) condizione in cui si trova un solido sottoposto a sollecitazioni meccaniche e termiche periodiche verso le quali oppone resistenza | prove di fatica, quelle eseguite su campioni di materiali per determinare la loro resistenza    • 5 •   (agr.) condizione di impoverimento di un terreno sottoposto per più anni alla stessa coltura.
faticare   ant. fatigare, v. intr.  [io fatico, tu fatichi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   fare fatica, lavorare con sforzo: faticare tutto il giorno    • 2 •   (fig.) durar fatica, stentare: faticare a capire  | v. tr.  (ant.)    • 1 •   affaticare, stancare    • 2 •   travagliare, tormentare, ostacolare: si levaron... diversi venti, li quali... faticaron la nave  (boccaccio dec.  ii, 7).
faticata   s.f.  lunga fatica, sforzo intenso: fare una faticata. 
faticato   part. pass.  di faticare  agg.    • 1 •   (ant.) affaticato, stanco    • 2 •   raggiunto con sforzo, a stento: una conclusione faticata. 
faticatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora]    • 1 •   (non com.) chi lavora molto e resiste alla fatica    • 2 •   (ant.) lavoratore.
fatichevole   agg.  (ant.)    • 1 •   resistente alla fatica; instancabile    • 2 •   che affatica, spossante | laborioso, tormentoso.
fatico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice della funzione del linguaggio che ha lo scopo di stabilire, mantenere, verificare o interrompere la comunicazione (p. e.  espressioni come «mi capisci?», «fate attenzione!»  hanno una funzione fatica).
faticone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi lavora molto.
faticoso   agg.    • 1 •   che richiede fatica; pesante, gravoso: un lavoro, un viaggio faticoso; una respirazione faticosa, difficoltosa    • 2 •   che si sopporta, si segue a fatica: il film ha un avvio faticoso; discorso faticoso    • 3 •   (ant.) avvezzo alla fatica    • 4 •   (lett.) stanco, affaticato | tormentato, inquieto: la faticosa storia degli uomini  (carducci) § faticosamente avv. 
fatidico   agg.  [pl. m. -ci] che predice il fato; profetico, premonitore: un augurio fatidico  | fatale, determinante, decisivo: giorno, momento fatidico; un fatidico incontro  § fatidicamente avv. 
fatiga   e deriv.   ⇨ fatica e deriv. 
fatiscente   agg.  (lett.) che va in rovina, cadente: palazzo, muro fatiscente  § fatiscentemente avv. 
fatiscenza   s.f.  l'essere fatiscente, carattere fatiscente.
fato   s.m.  [pl. fati; ant. fata, f]    • 1 •   nel mondo antico, potenza misteriosa e invincibile che domina sugli uomini e le cose | (estens.) oracolo, presagio che ne preannunciava l'opera    • 2 •   (lett.) necessità ineluttabile che determina gli eventi della vita; destino, sorte (e spec. destino avverso, fatalità) | nella concezione cristiana, la volontà di dio: che giova ne le fata dar di cozzo?  (dante inf.  ix, 97)    • 3 •   (lett.) il fine ultimo delle cose, la morte.
fatta   (1) s.f.    • 1 •   specie, genere: gente di questa, di quella fatta; ce n'era di ogni fatta    • 2 •   male fatta, malefatta.
fatta   (2) s.f.  (tosc.) escremento della selvaggina, che serve da traccia per il cacciatore | esser sulla fatta, (fig.) esser sulla traccia.
fattaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di fatto    • 2 •   2 crimine, delitto: il fattaccio avvenne di notte. 
fattamente   avv.  (ant. , lett.) solo nelle loc. sì fattamente  e così fattamente, in tal modo.
fatterello   o fattarello, s.m.    • 1 •   dim.  di fatto    • 2 •   2 avvenimento di scarsa importanza: un fatterello curioso. 
fattezze   s.f. pl.    • 1 •   i lineamenti del viso, il sembiante: avere fattezze delicate, fini, grossolane    • 2 •   (non com.) corporatura, forma del corpo: essere di fattezze leggiadre    • 3 •   (ant.) forma.
fattibile   agg.  che si può fare; realizzabile, possibile  s.m.  ciò che si può fare: fare tutto il fattibile  § fattibilmente avv.  (non com.).
fattibilità   s.f.  l'essere fattibile; realizzabilità: la fattibilità di un progetto. 
fatticcio   agg.  [pl. f. -ce] (lett.) robusto, atticciato, tarchiato: spose fatticce, in carne come vitelle di latte  (viani).
fattispecie   s.f.    • 1 •   (dir.) situazione tipica definita in modo astratto e generale nella legge, e alla quale vengono collegate particolari conseguenze concrete: fattispecie penale    • 2 •   nella fattispecie, caso concreto, fatto particolare di cui si parla: nella fattispecie, le misure di sicurezza non furono osservate. 
fattitivo   agg.  (ling.)    • 1 •   frequentativo, iterativo    • 2 •   causativo.
fattivo   agg.    • 1 •   atto a fare, capace di fare, concretamente attivo: un intervento fattivo  | operoso, laborioso, efficiente: una fattiva collaborazione    • 2 •   (ling.) causativo § fattivamente avv. 
fattizio   agg.  (non com.) artificiale, artefatto | idee fattizie, nella filosofia di cartesio, le idee formate dall'immaginazione umana, contrapposte alle idee innate e a quelle avventizie.
fatto   (1) part. pass.  di fare   agg.    • 1 •   costruito, composto: fatto a mano, a macchina; fatto di carta, di legno  | formato: fatto a righe, a quadri, a elle; non sapere come è fatta qualcosa, non conoscerla, non averla mai vista; essere ben fatto, detto di persona, avere un bel corpo    • 2 •   portato a termine, compiuto: questo lavoro è presto fatto; una cosa fatta bene; ben fatto!, esclamazione di consenso; detto (e) fatto!, subito, immediatamente; ormai è fatta!, non c'è più rimedio, non si può tornare indietro; a conti fatti, (fig.) dopo attenta valutazione | venir fatto di, succedere, capitare involontariamente: se ci penso, mi vien fatto di ridere    • 3 •   che è nella sua pienezza; maturo: donna fatta, uomo fatto, adulti, non più ragazzi; frutta fatta, ben matura; giorno fatto, inoltrato; notte fatta, fonda    • 4 •   adatto, idoneo: lo sport non è fatto per me; essere fatto apposta per qualcosa, esservi predisposto, riuscirvi benissimo    • 5 •   (gerg) molto stanco, affaticato | drogato.
fatto   (2) s.m.    • 1 •   qualunque cosa accade, ogni azione che si compie o si è compiuta; avvenimento, evento, vicenda: un fatto nuovo, strano, eccezionale; raccontare, venire a sapere un fatto; fatto di cronaca; i fatti della storia; i fatti del giorno, le cose accadute nella giornata o i fatti di attualità i fatti di un romanzo, di un film, l'intreccio, la vicenda; fatto d'armi, scontro armato; fatto di sangue, ferimento o uccisione | fatto compiuto, situazione già determinata, che non si può più mutare | cogliere qualcuno sul fatto, mentre compie una determinata azione, spec. se illecita | vie di fatto, azioni violente: passare, venire a vie di fatto, allo scontro fisico | dato di fatto, cosa certa, fondata sull'osservazione della realtà | in fatto di, per quanto riguarda: in fatto di musica ha molta competenza  | gran fatto, (lett.) avvenimento molto importante, straordinario. dim. fatterello  pegg. fattaccio    • 2 •   pl.  casi privati; vicende personali: badate ai fatti vostri!; impicciarsi dei fatti altrui    • 3 •   in loc. particolari: fare il fatto proprio, il proprio utile | sapere il fatto proprio, sapere bene come comportarsi, come risolvere i propri problemi; essere abile nel proprio mestiere: quel medico sa il fatto suo  ' essere sicuri del fatto proprio, non avere dubbi | dire a qualcuno il fatto suo, quello che si merita    • 4 •   ciò che è reale, concreto: fatti, non parole!; venire ai fatti, alla prova dei fatti, alla verifica | il fatto è che, il fatto sta che, è un fatto che, fatto si è che, la realtà, la verità è che | di fatto, in realtà, in sostanza | in fatti, (rar.) infatti    • 5 •   (dir.) ciò che produce, modifica o estingue un rapporto giuridico | (estens.) ciò che costituisce in concreto un rapporto giuridicamente rilevante.
fattora    ⇨ fattoressa.
fattore   (1) s.m.  chi cura per conto del proprietario l'attività di un'azienda agricola.
fattore   (2) s.m.    • 1 •   (lett.) che fa, creatore | il (sommo, supremo, divino) fattore, dio: 'l suo fattore / non disdegnò di farsi sua fattura  (dante par.  xxxiii, 5-6)    • 2 •   (estens.) causa o elemento che determina o concorre a produrre un effetto: i fattori della civiltà, del progresso; i fattori climatici; il fattore emotivo  | fattori di produzione, (econ.) gli elementi che concorrono alla produzione; in partic., nella teoria neoclassica, il capitale e il lavoro | fattore ereditario, (biol.) gene | fattori limitanti, (biol.) quelli di ordine chimico o fisico, che con la loro maggiore o minore presenza condizionano lo sviluppo di un organismo | fattore di contrasto, (foto.) il rapporto tra l'intensità della luce e la reazione della superficie sensibile | fattore campo, (sport) il vantaggio che deriva a un atleta o a una squadra dal fatto di giocare in casa    • 3 •   (mat.) ogni termine di un prodotto: invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia  | scomposizione in fattori primi, procedimento in base al quale è possibile ottenere da un numero l'insieme dei numeri il cui prodotto è il numero stesso; procedimento per ricondurre un polinomio alla forma di prodotto di monomi    • 4 •   (fis.) rapporto fra i valori di due grandezze omogenee; coefficiente: fattore di assorbimento; fattore di carico. 
fattoressa   pop. fattora [fat-tó-ra], s.f.    • 1 •   donna che cura per conto del proprietario l'attività di un'azienda agricola    • 2 •   moglie del fattore.
fattoria   s.f.    • 1 •   azienda agricola costituita da un gruppo di poderi e annessi fabbricati rurali, amministrata da un fattore; in partic., il fabbricato in cui abita e lavora il fattore    • 2 •   (non com.) amministrazione di più poderi; ufficio del fattore.
fattoriale   agg.  (scient.) che riguarda un fattore o i fattori concorrenti alla produzione di un determinato effetto | analisi fattoriale, (psicol.) metodo di misurazione dell'intelligenza, ideato dall'ingl. ch. spearman (1863-1945), che descrive le prestazioni intellettive tenendo conto di due fattori, uno generale e l'altro specifico di ogni singola prestazione  s.m.  (mat.) termine che per un numero intero positivo n  indica il prodotto dei numeri interi da    • 1 •   a n. 
fattorino   s.m.    • 1 •   impiegato subalterno che in un'azienda, un ufficio e sim. è addetto alle mansioni più varie (ritiro e recapito della corrispondenza, commissioni, consegne ecc.); commesso: fattorino di banca  | fattorino del telegrafo, chi recapita i telegrammi a domicilio    • 2 •   sui mezzi di trasporto pubblici, l'addetto alla distribuzione dei biglietti: il fattorino del tram. 
fattorizzare   v. tr.  (mat.) scomporre in fattori.
fattrice   s.f.    • 1 •   (lett.) donna che fa; creatrice    • 2 •   cavalla o vacca da riproduzione.
fattuale   agg.  (filos.) che riguarda una realtà di fatto; reale, effettivo | enunciato, giudizio fattuale, la cui verità dipende dall'esperienza § fattualmente avv. 
fattualità   s.f.  (filos.) l'essere fattuale; la condizione di ciò che è fattuale.
fattucchiere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fa pratiche di stregoneria; mago, stregone    • 2 •   (fig. rar.) imbroglione.
fattucchieria   s.f.  (rar.) esercizio delle pratiche magiche; arte del fattucchiere.
fattura   s.f.    • 1 •   il fare una cosa, il modo in cui è fatta; lavorazione, manifattura: un'opera di lunga fattura; di buona fattura, ben fatto    • 2 •   (comm.) documento contenente i dati necessari a identificare un'operazione commerciale, rilasciato dal venditore al compratore: la fattura del sarto, del parrucchiere; emettere, pagare una fattura; fattura a trenta, a sessanta giorni, pagabile entro quel termine    • 3 •   (ant.) la cosa fatta; creatura: contra 'l fattore adovra sua fattura  (dante purg.  xvii, 102)    • 4 •   (pop.) pratica di stregoneria; incantesimo, maleficio: fare una fattura. 
fatturante   s.m.  e f.  (non com.) cottimista.
fatturare   v. tr.    • 1 •   (non com.) manipolare, adulterare: fatturare il vino    • 2 •   redigere, emettere fattura: fatturare il venduto, una prestazione  | mettere in conto: fatturare una spesa a carico di qualcuno  | vendere e contabilizzare: una ditta che fattura un miliardo all'anno    • 3 •   (non com.) affatturare.
fatturato   part. pass.  di fatturare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (comm.) volume delle vendite che un'impresa realizza in un determinato periodo: il fatturato annuo di un'azienda; crescita, diminuzione del fatturato. 
fatturatrice   s.f.  macchina calcolatrice predisposta per la compilazione delle fatture commerciali.
fatturazione   s.f.  (comm.) il fatturare, l'essere fatturato; compilazione di una o più fatture.
fatturista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi compila fatture commerciali.
fatturo   agg.  (ant. , lett.) che è sul punto di fare, che farà: ma ciò che 'l segno che parlar mi face / fatto avea prima e poi era fatturo  (dante par.  vi, 82-83).
fatuità   s.f.  l'essere fatuo; superficialità.
fatuo   agg.  che è o si dimostra vuoto, superficiale, effimero: comportamento, sentimento fatuo; persona fatua, vanesia | fuoco fatuo, fiammella che appare nei cimiteri o in terreni paludosi per accensione spontanea di gas esalanti dal terreno (gli antichi attribuivano al fenomeno un significato soprannaturale, ritenendo che le fiammelle rappresentassero le anime dei morti); (fig.) cosa che non dura, che non ha sostanza; parvenza effimera § fatuamente avv.  con fatuità, con frivolezza.
faucale   agg.  (ling.) si dice di suono che si articola all'altezza delle fauci.
fauci   s.f. pl.    • 1 •   parte interna della bocca, all'inizio della gola, delimitata dalla base della lingua, dai pilastri del palato e dal palato molle: le fauci del leone  | cadere nelle fauci di qualcuno, (fig.) finire in suo potere    • 2 •   (estens. lett.) apertura ad arco che immette in una cavità tenebrosa: le fauci della caverna. 
fault   s.m.  termine usato talora in luogo di fallo, nel tennis e in altri sport.
fauna   s.f.  il complesso degli animali che vivono in una determinata regione o in un determinato ambiente: fauna alpina, marina, fluviale; fauna europea. 
faunesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da fauno: viso faunesco, furbo e un po' animalesco § faunescamente avv. 
faunistica   s.f.  studio sistematico della fauna di un determinato territorio.
faunistico   agg.  [pl. m. -ci] di, della fauna: patrimonio faunistico  § faunisticamente avv.  per quanto riguarda la fauna.
fauno   s.m.  essere mitologico rappresentato con corpo virile, orecchie a punta, corna e piedi caprini; gli si attribuivano astuzia e sensualità | (fig. lett.) persona furba e dalla sensualità animalesca.
faustiano   agg.  di faust, personaggio della tradizione letteraria tedesca che ha trovato la sua sintesi più elevata nell'opera omonima di goethe (1749-1832); è simbolo della condizione umana, sospesa tra la brama delle cose terrene e l'aspirazione a dio.
fausto   agg.    • 1 •   che ha o annuncia esito felice, favorevole, fortunato: giorno, avvenimento, segno fausto  | un fausto evento, una nascita    • 2 •   (lett.) detto di divinità, propizio § faustamente avv. 
fautore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi favorisce o sostiene: fautore della libertà, della pace. 
fauve   s.m. invar.  pittore esponente del fauvismo  agg. invar.  che segue o che riguarda il fauvismo: arte, critica fauve. 
fauvismo   s.m.  movimento pittorico francese degli inizi del novecento che, all'interno della sensibilità espressionistica, si proponeva di rivivere l'esperienza emozionale e spirituale della pittura primitiva.
fava   s.f.    • 1 •   pianta erbacea con foglie paripennate, fiori bianchi macchiati di nero e legume a baccello contenente semi commestibili, di color verde e della forma di un grosso fagiolo appiattito (fam.  leguminose) | (estens.) il seme commestibile della pianta: prendere due piccioni con una fava, (fig.) raggiungere due obiettivi in un colpo solo    • 2 •   (ant.) voto in un'assemblea che si esprimeva deponendo in un vaso fave bianche o nere    • 3 •   (volg.) glande; per estens., pene.
favagello   s.m.  pianta erbacea con radici tuberose, foglie cuoriformi e fiori gialli (fam.  ranuncolacee).
favaggine   s.f.  pianta erbacea con foglie composte di due foglioline carnose e fiori ascellari; ha azione vermifuga (fam.  zigofillacee).
favaio   s.m.  terreno coltivato a fave.
favarella    ⇨ faverella.
favata   s.f.  zuppa di fave.
favela   s.f.  [pl. favelas] agglomerato di baracche nelle metropoli brasiliane.
favella   s.f.    • 1 •   la facoltà di parlare: perdere, riacquistare la favella    • 2 •   (lett.) linguaggio, lingua, parlata: la favella toscana. 
favellare   v. intr.  [io favèllo ecc. ; aus. avere] (lett.) parlare.
favellatore   s.m.  [f. -trice] (ant.) parlatore.
favellio   s.m.  (lett.) chiacchierio.
faverella   o favarella, s.f.  mangime per cavalli composto di fave macinate.
favilla   s.f.    • 1 •   piccolissimo frammento di materia incandescente; scintilla: le faville della legna ardente  | far faville, (fig.) eccellere per qualità, bellezza e sim.; riuscire brillantemente | mandare, sprizzare faville dagli occhi, (fig.) manifestare intensa gioia o ira    • 2 •   (estens. lett.) piccola luce, punto luminoso; stella: nel grande azzurro tremule faville / nascono a sciami  (rebora)    • 3 •   (fig.) motivo, causa di poco conto che fa divampare un sentimento, una passione, una reazione e sim.: la favilla dell'amore, della gelosia, della collera    • 4 •   (ant.) piccolissima parte: una favilla sol de la tua gloria  (dante par.  xxxiii, 71).
favismo   s.m.  (med.) intolleranza alle fave, legata a deficienza enzimatica ereditaria, che si manifesta, dopo che sono state ingerite o se ne sono inalati i pollini, con anemia emolitica.
favo   s.m.    • 1 •   insieme delle celle di cera costruite dalle api e dalle vespe: un favo di miele    • 2 •   (med.) infezione micotica cronica di una serie circoscritta di follicoli piliferi; antrace, vespaio.
favola   s.f.    • 1 •   narrazione con personaggi immaginari (per lo più animali, piante, esseri inanimati), che contiene un ammaestramento morale: le favole di esopo, di fedro  ' la morale della favola, il suo insegnamento; per estens., il significato reale o profondo di un avvenimento o di una situazione. dim. favoletta    • 2 •   (estens.) qualsiasi narrazione di fatti inventati; leggenda, fiaba    • 3 •   cosa inventata; fandonia, menzogna: son tutte favole!  | chiacchiera, diceria; anche, oggetto di dicerie: è la favola del paese, tutti ne parlano    • 4 •   (ant.) azione scenica, rappresentazione drammatica: la favola «mandragola» si chiama  (machiavelli).
favolare   v. intr.  [io fàvolo ecc. ; aus. avere] (ant.)    • 1 •   raccontare favole    • 2 •   discorrere, parlare.
favolatore   s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) narratore o scrittore di favole.
favoleggiamento   s.m.  (non com.) il favoleggiare.
favoleggiare   v. intr.  [io favoléggio ecc. ; aus. avere] (non com.) raccontare favole o, per estens., cose favolose, immaginarie: si favoleggia della sua ricchezza. 
favoleggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi favoleggia.
favolello   s.m.  breve racconto in versi, tipico della letteratura medievale; fabliau.
favolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive favole.
favolistica   s.f.    • 1 •   l'insieme delle favole di un'epoca o di un popolo: la favolistica medievale, nordica, orientale    • 2 •   il genere letterario della favola | lo studio delle favole.
favolistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alle favole: la tradizione favolistica russa  § favolisticamente avv. 
favolosità   s.f.  (non com.) l'essere favoloso.
favoloso   ant. fabuloso, agg.    • 1 •   di favola, che sembra una favola: racconto favoloso  | (fig.) straordinario, molto suggestivo: uno spettacolo, un abito favoloso    • 2 •   incredibile, spropositato: prezzo favoloso  § favolosamente avv. 
favonio   s.m.  (lett.) vento tiepido di ponente.
favore   s.m.    • 1 •   disposizione benevola verso qualcuno o qualcosa; approvazione, apprezzamento, adesione: avere, meritarsi, perdere il favore del pubblico; un'iniziativa che ha riscosso un ampio favore popolare; trovare, incontrare favore, piacere, riuscire gradito    • 2 •   azione che si compie gratuitamente per compiacere qualcuno; cortesia, piacere: chiedere, ottenere, fare un favore  | prezzo di favore, conveniente per chi compra | biglietto di favore, gratuito | firma di favore, nella cambiale, firma apposta per avallo | condizioni di miglior favore, quelle che, tra diverse disposizioni di legge o di contratto che regolano una stessa materia, risultano più favorevoli per una delle parti | a, in favore, a beneficio, a vantaggio: votare, testimoniare, intervenire a, in favore di qualcuno, di qualcosa; giudizio, sentenza a favore, favorevole | mi faccia il favore!, per esprimere impazienza, ironia | per favore, formula di cortesia per chiedere qualcosa | lettera di favore, (ant.) lettera di raccomandazione. dim. favorino, favoruccio  accr. favorone    • 3 •   spec. pl.  (antiq.) manifestazione d'amore con cui si corrisponde al desiderio della persona amata: il miglior piacere dell'amante è il poter raccontare con vanità i favori della sua bella  (goldoni) | concedere i propri favori, divenire amante di qualcuno (detto di donna)    • 4 •   aiuto, protezione, complicità: salparono col favore del vento; fuggirono col favore delle tenebre. 
favoreggiamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il favoreggiare, l'essere favoreggiato    • 2 •   (dir.) azione delittuosa che consiste nell'aiutare l'autore di un reato a sottrarsi all'accertamento delle sue responsabilità (favoreggiamento personale), o nel favorire l'autore di un reato nel godimento dei profitti materiali da esso derivati (favoreggiamento reale): favoreggiamento della prostituzione; fu arrestato per favoreggiamento  ' favoreggiamento bellico, reato commesso da chi, in tempo di guerra, favorisce le operazioni del nemico o danneggia quelle del proprio stato o di un suo alleato.
favoreggiare   v. tr.  [io favoréggio ecc.] (non com.) aiutare, favorire | (dir.) commettere il delitto di favoreggiamento.
favoreggiatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi favoreggia | (dir.) chi commette il delitto di favoreggiamento.
favorevole   agg.    • 1 •   che favorisce, che approva; che è in favore: sentenza, opinione favorevole; essere favorevole a qualcosa; giudizio favorevole, di approvazione    • 2 •   propizio, vantaggioso: circostanza, occasione favorevole  § favorevolmente avv. 
favorire   v. tr.  [io favorisco, tu favorisci ecc.]    • 1 •   sostenere, aiutare, incoraggiare: favorire la riconciliazione di due amici; favorire le arti  | adoperarsi per qualcuno o qualcosa commettendo una parzialità    • 2 •   agevolare, facilitare, appoggiare: favorire un progetto, un'impresa; favorire una richiesta, soddisfarla | detto di una previsione, essere favorevole: il pronostico favorisce la nostra squadra    • 3 •   (antiq.) concedere con condiscendenza; far grazia, accontentare: vorreste favorirci di una vostra visita?  | (estens.) fornire, dotare: favorire di un prestito un amico  | in espressioni di cortesia, talvolta solo formale, dare, porgere: le dispiace favorirmi la penna?; mi favorisca delle spiegazioni; favorisca i documenti, prego!  | v. intr.  [aus. avere] accettare di fare qualcosa (in formule di cortesia, per lo più sottintendendo un verbo all'infinito): favorisca di qui, venga, passi, esca ecc. da questa parte; favorisca in casa, entri; favorisca in salotto, si accomodi; favorisca alla cassa, vada a pagare | in partic., accettare di mangiare o bere assieme ad altri: vuol favorire con noi?; tanto per favorire, detto da chi accetta qualcosa da mangiare o da bere dopo esservi stato invitato.
favorita   s.f.    • 1 •   l'amante di un potente: la marchesa di pompadour fu la favorita di luigi xv    • 2 •   nelle società poligamiche, la moglie o la concubina preferita: la favorita del sultano. 
favoritismo   s.m.  il preferire qualcuno a danno di altri | l'atto specifico con cui si accorda la preferenza a qualcuno a danno di altri: fare dei favoritismi. 
favorito   part. pass.  di favorire   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   prediletto, preferito: montale è il mio poeta favorito; tigellino fu il favorito di nerone    • 2 •   (sport) si dice di atleta, cavallo, squadra che abbia maggiori probabilità di vincere una gara: partire favorito; vincere battendo tutti i favoriti   s.m. pl.  basette folte, lunghe fino all'altezza del mento, caratteristiche della moda maschile dell'ottocento.
favoso   agg.  (med.) a forma di favo: tigna favosa. 
favule   s.m.  (ant. tosc.) campo coltivato a fave; favaio.
fax   s.m. invar.  (telecom.) abbrev. d'uso corrente di facsimile  | il foglio o il messaggio trasmesso per mezzo del facsimile.
faxare   v. tr.  (fam.) spedire via fax: faxare un messaggio. 
fazenda   s.f. invar.  grande azienda agricola brasiliana.
fazendeiro   s.m. invar.  in brasile, proprietario o conduttore di una fazenda.
fazione   s.f.    • 1 •   gruppo, partito animato da spirito settario: le fazioni dei bianchi e dei neri in firenze    • 2 •   (ant.) azione, impresa, opera, servizio: essere, stare di fazione, essere di sentinella | fatto d'arme, scontro: qualche fazione importante era stata fatta, più da' paesani che da' soldati  (guicciardini)    • 3 •   (ant.) modo in cui qualcosa è fatta | pl.  fattezze, aspetto: se le fazion che porti non son false, / venedico se' tu caccianemico  (dante inf.  xviii, 49-50).
faziosità   s.f.  l'essere fazioso; atteggiamento fazioso: la faziosità di un intervento, di un discorso, di un giudizio. 
fazioso   agg.    • 1 •   che professa con intransigenza e intolleranza idee di parte; settario: un giornale, un discorso fazioso  | che mostra parzialità nel giudizio o nell'operato: un giudice, un arbitro fazioso    • 2 •   (estens.) ribelle, sovversivo: un giovane fazioso   s.m.  [f. -a] persona faziosa, settaria: un gruppo di faziosi  § faziosamente avv. 
fazzoletto   s.m.    • 1 •   quadrato di tessuto usato per soffiarsi il naso, asciugare il sudore ecc. | fare un nodo al fazzoletto, per ricordarsi di qualcosa | un fazzoletto di terra, (fig.) un piccolissimo campo. dim. fazzolettino  accr. fazzolettone    • 2 •   capo d'abbigliamento costituito da un quadrato di tessuto che, a seconda delle dimensioni, si porta nel taschino, intorno al collo o, dalle donne, intorno alla testa e annodato sotto il mento; foulard.
fazzolo   o fazzuolo, s.m.    • 1 •   (ant.) tipo di tessuto per confezionare fazzoletti    • 2 •   (lett. , region.) fazzoletto.
féerie  ;s.f. invar.    • 1 •   rappresentazione teatrale in cui appaiono fate, folletti e altre figure immaginarie    • 2 •   (estens.) spettacolo meraviglioso, di bellezza fantastica e irreale.
fé    ⇨ fede.
febbraio   ant. o region. febbraro, s.m.  nel calendario gregoriano, il secondo mese dell'anno, che dura 28 giorni o, negli anni bisestili, 29.
febbre   ant. febre, s.f.    • 1 •   reazione di difesa dell'organismo che si manifesta nel corso di molte malattie e che è soprattutto caratterizzata dalla temperatura del corpo più alta del normale: avere, misurare la febbre; un accesso di febbre  | una febbre da cavallo, (fig. fam.) molto alta | le febbri, (pop.) la malaria. dim. febbretta, febbrina, febbriciattola  accr. febbrona, febbrone  (m.) pegg. febbraccia    • 2 •   con delle determinazioni, designa varie malattie caratterizzate da alterazione febbrile: febbre gialla, maltese, da fieno; febbri reumatiche, malariche    • 3 •   (pop.) herpes simplex localizzato alle labbra    • 4 •   (fig.) desiderio intenso e tormentoso; esaltazione; brama: febbre amorosa; la febbre del successo, del guadagno  | avere la febbre addosso, essere in preda all'agitazione | far venir la febbre, mettere in ansia.
febbricitante   part. pres.  di febbricitare   agg.  che ha la febbre: il malato è febbricitante. 
febbricitare   v. intr.  [io febbrìcito ecc. ; aus. avere] (ant.) avere la febbre.
febbricola   s.f.  (med.) febbre lieve ma persistente.
febbricoso   agg.  (lett.)    • 1 •   febbricitante    • 2 •   che dà febbre.
febbrifugo   agg.  e s.m.  [pl. m. -ghi] (med.) si dice di rimedio che fa calare la febbre; antipiretico.
febbrile   ant. febrile, agg.    • 1 •   (med.) di febbre: accesso, stato febbrile    • 2 •   (fig.) agitato, spasmodico: ardore, ansia, attesa febbrile  | intenso, instancabile: attività febbrile  § febbrilmente avv.  con intensità, con ardore | in modo convulso, frenetico: lavorare febbrilmente. 
febeo   agg.  (poet.) di febo, dio greco del sole e delle arti.
febre   e deriv.   ⇨ febbre e deriv. 
fecale   agg.  delle feci, costituito da feci: materia fecale. 
fecalizzazione   s.f.  immissione in mare, laghi, fiumi ecc., di acque contenenti un'elevata percentuale di materiali fecali.
feccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   deposito melmoso lasciato dal vino sul fondo della botte per sedimentazione, e contenente i sali di potassio e di calcio dell'acido tartarico | bere il calice sino alla feccia, (fig.) sopportare ogni amarezza fino all'estremo limite    • 2 •   (estens.) ogni residuo che si sedimenta sul fondo di recipienti contenenti liquidi    • 3 •   (fig.) la parte peggiore di qualcosa: la feccia della società    • 4 •   pl.  (ant.) feci.
fecciaia   s.f.  apertura praticata sul fondo del mezzule, che consente di far uscire la feccia dalla botte.
feccioso   agg.    • 1 •   pieno di feccia, impuro, torbido: vino, olio feccioso    • 2 •   (ant.) spregevole, disgustoso: fresco, a cui li modi fecciosi della nipote dispiacevan fieramente... (boccaccio dec.  vi, 8).
fecciume   s.m.  (non com.)    • 1 •   quantità di feccia    • 2 •   (fig.) gentaglia.
feci   s.f. pl.  il residuo della digestione, che si accumula nell'intestino ed è poi espulso; escrementi.
feciale    ⇨ feziale.
fecola   s.f.  sostanza amidacea di aspetto farinoso, estratta da radici, tuberi, rizomi ecc.: fecola di castagne; le patate sono ricche di fecola  | nell'uso corrente, fecola di patate.
fecondabile   agg.  che può essere fecondato.
fecondabilità   s.f.  l'essere fecondabile.
fecondare   v. tr.  [io fecóndo ecc.]    • 1 •   (biol.) determinare, produrre una fecondazione: il polline feconda i fiori; un uovo fecondato    • 2 •   (estens.) rendere fertile, produttivo (anche fig.): le piogge fecondano i campi; una lettura, una riflessione che feconda la mente. 
fecondativo   agg.  (biol.) di fecondazione; atto a fecondare.
fecondatore   agg.  [f. -trice] che feconda, che ha la virtù di fecondare (anche fig.): elemento fecondatore; la funzione fecondatrice del polline; idee fecondatrici. 
fecondazione   s.f.  (biol.) l'unione dei gameti maschile e femminile che dà luogo a un'unica cellula chiamata zigote; è il fenomeno fondamentale della riproduzione degli esseri umani, degli animali e dei vegetali | fecondazione artificiale, pratica consistente nell'introdurre artificialmente il seme maschile nelle vie genitali femminili.
fecondità   s.f.    • 1 •   l'essere fecondo, prolifico: la fecondità dei conigli è proverbiale    • 2 •   fertilità, produttività (anche fig.): la fecondità del terreno; la fecondità di un ingegno    • 3 •   (dir.) utilità: beni a fecondità semplice, consumabili con un solo uso; beni di fecondità ripetute, che non si consumano con l'uso; beni strumentali.
fecondo   agg.    • 1 •   atto a procreare; prolifico, fertile: donna in età feconda; nozze feconde, matrimonio fecondo, da cui sono nati figli; giorni fecondi, il periodo dell'ovulazione, durante il quale è possibile il concepimento    • 2 •   produttivo, fruttifero (anche fig.): terreno fecondo; mente feconda    • 3 •   che rende produttivo, che feconda § fecondamente avv.  (lett.) con fecondità | (fig.) copiosamente.
feculento   agg.  (rar.) ricco di feccia; impuro: vino feculento. 
fedain   o fedayn o feddayn, s.m. invar.  guerrigliero palestinese aderente all'organizzazione per la liberazione della palestina (olp).
fede   ant. o poet. fé, s.f.    • 1 •   il credere come veri determinati assunti o concetti, basandosi sull'altrui autorità o su una personale convinzione: aver fede nel progresso, nella libertà; prestare fede a una promessa; testimonianza degna di fede  ' buona fede  (in grafia unita buonafede), coscienza di agire rettamente; nel linguaggio giuridico, ignoranza di ledere un diritto altrui: agire in buona fede  | mala fede  (in grafia unita malafede), slealtà, doppiezza | fede pubblica, particolare fiducia accordata a determinati atti, persone e cose | far fede, attestare | in fede mia, in fé di dio, (antiq.) locuzioni usate per assicurare la verità di un'affermazione | in fede, (burocr.) formula con cui si conferma e conclude una dichiarazione scritta | persona di poca fede, che non ha fiducia nell'operato altrui    • 2 •   (estens.) l'insieme delle cose in cui si crede; in partic., l'insieme dei principi politici, filosofici e ideali nei quali si crede e per i quali ci si adopera    • 3 •   (teol.) la prima delle tre virtù teologali, per la quale si aderisce con l'intelligenza, sorretta dalla grazia, alla verità della parola di dio; per estens., il credo religioso cristiano: la fede, la speranza, la carità; avere, abbracciare, perdere, ritrovare la fede; conquistare qualcuno alla fede; predicare la fede; articolo, dogma, atto di fede  | i conforti della fede, l'assistenza religiosa ai moribondi, spec. il sacramento dell'estrema unzione    • 4 •   fedeltà, costanza: fede coniugale, di amico; tener fede a una promessa, a un impegno, mantenerli | (non com.) promessa di fedeltà: venir meno alla fede  | (ant.) devozione di vassallo al signore    • 5 •   anello nuziale: portare la fede al dito.  dim. fedina    • 6 •   attestazione, certificato: fede di battesimo, di stato libero  | fede di credito, (banc.) sorta di assegno circolare emesso da talune banche | fede di deposito, titolo di credito rappresentativo di merci depositate presso un magazzino generale.
fedecommesso   ant. fidecommesso o fidecommisso, s.m.  antico istituto del diritto successorio che faceva obbligo all'erede di conservare e trasmettere tutta l'eredità o parte di essa al successivo erede | (estens.) l'insieme dei beni trasmessi secondo tale disposizione.
fedecommettere   v. tr.  [io fedecommétto ecc.] (dir.) lasciare in fedecommesso.
fedecommissario   ant. fidecommessario o fidecommissario, agg.  (dir.) del fedecommesso: successione fedecommissaria   s.m.  [f. -a] la persona beneficiaria di un fedecommesso.
fededegno   agg.  (lett.) degno di fede; credibile, attendibile: notizia, persona fededegna. 
fedele   agg.    • 1 •   che rispetta la fede data: mantenersi fedele ai propri ideali, a un giuramento  | che è costante nell'affetto, nell'amore: un amico, un marito fedele  | detto di animale o cosa, che è sempre presente, a cui ci si affeziona e che non tradisce le aspettative: un cane fedele; la mia fedele pipa  | (estens.) abituale, assiduo: un cliente fedele; un fedele lettore di gialli    • 2 •   che è conforme all'originale, che rispetta la verità dei fatti; esatto, preciso: ritratto, traduzione fedele; cronista, resoconto fedele    • 3 •   (relig.) che crede in dio e vive cristianamente: le anime fedeli   s.m.  e f.    • 1 •   chi è seguace di una fede religiosa o è devoto a una causa, a un ideale, a una persona; credente: i fedeli di cristo; i fedeli della causa monarchica; volgi, beatrice, volgi li occhi santi /... al tuo fedele / che, per vederti, ha mossi passi tanti!  (dante purg.  xxxi, 133-135)    • 2 •   nel mondo feudale, chi era legato da vincolo di vassallaggio o di fedeltà § fedelmente avv. 
fedelini   region. fidelini e fidellini, s.m. pl.  tipo di pasta alimentare lunga e sottile, per lo più all'uovo; capellini.
fedeltà   s.f.    • 1 •   l'essere fedele: fedeltà a una causa, ai propri principi; fedeltà coniugale; giurare fedeltà a qualcuno; persona di provata fedeltà  | (ant.) atto di sottomissione; vassallaggio    • 2 •   conformità all'originale, a un modello; precisione, esattezza: fedeltà di una copia, di un ritratto; fedeltà nel raccontare    • 3 •   (fis.) proprietà di un apparecchio di riprodurre un fenomeno senza alterarlo: alta fedeltà. 
federa   s.f.  fodera di tessuto a forma di sacchetto che ricopre i guanciali. dim. federina. 
federale   agg.    • 1 •   di una federazione di stati: repubblica, governo federale    • 2 •   di una federazione politica, sindacale, sportiva ecc.: segreteria, consiglio federale   s.m.  durante il fascismo, segretario di una federazione di fasci di combattimento § federalmente avv. 
federalismo   s.m.  dottrina politica favorevole alla federazione di più stati e ispirata a un ideale di pacifica convivenza tra i popoli: il federalismo europeo. 
federalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, fautore del federalismo  agg.  che riguarda, che sostiene il federalismo.
federalistico   agg.  [pl. m. -ci] del federalismo, dei federalisti: tendenze federalistiche. 
federare   v. tr.  [io fèdero ecc.] unire in federazione | federarsi v. rifl.  o rifl. rec.  unirsi in federazione: le due repubbliche si sono federate. 
federativo   agg.  del federalismo; federale: spirito, patto federativo. 
federato   agg.  che appartiene a una federazione; alleato: gli stati federati. 
federazione   s.f.    • 1 •   unione politica di stati che mantengono in diversi settori le proprie leggi particolari, ma hanno una costituzione comune e un unico governo; confederazione    • 2 •   associazione di più enti che, accanto a una struttura autonoma individuale, danno vita anche a organi comuni cui sono demandati particolari compiti e poteri | l'organismo che coordina l'attività di questi enti; anche, la sede degli organi associativi comuni e l'ambito territoriale nel quale l'associazione agisce: federazione politica, sindacale, sportiva; federazione provinciale, regionale, nazionale. 
federiciano   o fridericiano, agg.  di personaggi storici di nome federico, e spec. dell'imperatore federico ii di svevia (1194-1250) o di federico ii di prussia (1712-1786) | università federiciana, quella di napoli, perché fondata (1224) da federico ii di svevia.
fedifrago   agg.  [pl. m. -ghi] (lett.) che non tiene fede a un giuramento, a un patto, a un impegno; traditore | (scherz.) infedele, spec. detto di coniugi.
fedina   (1) s.f.  certificato del casellario giudiziale che attesta se qualcuno abbia avuto o no condanne penali: fedina penale; avere la fedina pulita, sporca. 
fedina   (2) s.f.  (spec. pl.) ognuna delle strisce di barba che, quasi a prolungamento delle basette, scendono lungo le gote, secondo una moda ottocentesca.
fedire   v. tr.  [pres. io fedisco, tu fedisci ecc.  (anche io fièdo ecc.); pass. rem. io fedìi, tu fedisti ecc. ; pres. congiunt. io fedisca  o fièda  (rar. fèggia) ecc. ; part. pass. fedito] (ant. , poet.) ferire: e più volte a fedire e ad uccidere uomini colle propie mani si trovò volentieri  (boccaccio dec.  i, 1) | v. intr.  [aus. avere] (ant. , poet.) mirare a un fine; volgere, indirizzarsi: per che la gente, che sua guida vede / pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, / di quel si pasce, e più oltre non chiede  (dante purg.  xvi, 100-102).
fedita   s.f.  (ant.) ferita.
feditore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (ant.) feritore    • 2 •   nel medioevo, cavaliere armato alla leggera.
fedo   agg.  (poet.) lordo, sozzo: l'alta valle feda  (dante inf.  xii, 40).
feedback   loc. sost. m. invar.    • 1 •   (tecn.) nei sistemi regolati automaticamente, l'operazione del rinviare all'entrata di un processo un'informazione sull'andamento del processo stesso, per controllarlo ed eventualmente correggerlo; retroazione, controreazione    • 2 •   (ling.) effetto di reazione prodotto da un messaggio su chi lo ha emesso    • 3 •   (estens.) effetto di controreazione di un fenomeno.
feeling   s.m. invar.  intesa, legame emotivo che si stabilisce tra due o più persone: stabilire un feeling con il pubblico. 
feerico   agg.  (lett.)    • 1 •   delle fate e del loro mondo; magico, fiabesco    • 2 •   (fig.) incantato, irreale.
fegataccio   s.m.  uomo coraggioso, capace di qualunque audacia.
fegatella   s.f.  piccola pianta con tallo laminare di colore bruno-rossiccio (cl.  epatiche).
fegatello   s.m.  (gastr.) pezzetto di fegato di maiale, avvolto nella sua stessa rete e cucinato in padella o allo spiedo.
fegatino   s.m.  (gastr.) fegato di pollo o di piccione.
fegato   s.m.    • 1 •   (anat.) grossa ghiandola multilobata annessa al tubo digerente e situata nella parte superiore destra della cavità addominale dei vertebrati; di colore rosso bruno, aspetto granuloso e consistenza molle, svolge importanti funzioni per l'organismo, tra cui la secrezione della bile, l'inattivazione dei prodotti tossici e l'elaborazione dei materiali nutritivi provenienti dall'intestino: fegato ingrossato, malato; soffrire di fegato; mangiarsi, rodersi il fegato, (fig.) consumarsi per la rabbia; farsi venire il mal di fegato, (fig.) prendersela eccessivamente | il fegato degli animali come vivanda: fegato di maiale, di vitello, d'oca; fegato ai ferri, alla veneziana  | olio di fegato di merluzzo, olio medicinale ricco di vitamine    • 2 •   (fig.) audacia, ardimento, coraggio: avere del fegato; ci vuole un bel fegato!; un uomo di fegato, coraggioso    • 3 •   (chim.) nome di talune miscele di composti di colore bruno-rossiccio: fegato di zolfo, miscela di polisolfuri impiegata nel trattamento di alcune malattie della pelle.
fegatoso   agg.  (rar.) del colore bruno-rossiccio del fegato  agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi soffre di mal di fegato    • 2 •   (fig.) si dice di chi si arrabbia facilmente; irascibile, bilioso    • 3 •   (fig.) che, chi ha coraggio; audace § fegatosamente avv.  (non com.) in modo iroso, bilioso.
felce   s.f.  ogni pianta appartenente alla classe delle felci | felce aquilina  (o capannaia  o comune), pianta che cresce nei luoghi ombrosi, con foglie lunghissime e frastagliate | felce florida, varietà a foglie grandi detta anche osmunda  | felce dolce  (o quercina), felce coperta di squame rossastre, il cui rizoma ha un sapore dolciastro simile a quello della liquirizia; è detta perciò anche liquirizia falsa  o liquirizia dei muri  | felce maschio, felce con foglie assai lunghe, il cui rizoma ha proprietà antielmintiche (fam.  polipodiacee).
felceta   s.f. , o felceto s.m. , terreno cosparso di felci.
felci   s.f. pl.  (bot.) classe di piante con fusto generalmente rizomatoso, grandi foglie verdi minutamente frastagliate, sulle cui pagine inferiori sono collocati gli sporangi (ord.  pteridofite) | sing.  [-e] ogni pianta di tale classe.
feldispato    ⇨ feldspato.
feldmaresciallo   s.m.  il grado più elevato nella gerarchia degli ufficiali generali dell'esercito austro-ungarico e della germania nazista.
feldspatico   agg.  [pl. m. -ci] di feldspato; che contiene feldspato: rocce feldspatiche. 
feldspato   o feldispato [fel-di-spà-to], s.m.  ciascuno degli appartenenti a un gruppo di minerali costituiti da silicati di alluminio e potassio, sodio o calcio, presenti in tutte le rocce eruttive e in molte rocce metamorfiche, con struttura monoclina o triclina.
feldspatoide   s.m.  minerale di composizione simile a quella dei feldspati, ma più povero di silice.
fele    ⇨ fiele.
felibrismo   s.m.  movimento letterario promosso ad avignone intorno alla metà dell'ottocento con lo scopo di far rivivere la letteratura e la cultura occitanica, dando nuovo impulso al provenzale e agli altri dialetti della francia meridionale.
felibro   s.m.  ciascuno dei sette poeti che nel 1854, sotto la guida di f. mistral (1830-1914), fondarono il felibrismo.
felice   agg.    • 1 •   che è sereno, appagato, completamente soddisfatto; lieto, contento (spesso in usi iperbolici): essere, vivere, sentirsi felice; fare, rendere felice qualcuno; sono felice di fare la sua conoscenza    • 2 •   si dice di cosa che procura felicità, che soddisfa; oppure di condizione o di epoca, tempo in cui si è (o si è stati) lieti, contenti: un giorno felice; una felice ricorrenza; felice anno!, felice notte!, espressioni di augurio | l'età felice, l'infanzia    • 3 •   (estens.) si dice di cosa ben riuscita, di avvenimento che ha buon risultato, di attività che ha successo: un'idea, una frase felice; una scelta, un esito, un esordio felice  ' avere la mano felice, essere molto abile    • 4 •   (ant. , lett.) fertile, fecondo, produttivo: le felici / aure pregne di vita  (foscolo sepolcri  165-166)    • 5 •   (ant. , lett.) sacro, consacrato: legar cupido alla verde colonna / della felice pianta di minerva  (poliziano) § felicemente avv.    • 1 •   nella felicità, da persona felice: vivere felicemente    • 2 •   con successo: un esperimento felicemente concluso. 
felicità   ant. felicitade [fe-li-ci-tà-de], felicitate, s.f.    • 1 •   stato di chi è felice, di chi ritiene soddisfatto ogni suo desiderio; gioia, soddisfazione completa: cercare, raggiungere la felicità; vivere dei momenti di felicità  | l'eterna felicità, la beatitudine del paradiso    • 2 •   cosa, fatto che rende felice: augurare ogni felicità; è una felicità vederla    • 3 •   abilità particolare: dipinge con felicità di tocco. 
felicitare   v. tr.  [io felìcito ecc.] (ant. , lett.)    • 1 •   rendere felice, soddisfatto; favorire, secondare: che dio vi feliciti!    • 2 •   complimentare: de' superati guai / il tuo signor felicitar vorrai  (metastasio) | v. intr.  [aus. avere] (ant.) trovarsi in uno stato prospero; vivere felicemente: si vede oggi questo principe felicitare e domani ruinare  (machiavelli) | felicitarsi v. rifl.    • 1 •   gioire, essere contento; rallegrarsi: felicitarsi di qualcosa    • 2 •   esprimere la propria partecipazione alla gioia di altri; congratularsi: felicitarsi con qualcuno per qualcosa. 
felicitate    ⇨ felicità.
felicitazione   s.f.  (spec. pl.) il felicitarsi, il congratularsi; l'atto, le parole con cui ci si felicita, ci si congratula: porgere le proprie felicitazioni; felicitazioni vivissime!. 
felidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi carnivori con corpo snello e agilissimo, unghie retrattili, testa rotonda, pupilla molto dilatabile, denti canini lunghi e robusti, baffi con funzione di organi di tatto; vi appartengono il gatto, il leone, il leopardo ecc. | sing.  [-e] ogni animale di tale famiglia.
felino   agg.  da felide; di, da gatto: balzo felino; agilità, astuzia felina   s.m.  felide § felinamente avv.  alla maniera dei gatti, dei felini: balzare felinamente. 
fellaga   o fellagha, s.m. invar.  (st.) guerrigliero tunisino o algerino inquadrato nelle bande armate che lottavano contro l'occupazione coloniale francese.
fellah   s.m. invar.  contadino egiziano di bassa condizione.
fellandrio   s.m.  pianta erbacea con fiori bianchi in ombrelle e frutti oblunghi da cui si estrae un olio che ha proprietà espettoranti; è detto anche finocchio acquatico  (fam.  ombrellifere).
fellatio   s.f. invar.  coito orale.
felle    ⇨ fiele.
fellema   s.m.  [pl. -mi] (bot.) sughero.
fello   agg.  (ant.) fellone: nessun di voi sia fello!  (dante inf.  xxi, 72).
felloderma   s.m.  [pl. -mi] (bot.) tessuto parenchimatico generato dal fellogeno al di sotto della corteccia primaria.
fellogeno   s.m.  (bot.) tessuto che ricopre il fusto di certe piante legnose producendo il sughero all'esterno e il felloderma all'interno.
fellone   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant. , lett.)    • 1 •   che, chi manca alla parola data; traditore, sleale | (estens.) perfido, scellerato    • 2 •   adirato, rabbioso, furioso    • 3 •   crudele; spietato § fellonemente avv. 
fellonesco   agg.  [pl. m. -schi] (lett.) di, da fellone: composto il viso a un atto di serietà ancor più bieco e fellonesco  (manzoni p. s.  xxxiv) § fellonescamente avv. 
fellonia   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) l'essere fellone, comportamento da fellone    • 2 •   nel medioevo, delitto di chi mancava al giuramento di assoluta obbedienza e fedeltà nel rapporto feudale di vassallaggio.
felloplastica   s.f.  lavorazione plastica del sughero.
felpa   s.f.    • 1 •   tessuto simile al velluto, ma con pelo più lungo, rado e morbido    • 2 •   indumento felpato.
felpare   v. tr.  [io félpo ecc.]    • 1 •   rivestire, foderare di felpa o di tessuto simile    • 2 •   (fig. non com.) attutire, smorzare (suoni, rumori).
felpato   agg.    • 1 •   rivestito, foderato di felpa; per estens., si dice di tessuto che su una faccia presenta una peluria morbida: pantofole felpate    • 2 •   (fig.) silenzioso, che non fa rumore: passi felpati  s. m.  tessuto felpato; per estens., indumento di tale tessuto: una tuta di felpato.  dim. felpatino. 
felse    ⇨ felze.
felsineo   agg.  (lett.) bolognese.
feltrabile   agg.  che si può feltrare.
feltrabilità   s.f.  proprietà di feltrarsi, tipica della lana e di alcuni peli animali.
feltraio   s.m.  [f. -a] operaio che compie le operazioni di follatura dei tessuti di lana per la produzione del panno.
feltrare   v. tr.  [io féltro ecc.]    • 1 •   trasformare in feltro: feltrare un ammasso di fibre di lana    • 2 •   trasformare in panno, follare: feltrare un tessuto di lana    • 3 •   rivestire, foderare di feltro | feltrarsi v. rifl.    • 1 •   divenire feltro o simile a feltro    • 2 •   detto di radici e di erbe, intrecciarsi formando un ammasso compatto.
feltrato   part. pass.  di feltrare   agg.    • 1 •   ridotto a feltro o simile a feltro    • 2 •   rivestito di feltro.
feltratura   s.f.    • 1 •   lavorazione della lana o di altro pelo animale per ottenere il feltro | feltratura di un tessuto di lana, follatura    • 2 •   il rivestire, il foderare di feltro.
feltro   s.m.    • 1 •   panno ottenuto mediante strofinamento e pressatura, in ambiente caldo e umido, di fibre di lana, anche miste con altri peli animali (di castoro, coniglio, vigogna): un cappello di feltro.  dim. feltrino  accr. feltrone    • 2 •   oggetto di feltro o feltrato: i feltri della lucidatrice  | in partic., cappello di feltro.
feluca   s.f.    • 1 •   piccola nave lunga, stretta e leggera, con due alberi a vele latine, diffusa nei secoli scorsi    • 2 •   cappello a due punte dell'alta uniforme di ufficiali di marina, diplomatici e accademici.
felze   o felse, s.m.  sorta di cabina posta al centro della gondola.
femina   e deriv.   ⇨ femmina e deriv. 
femmina   ant. o poet. femina, s.f.    • 1 •   nome generico di ogni individuo umano o animale portatore di gameti femminili atti a essere fecondati da quelli maschili, e quindi caratterizzato dalla capacità di partorire figli o deporre uova: la femmina della tigre; le femmine sono in genere meno aggressive dei maschi    • 2 •   essere umano di sesso femminile; donna, bambina: hanno già un figlio maschio, vorrebbero una femmina  | con sfumatura spreg.: femina è cosa mobil per natura  (petrarca canz.  clxxxiii, 12) | mala femmina, (merid.) prostituta. dim. femminella, femminetta  vezz. femminuccia    • 3 •   parte di un congegno destinata a riceverne un'altra nel suo interno: la femmina dell'incastro  | in funzione di agg.    • 1 •   ricca, dotata di femminilità desiderabile, attraente: è molto femmina  | detto di animale, che è di sesso femminile: un castoro femmina    • 2 •   che rappresenta la parte ricevente di un incastro: vite femmina. 
femminella   s.f.    • 1 •   dim.  di femmina    • 2 •   uomo debole, pauroso | (merid.) ragazzo, uomo effeminato    • 3 •   anello, occhiello in cui passa un filo, un laccio, una cinghia e sim.    • 4 •   (mar.) ciascuno dei pezzi di metallo applicati alla poppa di un'imbarcazione, dotati di un foro che serve da alloggio per gli agugliotti del timone    • 5 •   (bot.) germoglio secondario della vite.
femmineo   ant. o poet. femineo, agg.  (lett.)    • 1 •   di, da donna; femminile: l'agil fianco femineo  (foscolo a luigia pallavicini caduta da cavallo)    • 2 •   effeminato: un giovane biondo e femmineo  § femmineamente avv. 
femminesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com. spreg.) da femmina, femminile § femminescamente avv. 
femminile   ant. o poet. feminile, agg.    • 1 •   di, da femmina: sesso femminile  | genere femminile, una delle classi del genere grammaticale; in un sistema a due classi si oppone a maschile, in un sistema a tre classi a maschile  e neutro    • 2 •   di donna, di donne: scuola femminile; squadra di calcio femminile  | adatto, destinato a donne: abbigliamento, stampa femminile  | tipico della donna: atteggiamento, grazia femminile  | tradizionalmente riservato alla donna: lavori femminili    • 3 •   che mette in rilievo la femminilità, le attrattive sessuali della donna: si veste in modo molto femminile   s.m.    • 1 •   (gramm.) il genere femminile    • 2 •   (non com.) femminilità | al femminile, usato come loc. agg., di donne, fatto da donne: teatro, letteratura al femminile  § femminilmente avv. 
femminilismo   s.m.  (biol.) presenza, in individui di sesso maschile, di caratteri secondari propri del sesso femminile.
femminilità   s.f.  l'insieme delle qualità fisiche e psichiche che sono proprie della donna: una donna dotata di grande femminilità; una pettinatura che esalta la femminilità. 
femminilizzazione   s.f.    • 1 •   (med.) sviluppo nel maschio di caratteri sessuali femminili    • 2 •   progressivo incremento della presenza femminile in un ambito dominato tradizionalmente dagli uomini: la femminilizzazione di molte professioni. 
femminino   o feminino, agg.  (lett.) caratteristico della donna, femminile (talora in senso spreg.): astuzia femminina; tre furie infernal di sangue tinte, / che membra feminine avieno e atto  (dante inf.  ix, 38-39)  s.m.  femminilità: l'eterno femminino, (lett.) l'essenza delle qualità e attrattive femminili, ciò che di esse resta durevole al di là delle epoche e delle mode § femmininamente avv. 
femminismo   s.m.  movimento sorto nell'ottocento per rivendicare alle donne la parità giuridica, politica e sociale con gli uomini | dagli anni sessanta, movimento che mira a elaborare e proporre valori culturali autenticamente femminili, in alternativa a quelli maschili e ai ruoli tradizionalmente attribuiti dall'uomo alla donna.
femminista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi aderisce o è favorevole al femminismo | si usa anche come agg.  : movimento femminista. 
femministico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) del femminismo.
femminuccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   vezz.  di femmina    • 2 •   (spreg.) uomo debole e pauroso | bambino timido, impressionabile, che piange facilmente.
femorale   agg.  (anat.) del femore: muscolo, arteria, nervo, vena femorale. 
femore   s.m.  (anat.) osso della coscia, che è il più lungo del corpo umano.
femto-  femto- primo elemento della terminologia scientifica, dal dan. femten  'quindici'; anteposto a un'unità di misura, ne moltiplica il valore per 10(-15) (p. e. femtometro).
fen   s.m. invar.  moneta divisionale della repubblica popolare cinese, pari a un centesimo dello yuan.
fenacetina   s.f.  (chim.) derivato azotato del fenolo; si usa come antinevralgico e antipiretico.
fenantrene   s.m.  (chim.) idrocarburo aromatico costituito da nuclei benzenici; si usa per la produzione di coloranti e farmaceutici.
fenato   s.m.  (chim.) sale dell'acido fenico, derivante dall'unione di un fenolo con un metallo.
fendente   s.m.    • 1 •   colpo di sciabola vibrato di taglio, dall'alto verso il basso: tirare un fendente    • 2 •   (estens.) colpo analogo dato con qualsiasi altra arma da taglio o con un bastone o un altro corpo contundente    • 3 •   nel calcio, tiro rapido e potente.
fendere   v. tr.  [pres. io fèndo ecc. ; pass. rem. io fendéi  o fendètti  (ant. féssi), tu fendésti ecc. ; part. pass. fenduto  (ant. fésso)] (lett.)    • 1 •   spaccare, tagliare per lungo: fendere le zolle con la zappa  | (estens.) lacerare: e con l'agute scane / mi parea lor veder fender li fianchi  (dante inf.  xxxiii, 35-36)    • 2 •   solcare, attraversare: fendere l'acqua, l'aria; fendere la folla  | fendersi v. rifl.  spaccarsi, screpolarsi; riempirsi di fenditure: il fango disseccato si fende per la calura. 
fendimento   s.m.  (lett.) fenditura.
fendinebbia   agg.  e s.m. invar.  si dice di proiettori per autoveicoli (per lo più a luce gialla) che consentono una certa visibilità in caso di nebbia.
fenditoio   s.m.  strumento da taglio che serve a praticare le spaccature nei fusti delle piante da innestare.
fenditore   s.m.  (ant. , lett.) aratore.
fenditura   s.f.  il fendere, il fendersi; spacco, spaccatura, fessura.
feneratizio   agg.  (dir.) che riguarda l'usura, gli usurai.
fenestra    ⇨ finestra.
fenestrato   agg.  munito di apertura o di aperture (spec. in usi tecnici).
fenestratura   s.f.  taglio praticato allo scopo di effettuare un'apertura o di ricavare un frammento di materiale.
fenestrazione   s.f.  (med.) apertura chirurgica di un organo cavo del corpo.
fenianismo   s.m.  dottrina, movimento politico dei feniani.
feniano   s.m.  [f. -a] membro di una società segreta politica irlandese fondata nel 1858, che mirava ad abbattere il dominio inglese in irlanda anche con il ricorso a metodi terroristici.
fenicato   agg.  che contiene acido fenico: cotone fenicato. 
fenice   s.f.    • 1 •   uccello sacro dell'arabia che, secondo antiche leggende, era unico e moriva ogni cinquecento anni lasciandosi bruciare su una pira di legno aromatico, per poi rinascere dalle sue stesse ceneri | nell'uso letterario, simbolo di cosa leggendaria, inesistente: e' la fede delle femmine / come l'araba fenice: / che vi sia, ciascun lo dice; / dove sia, nessun lo sa  (da ponte) | nel cristianesimo, simbolo della resurrezione di cristo    • 2 •   (fig.) persona o cosa rarissima, unica.
fenicio   agg.  [pl. f. -cie] dell'antica fenicia, regione mediterranea dell'asia minore corrispondente all'incirca al libano attuale  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi era nato o abitava nell'antica fenicia    • 2 •   lingua fenicia.
fenico   agg.  [pl. m. -ci] (antiq.) solo in acido fenico, (chim.) fenolo.
fenicottero   s.m.  grosso uccello migratore con piumaggio bianco tinto di rosa e di rosso, zampe e collo lunghissimi, becco fortemente incurvato e piedi palmati; vive nelle acque basse e salmastre (ord.  anseriformi).
fenilalanina   s.f.  (chim.) amminoacido essenziale, costituente di molte proteine.
fenilammina   s.f.  (chim.) denominazione scientifica dell'anilina.
fenilchetonuria   s.f.  (med.) malattia ereditaria dovuta all'accumulo di fenilalanina nel sangue che determina deficienza mentale.
fenile   s.m.  (chim.) radicale derivato dal benzene per perdita di un atomo di idrogeno.
fenilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto che contiene il gruppo fenile: resina fenilica. 
fennec   s.m. invar.  mammifero carnivoro dei deserti africani simile a una piccola volpe con orecchie enormi; è detto volpe del deserto. 
feno-  feno- primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, che significa 'manifestazione, apparizione' (fenocristallo, fenologia).
fenocristallo   s.m.  nelle rocce a struttura porfirica, cristallo più grande degli altri, quindi ben distinguibile.
fenolato   s.m.  (chim.) fenato.
fenolftaleina   s.f.  (chim.) derivato del fenolo, cristallino, bianco, insolubile in acqua, usato in chimica come indicatore e in medicina come lassativo.
fenolo   s.m.  (chim.) composto aromatico derivato formalmente dal benzene per sostituzione di un atomo di idrogeno con un ossidrile; è noto anche come acido fenico  ' pl.  gruppo di composti dei quali due (difenoli) o tre (trifenoli) atomi di idrogeno del benzene sono sostituiti da ossidrili; sono presenti nella preparazione di materie plastiche, prodotti farmaceutici ecc.
fenologia   s.f.  scienza che studia i rapporti che intercorrono tra i fattori climatici connessi col succedersi delle stagioni e il ciclo delle specie vegetali e animali.
fenologico   agg.  [pl. m. -ci] di, della fenologia; a essa relativo.
fenomenale   agg.    • 1 •   che ha qualità di fenomeno    • 2 •   (iperb.) eccezionale, straordinario: una memoria fenomenale. 
fenomenalismo    ⇨ fenomenismo.
fenomenalità   s.f.  (non com.) qualità di ciò che è fenomenale, che ha qualità di fenomeno.
fenomenicità   s.f.  (filos.) carattere fenomenico: la fenomenicità della conoscenza sensibile. 
fenomenico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (scient.) di, relativo a un fenomeno, a una serie di fenomeni: dati, risultati fenomenici    • 2 •   (filos.) che si manifesta sensibilmente, che può essere conosciuto tramite l'esperienza: la realtà fenomenica  § fenomenicamente avv. 
fenomenismo   o fenomenalismo, s.m.  (filos.) ogni dottrina per la quale la realtà conoscibile è solo un insieme di fenomeni che il soggetto percepisce nel tempo e nello spazio: fenomenismo ontologico, quello, teorizzato dall'empirismo inglese del seicento, che nega l'esistenza di qualsiasi realtà all'infuori dei fenomeni; fenomenismo gnoseologico, quello, sostenuto da i. kant (1724-1804), che, pur limitando la conoscenza alla sfera fenomenica, riconosce l'esistenza di una realtà in sé detta noumeno. 
fenomeno   s.m.    • 1 •   tutto ciò che si manifesta all'esperienza esterna o all'esperienza interna dell'uomo con caratteri specifici e individuabili: fenomeno fisico, naturale, psicologico, affettivo  ' in filosofia, ciò che si manifesta all'osservazione empirica, il dato immediato della conoscenza sensibile | nella terminologia scientifica, tutto ciò che può essere osservato e studiato sperimentalmente: fenomeno elettrico, magnetico, linguistico, sociale    • 2 •   fatto, evento, manifestazione che richiama su di sé una particolare attenzione: fenomeno storico, artistico; il fenomeno dell'emigrazione, dell'urbanesimo    • 3 •   (fam.) persona, animale o cosa dotata di qualità o caratteristiche fuori del comune, che perciò suscita meraviglia: sei un vero fenomeno!  | fenomeno da baraccone, persona mostruosa che si esibisce al pubblico nei baracconi delle fiere.
fenomenologia   s.f.    • 1 •   l'insieme dei fenomeni che caratterizzano un processo (fisico, psichico, storico ecc.); la loro osservazione e descrizione    • 2 •   fenomenologia dello spirito, nella filosofia di hegel (1770-1831), la descrizione delle diverse forme attraverso le quali lo spirito, partendo dalla coscienza sensibile, diventa sapere assoluto | la dottrina e il metodo elaborati da e. husserl (1859-1930), che si propongono di cogliere e descrivere i fenomeni non come apparenze, ma come manifestazioni originarie della realtà nella coscienza; anche, la scuola filosofica fondata da husserl.
fenomenologico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, della fenomenologia; che si riferisce a una fenomenologia: quadro fenomenologico    • 2 •   (filos.) della fenomenologia di husserl: scuola fenomenologica  § fenomenologicamente avv.  dal punto di vista fenomenologico.
fenoplasto   s.m.  (chim.) resina sintetica termoplastica che si ottiene condensando fenoli con aldeidi, usata per oggetti stampati o vernici.
fenossido   agg.  (chim.) si dice dello ione negativo ottenuto dal fenolo per perdita di uno ione idrogeno.
fenotipo   s.m.  (biol.) l'insieme dei caratteri fisici visibili di un individuo, dovuti sia al patrimonio genetico sia all'azione dell'ambiente; si contrappone a genotipo. 
feoficee   s.f. pl.  (bot.) classe di alghe di acqua dolce e marine, con tallo sviluppato e provvisto di vescicole per il galleggiamento; contengono plastidi ricchi di un pigmento scuro, e sono perciò dette alghe brune  | sing.  [-a] ogni alga di tale classe.
feofite   s.f. pl.  (bot.) divisione di alghe che comprende l'unica classe delle feoficee | sing.  [-a] ogni alga appartenente a tale divisione.
fera    ⇨ fiera 2.
ferace   agg.  (lett.) fertile, produttivo | (fig.) ricco di fantasia, d'inventiva: ingegno ferace  § feracemente avv. 
feracità   s.f.  (lett.) l'essere ferace; fecondità | (fig.) ricchezza di fantasia, d'immaginazione.
ferale   agg.  (lett.) funesto, di morte: lieto apparmi / questo feral mio dì  (leopardi consalvo  44-45) § feralmente avv. 
ferecrateo   o ferecrazio [fe-re-crà-zio], s.m.  verso della metrica classica considerato un gliconeo catalettico; è una tripodia con spondeo o trocheo in prima sede, dattilo in seconda e spondeo o trocheo in ultima.
ferentario   s.m.  nell'antica roma, soldato che portava armi leggere (arco, fionda, pietre, frecce ecc.) e aveva il compito di provocare il nemico al combattimento.
feretrio   agg.  nell'antichità romana, attributo di giove capitolino.
feretro   s.m.  bara coperta da un drappo; per estens., bara in genere: seguire il feretro. 
feria   s.f.    • 1 •   in roma antica, ognuno dei giorni dedicati al culto di una divinità, in cui erano sospese le attività pubbliche    • 2 •   nel calendario liturgico, ogni giorno della settimana che non sia festivo    • 3 •   pl.  giorni di riposo retribuiti che spettano ogni anno ai lavoratori; il periodo delle vacanze: ferie estive, natalizie, pasquali; andare in ferie; fare le ferie. 
feriale   agg.    • 1 •   si dice di giorno lavorativo, non festivo o di ciò che si riferisce a giorno lavorativo, non festivo: tariffa, orario feriale    • 2 •   di ferie, che si riferisce alla ferie: periodo feriale    • 3 •   (ant.) usuale, ordinario, di tutti i giorni.
ferigno   agg.  (ant. , lett.) ferino, non umano.
ferimento   s.m.  il ferire; l'essere ferito.
ferinità   s.f.  (lett.) carattere ferino; bestialità.
ferino   agg.    • 1 •   di fiera | denti ferini, il primo molare inferiore e l'ultimo premolare superiore dei carnivori    • 2 •   (fig.) crudele, feroce § ferinamente avv. 
ferire   v. tr.  [io ferisco, tu ferisci, egli ferisce  (ant. fière  o fère) ecc.]    • 1 •   colpire producendo una ferita: ferire con la spada, con un colpo d'arma da fuoco; ferire al petto, a una gamba, ferire a morte, leggermente  | prov.  : chi di spada ferisce di spada perisce, il violento diventerà vittima, a sua volta, della violenza (dall'ammonimento pronunciato da gesù nel vangelo di matteo)    • 2 •   (fig.) recare un'offesa provocando un intenso dolore: ferire qualcuno nell'amor proprio, nell'onore  (o ferire l'amor proprio, l'onore di qualcuno); la sua ingratitudine mi ha ferito profondamente; ferire al cuore, addolorare; anche, far innamorare    • 3 •   (lett.) procurare una sensazione molesta; infastidire: la luce intensa gli feriva gli occhi    • 4 •   (ant.) percuotere, urtare (spesso con riferimento a cose inanimate): e ferì 'l carro di tutta sua forza  (dante purg.  xxxii, 115) | menare, sferrare (con il compl. dell'ogg. interno: ferire colpo, percosse ecc.); tale uso sopravvive nella loc. senza colpo ferire, senza bisogno di combattere, senza trovare resistenza | ferirsi v. rifl.  o intr. pron.  procurarsi una ferita: ferirsi leggermente. 
ferita   ant. feruta, s.f.    • 1 •   lacerazione della cute o dei tessuti prodotta da un'arma o da un corpo contundente o da un urto, una caduta: prodursi una ferita; ferita superficiale, profonda, mortale; ferita da coltello, d'arma da fuoco; ferita di guerra, riportata in guerra o provocata da ordigno bellico. dim. feritina    • 2 •   (fig.) grave offesa: ricevere una ferita nell'orgoglio  | dolore morale: ferita d'amore; riaprire una ferita, rinnovare un dolore.
ferità   ant. feritade [fe-ri-tà-de], feritate, s.f.  (lett.) ferinità | (fig.) crudeltà, ferocia.
ferito   part. pass.  di ferire   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha riportato una o più ferite: un soldato ferito; soccorrere un ferito. 
feritoia   s.f.    • 1 •   piccola apertura, praticata nelle mura di torri e fortezze, nelle trincee, in mezzi blindati e sim., allo scopo di tirare sul nemico rimanendo al coperto    • 2 •   analoga apertura per l'aerazione e l'illuminazione di locali sotterranei    • 3 •   qualsiasi apertura molto stretta rispetto alla lunghezza: la feritoia di una gettoniera. 
feritore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora]    • 1 •   chi procura una ferita: il feritore è stato arrestato  | anche come agg.  (non com.): la feritrice vipera... l'addentò  (vallisnieri)    • 2 •   (mil.) negli eserciti di un tempo, soldato a cavallo armato di lancia.
ferla   s.f.  (ant.) canna, verga | gruccia, stampella.
ferma   s.f.    • 1 •   il periodo di tempo trascorso sotto le armi in ottemperanza all'obbligo di leva    • 2 •   nella caccia, la caratteristica posizione immobile del cane che si arresta quando giunge a breve distanza dalla preda: cani da ferma, quelli appositamente addestrati a segnalare in tal modo la presenza di selvaggina    • 3 •   forma di riscossione di imposte e tasse affidata a privati con obbligo di rendiconto allo stato, in uso fino al sec. xviii.
fermacalzoni   s.m.  grossa molletta usata da chi va in bicicletta per stringere alla caviglia la gamba dei calzoni, ed evitare così che si impiglino o si sporchino.
fermacampione   o fermacampioni, s.m.  [pl. invar.] fermaglio metallico a farfalla per tenere chiuse le buste a sacchetto in modo che restino apribili per l'ispezione postale.
fermacapelli   s.m. invar.  fermaglio per capelli.
fermacarro   s.m.  [pl. invar.  o - ri] nelle stazioni ferroviarie e negli scali di smistamento, dispositivo di arresto con respingenti situato al termine di un binario.
fermacarte   s.m. invar.  oggetto di un certo peso che si appoggia sui fogli sciolti per tenerli in ordine.
fermacravatta   o fermacravatte, s.m.  [pl. invar.  o -te] molletta o spilla per fissare la cravatta alla camicia e mantenerla tesa.
fermadeviatoio   s.m.  fermascambi.
fermaglio   s.m.  congegno in forma di fibbia, spilla, gancio e sim., che serve a tenere uniti oggetti diversi, parti staccate dello stesso oggetto, ciocche di capelli e sim. | gioiello che si appunta sulle vesti per ornamento. dim. fermaglietto, fermaglino. 
fermanello   s.m.  [pl. invar.  o -li] anello sottile, che si tiene infilato al dito per assicurare un altro anello più prezioso.
fermapiedi   s.m. invar.  nel pedale della bicicletta, spec. da corsa, staffa metallica che impedisce al piede di scivolare.
fermaporta   s.m.  qualsiasi dispositivo che impedisce a una porta di chiudersi o di sbattere.
fermare   v. tr.  [io férmo ecc.]    • 1 •   interrompere, arrestare qualcuno o qualcosa in movimento: fermare qualcuno che corre; fermare una palla che rotola; fermare il motore, il traffico; fermare l'attenzione, il pensiero, concentrarli su qualcosa; fermare il piede, (lett.) fermarsi | interrompere, sospendere un'attività, lo svolgimento di qualcosa: fermare il lavoro, il gioco; un processo  (fisico, psicologico ecc.) che non si può fermare    • 2 •   assicurare, fissare qualcosa che si muove (anche in usi fig.): fermare un bottone, una porta; fermare il punto, rinforzare il filo con alcuni punti sul rovescio della stoffa; fermare il colore, fissarlo sulla superficie dipinta; fermare la cottura della pasta, interromperla con acqua fredda; fermare un nome nella memoria, imprimerselo in mente; fermare un'idea sulla carta, scriverla tempestivamente per non dimenticarla    • 3 •   (fig.) prenotare: fermare una camera d'albergo    • 4 •   compiere un fermo di polizia: fermare una persona sospetta    • 5 •   (ant.) raccogliere: marsilio avea fermato / il fior di spagna intorno al suo stendardo  (ariosto o. f.  xviii, 41)    • 6 •   (ant.) porre, collocare: fermare il campo, l'assedio    • 7 •   (ant.) stabilire, definire: nel fermar tra dio e l'omo il patto  (dante par.  v, 28) | v. intr.  [aus. avere] cessare di procedere, far sosta: il treno ferma a tutte le stazioni  | fermarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   interrompere il proprio movimento; smettere di muoversi, di camminare: fermarsi a riposare  | smettere di funzionare: l'orologio si è fermato    • 2 •   (estens.) trattenersi: fermarsi in ufficio a lavorare. 
fermascambi   o fermascambio, s.m.  [pl. invar.  o -bi] dispositivo meccanico di sicurezza che blocca gli aghi di uno scambio ferroviario e impedisce che mutino posizione.
fermata   s.f.    • 1 •   il fermare, il fermarsi; arresto, sosta: fare una fermata imprevista; una fermata di pochi minuti.  dim. fermatina    • 2 •   interruzione del movimento di un mezzo di trasporto pubblico per permettere la salita e la discesa dei passeggeri: fermata obbligatoria, facoltativa, a seconda che avvenga comunque o solo su richiesta dei passeggeri | il luogo dove il mezzo si ferma: dov'è la fermata del tram?. 
fermato   part. pass.  di fermare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è sottoposto a fermo di polizia: alcuni dei fermati furono rilasciati. 
fermatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   il fermare, il modo in cui si ferma    • 2 •   il punto in cui vien fermata una cosa; attaccatura, nodo, gancio.
fermentabile   agg.  che può fermentare.
fermentare   v. intr.  [io ferménto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   essere, andare in fermentazione: il mosto fermenta trasformandosi in vino    • 2 •   (fig.) manifestarsi, crescere rapidamente: la ribellione fermenta tra la folla  | (lett.) fervere, essere agitato: l'anima fermentava di paure  (stuparich)    • 3 •   lievitare: mettere la pasta a fermentare  | v. tr.  (rar.) produrre, provocare la fermentazione.
fermentativo   agg.    • 1 •   di, della fermentazione: processo fermentativo    • 2 •   atto a fermentare, a provocare una fermentazione: prodotto fermentativo. 
fermentato   part. pass.  di fermentare   agg.  che ha subito un processo di fermentazione: mosto, formaggio fermentato. 
fermentatore   s.m.    • 1 •   chi cura il processo di fermentazione nella produzione industriale dell'olio e del vino    • 2 •   apparecchio nel quale hanno luogo i processi di fermentazione.
fermentazione   s.f.    • 1 •   trasformazione operata da microorganismi ed enzimi su sostanze organiche, da cui si ottengono prodotti che spesso sono utili all'alimentazione umana: fermentazione lattica, alcolica, acetica    • 2 •   lievitazione: lasciare la pasta in fermentazione. 
fermentescibile   agg.  che può fermentare; fermentabile: sostanza fermentescibile. 
fermentescibilità   s.f.  l'essere fermentescibile.
fermentio   s.m.  il fermentare continuato; il rumore caratteristico del processo di fermentazione.
fermento   s.m.    • 1 •   microorganismo che, producendo determinati enzimi, è capace di provocare la fermentazione delle sostanze organiche: fermenti lattici, del vino    • 2 •   fermentazione, lievitazione: la pasta è in fermento    • 3 •   (fig.) agitazione, inquietudine serpeggiante, ma non ancora esplosa: la popolazione è in fermento  | fermenti morali, religiosi, valori o istanze presenti, più o meno consapevolmente, in una società, in un'opera, in una persona ecc.
fermezza   s.f.    • 1 •   l'esser fermo, saldo; stabilità    • 2 •   (fig.) risolutezza, decisione, costanza: fermezza d'animo, di propositi; trattare qualcuno con fermezza    • 3 •   (region.) fermaglio di monili, braccialetti e sim.
fermi   s.m.  (fis.) unità di misura di lunghezza usata in fisica nucleare, equivalente a 10-13 cm.
fermiere   s.m.  (ant.) chi aveva in appalto la riscossione delle imposte, una ferma.
fermio   s.m.  elemento chimico radioattivo transuranico artificiale, di simbolo fm, isolato nel 1952 dai residui di una esplosione nucleare.
fermione   s.m.  (fis.) denominazione generica di tutte le particelle descrivibili con la teoria statistica di fermi-dirac (p. e.  elettrone, protone, neutrone).
fermo   agg.    • 1 •   che non si muove, immobile: stare, rimanere fermo; il treno è fermo in stazione; l'orologio è fermo, non funziona | tenere fermo, immobilizzare; (fig.) confermare la propria decisione, non cedere | mano ferma, che non trema, (fig.) energica | acqua ferma, stagnante | mercato fermo, in stagnazione, senza incremento | situazione ferma, inalterata, che non presenta elementi di novità o di progresso | mente ferma, lucida | fermi tutti!, fermo là!, comando che intima di non muoversi o di interrompere quello che si sta facendo | tirare a fermo, nel linguaggio venatorio, sparare alla selvaggina che non si muove | canto fermo, (mus.) locuzione con cui si definisce il canto gregoriano, riferendosi al suo carattere solenne    • 2 •   (fig.) perseverante in un proposito, costante, tenace, saldo, irremovibile: essere fermo in un rifiuto, nelle proprie idee; avere animo fermo    • 3 •   (fig.) risoluto, deciso: voce ferma    • 4 •   (fig.) sicuro, decretato, stabilito: egli è ben fermo il tuo destino  (petrarca canz.  ccclxii, 12) | restar fermo, continuare a essere valido; fermo restando che, stabilito che | per fermo, per certo, con assoluta certezza: costei per fermo nacque in paradiso!  (petrarca canz.  cxxvi, 55)  s.m.    • 1 •   oggetto o dispositivo per fermare, trattenere qualcosa: mettere il fermo a una porta; il fermo automatico della lavatrice    • 2 •   (banc.) sospensione della validità di un titolo di credito: mettere il fermo su un assegno  | a fermo, nel linguaggio di borsa, a termine fisso: vendere a fermo    • 3 •   (dir.) misura restrittiva della libertà personale, adottata provvisoriamente dalla polizia nei confronti di persone che siano sospettate di aver commesso un grave reato (fermo di polizia) o con carattere preventivo (fermo di sicurezza): trattenere in stato di fermo; tramutare il fermo in arresto; convalidare un fermo    • 4 •   nel gioco delle bocce, tiro nel quale la boccia lanciata si ferma al posto di quella colpita, che viene scaraventata lontano § fermamente avv.    • 1 •   in modo fermo (spec. fig.): essere fermamente deciso    • 2 •   (ant.) di sicuro, senza dubbio: l'ora, che lo suo dolcissimo salutare mi giunse, era fermamente nona di quel giorno  (dante vita nuova).
fermodellismo   e deriv.   ⇨ ferromodellismo e deriv. 
fermoposta   o fermo posta, avv.  e agg. invar.  si dice del servizio che permette all'utente di fissare il proprio recapito presso un ufficio postale, dove egli può così ritirare la corrispondenza: spedire fermoposta; lettera fermoposta   s.m. invar.    • 1 •   il servizio postale che effettua lo smistamento della corrispondenza spedita secondo questa modalità: servirsi del fermoposta    • 2 •   l'ufficio postale dove si ritira la corrispondenza così spedita: andare al fermoposta. 
fernet   ® s.m.  liquore amaro digestivo a base di sostanze vegetali macerate in alcol; il nome commerciale gli fu dato dal suo inventore, b. branca, agli inizi dell'ottocento.
fernetta   s.f.  ciascuna delle tacche della chiave o delle corrispondenti lamelle della serratura.
fero    ⇨ fiero.
-fero  -fero secondo elemento di parole composte, di origine latina o di formazione moderna, dal lat. -feru(m)  'che produce', deriv. di fe°rre  'portare'; significa 'che genera, che porta' (calorifero, frigorifero, sonnifero).
feroce   agg.    • 1 •   crudele, disumano; atroce, spietato: un feroce tiranno; guerra, lotta feroce; animo, sguardo, vendetta feroce  ' bestie feroci, grossi animali, spec. felini, che vivono allo stato selvaggio e aggrediscono l'uomo    • 2 •   terribile, violento: dolore, freddo feroce  | (iperb.) insopportabile, grandissimo: noia, fame feroce  | scherzo feroce, molto pesante    • 3 •   (ant.) di animo acceso, violento | (estens.) impavido, valoroso | (fig.) altero, sprezzante: o marte rubicondo / nelle tue armi rigido e feroce  (boccaccio teseida) § ferocemente avv. 
ferocia   s.f.  [pl. -cie]    • 1 •   l'essere feroce; crudeltà, spietatezza: la ferocia di una belva, di un tiranno, di una vendetta    • 2 •   spec. pl.  atto crudele: le ferocie della guerra. 
ferocità   s.f.    • 1 •   (lett.) ferocia    • 2 •   (ant.) coraggio, fierezza.
ferodo   s.m.  (tecn.) materiale ad alto coefficiente d'attrito, a base d'amianto, usato specialmente nei freni a tamburo e negli innesti a frizione per la sua notevole resistenza allo scorrimento su una superficie metallica contro la quale venga premuto.
feromone   o ferormone, s.m.  (biol.) ogni sostanza secreta dagli organismi animali che, agendo sull'odorato degli individui della stessa specie, svolge la funzione di richiamo sessuale, di difesa o di intimidazione.
ferraccia   s.f.    • 1 •   rottame, rottami di ferro    • 2 •   (tecn.) recipiente di ferro in cui viene fuso l'oro per eseguire dorature a fuoco.
ferraccio   s.m.    • 1 •   rottame di ferro    • 2 •   ghisa.
ferraglia   s.f.  ammasso di rottami di ferro.
ferragostano   agg.  (non com.) del ferragosto: caldo ferragostano. 
ferragosto   s.m.  festa del 15 agosto, che coincide con quella religiosa dell'assunta | (estens.) periodo di alcuni giorni di vacanza intorno a tale data.
ferraio   s.m.  chi lavora il ferro | usato come agg.  nella loc. fabbro ferraio. 
ferraiolo   (1) lett. ferraiuolo, s.m.  mantello a ruota, largo e senza maniche, di seta o di stoffa leggera di vario colore, usato in età rinascimentale dagli uomini di elevata condizione sociale, oggi indossato solo da prelati e cardinali | (estens.) ampio mantello da uomo: in questo deserto sempre spunta il pecoraro con il suo ferraiolo, il suo bastone e il suo piffero di legno intagliato  (moravia).
ferraiolo   (2) lett. ferraiuolo, s.m.  operaio specializzato nella messa in opera delle armature in ferro per costruzioni in cemento armato.
ferrame   s.m.  ammasso di oggetti o di rottami di ferro.
ferramenta   s.f. pl.    • 1 •   assortimento di minuterie e oggetti metallici per uso domestico, artigianale e industriale: negozio di ferramenta    • 2 •   (estens.) il negozio in cui si vendono tali oggetti.
ferramento   s.m.  oggetto di ferro o, più gener., metallico che serve come sostegno o guarnizione in lavori di edilizia, falegnameria e sim.
ferrare   v. tr.  [io fèrro ecc.] munire di ferro o di ferri; rinforzare con ferro: ferrare una botte  ' applicare i ferri agli zoccoli di cavalli, muli, asini e buoi.
ferrareccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   insieme di arnesi di ferro, spec. per uso agricolo    • 2 •   (non com.) negozio di ferramenta.
ferrarese   agg.  di ferrara: la pittura ferrarese del quattrocento   s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a ferrara.
ferrata   s.f.    • 1 •   (ant. , region.) grata di ferro, inferriata; per estens., finestra, apertura che ne è munita    • 2 •   (antiq.) strada ferrata, ferrovia    • 3 •   itinerario alpinistico su roccia attrezzato con funi e altri sostegni metallici    • 4 •   (fam.) colpo di ferro da stiro sulla stoffa; anche, impronta eventualmente lasciata dal ferro.
ferrato   (1) part. pass.  di ferrare   agg.    • 1 •   munito di ferro: scarpe ferrate  | mazza ferrata, arma costituita da un bastone con un'estremità rinforzata da punte di ferro | strada ferrata, ferrovia | via ferrata, in alpinismo, ferrata    • 2 •   (fig.) dotato di solida preparazione in un dato campo: essere ferrato in matematica. 
ferrato   (2) s.m.  (chim.) qualsiasi sale derivato dall'acido ferrico.
ferratore   s.m.    • 1 •   nelle miniere e nei cantieri, operaio addetto alla messa in opera dei binari per il trasporto di materiale    • 2 •   (ant.) fabbro ferraio; maniscalco.
ferratura   s.f.    • 1 •   il ferrare gli animali da lavoro; l'insieme dei ferri a essi applicati    • 2 •   (antiq.) rinforzo, armatura di ferro.
ferravecchio    ⇨ ferrovecchio.
ferreo   agg.    • 1 •   di ferro | corona ferrea, quella, conservata nel duomo di monza, con cui vennero incoronati i re d'italia da berengario i (888) fino a napoleone bonaparte (1805)    • 2 •   (fig.) robusto; tenace: salute ferrea; memoria ferrea  | che non cede, rigido, inflessibile: volontà, disciplina ferrea  § ferreamente avv.  (non com.) inflessibilmente.
ferrettizzazione   s.f.  (geol.) il complesso dei fenomeni di decalcificazione e di ossidazione del terreno che determinano la formazione del ferretto.
ferretto   s.m.    • 1 •   dim.  di ferro  | arnese o oggetto di ferro, o più gener. metallico, di piccole dimensioni    • 2 •   (geol.) terreno acido giallo-rossastro tipico delle zone moreniche del piemonte e della lombardia, caratterizzato dalla presenza di composti del ferro.
ferrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto del ferro trivalente.
ferriera   s.f.    • 1 •   impianto di lavorazione dei minerali di ferro    • 2 •   (ant.) miniera di ferro.
ferrifero   agg.  che contiene ferro: minerale ferrifero. 
ferrigno   agg.    • 1 •   di ferro o che ha l'aspetto del ferro: pietra di color ferrigno  (dante inf.  xviii, 2)    • 2 •   (fig.) resistente come il ferro; forte, robusto | duro, arcigno: carattere ferrigno. 
ferrite   s.f.  (chim.)    • 1 •   varietà allotropica del ferro puro costituente di alcuni acciai    • 2 •   materiale contenente ossido di ferro, con proprietà magnetiche e isolanti, impiegato in elettrotecnica e in elettronica.
ferro   s.m.    • 1 •   elemento chimico di simbolo fe; è un metallo grigio-argenteo, tenero, duttile, magnetico, raro in natura allo stato libero, ma presente in un gran numero di minerali, da cui si estrae fin dalla più remota antichità nell'uso corrente il termine indica quasi sempre l'acciaio dolce (lega di ferro a basso tenore di carbonio) e spesso anche gli acciai non legati: estrazione, fusione, lavorazione, produzione del ferro; ferro laminato, profilato; blocco, sbarra di ferro; ferro smaltato, zincato; ferro battuto; ferro dolce  | età del ferro, l'ultima epoca della civiltà preistorica, caratterizzata dall'utilizzazione del ferro; in mitologia, l'ultimo periodo della storia umana, contraddistinto dall'ingresso della violenza tra gli uomini | di ferro, (fig.) forte in senso fisico o morale: stomaco di ferro, che digerisce molto bene; cuore di ferro, sanissimo, o duro, insensibile; usare il pugno di ferro, essere energico e rigido; alibi di ferro, inattaccabile; raccomandato di ferro, raccomandato da una persona molto influente    • 2 •   qualsiasi oggetto di ferro o più gener. metallico: aprire una serratura con un ferro; toccar ferro, (fig.) fare scongiuri | ferro (da stiro), attrezzo per stirare, costituito da una pesante piastra metallica pressoché triangolare e da un manico isolante: ferro a carbone, elettrico  | ferro da calza, lungo ago (anche di legno o di plastica) che serve per lavorare a maglia | ferro (per capelli), attrezzo metallico che, scaldato, arriccia i capelli | i ferri del mestiere, gli strumenti che servono per un determinato lavoro; (fig.) l'insieme delle nozioni o delle competenze necessarie all'esercizio di una professione | i ferri (del chirurgo), gli strumenti con cui opera: essere sotto i ferri, subire un intervento chirurgico | ferro di cavallo, piccola sbarra di ferro a forma di u applicata con chiodi agli zoccoli degli equini; a ferro di cavallo, di forma semicircolare | ai, sui ferri, (gastr.) cotto sulla graticola: bistecca ai ferri.  dim. ferretto, ferrettino, ferrino    • 3 •   (antiq.) qualsiasi strumento atto a tagliare; coltello, scure, sega, rasoio ecc.: arrotare i ferri  | (lett.) qualsiasi arma da punta o da taglio; spada, lancia, freccia ecc. | venire ai ferri corti, (fig.) venire a contrasto vivo e deciso | mettere a ferro e fuoco, (fig.) devastare, saccheggiare    • 4 •   (lett.) armatura di ferro indossata dagli antichi guerrieri: non vedo il lauro e il ferro ond'eran carchi / i nostri padri antichi  (leopardi all'italia  5-6)    • 5 •   spec. pl.  catene, manette o altri strumenti con cui si limita o impedisce la possibilità di movimento dei carcerati: mettere i ferri ai polsi; mettere ai ferri, incatenare    • 6 •   ferro di cavallo, (zool.) genere di pipistrelli aventi sul naso espansioni membranose a forma di ferro di cavallo (ord.  chirotteri).
ferro-  ferro- (1) primo elemento di parole composte della terminologia scientifica nelle quali indica la presenza del ferro (ferrolega, ferrocianuro).
ferro-  ferro- (2) primo elemento di parole composte nelle quali vale ferrovia  o ferroviario  (ferrotranviario).
ferrobatterio   s.m.  (biol.) batterio che cresce in acque ricche di carbonato ferroso, favorendone l'ossidazione.
ferrochina   ® s.m. invar.  liquore tonico a base di ferro e di china.
ferrocianidrico   agg.  solo in acido ferrocianidrico, (chim.) composto instabile del ferro bivalente con l'idrogeno e il gruppo cianuro; si presenta come una polvere bianca che esposta all'aria si decompone e diventa azzurra.
ferrocianuro   s.m.  (chim.) sale dell'acido ferrocianidrico.
ferrocromo   s.m.  (metall.) ferrolega contenente cromo.
ferrofilotranviario   agg.  che concerne le ferrovie, le filovie e le tranvie, considerate collettivamente: il personale ferrofilotranviario. 
ferrolega   s.f.  [pl. ferroléghe] (metall.) lega di ferro e di altri elementi (con esclusione o scarsa presenza di carbonio) che viene impiegata nella fabbricazione degli acciai speciali.
ferromagnetico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) dotato di ferromagnetismo.
ferromagnetismo   s.m.  (fis.) proprietà di talune sostanze (p. e.  ferro, nichel ecc.) che allo stato puro o in lega presentano un'accentuata permeabilità magnetica.
ferromodellismo   o fermodellismo, s.m.  attività o passatempo di chi costruisce o colleziona modellini funzionanti di treni e di attrezzature ferroviarie.
ferromodellista   o fermodellista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si diletta di ferromodellismo.
ferromodellistico   o fermodellistico, agg.  [pl. m. -ci] che concerne il ferromodellismo.
ferroso   agg.    • 1 •   di ferro, che contiene ferro: materiale ferroso    • 2 •   (chim.) si dice di composto che contiene ferro bivalente: solfato ferroso. 
ferrotipia   s.f.  (foto.) procedimento, ora in disuso, che consente di ottenere immagini positive direttamente su lastrine di ferro coperte di emulsione sensibile alla luce.
ferrotipo   s.m.  fotografia ottenuta mediante il procedimento della ferrotipia.
ferrotranviario   agg.  che si riferisce alle ferrovie e alle tranvie, considerate collettivamente: servizio ferrotranviario. 
ferrotranvieri   s.m. pl.  i lavoratori delle aziende ferrotranviarie.
ferrovecchio   [pl. ferrivecchi], o ferravecchio [pl. ferravecchi], s.m.    • 1 •   chi commercia ferro vecchio o altri oggetti usati di scarso valore    • 2 •   (fig.) arnese, strumento, macchina fuori uso o in pessime condizioni | (scherz.) persona vecchia, malandata; persona di mentalità retrograda.
ferrovia   s.f.    • 1 •   strada provvista di binari su cui transitano treni: la ferrovia corre lungo il fiume; ferrovia a doppio binario    • 2 •   sistema di trasporto terrestre a lunga distanza, di persone e di cose, che avviene mediante convogli che corrono su binari e i cui elementi costitutivi sono la linea ferroviaria, il materiale rotante e gli impianti fissi; anche, l'insieme dei servizi e del personale tecnico e amministrativo che assicura il funzionamento di questo sistema: ferrovia pubblica, privata; ferrovie dello stato; viaggiare con la ferrovia; spedire della merce per ferrovia; lavorare in ferrovia    • 3 •   (region.) stazione ferroviaria: la piazza della ferrovia    • 4 •   (rar.) treno, convoglio ferroviario: subitaneo un rumore / di ferrovia mi parla / di chiusi uomini in corsa  (montale).
ferroviario   agg.  che riguarda le ferrovie: trasporti ferroviari  | orario ferroviario, tabella o libretto contenente l'orario di arrivo e di partenza dei treni.
ferroviere   s.m.  [f. -a] chi presta servizio nelle ferrovie: il sindacato dei ferrovieri  | genio ferrovieri, (mil.) settore dell'arma del genio specializzato nella costruzione o nella riattivazione di linee ferroviarie, e in grado anche di provvedere al loro esercizio.
ferrugigno   agg.  (lett.) di color ruggine.
ferrugine   s.f.    • 1 •   composto contenente solfato ferrico che, disciolto in acqua, dà luogo a un liquido bruno-rossastro usato in tintoria come mordente; il liquido stesso    • 2 •   (ant.) ruggine.
ferrugineo   agg.  (lett.)    • 1 •   ferrugigno, di color ruggine    • 2 •   (ant.) ferruginoso, che contiene ferro.
ferruginosità   s.f.  l'essere ferruginoso.
ferruginoso   agg.  (chim.) che contiene sali di ferro: acqua ferruginosa; suolo ferruginoso, una delle classi pedologiche in cui vengono distinti i suoli.
ferruminare   v. tr.  [io ferrùmino ecc.] (ant.) saldare a fuoco.
ferruminatorio   agg.  che si usa per saldare | cannello ferruminatorio, (tecn.) sottile tubo metallico con un'estremità ricurva, con cui si soffia sulla fiamma per avvivarla e dirigerla sul punto voluto.
ferry-boat  ferry-boat s.m. invar.  nave attrezzata per trasportare convogli ferroviari e autoveicoli; traghetto.
fersa   (1) s.f.  nome di una malattia delle piante causata da funghi ascomiceti.
fersa   (2)  ⇨ ferza.
fertile   agg.    • 1 •   che è adatto alla coltivazione di piante agricole; produttivo: regione, pianura, terreno fertile  | di donna o femmina di animale in grado di procreare, feconda | ingegno fertile, (fig.) ricco di idee, molto creativo    • 2 •   in fisica nucleare, si dice di materiale o sostanza (p. e.  l'uranio e il torio) che, bombardata con neutroni, non si scinde ma si trasforma in sostanza fissile § fertilmente avv. 
fertilità   s.f.    • 1 •   l'essere fertile, fecondità: fertilità di un campo; fertilità di idee    • 2 •   attitudine di una popolazione, di un gruppo etnico a riprodursi: indice di fertilità. 
fertilizzante   part. pres.  di fertilizzare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza naturale o sintetica che si immette nel terreno agrario per aumentarne la fertilità.
fertilizzare   v. tr.    • 1 •   rendere fertile, concimare un terreno    • 2 •   (fig.) rendere produttivo, ravvivare    • 3 •   in fisica nucleare, trasformare un materiale fertile in materiale fissile.
fertilizzazione   s.f.    • 1 •   operazione volta a rendere fertile un terreno; concimazione    • 2 •   in fisica nucleare, trasformazione di un materiale fertile in sostanza fissile.
fertirrigare   v. tr.  [coniugato come irrigare] (agr.) sottoporre a fertirrigazione: fertirrigare un terreno, un campo, una coltura. 
fertirrigazione   s.f.  (agr.) irrigazione fatta con acqua che contiene fertilizzanti.
ferula   s.f.    • 1 •   bacchetta che si usava per punire gli scolari | (fig. lett.) correzione, critica, biasimo: la ferula del moralista    • 2 •   nell'antichità greca e romana, bastone usato come insegna di dignità sacerdotale | nel medioevo, bastone pastorale del vescovo    • 3 •   stecca per sostenere o immobilizzare arti fratturati    • 4 •   pianta erbacea con foglie grandi molto divise e fiori gialli raccolti in ombrella (fam.  ombrellifere).
ferulosi   s.f.  (vet.) intossicazione provocata dall'ingestione della ferula da parte di bovini e ovini.
feruta    ⇨ ferita.
fervente   part. pres.  di fervere   agg.    • 1 •   (lett.) cocente, scottante: quando il sol gli aridi campi fiede / con raggi assai ferventi  (tasso g. l.  iii, 3)    • 2 •   (fig.) ardente, intenso; appassionato: fede, preghiera fervente; un fervente patriota  § ferventemente avv. 
fervenza   s.f.  (rar.) l'esser fervente; fervore.
fervere   v. intr.  [pres. io fèrvo ecc. ; pass. rem. io fervéi  o fervètti ecc. ; mancano il part. pass. e i tempi composti]    • 1 •   (lett.) essere caldo, rovente; ardere intensamente: si stanno ruminando manse / le capre... / tacite a l'ombra, mentre che 'l sol ferve  (dante purg.  xxvii, 76-79)    • 2 •   (lett.) detto di liquido, essere in ebollizione, ribollire: il vino ferve nei tini  | detto del mare, agitarsi fortemente    • 3 •   (fig.) essere nel pieno dell'ardore, dell'attività: ferve la battaglia; i preparativi fervono. 
fervidezza   s.f.  (lett.) l'essere fervido; fervore: fervidezza d'idee, di affetti. 
fervidità   s.f.  fervore, fervidezza.
fervido   agg.    • 1 •   (lett.) bollente, cocente    • 2 •   (fig.) pieno di fervore, di sentita partecipazione: fervidi auguri; una preghiera fervida  | vivace, attivo, creativo: una fervida immaginazione  § fervidamente avv. 
fervore   s.m.    • 1 •   ardore, intensità di un sentimento: fervore di passione, di carità; pregare con fervore    • 2 •   momento di grande intensità, di viva partecipazione: il fervore della lotta; nel fervore della discussione    • 3 •   (lett.) calore.
fervorino   s.m.    • 1 •   breve discorso per infervorare, esortare o ammonire    • 2 •   nel linguaggio del teatro, discorsetto introduttivo che uno degli attori rivolge al pubblico prima della rappresentazione.
fervoroso   agg.  pieno di fervore; molto fervido § fervorosamente avv. 
ferza   o fersa, s.f.  (ant.) sferza: vidi demon cornuti con gran ferze  (dante inf.  xviii, 35).
ferzo   s.m.  (mar.) ogni striscia di tela che, cucita con altre, forma una vela.
fesa   s.f.  (region.) taglio di carne nella coscia del bue o del vitello.
fescennino   s.m.  antichissimo canto popolare agreste, forse originario della città etrusca di fescennio, caratterizzato da temi licenziosi e aggressivi | anche come agg.  : canto, verso fescennino  | (estens. lett.) licenzioso, scurrile: libertà fescennina. 
fessaggine   s.f.  (pop.) stupidità.
fesseria   s.f.  (pop.)    • 1 •   azione, parola da fesso; stupidaggine: fare, dire fesserie    • 2 •   (estens.) cosa da nulla, sciocchezza, inezia: non badare, è una fesseria!. 
fesso   (1) part. pass.  di fendere   agg.    • 1 •   (ant. , lett.) spaccato, tagliato per il lungo: noi salavam per una pietra fessa  (dante purg.  x, 7)    • 2 •   foglia fessa, (bot.) quella le cui intaccature si avvicinano molto alla nervatura mediana    • 3 •   incrinato: vaso fesso  | suono fesso, sordo, senza vibrazioni | voce fessa, stridula, sgradevole  s.m.  (ant. , lett.) spaccatura, lunga crepa.
fesso   (2) agg.  e s.m.  [f. -a] (pop.) sciocco, balordo (detto spec. di persona) | fare fesso qualcuno, ingannarlo, imbrogliarlo. dim. fessacchiotto. 
fesso   (3) agg.  (ant.) stanco, spossato.
fessura   s.f.    • 1 •   apertura lunga e sottile; fenditura, crepa: le fessure dell'intonaco  | spiraglio in una porta o finestra mal chiusa o sconnessa: entra aria dalle fessure.  dim. fessuretta, fessurina    • 2 •   (anat.) solco, fenditura in un organo, che serve per lo più come via di comunicazione: fessura branchiale, orbitale    • 3 •   (ant.) screpolatura della pelle; ferita, piaga    • 4 •   (ant. , lett.) buca, fossa: restammo per veder l'altra fessura / di malebolge  (dante inf.  xxi, 4-5).
fessurarsi   v. rifl.  aprirsi per il lungo in fessure o spaccature; incrinarsi, fendersi.
fessurazione   s.f.  il formarsi di fessure, di spaccature, di piccole lesioni.
festa   s.f.    • 1 •   giorno in cui ricorre una solennità religiosa o civile, che di solito si celebra con l'astensione dal lavoro e con particolari riti o cerimonie: festa nazionale, religiosa; festa mobile, di precetto; ricordati di santificare le feste, è il terzo dei dieci comandamenti | le feste, per antonomasia, quella di natale e i giorni immediatamente successivi, fino al capodanno | a festa, come nei giorni di festa: chiesa parata a festa; suonare le campane a festa  | il vestito della festa, (fam.) quello migliore | conciare qualcuno per le feste, per antifrasi, ridurlo male | far la festa a qualcuno, per antifrasi, ucciderlo, farlo fuori; anche, rovinarlo    • 2 •   (fam.) giorno in cui si celebra una ricorrenza personale o familiare; in partic., il giorno dell'onomastico o del compleanno: oggi è la mia festa  | la festa di un santo, il giorno in cui viene commemorato    • 3 •   (estens.) vacanza dalla scuola o dal lavoro; festività: domani faremo festa  | mezza festa, giorno in cui si lavora solo per metà giornata    • 4 •   manifestazione, trattenimento che si organizza per celebrare un avvenimento lieto o anche solo per divertimento: festa di matrimonio, di laurea; andare a una festa; dare una festa, organizzarla | guastare la festa, (fig.) turbare la contentezza, la gioia di altri; anche, sconvolgere un programma predisposto | far festa, (fig.) divertirsi. dim. festicciola, festina  accr. festona, festone  (m.)    • 5 •   dimostrazione di gioia, di allegria: tutta la città è in festa; far festa a qualcuno, accoglierlo festosamente | ciò che costituisce motivo di allegria o di gioia: il suo ritorno è stato una festa per noi. 
festaiolo   lett. festaiuolo, agg.  amante delle feste: gente festaiola   s.m.  [f. -a] chi organizza spesso feste.
festante   part. pres.  di festare   agg.    • 1 •   che è in festa; che esprime o manifesta entusiasmo, allegria: popolazione festante; parole, voci festanti    • 2 •   (fig. lett.) ridente, gaio: i tuoi colli / per vendemmia festanti  (foscolo sepolcri  169-170) § festantemente avv.  (lett.).
festare   v. tr.  [io fèsto ecc.] (ant.) festeggiare | v. intr.  [aus. avere] (ant.) fare festa.
festeggiamento   s.m.  il festeggiare, l'essere festeggiato | pl.  tutto ciò che si organizza per festeggiare una ricorrenza o una persona: preparare i festeggiamenti. 
festeggiare   v. tr.  [io festéggio ecc.]    • 1 •   onorare, celebrare con festa: festeggiare un anniversario    • 2 •   accogliere in modo festoso: festeggiare gli sposi. 
festeggiato   part. pass.  di festeggiare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] persona che si festeggia: fare gli auguri al festeggiato. 
festeggiatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi festeggia.
festello   s.m.  (region.) mazzo di fronzoli e nastri colorati usati per ornamento.
festereccio   agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   (non com.) di una festa, di un giorno di festa    • 2 •   (fig.) lieto, festoso.
festevole   agg.    • 1 •   (lett.) lieto e festoso: canti festevoli    • 2 •   (ant.) di festa, che è proprio di una festa § festevolmente avv. 
festevolezza   s.f.  (non com.) l'essere festevole; allegria, gaiezza.
festinare   v. intr.  [aus. avere] (ant. , lett.) affrettarsi.
festino   (1) agg.  (ant. , lett.) sollecito, pronto: però non fui a rimembrar festino  (dante par.  iii, 61) § festinamente avv.  (ant.).
festino   (2) s.m.  festa elegante, per lo più notturna, con ballo, musica e rinfreschi; anche, convito, banchetto: dare un festino. 
festival   s.m. invar.  manifestazione artistica che si tiene periodicamente in una determinata località per presentare al pubblico opere teatrali, musicali o cinematografiche: il festival della canzone italiana; il festival di salisburgo. 
festivaliero   agg.  che concerne un festival | (fig.) animato da un'allegria fuori luogo: un comportamento festivaliero. 
festività   s.f.    • 1 •   giorno di festa civile o religiosa: la festività del 1° maggio  | festività coincidenti  o non godute, quelle che, coincidendo con le domeniche o altre giornate non lavorative, vengono compensate con denaro o riposo retribuito    • 2 •   (lett.) festosità, piacevolezza.
festivo   agg.    • 1 •   di festa, proprio di una festa: giorno festivo; riposo festivo  | lavoro festivo, prestato straordinariamente nei giorni di festa    • 2 •   (lett.) giocondo, festoso: i gridi festivi delle rondini guizzanti  (pirandello) § festivamente avv. 
festonato   agg.  (non com.) ornato di festoni, lavorato a festoni.
festone   s.m.    • 1 •   ornamento composto di foglie, fiori o anche di strisce di stoffa o carta colorata, che si appende ad arco per addobbare finestre, sale, strade ecc.    • 2 •   fregio architettonico a forma di festone, che decora pareti, facciate, sarcofagi ecc.; è tipico dell'arte classica o classicheggiante    • 3 •   ricamo o guarnizione che imita il motivo del festone; smerlo.
festosità   s.f.  l'essere festoso; comportamento festoso.
festoso   agg.  che fa festa; che esprime gioia, allegrezza: accoglienze, grida festose  § festosamente avv. 
festuca   s.f.    • 1 •   (lett.) fuscello, pagliuzza: tra i capelli ricci da moro una festuca di paglia splendeva al sole  (pirandello)    • 2 •   (bot.) pianta erbacea con foglie lineari e spighette verdastre raccolte in pannocchie (fam.  graminacee).
fetale   agg.  (biol. , med.) che concerne il feto: sviluppo fetale  | posizione fetale, quella rannicchiata, tipica del feto.
fetente   agg.  che manda fetore; puzzolente  agg.  e s.m.  e f.  (fig.) si dice di persona abietta, spregevole, capace di qualsiasi slealtà. accr. fetentone  pegg. fetentaccio. 
fetenzia   s.f.  (region.) sporcizia, sozzeria, schifezza.
fetere   v. intr.  [non ha part. pass.] (lett.) emanare fetore, puzzare.
feticcio   s.m.    • 1 •   nelle religioni primitive, oggetto considerato sacro a cui si riconoscono poteri soprannaturali e si tributano forme di culto; idolo    • 2 •   (fig.) persona o cosa che sia oggetto di culto fanatico o di stima esagerata.
feticidio   s.m.  uccisione del feto.
feticismo   s.m.    • 1 •   forma di religiosità primitiva consistente nel culto di feticci    • 2 •   (fig.) adorazione cieca, ammirazione fanatica di una persona o di una cosa    • 3 •   (psicol.) deviazione sessuale per cui l'interesse erotico si concentra su parti del corpo che di norma non suscitano attrazione o su capi di vestiario: feticismo del piede, del reggiseno. 
feticista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi pratica il culto religioso dei feticci | usato come agg.  proprio del feticismo; che pratica il feticismo: culto feticista; popoli feticisti    • 2 •   (fig.) ammiratore fanatico di qualcuno o di qualcosa    • 3 •   (psicol.) chi è affetto da feticismo.
feticistico   agg.  [pl. m. -ci] di feticismo, da feticista: culti feticistici; un'ammirazione feticistica  § feticisticamente avv. 
fetidezza   s.f.  carattere fetido, sozzo, ripugnante.
fetido   agg.    • 1 •   che puzza, che manda fetore    • 2 •   (fig.) turpe, disonesto § fetidamente avv. 
fetidume   s.m.  insieme di cose fetide | (estens.) fetore, puzza.
feto   s.m.  il prodotto del concepimento dell'uomo e degli altri mammiferi, dal momento in cui assume le caratteristiche della specie sino alla nascita.
fetologia   s.f.  (med.) ramo della medicina che studia lo sviluppo del feto.
fetologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] specialista di fetologia.
fetonte   s.m.  uccello dei mari tropicali, con lungo becco rosso, piedi palmati, coda fornita di due penne centrali lunghissime e filiformi (ord.  pelecaniformi); è detto anche uccello del sole. 
fetore   s.m.  puzzo intenso, disgustoso.
fetta   s.f.    • 1 •   pezzo di cibo tagliato largo e sottile: una fetta di pane, di torta; tagliare a fette  ' fetta di terra, zolla sollevata dalla vanga o dall'aratro | fare a fette qualcuno, (fig.) ridurlo a mal partito. dim. fettina  accr. fettona, fettone  (m.)    • 2 •   (estens.) parte lunga e stretta di qualcosa: una fetta di terreno, di cielo  | (fig.) parte, porzione: una fetta di guadagno, di potere    • 3 •   (roman. scherz.) piede | a fette, a piedi: presero a fette verso il baretto del capolinea del tram  (pasolini).
fettina   s.f.    • 1 •   dim.  di fetta    • 2 •   fetta sottile di carne bovina da cucinare: fettina ai ferri, panata. 
fettone   s.m.    • 1 •   accr.  di fetta    • 2 •   la parte dello zoccolo degli equini, a forma di cuneo, che chiude inferiormente e posteriormente la suola    • 3 •   (roman. scherz.) piede grande | (estens.) chi ha piedi grandi: quel tuo amico è un fettone. 
fettuccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   nastro di cotone usato per orli, guarnizioni, rinforzi ecc. dim. fettuccina    • 2 •   striscia sottile di qualsiasi materiale; in partic., ciascuna delle sottili strisce di barbabietola che risultano dalla trinciatura e da cui si estrae lo zucchero    • 3 •   strada rettilinea.
fettuccina   s.f.    • 1 •   dim.  di fettuccia    • 2 •   spec. pl.  (region.) tagliatella: fettuccine al sugo. 
fettunta   s.f.  (tosc.) fetta di pane abbrustolita, soffregata con aglio e condita con olio e sale; bruschetta.
feudale   agg.    • 1 •   del feudo, dei feudi; del feudalesimo: età, diritto feudale    • 2 •   (fig.) caratterizzato da arretratezza e insieme da dispotismo: metodi feudali  § feudalmente avv.  secondo il diritto feudale; con strutture feudali | dispoticamente, autoritariamente.
feudalesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) feudale, dispotico.
feudalesimo   o feudalismo [feu-da-lì-smo], s.m.    • 1 •   nel medioevo, sistema politico, economico e sociale di origine franca, fondato su un particolare rapporto tra il sovrano e i suoi dignitari o capi militari (vassalli); prevedeva, in cambio della promessa di fedeltà, di assistenza armata e di altri tributi, la delega delle funzioni di governo su un dato territorio (feudo)    • 2 •   (fig.) sistema, concezione, atteggiamento fondati sul privilegio e su una rigida o anacronistica subordinazione gerarchica.
feudalità   s.f.    • 1 •   carattere, condizione feudale    • 2 •   la classe dei feudatari.
feudatario   s.m.  [f. -a]    • 1 •   titolare di un feudo    • 2 •   (estens.) grande proprietario terriero, spec. se dispotico e autoritario | (fig.) chi dirige con metodi feudali, dispotici: i feudatari della finanza   agg.  (non com.) feudale.
feudo   s.m.    • 1 •   (st.) territorio o complesso di beni e di diritti concessi dal sovrano a un suo vassallo e trasmissibili in eredità    • 2 •   (estens.) grande proprietà terriera    • 3 •   (fig.) ambito in cui viene esercitato un predominio assoluto ed esclusivo: crearsi un feudo economico. 
feuilleton   s.m. invar.  nell'ottocento, l'appendice letteraria di un giornale | (estens.) romanzo di carattere popolare in essa pubblicato (romanzo d'appendice); di qui il significato, ancor oggi vivo, di romanzo popolare patetico e lacrimoso.
fez   s.m. invar.  berretto rosso a tronco di cono, con fiocco, caratteristico dei turchi e di alcuni popoli arabi | l'analogo copricapo usato dai bersaglieri e, un tempo, il berretto nero degli appartenenti alla milizia fascista.
feziale   o feciale, s.m.  presso gli antichi romani, ciascuno dei venti sacerdoti depositari dei riti e delle procedure da espletare nella stipulazione di alleanze e trattati di pace o nelle dichiarazioni di guerra.
fi   s.m.  o f.  nome della ventunesima lettera dell'alfabeto greco.
fi'   s.m.  (ant. poet.) forma apocopata di figlio. 
fiaba   s.f.    • 1 •   racconto fantastico, per lo più di origine popolare, in cui agiscono esseri umani e creature provviste di poteri magici (maghi, fate, streghe, gnomi), animali e cose parlanti: le fiabe di perrault    • 2 •   (fig.) fandonia, panzana.
fiabesco   agg.  [pl. m. -schi] di fiaba, proprio delle fiabe; per estens., fantastico, meraviglioso: racconto, mondo, personaggio fiabesco   s.m.  l'elemento magico caratteristico delle fiabe: gli scrittori romantici predilessero il fiabesco  § fiabescamente avv. 
fiabistica   s.f.  l'arte di scrivere fiabe; favolistica.
fiacca   s.f.    • 1 •   spossatezza, stanchezza, svogliatezza; lentezza negli atti o nelle parole: avere la fiacca  | battere la fiacca, fare le cose svogliatamente e lentamente. dim. fiacchetta    • 2 •   (ant.) strepito, baccano    • 3 •   (tosc.) abbondanza.
fiaccabile   agg.  (non com.) che si può fiaccare.
fiaccamento   s.m.  (non com.) fiacchezza, logorio delle forze.
fiaccare   v. tr.  [io fiacco, tu fiacchi ecc.]    • 1 •   privare delle forze fisiche o morali; debilitare, spossare: la malattia lo ha fiaccato; fiaccare la resistenza di qualcuno    • 2 •   spezzare qualcosa piegandola o sforzandola: fiaccare un ramo  | fiaccare le ossa, le costole a qualcuno, bastonarlo | v. intr.  [aus. essere] (ant.), fiaccarsi v. rifl.    • 1 •   perdere forza, vigore; diventare fiacco    • 2 •   rompersi, spezzarsi: quali dal vento le gonfiate vele / caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca  (dante inf.  vii, 13-14).
fiaccatura   s.f.  (non com.) il fiaccare; debolezza, spossatezza.
fiaccheraio   s.m.  (tosc.) conducente di una vettura pubblica a cavalli; vetturino.
fiacchere   s.m.  (tosc.) vettura di piazza a cavalli.
fiacchezza   s.f.  l'essere fiacco; mancanza di energia, di vigore: fiacchezza di gambe, d'animo, di stile. 
fiacco   (1) agg.  [pl. m. -chi] privo di energia, di vigore; debole: sentirsi fiacco; opporre una fiacca resistenza  | mercato fiacco, di scarsa attività § fiaccamente avv. 
fiacco   (2) s.m.  [pl. -chi] (ant.) rovina, strage.
fiaccola   s.f.    • 1 •   lume fatto con sostanze resinose o altro materiale infiammabile, che brucia lentamente resistendo al vento; in origine era un ramo resinoso | la fiaccola olimpica, quella che nelle moderne olimpiadi è portata, con un sistema di staffetta, da atene al luogo in cui si tengono i giochi    • 2 •   (fig. lett.) ciò che illumina, incita, eccita: la fiaccola della civiltà, della fede, della discordia. 
fiaccolata   s.f.  corteo notturno con fiaccole accese.
fiacre   s.m.  vettura di piazza a cavalli; fiacchere.
fiadone   s.m.  dolce rustico con ripieno di mandorle, rum e sciroppo d'amarena, tipico del trentino | focaccia pasquale con ripieno di uova e formaggio, tipica dell'abruzzo.
fiala   s.f.    • 1 •   piccolo recipiente di vetro, di forma cilindrica, per medicinali o profumi    • 2 •   (ant.) boccetta di vetro panciuta e a collo lungo; ampolla. dim. fialetta  accr. fialone  (m.).
fiamma   (1) s.f.    • 1 •   lingua luminosa di gas in combustione, che si leva da ciò che arde: la fiamma della candela; andare in fiamme, prendere fuoco; dare alle fiamme, bruciare; vivande alla fiamma, irrorate di un liquido alcolico e accese al momento di servire in tavola | fiamma ossidrica, ossiacetilenica, (tecn.) ottenuta con l'apposito attrezzo (cannello) bruciando rispettivamente idrogeno e acetilene in presenza di ossigeno; si usa spec. per la saldatura dei metalli | ritorno di fiamma, nei motori a scoppio, combustione prolungata della miscela nel cilindro, che accende anormalmente la nuova miscela in arrivo, sfalsando le fasi del motore; (fig.) il riaccendersi improvviso di passioni o sentimenti sopiti o ritenuti estinti | far fuoco e fiamme, (fig.) agitarsi, scaldarsi per qualcosa; anche, escogitare ogni espediente pur di riuscire nell'intento | mandare fiamme dagli occhi, (fig.) di occhiata, sguardo che esprimono ira, sdegno. dim. fiammella, fiammetta, fiammina  accr. fiammona, fiammone  (m.)    • 2 •   (estens.) colore rosso vivo: un cielo di fiamma; diventare di fiamma, arrossire violentemente    • 3 •   (fig.) ardore, forza, purezza (di un sentimento, di una passione): la fiamma dell'amore, della fede, della libertà    • 4 •   (poet.) la persona amata: l'alma mia fiamma oltra le belle bella  (petrarca canz.  cclxxxix, 1) | in usi scherz.: quella ragazza è la sua nuova fiamma    • 5 •   (arald.) figura di una o più fiamme sullo stemma    • 6 •   (mar.) bandiera stretta e lunga con i colori nazionali portata in cima all'albero maestro dalle navi da guerra | spec. pl.  mostrine a forma di fiamma sulla divisa di corpi o reparti militari; anche, i militari che le portano: le fiamme gialle, le guardie di finanza | in funzione di agg. invar.  : rosso fiamma, rosso molto acceso; punto fiamma, punto di ricamo a dente di sega, eseguito alternando i colori.
fiamma   (2) s.m. invar.  nell'industria siderurgica, l'operaio addetto al taglio dei rottami di ferro con la fiamma ossiacetilenica.
fiammante   part. pres.  di fiammare   agg.  che splende come una fiamma; fiammeggiante: rosso fiammante, rosso vivo | nuovo fiammante, (fig.) nuovissimo: una bicicletta nuova fiammante. 
fiammare   v. intr.  [aus. avere] (ant. , poet.) fiammeggiare: e quelle anime liete / si fero spere sopra fissi poli, / fiammando, volte, a guisa di comete  (dante par.  xxiv, 10-12).
fiammata   s.f.  fiamma viva e intensa, ma di breve durata: il corto circuito ha prodotto una fiammata  | (fig.) manifestazione improvvisa e intensa di un sentimento, che si spegne ben presto: una fiammata di entusiasmo. 
fiammato   agg.  e s.m.  si dice di filato o tessuto fantasia che crea un effetto di fiamme cangianti.
fiammeggiante   part. pres.  di fiammeggiare   agg.    • 1 •   che manda fiamme, che risplende come fiamma (anche fig.): sguardo fiammeggiante  | gotico fiammeggiante, stile figurativo in cui i motivi del gotico sono raffinatamente ed esasperatamente accentuati, con sviluppo di elementi slanciati e aguzzi, quasi a forma di fiamma; è l'espressione in architettura del gotico fiorito  o internazionale    • 2 •   (lett.) del colore della fiamma, rosso vivo: porfido mi parea, sì fiammeggiante / come sangue che fuor di vena spiccia  (dante purg.  ix, 101-102).
fiammeggiare   v. intr.  [io fiamméggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   mandare fiamme (anche fig.): i suoi occhi fiammeggiavano    • 2 •   (estens.) risplendere, rosseggiare: il cielo fiammeggia  | v. tr.    • 1 •   passare sulla fiamma il pollame e la cacciagione, per bruciarne la peluria dopo averli spennati; strinare    • 2 •   dare fuoco al liquido alcolico cosparso su una vivanda da servire alla fiamma.
fiammeo   agg.  (poet.) di fiamma, fiammeggiante.
fiammiferaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   venditore ambulante di fiammiferi    • 2 •   chi lavora alla fabbricazione di fiammiferi.
fiammifero   s.m.    • 1 •   bastoncino di materiale facilmente infiammabile (legno, cotone, carta) imbevuto di paraffina, con un'estremità ricoperta di un composto che si infiamma per sfregamento: fiammifero da cucina, di legno; fiammifero svedese  o di sicurezza, che si accende solo se sfregato su una superficie preparata con fosforo    • 2 •   (fig.) persona che si accende facilmente, facile all'ira.
fiamminga   s.f.  (sett.) recipiente ovale di terracotta per portare le vivande in tavola.
fiammingo   (1) agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   delle fiandre e, più in generale, della parte settentrionale del belgio: lingua fiamminga    • 2 •   (estens.) dei paesi bassi, soprattutto in relazione alla storia e alla cultura unitaria delle fiandre e dell'olanda prima della frattura politico-religiosa del sec. xvi | arte, scuola, pittura, architettura fiamminga, della civiltà artistica fiorita nei paesi bassi nei secc. xvi-xvii  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo delle fiandre    • 2 •   la lingua fiamminga.
fiammingo   (2) s.m.  [pl. -ghi] (zool.) fenicottero.
fiammista   s.m.  [pl. -sti] operaio siderurgico che lavora con la fiamma ossiacetilenica.
fiammola   s.f.  pianta erbacea perenne che cresce ai margini dei boschi, con foglie composte e fiori rossi in pannocchie (fam.  ranuncolacee).
fiancale   s.m.  ciascuna delle parti di un'armatura che proteggono i fianchi.
fiancare   v. tr.  [io fianco, tu fianchi ecc.] (rar.)    • 1 •   rinforzare i fianchi di archi, volte e sim.    • 2 •   colpire nel fianco.
fiancata   s.f.    • 1 •   parte, parete laterale: le fiancate della nave, di un edificio; la fiancata di un monte    • 2 •   (mar.) bordata d'artiglieria sparata da tutte le bocche da fuoco disposte sul fianco della nave    • 3 •   urto col fianco    • 4 •   colpo di sprone nel fianco del cavallo | (fig. rar.) motto pungente.
fiancheggiamento   s.m.  il fiancheggiare, l'essere fiancheggiato.
fiancheggiare   v. tr.  [io fianchéggio ecc.]    • 1 •   stare a fianco o ai fianchi di qualcuno o di qualcosa: un viale fiancheggiato dagli alberi; i poliziotti fiancheggiavano il corteo dei dimostranti    • 2 •   (fig.) sostenere, favorire, aiutare: fiancheggiare qualcuno in una discussione    • 3 •   (mil.) proteggere i fianchi di un reparto in movimento.
fiancheggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi fiancheggia, aiuta, favorisce: i fiancheggiatori del governo. 
fianchetto   s.m.  nel gioco degli scacchi, mossa di apertura con la quale il giocatore fa avanzare di una casa il pedone che precede il cavallo, e occupa il posto libero con l'alfiere corrispondente.
fianco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   la parte laterale del corpo compresa tra le costole e l'anca: fianco destro, sinistro  | stare al fianco di qualcuno, (fig.) assisterlo, aiutarlo | offrire, prestare il fianco, (fig.) esporsi come facile bersaglio | avere buoni fianchi, (fig.) capacità di resistenza | lavorare ai fianchi l'avversario, nel pugilato, colpirlo ripetutamente ai fianchi per indebolirne la resistenza | fianco destro!, fianco sinistro!, comandi militari o ginnici per fare voltare le squadre in marcia | fianco a fianco, (fig.) molto vicino, in contatto: lavorare fianco a fianco    • 2 •   parte laterale di qualcosa; lato: il fianco destro della casa  | di fianco, lateralmente; prendere un argomento di fianco, non direttamente.
fianconata   s.f.  nella scherma, stoccata al fianco dell'avversario.
fiancuto   agg.  (lett.) che ha fianchi robusti, sviluppati: una cuoca popputa e fiancuta  (soffici).
fiandra   s.f.  qualità pregiata di tela di lino, usata specialmente per tovagliati.
fiasca   s.f.    • 1 •   fiasco schiacciato che si usa come borraccia: fiasca di vetro, di cuoio.  dim. fiaschetta, fiaschettina    • 2 •   (tosc.) piccola damigiana priva di manici.
fiascaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi vende i fiaschi o li riveste di paglia    • 2 •   nelle vetrerie, operaio addetto alla soffiatura dei fiaschi.
fiascheria   s.f.  fabbrica, deposito, negozio di fiaschi.
fiaschetta   s.f.    • 1 •   dim.  di fiasca    • 2 •   recipiente di cuoio o corno cavo di animale, usato un tempo per tenervi la polvere da sparo.
fiaschetteria   s.f.  negozio per la mescita e la vendita di vino al minuto.
fiaschettone   s.m.  (zool.) pendolino.
fiasco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   recipiente di vetro rivestito di paglia o di plastica, panciuto in basso e sottile al collo: il chianti si vende in fiaschi  | (estens.) il liquido che esso contiene: bere un fiasco di vino.  dim. fiaschetto, fiaschettino  accr. fiascone    • 2 •   (fig.) esito negativo, insuccesso: lo spettacolo, il romanzo è stato un fiasco; fare fiasco, non riuscire, fallire in qualcosa.
fiat   s.m.  attimo, spazio brevissimo di tempo: in un fiat, all'istante, immediatamente.
fiata   s.f.  (ant.) volta, circostanza: una fiata, più fiate  | lunga fiata, a lungo.
fiatare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (non com.) emettere il fiato, respirare | (estens.) essere in vita    • 2 •   (fig.) aprir bocca per parlare (spec. in espressioni negative): uscì senza fiatare    • 3 •   (ant.) fiutare.
fiatata   s.f.  (non com.) il fiatare; zaffata d'alito.
fiato   s.m.    • 1 •   aria emessa dai polmoni attraverso la bocca e il naso: scaldarsi le mani col fiato  ' strumenti a fiato, o fiati, (mus.) gli strumenti aerofoni (p. e.  tromba, flauto, clarinetto) costituiti da un tubo che delimita una colonna d'aria e da un dispositivo di messa in vibrazione (le labbra del suonatore applicate a un bocchino, a un'imboccatura, a un'ancia) | dare fiato alle trombe, sonarle; (fig.) divulgare in modo clamoroso un fatto, una notizia    • 2 •   alito, respiro: trattenere il fiato; avere il fiato grosso, corto, ansimare, respirare con affanno; sentirsi mancare il fiato, respirare con difficoltà non avere fiato, mancare, esser giù di fiato, (sport) non avere resistenza allo sforzo, essere poco allenato | prendere, riprendere fiato, (fig.) riposare un momento | sprecare, buttar via il fiato, (fig.) parlare inutilmente: è tutto fiato sprecato, si parla per nulla | esalare il fiato, morire | restare senza fiato, (fig.) pieno di meraviglia, allibito | in un fiato, tutto d'un fiato, senza riprendere fiato, in un attimo: bere tutto d'un fiato; leggere un libro tutto d'un fiato, rapidamente e senza interruzioni. dim. fiaticello, fiatolino  accr. fiatone    • 3 •   (lett.) soffio, alito di vento: c'era un fiato leggero che sapeva di frescura e di mare  (pavese)    • 4 •   (ant. , dial.) aria puzzolente, fetore    • 5 •   (ant. poet.) voce, suono di parole: l'aguta punta mosse / di qua, di là, e poi diè cotal fiato  (dante inf.  xxvii, 59-60).
fiatone   s.m.  (fam.) fiato grosso, respiro affannoso: avere il fiatone. 
fibbia   s.f.  fermaglio di metallo o di altro materiale che serve a tener chiuse cinture, scarpe o altro. dim. fibbietta, fibbiettina  accr. fibbione  (m).
fiberglass   ® s.m. invar.  materiale composito contenente fibre di vetro e altre sostanze, molto resistente ed elastico; si usa per fabbricare scafi, carrozzerie, attrezzi sportivi ecc.
fibra   s.f.    • 1 •   (biol. , bot.) struttura allungata e filamentosa che è elemento costitutivo di numerosi tessuti animali e vegetali: fibre muscolari, nervose, collagene  | fibre (tessili), sostanze filamentose capaci di fornire fili continui: fibre naturali, artificiali, sintetiche  | fibre ottiche, filamenti di materiale trasparente che guidano la radiazione ottica lungo un tracciato definito, riproducendo all'uscita l'immagine raccolta all'entrata; si utilizzano spec. nella costruzione di sistemi ottici    • 2 •   materiale simile al cartone, ma più robusto e impermeabile: valigia di fibra    • 3 •   (fig. lett.) elemento costitutivo: mi sono riconosciuto / una docile fibra / dell'universo  (ungaretti); le più intime fibre dell'animo, i sentimenti più profondi    • 4 •   (fig.) costituzione, complessione fisica: una fibra robusta    • 5 •   (ant.) vena: non ho medolla in osso o sangue in fibra  (petrarca canz.  cxcviii, 5).
fibrato   agg.  che presenta fibre o venature.
fibrilla   s.f.  (scient.) fibra sottile | (biol.) nome che si dà a diverse strutture filamentose contenute nelle cellule e nelle fibre.
fibrillazione   s.f.  (med.) alterazione del ritmo cardiaco caratterizzata da impulsi frequenti e irregolari, in grado di produrre solo una vibrazione continua e superficiale del miocardio, ma incapaci di alimentare efficacemente la circolazione sanguigna.
fibrina   s.f.  (biol.) proteina filamentosa a maglie derivata dal fibrinogeno, essenziale nel meccanismo di coagulazione del sangue.
fibrinogeno   s.m.  (biol.) proteina solubile presente nel plasma sanguigno, che per azione della trombina subisce una polimerizzazione e si trasforma in fibrina.
fibrinoso   agg.  (biol.) che contiene fibrina o ne ha le caratteristiche.
fibro-  fibro- primo elemento di parole composte della terminologia biologica e medica in cui indica 'fibra' o 'tessuto connettivo'.
fibroadenoma   s.m.  (med.) tumore benigno delle ghiandole caratterizzato dalla presenza di tessuto fibroso.
fibroblasto   s.m.  (biol.) fibrocita.
fibrocartilagine   s.f.  (anat.) cartilagine fibrosa.
fibrocellula   s.f.  (biol.) fibra costituita da una cellula allungata, propria del tessuto muscolare.
fibrocemento   s.m.  [pl. -ti] cemento impastato con fibre di amianto, che si usa in tubi, tegole, lastre (come materiale da copertura e isolante termico); è noto anche col nome commerciale di eternit. 
fibrocita   s.m.  [pl. -ci] (biol.) cellula tipica del tessuto connettivo.
fibroina   s.f.  (biol.) proteina fibrosa costituente fondamentale della seta.
fibroma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno del tessuto connettivo.
fibromatosi   s.f.  (med.) presenza diffusa di fibromi in varie parti del corpo.
fibromatoso   agg.  (med.) si dice di organo o tessuto che presenta fibromatosi.
fibroplasia   s.f.  (med.) formazione di tessuto fibroso.
fibrosarcoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore maligno del tessuto connettivo.
fibroscopio   s.m.  (med.) strumento per l'esame endoscopico di diversi organi, che sfrutta le proprietà delle fibre ottiche.
fibrosi   s.f.  (med.) aumento del tessuto connettivo di un organo dovuto a un processo morboso in atto.
fibrosità   s.f.  l'essere fibroso; caratteristica di ciò che è fibroso.
fibroso   agg.  che contiene fibre, che è costituito da fibre: legno fibroso  | tessuto fibroso, (biol.) tipo di tessuto connettivo ricco di fibre collagene riunite in fasci.
fibula   s.f.    • 1 •   (lett.) fibbia; spilla | si usa soprattutto in riferimento a reperti archeologici: la fibula prenestina    • 2 •   (anat.) perone.
fica   region. figa, s.f.  (volg.)    • 1 •   vulva | spec. pl.  (lett.) gesto di scherno che si fa con la mano, infilando il pollice nel pugno chiuso tra l'indice e il medio: il ladro / le mani alzò con amendue le fiche  (dante inf.  xxv, 1-2)    • 2 •   (estens.) donna bella e desiderabile. dim. fichetta  accr. ficona. 
ficaia   s.f.  (non com.) albero di fico; terreno piantato a fichi.
-ficare  -ficare secondo elemento di verbi composti di origine latina o di formazione moderna, dal lat. -fica¯re, forma corradicale di face°re  'fare'; vale 'fare, fabbricare, rendere' e sim. (nidificare, parificare) [ ⇨ -ficio].
ficaria   s.f.  (bot.) favagello.
ficata   o figata, s.f.  (gerg.) cosa molto bella, piacevole, riuscita.
ficato   agg.  (non com.) si dice di pane impastato con polpa di fichi.
ficcanaso   s.m.  e f.  [pl. m. ficcanasi; pl. f. ficcanaso] (fam.) persona che suole immischiarsi nelle faccende altrui | come agg. invar.  : una donna ficcanaso. 
ficcante   part. pres.  di ficcare   agg.  nel linguaggio sportivo, si dice di azione penetrante, incisiva: manovra ficcante. 
ficcare   v. tr.  [io ficco, tu ficchi ecc] spingere, fare entrare dentro a forza: ficcare un chiodo nel muro  | più genericamente, mettere, cacciare dentro (anche fig.): ficcarsi le mani in tasca; ficcare gli occhi addosso a qualcuno, guardarlo intensamente; ficcarsi qualcosa in testa, farsi un'idea fissa, intestardirsi | ficcarsi v. rifl.  cacciarsi, mettersi dentro a qualcosa (anche fig): ficcarsi in casa, in un imbroglio. 
-ficee  -ficee secondo elemento di parole composte della sistematica botanica, dal gr. phy^kos  'alga'; indica la classe delle alghe (cloroficee, dinoficee).
fiche   s.f.    • 1 •   gettone usato nei giochi d'azzardo in sostituzione del denaro    • 2 •   (banc.) tagliando su cui si registra un'operazione.
ficheto   meno com. fichereto [fi-che-ré-to], s.m.  terreno piantato a fichi.
fichu   s.m. invar.  piccolo scialle triangolare di merletto o di velo usato un tempo dalle donne per coprire la scollatura.
-ficio  -ficio secondo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. -fici°u(m), che è da face°re  'fare'; vale 'il fare, il compiere' (beneficio) o 'luogo dove si fa, si fabbrica, si lavora qualcosa' (lanificio, zuccherificio).
-fico  -fico secondo elemento di aggettivi composti di origine latina, da -fi°cu(m)  che è da face°re  'fare'; significa 'che fa, che crea' (benefico, malefico, prolifico).
fico   (1) ant. figo, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   albero con fusto a corteccia liscia, rami contorti e foglie larghe e ruvide; è coltivato in diverse varietà che danno frutti dalla polpa zuccherina (si tratta però propriamente di siconi) (fam.  moracee) | fico d'india, ficodindia    • 2 •   il frutto di tale pianta: fico fresco, secco; fichi brogiotti, dottati; fico fiore, l'infruttescenza che matura precocemente in giugno; dolce come un fico, dolcissimo | (fig. pop.) nulla, un bel niente: non me ne importa un fico; non valere un fico    • 3 •   (vet.) infiltrazione purulenta nello zoccolo degli equini.
fico   (2) region. figo, s.m.  (gerg.) giovane dall'aspetto fisico piacevole, che si veste e si comporta secondo i gusti di moda | come agg.  può essere riferito anche a cosa alla moda, particolarmente attraente. dim. fichetto, fichino. 
ficodindia   o fico d'india, s.m.  [pl. fichidindia  o fichi d'india]    • 1 •   pianta grassa con fusto carnoso, rami schiacciati simili a grandi foglie ovate, foglie trasformate in spine e frutto commestibile dalla polpa gialla e dolce che contiene molti semi (fam.  cactacee)    • 2 •   il frutto stesso della pianta.
ficomiceti   s.m. pl.  (bot.) classe di funghi microscopici parassiti di animali e di piante | sing.  [-e] ogni fungo di tale classe.
ficosecco   o fico secco, s.m.  [pl. fichisecchi] fico seccato al sole o nel forno | un ficosecco, (fam.) nulla: non capisce un ficosecco  ' far le nozze coi fichisecchi, fare con pochi mezzi ciò che richiederebbe un impegno di spesa molto maggiore.
fiction   s.f. invar.  genere letterario (o cinematografico, televisivo) fondato sull'invenzione narrativa, contrapposto ai generi basati sulla realtà (storia, documentazione, saggistica ecc.).
ficus   s.m.  pianta ornamentale, coltivata in vaso, con larghe foglie ovali e lucide (fam.  moracee).
fida   s.f.    • 1 •   (dir.) contratto con cui il proprietario di un terreno concedeva a un terzo il diritto di pascolo dietro pagamento di un canone    • 2 •   (ant.) salvacondotto.
fidanza   s.f.  (ant.) fiducia, fede.
fidanzamento   s.m.  il fidanzarsi; il periodo durante il quale si è fidanzati: annunciare, rompere il fidanzamento; un lungo fidanzamento; anello di fidanzamento  | la cerimonia in cui ci si fidanza: fare il fidanzamento. 
fidanzare   v. tr.  promettere in matrimonio: i genitori l'hanno fidanzata a un bravo ragazzo  | fidanzarsi v. rifl.  impegnarsi con promessa di matrimonio: si è fidanzato con una ragazza americana  | v. rifl.  scambiarsi promessa di matrimonio: non si sono ancora fidanzati ufficialmente. 
fidanzato   part. pass.  di fidanzare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi ha scambiato promessa di matrimonio. dim. fidanzatino. 
fidare   v. tr.  (non com.) affidare, commettere | dare in affitto: fidare un terreno  | dare a credito: fidare denaro  | v. intr.  [aus. avere] aver fede, confidare: fidare in dio, nelle proprie capacità, nell'aiuto di una persona cara  | fidarsi v. rifl.    • 1 •   aver fiducia: non fidarsi di nessuno; fidarsi delle promesse di qualcuno    • 2 •   (fam.) avere il coraggio, la sicurezza di fare qualcosa: non mi fido ancora a guidare. 
fidatezza   s.f.  l'essere fidato.
fidato   part. pass.  di fidare   agg.  che dà affidamento, degno di fiducia: un amico fidato  § fidatamente avv. 
fidecommessario   fidecommissario  ⇨ fedecommissario.
fidecommesso   fidecommisso  ⇨ fedecommesso.
fideismo   s.m.    • 1 •   orientamento filosofico-teologico che sostiene l'impossibilità per la ragione di pervenire alla verità senza far ricorso alla fede    • 2 •   (estens.) atteggiamento di adesione acritica a una dottrina.
fideista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, sostenitore del fideismo | (estens.) chi aderisce acriticamente a una dottrina.
fideistico   agg.  [pl. m. -ci] del fideismo; da fideista § fideisticamente avv. 
fideiussione   s.f.  (dir.) contratto mediante il quale una parte garantisce a un'altra parte creditrice l'adempimento di un'obbligazione in caso di insolvenza del debitore.
fideiussore   s.m.  (dir.) la parte che, in un contratto di fideiussione, garantisce l'eventuale insolvenza del debitore.
fideiussorio   agg.  (dir.) di fideiussione o relativo a un fideiussore.
fidelini   fidellini  ⇨ fedelini.
fidente   agg.  (lett.) fiducioso § fidentemente avv. 
fidenziano   agg.  si dice di un linguaggio letterario fiorito intorno alla metà del sec. xvi, che adattava al lessico latino strutture morfologiche e sintattiche del volgare, perseguendo così un intento caricaturale nei confronti del classicismo umanistico (è sin. di pedantesco): poesia, letteratura fidenziana, in lingua pedantesca.
fidiaco   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di fidia, il grande scultore greco (v sec. a. c.) | che ricorda, che è degno dello stile di fidia.
fidicine   s.m.  nell'antica roma, suonatore di strumenti a corda.
fido   (1) agg.  (lett.) fedele, fidato: un fido servitore  | (estens.) consueto, familiare, abituale: i miei fidi libri  | (fig.) sicuro, accogliente: era d'intorno intorno ogni confine /... tranquillo e fido  (leopardi paralipomeni)  s.m.  (lett.) persona fidata; seguace fedele.
fido   (2) s.m.  apertura di credito concessa da una banca a un cliente: concedere, ottenere un fido. 
fiducia   s.f.    • 1 •   sentimento di sicurezza che deriva dal confidare in qualcuno o in qualcosa: fiducia piena, incondizionata, assoluta; avere fiducia in dio, in un amico; dare, nutrire, ispirare fiducia; godere, perdere la fiducia di qualcuno  | di fiducia, di cui ci si fida pienamente: medico, banca di fiducia; incarico di fiducia, delicato, di responsabilità | voto di fiducia, procedura con cui il governo chiede alle camere l'approvazione a rimanere in carica; procedura con cui un nuovo governo chiede alle camere l'investitura; porre la questione di fiducia, chiedere il voto di fiducia    • 2 •   credito: una ditta che gode di fiducia. 
fiduciario   agg.    • 1 •   fondato sulla fiducia: rapporto, negozio fiduciario    • 2 •   (banc.) relativo a un rapporto di fido  s.m.  [f. -a] chi rappresenta un ente e ne cura le pratiche e gli interessi; chi svolge stabilmente un incarico di fiducia § fiduciariamente avv. 
fiducioso   agg.  che si fida, che ha fiducia: è fiducioso nelle sue capacità  § fiduciosamente avv. 
fiedere   v. tr.  (lett. poet.) ferire.
fiele   ant. o poet. fele, felle, s.m.  [solo sing.]    • 1 •   bile: amaro come il fiele  ' intingere la penna nel fiele, (fig.) scrivere con grande livore, con cattiveria    • 2 •   (fig.) malanimo, astio, rancore: esser pieno di fiele    • 3 •   (fig. poet.) amarezza.
fienagione   s.f.  le operazioni di taglio, essiccazione e raccolta dell'erba da fieno; il periodo in cui si effettuano.
fienaia   s.f.  (non com.) fienile.
fienaio   agg.  usato per il fieno, per l'erba da fieno: falce fienaia. 
fienaiolo   lett. fienaiuolo, agg.  di, da fieno: erbe fienaiole   s.m.  (antiq.) venditore di fieno.
fienarola   s.f.  pianta erbacea diffusissima nei prati e nei pascoli (fam.  graminacee).
fiengreco   s.m.  pianta erbacea foraggera molto simile all'erba medica (fam.  papilionacee).
fienicoltore   s.m.  contadino che coltiva erba da fieno.
fienicoltura   s.f.  produzione di fieno.
fienile   s.m.  porticato o locale in cui si ripone il fieno.
fieno   s.m.  erba di prato tagliata, essiccata all'aria e conservata per foraggio | febbre da fieno, malattia delle vie respiratorie, di tipo allergico, causata dal polline di diverse piante, tra cui le graminacee.
fienoso   agg.  (rar.) simile al fieno.
fiera   (1) s.f.    • 1 •   mercato con vendita di prodotti vari, che si tiene periodicamente in una località talora è accompagnata da spettacoli, giostre, baracconi: giorno di fiera; la fiera del paese  | fiera di beneficenza, vendita di oggetti il cui ricavato è destinato a opere di beneficenza    • 2 •   grande mostra-mercato che si tiene periodicamente in una determinata località e che interessa tutti i settori produttivi o solo alcuni o uno di essi; fiera dell'artigianato, del mobile, del libro; fiera campionaria, quella in cui sono esposti dei prodotti campione che è possibile acquistare solo su ordinazione: la fiera campionaria di milano. 
fiera   (2) ant. o poet. fera, s.f.  (lett.) animale feroce, belva.
fierezza   s.f.  l'essere fiero: fierezza d'animo. 
fieristico   agg.  [pl. m. -ci] di, della fiera: zona fieristica. 
fiero   ant. o poet. fero, agg.    • 1 •   austero, dignitoso, intrepido: comportamento fiero    • 2 •   orgoglioso: sii fiero di lui    • 3 •   (lett.) terribile, spaventoso, crudele: una fiera sciagura  § fieramente avv. 
fievole   agg.  che si percepisce appena; debole, fioco: suono, voce fievole  § fievolmente avv. 
fievolezza   s.f.  (non com.) l'essere fievole; debolezza.
fifa   (1) s.f.  (fam.) paura: avere fifa. 
fifa   (2) s.f.  (zool.) pavoncella.
fifo   s.m. invar.  nella contabilità di magazzino, criterio di valutazione delle scorte, calcolate secondo i prezzi di acquisto del periodo più remoto (cfr. lifo).
fifone   agg.  e s.m.  [f. -a] (fam.) si dice di persona paurosa: un ragazzo fifone; è un gran fifone. 
fifty-fifty  fifty-fifty loc. agg. invar.  e avv.    • 1 •   (econ.) si dice della partecipazione paritaria di due partner al capitale o ai proventi di un'impresa    • 2 •   (estens.) a metà, metà per ciascuno: paghiamo fifty-fifty. 
figa   e deriv.   ⇨ fica e deriv. 
figaro   s.m.    • 1 •   (scherz.) barbiere    • 2 •   giacca corta e attillata alla spagnola; bolero.
figgere   v. tr.  [pres. io figgo, tu figgi ecc. ; pass. rem. io fissi, tu figgésti ecc. ; part. pass. fitto] (lett.) ficcare, conficcare; attaccare, fissare (anche fig.): figgersi un ricordo nella memoria. 
fighiera   s.f.  (mar.) nei velieri, scanalatura metallica che corre lungo il pennone, nella quale si inserisce il margine della vela.
fighter   s.m.  pugile che basa la sua azione esclusivamente sull'attacco.
figlia   s.f.    • 1 •   ogni individuo di sesso femminile rispetto a chi l'ha generato: ha due figlie  ' figlia d'eva, donna | figlie di maria, della misericordia  e sim., nome di appartenenti ad associazioni o congregazioni religiose femminili. dim. figlietta  pegg. figliaccia    • 2 •   (estens.) ragazza, giovane: egli contava di maritarsi con una figlia del suo paese  (a. verri)    • 3 •   cedola che si stacca dalla matrice di un bollettario e si dà come ricevuta    • 4 •   (fig.) prodotto, risultato, frutto: la superstizione è figlia dell'ignoranza  agg.  che deriva da un organismo di genere femminile: dalla pianta madre si stacca la pianta figlia. 
figliale    ⇨ filiale 1.
figliare   v. tr.  [io fìglio ecc.]    • 1 •   partorire (detto di animali); nel passato si usava anche riferito alle donne | (estens. lett.) detto di pianta o di terreno, emettere germogli, produrre frutti    • 2 •   (fig. lett.) produrre, causare un effetto: l'intolleranza figlia violenza. 
figliastro   s.m.  [f. -a] figlio di altro letto del coniuge.
figliata   s.f.  l'insieme dei piccoli di un animale nati dallo stesso parto: una figliata di porcellini. 
figliatura   s.f.  (non com.) l'azione del figliare; il periodo dell'anno in cui gli animali figliano.
figliazione    ⇨ filiazione.
figlio   s.m.    • 1 •   ogni individuo rispetto a chi l'ha generato; in opposizione a figlia  indica il generato di sesso maschile: figlio legittimo, illegittimo; figlio naturale, adottivo; ha due figli, un maschio e una femmina; il figlio ha dieci anni, la figlia otto; educare, adottare, crescere un figlio; le femmine degli animali proteggono i loro figli  ' il figlio, (teol.) la seconda persona della santissima trinità | i figli di dio, gli uomini | figlio di papà, chi è favorito nella vita e nella carriera dalla posizione del padre ricco e influente | figlio di mamma, giovane timido, inesperto, soggetto più del dovuto alla protezione della madre | figlio di cane, di buona donna, di puttana, espressioni ingiuriose, usate talora anche in tono scherzoso | figlio di nessuno, trovatello; (fig.) chi non ha protettori influenti | figlio d'arte, attore discendente da una famiglia d'attori | figlio della lupa, (st.) bambino minore di otto anni, che faceva parte delle organizzazioni giovanili fasciste | i figli d'adamo, i figli d'eva, tutti gli uomini. dim. figlietto  pegg. figliaccio    • 2 •   (estens.) ragazzo, giovane (a cui si guarda con simpatia, affetto o anche con compassione): è un bravo figlio; povero figlio, quanti torti ha subito!  | appellativo affettuoso che si rivolge a una persona cara come un figlio: «figli carissimi», cominciò il parroco nella sua predica    • 3 •   (estens. lett.) il cittadino nei confronti della patria o del paese di origine: tu non altro che il canto avrai del figlio, / o materna mia terra  (foscolo a zacinto)    • 4 •   appartenente a congregazione religiosa: i figli del sacro cuore di gesù    • 5 •   (fig.) chi, per essere vissuto in un'epoca particolare o essere stato educato in una determinata cultura, ideologia, dottrina, ne rispecchia gli aspetti più tipici: d'annunzio fu un figlio del suo tempo  | (lett.) prodotto, risultato, frutto (di un evento, un comportamento, un'ideologia e sim.): il romanticismo europeo è figlio della rivoluzione francese. 
figlioccio   s.m.  [f. -a; pl. f. -ce] chi è stato tenuto a battesimo o a cresima rispetto al padrino o alla madrina.
figliolanza   s.f.    • 1 •   l'insieme di tutti i figli: una numerosa figliolanza    • 2 •   (lett.) la relazione che lega il figlio al padre o, per estens., l'allievo al maestro, un evento all'ideologia, alla teoria che lo produce e sim.: figliolanza spirituale, intellettuale. 
figliolo   o figliuolo, s.m.  [f. -a] figlio (ma con sfumatura più familiare e affettuosa di significato): un bravo figliolo; allevare, amare qualcuno come un figliolo; una bella figliola, una bella ragazza | il figliol prodigo, si dice di chi torna alla retta via dopo un periodo di sbandamento o torna a ciò che aveva precedentemente abbandonato (dalla nota parabola evangelica del figlio che fa ritorno alla casa del padre). dim. figlioletto, figliolino  accr. figliolone. 
fignolo   s.m.  (tosc.) foruncolo.
fignoloso   agg.  (tosc.) foruncoloso.
figo    ⇨ fico.
figulina   s.f.  (rar.)    • 1 •   l'arte del vasaio    • 2 •   oggetto di terracotta.
figulinaio   s.m.  [f. -a] (rar.) chi lavora la terracotta; vasaio.
figulino   agg.  (rar.) del vasaio, dell'arte del vasaio.
figulo   s.m.  (rar.) vasaio.
figura   s.f.    • 1 •   l'aspetto esteriore di una cosa; sagoma, forma: figura tonda, quadrata; una figura inconsueta  | in partic., l'aspetto del corpo umano: una figura snella, tozza; avere una bella figura  ' (estens.) la persona stessa in quanto riassume in sé un insieme di qualità caratteristiche: una figura interessante, simpatica; una figura di primo piano, persona importante; una mezza figura, persona mediocre, priva di personalità    • 2 •   immagine disegnata, dipinta o scolpita; illustrazione: una figura di terracotta; un libro ricco di figure.  dim. figurina    • 3 •   animale o cosa assurti a simbolo: la colomba è figura della pace  | nella concezione medievale, realtà terrena che è interpretata simbolicamente come prefigurazione di un'entità o di un valore ultraterreno: nell'interpretazione medievale della bibbia, isacco è figura di cristo; il catone dantesco è figura della libertà del cristiano    • 4 •   il modo in cui qualcuno o qualcosa si mostra, appare; parvenza, apparenza: è lì per figura, a solo scopo decorativo; far figura, di persona o cosa che si presenta bene, che è appariscente; non fare figura, restare inosservato | far buona, bella figura, comportarsi, apparire in modo da riscuotere il consenso, l'ammirazione altrui; far cattiva, brutta figura, in modo da non riscuoterli | fare la figura di, apparire, sembrare: ha fatto la figura dello sciocco  | che figura!, (iron.) a commento di un'impresa riuscita male. accr. figurona, figurone  (m.) pegg. figuraccia    • 5 •   figura retorica, ogni parola o costrutto che, allontanandosi dall'uso linguistico normale, serve a rendere più efficace il discorso : la metafora e l'iperbole sono due figure retoriche    • 6 •   (mat.) ente geometrico costituito da un insieme di punti, di linee o di superfici: il quadrato è una figura piana, il cubo una figura solida    • 7 •   (filos.) nella logica tradizionale, la forma che il sillogismo assume a seconda della posizione occupata dal termine medio nelle due premesse    • 8 •   nel gioco delle carte, ogni carta illustrata con l'immagine del re, della regina, del fante o del cavallo | negli scacchi, qualsiasi pezzo superiore al pedone    • 9 •   nella danza, nel pattinaggio artistico, nella scherma e altri sport sim., ogni posizione del corpo attraverso cui si articola la prestazione: figure obbligate, libere. 
figurabile   agg.  (non com.) che si può esprimere mediante figura | (fig.) che si può immaginare.
figuraccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   pegg.  di figura    • 2 •   (fig.) cattiva impressione suscitata negli altri con un comportamento sbagliato: fare una figuraccia. 
figurale   agg.    • 1 •   allegorico, simbolico (con particolare riferimento alla concezione medievale del mondo come prefigurazione dell'aldilà): l'interpretazione figurale della «divina commedia»    • 2 •   (non com.) nella critica d'arte, figurativo § figuralmente avv. 
figurante   s.m.  e f.    • 1 •   (non com.) chi ha una parte non parlata o di scarso rilievo in una rappresentazione teatrale; comparsa    • 2 •   (estens.) persona di poca importanza.
figurare   v. tr.    • 1 •   (non com.) plasmare, dar forma; rappresentare in figura o con figure: figurare un blocco di marmo; figurare un crocifisso  | (estens.) rappresentare con un simbolo; simboleggiare: la giustizia è figurata con la bilancia in mano; la colomba figura la pace    • 2 •   (fig.) immaginare, rappresentarsi qualcosa nella mente (quasi sempre accompagnato dalla particella pron.): me lo figuravo più grasso; puoi figurarti il mio stato d'animo  ' figurati!, si figuri!, esclamazioni di meraviglia con cui si nega qualcosa: «la disturbo?»  «si figuri!»    • 3 •   (non com.) mostrare, fingere: figurava di non sapere niente    • 4 •   (ant.) riconoscere: per ch'io a figurarlo i piedi affissi  (dante inf.  xviii, 43) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   esserci, risultare: il suo nome figura tra i premiati    • 2 •   apparire: non volle figurare come autore dell'opera    • 3 •   far figura, fare bella figura: vuol figurare in società  | figurarsi v. rifl.  (ant.) prendere aspetto: l'elemento dell'acqua si figura insieme con la terra di superficie sferica  (galilei).
figurativismo   s.m.  tendenza della pittura e della scultura a esprimersi mediante figure in cui è riconoscibile, più o meno direttamente, l'oggetto della rappresentazione.
figuratività   s.f.  il carattere figurativo dell'arte.
figurativo   agg.    • 1 •   che rappresenta con figure, che si esprime per mezzo di figure: alfabeto figurativo; stile figurativo; le arti figurative, la pittura e la scultura | si dice di un'opera d'arte o di un artista che si esprime attraverso figure nelle quali è riconoscibile, più o meno direttamente, l'oggetto della rappresentazione: dipinto, pittore figurativo    • 2 •   (non com.) simbolico § figurativamente avv. 
figurato   part. pass.  di figurare   agg.    • 1 •   rappresentato con figure: nomenclatura figurata    • 2 •   che ha figure, immagini: un libro figurato    • 3 •   si dice di locuzione, linguaggio e sim. che si esprime mediante figure retoriche: espressione figurata  § figuratamente avv.  in senso figurato, per mezzo di metafore.
figurazione   s.f.  (non com.)    • 1 •   rappresentazione, descrizione attraverso figure: la figurazione di una scena campestre    • 2 •   la cosa figurata; figura: tappeto con figurazioni animali    • 3 •   nella danza e nella ginnastica, complesso di figure.
figurina   s.f.    • 1 •   dim.  di figura    • 2 •   statuetta o altra piccola immagine dipinta, incisa o stampata; in partic., cartoncino su cui è stampata una figura colorata, di cui si fa la raccolta per hobby o per ottenere premi: le figurine dei calciatori; far collezione di figurine. 
figurinaio   s.m.  fabbricante o venditore di statuette.
figurinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi disegna figurini di moda o costumi per gli spettacoli.
figurino   s.m.    • 1 •   disegno raffigurante l'immagine di una donna o di uomo che indossa un modello d'abito    • 2 •   (estens.) persona vestita alla moda, con eleganza un po' affettata: essere un figurino. 
figurista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pittore di figure umane.
figuro   s.m.  uomo losco, poco raccomandabile.
figurona   s.f. , o figurone s.m. ,    • 1 •   accr.  di figura    • 2 •   eccellente impressione suscitata negli altri col proprio comportamento: con quel regalo fece una figurona. 
fila   s.f.    • 1 •   serie di persone o cose allineate una accanto all'altra o una dietro l'altra: una fila di scolari, di soldati, di alberi, di case; stare, mettere, procedere in fila; fare la fila, disporsi uno dietro l'altro aspettando il proprio turno | fila indiana, fila di persone per uno: marciare in fila indiana  | essere in prima fila, nell'allineamento che sta davanti a tutti gli altri; (fig.) essere maggiormente esposto | sedere in prima fila, nei teatri, nei cinema ecc., in un posto della prima fila | per fila destr!, per fila sinistr!, ordine impartito a una fila di soldati in marcia per farla svoltare a destra o a sinistra | abbandonare, disertare le file, disertare dall'esercito; (fig.) tradire, abbandonare una causa | serrare, stringere le file, accorciare la distanza tra un individuo e l'altro; (fig.) unirsi nello sforzo di un'azione comune    • 2 •   pl.  (estens.) insieme di persone che, per l'appartenenza a una stessa categoria, movimento, associazione e sim., sono considerate come un gruppo allineato e compatto: militare nelle file di un'associazione; andare a ingrossare le file dei disoccupati    • 3 •   (fig.) serie, successione ininterrotta: una fila di bugie  ' di fila, di seguito, senza interruzione | fuoco di fila, continuo, ininterrotto (anche fig.): un fuoco di fila di domande, una serie incalzante di domande.
filabile   agg.  che si può filare.
filaccia   s.f.  [pl. -ce] filo derivante dalla sfilatura di un tessuto consunto | filaccia di lino, usata un tempo per le medicazioni.
filaccica   s.f.  (non com.) filaccia.
filaccicoso   agg.  (non com.)    • 1 •   che si sfilaccia: stoffa filaccicosa    • 2 •   filamentoso.
filaccio   s.m.  (mar.) filo di vecchio cavo disfatto.
filacciolo   s.m.  lenza di filo robusto di canapa che termina con un grosso amo, usata soprattutto per la pesca delle cernie.
filaccioso   agg.  (non com.) filaccicoso.
filacterio    ⇨ filatterio.
filagrana    ⇨ filigrana.
filamento   s.m.  [pl. i filamenti; lett. le filamenta]    • 1 •   (biol.) corpo o elemento di struttura allungata, sottile: filamenti cellulari, nervosi  | (estens.) filo di sostanza viscosa    • 2 •   (bot.) parte inferiore dello stame che sostiene l'antera    • 3 •   (elettr.) nella lampadina, conduttore filiforme che diventa incandescente al passaggio della corrente; nei tubi elettronici, il catodo    • 4 •   (astr.) ciascuna delle linee nere che appaiono sul disco solare.
filamentoso   agg.    • 1 •   (biol.) che ha molti filamenti, fibroso: tessuto filamentoso    • 2 •   che ha l'aspetto di filamento: una sostanza filamentosa. 
filanca   ® s.f.  fibra sintetica elastica, usata per capi di abbigliamento.
filanda   s.f.  stabilimento in cui si procede alla filatura delle fibre tessili.
filandaia   s.f.  filandina.
filandiere   s.m.  chi possiede o dirige una filanda.
filandina   s.f.  donna che lavora in una filanda.
filandra   s.f.  cascame della filatura e della tessitura.
filante   part. pres.  di filare   agg.    • 1 •   che stilla un filamento viscoso    • 2 •   che procede velocemente | la linea filante di un'automobile, slanciata, aerodinamica    • 3 •   che si allunga in fili: formaggio filante  | stella filante, stella cadente, che lascia una striscia al suo passaggio; per estens., striscia di carta colorata lunga e sottile, arrotolata su sé stessa, che si lancia (spec. nelle feste di carnevale) tenendone un capo e facendo svolgere il rotolo in aria per un lungo tratto  s.m.  malattia del vino, caratterizzata dalla formazione di viscosità filose.
filantropia   s.f.  sentimento di amore e solidarietà per gli altri e per l'umanità in generale.
filantropico   agg.  [pl. m. -ci] di filantropia, da filantropo: atto filantropico; associazione filantropica  § filantropicamente avv. 
filantropismo   s.m.    • 1 •   atteggiamento ispirato ai valori della filantropia    • 2 •   movimento pedagogico sorto in germania nel sec. xviii, ispirato ai principi dell'illuminismo.
filantropo   s.m.  chi, animato da filantropia, si adopera altruisticamente per aiutare i bisognosi.
filare   (1) v. tr.    • 1 •   ridurre in filo continuo e uniforme le fibre tessili: filare a mano, a macchina; filare grosso, fino, a seconda dello spessore del filo | al tempo che berta filava, espressione proverbiale che indica un'epoca, un modo di vivere ormai remoti | filare il perfetto amore, amarsi in perfetto accordo    • 2 •   ridurre in filo un materiale solido dopo averlo ammorbidito, gener. col calore: filare il vetro, lo zucchero    • 3 •   (estens.) versare lentamente, colare: la ferita fila sangue  ' far correre, lasciare scorrere: filare un cavo, una cima; filare una nota, un suono, prolungarli variandone solo l'intensità | filare i remi, (mar.) disporli di piatto a fior d'acqua mentre la barca continua la sua corsa    • 4 •   (fig.) predisporre, ordinare: fai tanto sottili / provedimenti, ch'a mezzo novembre / non giugne quel che tu d'ottobre fili  (dante purg.  vi, 142-144) | v. intr.  [aus. avere; nel sign.    • 2 •   anche essere]    • 1 •   formare un filo o dei fili: il baco fila; il formaggio fuso fila  | detto del vino o dell'aceto, guastarsi producendo un materiale viscoso e filante    • 2 •   procedere velocemente: l'automobilista filava a duecento all'ora; una macchina che fila, che raggiunge alta velocità | filare via, filarsela, (fam.) andarsene in tutta fretta; battersela: come l'ha visto è filato via subito; filate (via)!, andatevene immediatamente!; vista la situazione, se l'è filata  ' (fig.) detto di discorso, ragionamento e sim., procedere con ordine, secondo logica    • 3 •   (fam.) comportarsi bene: sa come far filare i figli!; fila diritto!, riga dritto, fa' giudizio!    • 4 •   (fam.) amoreggiare, flirtare.
filare   (2) s.m.  fila di alberi, di piante: un filare di viti, di cipressi. 
filaria   s.f.  nome comune di alcuni vermi filiformi tropicali dei nematodi, parassiti del sangue e degli altri liquidi linfatici dell'uomo e di molti animali vertebrati.
filariasi    ⇨ filariosi.
filarino   s.m.  (fam. scherz.) giovane innamorato; anche, amore poco impegnativo tra ragazzi.
filariosi   o filariasi [fi-la-rì-a-si], s.f.  (med. , vet.) malattia parassitaria dovuta a una filaria.
filarmonica   s.f.  società filarmonica.
filarmonico   agg.  [pl. m. -ci] che ama e coltiva la musica classica: società filarmonica, complesso orchestrale di appassionati di musica classica; associazione che promuove manifestazioni musicali  s.m.  [f. -a] dilettante di musica | appartenente a una società filarmonica: un gruppo di filarmonici. 
filassi   s.f.  (biol.) capacità naturale degli organismi di reagire contro gli agenti patogeni.
filastrocca   s.f.    • 1 •   serie lunga e noiosa di parole; tiritera: una filastrocca di nomi    • 2 •   poesiola infantile, cantilena: una filastrocca natalizia. 
filata   s.f.    • 1 •   (non com.) serie di cose o di persone in fila: una filata d'alberi  | (fig.) successione continua    • 2 •   (region.) sgridata, ramanzina.
filatelia   s.f.  l'insieme delle attività connesse con lo studio, la raccolta e il collezionismo dei francobolli.
filatelica   s.f.  filatelia.
filatelico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la filatelia: mostra, pubblicazione filatelica   s.m.  [f. -a] collezionista o commerciante di francobolli.
filatelista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] collezionista di francobolli.
filatera   s.f.  (ant.) filastrocca, tiritera.
filatessa   s.f.  (lett.) lunga fila; filastrocca.
filaticcio   s.m.  seta di qualità scadente ricavata da bozzoli avariati; anche, il tessuto che se ne ottiene.
filato   part. pass.  di filare   agg.    • 1 •   ridotto in fili: lino, zucchero filato    • 2 •   (fig. fam.) continuo, ininterrotto: parlare per due ore filate  | senza discontinuità o incoerenze: discorso, ragionamento filato  | di filato, (non com.) difilato; direttamente, subito    • 3 •   spedito, rapido: andare dritto filato, speditamente senza sviare  s.m.  fibra tessile filata: filato vegetale, sintetico; filato di lino, di canapa; filato unico, a un solo capo; filato ritorto, a due o più capi uniti da torsione § filatamente avv.  in modo continuo, senza interruzioni.
filatoio   s.m.    • 1 •   macchina che effettua la filatura    • 2 •   la parte della filanda in cui si compie tale operazione.
filatore   s.m.  [f. -trice; pop. -tora] operaio addetto alla filatura.
filatrice   s.f.  macchina che effettua la filatura; filatoio.
filatterio   rar. filacterio, s.m.  ciascuno dei due astucci di cuoio contenenti una pergamena su cui sono scritti quattro passi del pentateuco, che gli ebrei legano al braccio sinistro e alla fronte durante la preghiera feriale del mattino.
filatura   s.f.    • 1 •   il complesso delle operazioni attraverso le quali una fibra tessile viene ridotta in filato | stabilimento industriale in cui si filano fibre tessili    • 2 •   in viticoltura, la trasformazione delle infiorescenze in viticci.
filautia   s.f.  (lett.) amore eccessivo di sé.
file   s.m. invar.  (inform.) porzione di memoria (fissa o mobile) di un elaboratore che contiene un insieme organizzato di informazioni omogenee; archivio.
fileggiare   v. intr.  [io filéggio ecc. ; aus. avere] (mar.) riferito a vela, sbattere (quando è orientata nella stessa direzione del vento).
filellenico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) filelleno.
filellenismo   s.m.    • 1 •   amore, ammirazione per la grecia antica, la sua cultura, la sua civiltà    • 2 •   (st.) movimento europeo di sostegno all'irredentismo greco contro la dominazione ottomana, attivo soprattutto nel terzo decennio dell'ottocento.
filelleno   agg.  e s.m.  (lett.) che, chi è ammiratore della civiltà della grecia classica | (st.) seguace del filellenismo ottocentesco.
filet   s.m. invar.  lavorazione di trina ad ago; il pizzo così eseguito.
filetico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.)    • 1 •   filogenetico    • 2 •   evoluzione filetica, quella che comporta una progressiva differenziazione dei gruppi vegetali e animali.
filettaggio   s.m.  (tecn.) filettatura.
filettare   v. tr.  [io filétto ecc.]    • 1 •   ornare, decorare con filetti, cordoncini o sim.    • 2 •   munire di filetto: filettare un foro, creare una madrevite; filettare un perno, una barra, foggiare una vite.
filettato   part. pass.  di filettare   agg.  nei sign. del verbo | (tip.) si dice di un carattere in cui le lettere sono percorse da tratti bianchi.
filettatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto alla filettatura.
filettatrice   s.f.  (tecn.) macchina utensile per eseguire la filettatura di viti o madreviti.
filettatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del filettare; decorazione, guarnizione ottenuta mediante filetti: la filettatura di un cappello; una filettatura in oro    • 2 •   (tecn.) costruzione del filetto delle viti e delle madreviti    • 3 •   la parte filettata di viti e madreviti; impanatura: filettatura triangolare, trapezoidale. 
filetto   s.m.    • 1 •   strisciolina di stoffa o cordoncino usato per ornare o fregiare abiti, copricapi, drappi, tessuti ecc.: una camicetta col filetto rosso; il berretto del capitano ha tre filetti    • 2 •   (tecn.) sporgenza elicoidale dalla superficie esterna della vite e da quella interna della madrevite; pane    • 3 •   nell'orologio, la scanalatura che serve a incastrare il vetro    • 4 •   (tip.) linea sottile che, in una pagina a stampa, separa i titoli dal testo o una colonna dall'altra, inquadra illustrazioni o tabelle ecc.    • 5 •   nella scrittura a mano, il sottile tratto di penna con cui si unisce una lettera all'altra    • 6 •   gioco da tavolo tra due giocatori consistente nel muovere secondo determinate regole le pedine (nove per ciascun giocatore) su una tavoletta su cui sono disegnati tre quadrati concentrici    • 7 •   la barretta di ferro che si introduce, a guisa di morso, nella bocca del cavallo negli allenamenti    • 8 •   filetto fluido, (fis.) fascio infinitesimo di un fluido in cui velocità e pressione possono ritenersi costanti    • 9 •   in macelleria, taglio di carne tenera situata sotto i lombi | pl.  la carne disossata del petto di polli, tacchini e sim., oppure le due metà di un pesce di medie o piccole dimensioni pulito delle interiora, delle squame e delle spine: filetti di sogliola    • 10 •   (anat.) frenulo della lingua e del pene.
-filia  -filia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. philía  'amore, amicizia'; vale 'amicizia, affinità, tendenza' e sim. (esterofilia, spasmofilia).
filiale   (1) o figliale, agg.  di, da figlio: amore, devozione filiale  § filialmente avv. 
filiale   (2) s.f.  sezione distaccata di un'azienda che opera alle dipendenze di una sede principale; talora anche, impropriamente, azienda o società a sé stante ma appartenente a un gruppo.
filiazione   o figliazione, s.f.    • 1 •   generazione di figli    • 2 •   (dir.) rapporto che dà luogo allo stato di genitori e figli: filiazione legittima, dei figli legittimi; filiazione naturale, dei figli nati da genitori non coniugati    • 3 •   (fig.) derivazione, discendenza diretta: la filiazione di un'idea da un'altra. 
filibranchi   s.m. pl.  (zool.) ordine di molluschi caratterizzati da due branchie filiformi poste sui lati del corpo; da particolari ghiandole secernono una sostanza che solidifica a contatto con l'acqua, formando un filo (cl.  lamellibranchi) | sing.  [-io] ogni mollusco di tale ordine.
filibusta   s.f.  associazione di pirati (inglesi, francesi, olandesi) che nel sec. xvii mossero attacchi alle navi e ai possedimenti spagnoli nelle antille.
filibusteria   s.f.  l'attività dei filibustieri.
filibustering   s.m. invar.  nel linguaggio politico, uso sistematico dell'ostruzionismo parlamentare.
filibustiere   s.m.    • 1 •   pirata, corsaro    • 2 •   [f. -a] (fig.) persona senza scrupoli; avventuriero | (scherz.) persona simpaticamente furba che riesce a ottenere quello che vuole: quel filibustiere di mio figlio!. 
filicali   s.f. pl.  ordine di piante delle pteridofite con gli organi riproduttori posti sulla pagina inferiore delle foglie; felci | sing.  [-e] ogni pianta di tale ordine.
filière  ;s.m. invar.  (dir.) nelle borse merci, documento che identifica la partita di merce negoziata a termine: è emesso dal venditore che non ha compensato la sua posizione con un acquisto.
filiera   s.f.    • 1 •   piastra forata che costituisce l'organo essenziale della macchina per produrre i filati sintetici e artificiali; anche, la macchina stessa    • 2 •   piastra forata usata per la trafilatura di fili metallici o di materiale plastico    • 3 •   utensile per eseguire la filettatura delle viti    • 4 •   (zool.) organo attraverso il quale i ragni, i bachi da seta ecc. secernono i caratteristici fili    • 5 •   (non com.) fila | per filiera, (ant.) in fila.
filiforme   agg.  che ha la sottigliezza del filo.
filiggine   e deriv.   ⇨ fuliggine e deriv. 
filigrana   meno com. filagrana, filograna, s.f.    • 1 •   tecnica di lavorazione dei metalli preziosi (gener. oro e argento) che si esegue intrecciando e saldando insieme fili sottilissimi e piccoli grani in modo da formare figure varie; lavoro d'oreficeria così ottenuto    • 2 •   (fig.) lavoro di grande precisione, delicatezza e preziosità    • 3 •   linea o figura che si può vedere guardando in trasparenza certi tipi di carta, come quella dei francobolli, delle banconote ecc.
filigranato   non com. filogranato, agg.    • 1 •   lavorato a filigrana: oro filigranato  | (fig. lett.) cesellato, minutamente ornato: il cielo nero filogranato di stelle  (jahier)    • 2 •   che ha la filigrana: carta, banconota filigranata. 
filigranatura   s.f.  l'impressione della filigrana sui fogli di carta.
filigranoscopio   s.m.  piccola vaschetta con fondo nero piatto, sul quale si appoggia un francobollo bagnato di benzina rettificata per distinguerne bene la filigrana.
filipendula   s.f.  pianta erbacea di alto fusto con fiori piccoli di colore rosa e bianco raccolti in grappoli e foglie palmate; è detta anche erba peperina  (fam.  rosacee).
filippica   s.f.  orazione, discorso aspramente polemico; invettiva, requisitoria (oggi per lo più scherz.  o iron.): fare una filippica. 
filippino   (1) agg.  delle isole filippine  s.m.  chi è nato, chi abita nelle filippine.
filippino   (2) s.m.  sacerdote della congregazione fondata da san filippo neri (1515-1595); padre oratoriano.
filippo   s.m.    • 1 •   moneta d'oro coniata da filippo ii di macedonia (382 ca - 336 a. c.) e usata nel periodo ellenistico-romano in tutta l'area mediterranea    • 2 •   scudo d'argento coniato a milano da filippo ii di spagna (1527-1598).
filisteismo   s.m.  atteggiamento, comportamento da filisteo.
filisteo   agg.    • 1 •   di una popolazione non semita insediatasi sulle coste meridionali della palestina nel sec. x a. c.    • 2 •   (fig.) gretto, conformista, retrivo: mentalità filistea   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi apparteneva alla popolazione filistea    • 2 •   (fig.) persona gretta, meschina, conformista.
fillade   s.f.  (geol.) roccia metamorfica scistosa costituita soprattutto di quarzo e mica.
fillé  r fillér;s.m.  moneta divisionale ungherese, pari a un centesimo di fiorino.
filler   s.m. invar.  (tecn.) additivo; riempitivo, stucco.
fillio   s.m.  insetto dal corpo appiattito che simula perfettamente una foglia secca (ord.  fasmidi).
fillirea   s.f.  pianta delle oleacee, tipica della macchia mediterranea, con fiori bianchi e frutti a drupa.
fillo-  fillo- -fillo primo e secondo elemento di parole della terminologia scientifica, dal gr. phy/llon  'foglia'; vale appunto 'foglia' o indica relazione con le foglie (antofillo, fillodio).
fillocladio   s.m.  (bot.) cladodio.
fillodia   s.f.  (agr.) malattia virale che colpisce la pianta del cotone e la rende sterile.
fillodio   s.m.  (bot.) picciolo appiattito che ha l'aspetto di una foglia.
fillofago   agg.  [pl. m. -gi] si dice di animale, spec. insetto, che si nutre di foglie.
filloma   s.m.  [pl. -mi] (bot.) nome generico delle appendici del fusto, come foglie, cotiledoni e brattee.
fillopodi   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di crostacei d'acqua dolce caratterizzati da arti toracici poco mobili, provvisti di appendici branchiali | sing.  [-e] ogni crostaceo di tale sottoclasse.
filloptosi   s.f.  (bot.) caduta precoce delle foglie di una pianta per cause patologiche.
fillossera   pop. filossera, s.f.  insetto emittero che arreca gravissimi danni alla vite, distruggendone le radici e le foglie (ord.  omotteri).
fillotassi   s.f.  (bot.) disposizione delle foglie sui rami.
film   s.m. invar.    • 1 •   pellicola fotografica o cinematografica: film a 35, a 16 mm    • 2 •   opera cinematografica: girare, realizzare un film; film in bianco e nero, a colori; film drammatico, comico, western  | film d'animazione, cartone, disegno animato. dim. filmetto, filmino  accr. filmone  pegg. filmaccio    • 3 •   (estens.) l'arte cinematografica: una storia del film in costume    • 4 •   (scient.) strato sottile di una sostanza depositata su una superficie; patina, pellicola: film metallico. 
filmabile   agg.  che può essere filmato | che può essere ridotto in film; realizzabile cinematograficamente.
filmare   v. tr.  riprendere con la macchina da presa cinematografica: filmare una scena  ' realizzare cinematograficamente: filmare un racconto. 
filmato   part. pass.  di filmare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  ripresa cinematografica trasmessa in televisione | ripresa inserita, con fini documentari, nel corso di una trasmissione televisiva, una conferenza, uno spettacolo e sim.
filmico   agg.  [pl. m. -ci] del film, del cinema inteso come mezzo d'espressione artistica: linguaggio filmico  § filmicamente avv.  dal punto di vista filmico.
filmina   s.f. , o filmino s.m. , serie di diapositive riprodotte su un nastro di pellicola, usate soprattutto in proiezioni didattiche.
filmistico   agg.  [pl. m. -ci] di film: attività, produzione filmistica. 
film-loop  film-loop s.m. invar.  pellicola a cortissimo metraggio, per lo più di uso didattico; si avvolge su una speciale bobina che ne permette la proiezione continua.
filmografia   s.f.  elenco sistematico di film prodotti in una data epoca o in un dato paese, su un certo argomento, di un certo regista ecc.
filmologia   s.f.  lo studio della cinematografia nei suoi vari aspetti.
filmologico   agg.  [pl. m. -ci] della filmologia.
film-opera  film-opera s.m.  film di un'opera lirica prodotta appositamente per la ripresa cinematografica.
filmoteca   s.f.  (non com.) cineteca.
film-strip  film-strip s.m. invar.  filmina.
filo   s.m.  [pl. m. fili; il pl. f. fila  è usato solo in talune locuzioni, in cui ha per lo più valore collettivo]    • 1 •   il prodotto della filatura di una fibra tessile, naturale, artificiale o sintetica, che serve per tessere, cucire, ricamare ecc.: filo di seta, di cotone, di nailon; una matassa, un gomitolo di filo; filo semplice, doppio, ritorto  | filo di scozia, filo di cotone lucido impiegato in articoli di maglieria | filo chirurgico, catgut | essere legati, cuciti a filo doppio, (fig.) essere inseparabili | dare del filo da torcere a qualcuno, (fig.) metterlo in serie difficoltà | essere ridotto a un filo, (fig.) essere deperito, molto magro | essere attaccato a un filo, (fig.) in serio pericolo | il filo d'arianna, nella mitologia greca, il filo che arianna diede a teseo per orientarsi nel labirinto; (fig.) l'espediente, l'idea che permette di uscire da una situazione difficile | il filo della vita, (fig.) la sua durata, il suo corso (paragonata nel mito classico al filo che veniva filato e tagliato dalle parche, divinità da cui dipendeva il destino degli uomini) | filo del traguardo, (sport) filo di lana posto sulla linea di arrivo, che viene spezzato dall'atleta vincente | essere battuti sul filo (del traguardo), (fig.) essere superati all'ultimo momento | fare il filo a qualcuno, (fig.) fargli la corte    • 2 •   (estens.) qualsiasi corpo assai lungo e sottile, di sezione circolare uniforme; cavo: filo di ferro, di rame, di gomma  | filo (elettrico), conduttore metallico filiforme rivestito di una guaina isolante: il filo della luce, del telefono  | filo elicoidale, costituito da tre fili d'acciaio avvolti a elica e usato per tagliare marmi e pietre | filo spinato, filo di ferro munito di aculei usato nelle recinzioni | filo diretto, linea telefonica che garantisce un collegamento diretto (anche in usi fig.)    • 3 •   (estens.) oggetto filiforme: filo d'erba, di paglia  | filamento: le fila del formaggio fuso; i fili di una ragnatela  | (lett.) capello, pelo: fili d'oro, capelli biondi | rivoletto, zampillo: filo d'acqua, di sangue  | il filo della schiena, la spina dorsale | filo di perle, di coralli, l'insieme delle perle o dei coralli infilati nello stesso filo    • 4 •   ognuno dei tiranti con cui vengono azionati dall'alto i burattini | tenere, reggere le fila di qualcosa, (fig.) governarla, gestirla; tirare le fila di qualcosa, (fig.) cercare di condurla a termine    • 5 •   (fig.) quantità, cosa minima: un filo di vita, di speranza; un filo d'ombra, di vento; condire con un filo d'olio; parlare con un filo di voce; sul filo dei millimetri, per pochissimo spazio. dim. filino    • 6 •   (fig.) andamento, ordine, direzione: il filo del discorso, della storia, delle idee, il loro ordine di svolgimento | il filo del vento, della corrente, la loro direzione: ricevere il vento in filo, (mar.) ricevere il vento che soffia parallelamente alla superficie delle vele | il filo del legno, il verso delle fibre | perdere il filo del discorso, del ragionamento, interrompersi e non riuscire a riprenderne lo svolgimento logico | riprendere il filo di una conversazione, riprenderne l'argomento dopo averlo interrotto | il filo dei ricordi, della memoria, sequenza di immagini richiamate alla mente | per filo e per segno, in ogni particolare | di filo, senza indugi | a filo di logica, secondo logica    • 7 •   la parte tagliente della lama: il filo della spada, del rasoio, delle forbici  | passare, mettere a fil di spada, uccidere con la spada | essere, camminare, trovarsi sul filo del rasoio, (fig.) trovarsi in una situazione delicata che richiede la massima cautela    • 8 •   spigolo: il filo del muro, del tavolo    • 9 •   (ant.) fila: come li augei... / alcuna volta in aere fanno schiera, / poi volan più a fretta e vanno in filo  (dante purg.  xxiv, 64-66).
filo-  filo- (1) -filo primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. philo-, deriv. di philêin  'amare'; indica 'amore, simpatia', o anche 'attitudine, inclinazione'; davanti a vocale si presenta anche nella forma fil-  (filosofo, filantropo, bibliofilo).
filo-  filo- (2) primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. phy/lon  'generazione, stirpe'; ha il significato di 'discendenza' (filogenesi).
filo-  filo- (3) primo elemento di parole composte della terminologia tecnica, in cui indica 'trasporto, comunicazione mediante filo' (filobus, filodiffusione).
filoamericano   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi manifesta simpatia e approvazione, anche di carattere politico, per gli stati uniti d'america.
filobus   s.m. invar.  autobus a trazione elettrica alimentato, mediante un'opportuna presa ad asta, da una doppia linea aerea di fili intervallati; è adibito per lo più a servizio pubblico urbano.
filocinese   agg.  e s.m.  e f.  che, chi manifesta simpatia e approvazione, anche di carattere politico, per la repubblica popolare cinese.
filocomunista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] simpatizzante per il comunismo.
filodendro   s.m.  (bot.) genere di piante rampicanti ornamentali che hanno radici aeree e grandi foglie intere o profondamente incise (fam.  aracee).
filodiffusione   s.f.  sistema di trasmissione che porta all'utente i programmi della radio per mezzo dei fili della rete telefonica: impianto di filodiffusione, l'insieme di apparecchiature che rendono possibile la ricezione.
filodiffuso   agg.  trasmesso in filodiffusione: concerto filodiffuso. 
filodiffusore   s.m.  dispositivo di ricezione dei programmi radiofonici trasmessi mediante filodiffusione.
filodossia   s.f.  (filos.) l'atteggiamento di chi segue l'opinione, contrapposta al sapere filosofico e al metodo critico.
filodrammatica   s.f.  compagnia di attori dilettanti.
filodrammatico   agg.  [pl. m. -ci] che recita per diletto; appassionato di teatro | composto di attori non professionisti: compagnia filodrammatica   s.m.  attore dilettante.
filofascista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] simpatizzante del fascismo.
filogenesi   s.f.  (biol.) processo evolutivo degli organismi vegetali e animali dalla loro comparsa sulla terra a oggi; la scienza che studia tale evoluzione.
filogenetico   agg.  [pl. m. -ci] della filogenesi, relativo alla filogenesi § filogeneticamente avv.  dal punto di vista filogenetico.
filogovernativo   agg.  che è favorevole al governo, che manifesta approvazione per il suo operato.
filograna   e deriv.   ⇨ filigrana e deriv. 
filologia   s.f.    • 1 •   disciplina che studia i documenti linguistici e letterari di una determinata cultura o di una particolare civiltà letteraria: filologia classica, romanza, slava, germanica, italiana    • 2 •   il complesso delle indagini che mirano a riportare un testo alla sua forma originaria (liberandolo da errori e rimaneggiamenti), a interpretarlo, a precisarne (quando vi siano dubbi) l'autore, il periodo e l'ambiente culturale; critica testuale    • 3 •   (estens.) l'insieme dei filologi e degli studi filologici di un dato periodo o ambiente: la filologia alessandrina; la filologia dell'ottocento. 
filologico   agg.  [pl. m. -ci] proprio della filologia, che appartiene alla filologia: studi filologici; critica filologica  § filologicamente avv.  in modo filologico; dal punto di vista filologico.
filologismo   s.m.  tendenza a ridurre la critica letteraria al solo esame filologico; eccesso nell'applicazione del metodo filologico.
filologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi, pop. -ghi] studioso di filologia | anche come agg.  : un critico filologo. 
filonazista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] simpatizzante del nazismo.
filoncino   s.m.  piccolo pane di forma allungata.
filondente   o filundente, s.m.  (antiq.) tessuto di cotone o di canapa a trama larga, piuttosto rigido, sul quale si eseguono ricami.
filone   (1) s.m.    • 1 •   (geol.) massa metallifera o di materiale eruttivo che riempie la fenditura di una roccia; giacimento minerale: filone d'oro, metallifero    • 2 •   in un corso d'acqua, il punto in cui la corrente è più profonda e veloce    • 3 •   pane di forma lunga e affusolata, di media o grande pezzatura    • 4 •   schienale del bue e del vitello macellati    • 5 •   (fig.) linea di sviluppo di una tradizione artistico-letteraria o di una corrente di pensiero attraverso il tempo: un'opera appartenente al filone romantico. 
filone   (2) s.m.  [f. -a] (sett.) persona che, con astuzia e senza dare nell'occhio, riesce a indirizzare le situazioni a proprio vantaggio.
filoneismo   s.m.  tendenza ad approvare facilmente tutto ciò che costituisce una novità si contrappone a misoneismo. 
filoneista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi dimostra filoneismo: atteggiamento filoneista; essere un filoneista. 
filoneistico   agg.  [pl. m. -ci] di filoneismo, da filoneista.
filoniano   agg.  (geol.) che ha forma di filone, relativo a un filone; giacimento, strato filoniano. 
filonucleare   agg.  favorevole all'impiego dell'energia nucleare per scopi pacifici.
filosafo    ⇨ filosofo.
filoso   agg.    • 1 •   che ha forma e aspetto di filo; pieno di fili    • 2 •   fibroso, stopposo: carne filosa. 
filosofale   agg.    • 1 •   (ant.) filosofico: dignità filosofale  ' (iron.) da filosofo: discorso filosofale    • 2 •   pietra filosofale, quella che gli alchimisti ricercavano, attribuendole la virtù di mutare in oro qualsiasi metallo.
filosofante   part. pres.  di filosofare   agg.  e s.m.  e f.  (antiq.) si dice di chi si occupa di filosofia (oggi per lo più iron.).
filosofare   v. intr.  [io filò sofo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) dedicarsi alla filosofia | fare investigazioni su temi filosofici: filosofare sui fini della storia; filosofare sul bene e sul male    • 2 •   (per lo più iron.) esprimersi in termini e con atteggiamenti filosofici; filosofeggiare: filosofare sul prima e sul dopo, sul come e sul quando. 
filosofastro   s.m.  [f. -a] (spreg.) chi s'atteggia a filosofo; filosofo da strapazzo.
filosofeggiare   v. intr.  [io filo soféggio ecc. ; aus. avere] (iron.) atteggiarsi a filosofo; voler fare della filosofia a sproposito.
filosofema   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   nella logica aristotelica, sillogismo dimostrativo | (estens.) concetto, formula filosofica    • 2 •   (spreg.) astruseria da filosofo; sofisma.
filosoferia   s.f.  (non com.) astruseria filosofica.
filosofesco   agg.  [pl. m. -schi] (iron.) di, da filosofo: linguaggio filosofesco  § filosofescamente avv. 
filosofia   s.f.    • 1 •   attività intellettuale che mira a elaborare una concezione complessiva e razionalmente fondata della realtà del mondo e dell'uomo: filosofia prima, metafisica; filosofia teoretica, indagine puramente speculativa sul reale; filosofia morale, etica; filosofia dell'arte, estetica; filosofia della scienza, epistemologia; filosofia della storia, del linguaggio, del diritto, della religione, della matematica  ' storia della filosofia, studio delle dottrine, dei movimenti o dei problemi filosofici secondo una prospettiva storica    • 2 •   sistema o indirizzo di pensiero: la filosofia di platone, la filosofia idealistica, materialistica    • 3 •   (fig.) serenità d'animo, saggezza, imperturbabilità: sopportare con filosofia le avversità; prendere, affrontare qualcosa con filosofia    • 4 •   facoltà universitaria in cui si insegnano le discipline filosofiche.
filosofico   agg.  [pl. m. -ci] proprio della filosofia; relativo alla filosofia: ragionamento, sistema filosofico  § filosoficamente avv.    • 1 •   in modo filosofico; dal punto di vista filosofico    • 2 •   (fig.) con filosofia, con serena disposizione d'animo.
filosofismo   s.m.  eccesso di disposizione filosofica; abuso di astrazioni filosofiche.
filosofizzare   v. intr.  [io filo sofì zz o ecc.; aus. avere] (iron.) filosofeggiare.
filosofo   ant. o pop. filosafo, s.m.  [f. -a; iron. -essa]    • 1 •   chi si dedica ai problemi della ricerca filosofica; studioso di filosofia. dim. filosofuzzo  accr. filosofone  pegg. filosofaccio    • 2 •   (fig.) chi sopporta serenamente le avversità chi affronta con calma e razionalità ogni situazione.
filosofume   s.m.  accozzaglia di filosofi da strapazzo.
filosovietico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] che, chi manifestava simpatia e approvazione per l'unione sovietica.
filossera    ⇨ fillossera.
filotea   s.f.  libro di preghiere e meditazioni.
filotto   s.m.  nel gioco del biliardo, colpo che abbatte un'intera fila di birilli.
filoveicolo   s.m.  ogni veicolo elettrico alimentato da una linea aerea e non circolante su rotaie (p. e.  il filobus).
filovia   s.f.  linea, servizio di filobus | il filobus stesso.
filoviario   agg.  di filovia, con filovia: vettura filoviaria; servizio filoviario. 
filtrabile   agg.  che si può filtrare | che riesce a passare attraverso un filtro: virus filtrabile. 
filtrabilità   s.f.  capacità di filtrare, di essere filtrato.
filtraggio   s.m.  operazione del filtrare; depurazione: liquido sottoposto a filtraggio. 
filtrante   part. pres.  di filtrare   agg.  si dice di sostanza che permette la filtrazione: pannello filtrante  | (pannolino) filtrante, quello per neonati, da mettere a diretto contatto con la pelle.
filtrare   v. tr.    • 1 •   far passare un liquido o un gas attraverso un filtro: filtrare il tè, il vino, l'olio    • 2 •   (fig.) selezionare: filtrare le amicizie  | rielaborare, assimilare mentalmente: filtrare un'esperienza, una lettura  | v. intr.  [aus. essere] penetrare, trapelare: l'umidità filtra dalle pareti; il sole filtrava dalle fessure  | (fig.) diffondersi, divulgarsi lentamente: la notizia filtrò attraverso alcune indiscrezioni. 
filtratore   agg.  e s.m.  si dice di operaio addetto a operazioni di filtrazione (in zuccherifici, birrifici ecc.).
filtrazione   s.f.  l'operazione del filtrare; la sostanza filtrata.
filtro   (1) s.m.    • 1 •   dispositivo di varia forma e struttura usato per filtrare liquidi e gas e costituito gener. da un diaframma poroso che ne trattiene le particelle solide: filtro meccanico, chimico; filtro della sigaretta, rotolino di materiale poroso che trattiene parte delle sostanze nocive prodotte dalla combustione del tabacco e della cartina; filtro dell'aria, dell'olio, della benzina, apparecchiature filtranti poste nei motori a scoppio    • 2 •   (fis.) denominazione di vari dispositivi che hanno la funzione di selezionare un fascio complesso di onde: filtro acustico, condotto che può essere attraversato solo da suoni compresi in una determinata gamma di frequenza, mentre gli altri vengono arrestati; filtro elettrico, dispositivo che seleziona segnali aventi determinate frequenze; filtro ottico, dispositivo che, investito da un fascio di luce bianca, si lascia attraversare solo da radiazioni appartenenti a una banda limitata dello spettro    • 3 •   (fig.) attività intellettuale o spirituale che depura, decanta le sensazioni, le esperienze; selezione, vaglio: il filtro della ragione, della memoria. 
filtro   (2) s.m.  bevanda preparata con arti magiche, a cui si attribuiva la capacità di suscitare o di spegnere una passione amorosa.
filtropressa   s.f.  [pl. filtropresse] (tecn.) apparecchiatura composta di vari pannelli filtranti attraverso i quali viene fatto passare mediante pressione il liquido da depurare.
filugello   s.m.  baco da seta.
filundente    ⇨ filondente.
filza   s.f.    • 1 •   serie di cose infilate o infilzate insieme: una filza di perle; una filza di uccelli allo spiedo    • 2 •   (fig.) successione di più cose; serie, sequela: una filza di rimproveri, di errori    • 3 •   fascio di documenti collocati in biblioteche o archivi    • 4 •   cucitura a punti piuttosto radi; imbastitura. dim. filzetta. 
filzetta   s.f.    • 1 •   dim.  di filza    • 2 •   tipo di salame di pasta fine e dura, di forma sottile e allungata.
fimbria   s.f.    • 1 •   tipo di frangia o balza che adornava anticamente l'orlo della veste; per estens., l'orlo stesso    • 2 •   (anat.) appendice a forma di frangia.
fimicolo   agg.  si dice di animale o pianta che vive nel letame.
fimo   s.m.  (lett.) sterco, letame: ma al pie' de' gran palagi / là il fimo alto fermenta  (parini).
fimosi   s.f.  (med.) restringimento, per lo più congenito, dell'apertura del prepuzio.
finale   agg.    • 1 •   che sta alla fine; ultimo, terminale: parola, battuta, sillaba finale; decisione, sentenza finale; prova, esame finale, alla fine di un corso | giudizio finale, (relig.) giudizio universale | beni, consumi finali, (econ.) quelli destinati al soddisfacimento dei bisogni dei consumatori, non già alla produzione di altri beni    • 2 •   che riguarda il fine, lo scopo: causa finale  | in grammatica: proposizione finale, quella che indica il fine per cui si compie l'azione espressa dalla reggente; congiunzione finale, quella che introduce una proposizione finale (p. e. affinché, perché, acciocché, ché  con il verbo al congiunt.; oppure per, a, di  coll'infinito): ripeté la spiegazione perché tutti capissero; corro per non perdere il treno    • 3 •   (estens.) decisivo, ultimativo: soluzione finale di un problema   s.m.    • 1 •   parte terminale di un'opera musicale, teatrale, cinematografica: il finale della tosca  | fase conclusiva di una gara, di un gioco: il finale della tappa, del match    • 2 •   (tip.) fregio stampato alla fine di un capitolo. dim. finalino  | s.f.    • 1 •   (ling.) suono o sillaba terminale di una parola    • 2 •   (gramm.) proposizione finale    • 3 •   (sport) in una competizione a eliminazione, gara, incontro definitivo, cui sono ammessi i vincitori delle semifinali: disputare la finale; entrare in finale  § finalmente avv.    • 1 •   da ultimo, alla fine: passarono tutti i reparti e finalmente sfilarono gli alpini    • 2 •   in fine (per sottolineare un esito desiderato): finalmente ti sei deciso!. 
finalina   s.f.  nell'uso giornalistico, la finale di un torneo a squadre nella quale si assegna il terzo e il quarto posto.
finalismo   s.m.  (filos.) ogni concezione secondo la quale la realtà nel suo insieme e in ogni sua parte tende a un fine; nel pensiero cristiano, concezione fondata sul concetto di provvidenza divina.
finalissima   s.f.  (sport) gara, incontro definitivo di una competizione a eliminazione; anche, finale che riveste un eccezionale interesse.
finalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   il concorrente di una gara a eliminatoria che è ammesso a disputare la finale    • 2 •   (filos.) sostenitore del finalismo | anche agg.  entrato in finale: la squadra finalista  | (filos.) finalistico: dottrina, concezione finalista. 
finalistico   agg.  [pl. m. -ci] del finalismo, dei finalisti § finalisticamente avv.  in modo finalistico; secondo il finalismo.
finalità   s.f.    • 1 •   l'essere ordinato a un fine | principio di finalità, principio filosofico secondo cui ogni azione si compie per un fine    • 2 •   fine, scopo, intenzione: le finalità di un'associazione benefica. 
finalizzare   v. tr.  volgere a un determinato fine; indirizzare: finalizzare gli sforzi al raggiungimento dell'obiettivo. 
finalizzazione   s.f.  il finalizzare, l'essere finalizzato.
finallora   o fin allora o fino allora, avv.  fino a quel momento, fino a quel tempo.
finanche   lett. financo, avv.  (non com.) perfino, anche.
finanza   s.f.    • 1 •   (econ.) l'attività di negoziazione di titoli di credito a breve e a lunga scadenza a fini di investimento o di speculazione; l'insieme degli imprenditori che operano in questo settore: l'alta finanza; il mondo della finanza    • 2 •   finanza pubblica, il complesso delle entrate e delle uscite dello stato o dell'insieme dell'amministrazione pubblica | finanza locale, il complesso delle entrate e delle uscite degli enti locali | scienza delle finanze, disciplina che studia i problemi della finanza pubblica | ministero delle finanze, ramo dell'amministrazione dello stato preposto alla riscossione delle tasse e delle imposte | guardia di finanza, corpo militare dello stato (detto anche semplicemente finanza) che svolge prevalentemente compiti di polizia tributaria, vigilando sulle dogane e sui monopoli; anche, agente che appartiene a questo corpo, finanziere    • 3 •   pl.  risorse, disponibilità economiche individuali: le mie finanze non mi permettono grandi spese. 
finanziamento   s.m.    • 1 •   il finanziare, l'essere finanziato: chiedere, ottenere un finanziamento    • 2 •   la somma di denaro disponibile per un'attività.
finanziare   v. tr.  [io finànzio ecc.] fornire i capitali necessari ad attività economiche, scientifiche ecc.: finanziare un imprenditore, una ricerca. 
finanziaria   s.f.    • 1 •   società che per statuto assume partecipazioni di altre società coordinandone anche le scelte finanziarie; holding    • 2 •   società che si dedica alla compravendita, alla gestione e al collocamento di titoli pubblici e privati    • 3 •   legge finanziaria.
finanziario   agg.    • 1 •   che riguarda l'amministrazione delle finanze: esercizio finanziario; anno finanziario, periodo annuale di amministrazione del bilancio di un'azienda, un ente e sim. | legge finanziaria, quella annuale che regola il bilancio dello stato | diritto finanziario, ramo del diritto pubblico che regola l'attività dello stato e degli enti pubblici in materia di finanze    • 2 •   che riguarda le contrattazioni di capitali, titoli, azioni e sim.: attività finanziaria; società finanziaria, finanziaria | matematica finanziaria, settore della matematica che studia le forme della capitalizzazione    • 3 •   che si riferisce alla disponibilità di denaro liquido: situazione finanziaria; cambiale finanziaria, derivante da un debito non connesso con un'operazione commerciale § finanziariamente avv.  sotto il profilo finanziario.
finanziatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi finanzia: ente finanziatore; il finanziatore di un'impresa. 
finanziera   s.f.    • 1 •   abito maschile di drappo nero, lungo e a doppio petto; redingote    • 2 •   (gastr.) intingolo a base di interiora di pollo e funghi, usato come guarnizione o ripieno.
finanziere   s.m.    • 1 •   chi si occupa di problemi finanziari | capitalista, banchiere    • 2 •   guardia di finanza.
finattantoché    ⇨ fintantoché.
finca   s.f.  (burocr.) colonna di un registro; prospetto o tabella di dati.
finché   meno com. fin che, cong.  fino a quando, per tutto il tempo che (si usa per introdurre proposizioni temporali con il verbo al modo indic. o congiunt.; può essere seguita da non  pleonastico): potete rimanere qui finché volete; aspetterò finché tu (non) sia tornato; non lo riconobbe finché non parlò. 
fin de siècle  ;loc. agg. invar.  si dice di cosa appartenente alla fine del sec. xix, o che si ispira alla civiltà artistica e culturale di quel periodo.
fine   (1) s.f.  punto o momento in cui una cosa cessa di essere, non è più la sua ultima fase, la parte terminale: la fine del romanzo, della strada, del mondo; dal principio alla fine; a fine mese, a fine anno, per indicare dei termini di scadenza; condurre a fine qualcosa, a compimento; porre fine a qualcosa, farla cessare | in fin di vita, in punto di morte | fare una buona, bella fine, morire serenamente, coi conforti religiosi | fare una brutta, una cattiva fine, una brutta morte; anche, darsi a una vita scioperata, finir male | che fine ha fatto?, si dice per informarsi della sorte di persone perdute di vista o di cose che non si sa come e dove siano andate a finire | senza fine, continuamente, all'infinito; come loc. agg., infinito: attesa senza fine; amore senza fine  | alla fine, finalmente | in fin dei conti, alla fin fine, tutto sommato | s.m.    • 1 •   risultato, esito, riuscita, conclusione: un'avventura a lieto fine  ' buon fine, adempimento regolare di un contratto: salvo buon fine, (banc.) clausola di riserva che subordina l'efficacia di un'operazione all'esistenza delle condizioni dichiarate    • 2 •   proposito, scopo: fini onesti, reconditi; proporsi, perseguire un giusto fine; fare qualcosa a fin di bene  ' secondo fine, scopo, quasi sempre non buono, nascosto dietro un altro con cui si mascherano le reali intenzioni | prov.  : il fine giustifica i mezzi, massima attribuita impropriamente a n. machiavelli per dire che, pur di raggiungere uno scopo, qualsiasi mezzo, anche illecito, è giustificabile    • 3 •   (lett.) limite, freno: porre un fine agli abusi, ai capricci    • 4 •   (poet.) confine: indi venimmo al fine ove si parte / lo secondo giron dal terzo  (dante inf.  xiv, 4-5).
fine   (2) agg.    • 1 •   sottile: fine come una ragnatela; una pioggerella fine  ' aria fine, rarefatta, di montagna | sabbia fine, di grana sottile    • 2 •   (fig.) acuto, penetrante: fine ironia; un udito molto fine    • 3 •   si dice di cosa di ottima qualità: un articolo molto fine    • 4 •   raffinato, signorile, distinto: una signora molto fine    • 5 •   (lett.) valente, eccellente § finemente avv.    • 1 •   acutamente, sottilmente    • 2 •   con arte, con abilità    • 3 •   signorilmente, raffinatamente.
finecorsa   s.m.  dispositivo che blocca l'organo semovente di una macchina, di un utensile e sim. nel punto estremo della sua sede di scorrimento, in modo che non fuoriesca.
fine settimana   loc. sost. m.  o f. invar.  pausa settimanale dell'attività lavorativa, comprendente il sabato e la domenica.
finestra   ant. o region. fenestra, s.f.    • 1 •   apertura praticata nei muri esterni perimetrali di un edificio per dare luce e aria all'interno; anche, le imposte che la chiudono: finestra a bifora, a trifora; finestra a ghigliottina, con vetro che scorre dall'alto in basso; finestra panoramica, molto ampia e più larga che alta; finestra a crociera, con vano suddiviso in quattro parti; finestra cieca, murata; finestra finta, dipinta sul muro esterno, per simmetria con altre finestre; stare alla finestra, essere affacciato; (fig.) osservare qualcosa che sta accadendo senza prendervi parte | uscire dalla porta e rientrare dalla finestra, (fig.) ritornare inaspettatamente e per vie traverse in un posto da cui ci si era o si era stati allontanati (detto anche di cose, p. e.  di una difficoltà elusa che torna a presentarsi) | buttare i soldi dalla finestra, (fig.) spenderli senza criterio. dim. finestrella, finestrina, finestruccia  accr. finestrona, finestrone  (m.) pegg. finestraccia    • 2 •   (estens.) apertura, grande squarcio: gli fa nella maglia ampla finestra  (ariosto o. f.  xxx, 57) | busta a finestra, che ha un riquadro trasparente attraverso cui si legge l'indirizzo scritto sulla lettera all'interno | finestra ovale, rotonda, (anat.) aperture della parete interna della cassa del timpano    • 3 •   (tip.) spazio lasciato in bianco in una composizione tipografica per inserirvi un'illustrazione, uno specchietto o altro | in un giornale, trafiletto incorniciato di scuro, che di solito interrompe un articolo più lungo    • 4 •   (inform.) riquadro nel monitor di un elaboratore in cui è possibile visualizzare e tenere attivi file, procedure o programmi diversi da quello che si sta utilizzando in un'altra porzione dello schermo    • 5 •   pl.  (poet.) occhi: o belle ed alte e lucide fenestre / onde colei che molta gente attrista / trovò la via d'entrare in sì bel corpo!  (petrarca canz.  12-15)    • 6 •   (geol.) squarcio di notevoli dimensioni prodotto dall'erosione nelle falde di ricoprimento: finestra tettonica. 
finestrato   agg.    • 1 •   munito di finestre: un edificio finestrato    • 2 •   nel gergo della moda, si dice di tessuto o indumento con disegno a grandi e spaziosi riquadri: tessuto finestrato; giacca finestrata. 
finestratura   s.f.  l'insieme delle finestre di un edificio.
finestrino   s.m.  piccola finestra; in partic. quella di un mezzo di trasporto.
finestrone   s.m.    • 1 •   accr.  di finestra    • 2 •   porta-finestra.
finezza   s.f.    • 1 •   sottigliezza: un filo della finezza di un capello  | (fig.) acutezza, perspicacia: finezza d'ingegno    • 2 •   (fig.) raffinatezza, squisitezza, signorilità: finezza di gusto, di stile  | pl.  modi fini, raffinati: le finezze del mestiere, della lingua    • 3 •   (fig.) atto cortese, pensiero gentile: apprezzare una finezza. 
fingere   v. tr.  [pres. io fingo, tu fingi ecc. ; pass. rem. io finsi, tu fingésti ecc. ; part. pass. finto]    • 1 •   immaginare, figurarsi con la mente: fingere di essere grande, di essere bambino; fingere di fare un viaggio, una vacanza; fingiamo che non sia ancora arrivato  | (estens.) simulare: fingere meraviglia; fingere di non star bene, di non riconoscere qualcuno  | (assol.) dare a intendere il contrario di quello che si pensa: saper fingere    • 2 •   (lett.) rappresentare, creare, figurare con la fantasia: sovrumani / silenzi, e profondissima quiete / io nel pensier mi fingo  (leopardi l'infinito  5-7)    • 3 •   (ant.) foggiare, modellare, rappresentare | fingersi v. rifl.  farsi credere, mostrarsi: fingersi pazzo; fingersi preoccupato, spensierato. 
fingimento   s.m.    • 1 •   (non com.) finzione    • 2 •   (lett.) rappresentazione, invenzione.
fingitore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi finge; simulatore    • 2 •   (lett.) chi raffigura, rappresenta qualcosa.
finibile   agg.  che si può finire; ultimabile.
finimento   s.m.    • 1 •   (non com.) il finire; fine, compimento: portare a finimento qualcosa    • 2 •   (estens.) ciò che serve a dare l'ultimo tocco, a ornare, ad abbellire    • 3 •   ognuno degli elementi che costituiscono la bardatura del cavallo e degli altri animali da tiro.
finimondo   s.m.    • 1 •   (lett.) la fine del mondo; distruzione universale    • 2 •   (fig.) grande sconquasso, confusione, frastuono: è successo un finimondo. 
finire   v. tr.  [io finisco, tu finisci ecc.]    • 1 •   terminare, completare, portare a compimento (anche assol.): finire un lavoro; finire un corso, il periodo di prova; appena avremo finito, andremo via; finire gli anni, compirli; finire i propri giorni, morire; finire un libro, terminare di scriverlo o di leggerlo | finire qualcuno, ucciderlo quando è già morente    • 2 •   consumare del tutto, esaurire: finire il vino, le scorte    • 3 •   smettere di fare qualcosa; interrompere: non la finivano più di parlare; è ora di finire queste ridicole storie; finiscila!, è ora di finirla!, per invitare qualcuno a smettere di arrecare molestia o di dilungarsi in cose inutili o dannose    • 4 •   seguìto da con  o per  e l'inf., indica il risultato a cui si perverrà insistendo in una determinata azione, o l'esito a cui porterà un comportamento incauto, negativo: provando e riprovando, ha finito per riuscirci; fumando troppo, finirai con l'ammalarti    • 5 •   (ant.) elevare a perfezione, portare al più alto livello: l'ardor del desiderio in me finii  (dante par.  xxxiii, 48) | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   terminare, avere fine: lo spettacolo finisce alle 22; il mio orto finisce dov'è quella siepe; è finito di piovere; il burro è finito; tra noi due tutto è finito!  | non finire più, (fig.) essere interminabile: il film non finiva più  | non finisce qui!, espressione minacciosa per indicare che ci sarà un seguito    • 2 •   sboccare, sfociare: la strada finisce nella piazza; l'adda finisce nel po    • 3 •   concludersi, terminare in un dato modo; avere un particolare risultato: come sempre, tutto finirà in una bolla di sapone; in italiano le parole generalmente finiscono in vocale  | finire male, andare in rovina, spec. in senso morale; anche, fare una brutta morte | prov.  : tutto è bene quel che finisce bene, un risultato positivo fa dimenticare le difficoltà incontrate per ottenerlo    • 4 •   andare a capitare; essere mandato, relegato in un posto: è finito in una zona disabitata; finirà in galera  | detto di un oggetto, cadere, cacciarsi: dove è finita la mia penna?    • 5 •   (fig.) diventare: è finito povero    • 6 •   andare a finire, avere esito: come è andata a finire la riunione?; (fig.) mirare, tendere: non riesco a capire dove vogliono andare a finire questi suoi discorsi   s.m.  [solo sing.] termine, fine: sul finire dell'estate. 
finis   s.m. invar.  (scherz.) fine; un tempo era il segnale con cui nelle scuole i bidelli annunciavano il termine delle lezioni.
finish   s.m. invar.  nel linguaggio sportivo, parte conclusiva di una gara; anche, scatto, spunto finale.
finissaggio   s.m.  l'insieme dei trattamenti di completamento e rifinitura ai quali viene sottoposto un prodotto industriale greggio, in partic. un tessuto.
finita   s.f.  (ant.) fine, conclusione.
finità   s.f.  (filos.) l'essere finito, non infinito.
finitezza   s.f.  (lett.)    • 1 •   l'essere rifinito, elaborato compiutamente (di opera letteraria o artistica): finitezza di stile; la finitezza di un'acquaforte    • 2 •   l'esser finito, limitato, imperfetto: la finitezza della mente umana, delle facoltà conoscitive. 
finitimo   agg.  (lett.)    • 1 •   confinante, limitrofo: regioni finitime    • 2 •   (estens.) vicino, contiguo | (fig.) simile, conforme: la superbia è finitima all'invidia  s.m.  (ant.) vicino, confinante.
finito   part. pass.  di finire   agg.    • 1 •   giunto al termine, alla conclusione: partirono a festa finita; ha diciotto anni finiti, già compiuti | farla finita, smetterla: fatela finita con questo chiasso!; farla finita con la vita, uccidersi; farla finita con qualcuno, rompere ogni rapporto con lui    • 2 •   portato a compimento; compiuto: un periodo che non ha un senso finito  | eseguito con accuratezza; rifinito, perfezionato: prodotto finito, pronto per la vendita | che ha raggiunto una grande abilità nel suo lavoro (detto spec. di artigiano): una sarta finita    • 3 •   che è caduto in basse condizioni (fisiche o morali, economiche ecc.) e non ha più speranza di riprendersi, di risollevarsi: un atleta, un attore finito; dopo la morte della moglie è un uomo finito  ' è finita, non c'è più nulla da fare    • 4 •   che ha limiti, che non è infinito: l'umana sapienza è finita  | (mat.) non infinitesimo; limitato | modi finiti del verbo, (gramm.) quelli le cui forme indicano il tempo, la persona e il numero  s.m.    • 1 •   (filos.) ciò che è limitato e imperfetto; ciò che non è infinito    • 2 •   finito di stampare, formula collocata alla fine del libro e seguita dal luogo e dalla data di edizione, oltre che dal nome dello stampatore; colophon § finitamente avv.  in modo finito.
finitore   s.m.  [f. -trice] chi esegue lavori di finitura: finitore edile; finitrice di biancheria. 
finitrice   s.f.  macchina cingolata che spiana e rifinisce il manto bituminoso stradale.
finitudine   s.f.  (filos.) la condizione dell'essere finito, limitato, imperfetto.
finitura   s.f.  lavoro che porta al completamento e alla rifinitura di un'opera: dare l'ultima finitura a un vestito; opere di finitura di un edificio, che ne completano la struttura (p. e.  intonaco, infissi, impianti idraulici ecc.) | finitura superficiale, (mecc.) insieme delle caratteristiche microgeometriche di una superficie lavorata.
finizione   s.f.    • 1 •   finitura, rifinitura: finizioni di lusso    • 2 •   (tosc.) fine, compimento.
finlandese   agg.  della finlandia  s.m.  e f.    • 1 •   chi è nato, chi abita in finlandia    • 2 •   la lingua dei finlandesi, appartenente al gruppo ugro-finnico.
finn   s.m. invar.  barca a vela monoposto da regata.
finnico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di una popolazione di razza mongolica stanziatasi anticamente nell'europa settentrionale e orientale: cultura, letteratura finnica    • 2 •   finlandese  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi apparteneva alla popolazione finnica    • 2 •   chi è nato, chi abita in finlandia.
fino   (1) meno com. sino, prep.  [si adopera davanti a un avv. o a un'altra prep. e può essere preceduta da in; frequenti le forme tronche fin  e sin] introduce il termine ultimo di una distanza spaziale o temporale: fino a quando?; fin dove; fino ad allora; fin in cima; fin dall'altr'anno; fino a casa; fino a morirne; fino all'ultimo; fino a che, finché  avv.  (lett.) persino, pure, anche: c'erano tutti, fino i più lontani abitanti della regione. 
fino   (2) agg.    • 1 •   sottile, minuto, fine: sale fino  | (fig.) acuto, perspicace: ingegno fino  | far fino, essere segno di raffinatezza: indossare il blazer fa fino    • 2 •   puro, raffinato: un anello d'oro fino    • 3 •   (ant.) abile, esperto: mandò per un fino orafo  (novellino)  s.m.  il metallo prezioso puro (soprattutto oro) contenuto in una moneta § finamente avv.  (non com.) in modo sottile.
finocchiella   s.f.  pianta erbacea aromatica con fusto ramoso, foglie grandi e frutti rossi (fam.  ombrellifere).
finocchio   (1) s.m.  pianta erbacea con foglie basali dal picciolo largo, bianco e carnoso che vengono consumate come ortaggio; i semi sono usati per aromatizzare i cibi (fam.  ombrellifere) | finocchio dolce, si coltiva negli orti per consumarne il fusto ingrossato: finocchio in pinzimonio  | finocchio acquatico, fellandrio.
finocchio   (2) s.m.  (volg.) omosessuale maschio.
finocchiona   s.f.  tipico salume toscano aromatizzato con semi di finocchio.
finora   meno com. sinora, anche fin ora e sin ora, avv.  fino a questo momento, fino ad adesso: finora non ha risposto. 
finta   s.f.    • 1 •   il fingere; simulazione: il suo pentimento è una finta  ' far (per) finta, fingere | far finta di nulla, comportarsi come se non fosse accaduto nulla    • 2 •   nella tecnica di vari sport (pugilato, scherma, calcio, rugby, pallacanestro ecc.), azione appena accennata ma non condotta a termine, per ingannare l'avversario    • 3 •   in sartoria, lembo di stoffa che simula una tasca o nasconde gli occhielli di un vestito.
fintaggine   s.f.  (non com.) il fingere abitualmente; ipocrisia, doppiezza.
fintantoché   o fintanto che, finattantoché, cong.  finché, fino al momento in cui: non mi diede pace fintantoché non lo accontentai. 
fintare   intr.  [aus. avere] (sport) fare una finta per ingannare l'avversario | v. tr.  (sport) ingannare con una finta: fintare l'avversario  | fingere di effettuare: fintare un tiro, un'azione, un colpo. 
fintino   s.m.  sorta di toupet con cui le donne un tempo completavano l'acconciatura.
finto   part. pass.  di fingere   agg.    • 1 •   che non è reale, ma finge una cosa reale; posticcio, simulato: baffi finti; una manovra finta; una finta vendita  | fatto a imitazione: finta pelle    • 2 •   che finge, che dissimula: fare il finto tonto; un uomo finto, falso  s.m.    • 1 •   [f. -a] persona finta, cioè dissimulatrice, ipocrita. accr. fintone    • 2 •   ciò che è finto; finzione § fintamente avv. 
finzione   s.f.    • 1 •   simulazione, falsità, doppiezza: parlare, agire con finzione; non credetegli, è tutta una finzione    • 2 •   creazione fantastica: finzione poetica; finzione scenica, cinematografica, l'illusione della realtà creata dal teatro, dal cinema    • 3 •   finzione giuridica, situazione ipotetica da cui la legge fa derivare determinate conseguenze.
fio   s.m.  (ant.)    • 1 •   feudo | (estens.) tributo feudale    • 2 •   (fig.) pena, castigo, punizione | pagare il fio, (lett.) scontare la pena: di tal superbia qui si paga il fio  (dante purg.  xi, 88).
fiocaggine   s.f.  (non com.) l'esser fioco, fievole.
fioccante   s.m.  (mar.) marinaio addetto alla manovra dei fiocchi.
fioccare   v. intr.  [io fiòcco, tu fiòcchi ecc. ; aus. essere, raro avere]    • 1 •   cadere a fiocchi (detto della neve) | usato impers.  cadere la neve a fiocchi: fiocca da due ore    • 2 •   (fig.) venir giù, riversarsi in gran quantità: fioccano gli applausi, le proteste, i rimproveri. 
fiocchetto   s.m.    • 1 •   dim.  di fiocco    • 1 •    • 2 •   pl.  pastina a forma di piccolo fiocco da cucinare in brodo.
fiocco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   striscia di stoffa o nastro annodati in modo che i capi rimangano liberi; è usato per lo più come ornamento: un cappello col fiocco  | con i fiocchi, (fig.) magnifico, eccellente: un pranzo con i fiocchi.  dim. fiocchino, fiocchetto, fiocchettino  accr. fioccone    • 2 •   batuffolo di lana, cotone o sim.; bioccolo di neve: la neve cade a fiocchi  | fibre in fiocco, fibre tessili alla rinfusa (come cotone e lana) o discontinue (fibre artificiali e sintetiche tagliate); si contrappongono alle fibre continue  o bave    • 3 •   pl.  pasta alimentare di media grandezza a forma di fiocco | fiocchi d'avena, di riso, granelli di questi cereali soffiati e resi perciò più digeribili.
fiocco   (2) o flocco, s.m.  [pl. -chi] (mar.) ciascuna delle vele triangolari poste tra l'albero verticale prodiero e il bompresso, che sui grandi velieri assumono i nomi di trinchettina, gran fiocco, secondo fiocco, controfiocco | fiocco pallone, spinnaker.
fioccoso   agg.  pieno di fiocchi; che ha l'aspetto di fiocchi: nuvole fioccose. 
fioccuto   agg.  (lett.) a forma di fiocco, fornito di fiocchi.
fiocina   s.f.  arnese da pesca, formato da un'asta di legno o di metallo che termina con uno o più uncini; si lancia per catturare pesci e cetacei di grandi e medie dimensioni.
fiocinare   v. intr.  [io fiòcino ecc. ; aus. avere] lanciare la fiocina | v. tr.  colpire con la fiocina: fiocinare un pesce. 
fiocinata   s.f.  colpo di fiocina.
fiocinatore   s.m.  pescatore esperto nel lancio della fiocina.
fiocine   s.m.    • 1 •   buccia dell'acino dell'uva    • 2 •   (tosc.) seme dell'uva, vinacciolo.
fiociniere   s.m.  fiocinatore.
fiocinino   s.m.  (region.) pescatore di frodo con la fiocina.
fioco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   fievole, debole, tenue (detto di suono o luce): voce fioca; il chiarore fioco di una candela  | (estens.) che emette un suono o una luce incerta: chi per lungo silenzio parea fioco  (dante inf.  i, 63); una lampada fioca    • 2 •   (fig. lett.) privo di energia, di vigore; fiacco: oh quanto è corto il dire e come fioco / al mio concetto!  (dante par.  xxxiii, 121-122) § fiocamente avv. 
fionda   s.f.    • 1 •   arma da getto costituita da due strisce di corda o di cuoio collegate da una tasca entro cui si colloca il proiettile; si usa facendola roteare al di sopra della testa e lasciando poi una delle due strisce    • 2 •   arnese per lanciare sassi, formato da una forcella con un elastico assicurato alle due estremità.
fiondare   v. tr.  [io fióndo ecc.]    • 1 •   (ant.) lanciare con la fionda    • 2 •   nel calcio, effettuare un lancio lungo e teso | fiondarsi [fion-dàr-si] v. rifl.  [io mi fióndo ecc. ; aus. essere] (fam.) precipitarsi da un luogo a un altro; buttarsi a capofitto in qualcosa: fiondarsi giù per le scale; fiondarsi in uno sport, nel lavoro, nel divertimento. 
fiondatore   s.m.  (ant.) fromboliere.
fioraio   s.m.  [f. -a] venditore di fiori.
fioraliso    ⇨ fiordaliso.
fiorami   s.m. pl.  disegno di fiori, come ornamento di carte, tessuti o altro: stoffa, cornice a fiorami. 
fiorare   v. intr.  [usato solo nella terza pers. sing. del pres. indic. fióra] (ant.) fiorire, far fiori: a la stagion che 'l mondo foglia e fiora  (compiuta donzella).
fiorato   agg.  disegnato, stampato a fiori: stoffa fiorata. 
fiordaliso   ant. fioraliso, fiordiligio, fiordaligi, s.m.    • 1 •   pianta erbacea dal lungo stelo, con fiori azzurri e foglie lineari, comune nei campi di grano (fam.  composite)    • 2 •   (lett.) giglio | (arald.) il giglio d'oro emblema dei re di francia.
fiordilatte   o fior di latte, s.m. invar.    • 1 •   formaggio fresco di pasta filata, molle e cruda, prodotto con latte di vacca; mozzarella    • 2 •   tipo di gelato fatto con latte, panna e zucchero.
fiordiligio    ⇨ fiordaliso.
fiordo   s.m.  (geog.) profonda insenatura, stretta e allungata, che si spinge all'interno di regioni costiere montuose: i fiordi norvegesi. 
fiore   s.m.    • 1 •   la parte di una pianta fanerogama che contiene gli organi della riproduzione; è in molti casi vivacemente colorata e gradevolmente profumata: il giglio e la rosa sono fiori; il fiore del ciliegio, del mandorlo; fiore di campo, di giardino, di serra; fiori freschi, secchi; cogliere, donare, offrire un fiore; un mazzo, una corona di fiori; molte piante si coltivano per i loro fiori; fiori artificiali, finti, che imitano i fiori veri | essere in fiore, di pianta, essere nel pieno della fioritura; (fig.) essere fiorente: una fanciulla in fiore; l'arte era in fiore nell'atene del v secolo a. c.  ' essere, credere, sembrare tutto rose e fiori, tutto facile e piacevole | essere un fiore all'occhiello, (fig.) si dice di persona o di cosa che costituisce motivo di vanto, di lustro | la città del fiore, (lett.) firenze, per il giglio che compare nel suo stemma | a fiori, ornato con fiori dipinti o stampati: un vestito a fiori.  dim. fiorellino, fioretto    • 2 •   (estens.) pianta coltivata per i fiori che produce: piantare, innaffiare i fiori  | (bot.) entra come componente nel nome di diverse piante: fior d'angelo, arbusto con foglie ovali e fiori bianchi molto profumati raccolti in grappoli (fam.  sassifragacee); fior del muro, violacciocca gialla; fior del sole, girasole; fior di cuculo, erba dei boschi con fiori rosati (fam.  cariofillacee); fior di morto, pervinca; fior di natale, elleboro; fior di paperina, bocca di leone; fior di passione, passiflora; fior ragno, erba perenne i cui fiori richiamano la figura di un ragno (fam.  orchidacee)    • 3 •   (fig.) la parte scelta, migliore di qualcosa (anche nella forma rafforzata fior fiore): il fiore della gioventù; il fior fiore delle ragazze del paese, le più belle; fior di farina, farina finissima; essere nel fiore degli anni, nel pieno della giovinezza | persona o cosa di grandi virtù o qualità, che eccelle tra i suoi simili (anche in usi iron.): un fior di ragazza; un fior di mascalzone; il barbera è un fior di vino  | fiori (di retorica), abbellimenti stilistici | gran quantità (spec. di denaro o altre risorse): spendere fior di quattrini; consumare fior d'energie    • 4 •   (fig.) parte superiore, superficie: il fiore del vino, efflorescenza prodotta dalla fioretta; il primo fiore, (lett.) la lanugine che compare sul volto degli adolescenti | a fior di, in superficie: galleggiare a fior d'acqua; macchia a fior di pelle; sorriso a fior di labbra, appena accennato    • 5 •   (ant. , lett.) quantità minima: pensa oggimai per te, s'hai fior d'ingegno / qual io divenni  (dante inf.  xxxiv, 26-27)    • 6 •   nella letteratura dei secc. xiii e xiv, titolo di opere che raccoglievano esempi di fatti o detti memorabili a scopo di ammaestramento morale: fiore di virtù, opera trecentesca di incerta attribuzione | soprattutto nei secoli passati, anche titolo di antologie letterarie: il fiore della lirica antica    • 7 •   nella tradizione popolare, breve componimento, recitato o cantato, in cui ci si rivolge alla donna amata dandole il nome d'un fiore; in toscana ha originato lo stornello    • 8 •   pl.  uno dei semi delle carte da gioco francesi    • 9 •   (chim.) nome di alcune sostanze che, in seguito a sublimazione, si presentano sotto forma di polvere impalpabile o di cristalli finissimi: fiori di zolfo, di zinco   avv.  (ant. , lett.) punto, mica, affatto.
fiorente   part. pres.  di fiorire  e agg.  nei sign. del verbo | (fig.) che è nel pieno del suo rigoglio, della sua bellezza o del suo sviluppo: ragazza, civiltà fiorente  § fiorentemente avv. 
fiorentina   s.f.    • 1 •   bistecca alla fiorentina    • 2 •   lucerna metallica costituita di un fusto e tre becchi    • 3 •   (chim.) recipiente a forma di boccia o di anfora con due aperture contrapposte a livello diverso da cui è possibile prelevare separatamente due liquidi che non si mescolano.
fiorentineggiare   v. intr.  [io fiorentinéggio ecc.] ostentare il modo di parlare dei fiorentini.
fiorentineria   s.f.  (spreg.) affettazione di modi fiorentini, soprattutto nel parlare e nello scrivere.
fiorentinesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da fiorentino: un parlare fiorentinesco  § fiorentinescamente avv. 
fiorentinismo   s.m.    • 1 •   espressione, forma idiomatica propria del parlare fiorentino: un romanzo pieno di fiorentinismi    • 2 •   atteggiamento letterario che guarda a firenze o agli autori fiorentini come agli unici depositari della tradizione linguistica italiana.
fiorentinista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. -sti] che, chi sosteneva il primato linguistico di firenze rispetto alle altre città toscane e al resto d'italia.
fiorentinistico   agg.  [pl. m. -ci] del fiorentinismo, da fiorentinista: le teorie fiorentinistiche della lingua. 
fiorentinità   s.f.    • 1 •   l'essere fiorentino: uno dei caratteri fondamentali della lingua italiana è la fiorentinità    • 2 •   la tradizione fiorentina nelle espressioni d'arte, di lingua e di costume.
fiorentino   agg.  di firenze: la parlata fiorentina  | bottiglia fiorentina, (chim.) fiorentina | alla fiorentina, secondo l'uso di firenze: (bistecca alla) fiorentina, costata di manzo tagliata spessa e cotta ai ferri sulla brace  s.m.  [f. -a]    • 1 •   abitante, nativo di firenze    • 2 •   dialetto parlato a firenze § fiorentinamente avv.  al modo di firenze, del fiorentino.
fiorenza   s.f.  tessuto finissimo di seta per biancheria.
fioreria   s.f.  (region.) negozio in cui si vendono fiori.
fioretta   s.f.  malattia del vino dovuta a blastomiceti che provocano la formazione di un velo sulla sua superficie e ne alterano il profumo e il sapore.
fiorettare   v. tr.  [io fiorétto ecc.] infiorettare.
fiorettatura   s.f.  infiorettatura.
fiorettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi tira di scherma col fioretto.
fioretto   (1) s.m.    • 1 •   dim.  di fiore    • 2 •   il meglio, la parte migliore di qualcosa: il fioretto della lana    • 3 •   (ant.) detto, fatto memorabile: i fioretti di san francesco  | florilegio, antologia    • 4 •   opera buona o piccolo sacrificio compiuto in segno di devozione: fare un fioretto alla madonna    • 5 •   infiorettatura.
fioretto   (2) s.m.    • 1 •   bottone protettivo (simile, nella forma, a un fiore) di cui è munita l'estremità della lama di un'arma bianca; per estens., l'arma sottile e flessibile, a lama quadrangolare di acciaio, con cui si tira di scherma    • 2 •   (elettr.) asta di materiale isolante munita di un gancio a un'estremità, usata per manovrare organi sotto tensione elettrica    • 3 •   (tecn.) barra d'acciaio con un'estremità tagliente o appuntita, usata per praticare fori (spec. da mina) nelle rocce.
fioricoltore   fioricultore  ⇨ floricoltore.
fioricoltura   fioricultura  ⇨ floricoltura.
fioriera   s.f.    • 1 •   cassetta contenente vasi di piante ornamentali    • 2 •   recipiente portafiori.
fiorifero   agg.  (bot.) che dà fiori: pianta fiorifera. 
fiorile   s.m.  nome dell'ottavo mese del calendario rivoluzionario francese, che andava dal 20 aprile al 19 maggio.
fiorino   s.m.  antica moneta aurea fiorentina recante impresso il giglio di firenze | nome di varie monete coniate in antichi stati italiani e stranieri, e ancora oggi in olanda, ungheria ecc.
fiorire   v. intr.  [io fiorisco, tu fiorisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   produrre fiori; essere in fiore: il pesco fiorisce in primavera    • 2 •   (fig.) essere fiorente, rigoglioso; svilupparsi, prosperare: i commerci e le arti fioriscono in tempo di pace; il genere della caricatura fiorì nel settecento    • 3 •   (fig.) nascere, spuntare: la speranza fiorì nel suo animo    • 4 •   (fig.) riuscire, realizzarsi, attuarsi: vide fiorire le sue attese    • 5 •   coprirsi di muffa, di macchie di umidità, detto del vino o della carta | coprirsi di eruzioni cutanee, detto del corpo umano | v. tr.  (ant.) far fiorire: il sole fiorisce i campi. 
fiorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi vende o coltiva fiori; fioraio, floricoltore    • 2 •   chi fabbrica fiori artificiali | chi dipinge fiori.
fiorita   s.f.    • 1 •   insieme di foglie e fiori usato per decorazione    • 2 •   (fig. rar.) florilegio.
fiorito   part. pass.  di fiorire   agg.    • 1 •   in fiore; pieno, coperto di fiori: giardino fiorito  | (fig.) prospero, felice: età fiorita    • 2 •   ornato, elegante: uno stile fiorito; una prosa, una conversazione fiorita  ' gotico fiorito, lo svolgimento estremo del linearismo ornamentale e del colorismo puro dello stile gotico, spec. nella pittura e nella miniatura (fine del sec. xiv - prima metà del xv); è detto anche gotico internazionale  e, per l'architettura, gotico fiammeggiante    • 3 •   coperto di muffa, di macchie di umidità, di eruzioni cutanee ecc. § fioritamente avv.  in modo fiorito; elegantemente.
fioritura   s.f.    • 1 •   il fiorire (anche fig.): la fioritura delle arti  | il tempo in cui una pianta fiorisce; l'insieme dei fiori di una o più piante    • 2 •   si dice di macchie di umidità o muffa, di eruzioni cutanee ecc.: un'orribile fioritura sul viso    • 3 •   eleganza, ornamenti dello stile: una prosa ricca di fioriture  ' (mus.) gruppo di note aggiunto come ornamento a una melodia.
fiorone   s.m.    • 1 •   frutto del fico che matura all'inizio dell'estate    • 2 •   (arch.) elemento decorativo a forma di grosso fiore.
fiorrancino   s.m.  piccolo uccello dal capo ornato di un ciuffo erettile di piume rosse (ord.  passeriformi).
fiorrancio   s.m.  (bot.) calendola.
fiorume   s.m.  residuo del fieno ammucchiato.
fiosso   s.m.    • 1 •   arco del piede    • 2 •   la parte stretta della scarpa, tra tacco e pianta.
fiottare   v. intr.  [io fiòtto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (lett.) fluttuare    • 2 •   (region.) piagnucolare, lamentarsi, borbottare.
fiottio   s.m.    • 1 •   fluttuazione sommessa e continua di acque    • 2 •   (fig.) borbottio, piagnucolio.
fiotto   s.m.    • 1 •   (ant.) il moto delle onde del mare e il rumore da esse prodotto; flutto    • 2 •   (estens.) lo sgorgare improvviso e violento di un liquido: un fiotto di sangue    • 3 •   (region.) piagnucolio, lamento.
firma   s.f.    • 1 •   scrittura del proprio nome e cognome eseguita con grafia personale: mettere, fare, apporre la firma; legalizzare, autenticare la firma; raccogliere firme, raccogliere adesioni mediante firme | firma in bianco, quella apposta in calce a uno scritto o a un documento non ancora completi o che devono essere ancora redatti; (fig.) impegno, credito, promessa basati unicamente sulla fiducia | far onore alla propria firma, rispettare gli impegni presi | metterci, farci la firma, (fig. fam.) si dice per sottolineare che si sarebbe pronti ad accettare volentieri una condizione o una situazione: a trasferirmi all'estero ci metterei la firma  | per onor di firma, si dice di azioni compiute per ragioni di decoro formale    • 2 •   nel campo artistico e commerciale, il nome di una persona di particolare rinomanza, che gode di grande credito e che perciò è garanzia di qualità per ciò che produce: una firma nel campo della moda    • 3 •   l'atto, l'operazione del firmare: la firma di un trattato    • 4 •   (dir.) potere di assumere obbligazioni per conto di terzi di cui si ha la rappresentanza: avere la firma per la società    • 5 •   nel gergo militare, firmaiolo.
firmaiolo   s.m.  (spreg.) nel gergo militare, chi prolunga volontariamente il periodo di ferma.
firmamento   s.m.    • 1 •   il cielo, la volta celeste: le stelle del firmamento    • 2 •   (fig.) l'insieme delle persone che hanno raggiunto il culmine della notorietà in un certo settore, spec. artistico: entrare nel firmamento della canzone. 
firmano   s.m.  decreto, ordine scritto dei sovrani turchi e persiani.
firmare   v. tr.  apporre la propria firma; sottoscrivere: firmare un contratto, una lettera  | firmare la propria condanna, (fig.) rovinarsi da solo, con le proprie mani.
firmario   s.m.  (burocr.) cartella in cui si raccolgono i documenti da sottoporre alla firma.
firmatario   s.m.  [f. -a] chi firma un atto, un documento: i firmatari di una petizione  | anche agg.  : gli stati firmatari. 
firmato   part. pass.  di firmare  e agg.  nei sign. del verbo | camicia, cravatta, borsa firmata, che recano l'etichetta, la sigla di uno stilista noto.
firmware   s.m.  (inform.) programma che è installato permanentemente nella memoria del computer.
first lady   s.f. invar.  la moglie del presidente degli stati uniti; per estens., la moglie del presidente di uno stato | (scherz.  o iron.) la donna più in vista in un determinato ambiente.
fisalia   s.f.  celenterato marino che si raggruppa in colonie dall'aspetto di vesciche trasparenti fornite di tentacoli urticanti (cl.  idrozoi).
fisarmonica   s.f.  strumento musicale aerofono ad ance libere alimentate da un mantice, munito di una tastiera per la melodia e di una serie di pulsanti per l'accompagnamento.
fisarmonicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona la fisarmonica.
fiscal drag   loc. sost. m. invar.  drenaggio fiscale.
fiscale   agg.    • 1 •   del fisco, relativo al fisco; tributario: imposizione, evasione fiscale; la politica fiscale del governo  | ricevuta fiscale, quietanza che esercizi pubblici e lavoratori autonomi (professionisti, artigiani) sono tenuti a rilasciare al cliente al momento del pagamento e che servirà a determinare a fini fiscali il volume d'affari dell'esercizio, della persona che l'ha emessa; scontrino fiscale, che deve essere rilasciato agli stessi fini dai commercianti al dettaglio | medico fiscale, medico che controlla le condizioni di salute dei lavoratori assenti dal servizio per malattia, a fini amministrativi e disciplinari | avvocato fiscale, un tempo, pubblico ufficiale che difendeva in giudizio gli interessi dello stato    • 2 •   (fig.) rigido, intransigente, pignolo, soprattutto nell'osservanza di norme, regolamenti ecc.: mostrarsi fiscale  coi propri dipendenti § fiscalmente avv. 
fiscaleggiare   v. intr.  [io fiscaléggio ecc. ; aus. avere] (non com.) usare modi o metodi fiscali.
fiscalismo   s.m.  l'essere fiscale | (fig.) atteggiamento, comportamento pignolo, intransigente, soprattutto nell'osservanza di norme, regolamenti ecc.
fiscalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   esperto di questioni fiscali; tributarista    • 2 •   persona che ha un atteggiamento, un comportamento fiscale.
fiscalistico   agg.  [pl. m. -ci] di fiscalismo, da fiscalista.
fiscalità   s.f.    • 1 •   il complesso delle disposizioni tributarie e della loro attuazione; l'onere economico fissato per i cittadini    • 2 •   l'essere fiscale; rigidezza, pignoleria.
fiscalizzare   v. tr.  attribuire al fisco, cioè al bilancio dello stato, oneri che altrimenti graverebbero su privati; anche, incamerare da parte del fisco benefici finanziari invece che riversarli sui privati: fiscalizzare la riduzione di prezzo della benzina. 
fiscalizzazione   s.f.  il fiscalizzare, l'essere fiscalizzato | fiscalizzazione degli oneri sociali, assunzione da parte dello stato di oneri previdenziali altrimenti gravanti sulle imprese.
fiscella   s.f.  cestello di vimini o di giunco usato per fare la ricotta.
fischiare   v. intr.  [io fìschio ecc. ; aus. avere] emettere un fischio o un suono acuto simile a un fischio: fischiare con la bocca, con un fischietto; la locomotiva fischia; il vento fischiava tra i rami; un ragazzo che fischia allegramente; il pubblico ha protestato fischiando; si sentono i merli fischiare  ' fischiare a qualcuno, chiamarlo con un fischio | mi fischiano le orecchie, vi sento dentro un ronzio; (fig. scherz.) qualcuno sta parlando o sparlando di me | v. tr.    • 1 •   modulare fischiando con la bocca: fischiare un motivetto    • 2 •   disapprovare emettendo dei fischi acuti e insistenti: fischiare una commedia; il cantante, l'oratore fu fischiato dal pubblico    • 3 •   nel gioco del calcio, del rugby ecc., detto dell'arbitro, segnalare, ordinare con un fischio: fischiare un fuorigioco, la fine della partita. 
fischiata   s.f.    • 1 •   un fischiare prolungato: farsi una fischiata  | serie di fischi di disapprovazione. dim. fischiatina    • 2 •   fischio prolungato per dare un segnale.
fischiatore   agg.  [f. -trice] che fischia: merlo fischiatore   s.m.  [f. -trice] chi fischia, chi sa fischiare; chi fischia a teatro.
fischierellare   v. tr.  e intr.  [io fischierèllo ecc. ; aus. dell'intr. avere] (non com.) fischiettare.
fischiettare   v. tr.  e intr.  [io fischiétto ecc. ; aus. dell'intr. avere] fischiare allegramente.
fischiettio   s.m.  un fischiare frequente e prolungato.
fischietto   s.m.    • 1 •   piccolo strumento per fischiare: il fischietto del capostazione, dell'arbitro di calcio; fischietto di richiamo per gli uccelli.  dim. fischiettino    • 2 •   nell'uso giornalistico sportivo, arbitro di calcio    • 3 •   pl.  pasta corta per minestra.
fischio   s.m.    • 1 •   suono acuto che si produce facendo passare l'aria tra i denti e le labbra; analogo suono emesso da animali o prodotto dal vento, da macchine, strumenti ecc.: fare, emettere un fischio; i fischi del pubblico; il fischio del serpente, del treno    • 2 •   (non com.) fischietto | prendere fischi per fiaschi, (fig.) scambiare, capire una cosa per un'altra.
fischione   s.m.    • 1 •   uccello commestibile simile all'anatra selvatica, dai colori vivaci, che emette un caratteristico fischio (ord.  anseriformi)    • 2 •   chiurlo.
fisciù   s.m.  adattamento it. del fr. fichu. 
fisco   s.m.  il sistema tributario statale; l'amministrazione finanziaria dello stato | avvocato del fisco, avvocato fiscale.
fiscolo   s.m.  sorta di contenitore nel quale si pone la pasta delle olive appena frante per sottoporla alla pressatura.
fisetere   s.m.  (zool.) capodoglio.
fisherman   loc. sost. m. invar.  motoscafo per la pesca d'altura.
fish-eye  fish-eye loc. sost. m. invar.  (foto.) obiettivo grandangolare a prospettiva sferica.
fish watching   loc. sost. m. invar.  attività ricreativa e sportiva che consiste nell'immergersi sott'acqua per osservare il comportamento dei pesci nel loro ambiente naturale.
fisiatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] (med.) specialista di fisiatria.
fisiatria   s.f.  (med.) settore della medicina che studia gli effetti prodotti sull'organismo umano da taluni mezzi fisici.
fisiatrico   agg.  [pl. m. -ci, f. -che] di, relativo alla fisiatria.
fisica   s.f.  scienza teorico-sperimentale che studia i fenomeni naturali (stati e aspetti della materia, forme di energia, interazioni e trasformazioni) cercando di individuarne le proprietà e di formulare le leggi che li governano: la meccanica, l'acustica, l'ottica sono branche della fisica; fisica nucleare, atomica, che studia l'atomo e le reazioni a esso connesse; fisica elettronica, che studia le azioni degli elettroni; fisica chimica, che studia gli aspetti fisici della chimica | come materia d'insegnamento scolastico: manuale di fisica; professore di matematica e fisica  | come facoltà universitaria: iscriversi a fisica; laurearsi in fisica. 
fisicalismo   s.m.  (filos.) dottrina neopositivistica che tende a unificare tutte le scienze, adottando i principi metodologici e il linguaggio della fisica; ne è stato principale esponente l'austriaco o. neurath (1882-1945).
fisicalista   s.m.  e f.  [pl. m. -i] (filos.) seguace del fisicalismo.
fisicalistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) di, relativo al fisicalismo o ai fisicalisti.
fisicità   s.f.  l'essere fisico, materiale; corporeità.
fisico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne la natura e i suoi fenomeni, così come sono studiati dalla fisica; proprio della fisica: principi fisici; leggi fisiche  | geografia fisica, quella che studia l'aspetto fisico della superficie terrestre, indipendentemente dalla presenza umana    • 2 •   che si riferisce al corpo, in quanto contrapposto allo spirito o alla psiche: forza fisica; difetto fisico; piacere fisico; ripugnanza fisica  ' educazione fisica, il complesso degli esercizi che mirano a sviluppare armonicamente il corpo; anche come materia d'insegnamento scolastico  s.m.  [f. -a]    • 1 •   studioso di fisica: un fisico nucleare    • 2 •   il corpo umano nella sua complessione, conformazione: un fisico debole, gracile, robusto; il fumo danneggia il fisico    • 3 •   (ant.) studioso di scienze naturali; medico § fisicamente avv.    • 1 •   dal punto di vista della fisica: un fenomeno fisicamente possibile    • 2 •   per quanto riguarda il fisico, il corpo: un uomo fisicamente sano. 
fisico-matematico  fisico-matematico agg.  che concerne la fisica e la matematica.
fisima   s.f.  fissazione ingiustificata; capriccio irragionevole: una persona piena di fisime  | idea senza fondamento.
fisio-  fisio- primo elemento di parole composte di origine greca (fisionomia) o di formazione moderna (fisioterapia), dal gr. physio-, che è da phy/sis -seo¯s  'natura'; vale 'natura, aspetto fisico', oppure sta per 'fisiologia'.
fisiochinesiterapia   o fisiocinesiterapia, meno com. fisiokinesiterapia, s.f.  (med.) metodo di fisioterapia fondato sui movimenti del corpo.
fisiochinesiterapista   o fisiocinesiterapista, meno com. fisiokinesiterapista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (med.) chi pratica la fisiochinesiterapia.
fisiocinesiterapia   e deriv.   ⇨ fisiochinesiterapia e deriv. 
fisiocrate   s.m.  e f.  economista sostenitore della fisiocrazia.
fisiocratico   agg.  [pl. m. -ci] che ha attinenza con la fisiocrazia: teoria fisiocratica   s.m.  [f. -a] sostenitore della fisiocrazia; fisiocrate.
fisiocrazia   s.f.  dottrina economica e sociale affermatasi in francia nel sec. xviii che, in opposizione al mercantilismo, sosteneva la preminenza economica dell'agricoltura come unica vera fonte di ricchezza.
fisiognomica   s.f.  disciplina parascientifica che si propone di dedurre i caratteri psicologici e morali di una persona dal suo aspetto fisico, soprattutto dai lineamenti e dalle espressioni del volto.
fisiognomico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la fisiognomica § fisiognomicamente avv.  dal punto di vista fisiognomico.
fisiognomo   s.m.  specialista di fisiognomica.
fisiognomonia   s.f.  fisiognomica.
fisiognomonico   agg.  [pl. m. -ci] fisiognomico.
fisiokinesiterapia   e deriv.   ⇨ fisiochinesiterapia e deriv. 
fisiologia   s.f.  scienza che studia le funzioni degli organismi animali e vegetali.
fisiologico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   attinente alla fisiologia: studio fisiologico    • 2 •   naturale, non patologico: il sonno è un bisogno fisiologico  § fisiologicamente avv.  da un punto di vista fisiologico.
fisiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi]    • 1 •   studioso di fisiologia    • 2 •   (ant.) naturalista.
fisiomante   s.m.  e f.  chi pratica la fisiomanzia.
fisiomanzia   s.f.  arte di divinare il futuro attraverso l'osservazione dei caratteri fisionomici.
fisionomia   o fisonomia, s.f.    • 1 •   l'insieme dei caratteri somatici del viso di una persona; l'espressione, gli atteggiamenti caratteristici: una fisionomia aperta, intelligente; cambiare fisionomia    • 2 •   (estens.) l'insieme degli aspetti, dei caratteri fondamentali che contraddistinguono qualcosa: la fisionomia di una città, di un'epoca. 
fisionomico   o fisonomico, agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla fisionomia: tratti fisionomici  § fisionomicamente avv.  da un punto di vista fisionomico.
fisionomista   o fisonomista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi ricorda facilmente le fisionomie | chi sa dedurre dalla fisionomia il carattere di una persona: essere un buon fisionomista  | usato anche come agg.  : una persona fisionomista. 
fisionomo   s.m.  (non com.) fisionomista.
fisiopatologia   s.f.  disciplina medica che studia le alterazioni delle funzioni organiche.
fisiopatologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla fisiopatologia.
fisiopsichico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alle funzioni organiche e psichiche; psicofisico.
fisiopsicologia   s.f.  ramo della psicologia che studia le interazioni tra eventi fisici ed eventi psichici; psicofisica.
fisioterapia   s.f.  terapia medica che si esegue con mezzi fisici come il massaggio, la ginnastica, le irradiazioni e simili.
fisioterapico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo alla fisioterapia: cure fisioterapiche; istituto fisioterapico. 
fisioterapista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico paramedico che esegue trattamenti di fisioterapia.
fiso   agg.  (lett.) fisso, intento (con gli occhi, con la mente): vedendomi sì fiso  / a l'atto de la fronte et de le ciglia  (petrarca trionfi)  avv.  (lett.) fissamente, con attenzione: fiso riguardai  / per conoscer lo loco dov'io fossi  (dante inf.  iv, 5-6) § fisamente avv. 
fiso-  fiso- primo elemento di nomi composti della terminologia scientifica, dal gr. phy^sa  'bolla'; indica 'bolla, vescica' (fisofora).
fisofora   s.f.  (zool.) celenterato marino vivente in colonie formate da una vescica galleggiante a cui si attaccano individui a campana che ne sostengono altri a polipo (cl.  idrozoi).
fisolo   s.m.  nome veneto di vari uccelli acquatici, come il gabbiano e il tuffetto.
fisonomia   e deriv.   ⇨ fisionomia e deriv. 
fissa   s.f.  (fam.) idea fissa, fissazione.
fissabile   agg.  che può essere fissato.
fissaggio   s.m.  l'operazione del fissare, del rendere stabile; fissazione | il processo chimico mediante il quale un'immagine fotografica sviluppata è resa inalterabile alla luce | operazione con cui si rende stabile la colorazione di filati e tessuti.
fissamaiuscole   s.m. invar.  tasto che nella macchina per scrivere fissa il carrello nella posizione adatta per battere le lettere maiuscole | il tasto sulla tastiera del computer che consente di digitare le lettere maiuscole.
fissare   v. tr.    • 1 •   rendere, tenere fisso, fermo: fissare un gancio, un quadro; fissare le imposte  | fissare lo sguardo, gli occhi, guardare fissamente | fissare la mente, l'attenzione, concentrarsi | fissare un colore, (tecn.) renderlo inalterabile mediante opportuno trattamento | fissare una positiva, una negativa, (foto.) sottoporla a fissaggio | la vitamina d fissa il calcio nel nostro organismo, (med.) ne consente il deposito nelle ossa    • 2 •   (estens.) guardare fissamente: fissare una persona    • 3 •   stabilire, determinare, concordare: fissare un principio, una regola; fissare un appuntamento, delle condizioni  | prenotare, riservare: fissare i posti a teatro  | fissarsi v. rifl.    • 1 •   stabilirsi, fermarsi in un luogo: si fissò a parigi    • 2 •   stare assorto, con lo sguardo fisso in una direzione: ogni tanto si fissa nel vuoto    • 3 •   (fig.) avere un'idea fissa, ossessiva; ostinarsi, impuntarsi: fissarsi di essere perseguitato, di diventare attore. 
fissativo   agg.  e s.m.  (tecn.) si dice di sostanza che si applica a un'altra sostanza o al risultato di una lavorazione a scopo protettivo o stabilizzante (a un'immagine fotografica dopo lo sviluppo, a un disegno, a un profumo contenente sostanze volatili, a un tessuto colorato ecc).
fissato   part. pass.  di fissare   agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a]    • 1 •   (anche scherz.) persona fissata, maniaca    • 2 •   (non com.) ciò che è fissato, stabilito; patto, accordo.
fissato bollato   loc. sost. m.  modulo bollato e vidimato dal ministero del tesoro, che attesta il pagamento dell'imposta sui contratti di borsa.
fissatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi è addetto al fissaggio, in partic. di colori    • 2 •   si dice di ciò che è atto a fissare: batteri fissatori dell'azoto; fissatore per capelli, cosmetico che mantiene la piega dei capelli | bagno fissatore, (foto.) bagno fissativo.
fissazione   s.f.    • 1 •   l'operazione di fissare, di stabilizzare | fissazione mnemonica, (psicol.) la facoltà di registrare le percezioni nella memoria    • 2 •   (fig.) idea fissa; mania, ossessione: ha la fissazione che tutti lo perseguitino    • 3 •   (psicoan.) arresto della libido a fasi evolutive, immagini, eventi del passato    • 4 •   (chim.) trasformazione di una sostanza gassosa o volatile in un composto solido o non volatile: la fissazione dell'azoto    • 5 •   (tecn.) fissaggio: la fissazione del colore di un tessuto. 
fissile   agg.    • 1 •   che si può fendere in scaglie o lamine: pietra fissile    • 2 •   (fis.) si dice di un nucleo atomico capace di dar luogo a fissione quando è bombardato da neutroni | combustibile fissile, materiale radioattivo, come uranio o plutonio, usato nelle centrali termonucleari a fissione.
fissilità   s.f.  (fis.) la qualità di ciò che è fissile; scindibilità.
fissionabile   agg.  (fis.) fissile.
fissionare   v. tr.  [io fissióno ecc] (fis.) sottoporre a fissione nucleare.
fissione   s.f.  (fis.) scissione di un nucleo atomico pesante in due o, molto raramente, tre parti per effetto di un bombardamento di neutroni, a cui si accompagna la liberazione di una notevolissima quantità di energia.
fissiparo   agg.  (zool.) si dice di animale, generalmente protozoo, che si riproduce per scissione.
fissipedi   s.m. pl.  (zool.) sottordine di carnivori che hanno zampe con dita distinte munite di artigli; vi appartengono, tra gli altri, i felidi e i canidi | sing.  [-e] ogni animale di tale sottordine.
fissismo   s.m.  teoria biologica che sostiene l'immutabilità delle specie viventi; si contrappone all'evoluzionismo. 
fissistico   agg.  [pl. m. -ci] che si ispira al fissismo: teoria fissistica. 
fissità   s.f.  l'essere fisso (detto soprattutto del pensiero, dello sguardo): la fissità ossessiva di un ricordo  | costanza, fermezza: la fissità di un proposito. 
fisso   agg.    • 1 •   (non com.) fitto, confitto: un chiodo fisso in un legno  | (estens.) che non si muove o che non può essere mosso; fermo, stabile (anche fig.): essere, stare fisso in un punto; vetri fissi; disco fisso, hard disk; avere fisso nell'animo un ricordo  | detto dello sguardo, intensamente concentrato su un determinato oggetto: avere, tenere lo sguardo fisso su qualcosa, qualcuno  | occhi fissi, sguardo fisso (nel vuoto), immobile e senza espressione | idea fissa, chiodo fisso, pensiero costante; ossessione, mania | luce fissa, che non è tremula | stelle fisse, che sembrano conservare sempre la stessa posizione sulla volta celeste    • 2 •   che non varia, che non può essere variato; stabile: prezzo, compenso fisso; costo fisso (di produzione), che non varia col variare della quantità prodotta; capitale fisso, che è investito permanentemente nell'azienda; cambi fissi, regime di scambio tra monete basato su parità dichiarate | costante, abituale: cliente fisso; essere senza fissa dimora, non risiedere stabilmente in un luogo; la popolazione fissa di un paese, che vi risiede abitualmente    • 3 •   (lett.) intento, attento: ad ascoltarli er'io del tutto fisso  (dante inf.  xxx, 130)    • 4 •   (fig.) irremovibile, ostinato: essere fisso in un proposito    • 5 •   (region.) fitto: una tela fissa   avv.  fissamente: guardare fisso  § fissamente avv.  con fissità: osservare, pensare fissamente. 
fistola   ant. e lett. fistula, s.f.    • 1 •   (med.) canale di natura patologica, congenito o acquisito, che mette in comunicazione con l'esterno o con un viscere cavo un altro viscere cavo o una cavità anch'essa patologica: fistola gastroduodenale    • 2 •   tubo usato anticamente per la conduttura delle acque    • 3 •   nell'antichità classica, strumento musicale a fiato tipico dei pastori; siringa, zampogna.
fistolizzare   v. intr.  [aus. avere], fistolizzarsi v. rifl.  (med.) trasformarsi in fistola.
fistolizzazione   s.f.  (med.) formazione di una fistola.
fistolo   s.m.  (ant.)    • 1 •   fistola | (estens.) malanno, disgrazia    • 2 •   spirito maligno, diavolo: infino a tanto che il fistolo uscisse da dosso al suo marito  (boccaccio dec.  vii, 5).
fistoloso   agg.    • 1 •   (med.) che ha forma, natura di fistola | detto di un organo, che è affetto da una o più fistole    • 2 •   (bot.) si dice di organo vegetale a forma di cannello, con interno cavo: fusto fistoloso. 
fistula    ⇨ fistola.
fistulina   s.f.  fungo a forma di ventaglio, di colore rosso sanguigno, che cresce di preferenza sui tronchi di quercia e di castagno (fam.  poliporacee).
-fita  -fita  ⇨ -fito.
fiteuma   s.m.  pianta erbacea di montagna con fiori violacei raccolti in capolini globosi (fam.  campanulacee).
fitina   s.f.  (chim.) composto organico contenente fosforo, potassio e magnesio, presente nei semi di molte piante e usato in medicina come tonico del tessuto nervoso.
fitness   s.f. invar.    • 1 •   (biol.) insieme delle caratteristiche genotipiche e fenotipiche che rendono un organismo adatto a sopravvivere e a riprodursi in un determinato ambiente    • 2 •   perfetta forma fisica, sia funzionale sia estetica, raggiungibile seguendo programmi integrati di ginnastica, idroterapia, cosmesi e dietetica.
fito-  fito- -fito (meno com. -fita) primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. phytón  'pianta'; vale 'pianta' o indica relazione con i vegetali (fitoterapia; saprofito, tallofita).
fitobiologia   s.f.  biologia dei vegetali.
fitocenosi   s.f.  (biol.) insieme di vegetali che vivono in stretta relazione tra loro e con l'ambiente, formando un complesso tipico.
fitochimica   s.f.  settore della chimica biologica che studia i processi chimici che si verificano negli organismi vegetali.
fitocosmesi   s.f.  cosmesi che utilizza preparati di origine vegetale.
fitocromo   s.m.  (chim. biol.) pigmento vegetale, attivato dalla luce, che regola la crescita delle piante.
fitodermatosi   s.f.  (med.) dermatosi o altra forma di irritazione della pelle provocata dal contatto con una pianta.
fitoerosione   s.f.  (geol.) azione erosiva esercitata dalle radici delle piante sulle rocce su cui crescono.
fitofagia   s.f.  (zool.) l'essere fitofago.
fitofago   agg.  [pl. m. -gi] (zool.) si dice di insetto o altro animale che si nutre di vegetali.
fitofarmacia   s.f.  ramo della farmacologia che studia l'effetto dei fitofarmaci sulle piante; fitofarmacologia.
fitofarmaco   s.m.  [pl. m. -chi  o -ci] (bot.) sostanza usata per favorire lo sviluppo e curare le malattie delle piante.
fitofarmacologia   s.f.  fitofarmacia.
fitofisiologia   s.f.  (bot.) fisiologia delle piante.
fitoflagellati   s.m. pl.  (bot.) ordine di organismi unicellulari primitivi appartenente alla classe dei flagellati, considerati organismi di transizione fra il mondo vegetale e quello animale | sing.  [-o] ogni organismo di tale ordine.
fitogenico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) che è di origine vegetale.
fitogeno   agg.  (geol.) fitogenico: roccia fitogena, formata essenzialmente di vegetali fossili.
fitogeografia   s.f.  scienza che studia la distribuzione delle specie vegetali sulla superficie terrestre in relazione all'ambiente in cui vivono.
fitogeologia   s.f.  scienza che studia la distribuzione delle specie vegetali nelle varie ere geologiche.
fitografia   s.f.  studio analitico e descrittivo delle specie vegetali.
fitografico   agg.  [pl. m. -ci] proprio della fitografia.
fitografo   s.m.  [f. -a] studioso di fitografia.
fitolacca   s.f.  arbusto con radici velenose e piccoli fiori rossi raccolti in grappoli (fam.  fitolaccacee).
fitolaccacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni comprendente la fitolacca | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
fitolito   s.m.  pietra le cui forme richiamano quelle di una pianta.
fitologia   s.f.  (non com.) studio dei vegetali; botanica.
fitonimia   s.f.  (ling.) studio dei nomi dei vegetali.
fitonimo   s.m.  (ling.) nome di vegetale.
fitopaleontologia   s.f.  studio dei fossili vegetali.
fitoparassitologia   s.f.  settore della parassitologia che studia i parassiti delle piante.
fitopatia   s.f.  (bot.) qualsiasi malattia delle piante.
fitopatologia   s.f.  (bot.) scienza che studia le malattie delle piante, in partic. quelle provocate da parassiti.
fitopatologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso delle malattie che colpiscono le piante.
fitoplancton   s.m.  (biol.) la parte di plancton costituita da organismi vegetali.
fitormone   s.m.  (chim. biol.) ormone vegetale.
fitosanitario   agg.  riguardante la cura e la difesa delle piante.
fitosterina   s.f.  (chim. biol.) fitosterolo.
fitosterolo   s.m.  (chim. biol.) sterolo di origine vegetale.
fitoterapia   s.f.    • 1 •   (med.) terapia che si avvale di piante medicinali    • 2 •   (agr.) studio e applicazione dei rimedi contro le malattie delle piante.
fitoterapista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (med.) chi cura le malattie sfruttando le proprietà terapeutiche delle piante.
fitotomia   s.m.  anatomia delle piante.
fitotossina   s.f.  (biol. , med.) tossina di origine vegetale.
fitotrone   s.m.  apparecchio che simula climi e situazioni meteorologiche diverse per studiare le reazioni delle piante.
fitta   s.f.    • 1 •   dolore acuto, improvviso e di breve durata: fitte intercostali  | una fitta al cuore, (fig.) un'angoscia acuta e improvvisa    • 2 •   (tosc.) ammaccatura    • 3 •   folla, gran numero di persone | (rar.) gran quantità di cose.
fittacamere   s.m.  e f. invar.  (region.) affittacamere.
fittaiolo   lett. fittaiuolo, s.m.  (tosc.) fittavolo.
fittare   (1) v. tr.  (region) affittare.
fittare   (2) v. intr.  [aus. avere] (stat.) adattare una curva a una serie di dati.
fittavolo   s.m.  affittuario di un terreno coltivabile.
fittezza   s.f.  (non com.) l'essere fitto, folto; densità.
fittile   agg.  fatto di argilla (detto per lo più di oggetti antichi): vasi fittili. 
fittizio   agg.  che è diverso da ciò che appare; non vero, artificioso: nome, accordo fittizio; parole, espressioni fittizie, non sincere; un bene, un sentimento fittizio, fallace § fittiziamente avv. 
fitto   (1) part. pass.  di figgere   agg.    • 1 •   ficcato, conficcato: (anche fig.): un chiodo fitto nel muro; un pensiero fitto in testa  | a capo fitto, a testa in giù (fig.) con molta intensità, con foga: buttarsi a capo fitto  nel lavoro    • 2 •   denso, compatto, folto: bosco fitto; rete fitta, a maglie piccole; pettine fitto, con i denti sottili e ravvicinati; trama fitta, dai fili intrecciati strettamente | buio fitto, profondo    • 3 •   frequente, serrato, intenso: una fitta serie di incontri    • 4 •   (ant.) trafitto: vedea briareo, fitto dal telo  (dante purg.  xii, 28)  avv.  fittamente: parlare fitto  fitto, rapidamente, senza sosta  s.m.  la parte più folta, densa di qualcosa: nel fitto del bosco  § fittamente avv.  con intensità; frequentemente.
fitto   (2) s.m.    • 1 •   affitto, locazione | la somma pagata per un affitto    • 2 •   (ant.) fondo rustico ceduto in affitto.
fittone   s.m.  (bot.) radice principale, più lunga delle sue ramificazioni, propria delle dicotiledoni e delle gimnosperme: radice a fittone, quella in cui il fittone è molto evidente: il fittone della carota. 
fiumale   agg.  (non com.) di fiume; fluviale.
fiumana   s.f.    • 1 •   corrente ampia e impetuosa di un fiume in piena    • 2 •   (fig.) moltitudine di persone o cose che si susseguono senza sosta: una fiumana di gente, di parole. 
fiumano   (1) agg.  (rar.) di fiume; fluviale.
fiumano   (2) agg.  della città di fiume | impresa fiumana, l'occupazione della città da parte di gabriele d'annunzio nel 1919  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della città di fiume.
fiumara   s.f.    • 1 •   corso d'acqua caratteristico dell'italia meridionale, con letto ampio e ciottoloso, quasi sempre asciutto, ma in primavera soggetto a piene impetuose    • 2 •   (ant.) fiumana.
fiumarolo   s.m.  (roman.) barcaiolo del tevere; anche chi, spec. nel passato, nuotava o pescava nelle acque del tevere.
fiume   s.m.    • 1 •   corso d'acqua a regime pressoché costante, che raccoglie le acque di un bacino idrografico e sbocca in un fiume più grande, in un lago o nel mare: la sorgente, il letto, la foce di un fiume; gli affluenti di un fiume.  dim. fiumicello, fiumicino, fiumiciattolo, con valore spreg. pegg. fiumaccio    • 2 •   (estens.) gran quantità di liquido che scorre: un fiume di sangue, di lacrime, d'inchiostro  | (fig.) moltitudine, profusione; fiumana: un fiume di gente, di parole  | a fiumi, con grandissima abbondanza | con funzione di agg. invar.  che dura più del normale, lunghissimo: romanzo, seduta fiume. 
fiutare   v. tr.    • 1 •   aspirare col naso per percepire odori; annusare: fiutare l'aria, il tabacco    • 2 •   (estens.) individuare, conoscere al fiuto: il cane fiuta la lepre  | (fig.) presagire, intuire, subodorare: fiutare un buon affare, un inganno. 
fiutata   s.f.  l'atto di fiutare: dare una fiutata.  dim. fiutatina  | (non com.) presa di tabacco da fiuto.
fiuto   s.m.    • 1 •   il senso dell'odorato (detto soprattutto di quello degli animali): un fiuto finissimo    • 2 •   il fiutare: tabacco da fiuto    • 3 •   (fig.) intuito, prontezza di giudizio: ha un gran fiuto per gli affari  | al primo fiuto, subito, immediatamente.
fixing   s.m. invar.  (econ.) quotazione ufficiale di valute o di oro fissata quotidianamente in borsa al termine delle contrattazioni.
flù  te flùte;s.m. invar.  bicchiere a calice dalla forma stretta e allungata.
flabellato   agg.  (bot. , zool.) flabelliforme: foglia flabellata; antenne flabellate. 
flabelliforme   agg.  che ha forma di ventaglio, di flabello.
flabello   s.m.    • 1 •   grande ventaglio, formato da lunghe piume fissate a raggiera in cima a un'asta, col quale nelle antiche civiltà orientali si accompagnavano sovrani e dignitari | ciascuno dei due grandi ventagli di piume che un tempo si portavano ai lati della sedia gestatoria del papa nelle cerimonie solenni    • 2 •   (lett.) foglia o ciuffo di foglie che ha l'aspetto di un ventaglio: la canna che dispiuma / mollemente il suo rosso / flabello a primavera  (montale).
flaccidezza   s.f.    • 1 •   l'essere flaccido    • 2 •   malattia mortale del baco da seta che si manifesta con l'afflosciamento dei tessuti.
flaccidità   s.f.  (non com.) l'essere flaccido: flaccidità di muscoli. 
flaccido   agg.  di scarsa consistenza ed elasticità (anche in usi fig.); cascante, floscio: pelle flaccida  § flaccidamente avv. 
flacone   s.m.  boccetta per profumi o medicinali. dim. flaconcino. 
flagellamento   s.m.  (non com.) il flagellare, l'essere flagellato.
flagellante   part. pres.  di flagellare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  membro di pie confraternite sorte in umbria nel sec. xiii e diffusesi poi in tutta europa, che praticavano la pubblica flagellazione come forma di penitenza; disciplinato.
flagellare   ant. o pop. fragellare, v. tr.  [io flagèllo ecc.]    • 1 •   percuotere con il flagello; frustare, sferzare: cristo venne flagellato    • 2 •   (estens.) colpire, battere ripetutamente con violenza: il mare flagella la costa    • 3 •   (lett.) condannare, biasimare, esecrare: flagellare i vizi, la corruzione    • 4 •   (lett.) tormentare, angustiare: essere flagellato dai rimorsi  | flagellarsi v. rifl.    • 1 •   percuotersi col flagello (spec. in segno di penitenza)    • 2 •   (lett.) tormentarsi, angustiarsi: per lei si macera e flagella  (poliziano).
flagellati   s.m. pl.  (bot. , zool.) classe di organismi unicellulari microscopici il cui corpo ha uno o più filamenti (flagelli) con funzione di organi di locomozione; comprende due ordini (o sottoclassi): fitoflagellati, a struttura prevalentemente vegetale, e zooflagellati, a struttura prevalentemente animale; di questi ultimi, molte forme sono parassite | sing.  [-o] ogni organismo di tale classe.
flagellatore   s.m.  [f. -trice] chi flagella (anche fig.).
flagellazione   s.f.  il flagellare, il flagellarsi o l'essere flagellato | per antonomasia, la flagellazione di cristo, di cui narrano i vangeli (anche come soggetto pittorico): la «flagellazione» di piero della francesca. 
flagello   ant. o pop. fragello, s.m.    • 1 •   frusta costituita da funicelle annodate o da strisce di cuoio, usata anticamente come strumento di pena o di supplizio; per estens., la pena o il supplizio stesso: percuotere col flagello, condannare al flagello  | (fig.) castigo, tormento: ecco il flagello / de' principi, il divin pietro aretino  (ariosto o. f.  xlvi, 14)    • 2 •   (fig.) grave danno, calamità: il flagello della droga  | flagello di dio, grande calamità considerata come punizione inflitta da dio agli uomini    • 3 •   (fam.) enorme quantità (spec. di cose, persone, animali dannosi): non passa quest'anno, / che tu vedrai di topi un gran flagello  (burchiello)    • 4 •   (zool. , bot.) prolungamento filiforme presente in molti organismi unicellulari animali e vegetali e in alcune cellule dei metazoi.
flagizio   s.m.  (lett.) scelleratezza, malvagità.
flagizioso   agg.  (lett.) infame, scellerato.
flagrante   agg.    • 1 •   (dir.) che presenta le condizioni della flagranza: reato, furto flagrante    • 2 •   (estens.) evidente, palese: è in flagrante contraddizione   s.m.  (dir.) condizione di flagranza: cogliere in flagrante  § flagrantemente avv. 
flagranza   s.f.  (dir.) condizione di chi viene sorpreso nell'atto di commettere un reato: cogliere, arrestare in flagranza  | quasi flagranza, condizione di chi, subito dopo aver commesso un reato, è inseguito dalla forza pubblica o da altri ovvero è sorpreso con tracce evidenti del reato appena commesso.
flagrare   v. intr.  [aus. essere] (ant.) ardere, bruciare (anche fig.): non sente quand'io agghiaccio, o quand'io flagro  (petrarca rime).
flambaggio   s.m.  (tecn.) operazione del flambare.
flambare   v. tr.  (tecn.) sterilizzare un oggetto facendolo passare ripetutamente su una fiamma.
flambé   agg.  (gastr.) si dice di vivanda che, all'atto di essere servita, viene cosparsa di un liquore al quale si dà fuoco: filetto flambé. 
flamberga   s.f.  tipo di spada da duello, in uso nei secc. xvii e xviii.
flamboyant   agg. invar.  fiammeggiante (detto dello stile gotico più tardo).
flamenco   s.m.  genere di canto e di ballo diffuso in spagna, soprattutto in andalusia; si accompagna con la chitarra e alterna momenti vibranti e drammatici con altri malinconici.
flaminale   agg.  (rar.) di un flamine, dei flamini.
flamine   s.m.  nell'antica roma, sacerdote cui era assegnato il culto di una divinità, e che faceva parte di uno speciale collegio di 15 membri.
flammeo   agg.  (lett.) di fiamma; fiammeggiante, luminoso  s.m.  nell'antica roma, velo nuziale arancione.
flammula   s.f.  (bot.)    • 1 •   genere di funghi basidiomiceti che vivono come saprofiti sul legno (fam.  agaricacee)    • 2 •   pianta erbacea simile alla clematide (fam.  ranuncolacee).
flan   s.m.    • 1 •   (gastr.) sformato cotto a bagnomaria in uno stampo con foro centrale    • 2 •   (tip.) matrice di cartone speciale, resistente al calore, su cui si cola piombo tipografico fuso per produrre le lastre stereotipiche; flano.
flanare   v. tr.  (tip.) ricavare il flan di una composizione tipografica mediante pressatura della forma sull'apposito cartone.
flanatura   s.f.  (tip.) l'operazione di flanare.
flanella   s.f.  stoffa di lana cardata o di cotone, molto morbida, usata soprattutto per camicie e pigiami. dim. flanellina. 
flangia   s.f.  [pl. -ge] (mecc.) piastra anulare munita di fori per i bulloni che si usa per collegare tubi o alberi coassiali.
flano   s.m.  (tip.) adattamento it. di flan. 
flap   s.m.  (aer.) ipersostentatore.
flappeggio   s.m.  (aer.) tipo particolare di oscillazione delle pale dei rotori degli elicotteri.
flash   s.m. invar.    • 1 •   (foto.) lampo di luce molto intensa con cui si illumina un soggetto da fotografare; si ottiene per combustione (nelle lampade al magnesio) o da una scarica elettrica in un gas inerte (nei lampeggiatori elettronici) | il dispositivo che serve a provocare tale lampo    • 2 •   nel linguaggio giornalistico, notizia breve ma importante diramata da un'agenzia d'informazione: un flash di cronaca    • 3 •   (chim.) operazione di distillazione in continuo con un unico stadio.
flashback   s.m.  nella tecnica cinematografica, interruzione della successione cronologica del racconto per rievocare un episodio del passato; anche, l'episodio così rievocato | (estens.) procedimento analogo in testi narrativi; anche, fatto, momento significativo del passato che rivive nella memoria.
flashing   s.m. invar.  (chim.) uso combinato del calore e della pressione che consente di eseguire in modo rapido operazioni di evaporazione, distillazione, polverizzazione ed essiccamento | effetto flashing, brusca riduzione della pressione di un fluido riscaldato fin quasi al punto di ebollizione.
flato   s.m.  (non com.) gas formatosi nello stomaco o nell'intestino ed emesso dalla bocca o dal retto.
flatting   s.m. invar.  vernice traslucida per dare brillantezza e impermeabilità al legno.
flatulento   agg.  si dice di cibo o di sostanza che provoca flatulenza.
flatulenza   s.f.  presenza abnorme di gas nello stomaco o nell'intestino, e conseguente loro emissione.
flatus vocis   loc. sost. m. invar.  (lett.) si dice per sottolineare che le cose dette sono solo parole, non producono alcuna conseguenza.
flautato   agg.    • 1 •   si dice di suono dolce e leggero, come quello del flauto: voce flautata    • 2 •   (mus.) effetto sonoro che si produce negli strumenti ad arco quando le corde vengono sfiorate con le dita e non schiacciate | nel canto, timbro che acquista la voce femminile nell'emettere suoni sopracuti.
flautino   s.m.  (mus.)    • 1 •   piccolo flauto diritto, introdotto nel sec. xvi    • 2 •   ottavino.
flautista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] suonatore o suonatrice di flauto.
flauto   s.m.  (mus.)    • 1 •   strumento a fiato con canna cilindrica, in cui il flusso d'aria è indirizzato contro un bordo affilato: flauto traverso, di metallo, con l'imboccatura a foro laterale e che si suona quindi tenendolo trasversalmente; flauto diritto  o dolce, di legno, con l'imboccatura a fischietto | flauto piccolo, ottavino | flauto di pan, siringa    • 2 •   (estens.) flautista.
flavescente   agg.  (rar. lett.) color giallo oro; biondeggiante.
flavina   s.f.  (chim.) pigmento giallo fluorescente solubile in acqua; è un costituente di molti enzimi e si trova in tessuti e prodotti animali e vegetali.
flavismo   s.m.  (zool.) anomalia ereditaria di certi uccelli, che si manifesta con un ingiallimento del piumaggio.
flavo   agg.  (lett.) giallo dorato; biondo.
flavone   s.m.  (chim.) ogni pigmento organico giallo delle piante e dei fiori.
flè  che flèche;s.f.  nella scherma, colpo eseguito proiettando tutto il corpo in avanti; frecciata.
flebectomia   s.f.  (med.) resezione chirurgica di un tratto di vena.
flebile   agg.  di tono lamentoso; triste, mesto: voce flebile  | lieve, sommesso: un suono flebile  § flebilmente avv. 
flebite   s.f.  (med.) infiammazione di uno o più vasi venosi.
flebo   s.f. invar.  forma abbreviata di fleboclisi. 
flebo-  flebo- primo elemento di parole composte della terminologia medica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. phléps phlebós  'vena' (fleboclisi, flebotomia).
fleboclisi   s.f.  (med.) somministrazione continuata per via venosa di soluzioni fisiologiche o medicamentose.
flebografia   s.f.  (med.) radiografia che mostra lo stato e il decorso delle vene.
flebosclerosi   s.f.  (med.) sclerosi delle pareti venose.
flebotomia   s.f.  (med.) incisione delle vene per l'asportazione di coaguli e, spec. in passato, per eseguire salassi | il salasso stesso.
flebotomo   (1) s.m.    • 1 •   chi esercitava la flebotomia    • 2 •   strumento chirurgico usato per incidere le vene.
flebotomo   (2) s.m.  insetto molestissimo simile a una piccola zanzara, portatore di germi patogeni (ord.  ditteri); è detto com. pappatacio. 
flegreo   agg.    • 1 •   di flegra, antico nome di una penisola del mare egeo    • 2 •   di una zona a ovest di napoli, denominata anticamente flegra: campi flegrei. 
flemma   s.f.    • 1 •   secondo la medicina ippocratica, uno dei quattro umori del corpo, che era ritenuto causa della debolezza e della pigrizia    • 2 •   (fig.) tranquillità, calma eccessiva; lentezza esasperante: lavorare con flemma  | (estens.) imperturbabilità, saldezza di nervi: la flemma degli inglesi    • 3 •   olio di flemma, (chim.) residuo della distillazione alcolica.
flemmatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che ha o dimostra flemma; che non si agita, non si scompone qualunque cosa accada: un tipo flemmatico; parlare con tono flemmatico    • 2 •   nella medicina antica, causato da flemma: tosse flemmatica  § flemmaticamente avv. 
flemmatizzare   v. tr.  aggiungere a un esplosivo sostanze in grado di ridurne la sensibilità agli urti.
flemmone   s.m.  (med.) infiammazione settica del tessuto sottocutaneo o del tessuto interstiziale di sostegno degli organi, circoscritta o diffusa, con tendenza alla suppurazione.
flemmonoso   agg.  (med.) si dice di flemmone o di processo suppurativo con caratteristiche simili a quelle del flemmone.
flessibile   agg.    • 1 •   che si flette senza spezzarsi; pieghevole, elastico: ramo, tubo flessibile    • 2 •   (fig.) che non è rigido; duttile, modificabile: carattere flessibile  | orario flessibile, quello in cui l'ora d'inizio e di fine del lavoro non è fissa ma oscilla entro determinati limiti | cambi flessibili, (econ.) regime di scambio tra monete determinato, almeno in parte, dalle forze del mercato; si contrappone a quello dei cambi fissi  s.m.    • 1 •   tubo o cavo flessibile    • 2 •   apparecchio elettrico portatile che, utilizzando un disco flessibile di materiale abrasivo, è in grado di tagliare metalli, pietre ecc. § flessibilmente avv. 
flessibilità   s.f.  l'essere flessibile, elastico, pieghevole (anche fig.): la flessibilità di una trave, di una struttura; flessibilità di carattere  | flessibilità dei prezzi, capacità di adattarsi alla situazione del mercato.
flessile   agg.  (lett.) flessibile.
flessimetro   s.m.  strumento per misurare le deformazioni per flessione di un solido elastico sottoposto all'azione di una forza.
flessionale   agg.  (ling.) flessivo.
flessione   s.f.    • 1 •   il flettere, il flettersi; movimento di un'articolazione che fa avvicinare le estremità opposte dei due segmenti articolati: flessione delle gambe; esercizi di flessione, esercizi ginnici di piegamento    • 2 •   (tecn.) deformazione elastica di una trave provocata da forze complanari agenti lungo l'asse della trave stessa    • 3 •   (ling.) termine indicante tutti i tipi di variazione morfologica (cambi di affissi, desinenze ecc.) mediante i quali una parola assume differenti funzioni grammaticali e sintattiche: flessione verbale, coniugazione; flessione nominale, declinazione    • 4 •   diminuzione, calo progressivo: flessione delle vendite, dei prezzi. 
flessivo   agg.  (ling.) si dice di una lingua che esprima le funzioni grammaticali e sintattiche mediante la flessione: le lingue indoeuropee sono lingue flessive. 
flesso   part. pass.  di flettere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  solo nella loc. punto di flesso, (mat.) punto in cui una curva cambia concavità ed è attraversata dalla tangente.
flessografia   s.f.  tecnica di stampa rotativa che si avvale di una matrice di materiale flessibile avvolta su un cilindro; usata spec. per la stampa di imballaggi, anche di materiale plastico.
flessografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a flessografia.
flessometro   s.m.  metro flessibile contenuto in un involucro, nel quale rientra dopo l'uso.
flessore   agg.  e s.m.  (anat.) si dice di ogni muscolo che provoca la flessione di un'articolazione.
flessuosità   s.f.  qualità di ciò che è flessuoso: flessuosità del corpo. 
flessuoso   agg.  flessibile, elastico: il salice è un albero flessuoso  | che ha forme o movimenti sinuosi: corpo flessuoso; l'andamento flessuoso di un corso d'acqua  § flessuosamente avv. 
flessura   s.f.    • 1 •   (geol.) ondulazione degli strati rocciosi, meno accentuata di una piega    • 2 •   (ant.) piegatura, curvamento.
fleto   s.m.  (ant. , lett.) pianto, lutto: sparser lo sangue dopo molto fleto  (dante par.  xxvii, 45).
flettere   v. tr.  [pres. io flètto ecc. ; pass. rem. io flettéi  o flèssi, tu flettésti ecc. ; part. pass. flèsso]    • 1 •   piegare, curvare: flettere le braccia, le gambe    • 2 •   (gramm.) declinare o coniugare: flettere un nome, un verbo. 
fliaci   s.m. pl.  presso gli antichi dori dell'italia merid., attori di farse popolari improntate a una comicità salace e triviale.
fliacico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dei fliaci, interpretato da fliaci: farsa fliacica. 
flicornista   s.m.  [pl. -sti] suonatore di flicorno.
flicorno   non com. fliscorno, s.m.  strumento musicale a fiato della famiglia degli ottoni, con tubo conico e campana piuttosto ampia.
flictena    ⇨ flittena.
flight-recorder  flight-recorder loc. sost. m. invar.  il nastro magnetico che, all'interno della scatola nera, registra tutti i dati del volo di un aereo.
flint   s.m. invar.  (tecn.) vetro speciale contenente una percentuale elevata di ossido di piombo, usato per lenti o per cristalleria di pregio; si contrappone a crown. 
flip book   loc. sost. m. invar.  blocchetto di fogli su ognuno dei quali sono disegnate in successione le figure di un disegno animato; sfogliando rapidamente il blocchetto si ha l'impressione dell'immagine in movimento.
flip-flop  flip-flop s.m. invar.  in elettronica, nome generico di qualsiasi multivibratore bistabile.
flipper   s.m. invar.  biliardino elettrico: giocare a flipper. 
flirt   s.m. invar.  relazione sentimentale di breve durata; per estens., la persona con cui si ha un flirt: avere un flirt; è il suo nuovo flirt. 
flirtare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   avere un flirt; amoreggiare, o anche solo civettare    • 2 •   (estens.) stabilire una sorta di intesa: un politico che flirta con l'opposizione  | agire in modo disinvolto o scanzonato, quasi provocatorio (con qualcuno o qualcosa di temibile): flirtare con l'avversario, col pericolo. 
fliscorno    ⇨ flicorno.
flit   s.m. invar.  nome generico di qualsiasi insetticida liquido di uso domestico.
flittena   meno com. flittene o flictena, s.f.  (med.) vescichetta sulla pelle, a contenuto sieroso, causata spec. da ustione o causticazione.
float   agg. invar.  si dice di un tipo di vetro sottile e resistente, usato per i parabrezza degli autoveicoli.
floccaggio   s.m.  operazione per cui fibre tessili minuscole vengono fatte aderire a una superficie resa adesiva; vellutatura.
floccare   v. intr.  [io flòcco ecc. ; aus. avere] eseguire l'operazione di floccaggio.
floccato   s.m.  tessuto o cartoncino vellutato ottenuto mediante floccaggio.
floccatrice   s.f.  macchina che esegue il floccaggio.
flocco    ⇨ fiocco 2.
flocculazione   s.f.  (chim.) formazione artificialmente provocata di piccoli aggregati di particelle sospese in un liquido, per agevolarne la separazione.
flocculo   s.m.  (astr.) piccola nube sulla fotosfera solare; facola.
flock   s.m. invar.  materiale costituito da fibre di lana e cotone, impiegato per la produzione di floccati.
floema   s.m.  [pl. -mi] (bot.) tessuto vascolare in cui scorre la linfa.
flogistico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di flogosi; infiammatorio: processo flogistico. 
flogisto   s.m.  sostanza che, secondo le teorie chimiche dei secc. xvii e xviii, sarebbe stata il costituente specifico dei corpi combustibili.
flogosi   s.f.  (med.) infiammazione.
flop   s.m. invar.  fiasco, insuccesso.
floppy disk   loc. sost. m. invar.  (inform.) minidisco, dischetto.
flora   s.f.    • 1 •   l'insieme delle specie vegetali che vivono in un determinato ambiente biologico o in un dato territorio: flora marina, boschiva, tropicale; la flora italiana, europea    • 2 •   (biol.) l'insieme dei microrganismi o delle specie batteriche presenti nei tessuti o in una cavità organica: flora intestinale. 
florale   agg.    • 1 •   (lett.) della dea flora: feste florali    • 2 •   (bot.) del fiore: foglie florali, che nascono vicino al fiore.
floreale   agg.  di, dei fiori; fatto di fiori: decorazione, omaggio floreale  | stile floreale, stile architettonico caratterizzato da motivi ornamentali di foglie e fiori (fine sec. xix - inizio sec. xx)  s.m.  altro nome di fiorile, ottavo mese del calendario rivoluzionario francese § florealmente avv. 
florenzio   s.m.  elemento chimico detto più com. prometeo. 
flori-  flori- o floro-, primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal lat. flo¯s flo¯ris  'fiore'; significa 'fiore' o indica relazione coi fiori (floricoltura, florovivaismo).
floricolo   agg.    • 1 •   si dice di insetti e piccoli uccelli che vivono o si fermano sui fiori    • 2 •   che riguarda la floricoltura: azienda floricola. 
floricoltore   o floricultore, fioricoltore, fioricultore, s.m.  [f. -trice] chi per mestiere pratica la floricoltura.
floricoltura   o floricultura, fioricoltura, fioricultura, s.f.  coltivazione di fiori e piante ornamentali.
floridee   s.f. pl.  (bot.) classe di alghe rosse con tallo filamentoso o laminare; rodoficee | sing.  [-a] ogni alga di tale classe.
floridezza   s.f.  l'essere florido, fiorente; prosperità, rigogliosità: floridezza fisica, economica. 
floridità   s.f.  (non com.) floridezza.
florido   agg.  fiorente, prospero, vigoroso: aspetto florido; condizioni economiche floride  ' in fase florida, (med.) detto di un processo morboso nel pieno dello sviluppo | contrappunto florido, (mus.) quello in cui la melodia o le melodie sovrapposte a un canto presentano varietà di valori ritmici, più comunemente detto fiorito  § floridamente avv. 
florilegio   s.m.  raccolta di scritti scelti di uno o più autori; antologia: un florilegio dantesco. 
floro-  floro-  ⇨ flori-.
florovivaismo   s.m.  florovivaistica.
florovivaista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si dedica alla florovivaistica.
florovivaistica   s.f.  attività di coltivazione dei fiori in vivai | attività congiunta di floricoltura e vivaistica.
florovivaistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a florovivaistica.
floscezza   s.f.  (non com.) l'essere floscio.
floscio   agg.  [pl. f. -sce] privo di consistenza o di rigidità moscio, flaccido: cappello floscio  | (fig.) fiacco, debole: carattere floscio  § flosciamente avv. 
flotta   s.f.    • 1 •   (mar.) il complesso del naviglio militare o mercantile di uno stato o compagnia di navigazione; l'insieme delle imbarcazioni di una società nautica | il naviglio adibito a un particolare servizio: flotta da carico, mercantile    • 2 •   (estens.) l'insieme degli aeromobili militari o civili di uno stato, o compagnia di navigazione aerea.
flottaggio   s.m.    • 1 •   il flottare; fluttuazione | (aer.) corsa sull'acqua di un idrovolante prima di decollare o ammarando    • 2 •   (tecn.) flottazione.
flottante   part. pres.  di flottare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  quantitativo di titoli azionari di una società che può essere trattato in borsa.
flottare   v. intr.  [io flòtto ecc. ; aus. avere] detto di galleggiante o aeromobile, ondeggiare | detto di un idrovolante, essere in flottaggio | detto di tronchi di legno, fluitare | v. tr.  trasportare tronchi di legname facendoli scendere lungo la corrente di un fiume.
flottazione   s.f.    • 1 •   (tecn.) processo che consente di separare i materiali utili dalla ganga, sfruttando il principio della diversa bagnabilità dei corpi da parte di uno stesso liquido    • 2 •   fluitazione.
flottiglia   s.f.    • 1 •   raggruppamento di due o più squadriglie di navi da guerra sottoposte a uno stesso comando    • 2 •   piccola flotta di imbarcazioni da diporto o di pescherecci.
flou   agg.  nella tecnica fotografica, si dice di un effetto di sfumatura dei contorni e dello speciale filtro usato per ottenerlo | nel linguaggio della moda, di abito dalla linea morbida  s.m.  effetto fotografico che consiste nel dare a un'immagine morbidezza di contorni; sfocatura.
flow chart   loc. sost. m. invar.  (inform.) diagramma di flusso.
fluente   part. pres.  di fluire   agg.  che fluisce, che scorre (anche fig.): le acque fluenti di un fiume; discorso fluente  | chioma fluente, lunga e ondulata  s.m.  e f.  (lett.) la corrente di un fiume; il fiume stesso.
fluidezza   s.f.  (non com.) fluidità.
fluidica   s.f.  tecnologia che fa uso di fenomeni fluidodinamici per eseguire funzioni di rilevazione, controllo, informazione, elaborazione ecc.
fluidificante   part. pres.  di fluidificare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   medicinale che rende più fluida la secrezione bronchiale, favorendo l'espettorazione    • 2 •   nel gergo calcistico, difensore che interpreta il proprio ruolo in modo elastico, fluidificando il gioco.
fluidificare   v. tr.  [io fluidìfico, tu fluidìfichi ecc.]    • 1 •   rendere fluido, scorrevole    • 2 •   (assol.) nel gergo calcistico, interpretare il ruolo di difensore in modo elastico, partecipando al gioco di centrocampo e anche ad azioni offensive | v. intr.  [aus. avere] diventare fluido.
fluidificazione   s.f.  il fluidificare, l'essere fluidificato.
fluidità   s.f.    • 1 •   l'essere fluido; condizione di ciò che è fluido: fluidità dell'acqua    • 2 •   (fig.) scorrevolezza: fluidità di stile    • 3 •   (fig.) mutevolezza, instabilità: la fluidità della situazione politica. 
fluidizzare   v. tr.  (chim.) eseguire una fluidizzazione.
fluidizzato   part. pass.  di fluidizzare   agg.  (chim.) che è in condizioni di fluidizzazione: letto, reattore fluidizzato. 
fluidizzazione   s.f.  (chim.) operazione che consiste nell'investire con una corrente di gas proveniente dal basso uno strato di materiale polverulento, gener. un catalizzatore, all'interno di un recipiente (p. e.  un reattore) per mettere in movimento le particelle, aumentandone la superficie di contatto con le altre sostanze presenti, e quindi accelerarne e renderne più omogenea la reazione.
fluido   agg.    • 1 •   (fis.) si dice di qualsiasi sostanza che si presenti nello stato liquido o aeriforme    • 2 •   (estens.) detto di un liquido, che scorre, che non è molto denso o rappreso: olio fluido  | (fig.) scorrevole, fluente: stile fluido; situazione fluida, suscettibile di evoluzione, di cambiamenti  s.m.    • 1 •   (fis.) qualsiasi sostanza allo stato fluido, in cui le molecole non hanno una posizione reciproca fissa: meccanica dei fluidi, descrizione dei fenomeni meccanici relativi alle sostanze fluide    • 2 •   (estens.) corrente, flusso di materia invisibile: fluido elettrico    • 3 •   (fig.) forza misteriosa immateriale di cui talune persone sarebbero dotate e che darebbe luogo a manifestazioni paranormali (trasmissione del pensiero, telecinesi ecc.): il fluido di un medium  | ascendente, fascino: esercitare il proprio fluido  § fluidamente avv.  in modo sciolto, scorrevole.
fluidodinamica   s.f.  branca della fisica che studia il movimento dei fluidi.
fluidodinamico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) della fluidodinamica.
fluidostatica   s.f.  branca della fisica che studia lo stato di quiete dei fluidi.
fluidostatico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) della fluidostatica.
fluire   v. intr.  [io fluisco, tu fluisci ecc. ; aus. essere] scorrere, sgorgare con moto uniforme e costante (anche fig.): le acque fluiscono lente; le parole fluivano dalle sue labbra; le ore fluivano tutte uguali. 
fluitare   v. intr.  [io flùito ecc. ; aus. essere] galleggiare, detto soprattutto di legname affidato alla corrente per essere trasportato a valle.
fluitazione   s.f.  sistema di trasporto dei tronchi di legno consistente nell'affidarli alla corrente dei fiumi, fino ai centri di raccolta o di lavorazione.
fluminense   agg.  della città o della regione di rio de janeiro  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a rio de janeiro.
fluoborato   s.m.  (chim.) ognuno dei sali dell'acido fluoborico, usati in fonderia come fondenti.
fluoborico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido contenente fluoro e boro.
fluografia   s.f.  tecnica del fotografare oggetti cosparsi di sostanze fluorescenti esponendoli ai raggi ultravioletti.
fluorangiografia   s.f.  (med.) angiografia che sfrutta il fluoro come liquido di contrasto.
fluoresceina   s.f.  (chim.) sostanza colorante gialla con fluorescenza verdastra, usata in medicina per lo studio della circolazione nelle estremità in oculistica, per rilevare la presenza di lesioni o di corpi estranei nella cornea; in geologia, per individuare il percorso delle acque sotterranee.
fluorescente   agg.  (fis.) dotato di fluorescenza: schermo fluorescente. 
fluorescenza   s.f.  (fis.) proprietà, che hanno alcune sostanze, di emettere radiazioni luminose di frequenza diversa da quella della radiazione eccitatrice.
fluoridrico   agg.  solo in acido fluoridrico, (chim.) acido gassoso costituito da un atomo di idrogeno e uno di fluoro, corrosivo e tossico, usato per intaccare il vetro e in molte sintesi organiche.
fluorimetria   s.f.  (chim.) metodo di analisi qualitativa e quantitativa di sostanze composte basato sulla valutazione della loro fluorescenza.
fluorimetrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di, relativo a fluorimetria.
fluorimetro   s.m.  (chim.) strumento usato per effettuare la fluorimetria.
fluorite   s.f.  minerale costituito da fluoruro di calcio, diffuso in natura in masse compatte o in cristalli cubici o ottaedrici, di largo uso in metallurgia come fondente e nelle industrie ceramiche e del vetro.
fluorizzare   v. tr.  (med.) aggiungere piccole quantità di fluoruri alle acque potabili per prevenire la carie dentaria.
fluorizzazione   s.f.  (med.) l'operazione del fluorizzare le acque potabili.
fluoro   s.m.  (chim.) elemento chimico del gruppo degli alogeni, il cui simbolo è f; è un gas giallo pallido, tossico, irritante e molto reattivo, usato nella fabbricazione dei coloranti e, sotto forma di fluoruri, in medicina.
fluorocarburo   s.m.  (chim.) composto derivato dagli alcali per totale sostituzione degli atomi di idrogeno con fluoro.
fluorosi   s.f.  (med.) intossicazione cronica da fluoro.
fluorurare   v. tr.  eseguire la fluorurazione.
fluorurazione   s.f.  (chim.) trattamento di una sostanza con fluoro o composti fluorurati, in modo che alla fine della reazione essa contenga fluoro.
fluoruro   s.m.  (chim.) sale dell'acido fluoridrico.
fluosilicato   s.m.  (chim.) ognuno dei sali dell'acido fluosilicico, usati come disinfettanti, insetticidi, opacizzanti per smalti.
fluosilicico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido contenente fluoro e silicio.
flussaggio   s.m.  (tecn.) trattamento con cui il bitume viene reso fluido per poter essere impiegato nelle pavimentazioni stradali.
flussimetro   s.m.  (med.) apparecchio che misura l'entità del flusso di un fluido in un condotto; è usato anche in medicina per misurare il flusso sanguigno nelle arterie.
flussione   s.f.    • 1 •   (antiq.) in medicina, afflusso di sangue improvviso in una parte del corpo, che provoca congestione; iperemia    • 2 •   (mat.) nel calcolo infinitesimale, nome con cui newton indicava la derivata di una funzione.
flusso   s.m.    • 1 •   movimento unidirezionale di materia (liquido, gas, particelle solide) o di energia: il flusso delle acque, del sangue, dell'aria compressa, della sabbia, della corrente elettrica  | (fis.) la quantità di sostanza o di energia che attraversa una determinata superficie nell'unità di tempo: flusso di un vettore; flusso luminoso; flusso magnetico    • 2 •   (estens.) movimento continuo e uniforme di persone o di cose in una direzione: il flusso dei visitatori, del traffico  | (fig.) successione, sequenza continuata: il flusso dei mesi, del tempo; un flusso di parole    • 3 •   (econ.) variazione di una consistenza patrimoniale (fondo) nell'unità di tempo (anno, mese); si contrappone a stock : flusso di cassa, degli investimenti  ' flusso dei fondi, prospetto delle fonti e degli impieghi dei mezzi finanziari di un'azienda    • 4 •   (med.) versamento di un liquido organico: flusso di sangue; flusso mestruale    • 5 •   (geog.) movimento verso l'alto della marea; si contrappone a riflusso  | anche fig.  : il flusso e riflusso della storia. 
flussometro   s.m.    • 1 •   (fis.) apparecchio atto a misurare un flusso | apparecchio che misura la portata di un liquido che fluisce in un condotto | (elettr.) dispositivo per la misurazione del flusso di induzione magnetica    • 2 •   apparecchio a pulsante che eroga un determinato quantitativo d'acqua per lo scarico dei gabinetti.
flutter   s.m.  vibrazione di frequenza elevata | flutter atriale, (med.) particolare tachicardia determinata da impulsi frequentissimi alla contrazione del cuore che si originano negli atri e che solo in parte passano nei ventricoli.
flutto   s.m.  (lett.)    • 1 •   onda del mare; cavallone, maroso: la nave era in balia dei flutti  | (estens.) il mare stesso    • 2 •   (fig.) cosa che avvolge e soverchia: si lasciava sommergere nel nero flutto del sonno  (moravia).
fluttuante   part. pres.  di fluttuare   agg.    • 1 •   mosso dai flutti; per estens., mosso dal vento, ondeggiante: acque fluttuanti; messi fluttuanti  | costola fluttuante, (anat.) ognuna delle costole la cui estremità anteriore non è connessa con lo sterno    • 2 •   (fig.) soggetto a variazioni; incerto, incostante: popolazione fluttuante; opinioni fluttuanti  ' debito fluttuante, parte del debito pubblico che lo stato alternativamente contrae ed estingue, in relazione alle esigenze di cassa di breve periodo | cambi fluttuanti, (econ.) cambi flessibili.
fluttuare   v. intr.  [io flùttuo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   essere mosso o trasportato dai flutti; muoversi liberamente sulla superficie di un liquido; per estens., essere mosso dal vento, ondeggiare    • 2 •   (estens.) andare su e giù essere variabile, oscillare: opinioni che fluttuano; il cambio del marco tedesco fluttua verso l'alto    • 3 •   (fig.) di persona, essere incerto, indeciso, dubbioso.
fluttuazione   s.f.    • 1 •   il fluttuare; ondeggiamento    • 2 •   fluitazione    • 3 •   oscillazione, variabilità di stato o di situazione, alternanza di fasi: fluttuazione ciclica  ' fluttuazione congiunta, (econ.) oscillazione entro margini ristretti consentita, p. e., alle monete del sistema monetario europeo | fluttuazione sporca, (econ.) quella non libera ma guidata da interventi delle banche centrali sul mercato dei cambi.
fluviale   agg.    • 1 •   di fiume, dei fiumi: acque fluviali; porto, navigazione fluviale  | che vive o vegeta nei fiumi: flora, fauna fluviale    • 2 •   (fig. lett.) copioso, abbondante: un'eloquenza fluviale. 
fluvido   agg.  (ant.) fluente, scorrevole.
fluvioglaciale   agg.  (geog.) si dice del materiale morenico trasportato e depositato dalle acque di fusione dei ghiacciai.
fluviometro   s.m.  apparecchio usato per misurare le variazioni di livello di un corso d'acqua.
fly and drive   loc. sost. m. invar.  formula commerciale per cui si acquista in un unico pacchetto il biglietto aereo di andata e ritorno e il noleggio di un'automobile.
flyby   s.m. invar.  volo di osservazione di un veicolo spaziale che transita in vicinanza di un pianeta o di un satellite.
flying dutchman   loc. sost. m. invar.  imbarcazione da regata molto veloce per due persone, attrezzata con randa, fiocco e spinnaker.
flying junior   loc. sost. m. invar.  imbarcazione da regata del tipo del flying dutchman, ma più piccola.
flysch   s.m.  (geol.) roccia sedimentaria di origine detritica caratterizzata dall'alternanza di strati di diversa natura (arenarie, sabbie, marne ecc.).
fm   s.f. invar.  (telecom.) modulazione di frequenza delle onde radio.
fö  hn föhn;s.m. invar.    • 1 •   vento caldo, secco e violento, proprio di alcune vallate alpine    • 2 •   apparecchio elettrico per asciugare i capelli; fon.
fö  hn föhn;s.m. invar.    • 1 •   vento caldo, secco e violento, proprio di alcune vallate alpine    • 2 •   apparecchio elettrico per asciugare i capelli; fon.
fobia   s.f.    • 1 •   (psicol.) paura o repulsione morbosa per determinati oggetti o situazioni    • 2 •   (fam.) forte avversione; antipatia.
-fobia  -fobia secondo elemento di parole composte derivate dal greco o di formazione moderna, dal gr. -phobía, da phóbos  'timore, paura'; indica appunto 'paura' o anche 'avversione' (agorafobia, idrofobia).
fobico   agg.  di, relativo a fobia: atteggiamento fobico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] (psicol.) che, chi soffre di fobie.
-fobo  -fobo secondo elemento, dal gr. phóbos  'timore', di aggettivi, spesso sostantivati, derivati dal greco o formati modernamente che, in corrispondenza con i sostantivi astratti in -fobia, indicano chi o ciò che ha paura, è ostile ecc. (idrofobo, claustrofobo) [ ⇨ -fobia].
foca   s.f.    • 1 •   mammifero marino dal corpo cilindrico, con testa rotonda, occhi grandi, baffi setolosi e zampe a forma di pinne; è diffusa soprattutto nelle zone artiche e antartiche (ord.  carnivori)    • 2 •   (fig. scherz.) persona grassa, goffa e lenta nei movimenti.
focaccia   s.f.  [pl. -ce] sorta di pane di forma bassa e schiacciata, condito con olio o altri ingredienti; anche, dolce di pasta lievitata e condita | rendere pan per focaccia, (fig.) ricambiare un torto, un'offesa in ugual misura. dim. focaccina, focaccetta. 
focaia   agg. f.  solo nella loc. pietra focaia, varietà di selce che, sfregata con forza o percossa con un'altra pietra o con un oggetto d'acciaio, produce scintille.
focale   agg.    • 1 •   (geom.) che si riferisce ai fuochi di una conica: asse focale    • 2 •   (fis.) relativo al fuoco di un sistema ottico: (distanza) focale, la distanza tra il fuoco e il centro ottico di una lente o di uno specchio | punto focale, (fig.) quello determinante, il più importante: il punto focale di una questione    • 3 •   (med.) si dice di infezione che ha origine da un focus.
focalizzare   v. tr.  (fis.)    • 1 •   far convergere un fascio di luce (mediante un sistema ottico) o un fascio di elettroni (mediante un campo magnetico o elettrostatico) in un punto determinato | (foto.) mettere a fuoco (anche fig.): focalizzare un soggetto; focalizzare i termini di un problema    • 2 •   mantenere costante lo spessore di un fascio di elettroni in una direzione determinata (mediante un campo magnetico uniforme), impedendone l'allargamento che si produrrebbe a causa della repulsione reciproca degli elettroni stessi.
focalizzazione   s.f.  il focalizzare, l'essere focalizzato: lenti di focalizzazione; la focalizzazione degli argomenti principali. 
focatico   s.m.  [pl. -ci] nel medioevo, imposta che gravava su ogni focolare, cioè su ogni nucleo familiare.
focato   agg.    • 1 •   (ant.) infuocato    • 2 •   si dice di mantello di animale che presenta la focatura.
focatura   s.f.  serie di macchie di color fulvo presenti sul pelame scuro di alcuni animali.
foce   s.f.    • 1 •   il tratto in cui un fiume sbocca nel mare, in un altro fiume o in un lago: foce a delta, a estuario    • 2 •   (fig. ant.) l'ingresso a un porto, a uno stretto di mare ecc.; anche, apertura, varco, passaggio: manda per gran foce / di bocca un fil di voce  (parini).
focena   s.f.  (zool.) genere di mammiferi marini simili ai delfini, ma più piccoli, con muso arrotondato e colorazione nera sul dorso, bianca sul ventre (ord.  cetacei).
focheggiamento   s.m.  operazione del focheggiare.
focheggiare   v. tr.  [io fochéggio ecc.] mettere a fuoco un apparecchio ottico.
focheggiatura   s.f.  focheggiamento.
fochista   o fuochista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi provvede ad alimentare e a sorvegliare il fuoco delle caldaie, spec. delle macchine a vapore    • 2 •   (non com.) chi fa o vende fuochi artificiali.
focile    ⇨ fucile.
foco    ⇨ fuoco.
focolaio   s.m.    • 1 •   (med.) punto di diffusione di processi morbosi: un focolaio di polmonite    • 2 •   (fig.) centro di diffusione, di irradiazione: un focolaio di rivolta. 
focolare   s.m.    • 1 •   parte inferiore del camino, formata da un piano di pietra o di mattoni, sul quale si accende il fuoco    • 2 •   (fig.) la casa, la famiglia: il focolare domestico; far ritorno al proprio focolare    • 3 •   (tecn.) negli impianti a combustione, la parte in cui brucia il combustibile    • 4 •   in geofisica: focolare sismico, ipocentro; focolare vulcanico, deposito di magma che si trova all'interno della crosta terrestre e che alimenta uno o più vulcani.
focolarino   s.m.  [f. -a] appartenente a un comunità di laici consacrati fondata nel 1943 con la finalità di promuovere la reciproca carità.
focomelia   s.f.  (med.) malformazione congenita caratterizzata dall'inserzione diretta delle mani o dei piedi sul tronco per mancata formazione degli arti.
focomelico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. - ci] (med.) che, chi è affetto da focomelia.
focometria   s.f.  misurazione della distanza focale di una lente o di un sistema ottico.
focometro   s.m.  strumento per effettuare la focometria.
focone   s.m.  nelle antiche armi da fuoco, foro attraverso il quale veniva comunicata l'accensione alla carica di lancio.
focosità   s.f.  l'essere focoso; impetuosità, irruenza.
focoso   agg.  pieno di fuoco, ardente (oggi solo in senso fig.): uomo, carattere focoso; cavallo focoso, pieno di vitalità e perciò difficile da controllare. dim. focosetto  § focosamente avv. 
focus   s.m.  (med.) focolaio di infezione in una parte del corpo.
fodera   s.f.  tutto ciò che serve a rivestire qualcosa, internamente o esternamente: la fodera di un cassetto, di una poltrona, di un libro  | tessuto leggero che riveste internamente un capo di vestiario: la fodera di una gonna.  dim. foderetta, foderina  pegg. foderaccia. 
foderame   s.m.  (spec. pl.) l'insieme dei tessuti di seta, cotone e sim. usati per foderare gli abiti.
foderare   v. tr.  [io fòdero ecc.] rivestire di fodera: foderare un cappotto, un libro. 
foderato   part. pass.  di foderare   agg.  rivestito, provvisto di fodera: giacca foderata  | avere gli occhi, gli orecchi foderati di prosciutto, (fig. fam.) non vedere, non sentire o non voler vedere, non voler sentire ciò che si dovrebbe.
foderatura   s.f.  il foderare | l'insieme delle fodere di indumenti o di altri oggetti.
fodero   (1) s.m.    • 1 •   guaina, per lo più di cuoio o metallo, delle armi da taglio | trarre la spada dal fodero, sguainarla; (fig.) accingersi a combattere | rimettere la spada nel fodero, (fig.) cessare di combattere; riconciliarsi con il nemico    • 2 •   astuccio degli occhiali.
fodero   (2) s.m.  zattera fluviale costruita con tronchi legati insieme.
fodro   s.m.  nell'alto medioevo, il diritto, riconosciuto al sovrano e ai funzionari imperiali in viaggio, di esigere ospitalità per sé e per il seguito, ricovero e foraggio per i cavalli.
foga   s.f.    • 1 •   ardore, impeto, furia nel dire o nell'agire: foga oratoria; nella foga del discorso; parlare, correre con foga  | riferito a cose, movimento rapido, impetuoso: fu tanta e sì grande la foga di quella [nave], che quasi tutta si ficcò nella rena  (boccaccio dec.  ii, 7)    • 2 •   (poet.) ripidità: si rompe del montar l'ardita foga / per le scalee  (dante purg.  xii, 103-104).
foggia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   maniera, forma in cui si presenta qualcosa; aspetto esteriore: un vaso a foggia di anfora; abito di foggia moderna, antiquata    • 2 •   modo di vestirsi e di acconciarsi; moda    • 3 •   parte del cappuccio medievale che scendeva lungo la guancia fino alle spalle: cappuccio a foggia. 
foggiano   agg.  di foggia  s.m.  [f.  -a] nativo, abitante di foggia.
foggiare   v. tr.  [io fòggio ecc.] dare forma; plasmare, modellare (anche fig.): foggiare un vaso; foggiare il proprio stile sui classici. 
foggiatura   s.f.  il foggiare | nell'industria ceramica, formatura.
foglia   s.f.    • 1 •   organo della pianta costituito da una superficie piatta e sottile, generalmente di colore verde, solcata da nervature e unita al caule da un picciolo; regola la traspirazione e ha la funzione di assimilare il carbonio: foglia dentata, seghettata, palmata, fessa, a seconda della forma; foglia parallelinervia, penninervia, a seconda dello sviluppo della nervatura; una foglia di rosa, un petalo; le foglie del carciofo, le brattee | mangiare la foglia, (fig.) intuire i propositi segreti di qualcuno, capire come stanno realmente le cose | tremare come una foglia, tremare forte, per la paura o per il freddo | non si muove foglia, non spira un alito di vento | non muovere foglia, (fig.) non fare nulla | prov.  : non cade  (o non si muove) foglia che dio non voglia, niente accade senza il volere di dio. dim. foglietta, fogliettina, foglina, fogliolina, fogliuccia, fogliuzza  accr. fogliona, foglione  (m.) pegg. fogliaccia    • 2 •   in arte, motivo ornamentale che riproduce una foglia: capitello a foglie d'acanto    • 3 •   lamina metallica sottilissima: oro in foglie; dorare a foglia    • 4 •   ciascuna delle lamine d'acciaio che formano le balestre dei veicoli.
fogliaceo   agg.  (bot.) che ha aspetto di foglia.
fogliame   s.m.    • 1 •   l'insieme delle foglie di una o più piante: nascondersi tra il fogliame  ' pianta da fogliame, coltivata per l'effetto decorativo delle sue foglie    • 2 •   quantità, ammasso di foglie, anche secche    • 3 •   motivo ornamentale costituito da foglie dipinte, scolpite e sim.
fogliante   s.m.  durante la rivoluzione francese, ciascuno degli appartenenti al circolo politico moderato, staccatosi dal club dei giacobini, che si riuniva a parigi nel convento dell'ordine religioso dei foglianti.
fogliare   (1) agg.  (bot.) di, della foglia; simile a foglia.
fogliare   (2) v. intr.  [io fòglio ecc. ; aus. avere] (ant. , poet.) mettere le foglie.
fogliato   agg.    • 1 •   (rar.) pieno di foglie, fronzuto: ramo fogliato    • 2 •   ridotto in foglia, in lamina: oro fogliato. 
fogliazione   s.f.  (bot.) lo svilupparsi delle foglioline dalla gemma.
foglietta   s.f.  misura per liquidi corrispondente a circa mezzo litro, in uso soprattutto a roma.
fogliettante   s.m.  (ant. spreg.) giornalista, gazzettiere.
foglietto   s.m.    • 1 •   dim.  di foglio    • 2 •   foglietto embrionale, (biol.) nello sviluppo dell'embrione dei metazoi, ciascuno dei tre strati sovrapposti di cellule da cui hanno origine i tessuti e i vari organi dell'individuo    • 3 •   (anat.) membrana sierosa: foglietto pleurico, pericardico, peritoneale    • 4 •   (tip.) unità elementare della confezione di un libro, costituita da due pagine: foglietto bianco di apertura, di chiusura, le due prime, le due ultime pagine non stampate    • 5 •   in filatelia, piccolo foglio contenente uno o più francobolli, spec. commemorativi, uguali fra loro o costituenti una serie completa.
foglifero   agg.  (bot.) che porta foglie: gemma foglifera. 
foglio   s.m.    • 1 •   pezzo di carta rettangolare, le cui dimensioni variano a seconda degli usi cui è destinato: foglio a righe, a quadretti, da disegno, protocollo.  dim. foglietto, foglino, fogliettino, fogliolino, fogliuccio, fogliuzzo  accr. foglione  pegg. fogliaccio    • 2 •   (estens.) lamina di materiali vari: foglio di compensato, di laminato plastico    • 3 •   foglio scritto o stampato; modulo; documento: compilare il foglio d'iscrizione  | in foglio, (tip.) in folio | foglio volante, foglio di carta, stampato o manoscritto, che sta a sé e non fa parte di un libro o di un quaderno; volantino | foglio in bianco, contenente la sola firma | foglio rosa, autorizzazione temporanea a condurre autoveicoli, accompagnati da una persona munita di patente, prima di sostenere gli esami di guida | foglio complementare, documento attestante la proprietà di un autoveicolo e l'esistenza di eventuali ipoteche | foglio di via obbligatorio, (dir.) documento col quale l'autorità di pubblica sicurezza rinvia al comune di provenienza persone indesiderate o pericolose per l'ordine pubblico o la pubblica moralità che siano state diffidate dal questore    • 4 •   biglietto di banca: un foglio da diecimila lire    • 5 •   in filatelia, quello contenente da quaranta a cento francobolli uguali, distribuiti agli uffici postali e alle rivendite    • 6 •   (edil.) nelle loc. mattoni in foglio, detto di mattoni messi di taglio (o a coltello); muro in foglio, quello costruito con i mattoni così disposti    • 7 •   (non com.) giornale: il foglio azzurro, per antonomasia, «il conciliatore» (milano 1818-1819)    • 8 •   foglio elettronico, (inform.) programma per la gestione e il calcolo di dati organizzati in forma di tabella.
foglioso   agg.  che ha molte foglie: cespuglio foglioso. 
fogliuto   agg.  (ant.) foglioso.
fogna   s.f.    • 1 •   parte di una fognatura che raccoglie le acque dai fognoli e le convoglia nel collettore. accr. fognone  (m.) pegg. fognaccia    • 2 •   (fig.) luogo sporco, sudicio; ambiente corrotto in cui si raccolgono persone spregevoli | persona corrotta e degna di disprezzo | (scherz.) persona vorace, insaziabile.
fognaiolo   s.m.    • 1 •   operaio addetto alle fognature    • 2 •   (pop.) osso del grugno dei suini.
fognante   part. pres.  di fognare   agg.  fognario.
fognare   v. tr.  [io fógno ecc.] fornire di fognatura: fognare un quartiere. 
fognario   agg.  di fogna, che riguarda le fogne: rete fognaria. 
fognatura   s.f.    • 1 •   il complesso delle opere di canalizzazione destinate ad allontanare le acque piovane e di rifiuto da un centro abitato    • 2 •   (agr.) il complesso dei canali sotterranei destinati a smaltire le acque stagnanti nei campi    • 3 •   nei vasi da fiori, il coccio posto sul foro di scarico per impedire che la terra esca.
fogno   s.m.  (tosc.) bufera con forte vento e nevischio.
fognolo   s.m.  parte di una fognatura che raccoglie le acque dagli scarichi degli edifici e da quelli stradali e le convoglia nella fogna.
fogonatura   s.f.  (mar.) nel ponte di uno scafo, l'apertura attraverso la quale viene fatto passare l'albero; è detta anche mastra. 
foia   s.f.    • 1 •   eccitazione sessuale (riferito ad animali e, in senso spreg., anche a persone)    • 2 •   (estens.) brama, smania insaziabile.
foiana   s.f.  (zool.) variante region. di poiana. 
foiba   s.f.  (geog.) depressione carsica sul fondo della quale si apre una profonda spaccatura che assorbe le acque; dolina.
foiolo   s.m.  (region.) varietà di trippa di manzo.
fola   s.f.    • 1 •   (lett.) fiaba, favola    • 2 •   (estens.) bugia, frottola: son tutte fole!. 
folade   s.f.  (zool.) genere di molluschi marini fosforescenti, dotati di conchiglia oblunga bianca, che scavano gallerie nelle rocce col movimento elicoidale delle valve (cl.  lamellibranchi).
folaga   s.f.  uccello palustre, con struttura simile a quella delle anatre, piumaggio scuro e uno scudo frontale bianco (ord.  gruiformi).
folata   s.f.    • 1 •   raffica improvvisa di vento: folate di scirocco    • 2 •   (lett.) l'accorrere improvviso e disordinato di più persone o animali in uno stesso luogo.
folcire   v. tr.  [usata solo la terza pers. dell'indic. pres. fólce] (ant.) sostenere (anche fig.): al signor ch'i'adoro e ch'i' ringratio  / che pur col ciglio il ciel governa e folce  (petrarca canz.  ccclxiii, 12-13).
folclore   o folklore, s.m.    • 1 •   lo studio delle tradizioni (miti, riti, canti, danze, leggende, costumi ecc.) e dell'arte popolare di una regione, di un gruppo etnico, di un paese | (estens.) l'insieme di questi usi, tradizioni e arte: il folclore siciliano, irlandese    • 2 •   (fig.) aspetto pittoresco di una situazione, di un ambiente: il folclore di una partita di calcio. 
folclorico   o folklorico, agg.  [pl. m. -ci] (non com.) folcloristico.
folclorismo   o folklorismo, s.m.  gusto, amore per il folclore, per ciò che è autentica espressione di una tradizione popolare | (spreg.) eccesso di elementi folcloristici, popolareggianti, coloristici (p. e.  in un brano musicale).
folclorista   o folklorista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi studia il folclore.
folcloristico   o folkloristico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda il folclore: studi folcloristici  | che fa parte del folclore, che appartiene alla tradizione di un popolo: balli, canti folcloristici    • 2 •   (fam.) vivace, colorito; bizzarro: abbigliamento folcloristico  § folcloristicamente avv. 
folgorante   part. pres.  di folgorare   agg.    • 1 •   che folgora; per estens., splendente, luminoso: lui folgorante in solio / vide il mio genio e tacque  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   (fig.) che colpisce improvvisamente; molto intenso, vivo: un'idea folgorante; una passione, un dolore folgorante. 
folgorare   v. intr.  [io fólgoro ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   lampeggiare    • 2 •   (fig.) brillare vivamente, risplendere: vive faville uscian de' duo bei lumi / ver me sì dolcemente folgorando  (petrarca canz.  cclviii, 1-2)    • 3 •   (fig.) muoversi con la velocità del fulmine: da onde scese folgorando a iuba  (dante par.  vi, 70, riferendosi a cesare)    • 4 •   (ant.) inveire violentemente | v. tr.    • 1 •   colpire col fulmine: giove folgorò i giganti  ' (fig.) fulminare con lo sguardo: quando volli replicare, mi folgorò    • 2 •   (estens.) colpire con una scarica elettrica: fu folgorato dall'alta tensione    • 3 •   (fig.) colpire i sensi, lo spirito; illuminare improvvisamente la mente: fu folgorato da un'idea. 
folgoratore   agg.  [f. -trice] (rar.) che folgora  s.m.    • 1 •   chi folgora; per antonomasia, giove (il cui attributo era la folgore)    • 2 •   presso gli etruschi, l'augure che ricavava auspici dalla frequenza e dall'aspetto delle folgori.
folgorazione   s.f.    • 1 •   (med.) effetto prodotto sull'organismo da una scarica elettrica    • 2 •   (fig.) intuizione improvvisa: la sua idea fu una folgorazione. 
folgore   (1) s.f.  (ant. e poet. anche s.m.)    • 1 •   fulmine    • 2 •   (poet.) splendore, lucentezza: il folgore degli occhi suoi  (d'annunzio).
folgore   (2)  ⇨ fulgore.
folgoreggiare   v. intr.  [io folgoréggio ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   risplendere come folgore; sfolgorare    • 2 •   muoversi, cadere con la rapidità della folgore: vedea colui... /... giù dal cielo / folgoreggiando scender, da l'un lato  (dante purg.  xii, 25-27).
folgorio   s.m.  (non com.) sfolgorio, sfavillio.
folgorite   s.f.  roccia vetrificata in superficie per l'azione del fulmine su sabbie quarzose.
foliazione   s.f.  impaginazione degli avvisi pubblicitari accanto al testo degli articoli su una pagina di giornale.
folico   agg.  [pl. m. -ci] solo in acido folico, (chim.) acido organico comprendente nuclei benzenici ed eterociclici con azoto; è una vitamina del complesso b che svolge un compito essenziale nella moltiplicazione delle cellule e nella formazione dei globuli rossi.
folidoti   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi dal corpo ricoperto di squame; vi appartengono i pangolini | sing.  [-o] ogni mammifero di tale ordine.
folk   agg. invar.  popolare, detto soprattutto di manifestazioni culturali: arte folk; musica folk   s.m. invar.  semplificazione di folk music. 
folklore   e deriv.   ⇨ folclore e deriv. 
folk music   loc. sost. f. invar.  la musica popolare, oggetto di ricerca dell'etnomusicologia | per antonomasia, la musica popolare degli stati uniti.
folk-rock  folk-rock loc. sost. m. invar.  genere di musica leggera originata dalla fusione del folk e del rock.
folk-singer  folk-singer loc. sost. m.  e f. invar.  cantante di musica folk.
folk-song  folk-song loc. sost. m. invar.  canto popolare.
folla   s.f.    • 1 •   moltitudine di persone riunite in un luogo: una piazza piena di folla  | (spreg.) massa, volgo: discorsi buoni per la folla    • 2 •   (estens.) con valore iperbolico, gruppo numeroso: avere una folla di ammiratori, di amici    • 3 •   (fig.) moltitudine concitata di pensieri, sentimenti ecc.: una folla di ricordi. 
follare   v. tr.  [io fóllo ecc.]    • 1 •   sottoporre i tessuti di lana alla follatura    • 2 •   reimmergere le vinacce affioranti dal mosto in fermentazione    • 3 •   (ant.) incalzare, inseguire.
follato   part. pass.  di follare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  tessuto di lana dopo il trattamento della follatura.
follatoio   s.m.  bastone munito di pioli che serve per la follatura delle vinacce.
follatore   s.m.    • 1 •   operaio addetto alla follatura dei tessuti o delle vinacce    • 2 •   follatoio.
follatrice   s.f.  nell'industria tessile, macchina per follare; follone.
follatura   s.f.    • 1 •   operazione eseguita sui tessuti fabbricati con fibre tessili animali, spec. lana, per ottenerne la feltratura    • 2 •   operazione con cui, durante la fermentazione del vino, si reimmergono le vinacce nel mosto per aerarlo.
folle   (1) agg.    • 1 •   dissennato, sconsiderato, pazzo: un individuo folle; sei stato folle a pensare una cosa simile  | essere folle di qualcuno, molto innamorato | anche s.m.  e f.  : sguardo da folle    • 2 •   (estens.) fatto o concepito sconsideratamente; temerario: un'impresa, un'idea folle  | smisurato, senza limiti: una passione, un amore folle    • 3 •   (mecc.) si dice di un congegno che gira a vuoto, senza produrre un lavoro utile | in folle, si dice del motore di un autoveicolo nel quale nessuna marcia è inserita e, per estens., anche della corrispondente posizione della leva del cambio: mettere in folle, disinserire la marcia § follemente avv. 
folle   (2) s.m.  (ant.) mantice.
folleggiamento   s.m.  il folleggiare.
folleggiare   v. intr.  [io folléggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) agire da irresponsabile, commettere follie    • 2 •   (estens.) divertirsi, darsi alla pazza gioia.
follero   s.m.  (ant.) bozzolo del baco da seta.
folletto   s.m.    • 1 •   essere favoloso che la fantasia popolare immagina piccolo di statura, vagante nell'aria, burlone, bizzarro e dispettoso | usato anche come agg.  : spirito folletto    • 2 •   (estens.) ragazzo molto vivace, esuberante, irrequieto.
follia   s.f.    • 1 •   pazzia, alienazione mentale: essere in preda alla follia  ' follia collettiva, fenomeno di esaltazione di massa spinto fino a manifestazioni di violenza, fanatismo e sim.    • 2 •   sconsideratezza, stoltezza | (fino) alla follia, perdutamente, appassionatamente: amare qualcuno alla follia    • 3 •   azione sconsiderata, degna di un pazzo: è stata una follia guidare in quelle condizioni; follie di gioventù  | fare follie per qualcosa, per qualcuno, desiderarlo ardentemente, esserne pazzo | fare follie, folleggiare    • 4 •   (mus.) tipo di melodia portoghese di carattere grave e severo, in tempo ternario, diffusosi nella musica strumentale dei secc. xvi e xvii come tempo di danza o come tema per variazioni.
follicolare   agg.  (med.) dei follicoli, che riguarda i follicoli.
follicolina   s.f.  (biol.) ormone prodotto dai follicoli ovarici.
follicolite   s.f.  (med.) infiammazione dei follicoli piliferi o ghiandolari.
follicolo   s.m.    • 1 •   frutto secco che si apre spontaneamente lungo la linea di sutura (p. e.  nella peonia)    • 2 •   (anat.) piccola cavità presente in gran numero in certi organi: follicoli tiroidei, dell'ovaio  ' piccola formazione cava a forma di sacco o di guaina: follicolo dentario, pilifero. 
follone   s.m.  macchina a cilindri usata per la follatura dei tessuti e per la preparazione delle pelli da concia.
folloniere   s.m.  [f. -a] operaio addetto ai folloni.
follow-up  follow-up s.m.  in diverse organizzazioni (scientifiche, tecniche, commerciali), l'insieme delle operazioni di verifica dei risultati di un'azione, e dell'eventuale successivo aggiustamento.
folta   s.f.  (lett.) folla, calca di gente.
foltezza   s.f.  (non com.) l'essere folto.
folto   agg.    • 1 •   formato da elementi vicinissimi tra loro; fitto: un folto bosco; una folta capigliatura  | riferito ai singoli elementi che costituiscono l'insieme: alberi, capelli folti    • 2 •   (estens.) numeroso: un folto gruppo di amici    • 3 •   denso, fitto, spesso: una folta nebbia; tenebre folte   s.m.  la parte più folta di qualcosa: il folto del bosco  § foltamente avv. 
fomenta   s.f.  (non com.) fomento.
fomentare   v. tr.  [io foménto ecc.]    • 1 •   (ant.) curare mediante applicazione di fomenti    • 2 •   (lett.) infondere calore, riscaldare (anche fig.)    • 3 •   (fig.) istigare, eccitare, promuovere: fomentare le passioni, gli odi; fomentare la rivolta, il malcontento. 
fomentatore   s.m.  [f. -trice] chi fomenta, eccita, istiga: fomentatore di discordie. 
fomentazione   s.f.  (non com.)    • 1 •   il fomentare    • 2 •   (med.) terapia locale consistente nell'applicazione di fomenti.
fomento   ant. o dial. fumento, s.m.    • 1 •   impacco caldo, per lo più imbevuto di liquidi medicamentosi    • 2 •   (ant.) quanto serve ad alimentare il fuoco    • 3 •   (lett.) istigazione, stimolo, incitamento: la natural fertilità del suolo divenne fomento d'indolenza  (cuoco).
fomite   s.m.    • 1 •   (lett.) ciò che suscita, alimenta (un male, una passione, un sentimento e sim.); incentivo, stimolo: fomite di discordia    • 2 •   (ant.) qualsiasi materiale usato per accendere il fuoco.
fon   (1) s.m.  apparecchio elettrico che asciuga i capelli per mezzo di una corrente di aria calda.
fon   (2) o phon [pr.  / fon /], s.m.  (fis.) unità di misura dell'intensità della sensazione sonora.
fonare   v. tr.  [io fòno ecc.] (fam.) asciugare i capelli col fon; fare la messa in piega col fon.
fonatorio   agg.  che serve alla fonazione: apparato, organo fonatorio. 
fonatura   s.f.  (fam.) messa in piega fatta col fon.
fonazione   s.f.  la produzione e l'emissione di suoni o rumori mediante gli organi vocali | (ling.) processo fisiologico mediante il quale, per mezzo della laringe (sorgente sonora), della cavità bucco-faringea (cassa di risonanza) e della lingua (articolazione), si determina il linguaggio articolato.
foncé   agg. invar.  scuro, intenso (detto di colore): blu foncé. 
fonda   (1) s.f.    • 1 •   tratto di mare adatto all'ancoraggio di una o più navi | nave alla fonda, ormeggiata alla propria ancora o a una boa, lontano dalla riva    • 2 •   (non com.) luogo depresso, bassura; anche, il fondo del mare    • 3 •   (ant.) dovizia, tempo di abbondanza.
fonda   (2) s.f.    • 1 •   (non com.) larga borsa fissata alla sella per tenervi armi o altro    • 2 •   (ant.) borsa per il denaro    • 3 •   imbragatura, fatta di tela e corde, per tenere sospeso il cavallo nel corso di interventi medici.
fondaccio   s.m.  (non com.)    • 1 •   feccia: il fondaccio della botte, del vino    • 2 •   (estens.) merce scadente o avariata, rimasta invenduta.
fondaco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   nel medioevo, edificio che serviva da magazzino e, spesso, da alloggio ai mercanti stranieri in città marittime: fondaco dei tedeschi, a venezia    • 2 •   bottega dove un tempo si vendevano al minuto merci varie    • 3 •   (merid.) locale a pianterreno o seminterrato, usato come magazzino o come abitazione poverissima; basso.
fondale   s.m.    • 1 •   profondità delle acque del mare, di un fiume, di un lago in un dato punto: basso, alto fondale    • 2 •   (teat.) scena di fondo del palcoscenico.
fondame   s.m.  fondo che depositano certi liquidi dopo aver riposato a lungo in un recipiente.
fondamentale   agg.  che serve di fondamento, che costituisce il fondamento di qualcosa; per estens., principale, essenziale, della massima importanza: gli elementi fondamentali di una sostanza; nozioni, principi fondamentali; i diritti fondamentali del cittadino; una questione fondamentale, di fondamentale importanza  | la (nota) fondamentale, (mus.) la nota base di un accordo o della scala  s.m.  nel gergo sportivo, tecnica di base: imparare i fondamentali del calcio  § fondamentalmente avv.    • 1 •   nei fondamenti: un ragionamento fondamentalmente sbagliato    • 2 •   principalmente, soprattutto: un problema fondamentalmente pratico. 
fondamentalismo   s.m.    • 1 •   tendenza teologica conservatrice sviluppatasi nel protestantesimo, spec. americano, come reazione alla lettura critica della bibbia e alle tesi evoluzionistiche    • 2 •   (estens.) tendenza interna a una religione che si richiama ai suoi principi fondamentali, di cui propone una rigida applicazione: fondamentalismo cattolico, islamico. 
fondamentalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace di un fondamentalismo religioso.
fondamentalistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al fondamentalismo o ai fondamentalisti.
fondamento   s.m.  [pl. m. fondamenti, in senso fig.; pl. f. fondamenta, in senso proprio]    • 1 •   ciascuno dei muri sotterranei su cui si fa poggiare un edificio: gettare, porre le fondamenta di un palazzo    • 2 •   (fig.) tutto ciò che serve di base; i presupposti essenziali, le nozioni fondamentali di una scienza, di una dottrina e sim.: i fondamenti della civiltà, del sapere, della matematica  | parlare con fondamento, basandosi su dati precisi | senza fondamento, privo di fondamento, infondato: accuse senza fondamento  ' lavorare senza fondamento, senza costrutto, inutilmente | fare fondamento su qualcuno, su qualcosa, farvi conto, assegnamento.
fondant   s.m. invar.  piccolo dolce di zucchero che si scioglie in bocca; fondente.
fondare   v. tr.  [io fóndo ecc.]    • 1 •   gettare le fondamenta di una costruzione muraria | fondare qualcosa sulla sabbia, (fig.) fare opera non duratura, affaticarsi invano    • 2 •   (estens.) dar vita a un nuovo centro abitato: fondare una città    • 3 •   (fig.) erigere; istituire: fondare un monastero, un ordine, un circolo    • 4 •   (fig.) basare, appoggiare: fondare un'accusa su indizi vaghi  | fondarsi v. rifl.  e intr. pron.    • 1 •   basarsi: un ragionamento che si fonda su presupposti errati    • 2 •   fare assegnamento: fondarsi sull'aiuto di qualcuno. 
fondata   s.f.  (tosc.) deposito lasciato da un liquido sul fondo di un recipiente; fondame.
fondatezza   s.f.  l'essere fondato, l'aver fondamento: la fondatezza di un sospetto, di un'accusa. 
fondato   part. pass.  di fondare   agg.  che si basa su argomenti certi, su prove sicure: ragioni fondate  § fondatamente avv. 
fondatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi fonda: fondatore di una scuola, di un partito    • 2 •   (dir.) chi mette a disposizione beni destinati a costituire una fondazione, vincolandoli allo scopo voluto | usato anche come agg.  : soci fondatori; società fondatrice. 
fondazionale   agg.  (filos.) ispirato al fondazionalismo, che ne presenta i caratteri.
fondazionalismo   s.m.  (filos.) orientamento filosofico che mira a individuare i fondamenti epistemologici delle scienze.
fondazione   s.f.    • 1 •   il fondare, l'essere fondato (anche fig.): la fondazione di una città, di un partito    • 2 •   pl.  strutture in muratura, calcestruzzo o cemento armato, affondate nel terreno per sostenere il peso dell'edificio sovrastante    • 3 •   (dir.) complesso di beni destinati a uno scopo specifico (per lo più di ordine morale o culturale), organizzato e gestito da amministratori e avente personalità giuridica.
fondello   s.m.    • 1 •   parte, pezzo che costituisce il fondo di qualcosa: fondello dei calzoni, del bossolo  | prendere qualcuno per i fondelli, (fig. pop.) prenderlo in giro    • 2 •   (non com.) parte interna, anima dei bottoni.
fondente   part. pres.  di fondere   agg.  si dice di sostanza che fonde facilmente, che è facilmente solubile | cioccolato fondente, il cioccolato amaro (in contrapposizione a quello al latte)  s.m.    • 1 •   dolcetto di zucchero che si scioglie in bocca; fondant    • 2 •   (metall.) sostanza capace di facilitare la fusione di metalli e leghe metalliche    • 3 •   nell'industria ceramica, sostanza che si mescola all'impasto argilloso per provocarne la vetrificazione.
fondere   v. tr.  [pres. io fóndo ecc. ; pass. rem. io fu si, tu fondésti ecc. ; part. pass. fu so]    • 1 •   far passare una sostanza dallo stato solido allo stato liquido: fondere il rame, la cera    • 2 •   ottenere, ricavare oggetti metallici facendo colare il metallo fuso in una forma o in uno stampo: fondere i caratteri tipografici; fondere una campana, una statua    • 3 •   (aut.) provocare la fusione di un pezzo del motore per attrito o riscaldamento: fondere le bronzine; fondere (il motore), grippare    • 4 •   (fig.) mettere insieme, unire più elementi in un tutto organico: fondere due società; fondere i suoni, i colori    • 5 •   (ant.) versare in abbondanza | (fig.) dissipare, scialacquare: biscazza e fonde la sua facultade  (dante inf.  xi, 44) | v. intr.  [aus. avere] passare allo stato liquido: il ghiaccio fonde a zero gradi  | fondersi v. rifl.  liquefarsi, divenire liquido a causa del calore: la neve si fonde al sole  | v. rifl.  unirsi insieme formando un tutto unico: i due partiti si sono fusi. 
fonderia   s.f.    • 1 •   complesso di operazioni per la produzione di oggetti metallici mediante la fusione e la colata di metalli o leghe in apposite forme    • 2 •   stabilimento, reparto in cui si effettuano tali operazioni.
fondiario   agg.  relativo ai fondi, ai beni immobili: proprietà fondiaria, mutuo fondiario  | credito fondiario, (banc.) credito a lungo termine a favore di proprietari di immobili, generalmente su garanzia ipotecaria.
fondibile   agg.  che può essere fuso; fusibile.
fondiglio   s.m.  residuo di sostanza liquida che si trova sul fondo di un recipiente.
fondigliolo   s.m.  fondiglio.
fondina   (1) s.f.  custodia, gener. di cuoio, per armi da fuoco portatili corte.
fondina   (2) s.f.  (region.) piatto fondo per minestra; scodella.
fondino   s.m.    • 1 •   (teat.) piccolo fondale posto dietro un'apertura del fondale principale    • 2 •   (tip.) sfondo di colore unito in cui si inseriscono una o più illustrazioni.
fondista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (sport) atleta specializzato in gare di fondo; per estens., atleta dotato di grande capacità di resistenza    • 2 •   chi scrive articoli di fondo su periodici o quotidiani.
fondita   s.f.  (tip.) serie di caratteri dello stesso corpo eseguiti in fonderia.
fonditore   s.m.  [f. -trice, pop. - tora]    • 1 •   operaio addetto alla fusione dei metalli | operaio addetto a una fonditrice    • 2 •   (ant.) dissipatore.
fonditrice   s.f.  (tip.) macchina per fondere i caratteri tipografici.
fonditura   s.f.  (non com.) fusione.
fondo   (1) s.m.    • 1 •   la parte inferiore di qualcosa, spec. di un recipiente o di una cavità: il fondo di una pentola, di una vallata  | il fondo (del mare, di un lago, di un fiume), la superficie solida su cui posa la massa liquida: fondo sabbioso, roccioso  | andare a fondo, affondare; (fig.) rovinarsi | toccare il fondo di qualcosa, (fig.) il punto estremo | dar fondo (all'ancora), gettare l'ancora; dar fondo a qualcosa, esaurirla | valigia, baule a doppio fondo, forniti di un falso fondo che nasconde un'intercapedine | fondo di bicchiere, (scherz.) brillante falso; anche, lenti molto spesse | stomaco senza fondo, insaziabile | questione, problema di fondo, (fig.) fondamentale, basilare    • 2 •   (estens.) la scarsa quantità di liquido che copre il fondo di un recipiente; anche, i residui solidi che si depositano sul fondo: un fondo di bottiglia; fondi di caffè  | fondi di magazzino, le merci invendute    • 3 •   la parte più interna di un luogo o più lontana rispetto all'osservatore o situata alla fine di qualcosa; (fig.) la parte più riposta e intima: il fondo della stiva; in fondo alla strada, al campo; una camera in fondo al corridoio; il verso in fondo alla poesia; nel fondo del cuore; in fondo all'anima  ' fondo stradale, il piano della strada | linea di fondo, (sport) quella che delimita un campo di gioco alle due estremità longitudinali | da cima a fondo, completamente | andare fino in fondo, (fig.) non abbandonare un'impresa prima di averla conclusa | andare al fondo di qualcosa, cercare di vederci chiaro | a fondo, completamente, profondamente: esaminare, conoscere, impegnarsi a fondo  ' in fondo, (in fondo), tutto sommato: in fondo è meglio così    • 4 •   campo di colore unito su cui spiccano delle figure; sfondo: disegni bianchi su fondo nero    • 5 •   articolo di fondo di un giornale    • 6 •   (sport) prova su lunga distanza: gara di fondo; sci di fondo  | capacità di resistenza a sforzo prolungato: atleta dotato di fondo    • 7 •   appezzamento di terreno, podere; bene immobile    • 8 •   (econ.) disponibilità di denaro o di beni; l'istituzione che amministra tale denaro o tali beni | consistenza patrimoniale valutata in un momento dato; si contrappone a flusso  | accantonamento soltanto contabile per una necessità futura: fondo ammortamento; fondo oscillazione titoli  | fondo di dotazione, somma messa a disposizione spec. di enti pubblici per garantirne l'operatività | fondi neri, disponibilità illegale di denaro di un'azienda | fondo comune di investimento, istituto di intermediazione finanziaria che investe in titoli il denaro raccolto presso i risparmiatori: fondo azionario, bilanciato, obbligazionario, monetario  | somma versata a fondo perduto, di cui non è prevista la restituzione | pl.  mezzi finanziari: sono rimasto senza fondi, senza soldi    • 9 •   pl.  titoli, azioni e obbligazioni: fondi privati, emessi da società private; fondi pubblici, emessi dallo stato o da altri enti pubblici.
fondo   (2) agg.    • 1 •   profondo: un pozzo molto fondo  | piatto fondo, quello per le prime portate    • 2 •   (estens.) fitto, denso, spesso | notte fonda, molto buia; a notte fonda, a notte inoltrata.
fondoschiena   s.m.  (fam.) il sedere.
fondotinta   o fondo tinta, s.m. invar.  crema colorata che si stende sul viso come base per il trucco.
fondovalle   s.m.  [pl. fondivalle] la parte più bassa di una valle.
fondue   s.f. invar.  pietanza a base di formaggio fuso, tipica della svizzera; è simile alla fonduta piemontese.
fonduta   s.f.  vivanda piemontese preparata con fontina fusa, crema di latte e tuorlo d'uovo.
fonema   s.m.  [pl. -mi] (ling.) la più piccola unità di suono che, da sola o in successione con altre, ha la capacità di formare le parole di una lingua e di istituire distinzioni e opposizioni tra di esse.
fonematica   s.f.  (ling.) studio dei suoni specifici di una lingua (fonemi) nei loro rapporti funzionali.
fonematico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) relativo ai fonemi, alla fonematica: opposizione fonematica, quella di due suoni che hanno funzione distintiva in una lingua | trascrizione fonematica, particolare tipo di trascrizione fonetica che considera i fonemi e non i foni § fonematicamente avv.  secondo la fonematica, dal punto di vista fonematico.
fonematizzazione   s.f.  (ling.) acquisizione di un valore fonematico: nel passaggio dal latino al volgare si ha la fonematizzazione del grado di apertura delle vocali. 
fonemica   s.f.  (ling.) fonematica.
fonemico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) fonematico.
fonendoscopio   s.m.  (med.) strumento per l'auscultazione del cuore o di altri organi interni.
fonesi   s.f.  (med.) suono che si percepisce auscultando il polmone.
fonetica   s.f.  (ling.)    • 1 •   studio dei suoni linguistici dal punto di vista fisico e fisiologico: fonetica descrittiva, storica; fonetica articolatoria, acustica, uditiva    • 2 •   l'insieme dei suoni articolati di un dato sistema linguistico (un gruppo di lingue, una lingua, un dialetto).
fonetico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) relativo ai suoni articolati di una lingua; che riguarda la fonetica: leggi fonetiche; alfabeto fonetico  | trascrizione fonetica, trascrizione di parole delle diverse lingue del mondo secondo un sistema di simboli e lettere convenzionali che ne permette l'esatta pronunzia (p. e.  o indica il suono della o  aperta); il sistema più usato, spec. nei dizionari, è quello dell'associazione fonetica internazionale (afi) § foneticamente avv.  secondo le leggi fonetiche; dal punto di vista fonetico.
fonetismo   s.m.  (ling.) l'insieme dei suoni di una lingua, considerati nell'aspetto fonetico.
fonetista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (ling.) studioso di fonetica.
-fonia  -fonia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -pho¯nía, da pho¯ne e-/ 'suono, voce' (eufonia, metafonia).
foniatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] medico specializzato in foniatria.
foniatria   s.f.  settore della medicina che studia la voce umana e le sue alterazioni.
fonico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il suono, la voce, il timbro di un suono: i valori fonici di un testo letterario  | accento fonico, l'accento acuto o grave, che distingue il timbro chiuso o aperto delle vocali e  e o   s.m.  tecnico del suono; in partic., il tecnico che cura la colonna sonora di un film § fonicamente avv.  dal punto di vista fonico.
-fonico  -fonico secondo elemento, dal gr. pho¯nikós, di aggettivi composti derivati da sostantivi in -fono  o -fonia  (telefonico, sinfonico) [ ⇨ -fonia].
fono   s.m.  (ling.) la più piccola unità di suono, considerata indipendentemente dal sistema linguistico a cui appartiene.
fono-  fono- -fono primo e secondo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. pho¯no-  e -pho¯nos, da pho¯né  'suono, voce' (fonogramma, microfono) | in alcuni aggettivi (per lo più sostantivati) in cui figura come secondo elemento, ha il sign. di 'che parla una determinata lingua' (anglofono, francofono; dialettofono) [ ⇨ -fonia].
fonoassorbente   agg.  si dice di materiale o rivestimento che assorbe suoni e rumori.
fonobar   s.m. invar.  mobile bar con radiogrammofono incorporato.
fonocardiografia   s.f.  (med.) registrazione grafica dei rumori prodotti dal cuore.
fonocardiogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) grafico in cui sono registrati i rumori prodotti dal cuore.
fonocassetta   s.f.  musicassetta.
fonodettatura   s.f.  inoltro di un telegramma attraverso dettatura telefonica.
fonofilmografo   s.m.  apparecchio per la registrazione sonora su nastro.
fonofobia   s.f.  (med.) paura dei suoni forti.
fonogenia   s.f.  l'essere fonogenico.
fonogenico   agg.  [pl. m. -ci] che è adatto alla riproduzione fonografica: voce fonogenica  | detto di persona, dotato di voce fonogenica.
fonogeno   s.m.  (non com.) pick-up.
fonografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo al fonografo, realizzato per mezzo del fonografo    • 2 •   che concerne la riproduzione del suono § fonograficamente avv.  per mezzo del fonografo.
fonografo   s.m.  apparecchio che riproduce i suoni incisi su dischi.
fonogramma   s.m.  [pl. m. -mi]    • 1 •   comunicazione scritta da trasmettere o trasmessa per telefono: un fonogramma della questura    • 2 •   (ling.) segno alfabetico che rappresenta un suono.
fonoincisione   s.f.  incisione del suono su un disco fonografico.
fonoincisore   s.m.  dispositivo elettromeccanico con cui si incide l'originale di un disco fonografico.
fonoisolante   agg.  e s.m.  si dice di materiale che ha proprietà di isolamento acustico.
fonokit   s.m. invar.  tecnica di confronto di una voce intercettata o registrata segretamente con una voce dal vivo, al fine di valutarne la corrispondenza.
fonolite   s.f.  roccia effusiva a struttura porfirica di colore grigio chiaro o verdastro, costituita soprattutto da feldspati e feldspatoidi.
fonologia   s.f.  (ling.)    • 1 •   studio dei suoni di una lingua in rapporto alla loro funzione distintiva nella comunicazione linguistica | secondo talune scuole linguistiche, la scienza dei suoni in generale, comprendente perciò sia la fonetica sia la fonematica    • 2 •   l'insieme dei fonemi di una lingua: la fonologia indoeuropea, inglese. 
fonologico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) della fonologia, che riguarda la fonologia § fonologicamente avv.  secondo le leggi fonologiche; sotto l'aspetto fonologico.
fonologizzazione   s.f.  (ling.) processo attraverso il quale una variante si trasforma in fonema autonomo; fonematizzazione.
fonologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di fonologia.
fonometria   s.f.    • 1 •   (fis.) misurazione dell'intensità dei suoni    • 2 •   (ling.) parte della fonologia che studia i fonemi dal punto di vista statistico.
fonometro   s.m.  strumento usato per misurare l'intensità dei suoni.
fonomimia   s.f.  rappresentazione dei suoni linguistici per mezzo di gesti; è tipica del modo di comunicare dei sordomuti.
fonomontaggio   s.m.  montaggio di registrazioni fonografiche diverse.
fonomorfologico   agg.  (ling.) che riguarda la fonetica, o la fonologia, e insieme la morfologia: la metafonesi è un fenomeno fonomorfologico. 
fonone   s.m.  (fis.) quanto di energia vibrazionale che si associa al propagarsi di un pacchetto di vibrazioni meccaniche di tipo acustico.
fonoregistratore   s.m.  apparecchio con il quale si registrano i suoni.
fonoregistrazione   s.f.  registrazione di suoni mediante fonoregistratori.
fonoriproduttore   s.m.  nome generico di apparecchi che riproducono suoni (grammofono, magnetofono ecc.); anche, altoparlante.
fonoriproduzione   s.f.  riproduzione di suoni mediante fonoriproduttori.
fonorivelatore   s.m.  lo stesso che pick-up. 
fonoscopio   s.m.  apparecchio usato per osservare e misurare le proprietà degli strumenti musicali.
fonosimbolico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) caratterizzato da fonosimbolismo; onomatopeico: linguaggio fonosimbolico  § fonosimbolicamente avv. 
fonosimbolismo   s.m.  (ling.) particolare valore semantico assunto dagli elementi fonici di una parola, di un enunciato, di un testo; onomatopea: il fonosimbolismo del linguaggio poetico del pascoli. 
fonosimbolo   s.m.  (ling.) manifestazione fonica dotata di forte capacità evocativa (anche onomatopeica) del significato; priva di desinenze e di altri elementi morfologici, può essere costituita da suoni estranei al sistema fonematico della comunità linguistica in cui si usa: ah, beh, eh, ehm, ohi, uf, ma anche mmm  (per esprimere dubbio, incredulità, stupore, a seconda del tono).
fonosintassi   s.f.  (ling.) l'insieme dei fenomeni fonetici che sono in rapporto con la posizione delle parole nella frase.
fonosintattico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che riguarda la fonetica e la sintassi: raddoppiamento fonosintattico  (o sintattico).
fonostilistica   s.f.  (ling.) parte della fonologia che studia gli elementi fonici aventi nel linguaggio una funzione non rappresentativa ma espressiva, emotiva.
fonoteca   s.f.    • 1 •   raccolta di dischi e nastri magnetici su cui sono registrati documenti sonori del folclore o della storia sociale e politica di un paese o di una regione | l'edificio in cui si conserva; l'istituzione che ne ha la cura    • 2 •   (cine.) raccolta di musiche, voci, rumori registrati da riversare nel missaggio.
fonotelemetria   s.f.  (fis.) sistema di misurazione delle distanze basato sulla velocità o su altre caratteristiche del suono.
fonotron   s.m.  dispositivo che permette agli autotreni e agli autoarticolati di recepire i segnali acustici emessi dai veicoli che viaggiano nella loro scia.
fonovaligia   s.f.  giradischi portatile contenuto in una sorta di valigia.
font   s.m. invar.  in tipografia e (inform.) serie completa di caratteri di stampa dello stesso stile.
fontana   s.f.    • 1 •   impianto destinato alla distribuzione di acqua proveniente da una sorgente o da un acquedotto; in partic., vasca, talora decorata con motivi scultorei o architettonici, in cui cadono uno o più getti d'acqua. dim. fontanella, fontanina  accr. fontanone  (m.)    • 2 •   (lett.) fonte, sorgente (anche fig.): se' di speranza fontana vivace  (dante par.  xxxiii, 12)    • 3 •   fontana ardente, (geol.) emissione dal terreno di gas infiammabili    • 4 •   (gastr.) modo di disporre sul tavolo la farina dandole forma di un cratere, al centro del quale si pongono gli ingredienti necessari all'impasto (acqua, zucchero, uova ecc.).
fontanazzo   s.m.  fuoruscita di acqua dalla parte inferiore di un argine, durante la piena di un fiume.
fontanella   s.f.    • 1 •   dim.  di fontana  | in partic., piccola fontana a forma di colonnina, collocata in strade e piazze    • 2 •   (anat.) zona membranosa, non ancora ossificata, del cranio del neonato | fontanella della gola, piccola incavatura nella parte inferiore del collo: quella testina bassa, col mento inchiodato sulla fontanella della gola  (manzoni p. s.  xxv).
fontaniere   s.m.  [f. -a] operaio addetto al funzionamento e alla manutenzione delle fontane | (region.) idraulico.
fontanile   s.m.    • 1 •   (geol.) sorgente dovuta all'affioramento naturale o artificiale di una falda freatica; viene utilizzata spec. a scopo irriguo: zona dei fontanili    • 2 •   vasca d'acqua in muratura che serve per lo più come abbeveratoio o lavatoio.
fonte   s.f.  [anche s.m.  nella lingua ant. o poet.]    • 1 •   polla da cui sgorga un corso d'acqua; sorgente: le fonti del clitumno    • 2 •   (fig.) ciò da cui proviene, deriva qualcosa; principio, origine: un lavoro che è fonte di soddisfazione; fonti energetiche; fonti di guadagno  ' fonte (d'informazione), ente, organizzazione o persona a cui si attingono le notizie dirette riguardanti un certo fatto: sapere da fonte sicura, attendibile    • 3 •   spec. pl.  documento originale da cui si traggono testimonianze e dati concernenti un'opera, un autore o un dato periodo o evento storico, letterario, sociale, scientifico: studio, esame delle fonti; fonti statistiche  | fonti del diritto, l'insieme dei fatti e degli atti riconosciuti idonei a creare, modificare ed estinguere le norme di un ordinamento giuridico | fonte (letteraria, musicale, artistica), altra opera da cui un autore, un artista ha tratto ispirazione per un motivo, un tema o qualsiasi altro elemento della propria opera | s.m.  vasca: fonte battesimale, sacro fonte, contenente l'acqua lustrale per il battesimo.
fontina   s.f.  formaggio grasso, dolce, tipico delle zone montuose del piemonte e della val d'aosta.
football   s.m. invar.  il gioco del calcio | football americano, gioco simile al rugby.
footing   s.m. invar.  esercizio sportivo di corsa o marcia praticato come allenamento o in genere come attività salutare.
fora    ⇨ fuori.
foracchiare   v. tr.  [io foràcchio ecc.] fare piccoli fori; sforacchiare.
foracchiato   part. pass.  di foracchiare   agg.  pieno di piccoli fori.
foracchiatura   s.f.    • 1 •   il foracchiare, l'essere foracchiato    • 2 •   insieme di piccoli fori.
foraggero   o foraggiero, agg.  relativo al foraggio; che dà foraggio: raccolto foraggero; piante foraggere. 
foraggiamento   s.m.  il foraggiare.
foraggiare   v. tr.  [io foràggio ecc.]    • 1 •   fornire di foraggio: foraggiare i cavalli    • 2 •   (fig.) rifornire di denaro, di mezzi; finanziare (per lo più in senso scherz.  o spreg.) | v. intr.  [aus. avere] (ant.) andare per la campagna alla ricerca di foraggio e di vettovaglie (detto di soldati).
foraggiere   s.m.  (ant.) soldato addetto al foraggiamento.
foraggiero    ⇨ foraggero.
foraggio   s.m.  nome generico di prodotti di origine vegetale usati per l'alimentazione del bestiame.
forame   s.m.    • 1 •   (ant.) foro, buco    • 2 •   (anat.) orifizio, apertura.
foraminiferi   s.m. pl.  (zool.) ordine di protozoi marini con guscio calcareo; molto numerosi in diversi periodi geologici, hanno contribuito con il deposito creato dai loro gusci a formare rocce e fanghi marini (cl.  sarcodini) | sing.  [-o] ogni protozoo di tale ordine.
foraneo   lett. forano, agg.    • 1 •   (non com.) che è fuori della città | vicario foraneo, (eccl.) parroco preposto dal vescovo alla vigilanza di una forania    • 2 •   si dice di opera costruita esternamente a un porto: molo foraneo; diga foranea    • 3 •   (rar.) che viene da fuori, da lontano: il vento forano / co' suoi vortici caldi  (montale).
forania   s.f.  (eccl.) distretto di una diocesi che raggruppa un certo numero di parrocchie.
forapaglie   o forapaglia, s.m. invar.  nome comune di alcuni passeracei di piccole dimensioni, con becco sottile e diritto, zampe esili e coda lunga; vivono nei canneti o nei cespugli e si nutrono di insetti.
forare   v. tr.  [io fóro ecc.] trapassare con uno o più fori, bucare: forare un muro, una tavola  | forare una montagna, traforarla | forare i biglietti, per controllo | (assol.) subire una foratura ai pneumatici: ho forato due volte  | forarsi v. rifl.  subire una foratura; bucarsi: mi si è forata due volte. 
forasacco   s.m.  [pl. -chi] graminacea che produce delle spighette con peli rigidi e pungenti.
forasiepe   s.m. invar.  forapaglie.
forastico   agg.  [pl. m. -ci] (region.) poco socievole; schivo, scontroso.
forastiere   forastiero  ⇨ forestiero.
foraterra   s.m. invar.  (agr.) paletto appuntito usato per fare buchi nel terreno, spec. al fine di piantarvi alberi o altro.
foratico   s.m.  [pl. -ci] apertura attraverso la quale i tonni entrano nella tonnara.
foratino   s.m.    • 1 •   mattone forato con una sola serie di fori, che si usa per pareti divisorie sottili    • 2 •   pl.  bucatini, tipo di pasta.
forato   part. pass.  di forare   agg.  e s.m.  si dice di un tipo di mattone attraversato longitudinalmente da due o più serie di fori a scopo di alleggerimento e isolamento termico e acustico, usato per muri non portanti.
foratoio   s.m.  arnese per fare buchi.
foratore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi fora | foratore (di lingotti), operaio siderurgico addetto alla pressa che serve a forare le sbarre d'acciaio da trasformarsi in tubi    • 2 •   foratoio.
foratura   s.f.  il forare, il forarsi, riferito spec. a pneumatici | foro, buco.
foravia    ⇨ fuorivia.
forbice   s.f.    • 1 •   pl.  [ant. e region. anche sing.] strumento da taglio, costituito da due lame incrociate e imperniate nel mezzo, che presentano a un'estremità due anelli nei quali si infilano l'indice e il pollice della mano: forbici da sarto; un paio di forbici  | dare un colpo di forbici, tagliare via | lavorare di forbici, (fig.) accorciare (scritti e sim.); anche, censurare | le forbici della censura, (fig.) gli interventi della censura su scritti, film ecc. | libro, giornale fatto con le forbici, (fig.) messo insieme con materiale preso da altre pubblicazioni | avere una lingua che taglia come le forbici, (fig.) essere pettegolo, maldicente. dim. forbicetta, forbicina  accr. forbicione  (m.)    • 2 •   (fig.) divaricazione progressiva | forbice salariale, nel linguaggio sindacale, la differenza tra i salari dei lavoratori con diverse qualifiche    • 3 •   pl.  (pop.) le chele dei granchi o degli scorpioni    • 4 •   movimento effettuato aprendo e chiudendo rapidamente le gambe tese; nello sport, è caratteristico di un tipo di salto in alto (salto a forbice).
forbiciaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fabbrica o vende forbici    • 2 •   nell'industria metallurgica, operaio addetto al taglio di lamiere.
forbiciata   s.f.    • 1 •   colpo dato con le forbici | taglio operato con le forbici (anche fig.)    • 2 •   (sport) sforbiciata.
forbicina   s.f.    • 1 •   dim.  di forbice    • 2 •   forficola.
forbire   v. tr.  [io forbisco, tu forbisci  (poet. fòrbi) ecc.] (lett.)    • 1 •   nettare, pulire: forbirsi la bocca  | lucidare, lustrare    • 2 •   tergere, asciugare    • 3 •   (fig.) raffinare, purificare: forbire lo stile  | forbirsi v. rifl.  (lett.) pulirsi, nettarsi (anche fig.): dai lor costumi fa che tu ti forbi  (dante inf.  xv, 69).
forbita   s.f.  il forbire, il forbirsi, spec. se fatto frettolosamente: darsi una forbita alle labbra. 
forbitezza   s.f.  l'essere forbito (spec. fig.): forbitezza di modi, di stile. 
forbito   part. pass.  di forbire   agg.    • 1 •   (lett.) netto, pulito; lucido    • 2 •   (fig.) raffinato, elegante: eloquio forbito  § forbitamente avv. 
forbitura   s.f.  (non com.) il forbire; pulitura.
forca   s.f.    • 1 •   attrezzo agricolo per rimuovere fastelli di paglia, fieno ecc., ricavato da un lungo ramo biforcuto in modo da costituire un manico terminante in due denti appuntiti (rebbi) | fatto a forca, biforcato | far la forca a qualcuno, (fig.) danneggiarlo manovrando di nascosto | far forca, (fig. tosc.) marinare la scuola    • 2 •   (estens.) qualsiasi oggetto in forma di forca    • 3 •   patibolo per eseguire impiccagioni, formato generalmente da uno o due pali verticali infissi nel terreno e sormontati da un palo orizzontale al quale è appeso il capestro: morire sulla forca  | la pena stessa: condannare alla forca ' andare sulla forca, nel linguaggio corrente, solo come imprecazione, di sign. uguale ad 'andare all'inferno, al diavolo, in malora': andate tutti sulla forca!    • 4 •   valico fra due monti. dim. forcola. 
forcaccio   s.m.  (mar.) ciascuno dei pezzi di legno (madieri) a forma di u o di v che, nella costruzione di una nave, si trovano alle estremità prodiera e poppiera.
forcaiolo   lett. forcaiuolo, s.m.  [f. -a]    • 1 •   fautore di una politica di repressione violenta; reazionario    • 2 •   (tosc.) studente che marina la scuola.
forcame   s.m.  (mar.) in una nave, il complesso dei forcacci.
forcata   s.f.    • 1 •   colpo di forca    • 2 •   la quantità di paglia o d'altro sollevata in una sola volta con la forca    • 3 •   (ant.) la parte del corpo umano dove le cosce si attaccano al tronco.
force   o forci, s.f. pl.  (ant.) forbici: lo tempo va dintorno con le force  (dante par.  xvi, 9).
force de frappe   loc. sost. f. invar.  dotazione di armi nucleari per esercitare un potere di dissuasione sul nemico | (estens.) qualsiasi forza militare impiegata come deterrente.
forcella   s.f.    • 1 •   nome generico di vari utensili costituiti da un'asta che si biforca in due bracci: forcella della bicicletta, della motocicletta, la parte del telaio in cui è inserito il mozzo della ruota. dim. forcelletta, forcellina    • 2 •   biforcazione del tronco o di un ramo di un albero    • 3 •   in certe barche, scalmiera di legno per appoggio del remo    • 4 •   forcina per capelli    • 5 •   valico montano stretto e profondo, con pareti scoscese; forcola    • 6 •   (mil.) nel tiro di aggiustamento, coppia di colpi sparati con diversi dati di puntamento rispetto al bersaglio: far forcella    • 7 •   (pop.) osso biforcuto del petto dei polli e degli uccelli    • 8 •   (mus.) segno che indica, a seconda del suo orientamento, il crescendo o il diminuendo.
forcellino   s.m.  piccola forcella per l'alloggiamento del mozzo della ruota posteriore della bicicletta.
forcelluto   agg.  (scient.) che termina a forma di forcella: ramo forcelluto. 
forchetta   s.f.    • 1 •   posata formata da un manico e da due o più denti, che serve per infilzare i cibi solidi e portarli alla bocca | una buona forchetta, (fig.) un buon mangiatore | parlare in punta di forchetta, (fig.) con affettazione, con ricercatezza. dim. forchettina  accr. forchettona, forchettone  (m.)    • 2 •   (mar.) nelle navi a vela, asta di legno o metallo, dotata di collare, che serve a tener fermo il boma quando la randa è serrata    • 3 •   (pop.) osso del petto dei polli e degli uccelli; forcella    • 4 •   forchetta sternale, (anat.) l'incisura mediana del margine superiore dello sterno    • 5 •   nel gioco degli scacchi, spinta di un pedone che viene a minacciare contemporaneamente due pezzi avversari.
forchettata   s.f.    • 1 •   la quantità di cibo che si può prendere in una volta con la forchetta    • 2 •   colpo dato con la forchetta.
forchettiera   s.f.  astuccio in cui si ripongono le forchette.
forchetto   s.m.  asta munita di due denti, usata soprattutto nei negozi per afferrare, attaccare o staccare oggetti appesi o collocati in alto.
forchettone   s.m.    • 1 •   accr.  di forchetta; in partic., grossa forchetta, per lo più a due soli denti, che serve per tener ferma la carne sul tagliere, per mescolare la pastasciutta ecc.    • 2 •   (fig. non com.) chi trae profitti illeciti o privilegi personali da cariche pubbliche.
forchino   s.m.  forca a tre denti, di cui il centrale è più lungo degli altri, usata per rimuovere paglia, fieno e sim.
forci    ⇨ force.
forcina   s.f.    • 1 •   piccolo oggetto di metallo, plastica, tartaruga o altro materiale, ripiegato a u, che le donne usano per appuntare i capelli    • 2 •   (ant. region.) forchetta    • 3 •   (dial.) forcola.
forcing   s.m. invar.  (sport) azione pressante d'attacco.
forcipe   s.m.  (med.) strumento a forma di pinza usato in ostetricia, oggi assai meno di un tempo, per estrarre il feto nei parti difficili.
forcola   s.f.    • 1 •   (agr.) piccola forca    • 2 •   (mar.) scalmiera di legno o di ferro su cui appoggia il remo    • 3 •   stretto valico in una cresta montuosa.
forconata   s.f.    • 1 •   colpo di forcone    • 2 •   la quantità di materiale che si può sollevare, in una volta, con un forcone.
forcone   s.m.    • 1 •   attrezzo agricolo costituito da un lungo manico di legno su cui è fissata una sorta di grossa forchetta d'acciaio a tre o più denti (rebbi); si usa per rimuovere letame o altro    • 2 •   arma antica formata da un'asta terminante in due o più rebbi.
forcuto   agg.  che ha la forma di una forca; biforcuto: coda forcuta. 
fordismo   s.m.  politica industriale basata sull'innovazione tecnologica, la produzione altamente standardizzata e in grande serie di beni di consumo durevoli, i salari relativamente elevati.
fore    ⇨ fuori.
forense   agg.  relativo al foro, all'attività giudiziaria: eloquenza, pratica forense. 
forese   agg.  (ant.) che è o vive fuori dalla città  s.m.  e f.    • 1 •   (ant.) abitante della campagna    • 2 •   (merid.) bracciante agricolo che lavora in piccole aziende.
foresetta   s.f.  (lett.) forosetta.
foresta   s.f.  grande estensione di terreno coperta di alberi d'alto fusto; l'insieme degli alberi stessi: le foreste equatoriali  | una foresta di capelli, (fig.) una capigliatura foltissima.
forestale   agg.    • 1 •   delle foreste: patrimonio forestale    • 2 •   che concerne la tutela dei boschi, delle piante: legge forestale  | corpo forestale dello stato  (o, nel linguaggio com., la forestale), corpo delle guardie addette alla vigilanza sul patrimonio boschivo.
forestazione   s.f.  l'insieme delle attività svolte per incrementare il patrimonio boschivo di un territorio, al fine di tutelare o ricostituire l'ambiente.
foresteria   s.f.    • 1 •   insieme di locali destinati all'alloggio dei forestieri, spec. nei conventi e nei collegi | insieme di locali affittati da una società per ospitarvi personale temporaneamente distaccato presso una sede di lavoro diversa da quella abituale e di residenza    • 2 •   (ant.) l'essere forestiero | insieme di forestieri    • 3 •   (ant.) l'accoglienza cerimoniosa riservata ai forestieri.
forestiere    ⇨ forestiero.
forestierismo   s.m.    • 1 •   (ling.) parola, locuzione importata da un'altra lingua, nella sua forma originaria (p. e. leader) o adattata alla struttura fonetica e morfologica dell'italiano (p. e. bistecca  dall'ingl. beefsteak)    • 2 •   (non com.) moda, usanza di origine straniera.
forestiero   ant. forestiere o forastiere o forastiero, agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi proviene da un altro paese: usi forestieri; affluenza di forestieri    • 2 •   (antiq.) ospite.
forestierume   s.m.  (spreg.) accozzaglia di forestieri | insieme di cose, di parole, di usanze forestiere.
foresto   agg.    • 1 •   (ant.) solitario, selvatico; che vive nei boschi    • 2 •   (ven.) forestiero.
forfait   (1) s.m. invar.  accordo con cui si fissa, di solito in anticipo, un compenso o un prezzo globale invariabile per una data prestazione professionale o per un dato bene: contratto, lavoro a forfait; comperare, vendere a forfait; rimborso a forfait. 
forfait   (2) s.m. invar.  (sport) ritiro di una squadra o di un concorrente da una competizione sportiva prima che essa abbia inizio | dichiarare, dare forfait, abbandonare una competizione iniziata; (fig.) rinunciare a un'impresa, a un lavoro già avviati.
forfaitario    ⇨ forfetario.
forfecchia   s.f.  forficola.
forfeit   s.m. invar.  (sport) forfait.
forfetario   o forfettario, non com. forfaitario [pr.  / forfe'tarjo /], agg.  a forfait: compenso, prezzo forfetario. 
forfetizzare   v. tr.  [io forfetizzo ecc.] stabilire un prezzo, un compenso a forfait.
forfetizzazione   s.f.  calcolo forfetario.
forfettario    ⇨ forfetario.
forfice   s.f.  (ant.) forbice.
forficola   o forficula, s.f.  insetto dermattero con corpo nero allungato che termina con due robusti cerci a forma di pinza; è detto anche forbicina  o forfecchia. 
forfora   s.f.  il prodotto della desquamazione dell'epidermide delle parti pelose, spec. del cuoio capelluto.
forforaceo   o furfuraceo, agg.  (bot.) si dice di pianta coperta di piccole squame simili alla forfora.
forforoso   agg.  pieno di forfora: capelli forforosi. 
forgia   s.f.  [pl. -ge] fornello a carbone fossile, munito di mantice o di ventilatore centrifugo per ravvivare il fuoco, usato spec. per riscaldare pezzi metallici nella fucinatura a mano; fucina.
forgiabile   agg.  che si può forgiare.
forgiabilità   s.f.  l'essere forgiabile.
forgiare   v. tr.  [io fòrgio ecc.]    • 1 •   lavorare alla forgia; fucinare: forgiare un pezzo, un metallo; forgiare una spada    • 2 •   (fig.) formare, foggiare, plasmare: forgiare gli animi, il carattere. 
forgiatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi forgia oggetti metallici    • 2 •   (fig. lett.) educatore.
forgiatrice   s.f.  fucinatrice.
forgiatura   s.f.  operazione del forgiare; fucinatura.
fori    ⇨ fuori.
-foria  -foria secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -phoría, da phérein  'portare'; significa 'il portare' o 'il portarsi' (euforia).
-forico  -forico secondo elemento di aggettivi composti corrispondenti ai sostantivi in -foria  (euforico).
foriero   ant. foriere, agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) che, chi precede e preannunzia qualcosa (anche fig.): un vento foriero di tempesta; compariscono i forieri della masnada  (manzoni p. s.  xii)  s.m.  (ant.) chi, durante un viaggio o una marcia, precedeva il gruppo dei compagni per predisporre alloggi e vettovaglie.
forint   s.m. invar.  unità monetaria dell'ungheria.
forivia    ⇨ fuorivia.
forlivese   agg.  di forlì  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a forlì.
forma   s.f.    • 1 •   aspetto esteriore di qualcosa, determinato soprattutto dalle linee di contorno: la forma del cubo, del cono; forma rotonda, quadrata; dare, prendere una determinata forma; cambiare forma; a, in, sotto forma di  | prendere forma, (fig.) acquistare concretezza, consistenza: il progetto comincia a prendere forma    • 2 •   pl.  aspetto, complessione fisica di una persona: forme agili e snelle  | le parti curve del corpo femminile: i vestiti attillati mettono in evidenza le forme    • 3 •   conformazione, figura assunta dall'insieme di più cose disposte in un certo modo: i rubini erano incastonati a forma di rosa    • 4 •   (filos.) in aristotele, l'essenza in quanto principio di organizzazione e di unità di ogni essere; nella scolastica, principio sostanziale di ogni essere (si contrappone a materia  e ad accidente) | in kant, la funzione a priori del pensiero che ordina i dati immediati della sensazione (costituenti la materia): forme dell'intelletto, le categorie | nell'estetica dell'idealismo, l'idea artistica che si materializza nell'opera; di qui, nel linguaggio della critica, la peculiare organizzazione degli elementi che compongono l'opera stessa | nella fenomenologia di husserl, l'essenza o idea, cioè ogni struttura costante e universale dell'esperienza | nel pensiero di ispirazione strutturalista, la struttura intesa come modello esplicativo del reale | psicologia della forma, lo stesso che gestaltismo    • 5 •   il modo particolare di essere di qualcosa; sorta, tipo: forme di governo; forma benigna, maligna di una malattia; studiare forme diverse d'investimento    • 6 •   modo di scrivere, di esprimersi; stile: una forma elegante, accurata, sciatta; esprimersi in forma intelligibile; mettere uno scritto in bella forma    • 7 •   la procedura, le modalità con cui un'azione deve essere compiuta: in forma privata, ufficiale, solenne  | vizio di forma, (dir. , burocr.) errore di procedura    • 8 •   norma di opportuno comportamento; comportamento educato: mancare di forma  | pl.  convenienze sociali: rispettare, salvare le forme    • 9 •   esteriorità, apparenza: è tutto forma e niente sostanza; badare alla forma    • 10 •   (gramm.) aspetto morfologico della parola; variante lessicale: la forma del femminile, del plurale; le forme attive e passive del verbo; «salumaro» è forma regionale di «salumaio»    • 11 •   nome generico di attrezzi o stampi che servono a modellare oggetti vari o a mantenerne la forma: forma per dolci; una forma da scarpe; mettere in forma un cappello, un paio di scarpe, modellarli mediante l'introduzione di apposite sagome di legno | forma di colata, (metall.) stampo provvisorio ottenuto pressando in un telaio rigido, intorno a un modello di legno che poi viene asportato, una speciale terra refrattaria in modo da costituire una cavità sagomata nella quale si cola il metallo fuso | una forma di formaggio, la massa di formaggio tolto dall'apposito modellatore. dim. formetta, formina    • 12 •   (tip.) l'apparecchio che produce i caratteri; l'insieme delle pagine chiuse nel telaio della macchina pronta per la stampa    • 13 •   l'insieme delle condizioni di un atleta in una competizione sportiva; per estens., stato fisico o psichico di una persona: essere in (buona) forma; essere giù di forma, fuori forma  | usato come agg.  : peso forma, quello di un atleta nella sua migliore condizione fisica; per estens., il peso ideale di una persona.
formabile   agg.  che si può formare.
formaggella   s.f.  (region.) piccola forma di formaggio fresco; formaggetta.
formaggera    ⇨ formaggiera.
formaggetta   s.f.    • 1 •   (region.) piccola forma di formaggio fresco; formaggella    • 2 •   (mar.) estremità superiore, a forma di pomo appiattito o di testa di chiodo, degli alberi delle navi e dell'asta della bandiera; galletta.
formaggiaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende formaggi.
formaggiera   o formaggera, s.f.  recipiente che contiene il formaggio grattugiato da servire in tavola.
formaggino   s.m.  formaggio fuso confezionato in piccole porzioni.
formaggio   s.m.  alimento ricavato dalla coagulazione del latte col caglio: formaggio molle, duro, magro, grasso, dolce, piccante. 
formaldeide   s.f.  (chim.) aldeide dell'acido formico; ha proprietà antisettiche.
formale   agg.    • 1 •   che si preoccupa soprattutto della forma, che riguarda le esteriorità, i formalismi: comportamento, cortesia formale    • 2 •   che è espresso nelle forme ufficiali; esplicito, solenne: domanda, dichiarazione, promessa formale    • 3 •   (filos.) di forma, pertinente alla forma; che prescinde dalla materia, dal contenuto, dalla sostanza: causa formale, nell'aristotelismo, ciò per cui una cosa è quella che è, la sua essenza | logica formale, quella che studia la struttura dell'argomentazione deduttiva indipendentemente dal suo contenuto    • 4 •   nel linguaggio dell'estetica e della critica, si dice di ciò che concerne l'opera d'arte considerata nelle sue tecniche di composizione e di stile: valori, soluzioni formali    • 5 •   istruttoria formale, in diritto penale, quella compiuta dal giudice istruttore su iniziativa del pubblico ministero; si contrappone a istruttoria sommaria  § formalmente avv.  in maniera formale | dal punto di vista formale.
formalina   s.f.  (chim.) soluzione acquosa di formaldeide, usata come antisettico.
formalismo   s.m.    • 1 •   rigorosa osservanza delle formalità | tendenza a dare eccessiva importanza alla forma o alle forme    • 2 •   (filos.) qualsiasi corrente di pensiero che ponga al centro dell'indagine la forma, in uno dei suoi significati filosofici    • 3 •   dottrina estetica che fa consistere l'essenza dell'opera d'arte nei valori formali (tecnica compositiva, linguaggio, stile, ritmo), mettendone in secondo piano gli aspetti contenutistici (ideologici, psicologici, biografici ecc.); nel linguaggio della critica, prevalenza, in un autore o in un'opera, dei valori formali su quelli di contenuto: il formalismo di d'annunzio, di mallarmé  | movimento critico-letterario, fiorito in russia tra il 1914 e il 1930 ca, la cui ricerca si orientava programmaticamente sull'insieme delle caratteristiche formali che fanno di un testo un'opera letteraria; costituì l'antecedente dello strutturalismo    • 4 •   (filos.) dottrina che considera la matematica come definita dal suo sistema di assiomi e di regole sintattiche, con esclusione di ogni riferimento all'intuizione o a entità a sé stanti (punto, retta ecc.).
formalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi si comporta con formalismo, chi si attiene con eccessivo rigore alle formalità    • 2 •   fautore, seguace del formalismo: i formalisti russi  | anche agg.  : scrittore formalista, che dà importanza soprattutto agli aspetti formali dell'opera letteraria.
formalistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del formalismo, dei formalisti: atteggiamento formalistico; critica formalistica  § formalisticamente avv. 
formalità   s.f.    • 1 •   forma prescritta nell'adempimento di determinati atti: le formalità per ottenere il passaporto; formalità burocratiche    • 2 •   (estens.) convenzione sociale, forma esteriore: badare alle formalità; sarà un ricevimento senza tante formalità  ' per (pura) formalità, si dice di cose che vengono fatte o richieste solo perché sono prescritte | è una semplice formalità, un atto privo di vera sostanza, compiuto solo per rispetto della forma esteriore.
formalizzare   v. tr.  rendere formale, ufficiale | formalizzare l'istruttoria, (dir.) trasformarla da sommaria in formale | formalizzare una teoria, tradurla in un complesso di simboli governati da precise regole di inferenza | formalizzarsi v. rifl.  mostrarsi intransigente sul rispetto delle formalità scandalizzarsi, offendersi per l'inosservanza di certe formalità e convenienze da parte di altri: non è il caso di formalizzarsi se i nostri amici non saranno puntualissimi. 
formalizzazione   s.f.  il formalizzare, l'essere formalizzato.
forma mentis   loc. sost. f. invar.  atteggiamento, struttura mentale formatasi con l'esperienza e la cultura e divenuta caratteristica di una persona.
formare   v. tr.  [io fórmo ecc]    • 1 •   dar forma; modellare: formare una scultura    • 2 •   (fig.) educare, addestrare, plasmare intellettualmente o moralmente: formare la mente di un bambino    • 3 •   costruire, comporre per mezzo di singoli elementi, secondo un determinato ordine: formare un periodo    • 4 •   dare origine a qualcosa; costituire: formare una famiglia, una comunità, un governo    • 5 •   (non com.) essere, rappresentare | formarsi v. rifl.    • 1 •   prodursi: nella piazza si è formato un capannello    • 2 •   svilupparsi: gli si è formato un bernoccolo sulla fronte  | raggiungere la maturità fisica o spirituale: un ragazzo che si sta formando. 
formario   s.m.  (filol.) elenco delle forme linguistiche di un testo | elenco delle parole di una lingua declinate o coniugate in tutte le loro possibili forme.
format   s.m. invar.    • 1 •   (tip.) formato di stampa    • 2 •   (inform.) modalità di strutturazione dei dati in entrata o in uscita.
formativo   agg.  atto a formare | (fig.) che educa, che forma la personalità: un insegnamento formativo, che giova alla formazione del soggetto, in contrapposizione a quello puramente informativo.
formato   part. pass.  di formare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   dimensione, grandezza di un foglio, di un libro, di una fotografia ecc.: formato grande, piccolo; un giornale in formato tabloid  | formato in folio, in quarto, in ottavo, in sedicesimo, si dice di libro a seconda che i fogli di stampa siano ripiegati una, due, tre o quattro volte | formato tessera, si dice di fotografia che ha le dimensioni richieste per essere applicata su un documento di riconoscimento    • 2 •   (inform.) disposizione prestabilita di dati.
formatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi forma | (fig.) educatore: formatore di coscienze    • 2 •   chi esegue il calco di gesso di una statua | nell'industria meccanica o della ceramica, l'operaio addetto alla formatura; in altre industrie, l'operaio che ha il compito di dare agli oggetti in lavorazione la forma desiderata.
formatrice   s.f.  macchina che serve a preparare le forme usate in fonderia | nell'industria alimentare, macchina usata per dar forma al burro o ad altri prodotti semisolidi.
formattare   v. tr.  (inform.) eseguire la formattazione.
formattazione   s.f.    • 1 •   (inform.) procedura gestita da un software per rendere un supporto di memoria (minidisco, disco rigido, nastro nagnetico ecc.) idoneo a ospitare i dati elaborati da un determinato sistema    • 2 •   nell'elaborazione elettronica dei testi, operazione che fa assumere al testo l'impaginazione desiderata.
formatura   s.f.    • 1 •   nell'industria ceramica, operazione consistente nel modellare a mano o a macchina una pasta argillosa sino a conferirle la forma dell'oggetto da fabbricare    • 2 •   in fonderia, la preparazione delle forme di colata.
formazione   s.f.    • 1 •   il formare, il formarsi, l'essere formato; modo in cui qualcosa si forma o si è formata: la formazione della terra; un quartiere di recente formazione  | formazione delle parole, (ling.) l'insieme delle regole e delle trasformazioni proprie di una lingua, che permettono di passare da parole di base ad altre mediante un processo di composizione o con l'aggiunta di affissi    • 2 •   processo di sviluppo fisico: un corpo ancora in formazione  | la progressiva acquisizione, attraverso lo studio e l'esperienza, di una fisionomia culturale o morale, o anche di specifiche competenze: formazione intellettuale, professionale; corso di formazione aziendale    • 3 •   particolare disposizione assunta da più persone o cose: reparto militare in formazione di combattimento; aerei che volano in formazione, in gruppo, di conserva | l'insieme delle persone o delle cose così disposte: una formazione navale    • 4 •   (sport) lo schieramento che assumono i componenti di una squadra: una formazione difensiva, offensiva  | la squadra stessa: una formazione ben affiatata    • 5 •   (geol.) insieme di rocce caratterizzate da uguali proprietà litologiche: formazione giurassica    • 6 •   (anat.) entità anatomica di natura fisiologica o patologica    • 7 •   (bot.) insieme di piante che hanno forma biologica e fisionomia simili, in armonia con le condizioni dell'ambiente    • 8 •   formazione reattiva, (psicoan.) atteggiamento cosciente che si costituisce come reazione a un desiderio rimosso (p. e.  pudore di contro a tendenze esibizionistiche inconsce).
-forme  -forme secondo elemento di aggettivi composti di origine latina o di formazione moderna, dal lat. -fo¯rme(m)  (che è da fo¯rma), calco del gr. -morphos  (cfr. -morfo); significa 'forma', 'che ha forma di' (multiforme, cuneiforme).
formella   s.f.    • 1 •   elemento geometrico di materiale vario, usato per pavimentazione o come motivo ornamentale; per estens., ognuno dei riquadri, per lo più dipinti o intagliati, di cui si compone un soffitto, una volta, una porta: soffitto a formelle, a cassettoni    • 2 •   mattonella fatta con residui vari impastati e compressi, usata in passato come combustibile    • 3 •   (zootec.) mattonella di foraggio essiccato e compresso    • 4 •   (vet.) esostosi o soprosso che si forma nel piede del cavallo, in corrispondenza delle falangi    • 5 •   (non com.) buca ampia e poco profonda per la messa a dimora delle piante.
formellato   agg.  diviso in formelle; ornato con formelle.
formellatore   s.m.  (zootec.) macchina che riduce il foraggio in formelle.
formento   s.m.  (ant.) frumento.
formentone   s.m.  (region.) granturco.
formeret   s.m. invar.  nell'architettura romanica e gotica, ciascuno degli archi laterali lungo le pareti della navata, che rafforzano le volte a crociera.
formiato   s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido formico.
formica   (1) pop. formicola [for-mì-co-la], s.f.  insetto imenottero di piccole dimensioni, con corpo snello, capo grosso, addome peduncolato; vive in comunità organizzate, costituite da individui differenziati (maschi e femmine, con le ali; operaie, senz'ali) | in espressioni fig., con riferimento alla piccolezza delle formiche o alla previdenza che viene loro attribuita: avere un cervello di formica, essere di scarsa intelligenza; mangiare come una formica, pochissimo; camminare a passi di formica, molto lentamente; fare come la formica, risparmiare pensando al futuro. dim. formichina, formichetta, formicuccia, formicuzza  accr. formicone  (m).
formica   (2) s.f.  laminato plastico a base di urea, fenolo e formaldeide (detta anche aldeide formica), usato come materiale da rivestimento.
formicaio   s.m.    • 1 •   nido di formiche; schiera di formiche o altri insetti | stuzzicare il formicaio, (fig.) molestare chi se ne sta tranquillo provocando una reazione    • 2 •   (fig.) grande moltitudine di persone in movimento; luogo pieno di gente.
formicaleone   s.m.  insetto neurottero simile alla libellula; la larva, munita di pinze, tende agguati alle formiche, scavando trappole sotterranee.
formichiere   s.m.  mammifero dell'america meridionale con muso lungo, lingua filiforme e vischiosa che introduce nei formicai e nei termitai per catturarvi gli insetti di cui si nutre (ord.  xenarti).
formico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido organico più semplice, costituito da un atomo di idrogeno legato a un gruppo carbossilico; è un liquido incolore, caustico, di odore pungente, presente in natura in alcuni insetti e in alcune piante, usato in conceria, in tintoria e come disinfettante | si dice anche dei derivati di questo acido: aldeide formica, formaldeide.
formicola    ⇨ formica 1.
formicolaio   s.m.  (pop. tosc.) formicaio (anche fig.): il capitano... s'affaccia a una finestra. uh, che formicolaio!  (manzoni p. s.  xii).
formicolamento   s.m.  formicolio.
formicolare   v. intr.  [io formìcolo ecc. ; aus. avere  o essere]    • 1 •   muoversi come una schiera di formiche: la gente formicolava per le vie    • 2 •   (estens.) pullulare di persone o animali in movimento (detto di luogo): la piazza formicolava di passanti  | (fig) essere pieno zeppo di qualcosa: una traduzione che formicola di errori    • 3 •   provare una sensazione di formicolio (detto di una parte del corpo): mi formicola una gamba. 
formicolio   s.m.    • 1 •   il formicolare; brulichio: un gran formicolio di persone    • 2 •   sensazione di intorpidimento delle membra dovuto a disturbi circolatori locali o alla compressione di un nervo.
formicone   s.m.    • 1 •   accr.  di formica    • 2 •   (gerg.) operaio addetto al trasporto e alla sostituzione degli elementi della scena teatrale o cinematografica.
formidabile   agg.    • 1 •   (lett.) temibile, spaventoso: col suon del formidabil corno / avea cacciato il populo infedele  (ariosto o. f.  xxii, 5)    • 2 •   fortissimo, tanto da incutere paura: un esercito, un avversario formidabile  | di qualità eccezionali; straordinario, eccellente: un formidabile concertista; intelligenza formidabile  § formidabilmente avv. 
formidabilità   s.f.  (non com.) l'essere formidabile.
formidato   agg.  (lett.) temuto, paventato.
formilazione   s.f.  (chim.) reazione con la quale si introduce in una molecola organica il gruppo formile.
formile   s.m.  (chim.) radicale caratteristico delle aldeidi, formato da un atomo di carbonio legato a uno di ossigeno e a uno di idrogeno.
formina   s.f.    • 1 •   dim.  di forma    • 2 •   piccolo stampo di materiale vario, che per gioco i bambini riempiono di sabbia o di terra umide.
formola    ⇨ formula.
formosità   s.f.    • 1 •   l'essere formoso    • 2 •   pl.  le forme appariscenti del corpo, le rotondità, spec. femminili (per lo più scherz.).
formoso   agg.  si dice di persona che ha forme del corpo appariscenti e ben fatte: una ragazza formosa  | grande e ben modellato (detto del corpo o di una sua parte): fianchi formosi. 
formula   o formola, s.f.    • 1 •   frase o insieme di frasi consacrate dall'uso, dalla legge, dal rito, che devono essere pronunciate in determinate circostanze; per estens., frase fatta e convenzionale, usata come espressione di cortesia, di ringraziamento e sim.: formula di giuramento, liturgica; formula di saluto, di commiato, augurale  | in diritto: assolvere con formula piena, riconoscere la piena innocenza dell'imputato; assolvere con formula dubitativa, riconoscere che non vi sono sufficienti prove di responsabilità dell'imputato; formula esecutiva, clausola inserita negli atti giudiziari che rende immediatamente eseguibile il provvedimento sul quale è apposta. dim. formulina, formuletta    • 2 •   motto che sintetizza i principi fondamentali di un movimento o di una qualsiasi dottrina: la formula della rivoluzione francese era «libertà, eguaglianza, fraternità»    • 3 •   (mat.) espressione simbolica indicante le relazioni esistenti fra certe grandezze    • 4 •   in logica matematica, sequenza finita di simboli di un linguaggio formalizzato, intuitivamente equivalente a un'asserzione    • 5 •   (chim.) l'insieme dei simboli dei diversi elementi che costituiscono un composto: formula bruta, quella che indica soltanto le quantità dei singoli componenti; formula di struttura, quella che indica anche i legami chimici che li collegano | (estens.) complesso degli ingredienti di un medicamento o di una sostanza in genere: la formula di un dentifricio    • 6 •   (fig.) l'insieme delle caratteristiche salienti di un movimento ideologico o culturale, di una corrente artistica o letteraria, della poetica di uno scrittore ecc.: le formule dell'impressionismo    • 7 •   l'insieme delle regole o delle linee programmatiche che si fissano nel costituire un organismo o nell'avviare un'attività: una nuova formula di governo, di propaganda    • 8 •   (sport) suddivisione in categorie delle autovetture da corsa secondo particolari caratteristiche tecniche, riferite spec. al motore: vetture di formula 1. 
formulare   v. tr.  [io fòrmulo ecc.] esprimere secondo una formula; per estens., esprimere in genere: formulare un giuramento; formulare un desiderio, un augurio. 
formulario   s.m.    • 1 •   raccolta di formule riguardanti una determinata materia, disciplina, scienza: formulario notarile, giuridico, farmaceutico  | il libro che raccoglie l'insieme delle formule    • 2 •   modulo che va compilato secondo indicazioni predisposte; questionario.
formulazione   s.f.  il formulare, l'essere formulato; il modo in cui si formula qualcosa: la formulazione di un augurio; la corretta formulazione di un problema  | il testo formulato: la proposta di legge nella sua formulazione definitiva. 
fornacchia   s.f.  nome dato nelle alpi apuane a caratteristiche caverne a nicchia che si aprono nelle pareti rocciose.
fornace   s.f.    • 1 •   costruzione in muratura per la cottura di calcari, gesso, argilla e sim., usati nella preparazione di laterizi e di altri materiali da costruzione; anche, lo stabilimento che accoglie una o più fornaci    • 2 •   (fig.) luogo caldissimo: questa casa d'estate è una fornace. 
fornaciaio   s.m.  operaio che lavora in una fornace | proprietario, gestore di una fornace.
fornaciata   s.f.  la quantità di materiale che si può mettere a cuocere nella fornace in una sola volta.
fornaio   region. fornaro, s.m.    • 1 •   [f. -a] chi fa o vende il pane; anche, il proprietario di un forno. dim. fornarino, fornaretto    • 2 •   piccolo uccello dell'america meridionale dal piumaggio rosso, così chiamato perché costruisce un nido d'argilla somigliante a un forno (ord.  passeriformi).
fornata   s.f.  la quantità di pane che si può cuocere nel forno in una sola volta; infornata.
fornellata   s.f.  (non com.) la quantità di carbone o altro combustibile che può essere contenuta in un fornello.
fornello   s.m.    • 1 •   apparecchio alimentato da legna, carbone, spirito, gas o energia elettrica, che serve a cuocere vivande o per altri usi; per estens., la parte della caldaia in cui avviene la combustione: fornello a spirito, a carbone, elettrico.  dim. fornellino, fornelletto    • 2 •   fornello della pipa, la cavità nella quale brucia il tabacco    • 3 •   scavo che mette in comunicazione due livelli di una miniera e serve per la raccolta di minerale, il passaggio del personale e la ventilazione    • 4 •   foro praticato in una roccia per collocarvi la carica della mina.
fornetto   s.m.  (region.) loculo di cimitero.
fornibile   agg.  che può essere fornito.
fornicare   v. intr.  [io fòrnico, tu fòrnichi ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   avere rapporti sessuali con persone dell'altro sesso senza essere marito e moglie | in senso generico, commettere peccati carnali: il sesto comandamento è «non fornicare»    • 2 •   (fig. lett.) avere rapporti segreti e ambigui con qualcuno o qualcosa, in contrasto con i principi o le convinzioni professate: i profeti della libertà... in cuor loro... fornicarono colla potenza regale  (cattaneo).
fornicatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi fornica, chi commette fornicazione.
fornicatorio   agg.  (lett.) che riguarda la fornicazione.
fornicazione   s.f.  (lett.) il fornicare; peccato carnale.
fornice   s.m.    • 1 •   (arch.) apertura ad arco per lo più praticata in edifici monumentali (archi trionfali, anfiteatri, acquedotti ecc.) e destinata al pubblico passaggio: i fornici del colosseo    • 2 •   (anat.) nome generico di recessi formati da ripiegature: fornice congiuntivale, vaginale. 
fornimento   s.m.    • 1 •   (non com.) il fornire; quanto serve per fornire    • 2 •   pl.  parti accessorie delle armi da fuoco portatili    • 3 •   (ant.) compimento; fine.
fornire   v. tr.  [io fornisco, tu fornisci ecc.]    • 1 •   dotare, provvedere qualcuno o qualcosa di ciò di cui ha bisogno; dare, somministrare: fornire qualcuno del denaro necessario; fornire la casa di mobili; fornire a una fabbrica le materie prime; fornire informazioni o consigli a qualcuno    • 2 •   esibire, mostrare: fornire prove inconfutabili    • 3 •   (ant. , poet.) eseguire; portare a compimento, finire: e s'affretta, e s'adopra / di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba  (leopardi il sabato del villaggio  36-37) | fornirsi v. rifl.  provvedersi di qualcosa; rifornirsi.
fornito   part. pass.  di fornire   agg.    • 1 •   provvisto, munito di quanto occorre: guardaroba ben fornito    • 2 •   (ant.) adulto: beltramo, voi siete omai grande e fornito  (boccaccio dec.  iii, 9).
fornitore   s.m.  [f. -trice] chi fornisce; in partic., chi fornisce un negozio, un'azienda o anche i privati di determinati prodotti.
fornitura   s.f.    • 1 •   il fornire, il fornirsi: fornitura di viveri, di armi    • 2 •   la merce fornita: forniture militari    • 3 •   (dir.) contratto per la somministrazione periodica e continuativa di cose, dietro pagamento; commessa: assumere la fornitura delle divise del collegio. 
forno   s.m.    • 1 •   costruzione a volta, con apertura rettangolare o circolare, che viene scaldata per cuocervi il pane, dolci o altre vivande; per estens., la parte di una cucina a legna, elettrica o a gas, che serve per cuocere arrosti, dolci ecc.: la bocca del forno; vitello, patate al forno ' (scherz.) bocca molto larga: chiudi quel forno!    • 2 •   bottega dove si cuoce e si vende il pane; panetteria | la quantità di pane che si fa cuocere nel forno in una sola volta; infornata    • 3 •   (tecn.) apparecchio o impianto in cui si produce calore ad alta temperatura per trasformazioni chimiche o fisiche o per scopi industriali: forno a combustibile, elettrico, a gas; verniciatura a forno  | forno crematorio, quello in cui si cremano i cadaveri; l'edificio, il luogo in cui si trova    • 4 •   (fig.) ambiente estremamente caldo: questa stanza è un forno    • 5 •   (med.) apparecchio riscaldato elettricamente e impiegato nella cura dell'artrite, dei reumatismi ecc.; la cura stessa: fare i forni    • 6 •   nel gergo teatrale, sala vuota o semivuota: fare forno, recitare con scarsissimo pubblico.
-foro  -foro secondo elemento di sostantivi e aggettivi composti di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -phoros, da phérein  'portare'; significa 'che porta, che produce' (doriforo, termoforo).
foro   (1) s.m.  [pl. i fori; ant. f. le fora] apertura; buco (spec. artificiale): eseguire un foro col trapano; i fori del clarinetto  | ferita prodotta da un'arma da fuoco o da taglio, o anche da chiodi e sim.: un foro alla tempia; vendicò le fora / ond'uscì 'l sangue per giuda venduto  (dante purg.  xxi, 83-84). dim. forellino. 
foro   (2) s.m.    • 1 •   presso gli antichi romani, la piazza principale della città, che fungeva da centro commerciale, amministrativo e giudiziario    • 2 •   (dir.) luogo dove l'autorità giudiziaria esercita la propria attività l'attività giudiziaria stessa e l'insieme di quanti l'esercitano: foro civile, ecclesiastico; il linguaggio del foro; il foro italiano  | un principe, un luminare del foro, un avvocato di grande fama    • 3 •   (dir.) l'autorità giudiziaria competente per territorio: il foro di napoli, di milano  | foro della pubblica amministrazione, l'organo giudiziario competente a giudicare la causa in cui lo stato è una delle parti.
foronidei   s.m. pl.  (zool.) gruppo di piccoli animali marini con corpo allungato, terminante a un'estremità in una corona di tentacoli disposti a ferro di cavallo; vivono entro tubi di sostanza chitinosa secreta dalla loro epidermide, impregnata di sali calcarei e impastati con granelli di sabbia | sing.  [-o] ogni animale di tale gruppo.
foronomia   s.f.  settore dell'idraulica che studia le caratteristiche del movimento dei liquidi attraverso aperture praticate su recipienti.
forosetta   s.f.  (lett.) giovane contadina' attraente ragazza di campagna.
forra   s.f.  (geog.) gola stretta e ripida, dovuta a erosione, sul fondo della quale scorre un corso d'acqua.
forse   avv.    • 1 •   indica dubbio, incertezza, esitazione nei riguardi di ciò che si afferma: forse riuscirà a vincere; forse arriveranno domani; ho forse sbagliato?  | per attenuare un'asserzione: forse ti sembrerà strano, ma non è così    • 2 •   indica probabilità, eventualità: «partirete con lui?» «forse»; ci vedremo forse stasera    • 3 •   seguito da un numerale equivale a 'circa': saranno forse 10. 000 lire in tutto; erano forse le sette    • 4 •   nelle interrogative retoriche, accompagnate o no da non, assume valore enfatico: non siamo forse amici?; è forse questo il modo di rispondere?  | anche seguito da che : forse che non sono qua io per aiutarti?   s.m. invar.  dubbio, incertezza: essere, rimanere, mettere in forse  | mettere in forse la propria vita, in pericolo | senza forse, sicuramente, con certezza.
forsennare   v. intr.  [io forsénno ecc. ; aus. avere] (lett.) uscir di senno, delirare: erode, / condotto forsennando in fier sospetto, / stendardi dispiegò contra vagiti  (chiabrera) | v. tr.  fare uscir di senno.
forsennatezza   s.f.  (lett.) l'essere forsennato.
forsennato   part. pass.  di forsennare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è fuori di senno, detto spec. di persona che si comporta violentemente, con furore: gridare come un forsennato  ' ballo forsennato, convulso, frenetico § forsennatamente avv. 
forte   agg.    • 1 •   che può sostenere un grande sforzo e resistere alle fatiche; robusto, vigoroso: un uomo, un cavallo forte; un fisico, una fibra forte; forte come un leone  | fianchi forti, pronunciati | taglie forti, per persone di corporatura robusta | governo forte, autoritario | reggere, governare con mano forte, con energia o autoritariamente | partito forte, che ha molti iscritti | sesso forte, (scherz.) quello maschile | essere un forte bevitore, fumatore, mangiatore, bere, fumare, mangiare molto | dare man forte a qualcuno, aiutarlo validamente, spalleggiarlo    • 2 •   che sopporta bene le avversità che ha vigore, perseveranza morale: avere un animo, un carattere forte  | farsi forte, farsi coraggio | farsi forte di qualcosa, valersene come argomento a proprio vantaggio    • 3 •   detto di cosa, resistente, che non cede, che non si sciupa: una stoffa, un legno forte  | colla forte, tenace | moneta forte, (econ.) quella che tende ad aumentare di valore rispetto ad altre monete    • 4 •   che è dato con forza: un forte schiaffo    • 5 •   di grande intensità, potenza: una forte pioggia; una forte passione  | che agisce intensamente sulla vista, sull'udito, sul gusto ecc.: una luce forte, molto vivida; voce forte, potente; sapore forte, acre; colore, tinta forte, di tonalità accesa; liquore forte, molto alcolico; vino forte, a elevata gradazione, oppure inacidito    • 6 •   grave a sopportarsi: un forte mal di testa  | parola, frase forte, offensiva    • 7 •   grande, notevole: un forte guadagno; forti perdite    • 8 •   bravo, abile: un ragazzo forte in matematica; squadra, giocatore molto forte  | (fam.) simpatico, spiritoso: che forte che sei!    • 9 •   (ling.) si dice dei verbi o dei sostantivi che nella flessione di alcune forme modificano la loro radice senza far ricorso a suffissi | consonanti forti, quelle sorde (p. e. t), in contrapposizione alle sonore (p. e. d), dette anche deboli  | vocali, sillabe forti, quelle toniche    • 10 •   (ant.) fortificato; difeso da mura, baluardi e sim.: una città forte  (machiavelli) | piazza forte, piazzaforte | (estens.) malagevole, impervio: esta selva selvaggia e aspra e forte  (dante inferno  i, 5)  avv.    • 1 •   con forza; violentemente: battere forte; la bora soffia forte    • 2 •   molto, assai: dubito forte che tu possa capirmi; mangiare, dormire forte; giocare forte, grosse somme | nell'uso fam., anche posposto a un agg.: mi sembra stupido forte    • 3 •   velocemente: camminare forte  | andar forte, (fig. fam.) si dice di persona che ha successo    • 4 •   a voce alta; ad alto volume: parlare forte; non tenere la radio così forte!  | dire qualcosa forte, (fig.) apertamente  s.m.    • 1 •   persona forte, spec. moralmente: a egregie cose il forte animo accendono / l'urne de' forti, o pindemonte  (foscolo sepolcri  151-152)    • 2 •   la parte più vigorosa, resistente di qualcosa, il grosso: il forte dell'esercito    • 3 •   fortezza, luogo fortificato: il forte di san leo    • 4 •   ciò in cui una persona riesce meglio, o vale di più: la matematica non è il mio forte    • 5 •   sapore acido: sapere di forte    • 6 •   (mus.) didascalia sul testo che prescrive l'esecuzione di un passo a pieno volume di suono § fortemente avv.    • 1 •   con forza: picchiare, combatterefortemente    • 2 •   intensamente; assai: volere qualcosa fortemente; adirarsi fortemente. 
forte-piano  forte-piano s.m.  strumento a tastiera del sec. xviii, da cui deriva il pianoforte.
forteto   s.m.  boscaglia bassa e intricata tipica delle coste tirreniche.
fortezza   s.f.    • 1 •   forza morale, spirituale: fortezza d'animo  | nella teologia cattolica, una delle quattro virtù cardinali e uno dei sette doni dello spirito santo    • 2 •   (non com.) forza fisica, robustezza | riferito a cose, compattezza, solidità    • 3 •   luogo ed edificio fortificato: espugnare una fortezza  | fortezza volante, grosso aereo americano da bombardamento in uso durante la seconda guerra mondiale    • 4 •   oggetto che serva di rinforzo; in partic., nell'attrezzatura navale, ciascuno dei rinforzi che si cuciono alle vele nei punti soggetti a maggiore sforzo e logorio.
forticcio   agg.  [pl. f. -ce] si dice di cibo o bevanda che ha un sapore un po' acido: vino forticcio   s.m.  sapore di acido: sapere di forticcio. 
fortiera   s.f.  fondo marino scoglioso, che non offre buona presa all'ancora.

fortificabile   agg.  che può essere fortificato.
fortificamento   s.m.  (ant.) il fortificare; fortificazione, rafforzamento.
fortificare   v. tr.  [io fortìfico, tu fortìfichi ecc.]    • 1 •   rendere forte, rinvigorire, irrobustire, sia in senso fisico sia in senso intellettuale e morale: la ginnastica fortifica il corpo; letture che fortificano la mente, lo spirito    • 2 •   (mil.) munire di opere di difesa, di fortificazione: fortificare una città, una trincea  | fortificarsi v. rifl.  e intr. pron.    • 1 •   rinvigorirsi, irrobustirsi: nelle avversità l'animo si fortifica    • 2 •   (mil.) provvedere alla propria difesa; attestarsi in difesa: i soldati si sono fortificati sulle rive del fiume. 
fortificativo   agg.  (non com.) che serve a fortificare; corroborante.
fortificatorio   agg.  (mil.) che riguarda le fortificazioni: opere fortificatorie. 
fortificazione   s.f.    • 1 •   il fortificare, il fortificarsi    • 2 •   (mil.) opera o complesso di opere di difesa; luogo fortificato: fortificazioni nemiche. 
fortigno   agg.  (non com.) di sapore od odore alquanto forte; forticcio | anche s.m.  : un vino che sa di fortigno. 
fortilizio   s.m.  fortezza di modeste dimensioni; piccolo forte.
fortino   s.m.  piccolo forte; forte secondario distante dalla fortificazione principale.
fortissimo   s.m.  (mus.) didascalia sul testo che prescrive l'esecuzione di un passo con un'intensità sonora molto forte.
fortitudine   s.f.  (lett.) fortezza d'animo.
fortore   s.m.    • 1 •   odore o sapore forte e sgradevole, proprio del vino inacidito    • 2 •   pl.  acidità di stomaco.
fortran   s.m. invar.  (inform.) particolare linguaggio di programmazione usato per problemi di carattere scientifico.
fortuito   agg.  che avviene per caso, casuale: fatto, incontro fortuito  | caso fortuito, (dir.) fattore imprevedibile che esclude la punibilità di chi ha commesso un reato § fortuitamente avv. 
fortume   s.m.  (non com.) sapore acido e forte | insieme di cibi che hanno tale sapore.
fortuna   s.f.    • 1 •   la sorte, buona o cattiva, di qualcuno o di qualcosa, che gli antichi personificavano nella dea fortuna, distributrice a caso di felicità o sventura; destino: fortuna cieca; buona, cattiva fortuna; i capricci della fortuna  | essere figlio della fortuna, essere particolarmente fortunato | leggere la fortuna, predire la sorte leggendo la mano, oppure facendo le carte | la fortuna, una delle carte nel gioco dei tarocchi    • 2 •   buona sorte; occasione felice; cosa o persona che porta vantaggi: cercare, tentare la fortuna; aver fortuna negli affari, nel gioco; è stato la fortuna della sua famiglia  | avere una fortuna sfacciata, essere fortunatissimo | la fortuna di un libro, di uno scrittore, il suo successo | portar fortuna, si dice di cosa o di persona a cui si attribuisce la facoltà di influenzare in senso favorevole l'andamento delle cose | colpo di fortuna, vincita, grosso guadagno, buon affare e sim., inaspettato o quasi fortuito | avere la fortuna di, essere fortunato relativamente a qualcosa: non ho avuto la fortuna di conoscerlo  ' afferrare, pigliare la fortuna per i capelli, per il ciuffo, (fig.) non lasciarsi sfuggire la buona occasione | per fortuna, fortuna che..., per buona sorte. dim. fortunella  accr. fortunona  pegg. fortunaccia    • 3 •   ricchezza, capitale, patrimonio: ha ereditato una bella fortuna!; guadagnare, sperperare, rimetterci una fortuna  ' fare fortuna, avere successo, arricchirsi | beni di fortuna, beni patrimoniali    • 4 •   (lett.) estrazione, stato sociale, condizione economica: agatocle siciliano... di infima e abietta fortuna, divenne re di siracusa  (machiavelli)    • 5 •   (lett.) fortunale, tempesta: tempesta in terra, in alto mar fortuna  (pascoli) | pennone di fortuna, (mar.) quello che si issa con le piccole vele per affrontare la tempesta    • 6 •   situazione imprevista di difficoltà o di pericolo | di fortuna, si dice di cosa improvvisata alla meglio, che costituisce un ripiego in caso di necessità, di emergenza: campo, mezzi, atterraggio di fortuna    • 7 •   (ant.) tumulto, sommossa di popolo    • 8 •   (ant.) disgrazia; miseria; travaglio d'animo: porto de l'amorose mie fatiche, / de le fortune mie tante e sì gravi  (petrarca canz.  ccciii, 7-8).
fortunale   s.m.  burrasca con vento violento; tempesta di mare  agg.  (ant.)    • 1 •   della fortuna, dovuto alla fortuna    • 2 •   burrascoso, tempestoso.
fortunato   agg.    • 1 •   che ha fortuna, favorito dalla fortuna: uomo fortunato  ' nelle presentazioni, come formula di cortesia: fortunato di conoscerla; fortunatissimo!    • 2 •   che riesce bene, che ha buon esito: impresa fortunata    • 3 •   che porta fortuna, che ha conseguenze buone: caso, giorno, incontro fortunato    • 4 •   (ant.) fortunoso § fortunatamente avv.  per buona fortuna, per un caso fortunato: fortunatamente sono arrivato in tempo. 
fortunello   s.m.  [f. -a] (scherz.) persona particolarmente fortunata.
fortunoso   agg.    • 1 •   che è soggetto ai mutamenti della fortuna; che ha molti imprevisti, spec. spiacevoli: tempi fortunosi; un viaggio fortunoso    • 2 •   fortuito, casuale: un gol fortunoso    • 3 •   (ant.) tempestoso § fortunosamente avv. 
forum   s.m. invar.  convegno, riunione; assemblea.
foruncolo   s.m.  (med.) infiammazione a carattere purulento di un follicolo pilifero o sebaceo. dim. foruncoletto, foruncolino  accr. foruncolone. 
foruncolosi   o forunculosi, s.f.  (med.) affezione caratterizzata dalla comparsa di numerosi foruncoli sul viso o su altre parti del corpo.
foruncoloso   agg.  che è pieno di foruncoli.
forunculosi    ⇨ foruncolosi.
forviare   e deriv.   ⇨ fuorviare e deriv. 
forza   s.f.    • 1 •   vigore fisico; energia: avere forza nelle gambe; forza erculea, pari a quella attribuita al mitico ercole; cibi che danno forza; lavorare a forza di braccia; giochi, esercizi di forza; logorare, perdere le forze; essere, rimettersi in forze  (o in forza) | a tutta forza, col massimo sforzo; al massimo: spingere i motori a tutta forza  | forza bruta, non guidata dall'intelligenza | forza!, grido d'incoraggiamento rivolto a chi è impegnato in uno sforzo; animo!, coraggio! | bella forza!, (iron.) si dice quando si ritiene che ci voglia poco a fare o a dire qualcosa | a forza di, indica il ripetersi di un'azione: a forza di chiedere, è riuscito a ottenere ciò che voleva    • 2 •   fortezza, energia morale; fermezza, decisione: forza d'animo, di carattere; difendere con forza le proprie ragioni  | animo, coraggio: farsi forza; dare forza a qualcuno  ' pl.  mezzi, doti, possibilità: farsi strada con le proprie forze    • 3 •   vigore delle facoltà intellettuali: la forza dell'immaginazione, della fantasia, dell'ingegno    • 4 •   intensità, impeto, potenza: la forza del vento, del mare, di un colpo    • 5 •   grandezza fisica tendente a modificare lo stato di quiete o di moto del corpo su cui agisce: forza di gravità, centrifuga, motrice; forze elettromagnetiche  ' le forze della natura, gli agenti fisici, e spec. la violenza scatenata di temporali, mareggiate, terremoti    • 6 •   attitudine a influire sul comportamento umano; azione costrittiva esercitata da determinati fatti o circostanze: la forza della tradizione, dell'abitudine; per forza di cose  ' per forza, necessariamente; obbligatoriamente; non di buon grado: «tu lavori troppo!» «per forza, sono pieno di debiti!»; studiare, lavorare per forza  | forza maggiore, circostanza che obbliga a compiere una determinata azione che, qualora costituisse un reato, non sarebbe punibile | o per amore o per forza, o con le buone o con le cattive    • 7 •   violenza: soggiacere alla forza; ottenere con la forza  ' far forza a sé stesso, trattenere un impulso, quasi violentando la propria natura | far forza a qualcuno, forzarne la volontà | di forza, a forza, a viva forza, con violenza | prov.  : contro la forza la ragion non vale    • 8 •   efficacia; valore: la forza di un rimedio; decreto che ha forza di legge  ' in forza di, a norma, in virtù di: in forza di un articolo di legge  ' di prima forza, che eccelle, eccezionale (in senso positivo o negativo): un artista, un imbroglione di prima forza    • 9 •   forza di corpo, (tip.) l'altezza del carattere tipografico    • 10 •   spec. pl.  contingente di armati: sbaragliare le forze nemiche  ' forze armate, l'insieme di uomini e mezzi destinati alla difesa militare dello stato | forza pubblica, i corpi armati a disposizione dell'autorità di polizia | forze di terra, di mare, dell'aria, l'esercito, la marina, l'aviazione | bassa forza, i soldati, in contrapposizione a sottufficiali e ufficiali | essere in forza, essere in organico presso un determinato corpo | chiamare la forza, le guardie, la polizia    • 11 •   (estens.) gruppo di persone che esercitano un'attività comune, che detengono un potere o lo rappresentano: le forze politiche, sindacali  ' forze di lavoro, l'insieme degli occupati e delle persone in cerca di occupazione | forza lavoro, l'insieme delle capacità fisiche e intellettuali impiegate dai lavoratori nel processo produttivo, in quanto distinte dal lavoro effettivamente fornito.
forzaglia   s.f.  tela fitta e robusta usata per i rinforzi interni degli abiti.
forzamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il forzare, l'essere forzato    • 2 •   (mecc.) accoppiamento stabile di due elementi meccanici del tipo albero-foro, dove il diametro dell'albero è maggiore di quello originario del foro.
forzare   v. tr.  [io fòrzo ecc.]    • 1 •   agire con la forza su qualcosa; premere con forza: forzare il coperchio sulla scatola; forzare il tappo nella bottiglia  | forzare una serratura, manometterla, scassinarla | forzare l'assedio, sfondare o comunque attraversare le posizioni degli assedianti | forzare la consegna, (mil.) venir meno agli ordini ricevuti | forzare il senso di una parola, darne un'interpretazione arbitraria | forzare la mano a qualcuno, fargli fare qualcosa contro le sue convinzioni    • 2 •   (mecc.) accoppiare per forzamento    • 3 •   sottoporre a uno sforzo: forzare la voce, alzarla più del naturale; forzare un motore, spingerlo al massimo delle sue prestazioni; forzare la fioritura di una pianta, provocarla fuori stagione o più rapidamente del normale con mezzi artificiali; forzare il passo, la marcia, l'andatura, intensificarne il ritmo, accelerare    • 4 •   indurre qualcuno a fare o dire qualcosa, usando la forza o altre forme di pressione; costringere, obbligare: mi forzarono a dire di sì  | v. intr.  [aus. avere] essere inserito strettamente; fare forza: questo cassetto forza; il piede forza nella scarpa  | forzarsi v. rifl.  fare forza a sé stesso; sforzarsi.
forzato   part. pass.  di forzare   agg.    • 1 •   fatto con sforzo; privo di spontaneità, di naturalezza: un riso forzato  | marcia forzata, (mil.) più lunga e veloce di quelle ordinarie | interpretazione forzata, arbitraria    • 2 •   fatto per necessità: assenza forzata    • 3 •   imposto obbligatoriamente dalla legge; forzoso: prestito forzato  | rimozione forzata, spostamento di un veicolo in divieto di sosta | lavori forzati, nella legislazione penale italiana in vigore sino al 1889, pena che il condannato doveva scontare con lavori di fatica    • 4 •   condotta forzata, nelle costruzioni idrauliche, quella in cui passa un liquido in pressione    • 5 •   oscillazioni forzate, (fis.) quelle, persistenti, impresse da una forza a un sistema meccanico o elettrico  s.m.  chi era condannato ai lavori forzati § forzatamente avv.    • 1 •   con sforzo, senza naturalezza: rideva forzatamente    • 2 •   per forza: dovetti partire forzatamente. 
forzatore   s.m.  [f. -trice] (rar.)    • 1 •   chi forza    • 2 •   chi si esibisce in esercizi di forza.
forzatura   s.f.    • 1 •   il forzare, l'essere forzato: forzatura di una cassaforte, della voce    • 2 •   cosa forzata: questa interpretazione è una forzatura    • 3 •   pratica agricola volta a ottenere una produzione vegetale in anticipo rispetto alla norma.
forzavecchia   s.f.  (agr.) residuo di fertilità del terreno, costituito da concimi non consumati e dai residui della coltura precedente.
forziere   ant. forziero, s.m.  cassa munita di rinforzi metallici, usata per custodire denaro e oggetti preziosi; cassaforte. dim. forzierino, forzieretto. 
forzista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] appartenente al partito politico denominato 'forza italia'. sin. azzurro.
forzoso   agg.    • 1 •   imposto dalla legge: prestito forzoso  ' corso forzoso, l'obbligo imposto dallo stato di accettare la moneta nazionale in pagamento, indipendentemente dalla quotazione di mercato | si dice di comportamento imposto indirettamente, impedendo altri comportamenti o predisponendo per essi forti oneri: risparmio forzoso    • 2 •   (ant.) forte, robusto; forzuto § forzosamente avv. 
forzuto   agg.  (scherz.) dotato di grande forza fisica: un uomo, un tipo forzuto. 
fosburista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) atleta che pratica il salto in alto con lo stile fosbury.
fosbury   agg.  e s.m. invar.  (sport) si dice dello stile di salto in alto nel quale l'asticella deve essere superata inarcando il busto all'indietro.
foschia   s.f.  lieve offuscamento dell'aria dovuto a fumo, a pulviscolo o a umidità.
fosco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   scuro di colore; offuscato: cielo fosco    • 2 •   cupo e minaccioso: sguardo fosco    • 3 •   triste, lugubre: fosche previsioni  | descrivere qualcosa a tinte fosche, esagerarne i lati negativi § foscamente avv. 
foscolesco   agg.  (rar.) foscoliano, ma usato per lo più in senso spreg.: i latrati di questi ridicoli foscoleschi de' nostri giorni  (carducci).
foscoliano   agg.  proprio del poeta u. foscolo (1778-1827) o che si riferisce alla sua opera; ispirato alle idee, allo stile del foscolo.
fosfatasi   s.f.  (biol.) nome generico di enzimi che catalizzano l'idrolisi degli esteri dell'acido fosforico.
fosfatazione   o fosfatizzazione [fo-sfa-tiz-za-zió-ne], s.f.  trattamento superficiale di metalli con acido fosforico, eseguito a scopo protettivo.
fosfatico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di fosfato; contenente fosfati: concime fosfatico. 
fosfatide   s.m.  (chim.) fosfolipide.
fosfatizzazione    ⇨ fosfatazione.
fosfato   s.m.  (chim.) sale dell'acido fosforico: fosfati di calcio, utilizzati come fertilizzanti.
fosfaturia   s.f.  (med.) concentrazione di fosfati nelle urine.
fosfene   s.m.  (med.) sensazione luminosa in forma di bagliore, scintille, lampeggiamenti.
fosfina   s.f.  (chim.) composto costituito da un atomo di fosforo e tre di idrogeno, gas velenosissimo e maleodorante; idrogeno fosforato.
fosfito   s.m.  (chim.) sale dell'acido fosforoso.
fosfo-  fosfo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica moderna, nei quali significa 'fosforo' o 'che ha relazione con il fosforo' (fosfolipide, fosfoprotide).
fosfolipide   s.m.  (chim.) nome generico di lipidi complessi contenenti fosforo e azoto, presenti in quasi tutte le cellule viventi.
fosfoprotide   s.m.  proteina legata con acido fosforico (caseina, pepsina ecc.).
fosforare   v. tr.  [io fòsforo ecc.] trattare con il fosforo.
fosforato   agg.  (chim.) contenente fosforo.
fosforeggiare   v. intr.  [io fosforéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) emanare luce fosforica.
fosforemia   s.f.  (med.) concentrazione di fosforo organico e inorganico nel sangue.
fosforeo   agg.  di fosforo; fosforescente.
fosforescente   agg.  dotato di fosforescenza: minerale fosforescente  | (estens.) che emana una luce simile a quella delle sostanze fosforescenti: gli occhi fosforescenti del gatto. 
fosforescenza   s.f.  caso particolare di luminescenza, in cui l'emissione di radiazioni luminose permane per un certo tempo dopo che è cessata l'eccitazione.
fosforico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di fosforo; contenente fosforo: anidride fosforica  | acido fosforico, il principale degli acidi derivanti dal fosforo, usato in farmacia e nella preparazione di fertilizzanti | luce fosforica, quella emessa da una sostanza fosforescente.
fosforilare   v. tr.  [io fosfòrilo ecc.] (chim.) introdurre in un composto chimico uno o più radicali dell'acido fosforico.
fosforilasi   s.f.  (biol.) nome generico di enzimi che intervengono nei processi di fosforilazione.
fosforilazione   s.f.  (chim.) reazione tra l'acido fosforico e un altro composto, gener. organico, con eliminazione di una molecola di acqua; assume particolare importanza negli organismi viventi perché rende utilizzabili molte sostanze nutritive.
fosforismo   s.m.  (med.) intossicazione da fosforo.
fosforite   s.f.  (min.) roccia sedimentaria ricca di fosfati, nerastra, derivata dal deposito di ossa e deiezioni animali in ambiente marino.
fosforo   (1) s.m.    • 1 •   elemento chimico di simbolo p; è un non-metallo solido di colore bianco, rosso e talvolta violetto o nero, con valenza e proprietà variabili, costituente importante delle ossa, della sostanza nervosa e di vari minerali    • 2 •   (fig. fam.) intelligenza, ingegno: avere, non avere fosforo (nel cervello). 
fosforo   (2) s.m.  (ind. chim.) materiale solido artificiale dotato di fosforescenza.
fosforoso   agg.  (chim.) che contiene fosforo | acido fosforoso, acido del fosforo trivalente, che si presenta in masse cristalline bianche o giallastre; è usato come riducente.
fosfuro   s.m.  (chim.) composto derivante dalla combinazione del fosforo con un metallo.
fosgene   s.m.  (chim.) gas incolore, molto tossico, ottenuto per combinazione del cloro con ossido di carbonio, usato nella fabbricazione di coloranti e materie plastiche e come arma chimica.
fossa   s.f.    • 1 •   incavo naturale del terreno | buca scavata nel terreno, di forma e dimensioni varie secondo l'uso cui è destinata: fossa biologica, serbatoio interrato adibito alla raccolta delle acque di rifiuto di un fabbricato e alla loro depurazione mediante un processo biochimico artificiale | fossa di riparazione, quella in cui scendono i meccanici per riparare le parti inferiori degli autoveicoli | fossa di caduta, (sport) la buca, riempita con materiale cedevole, nella quale cadono gli atleti dopo il salto con l'asta (oggi è sostituita da un materasso). dim. fossetta  accr. fossona    • 2 •   lo scavo in cui viene calata la bara nei cimiteri; per estens., sepoltura, tomba: fossa comune, per la sepoltura di più corpi insieme | portare qualcuno alla fossa, (fig.) essere causa della sua morte | avere un piede nella fossa, (fig.) essere prossimo a morire | scavarsi la fossa con le proprie mani, (fig.) essere causa della propria rovina    • 3 •   in geografia: depressione naturale di solito stretta e in corrispondenza di catene montuose; fossa tettonica, superficie della crosta terrestre sottoposta a sprofondamento; fossa oceanica, zona di massima profondità degli oceani    • 4 •   (anat.) cavità o depressione nel corpo umano: fosse nasali, iliache. 
fossato   s.m.    • 1 •   lunga fossa, naturale o artificiale, in cui scorrono acque | piccolo corso d'acqua. dim. fossatello    • 2 •   grande fossa, asciutta o piena d'acqua, che circonda una fortificazione: il fossato del castello    • 3 •   (fig.) separazione, incomunicabilità: un fossato tra idee, tra ideologie opposte. 
fossetta   s.f.    • 1 •   dim.  di fossa    • 2 •   lieve infossatura delle guance o del mento. dim. fossettina. 
fossile   agg.  e s.m.    • 1 •   si dice dei resti di un organismo vissuto in epoche anteriori all'attuale, conservati negli strati rocciosi: vegetale, animale fossile    • 2 •   (fig.) si dice di cosa o persona antiquata, superata, non più viva spiritualmente    • 3 •   (ling.) si dice di parola o elemento morfologico che, pur essendo scomparso dall'uso, continua a sopravvivere in alcune espressioni.
fossilifero   agg.  (geol.) che contiene fossili: terreno fossilifero. 
fossilizzare   v. tr.  ridurre allo stato fossile (anche fig.) | fossilizzarsi v. rifl.    • 1 •   (geol.) diventare fossile    • 2 •   (fig.) radicarsi in posizioni o idee antiquate, arretrate: un insegnante fossilizzato. 
fossilizzazione   s.f.  il fossilizzare, il fossilizzarsi (anche fig.).
fosso   s.m.  solco naturale o artificiale scavato nel terreno, usato per lo scolo o la distribuzione dell'acqua: fosso di irrigazione  ' saltare il fosso, (fig.) prendere d'improvviso una decisione importante. dim. fossetto  accr. fossone. 
fossore   s.m.  (lett.) becchino, necroforo.
fot   o phot [pr.  / fot /], s.m. invar.  (fis.) unità di misura dell'illuminamento, pari a 10. 000 lux.
foto   s.f. invar.  forma abbreviata di fotografia, nel significato di immagine fotografica.
foto-  foto- (1) primo elemento di parole composte della terminologia scientifica e tecnica, dal gr. pho¯to-, deriv. di phôs pho¯tós  'luce'; significa appunto 'luce' o indica relazione o attinenza con la luce (fotografia, fotosintesi).
foto-  foto- (2) primo elemento di parole composte della terminologia tecnica, nelle quali indica connessione con la fotografia (fotoincisione, fotomontaggio).
fotoallergia   s.f.  (med.) allergia alla luce solare.
fotoamatore   s.m.  [f. -trice] chi è appassionato di fotografia, chi si dedica alla fotografia come dilettante.
fotobatteria   s.f.  generatore elettrico alimentato da cellule fotovoltaiche.
fotobiologia   s.f.  settore della biologia che studia gli effetti prodotti dalle radiazioni luminose sui sistemi biologici.
fotobiologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla fotobiologia.
fotocalcografia   s.f.  procedimento fotomeccanico e chimico di preparazione di matrici di rame per la stampa calcografica e rotocalcografica.
fotocalcografo   s.m.  tecnico specializzato nella fotocalcografia.
fotocamera   s.f.  apparecchio fotografico.
fotocatalisi   s.f.  (chim.) catalisi prodotta dalla luce.
fotocatodo   s.m.  in una fotocellula, elettrodo di materiale fotosensibile che emette elettroni per effetto fotoelettrico.
fotocellula   s.f.  (fis.) dispositivo in grado di trasformare le variazioni di intensità luminosa in variazioni di intensità di corrente elettrica, grazie alla proprietà che hanno alcune sostanze di emettere elettroni sotto l'azione della luce; cellula fotoelettrica.
fotoceramica   s.f.  tecnica di riproduzione di una fotografia su ceramica.
fotocettore   agg.  e s.m.  (biol.) fotorecettore.
fotochimica   s.f.  settore della chimica-fisica che studia le reazioni che avvengono con assorbimento di luce e quelle in cui si ha invece emissione di luce.
fotochimico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla fotochimica: fenomeno fotochimico; reazioni fotochimiche. 
fotocolor   meno com. fotocolore [fo-to-co-ló-re], s.m. invar.  procedimento per ottenere fotografie a colori; per estens., la fotografia stessa.
fotocomporre   v. tr.  [coniugato come porre] comporre in fotocomposizione.
fotocompositore   agg.  [f. -trice] che serve a fotocomporre: macchina fotocompositrice   s.m.  chi lavora alla fotocomposizione.
fotocompositrice   s.f.  macchina che compone in fotocomposizione.
fotocomposizione   s.f.  processo di composizione di testi per la stampa realizzato con apparecchiature elettroniche direttamente su un supporto fotosensibile.
fotoconduttività   s.f.  (fis.) variazione della conduttività elettrica di un materiale (isolante o semiconduttore) in seguito a illuminazione della sua superficie.
fotoconduttivo   agg.  (fis.) relativo alla fotoconduttività che presenta fotoconduttività.
fotoconduttore   s.m.  (fis.) conduttore elettrico la cui conducibilità varia sensibilmente sotto l'azione di una radiazione luminosa.
fotoconduzione   s.f.  (fis.) fotoconduttività.

fotocopia   s.f.    • 1 •   copia ottenuta con procedimento fotostatico    • 2 •   (fig.) cosa o persona molto simile a un'altra: sembra la fotocopia sbiadita di suo fratello. 
fotocopiare   v. tr.  [io fotocòpio ecc.] riprodurre in fotocopia.
fotocopiatore   s.m.  apparecchio per fotocopiare; fotocopiatrice.
fotocopiatrice   s.f.  macchina per la realizzazione di fotocopie.
fotocromatico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di lente che modifica la propria intensità di colorazione al variare dell'intensità della luce: occhiali con lenti fotocromatiche. 
fotocromia   s.f.  (chim.) variazione di colore di un materiale a seconda della luce a cui è sottoposto.
fotocronaca   s.f.  fotoreportage.
fotocronista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi realizza fotocronache; fotoreporter.
fotodegradabile   agg.  si dice di sostanza che può essere alterata o anche distrutta dalla luce solare.
fotodegradazione   s.f.  (chim.) processo di graduale alterazione o persino di totale distruzione di molecole per effetto della luce, in particolare di quella solare.
fotodermatosi   s.f.  (med.) dermatosi provocata dalla luce solare.
fotodinamico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla stimolazione esercitata dalla luce sulle cellule.
fotodiodo   s.m.  (elettron.) diodo a giunzione che, colpito dalla luce, genera una corrente inversa; è usato spec. per convertire un segnale luminoso in segnale elettrico.
fotodisintegrazione   s.f.  (fis.) disintegrazione del nucleo di un atomo bombardato con radiazioni elettromagnetiche.
fotoelasticità   s.f.  (ing.) studio delle tensioni e dei carichi interni delle costruzioni, mediante prove su modelli trasparenti, illuminati con luce polarizzata.
fotoelemento   s.m.  qualsiasi dispositivo atto a sfruttare l'effetto fotoelettrico interno.
fotoelettrica   s.f.  sorgente luminosa costituita da una o più lampade alimentate da gruppi elettrogeni autonomi: le fotoelettriche dell'esercito. 
fotoelettricità   s.f.  (fis.) l'insieme dei fenomeni elettrici provocati dalla luce in determinate sostanze.
fotoelettrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla fotoelettricità | cellula fotoelettrica, fotocellula | effetto fotoelettrico, fenomeno per cui, sotto l'azione di radiazioni luminose, alcune sostanze, per lo più metalli o gas, emettono elettroni (effetto fotoelettrico esterno), oppure accrescono la loro conduttività (effetto fotoelettrico interno).
fotoelettromagnetico   agg.  [pl. m. -ci] nella espressione effetto fotoelettromagnetico, (fis.) corrente elettrica indotta dalla luce che si manifesta sulla superficie di alcuni semiconduttori immersi in un campo magnetico.
fotoelettrone   s.m.  (fis.) elettrone emesso per effetto fotoelettrico.
fotoeliografia   s.f.    • 1 •   (astron.) la scienza, la tecnica che si occupa della realizzazione di fotografie del sole | immagine fotografica del sole    • 2 •   (tecn.) procedimento per ottenere copie su carta eliografica; eliografia.
fotoeliografo   s.m.  (astron.) apparecchio per fotografare il sole.
fotoemissione   s.f.  (fis.) emissione di elettroni causata da radiazioni elettromagnetiche.
fotofinish   s.m. invar.  adattamento it. dell'ingl. photofinish. 
fotofissione   s.f.  (fis.) fissione nucleare determinata da fotoni.
fotofit   s.m. invar.  adattamento it. dell'ingl. photofit. 
fotofobia   s.f.  (med.) sensazione fastidiosa provocata dalla luce che si prova in caso di febbre elevata o in certe malattie dell'occhio.
fotoforo   s.m.    • 1 •   organo di struttura ghiandolare capace di produrre luce, presente in alcuni animali    • 2 •   lampada elettrica fissata a un casco o a una fascia che gira intorno al capo, usata da minatori, speleologi, medici ecc.
fotogeneratore   agg.  [f. -trice] che genera elettricità per effetto della luce: cellula fotogeneratrice   s.m.  cellula fotogeneratrice.
fotogenesi   s.f.  processo per cui piante e animali producono fenomeni luminosi.
fotogenetico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla fotogenesi.
fotogenia   s.f.  fotogenicità.
fotogenicità   s.f.  l'essere fotogenico.
fotogenico   agg.  [pl. m. -ci] che dà una buona resa fotografica; adatto a essere fotografato: un volto fotogenico  § fotogenicamente avv.  in modo fotogenico; dal punto di vista fotogenico.
fotogeno   agg.    • 1 •   che emette luce: animale fotogeno    • 2 •   che è causato dalla luce: effetto fotogeno. 
fotogeologia   s.f.  metodo di rilevamento geologico basato sull'interpretazione di fotografie, di solito aeree.
fotogiornale   s.m.  quotidiano o periodico costituito prevalentemente di illustrazioni fotografiche.
fotogoniometro   s.m.  (fis.) goniometro che usa un fotomoltiplicatore o una fotocellula come elemento rivelatore per studiare gli effetti di diffrazione dei raggi x nei cristalli.
fotografare   v. tr.  [io fotògrafo ecc.]    • 1 •   riprendere l'immagine di qualcosa o di qualcuno con un apparecchio fotografico    • 2 •   (fig.) descrivere o rappresentare qualcuno o qualcosa con grande precisione ed efficacia: è riuscito con poche parole a fotografare la situazione. 
fotografia   s.f.    • 1 •   la tecnica e l'arte di riprodurre immagini su materiale fotosensibile    • 2 •   ogni immagine così ottenuta: fotografia a colori, in bianco e nero; fare, sviluppare una fotografia; fotografia sfocata, nitida; album di fotografie    • 3 •   (fig.) descrizione, rappresentazione esatta ed efficace: fare la fotografia di una situazione. 
fotografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo alla fotografia: studio, servizio, montaggio fotografico  ' macchina fotografica, apparecchio per la ripresa di fotografie    • 2 •   (fig.) assolutamente fedele al modello: rappresentazione fotografica della realtà  | memoria fotografica, che ricorda anche i minimi particolari § fotograficamente avv.    • 1 •   per mezzo della fotografia    • 2 •   (fig.) in modo assolutamente fedele al modello, alla realtà.
fotografo   s.m.  [f. -a] chi fa fotografie, per professione o per diletto | chi vende materiale fotografico.
fotogramma   s.m.  [pl. -mi] ciascuna delle immagini che compongono una pellicola fotografica o cinematografica.
fotogrammetria   s.f.  rilevamento planimetrico e altimetrico di una zona mediante fotografie | fotogrammetria aerea, quella che si serve di fotografie scattate da un aeromobile.
fotogrammetrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla fotogrammetria.
fotogrammetrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto alla fotogrammetria.
fotoincisione   s.f.  procedimento per ottenere, mediante la fotografia, i cliché che servono alla riproduzione tipografica | (estens.) l'immagine così ottenuta.
fotoincisore   s.m.  tecnico addetto alla fotoincisione.
fotointerpretazione   s.f.  tecnica di interpretazione di immagini fotografiche mediante speciali strumenti; è praticata soprattutto per scopi militari.
fotoionizzazione   s.f.  (fis.) emissione di elettroni o ioni positivi da parte di sostanze gassose eccitate da radiazioni elettromagnetiche.
fotokit   s.m. invar.  metodo per l'identificazione di una persona mediante l'accostamento di particolari fotografici che si riferiscono a persone diverse; si impiega nelle indagini di polizia | (estens.) l'immagine così ottenuta.
fotolaboratorio   s.m.  laboratorio per lo sviluppo e la stampa di fotografie.
fotolibro   s.m.  libro fotografico, cioè composto prevalentemente da immagini fotografiche.
fotolisi   s.f.  decomposizione di un composto chimico causata dalla luce.
fotolitico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla fotolisi.
fotolito   (1) s.m.  sostanza decomposta mediante fotolisi.
fotolito   (2) s.f. invar.  forma abbr. di fotolitografia. 
fotolitografia   s.f.  procedimento di stampa basato sul trasporto di immagini fotografiche su matrici di zinco o di pietra.
fotolitografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla fotolitografia: procedimento fotolitografico  § fotolitograficamente avv.  con procedimento fotolitografico.
fotolitografo   s.m.  [f. -a] tecnico specializzato nella fotolitografia.
fotoluminescenza   s.f.  (fis.) emissione di luce da parte di un corpo eccitato da radiazioni luminose.
fotomeccanica   s.f.  tecnica che, mediante procedimenti fotografici, consente di riportare su matrici metalliche disegni e illustrazioni in modo da poterne ricavare copie a stampa.
fotomeccanico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la fotomeccanica: procedimento fotomeccanico  § fotomeccanicamente avv.  con procedimento fotomeccanico.
fotometria   s.f.  (fis.) ramo dell'ottica che studia i problemi riguardanti la misurazione e la definizione delle grandezze relative ai fenomeni luminosi (illuminamento, quantità di luce).
fotometrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla fotometria: misurazione fotometrica  § fotometricamente avv.  dal punto di vista fotometrico.
fotometro   s.m.  (fis.) strumento a cellula fotoelettrica per la misura dell'intensità luminosa.
fotomodello   s.m.  [f. -a] chi posa per fotografie pubblicitarie, indossando capi di abbigliamento.
fotomoltiplicatore   s.m.  tubo elettronico capace di trasformare in segnali elettrici gli impulsi luminosi che lo colpiscono.
fotomontaggio   s.m.  composizione fotografica ottenuta riprendendo insieme parti di diverse fotografie opportunamente accostate, così da dare l'illusione che si tratti di una fotografia unica.
fotone   s.m.  (fis.) particella elementare di energia luminosa.
fotoperiodismo   s.m.  reazione delle piante al variare della durata dello stimolo luminoso diurno, che ha notevole influenza sulla loro fioritura.
fotorama   s.m. invar.  strumento inventato verso la fine del sec. xix, usato per proiettare fotografie panoramiche.
fotoreazione   s.f.  (chim.) reazione provocata o catalizzata dall'azione della luce.
fotorecettore   agg.  e s.m.  (biol.) si dice degli elementi sensoriali della retina che ricevono gli stimoli luminosi e li trasmettono alle vie ottiche; in generale, di ogni altro organo destinato alla recezione degli stimoli luminosi.
fotorecezione   s.f.  (biol.) il fenomeno della recezione degli stimoli luminosi attraverso i fotorecettori.
fotoreportage   s.m. invar.  cronaca di un avvenimento realizzata prevalentemente mediante fotografie; fotocronaca.
fotoreporter   s.m.  e f. invar.  chi realizza dei fotoreportage; fotocronista.
fotoriproduttore   s.m.  apparecchio per produrre, mediante procedimenti fotografici, una o più copie da un originale.
fotoriproduzione   s.f.  riproduzione fotografica.
fotoromanzo   s.m.  romanzo, per lo più di contenuto rozzamente sentimentale e a forti tinte, raccontato attraverso una serie di fotografie accompagnate da didascalie e fumetti.
fotosafari   s.m.  safari fotografico.
fotosensibile   agg.  sensibile alla luce; che si modifica sotto l'azione della luce: lastra, pellicola, carta, materiale fotosensibile. 
fotosensibilità   s.f.  proprietà di ciò che è fotosensibile.
fotoserigrafia   s.f.  procedimento fotografico con cui si ottengono matrici per serigrafie.
fotoservizio   s.m.  servizio giornalistico basato essenzialmente su fotografie.
fotosfera   s.f.  (astron.) la superficie luminosa del sole e delle stelle visibile a occhio nudo o con il telescopio.
fotosferico   agg.  [pl. m. -ci] (astron.) relativo alla fotosfera.
fotosintesi   s.f.    • 1 •   fotosintesi clorofilliana, (bot.) processo biochimico che si svolge nei vegetali forniti di clorofilla e che, sotto l'azione della luce, permette la trasformazione dell'acqua e dell'anidride carbonica in composti organici    • 2 •   cronaca riassuntiva e panoramica di un avvenimento, costituita essenzialmente da una serie di fotografie.
fotostatico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di un sistema di riproduzione diretta su carta sensibile alla luce, che si usa soprattutto per documenti e manoscritti: copia fotostatica, ottenuta con tale sistema § fotostaticamente avv.  mediante riproduzione fotostatica.
fotosub   s.m.  e f. invar.  chi fa fotografie subacquee.
fototassi   s.f.  (biol.) fototattismo.
fototattismo   s.m.  (biol.) reazione di movimento degli organismi vegetali e animali stimolati da una radiazione luminosa.
fototeca   s.f.  archivio in cui si conservano fotografie.
fototecnico   s.m.  [pl. -ci] tecnico che si occupa dei procedimenti fotochimici necessari alla riproduzione di scritti e immagini.
fototelegrafia   s.f.  trasmissione a distanza di immagini (telefoto) per mezzo di correnti elettriche su cavo o con ponti radio; telefotografia.
fototelegrafico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la fototelegrafia § fototelegraficamente avv.  mediante trasmissione fototelegrafica.
fototelegramma   s.f.  (non com.) immagine trasmessa per via fototelegrafica; telefoto.
fototeodolite   s.m.  strumento topografico costituito dall'unione di un teodolite con una macchina fotografica.
fototerapia   s.f.  (med.) terapia fisica consistente nell'esporre il corpo o una sua parte alla luce emessa da lampade speciali | fototerapia naturale, elioterapia.
fototerapico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che riguarda la fototerapia: cura fototerapica. 
fototermoterapia   s.f.  (med.) impiego, con finalità terapeutiche, del calore prodotto da fonti di luce artificiale.
fototipia   s.f.  (tip.) procedimento di fotoincisione e di stampa su una lastra di vetro smerigliato; è usato soprattutto per la riproduzione di stampe d'arte.
fototipico   agg.  [pl. -ci] di, relativo a fototipia.
fototipista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (tip.) chi esegue riproduzioni mediante fototipia.
fototransistore   s.m.  (fis.) transistore in cui la corrente varia secondo l'intensità di illuminazione.
fototropismo   s.m.  (bot.) particolare orientamento assunto da organi vegetali per effetto di stimoli luminosi.
fototubo   s.m.  (fis.) fotomoltiplicatore.
fotovoltaico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) che genera una forza elettromotrice sotto l'azione di una radiazione luminosa: effetto fotovoltaico  | pila fotovoltaica, che sfrutta l'effetto fotovoltaico.
fotozincografia   s.f.  (tip.) procedimento di fotoincisione su lastre di zinco.
fotozincografico   agg.  [pl. m. -ci] di fotozincografia; ottenuto mediante fotozincografia § fotozincograficamente avv.  con procedimento fotozincografico.
fotta   s.f.  (region.)    • 1 •   errore    • 2 •   arrabbiatura, collera.
fottere   v. tr.  [io fótto ecc.] (volg.)    • 1 •   possedere sessualmente; (assol.) avere rapporti sessuali | va' a farti fottere!, lo stesso che 'va' all'inferno, al diavolo'    • 2 •   (fig.) imbrogliare, raggirare: mi hanno fottuto  | rubare | fottersi v. rifl.  (volg.) infischiarsi di qualcuno o di qualcosa (usato per lo più nella forma fottersene): se ne fotte delle conseguenze di ciò che fa. 
fottio   s.m.  (pop.) grande quantità, gran numero: un fottio di gente. 
fottuto   part. pass.  di fottere   agg.  (volg.) maledetto, terribile: avere una paura fottuta; ho dovuto accettare questo fottutissimo compromesso  | come insulto: becco fottuto!. 
foulard   s.m.    • 1 •   stoffa leggerissima di seta greggia, tinta o stampata: una cravatta di foulard    • 2 •   fazzoletto da collo o da testa, di tessuto leggero (spec. di seta)    • 3 •   macchina tessile usata per far assorbire ai tessuti sostanze liquide.
foularino   s.m.  piccolo foulard.
fourreau   s.m.  abito femminile diritto e attillato; tubino.
fovea   s.f.  (anat.) piccola depressione sulla superficie di un organo; in partic., leggero infossamento al centro della retina dei vertebrati.
foxhound   s.m. invar.  cane muscoloso e veloce, usato soprattutto nella caccia alla volpe.
fox-terrier  fox-terrier s.m. invar.  cane piuttosto piccolo, a pelo liscio o ruvido, spesso pezzato, con muso allungato dal profilo rettangolare, orecchie corte spioventi, adatto alla caccia della volpe.
fox-trot  fox-trot s.m. invar.  danza di ritmo sincopato, apparsa negli stati uniti nel 1912 e diffusasi in europa dopo la prima guerra mondiale.
foyer   s.m. invar.  ambiente di attesa e intrattenimento in teatri e grandi cinematografi; ridotto: il foyer dell'opera. 
foziano   agg.  seguace dell'eresia antitrinitaria di fozio (820 ca - 891 ca), che sosteneva l'indipendenza della chiesa orientale da quella romana.
fra'   prep.  (ant.  e lett.) fra i.
fra   (1) o tra, prep.  [le due forme si alternano senza alcuna distinzione di significato o livello espressivo; nell'uso scritto, soprattutto prosastico, si preferisce l'una o l'altra forma per ragioni di eufonia: p. e. fra tutti  piuttosto che tra tutti; tra fratelli  piuttosto che fra fratelli.  nell'uso ant. formava le prep. art. frallo, fralla, frai, fralli, fralle, fra'; ai pron. pers. si unisce anche per mezzo della prep. di]    • 1 •   indica posizione intermedia entro due termini collocati a una certa distanza nello spazio (anche in usi fig.): una strada tra due filari di alberi; la nostra casa è tra il parco e la piazza; essere tra due fuochi, fra l'incudine e il martello; gli è piovuta una disgrazia tra capo e collo  | in dipendenza da verbi che esprimono un concetto di spazio circoscritto: tenere un oggetto fra le mani; la basilicata si colloca fra la campania, la puglia e la calabria  | può indicare collocazione all'interno di un insieme: gli uccelli cantano fra i rami; sparì tra la folla; l'appunto era fra le mie carte; conserva la fotografia tra i suoi ricordi più cari  | riferito a un gruppo omogeneo di persone, a categoria, classe, popolo ecc., equivale a presso : tra i romani vigeva lo schiavismo; un uomo politico che gode di molta stima fra i suoi elettori  | in senso non materiale, indica le condizioni, alternative o contrastanti, entro cui qualcuno o qualcosa sta, si trova, si dibatte, deve scegliere ecc.; in questi casi, per lo più con sfumatura modale: passa i pomeriggi fra la lettura e il riposo; ha vissuto fra la speranza e l'angoscia; la risposta era incerta, tra il sì e il no  | con sfumatura causale: tra lo stipendio e altre entrate, guadagna bene; fra tanti impegni, non ha più un attimo di tempo    • 2 •   in dipendenza da verbi di movimento introduce un moto per luogo: passò fra due ali di folla; il torrente scende a valle tra costoni rocciosi    • 3 •   indica il tempo che deve trascorrere prima del verificarsi di un evento: ci vedremo fra due ore; tornerà fra una settimana; fra poco, fra non molto, fra breve, entro poco tempo | indica l'arco di tempo entro cui l'evento si è verificato o dovrà verificarsi: il lavoro è stato svolto fra il gennaio e l'aprile; sarà qui tra le cinque e le sei  | con il valore di durante, nel corso, nel mezzo di : parlare tra il sonno    • 4 •   introduce una distanza, una lunghezza: saremo a milano fra 20 km; tra cento metri incontreremo una piazza  | con valore spazio-temporale: il villaggio è fra mezz'ora di cammino    • 5 •   introduce una quantità (di spazio, tempo, peso, capacità e sim.), indicata approssimativamente entro un valore massimo e uno minimo: una distanza fra i venti e i venticinque metri; alla fine del viaggio mancano tra le cinque e le sei ore; un carico tra i cinque e i sei quintali; guadagna fra i due e i tre milioni al mese    • 6 •   indica i soggetti, i termini entro i quali o rispetto ai quali si verifica una certa condizione (anche in usi fig.): tra noi e voi c'è un abisso; tra i fratelli regna una grande armonia; fra loro si intendono bene; fra (di) noi i contrasti si sono appianati; tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare  | fra me (e me), te (e te), sé (e sé) ecc. , dentro di me, te, sé ecc.: parlare tra sé e sé  | fra me e te, fra (di) noi, fra (di) voi, in confidenza, riservatamente: la cosa resti fra me e te; queste cose è meglio dirle fra (di) noi    • 7 •   con valore distributivo: l'eredità sarà spartita fra molti    • 8 •   stabilisce una relazione di compagnia: passa tutti i pomeriggi tra i suoi amici    • 9 •   in funzione partitiva: chi tra noi andrà con lui?; tra gli animali il cavallo è uno dei più intelligenti; tra l'altro, oltre al resto; anche, inoltre | con funzione opposta, indica un tutto, una globalità: fra tutti assommavano a un centinaio; fra tutto, complessivamente.
fra   (2) frà, fra'  ⇨ frate.
frac   s.m. invar.  abito maschile da cerimonia, nero, a falde lunghe e strette; marsina.
fracassamento   s.m.  (non com.) il fracassare, il fracassarsi; rottura, frantumazione.
fracassare   v. tr.  infrangere con violenza e rumore; ridurre in pezzi, sconquassare: fracassare una vetrina; la bufera fracassò le attrezzature  ' fracassare le ossa a qualcuno, picchiarlo violentemente | fracassarsi un braccio, una gamba, fratturarseli gravemente | fracassarsi v. rifl.  rompersi, ridursi in pezzi: la vettura andò a fracassarsi contro il muro. 
fracassatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi fracassa.
fracassio   s.m.  fracasso, fragore continuato.
fracasso   s.m.    • 1 •   rumore di cose fracassate; per estens., rumore violento e assordante: un fracasso di piatti rotti; i bambini facevano un fracasso indiavolato; un fracasso d'un suon, pien di spavento  (dante inf.  ix, 65) | far fracasso, (fig.) suscitare molti commenti: una notizia che ha fatto molto fracasso    • 2 •   (ant.) strage, rovina    • 3 •   (fig. fam.) gran quantità: un fracasso di soldi. 
fracassone   s.m.  [f. -a] (fam.)    • 1 •   persona maldestra che fracassa spesso oggetti o provoca continui danni    • 2 •   chi fa gran rumore.
fracassoso   agg.  (non com.) che fa fracasso; rumoroso, chiassoso § fracassosamente avv. 
fracco   s.m.  (region.) gran quantità: un fracco di bastonate, di botte. 
fracidezza   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere fradicio, marcio    • 2 •   (ant.) sostanza marcia.
fracidiccio   agg.  (non com.) alquanto fradicio  s.m.  (non com.) parte fradicia, guasta di qualcosa | roba molto bagnata.
fracido   e deriv.   ⇨ fradicio e deriv. 
fracosta   s.f.  costata; bistecca.
fradicio   lett. o region. fracido, agg.  [pl. f. -ce  o -cie]    • 1 •   guasto, andato a male, putrefatto: mela fradicia; uova fradice    • 2 •   (fig.) corrotto: una società fradicia; e avranno i più di lor fracidi i cori  (leopardi per una donna inferma)    • 3 •   intriso d'acqua: vestiti fradici  | con funzione rafforzativa: bagnato, sudato fradicio; ubriaco fradicio, completamente ubriaco; innamorato fradicio, molto innamorato    • 4 •   (non com.) stufo  s.m.    • 1 •   la parte guasta, andata a male di qualcosa: il fradicio della mela    • 2 •   (fig.) corruzione: c'è del fradicio in quell'ambiente    • 3 •   terreno bagnato: camminare sul fradicio. 
fradiciume   lett. o region. fracidume, s.m.    • 1 •   insieme di roba fradicia, putrida    • 2 •   (fig.) corruzione    • 3 •   luogo molto bagnato.
fragaglia   s.f.  (merid.) minutaglia di pesce.
fragellare   e deriv.   ⇨ flagellare e deriv. 
fragile   agg.    • 1 •   che si può rompere con facilità: merce fragile    • 2 •   (fig.) delicato, debole, gracile: costituzione, salute fragile    • 3 •   (fig.) facile a peccare, a cadere nelle tentazioni: la natura umana è fragile    • 4 •   (fig.) inconsistente: fragili speranze  | caduco, effimero: l'esser bella è singular dono della natura... quantunque... sia fragile e poco durabile  (boccaccio esposizioni sopra la commedia) § fragilmente avv.  con fragilità.
fragilità   ant. fragilitade [fra-gi-li-tà-de] e fragilitate, s.f.    • 1 •   l'essere fragile (anche fig.): la fragilità del vetro; la fragilità di un argomento    • 2 •   (fig.) atto commesso per debolezza; colpa, peccato: le fragilità umane. 
fraglia   o frataglia [fra-tà-glia], s.f.  nel veneto, corporazione medievale di arti e mestieri.
fragmento    ⇨ frammento.
fragno   s.m.  specie di quercia con foglie coriacee, simili a quelle del castagno, ma molto più piccole (fam.  cupulifere).
fragola   s.f.  pianta erbacea rizomatosa, con foglie composte da tre foglioline ovali, fiori bianchi e frutto rosso carnoso, dolce, profumato (fam.  rosacee) | il frutto di questa pianta (che, propriamente, è il ricettacolo): fragole al limone, con la panna; gelato alla fragola.  dim. fragolina, fragoletta  accr. fragolona, fragolone  (m.) | usato anche come agg. invar.  : rosso fragola, tonalità di rosso simile al colore della fragola | uva fragola, uva rossa da tavola il cui sapore ricorda quello delle fragole.
fragolaia   s.f.  terreno coltivato a fragole.
fragolaio   s.m.  [f. -a] (non com.) chi raccoglie e vende fragole.
fragoleto   s.m.  fragolaia.
fragolino   s.m.  (zool.) nome comune di una specie di pagello con il dorso rosso, diffuso nel mediterraneo (ord.  perciformi).
fragore   (1) s.m.  rumore assordante: il fragore di un'esplosione. 
fragore   (2) s.m.  (ant.) odore intenso.
fragorio   s.m.  (non com.) fragore continuato (anche fig.): or dov'è... il fragorio / che n'andò per la terra e l'oceàno?  (leopardi la sera del dì di festa  34-37).
fragoroso   agg.  che produce fragore, gran rumore: applausi fragorosi  § fragorosamente avv. 
fragrante   agg.  profumato, che emana un buon profumo: biancheria pulita e fragrante  § fragrantemente avv. 
fragranza   s.f.  profumo intenso, gradevole: la fragranza del pane fresco. 
fragrare   v. intr.  [io fràgro ecc. ; aus. avere] (lett.) mandare un buon profumo, olezzare.
fraile   e deriv.   ⇨ frale e deriv. 
fraina   s.f.  (region.) grano saraceno.
fraintendere   tosc. frantendere [fran-tèn-de-re], v. tr.  [coniugato come tendere] capire una cosa per un'altra, intendere il contrario di ciò che si è detto o scritto (anche assol.): fraintendere le parole, le intenzioni di qualcuno; cerca di non fraintendere. 
fraintendimento   s.m.  il fraintendere; equivoco, malinteso.
frainteso   part. pass.  di fraintendere  e agg.  nei sign. del verbo.
frale   ant. fraile, agg.  (poet.) fragile: lungi dal proprio ramo, / povera foglia frale, / dove vai tu?  (leopardi imitazione  1-3)  s.m.  (poet.) il corpo umano in quanto caduco, contrapposto all'anima immortale § fralemente, fralmente avv. 
fralezza   ant. frailezza, s.f.  (poet.) fragilità.
framboesia   s.f.  (med.) malattia infettiva tropicale a decorso cronico, determinata da una spirocheta.
frame   s.m. invar.  (inform.) pacchetto di bit che costituisce un'unità strutturata di informazioni.
framea   s.f.  lancia non molto lunga, armata di punta metallica, in uso presso le antiche popolazioni germaniche.
framescolare    ⇨ frammescolare.
framettere    ⇨ frammettere.
framezzare    ⇨ frammezzare.
framezzo    ⇨ frammezzo.
frammassone   s.m.  e f.  massone.
frammassoneria   s.f.  massoneria.
frammentare   v. tr.  [io framménto ecc.] suddividere in frammenti, spezzettare | frammentarsi v. rifl.    • 1 •   dividersi, ridursi in frammenti    • 2 •   (biol.) riprodursi per frammentazione.
frammentarietà   s.f.  l'essere frammentario; spec. riferito a scritto o discorso che manca di unità: la frammentarietà di un racconto. 
frammentario   agg.    • 1 •   formato da frammenti; incompleto: opera frammentaria, quella di cui possediamo solo frammenti    • 2 •   (fig.) privo di unità, di organicità: romanzo, discorso frammentario    • 3 •   (min.) costituito da materiali detritici § frammentariamente avv. 
frammentarismo   s.m.  l'essere frammentario | in letteratura, frammentismo.
frammentazione   s.f.    • 1 •   il frammentare; divisione in parti, in frammenti    • 2 •   (biol.) riproduzione asessuata per scissione, caratteristica delle spugne e di alcune piante    • 3 •   (inform.) registrazione di un file su hard disk in blocchi di dati non fisicamente contigui.
frammentismo   s.m.  tendenza letteraria italiana dei primi anni del novecento, che esaltò la brevità e l'immediatezza dell'espressione, prediligendo il frammento, cioè un testo, poetico o prosastico, molto breve e liricamente intenso, come la più alta forma letteraria.
frammentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del frammentismo | usato anche come agg.  in luogo di frammentistico. 
frammentistico   agg.  [pl. m. -ci] del frammentismo, dei frammentisti: gusto frammentistico. 
frammento   ant. fragmento, s.m.    • 1 •   ciascuna parte di una cosa spezzata: frammento di vaso  ' (fig.) quantità minima. dim. frammentino, frammentuccio    • 2 •   brano di un'opera letteraria incompleta o perduta: i frammenti delle liriche di saffo, di alceo    • 3 •   breve poesia o prosa lirica, tipica del frammentismo.
frammescolare   o framescolare, v. tr.  [io framméscolo ecc.] (non com.) mescolare insieme cose o persone diverse.
frammettere   o framettere, v. tr.  [coniugato come mettere] (non com.) mettere in mezzo, frapporre | frammettersi v. rifl.  mettersi in mezzo, immischiarsi, intromettersi: frammettersi negli affari altrui. 
frammezzare   o framezzare, v. tr.  [io frammèzzo ecc.] (non com.) mettere qualcosa in mezzo ad altre; inframmezzare, alternare.
frammezzo   ant. framezzo, avv.  (non com.) in mezzo, di mezzo: porsi frammezzo  | nella loc. prep. frammezzo a, in mezzo a, tra: frammezzo ai libri. 
frammischiare   v. tr.  [io frammìschio ecc.] mischiare insieme, mescolare tra loro cose o persone diverse | frammischiarsi v. rifl.  mescolarsi, unirsi: frammischiarsi alla folla  | (non com.) intromettersi, immischiarsi.
frammisto   agg.  mescolato con altre cose o persone: pioggia frammista a neve. 
frana   s.f.    • 1 •   caduta o discesa di masse terrose o rocciose lungo i fianchi di colline e di montagne    • 2 •   (estens.) l'insieme del materiale così caduto o disceso    • 3 •   (fig.) crollo, disfacimento, rovina | essere una frana, (scherz.) una persona che combina solo guai, un buono a nulla.
franabile   agg.  che può franare: terreno franabile. 
franamento   o sfranamento, s.m.  il franare.
franare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   cadere, precipitare per frana: la collina frana    • 2 •   (estens.) crollare: il palazzo è franato    • 3 •   (fig.) venir meno, andare in rovina: sono franate anche le ultime speranze. 
francamento   s.m.  (ant.) affrancamento, liberazione.
francare   v. tr.  [io franco, tu franchi ecc.] (lett.) affrancare.
francatura   s.f.  (non com.) affrancatura.
francescanesimo   s.m.    • 1 •   il movimento religioso promosso da san francesco d'assisi (1181 ca - 1226), caratterizzato da ideali di povertà e di amore verso ogni cosa creata    • 2 •   spirito francescano, pratica di vita a esso ispirata.
francescano   agg.    • 1 •   di san francesco d'assisi, dei suoi seguaci: scritti francescani; regola francescana    • 2 •   (estens.) che si ispira agli ideali propri del francescanesimo: condurre una vita francescana  | sobrio, frugale: un pasto francescano    • 3 •   appartenente a uno degli ordini religiosi fondati da san francesco: suora francescana; terziario francescano   s.m.  [f. -a] chi appartiene a un ordine fondato da san francesco § francescanamente avv.  in modo, con spirito francescano: vivere francescanamente. 
francesco   agg.  e s.m.  [pl. m. -schi] (ant.) francese.
francese   agg.  della francia: la letteratura, la rivoluzione francese  | mal francese, sifilide | alla francese, alla maniera, secondo le abitudini dei francesi | nasino alla francese, all'insù  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi abita, chi è nato in francia    • 2 •   la lingua parlata in francia, che appartiene al gruppo delle lingue neolatine.
franceseggiare   v. intr.  [io france séggio ecc. ; aus. avere] (non com.) comportarsi nei modi tipici dei francesi; scrivere o parlare con molti francesismi.
franceseria   s.f.  (spreg.) ostentazione di modi e usi francesi.
francesina   s.f.    • 1 •   sorta di panino con taglio nel mezzo    • 2 •   tipo di scarpa femminile con mascherina allacciata.
francesismo   s.m.  (ling.) termine, locuzione o costrutto francese penetrato in un'altra lingua.
francesista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso della lingua e della cultura francese.
francesistica   s.f.  gli studi di lingua, letteratura e cultura francese.
francesizzare   v. tr.  dar forma, tono francese: francesizzare il proprio nome, le proprie abitudini  | francesizzarsi v. rifl.  assumere modi, atteggiamenti ecc. tipici dei francesi | riferito alla lingua, assorbire voci e locuzioni francesi.
francesizzazione   s.f.  il francesizzare, il francesizzarsi.
francesume   s.m.  (spreg.)    • 1 •   franceseria    • 2 •   insieme di francesi.
francheggiare   v. tr.  [io franchéggio ecc.] (ant.) rendere franco, sicuro, libero: la buona compagnia che l'uom francheggia  (dante inf.  xxviii, 116).
franchezza   s.f.    • 1 •   l'essere franco nel parlare e nell'agire; sincerità, schiettezza: franchezza d'animo; parlare in tutta franchezza    • 2 •   (rar.) disinvoltura, sfacciataggine: queste smodate lodi a viso scoperto con tanta franchezza si ascoltava napoleone  (botta)    • 3 •   (ant.) affrancamento.
franchigia   s.f.  [pl. -ge  o -gie]    • 1 •   (ant.) concessione di libertà: nova franchigia annunziano / i cieli  (manzoni la pentecoste); privilegio con cui veniva concessa un'autonomia: franchigie comunali    • 2 •   esenzione da un pagamento concessa dalla legge: franchigia doganale, postale    • 3 •   (dir.) prima quota di un importo cui non si applica il trattamento riservato al resto: franchigia assicurativa, clausola dei contratti di assicurazione che esclude dal risarcimento i danni inferiori a un dato ammontare    • 4 •   permesso di scendere a terra concesso ai marinai di una nave ancorata in un porto.
franchising   s.m. invar.  (dir.) contratto per cui un'impresa concede a un'altra i propri prodotti e il diritto di valersi del proprio marchio.
franchismo   s.m.  nome con cui si indica il regime politico di tipo fascista instaurato in spagna nel 1939 dal generale francisco franco bahamonde (1892-1975) e durato fino alla sua morte.
franchista   agg.  [pl. m. -sti] del generale franco o del franchismo: regime franchista   s.m.  e f.  seguace, fautore di franco o del franchismo.
franciano   agg.  e s.m.  (ling.) termine con il quale si distingue il francese antico dagli altri dialetti del nord della francia; era propr. il dialetto dell'ile-de-france.
francico   agg.  [pl. m. -ci  o -chi] (lett.) di, relativo agli antichi franchi: l'asta francica  (carducci) | (lett.) francone.
francio   s.m.  elemento chimico radioattivo del gruppo dei metalli alcalini, il cui simbolo è fr.
francioso   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant.) francese | mal francioso, sifilide.
franco-  franco- primo elemento di parole composte di formazione moderna, usato con riferimento alla francia antica e moderna (francofilo, francofono; francoprovenzale, franco-russo).
franco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   individuo appartenente all'antica popolazione germanica che, al tempo delle migrazioni dei popoli europei, occupò l'attuale francia | (lett.) francese    • 2 •   termine usato in oriente, all'epoca delle crociate, come sin. di europeo cristiano   agg.    • 1 •   relativo agli antichi franchi: la lingua franca  ' scrittura franca, (paleogr.) carolina    • 2 •   (lett.) francese    • 3 •   lingua franca, linguaggio composto di elementi francesi, italiani, spagnoli, greci, arabi, usato nel medio oriente dall'epoca delle crociate fino al sec. xix, soprattutto in ambito commerciale e diplomatico | (estens.) lingua composita e semplificata che consente la comunicazione tra gruppi linguistici diversi.
franco   (2) agg.    • 1 •   (ant.) si diceva di persona o cosa non sottomessa politicamente: tra tirannia si vive e stato franco  (dante inf.  xxvii, 54)    • 2 •   (estens.) si dice di chi è libero da doveri e prestazioni | guardia franca, marinaio franco, membro dell'equipaggio che, libero dal servizio, può scendere a terra | franco tiratore, chi compie azioni di guerriglia nelle retrovie di un esercito invasore; (fig.) parlamentare che, nelle votazioni a scrutinio segreto, si sottrae alla disciplina di partito    • 3 •   libero dal pagamento di dazi, di spese di trasporto ecc. | merce franca di porto, spedita a spese del mittente | franco fabbrica, franco domicilio, a spese del mittente fino ai luoghi indicati | città franca, porto franco, località in cui si introducono merci senza pagare i dazi doganali | franco valuta, si dice di un'operazione commerciale per cui non si deve corrispondere valuta | farla franca, (fig.) compiere un'azione illecita e riprovevole senza essere sorpresi    • 4 •   leale, schietto, sincero: uomo, linguaggio franco    • 5 •   sicuro di sé, disinvolto; spedito: portamento franco; procedere con passo franco  | (estens.) libero da pregiudizi, sfrontato: donne dissipate, franche, avvezze alle galanterie  (leopardi zibaldone)    • 6 •   (ant. , lett.) coraggioso, audace: l'uno è gigante, alla sembianza fiero; / ardito l'altro e franco cavalliero  (ariosto o. f.  xi, 16)  s.m.  nelle costruzioni, distanza minima di sicurezza da un elemento sospeso o sporgente | in un'opera idraulica, la distanza fra il livello massimo a cui l'acqua può arrivare e quello che non deve raggiungere  avv.  schiettamente: parlare franco  § francamente avv.    • 1 •   lealmente, con franchezza: comportarsi francamente    • 2 •   in realtà, in verità: francamente, non ci credo. 
franco   (3) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   unità monetaria di francia, svizzera, belgio e lussemburgo e di alcuni paesi extraeuropei    • 2 •   antica moneta d'oro francese    • 3 •   (fam.) lira: dammi qualche franco. 
francobollare   v. tr.  [io francobóllo ecc.]    • 1 •   nel gergo del calcio e in altri sport, controllare da vicino un giocatore della squadra avversaria; marcare strettamente    • 2 •   (estens.) seguire qualcuno passo passo, senza dargli tregua.
francobollo   s.m.    • 1 •   talloncino di carta-valore che serve per l'affrancatura della corrispondenza spedita per via postale: francobollo di posta ordinaria, aerea; collezione di francobolli    • 2 •   fotogramma di una pellicola cinematografica  agg. invar.  di dimensioni ridottissime: formato francobollo; un quadro francobollo. 
francofilia   s.f.  l'essere francofilo.
francofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi nutre simpatia per la francia e i francesi.
francofobia   s.f.  l'essere francofobo.
francofobo   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi prova ostilità, antipatia per la francia e i francesi.
francofono   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi parla francese; anche, di territorio in cui è adottata la lingua francese: paesi francofoni. 
francolino   s.m.  uccello simile alla pernice, con piumaggio variopinto (ord.  galliformi) | francolino di monte, uccello alpino dal corpo tozzo, grigio, rossastro e nero, con un ciuffo di penne sulla testa; roncaso (ord.  galliformi).
francone   agg.    • 1 •   dei franchi, della franconia    • 2 •   (ling.) dei dialetti della franconia, appartenenti al gruppo occidentale delle lingue germaniche  s.m.  il gruppo dei dialetti franconi.
franconormanno   o franco-normanno, agg.  e s.m.  si dice del dialetto di origine francese parlato nelle isole normanne.
francoprovenzale   o franco-provenzale, agg.  e s.m.  si dice del gruppo di dialetti che presentano caratteri intermedi tra il francese e il provenzale, diffusi nelle zone alpine di confine tra francia, svizzera e italia (p. e.  in val d'aosta e in savoia).
francoveneto   o franco-veneto, agg.  e s.m.  si dice della lingua letteraria, mista di francese e dialetti padani, usata nei secc. xiii e xiv nel veneto per comporre testi di argomento cavalleresco: poemi francoveneti, scritti in tale lingua.
frangente   s.m.    • 1 •   ondata che si infrange spumeggiando contro uno scoglio o una imbarcazione    • 2 •   scogliera a fior d'acqua, bassofondo, molo ecc. su cui va a infrangersi l'onda    • 3 •   (fig.) grave momento, situazione difficile o dolorosa: trovarsi in un brutto, in un triste frangente  | con sign. attenuato, circostanza, momento particolare: in quel, in tale frangente; in simili frangenti. 
frangere   v. tr.  [pres. io frango, tu frangi ecc. ; pass. rem. io fransi, tu frangésti ecc. ; part. pass. franto] (lett.) rompere, spezzare (spec. fig.): di questa costa, là dov'ella frange / più sua rattezza  (dante par.  xi, 49-50) | frangere le olive, macinarle nel frantoio | frangersi v. rifl.  rompersi, spezzarsi; in partic., infrangersi contro gli scogli o un altro ostacolo (detto delle onde): l'azzurro scuro della profondità si è franto  (ungaretti).
frangetta   s.f.  parte di capelli corti che vengono lasciati ricadere sulla fronte. dim. frangettina. 
frangia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   guarnizione di seta, cotone o altro, composta di fili, fiocchetti o nappine pendenti, che viene applicata a tende, coperte, tappezzerie, sciarpe ecc.    • 2 •   (fig.) aggiunta che si fa a un racconto per abbellirlo o falsarlo: dimmi tutto senza tante frange    • 3 •   frangetta    • 4 •   formazione anatomica frastagliata: frange sinoviali, ovariche    • 5 •   (fis.) striscia alternativamente luminosa e oscura, dovuta a fenomeni di interferenza o di diffrazione    • 6 •   fascia costiera di una regione | frangia di coralli, formazione madreporica che circonda a distanza alcune isole    • 7 •   gruppo minoritario, marginale all'interno di un'organizzazione, di un partito e sim.: frange oltranzistiche, estremiste. 
frangiare   v. tr.  [io fràngio ecc.] (non com.) ornare, rifinire con frange.
frangiatura   s.f.    • 1 •   l'ornare con una frangia    • 2 •   l'insieme delle frange che ornano qualcosa: la frangiatura della tenda. 
frangibiade   s.m. invar.  (agr.) macchina a cilindri rotanti destinata a tritare i cereali secchi per la preparazione di mangimi.
frangibile   agg.  che si può frangere, rompere.
frangibilità   s.f.  (non com.) l'essere frangibile.
frangiflutti   agg.  e s.m. invar.  si dice di diga o altra opera naturale o artificiale che protegge porti, ponti, coste dalla violenza delle onde.
frangiluce   s.m. invar.  riparo, artificiale o naturale, capace di ostacolare il passaggio della luce.
frangimare   agg.  e s.m. invar.  frangiflutti.
frangionde   agg.  e s.m. invar.  frangiflutti.
frangipani   s.m. invar.  albero tropicale con fiori bianchi o rosa intensamente profumati.
frangisole   s.m. invar.  struttura mobile o fissa che protegge la facciata di un edificio dai raggi del sole.
frangitore   s.m.  tipo di frantoio usato per una preliminare e grossolana frantumazione delle olive prima che esse siano sottoposte all'azione del frantoio vero e proprio.
frangitura   s.f.  l'operazione del frangere le olive; il periodo in cui essa avviene.
frangivalanghe   agg.  e s.m. invar.  si dice di ostacolo capace di rallentare la corsa delle valanghe o di diminuirne la portata.
frangivento   agg.  e s.m. invar.  si dice di riparo naturale o artificiale che serve a proteggere dal vento le colture agricole: frangivento vivi, costituiti da filari di piante; frangivento morti, formati da stecconate, stuoie ecc.
frangizolle   s.m. invar.  macchina agricola che, mediante dischi o rulli dentati, provvede allo sminuzzamento delle zolle.
frangola   s.f.  arbusto con foglie ovali, fiori di color giallo-verdastro, frutti a drupa neri; dalla corteccia si estrae un glucoside con proprietà purgative (fam.  ramnacee).
frangulina   s.f.  (chim.) glucoside ad azione lassativa contenuto nella corteccia della frangola e nella corteccia e nelle foglie della cascara sagrada.
frankfurter   s.m. invar.  sorta di salsiccia affumicata e insaporita con droghe, che si mangia bollita o arrostita, di solito con senape e crauti.
franklin   (1) agg. invar.  solo nella loc. stufa  o caminetto franklin, tipo di stufa da salotto, aperta sul davanti come un caminetto, rivestita esternamente di ceramica decorata.
franklin   (2) s.m. invar.  (fis.) unità di misura di carica elettrica nel sistema cgs elettrostatico, oggi ufficialmente sostituita dallo statcoulomb. 
franoso   agg.  che frana con facilità: terreno, pendio franoso. 
frantendere    ⇨ fraintendere.
franto   part. pass.  di frangere  e agg.  nei sign. del verbo.
frantoiano   s.m.  [f. -a] (non com.) chi lavora in un frantoio.
frantoio   s.m.    • 1 •   macchina per frantumare o macinare materiali compatti, come minerali, rocce, olive, semi ecc.    • 2 •   il luogo dove è installata tale macchina.
frantoista   s.m.  [pl. -sti] operaio addetto a un frantoio.
frantumare   v. tr.  ridurre in frantumi (anche fig.): frantumare un minerale, una roccia; frantumare le argomentazioni degli avversari  | frantumarsi v. rifl.  andare in frantumi: il vetro si è frantumato. 
frantumazione   s.f.  il frantumare, il frantumarsi, l'essere frantumato | (min.) la prima operazione che si compie sui materiali provenienti dalle cave e dalle miniere per ridurne le dimensioni.
frantume   s.m.  (spec. pl.) pezzetto, frammento di una cosa frantumata (anche fig.): mandare, ridurre, andare in frantumi; una società, un'istituzione in frantumi, in piena decadenza, in disfacimento.
frappa   s.f.    • 1 •   striscia di stoffa increspata e smerlata, posta per guarnizione ad abiti, tende ecc.    • 2 •   la smerlatura delle foglie scolpite o dipinte; la raffigurazione del fogliame in arte    • 3 •   spec. pl.  nell'italia centrale, dolce a forma di nastro, fritto e spolverato di zucchero, tipico del periodo di carnevale; altrove chiamato chiacchiere, cenci ecc.
frappare   v. tr.    • 1 •   (ant. , region.) ornare un abito o altro con frappe    • 2 •   rappresentare il fogliame in pittura o nell'intaglio    • 3 •   (ant.) fare a pezzi; ferire in più parti: rinaldo gli ha frappata la persona  (pulci)    • 4 •   (ant.) ingannare | v. intr.  (ant.) raccontare frottole, blaterare: convien far fatti, e non che ciarli e frappi  (lorenzo de' medici).
frappé   s.m. invar.  bevanda frullata a base di latte con aggiunta di ghiaccio tritato: un frappé al cioccolato, alla menta  | anche come agg.  : caffè frappé. 
frapponimento   s.m.  (ant.) frapposizione.
frapporre   v. tr.  [coniugato come porre] porre in mezzo; interporre (spec. fig.): frapporre ostacoli, indugi  | frapporsi v. rifl.  e intr. pron.  mettersi in mezzo; interporsi: si frappongono difficoltà; frapporsi tra due avversari per riconciliarli. 
frapposizione   s.f.  il frapporre, il frapporsi; l'essere frapposto.
frapposto   part. pass.  di frapporre  e agg.  nei sign. del verbo.
frasaiolo   s.m.  [f. -a] chi, parlando o scrivendo, si compiace di frasi vuote.
frasale   agg.  (ling.) frastico.
frasario   s.m.    • 1 •   l'insieme delle locuzioni e dei modi di dire propri di una persona, di una categoria di persone, di una professione ecc.: il frasario dei medici, degli avvocati; frasario politico, tecnico; un frasario ricercato    • 2 •   (antiq.) raccolta di frasi tratte da uno o più autori: frasario poetico, dantesco. 
frasca   s.f.    • 1 •   piccolo ramo fronzuto; fronda: coprire un capanno di frasche  ' saltare di palo in frasca, (fig.) cambiare argomento di conversazione senza alcun ordine o nesso. dim. fraschetta  accr. frascone  (m.)    • 2 •   (fig.) persona, spec. donna, leggera e volubile    • 3 •   pl.  (fig.) cose vane, capricci: avere la testa piena di frasche. 
frascame   s.m.  quantità di frasche; frasche di varie piante.
frascata   s.f.  riparo di frasche.
frascati   s.m.  vino bianco secco e piuttosto forte, prodotto nella zona di frascati, cittadina del lazio.
frascato   s.m.    • 1 •   riparo, capanno costruito con frasche; insieme di frasche    • 2 •   (ant.) cespuglio: andando cercando li monaci l'asinello, trovaronlo a quel frascato  (cavalca).
frascheggiare   v. intr.  [io fraschéggio ecc.]    • 1 •   (lett.) rumoreggiare, detto delle frasche agitate dal vento o da altro    • 2 •   (fig.) fare la fraschetta, cioè comportarsi in modo leggero e frivolo; civettare    • 3 •   (ant. fig.) cianciare, raccontar frottole, scherzare, burlare: [la giovane] con uno scolare credendosi frascheggiare  (boccaccio dec.  viii, 7).
frascheria   s.f.  (non com.)    • 1 •   cosa da nulla, inezia    • 2 •   spec. pl.  fronzolo, abbellimento inutile: frascherie letterarie. 
fraschetta   s.f.    • 1 •   dim.  di frasca    • 2 •   donna leggera, capricciosa e frivola. dim. fraschettina. 
frasconaia   s.f.    • 1 •   luogo ricco di frasche, spec. quello in cui si tendono le reti per catturare gli uccelli    • 2 •   (non com.) quantità di frasche | (fig.) insieme di ornamenti vani, di fronzoli.
frase   s.f.    • 1 •   (ling.) espressione linguistica dotata di senso compiuto: gli elementi costitutivi di una frase sono il soggetto, il predicato e i complementi  ' frase nominale, in cui il verbo è sottinteso    • 2 •   espressione, locuzione: una frase gentile, offensiva; trovare la frase giusta.  dim. frasetta, frasettina  pegg. frasaccia    • 3 •   modo di dire convenzionale; locuzione stereotipata: le solite frasi; frasi di cerimonia, di circostanza; parlare per frasi fatte    • 4 •   frase musicale, successione di note costituenti un'unità espressiva.
fraseggiamento   s.m.  (lett.) il fraseggiare.
fraseggiare   v. intr.  [io fra séggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) articolare in frasi ciò che si deve dire o scrivere: fraseggiare con eleganza    • 2 •   (mus.) dare evidenza espressiva alle frasi musicali durante l'esecuzione.
fraseggio   s.m.    • 1 •   il fraseggiare    • 2 •   (mus.) modo di articolare espressivamente l'esecuzione di un brano.
fraseologia   s.f.  l'insieme dei modi di dire tipici di una lingua o di un suo settore; anche, la raccolta ragionata di tali modi di dire: fraseologia italiana, inglese; un dizionario povero di fraseologia; la fraseologia medica. 
fraseologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla fraseologia: dizionario fraseologico  | verbo fraseologico, (gramm.) che non ha un significato suo proprio, ma conferisce una particolare modalità al verbo da cui è seguito (p. e. stare  nelle frasi sta parlando, sta per parlare) § fraseologicamente avv.  in funzione fraseologica.
frassinella   s.f. , o frassinello s.m. , (bot. region.) dittamo | ornello.
frassineto   s.m.  bosco di frassini.
frassino   s.m.    • 1 •   albero con foglie imparipennate, fiori piccoli in pannocchie, frutti a samara (fam.  oleacee) | frassino da manna, ornello    • 2 •   il legno di tale albero, chiaro, elastico e resistente, usato per la fabbricazione di mobili, attrezzi sportivi e da lavoro.
frastagliamento   s.m.  frastagliatura.
frastagliare   v. tr.  [io frastàglio ecc.] tagliare irregolarmente, spec. ai margini | ornare di frastagli | frastagliarsi v. rifl.  assumere forma irregolare: a nord la costa si frastaglia. 
frastagliato   part. pass.  di frastagliare   agg.    • 1 •   che presenta una successione di sporgenze e rientranze, che ha un andamento discontinuo e irregolare: coste frastagliate; foglia frastagliata; una catena di monti dal profilo frastagliato  | terreno frastagliato, interrotto da fossati, siepi ecc.    • 2 •   ornato di frastagli: veste, cornice frastagliata  § frastagliatamente avv. 
frastagliatura   s.f.  il frastagliare, l'essere frastagliato; aspetto che presenta una cosa frastagliata.
frastaglio   s.m.    • 1 •   andamento irregolare di un profilo, di un bordo    • 2 •   lavoro d'intaglio a linee sporgenti e rientranti | pl.  complesso di ornamenti, per lo più artificiosi e pesanti: un abito pieno di frastagli. 
frastico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) relativo alla frase  s.m.  [pl. -ci] (dir.) parte della prescrizione che definisce ciò che è imposto.
frastono    ⇨ frastuono.
frastornamento   s.m.  il frastornare, l'essere frastornato; ciò che frastorna.
frastornante   part. pres.  di frastornare   agg.  che produce disturbo, confusione, fastidio: il rombo dei motori era frastornante. 
frastornare   v. tr.  [io frastórno ecc.]    • 1 •   (ant.) impedire che una cosa abbia compimento: erasi il matrimonio per diversi accidenti più volte frastornato  (boccaccio dec.  v, 1)    • 2 •   provocare uno stato di disagio, di confusione mentale: mi ha frastornato con le sue chiacchiere  | distogliere, distrarre da un'occupazione: diede una spallata, come per dire che non voleva esser frastornato dai suoi pensieri  (pirandello).
frastornato   part. pass.  di frastornare   agg.  stordito, confuso: frastornato per il lungo viaggio. 
frastornio   s.m.  (tosc.) rumore continuato che frastorna.
frastorno   s.m.  (non com.) frastornamento.
frastuono   pop. frastono, s.m.  rumore intenso e confuso prodotto da più cose o persone; baccano, fracasso: il frastuono del traffico. 
frataglia   (1)  ⇨ fraglia.
frataglia   (2) s.m.  (spreg.) moltitudine di frati.
fratazzo    ⇨ frattazzo.
frate   ant. fratre, (davanti a nome proprio che comincia per consonante è in uso il troncamento fra, scritto meno com. frà o fra') s.m.    • 1 •   religioso, appartenente a un ordine mendicante, che pronuncia voti di castità, obbedienza e povertà e può prendere gli ordini sacri: frate francescano, domenicano, cappuccino; farsi frate; frate laico, quello che non ha ricevuto gli ordini ed è addetto ai servizi del convento | va' a farti frate!, va' al diavolo! | star coi frati a zappar l'orto, (fig.) conformarsi alla volontà di chi comanda. dim. fraticello, fratino  accr. fratacchione, fratone  pegg. frataccio    • 2 •   (ant. , region.) fratello | come appellativo affettuoso, amico, compagno: o dolce frate, che vuo' tu ch'io dica?  (dante purg.  xxiii, 97)    • 3 •   (edil.) embrice rialzato a forma di cappuccio che consente di far entrare aria e luce nel sottotetto    • 4 •   il baco da seta che non è stato trasferito in tempo al bosco e che forma, sulla stuoia, un bozzolo anormale    • 5 •   (tip.) zona di uno stampato rimasta bianca o impressa difettosamente.
fratellame   s.m.  (spreg.) insieme di fratelli.
fratellanza   s.f.    • 1 •   il rapporto naturale che intercorre tra fratelli; il vincolo di affetto che li unisce: doveri di fratellanza    • 2 •   (estens.) sentimento reciproco di affetto e di benevolenza, come tra fratelli: una fratellanza ed un'amicizia sì grande... nacque tra loro, che mai poi da altro caso che da morte non fu separata  (boccaccio dec.  x, 7) | comunanza di ideali e di intenti: la fratellanza delle nazioni    • 3 •   associazione laica o religiosa con fini caritativi o umanitari | società con scopi di mutuo soccorso tra gli aderenti.
fratellastro   s.m.  fratello unilaterale, da parte cioè del solo padre o della sola madre.
fratellevole   agg.  (ant.) fraterno: con puro e fratellevole animo  (boccaccio dec.  introduzione).
fratello   s.m.    • 1 •   persona di sesso maschile legata ad altra persona da vincolo di parentela che deriva dall'essere nata dagli stessi genitori: fratello germano, gemello; fratello maggiore, minore; fratello adottivo  | fratello unilaterale, col quale si condivide uno solo dei genitori | fratello uterino, nato dalla stessa madre ma da padre diverso | fratello consanguineo, nato dallo stesso padre ma da madre diversa | fratelli di latte, si dice di persone che siano state allattate dalla stessa donna | fratello cugino, (antiq.) cugino di primo grado | amarsi come fratelli, profondamente | amarsi come fratello e sorella, di amore casto | somigliarsi come fratelli, sembrare fratelli, essere molto simili. dim. fratellino, fratelluccio  accr. fratellone  pegg. fratellaccio    • 2 •   pl.  l'insieme dei figli di una stessa famiglia, anche se di sesso diverso: «quanti fratelli siete?» «quattro, tre maschi e una femmina»    • 3 •   nella concezione cristiana, ogni uomo, in quanto condivide con tutti gli altri l'essere figlio di dio; il prossimo: bisogna amare i propri fratelli; fratello in cristo  | fratelli separati, per la chiesa cattolica, i cristiani delle altre confessioni    • 4 •   appellativo dei frati laici; confratello | pl.  confraternita: fratelli di nostra signora di lourdes    • 5 •   (estens.) chi è unito ad altri da stretti vincoli affettivi o ideali; compagno: fratelli di sventura; fratelli d'armi, commilitoni; i fratelli italiani all'estero, gli emigrati italiani | (fig.) cosa molto simile o strettamente unita a un'altra: questi due vassoi sono fratelli; il genio è spesso fratello della sregolatezza    • 6 •   chi appartiene a un'associazione con fini di reciproco aiuto tra gli aderenti: fratello massone  | pl.  l'associazione stessa: fratelli musulmani, setta integralista islamica fondata nel 1929 dall'egiziano hasan al-banna, attiva tuttora in vari paesi arabi  agg.  [solo m.] che ha le stesse origini o gli stessi principi politici, etici, sociali: un paese fratello. 
frateria   s.f.  (rar. , e per lo più spreg.) gruppo di frati, spec. dello stesso ordine o dello stesso convento.
fraterna   s.f.  nel diritto medievale, consorzio tra discendenti di un unico capostipite, che, dopo la morte del padre, continuavano sotto la direzione del primogenito l'attività del defunto.
fraternale   agg.  (ant.) fraterno.
fraternita   s.f.  (ant.) confraternita.
fraternità   s.f.    • 1 •   (non com.) affetto che lega fra di loro i fratelli    • 2 •   sentimento di affetto simile a quello che lega fra di loro i fratelli; amicizia disinteressata: manifestazione di fraternità    • 3 •   (ant.) confraternita.
fraternizzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   stringere rapporti fraterni; fare amicizia: fraternizzare col nuovo venuto    • 2 •   condividere ideali e aspirazioni altrui; fare causa comune: i soldati fraternizzarono con i dimostranti. 
fraterno   agg.    • 1 •   che è proprio di fratelli, che ha luogo tra fratelli: legame, affetto fraterno    • 2 •   (estens.) affettuoso, amorevole come di fratelli: un'amicizia fraterna; un rimprovero, un abbraccio fraterno  § fraternamente avv. 
fratesco   agg.  [pl. m. -schi] che è proprio dei frati (per lo più spreg.): furberia fratesca  § fratescamente avv. 
fraticella   s.f.  (zool.) pulcinella di mare; fraticello.
fraticello   s.m.    • 1 •   dim.  di frate    • 2 •   spec. pl.  francescano spirituale appartenente a una frazione fautrice di una povertà rigorosa (secc. xiii-xiv)    • 3 •   piccolo uccello marino, volatore e nuotatore, con testa bianca e nera e piedi palmati (ord.  caradriformi).
fratina   s.f.    • 1 •   tavolo rettangolare molto lungo e massiccio    • 2 •   sedia toscana del sec. xvii con schienale alto e lavorato e gambe diritte collegate in basso da fasce intagliate    • 3 •   taglio di capelli con frangetta, simile a quello dei frati    • 4 •   (zool.) cutrettola.
fratino   (1) agg.    • 1 •   (lett.) di, da frate    • 2 •   detto di mobilio, solido e austero, simile a quello in uso nei conventi: tavolo fratino. 
fratino   (2) s.m.    • 1 •   dim.  di frate    • 2 •   frate giovane; ragazzo che si avvia a diventare frate    • 3 •   uccello acquatico migratore, grigio, con petto, fronte e collare bianchi (ord.  caradriformi).
fratre    ⇨ frate.
fratria   s.f.    • 1 •   nell'antica grecia, unità sociale comprendente i gruppi familiari che discendevano da un medesimo capostipite    • 2 •   (etnol.) in alcune società, classe esogamica comprendente vari clan.
fratricida   s.m.  e f.  [pl. m. -di] chi compie un fratricidio  agg.  di, da fratricida: intenzioni fratricide  | guerra fratricida, guerra civile.
fratricidio   s.m.  l'uccisione di un proprio fratello o di una propria sorella | (estens.) delitto contro parenti, amici, concittadini.
fratta   s.f.    • 1 •   macchia di sterpi e pruni | andare, essere per le fratte, (fig. tosc.) essere in serie difficoltà    • 2 •   (region.) siepe, cespuglio.
frattagliare   v. tr.  (non com.) maciullare, stritolare: il piede era frattagliato  (pasolini).
frattaglie   s.f. pl.  interiora degli animali macellati | frattaglie di pollo, rigaglie.
frattale   s.m.  (geom.) elemento geometrico costituito da linee spezzate che si può riprodurre in scala sempre più piccola per rappresentare forme irregolari (usato in cartografia, nella computer graphics ecc.) | geometria dei frattali, studio delle strutture naturali altamente irregolari o frammentate.
frattanto   avv.  nel frattempo, nel medesimo lasso di tempo: e che farò io frattanto?; frattanto erano accaduti fatti nuovi  | nella loc. cong. frattanto che, mentre.
frattazzo   o fratazzo, s.m.    • 1 •   tavoletta con impugnatura usata dai muratori per stendere e lisciare l'intonaco. dim. frattazzino    • 2 •   frettazzo.
frattempo   s.m.  periodo intercorrente tra due eventi o contemporaneo a determinati eventi; usato solo nelle loc. avv. nel, in questo, in quel frattempo, intanto, frattanto, in questo o in quel mentre: nel frattempo guarderò quelle foto; in quel frattempo arrivò il treno. 
fratto   part. pass.  arcaico di frangere  | (mat.) diviso: dodici  fratto tre dà quattro  agg.    • 1 •   (poet.) rotto, squarciato: come a raggio di sol, che puro mei / per fratta nube  (dante par.  xxiii, 79-80)    • 2 •   (mat.) frazionario: numero fratto    • 3 •   canto fratto, (mus.) tipo di canto religioso derivato nel sec. xiii da quello gregoriano, caratterizzato da scansioni ritmiche regolari.
frattografia   s.f.  (metall.) tecnica che studia le fratture nei metalli mediante strumenti ottici a raggi x.
frattura   s.f.    • 1 •   rottura, spaccatura    • 2 •   (med.) rottura di un osso: frattura semplice, se i frammenti sono due; frattura multipla, se i frammenti sono più di due    • 3 •   (geol.) spaccatura della crosta terrestre senza scorrimento tra le parti    • 4 •   (fig.) rottura, interruzione della continuità o dell'unità: c'è stata una frattura nei nostri rapporti. 
fratturare   v. tr.  provocare una frattura; rompere, spezzare (per lo più con riferimento alle ossa): il colpo gli ha fratturato due costole; fratturarsi un braccio, una gamba  | fratturarsi v. rifl.  subire una frattura; rompersi, spezzarsi: nell'incidente gli si è fratturato un femore. 
fratturazione   s.f.  (geol.) produzione di una frattura o di una serie di fratture.
fraudatorio   agg.  fraudolento.
fraude    ⇨ frode.
fraudolento   ant. fraudolente, frodolente, frodolento, agg.    • 1 •   che è fatto con frode, al fine di frodare; che costituisce frode: bancarotta fraudolenta    • 2 •   che agisce con frode (detto di persona) | consigliere fraudolento, chi suggerisce inganni  s.m.  [f. -a] chi ha commesso una frode, frodatore: dante colloca i fraudolenti nell'ottavo cerchio dell'inferno  § fraudolentemente avv. 
fraudolenza   ant. frodolenza, frodolenzia, s.f.    • 1 •   l'essere fraudolento    • 2 •   atto fraudolento; inganno, frode.
frazionabile   agg.  che può essere frazionato: proprietà non frazionabile. 
frazionale   agg.  (econ.) frazionario: moneta frazionale, divisionale.
frazionamento   s.m.    • 1 •   il frazionare, l'essere frazionato; suddivisione: il frazionamento della proprietà terriera; frazionamento politico    • 2 •   suddivisione di una particella catastale in due o più aree    • 3 •   (chim.) operazione con cui si separano i componenti di una miscela, spec. mediante distillazione.
frazionare   v. tr.  [io frazióno ecc.]    • 1 •   dividere in varie parti; suddividere: frazionare una particella catastale, una proprietà, un patrimonio; frazionare i compiti tra più persone    • 2 •   (chim.) operare un frazionamento | frazionarsi v. rifl.  o intr. pron.  dividersi, scindersi: il corteo si è frazionato in tre tronconi. 
frazionario   agg.  di frazione; in forme di frazione: numero frazionario. 
frazionato   part. pass.  di frazionare   agg.    • 1 •   diviso in più parti o frazioni: percorso frazionato  | vendita frazionata, vendita di uno stabile per singole parti, per appartamenti | distillazione frazionata, (chim.) quella che permette di separare l'uno dall'altro i componenti di una miscela attraverso successivi frazionamenti    • 2 •   in filatelia, si dice di un francobollo tagliato in due o tre parti e usato per la metà o per un terzo del valore facciale del francobollo intero § frazionatamente avv.  in più parti; per frazionamenti.
frazione   s.f.    • 1 •   ognuna delle parti in cui si suddivide qualcosa; porzione: il cent è una frazione del dollaro  | in una frazione di secondo, in un attimo    • 2 •   (estens.) gruppo o corrente politica, ideologica o religiosa che si rende autonoma da un partito o da un organismo precostituito    • 3 •   (mat.) numero esprimente il rapporto tra due grandezze, delle quali la prima (numeratore) indica quante parti si considerano della seconda (denominatore), che rappresenta l'intero: frazione propria, minore dell'unità frazione impropria, maggiore dell'unità; frazione decimale, che ha per denominatore    • 10 •   o una potenza di 10; frazione apparente, quando il denominatore sta nel numeratore un numero intero di volte; frazione irriducibile, quando numeratore o denominatore sono numeri primi    • 4 •   (chim.) ciascuna delle aliquote di una miscela, formata da uno o più componenti, ottenibili con operazioni di frazionamento | frazione molare, in una miscela, rapporto tra il numero delle moli, o delle molecole, di una sostanza componente e il numero delle moli, o delle molecole, totali    • 5 •   (ammin.) centro abitato isolato dal comune da cui dipende amministrativamente; borgata. dim. frazioncella, frazioncina    • 6 •   (lit.) l'atto, il gesto con cui il sacerdote spezza l'ostia consacrata: frazione del pane eucaristico    • 7 •   (sport) in una gara di staffetta, la parte di percorso compiuta da ciascun componente della squadra | nel ciclismo, semitappa: frazione a cronometro    • 8 •   (ant.) rifrazione della luce.
frazionismo   s.m.  tendenza di un movimento o partito politico a dividersi in frazioni; scissionismo.
frazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (sport) nelle staffette, ciascuno degli atleti che disputa una frazione    • 2 •   chi tende al frazionismo; scissionista | agg.  in luogo di frazionistico. 
frazionistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al frazionismo: correnti frazionistiche  § frazionisticamente avv. 
freak   s.m.  e f. invar.  tra gli anni sessanta e settanta, giovane che esprimeva il suo distacco critico dalla società attraverso l'abbigliamento stravagante e un comportamento individualista e anticonvenzionale | anche agg. invar.  : un vestito un po' freak, stravagante.
freatico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice di falda acquifera non ricoperta da uno strato impermeabile | livello freatico, l'altezza raggiunta dalla falda freatica.

freccetta   s.f.    • 1 •   dim.  di freccia    • 2 •   piccolo proiettile a forma di freccia che si scaglia a mano contro un bersaglio: giocare con le freccette. 
freccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   antica arma da getto costituita da un'asta munita a un'estremità di una punta e all'altra di una cocca e, talvolta, di un impennaggio; si lancia con l'arco o con la balestra: scoccare, tirare una freccia  | avere molte frecce al proprio arco, (fig.) avere molte possibilità, risorse | correre come una freccia, (fig.) molto velocemente | freccia del sud, del tirreno  e sim., nome di treni rapidi o espressi | frecce tricolori, gli aerei della pattuglia acrobatica italiana. dim. freccina, freccetta  accr. frecciona, freccione  (m.)    • 2 •   (estens.) oggetto a forma di freccia: la freccia del campanile, la cuspide    • 3 •   segnale a forma di freccia che indica la direzione: seguire la freccia; freccia a destra, a sinistra  | negli autoveicoli e nei motoveicoli, indicatore di direzione a luce intermittente: mettere, togliere la freccia, accenderla, spegnerla | in strumenti di misurazione, indicatore metallico o ottico a forma di freccia    • 4 •   simbolo grafico a forma di freccia usato in alcune scienze con significati particolari (p. e.  in fisica indica un vettore)    • 5 •   (fig.) frecciata | freccia del parto, motto pungente, malignità che si lancia al momento di andarsene, con allusione alla tattica dell'antico popolo dei parti, i quali, quando fuggivano a cavallo, si voltavano improvvisamente per lanciare frecce contro gli inseguitori    • 6 •   (non com.) baghetta    • 7 •   (geom.) segmento perpendicolare alla corda di un arco nel punto di tangenza tra l'arco e la parallela alla corda | (mat.) lo stesso che morfismo  | (arch.) distanza minima tra la chiave di volta e la luce di un arco o di una volta | (mecc.) in una costruzione, abbassamento verticale di un punto sotto carico    • 8 •   (mar.) controranda.
frecciare   v. tr.  [io fréccio ecc.] (non com.) colpire con frecce | v. intr.  [aus. avere] scagliare frecce.
frecciata   s.f.    • 1 •   colpo di freccia    • 2 •   (fig.) allusione pungente, battuta maliziosa o maligna: lanciare, dare una frecciata  a qualcuno dim. frecciatina    • 3 •   nella scherma, la stoccata vibrata proiettando il corpo in avanti.
freddare   v. tr.  [io fréddo ecc.]    • 1 •   far diventare freddo; raffreddare: freddare il brodo  | (fig.) raffreddare improvvisamente, spegnere un sentimento o un clima di cordialità, di fervore: il suo intervento freddò ogni entusiasmo    • 2 •   (estens.) ammazzare: lo freddò con una revolverata  | (fig.) bloccare, intimidire, mortificare: freddare qualcuno con uno sguardo, con una battuta |  freddarsi v. rifl.  diventare freddo; raffreddarsi (anche fig.): la minestra si fredda; il suo fervore si è freddato  | non lasciare che la cosa si freddi, (fig.) agire subito, cogliendo l'occasione propizia.
freddezza   s.f.    • 1 •   la condizione di ciò che è freddo    • 2 •   (fig.) mancanza di entusiasmo, di calore umano: salutare qualcuno con freddezza    • 3 •   (fig.) controllo dei propri nervi e delle proprie emozioni; sangue freddo: l'incidente è stato evitato dalla freddezza del pilota. 
freddiccio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.) piuttosto freddo: un caffè freddiccio   s.m.  (non com.) tempo piuttosto freddo: fa freddiccio. 
freddo   agg.    • 1 •   che è a bassa temperatura o a temperatura inferiore a quella normale o ambientale; che provoca una sensazione contraria a quella del caldo: acqua fredda; avere le mani fredde; freddo come la neve, il marmo; casa fredda; vento freddo; la stagione fredda, l'inverno | piatti freddi, a base di cibi freddi o di cibi che non richiedono cottura; cena fredda, a base di piatti freddi | tavola fredda, locale dove si servono soltanto piatti freddi; si oppone a tavola calda  ' sudore freddo, quello provocato da malattia o da spavento; (fig.) paura, agitazione | acque fredde, acque potabili che alla sorgente hanno una temperatura inferiore a 20° c: animali a sangue freddo, (zool.) eterotermi | corpo freddo, (astron.) astro che non emette luce | guerra fredda, (fig.) situazione di conflitto politico e diplomatico che può portare alla guerra armata; (per antonomasia, lo stato di tensione tra usa e urss subito dopo la fine della seconda guerra mondiale)    • 2 •   (fig.) privo di calore umano, di entusiasmo; distaccato, indifferente: ricevere un'accoglienza fredda; mostrarsi freddo verso qualcuno  | detto di creazione artistica, che manca di vivacità, di sentimento: prosa, pittura fredda; stile freddo    • 3 •   (fig.) che non si lascia sopraffare dalle passioni, dalle emozioni: un freddo ragionatore, calcolatore; avere un temperamento freddo  ' sangue freddo, autocontrollo, calma, lucidità | a sangue freddo, senza essere spinto da emozione, premeditatamente: uccidere a sangue freddo  | a mente fredda, una volta passata l'emozione del primo momento, lucidamente: ragionare, ripensarci a mente fredda  | la fredda ragione, il puro raziocinio, non contaminato dai sentimenti | tinte fredde, colori  o toni freddi, quelli nella gamma del grigio, del verde, dell'azzurro  s.m.    • 1 •   la temperatura bassa e la sensazione che ne deriva: freddo pungente, secco; fa freddo; soffrire il freddo; avere, sentire freddo  | fa un freddo cane, molto freddo | i primi freddi, l'inizio dell'inverno | sudare freddo, (fig.) avere paura | un racconto che fa venire freddo, (fig.) che fa rabbrividire di paura | a freddo, senza usare il calore: metallo lavorato a freddo; (fig.) con freddezza, in modo distaccato e calcolato: adirarsi a freddo; insultare qualcuno a freddo  | colpire a freddo, nel pugilato, colpire l'avversario all'inizio dell'incontro, prima che questi abbia avuto il tempo di riscaldare i muscoli. dim. freddino, freddolino  pegg. freddaccio    • 2 •   industria del freddo, quella per la produzione di ghiaccio artificiale, impianti frigoriferi, prodotti surgelati § freddamente avv.  con freddezza, con indifferenza: accogliere freddamente  | in modo spietato, a sangue freddo: uccidere freddamente. 
freddolina   s.f.  (pop.) colchico.
freddoloso   agg.  che è molto sensibile al freddo, che soffre molto il freddo: una persona freddolosa  § freddolosamente avv. 
freddura   s.f.    • 1 •   battuta spiritosa, consistente per lo più in un gioco di parole; spiritosaggine    • 2 •   (lett.) inezia, cosa di poco conto    • 3 •   (ant.) freddo, rigido: e un ch'avea perduti ambo li orecchi / per la freddura  (dante inf.  xxxii, 52-53).
freddurista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi ama dire freddure.
free-climber  free-climber loc. sost. m.  e f. invar.  (sport) chi pratica lo sport del free climbing.
free-climbing  free-climbing loc. sost. m. invar.  (sport) tecnica e pratica alpinistica dell'arrampicarsi su pareti rocciose senza aiuto di chiodi e altri attrezzi; arrampicata libera.
free jazz   loc. sost. m. invar.  (mus.) il jazz sorto alla fine degli anni cinquanta, inteso a svincolarsi dagli schemi jazzistici precedenti e dalla cultura dei bianchi.
freelance   o free lance, [pr.  / 'frilans /] agg.  e s.m.  e f. invar.  si dice di chi esercita una professione, spec. nel campo giornalistico o commerciale, facendosi pagare a prestazione, senza legarsi stabilmente con un contratto.
free rider   loc. sost. m.  e f. invar.  (econ.) chi trae vantaggio da un bene pubblico senza accollarsi i relativi oneri.
free shop   s.m. invar.  forma abbr. di duty free shop. 
freeware   s.m. invar.  software coperto da copyright che viene tuttavia distribuito liberamente.
freezer   s.m.  cella frigorifera, a sé stante o facente parte del frigorifero, nella quale la temperatura scende parecchio al di sotto di zero gradi; congelatore.
frega   s.f.    • 1 •   (volg.) fregola    • 2 •   (non com.) fregagione.
fregagione   s.f.    • 1 •   (tosc.) il fregare con la mano una parte del corpo; frizione, massaggio    • 2 •   (ant. fig.) complimento, moina.
fregamento   s.m.  il fregare; sfregamento.
fregare   v. tr.  [io frégo, tu fréghi ecc.]    • 1 •   passare e ripassare con energia la mano, o una cosa tenuta con la mano, su qualcosa; strofinare: fregare le pentole  | fregarsi le mani, stropicciarsele in segno di soddisfazione | fregarsi gli occhi, per il sonno; anche, per essere sicuri di vederci bene davanti a cosa strana, che suscita stupore | strusciare, facendo una certa pressione: fregare un fiammifero sulla carta vetrata    • 2 •   (non com.) segnare, cancellare con uno o più freghi    • 3 •   (pop.) ingannare, truffare; rovinare, danneggiare: restare fregato; farsi fregare ' bocciare a un esame, a un concorso | vincere, superare, spec. con l'astuzia, ma anche con l'inganno e con la frode: fregare un avversario, un concorrente  | rubare: mi hanno fregato la moto; un oggetto fregato    • 4 •   (volg.) possedere sessualmente; fottere | (assol.) avere un rapporto sessuale | fregarsi v. rifl.  (pop.) non preoccuparsi, disinteressarsi, infischiarsi (usato esclusivamente nella forma fregarsene): fregarsene di qualcuno, di qualcosa  | in espressioni di tono volgare: chi se ne frega?; frégatene!. 
fregarola   s.f. , o fregarolo s.m. , (zool.)    • 1 •   vairone    • 2 •   sanguinerola.
fregarolo   (1) s.m.  [f. -a] (region.) ladruncolo; borsaiolo.
fregarolo   (2)  ⇨ fregarola.
fregata   (1) s.f.    • 1 •   il fregare, per lo più in fretta o alla meglio: una fregata di mani.  dim. fregatina    • 2 •   (pop.) fregatura, imbroglio    • 3 •   (volg.) atto, rapporto sessuale.
fregata   (2) s.f.    • 1 •   un tempo, veloce veliero da guerra dotato di tre alberi a vele quadre e uno o due ponti    • 2 •   nella marina odierna, nave da guerra armata e attrezzata per la caccia ai sommergibili e la scorta ai convogli | capitano di fregata, ufficiale della marina da guerra, il cui grado corrisponde a quello di tenente colonnello dell'esercito.
fregata   (3) s.f.  uccello dei mari tropicali, con ali molto lunghe, coda forcuta, zampe corte e palmate, becco ricurvo all'apice (ord.  pelecaniformi).
fregatura   s.f.    • 1 •   (pop.) inganno, truffa, imbroglio: dare una fregatura, imbrogliare; prendere una fregatura, essere imbrogliato | cosa scadente, deludente: quel film è una fregatura    • 2 •   (non com.) il fregare un oggetto contro un altro; il segno che ne rimane.
fregiare   ant. fresare, v. tr.  [io frégio ecc.] ornare con fregi; per estens., abbellire, decorare (anche fig.): fregiare un mobile, una cornice; fregiare la bandiera del reggimento di una medaglia d'oro  | fregiarsi v. rifl.  ornarsi o essere ornato di qualcosa: fregiarsi di un titolo, di una decorazione. 
fregiatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi applica, disegna, scolpisce fregi; decoratore.
fregiatura   s.f.  (non com.) il fregiare; fregio, guarnizione.
fregio   s.m.    • 1 •   (arch.) la parte della trabeazione, talora decorata, tra l'architrave e la cornice, tipico ornamento dei templi antichi    • 2 •   (estens.) qualsiasi ornamento che abbia andamento più o meno lineare: un libro con un fregio d'oro  | nel cappello dei militari, ornamento indicante il grado    • 3 •   (fig. non com.) ornamento morale: né macchia vi può dar né fregio / lingua sì vile  (ariosto o. f.  xxviii, 1)    • 4 •   (ant.) sfregio, cicatrice.
fregna   eufem. fresca, ant. frigna, s.f.  (region. volg.) vulva | avere le fregne, (region. pop.) essere arrabbiato e intrattabile.
fregnaccia   eufem. frescaccia, s.f.  (region. volg.) fandonia, sciocchezza: uno diceva questo, uno diceva quello, tutte le solite fregnacce  (pasolini).
fregnacciaro   eufem. frescacciaro, s.m.  [f. -a] (region. pop.) chi racconta frottole; bugiardo.
fregno   eufem. fresco, s.m.  (region. pop.) cosa o persona buffa o strana: guarda che fregno!; che cosa vuole quel fregno buffo?  | frego, sfregio. dim. fregnetto. 
fregnone   eufem. frescone, s.m.  [f. -a] (region. volg.) sciocco, stupido: sentissi lei come lo tratta, «fregnone» è la parola più bella  (palazzeschi).
frego   s.m.  [pl. -ghi] linea tracciata frettolosamente, spec. per cancellare; sgorbio: tirare, fare un frego su qualcosa  | un frego, (pop.) moltissimo: mi piace un frego  | un frego di, (pop.) una gran quantità di: un frego di soldi.  pegg. fregaccio. 
fregola   s.f.    • 1 •   stato di eccitazione sessuale degli animali al tempo della riproduzione: andare in fregola, in calore | (pop.) riferito a persone, forte desiderio sessuale, libidine    • 2 •   (fig. pop.) voglia, frenesia, smania: gli è venuta la fregola di dipingere. 
fregolismo   s.m.  tendenza a cambiare continuamente idee o atteggiamenti, soprattutto in politica; trasformismo.
fregolo   s.m.  (non com.) l'insieme delle uova deposte dalle femmine dei pesci.
freisa   o fresia, s.m.  e f. invar.  vitigno piemontese che produce un'uva nera dal sapore un po' aspro | vino rosso che si ricava dall'uva di tale vitigno in due varietà, asciutto e amabile.
fremebondo   agg.  (lett.) che freme (per sdegno, collera ecc) § fremebondamente avv. 
fremente   part. pres.  di fremere   agg.  che freme; ardente: fremente di rabbia, di desiderio. 
fremere   v. intr.  [io frèmo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   essere fortemente agitato da un sentimento intenso: fremere d'ira, d'amore; fremere per il desiderio di partire    • 2 •   (lett.) agitarsi con frastuono, detto spec. del mare in burrasca o delle piante mosse dal vento: non freme così 'l mar quando s'adira  (petrarca trionfi); e sorridevi a lui sotto quel tiglio / ch'or con dimesse frondi va fremendo  (foscolo sepolcri  66-67)    • 3 •   (ant.) emettere un suono rauco (detto di bestie feroci) | v. tr.  (poet.) chiedere con ardore e impazienza | dimostrare, esprimere fremendo: e l'ossa / fremono amor di patria  (foscolo sepolcri  196-197).
fremire   v. intr.  [io fremisco, tu fremisci ecc. ; aus. avere] (ant. , lett.) fremere.
fremito   s.m.    • 1 •   agitazione improvvisa, violenta e convulsa provocata da un sentimento intenso: un fremito di sdegno, di passione  | rumore indistinto di più persone in preda a tale agitazione: si udì un fremito di approvazione  | movimento, palpitazione delle membra che manifesta esteriormente questo stato: un fremito percorse la folla    • 2 •   (lett.) rumore e movimento di cose, spec. di acque o di piante agitate dal vento: il fremito delle onde, del bosco    • 3 •   (med.) vibrazione interna rilevabile con la palpazione.
frenabile   agg.  che può essere frenato.
frenaggio   s.m.    • 1 •   il complesso dei meccanismi che servono a frenare una macchina    • 2 •   il frenare; frenatura.
frenalgia   s.f.    • 1 •   (antiq.) depressione psichica, malinconia    • 2 •   (med.) nevralgia del diaframma.
frenare   v. tr.  [io fréno ecc]    • 1 •   rallentare o arrestare il movimento di un animale o di una macchina per mezzo del freno: frenare il cavallo, la bicicletta  | ridurre progressivamente la velocità di qualcosa: frenare la corsa    • 2 •   (fig.) trattenere, moderare, contenere: frenare lo sdegno, l'entusiasmo; frenare l'inflazione  | v. intr.  (aus. avere) azionare il freno, spec. per rallentare o fermare un veicolo: frenare a un incrocio; frenare di colpo, bruscamente  | rispondere all'azione dei freni: un'auto che frena male  | frenarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) rallentare o arrestare il proprio moto    • 2 •   (fig.) trattenersi, dominarsi, controllarsi: non riuscire a frenarsi ; non sapere frenarsi. 
frenastenia   s.f.  (psich.) insufficienza mentale; oligofrenia.
frenastenico   agg.  [pl. m. -ci] (psich.) relativo a frenastenia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da frenastenia.
frenasterzo   s.m. invar.  (mecc.) in alcune motociclette da corsa, dispositivo a frizione che agisce come un freno sullo sterzo, fino a bloccare il manubrio.
frenata   s.f.  il frenare: una brusca, una leggera frenata; fare una frenata  | spazio, tempo di frenata, quelli minimi occorrenti, alle varie velocità, per frenare un veicolo fino a fermarlo completamente. dim. frenatina  pegg. frenataccia. 
frenato   part. pass.  di frenare   agg.  tenuto fermo per mezzo di un freno: pallone frenato, aerostato ancorato a terra mediante cavi.
frenatore   s.m.  [f. -trice] chi frena | l'addetto all'operazione di freno a mano o automatico su carri o convogli ferroviari in manovra | (sport) nel bob, il membro dell'equipaggio che siede in coda e governa il freno.
frenatura   s.f.    • 1 •   il frenare; frenata    • 2 •   il complesso degli organi e dei meccanismi che servono a frenare un veicolo; la loro disposizione e il loro funzionamento.
frenella   s.f.    • 1 •   (non com.) frenulo    • 2 •   morso (nei finimenti di animali).
frenello   s.m.    • 1 •   (non com.) frenulo    • 2 •   (mar.) insieme dei congegni con cui si comanda il timone    • 3 •   (ant.) nastro ricamato che le donne portavano intorno alla fronte a freno dei capelli: o vuogli un paio di scarpette o vuogli un frenello  (boccaccio dec.  viii, 2).
frenesia   s.f.    • 1 •   stato di delirio furente; follia    • 2 •   eccitazione, entusiasmo | (poet.) vaneggiamento fantastico: ch'i' son intrato in simil frenesia  (petrarca canz.  ccxliv, 3)    • 3 •   (fig) desiderio impaziente ed eccessivo, voglia smaniosa: gli è venuta la frenesia delle auto; la frenesia dell'oro, del guadagno. 
freneticamento    ⇨ farneticamento.
frenetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è in preda a frenesia; che è prodotto da frenesia: pazzo frenetico; urla frenetiche    • 2 •   (fig.) che manifesta, rivela un grande entusiasmo: applausi frenetici    • 3 •   (fig.) movimentato, sfrenato, convulso: un ballo frenetico; il ritmo frenetico della vita odierna   s.m.  (ant.) frenesia, vaneggiamento § freneticamente avv. 
-frenia  -frenia secondo elemento di parole composte della terminologia psichiatrica e psicopatologica, dal gr. phrén phrenós  'mente, animo, in quanto sede del pensiero e degli affetti' (ebefrenia, schizofrenia).
freniatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] (non com.) psichiatra.
freniatria   s.f.  (non com.) psichiatria.
freniatrico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) psichiatrico.
frenico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) del diaframma, che è in rapporto con il diaframma | nervo frenico, ramo discendente del plesso cervicale che provvede all'innervazione del diaframma.
freno   s.m.    • 1 •   barra trasversale metallica, legata alle redini, che si mette in bocca al cavallo o ad altri animali per reggerli e guidarli; morso: mettere, tirare, allentare il freno  | a freno abbandonato, sciolto, (ant.) a briglia sciolta | senza freno, (fig.) senza ritegno, sfrenatamente | mordere il freno, (fig.) sopportare malvolentieri la propria condizione di dipendenza | allentare, stringere i freni, (fig.) concedere maggiore, minore libertà allentare, irrigidire la disciplina | tenere a freno, (fig.) contenere, dominare, controllare: tenere a freno la lingua, moderarsi nel parlare    • 2 •   congegno destinato a rallentare e arrestare il moto di un veicolo, di una macchina o di una parte di essa: il freno dell'auto, della moto; freno a mano, a pedale; freno di servizio, di stazionamento; freno di emergenza, di soccorso; freni elettromagnetici, idraulici, meccanici, pneumatici; freni a ceppi, a disco, a ganasce, a nastro, a tamburo; tirare, azionare il freno; avere un guasto ai freni  | freno dinamometrico, strumento di misura usato per determinare la potenza di una macchina    • 3 •   (fig.) qualunque forza o mezzo che serve a reprimere o a moderare: il freno della legge, della morale; porre un freno alle ingiustizie  | freni inibitori, (psicol.) autorepressione dovuta a particolari inibizioni    • 4 •   (fig. ant.) controllo, governo: voi cui fortuna ha posto in mano il freno / de le belle contrade  (petrarca canz.  cxxviii, 17-18)    • 5 •   (anat.) frenulo.
freno-  freno- primo elemento di parole composte della terminologia medica formate modernamente, dal gr. phrén phrenós  'mente' o 'diaframma' (frenologia, frenospasmo).
frenocomio   s.m.  (antiq.) ospedale psichiatrico, manicomio.
frenologia   s.f.    • 1 •   dottrina, formulata nell'ottocento e da tempo abbandonata, secondo la quale le caratteristiche psichiche dipenderebbero dalla forma esterna del cranio    • 2 •   (non com.) termine improprio per psichiatria. 
frenologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la frenologia.
frenologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di frenologia.
frenopatia   s.f.  (antiq.) genericamente, malattia mentale.
frenosi   s.f.  (antiq.) malattia mentale; frenopatia.
frenospasmo   s.m.  (med.) spasmo del diaframma.
frenotomia   s.f.  (med.) taglio del frenulo della lingua o del prepuzio.
frenulo   s.m.  (anat.) piega mucosa o cutanea che unisce due organi o due parti dello stesso organo: frenulo del prepuzio; frenulo della lingua. 
freon   ® s.m. invar.  nome commerciale di idrocarburi gassosi, atossici e ininfiammabili, contenenti cloro e fluoro, usati come propellenti per aerosol e spray o come refrigeranti.
frequentabile   agg.  che si può frequentare.
frequentare   v. tr.  [io frequènto ecc.]    • 1 •   recarsi spesso in un luogo o in un ambiente, per abitudine, per dovere o per piacere: frequentare una casa, la chiesa, i locali notturni  | frequentare una scuola, esservi iscritto e recarvisi regolarmente    • 2 •   partecipare assiduamente a un'attività che si svolge con regolarità, ciclicamente: frequentare le lezioni, i corsi  | frequentare i sacramenti, confessarsi e comunicarsi spesso    • 3 •   incontrare spesso determinate persone; ritrovarsi frequentemente con qualcuno: frequentare gli amici, cattive compagnie  | (fig.) studiare, leggere assiduamente: frequentare i classici  | frequentarsi v. rifl.  vedersi, incontrarsi spesso: due amici che non si frequentano più. 
frequentativo   agg.  e s.m.  (gramm.) si dice di verbo che esprime un'azione ripetuta; iterativo: «saltellare» è il frequentativo di  «saltare».
frequentato   part. pass.  di frequentare   agg.  si dice di luogo in cui di solito convengono molte persone: un locale frequentato. 
frequentatore   s.m.  [f. -trice] chi frequenta abitualmente un dato luogo: un assiduo frequentatore del circolo. 
frequentazione   s.f.  (non com.) il frequentare; l'avere familiarità con qualcuno o con qualcosa | studio assiduo: una lunga frequentazione dei classici. 
frequente   agg.    • 1 •   che si fa, che avviene spesso: assenze, piogge frequenti  | polso frequente, dai battiti affrettati, più numerosi del normale | di frequente, spesso    • 2 •   (lett.) affollato, popolato, frequentato: questo sicuro e gaudioso regno, / frequente in gente antica e in novella  (dante par.  xxxi, 25-26) § frequentemente avv.  spesso, sovente, di frequente: è stato frequentemente interrotto. 
frequenza   s.f.    • 1 •   l'essere frequente, l'accadere frequentemente; il numero di volte che un fatto accade o si ripete: la frequenza di incidenti stradali; la frequenza del polso  ' con frequenza, frequentemente    • 2 •   il frequentare, l'essere assiduo: la frequenza alle lezioni è obbligatoria  | (non com.) frequentazione, dimestichezza    • 3 •   (non com.) il convenire in gran numero; affluenza: un'incredibile frequenza di spettatori    • 4 •   (fis.) il numero di volte in cui un fenomeno periodico si ripete nell'unità di tempo; in acustica: le basse e le alte frequenze, i suoni bassi e alti    • 5 •   in statistica: frequenza assoluta, il numero delle volte che una determinata modalità si presenta nel complesso delle unità rilevate; frequenza relativa, il rapporto in termini percentuali tra la frequenza assoluta e il numero totale delle unità rilevate | in linguistica: liste di frequenza, liste in cui è indicato il numero delle volte che determinati vocaboli ricorrono in un testo o in un gruppo di testi.
frequenziometro   o frequenzimetro, s.m.  (fis.) strumento per la misura della frequenza di una corrente elettrica alternata.
fresa   s.f.  (mecc.) utensile a taglienti multipli che, montato su una fresatrice, un tornio o un trapano, serve per produrre scanalature, profili sagomati, allargare fori ecc.
fresare   (1) v. tr.  [io frè so ecc.] (mecc.) lavorare, sagomare con la fresa.
fresare   (2)  ⇨ fregiare.
fresatore   s.m.  operaio che lavora alla fresatrice.
fresatrice   s.f.  (mecc.) macchina utensile per la lavorazione dei metalli, costituita da un motore elettrico che alimenta il movimento di rotazione della fresa | fresatrice agricola, sarchiatrice.
fresatura   s.f.  l'operazione del fresare; la lavorazione di un materiale o di un pezzo ottenuta con la fresa.
fresca   e deriv.   ⇨ fregna e deriv. 
frescante   s.m.  e f.  (lett.) chi dipinge affreschi: la decorazione della volta è opera di frescanti lombardi. 
freschezza   s.f.  qualità di ciò che è fresco (anche fig.): freschezza dell'aria; la freschezza di un pesce; freschezza di idee, di affetti. 
freschista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) frescante.
fresco   (1) agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   si dice di ciò che è leggermente freddo e che provoca per lo più una sensazione piacevole: aria, bevanda, camera fresca  | avere la fronte fresca, a temperatura normale, non calda per la febbre | star fresco, (fig.) esser capitato male, trovarsi in difficoltà, avere cattive prospettive    • 2 •   si dice di cosa appena fatta, in partic. non ancora guastata dall'uso o dal tempo: pane, uovo fresco  | latte fresco, munto da poco; anche, latte senza conservanti | formaggi freschi, molli, teneri, non stagionati | carne fresca, macellata da poco | pesce fresco, pescato da poco | frutta fresca, non secca, non conservata | fiori freschi, appena recisi, o anche non artificiali | legna fresca, non secca | vernice fresca, appena stesa, non ancora asciutta    • 3 •   (estens.) recente: notizie fresche; un pacco arrivato fresco fresco, appena arrivato | sposi freschi, sposati da poco | fresco di, per indicare la condizione da cui una persona o una cosa è uscita da poco: un libro fresco di stampa, appena stampato; un giovane fresco di studi, che li ha appena terminati | di fresco, recentemente    • 4 •   (fig.) che mostra piena salute; florido, sano: viso, colorito fresco; una ragazza fresca  ' riposato, in forze: mente fresca; truppe fresche    • 5 •   (fig.) vivace, naturale, spontaneo: stile fresco; immagini fresche    • 6 •   (mar.) si dice di vento costante piuttosto forte, indipendentemente dalla sua temperatura  s.m.    • 1 •   temperatura fresca; anche, la sensazione piacevole che se ne riceve: fa fresco; prendere, godere il fresco  | col fresco, per il fresco, nelle ore fresche del mattino o della sera: partire col fresco.  dim. freschetto, freschino, frescolino, frescuccio    • 2 •   luogo, ambiente fresco: sedere, passeggiare al fresco, all'ombra; mettere il vino, la frutta in fresco, in frigorifero, in cantina, in acqua fredda | andare, mettere al fresco, (fig. scherz.) in prigione    • 3 •   tessuto di lana per abiti estivi: fresco di lana. 
fresco   (2) s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   strato d'intonaco non ancora asciutto, sul quale si dipinge con colori stemperati nell'acqua pura: dipingere a fresco, sull'intonaco fresco    • 2 •   (ant. , lett.) affresco.
frescone   s.m.  (pop.) forma eufemistica per fregnone. 
frescura   s.f.  aria fresca: la frescura della sera. 
fresia   (1)  ⇨ freisa.
fresia   (2) s.f.  (bot.) genere di piante erbacee, bulbose, originarie dell'africa meridionale e coltivate nei giardini per i fiori colorati e molto profumati (fam.  iridacee).
fretta   s.f.    • 1 •   bisogno o desiderio di far presto; premura, urgenza: ho fretta di partire; fai pure con comodo, non c'è fretta  ' mettere, far fretta a qualcuno, incitarlo a sbrigarsi rapidamente    • 2 •   rapidità nei movimenti, negli atti; camminare, mangiare in fretta  ' in fretta e furia, molto affrettatamente.
frettare   v. tr.  [io frétto ecc.] pulire col frettazzo: frettare il ponte della nave. 
frettazzo   s.m. , o frettazza s.f.    • 1 •   robusta spazzola di setole vegetali o di fili d'acciaio, munita di manico, usata per pulire i ponti e il fasciame esterno delle navi    • 2 •   frattazzo.
frettoloso   agg.    • 1 •   che agisce o si muove in fretta: lettore frettoloso    • 2 •   fatto in fretta, affrettato: un lavoro frettoloso  § frettolosamente avv. 
freudiano   agg.  di sigmund freud (1856-1939), fondatore della psicoanalisi; relativo alle sue teorie § freudianamente avv.  secondo le teorie di freud  s.m.  [f. -a] seguace di s. freud e delle sue teorie.
freudismo   s.m.  la dottrina psicoanalitica di s. freud e dei suoi continuatori: il freudismo ortodosso; la critica al freudismo. 
friabile   agg.  si dice di cosa che si sgretola facilmente in minuti frammenti qualora sia compressa: roccia, neve friabile; un dolce di pasta molto friabile. 
friabilità   s.f.  qualità di ciò che è friabile.
fricandò   s.m.    • 1 •   (gastr.) carne di vitello lardellata e cotta in casseruola con erbe e aromi    • 2 •   (fig. region.) mescolanza di cose varie, guazzabuglio, pasticcio.
fricassea   s.m.    • 1 •   spezzatino di vitello, agnello o pollo, stufato in tegame e condito con salsa a base di uova e limone    • 2 •   (fig.) disordinata mescolanza di cose diverse | scritto, discorso confuso.
fricativo   agg.  che produce frizione | (consonanti) fricative, (ling.) quelle il cui suono è avvertito come un fruscio perché si articolano con un semplice restringimento del canale vocale, in opposizione alle occlusive, che si articolano con una chiusura completa (in italiano sono fricative f  e v, s  sorda e sonora, sc  in voci come scelta, sci  ecc.); si dicono anche costrittive  o spiranti. 
fricchettone   agg.  e s.m.  [f. -a] (fam.) freak; giovane dagli atteggiamenti anticonformistici (spesso spreg.  o scherz.).
fridericiano    ⇨ federiciano.
friganea   s.f.  (zool.) genere di insetti simili a farfalle, con quattro ali pelose reticolate e lunghe antenne setolose; le larve, acquatiche, si costruiscono un astuccio protettivo nel quale compiono la metamorfosi (ord.  tricotteri).
friggere   v. tr.  [pres. io friggo, tu friggi ecc. ; pass. rem. io frissi, tu friggésti ecc. ; part. pass. fritto] cuocere nell'olio o in altro grasso bollente: friggere in padella; friggere il pesce, le patate  | mandare qualcuno a farsi friggere, (fig.) mandarlo al diavolo | andare a farsi friggere, (fig.) andare al diavolo, in malora; anche, finire male, avere cattivo esito | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   scoppiettare bollendo: l'olio friggeva nella padella  | crepitare, sfrigolare (detto spec. di metallo rovente immerso nell'acqua)    • 2 •   (fig.) rodersi, struggersi; fremere: friggere di rabbia, d'impazienza. 
friggio   s.m.  (tosc.) rumore di olio o grasso che frigge; crepitio, stridio.
friggitore   s.m.  [f. -tora] chi frigge | chi vende cibi fritti.
friggitoria   s.f.  negozio in cui si preparano e si vendono cibi fritti.
friggitrice   s.f.  apparecchio per friggere, con cestello estraibile per scolare il fritto.
frigidaire   s.m.  (antiq.) frigorifero.
frigidario   s.m.    • 1 •   (archeol.) nelle terme romane, sala con grande vasca per il bagno freddo, posta dopo il calidario e il tepidario    • 2 •   frigorifero.
frigidezza   s.f.    • 1 •   (lett.) freddezza    • 2 •   frigidità.
frigidità   s.f.    • 1 •   (lett.) stato di ciò che è frigido, freddo: frigidità dell'acqua    • 2 •   (fig.) mancanza di entusiasmo, insensibilità, apatia: frigidità di temperamento    • 3 •   (med.) insensibilità della donna nei confronti degli stimoli sessuali.
frigido   agg.    • 1 •   (lett.) freddo    • 2 •   (fig.) privo di entusiasmo, di slancio, di calore    • 3 •   (med.) insensibile nei confronti degli stimoli sessuali: donna frigida   s.m.  [f. -a] persona frigida § frigidamente avv. 
frigio   agg.  [pl. f. -gie]    • 1 •   della frigia, regione storica della turchia: la madre frigia, la dea cibele | berretto frigio, berretto rosso con la punta ripiegata sul davanti, usato anticamente dai frigi, e divenuto simbolo di libertà durante la rivoluzione francese    • 2 •   (poet.) troiano: il pastore frigio, paride    • 3 •   (mus.) si dice di uno dei modi dell'antico sistema musicale greco (sec. iv a. c.) e del sistema musicale medievale (secc. viii-x)  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della frigia    • 2 •   la lingua parlata nella frigia.
frigna    ⇨ fregna.
frignare   v. intr.  [aus. avere] piangere in modo insistente e lamentoso, come fanno i bambini; piagnucolare.
frignone   s.m.  [f. -a] chi frigna in continuazione; piagnucolone.
frigo   s.m. invar.  forma abbr. di frigorifero. 
frigo-  frigo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica e tecnica, dal lat. fri¯gus -o°ris  'freddo' (frigoterapia).
frigobar   s.m. invar.  mobile bar frigorifero.
frigoconservazione   s.f.  il complesso delle tecniche e dei procedimenti che utilizzano il freddo per la conservazione di sostanze deperibili, spec. prodotti alimentari.
frigoria   s.f.  unità di misura usata nell'industria del freddo, corrispondente alla quantità di calore che occorre sottrarre a un chilogrammo d'acqua per abbassarne la temperatura di un grado.
frigorifero   agg.    • 1 •   che è capace di produrre freddo artificiale; che serve ad abbassare la temperatura o a mantenerla bassa: impianto frigorifero; miscela frigorifera  | cella frigorifera, locale o vano dove si conservano a temperatura molto bassa derrate alimentari deteriorabili | catena frigorifera, il complesso degli apparecchi e impianti che consentono di mantenere a bassa temperatura i prodotti alimentari congelati, fino al momento della consegna al consumatore    • 2 •   che è provvisto di impianto frigorifero: nave frigorifera; vagone frigorifero   s.m.    • 1 •   apparecchio elettrodomestico o impianto industriale per la conservazione a bassa temperatura di prodotti deperibili, spec. alimentari | mettere qualcosa in frigorifero, (fig.) metterla da parte, tenerla in sospeso; congelarla    • 2 •   (estens.) luogo molto freddo.
frigorigeno   agg.  che produce freddo; frigorifero: fluido frigorigeno. 
frigorista   s.m.  [pl. -sti] tecnico addetto al funzionamento e alla manutenzione dei frigoriferi.
frigoterapia   s.f.  (med.) lo stesso che crioterapia. 
frimaio   s.m.  il terzo mese del calendario rivoluzionario francese (20 novembre - 20 dicembre).
frine   s.f.  (lett.) prostituta.
fringe benefits   loc. sost. m. pl.  (econ.) benefici che si aggiungono alla retribuzione principale (uso dell'automobile, prestiti a tassi agevolati e sim.).
fringillidi   s.m. pl.  (zool.) vasta famiglia di uccelli passeriformi di taglia piccola e media, con becco corto e conico; vi appartengono tra gli altri il passero, il canarino, il fringuello, il cardellino | sing.  [-e] ogni uccello di tale famiglia.
fringuello   s.m.    • 1 •   piccolo uccello canoro, con gola e petto rossicci, ali nere attraversate da due fasce bianche; vive nei campi o nelle zone boscose e può adattarsi alla cattività (fam.  fringillidi) | cantare come un fringuello, gioiosamente, con voce chiara, limpida. dim. fringuellino, fringuelletto    • 2 •   (fig.) persona ingenua, inesperta; merlo.
frinire   v. intr.  [io frinisco, tu frinisci ecc. ; aus. avere] detto delle cicale, emettere il caratteristico verso.
frinzello   s.m.  (non com.)    • 1 •   cucitura o rammendo grossolano e vistoso    • 2 •   (estens.) cicatrice deturpante.
frisare   v. tr.  sfiorare; sfrisare | frisare una, la palla, nel gioco del biliardo o delle bocce, lo sfiorarla di lato da parte di un'altra palla (detto di chi gioca la propria palla, o di una palla rispetto a un'altra); sfrisare.
frisata   (1) s.f.  nel gioco del biliardo o delle bocce, il frisare una palla.
frisata   (2) s.f.  (mar.) nella costruzione degli scafi, l'elemento che, correndo da poppa a prora lungo la murata, collega gli orli superiori delle coste.
frisbee   ® [pr.  / 'frizbi /] s.m. invar.  disco di plastica con cui si gioca lanciandolo e afferrandolo al volo con le mani; il gioco stesso: giocare a frisbee. 
friscello   s.m.  la parte più leggera e volatile della farina, che durante la macinatura si alza e si attacca alle pareti del mulino; volanda.
friso   (1) s.m.  frisata, nel gioco del biliardo: colpire una palla di friso, di striscio.
friso   (2) s.m.  (mar.) negli scafi in legno, il corso più alto del fasciame esterno; cinta.
frisone   agg.  della frisia, regione dell'europa nord-occidentale | (cavallo) frisone, cavallo robusto, dal mantello baio, con caratteristici ciuffi ai piedi | (vacca) frisona, vacca olandese con mantello nero pezzato, ottima produttrice di latte  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della frisia    • 2 •   lingua del gruppo germanico parlata in frisia.
fritillaria   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee bulbose, con fiori campanulati penduli di colore arancio o screziato (fam.  liliacee).
fritta   s.f.  massa vetrosa composta di sabbia e alcali che, cotta, dà il caratteristico smalto alla maiolica | (metall.) massa di polveri metalliche agglomerate.
frittata   s.f.  vivanda di uova sbattute fritte in padella, spesso con aggiunta di altri ingredienti: frittata arrotolata, ripiena; frittata di carciofi, di spinaci, di zucchine  | fare una frittata, la frittata, (scherz.) rompere inavvertitamente più uova o, per estens., rompere un oggetto fragile; (fig.) combinare un pasticcio, un guaio | rivoltare la frittata, (fig.) rigirare ad arte un discorso, capovolgere a proprio vantaggio una situazione; far apparire le cose in modo diverso da come sono realmente o da come erano state in un primo tempo presentate. dim. frittatina  accr. frittatona, frittatone  (m.).
frittella   s.f.    • 1 •   dolce fatto con pasta quasi liquida che si frigge nell'olio bollente, spesso unita ad altri ingredienti: frittelle di mele, di riso, di fiori di zucca.  dim. frittellina  accr. frittellona    • 2 •   (fam.) macchia di unto sugli abiti.
frittellone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi si macchia frequentemente, chi ha spesso gli abiti pieni di frittelle.
frittelloso   agg.  (fam.) pieno di macchie di unto, di frittelle: un maglione frittelloso. 
fritto   part. pass.  di friggere   agg.  cotto in olio o grasso bollente: patate fritte  | essere (bell'e) fritto, (fig.) essere rovinato, senza speranza | cosa fritta e rifritta, (fig.) ripetuta più volte e quindi notissima | aria fritta, (fig.) discorso, ragionamento vuoto e inconcludente  s.m.    • 1 •   piatto di cibi fritti: un fritto di pesce; fritto misto, di diversi tipi di pesce o di carne; (fig.) guazzabuglio    • 2 •   odore o sapore tipico dei cibi fritti: sentire di fritto. 
frittume   s.m.  (spreg.) insieme di cibi fritti.
frittura   s.f.    • 1 •   il friggere: frittura a fuoco vivo    • 2 •   vivanda fritta: frittura di pesce  | pesce da friggere: comprare mezzo chilo di frittura. 
friulano   region. furlano, agg.  del friuli  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo del friuli    • 2 •   dialetto ladino parlato nel friuli.
frivoleggiare   v. intr.  [io frivoléggio ecc. ; aus. avere] comportarsi, parlare in modo frivolo.
frivolezza   s.f.    • 1 •   l'essere frivolo: frivolezza di un discorso    • 2 •   parola, atto frivolo: perdersi in frivolezze. 
frivolo   agg.  che dimostra scarsa serietà leggero, futile, superficiale: persona frivola; discorso frivolo  § frivolamente avv. 
frizionale   agg.    • 1 •   (fis.) che concerne l'attrito radente    • 2 •   (econ.) si dice della disoccupazione causata dalla scarsa mobilità dei lavoratori da un luogo all'altro o da un impiego all'altro.
frizionare   v. tr.  [io frizióno ecc.] sottoporre a una frizione; massaggiare: frizionare il cuoio capelluto; frizionare i muscoli. 
frizione   s.f.    • 1 •   massaggio consistente nello strofinare fortemente la pelle con sostanze medicamentose: frizione con, di alcol  | la sostanza stessa usata per frizionare    • 2 •   (fis.) attrito fra due corpi, di cui almeno uno in movimento    • 3 •   (mecc.) organo che serve a staccare il motore dagli organi di trasmissione e poi a reinserirlo, per eseguire i cambi di marcia; per estens., pedale o altro dispositivo con cui si comanda tale organo: schiacciare la frizione    • 4 •   (fig.) contrasto, dissidio: motivi di frizione. 
frizzante   part. pres.  di frizzare   agg.    • 1 •   pungente (anche fig.): aria frizzante; battuta frizzante  | arguto, vivace: ingegno frizzante; un oratore frizzante    • 2 •   effervescente, gassato: acqua, aranciata frizzante.  dim. frizzantino. 
frizzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   dare la sensazione di lievissime e frequenti punture: l'alcol, sulle ferite, frizza  | detto di bevande, provocare una sensazione di solletico al palato; essere effervescente: lo spumante frizza    • 2 •   stridere, detto di ferro rovente immerso in acqua    • 3 •   (fig.) essere pungente, caustico.
frizzo   s.m.  motto arguto e mordace: lanciare frizzi contro qualcuno. 
frö  beliano fröbeliano; ⇨ froebeliano.
frocio   s.m.  e agg.  (region. volg.) omosessuale maschile; checca. dim. frocetto  accr. frocione. 
froda    ⇨ frode.
frodare   v. tr.  [io fròdo ecc.]    • 1 •   privare qualcuno, con la frode, di qualcosa che gli spetta: frodare lo stato, un cliente    • 2 •   sottrarre qualcosa con l'inganno, con la frode: frodare una somma a qualcuno    • 3 •   (ant.) nascondere, falsare: la verità nulla menzogna frodi  (dante inf.  xx, 99).
frodatore   s.m.  [f. -trice] chi froda.
frode   ant. fraude, froda, s.f.  inganno, raggiro: la frode, ond'ogne coscienza è morsa, / può l'omo usare in colui che 'n lui fida / e in quel che fidanza non imborsa  (dante inf.  xi, 52-54) | (dir.) attività lesiva del diritto altrui svolta in mala fede: frode alimentare; frode fiscale; frode in assicurazione, in commercio. 
frodo   s.m.  (solo sing.)    • 1 •   il sottrarsi con l'inganno al dovere di pagare tasse, imposte, dazi | cacciatore, pescatore di frodo, chi caccia, pesca senza licenza, in tempi, luoghi o con mezzi proibiti | merce di frodo, di contrabbando    • 2 •   (lett.) inganno, frode.
frodolente   frodolento  ⇨ fraudolento.
frodolenza   frodolenzia  ⇨ fraudolenza.
froebeliano   o fro°beliano, agg.  del pedagogista tedesco f. fro°bel (1782-1852); che si riferisce al suo metodo educativo, basato sul gioco come espressione della libera attività creatrice del bambino.
frogia   s.f.  (spec. pl.) [pl. -gie  o -ge]    • 1 •   ciascuna delle estremità carnose delle narici del cavallo: la cavalla... / che nelle froge avea del mar gli spruzzi  (pascoli)    • 2 •   (scherz.) narice umana.
frollamento   s.m.  (non com.) frollatura.
frollare   v. tr.  [io fròllo ecc.] far diventare frollo; sottoporre a frollatura: frollare la cacciagione  | v. intr.  [aus. essere], frollarsi v. rifl.  diventare frollo.
frollatura   s.f.  stagionatura di pochi giorni delle carni macellate, in condizioni di media temperatura e umidità, che le fa diventare più tenere e saporite | il periodo di tempo necessario per tale stagionatura.
frollino   s.m.  biscotto di pasta frolla.
frollo   agg.    • 1 •   tenero, morbido | carne frolla, sottoposta a frollatura | pasta frolla, pasta friabile per dolci fatta di farina, burro, zucchero e uova | uomo di pasta frolla, (fig.) uomo debole, di fisico o di carattere | avere le mani di pasta frolla, (fig.) farsi cadere tutto di mano    • 2 •   (fig.) debole, fiacco, molle.
fromba   s.f.  (ant.) frombola.
frombola   s.f.    • 1 •   (lett.) fionda    • 2 •   (ant.) sasso.
frombolare   v. intr.  [io frómbolo ecc. ; aus. avere] (lett.) tirare con la frombola.
fromboliere   s.m.    • 1 •   nell'antichità, soldato armato di frombola    • 2 •   (sport) giocatore di calcio dotato di potenza di tiro, buon realizzatore di reti; cannoniere.
fromentino   agg.  del colore del frumento, detto del mantello sauro chiaro dei bovini.
fromento    ⇨ frumento.
fronda   (1) ant. fronde, s.f.  [pl. -de; ant. o poet. -di]    • 1 •   frasca; ramoscello con foglie    • 2 •   pl.  l'insieme delle foglie e dei rami di un albero | (fig.) ornamenti superflui del parlare o dello scrivere: prosa piena di fronde    • 3 •   (bot.) foglia delle felci che porta le spore | l'alga quando prende aspetto di foglia.
fronda   (2) s.f.    • 1 •   (st.) movimento di opposizione sviluppatosi in francia tra il 1648 e il 1653 contro la reggente anna d'austria e il suo ministro mazarino durante la minore età di luigi xiv, nell'intento di rovesciare l'assolutismo monarchico    • 2 •   (estens.) ogni movimento o corrente di opposizione all'interno di un partito o di un gruppo politico: fronda parlamentare  | vento di fronda, aria d'opposizione.
fronde    ⇨ fronda 1.
frondeggiare   v. intr.  [io frondéggio ecc. ; aus. avere] (lett.) ricoprirsi di fronde, essere ricco di fronde: s'alcun già mai tra frondeggianti rive / puro vide stagnar liquido argento  (tasso g. l.  xiii, 60).
frondifero   agg.  (lett.) che porta, che produce fronde.
frondista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (st.) esponente della fronda    • 2 •   (estens.) oppositore, ribelle.
frondosità   s.f.  (lett.) l'essere frondoso (anche fig.).
frondoso   agg.  ricco di fronde: un albero frondoso  | (fig.) sovraccarico di ornamenti: un discorso frondoso. 
fronduto   agg.  (lett. ant.) frondoso, fronzuto.
front   inter.  (mil.) comando sempre preceduto da avvertimenti che predispongono al movimento da eseguire: dietro front!; fronte a destr! front!; fronte a sinistr! front!. 
frontale   agg.    • 1 •   (anat.) della fronte: osso, muscolo frontale    • 2 •   che è, che avviene di fronte | scontro frontale, tra due veicoli che si scontrano provenendo da direzioni opposte | attacco frontale, (mil.) portato contro la fronte dello schieramento nemico  s.m.    • 1 •   parte anteriore o rivolta verso chi osserva: il frontale della libreria, della chiesa    • 2 •   antico ornamento femminile costituito da un cerchio di metallo prezioso che cingeva la fronte    • 3 •   parte della briglia che passa sulla fronte e dietro gli orecchi dell'animale | parte della bardatura antica che copriva la fronte del cavallo    • 4 •   parte dell'elmo che proteggeva la fronte    • 5 •   mensola ad aggetto del caminetto § frontalmente avv.  di fronte: attaccare, scontrarsi frontalmente. 
frontaliero   o frontaliere, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi abita in una zona di frontiera e lavora come pendolare oltre il confine.
frontalino   s.m.  la parte verticale dello scalino.
fronte   s.f.  [anche s.m.  nel sign.    • 2 •   e come variante poet. nel sign. 1]    • 1 •   parte della testa compresa tra le sopracciglia e la radice dei capelli, limitata lateralmente dalle tempie: fronte alta, bassa, spaziosa, rugosa  ' guadagnarsi il pane col sudore della fronte, (fig.) lavorando con molta fatica, onestamente | a fronte alta, non avendo nulla di cui vergognarsi, avere qualcosa scolpito in fronte, (fig.) leggibile in volto anche se non dichiarato    • 2 •   la parte anteriore di oggetti e strutture, rivolta verso chi guarda: la fronte di un edificio  | fronte del ghiacciaio, la parte terminale della lingua di un ghiacciaio | di fronte, davanti, dirimpetto, di faccia: abita qui di fronte; la casa di fronte  | a fronte, a confronto: nessuno gli può stare a fronte; traduzione a fronte, stampata, per confronto, sulla pagina a fianco a quella del testo originale | fronte a fronte, faccia a faccia | a fronte di, in corrispondenza a, quale corrispettivo di | in fronte, sul davanti, all'inizio: in fronte al libro, al giornale    • 3 •   (metr.) nella canzone lirica antica, la prima parte della strofa, a sua volta divisa generalmente in due piedi | s.m.  [anche, ma antiq., s.f.  nel sign. 1]    • 1 •   la linea su cui due eserciti nemici vengono a contatto; per estens., tutta la zona in cui si combatte: andare al fronte  | cambiamento di fronte, spostamento di forze su un altro luogo di combattimento (anche fig.) | rovesciamento di fronte, contrattacco (anche fig.) | far fronte, affrontare, fronteggiare (anche fig.): far fronte al nemico; far fronte a una difficoltà, non lasciarsene sopraffare; far fronte a un impegno, soddisfarlo; far fronte a una spesa, sostenerla    • 2 •   unione di più partiti o movimenti per fronteggiare un avversario comune o per raggiungere comuni obiettivi: fronte popolare, di liberazione nazionale    • 3 •   (meteor.) zona perturbata dovuta all'incontro di masse d'aria diverse, calda e fredda    • 4 •   fronte d'onda, (fis.) superficie definita dai punti che sono raggiunti simultaneamente da una stessa onda.
fronteggiare   v. tr.  [io frontéggio ecc.]    • 1 •   contrastare validamente; tener testa, far fronte (a un attacco, a un assalto ecc.): fronteggiare il nemico, gli avversari  ' in usi fig.: fronteggiare una situazione difficile, una grave crisi ecc.    • 2 •   stare, essere di fronte a qualcuno o a qualcosa: il palazzo che fronteggia la piazza  | fronteggiarsi v. rifl.  affrontarsi, contrastarsi: le due squadre si fronteggiavano con accanimento. 
frontespizio   non com. frontispizio, s.m.    • 1 •   prima pagina di un libro, in cui sono stampati il titolo, il nome dell'autore e dell'editore, e di solito anche il luogo e la data di stampa    • 2 •   (arch.) frontone.
frontiera   s.f.    • 1 •   limite della sovranità territoriale di uno stato; confine: passare, varcare la frontiera; linea di frontiera  | (valico di) frontiera, luogo in cui, sotto la sorveglianza militare e doganale, è consentito attraversare il confine tra uno stato e l'altro | incidenti di frontiera, scaramucce belliche tra stati confinanti | punto di frontiera, (mat.) punto che in ogni suo intorno ammette punti dell'insieme e punti che non appartengono all'insieme; punto aderente    • 2 •   (fig.) linea di divisione, di distinzione: la frontiera tra il lecito e l'illecito. 
frontino   s.m.    • 1 •   piccola parrucca portata sulla fronte    • 2 •   schiaffo dato a mano aperta sulla fronte di qualcuno    • 3 •   finimento del cavallo; frontale.
frontismo   s.m.  la tendenza di partiti politici, spec. di sinistra, a riunirsi in un fronte unico.
frontispizio    ⇨ frontespizio.
frontista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (dir.) chi possiede un immobile che si affaccia su un corso d'acqua, una strada ecc.    • 2 •   aderente a un fronte politico  agg.  relativo al frontismo politico e ai suoi aderenti: atteggiamento, movimento frontista. 
frontologia   s.f.  branca della meteorologia che studia le caratteristiche fisiche delle masse d'aria in contatto lungo un fronte e la loro dinamica.
frontone   s.m.    • 1 •   (arch.) decorazione, solitamente triangolare, posta a coronamento della facciata di un edificio o di porte, finestre ecc.    • 2 •   nei libri a stampa, testata    • 3 •   lastra di ferro o altro materiale posta contro il muro di fondo di un caminetto per ripararlo dall'azione del fuoco e immagazzinare calore.
fronzolo   s.m.  (spec. pl.) ornamento superfluo e non bello (anche fig.): un vestito pieno di fronzoli; uno scritto senza fronzoli. 
fronzuto   agg.  (lett.) che ha molte fronde; frondoso: l'olmo fronzuto  (poliziano).
frosone   o frusone, s.m.  piccolo uccello con capo tozzo, piumaggio variopinto, becco molto forte (ord.  passeriformi).
frotta   s.f.  gruppo di persone più o meno numeroso che si muove in disordine: una frotta di ragazzi  | (estens.) branco disordinato di animali: una frotta di puledri  | andare in frotta, a frotte, in gruppo, a gruppi.
frottage   s.m. invar.  tecnica di disegno che consiste nel passare ripetutamente la matita su un foglio posto su una superficie rilevata (tessuto, foglia).
frottola   s.f.    • 1 •   componimento popolaresco di vario metro, fatto di pensieri bizzarri, motti sentenziosi, indovinelli spesso slegati fra loro, in uso in italia spec. nei secc. xiv-xv    • 2 •   (mus.) composizione polifonica vocale di origine popolare diffusa in italia nei secc. xvi-xvii    • 3 •   (fig.) bugia, fandonia: raccontar frottole. 
fru-fru  fru-fru o frufrù, inter.  voce onom. che indica il fruscio delle vesti, lo stropiccio dei piedi e sim.  s.m.    • 1 •   (non com.) fruscio, stropiccio | (estens.) confusione, agitazione    • 2 •   ornamento capriccioso e leggero negli abiti e negli accessori femminili | usato anche come agg.  : camicetta, gonnellino fru-fru. 
frugacchiare   v. intr.  [io frugàcchio ecc. ; aus. avere] (non com.) andare frugando qua e là, in fretta o furtivamente.
frugale   agg.  moderato nel mangiare e nel bere; sobrio, parco: un uomo frugale  | cena, pasto frugale, semplice, modesto | vita frugale, costumi frugali, parsimoniosi, senza esigenze § frugalmente avv. 
frugalità   s.f.  l'essere frugale; morigeratezza nel mangiare e nel bere.
frugare   v. intr.  [io frugo, tu frughi ecc. ; aus. avere] cercare minutamente e insistentemente tra più cose: frugare tra i rifiuti, nei cassetti  | v. tr.    • 1 •   rovistare: frugare le tasche    • 2 •   perquisire: ordinò di frugare i passeggeri  | (fig.) indagare, esaminare con lo sguardo; scrutare: due occhioni neri come il peccato... andavano frugando gli uomini  (verga)    • 3 •   (ant.) stimolare | tormentare.
frugata   s.f.  il frugare, in fretta e superficialmente. dim. frugatina. 
frugatoio   s.m.  pertica usata dai pescatori per frugare il fondo di uno specchio d'acqua in modo che i pesci, spaventati, si spingano verso la rete.
frugifero   agg.  (lett.) che produce frutti; fruttifero, fecondo.
frugivoro   agg.  si dice di animale che si nutre di frutti.
frugnolare   v. intr.  [io frugnòlo ecc. ; aus. avere] (tosc.) andare a caccia o a pesca col frugnolo.
frugnolo   s.m.  (tosc.) lanterna con luce direzionale usata per abbagliare di notte uccelli o pesci in modo da catturarli più facilmente.
frugolare   v. intr.  [io frùgolo ecc. ; aus. avere] (non com.)    • 1 •   andare frugando qua e là    • 2 •   grufolare.
frugolo   s.m.  [f. -a] bambino molto vivace. dim. frugolino, frugoletto. 
frui   s.m.  (ant. , lett.) beatitudine, felicità: la bella image che nel dolce frui / liete facevan l'anime conserte  (dante par.  xix, 2-3).
fruibile   agg.  di cui si può fruire; utilizzabile.
fruibilità   s.f.  l'essere fruibile.
fruire   v. intr.  [io fruisco, tu fruisci ecc. ; aus. avere] godere, giovarsi di qualcosa: fruire di una rendita  | v. tr.    • 1 •   (non com.) godere: fruire la pensione di guerra    • 2 •   recepire, interpretare (un testo letterario o un'opera d'arte).
fruitore   s.m.    • 1 •   chi fruisce di qualcosa; utente: fruitore di un diritto, di un servizio    • 2 •   chi recepisce, chi interpreta un testo letterario o un'opera d'arte.
fruizione   s.f.    • 1 •   il fruire; uso, godimento    • 2 •   ricezione, interpretazione di un testo letterario o di un'opera d'arte.
frullana   s.f.  falce fienaia.
frullare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto di uccelli, levarsi in volo sbattendo le ali; per estens., fare un fruscio rumoroso simile a quello degli uccelli che si alzano in volo    • 2 •   (estens.) girare velocemente: far frullare una trottola    • 3 •   (fig.) agitarsi, comparire d'improvviso nella mente: non capisco che cosa ti frulli per la testa  | secondo come gli frulla, secondo il capriccio del momento | v. tr.  agitare, sbattere col frullino o col frullatore: frullare le uova, la frutta. 
frullato   part. pass.  di frullare   agg.  sbattuto col frullino o col frullatore: uova frullate   s.m.    • 1 •   bevanda ottenuta sbattendo nel frullatore latte e frutta o altri ingredienti: frullato di banana    • 2 •   (mus.) effetto di frullo simile al tremolo ottenibile da strumenti a fiato (come il flauto, il clarinetto, la tromba).
frullatore   s.m.  elettrodomestico per frullare cibi o bevande.
frullino   s.m.    • 1 •   utensile a mano usato per frullare ingredienti vari: frullino elettrico, frullatore | (fig.) persona agitata o sempre in movimento    • 2 •   piccolo uccello palustre con becco lungo e sottile e piumaggio a tinte metalliche (ord.  caradriformi).
frullio   s.m.  un frullare prolungato.
frullo   s.m.    • 1 •   il frullare; il rumore che fanno gli uccelli nel levarsi in volo: un frullo d'ali  | sparare a frullo, mentre l'uccello si alza in volo    • 2 •   frullo orizzontale, (aer.) tonneau.
frullone   s.m.    • 1 •   apparecchio usato per separare la farina dalla crusca; buratto    • 2 •   (ant.) calesse a due posti con quattro ruote.
frumentaceo   agg.  (non com.) che riguarda il frumento; che produce frumento.
frumentario   agg.  (non com.) del frumento, relativo al frumento: mercato frumentario  ' nave frumentaria, nave usata nell'antica roma per il trasporto del frumento  s.m.  nell'esercito romano, addetto al vettovagliamento delle truppe.
frumento   lett. fromento, s.m.    • 1 •   pianta erbacea con foglie lineari e infiorescenza a spiga, i cui frutti (cariossidi) danno farina per pane e per paste alimentari; grano (fam.  graminacee): la coltivazione del frumento; un campo di frumento    • 2 •   l'insieme dei chicchi che si raccolgono dalle spighe di frumento: una manciata di frumento. 
frumentone   s.m.  (region.) granturco.
frummia   s.f.  (ant.) subbuglio, fermento.
frusciare   v. intr.  [io frùscio ecc. ; aus. avere] produrre un fruscio: una seta che fruscia; il vento fa frusciare le foglie. 
fruscio   s.m.  rumore leggero, continuo, sibilante prodotto da qualcosa che striscia, sfrega e sim.: il fruscio delle vesti, delle foglie  | nella riproduzione del suono, disturbo, generalmente di alta frequenza, caratteristico delle registrazioni su nastro: riduttore di fruscio, particolare circuito elettronico che serve a limitare o eliminare il fruscio in fase di registrazione o riproduzione.
fruscolo   s.m.  (non com.) ramoscello secco; fuscello.
frusinate   agg.  di frosinone  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a frosinone.
frusone    ⇨ frosone.
frusta   s.f.    • 1 •   strumento costituito da un manico a cui è fissata una corda ritorta o una striscia di cuoio, usato per colpire e incitare alla corsa gli animali e, un tempo, anche come strumento di pena o supplizio per gli uomini: far schioccare la frusta  | mettere alla frusta, (fig.) costringere al massimo impegno | colpo di frusta, (fig.) contrazione muscolare brusca e innaturale conseguente a un contraccolpo, come quello subìto da un automobilista in uno scontro. dim. frustino  (m.)    • 2 •   (fig.) disciplina severa, correzione energica: usare la frusta; ricorrere alla frusta; la frusta letteraria, titolo di un periodico redatto da g. baretti (1719-1789)    • 3 •   utensile di cucina costituito da più fili d'acciaio ripiegati intorno a un asse centrale, usato per sbattere uova, panna ecc.    • 4 •   (region.) forma di pane lunga e sottile. dim. frustina    • 5 •   (mecc.) l'elemento rotante di un albero flessibile, contenuto entro la guaina non rotante: la frusta del tachimetro    • 6 •   (mus.) strumento a percussione formato da due tavolette di legno che, percosse l'una contro l'altra, producono un suono simile allo schiocco della frusta.
frustagno    ⇨ fustagno.
frustare   (1) v. tr.    • 1 •   colpire con la frusta: frustare il cavallo; frustare a sangue, a morte, fino a far uscire il sangue, fino a uccidere    • 2 •   (fig. lett.) censurare, criticare aspramente.
frustare   (2) v. tr.  (ant. , region.)    • 1 •   consumare, logorare (spec. abiti, indumenti)    • 2 •   (estens.) danneggiare; prostrare.
frustata   s.f.    • 1 •   colpo di frusta: a suon di frustate.  dim. frustatina    • 2 •   (fig.) incitamento energico, stimolo violento: una frustata di energia    • 3 •   (fig.) critica severa.
frustatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi frusta (anche in usi fig.).
frustatura   s.f.  (non com.) il frustare o l'esser frustato.
frustino   s.m.    • 1 •   dim.  di frusta  | in partic., bastoncino sottile e flessibile ricoperto di pelle, usato da chi cavalca per incitare il cavallo    • 2 •   (fig. tosc.) damerino (dall'uso, un tempo, di portare il frustino per ostentare eleganza).
frusto   (1) agg.    • 1 •   consumato dall'uso; liso, logoro: abito frusto  | (estens.) prostrato, spossato: un organismo frusto    • 2 •   (fig.) non originale perché troppe volte detto o ascoltato; vieto, risaputo: argomentazioni fruste; una barzelletta ormai frusta. 
frusto   (2) s.m.  (ant.) boccone, tozzo di pane: mendicando sua vita a frusto a frusto  (dante par.  vi, 141).
frustolo   s.m.  briciola | (estens.) piccola parte; (fig.) cosa di minima importanza.
frustra   avv.  (ant.) invano, inutilmente: se non, ciascun disio sarebbe frustra  (dante par.  iv, 129).
frustrante   part. pres.  di frustrare   agg.  che produce frustrazione; mortificante, deludente: un lavoro, un'esperienza frustrante  § frustrantemente avv. 
frustrare   v. tr.    • 1 •   deludere; mandare a vuoto: frustrare le speranze, i desideri di qualcuno; frustrare un tentativo, un progetto    • 2 •   (psicol.) provocare in qualcuno uno stato di frustrazione.
frustrato   part. pass.  di frustrare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] (psicol.) chi si trova in stato di frustrazione.
frustrazione   s.f.    • 1 •   il frustrare, l'essere frustrato    • 2 •   (psicol.) stato psicologico risultante da un mancato o inibito soddisfacimento di un bisogno per cause esterne o per conflitti interni al soggetto | (estens.) stato di depressione o di aggressività, che consegue a ripetute delusioni o umiliazioni.
frutescente   agg.  (bot.) si dice di pianta che ha forma di frutice, di arbusto.
frutice   s.m.  (bot.) arbusto.
fruticeto   s.m.  luogo dove crescono molti frutici; macchia, boscaglia.
fruticoso   agg.  (bot.) che ha l'aspetto di frutice.
frutta   s.f.  [pl. -ta  e -te]    • 1 •   l'insieme dei frutti, spec. in quanto commestibili: la frutta è ricca di vitamine; marmellata, macedonia di frutta; frullato, succo di frutta; frutta fresca, di stagione; frutta sciroppata, candita; frutta secca    • 2 •   la portata di frutta, alla fine del pranzo: servire la frutta; essere alla frutta, al termine del pranzo | arrivare alla frutta, (fig.) arrivare tardi, quando ormai tutto è finito | essere alla frutta, (fig.) essere prossimo all'esaurimento delle proprie forze, capacità, risorse.
fruttaio   s.m.  (non com.) locale dove si conserva la frutta.
fruttaiolo   lett. fruttaiuolo, s.m.  fruttivendolo.
fruttare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   dar frutti; fruttificare    • 2 •   dare un reddito, un profitto; rendere: un'attività, un commercio che frutta bene  | v. tr.    • 1 •   dare come frutto (anche fig.): un terreno che frutta molto grano; il suo coraggio gli ha fruttato la nostra ammirazione    • 2 •   produrre un vantaggio economico; rendere: quell'affare gli ha fruttato milioni. 
fruttato   (1) part. pass.  di fruttare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   (agr.) il complesso dei frutti prodotti da un albero, da un campo e sim.    • 2 •   (econ.) rendita, reddito, interesse: fruttato annuo. 
fruttato   (2) agg.  in enologia, si dice di vitigno o vino il cui sapore ricorda quello della frutta matura.
fruttescenza   s.f.  (non com.) infruttescenza.
frutteto   s.m.  terreno coltivato ad alberi da frutto.
frutticolo   agg.  che riguarda le piante da frutto o le frutta: mercato frutticolo. 
frutticoltore   o frutticultore, s.m.  chi coltiva alberi da frutto.
frutticoltura   o frutticultura, s.f.    • 1 •   coltivazione di alberi da frutto    • 2 •   parte della scienza agraria che si occupa di tale coltivazione.
fruttidoro   s.m.  il dodicesimo mese del calendario rivoluzionario francese (18 agosto - 16 settembre).
fruttiera   s.f.  recipiente a scodella, talvolta sostenuto da un piede, usato per servire la frutta in tavola.
fruttifero   agg.    • 1 •   che produce frutti (anche fig.): albero fruttifero; un incontro fruttifero    • 2 •   (econ.) che dà reddito; che dà luogo a corresponsione di interessi: buoni fruttiferi; deposito non fruttifero    • 3 •   (lett.) fertile, fecondo.
fruttificare   v. intr.  [io fruttìfico, tu fruttìfichi ecc. ; aus. avere] produrre frutti (anche fig.): un terreno che fruttifica due volte l'anno; il buon esempio fruttifica sempre. 
fruttificazione   s.f.  il fruttificare; la formazione dei frutti di una pianta.
fruttifico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) fruttifero.
fruttino   s.m.    • 1 •   dim.  di frutto    • 2 •   porzione di marmellata di frutta confezionata a sé    • 3 •   caramella alla frutta | gelatina di frutta.
fruttivendolo   s.m.  [f. -a] venditore al minuto di frutta e verdura.
frutto   s.m.    • 1 •   (bot.) nelle fanerogame, il complesso del pericarpo (derivato dalle pareti dell'ovario) e di uno o più semi (derivati dagli ovuli fecondati): frutto secco, carnoso, quello che, durante la maturazione, perde o accresce il suo contenuto d'acqua; falso frutto, quello che non si origina dall'ovario ma da altre parti del fiore (p. e.  il ricettacolo)    • 2 •   nell'uso comune, prodotto commestibile della terra; in partic., quello polposo di alcuni alberi: i frutti dei campi; alberi da frutto  | cogliere il frutto quand'è maturo, (fig.) saper aspettare il momento opportuno. dim. fruttino, frutterello, frutticino    • 3 •   frutti di mare, nome generico di molluschi (ostriche, mitili, telline ecc.) commestibili    • 4 •   figlio, figliolanza, prole: i frutti del matrimonio  | frutto dell'amore, figlio, e più spesso figlio illegittimo | frutto del seno di maria, gesù    • 5 •   (fig.) quanto l'uomo trae dalla sua attività: raccogliere il frutto delle proprie fatiche; vivere con i frutti del proprio lavoro    • 6 •   (fig.) risultato, conseguenza, effetto: i frutti di un'educazione sbagliata; è solo (il) frutto della sua fantasia  | senza frutto, senza risultato, inutilmente    • 7 •   profitto, rendita, interesse: un investimento che dà buon frutto  | mettere a frutto qualcosa, far fruttare, impiegare proficuamente (anche fig.): mettere a frutto un capitale, l'esperienza  | prestare, prendere denaro a frutto, a interesse    • 8 •   (dir.) prodotto periodico di un bene: frutti naturali, quelli che derivano in modo diretto da un bene, indipendentemente dall'opera dell'uomo; frutti civili, quelli che si ricavano da un bene o da una somma di denaro come corrispettivo del godimento che altri ne abbia; interessi    • 9 •   (elettr.) parte centrale, montata su telaio, di diversi dispositivi (interruttori, prese, deviatori) degli impianti elettrici civili.
fruttosio   s.m.  (chim.) zucchero isomero del glucosio, contenuto in molti frutti e nel miele, usato come conservante e come sostitutivo dello zucchero comune negli alimenti per diabetici; levulosio.
fruttuosità   s.f.  qualità di ciò che è fruttuoso; utilità.
fruttuoso   agg.    • 1 •   che produce molti frutti | prov.  : anno nevoso, anno fruttuoso    • 2 •   che rende molto: un investimento fruttuoso  | (fig.) che dà buoni risultati; utile, vantaggioso: indagini, ricerche fruttuose; una fruttuosa collaborazione  § fruttuosamente avv. 
ftalato   s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido ftalico.
ftaleina   s.f.  (chim.) ogni componente di una classe di coloranti organici ottenuti per condensazione dell'anidride ftalica con fenoli.
ftalico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido organico derivato dalla naftalina, usato nell'industria dei coloranti, delle resine ecc.
ftanite   s.f.  (min.) roccia sedimentaria silicea variamente colorata, costituita da scheletri di radiolari; per la sua durezza è usata come pietra ornamentale.
ftiriasi   s.f.  (med.) infestazione da pidocchi; pediculosi.
fu   agg.  (burocr.) morto, defunto (davanti a nomi propri di persona): il fu paolo b. ; mario c. fu giuseppe, figlio del defunto giuseppe.
führer  führer;s.m. invar.  titolo del dittatore tedesco a. hitler (1889-1945) | (estens.) capo dispotico.
fucacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di alghe feoficee con tallo differenziato e spesso munito di vesciche d'aria per il galleggiamento | sing.  [-a] ogni alga di tale famiglia.
fucato   agg.  (lett.)    • 1 •   tinto di fuco, imbellettato    • 2 •   (fig.) artificioso; falso: stile fucato. 
fuchsite   s.f.  (min.) varietà di muscovite di color verde smeraldo.
fuciacca    ⇨ fusciacca.
fuciacchio   fuciacco  ⇨ fusciacco.
fucilare   v. tr.  [io fucìlo ecc.] uccidere mediante fucilazione.
fucilata   s.f.    • 1 •   colpo sparato col fucile; il rumore prodotto dallo sparo: tirare, sparare una fucilata; udire una fucilata    • 2 •   nel calcio e in altri sport, tiro improvviso e violento.
fucilazione   s.f.  esecuzione di una condanna a morte mediante una scarica di colpi di fucile: fucilazione nel petto, nella  o alla schiena, prevista dal codice penale militare di guerra per reati rispettivamente non infamanti o infamanti | la condanna che comporta tale pena: per questo reato era prevista la fucilazione. 
fucile   ant. focile, s.m.    • 1 •   arma da fuoco individuale portatile, con lunga canna d'acciaio rigata o liscia e calcio, per lo più di legno, che si appoggia alla spalla: fucile da caccia, da guerra; fucile ad armacollo; imbracciare, caricare, puntare il fucile; fucile automatico, semiautomatico, a ripetizione, a canne mozze; fucile mitragliatore, sovrapposto, caricato a lupara.  dim. fucilino, fuciletto  accr. fucilone  pegg. fucilaccio    • 2 •   (estens.) arma non da fuoco simile a un fucile: fucile ad aria compressa; fucile subacqueo    • 3 •   (fig.) soldato armato di fucile | tiratore: essere un buon fucile    • 4 •   (ant.) acciarino, esca da fuoco (anche fig.): e 'l tacito focile / d'amor  (petrarca canz.  clxxxv, 6-7).
fucileria   s.f.    • 1 •   insieme di fucili | fuoco, scarica di fucileria, scarica simultanea e prolungata di molti fucili    • 2 •   insieme di persone armate di fucile.
fuciliera   s.f.    • 1 •   rastrelliera per riporre i fucili: fuciliera verticale, orizzontale    • 2 •   (ant.) in una fortificazione, feritoia da cui sparare con il fucile.
fuciliere   s.m.  fante armato di fucile.
fucina   s.f.    • 1 •   forgia    • 2 •   luogo in cui vengono compiuti lavori di fucinatura | fucina infernale, (fig.) l'inferno | fucina di vulcano, nella mitologia greca, quella situata sotto l'etna, in cui vulcano forgiava le armi degli dei    • 3 •   (fig.) luogo dove si prepara, si macchina qualcosa: una fucina di tradimenti  | ambiente in cui si forgiano caratteri, ingegni, personalità: una fucina di giovani poeti. 
fucinare   v. tr.  [io fucìno ecc.]    • 1 •   lavorare a caldo un metallo; forgiare    • 2 •   (fig. non com.) ordire, macchinare | formare, plasmare.
fucinatore   s.m.  operaio che compie lavori di fucinatura: fucinatore a mano, fabbro.
fucinatrice   s.f.  pressa per fucinatura.
fucinatura   s.f.  lavorazione per deformazione a caldo dei metalli che, riscaldati nella forgia, vengono sagomati da macchine (magli, fucinatrici) o a mano (martello su incudine).
fuco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (bot.) genere di alghe di color verde bruno con tallo laminare ramificato (fam.  fucacee)    • 2 •   (ant.) belletto per le guance ricavato da alcune alghe.
fuco   (2) s.m.  [pl. -chi] il maschio dell'ape.
fucsia   s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante ornamentali con foglie ovali e fiori penduli, di vario colore, spec. rossi o violaceo-azzurri (fam.  enoteracee)    • 2 •   (chim.) colorante organico che tinge in una particolare tonalità di rosso  agg.  e s.m. invar.  si dice di una particolare tonalità di rosso che ricorda il colore dei fiori della fucsia.
fucsina   s.f.  (chim.) sostanza colorante organica o sintetica rosso-violetta, ottenuta per ossidazione dall'anilina; è detta anche rosanilina.
fuegino   o fuegiano, agg.  della terra del fuoco, nell'america meridionale  s.m.  [f. -a] abitante della terra del fuoco.
fuetto   s.m.    • 1 •   frustino usato nelle corse al trotto    • 2 •   (mar.) cavo sottile di canapa.
fuga   s.f.    • 1 •   il fuggire: una fuga precipitosa; fuga dal carcere  | prendere la fuga, darsi alla fuga, fuggire | mettere in fuga, far fuggire | di fuga, di corsa, in gran fretta | fuga dalla realtà, (fig.) evasione nella fantasia, o in ambienti e situazioni falsi, artificiosi | fuga in egitto, secondo il racconto evangelico, quella di giuseppe, maria e gesù bambino per evitare la persecuzione di erode. accr. fugone  (m.)    • 2 •   successione di ambienti o di elementi architettonici in prospettiva: una fuga di stanze, di archi, di colonne  | fuga di specchi, effetto ottico generato da due specchi che si riflettono vicendevolmente    • 3 •   (mus.) forma musicale contrappuntistica di struttura complessa, caratterizzata da due o più voci che ripetono, secondo regole rigorose e severe, lo stesso disegno melodico    • 4 •   (sport) in gare di corsa, e spec. nel ciclismo, l'azione di uno o di pochi concorrenti che si avvantaggiano sensibilmente rispetto agli altri: essere, andare in fuga    • 5 •   fuoruscita rapida e copiosa di un fluido da una conduttura: fuga di gas, d'acqua  | fuga di capitali, trasferimento di capitali all'estero in vista di impieghi più convenienti o più sicuri | fuga di notizie, divulgazione di notizie che dovevano restare segrete o riservate    • 6 •   punto di fuga, (geom.) punto ideale nel quale convergono tutte le linee rette che, in una data rappresentazione (p. e.  in un quadro), sono immagini di rette che nella realtà sarebbero parallele    • 7 •   velocità di fuga, (fis.) quella necessaria a un corpo, proiettato dalla superficie di un astro verso lo spazio, per uscire dal campo gravitazionale dell'astro stesso.
fugace   agg.    • 1 •   (lett.) che fugge, che è solito fuggire    • 2 •   (fig.) di breve durata; caduco, effimero: gioia, speranza fugace  § fugacemente avv. 
fugacità   s.f.    • 1 •   l'essere fugace: la fugacità di un'illusione    • 2 •   (chim. fis.) funzione termodinamica che rappresenta una pressione corretta e misura la deviazione dei gas dal comportamento ideale.
fugare   v. tr.  [io fugo, tu fughi ecc.]    • 1 •   (lett.) mettere in fuga: fugare il nemico    • 2 •   (estens.) mandar via, dissipare, disperdere (anche fig.): il vento ha fugato le nubi; fugare un dubbio  | fugarsi v. rifl.  (ant.) allontanarsi, fuggire: vertù così per nimica si fuga / da tutti  (dante purg.  xiv, 37-38).
fugato   part. pass.  di fugare   agg.  (mus.) che ha forma simile a quella della fuga: stile fugato   s.m.  (mus.) composizione musicale o parte di essa ispirata ai canoni della fuga.
fugatore   agg.  e s.m.    • 1 •   [f. -trice] (ant.) che, chi mette in fuga    • 2 •   in idraulica, si dice di collettore di scarico delle acque di un comprensorio irriguo.
fuggente   part. pres.  di fuggire   agg.  (lett.) che fugge (anche fig.): cogliere l'attimo fuggente. 
fuggevole   agg.  fugace, di breve durata: istanti, sogni fuggevoli; sguardo fuggevole  § fuggevolmente avv. 
fuggevolezza   s.f.  (rar.) l'essere fuggevole; fugacità.
fuggiasco   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -schi]    • 1 •   si dice di chi fugge per evitare un pericolo: l'esercito fuggiasco; il fuggiasco raggiunse la frontiera  | andar fuggiasco, vivere fuggendo, nascondendosi    • 2 •   (estens.) esule: il ghibellin fuggiasco, dante (foscolo sepolcri  174).
fuggifuggi   o fuggi fuggi, s.m. invar.  fuga caotica e precipitosa di più persone: la scossa di terremoto provocò un fuggifuggi generale. 
fuggire   v. intr.  [io fuggo, tu fuggi ecc. ; aus. essere]    • 1 •   allontanarsi rapidamente da un luogo per evitare un danno o un pericolo: fuggire di corsa, a piedi, in automobile; fuggire in fretta e furia, all'impazzata; fuggire dalla casa in fiamme; fuggire di fronte al nemico  | correr dietro a chi fugge, (fig.) aiutare, amare chi non vuole essere aiutato, amato | alla scappa e fuggi, in fretta e furia | prov.  : in amore vince chi fugge    • 2 •   tenersi lontano, rifuggire: fuggire dalle cattive compagnie  | non lasciarsi prendere, sfuggire: fuggire al nemico  | rifugiarsi: fuggire sui monti, nei boschi    • 3 •   uscire da un luogo dove si era rinchiusi; evadere: fuggire dal carcere  | (estens.) allontanarsi da un luogo per sottrarsi a una situazione di costrizione: fuggire di casa    • 4 •   andar via in fretta e furia: scusa, ma ora devo proprio fuggire  | (estens.) correre velocemente: il treno fuggiva verso la campagna  | (fig. lett.) trascorrere velocemente: la vita fugge e non s'arresta un'ora  (petrarca canz.  cclxxii, 1) | (fig. lett.) dileguarsi, svanire: la speranza è ormai fuggita    • 5 •   (sport) nel ciclismo e in altre gare di corsa, fare una fuga    • 6 •   (mar.) filare nella stessa direzione del vento | v. tr.  evitare, schivare, eludere (anche fig.): fuggire la compagnia, la folla; fuggire un pericolo, una tentazione  | fuggire un luogo, allontanarsene rapidamente, oppure evitare di andarci.
fuggitivo   agg.    • 1 •   che fugge, che è fuggito: soldati, prigionieri fuggitivi    • 2 •   (lett.) sfuggente, per modestia e pudore: quando beltà splendea / negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi  (leopardi a silvia  3-4)    • 3 •   (fig. non com.) fugace, fuggevole: gioia fuggitiva   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fugge; fuggiasco: essere sulle tracce dei fuggitivi    • 2 •   (sport) nel ciclismo e in altre gare di corsa, concorrente che è in fuga § fuggitivamente avv.  (non com.) fuggevolmente.
fughetta   s.f.  (mus.) composizione che osserva lo schema formale della fuga ma presenta struttura più semplice.
-fugo  -fugo secondo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. -fugu(m), che in alcuni casi è da fuga¯re  'mettere in fuga', in altri da fuge°re  'fuggire'; con valore transitivo significa 'che mette in fuga' (febbrifugo, callifugo), con valore intransitivo significa 'che fugge da' (centrifugo).
fuio   agg.  e s.m.  (ant.) ladro: non è ladron, né io anima fuia  (dante inf.  xii, 90).
fuitina   s.f.  (dial.) nel costume siciliano del passato, fuga di due fidanzati contrastati, per costringere le famiglie al matrimonio riparatore.
fulcro   s.m.    • 1 •   (mecc.) punto d'appoggio di una leva    • 2 •   (fig.) punto fondamentale; cardine, perno: il fulcro dell'intera questione    • 3 •   (bot.) l'organo con cui alcuni tipi di piante, spec. parassite, si aggrappano a un sostegno.
fulgente   part. pres.  di fulgere   agg.  (lett.) che brilla, che risplende: una croce inaurata / fulgente sul tuo petto  (iacopone).
fulgere   v. intr.  [pres. io fulgo, tu fulgi ecc. ; pass. rem. io fulsi, tu fulgésti ecc. ; dif. del part. pass. e dei tempi composti] (poet.) risplendere, rifulgere: fulgeami già in fronte la corona  (dante par.  viii, 64).
fulgidezza   s.f.  (non com.) l'essere fulgido; splendore.
fulgidità   s.f.  (lett.) fulgidezza.
fulgido   agg.  che emana fulgore; risplendente, luminoso (anche fig.): una fulgida gemma; un fulgido esempio  | un ricordo fulgido, molto vivo | un ingegno fulgido, acuto, brillante § fulgidamente avv. 
fulgorare   v. tr.  [io fùlgoro ecc.] (ant.) rendere fulgido; illuminare: vid'io così più turbe di splendori, / fulgorate di su da raggi ardenti  (dante par.  xxiii, 82-83).
fulgore   ant. folgore, s.m.  splendore molto vivo (anche fig.): il fulgore di una stella; nel fulgore della gloria. 
fulgoridi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti omotteri, con livrea molto brillante e capo estremamente sviluppato | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
fulgurale   agg.  (lett.) che concerne le folgori, i fulmini | disciplina fulgurale, presso gli etruschi e i romani, l'arte di divinare il futuro mediante l'osservazione dei fulmini.
fuliggine   region. filiggine, s.f.    • 1 •   deposito carbonioso nero lasciato dal fumo nei camini, nei tubi delle stufe e sim. | nero come la fuliggine, nerissimo    • 2 •   (agr.) carie, golpe del grano.
fuligginoso   region. filigginoso, agg.  coperto di fuliggine: muro fuligginoso. 
full   s.m. invar.  nel gioco del poker, combinazione composta da un tris più una coppia.
full contact   s.m. invar.  arte marziale derivata dal karate, che consente l'uso delle braccia e dei piedi nel portare i colpi, i quali, a differenza del karate dimostrativo, raggiungono il bersaglio.
full immersion   loc. sost. f. invar.    • 1 •   metodo di studio rapido e intenso, che fa uso di tecniche diverse in successione continua; si attua soprattutto nell'apprendimento di una lingua straniera    • 2 •   (estens.) svolgimento di un'attività in maniera intensissima per un arco limitato di tempo.
full-text  full-text agg.  (inform.) si dice di un tipo di ricerca all'interno di un file di testo che consente di rintracciare qualsiasi parola presente al suo interno.
full time   loc. sost. m. invar.  rapporto di lavoro in cui l'orario è quello previsto come normale; pieno impiego, tempo pieno (si contrappone a part time): l'istituto, l'obbligo del full time; scegliere il full time  | usato anche come loc. agg. invar.  e in funzione di avv.  : professore, collaboratore, segretaria full time; occupazione full time; lavorare (a) full time. 
fulmicotone   s.m.  esplosivo detonante ottenuto per nitrazione spinta del cotone; cotone fulminante | un tiro, un pugno al fulmicotone, (fig.) molto potente, violento.
fulminante   part. pres.  di fulminare   agg.    • 1 •   che fulmina (anche fig.): sguardo fulminante    • 2 •   detto di malattia, che dà morte rapida o improvvisa: polmonite fulminante    • 3 •   che esplode detonando: miccia fulminante  | cotone fulminante, fulmicotone  s.m.    • 1 •   (region.) fiammifero di legno    • 2 •   capsula esplosiva.
fulminare   v. tr.  [io fùlmino ecc.]    • 1 •   folgorare, colpire col fulmine: giove fulminò capaneo  | fulminare qualcuno con uno sguardo, con un'occhiata, (fig.) guardarlo in modo da indurlo a tacere di colpo o a desistere immediatamente da ciò che sta facendo    • 2 •   (estens.) colpire all'improvviso e violentemente; abbattere, uccidere sul colpo: lo fulminò con un pugno; fu fulminato da una scarica elettrica, da una fucilata, da un infarto    • 3 •   (fig.) scagliare con violenza: fulminato uno sguardo in giro su tutto l'uditorio,... (manzoni p. s.  xxxiii) | v. intr. impers.  [aus. essere  o avere] cadere fulmini: tuona e fulmina  | fulminarsi v. rifl.  (elettr.) cessare di funzionare per la rottura o la fusione del filamento o della resistenza: la lampadina s'è fulminata. 
fulminato   part. pass.  di fulminare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (chim.) sale dell'acido fulminico: fulminato di mercurio, di argento, usati come esplosivi per inneschi.
fulminatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi fulmina (anche fig.): giove fulminatore. 
fulminazione   s.f.    • 1 •   il fulminare, l'essere fulminato    • 2 •   (meteor.) la caduta del fulmine    • 3 •   (med.) folgorazione.
fulmine   s.m.    • 1 •   scarica elettrica, accompagnata da rumore (tuono) e radiazione luminosa (lampo), che si produce per una forte differenza di potenziale elettromagnetico tra una nube e la terra o tra due nubi | fulmine a ciel sereno, (fig.) fatto imprevisto e spiacevole | colpo di fulmine, (fig.) innamoramento improvviso    • 2 •   (fig.) qualunque cosa che sia molto veloce, potente o minacciosa: quando corre è un fulmine!; i fulmini della chiesa, le scomuniche.
fulmineità   s.f.  (non com.) l'essere fulmineo.
fulmineo   agg.    • 1 •   (lett.) che ha natura di fulmine; del fulmine: fulmineo strale  (ariosto o. f.  vi, 18)    • 2 •   (fig.) rapido e improvviso, come il fulmine: scatto fulmineo; morte fulminea    • 3 •   (fig.) folgorante, fulminante: sguardo fulmineo; chinati i rai fulminei / le braccia al sen conserte, / stette  (manzoni il cinque maggio) § fulmineamente avv.  con la rapidità del fulmine.
fulminico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) detto di acido isomero dell'acido cianico, molto instabile, velenoso, di odore penetrante; i suoi sali sono usati come esplosivi.
fulminio   s.m.  (rar.) un lampeggiare o un cadere di fulmini continuo e frequente.
fulvido   agg.    • 1 •   (ant.) fulgido: la fulvida luce  (boccaccio fiammetta)    • 2 •   (poet.) fulvo, giallo: il fulvido topazio. 
fulvo   agg.  biondo rossiccio: un cane dal pelo fulvo. 
fumacchio   s.m.    • 1 •   pennacchio di fumo che si alza da un fuoco lento e nascosto    • 2 •   legno imperfettamente carbonizzato che bruciando emette fumo    • 3 •   (tosc.) fumigazione    • 4 •   (geol.) lento sprigionarsi dal terreno di vapori caldissimi che preludono all'apparizione d'un soffione.
fumaggine   s.f.  malattia degli alberi dovuta a funghi ascomiceti che formano sulle parti aeree un'incrostazione nerastra.
fumaiolo   lett. fumaiuolo, s.m.    • 1 •   parte terminale della canna fumaria che sporge sul tetto di edifici o impianti industriali in forma di torretta; comignolo | nelle motrici a vapore e nelle navi, grosso tubo, disposto verticalmente, che dà tiraggio alle caldaie ed espelle i gas di combustione    • 2 •   (geol.) spaccatura del terreno da cui esce una fumarola.
fumana   s.f.    • 1 •   nebbia non fitta | nebbia opaca che si produce negli ambienti molto umidi    • 2 •   (ant.) esalazione di fumo o vapore    • 3 •   (ant.) fumata di segnalazione | (fig.) impeto di collera, accesso di furia.
fumante   part. pres.  di fumare   agg.  che emette fumo o vapore: rovine fumanti  ' un caffè fumante, bollente, appena preparato.
fumare   ant. e region. fummare, v. intr.  [aus. avere] emettere fumo o vapore: il camino fumava; la minestra è bollente, fuma  | fumare di rabbia, (fig.) essere molto arrabbiato | gli fuma la testa, (fig. fam.) si dice di persona molto stanca per l'eccessivo lavorio mentale | v. tr.    • 1 •   aspirare ed espirare il fumo del tabacco o di sostanze simili; avere tale abitudine (anche assol.): fumare una sigaretta, la pipa, l'oppio; ha smesso di fumare  | fumare come un turco, (fig.) moltissimo    • 2 •   (poet.) esalare (anche fig.): vedea... / fumar le pire igneo vapor  (foscolo sepolcri  203-205); l'amor del gusto / nel petto lor troppo disir non fuma  (dante purg.  xxiv, 152-153).
fumaria   s.f.  pianta erbacea con fiori rosei o rossi a grappoli e foglie frastagliate, usata come depurativo e nella cura di malattie della pelle (fam.  papaveracee).
fumarico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido organico bicarbossilico insaturo a quattro atomi di carbonio, isomero dell'acido maleico, presente in alcuni funghi e licheni e in alcune piante erbacee, tra cui la fumaria.
fumario   agg.  che serve a convogliare il fumo: condotto fumario; canna fumaria. 
fumarola   s.f.  (geol.) nelle zone vulcaniche, emissione di gas e vapore acqueo attraverso spaccature del terreno.
fumata   s.f.    • 1 •   colonna di fumo, naturale o prodotta artificialmente per segnalazioni o altro scopo: fumata vulcanica; le fumate dei pellerossa  | fumata bianca, nera, quella emessa durante il conclave per segnalare l'avvenuta o non avvenuta elezione del nuovo pontefice; per estens., si dice per indicare se una decisione è stata o non è stata presa, p. e. durante le crisi di governo    • 2 •   il fumare una sigaretta, un sigaro ecc.: farsi una fumata.  dim. fumatina. 
fumato   part. pass.  di fumare   agg.  (gerg.) che è sotto l'effetto di stupefacenti, di droghe; drogato.
fumatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi fuma abitualmente tabacco: un accanito fumatore; scompartimento per non fumatori. 
fumé   agg. invar.  di colore tra il grigio e il bruno, simile a quello del fumo: occhiali, calze fumé. 
fumea   s.f.  (non com.) fumo | (estens.) nebbia, caligine.
fumeggiare   v. intr.  [io fuméggio ecc. ; aus. avere] mandar fumo, fumigare | v. tr.  nella pittura e nel disegno, sfumare, ombreggiare: fumeggiare i colori, i contorni di una figura. 
fumento    ⇨ fomento.
fumeo   agg.  (lett. rar.) fumoso, scuro di fumo.
fumeria   s.f.  locale in cui si fumano sostanze stupefacenti, spec. oppio | (scherz.) locale pieno di fumo di tabacco; luogo in cui si fuma molto.
fumettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi crea o disegna storie a fumetti    • 2 •   (spreg.) chi produce opere narrative di scarso valore, fumettistiche.
fumettistica   s.f.  l'arte, la tecnica del disegnare fumetti.
fumettistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, dei fumetti    • 2 •   (spreg.) banale, stereotipato, di facile effetto: un romanzo, un film fumettistico  § fumettisticamente avv. 
fumetto   (1) s.m.    • 1 •   spec. pl.  racconto formato da una serie di disegni con brevi testi di raccordo e dialoghi quasi sempre inscritti in nuvolette che escono dalla bocca dei personaggi; la nuvoletta stessa che contiene la battuta di dialogo: racconto, romanzo, giornale a fumetti; fumetti d'avventure, per ragazzi; la battuta racchiusa nel fumetto    • 2 •   (spreg.) opera narrativa o cinematografica banale, di scarso valore e di facile effetto. accr. fumettone. 
fumetto   (2) s.m.  (non com.) liquore di anice.
fumido   agg.  (lett.) fumante, fumoso: corusco e fumido / come i vulcani  (carducci).
fumigare   v. intr.  [io fùmigo, tu fùmighi ecc. ; aus. avere] esalare fumo, vapore | v. tr.  (ant.) affumicare.
fumigatore   s.m.  apparecchio atto a diffondere fumi o gas per disinfestare ambienti o zone agricole.
fumigatorio   agg.  usato per fumigazioni.
fumigazione   s.f.    • 1 •   diffusione di fumi o gas per mezzo del fumigatore    • 2 •   (med.) suffumigio    • 3 •   nella conservazione dei cibi, affumicatura.
fumismo   s.m.  fumisteria.
fumista   (1) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] operaio addetto alla riparazione e manutenzione di stufe, camini, termosifoni ecc.
fumista   (2) s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (rar.) scrittore, artista che con le proprie opere si propone di sbalordire    • 2 •   chi ama fare scherzi, burle; persona poco seria.
fumisteria   s.f.    • 1 •   il gusto di fare scherzi, burle, di sbalordire; atteggiamento, comportamento poco serio; mistificazione    • 2 •   opera, discorso reboante ma povero di contenuto.
fumivoro   agg.  si dice di apparecchio atto a favorire la combustione completa delle particelle di carbone trascinate in alto dal fumo.
fummare    ⇨ fumare.
fumo   ant. e region. fummo, s.m.    • 1 •   il residuo gassoso della combustione, che trascina in sospensione particelle solide (ceneri, fuliggine ecc.) assumendo forma di nuvola bianca o grigiastra: il fumo di un incendio, di una ciminiera, di un camino  | segnali di fumo, quelli ottenuti soffocando parzialmente e a intermittenza un fuoco | far fumo, emanarlo | prendere, sapere di fumo, acquistare, avere un sapore sgradevole di fumo (detto di cibi cotti) | andare, andarsene in fumo, bruciare completamente; (fig.) svanire, fallire | mandare in fumo qualcosa, bruciarla completamente; (fig.) mandare a vuoto, far fallire: mandare in fumo un piano; mandare in fumo un patrimonio, dilapidarlo | è pieno di fumo, (fig.) si dice di persona boriosa e di poco valore | vendere fumo, (fig.) raccontare fandonie, vantarsi di un credito che non si ha | molto fumo e poco arrosto, (fig.) si dice di persona o cosa che, nonostante l'apparenza, conclude o vale poco | vedere qualcosa o qualcuno come il fumo negli occhi, (fig.) averlo in forte antipatia | fumo interstellare, (astron.) gas commisto a particelle solide che circola tra una stella e l'altra    • 2 •   il fumo del tabacco; anche, l'atto, l'abitudine di fumare tabacco: le dà fastidio il fumo?; avere il vizio del fumo; il fumo fa male alla salute    • 3 •   (estens.) vapore, esalazione, polvere di aspetto simile a quello del fumo: il fumo delle macerie, delle pentole  | fiato che si condensa a contatto con aria circostante molto più fredda: ogni cavallo... / gonfia le nari e fumo e foco spira  (tasso g. l.  xx, 29)    • 4 •   spec. pl.  (fig.) annebbiamento dell'intelletto; ebbrezza prodotta dal vino: essere in preda ai fumi dell'alcol  | (estens.) pensiero astruso: i fumi e le filosoficherie son da lasciare ai trattatisti  (gadda)    • 5 •   (chim. fis.) sospensione di minuscole particelle solide in un gas    • 6 •   (non com.) fumacchio, fumaiolo    • 7 •   (ant.) accenno, indizio | usato come agg. invar.  di colore scuro, che ricorda quello del fumo: grigio, nero fumo  | color fumo di londra, colore grigio scurissimo.
fumogeno   agg.  si dice di sostanza o composto chimico atto a produrre fumi o nebbie, usato spec. in azioni militari a scopo di mascheramento: candelotto fumogeno  | che è formato da fumo: cortina fumogena   s.m.  sostanza fumogena.
fumoir   s.m. invar.  sala o salotto per fumatori.
fumosità   s.f.    • 1 •   l'essere fumoso (spec. fig.): la fumosità di un ragionamento    • 2 •   (ant.) fumo.
fumoso   agg.    • 1 •   che fa molto fumo: legna fumosa  | che è pieno di fumo: aria, cucina fumosa    • 2 •   (estens.) si dice di vino che appena stappato emette un lieve vapore e dà facilmente ebbrezza    • 3 •   (fig.) contorto, oscuro: stile fumoso  ' inconsistente, vago: proposte, discorsi fumosi    • 4 •   (fig.) borioso, superbo: un tipo fumoso  § fumosamente avv.  in modo fumoso, confuso.
fumus persecutionis   loc. sost. m. invar.  (dir.) sospetto che nell'espletamento di un'indagine ci sia prevenzione o pregiudizio da parte del magistrato inquirente nei confronti dell'indagato.
funaio   o funaiolo [fu-na-iò-lo], ant. funaiuolo, s.m.  chi fabbrica o vende funi.
funambolesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da funambolo (anche fig.): esercizi funamboleschi; capacità funambolesche  § funambolescamente avv. 
funambolico   agg.  [pl. m. -ci] funambolesco (spec. fig.): doti funamboliche  § funambolicamente avv. 
funambolismo   s.m.    • 1 •   l'arte dei funamboli: spettacolo di funambolismo    • 2 •   (estens.) abilità tecnica, virtuosismo: funambolismi vocali; i funambolismi di un calciatore    • 3 •   (fig.) capacità di destreggiarsi abilmente, di barcamenarsi (spec. nella vita politica o sociale).
funambolo   non com. funambulo, s.m.  [f. -a]    • 1 •   artista di circo o di varietà che esegue esercizi di equilibrismo su una fune tesa nel vuoto    • 2 •   (estens.) chi compie dei virtuosismi, chi dimostra eccezionali doti tecniche    • 3 •   (fig.) chi si destreggia abilmente nella vita politica o sociale.
funame   s.m.  (non com.) insieme di funi di vari tipi e misure.
fune   s.f.    • 1 •   insieme di più fili di canapa, d'acciaio o di altro materiale ritorti e intrecciati fra di loro; corda, cavo: funi vegetali, metalliche  | fune portante, fune metallica rigida che si usa per sostenere le cabine aeree di teleferiche, funivie e sim.; fune traente, fune metallica, collegata con il motore, che traina le cabine sospese | fune di guardia, quella, tesa tra due tralicci d'alta tensione, che funge da parafulmine | tiro alla fune, gara in cui due squadre cercano ognuna di prevalere sull'altra tirando gli estremi di una lunga corda. dim. funicella, ant. funicello  (m.)    • 2 •   (sport) attrezzo ginnico consistente in una fune vegetale sospesa verticalmente per una lunghezza di alcuni metri, sulla quale bisogna arrampicarsi con la forza delle braccia aiutandosi eventualmente con le gambe    • 3 •   (ant.) corda, come metodo di tortura.
funebre   agg.    • 1 •   che si riferisce a un defunto o a un funerale: corteo, rito funebre  | (impresa di) pompe, onoranze funebri, organizzazione che si occupa di traslazioni e sepolture di defunti | monumento, elogio, discorso funebre, per celebrare o ricordare un defunto | marcia funebre, componimento musicale in onore di un defunto che accompagna una cerimonia funebre | lamento funebre, usanza antica e popolare di piangere ritualmente al cospetto e in onore del defunto | giochi funebri, nell'antichità, quelli indetti in onore di un defunto    • 2 •   (fig.) si dice di cosa che dà l'idea della morte; triste, lugubre: aria, aspetto funebre  § funebremente avv. 
funerale   s.m.  cerimonia con cui si accompagna un defunto alla sepoltura; in partic., l'insieme dei riti che si svolgono prima e durante l'inumazione: andare, assistere a un funerale  | funerale civile, senza l'intervento di un ministro del culto | funerali di stato, quelli fatti in forma solenne e a spese dello stato per onorare un defunto che aveva particolari benemerenze civili o il cui decesso è avvenuto in circostanze particolari | avere una faccia da funerale, (fig.) un'espressione mesta, triste | è un funerale, (fig.) si dice di persona o cosa estremamente triste e cupa  agg.  (lett.) relativo al morto, alla morte; funebre § funeralmente avv. 
funerario   agg.  che concerne la morte, la sepoltura: iscrizione funeraria  | urna funeraria, cineraria.
funere   s.m.  (lett.) delitto, uccisione; strage: quando il ferro d'ildebrando / su la donna si calò / e dal funere nefando / egli solo ritornò  (carducci).
funereo   agg.  funebre (anche fig.): drappo funereo; sguardo, aspetto funereo  § funereamente avv. 
funestare   v. tr.  [io funèsto ecc.] colpire, turbare con lutti, sciagure e sim.: il paese era funestato da gravi disordini. 
funesto   agg.    • 1 •   che causa morte, lutti o gravi danni; che è fonte di profondo dolore: discordie funeste; è funesto a chi nasce il dì natale  (leopardi canto notturno  143) | annuncio, presagio funesto, di morte o di grave sciagura    • 2 •   funestato da lutti o sciagure; infausto, avverso: tempi funesti  § funestamente avv. 
fungaia   s.f.    • 1 •   luogo in cui nascono spontaneamente o vengono coltivati funghi    • 2 •   (fig. spreg.) gran quantità di cose o persone.
fungere   v. intr.  [pres. io fungo, tu fungi ecc. ; pass. rem. io funsi, tu fungésti ecc. ; raro il part. pass. funto; aus. avere]    • 1 •   adempiere a un ufficio senza averne il grado e la nomina; fare le veci di qualcuno: fungere da direttore    • 2 •   funzionare, servire, assolvere la funzione di qualche altra cosa: questa camera funge da ripostiglio. 
fungheto   s.m.  fungaia.
funghetto   s.m.    • 1 •   dim.  di fungo    • 2 •   sorta di piccola torta dolce con anici, a forma di cappello di fungo, specialità della cucina marchigiana | al funghetto, si dice di pietanza preparata in piccoli pezzi con aglio, olio e prezzemolo: melanzane, zucchine al funghetto. 
funghi-  funghi- o fungi-, primo elemento di parole composte della terminologia botanica, agraria e medica, formate modernamente, dal lat. fu°ngus  'fungo'; significa 'di fungo, dei funghi' (funghicoltore, fungiforme).
funghicolo   agg.  che riguarda i funghi e la loro coltivazione.
funghicoltore   o funghicultore, s.m.  [f. -trice] chi si dedica alla coltivazione dei funghi mangerecci.
funghicoltura   o funghicultura, s.f.  attività e tecnica della coltivazione dei funghi mangerecci.
funghire   v. intr.  [io funghìsco, tu funghìsci; aus. avere] far la muffa, ammuffire (anche fig.).
fungi-  fungi-  ⇨ funghi-.
fungibile   agg.    • 1 •   (dir.) si dice di beni che possono essere sostituiti con altri dello stesso genere per adempiere le obbligazioni che li riguardano; per estens., si dice di cosa che si può sostituire con un'altra: il denaro è un bene fungibile    • 2 •   (burocr.) si dice di persona, funzionario e sim., che può essere sostituita nelle sue funzioni.
fungibilità   s.f.  l'essere fungibile.
fungicida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] si dice di sostanza chimica atta a distruggere i funghi o a impedirne la crescita | (med.) antimicotico.
fungiforme   agg.  (non com.) che ha forma simile a quella di un fungo.
fungino   agg.  di fungo: specie fungina  | (med.) da funghi: infezione fungina, micotica.
fungo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   (bot.) vegetale inferiore privo di clorofilla, e perciò obbligato a vita parassitaria o saprofitica, costituito da cellule disposte lungo filamenti detti ife | nell'uso comune, corpo fruttifero dei funghi più grandi, di solito formato da un gambo sormontato da un cappello; può essere velenoso o commestibile: funghi freschi, secchi; funghi velenosi, mangerecci; risotto coi funghi; funghi trifolati, fritti  | andare a, per funghi, a cercarli nei boschi | crescere, venir su come funghi, (fig.) rapidamente e in gran quantità | a fungo, a forma di fungo. dim. funghetto, funghettino  accr. fungone  pegg. fungaccio    • 2 •   (estens.) qualsiasi oggetto a forma di fungo | fungo della rotaia, la parte superiore del profilo di una rotaia ferroviaria | fungo atomico, la nube generata dall'esplosione di una bomba atomica    • 3 •   (med.) infezione micotica | fungosità | in funzione di agg. invar.  che è sorto e si è ampliato rapidamente: città fungo. 
fungosità   s.f.    • 1 •   l'essere fungoso; aspetto, consistenza di fungo    • 2 •   (med.) escrescenza in forma di fungo.
fungoso   agg.    • 1 •   di forma o aspetto simile a un fungo    • 2 •   (med.) relativo a una fungosità.
funicolare   (1) agg.    • 1 •   che ha forma di fune d'acciaio | curva funicolare, curva secondo la quale si dispone un filo flessibile e inestensibile fissato ai due estremi e soggetto a carichi | poligono funicolare, costruzione grafica che consente di determinare la risultante di più forze applicate in un piano    • 2 •   che avviene per mezzo di funi: trasmissione, trazione funicolare    • 3 •   (anat. , bot.) del funicolo, relativo al funicolo.
funicolare   (2) s.f.  impianto di trasporto costituito da veicoli la cui trazione è realizzata mediante funi d'acciaio | funicolare aerea, in cui i veicoli scorrono su funi portanti sollevate da terra; funivia, teleferica | funicolare (terrestre), in cui i veicoli scorrono su rotaie.
funicolo   s.m.    • 1 •   filo che contribuisce a formare una fune    • 2 •   (anat.) nome di particolari strutture a forma di cordone: funicolo ombelicale, spermatico, cordone ombelicale, spermatico    • 3 •   (bot.) cordoncino che, nel pistillo del fiore, collega l'ovulo alla placenta.
funivia   s.f.  funicolare aerea per il trasporto di persone, costituita da una o più cabine che si spostano sospese a funi d'acciaio fisse, tese tra due stazioni ed eventuali piloni intermedi, e trainate da un'altra fune d'acciaio collegata con il motore.
funiviario   agg.  di funivia, delle funivie: sistema funiviario. 
funk   o funky [pr.  / 'fanki /], s.m. invar.  (mus.) stile jazzistico tipico degli anni cinquanta, che si richiamava direttamente al blues | usato anche come agg. invar.  : musica funk. 
funzionale   agg.    • 1 •   che si riferisce alla funzione o al funzionalismo: aspetti, valori funzionali; architettura funzionale, la produzione architettonica nell'ambito del funzionalismo    • 2 •   dotato di funzionalità: mobile poco funzionale    • 3 •   (med.) che riguarda le funzioni di un organo: squilibrio, alterazione funzionale    • 4 •   (mat.) di funzione, costituito da una o più funzioni: equazione funzionale, in cui l'incognita è una funzione | analisi funzionale, settore della matematica che studia enti ottenuti generalizzando quelli fondamentali dell'analisi infinitesimale (spazio, limite, integrale ecc.) § funzionalmente avv.  con funzionalità: un laboratorio costruito funzionalmente  | dal punto di vista funzionale: un organo funzionalmente sano. 
funzionalismo   s.m.    • 1 •   tendenza a considerare ogni cosa sotto l'aspetto della funzionalità | (arch.) tendenza moderna che persegue la rigorosa aderenza delle strutture edilizie alla specifica funzione cui sono destinate    • 2 •   indirizzo psicologico nordamericano di ispirazione evoluzionistica che studia non tanto l'essenza quanto il funzionamento dei processi mentali, intesi come strumenti dell'adattamento biologico    • 3 •   nell'antropologia e sociologia contemporanee, metodo d'indagine consistente nello studiare i fenomeni e le istituzioni sociali in base alla funzione che svolgono all'interno di una società    • 4 •   in linguistica, metodologia che propone l'identificazione dei singoli elementi in base alla loro funzione.
funzionalistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al funzionalismo: metodo funzionalistico. 
funzionalità   s.f.    • 1 •   rispondenza alle funzioni che si devono assolvere: la funzionalità di una costruzione, di uno strumento    • 2 •   (med.) capacità di un organo di funzionare: prove di funzionalità. 
funzionalizzare   v. tr.  rendere funzionale, adatto a una specifica funzione: funzionalizzare una procedura. 
funzionamento   s.m.  il funzionare; il modo in cui una cosa funziona: difetto di funzionamento; il cattivo funzionamento di un servizio pubblico. 
funzionante   part. pres.  di funzionare   agg.  che funziona regolarmente: macchina, organo funzionante. 
funzionare   v. intr.  [io funzióno ecc. ; aus. avere]    • 1 •   adempiere la propria funzione: i freni funzionano male; questo ufficio non funziona  | dare risultati positivi, rivelarsi efficace: il nuovo metodo comincia a funzionare    • 2 •   (non com.) fungere: funzionare da archivista. 
funzionario   s.m.  [f. -a] impiegato con mansioni direttive o di rappresentanza: funzionario di banca  | funzionario pubblico, che svolge la propria attività in un ufficio pubblico.
funzione   s.f.    • 1 •   attività che una persona svolge in rapporto alla carica ricoperta: le funzioni di sindaco; avere funzioni direttive; essere nell'esercizio delle proprie funzioni  | fare le funzioni di qualcuno, farne le veci | il, la facente funzione, (burocr.) chi momentaneamente fa le veci di qualcuno    • 2 •   complesso di attività svolte da determinati organi nell'interesse della collettività: funzione pubblica, amministrativa, legislativa    • 3 •   (biol.) attività di un organo o di un organismo: funzione digestiva, clorofilliana; funzione psichica, mentale  | funzioni di relazione  (o della vita animale), quelle peculiari degli esseri animali (movimento, atti volitivi ecc.) | funzioni vegetative, quelle riscontrabili anche nei vegetali (riproduzione, digestione, circolazione, respirazione ecc.)    • 4 •   l'attività specifica, l'opera, il compito assolto da una persona, o da una macchina, un congegno, una struttura o qualsiasi altra cosa: funzione attiva, pratica; la scuola ha una funzione sociale; l'arco ha funzione di sostegno; mettere in funzione un motore, avviarlo; essere in funzione, funzionare | vivere in funzione di qualcuno, vivere per lui o dipendendo da lui | essere in funzione di qualcosa, dipendere da essa    • 5 •   (ling.) ruolo assunto da una parola in seno alla frase o da un elemento in seno alla parola: un aggettivo con funzione di sostantivo; la funzione distintiva di un fonema  | funzioni del linguaggio, quelle relative ai diversi elementi (emittente, destinatario, messaggio, codice, contesto, contatto) che intervengono nella comunicazione linguistica: funzione referenziale, emotiva, conativa, fàtica, poetica, metalinguistica    • 6 •   (lit.) ogni rito religioso regolato da leggi liturgiche; cerimonia sacra: le funzioni della settimana santa; funzione funebre    • 7 •   (mat.) qualsiasi legge che associa a uno o più elementi di un insieme (dominio) uno e un solo elemento di un altro insieme (codominio); applicazione, corrispondenza univoca | funzione di verità, in logica matematica, operazione che associa un valore di verità (v, vero; f, falso) a ogni enunciato composto a partire da enunciati più semplici di cui siano già noti i valori di verità    • 8 •   (chim.) gruppo atomico o radicale la cui presenza nelle molecole di composti diversi ne determina analogie di comportamento | funzione carbossilica, quella tipica degli acidi organici    • 9 •   (elettr.) segnale    • 10 •   (inform.) sottoprogramma specializzato in un certo compito: tasto di funzione, nella tastiera di un sistema di elaborazione, tasto che comanda l'esecuzione di un programma.
fuochista    ⇨ fochista.
fuoco   ant. o region. foco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   l'insieme degli effetti di calore e di luce che, nella combustione, si manifestano con la fiamma: fuoco di legna, di carbone; un fuoco scoppiettante; attizzare, accendere, spegnere il fuoco; andare a fuoco, bruciarsi; mandare a fuoco, far bruciare; prendere fuoco, incendiarsi; dar fuoco, appiccare il fuoco a qualcosa, incendiarla; al fuoco!, grido di allarme che si lancia quando scoppia un incendio | a fuoco, mediante il fuoco o il calore: verniciare, saldare a fuoco; bollare, marchiare a fuoco, con uno stampo rovente; (fig.) coprire d'infamia | fuoco eterno, (fig.) il fuoco infernale | fuoco sacro, nell'antica roma, quello che ardeva perennemente in onore della dea vesta | prova del fuoco, consistente nel passare attraverso o su un fuoco per provare, se se ne usciva indenni, la propria innocenza; la prima partecipazione a un combattimento a fuoco da parte di un soldato | (fig.) la prova più impegnativa, definitiva | mettere una mano sul fuoco, (fig.) essere certi, convinti di una propria azione, idea, affermazione | scherzare col fuoco, (fig.) scherzare col pericolo, affrontarlo con troppa leggerezza o disinvoltura | buttarsi nel fuoco per qualcuno, (fig.) fare tutto pur di accontentarlo | soffiare sul fuoco, versare olio sul fuoco, (fig.) fomentare discordie o passioni già vive | diventare di fuoco, (fig.) arrossire violentemente | sguardo di fuoco, (fig.) carico d'ira | condannare al fuoco, al rogo. dim. fuocherello, fuochetto, fuochino  accr. fuocone    • 2 •   (lett.) fulmine: veder si può cadere / foco di nube  (dante par.  i, 133-134) | luce intensa: io vidi un foco  / ch'emisperio di tenebre vincia  (dante inf.  iv, 68-69) | fuochi di sant'elmo, luci che compaiono, durante le tempeste, in cima agli alberi delle navi in seguito all'estrema elettrizzazione dell'atmosfera    • 3 •   qualsiasi impianto domestico usato per cucinare o scaldare (focolare, cucina, fornello, bruciatore ecc.); la fiamma che ne viene sprigionata: cuocere a fuoco vivo, lento; togliere la pentola dal fuoco; mettere la padella sul fuoco; una cucina a quattro fuochi  | fare (il) fuoco, (fam.) cucinare, far pranzo o cena | mettere troppa carne al fuoco, (fig.) fare o trattare troppe cose contemporaneamente    • 4 •   (estens.) casa, famiglia, nucleo familiare (spec. negli antichi censimenti): si numera la popolazione numerandola a case o fuochi  (beccaria)    • 5 •   caldaia di nave, di locomotiva e sim.: accendere i fuochi    • 6 •   (fig.) calore intenso (di febbre, di passione, di sentimento); ardore: avere la fronte di fuoco; il fuoco della gioventù, della fede, dell'amore; il fuoco sacro dell'arte, della poesia, l'estro artistico, poetico; un temperamento di fuoco, passionale | avere il fuoco addosso, essere attivo e appassionato    • 7 •   esplosione di polvere da sparo; sparo: aprire, cessare il fuoco; far fuoco, sparare; arma da fuoco, che utilizza, come propellente per i proiettili, i gas che si sviluppano dall'accensione di un esplosivo; bocca da fuoco, pezzo d'artiglieria; linea del fuoco, la linea del fronte più vicina al nemico; scontro a fuoco, sparatoria; essere sotto il fuoco nemico, sotto il suo tiro; trovarsi tra due fuochi, (fig.) tra due avversari ugualmente pericolosi, tra due minacce o difficoltà | fuochi artificiali, d'artificio, pirotecnici, preparati a base di polvere da sparo che, lanciati in aria a scopo di divertimento o spettacolo, producono effetti luminosi, rumorosi e colorati | fuochi di segnalazione, razzi, bengala e sim. usati spec. da militari e naviganti per segnalazione | fuoco greco, miscela di pece, zolfo e altri materiali di facile accensione usata anticamente nelle battaglie navali    • 8 •   (fis.) in un sistema ottico, ciascun punto dell'asse ottico in cui convergono tutti i raggi di un fascio parallelo all'asse stesso che attraversi il sistema o sia riflesso da esso | a fuoco fisso, si dice di macchina fotografica con obiettivo non regolabile costruito in modo da avere a fuoco immagini di soggetti ripresi a una distanza che può andare da circa due metri all'infinito | mettere a fuoco, regolare un sistema ottico (p. e.  l'obiettivo di una macchina fotografica, le lenti di un binocolo) in modo da ottenere un'immagine nitida; (fig.) puntualizzare, precisare: mettere a fuoco alcuni aspetti di un problema  | fuoco di una sezione conica, (geom.) il punto le cui distanze dai singoli punti della curva stanno in un rapporto costante con le distanze dei punti stessi da una retta detta direttrice  | fuoco aerodinamico, (aer.) il punto dell'ala rispetto al quale è sempre costante il momento delle forze aerodinamiche che vi agiscono    • 9 •   in enologia, acescenza    • 10 •   fuoco di sant'antonio, (med.) nome pop. dell'herpes zoster  inter.  ordine di sparare: puntate! mirate! fuoco!. 
fuora    ⇨ fuori.
fuoravia    ⇨ fuorivia.
fuorché   o fuor che, non com. fuori che, cong.  salvo che, tranne che (si usa per introdurre prop. eccettuative col v. all'inf.): chiedimi qualsiasi cosa, fuorché di partire; farà di tutto fuorché arrendersi   prep.  eccetto, tranne (di norma in correlazione con tutto, ogni, nessuno  ecc.): sono venuti tutti fuorché lui. 
fuori   pop. fori e fora, ant. fore e fuore, ant. o poet. fuora, avv.    • 1 •   all'esterno di qualcosa, non in esso; anche, lontano da esso (può essere preceduto dalla prep. di): (di) fuori è di smalto; fuori nevica; è un'ora che è seduto lì (di) fuori; andare (di) fuori, detto di un liquido, traboccare; uscir fuori, con valore pleonastico | nell'uso fam. spesso sottintende espressioni come 'di casa', 'di città' e sim.: cena spesso fuori la sera; sarà fuori per un mese; venir di fuori, da altro luogo, città o paese | preceduto dalla prep. in  significa 'verso l'esterno': sporgersi in fuori  | in proposizioni imperative esprime l'ordine di uscire da un luogo, di mostrare o di estrarre qualcosa (anche assol.): fuori di lì!; fuori i soldi!    • 2 •   dà luogo a numerose locuzioni in cui il significato è determinato dal verbo a cui si accompagna e talora dal contesto: buttare fuori, cacciare, espellere; essere fuori, essersi liberato da un impegno, da una seccatura; non aver più parte in qualcosa; essere in debito, in perdita | far fuori, riferito a cosa, sottrarla, consumarla, sperperarla, distruggerla e sim.; riferito a persona, escluderla da qualcosa, eliminarla da una competizione, o, anche, ucciderla | lasciar fuori, non includere | dar fuori, informare, comunicare, pubblicare | mettere fuori, scacciare; esporre, mettere in mostra (un oggetto); sborsare (denaro); diffondere (una notizia) | lasciar fuori, non includere, omettere | tagliar fuori, isolare da un gruppo | venir fuori, uscire; dire all'improvviso (una battuta e sim.); di notizia, venirsi a sapere  prep.  lontano nello spazio e nel tempo rispetto a un punto determinato; si unisce ai nomi direttamente o per mezzo della prep. di : fuori di casa; abita fuori città; frutto fuori stagione, non di stagione; lavorare fuori orario  ' andare fuori strada, di veicolo, uscire dalla sede stradale; (fig.) allontanarsi dalla via giusta | essere fuori pericolo, spec. riferito ad ammalato, avere superato la crisi | sentirsi fuori posto, sentirsi escluso, non in armonia (in situazioni, conversazioni ecc.) | essere, andare fuori tempo, nella musica o nella danza, non seguire il tempo | essere fuori di sé, non capire più nulla, sragionare | fuori luogo, inopportuno (di osservazione, parole e sim) | fuori uso, disusato; inservibile | fuori commercio, si dice di merce che non è in vendita, spec. perché non più in produzione  s.m.  la parte esterna; spesso preceduto dalla prep. di : il (di) fuori di una casa; guardare dal di fuori. 
fuoribordo   s.m. invar.    • 1 •   imbarcazione con motore sistemato esternamente allo scafo; il motore stesso; si oppone a entrobordo  | usato anche come agg. invar.  : imbarcazione, motore fuoribordo    • 2 •   la superficie esterna di uno scafo.
fuoriborsa   o fuori borsa, agg.  e s.m. invar.  (econ.) si dice di negoziazione di titoli al di fuori del mercato ufficiale: contrattazione fuoriborsa; il fuoriborsa. 
fuoribusta   o fuori busta, agg.  e s.m.  si dice di retribuzione del lavoro sottratta agli obblighi fiscali e assicurativi e quindi non registrata in busta paga.
fuoricampo   agg.  e s.m. invar.    • 1 •   (cine. , tv) si dice di ciò che non viene o non deve essere inquadrato | voce fuoricampo, proveniente da una persona che non si vede sulla scena    • 2 •   (sport) nel baseball, si dice del rinvio del battitore oltre i limiti del campo di gioco che gli consente automaticamente di conquistare le quattro basi: fare, realizzare un fuoricampo. 
fuoricasa   o fuori casa, agg.  (sport) si dice di incontro che si svolge fuori della città di appartenenza di una squadra.
fuoriclasse   agg.  e s.m.  e f. invar.  che, chi è eccezionalmente dotato e perciò risulta molto superiore ad altri che operano nel suo stesso campo (spec. in ambito sportivo): un cavallo fuoriclasse; un fuoriclasse dell'atletica leggera. 
fuoricombattimento   o fuori combattimento, s.m. invar.  (sport) condizione del pugile che rimane a terra per più di dieci secondi; knock-out: vincere per fuoricombattimento  | fuoricombattimento tecnico, la condizione del pugile che, a giudizio dell'arbitro, non è più in grado di proseguire l'incontro, pur non avendo subito un vero e proprio knock-out | anche avv.  : essere, mettere, finire fuoricombattimento, in tale condizione; (fig.) nell'impossibilità di nuocere, di reagire.
fuoricorso   o fuori corso, agg.    • 1 •   si dice di studente universitario che non ha ultimato gli esami entro il tempo legalmente previsto per il suo corso di studi    • 2 •   si dice di anno di iscrizione oltre l'ultimo regolamentare: essere iscritto al primo (anno) fuoricorso    • 3 •   non più in corso legale, riferito a banconote, francobolli e sim.  s.m.  e f. invar.  studente fuoricorso.

fuorigioco   o fuori gioco, s.m. invar.  (sport) nel calcio, e in altri giochi di squadra, posizione irregolare di un attaccante che viene a trovarsi, non essendo in possesso della palla, oltre lo schieramento difensivo avversario: tecnica, tattica del fuorigioco, quella consistente nello spostare rapidamente in avanti l'intera linea difensiva in modo da mettere gli attaccanti avversari in fuorigioco | anche come avv.  : trovarsi fuorigioco. 
fuorilegge   s.m.  e f. invar.  chi agisce senza curarsi delle leggi o contro di esse; bandito, brigante | in usi fig. o scherz., chi agisce senza tener conto delle convenzioni | anche come agg. invar.  : un'operazione finanziaria fuorilegge. 
fuorimano   o fuori mano, avv.  lontano dai luoghi di normale ritrovo o transito; in un luogo isolato: abitare fuorimano. 
fuorimisura   o fuori misura, fuormisura [fuor-mi-sù-ra], agg. invar.  che ha misura, dimensione, proporzione inadeguata: un abito fuorimisura, troppo grande o troppo piccolo; tiro, lancio fuorimisura, troppo lungo o troppo corto | eccessivo, smodato  avv.  in modo eccessivo: reagire fuorimisura. 
fuorimoda   o fuori moda, agg.  che non corrisponde alla moda del momento, che non si usa più: un vestito fuorimoda. 
fuoripagina   s.m. invar.  in un giornale, articolo che compare in una pagina diversa dal solito.
fuoripasto   o fuori pasto, avv.  fuori dai pasti principali: evitate di mangiare fuoripasto. 
fuoripista   s.m. invar.  (sport) sci praticato al di fuori delle piste e dei tracciati predisposti e segnalati | anche come agg. invar.  : sci fuoripista. 
fuoriporta   o fuori porta, avv.  fuori della porta della città, alla sua periferia.
fuoriprogramma   o fuori programma, s.m. invar.  spettacolo, numero, brano musicale ecc. non previsto dal programma | (fig.) imprevisto, contrattempo | usato anche come agg. invar.  e avv.  : una gita fuoriprogramma; trasmettiamo fuoriprogramma un cartone animato. 
fuoriquota   s.m. invar.  (sport) in una squadra con limitazione d'età, ciascuno degli atleti d'età superiore ai quali, in numero limitatissimo, è consentito di giocare.
fuorisacco   o fuori sacco, s.m. invar.  corrispondenza che viene tenuta fuori dal sacco postale per essere recapitata più rapidamente al destinatario | anche come agg. invar.  : plico fuorisacco. 
fuoriscalmo   o fuori scalmo, s.m. invar.  (sport) imbarcazione a remi da regata, leggera e veloce, nella quale i remi poggiano su scalmi sporgenti esternamente allo scafo.
fuorisede   o fuori sede, agg. invar.  che si trova o si svolge non nella sede abituale: ufficio, corso fuorisede   s.m.  e f. invar.  studente, docente o insegnante che non risiede nella città dove ha sede la scuola o l'università cui è iscritto o in cui svolge i suoi corsi.
fuoriserie   agg. invar.    • 1 •   si dice di prodotto industriale non fabbricato in serie; in partic., di automobile con carrozzeria speciale, più rifinita e lussuosa di quella del modello di serie    • 2 •   (fig. fam.) eccezionale, straordinario: una vacanza fuoriserie   s.f. invar.  automobile fuoriserie | s.m.  e f. invar.  (fam.) fuoriclasse.
fuoristrada   s.m. invar.  auto o motoveicolo con particolari caratteristiche tecniche che lo rendono adatto a percorsi impervi o accidentati | anche come agg. invar.  : moto fuoristrada; pneumatici fuoristrada. 
fuoritutto   o fuori tutto, avv.  e agg.  (mar.) con riferimento alla lunghezza di una nave misurata agli estremi delle strutture fisse di prora e di poppa.
fuoriuscire   o fuoruscire, v. intr.  [coniugato come uscire; aus. essere] uscire fuori; sgorgare, traboccare: il sangue fuoriusciva a fiotti dalla ferita. 
fuoriuscita   o fuoruscita, s.f.  il fuoriuscire: fuoriuscita di pus da un ascesso  | perdita, fuga: una fuoriuscita di gas. 
fuoriuscitismo   o fuoruscitismo, s.m.  l'attività politica dei fuoriusciti contro il governo del paese da cui sono esuli.
fuoriuscito   o fuoruscito, part. pass.  di fuoriuscire  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi, per ragioni politiche, è costretto a vivere all'estero; esule volontario.
fuorivia   o forivia, antiq. o pop. fuoravia e foravia, avv.  (region.)    • 1 •   lontano dai luoghi che sono abituali; fuori città, all'estero: recarsi fuorivia    • 2 •   fuori mano: abitare fuorivia  | anche come agg. invar.  : una contrada fuorivia. 
fuormisura    ⇨ fuorimisura.
fuoruscire   e deriv.   ⇨ fuoriuscire e deriv. 
fuorviante   meno com. forviante, part. pres.  di fuorviare   agg.  che mette, porta fuori strada (spec. fig.): un'idea fuorviante. 
fuorviare   meno com. forviare, v. intr.  [io fuorvìo ecc. ; aus. avere] uscire dalla retta via (spec. fig.) | v. tr.  allontanare dalla retta via, mettere fuori strada (spec. fig.): un falso indizio ha fuorviato la polizia. 
furano   s.m.  (chim.) composto eterociclico liquido, incolore, di cui si utilizzano largamente alcuni derivati (p. e.  il furfurolo e l'alcol furfurilico) nell'industria delle materie plastiche.
furare   v. tr.  (ant.) rubare | (fig.) portar via, sottrarre: morte fura / prima i migliori  (petrarca canz.  ccxlviii, 5-6).
furbacchione   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è molto furbo.
furbastro   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi vuol fare il furbo, spesso dimostrando una certa goffaggine.
furberia   s.f.  furbizia.
furbesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da furbo | lingua furbesca, il gergo della malavita  s.m.  lingua furbesca § furbescamente avv. 
furbizia   s.f.    • 1 •   l'essere furbo: un uomo di una grande furbizia    • 2 •   atto da furbo: ricorrere a una furbizia. 
furbo   agg.  di chi sa trarre vantaggi dalle situazioni agendo con prontezza, intuizione e senso pratico; scaltro, astuto: un ragazzo furbo  | fatto con furbizia; che denota furbizia: una trovata, una mossa furba; occhi furbi.  dim. furbetto   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona furba, spec. in senso spreg.  : fare il furbo  | furbo matricolato, di tre cotte, persona furbissima. dim. furbetto  accr. furbone  pegg. furbaccio    • 2 •   (ant.) furfante § furbamente avv. 
furente   agg.  furibondo, infuriato: essere furente contro qualcuno  | fremente: furente d'ira, di invidia  § furentemente avv. 
fureria   s.f.  (mil.) ufficio dell'amministrazione e degli approvvigionamenti di una compagnia.
furetto   s.m.    • 1 •   piccolo mammifero carnivoro con corpo snello, muso appuntito, zampe corte, pelame biancastro, occhi rossi; è una varietà albina della puzzola e viene addomesticato per la caccia ai conigli selvatici (fam.  mustelidi) | la pelliccia di tale animale, poco pregiata    • 2 •   (fig.) persona svelta e abile, che fruga e mette il naso dappertutto.
furfantaggine   s.f.  (non com.) l'essere furfante; furfanteria.
furfante   s.m.  e f.  persona disonesta; farabutto, malfattore. dim. furfantello. 
furfanteggiare   v. intr.  [io furfantéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) comportarsi da furfante.
furfanteria   s.f.    • 1 •   l'essere furfante: agire con furfanteria    • 2 •   azione da furfante: commettere furfanterie di ogni genere. 
furfantesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da furfante: azioni furfantesche  § furfantescamente avv. 
furfantino   agg.  da furfante; furfantesco | lingua furfantina, il furbesco.
furfare   v. intr.  [coniugato come fare; aus. avere] (ant.) agire illegalmente | rubare.
furfuraceo    ⇨ forforaceo.
furfurilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composti del furfurolo caratterizzati dalla presenza di un gruppo costituito da cinque atomi di carbonio, cinque di idrogeno e uno di ossigeno: alcol furfurilico; resine furfuriliche. 
furfurolo   s.m.  (chim.) aldeide aromatica ciclica usata come solvente, materia prima per polimeri e intermedio per sintesi chimiche.
furgonato   agg.  e s.m.  si dice di veicolo da trasporto con carrozzeria a furgone.
furgoncino   s.m.  veicolo di piccole dimensioni per il trasporto di merci.
furgone   s.m.  autocarro leggero e coperto per il trasporto di merci | la vettura per il trasporto dei morti | il cellulare della polizia. dim. furgoncino. 
furgonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] conducente di furgone.
furia   s.f.    • 1 •   accesso di collera, impeto d'ira: andare, montare in furia, su tutte le furie, adirarsi violentemente    • 2 •   manifestazione intensa di sentimenti e passioni; forza violenta: la furia della disperazione; la furia di un morbo, del vento, delle acque; a furia di popolo, (ant.) a furor di popolo | a furia di, a forza di, per mezzo di (indica un'azione ripetuta): ha fatto carriera a furia di raccomandazioni; a furia di insistere, è riuscito a convincerlo    • 3 •   fretta grande, impetuosa: aveva furia di andarsene; che furia!  ' in fretta e furia, molto velocemente, con estrema fretta | far furia a qualcuno, sollecitarlo perché faccia in fretta qualcosa | far le cose con furia, in modo precipitoso    • 4 •   persona fuori di sé per l'ira, in preda a una violenta agitazione (dal nome delle furie, nella mitologia romana, divinità infernali della vendetta, dell'ira, del rimorso): gli si rivoltò contro come una furia. 
furiare   v. intr.  [io fùrio ecc. ; aus. essere  e avere] (ant. poet.) infuriare: quando ecco furiando a lui s'avventa / uom grande  (tasso g. l.  viii, 23).
furibondo   agg.    • 1 •   che è in preda a furia; pieno di furore, di ira: era furibondo per il tuo ritardo; occhiate furibonde    • 2 •   impetuoso, violento: un furibondo assalto  | un appetito furibondo, (scherz.) molto forte § furibondamente avv. 
furiere   s.m.  militare addetto alla fureria.
furioso   agg.    • 1 •   che è in preda a furia, che ha accessi di furore; furibondo: diventare furioso; un pazzo furioso    • 2 •   veemente, violento: un furioso litigio; una furiosa tempesta    • 3 •   che non sopporta alcun indugio; precipitoso, impaziente: un temperamento furioso   s.m.  [f. -a] pazzo furioso, agitato § furiosamente avv. 
furlana   s.f.  antica danza contadina originaria del friuli.
furlano    ⇨ friulano.
furo   agg.  e s.m.  (ant.) ladro: e mai non fu mastino sciolto / con tanta fretta a seguitar lo furo  (dante inf.  xxi, 44-45).
furore   s.m.    • 1 •   agitazione violenta provocata per lo più dall'ira: essere in preda al furore; furore cieco  | a furor di popolo, per unanime, entusiastica volontà del popolo    • 2 •   violenza, impeto: il furore della mischia, dell'uragano; furore giovanile, ardore giovanile    • 3 •   stato di eccitazione delle facoltà spirituali: furore profetico, mistico, bacchico  | esaltazione dell'artista nel momento dell'ispirazione; estro: furore creativo, poetico    • 4 •   desiderio intenso e smodato; brama: ma ove dorme il furor d'inclite gesta  (foscolo sepolcri  137)    • 5 •   nella loc. far furore, riscuotere enorme successo: un libro, un film che ha fatto furore. 
furoreggiare   v. intr.  [io furoréggio ecc. ; aus. avere] far furore, avere grande successo: una moda che furoreggia. 
furtivo   agg.    • 1 •   (non com.) proveniente da furto; rubato: merce furtiva    • 2 •   che si fa o accade di nascosto, in segreto: sguardo, passo furtivo; lacrima furtiva  § furtivamente avv.  di nascosto: spiare, andarsene furtivamente. 
furto   s.m.    • 1 •   (dir.) l'impossessarsi di cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene, con l'intento di trarne profitto per sé o per altri: commettere un furto; furto continuato, aggravato; furto con scasso; essere condannato per furto  ' è un furto!, (iperb.) si dice di prezzo troppo alto, di conto esagerato e sim. | furto musicale, letterario, plagio. dim. furtarello, furterello    • 2 •   (non com.) la cosa rubata; refurtiva.
fusa   s.f. pl.  solo nell'espressione: fare le fusa, che si dice dei gatti quando emettono un caratteristico suono continuo, sommesso e vibrante, in segno di soddisfazione; (fig.) di persona, fare moine, abbandonarsi a effusioni di affetto.
fusaggine   s.f.    • 1 •   arbusto con foglie lanceolate e fiori verdastri in grappoli, detto comunemente berretta da prete  (fam.  celastracee)    • 2 •   (carboncino di) fusaggine, carboncino tenero e compatto per disegnatori.
fusaglia   s.f.  (roman.) seme del lupino tenuto in acqua e salato per essere mangiato.
fusaio   s.m.    • 1 •   (non com.) chi costruisce fusi    • 2 •   chi è addetto al funzionamento e alla manutenzione dei fusi nella filatura meccanica.
fusaiola   s.f.  (arch.) ornato architettonico consistente in una serie di elementi sferici e fusiformi variamente alternati, usato nell'arte classica per la decorazione delle modanature.
fusaiolo   o fusarolo, s.m.  disco metallico con un foro centrale in cui viene infilata l'estremità inferiore del fuso, che così gira con maggiore regolarità.
fusata   s.f.  quantità di filo che si avvolge attorno al fuso in una volta.
fuscello   s.m.  rametto sottile spec. di legna secca | essere un fuscello, magro come un fuscello, (fig.) essere esile, minuto | fare d'un fuscello una trave, (fig.) ingrandire ed esagerare le cose. dim. fuscelletto, fuscellino. 
fusciacca   pop. fuciacca, s.f.  larga fascia di seta o di altro tessuto, con lembi frangiati, che si annoda alla vita, usata spesso come cintura per abiti femminili, ma anche per uniformi militari e abiti maschili in occasione di cerimonie e sim.: la fusciacca tricolore del sindaco. 
fusciacco   pop. fuciacco, fuciacchio, s.m.  [pl. -chi] drappo con ricami in oro o argento, steso ad arco sopra i grandi crocifissi che sfilano nelle processioni.
fusco   agg.  [pl. m. -schi] (ant.) bruno, scuro; offuscato, macchiato (anche fig.): coscienza fusca / o de la propria o de l'altrui vergogna / pur sentirà la tua parola brusca  (dante par.  xvii, 124-126).
fuseau   anche fuseaux, s.m. pl.  nel linguaggio della moda, pantaloni da donna molto aderenti, in tessuto a maglia o elasticizzato.
fusellato   agg.  si dice di elemento architettonico a forma di fuso.
fusello   s.m.    • 1 •   piccolo fuso su cui si avvolge il filo per eseguire lavori a tombolo. dim. fusellino    • 2 •   (tip.) filetto a forma di fuso allungato, che in una pagina separa un testo dall'altro.
fuselol   s.m.  (chim.) prodotto di coda della distillazione dell'alcol etilico ottenuto mediante fermentazione alcolica; è detto anche olio di flemma. 
fusibile   agg.  che si può fondere; che si fonde facilmente: lega fusibile   s.m.  (elettr.) valvola costituita da un breve tratto di filo metallico che fonde quando l'intensità di corrente supera un certo valore, interrompendo un circuito elettrico e impedendo in tal modo guasti più gravi.
fusibilità   s.f.  l'essere fusibile; proprietà di alcune sostanze di fondere a una certa temperatura.
fusiforme   agg.  che ha la forma di un fuso.
fusillo   s.m.  (spec. pl.) pasta alimentare a forma di nastro attorcigliato a elica.
fusion   s.m. invar.  (mus.) contaminazione di generi musicali diversi (p. e.  rock e jazz).
fusione   s.f.    • 1 •   (fis.) il passaggio di una sostanza dallo stato solido allo stato liquido | punto di fusione, temperatura, che varia col variare della pressione, alla quale una sostanza fonde | calore di fusione, la quantità di calore che viene generata o assorbita durante la fusione | fusione nucleare, reazione per cui due nuclei leggeri (spesso idrogeno o suoi isotopi) entrano in collisione e danno luogo a una ristrutturazione dei nucleoni, formando due o più prodotti di reazione (in genere nuclei di elio e neutroni)    • 2 •   l'operazione di fondere i metalli e la conseguente colata del metallo fuso nella forma: fusione di una statua in bronzo    • 3 •   (fig.) unione di più elementi in un tutto unico: fusione di due partiti, di stati, di società commerciali  ' coesione, accordo: fusione di suoni, di colori. 
fusionismo   s.m.    • 1 •   (st.) tendenza politica risorgimentale favorevole all'annessione al piemonte degli altri stati italiani    • 2 •   orientamento politico favorevole a unificare gruppi, associazioni, partiti politici affini per accrescerne la forza.
fusionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è fautore del fusionismo.
fusite   s.f.  (geol.) componente macroscopico del carbon fossile.
fuso   (1) part. pass.  di fondere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (non com.) ciò che è stato ottenuto per fusione.
fuso   (2) s.m.    • 1 •   arnese di legno, panciuto al centro e assottigliato alle estremità, che nella filatura a mano serve per torcere il filo e per avvolgerlo sulla spola | a fuso, a forma di fuso | dritto come un fuso, (fig.) si dice di persona dal portamento eretto | andarsene dritto come un fuso, (fig.) difilato, senza esitazione    • 2 •   nella filatura meccanica, organo fondamentale dei filatoi e dei ritorcitoi che serve per torcere il filo    • 3 •   (estens.) oggetto o parte di macchina che ha la forma di un fuso: il fuso dell'ancora, l'asta verticale dell'ancora; fuso del tornio, ciascuno dei due coni su cui gira il pezzo | in carri e carrozze, parte estrema della sala che viene infilata nel mozzo e intorno alla quale gira la ruota    • 4 •   fuso sferico, (geom.) parte della superficie di una sfera compresa tra due semicerchi massimi aventi il diametro in comune | fuso orario, (geogr.) ognuna delle 24 parti in cui risulta suddivisa la superficie terrestre da altrettanti meridiani distanti 15 gradi l'uno dall'altro; in ciascuno di essi si adotta convenzionalmente la stessa ora civile    • 5 •   (aer.) ciascuno degli spicchi della calotta del paracadute o dell'involucro di un aerostato    • 6 •   fuso (nucleare), (biol.) figura che si forma nella prima fase della mitosi, costituita da sottili filamenti di citoplasma disposti a fuso ai cui poli si trovano i centrosomi.
fusoliera   s.f.    • 1 •   (aer.) corpo centrale allungato e affusolato di un velivolo che contiene l'alloggiamento per l'equipaggio e i passeggeri    • 2 •   (ant.) barca poco profonda, di forma stretta e allungata.
fusore   s.m.  (ant.) fonditore.
fusorio   agg.  che si riferisce alla fusione dei metalli: forno fusorio; arte fusoria. 
fusta   s.f.  piccola e veloce galea, con 18 o 22 remi per lato e una vela latina, usata nei secc. xiv-xvii, per lo più dai pirati del mediterraneo.
fustagno   ant. frustagno, s.m.  tessuto morbido e robusto, di cotone o di lana, vellutato sul lato esterno.
fustaia   s.f.  bosco di alberi d'alto fusto.
fustanella   s.f.  gonnellino a pieghe che arriva ai ginocchi, facente parte della caratteristica uniforme della fanteria greca.
fustella   s.f.    • 1 •   utensile d'acciaio con il tagliente che descrive una linea chiusa, usato per ritagliare, totalmente o parzialmente, profili sagomati su carta, cartone e altri materiali    • 2 •   nelle confezioni dei medicinali, talloncino che reca stampato il prezzo e che, staccato e inviato dai farmacisti agli enti mutualistici, dà loro diritto al rimborso    • 3 •   sostegno cartaceo di adesivi che si stacca al momento di applicarli.
fustellare   v. tr.  [io fustèllo ecc.]    • 1 •   tagliare con la fustella    • 2 •   dotare di fustella.
fustellato   agg.  dotato di fustella.
fustellatrice   s.f.  macchina per fustellare.
fustigare   v. tr.  [io fùstigo, tu fùstighi ecc.]    • 1 •   battere con la verga per punizione: fustigare a sangue qualcuno    • 2 •   (fig.) criticare, censurare aspramente: fustigare i costumi corrotti. 
fustigatore   s.m.  [f. -trice] chi fustiga (anche fig.): catone fu il fustigatore dei costumi romani. 
fustigazione   s.f.  il fustigare, l'essere fustigato (anche fig.) | in partic., tipo di pena corporale.
fustino   s.m.    • 1 •   dim.  di fusto    • 2 •   recipiente di cartone a forma di cilindro o di parallelepipedo, nel quale vengono confezionate polveri detersive da vendere al pubblico.
fusto   s.m.    • 1 •   (bot.) parte del corpo delle piante cormofite, che porta le foglie; caule: fusto subaereo, acquatico, sotterraneo; pianta d'alto fusto, pianta a fusto subaereo notevolmente sviluppato in altezza. dim. fusticino, fusticello    • 2 •   (estens.) oggetto o parte di esso che abbia la forma o la funzione portante del fusto: il fusto di una colonna, la parte compresa tra la base e il capitello; il fusto del fucile, parte centrale della cassa    • 3 •   il tronco della persona umana    • 4 •   (fam.) giovane prestante, di corporatura atletica: è un bel fusto    • 5 •   ossatura, armatura di mobili od oggetti imbottiti: il fusto di un divano    • 6 •   capace recipiente per contenere liquidi: un fusto di vino, di benzina.  dim. fustino. 
fustone   s.m.  contenitore di formato maggiore del fustino.
futa   s.f.  tipica veste di alcuni popoli africani consistente in una lunga fascia di tessuto variamente drappeggiata intorno al corpo.
futile   agg.  che ha poca importanza; inconsistente, frivolo, superficiale: un futile pretesto; ragionamento futile  § futilmente avv. 
futilità   s.f.  l'essere futile: la futilità di un argomento  | cosa, discorso futile: perdersi in futilità. 
futures   s.m. pl.  (econ.) contratti che consistono nel vendere a termine al prezzo di oggi e riacquistare a termine al prezzo futuro le merci acquistate oggi a pronti e immagazzinate, o le attività finanziarie di cui si teme una caduta delle quotazioni.
futuribile   agg.  che può accadere, che può realizzarsi solo in un futuro più o meno determinato: un progetto, un'idea futuribile   s.m.    • 1 •   ciò che potrà avvenire, realizzarsi in futuro    • 2 •   [anche f] (non com.) futurologo.
futurismo   s.m.  movimento letterario e artistico sorto in italia ai primi del novecento, che, in contrasto con l'arte accademica, propugnava una concezione estetica fondata sul culto della modernità e della tecnica, e sull'esaltazione della velocità, del dinamismo, della violenza aggressiva; in letteratura promosse, con il suo principale esponente f. t. marinetti (1876-1944), l'uso delle parole in libertà.
futurista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del futurismo  agg.  del futurismo: pittore, manifesto futurista. 
futuristico   agg.  [pl. m. -ci] futurista.
futuro   agg.    • 1 •   che verrà in seguito, che sarà: gli anni futuri; la speranza di futuri successi  | la vita futura, quella attribuita all'anima dopo la morte del corpo: sì trapassammo per sozza mistura /... / toccando un poco la vita futura  (dante inf.  vi, 100-102) | esame, testimonianza a futura memoria, (dir.) esame dei testimoni compiuto prima del tempo in cui si dovrebbe normalmente svolgere, per timore di successive impossibilità    • 2 •   che è destinato ad essere: il futuro presidente; i futuri eredi; la mia futura moglie   s.m.    • 1 •   ciò che avverrà l'avvenire: pensare, guardare al futuro  ' in, nel futuro, nel tempo a venire | per il futuro, per quanto riguarda il futuro, in seguito: per il futuro, vedremo  | senza futuro, privo di speranze, di prospettive per l'avvenire: un uomo, un partito senza futuro  | il futuro è nelle mani di dio, solo dio può sapere ciò che accadrà    • 2 •   (gramm.) tempo verbale che colloca la situazione o l'azione in un momento successivo a quello presente: futuro semplice; futuro anteriore  (o perfetto), tempo composto che indica precedenza relativamente a un altro tempo futuro    • 3 •   pl.  i posteri, gli uomini che nasceranno in seguito § futuramente avv.  in futuro, per l'avvenire.
futurologia   s.f.    • 1 •   insieme di indagini che mirano a ottenere previsioni scientifiche sul futuro corso degli eventi    • 2 •   (spreg.  o scherz) previsione del futuro | astrologia.
futurologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla futurologia.
futurologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi  o -ghi] chi si occupa di futurologia.
fuzzy   agg. invar.  si dice di un tipo di logica impiegata nell'intelligenza artificiale, secondo la quale una variabile può essere parzialmente vera o parzialmente falsa, dunque non necessariamente del tutto vera o del tutto falsa come nella logica tradizionale.
g   s.f.  o m.  settima lettera dell'alfabeto il cui nome è gi  (antiq. ge); in it. rappresenta l'occlusiva velare sonora davanti ad a, o, u  (gallo, goccia, gufo), in posizione preconsonantica (pigro, gloria) o in fine di parola (zig zag), l'affricata palatale sonora davanti a e, i  (gelo, giro); per rendere il suono occlusivo velare sonoro davanti a e, i  si impiega il digramma gh  (ghiro, fughe). entra inoltre come componente del digramma gl  (davanti a i) e del trigramma gli  (davanti a e, a, o, u), che rappresentano la consonante liquida palatale [/ l /], sempre di suono rafforzato in posizione intervocalica nella pronuncia standard (figli, biglie, maglia, raglio, pagliuzza); e del digramma gn, che rappresenta la consonante nasale palatale [/ n /], anch'essa sempre di suono rafforzato in posizione intervocalica nella pronuncia standard (gnocco, bagno); tuttavia in un certo numero di parole di origine greca o latina il nesso gl  conserva il valore di g  + l  [/ gl /] (anglicano, glicine) | g come genova, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (g, sigla automobilistica del gabon) e abbreviazioni (g. m. , gran maestro; g. , per nomi di persona come giulia, gerardo, guido; g. , giorno) | g, (fis.) simbolo del grammo o dell'accelerazione di gravità | g, (fis.) simbolo del gauss | g, (mus.) nella notazione medievale, e oggi in quella dei paesi anglosassoni, indica il sol; nel medioevo indicò anche il si.
gateau  gâteau s.m. invar.  torta, dolce.
gabardina   s.f.  (antiq.) adattamento it. del fr. gabardine. 
gabardine   s.f. invar.    • 1 •   tessuto di lana o cotone a disegno diagonale    • 2 •   [anche s.m.] soprabito o impermeabile confezionato con tale tessuto.
gabarra   s.f.  (mar.) galleggiante a fondo piatto, usato nei porti per carico e discarico di navi.
gabbacompagno   s.m.  [pl. invar.  o -gni] (non com.) imbroglione.
gabbacristiani   s.m. invar.  (non com.) chi inganna il prossimo; impostore.
gabbamento   s.m.  (non com.) il gabbare, l'essere gabbato.
gabbamondo   s.m. invar.  imbroglione; chi vive gabbando il prossimo (spesso scherz.).
gabbana    ⇨ gabbano.
gabbanella   s.f.    • 1 •   corto camice bianco indossato da medici e infermieri negli ospedali    • 2 •   veste da camera.
gabbano   s.m. , o gabbana s.f. ,    • 1 •   soprabito largo e lungo, talora foderato di pelliccia | voltare, mutare gabbana, (fig.) cambiare improvvisamente opinione, partito    • 2 •   sorta di veste da lavoro usata da contadini e operai.
gabbare   v. tr.  beffare, ingannare: gabbare il prossimo  | prov.  : passata la festa, gabbato lo  (il) santo, si dice a chi, avuto il favore richiesto, dimentica le promesse fatte | v. intr.  [aus. avere] (ant.) agire o parlare per burla | gabbarsi v. rifl.  farsi beffe, prendersi gioco: gabbarsi dell'ingenuità di qualcuno. 
gabbatore   s.m.  [f. -trice] chi gabba; imbroglione.
gabbeo   s.m.  tavola su cui, nelle saline, si pone ad asciugare il sale.
gabbia   ant. o dial. caiba [cài-ba] e gaiba, s.f.    • 1 •   sorta di cassetta, con le pareti formate da sbarre, in cui si rinchiudono animali vivi, spec. uccelli; recinto con grosse sbarre di ferro per animali feroci: la gabbia dei canarini, dei leoni  | uccel di gabbia, che si è adattato a vivere in cattività (fig.) persona abituata o costretta a vivere come prigioniera (si contrappone a uccel di bosco) | gabbia di matti, (fig.) ambiente in cui regna confusione e un allegro disordine. dim. gabbietta, gabbina, gabbiola, gabbiotto  (m.), gabbiuccia  accr. gabbiona, gabbione  (m.) pegg. gabbiaccia    • 2 •   recinto a sbarre in cui sono rinchiusi gli imputati durante il processo in tribunale | (fig. fam.) prigione: mettere, essere in gabbia    • 3 •   (sport) recinto entro cui si effettuano le gare di lancio del martello e che serve a proteggere gli spettatori    • 4 •   (mil.) garitta di legno o in muratura per il riparo delle sentinelle    • 5 •   (estens.) involucro o recipiente a forma di gabbia: gabbia dell'ascensore, il recinto o lo spazio entro cui scorre; la gabbia del pilastro, la sua armatura in ferro | gabbia toracica, (anat.) l'insieme di ossa e cartilagini che contornano la cavità toracica | gabbia di scoiattolo, (elettr.) avvolgimento a forma di gabbia cilindrica usato per rotori di piccoli motori elettrici asincroni; è costituito da una serie di conduttori paralleli collegati alle due estremità da anelli circolari metallici che li chiudono in cortocircuito | gabbia di faraday, (elettr.) schermo elettrostatico a maglie metalliche, simile a una gabbia, che sottrae all'azione di campi elettrici esterni i corpi situati al suo interno    • 6 •   (mar.) nei velieri a vele quadre, la seconda vela dell'albero di maestra, a partire dal basso | pl.  le corrispondenti vele quadre degli altri due alberi: parrocchetto (2a vela del trinchetto) e contromezzana (2a vela della mezzana)    • 7 •   schema grafico | (fig.) schema mentale.
gabbiaio   s.m.  [f. -a] (non com.) chi costruisce o vende gabbie.
gabbianello   s.m.  uccello acquatico, migratore, simile a un piccolo gabbiano, con becco nerastro, piedi bruno-rossicci, testa e gola nere (ord.  caradriformi).
gabbiano   s.m.  uccello acquatico dal corpo affusolato, con grandi ali bianche bordate di nero e zampe palmate; emette un grido rauco (ord.  lariformi).
gabbiata   s.f.  l'insieme di animali rinchiusi in una gabbia.
gabbiere   s.m.  (mar.) marinaio specializzato nel maneggio delle vele, delle ancore e dell'attrezzatura marinaresca.
gabbietta   s.f.    • 1 •   dim.  di gabbia    • 2 •   involucro di filo di ferro applicato sul collo delle bottiglie di vino spumante o frizzante per assicurare il tappo.
gabbionata   s.f.  opera di difesa idraulica o di fortificazione militare eseguita mediante gabbioni.
gabbione   s.m.    • 1 •   accr.  di gabbia    • 2 •   opera di difesa del fondo o delle sponde di un corso d'acqua, che consiste in un involucro di rete metallica zincata riempito con ciottoli e pietrame    • 3 •   cesto di vimini, riempito di terra, usato come parapetto di trincee    • 4 •   la gabbia degli imputati nei tribunali.
gabbo   s.m.  (non com.) beffa, burla: farsi gabbo di qualcuno, di qualcosa  | prendere a gabbo, prendere alla leggera.
gabbro   s.m.  roccia eruttiva intrusiva di colore scuro e struttura granulare, costituita essenzialmente di plagioclasi, pirosseni e anfiboli, usata per costruzioni di pregio e pavimentazioni.
gabella   s.f.    • 1 •   (antiq.) dazio, imposta di consumo | fare il tonto per non pagar gabella, (fig.) far finta di non sapere o di non capire qualcosa per evitare noie e fastidi    • 2 •   il luogo dove si pagava il dazio    • 3 •   moneta d'argento coniata a bologna nel sec. xvi.
gabellare   v. tr.  [io gabèllo ecc.]    • 1 •   (antiq.) sottoporre a gabella; tassare    • 2 •   (fig. non com.) ammettere, accettare per vero, per buono    • 3 •   (fig.) far passare per ciò che non è, far credere: gabellare notizie false per vere. 
gabelliere   s.m.  chi riscuoteva le gabelle; daziere, esattore.
gabellino   s.m.  (non com.) gabelliere.
gabellotto   s.m.  (region.)    • 1 •   gabelliere (per lo più spreg.)    • 2 •   in sicilia, affittuario di un'azienda agricola, di cui in genere non è diretto coltivatore.
gabina    ⇨ cabina.
gabinetto   s.m.    • 1 •   (antiq.) stanza adibita a studio privato o a colloqui riservati    • 2 •   nelle scuole, sala in cui hanno luogo esercitazioni pratiche di materie scientifiche: gabinetto di fisica, di chimica  | sala di un museo in cui sono raccolte particolari collezioni: il gabinetto delle stampe    • 3 •   studio in cui un professionista, spec. un medico, svolge la sua attività: gabinetto medico, dentistico, radiologico; gabinetto fotografico    • 4 •   stanza, ambiente in cui si trovano i servizi igienici; anche, apparecchio sanitario che elimina i rifiuti organici umani: andare al gabinetto  | (antiq.) camerino privato adibito alla toletta delle signore; spogliatoio: fu condotta nel gabinetto della principessa, per essere... pettinata e rivestita  (manzoni p. s.  x)    • 5 •   ufficio composto dai collaboratori immediati di un ministro o di un alto funzionario: il gabinetto del guardasigilli    • 6 •   ministero; l'insieme dei ministri che costituiscono il governo: crisi di gabinetto; formare un nuovo gabinetto; il gabinetto crispi, giolitti, dal nome del presidente del consiglio    • 7 •   durante il regno d'italia, consiglio privato del re, composto dai ministri della real casa | ordine di gabinetto, ordine emanato direttamente dal sovrano, attraverso tale consiglio.
gabonese   agg.  del gabon, stato dell'africa centro-occidentale  s.m.  e f.  chi abita, chi è nato nel gabon.
gaddiano   agg.  che si riferisce allo scrittore c. e. gadda (1893-1973), al suo stile e alle sue opere: linguaggio gaddiano; critica gaddiana. 
gadget   s.m. invar.  oggetto curioso di poco prezzo; accessorio attraente, originale | oggetto regalato a fini promozionali.
gadgettistica   s.f.  assortimento di gadget | il settore della produzione e del commercio di gadget.
gadiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci teleostei, quasi tutti marini, con corpo allungato e pinne a raggi molli; vi appartengono il merluzzo, il nasello ecc. | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
gadolinio   s.m.  elemento chimico di simbolo gd, appartenente al gruppo delle terre rare.
gaelico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce ai gaeli, gruppo di popolazioni celtiche stanziatesi in scozia, irlanda, galles e nell'isola di man nei secc. vii-vi a. c.  s.m.  gruppo di lingue celtiche parlate da tali popolazioni, del quale fanno parte lo scozzese, l'irlandese, il gallese e il manx.
gaetto   o gaietto, agg.  (ant.) variopinto, screziato: di quella fiera alla gaetta pelle  (dante inf.  i, 42).
gaffa   s.f.    • 1 •   (mar.) gancio che serve per accostare, detto com. alighiero    • 2 •   (non com.) adattamento it. del fr. gaffe. 
gaffe   s.f. invar.  azione o espressione inopportuna, incauta, maldestra: fare una gaffe; una gaffe imperdonabile. 
gaffeur   s.m.  [f. gaffeuse; pr.  / ga'føz /] chi commette spesso delle gaffe.
gag   s.f. invar.  battuta, trovata comica, in spettacoli cinematografici, teatrali e radiotelevisivi: un film pieno di gag. 
gagà   s.m.  (antiq.) uomo vanesio che ostenta eleganza e raffinatezza. dim. gagarello  accr. gagarone. 
gagate   s.f.  (min.) varietà nera di lignite.
gaggia   s.f.  pianta arbustacea o arborea sempreverde, originaria dei paesi tropicali, con chioma irregolare, foglie bipennate e fiori gialli globosi, molto profumati, dai quali si estrae un'essenza usata in profumeria (fam.  leguminose).
gaggio   s.m.  (ant.)    • 1 •   pegno, ostaggio, caparra    • 2 •   paga militare; per estens., stipendio | (fig.) ricompensa, premio: ma nel commensurar d'i nostri gaggi / col merto è parte di nostra letizia, / perché non li vedem minor né maggi  (dante par.  vi, 118-120).
gagliarda   s.f.  danza vivace in tempo ternario, diffusa nel rinascimento (e nel seicento come brano strumentale) in francia e nell'italia settentrionale.
gagliardetto   s.m.    • 1 •   piccola bandiera a due punte o triangolare, usata in marina per segnalazioni    • 2 •   insegna, di varia forma, di partiti politici, società sportive ecc.
gagliardezza   s.f.  (non com.) l'essere gagliardo.
gagliardia   s.f.    • 1 •   forza, vigoria fisica | bravura, valore    • 2 •   (lett.) prodezza, prova di coraggio.
gagliardo   agg.    • 1 •   detto di persona, robusto, vigoroso: un giovane gagliardo  | valoroso, coraggioso: soldato, esercito gagliardo    • 2 •   detto di cose, forte, potente: voce gagliarda; vento gagliardo  ' vino gagliardo, corposo e molto alcolico | rimedio gagliardo, energico, efficace | ingegno gagliardo, originale e ricco di inventiva § gagliardamente avv. 
gaglioffaggine   s.f.    • 1 •   l'essere gaglioffo    • 2 •   azione da gaglioffo.
gagliofferia   s.f.  (non com.) gaglioffaggine.
gaglioffo   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   si dice di persona inetta, buona a nulla; anche, di chi è un furfante, un manigoldo    • 2 •   (ant.) miserabile, pezzente. accr. gaglioffone  pegg. gaglioffaccio  § gaglioffamente avv.  da gaglioffo.
gagnolamento   s.m.  (non com.) il gagnolare.
gagnolare   v. intr.  [io gàgnolo ecc. ; aus. avere] mugolare, guaire, lamentarsi, detto del cane o della volpe | (estens. non com.) piagnucolare, frignare, detto di persona.
gagnolio   s.m.  un gagnolare continuo, prolungato.
gaiba    ⇨ gabbia.
gaietto    ⇨ gaetto.
gaiezza   s.f.  l'essere gaio; allegria, brio.
gaio   agg.    • 1 •   allegro, festoso, pieno di brio e vivacità: una gaia compagnia; un temperamento, un volto gaio; colori gai    • 2 •   (ant.) piacevole, leggiadro, che ispira amore § gaiamente avv. 
gal   s.m.  (fis.) unità di misura dell'accelerazione nel sistema cgs, pari a un centimetro al secondo per secondo.
gala   (1) s.f.    • 1 •   sfoggio, lusso, sfarzo | pranzo di gala, con rigida osservanza del cerimoniale | serata di gala, spettacolo, festa, ballo e sim. particolarmente eleganti | abito di gala, da cerimonia | essere, mettersi in (gran) gala, indossare abiti molto eleganti | corso di gala, un tempo, passeggiata in pompa magna su carrozze di lusso    • 2 •   (mar.) festone con bandiere da segnali teso tra la prora, la parte più alta degli alberi e la poppa delle navi, in segno di festa o per onorare una nazione straniera; è detta anche gran gala  (o gran pavese) | piccola gala, con la sola bandiera nazionale in testa a ciascun albero; sostituisce in navigazione la gran gala  ed è usata dalle navi da guerra in combattimento.
gala   (2) s.f.    • 1 •   striscia increspata di trina o di stoffa; nastro o fiocco che si mette per ornamento | (fig.) ornamento, infiorettatura    • 2 •   (non com.) cravatta a farfalla con nodo già fatto.
gala   (3) s.m. invar.  spettacolo, festa, molto elegante: gran gala di corte; il gala di san silvestro. 
galabia   s.f.  ampia veste in uso in oriente, formata da due rettangoli di stoffa combacianti, aperta davanti e con due scuciture laterali per le braccia.
galagone   s.m.  (zool.) genere di proscimmie africane di piccole dimensioni, con occhi molto grandi, lunga coda, pelame morbidissimo (ord.  primati).
galalite   s.f.  una delle prime materie plastiche, ottenuta indurendo la caseina con formaldeide, usata per fabbricare interruttori elettrici, scatolette, bottoni ecc.
galano   s.m.    • 1 •   fiocco, cappio o annodatura di nastro, usato per ornamento di abiti    • 2 •   spec. pl.  nome veneto di un tipo di dolci tipici del carnevale, fatti di strisce di pasta annodate, fritte e spolverate di zucchero (chiamati in altre regioni frappe, cenci, chiacchiere  ecc.).
galante   agg.    • 1 •   complimentoso, molto cortese con le donne: un signore galante; modi galanti    • 2 •   amoroso, erotico: avventura galante  | segretario galante, libro che raccoglieva modelli di lettere d'amore    • 3 •   (non com.) elegante, grazioso | stile galante, stile musicale diffusosi nel '700, caratterizzato da maggiore leggerezza rispetto al barocco    • 4 •   (ant.) onesto, leale  s.m.  persona galante: fare il galante (con una donna), corteggiarla, cercare di piacerle § galantemente avv. 
galanteria   s.f.    • 1 •   l'essere galante: un uomo di una galanteria squisita, affettata, eccessiva  | atto, parola galante: fare, dire delle galanterie; una pesante galanteria, un'espressione grossolana, che rivela intenzioni tutt'altro che cortesi    • 2 •   (antiq.) oggetto grazioso, di gusto squisito: donna giuseppina si era alzata per osservare al buio le galanterie disposte in bell'ordine sui mobili  (verga) | cibo raffinato.
galantina   s.f.  piatto freddo fatto con carne e ingredienti vari (tartufi, droghe, pistacchi); si serve tagliata a fette e coperta di gelatina: galantina di pollo. 
galantomismo   s.m.  l'essere galantuomo; comportamento da galantuomo.
galantuomo   pop. galantomo, s.m.  [pl. galantuomini] uomo onesto e leale: un fior di galantuomo; parola di galantuomo, parola d'onore | anche come agg.  : il re galantuomo, vittorio emanuele ii | prov.  : il tempo è galantuomo, il tempo fa giustizia di molte cose.
galassia   s.f.    • 1 •   (astr.) ogni sistema stellare; in partic., la via lattea    • 2 •   (fig.) gruppo di persone composito e difficilmente definibile: la galassia dei gruppuscoli extraparlamentari  | insieme di persone famose.
galata   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -i] appartenente a un'antica popolazione celtica stanziata nella galazia, in asia minore.
galatea   s.f.  (zool.) genere di crostacei marini con addome ridotto e ripiegato, chele e antenne lunghe e sottili.
galateo   s.m.  l'insieme delle norme che regolano i rapporti formali tra le persone nella società buona creanza, buona educazione: conoscere, ignorare il galateo. 
galattagogo   agg.  e s.m.  [pl. -ghi] (med.) si dice di farmaco che stimola la secrezione lattea; lattagogo.
galattico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (astr.) della galassia: sistema galattico, insieme dei corpi celesti che costituiscono una galassia    • 2 •   (fig.) eccezionale, immenso: profondità galattica. 
galatto-  galatto- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. gála -aktos  'latte' (galattoforo, galattosio).
galattofago   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] che, chi si nutre esclusivamente o prevalentemente di latte e di suoi derivati.
galattoforo   agg.  (anat.) si dice dei canali che hanno la funzione di condurre all'esterno il latte secreto dalla ghiandola mammaria.
galattogenesi   s.f.  (med.) processo fisiologico per cui, alcuni giorni dopo il parto, le ghiandole mammarie cominciano a produrre latte; montata lattea.
galattometro   s.m.  strumento per misurare la densità del latte.
galattopoiesi   s.f.  il processo fisiologico attraverso il quale si forma il latte.
galattorrea   s.f.  (med.) secrezione lattea eccessiva e prolungata oltre la norma.
galattosio   s.m.  (chim.) monosaccaride isomero del glucosio, insieme al quale forma lo zucchero del latte (lattosio).
galaverna    ⇨ calaverna.
galbano   s.m.  gommoresina ottenuta dal succo di piante orientali che si usa nella fabbricazione di mastici e, in medicina, per la preparazione di empiastri revulsivi.
galbula   s.f.  (zool.) genere di uccelli sudamericani con becco lungo e appuntito, coda lunga, piumaggio lucente (ord.  piciformi).
galbulo   s.m.  (bot.) falso frutto di alcune conifere, costituito da squame legnose disposte a forma di cono (p. e.  nel cipresso).
galea   (1) s.f.  (mar.) tipo di nave da guerra a remi e a vela, veloce e leggera, usata nel medioevo e fino al sec. xviii.
galea   (2) s.f.    • 1 •   elmo di cuoio usato dai soldati romani    • 2 •   (anat.) membrana fibrosa che riveste la volta cranica.
galeato   agg.  (lett.) che porta la gàlea, l'elmo.
galeazza   s.f.  (mar.) grossa galea d'alto bordo, a remi e con tre alberi a vele latine, usata nei secc. xvi-xvii.
galega   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee con foglie imparipennate e fiori piccoli, azzurrognoli, in grappolo (fam.  leguminose).
galena   s.f.  (min.) il più importante minerale del piombo (solfuro di piombo), spesso contenente anche argento, di colore grigio metallico, usato in passato come raddrizzatore di corrente nei radioricevitori.
galenico   agg.  [pl. m. -ci] di galeno, celebre medico greco del sec. ii d. c. | preparato galenico, farmaco ottenuto da sostanze naturali attraverso semplici operazioni fisiche o meccaniche; per estens., medicamento preparato direttamente dal farmacista.
galeo   s.m.  (zool.) squalo di lunghezza tra    • 1 •   e    • 2 •   metri, vivente anche nel mediterraneo, a grandi profondità è detto anche canesca  (fam.  galeidi).
galeone   s.m.  (mar.) nave da guerra e da trasporto, più grossa della galeazza, con alte sovrastrutture, potentemente armata; fu in uso nei secc. xvi e xvii.
galeopiteco   s.m.  [pl. -chi] mammifero grande come un gatto, con una membrana alare (patagio) tesa fra gli arti anteriori e i posteriori, che gli permette di saltare per lunghi tratti tra gli alberi; vive nelle indie orientali e nelle isole della sonda (ord.  dermotteri).
galeoto    ⇨ galeotto 1.
galeotta   s.f.  (mar.) piccola galea, sottile e veloce, a remi e con un albero a vela latina, in uso nei secc. xvii e xviii | galeotta bombardiera  (o bombarda), nave a due alberi, ideata alla fine del sec. xvii, armata con mortai per il lancio di bombe.
galeotto   (1) ant. galeoto, s.m.    • 1 •   chi era condannato a vogare sulle galee o su navi da guerra a remi | (ant.) nocchiero, pilota    • 2 •   (estens.) carcerato, detenuto; forzato    • 3 •   (fig.) malvivente, furfante: una faccia da galeotto. 
galeotto   (2) agg.  e s.m.  (lett.) che, chi favorisce gli amori altrui: galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse  (dante inf.  v, 137).
galera   s.f.    • 1 •   (mar.) galea    • 2 •   la pena dei lavori forzati; prigione, carcere: condannare alla galera; andare in galera; scontare dieci anni di galera  | avanzo di galera, pezzo da galera, delinquente | faccia da galera, si dice di persona dall'aspetto poco raccomandabile    • 3 •   (fig.) luogo, condizione in cui la vita è insopportabile: questo ambiente è una galera    • 4 •   pesante spazzolone per lucidare i pavimenti.
galero   s.m.    • 1 •   (eccl.) cappello cardinalizio di panno rosso a bordi larghi, con trenta fiocchi | imporre a qualcuno il galero, (fig.) farlo cardinale    • 2 •   presso gli antichi romani, copricapo a forma di calotta, spec. di cuoio, usato dai campagnoli, dai cacciatori e dai guerrieri.
galerucella   s.f.  (zool.) genere di insetti coleotteri comprendente varie specie dannose alle piante coltivate.
galestro   ant. calestro, s.m.  roccia argillosa, scistosa, che si frattura in parallelepipedi; terreno argilloso caratteristico dell'appennino tosco-emiliano | il vino che vi si produce.
galileiano   agg.  dello scienziato galileo galilei (1564-1642) o relativo alle sue teorie  s.m.  seguace della teoria di galilei.
galileo   agg.  della galilea, regione della palestina  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della galilea | il galileo, per antonomasia, il cristo.
galiotto   s.m.  piccolo pesce di mare che vive in simbiosi con le oloturie (ord.  perciformi).
galiziano   agg.  della galizia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della galizia.
galla   s.f.    • 1 •   (bot.) rigonfiamento che si forma sulle foglie, sui rami e sulle radici di alcune piante in seguito alla puntura di insetti o all'attacco di parassiti vegetali    • 2 •   (fig.) a galla, a fior d'acqua; stare a galla, galleggiare; venire a galla, (fig.) scoprirsi, manifestarsi; tornare a galla, (fig.) riapparire | tenersi a galla, (fig.) guadagnare quello che basta per vivere o per far fronte agli impegni; anche, non lasciarsi travolgere dagli eventi | rimanere a galla, (fig.) riuscire a salvarsi in situazioni difficili    • 3 •   (ant.) ghianda: brutti porci, più degni di galle / che d'altro cibo fatto in uman uso  (dante purg.  xiv, 43-44) | (ant.) pillola a forma di ghianda: comperò una libra di belle galle di gengiovo  (boccaccio dec.  viii, 6).
gallare   (1) v. tr.  detto del gallo, fecondare l'uovo della gallina | v. intr.  [aus. avere] detto dell'uovo, essere fecondato.
gallare   (2) non com. aggallare, v. intr.  [aus. avere] (ant. , lett.)    • 1 •   stare a galla, galleggiare: i cuoci a' lor vassalli / fanno attuffare in mezzo la caldaia / la carne con li uncin, perché non galli  (dante inf.  xxi, 55-57)    • 2 •   (fig.) rallegrarsi, insuperbirsi, inorgoglirsi: di che l'animo vostro in alto galla...?  (dante purg.  x, 127).
gallato   part. pass.  di gallare    • 1 •   agg.  si dice dell'uovo fecondato dal gallo.
gallatura   s.f.  fecondazione dell'uovo da parte del gallo.
galleggiabile   agg.  che può galleggiare.
galleggiabilità   s.f.  capacità di un corpo di galleggiare.
galleggiamento   s.m.    • 1 •   il galleggiare | linea di galleggiamento, linea descritta dall'intersezione della superficie dell'acqua con la carena del natante    • 2 •   (sport) nel nuoto, l'attitudine di un corpo a galleggiare, che varia sensibilmente in rapporto alla costituzione fisica: un dorsista dotato di buon galleggiamento. 
galleggiante   part. pres.  di galleggiare   agg.  che galleggia: ponte galleggiante   s.m.    • 1 •   denominazione generica di larghi e bassi natanti (pontoni, zattere ecc.), privi di propri mezzi di propulsione, generalmente adibiti al trasporto di materiale in porti, fiumi o laghi    • 2 •   (aer.) parte di un idrovolante o di un anfibio che serve per il sostentamento durante il decollo e l'ammaraggio    • 3 •   piccolo oggetto cavo, o di materiale più leggero dell'acqua, che si attacca a lenze, reti, attrezzi marini per non farli andare a fondo    • 4 •   (tecn.) organo di varia forma e materia (p. e.  sfera metallica cava, blocco di legno o di polistirolo espanso) che, galleggiando sul liquido contenuto in un recipiente, regola direttamente o indirettamente l'afflusso del liquido stesso.
galleggiare   v. intr.  [io galléggio ecc. ; aus. avere] mantenersi sulla superficie dell'acqua senza affondare; stare a galla | (estens.) di aerostato, aereo ecc., stare sospeso in aria, senza salire né scendere.
gallego   agg.  [pl. m. -ghi] della galizia, regione della penisola iberica: lingua, poesia gallega   s.m.  lingua romanza della galizia affine al portoghese.
galleria   s.f.    • 1 •   passaggio sotterraneo di strada, ferrovia o canale, scavato per lo più nella roccia di un monte: la galleria del sempione, del monte bianco  | passaggio sotterraneo per lo scavo delle miniere | (mil.) nelle opere di fortificazione, passaggio sotterraneo o coperto, destinato a vari scopi    • 2 •   corridoio o serie di stanze di un edificio dove si conservano o espongono opere d'arte: la galleria degli uffizi  | sala di esposizione e vendita di opere artistiche o di oggetti d'arredamento    • 3 •   nei teatri di forma tradizionale, loggione; nei teatri moderni e nei cinema, ordine di posti, per lo più a gradinata, sovrastante la platea    • 4 •   nei grandi centri urbani, via coperta, solitamente riservata ai pedoni: la galleria di milano    • 5 •   (arch.) fila di arcatelle su facciata o absidi di monumenti romanici    • 6 •   galleria aerodinamica  o del vento, in aerodinamica sperimentale, condotto sagomato in cui appositi ventilatori o compressori producono correnti d'aria o di altro gas, che servono per effettuare prove sui modelli.
gallerista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi possiede o gestisce una galleria d'arte.
gallese   agg.  del galles, regione della gran bretagna: lingua gallese   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita nel galles    • 2 •   lingua del gruppo celtico parlata nel galles.
galletta   (1) s.f.    • 1 •   pane biscottato, a forma di focaccia, conservabile per lunghissimo tempo. dim. gallettina    • 2 •   (mar.) pomo di legno, rotondo e piatto, posto in cima agli alberi di una nave e all'asta della bandiera; formaggetta.
galletta   (2) s.f.  (region.) il bozzolo del baco da seta.
gallettame   s.m.  cascame di seta costituito dai bozzoli difettosi | filo di gallettame, ottenuto lavorando tale cascame.
galletto   s.m.    • 1 •   dim.  di gallo  | gallo giovane | galletto di marzo, (pop.) upupa    • 2 •   (fig.) persona, per lo più giovane, che risponde con impertinenza ai rimproveri o alle osservazioni altrui | chi fa il galante, l'intraprendente con le donne    • 3 •   (mecc.) dado munito di due alette che consentono di stringerlo o allentarlo con le dita.
galliambo   s.m.  nella metrica greca e latina, verso tetrametro ionico formato dalla giustapposizione di un dimetro acatalettico e di uno catalettico; era usato dai sacerdoti nel culto della dea cibele e fu poi ripreso da vari poeti, tra cui catullo.
gallicanesimo   o gallicanismo [gal-li-ca-nì-smo], s.m.  dottrina e movimento politico che rivendicavano alla chiesa di francia (chiesa gallicana) autonomia rispetto a quella di roma, e al re maggiori competenze in materia ecclesiastica (secc. xiv-xix).
gallicano   agg.  relativo alla chiesa di francia; che concerne il gallicanesimo: movimento gallicano; dottrine gallicane   s.m.  [f. -a] seguace del gallicanesimo.
gallicinio   s.m.  (lett.) canto del gallo; anche, l'ora, prossima all'alba, in cui i galli cantano.
gallicismo   s.m.  (ling.) parola, forma o locuzione passata dal francese in un'altra lingua.
gallicizzare   v. tr.  improntare a modi e forme francesi | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   imitare i francesi nei modi, nelle abitudini    • 2 •   usare francesismi nel parlare e nello scrivere | gallicizzarsi v. rifl.  acquisire modi, costumi francesi.
gallico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (st.) della gallia, dei galli: le guerre galliche, quelle combattute da giulio cesare contro i galli (58-51 a. c.)    • 2 •   (lett.) della francia, francese  s.m.  la lingua celtica degli antichi galli.
gallico   (2) agg.  solo in acido gallico, (chim.) acido organico aromatico presente nelle galle e in talune piante, usato nella fabbricazione di inchiostri e coloranti, e in medicina come antisettico e disinfettante.
galliformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli commestibili di media grandezza, cattivi volatori, con ali corte, becco robusto e incurvato, piumaggio abbondante e, nella maggior parte dei casi, cresta e bargigli; vi appartengono il gallo, il fagiano, la pernice ecc. | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
galligeno   agg.  e s.m.  si dice di organismo animale o vegetale che provoca la formazione di galle: insetto galligeno. 
gallina   s.f.    • 1 •   femmina del gallo, più piccola del maschio, con piumaggio meno vivacemente colorato, coda più breve, cresta piccola o mancante, speroni e bargigli assenti; viene allevata per le uova e per le carni (ord.  galliformi): brodo di gallina; gallina lessa  | gallina dalle uova d'oro, (fig.) si dice di qualcosa che è fonte di guadagni abbondanti e facili | essere, credersi figlio di gallina bianca, (fig.) essere o ritenersi privilegiato, esente da certi doveri | avere, sentirsi la pelle di gallina, (fig.) rabbrividire per la paura, l'emozione ecc. | zampe di gallina, (fig.) rughe che si formano agli angoli degli occhi; anche, scrittura inintelligibile | cervello di gallina, (fig.) si dice di persona poco intelligente | andare a letto con le galline, (fig.) coricarsi molto presto | prov.  : gallina vecchia fa buon brodo, si dice di persona o cosa vecchia, utile per la sua esperienza o la sua provata funzionalità meglio un uovo oggi che una gallina domani, è meglio il poco ma sicuro che il molto ma incerto. dim. gallinella, gallinetta  accr. gallinona    • 2 •   nome dato ad alcune specie di uccelli: gallina faraona, uccello simile al pollo, allevato per le sue carni pregiate (ord.  galliformi); gallina prataiola, uccello simile all'otarda (ord.  ralliformi).
gallinaccia   s.f.  [pl. -ce] (pop.) beccaccia.
gallinaccio   (1) s.m.  (region.) tacchino.
gallinaccio   (2) s.m.  fungo commestibile giallo, con cappello imbutiforme (fam.  agaricacee).
gallinacei   s.m. pl.  (zool.) galliformi.
gallinaio   s.m.  (non com.) pollaio.
gallinella   s.f.    • 1 •   dim.  di gallina  | gallinella d'acqua, uccello palustre di media taglia con ali lunghe e arrotondate, coda corta, becco forte, placca cornea rossa sulla fronte (ord.  ralliformi) | gallinella del signore, (pop.) coccinella    • 2 •   pesce cappone    • 3 •   pianta erbacea, simile alla bocca di leone (fam.  scrofulariacee).
gallio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è ga; metallo raro, di colore bianco-azzurro, usato in odontoiatria in lega con l'argento, e al posto del mercurio in termometri per alte temperature.
gallismo   s.m.  atteggiamento maschile caratterizzato da ostentata galanteria e da esibizione di virilità.
gallo-  gallo- primo elemento di parole composte, tratto da gallo 2; significa 'gallico, francese' (galloromanzo, gallofilia).
gallo   (1) s.m.    • 1 •   uccello domestico commestibile, con piumaggio brillante, testa alta con grossa cresta carnosa e bargigli, zampe fornite di speroni, coda falciforme dai colori spesso vivaci (ord.  galliformi) | al canto del gallo, all'alba | fare il gallo, (fig.) imbaldanzirsi; anche, essere fastidiosamente galante con le donne | essere il gallo della checca, del pollaio, (fig.) il beniamino delle donne | vispo come un gallo, (fig.) detto di uomo vivace e intraprendente con le donne. dim. galletto    • 2 •   nome dato ad alcune specie di uccelli: gallo cedrone, grosso uccello di montagna, commestibile, con piumaggio nerastro, coda arrotondata, becco bianco; urogallo (ord.  galliformi) | gallo farcello, (pop.) fagiano di monte | gallo d'india, (ant.) tacchino  agg. invar.  (peso) gallo, (sport) una delle categorie in cui sono divisi a seconda del peso i pugili, i lottatori e i pesisti; comprende atleti di peso piuttosto leggero | atleta appartenente a tale categoria.
gallo   (2) agg.    • 1 •   (st.) della gallia, antica regione corrispondente all'attuale francia; relativo alle popolazioni celtiche che abitavano tale regione    • 2 •   (lett.) francese  s.m.  (st.) abitante, nativo della gallia.
gallo   (3) s.m.  nell'antica religione greca e romana, sacerdote della dea cibele.
galloccia   s.f.  [pl. -ce] (mar.) piccolo pezzo di legno o di metallo a forma di t largo e schiacciato, fissato sulle murate o sui ponti per legarvi cavi.
gallofilia   s.f.  simpatia, ammirazione per i francesi e per tutto ciò che è francese.
gallofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi manifesta gallofilia; francofilo.
gallofobia   s.f.  odio, avversione per i francesi e per tutto ciò che è francese.
gallofobo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi manifesta gallofobia; francofobo.
galloitalico   o gallo-italico, agg.  [pl. m. galloitalici] (ling.) si dice di alcuni dialetti dell'italia settentrionale (piemontese, lombardo, ligure, emiliano) che presentano fenomeni dovuti all'influsso del sostrato linguistico gallico; anche, dei dialetti di talune zone circoscritte dell'italia merid. (spec. in basilicata e sicilia) in cui si stanziarono, durante il medioevo, popolazioni provenienti dal nord della penisola.
gallomane   s.m.  e f.  chi manifesta gallomania.
gallomania   s.f.  ammirazione o emulazione esagerata per tutto ciò che si fa in francia o viene dalla francia.
gallonare   v. tr.  [io gallóno ecc.] ornare con galloni.
gallonato   part. pass.  di gallonare   agg.  fregiato, ornato di galloni: livrea gallonata; un ufficiale gallonato  ' ignoranza gallonata, (fig.) quella delle persone importanti ma inette e volgari.
gallone   (1) s.m.    • 1 •   striscia in forma di nastro, tessuta o ricamata, che si usa per guarnizione    • 2 •   fregio che i militari portano sulle maniche o sul berretto come segno del loro grado | guadagnarsi i galloni di caporale, di sergente, ottenere la promozione a quel grado | togliere i galloni, degradare | bagnare i galloni, (fig.) brindare per festeggiare una promozione.
gallone   (2) s.m.  unità di misura di capacità per liquidi e per aridi, in uso nei paesi anglosassoni (il gallone britannico equivale a 4,54 litri, quello degli stati uniti a 3,78 litri).
galloria   s.f.  (ant.) manifestazione rumorosa di soddisfazione e di allegria.
galloromanzo   agg.  e s.m.  si dice delle lingue e dei dialetti romanzi parlati nella gallia.
gallotannico   agg.  [pl. m. -ci] solo in acido gallotannico, (chim.) tannino.
gallozzola   non com. gallozza [gal-lòz-za], s.f.    • 1 •   piccola galla    • 2 •   (med.) vescica che si forma sulla pelle per una scottatura    • 3 •   bolla sulla superficie di un liquido.
gallurese   agg.  della gallura, regione nord-orientale della sardegna  s.m.  e f.  abitante, nativo della gallura.
galoche   s.f. invar.  caloscia.
galop   s.m. invar.  danza vivacissima di origine tedesca, molto diffusa nella francia del sec. xix; da essa derivò il cancan.
galoppante   part. pres.  di galoppare   agg.  si dice di fenomeno con andamento negativo e molto rapido: polmonite, inflazione galoppante. 
galoppare   v. intr.  [io galòppo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   andare al galoppo (si dice sia del cavallo sia del cavaliere)    • 2 •   (fig.) darsi molto da fare, correre affannosamente: dover galoppare dalla mattina alla sera  | galoppare con la fantasia, fantasticare.
galoppata   s.f.    • 1 •   corsa al galoppo. dim. galoppatina    • 2 •   (estens.) corsa veloce (spec. di un atleta o di un mezzo in una gara)    • 3 •   (fig.) corsa o cammino faticoso; lavoro intenso.
galoppatoio   s.m.  pista per addestrare i cavalli al galoppo.
galoppatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   cavallo addestrato per la corsa al galoppo    • 2 •   (estens.) cavaliere abile nelle corse al galoppo    • 3 •   (fig.) persona che cammina svelto o corre a lungo senza stancarsi.
galoppino   s.m.    • 1 •   chi corre di qua e di là a sbrigare servizi per conto di altri (anche spreg.) | galoppino elettorale, chi va in giro a procacciare voti a un candidato o a un partito    • 2 •   cavallo che, durante l'allenamento dei cavalli trottatori, li affianca correndo al galoppo, al fine di stimolarli    • 3 •   (mecc.) puleggia di piccolo diametro, a forma di rullo, che gira in folle e mantiene tesa una cinghia di trasmissione.
galoppo   s.m.  andatura veloce del cavallo secondo una cadenza in tre tempi, con un momentaneo distacco dal suolo di tutti gli arti: andare, correre al galoppo  | al, di galoppo, (fig.) a gran velocità, in gran fretta.
galoscia    ⇨ caloscia.
galtella   s.f.  (mar.) ciascuna delle due mensole di legno o metallo fissate all'estremità del tronco maggiore di un albero di un veliero, sulle quali poggiano le costiere che sostengono la coffa.
galuppo   s.m.  (ant.)    • 1 •   uomo di fatica al seguito di soldati | servitore    • 2 •   poco di buono, truffatore, canaglia. dim. galuppino. 
galvanico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce al fisico l. galvani o al galvanismo: bagno galvanico, quello in cui s'immergono gli oggetti per sottoporli a galvanoplastica o a galvanostegia.
galvanismo   s.m.  parte della fisica che studia l'elettricità di contatto.
galvanizzamento   s.m.  (non com.) galvanizzazione.
galvanizzare   v. tr.    • 1 •   (med.) stimolare per mezzo di una corrente elettrica continua: galvanizzare un muscolo, un nervo    • 2 •   (fig.) eccitare, stimolare, comunicando entusiasmo: il suo discorso ha galvanizzato la folla    • 3 •   sottoporre a galvanostegia | galvanizzarsi v. rifl.  eccitarsi, entusiasmarsi.
galvanizzazione   s.f.  il galvanizzare, il galvanizzarsi, l'essere galvanizzato (anche fig.).
galvano-  galvano- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica e tecnica, tratto da galvanico, galvanismo; indica relazione con la corrente elettrica in genere, in origine con quella prodotta da una pila voltaica (galvanoplastica, galvanoterapia).
galvanocaustica   s.f.  (med.) tecnica chirurgica consistente nel cauterizzare i tessuti mediante galvanocauterio.
galvanocauterio   s.m.  (med.) strumento chirurgico la cui punta è resa incandescente da corrente elettrica; serve per cauterizzare i tessuti.
galvanocromia   s.f.  (metall.) metodo di colorazione elettrochimica dei metalli.
galvanomagnetico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al galvanomagnetismo | effetto galvanomagnetico, variazione del normale svolgimento di un processo di conduzione elettrica in un conduttore metallico, dovuta alla presenza di un campo magnetico.
galvanomagnetismo   s.m.  l'insieme dei fenomeni che si verificano quando un solido percorso da corrente elettrica è posto in un campo magnetico.
galvanometrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al galvanometro; eseguito con il galvanometro: misurazioni galvanometriche. 
galvanometro   s.m.  strumento che misura correnti elettriche di piccola intensità.
galvanoplastica   s.f.  procedimento elettrochimico che permette di fabbricare oggetti metallici di forma e dimensioni volute, consistente nel far depositare per via elettrolitica uno strato omogeneo di metallo su stampi di materiale plastico (resi conduttori mediante grafitaggio della superficie) che funzionano da catodo; si usa nella preparazione di clichés, di matrici per dischi fonografici ecc.
galvanoplastico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla galvanoplastica.
galvanoscopio   s.m.  dispositivo che rivela il passaggio di corrente elettrica.
galvanostegia   s.f.  procedimento elettrochimico con il quale oggetti metallici (ma anche non metallici, purché resi conduttori mediante grafitaggio della superficie) vengono ricoperti a scopo di protezione o di ornamento da un sottile strato di un altro metallo depositato per via elettrolitica.
galvanostegista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa lavori di galvanostegia.
galvanotecnica   s.f.  l'insieme delle applicazioni tecniche della corrente elettrica | denominazione complessiva della galvanoplastica e della galvanostegia.
galvanoterapia   s.f.  (med.) elettroterapia.
galvanotipia   s.f.  (tip.) procedimento galvanoplastico per ottenere da una forma tipografica un cliché di rame molto resistente alle lunghe tirature | (estens.) il cliché così ottenuto.
galvanotipista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi prepara matrici per la stampa con il procedimento della galvanotipia.
galvanotropismo   s.m.  (biol.) lo stesso che elettrotropismo. 
gamba   s.f.    • 1 •   ognuno degli arti inferiori dell'uomo; in partic., la parte compresa tra il ginocchio e il piede: gambe snelle, lunghe, storte, grosse  | gambe da fantino, arcuate | fino a mezza gamba, fino al polpaccio | stare, essere in gamba  (superl. scherz. in gambissima), (fig.) stare bene di salute; essere una persona valente, piena di qualità | sta' in gamba!, in gamba!, (fig.) sta' bene!; anche, sta' in guardia, sta' attento | male in gamba, (fig.) malconcio | non reggersi sulle gambe, essere molto stanco | mettersi la via tra le gambe, (fig.) incamminarsi, partire | fare il passo secondo la gamba, (fig.) fare qualcosa secondo le proprie possibilità, senza eccedere | fare il passo più lungo della gamba, impegnarsi in qualcosa che va al di là delle proprie possibilità | procedere, andare avanti con le proprie gambe, (fig.) fare qualcosa da solo, essere autonomo e in grado di disimpegnarsi | darsela a gambe, fuggire | mettersi le gambe in spalla, in capo, (fig.) fuggire a gran velocità | correre a gambe levate, precipitosamente, con molta fretta | gambe!, via!, scappiamo! | andare a gambe all'aria, cadere all'indietro; (fig.) andare in rovina | stendere le gambe, (fig.) morire | essere di buona gamba, di gamba lesta, essere un buon camminatore | mi tremano le gambe, ho molta paura; sono molto stanco | prendere qualcosa sotto gamba, (fig.) sottovalutarne l'importanza o la difficoltà | tagliare le gambe a qualcuno, (fig.) ridurlo all'impotenza, privarlo di ogni energia | ha vent'anni per gamba!, (scherz.) ne ha molti di più | prov.  : chi non ha testa abbia gambe, chi è distratto si rassegni a fare molta strada per rimediare alle proprie dimenticanze. dim. gambetta, gambettina, gambina, gambuccia  accr. gambona, gambone  (m.) pegg. gambaccia    • 2 •   (estens.) arto degli animali    • 3 •   (estens.) parte di un oggetto o di un apparecchio che funge da sostegno: la gamba del tavolo; la gamba del carrello d'atterraggio    • 4 •   (estens.) elemento verticale di una figura o di una lettera; asta: la lettera  m ha tre gambe. 
gambacorta   s.m. invar.  (scherz.) zoppo; persona con le gambe corte | l'ultimo a comparir fu gambacorta, loc. proverbiale con cui ci si rivolge scherzosamente a chi arriva per ultimo a un appuntamento.
gambale   s.m.    • 1 •   la parte dello stivale che ricopre la gamba. dim. gambaletto    • 2 •   sorta di ghetta di pelle, staccata dalla scarpa e allacciata con cinturini a protezione della gamba    • 3 •   forma in legno per stivali, usata dai calzolai    • 4 •   nelle armature antiche, gambiera, schiniere    • 5 •   in una protesi per motulesi, l'elemento che va dal ginocchio alla caviglia.
gambalesta   o gamba lesta, s.m.  e f. invar.  (scherz.) persona svelta, veloce nel camminare.
gambaletto   s.m.    • 1 •   dim.  di gambale    • 2 •   nelle calzature a collo alto, la parte rigida che protegge le caviglie    • 3 •   (med.) in ortopedia, ingessatura che si applica alla gamba dal ginocchio in giù    • 4 •   calza che arriva fin sotto il ginocchio.
gambalunga   s.m.  e f. invar.  (scherz.) persona con le gambe lunghe; persona molto alta e dal portamento dinoccolato.
gambata   s.f.    • 1 •   colpo dato con la gamba | passo molto lungo    • 2 •   (tosc.) sgambetto.
gambecchio   s.m.  piccolo uccello commestibile, grigio e bianco, che frequenta le acque salmastre (ord.  caradriformi).
gamberana   s.f.  piccola rete quadrata a larghe maglie che, fatta strisciare sul fondo dei fiumi o dei torrenti, serve a prendere i gamberi.
gamberetto   s.m.    • 1 •   dim.  di gambero    • 2 •   nome comune di vari piccoli crostacei commestibili.
gambero   s.m.  crostaceo marino o fluviale, commestibile, dal corpo allungato difeso da un robusto tegumento, con due chele anteriori e addome arrotondato a ventaglio posteriormente; bruno da vivo, diventa rosso con la cottura (ord.  decapodi) | rosso come un gambero, assai rosso in volto, per lo più per vergogna | camminare come un gambero, (fig.) non fare progressi, regredire in un'attività. dim. gamberetto, gamberino  accr. gamberone. 
gambetta   s.f.    • 1 •   dim.  di gamba    • 2 •   uccello detto anche combattente  (ord.  caradriformi)    • 3 •   (non com.) sgambetto    • 4 •   nel gioco degli scacchi, gambetto    • 5 •   piantina di olivo da mettere a dimora.
gambettare   v. intr.  [io gambétto ecc. ; aus. avere] (non com.) sgambettare, agitare le gambe.
gambetto   s.m.    • 1 •   sgambetto    • 2 •   nel gioco degli scacchi, mossa con cui, sacrificando un pedone o una figura, si conquista un vantaggio sull'avversario    • 3 •   ciascuna delle parti della tomaia che riveste il collo del piede.
gambiera   s.f.    • 1 •   parte dell'armatura che proteggeva la gamba dal ginocchio al piede; gambale; schiniere    • 2 •   (sport) nello hockey su ghiaccio, fascia di protezione delle gambe usata dal portiere    • 3 •   fascia posta intorno alle gambe dei cavalli.
gambino   s.m.  fosso regolatore dell'acqua della risaia.
gambizzare   v. tr.  (gerg.) atto di terrorismo politico (praticato in italia negli anni settanta) consistente nel ferire alle gambe con un'arma da fuoco.
gambizzazione   s.f.  (gerg.) il gambizzare, l'essere gambizzato.
gambo   s.m.    • 1 •   nelle piante erbacee, il fusto sottile che sorregge i fiori o le foglie: il gambo di una margherita  | il gambo del fungo, la parte inferiore, di forma allungata, che regge il cappello | il gambo di un frutto, il picciolo. dim. gambetto, gambuccio    • 2 •   (fig.) la parte sottile e allungata di vari oggetti: gambo del bicchiere, quello che unisce il calice al piede; gambo della rotaia, quello che unisce il fungo alla suola; gambo della valvola, la parte sottile e cilindrica delle valvole nei motori a scoppio.
gambrinismo   s.m.  (med.) abuso di birra; l'intossicazione provocata da tale abuso.
gambusia   s.f.  piccolo pesce teleosteo d'acqua dolce dal dorso di colore verdastro; originario dell'america centrale, è stato importato in molte regioni perché, nutrendosi delle larve di anofeli, risulta utile nella lotta antimalarica (ord.  ciprinodontiformi).
gambuto   agg.  (non com.) che ha le gambe lunghe e magre.
game   s.m. invar.  (sport) ciascuna delle frazioni o giochi in cui si articola un set di tennis.
gamella   s.f.    • 1 •   gavetta. dim. gamellino  (m.)    • 2 •   (mar.) l'insieme delle stoviglie delle mense di bordo.
gamete   s.m.  (biol.) negli animali e nelle piante, ciascuna delle due cellule sessuali che, fondendosi durante la fecondazione, danno origine a una cellula (zigote) da cui si sviluppa il nuovo individuo.
gametofito   s.m.  (bot.) individuo vegetale con numero aploide di cromosomi, che si sviluppa da una spora e produce i gameti.
gametogamia   s.f.  (biol.) gamia.
gametogenesi   s.f.  (biol.) formazione di gameti in piante e animali.
gamia   s.f.  (biol.) forma di riproduzione di animali e vegetali per mezzo di gameti.
-gamia  -gamia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -gamía, deriv. di gamêin  'sposare'; vale 'matrimonio, nozze' (monogamia, poligamia) o 'riproduzione sessuale' (agamia, gametogamia).
gamico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo a gamia, che avviene per gamia: riproduzione gamica. 
gamma   (1) s.m. invar.  nome della terza lettera dell'alfabeto greco | anche come agg. invar.  : raggi gamma, (fis.) radiazioni elettromagnetiche di altissima frequenza, che si generano nel nucleo atomico di elementi radioattivi | punto gamma, (astr.) punto equinoziale di primavera in cui l'eclittica taglia l'equatore celeste.
gamma   (2) s.f.    • 1 •   (mus.) l'estensione di una voce o di uno strumento | scala musicale    • 2 •   (estens.) successione delle varie gradazioni di un colore: gamma cromatica; la gamma dei verdi  | (fig.) serie di cose affini, distinte tra loro da lievi gradazioni: la gamma delle possibili soluzioni; la gamma dei modelli prodotti da un'industria automobilistica    • 3 •   (telecom.) banda | gamma di sintonia, di frequenza, d'onda, serie di tutte le frequenze d'onda che un apparecchio radio può ricevere o una stazione può trasmettere.
gammacismo   s.m.  difficoltà nel pronunciare correttamente il suono /g/.
gammaesano   s.m.  (chim.) insetticida usato in agricoltura e nella disinfestazione di magazzini per cereali; si prepara per clorurazione del cicloesano.
gammaglobulina   s.f.  (biol.) globulina che costituisce il fondamento chimico degli anticorpi immunitari, ed è perciò usata nella prevenzione e nella cura delle malattie infettive.
gammagrafia   s.f.  tecnica radiografica che impiega i raggi gamma; trova applicazione in metallurgia, nel restauro delle opere d'arte e in medicina.
gammaterapia   s.f.  (med.) radioterapia.
gammato   agg.  a forma di gamma maiuscolo | croce gammata,  croce uncinata, svastica.
gammaut   s.m. invar.    • 1 •   (mus.) nella notazione medievale, la prima nota del sistema esacordale2 (med.) tipo particolare di bisturi.
gammurra    ⇨ gamurra.
gamo-  gamo- -gamo primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. gámos  'matrimonio, accoppiamento'; significa appunto 'nozze, riproduzione sessuale' o anche semplicemente 'unione, congiunzione' (monogamo, gamopetalo).
gamopetalo   agg.  (bot.) si dice di fiore la cui corolla è formata da petali saldati insieme (p. e.  la primula).
gamosepalo   agg.  (bot.) si dice di fiore il cui calice è costituito da sepali congiunti insieme.
gamurra   o gammurra, meno com. camurra, camorra [ca-mòr-ra], camora [ca-mò-ra], s.f.  ampia e lunga veste da donna in uso nel medioevo.
ganaense   agg.  del ghana, stato dell'africa occidentale  s.m.  e f.  chi abita, chi è nato nel ghana.
ganascia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   nell'uomo e negli animali, l'insieme della guancia e della mascella | mangiare a quattro ganasce, (fig.) con ingordigia, con avidità. dim. ganascina, ganascino  (m.) accr. ganascione  (m.)    • 2 •   (estens.) ciascuna delle due parti di un attrezzo o di un dispositivo che, accostandosi, bloccano un oggetto o, se è in movimento, lo frenano: le ganasce di una morsa, di un freno. 
ganascino   s.m.  dim. di ganascia  | prendere per il ganascino, stringere leggermente tra indice e medio la guancia di una persona, per esprimere affetto, indulgenza, incoraggiamento.
ganascione   s.m.    • 1 •   accr.  di ganascia    • 2 •   (non com.) sganascione.
gancio   s.m.    • 1 •   organo di collegamento o di sostegno, di materiale generalmente rigido, caratterizzato dalla forma a u: il gancio di una gru; gancio di traino, di trazione.  dim. gancino, gancetto, gancettino    • 2 •   nel pugilato, colpo vibrato col braccio piegato ad angolo retto    • 3 •   (fig. non com.) appiglio, cavillo    • 4 •   (fig. fam.) persona furba, disonesta.
ganda   s.f.  (dial.) in alta montagna, terreno ricoperto di grandi detriti pietrosi.
gandhismo   s.m.  la dottrina sociale, filosofica e religiosa dell'uomo politico indiano mohandas karamchand gandhi (1869-1948), ispirata principalmente all'ideale della nonviolenza.
gandura   s.f.  ampia veste senza maniche, di tessuto leggero, usata in oriente.
gang   s.f. invar.    • 1 •   banda di malviventi, di delinquenti    • 2 •   (scherz.) gruppo di amici, combriccola.
ganga   (1) o ghenga, s.f.  adattamento it. dell'ingl. gang. 
ganga   (2) s.f.  in un giacimento minerario, l'insieme dei minerali inutili o sterili che accompagnano il minerale utile.
gangetico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al fiume gange, in india.
gangherella   s.f.  anellino di filo o di metallo nel quale si infila un gancetto a uncino per allacciare vestiti.
ganghero   s.m.    • 1 •   perno metallico che, con il corrispondente occhio  nel quale si infila, costituisce una cerniera molto usata in edilizia, spec. per porte e finestre | uscire dai gangheri, essere fuori dei gangheri, (fig.) perdere o aver perso la pazienza, il controllo    • 2 •   gancetto a uncino che si infila in un apposito anello (gangherella) per allacciare gli abiti.
ganghista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (scherz. non com.) chi fa parte di una gang, di una combriccola di amici.
gangliare   agg.  (anat.) di ganglio, dei gangli: cellula gangliare. 
ganglio   s.m.    • 1 •   (anat.) ammasso di cellule nervose o di vasi linfatici    • 2 •   (fig.) centro di grande importanza, punto vitale: i gangli dell'economia mondiale, di un sistema di comunicazioni. 
ganglioma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore dei gangli nervosi.
ganglioplegico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che blocca la trasmissione dell'impulso nervoso a livello dei gangli del simpatico e del parasimpatico; p. e.  la nicotina.
gangrena   e deriv.   ⇨ cancrena e deriv. 
gangster   s.m.  e f. invar.  malvivente, delinquente; appartenente a una banda di criminali | (estens.) persona violenta e priva di scrupoli.
gangsterismo   s.m.  l'attività della malavita organizzata; comportamento da gangster: il gangsterismo americano degli anni trenta; una forma di gangsterismo economico, politico. 
ganimede   s.m.  giovane galante e lezioso.
gannire   v. intr.  [io gannisco, tu gannisci ecc. ; aus. avere] (ant. rar.) gagnolare, detto del cane e della volpe.
ganoidi   s.m. pl.  (zool.) nella vecchia classificazione zoologica, gruppo della sottoclasse degli attinopterigi comprendente pesci con scheletro in parte cartilagineo e in parte osseo (p. e.  lo storione); nella moderna sistematica i ganoidi sono distribuiti in altri gruppi | sing.  [-e] ogni pesce appartenente a tale gruppo.
ganzo   s.m.    • 1 •   [f. -a] (spreg.) amante: s'era tolta in casa pubblicamente la ganza, senza voler più sapere né della moglie né del figlio  (pirandello)    • 2 •   (region.) persona abile, furba, scaltra  agg.  (region.) bello; bravo, abile: ha conosciuto un tipo molto ganzo. 
gap   s.m. invar.    • 1 •   divario, scarto: gap tecnologico, economico  | gap generazionale, differenza di mentalità, di usi, di abitudini tra persone di generazioni diverse    • 2 •   nell'elaborazione elettronica dei dati, spazio di nastro magnetico non registrato fra due blocchi successivi.
gappista   s.m.  e f.  [pl. -sti] appartenente ai gap (gruppi di azione patriottica), formazioni armate della resistenza antifascista e antinazista italiana (1943-45).
gara   s.f.    • 1 •   confronto tra due o più persone che cercano di superarsi a vicenda: gara ciclistica, di atletica; gara poetica; una gara di cortesia, di solidarietà; iscriversi, partecipare a una gara; entrare, essere in gara; vincere, perdere una gara  | fare a gara, impegnarsi con ogni sforzo per riuscire meglio degli altri | fuori gara, si dice di chi, pur prendendo parte a una gara sportiva, non viene iscritto nell'ordine di arrivo o di classifica    • 2 •   concorso con cui l'ente pubblico assegna l'esecuzione di un lavoro, la fornitura di materiale o altri incarichi a chi fa l'offerta più vantaggiosa: gara d'appalto. 
garage   s.m.  autorimessa.
garagista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi lavora in un'autorimessa    • 2 •   chi gestisce o possiede un'autorimessa.
garamond   s.m. invar.  tipo di carattere tipografico.
garante   agg.  e s.m.  e f.  che, chi garantisce, mallevadore: essere, farsi, rendersi garante per qualcuno  o di qualcosa  | organo di vigilanza: il garante dell'attuazione della legge per l'editoria. 
garantire   non com. garentire, v. tr.  [io garantisco, tu garantisci ecc.]    • 1 •   assicurare l'adempimento di un'obbligazione propria o altrui impegnando beni di cui si è proprietari; promettere di sostituirsi al debitore qualora questi non adempia il suo obbligo: garantire il rimborso di un credito con ipoteca; garantire per il debitore principale  | nei contratti di compravendita, assicurare all'acquirente il perfetto funzionamento dell'oggetto venduto impegnandosi a sostituirlo o ripararlo nel caso che non abbia le qualità pattuite: garantire un orologio, un televisore    • 2 •   (estens.) assicurare, dare per certo: garantire la propria collaborazione; ti garantisco che quello che dico è vero    • 3 •   (ant.) salvaguardare, mettere al sicuro | garantirsi v. rifl.  procurarsi delle garanzie; prendere precauzioni, assicurarsi contro un eventuale danno o rischio.
garantismo   s.m.  concezione politica e giuridica che attribuisce rilievo primario alle garanzie dei diritti e delle libertà individuali nei confronti dell'autorità dello stato.
garantista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore del garantismo | usato anche come agg.  : un provvedimento garantista. 
garantistico   agg.  [pl. m. -ci] di garantismo, relativo ai garantisti: concezione garantistica  § garantisticamente avv. 
garantito   part. pass.  di garantire   agg.    • 1 •   assicurato con garanzia: orologio garantito per un anno    • 2 •   (fig.) che gode di sicurezza, stabilità, spec. in riferimento a un rapporto di lavoro | certo, sicuro: prima di sera scoppia un temporale: questo è garantito  (moravia)  s.m.  chi gode di garanzie.
garanza   s.f.  (bot.) lo stesso che robbia. 
garanzia   non com. garenzia, s.f.    • 1 •   il garantire, l'assicurare con un mezzo idoneo l'osservanza di un impegno: dare, esigere una garanzia  ' (fig.) assicurazione, promessa sicura; aspettativa fondata: una garanzia di successo; questa macchina mi dà buone garanzie di durata    • 2 •   impegno del venditore o del produttore a fornire una merce non difettosa e a sostituirla o ripararla gratuitamente qualora si riveli non rispondente alle caratteristiche indicate o si guasti entro un certo periodo; anche, il periodo per il quale è valido tale impegno: elettrodomestico in garanzia; una garanzia di due anni    • 3 •   informazione  (correntemente avviso) di garanzia, nella procedura penale, comunicazione scritta con cui il pubblico ministero informa l'indagato dei fatti su cui verte l'indagine e delle norme di legge che potrebbero essere state da lui violate, invitandolo a nominare un difensore.
garbare   v. intr.  [aus. essere] piacere, essere gradito; andare a genio: non mi garbano i suoi scherzi  | v. tr.  (non com.) dare il garbo a uno scafo.
garbatezza   s.f.  (non com.) l'essere garbato | atto garbato.
garbato   agg.  che ha garbo, signorilità, gentilezza: un uomo molto garbato  | che è fatto o detto con garbo e cortesia: una risposta garbata  | un vino garbato, che ha sapore gradevole, delicato § garbatamente avv. 
garbino   s.m.  vento di libeccio (è voce in uso spec. sul litorale adriatico).
garbo   s.m.    • 1 •   compitezza nel comportarsi e nel trattare con gli altri; amabilità, cortesia: una persona (piena) di garbo; parlare, agire con garbo, senza garbo    • 2 •   modo aggraziato di eseguire una cosa: scrivere, dipingere con garbo  | a garbo, come si deve, per bene, a modo: un lavoro fatto a garbo    • 3 •   (non com.) gesto, azione: fece un garbo di assenso  | un mal garbo, un atto da villano    • 4 •   esattezza, finitezza di forme; linea armoniosa che si conferisce a un oggetto mediante un accurato lavoro di modellatura e rifinitura: dare il garbo a un vestito    • 5 •   (mar.) curvatura dello scafo ligneo di una nave    • 6 •   (ant.) sapore piacevole e gradito di un vino.
garbugliare   v. tr.  (ant.) ingarbugliare.
garbuglio   s.m.    • 1 •   viluppo confuso; groviglio, intrico (anche fig.): un garbuglio di fili, di idee, di sentimenti  ' garbuglio di venti, tempesta di venti contrari    • 2 •   (fig.) faccenda intricata, disordine, confusione: fare, creare garbugli. 
garbuglione   s.m.  [f. -a] (non com.) arruffone.
garç  onne garçonne;s.f. invar.  (antiq.) ragazza che conduce una vita indipendente | capelli alla garçonne, tagliati molto corti, alla maschietta.
garç  onniè re;garçonnière;s.f. invar.  (antiq.) piccolo appartamento per una persona che vive sola | (estens.) appartamento destinato a convegni amorosi.
gardenia   o cardenia, s.f.  arbusto ornamentale con foglie sempreverdi lucide e fiori bianchi profumati (fam.  rubiacee); il fiore di questo arbusto.
garden-party  garden-party s.m. invar.  ricevimento, festa data in giardino o comunque all'aperto.
gardesano   agg.  relativo al lago di garda.
gareggiamento   s.m.  (non com.) il gareggiare; gara, competizione.
gareggiare   v. intr.  [io garéggio ecc. ; aus. avere] fare a gara, competere, misurarsi con qualcuno: gareggiare in generosità  | (assol.) partecipare a una gara: gli atleti migliori gareggeranno domani. 
gareggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi gareggia.
garenna   s.f.  recinto in cui vengono allevati conigli.
garentire   e deriv.   ⇨ garantire e deriv. 
garetta    ⇨ garitta.
garetto    ⇨ garretto.
garfagnino   agg.  della garfagnana, regione della toscana  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della garfagnana.
gargalozzo    ⇨ gargarozzo.
gargame   s.m.  in idraulica, ciascuna delle due guide in profilati d'acciaio lungo le quali può scorrere una paratoia piana.
garganella   s.f.  solo nella loc. avv. a garganella, con cui si indica un modo di bere senza accostare il recipiente alla bocca, lasciando cadere il liquido dall'alto e inghiottendolo d'un fiato | bere a garganella, (fig.) essere incline a bere molto, vino o alcolici.
garganello   s.m.  nome pop. attribuito allo smergo maggiore, alla marzaiola  e all'alzavola. 
garganico   agg.  [pl. m. -ci, f. -che] del gargano, promontorio della puglia.
gargantuesco   agg.  [pl. m. -schi] enorme, spropositato, smodato: voracità gargantuesca. 
gargarismo   s.m.    • 1 •   il far gorgogliare in gola un liquido e spec. una soluzione medicamentosa    • 2 •   il medicinale che serve a tale uso.
gargarizzare   v. intr.  [aus. avere] fare gargarismi.
gargarozzo   ant. gargalozzo, s.m.  (pop.) gola, gozzo: cominciò a cantare col gargarozzo che gli andava su e giù  (pasolini).
gargolla   s.f.  forma italianizzata del fr. gargouille. 
gargotta   s.f.  bettola, osteria, taverna, trattoria modesta; in piemonte, osteria di campagna.
gargouille   s.f.  (arch.) negli edifici gotici, doccione in forma di drago, serpente o altro animale fantastico.
garibaldinismo   s.m.    • 1 •   (st.) movimento politico che si ispirò alla figura e alle imprese di g. garibaldi; per estens., spirito garibaldino    • 2 •   (fig.) baldanza, coraggio, intraprendenza non disgiunti da avventatezza.
garibaldino   agg.    • 1 •   di, relativo a g. garibaldi (1807-1882): le imprese garibaldine    • 2 •   (fig.) audace, eroico, impetuoso | alla garibaldina, con baldanza, in modo un po' avventato o disordinato  s.m.    • 1 •   soldato volontario al seguito di garibaldi    • 2 •   durante la resistenza (1943-45), partigiano appartenente alle brigate «garibaldi».
gariga   o garriga, s.f.  associazione vegetale tipica dei terreni calcarei e rocciosi delle regioni mediterrane, costituita da arbusti e suffrutici molto bassi, sempreverdi, tra i quali vegetano abbondanti specie erbacee.
gariglio    ⇨ gheriglio.
garitta   o garetta, s.f.    • 1 •   piccola costruzione, per lo più a pianta cilindrica, che funge da riparo per la sentinella    • 2 •   riparo dello scambista; abitacolo del guardafreni sui carri ferroviari    • 3 •   (mar.) passaggio a tenuta d'acqua che attraversa un interponte dello scafo.
garnett   s.m. invar.  (ind. tessile) macchina sfilacciatrice per cascami; garnettatrice.
garnettare   v. tr.  [io garnétto ecc.] (ind. tessile) sfilacciare per mezzo del garnett.
garnettatrice   s.f.  lo stesso che garnett. 
garni   agg.  e s.m. invar.    • 1 •   di albergo che fornisce la camera ammobiliata e il servizio di prima colazione: hotel garni, senza ristorante    • 2 •   di secondo piatto contenente anche il contorno.
garofalo    ⇨ garofano.
garofanato   agg.  che ha profumo di garofano; intriso di essenza di garofano: un dopobarba leggermente garofanato. 
garofano   ant. gherofano, region. garofalo, s.m.  (bot.) genere di piante erbacee ornamentali, diffuse nella regione mediterranea, con fiori profumati di vario colore e foglie lineari (fam.  cariofillacee); anche, il fiore di tali piante | chiodi di garofano, bottoni fiorali disseccati dell'eugenia caryophyllata, usati come spezie e in profumeria | rivoluzione dei garofani, quella, incruenta, con la quale nel 1974 le forze armate portoghesi ristabilirono le libertà democratiche nel loro paese (così chiamata perché ebbe come simbolo il garofano) | partito del garofano, quello socialista italiano, che aveva appunto per simbolo un garofano rosso | garofano di mare, nome comune dell'attinia. dim. garofanino. 
garoso   ant. garroso, agg.  (lett.)    • 1 •   incline al litigio; animoso, litigioso    • 2 •   detto di cosa, dettato da spirito polemico, da astio.
garrese   s.m.  la parte più elevata del dorso dei quadrupedi domestici, spec. del cavallo, corrispondente alle prime vertebre dorsali; è punto di riferimento per la misura dell'altezza.
garretto   o garetto, s.m.    • 1 •   parte dell'arto posteriore dei quadrupedi, spec. del cavallo e del bue, corrispondente all'articolazione fra la gamba e il metatarso    • 2 •   (pop.) nell'uomo, la parte della gamba immediatamente sopra il calcagno.
garriga    ⇨ gariga.
garrire   v. intr.  [io garrisco, tu garrisci ecc. ; ant. io garro, tu garri ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere garriti (detto di uccelli): le rondini garriscono    • 2 •   (lett.) sventolare, sbattere al vento (detto di bandiere, vele, drappi)    • 3 •   (ant.) parlare in modo petulante, ciarlare; litigare, altercare: con amor, con madonna e meco garro  (petrarca canz.  ccxxiii, 8) | v. tr.  (ant.) sgridare, rimproverare (anche fig.): pur che mia cosci°enza non mi garra  (dante inf.  xv, 92).
garrito   s.m.    • 1 •   verso stridulo emesso da alcuni uccelli: il garrito delle rondini, dei pappagalli    • 2 •   (lett.) il rumore di bandiere, vele o drappi mossi dal vento.
garroso    ⇨ garoso.
garrota   e deriv.   ⇨ garrotta e deriv. 
garrotta   o garrota, s.f.  strumento usato dal 1882 fino al 1976 in spagna per le esecuzioni capitali, costituito da un anello metallico che veniva stretto progressivamente intorno al collo del condannato.
garrottamento   o garrotamento, s.m.  esecuzione capitale mediante la garrotta.
garrottare   o garrotare, v. tr.  [io garròtto ecc.] giustiziare mediante la garrotta.
garrulità   s.f.  (lett.) l'essere garrulo; loquacità.
garrulo   agg.  (lett.)    • 1 •   che garrisce: uccelli garruli    • 2 •   ciarliero, petulante: femina è cosa garrula e fallace  (tasso g. l.  xix, 84)    • 3 •   (estens.) allegro, chiassoso: ai garruli trastulli / erano intenti... i due fanciulli  (pascoli) § garrulamente avv. 
garza   (1) s.f.  tessuto di seta o di cotone, a trama molto rada: garza sterilizzata, idrofila, usata per medicazioni e fasciature.
garza   (2) s.f.  airone.
garzaia   s.f.  (non com.)    • 1 •   luogo palustre e boscoso dove nidificano gli aironi    • 2 •   (estens.) luogo di difficile accesso, intrico | (fig.) pasticcio, imbroglio.
garzare   v. tr.  sottoporre un tessuto all'operazione della garzatura.
garzatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto alla garzatura.
garzatrice   s.f.  macchina che esegue la garzatura.
garzatura   s.f.  (ind. tessile) operazione di finissaggio che si compie sui tessuti di lana per sollevarne la peluria e renderli morbidi e brillanti.
garzella   s.f.  strumento di legno usato per garzare i tessuti.
garzeria   s.f.  il luogo dove si garzano i tessuti o dove si ripongono i tessuti garzati.
garzetta   s.f.  piccolo airone bianco con gambe e becco neri e due lunghe penne pendenti dall'occipite (ord.  ciconiformi).
garzo   s.m.    • 1 •   capolino del cardo selvatico, formato da tante piccole squame uncinate; una volta seccato, è adatto a garzare i tessuti    • 2 •   garzatura.
garzonato   s.m.  (non com.)    • 1 •   condizione, servizio di garzone; la durata di tale condizione o servizio    • 2 •   (estens.) periodo di tirocinio, di apprendistato; inizio di un'esperienza di lavoro o di vita.
garzone   s.m.    • 1 •   lavoratore non qualificato, addetto ai servizi più semplici, spec. in una bottega: il garzone del fornaio.  dim. garzonetto, garzoncino  pegg. garzonaccio    • 2 •   apprendista artigiano    • 3 •   (ant.) scudiero al servizio di un soldato    • 4 •   (mar.) mozzo    • 5 •   (ant. lett.) ragazzo, giovane uomo; uomo non ancora ammogliato. dim. garzoncello. 
garzuolo   s.m.    • 1 •   canapa cardata e pulita    • 2 •   il cuore, la parte più interna e tenera di ortaggi a cespo (cavolo, lattuga ecc.).
gas   s.m. invar.    • 1 •   denominazione generica di qualsiasi sostanza che a pressione e temperatura ordinarie si trova allo stato aeriforme: gas naturale, il metano e altri idrocarburi presenti nel sottosuolo; gas nobili, gli elementi del gruppo o del sistema periodico (elio, neon, argo, cripto, xeno, rado) presenti anche nell'aria e caratterizzati da grande inerzia chimica | gas delle miniere, grisou | gas esilarante, protossido di azoto, usato come anestetico | gas asfissianti, vescicanti, paralizzanti, tossici, aggressivi chimici gassosi usati a scopo bellico    • 2 •   sostanza aeriforme combustibile che viene erogata per usi domestici o industriali: gas (illuminante  o di città); cucina, scaldabagno a gas; accendere, spegnere il gas; una fuga di gas; pagare la bolletta del gas  (o pagare il gas) | gas liquido  (propr. gas di petrolio liquefatto, o gpl), miscela di idrocarburi gassosi, spec. butano e propano, resa liquida mediante forte compressione e raffreddamento e venduta in bombole    • 3 •   la miscela di carburante nebulizzato e aria che entra nei cilindri di un motore a scoppio: dare, aumentare, togliere il gas, regolarne l'afflusso mediante l'acceleratore | a tutto gas, alla massima velocità (anche fig.): correre, lavorare a tutto gas. 
gasare   v. tr.    • 1 •   gassare    • 2 •   (fig. gerg.) elettrizzare, eccitare: il colpo di fortuna l'ha gasato  | gasarsi v. rifl.  (gerg.) eccitarsi, montarsi la testa.
gasato   part. pass.  di gasare  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  [f. -a] (fig. gerg.) si dice di chi, dopo un successo reale o immaginario, dimostra uno stato di sovreccitazione o presume troppo di sé: le ultime recensioni favorevoli hanno fatto di lui un autentico gasato. 
gasco   s.m.  [pl. -schi] ornamento col quale terminava l'estremità superiore del tagliamare in alcune navi.
gascromatografia   o gas-cromatografia, s.f.  (chim.) metodo di analisi che determina la composizione qualitativa e quantitativa di una miscela di sostanze introdotta allo stato gassoso in un'apposita colonna.
gascromatografo   s.m.  (chim.) apparecchio con cui si esegue la gascromatografia.
gascromatogramma   s.m.  [pl. -mi] (chim.) registrazione grafica dei risultati di una gascromatografia.
gasdinamica   s.f.  (fis.) parte dell'aerodinamica che studia le proprietà dei fluidi compressibili.
gasdotto   s.m.  conduttura adibita al trasporto di gas naturali.
gasificare   e deriv.   ⇨ gassificare e deriv. 
gasindio   o gasindo, s.m.  (st.) vassallo legato al re longobardo da un vincolo simile a quello feudale.
gasista    ⇨ gassista.
gasogeno   s.m.  apparecchio che trasforma un combustibile solido in gassoso mediante ossidazione.
gasolina   s.f.  (chim.) denominazione antiq. della benzina leggera.
gasolio   s.m.  frazione del petrolio grezzo con punto di ebollizione fra 200 e 350 ° c, compresa fra il cherosene e gli oli lubrificanti, usata come carburante per motori diesel e come combustibile per il riscaldamento domestico.
gasometro   o gassometro [gas-so-me-tro] o gazometro [ga-zò-me-tro], s.m.  serbatoio cilindrico di grande capacità usato per raccogliere, immagazzinare ed erogare nella rete urbana il gas combustibile a pressione pressoché costante.
gasosa    ⇨ gassosa.
gasoso    ⇨ gassoso.
gassa   s.f.  (mar.) anello, generalmente all'estremità di un cavo, realizzato mediante impiombatura o nodi speciali: gassa d'amante, fatta in modo che non si stringa quando si tende il cavo.
gassare   v. tr.    • 1 •   sciogliere un gas in un liquido, spec. anidride carbonica in acqua, per renderlo effervescente: bevanda, bibita, acqua gassata    • 2 •   uccidere mediante gas venefici.
gassificare   o gasificare, v. tr.  [io gassìfico, tu gassìfichi ecc.] ridurre allo stato gassoso.
gassificazione   o gasificazione, s.f.  processo con cui una sostanza viene ridotta allo stato gassoso.
gassista   o gasista [ga-sì-sta], s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   operaio addetto alle apparecchiature per la produzione del gas di città    • 2 •   operaio specializzato nell'istallazione, manutenzione e riparazione di impianti o apparecchi a gas    • 3 •   nell'industria siderurgica, fonditore che sorveglia un gasogeno e riscalda il forno collegato a esso.
gassometro    ⇨ gasometro.
gassosa   o gazzosa [gaz-zó-sa], meno com. gasosa [ga-só-sa], s.f.  bibita a base di acqua dolcificata e aromatizzata, gassata con anidride carbonica.
gassoso   meno com. gasoso e gazoso [ga-zó-so], agg.    • 1 •   si dice di un corpo allo stato aeriforme o di sostanza avente proprietà di gas: un composto gassoso; una miscela gassosa    • 2 •   di gas: esalazioni gassose. 
gastaldo    ⇨ castaldo.
gastero-  gastero-  ⇨ gastro-.
gasteromiceti    ⇨ gastromiceti.
gasteropodi   s.m. pl.  (zool.) classe di molluschi provvisti in genere di una conchiglia dorsale calcarea avvolta a spirale, da cui fuoriescono il piede per la locomozione e il capo con occhi tentacolati; vi appartengono lumache, chiocciole, patelle ecc. | sing.  [-e] ogni mollusco di tale classe.
gasterosteiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci ossei, caratterizzati da raggi spinosi delle pinne molto sviluppati; vi appartiene fra gli altri lo spinarello | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
gastigare   e deriv.   ⇨ castigare e deriv. 
gastrale   agg.  (zool.) relativo all'apparato digerente degli animali inferiori.
gastralgia   s.f.  (med.) dolore di stomaco.
gastrectasia   s.f.  (med.) dilatazione dello stomaco.
gastrectomia   s.f.  (med.) resezione chirurgica dello stomaco.
gastrico   agg.  [pl. m. -ci] dello stomaco, relativo allo stomaco: arteria gastrica; ulcera gastrica; succo gastrico; lavanda gastrica, (med.) lavaggio dello stomaco mediante sonda.
gastrite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica della mucosa dello stomaco.
gastro-  gastro- o gastero-, primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. gastér gastrós  'ventre, stomaco' (gastroenterite, gastroscopio, gasteropodi).
gastrocele   s.m.  (med.) ernia di una porzione dello stomaco.
gastrocnemio   s.m.  (anat.) insieme dei due muscoli rotondeggianti del polpaccio (detti anche gemelli) che, con il soleo, costituiscono il muscolo tricipite della gamba.
gastroduodenale   agg.  (med.) relativo allo stomaco e al duodeno: ulcera gastroduodenale. 
gastroenterico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo allo stomaco e all'intestino.
gastroenterite   s.f.  (med.) infiammazione della mucosa dello stomaco e dell'intestino tenue.
gastroenterologia   s.f.  parte della medicina che studia lo stomaco e l'intestino.
gastroenterologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista in gastroenterologia.
gastroenterostomia   s.f.  (med.) intervento chirurgico mediante il quale, collegando lo stomaco a un'ansa intestinale, si istituisce una nuova via di comunicazione tra i due visceri.
gastroepatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo allo stomaco e al fegato: legamento gastroepatico. 
gastroepatite   s.f.  (med.) processo infiammatorio dello stomaco e del fegato.
gastroesofageo   agg.  relativo allo stomaco e all'esofago: riflusso gastroesofageo, passaggio dallo stomaco all'esofago di contenuto gastrico.
gastrointestinale   agg.  (med.) gastroenterico.
gastrologia   s.f.  (med.) studio anatomico, funzionale e patologico dello stomaco.
gastromiceti   o gasteromiceti [ga-ste-ro-mi-cè-ti], s.m. pl.  (bot.) ordine di funghi basidiomiceti con corpo fruttifero globoso e spore contenute in un involucro | sing.  [-e] ogni fungo di tale ordine.
gastronomia   s.f.  l'arte di cucinare e preparare i cibi: trattato di gastronomia. 
gastronomico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la gastronomia: specialità gastronomiche  § gastronomicamente avv.  dal punto di vista gastronomico.
gastronomo   s.m.  [f. -a] esperto di gastronomia.
gastropatia   s.f.  (med.) denominazione generica delle affezioni gastriche.
gastropatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a gastropatia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da gastropatia.
gastroptosi   s.f.  (med.) abbassamento dello stomaco.
gastrorragia   s.f.  (med.) emorragia dello stomaco.
gastroscopia   s.f.  (med.) esame dello stomaco mediante gastroscopio.
gastroscopio   s.m.  (med.) tubo endoscopico flessibile che, introdotto nello stomaco attraverso la bocca e l'esofago, ne permette l'ispezione delle pareti ed eventualmente il prelievo di una particella di mucosa da sottoporre a esame istologico.
gastrospasmo   s.m.  (med.) spasmo dello stomaco.
gastrotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica della parete gastrica.
gastrovascolare   agg.  (zool.) solo nella loc. sistema  (o cavità) gastrovascolare, l'unica cavità del corpo dei poriferi e dei celenterati.
gastrula   s.f.  (biol.) ultimo stadio di sviluppo dell'embrione animale, in cui le cellule sono ripartite e differenziate nei tre strati fondamentali di ectoderma, endoderma e mesoderma.
gastrulazione   s.f.  (biol.) nello sviluppo embrionale, il processo che si conclude con la formazione della gastrula.
gatta   (1) s.f.    • 1 •   la femmina del gatto | gatta ci cova!, (fig.) c'è sotto qualche inganno | una (brutta) gatta da pelare, (fig.) un problema, una situazione difficile da risolvere | prov.  : la gatta frettolosa fece i gattini ciechi, le cose fatte in fretta riescono male; tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, chi continua ad arrischiarsi in cose pericolose o illecite, alla fine viene colto sul fatto e le sconta tutte. dim. gattina  accr. gattona  pegg. gattaccia    • 2 •   (region.) pesce gattuccio | usato anche come agg.  : erba gatta, gattaia.
gatta   (2) s.f.  nelle navi, dispositivo per impedire il passaggio sul ponte dell'acqua di mare che può penetrare attraverso le cubie.
gattabuia   s.f.  (scherz.) carcere, prigione: finire in gattabuia. 
gattaia   s.f.  erba rizomatosa con foglie cuoriformi pelose e fiori piccoli a spiga (fam.  labiate).
gattaiola   lett. gattaiuola, s.f.    • 1 •   buco fatto nella parte bassa delle porte, perché vi possa passare un gatto    • 2 •   (fig. ant.) scappatoia, ripiego.
gattamorta   o gatta morta, s.f.  [pl. gattemorte  o gatte morte] persona che, sotto un'apparenza tranquilla e ingenua, nasconde un carattere aspro e aggressivo o una disposizione d'animo malevola: fare la gattamorta; sembra innocuo, ma è una gattamorta. 
gatteggiamento   s.m.    • 1 •   fenomeno tipico degli occhi dei felini, consistente in una particolare luminosità della pupilla    • 2 •   particolare effetto di luce proprio di alcuni minerali, quali l'occhio di tigre, l'occhio di gatto ecc.
gatteggiare   v. intr.  [io gattéggio ecc. ; aus. avere] emanare riflessi simili a quelli degli occhi dei felini, detto di minerali o pietre preziose.
gattesco   agg.  [pl. m. -schi] di gatto, proprio dei gatti: astuzia gattesca  § gattescamente avv.  (scherz.) alla maniera dei gatti.
gattice   s.m.  pioppo bianco.
gattinara   s.m. invar.  vino rosso, asciutto, prodotto con uve dei vitigni nebbiolo nella zona del comune di gattinara, nel vercellese.
gattino   s.m.    • 1 •   dim.  di gatto    • 2 •   (bot.) amento.
gatto   s.m.  [f. -a]    • 1 •   mammifero carnivoro domestico, con corpo agilissimo e flessuoso, capo rotondo, occhi fosforescenti, baffi (vibrisse) sul labbro superiore, zampe con artigli retrattili (fam.  felidi): gatto soriano, siamese, d'angora; agile, svelto come un gatto; vederci come un gatto, benissimo, anche se non c'è molta luce | gatto selvatico, felino più grosso e robusto del gatto domestico, con pelame grigio fulvo, striato di nero, che vive nelle foreste dell'europa centrale e meridionale; anche, gatto domestico che vive in libertà nell'industria petrolifera, piattaforma adagiata sui fondali marini nei lavori di trivellazione | essere come cani e gatti, (fig.) litigare continuamente | c'erano quattro gatti, (fig.) pochissime persone | gatto a nove code, strumento di tortura costituito da una frusta con nove strisce di cuoio | gatto delle nevi, mezzo cingolato capace di muoversi su terreni coperti di neve, anche in presenza di forte pendenza. dim. gattino, gattuccio  accr. gattone  pegg. gattaccio    • 2 •   (tecn.) berta; in partic., il maglio della berta    • 3 •   macchina d'assedio in uso nel medioevo, simile all'ariete ma munita di una tettoia    • 4 •   (min.) varietà pregiata di quarzo, dal colore verde grigiastro, che presenta il fenomeno del gatteggiamento    • 5 •   (bot.) gattino, amento | usato anche come agg. invar.  : pesce gatto, pesce d'acqua dolce con corpo slanciato, capo tozzo e lunghi barbigli attorno alla bocca (ord.  cipriniformi).
gattofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] (scherz.) amante dei gatti.
gattomammone   o gatto mammone, s.m.  [pl. gattimammoni  o gatti mammoni]    • 1 •   mostro delle favole, che si menziona per far paura ai bambini    • 2 •   (ant.) nome di una specie di scimmia non identificata.
gattonare   v. tr.  [io gattóno ecc.] seguire la preda strisciando sul terreno per non farsi vedere, detto dei mammiferi predatori e, per estens., dei cacciatori | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   avanzare strisciando sul terreno per avvicinarsi alla preda senza essere visto    • 2 •   (fig. fam.) avanzare con le mani e le ginocchia sul pavimento, detto dei bambini che non hanno ancora imparato a camminare.
gattoni   (1) avv.  quatto quatto, camminando adagio con le mani e con i piedi: procedere (gatton) gattoni. 
gattoni   (2) s.m. pl.  (med.) nome pop. della parotite epidemica.
gattopardesco   agg.  [pl. m. -schi] che rivela gattopardismo, che è ispirato a gattopardismo: politica gattopardesca. 
gattopardismo   s.m.  concezione e pratica politica di chi è favorevole a innovazioni più apparenti che reali della società, per evitare di compromettere i privilegi acquisiti.
gattopardo   s.m.    • 1 •   grosso felino africano con corpo snello, testa lunga e stretta, pelo folto e soffice, giallastro a macchie nere    • 2 •   gattopardo marino, pesce cartilagineo marino affine al gattuccio (ord.  lamniformi)    • 3 •   (fig.) persona che dà prova di gattopardismo.
gattuccio   (1) s.m.  pesce cartilagineo marino, con dorso grigio-rossastro a macchie scure e pinne ventrali triangolari (ord.  lamniformi).
gattuccio   (2) s.m.  (tecn.) sega a mano con lama stretta e rastremata verso la punta, adatta all'esecuzione di tagli curvi.
gauchesco   agg.  [pl. m. -schi] dei gauchos, della loro tradizione culturale: letteratura gauchesca. 
gauchisme   s.m. invar.  il movimento, l'ideologia della sinistra extraparlamentare.
gauchismo   s.m.  adattamento it. di gauchisme. 
gauchista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi appartiene alla sinistra extraparlamentare: movimento gauchista. 
gaucho   s.m.  [pl. gauchos] mandriano a cavallo delle pampas argentine e uruguaiane, il cui abbigliamento è caratterizzato dal cappello a grandi tese e dal mantello a poncho.
gaudente   antiq. godente, agg.  e s.m.  e f.  che, chi si gode la vita | frate gaudente, denominazione pop. degli appartenenti alla «milizia della beata vergine maria», ordine religioso-cavalleresco fondato a bologna verso la metà del sec. xiii per combattere la divisione fra guelfi e ghibellini e sopravvissuto fino al sec. xvi § gaudentemente avv.  da gaudente.
gaudere    ⇨ godere.
gaudio   s.m.  (lett.) vivo piacere, per lo più spirituale; gioia, giubilo | prov.  : mal comune mezzo gaudio, un male condiviso da altri sembra meno pesante.
gaudioso   agg.  (lett.) pieno di gaudio: questo sicuro e gaudioso regno  (dante par.  xxxi, 25) | misteri gaudiosi, (relig.) i primi cinque del rosario, nei quali si meditano le gioie della madonna § gaudiosamente avv. 
gaufré   agg. invar.  nell'industria tessile, goffrato.
gaullismo   s.m.  gollismo.
gaullista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] gollista.
gauss   s.m. invar.  (fis.) unità di misura dell'induzione magnetica nel sistema cgs elettromagnetico.
gaussiano   agg.  relativo allo scienziato tedesco k. f. gauss (1777-1855) o alle sue teorie | (curva) gaussiana, curva campaniforme lungo la quale si dispongono i risultati di una serie di osservazioni quando l'unico fattore variabile è dovuto a errori casuali.
gavaina   s.f.  grossa tenaglia da fabbro, con ganasce a doccia, che si usa per afferrare longitudinalmente il pezzo.
gavazzamento   s.m.  (lett.) il gavazzare.
gavazzare   v. intr.  [aus. avere] (lett.) abbandonarsi ai divertimenti, far baldoria.
gavazzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi gavazza; gaudente.
gavetta   s.f.  recipiente di lamiera zincata o di alluminio in cui i soldati, soprattutto un tempo, mangiavano il rancio | venire dalla gavetta, detto di ufficiale che ha percorso i vari gradi, dal più basso, senza aver frequentato l'accademia militare; per estens., di persona che ha raggiunto una posizione professionale di rilievo cominciando dalle mansioni più semplici.
gavettino   s.m.  piccolo recipiente di metallo usato dai militari per bere.
gavettone   s.m.    • 1 •   recipiente di grosse dimensioni in cui viene somministrato il vitto ai militari    • 2 •   scherzo in uso tra i soldati, consistente nel gettare sacchetti pieni d'acqua fredda addosso a un commilitone, spec. mentre dorme    • 3 •   (mar.) turno pomeridiano di guardia della durata di due ore.
gaviale   s.m.  rettile asiatico, simile al coccodrillo, vivente nel gange e nelle isole della sonda, con mascelle lunghissime e strette, a forma di becco, armate di numerosi denti.
gavigliano   s.m.  (sport) nel fioretto e nella spada italiana, la stecca d'acciaio tenuta da due archetti che è all'interno della coccia.
gavigne   s.f. pl.  (ant.) ascelle.
gavillare    ⇨ cavillare.
gavina   s.f.  uccello simile a un piccolo gabbiano vivente nelle regioni settentrionali dell'europa e dell'asia (ord.  caradriformi).
gavitello   s.m.  (mar.) piccolo galleggiante sferico o a doppio cono, di legno, sughero o lamierino, assicurato a un peso sul fondo del mare, usato per segnalazioni varie o anche per ormeggiare piccole imbarcazioni.
gavocciolo   s.m.    • 1 •   (ant. tosc.) bubbone causato dalla peste: nascevano... certe enfiature... le quali i volgari nominavan gavoccioli  (boccaccio dec.  introduzione)    • 2 •   (med.) piccole dilatazioni vasali: gavoccioli emorroidari. 
gavone   s.m.  (mar.) spazio vuoto all'interno dello scafo, sia a prora sia a poppa.
gavotta   (1) s.f.  triglia.
gavotta   (2) s.f.  (mus.) danza francese in tempo binario e d'andamento moderato, in voga nei secc. xvii e xviii.
gay   agg.  e s.m.  e f. invar.  omosessuale | locale, spettacolo gay, per omosessuali.
gazare   v. tr.  nell'industria tessile, sottoporre un filato alla gazatura.
gazatrice   s.f.  macchina con cui si effettua la gazatura dei filati.
gazatura   s.f.  nell'industria tessile, operazione che consiste nel passare rapidamente i filati su una fiamma a gas, o nel farli scorrere vicino a una lastra incandescente, per togliere la peluria e dar loro lucentezza.
gazebo   s.m. invar.  chiosco da giardino; piccolo belvedere.
gazella    ⇨ gazzella.
gazofilacio   s.m.  (st.) nel tempio di gerusalemme, il tesoro e il luogo di raccolta delle offerte.
gazometro    ⇨ gasometro.
gazoso    ⇨ gassoso.
gazza   s.f.    • 1 •   uccello dal piumaggio nero e bianco, con becco robusto e coda lunga; per la sua abitudine di raccogliere e nascondere gli oggetti lucenti è noto anche con il nome di gazza ladra  (ord.  passeriformi) | gazza ciarliera, ghiandaia marina | gazza marina, uccello dei mari nordici, con piumaggio nero nella parte superiore del corpo, bianco in quella inferiore (ord.  alciformi)    • 2 •   (fig.) persona chiacchierona e noiosa: non so com'uom, ch'abbia la testa, / con quelle gazze un'ora possa stare  (c. gozzi).
gazzarra   s.f.  baldoria, festa chiassosa e scomposta; confusione di persone che parlano tutte insieme: fare gazzarra. 
gazzella   antiq. gazella, s.f.    • 1 •   mammifero ruminante africano dal corpo leggero e slanciato color giallo-sabbia sul dorso e bianco sul ventre, testa piccola con corna divergenti a forma di lira, occhi grandi (ord.  artiodattili): agile come una gazzella; pelle di gazzella, pelle finissima e pregiata usata in pelletteria | occhi di gazzella, (fig.) grandi ed espressivi    • 2 •   vettura delle pattuglie di pronto intervento dei carabinieri.
gazzetta   (1) s.f.  moneta di bassa lega coniata a venezia nel sec. xvi.
gazzetta   (2) s.f.  giornale, pubblicazione periodica (oggi solo come titolo di alcuni quotidiani e periodici): gazzetta dello sport  | gazzetta ufficiale, pubblicazione quotidiana dello stato in cui sono resi noti le leggi, i decreti, gli annunci e gli avvisi ufficiali | cose, notizie da gazzetta, (fig.) che suscitano viva curiosità | andare sulla gazzetta, (fig.) essere oggetto di curiosità e pettegolezzi | essere una gazzetta ambulante, la gazzetta del quartiere, (fig.) si dice di persona molto pettegola, che è al corrente di tutti i fatti degli altri. dim. gazzettino  (m.).
gazzettiere   s.m.  [f. -a] giornalista da strapazzo.
gazzettino   s.m.    • 1 •   dim.  di gazzetta    • 2 •   titolo di quotidiani o periodici | rubrica giornalistica: gazzettino teatrale    • 3 •   (fig.) persona pettegola.
gazzettistico   agg.  [pl. m. -ci] di gazzetta | (spreg.) di basso livello giornalistico.
gazzosa    ⇨ gassosa.
geastro   s.m.  (bot.) genere di funghi basidiomiceti il cui corpo, nell'individuo adulto, si apre a stella.
gebel   s.m. invar.  monte isolato o gruppo, catena di monti; anche, altopiano (è termine frequente nella toponomastica dei paesi di lingua araba).
geco   s.m.  [pl. -chi] piccolo rettile terrestre dei paesi mediterranei, con i polpastrelli delle dita muniti di organi adesivi che gli consentono di arrampicarsi sui muri (ord.  squamati).
gedanese   agg.  (lett.) di danzica, città della polonia.
geenna   o gehenna, s.f.    • 1 •   valle presso gerusalemme dove venivano compiuti sacrifici umani al dio moloch, in seguito ridotta a immondezzaio in cui sempre ardeva il fuoco    • 2 •   nel linguaggio evangelico, luogo di eterna dannazione, dove brucia il fuoco infernale    • 3 •   (estens.) luogo di tormenti.
geiger   s.m. invar.  strumento rivelatore di particelle elementari o di radiazioni atomiche.
geisha   meno com. gheiscia, s.f.    • 1 •   donna giapponese istruita nel canto, nella musica e nella danza, che intrattiene gli ospiti nei conviti e nelle riunioni | maniche alla geisha, maniche ampie, che formano un tutt'uno con il corpetto dell'abito    • 2 •   (estens.) donna di facili costumi.
gel   s.m. invar.  (chim.) sistema colloidale allo stato semisolido o gelatinoso che, con l'aggiunta di sostanze varie, trova largo uso in cosmesi, farmacia ecc.
gelada   s.m.  grossa scimmia africana con lunga coda terminante in un ciuffo, muso allungato, denti canini sviluppati, callosità ischiatiche (ord.  primati).
gelamento   s.m.  (non com.) il gelare, il gelarsi, l'essere gelato.
gelare   v. tr.  [io gèlo ecc.]    • 1 •   rendere gelido, ghiacciato; congelare: il vento gelava la faccia; il freddo ha gelato le piante    • 2 •   (fig.) irrigidire, bloccare; creare tensione nervosa, sgomento: la sua presenza ha gelato tutti  | gelare il sangue, atterrire | v. intr. impers.  [aus. essere  o avere] fare il gelo: ieri notte è, ha gelato  | v. intr.  [aus. essere], gelarsi v. rifl.    • 1 •   diventare ghiaccio: il lago è gelato    • 2 •   diventare freddo come il ghiaccio: mi si sono gelate le mani  ' soffrire gran freddo: in questa stanza si gela. 
gelata   s.f.    • 1 •   freddo intensissimo con conseguente formazione di ghiaccio (spec. in quanto fenomeno che nuoce alle coltivazioni); gelo: la gelata notturna ha danneggiato gli ulivi    • 2 •   (lett.) zona ricoperta dal gelo: noi passammo oltre, là 've la gelata / ruvidamente un'altra gente fascia  (dante inf.  xxxiii, 91-92).
gelataio   s.m.  [f. -a] chi fa o vende gelati.
gelateria   s.f.  negozio dove si fanno e si vendono i gelati.
gelatiera   s.f.  macchina per fare i gelati.
gelatiere   s.m.  [f. -a] (non com.) gelataio.
gelatina   s.f.    • 1 •   denominazione generica di ogni sostanza di consistenza semisolida ed elastica e di aspetto trasparente    • 2 •   brodo ristretto di carne o pesce, solidificato per raffreddamento o mediante aggiunta di sostanze gelatinizzanti: pollo in gelatina  | gelatina di frutta, conserva alimentare preparata con succo di frutta, zucchero e sostanze gelatinizzanti | gelatina reale, pappa reale    • 3 •   (chim.) miscela di proteine solubili ricavata dal collageno animale, impiegata nell'industria alimentare, farmaceutica, cartaria, fotografica e tessile | gelatina esplosiva, miscela gelatinosa di nitrocellulosa e nitroglicerina ad azione esplosiva.
gelatiniforme   agg.  simile alla gelatina: consistenza gelatiniforme. 
gelatinizzante   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che aggiunta a un'altra la rende gelatinosa; gelificante.
gelatinizzare   v. tr.  ridurre allo stato gelatinoso | gelatinizzarsi v. rifl.  diventare gelatinoso.
gelatinizzazione   s.f.  il gelatinizzare, il gelatinizzarsi, l'essere gelatinizzato.
gelatinoso   agg.  che ha aspetto o consistenza di gelatina: liquido gelatinoso; massa gelatinosa. 
gelato   part. pass.  di gelare   agg.    • 1 •   molto freddo; ghiacciato: mani gelate    • 2 •   (fig.) irrigidito per l'emozione, lo spavento e sim.: a quella notizia rimase gelato   s.m.  dolce fatto con latte, zucchero e ingredienti di vario genere (uova, cacao, succhi di frutta ecc.), lavorati insieme nelle gelatiere e resi omogenei e consistenti per congelamento: gelato di crema, alla fragola; una coppa di gelato; gelati sfusi, confezionati  | gelato da passeggio, quello che, infilato su un bastoncino o posto in una cialda a forma di cono, può essere mangiato camminando. dim. gelatino  accr. gelatone  pegg. gelataccio. 
geldra   s.f.  (ant. , lett.) moltitudine di persone (per lo più spreg.); masnada.
gelicidio   s.m.    • 1 •   fenomeno meteorologico che consiste nel congelamento della pioggia quando giunge a contatto di oggetti o del suolo    • 2 •   (mar.) intenso freddo invernale che altera o guasta le fibre del legno, spec. dei pennoni.
gelidezza   s.f.  (non com.) l'essere gelido (spec. fig.): la gelidezza delle sue parole. 
gelido   agg.    • 1 •   freddo come il ghiaccio: aria, acqua gelida    • 2 •   (fig.) privo di cordialità, di umana simpatia: un sorriso gelido; un'accoglienza gelida  § gelidamente avv. 
gelificante   agg.  e s.m.  gelatinizzante.
gelificare   v. tr.  [io gelìfico, tu gelìfichi ecc.] ridurre un colloide a gel | v. intr.  [aus. essere], gelificarsi v. rifl.  detto di un colloide, diventare gel, precipitare in gel.
gelificazione   s.f.  il gelificare, il gelificarsi, l'essere gelificato.
gelo   ant. gielo, s.m.    • 1 •   freddo intenso, tale da far ghiacciare l'acqua: il gelo invernale ha seccato le piante    • 2 •   patina di ghiaccio; ghiaccio: campi coperti di gelo  | diventare, farsi di gelo, (fig.) rimanere esterrefatto (per paura, stupore, dolore e sim.); anche, assumere un atteggiamento freddo, impenetrabile | essere di gelo, (fig.) freddo, indifferente, privo di sensibilità    • 3 •   (fig.) sensazione di freddo provocata da paura, sgomento: sentirsi un gelo nelle ossa, nel sangue  | indifferenza, ostilità: avvertire intorno a sé il gelo    • 4 •   (antiq.) rivestimento di zucchero, glassa.
gelone   (1) s.m.  (med.) infiammazione dolorosa delle estremità e delle parti più esposte del corpo, causata dal freddo intenso e caratterizzata da rossore, bruciore e ulcerazioni; propr. eritema pernio. 
gelone   (2) s.m.  (bot.) fungo commestibile dal cappello scuro a ventaglio, con gambo laterale; cresce sui tronchi degli alberi (fam.  agaricacee).
gelosia   s.f.    • 1 •   ansietà tormentosa di chi teme che la persona amata ami un'altra persona o dubita della sua fedeltà: essere roso dalla gelosia; fare una scenata di gelosia    • 2 •   risentimento generato da vere o presunte preferenze accordate a un'altra persona: prova gelosia per il fratellino appena nato; la sua promozione ha suscitato le gelosie dei colleghi; gelosie di mestiere    • 3 •   cura attenta e scrupolosa: conservare qualcosa con gelosia    • 4 •   (region.) serramento della finestra che permette l'aerazione e l'illuminazione parziale dell'interno, impedendone però la vista dall'esterno; persiana | piccolo sportello, praticato nella parte inferiore di una persiana, che si apre verso l'esterno    • 5 •   (ant.) timore, sospetto: per gelosia di perdere la fortezza, vi venne castruccio in persona  (g. villani).
geloso   agg.    • 1 •   che prova o mostra gelosia: un marito geloso; sguardo, temperamento geloso  | essere geloso di qualcuno, temere di perderne l'affetto; temere che qualcuno ci sottragga l'affetto della persona amata: è geloso della moglie; è geloso di tutti.  dim. gelosetto  accr. gelosone    • 2 •   che prova o mostra rivalità e invidia: essere geloso dei successi altrui    • 3 •   che custodisce con cura: è geloso dei suoi libri, della sua vita privata  § gelosamente avv.  con gelosia; con cura e scrupolosità: conservare gelosamente un segreto. 
gelsa   s.f.  (ant.) il frutto del gelso.
gelsemio   s.m.  (bot.) genere di arbusti rampicanti le cui radici sono usate a scopo medicinale (fam.  loganiacee).
gelseto   s.m.  luogo piantato a gelsi.
gelsicoltore   s.m.  [f. -trice] chi si dedica alla gelsicoltura.
gelsicoltura   s.f.  coltivazione del gelso.
gelso   s.m.  albero con piccoli frutti commestibili, dolci, di colore nero o bianco (more) e foglie cuoriformi, di cui si nutrono i bachi da seta (fam.  moracee).
gelsomino   s.m.  arbusto rampicante con fiorellini bianchi, profumati; originario dell'asia centrale, è coltivato come pianta ornamentale e per l'essenza che se ne estrae (fam.  oleacee) | (estens.) il fiore e il profumo di questa pianta: nell'aria di gelsomino / mi perdo nella passeggiata serale  (pasolini).
gemebondo   agg.  (lett.) che emette gemiti, che si lamenta.
gemellaggio   s.m.  legame di particolare amicizia instaurato tra due città, istituzioni, associazioni e sim. al fine di favorire più strette relazioni economiche e culturali.
gemellanza   s.f.  il rapporto di consanguineità esistente tra gemelli.
gemellare   (1) agg.    • 1 •   si dice di gravidanza, di parto, in cui vi siano due o più figli    • 2 •   (fig.) detto di legame, rapporto tra cose uguali o simili.
gemellare   (2) v. tr.  [io gemèllo ecc.] unire mediante gemellaggio: gemellare due città  | gemellarsi v. rifl.  e rifl. rec.  legarsi in gemellaggio.
gemellarità   s.f.    • 1 •   concepimento o nascita di gemelli    • 2 •   (fig. non com.) parità, parallelismo, uguaglianza.
gemellipara   s.f.  donna o femmina di animale che ha avuto un parto gemellare | anche agg.  : donna gemellipara. 
gemello   agg.    • 1 •   nato nello stesso parto con uno o più fratelli o sorelle: fratelli gemelli; sorelle gemelle.  dim. gemellino    • 2 •   (estens.) si dice di cose uguali, simili o che possono costituire una coppia: letti gemelli; idee gemelle  | muscolo gemello, (anat.) gastrocnemio | anime gemelle, persone unite da affinità e reciproca simpatia: trovare, cercare l'anima gemella, la persona con cui dividere l'esistenza in perfetta intesa e armonia  s.m.    • 1 •   [f. -a] persona nata nello stesso parto con uno o più fratelli o sorelle | gemelli omozigoti, risultanti dalla fecondazione di un solo uovo; hanno caratteri somatici molto simili e sono dello stesso sesso | gemelli eterozigoti, risultanti dalla fecondazione di due uova distinte; differiscono nei caratteri somatici e possono avere sesso diverso | assomigliarsi come gemelli, moltissimo    • 2 •   spec. pl.  ognuno dei bottoni doppi con cui si allacciano i polsini a doppio occhiello delle camicie    • 3 •   gemelli, in astronomia e astrologia, costellazione e segno dello zodiaco, in cui il sole transita dal 22 maggio al 21 giugno | (estens.) persona nata sotto il segno dei gemelli.
gemellologia   s.f.  lo studio genetico e medico dei gemelli.
gemere   v. intr.  [pres. io gèmo ecc. ; pass. rem. io geméi  o gemètti, tu gemésti ecc. ; aus. avere]    • 1 •   lamentarsi sommessamente: il ferito gemeva continuamente  | (fig.) soffrire: gemere sotto il giogo della tirannide    • 2 •   stridere, cigolare: la ruota gemeva sotto il peso del carro    • 3 •   [aus. essere  se il sogg. è il liquido] gocciare, stillare, trasudare: la botte geme; il sangue gemeva dalla ferita    • 4 •   emettere un verso lamentoso, detto del colombo e della tortora | v. tr.    • 1 •   (poet.) piangere, lamentare: gemendo / il fior de' tuoi gentili anni caduto  (foscolo sonetti)    • 2 •   emettere, mandar fuori goccia a goccia: la piaga gemeva pus. 
gemicare   v. intr.  [io gèmico, tu gèmichi ecc. ; aus. essere  o avere] (non com.) stillare, trasudare a piccole gocce.
geminale   agg.  (chim.) si dice di composto organico che contiene due sostituenti (p. e.  due atomi di cloro) legati allo stesso atomo di carbonio.
geminare   v. tr.  [io gèmino ecc.] rendere doppio, raddoppiare: geminare le consonanti  | geminarsi v. rifl.  diventare doppio, raddoppiarsi, ripetersi.
geminato   part. pass.  di geminare   agg.  doppio, raddoppiato | consonanti geminate, (ling.) ripetute nella grafia, per lo più in quanto pronunciate in modo rafforzato; nell'uso corrente, consonanti doppie | foglie geminate, (bot.) che nascono insieme e appaiate sullo stesso fusto  agg.  e s.m.  (min.) si dice di aggruppamento regolare di due o più cristalli della stessa specie, tale che due individui adiacenti hanno in comune almeno due elementi cristallografici indipendenti.
geminatura   s.f.  (non com.) geminazione.
geminazione   s.f.  il geminare, il geminarsi, l'essere geminato: geminazione di una consonante, di un fiore, di un cristallo. 
gemino   agg.  (lett.) doppio, duplice, gemello: chi potrà della gemina dora /... / scerner l'onde confuse nel po?  (manzoni marzo 1821).
gemitio   s.m.  (lett.) il gocciolare, il trasudare lento e continuo di un liquido.
gemito   s.m.  grido sommesso, lamento; voce di dolore (anche fig.): i gemiti dei feriti; il gemito del vento; il gemito del popolo oppresso. 
gemizio   s.m.  (med.) il trasudare di liquidi organici.
gemma   s.f.    • 1 •   (bot.) estremità del fusto costituita dal cono (o apice) vegetativo che assicura l'accrescimento in lunghezza e la riproduzione di rami, fiori e foglie: gemma apicale, ascellare    • 2 •   (biol.) primo abbozzo di un nuovo individuo nella riproduzione asessuale per gemmazione    • 3 •   pietra preziosa: una gemma montata in oro    • 4 •   (fig.) cosa preziosa o rara: le gemme della letteratura, le opere più belle | persona piena di qualità, di virtù    • 5 •   (fig. lett.) stella: lucide magnolie specchiavano il lume delle prime gemme tremanti nel cielo  (gadda).
gemmante   agg.  (lett.) risplendente come una gemma; ornato di gemme.
gemmare   v. intr.  [io gèmmo ecc. ; aus. avere] mettere le gemme: il pesco ha gemmato  | v. tr.  (lett.) ornare di gemme | gemmarsi v. rifl.  (lett.) ornarsi di gemme.
gemmario   agg.    • 1 •   relativo alle gemme di una pianta: mutazione gemmaria    • 2 •   delle pietre preziose: arte gemmaria. 
gemmato   part. pass.  di gemmare   agg.  (lett.) ornato di gemme: il biondo crin gemmato  (manzoni adelchi).
gemmazione   s.f.    • 1 •   (bot.) formazione di gemme sulle piante    • 2 •   (biol.) forma di riproduzione agamica, frequente soprattutto negli organismi unicellulari, per effetto della quale in un individuo si formano una o più protuberanze, che staccandosi danno origine a nuovi individui.
gemmeo   agg.  (lett.) di gemma; che ha lo splendore e la trasparenza di una gemma: gemmea l'aria, il sole così chiaro / che tu ricerchi gli albicocchi in fiore  (pascoli).
gemmifero   agg.  (bot.) che produce, che porta gemme: rametto gemmifero. 
gemmiparo   agg.  (bot.) che si riproduce attraverso gemme.
gemmologia   s.f.  scienza che studia le pietre preziose.
gemmula   s.f.  (bot.) la prima gemma terminale del fusto.
gemmulario   s.m.  (bot.) ovario.
gena   s.f.  (ant. , lett.) gota: diffuso era per li occhi e per le gene / di benigna letizia  (dante par.  xxxi, 61-62).
genare   v. tr.  [io gèno ecc.] (region.) mettere in una situazione imbarazzante, far sentire a disagio; disturbare.
gendarme   antiq. o pop. giandarme, s.m.    • 1 •   (ant.) soldato addetto al mantenimento dell'ordine pubblico o a compiti di guardia d'onore | (antiq.) carabiniere    • 2 •   (fig. fam.) persona alta, energica e di modi bruschi: ha una moglie che è un gendarme    • 3 •   nel linguaggio alpinistico, torrione che s'innalza su una cresta.
gendarmeria   s.f.    • 1 •   il corpo dei gendarmi    • 2 •   la caserma dei gendarmi.
gendarmesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) da gendarme; brusco e autoritario: tono gendarmesco  § gendarmescamente avv.  (rar.) con fare da gendarme.
gene   s.m.  (biol.) particella di acido desossiribonucleico, situata nei cromosomi, che trasmette i caratteri ereditari di una specie.
genealogia   s.f.    • 1 •   scienza che studia l'origine e la discendenza di una famiglia o di una stirpe    • 2 •   la serie dei discendenti o degli ascendenti di un individuo o di una famiglia | pedigree di un animale.
genealogico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la genealogia: albero genealogico  § genealogicamente avv.  dal punto di vista genealogico.
genealogista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi studia la genealogia, chi si occupa di ricerche genealogiche.
genebro    ⇨ ginepro.
genepì   o genipì, s.m.    • 1 •   pianta erbacea di alta montagna, con foglie frastagliate aromatiche e fiori verdi, usata in liquoreria (fam.  composite)    • 2 •   liquore prodotto dalla distillazione di questa pianta e di altre erbe aromatiche alpine.
generabile   agg.  (non com.) che può essere generato.
generabilità   s.f.  (non com.) possibilità di essere generato.
generala   s.f.  (scherz.) generalessa.
generalato   s.m.  dignità, carica, residenza di un generale, spec. di un ordine religioso; anche, la durata della carica.
generale   (1) agg.    • 1 •   che si riferisce al genere, non all'individuo o alla specie; che è comune a tutti, a molti, a un complesso di cose: regole generali; assemblea generale; elezioni generali; opinione generale; considerazioni d'ordine generale; questioni d'interesse generale; consenso, soddisfazione generale  | indice generale, di tutta la materia o di tutti i volumi di un'opera | benessere, malessere generale, di tutte le parti del corpo | capitolo generale, a cui partecipano i frati di tutti i conventi dello stesso ordine | a richiesta generale, per richiesta unanime del pubblico (con riferimento alla replica di uno spettacolo e sim.)    • 2 •   che coordina, dirige o amministra tutte le sezioni di cui un ente è costituito o in cui un'organizzazione è strutturata; che ricopre la carica più alta: quartier generale; direzione, segreteria generale; direttore, console, segretario generale  | procuratore generale della repubblica, il massimo rappresentante del pubblico ministero presso la corte di cassazione o la corte d'appello | padre, madre generale, superiore di un ordine o di una congregazione religiosa | affari generali, in un ente, l'ufficio, la sezione che si occupa del funzionamento dell'ente stesso    • 3 •   indeterminato, vago; generico: un discorso troppo generale  | in generale, di solito, oppure in via di principio | stare, mantenersi sulle (linee) generali, parlare in modo generico, senza scendere in particolari  s.m.    • 1 •   (non com.) la totalità di un insieme o la maggior parte di esso; la generalità    • 2 •   ciò che è generale o che ha valore generale: distinguere il generale dal particolare  | s.f.  (mil.) antico segnale di adunata: suonare, battere la generale  § generalmente avv.    • 1 •   da un punto di vista generale, in modo generico: trattare un argomento generalmente    • 2 •   di solito, quasi sempre: generalmente a quest'ora è in ufficio    • 3 •   da tutti o quasi tutti, dai più: era generalmente stimato. 
generale   (2) s.m.    • 1 •   uno dei massimi gradi della gerarchia militare, corrispondente al comando di una grande unità la persona investita di tale grado: generale di corpo d'armata, di squadra aerea, di divisione, di brigata    • 2 •   padre generale di un ordine religioso: il generale dei domenicani. 
generalesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) da generale; autoritario, imperioso: tono generalesco  § generalescamente avv. 
generalessa   s.f.    • 1 •   (scherz.) moglie di un generale    • 2 •   madre generale di un ordine religioso    • 3 •   (fig. scherz.) donna con carattere forte e autoritario.
generalissimo   s.m.  qualifica che in passato designava il comandante in capo, il generale cui spettava il comando supremo dell'esercito | nel nostro secolo, titolo attribuito al dittatore spagnolo francisco franco bahamonde (1892-1975).
generalità   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è generale, comune a tutti: la generalità di un giudizio, di una tesi  | (estens.) la maggior parte: la generalità degli uomini; nella generalità dei casi    • 2 •   spec. pl.  espressione generica, nozione o insieme di nozioni esposte in modo sommario e superficiale: un discorso impreciso e pieno di generalità    • 3 •   pl.  notizie, dati per l'identificazione di una persona (nome, cognome, paternità, residenza ecc): chiedere le generalità; dare, declinare le proprie generalità    • 4 •   (ant.) l'insieme dei più alti comandanti di un esercito.
generalizio   agg.  proprio del padre o della madre generale di un ordine religioso: casa generalizia. 
generalizzare   v. tr.    • 1 •   rendere generale, comune; diffondere: generalizzare un principio, un'usanza; generalizzare l'impiego di un farmaco    • 2 •   estendere, elevare a un valore generale un dato o un fenomeno singolo: generalizzare il significato di un evento, il risultato di un'indagine  | attribuire valore generale a un caso particolare (anche assol.): generalizzare un'abitudine; è arbitrario generalizzare. 
generalizzato   part. pass.  di generalizzare   agg.  diffuso, comune, esteso: usanza generalizzata; benessere generalizzato. 
generalizzazione   s.f.  il generalizzare, l'essere generalizzato: generalizzazione di un metodo. 
general manager   s.m. invar.  direttore generale.
generare   v. tr.  [io gènero ecc]    • 1 •   far nascere, dare vita a un individuo della stessa specie: isacco generò giacobbe; il seme genera la pianta  | (estens.) dar vita in genere: l'italia ha generato musicisti insigni    • 2 •   (fig.) causare, provocare; produrre: generare sospetti, confusione, malcontento; generare calore, elettricità  | generarsi v. rifl.  prodursi, formarsi: le scottature da sole si generano per un'esposizione troppo prolungata. 
generativismo   s.m.  (ling.) teoria elaborata dal linguista americano n. chomsky (n. 1928), che considera la grammatica come lo studio della facoltà umana di produrre e comprendere espressioni linguistiche in numero illimitato sulla base di un numero limitato di regole fondamentali che consentono di assegnare a ogni nuova espressione un'appropriata descrizione strutturale.
generativista   agg.  [pl. m. -sti] (ling.) di, relativo al generativismo  s.m.  e f.  seguace, sostenitore del generativismo.
generativo   agg.  che genera, atto a generare: virtù, forza generativa  | nucleo generativo, (bot.) nel granello del polline, la parte in stretto rapporto con la generazione sessuale | grammatica generativa, (ling.) fondata sul generativismo § generativamente avv.  dal punto di vista generativo.
generatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi genera: elemento, principio generatore  | frazione generatrice, (mat.) frazione che, risolta, genera un numero decimale periodico  s.m.  (tecn.) apparecchio che trasforma l'energia di un certo tipo in energia di altra natura: generatore elettrico; generatore di corrente alternata, alternatore; generatore di corrente continua, dinamo.
generatrice   s.f.  (mat.) retta o curva che, muovendosi nello spazio, genera una superficie.
generazionale   agg.  proprio di una generazione; relativo alle generazioni, spec. in quanto contrapposte l'una all'altra: conflittualità generazionale  § generazionalmente avv.  per generazioni; dal punto di vista generazionale.
generazione   s.f.    • 1 •   il generare; il processo per cui gli esseri viventi si riproducono, dando vita ad altri individui della stessa specie: la generazione dell'uomo, degli animali, delle piante; generazione spontanea  | (teol.) nella trinità, la processione del figlio dal padre    • 2 •   insieme di persone che, all'interno di un gruppo familiare, hanno lo stesso grado di discendenza: la prima, la seconda generazione, i figli, i nipoti; trasmettere di generazione in generazione, di padre in figlio    • 3 •   (estens.) tipo, serie di macchine, considerate in relazione al modo in cui sono progettate e realizzate, rispetto ad altre dello stesso tipo che riflettono una fase diversa dello sviluppo scientifico e tecnologico: i calcolatori della prima generazione    • 4 •   insieme di individui che hanno pressappoco la stessa età o vivono nella stessa epoca: la generazione presente; la nuova generazione    • 5 •   il periodo di tempo di circa 25 anni che intercorre tra due generazioni successive: due generazioni fa    • 6 •   produzione, formazione, spec. in usi scientifici e tecnici: generazione di calore; la generazione delle coniche  | generazione di particelle, (fis.) formazione di particelle elementari per trasformazione di materia o di energia preesistente    • 7 •   (ant.) qualità, genere.
genere   s.m.    • 1 •   raggruppamento concettuale di più cose o persone aventi caratteri comuni: questo genere di discorsi non mi piace; persone di ogni genere; che genere di stoffa è questa?  | in genere, per lo più, generalmente, di solito | del genere, analogo, simile: non ho mai visto una cosa del genere  | non è il mio genere, non è di mio gusto | scherzo di cattivo genere, burla di cattivo gusto | nel suo genere, in rapporto al gruppo, alla categoria di appartenenza, oppure con riferimento a un modo, a uno stile particolare: un cantante unico nel suo genere; uno scrittore interessante nel suo genere  | genere letterario, artistico, musicale, ciascuna delle suddivisioni che, sulla base di criteri contenutistici e formali, distinguono tradizionalmente la produzione letteraria, artistica e musicale: genere epico, lirico, didascalico; genere figurativo, astratto; genere polifonico, sinfonico, melodrammatico  | quadro, pittura di genere, che ritrae con gusto aneddotico scene di vita quotidiana    • 2 •   (estens.) individuo che riassume in sé i caratteri propri del suo ceto, della sua categoria: sarebbe allora definibilissima: «una donna che recita anche fuori della scena». genere esecrabile  (pirandello)    • 3 •   nel pensiero filosofico tradizionale, categoria di oggetti che hanno in comune proprietà essenziali e differiscono per proprietà non essenziali; nella classificazione aristotelica, categoria superiore alla specie    • 4 •   raggruppamento di specie animali o vegetali somiglianti tra loro per alcuni caratteri essenziali; nella classificazione sistematica succede alla famiglia e precede la specie: il gatto appartiene al genere felis  | il genere umano, l'intera umanità    • 5 •   merce, prodotto commerciale: generi alimentari, di consumo, di prima necessità    • 6 •   (gramm.) categoria grammaticale che distingue il maschile, il femminile e in alcune lingue (p. e.  il latino) anche il neutro: «uomo» è sostantivo di genere maschile  | (ant.) sesso.
genericità   s.f.  l'essere generico; indeterminatezza.
generico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda il genere, e non le particolarità della specie: caratteri generici    • 2 •   (estens) non specifico, non particolare; vago, indeterminato: discorsi generici; un'esposizione generica; accuse generiche    • 3 •   detto di persona, che esercita una professione, un mestiere senza essere specializzato in un settore particolare: medico generico, contrapposto a specialista  | (attore) generico, a cui vengono affidate piccole parti di vario genere  s.m.  ciò che è generico, non particolare, non preciso: restare nel generico  § genericamente avv. 
genero   s.m.    • 1 •   il marito della figlia    • 2 •   (ant.) genere.
generone   s.m.  termine con cui, verso la fine dell'ottocento, si designò a roma la nuova borghesia che emulava l'aristocrazia nell'ostentazione di ricchezza.
generosità   s.f.    • 1 •   l'essere generoso; altruismo, nobiltà d'animo: un atto di generosità    • 2 •   liberalità, munificenza, larghezza nel donare: ricompensare con generosità. 
generoso   agg.    • 1 •   che ha o dimostra bontà e grandezza d'animo, altruismo, abnegazione: essere generoso con i propri nemici; un carattere generoso; un gesto generoso  | atleta generoso, che gareggia con grande impegno, senza risparmiarsi    • 2 •   (lett.) di nascita e animo nobile: generosa erculea prole  (ariosto o. f.  i, 3) | cavallo generoso, di buona razza | vino generoso, di ottima qualità e di alta gradazione alcolica    • 3 •   che ha o dimostra larghezza nel dare: un generoso benefattore; una generosa offerta    • 4 •   (fig.) ampio, abbondante: una scollatura generosa; fianchi generosi  § generosamente avv. 
genesi   s.f.    • 1 •   origine, nascita; processo di formazione: la genesi dell'uomo, del mondo; la genesi di un'opera d'arte    • 2 •   [anche s.m.] genesi, nome del primo libro della bibbia, in cui si narra la creazione del mondo.
genetica   s.f.  branca della biologia che studia la generazione degli esseri viventi e le modalità di trasmissione dei caratteri ereditari.
genetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (biol.) relativo alla genetica; che è in rapporto con i processi di trasmissione ereditaria: caratteri genetici; codice genetico  | patrimonio genetico, l'insieme dei caratteri ereditari trasmessi mediante i geni | ingegneria genetica, insieme di metodi e tecniche volti a modificare il patrimonio genetico mediante intervento diretto sui geni    • 2 •   relativo alla genesi, all'origine § geneticamente avv.    • 1 •   dal punto di vista genetico    • 2 •   per via genetica; ereditariamente.
genetista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di genetica.
genetliaco   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) concernente la nascita di qualcuno: giorno genetliaco, compleanno; componimento genetliaco, scritto per festeggiare una nascita  s.m.    • 1 •   (lett.) compleanno (spec. di personaggi illustri): il genetliaco del capo dello stato    • 2 •   (ant.) chi compilava gli oroscopi.
genetta   s.f.  mammifero carnivoro simile al gatto, ma più snello, con coda lunga e pelame grigiastro macchiato; ha abitudini notturne e si nutre di topi e uccelli (fam.  viverridi).
gengiovo   o gengevo o gengero, s.m.  (ant.) zenzero.
gengiva   ant. o region. gingiva, s.f.  (anat.) parte della mucosa boccale che ricopre le arcate alveolari e circonda il colletto dei denti: infiammazione delle gengive. 
gengivale   agg.  (anat.) della gengiva, delle gengive.
gengivario   s.m.  (farm.) medicamento per curare le affezioni della gengiva.
gengivite   s.f.  (med.) infiammazione delle gengive.
genia   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) schiatta, progenie, stirpe; complesso di persone, animali o cose della stessa famiglia o specie    • 2 •   (spreg.) accolta, combriccola di persone poco raccomandabili: una genia di farabutti. 
-genia  -genia secondo elemento di parole composte che corrispondono ad aggettivi in -geno; vale 'genesi, origine' (embriogenia).
geniaccio   s.m.  ingegno molto acuto ma non educato, stravagante; la persona che ne è dotata.
geniale   agg.    • 1 •   si dice di persona che ha genio, ingegno, intuito; di cosa che è frutto di genio, che nasce da una felice intuizione: scrittore, artista geniale; un'invenzione, un'idea, una trovata geniale    • 2 •   (lett.) che è conforme alla propria indole: studi geniali  | che va a genio, simpatico; piacevole, dilettevole: tennero... le arti belle come puri ornamenti ed occupazioni geniali  (settembrini)    • 3 •   (lett. rar.) che si riferisce al genio come divinità tutelare della famiglia e del matrimonio | letto geniale, matrimoniale § genialmente avv. 
genialità   s.f.    • 1 •   qualità di persona o di cosa geniale: la genialità di un inventore, di una scoperta    • 2 •   (ant. , lett.) giocondità, piacevolezza; sentimento di simpatia, di affetto.
genialoide   s.m.  e f.  chi mostra ingegno vivace ma stravagante.
genicidio    ⇨ genocidio.
genico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di gene, che riguarda il gene: mutazione genica  § genicamente avv.  dal punto di vista genico.
-genico  -genico secondo elemento di aggettivi composti, derivato da -geno; può valere 'che ha origine da' (zoogenico) oppure 'che è adatto a essere riprodotto mediante un dato mezzo' (fotogenico, telegenico).
genicolato   agg.    • 1 •   (bot.) si dice di un fusto che presenta nodi distinti o che cambia direzione improvvisamente    • 2 •   (zool.) piegato ad angolo, detto di un organo o di un organismo    • 3 •   corpi genicolati, (anat.) formazioni nervose situate all'estremità posteriore del talamo ottico.
genieno   agg.  (anat.) della guancia: muscolo genieno. 
geniere   s.m.  militare dell'arma del genio.
genietto   s.m.    • 1 •   piccolo genio; ragazzo di ingegno precoce, promettente (anche iron.  o scherz.)    • 2 •   raffigurazione pittorica di un fanciullo; amorino, puttino.
genio   (1) s.m.    • 1 •   per gli antichi, lo spirito buono o cattivo che guida gli uomini nella loro vita o protegge una città, una terra, un popolo; oggi, essere immaginario o persona reale cui si attribuisce la capacità di influenzare alcuni eventi della vita: genio benefico, malefico, tentatore; essere il buono, il cattivo genio di qualcuno, esercitare buona o cattiva influenza su di lui | genio della musica, della pittura, della poesia, entità astratta e simbolica che presiede a tali arti; personificazione delle arti stesse | i geni del bosco, dell'aria, folletti dotati di potere magico, ricorrenti nella mitologia nordica. dim. genietto    • 2 •   attitudine, talento, disposizione naturale: avere genio per l'arte; avere il genio degli affari    • 3 •   carattere distintivo: il genio di un popolo    • 4 •   facoltà creatrice, ingegno superiore; anche, la persona che ne è dotata (in questo sign. anche in usi iperb.): il genio di dante; leonardo fu un genio; hai ragione, sei un genio!  | un'opera di genio, che rivela un ingegno particolare | colpo, lampo di genio, trovata geniale che risolve un problema o supera una difficoltà con rapidità e intelligenza | uomo di genio, dotato di grande talento | genio incompreso, (iron.) si dice di chi presume di essere geniale mentre non lo è affatto    • 5 •   piacere, gusto, gradimento: un colore di mio genio  | andare a genio, riuscire gradito, simpatico | di genio, (antiq.) di buon grado.
genio   (2) s.m.  corpo militare formato da tecnici che attendono alla progettazione e all'esecuzione di opere di ingegneria: genio navale, aeronautico  | genio civile, ente regionale che ha compiti di progettazione, esecuzione e controllo di opere pubbliche.
genioglosso   agg.  e s.m.  (anat.) si dice del più voluminoso dei muscoli della lingua.
genioioideo   agg.  (med.) si dice del muscolo che concorre a costituire il pavimento della bocca.
genipì    ⇨ genepì.
genitale   agg.  relativo alla procreazione; che serve a generare: organi genitali; apparato genitale, il sistema degli organi della procreazione | fase genitale, (psicoan.) l'ultimo stadio di sviluppo della libido, quando le pulsioni vengono unificate sotto il primato degli organi sessuali  s.m. pl.  (anat.) organi, maschili e femminili, che assolvono la funzione della procreazione.
genitivo   agg.  e s.m.  (gramm.) si dice del caso che in latino, in greco e in altre lingue indoeuropee serve a esprimere soprattutto la specificazione e l'appartenenza | genitivo sassone  (o possessivo), costrutto della lingua inglese in cui il nome della cosa posseduta è posto dopo quello del possessore, che viene apostrofato e fatto seguire da una s  se singolare, solo apostrofato se plurale o già terminante con s. 
genito   agg.  (ant.) generato; oggi solo come secondo elemento di nomi composti (primogenito).
genitore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi genera o ha generato; il padre o la madre; il padre e la madre insieme: uscire con i propri genitori. 
genitoriale   agg.  (burocr.) relativo a uno o entrambi i genitori: potestà genitoriale. 
genitura   s.f.  (lett.) il generare, l'essere generato; generazione.
gennaio   s.m.  il primo mese dell'anno nel calendario giuliano e gregoriano.
-geno  -geno secondo elemento di parole composte derivate dal latino e dal greco o formate modernamente, che si rifà sia al lat. -ge°na  (in sostantivi) o -ge°nus  (in aggettivi), sia al gr. -ghenés  'nato da' o, con valore attivo, 'che genera' (tutti dalla radice indoeuropea gen-  'generare'); significa 'nato, generato, prodotto da' (indigeno, allogeno) oppure 'generatore di, che dà origine a, che produce' (idrogeno, patogeno).
genoano   agg.  e s.m.  [f. -a] giocatore o tifoso della squadra di calcio del genoa.
genocidio   o genicidio, s.m.  sterminio di un intero gruppo razziale, etnico o religioso.
genoma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) il complesso dei geni portati dai cromosomi in un individuo.
genomico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di, relativo a genoma.
genotipico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di, relativo a genotipo.
genotipo   s.m.  (biol.) l'insieme dei fattori che caratterizzano un individuo sotto il profilo genetico ed ereditario.
genovese   agg.  di genova: costa genovese  | alla genovese, alla maniera genovese: minestrone alla genovese   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato o abita a genova    • 2 •   il dialetto di genova.
genovina   s.f.  moneta d'oro coniata a genova nel sec. xviii.
gentaglia   s.f.  (spreg.) gente spregevole, poco raccomandabile.
gentame   s.m.  (ant.) moltitudine di persone di nessun conto.
gente   (1) s.f.    • 1 •   presso gli antichi greci e romani, gruppo di famiglie di uno stesso ceppo: la gente giulia    • 2 •   stirpe, nazione, popolo: la gente araba; le genti celtiche; ahi pisa, vituperio de le genti / del bel paese là dove 'l sì suona  (dante inf.  xxxiii, 79-80) | (estens. lett.) terra, paese: fuggendo / di gente in gente  (foscolo sonetti)    • 3 •   insieme di persone contraddistinte da una caratteristica comune: gente per bene, di malaffare; gente di città, di paese; esser figlio di povera gente; gente di casa, familiari; gente di fuori, forestieri; gente di chiesa, il clero o le persone molto devote; gente dell'aria, il personale aeronautico; gente d'armi, i militari; gente di teatro, attori, registi, cantanti ecc.; gente di toga, i magistrati    • 4 •   pl.  insieme di tutti gli uomini, di tutti i popoli: il diritto delle genti, l'insieme delle norme che si ritengono osservate da tutti i popoli civili perché suggerite dalla natura    • 5 •   numero indeterminato di persone considerate collettivamente; le persone, gli altri in genere, spec. in contrapposizione a noi stessi: c'era molta gente in piazza; le chiacchiere della gente  | si può anche riferire a un numero esiguo di persone o addirittura a una sola, assumendo in tal caso il significato di 'qualcuno': stasera avremo gente a cena; non puoi entrare adesso, c'è gente; supin giacea in terra alcuna gente  (dante inf.  xiv, 22). dim. genterella  pegg. gentaccia, gentucola    • 6 •   (mar.) l'equipaggio di una nave | gente di mare, il personale addetto ai servizi della navigazione mercantile    • 7 •   pl.  (lett.) i gentili, i pagani: l'apostolo delle genti, san paolo    • 8 •   (ant.) milizie, truppe: di metter gente in campo non ne voleva saper nulla  (manzoni p. s.  xxvii) | far gente, arruolare soldati.
gente   (2) agg.  (ant.) gentile, nobile.
gentildonna   s.f.  [pl. gentildonne] donna di elevata condizione sociale | (estens.) donna educata e corretta, dai modi signorili.
gentile   agg.    • 1 •   (ant.) nobile di nascita: latin sangue gentile, / sgombra da te queste dannose some  (petrarca canz.  cxxviii, 74-75)    • 2 •   che rivela sentimenti elevati, nobili, delicati: un animo gentile; amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende  (dante inf.  v, 100)    • 3 •   che, trattando con gli altri, usa modi garbati, cortesi: una persona gentile; è molto gentile con tutti; sei stato gentile a venirci a trovare; molto, troppo gentile!, formula di cortesia per ringraziare qualcuno; gentile signore, signora, signorina, formula di cortesia nelle intestazioni della corrispondenza (ed è molto usato anche il superl. gentilissimo, spesso abbreviato in gent. mo) | di cosa detta o fatta con garbo, cortesia e sim.: un pensiero gentile; un gentile rifiuto; maniere, parole gentili    • 4 •   aggraziato, delicato, fine: una figura, un volto gentile; un profumo, un sapore gentile  | il gentil sesso, (scherz.) le donne ' legno, marmo, metallo gentile, pregiati o facilmente lavorabili | l'idioma, il parlar gentile, (lett.) l'italiano  s.m. pl.  nella terminologia giudaico-cristiana, i popoli che non erano israeliti o cristiani § gentilmente avv.  in modo cortese, garbato, fine.
gentilesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (lett.) che è proprio dei gentili, dei pagani    • 2 •   (ant.) gentile, nobile: bella e gentilesca e avvenente era  (boccaccio dec.  ii, 8).
gentilesimo   s.m.  (ant.) l'insieme dei gentili, dei pagani; la loro religione, le loro dottrine.
gentilezza   s.f.    • 1 •   l'essere gentile: gentilezza d'animo, di modi  | gentilezza (di sangue), (ant.) nobiltà di nascita    • 2 •   atto, parola gentile: fare una gentilezza; usare molte gentilezze  | per gentilezza, per favore, come formula di cortesia.
gentiliano   agg.  che si riferisce al filosofo italiano g. gentile (1875-1944) o al suo pensiero: estetica gentiliana   s.m.  [f. -a] seguace della filosofia di g. gentile.
gentilità   s.f.  (ant.)    • 1 •   gentilezza    • 2 •   l'insieme dei gentili, dei pagani; gentilesimo.
gentilizio   agg.    • 1 •   che si riferisce alla stirpe: nome gentilizio    • 2 •   appartenente a famiglia nobile: stemma gentilizio; armi, tradizioni gentilizie. 
gentilomo    ⇨ gentiluomo.
gentilotto   s.m.  (ant.) signorotto.
gentiluomo   ant. gentile uomo, pop. gentilomo, s.m.  [pl. gentiluomini]    • 1 •   (ant.) uomo nobile di nascita | gentiluomo di camera, di corte, di palazzo, titolo di dignitari del re, con funzioni specifiche    • 2 •   (estens.) chi agisce rettamente o ha un contegno signorile: comportarsi da vero gentiluomo. 
gentleman   s.m. invar.    • 1 •   persona di animo nobile e modi signorili: è un vero gentleman    • 2 •   (sport) chi partecipa a una competizione automobilistica o ippica senza essere un professionista.
gentlemen's agreement   loc. sost. m. invar.  accordo fra due parti che non dà luogo a un vincolo giuridico, ma solo a un reciproco impegno morale.
genuflessione   s.f.  il genuflettersi.
genuflesso   part. pass.  di genuflettersi   agg.  inginocchiato: stare, pregare genuflesso. 
genuflessorio   s.m.  (rar.) inginocchiatoio.
genuflettersi   v. rifl.  [coniugato come flettere] piegare a terra un ginocchio o le ginocchia per devozione, riverenza, sottomissione ecc.
genuinità   s.f.  l'essere genuino (anche fig.): la freschezza, la genuinità del suo dolore  (michelstaedter).
genuino   agg.    • 1 •   che non contiene sostanze estranee alla propria natura; non adulterato o sofisticato: vino, salame genuino    • 2 •   schietto, spontaneo: un ragazzo, un sentimento genuino  | vero, autentico: una notizia genuina  § genuinamente avv. 
genziana   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee perenni con foglie ovali e fiori azzurri o gialli campanulati; le radici vengono usate in liquoreria e farmacia per le loro qualità tonico-digestive (fam.  genzianacee).
genzianacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene la genziana | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
genzianella   s.f.  pianta erbacea con fiore azzurro solitario, comune nei pascoli montani; è usata per la preparazione di liquori amari (fam.  genzianacee).
geo-  geo- -geo primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. gheo¯-, che è da ghê  'terra'; significa 'terra, superficie, globo terrestre' e sim. (geografia, geocentrico, apogeo); talora è abbr. di geografia  (geolinguistica).
geobiologia   s.f.  studio biologico degli organismi che vivono sulle terre emerse.
geocentrico   agg.  [pl. m. -ci] (astr.) che ha come riferimento il centro della terra: teoria astronomica geocentrica, quella tolemaica, che poneva la terra al centro dell'universo.
geocentrismo   s.m.  sistema scientifico o filosofico che pone la terra al centro dell'universo.
geochimica   s.f.  scienza che studia la costituzione chimica del globo terrestre e i vari processi chimici che hanno portato alla formazione dei minerali e delle rocce.
geocronologia   s.f.  scienza che studia i tempi geologici e i metodi di datazione dei reperti preistorici.
geode   s.m.  (min.) piccola cavità chiusa, tappezzata di cristalli, all'interno delle rocce eruttive.
geodesia   s.f.  scienza che studia la forma e le dimensioni del globo terrestre.
geodeta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi studia i problemi di geodesia.
geodetica   s.f.  (geom.) la linea più breve che unisce due punti di una superficie.
geodetico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla geodesia.
geodinamica   s.f.  scienza che studia le trasformazioni della superficie terrestre causate da forze endogene ed esogene.
geodinamico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla geodinamica.
geoelettricità   s.f.  l'insieme delle correnti elettriche che circolano all'interno o sulla superficie della terra.
geofagia   s.f.    • 1 •   (med.) tendenza a mangiare la terra, presente talora nei bambini o sintomo di alcune malattie mentali    • 2 •   abitudine di popolazioni primitive consistente nell'utilizzare la terra come ingrediente dell'alimentazione.
geofago   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -gi]    • 1 •   (med.) che, chi è affetto da geofagia    • 2 •   che, chi pratica la geofagia.
geofauna   s.f.  fauna che vive sulle terre emerse.
geofisica   s.f.  scienza che studia i fenomeni fisici che avvengono sulla superficie della terra, nella sua atmosfera e nel suo interno.
geofisico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla geofisica  s.m.  [f. -a] studioso, esperto di geofisica.
geoflora   s.f.  flora che vive sulle terre emerse.
geofono   s.m.  apparecchio che rileva i rumori sotterranei e ne indica la direzione; si usa nella prospezione geologica.
geogonia   s.f.  teoria o studio sull'origine e la formazione della terra.
geografia   s.f.    • 1 •   scienza che ha per oggetto la descrizione e la rappresentazione della terra nei suoi vari aspetti: geografia fisica, antropica, astronomica, politica, economica, linguistica  ' come materia d'insegnamento scolastico: professore, testo di geografia    • 2 •   configurazione del globo terrestre o di una sua parte: la geografia dell'europa. 
geografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la geografia: atlante geografico; carta geografica; esplorazioni geografiche  § geograficamente avv.  dal punto di vista geografico.
geografo   s.m.  [f. -a] studioso di geografia.
geoide   s.m.  solido, rappresentante idealmente la terra, la cui superficie è in ogni punto perpendicolare alla direzione della gravità.
geolinguistica   s.f.  studio della distribuzione geografica dei fenomeni linguistici.
geologia   s.f.  scienza che studia l'origine, la costituzione, la struttura e la storia della terra, della crosta terrestre.
geologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla geologia: ere geologiche; periodo, piano geologico  § geologicamente avv.  dal punto di vista geologico.
geologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di geologia.
geomagnetismo   s.m.  magnetismo terrestre.
geomante   s.m.  e f.  chi pratica la geomanzia.
geomantico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla geomanzia.
geomanzia   s.f.  divinazione del futuro mediante l'osservazione di segni sul terreno, naturali o prodotti casualmente.
geometra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri]    • 1 •   (ant.) studioso di geometria: euclide geomètra  (dante inf.  iv, 142)    • 2 •   chi, avendo ottenuto il diploma presso uno specifico istituto tecnico, è abilitato a progettare e dirigere lavori di costruzioni edilizie di modesta entità e a effettuare rilevazioni e misurazioni topografiche.
geometria   s.f.    • 1 •   ramo della matematica che studia i punti nello spazio e le figure da essi generate: geometria piana, applicata a uno spazio a due dimensioni, studia le figure piane; geometria solida, applicata a uno spazio a tre dimensioni, studia le figure solide; geometria descrittiva, studia le figure solide rappresentate in piano; geometria analitica, algebrica, tratta i problemi geometrici algebricamente; geometria euclidea, geometria non euclidea, quella in cui vale o non vale il postulato euclideo dell'unicità della parallela passante per un punto esterno a una data retta    • 2 •   disegno geometrico    • 3 •   (fig.) struttura, organizzazione razionale, simmetrica: la geometria del «decamerone», della «divina commedia»; le geometrie del potere. 
geometricità   s.f.  l'essere geometrico (anche fig.): la geometricità di una struttura, di un ragionamento, di uno stile pittorico, narrativo, poetico. 
geometrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo alla geometria: figura, costruzione geometrica; disegno geometrico, quello eseguito con l'ausilio di riga, squadra e compasso | stile geometrico, nella ceramica attica del periodo arcaico, stile di decorazione consistente in sole linee, privo di ogni figurazione umana (secc. ix-viii a. c.)    • 2 •   (fig.) esatto, rigoroso; logico, razionale: precisione geometrica; un'intelligenza geometrica  § geometricamente avv.    • 1 •   secondo i principi della geometria    • 2 •   (fig.) in modo rigoroso e stringato: un ragionamento svolto geometricamente. 
geometridi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di farfalle notturne i cui bruchi si muovono avvicinando e allontanando alternativamente le due estremità del corpo (ord.  lepidotteri) | sing.  [-e] ogni farfalla di tale famiglia.
geometrizzare   v. tr.    • 1 •   risolvere secondo i principi della geometria; dimostrare geometricamente    • 2 •   ridurre a forme geometriche: geometrizzare figure, paesaggi. 
geomorfologia   s.f.  scienza che studia la configurazione della superficie terrestre e i vari fenomeni che la modificano.
geopolitica   s.f.  scienza che studia il rapporto tra condizioni geografiche e fattori politici.
geopolitico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la geopolitica.
geoponica   s.f.  il complesso delle cognizioni teorico-pratiche che riguardano la coltivazione della terra.
georgette   s.f. invar.  crespo di lana o di seta assai leggero.
georgiano   (1) agg.    • 1 •   della georgia, stato degli usa o repubblica dell'ex urss, ora autonoma    • 2 •   (geol.) si dice del primo dei tre piani geologici in cui si divide il cambriano e di ciò che a esso si riferisce  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della georgia    • 2 •   lingua caucasica parlata nella repubblica della georgia    • 3 •   (geol.) piano georgiano.
georgiano   (2) agg.  che si riferisce all'epoca in cui regnarono in inghilterra quattro re della casa di hannover di nome giorgio (1714-1830): arte, politica georgiana. 
georgico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) relativo alla vita e alla coltivazione dei campi: poema georgico. 
georgofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) che, chi studia e ama l'agricoltura.
geoscopio   s.m.  strumento ottico che consente di osservare da un aeromobile il terreno sottostante.
geosfera   s.f.  la sfera terrestre; il pianeta terra.
geosinclinale   s.f.  (geol.) depressione allungata e instabile della crosta terrestre, caratterizzata da una intensa sedimentazione.
geosincrono   agg.  lo stesso che geostazionario : satellite geosincrono. 
geosinonimo   s.m.  (ling.) termine avente lo stesso significato di un altro, ma usato in una diversa località o regione della medesima area linguistica (p. e. stringa  rispetto a laccio).
geostatica   s.f.  parte della fisica che studia l'equilibrio dei corpi solidi.
geostazionario   agg.  si dice di satellite artificiale che descrive la sua orbita in 24 ore, restando perciò sempre in posizione fissa rispetto alla terra; si dice anche dell'orbita così descritta.
geotassi   o geotassia [ge-o-tas-sì-a], s.f.  (biol.) traslazione degli organismi vegetali condizionata dalla forza di gravità.
geotattismo   s.m.  (biol.) geotassi.
geotecnica   s.f.  studio delle proprietà meccaniche, idrologiche ecc. del suolo e del sottosuolo, soprattutto in funzione della possibilità di realizzare opere edilizie.
geotermale   agg.  si dice di acqua sotterranea resa calda dal contatto con strati profondi della crosta terrestre.
geotermia   s.f.  scienza che studia le sorgenti sotterranee di calore (per lo più collegate a fenomeni di vulcanismo secondario) e le possibilità del loro sfruttamento come fonti di energia termica.
geotermico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda la temperatura del suolo e del sottosuolo: gradiente geotermico    • 2 •   che riguarda la geotermia e le sue applicazioni; che sfrutta il calore interno della terra: centrale geotermica. 
geotropico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) relativo al geotropismo.
geotropismo   s.m.  (bot.) orientamento degli organi vegetali in via di accrescimento determinato dalla forza di gravità: geotropismo positivo, verso il centro della terra; geotropismo negativo, in senso opposto.
geovista   agg.  [pl. m. -sti] di, relativo ai testimoni di geova.
geraniacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee dicotiledoni a cui appartiene il geranio | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
geranio   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee ornamentali, con foglie palmate e fiori variamente colorati (fam.  geraniacee).
geraniolo   s.m.  (chim.) alcol insaturo contenuto nell'olio di geranio, al quale conferisce il caratteristico odore; è usato in profumeria.
gerarca   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   chi occupa un grado elevato in una gerarchia    • 2 •   (st.) dirigente del partito nazionale fascista    • 3 •   (estens. spreg.) persona autoritaria e dispotica. dim. e spreg. gerarchetto, gerarchino. 
gerarcato   s.m.  carica di gerarca; la durata di tale carica.
gerarchesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) di, da gerarca fascista: atteggiamento gerarchesco. 
gerarchia   ant. ierarchia, s.f.    • 1 •   rapporto reciproco di supremazia e subordinazione; l'insieme delle persone che sono ordinate secondo tale rapporto in organismi civili, militari o religiosi    • 2 •   nella teologia cattolica, ciascuno dei tre gruppi di ordini in cui sono suddivisi gli angeli: gerarchie celesti    • 3 •   (fig.) scala, gradazione: gerarchia di valori. 
gerarchico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo a una gerarchia: ordinamento gerarchico  ' per via gerarchica, passando di ufficio in ufficio, dall'inferiore al superiore (con riferimento a una pratica, un atto ecc.)    • 2 •   eseguito secondo l'ordine di una gerarchia: ricorso gerarchico, presentato a un organo superiore a quello che ha emesso il provvedimento contro il quale si ricorre    • 3 •   (fig.) ispirato a una scala di valori: criterio gerarchico  § gerarchicamente avv.  secondo una gerarchia, un ordine gerarchico: un'amministrazione organizzata gerarchicamente. 
gerarchizzare   v. tr.  organizzare, disporre gerarchicamente (anche fig.).
gerarchizzazione   s.f.  disposizione, ordinamento gerarchico.
gerbera   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee perenni, originarie dell'asia e dell'africa, con foglie incise, fusto nudo e fiori simili a margherite dai petali sottilissimi, di vario colore (fam.  composite).
gerbido   s.m.  (sett.) terreno incolto e brullo, simile alla brughiera.
gerbillo   s.m.  piccolo roditore dell'africa settentrionale, con mantello chiaro e zampe posteriori molto lunghe che gli permettono di procedere a salti.
geremiade   s.f.  discorso lungo e lamentoso.
gerente   s.m.  e f.  chi è incaricato della gestione di un'attività, di un esercizio, di un'azienda | gerente di un giornale, (antiq.) direttore responsabile.
gerenuc   o gherenuc, gerenuk, s.m. invar.  antilope della somalia, con collo allungato e corna a lira (presenti solo nei maschi); vive in piccoli gruppi di 7-8 femmine capeggiate da un maschio (ord.  artiodattili).
gerenza   s.f.  (non com.) incarico del gerente; gestione.
gergale   agg.  del gergo: termine, espressione, linguaggio gergale  § gergalmente avv. 
gergalismo   s.m.  (ling.) voce di un gergo; parola, locuzione di origine gergale | tendenza a esprimersi in un gergo, a usare modi gergali.
gergalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di gerghi.
gergante   s.m.  e f.  (ling.) parlante abituale di un gergo.
gergo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   (ling.) linguaggio convenzionale usato dagli appartenenti a determinate categorie o gruppi sociali al fine di non farsi intendere da chi ne è estraneo: il gergo della malavita  | linguaggio tipico di una certa classe, professione, gruppo: gergo burocratico, studentesco, sindacale    • 2 •   (estens.) modo di parlare allusivo, enigmatico: parlare in gergo. 
geriatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] medico specialista in geriatria.
geriatria   s.f.  parte della medicina che studia le condizioni, patologiche e non, proprie della vecchiaia, stabilendo le modalità di cura e di assistenza agli anziani.
geriatrico   agg.  relativo alla geriatria: ospedale geriatrico. 
gerla   s.f.  cesta a forma di cono rovesciato, usata spec. nei paesi di montagna per il trasporto di roba varia; si porta sulla schiena assicurata alle spalle con due cinghie.
gerlo   s.m.  (mar.) cavo sottile con cui si serrano le vele.
germanesimo   s.m.  la cultura, la civiltà germanica nel suo complesso | imitazione di un tratto peculiare della tradizione germanica.
germanico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   degli antichi germani: diritto germanico  | lingue germaniche, gruppo di lingue indoeuropee    • 2 •   della germania moderna; tedesco: confederazione germanica. 
germanio   s.m.  elemento chimico di simbolo ge; è un metallo raro, bianco, fragile, dotato di proprietà di semiconduttore e per questo usato in elettronica per transistori e diodi.
germanismo   s.m.  (ling.) parola o locuzione derivata da una lingua germanica.
germanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso della lingua e della cultura germanica.
germanistica   s.f.  studio dei popoli germanici, considerati da un punto di vista storico, linguistico e culturale.
germanizzare   v. tr.  rendere germanico; adattare allo spirito, al costume germanico | v. intr.  [aus. avere] imitare usi, modi germanici | germanizzarsi v. rifl.  e intr. pron.  assumere costumi, caratteri germanici.
germano   (1) agg.  che è nato dagli stessi genitori: fratello germano; sorella germana  | cugini germani, figli di fratelli  s.m.  [f. -a] (lett.) fratello: e te german di giovinezza, amore  (leopardi il passero solitario  20).
germano   (2) agg.  (lett.) della germania antica; germanico  s.m.  [f. -a] appartenente all'antica popolazione indoeuropea stanziata nel secondo millennio a. c. nell'europa sett.
germano   (3) s.m.  nome comune di vari uccelli: germano marino, codone; germano nero, folaga; germano reale, anatra selvatica con lungo becco giallo-verde, piedi arancioni, collo e testa verde-metallico nel maschio (ord.  anseriformi).
germanofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha ammirazione e simpatia per la germania, per il germanesimo.
germanofobia   s.f.  ostilità, antipatia per la germania e per i popoli tedeschi.
germanofobo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha avversione per la germania, per i tedeschi, per il germanesimo.
germanofono   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi parla tedesco: le minoranze germanofone in italia. 
germe   ant. germine [gèr-mi-ne], s.m.    • 1 •   (biol.) lo stadio iniziale di sviluppo dell'embrione; anche, l'insieme delle cellule a funzione riproduttiva | germe patogeno, microbio che provoca malattie infettive | in germe, che è allo stato embrionale (anche fig.): un progetto in germe    • 2 •   (fig.) principio, causa prima: il germe della discordia    • 3 •   (lett.) germoglio: il sol, che schiude / dal pigro germe il fior  (manzoni la pentecoste) | figlio: generoso germe / di magnanimo padre  (caro)    • 4 •   (fis.) corpuscolo o carica elettrica intorno a cui si raccolgono le molecole di un vapore o di un liquido nella fase iniziale di una condensazione o di una solidificazione.
germicida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] si dice di tutto ciò che uccide i germi patogeni: lampade germicide; un (preparato) germicida. 
germile   s.m.  (lett.) germinale.
germinabile   agg.  che può germinare, detto di seme.
germinabilità   s.f.  capacità dei semi di germinare.
germinale   (1) agg.    • 1 •   (biol.) di germe, relativo al germe: cellule germinali    • 2 •   (fig. lett.) appena abbozzato; iniziale, originario: un sentimento germinale. 
germinale   (2) s.m.  settimo mese del calendario rivoluzionario francese che corrispondeva al periodo 21 marzo - 19 aprile.
germinare   v. intr.  [io gèrmino ecc. ; aus. essere  o avere]    • 1 •   compiere il primo stadio di sviluppo, detto di semi e spore | (lett.) germogliare: così è germinato questo fiore  (dante par.  xxxiii, 9)    • 2 •   (fig.) nascere, svilupparsi: da quell'offesa è germinato l'odio  | v. tr.  (lett.) produrre, far nascere.
germinativo   agg.  relativo alla germinazione; atto a germinare o a far germinare: potere germinativo. 
germinatoio   s.m.  apparecchiatura in cui si pongono i semi, in condizioni adatte di temperatura, luce, umidità, per promuoverne la germinazione o saggiarne la germinabilità.
germinazione   s.f.  il germinare.
germine    ⇨ germe.
germogliamento   s.m.  germogliazione.
germogliare   v. intr.  [io germóglio ecc. ; aus. essere  o avere]    • 1 •   uscire dal seme (detto di piante); svilupparsi dal germoglio, dalla gemma (detto di rami, fiori e foglie)    • 2 •   (fig.) avere origine, svilupparsi: germogliavano i primi sintomi di malcontento  | v. tr.  (non com.) far nascere, produrre: le piante germogliarono molte foglie. 
germogliazione   s.f.  il germogliare.
germoglio   s.m.    • 1 •   pianta o ramo nella prima fase dello sviluppo da un seme o da una gemma    • 2 •   (fig.) origine, inizio di qualcosa; il primo frutto di qualcosa: i germogli di uno sviluppo artistico, culturale. 
-gero  -gero secondo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. -ge°ru(m), da gere°re  'portare'; significa 'che porta' (armigero, lanigero).
gero-  gero- (1) primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. ghéro¯n  'vecchio'; significa appunto 'vecchio, vecchiaia' (gerocomio).
gero-  gero- (2)  ⇨ iero-.
gerocomio   s.m.  ricovero, istituto in cui si ospitano e curano gli anziani.
geroglifico   ant. ieroglifico, s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   ciascuno dei caratteri della scrittura ideografica in uso nell'antico egitto    • 2 •   (fig.) parola o scritto di difficile lettura  agg.  si dice della scrittura che utilizza i geroglifici e dei suoi caratteri § geroglificamente avv.  per mezzo di geroglifici, in forma geroglifica.
geronimiano   o gerolamino, gerolamita, gerolimiano, geronimita, agg.    • 1 •   di san girolamo (347-420), a lui attribuito o da lui derivato: la traduzione geronimiana della bibbia    • 2 •   si dice di una delle congregazioni religiose, sorte tra il sec. xiv e il xv, ispirate alla dottrina e alla vita di san girolamo  s.m.  [f. -a] religioso appartenente a una congregazione geronimiana.
geronte   s.m.  nell'antica sparta, membro della gerusia.
geronto-  geronto- primo elemento di composti dotti, derivati dal greco o più spesso formati modernamente, dal gr. ghéro¯n -ontos  'anziano, vecchio' (gerontologia).
gerontocomio   s.m.  ospizio per anziani.
gerontocratico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a gerontocrazia.
gerontocrazia   s.f.  sistema politico che dà i maggiori poteri a persone anziane; governo degli anziani.
gerontofilia   s.f.  (psich.) inclinazione erotica e sessuale per le persone anziane.
gerontoiatria   s.f.  geriatria.
gerontologia   s.f.  parte della medicina che studia i fenomeni propri dell'invecchiamento.
gerontologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla gerontologia: clinica gerontologica. 
gerontologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] specialista in gerontologia.
gerosolimitano   ant. ierosolimitano, agg.    • 1 •   di gerusalemme    • 2 •   dell'ordine religioso cavalleresco di san giovanni di gerusalemme (dal 1530, ordine dei cavalieri di malta)  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di gerusalemme    • 2 •   membro dell'ordine gerosolimitano.
gerotrofio   s.m.  gerocomio, gerontocomio.
gerundio   s.m.  (gramm.) forma non coniugabile del verbo che, in proposizioni secondarie, assume valore circostanziale (p. e.  temporale, causale, modale o ipotetico) rispetto all'azione espressa dalla proposizione principale; in italiano ha due tempi, il presente (leggendo) e il passato (avendo letto).
gerundivo   agg.  (gramm.) che ha forma di gerundio; che contiene un gerundio: costruzione gerundiva   s.m.  (gramm.) forma aggettivale del verbo latino con valore di participio futuro passivo; esprime la necessità (p. e. lauda°ndus  'che deve essere lodato').
gerusia   s.f.  nell'antica sparta, assemblea dei geronti, cioè degli anziani, con estesi poteri politici e giudiziari.
gessaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi vende gesso    • 2 •   chi modella oggetti di gesso.
gessaiolo   lett. gessaiuolo, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fabbrica o vende gesso    • 2 •   operaio di una cava di gesso.
gessare   v. tr.  [io gèsso ecc.]    • 1 •   (non com.) ingessare    • 2 •   (agr.) mescolare gesso al terreno che manca di calcare per correggerne la composizione chimica    • 3 •   in enologia, trattare il mosto in fermentazione con gesso per chiarificare il vino.
gessato   part. pass.  di gessare   agg.    • 1 •   mescolato, trattato con gesso: terreno, vino gessato    • 2 •   spalmato, impregnato di gesso: fascia gessata    • 3 •   si dice di stoffa scura con sottili righe chiare verticali e parallele  s.m.    • 1 •   stoffa gessata    • 2 •   abito, spec. da uomo, confezionato con stoffa gessata.
gessatura   s.f.  il gessare.
gessificare   v. tr.  [io gessìfico, tu gessìfichi ecc.] trasformare in gesso | gessificarsi v. rifl.  trasformarsi in gesso.
gessificazione   s.f.  processo di trasformazione di una sostanza in gesso: la gessificazione di un calcare.
gesso   s.m.    • 1 •   minerale costituito da solfato di calcio idrato | polvere ricavata per macinazione di tale minerale    • 2 •   opera d'arte fatta in gesso; riproduzione, calco in gesso di una scultura    • 3 •   bastoncino di polvere di gesso compressa, usato per scrivere sulla lavagna | quadretto di polvere di gesso compressa, che si strofina sulle punte delle stecche da biliardo | piastrina di steatite usata dai sarti per segnare sulle stoffe linee di cucitura o di taglio. dim. gessetto    • 4 •   ingessatura: portare, togliere il gesso. 
gessoso   agg.    • 1 •   di gesso    • 2 •   che contiene gesso: terreno gessoso    • 3 •   di aspetto simile al gesso.

gesta   s.f.  [pl. invar.  o, ant. e lett., -e]    • 1 •   pl.  azioni gloriose, memorabili; imprese eroiche (anche iron.): le gesta di garibaldi; ho saputo delle tue ultime gesta  | canzone di gesta, poema epico-cavalleresco della letteratura francese medievale; chanson de geste    • 2 •   (ant.) famiglia, schiatta | esercito, schiera: carlo magno perdé la santa gesta  (dante inf.  xxxi, 17)    • 3 •   (ant.) impresa, spedizione.
gestalt   s.f. invar.  (psicol.) l'insieme delle strutture formali di una percezione, per cui essa si configura non come giustapposizione di particolari, ma come totalità organizzata: (psicologia della) gestalt, gestaltismo.
gestaltico   agg.  [pl. m. -ci] (psicol.) conforme alla teoria della gestalt, al gestaltismo.
gestaltismo   s.m.  (psicol.) orientamento della psicologia contemporanea fondato sul concetto di gestalt.
gestante   s.f.  donna in stato di gravidanza.
gestatorio   agg.  (ant.) che serve a portare | sedia gestatoria, seggio sul quale erano portati a spalla gli antichi imperatori e poi, in alcune cerimonie solenni, i papi.
gestazione   s.f.    • 1 •   (biol.) gravidanza    • 2 •   (fig.) fase, processo di preparazione, di elaborazione: romanzo in gestazione. 
gestibile   agg.  che si può gestire.
gesticolamento   s.m.  il gesticolare.
gesticolare   v. intr.  [io gestìcolo ecc. ; aus. avere] fare gesti, spec. in modo concitato: gesticolava per segnalarci il pericolo; discutere gesticolando. 
gesticolazione   s.f.  il gesticolare, il modo in cui si gesticola: una gesticolazione espressiva, concitata, eccessiva. 
gesticolio   s.m.  un gesticolare continuato.
gestionale   agg.  relativo a una gestione: bilancio gestionale  | software gestionale, (inform.) programma applicativo che svolge funzioni di gestione aziendale (contabilità, amministrazione ecc.).
gestione   s.f.  l'attività del gestire; amministrazione, conduzione; il periodo di tale attività o il suo risultato complessivo: gestione di un'impresa, di un ente; cambiamento di gestione; debiti appartenenti alla precedente gestione; gestione fallimentare  | gestione (dei) dati, (inform.) insieme delle tecniche che in un sistema operativo provvedono al trasferimento dei dati fra la memoria principale e le unità periferiche.
gestire   (1) v. intr.  [io gestisco, tu gestisci ecc. ; aus. avere] fare gesti, spesso per dare enfasi a un discorso: nel recitare gestiva con efficacia. 
gestire   (2) v. tr.    • 1 •   amministrare un'impresa economica per conto proprio o di altri: gestire un'azienda, un bar, il servizio mensa    • 2 •   (estens.) curare l'organizzazione di un'attività o la realizzazione di un'iniziativa avendo funzioni direttive: gestire una trattativa; gestire una vittoria elettorale, amministrarne vantaggiosamente le conseguenze | regolare, organizzare: un unico centro di elaborazione gestirà tutti i servizi automatizzati    • 3 •   (fig.) prendersi cura di qualcosa: gestire le proprie forze, il proprio tempo, dosarli, ripartirli oculatamente | gestire il proprio corpo, valorizzarne le qualità, non reprimerne i bisogni | saper gestire la propria immagine, suscitare negli altri l'impressione che si ritiene più vantaggiosa, più brillante (detto soprattutto di personaggi pubblici, dello spettacolo ecc.).
gesto   s.m.    • 1 •   movimento del corpo, in partic. del capo o della mano, che accompagna spesso la parola per esprimere un pensiero o una volontà: un gesto di rabbia, di consenso, di diniego; un gesto eloquente, allusivo, malizioso; comunicare, esprimersi a gesti  | non fare un gesto, rimanere immobile; (fig.) non fare nulla per aiutare qualcuno | fare il gesto di fare qualcosa, essere sul punto di fare o fingere di fare qualcosa: fece il gesto di andarsene.  pegg. gestaccio    • 2 •   posa, aspetto: gesto teatrale, declamatorio    • 3 •   (estens.) azione, atto: un gesto disinteressato, amichevole; un bel gesto, un atto generoso, eroico e sim., ma spesso compiuto soprattutto per mettersi in luce    • 4 •   (spec. pl. , ant.) impresa valorosa: se 'l tuo re m'ama, e loda i nostri gesti, / è sua mercede  (tasso g. l.  ii, 81).
gestore   s.m.  [f. -trice] chi gestisce un'azienda, un'impresa; più in generale, chi amministra beni, affari | gestore di stazione, chi presiede al servizio merci di una stazione ferroviaria.
gestosi   s.f.  (med.) qualsiasi forma di intossicazione dovuta alla gravidanza.
gestuale   agg.    • 1 •   proprio del gesto o dei gesti: espressione gestuale    • 2 •   si dice di arte drammatica o figurativa che valorizza l'immediatezza espressiva del gesto: teatro, pittura gestuale  § gestualmente avv.  per mezzo di gesti.
gestualità   s.f.  carattere gestuale: la gestualità di un'espressione  | capacità di esprimersi con i gesti, anche in modo creativo; complesso dei gesti espressivi propri di una persona.
gesuato   s.m.  membro dell'ordine dei chierici apostolici di san girolamo, fondato da giovanni colombini nel sec. xiv e soppresso nel 1668  agg.  proprio dei gesuati: agiografia gesuata. 
gesuita   s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   membro della compagnia di gesù, congregazione di chierici regolari fondata da sant'ignazio di loyola nel 1534    • 2 •   (spreg.) persona ipocrita.
gesuitesco   agg.  (spreg.) gesuitico: tono gesuitesco. 
gesuitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, da gesuita    • 2 •   (spreg.) ipocrita, falso: modi, atteggiamenti gesuitici  § gesuiticamente avv. 
gesuitismo   s.m.    • 1 •   il sistema dottrinale e morale proprio dei gesuiti    • 2 •   (spreg.) ipocrisia, falsità.
gesummaria   inter.  (pop.) esclamazione di sorpresa, spavento e sim.; anche, invocazione d'aiuto.
gesummio   inter.  (pop.) gesummaria.
getico   agg.  [pl. m. -ci] (st.) relativo ai geti, antico popolo della tracia: costumi getici. 
geto   s.m.  strisciolina di cuoio con cui si legavano le zampe dei falchi da caccia.
gettacarte   s.m. invar.  cestino in cui si gettano rifiuti cartacei.
gettare   ant. o poet. gittare, v. tr.  [io gètto ecc.]    • 1 •   mandare lontano da sé qualcosa indirizzandola con energia in una data direzione; scagliare, lanciare con forza; buttare: gettare l'amo, le reti, l'ancora; gettare un sasso contro qualcuno; gettare i rifiuti  | gettare all'aria, mettere sottosopra, scompigliare | gettare a terra, gettare giù, atterrare, abbattere; (fig.) ridurre in pessime condizioni fisiche, economiche o morali | gettare a mare, (fig.) disfarsi di qualcuno o di qualcosa, disinteressarsene completamente | gettare (via), disfarsi di cose inutili o pericolose; (fig.) sprecare: gettare una buona occasione  | gettare le armi, (fig.) arrendersi | gettare tempo, soldi, fatica, (fig.) sprecarli, usarli male o inutilmente | gettare qualcosa nei rifiuti, (fig.) rinunciarvi definitivamente | gettare il fumo negli occhi a qualcuno, (fig.) illuderlo, ingannarlo | gettare le parole al vento, (fig.) parlare invano | gettare qualcuno nella disperazione, nella miseria, (fig.) ridurlo alla disperazione, alla miseria | gettare la colpa addosso a qualcuno, (fig.) addossargliela | gettare in faccia, (fig.) rinfacciare, rimproverare | gettare un'occhiata, uno sguardo, (fig.) guardare rapidamente    • 2 •   mandar fuori, emettere; lasciare uscire con forza: la ferita getta sangue; il vulcano getta lava  ' gettare le radici, metterle | gettare profumo, calore, (non com.) emanarli | gettare luce, ombra, proiettarle (anche fig.): un fatto nuovo che getta luce su tutta la vicenda, che la chiarisce; un comportamento che getta ombra sulla sua reputazione, che la compromette | gettare grida, urla, gridare, urlare    • 3 •   (assol.) germogliare, gemmare e sim.: il pesco ha già gettato; un ramo che non getta più  | versare, buttare un liquido: la fontana getta bene    • 4 •   (metall. , edil.) fare una gettata: gettare una statua in bronzo; gettare le fondamenta di un edificio  ' gettare le fondamenta di un'arte, di una scienza, (fig.) dettarne i principi basilari, iniziarla | gettare un ponte, costruirlo    • 5 •   (fig.) rendere, fruttare: un'imposta che getta mille miliardi l'anno  | gettarsi v. rifl.  sboccare, confluire, detto di corsi d'acqua: il mincio si getta nel po  | v. rifl.    • 1 •   lanciarsi, scagliarsi con forza: gettarsi in acqua; gettarsi contro un avversario  | gettarsi nella mischia, (fig.) partecipare attivamente a qualcosa | gettarsi ai piedi di qualcuno, (fig.) supplicarlo, chiederne l'aiuto, spec. umiliandosi | gettarsi al collo di qualcuno, abbracciarlo con trasporto | gettarsi dalla parte di qualcuno, (fig.) sostenerne le idee, l'azione, l'operato    • 2 •   lasciarsi cadere dall'alto; abbandonarsi: gettarsi dalla finestra, sul letto. 
gettata   s.f.    • 1 •   il gettare, l'essere gettato | gettata cardiaca, (med.) la quantità di sangue che esce dalla cavità cardiaca nell'unità di tempo    • 2 •   il versare metallo, cera, gesso, calcestruzzo liquidi in uno stampo affinché assumano la forma voluta, spec. in edilizia e nella statuaria: una gettata di cemento, di bronzo    • 3 •   diga fatta con scogli o grosse pietre per proteggere i porti dalle onde    • 4 •   (non com.) il germogliare delle piante; germoglio    • 5 •   (non com.) in balistica, gittata.
gettato   ant. o poet. gittato, part. pass.  di gettare   agg.  nei sign. del verbo | maglia gettata, nel lavoro a maglia, movimento con cui si fa passare il filo sul ferro ottenendo una nuova maglia che viene lavorata nel ferro successivo  s.m.  (mus.) tecnica particolare nell'uso degli strumenti ad arco, consistente nel produrre più note successive, veloci e di eguale durata, facendo rimbalzare ripetutamente l'arco sulle corde, durante uno stesso movimento di andata o di ritorno.
gettatore   ant. o poet. gittatore, s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi getta; lanciatore: quanto un buon gittator trarria con mano  (dante purg.  iii, 69)    • 2 •   chi effettua una gettata: scultori e gettatori di statue  (cellini).
gettito   s.m.    • 1 •   (non com.) il gettare, spec. ripetuto    • 2 •   (fin.) rendita, provento, introito: gettito fiscale; il gettito annuo di un'imposta. 
getto   ant. o poet. gitto, s.m.    • 1 •   il gettare, l'essere gettato; lancio: armi da getto, lancia, arco, balestra ecc.; getto del peso, specialità dell'atletica leggera    • 2 •   lo sgorgare di un liquido o di un gas: un getto di sangue, d'acqua, di vapore  ' a getto continuo, (fig.) continuamente, senza interruzione | di getto, (fig.) senza fatica; con immediatezza: un'opera scritta di getto    • 3 •   il germoglio di una pianta: trapiantare i getti    • 4 •   in edilizia e statuaria, gettata: opere di getto    • 5 •   in metallurgia, il pezzo ricavato da una gettata: sformare un getto, toglierlo dallo stampo    • 6 •   flusso dei gas scaricati da un motore a combustione interna continua: propulsione a getto; motore, aereo a getto. 
gettonare   v. tr.  [io gettóno ecc.] (fam.)    • 1 •   telefonare a qualcuno, da un telefono a gettoni: gettonare un amico    • 2 •   gettonare una canzone, selezionarla tra quelle inserite in un juke-box, dopo aver introdotto monete nell'apparecchio.
gettonato   part. pass.  di gettonare   agg.  (fam.) si dice di canzone e, per estens., di cantante che il pubblico ascolta di frequente nei juke-box: un cantautore molto gettonato. 
gettone   s.m.    • 1 •   piccolo disco di metallo, corrispondente a un determinato valore in denaro, che, introdotto in vari apparecchi, ne consente il funzionamento: il gettone del telefono; lavatrice a gettone    • 2 •   pezzo di plastica, osso o metallo a cui viene riconosciuto un valore convenzionale e che, alla roulette e in altri giochi, sostituisce il denaro    • 3 •   pezzo di metallo o di altro materiale che si dà come contrassegno per ritirare una merce    • 4 •   gettone di presenza, indennità corrisposta a parlamentari, a membri di commissioni, ad amministratori o consulenti di aziende ecc. per ogni loro partecipazione alle riunioni di lavoro.
gettoniera   s.f.    • 1 •   macchina per la distribuzione di gettoni    • 2 •   la parte di un apparecchio a gettone in cui si introduce il gettone.
gettopropulsione   s.f.  [pl. gettopropulsioni] propulsione a getto.
gettosostentazione   s.f.  [pl. gettosostentazioni] sostentazione di un aeromobile a reazione mediante potenti getti d'acqua.
gev   s.m.  in fisica nucleare, simbolo usato in europa di gigaelettronvolt  (negli stati uniti è bev).
geyser   s.m. invar.  (geol.) getto intermittente di acqua calda e vapore, caratteristico di regioni vulcaniche.
geyserite   s.f.  (min.) varietà impura di opale, che si accumula in spesse incrostazioni intorno alle bocche dei geyser.
ghaneano   agg.  del ghana, stato dell'africa occidentale  s.m.  [f. -a] nativo, abitante del ghana.
gheiscia    ⇨ geisha.
ghenga    ⇨ ganga 1.
ghepardo   s.m.  felino diffuso in asia e in africa, simile al leopardo, ma di taglia più piccola, con zampe più lunghe e sottili, unghie non retrattili, mantello giallastro a macchie nere; corridore velocissimo, è facilmente addomesticabile (ord.  carnivori).
gheppio   s.m.  uccello rapace diurno di media grandezza, dal piumaggio rossiccio o cinerino (ord.  falconiformi).
gherenuc    ⇨ gerenuc.
gheriglio   non com. gariglio, s.m.  la parte commestibile della noce.
gherlino   s.m.  grosso cavo costituito da più funi ritorte di canapa o d'acciaio.
gherminella   s.f.    • 1 •   gioco di mano consistente nel far sparire e riapparire una cordicella dentro e fuori di una bacchetta    • 2 •   (fig.) inganno compiuto con abilità marachella.
ghermire   v. tr.  [io ghermisco, tu ghermisci ecc.]    • 1 •   afferrare con gli artigli: ghermire la preda    • 2 •   (estens.) afferrare, prendere con rapidità e violenza (anche fig.): le guardie ghermirono il ladro; l'angoscia ghermì il suo animo. 
gherofano    ⇨ garofano.
gheronato   s.m.  (arald.) scudo diviso in otto gheroni uguali.
gherone   s.m.    • 1 •   (arald.) pezza triangolare limitata da due linee che si intersecano nel cuore dello scudo    • 2 •   pezza triangolare che, inserita nelle cuciture laterali di un capo di vestiario, serve a dargli maggiore ampiezza: alzandosi i gheroni della gonnella  (boccaccio dec.  viii, 3)    • 3 •   (mar.) rinforzo della vela nei punti soggetti a maggiore sforzo o logorio    • 4 •   (ant.) falda, lembo.
ghetta   s.f.    • 1 •   gambaletto abbottonato lateralmente e munito di staffa, che si calza sopra le scarpe, in uso nell'abbigliamento elegante maschile dell'ottocento e dei primi decenni del novecento. accr. ghettone  (m.)    • 2 •   pl.  pantaloncini aderenti di maglia per bambini piccoli. dim. ghettine. 
ghettizzare   v. tr.    • 1 •   chiudere in un ghetto; costringere a vivere in un determinato quartiere    • 2 •   (fig.) segregare, isolare, emarginare: ghettizzare una minoranza etnica. 
ghettizzazione   s.f.  il ghettizzare, l'essere ghettizzato (anche fig.).
ghetto   s.m.    • 1 •   quartiere in cui, in alcune città, erano obbligati ad abitare gli ebrei    • 2 •   (estens.) quartiere sudicio o malfamato; area urbana misera, abitata da emarginati | ghetto dorato, quartiere o ambiente elegante riservato solo ai ricchi, separato, o avulso dal resto della comunità    • 3 •   (fig.) isolamento sociale, culturale, politico imposto a una minoranza: per chi dissentiva, era il ghetto!    • 4 •   (non com.) confusione, baraonda.
ghezzo   agg.  (ant. , lett.) di colore scuro; nerastro (detto in partic. dei mori di barberia): i mori sono propriamente ghezzi  (sassetti) | si dice anche dell'uva nera matura e di certi funghi.
ghia   s.f.  (mar.) sistema funicolare di sollevamento che utilizza un solo bozzello, fisso (ghia semplice), o due bozzelli, uno fisso e l'altro mobile (ghia doppia).
ghiaccia   s.f.    • 1 •   (ant.) ghiaccio    • 2 •   (gastr.) glassa.
ghiacciaia   s.f.    • 1 •   locale in cui un tempo si conservava il ghiaccio    • 2 •   mobile in cui si possono conservare a bassa temperatura le vivande | parte del frigorifero in cui si raggiungono le temperature più basse; cella frigorifera    • 3 •   (fig.) luogo freddissimo: questa stanza è una ghiacciaia. 

ghiacciaio   s.m.  (geog.) grande massa di ghiaccio originata dall'accumularsi delle nevi nelle regioni situate al di sopra del limite delle nevi perenni: fronte del ghiacciaio, parte terminale del ghiacciaio verso valle; porta, bocca del ghiacciaio, apertura da cui escono le acque di fusione del ghiacciaio | ghiacciaio continentale, massa di ghiaccio che, nelle regioni polari, ricopre perennemente enormi estensioni di terreno.
ghiacciare   tosc. diacciare, v. tr.  [io ghiàccio ecc.]    • 1 •   far diventare ghiaccio: il freddo ha ghiacciato l'acqua nelle condutture  | rendere freddo, gelido come il ghiaccio: la tramontana mi ha ghiacciato le mani    • 2 •   (fig.) irrigidire, paralizzare; agghiacciare: la notizia lo ghiacciò  | v. intr. impers.  [aus. essere  o avere] gelare | v. intr.  [aus. essere], ghiacciarsi v. rifl.  diventare ghiaccio, congelarsi: il lago  (si) è ghiacciato questa notte  | diventare freddo come il ghiaccio; gelarsi: mi si sono ghiacciati i piedi; qui dentro si ghiaccia. 
ghiacciata   s.f.  bibita di sciroppo con ghiaccio tritato: ghiacciata alla menta. 
ghiacciato   tosc. diacciato, part. pass.  di ghiacciare   agg.    • 1 •   divenuto ghiaccio: fiume, lago ghiacciato    • 2 •   (estens.) freddo come il ghiaccio, gelido: mani ghiacciate; stanza ghiacciata. 
ghiacciatura   s.f.  difetto delle gemme, spec. del brillante, che presentano al loro interno delle venature biancastre.
ghiaccio   tosc. diaccio, agg.  [pl. f. -ce] ghiacciato; freddo come il ghiaccio, gelido: mani ghiacce   s.m.    • 1 •   acqua allo stato solido cristallino: lastra, cubetto di ghiaccio; banco di ghiaccio, massa di ghiaccio che affiora da una superficie d'acqua | sport del ghiaccio, hockey e pattinaggio effettuati su piste di ghiaccio | avere le mani, i piedi di ghiaccio, ghiacciati | essere di ghiaccio, (fig.) freddo, insensibile | essere un pezzo di ghiaccio, intirizzito dal freddo; (fig.) essere frigido | restare, rimanere di ghiaccio, (fig.) restare attonito, allibito | rompere il ghiaccio, (fig.) iniziare una conversazione o altro superando un imbarazzo iniziale    • 2 •   ghiaccio secco, anidride carbonica allo stato solido, di aspetto simile al ghiaccio, usata nell'industria del freddo; neve carbonica.
ghiacciolo   tosc. diacciolo, lett. ghiacciuolo, s.m.    • 1 •   cannello di ghiaccio che si produce negli stillicidi delle fontane, delle grondaie ecc.    • 2 •   pezzetto di ghiaccio sagomato, dolcificato e aromatizzato che si consuma come un gelato da passeggio: ghiacciolo di, al limone   agg.  (non com.) che si sgretola facilmente come il ghiaccio; fragile: albero, ramo ghiacciolo  ' pera, patata ghiacciola, con la polpa friabile e insapore, che pare congelata.
ghiado   s.m.  (ant.)    • 1 •   arma da taglio | morto a ghiado, ucciso con una coltellata    • 2 •   ghiaccio; freddo intenso (anche fig.): mi viene uno ghiado intorno al cuore, che mi toglie le parole e l'intelletto  (giannotti).
ghiaia   ant. o region. ghiara, s.f.    • 1 •   roccia sedimentaria incoerente, costituita soprattutto da frammenti rocciosi arrotondati per rotolamento e depositati dalle acque dei fiumi: ghiaia porfirica, quarzosa.  dim. ghiaietta, ghiaietto  (m.), ghiaina, ghiaino  (m.)    • 2 •   pietrame spezzato, che serve alla copertura di strade.
ghiaione   s.m.  accumulo di detriti rocciosi ai piedi di pareti rocciose e canaloni.
ghiaioso   agg.  ricco, coperto di ghiaia: terreno ghiaioso. 
ghianda   s.f.    • 1 •   frutto secco, ovato, indeiscente, contenente un solo seme, protetto alla base da un involucro a forma di scodellina (p. e.  quello della quercia). dim. ghiandina, ghianduccia, ghianduzza    • 2 •   (estens.) qualsiasi oggetto a forma di ghianda; in partic., pallottolina di legno o metallo coperta di stoffa, usata per guarnizione di tende    • 3 •   (ant.) proiettile di piombo usato dai frombolieri.
ghiandaia   s.f.  uccello dal piumaggio variopinto, con un ciuffo di piume sulla testa (ord.  passeriformi) | ghiandaia marina, uccello dai colori vivacissimi, frequente lungo le coste (ord.  coraciformi).
ghiandifero   agg.  (lett.) che porta, che produce ghiande.
ghiandola   non com. glandola, glandula, s.f.  (anat.) organo formato da epiteli, che provvede a elaborare sostanze utili all'organismo o a eliminare quelle dannose: ghiandola endocrina, a secrezione interna, i cui prodotti sono riversati nel sangue; ghiandola esocrina, a secrezione esterna, i cui prodotti sono riversati in determinate cavità dell'organismo o all'esterno; ghiandola surrenale, quella che incappuccia il rene ed è distinta in una parte esterna (ghiandola corticosurrenale  o corteccia surrenale) e una interna (detta sostanza midollare surrenale). dim. ghiandolina, ghiandoletta. 
ghiandolare   non com. glandolare, glandulare, agg.  (anat.) di una ghiandola, delle ghiandole: infiammazione ghiandolare. 
ghiandone   s.m.  (min.) roccia eruttiva intrusiva caratterizzata dalla presenza di grossi cristalli rosa di ortoclasio, disseminati in una massa di fondo granulare di color grigio.
ghiara    ⇨ ghiaia.
ghibellinismo   s.m.    • 1 •   (st.) la concezione politica ghibellina | la fazione politica dei ghibellini    • 2 •   (estens.) ogni tendenza politica che sostiene il carattere strettamente laico dello stato.
ghibellino   s.m.    • 1 •   nel medioevo, chi in germania parteggiava per la casa degli hohenstaufen contro la casa ducale di baviera (per la quale parteggiavano i guelfi); in italia (secc. xiii-xiv), chi sosteneva gli interessi imperiali contro la politica temporale del papato    • 2 •   (estens.) persona laica, anticlericale  agg.  dei ghibellini, del ghibellinismo | merli ghibellini, a coda di rondine.
ghibli   s.m.  vento caldo e secco che spira in primavera e in autunno dal sahara verso il mediterraneo.
ghiera   s.f.    • 1 •   anello, generalmente metallico, che si mette come rinforzo all'estremità di un bastone, del puntale di un ombrello o del manico di un utensile    • 2 •   (mecc.) anello metallico filettato all'interno, usato per il collegamento di elementi meccanici    • 3 •   (arch.) corpo di un arco che sostiene una volta.
ghierato   agg.  fornito di ghiera.
ghigliottina   ant. guigliottina, s.f.  macchina per le esecuzioni capitali mediante decapitazione | finestra, sportello a ghigliottina, che scorre verticalmente tra due scanalature.
ghigliottinare   v. tr.  decapitare con la ghigliottina.
ghigna   s.f.  (fam.) faccia, espressione arcigna, sinistra. pegg. ghignaccia. 
ghignare   v. intr.  [aus. avere] fare un ghigno; ridere sarcasticamente.
ghignata   s.f.  il ghignare; risata beffarda.
ghigno   s.m.    • 1 •   riso maligno; espressione beffarda: fare un ghigno; un ghigno sarcastico, diabolico; la bocca aperta a un muto ghigno di sdegnosa commiserazione  (pirandello)    • 2 •   sorriso malizioso: il dì cadente con un ghigno pio / tra i verdi cupi roseo brillò  (carducci).
ghignoso   agg.  (region.) uggioso; che è facile al cattivo umore, antipatico § ghignosamente avv. 
ghimberga   s.f.  (arch.) frontone triangolare fiancheggiato da due guglie, tipico dell'arte gotica.
ghinda   s.f.  (mar.) cavo che serve per ghindare.
ghindare   v. tr.  (mar.) innalzare, con un cavo, un albero di gabbia o un alberetto facendolo scorrere lungo i tronchi già a posto per collocarlo in sede; più in generale, issare: ghindare una vela. 
ghinea   (1) s.f.  moneta inglese d'oro coniata tra il 1663 e il 1813 | unità di conto inglese, equivalente a ventuno scellini, oggi in disuso.
ghinea   (2) s.f.  tessuto di cotone, grosso e di bassa qualità, usato per lenzuola, camicie ecc.
ghingheri   solo nella loc. avv. in ghingheri, (fam. scherz.) con un abbigliamento o un'acconciatura ricercata, con compiaciuta eleganza: essere, mettersi in ghingheri. 
ghiotta   s.f.  leccarda.
ghiotto   agg.    • 1 •   detto di persona, avido, goloso di cibi prelibati: una persona ghiotta; essere ghiotto di dolciumi, di pesci  | (fig.) bramoso, desideroso: ghiotto di novità, di pettegolezzi    • 2 •   detto di cibo, appetitoso, prelibato: una pietanza ghiotta  | (fig.) che suscita curiosità, che desta vivo interesse: una notizia ghiotta  § ghiottamente avv. 
ghiottone   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona assai ghiotta    • 2 •   (ant.) furfante, briccone    • 3 •   mammifero di media grandezza, con corpo tozzo, forti artigli, folto pelame bruno; carnivoro vorace, vive nelle regioni artiche ed è cacciato per la pelliccia (fam.  mustelidi).
ghiottoneria   ant. ghiottornia [ghiot-tor-nì-a], s.f.    • 1 •   l'avidità dei ghiottoni; golosità: mangiare qualcosa per ghiottoneria    • 2 •   cibo ghiotto, squisito: una tavola piena di ogni sorta di ghiottonerie    • 3 •   (fig.) cosa molto ricercata, che suscita vivo interesse, spec. fra gli appassionati, gli intenditori: un libro raro, una vera ghiottoneria per i bibliofili. 
ghiozzo   s.m.    • 1 •   (zool.) genere di piccoli pesci di mare e di fiume, commestibili, con testa larga, corpo slanciato, due pinne dorsali, squame grosse, occhi sporgenti (ord.  perciformi)    • 2 •   (fig. non com.) uomo sciocco, stupido.
ghirba   s.f.    • 1 •   grande otre di pelle usato nell'africa sett. e in arabia per il trasporto dell'acqua    • 2 •   (gerg.) la pelle, cioè la vita: perdere, lasciarci la ghirba. 
ghiribizzare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (non com.) fantasticare, almanaccare, arzigogolare.
ghiribizzo   s.m.  (fam.) idea improvvisa e stravagante: gli è venuto, gli è saltato il ghiribizzo di fare collezione di pipe, di lattine di birra. 
ghiribizzoso   agg.  (non com.) bizzarro, capriccioso, stravagante § ghiribizzosamente avv. 
ghirigoro   non com. ghirigogolo [ghi-ri-gò-go-lo], s.m.  intreccio bizzarro di linee curve tracciate senza un disegno preciso: riempire una pagina di ghirigori  ' (fig.) andamento complicato, arzigogolato, intricato: mi si travasa la vita / in un ghirigoro di nostalgie  (ungaretti).
ghirlanda   pop. grillanda, s.f.    • 1 •   corona di foglie, di fiori, di fronde o anche di altra materia, usata come ornamento del capo, come addobbo di ambienti o per onorare un defunto: intrecciare una ghirlanda di rose, d'alloro.  dim. ghirlandetta, ghirlandina, ghirlanduccia    • 2 •   (fig. lett.) insieme di persone o cose disposte in cerchio: una ghirlanda di bambini; dolci colline fanno ghirlanda alla città. 
ghirlandare   v. tr.  (poet.) inghirlandare (anche fig.): le azzurre oceanine... d'inni e di compianti / mi ghirlandano il crine  (carducci).
ghiro   s.m.  piccolo mammifero roditore con lunga coda pelosa e muso aguzzo; vive nei boschi, cadendo in letargo d'inverno | dormire come un ghiro, profondamente e a lungo.
ghironda   o gironda, s.f.  antico strumento musicale le cui corde venivano poste in vibrazione dal bordo impeciato di una ruota di legno a esse sottostante, azionata da una manovella.
ghisa   (1) s.f.  lega di ferro e carbonio, contenente più dell'1,78% di carbonio (limite degli acciai), generalmente dura e fragile, usata spec. per le produzioni di fonderia: ghisa madre  o d'altoforno, quella proveniente dalla fusione dei minerali di ferro nell'altoforno e che serve come base per l'industria siderurgica.
ghisa   (2) s.m. invar.  (sett. pop.) vigile urbano.
ghost-writer  ghost-writer loc. sost. m. invar.  persona che scrive un testo di cui poi altri si assume la paternità è una pratica a cui ricorrono soprattutto i politici.
gi   s.m.  o f.  nome della lettera g. 
giù   avv.    • 1 •   da basso, in basso; verso il basso: andare giù, portare giù; scendere giù; guardare giù  | è usato in numerose locuzioni idiomatiche: andare giù, (fig.) deperire; diminuire di valore o prezzo: è andato molto giù dopo la malattia; le azioni sono andate giù  | non mi va (né su né) giù, non riesco a inghiottirlo; (fig.) a crederlo, a tollerarlo, a rassegnarmi | andare su e giù, salire e scendere; andare avanti e indietro: andava su e giù per le scale, per la stanza  | buttar giù, abbattere, demolire; ingoiare; (fig.) far deperire, spossare; accasciare; di uno scritto, abbozzarlo: buttar giù un muro, una casa; buttar giù una medicina; la febbre mi butta sempre giù; la notizia lo ha buttato giù; buttar giù due righe; buttar giù il governo, farlo cadere; buttar giù la pasta, (fam.) metterla a cuocere nell'acqua | buttarsi giù, lanciarsi nel vuoto; sdraiarsi; (fig.) sminuirsi; abbattersi, perdersi d'animo: buttati giù e riposati un po'; fatti coraggio, non buttarti giù così!  ' esser giù, (fig. fam.) essere in cattive condizioni fisiche o morali: era giù (di morale)  | mandar giù, inghiottire; (fig.) credere, tollerare, sopportare: questa proprio non la mando giù!; mi toccò mandar giù l'offesa  ' metter giù, posare a terra | tirar giù, (fig. region.) fare in fretta e senza troppa cura: è un lavoro tirato giù  ' ne tira giù di quelle!, ne dice di grosse (parolacce, bestemmie) | tirar giù botte, darne tante e sode | venir giù, scendere; cadere; crollare: vieni giù un momento; veniva giù un'acqua!; è venuta giù la parete  | dare giù, (region.) picchiare, sconfiggere    • 2 •   usato pleonasticamente per rafforzare il compl. di luogo che lo segue: è andato giù in piazza; il fiume scende giù per la valle    • 3 •   (assol.) usato negli ordini, con ellissi del verbo: giù le mani dalla borsa!; giù subito di lì!  | giù la maschera!, (fig.) basta con le menzogne, con le ipocrisie! | e giù!, con valore rafforzativo: e giù botte, acqua, parolacce!    • 4 •   (iter.) indica movimento continuo verso il basso: si calarono giù giù nel burrone  ' anche con valore temporale: la bibbia narra la storia sacra da abramo giù giù fino a cristo  | usato in loc. avv.: in giù, indica direzione verso il basso (anche fig.): andavano in giù verso la pianura; la stazione è un po' più in giù; guardare in giù; dai trent'anni in giù, al di sotto dei trent'anni | da, di giù, dal basso: vengo ora da giù  | giù di lì, su per giù, press'a poco: saremo in venti o giù di lì; avrà su per giù quarant'anni. 
già   avv.    • 1 •   indica che un fatto, un'azione è o era compiuta, sta o stava compiendosi nel momento a cui ci si riferisce (anche in usi enfatici): è già partito; già la nave stava per salpare; è già un'ora che aspetto!; era già tardi quando arrivai; domani avrò già dato l'esame; l'estate purtroppo è già finita    • 2 •   in frasi escl. o interr. esprime meraviglia, gioia o rammarico che un fatto si verifichi o si sia verificato prima del previsto: sei già di ritorno?; siamo già a natale!; è già l'ora di andar via?  | rafforzato con di : sei di già qui?; «devo partire» «di già?»    • 3 •   prima d'ora, prima di allora: sono  (ero) certo di averlo già incontrato  | per l'addietro, un tempo: già visse un re... ' precedentemente: il già menzionato ufficio  | davanti a nomi e agg. indica una denominazione, una condizione, uno stato precedente (equivale a ex): viale tunisia, già viale regina elena; il castello, già carcere, ora museo; il ministro dell'agricoltura, già ministro delle finanze    • 4 •   fin da ora, fin da questo momento: so già che non verrà; puoi già considerarti promosso  | fin da quel momento (passato o futuro): già da piccolo era molto portato per il disegno; già nel '600 pascal aveva inventato una macchina calcolatrice; già stanotte dormiremo a hong kong    • 5 •   con valore di affermazione (anche ripetuto): «siete voi i nuovi inquilini?» «già»; già, è vero; già già, le cose stanno proprio così!  ' esprime anche constatazione forzata, dubbio, ironia: «come vedi, avevo ragione io» «già, tu non sbagli mai!»; già, potrebbe anche darsi; eh, già, dovevo immaginarmelo!    • 6 •   con valore rafforzativo: non già che non lo avesse avvertito; glielo disse non già come medico, bensì come amico. 
giacca   s.f.  capo di vestiario maschile e femminile, con abbottonatura sul davanti, collo per lo più a risvolto e maniche; copre la parte superiore del corpo dal bacino alle spalle: giacca a un petto, a doppio petto; giacca elegante, sportiva  | giacca a vento, giaccone impermeabile, ben chiuso, spesso imbottito e fornito di cappuccio, che protegge dal vento, dal freddo intenso, o dalla pioggia, dalla neve | giacca da camera, sorta di vestaglia corta da uomo, chiusa solo da una cinta. dim. giacchetta, giacchettina, giacchetto  (m.), giacchettino  (m.), giacchino  (m.), accr. giaccona, giaccone  (m.).
giacché   cong.  poiché, dal momento che, dacché (introduce una prop. causale con il verbo al modo indic.): giacché siete venuti, ne parleremo subito. 
giacchetta   s.f.    • 1 •   dim.  di giacca  | in partic., giacca corta e leggera    • 2 •   giubbino | le giacchette nere, nel linguaggio del giornalismo sportivo, gli arbitri di calcio.
giacchio   s.m.  rete da pesca grande e tonda, circondata di piombi, che, giunta al fondo, viene chiusa tirando una cordicella.
giaccone   s.m.    • 1 •   accr.  di giacca    • 2 •   giacca lunga e pesante; giubbone: un giaccone sportivo. 
giacente   part. pres.  di giacere   agg.    • 1 •   che giace; anche, coricato (sul letto, sul divano e sim.): l'inferma giacente sulla sedia a sdraio  (pea)    • 2 •   (fig.) che resta inoperoso, inattivo, abbandonato, inutilizzato: processo, capitale giacente  ' lettera giacente, non recapitata    • 3 •   (fig. lett.) abbattuto, prostrato: «italia italia» / egli gridava a' dissueti orecchi, / a i pigri cuori, a gli animi giacenti  (carducci).
giacenza   s.f.    • 1 •   l'essere giacente; il periodo durante il quale una cosa rimane giacente: giacenza in deposito; una giacenza di otto giorni    • 2 •   la cosa giacente | avanzo, residuo presso un deposito: giacenze di magazzino. 
giacere   v. intr.  [pres. io giàccio, tu giaci, egli giace, noi giacciamo, voi giacéte, essi giàcciono; pass. rem. io giacqui, tu giacésti ecc. ; pres. congiunt. io giàccia..., noi giacciamo, voi giacciate, essi giàcciano; part. pass. giaciuto; aus. essere, non com. avere]    • 1 •   stare disteso: giacere immobile, supino, bocconi; giacere ammalato, essere a letto per malattia | (lett.) essere sepolto | (ant. , lett.) avere rapporti sessuali (usato anche con la particella pron.): amo una donna con cui mai non giacqui / né mai mi giacerò  (saba)    • 2 •   (lett.) detto di una cosa, essere posto, collocato: giace in arabia una valletta amena  (ariosto o. f.  xiv, 92) | (geom.) appartenere, essere situato: una retta giace su un piano    • 3 •   (fig.) essere inattivo; stare abbandonato: questa pratica giace da tempo. 
giaciglio   s.m.  mucchio di paglia, foglie o cenci, su cui ci si adagia; letto molto misero.
giacimento   s.m.    • 1 •   (geol.) accumulo naturale di minerali nella crosta terrestre sfruttabili economicamente: giacimento minerario, argentifero, di petrolio    • 2 •   (non com.) il giacere; giacitura.
giacintino   ant. o lett. iacintino, agg.  del colore rosso proprio del giacinto selvatico.
giacinto   ant. o lett. iacinto, s.m.    • 1 •   pianta erbacea bulbosa ornamentale con fiori odorosi a grappolo bianchi, azzurri o rosei e foglie lineari (fam.  liliacee)    • 2 •   (min.) varietà di zircone di color rosso-bruno.
giacitura   s.f.    • 1 •   modo di giacere; posizione: assumere una strana giacitura    • 2 •   (geol.) disposizione degli strati di un corpo geologico    • 3 •   (ling.) posizione della parola nella frase o dell'accento nella parola, nella frase o nel verso poetico    • 4 •   (geom.) disposizione di un piano rispetto a un sistema di riferimento.
giaco   s.m.  [pl. -chi] casacca di maglia di ferro che, in età rinascimentale, i soldati di fanteria portavano a protezione del torso e delle braccia.
giacobinismo   s.m.    • 1 •   l'ideologia dei giacobini | movimento politico ispirato all'ideologia giacobina, che si diffuse dalla francia in europa durante e dopo la rivoluzione francese    • 2 •   (estens.) ogni atteggiamento politico di estremismo libertario ed egualitario.
giacobino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi, durante la rivoluzione francese, apparteneva al partito estremista repubblicano | (estens.) chi, nei primi decenni dell'ottocento, diffondeva e sosteneva in europa le idee della rivoluzione francese    • 2 •   (fig.) chi sostiene idee estremiste, radicali  agg.    • 1 •   (st.) dei giacobini: circolo giacobino    • 2 •   (fig.) estremista, radicale: idee giacobine; una morale giacobina  § giacobinamente avv.  da giacobino; estremisticamente.
giacomo   solo nella loc. sost. far giacomo giacomo, (fam.) detto delle gambe che tremano o si piegano per debolezza o paura.
giaconetta   s.f.  tessuto di cotone leggerissimo.
giaculatoria   s.f.    • 1 •   (lit.) breve preghiera ripetuta più volte    • 2 •   (scherz.) lungo elenco noioso; ripetizione di parole sempre uguali    • 3 •   per antifrasi, bestemmia.
giada   s.f.  (min.) pietra dura di colore azzurro o verde, varietà di actinolite, o nefrite, usata per oggetti ornamentali | come agg. invar.  nella loc. verde giada, colore tra il verde chiaro e il celeste.
giadeite   s.f.  minerale di silicio in masse granulari finissime, compatte e levigabili; bianco se puro, ma più spesso verde, viene utilizzato come pietra dura per oggetti ornamentali.
giafetico    ⇨ iafetico.
giafetide    ⇨ iafetide.
giaggiolo   lett. giaggiuolo, s.m.  pianta erbacea ornamentale con rigide foglie allungate e fiori profumati di color azzurro-violaceo o bianchi (fam.  iridacee).
giaguaro   ant. iaguaro, s.m.  felino dell'america tropicale, simile al leopardo ma più tozzo, con mantello fulvo a macchie nere ocellate (ord.  carnivori) | amico del giaguaro, (scherz.) si dice di chi, parlando o agendo, dimostra di parteggiare, più che per un proprio amico, per gli avversari di questi.
giaietto   s.m.    • 1 •   (min.) varietà di lignite di color nero, lucida e compatta, usata per ornamenti, ricami per abiti ecc.    • 2 •   sorta di perla nera ottenuta dal giaietto.
giainismo    ⇨ jainismo.
gialappa   pop. scialappa, s.f.    • 1 •   pianta rampicante con radice a tubero, originaria del messico (fam.  convolvulacee)    • 2 •   polvere purgante ricavata dai tuberi essiccati di tale pianta.
giallastro   agg.  e s.m.  si dice di colore tendente al giallo, ma spento, non ben definito | viso giallastro, malsano.
gialleggiare   v. intr.  [io gialléggio ecc.] (lett.) essere di un colore tendente al giallo | mandare una luce gialla.
giallezza   s.f.  (non com.) l'essere giallo.
gialliccio   s.m.  e agg.  [pl. f. -ce] si dice di colore tendente al giallo chiaro.
gialligno   agg.  e s.m.  si dice di colore giallo pallido; giallino.
giallista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive libri gialli.
giallistica   s.f.  il genere letterario dei libri gialli.
giallo   agg.    • 1 •   di colore tra l'aranciato e il verde: il limone e lo zafferano sono gialli  | farina gialla, di granturco | razza gialla, la mongolica | pericolo giallo, quello che alcuni europei ritengono sia rappresentato dall'espansionismo dei popoli asiatici | terra gialla, ocra | febbre gialla, grave malattia infettiva tipica di paesi caldi, accompagnata da itterizia, trasmessa da alcune zanzare | cera gialla, cera vergine | bandiera gialla, quella che si alza sulle navi che hanno a bordo malati contagiosi | sindacato giallo, sindacato di lavoratori creato dal datore di lavoro e operante nell'interesse di questi | libro, film, romanzo ecc. giallo, poliziesco | stampa gialla, scandalistica    • 2 •   (estens.) detto del colore del volto, smorto, pallido, cereo: giallo di rabbia, di paura; giallo come un morto   s.m.    • 1 •   uno dei tre colori fondamentali, il terzo dei sette dell'iride: giallo chiaro, luminoso, sporco; giallo canarino, paglierino, oro, ambrato.  dim. giallino, gialletto  pegg. giallaccio    • 2 •   pigmento giallo: giallo di cadmio, di cromo, di zinco, costituiti rispettivamente da solfuro di cadmio, cromato di piombo, cromato di zinco con bicromato di potassio | cosa di colore giallo: il giallo dell'uovo, il tuorlo; il giallo del semaforo, la luce gialla che preavverte dell'accensione del rosso    • 3 •   [f. -a] individuo di razza gialla    • 4 •   racconto, romanzo, dramma o film poliziesco (dal colore della copertina dei primi libri di questo genere pubblicati in italia): i gialli di agatha christie; una rassegna dei gialli di hitchcock  | (estens.) caso giudiziario reale o situazione concreta particolarmente oscuri ed enigmatici.
giallognolo   rar. giallogno, agg.  e s.m.  si dice di colore giallo scolorito.
giallona   s.f.  (region.) varietà di pesca duracina dalla buccia gialla.
giallone   s.m.  (region.)    • 1 •   [f. -a] persona dal colorito particolarmente giallo: a gridare erano certi gialloni, spolpati vivi, coi camiciotti dell'ospedale  (pasolini)    • 2 •   rigogolo    • 3 •   baco da seta colpito da giallume    • 4 •   farina di granoturco di aspetto granuloso come il semolino.
giallore   s.m.  (lett.) colore giallo o giallastro | materia gialla.
giallorosa   agg. invar.  si dice di opera letteraria o cinematografica con intreccio amoroso e poliziesco insieme.
gialloverde   agg.  (lett.) che è di colore tra il giallo e il verde: l'arsiccio terreno gialloverde  (montale).
giallume   s.m.    • 1 •   giallo sporco o troppo carico | macchia, sporcizia giallastra    • 2 •   (bot.) malattia virale che dà una colorazione anormalmente gialla alle piante    • 3 •   (zool.) malattia che colpisce le larve del baco da seta, le quali assumono colorazione gialla; invecchiamento.
giamaicano   agg.  dell'isola di giamaica  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della giamaica.
giambelego   s.m.  [pl. -ghi] nella metrica classica, verso costituito da un dimetro giambico acatalettico seguito da un trimetro dattilico catalettico.
giamberga   s.f.  (pop.) finanziera, redingote.
giambico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (metr.) formato di giambi: ritmo, metro giambico  ' strofa giambica, nella poesia italiana, strofa formata per lo più di quattro o cinque endecasillabi sdruccioli    • 2 •   (fig. lett.) che ha carattere satirico e polemico: spirito giambico. 
giambo   s.m.    • 1 •   nella metrica classica, piede formato da una sillaba breve e da una lunga    • 2 •   verso costituito di giambi, il cui ritmo era molto vicino al parlato e che perciò fu impiegato nella satira e nella letteratura drammatica (tragedia e commedia)    • 3 •   componimento in versi giambici    • 4 •   (ant. fig.) scherno, beffa.
giamburrasca   s.m. invar.  bambino terribile, monello.
giammai   ant. già mai, avv.    • 1 •   (antiq.) mai: non lo farei giammai!    • 2 •   (lett.) talvolta, qualche volta: offesevi egli giammai?  (boccaccio dec.  iii, 7).
gianchetto   s.m.  (spec. pl.) termine region. per bianchetto  nel sign. 2.
giandarme    ⇨ gendarme.
gianduia   s.m.    • 1 •   maschera popolare piemontese che rappresenta un personaggio dal volto tondo e rubizzo, vestito con giubba marrone e tricorno    • 2 •   tipo di cioccolata alla nocciola dalla pasta molle, di origine torinese.
gianduiotto   s.m.  cioccolatino di gianduia.
gianello   s.m.  (region.) rana pescatrice.
giannetta   (1) s.f.    • 1 •   arma simile a una lancia, in uso nei secc. xiv-xv    • 2 •   bastone da passeggio di canna d'india.
giannetta   (2) s.f.  (roman.) vento freddo, tramontana: s'era levata una giannetta fresca, che gelava tutto  (pasolini).
giannetta   (3) s.f.  tipo di filatoio per il cotone e la lana, inventato in inghilterra nel sec. xviii.
giannetto    ⇨ ginnetto.
giannizzero   s.m.    • 1 •   (st.) guardia del corpo dei sultani turchi | (estens.) guardia del corpo    • 2 •   (spreg.) chi è alle dipendenze di una persona importante e ne esegue ogni comando | attivista fanatico di un partito.
giano   s.m.  nella loc. giano bifronte, persona che mostra due facce, quindi falsa, ipocrita.
giansenismo   s.m.  corrente religiosa ispirata alla dottrina teologica del vescovo olandese c. jansen (1585-1638), che ebbe particolare diffusione in francia e che fu condannata come eresia da innocenzo x nel 1653; riprendendo quella che considerava l'autentica dottrina agostiniana sulla predestinazione e la grazia divina, concepiva l'uomo come inevitabilmente incline al male.
giansenista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del giansenismo  agg.  giansenistico: filosofo, dottrina giansenista. 
giansenistico   agg.  [pl. m. -ci] del giansenismo, dei giansenisti: dottrine giansenistiche  § giansenisticamente avv.  secondo i principi del giansenismo | con spirito rigoristico.
giapponese   agg.  del giappone | lotta giapponese, (sport) judo  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi abita, chi è nato in giappone    • 2 •   la lingua parlata in giappone.
giapponeseria   s.f.  (spec. pl.) suppellettile, ninnolo giapponese o che imita gli originali giapponesi.
giara   o giarra, s.f.    • 1 •   grosso recipiente di terracotta per conservare olio, vino, acqua o granaglie    • 2 •   (geol.) rilievo caratteristico della sardegna, dalla sommità pianeggiante, costituito da rocce basaltiche permeabili.
giarda   s.f.    • 1 •   (vet.) escrescenza ossea prodotta da ripetuti traumi e localizzata sul lato esterno del garretto di equini e bovini    • 2 •   (ant.) burla, beffa: duolsi assai che gli ha fatto la giarda  (pulci).
giardinaggio   s.m.  tecnica e attività della coltivazione di giardini e di piante da giardino.
giardinetta   ® s.f.  autovettura per il trasporto di persone e cose, munita di uno sportello posteriore, dalla linea simile a quella di un furgoncino.
giardinetto   s.m.    • 1 •   dim.  di giardino    • 2 •   (mar.) ciascuno dei fianchi della parte poppiera della nave | andatura al giardinetto, quella di un'imbarcazione a vela che riceve il vento da poppa, ma leggermente spostato a destra o a sinistra    • 3 •   piatto di verdura o frutta assortite | antipasto misto | gelato misto    • 4 •   nel linguaggio della borsa, portafoglio di titoli diversificato per ridurre i rischi dell'investimento.
giardiniera   s.f.    • 1 •   mobile che sostiene vasi con piante ornamentali    • 2 •   misto di verdure sotto aceto servito come contorno o antipasto    • 3 •   sorta di carrozza a quattro ruote, aperta, con sedili laterali, in origine usata da giardinieri e ortolani per trasportare i loro prodotti | usato come agg. f.  nella loc. maestra giardiniera, insegnante nei giardini d'infanzia.
giardiniere   s.m.  [f. -a] chi coltiva giardini per mestiere.
giardino   s.m.    • 1 •   appezzamento di terreno in cui si coltivano fiori e piante ornamentali: giardino privato, pubblico; giardino pensile, su terrazza; giardino all'italiana, diviso in aiuole geometricamente ordinate; giardino all'inglese, con vasti prati, boschetti e piante sparse | giardino zoologico, lo stesso che zoo  | giardino d'infanzia, asilo per la prima educazione dei bambini al di sotto dei sei anni | giardino d'inverno, larga sala con le pareti a vetri, ricca di piante, un tempo tipica di alberghi o ville di lusso. dim. giardinetto    • 2 •   (fig.) paese, luogo fertile e ridente: l'italia è il giardino d'europa  | usato come agg. invar.  nella loc. città giardino, quartiere residenziale formato da villini tra il verde; città elegante, con molto verde.
giarra    ⇨ giara.
giarrettiera   s.f.  striscia o nastro elastico fissato a reggicalze o busti e terminante in un gancio, per sostenere le calze | ordine della giarrettiera, massimo ordine cavalleresco inglese istituito nel sec. xiv, che ha per insegna una giarrettiera azzurra.
giaspide    ⇨ iaspide.
giaurro   s.m.  (spreg.) termine con cui i turchi ottomani designavano un tempo coloro che non erano della loro religione; infedele.
giava   (1) s.f.  ballo in voga in europa dopo la prima guerra mondiale.
giava   (2) s.f.  (ant.) ripostiglio, magazzino nella stiva di una nave: fa tutte sgombrar camere e giave  (ariosto o. f.  xix, 49).
giavanese   agg.  dell'isola di giava  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi abita, chi è nato a giava    • 2 •   la lingua di giava.
giavazzo   s.m.  giaietto  agg.  si dice del mantello del cavallo quando è nero lucente.
giavellottista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica lo sport del lancio del giavellotto.
giavellotto   s.m.    • 1 •   arma bianca da lancio formata da un'asta di legno con la punta di metallo    • 2 •   attrezzo sportivo per gare di lancio dell'atletica leggera; anche, la relativa disciplina sportiva: primatista di giavellotto. 
giazzista   e deriv.   ⇨ jazzista e deriv. 
gibbo   s.m.    • 1 •   (med.) gobba    • 2 •   (ant. , lett.) collina, dosso: tra' due liti d'italia surgon sassi, /... / e fanno un gibbo che si chiama catria  (dante par.  xxi, 106-109).
gibbone   s.m.  scimmia catarrina asiatica di media grandezza con capo piccolo, corpo snello privo di coda e arti anteriori lunghissimi (ord.  primati).
gibbosità   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere gibboso    • 2 •   gobba, protuberanza.
gibboso   agg.  (non com.)    • 1 •   gobbo, curvo: naso gibboso    • 2 •   che presenta convessità, protuberanze: terreno gibboso  § gibbosamente avv. 
gibbuto   agg.  (lett.) gibboso.
giberna   s.f.  tasca o astuccio di cuoio o di tela, destinato a contenere le cartucce e i caricatori in dotazione, che i soldati portano appeso alla cintura o alla bandoliera.
gibetto   (1)  ⇨ giubbetto 2.
gibetto   (2) o giubbetto, s.m.  (ant.) forca, patibolo: io fei gibetto a me de le mie case  (dante inf.  xiii, 151).
gibigiana   o gibigianna, s.f.  (lomb.)    • 1 •   gioco di luce riflessa su uno specchio o su un vetro; luminello    • 2 •   (fig. scherz.) donna che fa sfoggio di eleganza, che vuole abbagliare con la sua eleganza.
gibollare   v. tr.  [io gibóllo ecc.] (lomb.) ammaccare.
gibus   s.m. invar.  cappello a cilindro provvisto di molle che permettono di ripiegarlo e appiattirlo, usato un tempo nell'abbigliamento maschile da sera.
gicaro   gichero  ⇨ gigaro.
gicleur   s.m. invar.  (aut.) dispositivo del carburatore, a forma di tubetto con foro calibrato, dal quale esce la benzina vaporizzata per miscelarsi con l'aria prima di entrare nel condotto d'aspirazione.
giddap   inter.  incitamento al cavallo da parte del cavaliere o del conducente.
gielo    ⇨ gelo.
giga-  giga- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica (simbolo g), dal gr. ghígas  'gigante'; anteposto al nome di un'unità di misura, ne moltiplica il valore per 10(9) (gigaelettronvolt).
giga   (1) s.f.  nome generico di alcuni strumenti medievali a corde e archetto, con cassa a forma di pera: come giga e arpa, in tempra tesa / di molte corde, fa dolce tintinno  (dante par.  xiv, 118-119).
giga   (2) s.f.  danza briosa in tempo ternario, forse di origine irlandese, diffusasi nei secc. xvii e xviii nella musica strumentale come conclusione della suite.
gigabyte   s.m. invar.  (inform.) unità di misura della memoria di massa pari a 1. 073. 741. 824 byte, ovvero 1024 megabyte.
gigaelettronvolt   s.m. invar.  (fis.) unità di misura di energia pari a un miliardo di elettronvolt; si abbrevia in gev.
gigante   s.m.    • 1 •   (mit.) ciascuno dei mortali di smisurata grandezza, nati dalla terra (gea) e dal sangue di urano, che combatterono contro gli dei | nella letteratura popolare e fiabesca, essere enorme per statura e proporzioni, spesso dotato di poteri sovrumani | nella bibbia, chi apparteneva a una popolazione di eccezionale statura che abitava la palestina prima del diluvio    • 2 •   [f., scherz. o spreg., -essa] (estens.) persona di statura altissima; (fig.) chi si distingue per eccezionali qualità di intelletto, di forza ecc. che lo pongono molto al di sopra della media degli uomini: nel suo campo è un gigante; einstein è un gigante della scienza  | fare passi di, da gigante, lunghissimi; (fig.) fare progressi molto rapidi  agg.  di proporzioni eccezionali, colossale: un albero gigante; prodotto in confezione gigante, più grande del normale | stella gigante, (astr.) stella di bassa temperatura e densità ma di forte luminosità e di dimensioni notevolmente maggiori rispetto al sole | slalom gigante, (sport) gara di sci che si disputa su tracciati più lunghi e meno ripidi e con porte più distanziate rispetto allo slalom speciale.
giganteggiare   v. intr.  [io gigantéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   sovrastare come gigante: il campanile giganteggia sul villaggio    • 2 •   (fig.) spiccare, eccellere per qualità, ingegno ecc.: un poeta che giganteggia su tutti. 
giganteo   agg.  (lett.)    • 1 •   di gigante: stirpe gigantea    • 2 •   da gigante, gigantesco: il corpo suo di gigantea statura  (ariosto o. f.  xxxvii, 41).
gigantesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da gigante; colossale (anche fig.): una corporatura gigantesca; un'impresa gigantesca  § gigantescamente avv. 
gigantismo   s.m.    • 1 •   (med.) accrescimento anormale del corpo, spec. in altezza    • 2 •   (estens.) sviluppo esagerato di un'organizzazione    • 3 •   (fig.) tendenza a concepire idee eccessivamente grandiose, progetti colossali.
gigantografia   s.f.  (foto.) tecnica di stampa in grandissime dimensioni; la riproduzione fotografica ottenuta con tale tecnica.
gigantografico   agg.  [pl. m. -ci] di gigantografia, che costituisce una gigantografia: riproduzione gigantografica. 
gigantomachia   s.f.  (mit.) la battaglia tra i giganti e gli dei dell'olimpo.
gigaro   o gicaro, gichero, gighero, s.m.  pianta erbacea con infiorescenza violacea avvolta da una brattea bianca, foglie astate e frutti velenosi; è frequente nei boschi europei (fam.  aracee).
gigatone   o gigaton, s.m.  (fis.) unità di misura dell'energia, pari a quella sviluppata dall'esplosione di un miliardo di tonnellate di tritolo.
gigionata   s.f.  atto, gesto o discorso da gigione.
gigione   s.m.    • 1 •   nel gergo teatrale, attore che mira a raggiungere facili effetti con forzature nella recitazione    • 2 •   persona vanitosa, spesso presuntuosa, che cerca di primeggiare ponendosi al centro dell'attenzione.
gigioneggiare   v. intr.  [io gigionéggio ecc. ; aus. avere] assumere atteggiamenti da gigione.
gigionesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da gigione: pose gigionesche  § gigionescamente avv. 
gigionismo   s.m.  l'essere gigione; modo di comportarsi da gigione: il gigionismo di un attore, di un oratore. 
gigliacee   s.f. pl.  (bot.) liliacee.
gigliaceo   agg.  di giglio | di colore o odore, che è simile a quello del giglio: profumo gigliaceo. 
gigliato   agg.  che ha l'emblema del giglio, che è contrassegnato da un giglio: la città gigliata, firenze | (arald.) si dice delle pezze e delle figure con le estremità terminanti in giglio oppure del campo e delle pezze seminati di gigli  s.m.    • 1 •   nome di diverse monete che portavano impresso l'emblema di un giglio    • 2 •   giocatore della squadra di calcio della fiorentina, che ha il giglio come emblema.
giglio   s.m.    • 1 •   pianta erbacea bulbosa ornamentale con fiori bianchi profumati e foglie lanceolate (fam.  liliacee) | il fiore di tale pianta: un mazzo di gigli; bianco come un giglio    • 2 •   (fig.) persona o cosa di straordinario candore e purezza    • 3 •   emblema araldico che riproduce, stilizzato, il fiore del giglio: giglio di firenze, di francia    • 4 •   giglio di mare, (zool.) comatula.
gigolette   s.f. invar.  sgualdrinella; ragazza che frequenta gli ambienti della malavita.
gigolo   s.m. invar.  giovane che si fa mantenere da amanti più anziane di lui | giovane ben vestito ma di dubbia fama o di modi sospetti.
gilbert   s.m. invar.  (fis.) unità di misura di forza magneto-motrice e differenza di potenziale magnetico, nel sistema cgs elettromagnetico.
gilda   s.f.  associazione di mercanti o artigiani tipica del mondo anglosassone e germanico nel medioevo.
gilè   s.m.  adattamento it. di gilet.  dim. gilerino. 
gilet   s.m. invar.  corpetto senza maniche che si porta sopra la camicia.
gill   s.m. invar.  unità di misura di capacità per liquidi in uso in gran bretagna (litri 0,142) e negli stati uniti (litri 0,118).
gillette   ® s.m. invar.  rasoio di sicurezza a due tagli con lama sostituibile | s.f. invar.  lama a due tagli adattabile al rasoio omonimo.
gimcana   gimkana e deriv.   ⇨ gincana e deriv. 
gimno-  gimno- o ginno-, primo elemento di parole composte derivate dal greco o formate modernamente, dal gr. ghymnós  'nudo, non coperto' (gimnosofista, gimnosperme).
gimnocarpo   o ginnocarpo, agg.  (bot.) si dice di fungo basidiomicete o ascomicete con imenio libero sulla superficie del ricettacolo.
gimnodattilo   o ginnodattilo, s.m.  piccolo rettile simile a un geco, comune nei paesi del mediterraneo (ord.  squamati).
gimnodonti   o ginnodonti, s.m. pl.  (zool.) gruppo di pesci teleostei caratterizzati dalla presenza di un becco rivestito di smalto; vi appartiene il pesce istrice | sing.  [-e] ogni pesce di tale gruppo.
gimnosofista   o ginnosofista, s.m.  [pl. -sti] termine con cui gli scrittori greci designavano gli asceti indiani che vivevano nudi nei boschi, cibandosi solo di erbe e di frutti.
gimnosperme   o ginnosperme, s.f. pl.  (bot.) sottodivisione di piante fanerogame a semi nudi, cioè non rinchiusi in un ovario | sing.  [-a] ogni pianta di tale sottodivisione.
gimnoto   o ginnoto, s.m.    • 1 •   pesce d'acqua dolce, simile all'anguilla, privo di squame e di pinna dorsale; è dotato di organi che producono forti scariche elettriche (ord.  cipriniformi)    • 2 •   (mil.) potente torpedine che, posata sul fondo del mare, viene fatta esplodere elettricamente a distanza.
gin   s.m. invar.  acquavite di cereali aromatizzata con bacche di ginepro.
ginandria   s.f.  (zool.) lo stesso che ginandrismo. 
ginandrismo   s.m.  (med.) anomalia consistente nella presenza in un individuo di sesso femminile di caratteri sessuali secondari maschili e degli organi sessuali maschili allo stato rudimentale.
ginandro   agg.  (biol.) che riguarda i caratteri sessuali maschili e femminili insieme.
ginandromorfismo   s.m.  (zool.) anomalia di individui con caratteri sessuali in parte maschili e in parte femminili.
gincana   o gimcana, gimkana, s.f.    • 1 •   gara podistica, automobilistica o motociclistica su un percorso particolarmente tortuoso e accidentato (e in cui è spesso previsto il superamento di prove bizzarre e di ostacoli artificiali)    • 2 •   (estens.) percorso difficoltoso: la gincana del traffico. 
gincanista   o gimcanista, gimkanista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi partecipa a gare di gincana.
gineceo   s.m.    • 1 •   nell'ant. grecia, parte interna della casa, riservata alle donne    • 2 •   (scherz.) luogo dove si trovano radunate molte donne    • 3 •   (bot.) parte del fiore composta da uno o più pistilli.
gineco-  gineco- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. ghyné -naikós, che significa 'donna' (ginecologia).
ginecofobia   s.f.  (psicol.) paura morbosa e sistematica delle donne.
ginecologia   s.f.  ramo della medicina che studia e cura gli organi genitali femminili.
ginecologico   agg.  [pl. m. -ci] inerente alla ginecologia: intervento ginecologico  § ginecologicamente avv.  dal punto di vista ginecologico.
ginecologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista in ginecologia.
ginecomastia   s.f.  (med.) ipertrofia della mammella maschile.
ginecomasto   s.m.  (med.) uomo affetto da ginecomastia.
ginepraio   s.m.    • 1 •   luogo dove crescono molti ginepri; macchia di ginepri    • 2 •   (fig.) situazione difficile e intricata: ficcarsi in un ginepraio, togliersi da un ginepraio, in, da un guaio, una serie di guai.
ginepreto   s.m.  (rar.) ginepraio, nel sign. 1.
ginepro   ant. genebro, s.m.    • 1 •   arbusto sempreverde con foglie aghiformi e pungenti, frutti azzurrognoli, tondeggianti e aromatici (fam.  cupressacee)    • 2 •   essenza estratta dai frutti del ginepro, che si usa in farmacia, gastronomia e liquoreria.
ginestra   s.f.    • 1 •   arbusto con lunghi e sottili rami verdi, fiori odorosi gialli a grappolo e scarse foglie lineari, frequente nelle regioni mediterranee (fam.  leguminose)    • 2 •   fibra tessile ricavata per macerazione della pianta omonima; si usa soprattutto per fabbricare cordami.
ginestrella   s.f.  (bot.) coronilla.
ginestreto   s.m.  (non com.) luogo in cui abbondano le ginestre; macchia di ginestre.
ginestrina   s.f.  erba perenne con radice a fittone e fiori gialli; comune in italia in luoghi sia aridi che umidi, viene anche coltivata per foraggio (fam.  leguminose).
ginestrone   s.m.  arbusto con rami spinosi, foglie lineari, fiori di color giallo (fam.  leguminose).
ginetto    ⇨ ginnetto.
ginevrino   agg.  della città di ginevra, in svizzera  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di ginevra.
gin fizz   loc. sost. m. invar.  cocktail a base di gin, succo di limone e acqua di seltz.
ginger   s.m. invar.  bibita analcolica gassata a base di acqua, zucchero e aromi vegetali. dim. gingerino. 
gingillare   v. tr.  (region.) prendere in giro | v. intr.  [aus. avere], gingillarsi v. rifl.    • 1 •   giocherellare, divertirsi con un gingillo    • 2 •   (estens.) perdere il tempo in inezie; trastullarsi: sta a gingillarsi invece di lavorare. 
gingillino   s.m.    • 1 •   dim.  di gingillo    • 2 •   (fig.) donna graziosa e di piccola statura.
gingillo   s.m.    • 1 •   giocattolo, trastullo da poco | ninnolo, ciondolo | cosa piccola e graziosa, spec. se di poco valore. dim. gingillino    • 2 •   (fig.) occupazione vana; perditempo.
gingillone   s.m.  [f. -a] (rar.) chi ama gingillarsi; perditempo, perdigiorno.
gingiva    ⇨ gengiva.
ginglimo   s.m.  (anat.) diartrosi che consente il movimento su un piano solo: ginglimo angolare, laterale. 
ginismo   s.m.  (med.) presenza nella donna di caratteri femminili molto marcati (seno grande, mestruazioni troppo frequenti ecc.), che sono la conseguenza di disfunzioni endocrine.
ginkgo   s.m.  albero con foglie a forma di piccolo ventaglio e frutto a drupa (fam.  ginkgoacee).
ginkgoacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante delle gimnosperme comprendente molte specie fossili e un'unica specie vivente, il ginkgo | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
ginnare   v. tr.  sgranare il cotone per lavorarlo.
ginnasiale   agg.  del ginnasio: classi ginnasiali   s.m.  e f.  studente del ginnasio.
ginnasiarca   s.m.  [pl. -chi] nell'antichità greca e romana, chi dirigeva un ginnasio.
ginnasio   s.m.    • 1 •   nell'antica grecia, palestra dove i giovani si esercitavano nella ginnastica e venivano educati alla musica, alla letteratura e alla filosofia    • 2 •   nell'attuale ordinamento scolastico italiano, scuola secondaria della durata di due anni, che serve da collegamento tra la media inferiore e il liceo classico | (estens.) edificio che ospita una scuola ginnasiale: liceo-ginnasio, l'istituto che raccoglie le classi del ginnasio e del liceo classico.
ginnasta   s.m.  [pl. m. -sti]    • 1 •   [anche f.] atleta specializzato nella ginnastica | (estens.) persona atletica    • 2 •   nell'antica grecia, maestro in un ginnasio.
ginnastica   s.f.    • 1 •   attività fisica che, attraverso un complesso di esercizi, tende a migliorare le condizioni generali dell'organismo dando forza e armonia al corpo; disciplina sportiva agonistica collegata a tale attività: ginnastica da camera, eseguibile in casa; ginnastica attrezzistica, i cui esercizi si eseguono con l'ausilio di attrezzi; ginnastica a corpo libero, senza attrezzi; ginnastica ritmica, eseguita con accompagnamento musicale; ginnastica artistica, complesso di specialità ginniche da palestra che costituiscono una particolare disciplina olimpica; ginnastica preparatoria, preatletica, eseguita in preparazione della pratica di una determinata attività sportiva; ginnastica medica, correttiva, quella che corregge deformazioni del corpo o serve a far riprendere a un arto o a un organo la sua normale funzione    • 2 •   (fig.) insieme di esercizi di natura mentale: la ginnastica dell'intelligenza. 
ginnastico   agg.  [pl. m. -ci] ginnico.
ginnatrice   s.f.  macchina per ginnare.
ginnatura   s.f.  l'operazione industriale del ginnare.
ginnetto   ant. ginetto, giannetto, s.m.  agile cavallo di razza spagnola di piccola taglia | (estens.) cavallo da corsa: i bei ginnetti italici han pettinati crini  (carducci).
ginnico   agg.  [pl. m. -ci] di ginnastica: esercizi ginnici; saggio ginnico. 
ginno-  ginno-  ⇨ gimno-.
gino-  gino- -gino primo e secondo elemento di parole composte della terminologia dotta o scientifica, dal gr. ghyné -ghynaikós  'donna'; vale 'donna, femminile' e nella terminologia botanica indica riferimento all'ovario delle piante (ginogenesi, misogino, ipogino).
ginocchiata   s.f.  colpo dato col ginocchio; colpo preso battendo con il ginocchio.
ginocchiello   s.m.    • 1 •   cuscinetto di cuoio che si mette ai ginocchi del cavallo per proteggerli    • 2 •   nelle armature antiche, ginocchiera    • 3 •   in macelleria, il ginocchio del maiale.
ginocchiera   s.f.    • 1 •   fascia o cuscinetto che protegge il ginocchio: ginocchiera elastica  ' nelle armature antiche, parte snodata che difendeva il ginocchio lasciandogli ampia libertà di movimento    • 2 •   fodera di rinforzo applicata ai calzoni in corrispondenza del ginocchio.
ginocchietto   s.m.    • 1 •   dim.  di ginocchio    • 2 •   nelle antiche armature, ginocchiera.
ginocchio   s.m.  [pl. ginocchi; anche le ginocchia  f., per indicare tutt'e due i ginocchi di una persona]    • 1 •   parte dell'arto inferiore in cui la gamba si articola alla coscia: rompersi un ginocchio; farsi male alle ginocchia; in ginocchio, poggiato sulle ginocchia tenendo le gambe piegate: mettersi in ginocchio, in atteggiamento di devozione, di preghiera; (fig.) umiliarsi; mettere in ginocchio qualcuno, (fig.) piegarlo, vincerlo | gettarsi alle ginocchia di qualcuno, per implorarlo in atto di sottomissione | sentirsi piegar le ginocchia, sentirsi debole o avere paura | ginocchio varo, (med.) affetto da varismo | ginocchio valgo, (med.) affetto da valgismo | ginocchio della lavandaia, (med.) infiammazione della borsa sierosa situata davanti alla rotula | far venire il latte alle ginocchia, (fig.) annoiare oltre misura; infastidire, deprimere | prov.  : l'avvenire giace sulle ginocchia di giove, il futuro è incerto, imprevedibile. dim. ginocchino, ginocchietto    • 2 •   (mar.) la parte del remo che poggia sullo scalmo    • 3 •   la parte dei calzoni che copre il ginocchio: una toppa sul ginocchio    • 4 •   struttura più o meno cilindrica piegata a raggio di curvatura stretto, oppure articolata a ginocchio.
ginocchioni   o ginocchione, avv.  (non com.) con le ginocchia in terra; reggendosi sulle ginocchia: cadere, stare, camminare ginocchioni. 
ginoforo   s.m.  (bot.) prolungamento del ricettacolo florale delle angiosperme.
ginogenesi   s.f.  (biol.) modo di riproduzione, intermedio tra la fecondazione e la partenogenesi, in cui lo spermio svolge solo la funzione di attivare il processo di sviluppo dell'uovo.
ginseng   s.m. invar.    • 1 •   pianta erbacea perenne con foglie palmate a fiori gialli, profumati, raccolti in ombrelle (fam.  araliacee)    • 2 •   essenza che si estrae dalla radice della pianta e si impiega in liquoreria ed erboristeria.
gioachimismo   s.m.  dottrina di carattere profetico-apocalittico sviluppatasi sui testi del religioso calabrese gioacchino da fiore (1145-1202).
gioachimita   agg.  [pl. m. -ti] di gioacchino da fiore; del gioachimismo  s.m.  e f.  seguace di gioacchino da fiore, del gioachimismo.
giobertiano   agg.  del filosofo italiano vincenzo gioberti (1801-1852)  s.m.  seguace del gioberti.
giocabile   agg.  che può essere utilmente giocato (spec. nel linguaggio sportivo): palla, pallone giocabile. 
giocare   lett. giuocare, ant. giucare, v. intr.  [io giuòco  o giòco, tu giuòchi  o giòchi ecc. ; in tutta la coniugazione -o-  se atono, se tonico -ò  o -uò; aus. avere]    • 1 •   dedicarsi a un'attività piacevole per divertimento, per passatempo, per esercizio fisico o mentale o anche per trarne guadagno: giocare a mosca cieca, ai birilli, a rincorrersi, al dottore, agli indiani, con la bambola; giocare a carte, al biliardo, d'azzardo  | trastullarsi, scherzare: giocare con un filo di lana; non prenderlo sul serio, sta giocando!  | giocare sulle, con le parole, usare parole equivoche per poterle poi interpretare a proprio modo | a che gioco giochiamo?, si dice con impazienza a chi vorrebbe ingannare o prendere in giro | prov.  : fortunato in amor non giochi a carte    • 2 •   dedicarsi al gioco d'azzardo; arrischiare il proprio denaro in scommesse e in altre attività dominate dalla sorte: giocare al lotto, al totocalcio; si rovinerà continuando a giocare; giocare a soldi; giocare su un cavallo  | effettuare una giocata: tocca a me giocare  ' giocare in borsa, acquistare e vendere titoli in borsa a fini speculativi | (assol.) avere il vizio del gioco: quel tuo amico è uno che gioca!    • 3 •   dare prova di abilità, servirsi di qualcosa con abilità: giocare d'armi; giocare di mano, rubare; giocare d'astuzia, d'ingegno, servirsene per risolvere una difficoltà    • 4 •   praticare un gioco sportivo: giocare a calcio, a tennis, a rugby; gioca come portiere nella squadra della sua città    • 5 •   essere in gioco: in queste cose gioca la fortuna  | agire: giocare sul sicuro, sul velluto, senza rischiare | mettere in gioco, a repentaglio; rischiare: giocare con la vita, con la salute    • 6 •   aver gioco, avere la possibilità di muoversi nell'insieme degli organi di un meccanismo (anche fig.): la chiave gioca bene nella serratura; riesce a giocare nei contrasti tra i capi    • 7 •   detto di luce, aria, acqua ecc., creare particolari effetti: la luce gioca nella stanza  | v. tr.  [nei sign. 1, 2,    • 3 •   anche rafforzato con la particella pron.]    • 1 •   mettere in gioco (anche fig.): giocare una carta; giocarsi la reputazione in un affare poco chiaro  ' giocare le proprie carte, (fig.) usare le proprie risorse | giocare un tiro a qualcuno, fargli un brutto scherzo    • 2 •   scommettere, puntare al gioco: giocare un numero alla roulette, un terno al lotto; giocarsi una fortuna, una cena  | in espressioni iperb.: giocarsi anche la camicia, (fig.) tutto ciò che si possiede; giocarsi la testa su qualcuno, su qualcosa, (fig.) per dire che si è assolutamente sicuri di qualcuno o qualcosa    • 3 •   arrischiare, mettere in pericolo; perdere qualcosa per averla messa a repentaglio: giocare la vita in un'impresa; s'è giocato la carriera per una sciocchezza    • 4 •   ingannare, prendere in giro; vincere con astuzia: ti ho giocato!    • 5 •   disputare una gara sportiva: il milan ha giocato una buona partita. 
giocata   lett. giuocata, s.f.    • 1 •   il giocare | una partita di gioco. dim. giocatina    • 2 •   posta messa in gioco: perdere una grossa giocata    • 3 •   combinazione di numeri o risultati previsti su cui si punta una somma: una giocata al lotto, al totocalcio. 
giocatore   lett. giuocatore, ant. giucatore, s.m.  [f. -trice, pop. -tora]    • 1 •   chi si dedica al gioco o pratica assiduamente un gioco; chi ha il vizio del gioco d'azzardo: un giocatore accanito, imbattibile  | atleta che pratica uno sport come professionista o come dilettante: giocatore di calcio, di tennis    • 2 •   (fig.) chi, nei rapporti con gli altri, agisce abilmente, ma senza scrupoli.
giocattolaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende giocattoli; negozio di giocattoli.
giocattolo   s.m.  oggetto che serve per far giocare i bambini: un giocattolo elettronico; negozio di giocattoli; il trenino e i soldatini erano i miei giocattoli preferiti  | essere un giocattolo nelle mani di qualcuno, (fig.) esserne dominato, manovrato.
giocherellare   v. intr.  [io giocherèllo ecc. ; aus. avere] giocare di quando in quando o senza impegno | trastullarsi distrattamente: giocherellare con la penna, con l'accendino. 

giocherellone   s.m.  [f. -a] chi è incline a giocherellare: quel cucciolo è un giocherellone  | (estens.) persona che scherza volentieri, che ama indugiare nello scherzo, nel gioco.
giocheria   s.f.    • 1 •   negozio di giochi e giocattoli    • 2 •   ambiente attrezzato con giochi dove i bambini possono fermarsi a giocare.
giochetto   lett. giuochetto, s.m.    • 1 •   dim.  di gioco  | gioco molto semplice e breve. dim. giochettino    • 2 •   (estens.) lavoro, compito di poco impegno    • 3 •   (fig.) inganno; tranello: non mi aspettavo da lui questo giochetto. 
giochicchiare   v. intr.  [io giochìcchio ecc. ; aus. avere] giocare senza impegno o di quando in quando; giocherellare.
gioco   lett. giuoco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   qualsiasi attività a cui si dedicano bambini o adulti per svago, ricreazione o per tenere in esercizio la mente, il corpo; il giocare: gioco di carte, di prestigio; gioco al chiuso, all'aperto; giochi individuali, di gruppo, di società, d'intelligenza, di pazienza, di strategia, d'azzardo, enigmistici, matematici; compagno di gioco, di giochi; la stanza dei giochi, in una casa, quella riservata ai giochi dei bambini; un lavoro che è un gioco, (fig.) facilissimo; entrare in gioco, (fig.) aver parte, intervenire in qualcosa | prov.  : ogni, un bel gioco dura poco.  dim. giochino, giochetto, giocherello    • 2 •   competizione in un'attività sportiva o di tipo sportivo, tra persone o squadre, che avviene secondo il regolamento che è proprio di quell'attività: il gioco del tennis, del calcio, della pallacanestro; il gioco delle bocce  | pl.  manifestazione sportiva comprendente più gare: giochi olimpici, del mediterraneo; giochi funebri, gare ginniche che nell'antichità greco-romana accompagnavano un funerale    • 3 •   (assol.) competizione di due o più persone, o di una persona con un banco, che si misurano puntando delle somme di denaro in un'attività di svago condotta secondo regole codificate, generalmente facendo uso di oggetti o attrezzature specifiche (carte, dadi, roulette ecc.), e in cui la vincita dipende o dall'abilità o dal caso: vincere, perdere, rovinarsi al gioco; avere il vizio del gioco; barare al gioco; casa da gioco, casinò | la posta in gioco, la somma puntata; (fig.) ciò che si arrischia: nelle trattative tra le due aziende la posta in gioco è la salvaguardia dell'occupazione  | essere in gioco, essere posto come premio per il vincitore; (fig.) esser messo a rischio, costituire un risultato incerto: è in gioco l'onore; mettere in gioco la vita; nella riunione di oggi sono in gioco grandi decisioni    • 4 •   modo di giocare, spec. nello sport o in una competizione in cui si punta denaro: fare, avere un gioco cauto, prudente, corretto, scorretto, elegante, veloce  | gioco di gambe, nel pugilato, lo spostarsi sulle gambe per evitare i colpi dell'avversario    • 5 •   la somma che si punta a ogni giocata; la giocata stessa: perdere il gioco; raddoppiare il gioco    • 6 •   le regole di un gioco considerate nel loro insieme; il sistema seguito nel giocare: conoscere il gioco; stare al gioco, rispettarne le regole (anche fig.) | capire il gioco di qualcuno, (fig.) scoprirne le mire nascoste | fare il gioco di qualcuno, (fig.) servire, consapevolmente o inconsapevolmente, ai suoi scopi | prestarsi al gioco di qualcuno, (fig.) assecondarne le intenzioni, gli intrighi | prov.  : chi sa il gioco non l'insegni, non è prudente svelare i segreti del proprio successo    • 7 •   nei giochi di carte, l'insieme delle carte di un giocatore; la situazione in cui egli si trova: avere, accusare un buon gioco; aver buon gioco su qualcuno, poterlo battere facilmente (anche fig.); far buon viso a cattivo gioco, (fig.) rassegnarsi; rivelare, scoprire il proprio gioco, (fig.) mostrare i mezzi che si possiedono; fare gioco, (fig.) giovare, tornare utile; fare il doppio gioco, in una contesa, trattativa e sim., fingere di collaborare con entrambe le parti in causa per ottenere comunque un vantaggio    • 8 •   durata di un gioco:a metà del gioco  | nel tennis, game    • 9 •   quanto è necessario per giocare o per praticare uno sport (carte, pedine, attrezzi ecc.): un gioco di dama, di domino, di shangai  | giocattolo: gioco educativo, elettronico, tradizionale    • 10 •   gioco in, di borsa, l'attività di acquisto e vendita di titoli o valute per lucrare le differenze tra i rispettivi prezzi    • 11 •   (fig.) scherzo, celia; beffa, scherno: fare qualcosa per gioco; farsi, prendersi gioco di qualcuno, beffarlo, prenderlo in giro    • 12 •   finzione, artificio: il gioco scenico  | gioco di luce, contrasto di luci e ombre | giochi d'acqua, getti d'acqua ornamentali    • 13 •   (mecc.) lo spazio compreso tra le superfici affacciate di due elementi meccanici uniti da un accoppiamento mobile; il movimento consentito da tale spazio | (estens.) libertà di movimento (in senso generico): una catenella... le lasciava gioco per tutta l'ampiezza della gabbia  (landolfi)    • 14 •   teoria dei giochi, disciplina matematica che studia le strategie adottate o adottabili da individui o coalizioni di individui per ottimizzare i propri risultati in situazioni di conflitto | gioco a somma zero, situazione in cui le vincite di un giocatore sono pari alle perdite dell'altro.
giocoforza   lett. giuocoforza, solo nella loc. essere giocoforza, essere necessario, inevitabile: è giocoforza partire. 
giocolare   (1) s.m.  (ant.) buffone, giullare.
giocolare   (2) v. intr.  [io giòcolo ecc. ; aus. avere] (rar.)    • 1 •   far giochi di prestigio o equilibrismi    • 2 •   giocherellare.
giocolatore   s.m.  [f. -trice] (ant.) giocoliere; giullare.
giocoliere   s.m.    • 1 •   chi si esibisce in giochi di destrezza fisica, equilibrismo, manipolazione, per lo più in pubblici spettacoli (circo, varietà ecc)    • 2 •   (estens.) si dice di persona dotata di particolare destrezza e astuzia nello svolgere la propria attività: un giocoliere della finanza, della politica  | (sport) nel calcio, nel basket e in altri sport, si dice di giocatore particolarmente abile nel controllo della palla.
giocondare   ant. giocundare, v. tr.  [io giocóndo ecc.] (ant.) rendere giocondo, rallegrare | v. intr.  [aus. avere], giocondarsi v. rifl.  (lett.) essere giocondo, rallegrarsi, divertirsi.
giocondità   s.f.  l'esser giocondo; ciò che rende giocondo.
giocondo   agg.    • 1 •   che ha, che esprime una gioia serena, letizia, spensieratezza: un uomo giocondo; aspetto giocondo; età gioconda, felice    • 2 •   (lett.) che dà gioia, diletto    • 3 •   (pop. , fam.) credulone, sciocco § giocondamente avv. 
giocosità   s.f.  l'essere giocoso.
giocoso   agg.    • 1 •   che è detto o fatto per gioco: una risposta giocosa    • 2 •   che ama lo scherzo; che vuol divertire: carattere giocoso  ' poesia giocosa, genere di poesia che si basa sulla parodia e lo scherzo e ha forma apparentemente antiletteraria; poesia burlesca § giocosamente avv. 
giocundare    ⇨ giocondare.
giogaia   (1) s.f.  catena di gioghi montuosi | passo, sella.
giogaia   (2) s.f.  piega della pelle che pende dalla gola dei ruminanti.
giogatico   s.m.  [pl. -ci] un tempo, compenso che si corrispondeva per l'affitto degli animali da lavoro.
giogo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   arnese di legno che si applica sul collo di una coppia di bovini da lavoro; presenta un grosso anello centrale d'acciaio a cui si attacca la stanga del traino    • 2 •   (fig.) gravosa soggezione a un'autorità, a un dominio: il giogo della tirannide; vivere sotto il giogo straniero    • 3 •   in età romana, asta messa di traverso su due altre piantate in terra, sotto cui si facevano passare, a schiena curva, i guerrieri vinti per umiliarli    • 4 •   (tecn.) elemento di sospensione costituito da una barra che presenta tre punti d'attacco (due alle estremità e uno centrale, opposto a essi) | asta che regge i piatti della bilancia    • 5 •   cima tondeggiante e allungata di un monte | valico montano.
gioia   (1) s.f.    • 1 •   sentimento di piena e viva soddisfazione dell'animo; allegria, letizia, felicità: gioia grande, profonda, immensa; lacrime di gioia  ' darsi alla pazza gioia, divertirsi molto | saltare per la gioia, essere pazzo di gioia, essere fuori di sé dalla gioia, (iperb.) essere contentissimo, felicissimo    • 2 •   persona, fatto o cosa che è causa di felicità, fonte di soddisfazione o di consolazione: una bambina che è la gioia della famiglia; le gioie della vita. 
gioia   (2) s.f.    • 1 •   spec. pl.  pietra preziosa; gioiello    • 2 •   (fig.) persona o cosa di pregio, particolarmente amata | come appellativo affettuoso, spec. di bambini: che cosa vuoi, gioia?. 
gioiare   v. intr.  [io giòio, tu giòi ecc. ; aus. avere], gioiarsi v. rifl.  (ant. , lett.) gioire, dilettarsi: tutti sem presti / al tuo piacer, perché di noi ti gioi  (dante par.  viii, 32-33).
gioiellare   v. tr.  [io gioièllo ecc] (rar.)    • 1 •   incastonare pietre preziose in un gioiello    • 2 •   ingioiellare, ornare di gioielli.
gioielleria   s.f.    • 1 •   l'arte di lavorare pietre e metalli preziosi per farne gioielli    • 2 •   negozio di gioielli    • 3 •   assortimento, complesso di gioielli.
gioielliere   s.m.  [f. -a] chi lavora o vende gioielli.
gioiello   s.m.    • 1 •   monile di metallo prezioso, per lo più ornato con una o più gemme. dim. gioielletto, gioiellino    • 2 •   (fig.) persona molto cara o dotata di grandi qualità meccanismo dalla costruzione accurata e affidabile: quel motore è un gioiello. 
gioiosità   s.f.  l'essere gioioso.
gioioso   agg.  pieno di gioia, che esprime o dà gioia; lieto, allegro, felice: carattere, grido, avvenimento gioioso  § gioiosamente avv. 
gioire   v. intr.  [io gioisco, tu gioisci ecc. ; dif. del part. pres.; aus. avere] provare gioia.
giolito   s.m.    • 1 •   (ant.) il gradevole riposo che segue alla fatica | stare in giolito, detto di natante, lasciarsi cullare dalle onde nella bonaccia; detto di persona, stare in riposo, in ozio    • 2 •   (lett) gioia intensa; esultanza, tripudio.
giolittiano   agg.  di giovanni giolitti o del giolittismo  s.m.  [f. -a] seguace, sostenitore di giolitti o del giolittismo.
giolittismo   s.m.  l'insieme delle teorie politiche e la pratica di governo che furono proprie dello statista italiano giovanni giolitti (1842-1928).
giordano   agg.  della giordania, stato e regione geografica dell'asia occidentale  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della giordania.
giorgina   s.f.  (bot.) nome di alcune specie di dalie.
giorgionesco   agg.  [pl. m. -schi] che si riferisce al pittore veneto giorgio da castelfranco, detto giorgione (1477 ca - 1510), o che ne imita lo stile, la maniera.
giornalaio   s.m.  [f. -a] chi vende giornali e riviste.
giornale   s.m.    • 1 •   pubblicazione giornaliera a stampa che reca notizie di politica, economia, attualità, articoli di varia natura, annunci economici e altro: giornale del mattino, della sera; giornale di partito, indipendente; leggere una notizia sul giornale; scrivere sul giornale, pubblicare i propri articoli in un giornale | (estens.) pubblicazione periodica a stampa non giornaliera: giornale illustrato, letterario, scientifico  ' giornale murale, foglio contenente un insieme di comunicazioni scritte, affisso in luogo pubblico | giornale radio, notiziario sui fatti del giorno trasmesso per radio. dim. giornaletto, giornalino  accr. giornalone  pegg. giornalaccio    • 2 •   (estens.) la sede, l'edificio in cui viene redatto o stampato un giornale: il direttore non è al giornale    • 3 •   libro in cui si annotano, generalmente giorno per giorno, fatti o dati di interesse pubblico o privato; diario, registro: giornale di bordo, di viaggio, di classe  ' libro giornale, libro contabile obbligatorio che rileva giorno per giorno i fatti concernenti la gestione aziendale  agg.  (ant.) giornaliero, quotidiano § giornalmente avv.  ogni giorno; quotidianamente: cose che accadono giornalmente; registrare giornalmente le entrate e le uscite. 
giornaletto   s.m.    • 1 •   dim.  di giornale    • 2 •   (fam.) rivista a fumetti per ragazzi.
giornaliero   agg.    • 1 •   d'ogni giorno, che si ripete tutti i giorni: lavoro giornaliero    • 2 •   di un giorno: il moto giornaliero del sole  | proprio di quel giorno; per estens., incostante, mutevole: umore giornaliero   s.m.    • 1 •   [f. -a] lavoratore assunto e retribuito a giornata    • 2 •   abbonamento giornaliero (a una rete urbana di trasporti, a impianti sciistici ecc.)    • 3 •   spezzone di film girato e stampato in giornata.
giornalino   s.m.    • 1 •   dim.  di giornale    • 2 •   (fam.) giornale per ragazzi, con testi illustrati o a fumetti; giornaletto    • 3 •   giornale a diffusione interna di enti, comunità, associazioni: il giornalino della scuola; giornalino aziendale. 
giornalismo   s.m.    • 1 •   l'insieme delle attività relative alla redazione e pubblicazione dei giornali    • 2 •   la professione del giornalista    • 3 •   il complesso dei giornali, l'insieme dei giornalisti: il giornalismo italiano. 
giornalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi per professione scrive per un giornale, un periodico, la radio, la televisione, un'agenzia d'informazioni, o svolge per essi attività redazionale: giornalista sportivo, di cronaca, radiofonico, televisivo. 
giornalistico   agg.  [pl. m. -ci] di giornalismo, dei giornali o dei giornalisti: servizio, stile giornalistico  § giornalisticamente avv.  in stile giornalistico.
giornante   s.m.    • 1 •   (antiq.) bracciante che lavora a giornata    • 2 •   pl.  a firenze, nome dei confratelli della misericordia che, a turni di un giorno, assolvevano vari compiti di assistenza | s.f.  (antiq.) domestica che lavora a giornata.
giornata   s.f.    • 1 •   il periodo compreso tra la mattina e la sera in rapporto al tempo atmosferico o al lavoro, all'attività che vi si svolge, oppure agli avvenimenti che vi accadono: una giornata serena, nebbiosa; giornata lavorativa, festiva; una giornata di otto ore lavorative; una giornata che resterà memorabile; in, nella, entro la giornata, nel giorno stesso: verrà in giornata  | di giornata, del giorno stesso: uova di giornata; caporale di giornata , che è di servizio in quel giorno | lavorare a giornata, prestare la propria opera essendo assunto e retribuito di giorno in giorno o anche per un giorno solo | vivere alla giornata, senza preoccuparsi del futuro | andare a giornate, (fig.) essere di umore o salute variabile | giornata nera, (fig.) quella in cui tutte le cose vanno male. dim. giornatina  pegg. giornataccia    • 2 •   il corrispettivo di una giornata di lavoro: guadagnarsi la giornata    • 3 •   la distanza, il cammino percorribile in un giorno: la nave era a una giornata dal porto  | a grandi giornate, (ant.) a marce forzate, di gran carriera    • 4 •   giorno dedicato a una celebrazione oppure a iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica su un importante problema di carattere civile o sociale: la giornata del fanciullo, dell'handicappato; giornata di studi, in cui si tengono convegni, mostre e sim. su un argomento di studio    • 5 •   giorno caratterizzato da fatti d'arme: le quattro giornate di napoli, i giorni della ribellione popolare contro l'occupazione nazista (28 settembre - 1° ottobre 1943) | giornata campale, (fig.) giorno pieno di impegni e difficoltà    • 6 •   in piemonte, unità di misura di superficie dei terreni agrari corrispondente a ca 3810 m2 (pressappoco quanto può essere arato da una coppia di buoi in un giorno).
giornea   s.f.    • 1 •   antica sopravveste militare corta poi adottata dalle persone di ogni ceto    • 2 •   (antiq.) toga del giudice.
giorno   s.m.    • 1 •   (astr.) periodo di tempo impiegato dalla terra a compiere una rotazione intorno al proprio asse | nell'uso pratico, intervallo di tempo di ventiquattro ore che va da una mezzanotte a quella successiva; anche, periodo di ventiquattro ore in genere: la settimana è di sette giorni; giorno festivo, feriale; la carica di questo orologio dura tre giorni; un bambino di pochi giorni (di vita); avere i giorni contati, (fig.) essere prossimo alla morte; il giorno estremo, quello delle morte; chiudere, finire i propri giorni, morire; dare gli otto, i quindici giorni, licenziare con tale preavviso | i fatti del giorno, gli avvenimenti più recenti | il fatto, l'uomo del giorno, quello di cui si parla di più attualmente | essere, mettersi, tenersi a giorno di qualcosa, al corrente | ogni giorno, sempre, continuamente | al, il giorno, in ciascun giorno: lavoro sette ore al giorno  | giorno per giorno, giornalmente | di giorno in giorno, indica progressione oppure imminenza: di giorno in giorno migliora; lo aspetto di giorno in giorno  ' a giorni, fra poco tempo: tornerà a giorni; anche, alcuni giorni sì e altri no: la febbre mi viene a giorni  | (da) oggi a otto (giorni), tra una settimana | un giorno, una volta, in un tempo imprecisato | un giorno o l'altro, prima o poi | l'altro giorno, l'altro ieri | è una cosa di tutti i giorni, usuale, comune | giorno utile, quello precedente alla scadenza dei termini stabiliti perché un determinato atto sia valido | da un giorno all'altro, all'improvviso | è questione di giorni, è imminente | oggi giorno, al giorno d'oggi, ai nostri giorni, attualmente, di questi tempi | prov.  : roma non fu fatta in un giorno, ogni impresa ha bisogno di tempo per essere realizzata; il buon giorno si vede dal mattino, l'inizio preannuncia il successivo svolgimento di qualcosa    • 2 •   il periodo di luce in cui il sole è sopra l'orizzonte (contrapposto a notte): i giorni si stanno allungando  ' studia giorno e notte, di continuo, senza interruzione | chiaro come la luce del giorno, (fig.) evidente | alla luce del giorno, (fig.) palesemente, allo scoperto | ci corre quanto dal giorno alla notte, sono cose molto diverse | sul far del giorno, all'alba | giorno pieno, fatto, le ore centrali della giornata: la rapina è avvenuta in pieno giorno; si alzò a giorno fatto    • 3 •   (lett.) il chiarore del giorno; la luce del sole e il sole stesso: lo spuntare, il tramontare del giorno; da tutte parti saettava il giorno / lo sol  (dante purg.  ii, 55-56) | illuminazione a giorno, così viva da eguagliare quasi la luce solare | punto a giorno, ricamo che lascia una serie di piccoli vuoti in prossimità dell'orlo del tessuto | legare, montare a giorno, incastonare una pietra preziosa in modo che sia visibile anche da sotto; detto di quadri o di occhiali, montarli in modo che il vetro o la lente sia sorretta da un'intelaiatura minima    • 4 •   giornata: un giorno di sole, piovoso; due giorni di lavoro  | giornata dedicata alla celebrazione di una ricorrenza: il giorno dei morti, della vittoria; il giorno del signore, per i cristiani, la domenica.
giostra   s.f.    • 1 •   nel medioevo e nel rinascimento, nome generico di vari esercizi cavallereschi; in particolare, combattimento in cui due cavalieri cercavano di sbalzarsi di sella | (estens.) combattimento, scontro di modesta entità    • 2 •   oggi, rievocazione storica in costume delle antiche giostre: la giostra del saracino    • 3 •   piattaforma circolare con sedili a forma di animali, vetture, navi ecc. che, azionata meccanicamente, ruota al suono di musichette vivaci per far divertire i bambini: fare la giostra, (fig.) girare continuamente in tondo; far confusione | pl.  (fam.) i divertimenti installati in un parco giochi o in un luna park: portare i bambini alle giostre    • 4 •   gioco popolare in cui si cerca di colpire un bersaglio: giostra dell'oca. 
giostraio   s.m.  [f. -a] proprietario o gestore di una giostra per bambini.
giostrante   part. pres.  di giostrare   s.m.  giostratore.
giostrare   v. intr.  [io giòstro ecc. ; aus. avere]    • 1 •   partecipare a una giostra | (estens.) duellare, gareggiare, combattere: e' ti convien con meco giostrare ora  (pulci)    • 2 •   (fig.) comportarsi abilmente in una situazione difficile; destreggiarsi: giostrare tra le difficoltà    • 3 •   (non com.) girare a vuoto, andare qua e là inutilmente | v. tr.    • 1 •   (fig.) indirizzare, condurre qualcosa a proprio vantaggio    • 2 •   (ant.) raggirare, ingannare | giostrarsi v. rifl.  (fig.) destreggiarsi abilmente in una difficoltà.
giostratore   s.m.  (non com.)    • 1 •   cavaliere che giostra    • 2 •   [f. -trice] (fig.) chi si destreggia abilmente.
giottesco   agg.  [pl. m. -schi] del pittore e architetto toscano giotto (1266-1337), o che si riferisce alla sua arte, alla sua scuola: stile giottesco; pittura giottesca   s.m.  pittore seguace di giotto: una mostra di giotteschi. 
giovamento   s.m.  il giovare e l'effetto che ne deriva; vantaggio: trarre giovamento da qualcosa; essere di giovamento a qualcuno. 
giovane   lett. giovine, agg.    • 1 •   che è nell'età tra l'adolescenza e la maturità con sign. estensivo, si contrappone a vecchio : un figlio giovane; una giovane donna; essere giovane d'anni; a quarant'anni si è ancora giovani; leopardi è morto più giovane di foscolo  | come attributo del nome di un personaggio, si usa per distinguerlo da un altro più vecchio di ugual nome: plinio il giovane, in rapporto a plinio il vecchio    • 2 •   che si dimostra giovane, che ha le energie fisiche o la freschezza mentale proprie di chi è giovane; giovanile: un carattere, un aspetto, una figura giovane; essere giovane di mente, di spirito    • 3 •   nel linguaggio pubblicitario, si dice di cosa adatta a chi è giovane o fornita di caratteristiche ritenute proprie dei giovani (semplicità, praticità, sportività): moda, vestito giovane  | anche con valore di avv.  : vestire giovane    • 4 •   detto di un animale o di una pianta, nato da poco tempo: un cavallo, un albero giovane  | costituito di recente: gli stati giovani dell'africa  | non invecchiato, non stagionato, fresco: vino, formaggio giovane   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è giovane di età: i vecchi e i giovani  | da giovane, in gioventù. dim. giovanetto, giovinetto  accr. giovanotto, giovinotto  pegg. giovinastro  vezz. giovincello    • 2 •   (antiq.) aiutante, apprendista: giovane di bottega, di studio. 
giovanetto   o giovinetto, s.m.  [f. -a] (lett.)    • 1 •   dim.  di giovane    • 2 •   chi è nella prima giovinezza; adolescente  agg.    • 1 •   che è nella prima giovinezza; adolescente    • 2 •   (lett.) nato, sorto, spuntato da poco; in boccio: le rose giovinette  (corazzini).
giovanezza    ⇨ giovinezza.
giovanile   lett. giovenile, agg.    • 1 •   proprio della giovinezza, di chi è giovane: entusiasmo, moda giovanile    • 2 •   che, nonostante l'età, sembra ancora quello di un giovane: aspetto, carattere, entusiasmo giovanile    • 3 •   fatto per i giovani: circolo giovanile    • 4 •   composto da giovani: organizzazione giovanile  § giovanilmente avv. 
giovanilismo   s.m.    • 1 •   atteggiamento di chi, nonostante l'età, vuol sembrare giovane    • 2 •   prevalenza, in una struttura sociale, di gusti ed esigenze dei giovani; tendenza a favorire tale situazione.
giovanilistico   agg.  [pl. m. -ci] che dimostra giovanilismo, dovuto a giovanilismo: atteggiamento giovanilistico. 
giovanneo   agg.    • 1 •   dell'apostolo giovanni: vangelo giovanneo    • 2 •   di papa giovanni xxiii (1958-1963): le encicliche giovannee  | spirito giovanneo, spirito ecumenico.
giovanotto   lett. giovinotto, s.m.  [f. scherz. -a]    • 1 •   accr.  di giovane    • 2 •   giovane uomo, spec. se robusto e aitante. dim. giovanottino, giovanottello  accr. giovanottone    • 3 •   (fam.) scapolo.
giovare   v. intr.  [io gióvo ecc. ; aus. avere  o essere] recare vantaggio, beneficio, utilità: giovare a una causa; un aiuto che non giova  | v. intr. impers.  [aus. avere  o essere] essere opportuno, vantaggioso: a chi giova?; giova ripetere  | v. tr.  (rar.) aiutare, favorire: giovare gli amici  | giovarsi v. rifl.    • 1 •   usare qualcosa, valersene, servirsene utilmente: giovarsi della propria autorità    • 2 •   (tosc.) non avere ripugnanza a fare qualcosa (spec. a toccare oggetti, a prendere un cibo, una bevanda): fu sgradevolmente colpita dall'odore di cavolo..., non si giovava di niente, in quella casa  (cassola).
giove   s.m.    • 1 •   nella mitologia classica, il padre degli dei | per giove!, esclamazione di disappunto, sorpresa, entusiasmo ecc. | giove pluvio, giove come signore delle tempeste e della pioggia; (scherz.) personificazione della pioggia e del brutto tempo: ci pensò giove pluvio a interrompere la gita  ' prov.  : l'avvenire giace sulle ginocchia di giove, il futuro è incerto, imprevedibile    • 2 •   (astr.) il pianeta più grande del sistema solare, il quinto in ordine di distanza dal sole.
giovedì   s.m.  il quarto giorno della settimana | giovedì santo, quello che precede la pasqua | giovedì grasso, l'ultimo giovedì di carnevale | non avere tutti i giovedì, non essere del tutto sano di mente (per lo più scherz.).
giovenca   s.f.  bovina giovane che non ha ancora figliato.
giovenco   s.m.  [pl. m. -chi] bue che ha poco più di un anno: mugghianti giovenchi a piè del colle  (poliziano).
giovenile    ⇨ giovanile.
gioventù   ant. gioventude [gio-ven-tù-de], gioventute, s.f.    • 1 •   l'età compresa tra l'adolescenza e la maturità; giovinezza: essere nel fiore della gioventù; errori, peccati di gioventù, commessi in gioventù o propri dei giovani    • 2 •   i giovani, considerati nel loro insieme: spettacoli per la gioventù; gioventù cattolica. 
giovevole   agg.  che giova; utile, vantaggioso: cura giovevole  § giovevolmente avv. 
gioviale   agg.    • 1 •   (ant. , lett.) del dio giove | del pianeta giove: io vidi in quella giovial facella / lo sfavillar dell'amor che lì era  (dante par.  xviii, 70-71)    • 2 •   (estens. rar.) che è sotto il benevolo influsso astronomico del pianeta giove    • 3 •   (fig.) che è o si dimostra abitualmente allegro, affabile, cordiale: una persona gioviale; carattere, viso gioviale  § giovialmente avv.  in modo lieto; cordialmente.
giovialità   s.f.  l'essere gioviale.
giovialone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona molto espansiva e allegra.
gioviano   agg.  (astr.) del pianeta giove: equatore, satellite gioviano   s.m.  [f. -a] ipotetico abitante di giove.
giovinastro   s.m.  [f. -a]    • 1 •   pegg.  di giovane    • 2 •   giovane violento, scapestrato: una banda di giovinastri. 
giovincello   s.m.  [f. -a]    • 1 •   vezz.  di giovane    • 2 •   giovane inesperto | giovane frivolo.
giovine   e deriv.   ⇨ giovane e deriv. 
giovinezza   ant. giovanezza, s.f.    • 1 •   l'età compresa tra l'adolescenza e la maturità gioventù: gli anni della giovinezza; quant'è bella giovinezza, / che si fugge tuttavia!  (lorenzo de' medici) | seconda giovinezza, il rifiorire di energie ed entusiasmi nel pieno della maturità    • 2 •   (estens.) l'essere giovane: l'audacia è prerogativa della giovinezza  | l'essere nato, sorto, costituito da poco tempo: la giovinezza di un animale, di un albero; la giovinezza di una nazione. 
gip   (1) s.f. invar.  (rar.) forma italianizzata dell'ingl. jeep. 
gip   (2) s.m. invar.  sigla di giudice per le indagini preliminari.
gipeto   o gipaeto [gi-pa-è-to], s.m.  grosso uccello rapace diurno con piumaggio grigio spruzzato di bianco sul dorso e sul capo, e con un ciuffo di setole nere sotto al becco; è detto anche avvoltoio degli agnelli  (ord.  falconiformi).
gippone   s.m.  grossa jeep, di solito coperta, adatta al trasporto di persone e cose su terreni accidentati.
gipsicolo   agg.  (bot.) si dice di pianta che preferisce i terreni ricchi di gesso.
gipso-  gipso- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. ghy/psos  'gesso' (gipsoteca).
gipsoteca   s.f.  raccolta di calchi in gesso di statue, rilievi, monete ecc. | luogo in cui si conserva tale raccolta.
girabacchino   o girabecchino, girabarchino, s.m.    • 1 •   trapano a mano con impugnatura sagomata a u; menarola    • 2 •   chiave a tubo multipla per bulloni, sagomata a u o a croce.
girabile   agg.  che può essere girato | cambiale, titolo di credito girabile, che può essere soggetto a girata.
giracapo   s.m. invar.  (non com.) giramento di testa, capogiro.
giradischi   s.m. invar.  apparecchio elettromeccanico per riprodurre la musica registrata su dischi fonografici; si collega a un amplificatore ed è costituito da un braccio di lettura, una testina fonografica e un piatto rotante sul quale viene collocato il disco.
giradito   s.m.  [pl. -ti] (pop.) patereccio.
giraffa   s.f.    • 1 •   mammifero ruminante africano, con mantello giallognolo a grandi macchie scure; ha collo lunghissimo, zampe anteriori più lunghe delle posteriori, piccole corna, lunga lingua protrattile (ord.  artiodattili) | avere un collo di giraffa, (scherz.) assai lungo e sottile    • 2 •   lungo braccio snodabile, talvolta montato su un carrello, fornito di microfono e di lampade, usato per riprese cinematografiche o televisive.
giraffista   s.m.  [pl. -sti] tecnico addetto alla manovra della giraffa in riprese cinematografiche o televisive.
girale   s.m.  (arch.) motivo decorativo formato da una foglia di acanto o da un tralcio di vite ritorti su sé stessi, tipico dell'arte romana e rinascimentale.
giramento   s.m.  il girare, l'essere girato | giramento di capo, di testa, vertigine, capogiro | giramento di scatole, (fam. , eufem.) irritazione, fastidio.
giramondo   s.m.  e f. invar.  chi ama spostarsi da un luogo all'altro senza una meta e uno scopo determinati, vivendo per lo più di ripieghi.
giranastri   s.m. invar.  apparecchio elettromeccanico per l'ascolto di registrazioni eseguite su nastri in cassette.
girandola   s.f.    • 1 •   ruota di materiale leggero alla quale sono applicati uno o più fuochi d'artificio, disposti in modo tale da farla girare vorticosamente quando vengono accesi. dim. girandoletta, girandolina    • 2 •   giocattolo consistente in una piccola rosa di carta o plastica, che può ruotare al vento    • 3 •   banderuola per indicare la direzione del vento | (fig.) persona volubile, incostante    • 4 •   (fig.) rapida successione di persone, cose o eventi: girandola di luci, di colori; una girandola di disgrazie    • 5 •   (rar.) raggiro.
girandolare   non com. girondolare, v. intr.  [io giràndolo ecc. ; aus. avere] andar girando qua e là senza una meta e uno scopo determinati; girellare, bighellonare: curiosi che girandolavano a bocca aperta  (verga).
girandolone   s.m.  [f. -a] chi va spesso e volentieri girandolando; bighellone, girellone.
girandoloni   avv.  girando qua e là gironzolando; a zonzo: andare (a) girandoloni. 
girante   part. pres.  di girare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  chi, mediante girata, trasferisce ad altri un proprio titolo di credito | s.f.  parte rotante di una macchina, munita di palettatura: girante della turbina, del ventilatore. 
girare   v. tr.    • 1 •   far ruotare qualcosa intorno al proprio asse; muovere in giro: girare la maniglia, la chiave, il rubinetto  | volgere da una parte o all'intorno: girare la testa, gli occhi  | mescolare: girare la minestra, la vernice    • 2 •   passare attorno a un luogo, farne il giro; voltare: la strada gira tutto il lago; girato l'angolo c'è la farmacia  | costeggiare, doppiare: la provvidenza avrà girato il capo dei mulini  (verga) | (estens.) percorrere, visitare in lungo e in largo: girare mezzo mondo; abbiamo girato tutti i musei della città  | (fig.) aggirare, evitare: girare una difficoltà, un ostacolo    • 3 •   (lett.) condurre, dirigere, guidare: pronto e veloce / sono a seguirti: ove tu vuoi mi gira  (tasso g. l.  x, 13)    • 4 •   (fig.) modificare, volgere in altro senso: girare il discorso; girala come vuoi, hai sempre torto    • 5 •   riprendere una scena con la macchina da presa; filmare: girare la scena di un film    • 6 •   passare, trasferire a terzi quanto si riceve o si è ricevuto da qualcuno: girare una telefonata, una domanda; girare la palla, nello sport, passarla appena si è ricevuta | (dir.) trasferire mediante girata: girare una cambiale, un assegno  | v. intr.  [aus. avere  o essere]    • 1 •   ruotare attorno a un punto o a un asse; muoversi in giro: la terra gira su sé stessa  ' girare il capo, avere il capogiro: mi gira il capo  | far girare la testa, far venire il capogiro; (fig.) far perdere il normale equilibrio, la normale padronanza di sé anche, far innamorare | gira, gira; gira e rigira, (fig. fam.) alla fin fine: gira gira, il risultato è sempre lo stesso  | far girare le scatole, (fig. fam.) far perdere la pazienza, seccare    • 2 •   andare in giro: girare per le strade del centro; oggi c'è un traffico che non si gira  ' girare in tondo, in circolo, muoversi descrivendo un cerchio; (estens.) muoversi facendo sempre ritorno al punto di partenza | girare al largo, (fig.) tenersi lontano da qualcuno o qualcosa | girare a vuoto, (fig.) senza concludere, realizzare nulla | cosa ti gira per il capo?, che pensieri, propositi agiti nella mente? | faccio come mi gira, come mi pare    • 3 •   circolare; essere diffuso: durante le feste natalizie gira molto denaro; girano delle voci su di lui    • 4 •   piegare, voltare, prendere un'altra direzione: il viale gira a sinistra    • 5 •   correre intorno; circondare: le mura girano tutto attorno alla città    • 6 •   (ant.) estendersi: vedi nostra città quant'ella gira  (dante par.  xxx, 130)    • 7 •   (tosc.) detto del vino, alterarsi, guastarsi | girarsi v. rifl.  voltarsi; cambiare posizione: girati da questa parte; girarsi e rigirarsi nel letto. 
girarrosto   s.m.  congegno che serve a far girare lentamente sulla fiamma lo spiedo con la carne, in modo da arrostirla uniformemente da tutte le parti.
girasole   s.m.  pianta erbacea, di origine americana, con fusto assai robusto, grandi foglie rugose a cuore e grosse infiorescenze a capolino, circondate da ligule gialle, simili a margherite, dai cui semi si ricava un olio commestibile (fam.  composite).
girata   s.f.    • 1 •   il girare: dare una girata alla chiave.  dim. giratina    • 2 •   giro, passeggiata: fare una girata in città    • 3 •   il passare, il trasferire: girata a rete, nel calcio, deviazione a volo di un traversone verso la porta    • 4 •   (dir.) trasferimento di una cambiale o di altro titolo di credito all'ordine, mediante una firma ed eventuali specifiche indicazioni apposte sul titolo stesso: girata piena, con indicazione del giratario; girata in bianco, senza indicazione del giratario; girata in garanzia, intesa a dare come pegno il titolo di credito anziché a cederlo; girata per l'incasso, che trasferisce soltanto la facoltà di riscuotere l'importo    • 5 •   nei giochi di carte, la distribuzione delle carte a tutti i giocatori    • 6 •   (sport) nel sollevamento pesi, la prima parte dello slancio    • 7 •   (dial.) rimprovero, ramanzina.
giratario   s.m.  [f. -a] (dir.) la persona a favore della quale si trasferisce, mediante girata, un titolo di credito.
girato   part. pass.  di girare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  malattia dei vini poco alcolici che ne modifica le caratteristiche organolettiche rendendoli imbevibili.
giratorio   agg.  (rar.) rotatorio: coppa giratoria, blocco di cemento o altro materiale, a forma di calotta, o anche pedana circolare o colonnina luminosa, che si pone al centro di un incrocio stradale per segnalare il senso di marcia dei veicoli.
giratubi   s.m. invar.  attrezzo che serve ad avvitare un tubo in un altro.
girautensili   s.m. invar.  attrezzo costituito da un morsetto porta-utensile al quale sono fissati due manubri per mezzo dei quali si può far ruotare l'utensile sul proprio asse.
giravite   s.m. invar.  cacciavite.
giravolta   pop. giravoltola [gi-ra-vòl-to-la], s.f.    • 1 •   rotazione intorno al proprio asse o su sé stesso: fare giravolte    • 2 •   (fig.) mutamento repentino di idee o di sentimenti    • 3 •   tortuosità, serpentina: un viottolo tutto giravolte    • 4 •   (antiq.) giro lungo e tortuoso; camminata: diedero una giravolta per il paese, per venire in chiaro se tutti eran ritirati  (manzoni p. s.  viii).
girazione   s.f.  (ant.) giro, il girare.
gire   v. intr.  [dif., usato solo nelle forme del pres. indic. noi giamo, voi gite, in quelle dell'imperf. indic. io givo, tu givi, egli giva  o gia, essi givano, in tutte le forme del pass. rem. e del fut. semplice indic., del pres. cond. e dell'imperf. congiunt., nel part. pass. gito  e in tutti i tempi composti; aus. essere] (ant.) andare: lasciammo il muro e gimmo inver' lo mezzo  (dante inf.  x, 134).
girella   s.f.    • 1 •   carrucola: la girella del pozzo    • 2 •   giocattolo che consiste in una piccola ruota scannellata attorno alla quale si avvolge uno spago che, sfilato rapidamente, le imprime un moto rotatorio    • 3 •   pezzo di legno tornito in cui si fissano, sopra e sotto, le stecche dell'arcolaio | s.m. invar.  (non com.) persona volubile: il brindisi di girella, titolo di una nota poesia di g. giusti (1809-1850).
girellare   v. intr.  [io girèllo ecc. ; aus. avere] andare girando qua e là senza meta.
girello   s.m.    • 1 •   qualsiasi oggetto a forma di dischetto o cerchietto    • 2 •   attrezzo a forma di tronco di cono montato su rotelle, costituito da diverse assicelle tra loro collegate, che serve a sorreggere il bambino quando impara a camminare    • 3 •   taglio di carne bovina costituito dalla parte posteriore della coscia    • 4 •   la parte carnosa del carciofo sulla quale sono inserite le brattee.
girellone   s.m.  [f. -a] chi suole girellare  agg.  (non com.) che comporta l'andare in giro: mansioni lievi e girellone  (palazzeschi).
giretto   s.m.    • 1 •   dim.  di giro    • 2 •   passeggiatina, breve viaggio: un giretto in bicicletta; fare un giretto in toscana.  dim. girettino. 
girevole   agg.    • 1 •   che può girare attorno a un asse, che può essere girato: sedia, ponte girevole  | piattaforma girevole, (teat.) ripiano, che copre parte del palcoscenico, in grado di ruotare facilitando i cambiamenti di scena    • 2 •   (fig. non com.) volubile, incostante  s.m.  (teat.) piattaforma girevole.
girfalco    ⇨ girifalco.
girgentino   agg.  e s.m.  [f. -a] (antiq.) agrigentino.
girifalco   o girfalco, s.m.  [pl. -chi] grosso falco con il piumaggio grigio-blu sul dorso, bianco a macchie scure sul ventre; è tipico dell'europa sett. (ord.  falconiformi).
girigogolo   s.m.  (non com.)    • 1 •   disegno ornamentale complicato e bizzarro; ghirigoro, svolazzo    • 2 •   (fig.) argomento arzigogolato, capzioso: inoltrando la discussione in cavilli e sottintesi, arzigogoli e girigogoli, sofismi e sottigliezze  (palazzeschi).
girino   (1) s.m.    • 1 •   larva acquatica degli anfibi anuri (rane, rospi ecc.) che ha forma di piccolo pesce dal corpo tozzo e globulare prolungantesi in una coda; respira per mezzo di branchie    • 2 •   piccolo insetto dei coleotteri che vive presso gli stagni descrivendo traiettorie curve sulla superficie dell'acqua: girino nuotatore. 
girino   (2) s.m.  (sport) ciclista che partecipa al giro d'italia.
girio   s.m.  un girare continuato.
girl   s.f. invar.  ballerina di un corpo di ballo di spettacoli di rivista o varietà.
giro   s.m.    • 1 •   linea che limita un corpo o uno spazio circolare: il giro delle mura, dei fianchi    • 2 •   rotazione di 360° di un corpo rigido intorno a un suo punto; movimento di un corpo lungo un perimetro circolare o approssimativamente tale: un giro di ruota, di manovella; il giro della terra intorno al sole; fare un giro di pista  | giro (di pista), (estens.) la lunghezza del percorso della pista di uno stadio, di un velodromo, di un circuito ecc.: vincere con un giro di vantaggio; giro d'onore, quello che il vincitore fa su una pista o su un circuito per raccogliere gli applausi del pubblico | giro di ballo, di valzer, di tango ecc. , ogni singolo ballo eseguito sulla musica di un ballabile | giro di vite, (fig.) restrizione della libertà mediante l'esercizio di un atto coercitivo; anche, forte pressione morale o psicologica su qualcuno | giro di parole, perifrasi, circonlocuzione | essere su di giri, si dice di un motore a scoppio che funziona con un numero di giri al secondo superiore a quello previsto; (fig.) si dice di persona animata, eccitata | prendere in giro qualcuno, (fig.) burlarlo | giro di boa, nelle gare nautiche, virata dell'imbarcazione intorno alla boa che segna in genere il limite estremo del percorso; (fig.) nell'esecuzione di un lavoro, superamento della sua metà anche, svolta decisiva: essere al giro di boa  | giro d'orizzonte, procedimento topografico con il quale si rilevano (mediante teodolite o tacheometro) gli azimut dei segnali osservati da un punto fisso; (fig.) sguardo d'assieme | disco a 33, 45 giri, che va fatto ruotare sul giradischi alla velocità di 33 o 45 giri al minuto | in giro, in cerchio; all'intorno: sedersi in giro; guardarsi in giro  | anche come agg. invar.  : angolo giro, di 360°    • 3 •   l'andare, il camminare, il passeggiare (senza una meta definita): fare un giro in paese, per la campagna; fare un giro in auto; andare in giro, gironzolare | cammino, percorso, viaggio fatto di più tappe, con più soste: fare il giro dei clienti, degli uffici; un giro turistico della francia; fare il giro del mondo  | mettere in giro  (una notizia, una voce ecc.), (fig.) diffonderla, divulgarla. dim. giretto    • 4 •   (sport) corsa ciclistica su strada, in una sola prova o a tappe, che percorre una nazione o una regione e si conclude in genere nei pressi del luogo di partenza: il giro d'italia, del veneto    • 5 •   nei giochi di carte, mano, partita    • 6 •   periodo di tempo: nel giro di pochi anni  | rispondere, spedire a (stretto) giro di posta, mediante il primo invio postale utile successivo a quello con cui si è ricevuta una corrispondenza    • 7 •   circolazione di beni attraverso passaggi successivi: giro d'affari, il valore delle vendite di un'impresa nell'unità di tempo (mese, anno ecc.)    • 8 •   la cerchia delle persone che appartengono a un determinato ambiente, che svolgono una stessa attività: il giro delle proprie amicizie; entrare nel giro del teatro; essere fuori di ogni giro; essere in un brutto giro. 
girobussola   s.f.  bussola giroscopica.
girocollo   s.m.  la circonferenza del collo di un indumento; la misura di essa | a girocollo, si dice di indumenti senza collo e senza scollatura oppure di collana che ha la circonferenza del collo: maglione a girocollo; filo di perle a girocollo   agg. invar.  e s.m.  si dice di indumento o collana a girocollo: maglietta girocollo; un girocollo d'oro. 
giroconto   s.m.  (banc.) operazione mediante la quale si trasferisce una somma da un conto a un altro, nella stessa banca o in banche diverse ma collegate; bancogiro | giroconto elettronico, quello attuato mediante istruzioni a un elaboratore elettronico.
giromagnetismo   s.m.  (fis.) insieme dei fenomeni connessi con le relazioni di proporzionalità tra momento angolare e momento magnetico degli elettroni.
giromanica   s.m.  [pl. -che] la circonferenza della manica di un indumento; la misura di essa | la parte di indumento cui si attacca la manica.
gironda    ⇨ ghironda.
girondino   agg.  e s.m.  appartenente al gruppo politico formatosi intorno ai deputati del dipartimento della gironda, che durante la rivoluzione francese rappresentò l'ala moderata dell'assemblea legislativa, in contrapposizione ai giacobini.
girondolare    ⇨ girandolare.
girone   s.m.    • 1 •   (lett.) ampio cerchio | nella «divina commedia», ognuna delle sette balze da cui è scandito il monte del purgatorio; anche, ciascuna delle tre suddivisioni del settimo cerchio dell'inferno    • 2 •   (ant.) giro di mura intorno a una fortezza    • 3 •   insieme di tutti i turni di incontri tra squadre o atleti che partecipano a un campionato o a un torneo: girone di andata, di ritorno  | (estens.) gruppo di squadre o di atleti che partecipano a un girone    • 4 •   (mar.) punto intermedio del remo, fasciato con strisce di cuoio per limitarne lo scorrimento nella forcola | impugnatura del remo.
gironzolare   rar. gironzare [gi-ron-zà-re], v. intr.  [io girón zolo ecc.; aus. avere] andare in giro, spec. senza scopo e senza meta; girellare | gironzolare intorno a qualcuno, a qualcosa, aggirarvisi intorno spec. con una intenzione.
giropilota   s.m.  [pl. -ti] (mar. , aer.) apparato di bordo che, utilizzando le proprietà del giroscopio, permette di mantenere costanti l'assetto e la rotta; pilota automatico, autopilota.
giroscopico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al giroscopio | che sfrutta le proprietà del giroscopio: bussola giroscopica. 
giroscopio   s.m.  dispositivo costituito essenzialmente da una massa (per lo più a forma di disco) rotante a grande velocità, il cui asse di rotazione, per inerzia, mantiene un orientamento costante; viene usato nelle girobussole e negli organi direzionali e stabilizzatori di natanti, aeromobili, siluri e missili.
girostabilizzatore   s.m.  apparecchiatura giroscopica installata a bordo di navi per limitarne il rollio.
girotondo   s.m.  gioco di bambini che girano in tondo tenendosi per mano e cantando una filastrocca.
girotta   s.f.  lamina di metallo di varia forma, collocata su un supporto girevole in cima a campanili, tetti ecc., per indicare la direzione del vento; banderuola.
girovagare   v. intr.  [io giròvago, tu giròvaghi ecc. ; aus. avere] andare vagando qua e là senza meta.
girovago   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ghi] che, chi va in giro qua e là, senza fermarsi a lungo in uno stesso luogo: attori girovaghi; una carovana di girovaghi. 
girovita   s.m. invar.  la circonferenza della vita di una persona o di un indumento; la misura di essa | la parte di indumento che circonda la vita.
gissofila   s.f.  pianta ornamentale con piccoli fiori bianchi (fam.  cariofillacee).
gita   s.f.  lunga passeggiata o breve viaggio a scopo culturale, ricreativo, sportivo: fare una gita in campagna, al mare; gita turistica, scolastica; una gita di piacere.  dim. gitarella. 
gitano   s.m.  [f. -a] zingaro della spagna  agg.  proprio degli zingari: danze gitane. 
gitante   s.m.  e f.  chi prende parte a una gita: una comitiva di gitanti. 
gittare   e deriv.   ⇨ gettare e deriv. 
gittata   s.f.  distanza a cui un'arma può arrivare o lanciare un proietto: cannone, missile a media, a lunga gittata. 
gittern   s.m. invar.  (mus.) strumento cordofono medievale, diffuso in inghilterra e in francia nei secc. xiii-xiv; dotato di manico e di cassa, si suonava col plettro ed è probabilmente un antenato della chitarra.
giuba   e deriv.   ⇨ giubba    • 2 •   e deriv. 
giubba   (1) s.f.    • 1 •   giacca, casacca; in partic. quella delle uniformi militari. dim. giubbetta, giubbetto  (m.), giubbina, giubbino  (m.) accr. giubbona, giubbone  (m.), giubbotto  (m.)    • 2 •   (tosc.) abito maschile da cerimonia    • 3 •   (ant.) tunica maschile e femminile usata sia come sottoveste che come sopravveste.
giubba   (2) o giuba, s.f.  (lett.) criniera, spec. del leone e del cavallo.
giubbato   o giubato, agg.  (lett.) fornito di folta criniera.
giubbetto   (1)  ⇨ gibetto 2.
giubbetto   (2) o gibetto, s.m.    • 1 •   dim.  di giubba    • 1 •    • 2 •   giacchetta corta e attillata da donna. dim. giubbettino    • 3 •   corpetto senza maniche; giubbotto: giubbetto di salvataggio, antiproiettile. 
giubbilare   e deriv.   ⇨ giubilare    • 1 •   e deriv. 
giubbileo    ⇨ giubileo.
giubbone   s.m.    • 1 •   accr.  di giubba    • 1 •    • 2 •   giaccone pesante, spec. quello di pelle che portano i motociclisti.
giubbotto   s.m.    • 1 •   accr.  di giubba    • 1 •    • 2 •   giubba corta e pesante di taglio sportivo    • 3 •   corpetto senza maniche: giubbotto di salvataggio, che tiene a galla | giubbotto antiproiettile, corazzato per proteggere il busto dai colpi di arma da fuoco.
giubilare   (1) ant. o pop. giubbilare, v. intr.  [io giùbilo ecc. ; aus. avere] provare, manifestare gioia, giubilo; esultare, tripudiare | v. tr.  collocare a riposo, mettere in pensione; anche, rimuovere qualcuno da una posizione di responsabilità assegnandogli un incarico onorevole ma privo di potere effettivo.
giubilare   (2) agg.  di, relativo al giubileo: anno, indulgenza giubilare. 
giubilazione   ant. o pop. giubbilazione, s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) il provar giubilo; manifestazione di giubilo    • 2 •   collocazione a riposo | assegnazione di un incarico puramente rappresentativo.
giubileo   ant. giubbileo, iubileo, s.m.    • 1 •   secondo l'antico testamento, anno dichiarato santo che cadeva ogni cinquant'anni, durante il quale i campi dovevano essere lasciati incolti, venivano rimessi in libertà gli schiavi, condonati i debiti, riscattate le terre dai proprietari d'origine    • 2 •   per la chiesa cattolica, anno dichiarato santo che cade ogni venticinque anni, durante il quale viene data l'occasione ai fedeli di un condono generale dei loro debiti verso dio in forma di indulgenza plenaria a chi effettua determinate pratiche di culto | (estens.) indulgenza giubilare: prendere il giubileo    • 3 •   (estens.) cinquantenario: giubileo sacerdotale. 
giubilo   ant. o pop. giubbilo, s.m.  grande gioia che si manifesta con atti e parole festose; esultanza, tripudio: grida di giubilo. 
giucare   e deriv.   ⇨ giocare e deriv. 
giucco   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -chi] (tosc.) sciocco, balordo.
giuda   s.m. invar.  traditore | bacio, parole di giuda, manifestazione ipocrita di affetto o di amicizia da parte di chi sta tramando o ha tramato un danno o un tradimento.
giudaesimo    ⇨ giudaismo.
giudaico   ant. iudaico, agg.  [pl. m. -ci] della giudea o dei giudei, del giudaismo.
giudaico-romanesco  giudaico-romanesco agg.  e s.m.  [pl. m. giudaico-romaneschi] si dice del dialetto degli ebrei romani, misto di elementi ebraici e di elementi dialettali romaneschi, ancora vivo nei secoli scorsi.
giudaismo   rar. giudaesimo [giu-da-é-si-mo], s.m.    • 1 •   (relig.) fase attuale dell'ebraismo iniziata in epoca successiva all'esilio babilonese e caratterizzata dalla sinagoga come centro di culto    • 2 •   in senso generico, la religione e la cultura ebraiche.
giudaizzare   v. tr.  conformare ai riti e alle consuetudini degli ebrei | v. intr.  [aus. avere] imitare i riti e le consuetudini degli ebrei.
giudecca   s.f.  (ant.) in alcune città italiane, nome del quartiere riservato ai soli ebrei; ghetto.
giudeo   ant. iudeo, region. giudio [giu-dì-o], agg.  della giudea; ebreo, giudaico | alla giudia, alla maniera degli ebrei, detto soprattutto di specialità gastronomiche: carciofi alla giudia, cotti in olio molto caldo, col gambo all'insù e le foglie divaricate  s.m.  [f. -a]    • 1 •   nativo, abitante della giudea; per estens., ebreo    • 2 •   (spreg.) secondo un'antica tradizione antisemitica, persona avara, usuraio; anche, con riferimento all'atteggiamento dei giudei nei confronti della condanna a morte del cristo, persona infida, traditore.
giudeocristianesimo   o giudeo-cristianesimo, s.m.  (relig.) complesso di varie tendenze e movimenti cristiani, spec. dei primi secoli, fortemente influenzati sul piano teologico e rituale dal giudaismo.
giudeocristiano   o giudeo-cristiano, agg.  e s.m.  [f. -a] (relig.) seguace del giudeocristianesimo.
giudicabile   agg.  che si può o si deve giudicare  s.m.  e f.  (dir.) imputato, imputata.
giudicare   ant. iudicare, v. tr.  [io giùdico, tu giùdichi ecc.]    • 1 •   sottoporre a giudizio, a valutazione: giudicare una persona, le sue azioni, il suo operato    • 2 •   (estens.) ritenere, reputare: lo giudico una persona onesta; giudicò opportuno andarsene    • 3 •   (dir.) assolvere o condannare un imputato: il tribunale lo ha giudicato innocente  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   esprimere un giudizio, una valutazione: giudicare dell'operato di qualcuno; non giudicare se non vuoi essere giudicato    • 2 •   esercitare la facoltà del giudizio: è capacissimo di giudicare con la propria testa  | giudicare a occhio e croce, d'un sol colpo, senza ponderazione    • 3 •   (dir.) pronunciare una sentenza.
giudicativo   agg.  (ant.) che riguarda il giudizio; che giudica, che pronuncia giudizi: facoltà giudicativa  (beccaria).
giudicato   (1) part. pass.  di giudicare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (dir.) ciò che è stato oggetto di una sentenza irrevocabile | passare in giudicato, detto di sentenza, diventare definitiva, senza più possibilità di riesame.
giudicato   (2) s.m.  ciascuno dei quattro stati autonomi in cui si divideva la sardegna nel medioevo.
giudicatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi giudica: organo giudicatore. 
giudicatorio   agg.  che concerne il giudicare: facoltà giudicatoria. 
giudicatura   s.f.  (ant.) ufficio del giudice; anche, il luogo dove il giudice esercita il suo ufficio.
giudice   s.m.  e f.    • 1 •   chi giudica persone o cose; chi ha la competenza, l'autorità di emettere giudizi: essere buon giudice, cattivo giudice; atteggiarsi, erigersi a giudice  | il giudice supremo, dio    • 2 •   (dir.) chi appartiene alla magistratura: giudice di tribunale, istruttore, tutelare, conciliatore; giudice per le indagini preliminari, nella procedura penale, giudice che ha funzioni di sorveglianza e di garanzia sull'attività di indagine svolta dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria, e presiede l'udienza preliminare | giudice togato, magistrato di carriera; si contrappone a giudice popolare, cittadino estratto a sorte per comporre la corte d'assise    • 3 •   (dir.) organo dello stato chiamato a esercitare la giurisdizione in un determinato procedimento; rappresentante monocratico o collegiale di tale organo    • 4 •   (sport) tecnico che esercita funzioni di controllo e di giudizio sul comportamento e l'operato degli atleti che partecipano a una competizione: giudice d'arrivo, nelle corse, chi rileva la posizione dei concorrenti all'arrivo; giudice di gara, chi controlla il regolare svolgimento di una gara; giudice di linea, nel tennis e nella pallavolo, chi controlla se la palla tocca terra dentro o fuori il limite del campo di gioco    • 5 •   nella storia ebraica, nome di capi politico-religiosi nel periodo compreso tra la morte di giosuè e l'inizio del ministero di samuele | libro dei giudici, uno dei libri dell'antico testamento    • 6 •   nella sardegna medievale, chi governava un giudicato.
giudicessa   s.f.  (antiq.) giudice donna; moglie di un giudice.
giudichessa   s.f.  (ant.) donna che governava un giudicato nella sardegna medievale.
giudicio   e deriv.   ⇨ giudizio e deriv. 
giudio    ⇨ giudeo.
giudiziale   rar. giudiciale, agg.  (dir.) del giudice; che concerne il giudizio: potere giudiziale; spese giudiziali, quelle relative al processo § giudizialmente avv.  attraverso l'autorità giudiziaria.
giudiziario   ant. giudiciario, agg.  che concerne il giudizio, il giudice, l'amministrazione della giustizia: potere giudiziario; ordinamento giudiziario; atti giudiziari; sequestro giudiziario, quello disposto dal giudice | ufficiale giudiziario, impiegato che ha l'incarico di notificare alle parti gli atti giudiziari | carceri giudiziarie, nelle quali vengono rinchiusi gli imputati dal momento dell'arresto a quello della sentenza | ospedale psichiatrico giudiziario, istituto nel quale vengono ricoverati gli autori di delitti gravi, quando siano stati giudicati incapaci di intendere e di volere § giudiziariamente avv.  (non com.) in giudizio, ricorrendo al giudice.
giudizio   ant. giudicio, s.m.    • 1 •   ogni affermazione che, superando la semplice constatazione di fatto, esprime un'opinione, un apprezzamento: dare, pronunziare un giudizio su qualcuno, qualcosa; rimettersi al giudizio altrui; a mio, tuo, suo giudizio, secondo la mia, tua, sua opinione | valutazione, parere espressi da una persona o da un organismo investiti di una funzione ufficiale: il giudizio della commissione d'esame    • 2 •   la facoltà umana di giudicare; discernimento, senno: uomo di giudizio; metter giudizio, ravvedersi | età del giudizio, in cui si incomincia a discernere il bene dal male | denti del giudizio, i quattro molari più interni, che spuntano in età adulta o poco prima    • 3 •   (filos.) atto intellettivo col quale si afferma o si nega un predicato di un soggetto e, più in generale, una qualsiasi relazione: giudizio sintetico, analitico, a priori, a posteriori    • 4 •   (dir.) l'attività dell'autorità giudiziaria; dibattimento giudiziario, trattazione della causa: comparire, citare in giudizio  | processo: giudizio civile, penale, amministrativo, disciplinare, tributario, costituzionale; giudizio per direttissima, direttissimo, nella procedura penale, quello che non comprende la normale fase istruttoria; giudizio abbreviato, nella procedura penale, procedimento speciale in virtù del quale l'imputato può chiedere, col consenso del pubblico ministero, che il processo sia definito nell'udienza preliminare; giudizio immediato, nella procedura penale, procedimento speciale per cui il giudizio, su richiesta dell'imputato, può essere emesso immediatamente dopo le indagini preliminari, senza neppure far ricorso all'udienza preliminare    • 5 •   (estens.) verdetto, sentenza di un giudice: emettere un giudizio favorevole; il giudizio del direttore di gara  | giudizio di dio, ordalia    • 6 •   giudizio (finale, universale), (relig.) quello pronunziato da dio su tutti gli uomini alla fine del mondo: il giorno del giudizio; le trombe del giudizio. 
giudizioso   ant. giudicioso, agg.  che ha giudizio, che è detto o fatto con giudizio; assennato, saggio: un bambino giudizioso; una scelta giudiziosa  § giudiziosamente avv. 
giudò   s.m.  adattamento it. del giapp. judo. 
giuggiare   v. tr.  [io giùggio ecc.] (ant.) giudicare: e io la cheggio a lui che tutto giuggia  (dante purg.  xx, 48).
giuggiola   s.f.    • 1 •   frutto del giuggiolo. dim. giuggioletta, giuggiolina  accr. giuggiolona, giuggiolone  (m.) | andare in brodo di giuggiole, (fig. scherz.) gongolare, bearsi    • 2 •   (fig. non com.) inezia, cosa da nulla    • 3 •   pasticca contro la tosse a base di un decotto di giuggiole | pasticca di zucchero e gomma arabica.
giuggiolino   agg.  (non com.) del colore della giuggiola, tra il rosso e il giallo.
giuggiolo   s.m.  alberello con foglie ovate e piccoli fiori giallognoli, coltivato per i frutti a drupa (usati per marmellate e confetture) e per il legno (fam.  ramnacee).
giuggiolone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   accr.  di giuggiola    • 2 •   (fig.) persona grande e grossa, ma molto ingenua e bonaria | persona di intelligenza limitata e che conclude poco.
giugnere    ⇨ giungere.
giugno   s.m.  sesto mese dell'anno nel calendario gregoriano.
giugnolo   agg.  (non com.) si dice di frutto che matura in giugno: susine giugnole. 
giugolo    ⇨ giugulo.
giugulare   (1) o iugulare, agg.  (anat.) di, relativo al giugulo | vena giugulare, ognuna delle vene (quattro per lato) che scendono lungo il collo e raccolgono il sangue che rifluisce dalla testa.
giugulare   (2) e deriv.   ⇨ iugulare    • 2 •   e deriv. 
giugulazione   s.f.  tipo di macellazione con recisione netta della vena giugulare, in modo da dissanguare l'animale macellato.
giugulo   o giugolo, s.m.    • 1 •   (anat.) piccola fossa compresa tra le due clavicole e la base del collo    • 2 •   spec. pl.  ciascuna delle parti laterali, di forma concava, del collo di bovini ed equini.
giulebbare   v. tr.  [io giulèbbo ecc.] (non com.) cuocere qualcosa nel giulebbe; indolcire come un giulebbe.
giulebbe   s.m.    • 1 •   sciroppo molto zuccheroso e aromatico, insaporito con succo di frutta o infuso di fiori | (estens.) cibo o bevanda molto dolce    • 2 •   (fig.) persona sdolcinata.
giuliano   (1) agg.  della venezia giulia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della venezia giulia.
giuliano   (2) agg.  di giulio cesare | calendario giuliano, quello introdotto da giulio cesare, che fissa la durata dell'anno civile in 365 giorni con un giorno bisestile ogni quattro anni.
giulio   s.m.  moneta d'argento fatta coniare da papa giulio ii (1503-1513).
giulivo   agg.  (lett.) che esprime contentezza, lieto, festante | oca giuliva, si dice di donna sciocca e contenta di sé § giulivamente avv. 
giullare   s.m.    • 1 •   nel medioevo, girovago la cui professione era quella di esibirsi nelle corti, o nelle piazze durante le fiere, come buffone, saltimbanco, giocoliere, cantastorie, musico, ballerino ecc. | giullare di dio, autore medievale di laudi    • 2 •   (fig. spreg.) buffone.
giullaresco   agg.  [pl. m. -schi] di, da giullare: letteratura giullaresca  | (estens.) buffonesco § giullarescamente avv. 
giulleria   s.f.    • 1 •   il mestiere del giullare    • 2 •   associazione, corporazione dei giullari; anche, l'insieme dei giullari di una certa epoca o che operavano in un determinato luogo: la giulleria medievale    • 3 •   atto, discorso da giullare.
giumella   s.f.  (lett. , region.) quanto entra nel cavo delle due mani accostate: una giumella di riso. 
giumenta   s.f.    • 1 •   femmina del cavallo; cavalla da sella    • 2 •   cavalla, asina, mula da soma o da tiro.
giumento   s.m.  [pl. -ti; pl. f. ant. o lett. giumenta] animale da soma.
giunca   s.f.  imbarcazione di origine cinese a fondo piatto, con tre o quattro alberi, dotata di vele cucite su canne.
giuncacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni erbacee, generalmente perenni, con frutto a capsula; vi appartiene il giunco (ord.  liliflore) | sing.  [-a] ogni individuo di tale famiglia.
giuncaceo   agg.  (non com.) di giunco, flessibile come il giunco.
giuncaia   s.f.  terreno fittamente coperto di giunchi.
giuncare   v. tr.  [io giùnco, tu giùnchi ecc.] (lett.) ricoprire fittamente, in modo da ricordare la foltezza di una giuncaia: il feretro è un graticcio di rami, e lo giuncano le foglie  (d'annunzio).
giuncata   s.f.  latte rappreso non salato che si mette a scolare in cestelli o su piccole stuoie di giunco.
giuncheto   s.m.  giuncaia.
giunchiglia   s.f.  pianta erbacea con foglie lineari e fiori gialli, diffusa nelle regioni temperate (fam.  amarillidacee).
giunco   s.m.  [pl. -chi] pianta erbacea monocotiledone dallo stelo flessibile, che cresce spontanea nei terreni umidi e paludosi; il fusto e le foglie forniscono materiale d'intreccio (fam.  giuncacee) | (estens.) il fusto stesso della pianta: una stuoia di giunco.  dim. giunchetto. 
giungere   ant. giugnere, v. intr.  [pres. io giungo, tu giungi  (ant. giugni) ecc. ; pass. rem. io giunsi, tu giungésti  (ant. giugnésti) ecc. ; part. pass. giunto; aus. essere]    • 1 •   arrivare; pervenire, giungere a casa; mi è giunta all'orecchio una notizia  ' giungere in porto, (fig.) detto di un'azione o di un'impresa, essere condotta felicemente a termine | giungere nuovo, (fig.) riferito a un fatto, a un evento, essere, risultare inatteso, sorprendente | giungere al cuore, (fig.) commuovere | giungere al colmo, (fig.) raggiungere il massimo grado    • 2 •   spingersi, arrivare fino al punto di (seguito da a  + l'inf.): sei giunto a fare simili proposte? | v. tr.    • 1 •   congiungere, unire: giungere due corde  | giungere le mani, accostarle palma a palma: pregare a mani giunte    • 2 •   (ant.) aggiungere: ch'a la ruina / altrui la sua medesma a giunger viene  (tasso g. l.  ix, 32)    • 3 •   (ant.) raggiungere, prendere: e 'l loco ov'io fui giunto / da' duo begli occhi che legato m'hanno  (petrarca canz.  lxi, 3-4)    • 4 •   (ant.) sorprendere: pietà mi giunse, e fui quasi smarrito  (dante inf.  v, 72).
giungla   rar. iungla, jungla, s.f.    • 1 •   (geog.) formazione vegetale fitta e intricata, propria delle regioni paludose tropicali    • 2 •   (fig.) luogo, ambiente in cui si lotta spietatamente al fine di sopraffare gli altri, senza regole di condotta né principi morali: la giungla degli affari, della politica  | la legge della giungla, quella del più forte | giungla d'asfalto, la città, in quanto luogo pieno di pericoli e di insidie    • 3 •   (fig.) stato di confusione, di disordine | giungla retributiva, coesistenza, per lavoratori che esplicano funzioni analoghe nel settore pubblico o privato, di trattamenti economici sperequati e difficilmente confrontabili a causa dei numerosi elementi che li compongono (indennità, privilegi vari ecc.); giungla pensionistica, analoga situazione per i trattamenti pensionistici.
giunone   s.f.  donna di alta statura e formosa | (rar.) donna altera e gelosa.
giunonico   agg.  [pl. m. -ci] si dice in riferimento a donna prosperosa, formosa, dal portamento maestoso (quale appare dalle rappresentazioni classiche della dea giunone): forme giunoniche; bellezza giunonica. 
giunonio   agg.  (lett.) di, relativo a giunone.
giunta   (1) s.f.    • 1 •   aggiunta; punto di aggiunta: fare una giunta a una lettera, a un discorso; le giunte di un abito  | per giunta, oltre a ciò, per di più, inoltre. dim. giuntina, giuntarella, giunterella    • 2 •   (ant.) articolazione, giuntura    • 3 •   unità di misura per le superfici agrarie usata nel lazio, pari a circa sedici are    • 4 •   (ant.) il giungere; arrivo | a, di prima giunta, appena arrivato; oggi, con sign. fig., di primo acchito, subito.
giunta   (2) s.f.  organo collegiale ristretto all'interno di un altro organo collegiale più vasto, che assolve funzioni consultive, deliberative, esecutive o giudicanti: giunta regionale, provinciale, municipale, scolastica. 
giuntare   (1) v. tr.  unire insieme, congiungere.
giuntare   (2) v. tr.  (ant.) frodare, truffare.
giuntatore   (1) s.m.  [f. -trice  o -tora] operaio addetto a lavori di giuntatura.
giuntatore   (2) s.m.  (ant.) truffatore.
giuntatrice   s.f.    • 1 •   (cine.) pressa, spesso accoppiata a una taglierina, che serve a unire i pezzi di pellicola durante il montaggio    • 2 •   macchina impiegata nell'industria del legno per giuntare pezzi in lavorazione.
giuntatura   s.f.  il giuntare le varie parti di una struttura.
giunteria   s.f.  (ant.) truffa, imbroglio.
giuntino   agg.  dei giunti, famiglia di tipografi-editori fiorentini operanti tra i secc. xv e xvii; stampato dai giunti: l'edizione giuntina del «decameron». 
giuntista   s.m.  [pl. -sti] operaio addetto alla giunzione dei cavi degli impianti di telecomunicazione.
giunto   part. pass.  di giungere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (tecn.)    • 1 •   organo che realizza l'accoppiamento tra due elementi per consentirne la continuità di funzione: giunto elastico, a manicotto, cardanico, idraulico    • 2 •   giunta, commessura: giunto di dilatazione, in edilizia, spazio che si lascia fra due elementi accoppiati di una struttura per impedire che la loro dilatazione termica deformi la struttura stessa § giuntamente avv.  (ant.) congiuntamente.
giuntoia   s.f.  ciascuna delle corde che tengono unito il giogo al collo dei buoi.
giuntura   s.f.    • 1 •   il punto in cui un pezzo è attaccato a un altro; giunzione; congiunzione, connessione, commessura    • 2 •   (anat.) articolazione: aver dolore alle giunture. 
giunzione   s.f.    • 1 •   (non com.) congiunzione | in partic., punto di unione tra due organi anatomici: giunzione sinaptica, sinapsi    • 2 •   (mecc.) collegamento dei diversi elementi di una macchina o di una struttura: giunzione fissa, smontabile. 
giuocare   e deriv.   ⇨ giocare e deriv. 
giuoco   e deriv.   ⇨ gioco e deriv. 
giurabbacco   inter.  (antiq.) usata eufemisticamente in luogo di giuraddio. 
giurabile   agg.  (non com.) che si può giurare, che può essere giurato.
giuraddio   inter.  (non com.) esprime stupore, stizza, risentimento o rafforza un'affermazione: giuraddio, me la pagherà!  | come s.m.  [pl. giuraddii] imprecazione: tirare qualche giuraddio  (pea).
giuramento   s.m.  dichiarazione solenne con cui si afferma la verità di una cosa o la sincerità di una promessa, chiamando a testimone la divinità o ciò che più si rispetta o si ama: fare, proferire un giuramento; osservare, rispettare un giuramento; rompere, violare un giuramento; sciogliere dal giuramento; formula di giuramento; giuramento falso, spergiuro; essere sotto giuramento, sotto vincolo di giuramento | prestar giuramento nelle mani di qualcuno, giurare con le formalità di rito di fronte a un'autorità civile o militare | giuramento probatorio, (dir.) nel processo civile, mezzo di prova che risolve la controversia.
giurare   v. tr.    • 1 •   affermare, dichiarare, promettere con giuramento: giurare di obbedire, di dire la verità; giurare amore, fedeltà, odio; giurare sul proprio onore, davanti a dio, sul vangelo, sulla bibbia; giurare il falso, asserire sotto giuramento cose che non rispondono a verità | (assol.) prestare giuramento: i ministri giurano nelle mani del presidente della repubblica    • 2 •   (estens.) assicurare, affermare con certezza: ti giuro che non sono stato io; giura di non averlo fatto apposta  | non poter giurare su una cosa, non averne assoluta certezza | giurarla a qualcuno, (fam.) minacciare di vendicarsi in tutti i modi, ad ogni costo    • 3 •   giurare una donna, (ant.) impegnarsi con giuramento a sposarla.
giurassico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice del secondo dei tre periodi geologici in cui è suddivisa l'era mesozoica, compreso fra il triassico e il cretaceo: fossile, calcare giurassico; giurassico inferiore, medio, superiore. 
giurato   part. pass.  di giurare   agg.    • 1 •   che è stato giurato, affermato o fatto sotto giuramento: deposizione, dichiarazione, traduzione giurata    • 2 •   che ha prestato giuramento: funzionario giurato; testimone giurato  | nemico giurato, (fig.) implacabile, irriducibile  s.m.  (dir.) componente della giuria popolare (nei sistemi giuridici che prevedono tale organo).
giuratorio   agg.  (non com.) fatto con giuramento, sigillato da giuramento.
giure   s.m.  (lett.) diritto; giurisprudenza: un esperto del giure. 
giureconsulto   ant. iureconsulto, s.m.  giurista, esperto di diritto.
giurese   agg.  e s.m.  (geol.) giurassico.
giurì   s.m.  giuria | giurì d'onore, organo collegiale composto di persone scelte dalle parti contendenti, per decidere una questione d'onore, valutare la correttezza di un comportamento e sim.
giuria   s.f.    • 1 •   nel processo penale dei paesi anglosassoni, e in quello italiano fino al 1930, organo giudicante costituito dai giurati    • 2 •   commissione che vaglia i concorrenti assegnando i premi previsti, in concorsi, mostre, gare e sim.
giuridicità   s.f.  l'essere giuridico; rispondenza alle norme giuridiche: la giuridicità di un'istituzione. 
giuridico   agg.  [pl. m. -ci] del diritto; relativo al diritto: norma giuridica; negozio giuridico; la personalità giuridica dello stato  | questione giuridica, relativa all'interpretazione e all'applicazione delle leggi § giuridicamente avv.  secondo il diritto; dal punto di vista giuridico.
giuridizione    ⇨ giurisdizione.
giurimetria   s.f.  giuscibernetica.
giurisdizionale   agg.  di giurisdizione, attinente alla giurisdizione: competenza, provvedimento giurisdizionale  | funzione giurisdizionale, (dir.) quella che lo stato esercita per garantire la corretta applicazione delle norme giuridiche vigenti mediante l'attività dei giudici.
giurisdizionalismo   s.m.  dottrina affermatasi nei paesi cattolici tra i secc. xvii e xviii, secondo la quale i rapporti tra stato e chiesa vanno regolamentati attraverso una progressiva estensione della competenza del primo su materie di pertinenza ecclesiastica; la politica ispirata a tale dottrina | giurisdizionalismo agnostico, quello adottato da cavour, sintetizzato nell'espressione «libera chiesa in libero stato».
giurisdizionalista   agg.  che concerne il giurisdizionalismo: dottrina giurisdizionalista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi teorizza e sostiene il giurisdizionalismo.
giurisdizionalistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il giurisdizionalismo; che si fonda sul giurisdizionalismo.
giurisdizione   ant. giuridizione, s.f.    • 1 •   (dir.) il potere, la facoltà di giudicare applicando la legge: giurisdizione civile, penale, amministrativa, ecclesiastica, militare  | conflitti di giurisdizione, quelli che si producono quando un giudice ordinario e un giudice speciale, contemporaneamente, prendono cognizione o rifiutano di prendere cognizione dello stesso reato | gradi di giurisdizione, la prima istanza, l'appello, la cassazione    • 2 •   (estens.) sfera d'azione, di competenza: ciò ricade sotto la sua giurisdizione; un settore che è fuori della giurisdizione del nostro ufficio. 
giurisperito   s.m.  giurista, esperto di diritto.
giurisprudente   s.m.  (non com.) giurisperito.
giurisprudenza   s.f.    • 1 •   la scienza del diritto | la facoltà universitaria in cui essa viene studiata: iscriversi a giurisprudenza    • 2 •   il complesso delle norme giuridiche vigenti in un dato periodo storico o in una determinata cultura: la giurisprudenza moderna, longobarda    • 3 •   il complesso delle sentenze emanate dagli organi giurisdizionali: la dottrina e la giurisprudenza  | (estens.) l'insieme degli organi giurisdizionali.
giurisprudenziale   agg.  di, relativo alla giurisprudenza.
giurista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è cultore, esperto di diritto.
giuristico   agg.  (ant.) di, del giurista.
giurizione   s.f.  (ant.) giurisdizione.
giuro   s.m.  (lett.) giuramento: altri forti a quel giuro / rispondean da fraterne contrade  (manzoni marzo 1821).
giuscibernetica   s.f.  scienza che studia la sistemazione e la catalogazione dell'insieme delle norme giuridiche valendosi di elaboratori elettronici.
giusdicente   s.m.  (lett.) giudice.
giuseppinismo   o giuseppismo [giu-sep-pì-smo], s.m.  forma di giurisdizionalismo adottata in austria tra il 1750 e il 1850, e in particolare sotto l'impero di giuseppe ii (1774-1790).
giusnaturalismo   s.m.  dottrina filosofico-giuridica che sostiene l'esistenza di un diritto naturale, anteriore a ogni norma di diritto positivo e alla stessa istituzione del contratto sociale; ne furono maggiori teorizzatori u. grozio (1583-1645), th. hobbes (1588-1679) e j. -j. rousseau (1712-1778).
giuso   avv.  (ant.) giù: li ruscelletti che d'i verdi colli / del casentin discendon giuso in arno  (dante inf.  xxx, 64).
giuspatronato   s.m.  complesso di privilegi e oneri attribuiti, per disposizione dell'autorità ecclesiastica, ai fondatori di una chiesa o di un beneficio e ai loro eredi.
giusquiamo   s.m.  pianta erbacea con fusto peloso, foglie lobate, odore fetido e fiori color giallo-violaceo, diffusa in italia nei luoghi incolti; dai suoi semi si estrae la iosciamina, un alcaloide dotato di proprietà antispastiche (fam.  solanacee).
giusta   ant. e dial. giusto, prep.    • 1 •   (ant.) vicino, presso    • 2 •   (burocr. , lett.) secondo, conforme a: giusta le prescrizioni mediche; germano era tornato da pochi momenti quando, giusta la previsione di guglielmo, ricominciò a piovere  (cassola).
giustacuore   s.m.  indumento maschile lungo fino al ginocchio, molto attillato e stretto in vita, in uso nei secc. xvii e xviii.
giustapporre   v. tr.  [coniugato come porre] mettere accanto, accostare senza unire (anche fig.): giustapporre due colori; giustapporre idee, concetti. 
giustapposizione   s.f.  il giustapporre, l'essere giustapposto: giustapposizione di colori, di concetti. 
giustapposto   part. pass.  di giustapporre  e agg.  nei sign. del verbo.
giustappunto   avv.  precisamente, per l'appunto.
giustezza   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è giusto; proprietà, convenienza, esattezza: la giustezza di un ragionamento, delle misure, delle proporzioni    • 2 •   (tip.) lunghezza di una riga di stampa espressa in unità tipografiche.
giustificabile   agg.  che si può giustificare: un errore giustificabile  § giustificabilmente avv.  (non com.).
giustificante   part. pres.  di giustificare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   grazia giustificante, (teol.) grazia santificante.
giustificare   v. tr.  [io giustìfico, tu giustìfichi ecc.]    • 1 •   rendere giusto, far diventare legittimo o ammissibile ciò che altrimenti non lo sarebbe: un errore che si giustifica con l'inesperienza    • 2 •   riconoscere qualcuno privo di colpa, di responsabilità: ci sono motivi tali da giustificarlo    • 3 •   (estens.) dimostrare la regolarità, provare la correttezza di qualcosa: giustificare un'assenza; giustificare la propria condotta  | comprovare con documenti, documentare una fonte di un guadagno, una spesa e sim.: giustificare le entrate, le uscite    • 4 •   (teol.) redimere dal peccato: la fede che giustifica è la fiducia per quale si crede li peccati esser rimessi per cristo  (sarpi)    • 5 •   (tip.) portare la composizione alla giustezza voluta | giustificarsi v. rifl.  scusarsi, rendere ragione delle proprie azioni: giustificarsi per un ritardo, per una mancanza. 
giustificativo   agg.  che vale a giustificare: discorso, documento giustificativo  | pezza giustificativa, (burocr.) giustificativo  s.m.  (burocr.) documento che attesta l'effettuazione di un pagamento.
giustificato   part. pass.  di giustificare  e agg.  nei sign. del verbo § giustificatamente avv.  con giuste ragioni; legittimamente.
giustificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi giustifica.
giustificatorio   agg.  che ha lo scopo di fornire una giustificazione; che fornisce una giustificazione.
giustificazione   s.f.    • 1 •   il giustificare, il giustificarsi, l'essere giustificato; scusa, discolpa: addurre, accogliere, respingere una giustificazione    • 2 •   le parole, gli scritti, i documenti addotti per giustificare o giustificarsi: biglietto di giustificazione; presentare, accettare una giustificazione; giustificazione delle entrate, delle spese  | libretto delle giustificazioni, su cui vengono giustificate le assenze degli alunni dalla scuola    • 3 •   (teol.) la remissione del peccato per dono divino    • 4 •   (tip.) operazione consistente nel modificare gli spazi tra una parola e l'altra o tra una lettera e l'altra in modo da raggiungere la giustezza voluta: la giustificazione di una riga. 
giustificazionismo   s.m.  tendenza a cercare o addurre giustificazioni; in partic., tendenza a spiegare o a legittimare fatti o comportamenti (per lo più negativi e implicanti precise responsabilità) mediante ragioni e argomentazioni elaborate a posteriori | nella filosofia contemporanea il termine è talvolta usato in riferimento alla tendenza a fornire ragioni, fondamenti a ogni tipo di affermazione.
giustificazionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi tende al giustificazionismo.
giustificazionistico   agg.  [pl. m. -ci] giustificazionista: atteggiamento giustificazionistico. 
giustiniana   s.f.  (mus.) genere di canzonetta amorosa di cui fu iniziatore il letterato veneziano leonardo giustinian (1388-1446).
giustinianeo   agg.  dell'imperatore giustiniano (482-565): codice giustinianeo. 
giustizia   ant. iustizia, s.f.    • 1 •   valore etico-sociale in base al quale si riconoscono e si rispettano i diritti altrui come si vuole che siano riconosciuti e rispettati i propri: trattare, giudicare con giustizia; operare, amministrare secondo giustizia    • 2 •   situazione conforme al giusto, specie in relazione ai rapporti che intercorrono tra le istituzioni e la collettività, tra le istituzioni e il singolo e, nell'ambito della collettività, tra i singoli individui: combattere per la giustizia, perché si affermi, perché sia rispettata; giustizia sociale, quella che riguarda soprattutto un'equa distribuzione dei beni economici | giustizia distributiva, quella che assegna a ciascuno in proporzione ai meriti e ai diritti | rendere giustizia a qualcuno, riconoscergli ciò che gli spetta per diritto, come riparazione di torti o danni subìti, o come corrispettivo di ciò che gli è dovuto; per estens., riconoscergli la validità, i meriti, le ragioni di un atteggiamento | chiedere, ottenere giustizia, il ristabilimento di un diritto calpestato o la punizione di un torto subito | farsi giustizia (da sé), punire qualcuno vendicandosi di un torto subìto, senza ricorrere all'autorità costituita | fare giustizia, condannare, giustiziare | fare, rendere giustizia a qualcuno, riconoscere i suoi diritti, attribuirgli quanto gli è dovuto    • 3 •   la facoltà e l'autorità di dar forza esecutiva al diritto attraverso l'applicazione delle leggi: amministrare la giustizia; ministero di grazia e giustizia    • 4 •   il potere dello stato che è depositario di questa facoltà, e gli organi che ne eseguono le decisioni: sperare nella giustizia; consegnarsi alla giustizia; finire nelle mani della giustizia  | palazzo di giustizia, la sede degli uffici giudiziari    • 5 •   (teol.) una delle quattro virtù cardinali | giustizia divina, l'azione giudicante di dio, cui è sottoposto l'uomo.
giustizialismo   s.m.    • 1 •   la dottrina e la pratica politica del movimento fondato in argentina da j. d. perón (1895-1974)    • 2 •   nell'uso giornalistico, l'utilizzazione della magistratura come strumento di lotta politica.
giustizialista   agg.  [pl. m. -sti] di, relativo al giustizialismo  s.m.  e f.  seguace del giustizialismo peronista.
giustiziare   v. tr.  [io giustìzio ecc.] eseguire una condanna a morte: giustiziare un condannato. 
giustiziato   part. pass.  di giustiziare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato giustiziato.
giustiziere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (ant.) giudice    • 2 •   (non com.) esecutore di condanne a morte; carnefice, boia    • 3 •   chi ristabilisce l'ordine e la giustizia con inflessibile rigore | (estens.) vendicatore: la storia non è mai giustiziera, ma sempre giustificatrice  (b. croce).
giusto   (1) agg.    • 1 •   che agisce secondo giustizia; equo, imparziale: un uomo, un giudice giusto  | giusto mezzo, la via intermedia tra gli estremi opposti    • 2 •   conforme a giustizia, che si fonda sulla giustizia; legittimo: una giusta richiesta; un'osservazione, una critica giusta; un giusto premio; combattere per una causa giusta  | giusta causa, nel linguaggio amministrativo, ragione che rende lecito il recedere da un contratto: licenziamento per giusta causa  | dirla giusta, (fam.) dire una cosa vera; a dirla giusta, per parlare con sincerità    • 3 •   adatto, appropriato, conveniente: trovare le parole giuste; arrivare al momento giusto  | per antifrasi, sbagliato, inopportuno: sceglie sempre il momento giusto per parlare!    • 4 •   che non eccede né in più né in meno rispetto a norme, tempi, misure previste; preciso, esatto: il cappello mi sta giusto; è l'ora giusta per un aperitivo; pagare un prezzo giusto; il calcolo è giusto; la minestra è giusta di sale  ' statura giusta, che rientra nella media | prendere, trovare la via giusta, quella che conduce alla meta; (fig.) trovare una sistemazione o intraprendere un'attività conforme alle proprie aspirazioni, alle proprie capacità    • 5 •   (mus.) si dice di un intervallo quando non è eccedente o diminuito di un semitono: quinta giusta   avv.    • 1 •   esattamente, precisamente: rispondere giusto  | mirare, colpire giusto, nel segno (anche fig.)    • 2 •   per l'appunto, proprio: arrivare giusto in tempo  (o, con ripetizione, giusto giusto in tempo); giusto voi stavo cercando!  | in unione con appunto, con valore rafforzativo: «dici a me?» «giust'appunto!»  | giusto!, per esprimere decisa approvazione: «ho detto bene?» «giusto!»  | in usi iron.: «allora, ti rivolgerai a lui per quell'affare?» «sì, giusto a lui!»    • 3 •   appena, soltanto: avrà giusto vent'anni; sono venuto giusto per non fare brutta figura   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona giusta, che si comporta rettamente, onestamente: i giusti saranno premiati; dormire il sonno dei giusti, riposare per l'eternità, godere della pace eterna; anche, dormire con la coscienza tranquilla | nel linguaggio religioso, per antonomasia, il cristo: egli è il giusto; e di tutti il delitto / il signor sul suo capo versò  (manzoni la passione)    • 2 •   ciò che è giusto, ciò che è dovuto secondo giustizia: il vero, il buono, il giusto; dare, pagare, ricevere il giusto; non pretendere più del giusto; non sei nel giusto a parlare così; è giusto che tu insista  § giustamente avv.  in modo giusto; con esattezza, con precisione.
giusto   (2)  ⇨ giusta.
glabro   agg.    • 1 •   privo di peli, imberbe; per estens., sbarbato: volto glabro  | foglia glabra, priva di peluria    • 2 •   (estens.) liscio, levigato: scisti, ardesie, marmi dal glabro candore  (calvino).
glacé   agg.    • 1 •   che ha la superficie liscia e lucente, come ghiacciata: guanti di capretto glacé    • 2 •   glassato, candito: marrons glacés, marroni canditi.
glaciale   agg.    • 1 •   di ghiaccio, coperto di ghiaccio; gelato, freddissimo: calotta glaciale; vento glaciale  | periodo, epoca glaciale, (geol.) periodo del quaternario caratterizzato da vaste glaciazioni    • 2 •   (estens.) simile a ghiaccio | acido acetico glaciale, (chim.) quello purissimo che cristallizzando assume l'aspetto del ghiaccio    • 3 •   (fig.) assolutamente privo di calore, di cordialità distaccato, ostile: un silenzio, uno sguardo glaciale; un occhio azzurro lo guardò con freddezza glaciale  (svevo) § glacialmente avv.  senza la minima emozione, con assoluta freddezza.
glacialismo   s.m.  (geol.) teoria della genesi e delle oscillazioni quantitative dei ghiacciai | l'insieme dei fenomeni che riguardano la formazione, la progressione e la regressione dei ghiacciai.
glacialità   s.f.  l'essere glaciale (spec. fig.): la glacialità di un'accoglienza.
glaciazione   s.f.  (geol.) diffusa espansione delle masse di ghiaccio, tale da modificare sensibilmente l'aspetto della superficie terrestre | periodo di tempo in cui si è verificata una glaciazione.
glaciologia   s.f.  branca della geofisica che studia i fenomeni relativi alla formazione dei ghiacci sulla superficie terrestre e nell'atmosfera.
gladiatore   s.m.  nella roma antica, schiavo, prigioniero o volontario che, educato in apposite scuole, combatteva nell'arena contro uomini o belve in pubblici spettacoli | (fig.) accanito combattente.
gladiatorio   agg.    • 1 •   di, da gladiatore: spettacolo gladiatorio    • 2 •   caratteristico dei gladiatori; per estens., battagliero, bellicoso: aspetto, atteggiamento gladiatorio. 
gladio   s.m.  spada corta con lama robusta a punta e a doppio taglio, usata dai legionari romani.
gladiolo   s.m.  pianta erbacea bulbosa ornamentale con foglie nastriformi e fiori di vario colore disposti in una lunga spiga; è diffusa nelle regioni mediterranee (fam.  iridacee).
glagolitico   s.m.  antico alfabeto slavo usato a partire dal sec. ix, dal quale derivò l'alfabeto cirillico | come agg.  [pl. m. -ci]: alfabeto glagolitico; caratteri glagolitici. 
glamour   s.m. invar.  fascino irresistibile, bellezza seducente, soprattutto femminile.
glande   s.m.  (anat.) parte terminale del pene, di forma conoide, costituita da un rigonfiamento del corpo cavernoso dell'uretra.
glandola   glandula e deriv.   ⇨ ghiandola e deriv. 
glasnost   s.f. invar.  pubblicità, trasparenza, come metodo nella gestione della cosa pubblica e nei rapporti politico-sociali.
glassa   s.f.  (gastr.) strato leggero di zucchero fuso e altri ingredienti con cui si ricoprono pasticcini, torte, frutta candita ecc. | rivestimento gelatinoso a base di sugo di carne ristretto per piatti di cacciagione, arrosti ecc.
glassare   v. tr.  [io glàsso ecc.] (gastr.)    • 1 •   ricoprire dolci con una glassa di zucchero    • 2 •   decorare con un rivestimento gelatinoso carni, piatti freddi ecc.
glassato   part. pass.  di glassare   agg.    • 1 •   ricoperto di glassa di zucchero o di gelatina: dolce glassato; carne glassata    • 2 •   (estens.) detto di indumenti di pelle, lucido, lucidato; glac.é.
glassatura   s.f.  l'operazione del glassare.
glauberite   s.f.  (min.) solfato di sodio e di calcio, di colore chiaro, friabile, di lucentezza vitrea e sapore salino.
glauco   agg.  [pl. m. -chi] (lett.) di colore celeste tendente al verde: occhi glauchi. 
glauco-  glauco- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, che è dal gr. glaukós  'celeste' (glaucoma).
glaucofane   s.m.  minerale appartenente al gruppo degli anfiboli alcalini, di colore azzurro o azzurro-nerastro, diffuso negli scisti cristallini.
glaucoma   s.m.  [pl. -mi] malattia dell'occhio caratterizzata dall'aumento della tensione del bulbo oculare, che provoca dolori e disturbi visivi.
glaucomio   s.m.  mammifero roditore, con mantello bruno o grigio, dotato di membrane laterali che gli permettono di compiere brevi voli planati tra gli alberi; è detto anche scoiattolo volante. 
glauconite   s.f.  (min.) silicato complesso, contenente calcio, sodio, potassio, presente nei sedimenti marini sotto forma di sferette di colore tra il verde e l'azzurro; è utilizzato prevalentemente come fertilizzante.
glaucopide   agg.  (lett.) dagli occhi cerulei; epiteto della dea atena.
gleba   s.f.    • 1 •   (lett.) zolla di terra; per estens., terreno: la sua polve / lascia alle ortiche di deserta gleba  (foscolo sepolcri  46-47)    • 2 •   servo della gleba, (st.) contadino in stato di semischiavitù legato ereditariamente a un determinato fondo con il quale poteva essere ceduto    • 3 •   (bot.) parte interna del corpo fruttifero dei funghi gasteromiceti, costituita da una porzione fertile che dà origine alle spore e da un intreccio di ife.
gleboso   agg.  (lett.) ricco di zolle: dal gleboso / suol d'ascania venuti  (monti).
glene   o glena, s.f.  (anat.) superficie articolare cava di forma ovoidale.
glenoidale   agg.  (anat.) che ha forma di glene; glenoideo.
glenoide   agg.  (anat.) glenoideo  s.f.  (anat.) glene.
glenoideo   agg.  (anat.) che si riferisce a una glene; che ha forma di glene: cavità glenoidea. 
gleucometro   s.m.  strumento enologico per stabilire con approssimazione il grado zuccherino del mosto.
gli   (1) ant. li, art. determ. m. pl.  [m. sing. il, lo] si premette ai vocaboli maschili plurali che cominciano per vocale, s  impura, gn, ps, pn, x, z  (eccezione: gli dei) e si può apostrofare davanti a i  solo nel caso in cui questa abbia valore vocalico, non sia cioè semiconsonante: gli orsi, gli scopi, gli zii, gl'interessi, gli iettatori  | unito alle prep. a, con, da, di, in, per, su  forma le prep. articolate agli, cogli, dagli, degli, negli, pegli  (poet.), sugli. 
gli   (2) ant. li e i, pron. pers. m. di terza persona sing.  forma complementare atona di egli, usata come compl. di termine in posizione sia enclitica sia proclitica: gli ho parlato; digli che parta; vorrei scrivergli; così dicendogli, uscì  | nella lingua parlata (ma anche in quella scritta) è usato ormai com. per il pl., in luogo di a loro, a essi, a esse : mi hanno scritto ieri, dovrei rispondergli presto; avverti le tue amiche, e digli di non mancare  | nel linguaggio familiare, o in usi region. o espressivi, è usato anche per il f. sing. in luogo di le  (a lei, a essa): se la vedi, digli che le scriverò presto; era di quelle che gli piace divertirsi  (pavese) | seguito dai pron. pers. atoni lo, la, li, le  e dalla particella ne, dà luogo alle forme pronominali glielo, gliela, glieli, gliele, gliene, usate sia per il m. e f. sing. sia per il pl.: quando la vedrò, glielo dirò; le telefonerò fra poco e gliene parlerò io stesso; se rivogliono i loro libri, daglieli. 
gli   (3) pron. pers. m. di terza persona sing.  forma aferetica di egli, tipica dell'uso toscano, che si impiega pleonasticamente e spesso con valore enfatico (con il verbo essere  si costruisce anche nella forma impersonale): gli è un gran bravo ragazzo; gli è strano davvero; e' un gran dire che tanto i santi come i birboni gli abbiano a aver l'argento vivo addosso  (manzoni p. s.  xxiii) | gli è che, il fatto è che.
gli   (4) pron. pers. m. di terza persona pl.  nell'uso antico e in quello pop. toscano si impiega come compl. oggetto, equivalendo a li : gl'impiccheranno poi davvero?  (manzoni p. s.  xvi).
glia   s.f.  (anat.) tessuto di sostegno del sistema nervoso centrale; nevroglia.
gliadina   s.f.  (chim.) proteina sotto forma di sostanza gelatinosa che si ricava estraendo il glutine dal grano, dalla segale e da altri cereali.
gliale   agg.  (anat.) di, della glia: cellule gliali, appartenenti alla glia.
glicemia   s.f.  (med.) la quantità di glucosio contenuta nel sangue | (fam.) tasso glicemico superiore alla norma; iperglicemia.
glicemico   agg.  [pl. m. -ci] di glicemia, che si riferisce alla glicemia | tasso glicemico, quantità millesimale di glucosio contenuta nel sangue.
glicerico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di ossiacido ottenuto dalla glicerina | aldeide glicerica, quella derivata dalla glicerina.
gliceride   s.m.  (chim.) ognuno degli esteri della glicerina con acidi grassi, costituenti essenziali dei grassi vegetali e animali.
glicerina   s.f.  (chim.) alcol alifatico trivalente liquido, denso, trasparente, dolciastro, ottenuto dai grassi animali e vegetali; si usa nell'industria cosmetica e chimica.
glicero-  glicero- primo elemento di parole composte della terminologia chimica, dal gr. glykerós  'dolce'; sta per 'glicerina' (glicerolo).
glicerofosfato   s.m.  (chim.) sale dell'acido glicerofosforico, usato in medicina come ricostituente.
glicerofosforico   agg.  [pl. m. -ci] solo in acido glicerofosforico, (chim.) acido che si ottiene esterificando un ossidrile alcolico della glicerina con una molecola di acido fosforico.
glicerolato   s.m.  (chim.) farmaco liquido o semiliquido, per uso esterno, a base di glicerina: glicerolato di amido, unguento di glicerina.
glicerolo   s.m.  (chim.) glicerina.
glicide   e deriv.   ⇨ glucide e deriv. 
glicina   s.f.  (chim.) acido amminoacetico, il più semplice amminoacido costituente le proteine.
glicine   s.m.  pianta arbustacea rampicante, coltivata a scopo ornamentale per la bellezza dei racemi di fiori azzurro-violacei o bianchi intensamente profumati (fam.  leguminose).
glicirriza   s.f.  (lett.) liquirizia.
glico-  glico- primo elemento di parole composte della terminologia chimica e medica, che è dal gr. glyky/s  'dolce'.
glicocolla   s.f.  (chim.) lo stesso che glicina. 
glicogenesi   s.f.  (chim. biol.) trasformazione del glucosio in glicogeno che avviene nel fegato.
glicogeno   s.m.  (chim. biol.) polisaccaride che si forma dal glucosio e si accumula nel fegato e nei muscoli come materiale energetico di riserva.
glicogenosi   s.f.  (med.) malattia dell'infanzia, caratterizzata da abnorme accumulo di glicogeno negli organi, spec. nel fegato.
glicol   o glicole [gli-co-le; pr.  / 'glikole /], s.m.  [pl. -li] (chim.) alcol bivalente: glicol etilenico, usato come anticongelante per radiatori di autoveicoli.
glicolico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) solo in acido glicolico, ossiacido organico, solubile in acqua, prodotto dalla sintesi clorofilliana.
glicolisi   s.f.  (chim. biol.) processo metabolico di scissione del glucosio o di altri carboidrati nelle cellule, con produzione di energia.
gliconeo   o gliconio [gli-co-nio; pr.  / gli'konjo /], s.m.  nella metrica greca e latina, verso di otto sillabe, di cui le prime due di quantità varia, le ultime sei costituite da un dattilo e da una dipodia trocaica catalettica.
glicoproteina   s.f.  (chim.) ognuna delle proteine che contengono carboidrati (p. e.  quelle presenti nella saliva).
glicorrachia   s.f.  (med.) quantità di glucosio contenuta nel liquido cefalo-rachidiano.
glicoside    ⇨ glucoside.
glicosio    ⇨ glucosio.
glicosuria   s.f.  (med.) presenza di glucosio nelle urine.
gliela   non com. glie la, forma pron.  composta dal pron. pers. gli  in funzione di compl. di termine (a lui, a lei  e oggi anche a loro) e dal pron. pers. sing. f. la  in funzione di compl. ogg.: gliela manderò oggi stesso; mandagliela subito. 
gliele   non com. glie le, forma pron.  composta dal pron. pers. gli  in funzione di compl. di termine (a lui, a lei  e oggi anche a loro) e dal pron. pers. pl. f. le  in funzione di compl. ogg.: gliele spedirò subito; spediscigliele. 
glieli   non com. glie li, forma pron.  composta dal pron. pers. gli  in funzione di compl. di termine (a lui, a lei  e oggi anche a loro) e dal pron. pers. pl. m. li  in funzione di compl. ogg.: glieli consegnerò personalmente; consegnaglieli. 
glielo   non com. glie lo, forma pron.  composta dal pron. pers. gli  in funzione di compl. di termine (a lui, a lei  e oggi anche a loro) e dal pron. pers. sing. m. lo  in funzione di compl. ogg.: glielo scriverò; scriviglielo. 
gliene   non com. glie ne, forma pron.  composta dal pron. pers. gli  in funzione di compl. di termine (a lui, a lei  e oggi anche a loro) e dalla particella ne  che può fungere o da pron. pers. (di lui, di esso, di lei, di essa, di loro, di essi, di esse) o da pron. dimostr. (di ciò): non lo sa ancora, ma gliene parlerò; parlagliene. 
glifo   s.m.    • 1 •   (arch.) canaletto verticale che orna il fregio ionico    • 2 •   (mecc.) guida mobile rettilinea o curvilinea utilizzata nei sistemi articolati per trasformare un moto rotatorio in rettilineo e viceversa.
glioma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore della glia.
gliommero   s.m.    • 1 •   componimento poetico di origine popolare in dialetto napoletano e destinato alla recitazione in forma di monologo; costituito di endecasillabi a rima interna, intrecciava motti, frizzi e argomenti vari (secc. xv-xvi)    • 2 •   (ant. , dial.) gomitolo.
gliossale   s.m.  (chim.) dialdeide alifatica che si presenta come polvere cristallina gialla, usata nell'industria dei coloranti e per preparare una soluzione acquosa conservante.
gliptico   e deriv.   ⇨ glittico e deriv. 
glipto-  glipto-  ⇨ glitto-.
gliptodonte   s.m.  mammifero fossile erbivoro, con zampe corte e corpo tozzo ricoperto da una corazza a piastre ossee, lungo fino a    • 4 •   m, vissuto all'inizio del quaternario (ord.  sdentati).
gliptogenesi   s.f.  (geol.) insieme dei fenomeni che provocano una lenta trasformazione del rilievo, dovuti alla degradazione chimica e alle azioni meccaniche esogene.
glissando   s.m.  (mus.) effetto particolare che si ottiene facendo strisciare rapidamente la mano o altro sulla tastiera o sulle corde di uno strumento.
glissare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (mus.) produrre l'effetto del glissando    • 2 •   (fig.) tralasciare di approfondire un argomento, sorvolarlo.
glittica   o gliptica, s.f.  l'arte di intagliare e incidere gemme e pietre dure per ricavarne oggetti d'uso o artistici.
glittico   o gliptico, agg.  [pl. m. -ci] proprio della glittica, che concerne la glittica  s.m.  intagliatore di gemme e pietre dure.
glitto-  glitto- o glipto-, primo elemento di parole composte della terminologia scientifica e tecnica, dal gr. glyptós  'inciso'; indica 'intaglio, incisione' (glittoteca).
glittografia   o gliptografia, s.f.  lo studio e la descrizione delle pietre preziose incise.
glittografo   o gliptografo, s.m.  esperto, studioso di glittografia.
glittoteca   o gliptoteca, s.f.  collezione di gemme incise; il luogo in cui tali gemme sono raccolte.
globale   agg.    • 1 •   considerato nella sua totalità cumulativo, complessivo: importo globale  | metodo globale, (pedag.) metodo applicato soprattutto all'insegnamento del leggere e dello scrivere, che introduce all'attenzione del discente la parola e la frase completa, per arrivare in un secondo tempo alla scomposizione in sillabe e in lettere    • 2 •   che riguarda, interessa l'intero globo: strategia, politica globale  § globalmente avv.  nell'insieme, complessivamente.
globalismo   s.m.    • 1 •   (psicol.) processo conoscitivo, proprio della psicologia infantile, per cui le cose inizialmente sono percepite in modo complessivo e generico, e solo in un secondo tempo vengono analizzate    • 2 •   (pedag.) metodo globale.
globalità   s.f.  totalità, completezza: analizzare un problema nella sua globalità. 
globalizzazione   s.f.    • 1 •   (psicol.) globalismo    • 2 •   (econ.) fenomeno per cui le economie e i mercati nazionali, grazie allo sviluppo delle telecomunicazioni e delle tecnologie informatiche, vanno diventando sempre più interdipendenti, fino a diventare parte di un unico sistema mondiale.
globe-trotter  globe-trotter s.m.  e f. invar.  persona che viaggia continuamente per il mondo a scopo turistico, per lo più utilizzando mezzi di fortuna.
globicefalo   s.m.  mammifero marino simile al delfino, con capo anteriormente globoso e convesso e corpo allungato di colore nero; vive in branchi nei mari boreali (ord.  cetacei).
globiforme   agg.  che è a forma di globo.
globigerina   s.f.  (zool.) genere di protozoi foraminiferi i cui gusci fossili ricoprono gran parte dei fondali oceanici: fango a globigerina. 
globina   s.f.  (biol.) costituente proteico dell'emoglobina.
globo   s.m.    • 1 •   qualsiasi corpo di forma sferica: globo di vetro  | globo (terrestre), la terra e, per estens., il mappamondo | globo celeste, (astr.) sfera su cui si rappresentano le costellazioni come sono viste dalla terra | globo oculare, (anat.) l'occhio. dim. globetto, globettino    • 2 •   (geog.) geoide.
globoide   s.m.  corpo a forma di globo o di forma simile a un globo.
globosità   s.f.  (non com.) l'essere globoso.
globoso   agg.    • 1 •   di, da globo; fatto a globi: una superficie globosa    • 2 •   che ha forma di globo.
globulare   agg.    • 1 •   che ha forma di globo: ammasso globulare, (astr.) insieme di numerosissime stelle disposte a forma di globo    • 2 •   (med.) che è proprio dei globuli rossi del sangue: valore globulare, il contenuto in emoglobina di ogni singolo globulo rosso.
globularia   s.f.  pianta erbacea con fiori azzurri raccolti in capolini globosi (fam.  globulariacee).
globulariacee   s.f. pl.  famiglia di piante dicotiledoni, erbacee o raramente arbustacee, con fiori piccoli riuniti in capolini globosi | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
globulina   s.f.  (chim. , biol.) sostanza di natura proteica presente nel plasma sanguigno, nei tessuti animali, nel latte, nel bianco d'uovo e in molti vegetali.
globulo   s.m.    • 1 •   (biol.) ciascuno degli elementi corpuscolati del sangue: globuli bianchi, detti anche leucociti, presenti pure nella linfa e aventi la proprietà di fagocitare elementi eterogenei o di produrre anticorpi; globuli rossi, detti anche eritrociti  o emazie, contenenti emoglobina e deputati al trasporto dei gas respiratori (ossigeno e anidride carbonica)    • 2 •   piccolo corpo sferico: un globulo di cristallo; un preparato farmaceutico in globuli. 
globuloso   agg.  a forma di globulo, di piccola sfera.
glo glo    ⇨ glu glu.
gloglottare   v. intr.  [io gloglòtto ecc. ; aus. avere] fare glo glo; per estens., gorgogliare.
gloglottio   s.m.  rumore di ciò che gloglotta; gorgoglio | il verso del tacchino.
glomeridi   o glomeri [glò-me-ri], s.m. pl.  (zool.) famiglia di miriapodi dal corpo corto e diciassette paia di zampe; vivono nei luoghi umidi e hanno la facoltà di appallottolarsi | sing.  [-e] ogni animale appartenente a tale famiglia.
glomerulare   agg.  (anat.) di, dei glomeruli: filtrato glomerulare, liquido proveniente dalla filtrazione del sangue a opera dei glomeruli renali.
glomerulo   s.m.    • 1 •   in anatomia: glomeruli renali  (o di malpighi), piccoli viluppi di vasi capillari che costituiscono la parte filtrante del rene; glomerulo ghiandolare, corpo delle ghiandole sudoripare; glomeruli protoplasmatici, viluppi dei prolungamenti dendritici di più cellule nervose    • 2 •   (bot.) infiorescenza di forma globosa, costituita da tanti fiori, molto ravvicinati, quasi privi di picciolo.
glomerulonefrite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica del rene, che interessa prevalentemente i glomeruli.
glomo   s.m.  (anat.) piccolo ammasso o viluppo di vasi o fibre nervose: glomo carotideo, intreccio di capillari sanguigni e fibre nervose che svolge un'azione regolatrice sulla pressione arteriosa e sul respiro.
gloria   (1) s.f.    • 1 •   altissimo onore, fama universale che si acquista per grandi virtù, opere insigni, meriti eccezionali: gloria immortale, passeggera; cercare, meritare, procacciarsi la gloria; coprirsi di gloria  | essere, andare a gloria di qualcuno, a suo merito, a sua esclusiva lode | gloria mondana, basata sui valori terreni del successo, della celebrità | lavorare per la gloria, (fig. iron.) senza alcuna ricompensa. dim. glorietta, gloriuccia, gloriuzza    • 2 •   persona o cosa che è motivo di orgoglio, di vanto: dante è una gloria nazionale  | vecchie glorie, personaggi del mondo dello spettacolo o dello sport, un tempo famosi    • 3 •   (lett.) splendore, bellezza: ella si sedea / umile in tanta gloria  (petrarca canz.  cxxvi, 43-44)    • 4 •   (relig.) beatitudine delle anime del paradiso: la gloria eterna, celeste, dei santi  | che dio l'abbia in gloria, formula di benedizione e augurio all'indirizzo di un defunto | andare in gloria, tripudiare, esultare | essere in gloria, (scherz.) essere ubriaco    • 5 •   rappresentazione musiva, pittorica o scultorea della maestà trionfante di dio, tra cori angelici e schiere di santi    • 6 •   gloria delle nevi, pianta erbacea con lunghe foglie sottili e piccoli fiori azzurri e bianchi raccolti in minuti grappoli (fam.  liliacee).
gloria   (2) s.m. invar.  (lit.)    • 1 •   preghiera di lode a dio che comincia con le parole gloria patri  | prov.  : tutti i salmi finiscono in gloria, per dire che una situazione evolverà secondo un fine prevedibile    • 2 •   inno della messa che comincia con le parole gloria in excelsis deo  | suonare le campane a gloria, a distesa, a festa.
gloriare   v. tr.  [io glòrio ecc.] (ant. , lett.) celebrare, magnificare; onorare: mando un saluto agli italiani che gloriano la patria  (carducci) | gloriarsi v. rifl.    • 1 •   compiacersi molto di qualcosa considerandola motivo di gloria; vantarsi; essere orgoglioso: gloriarsi della propria forza; si gloria dei suoi misfatti  ' nell'uso ant. o lett., costruito anche con in : non si glori il savio nel senno o nella sapienza sua  (passavanti)    • 2 •   (lett.) trovare pieno appagamento in dio; godere della beatitudine celeste.
gloriette   s.f. invar.  chiosco, padiglione rivestito di piante rampicanti; bersò.
glorificare   v. tr.  [io glorìfico, tu glorìfichi ecc.]    • 1 •   rendere glorioso, riconoscere degno di gloria; per estens., esaltare, celebrare: glorificare la patria, un eroe, una impresa    • 2 •   far partecipe della gloria celeste: dio glorifica i beati  | glorificarsi v. rifl.  vantarsi, gloriarsi.
glorificativo   agg.  (non com.) che serve, che è atto a glorificare.
glorificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi glorifica.
glorificazione   s.f.  il glorificare, l'essere glorificato.
glorioso   agg.    • 1 •   che ha gloria: eroe glorioso; stirpe gloriosa; essere glorioso e trionfante, in un tripudio di gloria (anche scherz.  o iron.) | essere, andar glorioso di qualcosa, menarne vanto | di gloriosa memoria, si dice di evento o persona degni di ricordo riverente | misteri gloriosi, (lit.) gli ultimi cinque misteri del rosario, nei quali si ricordano le glorie di cristo e la gloria della vergine. dim. gloriosetto    • 2 •   che dà, procura gloria: un'impresa, una morte gloriosa  § gloriosamente avv. 
glossa   (1) ant. glosa [glò-sa], s.f.    • 1 •   nell'antichità classica, parola o locuzione oscura o difficile di un testo, che richiede una spiegazione; per estens., la spiegazione stessa    • 2 •   annotazione interlineare o marginale a testi biblici e giuridici in codici medievali; anche, la raccolta delle annotazioni di un glossatore a un testo | per antonomasia, notazione esplicativa fatta dai glossatori della scuola bolognese nei secc. xi, xii e xiii ai testi giuridici giustinianei    • 3 •   in senso generico, nota, commento a un testo.
glossa   (2) s.f.  (ant. anat.) lingua.
glossare   v. tr.  [io glòsso ecc.]    • 1 •   apporre glosse, fornire di glosse    • 2 •   annotare un testo; chiosare, postillare.
glossario   s.m.  raccolta di vocaboli antiquati o rari o difficili, oppure appartenenti a una lingua straniera o a un argomento specifico, registrati di solito in ordine alfabetico e convenientemente spiegati.
glossatore   s.m.  [f. -trice] autore di glosse, soprattutto con riferimento ai giureconsulti dell'età medievale che glossarono i testi giuridici.
glossema   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   nota esplicativa di parola o locuzione oscura o difficile in antichi testi greco-latini; anche, parola o locuzione che abbisogna di tale nota esplicativa    • 2 •   (ling.) nella glossematica, unità irriducibile, sia sul piano dell'espressione sia su quello del contenuto.
glossematica   s.f.  (ling.) dottrina elaborata nell'ambito del circolo linguistico di copenaghen da l. hjelmslev (1899-1965), che considera ogni lingua come una struttura chiusa, costituita da un numero limitato di elementi (scomponibili in unità minime o glossemi) e caratterizzata essenzialmente dalle diverse relazioni che tali elementi hanno tra loro.
glossematico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che si riferisce alla glossematica o ai glossemi.
glossina   s.f.  (zool.) genere di insetti molto diffuso nell'africa equatoriale, a cui appartiene anche la mosca tse-tse (ord.  ditteri).
glossite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica della lingua, caratterizzata spesso da intenso arrossamento e bruciore.
glosso-  glosso- -glosso primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. glôssa  'lingua'; indicano sia la lingua come organo anatomico (glossofaringeo, ipoglosso) sia la lingua come strumento espressivo o come facoltà del parlare (glossografia, glossolalia).
glossodinia   s.f.  (med.) dolore alla lingua di carattere cronico, non sintomatico di lesioni anatomiche.
glossofaringeo   agg.  (anat.) relativo alla lingua e alla faringe: nervo glossofaringeo, nervo cranico del nono paio che innerva la mucosa della lingua, delle tonsille e della faringe.
glossografia   s.f.  nella tradizione greca e latina, lo studio delle glosse.
glossografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la glossografia: tradizione glossografica. 
glossografo   s.m.  nell'antica tradizione culturale greca e latina, chi raccoglieva e compilava glosse.
glossolalia   s.f.  (psich.) alterazione del linguaggio che consiste nell'articolare parole senza senso, costituite con sillabe accostate a caso; è tipica del linguaggio infantile e si può riscontrare in psicopatie isteriche e schizoidi.
glossopatia   s.f.  (med.) qualsiasi affezione localizzata alla lingua.
glossoplegia   s.f.  (med.) paralisi totale o parziale della lingua, determinata da lesioni nervose.
glossoptosi   s.f.  (med.) caduta della lingua verso la faringe.
glottale   agg.    • 1 •   della glottide, relativo alla glottide    • 2 •   (ling.) detto di suono consonantico articolato con la glottide.
glottidale   agg.  (ling.) glottale.
glottide   s.f.  (anat.) apertura superiore della laringe, di forma triangolare, delimitata dalle corde vocali.
glotto-  glotto- -glotto primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. glôtta  (variante di glôssa) 'lingua', dove significano 'lingua, linguaggio' (glottologia, alloglotto).
glottocronologia   s.f.  (ling.) metodo usato per stabilire l'epoca in cui due o più lingue provenienti da uno stesso ceppo si sono separate dalla lingua originaria comune.
glottodidattica   s.f.  branca della linguistica applicata che cura l'elaborazione di teorie e di tecniche dirette all'insegnamento delle lingue (spec. straniere).
glottologia   s.f.  [pl. -gie] lo studio scientifico dei sistemi linguistici (lingue e dialetti); linguistica: glottologia storico-comparativa; glottologia indeuropea  | in partic., lo studio storico delle fasi più antiche delle lingue classiche.
glottologico   agg.  [pl. m. -ci] della glottologia, che riguarda la glottologia: studi glottologici. 
glottologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di glottologia; linguista.
glottotecnica   s.f.  (ling.) scienza che, accordando la linguistica storica con quella funzionale, vaglia la funzionalità dei neologismi nel sistema linguistico.
gloxinia   s.f.  pianta erbacea ornamentale con foglie grosse e vellutate e fiori dalla corolla tubolosa, di color bianco e rosso o viola (fam.  gesneriacee).
glucide   o glicide [pr.  / gli'tside /], s.m.  (chim.) ciascuno degli appartenenti a una classe di composti organici, costituiti da carbonio, idrogeno e ossigeno, noti come carboidrati  o idrati di carbonio; sono detti anche zuccheri  o saccaridi. 
glucidico   o glicidico [pr.  / gli'tsidiko /], agg.  [pl. m. -ci] (chim.) proprio di glucide, relativo a glucide.
glucometro   s.m.  apparecchio usato in enologia per misurare il contenuto di zuccheri di un vino o di un mosto.
glucoside   o glicoside [pr.  / gliko'zide /], s.m.  (chim. biol.) ogni composto derivante dalla composizione di uno zucchero con una sostanza organica qualsiasi (un altro zucchero, un alcol, un fenolo, un chetone, un'aldeide).
glucosio   o glicosio [pr.  / gli'kozjo /], s.m.  (chim.) il più importante degli zuccheri semplici, contenente sei atomi di carbonio, frequentissimo in natura, sia libero nei frutti dolci (zucchero d'uva) e nel sangue, sia combinato (amido, cellulosa); in polvere bianca, cristallino, bianchiccio, solubile in acqua, è detto commercialmente destrosio; è usato in farmacia e nell'industria dolciaria.
glucuronico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido organico utilizzato dall'organismo per fissare e poi eliminare sostanze tossiche introdotte con l'alimentazione.
glu glu   o glo glo, inter.  riproduce il verso del tacchino, il suono dell'inghiottire bevande a sorsi o il rumore di un liquido che esce da un condotto stretto | in funzione di loc. sost. m. invar.  gloglottio: il glu glu dell'acqua nel lavabo. 
gluma   s.f.  (bot.) ciascuna delle brattee che avvolgono le cariossidi del grano e di altre graminacee.
glumetta   s.f.  (bot.) ciascuna delle due brattee, interne alle glume, che coprono i fiori delle graminacee.
glumiflore   s.f. pl.  (bot.) ordine di piante erbacee monocotiledoni a cui appartiene la famiglia delle graminacee | sing.  [-a] ogni pianta di tale ordine.
gluone   s.m.  (fis.) ipotetica particella subnucleare che sarebbe responsabile delle interazioni fra quark.
glutammato   s.m.  (chim.) sale dell'acido glutammico usato per migliorare sapore e colore di prodotti alimentari.
glutammico   agg.  [pl. m. -ci] solo in acido glutammico, amminoacido che entra in molti processi biochimici ed è utilizzato dalle cellule nervose a scopo metabolico e come fissatore di ammoniaca.
glutammina   s.f.  (chim.) ammide dell'acido glutammico presente in molte proteine vegetali.
gluteo   s.m.  (anat.) ognuno dei tre muscoli che formano la natica: grande, medio, piccolo gluteo  | pl.  (lett.) le natiche  agg.  del gluteo: regione glutea. 
glutinare   v. tr.  [io glùtino ecc.] arricchire di glutine.
glutinato   part. pass.  di glutinare   agg.  nel sign. del verbo | pasta glutinata, che contiene più glutine della pasta comune.
glutine   s.m.    • 1 •   (chim.) complesso proteico contenuto nei semi del frumento e di altri cereali, dai quali può venire estratto; è usato per arricchire di proteine certi alimenti industriali e nell'industria dei collanti    • 2 •   (antiq.) qualsiasi sostanza adesiva o cementante; colla, materia vischiosa.
glutinosità   s.f.  l'essere glutinoso.
glutinoso   agg.    • 1 •   che contiene glutine: sostanza glutinosa    • 2 •   che ha l'aspetto e le proprietà del glutine; vischioso.
gnacchera    ⇨ nacchera.
gnaffe   inter.  (ant.) in fede mia (si usava per introdurre una risposta vivace e risoluta): «ingannasti tu mai persona così come fanno i mercatanti?» «gnaffe gnaffe disse ser ciappelletto gnaffe messer sì»  (boccaccio dec.  i, 1).
gnagnera   s.f.  (ant. , dial.) capriccio, voglia | lamento noioso (anche scherz.).
gnais    ⇨ gneiss.
gnam   inter.  voce, per lo più ripetuta, che imita il rumore prodotto da chi mangia qualcosa golosamente.
gnao   o gnau, inter.  e s.m. invar.  riproduce il miagolio del gatto; miao.
gnato-  gnato- -gnato primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. gnáthos  'mascella', nelle quali significano 'mascella, mandibola, guancia' (gnatostomo, prognato).
gnatoplastica   s.f.  (med.) operazione di chirurgia plastica per la ricostruzione della mascella.
gnatopodio   s.m.  (zool.) ciascuna appendice del primo paio di appendici toraciche di alcuni crostacei, atte ad afferrare.
gnatostomo   s.m.  nella tassonomia animale, ogni vertebrato provvisto di mascelle.
gnau    ⇨ gnao.
gnaulare   v. intr.  [io gnàulo ecc. ; aus. avere] (non com.)    • 1 •   miagolare    • 2 •   (estens.) lamentarsi in modo querulo.
gnaulata   s.f.  (non com.) miagolata | lamento fastidioso.
gnaulio   s.m.  uno gnaulare continuo; il miagolare, il modo di miagolare.
gnaulo   s.m.  (non com.) miagolio.
gnaulone   s.m.  [f. -a] (non com.) persona che si lamenta in continuazione.
gneiss   o gnais [pr.  / 'gnais /], s.m.  (geol.) roccia metamorfica scistosa di color grigio chiaro e composizione analoga a quella del granito; in italia è molto diffusa in calabria e nelle alpi centro-occidentali.
gnetacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante arboree o arbustacee con foglie larghe, fiori raccolti in spighe e, in molte specie, semi commestibili (cl.  gnetine) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
gnocco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   spec. pl.  ciascuno dei tocchetti di pasta morbida di forma tondeggiante, fatti per lo più con farina e patate, che si mangiano lessati e conditi con sugo o in altro modo | gnocchi alla romana, fatti con latte e semolino, conditi con burro e dorati al forno. dim. gnocchetto    • 2 •   (pop.) bernoccolo, protuberanza    • 3 •   (fig. fam.) uomo sciocco, sempliciotto. accr. gnoccolone. 
gnoccolone   s.m.  [f. -a] stupido, tontolone.
gnome   s.f.  (lett.) insegnamento dato in forma di aforisma; sentenza, motto.
gnomico   agg.  [pl. m. -ci] sentenzioso | poesia gnomica, poesia di intonazione morale, ricca di sentenze, precetti ed esempi di vita pratica  s.m.  autore di componimenti poetici di carattere gnomico.
gnomo   s.m.  nell'antica mitologia nordica e nella tradizione popolare europea, essere fantastico, spesso bizzarro e burlone, dall'aspetto di vecchio nano barbuto, abitatore di foreste e grotte e custode dei tesori della terra.
gnomologia   s.f.  [pl. -gie] genere di oratoria ricca di sentenze e aforismi.
gnomone   s.m.  asta variamente inclinata la cui ombra proiettata su un piano orizzontale o verticale consente di stabilire la posizione del sole e quindi l'ora del giorno; per estens., orologio solare, meridiana.
gnomonica   s.f.  arte e tecnica della costruzione degli orologi solari.
gnornò   avv.  (pop.) signornò, di cui è forma aferetica.
gnorri   s.m.  e f.  usato solo nella loc. fare lo gnorri, fingere di non sapere o di non capire.
gnorsì   avv.  (pop.) signorsì, di cui è forma aferetica.
gnoseologia   s.f.  parte della filosofia che si occupa dell'origine, della natura, del valore e dei limiti della facoltà di conoscere; teoria della conoscenza.
gnoseologico   agg.  [pl. m. -ci] della gnoseologia, che concerne la gnoseologia.
gnosi   s.f.    • 1 •   nello gnosticismo, la perfetta conoscenza delle supreme verità filosofiche e religiose, attingibile solo attraverso la rivelazione iniziatica    • 2 •   gnosticismo.
gnostica   s.f.  parte della medicina che studia la natura delle malattie.
gnosticismo   s.m.  corrente di pensiero sviluppatasi durante i secc. ii e iii nell'ambito del cristianesimo; influenzata da tendenze religiose orientali e da elementi filosofici ellenistici, propugnò una concezione della conoscenza come illuminazione riservata a pochi iniziati, in virtù della quale essi sarebbero pervenuti alla visione del vero e alla loro salvezza.
gnostico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) della gnosi, relativo allo gnosticismo: dottrine gnostiche   s.m.  seguace dello gnosticismo.
gnu   s.m.  grossa antilope africana affine al cavallo, con folta criniera e coda a peli molto lunghi, dotata in ambedue i sessi di corna ricurve simili a quelle del bue muschiato (fam.  bovidi).
gnudo   agg.  (ant. , dial.) nudo.
goal   s.m. invar.  il punto segnato da una squadra di calcio o di calcetto quando la palla entra nella porta avversaria: fare, subire un goal  | andare in goal, concludere un'azione segnando una rete | goal della bandiera, l'unico segnato da una squadra sconfitta pesantemente.
gobba   s.f.    • 1 •   deformazione della colonna vertebrale che produce una protuberanza anteriore o posteriore; gibbo | spianare la gobba a qualcuno, (pop.) picchiarlo di santa ragione. dim. gobbetta, gobbettina, gobbina  accr. gobbona, gobbone  (m.)    • 2 •   protuberanza sulla schiena del cammello e del dromedario costituita da tessuto connettivo e da masse di grasso    • 3 •   (estens.) rigonfiamento, gibbosità, protuberanza: la gobba del naso; le gobbe del terreno    • 4 •   (pop.) la parte convessa della luna (quando non è piena): gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante. 
gobbista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico televisivo o cinematografico addetto alla manovra dei gobbi.
gobbo   (1) agg.    • 1 •   che ha la gobba; per estens., si dice anche di chi ha o porta le spalle curve: un vecchio gobbo; camminare, stare gobbo    • 2 •   (estens.) curvo, convesso: un naso gobbo  | colpo gobbo, (fig.) mossa scaltra, ingegnosa, fortunata; anche, azione o manovra sleale  s.m.    • 1 •   [f. -a] persona gobba. dim. gobbetto  accr. gobbone    • 2 •   (estens. fam.) rigonfiamento, gobba: il vestito fa un gobbo sul davanti    • 3 •   spec. pl.  pollone del carciofo o del cardo fatto crescere coricato sotto un riparo di terra o di paglia perché si mantenga tenero.
gobbo   (2) s.m.  (tv, cine.)    • 1 •   cartellone su cui sono scritte le battute da pronunciare durante le riprese di uno spettacolo televisivo o di un film; è disposto in modo da non rientrare nel campo visivo della telecamera o della macchina da presa    • 2 •   schermo contro la luce per la ripresa di scene di interni.
gobbone   o gobboni, avv.  (rar.) con la schiena o le spalle curve, alla maniera di chi è gobbo: andare, stare gobbone. 
gobbuto   agg.  (antiq.) che ha la gobba; gobbo.
gobelin   s.m. invar.  (non com.) tipo di arazzo | come agg. invar.  : punto gobelin, punto di ricamo usato nei lavori di tappezzeria.
gobidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci teleostei di piccole dimensioni, con capo tozzo e corpo allungato, fornito di un caratteristico disco adesivo derivato dalla fusione delle pinne ventrali (ord.  perciformi) | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
gobione   s.m.  pesce teleosteo commestibile d'acqua dolce, con corpo allungato, testa appiattita, dorso grigio-bruno, fianchi verdastri a macchie scure e ventre argenteo (ord.  perciformi).
goccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   piccola porzione di liquido, dalla caratteristica forma tondeggiante: una goccia d'acqua, di vino, d'olio; gocce di sangue, di sudore  | essere, somigliarsi come due gocce d'acqua, essere identici | la goccia che fa traboccare il vaso, (fig.) si dice di un fatto che viene a esasperare una situazione già tesa, facendola precipitare | bere il calice fino all'ultima goccia, (fig.) giungere all'estremo dell'amarezza | (a) goccia a goccia, una goccia dopo l'altra, (fig.) lentamente, un po' per volta | prov.  : a goccia a goccia s'incava la pietra, la perseveranza riesce a vincere a poco a poco anche gli ostacoli più duri. dim. goccetta, goccettina, goccina    • 2 •   goccia di pioggia: sono cadute solo poche gocce    • 3 •   (estens.) piccola quantità di liquido: ne bastano poche gocce  | (fig. lett.) quantità minima di qualcosa: l'ultima goccia di tristezza esprimi, / anima stanca e muori  (saba)    • 4 •   (farm.) misura per la somministrazione di piccole dosi di medicamenti liquidi, ottenuta mediante un contagocce; per estens., il medicinale stesso somministrato in gocce:  10 gocce al dì; prendere le gocce per il cuore    • 5 •   (arch.) ciascuno dei cilindretti pendenti da un listello in corrispondenza dei triglifi della trabeazione dorica    • 6 •   ornamento a forma di goccia intagliato in pietra preziosa, cristallo di rocca ecc., oppure in vetro, per gioielli, pendenti, lampadari e sim.    • 7 •   (ant. , dial.) colpo apoplettico.
gocciare   v. tr.  e intr.  [io góccio ecc. ; aus. dell'intr. avere  riferito al recipiente, essere  riferito al liquido] (non com.) gocciolare.
goccio   s.m.  piccola quantità di un liquido, spec. bevanda: bere un goccio di caffè, di liquore.  dim. goccettino, goccetto, goccino. 
gocciola   s.f.  goccia. dim. goccioletta, gocciolina  accr. gocciolona. 
gocciolamento   s.m.  il gocciolare; gocciolio, stillicidio.
gocciolare   v. tr.  [io gócciolo ecc.] far cadere a gocciole, mandar fuori a gocciole: la candela gocciola cera; la ferita gocciolava sangue; essere gocciolante di pioggia, di sudore  | v. intr.  [aus. essere  nel sign. 1, avere  nei sign.    • 2 •   e 3]    • 1 •   uscire, cadere a gocciole, stillare, detto di liquidi: l'acqua è gocciolata a lungo    • 2 •   lasciar uscire un liquido a gocciole, detto di recipienti: il rubinetto ha gocciolato tutta la notte    • 3 •   detto del naso, emettere muco liquido nel corso di un raffreddore | riferito ad albero o a frutto, mandar fuori un umore.
gocciolatoio   s.m.    • 1 •   parte sporgente del cornicione da cui gocciola la pioggia senza bagnare i muri dell'edificio | nell'architettura classica, parte aggettante della cornice che ha la stessa funzione protettiva, con l'aggiunta di elementi ornamentali    • 2 •   (non com.) sgocciolatoio.
gocciolatura   s.f.  il gocciolare; macchia, traccia di gocciole cadute | in partic., insieme di gocciole di cera rapprese.
gocciolio   s.m.  un gocciolare continuo.
gocciolo   s.m.  piccola quantità di liquido; goccio. dim. gocciolino  accr. gocciolone. 
gocciolone   s.m.    • 1 •   accr.  di gocciolo    • 2 •   grossa goccia, detto spec. di pioggia: principiò come una grandine di goccioloni radi e impetuosi  (manzoni p. s.  xxxvii)    • 3 •   [f. -a] (fam. tosc.) persona che ha sempre il naso gocciolante | (fig.) sciocco, semplicione.
godè   s.m. invar.  adattamento it. di godet. 
godente    ⇨ gaudente.
godere   ant. gaudere, v. intr.  [pres. io gòdo ecc. ; fut. io godrò, non com. goderò ecc. ; pass. rem. io godéi  o godètti, tu godésti ecc. ; cond. pres. io godrèi, non com. goderèi ecc. ; part. pass. goduto; aus. avere]    • 1 •   provare intima soddisfazione, viva contentezza: godere nell'anima; godo di  (o nel  o a) vederti contento  | (assol.) fare una vita di piaceri, di divertimenti: godere in gioventù    • 2 •   provare gioia, benessere; essere felice di o per qualcosa: godo dei  (o per i) tuoi successi; godo a starmene al sole    • 3 •   (pop.) raggiungere l'acme del piacere sessuale, avere l'orgasmo    • 4 •   beneficiare di qualcosa di utile, di gradito: godere di molti vantaggi; non godere di buona fama; godrò di alcuni giorni di ferie  | godere di un diritto, di un usufrutto, di una rendita, (dir.) esserne titolare, esercitare le facoltà che vi sono connesse, percepirne gli utili | v. tr.  [quando è usato con la particella pronominale con funzione rafforzativa o espressiva, l'aus. è essere]    • 1 •   provare soddisfazione per qualcosa; gustare spiritualmente: godere (o godersi) la famiglia, gli amici; ho goduto la lettura di un bel romanzo; mi sono proprio goduto quello spettacolo; godere (o godersi) il sole, il fresco, l'aria  | godersi la vita, godersela, divertirsi, spassarsela    • 2 •   avere qualcosa di utile, di gradito: godere buona reputazione; godere buona salute. 
godereccio   agg.  [pl. f. -ce] che è dedito ai godimenti materiali: gente godereccia  | che dà godimento: vita godereccia. 
godet   s.m. invar.  in sartoria, taglio obliquo della stoffa che crea una svasatura a campana: gonna a godet. 
godevole   agg.  (ant.) che dà godimento.
godezia   s.f.  pianta erbacea ornamentale, originaria del nordamerica, con fiori rosei, rossi o bianchi raccolti in spighe e foglie lanceolate (fam.  enoteracee).
godibile   agg.    • 1 •   che si può godere; che dà godimento, piacere: una scenetta, un intrattenimento godibile    • 2 •   (dir.) di cui si può usufruire: bene godibile. 
godibilità   s.f.    • 1 •   che è godibile; gradimento, piacevolezza: un film di grande godibilità    • 2 •   (dir.) fruibilità, disponibilità: la godibilità di un bene. 
godimento   s.m.    • 1 •   felicità profonda, gioia intensa: trarre godimento da qualcosa; provare un grande godimento per qualcosa    • 2 •   ciò che suscita piacere: cercare i godimenti    • 3 •   (dir.) facoltà di fruire di qualcosa, di utilizzare un bene: godimento di una pensione, di una rendita, di un titolo; giorno di godimento, data dalla quale incominciano a maturare gli interessi o i dividendi | avere in godimento, in usufrutto | avere il godimento dei diritti, averne la titolarità.
godronare   v. tr.  (mecc.) eseguire la godronatura; zigrinare.
godronatura   s.f.  (mecc.) lavorazione di rullatura al tornio eseguita premendo un godrone contro le superfici cilindriche di elementi meccanici (manopole, teste di viti ecc) mentre sono in rotazione, allo scopo di renderle rugose e quindi agevolarne la presa manuale; zigrinatura.
godrone   s.m.  (mecc.) utensile munito di due rullini d'acciaio duro con la superficie cilindrica a piccole solcature, usato per eseguire la godronatura.
goduria   s.f.  (scherz.) godimento: che goduria!; una vera goduria!. 
goethiano   agg.  che è proprio o si riferisce allo scrittore tedesco j. w. goethe (1749-1832), alla sua opera, alla sua poetica.
goffaggine   s.f.    • 1 •   l'essere goffo    • 2 •   atto o parola goffi.
gofferia   s.f.  (non com.) goffaggine.
goffezza   s.f.  (non com.) goffaggine.
goffo   agg.    • 1 •   che si comporta in modo maldestro; sgraziato: un uomo grasso e goffo; movimenti goffi    • 2 •   malfatto, privo di eleganza: vestito goffo, frase goffa  § goffamente avv. 
goffraggio   s.m.  goffratura.
goffrare   v. tr.  [io gòffro ecc] imprimere su tessuto, carta o altro materiale un disegno in rilievo, per mezzo della goffratrice: goffrare la seta. 
goffrato   part. pass.  di goffrare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  tessuto goffrato.
goffratrice   s.f.  (tecn.) particolare tipo di calandra, recante inciso sui cilindri un disegno che per pressione viene riprodotto in rilievo su un materiale sufficientemente cedevole (p. e.  stoffa, carta, cuoio, materie plastiche).
goffratura   s.f.  l'operazione del goffrare; il rilievo riprodotto con tale operazione.
goffrè   agg.  si dice di tessuto o carta con disegni in rilievo.
gogna   s.f.  collare di ferro che si stringeva al collo dei condannati alla berlina; la pena così inflitta: condannare alla gogna  | mettere alla gogna, (fig.) schernire, biasimare pubblicamente; additare al disprezzo altrui.
go-kart  go-kart s.m. invar.  piccolo autoveicolo monoposto da competizione, costituito essenzialmente da un motore a scoppio montato su un telaio molto semplificato.
gol   s.m. invar.  adattamento it. di goal. 
gola   s.f.    • 1 •   (anat.) la cavità della faringe, delimitata anteriormente dal palato molle e dalle tonsille palatine | mal di gola, denominazione generica delle affezioni che interessano gli organi posti nella gola | gola di lupo, (med.) malformazione congenita, spesso associata al labbro leporino, consistente in una fenditura longitudinale del palato    • 2 •   come luogo di transito del cibo, del fiato e della voce dà luogo a numerose locuzioni: col boccone in gola, avendo appena finito di mangiare | rimanere, restare in gola, si dice di boccone che non si riesce a deglutire o di cibo che non si riesce a digerire; (fig.) si dice della perdita di un bene della quale non ci si rassegna | essere pieno fino alla gola, essere sazio; (fig.) non poterne più di qualcosa | bagnarsi la gola, bere alcolici | restare a gola asciutta, restare senza bere; (fig.) non riuscire a ottenere quanto si desiderava | parlare in  (o di) gola, con voce difettosa, emettendo appena la voce; cantare in  (o di) gola, con emissione gutturale della voce | avere un nodo, un groppo alla  (o in) gola, avere il pianto in gola, essere commossi, emozionati fino al pianto, con una sensazione di impedimento nel respiro e nella deglutizione | urlare, gridare a piena gola, con tutto il fiato che si ha in gola, con tutta la forza possibile | ricacciare un'offesa in gola a qualcuno, ribatterla con durezza | ricacciarsi le parole in gola, negare quanto affermato in precedenza, smentirsi | mentire per la gola, (lett.) mentire in modo sfacciato | gola profonda, (fig.) nel gergo giornalistico, persona che rivela notizie molto riservate; informatore, spia    • 3 •   (estens.) la parte anteriore del collo | pigliare, prendere uno per la gola, (fig.) imporre dure condizioni a qualcuno, approfittando del suo stato di necessità | avere l'acqua alla gola, essere sul punto di affogare; (fig.) essere in estrema difficoltà | avere il coltello alla gola, (fig.) essere costretto a fare qualcosa | mettere il coltello alla gola di qualcuno, minacciarlo con la lama del coltello contro la gola; (fig.) costringere qualcuno all'obbedienza con la forza    • 4 •   avidità di cibi o di bevande; golosità, ghiottoneria: mangiare qualcosa per gola, non per fame | far gola, (fig.) si dice di cosa che suscita desiderio | prendere qualcuno per la gola, allettarlo offrendogli cibi gustosi | prov.  : ne uccide più la gola che la spada, le malattie provocate dal troppo mangiare fanno morire più persone che non la guerra    • 5 •   (teol.) uno dei sette peccati capitali    • 6 •   apertura stretta, passaggio interno: la gola del camino, del forno, del pozzo    • 7 •   (geog.) valle stretta e profonda, con pareti assai ripide o quasi verticali    • 8 •   (arch.) modanatura di una cornice    • 9 •   linea di gola, (geom) linea di lunghezza minima tra tutte le linee chiuse che si ottengono intersecando una superficie con un fascio di piani paralleli.
golare   v. tr.  [io gólo ecc.] (ant.) desiderare, appetire: tutto 'l mondo / là giù ne gola di saper novella  (dante par.  x, 110-111).
golden boy   loc. sost. m. invar.  ragazzo molto ricco, di grande successo.
golden delicious   loc. sost. f. invar.  varietà di mela con buccia di colore giallo e polpa profumata di sapore delicato; si indicano com. con la forma abbr. golden. 
gold exchange standard   loc. sost. m. invar.  (econ.) sistema monetario in cui la moneta nazionale era convertibile in una moneta estera a sua volta convertibile in oro.
goldoniano   agg.  del commediografo veneziano carlo goldoni (1707-1793) o che si riferisce alla sua opera: la critica goldoniana. 
gold standard   loc. sost. m. invar.  (econ.) sistema monetario che si basava sulla piena convertibilità dei biglietti in oro.
goleada   s.f.  nel gergo calcistico, serie numerosa di goal messi a segno durante una partita, generalmente da una sola delle due squadre.
goleador   s.m. invar.  nel linguaggio sportivo, calciatore che segna molti goal.
golem   s.m. invar.  in alcune leggende ebraiche dell'europa orientale, automa di argilla in forma umana, creato con arti magiche da un rabbino di praga e considerato protettore degli ebrei contro le persecuzioni (sec. xvi).
golena   s.f.  (geog.) striscia di terreno, compresa tra l'argine e il letto di un fiume o di un canale, che rimane all'asciutto durante i periodi di magra.
golenale   agg.  di golena, che concerne una golena: terreni golenali. 
goleria   s.f.  (non com.) golosità.
goletta   (1) s.f.    • 1 •   (non com.) goletto, solino    • 2 •   striscia di tessuto ricamato o di merletto che le donne portavano intorno al collo    • 3 •   (ant.) parte dell'armatura che copriva la gola.
goletta   (2) s.f.  nave a vela con due alberi a vele auriche e bompresso | goletta a gabbiola, dotata di vela quadra al trinchetto | goletta a palo, con tre alberi a vele auriche.
goletto   s.m.  (ant.) striscia di stoffa rigida, abbottonata sul dietro, che costituiva il collo della camicia da uomo; solino.
golf   (1) s.m. invar.  giacca a maglia di lana, per lo più con maniche lunghe. dim. golfetto, golfino. 
golf   (2) s.m. invar.  gioco all'aperto che consiste nel mandare una pallina in una serie di buche col minor numero di colpi possibile dati con apposite mazze.
golfare   s.m.  (mar.) anello metallico saldamente fissato al ponte della nave, in coperta o altrove, per legarvi cavi o agganciarvi bozzelli.
golfista   s.m.  e f.  [pl. m -sti] chi pratica il gioco del golf.
golfistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al gioco del golf.
golfo   s.m.    • 1 •   insenatura piuttosto vasta, chiusa ai lati da promontori o da punte: il golfo di napoli    • 2 •   golfo mistico, nei teatri lirici, la zona della sala, generalmente a un livello inferiore, compresa tra la platea e il palcoscenico, dove è sistemata l'orchestra.
goliardia   s.f.    • 1 •   (non com.) l'insieme dei goliardi    • 2 •   lo spirito di spensierata allegria dei goliardi e degli studenti in genere; anche, la tradizione di usi goliardici.
goliardico   agg.  [pl. m. -ci] di, da goliardo: inno, canto goliardico  | poesia goliardica, poesia medievale in latino, che celebrava la giovinezza, il vino, le donne e gli amori, spesso parodiando canti liturgici e rituali | cappello goliardico, quello usato un tempo dagli studenti universitari, colorato diversamente a seconda della facoltà d'appartenenza, e con la parte anteriore appuntita come un becco § goliardicamente avv. 
goliardo   s.m.    • 1 •   nel medioevo, studente ecclesiastico che, abbandonata la sua sede, frequentava le università cittadine spostandosi da un centro all'altro e conducendo vita irregolare | oggi, studente universitario, con riferimento alla vita libera e spensierata che accompagnerebbe il periodo di tali studi    • 2 •   (estens. non com.) cappello goliardico.
gollismo   s.m.  movimento politico francese che si richiama alle concezioni politiche del generale charles de gaulle (1890-1970), fautore di una politica estera ispirata al nazionalismo e di una politica interna che accentrava gran parte dei poteri nelle mani del capo dello stato.
gollista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è sostenitore del gollismo  agg.  proprio del gollismo, che si ispira al gollismo: partito gollista. 
goloseria   s.f.  (non com.) golosità.
golosità   s.f.    • 1 •   l'essere goloso    • 2 •   ciò che fa gola.
goloso   agg.    • 1 •   che ha il vizio della gola: essere goloso di dolci  | (fig.) desideroso, bramoso: un uomo goloso di piaceri.  vezz. golosetto  accr. golosone  pegg. golosaccio    • 2 •   (non com.) che stuzzica o soddisfa la gola: un cibo goloso   s.m.  [f. -a] persona golosa § golosamente avv. 
golpe   (1) s.f.    • 1 •   (ant. , tosc.) volpe: bisogna... essere golpe e conoscere 'e lacci, e lione e sbigottire e' lupi  (machiavelli)    • 2 •   (bot.) malattia che colpisce i cereali, prodotta da un minuscolo fungo che rende la spiga simile a una coda di volpe spelacchiata.
golpe   (2) s.m. invar.  colpo di stato, spec. se organizzato e diretto da militari.
golpismo   s.m.  tendenza a risolvere le crisi politiche attuando, favorendo un golpe.
golpista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa o favorisce un golpe  agg.  di, da golpista: piano, progetto golpista. 
golpistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a un golpe; golpista: trame golpistiche. 
gomarismo   s.m.  indirizzo teologico del calvinismo olandese che sostiene la predestinazione assoluta dell'uomo.
gomena   ant. gomona [gó-mo-na], s.f.  grosso cavo di canapa usato per ormeggio e rimorchio di navi.
gomitare   v. tr.  [io gómito ecc.] (non com.) colpire, spingere coi gomiti, a gomitate; sgomitare: eran fermi ne' convenevoli a lasciarsi gomitare dai passanti  (gadda).
gomitata   s.f.  colpo di gomito: dare, ricevere una gomitata  | avanzare a gomitate, a viva forza; (fig.) cercare di avvantaggiarsi, di fare carriera, ricorrendo ad ogni mezzo, anche non lecito.
gomitiera   s.f.  fascia imbottita che, in alcuni sport, gli atleti portano per proteggersi i gomiti.
gomito   s.m.    • 1 •   (anat.) articolazione che unisce il braccio con l'avambraccio; nell'uso com., la parte sporgente esterna di tale articolazione: fratturarsi il gomito; non appoggiate i gomiti sul tavolo!  | avanzare sui gomiti, procedere con la pancia a terra puntandosi sui gomiti | farsi largo con i gomiti, a colpi di gomito, sgomitando; (fig.) cercare di ottenere qualcosa facendo ricorso a tutti i mezzi, leciti e illeciti | olio di gomito, (fig. scherz.) forza, energia in lavori manuali | gomito del tennista, (med.) infiammazione articolare del gomito a cui vanno soggetti i giocatori di tennis | alzare il gomito, (fig.) bere troppo, ubriacarsi    • 2 •   (estens.) parte della manica che copre il gomito    • 3 •   curva brusca: la strada fa un gomito    • 4 •   (tecn.) elemento di raccordo fra due tubi non coassiali | albero a gomiti, nelle macchine alternative, l'organo rotante al quale, mediante le bielle, sono collegati i pistoni.
gomitolo   s.m.    • 1 •   filo o spago avvolto su sé stesso in modo da formare una palla: gomitolo di lana, di seta.  dim. gomitoletto, gomitolino  accr. gomitolone    • 2 •   (fig.) qualsiasi cosa avvoltolata; intreccio: non ho voglia / di tuffarmi / in un gomitolo  / di strade  (ungaretti).
gomma   s.f.    • 1 •   liquido viscoso secreto da alcune piante tropicali, che all'aria si rapprende in una massa amorfa solubile in acqua | gomme naturali, quelle di origine vegetale: gomma arabica, adragante, elastica  | gomme sintetiche, quelle prodotte dalla polimerizzazione di sostanze insature come lo stirolo, l'etilene, l'isobutene (da cui si ottengono le gomme al butile, particolarmente elastiche)    • 2 •   prodotto della lavorazione industriale delle gomme naturali e sintetiche: scarpa, palla, guarnizione di gomma  | essere di gomma, (fig.) detto di persona, avere movimenti agili ed elastici    • 3 •   pezzo di gomma elastica o di gomma sintetica che serve per cancellare: gomma da matita, da penna    • 4 •   pneumatico di un veicolo: le gomme della bicicletta; gomma a terra, pneumatico sgonfio; gomma ricoperta, pneumatico con battistrada nuovo, applicato per fusione su quello vecchio usurato    • 5 •   gomma (americana), striscetta o pallina di gomma da masticare; chewing-gum    • 6 •   (med.) formazione patologica circoscritta, per lo più di origine luetica o tubercolare, con parte centrale necrotica contenente materiale di consistenza gommosa    • 7 •   (pop.) tubo di gomma.
gommagutta   o gomma gutta, s.f.  gommoresina ottenuta da piante tropicali, usata in medicina come diuretico ed emostatico, nell'industria delle vernici come colorante.
gommaio   s.m.  (tosc.) gommista.
gommalacca   o gomma lacca, s.f.  sostanza resinosa prodotta da una sorta di cocciniglia, usata per produrre vernici, ceralacca, come isolante elettrico ecc.
gommapiuma   ® s.f.  gomma resa soffice e spugnosa mediante miscelazione con sostanze che, a caldo, sviluppano gas e quindi producono nella massa una miriade di piccole cavità schiuma di lattice di gomma.
gommare   v. tr.  [io gómmo ecc.]    • 1 •   stendere uno strato di gomma su qualcosa: gommare della carta  | trattare un materiale con gomma in modo da impermeabilizzarlo: gommare un tessuto    • 2 •   dotare di pneumatici un veicolo.
gommaresina    ⇨ gommoresina.
gommaspugna   s.f.  gommapiuma.
gommato   part. pass.  di gommare   agg.    • 1 •   spalmato di gomma adesiva: nastro gommato; tessuto gommato; carta gommata    • 2 •   munito di pneumatici: ruote gommate. 
gommatura   s.f.    • 1 •   operazione con cui si stende uno strato di gomma su un materiale, o lo si tratta con gomma per impermeabilizzarlo; il risultato di tale operazione    • 2 •   l'insieme delle gomme di un autoveicolo.
gommifero   agg.  si dice di albero che produce gomma.
gommificio   s.m.  stabilimento per la lavorazione della gomma.
gommina   ® s.f.  fissatore per capelli in gel.
gommino   s.m.  qualsiasi piccolo oggetto di gomma | in partic., piccolo tappo interno, a perfetta tenuta, delle bottiglie di medicinali o di profumi e sim.; proiettile per armi giocattolo.
gommista   s.m.  [pl. -sti] chi vende, monta o ripara pneumatici di veicoli | (estens.) l'officina del gommista.
gommone   s.m.  canotto pneumatico a remi o a motore fuoribordo.
gommoresina   o gommaresina, s.f.  prodotto dell'essudazione di diverse piante costituito da una miscela di sostanze aromatiche e medicamentose.
gommosi   s.f.  (bot.) fuoruscita patologica di sostanze mucillaginose dalle piante, dovuta all'azione di alcuni funghi e batteri, o in seguito a traumi subiti dalle piante stesse (ferite, freddo).
gommosità   s.f.  l'essere gommoso.
gommoso   agg.    • 1 •   che contiene gomma    • 2 •   che è simile alla gomma per aspetto e consistenza.
gomona    ⇨ gomena.
gonade   s.f.  (anat.) nome che si dà agli organi ghiandolari, maschili e femminili, produttori dei gameti e degli ormoni sessuali.
gonadectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica delle gonadi; castrazione.
gonadico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a gonade, alle gonadi.
gonadostimolina   s.f.  (chim. biol.) gonadotropina.
gonadotropina   s.f.  (chim. biol.) ormone che agisce sulle gonadi; gonadostimolina: gonadotropine ipofisarie, quelle prodotte dall'ipofisi.
gonadotropo   agg.  si dice di ciò che influenza la funzione delle gonadi: ormone gonadotropo, gonadotropina.
gonagra   s.f.  (med. antiq.) artrite gottosa del ginocchio.
gonalgia   s.f.  [pl. -gie] (med.) dolore al ginocchio.
gonartrite   s.f.  (med.) artrite dell'articolazione del ginocchio.
gonartrosi   s.f.  (med.) artrosi dell'articolazione del ginocchio.
gondola   s.f.    • 1 •   caratteristica imbarcazione della laguna veneta, lunga, snella, a fondo piatto, con pettine decorativo a prora e copertura al centro. dim. gondoletta    • 2 •   gondola motore, (aer.) struttura carenata contenente uno o più motori.
gondoliera   s.f.  (mus.) composizione del tipo della barcarola, ispirata all'ambiente veneziano.
gondoliere   s.m.  rematore che conduce una gondola.
gonfalone   ant. confalone, s.m.  vessillo adottato come insegna dai comuni medievali; oggi, stendardo di città, province, regioni, associazioni, confraternite e sim.
gonfalonierato   s.m.  (st.) titolo, dignità di gonfaloniere; anche, la durata della carica.
gonfaloniere   ant. confaloniere e gonfaloniero, s.m.    • 1 •   (st.) suprema magistratura civile o militare in alcuni comuni italiani del medioevo | gonfaloniere di giustizia, magistrato istituito nel 1289 a firenze per tutelare i diritti del popolo, e posto a capo del collegio dei priori    • 2 •   chi porta un gonfalone.
gonfiabile   agg.  che si gonfia, che deve essere gonfiato: canotto gonfiabile. 
gonfiaggine   s.f.    • 1 •   alterigia esagerata e ridicola    • 2 •   (ant.) gonfiore.
gonfiaggio   s.m.    • 1 •   l'azione, l'effetto del gonfiare    • 2 •   (fig.) aumento, crescita artificiosi: gonfiaggio dei prezzi. 
gonfiamento   s.m.  (non com.)    • 1 •   il gonfiare, il gonfiarsi, l'essere gonfiato    • 2 •   (fig.) adulazione.
gonfianuvoli   ant. o tosc. gonfianugoli, s.m.  [rar. f.] invar.  (non com.) persona tronfia, boriosa; anche, chi molto promette e poco mantiene.
gonfiare   v. tr.  [io gónfio ecc.]    • 1 •   riempire un corpo cavo dalle pareti elastiche con aria o altro gas in modo da dilatarlo: gonfiare un palloncino; gonfiare il torace, le gote  | (estens.) tendere una superficie soffiandovi contro: il vento gonfia le vele    • 2 •   (estens.) dilatare, ingrossare: il troppo bere gonfia lo stomaco; le continue piogge hanno gonfiato i torrenti  | gonfiare qualcuno di botte, di pugni, di schiaffi, malmenarlo tanto da produrgli gonfiori    • 3 •   (fig.) esagerare; fare apparire maggiore di quello che è: gonfiare un preventivo di spesa; gonfiare un avvenimento, uno scandalo  | gonfiare qualcuno, lodarlo eccessivamente | v. intr.  [aus. essere], gonfiarsi v. rifl.    • 1 •   dilatarsi, aumentare di volume: mi si è gonfiato il ginocchio; la torta sta gonfiando    • 2 •   (fig.) diventare tronfio, insuperbirsi: lui sorrideva e si gonfiava perché era vanitoso oltremodo  (moravia).
gonfiato   part. pass.  di gonfiare   agg.  riempito d'aria o di altro gas, gonfio: pneumatico ben gonfiato  | pallone gonfiato, (fig.) persona piena di sé, boriosa § gonfiatamente avv.  (non com.) ampollosamente, esageratamente.
gonfiatoio   s.m.  arnese per gonfiare palloni, camere d'aria e sim.
gonfiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.)    • 1 •   che, chi gonfia    • 2 •   (fig.) che, chi adula esageratamente | che, chi esagera le cose.
gonfiatura   s.f.    • 1 •   il gonfiare, l'essere gonfiato: questo pallone non tiene la gonfiatura    • 2 •   (fig.) esagerazione, montatura: una gonfiatura scandalistica    • 3 •   (fig.) adulazione.
gonfietto   s.m.  (non com.) gonfiatoio.
gonfiezza   s.f.    • 1 •   l'esser gonfio; lo stato di ciò che è gonfio | gonfiezza di stile, ampollosità    • 2 •   (fig.) atteggiamento superbo, borioso.
gonfio   agg.    • 1 •   gonfiato, dilatato: pallone, pneumatico gonfio; occhi gonfi di pianto; torrente gonfio, in piena | avere il cuore gonfio, (fig.) essere in grande afflizione    • 2 •   (fig.) pieno di sé, superbo: essere gonfio di boria    • 3 •   ampolloso, detto di stile: una prosa gonfia    • 4 •   (pop.) gravido  s.m.  (non com.) gonfiore, rigonfiamento.
gonfione   s.m.  [f. -a] (non com.)    • 1 •   (spreg.) persona di una grassezza flaccida    • 2 •   (fig.) persona vanagloriosa e piena di sé sgonfione.
gonfiore   s.m.  rigonfiamento di una parte del corpo; tumefazione.
gonfrena   s.f.  pianta erbacea ornamentale, con infiorescenze a capolino di color rosso-violaceo (fam.  amarantacee).
gong   s.m. invar.  strumento idiofono a percussione di origine orientale, formato da un disco di metallo con il bordo rivoltato che, sospeso e percosso da una mazza, produce un suono prolungato di grande potenza.
gongilo   s.m.  piccolo rettile terrestre dei sauri con arti non funzionali, diffuso in sicilia, in sardegna e nell'africa sett.
gongolamento   s.m.  (non com.) il gongolare.
gongolante   part. pres.  di gongolare   agg.  pieno di evidente soddisfazione e contentezza: essere tutto gongolante. 
gongolare   v. intr.  [io góngolo ecc. ; aus. avere] essere pieno di una viva soddisfazione e darne visibilmente segno: gongolare di gioia. 
gongorismo   s.m.  stile poetico e scuola letteraria che si ispirano all'opera del poeta barocco spagnolo luis de góngora (1561-1627); nell'ambito della letteratura spagnola rappresenta l'equivalente del marinismo italiano e dell'eufuismo inglese.
gongorista   agg.  di, relativo al gongorismo  s.m.  e f.  [pl. m. -sti] imitatore o studioso di gongora.
gongro    ⇨ grongo.
-gonia  -gonia secondo elemento di parole composte della terminologia dotta, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -gonía, che è da ghígnesthai  'generare'; vale 'generazione, origine' (cosmogonia, teogonia).
gonidio   s.m.  (bot.) cellula verde del tallo dei licheni costituita da un'alga unicellulare.
gonilite   s.f.  (med.) infiammazione del ginocchio.
-gonio  -gonio secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, che è dal gr. gónos  'generazione'; in botanica significa 'creatore di cellule riproduttive' (archegonio); in zoologia indica una cellula germinale (spermatogonio).
gonio-  gonio- primo elemento di parole composte dalla terminologia scientifica, che è dal gr. go¯nía  'angolo' (goniometro).
goniometria   s.f.  l'insieme dei principi e dei procedimenti scientifici e tecnici per la misurazione degli angoli.
goniometrico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la goniometria: misurazioni goniometriche. 
goniometro   s.m.  strumento per misurare gli angoli, che trova impiego in topografia, geodesia e cristallografia.
gonna   s.f.  indumento femminile che copre il corpo dalla cintura in giù: gonna a pieghe, a campana  | gonna pantalone, quella divisa in due come i calzoni.
gonnella   s.f.    • 1 •   gonna | stare sempre attaccato alle gonnelle (di una donna), (fig.) non allontanarsi mai da lei, ascoltarla in tutto. dim. gonnellina, gonnellino  (m.), gonnelletta    • 2 •   (estens.) donna, ragazza: una volta vi piaceva la compagnia delle gonnelle  (goldoni) | correre dietro alle gonnelle, (fig.) essere un donnaiolo    • 3 •   (ant.) veste sia maschile sia femminile; tunica.
gonnellino   s.m.    • 1 •   dim.  di gonnella    • 2 •   gonna piccola e corta, spec. quella che portano le bambine, le ballerine, le tenniste, le pattinatrici | gonna di alcuni costumi tradizionali indossati dagli uomini: gonnellino scozzese. 
-gono  -gono secondo elemento di parole composte della terminologia geometrica, dal gr. -go¯nos  o -go¯non, deriv. di go¯nía  'angolo' (ottagono, poligono).
gono-  gono- primo elemento di parole composte della terminologia medica e biologica, che è dal gr. gónos  'generazione'; indica relazione con gli organi della generazione (gonocito).
gonocito   s.m.  (biol.) cellula germinale maschile e femminile che origina i gameti.
gonococco   s.m.  [pl. -chi] (med.) diplococco con i due elementi uniti a chicco di caffè è l'agente responsabile della gonorrea.
gonorrea   s.f.  (med.) blenorragia.
gonorroico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di gonorrea, relativo a gonorrea: affezione gonorroica. 
gonzo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi si fa imbrogliare facilmente.
gora   s.f.    • 1 •   canale per l'irrigazione o per l'alimentazione di un mulino    • 2 •   riserva d'acqua raccolta in un bacino naturale | (lett.) acqua ferma; stagno, palude: mentre noi corravam la morta gora  (dante inf.  viii, 31)    • 3 •   alone che resta attorno a una macchia dopo un'imperfetta smacchiatura; per estens., macchia in genere | traccia, chiazza, striatura lasciata su un volto sporco da lacrime o sudore.
gorbia   s.f.    • 1 •   puntale di ferro che si applica all'estremità di bastoni, aste e sim., per piantarli in terra    • 2 •   sgorbia.
gordiacei   s.m. pl.  (zool.) classe di vermi dei nematelminti dal corpo lungo e sottile che allo stato adulto vivono liberi nelle acque correnti | sing.  [-o] ogni verme appartenente a tale classe.
gordiano   agg.  nella loc. nodo gordiano, il nodo inestricabile che si trovava sul carro di gordio e che alessandro magno tagliò con la spada; (fig.) situazione difficile che si può risolvere solo con interventi drastici.
gordio   s.m.  verme acquatico filamentoso (cl.  gordiacei).
gorga   s.f.  (ant.) canna della gola; strozza.
gorgata   s.f.  (non com.) sorsata di un liquido.
gorgheggiamento   s.m.  il gorgheggiare; gorgheggio.
gorgheggiare   v. intr.  [io gorghéggio ecc. ; aus. avere] cantare con grande agilità e rapidità di passaggi vocali (detto degli uccelli canori, e anche delle cantanti) | usato anche come v. tr.  : gorgheggiare una melodia. 
gorgheggiatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi gorgheggia.
gorgheggio   (1) s.m.    • 1 •   il gorgheggiare: il gorgheggio di un usignolo    • 2 •   (mus.) nel canto, rapido passaggio di più note sulla stessa vocale, con effetto virtuosistico.
gorgheggio   (2) s.m.  successione di gorgheggi.
gorgia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   (lett.) gola    • 2 •   parlata gutturale | gorgia toscana, (ling.) nel fiorentino e in altri dialetti toscani, il fenomeno della spirantizzazione delle consonanti occlusive sorde in posizione intervocalica    • 3 •   (mus.) termine che nella tecnica vocale del sec. xvii indicava genericamente le ornamentazioni virtuosistiche del canto, trillo.
gorgiera   s.f.    • 1 •   parte delle antiche armature che copriva e proteggeva la gola | oggi, protezione di tela imbottita che, applicata sotto la maschera dello schermitore, ne difende il collo    • 2 •   nell'abbigliamento femminile medievale, fascia di tela a copertura della gola | colletto di pizzo o di tela finissima pieghettata o increspata in voga nel seicento. dim. gorgierina    • 3 •   (ant.) gola: tu hai dallato quel di beccheria / di cui segò fiorenza la gorgiera  (dante inf.  xxxii, 119-120).
gorgo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   il punto in cui il letto di un fiume o di un torrente si abbassa improvvisamente, quasi a formare un piccolo pozzo; per estens., il vortice, il mulinello che l'acqua forma in quel punto    • 2 •   (fig.) vortice, abisso: non buttiamo già in un gorgo senza fondo / le nostre vite randage  (montale)    • 3 •   (poet.) fiume: e tu, corrente e chiaro gorgo  (petrarca canz.  ccxxvii, 13).
gorgogliamento   s.m.  (non com.) il gorgogliare.
gorgogliare   v. intr.  [io gorgóglio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   sgorgare o scorrere producendo una sorta di brontolio (detto dell'acqua che scorre tra i sassi o di un liquido che esce a tratti da un'apertura stretta)    • 2 •   (estens.) far uscire la voce tenendo un liquido in gola (p. e.  quando si fanno i gargarismi)    • 3 •   brontolare, detto degli intestini.
gorgoglio   (1) s.m.  rumore prodotto da un liquido che gorgoglia; il brontolare dell'intestino.
gorgoglio   (2) s.m.  un gorgogliare continuato.
gorgoglione   s.m.  (zool.) lo stesso che afide. 
gorgone   s.f.    • 1 •   (lett.) donna scarmigliata, dall'aspetto orrendo    • 2 •   motivo ornamentale rappresentante una testa di gorgone: un gran braciere di bronzo,... istoriato... di chimere e di gorgoni  (bacchelli).
gorgoneo   agg.  (lett.)    • 1 •   delle gorgoni    • 2 •   (fig.) spaventoso, orribile.
gorgonia   s.f.  (zool.) celenterato con scheletro calcareo o corneo dai colori vivaci che vive in colonie ramificate sui fondi rocciosi dei mari caldi (cl.  antozoi).
gorgonzola   s.m. invar.  formaggio color bianco giallognolo, di pasta burrosa, dal profumo intenso e dal sapore piccante, con venature verdastre causate da muffe che si sviluppano nel corso della stagionatura; è un prodotto tipico dell'omonima cittadina lombarda.
gorgozzule   s.m.  (scherz.) la canna della gola; per estens., la gola stessa: rinfrescarsi il gorgozzule, bere.
gorilla   s.m. invar.    • 1 •   grande scimmia antropomorfa africana, con braccia lunghe e robustissime, folto pelo bruno-nerastro sul corpo e nero sul muso, piedi prensili (ord.  primati)    • 2 •   (fig.) uomo dall'aspetto scimmiesco o dalle maniere volgari e grossolane    • 3 •   (fig. spreg.) guardia del corpo, spec. di importanti personaggi del mondo politico e dello spettacolo: l'auto presidenziale era circondata dai gorilla. 
goriziano   agg.  di gorizia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di gorizia.
goscismo   s.m.  adattamento italiano del fr. gauchisme. 
gospel   s.m. invar.  canto religioso popolare dei neri statunitensi, a una o più voci, strutturato per lo più secondo schemi responsoriali.
gota   s.f.  (lett.)    • 1 •   guancia: gote dipinte di rossore.  dim. gotina, gotino  (m.)    • 2 •   (fig. ant.) lato: lo mio maestro allora in su la gota / destra si volse in dietro e riguardommi  (dante inf.  xv, 97-98).
gotata   s.f.  (ant.) colpo dato a mano aperta sulla gota; schiaffo.
gotazza    ⇨ gottazza.
gotha   s.m. invar.    • 1 •   l'aristocrazia    • 2 •   (estens.) il meglio, l'élite di un determinato settore di attività: il gotha della finanza, del cinema; entrare nel gotha dell'industria. 
gotico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dei goti, antica popolazione germanica | linea gotica, nel corso della seconda guerra mondiale, linea difensiva opposta nel 1944 dai tedeschi all'avanzata degli alleati dal sud della penisola; congiungeva pesaro, sull'adriatico, con massa, sul tirreno    • 2 •   si dice di uno stile architettonico diffuso in europa a partire dal sec. xii e caratterizzato dal prevalere delle strutture verticali su quelle orizzontali; il termine è poi stato esteso anche alle altre arti figurative: architettura, scultura, pittura gotica; chiesa gotica; arco gotico, a sesto acuto | durante il rinascimento e nella tradizione classicistica italiana, il termine fu usato spreg. con il significato di barbarico : scrittura gotica, (paleogr.) scrittura medievale successiva alla carolina, con tratti spezzati e angolosi e assenza quasi totale di aste ascendenti e discendenti (considerata rozza e barbarica dai filologi del sec. xv, è stata usata fino a tempi recenti nei paesi di lingua tedesca)    • 3 •   romanzo gotico, genere di narrativa sorto alla fine del settecento, le cui vicende, ambientate nel medioevo, sono dominate da effetti di terrore e di mistero  s.m.    • 1 •   la lingua dei goti    • 2 •   la scrittura gotica: documento scritto in gotico  | (fig.) lingua, scrittura incomprensibile    • 3 •   lo stile gotico; l'arte gotica: il gotico francese, italiano; gotico fiorito, fiammeggiante, internazionale. 
goticume   s.m.  (spreg.) insieme di opere ispirate allo stile gotico.
goto   s.m.  ogni appartenente a un'antica popolazione germanica, stanziata originariamente sul baltico e penetrata poi in italia nel sec. v in due rami distinti (visigoti e ostrogoti).
gotta   s.f.  (med.) malattia del ricambio dei nucleo-proteidi, che si manifesta con la precipitazione dei sali dell'acido urico (urati) nelle articolazioni, specialmente della mano e del piede.
gottare   v. tr.  [io gótto ecc.] (mar.) aggottare.
gottazza   o gotazza, s.f.  (mar.) sassola.
gotto   s.m.  (region.) bicchiere; in partic., bicchierone di vetro munito di manico | (estens.) il contenuto del bicchiere: bere un gotto di vino. 
gottoso   agg.  (med.) di gotta  agg.  e s.m.  [f. -a] malato di gotta.
gouache   s.m. invar.  (pitt.) guazzo.
gourmet   s.m. invar.  degustatore di vini | (estens.) buongustaio raffinato.
governabile   agg.  che si può governare; che si governa facilmente.
governabilità   s.f.  l'essere governabile; la possibilità di governare durevolmente, senza frequenti crisi politiche: la governabilità del paese. 
governale   s.m.    • 1 •   (ant.) timone    • 2 •   impennaggio fisso applicato alla parte posteriore delle bombe aeree e di vari tipi di proietti per assicurarne la stabilità di traiettoria.
governamento   s.m.  (rar.) il governare, l'essere governato; anche, il modo di governare.
governante   part. pres.  di governare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi governa | s.m. pl.  i politici che esercitano il governo di una nazione | s.f.  lavoratrice fissa, per lo più convivente, cui è affidato il governo della casa.
governare   v. tr.  [io govèrno ecc.]    • 1 •   avere la direzione politica e amministrativa di uno stato; reggere le sorti di un popolo (anche assol.): governare un paese, una nazione; governare bene, male, dispoticamente, democraticamente    • 2 •   dirigere, amministrare: governare una banca, un'azienda  | (fig.) guidare, dare una norma: le vicende umane sembrano governate dal caso; né da te, dolce amico, udrò più il verso, / e la mesta armonia che lo governa  (foscolo sepolcri  8-9)    • 3 •   dirigere un natante mediante il timone, mantenendolo in rotta | (estens.) manovrare: governare un aereo; un pesante automezzo, difficile da governare    • 4 •   avere cura di qualcuno o di qualcosa; accudire a persone o animali, dando loro cibo, assistenza ecc.: governare un bambino, un malato, un cucciolo; governare il bestiame; governare il terreno, le piante, concimarli; governare il vino, aggiungervi mosti di uve speciali per migliorarlo    • 5 •   (ant.) preparare un cibo: due contadini abbruciarono e governarono il porco  (sacchetti) | v. intr.  [aus. avere] detto di un natante, mantenere la rotta, rispondere ai comandi | governarsi v. rifl.  darsi una guida, badare a sé.
governativo   agg.    • 1 •   del governo: decreto governativo; maggioranza governativa, la maggioranza parlamentare che sostiene il governo | filogovernativo: stampa governativa    • 2 •   (antiq.) dello stato: impiegato governativo. 
governatorato   s.m.    • 1 •   ufficio, carica di governatore; la durata di tale carica    • 2 •   il territorio sottoposto alla giurisdizione di un governatore.
governatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi governa    • 2 •   alto funzionario che esercita il governo di un territorio, per lo più in rappresentanza del potere centrale dello stato: i governatori delle colonie  ' il presidente dell'esecutivo di ciascuno degli stati degli usa: il governatore della california  | nell'ordinamento fascista, titolo di chi era a capo dell'amministrazione comunale di roma    • 3 •   in vari paesi, chi dirige la banca centrale: il governatore della banca d'italia    • 4 •   (ant.) timoniere.
governatoriale   agg.  del governatore o di un governatorato: sede governatoriale. 
governatura   s.f.  l'operazione del governare gli animali, i terreni o il vino.
governime   s.m.  cibo per gli animali domestici.
governissimo   s.m.  nell'uso giornalistico, governo sostenuto da tutte le principali forze politiche rappresentate in parlamento.
governo   s.m.    • 1 •   il governare, l'essere governato; in partic., la direzione politica e amministrativa di uno stato: il governo della cosa pubblica; governo assoluto, democratico; assumere, rifiutare il governo    • 2 •   il complesso delle istituzioni alle quali compete il potere esecutivo | il presidente del consiglio e i ministri: costituire, appoggiare, rovesciare il governo; crisi di governo; il governo giolitti, de gasperi, andreotti ecc. , quello presieduto da tali uomini politici    • 3 •   forma della costituzione di uno stato: governo monarchico, repubblicano    • 4 •   cura di animali, di cose o anche di persone: il governo del gregge; il governo di un'impresa, della casa, della famiglia  | governo del vino, aggiunta di mosti di uve pregiate per migliorarlo; uve di governo, quelle impiegate nel governo di un vino    • 5 •   (inform.) la capacità di interpretare le istruzioni e di operare in base ad esse    • 6 •   (ant.) timone; guida    • 7 •   (ant.) trattamento: gli arabi inanimiti aspro governo / anch'essi fanno de' guerrier cristiani  (tasso g. l.  ix, 40).
gozzo   (1) s.m.    • 1 •   negli uccelli, parte dilatata dell'esofago, alla base del collo, nella quale il cibo si ferma per poi passare lentamente nello stomaco    • 2 •   (fam.) gola, stomaco di una persona: riempirsi il gozzo, mangiare esageratamente | aver qualcosa nel gozzo, (fig.) non riuscire a mandare giù un'offesa, un affronto o a tollerare qualcosa di sgradito | stare sul gozzo, (fig.) si dice di cosa o persona che non si sopporta | non tenere nulla nel gozzo, (fig.) dire tutto quello che si ha da dire    • 3 •   (med.) rigonfiamento nella parte anteriore del collo, dovuta all'ingrossamento della tiroide.
gozzo   (2) s.m.  piccola barca da pesca o da diporto, a remi e con una sola vela.
gozzoviglia   s.f.  baldoria di persone che mangiano e bevono smodatamente: fare gozzoviglie. 
gozzovigliare   v. intr.  [io gozzovìglio ecc. ; aus. avere] fare gozzoviglie.
gozzovigliata   s.f.  (non com.) gozzoviglia.
gozzovigliatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi gozzoviglia abitualmente.
gozzuto   agg.  che ha il gozzo: un uomo gozzuto. 
gracchiamento   s.m.  il gracchiare.
gracchiare   v. intr.  [io gràcchio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto della cornacchia, del corvo e della gazza, emettere il caratteristico verso rauco e stridente; detto della rana, gracidare    • 2 •   (fig.) di persona, parlare con voce stridula | di apparecchi fonoriproduttori o radiotelevisivi, emettere rumori stridenti.
gracchiata   s.f.  il gracchiare.
gracchio   (1) s.m.  uccello montano simile al corvo, con piumaggio nero a riflessi metallici e becco rosso incurvato a sciabola (ord.  passeriformi).
gracchio   (2) s.m.  il verso del corvo, della cornacchia e della gazza.
gracidamento   s.m.  un gracidare prolungato.
gracidare   v. intr.  [io gràcido ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto della rana, o anche dell'anatra, dell'oca ecc., emettere il caratteristico verso rauco e intermittente, ricco di suoni vibrati    • 2 •   (fig.) parlare con voce stridula e monotona.
gracidio   s.m.  un lungo e insistente gracidare.
gracilaria   s.f.    • 1 •   (zool.) genere di piccolissime farfalle, lunghe circa    • 3 •   mm, dai colori vivaci; le larve di alcune specie danneggiano nocciuoli, frassini, pioppi    • 2 •   (bot.) genere di alghe marine delle rodoficee da cui si estrae l'agar-agar.
gracile   agg.    • 1 •   che ha una costituzione fisica minuta, delicata: un bambino gracile  | debole, fragile: salute, organismo gracile  | esile, sottile: gambe, braccia gracili.  dim. graciletto, gracilino    • 2 •   (fig.) privo di forza, di vigore: un romanzo, una trama gracile  § gracilmente avv. 
gracilità   s.f.  l'essere gracile; debolezza, fragilità.
gracimolo   e deriv.   ⇨ racimolo e deriv. 
grada   s.f.  (ant.) graticola.
gradare   v. tr.  (ant.) graduare | v. intr.  [aus. essere  o avere] (lett.) digradare; procedere per gradi.
gradassata   s.f.  discorso o atto da gradasso.
gradasso   s.m.  chi si vanta di fare cose eccezionali, senza averne la capacità: non fare il gradasso!. 
gradato   agg.  (non com.) graduato, graduale § gradatamente avv.  per gradi, poco alla volta.
gradazione   s.f.    • 1 •   sequenza, successione graduale: gradazione di luci, di colori, di suoni  | gradazione vocalica, (ling.) apofonia    • 2 •   in retorica, successione di parole disposte in modo che la loro intensità di significato cresca o diminuisca progressivamente: gradazione ascendente, discendente    • 3 •   (foto.) capacità di un'emulsione di rendere più o meno marcati i chiaroscuri    • 4 •   quantità percentuale di alcol, espressa in gradi, contenuta nelle bevande alcoliche: vino di bassa gradazione; liquore ad altissima gradazione. 
gradevole   agg.  che riesce gradito: sapore, odore gradevole; compagnia gradevole  § gradevolmente avv. 
gradevolezza   s.f.  l'essere gradevole.
gradiente   s.m.    • 1 •   gradiente di una funzione, (mat.) vettore le cui componenti sono date dalle derivate parziali di una funzione rispetto agli assi del sistema di riferimento; rappresenta la variazione della funzione stessa in una determinata direzione    • 2 •   in fisica: gradiente barico, rapporto tra la differenza di pressione atmosferica in due luoghi e la loro distanza orizzontale; gradiente termico, rapporto tra la temperatura in due punti dell'atmosfera e la loro differenza di quota; gradiente elettrico, rapporto tra il potenziale elettrico e la differenza di quota in due punti dell'atmosfera.
gradimento   s.m.  sentimento di piacere provocato da ciò che riesce gradito: mostrare il proprio gradimento per qualcosa; essere di gradimento, piacere | (estens.) accettazione, approvazione: il governo italiano ha espresso il suo gradimento per la nomina del nuovo ambasciatore  ' indice di gradimento, valutazione statistica del favore del pubblico per uno spettacolo radiofonico o televisivo | clausola di gradimento, (dir.) che può impedire l'entrata di soci non voluti nelle società di capitali.
gradina   s.f.  scalpello con due o più tacche per scolpire il marmo.
gradinamento   s.m.  in alpinismo, l'operazione dell'intagliare gradini nel ghiaccio con la piccozza; i gradini così ottenuti.
gradinare   (1) v. tr.  scolpire con la gradina: gradinare il marmo. 
gradinare   (2) v. intr.  [aus. avere] in alpinismo, fare gradini nel ghiaccio con la piccozza.
gradinata   s.f.    • 1 •   ordine di gradini tra due piani a diverso livello    • 2 •   negli stadi o nei teatri, ordine di posti a sedere in file digradanti | (estens.) il pubblico che assiste allo spettacolo da tali posti: tutta la gradinata applaudiva. 
gradinatura   s.f.  l'operazione di scolpire con la gradina; i segni lasciati dalla gradina sulla pietra.
gradino   s.m.    • 1 •   breve ripiano costruito o scavato per superare un dislivello: i gradini di una scala  | (fig.) ciascuno dei gradi intermedi di una scala di valori, di una serie successiva: salire, scendere i gradini della scala sociale; essere al primo gradino, essere agli inizi    • 2 •   ripiano di un terreno: coltivazione a gradini, a terrazze    • 3 •   in alpinismo, intaccatura fatta con la piccozza in una parete di ghiaccio o di neve dura.
gradire   v. tr.  [io gradisco, tu gradisci ecc.]    • 1 •   accogliere, accettare con piacere: gradire un invito, un regalo; non gradisco affatto simili scherzi  | voglia gradire, formula di cortesia usata per offrire qualcosa | accettare qualcosa tanto per gradire, per non dispiacere con un rifiuto    • 2 •   desiderare, volere: gradirei sapere chi ti ha detto queste cose    • 3 •   (ant.) far contento, rallegrare | ricompensare, rimunerare | v. intr.  [aus. essere] (lett.) riuscire gradito; garbare: il rimirare il cielo più non mi gradiva  (boccaccio elegia di madonna fiammetta).
gradito   part. pass.  di gradire   agg.  che viene accolto con piacere | poco, non gradito, sgradito, malvisto.
-grado  -grado secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal lat. gra°di  'muovere il passo, camminare' (plantigrado, tardigrado).
grado   (1) s.m.    • 1 •   ciascuno degli stadi intermedi che conducono successivamente da un livello, uno stato a un altro: procedere, aumentare, diminuire per gradi, grado per grado, a grado a grado  | livello: avere un buon grado di preparazione; un alto grado di perfezione; in sommo grado, al massimo grado, al livello massimo possibile | grado apofonico, (ling.) ciascuno dei diversi aspetti assunti da una vocale nell'apofonia    • 2 •   in una scala di valori, il posto che ciascuno di essi occupa in rapporto agli altri: ascensione di primo, terzo, sesto grado; ustioni di terzo grado; polinomio, equazione di primo, secondo, terzo grado  | (interrogatorio di) terzo grado, quello condotto con i metodi più duri; (fig.) estenuante serie di domande: il nuovo vicino mi ha fatto un terzo grado  | scuole di secondo grado, quelle che seguono le elementari | giudizio di primo, di secondo, di terzo grado, (dir.) i successivi giudizi attraverso i quali passa una causa davanti a giudici diversi che riesaminano ognuno l'operato del precedente | grado di parentela, rapporto più o meno stretto di parentela che unisce tra loro persone legate da vincoli di sangue: cugini di primo, di secondo grado  | gradi dell'aggettivo, dell'avverbio, (gramm.) variazioni morfologiche o perifrastiche che esprimono diversi valori di intensità: grado positivo, comparativo, superlativo  | subordinata di primo grado, (gramm.) proposizione dipendente direttamente dalla principale; subordinata di secondo, di terzo grado, dipendenti rispettivamente da una subordinata di primo, di secondo grado    • 3 •   termine indicante varie unità di misura; in partic., unità di misura angolare che corrisponde a 1/360 di circonferenza: grado di latitudine, 1/360 di meridiano; grado di longitudine, 1/360 di parallelo | unità di misura della temperatura, variabile secondo le scale adottate: grado centigrado, fahrenheit  | unità di misura del contenuto di alcol in vini e altre bevande alcoliche: un vino di 13 gradi    • 4 •   il posto che una persona occupa in una gerarchia o in un ordinamento: avere il grado di colonnello; avanzare di grado; perdere i gradi, essere degradato (detto di un militare) | la stessa insegna gerarchica: strappare i gradi dalla giubba  | (estens.) condizione sociale, rango: tenore di vita superiore al proprio grado    • 5 •   condizione in genere, in quanto possibilità o capacità: essere, mettere in grado di agire    • 6 •   (ant.) gradino: venite: qui son presso i gradi, / e agevolemente omai si sale  (dante purg.  xii, 92-93)    • 7 •   (ant.) passo.
grado   (2) o grato, s.m.  (ant.)    • 1 •   piacere, gradimento, volontà: contra suo grado e contra buona usanza  (dante par.  iii, 116) | andare a grado, a genio | oggi è ancora vivo nella loc. di buon grado, volentieri    • 2 •   riconoscenza, gratitudine | saper grado, essere riconoscente: so io grado alla fortuna più che a voi  (boccaccio dec.  x, 9).
gradonamento   s.m.  sistemazione in gradoni dei terreni montani e collinari a forte pendenza.
gradone   s.m.    • 1 •   striscia orizzontale di terreno ricavata su un forte declivio e sostenuta da ciglioni inerbiti o da muretti a secco; terrazza, fascia    • 2 •   in senso generico, largo gradino.
graduabile   agg.  che si può graduare: esercizi graduabili. 
graduabilità   s.f.  l'essere graduabile.
graduale   agg.  che procede, si svolge per gradi: insegnamento graduale; aumento graduale dei prezzi   s.m.  nella messa, il canto che sta tra la lettura dell'epistola e quella del vangelo; anche, il libro che raccoglie tutti i canti della messa § gradualmente avv.  per gradi.
gradualismo   s.m.  tendenza a procedere per gradi.
gradualista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi procede per gradi: una politica gradualista. 
gradualistico   agg.  [pl. m. -ci] di gradualismo, da gradualista: tendenza gradualistica. 
gradualità   s.f.  l'essere graduale, il procedere per gradi.
graduare   v. tr.  [io gràduo ecc.]    • 1 •   disporre, regolare, ordinare per gradi: graduare le difficoltà, un insegnamento    • 2 •   dividere in gradi la scala di uno strumento: graduare un barometro    • 3 •   insignire di un grado (riferito spec. a militari di rango inferiore)    • 4 •   classificare secondo una graduatoria: graduare i premiati di un concorso    • 5 •   (dir.) distribuire le somme ricavate dall'espropriazione dei beni del debitore secondo il grado di preferenza dei crediti | graduare gli sfratti, dilazionarne l'esecuzione con proroghe.
graduato   part. pass.  di graduare   agg.    • 1 •   ordinato per gradi: esercizi graduati di lingua inglese    • 2 •   diviso in gradi; che reca i segni delle varie misure: bicchiere, termometro graduato  | lenti graduate, correttive  s.m.  militare di truppa con dignità di comando sui soldati semplici.
graduatoria   s.f.  ordine di successione di persone in base a un determinato criterio (p. e.  secondo il merito, l'anzianità); la successione stessa: graduatoria dei vincitori di un concorso; essere primo, ultimo in graduatoria. 
graduatorio   agg.  (non com.) che vale a stabilire una graduazione.
graduazione   s.f.    • 1 •   il graduare; suddivisione per gradi: graduazione della pena, (dir.) determinazione della pena effettuata dal giudice, nei singoli casi, tra il minimo e il massino previsto dalla legge    • 2 •   la scala graduata di uno strumento di misurazione    • 3 •   (ant.) grado, rango.
grafema   s.m.  [pl. -mi] (ling.) la più piccola unità di scrittura, non suscettibile di essere divisa: i segni  m,  n,  p sono grafemi. 
grafematica   s.f.  settore della linguistica che studia i grafemi.
grafematico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di, relativo a grafema, ai grafemi o alla grafematica.
graffa   s.f.    • 1 •   (edil.) grappa    • 2 •   segno che serve a unire più righe di scrittura o di stampa, o a racchiudere un'espressione matematica | anche agg.  : parentesi graffa    • 3 •   fermaglio per tenere uniti dei fogli; grappa. dim. graffetta. 
graffare   v. tr.  aggraffare.
graffatrice   s.f.  aggraffatrice | (fam.) cucitrice.
graffatura   s.f.  aggraffatura.
graffetta   s.f.    • 1 •   dim.  di graffa    • 2 •   fermaglio per fogli; attache | punto metallico applicato con attrezzi a mano per tenere unite pagine di giornali, riviste, fascicoli ecc.    • 3 •   (med.) punto metallico usato in chirurgia per tenere uniti i bordi delle ferite.
graffiamento   s.m.  (non com.) il graffiare; graffio.
graffiante   part. pres.  di graffiare   agg.  mordace, incisivo, tagliente: ironia, satira graffiante. 
graffiare   v. tr.  [io gràffio ecc.]    • 1 •   lacerare la pelle con le unghie o altro; per estens., scalfire, intaccare qualcosa: il gatto mi ha graffiato; graffiare un muro con un temperino    • 2 •   (fig.) pungere con parole (anche assol.): un'ironia che graffia    • 3 •   (fam. non com.) rubare, sgraffignare: gli hanno graffiato il portafoglio  | graffiarsi v. rifl.  farsi dei graffi sulla pelle: il bambino si è graffiato sul viso  | v. rifl.  riportare delle scalfitture: la copertina del libro si è graffiata. 
graffiata   s.f.  il graffiare; graffio. dim. graffiatina. 
graffiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi graffia (spec. fig.).
graffiatura   s.f.  segno lasciato sulla pelle da un graffio; ferita leggera | (estens.) scalfittura presente su una superficie.
graffietto   s.m.    • 1 •   dim.  di graffio    • 2 •   attrezzo munito di una punta metallica per tracciare linee su pezzi di legno, pietra, metallo, prima della lavorazione.
graffignare   v. tr.  (non com.) sgraffignare, rubare con destrezza.
graffio   (1) s.m.  solco lasciato sulla pelle o su altra superficie dalle unghie o da un oggetto appuntito: fare un graffio; avere il viso pieno di graffi.  dim. graffietto, graffiettino. 
graffio   (2) s.m.  (ant.) strumento di ferro adunco; uncino, raffio: però, se tu non vuo' di nostri graffi, / non far sopra la pegola soverchio  (dante inf.  xxi, 50-51).
graffire   v. tr.  [io graffisco, tu graffisci ecc.] eseguire un graffito.
graffitismo   s.m.  l'arte, la tecnica dell'eseguire graffiti | movimento artistico sviluppatosi negli stati uniti d'america negli anni ottanta, i cui esponenti realizzavano pitture murali con vernice spray.
graffitista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] esecutore di graffiti.
graffito   s.m.    • 1 •   tecnica di incisione eseguita con una punta su una superficie dura, per lo più mettendo allo scoperto un sottostante strato di colore diverso: disegno a graffito  | la figura o l'insieme di figure incise con questa tecnica: graffiti preistorici    • 2 •   spec. pl.  (fig.) segni caratteristici di un costume, di una cultura, di modi di vita propri del passato  agg.  inciso, scolpito con una punta: disegno graffito; superficie graffita. 
grafia   s.f.  modo di scrivere le parole; scrittura: grafia esatta, corretta; grafia antica, moderna. 
-grafia  -grafia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -graphía, deriv. di gráphein  'scrivere, disegnare'; vale 'scrittura, disegno, descrizione' e sim. (dattilografia, geografia, fotografia).
grafica   s.f.    • 1 •   l'arte, la tecnica della produzione e della riproduzione di opere grafiche (disegni, incisioni, stampe ecc.) | grafica (computerizzata), sistema hardware e software per l'elaborazione e la presentazione su video o su carta di immagini: grafica tecnica, pittorica, pubblicitaria    • 2 •   un'opera singola o l'insieme delle opere d'arte grafica di un artista, di un movimento, di un periodo: la grafica di miró, degli espressionisti. 
grafico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda la grafia, la scrittura: segno grafico  | variante grafica, altro modo di scrivere una parola, che rispecchia però una stessa pronuncia: nel '500 «vitio» era variante grafica di «vizio»    • 2 •   che riguarda l'arte, la tecnica della riproduzione a stampa: l'industria grafica  ' arti grafiche, denominazione complessiva dei vari processi (composizione tipografica, incisione, fototipia, litografia ecc.) che si utilizzano nella riproduzione a stampa    • 3 •   che consiste in un disegno o in un diagramma: prova grafica; rappresentazione grafica di un fenomeno    • 4 •   (inform.) che è parte di un sistema di grafica computerizzata: scheda, stampante grafica   s.m.    • 1 •   rappresentazione grafica dell'andamento di un fenomeno; diagramma: il grafico della produzione giornaliera, della domanda di lavoro    • 2 •   [f. -a] lavoratore di un ramo delle arti grafiche: il sindacato dei grafici  | disegnatore che lavora nella pubblicità o nell'editoria § graficamente avv.    • 1 •   dal punto di vista della grafia    • 2 •   per mezzo di un disegno, di un diagramma.
-grafico  -grafico secondo elemento, dal gr. graphikós, di aggettivi derivati dai sostantivi in -grafia  e -grafo  (fotografico, telegrafico). [ ⇨ -grafia].
grafismo   s.m.  in un'opera d'arte, preminenza degli elementi grafici rispetto ad altri elementi, come il colore, il volume ecc.
grafitaggio   s.m.  (tecn.) l'operazione del grafitare.
grafitare   v. tr.  (tecn.)    • 1 •   lubrificare apparati e organi meccanici con una miscela di olio e grafite: grafitare le balestre di un autoveicolo    • 2 •   in galvanoplastica, ricoprire di grafite in polvere la superficie di un oggetto per renderla conduttrice di elettricità.
grafitazione   s.f.    • 1 •   (geol.) trasformazione del carbonio contenuto in organismi fossili in grafite    • 2 •   in galvanoplastica, grafitaggio.
grafite   s.f.  minerale grigio scuro, lucente, costituito da carbonio puro o quasi puro e usato per fare mine di matite e rivestimenti di forni, oltre che in varie industrie come l'elettrotecnica, la metallurgia, la missilistica ecc.
grafitizzare   v. tr.  lo stesso che grafitare  nel sign. 2.
grafo   s.m.  (mat.) diagramma che, mediante un numero finito di punti collegati da archi o segmenti, visualizza gli elementi di un insieme e le corrispondenze fra tali elementi | teoria dei grafi, teoria matematica che permette la rappresentazione e la risoluzione di problemi diversi (viabilità, ricerca operativa ecc.) mediante grafi.
grafo-  grafo- -grafo primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, tratto come secondo elemento dal gr. -graphos  e come primo direttamente da gráphein  'scrivere' (grafologia, grafomania, geografo, fonografo, sismografo, autografo, olografo). [ ⇨ -grafia].
grafologia   s.f.  studio che tende a individuare, attraverso l'esame della grafia, il carattere e la psicologia di una persona.
grafologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la grafologia: esame grafologico  § grafologicamente avv.  dal punto di vista grafologico.
grafologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di grafologia.
grafomane   s.m.  e f.  [pl. m. -ni] chi è affetto di grafomania.
grafomania   s.f.  mania dello scrivere; tendenza a scrivere continuamente e prolissamente.
grafometro   s.m.  strumento topografico usato in marineria per rilevare da bordo la posizione di oggetti in mare o di punti sulla terraferma.
grafospasmo   s.m.  crampo dei muscoli della mano provocato dallo scrivere a lungo; crampo degli scrivani.
gragnola   lett. gragnuola, s.f.    • 1 •   (non com. , region.) grandine fitta e minuta | prov.  : suocera e nuora, tempesta e gragnola    • 2 •   (fig.) scarica, sequela: una gragnola di pugni, di improperi. 
gragnolare   v. intr. impers.  [gragnòla ecc. ; aus. essere  o avere] (non com.) grandinare.
gragnuola    ⇨ gragnola.
gramaglie   s.f. pl.    • 1 •   indumenti neri da lutto: una donna in gramaglie  | cielo in gramaglie, (fig. lett.) scuro, nuvoloso    • 2 •   (non com.) drappi funebri con cui si addobbano le chiese e si coprono i catafalchi.
gramatica    ⇨ grammatica.
gramezza   s.f.  (lett.) l'essere gramo.
gramigna   s.f.    • 1 •   nome di piante erbacee perenni, spontanee e infestanti, con foglie lineari e lunghe spighe verdi (fam.  graminacee) | crescere, moltiplicarsi come la gramigna, (fig.) diffondersi con rapidità | attaccarsi come la gramigna, (fig.) essere molesto, importuno    • 2 •   tipo di pasta corta da minestra.
graminacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee monocotiledoni, con fusti vuoti internamente (culmi), fiori raccolti in spighe e frutti per lo più a cariosside (p. e.  frumento, orzo, avena, granturco, riso) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
gramma    ⇨ grammo.
-gramma  -gramma secondo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. -gramma, deriv. di gráphein  'scrivere'; vale 'dispaccio, comunicazione' (telegramma, cablogramma) o, talora, è abbr. di diagramma  (elettrocardiogramma).
grammatica   ant. gramatica, s.f.    • 1 •   il complesso delle strutture fonologiche, morfologiche, sintattiche e della tradizione grafica di una lingua: la grammatica dell'italiano, del tedesco  | spesso, nell'uso scolastico, il termine designa la sola morfologia, in contrapposizione a sintassi    • 2 •   la scienza che studia, spiega ed espone tali strutture: grammatica descrittiva, normativa, storica, comparata; grammatica generativa, fondata sul generativismo | (estens.) l'insegnamento di tale scienza, che in passato comprendeva anche la retorica e la letteratura | prov.  : val più la pratica della grammatica, l'esperienza concreta serve più di una preparazione teorica    • 3 •   (estens.) il saper parlare e scrivere correttamente: la sua grammatica lascia molto a desiderare    • 4 •   il libro, il testo scolastico che tratta della grammatica di una lingua: grammatica per la scuola media.  dim. grammatichetta, grammatichina    • 5 •   nella teoria della comunicazione, l'insieme delle regole che servono per combinare un insieme di segni (alfabeto) in modo da formare un codice    • 6 •   (inform.) complesso di regole che stabiliscono i modi di combinazione degli elementi di un linguaggio di programmazione    • 7 •   l'insieme delle cognizioni basilari di una scienza, di una disciplina, di un'arte    • 8 •   (ant.) la lingua latina contrapposta al volgare, in quanto, prima dell'umanesimo, solo del latino si studiava la grammatica.
grammaticale   agg.    • 1 •   di, relativo alla grammatica: studio, regola, errore, esercizio grammaticale  | analisi grammaticale, quella che definisce le singole parti del discorso | soggetto grammaticale, l'elemento della frase che ha funzione di soggetto (in contrapposizione a soggetto logico, l'elemento che designa chi compie effettivamente l'azione)    • 2 •   (ling.) che rispetta le norme di una determinata grammatica (contrapposto ad agrammaticale): enunciato, costrutto grammaticale  § grammaticalmente avv.  dal punto di vista della grammatica; secondo le regole grammaticali.
grammaticalità   s.f.  (ling.) l'essere grammaticale; il fatto di rispettare le norme di una determinata grammatica: la grammaticalità di un enunciato. 
grammaticalizzare   v. tr.    • 1 •   (ling.) attribuire a un elemento del lessico una funzione grammaticale; si contrappone a lessicalizzare    • 2 •   (estens.) inserire nella grammatica, istituzionalizzare | grammaticalizzarsi v. rifl.  acquisire una funzione grammaticale: l'ablativo lat.  me°nte 'con la mente' si è grammaticalizzato nel suffisso avv.  -mente.
grammaticalizzazione   s.f.  (ling.) il grammaticalizzare, il grammaticalizzarsi.
grammaticastro   s.m.  cattivo grammatico; pedante.
grammaticheria   s.f.  eccessiva e pedantesca sottigliezza grammaticale.
grammatico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) grammaticale  s.m.    • 1 •   [f. -a] studioso di grammatica    • 2 •   (spreg.) letterato o critico pedante, attento solo alle regole e ai costrutti grammaticali § grammaticamente avv.  grammaticalmente.
grammatista   s.m.  [pl. -sti] nella grecia antica, maestro che insegnava i primi elementi di grammatica | (lett.) maestro elementare.
grammatologia   s.f.  (ling.) lo studio dei sistemi di segni che simbolizzano i suoni del linguaggio.
grammatologico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di, relativo alla grammatologia § grammatologicamente avv.  secondo la grammatologia.
grammatura   s.f.  il peso in grammi di una carta, di una stoffa ecc., calcolato su un metro quadro di superficie.
grammelot   s.m. invar.  tipo di linguaggio teatrale in cui l'attore non pronuncia parole reali ma emette suoni che imitano, nell'intonazione e nel ritmo, le espressioni di una lingua o di un dialetto.
grammo   rar. gramma, s.m.    • 1 •   unità di misura di peso del sistema metrico decimale, corrispondente al peso di    • 1 •   cm3 di acqua distillata alla temperatura di    • 4 •   gradi centigradi    • 2 •   unità di massa equivalente alla millesima parte del campione di massa in platino depositato negli archivi di parigi; è detto anche grammo-massa. 
-grammo  -grammo secondo elemento di parole composte che indicano multipli e sottomultipli del grammo  (decagrammo, milligrammo).
grammoatomo   s.m.  [pl. grammoatomi] (chim. , fis.) quantità in grammi di un elemento pari al suo peso atomico.
grammofonico   agg.  [pl. m. -ci] di, per grammofono: impianto grammofonico; disco grammofonico. 
grammofono   s.m.  (antiq.) apparecchio atto a riprodurre suoni incisi su dischi (il termine si riferisce in particolare agli apparecchi di vecchio tipo, e soprattutto a quelli a tromba).
grammo-massa  grammo-massa s.m.  grammo, nel sign. 2.
grammomolecola   o grammo-molecola, s.f.  [pl. grammomolecole  o grammi-molecola] (chim. , fis.) quantità in grammi di una sostanza pari al suo peso molecolare.
grammomolecolare   agg.  (chim. , fis.) di grammomolecola.
gram-negativo  gram-negativo agg.  (biol.) si dice di batterio che, trattato con coloranti basici e immerso in alcol, non mantiene il colore fissato in precedenza; questo comportamento è indice di specifiche proprietà biologiche; si contrappone a gram-positivo. 
gramo   agg.  misero, infelice: o voi che sanz'alcuna pena siete, / e non so io perché, nel mondo gramo  (dante inf.  xxx, 58-59) | povero, tribolato: tempi grami; fare una vita grama, piena di stenti | scarso, insufficiente: raccolto gramo  | scadente, di cattiva qualità: frutti grami  | usato come s.m.  solo nella loc. menar gramo, portare sfortuna.
gramola   s.f.    • 1 •   macchina per separare le fibre tessili della canapa e del lino dalle fibre legnose    • 2 •   arnese con cui i pastai battono la pasta per renderla soda.
gramolare   v. tr.  [io gràmolo ecc.]    • 1 •   lavorare con la gramola il lino o la canapa    • 2 •   battere la pasta con la gramola.
gramolata   s.f.  granita.
gramolato   s.m.  ghiaccio granuloso biancastro che si trova nella parte più alta dei ghiacciai alpini.
gramolatrice   s.f.  gramola.
gramolatura   s.f.  operazione del gramolare.
gramolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nei pastifici e nei molini, chi è addetto alla gramolatura.
gram-positivo  gram-positivo agg.  (biol.) si dice di batterio che, trattato con coloranti basici e immerso in alcol, mantiene il colore fissato in precedenza, il che è indice di specifiche proprietà biologiche; si contrappone a gram-negativo. 
gramscianesimo   s.m.  corrente del pensiero politico italiano che si ispira all'opera e agli scritti di a. gramsci (1891-1937), fondatore del partito comunista italiano.
gramsciano   agg.  del pensatore e uomo politico comunista antonio gramsci (1891-1937), o che si riferisce alle sue opere e alla sua dottrina.
grana   (1) s.f.    • 1 •   struttura, aspetto granuloso con cui si presenta la superficie o la parte interna di un corpo tagliato o spezzato: la grana del marmo, della ghisa; grana grossa, sottile, porosa  ' grana della pelle, la costituzione, l'aspetto della sua superficie | formaggio (di) grana, di pasta dura e granulosa | umorismo di grana grossa, (fig.) volgare    • 2 •   (non com.) particella, granello di una sostanza granulosa    • 3 •   corpo disseccato della cocciniglia, da cui si estrae una tinta color carminio | (estens.) color carminio: era il viso di latte e di grana  (pulci)    • 4 •   (foto.) la struttura granulare dei sali d'argento di un'emulsione fotografica e il suo evidenziarsi nelle fotografie | s.m. invar.  formaggio del tipo del parmigiano-reggiano: grana padano. 
grana   (2) s.f.  (fam.) seccatura, fastidio: avere delle grane; non volere grane  | piantare, far scoppiare una grana, sollevare una questione fastidiosa | esser pieno di grane, essere nei guai.
grana   (3) s.f.  (gerg.) denaro, soldi: esser pieno di grana; scucire la grana, sborsare i soldi.
granadiglia   s.f.  arbusto con foglie persistenti, fiori blu e frutti a bacca; è detto anche passiflora  o fior di passione  (fam.  passifloracee).
granaglia   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   denominazione generica dei grani alimentari: negozio di granaglie    • 2 •   in oreficeria, l'argento e l'oro fusi in grani.
granagliare   v. tr.  [io granàglio ecc.] in oreficeria, ridurre in grani, in granaglie: granagliare l'oro, l'argento. 
granaio   s.m.    • 1 •   locale in cui si ripone il grano    • 2 •   (fig.) territorio che produce molto grano: l'emilia è il granaio d'italia. 
granaiolo   agg.  si dice di uccello che si nutre di solo grano; granivoro.
granare    ⇨ granire.
granario   agg.  del grano: mercato granario; produzione granaria. 
granata   (1) s.f.  (tosc.) scopa di saggina.
granata   (2) s.f.    • 1 •   il frutto del melograno    • 2 •   pietra preziosa di colore rosso scuro: una collana di antiche granate  agg. invar.  di colore rosso scuro simile a quello dei semi della melagrana: un abito granata. 
granata   (3) s.f.  (mil.) un tempo, bomba a mano con innesco a miccia che si accendeva al momento del lancio; oggi, proietto d'artiglieria, dirompente o perforante, con spoletta a percussione o a tempo: granata antiaerea, anticarro. 
granatiere   s.m.    • 1 •   (mil.) un tempo, soldato che lanciava le granate; oggi, soldato di un corpo scelto di fanteria, di statura superiore alla media    • 2 •   (fig. scherz.) persona robusta e di statura molto alta.
granatiglio   s.m.  legno durissimo di color rosso scuro, usato per lavori di ebanisteria e per costruire strumenti musicali.
granatina   s.f.    • 1 •   sciroppo ricavato dalle melagrane    • 2 •   bibita composta da un qualsiasi sciroppo e ghiaccio tritato.
granato   (1) agg.    • 1 •   che ha grani: melo granato, melograno    • 2 •   di colore rosso scuro come i semi della melagrana  s.m.  melograno.
granato   (2) agg.  (ant.) che ha messo i grani: spighe granate. 
granato   (3) s.m.    • 1 •   pietra preziosa di colore rosso scuro; granata | granati, (min.) gruppo di minerali silicatici contenenti metalli bivalenti e trivalenti, di color rosso o verde, assai diffusi nelle rocce metamorfiche, di notevole durezza e densità e usati come pietre preziose se puri, come abrasivi se impuri    • 2 •   nome di taluni coloranti sintetici rossi.
grancancelliere   o gran cancelliere, s.m.  (st.) alto magistrato che sovrintendeva a una cancelleria regia.
grancassa   s.f.  tamburo di grandi dimensioni percosso con un mazzuolo a mano o a pedale | battere la grancassa, (fig.) fare della chiassosa pubblicità intorno a persone o cose.
grancevola   o granceola [gran-cè-o-la], s.f.  grosso crostaceo commestibile che vive sui fondi sabbiosi del mediterraneo (ord.  decapodi).
granché   o gran che, pron. indef.  cosa notevole, di particolare rilievo; gran cosa (solo in frasi negative): il pranzo non è stato un granché   avv.  molto (solo in frasi negative): un oggetto che non vale granché. 
granchiesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da granchio.
granchio   s.m.    • 1 •   nome generico di varie specie di crostacei decapodi, generalmente commestibili, con corazza pentagonale piatta di colore grigio-verdastro, zampe acuminate e potenti chele. dim. granchietto, granchiolino  accr. granchione    • 2 •   (fig.) errore madornale, grossolano: prendere un granchio    • 3 •   granchio, (ant.) la costellazione del cancro    • 4 •   (pop.) crampo    • 5 •   ferro a bordo dentato, sporgente dalla superficie del banco da falegname per mantenere fermo il legno da piallare.
grancia    ⇨ grangia.
granciporro   s.m.    • 1 •   nome di vari grossi granchi di mare, e spec. del paguro    • 2 •   (fig. rar.) errore madornale, granchio: m'han detto che vergelio ha preso / un granciporro nel verso d'omero  (berni).
grancroce   o gran croce, s.f.  il grado più elevato di molti ordini cavallereschi; anche, la massima onorificenza dell'ordine al merito della repubblica italiana.
grandangolare   agg.  e s.m.  (foto.) si dice di obiettivo con ampio campo di presa.
grandangolo   s.m.  (foto.) obiettivo grandangolare.
grand commis   loc. sost. m. invar.  dirigente di grado elevatissimo di un organismo statale.
grande   agg.  [il troncamento gran  è possibile dinanzi a consonanti o gruppi consonantici che non siano s  impura, z, x, gn, ps; compar. più grande  o maggiore; superl. grandissimo  o massimo]    • 1 •   che supera la misura ordinaria in dimensioni, quantità, forza, intensità, durata o altro; si contrappone a piccolo : una grande casa; una gran fame; una gran folla; un grand'urlo; a gran voce, gridando; se ne dice un gran bene, se ne parla molto bene; si è fatto un gran parlare di questo, se ne è parlato molto; gran cosa, gran che, granché è gran tempo, è molto tempo | può rafforzare l'aggettivo che segue, dandogli valore di superlativo: è una gran bella donna; è un gran brav'uomo; ha funzione rafforzativa anche davanti a taluni sostantivi: un grand'imbroglione; un gran bugiardo; un gran chiacchierone; un gran mangione.  dim. grandetto, grandicello, grandicino, grandino  accr. grandone, grandotto    • 2 •   che ha dimensioni maggiori di una cosa della stessa specie: mettilo sul tavolo grande, contrapposto a uno piccolo | lettere grandi, le maiuscole | messa grande, solenne, cantata, contrapposto a bassa    • 3 •   in proposizioni comparative o interrogative, o quando è determinato da numeri, si riferisce semplicemente a una misura, senza sottintendere un eccesso rispetto alla norma: la stanza è meno grande di quanto pensassi; quant'è grande questo appartamento?; un podere grande cinque ettari    • 4 •   alto di statura: un uomo grande e grosso; come sei diventato grande!    • 5 •   nel linguaggio dei bambini si dice di persona adulta    • 6 •   che supera la misura ordinaria nell'importanza, nel rilievo, nella magnificenza e sim.; che eccelle per qualità, doti, ingegno: un grand'uomo; un grande poeta; un uomo dall'animo grande; essere capace di grandi sentimenti, di un grande amore; l'epoca delle grandi scoperte; una grande opera d'arte; è stato un gran giorno  ' una gran mente, un uomo d'intelligenza superiore | una gran testa, (fam.) una persona di molto ingegno | fare grande, (lett.) rendere famoso, illustre    • 7 •   si pospone al nome di alcuni monarchi che hanno avuto particolare importanza nella storia: alessandro il grande; pietro il grande  | si prepone ad alcuni titoli per indicare il massimo grado: grand'ammiraglio; gran cancelliere; grand'ufficiale; gran croce   s.m.  [anche f. , nei sign.    • 1 •   e 2]    • 1 •   persona adulta: spettacolo per grandi, non per ragazzi; un bambino che ragiona come un grande    • 2 •   chi ha molto ingegno o potenza, ricchezza e sim.: i grandi dell'antichità, della storia, della politica, dello sport; grande di spagna, titolo concesso dai sovrani spagnoli, a partire da carlo v, ai capi delle famiglie più nobili | fare il grande, comportarsi da persona importante o ricca senza esserlo    • 3 •   grandezza: vi è del grande nella sua follia  ' in grande, a grandi dimensioni, in grande misura: riprodurre in grande; fare le cose in grande, con grandiosità, senza badare a spese | alla grande, in modo eccellente, magnificamente: la squadra ha giocato alla grande  § grandemente avv.  molto, assai: stimare grandemente qualcuno. 
grandeggiare   v. intr.  [io grandéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (lett.) essere grande; emergere, imporsi per grandezza (anche fig.): la torre grandeggiava sul paese; leonardo grandeggia sugli artisti del suo tempo    • 2 •   darsi grandi arie; fare le cose in grande; agire con grandiosità e ostentazione: gli piace grandeggiare. 
grandeur   s.f. invar.  la grandezza della francia, soprattutto in relazione al suo ruolo politico nel consesso delle nazioni auspicato dal generale ch. de gaulle.
grandezza   s.f.    • 1 •   l'insieme delle dimensioni di un oggetto, la sua misura: la grandezza di un edificio; modello a grandezza naturale; di ogni grandezza, di tutte le misure    • 2 •   (mat. , fis.) ogni ente che può essere misurato: grandezze omogenee  | in astronomia: grandezza stellare, numero che esprime in una scala convenzionale lo splendore di una stella; stelle di prima grandezza, quelle che mostrano il massimo splendore (anche fig.); grandezza solare, l'aspetto che presenta la fotosfera solare all'osservazione strumentale    • 3 •   l'essere di proporzioni che superano quelle normali (anche fig.): la grandezza di quell'appartamento mi ha colpito; la grandezza dei suoi misfatti    • 4 •   (fig.) stato, condizione di eccellenza o di gloria, di potenza: la grandezza del manzoni; la grandezza dell'antica roma; grandezza d'animo, magnanimità | delirio di grandezza, (psich.) quello caratterizzato da una eccessiva valutazione di sé stessi    • 5 •   la condizione di chi ha e ostenta ricchezza, potere, elevato stato sociale, alto tenore di vita e sim.: avere mania di grandezza; le sue grandezze hanno finito per rovinarlo. 
grandezzata   s.f.  (non com.) atto o discorso col quale si ostenta grandezza.
grand-guignol  grand-guignol s.m. invar.  genere teatrale in cui si rappresentano scene di delitti e orrori di ogni genere, con un realismo esasperato che fa scadere il tragico nel grottesco e nel ridicolo.
grand-guignolesco  grand-guignolesco  ⇨ granguignolesco.
grandigia   s.f.  [pl. -ge, rar. -gie]    • 1 •   (lett.) ostentazione di potere, di grandezza; alterigia, albagia    • 2 •   (ant.) potenza.
grandiloquente   agg.  (lett.) magniloquente.
grandiloquenza   s.f.  (lett.) magniloquenza.
grandinare   v. intr. impers.  [gràndina ecc. ; aus. essere  o avere] cadere la grandine: è  (o ha) grandinato per un quarto d'ora  | v. intr.  [aus. essere] (fig.) venir giù con forza e in gran quantità come grandine: grandinavano i proiettili | v. tr.  (ant.) colpire con la grandine; (fig.) scagliare con forza e in abbondanza: i difensori a grandinar le pietre / da l'alte mura in guisa incominciaro  /... (tasso g. l.  iii, 49).
grandinata   s.f.    • 1 •   il grandinare; scroscio di grandine | (fig.) scarica, gragnola: si buscò una grandinata di calci e pugni  (verga)    • 2 •   la grandine che cade: le grandinate danneggiano il raccolto. 
grandine   s.f.    • 1 •   precipitazione atmosferica in forma di chicchi di ghiaccio, causata dall'improvviso raffreddamento del vapore acqueo    • 2 •   (fig.) il cadere fitto e violento di oggetti solidi: grandine di sassi, di proiettili    • 3 •   tipo di pasta alimentare simile a chicchi di grandine, usata per minestre. dim. grandinina. 
grandinifugo   agg.  [pl. m. -ghi] si dice di qualsiasi mezzo usato contro la grandine; antigrandine: razzi grandinifughi, quelli che si lanciano contro le nubi in modo che, scoppiando al loro interno, impediscano la formazione della grandine.
grandinio   s.m.  un grandinare fitto e continuo.
grandinoso   agg.  che contiene grandine, che è misto a grandine: pioggia grandinosa. 
grandiosità   s.f.    • 1 •   l'essere grandioso; imponenza: la grandiosità di una costruzione, di uno spettacolo    • 2 •   ostentazione di grandezza: con le sue grandiosità si rende ridicolo. 
grandioso   agg.    • 1 •   imponente nelle proporzioni, nel fasto, nella concezione: una cerimonia grandiosa; progetti grandiosi    • 2 •   si dice di persona che ostenta ricchezza, liberalità | usato anche come s.m.  : fare il grandioso  § grandiosamente avv. 
grand-opé  ra grand-opéra;loc. sost. m. invar.  genere musicale dominante in francia nel campo dell'opera seria tra il 1830 e il 1870; fu contrassegnato da coreografie molto elaborate e sfarzo nell'allestimento scenico.
granduca   s.m.  [pl. -chi] sovrano di un granducato: il granduca di toscana.  dim. granduchino. 
granducale   agg.  di granduca, di granducato: titolo, palazzo granducale. 
granducato   s.m.  dignità, titolo di granduca | stato retto da un granduca: il granducato del lussemburgo. 
granduchessa   s.f.  moglie o figlia di granduca; sovrana di un granducato.
grandula   o grandule, s.f.  uccello di media grandezza con becco corto e robusto, gambe anteriormente coperte di piume, coda con penne mediane lunghissime e filiformi, piumaggio grigio, verde e giallo (ord.  columbiformi).
granellare   v. tr.  [io granèllo ecc.]    • 1 •   ridurre in granelli    • 2 •   ricoprire torte, biscotti o pasticcini di mandorle tritate o di zucchero in granelli.
granello   s.m.    • 1 •   chicco del grano e di altri cereali    • 2 •   seme di vari frutti: i granelli delle mele  ' granello d'uva, chicco    • 3 •   (estens.) cosa molto piccola e tondeggiante: granello di sabbia.  dim. granellino    • 4 •   (fig.) quantità minima: non ha un granello di buonsenso    • 5 •   pl.  (ant.) testicoli | ancora oggi, in gastronomia, testicoli di agnello, vitello, pollo ecc.
granelloso   agg.  a granelli, pieno di granelli: polvere, superficie granellosa. 
granfia   s.f.  artiglio; grinfia.
granfiare   v. tr.  [io grànfio ecc.] afferrare con le granfie, con gli artigli (anche fig.).
granfiata   s.f.    • 1 •   colpo dato con le granfie; il segno lasciato da esse    • 2 •   (fig. non com.) quantità di roba che può essere afferrata con una mano.
grangia   o grancia, s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   nel medioevo, complesso di edifici e di terreni tenuti da una comunità di frati cistercensi    • 2 •   ricovero estivo per pastori, con stalla e fienile | fabbricato rurale adibito a magazzino di derrate e attrezzi.
granguignolesco   o grand-guignolesco, agg.  [pl. m. -schi] di, da grand-guignol: scene granguignolesche. 
granicolo   agg.  che concerne la coltivazione, la produzione del grano.
granicoltura   s.f.  coltivazione del grano.
granifero   agg.  che produce molto grano: terreno granifero. 
graniglia   s.f.    • 1 •   materiale da costruzione costituito da piccoli frammenti di pietra    • 2 •   impasto di cemento e di frammenti di marmo, usato soprattutto per fabbricare mattonelle.
granire   (1) ant. granare, v. intr.  [io granisco, tu granisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   mettere i chicchi (detto spec. del grano)    • 2 •   (tosc.) cominciare a formarsi (detto dei denti dei bambini)    • 3 •   (fig. lett.) generarsi, prodursi; sbocciare, maturare: la sua bellezza graniva di giorno in giorno. 
granire   (2) ant. granare, v. tr.  [io granisco, tu granisci ecc.]    • 1 •   ridurre in grani    • 2 •   sottoporre a granitura una superficie metallica o di vetro, per renderla leggermente ruvida.
granita   s.f.  gelato di aspetto granuloso, che si ottiene agitando durante il processo di congelamento composti liquidi a base di frutta, sciroppi, caffè o altro | (estens.) qualsiasi sciroppo servito con ghiaccio tritato.
granitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che ha natura di granito: rocce granitiche    • 2 •   (fig.) forte, saldo, incrollabile: volontà, resistenza granitica; basi granitiche. 
granito   (1) part. pass.  di granire    • 1 •   agg.    • 1 •   che ha messo i grani: le biade ondeggiano per le campagne, bionde e granite  (caro)    • 2 •   (non com.) detto di donna, che ha forme procaci.
granito   (2) part. pass.  di granire    • 2 •   agg.    • 1 •   che ha struttura granulare: polvere da sparo granita    • 2 •   ruvido, scabro: superficie granita    • 3 •   (mus.) si dice di nota eseguita con suono ben marcato e distinto.
granito   (3) s.m.  roccia cristallina, biancastra o rossastra, a struttura granulare, formata da ortoclasio, quarzo e mica; è usata come materiale da costruzione | uomo di granito, (fig.) dal carattere saldo, incrollabile | volontà, fede di granito, (fig.) saldissima, indefettibile.
granitoio   s.m.  sorta di cesello per granire superfici metalliche.
granitore   s.m.  operaio addetto a operazioni di granitura.
granitura   (1) s.f.  il granire dei cereali; anche, il periodo in cui si compie questo processo di maturazione.
granitura   (2) s.f.    • 1 •   il ridurre in grani un esplosivo per poterlo dosare    • 2 •   l'orlo dentellato delle monete    • 3 •   operazione con cui si rende lievemente ruvida la superficie di un vetro o di un metallo.
granivoro   agg.  che si nutre di grano o di cereali in genere: uccelli granivori. 
granmaestro   o gran maestro, s.m.  capo supremo di un ordine cavalleresco o di una società segreta: granmaestro della massoneria  | (lett.) personaggio di grande autorevolezza.
granmercé   o gran mercé, inter.  (ant. , lett.) molte grazie.
grano   s.m.  [pl. ant. le grana]    • 1 •   lo stesso che frumento : un campo di grano; mietere, trebbiare il grano  | grano duro, tenero, quelli che si impiegano, rispettivamente, per le paste alimentari e per la panificazione    • 2 •   l'insieme dei chicchi che si raccolgono dalle spighe di frumento: un sacco, un quintale di grano; macinare il grano; farina di grano  ' i grani, i cereali, le granaglie    • 3 •   (estens.) piccola parte di qualcosa; particella, granello: un grano di sale, di pepe; un grano di sabbia  | (fig.) piccola quantità di qualcosa: un grano di buon senso, di follia    • 4 •   unità di misura di peso usata per i preziosi e in farmacia, corrispondente a un quarto di carato    • 5 •   nome di antiche monete napoletane e siciliane.
granone   s.m.  (region.) granturco.
granoso   (1) agg.  (non com.)    • 1 •   che è pieno di grani, granuloso: una roccia granosa    • 2 •   che produce molto grano: un campo granoso. 
granoso   (2) agg.  (gerg.) ricco, pieno di soldi: quella prima domenica di giugno, il riccetto era tutto granoso  (pasolini).
gran premio   s.m.  [pl. gran premi] gara, spec. automobilistica o ippica, molto importante: il gran premio di monza. 
granturco   o grano turco o granoturco, s.m.  pianta erbacea originaria dell'america, piuttosto alta, che produce cariossidi gialle commestibili, raccolte in grosse spighe dette pannocchie, da cui si ricava una farina usata soprattutto per preparare la polenta; mais (fam.  graminacee).
granturismo   s.f. invar.  automobile sportiva a due posti | anche come agg. invar.  : autovettura granturismo. 
granulare   (1) agg.  formato da piccoli grani; ridotto in granuli.
granulare   (2) v. tr.  [io grànulo ecc.] ridurre in grani, in granelli | v. intr.  [aus. essere], granularsi v. rifl.  (med.) detto di ferite, incominciare a cicatrizzarsi.
granulato   agg.  che è costituito di granuli, che è a granuli: superficie granulata. 
granulatore   s.m.    • 1 •   nella lavorazione delle pietre o dei minerali, frantoista | in varie tecnologie, chi riduce in granuli una sostanza    • 2 •   frantoio per la produzione di graniglia minuta o di sabbia artificiale.
granulazione   s.f.    • 1 •   operazione consistente nel ridurre in granuli una sostanza o un materiale, per agglomerazione o per sminuzzamento    • 2 •   (med.) complesso di granuli che si formano sulle ferite durante il processo di cicatrizzazione    • 3 •   (astr.) aspetto della fotosfera che appare costituita da minuscoli grani luminosi.
granulo   s.m.    • 1 •   piccolo grano, granello    • 2 •   pilloletta medicinale in forma di grano.
granulocita   o granulocito, s.m.  [pl. -ti] (biol.) globulo bianco caratterizzato da un nucleo a più lobi e da granuli citoplasmatici che si colorano in maniera caratteristica: granulocita neutrofilo, basofilo, eosinofilo. 
granuloma   s.m.  [pl. -mi] (med.) nome con cui si indicano neoformazioni sia di carattere infiammatorio cronico (granuloma dentario, tubercolare) sia di carattere tumorale (granuloma benigno, maligno).
granulometria   s.f.  tecnica d'indagine sui materiali consistente nella misurazione delle dimensioni dei granuli che li compongono.
granulometro   s.m.  apparecchio usato in granulometria, funzionante per mezzo di setacci calibrati o di sistemi ottici.
granulosità   s.f.  l'essere granuloso.
granuloso   agg.  che contiene granuli, che è formato da granuli: sostanza, superficie granulosa. 
grappa   (1) s.f.  acquavite di vinacce, a forte gradazione alcolica: grappa aromatizzata, con aggiunta di un altro componente (erbe, frutti, miele) che ne modifica il gusto; grappa bianca, senza aggiunta di sostanze aromatizzanti; grappa d'uva, ricavata dall'uva invece che dalle vinacce, a più alta gradazione alcolica.
grappa   (2) s.f.    • 1 •   (edil.) sbarretta metallica, di forme svariate e solitamente ripiegata agli estremi, per collegare pietre da costruzione, tavole, pali, per sostenere elementi sospesi, per armare strutture poco stabili o per fissare rivestimenti. dim. grappetta    • 2 •   fermaglio metallico; graffa.
grappare   v. tr.  (ant.) aggrappare.
grapperia   s.f.  negozio specializzato nella vendita di grappe.
grappetta   s.f.    • 1 •   dim.  di grappa    • 2 •   2 graffetta    • 3 •   piccolo rampone provvisto di due o più punte che, fissato al tacco degli scarponi degli alpinisti, serve per camminare più sicuramente sul terreno gelato.
grappino   (1) s.m.  bicchierino di grappa.
grappino   (2) s.m.    • 1 •   piccolo ancorotto con quattro marre che serve per ormeggiare imbarcazioni o per rastrellare il fondo del mare    • 2 •   amo doppio o triplo per la pesca con la lenza.
grappista   s.m.  e f.  [pl. -i] produttore di grappa.
grappolo   ant. grappo, s.m.    • 1 •   tipo di infiorescenza e di infruttescenza costituito da un asse centrale a cui sono attaccati, con piccoli peduncoli, fiori o frutti: grappolo di glicine; un grappolo d'uva.  dim. grappoletto, grappolino  accr. grappolone    • 2 •   (fig.) gruppo di persone, animali o cose accalcate, che nell'insieme assumano l'aspetto di un grappolo: un grappolo di nipotini attorno al nonno. 
graptoliti   s.m. pl.  (zool.) organismi marini coloniali fossili diffusi soprattutto nel siluriano; rappresentano una posizione intermedia tra gli invertebrati e i cordati | sing.  [-e] ognuno di questi organismi.
grascella    ⇨ grassella.
grasceta   s.f.  (ant. , region.) tipo di pascolo ricco di erba.
grascia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   nel medioevo, ogni sorta di vettovaglia da cui era costituito l'approvvigionamento di una città anche, il dazio che si doveva pagare per introdurvela    • 2 •   la magistratura cittadina che sovrintendeva agli approvvigionamenti    • 3 •   (ant.) grasso animale, spec. di maiale    • 4 •   (ant. fig.) abbondanza, ricchezza; utile, guadagno.
grasciola    ⇨ grassella.
graspo   s.m.    • 1 •   (tosc.) raspo    • 2 •   (ven.) grappolo.
grassaggio   s.m.  operazione con cui si immette il grasso nelle parti snodate di una macchina o di un meccanismo per lubrificarle.
grassatore   s.m.  [f. -trice] (antiq.) predone di strada.
grassazione   s.f.  (antiq.) aggressione a mano armata a scopo di rapina.
grassella   o grascella [gra-scèl-la] o grasciola [gra-sciò-la], s.f.  parte dell'arto posteriore dei quadrupedi che corrisponde alla rotula.
grassello   (1) s.m.  pezzetto di grasso contenuto nella carne macellata o nei salumi insaccati.
grassello   (2) s.m.  calce spenta mista ad acqua, usata per la preparazione di malte.
grassetto   agg.  e s.m.  (tip.) neretto.
grassezza   s.f.    • 1 •   l'essere grasso (detto di persone e di animali)    • 2 •   (fig.) abbondanza, ricchezza.
grasso   agg.    • 1 •   che ha un'abbondanza o un eccesso di tessuto adiposo; obeso, corpulento: un uomo, un animale grasso; avere le braccia grasse; grasso come un maiale, (spreg.) molto grasso | piante grasse, quelle che hanno le foglie e il fusto molto carnosi. dim. grassino  vezz. grassottello  accr. grassoccio    • 2 •   detto di cibo, che contiene tessuto adiposo o è condito con sostanze untuose: carne grassa; brodo grasso; formaggio grasso, ottenuto con latte ricco di sostanze grasse | terreno grasso, fertile, ricco di sostanze organiche | settimana grassa, (fig.) l'ultima settimana di carnevale (e si chiamano grassi  anche i singoli giorni di essa)    • 3 •   (fig.) lauto, abbondante, vantaggioso: annata grassa; grassi guadagni  | ricco, dovizioso: la borghesia grassa; il popolo grasso, nella firenze del periodo comunale, gli appartenenti alle arti maggiori | risate grasse, smodate e clamorose | a farla grassa, (fam.) nella migliore delle ipotesi, al massimo    • 4 •   untuoso, oleoso: pelle grassa  ' (estens.) viscoso, denso: olio, vapore, fumo grasso    • 5 •   (fig.) licenzioso, lascivo, volgare: discorsi grassi; barzellette grasse  | usato anche come avv.  : parlar grasso, sboccatamente  s.m.    • 1 •   tessuto adiposo, dell'uomo e degli animali: grasso di maiale  ' grassi alimentari, quelli contenuti nei cibi | mangiare di grasso, consumare cibi a base di carne o di grassi animali, cosa un tempo vietata dalla chiesa cattolica il venerdì e oggi solo in alcuni giorni dell'anno    • 2 •   sostanza untuosa, oleosa: grasso lubrificante  | macchia di grasso, d'unto    • 3 •   (chim.) composto untuoso di carbonio, idrogeno e ossigeno, insolubile in acqua, di consistenza liquida o solida, formato per esterificazione della glicerina con acidi grassi (gliceridi) o con alcoli (cere); è detto anche lipide  ' grasso idrogenato, grasso liquido, generalmente vegetale, solidificato per idrogenazione § grassamente avv.    • 1 •   in modo licenzioso; volgarmente    • 2 •   riccamente, abbondantemente.
grassone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona molto grassa.
grassume   s.m.    • 1 •   (spreg.) eccesso di grasso; insieme di sostanze grasse    • 2 •   (non com.) concime animale.
grata   s.f.  sorta di inferriata fatta con sbarre di metallo o di legno incrociate; anche, lastra metallica traforata: la grata del parlatorio, del confessionale. 
gratella   s.f.    • 1 •   qualsiasi piccola grata usata per chiudere o per separare    • 2 •   graticola per arrostire cibi.
graticcia   s.f.  soffitto del palcoscenico.
graticciare   v. tr.  [io gratìccio ecc.] chiudere, proteggere con graticci.
graticciata   s.f.  chiusura o riparo fatto di graticci.
graticciato   s.m.  ripiano di graticci sul quale si conserva o si fa seccare la frutta.
graticcio   s.m.    • 1 •   stuoia di canne o di vimini, usata per seccare frutta o allevare bachi da seta    • 2 •   qualsiasi struttura di canne, vimini o sim., intrecciati tra loro e disposti parallelamente su un telaio.
graticola   s.f.    • 1 •   utensile da cucina, costituito da un telaio di sottili sbarre di ferro o da un piano di lamierino ondulato, per arrostire carni o pesci sulla fiamma viva; griglia: pesce in graticola; cuocere sulla graticola  | supplizio col quale il condannato, disteso su un telaio di ferro, veniva bruciato lentamente dal fuoco accesovi sotto    • 2 •   ogni sorta di piccola o sottile inferriata    • 3 •   (pitt.) reticolato di fili tesi su un telaio che si sovrappone a un quadro o a un disegno per suddividerlo in quadretti e così riprodurlo con precisione nelle dimensioni volute.
graticolare   v. tr.  [io gratìcolo ecc.]    • 1 •   (non com.) chiudere con una graticola    • 2 •   (pitt.) porre la graticola sopra un quadro o disegno che si vuol riprodurre.
graticolato   part. pass.  di graticolare   agg.    • 1 •   chiuso con una graticola; provvisto di una graticola    • 2 •   fatto a graticola  s.m.    • 1 •   chiusura costituita da una grata di ferro, legno o altro    • 2 •   intelaiatura di legno atta a sostenere piante, a formare pergolati ecc.
gratifica   s.f.  compenso straordinario, legato a circostanze particolari, che si aggiunge alla normale retribuzione: concedere, elargire una gratifica  | gratifica natalizia, tredicesima mensilità.
gratificante   part. pres.  di gratificare   agg.  che dà soddisfazione morale: un lavoro gratificante. 
gratificare   v. tr.  [io gratìfico, tu gratìfichi ecc.]    • 1 •   compensare, premiare con una gratifica: gratificare un impiegato  | (iron.) chiamare con un titolo, un appellativo ingiurioso: lo ha gratificato del titolo di cafone    • 2 •   procurare una soddisfazione morale; suscitare in qualcuno un sentimento di fiducia e di stima in sé stesso: un lavoro che gratifica; gratificare un allievo, un proprio dipendente; sentirsi gratificato, provare intimo compiacimento    • 3 •   (lett.) ingraziarsi qualcuno, accattivarsene le simpatie (sempre con la particella pron): i romani, per gratificarselo, lo feciono senatore  (machiavelli) | v. intr.  [aus. avere] (ant. , lett.) fare cosa gradita: e s'in altro potea gratificargli, / prontissimo offeriasi alla sua voglia  (ariosto o. f.  xxi, 69).
gratificazione   s.f.    • 1 •   soddisfazione morale; intimo compiacimento    • 2 •   (non com.) gratifica.
gratile   s.m.  (mar.) cavetto di canapa cucito agli orli delle vele per rinforzo; ralinga.
gratin   s.m. invar.  vivanda cotta al forno cosparsa di besciamella, pane e formaggio grattugiati, in modo che si formi sulla superficie una crosta dorata e croccante: gratin di verdura  | al gratin, si dice di vivanda così cucinata: pasticcio al gratin. 
gratinare   v. tr.  cuocere al gratin: cozze gratinate; verdure gratinate al formaggio. 
gratis   avv.  senza pagare o senza ricevere compenso; gratuitamente: assistere gratis a uno spettacolo; lavorare gratis  | gratis et amore dei, locuzione lat. che vale 'gratuitamente e per amore di dio', usata per lo più con tono iron.
gratitudine   s.f.  riconoscenza: sentire gratitudine per qualcuno; dimostrare la propria gratitudine. 
grato   (1) agg.    • 1 •   che ricorda i benefici ricevuti: essere grato a dio del bene ricevuto; dimostrarsi grato di quanto ottenuto; accettare con animo grato    • 2 •   gradito, ben accetto: un grato ricordo; un dono grato a chi lo riceve  § gratamente avv.  (antiq.).
grato   (2)  ⇨ grado 2.
grattacacio   s.m. invar.  (dial.) grattugia.
grattacapo   s.m.  preoccupazione, seccatura, fastidio: avere, dare dei grattacapi. 
grattachecca   s.f.  (roman.) bibita composta da un qualsiasi sciroppo e ghiaccio tritato.
grattacielo   s.m.  edificio altissimo, con moltissimi piani: i grattacieli di new york. 
gratta e vinci   ® loc. sost. m. invar.  nome di una lotteria in cui si vince grattando la vernice di un riquadro del biglietto e scoprendo una delle combinazioni vincenti.
grattamento   s.m.  (non com.) il grattare | (estens.) rumore come di qualcosa che sia grattato.
grattapugia   s.f.  [pl. -gie]    • 1 •   in oreficeria, mazzetto di fili di ottone legati insieme che si usa per pulire superfici metalliche (p. e. prima della doratura)    • 2 •   in tipografia, pennello per ripulire i punzoni.
grattare   v. tr.    • 1 •   passare ripetutamente le unghie sulla superficie di qualcosa, e spec. sulla pelle per far passare il prurito: grattare la schiena; grattarsi il capo, anche per imbarazzo di fronte a una difficoltà | grattarsi la pancia, (fig. pop.) oziare, non fare nulla    • 2 •   (estens.) graffiare, raschiare: il gatto ha grattato la porta; grattare una superficie di legno, un foglio; grattare via l'intonaco dal muro  | (fam.) grattugiare: grattare il formaggio  | (scherz.) suonare male uno strumento a corde: grattare il violino    • 3 •   (fig. pop.) rubare | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   fare un rumore simile a quello che si produce grattando; stridere, fare attrito: la puntina del giradischi gratta    • 2 •   nel gergo degli automobilisti, far grattare fra di loro gli ingranaggi del cambio di velocità, nell'innestare una marcia | grattarsi v. rifl.  fregarsi la pelle con le unghie per far cessare il prurito.
grattata   s.f.    • 1 •   il grattare, il grattarsi. dim. grattatina    • 2 •   nel gergo degli automobilisti, rumore stridente prodotto dallo sfregamento fra di loro degli ingranaggi del cambio di velocità a causa dell'innesto difettoso di una marcia.
grattato   part. pass.  di grattare   agg.  grattugiato: formaggio grattato; pan grattato  (o pangrattato).
grattatore   s.m.  [f. -trice] nell'industria meccanica, chi è addetto alla rifinitura di superfici metalliche.
grattatura   s.f.    • 1 •   il grattare; il segno che rimane grattando    • 2 •   la sostanza sminuzzata che si produce grattando.
grattino   s.m.    • 1 •   attrezzo fornito di lama triangolare, usato dagli incisori per levare il riccio lasciato dal bulino    • 2 •   piccola lama di forma ovale per cancellare parole scritte sulla carta; raschietto.
grattugia   s.f.  [pl. -gie] utensile da cucina, di lamiera o altro materiale, con fitte sporgenze appuntite o buchi dai bordi rilevati, su cui si sfregano pezzi di formaggio, pane secco ecc. per ridurli in briciole o in minutissime scaglie. dim. grattugina, grattugetta. 
grattugiare   v. tr.  [io grattùgio ecc.] ridurre in briciole o in scagliette con la grattugia: grattugiare il formaggio, la scorza di un limone, una mela. 
gratuità   s.f.  l'essere gratuito (anche fig.): la gratuità di un servizio; la gratuità di un aiuto; la gratuità di una supposizione. 
gratuito   agg.    • 1 •   che non si paga, che non richiede compenso: ingresso gratuito; assistenza medica gratuita; in italia la scuola dell'obbligo è gratuita  ' gratuito patrocinio, assistenza legale che lo stato fornisce a coloro che non sono in grado di sostenere le spese processuali | prestito gratuito, senza interessi    • 2 •   (teol.) si dice di ogni dono che dio concede all'uomo non perché ne sia meritevole, ma solo per sua bontà e liberalità    • 3 •   (fig.) che non ha fondamento; arbitrario, ingiustificato: accuse, affermazioni gratuite  § gratuitamente avv. 
gratulare   v. intr.  [io gràtulo ecc. ; aus. avere], gratularsi v. rifl.  (ant. , lett.) congratularsi, rallegrarsi.
gratulatorio   agg.  (lett.) di congratulazione: orazione, lettera gratulatoria. 
gratulazione   s.f.  (lett.) congratulazione.
gravabile   agg.  che può essere gravato di qualcosa: beni gravabili d'ipoteca. 
gravame   s.m.    • 1 •   peso, carico (spec. fig.): eccessivo gravame di lavoro    • 2 •   tassa, imposta; ipoteca: gravame fiscale; un bene immobile libero da gravami    • 3 •   (dir.) atto di impugnazione di una sentenza ritenuta ingiusta | il mezzo processuale previsto per tale scopo.
gravamento   s.m.  (ant. , lett.) il gravare; gravezza, peso (anche fig.).
gravare   v. intr.  [aus. essere  o avere] premere col proprio peso, pesare fortemente su qualcosa o qualcuno (anche fig.): l'architrave grava su due pilastri; la responsabilità grava tutta su di me  | v. tr.    • 1 •   opprimere con pesi (spec. fig.): gravare la popolazione di tributi  | affliggere, molestare: io non debbo voler noiare e gravare vossignoria con la lunga lettura  (bembo)    • 2 •   (ant.) pignorare, sequestrare i mobili di un debitore insolvente | gravarsi v. rifl.  sottoporsi a un peso (anche fig.): gravarsi di responsabilità. 
gravato   part. pass.  di gravare   agg.  oppresso da un peso, su cui grava un peso (anche fig.): una persona gravata di debiti; un fondo gravato da servitù e ipoteche. 
grave;  grave agg.    • 1 •   (fis.) che ha peso; che è soggetto alla forza di gravità: i corpi gravi    • 2 •   che ha peso notevole; pesante: un grave carico    • 3 •   gravato, appesantito; che dà un senso di peso; greve: sentirsi la testa grave; occhi gravi dal sonno  ' grave d'età, d'anni, vecchio    • 4 •   (fig.) difficile da sopportare: dolore, fatica grave; perdita, disgrazia, pena grave    • 5 •   (fig.) che implica notevole responsabilità, rischio o pericolo; che ha serie conseguenze: una grave decisione; la situazione, il momento è grave; un grave errore; le sue condizioni sono gravi; gravi disordini  ' malato grave, in pericolo di vita    • 6 •   (fig.) serio, austero, solenne: aspetto, tono grave; l'infanzia ama la voce grave e memore dei vecchi  (pascoli)    • 7 •   (fig.) tardo, lento: movimenti gravi    • 8 •   accento grave, (gramm.) segno grafico [`] che si usa propriamente per indicare le vocali toniche aperte (à, è, ò), ma che si estende generalmente anche alle vocali chiuse i, u  (partì, virtù); ha funzione distintiva in italiano solo in relazione a e, o, contrapponendosi all'accento acuto  [´], che indica la natura chiusa delle stesse vocali (p. e. pèsca  'frutto del pesco', pésca  'l'azione del pescare')    • 9 •   (mus.) basso (in opposizione ad acuto): nota, suono grave   s.m.    • 1 •   (fis.) corpo soggetto alla forza di gravità: la caduta dei gravi    • 2 •   cosa grave, seria, pericolosa: il grave è che...    • 3 •   tono grave, gravità: stare sul grave, (non com.) darsi importanza § gravemente avv.    • 1 •   notevolmente, seriamente: è ammalato gravemente    • 2 •   seriamente, solennemente: rispose gravemente    • 3 •   (non com.) pesantemente: cadere gravemente. 
graveolente   agg.  (lett.) che ha odore forte e sgradevole: l'oceano lava / la graveolente lordura  (d'annunzio).
graveolenza   s.f.  (lett.) odore forte e sgradevole.
gravezza   s.f.    • 1 •   (lett.) pesantezza (anche fig.): la gravezza di un cibo; si sentiva... una gravezza in tutte le membra  (manzoni p. s.  xxxiii)    • 2 •   (lett.) disagio, molestia | tristezza, malinconia    • 3 •   (ant. , lett.) imposta, tassa, gravame fiscale: insopportabili gravezze, imposte con una cupidigia e con un'insensatezza del pari sterminate  (manzoni p. s.  xii).
gravi-  gravi- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal lat. gra°vis  'grave, pesante'; significa 'gravità, gravitazione, peso' (gravimetro).
gravicembalo   s.m.  nome dato frequentemente in italia al clavicembalo durante i secc. xvii e xviii.
gravidanza   s.f.  condizione biologica in cui si trova la donna o la femmina di un altro mammifero dal giorno del concepimento al parto; gestazione.
gravidezza   s.f.  (ant.) gravidanza.
gravidico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) della gravidanza, relativo alla gravidanza: disturbi gravidici. 
gravido   agg.    • 1 •   che è in stato di gravidanza: donna gravida    • 2 •   (estens. , fig.) carico, pieno: nubi gravide di pioggia; avvenimenti gravidi di conseguenze    • 3 •   (tosc. , lett.) imbottito: panino gravido. 
gravimetria   s.f.    • 1 •   studio della gravità terrestre, della sua natura, delle sue proprietà e dei suoi influssi    • 2 •   (chim.) misurazione del peso o della densità di una sostanza.
gravimetrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla gravimetria: osservazioni gravimetriche  | analisi gravimetrica, (chim.) quella che si esegue facendo precipitare un composto dell'elemento da determinare e pesando poi il precipitato.
gravimetro   s.m.  strumento usato per misurare la forza di gravità.
gravina   (1) s.f.  attrezzo con manico di legno, il cui ferro serve da una parte come zappa, dall'altra come piccone.
gravina   (2) s.f.  profondo crepaccio con pareti molto inclinate, scavato dalle acque nella roccia, spec. calcarea.
gravità   s.f.    • 1 •   l'essere grave: la gravità di una colpa, di un incidente, di una malattia; la gravità della situazione, di una notizia    • 2 •   aspetto severo, dignità di portamento: la gravità di uno sguardo, di una figura; parlare con gravità    • 3 •   (fis.) forza con cui la terra attrae i corpi verso il proprio centro: forza, campo, legge di gravità  | a gravità, (tecn.) si dice di apparecchi, impianti nei quali la fuoriuscita di materiali, spec. liquidi, avviene per effetto del loro peso.
gravitare   v. intr.  [io gràvito ecc. ; aus. avere]    • 1 •   tendere a un punto o girare attorno a esso, per effetto della legge di gravitazione: ogni peso gravita verso il centro della terra; i pianeti gravitano intorno al sole    • 2 •   (fig.) subire fortemente l'attrazione o l'influsso di qualcuno o di qualcosa; muoversi nell'orbita di altri: la regione gravita sulla metropoli commerciale; movimenti, correnti che gravitano intorno allo stesso partito    • 3 •   premere, gravare col proprio peso: la cupola gravita sui muri perimetrali. 
gravitazionale   agg.  (fis.) proprio della gravitazione; relativo alla legge di gravitazione: attrazione, campo gravitazionale. 
gravitazione   s.f.  (fis.) proprietà dei corpi di attirarsi reciprocamente con una forza direttamente proporzionale alle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato delle loro distanze: legge di gravitazione universale. 
gravitone   s.m.  (fis.) ipotetica particella elementare che costituisce il quanto di energia gravitazionale.
gravosità   s.f.  l'essere gravoso (anche fig.): la gravosità di un patto, di una spesa, di un impegno. 
gravoso   agg.    • 1 •   che pesa, che opprime col proprio peso; duro da sopportare: lavoro, incarico gravoso; spese, condizioni gravose    • 2 •   (non com.) detto di persona, molesto, importuno § gravosamente avv. 
grazia   s.f.    • 1 •   sorta di fascino che emana da una persona o da una cosa, dovuta a un'armonica fusione di eleganza, semplicità e dolcezza: grazia naturale, femminile; la grazia di un volto, di un dipinto; non aver grazia, si dice di cosa malfatta o di persona rozza, grossolana | pl.  in senso concreto, le attrattive, le bellezze fisiche di una donna: concedere le proprie grazie, concedersi fisicamente | le grazie, nella mitologia romana, le tre dee (corrispondenti alle cariti  della mitologia greca) che rappresentavano la bellezza gioiosa e serena della gioventù    • 2 •   composta eleganza di atteggiamenti e di gesti; garbo, finezza: muoversi, parlare con grazia    • 3 •   buona disposizione d'animo verso gli altri: entrare, essere nelle (buone) grazie di qualcuno, riuscirgli gradito, goderne le simpatie    • 4 •   concessione straordinaria fatta per generosità in partic., condono parziale o totale di una pena: impetrare, chiedere, concedere una grazia; il condannato ha ottenuto la grazia; fare grazia della vita; ministero di grazia e giustizia  ' far grazia di qualcosa a qualcuno, dispensarlo da un obbligo spiacevole, evitargli una noia | colpo di grazia, quello con cui si finisce il nemico già ferito; (fig.) quello che provoca un definitivo tracollo | di grazia, per favore | con vostra buona grazia, con il vostro permesso | troppa grazia!  (o troppa grazia sant'antonio!), si dice per sottolineare che di qualche cosa si ha troppa abbondanza | aver di grazia, (ant.) gradire, esser contento: avrebbe avuto di grazia che le facessero qualche dimostrazione d'affetto  (manzoni p. s.  ix)    • 5 •   nella teologia cristiana, il complesso di doni gratuiti soprannaturali che dio concede all'uomo per disporlo alla visione beatifica della vita eterna; più com., speciale soccorso che l'uomo chiede a dio rivolgendogli una preghiera: la concezione della grazia nel cattolicesimo, nel protestantesimo; essere, morire in grazia di dio; chiedere una grazia a dio, alla madonna  | essere fuori della grazia di dio, (fig.) essere molto irritato | stato di grazia, (fig.) momento di particolare benessere spirituale o fisico | anno di grazia, espressione usata un tempo per indicare gli anni dell'era volgare (con riferimento all'opera redentrice di cristo per mezzo della quale l'uomo ha riacquistato la grazia divina) | per grazia ricevuta, formula degli ex voto | per grazia di dio, (fam.) per fortuna | grazia di dio, (fam.) abbondanza, ricchezza di cose buone, belle, utili; ben di dio: è un peccato sprecare tutta questa grazia di dio    • 6 •   spec. pl.  gratitudine; ringraziamento: rendere grazie a qualcuno, esprimergli la propria riconoscenza    • 7 •   (ant.) merito: ho io grazie / grandi apo te?  (dante inf.  xviii, 134-135) | con questo sign. si usa ancora oggi nella loc.: in grazia di, per merito, per opera di    • 8 •   (tip.) ciascuno dei sottili tratti ornamentali che in alcuni caratteri da stampa sporgono dalle aste: la t ha quattro grazie. 
graziabile   agg.  (rar.) che può essere graziato, che può ottenere la grazia.
graziare   v. tr.  [io gràzio ecc.]    • 1 •   concedere la grazia a un condannato condonandogli interamente o riducendogli la pena    • 2 •   (fig.) concedere qualcosa per grazia: graziare qualcuno di un saluto. 
graziato   part. pass.  di graziare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha ottenuto la grazia, il condono di una pena.
grazie   inter.  esprime ringraziamento o gratitudine per qualcosa che si è ricevuta o che ci è stata offerta: grazie per i bei fiori; sì, grazie!; no, grazie!; grazie di tutto; grazie infinite!, mille grazie!, molte grazie!  | dire grazie, ringraziare | grazie a dio, grazie al cielo, per esprimere soddisfazione, compiacimento per la felice riuscita di qualcosa | nella loc. prep. grazie a, per merito, con l'aiuto di: ho risolto tutto grazie a te. 
graziola   s.f.  piccola pianta erbacea che cresce spontanea nei luoghi umidi, con fiori a corolla bianchi e rossi (fam.  scrofulariacee).
graziosità   s.f.  l'essere grazioso.
grazioso   agg.    • 1 •   che ha grazia, che piace per la sua grazia: un bambino, un viso grazioso    • 2 •   che è fatto con grazia: un oggettino grazioso  | piacevole, divertente: un aneddoto grazioso    • 3 •   (lett.) cortese, benevolo, generoso nel concedere: o animal grazi°oso e benigno  (dante inf.  v, 88) | nel linguaggio di corte, che è simbolo di ogni grazia: la nostra graziosa sovrana    • 4 •   (ant.) gradito, ben visto, ben accetto: e saputo lui esser vivo e a tutti i romani grazioso  (boccaccio dec.  x, 8)    • 5 •   (lett.) accordato per grazia; gratuito: a titolo grazioso; per graziosa intercessione  | usato anche come s.m.  [f. -a]: fare il grazioso, affettare maniere eccessivamente aggraziate nel tentativo di rendersi simpatico § graziosamente avv. 
greca   s.f.    • 1 •   motivo ornamentale geometrico costituito da una linea ininterrotta che si piega ad angolo retto in tanti segmenti uguali lungo un'asse; in partic., quello usato come distintivo di grado di ufficiali generali    • 2 •   un tempo, abito femminile a tunica con maniche corte e larghe ornate di ricami geometrici agli orli    • 3 •   intaglio fatto sul dorso dei libri per la rilegatura; anche, la seghetta usata per fare tali intagli.
grecaggio   s.m.  in legatoria, l'operazione del grecare.
grecalata   s.f.  colpo di vento grecale; mareggiata provocata dal grecale.
grecale   agg.  e s.m.  si dice di vento impetuoso di nord-est, caratteristico delle regioni mediterranee meridionali.
grecanico   agg.  [pl. m. -ci] che è originario della grecia, ma non è propriamente greco (si riferisce soprattutto a ciò che ha attinenza con la civiltà greca del mezzogiorno d'italia): arte grecanica; i dialetti grecanici della calabria. 
grecare   v. tr.  [io grèco, tu grèchi ecc.] praticare sul dorso di un libro le intaccature nelle quali passano gli spaghi che tengono la cucitura.
grecato   agg.  (tecn.) si dice di elemento costruttivo a forma di greca: lamiere grecate. 
grecesco    ⇨ grechesco.
grecheggiare   v. intr.  [io grechéggio ecc. ; aus. avere] imitare ciò che è greco | usare grecismi nel parlare o nello scrivere.
grechesco   o grecesco, agg.  [pl. m. -schi] (ant.) greco; alla maniera greca.
grechetto   s.m.  (non com.) malvasia (come uva e come vino).
grecile   o gricile, s.m.  (roman.) ventriglio di pollo.
grecismo   s.m.  (ling.) parola, costrutto, locuzione propri del greco entrati in un'altra lingua.
grecista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso della lingua, della letteratura e della civiltà dell'antica grecia.
grecità   s.f.    • 1 •   l'essere greco; carattere greco (di fatti linguistici o letterari)    • 2 •   la civiltà greca, nelle sue manifestazioni artistiche e culturali e nel suo sviluppo storico: scrittori della tarda grecità. 
grecizzare   v. tr.  conformare alla civiltà e alla cultura greca: molti popoli del mediterraneo furono grecizzati  | tradurre in greco, rendere in forma greca: i poeti dell'arcadia grecizzavano il loro cognome  | v. intr.  [aus. avere] imitare modi e costumi greci: atteggiamento, arte, poesia grecizzante  | usare costrutti propri della lingua greca.
grecizzazione   s.f.  il grecizzare, l'essere grecizzato.
greco   agg.  [pl. m. -ci] della grecia (antica o moderna): penisola, lingua greca; il popolo greco  | letteratura, arte, scultura greca, della grecia antica | rito greco, quello dei cattolici greci rimasti fedeli alla chiesa di roma dopo lo scisma d'oriente | croce greca, a bracci uguali | naso greco, diritto, che segue la linea della fronte come nelle antiche statue greche; profilo greco, di classica purezza e armonia di lineamenti | alla greca, secondo l'uso greco  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della grecia    • 2 •   lingua antica o moderna della grecia    • 3 •   vento di nord-est; grecale    • 4 •   nome di alcuni vitigni | (ant.) vino prodotto in grecia: ella fece venir greco e confetti  (boccaccio dec.  ii, 5) § grecamente avv.  alla maniera greca, in stile greco.
greco-ortodosso  greco-ortodosso agg.  si dice di ognuna delle chiese cristiane di rito bizantino separatesi da quella di roma con lo scisma del 1054; che appartiene o si riferisce a tali chiese: rito greco-ortodosso   s.m.  chi appartiene a tali chiese.
greco-romano  greco-romano agg.  che si riferisce alla civiltà greca e romana antiche, considerate unitariamente: la mitologia greco-romana  ' lotta greco-romana, (sport) lotta agonistica in cui sono permessi solo colpi e prese nella parte superiore del corpo, dalla cintura alla testa.
greculo   agg.  e s.m.  appellativo che nell'antica roma si dava per disprezzo ai retori e filosofi greci, considerati troppo pedanti e sottili.
green   s.m. invar.  nel gioco del golf, il tratto di prato rasato che circonda la buca.
gregale   agg.  (non com.) di, del gregge: istinto gregale, quello che spinge certi animali a vivere in greggi.
gregario   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi segue passivamente le disposizioni impartite da altri, non agendo mai di propria iniziativa: essere un semplice gregario    • 2 •   (sport) corridore di una squadra ciclistica che ha il compito di aiutare il capitano    • 3 •   (ant.) soldato semplice  agg.    • 1 •   di, da gregario; privo di iniziativa, di autonomia: spirito, atteggiamento gregario    • 2 •   si dice di animale che vive in branchi, in stormi e sim.; di pianta che cresce in molti esemplari nello stesso luogo.
gregarismo   s.m.    • 1 •   il comportarsi da gregario; tendenza ad accettare passivamente la volontà degli altri    • 2 •   tendenza di alcune specie animali e vegetali a vivere in gruppi.
gregge   s.m. , ant. e lett. anche f.  [pl. le greggi, lett. le gregge; non com. i greggi]    • 1 •   gruppo numeroso di pecore o altri ovini, guidato e custodito da un pastore: pascolare il gregge    • 2 •   (fig.) gran numero di persone adunate | il gregge dei cristiani, nel linguaggio religioso, i fedeli guidati spiritualmente dal clero    • 3 •   (fig. spreg.) moltitudine di persone prive di iniziativa e di autonomia, pronte a ubbidire o approvare senza discutere: un gregge di adulatori  ' uscire dal gregge, distinguersi dalla massa.
greggia   s.f.  (lett.) gregge: andavan li altri de la trista greggia  (dante inf.  xxviii, 120).
greggio   agg.  [pl. f. -ge]    • 1 •   si dice di materia allo stato naturale, non lavorata né trattata con speciali procedimenti: zucchero, tessuto greggio; lane gregge    • 2 •   (estens.) che ha il colore bianco sporco della tela prima di essere sbianchita    • 3 •   lo stesso, ma meno com., che grezzo  (anche fig.)  s.m.  materiale non lavorato; in partic., il petrolio non raffinato: i paesi esportatori di greggio. 
gregoriano   agg.  relativo a uno dei papi di nome gregorio; in partic., si dice della musica monodica e diatonica usata nella liturgia della chiesa romana, e la cui ordinazione in raccolta è attribuita a gregorio i (sec. vi): canto gregoriano  ' riforma gregoriana, le innovazioni volute da gregorio vii (sec. xi) nell'ordinamento della chiesa e del clero | calendario gregoriano, quello attualmente in uso, dopo le correzioni portate da gregorio xiii nel 1582 al calendario giuliano.
gre gre   loc. inter.  e s.m. invar.  onomatopea che imita il verso della rana: nei campi / c'è un breve gre gre di ranelle  (pascoli).
grembiale   e deriv.   ⇨ grembiule e deriv. 
grembio   s.m.  (tosc.)    • 1 •   grembo    • 2 •   grembiule.
grembiulata   meno com. grembialata, s.f.  la quantità di roba che può essere contenuta in un grembiule.
grembiule   meno com. grembiale, s.m.    • 1 •   indumento che copre la parte anteriore del vestito, dal petto o dalla vita in giù, usato da chi attende a lavori domestici o ad altri lavori in cui ci si possa sporcare    • 2 •   sorta di sopravveste, generalmente con maniche, che indossano i bambini e alcune categorie di lavoratori per non rovinare gli abiti o come divisa. dim. grembiulino  accr. grembiulone  pegg. grembiulaccio    • 3 •   (estens.) grembiulata.
grembo   s.m.    • 1 •   l'incavo che, in una persona seduta, si forma tra il ventre e le ginocchia (riferito soprattutto a donna): tenere il figlio in grembo    • 2 •   (estens.) ventre, e in partic. quello della donna incinta: avere, portare un figlio in grembo    • 3 •   (fig.) la parte interna o nascosta di qualcosa: nel grembo della terra  ' in grembo, entro, all'interno (di un gruppo, una comunità di appartenenza): tornare in grembo alla famiglia, nel grembo del partito  ' morire nel grembo della chiesa, in grazia di dio | buttarsi in grembo a qualcuno, affidarglisi ciecamente    • 4 •   (fig. lett.) avvallamento, rientranza: dove la costa face di sé grembo  (dante purg.  vii, 68) | letto di un lago, di un fiume    • 5 •   (ant.) grembiule.
gremire   v. tr.  [io gremisco, tu gremisci ecc.] riempire fittamente: gli scolari gremivano l'aula  | gremirsi v. rifl.  divenire pieno, riempirsi: la sala si è gremita di gente. 
gremito   part. pass.  di gremire   agg.  pieno zeppo, affollato: un teatro, un locale gremito. 
greppia   s.f.    • 1 •   nelle stalle, la rastrelliera in cui si pone il fieno per le bestie, sopra la mangiatoia | (estens.) mangiatoia    • 2 •   (fig.) impiego, condizione che procura un guadagno facile e sicuro: trovare una buona greppia; essere devoto alla greppia più che alla pubblica amministrazione. 
greppo   s.m.  (lett.) pendio ripido e scosceso; ciglio rialzato di una via o di un fosso: per greppi senz'orma le corse affannose  (manzoni adelchi).
gres   s.m. invar.  ceramica colorata ad alto grado di cottura e a pasta dura, compatta, usata per mattonelle, condutture ecc.
greto   s.m.  la parte ghiaiosa del letto di un fiume, che rimane asciutta nei periodi di magra.
gretola   s.f.    • 1 •   ciascuna delle stecche che formano l'intelaiatura della gabbia    • 2 •   (fig. tosc.) sotterfugio, cavillo.
gretteria   s.f.  (non com.) grettezza.
grettezza   s.f.  l'essere gretto; meschinità: grettezza d'animo. 
gretto   agg.    • 1 •   che manca di generosità, che è eccessivamente tirato nello spendere    • 2 •   (fig.) limitato spiritualmente; meschino: mentalità gretta; idee grette   s.m.  (non com.) grettezza, meschinità, tirchieria § grettamente avv. 
greve   agg.    • 1 •   pesante, opprimente: aria greve  ' linguaggio greve, grossolano, volgare    • 2 •   (lett.) doloroso, duro da sopportare: «maestro, che è tanto greve / a lor che lamentar li fa sì forte?»  (dante inf.  iii, 43-44) § grevemente avv. 
grezzo   agg.    • 1 •   non lavorato né trattato: oro, diamante grezzo; lino, cotone, metallo grezzo  | colore grezzo, colore greggio    • 2 •   (fig.) non elaborato, non perfezionato; primitivo; rozzo: materiale storico grezzo; una mente grezza; costumi grezzi. 
griccio   (1) agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   (ant. , region.) arricciato, increspato    • 2 •   (pop.) spilorcio.
griccio   (2) s.m.  (ant.) capriccio, ghiribizzo.
gricile    ⇨ grecile.
grida   s.f.    • 1 •   decreto emanato anticamente da autorità locali e portato a conoscenza del pubblico dal banditore; in generale, bando    • 2 •   (ant.) grido | fama, buona reputazione.
gridacchiare   v. intr.  [io gridàcchio ecc. ; aus. avere] gridare un po'; per estens., criticare, brontolare.
gridare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   alzare la voce per richiamare l'attenzione altrui o per altri motivi: gridare a squarciagola, a gran voce  | (estens.) parlare a voce molto alta: non gridare così!  | gridare contro qualcuno, inveire contro di lui | gridare allo scandalo, (fig.) rivelarlo con sdegno    • 2 •   emettere suoni alti inarticolati; emettere il proprio verso o urlo caratteristico (detto di animali) | v. tr.    • 1 •   dire, chiedere ad alta voce: gridare evviva, al ladro, aiuto; mi gridò di scendere  ' gridare vendetta, (fig.) si dice di azioni ingiuste o criminose che meritano l'immediata e severa punizione dei responsabili: un delitto che grida vendetta  ' gridare vittoria, (fig.) esultare, comportarsi come se si avesse già vinto    • 2 •   divulgare, rendere noto: gridare una notizia ai quattro venti  | (poet.) rendere famoso: la fama che la vostra casa onora, / grida i segnori e grida la contrada  (dante purg.  viii, 124-125)    • 3 •   (fam.) rimproverare, sgridare.
gridario   s.m.  (st.) raccolta di gride.
gridata   s.f.    • 1 •   (non com.) grido    • 2 •   (fam.) rimprovero, sgridata.
gridato   part. pass.  di gridare   agg.  nei sign. del verbo | (fig. lett.) eccessivo, esasperato: uno stile un po' gridato. 
gridatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi grida    • 2 •   (ant.) banditore.
gridellino   agg.  e s.m.  (non com.) si dice di colore tra il grigio e il rosa; viola pallido, lilla.
gridio   s.m.  un gridare insistente, di varie voci insieme.
grido   s.m.  [pl. le grida, dell'uomo; i gridi, degli animali o dell'uomo se considerati uno per uno come singole emissioni vocali]    • 1 •   voce emessa con forza da persone o animali: dare, cacciare un grido; le grida dei ragazzi; i gridi degli uccelli; grido di dolore, di spavento  ' grido di guerra, quello lanciato dai soldati durante l'assalto per incitare al combattimento | a grida di popolo, per unanime volontà | contrattazione alle grida, tipo di contrattazione propria della borsa valori, in cui gli agenti di cambio annunciano ad alta voce quantità o prezzi dei titoli offerti o richiesti; recinto alle, delle grida, il luogo dove avvengono tali contrattazioni, detto anche corbeille  ' l'ultimo grido (della moda), (fig.) l'ultima novità all'ultimo grido, alla moda: una giacca all'ultimo grido.  dim. gridolino  pegg. gridaccio    • 2 •   (fig.) invocazione, implorazione: il grido degli oppressi, dei perseguitati    • 3 •   (fig.) fama, rinomanza: medico, avvocato di grido  ' alzar grido, (ant.) venire in gran reputazione    • 4 •   pl.  (fam.) rimproveri.
grifagno   agg.    • 1 •   si dice di uccello rapace, con becco adunco e artigli    • 2 •   (fig.) minaccioso, fiero: sguardo, aspetto grifagno; cesare armato con li occhi grifagni  (dante inf.  iv, 123).
grifare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   detto del maiale, ficcare il grifo nel trogolo; grufolare    • 2 •   (fig.) mangiare con avidità animalesca.
griffa   s.f.    • 1 •   (mecc.) gancio metallico usato per la giunzione di organi flessibili    • 2 •   (cine.) ciascuno dei dentelli sporgenti da un rullo che, entrando nei fori della pellicola, ne determinano l'avanzamento    • 3 •   nelle scarpe con pattini, gancio che tiene fissato il pattino alla scarpa | sorta di chiodo ricurvo, a graffetta, che si applica alle suole delle scarpe da montagna.
griffare   v. tr.  firmare un capo di abbigliamento apponendovi il proprio marchio: gli stilisti griffano i loro abiti. 
griffato   agg.  si dice di capo o accessorio d'abbigliamento firmato da uno stilista di moda.
griffe   s.f. invar.    • 1 •   marchio di fabbrica o etichetta di una ditta o di uno stilista prestigiosi, spec. per capi o accessori d'abbigliamento    • 2 •   (estens.) marchio inconfondibile; stile.
griffone   s.m.  nome di alcune razze di cani da caccia olandesi e francesi simili allo spinone, ma leggermente più piccoli e con mantello più scuro.
grifo   (1) s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) grugno    • 2 •   (spreg. lett.) volto: però ti china e non torcer lo grifo  (dante inf.  xxxi, 126)    • 3 •   (roman.) caduta, ruzzolone.
grifo   (2) s.m.  (lett.) grifone.
grifone   s.m.    • 1 •   grosso uccello rapace diurno, con testa e collo rivestiti di piumino bianco e un caratteristico collare di piume leggere alla base del collo; volatore resistente, si ciba di carogne (ord.  falconiformi)    • 2 •   (mit. , arald.) animale favoloso, con testa di aquila e corpo alato con elementi leonini e di altri animali.
grifosi   s.f.  (med.) anomalia nello sviluppo dell'unghia che diviene fortemente adunca.
grigiastro   agg.  di colore grigio sporco.
grigio   agg.  [pl. f. -gie]    • 1 •   di colore intermedio tra il bianco e il nero: vestito grigio; grigio azzurro, perla, acciaio, ferro, piombo, varie tonalità di grigio | capelli grigi, che cominciano a farsi bianchi | cielo, tempo grigio, nuvoloso, coperto | materia grigia, (anat.) il tessuto nervoso di cui è formato il cervello    • 2 •   (fig.) scialbo, monotono; mediocre; malinconico: una vita grigia; giorni, momenti grigi   s.m.  il colore grigio.
grigione   s.m.  piccolo carnivoro con pelame grigio-bruno (fam.  mustelidi).
grigiore   s.m.    • 1 •   l'essere grigio: il grigiore del cielo    • 2 •   (fig.) monotonia, tristezza: il grigiore di una vita  | squallore, mediocrità: nessuno si è distinto, nel grigiore generale. 
grigioverde   agg.  [pl. m. e f. grigioverdi  o invar] di colore grigio tendente al verde: stoffa grigioverde   s.m.  il colore della divisa dell'esercito italiano dal 1905 al 1945; per estens., la divisa stessa: vestire, indossare il grigioverde, essere sotto le armi.
griglia   s.f.    • 1 •   gratella per arrostire la carne o il pesce; anche, graticola di forni e stufe: carne, pesce alla griglia    • 2 •   (region.) persiana; saracinesca    • 3 •   graticolato, grata, inferriata: griglia di protezione, posta all'ingresso di condutture d'acqua per impedire che vi entrino corpi estranei    • 4 •   (inform.) serie di linee parallele e perpendicolari utilizzate per ordinare dati    • 5 •   (mecc.) telaio munito di sbarre trasversali: griglia di carenaggio    • 6 •   (elettr.) elettrodo interposto fra anodo e catodo di un tubo elettronico    • 7 •   in crittografia, foglio traforato che serve per la cifratura o la decifratura di testi | (estens) nel linguaggio della critica, gli elementi di un'opera letteraria o artistica che vengono considerati come i più significativi, e che quindi sono posti a base dell'interpretazione dell'opera stessa: griglia interpretativa    • 8 •   griglia di partenza, (sport) in una gara automobilistica, ordine secondo cui sono schierate le vetture alla partenza, in base ai tempi ottenuti nelle prove.
grigliare   v. tr.  [io grìglio ecc.] cuocere alla griglia.
grigliata   s.f.  pietanza a base di varie qualità di carne, pesce o verdure cotti alla griglia.
grigliato   s.m.  pavimento o pannello fatto a griglia.
grigliatura   s.f.  operazione consistente nel separare, per mezzo di apposite griglie, gli elementi più minuti di un minerale da quelli più grossi.
grignolino   s.m.  nome di un vitigno coltivato in provincia di asti | il vino rosso e asciutto che se ne ricava.
grill   s.m. invar.    • 1 •   griglia, graticola: cuocere la carne al grill  | (estens.) cibo arrostito sul grill    • 2 •   forma abbr. di grill-room  o autogrill. 
grillaia   s.f.    • 1 •   luogo dove si trovano molti grilli | gran numero di grilli    • 2 •   (scherz.) piccolo podere di scarsa rendita.
grillanda    ⇨ ghirlanda.
grillare   v. intr.  [aus. avere] (tosc.)    • 1 •   (ant.) detto del grillo, emettere il caratteristico stridio    • 2 •   gorgogliare, detto di olio o grassi che cominciano a friggere o di vino che comincia a bollire nei tini: un vino molto giovine, che grilla e gorgoglia e ribolle  (manzoni p. s.  xi)    • 3 •   (fig.) avere grilli, ghiribizzi per il capo.
grillastro   s.m.  nome comune di una piccola cavalletta giallo-rossastra a macchie scure (ord.  saltatori).
grillettare   v. tr.  [io grillétto ecc.] friggere nell'olio bollente | v. intr.  [aus. avere] friggere, sfrigolare, detto di cibi messi a cuocere nell'olio bollente o dell'olio stesso che bolle.
grilletto   s.m.  nelle armi da fuoco portatili, la piccola leva che, premuta col dito, fa scattare il percussore provocando lo sparo: premere il grilletto. 
grillo   s.m.    • 1 •   insetto nero o bruno dal corpo tozzo, con lunghe antenne sottili e zampe posteriori adatte al salto; i maschi hanno sulle elitre un organo stridulante (ord.  saltatori) | mangiare come un grillo, (fig.) pochissimo | saltare come un grillo, (fig.) con grande vivacità e dinamismo | andare a sentir cantare i grilli, (fig.) morire | fare il grillo parlante, (fig.) essere saccente (dal grillo parlante  che compare in «pinocchio» di collodi) | indovinala grillo!, (fig.) si dice per indicare che non si sa che cosa succederà (non dall'animale, ma dal nome di un medico del cinquecento autore di un libretto di profezie). dim. grillino, grilluccio  accr. grillone  pegg. grillaccio    • 2 •   (fig.) capriccio, ghiribizzo: avere i grilli per il capo; gli è saltato, venuto il grillo di andarsene    • 3 •   (tosc.) nel gioco delle bocce, il pallino.
grilloblattoidei   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti privi di ali, con corpo allungato e depresso e lunghe antenne filiformi | sing.  [-o] ogni insetto appartenente a tale ordine.
grillotalpa   s.f.  o m.  [pl. le grillotalpe; meno com. i grillitalpa] insetto simile al grillo, provvisto di zampe anteriori larghe e forti, con le quali scava lunghe gallerie nel terreno; si nutre di erbe e radici, ed è dannoso all'agricoltura (ord.  saltatori).
grillotti   s.m. pl.  i fili d'oro, d'argento o di seta di cui erano una volta fatte le spalline degli ufficiali o le frange dei parati di lusso.
grill-room  grill-room s.m. invar.  locale, solitamente in un grande albergo, dove si servono pasti semplici e di rapida preparazione, basati per lo più su piatti alla griglia.
grimaldello   s.m.    • 1 •   ferro ritorto a un'estremità, usato per aprire serrature senza far uso di chiavi: i grimaldelli dei ladri, del fabbro    • 2 •   (fig.) espediente, mezzo per scoprire o chiarire qualcosa.
grimpeur   s.m. invar.    • 1 •   nel ciclismo, scalatore    • 2 •   (antiq.) arrampicatore sociale.
grinfia   s.f.  artiglio o zampa fornita di artigli | cadere nelle grinfie di qualcuno, (fig.) in suo potere.
gringo   agg.  e s.m.  [pl. gringos] (spreg.) appellativo dato nell'america latina agli stranieri bianchi, spec. statunitensi.
grinta   s.f.    • 1 •   faccia arcigna, dura, corrucciata. pegg. grintaccia    • 2 •   (estens.) aggressività, decisione: agire con grinta. 
grintoso   agg.  che ha grinta, pieno di grinta: un pugile grintoso  § grintosamente avv. 
grinza   s.f.  ruga, piega della pelle, della stoffa o di altre cose che dovrebbero essere lisce: una faccia piena di grinze; questo vestito fa qualche grinza  | non fa una grinza, si dice di un abito che sta a pennello; (fig.) di ragionamento che fila diritto e in genere di tutto ciò che è giusto, esatto. dim. grinzetta, grinzettina, grinzolina. 
grinzo   agg.  (non com.) grinzoso, detto spec. della pelle.
grinzosità   s.f.  l'essere grinzoso.
grinzoso   agg.  pieno di grinze; rugoso: una fronte grinzosa; un abito grinzoso.  dim. grinzosetto. 
grinzume   s.m.  (non com. spreg.) insieme di grinze o di cose grinzose.
grinzuto   agg.  (lett.) grinzoso: con gli occhi fissi e cupi sotto la fronte grinzuta  (pirandello).
grippaggio   s.m.  il gripparsi; ingranamento.
grippare   v. intr.  [aus. avere], gripparsi v. rifl.  detto di due organi meccanici a contatto e in movimento reciproco, bloccarsi per eccesso di attrito radente: motore grippato, fermatosi in seguito al blocco del pistone nel cilindro per mancanza di lubrificazione e conseguente eccessivo riscaldamento | v. tr.  provocare il grippaggio: grippare il motore  | anche assol.  : il commendatore ha grippato. 
grippia   s.f.  (mar.) grosso cavo di canapa legato per un capo al diamante dell'ancora, per l'altro a un gavitello.
grippiale   s.m.  (mar.) gavitello indicante la verticale del punto sul quale è a fondo l'ancora.
grisù   s.m.  adattamento it. di grisou. 
grisaglia   s.f.    • 1 •   stoffa di lana o di cotone pettinata, tessuta a piccoli punti neri e bianchi con effetto di grigio    • 2 •   (non com.) grisaille (tipo di disegno).
grisaille   s.f. invar.    • 1 •   pittura monocroma nelle diverse tonalità del grigio, con effetti di plastico rilievo, usata nella decorazione murale, negli smalti ecc.    • 2 •   (non com.) grisaglia (tipo di tessuto).
grisantemo    ⇨ crisantemo.
grisatoio   s.m.  attrezzo che si usa per limare i margini delle lastre di vetro allo scopo di ridurne le dimensioni, dopo l'incisione col tagliavetri.
grisbi   s.m. invar.  malloppo, refurtiva.
grisella   s.f.  (spec. pl.) sulle navi, ciascuno degli elementi fissati orizzontalmente alle sartie, che servono da gradini per salire sull'alberatura.
grisou   s.m. invar.  miscela esplosiva di metano e aria che si forma nelle miniere.
grissineria   s.f.  grissinificio.
grissinificio   s.m.  fabbrica di grissini.
grissino   s.m.  sottile bastoncino di pane croccante.
grisumetro   s.m.  apparecchio per misurare la percentuale di grisou presente nell'aria delle miniere.
grisutoso   agg.  si dice di miniera in cui si è sprigionato grisù.
grizzly   s.m. invar.  orso dell'america del nord, di corporatura imponente, con mantello grigio o bruno chiaro, noto per la sua irritabilità e ferocia; dopo il kodiak è uno dei più grandi carnivori viventi (ord.  carnivori).
groenlandese   agg.  della groenlandia, isola nella zona nord-occidentale dell'atlantico  s.m.  e f.  chi è nato o abita in groenlandia.
grog   s.m. invar.  bevanda a base di rum o brandy e acqua calda, spesso con aggiunta di zucchero e anche succo di limone.
groggy   agg. invar.  si dice di pugile che, stordito dai pugni ricevuti, non è più in grado di combattere e reagire; per estens., di persona molto stanca, fisicamente mal ridotta.
grogrè   s.m.  (antiq.) adattamento it. di gros-grain. 
grola   s.f.  (sett.) nome di varie specie di uccelli della famiglia dei corvidi, come il corvo, la cornacchia e il gracchio.
grolla   s.f.  coppa di legno con coperchio, tipica della val d'aosta.
groma   s.f.  strumento usato dagli antichi romani per la misurazione e la divisione del terreno.
gromatico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) relativo all'agrimensura.
gromma   s.f.    • 1 •   incrostazione di tartaro che il vino lascia nelle botti    • 2 •   deposito lasciato dall'acqua nelle tubazioni    • 3 •   incrostazione che si forma nel fornello di una pipa.
grommare   v. intr.  [io grómmo ecc. ; aus. essere], grommarsi v. rifl.  ricoprirsi di gromma | v. tr.  ingrommare.
grommato   part. pass.  di grommare   agg.  incrostato, coperto di gromma: le ripe eran grommate d'una muffa  (dante inf.  xviii, 106).
grommo   s.m.  (non com.) grumo.
grommoso   agg.  incrostato, ricoperto di gromma o una sostanza analoga.
gronchio   agg.  (dial. , lett.) rattrappito, intirizzito per il freddo: lo stringevate, che non vi cadesse / con le due mani, ancora gronchie, al core  (pascoli).
gronda   s.f.    • 1 •   parte del tetto che sporge dal muro esterno dell'edificio allo scopo di proteggere la facciata dall'effetto dilavante della pioggia    • 2 •   ognuno degli embrici che copre la gronda    • 3 •   (estens.) elemento la cui forma ricorda una gronda, o che sporge come una gronda: cappello a gronda, con la tesa inclinata' far gronda, si dice di terreno inclinato in modo da facilitare lo scolo delle acque    • 4 •   canale che raccoglie l'acqua destinata a un bacino idroelettrico    • 5 •   margine di lago o palude    • 6 •   (ant.) ciglia, sopracciglia: la gronda / de le palpebre  (dante par.  xxx, 88-89) | fare le gronde, aggrottare le sopracciglia.
grondaia   s.f.    • 1 •   canale semicilindrico di lamiera o di plastica fissato alla gronda per raccogliere l'acqua piovana e portarla a terra mediante un tubo; per estens., la gronda stessa    • 2 •   lo spazio tra due filari di embrici sul tetto, attraverso il quale scorre l'acqua.
grondante   part. pres.  di grondare   agg.  intriso, zuppo: grondante di pioggia, di sudore. 
grondare   v. intr.  [io gróndo ecc. ; aus. essere  nel sign. 1, avere  nel sign. 2]    • 1 •   cadere dalla gronda, detto dell'acqua | (estens.) colare abbondantemente: il sudore gli grondava dalla fronte    • 2 •   essere bagnato, coperto di un liquido che gocciola copiosamente: grondare di lacrime, di sangue  | v. tr.  versare, lasciar cadere un liquido (anche assol.): i suoi vestiti grondavano acqua; i tetti grondano. 
grondatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   il grondare    • 2 •   il liquido che gronda.
grondone   s.m.  canale di lamiera o di terracotta applicato agli angoli delle gronde.
grondon grondoni   loc. avv.  (tosc.) si dice di persona che cammina faticosamente, curva e come in procinto di cadere: ora quel cielo sembra che m'irrida / mentre vado così, grondon grondoni  (pascoli).
grongo   lett. gongro, s.m.  [pl. -ghi] pesce marino simile a una grande anguilla, di colore grigio, privo di squame (ord.  anguilliformi).
groom   s.m. invar.  (antiq.)    • 1 •   inserviente in livrea, fattorino, spec. di alberghi    • 2 •   giovane servitore di casa principesca o signorile.
groppa   s.f.    • 1 •   parte del dorso dei quadrupedi, compresa fra i lombi e la radice della coda: salire in groppa a un cavallo    • 2 •   (fam. scherz.) schiena | avere molti anni sulla groppa, (fig.) essere molto anziano | piegare la groppa, (fig.) essere ossequente, servile; anche, lavorare duramente, sgobbare | restare sulla groppa, (fig.) si dice di oggetti di cui non si riesce a disfarsi    • 3 •   (non com.) cima tondeggiante: la groppa di un monte. 
groppata   s.f.    • 1 •   salto che il cavallo fa inarcando la groppa, per disarcionare il cavaliere; sgroppata    • 2 •   aria dell'equitazione d'alta scuola.
groppiera   s.f.    • 1 •   finimento del cavallo in forma di striscia, dalla sella alla coda    • 2 •   (st.) gualdrappa.
groppo   s.m.    • 1 •   viluppo, nodo intricato: far groppo, ingarbugliarsi | avere un groppo alla gola, (fig.) avvertire un senso di stringimento alla gola, in seguito a commozione intensa    • 2 •   (fig. lett.) dubbio, difficoltà    • 3 •   groppo di vento, (meteor.) perturbazione caratterizzata da improvvisi e fortissimi colpi di vento, spesso accompagnati da violenti acquazzoni    • 4 •   (ant.) gruppo | (lett.) stormo: qual di passeri un groppo o di pernici  (leopardi paralipomeni).
groppone   s.m.    • 1 •   (fam. scherz.) schiena, spalle; si usa per lo più nelle stesse loc. fig. di groppa : avere molti anni sul groppone; piegare il groppone    • 2 •   parte posteriore estrema del dorso degli uccelli.
gros   s.m. invar.  tessuto di seta a trama grossa e granulosa.
groschen   s.m. invar.  antica moneta tedesca, analoga al grosso; oggi è moneta divisionale dello scellino austriaco.
gros-grain  gros-grain s.m. invar.    • 1 •   tipo di tessuto pesante, per lo più di seta, a sottili coste rilevate    • 2 •   nastro di tessuto rigido cordonato, usato spec. per sostenere gli abiti femminili intorno alla vita.

grossa   (1) s.f.  unità di misura commerciale pari a dodici dozzine: una grossa di chiodi. 
grossa   (2) s.f.  la terza dormita dei bachi da seta | dormire della grossa, (fig.) profondamente.
grossaggine   s.f.  (ant.) rozzezza, goffaggine; ignoranza.
grosseria   s.f.    • 1 •   (ant.) balordaggine, sciocchezza    • 2 •   lavorazione in oro e in argento di oggetti di grandi dimensioni; per estens., gli oggetti stessi.
grossetano   agg.  di grosseto, città della toscana  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di grosseto.
grossezza   s.f.    • 1 •   l'essere grosso, di dimensioni maggiori dell'ordinario    • 2 •   le dimensioni di un corpo, spec. in riferimento al diametro o allo spessore: la grossezza di una fune, di una tela    • 3 •   (fig. non com.) rozzezza, ottusità    • 4 •   (ant.) gravidanza.
grossier   agg.  grossolano, rozzo, volgare.
grossista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi commercia all'ingrosso; intermediario tra produttore e dettagliante.
grosso   (1) agg.    • 1 •   che ha dimensioni notevoli (per volume, capacità, spessore, corporatura, estensione ecc.): un grosso masso; un grosso recipiente; un uomo grande e grosso; un filo grosso; un grosso paese, una grossa borgata, anche con riferimento alla popolazione; una grossa automobile, anche con riferimento alla potenza; un grosso complesso industriale, grande e importante; una grossa fortuna, una grossa perdita, di grande entità | mare grosso, con moto ondoso di notevole ampiezza (nella scala convenzionale, minore di quello indicato da mare agitato) | fiume grosso, in piena | avere il fiato grosso, avere l'affanno | avere il cuore grosso, (fig.) gonfio di pena, afflitto, turbato | fare la testa grossa, (fig.) stordire, annoiare con discorsi inutili | in grosso  (più com. all'ingrosso), in grosse partite; anche, in generale: vendita in grosso; fare un calcolo in grosso, approssimativo, sommario | di grosso, di molto, grandemente: hai sbagliato di grosso.  dim. grossetto, grossino  accr. grossotto    • 2 •   che ha dimensioni maggiori di un'altra cosa della stessa specie: dito grosso, il pollice, l'alluce; bestie grosse, buoi, cavalli ecc. in contrapposizione al bestiame minuto; caccia grossa, di animali di grandi dimensioni; sale grosso, di grana grossa    • 3 •   (fam.) importante, notevole, ragguardevole: un grosso scrittore; uno dei più grossi successi del secolo  | pezzo grosso, persona importante, autorevole    • 4 •   grave, gravoso; arduo, difficile: un grosso sforzo; un grosso guaio; correre un rischio grosso  | farla grossa, fare un grave errore; (scherz.) fare una marachella | farne di grosse, combinare guai di ogni genere | dirla grossa, dire uno sproposito | dirle, raccontarle, spararle grosse, raccontare frottole, storie incredibili | questa è grossa!, si dice di cosa spropositata o del tutto inverosimile | parole grosse, molto spiacevoli, gravemente offensive | fare la voce grossa, parlare con tono risentito e minaccioso    • 5 •   rozzo, non raffinato, grossolano: un panno grosso  | avere l'udito grosso  o essere grosso d'udito, essere un po' sordo | grosso di cervello  o di cervello grosso, poco intelligente | un uomo di pasta grossa, grossolano, semplicione | alla grossa, (non com.) in modo approssimativo    • 6 •   (pop.) si dice di donna o di femmina di animale incinta  avv.  in maniera grossa: una penna che scrive grosso, con tratto largo | sparare grosso, (fig.) chiedere un prezzo molto alto  s.m.    • 1 •   la parte maggiore o più importante di qualcosa: il grosso delle spese, di un lavoro    • 2 •   la parte più numerosa: il grosso dell'esercito  | (sport) nel ciclismo, il gruppo: il grosso ha un distacco di due minuti dal corridore in fuga  § grossamente avv.    • 1 •   (ant.) in gran quantità    • 2 •   (non com.) grossolanamente.
grosso   (2) s.m.  moneta d'argento coniata intorno alla metà del sec. xii in italia e in europa; ebbe valore diverso a seconda delle località e delle epoche.
grossolanità   s.f.    • 1 •   l'essere grossolano    • 2 •   atto, gesto, parola da persona grossolana.
grossolano   agg.    • 1 •   poco fine, di esecuzione poco accurata; ordinario, dozzinale: una stoffa grossolana; un lavoro grossolano    • 2 •   approssimativo, non preciso: un conto grossolano    • 3 •   di modi volgari e poco raffinati, di scarsa educazione: gente grossolana; un uomo grossolano; tenere un comportamento grossolano  ' scherzi grossolani, volgari, di cattivo gusto | errore grossolano, enorme, marchiano § grossolanamente avv. 
grossomodo   o grosso modo, avv.  pressappoco, più o meno, approssimativamente: grossomodo è alto come me. 
grossularia   s.f.  minerale del gruppo dei granati, di colore verde pallido o roseo, usato come gemma.
grossume   s.m.    • 1 •   parte più densa e pesante, spec. di un liquido che si deposita    • 2 •   (ant.) cosa grossa; insieme di cose grosse.
grotta   s.f.    • 1 •   cavità naturale o artificiale, scavata entro i fianchi di un monte o sotto terra    • 2 •   (region.) locale sotterraneo dove si tiene in fresco il vino; cantina | (estens.) osteria    • 3 •   (ant. , region.) roccia; luogo scosceso: uno vallone molto profondo e solitario e chiuso d'alte grotte  (boccaccio dec.  ii, 9) | argine, alta riva.
grottaione   s.m.  (zool.) gruccione.
grottesca   s.f.  decorazione, spec. pittorica, diffusasi nel rinascimento e basata su motivi bizzarri e fantastici desunti soprattutto da figurazioni parietali di palazzi e ville dell'antica roma.
grottesco   agg.  [pl. m. -schi] stranamente bizzarro e inconsueto, tale da risultare ridicolo: personaggio grottesco; situazione grottesca   s.m.    • 1 •   ciò che è grottesco; il particolare effetto di comicità che risulta da elementi o situazioni grottesche: cadere nel grottesco; una commedia, una raffigurazione che tende al grottesco    • 2 •   in arte e in letteratura, rappresentazione strana, deformata della realtà, a cui è sottesa un'intenzione satirica o parodistica    • 3 •   genere teatrale sorto in italia nel primo dopoguerra, volto a ironizzare su aspetti e situazioni della vita borghese § grottescamente avv. 
grottino   s.m.  ambiente sotterraneo in cui si conserva il vino.
grotto   s.m.    • 1 •   (ant.) dirupo    • 2 •   (region.) cantina, osteria di campagna. dim. grottino. 
grover   s.f. invar.  (mecc.) rondella di acciaio tagliata in un punto e con le due facce del taglio divaricate, che si mette sotto la testa di viti o sotto dadi per impedirne lo svitamento spontaneo.
groviera   o gruviera, s.m.  o f. invar.  termine generico con cui si indicano l'emmental e altri formaggi dalle caratteristiche simili.
groviglio   s.m.  nodo, viluppo di fili arruffati | (estens.) intrico, garbuglio: groviglio di rami; un groviglio di idee confuse. 
gru   ant. grue [grù-e], s.f.    • 1 •   grosso uccello migratore, grigio, con zampe e collo lunghi, ali ampie, becco diritto e appuntito; frequenta i luoghi paludosi (ord.  ralliformi)    • 2 •   macchina per sollevare e spostare carichi, composta generalmente di una struttura verticale e di un braccio articolato e girevole da cui pende una fune con gancio    • 3 •   carrello mobile da ripresa cinematografica con un grosso braccio anch'esso mobile alla cui estremità è posta la cinepresa    • 4 •   antica macchina da guerra, costituita da un'asta o da una trave con un uncino nella parte terminale; si poneva sulle mura della città assediata per distruggere le macchine d'assedio nemiche.
gruccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   supporto verticale, munito all'estremità superiore di un sostegno incavato, sul quale appoggia l'ascella di chi non può reggersi liberamente sulle proprie gambe | argomento che si regge sulle grucce, (fig.) che zoppica, che non fila    • 2 •   oggetto o strumento a forma di gruccia; in partic., quello che si appende nell'armadio e regge i vestiti    • 3 •   (ant.) gamba di legno. dim. gruccetta. 
gruccione   s.m.  uccello di media grandezza dal piumaggio variopinto, che si nutre di vespe e di api e nidifica in buche scavate nel terreno (ord.  coraciformi).
grue    ⇨ gru.
grufare   v. intr.  (ant. , lett.) grufolare | v. tr.  (ant. scherz.) rubare, sottrarre.
grufolare   v. intr.  [io grùfolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   raspare e cercare con il grifo, grugnendo (detto del maiale, del cinghiale e, per estens., di altri animali): grufolare nel trogolo    • 2 •   (fig. spreg.) mangiare rumorosamente e con ingordigia    • 3 •   (fig. non com.) frugare | grufolarsi v. rifl.  rotolarsi nel fango e nella sporcizia (anche fig.).
grugare   v. intr.  [io grugo, tu grughi ecc. ; aus. avere] (non com.) detto del piccione, tubare.
grugnare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) grugnire.
grugnire   v. intr.  [io grugnisco, tu grugnisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto del maiale, del cinghiale, emettere grugniti; dell'orso, emettere il verso caratteristico, simile a un grugnito    • 2 •   (fig.) brontolare, borbottare a denti stretti; emettere suoni gutturali e inintelligibili: smettila di grugnire!  | v. tr.  dire qualcosa con malgarbo, in modo confuso e incomprensibile: dino sbuffò, grugnì qualcosa  (pavese).
grugnito   s.m.    • 1 •   il grugnire; verso caratteristico del maiale e del cinghiale    • 2 •   (fig.) brontolio inintelligibile.
grugno   s.m.    • 1 •   muso del maiale e del cinghiale    • 2 •   (spreg. , scherz.) viso dell'uomo | rompere il grugno a qualcuno, spaccargli la faccia | dirgliela, contargliela sul grugno, apertamente, in faccia, brutalmente    • 3 •   (fig. fam.) espressione corrucciata; broncio: fare, tenere, mettere il grugno. 
grugnone   s.m.    • 1 •   [f. -a] (non com.) persona che sta sempre con il broncio; musone    • 2 •   (ant.) colpo dato nel grugno    • 3 •   (ant.) riccio vuoto delle castagne.
gruiformi   s.m. pl.  (zool.) ralliformi.
gruista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto alla manovra e alla manutenzione di una gru.
grullaggine   s.f.    • 1 •   l'essere grullo    • 2 •   atto, parola da grullo.
grulleria   s.f.    • 1 •   atto, parola da grullo | cosa sciocca, insignificante    • 2 •   (non com.) l'essere grullo; grullaggine.
grullo   agg.    • 1 •   che ha scarsa intelligenza, che si lascia facilmente ingannare; sciocco, semplicione | usato anche come s.m.  [f. -a]: è un povero grullo.  dim. grullino, grullerello  accr. grullone  pegg. grullaccio    • 2 •   (tosc.) istupidito, stordito: avere un'aria grulla. 
gruma   s.f.  gromma, spec. quella che si forma nel fornello della pipa.
grumello   s.m.  vino rosso, asciutto, prodotto in valtellina.
grumereccio   s.m.  qualità di fieno corto e tardivo | usato anche come agg.  : fieno grumereccio. 
grumo   s.m.  coagulo di sangue o di altri liquidi organici: grumo di latte  | (estens.) piccolo ammasso rotondeggiante formato da parti di sostanze non disciolte bene: polenta, crema piena di grumi.  dim. grumettino, grumetto. 
grumolo   s.m.  la parte più interna e più tenera del cespo di una pianta (p. e.  cavolo, carciofo, insalata).
grumoloso   agg.  (rar.)    • 1 •   si dice di pianta che forma grumolo    • 2 •   (estens.) pieno di grumi, incrostato.
grumoso   (1) agg.  (non com.) fatto di grumi, pieno di grumi: latte grumoso. 
grumoso   (2) agg.  incrostato di gruma o gromma; grommoso: una pipa grumosa. 
grup   gruppe  ⇨ crup.
gruppettaro   s.m.  [f. -a] (gerg.) appartenente, aderente a un gruppuscolo politico.
gruppetto   s.m.    • 1 •   dim.  di gruppo    • 2 •   (mus.) abbellimento musicale costituito da quattro rapide note contigue alla principale.
gruppista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (gerg.) chi fa da intermediario tra i lavoratori a domicilio e l'imprenditore.
gruppo   s.m.    • 1 •   insieme di persone o cose vicine, riunite, connesse tra loro: un gruppo di turisti, di scolari; un gruppo di bottiglie, di case, di barche; dividersi in gruppi; camminare in gruppo, a gruppi; formare, sciogliere un gruppo; gruppo montuoso, insieme di cime. dim. gruppetto  accr. gruppone    • 2 •   (sport) nelle gare di corsa, e spec. nel ciclismo, la maggior parte dei concorrenti quando procedono tutti insieme: il corridore ha distaccato il gruppo    • 3 •   (mil.) insieme di più reparti di varie armi, uniti sotto un unico comando per un'azione determinata: gruppo tattico    • 4 •   insieme di individui che entrano in relazione sulla base di interessi o caratteri comuni e che interagiscono spesso tra loro in modo diretto: gruppo familiare, sportivo, giovanile; un gruppo di potere; gruppo parlamentare, insieme di parlamentari che appartengono allo stesso partito | gruppo di controllo, (fin.) gli azionisti che detengono la quota maggioritaria del capitale sociale di una società | gruppo di pressione, di interesse, insieme di persone che esercitano una pressione politica sugli organi istituzionali in difesa di determinati valori o interessi economici    • 5 •   categoria, suddivisione, classificazione di persone, animali o cose: un gruppo di vertebrati; gruppo cristallografico  ' gruppo sanguigno, (biol.) ognuna delle classi in cui si suddividono gli esseri umani in base ai sistemi di antigeni e anticorpi, geneticamente determinati, presenti nei loro globuli rossi; ognuno dei sistemi stessi | gruppo chimico, nel sistema periodico degli elementi di mendeleev, l'insieme degli elementi che manifestano proprietà chimiche simili | gruppo funzionale, insieme di atomi capaci, per il loro comportamento chimico, di caratterizzare classi di sostanze    • 6 •   rappresentazione artistica di un insieme di cose o persone: gruppo marmoreo    • 7 •   (econ.) complesso di imprese che fanno capo alla stessa proprietà e che svolgono attività in qualche modo coordinate: il gruppo fiat    • 8 •   (tecn.) insieme di elementi che servono a una stessa funzione: gruppo elettrogeno  | gruppo di continuità, gruppo elettrogeno che entra automaticamente in funzione in caso di interruzione della corrente di rete, in modo da garantire continuità di alimentazione ad apparecchiature elettriche il cui spegnimento improvviso provocherebbe danni (grandi sistemi di elaborazione, apparecchiature ospedaliere ecc.)    • 9 •   (mat.) insieme su cui sia definita un'operazione binaria associativa, rispetto alla quale esiste l'elemento neutro e, per ogni elemento, il suo inverso: gruppo additivo, gruppo in cui l'operazione è additiva; gruppo abeliano, gruppo in cui l'operazione è commutativa    • 10 •   (geol.) unità stratigrafica superiore    • 11 •   (ant.) sacchetto, involto: lo pregava di far accettare alla madre di lucia cento scudi d'oro ch'eran nel gruppo  (manzoni p. s. xxvi)    • 12 •   (ant.) groppo, nodo.
gruppuscolarismo   s.m.  il fenomeno del costituirsi di gruppuscoli politici.
gruppuscolo   s.m.  gruppetto; si dice spec. di piccoli raggruppamenti politici, fuori dei partiti tradizionali e delle istituzioni: gruppuscolo extraparlamentare. 
gruviera    ⇨ groviera.
gruyè  re gruyère;s.m. invar.  formaggio svizzero a pasta dura di colore avorio, con occhiatura a piccoli buchi.
gruzzolo   s.m.    • 1 •   mucchietto di monete; somma di denaro accumulata a poco a poco: mettere da parte un bel gruzzolo.  dim. gruzzoletto    • 2 •   (ant.) gruppo.
gua'   inter.  (tosc.) esprime meraviglia, rassegnazione, impazienza ecc.: gua', da dove sbuchi?. 
guacco   s.m.  [pl. -chi] (region.) tarabusino.
guaco   s.m.  [pl. -chi] pianta erbacea medicinale originaria dell'america centrale e meridionale (fam.  composite).
guada   (1) s.f.  pianta dal fusto poco ramoso, con fiori gialli raccolti a grappolo, dalla quale si ricava una sostanza colorante (fam.  resedacee) | usato anche come agg.  : erba guada. 
guada   (2) s.f.  rete da pesca quadrata, a maglie larghe.
guadabile   agg.  che si può guadare.
guadagnabile   agg.    • 1 •   (non com.) che si può guadagnare    • 2 •   (ant.) adatto a fornire guadagno.
guadagnare   v. tr.    • 1 •   ricavare più di quanto s'è speso; ottenere un utile, un profitto in una attività economica: guadagnare il venti per cento sulle vendite    • 2 •   ottenere in remunerazione del proprio lavoro o di qualsiasi attività: guadagnare due milioni al mese, fior di quattrini; guadagnarsi il pane, la vita  (o da vivere), il denaro necessario per vivere | (assol.) guadagnare denaro: guadagnare bene, molto, poco    • 3 •   ottenere come riconoscimento dei propri meriti; meritare: guadagnare una promozione, la fiducia di qualcuno    • 4 •   (estens.) trarre un beneficio; procurarsi qualcosa a proprio vantaggio: c'è tutto da guadagnare, e nulla da perdere in questo affare; a comportarti così non ci guadagni niente  ' guadagnarsi una persona, (fig.) farsela amica, trarla dalla propria parte: bene conosceva come gli uomini si hanno a guadagnare  (machiavelli) | guadagnarsi l'animo, la benevolenza di qualcuno, renderlo ben disposto verso di sé | guadagnare tempo, risparmiarlo; ottenere una dilazione | guadagnare terreno, occuparlo con un'avanzata vittoriosa (detto di esercito); prendere vantaggio su altri (detto di corridori); (fig.) diffondersi rapidamente, affermarsi: idee che guadagnano terreno    • 5 •   vincere: guadagnare una somma al gioco    • 6 •   raggiungere, spec. con sforzo: guadagnare la cima di un monte; guadagnare il porto  | v. intr.  [aus. avere] fare migliore figura, avere migliore apparenza: con la barba ci guadagna. 
guadagnata   s.f.  in antichi giochi con la palla, linea oltrepassando la quale il battitore conquistava la vittoria per la propria squadra | passare la guadagnata, (fig. non com.) andare oltre i giusti limiti, eccedere.
guadagnato   part. pass.  di guadagnare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  guadagno: mettere da parte il guadagnato; quello che verrà, sarà tutto di guadagnato  | tanto di guadagnato!, tanto meglio.
guadagno   s.m.    • 1 •   il guadagnare: non pensare che al guadagno    • 2 •   il denaro che si guadagna; ogni utile ottenuto come compenso: lauti, facili, onesti guadagni; investire i propri guadagni  ' guadagno lordo, da cui si devono detrarre le spese e le imposte; guadagno netto, tolte le spese; guadagni di capitale, quelli realizzati vendendo azioni, obbligazioni, immobili a un prezzo superiore a quello di acquisto | bestie da guadagno, (non com.) che si allevano per utilizzarne i prodotti (lana, latte, carne, pelle) | avere denari a guadagno, (ant.) a frutto | mettere, dare a guadagno, (ant.) prestare a usura    • 3 •   (estens.) vantaggio, utilità (spec. iron.): hai fatto proprio un bel guadagno!  | è più lo scapito che il guadagno, è più la spesa che l'impresa, sono più gli svantaggi che i vantaggi    • 4 •   (elettron.) fattore di amplificazione in un circuito elettronico: guadagno di antenna. 
guadare   v. tr.  attraversare un corso d'acqua camminando sul fondo: guadare il fiume a piedi, a cavallo. 
guadello    ⇨ guadino.
guaderella   s.f.  (bot.) guada.
guadino   o guadello [gua-dèl-lo], s.m.  rete di forma conica con lungo manico, che viene impiegata per tirare fuori dell'acqua pesci di notevoli dimensioni catturati con l'amo.
guado   (1) s.m.    • 1 •   il guadare: tentare il guado di un torrente; passare a guado, guadare    • 2 •   il punto in cui un corso d'acqua si può guadare: cercare, trovare un guado; un guado difficile, pericoloso  ' altezza di guado, la massima profondità d'acqua in cui un veicolo può guadare senza essere danneggiato.
guado   (2) s.m.    • 1 •   pianta erbacea con piccoli fiori gialli e foglie lanceolate; dalle foglie macerate si estraeva un colorante azzurro usato in tintoria (fam.  crocifere)    • 2 •   il colorante stesso.
guadoso   agg.  (ant.) guadabile.
guaglione   s.m.  [f. -a] (napol.) ragazzo. dim. guaglioncello. 
guagnele   s.f. pl.  (ant.) vangeli; usato spec. nell'esclamazione alle guagnele!, per i vangeli!.
guai   inter.    • 1 •   si usa in esclamazioni di minaccia: guai ai vinti!; guai a voi!  | con valore più tenue, per indicare che una cosa non va fatta perché potrebbe comportare conseguenze spiacevoli: guai a ricordargli quella faccenda    • 2 •   (ant.) ahimè.
guaiaco   s.m.  [pl. -chi] albero sempreverde originario dell'america centrale, con foglie pennate, fiori azzurri a mazzi e frutti in capsule; dal legno, molto usato in ebanisteria, si estrae un olio essenziale che trova impiego in profumeria e una resina medicinale (fam.  zigofillacee).
guaiacolo   s.m.  sostanza organica che si estrae dalla distillazione della resina di guaiaco e si usa in farmacia come disinfettante delle vie respiratorie.
guaime   s.m.  (agr.)    • 1 •   erba che rinasce dopo la falciatura    • 2 •   sovescio del primo taglio di un prato.
guaina   s.f.    • 1 •   custodia di cuoio o di metallo in cui si ripongono armi o ferri da taglio; fodero | (estens.) custodia, rivestimento aderente    • 2 •   (anat.) membrana più o meno sottile che ricopre un organo o una sua parte    • 3 •   indumento intimo femminile di tessuto elastico che modella il corpo dal petto o dalla vita in giù | (estens.) abito molto aderente    • 4 •   largo orlo entro il quale si fa passare un cordoncino per stringere gonne, cuffie, aperture di borse e sim.    • 5 •   (bot.) parte basale, dilatata, di alcune foglie.
guainante   agg.  (bot.) si dice di foglia che avviluppa più o meno completamente il proprio fusto.
guaio   s.m.    • 1 •   disgrazia; situazione difficile: essere nei guai, in un mare di guai; andare in cerca di guai    • 2 •   impiccio, inconveniente; danno: il guaio è che non ho le chiavi; combina sempre dei guai!    • 3 •   spec. pl.  (ant.) acuto e alto lamento: io sentia d'ogni parte trarre guai / e non vedea persona che 'l facesse  (dante inf.  xiii, 22-23).
guaiolare   v. intr.  [io guàiolo ecc. ; aus. avere] guaire leggermente e sommessamente, detto spec. del cane | (fig.) lamentarsi.
guaire   v. intr.  [io guaisco, tu guaisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere guaiti, detto in partic. del cane    • 2 •   (estens.) lamentarsi dolorosamente: prendevo su le mie braccia il ferito che guaiva  (d'annunzio) | (spreg.) parlare o cantare con voce sgraziata    • 3 •   (fig.) emettere suoni striduli: l'ago sul disco guaì e gracchiò, giunto alla fine  (bacchelli).
guaita   s.f.  (ant.)    • 1 •   luogo per appostamento; posto di guardia    • 2 •   persona che sta appostata, guardia: oh guaite, / codesta vostra veglia è vana!  (pascoli).
guaito   s.m.    • 1 •   verso acuto, breve e lamentoso emesso da animali, e spec. dal cane quando prova dolore    • 2 •   (estens.) lamento | (spreg.) stonatura nel canto, forzatura della voce.
gualca   s.f.  (non com.) il gualcare; follatura.
gualcare   v. tr.  [io gualco, tu gualchi ecc.] (non com.) follare con la gualchiera.
gualcatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) gualchieraio.
gualchiera   s.f.  macchina mossa da una ruota idraulica, usata in passato per follare tessuti e pelli; follone.
gualchieraio   s.m.  [f. -a] (non com.) operaio addetto al funzionamento delle gualchiere; follatore.
gualcibile   agg.  che può gualcirsi.
gualcire   v. tr.  [io gualcisco, tu gualcisci ecc.] (non com.) sgualcire | gualcirsi v. rifl.  (non com.) sgualcirsi.
gualcito   agg.  sgualcito, stropicciato.
gualda   s.f.  erba guada.
gualdana   s.f.  (ant.) scorreria a cavallo in terra nemica, per depredare e saccheggiare: corridor vidi per la terra vostra, / o aretini, e vidi gir gualdane  (dante inf.  xxii, 4-5).
gualdo   s.m.  (ant.) bosco.
gualdrappa   s.f.  drappo riccamente lavorato che si pone tra la sella e la groppa del cavallo in occasione di parate.
gualdrappato   agg.  (non com.) coperto da gualdrappa.
gualercio   o gualerchio, agg.  (ant.)    • 1 •   guercio    • 2 •   lercio, sporco, schifoso.
guanaco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   mammifero ruminante sudamericano, con pelo bruno rossiccio, simile a un piccolo lama selvatico (ord.  artiodattili)    • 2 •   la pelliccia di questo animale.
guancia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   parte laterale della faccia tra lo zigomo e la mandibola: guance rosee, smunte, incavate, paffute  | porgere l'altra guancia, (fig.) sopportare, secondo l'insegnamento evangelico, le offese senza reagire. dim. guancina, guancetta  accr. guanciona, guancione  (m.)    • 2 •   (estens.) parte carnosa della testa nelle bestie macellate    • 3 •   ciascuna delle parti simmetriche di molti oggetti: le guance dell'aratro, dell'impugnatura della pistola  | la guancia del fucile, parte del calcio alla quale il tiratore appoggia la guancia per sparare.
guanciale   s.m.    • 1 •   cuscino, spec. quello su cui si appoggia il capo stando a letto | dormire tra due guanciali, (fig.) non avere alcuna preoccupazione, essere tranquillo e sicuro. dim. guancialetto, guancialino    • 2 •   (ant.) la parte interna dell'elmo che proteggeva la guancia    • 3 •   (region.) lardo con venature di magro che si ottiene salando una parte del maiale tra guancia e collo.
guancialetto   s.m.    • 1 •   dim.  di guanciale    • 2 •   imbottitura del vestito    • 3 •   cuscinetto imbevuto d'inchiostro per timbri e sim.
guancialino   s.m.  dim. di guanciale, in partic., cuscinetto: guancialino da spilli, puntaspilli | fare a guancialino, formare una sorta di seggiolino (detto di due persone che intrecciano le mani e stringono l'una i polsi dell'altra).
guanciata   s.f.  (tosc.) colpo dato con la mano aperta sulla guancia; ceffone, schiaffo.
guancio   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi apparteneva a un antico popolo autoctono delle canarie, sterminato dagli spagnoli nel sec. xv    • 2 •   idioma parlato dagli antichi guanci  agg.  dei guanci: civiltà guancia. 
guanidina   s.f.  (chim.) composto azotato organico presente come derivato in molti organismi animali.
guaniera   s.f.  deposito naturale di guano.
guanina   s.f.  (chim.) base azotata derivata dalla purina e componente degli acidi nucleici, così detta perché si trova nel guano.
guano   s.m.  prodotto ricco di fosforo e azoto, proveniente da depositi naturali di escrementi di uccelli, usato come fertilizzante.
guantaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende guanti.
guanteria   s.f.  fabbrica di guanti | (non com.) negozio di guanti.
guantiera   s.f.    • 1 •   scatola dove si tengono i guanti    • 2 •   (antiq.) vano portaoggetti, chiuso da uno sportellino, che si trova nel cruscotto delle automobili    • 3 •   (region.) vassoio per servire dolci, gelati ecc.
guanto   s.m.    • 1 •   indumento che serve per coprire la mano, di cui riproduce la forma lasciando in genere le dita staccate l'una dall'altra (ma in alcuni tipi di guanti, spec. sportivi, solo il pollice è separato dalle altre dita): un paio di guanti; guanti di pelle, di lana, di filo; guanti da sera, da sci; calzare, infilare i guanti  ' guanti lunghi, che coprono anche l'avambraccio, tutto o in parte | mezzi guanti, che lasciano parzialmente scoperte le dita | guanti a manopola, quelli in cui solo il pollice è separato dalle altre dita | guanti di gomma, per uso medico, o per proteggere la mano da sostanze nocive | guanti di ferro, parte delle antiche armature | morbido come un guanto, si dice di pelle, di calzatura molto morbida | calzare come un guanto, aderire perfettamente; (fig.) adattarsi bene | in guanti gialli, (fig.) in abito da cerimonia; ladro in guanti gialli, che ha l'aspetto di un gentiluomo | trattare qualcuno con i guanti, (fig.) con tutti i riguardi | mano di ferro in guanto di velluto, (fig.) si dice di chi ha fermezza di carattere e dolcezza di modi | gettare il guanto, (fig.) lanciare una sfida | raccogliere il guanto, (fig.) accettare la sfida. dim. guantino  accr. guantone    • 2 •   (pop.) preservativo maschile; condom.
guantone   s.m.    • 1 •   accr.  di guanto    • 2 •   guanto di cuoio imbottito, col solo pollice separato, usato negli incontri di pugilato: incrociare i guantoni, disputare un incontro di pugilato | attaccare, appendere i guantoni al chiodo, (fig.) ritirarsi dall'attività di pugile.
guapperia   s.f.  (merid.)    • 1 •   (st.) il primitivo codice d'onore che, in origine, regolava la camorra    • 2 •   gruppo, consorteria di guappi | azione da guappo.
guappo   s.m.  (merid.)    • 1 •   (st.) camorrista    • 2 •   (estens.) persona sfrontata, arrogante | guappo di cartone, persona che nasconde dietro l'arroganza e la sfrontatezza una reale debolezza  agg.    • 1 •   sfrontato, arrogante: riccetto ringraziò con un cenno guappo del capo  (pasolini)    • 2 •   di eleganza volgare, pacchiana.
guar   s.m. invar.  polvere inodore di origine vegetale e di colore bianco-giallastro, usata come additivo alimentare.
guaracha   s.f. invar.  danza di origine afro-cubana, a ritmo più lento della rumba.
guarana   s.f.  droga contenente caffeina, che si ricava dai semi di una liana brasiliana delle sapindacee.
guaranì   agg.  si dice di una popolazione indigena del paraguay e di ciò che a essa si riferisce  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi appartiene alla popolazione guaranì    • 2 •   unità monetaria del paraguay    • 3 •   lingua indigena parlata dai guaranì.
guarantire   e deriv.   ⇨ guarentire e deriv. 
guardabarriere   s.m.  e f. invar.  chi è addetto alla custodia dei passaggi a livello.
guardabile   agg.  di persona o cosa piacevole, attraente, che si guarda perciò con piacere: una ragazza guardabile. 
guardaboschi   s.m. invar.  chi è incaricato di sorvegliare i boschi al fine di proteggerli da ogni sorta di danneggiamento (caccia abusiva, tagli abusivi, accensione di fuochi); guardia forestale.
guardabuoi   s.m. invar.  uccello diffuso in africa e nell'europa meridionale, con collo e becco corti, piumaggio bianco in inverno, vivacemente colorato nel periodo degli amori; vive in branchi nutrendosi degli insetti che infestano i bovini (ord.  ciconiformi).
guardacaccia   o guardiacaccia, s.m. invar.  chi è incaricato di far rispettare le leggi o altre norme sulla caccia in suolo pubblico o privato.
guardacanapo   s.m. invar.  (mar.) anello metallico che protegge una fune dall'attrito e ne agevola lo scorrimento.
guardacorpo   s.m. invar.  cavetto di acciaio che si tende sulla coperta delle navi in sostituzione o in aggiunta alla battagliola, per assicurare, con mare grosso, il passaggio delle persone.
guardacoste   o guardiacoste, s.m. invar.    • 1 •   nave armata adibita alla difesa delle coste o alla repressione del contrabbando    • 2 •   corpo militare addetto alla sorveglianza delle coste | soldato di questo corpo.
guardadighe   s.m.  e f. invar.  chi è addetto alla sorveglianza di una diga e delle installazioni a essa connesse.
guardafili   s.m. invar.  operaio addetto alla manutenzione di linee elettriche, telegrafiche, telefoniche.
guardalato   s.m.  ciascuno dei ripari (sacchi imbottiti, pneumatici ecc.) che si appendono lungo i bordi di un'imbarcazione per attutire gli urti contro la banchina o altre imbarcazioni.
guardalinee   o guardialinee, s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi è addetto alla sorveglianza di un tratto di linea ferroviaria    • 2 •   (sport) ciascuno dei giudici che coadiuvano l'arbitro durante le partite di calcio, controllando il gioco dalle linee laterali; segnalinee.
guardamacchine   s.m.  e f. invar.  chi è addetto alla vigilanza di un parcheggio di autovetture.
guardamano   s.m. invar.    • 1 •   parte dell'impugnatura delle armi da taglio che serve a proteggere la mano; lo stesso che guardia    • 2 •   nei fucili, piccolo elemento metallico che serve da riparo al grilletto; paragrilletto    • 3 •   guanto protettivo indossato da chi compie lavori che possono danneggiare le mani    • 4 •   (mar.) cavo che funge da corrimano sulle scalette per la salita e la discesa dalle imbarcazioni.
guardamento   s.m.  (ant.)    • 1 •   il guardare; sguardo    • 2 •   riguardo.
guardamerci   s.m.  e f. invar.  nelle stazioni ferroviarie, chi è addetto alla custodia delle merci e controlla le operazioni di carico e scarico dei treni.
guardaparco   s.m. invar.  chi è incaricato di sorvegliare i parchi; guardia di un parco nazionale.
guardapesca   s.m. invar.  chi è incaricato di far rispettare le leggi o altre norme sulla pesca in suolo pubblico o privato.
guardapetto   s.m.  sorta di scudo, in legno o metallo, usato da chi lavora col trapano per proteggere il petto.
guardaporta   s.m.  e f. invar.  (merid.) chi custodisce uno stabile; portiere, portinaio.
guardaporto   s.m. invar.  (mar.) nave posta all'ingresso di un porto militare con compiti di sorveglianza o di difesa.
guardaportone   s.m.  portiere di palazzi signorili, di teatri o di pubblici edifici in genere.
guardare   v. tr.    • 1 •   volgere, fissare lo sguardo su qualcosa o su qualcuno (anche assol.): guardare il paesaggio; guardare dalla finestra i passanti; guardarsi intorno con circospezione  | guardare con la coda dell'occhio, di lato, senza farsene accorgere | guardare dall'alto in basso, con disprezzo, con superbia | guardare di buon occhio, di mal occhio, con benevolenza, con malevolenza | guardare male, storto, di traverso, in cagnesco, con antipatia e ostilità | non guardare in faccia a nessuno, non farsi scrupoli nei riguardi di nessuno | stare a guardare, assistere passivamente a un'azione, limitarsi a fare da spettatore | guarda un po'!, guarda guarda!, esclamazioni di stupore e sorpresa    • 2 •   osservare con attenzione; (fig.) considerare: hai guardato se non ho dimenticato niente?; guarda un po' tu se ho torto  ' guardare troppo per il sottile, essere eccessivamente scrupoloso o riguardoso    • 3 •   custodire, sorvegliare; assistere, proteggere: i soldati guardavano il ponte; la morta amica almen guarda dal cielo  (foscolo sepolcri  248) | guardare le spalle a, di qualcuno, difenderlo da attacchi di sorpresa | guardare a vista, sottoporre a stretta sorveglianza, non perdere d'occhio un istante | dio me ne guardi!, si dice a proposito di persona che si teme, di cosa che si vorrebbe assolutamente evitare | prov.  : dagli amici mi guardi iddio che dai nemici mi guardo io, il tradimento è più temibile dell'ostilità aperta    • 4 •   mostrare interessamento per qualcuno: nessuno la guarda    • 5 •   (ant.) conservare, custodire: dolce mio caro e precioso pegno / che natura mi tolse, e 'l ciel mi guarda  (petrarca canz.  cccxl, 1-2)    • 6 •   (ant.) osservare: guardare le feste, onorarle osservando il riposo | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   prestare attenzione; rivolgersi con la mente, pensare: guardiamo a lui come a un amico; tutti guardavano a lui, attendendo che facesse qualcosa    • 2 •   fare attenzione, badare; dare importanza: guarda di non sporcarti; guardare ai risultati; non guardare a spese    • 3 •   di luogo, essere esposto, rivolto, orientato: il lato che guarda a settentrione; la finestra guarda sulla piazza, verso il giardino  | guardarsi v. rifl.    • 1 •   rivolgere lo sguardo sul proprio corpo o sulla propria immagine: guardarsi allo, nello specchio    • 2 •   difendersi; stare in guardia, fare attenzione; evitare, astenersi: guardarsi alle spalle; guardati dai cattivi compagni; mi guarderò bene dal raccontargli tutto  | v. rifl.  rivolgersi scambievolmente lo sguardo; osservarsi reciprocamente: si guardavano negli occhi  | non guardarsi più, (fig.) ignorarsi, disinteressarsi l'uno dell'altro (dopo la rottura di una relazione intima o amichevole).
guardareni   s.m. invar.  parte delle antiche armature che proteggeva le reni, costituita da lamine articolate.
guardaroba   s.m. invar.  [non com. s.f. ; pl. -be]    • 1 •   grande armadio dove si conservano il vestiario e la biancheria    • 2 •   (estens.) stanza con uno o più armadi per riporre i vestiti e la biancheria, in genere dotata di attrezzature per stirare e cucire    • 3 •   l'insieme degli abiti e degli accessori di abbigliamento posseduti da una persona: avere un guardaroba molto ricco    • 4 •   nei teatri e in altri locali pubblici, ambiente dove si depositano cappotto, borse, ombrelli e sim.    • 5 •   (ant.) [pl. -bi] guardarobiere: [i cappuccini] furono in quel luogo soprintendenti,... guardarobi, lavandai, tutto ciò che occorresse  (manzoni p. s.  xxxi).
guardarobiere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona di servizio (per lo più donna) che provvede alla pulizia e al riordino del vestiario e della biancheria    • 2 •   chi è addetto al guardaroba di un locale pubblico.
guardasala   s.m.  e f. invar.    • 1 •   nelle stazioni ferroviarie, impiegato addetto alla sorveglianza delle sale d'aspetto    • 2 •   sorvegliante di una sala, spec. di un museo.
guardascambi   s.m.  e f. invar.  nelle stazioni ferroviarie, chi è addetto al controllo degli scambi.
guardasigilli   s.m. invar.    • 1 •   (st.) gran cancelliere che aveva l'incarico di custodire e apporre i sigilli reali    • 2 •   il ministro di grazia e giustizia, in quanto munisce le leggi del sigillo dello stato | usato anche come agg. invar.  : ministro guardasigilli. 
guardaspalle   s.m. invar.  chi ha il compito di proteggere una persona importante; guardia del corpo, gorilla.
guardastiva   s.m. invar.  nelle navi, chi ha la custodia della stiva e degli oggetti in essa contenuti.
guardata   s.f.  il guardare, spec. in fretta e superficialmente; sguardo, occhiata: dare una guardata al giornale.  dim. guardatina  pegg. guardataccia. 
guardatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi guarda | guardatore di stelle, (ant.) astrologo    • 2 •   (ant.) custode, guardiano, depositario: io ho eletto te per fidatissimo guardatore d'un mio segreto  (boccaccio dec.  x, 7).
guardatrama   s.m. invar.  dispositivo del telaio automatico che ne blocca il movimento quando si spezza un filo della trama.
guardatura   s.f.  (non com.) modo di guardare; sguardo: gli occhi avea belli e guardatura queta  (boccaccio teseida).
guardavia   s.m. invar.  lo stesso che guardrail. 
guardavivande   s.m. invar.  (non com.) coprivivande, copripiatti.
guardia   s.f.    • 1 •   il custodire, il vigilare: fare la guardia a qualcosa; fare buona, cattiva guardia; tenere sotto buona guardia; cane da guardia    • 2 •   turno obbligatorio di servizio di militari, sorveglianti, medici, infermieri: medico di guardia; essere, stare, montare di guardia; montare, smontare la guardia  | corpo di guardia, l'insieme di soldati che partecipano allo stesso turno di vigilanza; anche il locale in cui essi si raccolgono | guardia medica, servizio medico permanente; anche, il luogo nel quale esso viene prestato    • 3 •   persona o gruppo di persone, spesso militari, cui è affidato un particolare servizio di custodia o di protezione; scorta: guardia armata, a cavallo; guardia d'onore, quella che scorta un personaggio d'alto grado in cerimonie ufficiali | cambio della guardia, cambio dei soldati alla fine di un turno di vigilanza; (fig.) sostituzione contemporanea di più persone che occupano posti importanti in un governo, una direzione, un'amministrazione di un'azienda ecc. | guardia del corpo, nucleo di forze di polizia o militari addetto alla protezione di personalità pubbliche o politiche; anche, chi è addetto alla protezione di un personaggio importante, gorilla | essere della vecchia guardia, (fig.) essere tra i più anziani e fedeli seguaci di un partito, di un movimento, di un'associazione ecc.    • 4 •   denominazione di corpi militari o civili che svolgono servizio di vigilanza, di protezione, di custodia; ciascuno degli appartenenti a tali corpi: guardia forestale, campestre, daziaria  | guardia di finanza, corpo militare dello stato addetto a impedire e reprimere i reati finanziari e tributari e a sorvegliare le frontiere; finanziere | guardia svizzera, corpo militare mercenario addetto alla difesa della persona del papa e dei palazzi pontifici | guardia di pubblica sicurezza, nel vecchio ordinamento della polizia di stato, grado corrispondente a quello attuale di agente  | guardia carceraria, agente di custodia | guardia giurata, privato che svolge attività di vigilanza nei confronti di beni e persone | guardia notturna, guardia giurata che svolge compiti di sorveglianza notturna    • 5 •   (fam.) agente di polizia, vigile urbano: chiamare le guardie; giocare a guardie e ladri    • 6 •   soprattutto nella scherma e nel pugilato, posizione di difesa: guardia alta, bassa; avere una guardia stretta, chiusa  ' guardia destra, pugile mancino | mettersi, stare in guardia, assumere una posizione di difesa di fronte all'avversario; (fig.) prepararsi ad affrontare qualcosa che si teme | mettere qualcuno in guardia contro qualcosa, (fig.) avvertirlo dei pericoli cui va incontro | non abbassare la guardia, (fig.) non allentare la vigilanza | in guardia!, comando dato ai duellanti o ai pugili perché si mettano in posizione di difesa; usato anche come avvertimento    • 7 •   nella pallacanestro, ciascuno dei giocatori, spesso di statura relativamente bassa, che hanno il compito di portare in avanti il pallone    • 8 •   parte dell'elsa in cui si mette la mano impugnando la spada    • 9 •   l'altezza, segnata sull'argine di un fiume, che indica il limite cui l'acqua può giungere senza pericolo di alluvione: il po è un metro sotto la guardia, il livello di guardia  ' superare il livello di guardia, (fig.) raggiungere un livello pericoloso: la tensione ha superato il livello di guardia    • 10 •   (tip.) foglio di carta bianco che il legatore pone all'inizio di un libro, fra la copertina e il frontespizio, e alla fine di esso, fra l'ultima pagina e la copertina inferiore; risguardo; detto anche foglio, carta di guardia    • 11 •   (tecn.) dispositivo del telaio automatico che mantiene diritta la spola    • 12 •   la parte del morso che sta fuori della bocca del cavallo ed è fornita di anelli per l'attacco delle redini.
guardiacaccia    ⇨ guardacaccia.
guardiacoste    ⇨ guardacoste.
guardiagoletta   s.f.  nelle antiche armature, parte che ricopre la goletta.
guardialinee    ⇨ guardalinee.
guardiamarina   s.m. invar.  primo grado degli ufficiali di vascello della marina da guerra.
guardianato   s.m.  nei conventi, dignità, ufficio di padre guardiano.
guardiano   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona addetta alla custodia e alla sorveglianza: guardiano di pecore; guardiano notturno; il guardiano di uno stabilimento    • 2 •   nei conventi dei francescani cappuccini, il priore o padre superiore | anche come agg.  : padre guardiano    • 3 •   guardiano del coccodrillo, piccolo uccello africano che suole camminare sul dorso dei coccodrilli per cercarvi il cibo e, all'approssimarsi di un pericolo, lancia strida acute, mettendoli sull'avviso (ord.  caradriformi).
guardina   s.f.  luogo dove vengono trattenute, durante le prime indagini, le persone fermate dalla polizia; camera di sicurezza: mettere, finire in guardina. 
guardinfante   s.m.  intelaiatura circolare di ferro o di vimini, a forma di campana, che si portava un tempo sotto la gonna per tenerla gonfia.
guardingo   agg.  [pl. m. -ghi] che agisce con cautela, soprattutto per timore di essere sorpreso o colto in fallo: avanzava guardingo in punta di piedi  § guardingamente avv. 
guardiola   s.f.    • 1 •   stanzetta situata nell'atrio d'ingresso di un edificio, riservata al portiere; nei grandi complessi residenziali può essere un piccolo edificio a sé stante    • 2 •   nelle fortificazioni medievali, torretta di vedetta con feritoie.
guardo   s.m.  (poet.) sguardo, espressione degli occhi; vista: e intanto il guardo / steso nell'aria aprica / mi fere il sol  (leopardi il passero solitario  39-41).
guardolo   s.m.  striscia di cuoio tra la suola e la tomaia di una scarpa, che serve da rinforzo.
guardone   s.m.  [f. -a] (pop.) persona che prova morboso piacere nello spiare scene o atti erotici.
guardrail   s.m. invar.  barriera di protezione, di cemento o di lamiera d'acciaio, posta lungo i tratti pericolosi delle strade per evitare che i veicoli escano dalla carreggiata in caso di sbandamento.
guarentigia   ant. guarantigia, s.f.  [pl. -gie] (dir.) assicurazione solenne relativa a un comportamento futuro, spesso confermata con un documento, con un pegno | guarentigie costituzionali, quelle stabilite nella costituzione di uno stato a difesa della libertà dei cittadini | legge delle guarentigie, (st.) quella promulgata dallo stato italiano nel 1871, per garantire al papa, dopo la presa di roma, l'immunità personale, il libero esercizio del potere spirituale e alcune speciali prerogative; rimase in vigore fino al concordato (1929).
guarentire   ant. guarantire, v. tr.  [io guarentisco, tu guarentisci ecc.] (lett.) garantire.
guari   avv.  (ant. , lett.) alquanto, molto (quasi sempre preceduto da negazione): or non è guari, poco fa.
guaribile   agg.  che può guarire o essere guarito: guaribile in venti giorni. 
guaribilità   s.f.  possibilità di guarigione: la guaribilità dei tumori sta crescendo sempre di più. 
guarigione   s.f.  il guarire, il recuperare la salute: guarigione definitiva; essere in via di guarigione. 
guarimento   s.m.  (rar.) guarigione.
guarire   ant. guerire, v. tr.  [io guarisco, tu guarisci ecc.]    • 1 •   rimettere in salute: guarire qualcuno da, di una malattia  | (fig.) liberare da un male morale: guarire qualcuno da un vizio, da una paura    • 2 •   far passare una malattia: guarire una polmonite  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   recuperare la salute: guarirà in dieci giorni  | (fig.) liberarsi da un male morale: guarire dalla gelosia    • 2 •   detto di malattia, aver fine, scomparire: un'infezione che stenta a guarire. 
guaritore   s.m.  [f. -trice] chi, con mezzi empirici o comunque non riconosciuti dalla scienza, guarisce o pretende di guarire.
guarnacca   o guarnaccia, s.f.    • 1 •   sopravveste medievale ampia e lunga, portata soprattutto dagli uomini per ripararsi dal freddo e dalla pioggia    • 2 •   veste da fatica del contadino.
guarnello   s.m.    • 1 •   (ant.) tessuto fatto di accia e di bambagia    • 2 •   specie di sottana o sottoveste femminile scollata e senza maniche, portata un tempo dalle contadine.
guarnigione   s.f.    • 1 •   in passato, presidio di soldati a guardia di una fortezza o di una città oggi, l'insieme delle truppe dislocate in una determinata località    • 2 •   il luogo che è sede della guarnigione.
guarnimento   s.m.    • 1 •   (rar.) il guarnire, l'esser guarnito    • 2 •   (mar.) l'insieme degli accessori (ganci, anelli ecc.) utilizzati per fissare o manovrare alberi, antenne, vele ecc.    • 3 •   (ant.) l'insieme degli armati e dei lavori di fortificazione che difendono un luogo; guarnigione    • 4 •   (ant.) guarnizione, ornamento.
guarnire   ant. guernire, v. tr.  [io guarnisco, tu guarnisci ecc.]    • 1 •   fornire, munire di quanto è necessario: guarnire una fortezza di cannoni; guarnire una nave    • 2 •   adornare, abbellire (anche assol.): guarnire un abito di pizzi; i fiori guarniscono molto    • 3 •   accompagnare un piatto con contorni o arricchirlo con aggiunte di altri cibi: guarnire l'arrosto con patatine. 
guarnitura   ant. guernitura, s.f.  il guarnire; le cose che servono a guarnire.
guarnizione   ant. guernizione, s.f.    • 1 •   ciò che serve a guarnire, a ornare: le guarnizioni di un abito    • 2 •   contorno di una pietanza    • 3 •   (tecn.) elemento di gomma, cuoio, piombo, materiale plastico ecc. che si interpone fra due superfici strette una contro l'altra per realizzare una chiusura a tenuta stagna: la guarnizione del rubinetto, della testata del motore. 
guasconata   s.f.  atto da guascone; fanfaronata.
guascone   agg.  della guascogna, regione della francia: parlata guascone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   abitante, nativo della guascogna    • 2 •   (fig.) fanfarone, spaccone, gradasso (perché tali sono considerati nella tradizione popolare gli abitanti della guascogna, per il loro spirito spavaldo e avventuroso).
guastada   s.f.  (ant.) caraffa: vasi in fresco e guastade di vini di spagna e di sicilia  (d'azeglio) dim. guastadetta. 
guastafeste   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi turba l'allegria di una festa con parole o atteggiamenti inopportuni | (estens.) persona triste e scontrosa, che deprime il morale altrui    • 2 •   (fig.) persona o cosa che sopraggiungendo manda all'aria piani prestabiliti: ecco il solito guastafeste!. 
guastamento   s.m.  (ant.)    • 1 •   il guastare, il guastarsi; devastazione    • 2 •   (fig.) corruzione.
guastamestieri   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi fa ciò che non sa fare; chi intralcia l'attività altrui: fa più danno un guastamestieri volenteroso che un fannullone discreto  (papini)    • 2 •   chi danneggia gli altri facendo loro una concorrenza sleale.
guastare   v. tr.  [part. pass. guastato, ant. guasto]    • 1 •   rovinare, danneggiare, ridurre in cattive condizioni: le continue piogge hanno guastato il fondo stradale; un cibo che guasta lo stomaco; guastare l'orologio, il motore, renderlo inservibile o tale da dover essere riparato; le mele marce guastano tutte le altre, le fanno andare a male | guastarsi il sangue, (fig.) arrabbiarsi    • 2 •   (fig.) turbare: guastare la festa; guastare l'amicizia, romperla | corrompere, avviare al male: le cattive compagnie l'hanno guastato    • 3 •   (assol.) recare disturbo, nuocere: un po' di allegria non guasta    • 4 •   disfare, per rifare diversamente (spec. lavori a maglia o abiti)    • 5 •   (ant.) distruggere, devastare    • 6 •   (ant.) dilaniare, mutilare nel corpo: la bocca sollevò dal fiero pasto / quel peccator, forbendola a' capelli / del capo ch'elli avea di retro guasto  (dante inf.  xxxiii, 1-3)    • 7 •   (ant.) trasgredire una legge; violare un patto    • 8 •   (ant.) sperperare, dissipare | guastarsi v. rifl.    • 1 •   rovinarsi, non funzionare più: il televisore si è guastato  | deteriorarsi, andare a male: col caldo il pesce si guasta    • 2 •   (fig.) cambiare in peggio: speriamo che il ragazzo non si guasti col crescere; il tempo si sta guastando, volge al brutto | guastarsi con qualcuno, rovinare i rapporti d'affetto, d'amicizia (anche con valore reciproco: ormai ci siamo guastati).
guastatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice, pop. -tora] (non com.) chi guasta (anche fig.): i soliti guastatori d'ogni festa  (palazzeschi)    • 2 •   (ant.) distruttore, devastatore: guastatori e predon, tutti tormenta / lo giron primo  (dante inf.  xi, 38-39) | dissipatore    • 3 •   (mil.) fante o geniere specializzato nell'assalto a opere fortificate o di sbarramento, e nella distruzione di mezzi corazzati: reparto guastatori. 
guasto   (1) agg.  che si è guastato o è stato guastato (anche fig.): orologio guasto; mele guaste; denti guasti, cariati; gioventù guasta, corrotta.
guasto   (2) s.m.    • 1 •   danno, rottura, avaria: un guasto alla radio, ai congegni meccanici    • 2 •   (fig.) corruzione: c'è del guasto nella società  | dissapori, contrasti: c'è del guasto tra loro    • 3 •   (ant.) distruzione, rovina: dare il guasto a un patrimonio, dissiparlo.
guatare   v. tr.    • 1 •   (lett.) guardare in modo attento e prolungato, con amore, interesse, paura, sospetto, stupore, ira e sim.: e come quei che con lena affannata, / uscito fuor del pelago a la riva, / si volge a l'acqua perigliosa e guata  (dante inf.  i, 22-24)    • 2 •   (ant.) sforzarsi, industriarsi: e coll'altrui colpe guatate di ricoprire i vostri falli  (boccaccio dec.  v, 10)    • 3 •   (ant.) badare; considerare    • 4 •   (poet.) vedere, scorgere: cavalcando poi meglio la guata / molto esser bella e di maniere accorte  (ariosto o. f.  iv, 72).
guatatura   s.f.  (ant.) il guatare; sguardo: né mai da lei una sola guatatura aveva avuta  (boccaccio dec.  v, 9).
guatemalteco   agg.  [pl. m. -chi] del guatemala, stato dell'america centrale  s.m.  [f. -a] nativo, abitante del guatemala.
guato   s.m.  (ant.)    • 1 •   agguato; gruppo di persone in agguato: avvenne che un guato di ben venticinque fanti subitamente uscì addosso a costoro  (boccaccio dec.  v, 3)    • 2 •   sguardo.
guattero   s.m.  [f. -a] (rar.) sguattero.
guattire   v. intr.  [io guattisco, tu guattisci ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   detto dei cani da caccia, abbaiare per segnalare la presenza della selvaggina | (estens.) latrare, guaire    • 2 •   (fig.) gemere; risuonare lamentosamente: secca chioccia bronzea voce, / usa a guattire sola tra il silenzio  (pascoli).
guazza   s.f.  rugiada abbondante, che bagna il terreno: è l'ora della guazza, poco innanzi l'alba  (d'annunzio).
guazzabuglio   s.m.  mescolanza confusa di cose eterogenee (anche fig.): un guazzabuglio di ingredienti, di idee; così fatto è questo guazzabuglio del cuore umano  (manzoni p. s.  x).
guazzare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) sguazzare | v. tr.  (tosc.)    • 1 •   guadare    • 2 •   guazzare un cavallo, il bestiame, farlo camminare in un corso d'acqua perché si rinfreschi.
guazzata   s.f.  (non com.) il formarsi della guazza; la guazza che si è formata.
guazzatoio   s.m.  (tosc.) pozza d'acqua dove si conducono gli animali a bere o a guazzare.
guazzetto   s.m.  soprattutto nella loc. in guazzetto, (gastr.) modo di cuocere la carne o il pesce, con abbondante sugo brodoso: coniglio, baccalà in guazzetto. 
guazzo   s.m.    • 1 •   grande quantità di acqua o di altro liquido sparsa per terra | essere in un guazzo di sudore, essere sudato fradicio | pesche, ciliege in guazzo, (tosc.) conservate sotto spirito. dim. guazzetto    • 2 •   (tosc.) guado: poi si rivolse e ripassossi 'l guazzo  (dante inf.  xii, 139)    • 3 •   tecnica di pittura in cui i colori vengono stemperati in acqua e gomma arabica | opera dipinta con tale tecnica.
guazzoso   agg.  (non com.) bagnato dalla guazza; coperto di guazza, umido: terreno guazzoso. 
gué  ridon guéridon;s.m. invar.  piccolo tavolo retto da una colonnetta che consiste talora in una figura scolpita e che termina spesso con tre piedini.
gueffa   (1) s.f.  (ant.) matassa | far gueffa, (fig.) aggiungersi ad altra cosa.
gueffa   (2) s.f.  (ant.)    • 1 •   gabbia    • 2 •   (fig.) prigione.
guelfismo   s.m.    • 1 •   il partito, la fazione, l'ideologia dei guelfi    • 2 •   (estens.) ogni tendenza politica di carattere clericale.
guelfo   agg.  e s.m.    • 1 •   nella germania del sec. xii, che, chi sosteneva la casa di baviera contro gli hohenstaufen nella lotta per la corona dell'impero germanico | nell'italia dei secc. xiii e xiv, che, chi parteggiava per il papa e per le autonomie comunali, contro il partito di coloro che erano sostenitori degli interessi dell'imperatore (ghibellini): il partito guelfo; in firenze i guelfi si dividevano in bianchi e in neri  ' merlo guelfo, (arch.) merlo con profilo superiore rettilineo (su mura, castelli ecc.) | finestra guelfa, (arch.) finestra con vano rettangolare scompartito a croce latina da due elementi in pietra, uno verticale e l'altro orizzontale    • 2 •   (estens.) che, chi è favorevole alla politica temporale del papato; clericale | nell'ottocento, neoguelfo  s.m.  antica moneta d'argento fiorentina coniata nel 1317.
guercio   agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   strabico: essere guercio; avere gli occhi guerci  | (estens.) che è privo di un occhio; che ha la vista molto difettosa    • 2 •   (ant. , lett.) privo di discernimento: tutti quanti fuor guerci / sì de la mente in la vita primaia, / che con misura nullo spendio ferci  (dante inf.  vii, 40-42)  s.m.  [f. -a] chi è affetto da strabismo.
guereza   s.f.  scimmia africana con folto pelame nero e bianco (ord.  primati).
guerire    ⇨ guarire.
guernire   e deriv.   ⇨ guarnire e deriv. 
guerra   s.f.    • 1 •   lotta armata tra due o più stati o tra fazioni di uno stesso stato: guerra aerea, navale, terrestre; guerra atomica  (o nucleare), chimica, combattuta con armi atomiche, chimiche; guerra biologica, batteriologica, in cui si fa uso di armi biologiche, cioè di batteri, virus e altri microrganismi patogeni o tossici; guerra difensiva, di liberazione, di indipendenza; fare la guerra; muovere guerra; entrare in guerra; dichiarare (la) guerra; essere in assetto di guerra, sul piede di guerra, essere pronto a intraprenderla; guerra civile, intestina, tra le fazioni dei cittadini di uno stesso stato; guerra partigiana, condotta per bande da formazioni partigiane; guerra mondiale, combattuta tra le maggiori potenze del mondo; guerra stellare, nella fantascienza, conflitto che si svolge negli spazi, tra sistemi planetari o intere galassie; nel linguaggio politico attuale, eventuale conflitto mondiale combattuto nello spazio con i più sofisticati sistemi di difesa e di offesa; guerra di logoramento, che mira a logorare le forze nemiche; guerra di posizione, combattuta tra eserciti attestati su linee fortificate; guerra lampo, che mira a una soluzione rapida; zona di guerra, tutta la parte di un territorio che è direttamente investita dalla guerra; legge di guerra, legge straordinaria che vige nel periodo bellico; criminale di guerra, militare colpevole di azioni efferate, spec. contro i civili, in tempo di guerra; uomo di guerra, soldato, guerriero; tribunale di guerra, che giudica dei reati commessi dai militari durante la guerra. dim. guerricciola    • 2 •   ostilità che si manifesta su piani diversi da quello militare: guerra economica, commerciale; guerra dei prezzi, concorrenza spietata; guerra doganale, tariffaria, aumento unilaterale dei dazi doganali a danno di paesi esteri che rispondono solitamente con analoghe ritorsioni | guerra fredda, tensione politica alimentata da continui atti di ostilità, senza che si giunga a un aperto uso delle armi; in part., quella che si verificò fra potenze occidentali e unione sovietica nei primi anni del secondo dopoguerra | guerra dei nervi, psicologica, azione di propaganda che mira a deprimere il morale dell'avversario    • 3 •   (fig.) contesa, ostilità tra individui o gruppi: essere in guerra con i vicini di casa; una guerra tra partiti rivali; guerra al coltello, molto aspra    • 4 •   (fig.) lotta accanita: guerra contro la corruzione; guerra agli sprechi, per eliminarli    • 5 •   (ant. poet.) fatica, difficoltà, travaglio: e io sol uno / m'apparecchiava a sostener la guerra / sì del cammino e sì de la pietate  (dante inf.  ii, 3-5).
guerrafondaio   agg.  e s.m.  [f. -a] (spreg.) che, chi è fautore della guerra a ogni costo.
guerraiolo   lett. guerraiuolo, agg.  e s.m.  [f. -a] (spreg.) guerrafondaio.
guerreggiante   part. pres.  di guerreggiare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  chi fa la guerra, chi è in guerra.
guerreggiare   v. intr.  [io guerréggio ecc. ; aus. avere] fare la guerra; per estens., contendere, rivaleggiare: guerreggiare con  (o contro) qualcuno  | v. tr.  (non com.) combattere, contrastare (anche fig.): guerreggiare il vizio; guerra guerreggiata, combattuta apertamente e con ogni mezzo | guerreggiarsi v. rifl.  combattersi, muoversi guerra.
guerreggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi guerreggia | che, chi ha natura bellicosa.
guerrero    ⇨ guerriero.
guerresco   agg.  [pl. m. -schi] di guerra, relativo alla guerra: azione guerresca; preparativi guerreschi  | incline alla guerra; bellicoso: animo guerresco  § guerrescamente avv. 
guerriero   ant. guerriere, guerrero, s.m.  [f. -a] uomo di guerra, riferito soprattutto ai combattenti delle leggende o delle età antiche: un prode guerriero; i guerrieri greci, romani   agg.  che è dedito alla guerra; bellicoso, combattivo (anche fig.): animo, popolo guerriero; quello spirto guerrier ch'entro mi rugge  (foscolo sonetti).
guerriglia   s.f.  guerra combattuta da piccole formazioni autonome o bande, e fatta di imboscate, assalti di sorpresa, brevi scontri: la guerriglia partigiana  ' guerriglia urbana, insieme di azioni violente condotte nelle città da gruppi terroristici.
guerrigliero   s.m.  [f. -a] chi pratica la guerriglia.
guest star   loc. sost. f. invar.  personaggio di successo del mondo dello spettacolo che prende parte come ospite in un programma televisivo o recita una piccola parte in un film.
gufaggine   s.f.  detto di persona, l'essere poco socievole, amante della vita appartata; scontrosità, misantropia.
gufare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto del gufo, fare il verso che gli è proprio | di persona, imitare il verso del gufo; sbuffare    • 2 •   (fig. gerg.) portare sfortuna.
gufata   s.f.  (gerg.) parola o frase che porta sfortuna.
gufo   s.m.    • 1 •   uccello rapace notturno di media grossezza, con testa grande, becco corto e ricurvo, ciuffi neri ai lati del capo, ali lunghe, piume morbide (ord.  strigiformi)    • 2 •   (fig.) persona poco socievole, tetra. pegg. gufaccio. 
guglia   s.f.    • 1 •   decorazione architettonica a forma di piramide alta e sottile, usata come ornamento nelle coperture di chiese, campanili, torri ecc.: le guglie del duomo di milano    • 2 •   cima rocciosa isolata e appuntita.
gugliata   s.f.  la quantità di filo che si infila ogni volta nella cruna dell'ago per cucire. dim. gugliatina. 
guglielmino   agg.  dell'imperatore di germania e re di prussia guglielmo ii (1859-1941); per estens., che ha attinenza con la sua epoca.
guì  piè re;guìpière;s.f. invar.  piccolo busto, corsetto portato dalle donne per stringere la vita.
guida   s.f.    • 1 •   l'azione del guidare; in partic., il guidare un veicolo e soprattutto un automezzo: andare a lezioni di guida; scuola (di) guida; posto di guida, sedile occupato dal conducente di un veicolo    • 2 •   chi o ciò che indica la via da percorrere (anche fig.): la stella polare fa da guida ai naviganti; guida spirituale  | (estens.) ammaestramento, insegnamento: affidarsi alla guida di un buon maestro    • 3 •   chi, per compenso, accompagna i turisti nella visita di una città, di un museo ecc.; cicerone: guida turistica, autorizzata  | chi accompagna e assiste in escursioni di una certa difficoltà: guida alpina    • 4 •   libro per il turista, che illustra i vari aspetti di una città, di una regione, di un museo ecc.: guida di londra, dei musei vaticani, dei ristoranti italiani  | manuale che introduce allo studio di una disciplina: guida allo studio delle scienze; guida bibliografica, storico-critica    • 5 •   nome di vari oggetti, dispositivi o strumenti che servono per guidare qualcuno o qualcosa, come la striscia di tappeto che attraversa una stanza o viene stesa su una scala, la scanalatura entro cui scorrono i margini di una tapparella, di un cassetto ecc. | guida d'inferitura, (mar.) tondino di ferro fissato ai pennoni per legarvi le vele    • 6 •   guida d'onda, (elettr.) tubo metallico a sezione circolare o rettangolare in cui radioonde di determinata lunghezza si propagano con piccola attenuazione    • 7 •   l'insieme dei comandi che servono per guidare un veicolo: auto con guida a destra, a sinistra   agg. invar.  che indica la via da seguire, che ispira o impone norme o principi di comportamento: uomo guida; partito, stato guida. 
guidabile   agg.  che può essere guidato, che si lascia guidare (anche fig.).
guidafilo   o guidafili, s.m. invar.  nel telaio meccanico e nelle macchine per maglieria, regolo munito di ganci per guidare i fili sugli aspi.
guidaiolo   lett. guidaiuolo, s.m.  [f. -a] in un branco, la bestia che guida le altre | usato anche come agg.  : pecora guidaiola. 
guidalesco   s.m.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (non com.) piaga prodotta sul garrese degli animali da tiro o da soma dall'attrito dei finimenti o dal basto: poche chiazze di peli rispettate dai colpi di bastone e dai guidaleschi  (d'annunzio) | (scherz.) piaga, spellatura sul corpo umano | (fig. lett.) male, fastidio fisico o morale    • 2 •   (ant.) garrese.
guidamento   s.m.  (ant.) il guidare; guida.
guidapopolo   s.m. invar.  (ant.) capopopolo, demagogo.
guidare   v. tr.    • 1 •   far da guida accompagnando; indicare il cammino: guidare un gruppo di visitatori, un cieco; il faro guida i naviganti    • 2 •   (fig.) indicare la via da seguire, indirizzare verso una certa meta: guidare i giovani; guidare la nazione verso la pace    • 3 •   essere a capo, dirigere: guidare il governo, un'azienda, una spedizione  | (sport) essere al primo posto: guidare la classifica; guidare il gruppo    • 4 •   condurre animali, veicoli: guidare un cavallo, un'automobile  | (assol.) condurre l'automobile: guidare bene, male; non sa guidare  | guidarsi v. rifl.  regolarsi, condursi: guidarsi da sé. 
guidasiluri   s.m. invar.  dispositivo, costituito essenzialmente da un giroscopio, che impedisce a un siluro di deviare dalla direzione impressagli al momento del lancio.
guidatore   s.m.  [f. -trice] chi guida; in partic., chi guida veicoli: un guidatore spericolato; un abile guidatore. 
guidelines   s.f. pl.  direttive di massima impartite agli operatori economici in regime di programmazione indicativa.
guiderdonare   v. tr.  [io guiderdóno ecc.] (rar. lett.) ricompensare; ripagare.
guiderdone   s.m.  (lett.) ricompensa materiale o morale; premio: come i falli meritan punizione, così i benefici meritan guiderdone  (boccaccio dec.  v, 6).
guidistica   s.f.  l'insieme delle pubblicazioni, di varia ampiezza e tipologia, che guidano nella visita turistica di una città, una regione ecc.: la guidistica del touring club italiano. 
guidone   s.m.    • 1 •   (ant.) insegna militare; anche, il gruppo di soldati raccolti sotto tale insegna    • 2 •   (mar.) bandiera triangolare usata sulle navi e sulle imbarcazioni a vela per segnali o come distintivo. dim. guidoncino. 
guidoslitta   s.f.  (non com.) bob.
guidrigildo   s.m.  nell'antico diritto germanico, il valore patrimoniale di un uomo libero e quindi il prezzo che l'uccisore di questo pagava per evitare la vendetta familiare.
guiggia   s.f.  [pl. -ge] (ant.)    • 1 •   striscia di cuoio che serviva per imbracciare lo scudo    • 2 •   spec. pl.  strisce di cuoio per l'allacciatura dei sandali.
guigliottina    ⇨ ghigliottina.
guindolo   s.m.  (non com.)    • 1 •   arcolaio, spec. quello usato dai setaioli per trarre il filo dal bozzolo    • 2 •   (region.) trottola | (fig.) bambino vivace, che non sta mai fermo.
guineano   agg.  della guinea, stato dell'africa occidentale  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della guinea.
guinzagliare   v. tr.  [io guinzàglio ecc] (non com.) legare col guinzaglio.
guinzaglio   s.m.    • 1 •   striscia di cuoio o catena metallica che si aggancia al collare dei cani per limitare la loro libertà di movimento: tenere, condurre il cane al guinzaglio  ' tenere qualcuno al guinzaglio, (fig.) tenerlo assoggettato, privarlo di ogni autonomia e libertà | mettere il guinzaglio a qualcuno, (fig.) impedirgli di fare ciò che vuole | farsi portare al guinzaglio, (fig.) sottomettersi passivamente alla volontà altrui    • 2 •   (estens.) striscia di cuoio fissata a una cintura con cui si tengono per sicurezza i bambini piccoli quando cominciano a camminare.
guipure   s.f. invar.  trina che consiste in una serie di bastoncini in rilievo, composti intrecciando pergamena e fili di seta e di metallo prezioso.
guisa   s.f.  (lett.)    • 1 •   modo, maniera: in questa guisa; in tal guisa  ' in, di guisa che, in modo che, cosicché | in tal guisa, così, in tal modo | in, a guisa di, come, a modo di: vommene in guisa d'orbo, senza luce  (petrarca canz.  xviii, 7)    • 2 •   forma, aspetto; specie, genere: volan per aire augelli di stran guise  (guinizelli).
guitteria   s.f.  (non com.)    • 1 •   il mondo dei guitti    • 2 •   la condizione del guitto; azione da guitto.
guitto   agg.  che vive sordidamente; miserabile, pitocco  s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona che vive in modo misero, squallido    • 2 •   attore comico che recita in piccole compagnie girovaghe | (spreg.) attore da strapazzo.
guizzamento   s.m.  (non com.) il guizzare; guizzo.
guizzante   part. pres.  di guizzare  e agg.  nei sign. del verbo: il movimento guizzante delle anguille. 
guizzare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   muoversi in modo vivace e sinuoso, scattare: il guizzare dei pesci; la fiamma guizza  | guizzare via, sfuggire, scappare agilmente: il prigioniero guizzò via dalle mani degli agenti    • 2 •   (mar.) della prora di una nave, oscillare violentemente verso dritta o sinistra | v. tr.  (ant.) vibrare con forza (la spada, un dardo e sim.).
guizzata   s.f.  (mar.) il guizzare.
guizzo   s.m.    • 1 •   il guizzare; sussulto, balzo: il guizzo dei salmoni    • 2 •   (estens.) bagliore, balenio di una luce, di una fiamma, di uno sguardo: un guizzo accende i vetri / e il candore di mica delle rupi / ne risplende  (montale)    • 3 •   (ant.) vibrazione: e come a buon cantor buon citarista / fa seguitar lo guizzo de la corda  (dante par.  xx, 142-143).
gulag   s.m. invar.  nome con cui, in unione sovietica, veniva indicato un campo di lavoro forzato | (estens.) luogo di sofferenza e di isolamento, in senso fisico o morale.
gulasch   s.m. invar.  (gastr.) spezzatino di manzo o di vitello in salsa piccante, specialità della cucina ungherese.
gulp   inter.  voce onom. che imita il rumore che si fa deglutendo a vuoto (per esprimere spavento, sorpresa e sim.).
gurge   s.m.  (poet.) gorgo, vortice: poi, come inebriate da li odori, / riprofondavan sé nel miro gurge  (dante par.  xxx, 67-68).
guru   s.m. invar.    • 1 •   in india, maestro spirituale o capo religioso | (scherz.) capo carismatico di un gruppo di persone    • 2 •   giacca maschile molto lunga, con colletto alto e abbottonatura nascosta, tipica dell'abbigliamento indiano.
guscio   s.m.    • 1 •   involucro, duro o rigido, di alcuni frutti e semi, e dell'uovo di alcuni animali; conchiglia o corazza di molluschi e altri animali: il guscio delle nocciole, delle castagne; il guscio dell'uovo di gallina; il guscio dell'ostrica, della tartaruga  | uova al guscio, (gastr.) alla coque | chiudersi nel proprio guscio, (fig.) restare chiusi in sé stessi o nel proprio ambiente ristretto; uscire dal guscio, (fig.) aprirsi, viaggiare, derogare alle proprie abitudini di vita | guscio d'uovo, di noce, (fig.) appartamento, casa assai piccola; anche, barchetta, imbarcazione piccola e leggera. dim. guscetto, guscettino, gusciolino    • 2 •   piccola costruzione di forma tondeggiante, per lo più di plastica, usata come abitazione nei campeggi    • 3 •   (tecn.) tipo di strutture resistenti ma di piccolo spessore, usate per la costruzione di veicoli, navi ecc., o per la copertura di edifici    • 4 •   (tosc.) sacco di traliccio che viene riempito di lana, crine o altra imbottitura per farne materassi    • 5 •   (arch.) piccola modanatura dal profilo concavo; cavetto.
gusla    ⇨ guzla.
gustabile   agg.  (non com.) che può essere gustato (anche fig.).
gustare   v. tr.    • 1 •   avvertire il sapore per mezzo del gusto: con questo raffreddore non riesco a gustare i cibi  | assaggiare una piccola quantità di cibo o bevanda per sentirne il gusto: gusta un po' di questa torta    • 2 •   provare piacere sentendo il sapore; assaporare: se mangi troppo in fretta non gusti nulla; gustarsi un caffè    • 3 •   (fig.) apprezzare qualcosa ricavandone godimento: gustare la musica; gustarsi un bel film  | v. intr.  [aus. essere] piacere, riuscire gradito: ti gusterebbe una bella gita in macchina?. 
gustativo   agg.  relativo al senso del gusto: papille gustative, (anat.) quelle situate sulla lingua, che consentono di percepire i sapori.
gustatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi gusta; intenditore.
gustatorio   agg.  che riguarda il senso del gusto.
gustevole   agg.  (non com.) gradevole al gusto (anche fig.) § gustevolmente avv. 
gusto   s.m.    • 1 •   senso che permette di percepire e distinguere i sapori; ha sede nelle papille gustative, situate soprattutto sul dorso della lingua: un sapore gradito al gusto    • 2 •   proprietà delle diverse sostanze di dare sensazioni gustative; sapore: questa mela non ha gusto; un gusto amaro, dolce, salato; un gelato al gusto di fragola.  pegg. gustaccio    • 3 •   (estens.) godimento procurato da cibi e bevande: mangiare, bere di gusto, con gusto    • 4 •   (fig.) piacere, sentimento di intima soddisfazione: ridere di gusto; non c'è gusto a parlare con te; che gusto ci trovi?; mi son preso il gusto di dirglielo in faccia  ' ci ho gusto!, esclamazione di gioia malevola di fronte a un evento negativo che è toccato a qualcuno | un gusto matto, un piacere assai intenso | prenderci gusto, si dice di chi, provandone piacere, seguita a ripetere una stessa azione    • 5 •   (fig.) modo personale, soggettivo di vedere le cose; preferenza, inclinazione: è questione di gusti; tutti i gusti sono gusti    • 6 •   (fig.) senso di opportunità e decoro nel comportamento, nel modo di essere, di presentarsi; eleganza misurata, raffinatezza: una persona di gusto; avere gusto, buon gusto, cattivo gusto; un arredamento di ottimo gusto  | facoltà di giudicare e apprezzare i valori estetici nell'arte, nella moda, nell'arredamento ecc.: il gusto del bello; avere gusto per la poesia, per la pittura; formarsi, educare il gusto    • 7 •   il complesso delle inclinazioni estetiche che caratterizzano un'epoca, un ambiente; anche, stile, maniera specifici di una corrente artistica o culturale: il gusto belle époque, barocco, liberty. 
gustosità   s.f.  qualità di ciò che è gustoso.
gustoso   agg.    • 1 •   gradevole al gusto, saporito: un pranzetto gustoso    • 2 •   (fig.) che dà piacere, che diverte: spettacolo gustoso  § gustosamente avv. 
guttaperca   s.f.  sostanza gommosa che si ricava da piante della famiglia delle sapotacee e può essere impiegata per vari usi industriali (come materiale isolante per cavi sottomarini, nella fabbricazione di mastici, di contenitori per sostanze corrosive ecc).
guttazione   s.f.  (bot.) fuoruscita di acqua dagli idatodi delle piante.
guttifere   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante tropicali dicotiledoni, per lo più legnose, caratterizzate dall'abbondanza di canali resiniferi e di ghiandole oleifere; da tali piante, attraverso l'incisione della corteccia, si ricavano gommoresine | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
gutturale   agg.    • 1 •   della gola    • 2 •   si dice di suono di gola, pronunciato in gola: voce gutturale   agg.  e s.f.  (ling) si dice di consonante articolata all'altezza del velo palatino (come la c  di casa) o anche dell'ugola (come la r  francese); velare, uvulare § gutturalmente avv. 
gutturalismo   s.m.  difetto per cui si tende a pronunciare i suoni in gola.
guzla   o gusla, s.f.  strumento musicale slavo del tipo della viola, provvisto di una sola corda che si fa vibrare mediante un arco.
gymkhana   s.f.  gincana.
h   s.f.  o m. invar.  ottava lettera dell'alfabeto, il cui nome è acca; in it. non rappresenta alcun suono, avendo un valore fondamentalmente diacritico. nell'ortografia di ho, hai, ha, hanno  (voci del v. avere) ha la funzione di distinguere queste forme dagli omofoni o, a, ai, anno; nei digrammi ch  e gh  serve a rendere il suono velare davanti a e, i  (che, chi, ghetto, ghiro); nelle interiezioni (p. e. ah, ahi, eh) esprime una particolare intonazione della vocale da cui è preceduta; in toponimi come rho, santhià  costituisce il residuo di antiche grafie. in parole straniere non adattate è pronunciata per lo più come consonante fricativa laringale (p. e. hardware, hovercraft) | h come hôtel, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | si usa in sigle (p. e. h  è sigla automobilistica dell'ungheria; h  nella segnaletica stradale indica la vicinanza di un ospedale) e abbreviazioni (p. e. h. p. , ingl. horse power  'cavallo vapore'; h.  per nomi propri stranieri come hans) | h, simbolo dell'altezza o dell'ora; in metrologia, moltiplica per cento l'unità rappresentata dal simbolo da cui è seguita (hg, ettogrammo; hm, ettometro; hl, ettolitro) | h, (sport) indica corsa a ostacoli (dall'iniziale del fr. haie  'siepe, ostacolo'): 100 h, 400 h  | h, (fis.) simbolo dell'henry, unità di induzione elettrica | h, (chim.) simbolo dell'idrogeno: bomba h, all'idrogeno | h, (mus.) nella notazione dei paesi germanici e anglosassoni corrisponde al si  naturale.
habanera   s.f. invar.  danza cubana di origine spagnola in ritmo binario, affine al tango.
habeas corpus   loc. sost. m. invar.  (dir.) nei paesi anglosassoni, espressione che designa una serie di provvedimenti dettati per evitare le carcerazioni illegali, nei quali si traduce il diritto dell'arrestato di conoscere la causa del suo arresto e di essere condotto davanti al giudice, che ne valuta la legittimità.
habitat   s.m. invar.  (biol.) l'insieme delle condizioni ambientali che permettono la vita e lo sviluppo di determinate specie vegetali e animali | (estens.) il complesso delle condizioni ambientali, delle strutture e dei servizi che caratterizzano un'area di insediamento umano | (fig.) ambiente congeniale all'indole, alle abitudini di qualcuno.
habitué   s.m. invar.  cliente assiduo, frequentatore abituale.
habitus   s.m. invar.    • 1 •   (biol.) complesso di caratteri tipici di una specie animale o vegetale; abito    • 2 •   (estens.) comportamento, atteggiamento, abitudine.
hacienda   s.f. invar.  grande fattoria, caratteristica delle zone a coltura estensiva nell'america meridionale.
hacker   s.m. invar.  (inform.) esperto di computer che riesce a introdursi nei sistemi di rete di enti, istituzioni ecc. per esplorare i codici dei sistemi operativi e dei programmi | nell'uso corrente, cracker.
hadrone    ⇨ adrone.
hafnio    ⇨ afnio.
hahnio   s.m.  (chim.) lo stesso che nielsborio  o unnilpenzio. 
haiku   o haikai [pr.  / ha'ikai /], s.m. invar.  tipo di componimento poetico giapponese che consiste di 17 sillabe, divise in gruppi di 5,    • 7 •   e 5, e che è destinato a espressioni essenzialmente liriche.
hairstyling   s.m. invar.  arte del taglio e dell'acconciatura dei capelli.
hairstylist   s.m. invar.  parrucchiere, acconciatore di capelli.
haitiano   agg.  di haiti, stato dell'america centrale, nelle grandi antille  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di haiti.
halibut   s.m. invar.  altro nome dell'ippoglosso. 
hall   s.f. invar.  grande sala all'ingresso di alberghi e case signorili.
hallalì   o allalì, inter.  antico grido di caccia e di guerra.
hallo   o hello, inter.  si usa per richiamare l'attenzione o come formula familiare di saluto; al telefono corrisponde a pronto. 
hamada    ⇨ hammada.
hamburger   s.m. invar.  medaglione di carne tritata, gener. bovina, di solito servito in un panino morbido.
hammada   o hamada, s.m. invar.  (geog.) formazione rocciosa a grossi blocchi, tipica dei deserti.
hammerless   s.m. invar.  fucile da caccia a cani interni.
hamster   s.m.  nome inglese del criceto; anche, la pelliccia dell'animale.
handball   s.m.  (sport) pallamano.
handicap   meno com. andicap, s.m. invar.    • 1 •   corsa ippica in cui i partecipanti partono con differenti pesi (nel galoppo) o a differenti distanze (nel trotto), secondo i precedenti risultati della loro carriera, così che abbiano pari probabilità di successo | (estens.) in altri sport, gara in cui i concorrenti più quotati concedono un vantaggio agli altri | anche come agg. invar.  : gara handicap    • 2 •   (fig.) svantaggio iniziale, condizione sfavorevole rispetto ad altri: handicap tecnologico  | in partic., menomazione fisica o psichica che mette una persona in condizione di inferiorità: portatori di handicap, disabili, invalidi.
handicappare   meno com. andicappare, v. tr.    • 1 •   (sport) gravare di un handicap    • 2 •   (fig.) mettere in difficoltà, in condizione di inferiorità rispetto ad altri.
handicappato   meno com. andicappato, part. pass.  di handicappare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] persona affetta da una menomazione invalidante; portatore di handicap.
handling   s.m. invar.  l'insieme delle operazioni che riguardano il carico, lo scarico, il controllo, la pulizia, il rifornimento di un aeromobile.
handout   s.m. invar.  testo provvisorio di un intervento in un convegno, di una conferenza stampa e sim., distribuito ai presenti per favorire la migliore comprensione.
hangar   s.m. invar.  aviorimessa.
hapax legomenon   o apax legomenon, loc. sost. m.  [pl. hapax legomena] (ling.) parola, accezione o locuzione che in un testo o in un autore ricorre una sola volta (anche, semplicemente, hapax, invar.): un hapax legomenon dantesco. 
happening   s.m. invar.  forma di spettacolo fondata sull'improvvisazione e il coinvolgimento del pubblico nella rappresentazione, al di fuori di ogni convenzione scenica; più in generale, manifestazione artistica la cui peculiarità consiste nel suo stesso farsi, nel suo svolgersi via via, piuttosto che nell'opera compiuta.
happy end   loc. sost. m. invar.  lieto fine (soprattutto in relazione alla conclusione di film, romanzi, opere teatrali e sim.).
harakiri   o karakiri, s.m.  suicidio rituale compiuto squarciandosi il ventre con una spada, secondo un uso che, nella tradizione giapponese, era riservato ai samurai | (fig.) azione, comportamento autolesionistico.
hard   agg. invar.  duro, pesante, forte; rigido, inflessibile (in senso fig. , spesso in contrapposizione a soft): uno stile, una musica hard; un poliziesco hard, che presenta situazioni di violenza, di crudeltà, di forte tensione.
hard bop   loc. sost. m. invar.  stile jazzistico diffuso negli anni '50, caratterizzato da accentuate sonorità.
hardcopy   loc. sost. f. invar.  (inform.)    • 1 •   stampa di un documento in forma provvisoria; bozza    • 2 •   stampa del contenuto di una schermata.
hard-core  hard-core loc. agg. invar.  si dice di pubblicazione o di spettacolo che descrive o rappresenta scene erotiche con assoluto realismo; pornografico | si dice anche di locale in cui si proiettano abitualmente film pornografici.
hard-cover  hard-cover loc. sost. m. invar.  libro con copertina resistente.
hard discount   loc. sost. m. invar.  supermercato che vende prodotti di largo consumo, di marche poco note o del tutto sconosciute, a prezzi più bassi di quelli correnti, grazie soprattutto al risparmio sui costi della pubblicità.
hard disk   loc. sost. m. invar.  (inform.) supporto di materiale magnetizzabile, usato come memoria di massa di un elaboratore elettronico e costituito da un disco rigido in alluminio, estraibile o più spesso fisso, di capacità variabile da    • 10 •   megabyte a vari gigabyte; disco rigido; se non è estraibile, disco fisso.
hard rock   loc. sost. m. invar.  genere di musica rock caratterizzato da una ritmica di base con una sonorità molto violenta.
hard-top  hard-top s.m. invar.  tettuccio rigido per automobili decappottabili.
hardware   s.m. invar.  (inform.) l'insieme delle parti meccaniche, elettriche ed elettroniche di un elaboratore (viene contrapposto a software).
harem   o arem, s.m. invar.    • 1 •   nei paesi musulmani, parte della casa dove abitano le donne e i bambini; anche, le donne che vi abitano    • 2 •   (scherz.) le donne con cui un uomo intrattiene contemporaneamente relazioni amorose.
harmonium    ⇨ armonium.
hascemita   agg.  e s.m.  [pl. m. -ti] che, chi appartiene a un'antica dinastia araba, oggi regnante in giordania.
hashish   anche hascisc e ascisc, s.m. invar.  droga costituita dalle infiorescenze e dalle foglie della canapa indiana seccate, polverizzate e compresse.
haute   s.f. invar.  l'alta società, ricca e mondana (per lo più iron.).
haute-couture  haute-couture loc. sost. f. invar.  alta moda; il lavoro, l'ambiente dei sarti di lusso.
hawaiano   agg.  delle isole hawaii, nel pacifico | chitarra hawaiana, ukulele  s.m.  [f. -a] nativo, abitante delle isole hawaii.
head-line  head-line loc. sost. m. invar.  il tema centrale di una campagna pubblicitaria, quello che per lo più è messo in risalto dagli slogan.
heavy metal   loc. sost. m. invar.  genere di musica rock affine al hard rock, affermatosi negli anni settanta.
hegelianesimo   o hegelianismo [he-ge-lia-ni-smo; pr.  / egelja'nizmo /], s.m.  (non com.) hegelismo.
hegeliano   agg.  del filosofo tedesco g. w. f. hegel (1770-1831), o relativo al suo pensiero: il sistema filosofico hegeliano   s.m.  [f. -a] seguace, studioso di hegel § hegelianamente avv.  secondo la concezione hegeliana.
hegelismo   s.m.    • 1 •   il complesso delle dottrine di g. w. f. hegel (1770-1831)    • 2 •   influsso del pensiero di hegel; ispirazione, ascendenza hegeliana.
helanca   ® s.m. invar.  filato sintetico elastico.
heller   s.m. invar.  antica moneta tedesca e austriaca; oggi è moneta divisionale della corona ceca.
hello    ⇨ hallo.
help   s.m. invar.  (inform.) funzione presente in molti pacchetti software che fornisce all'utente in maniera interattiva informazioni e chiarimenti sul funzionamento del programma.
henna   o enna, alla fr. henné [pr.  / e'ne /], s.f.  (bot.) arbusto tipico dell'arabia, con fiori odorosi (fam.  borraginacee) | la tintura rossa per i capelli e per le labbra che si ricava da questa pianta.
henry   s.m. invar.  (fis.) unità di misura dell'induttanza elettrica nel sistema internazionale; corrisponde all'induttanza di una spira nella quale una variazione uniforme di intensità di corrente di    • 1 •   ampere al secondo produce una forza elettromotrice di    • 1 •   volt.
herpes   s.m. invar.  malattia della pelle di natura virale, caratterizzata dalla formazione di vescicole; è detto anche, semplicemente, erpete (propr. herpes simplex) | herpes zoster  o zona, malattia causata da un virus simile a quello della varicella che colpisce i gangli delle radici nervose spinali e si manifesta con eruzione di vescicole e dolori nevritici; è chiamata volgarmente fuoco di sant'antonio.
hertz   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della frequenza nel sistema internazionale; è pari alla frequenza di un fenomeno periodico avente periodo di    • 1 •   secondo.
hertziano   o erziano, agg.  del fisico tedesco h. r. hertz (1857-1894) | onde hertziane, (fis.) onde elettromagnetiche di lunghezza superiore a ca 300 micron.
hesitation   s.f.  valzer lento, detto anche valzer all'inglese. 
hevea   s.f.  (bot.) albero coltivato in molte regioni tropicali, con foglie ovate e fiori in grappolo; dal tronco inciso stilla il lattice da cui si ricava il caucciù (fam.  euforbiacee).
hic et nunc   loc. avv. invar.  qui e ora, proprio in questo luogo e in questo momento.
hickory   s.m. invar.  albero tipico del canada che fornisce legno pregiato; noce americano (fam.  iuglandacee) | il legno di tale albero.
hidalgo   s.m.  [pl. hidalgos] in spagna, persona di famiglia nobile; per estens., gentiluomo.
high-fidelity  high-fidelity abbr. hi-fi [pr.  / ai'fai /], loc. sost. f. invar.  tecnica di registrazione e riproduzione del suono ad alta fedeltà | anche come agg. invar.  : registrazione, disco high-fidelity. 
high-life  high-life loc. sost. f. invar.  l'alta società, il bel mondo.
high-society  high-society loc. sost. f. invar.  l'alta società, la società ricca e mondana.
high-technology  high-technology abbr. high-tech [pr.  / ai'tek /], loc. sost. f. invar.  alta tecnologia, soprattutto con riferimento all'uso sofisticato dell'elettronica in apparecchi usati nella vita di ogni giorno.
himalaiano   o himalayano, agg.  che appartiene, che si riferisce all'himalaya: catena himalaiana, alpinismo himalaiano. 
hindi   s.m. invar.  lingua del gruppo indoario riconosciuta come lingua nazionale indiana | anche come agg. invar.  : lingua hindi. 
hindustani   s.m. invar.  varietà della lingua urdu parlata nel pakistan dagli indù | anche come agg. invar.  : lingua hindustani. 
hinterland   s.m. invar.  il territorio circostante una grande città, sul quale essa esercita influenza sociale, economica e culturale e di cui utilizza in gran parte la forza lavoro: cinisello balsamo è un comune dell'hinterland milanese. 
hip   solo nella loc. inter. hip, hip, hip, urrà!, espressione di plauso e di augurio (al triplice hip, che si indirizza al festeggiato e viene gridato solitamente da un'unica persona, segue un urrà!  corale).
hippy   agg. invar.  che appartiene o si riferisce a un movimento che nei tardi anni sessanta espresse, prima negli stati uniti poi in europa, una contestazione non violenta contro la società dei consumi, ricercando una dimensione esistenziale più libera in esperienze comunitarie di vita e talora anche nell'uso della droga  s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi appartiene al movimento hippy    • 2 •   (estens.) persona che imita nell'aspetto gli hippy, portando capelli lunghi e abiti poveri ma originali.
hit   s.m. invar.  canzone di successo.
hitleriano   agg.  di adolf hitler (1889-1945), dittatore della germania nazista dal 1933 al 1945, o che si riferisce ai suoi seguaci, alla sua politica; per estens., della germania nazista: l'esercito hitleriano   s.m.  [f. -a] seguace di hitler; nazista.
hitlerismo   s.m.  il sistema politico dittatoriale, le concezioni e la pratica razziste di a. hitler.
hit-parade  hit-parade loc. sost. f. invar.  classifica delle canzoni di maggior successo in un determinato periodo, compilata sulla base dei dischi venduti.
hittita    ⇨ ittita.
hobbista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica con assiduità un hobby.
hobbistica   s.f.  il complesso degli hobby, spec. di quelli di tipo artigianale; l'insieme di chi li pratica; l'industria e il commercio connessi.
hobbistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a un hobby, agli hobby.
hobby   s.m. invar.  qualsiasi attività che si svolga all'infuori del proprio lavoro, non per guadagno, ma per passione o per diletto: l'hobby della pesca, del far da sé, della fotografia. 
hockeista   s.m.  [pl. -sti] giocatore di hockey.
hockeistico   agg.  [pl. m. -ci] del gioco dell'hockey.
hockey   s.m. invar.  sport a squadre in cui bisogna sospingere, mediante bastoni ricurvi, una palla o un disco nella rete avversaria, difesa da un portiere: hockey su prato, praticato su terreno erboso; hockey su pista  (o a rotelle), nel quale i giocatori si muovono su pattini a rotelle; hockey su ghiaccio, praticato con pattini da ghiaccio su una superficie ghiacciata.
holding   s.f. invar.  società finanziaria che controlla altre società attraverso partecipazioni azionarie.
hollywoodiano   agg.  di hollywood, quartiere di los angeles (california), centro dell'industria cinematografica americana; per estens., sontuoso e scenografico come un film del tipico gusto di hollywood: matrimonio hollywoodiano; arredamento hollywoodiano. 
holmio    ⇨ olmio.
home   s.f. invar.  (inform.) la posizione del cursore in alto a sinistra sullo schermo | il tasto della tastiera del computer che riporta il cursore in quella posizione.
home banking   loc. sost. m. invar.  servizio bancario che consente al cliente di effettuare operazioni dal proprio domicilio mediante collegamento telematico.
home base   loc. sost. f. invar.  nel gioco del baseball, casa base.
home computer   loc. sost. m. invar.  personal computer per uso familiare.
homeless   s.m.  e f.  persona che vive per strada.
home page   loc. sost. m.  invar.  la videata di presentazione di un sito internet, la prima che compare quando ci si collega a esso.
home video   loc. sost. m.  invar.    • 1 •   settore industriale della produzione di videocassette per uso domestico    • 2 •   videocassetta di uso domestico.
homing   s.m. invar.  (zool.) attitudine di alcune specie animali a orientarsi e a ritornare nei loro luoghi abituali anche quando si trovino molto lontano da essi.
homo faber   loc. sost. m.  [solo sing.] l'uomo in quanto artefice, costruttore, trasformatore della realtà secondo le sue esigenze.
homo novus   loc. sost. m.  [pl. homines novi; pr.  / 'omines'novi /]    • 1 •   nell'antica roma, il primo membro di una famiglia che otteneva il consolato o una delle magistrature curuli: cicerone era un homo novus    • 2 •   (estens.) chi nella vita raggiunge posizioni di prestigio in un dato campo, avendo origini familiari modeste.
homo oeconomicus   loc. sost. m.  [solo sing.] secondo la teoria economica neoclassica, il soggetto ideale delle decisioni economiche, caratterizzato da razionalità e perfetta informazione.
homo sapiens   loc. sost. m.  [solo sing.] specie dei primati che comprende tutte le razze umane, secondo la classificazione del biologo linneo (1707-1778).
homunculus   s.m.invar.    • 1 •   piccolo essere vivente, di forma simile all'uomo ma provvisto di facoltà sovrumane, che gli alchimisti pensavano di poter realizzare in laboratorio    • 2 •   (med.) schema dal quale risulta la distribuzione delle aree sensitive e motorie del cervello.
honduregno   agg.  dell'honduras, stato dell'america centrale  s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'honduras.
honduriano   agg.  e s.m.  [f. -a] honduregno.
honoris causa   loc. avv.  e agg. invar.  si dice in riferimento a lauree conferite a persone che se ne sono rese degne per particolari meriti, pur non avendo seguito il normale corso di studi universitari | si dice anche di diversi riconoscimenti attribuiti a titolo di omaggio (p.e. la cittadinanza onoraria)' loc. lat.; propr. `a motivo (cau¯sa) di onore (hono¯ris).
hook   s.m. invar.  nel pugilato, gancio, crochet.
hooligan   s.m. invar.    • 1 •   tifoso teppista, spec. inglese, che si organizza in bande per creare disordini in occasione delle partite di calcio    • 2 •   (non com.) uligano.
hop là    ⇨ op là.
horror   s.m. invar.  genere di film, racconti, romanzi che rappresentano o descrivono scene raccapriccianti o spaventose.
horror vacui   loc. sost. m. invar.  paura degli spazi vuoti, senza oggetti | (estens.) paura del silenzio.
hors-d'ø  uvre hors-d'øuvre;loc. sost. m. invar.  antipasto.
hosanna    ⇨ osanna.
hostaria   s.f.  osteria (usato solo nelle insegne pubblicitarie).
hostess   s.f. invar.    • 1 •   assistente di volo su aerei di linea    • 2 •   accompagnatrice, guida, interprete; addetta al ricevimento e all'assistenza di congressisti e sim.
hot dog   loc. sost. m. invar.  panino, di forma allungata, imbottito con un wu°rstel abbrustolito e senape.
hotel   s.m. invar.  albergo (è voce di uso internazionale).
hot jazz   loc. sost. m. invar.  stile proprio del primo jazz, caratterizzato da particolare espressività esecutiva e accentuata improvvisazione ritmica.
hot line   loc. sost. m. invar.    • 1 •   collegamento telefonico per comunicazioni urgenti    • 2 •   linea telefonica per conversazioni erotiche.
hot money   loc. sost. m. invar.  (econ.) capitali a breve termine che vengono spostati da un paese all'altro alla ricerca degli impieghi più redditizi.
hot pants   loc. sost. m. pl.  pantaloncini da donna molto corti e aderenti.
house boat   loc. sost. f. invar.    • 1 •   imbarcazione turistica a motore, a fondo piatto, con ampia cabina abitabile    • 2 •   battello su cui è costruita un'abitazione; casa galleggiante.
housekeeping   loc. sost. m. invar.  (inform.) complesso di operazioni accessorie svolte da un sistema operativo che, sebbene non necessarie alle elaborazioni in senso stretto, contribuiscono tuttavia al funzionamento generale del sistema (inizializzazione, settaggio ecc).
house music   loc. sost. f. invar.  genere musicale da discoteca dal ritmo veloce e ossessivamente ripetitivo, che contamina sonorità elettroniche ed elementi melodici afro-americani.
hovercraft   s.m. invar.  veicolo con motore a getto, in grado di spostarsi a notevole velocità librandosi sull'acqua o anche sul terreno, sostenuto da un cuscino d'aria prodotto da potenti compressori; aeroscivolante.
hui    ⇨ uhi.
hula   o hula hula, s.f. invar.  ballo tipico hawaiano.
hula-hoop  hula-hoop o hula-op, loc. sost. m. invar.  esercizio sportivo che consiste nel mantenere sollevato intorno al corpo un grande anello rigido (di legno o di plastica), imprimendo a esso un moto circolare col movimento appropriato delle anche e del busto; il cerchio stesso usato per tale esercizio.
hully gully   loc. sost. m. invar.  ballo originario del sud degli stati uniti d'america, caratterizzato da figure svolte da tutti i ballerini insieme.
human relations   loc. sost. m. pl.  nell'organizzazione aziendale, teoria e tecnica che, rivalutando l'elemento umano come fattore produttivo, si occupa della buona qualità dei rapporti interpersonali all'interno dell'azienda.
humour   s.m. invar.  umorismo, senso dell'umorismo: conversazione ricca di humour; lo humour tipico degli inglesi. 
humus   s.m. invar.    • 1 •   terreno contenente sostanze organiche in decomposizione    • 2 •   (fig.) il sostrato costituito da fattori sociali, spirituali e culturali che favorisce il sorgere di un'idea, la realizzazione di un'impresa e sim.
huroniano   agg.  e s.m.  (geol.) si dice di un periodo dell'era arcaica che prende il nome dal lago huron, nell'america settentrionale, dove si trovano depositi rocciosi risalenti a tale epoca.
hurrà    ⇨ urrà.
husky   s.m. invar.  razza di cane diffusa in alaska, in groenlandia e in altre aree nordiche; di grande mole e resistenza, è adibito in particolare al traino delle slitte.
hussita   e deriv.   ⇨ ussita e deriv. 
hybris   s.f. invar.  nella mitologia greca, atteggiamento arrogante dell'uomo che, presumendo troppo di sé, arriva a violare le leggi morali e divine, meritando di conseguenza il castigo degli dèi.
hydroforming   agg.  (chim.) si dice di processo al quale si sottopongono, con particolari catalizzatori e con idrogeno, alcune frazioni petrolifere, allo scopo di ottenere benzine ad alto numero di ottano e contenenti composti aromatici.
hyphenation   s.f. invar.  (inform.) nei sistemi di videoscrittura, l'opzione che introduce la sillabazione automatica delle parole.
hysteron proteron   loc. sost. m. invar.    • 1 •   figura retorica che consiste nel rovesciare, in una frase, l'ordine temporale degli avvenimenti, mettendo così in risalto l'azione che viene a essere nominata per prima (p. e. il pranzo venne consumato in fretta e servito alla mezza, palazzeschi)    • 2 •   (filos. , non com) argomentazione che usa come prova ciò che deve essere dimostrato; circolo vizioso.
i'   pron. pers. m.  e f. di prima pers. sing.  troncamento poetico di io. 
i   (1) s.f.  o m. invar.  nona lettera dell'alfabeto che in it. rappresenta la vocale chiusa palatale (imbuto, spiare) o la semiconsonante palatale (ieri, piano, mai). non ha consistenza fonetica nei digrammi ci, gi, che rappresentano il valore palatale di c, g  davanti ad a, o, u  (ciarla, ciottolo, ciurma; giara, giorno, giubba), e talora anche nei gruppi cie, gie, dove è presente per ragioni etimologiche (specie, effigie) o analogiche (in taluni pl. di nomi che hanno il sing. in -ia, p. e. acacie, camicie, ciliegie, in cui però non sempre l'uso di i  è obbligatorio); neppure ha consistenza fonetica nei trigrammi sci  davanti ad a, o, u  (sciame, sciocco, sciupio), e gli  davanti a e, a, o, u  (figlie, biglia, sbaglio, pagliuzza), in cui concorre a rendere, rispettivamente, il suono fricativo palatale e quello liquido palatale | i come imola, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | i lungo, j; i greco, y | i prostetica, (ling.) i non etimologica che si premette talvolta, per ragioni eufoniche, a parole comincianti per s  + consonante (p. e. ispagna, iscuola) | mettere i puntini sulle i, (fig.) precisare, chiarire con estrema puntualità | viene usata in sigle (p. e. i  è sigla automobilistica dell'italia) e in abbreviazioni (p. e. i. e. , id est; i. , per nomi propri come ignazio, ida) | i, (mat.) simbolo dell'unità immaginaria | i, nella numerazione romana vale uno  | i, (chim.) simbolo dello iodio | i, (filos.) nella logica scolastica, simbolo della proposizione particolare affermativa.
i   (2) ant. e pop. tosc. e', art. determ. m. pl.  [m. sing. il] si premette ai vocaboli maschili plurali comincianti per consonante che non sia s  impura, gn, ps, x, z : i fiori, i libri; unito alle preposizioni a, con, da, di, in, per, su  forma le preposizioni articolate ai, coi, dai, dei, nei, pei, sui. 
i   (3) pron. pers. m.  e f. sing.  usato dagli antichi scrittori, spec. in poesia, come complemento di termine in luogo di gli  o le : però, se l'avversario di ogne male / cortese i fu... (dante inf.  ii, 16-17).
i   (4) pron. pers. m. pl.  (ant.) usato come complemento oggetto in luogo di li : e tu allor li priega / per quello amor che i mena  (dante inf.  v, 77-78).
-ia  -ia (1) suffisso di origine greca (-ía); forma sostantivi indicanti per lo più una nozione astratta, di origine greca o derivati da aggettivi italiani (allegria, filosofia, gelosia); compare anche nei nomi di grandi regioni geografiche (bulgaria, romania).
-ia  -ia (2) suffisso atono che continua il lat. -i°a(m); forma sostantivi per lo più astratti di origine latina (gloria, concordia) e derivati moderni (camelia, emicrania).
iacinteo   agg.  (poet.) del giacinto, che ha il colore del giacinto: pallidi de li azzurri iacintei / stan li oleandri  (d'annunzio).
iacinto   e deriv.   ⇨ giacinto e deriv. 
iaculatore   s.m.  (ant.) lanciatore di giavellotto; soldato armato di giavellotto.
iaculo   s.m.  (ant.)    • 1 •   dardo, freccia    • 2 •   nome del serpente oggi detto saettone  o biacco. 
iadi   s.f. pl.  gruppo di stelle nella costellazione del toro.
iafetico   o giafetico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di jafet, figlio del patriarca biblico noè e fratello di sem e cam: la stirpe iafetica    • 2 •   termine con cui un tempo si indicava un complesso di lingue e di popoli non semitici stanziati in vasti territori dell'europa e dell'asia.
iafetide   o giafetide, s.m.  e f.  discendente di jafet.
iaguaro    ⇨ giaguaro.
-iale  -iale  ⇨ -ale 1.
ialino   agg.  (lett.) che ha l'aspetto e la trasparenza del vetro | (min.) si dice di una struttura di rocce eruttive la cui massa si è solidificata prima di cristallizzare (p. e.  l'ossidiana) | quarzo ialino, (min.) cristallo di rocca | cartilagine ialina, (anat.) quella in cui la sostanza fondamentale è compatta, traslucida (p. e.  le cartilagini costali) | degenerazione ialina, (med.) degenerazione per cui i tessuti assumono aspetto vetroso.
ialite   s.f.    • 1 •   (min.) varietà di opale bianca e trasparente    • 2 •   varietà di vetro che imita il marmo.
ialo-  ialo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, tratto dal gr. hy/alos  'vetro'; significa appunto 'vetro' o indica somiglianza o relazione con esso (ialografia).
ialografia   s.f.  antica arte di incidere disegni su lastre di vetro per poi stamparli.
ialoide   s.f.  (anat.) membrana trasparente che riveste il corpo vitreo dell'occhio.
ialoplasma   s.m.  [pl. -smi] (biol.) parte omogenea e priva di inclusioni del citoplasma.
ialotipia   s.f.  stampa di lastre di zinco sulle quali sono state riportate incisioni effettuate su vetro con il sistema della ialografia.
ialurgia   s.f.  (rar.) arte della lavorazione del vetro.
ialuronico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. biol.) si dice di un acido organico, derivato dalla polimerizzazione di un disaccaride, da cui dipendono l'idratazione dei tessuti e la permeabilità capillare.
ialuronidasi   s.f.  (chim. biol.) enzima che scinde l'acido ialuronico e rende più permeabili i tessuti; favorisce la fecondazione.
iamatologia   o yamatologia, s.f.  studio della lingua e della civiltà giapponesi.
iamatologo   o yamatologo, s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di iamatologia.
-iano  -iano suffisso di aggettivi, talora sostantivati, quasi sempre formati da nomi propri (cristiano, manzoniano).
iarda   s.f.  adattamento it. dell'ingl. yard. 
iarovizzazione   s.f.  lo stesso che vernalizzazione. 
-iasi  -iasi suffisso che in parole della terminologia medica indica infestazione parassitaria (amebiasi, ossiuriasi).
iaspide   o giaspide, s.m.  (ant.) diaspro.
iatagan    ⇨ yatagan.
iatale   o jatale, agg.  (med.) relativo a uno iato anatomico: ernia iatale, ernia dello stomaco attraverso lo iato esofageo.
iato   s.m.    • 1 •   (metr.) incontro di due vocali che non formano dittongo e fanno parte di sillabe distinte (p. e. spi-are)    • 2 •   (fig.) soluzione di continuità: un tessuto connettivo che riempie l'iato tra le nostre discontinuità  (calvino)    • 3 •   (anat.) nome di alcune aperture, orifizi o spazi cavi.
-iatra  -iatra secondo elemento di parole composte della terminologia medica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. iatrós  'medico' (archiatra, pediatra, psichiatra).
-iatria  -iatria secondo elemento di parole composte della terminologia medica, di formazione moderna, dal gr. iatréia  'cura, terapia' (pediatria, psichiatria).
-iatrico  -iatrico secondo elemento di aggettivi corrispondenti ai sostantivi in -iatra  e -iatria  (pediatrico, psichiatrico).
iatrochimica   s.f.  dottrina medica del xvii secolo secondo la quale tutti i fenomeni vitali sono espressione di reazioni chimiche (fermentazione, distillazione, effervescenza, volatilizzazione).
iatrogeno   agg.  (med.) che è in rapporto con una terapia medica: malattia iatrogena, dovuta all'effetto nocivo della terapia praticata per un'altra malattia o comunque conseguente a un intervento medico.
iattanza   s.f.  arrogante ostentazione di superiorità: trattare con iattanza. 
iattazione   s.f.    • 1 •   (ant.) iattanza    • 2 •   (psicol.) stato di agitazione che si manifesta con una gesticolazione disordinata e immotivata; è un disturbo tipico delle sindromi ansiose.
iattura   s.f.  disgrazia, sfortuna; danno, rovina.
iberico   poet. rar. iberiaco [i-be-rì-a-co], agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   degli iberi, antica popolazione preindoeuropea stanziata tra la foce del rodano e gibilterra, o dell'iberia, la regione da essi abitata: la civiltà iberica | penisola iberica, la più occidentale dell'europa merid., compresa tra la catena dei pirenei e lo stretto di gibilterra    • 2 •   della penisola iberica e dei paesi che vi si trovano: gli stati iberici, spagna e portogallo | in partic., spagnolo  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi apparteneva alla popolazione degli iberi    • 2 •   (lett.) spagnolo o portoghese.
iberismo   s.m.  (ling.) vocabolo, locuzione o costrutto propri di una delle lingue parlate nella penisola iberica penetrati in un'altra lingua.
ibernamento   s.m.  (non com.) ibernazione.
ibernante   part. pres.  di ibernare   agg.    • 1 •   (zool.) si dice di animale che passa l'inverno in letargo: fauna ibernante    • 2 •   (bot.) si dice di gemma che nasce in primavera e si sviluppa nella primavera successiva, passando tutto l'inverno sulla pianta.
ibernare   v. intr.  [io ibèrno ecc. ; aus. avere] detto di animali, svernare, passare l'inverno in letargo | v. tr.  (med.) sottoporre a ibernazione.
ibernazione   s.f.    • 1 •   (biol.) forma di adattamento animale a condizioni climatiche sfavorevoli per un eccessivo abbassamento della temperatura, che si manifesta di solito come uno stato di torpore più o meno profondo, intervallato a brevi periodi di risveglio    • 2 •   (med.) trattamento con cui si determina un abbassamento della temperatura corporea al di sotto dei valori normali; è impiegato in particolari interventi chirurgici    • 3 •   nella tecnica di lavorazione della ceramica, esposizione dell'argilla estratta agli agenti atmosferici per uno o più inverni, perché acquisti maggiore plasticità.
ibero-  ibero- primo elemento di parole composte in cui significa iberico. 
ibero-americano  ibero-americano agg.  relativo ai paesi americani in cui si parla una lingua iberica (spagnolo o portoghese).
ibero-romanzo  ibero-romanzo agg.  relativo alle lingue (o alle letterature) romanze parlate nella penisola iberica.
ibi    ⇨ ibis.
ibice   s.m.  (ant.) stambecco.
ibidem   avv.  nello stesso luogo (si usa nelle citazioni per non ripetere il titolo di un'opera già nominata); si abbrevia in ibid. 
-ibile  -ibile  ⇨ -bile.
ibis   lett. ibi, s.m. invar.  grosso uccello di palude con zampe e collo lunghi, becco lungo e sottile incurvato a falce, piumaggio bianco, testa e collo nudi; era molto comune nell'antico egitto (ord.  ciconiformi).
ibisco   s.m.  [pl. -schi] arbusto con fiori rosei o bianchi e foglie ovali (fam.  malvacee).
ibleo   agg.  (lett.) dell'antica città siciliana di ibla, celebre per l'abbondanza di fiori: miele ibleo. 
ibridare   v. tr.  [io ìbrido ecc.]    • 1 •   incrociare vegetali o animali di specie o varietà diverse così da ottenerne ibridi    • 2 •   (fig.) rendere ibrido, eterogeneo.
ibridazione   s.f.  (bot. , zool.) incrocio fra specie o varietà diverse.
ibridismo   s.m.    • 1 •   (bot. , zool.) l'essere ibrido    • 2 •   (fig.) mescolanza disarmonica di elementi diversi: l'ibridismo di una dottrina. 
ibridizzare   v. tr.  (chim. fis.) sottoporre atomi o molecole a ibridizzazione.
ibridizzazione   s.f.  (chim. fis.) fenomeno di mescolamento degli orbitali atomici o molecolari all'atto della formazione di composti, da cui risultano orbitali diversi per forma geometrica e per quantità di energia.
ibrido   agg.  e s.m.    • 1 •   si dice di vegetale o animale prodotto dall'accoppiamento di due specie o varietà diverse: fiore ibrido; il mulo è un ibrido    • 2 •   (fig.) si dice di fatto o di cosa formata di elementi eterogenei e discordanti: stile, linguaggio ibrido; l'arredamento di quella casa è un ibrido di classico e moderno    • 3 •   (ling.) si dice di parola composta con elementi appartenenti in origine a lingue diverse    • 4 •   (chim. fis.) si dice di un orbitale che ha subito il processo di ibridizzazione § ibridamente avv.  (non com.) in modo eterogeneo e disarmonico.
ibridologia   s.f.  settore della biologia che studia le tecniche della generazione di ibridi.
ibridoma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) cellula risultante dalla fusione di due cellule in vitro, utilizzata per la produzione di particolari anticorpi.
ibseniano   agg.  del drammaturgo norvegese henrik ibsen (1828-1906) o relativo alle sue opere.
-icare  -icare suffisso di verbi di origine latina (-ica¯re) o tratti in italiano da aggettivi e sostantivi; ha valore diminutivo o frequentativo, oppure indica genericamente manifestazione, attività (biascicare, morsicare, nevicare, spilluzzicare).
icario   agg.  (lett.) di, relativo a icaro, il mitico figlio di dedalo che volò con ali di cera accostandosi troppo al sole, sicché la cera si sciolse ed egli precipitò in mare | (estens.) che si riferisce al volo di icaro.
icastica   s.f.  (lett.) l'arte di rappresentare la realtà per mezzo di immagini.
icasticità   s.f.  qualità di ciò che è icastico: l'icasticità di una descrizione. 
icastico   agg.  [pl. m. -ci] che rappresenta la realtà con immagini realistiche; per estens., incisivo, ben evidente, che ha un risalto efficace: espressione icastica; stile icastico  § icasticamente avv. 
-icchiare  -icchiare suffisso di verbi formati da altri verbi con valore attenuativo (canticchiare, giochicchiare).
-iccio  -iccio suffisso derivativo e alterativo di aggettivi, che continua il lat. -ici°u(m)  ed esprime diminuzione, imperfezione, approssimazione e sim., per lo più con valore peggiorativo e spregiativo (bruciaticcio, gialliccio, malaticcio, raccogliticcio, rossiccio); si ritrova anche in alcuni sostantivi con valore più o meno limitativo (chiacchiericcio, imparaticcio, pasticcio, terriccio).
-icciolo  -icciolo suffisso alterativo composto di -iccio  e -olo, con cui si formano sostantivi diminutivi, vezzeggiativi o spregiativi (donnicciola, muricciolo).
iceberg   s.m. invar.  gigantesco blocco di ghiaccio galleggiante sui mari polari | la punta dell'iceberg, la parte emergente, pari a circa 1/9 della sua massa; (fig.) la parte conosciuta di fatti o fenomeni, per lo più negativi, da cui si intuisce una loro estensione molto più grande.
icefield   s.m. invar.  campo di ghiaccio galleggiante esteso e uniforme, formato da vari blocchi che si sono saldati fra loro.
-icello  -icello suffisso alterativo con cui si formano aggettivi e sostantivi di valore diminutivo (grandicello, venticello).
ici   s.f. invar.  (fin.) imposta diretta sul patrimonio immobiliare che viene riscossa dai comuni.
-iciattolo  -iciattolo suffisso alterativo con cui si formano sostantivi diminutivi di valore peggiorativo o spregiativo (fiumiciattolo, omiciattolo).
-icino  -icino suffisso alterativo con cui si formano sostantivi di valore diminutivo o vezzeggiativo (cuoricino, lumicino).
icneumone   s.m.  (zool.) genere di carnivori simili alle manguste e della grandezza di un gatto, stanziati nei paesi caldi, con corpo snello, coda lunga e pelo ispido giallo-verdognolo; si nutrono di volatili, rettili e uova (ord.  viverriformi).
icnografia   s.f.  rappresentazione grafica di un edificio in proiezione orizzontale.
icnografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo all'icnografia.
-ico  -ico suffisso di aggettivi di origine latina (-i°cum) o tratti in italiano da sostantivi, che indica genericamente relazione, appartenenza (bellico, civico, sferico, storico); in chimica organica designa gli acidi organici (acido acetico, butirrico ecc.), in chimica inorganica indica, tra i composti di un elemento che presenta diversi gradi di valenza, quelli a valenza superiore (ferrico, solforico, in contrapposizione a ferroso, solforoso).
icona   s.f.    • 1 •   nell'arte bizantina e russa, immagine sacra dipinta su tavola | (estens. lett.) qualsiasi immagine sacra; tabernacolo con un'immagine sacra: una piccola icona coi lumi accesi davanti alla statuetta della madonna  (montale)    • 2 •   (fig. rar.) immagine che rappresenta fedelmente la realtà    • 3 •   in semiologia, segno che ha un rapporto di somiglianza con la realtà denotata    • 4 •   (inform.) simbolo che compare sul monitor e rappresenta una funzione o un programma attivabili posizionandovi sopra il cursore e schiacciando un tasto di comando o il pulsante del mouse.
iconicità   s.f.  proprietà di ciò che è iconico.
iconico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   nel linguaggio della critica d'arte, si dice di ciò che è basato su immagini che hanno una corrispondenza più o meno diretta con la realtà figurativo    • 2 •   in semiologia, si dice di quei segni che hanno un rapporto di somiglianza con la realtà denotata: i geroglifici costituiscono un linguaggio iconico  § iconicamente avv.  in modo iconico; attraverso immagini.
iconismo   s.m.  nel linguaggio della moderna critica d'arte, la tendenza a riprodurre nuovamente delle immagini in pittura dopo la fase dell'astrattismo.
icono-  icono- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. eikón -kónos  'icona, immagine'; significa 'immagine, ritratto', in partic. 'immagine sacra' (iconoclasta, iconoscopio).
iconoclasta   rar. iconoclaste, s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (st.) seguace, fautore dell'iconoclastia    • 2 •   (fig.) chi è nemico delle opinioni e delle convenzioni radicate in una società e le combatte in modo aggressivamente irriverente; dissacratore  agg.  lo stesso, ma meno com. che iconoclastico. 
iconoclastia   s.f.    • 1 •   movimento religioso e politico-sociale sorto nell'impero bizantino durante il sec. viii, che vietava il culto delle immagini e ne propugnava la distruzione    • 2 •   (fig.) opposizione violenta alle opinioni e alle convenzioni radicate in una società.
iconoclastico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (st.) dell'iconoclastia, relativo all'iconoclastia: eresia iconoclastica    • 2 •   (fig.) di, da iconoclasta: atteggiamento iconoclastico  | che si manifesta con violenza distruttiva contro le opinioni, le convenzioni comuni: furia iconoclastica  § iconoclasticamente avv. 
iconodulia   s.f.  (relig.) culto esagerato delle immagini sacre.
iconografia   s.f.    • 1 •   branca della storia dell'arte che si occupa della descrizione e dell'interpretazione dei temi raffigurati nelle opere d'arte    • 2 •   l'insieme delle rappresentazioni figurative di un personaggio o di un determinato soggetto; anche, la serie dei ritratti in pittura o scultura realizzati da una civiltà artistica, un'epoca storica, un movimento e sim.: l'iconografia di augusto; l'iconografia bizantina    • 3 •   illustrazione di un testo per mezzo di figure: l'iconografia di un manuale, di un'antologia. 
iconografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo all'iconografia: trattato iconografico; studi iconografici  § iconograficamente avv.  dal punto di vista dell'iconografia.
iconografo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   studioso di iconografia    • 2 •   tecnico editoriale che cura la scelta delle illustrazioni di una pubblicazione.
iconolatra   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -tri] che, chi adora le immagini sacre (termine rivolto polemicamente dagli iconoclasti ai seguaci della chiesa di roma, favorevole al culto delle immagini)  agg.  relativo all'adorazione delle immagini sacre: culto iconolatra. 
iconolatria   s.f.  culto idolatrico delle immagini sacre.
iconologia   s.f.  tendenza novecentesca degli studi di iconografia, che mira a cogliere il significato estetico dell'opera d'arte muovendo dalla conoscenza corretta e il più possibile completa del suo soggetto e della sua simbologia | in senso più generico, studio e interpretazione delle immagini simboliche e allegoriche nelle opere d'arte.
iconologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo all'iconologia § iconologicamente avv.  dal punto di vista iconologico.
iconologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, esperto di iconologia.
iconoscopio   s.m.  tubo elettronico che trasforma in segnali elettrici immagini raccolte e focalizzate da un sistema ottico; un tempo era usato per riprese televisive.
iconostasi   s.f.  (arch.) nelle chiese di rito orientale e anche in talune di rito latino, parete decorata di icone che separa il presbiterio dallo spazio riservato ai fedeli.
iconoteca   s.f.    • 1 •   raccolta di icone    • 2 •   (non com.) raccolta di riproduzioni di opere d'arte.
icore   s.m.    • 1 •   (mit.) il sangue degli dei    • 2 •   (med. antiq.) siero purulento che essuda dalle piaghe.
icosaedro   s.m.  (geom.) poliedro regolare con venti facce (triangoli equilateri), trenta spigoli, dodici vertici.
ics   s.f.  o m.  nome della lettera x.
ictiosauro    ⇨ ittiosauro.
ictiosi    ⇨ ittiosi.
ictus   s.m. invar.    • 1 •   nella metrica classica, e poi anche in quella moderna, la battuta, l'accento che marca alcune sillabe nella struttura del verso; anche, il segno con cui convenzionalmente lo si indica, uguale a quello dell'accento acuto    • 2 •   (med.) denominazione generica di alcune sindromi che si manifestano improvvisamente: ictus cerebrale, apoplessia; ictus labirintico, sindrome caratterizzata da vertigine rotatoria, vomito, nistagmo.
id   s.m. invar.  in psicoanalisi, lo stesso che es. 
idalgo   s.m.  [pl. -ghi] adattamento it. dello sp. hidalgo. 
idalio   agg.  (lett.) dell'antica città di idalia, nell'isola di cipro; per estens., di venere o sacro a venere, a cui era lì dedicato un famoso santuario: colombe idalie. 
idatodo   (bot.) condotto escretore delle foglie di alcune piante, dal quale viene espulsa l'acqua in eccesso.
iddeo   iddio  ⇨ dio 1.
-ide  -ide suffisso con cui sono formati nomi di composti chimici di varia natura (ammide, anidride).
idea   s.f.    • 1 •   nella filosofia di platone, l'essenza, la forma archetipica delle cose al di là dei loro aspetti particolari e accidentali, conoscibile attraverso la pura attività intellettiva: l'idea di bene, di uomo  | nella filosofia moderna, in partic. a partire da cartesio, qualsiasi contenuto di pensiero o della mente che si rappresenti alcunché    • 2 •   in senso generico, qualsiasi rappresentazione mentale: idea chiara, confusa, approssimativa; idea fissa, ossessione, mania; associazione di idee, collegamento tra due o più nozioni, per somiglianza o affinità. dim. ideuccia, ideuzza  accr. ideona  | prodotto dell'attività del pensiero o dell'immaginazione, contrapposto a ciò che è reale, concreto: non badare alle idee, ma ai fatti; alla sola idea mi vengono i brividi; neanche per idea, nemmeno nel pensiero e tanto meno nella realtà    • 3 •   indicazione sommaria, nozione elementare: te ne darò un'idea con uno schizzo  | intuizione, impressione: ho appena idea di cosa sia; non dà l'idea di esser buono; ho idea che non verrà  | farsi un'idea di qualcosa, concepirla nei suoi aspetti generali | non avere la minima idea, ignorare del tutto    • 4 •   somiglianza vaga, solo superficiale: ha un'idea di suo fratello  ' (fam.) quantità minima: basta solo un'idea di sale; verde con un'idea d'azzurro, una sfumatura    • 5 •   opinione, punto di vista, convincimento: quale idea hai in proposito?; essere di idee larghe, ristrette; un uomo di idee liberali    • 6 •   scopo, fine: fu l'idea di tutta la sua vita  | progetto, proposito: ho idea di divertirmi; ha troppe idee per la testa  | trovata, invenzione: avere un'idea luminosa, geniale    • 7 •   parte sostanziale di una teoria, una dottrina, un pensiero; contenuto programmatico, fondamento teorico: l'idea del cristianesimo; l'idea liberale, marxista. 
ideabile   agg.  che si può ideare, pensabile.
ideale   agg.    • 1 •   che esiste solo nel pensiero o nell'immaginazione; che è frutto della fantasia, che è immaginario: personaggi ideali    • 2 •   inerente all'idea considerata come modello di perfezione; che è come si vorrebbe, perfetto: cercare la donna ideale; trovare la sistemazione, la soluzione ideale, la migliore possibile  s.m.    • 1 •   modello di perfezione; ciò che dovrebbe essere o che più converrebbe in una determinata situazione: il suo ideale di uomo; l'ideale sarebbe che tutti fossero trattati ugualmente    • 2 •   aspirazione di natura etica; scopo nobile e generoso per cui si agisce: lottare, morire per un ideale; un uomo senza ideali  | (estens.) desiderio, sogno, suprema aspirazione: una casetta in campagna è stato sempre il suo ideale  § idealmente avv.  in maniera ideale; in teoria e non in pratica, astrattamente.
idealeggiare   v. intr.  [io idealéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) seguire un ideale in maniera utopistica, senza far conto della realtà | v. tr.  (rar.) idealizzare.
idealismo   s.m.    • 1 •   ogni sistema filosofico che intende le idee come principi del conoscere e, insieme, come modelli e causa delle cose; per antonomasia, la corrente di pensiero sviluppatasi nella cultura europea tra il sec. xviii e il xix, che ha le sue propaggini anche nel novecento: l'idealismo di platone, di kant, di hegel; l'idealismo tedesco, italiano    • 2 •   il pensare e l'agire per nobili ideali; anche, il considerare le persone e le cose come si vorrebbe che fossero, non come realmente sono.
idealista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (filos.) seguace, sostenitore dell'idealismo    • 2 •   chi segue nobili ideali senza tener conto della realtà pratica: è un inguaribile idealista. 
idealistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) dell'idealismo: pensiero idealistico    • 2 •   da idealista: concezione idealistica della vita  § idealisticamente avv. 
idealità   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è ideale: l'idealità di un principio, di una causa    • 2 •   aspirazione nobile, elevata: un uomo privo di idealità. 
idealizzabile   agg.  che si può idealizzare.
idealizzare   v. tr.  rappresentare la realtà trasformandola secondo un modello di perfezione ideale; attribuire a persone o cose una perfezione ideale: idealizzare la donna, l'amore. 
idealizzato   part. pass.  di idealizzare   agg.  concepito, rappresentato idealmente.
idealizzazione   s.f.  l'idealizzare, l'essere idealizzato.
ideare   v. tr.  [io idèo ecc.]    • 1 •   concepire nella mente, determinare col pensiero: ideare un piano, un programma    • 2 •   progettare, architettare: ideare un nuovo modello  | proporsi di fare qualcosa: ho ideato di partire domani. 
ideativo   agg.  dell'ideazione, che riguarda l'ideazione: attività ideativa. 
ideatore   s.m.  [f. -trice] chi idea o ha ideato: l'ideatore di un metodo. 
ideatorio   agg.  (non com.) ideativo.
ideazione   s.f.  l'ideare | (psicol.) processo mentale attraverso cui si formano, si svolgono, si coordinano le idee.
idem   pron. dimostr. invar.  la stessa cosa, la stessa persona; si usa nelle enumerazioni e citazioni per non ripetere ciò che si è già enumerato o citato (abbr. di solito in id.)  avv.  (fam.) lo stesso, ugualmente: tu hai già finito, e lui idem. 
identicità   s.f.  (non com.) l'essere identico.
identico   agg.  [pl. m. -ci] interamente uguale; molto simile o somigliante (usato anche come rafforzativo): copia identica all'originale; hanno lo stesso identico aspetto  § identicamente avv. 
identificabile   agg.  che si può identificare.
identificare   v. tr.  [io identìfico, tu identìfichi ecc.]    • 1 •   riconoscere qualcosa come identica a ciò con cui la si raffronta: identificare due teorie    • 2 •   riconoscere, stabilire, scoprire l'identità di una persona: identificare un cadavere, i colpevoli  | determinare con esattezza, individuare: identificare le cause di un fenomeno  | identificarsi v. rifl.  sentirsi tutt'uno con un'altra persona: identificarsi con un personaggio, con un ideale  | v. rifl.  essere o apparire identico a un'altra cosa: le due situazioni si identificano. 
identificazione   s.f.    • 1 •   l'identificare, l'identificarsi, l'essere identificato | in partic., l'accertamento dell'identità di una persona    • 2 •   (psicol.) il processo mediante il quale un soggetto costituisce la sua personalità assimilando uno o più tratti di un altro individuo e modellandosi su di essi.
identikit   s.m. invar.  metodo usato dalla polizia per tentare di ricostruire l'aspetto fisico di un ricercato combinando i vari dati somatici forniti dai testimoni | l'immagine stessa o il ritratto così ricostruiti.
identità   s.f.    • 1 •   l'essere identico; assoluta uguaglianza: accertare l'identità di due firme  | principio d'identità, (filos.) principio logico che afferma che ogni cosa è identica a sé stessa, escludendone l'identicità con altre    • 2 •   l'insieme dei caratteri fisici e psicologici che rendono una persona quella che è, diversa da ogni altra: difendere la propria identità; crisi di identità, (psicol.) nozione contraddittoria che il soggetto ha di sé stesso; può costituire uno stato patologico | (burocr.) i dati anagrafici e somatici che consentono di riconoscere una persona: stabilire l'identità di qualcuno, accertare chi egli sia ' carta di identità, documento di riconoscimento con fotografia, dati somatici e anagrafici del titolare, rilasciato dal sindaco del comune di residenza; attestazione d'identità, documento di riconoscimento rilasciato ai minori di 15 anni    • 3 •   riferito a cosa, ciò che essa è, le sue caratteristiche peculiari: l'identità di un fenomeno, di una malattia    • 4 •   (mat.) uguaglianza vera per definizione, verificata da qualsiasi valore delle variabili che in essa compaiono.
ideo   agg.  (lett.)    • 1 •   del monte ida in creta; per estens., cretese    • 2 •   del monte ida nella frigia; per estens., frigio.
ideo-  ideo- primo elemento di parole composte della moderna terminologia dotta, nelle quali significa 'idea' o si riferisce alle idee (ideografia).
ideocrazia   s.f.  sistema di governo od organizzazione politica che opera le sue scelte esclusivamente su basi ideologiche.
ideografia   s.f.  sistema di scrittura che rappresenta le idee con simboli e non con segni corrispondenti ai suoni del linguaggio; tale sistema sta alla base delle antiche scritture sumera ed egiziana e ancora oggi della scrittura cinese.
ideografico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di scrittura che utilizza ideogrammi § ideograficamente avv.  mediante ideogrammi.
ideogramma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   simbolo grafico che rappresenta un'idea, non un suono del linguaggio: gli ideogrammi cinesi    • 2 •   (stat.) diagramma in cui le diverse dimensioni di una stessa figura rappresentano diversi valori del carattere osservato.
ideologia   s.f.    • 1 •   (filos.) termine introdotto dal filosofo francese a. destutt de tracy (1754-1836) per designare la sua dottrina sensistica della formazione delle idee a partire dalle sensazioni    • 2 •   nella concezione marxiana e nel marxismo in genere, l'insieme delle concezioni culturali, politiche, religiose ecc., con cui una classe dominante giustifica i propri interessi: l'ideologia borghese    • 3 •   sistema d'idee che costituisce la base per l'azione politica e sociale: l'ideologia liberale, marxista, cattolica    • 4 •   complesso di credenze e di valori propri di un gruppo sociale, di un popolo o un paese: l'ideologia nazionalista, americana. 
ideologico   agg.  [pl. m. -ci] dell'ideologia o che riguarda un'ideologia: contrasto ideologico; giustificazione ideologica, fondata su un'ideologia § ideologicamente avv.  per quanto attiene all'ideologia.
ideologismo   s.m.  sistema politico o dottrina filosofica fondati su un'ideologia astratta; anche, tendenza a dare eccessiva importanza all'ideologia rispetto alle questioni concrete.
ideologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) ideologo.
ideologizzare   v. tr.  impostare o considerare da un punto di vista ideologico; rendere ideologico, ricondurre a un'ideologia: ideologizzare un problema, un evento. 
ideologizzato   part. pass.  di ideologizzare   agg.  che esprime un'ideologia, che è permeato da un'ideologia: un movimento fortemente ideologizzato. 
ideologizzazione   s.f.  l'ideologizzare, l'essere ideologizzato.
ideologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi]    • 1 •   chi elabora o propugna un'ideologia; il teorico di un movimento politico | (spreg.) chi ideologizza in modo astratto, eccessivo o improprio    • 2 •   (st.) seguace della corrente filosofica dell'ideologia.
idest   o id est, avv.  (lett.) cioè (anche nella forma abbreviata i. e.).
idi   s.f.  o m. pl.  nel calendario romano, il quindicesimo giorno dei mesi di marzo, maggio, luglio, ottobre e il tredicesimo giorno degli altri mesi.
-idi  -idi suffisso che nella sistematica zoologica indica una famiglia (bovidi, canidi).
idilliaco   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è un idillio o si riferisce agli idilli: poesia idilliaca; genere idilliaco    • 2 •   (estens.) campestre, pastorale: paesaggio idilliaco    • 3 •   (fig.) quieto, tranquillo: rapporti idilliaci  | di una serenità più vagheggiata che reale: una visione idilliaca della vita  § idilliacamente avv. 
idillico   agg.  [pl. m. -ci] idilliaco § idillicamente avv. 
idillio   s.m.    • 1 •   breve componimento lirico di argomento campestre e pastorale, tipico dell'epoca ellenistica; per estens., ogni lirica in cui si idealizzi la vita campestre, considerata come rifugio di pace e letizia: un idillio di teocrito    • 2 •   (fig.) vita serena e tranquilla, simile a quella rappresentata negli idilli; accordo perfetto, ideale: vivere in pieno idillio    • 3 •   (fig.) amore sentimentale, intriso di dolcezza e tenerezza: tessere, troncare un idillio. 
idillismo   s.m.  (lett.) atteggiamento di chi è portato a vagheggiare la vita agreste, evadendo dalla realtà.
-idio  -idio suffisso con valore diminutivo, dal gr. -ídion, usato nel linguaggio della biologia animale e vegetale (anteridio, ommatidio).
idio-  idio- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. ídios  'proprio, particolare' (idiofono).
idioblasto   s.m.  (bot.) cellula del tessuto parenchimatico, con forma e funzione diverse da quelle del tessuto circostante.
idiocultura   s.f.  cultura propria di una minoranza.
idioelettrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) termine con cui si indicavano in passato gli isolanti; si contrapponeva ad anelettrico. 
idiofono   s.m.  (mus.) ogni strumento musicale in cui il corpo vibrante è costituito dal corpo stesso dello strumento (p. e.  la campana, il triangolo) | anche agg.  : strumento idiofono. 
idioglossia   s.f.  (med.) alterazione del linguaggio consistente nella emissione di suoni senza significato.
idioletto   s.m.  (ling.) l'insieme degli usi linguistici propri del singolo parlante.
idioma   s.m.  [pl. -mi] (lett.) il linguaggio proprio e particolare di un popolo, di una regione o di un ambiente culturalmente definito: l'idioma italiano  | dialetto, parlata: idioma lombardo, salentino. 
idiomatico   agg.  [pl. m. -ci] proprio di una particolare lingua o di un dialetto: frasi, espressioni idiomatiche  § idiomaticamente avv. 
idiomatismo   s.m.  (non com.) idiotismo linguistico.
idiomorfismo   s.m.  proprietà di un minerale in cristalli idiomorfi.
idiomorfo   agg.  si dice di minerale in cristalli che presentano regolari contorni poligonali; si contrappone ad allotriomorfo. 
idiopatia   s.f.  (med.) stato patologico che non risulta provocato da una causa specifica; malattia essenziale.
idiopatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che ha carattere di idiopatia; essenziale: cefalea, ipertensione idiopatica. 
idiosincrasia   s.f.    • 1 •   (med.) intolleranza organica verso particolari sostanze alimentari o medicinali    • 2 •   (fig.) avversione profonda: avere un'idiosincrasia per la matematica. 
idiota   ant. idioto, s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   persona stupida, deficiente (spesso usato come epiteto o ingiuria): comportarsi da idiota    • 2 •   (med.) chi è affetto da idiozia    • 3 •   (ant.) persona rozza, incolta  agg.  si dice di persona o cosa che rivela stupidità: espressione, risposta idiota  § idiotamente avv. 
idiotaggine   s.f.  (non com.) l'essere idiota; atto, discorso da idiota.
idiotismo   (1) s.m.  (ling.) locuzione o costrutto caratteristici di una lingua o di un dialetto: idiotismi toscani, lombardi. 
idiotismo   (2) s.m.  (med.) idiozia.
idioto    ⇨ idiota.
idiozia   s.f.    • 1 •   stupidità, imbecillità azione, frase da idiota: fare, dire idiozie    • 2 •   (med.) stato di grave insufficienza mentale; debolezza mentale.
idnacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi basidiomiceti forniti di aculei nel ricettacolo | sing.  [-a] ogni fungo appartenente a tale famiglia.
ido   s.m.  lingua artificiale derivata dall'esperanto per essere utilizzata come mezzo di comunicazione nei rapporti internazionali | anche come agg. invar.  : lingua ido. 
idocrasio   s.m.  (min.) altro nome della vesuviana  o vesuvianite. 
idolatra   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -tri]    • 1 •   che, chi adora gli idoli: popoli idolatri    • 2 •   (fig.) che, chi manifesta un'ammirazione fanatica per qualcuno o qualcosa.
idolatrare   v. tr.    • 1 •   adorare con culto idolatrico: alcuni popoli idolatravano il sole    • 2 •   (fig.) amare svisceratamente; ammirare con fanatismo: idolatrare i propri figli; un attore idolatrato dal pubblico. 
idolatria   s.f.    • 1 •   adorazione degli idoli; culto a essi tributato    • 2 •   (fig.) amore sviscerato, ammirazione fanatica per qualcuno o qualcosa; dedizione fervida: ha una vera idolatria per quella donna. 
idolatrico   agg.  [pl. m. -ci] di idolatria; di, da idolatra: culto, amore idolatrico. 
idoleggiamento   s.m.  l'idoleggiare, l'essere idoleggiato: idoleggiamento di una persona, di un'immagine. 
idoleggiare   v. tr.  [io idoléggio ecc.] (lett.)    • 1 •   vagheggiare nella fantasia qualcuno o qualcosa facendone quasi un idolo    • 2 •   rappresentare con simboli e immagini un concetto astratto | v. intr.  [aus. avere] (ant.) venerare idoli.
idolo   s.m.    • 1 •   oggetto o immagine rappresentante una divinità e adorato come se lo fosse esso stesso: il culto degli idoli.  dim. idoletto    • 2 •   (fig.) persona o cosa amata come un idolo: essere l'idolo delle folle    • 3 •   (fig.) verità cui si crede ciecamente; principio indiscusso | nella filosofia di bacone (1561-1626), pregiudizio che impedisce la conoscenza della verità    • 4 •   (ant.) immagine, figura: e ne l'idolo suo si trasmutava  (dante purg.  xxxi, 126) | (lett.) mito, illusione: gl'idoli della fantasia. 
idoneità   s.f.  l'essere idoneo a qualcosa; attitudine | esame, prova di idoneità, per accertare se si hanno i requisiti necessari per svolgere una determinata funzione o attività.
idoneo   agg.    • 1 •   di persona, che ha le qualità necessarie per una data funzione, attività: idoneo all'esercizio di una professione, al servizio militare; giudicare, dichiarare idoneo    • 2 •   di cosa, adatto, conveniente, opportuno: è il mezzo più idoneo per convincerlo  § idoneamente avv. 
idra   s.f.    • 1 •   nella mitologia greca, mostruoso serpente dalle molteplici teste, che rinascevano anche se tagliate; uccideva gli uomini solo col suo fiato    • 2 •   (fig. lett.) male, degenerazione che resiste a ogni tentativo di estirpazione: l'idra della discordia civile  (marino)    • 3 •   (zool.) piccolissimo celenterato comune negli stagni, con corpo a forma di sacco e lunghi tentacoli prensili (cl.  idrozoi)    • 4 •   moneta d'argento raffigurante sul rovescio l'idra a sette teste, fatta coniare a ferrara da ercole i d'este (1431-1505).
idracido   s.m.  (chim.) acido inorganico non contenente atomi di ossigeno (p. e.  l'acido cloridrico, formato da idrogeno e cloro).
idramnio   s.m.  (med.) aumento patologico del liquido amniotico.
idrante   s.m.    • 1 •   apparecchio per la presa d'acqua da una conduttura, utilizzato per spegnere incendi e per innaffiare    • 2 •   il tubo usato per lanciare getti d'acqua    • 3 •   autobotte con impianto di presa, deposito e getto d'acqua.
idrargirio   s.m.  (ant.) mercurio.
idrargirismo   s.m.  (med.) avvelenamento cronico da mercurio.
idrartro   s.m.  (med.) presenza di liquido nella cavità di un'articolazione.
idraste   s.f.  pianta americana con piccoli fiori color verde pallido, che cresce nei luoghi umidi e dal cui rizoma si estrae l'idrastina, un alcaloide con proprietà vasocostrittrici (fam.  ranuncolacee).
idratabile   agg.  che può essere idratato.
idratante   part. pres.  di idratare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  prodotto cosmetico idratante.
idratare   v. tr.    • 1 •   (chim.) far combinare una sostanza con acqua per formare idrati    • 2 •   somministrare liquidi, essenzialmente acqua, a un organismo che ne è carente    • 3 •   in cosmesi, reintegrare l'umidità della pelle mediante l'uso di particolari prodotti.
idratazione   s.f.    • 1 •   l'idratare, l'essere idratato    • 2 •   denominazione comune a una serie di reazioni in cui un composto reagisce con l'acqua formando un legame di tipo chimico o fisico e dando un unico prodotto di reazione.
idrato   agg.  (chim.) si dice di composto che trattiene una o più molecole di acqua: sali idrati   s.m.  (chim.) termine usato un tempo per indicare un idrossido | idrati di carbonio, glucidi, zuccheri.
idraulica   s.f.  scienza applicata che studia i fenomeni connessi all'equilibrio e al moto dei liquidi e, soprattutto in relazione all'acqua, i relativi problemi tecnici.
idraulicità   s.f.  (edil.) caratteristica di alcuni leganti di far presa a contatto con acqua: indice di idraulicità. 
idraulico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che ha attinenza con i fenomeni dell'idraulica: costruzioni idrauliche, quelle che hanno per scopo la disciplina e l'utilizzazione delle acque    • 2 •   che utilizza l'acqua o altri liquidi per funzionare: pressa idraulica, freni idraulici | energia idraulica, quella di una massa d'acqua che va da un livello superiore a uno inferiore    • 3 •   esperto in idraulica: ingegnere idraulico   s.m.  operaio addetto all'installazione e manutenzione degli impianti idraulici e delle tubazioni del gas § idraulicamente avv.  per mezzo dell'acqua.
idrazide   s.f.  (chim.) composto dell'idrazina con esteri, cloruri, anidridi, usato nell'industria chimica e in medicina.
idrazina   s.f.  (chim.) composto contenente due atomi di azoto e quattro di idrogeno, incolore e corrosivo, usato per sintesi organiche, come propellente per veicoli spaziali ecc.
idremia   s.f.  (med.)    • 1 •   contenuto di acqua nel sangue    • 2 •   aumento della percentuale di acqua contenuta nel sangue, che si verifica nelle emorragie e nelle anemie gravi.
idria   s.f.  (archeol.) vaso greco con tre manici, corpo grosso e svasato, collo stretto, adoperato per conservare l'acqua.
idrico   agg.  [pl. m. -ci] dell'acqua, relativo all'acqua: forza idrica, generata dall'acqua in movimento | dieta idrica, (med.) che prevede l'assunzione di sola acqua.
-idrico  -idrico secondo elemento di parole composte della terminologia chimica, nelle quali designa un idracido; comp. di idr(ogeno)  e -ico  (solfidrico, cloridrico).
idro-  idro- -idro primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o formate modernamente, dal gr. hydro-, che è da hy/do¯r  'acqua', dove significa appunto 'acqua' o 'che contiene acqua' (idrocefalo, idrodinamica), oppure, nei termini della chimica, indica presenza d'idrogeno (idrocarburo).
idroa   s.f.  (med.) dermatosi caratterizzata da vescicole, di cui esistono forme diverse.
idroaerogiro   s.m.  (aer.) aerogiro munito di strutture per l'ammaraggio e il decollo da specchi d'acqua.
idroaeroporto   s.m.  (non com.) idroscalo.
idroalcolico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. , farm.) di, relativo ad acqua e alcol: grado idroalcolico; soluzione idroalcolica. 
idrobio   s.m.  (biol.) l'insieme degli organismi animali e vegetali che vivono nelle acque.
idrobiologia   s.f.  [pl. -gie] branca della biologia che studia la vita e la distribuzione degli animali e dei vegetali viventi nelle acque: idrobiologia marina, delle acque dolci. 
idrobiologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'idrobiologia.
idrocarburo   s.m.  (chim.) composto organico costituito da carbonio e idrogeno, costituente fondamentale del petrolio e dei gas naturali; si può presentare allo stato gassoso, liquido o solido: le paraffine, il metano, l'acetilene, il benzene sono idrocarburi. 
idrocaritacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni acquatiche, sommerse o natanti | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
idrocefalia   s.f.  (med.) stato morboso caratterizzato da idrocefalo.
idrocefalico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a idrocefalia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da idrocefalia.
idrocefalo   s.m.  (med.) accumulo abnorme di liquido cerebro-spinale nelle cavità cerebrali, dovuto a un'ostruzione congenita o acquisita delle vie di drenaggio; nell'infanzia comporta l'aumento del volume del cranio.
idrocele   s.m.  (med.) versamento sieroso nella cavità vaginale del testicolo, che si manifesta in seguito a traumi o infiammazioni.
idrochinone   s.m.  (chim.) fenolo bivalente ottenibile dal chinone, usato spec. nello sviluppo delle pellicole fotografiche e nella conservazione dei grassi.
idrocoltura   s.f.  sistema di coltivazione delle piante, le cui radici vengono immerse in acqua arricchita di sostanze nutritive.
idrocoria   s.f.  (bot.) diffusione dei semi operata dall'acqua.
idrocoro   agg.  (bot.) si dice di pianta che si riproduce per idrocoria.
idrocortisone   s.m.  (chim.) derivato del cortisone contenente la funzione alcolica; è dotato di maggiore attività e minore tossicità del cortisone negli impieghi terapeutici.
idrocracking   s.m. invar.  (chim.) processo di rottura dei legami carbonio-carbonio e carbonio-idrogeno e di idrogenazione di legami insaturi negli idrocarburi ad alto peso molecolare, per ottenere benzine e prodotti leggeri.
idrodegradazione   s.f.  l'insieme dei processi di degradazione chimica prodotti dall'azione dell'acqua.
idrodinamica   s.f.  (fis.) branca dell'idraulica e della meccanica che studia il movimento dei fluidi incomprimibili e spec. dei liquidi; è applicata alla progettazione di tubazioni, condotte forzate e canalizzazioni.
idrodinamico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (fis.) che riguarda l'idrodinamica    • 2 •   fatto in modo da opporre poca resistenza all'acqua: scafo idrodinamico. 
idroelettrico   agg.  [pl. m. -ci] si dice dell'energia elettrica ottenuta dalla trasformazione dell'energia cinetica dell'acqua; per estens., degli impianti che trasformano tale energia: centrale idroelettrica. 
idroestrattore   s.m.  apparecchio centrifugo di uso industriale per l'eliminazione dell'acqua dalla lana e dalla biancheria dopo il lavaggio.
idrofidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di serpenti acquatici marini con coda compressa e assai velenosi; vivono nell'oceano indiano e nel pacifico | sing.  [-e] ogni serpente appartenente a tale famiglia.
idrofilia   s.f.    • 1 •   capacità di assorbire acqua    • 2 •   (bot.) idrogamia.
idrofilidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti coleotteri con zampe posteriori e mediane dotate di una frangia di peli che favorisce gli spostamenti nell'acqua | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
idrofilo   agg.    • 1 •   che assorbe facilmente acqua: cotone idrofilo    • 2 •   (bot.) si dice di pianta in cui l'impollinazione avviene per mezzo dell'acqua, o di pianta che vive in zone umide  s.m.  (zool.) grosso coleottero acquatico comune in italia.
idrofita   s.f.  pianta acquatica che può vivere anche sommersa nell'acqua.
idrofobia   s.f.  (med.) sintomo della rabbia, consistente nella ripugnanza per l'acqua e i liquidi in genere; per estens., la rabbia stessa.
idrofobico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) proprio dell'idrofobia, relativo all'idrofobia.
idrofobo   agg.    • 1 •   affetto da idrofobia: cane idrofobo    • 2 •   (fig. fam.) furioso, incollerito    • 3 •   (chim. , fis.) che non ha affinità per l'acqua, detto di colloidi instabili in soluzione acquosa, di fibre tessili non bagnabili.
idrofonico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la propagazione dei suoni nell'acqua.
idrofonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mar.) chi è addetto all'impiego dell'idrofono.
idrofono   s.m.  (mar.) apparecchio subacqueo di ascolto, basato sulla percezione di suoni e di ultrasuoni; è usato per percepire i rumori e determinarne la direzione di provenienza.
idroforo   agg.  che trasporta acqua | macchina idrofora, che serve per il trasporto delle acque aspirate in terreni paludosi.
idroftalmo   s.m.  (med.) buftalmo.
idrofugo   agg.  e s.m.  [pl. m. -ghi] (chim.) idrorepellente: materiale idrofugo. 
idrogamia   s.f.  (bot.) impollinazione propria delle piante acquatiche che avviene attraverso l'acqua.
idrogamo   agg.  (bot.) che concerne l'idrogamia: impollinazione idrogama. 
idrogenare   v. tr.  [io idrògeno ecc.] (chim.) sottoporre a idrogenazione.
idrogenasi   s.f.  (chim. biol.) enzima che favorisce l'assunzione o la cessione di idrogeno da parte di substrati biologici.
idrogenazione   s.f.  (chim.) reazione di un elemento o composto chimico con l'idrogeno, generalmente in presenza di catalizzatori; è utilizzata in numerose lavorazioni industriali.
idrogenione   s.m.  (chim.) atomo d'idrogeno ionizzato in soluzione; ione di idrogeno.
idrogeno   s.m.  elemento chimico, il cui simbolo è h, costituente essenziale dell'acqua, dei composti organici (spec. degli idrocarburi) e della materia cosmica; è un gas a molecola biatomica, leggerissimo, incoloro, inodoro, infiammabile; in miscela con l'ossigeno forma il gas tonante; è scarsamente reattivo in assenza di catalizzatori; viene largamente impiegato in numerosi processi industriali | idrogeno pesante, deuterio.
idrogenolisi   s.f.  (chim.) reazione di idrogenazione accompagnata da rottura di legami nella molecola (p. e. l'idrocracking).
idrogeochimica   s.f.  branca della geochimica che studia la composizione chimica dell'idrosfera.
idrogeologia   s.f.  branca dell'idrologia che, tenendo conto della natura geologica del suolo, studia i caratteri fisici, chimici e biochimici delle acque al fine di una loro utilizzazione e regolazione.
idrogeologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'idrogeologia: bacino idrogeologico; l'assetto idrogeologico di un territorio. 
idrogetto   s.m.  (mar.) propulsore a reazione che genera una spinta in avanti del natante utilizzando l'espulsione ad alta velocità di un getto d'acqua a poppa; idroreattore.
idrografia   s.f.    • 1 •   branca dell'idrologia che studia le acque marine e le acque continentali di superficie: idrografia marina, talassografia; idrografia lacustre, limnologia; idrografia fluviale, potamologia; idrografia delle paludi, paralologia    • 2 •   distribuzione delle acque di un territorio; anche, la loro descrizione e rappresentazione cartografica.
idrografico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'idrografia: carta idrografica; bacino idrografico. 
idrografo   s.m.  [f. -a] studioso di idrografia.
idroguida   s.f.  (aut.) servosterzo idraulico.
idroidi   s.m. pl.  (zool.) ordine di celenterati comprendente forme con alternanza di generazioni (cl.  idrozoi) | sing.  [-e] ogni celenterato appartenente a tale ordine.
idrolasi   s.f.  (chim. biol.) nome generico di enzimi che catalizzano l'idrolisi.
idrolato   s.m.  (chim.) preparato farmaceutico ottenuto per estrazione dei principi attivi volatili di determinate droghe in seguito a distillazione in corrente di vapore d'acqua.
idrolinfa   s.f.  (biol.) liquido organico di composizione simile a quella dell'acqua marina, proprio dei metazoi inferiori e degli echinodermi.
idrolisi   s.f.  (chim.) scissione di un composto ottenuta per azione dell'acqua, generalmente con l'intervento di catalizzatori enzimatici o di altra natura.
idrolitico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) che concerne l'idrolisi; dovuto a idrolisi: dissociazione idrolitica. 
idrolito   s.m.  (farm.) farmaco in cui i principi attivi si trovano sciolti in acqua.
idrolizzare   v. tr.  (chim.) sottoporre a idrolisi.
idrologia   s.f.    • 1 •   scienza che studia le proprietà chimico-fisiche e il comportamento dinamico delle acque continentali    • 2 •   (med.) scienza che studia le acque termali e le loro applicazioni cliniche e terapeutiche.
idrologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'idrologia.
idrologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di idrologia.
idroma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore che contiene un'alta percentuale di acqua.
idromania   s.f.  (med.) impulso maniacale a gettarsi in acqua.
idromante   s.m.  e f.  chi praticava l'idromanzia.
idromanzia   s.f.  forma di divinazione, originaria dell'età greco-romana e tuttora in uso, consistente nell'interpretazione dei movimenti che si producono sulla superficie dell'acqua versata in calici o in bacini, o lasciata scorrere sul suolo.
idromassaggio   s.m.  massaggio distensivo e tonificante a opera di getti d'acqua.
idromeccanica   (fis.) meccanica dei liquidi.
idromedusa   s.f.  (zool.) medusa craspedota.
idromele   s.m.  bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del miele diluito nell'acqua.
idrometeora   s.f.  (geog.) denominazione generica di ogni fenomeno provocato dal vapor d'acqua presente nelle masse d'aria (pioggia, grandine, nebbia ecc.).
idrometra   (1) s.f.  insetto dall'esile corpo cilindrico, dotato di lunghissime zampe atte alla locomozione sulla superficie delle acque stagnanti (ord.  eterotteri).
idrometra   (2) s.m.  e f.  [pl. m. -tri] studioso di idrometria.
idrometria   s.f.  insieme delle tecniche utilizzate in idrologia per misurare la portata e la velocità delle correnti, la capacità dei bacini fluviali e lacustri, le dimensioni di piene o inondazioni dei bacini idrografici.
idrometrico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'idrometria: stazione idrometrica. 
idrometro   s.m.  scala graduata collocata sulla sponda di un corso d'acqua o di un bacino per rilevare il livello dell'acqua.
idromide   s.m.  mammifero roditore con zampe posteriori palmate, simile a un grosso topo; vive presso ruscelli e fiumi in tasmania e nell'australia orientale (fam.  muridi).
idromielia   s.f.  (med.) dilatazione del canale centrale del midollo spinale, che provoca gravi alterazioni della sensibilità e della motilità.
idromorfico   agg.  [pl. m. -ci] in pedologia, si dice di due classi di suoli diffusi nelle regioni predesertiche con clima umido e nelle regioni di antica sedimentazione marina o lacustre.
idronefrosi   s.f.  (med.) affezione cronica del rene, consistente nel ristagno di urina nella cavità dilatata del bacinetto renale.
idronimo   s.m.  il nome proprio di corsi d'acqua, laghi o mari ecc.
idronio   s.m.  (chim.) ione idrogeno (o idrogenione) associato a una molecola di acqua.
idronomia   s.f.  studio dei sistemi di rimboschimento dei suoli montani.
idrope   s.m.  (med.) edema generalizzato.
idropericardio   s.m.  (med.) raccolta di liquido sieroso nella cavità pericardica.
idroperossido   s.m.  (chim.) ogni componente di una classe di sostanze organiche che contengono un legame diretto ossigeno-ossigeno e uno ossigeno-idrogeno; sono facilmente esplosive e si usano come reagenti e come intermedi di sintesi industriali: idroperossido di cumene. 
idropico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a idropisia: stato idropico   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è malato di idropisia.
idropinico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'idropinoterapia.
idropinoterapia   s.f.  (med.) cura basata sull'assunzione di acque minerali.
idropiometra   s.f.  in veterinaria, raccolta di pus nell'utero di un animale.
idropisia   s.f.  (med.) raccolta di liquido nel tessuto connettivo e nelle cavità sierose del corpo (pleura, pericardio ecc.).
idropittura   s.f.  pittura per pareti solubile in acqua.
idroplano   s.m.  (mar.)    • 1 •   imbarcazione con scafo generalmente a fondo piatto, sagomato in modo da consentirle di emergere quasi completamente dall'acqua e di scivolarvi sopra a grande velocità | anche come agg.  : scafo idroplano    • 2 •   idroscivolante.
idropneumatico   agg.  [pl. m. -ci] (tecn.) si dice di dispositivo in cui si trovano a contatto due fluidi, uno liquido e l'altro aeriforme: bagno idropneumatico; sospensioni idropneumatiche. 
idropneumotorace   s.m.  (med.) presenza di liquido sieroso e di gas nella cavità pleurica.
idroponica   s.f.  idrocoltura.
idroponico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'idroponica.
idroporto   s.m.  idroscalo.
idroreattore   s.m.  idrogetto.
idrorepellente   agg.  si dice di materiale reso impermeabile all'acqua: tessuto idrorepellente   s.m.  sostanza impiegata nelle operazioni di impermeabilizzazione per la sua scarsa affinità con l'acqua.
idrorepellenza   s.f.  proprietà di corpi e sostanze che hanno (o acquistano in seguito a impermeabilizzazione) scarsissima affinità con l'acqua.
idroricognitore   s.m.  idrovolante da ricognizione.
idrosadenite   s.f.  (med.) infiammazione delle ghiandole sudoripare, dovuta in genere allo stafilococco aureo: idrosadenite ascellare. 
idrosanitario   agg.  e s.m.  (edil.) si dice di impianto idraulico destinato all'igiene personale e allo smaltimento dei rifiuti organici.
idroscalo   s.m.  aeroscalo per idrovolanti.
idroscì   s.m.  (non com.) sci d'acqua.
idrosciatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi pratica l'idroscì.
idrosciistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) di, relativo all'idroscì.
idroscivolante   s.m.  (mar.) imbarcazione a fondo piatto propulsa da un'elica aerea, in uso spec. nelle regioni paludose.
idroscopio   s.m.  cannocchiale per esplorare il fondo del mare.
idrosfera   s.f.  (geog.) l'insieme delle acque che ricoprono la crosta terrestre, comprese le acque meteoriche che vi circolano.
idrosilurante   s.m.  (mil.) idrovolante provvisto di speciali siluri da lanciare contro unità navali di superficie.
idrosoccorso   s.m.    • 1 •   soccorso prestato da idrovolanti    • 2 •   idrovolante apprestato per operazioni di soccorso.
idrosol   s.m. invar.  (chim.) sostanza colloidale che ha come liquido di dispersione l'acqua.
idrosolfito   s.m.  (chim.) sale dell'acido idrosolforoso; dotato di forte potere riducente, è usato come sbiancante (è detto anche iposolfito  o ditionito).
idrosolforoso   agg.  (chim.) si dice dell'acido inorganico la cui molecola contiene due atomi di idrogeno, due di zolfo, quattro di ossigeno; è detto anche iposolforoso  o ditionoso. 
idrosolubile   agg.  (chim.) si dice di sostanza solubile in acqua.
idrossido   s.m.  (chim.) composto formato dall'unione di un metallo con uno o più gruppi ossidrilici; in genere ha reazione basica in acqua: idrossido di sodio, di potassio. 
idrossile   s.m.  (non com.) in chimica, ossidrile.
idrossilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice del gruppo idrossile o ossidrile.
idrossocomplesso   s.m.  (chim.) ogni componente di una classe di complessi chimici formati per coordinazione di uno ione ossidrile a uno ione metallico positivo.
idrostatica   s.f.  (fis.) parte della meccanica che studia l'equilibrio dei liquidi in quiete, la distribuzione delle pressioni nelle masse liquide e le azioni esercitate dai liquidi sui corpi in essi immersi.
idrostatico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) che si riferisce all'idrostatica: leggi idrostatiche; pressione idrostatica  | spinta idrostati ca, secondo il principio di archimede, spinta che un corpo riceve dal basso verso l'alto quando si trova immerso in un liquido | piatto idrostatico, (mar.) congegno che, in unione col pendolo, mantiene alla profondità voluta il siluro durante la sua corsa verso il bersaglio.
idroterapeutico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) idroterapico.
idroterapia   s.f.  (med.) terapia che si basa sull'uso dell'acqua, semplice o medicata, sotto varie forme (immersione, frizione, impacchi, spugnature ecc).
idroterapico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'idroterapia: cure idroterapiche. 
idrotermale   agg.    • 1 •   che riguarda le acque termali: sorgente idrotermale  | acqua idrotermale, acqua naturale con temperatura oltre i 21° c, di uso terapeutico    • 2 •   (geol.) si dice di soluzione ad alta temperatura proveniente da un magma nell'ultimo stadio di consolidamento e dei fenomeni a essa collegati.
idrotermoterapia   s.f.  (med.) terapia che si basa sull'azione benefica di acque idrotermali.
idrotimetria   s.f.  (chim.) metodo analitico pratico per determinare il grado di durezza di un'acqua mediante l'uso di una soluzione saponosa.
idrotimetrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo all'idrotimetria: grado idrotimetrico. 
idrotimetro   s.m.  (chim.) apparecchio per la misurazione del grado di durezza delle acque, costituito da una provetta graduata in cui vengono versate l'acqua e, a goccia a goccia, una soluzione saponosa.
idrotorace   s.m.  (med.) presenza di liquido sieroso nella cavità pleurica.
idrotropico   agg.  [pl. m. -ci] di idrotropismo, dovuto a idrotropismo.
idrotropismo   s.m.    • 1 •   (biol.) reazione degli organismi agli stimoli provocati dalla presenza di acqua    • 2 •   (bot.) tendenza di alcune piante a svilupparsi in direzione di fonti di umidità.
idrovia   s.f.  via di comunicazione costituita da un complesso di corsi d'acqua artificiali o naturali navigabili.
idrovolante   s.m.  velivolo a motore atto a decollare e a planare in velocità sull'acqua, grazie alla forma a scafo della fusoliera oppure a dei galleggianti che sostituiscono il carrello d'atterraggio.
idrovora   s.f.  (mecc.) macchina per il sollevamento delle acque, utilizzata in operazioni di prosciugamento di terreni.
idrovoro   agg.    • 1 •   si dice di mezzo o impianto per la sollevazione delle acque, soprattutto nelle operazioni di bonifica: pompa idrovora    • 2 •   che assorbe acqua: terreno idrovoro. 
idrozincite   s.f.  (min.) minerale costituito da carbonato basico di zinco, largamente impiegato per l'estrazione dello zinco.
idrozoi   s.m. pl.  (zool.) classe di celenterati acquatici, con alternanza di generazione tra individui a forma di polipo (asessuati e fissi) e a forma di medusa (sessuati e mobili) | sing.  [-o] ogni celenterato appartenente a tale classe.
idruntino   agg.  della città di otranto  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di otranto.
idruro   s.m.  (chim.) composto binario dell'idrogeno con un altro elemento, in partic. con un metallo.
iella   s.f.  (fam.) iettatura, disdetta, sfortuna: avere, portare iella.  pegg. iellaccia. 
iellato   agg.  (fam.) sfortunato.
iemale   agg.    • 1 •   (poet.) invernale    • 2 •   (bot.) si dice di pianta sempreverde.
iemalizzare   v. tr.  (agr.) vernalizzare.
iemalizzazione   s.f.  (agr.) vernalizzazione.
iena   s.f.    • 1 •   mammifero carnivoro, grande come un lupo, con zampe anteriori più lunghe delle posteriori, pelliccia ruvida a strisce grigio-giallognole e macchie nere; vive nelle regioni steppose africane e asiatiche, cibandosi per lo più di carogne e rifiuti (fam.  ienidi)    • 2 •   (fig.) persona crudele e insieme vile.
-iera  -iera suffisso di sostantivi femminili che indicano professione, mestiere, attività e corrispondono in genere al maschile -iere  (infermiera, parrucchiera, ragioniera); è presente anche in nomi di oggetti che contengono qualcosa (fruttiera, zuppiera) [ ⇨ -iere].
ierarchia    ⇨ gerarchia.
ieraticità   s.f.  carattere, aspetto ieratico: la ieraticità di un gesto. 
ieratico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (lett.) sacerdotale, sacro (riferito soprattutto alle antiche religioni) | scrittura ieratica, quella geroglifica semplificata dei sacerdoti dell'antico egitto, da cui è derivata la demotica    • 2 •   (fig.) che ha una compostezza solenne, una compassata gravità: atteggiamento, tono ieratico   s.m.  scrittura ieratica § ieraticamente avv.  solennemente, austeramente.
-iere  -iere suffisso di sostantivi derivati dal francese (-ier) o formati direttamente in italiano, la cui origine è il lat. -ari°u(m); forma soprattutto nomi di professioni, mestieri, attività (banchiere, cavaliere, infermiere, ragioniere) o di oggetti (braciere, paniere).
ieri   avv.  il giorno che precede immediatamente l'oggi: ieri mattina  (o iermattina); ieri sera  (o iersera); ieri notte  (o iernotte); non lo vedo da ieri  ' ieri l'altro  (o ier l'altro), l'altro ieri  (o rar. l'altrieri), il giorno prima di ieri, due giorni fa | ieri a otto, una settimana fa a partire da ieri ' da ieri a oggi, nel giro di ventiquattr'ore; (fig.) in pochissimo tempo ' nato ieri, (fig.) si dice di persona ingenua e priva di esperienza  s.m.    • 1 •   la giornata di ieri: il giornale di ieri    • 2 •   età trascorsa, non troppo lontana nel tempo: la vita, i passatempi di ieri. 
ierlaltro   avv.  ieri l'altro, l'altro ieri.
iermattina   avv.  nella mattinata di ieri.
iernotte   avv.  nella notte di ieri.
-iero  -iero suffisso, forma parallela di -iere, che compare in agg. derivati da sost. (alberghiero, ciarliero, mattiniero), talora sostantivati (straniero) [ ⇨ -iere].
iero-  iero- o gero-, primo elemento di parole composte della terminologia dotta, derivate dal greco o formate modernamente, dal gr. hierós  'sacro, divino, rituale' (ierocrazia, ierodulia).
ierocratico   agg.  [pl. m. -ci] proprio di una ierocrazia: regime ierocratico  § ierocraticamente avv. 
ierocrazia   s.f.  ordinamento politico fondato sul predominio della casta dei sacerdoti.
ierodulia   s.f.  prostituzione cultuale praticata nei templi di alcune divinità di origine orientale (era diffusa nelle religioni semitiche), riguardò solo marginalmente il mondo greco.
ierofania   s.f.  (relig.) manifestazione soprannaturale del sacro.
ierofante   s.m.    • 1 •   nell'antica religione greca, il sommo sacerdote che presiedeva ai misteri eleusini    • 2 •   (fig. iron.) persona che si considera investita di grande autorità.
ieroglifico    ⇨ geroglifico.
ierologia   s.f.  (antiq.) la scienza che studia storicamente le varie religioni.
ieromante   s.m.  e f.  chi praticava la ieromanzia.
ieromantico   agg.  [pl. m. -ci] basato sulla ieromanzia.
ieromanzia   s.f.  nella religione greco-romana, forma di divinazione consistente nel trarre auspici dall'osservazione delle viscere della vittima sacrificale.
ieromirto   s.m.  (ant.) pungitopo.
ieroscopia   s.f.  (non com.) ieromanzia.
ierosolimitano    ⇨ gerosolimitano.
iersera   avv.  la sera di ieri.
iettare   v. tr.  [io iètto ecc.] (dial.) gettare il malocchio su qualcuno.
iettato   part. pass.  di iettare   agg.  (fam.) che ha subito una iettatura | (estens.) sfortunato, scalognato, iellato.
iettatore   s.m.  [f. -trice] persona che si ritiene eserciti influssi malefici: avere fama di iettatore. 
iettatorio   agg.  che si ritiene getti il malocchio; di cattivo augurio: uno sguardo iettatorio. 
iettatura   s.f.    • 1 •   influsso malefico che, secondo la superstizione popolare, sarebbe esercitato da alcune persone o cose    • 2 •   (estens.) sfortuna, disdetta.
ifa   s.f.  (bot.) ciascuno dei filamenti, unicellulari o pluricellulari, che compongono il corpo dei funghi superiori.
-ifico  -ifico suffisso di aggettivi che indicano la capacità di produrre una determinata azione, il possesso di una proprietà, un'attitudine, una caratteristica (pacifico, prolifico, salvifico).
ifomiceti   s.m. pl.  (bot.) altro nome delle moniliali. 
-igia  -igia suffisso derivato dal fr. -ise, che a sua volta continua il lat. -iti°a(m); forma una limitata serie di sostantivi derivati da aggettivi (alterigia, ingordigia) [ ⇨ -ezza].
-igiano  -igiano suffisso nato dall'incrocio dei suff. lat. -ìnsis  '-ense' e -a¯nus  '-ano'; è presente in aggettivi e sostantivi che indicano appartenenza geografica, cittadinanza o, più raramente, appartenenza a un gruppo o sim. (borghigiano, parmigiano; partigiano) [ ⇨ -ese].
igiene   s.f.    • 1 •   disciplina medica che studia i mezzi atti a conservare la salute fisica e mentale dell'individuo e della collettività: igiene pubblica, sociale, industriale, scolare  | ufficio d'igiene, ufficio comunale che vigila sulle condizioni della salute pubblica | igiene mentale, l'insieme delle norme educative per la profilassi e la cura dei disordini mentali e nervosi    • 2 •   l'insieme delle norme che mirano a salvaguardare la salute, spec. in riferimento alla pulizia della persona e dell'ambiente in cui si vive: igiene del corpo, del viso; igiene della casa  § igienicamente avv.  in modo igienico, nel rispetto delle norme igieniche.
igienico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda l'igiene: prescrizioni igieniche | impianto igienico, (edil.) l'insieme delle attrezzature e dei servizi per l'igiene personale e per lo scarico e lo smaltimento dei rifiuti organici    • 2 •   conforme all'igiene, che soddisfa alle esigenze dell'igiene; salubre: vita igienica; cibi igienici    • 3 •   (fig. fam.) consigliabile, prudente, opportuno: non è igienico molestarlo. 
igienista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi studia i problemi connessi con l'igiene e ne promuove la conoscenza: medico igienista    • 2 •   chi osserva con scrupolo esagerato le norme d'igiene.
iglù   s.m.  adattamento it. dell'ingl. igloo. 
iglesiente   agg.  di iglesias, comune in provincia di cagliari  s.m.  e f.  chi è nativo, chi è abitante di iglesias.
iglò   s.m.  adattamento it. dell'ingl. igloo. 

igloo   s.m. invar.  abitazione semisferica degli eschimesi, costruita con blocchi di neve o con una struttura portante di ossi di balena.
igname   s.m.  (bot.) pianta tropicale con fusto volubile e tuberi commestibili simili a quelli della patata (fam.  dioscoracee).
ignaro   agg.    • 1 •   che non sa, non conosce, è all'oscuro: ignaro del pericolo  | inesperto, impreparato: un giovane ignaro della vita    • 2 •   (non com.) ignorante § ignaramente avv. 
ignavia   s.f.  (lett.) mancanza di volontà e di forza morale.
ignavo   agg.  (lett.) che mostra ignavia, che è segno di ignavia: una persona ignava; un comportamento ignavo   s.m.  [f. -a] (lett.) persona ignava, accidiosa, pusillanime: gli ignavi dell'«inferno» dantesco. 
igne   s.f.  (ant. , lett.) fuoco.
igneo   agg.    • 1 •   (lett.) di fuoco, infiammato | rocce ignee, (geol.) eruttive    • 2 •   (estens.) caldo, cocente come il fuoco: fumar le pire igneo vapor  (foscolo sepolcri  205)    • 3 •   (fig.) fervido, veemente.
ignifero   agg.  (lett.) che porta fuoco; infuocato, ardente.
ignifugare   v. tr.  [io ignìfugo, tu ignìfughi ecc.] (tecn.) sottoporre a ignifugazione.
ignifugazione   s.f.  (tecn.) trattamento con sostanze ignifughe al quale si sottopone un materiale combustibile (p. e.  legno, tessuto) per renderlo incombustibile.
ignifugo   agg.  e s.m.  [pl. m. -ghi] (tecn.) si dice di sostanza inattaccabile dal fuoco; in partic., di quelle usate nei trattamenti di ignifugazione.
ignito   agg.  (lett.) infocato, acceso (spec. fig.): ciascun s'affisse, / ignito sì che vincea 'l mio volto  (dante par.  xxv, 26-27).
ignitrone   s.m.  (elettr.) apparecchio statico, costituito da un tubo elettronico nel quale il catodo è mercurio allo stato liquido; è usato per convertire una corrente alternata di grande potenza in continua.
ignivomo   agg.  (lett.) che vomita fuoco: etna ignivomo  (vico).
ignizione   s.f.    • 1 •   (chim.) combustione con emissione di fiamma, luce e calore | temperatura d'ignizione, temperatura a cui una sostanza brucia    • 2 •   cremazione.
-igno  -igno suffisso aggettivale che ha origine dai lat. -i°neu(m)  e -i°gnu(m); esprime una relazione (benigno, maligno, sanguigno) o indica somiglianza, approssimazione (asprigno).
ignobile   agg.    • 1 •   che manca di moralità, di dignità: gente ignobile; sentimenti, atteggiamenti ignobili    • 2 •   (ant.) che non è nobile di nascita; plebeo: non i nobili erano quelli che cercavano gli onori..., ma gli ignobili  (machiavelli) § ignobilmente avv. 
ignobiltà   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere ignobile; meschinità, bassezza morale    • 2 •   (ant.) il non avere nobili natali.
ignominia   s.f.    • 1 •   grave disonore, vergogna infamante: cadere nell'ignominia; coprirsi d'ignominia    • 2 •   persona, cosa o fatto che è causa di disonore, di infamia    • 3 •   (scherz.) cosa brutta, mal fatta, di cattivo gusto: quel monumento è una vera ignominia!. 
ignominioso   agg.    • 1 •   che è causa di ignominia: gesto, comportamento ignominioso    • 2 •   che è coperto d'ignominia; disonorato: un essere ignominioso  § ignominiosamente avv. 
ignorabile   agg.  che può essere ignorato.
ignorantaggine   s.f.  (non com.)    • 1 •   ignoranza grossolana    • 2 •   atto, discorso da ignorante.
ignorante   part. pres.  di ignorare   agg.    • 1 •   che non sa, non conosce, non è informato; che è privo del tutto o in parte di determinate nozioni: essere ignorante di musica, in matematica  | (assol.) non sufficientemente preparato nello studio o nella professione, nel mestiere che fa: uno scolaro, un giornalista, un tecnico ignorante.  dim. ignorantello, ignorantuccio  accr. ignorantone  pegg. ignorantaccio    • 2 •   che non ha istruzione, che è senza cultura: una persona ignorante    • 3 •   (fam.) privo di buona educazione  s.m.  e f.  persona ignorante: comportarsi da ignorante  § ignorantemente avv.  da ignorante.
ignoranza   s.f.    • 1 •   l'essere ignorante; il non sapere, il non conoscere: una colpevole ignoranza; confessare la propria ignoranza  | beata, santa ignoranza!, (scherz.) si dice di chi o a chi, all'oscuro di fatti o situazioni, è perciò anche libero da dubbi, apprensioni    • 2 •   mancanza di istruzione, di cultura: ignoranza crassa    • 3 •   (fam.) maleducazione, scortesia.
ignorare   v. tr.  [io ignòro ecc.]    • 1 •   non conoscere, non sapere, non essere informato: ignorare le cose più semplici; ignora di essere sorvegliato; ignoravo che fossero amici    • 2 •   far finta di non conoscere: ignorare una persona    • 3 •   trascurare, sottovalutare: ignorare i diritti, le richieste di qualcuno  | ignorarsi v. rifl.  far finta di non conoscersi.
ignorato   part. pass.  di ignorare   agg.  nei sign. del verbo | sottovalutato, misconosciuto: uno scrittore ingiustamente ignorato. 
ignoto   agg.  non conosciuto, non accertato; oscuro, misterioso: cause ignote; un'opera di autore ignoto  | sconosciuto, mai provato prima: un sentimento ignoto   s.m.    • 1 •   ciò che non si conosce: avere timore dell'ignoto    • 2 •   [f. -a] persona sconosciuta, di cui non si sa nulla: sporgere denuncia contro ignoti | i soliti ignoti, i ladri, che spesso restano sconosciuti (dal titolo di un film di m. monicelli, 1958) § ignotamente avv.  (non com.).
ignudare   v. tr.  (lett.) spogliare, denudare (anche fig.) | ignudarsi v. rifl.  (lett.) spogliarsi.
ignudo   agg.  (lett.)    • 1 •   nudo: a piedi ignudi, scalzo | ferro ignudo, spada sguainata | terra ignuda, (fig.) spoglia di vegetazione    • 2 •   (fig.) privo, sprovvisto di qualcosa: ignudo di sapere    • 3 •   (fig.) scoperto, indifeso | anche come s.m.  (lett.) persona nuda: vestire gli ignudi, secondo la dottrina cristiana, una delle opere di misericordia corporale § ignudamente avv. 
ignuno    ⇨ niuno.
igro-  igro- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. hygrós  'umido, liquido, fluido', nelle quali significa 'acquosità, umidità' (igrometro, igroscopia).
igrofilia   s.f.  (bot.) l'essere igrofilo.
igrofilo   agg.  (bot.) si dice di organismo vegetale che abbisogna di clima assai umido.
igrofito   agg.  si dice di pianta che si sviluppa solo in ambienti ricchi di umidità | anche s.m.  [f. -a]: le igrofite; un igrofito, un organismo vegetale igrofito.
igrografo   s.m.  (meteor.) strumento che misura e registra graficamente l'umidità atmosferica.
igrogramma   s.m.  [pl. -mi] (meteor.) diagramma, tracciato da un igrografo, che indica le variazioni di umidità in un dato intervallo di tempo.
igroma   s.m.  [pl. -mi] (med.) infiammazione acuta o cronica delle borse sierose: igroma del rene. 
igrometria   s.f.  parte della meteorologia che misura l'umidità assoluta o relativa dell'aria; l'insieme delle tecniche utilizzate a tale scopo.
igrometrico   agg.  [pl. m. -ci] (meteor.) relativo all'igrometria.
igrometro   s.m.  (meteor.) strumento che misura l'umidità atmosferica.
igroscopia   s.f.  (meteor.) rilevazione dell'umidità atmosferica.
igroscopicità   s.f.  proprietà di un corpo o di una sostanza di assorbire l'umidità atmosferica.
igroscopico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di sostanza o di corpo capace di assorbire l'umidità atmosferica.
igroscopio   s.m.  (meteor.) strumento che rileva le variazioni dell'umidità atmosferica, per lo più in base al cambiamento di colore che alcune sostanze subiscono per effetto dell'umidità.
igrostato   s.m.  apparecchio, utilizzato negli impianti di condizionamento dell'aria, che regola automaticamente l'umidità di un ambiente.
iguale   e deriv.   ⇨ uguale e deriv. 
iguana   s.f.  rettile con abitudini arboricole simile a un'enorme lucertola, con dorso munito di cresta e pelle ricoperta di squame, diffuso nell'america centrale e meridionale (ord.  squamati).
iguanodonte   s.m.  dinosauro del periodo cretaceo.
iguvino    ⇨ eugubino.
ih   inter.    • 1 •   espressione di disgusto, stupore, stizza, noia e sim.: ih, che insetto ripugnante!; ih, quante seccature!  | può esprimere, spec. ripetuto, un tono di superiorità o di canzonatura, o imitare un sogghigno ironico o un piagnucolio lamentoso    • 2 •   incitamento per le bestie da soma.
ikebana   s.m. invar.  l'arte giapponese di disporre fiori e piante secondo intendimenti estetici e valori simbolici; anche, la composizione stessa che si ottiene dalle disposizioni di tali elementi vegetali.
il   (1) ant. o dial. el, art. determ. m. sing.  [si premette ai vocaboli maschili singolari che cominciano per consonante che non sia s  impura, gn, ps, x, z  (negli altri casi si usa lo): il lavoro, il pane, il bosco, il computer, il pneumatico; unito alle prep. a, con, da, di, in, per, su, forma le prep. articolate al, col, dal, del, nel, pel, sul]    • 1 •   ha la funzione di determinare una persona o una cosa rispetto all'insieme a cui appartiene, o anche un tipo, una specie, un insieme rispetto ad altri: il signore in prima fila; dammi il cappello; il latte è un alimento importante; il pipistrello è un animale notturno  | viene sempre premesso a nomi o cognomi preceduti da un titolo (con esclusione di don, ser, mastro, san, fra): il ragionier bianchi; il dottor carlo  | secondo un uso oggi sempre meno seguito, si può premettere al cognome di personaggi, spec. se illustri: il leopardi, il cavour  | in usi regionali si può trovare anche davanti ai nomi di persona: eccolo qui, il giovanni!  | si premette a più  nel superlativo relativo: il più onesto di tutti    • 2 •   indica entità astratte, non particolarmente distinte o precisate: il moto fa bene; sopportare il dolore    • 3 •   con valore dimostrativo: lorenzo il magnifico; guardalo, il timido!  | con valore distributivo temporale, ogni: viene da noi il lunedì. 
il   (2) pron. pers.  e dimostr. di terza pers. m. sing.  (ant.) lo, ciò (come complemento oggetto): e assai volte in vano il chiamò  (boccaccio dec.  iv, 6).
ila   s.f.  (zool.) genere di anfibi cui appartiene la raganella (ord.  anuri).
ilare   (1) agg.  (lett.) che mostra contentezza: un'espressione, un volto ilare. 
ilare   (2) agg.  (anat. , med.) che riguarda un ilo e, in partic., quello polmonare: immagine ilare, immagine radiologica dell'ilo polmonare.
ilarità   s.f.    • 1 •   disposizione al riso    • 2 •   il ridere, spec. prolungato: la sua battuta provocò l'ilarità generale. 
ilarodia   s.f.  nell'antica grecia, rappresentazione teatrale fiorita in età alessandrina, di carattere popolare e gener. accompagnata dal flauto.
ile   (1) s.f.  (st.) squadrone di cavalleria macedone.
-ile  -ile (1) suffisso di nomi tratti da altri nomi (canile, pontile) o di aggettivi tratti da nomi (gentile, maschile).
ile   (2) s.f.  (rar.) nella cosmogonia greca, la materia informe e primitiva.
-ile  -ile (2) suffisso chimico tratto dal fr. -yle  di (benzo)yle  'benzoile', deriv. del gr. hy/lì  'materia'; indica i radicali idrocarburici monovalenti (metile) o i radicali acidi (acetile).
ileale   agg.  (anat.) relativo all'ileo intestinale: ansa ileale. 
ileite   s.f.  (med.) infiammazione dell'ileo intestinale.
ilemorfismo   o ilomorfismo, s.m.  (filos.) la dottrina aristotelica e scolastica secondo la quale ogni corpo è composto di materia e forma.
ileo   s.m.    • 1 •   (anat.) l'osso più ampio del bacino, che insieme all'ischio e al pube costituisce l'osso iliaco; ilio    • 2 •   (anat.) parte terminale dell'intestino tenue    • 3 •   (med.) occlusione intestinale acuta o cronica.
ileocecale   agg.  (anat.) che concerne la regione intestinale dell'ileo e del cieco: valvola ileocecale. 
iliaco   (1) agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di ilio, altro nome dell'antica città di troia, nell'asia minore: mura iliache. 
iliaco   (2) agg.  [pl. m. -ci] (anat.) relativo all'ileo o ilio: vena iliaca | osso iliaco, la parte principale del bacino costituita di tre ossa, ileo, ischio, pube.
iliade   s.f.  (lett.) lunga serie di sventure e difficoltà: prevedo un monte di disordini, un'iliade di guai  (manzoni p. s.  xix).
ilice   s.f.  (lett.) elce, leccio.
ilio   s.m.  (anat.) ileo (osso del bacino).
illacrimabile   agg.  (lett.) che non è degno di essere pianto.
illacrimato   agg.  (poet.) non compianto, non rimpianto: a noi prescrisse / il fato illacrimata sepoltura  (foscolo sonetti).
illanguidimento   s.m.  l'illanguidire, l'illanguidirsi: illanguidimento di forze; illanguidimento di stomaco. 
illanguidire   v. tr.  [io illanguidisco, tu illanguidisci ecc.] rendere languido, debole; fiaccare: l'ozio illanguidisce il corpo  | v. intr.  [aus. essere], illanguidirsi v. rifl.  divenire languido, debole; infiacchirsi (anche fig.): illanguidirsi per il lungo digiuno; l'illanguidirsi dei desideri, dei sentimenti. 
illanguidito   part. pass.  di illanguidire   agg.  nei sign. del verbo | (fig.) fioco, smorzato: i palazzi marini avevan bianchi / arabeschi nell'ombra illanguidita  (campana).
illaqueare   v. tr.  [usato solo all'inf. pres. e al part. pass.] (lett.) prendere nel laccio (anche fig.).
illativo   agg.  (lett.) che è fatto per illazione; che serve a un'illazione | congiunzione illativa, (gramm.) conclusiva.
illatore   s.m.  (ant.) chi reca, chi riferisce.
illaudabile   agg.  (lett.) che non è degno di lode.
illazione   s.f.    • 1 •   il trarre da alcune premesse una conseguenza logica    • 2 •   convinzione o giudizio ricavato per deduzione da alcune premesse | giudizio gratuito, privo di fondamento: le tue non sono che illazioni. 
illecebra   s.f.  (ant. , lett.) lusinga, allettamento: la nostra ragione non sa resistere... alle illecebre dell'eloquenza e dell'affetto  (cattaneo).
illeceità    ⇨ illiceità.
illecito   agg.  che contravviene alla legge o alla morale dominante: guadagno illecito; relazione illecita   s.m.  (dir.) atto che viola una norma giuridica: un illecito civile, penale  § illecitamente avv. 
illegale   agg.  che contrasta con la legge: azione, procedimento illegale  § illegalmente avv. 
illegalismo   s.m.  condotta politica che contrasta con le leggi e la costituzione dello stato.
illegalità   s.f.    • 1 •   l'essere illegale: l'illegalità di un atto processuale    • 2 •   azione illegale: commettere un'illegalità. 
illeggiadrire   v. tr.  [io illeggiadrisco, tu illeggiadrisci ecc.] rendere leggiadro, abbellire: i suoi capelli... così sciolti la illeggiadrivano  (pratolini) | v. intr.  [aus. essere], illeggiadrirsi v. rifl.  diventare leggiadro.
illeggibile   agg.  che non si può leggere: firma illeggibile  | faticoso a leggersi, per lo stile o per il contenuto: una prosa, un romanzo illeggibile  § illeggibilmente avv. 
illegittimità   s.f.  l'essere illegittimo: illegittimità di un provvedimento. 
illegittimo   agg.    • 1 •   contrario, non conforme alla legge per vizi di sostanza o di forma; non riconosciuto valido dalla legge: potere, governo illegittimo | figli illegittimi, denominazione dei figli naturali prima della riforma del diritto di famiglia    • 2 •   che è contrario a ciò che è giusto o ritenuto tale: pretesa illegittima    • 3 •   privo di fondamento, erroneo: argomentazione illegittima  § illegittimamente avv. 
illeso   agg.  che non ha riportato alcuna lesione, alcun danno: indenne (anche fig.): uscire illeso da un incidente; illesa resti / la mia virtù con me  (alfieri).
illetterato   ant. illitterato, agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi non sa leggere né scrivere | (estens.) che, chi ha una cultura insufficiente    • 2 •   (ant.) che, chi non conosceva né adoperava il latino § illetteratamente avv.  (rar.).
illibatezza   s.f.  (lett.) l'essere illibato; integrità, purezza.
illibato   agg.  (lett.)    • 1 •   integerrimo, puro, onesto: una coscienza illibata  | una ragazza illibata, vergine    • 2 •   candido, pulito § illibatamente avv. 
illiberale   agg.    • 1 •   che si oppone ai principi della libertà civile e politica: regime, legge illiberale    • 2 •   (lett.) non disposto alla liberalità, alla generosità § illiberalmente avv. 
illiberalità   s.f.  l'essere illiberale, in contrasto con i principi di libertà: l'illiberalità di un provvedimento. 
illiceità   non com. illeceità, s.f.  il non essere lecito.
illicenziabilità   s.f.  la condizione di un lavoratore dipendente che non può essere licenziato dal posto di lavoro senza ragioni di particolare gravità.
illimitatezza   s.f.  l'essere illimitato.
illimitato   agg.    • 1 •   che non ha limiti di tempo o di spazio: congedo illimitato  | (estens.) infinito: l'universo è illimitato    • 2 •   senza riserve o restrizioni; totale, assoluto: avere fiducia illimitata in qualcuno  § illimitatamente avv. 
illimpidire   v. tr.  [io illimpidisco, tu illimpidisci ecc.] (non com.) rendere limpido o più limpido | v. intr.  [aus. essere], illimpidirsi v. rifl.  diventare limpido o più limpido.
illiquidire   v. intr.  [io illiquidisco, tu illiquidisci ecc. ; aus. essere], illiquidirsi v. rifl.  (non com.) diventare liquido, liquefarsi.
illiquidità   s.f.  (econ.) caratteristica di un bene economico che non è prontamente convertibile in moneta: illiquidità di un credito. 
illirico   agg.  [pl. m. -ci] dell'illiria, antica regione comprendente gran parte dei territori del versante adriatico della penisola balcanica; degli illiri, popolazione indoeuropea che abitava questa regione  s.m.  la lingua indoeuropea parlata dagli illiri.
illitterato    ⇨ illetterato.
illividimento   s.m.  il diventare livido.
illividire   v. intr.  [io illividisco, tu illividisci ecc. ; aus. essere] diventare, farsi livido: illividire per il freddo  | v. tr.  (lett.) rendere livido, far diventare livido: un'angoscia mortale... illividiva le sue labbra  (d'annunzio).
illocutivo   o illocutorio [il-lo-cu-tò-rio], agg.  (ling.) si dice di un enunciato che realizza di per sé ciò che dichiara, il proprio contenuto (p. e.  la frase ti prometto... realizza l'atto di promettere).
illogicità   s.f.    • 1 •   l'essere illogico: l'illogicità di un discorso    • 2 •   atto, discorso, ragionamento illogico.
illogico   agg.  [pl. m. -ci] contrario alla logica, privo di logica: comportamento, ragionamento illogico  § illogicamente avv. 
illudere   v. tr.  [pass. rem. io illusi, tu illudésti ecc. ; part. pass. illuso] ingannare con false apparenze o suscitando speranze infondate: illudere con promesse, con lusinghe; illudere con il miraggio del successo  | illudersi v. rifl.  sperare vanamente; ingannarsi: mi ero illuso di riuscire; illudersi sul conto di qualcuno | non c'è da illudersi , c'è (ben) poco da illudersi , non è il caso di nutrire speranze.
illuminabile   agg.  che può essere illuminato.
illuminamento   s.m.    • 1 •   l'illuminare, l'essere illuminato    • 2 •   (fis.) grandezza fisica risultante dal rapporto fra il flusso luminoso ricevuto da una superficie e l'area di tale superficie.
illuminante   part. pres.  di illuminare   agg.  che ha la capacità d'illuminare (anche fig.): corpo, gas illuminante; parole illuminanti  | grazia illuminante, (teol.) quella concessa da dio all'uomo per aiutarlo a distinguere il bene dal male.
illuminare   v. tr.  [io illùmino ecc.]    • 1 •   rendere luminoso, rischiarare con la propria luce; diffondere la luce in un ambiente oscuro: il sole illumina i pianeti; una finestra illuminava la stanza | illuminare a giorno, con luce intensa e viva, tale da uguagliare la luce del giorno    • 2 •   (fig.) rendere radioso, ravvivare: il sorriso gli illumina il volto; un desiderio le illuminava gli occhi    • 3 •   (fig.) liberare dall'ignoranza, dall'errore; far comprendere con grande e improvvisa chiarezza; dare spiegazioni esaurienti: le sue parole mi illuminarono (la mente); mi illuminò sulla necessità di continuare gli studi; che il cielo t'illumini!  | illuminarsi v. rifl.    • 1 •   diventare luminoso: la via s'illuminò al bagliore dell'incendio    • 2 •   (fig.) diventare radioso, ravvivarsi: illuminarsi di gioia. 
illuminativo   agg.  (non com.) atto a illuminare.
illuminato   part. pass.  di illuminare   agg.    • 1 •   reso luminoso, rischiarato    • 2 •   (fig.) rischiarato dalla luce della sapienza, della verità saggio | prìncipi illuminati, i sovrani del sec. xviii che, ispirandosi ai principi dell'illuminismo, si proponevano un programma di riforme politiche e sociali | secolo illuminato, per antonomasia, il settecento, l'età dell'illuminismo  s.m.    • 1 •   nei secc. xvi e xvii, seguace di una setta spagnola che rivendicava ai propri adepti il possesso della visione immediata di dio e l'impeccabilità | nel sec. xviii, seguace di una setta massonica bavarese, materialista in filosofia e radicale in politica    • 2 •   spec. pl.  nella chiesa cristiana primitiva, i catecumeni che avevano ricevuto il battesimo § illuminatamente avv.  con saggezza.
illuminatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi illumina (anche fig.).
illuminazione   s.f.    • 1 •   l'illuminare, l'essere illuminato | l'insieme delle apparecchiature e dei mezzi utilizzati per illuminare artificialmente un ambiente chiuso o un'area all'aperto: illuminazione elettrica, a gas, a petrolio, al neon  | apparato luminoso allestito in occasione di feste pubbliche    • 2 •   (fig.) improvviso aprirsi della mente alla comprensione; l'insorgere di un'intuizione, di un'idea: avere una geniale illuminazione    • 3 •   (relig.) la conoscenza resa possibile dall'azione dell'intelletto divino su quello umano    • 4 •   (fis.) illuminamento.
illuminello   s.m.  (non com.) luminello.
illuminismo   s.m.    • 1 •   movimento culturale sviluppatosi in europa nel corso del sec. xviii che si proponeva di liberare l'uomo e la società dalle tenebre dell'ignoranza e dell'oscurantismo mediante l'uso della ragione e senza appellarsi a verità rivelate e alla tradizione | il periodo in cui tale movimento fu attivo, detto anche età dei lumi    • 2 •   (estens.) atteggiamento culturale e di pensiero improntato a principi di ordine razionalistico.
illuminista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace dell'illuminismo: gli illuministi francesi  | usato anche come agg.  : il pensiero illuminista. 
illuministico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'illuminismo o agli illuministi: idee, dottrine illuministiche  § illuministicamente avv.  secondo i principi dell'illuminismo | (estens.) in modo razionale e sistematico.
illuminometro   s.m.  strumento che misura la quantità di luce da cui è investita una data superficie.
illuminotecnica   s.f.  la tecnica dell'illuminazione.
illune   agg.  (lett.) senza luna, non rischiarato dalla luce lunare: sotto il cielo illune il cielo d'oro splende  (gozzano).
illusione   s.f.    • 1 •   percezione alterata delle cose da parte dei sensi: illusione ottica; la prospettiva dà l'illusione della profondità    • 2 •   ingannevole rappresentazione della mente che immagina o interpreta la realtà secondo i propri desideri e le proprie speranze: vivere, pascersi d'illusioni; farsi delle illusioni. 
illusionismo   s.m.    • 1 •   arte dello spettacolo, fondata sulla destrezza o su abili trucchi, che consiste nell'eseguire esercizi che paiono prodigiosi    • 2 •   rappresentazione che per la sua grande verosimiglianza dà la sensazione della realtà.
illusionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi dà spettacoli d'illusionismo.
illusionistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'illusionismo: effetto illusionistico  § illusionisticamente avv. 
illusivo   agg.  (lett.) che illude, che è tale da illudere § illusivamente avv. 
illuso   part. pass.  di illudere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi spera vanamente, si fa delle illusioni: è un povero illuso. 
illusore   s.m.  [f. illuditrice] chi illude, inganna gli altri.
illusorietà   s.f.  l'essere illusorio; carattere di ciò che è illusorio: l'illusorietà di un'attesa, di una speranza, di un progresso. 
illusorio   agg.    • 1 •   che illude: promesse illusorie    • 2 •   che è effetto d'illusione: benessere illusorio  § illusoriamente avv. 
illustrare   v. tr.    • 1 •   (ant.) illuminare, rendere chiaro    • 2 •   (non com.) rendere onorato, famoso: illustrare il proprio paese    • 3 •   spiegare, commentare: illustrare un argomento, un passo dantesco    • 4 •   corredare di figure, disegni, fotografie: illustrare un testo  | illustrarsi v. rifl.  (non com.) rendersi famoso.
illustrativo   agg.  che serve a illustrare: note illustrative. 
illustrato   part. pass.  di illustrare   agg.  corredato di illustrazioni, di figure: settimanale illustrato  | cartolina illustrata, su cui sono riprodotti disegni, fotografie di paesaggi e sim.
illustratore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi correda di figure un testo, una pubblicazione    • 2 •   (non com.) chi commenta, spiega un testo, un'opera letteraria.
illustrazione   s.f.    • 1 •   l'illustrare, l'essere illustrato: l'illustrazione di una poesia petrarchesca, di una tesi    • 2 •   figura, disegno o fotografia che correda una pubblicazione allo scopo di chiarire qualche aspetto del testo o per ornamento: illustrazioni in bianco e nero, a colori. 
illustre   agg.    • 1 •   celebre, rinomato per qualità o atti insigni: un illustre scrittore; stirpe illustre, nobile | il superl. illustrissimo  è forma allocutiva ormai disusata    • 2 •   (ant.) chiaro, luminoso: ma rivolgiti omai inverso altrui; / ch'assai illustri spiriti vedrai  (dante par.  xxii, 19-20).
illuvie   s.f.  (lett.)    • 1 •   sporcizia, sudiciume    • 2 •   inondazione | (fig.) invasione, grande afflusso di gente.
illuvione   s.f.  (lett.) alluvione | (fig.) invasione.
ilmenite   s.f.  minerale costituito da ossido di ferro e titanio, di colore nero, usato in metallurgia e nell'industria dei coloranti.
ilo   s.m.    • 1 •   (bot.) punto in cui il seme è attaccato al funicolo    • 2 •   (anat.) punto di un organo attraverso il quale penetrano e fuoriescono i vasi, i nervi, i dotti escretori: ilo epatico. 
ilobate   s.m.  (zool.) genere di scimmie antropomorfe catarrine delle regioni sudorientali dell'asia, prive di coda, con testa piccola, corpo snello e arti lunghissimi (ord.  primati).
ilomorfismo    ⇨ ilemorfismo.
ilor   s.f. invar.  (fin.) imposta diretta di tipo reale prelevata sui redditi non da lavoro, il cui gettito viene incassato dallo stato ma trasferito agli enti locali.
ilota   ant. iloto, s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   (st.) appartenente alla più bassa delle tre classi in cui era suddivisa la popolazione di sparta    • 2 •   (fig.) persona che vive in uno stato di grave soggezione economica o morale.
ilozoismo   s.m.  concezione filosofica che considera la natura come materia animata e vivente, e ritiene che il principio della vita discenda dalla materia stessa.
ilozoista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace dell'ilozoismo.
ilozoistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) relativo all'ilozoismo: concezione ilozoistica. 
image   s.f.  (ant.) immagine: guizza dentro a lo specchio vostra image  (dante purg.  xxv, 26).
imagery   s.f. invar.  nel linguaggio della critica letteraria, l'insieme delle immagini create da uno scrittore o quelle caratteristiche di una corrente letteraria, di un periodo storico.
imagine   e deriv.   ⇨ immagine e deriv. 
imaginismo   s.m.  movimento poetico della russia postrivoluzionaria che rivendicava il primato dell'immagine poetica fine a se stessa, anche indipendentemente dal senso.
imagismo   s.m.  movimento poetico fiorito in inghilterra e in america nel primo ventennio del sec. xx; in contrasto con l'estetica romantica, riponeva il valore sostanziale della poesia nell'immagine netta e precisa.
imago   o immago, s.f.    • 1 •   (poet.) immagine: forse perché della fatal quiete / tu sei l'imago a me sì cara vieni / o sera!  (foscolo sonetti) | forma, figura della persona umana: i' senti' trarmi de la propria imago, / ed in un cervo solitario e vago / di selva in selva ratto mi trasformo  (petrarca canz.  xxiii, 157-159)    • 2 •   nella psicologia analitica di c. g. jung (1875-1961), l'immagine idealizzata di una persona amata nell'infanzia (di solito un genitore), che continua a esercitare un'influenza sulla psiche dell'adulto.
imam   o iman, antiq. imano, s.m. invar.    • 1 •   ciascuno dei sovrani per diritto divino discendenti da alì | presso gli sciiti, lo stesso che califfo    • 2 •   fedele che presiede alla preghiera rituale comunitaria nelle moschee    • 3 •   nel mondo islamico, chi eccelle in qualche ramo delle lettere e delle scienze.
imanato   s.m.  la carica di iman e la durata di tale carica; il luogo di residenza dell'iman e il territorio soggetto alla sua signoria.
imano    ⇨ imam.
imatio   o imation, s.m.  sorta di scialle che gli antichi greci portavano sul capo, sulle spalle o drappeggiato a coprire la tunica.
imbacuccare   v. tr.  [io imbacucco, tu imbacucchi ecc.] coprire il capo e la persona con indumenti vari, per lo più pesanti e voluminosi | imbacuccarsi v. rifl.  infagottarsi: s'è tutto imbacuccato. 
imbacuccato   part. pass.  di imbacuccare   agg.  tutto ravvolto in indumenti; infagottato.
imbaldanzire   v. tr.  [io imbaldanzisco, tu imbaldanzisci ecc.] rendere baldanzoso: gli elogi lo hanno imbaldanzito  | v. intr.  [aus. essere], imbaldanzirsi v. rifl.  diventare baldanzoso: (si) è imbaldanzito dopo il primo successo. 
imballaggio   s.m.    • 1 •   l'imballare, l'essere imballato: carta da imballaggio    • 2 •   ciò che serve a imballare: danneggiare l'imballaggio. 
imballare   (1) v. tr.    • 1 •   ridurre, confezionare in balle: imballare il cotone    • 2 •   rivestire un oggetto con un involucro o disporlo in un contenitore in modo che non subisca danni durante il trasporto: imballare i mobili, i quadri. 
imballare   (2) v. tr.  nella loc. imballare il motore, causare una perdita di potenza in un motore a scoppio erogando troppo carburante rispetto alla velocità di rotazione | imballarsi v. rifl.    • 1 •   di motore a scoppio, perdere potenza in seguito a un'alimentazione di carburante eccessiva rispetto alla velocità di rotazione    • 2 •   (sport) detto di un atleta, perdere agilità e scioltezza nei movimenti in seguito a uno sforzo eccessivo.
imballatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto all'imballaggio di merci.
imballatrice   s.f.    • 1 •   (agr.) macchina usata per comprimere fieno o paglia e legarli in balle, montata spesso su una mietitrebbiatrice    • 2 •   macchina per l'imballaggio di merci.
imballatura   (1) s.f.  (non com.) imballaggio.
imballatura   (2) s.f.  l'imballarsi, detto di motore a scoppio o di un atleta.
imballo   s.m.    • 1 •   imballaggio    • 2 •   speciale tessuto per imballaggi.
imbalordire   v. tr.  [io imbalordisco, tu imbalordisci ecc.] (non com.) disorientare, confondere | v. intr.  [aus. essere], imbalordirsi v. rifl.  diventare balordo.
imbalsamare   v. tr.  [io imbàlsamo ecc.]    • 1 •   trattare con sostanze speciali un cadavere di uomo o di animale per sottrarlo ai naturali processi di decomposizione | (estens.) impagliare animali morti per conservarne immutata la forma    • 2 •   (fig.) con riferimento a dottrine o ideologie, renderle fisse, schematiche e ripetitive; privarle della loro vitalità: imbalsamare il pensiero crociano    • 3 •   (lett.) rendere balsamico, aromatizzare, profumare.
imbalsamatore   s.m.  [f. -trice] chi esercita il mestiere di imbalsamare.
imbalsamatura   s.f.  (non com.) imbalsamazione.
imbalsamazione   s.f.  l'imbalsamare, l'essere imbalsamato.
imbambolare   v. intr.  [io imbàmbolo ecc. ; aus. essere], imbambolarsi v. rifl.  perdersi con lo sguardo nel vuoto; rimanere assorto.
imbambolato   part. pass.  di imbambolare   agg.    • 1 •   si dice di chi tiene gli occhi fissi, con aria attonita e incantata: restare imbambolato a guardare    • 2 •   (ant.) inumidito di lacrime: gli vide gli occhi imbambolati / e domandò quel che la cagion fosse  (pulci).
imbandieramento   s.m.    • 1 •   l'imbandierare, l'essere imbandierato    • 2 •   (non com.) l'insieme delle bandiere esposte.
imbandierare   v. tr.  [io imbandièro ecc.] ornare con bandiere, per lo più in segno di festa | imbandierarsi v. rifl.  ornarsi di bandiere.
imbandigione   s.f.  (lett.) l'imbandire; le vivande imbandite: una ricca imbandigione. 
imbandire   v. tr.  [io imbandisco, tu imbandisci ecc.]    • 1 •   preparare vivande e disporle sulla mensa copiosamente e con un certo sfarzo: imbandire la tavola; imbandire uno splendido pranzo    • 2 •   (fig. scherz.) preparare e offrire (spec. qualcosa di sgradevole); ammannire: imbandire un discorso lungo e noioso. 
imbandito   part. pass.  di imbandire   agg.  preparato con sfarzo, sontuosamente: tavola imbandita. 
imbando   s.m.  (mar.) la parte di un cavo che viene allentata durante una manovra.
imbarazzamento   s.m.  (non com.) imbarazzo.
imbarazzante   part. pres.  di imbarazzare   agg.  che mette in imbarazzo, a disagio: domanda, situazione imbarazzante. 
imbarazzare   v. tr.    • 1 •   ingombrare, intralciare, ostacolare: imbarazzare il tavolo coi libri; imbarazzare i movimenti  ' imbarazzare lo stomaco, appesantirlo con cibi indigesti    • 2 •   (fig.) mettere in imbarazzo, a disagio: la presenza di estranei lo imbarazza  | imbarazzarsi v. rifl.    • 1 •   sentirsi in imbarazzo, trovarsi a disagio    • 2 •   (tosc.) impicciarsi.
imbarazzato   part. pass.  di imbarazzare   agg.    • 1 •   impacciato, impedito: stomaco imbarazzato, che non ha digerito    • 2 •   (fig.) che è in uno stato di disagio psicologico; turbato, confuso: essere, sentirsi imbarazzato  § imbarazzatamente avv.  (non com.) con imbarazzo, con disagio.
imbarazzo   s.m.    • 1 •   difficoltà, impaccio, intralcio: quest'abito troppo stretto mi dà imbarazzo | imbarazzo di stomaco, difficoltà di digestione    • 2 •   (fig.) stato di disagio, di perplessità, di confusione: mettere, essere, sentirsi in imbarazzo; avere l'imbarazzo della scelta, avere la sola incertezza di dover scegliere tra cose egualmente realizzabili o desiderabili: le soluzioni possibili sono molte: non hai che l'imbarazzo della scelta. 
imbarbarimento   s.m.  l'imbarbarire, l'imbarbarirsi, l'essere imbarbarito: imbarbarimento dei costumi, della lingua. 
imbarbarire   v. tr.  [io imbarbarisco, tu imbarbarisci ecc.] rendere barbaro, rozzo; far decadere a una condizione di minore civiltà: le invasioni imbarbarirono il mondo latino | imbarbarire una lingua, immettervi vocaboli e costrutti stranieri, barbarismi | v. intr.  [aus. essere], imbarbarirsi v. rifl.  diventare barbaro, rozzo; regredire sul piano della civiltà, della cultura e dei costumi.
imbarbogire   v. intr.  [io imbarbogisco, tu imbarbogisci ecc. ; aus. essere] (non com.) diventare barbogio, rimbambire per l'età.
imbarcadero   o embarcadero, s.m.  (mar.) molo, banchina, pontile a cui s'accostano le navi per l'imbarco e lo sbarco di passeggeri e merci.
imbarcamento   s.m.    • 1 •   il deformarsi, l'incurvarsi delle tavole di legno    • 2 •   il piegarsi lateralmente di una trave sotto carico    • 3 •   (non com.) imbarco.
imbarcare   v. tr.  [io imbarco, tu imbarchi ecc.]    • 1 •   far salire passeggeri o merci su una nave, su un'imbarcazione e, per estens., anche su altri mezzi di trasporto: imbarcare le truppe, le merci;imbarcare i viaggiatori sull'areo | imbarcare acqua, si dice di natante in cui penetri acqua a bordo per una falla o per il mare grosso    • 2 •   (fig.) mettere qualcuno in un'impresa assai impegnativa, difficile o rischiosa: la sua indole... l'aveva poi imbarcato per tempo in altre gare più serie  (manzoni p. s.  iv)    • 3 •   nel gergo giovanile, trovare un partner momentaneo; rimorchiare | imbarcarsi v. rifl.    • 1 •   salire su una nave o altro veicolo come passeggero o come membro dell'equipaggio: imbarcarsi per una crociera; imbarcarsi su un battello    • 2 •   (fig.) mettersi in un'impresa difficile o rischiosa: si è imbarcato in un brutto affare  | v. rifl.    • 1 •   (aer.) eseguire con l'aeroplano una lunga picchiata che termina con il passaggio al volo rovescio    • 2 •   detto di tavole di legno, deformarsi, incurvarsi.
imbarcata   s.f.    • 1 •   (non com.) imbarco    • 2 •   (fam.) gran numero di persone non selezionate chiamato a partecipare a qualcosa: si presentò alla festa con un'imbarcata di amici    • 3 •   (aer.) acrobazia di un aereo che passa da una picchiata al volo rovescio    • 4 •   (gerg.) forte e improvviso innamoramento: prendersi un'imbarcata per qualcuno. 
imbarcatoio   s.m.  (mar.) pontile d'imbarco, imbarcadero.
imbarcatore   s.m.  [f. -trice] chi imbarca (anche fig.).
imbarcatura   s.f.  (non com.) incurvamento subito da tavole di legno; imbarcamento.
imbarcazione   (1) s.f.  termine generico con cui si indicano i piccoli natanti a remi, a vela o a motore.
imbarcazione   (2) s.f.  (non com.) l'imbarcare; imbarco.
imbarco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   l'imbarcare, l'imbarcarsi: l'imbarco delle merci, dei passeggeri    • 2 •   l'imbarcarsi su una nave come membro dell'equipaggio; la durata della permanenza a bordo come tale; anche, il relativo contratto: trovare un buon imbarco su una petroliera    • 3 •   luogo da cui ci si imbarca: l'imbarco è a genova    • 4 •   (antiq.) qualsiasi tipo di bastimento adibito al trasporto di persone o mercanzie.
imbardare   (1) v. tr.  (non com.) mettere la barda ai cavalli; bardare | v. intr.  [aus. essere], imbardarsi v. rifl.  (ant.) innamorarsi: calandrino subitamente di lei s'imbardò  (boccaccio dec.  ix, 5).
imbardare   (2) v. intr.  [aus. avere], imbardarsi v. rifl.  (aer.) compiere un'imbardata.
imbardata   s.f.  (aer.) rotazione di un aeroplano intorno al proprio asse verticale, che può avvenire durante il rullaggio, il decollo o l'atterraggio | (estens.) movimento analogo di un autoveicolo.
imbarilare   v. tr.  (non com.) mettere in un barile: imbarilare le acciughe. 
imbasamento   s.m.  (non com.) basamento, base.
imbasceria    ⇨ ambasceria.
imbasciata   e deriv.   ⇨ ambasciata e deriv. 
imbastardimento   s.m.  l'imbastardire, l'imbastardirsi (anche fig.).
imbastardire   v. tr.  [io imbastardisco, tu imbastardisci ecc.]    • 1 •   far diventare bastardo: imbastardire una razza di cani    • 2 •   (fig.) guastare, corrompere | imbastardire la lingua, immettervi termini stranieri | v. intr.  [aus. essere], imbastardirsi v. rifl.    • 1 •   diventare bastardo, perdere le caratteristiche e le qualità della propria razza o natura    • 2 •   (fig.) degenerare, tralignare: tradizioni che (si) imbastardiscono. 
imbastare   v. tr.  (non com.) mettere il basto a un cavallo o ad altri animali da soma.
imbastire   v. tr.  [io imbastisco, tu imbastisci ecc.]    • 1 •   eseguire una cucitura provvisoria con punti piuttosto lunghi per riunire due lembi di un tessuto e preparare la traccia della cucitura definitiva    • 2 •   (fig.) stabilire per sommi capi gli elementi essenziali di qualcosa che si intende compiere: imbastire un articolo, un discorso; imbastire un piano d'attacco    • 3 •   nella lavorazione del feltro, avvolgere il pelo per ridurlo in falde attorno al tamburo dell'imbastitrice    • 4 •   (mecc.) eseguire l'imbastitura.
imbastito   part. pass.  di imbastire   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   nel gergo sportivo, si dice di atleta con i muscoli irrigiditi e i riflessi appannati per lo sforzo.
imbastitrice   s.f.  (tecn.) nella lavorazione del feltro, macchina per imbastire il pelo.
imbastitura   s.f.    • 1 •   l'imbastire; la cucitura fatta imbastendo    • 2 •   (fig. non com.) abbozzo, schema di qualcosa che si intende compiere    • 3 •   nel gergo sportivo, sfinimento che colpisce un atleta, provocandogli irrigidimento muscolare e appannamento dei riflessi    • 4 •   (mecc.) collegamento provvisorio di pezzi metallici che devono essere in seguito uniti tra loro in modo definitivo.
imbattersi   v. rifl.    • 1 •   incontrare per caso, inaspettatamente (anche fig.): imbattersi in un vecchio compagno di scuola; imbattersi in una difficoltà    • 2 •   avere in sorte, incontrare per caso: s'è imbattuto in un esaminatore severo '  anche assol.  : imbattersi bene, male, trovarsi in una situazione favorevole, sfavorevole.
imbattibile   agg.  che non può essere battuto; invincibile (anche fig.): un corridore imbattibile; quando racconta barzellette, è imbattibile. 
imbattibilità   s.f.  l'essere imbattibile; la condizione di chi è imbattuto: imbattibilità esterna, interna di una squadra, quella di una squadra che da un certo periodo di tempo non subisce sconfitte fuori casa o in casa.
imbatto   s.m.    • 1 •   (ant.) incontro, avvenimento imprevisto    • 2 •   vento d'imbatto, (mar.) che spira dal mare in direzione della riva    • 3 •   in balistica, impatto.
imbattuto   agg.  che non è stato mai battuto, superato: un pugile imbattuto | campo, terreno imbattuto, (sport) su cui la squadra di casa non ha mai perso.
imbaulare   v. tr.  [io imbaùlo ecc.] (non com.) mettere in un baule o in bauli: imbaulare la biancheria. 
imbavagliamento   s.m.  l'atto, l'effetto dell'imbavagliare | (fig.) soppressione della libertà di parola, della manifestazione delle idee.
imbavagliare   v. tr.  [io imbavàglio ecc.]    • 1 •   chiudere, tappare la bocca a qualcuno con un bavaglio: l'ostaggio fu imbavagliato    • 2 •   (fig.) impedire di parlare liberamente, di esprimere il proprio pensiero: imbavagliare la stampa. 
imbavare   v. tr.  (non com.) imbrattare di bava | imbavarsi v. rifl.  (non com.) imbrattarsi di bava.
imbeccare   v. tr.  [io imbécco, tu imbécchi ecc.]    • 1 •   mettere il cibo nel becco a un uccello che non è in grado di nutrirsi da sé    • 2 •   (fig.) suggerire a una persona quello che deve dire; dare l'imbeccata: imbeccare un testimone. 
imbeccata   s.f.    • 1 •   quantità di cibo che viene messa in una volta nel becco di un uccello    • 2 •   (fig.) suggerimento, istruzione data a una persona perché dica determinate cose: dare, aspettare l'imbeccata. 
imbeccatoio   s.m.  recipiente che contiene il becchime nelle gabbie e nei pollai.
imbecillaggine   s.f.  l'essere imbecille | atto, discorso da imbecille: basta con queste imbecillaggini!. 
imbecille   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi ha scarsa intelligenza: discorsi da imbecille; far la figura dell'imbecille.  dim. imbecilletto, imbecillotto  accr. imbecillone  pegg. imbecillaccio    • 2 •   (med.) che, chi è affetto da imbecillità § imbecillemente avv.  (non com.) da imbecille.
imbecillire   v. intr.  [io imbecillisco, tu imbecillisci ecc. ; aus. essere] (non com.) diventare imbecille, rimbecillire | v. tr.  (non com.) rendere imbecille.
imbecillità   s.f.    • 1 •   l'essere imbecille    • 2 •   atto o detto da imbecille: commettere, dire un'imbecillità    • 3 •   (med.) termine, ora in disuso, che indicava uno stato di debolezza mentale dovuto all'arresto dello sviluppo intellettuale a un livello infantile.
imbelle   agg.    • 1 •   (lett.) inetto alla guerra    • 2 •   (estens.) debole, fiacco, vile: gioventù imbelle; animo imbelle. 
imbellettamento   s.m.  (non com.) imbellettatura.
imbellettare   v. tr.  [io imbellétto ecc.]    • 1 •   coprire di belletto, dare il belletto: imbellettare le guance, gli occhi    • 2 •   (fig.) ornare con artifizi: imbellettare uno scritto  | imbellettarsi v. rifl.    • 1 •   darsi il belletto    • 2 •   (fig. lett.) fare mostra di qualità che non si hanno.
imbellettato   part. pass.  di imbellettare   agg.  coperto, ornato di belletto: comparve sull'uscio tutta imbellettata. 
imbellettatura   s.f.    • 1 •   l'imbellettare, l'imbellettarsi, l'essere imbellettato; il belletto stesso di cui si è coperti    • 2 •   (fig. lett.) ornamento, artificio.
imbellire   v. tr.  [io imbellisco, tu imbellisci ecc.] rendere più bello, migliorare l'aspetto di qualcosa: questa pettinatura ti imbellisce  | v. intr.  [aus. essere], imbellirsi v. rifl.  diventare più bello: crescendo (si) è imbellita. 
imbelvare   v. tr.  (ant.) [io imbélvo, tu imbélvi ecc] rendere feroce, furioso: o donna indarno angelica e divina, / se mostruosa ferità la 'mbelva  (guarini) | imbelvarsi v. rifl.  (ant.) diventare feroce, infuriarsi.
imberbe   agg.    • 1 •   che non ha ancora la barba: viso, ragazzo imberbe    • 2 •   (fig.) immaturo, inesperto    • 3 •   (lett) sbarbato, che non porta la barba.
imberrettare   v. tr.  [io imberrétto ecc.] (non com.) mettere la berretta o il berretto in capo | imberrettarsi v. rifl.  (non com.) mettersi la berretta o il berretto.
imbestialire   v. tr.  [io imbestialisco, tu imbestialisci ecc.] (non com.) fare andare in bestia: le continue provocazioni l'hanno imbestialito  | v. intr.  [aus. essere], imbestialirsi v. rifl.  adirarsi, andare in collera, montare su tutte le furie: mi fa imbestialire con la sua ostinazione. 
imbestiare   v. tr.  [io imbéstio ecc.] (lett.)    • 1 •   trasformare in bestia: circe... la maga che imbestia gli uomini  (pascoli)    • 2 •   (fig.) rendere simile a una bestia | v. intr.  [aus. essere], imbestiarsi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   trasformarsi in bestia    • 2 •   (fig.) abbrutirsi, comportarsi come bestia: colei / che s'imbestiò ne le 'mbestiate schegge  (dante purg.  xxvi, 86-87).
imbesuito   agg.  (dial.) intontito, istupidito.
imbevere   v. tr.  [io imbévo ecc.]    • 1 •   (non com.) assorbire un liquido: la spugna ha imbevuto tutta l'acqua    • 2 •   far assorbire un liquido a qualcosa; impregnare, inzuppare: imbevere d'alcol un batuffolo di cotone  | imbeversi v. rifl.    • 1 •   impregnarsi di liquido: i muri si sono imbevuti di umidità    • 2 •   (fig.) lasciarsi permeare profondamente da sentimenti, idee, dottrine: imbeversi di pregiudizi. 
imbevibile   agg.  che non si può bere: questo caffè è proprio imbevibile. 
imbevimento   s.m.  (non com.) l'imbevere, l'imbeversi.
imbiaccare   v. tr.  [io imbiacco, tu imbiacchi ecc.]    • 1 •   coprire, cospargere di biacca    • 2 •   (estens. non com.) cospargere esageratamente il viso di cosmetici; imbellettare | imbiaccarsi v. rifl.  truccarsi il viso in modo troppo pesante.
imbiancamento   s.m.  l'imbiancare, l'imbiancarsi, l'essere imbiancato.
imbiancare   v. tr.  [io imbianco, tu imbianchi ecc.] rendere bianco; tingere di bianco: la neve ha imbiancato i tetti | imbiancare una stanza, pitturarne di bianco le pareti; per estens., ridipingerle, anche se non di bianco | imbiancare una stoffa, le fibre tessili, sottoporle a processi di sbiancatura, candeggiarle | v. intr.  [aus. essere], imbiancarsi v. rifl.    • 1 •   diventare bianco: i capelli si sono imbiancati  | rischiararsi: il cielo (s') imbianca    • 2 •   (fig.) sbiancare, impallidire: per la paura (s')imbiancò in volto. 
imbiancatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   operaio addetto all'imbiancatura dei tessuti    • 2 •   (non com.) imbianchino.
imbiancatrice   s.f.  macchina usata per l'imbianchimento del riso.
imbiancatura   s.f.    • 1 •   operazione dell'imbiancare, del candeggiare tessuti, fibre tessili    • 2 •   la tinteggiatura, bianca o di altro colore, che si dà ai muri.
imbianchimento   s.m.    • 1 •   l'imbianchire, l'essere imbianchito    • 2 •   (tecn.) trattamento a cui si sottopongono diverse sostanze per decolorarle: imbianchimento dello zucchero, del cotone, del riso    • 3 •   (agr.) pratica consistente nella copertura (con terra, carta o altro) di alcuni tipi di ortaggi, per renderne chiare le parti commestibili: imbianchimento dei cardi, dei finocchi. 
imbianchino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   operaio che imbianca o tinteggia i muri    • 2 •   (spreg.) pittore di nessun valore.
imbianchire   v. tr.  [io imbianchisco, tu imbianchisci ecc.] far diventare bianco; sbiancare, decolorare: imbianchire un tessuto  | v. intr.  [aus. essere] diventare bianco, incanutire: i capelli imbianchiscono. 
imbibente   part. pres.  di imbibire   agg.  e s.m.  (fis.) si dice di sostanza capace di ridurre la tensione superficiale dei liquidi o delle soluzioni in modo da favorirne la penetrazione nei pori dei materiali solidi (soprattutto tessuti e filati).
imbibire   v. tr.  [io imbibisco, tu imbibisci ecc.] (fis.) facilitare l'assorbimento di un liquido o di una soluzione da parte di un corpo solido | imbibirsi v. rifl.  (lett.) imbeversi.
imbibito   part. pass.  di imbibire  | (fis.) che ha subito il processo di imbibizione.
imbibizione   s.f.    • 1 •   (lett.) l'imbevere, l'imbeversi    • 2 •   (fis.) fenomeno di assorbimento di un liquido da parte di un solido poroso, senza che si verifichino fenomeni chimici: imbibizione capillare, molecolare, osmotica. 
imbietolire   v. intr.  [io imbietolisco, tu imbietolisci ecc. ; aus. essere] (non com.) istupidire.
imbiettare   v. tr.  [io imbiétto ecc.] (mecc.) rendere fisso un collegamento per mezzo di una bietta.
imbiondare   v. tr.  [io imbióndo ecc.] (lett.) rendere biondo | v. intr.  [aus. essere], imbiondarsi v. rifl.  (lett.) imbiondire, imbiondirsi.
imbiondire   v. tr.  [io imbiondisco, tu imbiondisci ecc.] rendere biondo: imbiondire i capelli  | v. intr.  [aus. essere], imbiondirsi v. rifl.  divenire biondo: il grano è imbiondito; le si sono imbionditi i capelli. 
imbirbonire   v. tr.  [io imbirbonisco, tu imbirbonisci ecc.] (non com.) far diventare birbone | v. intr.  [aus. essere], imbirbonirsi v. rifl.  (non com.) diventare birbone.
imbitumare   v. tr.  (non com.) spalmare, cospargere di bitume.
imbiutare   v. tr.  spalmare di biuta; ungere con materia grassa.
imbizzarrimento   s.m.  (non com.) l'imbizzarrire, l'imbizzarrirsi, l'essere imbizzarrito.
imbizzarrire   v. tr.  [io imbizzarrisco, tu imbizzarrisci ecc.] (non com.) rendere irrequieto; irritare | v. intr.  [aus. essere], imbizzarrirsi v. rifl.    • 1 •   diventare bizzarro (detto di cavalli)    • 2 •   (fig.) manifestare grande irrequietezza; anche, montare in collera, adirarsi: non mi fare imbizzarrire. 
imbizzire   v. intr.  [io imbizzisco, tu imbizzisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   (tosc.) montare in bizza, stizzirsi: alla minima obiezione, imbizzisce!    • 2 •   imbizzarrire (detto di cavallo).
imboccamento   s.m.  (non com.) l'imboccare, l'essere imboccato.
imboccare   v. tr.  [io imbócco, tu imbócchi ecc.]    • 1 •   porre il cibo in bocca a qualcuno: imboccare un bambino, un malato    • 2 •   (fig.) istruire qualcuno perché parli o agisca in un determinato modo; imbeccare, suggerire    • 3 •   (mus.) portare alla bocca uno strumento a fiato per sonarlo: imboccare la tromba    • 4 •   entrare in un luogo che si debba poi percorrere (anche fig.): imboccare l'autostrada; imboccare la via giusta  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   (non com.) entrare, sfociare, sboccare: la via imbocca nel corso    • 2 •   adattarsi, incastrarsi (detto di un elemento che deve essere introdotto in un altro): lo spinotto imbocca bene nel foro. 
imboccatura   s.f.    • 1 •   passaggio, apertura per cui si entra in qualche luogo: l'imboccatura del tunnel    • 2 •   la parte di un oggetto in cui s'inserisce qualcosa: l'imboccatura della bottiglia    • 3 •   (mus.) estremità degli strumenti a fiato a cui si applica la bocca: l'imboccatura del clarinetto  | (estens.) il modo in cui si applica la bocca a uno strumento a fiato: avere una buona imboccatura    • 4 •   la parte del morso che si mette in bocca al cavallo.
imbocco   s.m.  [pl. -chi] imboccatura, ingresso: l'imbocco dell'autostrada. 
imbolare    ⇨ involare 1.
imbolsimento   s.m.  (non com.) l'imbolsire.
imbolsire   v. intr.  [io imbolsisco, tu imbolsisci ecc. ; aus. essere], imbolsirsi v. rifl.  diventare bolso (anche fig.): un animale imbolsito; scrittore, stile imbolsito, privi ormai di freschezza, di forza.
imbonimento   s.m.  il discorso che fa l'imbonitore | (estens.) qualsiasi elogio eccessivo e interessato di cose o persone.
imbonire   v. tr.  [io imbonisco, tu imbonisci ecc.]    • 1 •   tentare di convincere il pubblico dell'ottima qualità di quanto si vende o si offre | (estens.) cercare di convincere qualcuno della bontà, del valore di qualcosa    • 2 •   rabbonire, placare | (estens.) accattivarsi, rendersi favorevole qualcuno.
imbonitore   s.m.  [f. -trice] chi imbonisce; in partic., venditore ambulante che con discorsi enfatici tenta di convincere il pubblico della qualità straordinaria dei suoi prodotti.
imborgarsi   v. rifl.  [io m'imbórgo, tu t'imbórghi ecc.] (ant.) includere come città: quel corno d'ausonia che s'imborga / di bari, di gaeta e di catona  (dante par.  viii, 61-62).
imborghesimento   s.m.  l'imborghesire, l'imborghesirsi.
imborghesire   v. tr.  [io imborghesisco, tu imborghesisci ecc.] rendere borghese, fare acquisire abitudini borghesi (per lo più spreg.): la vita comoda lo ha imborghesito  | v. intr.  [aus. essere], imborghesirsi v. rifl.  acquistare abitudini di vita e mentalità borghesi (per lo più spreg.): io mi sento di giorno in giorno incretinire... e progressivamente imborghesisco  (michelstaedter).
imborghesito   part. pass.  di imborghesire   agg.    • 1 •   che ha assorbito i modelli e le abitudini di vita della borghesia (per lo più spreg.): proletari imborghesiti    • 2 •   (estens.) che si è adagiato nelle comodità, che ha perduto lo spirito di iniziativa di un tempo.
imborsare   v. tr.  [io imbórso ecc.] (non com.)    • 1 •   mettere nella borsa | nel medioevo, mettere in una borsa o in un'urna i nomi dei candidati alle diverse cariche pubbliche per poi procedere all'estrazione a sorte    • 2 •   (fig. poet.) accogliere, avere in sé: la frode... / può l'omo usare in colui che 'n lui fida / e in quel che fidanza non imborsa  (dante inf.  xi, 52-54).
imboscamento   s.m.    • 1 •   l'imboscare, l'imboscarsi    • 2 •   la salita dei bachi da seta sulle frasche (dette bosco).
imboscare   v. tr.  [io imbòsco, tu imbòschi ecc.]    • 1 •   nascondere, mettere al sicuro in un bosco persone o animali    • 2 •   (estens.) occultare, mettere al sicuro persone o cose per sottrarle a obblighi, oneri, rischi; in partic., sottrarre una persona al servizio militare    • 3 •   imboschire | imboscarsi v. rifl.    • 1 •   addentrarsi in un bosco per nascondersi    • 2 •   (estens.) nella vita militare, sottrarsi ai rischi del fronte facendosi assegnare a servizi sedentari non pericolosi; anche, farsi esonerare illecitamente dal servizio militare, o riuscire a sottrarsi, durante il servizio, ai compiti più impegnativi    • 3 •   (estens.) nascondersi, scomparire alla vista per evitare di affrontare situazioni impegnative, di sobbarcarsi oneri    • 4 •   (non com.) mettersi in agguato, tendere un'imboscata: una piccola vanguardia di bravi era andata a imboscarsi in quel casolare diroccato  (manzoni p. s.  vii)    • 5 •   detto dei bachi da seta, andare al bosco | v. rifl.  divenire fitto di vegetazione come un bosco | detto di pianta, mettere rami e foglie in grande abbondanza, disordinatamente.
imboscata   s.f.    • 1 •   agguato teso da soldati per cogliere di sorpresa il nemico, o anche da banditi per assalire all'improvviso qualcuno: fare un'imboscata; cadere in un'imboscata    • 2 •   (fig.) tranello, insidia: i partiti dell'opposizione tesero un'imboscata al governo. 
imboscato   part. pass.  di imboscare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  chi, in tempo di guerra, riesce a tenersi lontano dal fronte facendosi assegnare a servizi meno rischiosi; anche, chi riesce con qualche espediente a evitare il servizio militare, o chi, durante il servizio, riesce a sottrarsi ai compiti più impegnativi.
imboscatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi imbosca; chi aiuta a imboscarsi.
imboschimento   s.m.  l'imboschire, l'imboschirsi, l'essere imboschito.
imboschire   v. tr.  [io imboschisco, tu imboschisci ecc.] trasformare un terreno in bosco | v. intr.  [aus. essere], imboschirsi v. rifl.  coprirsi di bosco | (estens.) infoltirsi come un bosco.
imbossolare   e deriv.   ⇨ imbussolare    • 1 •   e deriv. 
imbottare   v. tr.  [io imbótto ecc.] mettere in botte: imbottare il vino  | imbottare il tabacco, riporne le foglie negli appositi contenitori.
imbottato   part. pass.  di imbottare   agg.  racchiuso in botte  s.m.  antica imposta sul vino, sull'olio e sim.
imbottatoio   s.m.  imbottavino.
imbottatore   s.m.  [f. -trice] chi mette vino o altri liquidi nelle botti | chi imbotta le foglie di tabacco per trasportarle alla manifattura.
imbottatura   s.f.  l'imbottare, l'essere imbottato | il periodo in cui si imbotta il vino.
imbottavino   s.m.  [pl. invar.  o -ni] grande imbuto che serve per versare il vino nelle botti.
imbotte   s.f.  (arch.) la superficie interna di un arco o di una volta.
imbottigliamento   s.m.  l'imbottigliare, l'imbottigliarsi, l'essere imbottigliato (anche fig.): l'imbottigliamento del vino; l'imbottigliamento delle automobili nel traffico. 
imbottigliare   v. tr.  [io imbottìglio ecc.]    • 1 •   mettere in bottiglia: imbottigliare il vino    • 2 •   (fig.) nel linguaggio militare, chiudere ogni via d'uscita al nemico | (estens.) privare di ogni possibilità di movimento, di manovra: imbottigliare la squadra avversaria nella sua metà campo  | imbottigliarsi v. rifl.  detto spec. di veicoli, trovarsi ammassati in un luogo stretto, in modo da ostacolarsi a vicenda.
imbottigliato   part. pass.  di imbottigliare   agg.    • 1 •   messo in bottiglia: vino sfuso e vino imbottigliato    • 2 •   (fig.) chiuso in uno spazio così ristretto da essere impedito nei movimenti: rimanere imbottigliato. 
imbottigliatore   s.m.  [f. -trice] chi, per mestiere, imbottiglia liquidi.
imbottigliatrice   s.f.  macchina per imbottigliare il vino o altri liquidi.
imbottinare   v. tr.  concimare un terreno spargendovi il letame liquido dei pozzi neri (detto bottino).
imbottire   v. tr.  [io imbottisco, tu imbottisci ecc.]    • 1 •   riempire materassi, poltrone, divani o altri elementi d'arredamento con uno strato di lana, crine o altro, per renderli soffici; mettere uno strato di bambagia tra la fodera e il tessuto esterno di coperte o indumenti per renderli più caldi o per dare risalto a certe parti: imbottire un cuscino; imbottire le spalle di una giacca  | (estens.) coprire con molti indumenti per riparare dal freddo: imbottire un bambino di maglie    • 2 •   mettere il companatico nel pane; farcire una vivanda: imbottire un panino di formaggio    • 3 •   (fig.) riempire, sottoporre a somministrazione eccessiva: imbottire un malato di medicine; imbottire la testa, il cervello di qualcuno, a qualcuno, inculcargli idee, nozioni inutili o dannose | imbottire il portafoglio, guadagnare molto, fare molti quattrini | imbottirsi v. rifl.    • 1 •   vestirsi pesantemente con molti indumenti    • 2 •   (fig.) riempirsi: imbottirsi di antibiotici. 
imbottita   s.f.  coperta da letto riempita di piume, lana o sim.
imbottito   part. pass.  di imbottire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (non com.) imbottitura; parte imbottita.
imbottitura   s.f.    • 1 •   l'imbottire, l'essere imbottito | la parte imbottita; il materiale usato per imbottire: l'imbottitura delle spalle; il divano perde l'imbottitura    • 2 •   punto di ricamo.
imbozzacchire   v. intr.  [io imbozzacchisco, tu imbozzacchisci ecc. ; aus. essere] diventare bozzacchione (detto di susine) | (estens. non com.) crescere male e stentatamente (detto di altri frutti e anche di animali e persone).
imbozzare   v. tr.  [io imbòzzo ecc.] (mar.) ormeggiare saldamente una nave di prora e di poppa.
imbozzimare   v. tr.  [io imbòzzimo ecc.]    • 1 •   nell'industria tessile, spalmare con bozzima i filati per renderli più morbidi e resistenti    • 2 •   (estens. non com.) cospargere qualcosa di sostanze appiccicose | imbozzimarsi v. rifl.  (non com.) imbrattarsi | (scherz.) imbellettarsi.
imbozzimatore   s.m.  [f. -trice] operaio tessile addetto all'imbozzimatura.
imbozzimatrice   s.f.  macchina tessile per imbozzimare.
imbozzimatura   s.f.  nell'industria tessile, operazione dell'imbozzimare i filati.
imbozzolare   v. intr.  [io imbòzzolo ecc. ; aus. avere] detto dei bachi, fabbricare il bozzolo | imbozzolarsi v. rifl.    • 1 •   detto dei bachi, chiudersi nel bozzolo    • 2 •   (fig. lett.) chiudersi come dentro un bozzolo.
imbraca   o imbraga, s.f.    • 1 •   parte del finimento dei cavalli da tiro costituita da una cinghia di cuoio che passa dietro le cosce, attaccata alla groppiera e alle tirelle    • 2 •   cinghia, fune, catena per l'imbracatura di oggetti o di persone    • 3 •   (non com.) fasciatura di neonato.
imbracare   o imbragare, v. tr.  [io imbraco, tu imbrachi ecc.]    • 1 •   legare con cavi, catene e sim. un oggetto pesante per poterlo muovere o sollevare, o anche una persona affinché non rischi di cadere    • 2 •   (non com.) mettere le fasce a un neonato.
imbracatore   o imbragatore, s.m.  chi è addetto all'imbracatura di carichi.
imbracatura   o imbragatura, s.f.  operazione dell'imbracare; il modo con cui un carico è imbracato: un'imbracatura lenta, solida  | l'insieme delle funi, delle cinghie o delle catene con cui s'imbraca: l'imbracatura del paracadutista. 
imbracciare   v. tr.  [io imbràccio ecc.] infilare, adattare al braccio: imbracciare lo scudo | imbracciare il fucile, appoggiarlo alla spalla sostenendolo con le braccia nella posizione adatta per sparare; (fig.) prepararsi a un combattimento, a uno scontro.
imbracciatura   s.f.    • 1 •   l'imbracciare e il modo in cui s'imbraccia    • 2 •   le parti che servono per imbracciare qualcosa: l'imbracciatura dello scudo. 
imbrachettare   o imbraghettare, v. tr.  [io imbrachétto ecc.] in legatoria, montare su una piccola striscia di tela o di carta ripiegata in due (brachetta) tavole fuori testo o fogli staccati.
imbrachettatura   o imbraghettatura, s.f.  l'imbrachettare, l'essere imbrachettato; il modo in cui s'imbrachetta.
imbragare   e deriv.   ⇨ imbracare e deriv. 
imbraghettare   e deriv.   ⇨ imbrachettare e deriv. 
imbrago   s.m.  [pl. -ghi] (dir.) locazione a scafo nudo, cioè senza armamento, di un natante o di un aeromobile.
imbranataggine   s.f.  (fam.) l'essere imbranato; goffagine.
imbranato   agg.  e s.m.  [f. -a] (fam.) che, chi è goffo, impacciato, maldestro.
imbrancare   v. tr.  [io imbranco, tu imbranchi ecc.]    • 1 •   mettere nel branco, unire in branco: imbrancare le pecore    • 2 •   (estens.) riunire in un gruppo persone o cose | imbrancarsi v. rifl.  unirsi in branco, in gruppo: la gente s'imbranca ed urla, quando e perché non sa che vuole  (bacchelli).
imbrandire   v. tr.  [io imbrandisco, tu imbrandisci ecc.] (non com.) brandire, afferrare in mano.
imbrascatura   s.f.  alterazione del formaggio grana consistente in una sfaldatura o in un annerimento della pasta.
imbrattacarte   s.m.  e f. invar.  (spreg.) scrittore mediocre, scadente.
imbrattafogli   s.m.  e f. invar.  imbrattacarte.
imbrattamento   s.m.  l'imbrattare, l'imbrattarsi.
imbrattamuri   s.m.  e f. invar.  (spreg.) decoratore, affrescatore di nessun valore.
imbrattare   v. tr.    • 1 •   sporcare con liquidi, sostanze appiccicose e sim.: imbrattare un abito d'inchiostro | imbrattare le tele, i muri  o le carte, i fogli, (fig. spreg.) essere un cattivo pittore o scrittore | imbrattarsi le mani di sangue, (fig.) commettere un omicidio    • 2 •   sporcare con immondizie: imbrattare la strada    • 3 •   (fig.) disonorare, macchiare: imbrattare il nome della famiglia  | imbrattarsi v. rifl.  sporcarsi, insudiciarsi: imbrattarsi di fango. 
imbrattatele   s.m.  e f. invar.  (spreg.) pittore mediocre, scadente.
imbrattatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi imbratta.
imbrattatura   s.f.  (non com.) l'imbrattare, l'imbrattarsi; ciò di cui qualcuno o qualcosa è imbrattato.
imbratto   s.m.  (non com.)    • 1 •   imbrattamento; macchia, sozzura    • 2 •   pittura o scritto di nessun valore    • 3 •   cibo che si dà ai maiali | (spreg.) cattiva vivanda.
imbrecciare   v. tr.  [io imbréccio ecc.] coprire con uno strato di breccia: imbrecciare una strada sterrata. 
imbrecciata   s.f.  strato di breccia con cui si ricopre la superficie di strade campestri, o il fondo di strade da pavimentare.
imbrecciatura   s.f.  preparazione del fondo di una strada con uno strato di breccia prima di stendere il manto stradale.
imbreviatura   s.f.  nella pratica notarile medievale, minuta dei negozi giuridici; anche, il registro in cui erano raccolte tali minute.
imbriacare   v. tr.  [io imbriaco, tu imbriachi ecc.] (region.) ubriacare (anche fig.).
imbriacatura   s.f.  (region.) ubriacatura, sbornia (anche fig.).
imbriaco   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -chi] (region.) ubriaco.
imbricato    ⇨ embricato.
imbricconire   v. tr.  [io imbricconisco, tu imbricconisci ecc.] (non com.) far diventare briccone | v. intr.  [aus. essere], imbricconirsi v. rifl.  diventare briccone.
imbrifero   agg.  (geog.) si dice di terreno che, per la sua particolare conformazione, raccoglie le acque piovane convogliandole in un corso d'acqua: bacino imbrifero. 
imbrigare   v. tr.  [io imbrigo, tu imbrighi ecc.] (ant.) imbrogliare, truffare: s'i' fossi papa, allor serei giocondo, / ché tutti cristiani imbrigarei  (angiolieri) | imbrigarsi v. rifl.  (ant.) intromettersi negli affari altrui.
imbrigliamento   s.m.  l'imbrigliare, l'imbrigliarsi, l'essere imbrigliato (anche fig.).
imbrigliare   v. tr.  [io imbrìglio ecc.]    • 1 •   mettere le briglie a un animale: imbrigliare un cavallo, un mulo    • 2 •   tenere a freno (anche fig.): imbrigliare l'avversario; imbrigliare l'immaginazione    • 3 •   (tecn.) sistemare l'alveo di torrenti o fiumi mediante opere che regolino il flusso delle acque | consolidare un terreno per impedire frane o per proteggerlo contro l'azione erosiva degli agenti atmosferici    • 4 •   (mar.) rendere più stabile un albero, un'asta, fermandoli con briglie    • 5 •   imbracare | imbrigliare un pollo, un volatile, sistemare ali e zampe in modo che, cuocendo, non si scompongano | imbrigliarsi v. rifl.  impigliarsi le gambe nelle briglie (detto del cavallo) | (estens.) impigliarsi, restare preso, legato (anche fig.).
imbrigliatura   s.f.    • 1 •   l'imbrigliare, l'essere imbrigliato | l'insieme delle briglie e dei finimenti di un animale    • 2 •   (mar.) manovra di rinforzo di parti dell'alberatura di una nave.
imbrillantinare   v. tr.  ungere di brillantina: imbrillantinare i capelli  | imbrillantinarsi v. rifl.  ungersi i capelli di brillantina: si presentò tutto imbrillantinato. 
imbroccare   (1) v. tr.  [io imbròcco, tu imbròcchi ecc.]    • 1 •   colpire con precisione il bersaglio; cogliere nel segno    • 2 •   (estens.) indovinare, azzeccare: imbroccare un terno al lotto | imbroccare una persona, (non com.) incontrarla per una fortuita coincidenza    • 3 •   (sett.) entrare in una via, in un luogo; imboccare | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (non com.) mettere i brocchi, i germogli, detto dell'olivo | (estens.) mettere le gemme, detto di qualsiasi pianta da frutto    • 2 •   nel linguaggio dei cacciatori, posarsi sui rami degli alberi (detto degli uccelli).
imbroccare   (2) v. tr.  [io imbròcco, tu imbròcchi ecc.] nella tecnica dei calzolai, fissare con le brocche la tomaia tesa sulla forma.
imbrodare   v. tr.  [io imbròdo ecc.] (non com.) imbrodolare, sbrodolare | prov.  : chi si loda s'imbroda, chi loda continuamente se stesso si espone a pessime figure.
imbrodolamento   s.m.  (non com.) l'imbrodolare, l'imbrodolarsi.
imbrodolare   v. tr.  [io imbròdolo ecc.] sbrodolare | imbrodolarsi v. rifl.  sbrodolarsi.
imbrodolatura   s.f.  (non com.) sbrodolamento.
imbrogliare   v. tr.  [io imbròglio ecc.]    • 1 •   mettere in disordine un insieme di cose in modo da alterarne la normale disposizione: imbrogliare una matassa; imbrogliare gli appunti    • 2 •   (fig.) turbare il regolare andamento di un lavoro, di un affare; far sorgere difficoltà, ostacoli: imbrogliare lo svolgimento di una pratica    • 3 •   (fig.) far perdere a qualcuno il filo del ragionamento, confondendogli le idee    • 4 •   (fig.) far credere a qualcuno ciò che non è, raggirarlo al fine di ottenere, con suo danno, un vantaggio personale    • 5 •   (mar.) detto di una vela, ripiegarla e stringerla al boma o al pennone, mediante i cavi detti imbrogli, per sottrarla all'azione del vento | imbrogliarsi v. rifl.    • 1 •   avvilupparsi, ingarbugliarsi: i fili si sono imbrogliati    • 2 •   (fig.) complicarsi: l'affare si sta imbrogliando    • 3 •   (fig.) confondersi, non riuscire a trovare il bandolo di qualcosa: s'è imbrogliato e ha perso il filo    • 4 •   (non com.) rimanere coinvolto; impelagarsi: imbrogliarsi in una brutta faccenda. 
imbrogliata   s.f.  (non com.) azione da imbroglione; grosso imbroglio.
imbrogliato   part. pass.  di imbrogliare   agg.  confuso, intricato: un affare imbrogliato  § imbrogliatamente avv.  (non com.).
imbroglio   s.m.    • 1 •   groviglio, intrico: un imbroglio di fili    • 2 •   (fig.) faccenda, situazione intricata, confusa: cacciarsi in un imbroglio; tirarsi fuori da un imbroglio.  dim. imbroglietto, imbrogliuccio  pegg. imbrogliaccio    • 3 •   (fig.) espediente inteso a trarre in inganno, a modificare illecitamente la situazione a proprio vantaggio: questo affare nasconde un imbroglio    • 4 •   (mar.) ciascuno dei cavetti applicati a una vela per poterla serrare    • 5 •   (mus.) intreccio di parti vocali o strumentali con sovrapposizione di ritmi diversi; è frequente nelle opere buffe o di carattere giocoso.
imbroglione   s.m.  [f. -a] chi imbroglia, raggira gli altri. dim. imbroglioncello  | usato anche come agg.  : un amministratore imbroglione. 
imbroncare   v. tr.  [io imbrónco, tu imbrónchi ecc.] (mar.) disporre i pennoni di un albero a vele quadre in posizione obliqua rispetto all'albero, per calarli in coperta o anche in segno di lutto.
imbronciare   v. intr.  [io imbróncio ecc. ; aus. essere], imbronciarsi v. rifl.  mettere il broncio, per disappunto o fastidio: s'imbroncia per nulla. 
imbronciato   part. pass.  di imbronciare   agg.    • 1 •   che ha il broncio, che esprime nel viso risentimento o cattivo umore    • 2 •   (fig.) detto del cielo o del tempo, nuvoloso, tendente al brutto.
imbrunare   v. intr.  [aus. essere], imbrunarsi v. rifl.  (lett.) diventare bruno, scuro (detto spec. del cielo, dell'aria) | v. tr.  (non com.) far diventare scuro: al mar che 'l nostro cielo imbruna  (poliziano).
imbrunire   (1) v. intr.  [io imbrunisco, tu imbrunisci ecc. ; aus. essere] diventare bruno, scuro | v. intr. impers.  [aus. essere] farsi sera, diventar scuro: ormai comincia a imbrunire  | v. tr.  (non com.)    • 1 •   rendere bruno, scuro    • 2 •   (ant.) brunire (i metalli).
imbrunire   (2) s.m.  il tramonto; l'ora che segue al tramonto | sull'imbrunire, all'imbrunire, verso sera.
imbrutimento   s.m.  (non com.) abbrutimento.
imbrutire   v. intr.  [io imbrutisco, tu imbrutisci ecc. ; aus. essere], imbrutirsi v. rifl.  (non com.) divenire simile a un bruto; abbrutirsi.
imbruttimento   s.m.  l'imbruttire, l'imbruttirsi.

imbruttire   v. tr.  [io imbruttisco, tu imbruttisci ecc.] rendere brutto, far apparire meno bello: quei capannoni imbruttiscono il paesaggio  | v. intr.  [aus. essere], imbruttirsi v. rifl.  diventare brutto, meno bello.
imbucare   v. tr.  [io imbuco, tu imbuchi ecc.]    • 1 •   mettere, mandare in una buca: imbucare una lettera, una cartolina, introdurla nella cassetta delle poste; imbucare una palla, nel gioco del biliardo, mandarla in una delle buche del tavolo    • 2 •   (fam.) mettere, nascondere in un buco; per estens., porre qualcosa in un luogo dove sia difficile rintracciarla | imbucarsi v. rifl.  (fam.) mettersi dentro una buca; per estens., nascondersi | introdursi di soppiatto, intrufolarsi.
imbucato   part. pass.  di imbucare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   (fam.) si dice di chi è introdotto in un ambiente senza averne titolo, occupa un posto per favoritismo o sim. | anche come s.m.  [f. -a]: alla festa c'erano molti imbucati. 
imbudellare   v. tr.  [io imbudèllo ecc.] mettere in un budello carne tritata per farne salumi.
imbufalire   v. intr.  [io imbufalisco, tu imbufalisci ecc. ; aus. essere], imbufalirsi v. rifl.  (fam.) andare su tutte le furie, perdere il lume della ragione.
imbullettare   v. tr.  [io imbullétto ecc.] fermare con bullette; guarnire con bullette.
imbullonare   v. tr.  [io imbullóno ecc.] fissare con bulloni.
imburrare   v. tr.    • 1 •   spalmare di burro: imburrare una teglia, una fetta di pane  | (non com.) condire con burro: imburrare la pastasciutta    • 2 •   (fig. tosc.) lodare, adulare.
imbusecchiare   v. tr.  [io imbusécchio ecc.] (tosc.) insaccare, stipare in uno spazio ristretto.
imbussolare   (1) non com. imbossolare, v. tr.  [io imbùssolo ecc.] mettere in un bossolo; in partic., mettere in un'urna schede elettorali o numeri da estrarre a sorte.
imbussolare   (2) v. tr.  (mecc.) ridurre il diametro di un foro inserendovi una bussola.
imbussolazione   non com. imbossolazione, s.f.  l'imbussolare, l'essere imbussolato.
imbustare   v. tr.  chiudere in una busta; confezionare in buste.
imbustatrice   s.f.  macchina automatica per imbustare la corrispondenza o per confezionare oggetti in buste.
imbustinatrice   s.f.  macchina automatica usata per il dosaggio di sostanze varie e la loro confezione in bustine.
imbusto   s.m.  (ant.) busto: via la testa dall'imbusto / lancillotto gli spiccò  (berchet).
imbutiforme   agg.  (scient.) che ha forma di imbuto.
imbutire   v. tr.  [io imbutisco, tu imbutisci ecc.] (mecc.) deformare o formare mediante imbutitura: imbutire una lamiera; coperchio imbutito. 
imbutitoio   s.m.  (mecc.) martello a testa arrotondata per eseguire un'imbutitura manuale.
imbutitura   s.f.  (mecc.) lavorazione per deformazione plastica a freddo di lamiere metalliche, impiegata nella produzione di elementi con superfici concave o convesse.
imbuto   s.m.    • 1 •   attrezzo a forma di largo cono rovesciato, raccordato con un tubetto leggermente conico, che si usa per immettere liquidi (ma anche materiali polverulenti o granulari) in recipienti con imboccatura stretta | a imbuto, si dice di oggetti la cui forma ricorda quella di un imbuto. dim. imbutino  accr. imbutone    • 2 •   imbuto separatore, (chim.) apparecchio da laboratorio usato per separare due liquidi tra loro immiscibili o i componenti di una soluzione    • 3 •   (zool.) organo locomotore dei molluschi cefalopodi.
imenaico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) relativo alle nozze | dimetro imenaico, nella metrica greca e latina, verso usato per i carmi nuziali.
imene   (1) s.m.  (anat.) ripiegatura della mucosa vaginale, che chiude parzialmente l'orifizio della vagina; in genere si lacera al primo rapporto sessuale.
imene   (2) s.m.  (poet.) nozze.
imeneo   s.m.    • 1 •   nell'antichità classica, canto nuziale; epitalamio    • 2 •   spec. pl.  (lett.) nozze, matrimonio  agg.  (lett.) nuziale, matrimoniale.
imenio   s.m.  (bot.) l'insieme delle spore e delle ife fertili del micelio dei funghi.
imenomiceti   s.m. pl.  (bot.) sottoclasse di funghi basidiomiceti con basidi che si sviluppano su un ricettacolo aperto | sing.  [-e] ogni fungo di tale sottoclasse.
imenoplastica   s.f.  (med.) intervento chirurgico di ricostruzione dell'imene lacerato.
imenotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti con quattro ali membranose trasparenti, apparato boccale generalmente masticatore, addome mobile e provvisto nelle femmine di un lungo ovopositore o di un pungiglione; vi appartengono api, formiche, vespe ecc. | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
imitabile   agg.  che può essere imitato; che si imita facilmente.
imitare   v. tr.  [io ìmito ecc.]    • 1 •   prendere a esempio, seguire come modello qualcuno, in generale o in qualche sua caratteristica o espressione specifica: imitare un artista; un allievo che imita il maestro; molti poeti rinascimentali imitarono lo stile del petrarca    • 2 •   copiare, riprodurre nel modo che più si approssima all'originale: la scimmia imita i gesti dell'uomo; imitare le voci; imitare la firma di qualcuno, contraffarla    • 3 •   detto di cosa, essere d'aspetto simile a un'altra: plastica che imita la pelle; un minerale che imita l'ambra. 
imitativo   agg.    • 1 •   che imita, che tende a imitare    • 2 •   (ling.) onomatopeico, fonosimbolico: «abbaiare» è voce imitativa. 
imitatore   s.m.  [f. -trice] chi imita: un poeta che ha avuto molti imitatori  ' attore che imita con particolare abilità voci o rumori  agg.  (non com.) che imita.
imitatorio   agg.  (non com.) imitativo.
imitazione   s.f.    • 1 •   l'imitare, l'essere imitato: l'imitazione dei classici nell'umanesimo  | imitazione servile, (dir.) tipo di concorrenza sleale che commette chi, nella produzione di un bene, imita pedissequamente le caratteristiche di un prodotto altrui    • 2 •   riproduzione di suoni, voci o gesti fatta da attori: esibirsi in alcune imitazioni    • 3 •   oggetto, prodotto che imita qualcosa di diverso e gener. di più pregiato: una perfetta imitazione del marmo  | contraffazione, falso: è una volgare imitazione    • 4 •   (mus.) procedimento consistente nel richiamare con una voce dell'ordito polifonico un disegno musicale intonato prima da un'altra voce; è alla base dello stile contrappuntistico.
immacolato   agg.    • 1 •   senza alcuna colpa, incontaminato: avere la coscienza immacolata  | la (vergine) immacolata, la madonna, in quanto concepita senza peccato originale | l'immacolata concezione, il dogma della religione cattolica secondo il quale la madonna fu concepita senza peccato originale; anche, il giorno in cui ne ricorre la festa (8 dicembre)    • 2 •   d'un bianco purissimo, senza macchia: neve immacolata; lenzuolo immacolato  § immacolatamente avv.  (rar.).
immagazzinabile   agg.  che si può immagazzinare.
immagazzinaggio   s.m.  immagazzinamento.
immagazzinamento   s.m.  l'immagazzinare, l'essere immagazzinato.
immagazzinare   v. tr.    • 1 •   mettere, riporre nel magazzino: immagazzinare la merce    • 2 •   (fig.) accumulare, mettere insieme: immagazzinare nozioni  | immagazzinare aria nei polmoni, inspirare a fondo.
immaginabile   lett. imaginabile, agg.  che si può immaginare, pensare, prevedere: era immaginabile che andasse a finire così  | con valore enfatico: hanno fatto ogni tentativo possibile e immaginabile; una proposta simile non è neppure immaginabile, non è ammissibile | in funzione di s.m.  tutto ciò che è possibile concepire, escogitare: ha fatto l'immaginabile, ma non è riuscito a salvarla. 
immaginamento   lett. imaginamento, s.m.  (non com.) l'immaginare, l'essere immaginato.
immaginare   lett. imaginare, v. tr.  [io immàgino ecc.]    • 1 •   rappresentarsi con la mente, concepire con la fantasia: immagina di essere in mezzo al mare  | nell'uso fam., può servire a dare risalto e colorito a una narrazione: immaginatevi come rimasi  | (assol.) come formula di cortesia o come risposta fortemente affermativa: «disturbo?» «s'immagini!»; «verrai?» «immaginati!»    • 2 •   ideare, inventare, escogitare: immaginare la trama di un racconto    • 3 •   ritenere, credere, supporre: immagino che l'abbia detto per scherzo; non l'avrei mai, non me lo sarei mai immaginato  | intuire, arrivare a comprendere: dovevo immaginar(me)lo!  | illudersi: non immaginare di cavartela così   s.m.  (lett.) la facoltà, l'attività immaginativa.
immaginario   lett. imaginario, agg.    • 1 •   che è frutto di immaginazione, che esiste solo nell'immaginazione; non vero, non reale: mondo immaginario; mostri immaginari; paure immaginarie  | malato immaginario, chi ritiene di avere una malattia che non ha    • 2 •   numero immaginario, (mat.) ogni numero dato dal prodotto di un numero reale per l'unità immaginaria i, cioè per il numero il cui quadrato è -1  s.m.  (psicol. , antrop.) il prodotto dell'immaginazione di un singolo individuo o di una collettività, inteso come repertorio di rappresentazioni simboliche, di fantasie, di miti: immaginario infantile; immaginario collettivo  § immaginariamente avv. 
immaginativa   lett. imaginativa, s.f.  facoltà, potere di immaginare.
immaginativo   lett. imaginativo, agg.    • 1 •   che si riferisce all'immaginazione: facoltà, capacità immaginativa    • 2 •   dotato d'immaginazione; inventivo: scrittore immaginativo; mente immaginativa  § immaginativamente avv. 
immaginatore   lett. imaginatore, s.m.  [f. -trice] (non com.) chi immagina; chi ha fantasia vivace  agg.  immaginativo: potenza immaginatrice. 
immaginazione   lett. imaginazione, s.f.    • 1 •   la facoltà di concepire nella fantasia e accostare liberamente, senza regole fisse, immagini, concetti e pensieri: una fervida immaginazione; timori che sono frutto d'immaginazione | immaginazione rappresentativa, attitudine psicologica di riprodurre nella mente oggetti già percepiti e non presenti    • 2 •   l'atto dell'immaginare: abbandonarsi all'immaginazione  | la cosa stessa immaginata: è una sua immaginazione. 
immagine   lett. imagine, s.f.    • 1 •   figura esteriore percepita mediante la vista: un'immagine chiara, nitida, sfocata; un'immagine allo specchio  | diritto all'immagine, diritto di impedire che la propria immagine, escluse certe circostanze, sia riprodotta e pubblicata fotograficamente o in altro modo senza preventiva autorizzazione | immagine latente, (foto.) immagine invisibile a occhio nudo, ma rilevabile mediante il bagno di sviluppo    • 2 •   rappresentazione mentale di cosa vera o fittizia rievocata dalla memoria o prodotta dalla fantasia; visione: serbare vivide le immagini della fanciullezza    • 3 •   l'idea che dà di sé un personaggio (o anche un'azienda, un'associazione, un partito e sim.) attraverso il modo in cui si presenta o viene presentato dai mezzi di comunicazione di massa: immagine pubblica; gli attori curano molto la propria immagine    • 4 •   espressione simbolica di un'idea astratta: quel ragazzo è l'immagine della salute    • 5 •   rappresentazione grafica, fotografica o plastica di cosa o di persona, reale o fantastica; in partic., figura di soggetto religioso: un libro ricco di immagini d'epoca; l'immagine di un santo.  dim. immaginetta    • 6 •   (fig.) chi o ciò che somiglia a qualcuno o a qualcosa: è l'immagine di sua madre  | modello, somiglianza: dio creò l'uomo a sua immagine    • 7 •   vigorosa espressione di un concetto poeticamente trasfigurato; costrutto stilistico di particolare espressività: una bella immagine dantesca | parlare per immagini, usando traslati, metafore    • 8 •   (psicol.) percezione o rappresentazione visiva strutturata come totalità e significativa per il soggetto    • 9 •   (fis.) in un sistema ottico, la rappresentazione di un oggetto prodotta in una certa zona di spazio dall'incontro dei raggi luminosi partenti da esso, dopo le riflessioni e le rifrazioni    • 10 •   (zool.) l'insetto perfetto, che ha cioè completato la metamorfosi ed è sessualmente maturo.
immaginetta   s.f.    • 1 •   dim.  di immagine    • 2 •   figurina devozionale: un'immaginetta della madonna. 
immaginifico   lett. imaginifico, agg.  [pl. m. -ci] che crea con inesauribile prolificità immagini poetiche | anche come s.m.  : l'immaginifico, per antonomasia, il poeta e romanziere g. d'annunzio (1863-1928).
immaginismo   s.m.  propensione a fare ricorso con eccessiva frequenza a immagini figurate, parlando o scrivendo.
immaginoso   lett. imaginoso, agg.    • 1 •   dotato di fervida immaginazione: mente immaginosa; scrittore immaginoso    • 2 •   ricco di immagini: stile immaginoso  § immaginosamente avv. 
immago    ⇨ imago.
immalignire   v. intr.  [io immalignisco, tu immalignisci ecc. ; aus. essere], immalignirsi v. rifl.  (lett.) diventare maligno: la ferita della gamba poteva immalignirsi e cangiarsi in cancrena  (papini).
immalinconire   o immelanconire, v. tr.  [io immalinconisco, tu immalinconisci ecc.] rendere malinconico, rattristare: pensieri che immalinconiscono  | v. intr.  [aus. essere], immalinconirsi v. rifl.  diventare malinconico: d'un tratto, si è immalinconito. 
immalizzire   v. tr.  [io immalizzisco, tu immalizzisci ecc.] (non com.) far diventare malizioso | v. intr.  [aus. essere], immalizzirsi v. rifl.  diventare malizioso, farsi più scaltro, meno ingenuo.
immancabile   agg.    • 1 •   che non manca mai, che non può mancare: il suo immancabile discorso di fine anno    • 2 •   che è certo, che avverrà sicuramente: successo immancabile  § immancabilmente avv.  certamente, sicuramente: arriverà immancabilmente in ritardo. 
immane   agg.    • 1 •   (lett.) di smisurata grandezza, enorme: statura immane    • 2 •   orribile, spaventoso, di gravità incommensurabile: immane sciagura. 
immanente   agg.    • 1 •   (filos.) si dice di ciò che è insito nel soggetto e trova in esso il proprio principio e il proprio fine; o anche di ciò che non trascende i confini della coscienza o del mondo    • 2 •   intrinseco, inerente a qualcosa: principio immanente a una realtà  § immanentemente avv. 
immanentismo   s.m.    • 1 •   (filos.) ogni dottrina che rifiuta l'esistenza di una realtà trascendente, cioè al di là del mondo dell'esperienza e della storia    • 2 •   atteggiamento religioso che, pur non negando la trascendenza di dio, ne ritrova l'origine in una esigenza intima dell'uomo.
immanentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) propugnatore, seguace dell'immanentismo.
immanentistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) dell'immanentismo, dell'immanenza: concezione immanentistica  § immanentisticamente avv. 
immanenza   s.f.  (filos.) il carattere di ciò che è immanente.
immanere   v. intr.  [coniugato come rimanere, ma usato quasi esclusivamente all'inf. e alla terza pers. sing. e pl. del pres. e dell'imperf. indic.] (non com.) essere immanente.
immangiabile   agg.  che non si può mangiare, perché guasto o cattivo: cibo immangiabile. 
immanità   s.f.  (lett.)    • 1 •   l'essere immane: l'immanità della tragedia    • 2 •   azione immane, crudele.
immantinente   avv.  (lett.) subito, senza indugio: obbedire immantinente. 
immarcescibile   agg.  (lett.) che non può marcire, incorruttibile | (fig.) immutabile, imperituro: gloria immarcescibile  § immarcescibilmente avv. 
immateriale   agg.    • 1 •   che non è materiale, che non è costituito da materia | beni immateriali, (dir.) beni che, pur essendo incorporei, sono oggetto di valutazione economica e di tutela giuridica (opere dell'ingegno, marchi, brevetti ecc.)    • 2 •   (estens.) delicato, spirituale: una figura immateriale  § immaterialmente avv. 
immaterialismo   s.m.  (filos.) dottrina che nega la realtà della materia e riduce l'esistenza dei corpi al loro essere percepiti; fu elaborata dal filosofo irlandese g. berkeley (1685-1753).
immaterialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) propugnatore, seguace dell'immaterialismo.
immaterialistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) relativo all'immaterialismo.
immaterialità   s.f.  l'essere immateriale: l'immaterialità dell'anima. 
immatricolare   v. tr.  [io immatrìcolo ecc.] (burocr.) iscrivere per la prima volta in un registro assegnando un numero o un altro elemento distintivo: immatricolare uno studente, un'automobile  | immatricolarsi v. rifl.  (burocr.) iscriversi in un registro, spec. detto di uno studente che si iscrive al primo anno degli studi universitari.
immatricolazione   s.f.  (burocr.) l'immatricolare, l'immatricolarsi, l'essere immatricolato: tassa d'immatricolazione; ufficio immatricolazioni. 
immaturità   s.f.    • 1 •   l'essere immaturo, l'essere ancora acerbo    • 2 •   (fig.) scarso sviluppo intellettuale o culturale: immaturità sociale, politica; dare segni di immaturità    • 3 •   (med.) condizione deficitaria di peso di un bambino alla nascita.
immaturo   agg.    • 1 •   non ancora giunto a maturazione, acerbo: frutto immaturo    • 2 •   (fig.) che non ha ancora raggiunto un adeguato sviluppo fisico, intellettuale, spirituale, culturale: una ragazza ancora immatura; una classe politica immatura  | età immatura, l'adolescenza    • 3 •   (fig.) prematuro, precoce: una morte immatura  | che non è ancora opportuno: una decisione immatura    • 4 •   (med.) si dice di neonato che presenta immaturità § immaturamente avv. 
immedesimare   v. tr.  [io immedésimo ecc.] (non com.) considerare identiche cose distinte o diverse; farle coincidere, identificarle: immedesimare un'idea e la realtà; immedesimare problemi, aspetti disparati  | immedesimarsi v. rifl.  partecipare emotivamente a una vicenda, a una condizione altrui come fosse propria: immedesimarsi nel dolore di un amico; gli attori si immedesimano nei personaggi che interpretano. 
immedesimazione   s.f.  l'immedesimare, l'immedesimarsi.
immediatezza   s.f.  l'essere immediato: l'immediatezza di una scelta, dei soccorsi. 
immediato   agg.    • 1 •   che è in diretta relazione con qualcuno o qualcosa; che segue senza che nulla s'interponga: nelle immediate vicinanze | superiore immediato, quello maggiore di un solo grado, in un ordinamento gerarchico    • 2 •   che avviene subito dopo, che segue senz'intervallo di tempo: guarigione immediata; la riscossione immediata di un credito    • 3 •   (fig.) che denota franchezza, spontaneità: un giudizio immediato    • 4 •   (fig.) impulsivo, istintivo: una reazione immediata    • 5 •   (bot.) si dice di organo vegetale che si inserisce direttamente sull'asse  s.m.  il presente, ciò che viene ora o tra poco: misure per l'immediato  § immediatamente avv.    • 1 •   direttamente, senza alcuna frapposizione: un nome che nell'elenco viene immediatamente prima    • 2 •   subito, senza alcun indugio: fatelo immediatamente. 
immedicabile   agg.  (lett.) che non si può medicare; incurabile, insanabile (anche fig.): infinita una famiglia / di mali immedicabili e di pene / preme il fragil mortale  (leopardi palinodia  173-175) § immedicabilmente avv. 
immeditato   agg.  (non com.) fatto o detto senza pensarci sopra; avventato: una decisione immeditata  § immeditatamente avv. 
immegliarsi   v. rifl.  [io mi immèglio ecc.] (ant.) divenire migliore: chinandomi a l'onda / che si deriva perché vi s'immegli  (dante par.  xxx, 86-87).
immelanconire    ⇨ immalinconire.
immelensire   v. tr.  [io immelensisco, tu immelensisci ecc.] (non com.) rendere melenso | v. intr.  [aus. essere] (non com.) diventare melenso.
immelmare   v. tr.  [io immélmo ecc.] (non com.) affondare nella melma, sporcare di melma (anche fig.) | immelmarsi v. rifl.  (non com.) sporcarsi di melma: immelmandosi come un maiale,... arrivò davanti alla bicocca della donna  (pasolini).
immemorabile   agg.  così antico che se n'è perduta la memoria: un evento immemorabile  | da tempo immemorabile, da tempo assai remoto § immemorabilmente avv.  (ant.) da tempo immemorabile.
immemore   agg.    • 1 •   (lett.) che non ricorda, che mostra di non ricordare: immemore dell'antica amicizia    • 2 •   assente dalla realtà circostante; privo di sensibilità e di coscienza: dato il mortal sospiro, / stette la spoglia immemore / orba di tanto spiro  (manzoni il cinque maggio).
immemoriale   agg.    • 1 •   (non com.) di cui s'è persa la memoria; immemorabile | proprietà immemoriale, (dir.) quella legittimata tanto anticamente da essersi perso il ricordo di precedenti appartenenze    • 2 •   (lett.) che sfugge alla memoria, che non si può ricordare: la certezza di quest'estasi immemoriale  (pavese).
immensità   s.f.    • 1 •   l'essere immenso: l'immensità dell'universo  | spazio immenso: tra questa / immensità s'annega il pensier mio  (leopardi l'infinito  13-14)    • 2 •   (iperb.) grandissima quantità: ha un'immensità di preoccupazioni. 
immenso   agg.    • 1 •   che è senza limiti, che è tanto esteso da non poter essere misurato: l'immensa distesa dell'oceano    • 2 •   (iperb.) in grande quantità smisurato: ricchezze immense; una folla immensa  | molto forte, profondo: un'immensa gioia   s.m.  (lett.) ciò che è immenso; immensità: m'illumino d'immenso  (ungaretti) § immensamente avv.  infinitamente, smisuratamente, moltissimo: amare qualcuno immensamente. 
immensurabile   agg.    • 1 •   (lett.) che non si può misurare (anche fig.): amore immensurabile, grandissimo    • 2 •   (scient.) che non può essere sottoposto a misurazione: grandezza immensurabile  § immensurabilmente avv. 
immensurabilità   s.f.  (rar.) l'essere immensurabile.
immergere   v. tr.  [pres. io immèrgo, tu immèrgi ecc. ; pass. rem. io immèrsi, tu immergésti ecc. ; part. pass. immèrso]    • 1 •   immettere, tuffare: immergere le mani nell'acqua, nella sabbia    • 2 •   far penetrare: gli immerse il pugnale nel petto  | (estens.) far sprofondare, gettare (anche fig.): il guasto immerse la città nel buio; l'insuccesso lo immerse in una crisi di sconforto  | immergersi v. rifl.    • 1 •   entrare in un liquido, calarvisi: immergersi nel fiume  | discendere sotto la superficie dell'acqua    • 2 •   (estens.) addentrarsi in qualcosa in modo da esserne avvolto: immergersi in un bosco; immergersi nelle tenebre  | immergersi nel sonno, (fig.) addormentarsi profondamente    • 3 •   (fig.) darsi, dedicarsi completamente a un'occupazione: immergersi nello studio, nel lavoro. 
immeritamente   avv.  (lett.) ingiustamente; indegnamente.
immeritato   agg.  non meritato; ingiusto: lode immeritata; castigo immeritato  § immeritatamente avv.    • 1 •   senza merito, indegnamente: ricevere un premio immeritatamente    • 2 •   senza colpa, ingiustamente: essere punito immeritatamente. 
immeritevole   agg.  non meritevole, indegno: immeritevole di aiuto  § immeritevolmente avv.    • 1 •   senza alcun merito, indegnamente    • 2 •   senza colpa, senza avere responsabilità.
immersione   s.f.    • 1 •   l'immergere, l'immergersi, l'essere immerso: l'immersione di un palombaro; un sommergibile che naviga in immersione, sott'acqua | battesimo per immersione, (relig.) quello praticato immergendo totalmente il battezzando nell'acqua, in uso nell'antichità e ancora oggi presso alcune chiese | gara d'immersione, (sport) gara di resistenza sott'acqua    • 2 •   (mar.) distanza verticale tra il punto inferiore della chiglia di una nave e il piano di galleggiamento    • 3 •   (astr.) lo scomparire di un astro nel cono d'ombra di un altro durante l'eclissi    • 4 •   (geol.) direzione della linea di massima pendenza di uno strato roccioso e angolo che questo forma col piano orizzontale.
immerso   part. pass.  di immergere   agg.  nei sign. del verbo: nuotare con la testa immersa nell'acqua; essere immerso nei propri pensieri, nel dolore. 
immeschinire   v. tr.  [io immeschinisco, tu immeschinisci ecc.] rendere meschino | v. intr.  [aus. essere], immeschinirsi v. rifl.  diventare meschino.
immettere   v. tr.  [coniugato come mettere] mettere dentro, far entrare (anche fig.): immettere acqua in un tubo, aria nei polmoni; immettere un nuovo prodotto sul mercato  | immettere qualcuno nel possesso di un bene, (dir.) conferirgliene la disponibilità materiale | v. intr.  [aus. essere] portare a, condurre dentro: il corridoio immette nel salone  | immettersi v. rifl.  introdursi, entrare: ci si immette sull'autostrada mediante un raccordo. 
immezzire   v. intr.  [io immezzisco, tu immezzisci ecc. ; aus. essere], immezzirsi v. rifl.  (non com.) diventare mézzo, fradicio (detto spec. di frutta).
immiarsi    ⇨ inmiarsi.
immigrante   part. pres.  di immigrare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi immigra in un luogo, per lo più per cercare un lavoro.
immigrare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   inserirsi più o meno stabilmente in una regione diversa da quella di origine o in un paese straniero, spec. alla ricerca di occupazione    • 2 •   (biol.) detto di specie animale o vegetale, insediarsi in nuove zone geografiche.
immigrato   part. pass.  di immigrare   agg.  e s.m.  [f. -a] di persona che, spec. per ragioni di lavoro, si è stabilita in un paese straniero o in una regione del proprio paese diversa da quella in cui è nata: operai immigrati; le comunità di immigrati italiani all'estero. 
immigratorio   agg.  che si riferisce all'immigrazione o agli immigrati: corrente immigratoria. 
immigrazione   s.f.    • 1 •   l'immigrare, l'essere immigrato; gli immigrati nel loro complesso: i problemi dell'immigrazione italiana in svizzera  | immigrazione interna, da una regione all'altra di uno stesso paese; immigrazione estera, quella che avviene da stato a stato    • 2 •   (biol.) l'insediamento di vegetali o animali in un'area geografica in cui prima non esistevano    • 3 •   (econ.) trasferimento temporaneo o definitivo di capitali in un paese estero.
immillarsi   v. rifl.  (poet.) moltiplicarsi a migliaia, crescere indefinitamente: par che nell'immenso arido viso / della piaggia s'immilli il tuo sorriso  (d'annunzio).
imminchionire   v. intr.  [io imminchionisco, tu imminchionisci ecc. ; aus. essere], imminchionirsi v. rifl.  (pop.) rimminchionire, rincretinirsi: aveva visto che poteva campare di rendita, e a poco a poco s'era imminchionito  (calvino).
imminente   agg.    • 1 •   (lett.) sovrastante    • 2 •   (fig.) che è prossimo ad accadere, a venire: pericolo imminente; una rivista di imminente pubblicazione. 
imminenza   s.f.  l'essere imminente, prossimo ad accadere: nell'imminenza delle elezioni; l'imminenza di un pericolo. 
immischiare   v. tr.  [io immìschio ecc.] far partecipare inopportunamente o indebitamente una persona a un affare, a un'attività: immischiare un amico in una faccenda poco pulita  | immischiarsi v. rifl.  intromettersi inopportunamente in fatti che non riguardano: immischiarsi negli affari altrui. 
immiscibile   agg.  (chim.) detto di liquido, che non può solubilizzarsi totalmente in un altro liquido per formare una soluzione omogenea.
immiscibilità   s.f.  (chim.) l'essere immiscibile.
immisericordioso   agg.  (lett.) che non ha misericordia.
immiserimento   s.m.  l'immiserire, l'immiserirsi, l'essere immiserito (anche fig.): l'immiserimento della cultura. 
immiserire   v. tr.  [io immiserisco, tu immiserisci ecc.] rendere misero, impoverire (anche fig.): la siccità immiserisce le piante, le priva del loro vigore | v. intr.  [aus. essere], immiserirsi v. rifl.  diventare misero, ridursi in uno stato di miseria (anche fig.): s'è immiserito intellettualmente. 
immissario   s.m.  (geog.) corso d'acqua che sfocia in un altro più grande o in un bacino: l'adda è immissario del lago di como. 
immissione   s.f.    • 1 •   l'immettere, l'immettersi, l'essere immesso (anche fig.): immissione di acqua in un condotto; l'immissione di un nuovo nome nella rosa dei candidati  | immissione in ruolo, (burocr.) assunzione stabile alle dipendenze di un'amministrazione    • 2 •   pl.  (dir.) esalazioni di fumo o di calore, propagazioni di rumore o di scosse da un immobile a un altro vicino, che producono un danno risarcibile.
immistione   s.f.  (lett.)    • 1 •   mescolamento, mescolanza    • 2 •   (fig.) ingerenza, interferenza arbitraria.
immisto   (1) agg.  (lett.) mescolato, misto.
immisto   (2) agg.  (lett.) non misto, puro.
immisurabile   agg.  (lett.) che non si può misurare: lo punto per la sua indivisibilitade è immisurabile  (dante convivio) § immisurabilmente avv. 
immite   agg.  (lett.) che non è mite; feroce, spietato: un dio immite ed occulto  (d'annunzio).
immitigabile   agg.  (non com.) che non si può mitigare: un dolore immitigabile. 
immobile   agg.    • 1 •   che non si muove, che non si può muovere: essere, stare, rimanere immobile; gli antichi credevano che la terra fosse immobile    • 2 •   beni immobili, (dir.) terreni, fabbricati e in genere i beni che non possono essere portati in altro luogo senza pregiudizio della loro integrità  s.m.  bene immobile; in partic., edificio: il mercato degli immobili  § immobilmente avv. 
immobiliare   agg.  che riguarda beni immobili: imposta, proprietà, capitale immobiliare  | società immobiliare, che si occupa della gestione o della compravendita di immobili.
immobiliarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi opera nel settore immobiliare.
immobilismo   s.m.  tendenza a conservare lo stato delle cose, evitando cambiamenti o opponendosi a essi: immobilismo politico, culturale, economico. 
immobilistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'immobilismo, ispirato all'immobilismo: atteggiamento immobilistico; politica immobilistica  § immobilisticamente avv. 
immobilità   s.f.    • 1 •   l'essere, lo stare immobile: la ferita lo costringe all'immobilità assoluta    • 2 •   (fig.) situazione stagnante, stazionaria: immobilità politica, economica. 
immobilitare   v. tr.  [io immobìlito ecc.] (non com.) immobilizzare | immobilitarsi v. rifl.  (non com.) immobilizzarsi.
immobilizzare   v. tr.    • 1 •   rendere immobile, costringere all'immobilità: la polizia immobilizzò i rapinatori  | immobilizzare un arto, impedirne i movimenti mediante fasciatura, ingessatura o apparecchio ortopedico | immobilizzare il nemico, (mil.) metterlo nell'impossibilità di agire, di manovrare liberamente    • 2 •   (fig.) costringere all'immobilismo, impedire ogni sviluppo e iniziativa: il blocco degli investimenti immobilizza l'attività produttiva    • 3 •   (econ.) investire un capitale in beni immobili, difficilmente liquidabili in breve tempo | immobilizzarsi v. rifl.  e intr. pron.  fermarsi di colpo, bloccarsi: si immobilizzò sull'attenti. 
immobilizzazione   s.f.    • 1 •   l'immobilizzare, l'immobilizzarsi, l'essere immobilizzato: l'immobilizzazione di un arto    • 2 •   (econ.) bene economico che non si può rendere liquido in breve tempo: immobilizzazioni tecniche, quelle che concorrono direttamente all'attività produttiva di un'impresa (macchine, impianti ecc.).
immobilizzo   s.m.  (econ.) immobilizzazione.
immoderatezza   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere immoderato    • 2 •   eccesso.
immoderato   agg.    • 1 •   privo di misura, di moderazione: essere immoderato nel bere, nel mangiare    • 2 •   che va oltre la giusta misura: desideri immoderati  § immoderatamente avv. 
immodestia   s.f.    • 1 •   mancanza di modestia; presunzione    • 2 •   (non com.) mancanza di pudore; sfrontatezza.
immodesto   agg.    • 1 •   privo di modestia, che rivela mancanza di modestia: persona immodesta; vanterie immodeste    • 2 •   (non com.) privo di pudore § immodestamente avv. 
immodificabile   agg.  che non si può modificare, cambiare: clausola immodificabile  § immodificabilmente avv. 
immodificato   agg.  (non com.) non modificato, non cambiato.
immolare   v. tr.  [io immòlo ecc.]    • 1 •   (relig.) nel mondo antico, offrire in sacrificio come vittima alla divinità: immolare un bue sull'altare    • 2 •   (fig.) sacrificare, offrire: immolare la propria vita per un ideale  | immolarsi v. rifl.  offrirsi come vittima: cristo si immolò sulla croce. 
immolatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi immola (anche fig.).
immolazione   s.f.    • 1 •   l'immolare, l'immolarsi, l'essere immolato    • 2 •   (relig.) l'offerta dell'ostia durante la celebrazione della messa | l'offerta della vittima a una divinità pagana.
immollamento   s.m.  (non com.) ammollamento.
immollare   v. tr.  [io immòllo ecc.] (non com.) rendere molle, immergendo nell'acqua o in altro liquido | immollarsi v. rifl.  bagnarsi molto, inzupparsi.
immondezza   s.f.    • 1 •   l'essere immondo (spec. fig.)    • 2 •   spazzatura, immondizia.
immondezzaio   s.m.    • 1 •   luogo o recipiente in cui si raccolgono le immondizie    • 2 •   (fig.) ambiente immorale, corrotto.
immondizia   s.f.    • 1 •   sporcizia, roba sudicia; in partic., spazzatura: il bidone, il secchio delle immondizie    • 2 •   (non com.) l'essere immondo (spec. fig.).
immondo   agg.    • 1 •   sudicio, lercio; repellente: un luogo immondo; una bestia immonda    • 2 •   (fig.) impuro, corrotto, turpe: un uomo, un ambiente immondo; costumi, vizi immondi  | animali immondi, nell'ebraismo e nell'islamismo, quegli animali (p. e.  il maiale) di cui, per motivi religiosi, è vietato cibarsi § immondamente avv. 
immorale   agg.    • 1 •   che agisce in modo contrario alla morale: persona immorale    • 2 •   che offende la morale: libro, spettacolo immorale; contegno immorale   s.m.  e f.  individuo immorale § immoralmente avv. 
immoralismo   s.m.    • 1 •   concezione o atteggiamento rivolto a negare ogni norma morale    • 2 •   (filos.) la dottrina etica di f. w. nietzsche (1844-1900), che esalta l'espansione delle energie vitali dell'individuo in contrapposizione ai dettami della morale tradizionale.
immoralista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace dell'immoralismo.
immoralità   s.f.    • 1 •   l'essere immorale: l'immoralità di una persona, di un ambiente    • 2 •   atto, discorso, comportamento immorale: quest'azione è un'immoralità. 
immorbidire   v. tr.  [io immorbidisco, tu immorbidisci ecc.] (non com.) ammorbidire | v. intr.  [aus. essere], immorbidirsi v. rifl.  (non com.) diventare morbido.
immorsare   (1) v. tr.  [io immòrso ecc.] (lett.) mettere il morso al cavallo.
immorsare   (2) v. tr.  [io immòrso ecc.]    • 1 •   (tecn.) collegare due elementi a incastro, calettare    • 2 •   (edil.) collegare due muri tramite immorsatura.
immorsatura   s.f.    • 1 •   (tecn.) l'immorsare, l'essere immorsato    • 2 •   (edil.) disposizione dei mattoni di un tratto di muro a sporgenza e rientranza alternate, in modo da rendere possibile il collegamento con un altro muro da costruire successivamente | il complesso di tali sporgenze e rientranze.
immortalare   v. tr.  rendere immortale, eterna la memoria di qualcuno o di qualcosa (anche scherz.): immortalare un eroe in un poema; vi ho immortalati in una splendida fotografia  | immortalarsi v. rifl.  diventare immortale nella memoria dei posteri.
immortale   agg.    • 1 •   che non muore, che non è destinato a morire: l'anima immortale    • 2 •   che non avrà mai fine; perenne: gloria, odio immortale  | che ha fama imperitura, che vivrà in eterno nella memoria degli uomini: opera, artista immortale   s.m.  e f.  epiteto delle divinità pagane § immortalmente avv.  (lett.).
immortalità   s.f.    • 1 •   l'essere immortale: l'immortalità dell'anima    • 2 •   (fig.) fama destinata a durare perpetuamente: le sue opere gli hanno assicurato l'immortalità. 
immotivato   agg.  che è senza motivo; privo di motivazione: un ritardo immotivato; un provvedimento immotivato  § immotivatamente avv. 
immoto   agg.  (lett.) che non si muove, assolutamente fermo: rari uomini, quasi immoti, affondano / o salpano le reti  (montale).
immucidire   v. intr.  [io immucidisco, tu immucidisci ecc. ; aus. essere] diventare mucido.
immune   agg.    • 1 •   non soggetto a un obbligo, non gravato da un onere: immune da imposte    • 2 •   (estens.) libero, esente: immune da difetti    • 3 •   (med.) che ha immunità: immune dal contagio, dal tifo. 
immunità   s.f.    • 1 •   esenzione da obblighi e da imposte, della quale godevano in passato determinate persone o enti, spec. ecclesiastici    • 2 •   (dir.) privilegio di un soggetto che, per le sue funzioni o il suo ufficio, gode di un particolare trattamento rispetto alla legge: immunità diplomatica, condizione giuridica dei rappresentanti diplomatici nel territorio dello stato presso il quale sono accreditati e alla cui giurisdizione sono sottratti; immunità parlamentare, complesso delle garanzie di cui godono i parlamentari italiani, nei confronti dei quali non può aver corso un processo penale e che non possono essere privati della libertà personale (tranne nei casi di flagranza) se non con l'autorizzazione della camera o del senato    • 3 •   (med.) condizione di difesa e di resistenza di un organismo nei confronti di malattie o sostanze tossiche, realizzata mediante formazione di anticorpi.
immunitario   agg.  (med.) di immunità, concernente l'immunità: resistenza, reazione immunitaria. 
immunizzante   part. pres.  di immunizzare   agg.  che serve a immunizzare: siero immunizzante. 
immunizzare   v. tr.    • 1 •   (med.) conferire l'immunità a un organismo mediante procedimenti come la vaccinazione o la sieroterapia: immunizzare dal vaiolo    • 2 •   (fig.) rendere insensibile a un'influenza esterna negativa | immunizzarsi v. rifl.    • 1 •   (med.) rendersi immune da una malattia    • 2 •   (fig.) salvaguardarsi.
immunizzazione   s.f.  l'immunizzare, l'immunizzarsi, l'essere immunizzato.
immuno-  immuno- primo elemento di parole composte della terminologia medica e biologica, tratto da immune, immunità; fa riferimento alla condizione di immunità dell'organismo (immunologia, immunoprofilassi).
immunocompetente   agg.  (biol.) si dice di cellula che svolge un ruolo specifico nella determinazione dei fenomeni immunitari.
immunodeficienza   s.f.  (med.) condizione patologica caratterizzata da insufficiente difesa immunitaria da parte dell'organismo: sindrome da immunodeficienza acquisita, aids.
immunodepressione   s.f.  (med.) riduzione delle difese immunitarie di un organismo, per cui diventa più facilmente esposto agli agenti patogeni.
immunodepresso   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona con ridotte capacità di risposta immunitaria agli agenti patogeni.
immunodepressore   agg.  e s.m.  lo stesso che immunosoppressore. 
immunofluorescenza   s.f.  (med.) tecnica diagnostica che utilizza sostanze fluorescenti per evidenziare la presenza di antigeni o di anticorpi nel siero o fissati alla membrana cellulare.
immunogeno   agg.  e s.m.  (med.) di sostanza capace di stimolare le risposte immunitarie organiche.
immunoglobulina   s.f.  (biol.) proteina gamma del siero, costituente gli anticorpi.
immunologia   s.f.  disciplina medica che studia i fenomeni immunitari.
immunologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'immunologia: studi immunologici  § immunologicamente avv.  dal punto di vista immunologico.
immunologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di immunologia.
immunomodulatore   agg.  e s.m.  (med.) di sostanza capace di modificare le risposte immunitarie organiche.
immunopatologia   s.f.  (med.) lo studio delle malattie del sistema immunitario o che sono conseguenza di deficienze del sistema immunitario.
immunoprofilassi   s.f.  (med.) prevenzione delle malattie fondata sulla somministrazione di vaccini o sieri che inducono uno stato di immunità.
immunoreazione   s.f.  (med.) reazione del sistema immunitario a un antigene.
immunoregolatore   agg.  e s.m.  (med.) lo stesso che immunomodulatore. 
immunosoppressore   agg.  e s.m.  (med.) di sostanza che riduce o abolisce le risposte immunitarie organiche.
immunostimolante   agg.  e s.m.  (med.) si dice di sostanza che stimola le risposte immunitarie dell'organismo nei confronti di un antigene.
immunoterapia   s.f.  (med.) terapia basata su procedimenti immunizzanti.
immunotossina   s.f.  (med.) complesso molecolare in grado di aggredire e distruggere in maniera mirata le cellule neoplastiche.
immunsiero   s.m.  (med.) siero ricco di anticorpi.
immuramento   s.m.  antico supplizio consistente nel murare vivo il condannato in uno spazio ristretto, senz'aria né luce.
immurare   v. tr.  sottoporre al supplizio dell'immuramento.
immusire   v. intr.  [io immusisco, tu immusisci ecc. ; aus. essere] (non com.) fare il muso, mettere il broncio.
immusonirsi   v. rifl.  [io mi immusonisco, tu ti immusonisci  ecc.] (fam.) assumere un'espressione crucciata, esprimendo scontentezza o risentimento.
immusonito   part. pass.  di immusonirsi   agg.  imbronciato, corrucciato: starsene immusonito. 
immutabile   agg.  che non muta o non può mutare: decisione immutabile  § immutabilmente avv. 
immutabilità   s.f.  l'essere immutabile.
immutare   v. tr.  (non com.) mutare, modificare.
immutato   agg.  che non è cambiato, che è uguale a come era prima: la classifica è rimasta immutata; con immutato affetto. 
immutazione   s.f.  (non com.) mutazione.
imo   agg.  (lett.)    • 1 •   che sta nel luogo più basso o più profondo    • 2 •   (fig.) di infima condizione sociale; di infima qualità morale  s.m.  (lett.)    • 1 •   la parte, il punto più basso o più profondo di qualcosa (anche fig.): da l'imo de 'l mio giovin cuore  / questo canto t'invio  (d'annunzio)    • 2 •   (fig.) persona di umile o di infima condizione.
imoscapo   s.m.  (arch.) diametro della base della colonna.
impaccaggio   s.m.  l'impaccare, l'essere impaccato.
impaccamento   s.m.  nell'elaborazione elettronica dei dati, tecnica per aumentare la densità di informazioni registrate su un nastro magnetico.
impaccare   v. tr.  [io impacco, tu impacchi ecc.] confezionare in uno o più pacchi; mettere in un pacco: impaccare i libri, la merce. 
impaccatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto alla confezione di pacchi.
impaccatrice   s.f.  macchina automatica per confezionare pacchi.
impaccatura   s.f.  l'impaccare, l'essere impaccato.
impacchettamento   s.m.  l'impacchettare; l'essere confezionato in pacchetto.
impacchettare   v. tr.  [io impacchétto ecc.]    • 1 •   confezionare in uno o più pacchetti; mettere in un pacchetto: impacchettare un regalo    • 2 •   (fig. fam.) legare, imprigionare: se qualcosa sapevano,... vi avrebbero già impacchettati  (pavese).
impacchettatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto alla confezione di pacchetti.
impacchettatrice   s.f.  macchina che impacchetta automaticamente determinati prodotti.
impacchettatura   s.f.  l'impacchettare, l'essere impacchettato.
impacciare   v. tr.  [io impàccio ecc.]    • 1 •   impedire l'azione o il movimento: il cappotto lo impacciava nei movimenti  (o gli impacciava i movimenti)    • 2 •   (fig.) disturbare, imbarazzare: essere impacciato dalla presenza di estranei  | impacciarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) intromettersi, impicciarsi    • 2 •   diventare impacciato, cadere in imbarazzo.
impacciato   part. pass.  di impacciare   agg.    • 1 •   impedito, non libero nei movimenti: ho le mani impacciate dai pacchi    • 2 •   (fig.) imbarazzato, esitante; goffo: apparire impacciato; modi impacciati  § impacciatamente avv.  con imbarazzo, goffamente.
impaccio   s.m.    • 1 •   l'essere impacciato: rispondere con un certo impaccio    • 2 •   ciò che impaccia; ostacolo, intralcio: liberarsi da un impaccio; quell'oggetto è d'impaccio    • 3 •   (estens.) fastidio, situazione imbarazzante: trovarsi in un impaccio    • 4 •   nella moda femminile dell'ottocento, sorta di fascia che cingeva alle caviglie le gonne lunghe impacciando il passo.
impacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (med.) applicazione di panni, garze ecc. imbevuti d'acqua o di sostanze medicamentose, fatta su una parte del corpo a scopo terapeutico    • 2 •   l'impaccare: carta da impacco. 
impadronirsi   v. rifl.  [io mi impadronisco, tu ti impadronisci ecc.]    • 1 •   farsi padrone, prendere possesso di qualcosa, spec. con violenza o con frode (anche fig.): il nemico s'impadronì della fortezza; impadronirsi del potere, del comando; la gelosia s'impadronì di lei    • 2 •   (fig.) imparare a fondo qualcosa, acquistarne padronanza: s'è impadronito dell'inglese in poco tempo. 
impagabile   agg.  che vale più di quanto sia possibile pagare: un favore impagabile; una segretaria impagabile  § impagabilmente avv. 
impaginare   v. tr.  [io impàgino ecc.] (tip.) distribuire il testo composto e le eventuali illustrazioni secondo l'ordine e la misura stabiliti, così da formare una pagina di libro o di giornale | in legatoria, raccogliere e disporre ordinatamente le pagine o i fascicoli per la legatura in volume.
impaginato   part. pass.  di impaginare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  bozza tipografica già disposta in pagine.
impaginatore   s.m.  [f. -trice] (tip.) operaio specializzato nell'impaginazione | redattore che progetta l'impaginazione di un libro, di un giornale ecc.
impaginatrice   s.f.  (tip.) macchina per l'impaginazione.
impaginatura   s.f.  (non com.) impaginazione.
impaginazione   s.f.  (tip.) l'impaginare, l'essere impaginato.
impagliare   v. tr.  [io impàglio ecc.]    • 1 •   rivestire, coprire di paglia; avvolgere in paglia degli oggetti per preservarli dagli urti durante il trasporto: impagliare un fiasco, una seggiola; impagliare una statua    • 2 •   imbottire di paglia la pelle di animali morti per conservare la forma e l'aspetto che avevano da vivi.
impagliasedie   s.m.  e f. invar.  chi per mestiere impaglia le sedie.
impagliata   (1) s.f.  cibo per animali da allevamento, costituito da un miscuglio di paglia e fieno ridotti in briciole e farina.
impagliata   (2) s.f.  rivestimento di paglia per ricoprire le pareti interne di baracche, al fine di proteggerle dal freddo e dal vento.
impagliatino   s.m.  (tosc.) il piano delle seggiole impagliate.
impagliatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi per mestiere impaglia sedie, fiaschi ecc. o ricopre con paglia oggetti vari    • 2 •   chi prepara animali impagliati.
impagliatura   s.f.  l'impagliare, l'essere impagliato; il rivestimento, la copertura, l'imbottitura di paglia.
impala   s.m. invar.  antilope africana con muso lungo e sottile, pelame fulvo percorso da una striscia scura lungo la schiena; il maschio ha corna a forma di lira (ord.  artiodattili).
impalamento   s.m.  antico supplizio consistente nell'uccidere una persona infilzandole un palo appuntito nell'ano.
impalancato   s.m.  chiusura costituita di assi, pali e sim.
impalare   v. tr.    • 1 •   uccidere mediante il supplizio dell'impalamento    • 2 •   sostenere con pali e fili: impalare le viti  | impalarsi v. rifl.  mettersi dritto e fermo come un palo: il soldato si impalò sull'attenti. 
impalato   part. pass.  di impalare   agg.  si dice di persona che sta diritta e immobile come un palo: se ne stava impalato ad ascoltare; aiutami, invece di rimanere lì impalato!. 
impalatura   s.f.    • 1 •   la messa in opera dei pali di sostegno    • 2 •   (non com.) impalamento.
impalcamento   s.m.  l'impalcare.
impalcare   v. tr.  [io impalco, tu impalchi ecc.]    • 1 •   fare il palco di una stanza con travi, assi e sim.    • 2 •   (agr.) tagliare il tronco di un albero in modo che i rami si sviluppino partendo da uno stesso livello.
impalcato   part. pass.  di impalcare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  (edil.) nella costruzione dei ponti, struttura di travi disposte a reticolo, che riposa sulle travi maestre e sostiene direttamente il piano viabile.
impalcatura   s.f.    • 1 •   (edil.) struttura provvisoria di pali di legno o di tubi d'acciaio e tavolati, che s'innalza attorno a un'opera muraria per consentire agli operai di svolgervi lavori di costruzione o riparazione    • 2 •   (arch.) l'insieme degli elementi portanti stabili che sostengono una struttura non resistente    • 3 •   (fig.) la struttura portante, il sostegno principale di qualcosa: l'impalcatura concettuale di un'opera filosofica    • 4 •   la disposizione dei rami di un albero    • 5 •   la ramificazione delle corna di un cervo    • 6 •   struttura in legno elevata da terra su cui si dispongono i cacciatori.
impallare   v. tr.  nel gioco del biliardo, impedire all'avversario il tiro diretto, facendo fermare la propria palla in un punto dove sia coperta dai birilli o dal pallino: con questo tiro mi hai impallato. 
impallidire   v. intr.  [io impallidisco, tu impallidisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   diventare pallido, sbiancare: impallidire per la paura    • 2 •   (fig.) turbarsi fortemente, sbigottire: impallidirono di fronte a tanta crudeltà    • 3 •   offuscarsi, sbiadire (detto di cosa lucente, luminosa o colorata): le stelle cominciano a impallidire; le piante impallidiscono all'ombra  | (fig.) perdere d'importanza: le scoperte del secolo scorso impallidiscono al confronto di quelle contemporanee; la sua fama impallidisce, si attenua, viene meno.
impallinamento   s.m.    • 1 •   l'impallinare, l'essere impallinato    • 2 •   (agr.) acinellatura.
impallinare   v. tr.  colpire la selvaggina con i pallini, sparando col fucile da caccia; anche, colpire qualcosa o qualcuno per errore o accidentalmente: impallinare una lepre; impallinare il cane. 
impallinata   s.f.  l'impallinare, l'essere impallinato; la scarica stessa di pallini da cui qualcosa o qualcuno viene colpito: prendersi un'impallinata. 
impallinatura   s.f.  impallinata.
impalmare   (1) v. tr.    • 1 •   (lett.  o scherz.) prendere in sposa: la signorina volle veder la chiesa dove pochi giorni dopo sarebbe stata impalmata  (palazzeschi)    • 2 •   (ant.) promettere in sposa    • 3 •   (ant.) stringere la mano a qualcuno in segno di intesa o accordo raggiunto | impalmarsi v. rifl.  (non com.) andare in sposa.
impalmare   (2) v. tr.    • 1 •   legare con più giri di spago l'estremità di una fune o di un cavo non metallico per impedire che si sfilacci    • 2 •   congiungere due cavi metallici mediante intreccio dei rispettivi trefoli.
impalmatura   s.f.    • 1 •   legatura di rinforzo dell'estremità di una fune o di un cavo non metallico    • 2 •   connessione di due funi o cavi metallici mediante intreccio dei rispettivi trefoli.
impalpabile   agg.  impercettibile al tatto; tenue, sottile, finissimo (anche fig.): velo impalpabile; polvere impalpabile; un'impalpabile sensazione di piacere  § impalpabilmente avv. 
impalpabilità   s.f.  l'essere impalpabile.
impaludamento   s.m.  l'impaludare, l'impaludarsi, l'essere impaludato.
impaludare   v. tr.  far diventare palude, ridurre a palude: le piogge torrenziali hanno impaludato la piana | v. intr.  [aus. essere], impaludarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   diventare palude, ridursi a palude    • 2 •   (fig.) impantanarsi, impegolarsi: la degenerazione morale in cui si è impaludata la vecchia italia  (gobetti).
impaludato   (1) part. pass.  di impaludare  e agg.  nei sign. del verbo.
impaludato   (2) agg.  (non com.) vestito con grande sfarzo.
impanare   (1) v. tr.  passare nel pangrattato cibi da friggere: impanare una polpetta. 
impanare   (2) v. tr.  (tecn.) filettare | v. intr.  [aus. avere] detto di una vite, far presa nella madrevite (e viceversa).
impanato   part. pass.  di impanare    • 1 •   agg.  avvolto nel pangrattato: costoletta impanata e fritta. 
impanatrice   s.f.  filettatrice.
impanatura   (1) s.f.  l'impanare, l'essere impanato.
impanatura   (2) s.f.  (tecn.) filettatura (di una vite o di una madrevite).
impancarsi   v. rifl.  [io mi impanco, tu ti impanchi ecc.]    • 1 •   (non com.) mettersi a sedere su una panca    • 2 •   (fig. lett.) atteggiarsi, erigersi a persona superiore, presumendo di giudicare o insegnare ad altri: impancarsi a giudice, a censore. 
impaniare   v. tr.  [io impànio ecc.]    • 1 •   spalmare di pania: impaniare un rametto, una bacchetta    • 2 •   catturare con la pania: impaniare un uccello  | impaniarsi v. rifl.  e intr. pron.    • 1 •   lasciarsi prendere nella pania, cadere in trappola (detto di uccelli)    • 2 •   (fig.) mettersi in una situazione da cui è difficile uscire: impaniarsi in un brutto affare; rimanere impaniato. 
impaniatore   s.m.  [f. -trice] chi impania.
impaniatura   s.f.  l'impaniare, l'impaniarsi, l'essere impaniato.
impannare   v. tr.    • 1 •   mettere, fissare l'impannata    • 2 •   (non com.) tessere panni.
impannata   s.f.  infisso di chiusura per finestre, costituito da telai che sorreggono riquadri di stoffa, carta ecc.; per estens., infisso a vetri.
impantanare   v. tr.    • 1 •   ridurre a pantano: le piogge hanno impantanato i campi    • 2 •   (estens.) insudiciare con fango e terra: impantanare il pavimento  | impantanarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) diventare pantano    • 2 •   affondare in un pantano, in un terreno fangoso, trovando difficoltà a uscirne: l'automobile s'è impantanata    • 3 •   (fig.) mettersi, venire a trovarsi in una situazione negativa dalla quale è difficile liberarsi: impantanarsi nei debiti, in un brutto affare, in un ambiente corrotto  | non procedere, bloccarsi per sopraggiunte difficoltà: questo lavoro ormai si è impantanato. 
impaperarsi   v. rifl.  [io mi impàpero ecc.] imbrogliarsi nel parlare, prendere delle papere: impaperarsi per l'emozione. 
impapocchiare   v. tr.  [io impapòcchio ecc.] (merid.)    • 1 •   imbrogliare, ingannare, raggirare    • 2 •   pasticciare, impiastricciare; eseguire maldestramente.
impappinare   v. tr.  (non com.) far confondere qualcuno in modo che non riesca a raccapezzarsi | impappinarsi v. rifl.  confondersi, interrompersi balbettando nel mezzo di un discorso: impappinarsi recitando; impappinarsi durante un esame. 
impappolare   v. tr.  [io impàppolo ecc.]    • 1 •   (non com.) impiastrare di pappa o di sostanze appiccicose    • 2 •   (fig. tosc.) imbrogliare ricorrendo a menzogne | impappolarsi v. rifl.  (non com.) impiastrarsi di pappa e sim.
imparabile   agg.  (sport) che non può essere parato: un pallone, un tiro imparabile  § imparabilmente avv. 
imparacchiare   v. tr.  [io imparàcchio ecc.] imparare poco, a stento e di malavoglia.
imparadisare   v. tr.  (poet.) riempire di gioia ineffabile, simile a quella del paradiso: quella che 'mparadisa la mia mente  (dante par.  xxviii, 3).
imparagonabile   agg.  (non com.) che non si può paragonare, che non ammette paragoni.
imparare   v. tr.    • 1 •   apprendere con l'osservazione, l'esercizio, lo studio: imparare la matematica, una lingua straniera; imparare un mestiere, un lavoro; imparare a leggere, a scrivere  ' imparare a memoria, fissare nella mente una frase o un intero discorso in modo da poterlo ripetere esattamente | prov.  : impara l'arte e mettila da parte, imparare qualcosa può sempre essere utile per il futuro    • 2 •   (estens.) detto di animali, apprendere tramite la ripetizione abitudinaria di determinati atti o l'addestramento: il cane ha imparato a stanare la selvaggina    • 3 •   apprendere per mezzo dell'esperienza: imparare a vivere; impara come ci si comporta!  | imparare a proprie spese, pagando di persona gli sbagli fatti | così impari!, per ammonire chi ha commesso un errore pagandone le conseguenze | prov.  : sbagliando s'impara    • 4 •   (region.) venire a sapere    • 5 •   (pop.) insegnare.
imparaticcio   s.m.    • 1 •   in origine, facile lavoro sul quale imparare le tecniche di base della maglia e del ricamo; più in generale, lavoro eseguito da un principiante a scopo di apprendimento    • 2 •   (estens.) apprendimento frettoloso e stentato: un discorso che sa d'imparaticcio. 
imparchettatura   s.f.  rinforzo costituito da elementi di legno o di metallo, che si applica dietro i dipinti su tavola per impedirne la deformazione.
impareggiabile   agg.  che non ha pari, che per i suoi pregi non può essere uguagliato: un maestro impareggiabile; un saggio di impareggiabile bravura  § impareggiabilmente avv. 
imparentare   v. tr.  [io imparènto ecc.] far diventare parente | imparentarsi v. rifl.  acquistare legami di parentela, spec. per mezzo del matrimonio.
impari   agg. invar.    • 1 •   non pari, disuguale; inferiore per forza o per qualità: attaccare con forze impari; una lotta impari, fra contendenti di diversa forza    • 2 •   (mat.) detto di numero, dispari    • 3 •   (anat.) si dice di organo non appaiato, gener. collocato in una sola metà del corpo (p. e.  il fegato, la milza).
imparicchiare   v. tr.  [io imparìcchio ecc.] imparacchiare.
imparidigitato   agg.  (zool.) si dice di animale che ha un numero dispari di dita.
imparipennato   agg.  (bot.) si dice di foglia costituita da un numero dispari di foglioline disposte ai lati di un asse centrale (p. e.  nella robinia, nella rosa ecc.).
imparisillabo   agg.    • 1 •   (metr.) che ha un numero dispari di sillabe: il settenario è un verso imparisillabo    • 2 •   nella grammatica greca e in quella latina, si dice di nome che nella declinazione, passando dal nominativo agli altri casi, cambia il numero delle proprie sillabe (p. e. ho°mo homi°nis  'uomo').
imparità   s.f.  (non com.) l'essere impari; disuguaglianza, inferiorità.
imparruccare   v. tr.  [io imparrucco, tu imparrucchi ecc.]    • 1 •   coprire di parrucca    • 2 •   (fig.) rivestire di bianco: la brina imparrucca gli alberi  | imparruccarsi v. rifl.  mettersi la parrucca.
imparruccato   part. pass.  di imparruccare  agg.    • 1 •   che porta la parrucca    • 2 •   (fig.) antiquato e retorico: uno scrittore, uno stile imparruccato. 
impartire   v. tr.  [io impartisco, tu impartisci ecc.] dare, assegnare: impartire un ordine, la benedizione; impartire direttive precise; impartire lezioni private. 
imparucchiare   v. tr.  [io imparùcchio ecc.] imparacchiare.
imparziale   agg.    • 1 •   che giudica in modo spassionato e obiettivo, che opera con giustizia: giudice, arbitro imparziale    • 2 •   che dimostra giustizia, che rivela equanimità: valutazione imparziale  § imparzialmente avv. 
imparzialità   s.f.  l'essere imparziale: valutare, decidere con imparzialità. 
impasse   s.f. invar.    • 1 •   (non com.) vicolo cieco, strada senza uscita    • 2 •   (fig.) situazione intricata da cui non si sa come uscire: trovarsi in un'impasse    • 3 •   nel gioco del bridge, particolare giocata che permette di fare una presa in più.
impassibile   agg.    • 1 •   (lett.) che non può soffrire, che è insensibile al dolore (è attributo di gesù cristo nella concezione docetistica)    • 2 •   (estens.) che si mostra freddo, che non lascia trasparire alcun turbamento o commozione: ascoltò impassibile la sentenza; sguardo impassibile  § impassibilmente avv. 
impassibilità   s.f.  l'essere impassibile; imperturbabilità.
impassire   v. intr.  [io impassisco, tu impassisci ecc. ; aus. essere], impassirsi v. rifl.  (lett.) appassire, sfiorire (anche fig.): s'impassiscono le mie guancie, e il lungo pianto m'indebolisce la vista  (goldoni).
impastamento   s.m.    • 1 •   l'impastare, l'essere impastato | (non com.) l'impasto ottenuto    • 2 •   (med.) tipo di massaggio fisioterapico che si esegue con movimenti simili a quelli compiuti nell'impastare il pane.
impastare   v. tr.    • 1 •   mescolare e manipolare una o più sostanze per farne una pasta omogenea: impastare il pane; impastare la farina con le uova; impastare l'argilla  | impastare i colori, manipolarli sulla tavolozza o direttamente sulla tela per fonderli e ottenere gli effetti desiderati    • 2 •   (non com.) spalmare di colla, incollare | impastarsi v. rifl.    • 1 •   amalgamarsi, mescolarsi in un impasto    • 2 •   sporcarsi, imbrattarsi di pasta o di altre sostanze appiccicose    • 3 •   (tip.) detto della stampa, perdere nitidezza per eccesso d'inchiostrazione o per sovrapposizione dei segni grafici: il carattere, il disegno s'è impastato. 
impastato   part. pass.  di impastare   agg.
impastatore   s.m.  [f. -trice] operaio che impasta il pane o altre sostanze.
impastatrice   s.f.  macchina per impastare, usata soprattutto nell'industria alimentare e nell'edilizia (per amalgamare la malta e il calcestruzzo).
impastatura   s.f.  l'impastare, l'essere impastato | (non com.) l'impasto che si ottiene.
impasticcarsi   v. rifl.  [io m'impasticco, tu t'impasticchi ecc.]    • 1 •   (gerg.) usare sostanze stupefacenti    • 2 •   (scherz.) fare grande uso di medicinali in pastiglie.
impasticcato   part. pass.  di impasticcarsi   agg.  e s.m.  [f. -a] (gerg.) drogato.
impasticciare   v. tr.  [io impastìccio ecc.]    • 1 •   manipolare vari ingredienti per fare un pasticcio    • 2 •   (fig.) mettere insieme in modo disordinato e confuso; eseguire male, abborracciare: impasticciare un discorso; impasticciare un lavoro  | ingarbugliare: impasticciare una faccenda    • 3 •   (non com.) sporcare, imbrattare | impasticciarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   insozzarsi, impiastricciarsi    • 2 •   (fig.) confondersi, perdere il filo del ragionamento: nel bel mezzo del discorso si è impasticciato. 
impasto   (1) s.m.    • 1 •   l'impastare, l'essere impastato    • 2 •   l'amalgama ottenuto impastando sostanze differenti: un impasto sodo, molle  | in pittura, lo strato di colore che forma la superficie di un dipinto    • 3 •   (fig.) mescolanza di elementi diversi: l'uomo è sempre un impasto delle medesime qualità  (nievo) | (mus.) fusione di diversi timbri vocali o strumentali.
impasto   (2) agg.  (ant. , lett.) che non ha mangiato, digiuno: leon che impasto rugge  (monti).
impastocchiare   v. tr.  [io impastòcchio ecc.] escogitare pretesti o menzogne per ingannare altri o trarre d'impaccio sé stessi: impastocchiare delle scuse  | impastocchiare qualcuno, imbrogliarlo.
impastoiare   v. tr.  [io impastóio ecc.]    • 1 •   mettere le pastoie a un animale: impastoiare un cavallo    • 2 •   (estens.) impedire, intralciare i movimenti (anche fig.): impastoiare il progresso civile. 
impataccare   v. tr.  [io impatacco, tu impatacchi ecc.] (fam.) insudiciare con patacche, grosse macchie: impataccare la camicia  | impataccarsi v. rifl.  sporcarsi, macchiarsi: impataccarsi di sugo. 
impattare   (1) v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] nel gioco e nello sport, chiudere una partita, un incontro in parità | impattarla con qualcuno, (fig. fam.) eguagliarlo, riuscire a stargli alla pari: e' un signore quello, con cui non si può né vincerla né impattarla  (manzoni p. s.  xxv).
impattare   (2) v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   urtare, colpire    • 2 •   (fig.) avere un determinato impatto, effetto.
impatto   s.m.    • 1 •   l'incontro di un corpo mobile con una superficie | angolo di impatto, quello formato dalla traiettoria del corpo mobile (un proietto) con il piano della superficie incontrata    • 2 •   (estens.) scontro (anche fig.): l'impatto tra le due auto è stato violentissimo; l'impatto con la realtà, con un nuovo ambiente | impatto ambientale, l'azione di una causa fisica sull'ambiente naturale    • 3 •   (fig.) forte influenza; effetto, impressione: il discorso ha avuto un grande impatto sugli ascoltatori. 
impaurare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. essere] (lett.) impaurire: così non avverrà più che tu pianga /... / come un fanciullo che il buio impaura  (marinetti).
impaurire   v. tr.  [io impaurisco, tu impaurisci ecc.] mettere paura a qualcuno: impaurire un bambino  | v. intr.  [aus. essere], impaurirsi v. rifl.  prendere paura, spaventarsi: impaurirsi di, per qualcosa. 
impavesare   v. tr.  [io impavéso ecc.] (mar.)    • 1 •   dotare un bastimento di impavesate, cioè di pareti di difesa sulle murate    • 2 •   issare il pavese su una nave.
impavesata   s.f.  (mar.)    • 1 •   la parte di murata che sovrasta il trincarino di una nave, formando una sorta di parapetto    • 2 •   nelle navi da guerra dei secoli scorsi, l'insieme dei cassoni disposti in coperta lungo le murate per riporvi di giorno le brande dell'equipaggio; bastingaggio.
impavido   agg.    • 1 •   che non ha paura: affrontare impavido il pericolo    • 2 •   (estens.) che dimostra coraggio, audacia: un comportamento impavido  § impavidamente avv. 
impazientare   v. tr.  [io impaziènto ecc.], impazientarsi v. rifl.  (non com.) impazientire, impazientirsi.
impaziente   (1) agg.    • 1 •   (lett.) che non tollera, che non sopporta: animali impazienti del giogo    • 2 •   che non ha pazienza e quindi s'inquieta facilmente: essere impaziente con qualcuno  ' che manifesta impazienza, nervosismo: atteggiamento, sguardo impaziente    • 3 •   fortemente desideroso: essere impaziente di partire  § impazientemente avv. 
impaziente   (2) s.f.  (bot.) balsamina.
impazientire   v. tr.  [io impazientisco, tu impazientisci ecc.] (non com.) rendere impaziente | impazientirsi v. rifl.  perdere la pazienza: s'impazientisce per, a ogni difficoltà. 
impazienza   s.f.    • 1 •   l'essere impaziente: dare segni di impazienza    • 2 •   (lett.) mancanza di sopportazione.
impazzare   v. intr.  [aus. essere; nel sign.    • 2 •   anche avere]    • 1 •   (lett.) impazzire; comportarsi da pazzo: se non impazzo, / è un miracol certo. ognun procura / di farmi disperar sera e mattina  (goldoni)    • 2 •   (estens.) manifestarsi in maniera tumultuosa e rumorosa: il carnevale impazza  | detto di persone, fare gran clamore, abbandonandosi a una sfrenata allegria: la gente ha impazzato, è impazzata tutta la notte per le strade    • 3 •   (gastr.) impazzire.
impazzata   s.f.  solo nella loc. avv. all'impazzata, con furia, senza riflettere: correre all'impazzata; menar colpi, sparare all'impazzata. 
impazzimento   s.m.  l'impazzire | (estens.) briga, faccenda che mette a dura prova la resistenza e la sopportazione: riordinare tutte quelle carte è stato un vero impazzimento. 
impazzire   v. intr.  [io impazzisco, tu impazzisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   diventare pazzo, perdere la ragione    • 2 •   (estens.) uscire di sé per un sentimento o una sensazione molto forte (spec. in usi iperb.): impazzire di gioia, di dolore; un mal di testa da impazzire    • 3 •   (fig.) nutrire una grande passione: impazzire per una donna; impazzire per la musica, per i romanzi gialli    • 4 •   (fig.) affaticarsi, perdere la testa in attività che richiedono grande pazienza, che mettono a dura prova la resistenza e la sopportazione; ammattire: sono dovuto impazzire per scrivere quell'articolo    • 5 •   detto di apparecchiature o strumentazioni, non fornire più dei dati attendibili: la bussola è impazzita, non funziona più bene, non segna più il nord    • 6 •   si dice di salsa o crema a base d'uova quando i diversi ingredienti non si amalgamano, si scompongono: la maionese è impazzita. 
impeachment   s.m. invar.    • 1 •   nel diritto anglosassone, il procedimento d'incriminazione promosso contro rappresentanti della pubblica amministrazione che si siano resi colpevoli di reati nell'esercizio delle loro funzioni; in partic., negli stati uniti, incriminazione del presidente, del vicepresidente, dei ministri e dei giudici della corte suprema    • 2 •   nell'uso giornalistico, il procedimento speciale di accusa contro il capo dello stato o un alto esponente del governo (nel nostro ordinamento il termine non ha valore tecnico-giuridico).
impeccabile   agg.    • 1 •   (non com.) non soggetto a peccare    • 2 •   (estens.) che non ha alcun difetto: comportamento, abito impeccabile  § impeccabilmente avv. 
impeccabilità   s.f.    • 1 •   (non com.) impossibilità di peccare    • 2 •   l'essere senza difetti, perfetto: l'impeccabilità di uno stile, di un comportamento. 
impecettare   v. tr.  [io impecétto ecc.]    • 1 •   (pop.) mettere pecette, cerotti    • 2 •   (estens.) sporcare con materie appiccicose | impecettarsi v. rifl.    • 1 •   (pop.) mettersi pecette, cerotti    • 2 •   (estens.) imbrattarsi con materie attaccaticce.
impeciamento   s.m.  (non com.) impeciatura.
impeciare   v. tr.  [io impécio ecc.] spalmare di pece o di materia simile: impeciare lo scafo  | impeciarsi v. rifl.  sporcarsi, imbrattarsi di pece o di sostanze appiccicose.
impeciatura   s.f.  l'impeciare, l'essere impeciato | la pece stessa spalmata su una superficie.
impecorire   v. intr.  [io impecorisco, tu impecorisci ecc. ; aus. essere] diventare pavido, remissivo come una pecora | v. tr.  (non com.) rendere vile.
impedantire   v. intr.  [io impedantisco, tu impedantisci ecc. ; aus. essere] divenire pedante | v. tr.  (non com.) rendere pedante.
impedenza   s.f.  (elettr.) grandezza fisica che rappresenta la resistenza opposta da un conduttore al passaggio di una corrente alternata | grandezza analoga usata in altri settori della fisica (p. e.  acustica e meccanica) dove si presentino vibrazioni elastiche.
impedibile   agg.  (non com.) che può essere impedito.
impediente   part. pres.  di impedire   agg.  (dir.) che costituisce impedimento.
impedimento   s.m.    • 1 •   l'impedire: essere d'impedimento  | ciò che impedisce; ostacolo, difficoltà: superare un impedimento; salvo impedimenti    • 2 •   nel diritto canonico, circostanza che rende irregolare o invalido un atto: impedimento impediente, quello che rende illecita la celebrazione di un matrimonio, senza produrne la nullità impedimento dirimente, quello che produce la nullità del matrimonio    • 3 •   (med.) condizione di alterata funzionalità di un organo    • 4 •   impedimento sterico, (chim. fis.) condizione di un atomo o di un gruppo di atomi in una molecola impossibilitati a muoversi o a reagire a causa di altri atomi vicini.
impedinatura   s.f.  nel gioco degli scacchi, collocazione di due pedoni dello stesso colore nella stessa colonna in seguito alla presa di un pezzo avversario effettuata da uno di essi.
impedire   v. tr.  [io impedisco, tu impedisci ecc.]    • 1 •   rendere impossibile (il compimento di un'azione, il verificarsi di qualcosa): impedire un delitto, un sopruso; impedire di entrare, di uscire; il cattivo tempo ha impedito che la gara si svolgesse regolarmente    • 2 •   ingombrare, frapporsi come ostacolo: un grosso masso impediva il passaggio    • 3 •   impacciare, rendere difficoltoso: la gonna attillata le impediva i movimenti. 
impeditivo   agg.  che impedisce, che è atto a impedire.
impedito   part. pass.  di impedire   agg.  che non ha la normale libertà di movimento: avere un braccio impedito  | (non com.) occupato, affaccendato: essere momentaneamente impedito. 
impegnare   v. tr.  [io impégno ecc.]    • 1 •   dare in pegno (anche fig.): impegnare la pelliccia; impegnare la propria parola  | impegnare danaro, investirlo | impegnare un immobile, una proprietà, accendervi un'ipoteca    • 2 •   vincolare, obbligare a un determinato comportamento in base ad accordi precisi: il contratto ci impegna a consegnare la merce a domicilio  | impegnare una persona, vincolarla a una promessa, spec. di matrimonio    • 3 •   farsi riservare, prenotare: impegnare una sala per un concerto    • 4 •   occupare in un lavoro, in un'attività: la costruzione della diga ha impegnato un centinaio di operai    • 5 •   richiedere concentrazione, sforzo, zelo: il lavoro mi impegna molto  | impegnare il nemico, (mil.) costringerlo a combattere, attaccandolo | impegnare l'avversario, (sport) costringerlo a gareggiare con il massimo impegno | impegnarsi v. rifl.    • 1 •   assumersi un impegno; obbligarsi: impegnarsi a finire un lavoro    • 2 •   mettersi con impegno a fare qualcosa: impegnarsi a fondo nello studio    • 3 •   (non com.) indebitarsi.
impegnativa   s.f.  documento col quale un ente mutualistico si impegna a pagare a un privato convenzionato una prestazione sanitaria che non è in grado di fornire direttamente all'assistito.
impegnativo   agg.    • 1 •   che impegna, che crea un obbligo: una promessa impegnativa    • 2 •   che richiede impegno: lavoro impegnativo  § impegnativamente avv. 
impegnato   part. pass.  di impegnare   agg.    • 1 •   dato in pegno    • 2 •   occupato, vincolato, prenotato: la stanza è impegnata  | detto di persona, che ha un impegno o degli impegni: mi dispiace, sono impegnato    • 3 •   si dice di intellettuale, gruppo o movimento culturale animato da impegno etico-civile; anche, di arte od opera che affronti i problemi politici e sociali del suo tempo: uno scrittore impegnato; un film, un romanzo impegnato. 
impegno   s.m.    • 1 •   obbligo, promessa; in partic., obbligo economico o finanziario: assumere, declinare un impegno; far fronte agli impegni presi | senza impegno, senza sentirsi vincolati    • 2 •   compito, incombenza: avere degli impegni; riuscire a liberarsi da un impegno    • 3 •   impiego di tutte le proprie forze e capacità nel fare qualcosa: studiare, lavorare con impegno    • 4 •   atteggiamento dell'uomo di cultura, dello scrittore, dell'artista che prende posizione sulle questioni di carattere ideologico, politico o sociale del suo tempo.
impegolare   v. tr.  [io impégolo ecc.] spalmare di pece | impegolarsi v. rifl.  mettersi nei pasticci, cacciarsi in situazioni difficili o moralmente negative: impegolarsi in una brutta faccenda; impegolarsi con gente corrotta. 
impelagarsi   v. rifl.  [io mi impèlago, tu ti impèlaghi ecc.] cacciarsi in situazioni difficili, complicate, incerte; impegolarsi: impelagarsi in un mare di guai. 
impelare   v. tr.  [io impélo ecc.]    • 1 •   coprire di peli, detto di animali che perdendoli li spargono attorno    • 2 •   (ant.) rivestire di peli, di barba: le guance impeli / colui che mo si consola con nanna  (dante purg.  xxiii, 110-111).
impellente   part. pres.  di impellere   agg.  che spinge, stimola all'azione: una necessità impellente  § impellentemente avv. 
impellenza   s.f.  necessità urgente.
impellere   v. tr.  [usato solo nel pass. rem. io impulsi ecc. , nel part. pass. impulso  e nel part. pres. impellente] (lett.) spingere innanzi con forza.
impellicciare   (1) v. tr.  [io impellìccio ecc.] rivestire, ricoprire con pelliccia | foderare di pelliccia | impellicciarsi v. rifl.  (scherz.) indossare una pelliccia.
impellicciare   (2) v. tr.  [io impellìccio ecc.] impiallacciare.
impellicciatura   (1) s.f.  l'impellicciare, l'impellicciarsi, l'essere impellicciato.
impellicciatura   (2) s.f.  impiallacciatura.
impendere   v. tr.  [coniugato come pendere] (ant.) appendere, impiccare: io voglio questo ladro tuo vassallo / con le mie mani impender per la gola  (ariosto o. f.  xxvii, 91) | v. intr.  (lett.) sovrastare, essere imminente.
impenetrabile   agg.    • 1 •   attraverso cui non si può penetrare: foresta impenetrabile; una difesa impenetrabile    • 2 •   (fig.) che non lascia trapelare nulla dei propri pensieri e sentimenti: un uomo, uno sguardo impenetrabile    • 3 •   (fig.) che non si può intendere o spiegare; incomprensibile, occulto: i misteri impenetrabili della natura  § impenetrabilmente avv. 
impenetrabilità   s.f.    • 1 •   l'essere impenetrabile (anche fig.)    • 2 •   (fis.) la proprietà di cui godono i corpi di escludere tutti gli altri dalla porzione di spazio che occupano.
impenitente   agg.    • 1 •   che non si pente: peccatore impenitente    • 2 •   (estens.) che si ostina in un vizio, in una condizione, in un atteggiamento: bevitore, fumatore impenitente; scapolo impenitente  § impenitentemente avv. 
impenitenza   s.f.  (non com.) l'essere impenitente.
impennacchiare   v. tr.  [io impennàcchio ecc.] ornare con pennacchi; per estens., guarnire di elementi decorativi, vistosi | impennacchiarsi v. rifl.    • 1 •   ornarsi con pennacchi    • 2 •   (scherz.) vestirsi in modo troppo appariscente.
impennaggio   s.m.  (aer.) l'insieme delle superfici fisse e mobili, disposte nella parte posteriore di veicoli e ordigni aerei (aeroplani, razzi, missili, bombe ecc.) allo scopo di assicurarne la stabilità e il controllo durante il volo.
impennare   (1) v. tr.  [io impénno ecc.]    • 1 •   rivestire di penne: uccellini che cominciano a impennare le ali  | (fig. lett.) elevare spiritualmente: amore, / ch'ad alto volo impenni ogni vil core  (poliziano)    • 2 •   (non com.) cospargere di penne    • 3 •   (aer.) munire di impennaggio: impennare un razzo. 
impennare   (2) v. tr.  [io impénno ecc.] (aer.) passare dall'assetto orizzontale a quello verticale di volo | impennarsi v. rifl.    • 1 •   detto di cavalli, alzarsi sulle zampe posteriori    • 2 •   (fig.) di persone, inalberarsi, risentirsi, reagire bruscamente    • 3 •   detto di natanti o di aeromobili, volgere la prua verso l'alto.
impennata   s.f.    • 1 •   l'impennare, l'impennarsi (anche fig.): l'impennata di un cavallo, di un aereo; un'impennata di orgoglio; un temperamento facile alle impennate    • 2 •   (fig.) brusco rialzo: i prezzi hanno avuto un'impennata; un'impennata di febbre. 
impennatura   s.f.    • 1 •   (non com.) il complesso delle penne di un uccello    • 2 •   le penne che si pongono nella parte terminale della freccia per stabilizzarla durante la traiettoria.
impenni   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli incapaci di volare, a cui appartengono i pinguini | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
impensabile   agg.    • 1 •   (lett.) che supera le capacità di comprensione della mente umana: l'infinito è impensabile    • 2 •   (estens.) assurdo, inimmaginabile: un fatto, una proposta impensabile  § impensabilmente avv. 
impensata   s.f.  (ant.) solo nella loc. avv. all'impensata, all'improvviso, in maniera inaspettata.
impensato   agg.  non pensato, imprevisto, inaspettato: esito impensato  § impensatamente avv.    • 1 •   senza pensarci sopra    • 2 •   in modo inaspettato.
impensierire   v. tr.  [io impensierisco, tu impensierisci ecc.] mettere in pensiero, preoccupare: questa notizia mi impensierisce  | impensierirsi v. rifl.  preoccuparsi.
impensierito   part. pass.  di impensierire   agg.  preoccupato, inquieto: era impensierito per il suo ritardo. 
impepare   v. tr.  [io impépo ecc.] condire con pepe; rendere piccante (anche fig.): impepare una pietanza; impepare un racconto con molte salacità. 
impepata   s.f.  nella loc. impepata di cozze, (gastr.) pietanza a base di cozze fatte cuocere in acqua di mare e condite con molto peperoncino; è un piatto tipico della cucina napoletana.
imperadore    ⇨ imperatore.
imperante   part. pres.  di imperare   agg.  predominante, molto diffuso: moda, conformismo imperante. 
imperare   v. intr.  [io impèro ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detenere l'autorità imperiale ed esercitarla: caligola imperò dal 37 al 41 d. c.    • 2 •   (estens.) comandare in modo assoluto: l'inghilterra ha imperato a lungo sui mari    • 3 •   (fig.) essere predominante, esercitare una prevalenza assoluta: il cattivo gusto impera in televisione. 
imperativale   agg.  (ling.) che contiene un imperativo, che esprime un comando: frase imperativale. 
imperativismo   s.m.  (dir.) teoria del diritto che individua nella nozione di imperatività il carattere distintivo delle norme giuridiche rispetto alle norme di condotta di natura diversa (morali, di costume ecc).
imperatività   s.f.    • 1 •   l'essere imperativo, obbligatorio, inderogabile    • 2 •   (dir.) caratteristica delle norme giuridiche, in quanto obbligatorie per i loro destinatari.
imperativo   agg.  che contiene un comando; autoritario, imperioso: tono imperativo   s.m.    • 1 •   (gramm.) modo del verbo che esprime comando o anche consiglio, invito, preghiera e sim.; in italiano ha solo un tempo, il presente, e due persone, la seconda singolare e la seconda plurale (p. e. va, andate)    • 2 •   (filos.) la formula mediante la quale si impone una norma all'azione | nella filosofia kantiana: imperativo ipotetico, quello che comanda un'azione come mezzo per conseguire un dato fine; imperativo categorico, quello che comanda un'azione buona in sé, che perciò deve essere compiuta necessariamente e incondizionatamente § imperativamente avv. 
imperatore   poet. imperadore, s.m.    • 1 •   il sovrano di un impero    • 2 •   in roma antica, titolo dato alla somma autorità politica e militare.
imperatorio   agg.  (non com.)    • 1 •   dell'imperatore, relativo a un imperatore: dignità imperatoria    • 2 •   imperioso: tono imperatorio. 
imperatrice   s.f.    • 1 •   sovrana di un impero    • 2 •   moglie di un imperatore.
impercepibile   agg.  (non com.) che non si può percepire; impercettibile § impercepibilmente avv. 
impercepito   agg.  (lett.) che non è percepito dai sensi, che non è compreso dall'intelletto.
impercettibile   agg.  che non si può percepire, che si percepisce a stento: un rumore impercettibile; un impercettibile movimento; una differenza impercettibile di colore  | (estens.) molto piccolo, difficilmente apprezzabile: un impercettibile aumento dei prezzi  § impercettibilmente avv. 
impercettibilità   s.f.  (non com.) l'essere impercettibile.
imperché   cong.  (ant.) perché | usato anche come s.m.  : e lo 'mperché non sanno  (dante purg.  iii, 84).
imperciò   cong.  (ant.) perciò.
imperciocché   cong.  (ant. , lett.)    • 1 •   poiché, per il fatto che (introduce una prop. causale o dichiarativa, col verbo all'indicativo)    • 2 •   affinché (introduce una prop. finale col verbo al congiuntivo).
impercorribile   agg.  che non può essere percorso (anche fig.): una strada impercorribile. 
imperdonabile   agg.    • 1 •   che non si può perdonare    • 2 •   (estens.) molto grave: mancanza, errore, svista imperdonabile  § imperdonabilmente avv. 
imperdonabilità   s.f.  (non com.) l'essere imperdonabile.
imperfettibile   agg.  (lett.) che non può raggiungere la perfezione; che non può essere perfezionato.
imperfettibilità   s.f.  (lett.) l'essere imperfettibile: l'imperfettibilità umana. 
imperfettivo   agg.  (gramm.) si dice di aspetto verbale che esprime un'azione nel suo svolgimento (p. e.  in costrutti come sta per partire, sta parlando; o nell'imperfetto dell'indicativo, in opposizione al passato remoto).
imperfetto   agg.    • 1 •   non finito, non compiuto | tempo imperfetto, (gramm.) tempo dei modi indicativo e congiuntivo del verbo; nell'indicativo esprime un'azione o una condizione passata nel suo svolgersi o nel suo ripetersi, senza indicarne l'inizio e il compimento; nel congiuntivo esprime, in proposizione indipendente, sentimenti quali desiderio, augurio ecc. (volesse il cielo!), mentre in proposizione dipendente esprime rapporto di contemporaneità con un tempo passato (dubitavo che venisse), di correlazione con il presente del condizionale (vorrei che tu venissi), oppure si usa nel periodo ipotetico (se tu volessi io verrei) | anche come s.m.  : l'imperfetto dell'indicativo    • 2 •   che ha qualche difetto: un congegno imperfetto    • 3 •   (mus.) si dice di un particolare modo ritmico elaborato dai teorici della notazione mensurale dei secc. xiv e xv § imperfettamente avv. 
imperfezione   s.f.    • 1 •   l'essere imperfetto    • 2 •   difetto, deficienza: un compito pieno di imperfezioni; avere un'imperfezione fisica.  dim. imperfezioncella. 
imperforabile   agg.  che non si può perforare.
imperforabilità   s.f.  l'essere imperforabile.
imperforato   agg.    • 1 •   che non è perforato    • 2 •   (med.) si dice di canale o orifizio chiuso per malformazione congenita: ano imperforato. 
imperforazione   s.f.  (med.) occlusione, per malformazione congenita, di canali o orifizi: imperforazione delle narici. 
impergolare   v. tr.  [io impèrgolo ecc.] disporre i tralci sull'intelaiatura del pergolato, in modo che rimangano tesi.
impergolata   s.f.  (ant.) pergolato.
imperiale   (1) agg.    • 1 •   dell'impero, dell'imperatore: dignità, corona imperiale; decreto imperiale, emanato da un imperatore | maestà, altezza imperiale, titoli propri dell'imperatore e di persone appartenenti alla sua famiglia    • 2 •   (fig. lett.) maestoso, regale: portamento imperiale    • 3 •   luccio imperiale, altro nome della sfirena   s.m.  (spec. pl.) seguace di un imperatore | soldato del sacro romano impero § imperialmente avv.  (rar.).
imperiale   (2) s.m.  parte superiore di carrozze, diligenze ecc., sistemata in modo da potervi collocare i bagagli e, talvolta, farvi sedere i passeggeri.
imperialismo   s.m.    • 1 •   tendenza di uno stato a estendere il proprio dominio su territori che originariamente non gli appartengono o ad acquistare egemonia sui popoli che li abitano    • 2 •   (econ.) fase del capitalismo caratterizzata dal prevalere del capitale finanziario e dagli investimenti all'estero    • 3 •   (fig.) egemonia culturale: l'imperialismo cinematografico americano. 
imperialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   fautore dell'impero    • 2 •   sostenitore dell'imperialismo | usato anche come agg.  : politica imperialista. 
imperialistico   agg.  [pl. m. -ci] d'imperialismo; che mira all'imperialismo: tendenze imperialistiche  § imperialisticamente avv. 
imperialregio   agg.  [pl. m. imperialregi] si diceva di ente politico, militare e amministrativo dell'impero di austria-ungheria.
imperiese   agg.  di imperia, città della liguria  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a imperia.
imperio    ⇨ impero.
imperiosità   s.f.  l'essere imperioso: l'imperiosità di un ordine. 
imperioso   agg.    • 1 •   che comanda con decisione e alterigia: un condottiero imperioso    • 2 •   che s'impone; autoritario: tono imperioso; voce imperiosa    • 3 •   (fig.) che esige di essere soddisfatto; irresistibile, impellente: un bisogno, un desiderio imperioso  § imperiosamente avv. 
imperito   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) che, chi non ha abilità e pratica in cose che dovrebbe saper fare: perseverano nello errore di lasciarsi governare dagli imperiti  (guicciardini) § imperitamente avv. 
imperituro   agg.  (lett.) che non verrà mai meno, che durerà in eterno: gloria, fama imperitura  § imperituramente avv. 
imperizia   s.f.    • 1 •   mancanza di pratica o abilità in cose che si dovrebbero saper fare: l'imperizia di un medico, di un guidatore    • 2 •   (lett.) inesperienza, immaturità    • 3 •   (dir.) incapacità che può dar luogo a colpa.
imperlare   v. tr.  [io impèrlo ecc.]    • 1 •   adornare di perle    • 2 •   (fig.) bagnare con gocce a forma di perle: il sudore gli imperlava la fronte |  imperlarsi v. rifl.  essere cosparso di gocce a forma di perle: le sue guance s'imperlarono di lacrime. 
impermalimento   s.m.  (non com.) l'impermalire, l'impermalirsi, l'essere impermalito.
impermalire   v. tr.  [io impermalisco, tu impermalisci ecc.] indispettire, far stizzire | impermalirsi v. rifl.  provare risentimento, aversela a male: impermalirsi per un nonnulla. 
impermalito   part. pass.  di impermalire   agg.  risentito, indispettito: uscì impermalito sbattendo la porta. 
impermeabile   agg.    • 1 •   che non si lascia attraversare dai liquidi: terreno impermeabile; tessuto impermeabile  | (estens.) che non si lascia attraversare da fluidi, polveri, radiazioni: schermo impermeabile ai raggi x; materiale impermeabile alle scariche elettriche, dielettrico; impermeabile alla luce, non trasparente; orologio impermeabile, la cui cassa protegge il meccanismo dalle infiltrazioni d'acqua e di polvere    • 2 •   (fig. non com.) refrattario, insensibile (per lo più scherz.): essere impermeabile alle critiche   s.m.  indumento di tessuto impermeabile che s'indossa per ripararsi dalla pioggia § impermeabilmente avv. 
impermeabilità   s.f.  la capacità, propria di alcuni materiali o conferita ad alcune strutture, di essere impermeabili: controllare l'impermeabilità del tetto. 
impermeabilizzante   part. pres.  di impermeabilizzare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza usata per impermeabilizzare.
impermeabilizzare   v. tr.  rendere impermeabile: impermeabilizzare un tessuto, un solaio. 
impermeabilizzato   part. pass.  di impermeabilizzare   agg.  reso impermeabile: tessuto impermeabilizzato. 
impermeabilizzazione   s.f.  l'impermeabilizzare, l'essere impermeabilizzato.
impermutabile   agg.  (lett.) che non può essere permutato; immutabile § impermutabilmente avv. 
impermutabilità   s.f.  (lett.) l'essere impermutabile.
impermutato   agg.  (non com.) non permutato; immutato.
imperniare   meno com. impernare, v. tr.  [io impèrnio ecc]    • 1 •   fissare, collegare con uno o più perni; munire di perni: le forbici sono costituite da due lame imperniate    • 2 •   (fig.) fondare, basare: imperniare il discorso su un dato presupposto |  imperniarsi v. rifl.    • 1 •   essere fissato su un perno, per mezzo di perni: la porta s'impernia sui cardini    • 2 •   (fig) avere come elemento fondamentale, basarsi: il romanzo s'impernia su un unico personaggio. 
imperniatura   s.f.    • 1 •   l'imperniare, l'imperniarsi, l'essere imperniato    • 2 •   l'insieme dei perni di un meccanismo.
impero   lett. imperio, s.m.    • 1 •   governo di tipo monarchico avente a capo un imperatore: la lotta fra papato e impero nel medioevo  | dignità, autorità di imperatore; l'esercizio, la durata della potestà imperiale: assumere l'impero; durante l'impero di tiberio    • 2 •   organismo politico costituito da un territorio molto esteso, comprendente paesi e popolazioni diverse, sottoposte a un'unica autorità, che in genere ha il titolo d'imperatore; il territorio stesso soggetto alla giurisdizione di un imperatore: l'impero romano, ottomano, austro-ungarico; il sacro romano impero; allargare i confini dell'impero  | impero coloniale, complesso di colonie appartenenti a uno stato    • 3 •   (lett.) potere assoluto, autorità piena: esercitare un impero dispotico; l'impero della legge  | nell'antichità romana, il potere militare che il popolo conferiva a un suo rappresentante, ponendolo a capo di un esercito    • 4 •   (lett.) comando risoluto, ordine secco e intransigente: il concitato imperio, / e il celere ubbidir  (manzoni il cinque maggio)    • 5 •   la sfera d'influenza e di supremazia di una persona o di un ente, spec. in senso economico: l'impero delle multinazionali petrolifere  | usato anche come agg. invar.  : stile impero, nelle arti decorative, stile classicheggiante fiorito durante l'impero napoleonico: un mobile (stile) impero; abito (stile) impero, abito femminile di linea sciolta, appena stretto sotto il seno.
imperò   cong.  (ant.)    • 1 •   però (con valore avversativo)    • 2 •   perciò.
imperocché   o imperò che, cong.  (ant. , lett.) imperciocché, per il fatto che.
imperscrutabile   agg.  che non si può scrutare; impenetrabile: disegni, ragioni, fini imperscrutabili  § imperscrutabilmente avv. 
imperscrutabilità   s.f.  l'essere imperscrutabile.
impersonale   agg.    • 1 •   (gramm.) si dice di verbo usato solo nella terza persona del singolare perché privo di soggetto determinato (p. e. piove, grandina ecc.) | forma impersonale del verbo, quando non è espresso un soggetto personale (p. e. si dice, si pensa ecc.)    • 2 •   che non riguarda una determinata persona; generico: accuse impersonali    • 3 •   privo di originalità banale: un'opera impersonale  § impersonalmente avv. 
impersonalismo   s.m.  (filos.) ogni teoria che neghi il valore autonomo della personalità umana; si contrappone a personalismo. 
impersonalità   s.f.    • 1 •   l'essere impersonale, non riferibile a una determinata persona: l'impersonalità di un giudizio, di una critica  | nella poetica del naturalismo del secondo ottocento, il carattere di distacco, oggettività, impassibilità a cui l'opera letteraria o artistica deve mirare    • 2 •   mancanza di originalità: impersonalità di concetti. 
impersonare   v. tr.  [io impersóno ecc.]    • 1 •   rappresentare come persona una qualità o un concetto astratto: il virgilio dantesco impersona la ragione umana  | incarnare in un personaggio un valore, un vizio, un sentimento: molière impersona in tartufo l'ipocrisia bigotta    • 2 •   interpretare (detto di un attore): impersonare un eroe tragico  | impersonarsi v. rifl., intr. pron.    • 1 •   immedesimarsi in un personaggio o in una situazione    • 2 •   acquistare vita e concretezza; incarnarsi: in lui si impersona la bontà. 
impersuadibile   o impersuasibile [im-persua-sì-bi-le], agg.  (non com.) che non si lascia persuadere.
impersuasivo   agg.  (non com.) non persuasivo.
impersuaso   agg.  (non com.) non persuaso.
imperterrito   agg.  che non si lascia spaventare: nonostante le proteste, continuò imperterrito a parlare  § imperterritamente avv. 
impertinente   agg.    • 1 •   che manca di riguardo: un ragazzo impertinente; una domanda impertinente    • 2 •   (ant.) non pertinente: osservazione impertinente all'argomento   s.m.  e f.  persona priva di riguardo, insolente: è un impertinente  § impertinentemente avv. 
impertinenza   s.f.  l'essere impertinente: l'impertinenza di un gesto, di una risposta  | atto o detto impertinente: dire un'impertinenza. 
imperturbabile   agg.    • 1 •   che non si turba, che non si commuove; impassibile: un uomo, un carattere imperturbabile; rimanere imperturbabile    • 2 •   riferito a cosa, che non può essere turbato da nulla: una quiete imperturbabile  § imperturbabilmente avv. 
imperturbabilità   s.f.  l'essere imperturbabile.
imperturbato   agg.  non perturbato; calmo, sereno, tranquillo: continuò imperturbato il suo discorso; rimase imperturbato alla notizia  § imperturbatamente avv. 
imperversamento   s.m.  (non com.) l'imperversare; furia.
imperversare   v. intr.  [io impervèrso ecc. ; aus. avere]    • 1 •   di persona, agire con violenza, sfogarsi rabbiosamente: imperversare contro qualcuno    • 2 •   di elementi naturali, morbi, persecuzioni ecc., manifestarsi violentemente: la bufera imperversò tutta la notte; nel paese imperversava la peste    • 3 •   (scherz.) essere assai diffuso, avere enorme successo: una moda che sta imperversando. 
impervietà   s.f.  l'essere impervio.
impervio   agg.    • 1 •   si dice di luogo per cui è impossibile o difficile transitare: montagna impervia    • 2 •   (fig.) di difficile attuazione: una proposta impervia    • 3 •   (med.) si dice di cavità o di canale totalmente o parzialmente occluso.
impestare   v. tr.  [io impèsto ecc.] (pop.) appestare.
impetigine   meno com. impetiggine o empetiggine, s.f.  (med.) infiammazione della cute determinata da batteri diversi, che si manifesta con piccole pustole e poi con croste che cadono senza lasciare cicatrice.
impetiginoso   agg.  (med.) relativo all'impetigine  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da impetigine.
impeto   s.m.    • 1 •   moto improvviso e violento di cosa o persona che investe con forza qualcosa o qualcuno: l'impeto delle onde, della bufera; gettarsi, scagliarsi con impeto contro la porta; sostenere l'impeto del nemico    • 2 •   (fig.) improvviso moto dell'animo: impeto d'ira, d'amore, di collera; lo colpì in un impeto di rabbia; agire d'impeto, senza riflettere | foga, concitazione: nell'impeto del discorso. 
impetrare   (1) v. tr.  [io impètro ecc.]    • 1 •   (lett.) ottenere con preghiere: impetrare la misericordia del signore    • 2 •   chiedere con suppliche: impetrare la grazia per un condannato. 
impetrare   (2) v. intr.  [io impètro ecc. ; aus. essere], impetrarsi v. rifl.  (poet.) trasformarsi in pietra, impietrire (spec. fig.): io non piangea, sì dentro impetrai  (dante inf.  xxxiii, 49).
impetratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi impetra, implora.
impetratorio   agg.  (lett.) che serve, che tende a impetrare: preghiera impetratoria. 
impetrazione   s.f.  (lett.) l'impetrare, il chiedere con preghiere | preghiera, supplica.
impetrire    ⇨ impietrire.
impettito   agg.  si dice di persona che tiene il corpo ben diritto e il petto in fuori, spec. per orgoglio o vanità: camminare tutto impettito. 
impetuosità   s.f.  l'essere impetuoso: impetuosità di carattere; l'impetuosità del vento. 
impetuoso   agg.    • 1 •   che si muove con impeto; rapido e violento: torrente, vento impetuoso    • 2 •   (fig.) si dice di persona che agisce istintivamente e senza riflettere: un giovane, un carattere impetuoso    • 3 •   (fig.) si dice di ciò che è pieno di foga, di impeto: un discorso, un attacco impetuoso  § impetuosamente avv. 
impiagare   v. tr.  [io impiago, tu impiaghi ecc.] (non com.) piagare, ferire | impiagarsi v. rifl.  fare piaga; coprirsi di piaghe.
impiallacciare   v. tr.  [io impiallàccio ecc.]    • 1 •   incollare su una superficie di legno un foglio sottile di altro legno più pregiato    • 2 •   (estens.) rivestire con lastre di marmo o con mattoni la facciata di un edificio, un pilastro ecc.
impiallacciato   part. pass.  di impiallacciare   agg.  si dice di legno o di mobile rivestito di un foglio di altro legno più pregiato: un tavolo di abete impiallacciato di palissandro. 
impiallacciatore   s.m.  [f. -trice] in falegnameria, operaio specializzato in lavori di impiallacciatura.
impiallacciatura   s.f.  l'operazione dell'impiallacciare | il legno in fogli impiegato per impiallacciare.
impianellare   v. tr.  [io impianèllo ecc.] coprire di pianelle, pavimentare.
impianellato   part. pass.  di impianellare   s.m.  pavimento di pianelle.
impiantabile   agg.  (med.) che si può impiantare, trapiantare.
impiantare   v. tr.    • 1 •   sistemare le parti di base di una struttura, di un apparecchio o di una macchina per avviarne la costruzione: impiantare una caldaia, un forno  | installare: impiantare il telefono    • 2 •   (estens.) fondare, metter su, avviare: impiantare un'azienda, un commercio  | (fig.) impostare: impiantare una questione, porla nei termini adatti per risolverla    • 3 •   (region.) piantare, mettere a dimora    • 4 •   (med.) effettuare un impianto; trapiantare.
impiantire   v. tr.  [io impiantisco, tu impiantisci ecc.]    • 1 •   (ant.) imboschire    • 2 •   (non com.) dotare di impiantito un ambiente.
impiantista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] specialista in lavori di impiantistica.
impiantistica   s.f.  settore dell'ingegneria che si occupa della progettazione e della costruzione di impianti industriali, spec. per quanto riguarda la loro funzionalità ed economicità.
impiantito   s.m.  pavimento ottenuto fissando i materiali di copertura a un fondo di malta: impiantito di marmo, di piastrelle, di legno. 
impianto   s.m.    • 1 •   l'impiantare: l'impianto di una ditta, di un negozio  | spese di impianto, spese per avviare un'attività, mettere su una ditta, installare macchinari e sim.    • 2 •   complesso delle macchine, delle attrezzature e degli ambienti necessari allo svolgimento di un'attività, all'attuazione di un processo produttivo: impianto di illuminazione, di riscaldamento; impianto igienico, sportivo, industriale    • 3 •   (fig.) organizzazione, assetto interno; struttura, base: una costituzione di impianto liberale    • 4 •   (biol.) detto dell'uovo fecondato, il fissarsi nell'utero    • 5 •   (med.) trapianto    • 6 •   (mar.) l'insieme dei cannoni e delle strutture accessorie che costituiscono una postazione d'artiglieria.
impiastramento   s.m.  (non com.) l'impiastrare, l'impiastrarsi, l'essere impiastrato; imbrattamento.
impiastrare   v. tr.    • 1 •   spalmare con una materia vischiosa, simile a un impiastro: impiastrare di cera, di catrame    • 2 •   insudiciare: impiastrarsi il vestito di inchiostro  | (estens.) imbrattare: impiastrare le tele, i fogli, dipingere, scrivere male; impiastrarsi il viso, imbellettarlo malamente | impiastrarsi v. rifl.    • 1 •   sporcarsi con sostanze vischiose    • 2 •   (ant. fig.) fare alleanza, accordarsi: io credo che la cagione perché inghilterra si impiastrasse con francia, fosse per vendicarsi contro a spagna  (machiavelli).
impiastratore   s.m.  [f. -trice] chi impiastra | impiastratore di tele, pittore da strapazzo, imbrattatele.
impiastricciamento   s.m.  (non com.) l'impiastricciare, l'impiastricciarsi, l'essere impiastricciato; imbrattamento.
impiastricciare   v. tr.  [io impiastrìccio ecc.] impiastrare, imbrattare qua e là con materia untuosa o appiccicosa | impiastricciarsi v. rifl.  o intr. pron.  imbrattarsi, sporcarsi.
impiastriccicare   v. tr.  [io impiastrìccico, tu impiastrìccichi ecc.] (non com.) impiastricciare.
impiastro   ant. empiastro, s.m.    • 1 •   ogni tipo di medicamento, per lo più emolliente, formato da materia bollita (semi, foglie ecc.) che si applica, molto calda, involta in una leggera tela, sulla parte malata: impiastro di semi di lino    • 2 •   (fig. non com.) rimedio: tosto al mal giunse lo 'mpiastro  (dante inf.  xxiv, 18)    • 3 •   (fig. fam.) persona seccante, noiosa, o delicata, malaticcia    • 4 •   (fig.) lavoro eseguito male: bell'impiastro hai fatto!. 
impiccagione   s.f.  l'impiccare, l'essere impiccato, come forma di esecuzione capitale: giustiziare per impiccagione; un condannato all'impiccagione. 
impiccamento   s.m.  l'impiccare, l'impiccarsi, l'essere impiccato | (fig.) vincolo, obbligo gravoso.
impiccare   v. tr.  [io impicco, tu impicchi ecc.]    • 1 •   uccidere, giustiziare qualcuno appendendolo per il collo a un capestro: impiccare alla forca, a un albero  | non farebbe una cosa simile neanche se lo impiccassero  o neanche a impiccarlo, a nessun costo    • 2 •   (estens.) stringere eccessivamente alla gola (detto di colletto e sim.)    • 3 •   (fig.) prendere per il collo, incalzare, mettere in difficoltà: siamo impiccati da queste scadenze    • 4 •   (non com.) appendere, sospendere, spec. se in luogo troppo alto | impiccarsi v. rifl.    • 1 •   uccidersi appendendosi per il collo a un capestro | che s'impicchi!, impiccati!, modi di imprecare contro qualcuno    • 2 •   (fig.) impegnarsi con vincoli troppo gravosi.
impiccato   part. pass.  di impiccare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona che è stata sottoposta a impiccagione o che si è uccisa impiccandosi | voce da impiccato, (fig.) flebile, esile | prov.  : parlare di corda in casa dell'impiccato, ricordare a qualcuno cose che gli procurano vergogna o dolore    • 2 •   (ant.) scellerato, ribaldo: vuoi tu che io ti creda, impiccato!  (machiavelli).
impiccatore   s.m.  (rar.) chi impicca; chi manda alla forca molte persone.
impiccatura   s.f.  (rar.) impiccagione.
impicciare   v. tr.  [io impìccio ecc.] (fam.) essere d'intralcio, ostacolare; ingombrare (anche assol.): impicciare il passaggio; questo tavolo impiccia  | impicciarsi v. rifl.  intromettersi, immischiarsi: impicciarsi nei fatti degli altri; dovrebbe impicciarsi degli affari suoi e non seccarmi  | impicciarsi con qualcuno, farsi coinvolgere in faccende poco lecite.
impicciato   part. pass.  di impicciare   agg.  (fam.)    • 1 •   occupato, intralciato da una serie di seccature e di impegni noiosi: oggi sono molto impicciato  | imbarazzato, impacciato    • 2 •   intricato, imbrogliato: una questione piuttosto impicciata. 
impiccinire   v. tr.  [io impiccinisco, tu impiccinisci ecc.] (non com.) far diventare o far sembrare piccino | (fig.) rendere meschino, immiserire: tutti quei discorsi m'avevano impiccinito l'uomo e messa compassione di lui  (giusti) | v. intr.  [aus. essere] (non com.) diventare, farsi più piccolo.
impiccio   s.m.    • 1 •   qualunque cosa che costituisca un fastidio, un ostacolo: esser d'impiccio; dare impiccio    • 2 •   affare imbrogliato, guaio, seccatura: essere, trovarsi in un brutto impiccio; cacciarsi in un impiccio; togliere dagli impicci    • 3 •   (lett.) imbarazzo, disorientamento: chi non ha visto don abbondio... non sa bene cosa sia impiccio e spavento  (manzoni p. s.  xxix).
impicciolire   v. tr.  [io impicciolisco, tu impicciolisci ecc.] (non com.) rimpicciolire.
impiccione   s.m.  [f. -a] chi, per abitudine, si impiccia delle faccende altrui.
impiccolimento   s.m.  l'impiccolire, l'impiccolirsi, l'essere impiccolito.
impiccolire   v. tr.  [io impiccolisco, tu impiccolisci ecc.]    • 1 •   rendere o far sembrare più piccolo; rimpiccolire: il cannocchiale usato a rovescio impiccolisce gli oggetti    • 2 •   (fig.) ridimensionare, sminuire | v. intr.  [aus. essere], impiccolirsi v. rifl.  diventare o apparire più piccolo.
impidocchiare   v. tr.  [io impidòcchio ecc.] riempire di pidocchi; attaccare i pidocchi a qualcuno | impidocchiarsi v. rifl.  riempirsi di pidocchi.
impidocchire   v. intr.  [io impidocchisco, tu impidocchisci ecc. ; aus. essere], impidocchirsi v. rifl.    • 1 •   riempirsi di pidocchi    • 2 •   (fig.) ridursi in uno stato di miseria e squallore.
impiegabile   agg.  che può essere impiegato: materiale impiegabile per usi diversi. 
impiegare   v. tr.  [io impiègo, tu impièghi ecc.]    • 1 •   usare, utilizzare, detto spec. di cose non materiali: impiegare tutte le proprie forze in un'impresa; impiegare bene, male il proprio tempo  | impiegare il denaro, il capitale, investirlo | impiegare un certo tempo, mettercelo: l'autobus impiega mezz'ora per andare da un capolinea all'altro    • 2 •   assumere qualcuno per un lavoro: suo figlio è stato impiegato da una grande ditta  | impiegarsi v. rifl.  ottenere, assumere un posto di impiegato: impiegarsi in una banca. 
impiegatizio   agg.  di impiegato, degli impiegati: ceto impiegatizio; qualifica impiegatizia. 
impiegato   part. pass.  di impiegare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi presta attività lavorativa dipendente in uffici pubblici o privati, con funzioni di collaborazione non manuale, di ordine o di concetto: fare l'impiegato; impiegato statale, parastatale; impiegato di banca  | impiegato esecutivo, che esegue il lavoro secondo le direttive ricevute; impiegato di concetto, le cui mansioni comportano una certa autonomia e responsabilità. dim. impiegatino, impiegatuccio. 
impiegatume   s.m.  (spreg.) la categoria degli impiegati; anche, un insieme di impiegati.
impiego   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   l'impiegare, il modo d'impiegare: fare un buon impiego del proprio tempo; l'impiego di un macchinario  | investimento: l'impiego di un capitale    • 2 •   attività di lavoro presso un ufficio pubblico o privato, disciplinata dalla legge in tutti i suoi aspetti: cercare, trovare un impiego; lasciare, perdere l'impiego  | impiego pubblico, lavoro in un ufficio pubblico; anche, l'insieme degli impiegati pubblici (in questo sign., più com. pubblico impiego)    • 3 •   (estens.) qualsiasi lavoro dipendente: giovani in cerca di impiego  | pieno impiego  (o piena occupazione), totale assorbimento dell'offerta di lavoro da parte dei datori di lavoro.
impietosire   v. tr.  [io impietosisco, tu impietosisci ecc.] muovere a pietà, a compassione (anche assol.): cercare di impietosire i giudici; una vista che impietosisce  | impietosirsi v. rifl.  muoversi a pietà commuoversi: impietosirsi a un triste spettacolo. 
impietoso   agg.  privo di pietà crudele, spietato: parole impietose; giudizio impietoso  § impietosamente avv. 
impietramento    ⇨ impietrimento.
impietrare   v. tr.  e intr.  [io impiètro ecc. ; aus. dell'intr. essere] (non com.) impietrire.
impietrimento   non com. impietramento, s.m.  l'impietrire, l'essere impietrito | (fig.) insensibilità, indurimento.
impietrire   ant. impetrire, v. tr.  [io impietrisco, tu impietrisci ecc.]    • 1 •   convertire in pietra: medusa impietriva chiunque la guardasse    • 2 •   (fig.) rendere insensibile, come di pietra: il dolore l'aveva impietrito  | v. intr.  [aus. avere], impietrirsi v. rifl.    • 1 •   trasformarsi in pietra    • 2 •   (fig.) divenire insensibile, duro come pietra: restare impietrito, immobile e attonito, a causa di un grande e improvviso dolore, stupore o spavento.
impigliare   v. tr.  [io impìglio ecc.] afferrare, trattenere avviluppando: i rami le impigliarono i capelli  | (fig.) avvincere, coinvolgere; circuire: impigliare qualcuno con lusinghe  | impigliarsi v. rifl.  rimanere avviluppato, agganciato, imbrogliato (anche fig.): il vestito si è impigliato nel filo spinato; perché l'animo tuo tanto s'impiglia... che l'andare allenti?  (dante purg.  v, 10-11).
impignorabile   agg.  (dir.) che non può essere sottoposto a pignoramento: beni impignorabili. 
impignorabilità   s.f.  (dir.) l'essere impignorabile.
impigrire   v. tr.  [io impigrisco, tu impigrisci ecc.] rendere pigro: la lunga inattività lo ha impigrito  | v. intr.  [aus. essere], impigrirsi v. rifl.  diventare pigro: con gli anni (si) è impigrito. 
impilabile   agg.  che si può impilare.
impilaggio   s.m.    • 1 •   il disporre più oggetti in pila    • 2 •   (estens.) pila di oggetti.
impilare   v. tr.  disporre una serie di oggetti uno sull'altro in modo da formare una pila.
impillaccherare   v. tr.  [io impillàcchero ecc.] (region.) sporcare con pillacchere, con schizzi di fango: impillaccherare il vestito  | impillaccherarsi v. rifl.  sporcarsi, infangarsi.
impingere   v. tr.  [coniugato come spingere] (ant.) spingere, sospingere (anche fig.): credo che amor a tal loda te impinga  (boiardo) | (estens.) assalire, caricare | impingersi v. rifl.  spingersi contro; opporsi.
impinguamento   s.m.  (non com.) l'impinguare, l'impinguarsi.
impinguare   v. tr.  [io impìnguo ecc.]    • 1 •   (non com.) rendere pingue    • 2 •   (fig.) arricchire, riempire, farcire: impinguare le casse dello stato; impinguare un articolo di citazioni inutili  | v. intr.  [aus. essere], impinguarsi v. rifl.    • 1 •   diventar grasso: impinguarsi con l'età    • 2 •   (fig.) arricchirsi (spec. spreg.): impinguarsi col lavoro degli altri  | (lett.) progredire spiritualmente: u' ben s'impingua, se non si vaneggia  (dante par.  xi, 139).
impinzare   v. tr.  riempire, spec. di cibo; rimpinzare (anche fig.): impinzare il ventre; impinzare la testa di nozioni  | impinzarsi v. rifl.  rimpinzarsi (anche fig.).
impiombare   v. tr.  [io impiómbo ecc.]    • 1 •   lo stesso che piombare    • 2 •   (mar.) unire insieme due cavi intrecciandoli alle estremità per i legnoli.
impiombatura   s.f.    • 1 •   l'impiombare, l'essere impiombato | il piombo o altro materiale usato per impiombare    • 2 •   (agr.) malattia da virus che colpisce le viti.
impiotamento   s.m.  (agr.) l'impiotare, l'essere impiotato.
impiotare   v. tr.  [io impiòto ecc.] (agr.) rivestire di zolle erbose un terreno, per consolidarlo o a scopo ornamentale.
impiparsi   v. rifl.  (fam.) non curarsi, infischiarsi di qualcuno o di qualcosa: la gente se ne impipa di lui e del suo berretto  (verga).
impiumare   v. tr.    • 1 •   coprire di piume; decorare con piume: impiumare un cappellino; impiumare un elmo    • 2 •   in tintoria, immergere il materiale da tingere in un primo bagno colorante leggerissimo | impiumarsi v. rifl.  coprirsi di piume, mettere le penne (detto degli uccelli).
impiumatura   s.f.  in tintoria, l'operazione dell'impiumare.
impiumo   s.m.  in tintoria, il primo fondo di colore che si dà ai panni per tingerli.
implacabile   agg.  che non si può placare, che non dà, non conosce tregua: vendetta, odio implacabile; nemico implacabile  | freddo implacabile, molto intenso § implacabilmente avv. 
implacabilità   s.f.  l'essere implacabile.
implacato   agg.  (lett.) non placato; implacabile: vano / d'implacato desio furor mi strinse  (leopardi ultimo canto di saffo, 59-60).
implantazione   s.f.  (fis.) drogaggio.
implantologia   s.f.    • 1 •   tecnica consistente nell'impiantare ciocche di capelli sulla cute come rimedio contro le calvizie    • 2 •   tecnica odontoiatrica che consente di sostituire i denti mancanti con protesi fisse assicurate alle ossa della mascella o della mandibola mediante supporti metallici.
implantologo   s.m.  [f. - a; pl. m. -gi]    • 1 •   chi esegue l'implantologia di capelli    • 2 •   odontoiatra specializzato in implantologia dentaria.
implementare   v. tr.  [io impleménto ecc.] (inform.) mettere a punto; in partic., realizzare un programma o un circuito elettronico a partire da una serie di operazioni logiche e matematiche (algoritmi).
implementazione   s.f.  l'implementare, l'essere implementato.
implicanza   s.f.    • 1 •   (lett.) implicazione    • 2 •   (ant.) contraddizione.
implicare   v. tr.  [io ìmplico, tu ìmplichi ecc.]    • 1 •   comprendere in sé, comportare come conseguenza o come premessa logica: impegno che implica un grande sacrificio    • 2 •   coinvolgere, trascinare qualcuno, anche controvoglia, in una situazione spiacevole, in un'impresa difficile o disonesta: implicare in una truffa, in uno scandalo, in un delitto    • 3 •   (lett.) avvolgere, avviluppare | implicarsi v. rifl.  impigliarsi, inciampare, invischiarsi, spec. in situazioni difficili o rischiose.
implicato   part. pass.  di implicare   agg.  nei sign. del verbo | vocale implicata, (ling.) quella che si trova in sillaba chiusa.
implicazione   s.f.    • 1 •   l'implicare, l'essere implicato; rapporto consequenziale: le implicazioni politiche di un fatto; un evento ricco di implicazioni sociali    • 2 •   operazione logica a due argomenti, corrispondente al connettivo grammaticale se... allora..., che associa ai valori di verità (v, vero; f, falso) di due enunciati un solo valore di verità, che risulta essere f solo se il valore di verità del primo enunciato (antecedente) è v e il valore di verità del secondo (conseguente) è f    • 3 •   (ant.) intrico; difficoltà.
implicito   agg.    • 1 •   non esplicitamente espresso, ma chiaramente deducibile: approvazione implicita  | (proposizione) implicita, (gramm.) quella che ha per predicato una forma indefinita del verbo (infinito, participio, gerundio)    • 2 •   (mat.) rappresentato non in modo diretto ma tramite relazioni: funzione implicita  § implicitamente avv. 
implodere   v. intr.  [coniugato come esplodere; aus. essere] rompersi per implosione.
implorabile   agg.  (non com.) che si può implorare, che si può chiedere implorando.
implorante   part. pres.  di implorare   agg.  (lett.) che implora; che esprime implorazione: gettarsi implorante ai piedi di qualcuno; sguardo, tono implorante  § implorantemente avv. 
implorare   v. tr.  [io implòro ecc.] (lett.) chiedere con preghiere e con suppliche: implorare il perdono; implorare pietà dal vincitore  | (estens.) invocare, pregare: dio, coloro che t'implorano / non ti conoscono più che di nome?  (ungaretti).
implorazione   s.f.    • 1 •   (lett.) l'implorare    • 2 •   la preghiera, la supplica con cui si implora.
implosione   s.f.    • 1 •   (fis.) fenomeno analogo alla esplosione, ma che si propaga dall'esterno verso l'interno | cedimento improvviso verso l'interno, per effetto della pressione esterna, delle pareti di un contenitore chiuso ermeticamente    • 2 •   (ling.) prima fase dell'articolazione di una consonante occlusiva, che comporti, invece di un'uscita, un brusco ingresso dell'aria nella cavità orale    • 3 •   (psicol.) l'atteggiamento del chiudersi in sé stessi senza mostrare interesse per la comunicazione con gli altri.
implosivo   agg.  (ling.) si dice di suono prodotto facendo entrare momentaneamente l'aria esterna nella cavità orale: (consonante) implosiva. 
implume   agg.  (lett.) privo di piume e di penne: uccelli implumi, che non hanno ancora messo le penne | (fig.) imberbe: era un bel ragazzo bruno... il volto quasi implume  (pratolini).
impluvio   s.m.    • 1 •   (archeol.) nel cortile interno della casa romana, il bacino in cui si raccoglieva l'acqua piovana    • 2 •   linea di impluvio, (geog.) in una valle, solco lungo il quale scorrono le acque, che vi convergono scendendo dai versanti vicini.
impoetico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.)    • 1 •   che manca delle qualità essenziali per essere poetico: verso impoetico    • 2 •   privo di ispirazione o di sensibilità poetica: ogni uomo, per impoetico che sia giudicato, ha i suoi momenti di poesia  (b. croce)    • 3 •   (estens.) prosaico, ordinario, rozzo: le guerre... erano una cosa dura, impoetica, quasi burocratica  (moravia) § impoeticamente avv. 
impolarsi   v. rifl.  [io m'impòlo ecc.] (ant.) avere due poli, essere fornito di poli.
impoliticità   s.f.  l'essere impolitico.
impolitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   mancante di senso politico; contrario all'opportunità o alla convenienza politica: atteggiamento impolitico; provvedimento impolitico    • 2 •   (estens.) inopportuno, malaccorto, controproducente: comportamento impolitico  § impoliticamente avv. 
impolito    ⇨ impulito.
impollinare   v. tr.  [io impòllino ecc.] depositare sullo stigma di un fiore il polline che, penetrando nell'ovario, produce la fecondazione degli ovuli: i fiori sono impollinati dalle api. 
impollinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] si dice di insetto o di altro animale, o anche di elemento naturale (l'acqua, il vento), che provoca l'impollinazione: agenti impollinatori. 
impollinazione   s.f.  il trasporto e il deposito del polline sullo stigma di un fiore, al fine di rendere possibile la fecondazione: impollinazione anemofila, impollinazione entomofila, impollinazione ornitofila, per mezzo del vento, di insetti, di uccelli.
impolpare   v. tr.  [io impólpo ecc.] (non com.) far ingrassare, rimpolpare | (fig.) arricchire: impolpare un discorso di belle citazioni  | impolparsi v. rifl.  rimpolparsi, metter carne, ingrassare.
impoltronire   v. tr.  [io impoltronisco, tu impoltronisci ecc.] rendere poltrone, pigro: le comodità lo hanno impoltronito  | v. intr.  [aus. essere], impoltronirsi v. rifl.  diventare poltrone; impigrirsi.
impolverare   v. tr.  [io impólvero ecc.]    • 1 •   coprire, sporcare di polvere: impolverare il vestito, le scarpe    • 2 •   (agr.) cospargere le viti o altre piante con polveri antiparassitarie | impolverarsi v. rifl.  coprirsi di polvere.
impolverato   part. pass.  di impolverare   agg.  coperto di polvere: libri, mobili impolverati. 
impolveratrice   s.f.  (agr.) macchina per spargere sostanze antiparassitarie in polvere: impolveratrice a soffietto, a trazione. 
impolverazione   s.f.  (agr.) trattamento delle piante con polveri antiparassitarie.
impomatare   v. tr.  ungere con pomata o brillantina: impomatare un ginocchio; impomatarsi i capelli  | impomatarsi v. rifl.  ungersi con pomata | (scherz.  o spreg.) detto solo di uomini, ungersi eccessivamente e con cattivo gusto di brillantina.
impomatato   part. pass.  di impomatare   agg.    • 1 •   unto con pomata    • 2 •   (scherz.  o spreg.) si dice di uomo che si unge eccessivamente di brillantina: esce sempre tutto impomatato. 
impomiciare   v. tr.  [io impómicio ecc.]    • 1 •   cospargere di pomice in polvere    • 2 •   strofinare con pomice; pomiciare.
imponderabile   agg.    • 1 •   tanto leggero da non poter essere pesato    • 2 •   (fig.) che non si può prevedere, determinare o valutare: causa, evento, fattore imponderabile   s.m.  ciò che sfugge all'analisi e al controllo razionale; ciò che è imprevedibile § imponderabilmente avv. 
imponderabilità   s.f.    • 1 •   l'essere imponderabile (anche fig.)    • 2 •   (fis.) l'assenza di forza di gravità che si riscontra all'interno di satelliti artificiali o veicoli spaziali in moto inerziale.
imponente   agg.    • 1 •   che ha dimensioni straordinarie e aspetto solenne: un edificio imponente; un'imponente manifestazione    • 2 •   che incute rispetto o soggezione: un vecchio di aspetto imponente  § imponentemente avv. 
imponenza   s.f.    • 1 •   grandiosità, solennità (detto di cosa): l'imponenza delle cattedrali gotiche    • 2 •   gravità, atteggiamento austero (detto di persona).
imponere    ⇨ imporre.
imponibile   agg.    • 1 •   che può essere imposto    • 2 •   (fin.) che è oggetto d'imposizione fiscale: reddito imponibile, reddito al netto delle esenzioni e delle deduzioni; minimo imponibile, il più piccolo reddito gravato da imposta  s.m.  (fin.) il valore cui si applica l'aliquota per calcolare l'entità dell'imposta | imponibile di manodopera, (econ.) la quantità di lavoratori che nel secondo dopoguerra, in certe zone, l'imprenditore agricolo era obbligato ad assumere per alleviare la disoccupazione.
imponibilità   s.f.  (fin.)    • 1 •   l'essere imponibile: l'imponibilità di un reddito    • 2 •   la misura in cui si può far pesare l'onere fiscale su un contribuente.
impopolare   agg.    • 1 •   non amato, non stimato dal popolo; non gradito al pubblico: governo, legge impopolare  | (estens.) non gradito, non amato nel proprio ambiente: essere impopolare tra i colleghi    • 2 •   (non com.) non sufficientemente conosciuto, non affermato: uno scrittore ancora impopolare  § impopolarmente avv. 
impopolarità   s.f.  l'essere impopolare: l'impopolarità di un provvedimento. 
impoppare   v. tr.  [io impóppo ecc.] (mar.) far immergere un'imbarcazione più da poppa che da prua; si oppone a impruare  | impopparsi v. rifl.  (mar.) appopparsi.
impoppata   s.f.  (mar.) forte spinta di vento da poppa che fa procedere velocemente un natante a vela.
imporporare   v. tr.  [io impórporo ecc.] tingere di porpora o del colore della porpora: la luce del tramonto imporporava il cielo  | imporporarsi v. rifl.  diventare del colore della porpora: imporporarsi in viso. 
imporrare   v. intr.  [io impòrro ecc. ; aus. essere] cominciare a marcire, imputridire per effetto dell'umidità (detto spec. di legnami e alberi).
imporre   ant. imponere [im-pó-ne-re], v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   porre, mettere sopra (anche fig.): imporre la corona; imporre un nome, darlo, spec. all'atto del battesimo | imporre le mani, (relig.) compiere il rito dell'imposizione    • 2 •   stabilire d'autorità far rispettare: imporre una legge, una tassa; imporre la propria volontà    • 3 •   comandare, ordinare, ingiungere: imporre a qualcuno di fare qualcosa  | imporre il silenzio, far tacere    • 4 •   esigere, richiedere: la circostanza impone la massima cautela    • 5 •   (ant.) dare, assegnare: vienne oramai, ché 'l tempo che n'è imposto / più utilmente compartir si vuole  (dante purg.  xxiii, 5-6) | imporsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   farsi valere, farsi ubbidire; far sentire la propria autorità o superiorità: un uomo che sa imporsi    • 2 •   avere successo, affermarsi: un prodotto che s'è imposto sul mercato | imporsi all'attenzione, richiamarla, non passare inosservato    • 3 •   rendersi necessario: a questo punto s'impone un ripensamento. 
imporrire   v. intr.  [io imporrisco, tu imporrisci ecc. ; aus. essere] imporrare.
importabile   (1) agg.  che si può importare: merci importabili. 
importabile   (2) agg.  che non si può portare, detto spec. di abito.
importante   agg.    • 1 •   che ha grande interesse o valore: un avvenimento, un affare importante; un'importante scoperta scientifica    • 2 •   di un certo tono; elegante: una serata, un abito importante    • 3 •   influente, autorevole, detto di persona: un personaggio importante; un importante uomo d'affari   s.m.  ciò che più preme o interessa; la cosa essenziale: l'importante è far presto  § importantemente avv. 
importanza   s.f.  l'essere importante; valore, rilievo: persona, cosa di grande importanza; dare importanza a qualcosa, attribuirle un peso, un rilievo particolare; avere, non avere importanza, essere, non essere rilevante | darsi importanza, darsi delle arie, farsi credere più di quel che si è.
importare   v. tr.  [io impòrto ecc.]    • 1 •   (econ.) far entrare nei confini del proprio stato beni o servizi provenienti da paesi esteri: l'italia importa petrolio dai paesi arabi    • 2 •   (estens.) introdurre nel proprio paese: importare una moda; la patata è stata importata dall'america    • 3 •   (non com.) comportare, implicare, richiedere: il restauro dell'immobile importa una spesa considerevole    • 4 •   (inform.) caricare all'interno di un programma un elemento (testo, immagine, tabella ecc.) creato da un altro programma o in un formato diverso da quello che si sta utilizzando | v. intr.  [aus. essere] avere importanza; stare a cuore, premere: ciò che più importa è la salute  | v. intr. impers.  [aus. essere]    • 1 •   occorrere, essere necessario: non importa che vi disturbiate    • 2 •   avere importanza, interessare: a noi importava che tutto andasse per il meglio; non me ne importa niente, un fico secco, un accidente. 
importatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi effettua importazioni: un paese importatore di materie prime; un grande importatore di caffè. 
importazione   s.f.  l'importare, l'essere importato (anche fig.): società, prodotti d'importazione; aumento, riduzione delle importazioni; temporanea importazione, introduzione nel territorio nazionale di merci destinate a essere riesportate dopo aver subito dei trattamenti.
import-export  import-export loc. sost. m. invar.  (econ.) il volume degli scambi commerciali di un paese: l'equilibrio  agg.  (comm.) di, relativo a importazioni ed esportazioni: una ditta di import-export. 
importo   s.m.  ammontare, entità conto di una spesa: l'importo di una fattura  | (estens.) somma di denaro: accreditare un importo; importi compensativi, nella politica agricola della cee, pagamenti che eliminano l'effetto delle variazioni dei cambi sui prezzi comuni adottati per i prodotti dei paesi membri.
importunare   v. tr.  dar fastidio, spec. con richieste ripetute: importunare una donna, infastidirla con un eccesso di galanteria o con apprezzamenti sconvenienti | in formule di cortesia: scusi se la importuno; non vorrei importunarla. 
importunità   s.f.  l'essere importuno.
importuno   agg.    • 1 •   che reca noia, disturbo, fastidio: una persona importuna  | inadatto, inopportuno, intempestivo: un intervento importuno; una visita importuna    • 2 •   (ant.) infausto, sinistro: importuni auspici  (ariosto o. f.  xxxvi, 5)  s.m.  [f. -a] persona importuna § importunamente avv. 
importuoso   agg.  (non com.) privo o povero di porti: litorale importuoso. 
impositivo   agg.  di imposizione, che contiene un'imposizione: provvedimento impositivo. 
imposizione   s.f.    • 1 •   l'imporre (anche fig.): l'imposizione del nome; imposizione di un obbligo, di un tributo  | imposizione delle mani, (relig.) rito che consiste nel porre le mani sul capo di una persona; nella liturgia cattolica ha lo scopo di consacrare o di benedire    • 2 •   ciò che è imposto; ordine, ingiunzione, spec. in quanto costituisca un atto d'arbitrio, di prepotenza: non sopporto imposizioni da nessuno    • 3 •   (fin.) il sottoporre qualcuno o qualcosa a imposta | il complesso delle imposte    • 4 •   (tip.) impostazione.
impossessamento   s.m.  (non com.) l'impossessarsi.
impossessarsi   v. rifl.  [io mi impossèsso ecc.]    • 1 •   prendere possesso, impadronirsi di qualcosa, spec. con la forza o in modo illegale (anche fig.): impossessarsi di un bene altrui; impossessarsi di una città nemica; il sospetto s'impossessò del suo animo    • 2 •   (fig.) acquistare piena cognizione e padronanza: impossessarsi di una lingua. 
impossibile   agg.    • 1 •   che non è possibile; che è tanto difficile da non sembrare possibile: sogni impossibili; un amore impossibile; tentare un'impresa impossibile; impossibile a dirsi, a farsi  | non è impossibile, non è da escludere    • 2 •   (estens.) insopportabile, intollerabile: un caldo impossibile; una persona, un carattere impossibile, difficile, intrattabile; un cibo impossibile, cattivo, immangiabile; gusti impossibili, stravaganti, bizzarri    • 3 •   reato impossibile, (dir.) reato che non sussiste perché non esistono le condizioni che lo rendono possibile    • 4 •   equazione, sistema impossibile, (mat.) che non ammette soluzione  s.m.  ciò che non è possibile: pretendere l'impossibile  | fare, tentare l'impossibile, tentare ogni mezzo per riuscire in qualcosa § impossibilmente avv. 
impossibilità   s.f.  l'essere impossibile: l'impossibilità di un accordo  | la condizione di non poter fare una cosa: essere, trovarsi nell'impossibilità di difendersi. 
impossibilitare   v. tr.  [io impossibìlito ecc.]    • 1 •   rendere impossibile, impedire qualcosa    • 2 •   mettere qualcuno nell'impossibilità di fare qualcosa.
impossibilitato   part. pass.  di impossibilitare   agg.  che è nell'impossibilità di fare qualcosa: sono impossibilitato a venire. 
imposta   (1) s.f.    • 1 •   la parte mobile, girevole su cardini, dei serramenti di porte e finestre: aprire, chiudere le imposte    • 2 •   (arch.) membratura sporgente dalla quale ha inizio l'arco: piano di imposta. 
imposta   (2) s.f.  (fin.) prestazione obbligatoria di denaro dovuta allo stato o ad altri enti pubblici territoriali dai contribuenti in rapporto alla loro capacità contributiva per finanziare le spese pubbliche, senza avere diritto a un corrispettivo specifico : imposta sul valore aggiunto, iva; imposta sul reddito delle persone fisiche, irpef; imposta locale sui redditi, ilor; imposta sul reddito delle persone giuridiche, irpeg | imposta proporzionale, se l'aliquota rimane costante | imposta progressiva, se l'aliquota cresce al crescere del reddito | imposta diretta, quella che grava sul reddito o sul patrimonio | imposta (indiretta), quella che colpisce la capacità contributiva che si manifesta nel consumo: imposte di fabbricazione, sulle vendite, sui consumi  (o di consumo).
impostare   (1) v. tr.  [io impòsto ecc.]    • 1 •   sistemare nel posto adatto la base di una struttura, e spec. di un'opera muraria; iniziare la costruzione di un edificio o di una sua parte preparando la base, le strutture essenziali: impostare un arco, una cupola, un muro maestro  | impostare una nave, avviarne la costruzione    • 2 •   (fig.) definire i punti essenziali, porre le premesse per avviare un lavoro o un'attività: impostare un piano, una discussione; impostare un ufficio, un'azienda  | impostare un giornale, definirne le caratteristiche e l'indirizzo | impostare una pagina di giornale, curare la disposizione degli articoli che vi debbono comparire | impostare un problema, (mat.) fissare lo schema, le formule per arrivare alla soluzione | impostare una questione, determinarne gli elementi da chiarire | impostare una spesa in bilancio, iscriverla nei vari capitoli di bilancio | impostare la voce, atteggiare gli organi vocali in modo da ottenere il timbro giusto | impostarsi v. rifl.  mettere il proprio corpo nella posizione più adatta per compiere una determinata azione: impostarsi per un esercizio ginnico. 
impostare   (2) v. tr.  [io impòsto ecc.] mettere nella buca della posta: impostare una lettera. 
impostatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'impostare, l'essere impostato: l'impostatura di un arco; impostatura della voce    • 2 •   modo di atteggiare la persona: oltre... a quella sua impostatura d'elegante signore, non aveva più nulla  (pirandello).
impostazione   (1) s.f.    • 1 •   l'impostare, l'essere impostato (anche fig.): l'impostazione di un problema  ' impostazione di bilancio, iscrizione di una partita nel bilancio di un'azienda    • 2 •   (tip.) l'operazione di disporre le matrici delle singole pagine in modo tale che, una volta che il foglio sia stampato e piegato, le pagine risultino nell'ordine di lettura.
impostazione   (2) s.f.  l'imbucare lettere e sim.
imposto   part. pass.  di imporre  e agg.  nei sign. del verbo.
impostore   s.m.  [f. -a] chi falsifica o deforma la verità, approfittando della credulità altrui, per trarne vantaggio.
impostura   s.f.    • 1 •   abitudine alla menzogna, all'inganno, per trarne vantaggio    • 2 •   atto da impostore, raggiro.
impotente   agg.  che non ha la forza per compiere una data azione: impotente a reagire; dichiararsi impotente  | inefficace, che non ottiene lo scopo: una legge impotente; ira, rabbia impotente, sterile, che non può tradursi in azione  agg.  e s.m.  e f.  (med.) che, chi è affetto da impotenza sessuale § impotentemente avv.  senza forza, potenza.
impotenza   s.f.    • 1 •   l'essere impotente; condizione di chi non può fare qualcosa: ridurre all'impotenza, all'impossibilità di agire, di nuocere    • 2 •   (med.) incapacità di una persona o di un organo di compiere una funzione; in partic., incapacità di compiere l'atto sessuale (impotenza coeundi) o di procreare (impotenza generandi).
impoverimento   s.m.  l'impoverire, l'impoverirsi, l'essere impoverito (anche fig.): l'impoverimento di un paese, di un terreno; impoverimento della cultura. 
impoverire   v. tr.  [io impoverisco, tu impoverisci ecc.] rendere povero (anche fig.): un paese impoverito dallo sfruttamento; impoverire le arti, la cultura  | impoverire un terreno, sfruttarlo con colture non adatte e male avvicendate | impoverire un corso d'acqua, diminuirne la portata | v. intr.  [aus. essere], impoverirsi v. rifl.  diventare povero (anche fig.): una famiglia impoveritasi rapidamente; una corrente di pensiero che è impoverita in breve tempo. 
impraticabile   agg.    • 1 •   si dice di luogo che non si può praticare, per il quale non è possibile passare: montagna, strada impraticabile  | campo impraticabile, (sport) che per circostanze occasionali non è idoneo allo svolgimento della gara    • 2 •   si dice di cosa a cui non si può dare attuazione concreta: progetto impraticabile  | che non si può usare, a cui non è possibile o conveniente ricorrere: rimedio impraticabile    • 3 •   (fig. non com.) si dice di persona intrattabile per il suo cattivo carattere.
impraticabilità   s.f.  l'essere impraticabile: l'impraticabilità di una strada, di una terapia, di un programma; sospendere una partita per impraticabilità del campo. 
impratichire   v. tr.  [io impratichisco, tu impratichisci ecc.] rendere pratico, esperto: impratichire qualcuno in un mestiere  | impratichirsi v. rifl.  diventare pratico, esperto: impratichirsi nella guida dell'automobile; impratichirsi di un luogo. 
imprecare   v. intr.  [io imprèco, tu imprèchi ecc. ; aus. avere] lanciare maledizioni, insulti: imprecare contro qualcuno. 
imprecativo   agg.  di imprecazione; che costituisce o contiene un'imprecazione: frase imprecativa. 
imprecatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi impreca o ha l'abitudine di imprecare.
imprecatorio   agg.  (non com.) imprecativo.
imprecazione   s.f.  l'imprecare; le parole con cui si impreca: prorompere in una imprecazione; lanciare un'imprecazione. 
imprecisabile   agg.  che non si può precisare: data, quantità imprecisabile  § imprecisabilmente avv. 
imprecisato   agg.  non precisato; che non si conosce con precisione: una somma imprecisata di denaro. 
imprecisione   s.f.    • 1 •   l'essere impreciso; mancanza di precisione: imprecisione di linguaggio; imprecisione nel disegnare    • 2 •   ciò che è impreciso; lieve errore: una traduzione piena di imprecisioni. 
impreciso   agg.    • 1 •   che manca di precisione; generico: idee, parole imprecise; resoconto impreciso; essere impreciso nell'esprimersi    • 2 •   detto di uno strumento, imperfetto, difettoso § imprecisamente avv. 
impregiudicato   agg.    • 1 •   (dir.) si dice di questione o di controversia riguardo alle quali non è stato ancora emesso un giudizio dalla magistratura    • 2 •   (estens.) aperto a diverse soluzioni, non ancora deciso, non compromesso: resta impregiudicata la possibilità di proseguire le trattative. 
impregnamento   s.m.  (non com.) l'impregnare, l'essere impregnato.
impregnare   v. tr.  [io imprégno ecc.]    • 1 •   far penetrare una sostanza fluida in un corpo poroso: impregnare un tessuto d'acqua    • 2 •   (estens.) riempire, saturare (anche fig.): questa stanza è impregnata di fumo; sì ch'io sfoghi 'l duol che 'l cor m'impregna  (dante inf.  xxxiii, 113)    • 3 •   ingravidare, detto spec. di animali | (lett.) rendere fertile e produttivo | v. intr.  [aus. essere] (ant.) diventare gravida: avete voi pensato che bagno fussi buono a disporre la donna mia a impregnare?  (machiavelli) | impregnarsi v. rifl.    • 1 •   intridersi, imbeversi: i muri si sono impregnati di umidità    • 2 •   diventare gravida, detto spec. di animale.
impregnativo   agg.  (non com.) atto a impregnare.
impregnazione   s.f.  l'impregnare, l'essere impregnato.
impremeditato   agg.    • 1 •   (non com.) non premeditato: delitto impremeditato    • 2 •   (ant.) imprevisto.
impremeditazione   s.f.  (non com.) assenza di premeditazione.
imprendere   v. tr.  [coniugato come prendere]    • 1 •   (lett.) incominciare, intraprendere: ai posteri / narrar se stesso imprese  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   (ant.) apprendere: ad imprender filosofia il mandò ad atene  (boccaccio dec.  x, 8).
imprendibile   agg.  che non si può prendere: un ladro imprendibile, inafferrabile; una fortezza imprendibile, inespugnabile.
imprendimento   s.m.  (ant.)    • 1 •   l'imprendere, il cominciare    • 2 •   apprendimento.
imprenditore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi: imprenditore commerciale, agricolo; piccolo imprenditore, che si avvale prevalentemente del lavoro proprio e dei familiari, e comunque di un numero non grande di dipendenti    • 2 •   (non com.) chi imprende.
imprenditoria   s.f.  la categoria o l'attività degli imprenditori: l'imprenditoria italiana nel primo dopoguerra. 
imprenditoriale   agg.  di, da imprenditore; degli imprenditori: attività, spirito imprenditoriale  § imprenditorialmente avv.  da imprenditore; per quanto riguarda l'attività imprenditoriale.
imprenditorialità   s.f.    • 1 •   l'insieme delle capacità e delle qualità proprie degli imprenditori    • 2 •   l'insieme degli imprenditori: l'imprenditorialità lombarda. 
imprenditorializzare   v. tr.  (non com.) dotare di carattere imprenditoriale: imprenditorializzare un'attività. 
imprenta   s.f.  (ant.) impronta (anche fig.).
imprentare   v. tr.  [io imprènto ecc.] (ant.) improntare; imprimere una forma, una figura (anche fig.): che del valor del ciel lo mondo imprenta  (dante par.  x, 29) | imprentarsi v. rifl.  (ant.) improntarsi, imprimersi.
impreparato   agg.  che non è preparato a qualcosa: impreparato ad affrontare un rischio; la notizia lo colse impreparato  | che non ha la preparazione necessaria in una materia o in un'attività: impreparato in storia, in latino; operai, soldati, amministratori impreparati. 
impreparazione   s.f.  mancanza di preparazione: l'impreparazione di un candidato, di uno studente; impreparazione culturale, politica. 
impresa   s.f.    • 1 •   ciò che si comincia a fare o si ha in animo di fare: pensando, consumai la 'mpresa / che fu nel cominciar cotanto tosta  (dante inf.  ii, 41-42)    • 2 •   azione, importante e difficile, che richiede impegno per essere portata a termine e si presenta di esito incerto: impresa eroica; tentare, affrontare un'impresa; accingersi a un'impresa; abbandonare l'impresa; è un'impresa!, è molto difficile! | azione eroica e gloriosa: le imprese di garibaldi    • 3 •   attività economica organizzata per la produzione o lo scambio di beni o di servizi; per estens., l'azienda che svolge tale attività : impresa di costruzioni, di trasporti, di servizi; impresa commerciale, industriale; impresa pubblica, attività economica organizzata svolta da un ente pubblico; impresa a partecipazione statale, società di cui lo stato detiene una quota maggioritaria di azioni    • 4 •   (arald.) negli stemmi nobiliari, disegno simbolico consistente in una figura con un breve motto.
impresario   s.m.  [f. -a] titolare di un'impresa, spec. di spettacoli.
imprescindibile   agg.  da cui non si può prescindere, di cui bisogna tener conto: un dovere imprescindibile; verità imprescindibili  § imprescindibilmente avv. 
impresciuttire    ⇨ improsciuttire.
imprescrittibile   agg.  (dir.) che non è soggetto a prescrizione: diritto imprescrittibile  § imprescrittibilmente avv. 
imprescrittibilità   s.f.  (dir.) l'essere imprescrittibile: imprescrittibilità di un diritto, di una disposizione di legge. 
impresentabile   agg.  che non può essere presentato: una richiesta impresentabile  | (estens.) si dice di chi si trova in uno stato tale da non potersi presentare in pubblico: vestito così sono davvero impresentabile  § impresentabilmente avv. 
impressionabile   agg.    • 1 •   che s'impressiona, che si lascia turbare facilmente: una persona, un temperamento impressionabile    • 2 •   (foto.) si dice di pellicola che può essere impressionata.
impressionabilità   s.f.  l'essere impressionabile.
impressionante   part. pres.  di impressionare   agg.  che fa impressione; che spaventa: un pallore impressionante; uno spettacolo impressionante  § impressionantemente avv. 
impressionare   v. tr.  [io impressióno ecc.]    • 1 •   provocare in qualcuno una forte impressione; mettere in uno stato di apprensione e di turbamento: un fatto che ha impressionato l'opinione pubblica; essere impressionati da una notizia, da uno spettacolo    • 2 •   fare una buona o cattiva impressione su qualcuno; suscitare in altri un giudizio positivo o negativo: impressionare bene, male qualcuno; la sicurezza del candidato ha favorevolmente impressionato la commissione    • 3 •   (foto.) esercitare azione fotochimica sulla sostanza sensibile alla luce che ricopre le pellicole fotografiche | impressionarsi v. rifl.    • 1 •   rimanere colpito, turbato; spaventarsi: impressionarsi alla vista di qualcosa    • 2 •   di pellicola fotografica o altro materiale fotosensibile, subire l'azione fotochimica della luce.
impressionato   part. pass.  di impressionare   agg.  scosso, turbato, spaventato: rimase a lungo impressionato. 
impressione   s.f.    • 1 •   l'imprimere, l'imprimersi, l'essere impresso; impronta: l'impressione del timbro sulla carta    • 2 •   l'operazione dello stampare e il modo con cui s'imprimono i caratteri tipografici: iniziare l'impressione di un libro; un'impressione troppo chiara  | in legatoria, dicitura o disegno impressi in rilievo sul libro: un'edizione della bibbia con impressioni in oro    • 3 •   in bibliografia, l'insieme delle copie di un'edizione che provengono dalla stessa tiratura: seconda, terza impressione    • 4 •   (fig.) effetto esercitato sull'animo o sui sensi da cose, persone o avvenimenti esterni; sensazione: un'impressione piacevole, sgradevole; avere l'impressione di cadere; fare buona, cattiva impressione  | opinione formata per istinto più che per ragionamento: ho l'impressione che la situazione si aggravi; giudicare dalle prime impressioni    • 5 •   (fig.) turbamento, sensazione di ansia, di paura: il sangue mi fa impressione. 
impressionismo   s.m.  corrente pittorica sviluppatasi in francia nel secondo ottocento, che reagendo all'arte accademica mirò a un uso più libero degli effetti di luce e colore, impiegati come mezzo per rendere l'impressione individuale: l'impressionismo di monet, di renoir  | in musica e letteratura, tecnica compositiva che ricerca effetti di vivacità, suggestioni evocative, sfumature e coloriture espressive: l'impressionismo di ravel, di debussy; l'impressionismo degli scrittori vociani. 
impressionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace dell'impressionismo | anche come agg.  in luogo di impressionistico : la pittura impressionista. 
impressionistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'impressionismo o agli impressionisti: tecnica impressionistica  § impressionisticamente avv.  secondo la tecnica dell'impressionismo.
impressivo   agg.  (non com.)    • 1 •   capace di imprimere un movimento, di comunicare un impulso    • 2 •   (fig. lett.) atto a impressionare, a commuovere: il verso rende la narrazione più viva, più impressiva, più rammemorabile  (parini) § impressivamente avv. 
impresso   part. pass.  di imprimere   agg.    • 1 •   che è segnato profondamente; che costituisce un'impronta: immagine impressa nel bronzo    • 2 •   (fig.) che non si allontana, non si cancella; che dura nella memoria: avere qualcosa impresso nel cuore, nella mente. 
impressore   s.m.    • 1 •   (tip.) operaio addetto alle macchine per la stampa    • 2 •   (antiq.) stampatore.
imprestare   v. tr.  [io imprèsto ecc.] (fam.) prestare, dare in prestito.
imprestito   s.m.  (non com.) prestito.
impreteribile   agg.  (lett.) che non si può o non si deve tralasciare: vuol costantemente aristotile che il carattere orrido e funesto sia qualità essenziale ed impreteribile della tragedia  (metastasio) § impreteribilmente avv. 
imprevedibile   agg.  che non si può prevedere: un caso imprevedibile; una persona imprevedibile, di cui non è possibile prevedere il comportamento § imprevedibilmente avv. 
imprevedibilità   s.f.  l'essere imprevedibile.
impreveduto   agg.  imprevisto, inatteso: una contrarietà impreveduta  § imprevedutamente avv. 
imprevidente   agg.  non previdente, che manca di previdenza: una persona imprevidente  § imprevidentemente avv. 
imprevidenza   s.f.  mancanza di previdenza.
imprevisto   agg.  che non è stato previsto: un caso imprevisto; spesa imprevista   s.m.  ciò che non è previsto; fatto, circostanza che non è possibile prevedere: verrò domani, salvo imprevisti. 
impreziosire   v. tr.  [io impreziosisco, tu impreziosisci ecc.] rendere prezioso (anche fig.): impreziosire un abito con ricami d'oro; impreziosire uno scritto con citazioni  | impreziosirsi v. rifl.  (scherz.) fare il prezioso.
imprigionamento   s.m.  l'imprigionare, l'essere imprigionato.
imprigionare   v. tr.  [io imprigióno ecc.]    • 1 •   mettere in prigione; far prigioniero: i malviventi furono catturati e imprigionati  | riferito ad animale, mettere, trattenere in cattività: imprigionare un uccellino    • 2 •   (estens.) costringere a stare in un luogo da cui non sia possibile uscire: essere imprigionato in casa dalla neve    • 3 •   (estens.) impedire di muoversi liberamente: le lamiere contorte gli imprigionavano la gamba  | imprigionare le acque di un fiume, regolarne il corso con opportune opere murarie o sim.    • 4 •   (lett.) dominare, soggiogare; coartare: imprigionare la fantasia. 
imprima   avv.  (ant.) dapprima, prima, innanzi tutto.
imprimatur   s.m. invar.    • 1 •   formula con cui un tempo l'autorità civile e quella ecclesiastica autorizzavano la stampa di un libro obbligatoriamente sottoposto al loro giudizio; sopravvive nel diritto canonico, per le pubblicazioni di carattere religioso | (estens.) l'autorizzazione stessa: ottenere l'imprimatur    • 2 •   (fig.) consenso, approvazione: l'articolo ha l'imprimatur del direttore. 
imprimé   agg.  e s.m. invar.  si dice di tessuto, per lo più di seta, stampato a disegni.
imprimere   v. tr.  [pass. rem. io imprèssi, tu imprimésti ecc. ; part. pass. imprèsso]    • 1 •   premere, per lo più in modo da lasciare un'impronta, un segno, una traccia (anche fig.): imprimere le proprie orme sulla sabbia; imprimere in un'opera il segno della propria personalità; dolci baci, dolcemente impressi  (ariosto rime)    • 2 •   (non com.) stampare    • 3 •   (fig.) fissare in modo indelebile: imprimere un'immagine nella mente; imprimersi un ricordo nella memoria    • 4 •   dare, comunicare un movimento: imprimere velocità a un corpo  | imprimersi v. rifl.  fissarsi in modo da lasciare un segno (anche fig.): il suo ricordo si è impresso nei nostri cuori. 
imprimitura   s.f.  (pitt.) preparazione della tela o della tavola prima della stesura del colore; si effettua mediante un impasto per lo più a base di olio cotto e biacca o gesso spento e colla | (estens.) lo strato stesso di tale impasto.
imprinting   s.m. invar.  (biol.) processo precoce di apprendimento per il quale i piccoli degli animali riconoscono e seguono i genitori o eventuali sostituti, come animali di altre specie o persino oggetti in movimento.
improbabile   agg.  non probabile, che ha scarse probabilità di accadere: il suo arrivo è molto improbabile; ritengo improbabile che possa riuscire nell'impresa; non è improbabile, è possibile § improbabilmente avv. 
improbabilità   s.f.  l'essere improbabile | (non com.) cosa, fatto improbabile.
improbità   s.f.  (lett.) l'essere improbo; disonestà.
improbo   agg.    • 1 •   (lett.) disonesto; malvagio: azione improba    • 2 •   (fig.) che richiede una fatica e un impegno superiori al profitto che se ne può trarre: lavoro improbo  § improbamente avv. 
improcedibile   agg.  (dir.) che presenta improcedibilità: giudizio improcedibile. 
improcedibilità   s.f.  (dir.) condizione di un processo che, dopo essere stato regolarmente avviato, non può proseguire per un ostacolo sopravvenuto, oppure che non può essere neppure iniziato per mancanza di una condizione necessaria: improcedibilità dell'appello, dell'azione penale. 
improcrastinabile   agg.  che non si può procrastinare, rimandare: impegni improcrastinabili  § improcrastinabilmente avv. 
improcrastinabilità   s.f.  l'essere improcrastinabile.
improducibile   agg.    • 1 •   che non può essere prodotto    • 2 •   (dir.) che non può essere presentato in giudizio: una prova improducibile. 
improduttività   s.f.  l'essere improduttivo (anche fig.): l'improduttività di un terreno, di un'azienda, di un incontro. 
improduttivo   agg.  che non produce, che non dà frutto (anche fig.): terreno improduttivo; investimenti improduttivi; studio improduttivo  § improduttivamente avv. 
improferibile   agg.  (non com.) che non è lecito, che non conviene dire, esprimere manifestamente: parole improferibili. 
impromessa   s.f.  (ant.) promessa: tanti lacciuol', tante impromesse false  (petrarca canz.  lxix, 3).
impromettere   v. tr.  [coniugato come promettere] (ant.) promettere.
impromptu   s.m. invar.  (mus.) improvviso.
impronta   (1) s.f.    • 1 •   segno che si lascia premendo su qualcosa: le impronte dei passi sulla neve; cancellare le impronte  | impronte digitali, quelle lasciate dai polpastrelli delle dita su una superficie liscia, diverse da individuo a individuo e per questo utilizzate come mezzo di identificazione personale | impronte labiali, quelle lasciate dalle labbra su un bicchiere, su una sigaretta ecc.    • 2 •   (fig.) segno, traccia evidente: un'opera che reca l'impronta del genio; l'impronta del vizio, della miseria    • 3 •   modello per la riproduzione di forme in rilievo o in incavo: impronta stereotipica; impronta di un'arcata dentaria. 
impronta   (2) s.f.  solo nella loc. avv. all'impronta, all'impronto, immediatamente: tradurre all'impronta. 
improntare   (1) v. tr.  [io imprónto ecc.]    • 1 •   segnare con un'impronta    • 2 •   (fig.) caratterizzare con un tratto, una nota, un'espressione particolare: improntare il discorso a serietà; improntare il volto, la voce a dolcezza, a severità, atteggiarli, ispirarli a questi sentimenti    • 3 •   (mus.) leggere ed eseguire un brano senza averlo preparato | improntarsi v. rifl.  assumere un tono o un'espressione particolare: il suo volto s'improntò a tristezza. 
improntare   (2) v. tr.  [io imprónto ecc.] (ant.) approntare, preparare.
improntare   (3) v. tr.  [io imprónto ecc.] (ant.) dare, prendere in prestito.
improntato   part. pass.  di improntare    • 1 •   agg.  atteggiato; ispirato: un volto improntato a  (o di) pietà. 
improntitudine   s.f.  insistenza sfacciata e importuna; impertinenza, impudenza.
impronto   (1) agg.  (lett.) che manca di delicatezza e di discrezione § improntamente avv. 
impronto   (2) s.m.  (non com.) solo nella loc. avv. all'impronto, immediatamente, a prima vista: tradurre da una lingua all'impronto. 
impronunciabile   o impronunziabile, agg.    • 1 •   che non è lecito o non conviene pronunciare: una formula, un nome impronunciabile; un'imprecazione impronunciabile    • 2 •   arduo da pronunciare, da articolare: una lingua, un dialetto dai suoni impronunciabili. 
improperio   s.m.    • 1 •   insulto, parola villana e ingiuriosa: coprire qualcuno d'improperi    • 2 •   pl.  (lit.) versetti che, prima della riforma liturgica del concilio vaticano ii, si cantavano il venerdì santo durante l'adorazione della croce, per esprimere il rimprovero di cristo al popolo ebraico.
improponibile   agg.    • 1 •   che non si può o non si deve proporre: soluzione improponibile    • 2 •   (dir.) che manca dei requisiti richiesti dalla legge e non può pertanto essere proposto o ammesso: domanda improponibile. 
improponibilità   s.f.  l'essere improponibile.
improprietà   s.f.    • 1 •   mancanza di proprietà linguistica; imprecisione nell'esprimersi: improprietà di linguaggio; parlare, scrivere con improprietà    • 2 •   locuzione, espressione impropria: un compito pieno di improprietà. 
improprio   agg.    • 1 •   non proprio, non esatto, impreciso: parola, locuzione impropria  | preposizioni improprie, (gramm.) quelle costituite da parole appartenenti ad altre categorie grammaticali ma usate con funzione di preposizione (p. e.  i participi durante, eccetto) | dittongo improprio, (ling.) che non esprime due suoni, come un vero dittongo, ma uno solo (p. e.  in fr. il dittongo ou, che rappresenta il suono u) | frazione impropria, (mat.) quella in cui il numeratore è maggiore del denominatore | armi improprie, denominazione generica di oggetti che, pur non essendo armi, possono essere utilizzati come tali (p. e.  una chiave inglese)    • 2 •   non appropriato, non adatto, inopportuno: vestirsi in maniera impropria rispetto alla circostanza  § impropriamente avv. 
improrogabile   agg.  che non può essere prorogato: termine improrogabile di pagamento, di consegna  § improrogabilmente avv. 
improrogabilità   s.f.  l'essere improrogabile: l'improrogabilità di un impegno assunto. 
improsciuttire   tosc. impresciuttire, v. intr.  [io improsciuttisco, tu improsciuttisci ecc. ; aus. essere], improsciuttirsi v. rifl.  (fam.) diventare magro e secco come un prosciutto (detto di persona).
improverare   v. tr.  [io impròvero ecc.] (ant.) rimproverare, rinfacciare: quel c'ho fatto per te, non ti vorrei, / ingrato, improverar  (ariosto o. f.  x, 32).
improvido    ⇨ improvvido.
improvisto    ⇨ improvvisto.
improvvidenza   s.f.  (lett.) imprevidenza, imprudenza: la improvvidenza delle leggi e de' reggitori  (colletta).
improvvido   ant. improvido, agg.  (lett.) imprevidente: improvida / d'un avvenir mal fido  (manzoni adelchi) | incauto, sconsiderato: un consiglio improvvido  § improvvidamente avv. 
improvvisare   v. tr.    • 1 •   dire, comporre all'improvviso, senza alcuna preparazione precedente (anche assol.): improvvisare un discorso, dei versi; si mise al pianoforte e cominciò a improvvisare    • 2 •   fare, preparare qualcosa sul momento, spesso per far fronte a circostanze impreviste: improvvisare un pasto, una festa  | improvvisarsi v. rifl.  dedicarsi a un'attività per la quale non si è preparati; assumere un ruolo non proprio: improvvisarsi attore, baby-sitter. 
improvvisata   s.f.  avvenimento piacevole che capita all'improvviso: fare un'improvvisata a qualcuno, capitare inaspettatamente a casa sua, per fargli una sorpresa gradita.
improvvisato   part. pass.  di improvvisare   agg.  nei sign. del verbo | (spreg.) si dice di cosa fatta in fretta e in modo approssimativo: un lavoro improvvisato. 
improvvisatore   s.m.  [f. -trice] chi è abile nell'improvvisare | (spreg.) chi assume un ruolo o svolge un'attività senza averne la necessaria preparazione e competenza.
improvvisazione   s.f.    • 1 •   l'improvvisare: l'improvvisazione di un discorso  | (spreg.) frettoloso e scadente abborracciamento: un lavoro che è frutto d'improvvisazione    • 2 •   arte di improvvisare su uno strumento un brano musicale    • 3 •   ciò che si improvvisa: le improvvisazioni di un poeta. 
improvviso   agg.    • 1 •   che si manifesta o si verifica d'un tratto; imprevisto: una fortuna improvvisa; un improvviso colpo di vento; un gesto improvviso di rabbia  | all'improvviso, d'improvviso, tutto d'un tratto, inaspettatamente    • 2 •   (non com.) improvvisato  s.m.  (mus.) breve composizione di forma libera, per lo più pianistica, affermatasi nei primi decenni dell'ottocento: gli improvvisi di schubert, di chopin  § improvvisamente avv. 
improvvisto   o improvisto, agg.  (ant.) sprovveduto, impreparato; colto alla sprovvista: oggi lo assaltare il nimico improvisto si reputa generoso atto e prudente  (machiavelli) | all'improvvisto, all'improvvista, alla sprovvista, a tradimento; anche, inaspettatamente, a un tratto § improvvistamente avv.  disavvedutamente.
impruare   v. tr.  (mar.) far immergere un'imbarcazione più da prua che da poppa | impruarsi v. rifl.  (mar.) appruarsi.
imprudente   agg.  che manca di prudenza; avventato: una persona imprudente; una decisione imprudente   s.m.  e f.  persona imprudente § imprudentemente avv. 
imprudenza   s.f.    • 1 •   mancanza di prudenza: guidare con imprudenza    • 2 •   azione imprudente: commettere un'imprudenza. 
imprunare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   cingere, chiudere con pruni o rami spinosi: di spine e d'ortiche il varco impruna  (marino)    • 2 •   (fig.) frapporre ostacoli, difficoltà.
impubere   lett. impube, agg.  e s.m.  e f.  (lett.) che, chi non è giunto ancora alla pubertà.
impudente   agg.  che manca di pudore, di ritegno; sfacciato, spudorato: un uomo impudente; una risposta impudente   s.m.  e f.  persona impudente: comportarsi, parlare da impudente  § impudentemente avv. 
impudenza   s.f.  l'essere impudente: ha avuto l'impudenza di mentire in questo modo  | atto, espressione impudente: è stata una vera impudenza. 
impudicizia   s.f.    • 1 •   l'essere impudico; mancanza di pudore    • 2 •   spec. pl.  atto, parola o gesto impudico.
impudico   agg.  [pl. m. -chi] che manca di pudore; che offende il pudore: persona impudica; gesto, sguardo, discorso impudico  § impudicamente avv. 
impugnabile   agg.  che si può impugnare, contestare: sentenza impugnabile. 
impugnabilità   s.f.  l'essere impugnabile: l'impugnabilità di un provvedimento. 
impugnante   part. pres.  di impugnare    • 2 •   s.m.  e f.  (dir.) chi propone un'impugnazione.
impugnare   (1) v. tr.  stringere nel pugno: impugnare una spada, una racchetta | impugnare le armi, accingersi a combattere.
impugnare   (2) v. tr.    • 1 •   contestare, avversare: impugnare un'opinione, una teoria    • 2 •   (dir.) opporsi nei modi previsti dalla legge alla decisione di un'autorità giudiziaria o amministrativa, chiedendone il riesame a un giudice di grado superiore: impugnare una sentenza  | addurre in giudizio un motivo di invalidità che renderebbe illegittimo un atto, un contratto e sim.: impugnare un testamento    • 3 •   (ant.) combattere, assalire.
impugnativa   s.f.  (dir.) atto con cui si formula l'impugnazione.
impugnativo   agg.  che vale a impugnare | azione impugnativa, (dir.) impugnativa.
impugnatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi impugna, contesta, si oppone.
impugnatura   s.f.    • 1 •   l'impugnare; il modo di impugnare (un'arma, un arnese e sim.): una corretta impugnatura della racchetta    • 2 •   la parte di qualsiasi oggetto che si stringe in pugno: l'impugnatura della spada, del remo. 
impugnazione   s.f.    • 1 •   l'impugnare, l'avversare, il contraddire qualcosa: l'impugnazione di una teoria    • 2 •   (dir.) appello, ricorso    • 3 •   (ant.) combattimento, lotta.
impulciare   v. tr.  [io impùlcio ecc.] riempire, infestare di pulci | impulciarsi v. rifl.  riempirsi di pulci, prendere le pulci.
impulito   o impolito, agg.  (non com.)    • 1 •   non pulito, non rifinito    • 2 •   (fig.) non educato, non raffinato; rozzo.
impulsare   v. tr.    • 1 •   (ant.) spingere (anche fig.)    • 2 •   (tecn.) far funzionare a impulsi: impulsare un radiotrasmettitore. 
impulsione   s.f.    • 1 •   (mecc.) spinta che si esercita su un corpo provocandone il movimento    • 2 •   (non com.) spinta, impulso (anche fig.).
impulsività   s.f.  l'essere impulsivo; carattere impulsivo: l'impulsività di un gesto; frenare la propria impulsività. 
impulsivo   agg.    • 1 •   (non com.) che dà impulso; che imprime movimento: forza impulsiva    • 2 •   che agisce assecondando l'impulso naturale, che non domina le sue reazioni: uomo, carattere impulsivo  | fatto d'impulso, senza riflettere: un gesto impulsivo   s.m.  [f. -a] persona impulsiva § impulsivamente avv. 
impulso   s.m.    • 1 •   spinta comunicata a un corpo da un altro corpo o da una forza    • 2 •   (fig.) stimolo, incremento: dare impulso all'industria, al commercio    • 3 •   (fig.) spinta irriflessiva a compiere un'azione: cedere a un impulso; reagire d'impulso  | inclinazione naturale e istintiva: assecondare i propri impulsi    • 4 •   in fisica: impulso elementare di una forza, il prodotto della forza applicata a un corpo per l'intervallo di tempo in cui essa agisce | impulso di tensione elettrica  o di corrente, (elettr.) variazione rapida e breve della tensione elettrica o dell'intensità di corrente elettrica    • 5 •   in telefonia, scatto telefonico.
impune   agg.  (lett.) impunito: reo, delitto impune   avv.  (ant.) impunemente: siedono impune agli altrui deschi  (pindemonte) § impunemente avv.    • 1 •   senza subire alcuna punizione: commettere impunemente un reato    • 2 •   senza riportare danno: affrontare impunemente un pericolo. 
impunibile   agg.  (dir.) non punibile; non assoggettabile alla responsabilità e alle conseguenze penali: soggetto, fatto impunibile. 
impunibilità   s.f.  (dir.) l'essere impunibile: impunibilità di un reato. 
impunità   s.f.  l'essere, il rimanere impunito; esenzione dalla pena: concedere, promettere l'impunità a qualcuno. 
impunito   agg.    • 1 •   non punito: un malfattore, un crimine rimasto impunito    • 2 •   (region.) sfrontato, birbante, briccone | anche come s.m.  [f. -a]: una faccia da impunito  (moravia) § impunitamente avv. 
impuntare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (non com.) battere, urtare con la punta del piede    • 2 •   (fig.) parlare con difficoltà, balbettare | impuntarsi v. rifl.    • 1 •   puntare i piedi a terra, rifiutandosi di camminare (detto di animali o di bambini)    • 2 •   (fig.) rimanere della propria idea con testardaggine e caparbietà: impuntarsi in, su un'opinione; si è impuntato a dire di no    • 3 •   (fig.) balbettare, tartagliare; bloccarsi nel parlare.
impuntatura   s.f.  l'impuntare, l'impuntarsi; in partic., l'ostinarsi caparbiamente in qualcosa: prendere un'impuntatura. 
impuntigliarsi   v. rifl.  (non com.) [io mi impuntìglio ecc.] ostinarsi in un puntiglio | darsi da fare, applicarsi con accanimento per riuscire in qualcosa.
impuntire   v. tr.  [io impuntisco, tu impuntisci ecc.]    • 1 •   cucire materassi, guanciali e sim. con punti distanziati e passando il filo da parte a parte in modo da tener ferma l'imbottitura    • 2 •   unire con punti fitti due strati di cuoio, panno ecc.
impuntitura   s.f.  l'operazione dell'impuntire.
impuntura   s.f.    • 1 •   cucitura che trapassa e unisce strettamente due o più strati di tessuto, cuoio e sim.    • 2 •   nel cucito, punto a due diritti per rifiniture di abiti.
impunturare   v. tr.  cucire o rifinire per mezzo di impunture.
impunturato   part. pass.  di impunturare   agg.  guarnito, rifinito con impunture: gonna impunturata. 
impuparsi   v. rifl.  diventare pupa (detto di insetti).
impurezza   s.m.  impurità, detto di un liquido, di un cristallo e sim.
impurità   s.f.    • 1 •   l'essere impuro; stato impuro di una sostanza: l'impurità di un liquido    • 2 •   ciò che altera la purezza di una sostanza: filtrare l'acqua per eliminare le impurità  | le impurità di una lingua, i modi, le locuzioni improprie o non conformi all'uso schietto della lingua    • 3 •   mancanza di purezza, di castità | atto impuro.
impuro   agg.    • 1 •   si dice di qualsiasi elemento non puro, cioè alterato dalla mescolanza con altri elementi: liquido, minerale impuro  | razza impura, di sangue misto (detto di animali) | lingua impura, ricca di barbarismi o di errori grammaticali | locuzione impura, non conforme all'uso schietto della lingua    • 2 •   (gramm.) si dice della lettera s  quando precede un'altra consonante    • 3 •   contrario alla purezza, alla castità: atti, pensieri impuri    • 4 •   (relig.) contaminato, immondo: nel mondo biblico molti animali sono considerati impuri  § impuramente avv. 
imputabile   agg.    • 1 •   si dice di cosa o azione che si può o che è da imputare, attribuire a qualcuno, a qualcosa: l'incidente è imputabile alla disattenzione del macchinista    • 2 •   detto di persona, che si può ritenere responsabile di qualcosa: siamo tutti imputabili del ritardo  | (persona) imputabile, (dir.) si dice di colui contro il quale può essere elevata un'imputazione o che può essere sottoposto a processo penale.
imputabilità   s.f.    • 1 •   l'essere imputabile    • 2 •   (dir.) condizione del soggetto che, riconosciuto in grado di intendere e di volere, è tenuto a rispondere penalmente di reati commessi.
imputare   v. tr.  [io ìmputo  (non com. impùto) ecc.]    • 1 •   attribuire a qualcuno la responsabilità di un fatto; ascrivere (gener. a titolo di colpa): imputarono il comandante del naufragio  (o imputarono al comandante il naufragio) della nave; imputare qualcosa a biasimo, a disonore    • 2 •   (dir.) promuovere un'azione penale contro qualcuno accusandolo di un reato: imputare qualcuno di furto    • 3 •   in contabilità, distribuire i costi tra materie prime, servizi e processi produttivi di un'impresa: imputare una somma in conto capitale  | assegnare, attribuire: imputare una spesa a un dato ufficio o settore. 
imputato   part. pass.  di imputare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] (dir.) chi, in un processo penale, viene accusato di aver commesso un reato: un imputato di omicidio. 
imputazione   s.f.  in diritto e in contabilità, l'imputare, l'essere imputato: rispondere di un'imputazione; l'imputazione di un costo, di una somma  | capo d'imputazione, ogni reato di cui un imputato è accusato.
imputrefatto   agg.  (non com.) non putrefatto.
imputrescibile   agg.  (lett.) che non può imputridire.
imputridimento   s.m.  l'imputridire.

imputridire   v. intr.  [io imputridisco, tu imputridisci ecc. ; aus. essere] diventare putrido: il pesce imputridisce rapidamente  | (fig. lett.) corrompersi: peccatori imputriditi ne' vizi e di laidissima vita  (bartoli) | v. tr.  rendere putrido.
impuzzire   ant. impuzzare, v. tr.  [io impuzzisco, tu impuzzisci ecc.] riempire di puzzo, di cattivo odore: con quel suo sigaro ha impuzzito tutta la casa  | v. intr.  [aus. essere] prendere cattivo odore (detto spec. di materia organica che imputridisce).
impuzzolentire   v. tr.  [io impuzzolentisco, tu impuzzolentisci ecc.] rendere puzzolente, impuzzire.
impuzzolire   v. intr.  [io impuzzolisco, tu impuzzolisci ecc. ; aus. essere] prendere un cattivo odore | v. tr.  rendere puzzolente, impuzzolentire.
in   prep.  [si unisce agli articoli determinativi il, lo, la, i, gli, le  formando le preposizioni articolate nel, nello, nella, nei, negli, nelle]    • 1 •   introduce una determinazione di stato in luogo, indicando una collocazione, una residenza o il luogo in cui si svolge un'azione o si verifica una condizione (anche fig.): abita in città; vivono in italia; ha una villa in campagna; preferisco restare in casa; lavora in ufficio; dorme in albergo; trovare soddisfazione nel lavoro; perseverare in un errore; in lui è la nostra salvezza  | con il valore di 'entro, dentro': i pesci guizzano nell'acqua; racchiudeva in mano un oggetto; un segreto conservato nel cuore; avere un presentimento nell'animo  | con il valore di 'su, sopra': portare in braccio un bambino; leggere un libro in treno; dare un bacio in fronte; comunicato affisso nell'albo  | in relazione a ciò che è scritto su un libro, un giornale e sim.; anche, con riferimento a chi ne è autore: nel «decameron» si legge la novella di andreuccio da perugia; parole di questo genere si trovano in leopardi    • 2 •   in dipendenza da verbi che esprimono movimento, avvicinamento e sim., indica un moto a luogo (anche fig.): andare in francia; scendere in cantina; entrare in porto; gettare in mare; salire in treno; far ritorno in città; mettersi in testa; montare in collera  | con il valore di 'contro': urtare in un ostacolo; inciampare in un gradino; imbattersi in una difficoltà  | con il valore di 'verso': si volse in quella direzione    • 3 •   introduce il punto di arrivo, lo stato finale di un procedimento, uno svolgimento, un cambiamento: convertire le lire in franchi; andare in frantumi; dividere in due; farsi in quattro; mandare in fumo; evolvere in meglio; maria bianchi in de luca, nata bianchi, coniugata de luca | in correlazione con di, serve a esprimere successivi passaggi: di città in città, di luogo in luogo; di bene in meglio, di male in peggio  | con valore distributivo: di tre in tre, di cinque in cinque    • 4 •   in dipendenza da verbi che indicano passaggio, attraversamento, indica il luogo circoscritto entro cui il moto si svolge (anche fig.): passeggiare in giardino; correre nel parco; viaggiare in europa; camminare nel vento; tanti pensieri le passavano nella mente    • 5 •   introduce una definizione di tempo determinato: in primavera, in piena estate; verrà nel mese di aprile; dante morì nel 1321; in gioventù; in tempo di pace; nell'età di pericle; in giornata  | può anche indicare lo spazio di tempo entro cui si svolge un'azione o una circostanza si verifica: finì il lavoro in tre giorni; lo farà in un attimo, in men che non si dica, nell'arco di un mese  ' in correlazione con di, serve a esprimere successivi passaggi: di ora in ora, di giorno in giorno    • 6 •   (ant. , lett.) esprime il termine a cui un'azione è riferita: e s'io ripenso in lei  /... /... tutti son morti i pensier miei  (tasso rime) | in dipendenza da termini o locuzioni che esprimono fede, speranza e sim. (o meno com. odio, ostilità e sim.), introduce la persona o la cosa che ne è destinataria: credere in dio; sperare nell'aiuto degli altri; confidare nelle proprie forze; per tutt'i cerchi de lo 'nferno scuri / non vidi spirto in dio tanto superbo  (dante inf.  xxv, 13-14); avendo alcuno odio ne' fiorentini, del tutto era disposto a volerlo far impiccare per la gola  (boccaccio dec.  ii, 1)    • 7 •   esprime la modalità con cui un'azione si svolge: camminare in fretta; entrare in punta di piedi; ascoltare in silenzio; rispondere in tono alterato; scrivere in versi; dipingere in rosso; morire in pace con tutti  | può esprimere lo stato, la condizione in cui qualcuno o qualcosa è, si trova: vivere nell'angoscia; stare in allegria; lasciare nell'abbandono; cogliere in fallo; era in odio a tutti; tutti l'hanno in simpatia  | riferito a cose o persone, può anche indicare la forma, l'aspetto, la disposizione che esse hanno o assumono: un libro in ottavo; una riproduzione in miniatura; i bambini si disposero in cerchio; camminavamo in fila indiana  | in partic., in relazione al modo di vestire: uscire in abito da sera; presentarsi in giacca e cravatta  | al modo in cui una cosa si fa o un'operazione è compiuta: trasmettere in diretta; comporre in fotocomposizione; una partita in notturna  | al modo in cui cibi e vivande sono preparati o serviti: involtini in umido; bollito in salsa verde; lepre in salmì  | rispetto alla desinenza di un vocabolo: i nomi femminili dell'italiano escono prevalentemente in -a    • 8 •   la modalità può anche riferirsi alla materia di cui qualcosa è fatta (equivale allora a 'di'): un bassorilievo in marmo; un cancello in ferro battuto; un'incisione in rame; una poltrona in pelle  | a una quantità o a una misura: accorrere in folla; essere in molti; giocare in quattro; tagliare in due; commedia in tre atti; divisione in parti uguali  ' a una stima: avere in gran considerazione; tenere nel conto dovuto  | (ant. , lett.) a una pena: se non obbediscono, li farà condannare nei milioni e nelle spese  (cattaneo)    • 9 •   in frasi asseverative, davanti a parole come verità, fede, coscienza, grazia, realtà  e sim., introduce una funzione di tipo modale: la città, in realtà, offre poco; in coscienza, non me la sento di affermare una cosa simile; in fede mia, non era mai accaduto prima!    • 10 •   esprime il mezzo: viaggiare in treno; la città si raggiunge in autobus; fare una gita in barca; pagare in dollari  | con valore strumentale e modale insieme: descrivere in poche parole; parlare in inglese; esprimersi in buon italiano    • 11 •   indica il fine, lo scopo: accorrere in aiuto; dare in prestito; ricevere in premio; mandare in visione; una festa in onore del vincitore; un componimento in lode della donna    • 12 •   indica la causa: tormentarsi nel dubbio; consumarsi nell'angoscia; io mi sconfortai / nel suon de le parole maladette  (dante inf.  viii, 95)    • 13 •   definisce i limiti in cui si realizza un'azione o ha validità un modo di essere, una condizione, uno stato: commerciare in stoffe; specializzarsi in pediatria; essere bravo in matematica; uno studente mediocre in tutto; è un campione nel salto; possiede una fortuna in beni immobili    • 14 •   in funzione rafforzativa o pleonastica, davanti a un avverbio di luogo: in giù, in su; in qua, in là    • 15 •   (ant.) in funzione predicativa: fu eletto in re de' romani  (boccaccio dec.  viii, 1)    • 16 •   seguita dall'infinito presente, forma una locuzione che ha valore di gerundio: nel dire questo meravigliò tutti; nell'ascoltare gli altri c'è sempre da imparare; godea in mirarlo e in ragionar con esso  (tasso g. l.  i, 77)    • 17 •   (ant. , lett.) seguito dal gerundio semplice: però pur va, e in andando ascolta  (dante purg.  v, 45); in udendo le fonti della caduca felicità cantare  (corazzini)    • 18 •   concorre alla formazione di locuzioni prepositive: in quanto a, in virtù di, in rapporto a, in fondo a, in cima a, in (nel) nome di, in conseguenza di ecc.  ' avverbiali: in alto, in basso, in su, in giù, in avanti, in dietro  (o indietro), in fine  (o infine), in vano  (o invano) ecc.  ' congiuntive: nel tempo che, nel momento in cui, nel caso che, in considerazione del fatto che ecc.   avv.  solo nella loc. recente essere in, essere introdotto negli ambienti che contano, spec. culturali o mondani, o essere di moda, attuale (contrapposto a out) | anche con funzione di agg. invar.  : gente in. 
in-  in- (1) (si assimila in il-  davanti a l, in ir-  davanti a r, in im-  davanti a m, p, b; diventa talvolta inn-  davanti ad a, e; tende a ridursi a i-  dinanzi a s  + consonante) prefisso che continua il lat. i°n-, derivato dalla prep. i°n  'in, contro, dentro, sopra', che compare in molte parole di origine latina o formate modernamente, e spec. nella derivazione di verbi da sostantivi, aggettivi o altri verbi (buca : imbucare; pallido : impallidire; mettere : immettere); ha per lo più il valore di 'dentro, sopra' (inabissare, inalberare), talora con riferimento a una trasformazione (ingiallire) o con valore intensivo (incominciare).
in-  in- (2) (si assimila in il-  davanti a l, in ir-  davanti a r, in im-  davanti a m, p, b; non si riduce mai davanti a s  + consonante) prefisso negativo che continua il lat. i°n-  (usato spesso per tradurre l'a-  privativo greco) e compare in molte parole di origine latina o di formazione moderna; viene di norma premesso ad aggettivi qualificativi e ai sostantivi astratti che ne derivano (fedele : infedele, infedeltà), oppure a participi con valore aggettivale (sufficiente : insufficiente; espresso : inespresso).
-ina  -ina suffisso chimico che indica ammine o alcaloidi (anilina, caffeina).
inabbordabile   agg.  si dice di persona che non si lascia avvicinare facilmente.
inabile   agg.    • 1 •   che non è idoneo a svolgere un determinato compito: inabile ai lavori pesanti  | inabile al servizio militare, si dice di chi è stato riformato per malattia o difetto fisico    • 2 •   (non com.) non abile; poco accorto.
inabilità   s.f.  la condizione di chi è inabile | (estens.) invalidità: inabilità permanente, temporanea. 
inabilitando   s.m.  [f. -a] (dir.) chi è o deve essere sottoposto a un procedimento di inabilitazione.
inabilitare   v. tr.  [io inabìlito ecc.]    • 1 •   rendere inabile: la sordità inabilita alla guida    • 2 •   (dir.) dichiarare l'inabilitazione | inabilitarsi v. rifl.  (rar.) rendersi volontariamente inabile.
inabilitato   part. pass.  di inabilitare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] (dir.) chi è stato dichiarato parzialmente incapace di agire con un provvedimento di inabilitazione.
inabilitazione   s.f.  (dir.) provvedimento col quale l'autorità giudiziaria può dichiarare una persona parzialmente incapace di curare i propri interessi, nominando un curatore che la assista nel compimento degli atti più importanti | la condizione di chi è stato inabilitato.
inabissamento   s.m.  l'inabissare, l'inabissarsi, l'essere inabissato (anche fig.) | (estens.) sprofondamento.
inabissare   v. tr.  gettare in un abisso | inabissarsi v. rifl.  piombare in un abisso | (estens.) affondare, sprofondare (anche fig.): la nave si inabissò; inabissarsi nei debiti, nelle sventure. 
inabitabile   agg.  che non offre condizioni adatte alla vita dell'uomo: terre inabitabili  ' (estens.) si dice di luogo in cui si vive in modo pericoloso o antigienico: case inabitabili. 
inabitabilità   s.f.  l'essere inabitabile: dichiarare l'inabitabilità di un edificio. 
inabitato   agg.  (lett.) disabitato: per lochi inabitati, ermi e selvaggi  (ariosto o. f.  i, 33).
inabrogabile   agg.  che non si può abrogare.
inaccessibile   agg.    • 1 •   si dice di luogo a cui non si può accedere; per estens., di luogo difficilmente raggiungibile: montagne inaccessibili    • 2 •   (fig.) si dice di cosa difficile o impossibile da capire: un mistero inaccessibile; una teoria inaccessibile ai più  ' di cosa, anche difficilmente ottenibile o che non ci si può permettere: una carriera, una posizione inaccessibile; prezzi inaccessibili  | di persona, difficilmente avvicinabile o influenzabile: un personaggio inaccessibile; essere inaccessibile alle lusinghe, alle preghiere, non lasciarsi tentare o commuovere da niente § inaccessibilmente avv. 
inaccessibilità   s.f.  l'essere inaccessibile.
inaccesso   agg.  (lett.) si dice di luogo nel quale nessuno ha mai potuto andare.
inaccettabile   agg.    • 1 •   che non si può accettare: proposte inaccettabili    • 2 •   che non si può approvare: comportamento, gesto inaccettabile  | non credibile: un resoconto dei fatti inaccettabile  § inaccettabilmente avv. 
inaccettabilità   s.f.  l'essere inaccettabile.
inaccordabile   agg.    • 1 •   che non si può concedere: favore inaccordabile    • 2 •   si dice di strumento che non si può più accordare.
inaccorto   agg.  (lett.) privo di accortezza; sprovveduto § inaccortamente avv. 
inaccostabile   agg.  che non può essere avvicinato; inaccessibile (anche fig.): prezzi inaccostabili. 
inaccusabile   agg.  (rar.) che non può essere accusato.
inacerbire   ant. inacerbare, v. tr.  [io inacerbisco, tu inacerbisci ecc.] rendere più acerbo; esacerbare: quel ricordo inacerbì il suo dolore  | esasperare, irritare gravemente: la situazione finì con l'inacerbire gli animi  | inacerbirsi v. rifl.  divenire più acerbo, più aspro, più esasperato.
inacetare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. essere] (ant.) inacetire.
inacetire   v. intr.  [io inacetisco, tu inacetisci ecc. ; aus. essere] diventare aceto; prender sapore di aceto: il vino, se si lascia la bottiglia aperta, inacetisce  | v. tr.  far diventare aceto: il caldo inacetisce il vino. 
inacidimento   s.m.  l'inacidire, l'inacidirsi, l'essere inacidito.
inacidire   v. tr.  [io inacidisco, tu inacidisci ecc.]    • 1 •   rendere acido    • 2 •   (fig.) rendere astioso; inacerbire, inasprire: i dolori lo hanno inacidito  | v. intr.  [aus. essere], inacidirsi v. rifl.    • 1 •   diventare acido: il latte è  (o si è) inacidito    • 2 •   (fig.) diventare astioso, aspro: il suo carattere si è inacidito. 
inacquare    ⇨ innacquare.
inacutire   v. tr.  [io inacutisco, tu inacutisci ecc.] (non com.) rendere acuto o più acuto | (fig.) acutizzare: inacutire un desiderio  | inacutirsi v. rifl.  (non com.) diventare più acuto | (fig.) acutizzarsi.
inadattabile   agg.  che non può adattarsi o essere adattato | incapace di adattarsi: è inadattabile a ogni situazione nuova. 
inadattabilità   s.f.  l'essere inadattabile.
inadatto   agg.    • 1 •   non adatto: abito inadatto alla cerimonia  | inopportuno, sconveniente: parole inadatte; usare un tono inadatto    • 2 •   che non è idoneo, che non è capace di fare qualcosa; che è privo delle attitudini necessarie: inadatto allo sport, a dirigere. 
inadeguatezza   s.f.  l'essere inadeguato: inadeguatezza di mezzi, di attrezzature. 
inadeguato   agg.    • 1 •   che non ha i requisiti necessari per uno scopo: uno strumento inadeguato  | detto di persona, che non è capace, non è all'altezza: un uomo inadeguato al suo ruolo    • 2 •   inferiore al giusto o al dovuto: un compenso inadeguato all'impegno profuso  § inadeguatamente avv. 
inadempibile   agg.  (non com.) che non si può adempiere: compito inadempibile. 
inadempiente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi non adempie a un dovere, una promessa, una obbligazione: inadempiente all'obbligo di leva. 
inadempienza   s.f.  l'essere inadempiente; inadempimento: inadempienza contrattuale. 
inadempimento   s.m.  il non adempiere, il non adempiersi; inadempienza: risoluzione del contratto per inadempimento. 
inadempiuto   agg.  che non ha avuto adempimento: dovere, obbligo inadempiuto. 
inadoprabile   agg.  (non com.) che non può essere adoperato; inutilizzabile.
inafferrabile   agg.    • 1 •   che non si può afferrare, catturare, prendere: un bandito inafferrabile    • 2 •   (fig.) incomprensibile, oscuro; sfuggente: concetto inafferrabile; una persona inafferrabile  § inafferrabilmente avv. 
inafferrabilità   s.f.  l'essere inafferrabile.
inaffidabile   agg.  si dice di persona o cosa in cui non si può riporre fiducia, su cui non si può far conto § inaffidabilmente avv. 
inaffidabilità   s.f.  l'essere inaffidabile.
inaffondabile   agg.    • 1 •   che non può affondare: scafo inaffondabile    • 2 •   (fig.) che non può finire, scomparire, uscire di scena: un politico inaffondabile. 
inaggregabile   agg.  (rar.) che non si può aggregare.
inagguagliabile   agg.  (non com.) ineguagliabile.
inagibile   agg.    • 1 •   si dice di un edificio o di un locale pubblico che non può essere usato per lo scopo al quale è destinato per mancanza dei necessari requisiti: quella scuola è inagibile da anni    • 2 •   (estens.) inutilizzabile, impraticabile.
inagibilità   s.f.  l'essere inagibile; la condizione di ciò che è inagibile; inagibilità di un edificio, di un locale. 
inagrestire   v. intr.  [io inagrestisco, tu inagrestisci ecc. ; aus. essere] detto di frutta, e spec. dell'uva, prendere il sapore dell'agresto per mancata maturazione.
inagrire   v. tr.  [io inagrisco, tu inagrisci ecc.] (rar.) rendere agro | v. intr.  [aus. essere] (rar.) diventare agro.
inalare   v. tr.  introdurre nelle vie respiratorie sostanze medicamentose polverizzate o nebulizzate: inalare dei vapori balsamici  ' (estens.) inspirare profondamente: inalare gas tossici. 
inalatore   s.m.  (med.) apparecchio usato per inalazioni | inalatore di ossigeno, apparecchio che fornisce ossigeno addizionale a un ammalato o al pilota di un aereo che deve volare ad alte quote; respiratore.
inalatorio   agg.  relativo all'inalazione: apparecchio inalatorio   s.m.  locale attrezzato per la terapia con inalazioni.
inalazione   s.f.    • 1 •   (med.) metodo di cura delle affezioni delle vie respiratorie, che si effettua inalando sostanze medicamentose    • 2 •   inspirazione profonda: l'inalazione di un gas. 
inalbare   v. tr.  (lett.) far diventare bianco, chiaro: chiara luna che i sentier tacenti / inalbi  (carducci) | v. intr.  [aus. essere], inalbarsi v. rifl.  diventar bianco, chiaro: a poco a poco s'inalbò tutto  (pirandello).
inalberamento   s.m.  l'inalberare, l'inalberarsi, l'essere inalberato.
inalberare   v. tr.  [io inàlbero ecc.]    • 1 •   issare sull'albero maestro della nave; per estens., porre in cima, alzare: inalberare un vessillo sulla torre    • 2 •   brandire: inalberare una sciabola  | inalberarsi v. rifl.    • 1 •   impennarsi (detto del cavallo)    • 2 •   (fig.) detto di persona, adirarsi; irritarsi | (non com.) insuperbire, darsi arie    • 3 •   (ant.) arrampicarsi sugli alberi: il saracino, / che come il ghiro s'era inalberato  (pulci).
inalberata   s.f.  (non com.) impennata (anche fig.).
in albis   loc. agg. invar.  (eccl.) si dice della settimana e della domenica che seguono la pasqua, quando i neofiti vestivano di bianco a significare l'innocenza battesimale.
inalidire   e deriv.   ⇨ inaridire e deriv. 
inalienabile   agg.  che non può essere alienato (anche fig.) | (dir.) si dice di un bene o di un diritto di cui non è permesso il trasferimento ad altri § inalienabilmente avv. 
inalienabilità   s.f.  (dir.) la condizione di beni o diritti inalienabili.
inalterabile   agg.  non soggetto ad alterazione: colori inalterabili  | (lett.) non soggetto a turbamenti; immutabile: amicizia, amore inalterabile  | (non com.) si dice di persona che si mantiene calma, serena o impassibile § inalterabilmente avv. 
inalterabilità   s.f.  la condizione di ciò che è inalterabile; immutabilità.
inalterato   agg.  che non è stato alterato, che non ha subito alterazioni: situazione inalterata; occuparsi di qualcosa con interesse inalterato  § inalteratamente avv. 
inalveamento   s.m.    • 1 •   complesso di opere di sistemazione fluviale (dragaggio, arginatura ecc) al fine di evitare dannose trasformazioni dell'alveo    • 2 •   inalveazione.
inalveare   v. tr.  [io inàlveo ecc.] far entrare in un alveo le acque di un fiume, di un lago e sim. | (fig. lett.) indirizzare, sospingere verso un dato fine | inalvearsi v. rifl.  (non com.) entrare in un alveo.
inalveazione   s.f.  l'inalveare le acque di un fiume, di un canale e sim.
inalveolare   v. intr.  [io inalvèolo ecc. ; aus. essere], inalveolarsi v. rifl.  detto dei denti, crescere negli alveoli.
inalzare   e deriv.   ⇨ innalzare e deriv. 
inamabile   agg.  (lett.) non amabile; spiacevole, sgradevole § inamabilmente avv. 
inamabilità   s.f.  (lett.) l'essere inamabile.
inamarire   v. tr.  [io inamarisco, tu inamarisci ecc.] (non com.)    • 1 •   rendere amaro    • 2 •   (fig.) addolorare, rattristare | inamarirsi v. rifl.  (non com.)    • 1 •   diventare amaro    • 2 •   (fig.) affliggersi.
inameno   agg.  (lett.) non ameno; triste, desolato: luogo, paesaggio inameno. 
inamidare   v. tr.  [io inàmido ecc.] bagnare un tessuto, spec. un capo di biancheria, con una soluzione di amido o con un prodotto analogo, perché acquisti rigidezza con la stiratura.
inamidato   part. pass.  di inamidare   agg.    • 1 •   si dice di un capo di biancheria stirato dopo inamidatura, e quindi reso rigido: colletto inamidato    • 2 •   (fig. scherz.) si dice di persona impettita, rigida, sussiegosa.
inamidatura   s.f.  l'operazione dell'inamidare.
inammaccabile   agg.  (non com.) si dice di tessuto o altro su cui non restano ammaccature: velluto inammaccabile. 
inammissibile   agg.    • 1 •   che non si può ammettere, accogliere: una richiesta inammissibile  | in diritto: prova inammissibile, di cui non si può tener conto nel processo; appello inammissibile, improponibile    • 2 •   che non si può approvare, condividere: un contegno inammissibile  § inammissibilmente avv. 
inammissibilità   s.f.  l'essere inammissibile: l'inammissibilità di una giustificazione. 
inamovibile   agg.    • 1 •   che non può essere rimosso o smontato: protesi inamovibile    • 2 •   (burocr.) che non può essere rimosso o trasferito ad altro ufficio o ad altra sede: funzionario inamovibile  § inamovibilmente avv. 
inamovibilità   s.f.  l'essere inamovibile: l'inamovibilità di un magistrato, di un professore di ruolo. 
inane   agg.  (lett.) vano, inutile: sforzi inani  § inanemente avv. 
inanellamento   s.m.  l'inanellare; in partic., l'operazione di inanellare uccelli migratori.
inanellare   v. tr.  [io inanèllo ecc.]    • 1 •   dare forma di anello a qualcosa: inanellare i capelli  | (lett.) circondare come un anello    • 2 •   collegare come anelli di una catena (anche fig.): inanellare frottole, raccontarne una serie    • 3 •   (non com.) ornare di anelli: inanellarsi le dita    • 4 •   (ant.) dare l'anello a qualcuno; sposare    • 5 •   applicare un anello con un contrassegno alla zampa di uccelli migratori per controllarne gli spostamenti | inanellarsi v. rifl.  prendere forma di anello.
inanimare   v. tr.  [io inànimo ecc.] (lett.) incoraggiare: e tu, fanciulla, co' begli occhi i tenui / spirti raccendi e inanima  (carducci) | inanimarsi v. rifl.  rincuorarsi.
inanimato   agg.    • 1 •   privo di vita animale o vegetale: un essere inanimato    • 2 •   che non è più vivo, o non dà più segno di vita: il corpo giaceva inanimato    • 3 •   (ling.) in alcune lingue, si dice di genere che comprende i nomi di cosa.
inanime   agg.  (lett.) inanimato; esanime § inanimemente avv. 
inanimire   v. tr.  [io inanimisco, tu inanimisci ecc.] (lett.) inanimare.
inanità   s.f.  (lett.) l'essere inane; vacuità, inutilità.
inanizione   s.f.    • 1 •   (med.) indebolimento progressivo dell'organismo per soppressione o carenza dell'alimentazione    • 2 •   (fig. lett.) inerzia, torpore spirituale.
inanonimo   agg.  (burocr.) non anonimo  s.m.  (spec. pl.) negli avvisi pubblicitari, chi tratta dando le proprie generalità: rispondesi solo inanonimi. 
inante   inanti  ⇨ innante.
in antis   loc. agg. invar.  (archeol.) si dice di tempio arcaico greco con portico che presenta sulla facciata due colonne centrali e due pilastri angolari.
inanzi    ⇨ innanzi.
inappagabile   agg.  che non può essere appagato; inesaudibile: desideri inappagabili  § inappagabilmente avv. 
inappagamento   s.m.  (non com.) insoddisfazione.
inappagato   agg.  non appagato; insoddisfatto: desiderio inappagato; sentirsi inappagato  § inappagatamente avv. 
inappannabile   agg.    • 1 •   che non si appanna: cristallo, lente inappannabile    • 2 •   (fig. non com.) che non si può offuscare: reputazione inappannabile. 
inappellabile   agg.    • 1 •   (dir.) non suscettibile di appello; contro cui non ci si può appellare: giudizio, sentenza inappellabile    • 2 •   (estens.) definitivo, che non si può modificare: decisione inappellabile  § inappellabilmente avv. 
inappellabilità   s.f.  l'essere inappellabile; carattere di ciò che è definitivo, ormai stabilito e senza possibilità di riesame: l'inappellabilità di una decisione. 
inappetente   agg.  che soffre di inappetenza: un bambino inappetente. 
inappetenza   s.f.  mancanza d'appetito.
inapplicabile   agg.  che non si può applicare: norme, sistemi inapplicabili. 
inapplicabilità   s.f.  l'essere inapplicabile: inapplicabilità della norma di un codice. 
inapprendibile   agg.  (non com.) impossibile da apprendere; inapprensibile.
inapprensibile   agg.  (non com.) che non si riesce ad apprendere, ad afferrare: un concetto inapprensibile. 
inapprensibilità   s.f.  (non com.) l'essere inapprensibile.
inapprezzabile   agg.    • 1 •   che non si riesce ad apprezzare secondo il giusto valore: un beneficio inapprezzabile    • 2 •   che sfugge a una precisa valutazione: una differenza inapprezzabile; sfumature inapprezzabili  § inapprezzabilmente avv. 
inapprezzato   agg.  non apprezzato: sacrifici, meriti inapprezzati. 
inapprodabile   agg.  (mar.) si dice di luogo non adatto all'approdo.
inappuntabile   agg.  si dice di cosa o persona a cui non si può muovere alcun appunto; privo di difetti: comportamento, servizio, abito inappuntabile; un funzionario inappuntabile  § inappuntabilmente avv. 
inappuntabilità   s.f.  l'essere inappuntabile.
inappurabile   agg.  (non com.) che non si può appurare: una notizia inappurabile. 
inappurato   agg.  non appurato: circostanza, verità inappurata. 
inarabile   agg.  (non com.) che non può essere arato: terreno inarabile. 
inarato   agg.  (lett.) che non è stato arato; incolto.
inarcamento   s.m.  l'inarcare, l'inarcarsi: inarcamento del busto, delle sopracciglia. 
inarcare   v. tr.  [io inarco, tu inarchi ecc.] piegare ad arco: inarcare le sopracciglia, sollevarle ad arco in atto di stupore, di irritazione o sim. | inarcarsi v. rifl.  o intr. pron.  piegarsi ad arco, curvarsi.
inarcatura   s.f.    • 1 •   incurvatura ad arco    • 2 •   (metr.) enjambement.
inardire   v. tr.  [io inardisco, tu inardisci ecc.] (non com.) rendere ardito | inardirsi v. rifl.  (non com.) diventare ardito.
inargentare   v. tr.  [io inargènto ecc.]    • 1 •   argentare, coprire con un sottile strato di argento    • 2 •   (fig. lett.) rendere argenteo, illuminare con riflessi argentei: casta diva che inargenti / queste sacre antiche piante  (romani) | inargentarsi v. rifl.  assumere riflessi argentei.
inargentatore   s.m.  [f. -trice] argentatore.
inargentatura   s.f.  argentatura.
inaridimento   region. inalidimento, s.m.  l'inaridire, l'inaridirsi.
inaridire   region. inalidire, v. tr.  [io inaridisco, tu inaridisci ecc.] rendere arido (anche fig.): la siccità sta inaridendo le colture; il dolore ha inaridito il suo cuore  | v. intr.  [aus. essere], inaridirsi v. rifl.  diventar arido (anche fig.): la sorgente (si) è inaridita; il suo talento si è già inaridito. 
inarmonico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) privo di armonia, disarmonico: un insieme inarmonico di tinte  § inarmonicamente avv. 
inarniamento   s.m.  popolamento di un'arnia attraverso l'introduzione naturale o artificiale di uno sciame di api.
inarrendevole   agg.  (non com.) non arrendevole: un ragazzo, un temperamento inarrendevole. 
inarrendevolezza   s.f.  (non com.) l'essere inarrendevole.
inarrestabile   agg.  che non si può arrestare: l'inarrestabile fluire dei giorni; un riso inarrestabile  § inarrestabilmente avv. 
inarrivabile   agg.    • 1 •   a cui non si può arrivare; impossibile, difficile da raggiungere: cima inarrivabile    • 2 •   (fig.) si dice di persona o cosa che, per le sue qualità, non ha pari: scrittore inarrivabile; arte, ingegno inarrivabile  § inarrivabilmente avv.  in modo superiore a ogni altro.
inarsicciare   v. tr.  [io inarsìccio ecc.] (non com.) abbruciacchiare.
inarsicciato   part. pass.  di inarsicciare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  (non com.) segno di bruciatura.
inarticolato   agg.  non articolato: suoni inarticolati, indistinti, non legati in parole § inarticolatamente avv. 
in articulo mortis   loc. avv.  (lit.) in punto di morte: assolvere in articulo mortis. 
inascoltabile   agg.  che non può essere ascoltato; che non merita di essere ascoltato: una musica inascoltabile. 
inascoltato   agg.  non ascoltato: consiglio inascoltato  | non esaudito: desiderio inascoltato. 
inasinire   v. intr.  [io inasinisco, tu inasinisci ecc. ; aus. essere] diventare asino, ignorante | v. tr.  (non com.) far diventare asino, ignorante.
inaspare    ⇨ innaspare.
inasperare    ⇨ inasprare.
inaspettato   agg.  non aspettato; imprevisto, inatteso: una notizia, una visita inaspettata; giunsero inaspettati  § inaspettatamente avv. 
inasprare   o inasperare [i-na-spe-rà-re], v. tr.  [io inàspro  (o inàspero) ecc.] (ant.) inasprire | v. intr.  [aus. essere], inasprarsi v. rifl.  farsi più aspro, incrudelirsi: onde come nel cor m'induro e 'naspro  (petrarca canz.  lxx, 29).
inasprimento   s.m.  l'inasprire, l'inasprirsi, l'essere inasprito.
inasprire   ant. innasprire, v. tr.  [io inasprisco, tu inasprisci ecc.]    • 1 •   rendere aspro o più aspro: inasprire una condanna, un contrasto; inasprire gli animi  | inasprire le tasse, aumentarle    • 2 •   (ant.) rendere ruvido | v. intr.  [aus. essere], inasprirsi v. rifl.  diventare aspro o più aspro: un vino che (si) inasprisce facilmente; la battaglia s'inasprì  | (fig.) aumentare d'intensità: il freddo si è inasprito. 
inassimilabile   agg.  che non può essere assimilato.
inastare   v. tr.  applicare in cima a un'asta: inastare la bandiera | inastare la baionetta, fissarla sulla canna del fucile.
inattaccabile   agg.    • 1 •   che non può essere attaccato; capace di resistere a ogni attacco: un materiale inattaccabile dalla muffa; una piazzaforte inattaccabile    • 2 •   (fig.) che non può essere sminuito o messo in discussione: persona, fama, reputazione inattaccabile, integra, al di sopra di ogni accusa.
inattaccabilità   s.f.  l'essere inattaccabile.
inattendibile   agg.  a cui non si può credere; che non si può prendere seriamente in considerazione: notizia inattendibile; testimone inattendibile  § inattendibilmente avv. 
inattendibilità   s.f.  l'essere inattendibile.
inattento   agg.  (non com.) non attento; disattento.
inattenzione   s.f.  (non com.) mancanza di attenzione; disattenzione.
inatteso   agg.  non atteso; imprevisto: visita inattesa; arrivare inatteso  § inattesamente avv. 
inattingibile   agg.    • 1 •   (non com.) che non si può attingere: acqua inattingibile    • 2 •   (fig. lett.) irraggiungibile: una meta inattingibile. 
inattinico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di radiazioni elettromagnetiche incapaci di produrre una particolare azione fotochimica | luce inattinica, che per la sua colorazione o bassa intensità non impressiona le emulsioni fotografiche.
inattitudine   s.f.  mancanza di attitudine, di disposizione: inattitudine all'insegnamento. 
inattivare   v. tr.  rendere inattivo; in partic., privare una sostanza della sua capacità di agire: inattivare un catalizzatore. 
inattivazione   s.f.  l'inattivare, l'essere inattivato.
inattività   s.f.  l'essere inattivo: un periodo, una fase di inattività. 
inattivo   agg.    • 1 •   non attivo; inerte: persona inattiva; rimanere, starsene inattivo  | capitale inattivo, (econ.) improduttivo    • 2 •   (chim.) si dice di sostanza che ha perduto la sua specifica proprietà: un reagente inattivo  § inattivamente avv. 
inatto   agg.  (non com.) non adatto.
inattuabile   agg.  che non si può attuare; irrealizzabile: un piano inattuabile. 
inattuabilità   l'essere inattuabile.
inattuale   agg.  che non è attuale; che non corrisponde alla situazione e alle esigenze del momento: disposizione, programma inattuale. 
inattualità   s.f.  l'essere inattuale.
inaudito   agg.  che non si è mai udito; incredibile: ferocia, crudeltà inaudita; è inaudito!, espressione di vivo stupore, spec. per biasimare un fatto considerato di eccezionale gravità § inauditamente avv.  (non com.).
inaugurale   agg.  d'inaugurazione, che si fa per inaugurare: cerimonia, discorso inaugurale  | lezione inaugurale, prolusione.
inaugurare   v. tr.  [io inàuguro ecc.]    • 1 •   presso gli antichi romani, consacrare al culto dopo che gli auguri avevano consultato gli dei    • 2 •   celebrare con solennità l'inizio di un'attività, di una manifestazione di interesse pubblico, l'apertura all'uso di una costruzione, un impianto e sim.: inaugurare l'anno scolastico; inaugurare un nuovo stadio; inaugurare una mostra, un'esposizione, aprirla al pubblico; inaugurare una chiesa, consacrarla; inaugurare un monumento, una statua, scoprirli durante una cerimonia solenne | inaugurare un abito, (fig. scherz.) indossarlo per la prima volta    • 3 •   (fig.) iniziare: inaugurare un nuovo sistema; petrarca inaugurò l'età dell'umanesimo. 
inaugurativo   agg.  (non com.) che vale a inaugurare; inaugurale.
inaugurato   (1) part. pass.  di inaugurare   agg.  che ha avuto inaugurazione.
inaugurato   (2) agg.  (poet.) malaugurato: inaugurate immagini dell'orco  (foscolo sepolcri  140).
inauguratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi inaugura (spec. fig.): un inauguratore di nuovi metodi di ricerca. 
inaugurazione   s.f.  l'inaugurare, l'essere inaugurato; la cerimonia con cui si inaugura: l'inaugurazione di una linea ferroviaria. 
inaurare   v. tr.  [io inàuro ecc.] (poet.) dorare, rendere dorato: apollo inaura / le rose che l'aurora ha colorite  (tasso g. l.  x, 14) | inaurarsi v. rifl.  (poet.) assumere il colore dell'oro.
inauspicato   agg.  (lett.) iniziato sotto auspici avversi; non auspicato, infausto § inauspicatamente avv. 
inautenticità   s.f.  l'essere inautentico.
inautentico   agg.  [pl. m. -ci] non autentico § inautenticamente avv. 
inavvedutezza   s.f.  mancanza di avvedutezza; sbadataggine | azione non avveduta, malaccorta, imprudente.
inavveduto   agg.  non avveduto; sbadato: un compratore inavveduto; un gesto inavveduto  § inavvedutamente avv.    • 1 •   senza accortezza    • 2 •   senza intenzione, per disattenzione.
inavvertenza   s.f.  mancanza di attenzione; distrazione: l'incidente è avvenuto per l'inavvertenza del guidatore  | azione sbadata, incauta: commettere una inavvertenza. 
inavvertito   agg.    • 1 •   che sfugge o che è sfuggito all'attenzione; inosservato: la sua presenza passò inavvertita    • 2 •   (non com.) sbadato; sconsiderato § inavvertitamente avv.  per disattenzione, senza volere.
inavvicinabile   agg.  non avvicinabile | (fig.) si dice di persona con cui è difficile o impossibile prendere contatto; anche, di cosa che, spec. per il costo elevato, non è alla portata di tutti.
inazione   s.f.  l'essere inattivo, inoperoso, spec. per cause esterne: la malattia lo costrinse all'inazione. 
inazzurrare   v. tr.  (lett.) tingere d'azzurro: la luce del crepuscolo inazzurra la campagna  | inazzurrarsi v. rifl.  (lett.) colorarsi d'azzurro, prendere riflessi azzurrini.
inbreeding   s.m. invar.  in genetica, incrocio fra individui consanguinei.
inca   s.m.  e f.  [pl. incas, ma anche invar.] amerindio precolombiano del perú | usato impropriamente anche come agg. invar.  in luogo di incaico : la civiltà inca. 
incacchiarsi   v. rifl.  [io mi incàcchio ecc] (fam) arrabbiarsi, andare in collera (forma attenuata per incazzarsi).
incadaverimento   s.m.  l'incadaverire.
incadaverire   v. intr.  [io incadaverisco, tu incadaverisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   prendere l'aspetto di cadavere; diventare cadavere (anche fig.): una società che incadaverisce    • 2 •   (ant.) putrefarsi.
incafonire   v. tr.  [io incafonisco, tu incafonisci ecc.] rendere cafone | v. intr.  [aus. essere], incafonirsi v. rifl.  diventare cafone.
incagliamento   s.m.  l'incagliare, l'incagliarsi, l'essere incagliato (anche fig.): l'incagliamento di una nave; l'incagliamento di una trattativa. 
incagliare   v. tr.  [io incàglio ecc.] (non com.) ostacolare, intralciare | v. intr.  [aus. essere], incagliarsi v. rifl.    • 1 •   toccare il fondo con la chiglia: la nave s'incagliò in una secca    • 2 •   (fig.) imbattersi in un ostacolo, arrestarsi, non procedere: le trattative si sono incagliate  | incagliarsi nel parlare, impuntarsi, balbettare.
incaglio   s.m.    • 1 •   l'incagliarsi (anche fig.)    • 2 •   elemento che arresta lo svolgersi di un'operazione.
incagnarsi   v. rifl.  (region.) arrabbiarsi.
incagnire   v. intr.  [io incagnisco, tu incagnisci ecc. ; aus. essere], incagnirsi v. rifl.  (region.) incagnarsi.
incaico   agg.  [pl. m. -ci] degli inca: l'impero incaico; la civiltà incaica. 
incalappiare   v. tr.  [io incalàppio ecc.] (non com.) accalappiare | incalappiarsi v. rifl.  (non com.) rimanere preso in un imbroglio, in un'insidia.
incalcare   v. tr.  [io incalco, tu incalchi ecc.] (ant. , region.) calcare, spingere dentro con forza.
incalciatura   s.f.  (non com.) la forma del calcio del fucile.
incalcinare   v. tr.    • 1 •   ricoprire di calcina: incalcinare un muro    • 2 •   (agr.) calcinare | incalcinarsi v. rifl.  sporcarsi con la calcina.
incalcinatura   s.f.  l'incalcinare, l'essere incalcinato.
incalcolabile   agg.  che non si può calcolare | (estens.) enorme, inestimabile: un danno incalcolabile  § incalcolabilmente avv. 
incaliginare   v. tr.  [io incalìgino ecc.] (ant.) coprire di caligine | v. intr.  [aus. essere] (ant.) incaliginire.
incaliginire   v. intr.  [io incaliginisco, tu incaliginisci ecc. ; aus. essere] (ant.) coprirsi di caligine.
incallimento   s.m.  l'incallire, l'incallirsi (anche fig.): dieci anni continui d'incallimento nel più vituperoso letargico ozio  (alfieri).
incallire   v. tr.  [io incallisco, tu incallisci ecc.]    • 1 •   rendere calloso    • 2 •   (fig.) rendere duro, insensibile | v. intr.  [aus. essere], incallirsi v. rifl.    • 1 •   fare il callo, diventare calloso    • 2 •   (fig.) contrarre sempre più durevolmente un'abitudine, per lo più non buona: incallirsi nel vizio  | temprarsi: io ho fatto di tutto perché tu t'incallisca nella vita  (montale).
incallito   part. pass.  di incallire   agg.    • 1 •   reso calloso; indurito (anche fig.): mani incallite; cuore incallito, insensibile    • 2 •   (fig.) accanito, ostinato, incorreggibile: fumatore, bevitore incallito  § incallitamente avv.  ostinatamente, accanitamente.
incalmare   v. tr.  (ant.) innestare.
incalorimento   s.m.  l'incalorire, l'incalorirsi.
incalorire   v. tr.  [io incalorisco, tu incalorisci ecc.]    • 1 •   riscaldare; provocare infiammazione (anche assol.): certi cibi incaloriscono    • 2 •   (fig.) accalorare, infervorare | incalorirsi v. rifl.  riscaldarsi, infiammarsi, accalorarsi (anche fig.): incalorirsi durante una disputa. 
incalvire   v. intr.  [io incalvisco, tu incalvisci ecc. ; aus. essere] (non com.) diventare calvo.
incalzamento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'incalzare    • 2 •   (ant.) caccia.
incalzante   part. pres.  di incalzare   agg.  che incalza, che urge: pericolo, necessità, ritmo incalzante  | ripetuto, insistente, pressante: domande, richieste incalzanti  § incalzantemente avv. 
incalzare   v. tr.    • 1 •   inseguire, premere da presso, senza dar tregua: incalzare il nemico in fuga    • 2 •   (fig. assol.) urgere, incombere: il pericolo incalza; il tempo incalza  | susseguirsi rapidamente: gli avvenimenti incalzano    • 3 •   (fig.) sollecitare con insistenza: incalzare qualcuno con richieste    • 4 •   (ant.) colmare, riempire | incalzarsi v. rifl.  succedersi, susseguirsi rapidamente: i bollettini dal fronte s'incalzavano. 
incamerabile   agg.  che può essere incamerato: beni incamerabili. 
in camera caritatis   loc. avv.  detto di discorsi o atti compiuti o da compiere in segretezza, con discrezione.
incameramento   s.m.  l'incamerare, l'essere incamerato.
incamerare   v. tr.  [io incàmero ecc.]    • 1 •   da parte dello stato, assumere come propri e trasferire a sé, con provvedimento autoritativo, beni appartenenti a privati e che i privati non hanno acquisito nei modi e nei termini di legge    • 2 •   (estens.) appropriarsi di qualcosa arbitrariamente o con un atto d'autorità (anche scherz.).
incamiciare   v. tr.  [io incamìcio ecc.] ricoprire un oggetto con un involucro, con una fodera o con uno strato di altro materiale: incamiciare una stufa di materiale refrattario; incamiciare una parete con l'intonaco  | incamiciare le vele, (mar.) proteggere le vele serrate avvolgendole in un'apposita copertura di tela.
incamiciatura   s.f.    • 1 •   l'incamiciare, l'essere incamiciato    • 2 •   involucro o rivestimento con cui si incamicia.
incamminare   v. tr.    • 1 •   mettere in cammino    • 2 •   (fig.) avviare, indirizzare, guidare: incamminare qualcuno sulla via del bene  | incamminarsi v. rifl.    • 1 •   mettersi in cammino: incamminarsi verso casa    • 2 •   (fig.) avviarsi: incamminarsi verso una brillante carriera. 
incanaglire   v. intr.  [io incanaglisco, tu incanaglisci ecc. ; aus. essere], incanaglirsi v. rifl.  diventare canaglia.
incanalamento   s.m.  l'incanalare, l'essere incanalato (anche fig.): incanalamento delle acque, del traffico. 
incanalare   v. tr.    • 1 •   raccogliere le acque in un canale: incanalare le acque della palude    • 2 •   (fig.) dirigere, avviare in una determinata direzione: incanalare il traffico lungo la circonvallazione  | obbligare qualcosa entro schemi precisi: credeano inarginare e incanalare il romanticismo  (carducci) | incanalarsi v. rifl.    • 1 •   raccogliersi in un canale (detto di acque)    • 2 •   (fig.) dirigersi, avviarsi in una determinata direzione: la folla s'incanalò verso l'uscita. 
incanalatura   s.f.    • 1 •   l'incanalare, l'essere incanalato    • 2 •   l'alveo in cui scorre l'acqua incanalata    • 3 •   (non com.) scanalatura.
incancellabile   agg.  che non si può cancellare; indelebile (spec. fig.): un ricordo incancellabile  § incancellabilmente avv. 
incancellato   agg.  (non com.) che non è stato cancellato | (fig.) duraturo, persistente.
incancherire   v. tr.  [io incancherisco, tu incancherisci ecc.] (non com.)    • 1 •   far diventare canceroso; rendere cronica, persistente una malattia, una ferita    • 2 •   (fig.) far diventare fisso, duraturo un sentimento di avversione: incancherire l'odio  | v. intr.  [aus. essere], incancherirsi v. rifl.  (non com.)    • 1 •   diventare canceroso; diventare cronico (detto di malattia)    • 2 •   (fig.) assumere un carattere irreversibilmente negativo: un difetto che in lui si sta incancherendo; un'insofferenza ormai incancherita. 
incancrenire   v. intr.  [io incancrenisco, tu incancrenisci ecc. ; aus. essere], incancrenirsi v. rifl.    • 1 •   andare in cancrena    • 2 •   (fig.) diventare cronico, radicarsi: la piaga della gelosia, che tanto la tormentava, incancrenì  (soldati).
incandescente   agg.    • 1 •   in stato di incandescenza: ferro incandescente    • 2 •   (fig.) molto animato, acceso: discussione, atmosfera incandescente  § incandescentemente avv. 
incandescenza   s.f.  emissione di luce, per lo più bianca o rossastra, da parte di un corpo portato a temperatura elevatissima: lampada ad incandescenza. 
incannaggio   s.m.  (ind. tessile) incannatura: sala d'incannaggio. 
incannare   v. tr.    • 1 •   (ind. tessile) avvolgere il filato su rocchetti o bobine: incannare del cotone    • 2 •   (volg.) raggirare, imbrogliare.
incannata   s.f.    • 1 •   (ind. tessile) la quantità di filo che può stare sul rocchetto o sulla bobina    • 2 •   nella pesca, sistema di due reti, una delle quali tenuta tesa sull'acqua mediante canne    • 3 •   graticcio di canne; cannicciata    • 4 •   (volg.) raggiro, imbroglio.
incannatoio   s.m.  (ind. tessile) macchina che serve per incannare.
incannatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] (ind. tessile) chi è addetto all'incannatura.
incannatura   s.f.  (ind. tessile) l'incannare, l'essere incannato.
incannellare   v. tr.  [io incannèllo ecc.] introdurre in un cannello.
incannicciata   s.f.    • 1 •   chiusa, sbarramento di un corso d'acqua o di una palude fatto con cannicci    • 2 •   struttura protettiva fatta con canne intrecciate; incannucciata.
incannicciatura   s.f.  stuoia di canne intrecciate, posta sotto un soffitto per nascondere le travi o per creare un'intercapedine di aria.
incannucciare   v. tr.  [io incannùccio ecc.]    • 1 •   chiudere, riparare mediante cannucce: incannucciare il pollaio    • 2 •   sostenere o legare con cannucce (una pianta): incannucciare i piselli, i pomodori. 
incannucciata   s.f.    • 1 •   riparo o sostegno fatto con cannucce intrecciate o legate insieme    • 2 •   (med.) fasciatura di arti fratturati fatta con assicelle e stecche.
incannucciatura   s.f.    • 1 •   l'incannucciare, l'essere incannucciato    • 2 •   fabbricazione con canne intrecciate di spalliere o sedili di mobili.
incantagione   o incantazione, s.f.  (ant. , lett.) incantesimo.
incantamento   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) incantesimo: guido, i' vorrei che tu e lapo ed io / fossimo presi per incantamento  (dante rime)    • 2 •   l'incantare, l'incantarsi; la condizione di chi è incantato, imbambolato.
incantare   (1) v. tr.    • 1 •   colpire con un incantesimo; privare della volontà o delle reazioni naturali con arti magiche; soggiogare con un sortilegio: i compagni di ulisse furono incantati dalla maga circe; incantare i serpenti    • 2 •   (fig.) ammaliare, affascinare; riempire di ammirazione, di stupore (anche assol.): la sua bellezza incantava tutti; una musica che incanta | incantare con le chiacchiere, lusingare, raggirare con le parole | incantarsi v. rifl.    • 1 •   restare fisso, immobile, per stupore o ammirazione; estasiarsi per gioia e godimento: i bambini si incantano davanti a certi giocattoli; incantarsi ascoltando la musica di bach  | perdersi nei propri pensieri; restare come intontito: mentre studia, spesso s'incanta; svelti, non vi incantate!    • 2 •   arrestarsi nel movimento, incepparsi (detto di un meccanismo): il giradischi s'è incantato. 
incantare   (2) v. tr.  (non com.) porre all'incanto; vendere all'asta.
incantato   part. pass.  di incantare    • 1 •   agg.    • 1 •   che è dotato di virtù magiche, che è frutto di un incantesimo: anello incantato; castello incantato, sorto per magia, dove avvengono prodigi di magia    • 2 •   di incantevole bellezza: paesaggio incantato; atmosfera incantata    • 3 •   ammirato, rapito, trasognato: restare incantato ad ascoltare  | attonito: alla notizia rimase incantato  § incantatamente avv. 
incantatore   agg.  [f. -trice] che ha il potere di incantare: sguardo, sorriso incantatore; bellezza incantatrice   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi opera incantesimi | incantatore di serpenti, in india, suonatore di piffero che si esibisce in pubblico con serpenti addestrati a sollevarsi in posizione eretta    • 2 •   (fig.) persona che esercita sugli altri un grande fascino.
incantazione    ⇨ incantagione.
incantesimo   poet. incantesmo [in-can-tésmo], s.m.    • 1 •   l'incantare, l'essere incantato: fare un incantesimo | rompere l'incantesimo, annullarne gli effetti; (fig.) interrompere uno stato di beatitudine, riportare bruscamente alla realtà    • 2 •   spec. pl.  (fig.) forza di seduzione; mezzo di seduzione: gli incantesimi di quella donna. 
incantevole   agg.  che incanta; che desta rapimento, stupore, ammirazione: un luogo, un panorama incantevole; una ragazza incantevole  § incantevolmente avv. 
incanto   (1) s.m.    • 1 •   l'incantare, l'essere incantato: fare, compiere un incanto  | come per incanto, d'improvviso, in un modo che ha del magico | d'incanto, meravigliosamente, alla perfezione: un vestito che le sta d'incanto    • 2 •   (fig.) fascino, forza di seduzione: l'incanto di una voce, di uno sguardo  | atmosfera incantata: l'incanto di una notte stellata    • 3 •   (fig.) persona o cosa deliziosa, incantevole: quella ragazza è un incanto. 
incanto   (2) s.m.  vendita pubblica di un bene al migliore offerente: mettere, vendere, comperare all'incanto. 
incantucciare   v. tr.  [io incantùccio ecc.] mettere in un cantuccio | incantucciarsi v. rifl.  mettersi in un cantuccio.
incanutimento   s.m.  l'incanutire.
incanutire   v. intr.  [io incanutisco, tu incanutisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   diventare canuto: incanutire per gli anni  | (fig.) invecchiare    • 2 •   (estens. , lett.) imbiancare | v. tr.  rendere canuto.
incapace   agg.    • 1 •   che non è capace, che non sa fare qualcosa: essere incapace di cantare, incapace di mentire  | (assol.) che non ha le capacità necessarie per svolgere la propria attività: un impiegato incapace    • 2 •   (dir.) che non ha capacità di agire | essere incapace d'intendere e di volere, nel diritto penale, si dice di chi non è imputabile perché non è in grado di rendersi conto del significato dei propri atti e di prendere decisioni autonome  s.m.  e f.    • 1 •   persona inetta, inesperta    • 2 •   (dir.) chi non ha capacità giuridica; anche, chi non è imputabile perché non in grado di intendere e di volere.
incapacità   s.f.    • 1 •   la condizione di chi è incapace: ammettere la propria incapacità    • 2 •   (dir.) l'essere incapace    • 3 •   (non com.) mancanza di spazio, strettezza.
incaparbire   v. intr.  [io incaparbisco, tu incaparbisci ecc. ; aus. essere], incaparbirsi v. rifl.  diventare caparbio; ostinarsi: (si) è incaparbito per un puntiglio. 
incapatura   s.f.  misura della circonferenza interna di cappelli e berretti.
incapestrare   v. tr.  [io incapèstro ecc.] (non com.) legare un animale al capestro | incapestrarsi v. rifl.  (non com.) di animale, rimanere impigliato nel capestro.
incapestratura   s.f.  (non com.) l'incapestrarsi; ferita o contusione che un animale si produce quando s'incapestra.
incapiente   agg.  (dir.) si dice di una somma o di un bene il cui valore non copre una determinata passività, o di un credito fallimentare che non può essere in parte o del tutto soddisfatto.
incapienza   s.f.  (dir.) l'essere incapiente.
incapocchiare   v. tr.  [io incapòcchio ecc.] munire di capocchia: incapocchiare i fiammiferi. 
incapocchiatrice   agg.  e s.f.  nella lavorazione dei fiammiferi, si dice della macchina che applica la miscela infiammabile all'estremità del supporto di legno.
incaponimento   s.m.  l'incaponirsi; ostinazione, caparbietà fissazione.
incaponirsi   v. rifl.  [io mi incaponisco, tu ti incaponisci ecc.] intestardirsi, ostinarsi senza giusto motivo: incaponirsi in un'idea; incaponirsi a fare qualcosa. 
incappare   v. tr.    • 1 •   coprire con la cappa    • 2 •   (ant.) prendere, acchiappare | v. intr.  [aus. essere] incorrere, imbattersi in cosa o persona molesta, dannosa, pericolosa: incappare in un tranello, in un errore; incappare in un seccatore  | incapparsi v. rifl.  (non com.) indossare la cappa | v. rifl.  (non com.) urtarsi l'un l'altro.
incappellaggio   s.m.  (mar.)    • 1 •   l'incappellare, l'essere incappellato    • 2 •   l'anello metallico o di corda che cinge l'estremità dell'albero.
incappellare   v. tr.  [io incappèllo ecc.] (mar.)    • 1 •   nelle navi a vela, unire, mediante un anello, i vari tronchi che formano un albero    • 2 •   fissare sulla sommità di un albero i cavi che lo sostengono | v. intr.  [aus. essere], incappellarsi v. rifl.  (fam.) prendere cappello, offendersi | v. rifl.  (non com.) mettersi il cappello.
incappellata   s.f.  (mar.) violento colpo di mare sulla prua di una imbarcazione.
incappiare   v. tr.  [io incàppio ecc.] stringere con il cappio.
incappottare   v. tr.  [io incappòtto ecc.] coprire bene con un cappotto | incappottarsi v. rifl.  coprirsi bene con un cappotto.
incappucciamento   (1) s.m.    • 1 •   (non com.) l'incappucciare, l'incappucciarsi, l'essere incappucciato    • 2 •   (agr.) copertura con sacchetti di carta delle infiorescenze di alcune piante perché non avvenga la fecondazione con polline estraneo.
incappucciamento   (2) s.m.  (agr.) malattia del trifoglio provocata da batteri per cui le foglie assumono l'aspetto del cavolo cappuccio.
incappucciare   v. tr.  [io incappùccio ecc.] ricoprire con un cappuccio (anche fig.): la neve ha incappucciato le cime dei monti  | incappucciarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   coprirsi con un cappuccio (anche fig.)    • 2 •   detto di cavallo, spingere la testa sotto il petto per sottrarsi all'azione del morso    • 3 •   (ant.) farsi frate.
incappucciato   part. pass.  di incappucciare   agg.  che porta il cappuccio | (fig.) che ha la cima, la sommità coperta da qualcosa: il monte era incappucciato di nubi   s.m.  [f. -a] chi porta un abito o un'uniforme con cappuccio.
incaprettamento   s.m.  (gerg.) l'incaprettare, l'essere incaprettato.
incaprettare   v. tr.  [io incaprétto ecc.] nel gergo della mafia, legare mani e piedi dietro la schiena con una corda che passa anche intorno al collo, in modo da provocare la morte per autostrangolamento.
incapricciarsi   o incapriccirsi, v. rifl.  [io mi incaprìccio ecc.  (o io mi incapriccisco, tu ti incapriccisci ecc.)]    • 1 •   farsi prendere da un capriccio, ostinarsi in un capriccio    • 2 •   invaghirsi: incapricciarsi di una ragazza. 
incapsulamento   s.m.  l'incapsulare, l'essere incapsulato.
incapsulare   v. tr.  [io incàpsulo ecc.]    • 1 •   rinchiudere in una capsula, rivestire con una capsula: incapsulare una polvere medicinale; incapsulare un dente    • 2 •   eseguire la capsulatura di fiaschi o bottiglie.
incapsulatore   s.m.  [f. -trice] chi esegue la capsulatura di fiaschi o bottiglie.
incarare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. essere] (ant.) rincarare.
incarbonire   v. tr.  [io incarbonisco, tu incarbonisci ecc.] (non com.) carbonizzare | v. intr.  [aus. essere], incarbonirsi v. rifl.  (non com.) carbonizzarsi, diventare carbone.
incarceramento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'incarcerare, l'essere incarcerato; carcerazione    • 2 •   (med.) perdita di mobilità di un organo per effetto di processi patologici esterni che lo imbrigliano | incarceramento dell'utero, compressione dell'utero gravido nel piccolo bacino per mancata correzione di sue anomalie morfologiche.
incarcerare   v. tr.  [io incàrcero ecc.]    • 1 •   mettere in carcere, imprigionare    • 2 •   (fig.) rinchiudere come in un carcere; reprimere, costringere entro limiti angusti: incarcerare la fantasia, l'animo. 
incarcerazione   s.f.  (non com.) carcerazione.
incarco    ⇨ incarico.
incardinare   v. tr.  [io incàrdino ecc.]    • 1 •   (non com.) mettere sui cardini: incardinare una porta    • 2 •   (fig.) fondare, basare su un principio o elemento che funga da cardine: incardinare un ragionamento su un'analisi giusta    • 3 •   iscrivere un membro del clero nei ruoli di una diocesi    • 4 •   incardinare un processo, (dir.) iniziare una causa civile in modi proceduralmente corretti e perciò non contestabili dalle altre parti | incardinarsi v. rifl.  fondarsi, reggersi su determinati principi teorici: molti aspetti del romanticismo si incardinano su presupposti illuministici. 
incardinazione   s.f.    • 1 •   (non com.) l'incardinare, l'essere incardinato | il punto in cui un oggetto è incardinato    • 2 •   iscrizione di un membro del clero a una data diocesi.
incaricare   v. tr.  [io incàrico, tu incàrichi ecc.]    • 1 •   dare un incarico a qualcuno; far svolgere ad altri un'attività per conto proprio: mi incaricò di rispondere alla lettera    • 2 •   (ant.) caricare con un peso qualcosa o qualcuno    • 3 •   (ant.) incolpare: incaricare d'eresia    • 4 •   (ant.) offendere, ingiuriare | incaricarsi v. rifl.  assumere un incarico: non preoccuparti, me ne incarico io | non incaricarsene, (region.) non preoccuparsene.
incaricato   part. pass.  di incaricare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è investito di un incarico per lo più temporaneo: un incaricato del comune  | incaricato d'affari, agente diplomatico al quale è affidato l'incarico di reggere una rappresentanza diplomatica quando il titolare è assente o non è stato ancora nominato.
incarico   poet. incarco [in-càr-co], s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   l'incaricare; la cosa di cui si è incaricati: fare qualcosa per incarico di qualcuno; dare, affidare, accettare, assumere, rifiutare un incarico    • 2 •   insegnamento temporaneo nella scuola pubblica: avere un incarico annuale    • 3 •   (ant.) peso, carico | gravame fiscale; imposta    • 4 •   (ant.) ingiuria, offesa.
incarnamento   s.m.  l'incarnare, l'essere incarnato.
incarnare   v. tr.    • 1 •   dar corpo e vita; rappresentare qualcosa in modo vivo, concreto ed efficace: incarnare un concetto, un ideale  | impersonare: incarnare un personaggio    • 2 •   (ant.) far penetrare nella carne    • 3 •   (ant.) in pittura, rendere il colore della carne | incarnarsi v. rifl.    • 1 •   prendere corpo e aspetto umano: gesù cristo s'incarnò per redimere l'umanità  | (fig.) assumere realtà, vita, concretezza: nella sua opera s'incarnano gli ideali di libertà    • 2 •   incarnirsi.
incarnato   (1) part. pass.  di incarnare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] (ant.) consanguineo.
incarnato   (2) agg.  che ha il colore roseo della carne, della pelle  s.m.  il colore roseo della pelle; carnagione: avere un bell'incarnato. 
incarnazione   s.f.    • 1 •   (relig.) l'assunzione permanente o momentanea, da parte di una potenza divina, di un corpo umano o animale | nel cristianesimo, il mistero per cui la seconda persona della trinità ha assunto natura umana in gesù    • 2 •   (fig.) rappresentazione concreta di un concetto, di un'idea: l'incarnazione del potere, della bellezza, della crudeltà    • 3 •   (ant.) carnagione.
incarnierare   v. tr.  [io incarnièro ecc.] (antiq.) mettere, riporre nel carniere: incarnierare la selvaggina. 
incarnire   v. intr.  [io incarnisco, tu incarnisci ecc. ; aus. essere], incarnirsi v. rifl.    • 1 •   penetrare nella carne (detto spec. delle unghie che, per anomalia nella crescita, incidono i tessuti circostanti)    • 2 •   (fig. non com.) penetrare profondamente, radicarsi.
incarognire   v. intr.  [io incarognisco, tu incarognisci ecc. ; aus. essere], incarognirsi v. rifl.    • 1 •   diventare una carogna (spec. fig.) | darsi all'ozio, impigrire    • 2 •   (fig. non com.) diventare cronico, inguaribile (detto di malattia); incancherire.
incarognito   part. pass.  di incarognire   agg.  nei sign. del verbo: un male, un vizio ormai incarognito, radicato intimamente, cronico; una persona incarognita, profondamente incattivita; essere incarognito nel rancore, nel disprezzo, nutrirli con ostinato accanimento.
incarrucolare   v. tr.  [io incarrùcolo ecc.] mettere la corda nell'apposita scanalatura della carrucola | incarrucolarsi v. rifl.  impigliarsi nella cassa della carrucola (detto di corda).
incartamento   s.m.    • 1 •   l'insieme delle carte e dei documenti che si riferiscono a una pratica, a un affare e sim.    • 2 •   eliminazione dell'acqua durante la prima fase di essiccazione delle paste alimentari.
incartapecorire   v. intr.  [io incartapecorisco, tu incartapecorisci ecc. ; aus. essere], incartapecorirsi v. rifl.    • 1 •   assumere l'aspetto giallognolo, arido e grinzoso della cartapecora (detto spec. della pelle umana quando invecchia) | (estens.) invecchiare    • 2 •   (fig.) inaridirsi.
incartapecorito   part. pass.  di incartapecorire   agg.  che ha l'aspetto della cartapecora: viso incartapecorito. 
incartare   v. tr.  avvolgere in carta: incartare la merce  | incartarsi v. rifl.    • 1 •   in alcuni giochi di carte, restare con un numero di carte tale che preclude la possibilità di combinazioni favorevoli    • 2 •   (fig.) confondersi, disorientarsi nel fare qualcosa.
incartata   s.f.  l'avvolgere nella carta alla meglio: dare un'incartata a un pacco.  dim. incartatina. 
incartatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto a incartare prodotti nelle fabbriche o nei negozi.
incartatrice   s.f.  macchina per incartare prodotti.
incarto   s.m.    • 1 •   l'operazione dell'incartare    • 2 •   foglio di carta che avvolge un prodotto    • 3 •   incartamento, fascicolo concernente una pratica    • 4 •   (tosc.) consistenza cartacea dei bozzoli dei bachi da seta | indurimento dei tessuti in seguito a un uso eccessivo di appretto.
incartocciare   v. tr.  [io incartòccio ecc.]    • 1 •   mettere in cartoccio: incartocciare le castagne    • 2 •   accartocciare | incartocciarsi v. rifl.  accartocciarsi: l'incartocciarsi della foglia / riarsa  (montale).
incartonare   v. tr.  [io incartóno ecc.]    • 1 •   avvolgere, imballare, sistemare in cartoni    • 2 •   nella rilegatura dei libri, applicare i cartoni alla coperta    • 3 •   interporre cartoni lisci tra i tessuti che devono essere sottoposti allo strettoio.
incartonatrice   s.f.  macchina che esegue l'incartonatura dei tessuti.
incartonatura   s.f.    • 1 •   nella rilegatura dei libri, applicazione dei cartoni alla coperta    • 2 •   l'incartonare un tessuto.
incasellare   v. tr.  [io incasèllo ecc.]    • 1 •   mettere, disporre nelle caselle di un casellario: incasellare la posta    • 2 •   (fig.) distribuire ordinatamente, come in un casellario: incasellare le proprie nozioni. 
incasellatore   s.m.  [f. -trice] impiegato delle poste che smista la corrispondenza nelle caselle.
incasermare   v. tr.  [io incasèrmo  (o incas èrmo) ecc.] (non com.) collocare in una caserma o come in una caserma.
incasinare   v. tr.  [io incasìno ecc.] (pop.) mettere sottosopra, in disordine: mi ha incasinato la stanza, la cucina  | rendere confuso, intricato: così m'incasini tutto il lavoro!. 
incasinato   part. pass.  di incasinare   agg.  (pop.)    • 1 •   pieno di confusione, disordine: è stato un anno veramente incasinato    • 2 •   si dice di persona che si trova in una situazione complicata, in un periodo difficile o in un momento di disordine: non parliamone ora perché sono proprio incasinato. 
incassamento   s.m.  l'incassare, il mettere in casse.
incassare   v. tr.    • 1 •   mettere, chiudere in casse: incassare le merci    • 2 •   (estens.) inserire, adattare qualcosa in una cavità adeguata: incassare la serratura  | incassare un fiume, chiuderlo tra due argini | incassare una frase, (ling.) inserirla in un'altra    • 3 •   ricevere un pagamento; riscuotere, introitare (anche assol.): incassare un assegno; un negozio che incassa molto    • 4 •   (sport) di pugile, ricevere colpi dall'avversario senza risentirne grave danno (anche assol.): incassare un diretto; incassare bene, male  | incassare una rete, nel calcio, subirla    • 5 •   (fig.) sopportare contrarietà, critiche, giudizi sfavorevoli, mantenendo il controllo di sé | v. intr.  [aus. avere] combaciare, adattarsi nell'incassatura: questo coperchio non incassa bene  | incassarsi v. rifl.  restringersi tra due alture: la strada si incassa tra le rocce. 
incassato   part. pass.  di incassare   agg.    • 1 •   chiuso tra pareti alte e ripide: valle, strada incassata    • 2 •   alloggiato in una cavità: tubi incassati. 
incassatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi incassa; in partic., l'addetto all'incassatura di prodotti vari    • 2 •   (sport) pugile che incassa bene i colpi dell'avversario    • 3 •   (fig.) persona che non si lascia turbare da offese, torti subiti, contrarietà.
incassatrice   s.f.  in legatoria, macchina che esegue l'incassatura.
incassatura   s.f.    • 1 •   l'incassare, il sistemare in casse; l'inserire qualcosa in una cavità | (ling.) inserimento di una frase in un'altra    • 2 •   cavità in cui si incassa qualcosa: fare un'incassatura nel muro    • 3 •   in legatoria, applicazione della coperta al libro già cucito.
incassettare   v. tr.  [io incassétto ecc.] mettere, disporre in cassette.
incassettatrice   s.f.  macchina che dispone bottiglie, fiaschi e sim. in cassette o cestelli.
incasso   s.m.    • 1 •   l'incassare denaro; la somma incassata: incasso giornaliero; fare un buon incasso  | (banc.) servizio di riscossione offerto da una banca: presentare una cambiale all'incasso    • 2 •   incassatura, cavità | interruttori, elettrodomestici da incasso, predisposti per essere inseriti in un'apposita cavità del muro o di un mobile.
incastellamento   s.m.  (ant.)    • 1 •   impalcatura: si levarono in alto le travi maestre, per commetterle e farne l'incastellamento e l'ossatura dell'edificio  (bartoli)    • 2 •   complesso di fortificazioni a difesa di un territorio.
incastellare   v. tr.  [io incastèllo ecc.]    • 1 •   costruire l'incastellatura di una macchina, di un edificio    • 2 •   (ant.) fortificare con castelli e fortini.
incastellato   part. pass.  di incastellare   agg.    • 1 •   (vet.) si dice di piede difettoso per incastellatura    • 2 •   ammassato in forma di castello: fieno incastellato    • 3 •   (ant.) munito di castelli, fortificazioni.
incastellatura   s.f.    • 1 •   impalcatura di metallo o di legno che serve di sostegno a macchine o costruzioni    • 2 •   (vet.) restringimento delle parti posteriori del piede degli ungulati, con riduzione atrofica del fettone.
incastigato   agg.  (lett.) non castigato.
incastonare   v. tr.  [io incastóno ecc.]    • 1 •   adattare, incastrare una pietra preziosa nel castone: incastonare un diamante    • 2 •   (fig.) inserire un elemento prezioso, ricercato in qualcosa: incastonare citazioni in un discorso. 
incastonatore   s.m.  [f. -trice] chi esegue l'incastonatura di pietre preziose.
incastonatura   s.f.  l'incastonare, l'essere incastonato; il modo in cui è incastonata una pietra preziosa.
incastrare   v. tr.    • 1 •   inserire a forza una cosa in un'altra in modo che vi rimanga saldamente infissa: incastrare un cuneo nel legno    • 2 •   (fig. fam.) mettere qualcuno nei pasticci; costringere qualcuno in una situazione che non offre vie d'uscita    • 3 •   (tecn.) unire due elementi mediante incastro | v. intr.  [aus. avere] adattarsi, aderire con precisione: questa cerniera non incastra bene  | incastrarsi v. rifl.  inserirsi saldamente in qualcosa: un pezzo che si incastra perfettamente in un altro  | infiggersi in qualcosa in modo da non poterne più uscire: la chiave s'è incastrata nella serratura. 
incastratrice   s.f.  nella tecnica mineraria, macchina che esegue intagli verticali nelle rocce tenere al fine di agevolarne l'abbattimento.
incastratura   s.f.  l'incastrare, l'essere incastrato | incavo, spazio vuoto in cui qualcosa si incastra.
incastro   s.m.    • 1 •   l'incastrare; il punto, la parte in cui due elementi si congiungono strettamente mediante l'esatto inserimento di sporgenze dell'uno in corrispondenti incavi dell'altro    • 2 •   la cavità, il vano in cui s'incastra qualcosa    • 3 •   (tecn.) collegamento rigido di due parti di una struttura atto a impedire scorrimento e rotazione dell'una rispetto all'altra    • 4 •   gioco enigmistico in cui, inserendo una parola nel corpo di un'altra, se ne ottiene una terza    • 5 •   inserzione di un brano in un pezzo di giornale già composto    • 6 •   spec. pl.  gioco costituito da pezzi di legno o plastica che, inseriti l'uno nell'altro, formano composizioni varie    • 7 •   strumento usato dal maniscalco per pareggiare la suola del piede del cavallo.
incatarrare   v. intr.  [aus. essere], incatarrarsi v. rifl.  (non com.) diventare catarroso.
incatenamento   s.m.  l'incatenare, l'essere incatenato | (non com.) concatenazione.
incatenare   v. tr.  [io incaténo ecc.]    • 1 •   mettere in catene, legare con catene: incatenare i prigionieri; incatenare un cane    • 2 •   (fig.) tenere avvinto, vincolato qualcuno o qualcosa come se fosse in catene: il nuovo lavoro lo incatena al tavolino fino a sera  | impedire la libera espressione di qualcosa: incatenare la cultura, la stampa    • 3 •   rafforzare un muro con catene    • 4 •   annodare insieme fili come in una catena | incatenare le maglie, lavorarle in modo da formare un intreccio a catena | incatenarsi v. rifl.  e rifl. rec.  congiungersi strettamente | (non com.) concatenarsi.
incatenato   part. pass.  di incatenare   agg.  nei sign. del verbo | rima incatenata, (metr.) rima legata a catena secondo lo schema aba, bcb, cdc ecc., tipico della terzina dantesca e dei capitoli in terza rima.
incatenatura   s.f.  rafforzamento mediante catene, spec. di opere murarie dissestate | l'insieme delle catene usate come rinforzo.
incatorzolire   v. intr.  [io incatorzolisco, tu incatorzolisci ecc. ; aus. essere], incatorzolirsi v. rifl.  detto di frutti, crescere stentatamente, non giungere a maturità.
incatramare   v. tr.  spalmare, ricoprire di catrame.
incattivare   v. tr.  (ant.) imprigionare | incattivarsi v. rifl.  (mar.) impigliarsi, intricarsi, detto di cavo o di catena.
incattivire   v. tr.  [io incattivisco, tu incattivisci ecc.] rendere cattivo, inasprire: le troppe avversità lo hanno incattivito  | v. intr.  [aus. essere], incattivirsi v. rifl.  diventare cattivo, malevolo: il cane (si) è incattivito; il tempo, il vino s'incattivisce, si guasta.
in cauda venenum   loc. avv.  si dice in riferimento alle difficoltà maggiori che si possono trovare alla fine di un'impresa, di un lavoro; o alle intenzioni polemiche, ostili di un discorso, che si manifestano spesso nella sua conclusione.
incauto   agg.  non cauto, non avveduto: un uomo, un comportamento incauto  | incauto acquisto, (dir.) reato consistente nell'acquisto di merce la cui provenienza è sospetta, perché rubata, importata illegalmente o sim. § incautamente avv. 
incavalcare   v. tr.  [io incavalco, tu incavalchi ecc.]    • 1 •   (non com.) accavallare    • 2 •   (mil.) sistemare un cannone sul suo affusto.
incavallare   v. tr.  (ant.) far montare a cavallo | accavallare | incavallarsi v. rifl.  (ant.)    • 1 •   montare a cavallo | salire a cavalcioni    • 2 •   procurarsi un cavallo.
incavallatura   s.f.  (edil.) capriata.
incavare   v. tr.  fare un solco, un'infossatura in qualcosa; rendere cavo: incavare un pezzo di legno, una superficie. 
incavato   part. pass.  di incavare   agg.    • 1 •   che presenta una cavità: superficie incavata    • 2 •   (fig.) infossato: occhi incavati. 
incavatura   s.f.  l'incavare, l'essere incavato | cavità, parte incavata.
incavernare   v. tr.  [io incavèrno ecc.]    • 1 •   (non com.) scavare formando caverne    • 2 •   sistemare in caverne | incavernarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) entrare in una caverna; rintanarsi (anche fig.): reggo il mio cuore / che s'incaverna  (ungaretti)    • 2 •   detto di corsi d'acqua, interrarsi e continuare a scorrere sottoterra.
incavezzare   v. tr.  [io incavézzo ecc.] munire di cavezza, legare con la cavezza: incavezzare un cavallo. 
incavicchiare   v. tr.  [io incavìcchio ecc.] (non com.) fissare, assicurare con un cavicchio.
incavigliare   v. tr.  [io incavìglio ecc.] assicurare, collegare con una caviglia o a una caviglia; accavigliare.
incavigliatrice   s.f.  macchina che avvita le caviglie con cui si fissano le rotaie alle traversine.
incavigliatura   s.f.  nella costruzione navale, il collegamento, mediante caviglie, dei vari pezzi di legno di uno scafo.
incavo   s.m.  cavità, incavatura: fare, aprire un incavo; l'incavo dell'ascella | lavoro d'incavo, o a incavo, consistente nell'incidere su pietre dure o altro materiale un'immagine in bassorilievo.
incavografico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di procedimento di stampa in cui le parti incavate costituiscono l'elemento stampante.
incavolarsi   v. rifl.  [io m'incàvolo ecc.] (fam.) arrabbiarsi, andare in collera.
incavolatura   s.f.  (fam.) arrabbiatura.
incazzarsi   v. rifl.  (volg.) arrabbiarsi, andare in collera.
incazzatura   s.f.  (volg.) violenta arrabbiatura.
incazzoso   agg.  (volg.) che si arrabbia facilmente: un tipo incazzoso  § incazzosamente avv.  in modo stizzoso, irascibile: reagire incazzosamente. 
incazzottare   v. tr.  [io incazzòtto ecc.]    • 1 •   (non com.) prendere a cazzotti    • 2 •   (mar.) arrotolare una bandiera e avvolgerla con la sua sagola, in modo da poterla spiegare di colpo al momento opportuno | incazzottarsi v. rifl.  (non com.) prendersi a cazzotti.
incedere   (1) v. intr.  [io incèdo ecc. ; aus. avere] (lett.) camminare con andatura solenne e maestosa.
incedere   (2) s.m.  modo di camminare, portamento solenne e maestoso: il suo incedere sembrava quello di una regina. 
incedibile   agg.  che non può essere ceduto: beni, diritti incedibili. 
incedibilità   s.f.  l'essere incedibile.
incelare    ⇨ incielare.
incendere   v. tr.  e intr.  [io incèndo ecc. ; coniugato come accendere; aus. dell'intr. essere] (lett.) incendiare, bruciare, ardere (anche fig.): per veder della bolgia ogne contegno / e de la gente ch'entro v'era incesa  (dante inf.  xxii, 17-18); amor, che 'ncende il cor d'ardente zelo  (petrarca canz.  clxxxii, 1) | incendersi v. rifl.  (lett.) incendiarsi, infiammarsi, accendersi (anche fig.).
incendiare   v. tr.  [io incèndio ecc.]    • 1 •   dare fuoco a qualcosa; bruciare: incendiare una casa    • 2 •   (fig.) infiammare, eccitare: incendiare gli animi  | incendiarsi v. rifl.    • 1 •   prendere fuoco    • 2 •   (fig. non com.) infiammarsi, eccitarsi: ha un temperamento che s'incendia alla minima provocazione. 
incendiario   agg.    • 1 •   che incendia; atto a provocare un incendio: proiettili incendiari    • 2 •   (fig.) che infiamma gli animi; che suscita passioni, sentimenti violenti: scritti, discorsi incendiari; sguardo incendiario; bellezza incendiaria   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi volontariamente appicca un incendio    • 2 •   (antiq. fig.) sommovitore, agitatore.
incendio   s.m.    • 1 •   fuoco violento che brucia con gran fiamma e provoca distruzione: spegnere, domare, circoscrivere un incendio; assicurazione contro gli incendi; incendio per autocombustione; incendio doloso  | (fig. lett.) grande bagliore, splendore: l'incendio del tramonto    • 2 •   (fig.) manifestazione improvvisa e violenta di una passione: l'incendio dell'amore, dell'odio  | (non com.) conflagrazione, divampare improvviso: l'incendio della guerra, della discordia. 
incendivo   s.m.    • 1 •   elemento usato per accendere fuochi d'artificio    • 2 •   innesco.
incenerare   v. tr.  [io incénero ecc.]    • 1 •   (non com.) cospargere, coprire di cenere    • 2 •   (ant.) incenerire | incenerarsi v. rifl.  (ant.) bruciare riducendosi in cenere: ahi pistoia, pistoia, ché non stanzi / d'incenerarti sì che più non duri  (dante inf.  xxv, 10-11).
incenerimento   s.m.  l'incenerire, l'incenerirsi, l'essere incenerito.
incenerire   v. tr.  [io incenerisco, tu incenerisci ecc.]    • 1 •   ridurre in cenere: il fulmine incenerì la quercia  | (fig.) annientare, spec. in espressioni iperboliche: incenerire qualcuno con un'occhiata    • 2 •   (chim.) bruciare e calcinare sostanze organiche finché resti, eventualmente, il solo residuo inorganico | incenerirsi v. rifl.  andare, ridursi in cenere.
inceneritore   s.m.  impianto per l'incenerimento di rifiuti solidi, spec. nei grandi centri urbani.
incensamento   s.m.    • 1 •   l'incensare, l'essere incensato    • 2 •   (fig.) lode sperticata, adulazione: società di mutuo incensamento  (carducci).
incensare   v. tr.  [io incènso ecc.]    • 1 •   spargere su qualcuno o su qualcosa il fumo dell'incenso, in una cerimonia religiosa: incensare l'altare    • 2 •   (fig.) lodare qualcuno in modo esagerato, gener. per ottenerne il favore: incensare i ricchi, i potenti  | incensarsi v. rifl.  e rifl. rec.  elogiarsi, adularsi.
incensaria   s.f.  pianta erbacea con foglie rugose e grandi fiori gialli a capolino; menta selvatica, mentastro (fam.  composite).
incensata   s.f.    • 1 •   l'incensare    • 2 •   (fig.) lode esagerata, adulazione. dim. incensatina. 
incensatore   s.m.  [f. -trice] chi incensa (spec. fig.).
incensatura   s.f.  (non com.) incensamento.
incensazione   s.f.  (lit.) rito col quale si offre l'onore dell'incenso al santissimo sacramento, a persone o cose sacre.
incensiere   s.m.  recipiente di metallo in cui si fa bruciare l'incenso.
incenso   s.m.    • 1 •   gommoresina che si ottiene praticando profonde incisioni nel tronco di varie specie di piante originarie dell'india, arabia e somalia, e che, bruciata, emana un intenso aroma; fin dall'antichità è stata usata durante le cerimonie religiose    • 2 •   (estens.) il fumo e l'odore dell'incenso | (poet.) profumo in genere: le convalli / popolate di case e d'oliveti / mille di fiori al ciel mandano incensi  (foscolo sepolcri  170-172)    • 3 •   (fig. lett.) lode, adulazione.
incensurabile   agg.  che non si può censurare, criticare, correggere: una persona, una condotta incensurabile  § incensurabilmente avv. 
incensurabilità   s.f.  l'essere incensurabile; irreprensibilità.
incensurato   agg.    • 1 •   (dir.) si dice di chi non ha mai riportato condanne penali    • 2 •   nel linguaggio comune, si dice di chi ha sempre tenuto una condotta irreprensibile, non ha mai ricevuto critiche o censure.
incentivare   v. tr.  stimolare offrendo appoggio e aiuto, o anche premi e gratifiche: incentivare un allievo, un proprio dipendente  | favorire, rendendolo più conveniente, un comportamento, un'attività, un fenomeno: incentivare gli investimenti, la produzione. 
incentivazione   s.f.  l'incentivare, l'essere incentivato.
incentivo   s.m.    • 1 •   spinta, incitamento, stimolo: incentivo allo studio, al piacere; essere d'incentivo    • 2 •   vantaggio economico che spinge a un determinato comportamento: incentivo agli investimenti, agevolazione creditizia o fiscale concessa dallo stato alle imprese per orientare lo sviluppo economico; retribuzione a incentivo, a cottimo.
incentrare   v. tr.  [io incèntro ecc.]    • 1 •   (non com.) centrare, collocare intorno a un centro    • 2 •   (fig.) basare, imperniare: incentrare il discorso su un unico argomento  | incentrarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) radunarsi, raccogliersi in un determinato punto, accentrarsi    • 2 •   (fig.) basarsi, fondarsi, imperniarsi: il racconto s'incentra sulla figura del protagonista. 
incentro   s.m.  (geom.) centro del cerchio inscritto in un triangolo, che è il punto d'incontro delle sue tre bisettrici.
inceppamento   s.m.  l'inceppare, l'incepparsi | ciò che inceppa.
inceppare   v. tr.  [io incéppo ecc.]    • 1 •   (non com.) mettere in ceppi    • 2 •   (fig.) impedire il movimento, lo sviluppo di qualcosa; ostacolare: inceppare il commercio    • 3 •   (mar.) mettere il ceppo a un'ancora | incepparsi v. rifl.    • 1 •   detto di armi e meccanismi, bloccarsi, cessare di funzionare: la pistola si è inceppata    • 2 •   (mar.) detto della catena dell'ancora, avvolgersi intorno al suo stesso ceppo.
inceppato   part. pass.  di inceppare   agg.    • 1 •   (non com.) messo in ceppi    • 2 •   (fig.) impedito, ostacolato; privo di scioltezza: essere inceppato nei movimenti; stile inceppato    • 3 •   che ha smesso improvvisamente di funzionare: arma inceppata. 
inceppatura   s.f.    • 1 •   l'inceppare, l'essere inceppato    • 2 •   (tosc.) pesantezza di testa.
inceralaccare   v. tr.  [io inceralacco, tu inceralacchi ecc.] fissare, chiudere con un sigillo o una copertura di ceralacca: inceralaccare un pacco, un tappo. 
incerare   v. tr.  [io incéro ecc.]    • 1 •   intridere, spalmare di cera: incerare una corda; incerare il pavimento, lucidarlo con la cera | impermeabilizzare con cera o con altre sostanze specifiche: incerare una tela    • 2 •   macchiare, sporcare di cera.
incerata   s.f.    • 1 •   tessuto impermeabilizzato    • 2 •   indumento impermeabilizzato; in partic., mantello di tela impermeabile usato dai marinai.
inceratino   s.m.    • 1 •   striscia di tela cerata o di cuoio che si mette nell'interno dei cappelli da uomo per mantenere pulito il feltro    • 2 •   pezza di tela cerata che si stende nel letto dei bambini, sotto il lenzuolo.
incerato   part. pass.  di incerare   agg.  intriso, spalmato di cera | tela incerata, resa impermeabile con cera, catrame o paraffina  s.m.  tela, tessuto, indumento impermeabilizzati.
inceratoio   s.m.  nell'industria tessile, asta incerata per passare la cera all'ordito e abbassare la peluria.
inceratura   s.f.    • 1 •   l'incerare, l'essere incerato | lo strato di cera spalmato su una superficie    • 2 •   apprettatura di tessuti o pelli con sostanze cerose.
incerchiare   v. tr.  [io incérchio ecc.]    • 1 •   cingere con cerchi; cerchiare: incerchiare una botte    • 2 •   (non com.) curvare a forma di cerchio    • 3 •   (ant.) accerchiare.
incerconimento   s.m.  alterazione biologica del vino con incupimento del colore e inasprimento del sapore.
incerconire   v. intr.  [io incerconisco, tu incerconisci ecc. ; aus. essere] guastarsi, alterarsi nel sapore e nel colore, detto del vino.
incernierare   v. tr.  [io incerniéro ecc.] munire di cerniere; collegare mediante cerniere.
inceronare   v. tr.  [io inceróno ecc.] truccare con il cerone: inceronare il viso  | inceronarsi v. rifl.  darsi il cerone.
incerottare   v. tr.  [io inceròtto ecc.] coprire con un cerotto: incerottare una ferita  | incerottarsi v. rifl.  medicarsi con un cerotto.
incerottato   part. pass.  di incerottare   agg.    • 1 •   coperto, medicato con un cerotto    • 2 •   (antiq.) impomatato.
incerottatura   s.f.  l'operazione dell'incerottare | medicazione con un cerotto.
incertezza   s.f.    • 1 •   l'essere incerto; mancanza di certezza: l'incertezza di una notizia  | nella teoria delle decisioni, situazione in cui le probabilità degli eventi futuri non sono note; si contrappone a rischio    • 2 •   stato di dubbio; esitazione, indecisione: tenere qualcuno nell'incertezza; avere un momento d'incertezza    • 3 •   (estens.) approssimazione, goffaggine: incertezza di scrittura, di stile. 
incertitudine   s.f.  (ant. , lett.) incertezza.
incerto   agg.    • 1 •   non certo, non sicuro; dubbio: una notizia incerta; etimo incerto; un'opera di incerta attribuzione  | che non è prevedibile: esito, futuro incerto    • 2 •   detto del tempo, variabile, instabile    • 3 •   malsicuro, poco fermo: scrittura incerta; avanzare con passo incerto    • 4 •   indeterminato, indefinito, vago: immagine, forma incerta; colore, suono incerto  | luce incerta, debole, fioca | confini incerti, privi di esatta delimitazione    • 5 •   di persona, dubbioso, esitante, indeciso: mostrarsi, apparire incerto; essere incerto sul da farsi  | che rivela scarsa pratica di qualcosa: essere incerto nella guida   s.m.    • 1 •   cosa incerta: lasciare il certo per l'incerto  | (estens.) accidente, imprevisto: gli incerti di un viaggio, di un'impresa; gli incerti del mestiere    • 2 •   incerto per certo, (econ.) corso del cambio indicante la quantità di moneta nazionale necessaria per acquistare una quantità fissa di moneta estera    • 3 •   spec. pl.  guadagni possibili, oltre lo stipendio fisso: con gli incerti arrotonda le entrate mensili  § incertamente avv. 
incespicare   v. intr.  [io incéspico, tu incéspichi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   urtare col piede contro un ostacolo: incespicare in un sasso    • 2 •   (fig.) essere impacciato, mostrare incertezza, spec. nel parlare o nel leggere.
incessabile   agg.  che non cessa o non può cessare; incessante: l'incessabile trascorrere del tempo  § incessabilmente avv.  senza posa, senza sosta.
incessante   agg.  che non cessa, continuo: una pioggia incessante  § incessantemente avv. 
incesso   s.m.  (lett.) l'incedere: incesso solenne. 
incestare   (1) v. tr.  [io incésto, tu incésti ecc.] mettere in una cesta o in ceste.
incestare   (2) v. tr.  (lett.)    • 1 •   possedere sessualmente commettendo incesto: violata ed incestata la sorella  (bandello)    • 2 •   profanare: altro sangue / incestò i nostri campi  (carducci) | v. intr.  [aus. avere] (lett.) congiungersi incestuosamente (anche fig.): chi incesta colla viltade... (prati).
incesto   s.m.    • 1 •   rapporto sessuale fra consanguinei    • 2 •   (dir.) reato commesso da chi ha rapporti sessuali con un ascendente, un discendente, un affine in linea retta, un fratello o una sorella, se dal fatto deriva pubblico scandalo o se il rapporto è consumato con un minore.
incestuoso   agg.    • 1 •   di incesto, che costituisce incesto: legame incestuoso    • 2 •   che è colpevole di incesto: padre incestuoso    • 3 •   che è nato da un atto sessuale incestuoso: figlio incestuoso  § incestuosamente avv. 
incetta   s.f.  l'incettare: fare incetta di generi alimentari. 
incettare   v. tr.  [io incètto ecc.]    • 1 •   accaparrarsi una gran quantità di una merce che scarseggia sul mercato, spec. a scopo speculativo    • 2 •   (fig.) procurarsi, raccogliere in larga misura: incettare voti, consensi. 
incettatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi fa incetta di qualcosa.
inchiavardare   o chiavardare, v. tr.  unire due parti di una costruzione per mezzo di chiavarde.
inchiavare   v. tr.  (ant. , region.) chiudere a chiave (anche fig.).
inchiavistellare   v. tr.  [io inchiavistèllo ecc.] (non com.) chiudere con il chiavistello.
inchiedere   v. tr.  [coniugato come chiedere] (ant.) chiedere particolareggiatamente: ma di nostro paese e della vita / c'inchiese  (dante purg.  vi, 70-71).
inchiesta   s.f.    • 1 •   ricerca di tutte le notizie utili ad accertare la vera natura e i vari aspetti di un fatto o ad appurare lo stato oggettivo di determinate situazioni: fare, svolgere un'inchiesta    • 2 •   (dir.) indagine ordinata e condotta dagli organi competenti al fine di accertare un fatto delittuoso o illecito e di individuarne i responsabili: inchiesta amministrativa, giudiziaria; commissione d'inchiesta  | inchiesta parlamentare, indagine svolta, in materie di pubblico interesse, da una commissione costituita da parlamentari di tutti i partiti    • 3 •   articolo o serie di articoli giornalistici in cui si studia un problema raccogliendo notizie intorno a esso.
inchiestare   v. intr.  [io inchièsto ecc. ; aus. avere] nel gergo giornalistico, fare un'inchiesta.
inchinamento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'inchinare, l'inchinarsi    • 2 •   (ant.) inclinazione, propensione.
inchinare   v. tr.    • 1 •   chinare, piegare verso il basso: inchinare il capo    • 2 •   (lett.) rivolgere, dirigere    • 3 •   (lett.) piegare, assoggettare; rendere umile    • 4 •   (lett.) salutare, ossequiare: inchinò l'innominato, stette a sentir quel che voleva  (manzoni p. s.  xxii) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (ant.) abbassarsi, sottomettersi: e quei fe' segno / ch'i stessi queto ed inchinassi ad esso  (dante inf.  ix, 86-87)    • 2 •   (lett.) avere un'inclinazione per qualcosa, per qualcuno    • 3 •   (lett.) declinare, scemare: né punto ancor la pugna inchina  (tasso g. l.  xvi, 5) | inchinarsi v. rifl.    • 1 •   piegarsi; in partic., chinare il capo o la persona in atto di omaggio, di riverenza: inchinarsi davanti all'altare  | (fig.) rendere omaggio, riverire: inchinarsi alla grandezza di qualcuno    • 2 •   (fig.) cedere, sottomettersi: inchinarsi ai voleri divini, al fato. 
inchinevole   agg.  (lett.) incline, propenso: s'era mostrato inchinevole a far amicizia con me  (pirandello) | condiscendente, facile a cedere: sono naturalmente le femine tutte labili e inchinevoli  (boccaccio dec.  ix, 9).
inchino   (1) s.m.  l'inchinarsi come atto di omaggio, di rispettoso saluto: fare un inchino. 
inchino   (2) agg.  (lett.)    • 1 •   inchinato, spec. in atto di omaggio (anche fig.): con le ginocchia da la mente inchine  (petrarca canz.  ccclxvi, 63)    • 2 •   pendente, inclinato.
inchiodamento   s.m.    • 1 •   l'inchiodare, l'essere inchiodato    • 2 •   (med.) in ortopedia, tecnica per il trattamento di fratture scomposte che comporta l'impiego di chiodi.
inchiodare   v. tr.  [io inchiòdo ecc.]    • 1 •   fissare con chiodi: inchiodare il coperchio a una cassa    • 2 •   (fig.) legare, costringere; immobilizzare, tener fermo: inchiodare una persona alle sue responsabilità; è inchiodato a letto da una malattia | inchiodare l'automobile, bloccarla con una frenata improvvisa | inchiodarsi v. rifl.    • 1 •   fermarsi di colpo, bloccarsi    • 2 •   (fig.) fissarsi, imprimersi: quelle parole gli si inchiodarono nella mente    • 3 •   (fam.) indebitarsi.
inchiodato   part. pass.  di inchiodare   agg.  nei sign. del verbo | nel gioco degli scacchi, si dice di un pezzo tenuto immobile a protezione di un altro pezzo di valore superiore.
inchiodatore   s.m.  [f. -trice] chi inchioda.
inchiodatrice   s.f.  macchina che serve a inchiodare automaticamente pezzi di legno, casse e sim.
inchiodatura   s.f.    • 1 •   l'inchiodare, l'essere inchiodato | punto o linea in cui si conficcano i chiodi    • 2 •   l'insieme dei chiodi che tengono uniti due elementi di una struttura.
inchiostrare   v. tr.  [io inchiòstro ecc.]    • 1 •   (tip.) spalmare d'inchiostro i rulli o le lastre tipografiche    • 2 •   (non com.) sporcare d'inchiostro | inchiostrarsi v. rifl.  (non com.) sporcarsi d'inchiostro.
inchiostratore   s.m.  (tip.)    • 1 •   [f. -trice] operaio addetto all'inchiostrazione    • 2 •   rullo per stendere l'inchiostro sulle matrici di stampa.
inchiostrazione   s.f.  (tip.) l'inchiostrare, l'essere inchiostrato.
inchiostro   ant. incostro, s.m.    • 1 •   sostanza liquida o anche in pasta, di colore e composizione chimica vari, usata per scrivere e disegnare o per stampare: inchiostro nero, blu, rosso; inchiostro indelebile, copiativo | inchiostro di china, costituito da nerofumo impastato con gomma arabica o gelatina e diluito in acqua | inchiostro simpatico, costituito da composti incolori nel momento in cui si usano, ma che diventano leggibili dopo opportuni trattamenti | nero come l'inchiostro, nerissimo | versare fiumi d'inchiostro, (fig.) scrivere moltissimo    • 2 •   liquido nerastro che la seppia e altri cefalopodi secernono per difesa    • 3 •   mal dell'inchiostro, (bot.) malattia del castagno, causata da un fungo e caratterizzata dalla presenza sul tronco di grosse macchie nerastre.
inchiudere   v. tr.  [coniugato come chiudere] (lett.) includere, comprendere: parendo inchiuso da quel ch'elli 'nchiude  (dante par.  xxx, 12).
inciampare   v. intr.  [aus. essere  e avere]    • 1 •   urtare inavvertitamente col piede contro un ostacolo: ha  (o è) inciampato in un sasso    • 2 •   (fig.) incontrare una persona indesiderata, una difficoltà imprevista: inciampare in un creditore | inciampare nel codice penale, (fam.) commettere un reato, spec. per leggerezza o per ignoranza della legge    • 3 •   (fig.) incespicare nel parlare o nello scrivere.
inciampata   s.f.  (non com.) l'inciampare.
inciampicare   v. intr.  [io inciàmpico, tu inciàmpichi ecc. ; aus. avere] (fam.) inciampare; camminare inciampando.
inciampicone   s.m.  (fam.) forte urto in un ostacolo.
inciampo   s.m.    • 1 •   ciò che fa o può far inciampare; ostacolo    • 2 •   (fig.) impedimento, difficoltà, intoppo: essere d'inciampo; trovare un inciampo; mettere degli inciampi. 
incicciare   v. tr.  [io incìccio ecc.] (region.)    • 1 •   ferire    • 2 •   (fig.) coinvolgere qualcuno in situazioni incresciose, difficili | incicciarsi v. rifl.    • 1 •   (region.) ferirsi    • 2 •   (fig.) mettersi in un guaio.
incidentale   agg.    • 1 •   che avviene per caso, che è casuale: un fatto incidentale    • 2 •   secondario, accessorio: una questione incidentale | proposizione incidentale, (ling.) che è inserita in un'altra proposizione, senza avere con essa alcun legame sintattico § incidentalmente avv.    • 1 •   in modo incidentale, per caso    • 2 •   per inciso, come digressione: parlare di qualcosa incidentalmente. 
incidentalità   s.f.  accidentalità, casualità.
incidentato   agg.  si dice di mezzo di trasporto che ha subito un incidente; è in uso spec. nel linguaggio delle assicurazioni: veicolo, camion incidentato. 
incidente   (1) part. pres.  di incidere    • 2 •   agg.    • 1 •   che cade sopra una cosa o nel mezzo di essa | raggio incidente, (fis.) il raggio di luce che cade sopra una superficie ' proposizione incidente, (ling.) incidentale | rette, curve incidenti, (mat.) che hanno un punto in comune    • 2 •   che grava, che influisce § incidentemente avv.  (lett.) per incidenza, a caso; incidentalmente: notizie raccolte incidentemente da' trattati di filosofia generale  (manzoni p. s.  xxvii).
incidente   (2) s.m.    • 1 •   avvenimento inatteso che costituisce un danno più o meno grave o turba un andamento previsto: incidente stradale, sul lavoro; le vittime dell'incidente, i morti e i feriti | incidente di percorso, (fig.) infortunio che interviene nel corso di un'azione o di un'impresa, senza tuttavia pregiudicarne necessariamente la riuscita    • 2 •   disputa sorta nel corso di una discussione su questioni non pertinenti all'argomento di cui si tratta: chiudere, esaurire l'incidente    • 3 •   (dir.) questione che può sorgere nel corso di un processo, dando luogo a un apposito procedimento inserito in quello principale e deciso dal giudice con provvedimento autonomo: fu sollevato un incidente procedurale  | incidente probatorio, (dir.) nel processo penale, atto con cui si assume una prova (testimonianza, perizia, ricognizione ecc.) nel corso delle indagini preliminari, cioè prima e fuori del procedimento dibattimentale.
incidentistica   s.f.  studio statistico degli incidenti stradali.
incidenza   s.f.    • 1 •   il cader sopra ' angolo di incidenza, (fis.) quello formato dal raggio incidente con la perpendicolare alla superficie nel punto d'incontro; (aer.) angolo acuto compreso fra la corda di un profilo alare e la direzione della corrente che lo investe | punto d'incidenza, (geom.) il punto di un piano in cui cade la retta incidente    • 2 •   il peso o l'influsso esercitato da uno o più elementi particolari su una situazione; il manifestarsi di un fenomeno e la sua frequenza: l'incidenza di una spesa sul bilancio; l'incidenza di una malattia su una popolazione    • 3 •   (econ.) effettiva riduzione del reddito o del patrimonio di un soggetto economico conseguente a un prelievo fiscale    • 4 •   (lett.) digressione | per incidenza, incidentalmente.
incidere   (1) v. tr.  [pass. rem. io incisi, tu incidésti ecc. ; part. pass. inciso]    • 1 •   tagliare in modo netto, ma senza recidere: incidere la corteccia di un albero  | (med.) tagliare tessuti organici mediante appositi strumenti: incidere un ascesso    • 2 •   intagliare un metallo, una pietra o un legno per tracciarvi lettere o figure: incidere il  (in, su) rame; incidere all'acquaforte, col bulino; incidere un nome su una lapide; un gioiello inciso, lavorato a incisione    • 3 •   (fig.) imprimere indelebilmente: incidere qualcosa nella mente; un'immagine incisa nella memoria    • 4 •   fissare con particolari tecniche un suono su un disco, un nastro o altro supporto in modo che possa essere riprodotto; registrare (detto sia di chi provvede all'esecuzione tecnica della registrazione sia dell'artista che esegue il brano da registrare): incidere un disco, una canzone    • 5 •   (fig.) iniziare a consumare; intaccare: incidere i risparmi    • 6 •   (mat.) passare per uno stesso punto.
incidere   (2) v. intr.  [coniugato come incidere 1; aus. avere]    • 1 •   ricadere, gravare: spese che incidono sul bilancio    • 2 •   avere un'influenza profonda; lasciare una traccia: le esperienze infantili incidono sul carattere. 
incielare   o incelare, v. tr.  [io incièlo ecc.] (poet.) collocare in cielo fra i beati: perfetta vita ed alto merto inciela / donna più su  (dante par.  iii, 97-98) | incielarsi v. rifl.  (ant.) salire in cielo.
incignare   v. tr.  (region.) usare per la prima volta: incignare un abito, un cappello; incignare il prosciutto, cominciare ad affettarlo.
incignere    ⇨ incingere.
incile   s.m.  imbocco di un canale di derivazione.
incimurrire   v. intr.  [io incimurrisco, tu incimurrisci ecc. ; aus. essere] contrarre il cimurro | (estens. scherz.) raffreddarsi.
incincignare   o accincignare, v. tr.  (fam. tosc.) spiegazzare, sgualcire (un abito e sim.).
incinerare   v. tr.  [io incìnero ecc.]    • 1 •   cremare    • 2 •   (non com.) ridurre in cenere per combustione sostanze organiche.
incinerazione   s.f.  l'incinerare, l'essere incinerato; in partic., uso funerario che consiste nel bruciare le salme, conservandone o disperdendone poi le ceneri.
incingere   ant. incignere, v. tr.  [coniugato come cingere] (ant.) cingere, circondare | incingersi v. rifl.  (poet.) detto di donna, concepire; rimanere, essere incinta: alma sdegnosa, / benedetta colei che in te s'incinse!  (dante inf.  viii, 44-45).
incinquarsi   v. rifl.  (ant.) ripetersi cinque volte: e pria che moia, / questo centesimo anno ancor s'incinqua  (dante par.  ix, 39-40).
incinta   agg. f.  si dice di donna in stato di gravidanza: rimanere incinta; essere incinta di quattro mesi  | anche, ma rar., come s.f.  : quale una incinta, su cui scende... (carducci).
incipiente   agg.  che comincia, che è agli inizi: calvizie incipiente. 
incipit   s.m. invar.    • 1 •   in bibliografia e filologia, la parola, la formula, il verso con cui ha inizio un testo: «nel mezzo del cammin di nostra vita» è l'incipit della «divina commedia»    • 2 •   (mus.) note o battute iniziali di un brano.
incipitario   s.m.  in bibliografia e filologia, raccolta, repertorio di incipit.
incipollire   v. intr.  [io incipollisco, tu incipollisci ecc. ; aus. essere] del legname, sfaldarsi come una cipolla in corrispondenza degli anelli.
incipriare   v. tr.  [io incìprio ecc.] cospargere di cipria: incipriarsi il viso  | incipriarsi v. rifl.  darsi la cipria.
inciprignire   v. intr.  [io inciprignisco, tu inciprignisci ecc. ; aus. essere], inciprignirsi v. rifl.  (non com.) peggiorare, inasprirsi, detto di ferita o piaga | (fig.) incattivire, esasperarsi: sapemmo il piemonte essersi inciprignito coll'austria  (giusti).
incirca   o in circa, avv.  circa | all'incirca, pressappoco: dista all'incirca tre chilometri. 
incirconciso   agg.  (lett.) che non è stato circonciso, spec. con riferimento a persona di fede non giudaica.
incircoscrittibile   agg.  (teol.) che non può essere circoscritto, detto di dio.
incircoscritto   agg.    • 1 •   (teol.) non circoscritto, senza limiti, detto di dio    • 2 •   (non com.) non delimitato, vago: un argomento incircoscritto. 
incisione   s.f.    • 1 •   l'incidere, l'essere inciso: l'incisione di una epigrafe; incisione chirurgica    • 2 •   processo meccanico o chimico al quale si sottopone una lastra di materiale vario per ricavarne una matrice che rechi, in rilievo o in incavo, l'impronta di un testo, di un disegno e sim. da riprodurre mediante stampa | arte di incidere una superficie dura per trarne una stampa su carta; anche, la stampa così ottenuta: du°rer fu un maestro dell'incisione; un'incisione di piranesi    • 3 •   decorazione di gioielli realizzata mediante l'uso del bulino e di piccoli scalpelli    • 4 •   registrazione di suoni su disco o nastro: sala di incisione. 
incisività   s.f.  l'essere incisivo (spec. fig.): l'incisività di un discorso. 
incisivo   agg.    • 1 •   atto a incidere; che ha prevalente azione di taglio | (dente) incisivo, (anat.) ciascuno dei quattro denti centrali, sia nell'arcata superiore sia in quella inferiore    • 2 •   (foto.) si dice di obiettivo o di pellicola capace di riprodurre nitidamente tutti i particolari dell'immagine; anche, dell'immagine riprodotta con estrema nitidezza    • 3 •   in pittura, si dice di disegno che determina i contorni con linee marcate e sottili    • 4 •   (fig.) efficace, netto e preciso: frase incisiva; stile incisivo  § incisivamente avv. 
inciso   part. pass.  di incidere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   breve frase di senso compiuto, grammaticalmente indipendente dal costrutto in cui è inserita: periodo pieno di incisi | per inciso, incidentalmente: sia detto per inciso    • 2 •   (mus.) spunto melodico-ritmico che costituisce il nucleo fondamentale di una composizione.
incisore   agg.  (non com.) che incide  s.m.  chi pratica l'arte dell'incisione.
incisoria   s.f.  laboratorio in cui si eseguono incisioni.
incisorio   agg.  relativo all'incisione: tecnica incisoria  | sala incisoria, quella in cui si eseguono autopsie.
incistamento   s.m.    • 1 •   (biol.) l'incistarsi    • 2 •   (med.) processo di inglobamento, da parte del tessuto connettivo, di un corpo estraneo o di un ascesso; ne consegue una formazione di tipo cistico.
incistarsi   v. rifl.    • 1 •   (biol.) di protozoi o metazoi, rinchiudersi in una cisti per un certo periodo, riducendo o sospendendo le attività vitali    • 2 •   (med.) formare una cisti.
incisura   s.f.  (anat.) solco, incisione, depressione stretta e profonda.
incitamento   s.m.  l'incitare, l'essere incitato: essere sordo a ogni incitamento; incitamento alla rivolta. 
incitare   v. tr.  [io ìncito  o incìto ecc.] spingere ad agire; spronare, esortare: incitare alla ribellione; incitare ad accelerare il lavoro; incitare un atleta, una squadra. 
incitatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi incita.
incitazione   s.f.  (non com.) incitamento, impulso.
incitrullire   v. tr.  [io incitrullisco, tu incitrullisci ecc.] rendere, far diventare citrullo, stupido | v. intr.  [aus. essere], incitrullirsi v. rifl.  diventare citrullo, istupidirsi.
incittadinarsi   v. rifl.  (non com.) trasferirsi in città inurbarsi | (scherz.) prendere abitudini da cittadino.
inciuccare   v. tr.  [io inciucco, tu inciucchi ecc.] (region.) ubriacare | (fig.) stordire, frastornare: a furia di chiacchierare, mi ha inciuccato  | inciuccarsi v. rifl.  (region.) prendere la sbornia, ubriacarsi.
inciucchire    ⇨ ingiucchire.
inciuchire   v. intr.  [io inciuchisco, tu inciuchisci ecc. ; aus. essere] diventare simile a un ciuco, per ignoranza o stupidità.
inciucio   s.m.  nell'uso giornalistico, accordo politico non lineare, frutto di basso compromesso.
incivettire   v. intr.  [io incivettisco, tu incivettisci ecc. ; aus. essere], incivettirsi v. rifl.  (non com.) diventare civetta (in senso fig.).
incivile   agg.    • 1 •   che non ha una civiltà evoluta; barbaro, selvaggio: popolo incivile    • 2 •   indegno di una società civile: legge, provvedimento incivile    • 3 •   che offende le norme della buona educazione; rozzo, villano: persona incivile; modi incivili   s.m.  e f.  persona incivile: comportarsi da incivile; modi da incivile  § incivilmente avv. 
incivilimento   s.m.  l'incivilire, l'incivilirsi, l'essere incivilito: incivilimento dei costumi. 
incivilire   v. tr.  [io incivilisco, tu incivilisci ecc.] rendere civile: il contatto con i greci incivilì i romani  | (estens.) dirozzare, ingentilire: incivilire i costumi  | incivilirsi v. rifl.  divenire civile; per estens., ingentilirsi, dirozzarsi: i suoi modi si sono inciviliti. 
inciviltà   s.f.    • 1 •   l'essere incivile; mancanza o basso livello di civiltà    • 2 •   l'essere scortese, maleducato | atto offensivo; villania.
inclassificabile   agg.    • 1 •   che non può essere classificato, che presenta caratteri così particolari da non poter essere collocato in una determinata categoria: piante, minerali inclassificabili    • 2 •   nel linguaggio scolastico, che non può essere valutato mediante un voto, per mancanza o insufficienza di elementi su cui basare il giudizio: compito inclassificabile, per il gran numero di errori    • 3 •   (fig.) inqualificabile: comportamento inclassificabile. 
inclemente   agg.    • 1 •   non clemente, inflessibile: giudice inclemente  | duro, aspro: destino inclemente    • 2 •   (fig.) di condizioni atmosferiche, rigido, avverso: tempo inclemente  § inclementemente avv. 
inclemenza   s.f.  l'essere inclemente: l'inclemenza della legge; l'inclemenza della stagione. 
inclinabile   agg.    • 1 •   che può essere inclinato; reclinabile    • 2 •   (fig. ant.) propenso, incline.
inclinamento   s.m.  l'inclinare, l'inclinarsi; inclinazione.
inclinare   v. tr.    • 1 •   spostare un oggetto in modo che penda da una parte; abbassare, piegare da un lato, reclinare: inclinare la bottiglia per versare il vino; inclinò il capo addormentandosi    • 2 •   (fig.) rendere incline; far propendere: inclinare l'animo alla comprensione  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   piegare, pendere: il quadro inclina a sinistra    • 2 •   (fig.) avere inclinazione, propendere: inclinare al perdono; inclino a credere che abbia ragione  | inclinarsi v. rifl.  o intr. pron.  piegarsi da una parte | (lett.) inchinarsi.
inclinato   part. pass.  di inclinare  agg.    • 1 •   piegato, pendente in una direzione: una torre inclinata | piano inclinato, (fis.) superficie piana che forma un angolo con il piano dell'orizzonte; macchina semplice consistente in una superficie piana inclinata che facilita il sollevamento di un corpo o il superamento di un dislivello    • 2 •   (fig.) incline, disposto: carattere naturalmente inclinato all'azione. 
inclinazione   s.f.    • 1 •   l'essere inclinato; pendenza: l'inclinazione del tetto    • 2 •   inclinazione di una retta, di un piano, (mat.) angolo formato con il piano orizzontale | inclinazione di strato, (geol.) angolo che la linea di massima pendenza di uno strato forma con un piano orizzontale considerato rispetto alla superficie terrestre    • 3 •   (astr.) angolo che il piano dell'orbita di un astro del sistema solare forma col piano dell'eclittica | inclinazione dell'asse terrestre, angolo formato dall'asse di rotazione della terra con la perpendicolare al piano dell'eclittica | inclinazione magnetica, l'angolo che in ogni punto della terra un ago magnetico forma con il piano orizzontale    • 4 •   (fig.) disposizione, propensione, attitudine: avere, mostrare inclinazione per la musica, allo studio  | simpatia, interesse: avere una forte inclinazione per qualcuno. 
incline   agg.  propenso, disposto, per natura o per temporaneo stato d'animo: incline all'ira, al perdono. 
inclinometro   s.m.  strumento di bordo di natanti e aeromobili che serve a misurare l'inclinazione del mezzo | inclinometro a rotazione, strumento per misurare l'inclinazione magnetica.
inclito   agg.  (lett.) nobile, illustre, glorioso: un inclito eroe; un'inclita impresa  | esser noto al cólto e all'inclita, (scherz.) si dice di cosa risaputa, nota anche a gente di basso livello culturale (dalla formula al cólto pubblico e all'inclita guarnigione  con cui, nel secolo scorso, ci si rivolgeva a un pubblico sia di civili sia di militari in occasione di spettacoli vari o manifestazioni da fiera) § inclitamente avv. 
includere   v. tr.  [coniugato come accludere]    • 1 •   chiudere dentro; introdurre, inserire: includere una fattura in una lettera    • 2 •   comprendere, far entrare in un gruppo, in una serie: includere nella lista dei candidati; includere tra i premiati    • 3 •   contenere, racchiudere: le sue parole includevano una nota di biasimo. 
inclusione   s.f.    • 1 •   l'includere, l'essere incluso    • 2 •   (min.) sostanza estranea presente all'interno di cristalli o pietre preziose    • 3 •   (mat.) relazione che sussiste tra due insiemi quando tutti gli elementi dell'uno fanno parte dell'altro.
inclusive tour   loc. sost. m. invar.  viaggio organizzato il cui prezzo comprende passaggio aereo o altri trasporti, alberghi, ristoranti, ingressi a musei ecc.
inclusivo   agg.  che include, comprende in sé qualcosa: prezzo inclusivo della tassa di soggiorno  § inclusivamente avv. 
incluso   part. pass.  di includere   agg.    • 1 •   chiuso dentro; accluso: lettera inclusa    • 2 •   compreso: starò assente fino a venerdì prossimo incluso. 
incluso   part. pass.  di includere   agg.    • 1 •   chiuso dentro; accluso: lettera inclusa    • 2 •   compreso: starò assente fino a venerdì prossimo incluso. 
incoagulabile   agg.  che non si coagula, che non è soggetto a coagulazione: sostanza incoagulabile. 
incoagulabilità   s.f.  l'essere incoagulabile.
incoare   v. tr.  [usato solo all'inf. pres., al part. pass. (incoàto) e, non com., nei tempi composti] (dir. antiq.) incominciare: incoare un processo. 
incoativo   agg.  (gramm.) che esprime l'inizio, l'avvio dell'azione: verbo, aspetto verbale incoativo  | come s.m.  : un incoativo, un verbo incoativo.
incoccare   v. tr.  [io incòcco, tu incòcchi ecc.]    • 1 •   sistemare la cocca della freccia sulla corda dell'arco    • 2 •   nella filatura a mano, fermare il filo alla cocca del fuso    • 3 •   (mar.) infilare un anello all'estremità di un'asta, di un albero | incoccarsi v. rifl.  (ant.) detto delle parole, incepparsi, faticare a uscir di bocca: risponde; ma due volte o tre s'incocca / prima il parlar, ch'uscir voglia di bocca  (ariosto o. f.  xlvi, 33).
incocciare   v. tr.  [io incòccio ecc.]    • 1 •   (region.) urtare, sbattere contro qualcosa: incocciare un muro  | incontrare per caso: ho incocciato un tale che conosco appena    • 2 •   (mar.) infilare in un anello (un gancio, un cavo ecc.) | v. intr.  [aus. avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2] (region.)    • 1 •   imbattersi: ho incocciato in un vigile; incocciare bene, male    • 2 •   (non com.) indispettirsi, irritarsi | incocciarsi v. rifl.    • 1 •   (mar.) impigliarsi    • 2 •   (region.) ostinarsi, intestardirsi; incaponirsi: incocciarsi in un'idea    • 3 •   (region.) indispettirsi, stizzirsi: incocciarsi per un'inezia. 
incocciatura   s.f.  (mar.) l'incocciare; il punto in cui un gancio è incocciato.
incodardire   v. intr.  [io incodardisco, tu incodardisci ecc. ; aus. essere] (non com.) diventare codardo, vile.
incoercibile   agg.    • 1 •   che non si può reprimere, trattenere: pensiero, forza, dolore incoercibile; un bisogno, un desiderio incoercibile di libertà    • 2 •   (fis.) non condensabile, detto di gas che non possono essere liquefatti solo per compressione § incoercibilmente avv. 
incoercibilità   s.f.  l'essere incoercibile.
incoerente   agg.    • 1 •   che non ha coesione, che manca di compattezza: terreno, materiale incoerente    • 2 •   (fis.) si dice di due fenomeni periodici, quando la loro differenza di fase non è costante nel tempo: sorgenti luminose incoerenti    • 3 •   (fig.) che non ha coerenza, sconclusionato, contraddittorio: discorso, persona incoerente  § incoerentemente avv. 
incoerenza   s.f.    • 1 •   mancanza di coesione: incoerenza del terreno, di un materiale    • 2 •   (fig.) mancanza di coerenza: incoerenza nel parlare, nell'agire    • 3 •   atto, detto incoerente; contraddizione, incongruenza: discorso pieno di incoerenze    • 4 •   (fis.) caratteristica delle oscillazioni o dei fenomeni periodici che avvengono con differenza di fase incostante.
incogliere   ant. e poet. incorre [in-còr-re], v. tr.  [coniugato come cogliere] (lett.) cogliere sul fatto, di sorpresa: le guardie segretamente partiro, per incoglier costei  (boccaccio dec.  ix, 2) | v. intr.  [aus. essere] (non com.) accadere, capitare, sopraggiungere: mal gliene incolse. 
incognita   s.f.    • 1 •   (mat.) variabile che compare in un'equazione e che viene determinata risolvendo l'equazione stessa: equazione a una, a più incognite    • 2 •   (estens.) fatto o situazione il cui sviluppo non è chiaramente prevedibile: gli esami sono sempre un'incognita  | persona di cui non si riescono a intuire i pensieri, a prevedere le reazioni: quell'uomo per me è un'incognita. 
incognito   agg.    • 1 •   (non com.) non conosciuto; ignoto, sconosciuto: ed egli per l'incognite contrade / fe' lor la scorta e agevolò le strade  (ariosto o. f.  xxvii, 14)    • 2 •   (ant.) che non conosce, che è ignaro di qualcosa  s.m.    • 1 •   stato di chi nasconde la propria identità: conservare l'incognito | viaggiare in incognito, in forma privata, senza farsi riconoscere    • 2 •   (lett.) ciò che non si conosce; ignoto: aver paura dell'incognito  § incognitamente avv.    • 1 •   (non com.) segretamente, senza esser conosciuto    • 2 •   (ant.) senza conoscere.
incoiare   o incuoiare, v. tr.  [io incuòio ecc.] (non com.) rivestire, foderare di cuoio | v. intr.  [aus. essere], incoiarsi v. rifl.  diventare duro, rigido come il cuoio.
incola   s.m.  [pl. m. -i, pl. f. -e]    • 1 •   nel diritto romano, chi aveva domicilio presso una comunità diversa da quella di origine    • 2 •   (ant.) abitante.
incolato   s.m.  nel diritto romano, condizione giuridica dell'incola.
incollaggio   s.m.  (tecn.) l'operazione, il procedimento, la tecnica dell'incollare.
incollamento   s.m.  (non com.) l'incollare, l'incollarsi, l'essere incollato.
incollare   (1) v. tr.  [io incòllo ecc.]    • 1 •   attaccare con la colla o con un collante: incollare un manifesto sul, al muro    • 2 •   spalmare, impregnare qualcosa di colla o di collante: incollare la carta, il feltro    • 3 •   (inform.) inserire nel programma che si sta usando un elemento (testo, immagine ecc.) che è stato in precedenza tagliato o duplicato da un altro programma e depositato in un'area di memoria temporanea | incollarsi v. rifl.  attaccarsi, aderire strettamente, appiccicarsi (anche fig.): l'abito bagnato mi si era incollato al corpo; il bambino si incollò alla madre. 
incollare   (2) v. tr.  [io incòllo ecc.] (region.) mettersi sul collo, sulle spalle; accollarsi (anche fig.).
incollato   part. pass.  di incollare    • 1 •   agg.  attaccato, appiccicato con colla o con un collante (anche fig.): stare incollato al televisore. 
incollatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto a lavori di incollaggio.
incollatrice   s.f.  macchina per incollare; in partic., macchina con cui si incollano strati di legno.
incollatura   (1) s.f.    • 1 •   l'incollare, l'essere incollato    • 2 •   il punto, la parte dove due oggetti sono incollati.
incollatura   (2) s.f.    • 1 •   forma dell'attaccatura del collo con le spalle (spec. di animali)    • 2 •   lunghezza della testa e del collo di un cavallo, presa come misura per indicare il distacco tra due cavalli in una corsa: vincere di mezza incollatura. 
incollerire   v. intr.  [io incollerisco, tu incollerisci ecc. ; aus. essere], incollerirsi v. rifl.  andare in collera; adirarsi, arrabbiarsi.
incollocato   agg.  e s.m.  [f. -a] (burocr.) si dice di chi non ha ancora trovato un'occupazione.
incolmabile   agg.  che non si può colmare (spec. fig.): la sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile | distacco incolmabile, (sport) irrecuperabile § incolmabilmente avv. 
incolmabilità   s.f.  (non com.) l'essere incolmabile | distanza incolmabile: l'idea... della lontananza, dell'incolmabilità, dell'attesa  (calvino).
incolonnamento   s.m.  l'incolonnare, l'incolonnarsi, l'essere incolonnato.
incolonnare   v. tr.  [io incolónno ecc.] mettere in colonna: incolonnare le cifre  | disporre, ordinare in colonna: incolonnare i prigionieri, i soldati; incolonnare il traffico  | incolonnarsi v. rifl.  disporsi, ordinarsi in colonna.
incolonnatore   s.m.  meccanismo delle macchine per scrivere che consente al carrello di scorrere solo fino a un punto prefissato, facilitando l'incolonnamento di parole e cifre.
incolore   meno com. incoloro, agg.    • 1 •   senza colore: l'acqua è incolore    • 2 •   (fig.) monotono, insignificante; privo di vivacità, di attrattive: una vita, una persona incolore; stile incolore. 
incolpabile   (1) agg.  che può essere incolpato: essere incolpabile di furto. 
incolpabile   (2) agg.  (lett.) che è senza colpa; incolpevole § incolpabilmente avv.  senza colpa.
incolpabilità   s.f.  (non com.) la condizione di chi può essere incolpato.
incolpamento   s.m.  (non com.) l'incolpare, l'essere incolpato.
incolpare   v. tr.  [io incólpo ecc.] addossare a qualcuno una colpa; ritenere colpevole, imputare: incolpare uno di furto, di aver rubato; incolpare la fortuna delle proprie disgrazie  | incolparsi v. rifl.  accusare sé stesso: si incolpò dell'accaduto. 
incolpazione   s.f.  (rar.) incolpamento.
incolpevole   agg.  non colpevole, privo di colpa: riconoscere, ritenere incolpevole  § incolpevolmente avv. 
incolpevolezza   s.f.  l'essere incolpevole; innocenza.
incoltezza   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere incolto: incoltezza del terreno    • 2 •   (fig.) ignoranza, rozzezza.
incolto   lett. inculto, agg.    • 1 •   non coltivato: un terreno incolto    • 2 •   (fig.) trascurato, non curato: barba incolta    • 3 •   (fig.) privo di cultura; ignorante, rozzo: un uomo incolto  § incoltamente avv. 
incolume   agg.  si dice di chi esce sano e salvo da un grave pericolo: rimanere incolume  | intatto, integro, indenne (anche fig.): la casa è uscita incolume dal bombardamento; conservare incolume il proprio prestigio. 
incolumità   s.f.  l'essere incolume: garantire l'incolumità di qualcuno. 
incombente   part. pres.  di incombere   agg.  che sovrasta; imminente: pericolo incombente. 
incombenza   s.f.  incarico, spec. d'una certa importanza: dare, ricevere un'incombenza. 
incombere   v. intr.  [io incómbo ecc. ; dif. del part. pass. e dei tempi composti]    • 1 •   essere imminente, detto per lo più di cosa grave e minacciosa: un grave pericolo incombe su tutti noi    • 2 •   spettare per dovere: mi incombe di dirti che. 
incombustibile   agg.  che non brucia, che non è soggetto a combustione: materiale incombustibile; l'amianto è incombustibile. 
incombustibilità   s.f.  l'essere incombustibile.
incombusto   agg.  (scient. , lett.) non bruciato: residui incombusti. 
incominciamento   s.m.  (lett.) l'incominciare; principio, inizio.
incominciare   v. tr.  [io incomìncio ecc.] dar principio; iniziare, cominciare: incominciare un lavoro, le vacanze  | v. intr.  [aus. essere] avere inizio: è incominciato l'inverno  | incominciarsi v. rifl.  (ant.) avere inizio: i miei guai / nel comune dolor s'incominciaro  (petrarca canz.  iii, 7-8).
incommensurabile   agg.    • 1 •   che non può essere commisurato; per estens., che non può essere misurato, che sfugge a una valutazione esatta: gli incommensurabili spazi celesti  | (fig.) immenso, smisurato: l'incommensurabile valore della libertà    • 2 •   (mat.) si dice di due grandezze omogenee che non ammettono un sottomultiplo comune e il cui rapporto è dato da un numero irrazionale § incommensurabilmente avv. 
incommensurabilità   s.f.  l'essere incommensurabile.
incommerciabile   agg.  si dice di bene che non può essere commerciato.
incommerciabilità   s.f.  l'essere incommerciabile.
incommestibile   agg.  che non è commestibile, che non si può mangiare.
incommutabile   agg.    • 1 •   non commutabile, che non può essere scambiato con altro: pena incommutabile    • 2 •   (lett.) immutabile, costante § incommutabilmente avv. 
incommutabilità   s.f.  l'essere incommutabile.
incomodare   v. tr.  [io incòmodo ecc.] dare incomodo, recare disturbo; importunare, infastidire: mi spiace d'incomodarvi; incomodo?, affacciandosi o entrando in un luogo | incomodarsi v. rifl.  prendersi disturbo (usato spec. in formule di cortesia): non v'incomodate per me; non dovevi incomodarti, si dice a chi ci ha fatto un regalo, una cortesia.
incomodato   part. pass.  di incomodare   agg.    • 1 •   disturbato, infastidito    • 2 •   (non com.) affetto da un lieve disturbo; indisposto: in quanto alla figlia, mi disse ch'era incomodata  (manzoni p. s.  ix).
incomodità   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere incomodo; mancanza di comodità    • 2 •   fastidio, danno.
incomodo   agg.  non comodo; che procura fastidio, disagio: posizione incomoda; fare una visita a un'ora incomoda, inopportuna | il terzo incomodo, si dice di persona che si aggiunge ad altre due che vorrebbero star sole  s.m.    • 1 •   ciò che reca fastidio o disagio: scusi l'incomodo; dare incomodo; essere d'incomodo a uno; le tolgo, le levo l'incomodo, si dice per accomiatarsi    • 2 •   (non com.) acciacco, piccolo disturbo fisico; malattia non grave, ma fastidiosa § incomodamente avv. 
incomparabile   agg.  che non ha paragone; impareggiabile, ineguagliabile: una bellezza incomparabile  ' non omogeneo e quindi non confrontabile: dati statistici incomparabili  § incomparabilmente avv. 
incomparabilità   s.f.  l'essere incomparabile.
incompatibile   agg.    • 1 •   (non com.) che non si può compatire; inammissibile, ingiustificabile: errore incompatibile    • 2 •   che non si può conciliare, che non può coesistere con altra cosa: un comportamento incompatibile con qualsiasi principio morale | caratteri incompatibili, troppo diversi per poter andare d'accordo | cariche, uffici incompatibili, che non possono essere ricoperti contemporaneamente dalla stessa persona    • 3 •   (mat.) si dice di un sistema di equazioni impossibile; si dice di un insieme di postulati o relazioni contraddittorie    • 4 •   (tecn.) si dice di apparecchiature, spec. elettroniche, che non possono essere collegate l'una all'altra | (inform.) si dice di sistemi di elaborazione o programmi che presentano incompatibilità § incompatibilmente avv. 
incompatibilità   s.f.    • 1 •   l'essere incompatibile, detto di cose che non possono conciliarsi tra di loro o non possono coesistere: incompatibilità di idee; incompatibilità di due cariche pubbliche | incompatibilità di carattere, accentuata diversità di carattere, spec. tra marito e moglie, che determina opinioni e comportamenti contrastanti e perciò l'impossibilità della convivenza    • 2 •   (med.) discordanza del sistema immunitario di due individui per cui, a causa della reazione antigene-anticorpo, non si possono effettuare trasfusioni o trapianti senza provocare conseguenze dannose | incompatibilità materno-fetale, discordanza del sistema immunitario per cui si ha produzione di anticorpi anti rh da parte di una gestante rh negativa che abbia concepito un feto rh positivo; provoca la malattia emolitica del neonato | incompatibilità farmacologica, antagonismo farmacologico che rende inefficace o dannosa la somministrazione contemporanea di determinati farmaci    • 3 •   (bot.) incapacità del polline a formare il tubetto pollinico sugli stimmi dei fiori da cui proviene | incapacità di una marza a saldarsi sulla pianta sulla quale è stata innestata    • 4 •   (inform.) differenza tra tipi di sistemi di elaborazione che rende impossibile utilizzare sull'uno programmi elaborati per l'altro; anche, impossibilità di un programma di decodificare dati elaborati da un altro.
incompatto   agg.  non compatto (anche fig.).
incompenetrabile   agg.  (non com.) che non può compenetrarsi § incompenetrabilmente avv. 
incompenetrabilità   s.f.  (non com.) l'essere incompenetrabile: l'incompenetrabilità dei corpi. 
incompensabile   agg.  (non com.) che non si può compensare in modo adeguato.
incompetente   agg.    • 1 •   non competente: essere, dichiararsi incompetente in materia  | che non conosce bene il proprio mestiere; inabile, incapace: un tecnico incompetente    • 2 •   (dir.) non investito del potere di compiere certi atti: giudice, tribunale incompetente   s.m.  e f.  chi manca di competenza e di preparazione in un determinato settore § incompetentemente avv. 
incompetenza   s.f.    • 1 •   l'essere incompetente    • 2 •   (dir.) mancanza di competenza.
incompianto   agg.  (lett.) non compianto: cadde venezia inonorata e incompianta  (nievo).
incompiutezza   s.f.  l'essere incompiuto; mancanza di compiutezza.
incompiuto   agg.  non compiuto, non terminato: il lavoro restò incompiuto; opera, sinfonia incompiuta  § incompiutamente avv. 
incompletezza   s.f.  l'essere incompleto: incompletezza di dati. 
incompleto   agg.  non completo; privo di qualche parte: una serie incompleta; un lavoro incompleto | metamorfosi incompleta, (zool.) tipica degli insetti che mancano dello stadio di pupa § incompletamente avv. 
incomportabile   agg.  (lett.) insopportabile, insostenibile, intollerabile § incomportabilmente avv. 
incompostezza   s.f.  (non com.) l'essere incomposto; mancanza di compostezza.
incomposto   agg.  (non com.)    • 1 •   disordinato: capelli incomposti    • 2 •   (fig.) privo di compostezza, di decoro; sguaiato, indecente: atteggiamento incomposto  § incompostamente avv. 
incomprensibile   agg.  che non si riesce a intendere, a capire, a spiegare: un discorso incomprensibile; il suo atteggiamento è incomprensibile  § incomprensibilmente avv. 
incomprensibilità   s.f.  l'essere incomprensibile: l'incomprensibilità di una teoria, di un comportamento. 
incomprensione   s.f.  mancanza di comprensione: incomprensione fra coniugi. 
incompreso   agg.  non compreso, non capito: sentirsi incompreso  | un genio incompreso, (iron.) si dice di chi crede di essere un talento, ma non si sente considerato tale dagli altri § incompresamente avv. 
incompressibile   agg.  (fis.) che presenta incompressibilità: corpo incompressibile. 
incompressibilità   s.f.  (fis.) proprietà delle sostanze solide o liquide di non subire diminuzione di volume quando aumenta la pressione esterna applicata.
incomprimibile   agg.    • 1 •   che non si può contenere, frenare: un odio incomprimibile    • 2 •   (non com.) incompressibile § incomprimibilmente avv.  in modo irrefrenabile.
incomprimibilità   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere incomprimibile    • 2 •   incompressibilità.
incomputabile   agg.  che non si può computare; che è tanto esiguo da non meritare di essere calcolato: differenze incomputabili. 
incomunicabile   agg.  che non si può comunicare, trasmettere: dolore, entusiasmo incomunicabile  § incomunicabilmente avv. 
incomunicabilità   s.f.    • 1 •   l'essere incomunicabile: l'incomunicabilità di una sensazione, di un'esperienza    • 2 •   impossibilità di trasmettere o condividere idee, affetti, sentimenti profondi con altre persone.
inconcepibile   agg.  che non si può concepire, pensare, immaginare: un comportamento inconcepibile; è inconcepibile che si possa arrivare a tanto  § inconcepibilmente avv. 
inconcepibilità   s.f.  l'essere inconcepibile.
inconcesso   agg.  (lett.) non concesso, vietato: un amore inconcesso. 
inconciliabile   agg.  che non si può conciliare, che non può coesistere: due elementi inconciliabili  § inconciliabilmente avv. 
inconciliabilità   s.f.  l'essere inconciliabile.
inconcludente   agg.  che non conclude, che non raggiunge il suo fine: ragionamento, tentativo inconcludente | persona inconcludente, che non viene a capo di nulla, che lascia ogni impresa a metà  s.m.  e f.  persona inconcludente § inconcludentemente avv. 
inconcludenza   s.f.  l'essere inconcludente.
inconcluso   agg.  (non com.) non concluso, incompiuto, imperfetto.
inconcusso   agg.  (lett.) fermo, irremovibile, incrollabile (spec. fig.): fede inconcussa; verità inconcusse. 
incondito   agg.  (lett.) disadorno, privo di eleganza: lo stile di questa cronaca... è incondito e rude  (carducci).
incondizionato   agg.  che non è sottoposto ad alcuna condizione, limitazione o riserva: fiducia, resa incondizionata  § incondizionatamente avv. 
inconfessabile   agg.  che non si può confessare senza provare vergogna: un'azione inconfessabile; motivi inconfessabili  § inconfessabilmente avv. 
inconfessato   agg.  non confessato, spesso neppure a sé stessi: errori, istinti inconfessati. 
inconfesso   agg.  (non com.) che non ha confessato (una colpa, un delitto ecc): reo inconfesso. 
inconfondibile   agg.  che non si può confondere; che si riconosce per le sue particolari caratteristiche: una voce, un accento, una grafia inconfondibile  § inconfondibilmente avv. 
inconfortabile   agg.  (non com.) che non si può confortare, che non può trovare conforto: un dolore inconfortabile. 
inconfortevole   agg.  (non com.) scomodo, privo di comodità.
inconfutabile   agg.  che non si può confutare; inoppugnabile, indiscutibile: argomento, prova inconfutabile  § inconfutabilmente avv. 
inconfutabilità   s.f.  l'essere inconfutabile.
inconfutato   agg.  (non com.) non confutato; indiscusso.
incongelabile   agg.  che non si può congelare; che non si congela: sostanza incongelabile. 
incongruente   agg.  che è privo di congruenza, di logica; incoerente, contraddittorio: comportamento incongruente; giudizi, affermazioni incongruenti  § incongruentemente avv. 
incongruenza   s.f.    • 1 •   l'essere incongruente: l'incongruenza di un discorso    • 2 •   idea, affermazione incongruente; contraddizione: un resoconto pieno di incongruenze. 
incongruità   s.f.  (non com.) l'essere incongruo.
incongruo   agg.    • 1 •   che non è congruo, che non è proporzionato: un prezzo incongruo    • 2 •   (non com.) incoerente, incongruente: discorso incongruo  § incongruamente avv. 
inconocchiare   v. tr.  [io inconòcchio, tu inconòcchi ecc.] disporre il fiocco di lana, lino o altra fibra sulla rocca per filarlo: inconocchiare la rocca. 
inconoscibile   agg.  e s.m.  che non può essere conosciuto; che è al di là delle possibilità della conoscenza umana: dio è inconoscibile  § inconoscibilmente avv.  (rar.).
inconoscibilità   s.f.  impossibilità di essere conosciuto.
inconosciuto   agg.  (lett.) non conosciuto; ignoto.
inconsapevole   agg.  che non è informato o non ha piena coscienza di qualcosa: essere inconsapevole di un rischio  | di azione non volontaria § inconsapevolmente avv. 
inconsapevolezza   s.f.  l'essere inconsapevole.
inconscio   agg.  [pl. f. -sce]    • 1 •   (non com.) non conscio, inconsapevole: inconscio delle proprie azioni    • 2 •   non avvertito dalla coscienza, involontario: comportamento, desiderio inconscio  s. m.  (psicoan.) la sfera più profonda della psiche, di cui l'individuo non ha coscienza, ma che con la sua attività condiziona i suoi affetti, le sue scelte, la sua condotta | inconscio collettivo, nella psicologia analitica di c. g. jung (1875-1961), la parte dell'inconscio che comprende le immagini psichiche fondamentali (archetipi), preesistenti all'individuo in quanto patrimonio di tutte le generazioni umane passate § inconsciamente avv. 
inconseguente   agg.  che non è conseguente alle premesse, che è privo di logica: discorso, contegno inconseguente; un uomo inconseguente  § inconseguentemente avv. 
inconseguenza   s.f.    • 1 •   l'essere inconseguente, l'essere privo di connessione logica con le premesse: l'inconseguenza di un ragionamento    • 2 •   ciò che è inconseguente: un discorso pieno di inconseguenze. 
inconsiderabile   agg.  (non com.) che non merita di essere preso in considerazione, che ha poca importanza; minimo, trascurabile: differenza inconsiderabile. 
inconsideratezza   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere inconsiderato; sconsideratezza    • 2 •   atto inconsiderato.
inconsiderato   agg.    • 1 •   (non com.) che non considera, che agisce in modo avventato: un ragazzo inconsiderato    • 2 •   che è detto o fatto senza riflessione, in modo sconsiderato: risposta inconsiderata  § inconsideratamente avv. 
inconsiderazione   s.f.  (non com.) sconsideratezza.
inconsistente   agg.  che manca di consistenza: materiale inconsistente  | (fig.) privo di solidità e fondamento: discorsi, accuse inconsistenti  | fragile, vago: una personalità inconsistente  § inconsistentemente avv. 
inconsistenza   s.f.  l'essere inconsistente; mancanza di consistenza (anche fig.).
inconsolabile   agg.  che non si può consolare; che non trova conforto: un dolore inconsolabile  § inconsolabilmente avv. 
inconsolato   agg.  (non com.) sconsolato, disperato.
inconsueto   agg.    • 1 •   che non è d'uso normale, che non rientra nelle consuetudini: un fenomeno inconsueto; un'ora inconsueta    • 2 •   (lett.) non conosciuto, non sperimentato, a cui non si è assuefatti § inconsuetamente avv. 
inconsulto   agg.  sconsiderato, avventato, imprudente: gesto, atto inconsulto  § inconsultamente avv. 
inconsumabile   ant. inconsummabile, agg.    • 1 •   che non si può consumare | beni inconsumabili, (dir.) quelli che non si distruggono con l'uso, ma semplicemente si deteriorano    • 2 •   (ant.) che non può essere condotto a termine.
inconsumato   agg.  (non com.)    • 1 •   che non è stato consumato    • 2 •   che non è stato compiuto, condotto a termine.
inconsummabile    ⇨ inconsumabile.
inconsunto   agg.  (lett.) non consumato; che non si consuma, che non si distrugge: l'inconsunta fiaccola / nella tua destra accese  (manzoni la pentecoste) § inconsuntamente avv. 
inconsutile   agg.  (lett.) fatto di un solo pezzo di stoffa, senza cuciture | tunica inconsutile, la veste di cristo, simbolo dell'unità dei cristiani.
incontaminabile   agg.  (lett.) che non si può o non si deve contaminare.
incontaminatezza   s.f.  (non com.) l'essere incontaminato; purezza.
incontaminato   agg.  non contaminato; intatto, puro: virtù incontaminata  § incontaminatamente avv. 
incontanente   o incontinente, non com. incontenente, avv.  (ant.) subito, senza por tempo in mezzo: incontanente intesi e certo fui / che questa era la setta d'i cattivi  (dante inf.  iii, 61-62).
incontenibile   agg.  che non può essere contenuto, trattenuto, represso: una gioia incontenibile  § incontenibilmente avv. 
incontentabile   agg.    • 1 •   che non si contenta mai, che è sempre scontento di tutto: un bambino incontentabile  | molto esigente: un cliente incontentabile  | che non è mai soddisfatto della sua opera e tende costantemente verso gradi di perfezione sempre maggiori: un artista incontentabile    • 2 •   (non com.) che è impossibile appagare, soddisfare: un' incontentabile sete di sapere   s.m.  e f.  persona incontentabile § incontentabilmente avv. 
incontentabilità   s.f.  l'essere incontentabile.
incontestabile   agg.  che non può essere contestato: prove incontestabili  § incontestabilmente avv. 
incontestabilità   s.f.  l'essere incontestabile.
incontestato   agg.  che non è oggetto di contestazione: una verità incontestata  § incontestatamente avv. 
incontinente   (1) agg.    • 1 •   che non sa contenersi, frenare i propri istinti    • 2 •   (med.) che presenta incontinenza: sfintere incontinente   s.m.  e f.    • 1 •   chi pecca d'incontinenza: gli incontinenti dell'«inferno» dantesco    • 2 •   (med.) chi è incapace di controllare l'emissione di urina o di feci § incontinentemente avv.  senza freno, senza misura.
incontinente   (2)  ⇨ incontanente.
incontinenza   s.f.    • 1 •   l'essere incontinente; intemperanza    • 2 •   (med.) riduzione o abolizione delle capacità contrattili di uno sfintere, con perdita di urina o feci.
inconto   agg.  (ant. , lett.) disadorno.
incontra    ⇨ incontro 2.
incontrare   v. tr.  [io incóntro ecc.]    • 1 •   trovare sulla propria strada, davanti a sé (anche fig.): incontrare un amico; incontrare uno sguardo; incontrare difficoltà; incontrare una buona stagione; incontrare delle spese, doverle sostenere | incontrare (il favore di qualcuno), riscuotere consensi, avere successo: questo genere di spettacoli non incontra in italia    • 2 •   trovarsi deliberatamente con qualcuno: lo incontrerò domani    • 3 •   (sport) gareggiare con un avversario: domenica l'inter incontrerà il milan    • 4 •   (mat.) avere uno o più punti in comune con altri enti geometrici | v. intr.  [aus. essere] (non com.) capitare, accadere | incontrarsi v. rifl.    • 1 •   trovarsi, vedersi con qualcuno: domani mi incontro con il mio avvocato    • 2 •   imbattersi in qualcuno; avere in sorte: s'è incontrato in un capufficio molto severo  | v. rifl.    • 1 •   trovarsi l'uno di fronte all'altro, improvvisamente o in seguito a un accordo: ci incontrammo proprio sulla porta di casa; i due ministri degli esteri s'incontreranno la prossima settimana  | (estens.) conoscersi: s'incontrarono al mare    • 2 •   scontrarsi, affrontarsi: i due pugili s'incontreranno per il titolo europeo    • 3 •   (fig.) detto di persone, trovarsi d'accordo su una questione o avere gli stessi gusti; detto di idee e di opinioni, coincidere: c'incontriamo quasi sempre nelle nostre scelte; i nostri gusti s'incontrano    • 4 •   confluire, unirsi: due strade che si incontrano. 
incontrario   avv.  solo nella loc. all'incontrario, (fam.) al contrario.
incontrastabile   agg.  che non si può contrastare: una forza incontrastabile  | inoppugnabile, indiscutibile: diritto, verità incontrastabile  § incontrastabilmente avv. 
incontrastato   agg.  non contrastato; che non ha opposizioni: un dominio incontrastato; una vittoria incontrastata  § incontrastatamente avv. 
incontrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport)    • 1 •   pugile particolarmente abile nel colpire d'incontro, cioè mentre l'avversario attacca    • 2 •   nel calcio, giocatore molto abile nell'ostacolare o nel bloccare l'azione dell'avversario in possesso di palla.
incontro   (1) s.m.    • 1 •   l'incontrare, l'incontrarsi: un incontro casuale, gradito  ' al primo incontro, nell'incontrarsi, dal primo momento | fare un brutto incontro, imbattersi in malviventi o in persone poco raccomandabili | colpo d'incontro, nel pugilato, colpo sferrato nel momento in cui l'avversario attacca | mediano d'incontro, nel calcio, incontrista | punto d'incontro, (mat.) punto comune a due enti geometrici; per estens., punto in cui due cose si incontrano (anche fig.): il punto d'incontro di due segmenti, di due strade; cercare un punto d'incontro, cercare un accordo    • 2 •   appuntamento; riunione, convegno: fissare un incontro; incontro di capi di stato    • 3 •   gara, competizione tra due atleti o due squadre: un incontro di calcio, di tennis; disputare un incontro    • 4 •   (non com.) scontro, spec. tra forze armate    • 5 •   (non com.) buona accoglienza; favore, successo: avere, trovare incontro    • 6 •   (non com.) circostanza, occasione, caso.
incontro   (2) ant. o poet. incontra, ant. in contro, avv.    • 1 •   indica movimento frontale in direzione di qualcuno o qualcosa: mi venne incontro; gli andò, gli si fece incontro    • 2 •   (non com.) dirimpetto, di fronte: abitano qui incontro    • 3 •   (non com.) invece, al contrario | all'incontro, (fam.) al contrario; (ant.) in cambio    • 4 •   (ant.) contro | in unione con a  forma la loc. prep. incontro a    • 1 •   verso, in direzione di (anche fig.): correre incontro a qualcuno; andare incontro all'inverno; andare incontro a guai, a spese | andare, venire incontro a qualcuno, (fig.) aiutarlo materialmente o moralmente | andare incontro alle richieste, ai desideri di qualcuno, (fig.) cercare di soddisfarli    • 2 •   (ant.) contro: essere, stare incontro a qualcuno, essergli contrario, avverso    • 3 •   (ant.) dirimpetto.
incontrollabile   agg.    • 1 •   che non si può controllare, dominare: ira incontrollabile    • 2 •   di cui non si può accertare la fondatezza: voci incontrollabili  § incontrollabilmente avv. 
incontrollato   agg.    • 1 •   non controllato, non contenuto; provocato da un impulso emotivo: panico incontrollato; un gesto incontrollato    • 2 •   di cui non è stata accertata la fondatezza: notizie incontrollate  § incontrollatamente avv. 
incontroverso   agg.  (non com.) che non si discute, che non è messo in dubbio o negato: principio incontroverso. 
incontrovertibile   agg.  che non può essere messo in dubbio o negato: prova, diritto incontrovertibile  § incontrovertibilmente avv. 
incontrovertibilità   s.f.  l'essere incontrovertibile.
inconveniente   agg.  (non com.) non conveniente, sconveniente  s.m.    • 1 •   circostanza spiacevole o avversa; contrattempo: lieve, serio inconveniente; sono inconvenienti che capitano    • 2 •   lato negativo, svantaggio: una soluzione che presenta inconvenienti  § inconvenientemente avv. 
inconvenienza   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere inconveniente; sconvenienza    • 2 •   ciò che è inconveniente.
inconvertibile   agg.  non convertibile: moneta inconvertibile, quella che non può essere convertita in oro o in valuta estera.
inconvertibilità   s.f.  l'essere inconvertibile.
inconvincibile   agg.  (non com.) che non si può convincere.
incoordinazione   s.f.    • 1 •   mancanza di coordinazione; scoordinazione    • 2 •   (med.) atassia.
incoraggiamento   s.m.  l'incoraggiare: rivolgere parole d'incoraggiamento  ' premio d'incoraggiamento, in una competizione, quello assegnato a chi, pur non risultando vincitore, ha dimostrato di essere meritevole di un riconoscimento.
incoraggiante   part. pres.  di incoraggiare   agg.  che infonde coraggio, fiducia: un inizio incoraggiante; risultati incoraggianti. 
incoraggiare   v. tr.  [io incoràggio ecc.]    • 1 •   dare, infondere coraggio; incitare: incoraggiare una persona sfiduciata; incoraggiare allo studio, a proseguire un lavoro    • 2 •   favorire, assecondare; essere d'incentivo: incoraggiare un'iniziativa; incoraggiare il vizio, la violenza  | incoraggiarsi v. rifl.  prendere coraggio, acquistare fiducia: s'incoraggiò a fare una mossa più decisa. 
incoraggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi incoraggia.
incorare    ⇨ incuorare.
incordare   v. tr.  [io incòrdo ecc.] mettere le corde a uno strumento musicale o a un attrezzo: incordare una chitarra, una racchetta  | incordarsi v. rifl.  irrigidirsi (detto dei muscoli, spec. di quelli del collo).
incordatura   s.f.    • 1 •   l'incordare, l'essere incordato | l'insieme delle corde di uno strumento o di un attrezzo    • 2 •   irrigidimento dei muscoli.
incordonare   v. tr.  [io incordóno ecc.] (mar.) impiombare.
incornare   v. tr.  [io incòrno ecc.]    • 1 •   colpire, ferire con le corna: il toro ha incornato il torero  | (fig.) nel gergo calcistico, colpire di testa: incornare il pallone; incornare in rete    • 2 •   (non com.) afferrare per le corna un animale per abbatterlo o immobilizzarlo    • 3 •   (fig. pop.) mettere le corna, tradire (la moglie, il marito) | incornarsi v. rifl.  (fam.) ostinarsi, impuntarsi.
incornata   s.f.  colpo inferto con le corna da un animale | (fig.) nel gergo calcistico, colpo di testa.
incornatura   s.f.    • 1 •   (fam.) l'ostinarsi caparbiamente in qualcosa; impuntatura    • 2 •   (non com.) cornatura.
incorniciare   v. tr.  [io incornìcio ecc.]    • 1 •   mettere in cornice: incorniciare un ritratto    • 2 •   (tip.) contornare con una cornice    • 3 •   (fig.) circondare come una cornice: una folta barba gli incorniciava il viso. 
incorniciatura   s.f.    • 1 •   l'incorniciare, l'essere incorniciato    • 2 •   cornice.
incoronamento   s.m.  (non com.) l'incoronare, l'essere incoronato; incoronazione.
incoronare   v. tr.  [io incoróno ecc.]    • 1 •   cingere il capo di qualcuno con una corona o una ghirlanda: incoronare di fiori, d'alloro    • 2 •   insignire qualcuno di una dignità mediante il conferimento di una corona: carlo magno fu incoronato (imperatore) ad aquisgrana; il petrarca fu incoronato poeta in campidoglio    • 3 •   (fig.) cingere, circondare a guisa di corona: una cerchia di colli incorona la valle    • 4 •   (fig. scherz.) tradire: incoronare la moglie, il marito. 
incoronazione   s.f.  l'incoronare, l'essere incoronato; cerimonia solenne durante la quale qualcuno è insignito di una dignità mediante il conferimento di una corona: l'incoronazione di un sovrano, di un pontefice; l'incoronazione di un poeta, con la simbolica corona d'alloro.
incorporabile   agg.  che si può incorporare.
incorporale   agg.  (non com.) immateriale, incorporeo, astratto: la terza scienza, cioè matematica,... tratta le nature de le cose incorporali  (latini).
incorporamento   s.m.  incorporazione.
incorporante   part. pres.  di incorporare   agg.    • 1 •   che incorpora    • 2 •   (ling.) si dice delle lingue che saldano gli elementi della frase in una espressione unica.
incorporare   v. tr.  [io incòrporo ecc.]    • 1 •   mescolare più materiali in modo che si fondano in un corpo solo, amalgamare; far penetrare una sostanza in un'altra: incorporare la farina con l'acqua  (o nell'acqua)    • 2 •   (fig.) inserire in un organismo più vasto: incorporare vecchie leggi nel nuovo codice; incorporare le reclute in un reggimento    • 3 •   ricevere, assorbire in sé: il legno non ha ancora incorporato bene la vernice  | (fig.) annettere a sé, comprendere in sé: lo stato ha incorporato nuove province; un'azienda che incorpora un'altra  | incorporarsi v. rifl.  mescolarsi in modo da formare un tutto omogeneo; amalgamarsi (anche fig.).
incorporazione   s.f.  l'incorporare, l'incorporarsi, l'essere incorporato (anche fig.): incorporazione di un territorio, di un'azienda. 
incorporeità   s.f.  l'essere incorporeo: l'incorporeità dell'anima. 
incorporeo   agg.  privo di corpo, immateriale: l'anima è incorporea  § incorporeamente avv. 
incorporo   s.m.  (burocr.) incameramento, confisca.
incorre    ⇨ incogliere.
incorreggibile   agg.  che non si può correggere: un carattere incorreggibile; un difetto incorreggibile; sei proprio incorreggibile!  | impenitente, incallito: un bevitore, un ritardatario incorreggibile  § incorreggibilmente avv. 
incorreggibilità   s.f.  l'essere incorreggibile.
incorrere   v. intr.  [coniugato come correre; aus. essere]    • 1 •   incappare in qualcosa di spiacevole: incorrere in un errore, in una multa    • 2 •   (ant.) procedere rapidamente verso un fine; trascorrere | v. tr.  (ant.) commettere: incorrere un errore  | subire: incorrere una pena. 
incorrettezza   s.f.  (non com.) scorrettezza.
incorretto   agg.  non corretto, scorretto; che non ha ricevuto le necessarie correzioni: bozze incorrette. 
incorrezione   s.f.  (non com.) l'essere incorretto.
incorrotto   agg.    • 1 •   non corrotto, intatto; che non ha subito putrefazione, alterazioni: corpo incorrotto    • 2 •   (fig.) puro, incontaminato: una fede incorrotta    • 3 •   (fig.) che non si è mai lasciato corrompere; retto, onesto: un magistrato incorrotto  § incorrottamente avv.  (rar.).
incorruttibile   agg.  non corruttibile; non soggetto a corruzione fisica: una bellezza incorruttibile  | (fig) che non si lascia corrompere: un giudice incorruttibile  § incorruttibilmente avv. 
incorruttibilità   s.f.  l'essere incorruttibile.
incorsare   v. tr.  [io incórso ecc] (ind. tessile) passare i fili di ordito nelle maglie dei licci, secondo il tipo di armatura voluta, per approntare il telaio alla tessitura.
incorsatoio   s.m.  attrezzo da falegname, funzionante come un pialletto, con cui si fanno scanalature.
incorsatore   s.m.  [f. -trice] (ind. tessile) chi è addetto all'incorsatura.
incorsatrice   s.f.  (ind. tessile) macchina che esegue automaticamente l'incorsatura, un tempo esclusivamente manuale.
incorsatura   s.f.  (ind. tessile) operazione dell'incorsare; è detta anche rimettaggio. 
incorso   part. pass.  di incorrere. 
incosciente   agg.    • 1 •   privo della consapevolezza di sé: gli animali sono esseri incoscienti  | che ha perso temporaneamente la coscienza, i sensi: lo colse uno svenimento e rimase incosciente per qualche minuto    • 2 •   non avvertito dalla coscienza; inconsapevole: uno stimolo, un atto incosciente    • 3 •   che agisce senza pensare a ciò che fa o alle conseguenze delle proprie azioni: un guidatore incosciente   s.m.  e f.  persona sventata, priva di senso di responsabilità: comportarsi da incosciente  § incoscientemente avv. 
incoscienza   s.f.    • 1 •   mancanza di coscienza, perdita momentanea dei sensi: essere in stato d'incoscienza    • 2 •   l'essere incosciente, irresponsabile: dare prova d'incoscienza  | azione da incosciente: è una vera incoscienza viaggiare in queste condizioni. 
incostante   agg.  non costante, soggetto a frequenti variazioni: tempo, stagione incostante; rendimento incostante; essere incostante nello studio  | volubile: un uomo, un carattere incostante   s.m.  e f.  persona volubile e leggera § incostantemente avv. 
incostanza   s.f.  l'essere incostante: l'incostanza del tempo, della fortuna. 
incostituzionale   agg.  (dir.) contrastante con una disposizione o un principio della costituzione di uno stato: legge incostituzionale  § incostituzionalmente avv. 
incostituzionalità   s.f.  (dir.) l'essere incostituzionale: eccezione, dichiarazione di incostituzionalità. 
incostro    ⇨ inchiostro.
incravattare   v. tr.    • 1 •   fornire di cravatta    • 2 •   (fig. gerg.) prendere per la gola; prestare denaro a forte usura.
incravattato   part. pass.  di incravattare   agg.  con la cravatta al collo | lustro e incravattato, (scherz.) si dice di chi è vestito con eleganza troppo studiata.
increanza   s.f.  (non com.) mancanza di creanza, di educazione: vorrei entrar anch'io, / ma commettere temo un'increanza / che sia contro l'usanza  (goldoni).
increato   agg.  (lett.) non creato (detto della natura divina).
incredibile   agg.  non credibile, che non si può credere: una storia incredibile; è incredibile!, pare incredibile!, esclamazioni di stupore, di meraviglia | (iperb.) grandissimo, enorme: un dolore incredibile; un numero incredibile di errori  § incredibilmente avv. 
incredibilità   s.f.  l'essere incredibile; inverosimiglianza.
increditamento   s.m.  (non com.) accreditamento.
increditare   v. tr.  [io incrédito ecc.] (non com.) accreditare.
incredulità   s.f.    • 1 •   l'essere incredulo; scetticismo: ascoltare qualcosa con incredulità; sorriso d'incredulità    • 2 •   mancanza di fede religiosa.
incredulo   agg.    • 1 •   che non crede, che non vuol credere: mostrarsi incredulo; uno sguardo, un sorriso incredulo    • 2 •   privo della fede religiosa, miscredente  s.m.  [f. -a] chi non ha fede religiosa.
incrementale   agg.  che si riferisce a un incremento | rapporto incrementale, (mat.) rapporto fra due incrementi; in partic., rapporto fra l'incremento di una funzione e il corrispondente incremento della variabile indipendente.
incrementare   v. tr.  [io increménto ecc.] dare incremento; aumentare, sviluppare: incrementare le vendite; incrementare il commercio. 
incremento   s.m.    • 1 •   accrescimento, aumento, sviluppo: incremento della popolazione, dei prezzi; dare incremento alla ricerca scientifica    • 2 •   (ling.) accrescimento di una parola mediante desinenze o suffissi    • 3 •   (mat.) differenza, generalmente intesa di segno positivo, fra due valori di una stessa variabile.
increscere   v. intr.  [coniugato come crescere; aus. essere] (lett.) rincrescere, dispiacere: non t'incresca restare a parlar meco  (dante inf.  xxvii, 23).
increscevole   agg.  (non com.) fastidioso, increscioso § increscevolmente avv. 
increscimento   s.m.  (ant.) rincrescimento; fastidio, danno.
increscioso   agg.  molesto, spiacevole, imbarazzante: un incidente increscioso; una situazione incresciosa  § incresciosamente avv. 
increspamento   s.m.  (non com.) increspatura.
increspare   v. tr.  [io incréspo ecc.] rendere crespo, ondulato: la brezza increspava la laguna | increspare una stoffa, trattarla in modo che si formino piccole crespe o arricciature | increspare la fronte, corrugarla | incresparsi v. rifl.  coprirsi di crespe; diventare crespo: il mare si sta increspando. 
increspato   part. pass.  di increspare   agg.  pieno di crespe; fatto a crespe: carta increspata; tessuto increspato. 
increspatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi è addetto alla preparazione della carta increspata    • 2 •   apparecchio che si applica alla macchina per cucire e serve a increspare la stoffa.
increspatura   s.f.    • 1 •   l'increspare, l'incresparsi, l'essere increspato    • 2 •   l'insieme delle crespe: l'increspatura di una camicetta. 
incretinimento   s.m.  l'incretinire, l'incretinirsi.
incretinire   v. tr.  [io incretinisco, tu incretinisci ecc.] rendere cretino, rimbecillire: l'ozio incretinisce la mente  | v. intr.  [aus. essere], incretinirsi v. rifl.  diventare cretino; rimbecillirsi.
increto   s.m.  (biol.) prodotto di secrezione di una ghiandola endocrina.
incriminabile   agg.  che può essere incriminato.
incriminare   v. tr.  [io incrìmino ecc.] accusare qualcuno di un reato; promuovere un processo penale contro qualcuno: fu incriminato per omicidio  | (estens.), considerare un'azione come reato: incriminare l'uso degli stupefacenti. 
incriminato   part. pass.  di incriminare   agg.    • 1 •   si dice di persona contro la quale si procede per un reato: un teste incriminato    • 2 •   che costituisce il mezzo con cui è stato commesso un reato e che perciò è oggetto di una procedura processuale: arma, lettera incriminata  | (estens.) che è oggetto di critiche, di censure (spesso scherz.): questa è la frase incriminata. 
incriminazione   s.f.  l'incriminare, l'essere incriminato.
incrinare   v. tr.    • 1 •   lesionare con una crepa, senza provocare distacco di frammenti: incrinare un bicchiere    • 2 •   (fig.) guastare, intaccare, compromettere: incrinare l'onorabilità di qualcuno; incrinare un'amicizia  | incrinarsi v. rifl.  subire un'incrinatura (anche fig.): la sua reputazione si è incrinata. 
incrinatura   s.f.    • 1 •   l'incrinare, l'incrinarsi, l'essere incrinato; fenditura, crepa: nell'osso si è riscontrata un'incrinatura    • 2 •   (fig.) turbamento in un rapporto d'amicizia, d'affari e sim.: tra loro non c'è stata mai un'incrinatura  | indebolimento dell'integrità di un valore spirituale: provocare un'incrinatura nel prestigio di qualcuno. 
incriticabile   agg.  (non com.) che non può essere criticato.
incrociamento   s.m.  (non com.) l'incrociare, l'incrociarsi, l'essere incrociato; incrocio.
incrociare   v. tr.  [io incrócio ecc.]    • 1 •   mettere qualcosa di traverso a un'altra: incrociare le gambe, i remi | incrociare le braccia, (fig.) astenersi dal lavoro, scioperare | incrociare le dita, accavallarle, per propiziare la buona fortuna | incrociare le armi, (fig.) combattere | incrociare la spada con qualcuno, battersi in duello | incrociare il fuoco, disporre le armi in modo che le linee di tiro si intersechino | incrociare un pennone, (mar.) disporlo a croce rispetto all'albero    • 2 •   attraversare, intersecare: la strada incrocia un ampio viale    • 3 •   incontrare qualcosa o qualcuno diretto in senso opposto: incrociare la folla dei dimostranti, un veicolo    • 4 •   (biol.) effettuare un incrocio fra due razze animali o due specie vegetali | v. intr.  [aus. avere] (mar. , aer.) percorrere più volte e in varie direzioni una stessa zona: la flotta incrociò al largo della costa  | incrociarsi v. rifl.    • 1 •   intersecarsi: due strade che s'incrociano    • 2 •   incontrarsi andando in direzioni opposte (anche fig.): ci siamo incrociati in via verdi; tra le due comitive s'incrociavano battute spiritose    • 3 •   (biol.) detto di animali o piante, unirsi dando vita a un incrocio.
incrociato   part. pass.  di incrociare   agg.  nei sign. del verbo | fuoco incrociato, (mil.) quando le linee di tiro di varie armi si intersecano | parole incrociate, cruciverba | assegno incrociato, barrato.
incrociatore   s.m.  (mar.) nave da guerra veloce, di medio tonnellaggio (5. 000-15. 000 tonnellate) e grande autonomia, bene armata, impiegata in missioni autonome o come scorta di corazzate o portaerei: incrociatore leggero, pesante; incrociatore lanciamissili, posamine. 
incrociatura   s.f.  l'incrociare, l'incrociarsi, l'essere incrociato | il punto in cui due cose sono incrociate.
incrocicchiare   v. tr.  [io incrocìcchio ecc.] (non com.) incrociare, spec. cose sottili: incrocicchiare fili di lana  | incrocicchiare le dita, intrecciarle.
incrocio   s.m.    • 1 •   l'incrociare, l'incrociarsi, l'essere incrociato: l'incrocio di due travi, di due binari  | il punto in cui due cose s'incrociano; in partic., punto d'intersezione di due strade, crocevia: un pericoloso incrocio (stradale)    • 2 •   (biol.) accoppiamento di razze animali o specie vegetali differenti | il prodotto di tale accoppiamento; ibrido, bastardo    • 3 •   (ling.) contaminazione di due elementi linguistici diversi, da cui ha origine una forma nuova | il nuovo elemento formatosi per effetto di tale contaminazione.
incrodare   v. tr.  [io incròdo ecc.] nel linguaggio degli alpinisti, bloccare su una parete di roccia, così da impedire sia la salita sia la discesa: il maltempo li incrodò sulla parete  | incrodarsi v. rifl.  trovarsi sulla roccia in posizione tale da non poter più né salire né scendere.
incrollabile   agg.    • 1 •   che non può crollare    • 2 •   (fig.) che nulla può smuovere o far vacillare: fiducia, fede incrollabile  § incrollabilmente avv. 
incrostamento   s.m.  l'incrostare, l'incrostarsi, l'essere incrostato.
incrostare   v. tr.  [io incròsto ecc.]    • 1 •   ricoprire di uno strato di sedimenti simile a una crosta: l'acqua ricca di sali incrosta le caldaie    • 2 •   rivestire per ornamento con materiale pregiato o prezioso: un altare incrostato di pietre dure  | incrostarsi v. rifl.  rivestirsi di un deposito in forma di crosta: le tubazioni si sono incrostate di calcare. 
incrostatura   s.f.  l'incrostare; il materiale con cui si incrosta qualcosa: incrostatura di marmo, di smalto. 
incrostazione   s.f.    • 1 •   l'incrostare, l'incrostarsi, l'essere incrostato: l'incrostazione delle tubature  ' deposito simile a una crosta che si forma sulle superfici a opera di sostanze minerali: togliere l'incrostazione da una caldaia    • 2 •   rivestimento di un oggetto con materiale pregiato a scopo ornamentale: incrostazione di madreperla  | il materiale stesso usato per tale rivestimento.
incrudelimento   s.m.  (non com.) l'incrudelire; il diventare crudele.
incrudelire   v. tr.  [io incrudelisco, tu incrudelisci ecc.] (non com.) render crudele, spietato | v. intr.    • 1 •   [aus. essere] diventare crudele: il tiranno era incrudelito con gli anni    • 2 •   [aus. avere] compiere atti di crudeltà, infierire: gli invasori hanno incrudelito sulla, contro la popolazione  | incrudelirsi v. rifl.  diventare crudele.
incrudimento   s.m.  fenomeno per il quale i metalli, in seguito a lavorazioni mediante deformazione plastica, acquistano maggior durezza, resistenza ed elasticità, perdendo nello stesso tempo in duttilità.
incrudire   v. intr.  [io incrudisco, tu incrudisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   diventare crudo (solo fig.): il tempo incrudisce, si fa rigido    • 2 •   di metalli, subire un incrudimento    • 3 •   (region.) di legumi, indurire per una cottura interrotta | v. tr.    • 1 •   (non com.) rendere crudo (solo fig.)    • 2 •   sottoporre a incrudimento: incrudire un metallo. 
incruento   agg.  senza spargimento di sangue: scontro incruento  | trattamento incruento, in medicina, trattamento che non comporta incisione di tessuti | sacrificio incruento, (relig.) si dice di ogni sacrificio consistente in offerte non animali alla divinità (pane, frutti, latte ecc.) | battaglie incruente, (scherz.) polemiche, discussioni accanite ma innocue § incruentemente avv. 
incrunare   v. tr.  (non com.) infilare nella cruna dell'ago.
incrunatura   s.f.  il forellino che resta in un tessuto nel punto in cui è passata la cruna dell'ago.
incruscare   v. tr.  [io incrusco, tu incruschi ecc.]    • 1 •   coprire di crusca    • 2 •   (lett.) uniformare ai dettami della crusca, l'accademia fondata a firenze nel 1583, che è stata considerata a lungo l'istituzione depositaria della purezza linguistica dell'italiano | incruscarsi v. rifl.  (scherz.) divenire accademico della crusca; adeguare il proprio stile a quello approvato dalla crusca.
incubare   v. tr.  [io incùbo  o, alla latina, io ìncubo ecc.]    • 1 •   (zool.) provvedere all'incubazione: il maschio del cavalluccio marino incuba le uova in una tasca addominale    • 2 •   (med.) avere, tenere in incubazione.
incubatoio   o incubatorio, s.m.  locale, stabilimento in cui sono allestiti impianti d'incubazione.
incubatrice   s.f.    • 1 •   apparecchiatura atta a rifornire di calore artificiale i neonati prematuri per proteggerli e favorirne lo sviluppo    • 2 •   apparecchiatura che serve per la cova artificiale delle uova.
incubazione   s.f.    • 1 •   processo di sviluppo degli embrioni degli animali ovipari e ovovivipari | incubazione artificiale, quella che ha luogo nell'incubatrice    • 2 •   (med.) nelle malattie infettive, periodo compreso tra l'insediarsi di un agente patogeno nell'organismo e la comparsa dei primi sintomi della malattia    • 3 •   (fig.) lenta maturazione di un avvenimento, di un proposito, di un'idea: la crisi era in incubazione da tempo; il progetto ha avuto un lungo periodo d'incubazione. 
incube   agg.  e s.m.  (non com.) si dice di persona che esercita su un'altra una forte azione suggestiva.
incubo   s.m.    • 1 •   sogno angoscioso, spesso accompagnato da sensazioni di oppressione o soffocamento: avere un incubo    • 2 •   (fig.) grave preoccupazione, angoscia; anche, la persona che, intenzionalmente o senza saperlo, ne è la causa: essere assillato dall'incubo degli esami; quell'uomo è un vero incubo per me. 
incudine   poet. incude, s.f.    • 1 •   grosso blocco di acciaio con la faccia superiore piana da cui sporgono due corni (uno conico e uno piramidale), sul quale il fucinatore appoggia il pezzo da foggiare con il martello | essere tra l'incudine e il martello, (fig.) trovarsi fra due situazioni ugualmente spiacevoli o pericolose    • 2 •   qualsiasi attrezzo o parte di macchina che serva come base d'appoggio di pezzi sottoposti a lavorazioni mediante percussione: incudine da oreficeria; l'incudine  del maglio    • 3 •   (anat.) uno dei tre ossicini dell'orecchio, tra martello e staffa.
inculare   v. tr.  (volg.)    • 1 •   sodomizzare    • 2 •   (fig.) imbrogliare, raggirare; fregare.
inculata   s.f.  (volg.)    • 1 •   atto di sodomia    • 2 •   (fig.) imbroglio, raggiro; fregatura.
inculcare   v. tr.  [io inculco, tu inculchi ecc.] imprimere nella mente o nell'animo di qualcuno con assidui ammaestramenti: inculcare nei figli il senso del dovere. 
inculto    ⇨ incolto.
incultura   s.f.  mancanza di cultura.
inculturazione   s.f.  (sociol.) assimilazione che l'individuo compie della cultura del proprio gruppo durante il processo di socializzazione.
incunabolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, collezionista di incunaboli.
incunabolo   o incunabulo, s.m.    • 1 •   libro stampato nel sec. xv, quando l'arte della stampa era agli inizi    • 2 •   pl.  (fig. lett.) le prime origini: la storia de' primi ed oscurissimi incunaboli della società  (leopardi zibaldone).
incuneare   v. tr.  [io incùneo ecc.] inserire a guisa di cuneo (anche fig.): incuneare un sasso sotto la ruota  | incunearsi v. rifl.  penetrare, inserirsi profondamente in qualcosa, come un cuneo (anche fig.): il reparto si incuneò nello schieramento nemico; un terribile sospetto gli si è incuneato nella mente. 
incuocere   v. tr.  [coniugato come cuocere] (non com.) cuocere leggermente, superficialmente (anche fig.).
incuoiare    ⇨ incoiare.
incuorare   meno com. incorare, v. tr.  [io incuòro ecc. ; in tutta la coniugazione uò  se tonico, uo, meno com. o, se atono] (lett.) incoraggiare, incitare: mi sovviene a un tratto / del mio cammino sotto i cieli bui, / non avendo una mano che m'incuori  (sbarbaro).
incupire   v. tr.  [io incupisco, tu incupisci ecc.] rendere cupo (anche fig.): quel colore incupisce la stanza; la solitudine lo ha incupito  | v. intr.  [aus. essere], incupirsi v. rifl.    • 1 •   divenire scuro: il cielo (si) è incupito    • 2 •   (fig.) rabbuiarsi, diventare triste: a quelle parole s'incupì improvvisamente. 
incurabile   agg.  che non si può curare; inguaribile: malato, malattia incurabile  | (fig.) incorreggibile: vizio incurabile   s.m.  e f.  chi è affetto da una malattia inguaribile § incurabilmente avv. 
incurabilità   s.f.  l'essere incurabile.
incurante   agg.  si dice di persona che non si dà cura di cose che pur la riguardano direttamente: incurante del pericolo  § incurantemente avv.  con incuranza.
incuranza   s.f.  l'essere incurante; disinteresse, indifferenza: incuranza delle, per le maldicenze. 
incuria   s.f.  negligenza nell'adempiere un dovere, un obbligo e sim.: un palazzo in rovina per l'incuria dei proprietari. 
incuriosire   v. tr.  [io incuriosisco, tu incuriosisci ecc.] rendere curioso, destare la curiosità: il racconto lo incuriosì  | incuriosirsi v. rifl.  diventare curioso, esser preso da curiosità: s'incuriosisce per, di tutto ciò che è nuovo. 
incurioso   (1) agg.  (lett.) che si comporta con negligenza; indifferente, apatico, inesperto: erano... incuriosi, almeno in apparenza, di ciò che stava per accadere  (borgese) | (estens.) dominato da una generale incuria o indifferenza: vita tediosa, penuriosa, incuriosa  (papini).
incurioso   (2) agg.  (lett.)    • 1 •   che non ha o non dimostra curiosità, interesse: tu sei incurioso, e non vuoi informarti di nulla  (guerrazzi) | anche come s.m.  [f. -a]: il volumetto di poesie ha pochi partigiani e molti incuriosi  (foscolo)    • 2 •   che non desta curiosità usato spec., con litote, nella loc. non incurioso, interessante, attraente: con ciò ti saluto, promettendoti presto una poesia non incuriosa  (carducci).
incursione   s.f.    • 1 •   rapida azione di guerra in territorio nemico: incursione aerea    • 2 •   (estens.) rapida azione ai danni di qualcuno: i ladri hanno fatto incursione nella villa  | (sport) attacco di una squadra sotto la porta avversaria    • 3 •   (fig.) improvviso e poco gradito arrivo di molte persone insieme: subire l'incursione dei parenti    • 4 •   (fig.) attività, esercizio, ricerca compiuti in un campo diverso da quello in cui abitualmente si opera: un giornalista che fa spesso incursioni nel campo della letteratura. 
incursore   agg.  che partecipa a un'incursione: aereo incursore   s.m.  (mil.) soldato appartenente a speciali reparti addestrati per le operazioni anfibie d'assalto sul territorio nemico o occupato dal nemico.
incurvamento   s.m.  l'incurvare, l'incurvarsi, l'essere incurvato.
incurvare   v. tr.  piegare, rendere curvo: incurvare il fasciame di un'imbarcazione  | chinare, abbassare: incurvare il capo  | incurvarsi v. rifl.  divenire curvo: l'asse s'incurva sotto il peso; s'è incurvato per l'età. 
incurvatura   s.f.    • 1 •   l'incurvare, l'incurvarsi, l'essere incurvato: dare a una lamiera l'incurvatura necessaria    • 2 •   profilo ricurvo: l'incurvatura della botte. 
incurvazione   s.f.  (non com.) incurvatura.
incurvire   v. tr.  [io incurvisco, tu incurvisci ecc.] (non com.) rendere curvo | v. intr.  [aus. essere], incurvirsi v. rifl.  divenire curvo nella persona: (s') è incurvito con gli anni. 
incurvo   agg.  (poet.) curvo, incurvato.
incustodito   agg.  non custodito: lasciare l'appartamento incustodito | passaggio a livello incustodito, sprovvisto di sbarre.
incutere   v. tr.  [pass. rem. io incussi, tu incutésti ecc. ; part. pass. incusso] provocare, suscitare un determinato sentimento: incutere paura, soggezione, rispetto. 
in cymbalis   loc. avv.  (scherz.) in cimbali.
indù   s.m.  e f.  abitante dell'india non musulmana  agg.  relativo agli indù, alla loro religione e civiltà: un tempio indù. 
indaco   s.m.    • 1 •   sostanza colorante organica azotata, di origine vegetale o sintetica, usata per tingere in azzurro-violaceo tessuti, carta ecc.    • 2 •   il colore tra l'azzurro e il violetto, proprio di tale sostanza; uno dei sette colori dell'iride  agg. invar.  che ha il colore dell'indaco: una stoffa indaco. 
indaffarato   agg.  che ha molto da fare, che è tutto preso da un lavoro o da un'occupazione: essere indaffarato nei preparativi  § indaffaratamente avv. 
indagabile   agg.  che si può indagare.
indagare   v. tr.  e intr.  [io indago, tu indaghi ecc. ; aus. dell'intr. avere] compiere ricerche per conoscere qualcosa, per scoprire la verità su qualcosa o qualcuno: indagare la natura di un male, i segreti dell'anima umana; indagare su un furto, intorno a un delitto; la polizia sta indagando. 
indagato   part. pass.  di indagare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (dir.) nel processo penale, colui che è sottoposto a indagini preliminari.
indagatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi indaga, ricerca, scruta: un acuto indagatore dell'animo umano; sguardo indagatore, curioso, penetrante.
indagazione   s.f.  (lett.) indagine, investigazione, inchiesta: quella ingenua indagazione della verità  (beccaria).
indagine   s.f.    • 1 •   ricerca sistematica volta a conoscere, a scoprire qualcosa: indagine storica, linguistica, statistica; indagine di mercato, che riguarda la possibilità di commercializzazione di un prodotto    • 2 •   spec. pl.  investigazione giudiziaria o degli organi di polizia: iniziare, condurre, continuare, concludere le indagini; elementi emersi nel corso delle indagini  | indagini preliminari, (dir.) nel processo penale, indagini svolte dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria sulla base di una notizia di reato, per determinare l'eventuale esercizio di un'azione penale; a esse sovrintende, a garanzia dell'indagato, il giudice per le indagini preliminari. 
indantrene   ® s.m.  (chim.) nome commerciale comune a un gruppo di coloranti derivati dall'antrachinone, con i quali si possono tingere anche le fibre neutre.
indantrone   s.m.  (chim.) colorante derivato dall'antrachinone; è detto anche azzurro di indantrene. 
indarno   avv.  (lett.) inutilmente, invano: a che consumar tempo e parole indarno?  (galilei) | usato anche come agg. invar.  nella loc.: essere indarno, essere, riuscire inutile, vano: italia mia, benché 'l parlar sia indarno / a le piaghe mortali  (petrarca canz.  cxxviii, 1-3).
inde    ⇨ indi.
indebilire    ⇨ indebolire.
indebitamento   s.m.  l'indebitarsi, l'essere indebitato; il debito stesso | rapporto di indebitamento, (fin.) indice finanziario dato dal rapporto tra mezzi propri e capitale preso a prestito; leverage.
indebitare   v. tr.  [io indébito ecc.] gravare, riempire di debiti: l'acquisto della casa lo ha indebitato  | indebitarsi v. rifl.  contrarre debiti: indebitarsi fino al collo, fin sopra i capelli; indebitarsi con, verso qualcuno. 
indebito   agg.    • 1 •   che non è dovuto, che non corrisponde a un obbligo: pagamento indebito  | ingiusto, immeritato: onori indebiti    • 2 •   illecito, abusivo: appropriazione indebita    • 3 •   (non com.) sconveniente, inopportuno: presentarsi a un'ora indebita   s.m.  somma pagata senza che si dovesse: indebito tributario; chiedere la restituzione dell'indebito  § indebitamente avv.  ingiustamente, illecitamente.
indebolimento   s.m.    • 1 •   l'indebolire, l'indebolirsi, l'essere indebolito: stato di indebolimento fisico; indebolimento della memoria, della vista    • 2 •   (ling.) fenomeno per cui un fonema viene articolato meno distintamente, e quindi perde alcuni suoi caratteri.
indebolire   ant. o poet. indebilire, v. tr.  [io indebolisco, tu indebolisci ecc.] rendere debole, infiacchire: indebolire la resistenza nemica  | v. intr.  [aus. essere], indebolirsi v. rifl.  diventare debole: gli si è indebolita la vista; un'autorità che va indebolendosi. 
indebolito   part. pass.  di indebolire   agg.  che è divenuto debole: corpo indebolito; vista indebolita. 
indecente   agg.  che offende la morale, che non è conforme al comune sentimento del pudore: una condotta, una scollatura indecente  | che offende il decoro, la convenienza: una casa, una tovaglia indecente, molto sporca, trasandata § indecentemente avv. 
indecenza   s.f.  l'essere indecente: l'indecenza di un atteggiamento  | comportamento, atto o parola indecente: è una vera indecenza!. 
indecifrabile   agg.  che non si può decifrare (anche fig.): una scrittura indecifrabile; una persona dal carattere indecifrabile. 
indecifrato   agg.  (non com.) non decifrato.
indecisione   s.f.  mancanza di decisione: un momento d'indecisione; la sua indecisione gli è stata fatale. 
indeciso   agg.    • 1 •   incerto, titubante, perplesso; che rivela indecisione, incertezza: essere indeciso nell'agire, sul da farsi; una risposta indecisa; un carattere estremamente indeciso  | tempo indeciso, instabile | colore indeciso, non netto    • 2 •   che non è stato ancora deciso, risolto, definito: la questione è rimasta indecisa  § indecisamente avv. 
indeclinabile   agg.    • 1 •   (gramm.) che non si può declinare; invariabile: aggettivo indeclinabile    • 2 •   (lett.) che non si può declinare, evitare: un invito indeclinabile. 
indeclinabilità   s.f.  l'essere indeclinabile.
indecomponibile   agg.  detto di composto chimico, di entità fisica o matematica, che non si può decomporre nei suoi elementi costitutivi.
indecoroso   agg.  che è contrario al decoro, alla dignità: contegno indecoroso; condizioni di vita indecorose  § indecorosamente avv. 
indeducibile   agg.  nel linguaggio fiscale, che non può essere dedotto: spesa indeducibile. 
indefesso   agg.  infaticabile, assiduo, instancabile: lavoratore indefesso; impegno, studio indefesso  § indefessamente avv. 
indefettibile   agg.  (lett.)    • 1 •   che non può mai venire meno: amicizia, fede indefettibile    • 2 •   che non è suscettibile di difetto: l'indefettibile perfezione divina  § indefettibilmente avv. 
indefettibilità   s.f.  (lett.) l'essere indefettibile.
indeficiente   agg.  (lett. non com.) indefettibile, che non manca mai.
indefinibile   agg.  che non si può definire o determinare con precisione; che non si può esprimere a parole: un concetto indefinibile; un sapore, un colore indefinibile; un sentimento indefinibile  § indefinibilmente avv. 
indefinibilità   s.f.  l'essere indefinibile.
indefinitezza   s.f.  (non com.) l'essere indefinito.
indefinito   agg.    • 1 •   non definito, non determinato: un numero indefinito di volte; rimandare una cosa a tempo indefinito  | vago, impreciso: un senso indefinito di paura    • 2 •   non risolto: lasciare la questione indefinita    • 3 •   in grammatica: aggettivo indefinito, quello che aggiunge al sostantivo un'idea generica di quantità o qualità (p. e. ciascuno, qualche, nessuno ecc.); pronome indefinito, che designa qualcuno o qualcosa in modo vago o generale (p. e. qualcuno, chiunque, qualcosa ecc.); modi indefiniti, modi verbali che, in opposizione a quelli finiti, non contengono determinazione di numero e di persona (l'infinito, il participio e il gerundio); articolo indefinito, l'articolo indeterminativo  s.m.    • 1 •   ciò che non può essere afferrato né determinato; ciò che è vago, impreciso    • 2 •   (filos.) ciò che, pur essendo considerato finito, è pensato come privo di determinatezza, di limiti precisabili § indefinitamente avv.  in modo indefinito; senza termine o conclusione | per un tempo indeterminato.
indeformabile   agg.  non deformabile, non soggetto a deformazioni: materiale indeformabile  § indeformabilmente avv. 
indeformabilità   s.f.  l'essere indeformabile.
indegnare   e deriv.   ⇨ indignare e deriv. 
indegnità   s.f.    • 1 •   l'essere indegno: essere destituito per indegnità    • 2 •   azione indegna: commettere un'indegnità. 
indegno   agg.    • 1 •   di persona, non degno, non meritevole: indegno di stima; essere indegno di ricoprire una carica  | indegno a succedere, (dir.) si dice di chi, essendo erede, viene escluso dalla successione per avere commesso omicidio o tentato omicidio contro il defunto, o per averne coartato la volontà testamentaria, o per avere manomesso il testamento o averne creato uno falso | (assol.) spregevole, abietto: un individuo, un essere indegno    • 2 •   di cosa, che non si addice, che non si conviene: è un atto indegno di te; un comportamento indegno di un popolo civile  | assol.  vergognoso, turpe, biasimevole: parole indegne; comportarsi in maniera indegna    • 3 •   (lett.) non meritato, ingiusto    • 4 •   (ant.) sdegnoso: una 'nsegna / che girando correva tanto ratta, / che d'ogne posa mi parea indegna  (dante inf.  iii, 52-54) § indegnamente avv. 
indeiscente   agg.  (bot.) si dice di frutto che, anche giunto a completa maturazione, non si apre spontaneamente per fare uscire il seme.
indeiscenza   s.f.  (bot.) l'essere indeiscente.
indelebile   agg.  che non si può cancellare (anche fig.): segno, inchiostro indelebile; ricordo indelebile  § indelebilmente avv. 
indelibato   agg.  (lett.)    • 1 •   non assaporato    • 2 •   intatto, illibato.
indeliberato   agg.  (non com.)    • 1 •   non deliberato, non deciso, non risolto    • 2 •   non compiuto di proposito, fatto senza una precisa volontà: atto indeliberato. 
indelicatezza   s.f.    • 1 •   l'essere indelicato; mancanza di delicatezza: l'indelicatezza di una persona, di una frase    • 2 •   atto, discorso indelicato: è stata un'indelicatezza, la sua. 
indelicato   agg.  che manca di delicatezza: una persona, una domanda indelicata  § indelicatamente avv. 
indemagliabile   agg.  che non si smaglia o che si smaglia difficilmente: calza indemagliabile. 
indemaniamento   s.m.  (dir.) l'indemaniare, l'essere indemaniato.
indemaniare   v. tr.  [io indemànio ecc.] (dir.) dichiarare demaniale, trasferire al demanio: indemaniare un bene. 
indemaniazione   s.f.  (dir.) indemaniamento.
indemoniare   v. tr.  [io indemònio ecc.] (rar.)    • 1 •   invasare, possedere, detto del demonio    • 2 •   (fig.) far adirare, rendere furente | v. intr.  [aus. essere], indemoniarsi v. rifl.  (rar.)    • 1 •   essere invasato, posseduto dal demonio    • 2 •   (fig.) adirarsi violentemente, divenire furente.
indemoniato   part. pass.  di indemoniare   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi è posseduto dal demonio: esorcizzare gli indemoniati    • 2 •   (fig.) che, chi è in preda a furore o ad altra violenta eccitazione | che, chi è estremamente vivace e turbolento: un bambino indemoniato; una banda di indemoniati  § indemoniatamente avv.  da indemoniato.
indenne   agg.    • 1 •   che non ha riportato danno: restare indenne; uscire indenne da un incidente  | tenere indenne, (dir.) garantire qualcuno da eventuali danni o responsabilità    • 2 •   immune da contagio o da processi infettivi: zone indenni dall'epidemia; latte indenne da tbc bovina. 
indennità   s.f.    • 1 •   (rar.) l'essere, il rimanere indenne; salvezza    • 2 •   risarcimento di un costo sostenuto o di un danno sofferto; in partic., prestazione di denaro corrisposta dal datore di lavoro al lavoratore per spese, oneri, rischi sostenuti in relazione all'esercizio dell'attività: indennità di guerra, di esproprio; indennità di mensa, di trasferta, di rischio; indennità di contingenza, di carovita; indennità di fine rapporto, corrisposta al lavoratore all'atto di cessazione del rapporto di lavoro; liquidazione; indennità di accompagnamento, somma corrisposta dallo stato a titolo di assistenza alle persone non autosufficienti | indennità parlamentare, assegno spettante ai deputati e ai senatori per l'espletamento delle loro funzioni.
indennizzabile   agg.  che si può o si deve indennizzare: un danno indennizzabile. 
indennizzare   v. tr.  compensare mediante il pagamento di un'indennità in partic., risarcire di danni subiti o, più in generale, di disagi incontrati nell'espletamento del proprio lavoro o per ragioni di pubblico interesse.
indennizzo   s.m.  l'indennizzare; la somma versata per indennizzare: chiedere, corrispondere, ottenere un indennizzo. 
indentare   v. intr.  [io indènto ecc. ; aus. avere] (non com.)    • 1 •   detto di parti dentate di ingranaggi, ingranare, far presa    • 2 •   (non com.) detto di bambini, mettere i denti.
indentrarsi   v. rifl.  [io m'indéntro ecc.] (non com.) addentrarsi (spec. fig.): indentrarsi in una polemica. 
indentro   o in dentro, ant. o pop. indrento, avv.  nell'interno: spingetevi più indentro  | all'indentro, verso l'interno: questa porta si apre all'indentro   agg. invar.  infossato, incavato: avere gli occhi indentro. 
indeprecabile   agg.  (lett.) che non si può allontanare con preghiere; inevitabile: rovina indeprecabile. 
inderogabile   agg.  a cui non si può derogare, che deve essere assolutamente rispettato: scadenza inderogabile; principi inderogabili  § inderogabilmente avv. 
inderogabilità   s.f.  l'essere inderogabile.
indescrivibile   agg.  che è impossibile o difficile descrivere (usato per lo più con valore enfatico): una gioia, una confusione indescrivibile  § indescrivibilmente avv. 
indesiderabile   agg.    • 1 •   che non può essere oggetto di desiderio; che non è gradito: una conoscenza indesiderabile    • 2 •   si dice di straniero la cui presenza non è gradita alle autorità dello stato in cui si trova, per ragioni politiche, morali o di altro genere § indesiderabilmente avv. 
indesiderato   agg.  non desiderato, non gradito; che non risponde ai desideri, alle aspettative o previsioni: un ospite indesiderato; effetti, esiti indesiderati  § indesideratamente avv. 
indeterminabile   agg.  che non si può determinare: per un periodo indeterminabile di tempo  § indeterminabilmente avv. 
indeterminatezza   s.f.    • 1 •   l'essere indeterminato: indeterminatezza di un concetto    • 2 •   mancanza di risolutezza, di decisione: indeterminatezza di propositi. 
indeterminativo   agg.  che non determina | articolo indeterminativo, (gramm.) quello che non determina il nome a cui è premesso (p. e. un  libro, una  donna).
indeterminato   agg.    • 1 •   non determinato, non precisato: in un luogo indeterminato; un numero indeterminato di persone  | contratto di lavoro a tempo indeterminato, che non ha una data precisa per la risoluzione del rapporto di lavoro | articolo indeterminato, (gramm.) indeterminativo    • 2 •   vago, incerto: parole di senso indeterminato; idee indeterminate    • 3 •   (mat.) si dice di equazione che ammette infinite soluzioni § indeterminatamente avv. 
indeterminazione   s.f.    • 1 •   (non com.) indeterminatezza: indeterminazione di idee  ' irresolutezza    • 2 •   principio di indeterminazione, (fis.) principio fondamentale della meccanica quantistica secondo il quale è impossibile misurare simultaneamente con precisione la posizione e la velocità di una particella.
indeterminismo   s.m.  (filos.) dottrina che nega il determinismo nel mondo fisico o nell'ambito dell'agire umano.
indeterministico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) che concerne l'indeterminismo: dottrina indeterministica. 
indetonante   agg.  detto di un carburante, che ha bassa tendenza alla detonazione.
indetraibile   agg.  nel linguaggio fiscale, che non può essere detratto: spesa indetraibile. 
indettare   v. tr.  [io indétto ecc.] (non com.) istruire qualcuno sul modo di comportarsi in determinate situazioni, spec. allo scopo di alterare o mascherare la verità: era sua madre maruzza che la indettava  (verga) | indettarsi v. rifl.  (non com.) accordarsi in anticipo sul comportamento da tenere in una data circostanza.
indeuropeo   e deriv.   ⇨ indoeuropeo e deriv. 
indi   ant. inde, avv.  (lett.)    • 1 •   poi, quindi, in seguito: indi a poco, da indi innanzi, di lì a poco, d'allora in poi    • 2 •   da quel luogo: l'anima esce del cor per seguir voi, / e con molto pensiero indi si svelle  (petrarca canz.  xvii, 13-14) | per indi, attraverso là.
indiana   s.f.  tessuto leggero di cotone stampato a colori vivaci.
indianismo   s.m.    • 1 •   carattere di ciò che è indiano    • 2 •   (ling.) idiotismo proprio delle lingue dell'india.
indianista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di indianistica.
indianistica   s.f.  disciplina che ha come oggetto di studio le lingue, la storia, la civiltà dell'india.
indianistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'indianistica: studi indianistici. 
indiano   agg.    • 1 •   dell'india: un fachiro indiano; una casta indiana    • 2 •   delle indie occidentali, cioè dell'america; amerindio: tribù indiane, di pellirosse | in fila indiana, (fig.) uno dietro l'altro  s.m.  [f. -a]    • 1 •   abitante o nativo dell'india    • 2 •   indigeno delle indie occidentali; amerindio; in partic. pellerossa: un film sugli indiani  | fare l'indiano, (fig.) far finta di non capire, di non sapere nulla; fare lo gnorri.
indiare   v. tr.  [io indìo ecc.] (lett.)    • 1 •   divinizzare, proclamare qualcuno dio con una cerimonia di apoteosi    • 2 •   rendere felice, beato: e tiziano? indìa / l'anima col guardar  (nievo) | indiarsi v. rifl.  (lett.) addentrarsi nella visione di dio: com'angel contemplando arde e s'india  (carducci).
indiavolamento   s.m.  l'indiavolare, l'indiavolarsi.
indiavolare   v. tr.  [io indiàvolo ecc.] (non com.) far arrabbiare; mettere in uno stato di grande eccitazione: questo, signor mio bello, è per l'appunto ciò che m'indiavola!  (nievo) | v. intr.  [aus. essere], indiavolarsi v. rifl.  arrabbiarsi, infuriarsi; essere in grande agitazione: se osi contraddirlo, s'indiavola come un pazzo  | far indiavolare , fare arrabbiare, far perdere la pazienza: questo maledetto lavoro mi fa indiavolare!. 
indiavolato   part. pass.  di indiavolare   agg.    • 1 •   infuriato, furente | estremamente agitato, vivace: bambini indiavolati    • 2 •   frenetico, convulso: un ballo, un ritmo indiavolato  | assai fastidioso, insopportabile: un fracasso indiavolato; un caldo, un freddo indiavolato  § indiavolatamente avv. 
indiavolire   v. intr.  [io indiavolisco, tu indiavolisci ecc. ; aus. essere], indiavolirsi v. rifl.  (non com.), incattivire in modo diabolico, accanirsi nel compiere azioni cattive | infuriarsi.
indicabile   agg.  che si può indicare; consigliabile, raccomandabile, opportuno.
indicare   v. tr.  [io ìndico, tu ìndichi ecc.]    • 1 •   far vedere puntando il dito; far vedere o far capire con un cenno, con parole o altro: indicare la porta, l'uscita; indicare la strada giusta  | segnare, segnalare, detto di strumenti e sim.: le lancette dell'orologio indicano le ore e i minuti; quel cartello indica divieto di sorpasso    • 2 •   precisare, specificare: in questa lista non sono indicati i prezzi    • 3 •   suggerire, consigliare, prescrivere: potresti indicarmi un buon ristorante?; seguo la cura che mi ha indicato il medico    • 4 •   rivelare, manifestare, lasciar intendere: questo indica che non hanno capito nulla  | riferito a vocaboli, significare, esprimere un determinato concetto: il termine «irrazionale» indica in filosofia tutto ciò che non è riconducibile entro gli schemi logici della ragione. 
indicativo   agg.    • 1 •   che fornisce mezzi di individuazione o valutazione; significativo: fatto, fenomeno indicativo  | in grammatica: modo indicativo, modo del verbo che esprime la realtà, la certezza; aggettivi indicativi, denominazione complessiva degli aggettivi pronominali (possessivi, dimostrativi, indefiniti, interrogativi)    • 2 •   di massima, approssimativo: prezzo indicativo; cifra indicativa   s.m.  (gramm.) modo indicativo del verbo § indicativamente avv.  in modo approssimativo, a titolo di semplice indicazione.
indicato   part. pass.  di indicare   agg.  opportuno, adatto, appropriato: un rimedio indicato al caso; la persona più indicata per un incarico. 
indicatore   (1) agg.  [f. -trice] che indica: cartello indicatore   s.m.    • 1 •   nome generico di strumenti, dispositivi e sim. che servono a dare indicazioni: indicatore di direzione, negli auto e motoveicoli, dispositivo a luce intermittente che indica in quale direzione stanno per svoltare; indicatore stradale, piccolo pilastro o cartello recante distanze, segnali e indicazioni varie; indicatore di livello, strumento che serve a misurare e indicare il livello di un liquido contenuto in un recipiente    • 2 •   pubblicazione contenente indicazioni di vario genere: indicatore commerciale, ferroviario    • 3 •   (chim.) sostanza di varia composizione che ha la proprietà di cambiare colore in relazione all'acidità o alcalinità delle soluzioni con cui viene a contatto    • 4 •   indicatore (sociale), (econ.) variabile quantitativa presa come misura di un fenomeno sociale: il reddito prodotto è un indicatore di benessere    • 5 •   indicatore biologico, in ecologia, organismo o associazione vegetale altamente sensibile a una determinata sostanza inquinante, la cui morte o sopravvivenza è considerata indicativa della presenza o assenza di quell'inquinante.
indicatore   (2) s.m.  (zool.) genere di piccoli uccelli insettivori africani con coda lunga, tronco slanciato, becco breve e diritto, piumaggio di colore bruno-grigiastro (ord.  piciformi).
indicazione   s.f.  l'indicare; il segno o le parole che indicano qualcosa: dare, fornire indicazioni  | prescrizione, istruzione: attenersi alle indicazioni. 
indice   s.m.    • 1 •   il secondo dito della mano, tra il pollice e il medio: additare con l'indice; puntare l'indice contro qualcuno, per accusarlo (da cui l'espressione indice accusatore); portare l'indice alle labbra, per chiedere il silenzio | metter l'indice su qualcosa, (fig.) richiamare l'attenzione su qualcosa    • 2 •   ago di un quadrante di uno strumento di misura, che indica un peso, una direzione, un'entità valutabile    • 3 •   (fig.) segno, indizio: il suo comportamento è indice di maleducazione    • 4 •   la parte di un libro che reca l'elenco dei capitoli e dei paragrafi in cui esso è suddiviso, o dei brani, delle illustrazioni ecc. che vi sono contenuti, con l'indicazione della pagina corrispondente: scorrere, consultare l'indice; indice analitico, dei nomi propri, delle cose notevoli  | indice (dei libri proibiti), elenco ufficiale dei libri di cui la chiesa cattolica proibiva la lettura ai fedeli: mettere all'indice, inserire in tale catalogo; (fig.) mettere al bando    • 5 •   (ling.) lista delle parole presenti in un testo sottoposto a spoglio lessicale, ordinate secondo un criterio alfabetico o in base al numero delle occorrenze    • 6 •   (mat.) simbolo posto in alto o in basso, a destra o a sinistra di un altro simbolo per conferirgli un significato specifico    • 7 •   (fis.) numero esprimente una data proprietà quantitativa o qualitativa: indice di rifrazione    • 8 •   (stat.) quantità che misura sinteticamente le variazioni nello spazio e nel tempo di una grandezza o di un insieme di grandezze: indice dei prezzi, della produzione industriale; indice di ascolto, di gradimento di un programma televisivo. 
indicibile   agg.  che non si può dire, che non si può esprimere in modo adeguato (usato spesso con valore enfatico): gioia, dolore indicibile; una confusione indicibile  § indicibilmente avv. 
indicibilità   s.f.  l'essere indicibile, inesprimibile.
indicizzabile   agg.  che può essere indicizzato.
indicizzare   v. tr.  (econ.) adeguare automaticamente una grandezza economica al variare di un'altra grandezza, spec. all'indice del costo della vita: indicizzare i salari, gli affitti. 
indicizzato   part. pass.  di indicizzare   agg.  nel sign. del verbo | componenti indicizzate del salario, (econ.) quelle che crescono al crescere del costo della vita.
indicizzazione   s.f.  (econ.) l'indicizzare, l'essere indicizzato.
indico   agg.  (lett.) dell'india, indiano  s.m.  (ant.) indaco.
in diebus illis   loc. avv.  si usa per richiamare scherz. un'epoca, un tempo lontani.
indietreggiare   v. intr.  [io indietréggio ecc. ; aus. essere  o avere] tirarsi, farsi indietro, spec. per evitare un pericolo, un rischio: indietreggiare di fronte al nemico; indietreggiare alla prima difficoltà. 
indietro   meno com. in dietro, ant. indreto e indrieto, avv.  indica la direzione o la posizione alle spalle della persona che parla o di cui si parla: stare, rimanere indietro; tornare, volgersi indietro  | tirarsi indietro, (fig.) ritirarsi, esimersi dal fare una cosa | tornare un passo indietro, (fig.) riprendere un racconto, un'esposizione da un determinato punto | essere indietro con lo studio, con il lavoro, (fig.) in ritardo rispetto al previsto; essere indietro in una materia, nel linguaggio scolastico, averne una scarsa preparazione | essere indietro, detto di orologio, ritardare; mettere l'orologio indietro, spostare all'indietro le sfere del quadrante | non andare né avanti né indietro, (fig.) non progredire | fare un passo avanti e uno indietro, (fig.) progredire e regredire alternativamente | fare un passo avanti e due indietro, regredire più di quanto si progredisca | domandare, chiedere, volere indietro qualcosa, in restituzione; dare, rimandare indietro, restituire | all'indietro, a ritroso; dalla parte di dietro: andare, camminare all'indietro; cadere all'indietro, battendo la schiena | come esclamazione: indietro!, ordine di retrocedere: macchine indietro!, sulle navi, ordine impartito alla sala macchine di invertire il senso di rotazione dell'elica.
indifendibile   agg.  che non può essere difeso: una posizione indifendibile  | insostenibile: una tesi indifendibile  § indifendibilmente avv. 
indifeso   agg.  non difeso, privo di difesa o protezione (anche fig.): luogo indifeso, privo di fortificazioni e ripari; un ragazzo indifeso, timido e vulnerabile.
indifferente   agg.    • 1 •   non differente; uguale, identico, detto di cose che si equivalgono come interesse o importanza: che venga o no, è indifferente; oggi o domani per me è indifferente  | che non suscita particolare simpatia o interesse, che non riveste nessuna importanza: quella ragazza gli è del tutto indifferente  | non indifferente, rilevante, notevole: peso, somma non indifferente    • 2 •   che non prova o non manifesta sentimenti o emozioni; freddo, insensibile: essere, restare indifferente a tutto; quella notizia lo ha lasciato completamente indifferente    • 3 •   sillaba indifferente, nella metrica classica, sillaba ancipite    • 4 •   (ant.) non diverso, detto di cose o persone tra le quali non si notino differenze: di natura / e d'arme e di sembianza indifferenti  (tasso g. l.  i, 38)  s.m.  e f.  persona apatica e insensibile | fare l'indifferente, nascondere i propri sentimenti con finta indifferenza § indifferentemente avv.    • 1 •   senza differenza: due sinonimi che si possono usare indifferentemente    • 2 •   (non com.) con indifferenza.
indifferentismo   s.m.  atteggiamento di chi è indifferente verso i fatti della vita o di chi, in campo religioso, politico, sociale ecc., non prende posizione tra idee od orientamenti diversi.
indifferenza   s.f.  l'essere indifferente; atteggiamento di chi è indifferente: mostrare indifferenza; lo ascoltava con indifferenza  | curva di indifferenza, nella teoria economica, rappresentazione grafica di tutte le diverse combinazioni di beni di eguale soddisfazione per il consumatore.
indifferenziato   agg.  che non differisce da altro; che non ha parti differenti: classi indifferenziate; cellule indifferenziate, che non hanno subito un processo di differenziamento § indifferenziatamente avv. 
indifferibile   agg.  che non si può differire, rimandare: un appuntamento indifferibile; necessità indifferibile, da soddisfare urgentemente § indifferibilmente avv. 
indifferibilità   s.f.  l'essere indifferibile.
indigenato   s.m.  (non com.)    • 1 •   condizione di chi è indigeno    • 2 •   gruppo etnico indigeno.
indigeno   agg.  nativo, originario del luogo: popolazioni indigene; lingua indigena; prodotti indigeni, non importati; truppe indigene, reclutate nelle colonie  s.m.  [f. -a] chi è originario del luogo (in riferimento soprattutto ai gruppi etnici dei territori extraeuropei che vi abitano da sempre, in contrapposizione ai forestieri immigrati).
indigente   agg.  e s.m.  e f.  si dice di persona che manca dell'indispensabile, che vive in miseria: aiutare, soccorrere gli indigenti. 
indigenza   s.f.    • 1 •   lo stato di chi è indigente: vivere nell'indigenza    • 2 •   (lett.) penuria di qualcosa: indigenza di viveri    • 3 •   (ant.) esigenza, bisogno: generalmente tutto quello che desidera ed ha indigenza, si muove alla cosa desiderata  (bruno).
indigere   v. tr.  (ant.) aver bisogno di qualcosa: pensando, quel principio ond'elli indige  (dante par.  xxxiii, 135).
indigeribile   agg.  che non si può digerire: un cibo indigeribile  | (fig.) noioso, insopportabile: una persona, un film indigeribile. 
indigeribilità   s.f.  l'essere indigeribile.
indigestione   s.f.    • 1 •   disturbo acuto della digestione causato dall'eccessiva quantità di alimenti ingeriti, da cibi guasti, da freddo ecc. | fare un'indigestione di dolci, (iperb.) mangiarne in grande abbondanza    • 2 •   (fig.) acquisizione eccessiva che procura sazietà, fastidio (spec. con riferimento a cose lette o viste, a nozioni non assimilate e sim.): un'indigestione di romanzi, di film; fare un'indigestione di matematica. 
indigesto   agg.    • 1 •   che si digerisce con difficoltà che provoca indigestione: cibi indigesti; l'uovo mi è indigesto    • 2 •   (fig.) noioso, che si sopporta a fatica: una persona indigesta, un libro indigesto    • 3 •   (lett.) disordinato, confuso § indigestamente avv. 
indigete   agg.  (lett.) presso gli antichi romani, divinità ritenuta protettrice di un dato luogo o città: ma tu placavi, indigete comune / italo nume, i vincitori a i vinti  (carducci).
indignare   ant. indegnare, v. tr.  muovere a sdegno, riempire di risentimento: un comportamento che ha indignato tutti  | indignarsi v. rifl.  provare sdegno, vivo risentimento: indignarsi per un'offesa, di fronte a un'ingiustizia. 
indignato   part. pass.  di indignare   agg.  preso da sdegno, da vivo risentimento: indignato contro qualcuno, per qualcosa  § indignatamente avv.  con sdegno.
indignazione   ant. indegnazione, s.f.  stato dell'animo indignato; vivo risentimento, sdegno: fatti che suscitano indignazione; provare, sentire indignazione per qualcosa. 
indigofera   s.f.  pianta cespugliosa, con foglie imparipennate e fiori rosei raccolti in spighe; se ne estrae l'indaco (fam.  leguminose).
indigoide   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di colorante derivato dall'indaco.
indigosol   s.m.  (chim.) colorante indigoide prodotto per solfonazione di un particolare derivato dell'indaco.
indilazionabile   agg.  che non si può dilazionare: scadenza, pagamento indilazionabile  § indilazionabilmente avv. 
indimenticabile   agg.  che non si può dimenticare, che si imprime profondamente nella memoria, nell'animo: spettacolo, persona indimenticabile  § indimenticabilmente avv. 
indimenticato   agg.  (lett.) che non è dimenticato, che rimane impresso nella memoria.
indimostrabile   agg.  che non si può dimostrare, provare: ipotesi indimostrabile  § indimostrabilmente avv. 
indimostrabilità   s.f.  l'essere indimostrabile.
indimostrato   agg.  non dimostrato; dubbio: affermazioni indimostrate. 
indio   (1) s.m.  [f. -a; pl. m. indi  o, alla spagnola, ìndios] indigeno del messico e dell'america centromeridionale | usato anche come agg.  : arte india. 
indio   (2) s.m.  elemento chimico di simbolo in; è un metallo raro, bianco, tenero, usato nella composizione di leghe facilmente fusibili.
indipendente   agg.    • 1 •   che non dipende da altri, autonomo; che non è soggetto a vincoli di alcun genere: essere, rendersi indipendente; una donna, un carattere indipendente  | paese indipendente, che non è politicamente, giuridicamente o militarmente sottoposto ad altri paesi | giornale indipendente, che non è organo di un partito politico, di un ente economico, religioso ecc. | proposizioni indipendenti, (gramm.) la proposizione principale e le sue coordinate, in contrapposizione alle preposizioni dipendenti  o subordinate    • 2 •   si dice di cose che non sono in relazione tra loro, che non sono determinate o condizionate l'una dall'altra: due fatti indipendenti; tutto ciò è indipendente dalla mia volontà    • 3 •   (mat.) in una funzione, si dice della variabile a cui si attribuiscono valori arbitrari dai quali dipendono i valori della variabile dipendente  s.m.    • 1 •   uomo politico, parlamentare non iscritto a un partito: gli indipendenti di sinistra    • 2 •   nel ciclismo, corridore professionista non legato da contratto a una società § indipendentemente avv.  in modo indipendente, senza relazione di dipendenza: vivere indipendentemente; indipendentemente da quanto si dice, resta il fatto che. 
indipendentismo   s.m.  atteggiamento o movimento politico che mira a ottenere l'indipendenza di un paese o di una regione.
indipendentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è fautore dell'indipendentismo | usato anche come agg.  in luogo di indipendentistico. 
indipendentistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'indipendentismo, degli indipendentisti: gruppo, movimento indipendentistico. 
indipendenza   s.f.  l'essere indipendente; la condizione di chi non dipende da altri: essere geloso della propria indipendenza; raggiungere l'indipendenza economica  | la condizione politica di uno stato non soggetto a un potere straniero: conquistare l'indipendenza; lottare per l'indipendenza; le guerre d'indipendenza, le tre guerre combattute dall'italia contro l'austria durante il risorgimento.
indire   v. tr.  [coniugato come dire]    • 1 •   ordinare pubblicamente; bandire: indire le elezioni, un concilio, un referendum    • 2 •   (lett.) dichiarare: indire una guerra. 
indiretto   agg.  non diretto; che giunge al suo fine per una via non diretta: causa indiretta; vantaggio, rimprovero indiretto  | complementi indiretti, (gramm.) quelli che si uniscono al verbo o ad altre parti del discorso per mezzo di preposizioni semplici o articolate; sono tutti i complementi (di specificazione, di termine, di luogo, di tempo ecc.) diversi dal complemento oggetto (o diretto) | imposte indirette, (fin.) quelle che colpiscono la capacità contributiva al momento in cui si manifesta nei consumi o nei trasferimenti di proprietà | elezioni indirette, in politica, quelle con cui gli elettori scelgono un numero minore di altri elettori, i quali procederanno poi all'elezione definitiva | tiro indiretto, punizione indiretta, nel calcio, tiro di punizione con cui si può fare rete solo se la palla viene toccata almeno da un altro giocatore dopo che il tiro è stato battuto § indirettamente avv. 
indirizzamento   s.m.  (non com.) l'indirizzare, l'essere indirizzato.
indirizzare   ant. indrizzare [in-driz-zà-re], v. tr.    • 1 •   inviare, far andare in un luogo, in una direzione: mi hanno indirizzato qui  | indirizzare qualcuno da una persona, indicargliela perché possa valersi della sua opera o riceverne aiuto, consiglio    • 2 •   (fig.) avviare, instradare: indirizzare un giovane allo studio, a un'arte; indirizzare al bene, al male    • 3 •   rivolgere: indirizzare la parola a qualcuno; indirizzare il pensiero ad altre cose    • 4 •   spedire una lettera, una cartolina ecc., scrivendoci sopra l'indirizzo del destinatario: le domande vanno indirizzate all'amministrazione  | indirizzarsi v. rifl.  incamminarsi, avviarsi verso una certa meta (anche fig.) | indirizzarsi a qualcuno, rivolgersi a lui per averne aiuto, consiglio.
indirizzario   s.m.    • 1 •   raccolta ordinata di indirizzi, in rubriche, schedari, memorie magnetiche    • 2 •   (inform.) lo stesso che directory. 
indirizzo   s.m.    • 1 •   complesso di indicazioni (nome, via, numero civico, città, codice di avviamento postale) necessarie per trovare una persona, una ditta e sim., per recapitarle corrispondenza o pacchi: indirizzo del mittente, del destinatario    • 2 •   messaggio, discorso rivolto a un sovrano, a un'assemblea e sim.: leggere un indirizzo di augurio    • 3 •   avviamento, direzione, tendenza: dare un buon indirizzo culturale; mutare indirizzo politico  | all'indirizzo di, contro, verso    • 4 •   (inform.) numero che identifica una cella nella memoria centrale di un elaboratore; anche, registro che identifica un'unità o una periferica di un elaboratore.
indiscernibile   agg.  (lett.) che non si può discernere, distinguere: una forma indiscernibile; tutti i colori nelle lontane ombre sono ignorati e indiscernibili  (leonardo) § indiscernibilmente avv. 
indisciplina   s.f.  mancanza di disciplina: un atto d'indisciplina. 
indisciplinabile   agg.  che non può essere disciplinato, che non si riesce a disciplinare: carattere indisciplinabile  § indisciplinabilmente avv.  (non com.).
indisciplinatezza   s.f.    • 1 •   l'essere indisciplinato    • 2 •   atto di indisciplina.
indisciplinato   agg.  che non rispetta le regole della disciplina; per estens., disordinato, caotico: una scolaresca indisciplinata; nelle ore di punta il traffico diventa indisciplinato  § indisciplinatamente avv. 
indiscretezza   s.f.  (non com.) indiscrezione.
indiscreto   agg.    • 1 •   si dice di persona che eccede nel chiedere o nel domandare, che manca di tatto e discrezione: non vorrei essere indiscreto, se non sono indiscreto, frasi di convenienza che si premettono a una domanda o a una richiesta di carattere delicato    • 2 •   di atto o detto, sconveniente e importuno: una domanda indiscreta; sguardi indiscreti  § indiscretamente avv. 
indiscrezione   s.f.    • 1 •   l'essere indiscreto: peccare di indiscrezione    • 2 •   atto o detto indiscreto; rivelazione di notizie segrete: alcune indiscrezioni della stampa. 
indiscriminato   agg.  privo di discernimento; messo in atto senza distinzioni di sorta: fare un uso indiscriminato della propria autorità; condanne, punizioni indiscriminate  § indiscriminatamente avv. 
indiscusso   agg.  che non si pone in discussione, che è accettato da tutti: superiorità indiscussa  § indiscussamente avv. 
indiscutibile   agg.  che non si può discutere perché è riconosciuto da tutti o perché è assolutamente certo: persona di indiscutibile onestà; verità indiscutibile  § indiscutibilmente avv.  senza alcun dubbio, certamente.
indispensabile   agg.  di cui non si può fare a meno; assolutamente necessario: è indispensabile il consenso dei genitori; crede d'essere indispensabile   s.m.  ciò di cui non si può fare a meno: l'indispensabile per vivere; ho portato con me solo lo stretto indispensabile  § indispensabilmente avv. 
indispensabilità   s.f.  l'essere indispensabile.
indispettire   v. tr.  [io indispettisco, tu indispettisci ecc.] provocare dispetto, risentimento stizzoso: con il suo modo di fare lo indispettisce  | v. intr.  [aus. essere], indispettirsi v. rifl.  irritarsi, stizzirsi, provare dispetto: si indispettisce per nulla. 
indispettito   part. pass.  di indispettire   agg.  pieno di dispetto; irritato, stizzito § indispettitamente avv. 
indisponente   part. pres.  di indisporre   agg.  che indispone, irritante § indisponentemente avv. 
indisponibile   agg.  che non è disponibile; non disposto: essere indisponibile per un progetto, un accordo  | di cui non si può disporre liberamente: quota indisponibile, (dir.) quella parte di un patrimonio di cui non si può disporre per testamento perché obbligatoriamente destinata agli eredi legittimi.
indisponibilità   s.f.  l'essere indisponibile; mancanza di disponibilità.
indisporre   v. tr.  [coniugato come porre] rendere mal disposto, irritare, indispettire (anche assol.): ha un modo di fare che indispone. 
indisposizione   s.f.    • 1 •   leggero malessere: è assente per un'indisposizione    • 2 •   (non com.) cattiva disposizione d'animo    • 3 •   (ant.) mancanza di disposizione, di attitudine a fare qualcosa | mancanza di ordine, di proporzione.
indisposto   part. pass.  di indisporre   agg.    • 1 •   colpito da leggero malessere: è rimasto a casa perché indisposto    • 2 •   (non com.) mal disposto, avverso: avere l'animo indisposto verso qualcuno    • 3 •   (ant.) non disposto a fare qualcosa; non adatto.
indisputabile   agg.  (non com.)    • 1 •   di cui non si può disputare perché evidente o certissimo; indiscutibile: un principio indisputabile    • 2 •   che non si può disputare, svolgere: una partita indisputabile  § indisputabilmente avv.  senza discussione.
indisputato   agg.  (non com.) che non è stato oggetto di disputa; indiscusso.
indissociabile   agg.  non dissociabile, strettamente collegato: concetti indissociabili. 
indissolubile   agg.  che non si può sciogliere (spec. fig.): matrimonio, legame indissolubile  § indissolubilmente avv. 
indissolubilità   s.f.  l'essere indissolubile: indissolubilità di un contratto. 
indistinguibile   agg.  che non si può distinguere: suoni indistinguibili, confusi, indistinti; una differenza indistinguibile, impercettibile; concetti indistinguibili, che non possono essere considerati separatamente l'uno dall'altro § indistinguibilmente avv. 
indistinguibilità   s.f.  l'essere indistinguibile.
indistinto   agg.    • 1 •   non distinto, confuso, vago: immagine indistinta; suono, ricordo indistinto    • 2 •   (lett.) di cosa non separata o non separabile nettamente da altra: quella bellezza indistinta dalla somma bontà  (castiglione) § indistintamente avv.    • 1 •   senza fare distinzioni: rivolgersi a tutti indistintamente    • 2 •   in maniera vaga, confusa: vedere, ricordare indistintamente. 
indistruttibile   agg.  che non si può distruggere (anche fig.): una fede indistruttibile  ' (iperb.) molto resistente: tessuto indistruttibile  § indistruttibilmente avv. 
indistruttibilità   s.f.  l'essere indistruttibile.
indisturbato   agg.  non disturbato; senza subire fastidi, intralci: i ladri si allontanarono indisturbati  § indisturbatamente avv. 
indivia   non com. endivia, s.f.  varietà di cicoria, le cui foglie si mangiano crude in insalata o anche cotte (fam.  composite): indivia riccia, con foglie molto frastagliate; indivia scarola, con foglie a lamina ben espansa e liscia.
individuale   agg.    • 1 •   che concerne l'individuo, in quanto singolo elemento di una collettività: libertà individuale; diritti individuali    • 2 •   che si riferisce a un particolare individuo, a una determinata persona: passaporto individuale; caratteristiche individuali; lezione individuale  | gara individuale, (sport) quella che si disputa tra concorrenti singoli    • 3 •   psicologia individuale, dottrina elaborata dallo psicanalista austriaco alfred adler (1870-1937), che rileva soprattutto il nesso tra conflitti psicologici e fattori storico-sociali § individualmente avv.  separatamente, singolarmente; uno per uno.
individualismo   s.m.    • 1 •   tendenza a far prevalere gli interessi e le esigenze individuali su quelli collettivi | (estens.) egoismo    • 2 •   (filos.) teoria che sostiene il valore irriducibile e autonomo dell'individualità, sia di fronte alla società e allo stato, sia nell'ordine naturale | individualismo metodologico, concezione filosofica e sociologica secondo cui gli eventi debbono essere spiegati in termini di scelte e azioni individuali e loro interazioni.
individualista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi tende all'individualismo: essere un individualista, con sfumatura negativa, essere poco sensibile alle esigenze degli altri, essere un egoista | (filos.) chi sostiene l'individualismo | usato anche come agg.  : concezione, mentalità individualista. 
individualistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'individualismo; da individualista: temperamento, atteggiamento individualistico  § individualisticamente avv. 
individualità   s.f.    • 1 •   l'essere individuale; qualità di ciò che è singolo, unico    • 2 •   il complesso dei caratteri che distinguono una persona o una cosa da tutte le altre    • 3 •   personalità, carattere ben rilevato e originale: avere una forte, marcata individualità. 
individualizzare   v. tr.    • 1 •   rendere individuale; adattare alle caratteristiche, alle attitudini di ciascun individuo: individualizzare il lavoro, l'insegnamento    • 2 •   (non com.) individuare    • 3 •   (assol.) considerare un fatto nella propria individualità, senza porlo in rapporto con altri fatti analoghi; si oppone a generalizzare  : essere incline a individualizzare. 
individualizzazione   s.f.  l'individualizzare, l'essere individualizzato: individualizzazione dell'insegnamento. 
individuare   v. tr.  [io indivìduo ecc.]    • 1 •   conferire a una persona o a una cosa le caratteristiche che le spettano, così da distinguerla da tutte le altre della stessa specie: un romanzo in cui i personaggi sono individuati perfettamente    • 2 •   determinare o riconoscere con precisione: individuare la posizione di una stella; individuare qualcuno tra la folla  | identificare, scoprire: individuare il colpevole  | individuarsi v. rifl.  prendere forma compiuta e distinta.
individuato   part. pass.  di individuare   agg.  (lett.) dotato di tratti propri; individuale, specifico.
individuazione   s.f.    • 1 •   l'individuare, l'individuarsi, l'essere individuato    • 2 •   (filos.) ciò che origina e definisce l'individualità di ogni ente, differenziandolo da ogni altro che pur partecipi della sua stessa natura: principio d'individuazione. 
individuo   s.m.    • 1 •   organismo vivente considerato distintamente da ogni altro della specie o del genere a cui appartiene    • 2 •   la persona considerata nella sua singolarità: l'interesse dell'individuo non deve esser posto al di sopra di quello della comunità    • 3 •   persona che non si conosce o di cui non si vuol dire il nome (spec. spreg.): c'è un individuo che ti cerca; un individuo sospetto, pericoloso; un losco individuo   agg.  (lett.)    • 1 •   indiviso o indivisibile    • 2 •   individuale, particolare.
indivino   e deriv.   ⇨ indovino e deriv. 
indivisibile   agg.    • 1 •   che non può essere diviso in parti più piccole: un tempo l'atomo era ritenuto indivisibile  | bene indivisibile, (dir.) quello che è impossibile dividere in parti omogenee e di valore economico proporzionale all'intero    • 2 •   (mat.) si dice di numero che non può essere diviso esattamente per un altro: il nove è indivisibile per un numero pari    • 3 •   che non può essere separato da qualcosa o da qualcuno: parti indivisibili di un meccanismo; persone indivisibili, che sono sempre insieme    • 4 •   che non può essere venduto separatamente: tre volumi indivisibili  § indivisibilmente avv. 
indivisibilità   s.f.  l'essere indivisibile: l'indivisibilità di un patrimonio. 
indiviso   agg.  che non è diviso: proprietà indivisa  § indivisamente avv. 
indiziare   v. tr.  [io indìzio ecc.] indicare qualcuno, in base a indizi, come probabile autore di una colpa o di un delitto: la sua improvvisa partenza lo indizia come colpevole. 
indiziario   agg.  che si basa solo su indizi: prova indiziaria; processo indiziario. 
indiziato   part. pass.  di indiziare   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona contro la quale vi siano indizi di colpa giudiziariamente rilevanti.
indizio   s.m.    • 1 •   segno, circostanza, cosa astratta o concreta da cui si possa argomentare con fondamento che qualcosa avverrà o è avvenuto: l'oscurarsi del cielo è indizio di temporale  | (dir.) prova indiretta, circostanza certa dalla quale possono essere desunte logicamente determinate valutazioni sull'esistenza o meno di un fatto: l'accusa si fonda su semplici indizi; tutti gli indizi sono contro l'imputato    • 2 •   (ant.) segno, indicazione, segnale: ma se tu sai e puoi, alcuno indizio / dà noi per che venir possiam più tosto  (dante purg.  vii, 37-38).
indizionale   agg.  relativo all'indizione.
indizione   s.f.    • 1 •   (burocr.) l'indire: l'indizione delle elezioni, del concilio    • 2 •   (st.) periodo quindicennale usato dai romani per le revisioni fiscali; nel medioevo, ciclo di quindici anni usato come riferimento nei computi cronologici.
indo   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant. , lett.) indiano, abitante dell'india.
indo-  indo- primo elemento di parole composte, in cui significa 'indiano' o 'relativo all'india' (indoeuropeo).
indoario   agg.  (ling.) si dice delle lingue indoeuropee parlate nell'india  s.m.  [f. -a] chi appartiene alle popolazioni dell'india che parlano lingue indoeuropee.
indocile   agg.  non docile, non disposto a sottoporsi alla disciplina, difficilmente istruibile: un ragazzo, un carattere indocile; un cavallo indocile  § indocilmente avv. 
indocilire   v. tr.  [io indocilisco, tu indocilisci ecc.] (lett.) rendere docile: esperto nell'arte / da nettuno inventata, / a indocilire al freno / un corsiero selvatico  (ungaretti) | v. intr.  [aus. essere], indocilirsi v. rifl.  diventare docile.
indocilità   s.f.  l'essere indocile.
indocinese   agg.  dell'indocina: la popolazione indocinese   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita in indocina    • 2 •   gruppo di lingue cui appartengono la maggior parte degli idiomi dell'asia sudorientale.
indoeuropeista   o indeuropeista [in-deu-ro-pe-ì-sta], s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, esperto di linguistica indoeuropea.
indoeuropeistica   o indeuropeistica [in-deu-ro-pe-ì-sti-ca], s.f.  parte della glottologia che studia la famiglia delle lingue indoeuropee.
indoeuropeo   o indeuropeo [in-deu-ro-pè-o], agg.    • 1 •   si dice di un gruppo di lingue europee e asiatiche aventi in comune caratteri tali da giustificare l'ipotesi che in età antica fossero intimamente legate fra loro e risalissero a una lingua unitaria : il latino, il greco, il sanscrito sono lingue indoeuropee  | relativo alle lingue indoeuropee: grammatica, linguistica indoeuropea    • 2 •   si dice di persona o popolazione di lingua indoeuropea  s.m.  la lingua unitaria che si suppone abbia dato origine alle varie lingue indoeuropee; per estens., queste lingue nel loro insieme, nei loro rapporti e aspetti comuni.
indogangetico   agg.  [pl. m. -ci] dell'indo e del gange, fiumi dell'india: pianura indogangetica, pianura indiana percorsa da questi due fiumi.
indoiranico   agg.  [pl. m. -ci] delle antiche popolazioni arie diffuse nelle regioni asiatiche dell'india e dell'iran: lingue indoiraniche. 
indolcimento   s.m.  l'indolcire, l'indolcirsi, l'essere indolcito.
indolcire   v. tr.  [io indolcisco, tu indolcisci ecc.] rendere dolce, addolcire | indolcire i lupini, le olive, (estens.) trattarli con liscivie o salamoie per renderli teneri e di gusto gradevole | v. intr.  [aus. essere], indolcirsi v. rifl.  divenire dolce: l'uva comincia a indolcirsi. 
indole   s.f.    • 1 •   l'insieme delle inclinazioni naturali che formano il carattere di un individuo: avere un'indole buona, generosa, pacifica; essere d'indole malvagia; agire secondo la propria indole    • 2 •   (estens.) qualità, modo di essere, natura: considerazioni d'indole generale, particolare. 
indolente   agg.    • 1 •   lento e svogliato nell'operare; pigro, apatico: uno scolaro indolente; avere un carattere indolente    • 2 •   (med.) che non dà dolore: tumore indolente    • 3 •   (lett.) che non sente dolore  s.m.  e f.  persona pigra, apatica § indolentemente avv. 
indolenza   s.f.    • 1 •   l'essere indolente; pigrizia, apatia: scuotere qualcuno dalla sua indolenza    • 2 •   (med.) mancanza di dolore.
indolenzimento   s.m.  sensazione di leggero dolore diffuso: avere un indolenzimento a una gamba, in un braccio. 
indolenzire   v. tr.  [io indolenzisco, tu indolenzisci ecc.] provocare un indolenzimento: lo scrivere a lungo mi ha indolenzito la mano  | v. intr.  [aus. essere], indolenzirsi v. rifl.  essere preso da indolenzimento: mi si è indolenzita una gamba. 
indolenzito   part. pass.  di indolenzire   agg.  affetto da un dolore diffuso, non acuto: avere le gambe indolenzite. 
indolimento   s.m.  (non com.) indolenzimento.
indolire   v. tr.  [io indolisco, tu indolisci ecc.] (rar.) indolenzire | v. intr.  [aus. essere], indolirsi v. rifl.  (rar.) indolenzirsi.
indolo   s.m.  (chim.) composto eterociclico azotato presente negli oli di gelsomino e di arancio.
indolore   o indoloro, agg.  che non dà dolore: parto indolore; ago, puntura indolore. 
indomabile   agg.  che non si può, che non si lascia domare (anche fig.): cavallo indomabile; spirito, volontà indomabile  § indomabilmente avv. 
indomani   avv.  e s.m.  il giorno dopo (sempre preceduto dall'articolo determinativo): disse che sarebbe tornato l'indomani; rimandò l'appuntamento all'indomani. 
indomato   agg.  (lett.) che non ha potuto essere domato; fiero, impetuoso: segno / d'inestinguibil odio / e d'indomato amor  (manzoni il cinque maggio) § indomatamente avv. 
indomenicato   agg.  (lett.) agghindato, abbigliato per la domenica; vestito a festa (anche fig.): ora dinanzi alla volgarità indomenicata a me piace esser plebeo  (carducci).
indomito   agg.  (lett.) non domato; fiero, ribelle: ani mo, coraggio indomito  § indomitamente avv. 
indomo   agg.  (poet.) non domo, indomito: al giogo ancora / non sottopose la cervice indoma  (pindemonte).
indonesiano   agg.  dell'indonesia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'indonesia.
indonnarsi   non com. endonnarsi, v. rifl.  [io m'indònno ecc.] (ant.) insignorirsi, impadronirsi (riferito spec. a soggetto femminile): fiamma d'amor che 'n cor alto s'endonna  (petrarca canz.  cxxvii, 25).
indoor   agg. invar.  (sport) si dice di gara, spec. di atletica leggera, che si svolge in ambienti coperti.
indoramento   s.m.  l'indorare, l'essere indorato (spec. fig.).
indorare   v. tr.  [io indòro ecc.]    • 1 •   dorare, ricoprire di uno strato d'oro | indorare la pillola, (fig.) cercare di attenuare, con parole gentili o in altro modo, un dispiacere recato a qualcuno    • 2 •   (fig.) far apparire dorato: il sole indorava le cime dei monti    • 3 •   passare un alimento nell'uovo sbattuto prima di friggerlo: indorare il pesce  | indorarsi v. rifl.  (lett.) assumere una tinta dorata: ecco il segno: s'innerva / sul muro che s'indora  (montale).
indoratore   s.m.  [f. -trice] doratore.
indoratura   s.f.  doratura.
indormentire   v. tr.  [io indormentisco, tu indormentisci ecc.] (region.) intormentire, intorpidire: il freddo mi ha indormentito le gambe  | indormentirsi v. rifl.  (region.) intormentirsi, intorpidirsi: mi sento tutto indormentito. 
indorsare   v. tr.  [io indòrso ecc.] arrotondare il dorso di un libro da rilegare.
indorsatura   s.f.  l'indorsare | il dorso arrotondato di un libro.
indossare   v. tr.  [io indòsso ecc.]    • 1 •   mettersi indosso, infilarsi un indumento: indossare la giacca, il soprabito    • 2 •   avere indosso, portare: indossava un abito da sera. 
indossatore   s.m.    • 1 •   uomo che indossa e presenta al pubblico i nuovi modelli di abbigliamento maschile, spec. in occasione di sfilate    • 2 •   indossatore (da camera), piccolo mobile sul quale, quando ci si sveste, si dispongono gli indumenti in modo che si mantengano in ordine.
indossatrice   s.f.  donna che indossa e presenta al pubblico i nuovi modelli di abbigliamento, spec. durante le sfilate: indossatrice volante, non legata da un contratto fisso ma richiesta di volta in volta per singole sfilate.
indossile   s.m.  (chim.) composto eterociclico azotato derivato dall'indolo e preparato industrialmente come intermedio per la sintesi dell'indaco.
indosso   o in dosso, avv.  addosso, sul corpo (si dice spec. di vestiti e ornamenti): avere indosso una maglia, dei gioielli. 
indostano   agg.  dell'indostan, regione storica dell'india | (estens.) dell'india  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'indostan.
indotto   (1) agg.  (lett.) privo di cultura, ignorante § indottamente avv. 
indotto   (2) part. pass.  di indurre   agg.    • 1 •   persuaso, spinto, istigato: indotto da promesse, da minacce    • 2 •   (elettr.) si dice di corrente elettrica o di tensione generate per induzione elettromagnetica di un'altra: corrente, tensione indotta  | di forza elettromotrice generata da campi magnetici variabili | di circuito elettrico che è sede di correnti e tensioni generate da induzione    • 3 •   si dice di comportamento, opinione ecc. determinati in un individuo dall'esterno, senza che questi ne sia perfettamente consapevole    • 4 •   si dice di attività economiche generate da altre attività economiche: l'occupazione indotta dall'industria automobilistica   s.m.    • 1 •   nelle macchine elettriche, il circuito in cui si genera la corrente indotta    • 2 •   il complesso delle attività economiche indotte: l'indotto dell'industria automobilistica. 
indottrinamento   s.m.  l'indottrinare, l'essere indottrinato.
indottrinare   v. tr.  addottrinare, spec. a scopo di propaganda politica: i funzionari del partito erano ben indottrinati  ' istruire qualcuno su ciò che deve fare o dire: indottrinare un teste. 
indovarsi   v. rifl.  [io mi indóvo ecc.] (ant.) mettersi in un luogo, collocarsi: veder voleva come si convenne  / l'imago al cerchio e come vi s'indova  (dante par.  xxxiii, 137-138).
indovinabile   agg.  che si può indovinare, che non è difficile da indovinare: la risposta è indovinabile. 
indovinare   ant. indivinare, v. tr.    • 1 •   cogliere la verità su una cosa nascosta o futura: indovinare l'avvenire; indovina che cosa ho in tasca!  ' tirare a indovinare, rispondere a una domanda sperando di dare per caso la risposta esatta | chi l'indovina è bravo, si dice di cosa particolarmente difficile da spiegare | indovinala grillo!, (non com.) si usa per dire che gli sviluppi di una situazione non si possono prevedere (da grillo, nome di un medico del cinquecento autore di un libretto di profezie)    • 2 •   azzeccare, riuscire bene nella scelta di qualcosa: indovinare un mestiere, un vestito, un accostamento di colori  | non ne indovina mai una, di persona a cui va tutto male o che fa tutto male.
indovinato   part. pass.  di indovinare   agg.  ben riuscito, scelto bene: un programma, un film indovinato; un indovinato accostamento di colori  § indovinatamente avv.  (non com.).
indovinello   s.m.    • 1 •   gioco enigmistico, in forma di breve componimento per lo più in versi, nel quale con parole ambigue o allusive si adombra una cosa da indovinare: proporre, risolvere un indovinello    • 2 •   (estens.) discorso o scritto il cui senso è oscuro, incomprensibile: parlare per indovinelli. 
indovino   ant. indivino, s.m.  [f. -a] chi indovina o pretende di indovinare il futuro: consultare un'indovina  | non sono mica un indovino!, per esprimere l'impossibilità di prevedere o di conoscere determinati fatti | sei proprio un indovino!, hai colto nel segno, l'hai azzeccata  agg.  (lett.)    • 1 •   presago di cosa futura: cuore indovino    • 2 •   divinatorio: fin da' suoi prim'anni a l'indovine / arti si diede  (tasso g. l.  iv, 20).
indragare   ant. indracare, v. tr.  [io indrago, tu indraghi ecc.] (lett.) trasformare in drago | (fig.) rendere feroce | indragarsi v. rifl.  (lett.) mutarsi in drago | (fig.) infierire come un drago: l'oltracotata schiatta che s'indraca / dietro a chi fugge  (dante par.  xvi, 115-116).
indrappellare   v. tr.  [io indrappèllo ecc.] (non com.) disporre in drappello, inquadrare.
indrento    ⇨ indentro.
indreto    ⇨ indietro.
indri   s.m.  proscimmia del madagascar con arti posteriori molto più lunghi degli anteriori (ord.  primati).
indrieto    ⇨ indietro.
indrizzare    ⇨ indirizzare.
indubbio   agg.  che non dà luogo a dubbi; certo, sicuro: un uomo di indubbio valore; in modo indubbio, con assoluta certezza § indubbiamente avv.  senza alcun dubbio, certamente.
indubitabile   agg.  che non si può, non si deve mettere in dubbio; certo, sicuro: verità indubitabile  § indubitabilmente avv. 
indubitabilità   s.f.  (non com.) l'essere indubitabile; certezza.
indubitato   agg.  che non è messo in dubbio: fatti indubitati  § indubitatamente avv. 
inducente   part. pres.  di indurre    • 1 •   (non com.) che induce    • 2 •   (fis.) che determina un fenomeno d'induzione: corrente, campo, circuito inducente. 
indugiare   v. tr.  [io indùgio ecc.]    • 1 •   (rar.) differire, rinviare, ritardare: indugiare una consegna; che, per veder, non indugia 'l partire  (dante inf.  xxi, 28)    • 2 •   (ant.) trattenere: ma perché più v'indugio?  (tasso g. l.  iv, 16) | v. intr.  [aus. avere] tardare, lasciar passare del tempo prima di fare o dire qualcosa: indugiare a rispondere  | mi pare che indugi, che sia indeciso | prov.  : chi ha fretta, indugi  | indugiarsi v. rifl.  soffermarsi, attardarsi, trattenersi: s'era indugiato a parlare con gli amici. 
indugio   s.m.  l'indugiare; lo spazio di tempo durante il quale si indugia: rompere, troncare gli indugi, prendere l'iniziativa, agire; senza indugio  (o indugi), subito, immediatamente.
induismo   s.m.  l'insieme delle credenze religiose che, a partire dal sec. iii a. c., si sono sviluppate in india sulla base del brahmanesimo, e che hanno dato luogo a molte sette.
induista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace dell'induismo | usato anche come agg.  in luogo di induistico. 
induistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'induismo, degli induisti: riti induistici. 
indulgente   part. pres.  di indulgere   agg.  che perdona facilmente, che non è severo: una madre indulgente; essere indulgente con qualcuno; un giudizio indulgente  § indulgentemente avv. 
indulgenza   s.f.    • 1 •   l'essere indulgente; disposizione a perdonare: mostrare indulgenza verso qualcuno; avere indulgenza per gli errori altrui; invocare l'indulgenza della corte    • 2 •   (teol.) nella dottrina cattolica, la remissione, per autorità della chiesa, delle pene temporali dovute per i peccati, già cancellati dal sacramento della penitenza; è applicabile come suffragio anche ai defunti: indulgenza plenaria, remissione totale delle pene.
indulgere   v. tr.  [pres. io indulgo, tu indulgi ecc. ; pass. rem. io indulsi, tu indulgésti ecc. ; part. pass. indulto] (ant.)    • 1 •   concedere benignamente, elargire: e la virtù che lo sguardo m'indulse  (dante par.  xxvii, 97)    • 2 •   perdonare: a me medesma indulgo / la cagion di mia sorte  (dante par.  ix, 34-35) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   mostrarsi indulgente, accondiscendente: indulgere alle scappatelle dei figli    • 2 •   (estens.) lasciarsi andare a qualcosa, abbandonarsi: indulgere al sentimentalismo; indulgere ai piaceri della tavola. 
indulto   part. pass.  di indulgere   s.m.    • 1 •   (dir.) provvedimento generale di clemenza con cui il capo dello stato, su delega delle camere, condona in tutto o in parte o commuta le pene inflitte per determinati reati: concedere, applicare l'indulto    • 2 •   (eccl.) liberazione temporanea da un vincolo canonico, concessa dall'autorità ecclesiastica.
indumento   s.m.  qualsiasi capo di vestiario: indumenti estivi, invernali, leggeri, pesanti  | indumenti intimi, quelli che stanno direttamente a contatto del corpo; biancheria personale.
induramento   s.m.  (ant. , lett.) indurimento.
indurare   v. tr.  (ant.  o lett.) indurire | v. intr.  [aus. essere], indurarsi v. rifl.  (ant.  o lett.) indurirsi.
indurente   part. pres.  di indurire   agg.  e s.m.  si dice di sostanza (spec. di natura catalitica), che aggiunta a un'altra (gener. una materia plastica), ne provoca l'indurimento.
indurimento   s.m.  l'indurire, l'indurirsi, l'essere indurito.
indurire   v. tr.  [io indurisco, tu indurisci ecc.] rendere duro (anche fig.): uno smalto per indurire le unghie; l'egoismo indurisce i cuori  | v. intr.  [aus. essere], indurirsi v. rifl.  diventare duro (anche fig.): il pane di ieri è indurito; con gli anni il suo carattere si è indurito. 
indurito   part. pass.  di indurire   agg.  che è divenuto duro (anche fig.): lineamenti induriti; animo indurito. 
indurre   v. tr.  [coniugato come addurre]    • 1 •   muovere, spingere qualcuno a fare qualcosa o ad assumere un determinato atteggiamento: indurre in tentazione, in errore; indurre al male, a peccare    • 2 •   (non com.) destare, provocare (un sentimento, una sensazione): indurre tristezza, disgusto    • 3 •   (ant. , lett.) portare, recare, far entrare | indurre gli occhi, lo sguardo in un luogo, rivolgerli: più mi trema il cor, qualora io penso / di lei in parte ove altri gli occhi induca  (dante rime)    • 4 •   (filos.) ricavare col ragionamento un principio generale da casi particolari    • 5 •   (fis.) provocare l'induzione in un corpo | indursi v. rifl.  risolversi, decidersi a fare qualcosa: l'imputato si è indotto a confessare. 
indusio   s.m.  (bot.) membrana che ricopre lo sporangio delle felci.
industre   agg.  (lett.) laborioso, industrioso § industremente avv. 
industria   s.f.    • 1 •   insieme delle attività economiche dirette alla trasformazione dei prodotti naturali e alla produzione di manufatti : industria primitiva, moderna  | organizzazione della produzione basata sulla fabbrica, l'uso di macchine, la divisione del lavoro: la grande, la media, la piccola industria    • 2 •   l'insieme delle imprese che operano in uno specifico settore della produzione: industria tessile, della gomma, delle costruzioni e opere pubbliche    • 3 •   qualsiasi attività produttiva: l'industria primaria, secondaria, terziaria, l'agricoltura, l'industria, i servizi    • 4 •   (lett.) abile e diligente operosità: l'industria delle api; l'industria umana ha trovato il fuoco, mediante il quale l'occhio riacquista quello che prima gli tolsero le tenebre  (leonardo) | abilità, accorgimento: adoperarsi con ogni industria. 
industrial design   o abbr. design, loc. sost. m. invar.  progettazione di manufatti, da prodursi industrialmente, che contempera le esigenze tecnico-funzionali con quelle estetiche.
industriale   agg.  dell'industria, relativo all'industria: attività, produzione industriale; stabilimento industriale; sviluppo, progresso, rivoluzione industriale  | zona industriale, quella attrezzata per l'insediamento di attività industriali; più genericamente, zona in cui esistono molte industrie | disegno industriale, disegno tecnico di macchine per l'industria; anche, ma meno com., nel sign. di industrial design  | corrente industriale, corrente elettrica per usi industriali e in genere per forza motrice o riscaldamento, non per illuminazione | credito industriale, il credito concesso a termine non breve ad aziende industriali | piante industriali, da utilizzare nell'industria, da cui si ricavano prodotti industriali (p. e.  caffè, iuta ecc) | chimica industriale, branca della chimica che studia l'applicazione, sul piano industriale, dei principi teorici di tale disciplina | istituto tecnico industriale, tipo di scuola che prepara i tecnici da immettere nel settore industriale  s.m.  e f.  chi agisce nell'industria come imprenditore § industrialmente avv.  da un punto di vista industriale; con criteri, con metodi industriali.
industrialismo   s.m.    • 1 •   il prevalere dell'industria sulle altre attività economiche    • 2 •   l'idea secondo la quale l'industria è portatrice di sviluppo.
industrializzare   v. tr.    • 1 •   trasformare un'attività economica secondo criteri industriali: industrializzare la produzione del vino    • 2 •   trasformare l'economia di un paese, di una regione con l'impianto di nuove industrie o con il potenziamento di quelle già esistenti | industrializzarsi v. rifl.  divenire industriale, assumere caratteristiche industriali: una regione che si è industrializzata. 
industrializzazione   s.f.  l'industrializzare, l'industrializzarsi, l'essere industrializzato: l'industrializzazione del mezzogiorno; l'industrializzazione dell'agricoltura. 
industriarsi   v. rifl.  [io mi indùstrio ecc.] darsi da fare, cercare con cura e impegno di riuscire in uno scopo: industriarsi per trovare una soluzione  | ricorrere a ripieghi o espedienti per guadagnarsi la vita; arrangiarsi: s'industria come può. 
industrioso   agg.  laborioso, capace, ingegnoso: un uomo, un popolo industrioso; le industriose formiche  § industriosamente avv. 
induttanza   s.f.  (elettr.)    • 1 •   coefficiente di autoinduzione    • 2 •   dispositivo elettrico costituito da un conduttore avvolto a solenoide sopra un nucleo di materiale ferromagnetico; induttore.
induttivo   agg.    • 1 •   (filos.) che è basato sul procedimento dell'induzione: ragionamento, metodo induttivo    • 2 •   (fis.) che concorre a produrre fenomeni di induzione: circuito induttivo    • 3 •   (ant.) che tende a indurre; che mira a persuadere § induttivamente avv. 
induttometro   s.m.  (elettr.) strumento per la misurazione dell'induttanza.
induttore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (ant.) che, chi induce; suscitatore, propugnatore: gli perseguitarono atrocemente, come induttori di nuove superstizioni  (guicciardini)  s.m.  (elettr.) circuito di una macchina elettrica che produce la variazione di campo magnetico necessaria a indurre tensione o corrente in un altro circuito (indotto) | componente di un circuito di determinata induttanza.
induzione   s.f.    • 1 •   (filos.) procedimento logico, opposto a quello della deduzione, che muove dal particolare al generale, dai fatti ai principi: ragionamento per induzione    • 2 •   induzione matematica, procedimento che permette di inferire che una certa proprietà vale per ogni numero naturale, una volta che sia stato dimostrato che essa vale per 0 e che, se vale per un generico n, vale anche per il suo successore n +1    • 3 •   (fis.) azione che determinati corpi, sede di fenomeni elettrici o magnetici, esercitano a distanza su altri corpi: induzione elettrostatica, modificazione delle cariche elettriche su un corpo provocata dalla vicinanza di un altro corpo carico di elettricità induzione magnetica, magnetizzazione a distanza; induzione elettromagnetica, produzione di tensioni, correnti o campi elettrici mediante una variazione di campo magnetico.
inebbriare    ⇨ inebriare.
inebetire   v. tr.  [io inebetisco, tu inebetisci ecc.] rendere ebete o come ebete: lo spavento lo ha inebetito  | v. intr.  [aus. essere], inebetirsi v. rifl.  diventare ebete.
inebetito   part. pass.  di inebetire   agg.  ridotto allo stato di ebete: restare inebetito. 
inebriamento   s.m.  l'inebriare, l'inebriarsi, l'essere inebriato.
inebriante   part. pres.  di inebriare   agg.  che inebria (anche fig.): profumo, musica inebriante. 
inebriare   meno com. inebbriare, ant. innebriare, innebbriare, v. tr.  [io inèbrio ecc.] rendere ebbro, ubriacare: il vino lo inebria facilmente  ' (fig.) mettere in uno stato di ebbrezza spirituale, di esaltazione: sí che m'inebriava il dolce canto  (dante par.  xxvii, 3) | inebriarsi v. rifl.  diventare ebbro | (fig.) provare vivo piacere, esaltarsi: s'inebriava alle sue lodi. 
ineccepibile   agg.  che non può essere in alcun modo censurato né criticato; corretto, esatto: una condotta ineccepibile; un ragionamento ineccepibile  § ineccepibilmente avv. 
ineccepibilità   s.f.  l'essere ineccepibile: l'ineccepibilità d'un castigo. 
inedia   s.f.  digiuno prolungato; il deperimento che ne consegue | morire d'inedia, (fig.) annoiarsi grandemente.
inedificabile   agg.  si dice di terreno su cui la legge proibisce di edificare.
inedificabilità   s.f.  detto di terreno, l'essere inedificabile.
inedito   agg.    • 1 •   non ancora pubblicato: libro inedito  ' autore inedito, le cui opere non sono state ancora pubblicate    • 2 •   (fig.) non ancora noto, divulgato: notizia inedita  | nuovo, originale: un inedito accostamento di colori   s.m.  opera non ancora pubblicata.
ineducato   agg.  non educato: un ragazzo ineducato; un ingegno ineducato, rozzo, incolto § ineducatamente avv. 
ineducazione   s.f.  mancanza di educazione; rozzezza.
ineffabile   agg.  che non si può esprimere con parole (per lo più riferito a sentimenti o sensazioni piacevoli): una gioia ineffabile  | (iron.) incomparabile, impareggiabile: un ineffabile imbroglione  § ineffabilmente avv. 
ineffabilità   s.f.  l'essere ineffabile.
ineffettuabile   agg.  che non può essere effettuato: un progetto ineffettuabile. 
ineffettuabilità   s.f.  (non com.) l'essere ineffettuabile.
ineffettuato   agg.  (non com.) non effettuato.
ineffettuazione   s.f.  (non com.) mancata effettuazione di qualcosa.
inefficace   agg.  non efficace; non idoneo allo scopo cui è destinato: cura inefficace; provvedimento inefficace  § inefficacemente avv. 
inefficacia   s.f.  l'essere inefficace; mancanza di efficacia.
inefficiente   agg.  non efficiente; che dà un rendimento inferiore a quello ragionevolmente ottenibile: impianto, ufficio, personale inefficiente  § inefficientemente avv. 
inefficienza   s.f.  l'essere inefficiente; mancanza di efficienza.
ineguagliabile   meno com. inuguagliabile, agg.  che non ha eguali, che non può essere eguagliato: un attore ineguagliabile; un talento ineguagliabile  § ineguagliabilmente avv. 
ineguaglianza   meno com. inuguaglianza, s.f.  l'essere ineguale: ineguaglianza di trattamento  | ciò che interrompe l'uniformità di qualcosa: appianare le ineguaglianze del terreno. 
ineguale   o inuguale, agg.  non uguale: forze ineguali  | non regolare, non uniforme: un terreno ineguale, non perfettamente piano, accidentato; polso, respiro ineguale, aritmico; umore, temperamento ineguale, variabile, discontinuo § inegualmente avv. 
inegualità   o inugualità, s.f.  (non com.) l'essere ineguale; ineguaglianza | incostanza: la inegualità è proprio la nota costante del tuo carattere  (carducci).
inelasticità   s.f.  anelasticità; mancanza di elasticità (anche fig.).
inelastico   agg.  [pl. m. -ci] anelastico; non elastico (anche fig.).
inelegante   agg.  non elegante, privo di eleganza: abito, atteggiamento inelegante  § inelegantemente avv. 
ineleganza   s.f.  l'essere inelegante; mancanza di eleganza | (non com.) ciò che è privo di eleganza: ineleganze stilistiche. 
ineleggibile   lett. ineligibile, agg.    • 1 •   non eleggibile, che non possiede i requisiti necessari per essere eletto: ineleggibile alla carica di deputato    • 2 •   (lett.) che non può essere scelto, preferito: soluzione ineleggibile. 
ineleggibilità   lett. ineligibilità, s.f.  condizione di chi non può candidarsi alle elezioni o essere eletto, per mancanza dei requisiti richiesti.
ineludibile   agg.  che non si può eludere, trascurare; inevitabile: impegno ineludibile. 
ineludibilità   agg.  l'essere ineludibile, inevitabile.
ineluttabile   agg.  contro cui non si può lottare; inevitabile: destino ineluttabile  § ineluttabilmente avv. 
ineluttabilità   s.f.  l'essere ineluttabile: l'ineluttabilità del fato. 
inemendabile   agg.  che non può essere emendato: un difetto inemendabile. 
inemendato   agg.  (non com.) non emendato, non corretto: testo inemendato; vizi inemendati. 
inenarrabile   agg.  che non si può narrare; indicibile, indescrivibile: sofferenza inenarrabile  § inenarrabilmente avv. 
inequazione   s.f.  (mat.) lo stesso che disequazione.
inequivocabile   agg.  che non si presta a equivoci; chiaro, netto: affermazione inequivocabile  § inequivocabilmente avv. 
inerbimento   s.m.  l'operazione dell'inerbire.
inerbire   v. tr.  [io inerbisco, tu inerbisci ecc.] coprire d'erba; seminare a erba: inerbire un terreno. 
inerente   part. pres.  di inerire   agg.  che è strettamente connesso con qualcosa, che si riferisce a qualcosa: le spese inerenti al trasporto; doveri inerenti a una carica  § inerentemente avv.  (non com.) relativamente a, con riferimento a qualcosa.
inerenza   s.f.  l'essere inerente.
inerire   v. intr.  [io inerisco, tu inerisci ecc. ; non sono usati il part. pass. e i tempi composti]    • 1 •   essere strettamente connesso con qualcosa; riferirsi a qualcosa: difetti che ineriscono alla natura umana    • 2 •   (ant.) aderire; attenersi: inerendo sempre ai documenti che si trovano sparsi in questo volume... (magalotti).
inerme   agg.  privo d'armi, di difesa (anche fig.): assalire degli uomini inermi; essere inerme di fronte alle insidie, alle calunnie  | usato anche come s.m.  e f.  : infierire contro gli inermi  § inermemente avv. 
inerpicarsi   v. rifl.  [io mi inérpico, tu ti inérpichi ecc.]    • 1 •   arrampicarsi faticosamente, aiutandosi anche con le mani: inerpicarsi su per la montagna    • 2 •   (estens.) salire, superare forti dislivelli: la ferrovia si inerpicava sulle montagne. 
inerpicato   part. pass.  di inerpicarsi   agg.  situato in un luogo alto e scosceso: un paesino inerpicato in cima alla montagna. 
inerranza   s.f.  nella teologia cattolica, immunità da ogni errore che compete alla sacra scrittura in virtù della sua ispirazione divina.
inerte   agg.    • 1 •   inattivo, inoperoso, ozioso: non ho molto da fare ma non si può dire che io sia inerte  (svevo)    • 2 •   immobile, privo di vita, di moto: restò inerte al suolo; membra inerti    • 3 •   che è in stato di quiete, di inerzia: materia inerte  | mina inerte, disinnescata | capitale inerte, che non è fatto fruttare | essere un peso inerte, (fig.) si dice di chi non si rende in alcun modo utile    • 4 •   (chim.) si dice di elemento o composto che non reagisce: materiali, sostanze inerti  | gas inerti, quelli che non si combinano con gli altri elementi chimici § inertemente avv. 
inertizzazione   s.f.  processo chimico di trasformazione in sostanze inerti al quale vengono sottoposti i rifiuti solidi industriali, allo scopo di evitarne gli effetti inquinanti.
inerudito   agg.  (lett.) ignorante, rozzo; inesperto: mi sforzerò di secondare con la definizione delle proporzioni il concetto universale degli uomini anche ineruditi nella geometria  (galilei).
inerzia   s.f.    • 1 •   l'essere inerte; inattività, inoperosità: giacere nell'inerzia; scuotersi dall'inerzia    • 2 •   (fis.) proprietà di ogni corpo di persistere nel proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme se non intervengono forze esterne | forza d'inerzia, forza fittizia data dal prodotto della massa di un corpo in moto per la sua accelerazione cambiata di verso | per forza d' inerzia, (fig.) per abitudine, senza propria scelta o volontà    • 3 •   (med.) stasi funzionale, totale o parziale: inerzia uterina. 
inerziale   agg.  (fis.) dell'inerzia: massa inerziale, misura dell'inerzia di un corpo § inerzialmente avv.  per inerzia.
inesattezza   s.f.  l'essere inesatto: l'inesattezza di un calcolo  | cosa inesatta; errore, sbaglio: una relazione piena di inesattezze. 
inesatto   (1) agg.  privo di esattezza, di precisione: notizia, citazione inesatta; è inesatto quello che dici  § inesattamente avv. 
inesatto   (2) agg.  si dice di somma, tributo ecc. che non è stato riscosso.
inesaudibile   agg.  che non può essere esaudito: desiderio inesaudibile. 
inesaudito   agg.  non esaudito: preghiera inesaudita. 
inesauribile   agg.  che non si può esaurire, che non si esaurisce mai (anche fig.): fonte, miniera inesauribile; ricchezze inesauribili; fantasia, energia inesauribile  § inesauribilmente avv. 
inesauribilità   s.f.  l'essere inesauribile (anche fig.): l'inesauribilità della fantasia. 
inesausto   agg.  (lett.) non esausto; che non si esaurisce: talento inesausto  § inesaustamente avv. 
inescare   e deriv.   ⇨ innescare e deriv. 
inescusabile   agg.  (non com.) che non si può scusare: errore, colpa inescusabile  § inescusabilmente avv. 
inescusato   agg.  (non com.) non scusato, non scusabile: mancanza inescusata. 
ineseguibile   agg.  che non si può eseguire: lavoro ineseguibile. 
ineseguito   agg.  che non è stato eseguito: un ordine ineseguito. 
inesercitabile   agg.  (non com.) che non può essere esercitato: diritto inesercitabile. 
inesercitato   agg.  (non com.) che è privo d'esercizio, d'allenamento: muscolo inesercitato. 
inesigibile   agg.  non esigibile | si dice di credito di cui non può essere chiesto il pagamento.
inesigibilità   s.f.  l'essere inesigibile | impossibilità di essere riscosso: inesigibilità di un credito. 
inesistente   agg.    • 1 •   che non esiste; falso, immaginario: un pericolo inesistente; lamentarsi di mali inesistenti  | (dir.) che non sussiste nei confronti della legge: reato inesistente    • 2 •   (fam.) trascurabile, piccolo, di scarso rilievo: uno stipendio, un danno inesistente. 
inesistenza   s.f.  il non esistere, l'essere inesistente.
inesorabile   agg.    • 1 •   che non si lascia vincere dalla pietà o dalle preghiere: giudice inesorabile; mostrarsi inesorabile con i nemici    • 2 •   (fig.) si dice di cosa a cui non ci si può sottrarre, contro cui non c'è rimedio: un destino inesorabile; l'inesorabile trascorrere del tempo  § inesorabilmente avv. 
inesorabilità   s.f.  l'essere inesorabile: l'inesorabilità di un male. 
inesorato   agg.  (lett.) non placato da preghiere o suppliche; spietato: inesorato è il solo / pluto, e per questo il più aborrito iddio  (monti).
inesperienza   s.f.  l'essere inesperto; mancanza di esperienza, di pratica: sbagliare per inesperienza; l'inesperienza dei giovani. 
inesperto   agg.    • 1 •   che non ha esperienza di qualcosa: essere inesperto del mare, della montagna  | che non ha esperienza della vita e del mondo: un ragazzo inesperto    • 2 •   non pratico, poco abile in qualcosa: medico, autista inesperto; dipingere con mano inesperta  § inespertamente avv. 
inespiabile   agg.  che non si può espiare per la sua gravità: colpa inespiabile  | che non si può scontare: pena inespiabile  § inespiabilmente avv. 
inespiato   agg.  che non è stato espiato: delitto inespiato. 
inesplicabile   agg.  che non si può comprendere o spiegare: mistero, fenomeno inesplicabile; un comportamento inesplicabile  § inesplicabilmente avv. 
inesplicabilità   s.f.  l'essere inesplicabile.
inesplicato   agg.  (non com.) non spiegato; incomprensibile: cause inesplicate  § inesplicatamente avv. 
inesplorabile   agg.    • 1 •   che non si può esplorare: foresta inesplorabile    • 2 •   (fig.) che non si può conoscere nella sua essenza: gli inesplorabili misteri della natura; intenzioni inesplorabili  § inesplorabilmente avv. 
inesplorato   agg.    • 1 •   non esplorato: terre, regioni inesplorate    • 2 •   (fig.) poco conosciuto, che non è stato ancora oggetto di ricerche: un antico archivio inesplorato. 
inesploso   agg.  si dice di proiettile, ordigno bellico che non sia esploso quando avrebbe dovuto: bomba, mina inesplosa. 
inespressivo   agg.  privo di espressione; che non esprime o non sa esprimere nulla: un viso, un attore inespressivo  § inespressivamente avv. 
inespresso   agg.  non espresso, non manifestato: amore, rancore inespresso  § inespressamente avv. 
inesprimibile   agg.  che è impossibile o difficile esprimere adeguatamente con parole (detto spec. di sentimenti): gioia, dolore inesprimibile  § inesprimibilmente avv. 
inespugnabile   agg.  che non si può espugnare: città, fortezza inespugnabile  | (fig.) che non si può corrompere o sedurre: onestà inespugnabile  § inespugnabilmente avv. 
inespugnabilità   s.f.  l'essere inespugnabile.
inespugnato   agg.  non espugnato, non conquistato (anche fig.): roccaforte inespugnata; onestà inespugnata. 
inessenziale   agg.  che non è essenziale, indispensabile.
inessiccabile   agg.  (lett.) che non si può essiccare, che non si prosciuga (anche fig.): sorgente inessiccabile; d'alta facondia inessicabil vena  (ariosto o. f.  xlvi, 13) § inessiccabilmente avv. 
inestensibile   agg.  che non si può estendere (anche fig.): materiale inestensibile; concessione inestensibile. 
inestensibilità   s.f.  l'essere inestensibile.
inestensione   s.f.  (non com.) l'essere privo di estensione.
inesteso   agg.  (non com.) che non ha estensione: il punto geometrico è inesteso. 
inestetico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) contrario ai principi estetici; antiestetico.
inestetismo   s.m.  difetto di lieve entità, spec. fisico.
inestimabile   agg.  che non si può valutare in termini economici per il suo altissimo pregio: beni inestimabili; un quadro di valore inestimabile  | (estens.) grandissimo, che non si può apprezzare pienamente: inestimabili doti di bontà  § inestimabilmente avv. 
inestinguibile   agg.  che non si può estinguere, spegnere, smorzare: fuoco, sete inestinguibile  | (fig.) che non viene mai meno, che è sempre vivo: odio, amore inestinguibile  § inestinguibilmente avv. 
inestinto   agg.  (lett.) non estinto: scintille inestinte d'ardita pietà  (tommaseo).
inestirpabile   agg.  che non si può estirpare (spec. fig.): male, vizio inestirpabile  § inestirpabilmente avv. 
inestricabile   agg.    • 1 •   che non si può districare, sbrogliare: nodo, groviglio inestricabile    • 2 •   (fig.) intricato, confuso: un inestricabile dedalo di viuzze  | molto complesso, difficile, insolubile: problema inestricabile  § inestricabilmente avv. 
inettitudine   s.f.    • 1 •   mancanza di attitudine per qualcosa: inettitudine al comando, allo studio, alla musica    • 2 •   mancanza di qualsiasi capacità: dimostrare inettitudine. 
inetto   agg.    • 1 •   privo di attitudine per un determinato compito: essere inetto al comando, alle armi    • 2 •   inabile, incapace nel proprio mestiere, nella propria professione: un impiegato inetto  | che vale poco o nulla, che manca di qualsiasi capacità dappoco: un individuo inetto  | prole inetta, i piccoli degli uccelli che, appena usciti dall'uovo, non sono in grado di nutrirsi da soli    • 3 •   (lett.) sciocco, inopportuno: domande inette   s.m.  [f. -a] persona priva di qualsiasi capacità, buona a nulla § inettamente avv. 
ineunte   agg.  (lett.) che si inizia, che comincia: secolo xv ineunte. 
inevaso   agg.  (burocr.) non trattato, non sbrigato: pratiche inevase; lettera inevasa, che non ha avuto risposta.
inevidente   agg.  (non com.) non evidente; poco chiaro.
inevidenza   s.f.  (non com.) l'essere inevidente.
inevitabile   agg.  che non si può evitare: disastro inevitabile   s.m.  ciò che non si può evitare; cosa che in certe condizioni non può non accadere: rassegnarsi all'inevitabile  § inevitabilmente avv. 
inevitabilità   s.f.  l'essere inevitabile.
in extremis   loc. avv.    • 1 •   negli estremi momenti di vita: essere in extremis, essere in fin di vita; sposare in extremis, in punto di morte    • 2 •   (fig.) all'ultimo momento, negli ultimi istanti di un tempo determinato: un salvataggio in extremis; un gol segnato in extremis, negli ultimi minuti della partita.
inezia   s.f.    • 1 •   cosa da nulla, di nessuna importanza; sciocchezza, bazzecola: arrabbiarsi per un'inezia; quell'esame per lui è un'inezia, è facilissimo; l'ho pagato un'inezia, pochissimo | in usi antifrastici: si tratta di un'inezia!, si tratta di cosa molto seria o difficile o costosa    • 2 •   (ant.) inettitudine, stoltezza: inezia e fastidiose saccenterie degl'insolenti  (alberti).
infaceto   agg.  (lett.) non faceto, privo di piacevolezza e di arguzia (si usa per lo più preceduto da negazione): racconto non infaceto, piacevole, arguto.
infacondia   s.f.  (lett.) l'essere infacondo; difficoltà, povertà di parola.
infacondo   agg.  (lett.) privo di facondia, di eloquenza: un oratore infacondo  § infacondamente avv. 
infagottare   v. tr.  [io infagòtto ecc.]    • 1 •   (non com.) avvolgere qualcosa facendone un fagotto    • 2 •   (fig.) avvolgere una persona in panni pesanti per difenderla dal freddo: infagottò il bambino in uno scialle  | detto di indumento, far sembrare un fagotto, star male addosso: questo vestito ti infagotta  | infagottarsi v. rifl.  avvolgersi in abiti pesanti per ripararsi dal freddo; vestirsi in modo sgraziato, inelegante.
infagottato   part. pass.  di infagottare   agg.  avvolto in abiti pesanti; vestito goffamente: essere tutto infagottato. 
infaldare   v. tr.  sottoporre a infaldatura.
infaldatura   s.f.  operazione finale nella produzione dei tessuti, consistente nel piegare in falde sovrapposte la pezza del tessuto.
infallantemente   avv.  (ant. , lett.) infallibilmente; senza alcun dubbio, certamente: mi rimetto subito sulla via di roma, ove infallantemente sarò il giorno 28  (monti).
infallibile   agg.  che non può sbagliare, che non sbaglia mai: nessuno è infallibile; avere una mira, un fiuto infallibile; uno strumento infallibile, esattissimo; un rimedio infallibile, di sicuro effetto § infallibilmente avv.  senza possibilità di sbagliare; in modo certo, sicuro.
infallibilità   s.f.  l'essere infallibile; impossibilità di sbagliare: l'infallibilità di dio; l'infallibilità di un tiratore scelto  | infallibilità del papa, dogma cattolico secondo cui il papa è infallibile quando parla «ex cathedra», cioè come pastore e dottore di tutti i cristiani, in materia di fede e di costumi.
infamante   part. pres.  di infamare   agg.  che infama: accusa infamante; vizi infamanti  | pena infamante, nel medioevo, pena che rendeva il reo pubblicamente infame.
infamare   v. tr.  coprire d'infamia; screditare gravemente: infamare qualcuno con turpi accuse  | infamarsi v. rifl.  o intr. pron.  coprirsi d'infamia: infamarsi con gravi colpe. 
infamatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi sparge notizie infamanti sul conto di qualcuno.
infamatorio   agg.  che tende a infamare, che reca infamia: scritto infamatorio. 
infame   agg.    • 1 •   che ha pessima fama, che merita il pubblico disprezzo per essersi macchiato di gravi colpe: un infame assassino  | che è fatto o detto con animo scellerato; che copre d'infamia: un'azione infame; un'infame calunnia    • 2 •   (scherz.) pessimo: un tempo, un viaggio infame; un dipinto, un film infame, mal fatto | intollerabile: una fatica infame   s.m.  e f.  persona infame, scellerata § infamemente avv. 
infamia   s.f.    • 1 •   biasimo pubblico per un'azione spregevole, disonorevole: cadere nell'infamia; macchiarsi d'infamia  | marchio d'infamia, marchio che anticamente veniva impresso a fuoco sul corpo dei condannati per certi delitti; (fig.) grave disonore, pubblica vergogna: bollare di, con un marchio d'infamia  | senza infamia e senza lode, senza meriti né demeriti    • 2 •   azione o espressione infame: commettere, dire un'infamia    • 3 •   (scherz.) cosa pessima; lavoro mal fatto: questo spettacolo è un'infamia. 
infamità   s.f.  (merid.)    • 1 •   l'essere infame: l'infamità di un'azione    • 2 •   azione, detto infame: commettere, dire infamità. 
infanatichire   v. intr.  [io infanatichisco, tu infanatichisci ecc. ; aus. essere], infanatichirsi v. rifl.  diventare fanatico, essere invaso da fanatismo; per estens., essere preso da passione esagerata per qualcosa o per qualcuno: infanatichirsi della musica, per una ragazza  | v. tr.  (non com.) far diventare fanatico.
infangamento   s.m.  (non com.) l'infangare, l'infangarsi, l'essere infangato (anche fig.).
infangare   v. tr.  [io infango, tu infanghi ecc]    • 1 •   coprire, sporcare di fango: infangarsi le scarpe    • 2 •   (fig.) disonorare: infangare il nome della famiglia  | infangarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   coprirsi, sporcarsi di fango: in quelle pozzanghere mi sono tutto infangato    • 2 •   (fig.) coprirsi di disonore: infangarsi con azioni disoneste. 
infantare   v. tr.  (ant.) partorire, dare alla luce, generare (anche fig.) | inventare: i sognanti e i pazzi, veramente infantano raccozzando  (tommaseo).
infantastichire   v. intr.  [io infantastichisco, tu infantastichisci ecc. ; aus. essere] (non com.) diventare fantastico, stravagante; avere il capo pieno di fantasticherie, di cose irreali | v. tr.  (non com.) rendere stravagante, fantastico.
infante   (1) s.m.  e f.    • 1 •   (lett.) bambino molto piccolo; neonato    • 2 •   (ant.) paggio, servitore | soldato che combatte a piedi, fante  agg.  (lett.)    • 1 •   che è nell'età dell'infanzia: sentono al primo entrar voci e vagiti / di pargoletti infanti  (caro)    • 2 •   (fig) che è agli inizi, alle origini: nel mondo ancora semplice ed infante  (tasso aminta).
infante   (2) s.m.  [f. -a] titolo che veniva dato ai figli dei re di spagna e di portogallo.
infanteria   s.f.  (ant.) fanteria.
infanticida   s.m.  e f.  [pl. m. -di] chi ha commesso infanticidio.
infanticidio   s.m.  uccisione di un neonato.
infantigliole   s.f. pl.  nome pop. dell'eclampsia infantile e in genere di qualsiasi forma di convulsioni dei bambini.
infantile   agg.    • 1 •   proprio dei bambini piccoli, dell'infanzia: malattia, asilo, linguaggio infantile  | letteratura infantile, quella destinata ai bambini    • 2 •   si dice di ciò che, in un adulto, rivela puerilità, immaturità: comportamento infantile  § infantilmente avv. 
infantilismo   s.m.    • 1 •   (med. , psicol.) persistenza, nell'adulto o nell'adolescente, di caratteri somatici o psichici infantili    • 2 •   (estens.) immaturità, puerilità, ingenuità eccessiva in una persona adulta.
infantilità   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere infantile, puerile    • 2 •   azione, detto da bambino: dire delle infantilità    • 3 •   (ant.) infanzia.
infanzia   s.f.    • 1 •   periodo della vita umana che va dalla nascita all'adolescenza: i giochi, i ricordi dell'infanzia    • 2 •   i bambini nel loro insieme: leggi per la tutela dell'infanzia; letteratura per l'infanzia    • 3 •   (fig. lett.) primo periodo, età delle origini: la selvatichezza è l'infanzia dei popoli  (cattaneo).
infarcimento   s.m.    • 1 •   l'infarcire, l'essere infarcito; anche, ciò di cui una cosa è infarcita, farcia (spesso fig.): un libro con grande infarcimento di note    • 2 •   (med.) processo di diffusione del sangue nel tessuto circostante in seguito alla lesione di un vaso sanguigno.
infarcire   v. tr.  [io infarcisco, tu infarcisci ecc.]    • 1 •   (gastr.) imbottire con un ripieno; farcire: infarcire un pollo, un tacchino    • 2 •   (fig.) riempire, inzeppare: infarcire un discorso di citazioni; infarcire la mente di nozioni inutili. 
infarcitura   s.f.  (gastr.) farcia, ripieno.
infarinare   v. tr.    • 1 •   cospargere di farina o di un'altra sostanza polverizzata: infarinare il pane prima d'infornarlo; infarinare la torta di vaniglia; infarinare il pesce, rivoltarlo nella farina prima di friggerlo | sporcare di farina o di altre polveri: infarinarsi il vestito    • 2 •   (estens.) imbiancare: la neve ha infarinato i tetti  | (scherz.) incipriare: infarinarsi la faccia  | infarinarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   sporcarsi di farina o di altre polveri    • 2 •   (scherz.) incipriarsi.
infarinatura   s.f.    • 1 •   l'infarinare, l'essere infarinato: l'infarinatura del pesce    • 2 •   (fig.) conoscenza superficiale (di una materia, di una disciplina, di un'arte): avere un'infarinatura di matematica, di giornalismo, di falegnameria. 
infarto   s.m.  (med.) lesione anatomica circoscritta di un tessuto, dovuta a occlusione di un'arteria: infarto intestinale, cardiaco, cerebrale  | per antonomasia, infarto cardiaco: morire di infarto. 
infartuale   agg.  (med.) relativo all'infarto.
infartuato   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) si dice di chi è stato colpito da infarto cardiaco.
infastidire   v. tr.  [io infastidisco, tu infastidisci ecc.]    • 1 •   recare noia, dare fastidio a qualcuno: infastidire gli altri con le proprie lamentele    • 2 •   (ant.) provare ripugnanza per qualcosa; avere a noia | infastidirsi v. rifl.  seccarsi, perdere la pazienza: s'infastidisce per cose da nulla. 
infaticabile   agg.  che non si stanca mai, che non sente la fatica: un uomo, un lavoratore infaticabile  | che persegue un fine con tenacia e dedizione: essere infaticabile nel sostenere i propri ideali  § infaticabilmente avv.  senza mai stancarsi; con tenacia e dedizione.
infaticabilità   s.f.  l'essere infaticabile; assiduità, tenacia.
infaticato   agg.  (lett.) infaticabile; che continua senza interruzione nella propria attività o funzione: e infaticato il sole / torna ogni giorno  (pascoli).
infatti   cong.  in realtà, difatti, invero (introduce una proposizione dichiarativa, che conferma o spiega quanto è stato detto precedentemente): hai ragione, infatti non l'avevo mai sentito dire  | usato da solo, sottintendendo il resto della frase: ha detto che avrebbe telefonato, infatti!, ha telefonato (anche iron. , per indicare il contrario, cioè 'non ha telefonato').
infattibile   agg.  (non com.) che non può essere fatto.
infatuare   v. tr.  [io infàtuo ecc.]    • 1 •   (ant.) rendere fatuo, sciocco    • 2 •   provocare in qualcuno un entusiasmo eccessivo, per lo più di breve durata, per una cosa o una persona: lo ha infatuato delle sue idee  | infatuarsi v. rifl.  lasciarsi prendere da un'infatuazione: infatuarsi dello sport, della musica; infatuarsi di una donna  | farsi prendere da fervore sproporzionato, eccessivo: infatuarsi in una discussione. 
infatuato   part. pass.  di infatuare   agg.  preso da infatuazione | essere infatuato di sé stesso, compiacersi troppo delle proprie doti.
infatuazione   s.f.  entusiasmo, passione esagerata e superficiale: avere, prendere un'infatuazione per una persona, per un gioco, per un hobby. 
infausto   agg.  non fausto, portatore di sventura: un giorno, un segno infausto  | legato ad avvenimenti sfortunati, dolorosi o ingloriosi: ricordo infausto  | prognosi infausta, (med.) che esclude la sopravvivenza del malato § infaustamente avv. 
infebbrare   v. intr.  [aus. essere] (non com.) avere la febbre, smaniare per la febbre | (fig. poet.) ribollire: la riviera che infebbra, torba, e scroscia / incontro alla marea  (montale).
infecondità   s.f.    • 1 •   (fisiol.) nella donna o nella femmina dei mammiferi, incapacità di protrarre la gravidanza fino all'epoca di vitalità del feto    • 2 •   sterilità    • 3 •   l'essere infruttuoso, improduttivo (anche fig.).
infecondo   agg.    • 1 •   non fecondo, non atto a procreare: donna infeconda    • 2 •   sterile: giorni infecondi, nel ciclo mestruale, quelli durante i quali non può avvenire la fecondazione | nozze infeconde, da cui non sono nati figli    • 3 •   che non dà frutto: terreno infecondo    • 4 •   (fig.) che non crea, non produce nulla: ingegno infecondo; fantasia infeconda  | inutile, vano: discussioni infeconde  § infecondamente avv. 
infedele   agg.    • 1 •   che non tiene fede agli impegni, alla parola data: essere infedele a un giuramento; amico, alleato infedele; moglie, marito infedele, che non rispetta la fedeltà coniugale    • 2 •   che, volontariamente o involontariamente, non si attiene alla realtà dei fatti; che si discosta dal modello, dall'originale: testimone infedele; racconto, traduzione infedele   s.m.  e f.  chi professava una fede religiosa diversa dalla propria; per antonomasia, chi era di fede musulmana, in contrapposizione alle genti battezzate: le crociate contro gli infedeli  § infedelmente avv. 
infedeltà   s.f.    • 1 •   l'essere infedele: infedeltà coniugale    • 2 •   atto con cui si viola un obbligo di fedeltà: commettere un'infedeltà. 
infelice   agg.    • 1 •   che non è felice, che vive in condizioni tristi e non può soddisfare i propri desideri, le proprie aspirazioni: essere, sentirsi infelice; un uomo infelice    • 2 •   che è causa di infelicità che è pieno di tristezze, di sofferenze, di avversità: un'infanzia, una vita infelice; un amore infelice, non corrisposto o contrastato    • 3 •   fatto, riuscito male: una scelta infelice; una casa, una stanza infelice, scomoda, angusta    • 4 •   non buono, sfavorevole; negativo: clima, posizione, esito infelice    • 5 •   inopportuno: una risposta, una battuta infelice   s.m.  e f.  chi non è felice; in partic., chi è afflitto da qualche grave imperfezione fisica o è menomato nelle facoltà dell'intelletto: è un povero infelice  § infelicemente avv. 
infelicità   s.f.    • 1 •   stato di chi è infelice: vivere nell'infelicità    • 2 •   l'essere inopportuno, errato: l'infelicità di una risposta, di una decisione    • 3 •   dolore, sventura: patire molte infelicità. 
infellonire   v. intr.  [io infellonisco, tu infellonisci ecc. ; aus. essere] (lett.) incrudelire: ne l'ira argante infellonisce, e strada / sovra il petto del vinto al destrier face  (tasso g. l.  vi, 36).
infeltrimento   s.m.  l'infeltrire, l'infeltrirsi, l'essere infeltrito.
infeltrire   v. tr.  [io infeltrisco, tu infeltrisci ecc.] rendere un tessuto sodo e compatto come il feltro | v. intr.  [aus. essere], infeltrirsi v. rifl.  assumere la compattezza del feltro: la maglia (si) è infeltrita dopo la lavatura. 
infemminire   v. tr.  [io infemminisco, tu infemminisci ecc.] (lett.) effeminare | v. intr.  [aus. essere], infemminirsi v. rifl.  (lett.) diventare effeminato.
inferenza   s.f.    • 1 •   in logica, procedimento deduttivo mediante cui da una o più premesse si ricava una conclusione    • 2 •   (stat.) procedimento di generalizzazione dei risultati ottenuti dall'osservazione di un campione all'intera popolazione da cui il campione è stato estratto.
inferenziale   agg.  di inferenza, che si fonda su un'inferenza: ragionamento, procedimento inferenziale. 
inferia   s.f.    • 1 •   pl.  presso gli antichi romani, sacrifici e offerte agli dei mani    • 2 •   (fig. lett.) vittima espiatoria: ti mando inferia, o puro, o forte, o bello / massimiliano  (carducci).
inferiore   agg.  [compar. di basso]    • 1 •   che sta sotto, più in basso: il piano inferiore di una casa; gli arti inferiori, le gambe; il corso inferiore di un fiume, la parte più vicina alla foce    • 2 •   si dice di persona o cosa che in una scala di valori occupa una posizione meno elevata; in partic., minore per altezza, grandezza, numero, o per valore, pregio, qualità: statura inferiore alla norma; un oggetto di prezzo inferiore; merce di qualità inferiore; persona inferiore di grado; essere, riuscire, risultare inferiore ad altri; non sentirsi inferiore a nessuno; essere inferiore alla propria fama, all'aspettativa, essere da meno, al di sotto | ufficiali inferiori, sottotenente, tenente, capitano | scuola media inferiore, il primo triennio della scuola secondaria | animali inferiori, quelli di struttura meno complessa e che sono classificati all'inizio della scala zoologica  s.m.  chi, in una gerarchia, occupa un posto di grado meno elevato: i rapporti tra inferiori e superiori  § inferiormente avv.  nella parte inferiore.
inferiorità   s.f.  l'essere inferiore; stato di chi è inferiore: inferiorità economica, culturale; non riconoscere la propria inferiorità; sentirsi in condizione di inferiorità  | complesso di inferiorità, bisogno assillante di affermare sé stesso, determinato dall'esigenza di compensare una condizione, vera o presunta, di inferiorità rispetto agli altri.
inferire   v. tr.  [pres. io inferisco, tu inferisci ecc. ; pass. rem. io infèrsi, tu inferisti ecc.  nel sign. 1, io inferìi, tu inferisti ecc.  negli altri sign.; part. pass. infèrto  nel sign. 1, inferito  negli altri sign.]    • 1 •   dare, assestare: inferire un colpo, una coltellata, una bastonata  | arrecare, apportare, cagionare (un danno, una perdita, anche fig.): l'offensiva ha inferto gravi perdite al nemico; l'incidente ha inferto un duro colpo al suo morale    • 2 •   compiere un'inferenza; dedurre, argomentare: inferire dalle prove la colpevolezza dell'accusato    • 3 •   (mar.) inserire, fissare: inferire un paranco, far passare il cavo nei bozzelli; inferire una vela, legarla con gli inferitoi; inferire una bandiera, legarla alla drizza.
inferitoio   s.m.  (mar.) cavetto per legare una vela al pennone o all'antenna o a un cavo.
inferitura   s.f.  (mar.)    • 1 •   l'inferire    • 2 •   il lato della vela che si lega al pennone, all'antenna o a un cavo; antennale.
infermare   v. intr.  [io inférmo ecc. ; aus. essere] (lett.) diventare infermo, ammalarsi | v. tr.  (lett.) rendere infermo | (fig.) indebolire: era il disio che l'alma dentro inferma  (ariosto o. f.  xxx, 95).
infermeria   s.f.    • 1 •   locale o insieme di locali adibiti alla visita medica, al ricovero e alla cura degli ammalati di una comunità (convento, collegio, prigione, nave ecc.)    • 2 •   (ant.) infermità, epidemia: cominciò una grandissima infermeria e mortalità  (boccaccio dec.  x, 9).
infermiccio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.) alquanto infermo; che è malato di malattia non grave ma durevole.
infermiere   s.m.  [f. -a] chi per professione assiste gli infermi, seguendo le prescrizioni del medico: infermiere generico, professionale  | chi anche occasionalmente assiste un malato: durante la malattia la moglie gli ha fatto da infermiera  | anche agg.  : suora infermiera. 
infermieristica   s.f.  l'insieme delle conoscenze sanitarie occorrenti per fare l'infermiere.
infermieristico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne gli infermieri, la loro professione, la loro categoria: personale infermieristico. 
infermità   ant. infermitate [in-fer-mi-tà-te] o infermitade, s.f.    • 1 •   malattia, spec. se di lunga durata: essere colpito da una grave infermità  | infermità mentale, (dir.) incapacità di intendere e di volere, anche temporaneamente    • 2 •   (fig.) debolezza: infermità dell'animo. 
infermo   ant. infirmo, agg.    • 1 •   colpito da infermità malato: cadere infermo; restare infermo per tutta la vita; essere infermo alle gambe  | infermo di mente, affetto da malattia mentale    • 2 •   (lett.) debole, malfermo: l'altre schiere travagliate e 'nferme  (petrarca canz.  liii, 61)    • 3 •   (ant.) malsano: la città di vinezia posta in luogo paludoso ed infermo  (machiavelli)  s.m.  [f. -a] persona inferma: assistere, visitare gli infermi  § infermamente avv.  (ant.) debolmente, fiaccamente.
infernale   agg.    • 1 •   dell'inferno: spiriti infernali | arti infernali, quelle della stregoneria | pietra infernale, (chim.) nitrato d'argento    • 2 •   (fig.) terribile, spaventoso, tremendo: giornata, notte infernale; baccano infernale, assordante; caldo infernale, insopportabile; danza, ritmo infernale, frenetico, concitato; indiavolato | un piano, un disegno infernale, concepito con astuzia o crudeltà diabolica | macchina infernale, espressione con cui si indicavano un tempo gli ordigni esplosivi e le armi da fuoco; (fig.) concatenazione di situazioni spiacevoli e non controllabili: trovarsi preso in una macchina infernale  § infernalmente avv. 
inferno   (1) agg.  (poet.) infernale: l'onda incitata dagli inferni dei  (foscolo sepolcri  225).
inferno   (2) s.m.    • 1 •   secondo le credenze pagane del mondo antico, la sede dei trapassati e degli dei sotterranei; gli inferi    • 2 •   secondo la religione cristiana, luogo di dannazione e di pena eterna in cui sono relegate le anime dei peccatori non pentiti: essere condannato all'inferno; i tormenti, le fiamme, i diavoli dell'inferno; l'inferno dantesco, quello descritto da dante nella prima cantica della «divina commedia», intitolata appunto «inferno» | mandare qualcuno all 'inferno, (fig.) maledirlo, cacciarlo via in malo modo | va' all'inferno!, (fam.) esclamazione d'insofferenza, d'irritazione | soffrire le pene dell'inferno, (fig.) soffrire moltissimo | d'inferno, (fig.) infernale, terribile: vita, giornata d'inferno; una confusione, un baccano d'inferno; tempo, caldo d'inferno    • 3 •   (fig.) luogo o cosa che dà sofferenze, che procura immenso fastidio: quella casa è un inferno; la vita con lui è diventata un inferno    • 4 •   negli oleifici, locale sotterraneo dove si raccolgono in appositi pozzetti le acque di vegetazione e di lavaggio delle olive.
inferno   (3) s.m.  vino rosso della valtellina, asciutto e di buon corpo.
infero   agg.    • 1 •   (lett.) inferiore | ovario infero, (bot.) situato al di sotto del calice    • 2 •   (non com.) infernale  s.m. pl.  gli dei o i luoghi dell'oltretomba pagano; per estens., oltretomba in genere: discendere agli inferi. 
inferocire   v. tr.  [io inferocisco, tu inferocisci ecc.] rendere feroce: la fame inferocisce le belve  | (iperb.) irritare fortemente, esasperare: il tuo ritardo lo ha inferocito  | v. intr.  [aus. avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2]    • 1 •   compiere atti di ferocia; infierire: inferocire sul nemico vinto    • 2 •   divenire feroce | irritarsi rabbiosamente | inferocirsi v. rifl.  diventare feroce: i cani s'inferocirono  | (iperb.) irritarsi fortemente, imbestialirsi: di fronte alla loro ostinazione si inferocì. 
inferocito   part. pass.  di inferocire   agg.  reso feroce: un toro inferocito  | (iperb.) fortemente adirato: se ne andò inferocito. 
inferriata   s.f.    • 1 •   struttura fissa a sbarre o a grata, gener. di ferro, che si pone a protezione delle finestre per impedire l'accesso o (p. e.  nelle prigioni) l'uscita, ma senza limitare la visibilità    • 2 •   cancellata.
infertile   agg.    • 1 •   (lett.) che non è fertile, che non dà frutti: terreno infertile    • 2 •   (fisiol.) affetto da infertilità, infecondità.
infertilire   v. tr.  [io infertilisco, tu infertilisci ecc.] (non com.) rendere fertile; fertilizzare.
infertilità   s.f.  (fisiol.) infecondità.
inferto   part. pass.  di inferire  e agg.  nel sign.    • 1 •   del verbo.
infervoramento   s.m.  l'infervorare, l'infervorarsi, l'essere infervorato.
infervorare   v. tr.  [io infervóro  o infèrvoro ecc.] entusiasmare; infiammare di fervore, di passione: il suo discorso infervorò i soldati; infervorare allo studio, alla lotta  | infervorarsi v. rifl.  entusiasmarsi, infiammarsi, accalorarsi: infervorarsi per un'idea, in una discussione. 
infervorato   part. pass.  di infervorare   agg.  pieno di fervore, di entusiasmo: essere tutto infervorato  § infervoratamente avv. 
infervorire   v. tr.  [io infervorisco, tu infervorisci ecc.] (non com.) infervorare.
infestamento   s.m.  l'infestare, l'essere infestato.
infestante   part. pres.  di infestare   agg.  che infesta: piante, insetti infestanti. 
infestare   v. tr.  [io infèsto ecc.]    • 1 •   svolgere azione dannosa e criminosa in un luogo o in un ambiente (anche fig.): i pirati infestavano i mari; la corruzione infesta la società    • 2 •   di animali e vegetali, accentrarsi in gran numero in un luogo, in una zona, producendo gravi danni: le cavallette infestano la regione; il loglio infesta i campi di grano  | (med.) detto di parassiti, invadere un organismo    • 3 •   (ant.) molestare, infastidire.
infestatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi infesta.
infestazione   s.f.    • 1 •   l'infestare, l'essere infestato    • 2 •   (med.) presenza di parassiti appartenenti all'ordine dei metazoi (vermi, artropodi ecc.).
infestione   s.f.  (med.) infestazione.
infesto   agg.  (lett.) ostile, nemico; dannoso, nocivo; molesto: va crescendo ognor l'aspra ed infesta / furia de' brandi  (b. tasso) § infestamente avv. 
infetidire   v. tr.  [io infetidisco, tu infetidisci ecc.] rendere fetido | v. intr.  [aus. essere] divenire fetido.
infettare   v. tr.  [io infètto ecc.]    • 1 •   rendere infetto, provocare un'infezione: la polvere ha infettato la ferita  | (estens.) ammorbare, contaminare: miasmi che infettano l'aria    • 2 •   (fig.) guastare moralmente, corrompere    • 3 •   (inform.) contaminare con un virus | infettarsi v. rifl.  divenire infetto, contrarre un'infezione: la ferita si è infettata. 
infettatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi infetta.
infettivo   agg.  relativo a infezione; che provoca infezione, che deriva da infezione: processo infettivo; febbre infettiva; malattie infettive. 
infettivologia   s.f.  branca della medicina che studia e cura le malattie infettive.
infettivologo   s.m.  [pl. m. -gi] medico specializzato in infettivologia.
infetto   agg.    • 1 •   colpito da infezione: parte, ferita infetta    • 2 •   che porta i germi di un'infezione; guasto, inquinato: acque infette    • 3 •   (fig.) pervertito moralmente, corrotto: ambiente infetto. 
infeudamento   s.m.  l'infeudare, l'infeudarsi, l'essere infeudato.
infeudare   v. tr.  [io infèudo ecc.]    • 1 •   (st.) concedere come feudo: infeudare una terra a un vassallo  | assoggettare a vincoli feudali: infeudare un comune    • 2 •   (estens.) assoggettare, sottoporre al proprio controllo: i monopoli infeudano le piccole industrie  | infeudarsi v. rifl.    • 1 •   (st.) sottoporsi a un vincolo feudale: infeudarsi a un principe    • 2 •   (fig.) assoggettarsi, asservirsi a qualcuno.
infeudazione   s.f.  infeudamento.
infezione   s.f.    • 1 •   (med.) ingresso o presenza di microrganismi patogeni in un organismo: focolaio d'infezione; infezione tetanica  | nel linguaggio comune, processo suppurativo: la ferita ha fatto infezione    • 2 •   contagio: impedire che l'infezione si propaghi    • 3 •   (fig.) corruzione, pervertimento morale.
infiacchimento   s.m.  l'infiacchire, l'infiacchirsi, l'essere infiacchito.
infiacchire   v. tr.  [io infiacchisco, tu infiacchisci ecc.] rendere fiacco; indebolire: la lunga malattia lo ha infiacchito  | v. intr.  [aus. essere], infiacchirsi v. rifl.  diventare fiacco; indebolirsi: infiacchirsi nell'ozio. 
infialare   v. tr.  mettere, confezionare in fiale: infialare un prodotto farmaceutico. 
infialatrice   s.f.  macchina per infialare.
infialettare   v. tr.  [io infialétto ecc.] infialare.
infialettatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto a un'infialatrice.
infiammabile   agg.    • 1 •   che prende fuoco con facilità: liquido, materiale infiammabile    • 2 •   (fig.) pronto all'ira o incline alle passioni: persona dal carattere infiammabile   s.m.  (spec. pl.) materiale infiammabile: deposito di infiammabili. 
infiammabilità   s.f.  l'essere infiammabile | punto di infiammabilità, temperatura alla quale, se sono a contatto con una fiamma libera, i vapori di una sostanza combustibile si infiammano.
infiammare   v. tr.    • 1 •   accendere con una fiamma in modo che si sviluppi una combustione, un incendio: infiammare le polveri    • 2 •   (estens.) rendere di color rosso: la collera gli infiammò il viso    • 3 •   (fig.) accendere di passione; suscitare in qualcuno un forte sentimento, un'emozione; eccitare: quelle parole gli infiammarono il cuore d'odio; infiammare i soldati alla battaglia    • 4 •   (med.) produrre un'infiammazione | infiammarsi v. rifl.    • 1 •   prendere fuoco: la benzina s'infiamma    • 2 •   (estens.) divenire di color rosso: gli s'infiammarono le guance per la vergogna    • 3 •   (fig.) essere preso da un sentimento repentino: infiammarsi d'amore, d'ira, di sdegno  | infiammarsi di una persona, innamorarsene    • 4 •   (med.) essere colpito da infiammazione: mi si è infiammata la gola. 
infiammativo   agg.  (non com.) che provoca infiammazione.
infiammato   part. pass.  di infiammare   agg.    • 1 •   che brucia con fiamma: un gas infiammato    • 2 •   (fig.) arrossato, acceso: viso infiammato    • 3 •   (fig.) ardente di entusiasmo, di passione: animi infiammati    • 4 •   (med.) affetto da un processo infiammatorio: tonsille infiammate. 
infiammatorio   agg.  (med.) di infiammazione: processo infiammatorio. 
infiammazione   s.f.    • 1 •   (non com.) l'infiammare, l'infiammarsi    • 2 •   (med.) reazione locale dell'organismo a stimoli vari, e spec. per difendersi da agenti infettivi; si manifesta con rossore, calore, dolore, tumefazione: infiammazione ai bronchi, alla gola, agli occhi. 
infiascare   v. tr.  [io infiasco, tu infiaschi ecc.] mettere in fiaschi: infiascare il vino. 
infiascatrice   s.f.  macchina per infiascare.
infiascatura   s.f.  l'operazione dell'infiascare.
infibulamento   s.m.  (med.) introduzione di un infibulo nel canale midollare di un osso lungo fratturato, per consentire la corretta saldatura dei due capi.
infibulare   v. tr.  [io infìbulo ecc.] sottoporre a infibulazione o a infibulamento.
infibulazione   s.f.    • 1 •   (med.) infibulamento    • 2 •   avvicinamento dei margini del prepuzio o delle grandi labbra, mediante applicazione di anelli metallici o punti di sutura, allo scopo di impedire la masturbazione o il coito; si pratica presso alcune popolazioni primitive | in zootecnia, operazione analoga per impedire l'accoppiamento.
infibulo   s.m.  (med.) barretta di vario materiale (metallico, osseo ecc.) usata per praticare l'infibulamento.
inficiare   v. tr.  [io infìcio ecc.]    • 1 •   nel linguaggio giuridico, negare, togliere autenticità o validità a qualcosa: le dichiarazioni dell'imputato furono inficiate dalle prove dei testi    • 2 •   (estens.) privare di valore: un ragionamento inficiato da un presupposto sbagliato. 
infido   agg.    • 1 •   di cui non ci si può fidare: una persona infida; promesse infide  | malsicuro, pieno di rischi, di insidie: un mare infido    • 2 •   (lett.) infedele: né la gente fedel più che l'infida, / né più questa che quella il campo tinge  (tasso g. l.  ix, 51) § infidamente avv. 
in fieri   loc. agg. invar.  si dice di cosa in via di formazione, di elaborazione, o anche soltanto progettata: un romanzo in fieri; un'iniziativa ancora in fieri. 
infierire   v. intr.  [io infierisco, tu infierisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   comportarsi in modo particolarmente crudele, agire con ferocia: infierire contro i deboli, sui vinti    • 2 •   manifestarsi con particolare violenza, infuriare, imperversare (detto di mali, malattie, calamità): la peste infieriva. 
infievolimento   s.m.  (non com.) affievolimento.
infievolire   v. tr.  [io infievolisco, tu infievolisci ecc.] (non com.) affievolire.
infiggere   v. tr.  [coniugato come figgere; part. pass. infisso] ficcar dentro: gli infisse la spada nel petto  | (fig.) imprimere profondamente: infiggersi qualcosa nella mente, nella memoria  | infiggersi v. rifl.  conficcarsi, penetrare in profondità (anche fig.): quell'idea gli si era infissa nella testa. 
infilacapi   s.m. invar.  infilanastri.
infilacappi   s.m. invar.  infilanastri.
infilaguaine   s.m. invar.  infilanastri.
infilanastri   s.m. invar.  grosso ago piatto, con punta ottusa e cruna larga, usato per infilare cordoncini, nastri e sim. in guaine, fori di ricamo ecc.
infilaperle   s.m. invar.  filo molto resistente per infilare le perle.
infilare   v. tr.    • 1 •   far passare un filo o un oggetto sottile dentro qualcosa: infilare il filo nell'ago, il dito nell'anello  | far passare un oggetto tutt'attorno a qualcosa di sottile: infilare le perle in un cordoncino, l'a nello al dito | infilare qualcuno con la spada, trafiggerlo | infilare la porta, (fig.) uscire in modo rapido e deciso | infilare una strada, (fig.) entrarvi risolutamente    • 2 •   (estens.) indossare, calzare: infilare (o infilarsi) la giacca, il soprabito, le scarpe    • 3 •   (fig.) azzeccare, cogliere nel segno; imbroccare: infilare una risposta; non infilarne una    • 4 •   mettere in fila, in serie (anche fig.): infilare uno sbaglio dopo l'altro; infilare dieci giorni di bel tempo, avere la fortuna di goderli uno di seguito all'altro    • 5 •   (mil.) colpire d'infilata, detto di proiettili, batterie, artiglierie | infilarsi v. rifl.  entrare, mettersi dentro: infilarsi nel letto  | intrufolarsi: infilarsi tra gli invitati. 
infilata   s.f.  serie di cose infilate o messe in fila: un'infilata di perle, di stanze | d'infilata, nel senso della maggiore lunghezza; anche, in modo rapido e ininterrotto | colpire d'infilata, (mil.) a tiro teso e in profondità.
infilatrice   s.f.  operaia che infila perle, coralli, grani di vetro e sim. per farne collane.
infilatura   s.f.  l'operazione dell'infilare.
infiltramento   s.m.  l'infiltrare, l'infiltrarsi, l'essere infiltrato; infiltrazione.
infiltrare   v. tr.  (non com.) immettere, far penetrare attraverso fessure: infiltrare un medicamento in un'articolazione  | infiltrarsi v. rifl.    • 1 •   penetrare attraverso un materiale o elemento poroso, o attraverso fessure: l'acqua piovana s'infiltra nei muri; il fumo si è infiltrato nella stanza    • 2 •   (fig.) penetrare furtivamente; insinuarsi: infiltrarsi tra i nemici; lo scontento s'era infiltrato tra la popolazione. 
infiltrato   part. pass.  di infiltrare   agg.  (med.) si dice di tessuto o organo che è sede di infiltrazione  s.m.    • 1 •   (med.) infiltrazione    • 2 •   [f. -a] nel linguaggio corrente, persona che si è introdotta in un gruppo, in un'organizzazione per spiarla o danneggiarla.
infiltrazione   s.f.    • 1 •   l'infiltrare, l'infiltrarsi, l'essere infiltrato (anche fig.): infiltrazione d'acqua, di gas; l'infiltrazione di spie in un'organizzazione    • 2 •   (med.) presenza in un tessuto di elementi infiammatori o di altre cellule normalmente assenti | inoculazione di sostanze terapeutiche o anestetiche ad azione locale.
infilzamento   s.m.  l'infilzare, l'infilzarsi, l'essere infilzato.
infilzare   v. tr.    • 1 •   trafiggere: infilzare un nemico con la spada  | ficcar dentro, infiggere: infilzare un pollo sullo spiedo    • 2 •   infilare più cose una dopo l'altra, formando una filza: infilzare le perle  | (fig.) fare o dire di seguito: infilzare bugie, raccontarne una lunga serie | infilzarsi v. rifl.  o rifl. rec.  trafiggersi: cadendo s'infilzò su un paletto appuntito; i duellanti s'infilzarono. 
infilzata   s.f.  serie di cose infilzate (anche fig.): un'infilzata di frottole. 
infilzato   part. pass.  di infilzare   agg.  nei sign. del verbo | madonnina infilzata, (fig. iron.) donna solo apparentemente ingenua e pudica (per l'espressione del volto, simile a quella della madonna addolorata): quest'acqua cheta, questa santerella, questa madonnina infilzata, che si sarebbe creduto far peccato a guardarsene  (manzoni p. s.  xxxviii).
infilzatura   s.f.  l'infilzare; per estens., insieme di cose infilzate.
infimo   agg.  [superl. di basso]    • 1 •   (lett.) che sta più in basso di tutti, che si trova nel punto più basso: dagl'infimi chiostri i mesti servi / asceser tutti  (parini)    • 2 •   (fig.) che è il più basso in una scala gerarchica: gente di infimo rango; merce di infima qualità  § infimamente avv. 
infine   meno com. in fine, avv.    • 1 •   alla fine, finalmente: infine qualcuno venne ad aprire    • 2 •   insomma, in conclusione: infine, si può sapere che cosa vuoi?. 
infinestrare   v. tr.  [io infinèstro ecc.] fare un'infinestratura a un foglio, a una pagina, a una fotografia.
infinestratura   s.f.  foglio di carta tagliato a guisa di cornice che si applica ai margini di un foglio manoscritto o di una pagina stampata logorati dall'uso, oppure a una fotografia o a un disegno da incorniciare.
infingardaggine   s.f.    • 1 •   l'essere infingardo    • 2 •   azione da persona infingarda.
infingardire   v. tr.  [io infingardisco, tu infingardisci ecc.] rendere infingardo | v. intr.  [aus. essere], infingardirsi v. rifl.  divenire infingardo.
infingardo   agg.    • 1 •   che rifugge dalla fatica per pigrizia o mancanza di volontà: persona infingarda.  accr. infingardone  pegg. infingardaccio    • 2 •   (ant.) bugiardo, simulatore  s.m.  [f. -a] persona pigra, svogliata § infingardamente avv. 
infingere   v. tr.  [coniugato come fingere] (ant.) fingere: oltra la vista, agli orecchi orna e 'nfinge / sue voci vive e suoi santi sospiri  (petrarca canz.  clviii, 7-8) | infingersi v. rifl.  (lett.) far finta; simulare, fingere: e 'l peccator, che 'ntese, non s'infinse  (dante inf.  xxiv, 130).
infingimento   s.m.  (lett.) finzione, simulazione: senza infingimenti, schiettamente, sinceramente.
infinità   s.f.    • 1 •   l'essere infinito: l'infinità dello spazio    • 2 •   (iperb.) quantità grandissima, moltitudine: un'infinità di complicazioni, di errori; un'infinità di gente. 
infinitesimale   agg.    • 1 •   estremamente piccolo: differenza infinitesimale    • 2 •   (mat.) relativo all'infinitesimo: calcolo infinitesimale, calcolo differenziale e integrale.
infinitesimo   agg.  infinitamente piccolo: dose infinitesima   s.m.    • 1 •   parte o quantità piccolissima: non ha nemmeno un infinitesimo della sua intelligenza    • 2 •   (mat.) quantità variabile che ha come limite zero.
infinitezza   s.f.  (non com.) l'essere infinito.
infinitivale   agg.  (gramm.) che concerne il modo infinito: suffissi infinitivali. 
infinitivo   agg.  (gramm.) si dice del modo infinito del verbo | proposizioni infinitive, nella sintassi latina e greca, quelle che hanno come soggetto o come predicato un verbo di modo infinito.
infinito   agg.    • 1 •   che non ha principio né fine, che non comporta limiti: l'universo infinito; la serie dei numeri naturali è infinita    • 2 •   immenso, smisurato, vastissimo (anche fig.): il mare infinito; avere una pazienza infinita    • 3 •   (estens.) innumerevole: colmare qualcuno d'infinite cortesie; superare infinite difficoltà   s.m.    • 1 •   ciò che non comporta limiti di spazio o di tempo | all'infinito, un'infinità di volte, senza fine, senza limiti: ripetere all'infinito i soliti discorsi    • 2 •   (mat.) concetto che simboleggia la misura di una grandezza illimitatamente grande    • 3 •   (gramm.) modo del verbo che esprime l'azione in sé, senza distinzione di persona o di numero § infinitamente avv.    • 1 •   all'infinito, senza fine, senza limiti: dio è infinitamente perfetto    • 2 •   molto, immensamente: essere infinitamente grato. 
infino   prep.  e avv.  (ant. , lett.) fino: l'un lito e l'altro vidi infin la spagna  (dante inf.  xxvi, 103).
infinocchiare   v. tr.  [io infinòcchio ecc.]    • 1 •   condire, aromatizzare con semi di finocchio (p. e.  il vino, per migliorarne il sapore)    • 2 •   (fam.) imbrogliare, raggirare: farsi, lasciarsi infinocchiare. 
infinocchiatura   s.f.  (fam.) imbroglio, raggiro.
infinto   part. pass.  di infingere   agg.  (lett.)    • 1 •   falso, affettato: usa vezzi sagaci: / usa infinte carezze, atti soavi  (filicaia)    • 2 •   bugiardo, sleale.
infioccare   v. tr.  [io infiòcco, tu infiòcchi ecc.] ornare, abbellire con fiocchi, nastri e sim.
infiocchettare   v. tr.  [io infiocchétto ecc.]    • 1 •   adornare con fiocchetti, nastrini e sim.: infiocchettare un vestito    • 2 •   (fig.) abbellire con artifici stilistici: infiocchettare un discorso di metafore  | infiocchettarsi v. rifl.  adornarsi con fiocchi, fiocchetti o altri fronzoli.
infiochire   v. tr.  [io infiochisco, tu infiochisci ecc.] rendere fioco | v. intr.  [aus. essere] diventare fioco.
infioramento   s.m.  l'infiorare, l'infiorarsi, l'essere infiorato.
infiorare   v. tr.  [io infióro ecc.]    • 1 •   ornare con fiori: infiorare la tavola, la chiesa, la strada    • 2 •   (fig.) abbellire: infiorare un discorso di citazioni  | in usi iron.: infiorare un discorso di paroloni; un compito infiorato di errori  | infiorarsi v. rifl.    • 1 •   (poet.) coprirsi, adornarsi di fiori: tu vuo' saper di quai piante s'infiora / questa ghirlanda  (dante par.  x, 91-92)    • 2 •   (ant.) entrare nei fiori: sì come schiera d'ape, che s'infiora  (dante par.  xxxi, 7).
infiorata   s.f.  l'infiorare una chiesa, una strada e sim. in occasione di feste e cerimonie, spec. religiose; anche, l'insieme dei fiori che servono da ornamento.
infiorentinire   v. tr.  [io infiorentinisco, tu infiorentinisci ecc.] rendere fiorentino; adeguare la lingua al modello fiorentino | infiorentinirsi v. rifl.  diventare fiorentino o simile ai fiorentini; seguire nella lingua il modello fiorentino.
infiorescenza   o inflorescenza, s.f.  (bot.) raggruppamento di più fiori piccoli sullo stesso asse fiorale, disposti in modo da sembrare un unico fiore.
infiorettare   v. tr.  [io infiorétto ecc.]    • 1 •   infiorare    • 2 •   (fig.) ornare di abbellimenti: infiorettare con virtuosismi un brano musicale; infiorettare uno scritto di preziose citazioni  | (spreg.) rendere eccessivamente ricercato, lezioso: una prosa tutta infiorettata. 
infiorettatura   s.f.    • 1 •   l'infiorettare, l'essere infiorettato    • 2 •   spec. pl.  abbellimento usato per adornare un brano musicale, uno scritto, un discorso: una prosa semplice, senza infiorettature  | (spreg.) ornamenti eccessivi, leziosi.
infirmare   v. tr.  indebolire, invalidare, rendere meno efficace o nullo: infirmare la tesi dell'avversario; infirmare un atto amministrativo. 
infirmo    ⇨ infermo.
infischiarsi   v. rifl.  [io mi infìschio ecc.] (fam.) non curarsi affatto di qualcuno o qualcosa (spesso rafforzato dalla particella ne): infischiarsene di tutti e di tutto. 
infissione   s.f.  (non com.) l'operazione d'infiggere.
infisso   part. pass.  di infiggere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   struttura che fa parte integrante di un immobile, pur essendo agevolmente distaccabile; in partic., telaio murato dei serramenti di un edificio    • 2 •   (ling.) elemento formativo che viene inserito nella radice di una parola: gli infissi, i prefissi e i suffissi costituiscono gli affissi. 
infistolire   v. intr.  [io infistolisco, tu infistolisci ecc. ; aus. essere], infistolirsi v. rifl.    • 1 •   (med.) diventare fistoloso (detto di ferite, piaghe e sim.)    • 2 •   (fig. non com.) diventare cronico, incorreggibile, inguaribile (detto di mali, vizi e sim.).
infittire   v. tr.  [io infittisco, tu infittisci ecc.] rendere fitto, più fitto: infittire la trama di un tessuto; infittire le visite  | v. intr.  [aus. essere], infittirsi v. rifl.  diventare fitto, più fitto: la nebbia infittisce; la siepe si è infittita. 
inflativo   diffuso ma non corretto inflattivo, agg.  (econ.) inflazionistico.
inflazionare   v. tr.  [io inflazióno ecc.] portare all'inflazione (anche fig.): inflazionare il mercato, la moneta; inflazionare un'espressione, abusarne, renderla frusta.
inflazionato   part. pass.  di inflazionare   agg.  (econ.) svalutato per inflazione: moneta inflazionata  | (fig.) troppo diffuso e pertanto ridotto di significato e di valore: un genere di musica inflazionato; un titolo di studio inflazionato. 
inflazione   s.f.    • 1 •   (econ.) rialzo generalizzato dei prezzi; diminuzione del potere di acquisto della moneta: frenare, contenere l'inflazione    • 2 •   (fig.) abbondanza o diffusione eccessiva di qualcosa, e conseguente deprezzamento: inflazione di laureati e diplomati. 
inflazionismo   s.m.  (econ.) tendenza a favorire l'inflazione.
inflazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore, fautore dell'inflazione.
inflazionistico   agg.  [pl. m. -ci] (econ.) di inflazione; che provoca inflazione: manovre inflazionistiche; politica inflazionistica. 
inflessibile   agg.    • 1 •   (non com.) non flessibile, non pieghevole; rigido: materiali inflessibili    • 2 •   (fig.) che dimostra rigorosa fermezza: un giudice inflessibile; carattere, volontà inflessibile  § inflessibilmente avv.  con grande fermezza: punire, condannare inflessibilmente. 
inflessibilità   s.f.  l'essere inflessibile (spec. fig.).
inflessione   s.f.    • 1 •   (lett.) flessione    • 2 •   cadenza, modulazione, intonazione della voce: inflessione dialettale. 
inflesso   part. pass.  di inflettere  | arco inflesso, (edil.) arco a sesto acuto con due flessi intermedi.
inflettere   v. tr.  [coniugato come flettere] (non com.) flettere, piegare, incurvare | inflettere la voce, modularla, darle una particolare intonazione | inflettersi v. rifl.  piegarsi, incurvarsi, subire una deviazione.
infliggere   v. tr.  [coniugato come affliggere] imporre, far subire (spec. punizioni, castighi e sim.): infliggere una condanna, una multa, una dura lezione. 
infliggimento   s.m.  (non com.) l'infliggere.
inflizione   s.f.  (non com.) l'infliggere.
inflorescenza    ⇨ infiorescenza.
influente   part. pres.  di influire   agg.  che ha influenza, autorità, credito: personaggio influente   s.m.  (ant.) affluente: il volga... riceve dentro a sé dugento influenti, se non erro  (algarotti) § influentemente avv. 
influenza   s.f.    • 1 •   presunto influsso esercitato dagli astri sull'indole e sul destino umano    • 2 •   azione esercitata su qualcuno o qualcosa: l'influenza delle piogge sulla vegetazione  | capacità di imporre il proprio volere; ascendente, autorità, credito: avere influenza su qualcuno; una persona di grande influenza  | zona, sfera d'influenza, territorio su cui uno stato, pur non avendone la sovranità, esercita un controllo politico ed economico; anche, ambito in cui una persona o un gruppo di persone fa valere la propria autorità    • 3 •   (med.) malattia virale acuta che colpisce specialmente le vie respiratorie: avere, prendere l'influenza    • 4 •   (ant.) il fluire, lo scorrere di liquidi.
influenzabile   agg.  che si fa influenzare: una persona facilmente influenzabile. 
influenzale   agg.  (med.) di, relativo all'influenza: febbre, epidemia influenzale. 
influenzamento   s.m.  (non com.) l'influenzare, l'essere influenzato.
influenzare   v. tr.  [io influènzo ecc.] avere influenza, esercitare prestigio e autorità sugli altri condizionandone il comportamento: la stampa influenza l'opinione pubblica  | lasciarsi, farsi influenzare, subire l'influenza degli altri o di particolari circostanze | influenzarsi v. rifl.  esercitare influenza l'uno sull'altro | v. rifl.  (med.) prendere l'influenza.
influenzato   part. pass.  di influenzare   agg.  (med.) ammalato d'influenza: essere influenzato. 
influire   v. intr.  [io influisco, tu influisci ecc. ; aus. avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2]    • 1 •   avere influenza su qualcuno o su qualcosa: influire sui giudici; i venti influiscono sul regime delle piogge    • 2 •   (rar.) affluire, sboccare.
influsso   s.m.    • 1 •   presunta azione esercitata dagli astri sugli uomini e sulle cose: influsso benefico, malefico; è nato sotto l'influsso del capricorno    • 2 •   influenza: avere un influsso su qualcuno; la pittura moderna risente degli influssi dell'arte primitiva    • 3 •   (ant.) lo scorrere di liquidi    • 4 •   (ant.) epidemia.
infocamento   s.m.  (non com.) l'infocare, l'infocarsi, l'essere infocato (anche fig.).
infocare   o infuocare, v. tr.  [io infuòco  o infòco, tu infuòchi  o infòchi ecc. ; fuori d'accento meglio -o-  che -uo-]    • 1 •   (ant.) bruciare, incendiare: giungendo al fin del palco, infocarono una porta  (castiglione) | rendere rovente: infocare la ghisa    • 2 •   (estens.) far diventare rosso come il fuoco: l'ira gli infocava il volto    • 3 •   (fig.) eccitare, infiammare: infocare gli animi  | infocarsi v. rifl.    • 1 •   prendere fuoco, incendiarsi; arroventarsi    • 2 •   (estens.) diventare rosso come il fuoco: il viso gli s'era infocato per il gran caldo    • 3 •   (fig.) infervorarsi, accalorarsi: infocarsi nella discussione  | accendersi di un sentimento; eccitarsi, infiammarsi: infocarsi di sdegno, d'amore. 
infocato   o infuocato, part. pass.  di infocare   agg.    • 1 •   rovente (anche fig.): sabbia infocata; parole infocate  | clima infocato, torrido, caldissimo; (fig.) atmosfera di grande eccitazione    • 2 •   (estens.) rosso come il fuoco: guance infocate  § infocatamente avv. 
infoderare   v. tr.  [io infòdero ecc.] (non com.) mettere nel fodero, rinfoderare: infoderare la spada. 
in foglio   loc. agg. invar.  forma italianizzata di in folio. 
infognarsi   v. rifl.  [io mi infógno ecc.] (fam.) mettersi in una condizione negativa senza vie d'uscita; cacciarsi in situazioni difficili, intricate; impelagarsi: infognarsi nei debiti. 
infoiare   v. tr.  [io infòio ecc.] (pop.) mettere in uno stato di forte eccitazione sessuale | infoiarsi v. rifl.  (pop.) essere preso da forte eccitazione sessuale.
infoiato   part. pass.  di infoiare   agg.  (pop.) molto eccitato sessualmente.
infoibare   v. tr.  [io infòibo ecc.] gettare una persona o un cadavere in una foiba.
in folio   loc. agg. invar.  si dice di edizione in cui il foglio è piegato una sola volta: una cinquecentina in folio  | formato in folio, oggi, formato di un libro di almeno 40 cm di altezza e 26 di larghezza  s.m. invar.  libro di tale formato: un prezioso in folio. 
infoltire   v. tr.  [io infoltisco, tu infoltisci ecc.] rendere folto, più folto: cura per infoltire i capelli  | v. intr.  [aus. essere], infoltirsi v. rifl.  divenire folto, più folto: la siepe (s')è infoltita. 
infondatezza   s.f.  l'essere infondato; mancanza di fondatezza: l'infondatezza di un'informazione, di un'accusa. 
infondato   agg.  privo di fondamento, non fondato su basi reali o su validi motivi: dubbio, sospetto infondato; richiesta infondata  § infondatamente avv. 
infondere   v. tr.  [coniugato come fondere]    • 1 •   suscitare, destare, ispirare: infondere coraggio, speranza    • 2 •   (ant. , lett.) versare: il rosso  / licore infondi nelle tazze  (pindemonte) | bagnare, aspergere.
inforcare   v. tr.  [io infórco, tu infórchi ecc.]    • 1 •   afferrare con la forca: inforcare il foraggio    • 2 •   montare su qualcosa mettendosi sopra a cavalcioni: inforcare un cavallo, una bicicletta  | inforcare gli occhiali (sul naso), metterseli    • 3 •   (ant.) mettere sulla forca, impiccare.
inforcata   s.f.  la quantità di fieno, paglia e sim. raccolta con la forca in un solo movimento.
inforcatura   s.f.    • 1 •   l'inforcare    • 2 •   il punto in cui qualcosa si divide in due parti come la forca; in partic., la parte del corpo umano dove finisce il busto e cominciano le cosce.
inforestieramento   s.m.  (non com.) inforestierimento.
inforestierare   v. tr.  [io inforestièro ecc.] (non com.) inforestierire | v. intr.  [aus. essere], inforestierarsi v. rifl.  (non com.) inforestierirsi.
inforestierimento   s.m.  l'inforestierire, l'inforestierirsi.
inforestierire   v. tr.  [io inforestierisco, tu inforestierisci ecc.] (non com.) rendere forestiero, modellare su esempi forestieri, stranieri: inforestierire la lingua, i costumi  | v. intr.  [aus. essere], inforestierirsi v. rifl.  divenire forestiero; assumere modi o usi forestieri.
informale   agg.    • 1 •   che avviene al di fuori delle formalità non ufficiale, privato, amichevole: incontro, colloquio, riunione informale  | stile, tono informale, colloquiale, semplice, naturale (nel parlare, nello scrivere)    • 2 •   si dice della tendenza pittorica di tipo astratto non geometrico che caratterizzò l'avanguardia artistica degli anni cinquanta: arte, pittore informale   s.m.    • 1 •   arte informale    • 2 •   [anche f.] pittore seguace dell'arte informale: pollock si affermò tra gli informali  § informalmente avv.  non ufficialmente; in via amichevole; in forma colloquiale.
informante   s.m.  e f.  (ling.) il parlante che fornisce risposte alle domande dei questionari sulla sua madre lingua.
informare   v. tr.  [io infórmo ecc.]    • 1 •   dare informazioni, notizie: informare di un fatto    • 2 •   (lett.) dare forma, modellare secondo una certa forma    • 3 •   (fig. lett.) conformare, indirizzare, modellare: informare il proprio comportamento a un principio, a un'idea  | animare, ispirare, caratterizzare: i motivi che informano l'opera di un autore  | informarsi v. rifl.    • 1 •   procurarsi notizie, chiedere informazioni: informarsi di, su, in merito a qualcosa; informarsi sul conto di qualcuno    • 2 •   (lett.) prendere forma    • 3 •   (fig.) adeguarsi, conformarsi: il programma si informa alle nuove direttive. 
informatica   s.f.  scienza che studia l'informazione e, più specificamente, l'elaborazione dei dati e il loro trattamento automatico mediante elaboratori elettronici.
informatico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'informatica: sistemi informatici   s.m.  [f. -a] studioso, esperto di informatica.
information retrieval   loc. sost. m. invar.  (inform.) procedimento per reperire informazioni da una banca dati.
informativa   s.f.  (burocr.)    • 1 •   nota, relazione che informa su un dato argomento: trasmettere un'informativa    • 2 •   complesso di informazioni: su tale caso l'informativa è abbondante. 
informativo   agg.    • 1 •   che serve a comunicare notizie, a dare informazioni: un articolo, un testo informativo; un rapporto informativo; nota informativa, (burocr.) informativa    • 2 •   (fig. lett.) che informa, che impronta (a un'idea, a un principio): il criterio informativo di un'opera, di un comportamento  | virtute informativa, così dante (purg.  xxv, 41) chiama la virtù del cuore di infondere essenza e natura alle membra.
informatizzare   v. tr.  applicare sistemi informatici a qualcosa: informatizzare l'apparato sanitario nazionale, la giurisprudenza, i cataloghi delle biblioteche. 
informatizzazione   s.f.  l'informatizzare, l'essere informatizzato.
informato   part. pass.  di informare   agg.    • 1 •   che è a conoscenza, al corrente di qualcosa: bene, male informato  | che ha molte notizie, informazioni; che possiede molte cognizioni in un determinato campo: un giornale informato; uno studioso informato    • 2 •   (fig. lett.) conformato, improntato (a un'idea, a un principio): uno scritto, un discorso informato  a un concetto morale, politico. 
informatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi dà notizie, chi fornisce informazioni: un informatore della polizia  | informatore medico, informatore scientifico, chi svolge attività di propagandista nel settore farmaceutico    • 2 •   (ling.) informante    • 3 •   giornalista specializzato nel raccogliere notizie che saranno poi messe per iscritto da altri redattori: informatore parlamentare, di cronaca nera    • 4 •   chi fa parte del servizio d'informazioni militari  agg.  (lett.) che dà forma, che impronta: concetto informatore di un'opera; principio, criterio informatore. 
informazione   s.f.    • 1 •   l'informare, l'informarsi, l'essere informato: libertà d'informazione; diritto all'informazione  | elemento che consente di avere conoscenza di fatti, situazioni ecc.; notizia, ragguaglio: dare, prendere, chiedere informazioni; ufficio informazioni.  dim. informazioncella    • 2 •   (inform.) dato che si affida alla memoria di un elaboratore elettronico | teoria dell'informazione, studio, mediante la teoria della probabilità, dei problemi di trasferimento dei messaggi da una sorgente emettitrice a un ricevitore    • 3 •   informazione genetica, (biol.) l'insieme dei messaggi ereditari contenuti nei geni dei cromosomi di una cellula    • 4 •   (ant.) il formare, il formarsi: è disposta la terra nel principio de la primavera a ricevere in sé la informazione de l'erbe e de li fiori  (dante convivio).
informe   agg.  senza forma definita (anche fig.): un ammasso informe; un progetto ancora informe, appena abbozzato § informemente avv. 
informicolamento    ⇨ informicolimento.
informicolarsi   v. rifl.  [io mi informìcolo ecc.] lo stesso, ma meno com., che informicolirsi. 
informicolimento   meno com. informicolamento, s.m.  formicolio che si avverte in una parte del corpo.
informicolirsi   v. rifl.  [io mi informicolisco, tu ti informicolisci ecc.] soffrire di formicolio: mi si è informicolita una gamba. 
infornaciare   v. tr.  [io infornàcio ecc.] mettere in fornace: infornaciare le tegole. 
infornare   v. tr.  [io infórno ecc.]    • 1 •   mettere a cuocere in forno: infornare la torta, le pizze  | (assol.) mettere a cuocere il pane: infornano alle sei    • 2 •   (fig. scherz.) mangiare avidamente e in gran quantità.
infornata   s.f.    • 1 •   l'operazione dell'infornare; la quantità di pane o d'altro che si cuoce in una volta    • 2 •   (fig. scherz.) gran quantità di persone o cose che sopraggiungono insieme: un'infornata di ospiti; un'infornata di candidati; un'infornata di circolari burocratiche. 
infornatore   s.m.  operaio addetto a infornare il pane o a caricare di materiale i forni di cottura.
inforsare   v. tr.  [io infórso ecc.] (poet.) mettere in forse: e fra paura e spene, / inforsa ogni suo stato  (tasso g. l.  iv, 93) | inforsarsi v. rifl.  apparire dubbioso.
infortimento   s.m.  inacidimento del vino.
infortire   v. tr.  [io infortisco, tu infortisci ecc.] (rar.) rendere forte, rafforzare | v. intr.  [aus. essere], infortirsi v. rifl.  prender sapore di forte; inacidire: il vino (s')è infortito. 
infortunarsi   v. rifl.  subire un infortunio: infortunarsi sul lavoro. 
infortunato   (1) agg.  (ant.) sfortunato: sarà uno fortunato in una cosa e infortunato in un'altra  (guicciardini).
infortunato   (2) part. pass.  di infortunarsi   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha subito un infortunio: un atleta infortunato; gli infortunati sul lavoro, della strada. 
infortunio   s.m.    • 1 •   incidente che provoca un danno fisico: subire un infortunio; assicurazione contro gli infortuni    • 2 •   evento sfortunato; disgrazia.
infortunistica   s.f.  lo studio degli infortuni e dei mezzi atti a evitarli o a limitarne le conseguenze.
infortunistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo agli infortuni o all'infortunistica: prevenzione, medicina infortunistica. 
inforzare   v. tr.  [io infòrzo ecc.] (ant.) rafforzare | v. intr.  [aus. essere] (non com.) infortire, inacidire | inforzarsi v. rifl.  (ant.) rafforzarsi: tu crescerai; s'inbrunerà il tuo mento; / s'inforzerà il tuo braccio  (alfieri).
infoscare   v. tr.  [io infósco, tu infóschi ecc.] rendere fosco | v. intr.  [aus. essere], infoscarsi v. rifl.  diventare fosco, cupo (anche fig.): il cielo s'infoscava; infoscarsi in volto. 
infoschire   v. intr.  [io infoschisco, tu infoschisci ecc. ; aus. essere], infoschirsi v. rifl.  (non com.) infoscare, infoscarsi.
infossamento   s.m.    • 1 •   l'infossare, l'infossarsi, l'essere infossato    • 2 •   avvallamento, depressione, cavità: un terreno con molti infossamenti. 
infossare   v. tr.  [io infòsso ecc.] mettere in una fossa: infossare il grano  | infossarsi v. rifl.    • 1 •   formare una fossa, un avvallamento: il terreno si è infossato  | (estens.) incavarsi: le guance gli si erano infossate per la malattia    • 2 •   affondare nel terreno: i granchi s'infossano nella sabbia. 
infossatura   s.f.  infossamento.
infra   prep.  (ant. , lett.)    • 1 •   tra, in mezzo a: potresti arditamente / uscir del bosco e gir infra la gente  (petrarca canz.  cxxvi, 67-68)    • 2 •   entro un dato periodo di tempo  avv.  si usa per rinviare a un passo o a una nota che segue nello stesso libro o articolo: vedi infra, vedi sotto, vedi oltre.
infra-  infra- prefisso derivato dal lat. i°nfra  'sotto', usato in parole composte della terminologia scientifica col valore di 'inferiore, posto al disotto, più interno' (infrarosso).
infracidamento   s.m.  (ant. , region.) infradiciamento.
infracidare   v. tr.  [io infràcido ecc.] (ant. , region.) infradiciare.

infracidire   v. intr.  [io infracidisco, tu infracidisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   marcire, putrefarsi (anche fig.): la frutta non raccolta infracidisce; infracidire nell'ozio    • 2 •   (non com.) diventare fradicio, bagnarsi.
infradiciamento   s.m.  l'infradiciare, l'infradiciarsi.
infradiciare   v. tr.  [io infràdicio ecc.]    • 1 •   inzuppare d'acqua    • 2 •   rendere marcio, putrido | infradiciarsi v. rifl.    • 1 •   bagnarsi completamente: con questa pioggia s'è tutto infradiciato    • 2 •   marcire, imputridire: frutta che s'infradicia facilmente. 
infradiciatura   s.f.  l'infradiciare, l'infradiciarsi.
infradito   s.m.  o f. invar.  tipo di calzatura aperta, assicurata al piede da una listarella che s'insinua tra l'alluce e il secondo dito.
infralimento   s.m.  (lett.) l'infralire.
infralire   v. intr.  [io infralisco, tu infralisci ecc. ; aus. essere] (lett.) indebolirsi, affievolirsi, perdere le forze | v. tr.  (lett. non com.) rendere debole: il male avea infralite bensì le sue facoltà intellettuali, ma non distrutte  (pindemonte).
inframettere   e deriv.   ⇨ inframmettere e deriv. 
inframezzare    ⇨ inframmezzare.
inframmettenza   o inframettenza, s.f.  ingerenza in faccende altrui.
inframmettere   o inframettere, v. tr.  [coniugato come mettere] frammettere, interporre | inframmettersi v. rifl.  mettersi in mezzo; intromettersi, ingerirsi nei fatti altrui.
inframmezzare   o inframezzare, v. tr.  [io inframmèzzo ecc.] intramezzare.
inframmischiare   v. tr.  [io inframmìschio ecc.] frammischiare.
infrancesare   v. tr.  [io infrancéso ecc.] (lett.) contaminare con atteggiamenti, usi, vocaboli francesi | infrancesarsi v. rifl.  (lett.) alterarsi assumendo modi francesi (del linguaggio o del costume).
infranchirsi   v. rifl.  [io m'infranchisco, tu t'infranchisci ecc.] (rar.) divenire franco, prendere coraggio.
infranciosare   v. tr.  [io infrancióso ecc.] (ant. , lett.) infrancesare | v. intr.  [aus. essere] (ant.) contrarre il cosiddetto mal francese, cioè la sifilide | infranciosarsi v. rifl.  (ant. , lett.) infrancesarsi.
infrangere   v. tr.  [coniugato come frangere]    • 1 •   rompere, spezzare, frantumare (anche fig.): infrangere un vaso; infrangere la resistenza nemica    • 2 •   (fig.) violare, trasgredire: infrangere le promesse, i patti, un segreto  | infrangersi v. rifl.  rompersi, spezzarsi (anche fig.): le onde s'infrangevano sul molo; il suo entusiasmo s'infranse contro l'indifferenza generale. 
infrangibile   agg.  che non si rompe; difficile a rompersi: materiale infrangibile; bicchiere infrangibile. 
infrangimento   s.m.  (rar.) l'infrangere, l'infrangersi, l'essere infranto.
infranto   part. pass.  di infrangere   agg.  rotto, spezzato (spec. fig.): ideali infranti; cuore infranto, deluso per un amore non corrisposto; idolo infranto, si dice di personaggio famoso rapidamente decaduto nella stima generale.
infrantoiata   s.f.  (non com.) quantità di olive messe in una volta nel frantoio.
infrapporre   v. tr.  (non com.) frapporre.
infrarosso   s.m.    • 1 •   (fis.) termine con cui si indicano le radiazioni elettromagnetiche di lunghezza d'onda compresa tra l'estremo rosso visibile dello spettro solare e l'inizio delle microonde; è la regione dello spettro dotata di maggior potere calorifico    • 2 •   analisi all'infrarosso, (chim.) tipo di analisi spettroscopica che permette di determinare particolari gruppi caratteristici in una molecola | anche agg.  : raggi infrarossi. 
infrascare   v. tr.  [io infrasco, tu infraschi ecc.]    • 1 •   sostenere piante rampicanti con frasche: infrascare i piselli, i pomodori  | coprire, rivestire, nascondere con frasche: infrascare una postazione di artiglieria    • 2 •   in bachicoltura, mandare i bachi al bosco    • 3 •   (fig. non com.) caricare di inutili ornamenti: un linguaggio infrascato  | infrascarsi v. rifl.  nascondersi tra le frasche: la volpe s'infrascò. 
infrasco   s.m.  [pl. -schi] (non com.) frasca che si adopera a sostegno delle piante rampicanti.
infrascritto   agg.  scritto sotto; seguente (spec. nel linguaggio burocr. e legale): clausole infrascritte. 
infrasettimanale   agg.  che cade o si attua nel corso della settimana: festività infrasettimanale; chiusura infrasettimanale dei negozi  § infrasettimanalmente avv.  nel corso della settimana.
infrasonoro   agg.  (fis.) relativo agli infrasuoni.
infrastruttura   s.f.    • 1 •   ciò che sostiene o rende efficiente una struttura sociale, economica e sim.    • 2 •   complesso costruttivo destinato all'uso pubblico (rete stradale o ferroviaria, sistema portuale, rete elettrica e telefonica ecc.)    • 3 •   nelle ferrovie, l'insieme delle opere che costituiscono la piattaforma di sostegno dell'armamento | la parte immersa delle costruzioni che poggiano sul fondo marino (dighe, piloni ecc.).
infrastrutturale   agg.  che si riferisce all'infrastruttura.
infrasuono   s.m.  (fis.) onda della stessa natura delle onde sonore, ma di frequenza inferiore a quelle udibili dall'orecchio umano.
infratire   v. intr.  [io infratisco, tu infratisci ecc. ; aus. essere] detto dei bachi da seta, fare un bozzolo difettoso, anormale.
infrattare   v. tr.  (fam.)    • 1 •   nascondere tra le fratte    • 2 •   (estens.) nascondere; imboscare: infrattare una pratica  | infrattarsi v. rifl.  (fam.)    • 1 •   nascondersi tra le fratte    • 2 •   (estens.) nascondersi; imboscarsi.
infravisibile   agg.  si dice di ciò che è talmente piccolo da non essere visibile neppure con apparecchiature microscopiche.
infrazione   s.f.    • 1 •   trasgressione, violazione di una norma, di un obbligo e sim.: fare, commettere un'infrazione; un'infrazione del regolamento;infrazione al codice    • 2 •   (med.) frattura incompleta di un osso, senza spostamento delle parti.
infreddare   v. tr.  [io infréddo ecc.] (ant.) raffreddare | v. intr.  [aus. essere], infreddarsi v. rifl.    • 1 •   (ant.) raffreddarsi    • 2 •   prendersi un'infreddatura.
infreddatura   s.f.  leggero raffreddore: prendersi un'infreddatura. 
infreddolimento   s.m.  (non com.) l'infreddolirsi, l'essere infreddolito.
infreddolire   v. intr.  [io infreddolisco, tu infreddolisci ecc. ; aus. essere], infreddolirsi v. rifl.  prendere freddo: sul terrazzo mi sono tutto infreddolito. 
infreddolito   part. pass.  di infreddolire   agg.  preso dal freddo; intirizzito: essere tutto infreddolito. 
infrenabile   agg.  che non si può frenare; irrefrenabile (spec. fig.): un impulso infrenabile  § infrenabilmente avv. 
infrenare   v. tr.  [io infréno ecc.] (lett.) frenare; assoggettare: si trovò assediato dai bolognesi nel castello inalzato a posta per infrenarli  (carducci).
infrenellare   v. tr.  [io infrenèllo ecc.] (mar.) legare, assicurare con un frenello: infrenellare il remo. 
infrequente   agg.    • 1 •   non frequente; raro (usato spesso con la negazione): un fenomeno infrequente    • 2 •   (lett.) non frequentato § infrequentemente avv. 
infrequenza   s.f.  l'essere infrequente; scarsa frequenza.
infrigidimento   s.m.  (non com.) l'infrigidire, l'infrigidirsi, l'essere infrigidito.
infrigidire   v. tr.  [io infrigidisco, tu infrigidisci ecc.] (non com.) rendere frigido, freddo | v. intr.  [aus. essere], infrigidirsi v. rifl.  diventare frigido, freddo.
infrollimento   s.m.  l'infrollire, l'infrollirsi, l'essere infrollito (anche fig.): infrollimento della selvaggina; infrollimento della volontà. 
infrollire   v. tr.  [io infrollisco, tu infrollisci ecc.]    • 1 •   rendere frollo    • 2 •   (fig.) privare dell'energia, del vigore | v. intr.  [aus. essere], infrollirsi v. rifl.    • 1 •   divenire frollo: mettere la carne a infrollirsi nel frigorifero    • 2 •   (fig.) perdere vigore, fisico o morale: non allenandosi, è infrollito; con gli anni gli si è infrollito il carattere. 
infrondare   v. tr.  [io infróndo ecc.] (ant.  o region.) rendere fronzuto, arricchire di fronde | infrondarsi v. rifl.  ricoprirsi di fronde.
infrondire   v. intr.  [io infrondisco, tu infrondisci ecc. ; aus. essere] (non com.) diventare frondoso, infrondarsi.
infruttescenza   s.f.  (bot.) insieme di frutti derivati da un'infiorescenza, talvolta raggruppati in modo da sembrare un frutto unico (p. e.  il siconio del fico).
infruttifero   agg.  non fruttifero, che non dà frutto: albero infruttifero  | (fig.) che non dà reddito, che non produce interessi: deposito, capitale infruttifero. 
infruttuosità   s.f.  l'essere infruttuoso: l'infruttuosità di un terreno. 
infruttuoso   agg.    • 1 •   che non dà frutto: terreno infruttuoso  | (fig.) che non produce reddito, che non dà profitto: capitale infruttuoso    • 2 •   (fig.) che non riesce allo scopo: un tentativo infruttuoso; ricerche infruttuose  § infruttuosamente avv. 
infula   s.f.    • 1 •   benda di lana bianca o rossa con cui i sacerdoti greci e romani si cingevano il capo; benda con cui gli antichi ornavano il capo delle vittime sacrificali    • 2 •   (estens.) ciascuna delle due strisce che pendono dalla mitra dei vescovi; la mitra stessa.
infumabile   agg.  che non si può fumare: sigarette infumabili. 
infume   agg.  (non com.) senza fumo: polveri da sparo infumi. 
infunare   v. tr.  (non com.) legare con funi.
infundibolo   o infundibulo, s.m.    • 1 •   presso gli antichi romani, sorta di imbuto affusolato    • 2 •   nome di formazioni anatomiche a forma di imbuto: infundibolo dell'etmoide. 
infungibile   agg.    • 1 •   (dir.) si dice di un bene determinato e non sostituibile con un altro della stessa specie    • 2 •   (burocr.) che non è sostituibile in una determinata funzione: funzionario infungibile. 
infungibilità   s.f.  (dir.) l'essere infungibile.
infuocare   e deriv.   ⇨ infocare e deriv. 
infuori   avv.  lo stesso, ma meno com., che in fuori; usato soprattutto nella loc. avv. all'infuori, verso l'esterno: una trave che sporge all'infuori  | nella loc. prep. all'infuori di, eccetto, tranne: c'erano tutti all'infuori di te. 
infurbire   v. tr.  [io infurbisco, tu infurbisci ecc.] rendere furbo, scaltro | v. intr.  [aus. essere], più com. infurbirsi v. rifl.  diventare furbo.
infurfantire   v. intr.  [io infurfantisco, tu infurfantisci ecc. ; aus. essere], infurfantirsi v. rifl.  (non com.) diventare un furfante.
infuriare   v. tr.  [io infùrio ecc.] (non com.) rendere furioso: le tue parole lo hanno infuriato  | v. intr.  [aus. essere  nel sign. 1, avere  nel sign. 2]    • 1 •   diventare furioso; adirarsi in modo violento: vedendosi contraddetto, è infuriato    • 2 •   scatenarsi, manifestarsi violentemente; imperversare: la tempesta ha infuriato per tutta la notte |  infuriarsi v. rifl.  diventare furibondo, andare su tutte le furie: alla minima difficoltà s'infuria. 
infuriato   part. pass.  di infuriare   agg.  arrabbiato, adirato violentemente; furente: essere, andarsene infuriato  § infuriatamente avv. 
infusibile   agg.  che non si può fondere; che non fonde.
infusibilità   s.f.  l'essere infusibile.
infusione   s.f.    • 1 •   (non com.) l'infondere, il versare dentro o sopra: battesimo per infusione, quello in uso nella chiesa cattolica, che consiste nel versare acqua sulla testa del battezzando | infusione endovenosa, (med.) fleboclisi    • 2 •   operazione con la quale si fanno macerare erbe, droghe e sim. in acqua o alcol al fine di estrarne i principi attivi: il tè si prepara per infusione; un liquore ottenuto per infusione    • 3 •   il liquido così preparato; infuso: un'infusione di camomilla. 
infuso   part. pass.  di infondere   agg.  che è stato versato dentro o sopra (anche fig.): virtù infuse, (teol.) le virtù acquisite con la grazia dall'anima del battezzato | scienza infusa, (teol.) quella posseduta per dono soprannaturale e non acquisita; nell'uso fam., la scienza di chi presume di sapere tutto senza avere studiato  s.m.  il liquido ottenuto per infusione: un infuso di tè, di malva. 
infusore   s.m.  (med.) apparecchio per l'infusione endovenosa.
infusori   s.m. pl.  (zool.) altro nome dei ciliati. 
infuturarsi   v. rifl.  (ant. , poet.) prolungarsi, estendersi nel futuro: s'infutura la tua vita / via più là che 'l punir di lor perfidie  (dante par.  xvii, 98-99).
ingabbanare   v. tr.  (non com.) avvolgere, coprire con un gabbano | ingabbanarsi v. rifl.  avvolgersi in un gabbano.
ingabbiare   v. tr.  [io ingàbbio ecc.]    • 1 •   chiudere in una gabbia: ingabbiare un uccello; ingabbiare un macchinario, metterlo in una gabbia di protezione | nella tecnica mineraria, introdurre uno o più vagoncini nella gabbia di un pozzo    • 2 •   (fig.) serrare in uno spazio da cui è difficile uscire: i nemici restarono ingabbiati in una stretta vallata  | (scherz.) mettere in prigione    • 3 •   (edil.) costruire l'ingabbiatura di un edificio.
ingabbiatore   s.m.  nelle miniere, chi è addetto alle gabbie del montacarichi.
ingabbiatura   s.f.  (edil.) lo scheletro portante, in cemento armato o acciaio, di una costruzione.
ingaggiare   v. tr.  [io ingàggio ecc.]    • 1 •   assicurarsi le prestazioni di qualcuno con un contratto, in genere per un lavoro provvisorio: ingaggiare un equipaggio, soldati mercenari; ingaggiare guide per una spedizione; ingaggiare un corridore, un calciatore, assumerlo per un dato periodo nella propria società sportiva, nella propria squadra    • 2 •   incominciare, attaccare: ingaggiare battaglia, un combattimento  | impegnarsi in qualcosa: ingaggiare la lotta  | ingaggiarsi v. rifl.    • 1 •   (mar.) imbrogliarsi, agganciarsi, detto di una corda, di una catena e sim.    • 2 •   (non com.) arruolarsi.
ingaggiatore   s.m.  [f., non com., -trice] chi ingaggia.
ingaggio   s.m.    • 1 •   l'ingaggiare, l'essere ingaggiato; la somma corrisposta a chi viene ingaggiato: l'ingaggio di un calciatore; premio d'ingaggio; offrire un buon ingaggio    • 2 •   nell'hockey, manovra eseguita dall'arbitro all'inizio della partita o nel caso di interruzione del gioco per fallo, consistente nel lanciare il disco entro determinate zone del campo tra i bastoni di due giocatori avversari.
ingagliardire   v. tr.  [io ingagliardisco, tu ingagliardisci ecc.] rendere gagliardo, robusto (anche assol.): il vino ingagliardisce  | v. intr.  [aus. essere], ingagliardirsi v. rifl.  diventare gagliardo; irrobustirsi: con la ginnastica il corpo (s')ingagliardisce. 
ingaglioffare   v. tr.  [io ingagliòffo ecc.] rendere gaglioffo | ingaglioffarsi v. rifl.  diventare gaglioffo: con questi io m'ingaglioffo per tutto dì giuocando a cricca  (machiavelli).
ingaglioffire   v. tr.  e intr.  [io ingaglioffisco, tu ingaglioffisci ecc. ; aus. dell'intr. essere], ingaglioffirsi v. rifl.  (non com.) ingaglioffare, ingaglioffarsi.
ingangherare   v. tr.  [io ingànghero ecc.] (non com.) infilare nei gangheri (il battente di una porta e sim.); incernierare.
ingannabile   agg.    • 1 •   che si può ingannare; che si lascia ingannare facilmente    • 2 •   (ant.) ingannevole.
ingannamento   s.m.  (non com.) l'ingannare; inganno.
ingannare   v. tr.    • 1 •   operare con frode e malizia ai danni di qualcuno: ingannare il prossimo; ingannare il marito, la moglie, tradire | indurre, trarre in errore (anche assol.): ingannare l'avversario con una finta; l'apparenza inganna    • 2 •   deludere: ingannare le speranze, la fiducia di qualcuno  | eludere: ingannare la vigilanza    • 3 •   (fig.) rendere meno gravosa una situazione o una sensazione spiacevole: chiacchierare per ingannare l'attesa; fumare per ingannare il tempo; cercava di distrarsi per ingannare la fame  | ingannarsi v. rifl.  cadere, essere in errore; giudicare erroneamente: ingannarsi sul conto di qualcuno; se non mi inganno, sta per scoppiare un temporale. 
ingannatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi inganna: parole ingannatrici. 
ingannevole   agg.  che inganna, che può indurre in errore: speranze ingannevoli  § ingannevolmente avv. 
inganno   s.m.    • 1 •   l'azione insidiosa di chi inganna; imbroglio, raggiro: tramare inganni; servirsi dell'inganno    • 2 •   l'errore in cui cade chi si inganna: trarre, indurre in inganno; l'inganno dei sensi | gli amorosi inganni, (lett.) le illusioni date dall'amore | cadenza d'inganno, (mus.) quella che dal quinto grado risolve sul sesto invece di ritornare alla tonalità d'impianto. dim. ingannuzzo. 
ingarbugliamento   s.m.  l'ingarbugliare, l'ingarbugliarsi, l'essere ingarbugliato.
ingarbugliare   v. tr.  [io ingarbùglio ecc.]    • 1 •   mescolare più cose e confonderle in modo che non sia facile riordinarle: ingarbugliare i fili di una matassa    • 2 •   (fig.) complicare: ingarbugliare una faccenda, una questione    • 3 •   (fig.) confondere qualcuno per imbrogliarlo: lo ha ingarbugliato con le sue chiacchiere  | ingarbugliarsi v. rifl.    • 1 •   intricarsi, imbrogliarsi: i fili si sono ingarbugliati    • 2 •   (fig.) complicarsi: la faccenda si ingarbuglia    • 3 •   (fig.) confondersi nel parlare; impappinarsi: per l'emozione si è ingarbugliato. 
ingarbugliato   part. pass.  di ingarbugliare   agg.  arruffato, intricato (anche fig.): matassa ingarbugliata; discorso, affare ingarbugliato  § ingarbugliatamente avv. 
ingarbuglione   s.m.  [f. -a] chi ingarbuglia; arruffone, imbroglione.
ingavonarsi   v. rifl.  [io m'ingavóno ecc.] (mar.) detto di una nave, inclinarsi su un fianco, con l'acqua all'altezza del trincarino.
ingegnaccio   s.m.  persona dotata d'ingegno disordinato, ma vivace, estroso, originale.
ingegnarsi   v. rifl.  [io mi ingégno ecc.] darsi da fare, arrabattarsi; impegnarsi con ogni mezzo per raggiungere uno scopo, spec. per superare una difficoltà: ingegnarsi per vivere; ingegnarsi a trovare una soluzione. 
ingegnere   s.m.  e f.    • 1 •   chi, fornito di laurea in ingegneria e di abilitazione all'esercizio della professione, ha la facoltà di progettare o dirigere costruzioni edili, meccaniche, elettriche ecc., impianti industriali, miniere, vie e mezzi di trasporto e comunicazione ecc. | nell'uso corrente, chiunque sia laureato in ingegneria    • 2 •   chi, indipendentemente dalla laurea di cui è in possesso, si occupa professionalmente e specificamente di un moderno settore scientifico-tecnologico che ha come denominazione di base ingegneria : ingegnere bionico, che si occupa di bionica; ingegnere genetico, che si occupa di ingegneria genetica; ingegnere dell'informazione, informatico; ingegnere sanitario, che si occupa di ingegneria sanitaria; ingegnere finanziario, che si occupa di ingegneria finanziaria; ingegnere dei sistemi, che si occupa di ingegneria dei sistemi.
ingegneria   s.f.    • 1 •   scienza, tecnica e professione dell'ingegnere: ingegneria civile, mineraria, aeronautica, elettronica, meccanica, navale, nucleare ecc. ; facoltà d'ingegneria;  laurea in ingegneria    • 2 •   qualunque disciplina scientifico-tecnologica, e la relativa professione, che su basi matematiche analizza problemi, progetta soluzioni e organizza risorse in uno specifico campo del sapere o del lavoro non tradizionalmente ingegneristico: ingegneria genetica, (biol.) insieme dei metodi e delle tecniche per modificare il patrimonio genetico mediante intervento diretto sui geni, così che le variazioni vengano trasmesse alla discendenza; ingegneria bionica, bionica; ingegneria dell'informazione, informatica; ingegneria sanitaria, disciplina che si occupa del trattamento delle emissioni inquinanti al fine di ridurne l'impatto ambientale; ingegneria finanziaria, studio e progettazione di soluzioni finanziarie adeguate a risolvere specifici problemi delle aziende; ingegneria dei sistemi, disciplina che applica la sistemistica ai sistemi economici, sociali ecc., al fine di ottimizzarne funzioni e risultati; (inform.) disciplina che studia e progetta l'hardware dei sistemi di elaborazione.
ingegneristico   agg.  di, relativo all'ingegneria.
ingegnerizzare   v. tr.    • 1 •   (econ.) programmare un processo produttivo stabilendo tempi e metodi che consentono di ottenere il prodotto finito a partire dalle materie prime    • 2 •   (tecn.) applicare a una produzione industriale i risultati ottenuti nell'ambito della ricerca pura.
ingegnerizzazione   s.f.  l'ingegnerizzare, l'essere ingegnerizzato.
ingegno   ant. ingenio, s.m.    • 1 •   facoltà di intuire, giudicare, apprendere le cose con prontezza; capacità, intelligenza creativa: un uomo d'ingegno; prontezza d'ingegno; un ingegno brillante, sottile, vivace, fertile; il bisogno aguzza l'ingegno  | opere dell'ingegno, (dir.) denominazione delle opere letterarie, musicali, artistiche, protette dal diritto d'autore | alzata d'ingegno, trovata intelligente; (iron.) idea poco felice    • 2 •   (lett.) l'insieme delle qualità e delle tendenze che un individuo ha per natura: e voi nascete con diverso ingegno  (dante par.  xiii, 72) | disposizione naturale per qualcosa: ingegno musicale, poetico    • 3 •   persona dotata di grande ingegno, di alte qualità intellettuali: una nazione ricca di ingegni; è un bell'ingegno, si dice di chi possiede ingegno vivo, brillante. dim. ingegnetto, ingegnuccio, ingegnuzzo  pegg. ingegnaccio    • 4 •   (estens.) trovata ingegnosa; artificio, espediente: riuscì a levarsi d'impaccio con un fine ingegno    • 5 •   (ant. , lett.) meccanismo, congegno, ordigno: i modelli, le centine, le squadre, le seste, ed altri mille ingegni e strumenti da riportare  (vasari) | è tuttora in uso nella loc. l'ingegno della chiave, la parte della chiave che aziona il meccanismo della serratura    • 6 •   attrezzo per la pesca a strascico del corallo.
ingegnone   s.m.  (fam.) persona dotata di grande intelligenza.
ingegnosità   s.f.  l'essere ingegnoso.
ingegnoso   ant. ingenioso, agg.    • 1 •   dotato di ingegno pronto, versatile; abile nel risolvere situazioni difficili, nell'escogitare cose nuove: un uomo, un inventore ingegnoso; il bisogno rende ingegnosi    • 2 •   fatto con ingegno; che rivela l'ingegno di chi l'ha ideato: meccanismo ingegnoso; un ingegnoso espediente    • 3 •   (lett.) che è ricco di concetti sottili, di artifici; ricercato, elaborato: poesia, prosa ingegnosa; stile ingegnoso  § ingegnosamente avv. 
ingelosire   v. tr.  [io ingelosisco, tu ingelosisci ecc.] rendere geloso: ingelosire il marito, la moglie  | v. intr.  [aus. essere], ingelosirsi v. rifl.  diventare geloso: ingelosirsi dei  (o per i) successi di un collega. 
ingemmamento   s.m.  (non com.) l'ingemmare, l'essere ingemmato.
ingemmare   v. tr.  [io ingèmmo ecc.] ornare di gemme (anche fig.): ingemmare una corona; i fiori ingemmano i prati. 
ingenerare   v. tr.  [io ingènero ecc.]    • 1 •   (lett.) generare, procreare: fratelli a un tempo stesso, amore e morte / ingenerò la sorte  (leopardi amore e morte  1-2)    • 2 •   causare, provocare: ingenerare confusione, invidia, disprezzo  | ingenerarsi v. rifl.  avere origine: l'errore si è ingenerato per un equivoco. 
ingenerato   part. pass.  di ingenerare   agg.  (antiq. , lett.)    • 1 •   ingenito, innato: la frugalità pareva cosa ingenerata in quella famiglia  (tommaseo)    • 2 •   non generato; eterno: il primo dio si è quello veramente sempiterno, ingenerato, immortale  (rucellai).
ingenerosità   s.f.  l'essere ingeneroso; mancanza di generosità.
ingeneroso   agg.  non generoso, privo di generosità: mostrarsi ingeneroso; un'azione ingenerosa  § ingenerosamente avv. 
ingenio   e deriv.   ⇨ ingegno e deriv. 
ingenito   agg.  che si ha per natura; congenito, connaturato: tendenza ingenita nell'uomo. 
ingente   agg.  molto grande: spese, danni ingenti  § ingentemente avv. 
ingentilimento   s.m.  l'ingentilire, l'ingentilirsi, l'essere ingentilito: ingentilimento dei costumi, delle usanze. 
ingentilire   v. tr.  [io ingentilisco, tu ingentilisci ecc.] rendere gentile o più gentile: ingentilire gli animi, i costumi  | v. intr.  [aus. essere] (ant.) diventare nobile: pensò di volere ingentilire per moglie e prese una giovane gentil donna  (boccaccio dec.  vii, 8) | ingentilirsi v. rifl.  diventare gentile o più gentile: crescendo i suoi lineamenti si sono ingentiliti. 
ingenua   s.f.  ruolo del teatro italiano (sec. xix- inizi sec. xx) che rappresentava una ragazza molto giovane e inesperta.
ingenuità   s.f.    • 1 •   l'essere ingenuo; innocenza, purezza d'animo: l'ingenuità di un bambino  ' sprovvedutezza, inesperienza: tutti approfittano della sua ingenuità    • 2 •   azione, affermazione, comportamento da persona ingenua: dire, commettere delle ingenuità    • 3 •   nell'antica roma, condizione di chi era libero per nascita.
ingenuo   agg.    • 1 •   privo di malizia; innocente, candido: una bambina, una ragazza ingenua  | poco furbo, poco accorto; inesperto, semplicione: è così ingenuo che chiunque può imbrogliarlo    • 2 •   che rivela ingenuità: un sorriso ingenuo; una domanda ingenua    • 3 •   (ant.) degno di un uomo libero, svolto non per necessità materiale ma per diletto intellettuale: arti ingenue   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona ingenua, candida: a dispetto degli anni, è rimasto un ingenuo  ' fare l'ingenuo, fingere di non capire, di non sapere    • 2 •   nell'antica roma, uomo libero per nascita, cioè nato da genitori liberi § ingenuamente avv.  senza malizia, in modo innocente.
ingerenza   s.f.  il partecipare a un'attività, a un affare, a un'iniziativa; in partic., con senso pegg., l'intromettersi in qualcosa senza essere richiesto o desiderato: l'ingerenza di uno stato nella politica di un altro; non tollero alcuna ingerenza  nelle mie questioni personali.
ingerimento   s.m.    • 1 •   ingestione: l'ingerimento di un sonnifero    • 2 •   (non com.) ingerenza.
ingerire   v. tr.  [io ingerisco, tu ingerisci ecc.]    • 1 •   inghiottire, introdurre per via orale nello stomaco: ingerire una medicina    • 2 •   (ant.) introdurre, far entrare: desidero che v. s.... m'ingerisca nella grazia di monsignor reverendissimo  (caro)    • 3 •   (ant.) suscitare, far nascere: ingerire un dubbio, un sospetto  | ingerirsi v. rifl.  intromettersi in modo arbitrario e fastidioso in questioni che riguardano altri: ingerirsi in un affare altrui. 
ingessare   v. tr.  [io ingèsso ecc.]    • 1 •   immobilizzare un segmento di scheletro (p. e.  quello di un arto fratturato) avvolgendo la parte corrispondente del corpo con bende intrise in un impasto di acqua e gesso speciale o altro materiale che indurisce rapidamente: ingessare un braccio    • 2 •   fissare con gesso: ingessare un tassello nel muro    • 3 •   (fig.) bloccare, rendere rigido; privare di flessibilità, di mobilità: ingessare il mercato. 
ingessatura   s.f.    • 1 •   l'operazione dell'ingessare    • 2 •   il rivestimento rigido realizzato con bende gessate: l'ingessatura di una gamba; fare, togliere l'ingessatura. 
ingessire   v. intr.  [io ingessisco, tu ingessisci ecc. ; aus. essere] assumere aspetto gessoso, detto del baco da seta colpito da calcino.
ingestione   s.f.  l'ingerire: ingestione di un cibo, di un farmaco. 
ingesto   agg.  (ant.) immesso, introdotto.
inghiaiare   v. tr.  [io inghiàio ecc.] ricoprire, cospargere di ghiaia: inghiaiare un viale. 
inghiaiatura   s.f.  l'inghiaiare; lo strato di ghiaia che copre una strada o altra superficie.
inghilese    ⇨ inglese.
inghiottimento   s.m.  l'inghiottire, l'essere inghiottito.
inghiottire   v. tr.  [io inghiottisco  o inghiótto, tu inghiottisci  o inghiótti ecc.]    • 1 •   far scendere nell'esofago quello che si ha in bocca: inghiottire la saliva, un boccone  | inghiottire le lacrime, il pianto, (fig.) trattenerli    • 2 •   (fig.) assorbire, far sparire: la voragine lo inghiottì; scomparve inghiottito dalle tenebre  | consumare: una speculazione sbagliata ha inghiottito tutti i suoi capitali    • 3 •   (fig.) subire senza reagire, sopportare, tollerare; ingoiare: inghiottire un insulto, un'offesa. 
inghiottitoio   s.m.  buca o crepaccio che inghiotte le acque scorrenti in superficie.
inghiottonire   v. tr.  [io inghiottonisco, tu inghiottonisci ecc.] (non com.) rendere ghiotto | v. intr.  [aus. essere], inghiottonirsi v. rifl.  (non com.) diventare ghiotto.
inghippo   s.m.  (region.) imbroglio, trucco, inganno: fare un inghippo; ficcarsi in un brutto inghippo; una faccenda piena d'inghippi. 
inghirlandare   ant. o pop. ingrillandare, v. tr.    • 1 •   ornare con una ghirlanda, con ghirlande: inghirlandarsi il capo    • 2 •   (lett.) circondare, cingere come una ghirlanda: quel mar che la terra inghirlanda  (dante par.  ix, 84) | inghirlandarsi v. rifl.  ornarsi, cingersi di ghirlande.
ingiù   avv.  lo stesso, ma meno com., che in giù; usato soprattutto nelle loc. avv. all'ingiù  (meno com. per l'ingiù), verso il basso, e dall'ingiù, verso l'alto (contrapposte ad all'insù, dall'insù): guardare all'ingiù; tirare dall'ingiù. 
ingiallare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. essere], ingiallarsi v. rifl.  (ant. , lett.) ingiallire, ingiallirsi.
ingiallimento   s.m.  l'ingiallire.
ingiallire   v. tr.  [io ingiallisco, tu ingiallisci ecc.] far diventare giallo: l'autunno ingiallisce le foglie degli alberi  | v. intr.  [aus. essere], ingiallirsi v. rifl.  divenire giallo: la pergamena (s')ingiallisce col tempo. 
ingigantire   v. tr.  [io ingigantisco, tu ingigantisci ecc.] rendere di proporzioni gigantesche; ingrandire notevolmente, esagerare: ingigantire una difficoltà, un ostacolo, un problema  | v. intr.  [aus. essere], ingigantirsi v. rifl.  assumere proporzioni gigantesche; crescere, ingrandirsi enormemente: col passare del tempo il problema (si) è ingigantito. 
ingigliare   v. tr.  [io ingìglio ecc.] (ant. , lett.)    • 1 •   ornare, coprire di gigli    • 2 •   rendere bianco come un giglio | ingigliarsi v. rifl.  o intr. pron.  (ant. , lett.)    • 1 •   ornarsi di gigli    • 2 •   prendere forma di giglio    • 3 •   diventare bianco come un giglio.
inginocchiamento   s.m.  l'inginocchiarsi; genuflessione.
inginocchiarsi   v. rifl.  [io mi inginòcchio ecc.] mettersi in ginocchio, piegare a terra uno o entrambi i ginocchi, per lo più in atto di devozione, di sottomissione: inginocchiarsi davanti all'altare; inginocchiarsi ai piedi di qualcuno. 
inginocchiata   s.f.  finestra il cui davanzale poggia su mensole a voluta.
inginocchiatoio   s.m.  mobile di legno munito in basso di un gradino sul quale ci si mette in ginocchio per pregare.
inginocchioni   o in ginocchioni, avv.  (rar.) ginocchioni: l'infelicissima si rizzò subito inginocchioni  (manzoni p. s.  xxi).
ingiocondo   agg.  (non com.) non giocondo, mesto § ingiocondamente avv. 
ingioiellare   v. tr.  [io ingioièllo ecc.]    • 1 •   ornare di gioielli    • 2 •   (fig.) ornare, abbellire; infiorare, infiorettare: ingioiellare uno stile di preziosità  | ingioiellarsi v. rifl.  ornarsi di gioielli.
ingiucchire   o inciucchire, v. tr.  [io ingiucchisco, tu ingiucchisci ecc.] (fam. tosc.) rendere giucco, rincretinire: l'amore l'ha ingiucchito  (tommaseo) | v. intr.  [aus. essere], ingiucchirsi v. rifl.  (fam. tosc.) diventare giucco, rincretinirsi.
ingiudicato   agg.  (dir.) si dice di questione sulla quale non è stato dato un giudizio definitivo.
ingiugnere    ⇨ ingiungere.
ingiuncare   v. tr.  [io ingiunco, tu ingiunchi ecc.]    • 1 •   (lett.) coprire di giunchi    • 2 •   (ant.) legare con giunchi | ingiuncarsi v. rifl.  (lett.) coprirsi di giunchi; per estens., coprirsi di foglie.
ingiungere   ant. ingiugnere, v. tr.  [coniugato come giungere] ordinare in modo reciso; intimare: gli ingiunsero di andarsene; il vincitore ingiunse la resa. 
ingiuntivo   agg.  che si riferisce a un ordine | decreto ingiuntivo, (dir.) quello con cui il giudice, nei procedimenti sommari di ingiunzione, ordina al debitore di pagare una certa somma o di consegnare una certa cosa al creditore entro un determinato tempo.
ingiunto   part. pass.  di ingiungere  e agg.  nei sign. del verbo.
ingiunzione   s.f.    • 1 •   l'ingiungere; l'ordine con cui s'ingiunge: ricevere l'ingiunzione di partire    • 2 •   (dir.) ordine di adempiere un'obbligazione, emesso da un'autorità giurisdizionale o amministrativa: ingiunzione di pagamento  | procedimento per ingiunzione, procedimento sommario inteso a ottenere mediante un decreto ingiuntivo la condanna al pagamento di una somma o alla consegna di un bene.
ingiuria   s.f.    • 1 •   offesa al decoro e all'onore altrui, fatta con parole o azioni oltraggiose (anche come reato perseguibile su querela dell'offeso): un'ingiuria crudele, imperdonabile; recare, fare ingiuria a qualcuno  | torto, ingiustizia: le è stata fatta una grave ingiuria  | parola, espressione ingiuriosa: proferire un'ingiuria; coprire qualcuno di ingiurie; scambiarsi ingiurie    • 2 •   (fig.) guasto, danno: le ingiurie del tempo. 
ingiuriare   v. tr.  [io ingiùrio ecc.] offendere con ingiurie | ingiuriarsi v. rifl.  scambiarsi ingiurie.
ingiurioso   agg.  che reca ingiuria, che costituisce ingiuria: parole ingiuriose  § ingiuriosamente avv. 
ingiustificabile   agg.  che non può essere giustificato: ritardo, azione ingiustificabile  § ingiustificabilmente avv. 
ingiustificato   agg.  non giustificato, che non ha giustificazione: assenza ingiustificata; una reazione del tutto ingiustificata  § ingiustificatamente avv. 
ingiustizia   s.f.    • 1 •   l'essere ingiusto: l'ingiustizia di un provvedimento disciplinare    • 2 •   atto contrario alla giustizia: commettere, subire un'ingiustizia. 
ingiusto   agg.    • 1 •   che non si attiene alla giustizia, che agisce o giudica senza rispettare i principi della giustizia e dell'equità: giudice, arbitro ingiusto; provvedimento ingiusto; un padre ingiusto con i figli    • 2 •   contrario o non conforme a giustizia: sentenza, condanna, punizione ingiusta; un sospetto ingiusto, immotivato, privo di fondamento  s.m.    • 1 •   persona ingiusta    • 2 •   ciò che è ingiusto; ingiustizia: distinguere il giusto dall'ingiusto  § ingiustamente avv. 
inglese   ant. o pop. inghilese [in-ghi-lé-se], agg.  dell'inghilterra; per estens., del regno unito di gran bretagna e irlanda del nord: popolo, lingua inglese  | chiave inglese, (mecc.) tipo di chiave regolabile a rullino | carattere inglese, (tip.) carattere di stampa corsivo | sale inglese, purgante a base di solfato di magnesio | zuppa inglese, dolce di pan di spagna farcito con crema e inzuppato di liquore | giardino all'inglese, giardino che ricorda un paesaggio naturale, con boschetti, piccoli laghi ecc. | riso all'inglese, cucinato in bianco | gabinetto all'inglese, con scarico d'acqua mediante cassetta a sifone | andarsene, filarsela all'inglese, (scherz.) senza salutare  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita in inghilterra    • 2 •   lingua del gruppo germanico parlata in gran bretagna, in irlanda e, con alcune varianti, anche negli stati uniti d'america e in altri paesi: imparare l'inglese; insegnante d'inglese. 
inglesismo   s.m.  (non com.) anglicismo.
inglobamento   s.m.  l'inglobare, l'essere inglobato.
inglobare   v. tr.  [io inglòbo ecc.] inserire o assorbire in un insieme in modo da formare un tutto unico: un'azienda che ha inglobato altre aziende più piccole. 
inglorioso   agg.  non glorioso, senza gloria; disonorevole, ignominioso: regno inglorioso; una fine, una morte ingloriosa  § ingloriosamente avv. 
ingluvie   s.f.    • 1 •   (zool.) il gozzo degli uccelli    • 2 •   (ant. , lett.) ingordigia, avidità: la rozza sobrietà, la rustica simplicità, la santa onestà degli antichi... è permutata in così dissoluta ingluvie, ebrietà e tumultuosa miseria  (boccaccio esposizioni sopra la comedia).
ingobbiare   v. tr.  [io ingòbbio ecc.] rivestire una ceramica con l'ingobbio.
ingobbio   s.m.  impasto argilloso con cui si riveste una ceramica, gener. prima della cottura, per conferirle un aspetto migliore.
ingobbire   v. tr.  [io ingobbisco, tu ingobbisci ecc.] rendere gobbo | v. intr.  [aus. essere], ingobbirsi v. rifl.  diventare gobbo: con gli anni (s')è ingobbito. 
ingobbito   part. pass.  di ingobbire   agg.  curvo: un vecchietto ingobbito per l'età; cammina tutto ingobbito. 
ingoffare   v. tr.  [io ingòffo ecc.] rendere, far apparire goffo (anche assol.): un vestito che ingoffa. 
ingoffire   v. tr.  [io ingoffisco, tu ingoffisci ecc.] ingoffare | v. intr.  [aus. essere], ingoffirsi v. rifl.  diventare goffo.
ingoiamento   s.m.  (non com.) l'ingoiare.
ingoiare   v. tr.  [io ingóio ecc.]    • 1 •   inghiottire, per lo più avidamente o in fretta: ingoiare il pranzo in due bocconi    • 2 •   (fig.) sopportare, tollerare; inghiottire: essere costretto a ingoiare molte umiliazioni    • 3 •   (fig.) assorbire, far sprofondare e scomparire: la nave fu ingoiata dalle onde. 
ingolfamento   s.m.  l'ingolfare, l'ingolfarsi, detto spec. di un motore a scoppio.
ingolfare   v. tr.  [io ingólfo ecc.] provocare l'ingolfamento (di un motore a scoppio) | ingolfarsi v. rifl.    • 1 •   detto del mare, formare un'insenatura nella costa    • 2 •   (non com.) entrare in un golfo, in un tratto di mare stretto; per estens., addentrarsi in un luogo stretto    • 3 •   (fig.) cacciarsi in una situazione difficile; impelagarsi: ingolfarsi nei debiti  | applicarsi con ardore anche eccessivo a un'attività immergersi totalmente: ingolfarsi nella politica    • 4 •   detto di un motore a scoppio ad accensione comandata, avere difficoltà di funzionamento a causa di un eccesso di carburante nella camera di combustione.
ingolla   s.f.  arnese per raccogliere la frutta dagli alberi, costituito da una pertica che termina con un uncino e un canestro.
ingollare   v. tr.  [io ingóllo ecc.] (non com.) inghiottire in fretta o avidamente; ingoiare.
ingolosire   v. tr.  [io ingolosisco, tu ingolosisci ecc.] rendere goloso | (fig.) allettare, attirare: ingolosire qualcuno con delle promesse  | v. intr.  [aus. essere], ingolosirsi v. rifl.  diventare goloso | (fig.) invogliarsi di qualcosa.
ingombrante   part. pres.  di ingombrare   agg.  che intralcia per le sue dimensioni eccessive: un armadio ingombrante  | (fig.) che disturba con le sue esigenze o per la sua invadenza: un ospite, un personaggio ingombrante. 
ingombrare   v. tr.  [io ingómbro ecc.]    • 1 •   occupare uno spazio, costituendo un ostacolo, un intralcio: le bancarelle ingombravano la strada    • 2 •   (fig.) riempire, occupare di cose che creano impaccio: ingombrare la mente di nozioni inutili  (e detto della cosa stessa che è d'ingombro: nozioni inutili che ingombrano la mente).
ingombro   (1) agg.  ingombrato, ostruito: un tavolo ingombro di piatti. 
ingombro   (2) s.m.    • 1 •   l'ingombrare: essere d'ingombro  | la cosa che ingombra: togliere, rimuovere gli ingombri    • 2 •   lo spazio o il volume occupato da un oggetto: merci di poco, di molto ingombro. 
ingommare   v. tr.  [io ingómmo ecc.]    • 1 •   spalmare di gomma: ingommare le buste delle lettere    • 2 •   incollare con la gomma.
ingordaggine   s.f.  (non com.) ingordigia.
ingordigia   s.f.  l'essere ingordo; avidità di cibo: mangiare con ingordigia  | (fig.) cupidigia, bramosia: ingordigia di ricchezze. 
ingordo   agg.    • 1 •   smodato nel mangiare e nel bere: un ragazzo ingordo; essere ingordo di dolci    • 2 •   (fig.) bramoso, avido: ingordo di guadagni, di potere  § ingordamente avv. 
ingorgamento   s.m.  l'ingorgare, l'ingorgarsi, l'essere ingorgato.
ingorgare   v. tr.  [io ingórgo, tu ingórghi ecc.] ostruire, intasare: ingorgare il lavandino  | ingorgarsi v. rifl.    • 1 •   detto di liquidi, formare un gorgo | (estens.) addensarsi ostruendo un passaggio: un incrocio in cui il traffico s'ingorga    • 2 •   intasarsi, ostruirsi: il tubo di scarico si è ingorgato. 
ingorgo   s.m.  [pl. -ghi] l'ingorgarsi; ostruzione, intasamento: l'ingorgo dello scarico; ingorgo stradale. 
ingovernabile   agg.  che non si può governare, che è difficile da governare: nazione, situazione ingovernabile  § ingovernabilmente avv. 
ingovernabilità   s.f.  l'essere ingovernabile: la crisi politica è tale che si prospetta l'ingovernabilità del paese. 
ingozzamento   s.m.  l'ingozzare, l'ingozzarsi.
ingozzare   v. tr.  [io ingózzo ecc.]    • 1 •   mandare, far entrare nel gozzo; ingoiare, mangiare (riferito a uccelli): le galline ingozzano di tutto    • 2 •   riempire a forza il gozzo di un animale perché ingrassi: ingozzare le oche, i tacchini  ' (estens.) riferito a persone, far mangiare in gran quantità, riempire di cibo: non ingozzare così quel bambino!    • 3 •   inghiottire rapidamente o con avidità trangugiare: ingozzare una fetta di torta  | ingoiare contro voglia: ha dovuto ingozzare un farmaco dal sapore nauseante    • 4 •   (fig.) tollerare, sopportare; ingoiare: ingozzare un'offesa  | ingozzarsi v. rifl.  riempirsi di cibo; mangiare in fretta o avidamente: ingozzarsi di dolci. 
ingozzata   s.f.  l'ingozzare, l'ingozzarsi: fare un'ingozzata di qualcosa, mangiarne in gran quantità e avidamente.
ingracilire   v. tr.  [io ingracilisco, tu ingracilisci ecc.] (non com.) rendere gracile | v. intr.  [aus. essere], ingracilirsi v. rifl.  diventare gracile.
ingranaggio   s.m.    • 1 •   meccanismo elementare costituito da una ruota dentata che ingrana con un'altra ruota dentata o con una cremagliera o con una vite senza fine; per estens., rotismo: gli ingranaggi del motore    • 2 •   (fig.) serie di operazioni, di affari, di attività collegate fra loro in modo quasi meccanico: essere preso nell'ingranaggio del lavoro; gli ingranaggi della giustizia, della burocrazia. 
ingranamento   s.m.    • 1 •   l'ingranare, l'essere ingranato    • 2 •   grippaggio.
ingranare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto dei due elementi di un ingranaggio, essere in posizione reciproca in modo tale che i denti dell'uno impegnano quelli dell'altro, con trasmissione del moto; per estens., trasmettere il moto: la marcia indietro non ingrana bene    • 2 •   (fig.) iniziare bene un lavoro o un'attività cominciare a funzionare, a rendere: quest'anno mio figlio non riesce a ingranare con la scuola; gli affari hanno ingranato    • 3 •   grippare, gripparsi | v. tr.    • 1 •   avvicinare i due elementi di un ingranaggio in modo che i rispettivi denti entrino in contatto: ingranare la marcia di un'automobile    • 2 •   provocare ingranamento, grippaggio; grippare | ingranarsi v. rifl.  lo stesso che ingranare, nel sign. 3.
ingrandimento   s.m.    • 1 •   l'ingrandire, l'ingrandirsi: ingrandimento di una scuola, di una città    • 2 •   rapporto tra l'angolo di osservazione di una dimensione attraverso un sistema ottico e quello della stessa dimensione a occhio nudo | lente d'ingrandimento, che dà una immagine ingrandita delle cose    • 3 •   (foto.) procedimento per ottenere copie positive di formato maggiore del negativo; anche, la fotografia così ottenuta.
ingrandire   v. tr.  [io ingrandisco, tu ingrandisci ecc.]    • 1 •   rendere grande o più grande: ingrandire un negozio, un'azienda    • 2 •   accrescere l'angolo di osservazione mediante l'uso di un sistema ottico, in modo che l'oggetto osservato appaia di dimensioni maggiori: un microscopio che ingrandisce diecimila volte  | ingrandire una fotografia, farne l'ingrandimento    • 3 •   (fig.) far apparire qualcosa più grande di quanto non sia in realtà esagerare: ingrandire le difficoltà di un problema  | v. intr.  [aus. essere], ingrandirsi v. rifl.    • 1 •   diventare più grande, crescere: la città (s')è molto ingrandita negli ultimi anni    • 2 •   (fig.) allargare le proprie attività o aumentare l'estensione della propria abitazione, del proprio negozio e sim.: vedo che ti sei ingrandito. 
ingranditore   s.m.  (foto.) apparecchio per ottenere ingrandimenti.
ingrassaggio   s.m.  lubrificazione di organi meccanici con grasso.
ingrassamento   s.m.  l'ingrassare: mettere i capponi all'ingrassamento; l'ingrassamento del terreno  ' l'ingrassarsi: fare una cura contro l'ingrassamento. 
ingrassare   v. tr.    • 1 •   far diventare grasso o più grasso (anche assol.): ingrassare i polli, i maiali; i dolci ingrassano  | prov.  : quello che non strozza ingrassa, non bisogna essere schifiltosi verso cibi che, seppure sgraditi, non sono nocivi; l'occhio del padrone ingrassa il cavallo, è bene curare di persona i propri interessi    • 2 •   concimare: ingrassare il terreno    • 3 •   lubrificare con grasso: ingrassare un ingranaggio  | v. intr.  [aus. essere], ingrassarsi v. rifl.    • 1 •   diventar grasso o più grasso: non mangia farinacei per non ingrassarsi    • 2 •   (fig.) diventare ricco, trarre guadagno, anche illecitamente: s'è ingrassato imbrogliando il prossimo. 
ingrassatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] operaio addetto all'ingrassaggio di macchine; lubrificatore    • 2 •   dispositivo per l'ingrassaggio di organi meccanici | apparecchio per introdurre il grasso negli ingrassatori; iniettore di grasso.
ingrasso   s.m.    • 1 •   l'ingrassare, il venire ingrassato (riferito ad animali): buoi da ingrasso; tenere le oche all'ingrasso    • 2 •   (agr.) concimazione di un terreno; il concime stesso.
ingraticciare   v. tr.  [io ingratìccio ecc.] chiudere, cingere con graticci.
ingraticciata   s.f.  riparo, recinzione o sostegno fatto con graticci.
ingraticolare   v. tr.  [io ingratìcolo ecc.] chiudere, sbarrare con una graticola o con analogo riparo.
ingratitudine   s.f.  l'essere ingrato; mancanza di gratitudine.
ingrato   agg.    • 1 •   che non è grato, che non riconosce i benefici ricevuti: essere, mostrarsi ingrato verso qualcuno; figli ingrati; animo ingrato  | terreno ingrato, che non dà frutto proporzionato al lavoro che vi si fa    • 2 •   non gradito, sgradevole, spiacevole: un incarico, un compito ingrato; lavoro ingrato; l'adolescenza è un'età ingrata   s.m.  [f. -a] chi manca di gratitudine, di riconoscenza: comportarsi da ingrato  § ingratamente avv. 
ingravidamento   s.m.  l'ingravidare, l'ingravidarsi, l'essere ingravidata.
ingravidare   v. tr.  [io ingràvido ecc.] rendere gravida | v. intr.  [aus. essere], ingravidarsi v. rifl.  diventare gravida.
ingraziare   v. tr.  [io ingràzio ecc.] rendere benevolo; cattivarsi la benevolenza, il favore di qualcuno (sempre con la particella pron.): si è ingraziato un personaggio importante. 
ingrediente   s.m.    • 1 •   ogni sostanza che entra nella preparazione di una vivanda, di un preparato farmaceutico e sim.: gli ingredienti di una torta    • 2 •   (fig.) elemento di una composizione, di un fenomeno complesso: gli ingredienti tipici dei romanzi gialli; la disinvoltura è uno degli ingredienti del suo successo. 
ingressa   s.f.  nella liturgia ambrosiana, il canto di introduzione della messa, a cui corrisponde l'introito nella liturgia romana.
ingressaggio   s.m.  (burocr.) operazione dell'ingressare: numero di ingressaggio; ufficio ingressaggio. 
ingressare   v. tr.  [io ingrèsso ecc.] nell'amministrazione delle biblioteche, registrare un libro acquistato.
ingressione   s.f.  (geol.) fenomeno di sommersione, da parte del mare, di tratti più o meno ampi di terraferma.
ingressivo   agg.  (ling.) si dice di suono la cui articolazione è ottenuta con ingresso anziché emissione di aria nell'apparato di fonazione | (gramm.) di aspetto verbale che esprime l'azione nel suo inizio; incoativo.
ingresso   s.m.    • 1 •   il passaggio, l'apertura per cui si entra in un luogo: l'ingresso del palazzo, della banca; porta d'ingresso; aprire, sbarrare l'ingresso  | locale che funge da anticamera: attendere qualcuno nell'ingresso    • 2 •   l'atto dell'entrare in un luogo, in un ambiente; in partic., entrata solenne: gli sposi fecero il loro ingresso in chiesa; l'ingresso in società di una ragazza    • 3 •   facoltà di entrare in un luogo: ingresso libero, a pagamento; è vietato l'ingresso; biglietto d'ingresso, quello che si deve esibire per entrare in un locale di pubblico spettacolo, in un museo e sim.    • 4 •   (inform.) input.
ingrigiarsi   v. rifl.  (lett.) diventar grigio; ingrigire: sale un'ora d'attesa in cielo, vacua / dal mare che s'ingrigia  (montale).
ingrigire   v. intr.  [io ingrigisco, tu ingrigisci ecc. ; aus. essere] (lett.)    • 1 •   assumere un colore grigio; per estens., cominciare a incanutire: poteva avere quaranta o quarantacinque anni, e incominciava a ingrigire  (alvaro)    • 2 •   (fig.) assumere un tono dimesso, spento.
ingrillandare    ⇨ inghirlandare.
ingrinzire   v. tr.  e intr.  [io ingrinzisco, tu ingrinzisci ecc. ; aus. dell'intr. essere] (non com.) aggrinzire.
ingrippare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere], ingripparsi v. rifl.  grippare, gripparsi.
ingrommare   v. tr.  [io ingrómmo ecc.] coprire di gromma | v. intr.  [aus. essere], ingrommarsi v. rifl.  coprirsi di gromma.
ingrossamento   s.m.    • 1 •   l'ingrossare, l'ingrossarsi, l'essere ingrossato: l'ingrossamento di un fiume, del fegato    • 2 •   la parte ingrossata; rigonfiamento: il tubo presenta un ingrossamento. 
ingrossare   v. tr.  [io ingròsso ecc.]    • 1 •   rendere grosso o più grosso; gonfiare: le piogge hanno ingrossato il fiume; l'umidità ingrossa il legno; ingrossare le file di un partito, iscrivervisi, aderirvi    • 2 •   far apparire più grosso del vero (anche assol.): questo vestito ti ingrossa un po'; un colore che ingrossa    • 3 •   (non com.) rendere confuso, peggiorare: ingrossare la mente, renderla ottusa | v. intr.  [aus. essere], ingrossarsi v. rifl.    • 1 •   diventare grosso o più grosso: con l'età è molto ingrossato; mi si è ingrossato il fegato    • 2 •   (pop.) diventare gravida, detto spec. delle femmine degli animali.
ingrossatore   s.m.  nel medioevo, magistrato incaricato di operare le ingrossazioni.
ingrossatura   s.f.  ingrossamento.
ingrossazione   s.f.  nel medioevo, operazione di rettifica di confini rurali al fine di costituire minime unità poderali.
ingrosso   solo nella loc. avv. all'ingrosso, in grandi quantità, con riferimento alla compravendita di partite di merci: comprare, vendere all'ingrosso; commercio all'ingrosso, quello che si svolge tra produttori e grossisti, tra grossisti e dettaglianti | a occhio, press'a poco, all'incirca: così all'ingrosso avrà trent'anni. 
ingrugnare   v. intr.  [aus. essere], ingrugnarsi v. rifl.  (fam.) mettere il broncio, immusonirsi, seccarsi: andò là, ingrugnato, spazientito, rabbioso  (pasolini).
ingrugnire   v. intr.  [io ingrugnisco, tu ingrugnisci ecc. ; aus. essere], ingrugnirsi v. rifl.  (fam.) ingrugnare, ingrugnarsi.
ingrullire   v. tr.  [io ingrullisco, tu ingrullisci ecc.] (tosc.) rendere grullo, sciocco; istupidire (spesso scherz.) | v. intr.  [aus. essere  nel sign. 1, essere  o avere  nel sign. 2] (tosc.)    • 1 •   diventare grullo    • 2 •   (fam.) affannarsi, ammattire.
ingruppare   v. tr.  riunire, radunare in gruppo | ingrupparsi v. rifl.  unirsi in gruppo o a un gruppo.
inguacchio   s.m.  (dial.) situazione intricata; imbroglio, pastrocchio.
inguadabile   agg.  non guadabile: fiume inguadabile. 
inguaiare   v. tr.  [io inguàio ecc.] (fam.) mettere nei guai, nei pasticci | inguaiarsi v. rifl.  cacciarsi nei guai, nei pasticci: s'è inguaiato fino ai capelli. 
inguainare   v. tr.  [io inguaìno ecc.]    • 1 •   mettere nel fodero: inguainare la spada    • 2 •   far passare un nastro, un cordone in una guaina per stringere un capo di vestiario e sim.    • 3 •   fasciare il corpo come in una guaina (detto di abiti attillati).
ingualcibile   agg.  che non si gualcisce, che non si spiegazza: tessuto ingualcibile. 
ingualcibilità   s.f.  l'essere ingualcibile.
ingualdrappare   v. tr.  coprire con una gualdrappa: ingualdrappare un cavallo. 
inguantare   v. tr.  coprire con un guanto | inguantarsi v. rifl.  mettersi i guanti.
inguantato   part. pass.  di inguantare   agg.  coperto da un guanto; che porta i guanti: mani inguantate; maggiordomo inguantato. 
inguaribile   agg.  che non può o non si può guarire: malattia, male inguaribile  | (estens.) incorreggibile: un inguaribile sognatore  § inguaribilmente avv. 
inguinale   agg.  (anat.) dell'inguine, localizzato all'inguine: ernia inguinale. 
inguine   s.m.  (anat.) regione del corpo situata tra la coscia e l'addome.
ingurgitare   v. tr.  [io ingùrgito ecc.] inghiottire in fretta o avidamente; trangugiare: ingurgitare un boccale di birra, una medicina. 
-ini  -ini suffisso pl. derivato dal lat. scient. -inae, usato nella sistematica zoologica per indicare una sottofamiglia (felini, ovini).
inia   s.f.  cetaceo che vive nel rio delle amazzoni, simile a un grosso delfino.
inibire   v. tr.  [io inibisco, tu inibisci ecc.]    • 1 •   vietare d'autorità per estens., proibire, impedire: gli è stato inibito il fumo    • 2 •   bloccare, frenare psicologicamente; intimidire: la sua presenza lo inibisce  | inibirsi v. rifl.  o intr. pron.  subire un'inibizione; bloccarsi.
inibito   part. pass.  di inibire   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi soffre di inibizioni: l'educazione repressiva ha fatto di lei un'inibita. 
inibitore   agg.  [f. -trice] che inibisce; inibitorio  s.m.  (chim.) ogni sostanza atta a ostacolare determinate reazioni: inibitore enzimatico; inibitore di corrosione. 
inibitorio   agg.    • 1 •   che vale a inibire, a proibire d'autorità (spec. nel linguaggio giuridico): sentenza inibitoria; azione inibitoria, con cui si chiede di far cessare un comportamento lesivo    • 2 •   (psicol.) che si riferisce all'inibizione: freni inibitori. 
inibizione   s.f.    • 1 •   l'inibire; proibizione, divieto    • 2 •   (chim.) blocco o rallentamento di una reazione    • 3 •   (fisiol.) processo nervoso od ormonale che blocca o frena il funzionamento di un organo; l'arresto o la diminuzione di attività che ne conseguono    • 4 •   (psicol.) processo psichico che blocca altri processi o impedisce che essi affiorino alla coscienza; lo stato che ne risulta: inibizione dell'affettività, della sessualità; soffrire di inibizioni. 
inidoneità   s.f.  l'essere inidoneo.
inidoneo   agg.  non idoneo; inadatto, incapace: essere inidoneo a svolgere un incarico; inidoneo al servizio militare §  inidoneamente avv. 
iniettabile   agg.  che si può iniettare: un medicinale iniettabile per via endovenosa. 
iniettare   v. tr.  [io iniètto ecc.]    • 1 •   introdurre mediante iniezione: il medico gli iniettò un calmante; la vipera inietta il veleno con i denti; iniettare cemento in un muro    • 2 •   introdurre mediante l'uso di un iniettore: iniettare il carburante nel cilindro  | iniettarsi v. rifl.  solo nella loc. iniettarsi di sangue, detto degli occhi, arrossarsi per l'eccessivo affluire del sangue nei capillari: avere gli occhi iniettati di sangue, (fig.) essere fuori di sé dall'ira.
iniettivo   agg.  (ling.) che ha un'articolazione ingressiva: suono iniettivo. 
iniettore   s.m.  (tecn.) dispositivo che serve a introdurre in un ambiente chiuso liquidi, gas, emulsioni, sospensioni, solidi pastosi o polverulenti, gener. sotto forma di getto a pressione: iniettore di carburante, di vapore, di grasso, di carbone. 
iniezione   s.f.    • 1 •   operazione con cui si immette un farmaco direttamente nel sangue o in altri tessuti, mediante apposito ago cavo; il farmaco stesso così iniettato o da iniettare: iniezione sottocutanea, endovenosa, intramuscolare; ago per iniezioni; iniezione ricostituente, di adrenalina; una scatola di iniezioni  ' (fig.) azione di aiuto, di conforto: ricevere un'iniezione di coraggio, di fiducia    • 2 •   (tecn.) introduzione mediante un iniettore: motori a iniezione, motori a combustione interna alternativi senza carburatore | operazione con cui si immette il cemento o altro materiale in un muro o in un terreno per consolidarlo    • 3 •   (mat.) corrispondenza univoca tra due insiemi per cui a ogni elemento del secondo corrisponde al più un elemento del primo.
in illo tempore   loc. avv.  espressione generica che introduce la lettura del brano evangelico della messa, oggi sostituita dalla forma italiana 'in quel tempo'; è ripresa scherzosamente quando si vuole alludere a tempi remoti.
inimicare   v. tr.  [io inimico, tu inimichi ecc.]    • 1 •   rendere nemico, ostile: una questione finanziaria aveva inimicato i due fratelli; si è inimicato i compagni    • 2 •   (ant.) trattare da nemico: se inimicato l'avesse, non ne sarebbe stato biasimato da persona  (boccaccio dec.  x, 2) | inimicarsi v. rifl.  diventare nemico di qualcuno, provocare l'altrui ostilità: inimicarsi con un collega, con un collaboratore  | v. rifl.  divenire nemici: si sono inimicati. 
inimicizia   ant. nemicizia e nimicizia, s.f.    • 1 •   l'essere nemico; avversione, ostilità: inimicizia tra famiglie; nutrire sentimenti d'inimicizia per qualcuno  | crearsi delle inimicizie, dei nemici    • 2 •   (ant.) atto ostile: aveva oltremodo piacere... in commettere mali ed inimicizie e scandali  (boccaccio dec.  i, 1).
inimico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (lett.) nemico, ostile: così inimico tempo correndo  (boccaccio dec.  introduzione).
inimitabile   agg.    • 1 •   che non si può imitare, che non si può uguagliare: un artista inimitabile; una donna di un'eleganza inimitabile    • 2 •   (non com.) che non si deve imitare § inimitabilmente avv.  in modo da non potere essere imitato, eguagliato: suonare, danzare inimitabilmente. 
inimitato   agg.  (non com.) che non è stato mai imitato; inimitabile.
inimmaginabile   agg.  che non si può immaginare, che supera ogni immaginazione: una bellezza inimmaginabile  § inimmaginabilmente avv.  (non com.).
ininfiammabile   agg.  non infiammabile: materiale ininfiammabile. 
ininfluente   agg.  che non ha influenza: un particolare ininfluente. 
ininfluenza   s.f.  l'essere ininfluente; scarsa rilevanza: l'ininfluenza di un dettaglio sull'insieme. 
inintelligente   agg.  (non com.) non intelligente § inintelligentemente avv. 
inintelligenza   s.f.  (non com.) scarsezza di intelligenza: una mossa che dimostra inintelligenza politica. 
inintelligibile   agg.    • 1 •   che non si può comprendere: una spiegazione inintelligibile; un dialetto inintelligibile    • 2 •   che non si riesce a udire: un bisbiglio inintelligibile    • 3 •   che non si riesce a leggere, a decifrare: uno scarabocchio inintelligibile  § inintelligibilmente avv. 
inintelligibilità   s.f.  (non com.) l'essere inintelligibile.
inintermediari   avv.  nel linguaggio degli annunci economici, senza intermediari (con riferimento a contrattazioni, negoziazioni ecc.).
ininterrotto   agg.  che procede senza interruzione: un ininterrotto viavai di persone; pioggia ininterrotta  § ininterrottamente avv. 
iniquità   s.f.    • 1 •   l'essere iniquo: l'iniquità di un provvedimento    • 2 •   parola, atto iniquo: commettere un'iniquità. 
iniquo   agg.    • 1 •   che è contrario all'equità ingiusto: un salario iniquo; un'iniqua sentenza; condizioni di pace inique    • 2 •   (estens.) dedito al male; malvagio, scellerato: uomo, animo iniquo; parole, intenzioni inique    • 3 •   (lett.) avverso, sfavorevole: tempi iniqui; altre fiamme, altri nodi amor promise, / altri ce n'apparecchia iniqua sorte  (tasso g. l.  ii, 34) § iniquamente avv. 
in itinere   loc. avv.  strada facendo, in corso d'opera.
iniziabile   agg.  che si può iniziare.
iniziale   agg.  che si trova all'inizio, che costituisce l'inizio: sillaba, capitolo iniziale; stato iniziale dei lavori  | stipendio iniziale, quello che si percepisce all'inizio di una carriera  s.f.  la lettera con cui si inizia una parola: iniziale minuscola, maiuscola  | le iniziali, le lettere con cui cominciano il nome e il cognome: siglare, firmare con le iniziali  § inizialmente avv.  all'inizio, da principio.
inizializzare   v. tr.  [io inizializzo ecc.] (inform.) effettuare l'inizializzazione.
inizializzazione   s.f.  (inform.) l'operazione con cui si assegnano o si riassegnano i valori iniziali alle variabili di un programma, prima di avviare l'elaborazione | inizializzazione di un disco, formattazione.
iniziando   s.m.  [f. -a] chi deve essere iniziato (a una religione, a una società segreta ecc).
iniziare   v. tr.  [io inìzio ecc]    • 1 •   dare inizio a qualcosa, intraprendere un'attività: iniziare un'impresa; iniziare a fare, a dire, a lavorare    • 2 •   ammettere a un culto, a un'associazione segreta ecc. attraverso particolari riti o pratiche: iniziare alla massoneria  | (estens) avviare a una disciplina, a un'attività, a una carriera: iniziare un allievo allo studio dei classici; iniziare qualcuno alla vita politica  | v. intr.  [aus. essere] avere inizio; cominciare: lo spettacolo inizia alle 21. 
iniziatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne l'iniziazione, gli iniziati: cerimonia iniziatica; riti iniziatici    • 2 •   (estens.) oscuro, comprensibile solo agli iniziati: linguaggio iniziatico  § iniziaticamente avv.  attraverso iniziazione.
iniziativa   s.f.    • 1 •   decisione o atto volontario per cui si dà inizio a qualcosa: prendere, assumere un'iniziativa; fare qualcosa di propria iniziativa; tutto ciò è avvenuto per, su loro iniziativa; un'iniziativa culturale, benefica  | conservare l'iniziativa, in operazioni di guerra o in competizioni sportive, imprimere all'azione la propria strategia, così da costringere l'avversario sulla difensiva | iniziativa privata, (econ.) attività economica finalizzata al profitto    • 2 •   capacità di dare inizio a cose nuove; intraprendenza: uomo pieno d'iniziativa; spirito d'iniziativa. 
iniziato   part. pass.  di iniziare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi, attraverso particolari riti o pratiche, è ammesso a un culto o a un'associazione segreta: gli iniziati ai misteri orfici, alla massoneria    • 2 •   (estens.) chi ha sicura conoscenza di una disciplina, di un campo di attività: linguaggio da iniziati, oscuro ai più per eccesso di tecnicismo.
iniziatore   agg.  e s.m.  [f. -trice, pop. -tora]    • 1 •   che, chi inizia; promotore: l'iniziatore di un movimento letterario    • 2 •   iniziatore di polimerizzazione, (chim.) sostanza che, potendosi decomporre facilmente in radicali, avvia la polimerizzazione di altre sostanze.
iniziazione   s.f.    • 1 •   (non com.) inizio    • 2 •   cerimonia con cui si inizia qualcuno a un culto, a un'associazione segreta: iniziazione ai misteri, alla massoneria  | (estens.) avviamento a una disciplina, a un'attività: iniziazione alla vita politica. 
inizio   s.m.    • 1 •   atto con cui si comincia; principio: avere, dare, prendere inizio  | all'inizio, agli inizi, da principio    • 2 •   la prima fase di qualcosa che abbia uno svolgimento: l'inizio del romanzo; all'inizio  (o agli inizi) della primavera; gli alberi posti all'inizio della strada. 
inlandsis   s.m. invar.  (geog.) grande massa di ghiacci che copre estesi territori polari (groenlandia, antartide).
inleiarsi   v. rifl.  [io mi inlèio ecc.] (ant.) entrare in lei: prima che più tu t'inlei / rimira in giù  (dante par.  xxii, 127-128).
inlibrare   v. tr.  (ant.) mettere in equilibrio.
in loco   loc. avv.  nello stesso luogo, sul posto: il ferito fu medicato in loco, nel luogo stesso del ferimento | nel punto dolente, malato: una pomata da applicare in loco. 
inluiarsi   v. rifl.  [io mi inlùio ecc.] (ant.) entrare in lui: dio vede tutto, e tuo veder s'inluia  (dante par.  ix, 73).
inmiarsi   o immiarsi, v. rifl.  (ant.) entrare in me: già non attendere' io tua dimanda, / s'io m'intuassi, come tu t'inmii  (dante par.  ix, 80-81).
innacquare   ant. inacquare, v. tr.  [io innàcquo ecc.] (non com.) annacquare.
innaffiare   e deriv.   ⇨ annaffiare e deriv. 
innalzamento   lett. inalzamento, s.m.  l'innalzare, l'innalzarsi, l'essere innalzato (spec. fig.): innalzamento al trono. 
innalzare   lett. inalzare, v. tr.    • 1 •   portare o rivolgere verso l'alto (anche fig.): innalzare una bandiera; innalzare gli occhi al cielo; innalzare la mente, una preghiera a dio  | innalzare un'antenna, un palo, metterli in posizione verticale e fissarli    • 2 •   costruire, edificare cose di notevoli dimensioni: innalzare una torre, un monumento    • 3 •   aumentare, far salire: l'alta marea ha innalzato il livello delle acque  | innalzare la voce, portarla a un maggior grado di intensità    • 4 •   (fig.) elevare di grado, di condizione: innalzare al trono, al pontificato; innalzare all'onore degli altari, proclamare santo | innalzarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   alzarsi, spostarsi verso l'alto | l'aquilone s'innalzò lentamente  | erigersi, elevarsi: montagne che s'innalzano oltre i quattromila metri    • 2 •   (fig.) elevarsi di grado, di condizione: innalzarsi al di sopra dei mediocri  | (lett.) imporsi agli altri, esercitare oppressione su qualcuno: maledetto colui... / che s'innalza sul fiacco che piange  (manzoni il conte di carmagnola).
innamoramento   s.m.  l'innamorarsi, l'essere innamorato: una persona facile agli innamoramenti  ' la fase in cui nasce l'amore: un rapido, un lungo innamoramento. 
innamorare   v. tr.  [io innamóro ecc.]    • 1 •   (non com.) accendere d'amore; destare amore in qualcuno: lo innamorò con la sua bellezza  | far innamorare, far sorgere in altri l'amore    • 2 •   (estens.) affascinare, attrarre, incantare (anche assol.): un sorriso, una musica che innamora  | innamorarsi v. rifl.    • 1 •   essere preso da amore per qualcuno: s'innamorò di lei a prima vista; i ragazzi s'innamorano facilmente    • 2 •   (estens.) accendersi di desiderio, di entusiasmo per qualcosa che piace o che suscita vivo interesse: innamorarsi della campagna  | v. rifl.  sentire amore l'uno per l'altro: appena conosciuti si sono innamorati. 
innamorato   part. pass.  di innamorare   agg.    • 1 •   preso d'amore: essere innamorato  | innamorato cotto, (fam.) innamoratissimo    • 2 •   (estens.) pieno di desiderio, di entusiasmo per qualcosa: innamorato della musica    • 3 •   (lett.) che esprime amore: sguardi innamorati e schivi  (leopardi a silvia  46)  s.m.  [f. -a] chi prova amore per qualcuno; spasimante, fidanzato: uscire con l'innamorato  § innamoratamente avv.  con amore: due grandi occhi soavi di fanciulla... mi guardano innamoratamente  (d'annunzio) | in modo incantato, affascinato.
innante   o inante, inanti, innanti, avv.  (ant.) innanzi.
innanzi   ant. inanzi, avv.  (non com.)    • 1 •   avanti: andare, stare, camminare innanzi    • 2 •   prima, antecedentemente: come è stato detto innanzi  | poi, in seguito: d'ora innanzi   cong.  (non com.)    • 1 •   innanzi di, prima di (introduce una prop. temporale con il verbo all'inf.): innanzi di parlare, rifletti    • 2 •   innanzi che, prima che (introduce una prop. temporale con il verbo al congiunt.): innanzi che tu parta devo parlarti  ' (lett.) piuttosto che (introduce una prop. comparativa)  prep.    • 1 •   davanti a, in presenza di (si unisce ai nomi per mezzo della prep. a): l'ho sempre innanzi agli occhi; camminava innanzi a lui; comparire innanzi al giudice    • 2 •   prima di (si unisce ai nomi direttamente e nell'uso antico anche per mezzo della prep. a): innanzi tutto; innanzi l'alba; innanzi tempo; siccome molti innanzi a noi hanno fatto  (boccaccio dec.  introduzione)  agg.  antecedente, che precede nel tempo: il giorno innanzi; alcuni mesi innanzi   s.m.  il tempo passato o futuro; si usa spec. nella loc. per l'innanzi, in passato o in futuro.
innario   s.m.  antica raccolta di inni liturgici e delle loro melodie in canto fermo.
innaspare   o inaspare, v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (rar.) annaspare.
innasprire    ⇨ inasprire.
innastare   v. tr.  inastare.
innatismo   s.m.  (filos.) dottrina che afferma l'esistenza di principi conoscitivi e di comportamenti innati nell'uomo, in quanto posti in lui da un agente divino, oppure geneticamente ereditati, e quindi indipendenti dall'esperienza: l'innatismo platonico; l'innatismo gnoseologico di cartesio. 
innatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) chi sostiene l'innatismo | usato anche come agg.  : pensiero, sistema innatista. 
innatistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) proprio dell'innatismo, degli innatisti: concezione, teoria innatistica. 
innato   agg.    • 1 •   che si ha per natura, indipendentemente dall'educazione e dall'esperienza; non acquisito: facoltà innata; difetto innato, congenito | idee innate, (filos.) che derivano dalla natura stessa dell'uomo, non dall'esperienza, e sono perciò presenti nella mente fin dalla nascita    • 2 •   (estens.) spontaneo, naturale, istintivo: era dotato di un'innata generosità  § innatamente avv. 
innaturale   agg.  non naturale; non conforme alle leggi della natura: sarebbe innaturale che i genitori non amassero i figli  | privo di naturalezza: una recitazione innaturale; uno stile suggestivo ma innaturale  § innaturalmente avv. 
innavigabile   agg.    • 1 •   non navigabile: canale innavigabile    • 2 •   (lett.) non adatto a navigare: nave innavigabile. 
innavigabilità   s.f.  l'essere innavigabile.
innebbriare   innebriare  ⇨ inebriare.
innegabile   agg.  che non si può negare: principi, verità innegabili  | essere innegabile, essere chiaro, evidente: è innegabile che tu abbia ragione  § innegabilmente avv. 
inneggiamento   s.m.  (non com.) l'inneggiare | (spreg.) lode esagerata.
inneggiare   v. intr.  [io innéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) cantare un inno di lode: inneggiare a dio    • 2 •   (fig.) celebrare, esaltare: da ogni parte si inneggiava alla pace  | (spreg.) esaltare con lodi insincere o interessate; adulare: inneggiare ai potenti  | v. tr.  (ant.) lodare, esaltare.
inneggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi inneggia.
innegoziabile   agg.  che è escluso da qualsiasi negoziazione, che non può essere sottoposto a trattativa: porre condizioni innegoziabili. 
inneità   s.f.  in filosofia, qualità di ciò che è innato.
innervare   v. tr.  [io innèrvo ecc.]    • 1 •   (anat.) detto dei nervi, diramarsi in una determinata parte del corpo: il trigemino innerva il viso    • 2 •   (fig. lett.) animare, vivificare, irrobustire: il suo discorso è innervato da idee originali  | v. intr.  [aus. essere] (ant.) rafforzarsi.
innervazione   s.f.  (anat.) distribuzione dei nervi in un organo o nell'intero organismo.
innervosire   v. tr.  [io innervosisco, tu innervosisci ecc.] rendere nervoso, irritare: l'attesa prolungata lo ha innervosito  | innervosirsi v. rifl.  diventare nervoso.
innescamento   ant. inescamento, s.m.  operazione dell'innescare.
innescante   part. pres.  di innescare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che esplode con facilità per un'azione esterna (p. e.  urto, attrito, calore ecc.); si usa per confezionare inneschi.
innescare   ant. inescare, v. tr.  [io innésco, tu innéschi ecc.]    • 1 •   mettere l'esca all'amo    • 2 •   applicare l'innesco a una carica esplosiva    • 3 •   (fig.) dare inizio, con un'azione specifica, a un processo più generale: innescare una reazione a catena  | innescarsi v. rifl.  iniziarsi, prendere l'avvio con il concorso di condizioni favorevoli (detto di un fenomeno, di un processo e sim.).
innesco   s.m.  [pl. m. -schi]    • 1 •   dispositivo meccanico, elettrico o chimico, che dà inizio all'esplosione di una carica di lancio o di scoppio: innesco elettrico; l'innesco del siluro; esplosivo da innesco    • 2 •   processo che provoca l'inizio di un fenomeno fisico: l'innesco di una scarica elettrica    • 3 •   (fig.) evento che dà origine a una rapida serie di altri eventi.
innestabile   agg.  che si può innestare.
innestamento   ant. annestamento, s.m.  (non com.) l'innestare; innesto.
innestare   tosc. annestare, v. tr.  [io innèsto ecc.]    • 1 •   (agr.) inserire su una pianta una gemma o un ramoscello gemmifero, prelevati da un'altra pianta, per migliorare il frutto: innestare le viti    • 2 •   (med.) trapiantare una parte di tessuto o di organo animale vivente in un altro organismo o in una diversa zona del medesimo organismo | innestare il vaiolo, inoculare il siero antivaioloso    • 3 •   (mecc.) collegare un organo motore a un organo condotto; inserire un dispositivo in un altro per stabilire un collegamento: innestare la frizione, la marcia; innestare la spina nella presa di corrente    • 4 •   (fig.) inserire, introdurre: innestare modi di vita stranieri nel costume nazionale  | innestarsi v. rifl.  introdursi, inserirsi (anche fig.): il viale s'innesta sulla strada principale; motivi romantici s'innestano nella tradizione classica. 
innestatoio   s.m.  (agr.) coltello per innestare.
innestatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi opera innesti.
innestatura   ant. annestatura, s.f.  (agr.) l'operazione e il modo dell'innestare | il punto di una pianta in cui viene praticato l'innesto.
innesto   ant. annesto, s.m.    • 1 •   l'innestare, l'essere innestato: l'innesto di una pianta; l'innesto di un tessuto, del vaiolo; l'innesto di una marcia  | il modo di innestare: innesto a marza, a gemma, per approssimazione, in agricoltura; innesto a spina, a vite, a baionetta, in elettrotecnica    • 2 •   ciò che viene innestato | (med.) trapianto | (agr.) la gemma o il ramo gemmifero innestato    • 3 •   (mecc.) organo adatto a stabilire un collegamento mobile tra due alberi coassiali: innesto a frizione, a denti  | polimero a innesto, (chim.) polimero che contiene un insieme di atomi periodicamente ricorrente come diramazione della catena principale    • 4 •   (fig.) congiunzione, inserimento.
innevamento   s.m.  la presenza, la quantità di neve che si trova in una data zona in un determinato periodo; anche, le condizioni della neve | innevamento artificiale, effettuato trasportando in luoghi che ne sono privi la neve caduta altrove o producendola con apposite apparecchiature.
innevare   v. tr.  [io innévo ecc.]    • 1 •   coprire di neve: innevare artificialmente una pista    • 2 •   (fig. lett.) imbiancare | innevarsi v. rifl.  coprirsi di neve.
innevato   part. pass.  di innevare   agg.  coperto di neve: montagne innevate. 
inning   s.m. invar.  nel baseball, ciascuna delle nove riprese in cui si divide la partita.
inno   s.m.    • 1 •   nella letteratura antica, componimento poetico in onore di una divinità o di un eroe, originariamente accompagnato dal canto e dalla danza; il genere di questi componimenti: gli inni omerici; un inno ad apollo, a dioniso; l'inno nella poesia ebraica, persiana    • 2 •   (lit.) nel culto cristiano, composizione in strofe metriche o ritmiche, cantata per esprimere lode e supplica a dio o ai santi, o per celebrare feste solenni: un inno liturgico; gli inni di sant'ambrogio, di prudenzio    • 3 •   nelle letterature moderne, componimento lirico di ispirazione religiosa o civile: gli «inni sacri» del manzoni; l'inno di mameli; un inno di schiller    • 4 •   (mus.) brano per canto e strumenti su testo di un inno sacro o patriottico: gli inni polifonici di orlando di lasso; l'inno delle nazioni di verdi    • 5 •   (fig.) discorso o scritto a carattere laudativo o celebrativo: le sue parole erano un inno alla pace. 
innocente   agg.    • 1 •   esente da colpe; che non ha commesso il fatto illecito di cui è accusato: essere, dichiararsi innocente    • 2 •   che è nell'età dell'innocenza; che è senza esperienza del male: una fanciulla innocente    • 3 •   che è fatto senza malizia, che è privo di malizia; candido: una domanda, uno scherzo innocente; uno sguardo, un sorriso innocente    • 4 •   (ant. , lett.) innocuo, mite: pèra colui che prima osò la mano  / armata alzar su l'innocente agnella  (parini)  s.m.  e f.    • 1 •   chi non è colpevole: accusare un innocente    • 2 •   bambino: la strage degli innocenti, secondo il racconto evangelico, l'uccisione dei bambini di età inferiore ai due anni ordinata da erode | (tosc.) bambino abbandonato dai genitori; trovatello: lo spedale degl'innocenti, quello, in firenze, dove venivano allevati i trovatelli § innocentemente avv. 
innocentino   s.m.  [f. -a] chi finge innocenza mascherando malizia: fare l'innocentino. 
innocentismo   s.m.  posizione, atteggiamento di chi è innocentista.
innocentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi, nelle discussioni nate intorno a un processo, è sostenitore dell'innocenza dell'imputato.
innocenza   s.f.    • 1 •   l'essere innocente, per ignoranza del male o per rettitudine d'animo: conservare l'innocenza di un bambino; l'età dell'innocenza, l'infanzia; in tutta innocenza, senza alcuna intenzione malevola | beata innocenza!, si dice a commento di parole o frasi sconvenienti dette senza ombra di malizia da bambini o da persone ingenue    • 2 •   lo stato di chi non ha commesso ciò di cui è incolpato; non colpevolezza: riconoscere, dimostrare l'innocenza di un imputato. 
innocenziano   agg.  proprio di un papa di nome innocenzo: le bolle innocenziane contro il giansenismo. 
innocuità   s.f.  l'essere innocuo.
innocuizzazione   s.f.  in ecologia, processo mediante il quale si trasformano in sostanze innocue per l'ambiente i prodotti di scarto urbani, agricoli e industriali.
innocuo   agg.    • 1 •   che non nuoce; che non fa male: un medicinale, un serpente innocuo; scherzi innocui  | una persona innocua, incapace di fare del male; (spreg.) persona che non conta nulla o debole, inetta    • 2 •   (ant. , lett.) che non ha colpa, innocente; virtuoso: per molti secoli si nutricò e visse innocua l'umana generazione dopo 'l diluvio universale  (boccaccio esposizioni sopra la comedia) § innocuamente avv. 
innodia   s.f.    • 1 •   il canto degli inni liturgici    • 2 •   il complesso degli inni di una determinata religione, epoca o nazione: l'innodia cristiana; l'innodia inglese su testi biblici. 
innografia   s.f.    • 1 •   l'arte di scrivere inni    • 2 •   innodia: innografia cristiana    • 3 •   innario.
innografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'innografia.
innografo   s.m.  [f. -a] scrittore di inni.
innologia   s.f.    • 1 •   studio degli inni    • 2 •   innografia.
innologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'innologia.
innologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di innologia.
innominabile   agg.    • 1 •   che per riguardo alla decenza, alla morale o alla superstizione non si può nominare: atto, vizio, persona innominabile    • 2 •   (ant.) che non si può definire con un nome; ineffabile.
innominato   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona di cui non si vuol dire o si ignora il nome | per antonomasia, uno dei personaggi dei «promessi sposi», in cui il manzoni adombrò francesco bernardino visconti  agg.  (rar.) si dice di cosa che non ha ancora nome.
innondare    ⇨ inondare.
innovamento   s.m.  innovazione.
innovare   v. tr.  [io innòvo ecc.]    • 1 •   mutare un sistema introducendo qualcosa di nuovo: innovare l'ordinamento scolastico; innovare un processo produttivo    • 2 •   (lett.) rinnovare | innovarsi v. rifl.  (non com.) rinnovarsi.
innovativo   agg.  che tende a innovare, che presenta innovazioni: programma innovativo; idee innovative. 
innovatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi innova o tende a innovare: movimento innovatore; corrente innovatrice; beethoven fu un innovatore della sinfonia. 

innovazione   s.f.  l'innovare; novità: innovazioni politiche, sociali; introdurre delle innovazioni nel processo produttivo. 
in nuce   loc. agg.  e avv.    • 1 •   si dice di ciò che è esposto in sintesi, negli elementi essenziali    • 2 •   si dice di fenomeno allo stadio embrionale, iniziale.
innumerabile   agg.  (lett.) non numerabile; innumerevole § innumerabilmente avv.  in numero smisurato, in grandissima quantità.
innumerabilità   s.f.  (lett.) l'essere innumerabile: l'innumerabilità delle stelle, degli atomi. 
innumere   rar. innumero, agg.  (lett.) senza numero, innumerevole: i cocci innumeri di vetro  (gozzano).
innumerevole   agg.    • 1 •   tanto numeroso che non si può contare; numerosissimo: una folla innumerevole; fare innumerevoli sacrifici    • 2 •   (lett.) molteplice, multiforme: col riso innumerevole dell'onde  (pascoli) § innumerevolmente avv. 
innumero    ⇨ innumere.
ino   agg.  (fam.) si dice di cosa o persona precedentemente menzionata in forma diminutiva, di cui si voglia ribadire la piccolezza (anche ripetuto): una stazioncina proprio ina; un ragazzino ino ino. 
-ino  -ino suffisso di aggettivi e di sostantivi che può avere valore diminutivo e vezzeggiativo (nastrino, piccolino), o anche stabilire una relazione (marino, postino).
inobliabile   agg.  (lett.) che non si può obliare; indimenticabile: la tua povera madre mi raccomandò a lei con uno sguardo inobliabile  (saba) § inobliabilmente avv. 
inobliato   agg.  (lett.) non dimenticato.
inocchiare   v. tr.  [io inòcchio ecc.] (agr.) innestare a occhio.
inoccultabile   agg.  che non può essere occultato.
inoccupato   agg.  (non com.) non occupato, libero  agg.  e s.m.  [f. -a] nel linguaggio sindacale e statistico, che, chi è in cerca di prima occupazione.
inoccupazione   s.f.  condizione di chi è inoccupato; l'insieme degli inoccupati: inoccupazione giovanile. 
inoculare   v. tr.  [io inòculo ecc.]    • 1 •   (med.) introdurre una sostanza nell'organismo mediante un'iniezione o un'incisione della cute: inoculare un siero, un farmaco    • 2 •   (fig.) insinuare, ispirare un sentimento riprovevole; istillare: inoculare gelosia, rancore; inoculare i germi del sospetto. 
inoculazione   s.f.  l'inoculare, l'essere inoculato.
inodore   o inodoro, agg.  che non ha odore: fiori inodori; liquido inodore. 
inoffensivo   agg.    • 1 •   che non offende o non può offendere: frase inoffensiva    • 2 •   che non può fare del male: un cane inoffensivo; rendere inoffensivo qualcuno  § inoffensivamente avv. 
inofficioso   agg.  (ant.)    • 1 •   che non è valido legalmente: testamento inofficioso    • 2 •   svogliato; scortese.
inoliare   v. tr.  [io inòlio ecc.] (non com.) ungere o condire con olio.
inoliazione   s.f.    • 1 •   (rar.) l'inoliare, l'essere inoliato    • 2 •   processo per il quale l'oliva si arricchisce di olio.
inoltrare   v. tr.  [io inóltro ecc.] (burocr.) avviare una pratica trasmettendola all'ufficio o alla persona competente: inoltrare domanda al ministero  | in senso generico, far procedere una persona o un oggetto per la sua destinazione: inoltrare le reclute ai rispettivi reparti; inoltrare la corrispondenza  | inoltrarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   avanzare, addentrarsi: inoltrarsi in un bosco    • 2 •   (fig.) progredire, procedere: inoltrarsi nello studio di una lingua  | riferito al tempo, alle stagioni, avvicinarsi: l'inverno s'inoltra rapidamente. 
inoltrato   part. pass.  di inoltrare   agg.    • 1 •   (burocr.) avviato, trasmesso, spedito: pratiche inoltrate    • 2 •   avanzato: stagione inoltrata; essere inoltrato negli anni, anziano.
inoltre   avv.  per di più, in aggiunta: è un luogo bellissimo, e inoltre tranquillo; ti invio inoltre la fotocopia dell'articolo. 
inoltro   s.m.  (burocr.) l'inoltrare: l'inoltro di una domanda, della corrispondenza. 
inombrare   v. tr.  [io inómbro ecc.] (lett.) coprire d'ombra | inombrarsi v. rifl.  (lett.) coprirsi d'ombra.
inondamento   s.m.  (non com.) inondazione.
inondare   ant. innondare, v. tr.  [io inóndo ecc.]    • 1 •   allagare (detto di acque che straripano): il fiume ha inondato le campagne circostanti  | allagare un territorio mediante la rottura di dighe e sim.: inondare la pianura per fermare il nemico    • 2 •   (iperb.) bagnare copiosamente: le lacrime gli inondavano il viso  | (fig.) ricoprire come un'onda: i lunghi capelli le inondavano le spalle    • 3 •   (fig.) invadere; diffondersi a profusione: la folla inondò le strade; i prodotti giapponesi hanno inondato il mercato  | riempire, colmare; pervadere: inondare di baci, di carezze; un'immensa gioia inondò gli animi. 
inondazione   s.f.    • 1 •   l'inondare, l'essere inondato; allagamento    • 2 •   (fig.) invasione: un'inondazione di turisti, di prodotti stranieri. 
inonestà   s.f.  (rar.) mancanza di onestà; disonestà.
inonesto   agg.  (rar.) non onesto; disonesto: da mille atti inonesti l'ho ritratto  (petrarca canz.  ccclx, 122) § inonestamente avv. 
inonorato   agg.  (lett.) privo d'onore; senza onore: inonorata, immonda / plebe  (leopardi ad angelo mai  39-40) | cui non è stato reso il debito onore; non onorato: cadde venezia inonorata e incompianta dopo quattordici secoli di vita meritoria e gloriosa  (nievo) § inonoratamente avv.  (non com.) senza onore; senza ricevere gli onori dovuti.
inope   agg.  (lett.) povero: quando si partiranno i due collegi, / l'uno in etterno ricco, e l'altro inope  (dante par.  xix, 110-111).
inoperabile   agg.  (med.) si dice di malattia non curabile chirurgicamente: tumore inoperabile  | di malato che non può subire intervento operatorio.
inoperante   agg.  non operante; privo di efficacia o validità: legge, contratto inoperante. 
inoperosità   s.f.  l'essere inoperoso; inattività.
inoperoso   agg.  che non è operoso; che rimane inattivo per pigrizia o per costrizione: restare inoperoso; lasciare la memoria inoperosa, non esercitarla | una giornata inoperosa, in cui non si è lavorato | denaro inoperoso, che non è investito e quindi non frutta § inoperosamente avv. 
inopia   s.f.  (lett.) povertà, indigenza: il ciel vi guardi / da ogni mal, dai nemici e dall'inopia / e doni a tutti due la cornucopia  (goldoni).
inopinabile   agg.  (lett.) che non si può pensare, immaginare; imprevedibile § inopinabilmente avv. 
inopinato   agg.  (lett.) non previsto, improvviso, inatteso: evento inopinato; frase inopinata  § inopinatamente avv. 
inopportunità   s.f.  l'essere inopportuno.
inopportuno   agg.  non opportuno; inadatto a una data circostanza: una visita, una domanda inopportuna  | che non ha il senso dell'opportunità: una persona inopportuna  § inopportunamente avv. 
inoppugnabile   agg.    • 1 •   che non si può controbattere, criticare; indiscutibile, inconfutabile: prova, tesi inoppugnabile    • 2 •   (dir.) che non può essere impugnato: sentenza inoppugnabile    • 3 •   (ant.) che non si può espugnare § inoppugnabilmente avv. 
inoppugnabilità   s.f.  l'essere inoppugnabile: inoppugnabilità di un giudizio. 
inordinato   agg.  (ant.) privo di ordine; disordinato: la gente inordinata ha paura della ordinata  (machiavelli).
inorganicità   s.f.  l'essere inorganico; mancanza di organicità: inorganicità di una sostanza; inorganicità di una trattazione, di un'argomentazione. 
inorganico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (non com.) privo di organi e di capacità vitali    • 2 •   (estens.) che appartiene o si riferisce al mondo minerale: sostanza inorganica  | chimica inorganica, branca della chimica che studia i composti inorganici, cioè quelli che non hanno nella loro molecola atomi di carbonio, fatta eccezione per il carbonio puro, i carburi, l'anidride carbonica, l'acido carbonico e i suoi sali, l'ossido di carbonio e i suoi composti di coordinazione    • 3 •   (fig.) privo di organicità, di coerenza: un progetto inorganico; un'opera inorganica  § inorganicamente avv.  in modo non organico, non coerente.
inorgoglire   v. tr.  [io inorgoglisco, tu inorgoglisci ecc.] rendere orgoglioso, riempire di orgoglio: il successo lo ha inorgoglito  | v. intr.  [aus. essere], inorgoglirsi v. rifl.  divenire orgoglioso: (s')è inorgoglito per la vittoria. 
inornato   agg.  (lett.) non ornato, senza ornamenti; disadorno | (estens.) semplice: stile inornato  § inornatamente avv. 
inorpellare   v. tr.  [io inorpèllo ecc.]    • 1 •   (rar.) rivestire d'orpello    • 2 •   (fig. lett.) camuffare, nascondere i difetti sotto apparenze gradevoli.
inorpellatura   s.f.  (rar.) l'operazione di inorpellare (anche fig.).
inorridire   v. tr.  [io inorridisco, tu inorridisci ecc.] far provare orrore, riempire di orrore: quel racconto ci ha inorridito  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   provare orrore: a quello spettacolo inorridì    • 2 •   (lett.) dei capelli, rizzarsi: e fin nell'alta reggia al suo gran nome, / del gran tiranno inorridir le chiome  (chiabrera).
inosabile   agg.  (lett.) che non si può o non si deve osare: un'impresa inosabile   s.m.  ciò che non è osabile: osare l'inosabile. 
inosite   s.f.    • 1 •   (med.) infiammazione di un tessuto fibroso    • 2 •   (chim.) inositolo.
inositolo   s.m.  (chim.) composto organico presente nei tessuti animali e vegetali e utilizzato, in una sua forma, come epatoprotettore.
inospitale   agg.    • 1 •   non ospitale, scortese verso chi è ospite: gente inospitale    • 2 •   riferito ad ambiente, non confortevole: albergo inospitale  | di territorio, non adatto a stanziamenti umani; inabitabile: regione, zona inospitale  § inospitalmente avv. 
inospitalità   s.f.  l'essere inospitale.
inospite   ant. inospito, agg.  (lett.) inospitale: di balzo in balzo, e d'una in altra via / aspra, solinga, inospita e selvaggia  (ariosto o. f.  viii, 19).
inossare   v. intr.  [io inòsso ecc. ; aus. essere], inossarsi v. rifl.  (rar.) detto delle ossa e dei denti, formarsi | (estens.) diventare simile a un osso, indurirsi.
inosservabile   agg.    • 1 •   (non com.) che non si può osservare: un astro inosservabile senza telescopio    • 2 •   che non si può adempiere, rispettare: una norma inosservabile. 
inosservante   agg.  che non rispetta precetti morali o religiosi; che trasgredisce leggi, norme e sim.: un automobilista inosservante del codice stradale. 
inosservanza   s.f.  l'essere inosservante; mancato rispetto di leggi, norme, precetti: l'inosservanza di una clausola contrattuale. 
inosservato   agg.    • 1 •   che sfugge all'osservazione, all'attenzione altrui: passare, riuscire inosservato; il ladro si allontanò inosservato    • 2 •   non rispettato: la disposizione rimase inosservata  § inosservatamente avv. 
inossidabile   agg.    • 1 •   che non si ossida: acciaio inossidabile    • 2 •   (fig. scherz.) temprato a ogni avversità: un uomo inossidabile. 
inossidabilità   s.f.  l'essere inossidabile.
inostrare   v. tr.  [io inòstro ecc.] (lett.)    • 1 •   adornare con ostro, tingere di porpora    • 2 •   (estens.) far assumere un colore rosso, arrossare: e già l'alba l'inostra / con un sussulto e rompe quelle brume  (montale) | inostrarsi v. rifl.  (lett.) prendere il colore dell'ostro; imporporarsi: mentre che l'apuana alpe s'inostra  (d'annunzio).
inottemperanza   s.f.  (non com.) mancata ottemperanza; inosservanza, inadempienza.
inox   agg. invar.    • 1 •   inossidabile: acciaio inox    • 2 •   fatto con acciaio inossidabile: posate inox. 
in pectore   loc. agg. invar.    • 1 •   si dice di ecclesiastico che il papa annuncia di aver creato cardinale, riservandosi di renderne nota l'identità    • 2 •   si dice di persona che si prevede rivestirà un dato incarico, pur non essendo stata ancora ufficialmente designata    • 3 •   (non com.) si dice di cosa che si intende realizzare, riservandosi però di renderla nota.
in perpetuum   loc. avv.  per sempre, perpetuamente; si usa spec. nel linguaggio giuridico.
in primis   loc. avv.  in primo luogo, per prima cosa.
in progress   loc. agg. invar.  in corso di esecuzione, in via di elaborazione: un lavoro, una ricerca in progress. 
input   s.m. invar.    • 1 •   in alcune discipline tecniche, entrata, punto di entrata    • 2 •   (inform.) introduzione di dati in un elaboratore elettronico; l'insieme dei dati introdotti    • 3 •   (estens.) avvio, inizio: dare l'input a un'iniziativa    • 4 •   (econ.) l'insieme degli elementi necessari alla produzione di un bene | analisi input-output, tecnica di analisi delle interdipendenze strutturali, cioè delle relazioni che la produzione e la circolazione dei beni determinano tra i settori in cui si articola un sistema economico.
inquadramento   s.m.  l'inquadrare, l'inquadrarsi, l'essere inquadrato: inquadramento unico, classificazione di operai, impiegati e categorie intermedie di ciascun settore industriale in uno stesso ordine, nel quale il principale elemento di differenziazione è dato dai livelli retributivi.
inquadrare   v. tr.    • 1 •   mettere in una cornice, in un riquadro: inquadrare un dipinto, una fotografia  | (tip.) incorniciare con un filetto, con un fregio sottile: inquadrare una pagina    • 2 •   (fig.) collocare una persona, un avvenimento, una situazione nella giusta luce e nel giusto tempo: inquadrare un poeta nel suo secolo; inquadrare un periodo storico    • 3 •   (mil.) disporre nei quadri, distribuire e ordinare in reparti: inquadrare le reclute    • 4 •   (estens.) collocare persone singole o gruppi in una determinata posizione amministrativa o lavorativa: essere assunto e inquadrato come impiegato    • 5 •   (foto. , cine.) riprendere un soggetto entro il campo visivo della macchina da presa | inquadrare il bersaglio, in balistica, disporre l'arma da fuoco in modo che il bersaglio risulti all'interno del campo di tiro | inquadrarsi v. rifl.  collocarsi, inserirsi all'interno di un sistema, di un complesso più ampio: un provvedimento che si inquadra in un progetto più generale. 
inquadratura   s.f.    • 1 •   (tip.) l'operazione dell'inquadrare: l'inquadratura di una pagina, di un titolo    • 2 •   immagine fotografica o cinematografica: un'inquadratura suggestiva  | nel linguaggio cinematografico, singola scena filmata senza interruzione da un dato angolo di presa.
inqualificabile   agg.    • 1 •   che non presenta i requisiti prescritti per poter essere qualificato: una prova inqualificabile per vizio di forma, per un errore materiale    • 2 •   (fig.) tanto indegno e riprovevole da non poter essere qualificato: persona, azione, contegno inqualificabile  § inqualificabilmente avv.  in modo totalmente riprovevole.
inquartare   v. tr.    • 1 •   (arald.) dividere in quarti uno stemma    • 2 •   proporzionare l'oro e l'argento in una lega in modo da avere un quarto d'oro e tre quarti d'argento | inquartarsi v. rifl.  irrobustirsi, ingrassarsi.
inquartata   s.f.  (sport) azione di scherma consistente nel tirare una stoccata con rapido scarto laterale per evitare il colpo dell'avversario.
inquartato   (1) part. pass.  di inquartare   agg.  e s.m.  (arald.) si dice di scudo diviso in quattro parti uguali da due linee, una verticale e l'altra orizzontale, passanti entrambe per il centro.
inquartato   (2) agg.  che ha una complessione fisica solida, robusta: un ragazzo ben inquartato. 
inqueto    ⇨ inquieto.
inquietante   part. pres.  di inquietare   agg.  che provoca inquietudine o turbamento: silenzio, situazione, prospettiva inquietante. 
inquietare   v. tr.  [io inquièto ecc.]    • 1 •   rendere inquieto; turbare, preoccupare: pensieri che inquietano l'animo    • 2 •   (ant.) vessare, perseguitare | inquietarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) mettersi in ansia per qualcosa; preoccuparsi    • 2 •   irritarsi, spazientirsi: si inquieta con tutti per un nonnulla. 
inquietezza   s.f.  (non com.) l'essere inquieto; inquietudine, irrequietezza: un baleno di inquietezza traversò il cervello del signore taciturno  (gadda).
inquieto   rar. inqueto, agg.    • 1 •   non tranquillo, irrequieto; agitato, turbato: gioventù inquieta; sonno inquieto    • 2 •   (poet.) tempestoso, procelloso: e quando dal nevoso aere inquiete / tenebre e lunghe all'universo meni  (foscolo sonetti)    • 3 •   preoccupato, impensierito: era inquieto per il loro silenzio    • 4 •   crucciato, irritato, risentito: è stato inquieto con lui per tutto il giorno  § inquietamente avv. 
inquietudine   s.f.  lo stato d'animo di chi è inquieto; apprensione, ansia: provocare, destare inquietudine  | ciò che rende inquieto: essere tormentato da molte inquietudini. 
inquilinato   s.m.  (burocr.) condizione di inquilino.
inquilinismo   s.m.  (biol.) forma di associazione animale o vegetale tra due specie diverse che convivono nella stessa sede oppure l'una sul corpo dell'altra, senza danno reciproco.
inquilino   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi abita una casa altrui corrispondendo un canone al proprietario    • 2 •   (biol.) animale o vegetale che vive in regime di inquilinismo.
inquinamento   s.m.    • 1 •   degrado ecologico causato dall'azione dell'uomo con l'introduzione di sostanze (microrganismi, rifiuti ecc.) o la produzione di effetti (rumore, vibrazioni, radiazioni ecc.) e conseguenze (p. e.  eutrofizzazione) che alterano l'equilibrio tra l'ambiente e le specie viventi: inquinamento atmosferico, delle acque, del suolo; inquinamento industriale, chimico, radioattivo, acustico    • 2 •   (fig.) contaminazione, corruzione: inquinamento dell'animo | inquinamento delle prove, (dir.) intervento fraudolento sui mezzi di prova giudiziaria per alterarli a proprio favore.
inquinante   part. pres.  di inquinare   agg.  e s.m.  si dice di ciò che produce inquinamento: sostanze, agenti inquinanti; inquinante organico; inquinante biodegradabile, non biodegradabile; inquinante atmosferico, idrico. 
inquinare   v. tr.    • 1 •   produrre inquinamento: gli scarichi delle fognature inquinano le acque del mare    • 2 •   (fig.) contaminare, corrompere: dottrine che inquinano le coscienze. 
inquirente   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi conduce un'investigazione, un'inchiesta giudiziaria: magistrato, commissione inquirente; le prove sono al vaglio degli inquirenti. 
inquisibile   agg.  (dir.) che si può inquisire.
inquisire   v. tr.  e intr.  [io inquisisco, tu inquisisci ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   indagare, sottoporre a un esame accurato per raggiungere la verità su fatti o persone: inquisire il passato di qualcuno; inquisire su tutto e su tutti    • 2 •   (dir.) investigare, condurre un'inchiesta per appurare eventuali colpe o responsabilità.
inquisitivo   agg.  che serve, che tende a inquisire: metodo, procedimento inquisitivo; domanda inquisitiva. 
inquisitore   agg.  [f. -trice] che inquisisce: giudice inquisitore; sguardo inquisitore   s.m.    • 1 •   chi inquisisce    • 2 •   nella repubblica veneta, ciascuno dei tre magistrati, posti a capo del tribunale dell'inquisizione, che giudicavano i delitti politici: inquisitore di stato  | giudice del tribunale ecclesiastico dell'inquisizione: grande inquisitore, il capo dell'inquisizione spagnola, istituita nel 1478.
inquisitorio   agg.    • 1 •   relativo all'inquisizione: attività inquisitoria  | sistema inquisitorio, (dir.) modello di processo penale caratterizzato dalla segretezza degli atti assunti nella fase istruttoria, senza la partecipazione dell'imputato e del suo difensore    • 2 •   da inquisitore: modi inquisitori; tono, sguardo inquisitorio  § inquisitoriamente avv. 
inquisizione   s.f.    • 1 •   (ant.) indagine, ricerca, esame: si come uomo che astutissimo era, fatta inquisizione di questa opera  (boccaccio dec.  ii, 6)    • 2 •   indagine condotta dall'autorità ecclesiastica al fine di individuare e provare eventuali eresie | l'intera organizzazione giudiziaria ecclesiastica per la lotta e la prevenzione delle eresie; in partic., ciascuno degli organismi ecclesiastici delegati a tale compito: inquisizione di spagna, istituita nel 1478; inquisizione romana, istituita nel 1542 (detta sant'uffizio; dal 1965 congregazione per la dottrina della fede)    • 3 •   (estens.) indagine, interrogatorio condotti con procedimenti autoritari e con pressioni psicologiche, spesso volti anche a mettere sotto accusa intenzioni e opinioni dell'inquisito.
in re   loc. agg. invar.  e avv.  nella filosofia scolastica, si dice dell'esistenza dei concetti universali considerati come intrinseci alle realtà individuali; si oppone ad ante rem  e a post rem. 
inretire    ⇨ irretire.
insù   avv.  lo stesso, ma meno com., che in su; usato soprattutto nelle loc. avv. all'insù, dall'insù, verso l'alto, dall'alto (contrapposte ad all'ingiù, dall'ingiù): guardare all'insù; naso all'insù; cominciare dall'insù. 
insabbiamento   s.m.  l'insabbiare, l'insabbiarsi, l'essere insabbiato (anche fig.): l'insabbiamento di un porto; l'insabbiamento di una pratica. 
insabbiare   v. tr.  [io insàbbio ecc.]    • 1 •   coprire di sabbia | insabbiare gli innesti, (agr.) coprirli di sabbia per favorirne l'attecchimento    • 2 •   (fig.) non far procedere; arrestare un corso, uno svolgimento normale: insabbiare un'inchiesta, una pratica  | occultare, nascondere: insabbiare uno scandalo  | insabbiarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   coprirsi di sabbia, immergersi nella sabbia (detto spec. di insetti, pesci, crostacei)    • 2 •   riferito a un porto, diventare totalmente o parzialmente inagibile per l'accumularsi, sul fondo, di sabbia portata dalle correnti    • 3 •   arenarsi, incagliarsi nella sabbia: il battello si è insabbiato    • 4 •   (fig.) non procedere, bloccarsi: il disegno di legge si è insabbiato al senato    • 5 •   (fig. non com.) di persona, ritirarsi in un luogo appartato e condurvi un'esistenza mediocre.
insabbiatura   s.f.    • 1 •   (non com.) insabbiamento    • 2 •   sabbiatura terapeutica.
insaccamento   s.m.  l'insaccare, l'insaccarsi, l'essere insaccato.
insaccare   v. tr.  [io insacco, tu insacchi ecc.]    • 1 •   mettere in un sacco, in sacchi: insaccare il grano, lo zucchero, il cemento  | insaccare (il  pallone), nel gergo calcistico, mandare il pallone in rete, segnare una rete    • 2 •   (estens.) mettere in un budello la carne di maiale tritata e opportunamente preparata, per farne salsicce, salami e sim.    • 3 •   (fig.) ammassare, stipare cose o persone in uno spazio ristretto: ci insaccarono tutti quanti in una stanza    • 4 •   (fig.) far indossare vestiti larghi e goffi; infagottare: lo insaccarono in un cappottone    • 5 •   nascondere, far rientrare: insaccare la testa, il collo fra le spalle    • 6 •   (pop.) mangiare e bere con eccessiva golosità ingurgitare | insaccarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   infagottarsi    • 2 •   entrare in uno spazio angusto, ammassandosi e pigiandosi    • 3 •   cadere da una certa altezza ricevendone un forte contraccolpo    • 4 •   detto del sole, sparire dietro una fitta cortina di nuvole: il sole s'insaccò, né tornò fuori  (pascoli)    • 5 •   (mar.) gonfiarsi, detto delle vele quadre quando il vento sbatte sulla loro faccia prodiera    • 6 •   nel linguaggio del calcio, finire in rete, detto del pallone.
insaccata   s.f.    • 1 •   colpo dato al sacco per pigiare ciò che vi è dentro    • 2 •   colpo, scossa che si riceve saltando a terra malamente o cavalcando senza assecondare il trotto del cavallo    • 3 •   (fam.) il pigiarsi, l'ammucchiarsi l'uno sull'altro dei passeggeri di un veicolo per una frenata improvvisa o per una brusca accelerata    • 4 •   (mar.) scossa subita dagli alberi quando le vele vengono rovesciate indietro dal vento.
insaccato   part. pass.  di insaccare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   spec. pl.  salume ottenuto insaccando carne tritata e aromi in appositi budelli: industria degli insaccati    • 2 •   partecipante alla corsa nei sacchi (detta anche degli insaccati).
insaccatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi insacca merci    • 2 •   chi prepara carni insaccate.
insaccatrice   s.f.  macchina per insaccare automaticamente materiali e prodotti vari (p. e.  farina, cemento, salumi).
insaccatura   s.f.    • 1 •   l'operazione dell'insaccare    • 2 •   (meteor.) saccatura.
insacchettamento   s.m.  l'operazione dell'insacchettare.
insacchettare   v. tr.  [io insacchétto ecc.] chiudere, confezionare in sacchetti.
insacchettatrice   s.f.  macchina per insacchettare.
in saecula saeculorum   loc. avv.  si usa per dire scherz. che qualcosa durerà fino alla fine dei secoli, per sempre.
insalare   v. tr.    • 1 •   (non com.) salare, mettere il sale a un cibo    • 2 •   (poet.) far diventare salso, riferito alle acque di un fiume: la terra, ove l'isauro / le sue dolci acque insala  (ariosto o. f.  xlii, 89)    • 3 •   (fig. ant.) fare qualcosa con senno | insalarsi v. rifl.  (poet.) diventare salso, detto delle acque di un fiume che sboccano nel mare: ond'io, ch'era ora alla marina volto / dove l'acqua di tevero s'insala  (dante purg.  ii, 100-101).
insalata   s.f.    • 1 •   piatto di verdure generalmente crude, condite con olio, aceto (o limone) e sale: insalata verde, mista, di pomodori, di lattuga  | in insalata, si dice di verdure condite in tale modo: patate, zucchine in insalata  | mangiarsi qualcuno in insalata, (fig. scherz.) essergli di gran lunga superiore. dim. insalatina, insalatuccia  accr. insalatona    • 2 •   nome generico di varie verdure che si mangiano condite in insalata: un cesto d'insalata; cogliere, lavare l'insalata    • 3 •   (estens.) piatto freddo costituito da una mescolanza di verdure, carni e ingredienti vari, conditi con olio e aceto (o limone) o legati con una speciale salsa: insalata di riso, di pollo; insalata di mare, costituita da pezzetti di pesce, crostacei e frutti di mare | insalata russa, piatto freddo composto di varie verdure cotte tagliate a piccoli pezzi e amalgamate con maionese    • 4 •   (fig.) mescolanza confusa di più cose: questo scritto è un'insalata. 
insalatiera   s.f.  recipiente in cui si condisce e si serve l'insalata.
insalatura   s.f.  (rar.) operazione dell'insalare.
insaldabile   agg.  (non com.) che non si può saldare (anche fig.): una frattura insaldabile. 
insaldare   v. tr.  (non com.) dare la salda; inamidare.
insalivare   v. tr.  inumidire con la saliva: insalivarsi le labbra; insalivare il boccone. 
insalivazione   s.f.  l'azione con cui i cibi, nell'atto d'essere masticati, vengono inumiditi dalla saliva.
insalubre   agg.  (lett.) nocivo alla salute; malsano: clima insalubre  § insalubremente avv. 
insalubrità   s.f.  (lett.) l'essere insalubre, mancanza di salubrità: l'insalubrità dell'aria. 
insalutato   agg.  (lett.) non salutato | partire insalutato ospite, (scherz.) andarsene senza salutare, alla chetichella.
insalvabile   agg.  (non com.) che non si può salvare.
insalvatichire    ⇨ inselvatichire.
insanabile   agg.    • 1 •   che non si può sanare; inguaribile, incurabile: male insanabile  | (fig.) irrimediabile: situazione insanabile    • 2 •   (fig.) che non si può placare; irriducibile, implacabile: passione, contrasto insanabile  § insanabilmente avv. 
insanabilità   s.f.  (non com.) l'essere insanabile.
insanguinamento   s.m.  (non com.) l'insanguinare, l'insanguinarsi.
insanguinare   v. tr.  [io insànguino ecc.]    • 1 •   bagnare, sporcare di sangue: la ferita gli aveva insanguinato i vestiti  | insanguinarsi le mani, (fig.) rendersi responsabile di un omicidio    • 2 •   (fig.) funestare con lotte cruente, con stragi: una guerra che insanguinò il paese    • 3 •   (fig. lett.) arrossare: sole che insanguina le aiole  (campana) | v. intr.  [aus. avere] (ant.) sanguinare | insanguinarsi v. rifl.  bagnarsi, sporcarsi di sangue | (fig.) macchiarsi di un omicidio.
insania   s.f.  (lett.)    • 1 •   stato di chi è malato di mente    • 2 •   atto da pazzo o da stolto: commettere un'insania. 
insanire   v. intr.  [io insanisco, tu insanisci ecc. ; aus. essere] (lett.) diventare insano, pazzo; uscire di senno | comportarsi da folle; imbizzarrirsi: le cerve... /... al ferino ululato / per terrore insanirono  (foscolo odi).
insano   agg.  (lett.)    • 1 •   pazzo, demente    • 2 •   causato da follia; irragionevole, inconsulto: un gesto insano    • 3 •   (fig.) furioso, tempestoso, agitato (detto di elementi della natura): te l'onda insana / del mar produsse  (tasso g. l.  xvi, 57) § insanamente avv. 
insaponamento   s.m.  (non com.) insaponatura.
insaponare   v. tr.  [io insapóno ecc.]    • 1 •   strofinare con il sapone; coprire con schiuma di sapone: insaponare il bucato; il barbiere insapona il viso prima di raderlo    • 2 •   (fig. non com.) adulare | insaponarsi v. rifl.  strofinarsi con il sapone, cospargersi di schiuma di sapone: quando ti lavi, insapónati bene. 
insaponata   s.f.  rapida insaponatura: dare un'insaponata ai panni, alle mani. 
insaponatura   s.f.  l'operazione dell'insaponare, dell'insaponarsi.
insaporare   v. tr.  [io insapóro ecc.] (lett.) insaporire | insaporarsi v. rifl.  (lett.) insaporirsi.
insapore   o insaporo, agg.  che non ha sapore: l'acqua è inodore, incolore, insapore. 
insaporire   v. tr.  [io insaporisco, tu insaporisci ecc.] dare, aggiungere sapore, rendere saporito: insaporire una salsa con un po' d'aglio  | insaporirsi v. rifl.  acquistare sapore, divenire saporito.
insaporo    ⇨ insapore.
insaputa   solo nella loc. avv. all'insaputa, senza che qualcuno lo sappia o lo sapesse, senza far saper nulla a qualcuno; di nascosto: l'ha fatto a mia insaputa, all'insaputa di tutti. 
insaturabile   agg.    • 1 •   (chim.) che non può essere saturato    • 2 •   (fig. lett.) insaziabile.
insaturo   agg.  (chim.) non saturo: soluzione insatura  | si dice di composto organico in cui almeno due atomi di carbonio sono reciprocamente uniti da più di un legame: l'etilene è un idrocarburo insaturo. 
insaziabile   agg.    • 1 •   che non si sazia mai: un ragazzo insaziabile; fame, sete insaziabile    • 2 •   (fig.) che non si può soddisfare; inappagabile: ingordi e insaziabili desiderii  (g. c. croce) § insaziabilmente avv.  senza saziarsi mai (anche fig.): bere, mangiare insaziabilmente; essere insaziabilmente avido di denaro. 
insaziabilità   s.f.  l'essere insaziabile; sfrenata avidità (anche fig.).
insaziato   agg.  (lett.) non saziato, non sazio (anche fig.): brama insaziata di onori. 
inscatolamento   s.m.  l'inscatolare, l'essere inscatolato: inscatolamento delle sardine, della carne. 
inscatolare   v. tr.  [io inscàtolo ecc.] mettere in scatola: inscatolare pomodori, fagioli. 
inscatolatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto all'inscatolamento.
inscatolatrice   s.f.  macchina che serve a inscatolare automaticamente prodotti vari.
inscenare   v. tr.  [io inscèno ecc.]    • 1 •   mettere in scena, allestire uno spettacolo    • 2 •   (fig.) promuovere un fatto, un'azione in modo da farli apparire spontanei; organizzare: inscenare una lite; inscenare una manifestazione di protesta. 
insciente   agg.  (lett.) che non sa; inconsapevole, ignaro § inscientemente avv. 
inscienza   s.f.  (lett.) mancanza di conoscenza; ignoranza.
inscindibile   agg.  che non si può scindere, separare: un vincolo inscindibile; due episodi inscindibili l'uno dall'altro  § inscindibilmente avv. 
inscindibilità   s.f.  l'essere inscindibile.
inscio   agg.  [pl. f. -sce  o -scie] (ant. , lett.) che non è a conoscenza di qualcosa; ignaro.
inscrittibile   agg.  (geom.) che può essere inscritto: poligono inscrittibile in una circonferenza. 
inscrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere]    • 1 •   (geom.) tracciare un poligono dentro una circonferenza con i vertici su di essa (poligono inscritto) o una circonferenza dentro un poligono in modo che sia tangente ai suoi lati (circonferenza inscritta)    • 2 •   (non com.) iscrivere | inscriversi v. rifl.  inserirsi, collocarsi: il provvedimento si inscrive nell'ambito di una più ampia riforma. 
inscrivibile   agg.  (geom.) inscrittibile.
inscrizione   s.f.    • 1 •   (geom.) l'inscrivere    • 2 •   (non com.) iscrizione.
inscrutabile   agg.  (lett.) che non si può indagare; impenetrabile, insondabile: le inscrutabili vie della provvidenza  § inscrutabilmente avv. 
inscrutabilità   s.f.  (lett.) l'essere inscrutabile.
inscurire   o iscurire, v. tr.  [io inscurisco, tu inscurisci ecc.] rendere scuro, più scuro: inscurire una tinta  | v. intr.  [aus. essere], inscurirsi v. rifl.  diventare scuro, più scuro: al sole la pelle (s')inscurisce. 
inscusabile   agg.  (rar.) inescusabile.
insecchire   v. tr.  [io insecchisco, tu insecchisci ecc.] rendere secco, seccare: la siccità ha insecchito le piante  | v. intr.  [aus. essere], insecchirsi v. rifl.  diventare secco: il pane (s')insecchisce rapidamente  | detto di persona, diventare magro.
inseccolito   agg.  (roman.) rinsecchito, magro: sebbene fosse giovane, era già calvo, giallo e inseccolito come un vecchio  (moravia).
insediamento   s.m.  l'insediare, l'insediarsi, l'essere insediato: insediamento in una carica  | sede, zona di stanziamento: insediamento urbano; insediamenti etruschi. 
insediare   v. tr.  [io insèdio ecc.] investire ufficialmente di una carica importante: insediare il sindaco  | insediarsi v. rifl.    • 1 •   prendere possesso ufficialmente di una carica importante e dell'ufficio in cui essa sarà esercitata    • 2 •   stabilirsi in un luogo, in modo definitivo o temporaneo: gli arabi si insediarono in sicilia; i terremotati si sono insediati in alloggi di fortuna; l'ospite s'è ormai insediato in casa nostra. 
insegna   s.f.    • 1 •   contrassegno che indica la qualità, il grado, la dignità di una cosa o di una persona: insegna consolare, cardinalizia  | spec. pl.  decorazioni relative a una dignità, un titolo, un'onorificenza: le insegne del re sono lo scettro e la corona    • 2 •   stemma di una famiglia o di una città: l'insegna di firenze è il giglio    • 3 •   simbolo di un reparto militare, un partito politico, una squadra sportiva ecc.; bandiera, gonfalone, vessillo | abbandonare le insegne, (fig.) disertare | militare sotto le insegne di un partito, (fig.) esservi iscritto e dedicarvisi attivamente    • 4 •   (mar.) bandiera propria delle maggiori autorità militari che si alza su una nave quando esse vi siano imbarcate    • 5 •   targa, tabella o scritta distintiva collocata all'esterno di negozi e in genere di luoghi dove si esercita un'impresa: insegna luminosa, al neon; l'insegna di un albergo    • 6 •   cartello indicatore: insegne stradali    • 7 •   (fig.) motto che sintetizza un programma, una linea d'azione, spec. in quanto espressamente scritto su uno stemma: l'insegna del brasile è «ordem e progresso»    • 8 •   all'insegna di, secondo il principio di, in modo conforme a: una riunione all'insegna dell'amicizia    • 9 •   (ant.) segno, indicazione: coi dossi de le man faccendo insegna  (dante purg.  iii, 102) | (fig.) indizio manifesto, sintomo: accidenti strani... di delirio, con quelle insegne funeste di lividi e di bubboni  (manzoni p. s.  xxxi).
insegnabile   agg.  che si può insegnare.
insegnamento   s.m.    • 1 •   l'attività, la professione dell'insegnare: insegnamento universitario, medio, elementare; insegnamento della matematica, della filosofia; metodo d'insegnamento; esercitare l'insegnamento    • 2 •   ciò che viene insegnato; ammaestramento, precetto: gli insegnamenti paterni; trarre insegnamento dall'esperienza; questo ti serva d'insegnamento. 
insegnante   part. pres.  di insegnare   agg.  che ha il compito di insegnare: corpo insegnante, l'insieme degli insegnanti  s.m.  e f.  chi insegna, spec. professionalmente: insegnante di lettere; insegnante elementare, maestro; insegnante medio, universitario, professore.
insegnare   v. tr.  [io inségno ecc.]    • 1 •   fare apprendere con metodo, teorico o pratico, una disciplina o un'arte: insegnare il latino, la musica; insegnare a guidare, a cavalcare  | (assol.) esercitare la professione d'insegnante: insegnare alle elementari, in un liceo    • 2 •   fare apprendere a memoria: insegnare una poesia, le preghiere  | addestrare a ripetere determinati gesti: insegnare un gioco, un trucco    • 3 •   dare ammaestramenti sul modo di comportarsi, di vivere: insegnare l'educazione; insegnare ad amare la natura  | in espressioni di biasimo o di minaccia: chi t'ha insegnato l'educazione?; t'insegnerò io a comportarti così!  | lei m'insegna che..., come lei m'insegna..., intercalari, spesso ironici, con cui si introducono principi o affermazioni noti all'interlocutore o fin troppo ovvi    • 4 •   mostrare, indicare: insegnare la strada. 
insegnativo   agg.  (non com.) che serve a insegnare; didattico.
inseguimento   s.m.    • 1 •   l'inseguire: l'inseguimento di un ladro; gettarsi, lanciarsi all'inseguimento di qualcuno    • 2 •   (sport) gara ciclistica su pista fra corridori che partono distanziati di mezzo giro e cercano di guadagnare terreno l'uno sull'altro: inseguimento a squadre, individuale. 
inseguire   v. tr.  [io inséguo ecc.]    • 1 •   correre dietro a qualcuno che fugge per raggiungerlo o catturarlo: inseguire un ladro, il nemico; la polizia prese a inseguire l'auto dei banditi  | nel linguaggio sportivo, anche assol.  : il plotone dei corridori insegue distanziato    • 2 •   (fig.) cercare di raggiungere cose astratte o ideali: inseguire i ricordi, il successo, la gloria    • 3 •   (fig.) incalzare, assillare: essere inseguito dai rimorsi  | inseguirsi v. rifl.    • 1 •   rincorrersi l'un l'altro: i bambini giocano a inseguirsi    • 2 •   (fig.) susseguirsi a breve distanza, rapidamente: le notizie si inseguono di momento in momento; oh quei fanali come s'inseguono / accidiosi là dietro gli alberi  (carducci).
inseguitore   agg.  [f. -trice] che insegue: il gruppo inseguitore; la squadra inseguitrice, la seconda in classifica  s.m.    • 1 •   chi insegue: sfuggire agli inseguitori    • 2 •   nel ciclismo, atleta specialista in gare d'inseguimento; anche, corridore che, in una gara su strada, cerca di raggiungerne un altro in fuga.
insellamento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'insellare un animale da sella    • 2 •   (mar.) lieve concavità di una chiglia nella sua parte mediana, dovuta a una scorretta distribuzione dei pesi lungo l'asse longitudinale.
insellare   v. tr.  [io insèllo ecc.]    • 1 •   (non com.) sellare, mettere la sella: insellare un cavallo    • 2 •   curvare a forma di sella: insellare un ponte  | insellarsi v. rifl.    • 1 •   mettersi, montare in sella | (non com.) insediarsi    • 2 •   curvarsi a forma di sella.
insellatura   s.f.    • 1 •   incavatura a forma di sella    • 2 •   (vet.) eccessivo avvallamento del dorso degli animali    • 3 •   (geogr.) depressione nella cresta di un monte.
inselvarsi   v. rifl.  [io m'insélvo ecc.] (lett.)    • 1 •   nascondersi, addentrarsi in una selva: quanto è più ardita fera, più s'inselva  (poliziano)    • 2 •   divenire simile a una selva; coprirsi di alberi fitti come una selva.
inselvatichire   non com. insalvatichire, v. tr.  [io inselvatichisco, tu inselvatichisci ecc.] far diventare selvatico (per lo più fig.): inselvatichire una persona, renderla insocievole, inasprirne il carattere | v. intr.  [aus. essere], inselvatichirsi v. rifl.  tornare allo stato selvatico, diventare selvatico, detto di animali e piante | (fig.) diventare insocievole; indurirsi, inasprirsi: ha vissuto nell'isolamento e senza affetti, fino a inselvatichire  (o inselvatichirsi).
inseme    ⇨ insieme.
inseminare   v. tr.  [io insémino ecc.] sottoporre a inseminazione.
inseminato   (1) part. pass.  di inseminare  e agg.  nel sign. del verbo.
inseminato   (2) agg.  (lett.) non seminato; incolto, deserto: ed oggi nella troade inseminata  / eterno splende a' peregrini un loco  (foscolo sepolcri  235-236).
inseminazione   s.f.    • 1 •   (biol.) introduzione del seme maschile negli organi genitali femminili per ottenere la fecondazione dell'ovulo; può compiersi per via naturale oppure artificialmente    • 2 •   in batteriologia, trasferimento di microrganismi in un terreno di coltura.
insemprarsi   v. rifl.  [io m'insèmpro ecc.] (ant. poet.) continuare per sempre; eternarsi: colà dove gioir s'insempra  (dante par.  x, 148).
insenatura   s.f.  piccola rientranza della costa del mare, di un lago o delle sponde di un fiume.
insensataggine   s.f.  (non com.) insensatezza.
insensatezza   s.f.  l'essere insensato | azione, discorso da insensato: fare, dire insensatezze. 
insensato   agg.    • 1 •   che non ha buon senso, giudizio; irragionevole: un ragazzo insensato    • 2 •   prodotto da mancanza di buon senso, da irragionevolezza: un modo di agire insensato    • 3 •   privo di senso, di significato: parole insensate    • 4 •   (lett.) detto di persona, privo di consapevolezza, stordito: reso insensato dalla paura    • 5 •   (ant.) privo di ragione: da insensato animale,... ti recarono ad essere uomo  (boccaccio dec.  v, 1)  s.m.  [f. -a] chi è privo di buon senso, di giudizio: agire da insensato  § insensatamente avv. 
insensibile   agg.    • 1 •   tanto piccolo che non può essere percepito dai sensi: una insensibile differenza di colore; una insensibile diminuzione dei prezzi    • 2 •   che non avverte sensazioni fisiche o sentimenti: insensibile alla fatica, al freddo; essere insensibile al dolore altrui    • 3 •   (ant.) inerte, senza vita: il cavalliero... /... /... in un suo gran pensier tanto penètra, / che par cangiato in insensibil pietra  (ariosto o. f.  i, 39)  s.m.  e f.  persona che manca di sensibilità § insensibilmente avv. 
insensibilità   s.f.  l'essere insensibile; mancanza di sensibilità: insensibilità alla bellezza, alla fatica; insensibilità per le sofferenze altrui. 
inseparabile   agg.  che non si può separare, che è inscindibile da qualcuno o qualcosa: il concetto di libertà è inseparabile da quello di giustizia; due amici inseparabili, che stanno sempre insieme  s.m.  pappagallino africano, con coda corta, arrotondata e piumaggio variopinto; deve il nome alla spiccata tendenza a vivere in coppia (ord.  psittaciformi) § inseparabilmente avv. 
inseparabilità   s.f.  l'essere inseparabile.
insepolto   ant. insepulto, agg.  che non è stato sepolto: cadavere insepolto. 
insequestrabile   agg.  (dir.) che, per legge, non può essere sequestrato: beni insequestrabili. 
insequestrabilità   s.f.  (dir.) l'essere insequestrabile: l'insequestrabilità di un bene, dello stipendio, del salario. 
inserimento   s.m.  l'inserire, l'inserirsi, l'essere inserito: l'inserimento della spina nella presa di corrente; l'inserimento di una persona in un gruppo, in un ambiente. 
inserire   v. tr.  [io inserisco, tu inserisci ecc.]    • 1 •   mettere una cosa dentro un'altra o fra altre: inserire un biglietto nella busta, una vite nel foro; inserire la carta carbone tra due fogli  | includere: inserire una clausola in un contratto, un nuovo concorrente nella graduatoria    • 2 •   pubblicare, far pubblicare: inserire un annuncio su un giornale    • 3 •   collegare a una rete, a un circuito: inserire l'audio    • 4 •   (ant.) innestare | inserirsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   introdursi, entrare a far parte: inserirsi in una conversazione  ' inserirsi (in un ambiente, nella società  e sim.), adattarvisi, integrarsi: non riesce a inserirsi    • 2 •   collocarsi, piazzarsi: inserirsi ai primi posti della graduatoria    • 3 •   essere attaccato, innestarsi: il femore si inserisce nel bacino. 
inserito   part. pass.  di inserire   agg.  si dice di persona che si è ben integrata in un ambiente, in un gruppo sociale: ci frequenta da poco tempo ma è già inserito. 
inseritore   agg.  e s.m.  che, chi inserisce | si dice di ogni dispositivo in grado di inserire elementi in una successione precedentemente ordinata (p. e.  numerica, alfabetica ecc.).
inserto   s.m.    • 1 •   fascicolo, raccolta di documenti concernenti una stessa pratica    • 2 •   tavola illustrativa, foglio o fascicoletto aggiunti a un libro, una rivista, un giornale: inserto illustrato, a colori  ' breve filmato inserito in un film: inserto pubblicitario    • 3 •   pezzo di tessuto o di materiale analogo inserito in luogo del tessuto di fondo in un capo d'abbigliamento o simili: inserto di maglia, in pelle    • 4 •   (ant.) innesto  agg.    • 1 •   (lett.) inserito    • 2 •   (ant.) innestato.
inservibile   agg.  che non serve o non può più servire: un arnese ormai inservibile. 
inserviente   s.m.  e f.  chi è addetto ai servizi di fatica e in genere alle mansioni più semplici in comunità, istituti, uffici.
inserzionare   v. intr.  [io inserzióno ecc. ; aus. avere] fare inserzioni su giornali o periodici.
inserzione   s.f.    • 1 •   l'inserire, l'essere inserito: l'inserzione di un nome in un elenco    • 2 •   annuncio pubblicitario o economico che si inserisce a pagamento in un giornale o in un periodico: pubblicare un'inserzione; la pagina delle inserzioni    • 3 •   (biol.) attacco, punto di attacco di organi, spec. di muscoli    • 4 •   (ling.) epentesi.
inserzionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi fa pubblicare un'inserzione.
inserzionistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda le inserzioni su giornali o periodici.
insessore   agg.  (zool.) si dice del piede degli uccelli capaci di appollaiarsi sui rami.
insettario   s.m.  luogo attrezzato per allevare insetti a scopo scientifico o di esposizione al pubblico.
insetti   s.m. pl.  (zool.) classe di artropodi dal corpo ricoperto di sostanza dura (chitina), diviso in capo, torace e addome, con sei zampe e due antenne, quasi sempre fornito di uno o due paia di ali.
insetticida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] si dice di sostanza che, per la sua tossicità, provoca la morte degli insetti: liquido, polvere insetticida; un potente insetticida. 
insettifugo   agg.  e s.m.  [pl. m. -ghi] si dice di sostanza capace di allontanare o tener lontani gli insetti, spec. i parassiti della cute degli animali e dell'uomo: pomata insettifuga. 
insettivori   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli mammiferi, con muso allungato e denti aguzzi, che si nutrono di insetti e di altri piccoli invertebrati | sing.  [-o] ogni mammifero di tale ordine.
insettivoro   agg.  che si nutre di insetti: animali insettivori; pianta insettivora. 
insetto   s.m.    • 1 •   ogni artropode appartenente alla classe degli insetti. dim. insettino, insettuccio  accr. insettone  pegg. insettaccio    • 2 •   nome che viene dato gener. ai parassiti domestici (p. e.  pulci, pidocchi): avere la casa piena d'insetti    • 3 •   (fig. spreg.) persona meschina.
insettologia   s.f.  [pl. -gie] (non com.) entomologia.
insettologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] (non com.) entomologo.
insicurezza   s.f.  mancanza di sicurezza, di padronanza di sé stato di incertezza, di perplessità; difficoltà a prendere decisioni, ad assumersi responsabilità: senso, condizione d'insicurezza. 
insicuro   agg.    • 1 •   che manca di sicurezza, di fiducia in sé stesso: un uomo insicuro  | che rivela insicurezza, incertezza: una risposta insicura    • 2 •   che non offre affidamento, sicurezza: un ponte, un rifugio insicuro   s.m.  [f. -a] persona insicura § insicuramente avv. 
insider trading   loc. sost. m. invar.  utilizzazione, da parte di dirigenti di società e agenti di cambio, di informazioni riservate per compiere operazioni di borsa a proprio vantaggio.
insidia   s.f.    • 1 •   inganno ordito per danneggiare qualcuno o recargli offesa: macchinare, tendere un'insidia    • 2 •   (estens.) pericolo nascosto: le insidie del mare, della montagna  | (fig.) pericolo morale; allettamento, lusinga pericolosa a cui è facile cedere: le insidie di un ambiente sociale. 
insidiare   v. tr.  e intr.  [io insìdio ecc. ; aus. dell'intr. avere] tendere insidie: reparti nemici insidiavano i nostri soldati  ' attentare: insidiare la vita, all'onore di qualcuno  | insidiare una ragazza, tentare di sedurla.
insidiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi insidia.
insidioso   agg.  fatto con insidia; che nasconde un'insidia, un inganno, un pericolo: una domanda insidiosa  | che tende insidie: un nemico insidioso  § insidiosamente avv. 
insieme   ant. inseme, avv.    • 1 •   indica compagnia, unione, unità, associazione, coesione: abbiamo cenato insieme; andremo insieme in francia; fare una passeggiata insieme; dormire insieme, nella stessa stanza o nello stesso letto; stare, abitare, vivere insieme, coabitare, convivere; i due volumi si vendono insieme, non separati ' tenere insieme un gregge, un esercito, una classe, tenerli uniti | mettere insieme, riunire, radunare, accumulare, raccogliere, coordinare: mise insieme poche cose, quattro soldi; mettere insieme gli sforzi, le idee; mettere insieme due righe, una lettera, scriverle; mettere insieme due parole, formularle ' cose, colori che (non) stanno bene insieme, che (non) si accordano | casa, struttura che non sta più insieme, che si sta sfasciando | andare insieme, (fig. fam.) andare a male; anche, venire a trovarsi in uno stato di confusione, perdere la lucidità: il latte è andato insieme; gli è andato insieme il cervello    • 2 •   indica contemporaneità, simultaneità: arrivare, partire insieme; fare troppe cose insieme; piangere e ridere insieme; un libro divertente e insieme interessante    • 3 •   indica totalità, preceduto da tutto (quanto), tutti (quanti) : riunirsi tutti insieme; agire tutti quanti insieme; lo bevve tutto quanto insieme, in una sola volta; vendere, comprare tutto insieme, in blocco; parlare tutti insieme, contemporaneamente; tutt'insieme è una bella casa, considerata nel complesso, tutto sommato    • 4 •   indica reciprocità: obbligarsi insieme a rispettare un patto; legati insieme da profonda amicizia  | nelle loc. prep. insieme con, insieme a, in compagnia di, in unione a: ho passato la serata insieme con loro; era insieme a suo padre  | contemporaneamente a: sono arrivato quasi insieme a lui   s.m.    • 1 •   unione di più elementi; complesso: un insieme di cose; l'insieme dei cittadini; nell'insieme, nel suo insieme; visione d'insieme; è tutto l'insieme che non mi piace; giudicare dall'insieme    • 2 •   (mat.) aggregato, collezione di elementi considerati come un tutto unico e passibili di far parte di un altro aggregato simile: teoria degli insiemi, parte della matematica che studia gli insiemi e le loro proprietà insieme vuoto, privo di elementi; insieme unità, contenente un solo elemento; insieme potenza di un insieme dato, l'insieme di tutti i suoi sottoinsiemi; insieme numerabile, ogni insieme i cui elementi possono essere messi in corrispondenza biunivoca con l'insieme dei numeri naturali    • 3 •   armonia, accordo: mancare d'insieme; suonare con un insieme perfetto    • 4 •   due o più capi di vestiario creati per essere indossati insieme; completo, parure: un insieme da pomeriggio; un insieme grigio  § insiememente avv.  (ant.) congiuntamente, insieme.
insiemistica   s.f.  (mat.) teoria e tecnica di analisi basate sul concetto matematico di insieme e applicate a diverse discipline scientifiche.
insiemistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce a un insieme matematico o all'insiemistica.
insigne   agg.  che si distingue per qualità eccezionali: un uomo, un letterato insigne  | di grande valore, pregio, importanza: un'opera, un monumento insigne; rendere insigni servigi alla patria  § insignemente avv. 
insignificante   agg.    • 1 •   che ha poco significato o non ne ha affatto: una parola insignificante    • 2 •   che manca di espressività: un volto, uno sguardo insignificante    • 3 •   privo di personalità, senza caratteristiche e qualità particolari: un uomo insignificante    • 4 •   di scarso pregio: un'opera insignificante  | di nessun rilievo o valore; trascurabile: una differenza, una cifra insignificante  § insignificantemente avv.  (non com.).
insignificanza   s.f.  l'essere insignificante, non significativo.
insignire   v. tr.  [io insignisco, tu insignisci ecc.] onorare con un titolo, un'onorificenza: insignire qualcuno del titolo di conte, della commenda. 
insignorire   v. tr.  [io insignorisco, tu insignorisci ecc.] (lett.) rendere signore di un territorio, di un feudo | v. intr.  [aus. essere] (non com.) arricchire | insignorirsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) arricchirsi    • 2 •   (lett.) impadronirsi di qualcosa, diventarne signore: il re alboino, re dei longobardi, si era insignorito quasi di tutta l'italia  (g. c. croce).
insilamento   s.m.  l'operazione dell'insilare: l'insilamento di foraggio, di cereali. 
insilare   v. tr.  mettere in un silo, nei silos: insilare il grano. 
insilatrice   s.f.  macchina che effettua l'insilamento (di cereali, foraggi ecc.).
insincerità   s.f.  l'essere insincero; mancanza di sincerità.
insincero   agg.  non sincero; bugiardo, falso: un uomo insincero; lodi insincere  | artificioso: stile insincero  § insinceramente avv. 
insindacabile   agg.  che non può essere sindacato, discusso, contestato: il giudizio della commissione della corte costituzionale è insindacabile  § insindacabilmente avv. 
insindacabilità   s.f.  l'essere insindacabile: l'insindacabilità di una decisione. 
insino   prep.  e avv.  (lett.) infino.
insinuabile   agg.  che si può insinuare.
insinuante   part. pres.  di insinuare   agg.  suadente, carezzevole e spesso subdolo: maniere, parole insinuanti  § insinuantemente avv. 
insinuare   v. tr.  [io insìnuo ecc.]    • 1 •   introdurre in un'apertura stretta; far penetrare: insinuò la mano nella fenditura    • 2 •   (fig.) far nascere in qualcuno, con parole vaghe e allusive, un dubbio, un sospetto, un'inquietudine: insinuare la diffidenza, il dubbio  | formulare, avanzare un'accusa in modo velato e indiretto: vorresti insinuare che sono stato io?    • 3 •   insinuare un credito, (dir.) domandarne l'ammissione al passivo di un fallimento | insinuarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   penetrare, introdursi, infiltrarsi (anche fig.): l'acqua si insinua nelle fessure delle rocce; il sospetto si insinuò nel suo animo    • 2 •   (fig.) entrare subdolamente o con frode: insinuarsi nell'alta società; insinuarsi nelle grazie di qualcuno, cattivarsene con l'astuzia il favore, la simpatia, soprattutto per motivi d'interesse.
insinuatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi insinua.
insinuazione   s.f.    • 1 •   l'insinuare, l'insinuarsi    • 2 •   (fig.) accusa di colpe vere o presunte, espressa in forma di allusione maligna e subdola: vili, basse insinuazioni; fare, respingere un'insinuazione    • 3 •   (dir.) in una procedura fallimentare, atto col quale il creditore partecipa alla ripartizione del ricavato dalla liquidazione dell'attivo.
insipidezza   s.f.    • 1 •   l'essere insipido (anche fig.): l'insipidezza di una minestra; l'insipidezza di un romanzo    • 2 •   frase, discorso insipido.
insipidire   v. tr.  [io insipidisco, tu insipidisci ecc.] (lett. non com.) rendere insipido (spec. fig.) | v. intr.  [aus. essere] (lett.) diventare insipido; perdere sapore, gusto (anche fig.).
insipidità   s.f.  insipidezza.
insipido   agg.    • 1 •   privo di sapore, poco saporito; troppo poco salato: un cibo insipido    • 2 •   (fig.) scialbo, banale; privo di vivacità, di spirito, di personalità: un libro, un discorso insipido; una giornata insipida; una persona insipida    • 3 •   (med.) si dice di una particolare forma di diabete § insipidamente avv. 
insipiente   agg.  (lett.) ignorante, stolto, sciocco: un individuo insipiente  § insipientemente avv. 
insipienza   s.f.  (lett.) l'essere insipiente.
insistente   part. pres.  di insistere  agg.    • 1 •   che insiste nel chiedere, nel sollecitare e sim., anche oltre i limiti della convenienza e dell'opportunità: un corteggiatore insistente    • 2 •   fatto, ripetuto con insistenza: domande, preghiere insistenti  ' che dura a lungo, persistente: una pioggerella insistente  § insistentemente avv. 
insistenza   s.f.    • 1 •   l'essere insistente; ostinazione: chiedere qualcosa con insistenza  | continuità, persistenza: la pioggia è caduta con insistenza tutta la notte    • 2 •   domanda, richiesta insistente: cedere, piegarsi alle insistenze di qualcuno. 
insistere   v. intr.  [part. pass. insistito; aus. avere]    • 1 •   continuare in un'azione, anche a costo di arrecare molestia o mostrarsi maleducati: insistere in una ricerca, su un argomento; insistere nel chiedere, per essere ricevuto; insiste che non è stato lui; insiste a dirsi innocente; se proprio insisti, accetto    • 2 •   (tecn.) stare sopra: i fabbricati abusivi insistono su terreni non edificabili    • 3 •   insistere su un arco, (geom.) si dice di angolo al centro o alla circonferenza i cui lati passano per gli estremi dell'arco stesso.
insito   agg.  innato, congenito; che è posto, per natura, in qualcuno o in qualcosa: il senso materno è insito nella donna  | racchiuso, implicito: la risposta è già insita nella domanda. 
in situ   loc. avv.  sul posto, sul luogo stesso; in loco.
insoave   agg.  (lett.) sgradevole, aspro, disarmonico: odore, suono insoave; versi insoavi e apparentemente negletti  (monti).
insoavità   s.f.  (lett.) l'essere insoave.
insociabile   agg.  (non com.)    • 1 •   che non si adatta o non è adatto a vivere in società con altri; insocievole: persone, animali insociabili    • 2 •   (fig.) si dice di cose inaccostabili tra loro: concetti insociabili. 
insociabilità   s.f.  (non com.) l'essere insociabile.
insociale   agg.  (non com.)    • 1 •   non socievole: gente insociale    • 2 •   non sociale; contrario o non conforme alle esigenze e alle regole della società: leggi insociali; comportamento insociale  § insocialmente avv. 
insocialità   s.f.  (non com.) l'essere insociale.
insocievole   agg.  (non com.) che è restio o non sa adattarsi a vivere in società non socievole: un individuo, un carattere insocievole; un ragazzo insocievole, schivo, scontroso § insocievolmente avv. 
insocievolezza   s.f.  (non com.) l'essere insocievole.
insoddisfacente   lett. insodisfacente, agg.  non soddisfacente, deludente: prestazione, risultato insoddisfacente  § insoddisfacentemente avv. 
insoddisfatto   lett. insodisfatto, agg.  non soddisfatto, scontento, inappagato: essere, rimanere insoddisfatto di qualcosa; lasciare insoddisfatto qualcuno; una domanda insoddisfatta, che non ha ottenuto una risposta adeguata; ambizioni insoddisfatte, non realizzate | (assol.) incline alla scontentezza, al pessimismo: un carattere sempre insoddisfatto; in questo periodo sono molto insoddisfatto. 
insoddisfazione   lett. insodisfazione, s.f.  l'essere insoddisfatto; scontentezza: provare, avvertire insoddisfazione; tra l'insoddisfazione generale. 
insodisfacente    ⇨ insoddisfacente.
insodisfatto    ⇨ insoddisfatto.
insodisfazione    ⇨ insoddisfazione.
insofferente   agg.  che non riesce a sopportare, a tollerare: essere insofferente alle costrizioni; un uomo, un carattere insofferente  § insofferentemente avv. 
insofferenza   s.f.  l'essere insofferente; impazienza: dare segni di insofferenza. 
insoffribile   agg.  (non com.) che non si può fisicamente o moralmente soffrire, tollerare, perché troppo doloroso, noioso ecc.; insopportabile § insoffribilmente avv. 
insoffribilità   s.f.  (rar.) l'essere insoffribile.
insoggettire   v. tr.  [io insoggettisco, tu insoggettisci ecc.]    • 1 •   (ant.) assoggettare    • 2 •   (non com.) mettere in soggezione | insoggettirsi v. rifl.  (non com.) mettersi in soggezione.
insognare   v. tr.  e intr.  [coniugato come sognare; aus. dell'intr. avere] (pop.) sognare.
insogno   s.m.  (pop.) sogno.
insolazione   s.f.    • 1 •   l'esposizione alla luce e al calore del sole    • 2 •   (med.) malore provocato dall'esposizione troppo prolungata ai raggi solari: prendere un'insolazione    • 3 •   (edil.) l'esposizione al sole della facciata e degli ambienti interni di un edificio    • 4 •   (meteor.) la quantità di radiazione solare che nell'unità di tempo raggiunge l'unità di superficie terrestre    • 5 •   (geol.) la disgregazione operata sulle rocce dagli sbalzi che si verificano tra la temperatura diurna e la notturna, soprattutto in località desertiche    • 6 •   (astron.) rapporto fra la durata della effettiva visibilità del sole in un dato luogo e la sua posizione astronomica.
insolcabile   agg.  (lett.) che non si può solcare.
insolcare   v. tr.  [io insólco, tu insólchi ecc.] (lett. non com.) solcare | delimitare con solchi.
insolente   agg.  che non ha o non mostra il dovuto rispetto; arrogante, offensivo: un ragazzo insolente; una frase insolente, un fare insolente   s.m.  e f.  persona insolente: sei un bell'insolente!  § insolentemente avv. 
insolentire   v. intr.  [io insolentisco, tu insolentisci ecc. ; aus. essere  nel sign. 1, avere  nel sign. 2]    • 1 •   diventare insolente    • 2 •   comportarsi in modo insolente: insolentire contro qualcuno  | v. tr.    • 1 •   investire con parole insolenti; insultare: ha insolentito un vigile    • 2 •   (non com.) rendere insolente: uno speculatore insolentito dai facili guadagni. 
insolenza   ant. insolenzia, s.f.    • 1 •   l'essere insolente: rispondere, trattare con insolenza    • 2 •   parola, frase insolente; insulto: coprire qualcuno d'insolenze. 
insolfare   e deriv.   ⇨ inzolfare e deriv. 
insolia    ⇨ inzolia.
insolito   agg.  non solito, diverso dal solito; inconsueto, inusuale: una domanda insolita; alzarsi a un'ora insolita; un freddo, un caldo insolito   s.m.  ciò che è diverso dal solito, dal normale: c'è qualcosa di insolito nel suo sguardo  § insolitamente avv. 
insollare   v. tr.  [io insóllo ecc.] (ant.) rendere sollo, molle | (fig.) infiacchire, indebolire: ché sempre l'omo in cui pensier rampolla / sovra pensier, da sé dilunga il segno, / perché la foga l'un dell'altro insolla  (dante purg.  v, 16-18).
insolubile   agg.    • 1 •   (lett.) che non si può sciogliere o disunire; indissolubile: un nodo insolubile    • 2 •   (fig.) che non può essere risolto: un mistero, una questione insolubile    • 3 •   (chim.) si dice di sostanza che non può essere sciolta da un determinato solvente: composto insolubile in acqua; residuo insolubile  § insolubilmente avv. 
insolubilità   s.f.  l'essere insolubile: l'insolubilità di un problema; l'insolubilità di una sostanza nell'alcol. 
insoluto   agg.    • 1 •   non spiegato, non risolto: un interrogativo ancora insoluto    • 2 •   (chim.) non disciolto    • 3 •   non pagato nei modi e tempi prescritti: debito insoluto  § insolutamente avv.  (non com.).
insolvente   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi non paga i debiti: (debitore) insolvente. 
insolvenza   s.f.  (dir.) il mancato pagamento dei propri debiti secondo le modalità e le scadenze previste; anche, l'impossibilità di pagarli: stato di insolvenza  | insolvenza fraudolenta, reato commesso da chi, nascondendo il proprio stato di insolvenza, contrae un'obbligazione col proposito di non adempierla.
insolvibile   agg.    • 1 •   che non è in grado di pagare: debitore insolvibile    • 2 •   (non com.) che non può esser pagato: debito insolvibile    • 3 •   (lett.) insolubile.
insolvibilità   s.f.  l'essere insolvibile.
insomma   non com. in somma, avv.    • 1 •   in conclusione, in breve, infine: insomma, il nocciolo del problema è questo; si capiva insomma che mentiva  | insomma delle somme..., (scherz.) forma rafforzata di insomma    • 2 •   usato come esclamazione, per esprimere impazienza: insomma, vieni sì o no?; insomma, sbrigatevi!  | anche assol.  : insomma!    • 3 •   (assol.) così così, né bene né male: «come stai?» «insomma...!». 
insommergibile   agg.  che non può essere sommerso: galleggiante insommergibile. 
insommergibilità   s.f.  (non com.) l'essere insommergibile.
insondabile   agg.  che non si può sondare, scandagliare, esplorare: gli insondabili abissi marini  | (fig.) che non si riesce a indagare; inesplorabile: un enigma, un intrico insondabile; le sue vere intenzioni sono insondabili  § insondabilmente avv. 
insondato   agg.  non saggiato, non verificato, non indagato.
insonne   agg.    • 1 •   si dice di chi trascorre senza dormire le ore riservate al sonno: rimanere insonne fino all'alba  | si dice del tempo normalmente riservato al sonno quando è trascorso senza dormire: passare una notte insonne    • 2 •   (estens.) che svolge alacremente un'attività senza concedersi soste; infaticabile: un lavoratore insonne  | si dice di attività che non concede riposo: insonni ricerche  § insonnemente avv. 
insonnia   s.f.  difficoltà o impossibilità, patologica od occasionale, a prendere sonno o a dormire: soffrire d'insonnia. 
insonnolito   agg.  pieno di sonno, mezzo addormentato, sonnacchioso: essere tutto insonnolito. 
insonorizzante   part. pres.  di insonorizzare  e agg.  nel sign. del verbo: parete insonorizzante   s.m.  isolante acustico.
insonorizzare   v. tr.  isolare acusticamente: insonorizzare un ambiente. 
insonorizzato   part. pass.  di insonorizzare   agg.  dotato di isolamento acustico: cabina insonorizzata. 
insonorizzazione   s.f.  l'insonorizzare, l'essere insonorizzato.
insopportabile   agg.  che non si può sopportare o si sopporta a stento: un dolore, un caldo, una situazione insopportabile; un uomo, un carattere insopportabile  § insopportabilmente avv. 
insopportabilità   s.f.  l'essere insopportabile.
insopprimibile   agg.  che non si può sopprimere, reprimere, eliminare: bisogno insopprimibile; un'esigenza insopprimibile di giustizia  § insopprimibilmente avv. 
insopprimibilità   s.f.  (non com.) l'essere insopprimibile.
insordire   v. intr.  [io insordisco, tu insordisci ecc. ; aus. essere] (non com.) diventare sordo.
insorgente   part. pres.  di insorgere   agg.    • 1 •   (rar.) che insorge, si ribella    • 2 •   che comincia a manifestarsi, spec. in modo pressante e improvviso: un sentimento, un bisogno, una malattia insorgente. 
insorgenza   s.f.  l'insorgere, il manifestarsi improvviso, detto spec. di malattia, di fenomeno morboso: l'insorgenza della febbre, di complicazioni. 
insorgere   ant. insurgere, v. intr.  [coniugato come sorgere; aus. essere]    • 1 •   sollevarsi, ribellarsi contro un'oppressione, un'ingiustizia: il popolo insorse in armi contro l'invasore; tutti i presenti insorsero contro quella decisione    • 2 •   sorgere, manifestarsi improvvisamente, detto spec. di cosa spiacevole: sono insorte delle complicazioni; speriamo che non insorgano nuove difficoltà. 
insorgimento   s.m.  (rar.) l'insorgere, spec. di ostacoli, difficoltà, cose spiacevoli.
insormontabile   agg.  che non si può sormontare, vincere: difficoltà, ostacolo insormontabile  § insormontabilmente avv. 
insorto   ant. insurto, part. pass.  di insorgere   agg.    • 1 •   che ha promosso o preso parte a un'insurrezione: le popolazioni insorte  | usato anche come s.m.  [f. -a]: il capo degli insorti    • 2 •   sopravvenuto: per le complicazioni insorte, non siamo potuti partire. 
insospettabile   agg.    • 1 •   che non desta sospetti, che è al di sopra di ogni sospetto: una persona insospettabile    • 2 •   si dice di cosa di cui non si sarebbe sospettata l'esistenza: rivelare insospettabili doti di resistenza, di agilità ecc.  § insospettabilmente avv. 
insospettabilità   s.f.  l'essere insospettabile.
insospettato   agg.    • 1 •   che non ha destato sospetti, che è esente da ogni sospetto: essere, rimanere insospettato    • 2 •   si dice di cosa di cui non si era sospettata, prevista l'esistenza; inaspettato, insospettabile: dimostrare una generosità insospettata  § insospettatamente avv. 
insospettire   v. tr.  [io insospettisco, tu insospettisci ecc.] mettere in sospetto; destare sospetto in qualcuno: il suo atteggiamento insospettì tutti  | v. intr.  [aus. essere], più com. insospettirsi v. rifl.  entrare in sospetto: sentendo degli strani rumori (s')insospettì. 
insostenibile   agg.    • 1 •   che non si può sostenere, difendere; che è palesemente falso: argomento, accusa insostenibile    • 2 •   che non si può sopportare, a cui non si può far fronte: una situazione, una spesa insostenibile. 
insostenibilità   s.f.  l'essere insostenibile.
insostituibile   agg.  si dice di cosa o persona che non può essere sostituita da altro o altri, per sue qualità o capacità peculiari: la libertà è un bene insostituibile; un collaboratore insostituibile; credersi insostituibile  § insostituibilmente avv. 
insostituibilità   s.f.  l'essere insostituibile.
insozzare   v. tr.  [io insózzo ecc.]    • 1 •   rendere sozzo; insudiciare, sporcare: insozzare un vestito    • 2 •   (fig.) macchiare, oltraggiare, coprire di vergogna, di disonore: insozzare la reputazione di qualcuno  | insozzarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   sporcarsi, lordarsi: insozzarsi di grasso; le scarpe si sono insozzate di fango    • 2 •   (fig.) macchiarsi moralmente: insozzarsi di atroci delitti. 
insperabile   agg.  che non si può sperare, che è al di là di ogni legittima speranza: una fortuna, un risultato insperabile  § insperabilmente avv. 
insperato   agg.  che non si era sperato, che supera ogni speranza o aspettativa: un successo insperato  § insperatamente avv.  oltre ogni speranza.
inspessire   e deriv.   ⇨ ispessire e deriv. 
inspiegabile   agg.  che non si può spiegare, che non ha spiegazione; inesplicabile: fatto, fenomeno inspiegabile  | che non si riesce a spiegare, a comprendere, a giustificare: un inspiegabile ritardo; il suo contegno è inspiegabile  § inspiegabilmente avv. 
inspiegabilità   s.f.  l'essere inspiegabile: l'inspiegabilità di un fatto. 
inspirare   v. tr.    • 1 •   introdurre aria nei polmoni (anche assol.): inspirare profondamente  | introdurre nei polmoni sostanze diverse dall'aria: inspirare un gas tossico    • 2 •   (non com.) immettere artificialmente aria, ossigeno e sim. nei polmoni di un'altra persona    • 3 •   (ant. , lett.) infondere, ispirare (anche fig.): inspirare la vita nel marmo. 
inspiratore   agg.    • 1 •   (anat.) che inspira, che serve all'inspirazione: muscoli inspiratori    • 2 •   (ant. , lett.) ispiratore.
inspiratorio   agg.    • 1 •   (med.) relativo all'inspirazione: movimento inspiratorio; fase inspiratoria    • 2 •   (ling.) si dice di fonema prodotto ponendo in movimento le corde vocali per mezzo di aria inspirata.
inspirazione   s.f.  l'inspirare | (med.) la fase della respirazione durante la quale l'aria viene immessa nell'apparato respiratorio.
instabile   agg.    • 1 •   che non è stabile, che è privo di stabilità: una sedia instabile | equilibrio instabile, (fis.) condizione di un sistema in equilibrio che, sottoposto a spostamenti, anche piccoli, lo perde definitivamente    • 2 •   soggetto a mutamenti, variabile: tempo instabile  | (fig.) volubile, incostante; privo di fermezza, di coerenza: un uomo instabile; umore, carattere instabile    • 3 •   (fis. , chim.) soggetto a modificazioni di struttura: composto, legame, atomo instabile  § instabilmente avv. 
instabilità   s.f.  l'essere instabile: l'instabilità della situazione politica; instabilità di carattere, emotiva. 
installare   o istallare, v. tr.    • 1 •   collocare un impianto, un apparecchio e sim. nel luogo prescelto ed eseguire tutte le operazioni che sono necessarie per il suo funzionamento: installare il telefono, il gas; installare un programma in un computer    • 2 •   collocare in una carica, in un ufficio; insediare    • 3 •   sistemare in un alloggio: installare dei turisti in un albergo  | installarsi v. rifl.  prendere possesso di un alloggio; insediarsi, sistemarsi stabilmente in un luogo: installarsi in un territorio; installarsi in un appartamento; si sono installati in campagna  | (iron. , scherz.) prendere posto a proprio agio, accomodarsi: ormai si sono installati in casa nostra e non promettono di fare le valigie!; si installò in poltrona e mi ammannì un lungo discorso. 
installatore   o istallatore, agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi installa impianti, macchinari, attrezzature varie.
installazione   o istallazione, s.f.  l'installare, l'installarsi, l'essere installato | la messa in opera di macchinari, impianti e sim.; anche, l'attrezzatura installata: l'installazione delle condutture del gas; installazioni di bordo, tutti i macchinari e gli impianti necessari al funzionamento di una nave o di un aeromobile.
instancabile   agg.    • 1 •   che non si stanca, che ha un'eccezionale resistenza alla fatica: uno studioso, un lavoratore instancabile    • 2 •   (estens.) incessante, continuo: un'attività instancabile  § instancabilmente avv. 
instancabilità   s.f.  (non com.) l'essere instancabile.
instant-book  instant-book loc. s. m. invar.  libro scritto e pubblicato in tempi brevissimi per illustrare e commentare una vicenda d'attualità.
instante   o istante, part. pres.  di instare   agg.  (lett.)    • 1 •   ripetuto, continuo, pressante: suppliche, richieste instanti    • 2 •   che incombe, sovrasta: minaccia, pericolo instante   s.m.  e f.  chi presenta un'istanza § instantemente avv.  (rar.) con insistenza.
instant-movie  instant-movie loc. sost. m. invar.  film concepito e girato in un tempo molto breve, in genere per sfruttare un interesse del momento.
instanza    ⇨ istanza.
instare   o istare, v. intr.  [pres. io insto, tu insti ecc. ; nelle altre forme coniugato come stare; dif. del part. pass. e dei tempi comp.] (rar.)    • 1 •   chiedere con insistenza, sollecitare; far pressione: instare con suppliche; instare per ottenere giustizia    • 2 •   sovrastare, incombere: su tutte le coscienze instava una specie di fatalità sanguinaria  (d'annunzio).
instaurare   o istaurare, v. tr.  [io instàuro ecc.]    • 1 •   istituire, stabilire innovando; dare avvio: instaurare la repubblica, una dittatura; instaurare una moda nuova    • 2 •   (ant.) ricostruire, restaurare, reintegrare | instaurarsi v. rifl.  costituirsi; avere inizio: si instaurò una nuova civiltà. 
instauratore   o istauratore, agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi instaura.
instaurazione   o istaurazione, s.f.  l'instaurare, l'instaurarsi, l'essere instaurato: instaurazione di un governo, di un regime. 
insterilire    ⇨ isterilire.
instigare   e deriv.   ⇨ istigare e deriv. 
instillare    ⇨ istillare.
institore   o istitore, s.m.  (dir.) chi è preposto con procura all'esercizio di un'impresa commerciale dal titolare della stessa.
institorio   o istitorio, agg.  (dir.) che si riferisce all'institore: responsabilità institoria. 
instituire   e deriv.   ⇨ istituire e deriv. 
instradare   e deriv.   ⇨ istradare e deriv. 
instromento    ⇨ strumento.
instruire   e deriv.   ⇨ istruire e deriv. 
instrumento    ⇨ strumento.
instrutto    ⇨ istrutto.
instupidire    ⇨ istupidire.
insubordinatezza   s.f.  (non com.) l'essere insubordinato; la tendenza all'insubordinazione.
insubordinato   agg.  che viene meno ai doveri di subordinazione, che è insofferente e ribelle alla disciplina o all'autorità dei superiori: truppa, scolaresca insubordinata  | usato anche come s.m.  [f. -a]: punire gli insubordinati  § insubordinatamente avv. 
insubordinazione   s.f.    • 1 •   l'essere insubordinato; violazione dei doveri di subordinazione: punire per insubordinazione    • 2 •   atto che viola i doveri di subordinazione, spec. come mancanza disciplinare o reato previsti dal codice militare: commettere un'insubordinazione. 
insubre   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi apparteneva a un'antica popolazione celtica stanziatasi verso il 450 a. c. in italia settentrionale: galli insubri; gli insubri furono soggiogati dai romani nel 194 a. c.    • 2 •   (lett.) lombardo: e avrai, divina, i voti, / fra gli inni miei, delle insubri nepoti  (foscolo all'amica risanata).
insuccesso   s.m.  cattiva riuscita, esito negativo; fallimento: l'insuccesso di una spedizione; una lunga serie di insuccessi; la commedia è stata un insuccesso. 
insucidare   v. tr.  [io insùcido ecc.] (ant.) sporcare, insudiciare.
insudiciare   v. tr.  [io insùdicio ecc.]    • 1 •   rendere sudicio; sporcare, insozzare: insudiciare la tovaglia col, di sugo; insudiciarsi il viso    • 2 •   (fig.) macchiare moralmente, disonorare: insudiciare il nome della propria famiglia  | insudiciarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   sporcarsi, imbrattarsi: insudiciarsi d'inchiostro    • 2 •   (fig.) compromettere il proprio onore, la propria dignità: insudiciarsi per poche lire. 
insueto   agg.  (lett.)    • 1 •   inconsueto, insolito: noi l'insueto allor gaudio ravviva  (leopardi ultimo canto di saffo  8)    • 2 •   (rar.) non avvezzo, non assuefatto.
insufficiente   agg.    • 1 •   non sufficiente, scarso; che non è adeguato a un determinato scopo: provviste, capitali insufficienti; ragioni, scuse insufficienti; stipendio insufficiente a  (o per) mantenere tutta la famiglia    • 2 •   nel linguaggio scolastico, che è al di sotto della sufficienza: voto, giudizio insufficiente; un compito, un esame insufficiente    • 3 •   di persona, non adatto, non idoneo: essere insufficiente al proprio ufficio  § insufficientemente avv. 
insufficienza   s.f.    • 1 •   l'essere insufficiente per qualità, quantità, numero, capacità ecc.: insufficienza di mezzi, di personale; assolvere per insufficienza di prove; sono emerse gravi insufficienze nella preparazione del candidato    • 2 •   voto, giudizio scolastico inferiore alla sufficienza: avere un'insufficienza in italiano    • 3 •   (med.) insufficiente funzionalità di un organo: insufficienza cardiaca, renale | insufficienza mentale, insufficienza dello sviluppo mentale; debolezza mentale, oligofrenia.
insufflare   v. tr.    • 1 •   soffiare dentro o sopra; introdurre aria (anche assol.): insufflare nella pasta di vetro    • 2 •   (fig. lett.) ispirare, infondere; instillare, insinuare.
insufflazione   s.f.  l'insufflare, l'essere insufflato | (med.) introduzione di aria in una cavità organica a scopo terapeutico o diagnostico.
insula   s.f.  (archeol.) nella città romana, isolato, casa.
insulare   agg.    • 1 •   di isola, delle isole: fauna, clima insulare | l'italia insulare, le isole italiane nel loro insieme    • 2 •   (med.) delle isole di langerhans, gruppi di cellule del pancreas: tumore insulare. 
insularità   s.f.  (non com.) l'essere un'isola o l'essere formato da isole: l'insularità dell'inghilterra ha sempre influito sulla sua storia. 
insulina   s.f.  (chim. , biol.) ormone di natura polipeptidica, secreto dalle cosiddette isole di langerhans (gruppi di cellule del pancreas), che regola il metabolismo degli zuccheri e la glicemia; la sua carenza provoca il diabete.
insulinico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di, dell'insulina; a base di insulina: preparato insulinico  | coma, shock insulinico, (med.) provocato da eccesso di insulina.
insulinoterapia   s.f.  (med.) qualsiasi cura a base di insulina.
insulsaggine   s.f.    • 1 •   l'essere insulso    • 2 •   atto, detto insulso.
insulsità   s.f.  (ant. rar.) insulsaggine.
insulso   agg.    • 1 •   (non com.) insipido, insapore    • 2 •   (fig.) privo di spirito, banale, sciocco: ragazzo, discorso, film insulso  § insulsamente avv. 
insultante   part. pres.  di insultare   agg.  che reca ingiuria, che offende: un contegno insultante. 
insultare   v. tr.    • 1 •   offendere gravemente con insulti: insultare l'avversario; insultare la memoria di un defunto    • 2 •   (ant.) assaltare, aggredire | v. intr.  [aus. avere] (lett.) recare ingiuria, oltraggio: alle incolpate ceneri / nessuno insulterà  (manzoni adelchi).
insultatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi insulta.
insulto   s.m.    • 1 •   parola o atto offensivo; ingiuria, oltraggio: lanciare, scagliare insulti contro qualcuno; restrizioni che sono un insulto alla libertà    • 2 •   (med.) accesso, attacco, colpo: insulto cardiaco    • 3 •   (ant.) assalto, attacco militare.
insuperabile   agg.    • 1 •   che non si può superare; insormontabile: valico insuperabile; ostacoli, difficoltà insuperabili    • 2 •   (estens.) eccezionale, straordinario: un interprete insuperabile  § insuperabilmente avv. 
insuperabilità   s.f.  (non com.) l'essere insuperabile (anche fig.).
insuperato   agg.  che non è stato superato; che finora è il migliore: un primato rimasto insuperato, imbattuto; un insuperato interprete di shakespeare  § insuperatamente avv. 
insuperbire   v. tr.  [io insuperbisco, tu insuperbisci ecc.] far diventare superbo: le lodi eccessive l'hanno insuperbito  | v. intr.  [aus. essere], insuperbirsi v. rifl.  diventare superbo, inorgoglire: insuperbirsi per una vittoria, del proprio successo. 
insurgere   e deriv.   ⇨ insorgere e deriv. 
insurrezionale   agg.  di insurrezione; degli insorti: movimento, governo insurrezionale. 
insurrezionalismo   s.m.  tendenza, volontà insurrezionale; politica fautrice di un'insurrezione.
insurrezione   s.f.  ribellione collettiva; in partic., l'insorgere unanime di una grande parte della popolazione contro i poteri dello stato: un'insurrezione popolare; promuovere, reprimere un'insurrezione. 
insusarsi   v. rifl.  (ant. lett.) levarsi in alto, andare in su: o cara piota mia che sì t'insusi  (dante par.  xvii, 13).
insussistente   agg.  che non sussiste, non esiste; falso, infondato: un'accusa insussistente; timori, pericoli insussistenti  § insussistentemente avv.  (non com.).
insussistenza   s.f.  l'essere insussistente; inesistenza, infondatezza.
intabaccare   v. tr.  [io intabacco, tu intabacchi ecc.] (non com.) insudiciare di tabacco | intabaccarsi v. rifl.  (ant. , tosc.) entusiasmarsi per qualcosa, innamorarsi: si era... intabaccata del cavaliere  (guerrazzi).
intabarrare   v. tr.  coprire con un tabarro | (estens.) imbacuccare | intabarrarsi v. rifl.  coprirsi con un tabarro | (estens.) coprirsi molto, imbacuccarsi: si era tutto intabarrato. 
intacca   s.f.  (ant. , region.) tacca | indice del punto di affioramento di un liquido, segnato sull'asta dell'areometro.
intaccabile   agg.  che può essere intaccato (anche fig.): metallo intaccabile dall'acido; una fama difficilmente intaccabile. 
intaccamento   s.m.  l'intaccare, l'intaccarsi, l'essere intaccato; intaccatura.
intaccare   v. tr.  [io intacco, tu intacchi ecc.]    • 1 •   fare una o più tacche in qualcosa: intaccare una tavola, una lama    • 2 •   (estens.) corrodere, consumare, attaccare: la ruggine intacca il ferro; la tubercolosi intacca i polmoni  | (fig.) cominciare a consumare: intaccare il patrimonio, il capitale    • 3 •   (fig.) ledere, incrinare: intaccare la reputazione di qualcuno; uno screzio ha intaccato la loro amicizia    • 4 •   in marina: intaccare il mare, detto del vento, sollevarne le onde, farlo increspare; intaccare il vento, detto di nave, cominciare a prendere vento nelle vele, navigando all'orza | v. intr.  [aus. avere] (non com.) incepparsi nel parlare, balbettare: preso dall'ansia, cominciò a intaccare  | intaccarsi v. rifl.  (non com.) screpolarsi, corrodersi: la superficie metallica si è intaccata. 
intaccatura   s.f.    • 1 •   l'intaccare, l'intaccarsi, l'essere intaccato    • 2 •   tacca: un coltello pieno d'intaccature. 
intacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   tacca, incisione; incavo    • 2 •   (fig. non com.) consumo, diminuzione; danno, offesa: intacco del patrimonio, della reputazione    • 3 •   (ling.) la prima fase del processo di palatalizzazione delle consonanti occlusive.
intagliare   v. tr.  [io intàglio ecc.]    • 1 •   incidere in rilievo o in incavo: intagliare il legno, l'avorio, il marmo; intagliare scene di caccia nel legno; un coro ligneo splendidamente intagliato    • 2 •   nei lavori di ricamo, ritagliare la stoffa superflua nei punti in cui deve essere eseguito il punto.
intagliatore   s.m.  [f. -trice] chi esegue lavori di intaglio.
intagliatrice   s.f.  macchina impiegata per tagliare rocce tenere senza uso di esplosivi, spec. nelle miniere di carbone, di fosfati e di salgemma.
intagliatura   s.f.  l'intagliare, l'essere intagliato.
intaglio   s.m.    • 1 •   l'arte, l'operazione dell'intagliare: lavori d'intaglio; un maestro dell'intaglio    • 2 •   il prodotto di tale arte; l'oggetto intagliato: un intaglio in legno    • 3 •   incavo, per lo più a pareti diritte e parallele, praticato sul bordo di un pezzo di legno, di una lamiera e sim.; tacca: gli intagli della chiave    • 4 •   (ant.) profilo, sagoma: lo intaglio della sua testa era assai più bello che quello antico di antinoo  (cellini).
intaminato   agg.  (lett.) incontaminato, innocente: arsi di foco intaminato e puro  (leopardi il primo amore  99).
intanarsi   v. rifl.  (non com.) rintanarsi.
intangibile   agg.  che non si può toccare | (fig.) che si deve rispettare e lasciare intatto; inviolabile: diritto, principio intangibile  § intangibilmente avv. 
intangibilità   s.f.  l'essere intangibile.
intanto   non com. in tanto, avv.    • 1 •   in questo o in quel medesimo tempo, nel frattempo: sali sul treno, io intanto faccio i biglietti  | per intanto, per ora, per il momento    • 2 •   con valore avversativo: dici sempre così e intanto non fai nulla    • 3 •   con valore conclusivo: intanto anche questa è fatta!  | nella loc. cong. intanto che, mentre: intanto che aspetti, accendi pure la radio. 
intarlare   v. intr.  [aus. essere], intarlarsi v. rifl.  tarlare, tarlarsi.
intarlatura   s.f.  il foro fatto dal tarlo nel legno.
intarmare   v. intr.  [aus. essere], intarmarsi v. rifl.  tarmare, tarmarsi.
intarsiare   v. tr.  [io intàrsio ecc.]    • 1 •   decorare a intarsio: intarsiare un tavolino    • 2 •   (fig.) abbellire con l'inserzione di elementi retorici, eruditi: intarsiare uno scritto, un discorso di dotte citazioni. 
intarsiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi esegue lavori d'intarsio: maestro intarsiatore. 
intarsiatura   s.f.  l'intarsiare; anche, l'oggetto intarsiato.
intarsio   s.m.    • 1 •   tecnica di decorazione di oggetti di legno, metallo o altri materiali, consistente nel ritagliare elementi di forme e colori vari, di materiale uguale o diverso, e incastrarli su una superficie di base per formarvi decorazioni ornamentali o figurazioni artistiche: lavorare d'intarsio; decorare a intarsio  | l'opera intarsiata: un intarsio di madreperla    • 2 •   tipo di ricamo ottenuto inserendo l'uno dentro l'altro tessuti diversi senza sovrapporli    • 3 •   gioco enigmistico in cui alternando le parti di due parole se ne ottiene una terza (p. e. demolizione, razza  a° demo-ra- li-zza- zione)    • 4 •   in odontoiatria, otturazione della cavità di un dente mediante l'incastro in essa di un elemento metallico; l'elemento metallico stesso.
intartarire   v. intr.  [io intartarisco, tu intartarisci ecc. ; aus. essere], intartarirsi v. rifl.    • 1 •   coprirsi di tartaro, detto dei denti    • 2 •   (estens.) coprirsi di ruggine.
intasamento   s.m.  l'intasare, l'intasarsi, l'essere intasato; ostruzione, ingorgo: intasamento del lavandino; intasamento del traffico; intasamento del naso. 
intasare   v. tr.    • 1 •   ostruire un condotto con materiale vario: i rifiuti hanno intasato il tubo di scarico    • 2 •   (estens.) arrestare o impedire la viabilità, provocare un ingorgo stradale: un banale incidente ha intasato il traffico; un'autostrada intasata  | intasarsi v. rifl.  otturarsi, ostruirsi: si è intasato il lavandino  | detto di vie respiratorie, ostruirsi o ridursi di diametro per raffreddore o infiammazione, così da rendere difficile la respirazione: mi si è intasato il naso. 
intasatore   s.m.  (mecc.) nella trebbiatrice, organo che serve a comprimere il cereale prima della legatura; accovonatore.
intasatura   s.f.  intasamento | la materia che intasa.
intascare   v. tr.  [io intasco, tu intaschi ecc.] mettersi in tasca; per estens., guadagnare con mezzi più o meno leciti: intascare una bella somma, un premio; il resto se l'è intascato. 
intassellare   v. tr.  [io intassèllo ecc.] decorare o riparare con tasselli.
intatto   agg.  non mai toccato da alcuno, non manomesso, non sciupato: un patrimonio intatto; il sigillo era ancora intatto  | immutato: la sua fede rimase intatta  | incontaminato, puro: onore intatto  § intattamente avv.  (non com.).
intavolare   v. tr.  [io intàvolo ecc.]    • 1 •   (non com.) mettere sulla tavola    • 2 •   (fig.) sistemare in tavole, in tabelle: intavolare dati, numeri    • 3 •   (fig.) iniziare, aprire: intavolare una discussione, le trattative    • 4 •   (ant.) realizzare una intavolatura musicale.
intavolato   part. pass.  di intavolare  e agg.  nei sign. del verbo | vento intavolato, (ant. fig.) che soffia uniforme e costante  s.m.    • 1 •   assito, tavolato    • 2 •   (ant.) intavolatura musicale    • 3 •   (ant.) dipinto su tavola.
intavolatura   s.f.    • 1 •   (non com.) l'intavolare    • 2 •   (mus.) sistema di notazione musicale per strumenti a corde e a tastiera (liuto, cembalo ecc.) adottato in europa nei secc. xvi-xvii, con cui si solevano trascrivere, a uso di un solo esecutore, composizioni destinate in origine a più esecutori.
intavolazione   s.f.  classificazione e ordinamento di dati in tabelle; tabulazione.
intedescare   v. tr.  [io intedésco, tu intedéschi ecc.] far assumere abitudini, gusti, caratteri propri dei tedeschi: intedescare un gruppo etnico, una lingua  | intedescarsi v. rifl.  assumere usi, modi, caratteri tipici dei tedeschi.
intedeschire   v. tr.  (io intedeschisco, tu intedeschisci ecc.) intedescare | intedeschirsi v. rifl.  intedescarsi.
integerrimo   agg.  [superl. di integro] onestissimo, incorruttibile: funzionario integerrimo; uomo dalla vita integerrima  § integerrimamente avv. 
integrabile   agg.    • 1 •   che si può integrare    • 2 •   (mat.) che ammette l'integrale: funzione integrabile. 
integrabilità   s.f.  l'essere integrabile.
integrafo   s.m.  (mat.) strumento atto a eseguire graficamente la curva integrale di una funzione data.
integrale   agg.    • 1 •   totale, completo: edizione integrale di un'opera    • 2 •   si dice di sostanza alimentare che conserva tutte, o in gran parte, le sue parti costituenti; non raffinato: zucchero, farina integrale; pane integrale, fatto con farina integrale    • 3 •   (non com.) che concorre alla costituzione di un tutto; integrante: i corpi integrali del mondo devono esser di loro natura mobili  (galilei)    • 4 •   calcolo integrale, (mat.) parte del calcolo infinitesimale che studia l'integrazione e le sue applicazioni  s.m.  (mat.) termine indicante sia l'operazione di ricerca di una famiglia di funzioni di cui si conosca la derivata (integrale indefinito), sia l'operazione di calcolo di un'area racchiusa da una funzione di cui si conosca l'integrale indefinito (integrale definito); il simbolo stesso che indica tali operazioni | lo stesso che integrazione  § integralmente avv. 
integralismo   s.m.  tendenza ad applicare in modo intransigente ed esclusivo i principi di una dottrina o di un'ideologia: integralismo cattolico. 
integralista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace dell'integralismo | usato anche come agg.  : partito integralista. 
integralistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'integralismo, degli integralisti: tendenze integralistiche  § integralisticamente avv. 
integralità   s.f.  l'essere integrale; interezza, totalità: pubblicare le opere di uno scrittore nella loro integralità. 
integramento   s.m.  (non com.) integrazione, aggiunta.
integrante   part. pres.  di integrare   agg.  che con altre parti costituisce una totalità indispensabile, essenziale: una clausola che è parte integrante del contratto. 
integrare   v. tr.  [io ìntegro  (poet. intègro) ecc.]    • 1 •   completare aggiungendo ciò che manca o che serve a migliorare o ad arricchire: integrare un testo lacunoso; integrare la teoria con la pratica; integrare il capitale con nuovi apporti, lo stipendio con gli straordinari    • 2 •   inserire una persona o una cosa in un ambiente o in una struttura in modo che cooperi all'attività complessiva: integrare gli handicappati nel mondo del lavoro    • 3 •   (econ.) organizzare la produzione industriale in modo che i passaggi tra le varie fasi di lavorazione siano automatici    • 4 •   (mat.) eseguire un'integrazione | integrarsi v. rifl.  entrare a far parte di un ambiente, di una struttura adattandosi a essi; inserirsi: integrarsi nella società, nel sistema  | v. rifl.  completarsi a vicenda: due persone, due elementi che si integrano. 
integrativo   agg.  che integra, che serve a integrare, a completare: indennità, norma, lezione integrativa; assegno integrativo  | esame integrativo, esame che verifica la preparazione in determinate materie in vista del passaggio da un tipo di scuola a un altro § integrativamente avv. 
integrato   part. pass.  di integrare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo | esercito integrato, costituito dalle forze militari di vari paesi facenti parte di un'alleanza militare | circuito integrato, (elettr.) quello formato da un'unica piastrina di materiale semiconduttore su cui vengono realizzati tutti gli elementi di un circuito (transistori, diodi, resistori, condensatori ecc.)    • 2 •   (inform.) si dice di software che racchiude un gruppo di programmi diversi (p. e. videoscrittura, foglio elettronico, data base ecc), offerti all'utente come un tutt'uno, omogenei nelle regole e in grado di scambiare e mettere in comune dati fra loro  s.m.    • 1 •   (elettr.) circuito integrato    • 2 •   [f. -a] persona che si è inserita perfettamente in un ambiente di cui prima non faceva o non voleva far parte; (spreg.) persona che aderisce in modo totale a un ambiente sociale, che si identifica in modo passivo con un modello culturale, un comportamento e sim.
integratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi integra  s.m.  (mat.) integrafo.
integrazione   s.f.    • 1 •   l'integrare, l'integrarsi, l'essere integrato; aggiunta integrativa: corsi d'integrazione; ottenere un'integrazione di stipendio  | integrazione sociale, (sociol.) disponibilità degli individui di una società a coordinare le proprie azioni mantenendo a un livello tollerabile i conflitti | integrazione razziale, fusione della popolazione bianca e di quella di colore in un'unica comunità si oppone a segregazione razziale    • 2 •   annessione di un territorio da parte di uno stato che ne diventa sovrano    • 3 •   rapporto di stretta cooperazione tra stati, organizzazioni militari, economiche ecc. con interessi comuni: integrazione atlantica, europea; l'unione doganale è una forma di integrazione economica  | integrazione verticale, carattere di un'impresa industriale che svolge una molteplicità di fasi del processo produttivo; integrazione orizzontale, concentrazione di imprese produttrici di prodotti simili    • 4 •   (mat.) calcolo di un integrale o risoluzione di un'equazione differenziale.
integrazionismo   s.m.  movimento che favorisce l'integrazione razziale.
integrazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene l'integrazionismo | usato anche come agg.  nel sign. di integrazionistico : movimento integrazionista. 
integrazionistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'integrazionismo, degli integrazionisti: i gruppi integrazionistici statunitensi. 
integrismo   s.m.  integralismo; in partic., integralismo cattolico.
integrista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] integralista.
integrità   s.f.  l'essere integro (anche fig.): testo pubblicato nella sua integrità; integrità fisica; integrità di vita, di costumi. 
integro   agg.  [superl. integerrimo]    • 1 •   completo, intero; intatto: un testo integro; conservare integre le proprie forze    • 2 •   (fig.) onesto, incorruttibile: uomo integro  § integramente avv. 
integrometro   s.m.  (mat.) integrafo.
integumento   s.m.  (non com.) tegumento.
intelaiare   v. tr.  [io intelàio ecc.] mettere sul telaio; munire di telaio; collegare a un telaio | disporre in forma di telaio o di intelaiatura.
intelaiatura   s.f.    • 1 •   l'intelaiare    • 2 •   l'insieme di pezzi connessi tra loro a formare un sorta di telaio: intelaiatura di cemento armato    • 3 •   (fig.) struttura, compagine, ossatura: l'intelaiatura dello stato, di un romanzo. 
intelare   v. tr.  [io intélo ecc] (non com.)    • 1 •   rivestire di tela    • 2 •   foderare.
intelato   part. pass.  di intelare   agg.  si dice di giacca, soprabito o altro capo di vestiario sostenuto internamente da fodere garzate o da telette.
intellegibile   e deriv.   ⇨ intelligibile e deriv. 
intellettivo   agg.    • 1 •   relativo all'intendere; proprio dell'intelletto: facoltà intellettiva    • 2 •   (ant) dotato di intelletto, capace di intendere § intellettivamente avv.  per capacità intellettiva.
intelletto   (1) s.m.    • 1 •   (filos.) la facoltà di formare, comprendere e ordinare distintamente i concetti; per estens., complesso delle facoltà umane che consentono di pensare e comprendere    • 2 •   nell'uso corrente, il saper intendere, ragionare e giudicare; intelligenza: persona di grande intelletto; gli animali sono ritenuti privi di intelletto  | il divino, il primo intelletto, dio | il ben dell'intelletto, locuzione usata da dante (inf.  iii, 18) per designare dio, e passata poi nel linguaggio comune a indicare la capacità di ragionare, di distinguere il bene dal male: perdere il ben dell'intelletto, impazzire, sragionare    • 3 •   (teol.) dono dello spirito santo che aiuta il cristiano a meglio penetrare nella realtà divina    • 4 •   persona dotata di grande intelligenza: i migliori intelletti del tempo    • 5 •   (ant.) cognizione: donne ch'avete intelletto d'amore  (dante vita nuova)    • 6 •   (ant.) indole, personalità: voi troverete una donna piacente / di sì dolce intelletto / che vi sarà diletto / davanti starle ognora  (cavalcanti)    • 7 •   (ant.) significato di una parola, di un passo, di un'opera.
intelletto   (2) agg.  (lett.) conosciuto, compreso, capito: o luce etterna che sola in te sidi, / sola t'intendi, e da te intelletta / e intendente te ami e arridi!  (dante par.  xxxiii, 124-126).
intellettuale   agg.    • 1 •   che concerne l'intelletto o le opere dell'intelletto: doti, facoltà intellettuali; attività intellettuale    • 2 •   intellettualistico; cerebrale: pittura intellettuale   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha spiccati interessi culturali; che, chi svolge, soprattutto professionalmente, un'attività di pensiero: una donna raffinata e intellettuale; la classe degli intellettuali  | fare l'intellettuale, atteggiarsi a intellettuale, ostentare interessi culturali solo apparenti § intellettualmente avv.    • 1 •   per mezzo dell'intelletto: lavorare intellettualmente    • 2 •   dal punto di vista intellettuale: una persona intellettualmente molto valida    • 3 •   con predominio dell'intelletto; cerebralmente: dipingere troppo intellettualmente. 
intellettualismo   s.m.    • 1 •   (filos.) la preminenza dei fattori intellettivi, razionali su quelli intuitivi, affettivi e volitivi    • 2 •   predominio, spec. in campo artistico, dei valori dell'intelletto e della ragione: l'intellettualismo del teatro pirandelliano. 
intellettualista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (filos.) chi dà la preminenza ai fattori intellettivi    • 2 •   chi dà maggiore importanza ai valori intellettuali che a quelli affettivi e fantastici; in partic., artista nelle cui opere predominano connotazioni proprie dell'intellettualismo | usato anche come agg.  nel sign. di intellettualistico. 
intellettualistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'intellettualismo, degli intellettualisti    • 2 •   che privilegia eccessivamente i valori dell'intelligenza a scapito di altri; cerebrale: un'arte intellettualistica  § intellettualisticamente avv. 
intellettualità   s.f.    • 1 •   l'appartenere alla sfera intellettiva: l'intellettualità di un processo conoscitivo    • 2 •   l'insieme, la classe degli intellettuali.
intellettualizzare   v. tr.  rendere intellettuale o intellettualistico: la scuola metafisica intellettualizzò la pittura. 
intellettualizzazione   s.f.    • 1 •   l'intellettualizzare, l'essere intellettualizzato    • 2 •   (psicoan.) processo attraverso il quale il soggetto cerca di dominare i propri affetti e conflitti concettualizzandoli in termini generali, astratti e impersonali.
intellettualoide   agg.  e s.m.  e f.  (spreg.) che, chi si atteggia a intellettuale, senza averne gli interessi e la cultura.
intellezione   s.f.    • 1 •   (filos.) l'atto d'intendere, di afferrare con la mente un concetto    • 2 •   (ant.) ciò che è oggetto dell'intendere; idea, cognizione.
intelligence   s.f. invar.  servizio segreto di informazioni.
intelligente   agg.    • 1 •   che è dotato di intelligenza, che è capace di intendere: l'uomo è un essere intelligente    • 2 •   nell'uso corrente, si dice di chi dimostra viva intelligenza, capacità intellettuali superiori alla media: un giovane intelligente  | (estens.) si dice comunemente di animale che mostra una certa capacità di comprendere gli atti e le parole dell'uomo, di imparare determinati comportamenti, di coordinare le proprie azioni, di ricordare e sim.: la scimmia, il delfino, il cane sono animali intelligenti    • 3 •   che rivela intelligenza; fatto o detto con intelligenza: due occhi intelligenti; una domanda intelligente    • 4 •   (inform.) di prodotto caratterizzato da intelligenza artificiale | (estens.) dotato di un sistema computerizzato che automatizza alcune funzioni: macchina, sistema intelligente    • 5 •   (ant.) che ha particolare esperienza di una materia; intenditore: essere intelligente di un'arte, di una scienza  § intelligentemente avv. 
intelligenza   ant. intelligenzia, s.f.    • 1 •   la facoltà, propria della mente umana, di intendere, pensare, elaborare giudizi e soluzioni in base ai dati dell'esperienza anche solo intellettuale; intelletto, ingegno    • 2 •   la qualità di chi ha particolari doti intellettuali: mostrare intelligenza; dare prova d'intelligenza    • 3 •   (psicol.) processo mentale che consente all'uomo o all'animale cerebralmente evoluto un adattamento attivo all'ambiente | l'insieme dei processi mentali specificamente umani, che si compiono utilizzando simboli (linguistici, logici ecc.), immagini e concetti | quoziente d'intelligenza, risultato che si ottiene misurando le capacità intellettive di un soggetto mediante particolari test; intelligenza artificiale, l'insieme di studi e di tecniche che tendono a realizzare macchine, in particolare elaboratori elettronici, capaci di risolvere problemi che rientrano nel dominio dell'intelligenza umana    • 4 •   persona dotata di superiori capacità intellettuali | nella teologia cristiana: l'intelligenza prima, suprema, dio; le intelligenze angeliche, celesti, gli angeli    • 5 •   accordo; intesa segreta: operare d'intelligenza con qualcuno; essere accusato d'intelligenza col nemico    • 6 •   (lett.) interpretazione, comprensione: l'intelligenza di un testo    • 7 •   (ant.) conoscenza, cognizione: avere intelligenza delle matematiche  | avviso, notizia.
intellighenzia   s.f.    • 1 •   nella russia zarista, la classe degli intellettuali    • 2 •   (estens.) il gruppo che detiene il primato e la guida intellettuale di un ambiente, di una categoria (spesso iron.).
intelligibile   o intellegibile, agg.    • 1 •   (filos.) che è accessibile soltanto all'intelletto; che può essere conosciuto mediante la pura ragione: verità non intelligibili; il mondo intelligibile, nella filosofia di platone, il mondo delle idee    • 2 •   che può essere facilmente compreso o percepito: un'esposizione intelligibile anche a un pubblico non specializzato; una calligrafia non molto intelligibile; parlare con voce appena intelligibile   s.m.  (filos.) ciò che può essere conosciuto mediante la ragione: il mondo dell'intelligibile  § intelligibilmente avv. 
intelligibilità   o intellegibilità, s.f.  l'essere intelligibile: l'intelligibilità di un discorso; intelligibilità di un testo, di un suono. 
intemelio   agg.  di ventimiglia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di ventimiglia.
intemerata   s.f.    • 1 •   (ant.) discorso lungo e noioso    • 2 •   (fam.) sgridata violenta, lavata di capo.
intemerato   agg.  puro, incontaminato moralmente; virtuoso: coscienza, probità intemerata; persona intemerata  § intemeratamente avv. 
intemperante   agg.  che non sa moderare, temperare i propri impulsi e i propri desideri: essere intemperante nel cibo, nei piaceri  ' che rivela mancanza di temperanza, di moderazione: atti intemperanti; linguaggio intemperante, violento § intemperantemente avv. 
intemperanza   s.f.  l'essere intemperante: intemperanza nel bere, nel mangiare  | azione o detto intemperante: lasciarsi andare a delle intemperanze. 
intemperato   agg.  (non com.) intemperante; sfrenato § intemperatamente avv. 
intemperie   s.f. pl.  l'insieme delle perturbazioni atmosferiche, quali il gelo, la pioggia, la neve, la grandine: i danni provocati dalle intemperie; essere esposto alle intemperie. 
intempestività   s.f.  l'essere intempestivo: intempestività di un intervento. 
intempestivo   agg.  non tempestivo; che non è detto o fatto al momento giusto; inopportuno: domanda intempestiva; provvedimento, aiuto intempestivo  § intempestivamente avv. 
intendente   s.m.  chi è a capo di un'intendenza: intendente di finanza; intendente militare. 
intendentizio   agg.  (burocr.) che concerne l'intendente o l'intendenza, spec. di finanza.
intendenza   s.f.    • 1 •   ufficio o settore amministrativo di un ente | intendenza di finanza, ufficio periferico del ministero delle finanze che vigila sull'attività di prelievo tributario svolta nell'ambito di una provincia ' intendenza militare, il complesso dei servizi necessari a rifornire i soldati di vitto, equipaggiamento e munizionamento    • 2 •   (ant.) intelligenza.
intendere   v. tr.  [coniugato come tendere]    • 1 •   udire, percepire: intendere un rumore, un suono  | venire a sapere: ho inteso (dire) che si è sposato    • 2 •   ascoltare, dar retta: non vuole intendere ragioni; intendetemi bene!  | farsi intendere, far valere le proprie ragioni | prov.  : chi ha orecchie per intendere intenda, si dice per sottolineare riferimenti e allusioni impliciti in un discorso    • 3 •   comprendere, capire bene, a fondo: tu forse intendi, / questo viver terreno, / il patir nostro, il sospirar, che sia  (leopardi canto notturno di un pastore errante dell'asia  62-64) | intendere a volo, capire prontamente, subito | farsi, lasciarsi intendere, parlare in modo da farsi capire | fare, lasciare intendere, far capire qualcosa parlando in modo allusivo | s'intende (che), è ovvio, è scontato (che) | dare a intendere, far credere cose non vere    • 4 •   interpretare, attribuire un significato; giudicare: un passo che è stato variamente inteso dagli studiosi; per cultura non s'intende solo l'erudizione; io l'intendo così    • 5 •   avere intenzione; esigere, pretendere; volere: non intendeva offenderti; che cosa intendi dire?; intendo essere lasciato in pace; non intendo accettare ordini da nessuno    • 6 •   (lett.) volgere, rivolgere la mente o i sensi: intendere lo sguardo, l'animo  | v. intr.  [aus. avere] (lett.)    • 1 •   rivolgere l'attenzione; attendere, dedicarsi a qualcosa    • 2 •   volgersi a qualcosa come al proprio scopo; mirare: intendeva solo ad arricchirsi  | intendersi v. rifl.    • 1 •   mettersi d'accordo, accordarsi: non ci siamo intesi sul prezzo    • 2 •   capirsi: ci siamo intesi male sull'ora e non ci siamo incontrati  | intendiamoci bene!, si dice per insistere su un argomento che si ritiene della massima importanza o per sottolineare la propria intransigenza su qualcosa    • 3 •   andare d'accordo: noi due c'intendiamo benissimo  | intendersela con qualcuno, (fam.) essere d'accordo con qualcuno, di solito nascostamente o per scopi illeciti; anche, avere una relazione amorosa con qualcuno | v. rifl.  avere profonda conoscenza o esperienza di qualcosa: intendersi di musica, di motori. 
intendimento   s.m.    • 1 •   intenzione, scopo, proposito: è mio intendimento chiarire la questione    • 2 •   la facoltà e l'atto dell'intendere: persona di scarso intendimento; note che facilitano l'intendimento di un brano    • 3 •   (ant.) significato: si appressando sé, che 'l dolce suono / veniva a me co' suoi intendimenti  (dante purg.  xxviii, 59-60).
intenditore   s.m.  [f. -trice] chi s'intende di qualcosa; conoscitore: un intenditore di vini, di musica classica  | prov.  : a buon intenditor poche parole, bastano poche parole per spiegarsi con chi vuol capire.
intenebramento   s.m.  (lett.) l'intenebrare, l'intenebrarsi, l'essere intenebrato; ottenebramento, offuscamento.
intenebrare   v. tr.  [io intènebro ecc.], intenebrarsi v. rifl.  (lett.) ottenebrare, ottenebrarsi.
intenerimento   s.m.  l'intenerire, l'intenerirsi (spec. fig.).
intenerire   v. tr.  [io intenerisco, tu intenerisci ecc.]    • 1 •   rendere tenero; ammorbidire    • 2 •   (fig.) impietosire, commuovere; destare tenerezza: era già l'ora che volge il disio / ai navicanti e 'ntenerisce il core  (dante purg.  viii, 1-2) | v. intr.  [aus. essere], intenerirsi v. rifl.    • 1 •   divenire tenero: la frutta, maturando, (s')intenerisce    • 2 •   (fig.) impietosirsi, commuoversi; addolcirsi: un uomo facile a intenerirsi. 
intenerito   part. pass.  di intenerire   agg.    • 1 •   dolcemente commosso: mi sentii di nuovo intenerito, come ai bei tempi che l'amavo  (moravia)    • 2 •   dal colore attenuato, sfumato; dalla luce soffusa: la grande distesa del cielo intenerito ai primi lumi della sera  (alvaro).
intensificare   v. tr.  [io intensìfico, tu intensìfichi ecc.] rendere più intenso; aumentare: intensificare la produzione, la sorveglianza  | intensificarsi v. rifl.  divenire più intenso: il ritmo  di lavoro si è intensificato.
intensificazione   s.f.  l'intensificare, l'intensificarsi, l'essere intensificato: intensificazione del freddo; intensificazione della propaganda. 
intensionale   agg.  (filos.) dell'intensione.
intensione   s.f.    • 1 •   (lett.) intensità: non è l'intensione della pena che fa il maggior effetto sull'animo umano  (beccaria)    • 2 •   (filos.) connotazione | nella logica contemporanea, il significato, la proprietà, il concetto espressi rispettivamente da un enunciato dichiarativo, un predicato, un termine individuale.
intensità   s.f.    • 1 •   l'essere intenso; forza, energia: l'intensità del caldo, di un colore, di un sentimento; desiderare qualcosa con intensità    • 2 •   misura di una grandezza fisica: intensità di corrente, la quantità di elettricità che passa attraverso la sezione di un conduttore nell'unità di tempo; si misura in ampere | intensità luminosa, rapporto tra il flusso luminoso emesso in un determinato angolo solido e l'angolo solido stesso | intensità di suono, volume del suono dipendente principalmente dall'ampiezza delle vibrazioni e, in minor grado, dall'altezza e dal timbro; si misura in decibel    • 3 •   in linguistica: intensità articolatoria, l'energia che si impiega per realizzare un'articolazione e che dipende dalla tensione della muscolatura dell'apparato di fonazione e dalla pressione dell'aria all'interno di esso; accento d'intensità, quello che si individua per una maggiore intensità articolatoria più che per una maggiore altezza e durata.
intensivo   agg.    • 1 •   che intensifica, che aumenta l'intensità di qualcosa | prefissi intensivi, (ling.) quelli che, preposti a verbi, aggettivi o sostantivi, ne rafforzano il significato (p. e. ri-  nel verbo rimpinguare) ' coltura intensiva, (agr.) che tende a sfruttare al massimo, nella minima superficie, la capacità produttiva del terreno    • 2 •   che ha carattere di intensità intenso | corso intensivo, accelerato | terapia intensiva, (med.) intensa e prolungata, per lo più volta a ripristinare funzioni vitali compromesse | accento intensivo, (ling.) accento d'intensità § intensivamente avv. 
intenso   agg.    • 1 •   dotato di forza, di energia: luce intensa; calore intenso; colori intensi, carichi, vivaci | detto di sentimento o sensazione, acuto, vivo: desiderio, dolore intenso  | sguardo intenso, penetrante, carico di significato    • 2 •   condotto con assiduità e concentrazione: attività intensa; intensi sforzi  | giornata, settimana, vita intensa, piena di impegni, di attività, di esperienze § intensamente avv. 
intentabile   (1) agg.  (non com.) che non si può tentare: un'impresa intentabile. 
intentabile   (2) agg.  (dir.) che si può intentare: causa intentabile. 
intentare   v. tr.  [io intènto ecc.] (dir.) promuovere, iniziare un'azione giudiziaria: intentare causa a, contro qualcuno. 
intentato   (1) agg.    • 1 •   non tentato: non lasciare alcuna cosa intentata  (o, come s. m., nulla d'intentato), fare tutti i tentativi possibili per cercare di raggiungere uno scopo    • 2 •   (ant.) non esplorato; inviolato: regioni, vette intentate. 
intentato   (2) part. pass.  di intentare  e agg.  nel sign. del verbo.
intento   (1) agg.    • 1 •   di persona, che rivolge attentamente i sensi o la mente a qualcosa, che è concentrato su una determinata attività: stare intento ad ascoltare la radio; essere intento a scrivere  | detto dei sensi e dell'intelletto, che è attentamente rivolto a qualcosa: stava con l'orecchio intento a cogliere ogni rumore; avere la mente intenta a un problema    • 2 •   (lett.) denso: e 'l ciel di sopra fece intento, / sì che 'l pregno aere in acqua si converse  (dante purg.  v, 117-118) § intentamente avv. 
intento   (2) s.m.    • 1 •   ciò che si desidera realizzare od ottenere; proposito, intenzione, mira: l'ho fatto con l'intento di aiutarti; riuscire nell'intento (di fare qualcosa)    • 2 •   (ant.) attenzione, sollecitudine; anche, l'oggetto a cui si rivolge l'attenzione: una voce... / che da ogne altro intento mi rimosse  (dante purg.  xvii, 47-48).
intenza   (1) s.f.  (ant.)    • 1 •   intenzione, volontà: e non sanza gran pianto accomiatossi, / perch'ubbidir di dio volea la intenza  (pulci)    • 2 •   (filos.) concetto, nozione    • 3 •   (lett.) amore; persona amata.
intenza   (2) s.f.  (ant.) lotta, tenzone.
intenzionale   agg.    • 1 •   che è detto o fatto con intenzione, di proposito: offesa intenzionale; omicidio intenzionale    • 2 •   (filos.) che si riferisce a intenzionalità | (ant.) che si riferisce a un concetto, a una nozione § intenzionalmente avv.  con intenzione, di proposito.
intenzionalità   s.f.    • 1 •   l'essere intenzionale    • 2 •   (filos.) nel pensiero di f. brentano (1838-1917), caratteristica fondamentale dei fenomeni psichici, per cui essi si riferiscono necessariamente a un oggetto immanente (non si dà rappresentazione mentale senza un oggetto).
intenzionato   agg.  che ha una determinata intenzione: essere intenzionato di, a sposarsi  | bene, male intenzionato, che ha buone, cattive intenzioni § intenzionatamente avv.  (non com.).
intenzione   s.f.    • 1 •   tendenza, inclinazione della volontà a realizzare un determinato fine; proposito, scopo, fine: buone, cattive intenzioni; avere intenzione di fare qualcosa  | con intenzione, di proposito; senza intenzione, involontariamente | di prima intenzione, di primo acchito, al volo (spec. nel linguaggio sportivo): colpire il pallone di prima intenzione  | fare il processo alle intenzioni, giudicare qualcuno non per ciò che ha fatto, ma per ciò che, più o meno a ragione, si ritiene intendesse fare | dare intenzione, (ant.) promettere: e gli diede intenzion che 'l dì seguente / gli lo trarrebbe fuor di quello stato  (ariosto o. f.  vii, 78) | prov.  : la strada che porta all'inferno è lastricata di buone intenzioni, non sono sufficienti i buoni propositi, bisogna anche agire bene    • 2 •   nella filosofia scolastica, l'immagine dell'oggetto esterno che giunge all'intelletto per mezzo dei sensi    • 3 •   (ant.) significato, senso di una parola, di un concetto | comprensione, intelligenza di qualcosa.
intepidare   v. tr.  [io intèpido ecc.] (ant.) intiepidire.
intepidire    ⇨ intiepidire.
inter-  inter- prefisso usato in parole di origine latina o di formazione moderna, deriv. della prep. lat. i°nter  'fra, tra'; indica posizione intermedia fra due oggetti (interlinea) o fra limiti di spazio o di tempo (interporre, intercorrere); esprime reciprocità (interdipendente) o comunanza, unione (internazionale).
interafricano   agg.  che si riferisce ai rapporti reciproci tra le nazioni africane.
interagente   part. pres.  di interagire   agg.  si dice di ente o fenomeno che interagisce con un altro.
interagire   v. intr.  [coniugato come agire; aus. avere]    • 1 •   agire l'uno sull'altro, esercitare un'influenza reciproca: cause che interagiscono    • 2 •   (fis.) provocare o subire un processo di interazione    • 3 •   (chim.) dare luogo a interazione.
interalleato   agg.  comune a due o più alleati; che si riferisce ai loro rapporti reciproci: esercito, accordo interalleato. 
interamericano   agg.  che si riferisce ai rapporti reciproci tra le nazioni delle americhe.
interarmi   o interarme, agg.  si dice di operazioni militari eseguite con il concorso di forze armate diverse: manovre interarmi. 
interasiatico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce ai rapporti reciproci tra le nazioni asiatiche.
interasse   s.m.  (tecn.) distanza tra due assi paralleli.
interatomico   agg.  [pl. m. -ci] che esiste o agisce tra due o più atomi: distanza interatomica; legame interatomico. 
interatriale   agg.  nella loc. setto interatriale, (anat.) la parete che divide i due atri cardiaci.
interattività   s.f.  la capacità di essere interattivo.
interattivo   agg.  che interagisce, che può interagire | (inform.) si dice di modalità che consente uno scambio di informazioni tra un sistema di elaborazione e l'operatore; anche, il mezzo, lo strumento in grado di attivare tale modalità: terminale, programma, sistema interattivo  § interattivamente avv. 
interaziendale   agg.  che avviene o è convenuto in accordo tra due o più aziende: torneo interaziendale  | che riguarda più aziende: contratto interaziendale. 
interazione   s.f.    • 1 •   influenza reciproca tra due fenomeni, elementi, persone ecc.    • 2 •   (fis.) mutua azione fra corpi, campi, sistemi ecc.: interazione debole, forte, elettromagnetica, gravitazionale    • 3 •   (chim.) azione reciproca fra due molecole o due gruppi chimici, con formazione di nuovi legami; può essere la fase iniziale di una reazione    • 4 •   (sociol.) relazione sociale generica tra due soggetti individuali o collettivi, nel corso della quale ciascun soggetto modifica reiteratamente i propri comportamenti in rapporto a quelli dell'altro.
interbancario   agg.  che riguarda due o più banche: accordo interbancario. 
interbase   s.f.  nel baseball, il giocatore che sta tra la seconda e la terza base.
interbellico   agg.  compreso tra due guerre: periodo interbellico. 
interbinario   s.m.  distanza che separa due binari adiacenti.
interblocco   s.m.  [pl. -chi] nell'elaborazione elettronica dei dati, lo stesso che gap. 
intercalare   (1) agg.  (non com.) che si intercala in una serie | giorno intercalare, nel calendario gregoriano, il 29 febbraio, giorno che si aggiunge a un anno ogni quattro per far coincidere il ciclo cronologico con quello solare ' mese intercalare, quello che, ogni 19 anni, viene aggiunto per sette anni consecutivi all'anno di dodici mesi del calendario ebraico, per far coincidere il calendario solare con quello lunare ' coltura intercalare, coltura secondaria, generalmente di foraggi, a rapido sviluppo, che si effettua tra due colture principali  s.m.    • 1 •   in alcuni componimenti poetici, il verso o il gruppo di versi che si ripete al termine d'ogni strofa; ritornello    • 2 •   parola o frase che per abitudine si ripete spesso, anche inopportunamente, nel discorso: «vero?» era il suo intercalare. 
intercalare   (2) v. tr.  inserire, interporre a determinati intervalli: intercalare illustrazioni a un testo; intercalare il divertimento allo studio  | usare un intercalare nel discorso: intercala continuamente «dunque». 
intercalazione   s.f.  l'intercalare, l'essere intercalato | ciò che viene intercalato.
intercambiabile   agg.  che si può scambiare di posto con un altro; che si può sostituire: ruoli, pezzi intercambiabili  | obiettivo intercambiabile, (foto.) che non fa corpo unico con l'apparecchio e può quindi essere sostituito con altri di diversa lunghezza focale § intercambiabilmente avv. 
intercambiabilità   s.f.  l'essere intercambiabile.
intercambio   s.m.  (non com.) interscambio.
intercapedine   s.f.  spazio vuoto tra due superfici ravvicinate e per lo più parallele: intercapedine tra due muri. 
intercardinale   agg.  si dice di ciascuno dei quattro punti dell'orizzonte che sono equidistanti da due punti cardinali, cioè nord-est, sud-est, sud-ovest, nord-ovest.
intercategoriale   agg.  che è comune a più categorie di lavoratori o di datori di lavoro: contratto, sindacato intercategoriale. 
intercedere   v. intr.  [coniugato come cedere; aus. avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2]    • 1 •   intervenire presso qualcuno per ottenere qualcosa in favore di altri: intercedere presso il capo dello stato per ottenere la grazia a un condannato    • 2 •   (non com.) intercorrere, passare: tra i due episodi non intercede alcun rapporto  | v. tr.  (non com.) ottenere o cercare di ottenere qualcosa in favore di qualcuno: intercedere il perdono per un peccatore. 
intercellulare   agg.  (biol.) che si trova tra le cellule: sostanza, spazio intercellulare. 
intercervicale   agg.  (anat.) che è situato tra le vertebre cervicali.
intercessione   s.f.  l'intercedere: ottenere un trattamento benevolo per intercessione di un'autorità. 
intercessore   s.m.  [f. interceditrice] chi intercede.
intercettamento   s.m.  intercettazione.
intercettare   v. tr.  [io intercètto ecc.]    • 1 •   impedire che persone o cose giungano a destinazione: intercettare una nave, un aereo, una pattuglia nemica, un messaggio  | nel gergo sportivo: intercettare il pallone, impadronirsene mentre un avversario tenta di passarlo a un suo compagno di squadra; intercettare un tiro, un passaggio, impedire che giungano dove sono stati indirizzati    • 2 •   intercettare una notizia, una comunicazione telefonica, telegrafica, riceverla, prenderne conoscenza all'insaputa e contro la volontà del mittente e del destinatario, senza tuttavia impedire che giunga a destinazione.
intercettatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi intercetta.
intercettazione   s.f.  l'intercettare, l'essere intercettato: intercettazione di merci di contrabbando; intercettazioni telefoniche. 
intercetto   agg.  (ant.) intercettato; interrotto, impedito: avendo al tornar la via intercetta  (tassoni).
intercettore   s.m.  (mil.) aereo da caccia o missile impiegato per intercettare aerei o missili nemici.
intercezione   s.f.  (non com.) intercettazione.
intercidere   v. tr.  [pass. rem. io intercisi, tu intercidésti ecc. ; part. pass. interciso] (lett.) tagliare in mezzo; dividere, interrompere.
intercity   agg.  e s.m. invar.  si dice di treno rapido che collega due città italiane.
interclasse   s.f.    • 1 •   organizzazione di insegnanti e allievi di più classi scolastiche che operano, con interventi reciprocamente complementari, al fine di realizzare obiettivi decisi collegialmente    • 2 •   nella scuola elementare, insieme di più classi dello stesso anno o ciclo: consiglio di interclasse. 
interclassismo   s.m.  pensiero e atteggiamento politico che sostiene e promuove la collaborazione e la solidarietà tra le diverse classi sociali.
interclassista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore dell'interclassismo  agg.    • 1 •   che sostiene l'interclassismo: partiti interclassisti    • 2 •   interclassistico: tendenze interclassiste. 
interclassistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'interclassismo, fondato sull'interclassismo: concezioni interclassistiche. 
intercludere   v. tr.  [coniugato come accludere] (lett.)    • 1 •   racchiudere nel mezzo    • 2 •   impedire, ostacolare; fermare.
interclusione   s.f.  (lett.) l'intercludere, l'essere intercluso | interclusione di un fondo, (dir.) la situazione di un terreno tutto circondato da proprietà altrui e privo di sbocchi sulle strade pubbliche.
intercolunnio   o intercolumnio, ant. intercolonnio, s.m.  spazio compreso tra due colonne di un edificio: gelido il vento pe' lunghi e candidi / intercolunnii ferìa  (carducci).
intercomunale   agg.  che interessa o collega due o più comuni: piano urbanistico intercomunale; autoservizi intercomunali; telefonata intercomunale, interurbana.
intercomunicante   agg.  che si trova in diretta e reciproca comunicazione con un'altra cosa simile: stanze, vagoni, vasi intercomunicanti  | telefono intercomunicante, apparecchio derivato interno a un ufficio, con il quale si comunica con altri apparecchi uguali, tutti collegati al medesimo centralino.
interconfederale   agg.  che si riferisce a due o più confederazioni: patto interconfederale. 
interconfessionale   agg.  che è comune a più confessioni religiose: rito interconfessionale. 
interconfessionalismo   s.m.  tendenza a stabilire relazioni tra più confessioni religiose per trattare e definire problemi comuni di fede, di organizzazione e di apostolato.
interconfessionalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore dell'interconfessionalismo | usato anche come agg.  nel sign. di interconfessionalistico. 
interconfessionalistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'interconfessionalismo; caratterizzato da interconfessionalismo: tendenze interconfessionalistiche  ' interconfessionale.
interconfessionalità   s.f.  l'essere interconfessionale.
interconnessione   s.f.    • 1 •   connessione reciproca    • 2 •   (telecom.) collegamento tra più linee, reti, canali telefonici o televisivi e sim.: trasmettere in interconnessione, trasmettere contemporaneamente gli stessi programmi in regioni diverse | (elettr.) collegamento tra più reti di produzione e distribuzione di energia elettrica | (inform.) possibilità data a più elaboratori di usare le stesse unità periferiche e di comunicare tra loro.
interconnettere   v. tr.  [coniugato come connettere] effettuare un'interconnessione.
interconsonantico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che si trova o si stabilisce tra due consonanti: vocale interconsonantica. 
intercontinentale   agg.  che collega due o più continenti: linea aerea intercontinentale | missile intercontinentale, (mil.) che può colpire un obiettivo situato in un altro continente.
intercooler   s.m. invar.  (tecn.) dispositivo di raffreddamento di un fluido fra due successivi processi di riscaldamento | negli autoveicoli con motore con turbocompressore, dispositivo che abbassa la temperatura dell'aria compressa di alimentazione, in modo che giunga alle camere di scoppio con una percentuale di ossigeno sufficiente a ottenere potenze elevate.
intercorrente   part. pres.  di intercorrere   agg.    • 1 •   esistente, sussistente tra due momenti o enti diversi: i rapporti intercorrenti tra i due stati; gli anni intercorrenti fra la prima e la seconda guerra mondiale    • 2 •   si dice di malattia che sopraggiunge durante il decorso di un'altra malattia.
intercorrere   v. intr.  [coniugato come correre; aus. essere] essere frapposto, trovarsi in mezzo; passare, esserci: fra le due guerre intercorse un anno; tra un albero e l'altro intercorrono cinque metri; tra noi sono sempre intercorsi buoni rapporti. 
intercorso   part. pass.  di intercorrere  e agg.  nei sign. del verbo.
intercostale   agg.  (anat. , med.) situato, localizzato tra due costole: nervo, dolore intercostale. 
interculturale   agg.  comune a più culture; che si verifica tra più culture: scambi interculturali. 
interdentale   agg.  (anat.) situato tra due denti: fessura interdentale  | filo interdentale, (farm.) filo speciale da passare tra gli interstizi dei denti per rimuovere i residui di cibo e la placca batterica  agg.  e s.f.  (ling.) si dice di consonante articolata con la punta della lingua fra gli incisivi superiori e quelli inferiori: le interdentali inglesi. 
interdentario   agg.  (anat.) interdentale.
interdetto   (1) part. pass.  di interdire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a]    • 1 •   (dir.) chi è in stato di interdizione | chi è stato colpito dalla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici    • 2 •   (scherz.) sciocco, stupido.
interdetto   (2) agg.  sconcertato, confuso, disorientato: rimanere interdetto; lasciare interdetto. 
interdetto   (3) s.m.  nel diritto canonico, sanzione punitiva che vieta in un determinato luogo la celebrazione pubblica dei riti della chiesa: lanciare, togliere l'interdetto; incorrere nell'interdetto  ' (estens.) divieto, proibizione severissima.
interdialettale   agg.  (ling.) comune a più dialetti: fenomeno interdialettale. 
interdigitale   agg.  situato tra un dito e l'altro: la membrana interdigitale dei palmipedi. 
interdipendente   agg.  si dice di fatti o fenomeni che dipendono reciprocamente l'uno dall'altro: la domanda e l'offerta di un bene sul mercato sono interdipendenti  § interdipendentemente avv. 
interdipendenza   s.f.  rapporto di reciproca dipendenza | analisi delle interdipendenze strutturali, (econ.) analisi della struttura delle relazioni tra i diversi settori che compongono il sistema economico.
interdire   v. tr.  [coniugato come dire]    • 1 •   vietare, proibire in forza di un'autorità: interdire un passaggio; interdire a qualcuno di fare qualcosa  (o qualcuno dal fare qualcosa)    • 2 •   (dir.) dichiarare l'interdizione; infliggere la pena dell'interdizione dai pubblici uffici: interdire a un sacerdote la facoltà di celebrare    • 3 •   (mil.) impedire al nemico di avvicinarsi a un determinato luogo mediante il fuoco di interdizione    • 4 •   (sport) svolgere un gioco di interdizione (spec. assol.).
interdisciplinare   agg.  che riguarda discipline diverse, ma tra le quali si possono individuare connessioni o affinità: ricerca, insegnamento interdisciplinare  § interdisciplinarmente avv.  in modo, con criterio interdisciplinare.
interdisciplinarità   diffuso ma errato interdisciplinarietà, s.f.  carattere di ciò che è interdisciplinare; interazione di più discipline: l'interdisciplinarità di un'indagine, di uno studio; definire il concetto di interdisciplinarità. 
interditore   s.m.  (sport) calciatore abile nel gioco di interdizione.
interdittorio   agg.  (dir.) che riguarda l'interdizione; che vale a interdire.
interdizione   s.f.    • 1 •   l'interdire, l'essere interdetto | nel linguaggio giuridico: interdizione giudiziale, provvedimento del giudice che priva il maggiorenne della capacità di agire per grave infermità mentale e lo fa rappresentare in tutti i suoi atti da un tutore; interdizione legale, quella prevista dalla legge nei confronti dei minori o per i condannati a gravi pene detentive; interdizione dai pubblici uffici, pena accessoria, perpetua o temporanea, che consiste nel privare il condannato dei diritti politici e di ogni incarico e ufficio pubblico    • 2 •   nel linguaggio militare: fuoco, tiro di interdizione, azione di fuoco dell'artiglieria che tende a ostacolare il movimento del nemico; interdizione aerea, azione aerea intesa a impedire l'uso del potenziale bellico nemico    • 3 •   (sport) nel calcio, azione diretta a contrastare l'avversario in possesso del pallone: gioco di interdizione; mediano di interdizione. 
interessamento   s.m.    • 1 •   l'interessarsi, il prendere interesse a qualcosa: mostrare interessamento per un lavoro    • 2 •   premuroso interesse per le vicende altrui; intervento in favore di qualcuno: ottenere un favore per l'interessamento di un amico. 
interessante   part. pres.  di interessare   agg.  che desta interesse: spettacolo, argomento, caso interessante; una donna interessante, attraente, affascinante | essere in stato interessante, (fam.) essere incinta.
interessare   v. tr.  [io interèsso ecc.]    • 1 •   essere d'interesse; concernere, riguardare: gli sviluppi della situazione interessano tutti  | avere azione, effetto su qualcosa: la frattura interessa tre costole; la perturbazione ha interessato l'europa settentrionale    • 2 •   suscitare interesse, attenzione, curiosità: la commedia ha molto interessato gli spettatori    • 3 •   far prendere interesse a qualcosa: interessare i giovani alla politica  | cointeressare: interessare gli operai agli utili dell'azienda  | v. intr.  [aus. essere] avere importanza, essere d'interesse; stare a cuore, premere: la salute interessa a me quanto a te  | interessarsi v. rifl.    • 1 •   mostrare, prendere interesse a qualcosa: interessarsi alla narrazione    • 2 •   prendersi cura, occuparsi di qualcuno o di qualcosa: interessarsi dei bambini; interessarsi troppo degli affari altrui, impicciarsene.
interessato   part. pass.  di interessare   agg.    • 1 •   che ha interesse a qualcosa: un alunno interessato alla materia  | che ha parte attiva in un'azienda, in un affare; cointeressato    • 2 •   avido di denaro, di lucro; che agisce pensando solo al proprio tornaconto: una persona interessata  | fatto con lo scopo di conseguire un utile personale: premure, proposte interessate   s.m.  [f. -a] chi ha interesse in qualcosa; la persona in causa: bisogna chiamare l'interessato  § interessatamente avv.  per interesse personale: agire interessatamente. 
interesse   s.m.    • 1 •   (econ.) prezzo di un capitale preso a prestito per un certo periodo; differenza tra la somma ricevuta dal debitore e quella da restituire alla scadenza: (saggio, tasso di) interesse, la misura percentuale dell'interesse; interesse attivo, quello che si riscuote; interesse passivo, quello che si paga; interesse semplice, quello calcolato sulla somma iniziale; interesse composto, quello calcolato sul capitale iniziale più la capitalizzazione degli interessi maturati; interesse reale, nominale, rispettivamente, quello che tiene o non tiene conto della variazione del potere d'acquisto della moneta; interesse legale, quello stabilito dal codice civile italiano al saggio del 5%    • 2 •   affare, faccenda, attività, spec. in quanto se ne tragga un vantaggio, un utile: badare ai propri interessi; l'avvocato cura gli interessi dei clienti    • 3 •   tornaconto, lucro; vantaggio, utilità: agire per interesse; che interesse avrebbe a mentire?; lo dico nel vostro interesse  | interesse privato in atti d'ufficio, (dir.) reato commesso dal pubblico ufficiale che trae un interesse personale da un atto della pubblica amministrazione presso la quale esercita il proprio ufficio | gruppo di interesse, gruppo di potere, in campo economico e politico    • 4 •   disposizione d'animo (curiosità, affetto, desiderio di conoscere ecc.) per cui si rivolge particolare attenzione a qualcuno o a qualcosa: mostrare interesse per una persona; leggere un libro con grande interesse  | disposizione della mente, attitudine per un dato aspetto o campo della cultura: avere interessi artistici, scientifici, musicali    • 5 •   capacità di destare attenzione: un libro di grande, scarso interesse  | importanza, rilievo: questi particolari non hanno il minimo interesse. 
interessenza   s.f.  (econ.) partecipazione agli utili; cointeressenza.
interetnico   agg.  [pl. m. -ci] di più etnie, relativo a più popoli: comunità interetnica; rapporti interetnici. 
intereuropeo   agg.  che si riferisce ai rapporti reciproci tra le nazioni europee.
interezza   s.f.    • 1 •   l'essere intero; totalità: il problema va considerato nella sua interezza    • 2 •   (fig. lett.) integrità morale.
interfaccia   s.f.  [pl. -ce] o s.m. invar.    • 1 •   in elettronica, dispositivo di collegamento tra due entità di un sistema che consente loro di operare congiuntamente | (inform.) elemento di collegamento tra l'elaboratore e un'entità esterna (periferica, linea di comunicazione ecc.) che consente il passaggio delle informazioni da uno all'altra: interfaccia fisica, costituita da elementi hardware; interfaccia logica, costituita da elementi software; interfaccia grafica, interfaccia logica che traduce i dati in forma grafica, per una più immediata loro comprensibilità interfaccia parallela, che trasmette o riceve dati a blocchi; interfaccia seriale, che trasmette o riceve dati in successione    • 2 •   (estens.) elemento di contatto o di intermediazione fra entità, sistemi, cose, persone diverse.
interfacciare   v. tr.  [io interfàccio ecc.] nel gergo informatico, stabilire un collegamento per mezzo di un interfaccia.
interfacoltà   agg. invar.  che riguarda due o più facoltà universitarie: assemblea, torneo interfacoltà. 
interfederale   agg.  che riguarda, che comprende più federazioni.
interferenza   s.f.    • 1 •   (fis.) fenomeno per cui due onde, sovrapponendosi, producono una nuova onda uguale alla somma o alla differenza delle due: interferenza sonora, luminosa  | (telecom.) disturbo della trasmissione provocato da un segnale estraneo: interferenza telefonica, televisiva    • 2 •   (mecc.) nell'accoppiamento forzato di due elementi, maggiorazione dimensionale dell'elemento interno rispetto a quello esterno, nei limiti della tolleranza prescritta | in una coppia di ruote dentate, compenetrazione del profilo di una dentatura in quello dell'altra    • 3 •   (fig.) sovrapposizione d'interessi, di competenze ecc., con disturbo, intralcio reciproco: interferenze tra stato e chiesa; non tollerare interferenze nel proprio lavoro. 
interferenziale   agg.  (fis.) relativo alla interferenza.
interferire   v. intr.  [io interferisco, tu interferisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (fis.) detto di onde luminose o sonore, dar luogo a interferenza    • 2 •   (fig.) intromettersi: interferire negli affari altrui  | sovrapporsi, ostacolandosi a vicenda: i tre poteri fondamentali dello stato non devono interferire l'uno sull'altro  (o l'uno con l'altro).
interferometro   s.m.  (fis.) strumento che sfrutta il fenomeno dell'interferenza per effettuare controlli di planarità o misurazioni di precisione di lunghezze d'onda, indici di rifrazione, distanze ecc.
interferone   o interferon [in-tèr-fe-ron], s.m.  (biol.) sostanza proteica antivirale prodotta da vari tipi di cellule nel momento in cui vengono a contatto con un virus; agisce inibendo la replicazione di questo e anche di altri tipi di virus.
interferro   s.m.    • 1 •   (edil.) nelle costruzioni in cemento armato, la minima distanza tra due ferri dell'armatura    • 2 •   (fis.) traferro.
interfilare   s.m.  (agr.) spazio di terreno tra due filari di alberi, per lo più adibito a coltura.
interfogliare   o interfoliare, v. tr.  [io interfòglio ecc.] provvedere di interfogli: un esemplare interfogliato di un'edizione della «commedia». 
interfogliazione   o interfoliazione, s.f.  l'interfogliare.
interfoglio   o interfolio, s.m.  foglio di carta bianca o di carta velina inserito, anche provvisoriamente, tra le pagine di un libro, di un registro e sim., per appunti, per aggiunte al testo o per protezione (spec. di illustrazioni).
interfolio   e deriv.   ⇨ interfoglio e deriv. 
interfonico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a interfono: comunicazione interfonica  s. m.  interfono.
interfono   s.m.  (telecom.) apparecchio che consente comunicazioni a voce a breve distanza, tra diversi locali di uno stesso edificio o a bordo di navi, aerei e sim.
interforze   agg. invar.  (mil.) che riguarda, comprende due o più forze armate: stato maggiore, esercitazione interforze. 
intergalattico   agg.  che sta tra le galassie o tra una galassia e l'altra: spazio, viaggio intergalattico. 
interglaciale   agg.  (geol.) compreso tra due periodi glaciali: fase interglaciale. 
interiettivo   agg.  (ling.) che ha valore di interiezione: locuzione interiettiva |  che è ricco, che abbonda di interiezioni: prosa interiettiva. 
interiezione   s.f.  (ling.) parte invariabile del discorso (o anche parola, espressione) che esprime un moto improvviso dell'animo, di meraviglia, dolore, gioia ecc. (p. e. oh!, ahi!, santo cielo!, evviva!); o che imita il verso di un animale, il rumore di un oggetto ecc. (bau bau, miao, bang, patapùm).
interim   s.m. invar.  periodo che intercorre tra il momento in cui un funzionario cessa dalle sue funzioni e la nomina del successore: presidente, ministro ad interim  | incarico provvisorio in attesa della nomina del titolare definitivo: assumere l'interim del dicastero. 
interinale   agg.  che si riferisce a un interim: periodo, incarico interinale; medico condotto interinale  § interinalmente avv.  (rar.) provvisoriamente.
interinare   v. tr.  (non com.) nel linguaggio giuridico, vidimare, ratificare, registrare un atto o un decreto perché abbia validità.
interinato   s.m.  periodo di tempo in cui un ufficio o un incarico è retto ad interim; l'ufficio così esercitato.
interindividuale   agg.  interpersonale.
interino   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha un incarico temporaneo, in mancanza del titolare, detto spec. di medico.
interiora   s.f. pl.  gli intestini e gli altri organi contenuti nelle cavità toracica e addominale degli animali: le interiora del pollo. 
interiore   agg.  [compar. di interno]    • 1 •   che è dentro o più dentro; che rimane dentro: cortile interiore    • 2 •   (fig.) che si riferisce alla vita dello spirito, che riguarda i sentimenti e i pensieri intimi: cerca di vivere in te la vita interiore  (pavese) | voce interiore, ammonimento della coscienza, suggerimento dell'istinto, presentimento  s.m.    • 1 •   (non com.) la parte interna o più interna di qualcosa: l'interiore dell'affrica  (leopardi operette morali)    • 2 •   pl.  interiora § interiormente avv.    • 1 •   all'interno, dalla parte interna; più all'interno    • 2 •   (fig.) nell'intimo, nel profondo dell'anima: soffrire interiormente. 
interiorità   s.f.    • 1 •   l'essere interiore    • 2 •   (fig.) il complesso di pensieri, affetti, aspirazioni, interessi, credenze che costituisce la vita interiore di un individuo | ricchezza di vita psicologica, intima profondità: un'opera che riflette una forte interiorità. 
interiorizzare   v. tr.  trasferire nella propria interiorità, nella propria coscienza: interiorizzare una norma, un divieto, un conflitto  | interiorizzarsi v. rifl.  trasferirsi nella coscienza: alcuni conflitti si interiorizzano  | acquistare maggiore intensità di vita spirituale.
interiorizzazione   s.f.  l'interiorizzare, l'interiorizzarsi, l'essere interiorizzato.
interista   agg.  e s.m.  [pl. m. -sti]    • 1 •   che, chi gioca nella squadra milanese di calcio dell'inter    • 2 •   [anche f.] che, chi fa il tifo per l'inter.
interlinea   s.f.    • 1 •   spazio bianco che separa due righe stampate o manoscritte: scrivere nell'interlinea  | leva, tasto dell'interlinea, nella macchina per scrivere, la leva che, facendo ruotare su sé stesso il rullo, sposta il foglio per lasciare lo spazio tra le righe dattiloscritte    • 2 •   (estens.) scrittura aggiunta tra due righe di uno scritto    • 3 •   (tip.) lamina metallica di vario spessore che si inserisce a mano fra le righe di una composizione tipografica per distanziarle.
interlineare   (1) agg.  che sta tra linea e linea, tra riga e riga: traduzione interlineare, che segue, tra linea e linea, il testo a cui corrisponde.
interlineare   (2) v. tr.  [io interlìneo ecc.] (tip.) separare le righe di una composizione intercalandole con le interlinee fino a determinare la spaziatura voluta.
interlineatura   s.f.  (tip.) l'operazione, il modo d'interlineare.
interlineazione   s.f.  (tip.) l'operazione dell'interlineare.
interlingua   s.f.    • 1 •   la lingua artificiale proposta dal matematico g. peano (1858-1932), basata sul lessico latino ma con morfologia semplificata    • 2 •   lingua artificiale formata sulla base di elementi comuni a più lingue di diffusione internazionale.
interlinguistica   s.f.  branca della linguistica che studia i problemi del plurilinguismo, dell'ibridismo, della traduzione e, più in generale, tutti i fenomeni connessi ai contatti tra lingue diverse.
interlinguistico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.)    • 1 •   comune a più lingue in contatto culturale fra loro: fenomeno interlinguistico    • 2 •   relativo all'interlinguistica.
interlocale   agg.  che intercorre tra luogo e luogo, e spec. tra regioni diverse di uno stesso stato o tra paesi membri di una confederazione: rapporti, scambi interlocali. 
interlocutore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi prende parte a un dialogo o a una discussione: una scena che si svolge fra tre interlocutori    • 2 •   la persona con cui si parla: rivolgersi al proprio interlocutore  | (estens.) persona con cui si instaura un dialogo, un rapporto: un interlocutore stimolante, difficile, importante. 
interlocutorio   agg.    • 1 •   che serve a tenere aperto il dialogo; che non ha valore definitivo, ma è suscettibile di cambiamenti e sviluppi: incontro interlocutorio tra partiti politici; risposta, fase interlocutoria    • 2 •   sentenza interlocutoria, (dir.) quella che, secondo il codice di procedura civile abrogato, non decideva definitivamente la causa § interlocutoriamente avv. 
interlocuzione   s.f.  (non com.) l'interloquire.
interloquire   v. intr.  [io interloquisco, tu interloquisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   essere interlocutore    • 2 •   intromettersi in una conversazione, in una discussione ecc., specialmente a sproposito o polemicamente.
interludio   s.m.    • 1 •   (mus. , teat.) brano sinfonico che collega due scene o atti di un'opera musicale o, più raramente, teatrale | breve pezzo per organo che si esegue tra due strofe di una composizione vocale    • 2 •   (estens. , lett.) intermezzo, pausa, diversivo.
interlunio   s.m.  (non com.) novilunio.
intermediario   agg.  che funge da collegamento, da mediazione: attività intermediaria   s.m.  [f. -a] chi presta la propria opera per risolvere una questione fra due contendenti o per facilitare la conclusione di un affare conciliando le proposte dei contraenti: fare da intermediario; trattare senza intermediari  | intermediario finanziario, istituzione (banca, compagnia di assicurazione, fondo comune di investimento) che riceve denaro dai risparmiatori e lo presta a imprese e a singoli individui.
intermediatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) intermediario.
intermediazione   s.f.  attività intermediaria | intermediazione finanziaria, l'attività, l'insieme degli intermediari finanziari.
intermedio   agg.  che è in mezzo fra due (anche fig.): punto, grado intermedio; soluzione intermedia  | (composto) intermedio, (chim. ind.) composto che si forma nel corso di un processo chimico ed è destinato a ulteriori trasformazioni che daranno luogo al prodotto definitivo | diritto intermedio, quello vigente in italia nel medioevo e nell'età moderna (intermedio fra il diritto romano e il diritto italiano d'oggi)  s.m.    • 1 •   (ant.) intermezzo teatrale    • 2 •   qualifica del lavoratore che svolge mansioni a metà strada tra quelle operaie e quelle impiegatizie    • 3 •   (chim.) composto intermedio | intermedio stazionario, sostanza che si forma durante una serie di reazioni chimiche successive e si mantiene costante per un certo tempo prima di reagire a sua volta.
intermestruale   agg.  che ha luogo, che si verifica nell'intermestruo; relativo all'intermestruo.
intermestruo   s.m.  periodo che intercorre tra due mestruazioni.
intermetallico   agg.  (chim.) si dice di composto formato dall'unione fra due o più metalli con rapporti molto vari fra gli atomi dei componenti; p. e.  quelli che si formano nelle leghe fra rame e stagno (bronzi).
intermettere   v. tr.  [coniugato come mettere; part. pres. intermittente] (lett.) tralasciare; interrompere | v. intr.  [aus. avere] (ant.) essere, divenire discontinuo; interrompersi spesso | intermettersi v. rifl.  o intr. pron.  (ant.) interporsi, frapporsi.
intermezzare   v. tr.  [io intermèzzo ecc.] (ant.) intramezzare.
intermezzo   s.m.    • 1 •   breve spettacolo, solitamente di carattere leggero e vario, rappresentato tra un atto e l'altro di un'azione teatrale o di un altro spettacolo: un intermezzo comico; un intermezzo radiofonico, televisivo  | (non com.) intervallo, pausa tra un atto e l'altro di uno spettacolo    • 2 •   (mus.) azione comica in musica che si rappresentava nel sec. xviii fra un atto e l'altro di un'opera seria: gli intermezzi di scarlatti, di pergolesi  | nell'opera, lo stesso che interludio  | composizione pianistica in forma libera: un intermezzo di brahms    • 3 •   (estens.) pausa, intervallo di riposo: un breve intermezzo sul lavoro    • 4 •   pietanza leggera servita fra due piatti; tramesso.
interminabile   agg.  che non ha mai termine, senza fine; con valore iperbolico, lungo, lunghissimo: un film, un racconto, una lezione interminabile  § interminabilmente avv. 
interminato   agg.    • 1 •   (lett.) che non ha termini; illimitato: sedendo e mirando, interminati / spazi di là da quella... /... / io nel pensier mi fingo  (leopardi l'infinito  4-7)    • 2 •   (ant.) indeterminato § interminatamente avv.  (lett.).
interministeriale   agg.  che riguarda diversi ministeri: decreto, comitato, riunione interministeriale. 
intermissione   s.f.  (lett.) interruzione, sospensione: s'ordinò a tutti i fornai che facessero pane senza intermissione  (manzoni p. s.  xv).
intermittente   part. pres.  di intermettere   agg.  che non è continuo, che s'interrompe a intervalli più o meno regolari: suono, luce, febbre intermittente  § intermittentemente avv. 
intermittenza   s.f.    • 1 •   l'essere intermittente; interruzione momentanea e ripetuta: l'intermittenza di un segnale    • 2 •   (elettr.) dispositivo a resistenza che interrompe un circuito a intervalli regolari.
intermolecolare   agg.  che esiste o agisce fra due o più molecole: spazio intermolecolare; forze intermolecolari. 
intermondi    ⇨ intermundi.
intermontano   agg.  situato fra monti: bacino intermontano. 
intermundi   o intermondi [in-ter-món-di], s.m. pl.  (filos.) nella dottrina epicurea, gli spazi vuoti che separano i mondi tra loro e in cui risiederebbero gli dei.
internalizzazione   s.f.  (econ.) solo in loc. come internalizzazione delle esternalità, eliminazione di economie esterne mediante l'inclusione dei costi e dei benefici relativi nelle transazioni private.
internamento   s.m.  l'internare, l'essere internato.
internare   v. tr.  [io intèrno ecc.]    • 1 •   relegare, rinchiudere in sedi coatte, in campi di concentramento e sim.: internare avversari politici, prigionieri di guerra  | ricoverare in un ospedale psichiatrico    • 2 •   (non com.) far penetrare dentro | internarsi v. rifl.  (non com.)    • 1 •   spingersi, penetrare addentro; addentrarsi (anche fig.): internarsi in una regione inesplorata; internarsi nell'esame di un argomento    • 2 •   (fig. non com.) immedesimarsi.
internarsi   v. rifl.  [io m'intèrno ecc.] (ant.) farsi trino: con tre melode, che suonano in tree / ordini di letizia onde s'interna  (dante par.  xxviii, 119-120).
internato   (1) part. pass.  di internare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato rinchiuso in una sede coatta, in un campo di concentramento, o è stato ricoverato in un ospedale psichiatrico: gli internati dei campi di sterminio. 
internato   (2) s.m.    • 1 •   condizione di alunno interno in un collegio | il collegio stesso    • 2 •   condizione di laureando o laureato in medicina che frequenta un ospedale come interno | il periodo trascorso in tale condizione.
internazionale   agg.    • 1 •   che riguarda o interessa più nazioni o stati: accordo, trattato internazionale; un artista di fama internazionale; organizzazione a carattere internazionale  | gotico internazionale, nella pittura e nella miniatura, lo stesso che gotico fiorito  | diritto internazionale, complesso delle norme che regolano il funzionamento delle organizzazioni internazionali e i rapporti tra stati o tra cittadini di stati diversi    • 2 •   (fis.) si dice di unità di misura definita secondo un campione accettato per accordo internazionale: ampere, coulomb internazionale   s.f.  (st.) nome con cui sono state designate varie organizzazioni internazionali dei movimenti e partiti operai, che dalla seconda metà del sec. xix si sono successivamente costituite allo scopo di combattere il capitalismo: la prima, la quarta internazionale  | l'inno internazionale dei lavoratori socialisti e comunisti § internazionalmente avv.  a livello internazionale; da più nazioni, in tutte le nazioni: una convenzione internazionalmente accettata. 
internazionalismo   s.m.  ogni tendenza o movimento che mira all'unione di individui, gruppi o classi sociali al di sopra delle diversità nazionali, per il raggiungimento di fini comuni; in partic., la tendenza all'unione del proletariato di tutto il mondo per realizzare, a livello mondiale, gli intenti del socialismo.
internazionalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   sostenitore dell'internazionalismo    • 2 •   appartenente all'internazionale socialista | usato anche come agg.  in luogo di internazionalistico. 
internazionalistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio dell'internazionalismo: movimento internazionalistico    • 2 •   che riguarda l'internazionale socialista.
internazionalità   s.f.  carattere di ciò che è internazionale: l'internazionalità di un ente, di un patto, di una zona. 
internazionalizzare   v. tr.  rendere internazionale, far assumere diffusione internazionale: internazionalizzare un'iniziativa, una scoperta  | sottoporre a controllo internazionale: internazionalizzare un territorio  | internazionalizzarsi v. rifl.  diventare internazionale.
internazionalizzazione   s.f.  l'internazionalizzare, l'internazionalizzarsi, l'essere internazionalizzato.
internebulare   agg.  (astr.) che esiste, che è situato nello spazio tra le nebulose.
internegativo   s.m.  (foto.) negativo ricavato da una diapositiva per riprodurne altre copie.
internet   s.f. invar.  sistema telematico che connette in un'unica rete centinaia di milioni di computer in tutto il mondo, attraverso il quale è possibile, in tempo reale, scambiare messaggi, acquisire informazioni, ricevere e spedire file.
internista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] medico specializzato in medicina interna.
interno   agg.  [compar. interiore; superl. intimo]    • 1 •   che è dentro, di dentro; si contrappone a esterno : scala, parete, stanza, finestra interna  | numero interno, quello che contrassegna i singoli appartamenti di un palazzo | alunno interno, che vive in un convitto annesso alla scuola | candidato interno, quello che ha frequentato la scuola in cui si presenta a sostenere gli esami | membro interno, negli esami di maturità, il professore facente parte del consiglio di classe che viene inserito nella commissione esaminatrice per fornirle ulteriori elementi di giudizio sui candidati | pianeti interni, (astr.) nel sistema solare, quelli con orbita più interna rispetto all'orbita di un pianeta prestabilito | medicina interna, clinica medica    • 2 •   (geog.) che si trova dentro un certo territorio: regione interna, senza sbocco al mare; acque interne, fiumi e laghi; navigazione interna, su acque interne; mare interno, circondato quasi tutto da terre e comunicante con altro mare od oceano mediante uno stretto    • 3 •   che si attua dentro una comunità, una società, uno stato (spesso in opposizione a estero): regolamento interno; commercio interno; politica interna    • 4 •   (fig.) che riguarda l'interiorità di una persona; interiore: gioia interna  | voce interna, la voce della coscienza  s.m.    • 1 •   la parte che è dentro: l'interno dell'edificio    • 2 •   (geog.) parte interna di una regione, di un paese: abitanti dell'interno; spingersi nell'interno, verso l'interno    • 3 •   ciò che è pertinente agli affari interni di uno stato: ministero, ministro dell'interno, degli interni  | notizie dall'interno, che riguardano avvenimenti nazionali    • 4 •   ambiente chiuso: pittore d'interni, che predilige, come soggetti, ambienti chiusi | pl.  riprese cinematografiche girate in ambienti scenografici costruiti in studio o in locali chiusi: interni girati a cinecittà    • 5 •   numero interno; l'appartamento stesso contraddistinto da tale numero    • 6 •   fodera di rivestimento interno di un capo di vestiario    • 7 •   [f. -a] alunno, candidato interno | studente o laureato in medicina che compie l'internato    • 8 •   (fig.) l'interiorità di una persona: soffrire nell'interno    • 9 •   (sport) nel calcio, mezzala: interno destro, sinistro  § internamente avv.    • 1 •   nell'interno, al di dentro    • 2 •   (fig.) nell'intimo dell'animo: gioire internamente. 
internodio   s.m.  (bot.) parte di fusto o di ramo compresa tra due nodi.
internografato   agg.  si dice di busta da lettera il cui interno è stampato a disegni molto fitti in modo che sia impossibile leggere il contenuto in trasparenza.
inter nos   loc. avv.  fra noi (con idea di segretezza, di confidenza): la cosa resti inter nos. 
internunzio   s.m.  diplomatico della santa sede di grado inferiore al nunzio.
intero   lett. intiero, agg.    • 1 •   che ha tutte le sue parti o componenti o ingredienti e sim.: una collezione intera  ' latte intero, non scremato    • 2 •   considerato in tutta la sua grandezza, estensione, durata; tutto quanto: mangiarsi un pollo intero; girare il mondo intero; un intero inverno; pagare il biglietto intero, senza riduzione | l'intero, tutto intero, nel suo complesso, nella sua totalità: l'intera nazione lo appoggiava; la scolaresca tutta intera festeggiò l'insegnante    • 3 •   non rotto, non spezzato; sano, intatto: lo specchio, pur cadendo, è rimasto intero; mille lire intere, in un solo pezzo, non spicciole | numero intero, (mat.) ciascun numero della serie dei numeri naturali negativi o positivi    • 4 •   pieno, assoluto: avere intera fiducia in qualcuno    • 5 •   (lett.) integro; retto: mardoceo / che fu al dire e al far così intero  (dante purg.  xvii, 29-30)  s.m.    • 1 •   il tutto, tutta la quantità: dividere l'intero  | per intero, interamente, del tutto    • 2 •   (mat.) numero intero    • 3 •   (mus.) semibreve § interamente avv.  del tutto; totalmente, completamente.
interoceanico   agg.  [pl. m. -ci] che si trova tra due o più oceani o che li collega: il canale interoceanico di panama. 
interosseo   agg.  (anat.) che è situato, che è interposto tra due ossa: spazio, muscolo interosseo; membrana interossea. 
interparlamentare   agg.  che riguarda i due rami del parlamento, che è formato dai rappresentanti dei due rami del parlamento: rapporti interparlamentari; commissione interparlamentare  | che comprende rappresentanti dei parlamenti dei vari stati: unione interparlamentare. 
interpartitico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce o è comune a più partiti: accordo, patto interpartitico  § interpartiticamente avv. 
interpellante   part. pres.  di interpellare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi presenta un'interpellanza parlamentare.
interpellanza   s.f.    • 1 •   (non com.) l'interpellare    • 2 •   domanda rivolta per iscritto da uno o più parlamentari al governo su aspetti generali della sua condotta politica: presentare un'interpellanza. 
interpellare   v. tr.  [io interpèllo ecc.]    • 1 •   rivolgere una domanda a qualcuno; in partic., rivolgersi a una persona autorevole, per chiedere consiglio o parere su qualcosa: interpellare uno specialista    • 2 •   presentare un'interpellanza: interpellare il governo. 
interpellato   part. pass.  di interpellare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] colui al quale è stata rivolta una domanda: l'interpellato non rispose. 
interpersonale   agg.  che si svolge, che esiste tra due o più persone, con effetto di influenza reciproca: rapporti interpersonali  § interpersonalmente avv.  (non com.).
interpetrare   e deriv.   ⇨ interpretare e deriv. 
interpiano   s.m.  ciò che si trova tra due piani | (edil.) pianerottolo tra due rampe di scale che collegano due piani di un edificio.
interplanetario   agg.  che si trova, si svolge tra i pianeti: satellite, volo interplanetario. 
interpolabile   agg.  che si può interpolare.
interpolamento   s.m.  l'interpolare; interpolazione.
interpolare   v. tr.  [io intèrpolo ecc.]    • 1 •   effettuare una interpolazione    • 2 •   (fig. non com.) alternare, frammischiare.
interpolatore   s.m.  [f. -trice] chi inserisce interpolazioni in un testo.
interpolazione   s.f.    • 1 •   inserzione in un testo di parole estranee all'originale; la parola o le parole inserite: espungere le interpolazioni    • 2 •   (mat.) determinazione dei valori intermedi di una funzione o di una grandezza in base a valori noti    • 3 •   (dir.) inserzione di una modifica nel testo originale di una legge, per adattarla a circostanze nuove.
interponte   s.m.  (mar.) lo spazio, in altezza, compreso tra due ponti successivi.
interporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   porre in mezzo, frapporre: interporre ostacoli, difficoltà; interporre (del) tempo, indugiare    • 2 •   far valere: interporre la propria autorità, la propria influenza, adoperarle in favore di qualcuno o per facilitare il raggiungimento di uno scopo    • 3 •   (dir.) presentare, inoltrare: interporre ricorso, appello  | interporsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   porsi, collocarsi nel mezzo: nell'eclissi solare la luna si interpone tra la terra e il sole    • 2 •   mettersi fra due contendenti per conciliarli; intercedere in favore di qualcuno: essendosi interposto il direttore, non è stato licenziato. 
interporto   s.m.  grande area attrezzata per la raccolta, lo smistamento e lo scambio di merci sia trasportate da treni sia autotrasportate.
interposizione   s.f.    • 1 •   l'interporre, l'interporsi    • 2 •   (dir.) sostituzione di una persona a un'altra nell'esercizio di attività giuridiche.
interposto   part. pass.  di interporre   agg.  posto in mezzo | per interposta persona, tramite un intermediario.
interpretabile   lett. o tosc. interpetrabile, agg.  che si può interpretare.
interpretare   lett. o tosc. interpetrare, v. tr.  [io intèrpreto ecc.]    • 1 •   rendere comprensibile e chiaro ciò che è o sembra oscuro: interpretare un testo, un documento, un'iscrizione; interpretare correttamente, arbitrariamente    • 2 •   dare una spiegazione, un significato a qualcosa: interpretare un comportamento, un fatto  | intuire, cogliere il senso profondo di qualcosa: interpretare i desideri di qualcuno  | (psicoan.) dare un'interpretazione: interpretare un sogno, un conflitto inconscio, un sintomo    • 3 •   sostenere una parte, un ruolo in un'opera teatrale o cinematografica: interpretare una commedia; interpretare amleto, ofelia  | (mus.) eseguire: interpretare una sonata per pianoforte; interpretare mozart, bach    • 4 •   (dir.) accertare l'esatto significato delle norme giuridiche per applicarle ai casi concreti.
interpretariato   s.m.  l'attività, la professione dell'interprete, del traduttore: scuola d'interpretariato. 
interpretativo   lett. o tosc. interpetrativo, agg.  che tende a interpretare; che si riferisce all'interpretazione: commento interpretativo; sensibilità interpretativa  | norma interpretativa, (dir.) quella che spiega il senso di un'altra norma non chiaramente formulata § interpretativamente avv. 
interpretatore   lett. o tosc. interpetratore, agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi interpreta; interprete.
interpretazione   lett. o tosc. interpetrazione, s.f.    • 1 •   atto, modo di interpretare: l'interpretazione di un testo, di una legge; l'interpretazione di un episodio, di un atteggiamento; dare un'ottima interpretazione di un personaggio, di un brano musicale    • 2 •   (psicoan.) chiarimento attraverso tecniche analitiche dei significati latenti nei discorsi e nei comportamenti di un soggetto; anche, ogni comunicazione con cui l'analista mira a far affiorare nel soggetto la consapevolezza di tali significati: interpretazione di un sogno, di un desiderio inconscio, di un meccanismo di difesa, di un lapsus. 
interprete   lett. o tosc. interpetre, s.m.  e f.    • 1 •   chi interpreta, chi dà spiegazioni di cosa che sembri o sia oscura: l'interprete di una dottrina, di una vicenda  | commentatore, esegeta: un sottile interprete di poesia    • 2 •   chi traduce oralmente discorsi o scritti da una lingua in un'altra: fare da interprete a qualcuno; scuola per interpreti    • 3 •   chi esprime a una persona i sentimenti, il pensiero di altri: farsi interprete della riconoscenza di tutti    • 4 •   attore, cantante, musicista che interpreta una parte, un brano musicale: un film con ottimi interpreti    • 5 •   (inform.) programma che traduce in linguaggio macchina istruzioni formulate in linguaggio simbolico, durante il corso stesso dell'elaborazione.
interprovinciale   agg.  che concerne più province: accordo, consorzio interprovinciale. 
interpungere   v. tr.  [coniugato come pungere] mettere la punteggiatura in uno scritto.
interpunzione   s.f.  (ling.) procedimento con cui i vari membri di un testo scritto (periodi, proposizioni, singole parole) vengono separati tra loro per mezzo di segni convenzionali quali il punto, la virgola, la lineetta ecc., al fine di rendere più chiaro il senso e di indicare le pause e l'intonazione della voce; punteggiatura: segni di interpunzione. 
interrail   s.m. invar.  tipo di biglietto che consente ai giovani di viaggiare liberamente per un mese sull'intera rete ferroviaria europea.
interramento   s.m.  l'interrare, l'interrarsi, l'essere interrato.
interrare   v. tr.  [io intèrro ecc.]    • 1 •   introdurre nella terra: interrare un seme    • 2 •   coprire, colmare di terra, sabbia o sassi una cavità del terreno o un alveo d'acque: interrare una palude  | interrarsi v. rifl.  colmarsi, riempirsi di terra, detto di un alveo d'acque, un bacino, un porto e sim.
interrato   part. pass.  di interrare  e agg.  nei sign. del verbo | (piano) interrato, in un edificio, piano situato sotto il livello stradale: abitare in un interrato. 
interrazziale   o interraziale, agg.  che concerne più razze umane: rapporti interrazziali. 
interré   s.m.  nell'antica roma, magistrato che governava durante un interregno.
interregionale   agg.  che concerne più regioni, che avviene fra più regioni: iniziativa, accordo interregionale  § interregionalmente avv. 
interregno   s.m.  il periodo intercorrente fra la morte, l'abdicazione o la deposizione di un sovrano e la nomina del successore; la situazione politico-amministrativa che si determina in tale periodo | (estens.) periodo e situazione nei quali una carica, un ufficio rimane vacante; più in generale, periodo di passaggio, di transizione tra fatti, avvenimenti, momenti storici.
interrelato   agg.  che è in rapporto di interrelazione.
interrelazione   s.f.  relazione reciproca; correlazione, interdipendenza.
interrogante   part. pres.  di interrogare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi interroga, presenta un'interrogazione.
interrogare   v. tr.  [io intèrrogo, tu intèrroghi ecc.]    • 1 •   rivolgere una o più domande a qualcuno per avere informazioni o spiegazioni, oppure per accertarsi che sappia, per valutarne la preparazione: interrogare qualcuno su, intorno a qualcosa; interrogare uno studente in filosofia, in storia    • 2 •   (dir.) sottoporre a interrogatorio: interrogare l'imputato, un testimone  | presentare un'interrogazione parlamentare: interrogare il governo    • 3 •   (lett.) consultare per avere un responso: interrogare l'oracolo    • 4 •   (fig.) esaminare qualcosa per trovare una risposta, per sapere la verità: interrogare un documento, la storia; interrogare la propria coscienza    • 5 •   (inform.) fornire all'elaboratore le istruzioni necessarie per una ricerca mirata di dati: interrogare una memoria, un archivio. 
interrogativo   agg.  che indica o introduce una interrogazione: frase, occhiata interrogativa  ' in grammatica: (proposizione) interrogativa, quella con cui si pone una domanda; pronomi, avverbi, aggettivi interrogativi, che introducono una proposizione interrogativa; (punto) interrogativo, segno d'interpunzione [?] che, posto alla fine di una frase, indica che questa va intesa e pronunziata come un'interrogazione  s.m.    • 1 •   domanda, quesito; dubbio, perplessità: sollevare alcuni interrogativi    • 2 •   cosa misteriosa, incerta; persona difficile da comprendere, enigmatica: l'avvenire è un grande interrogativo; quell'uomo rimane un interrogativo per me  § interrogativamente avv. 
interrogato   part. pass.  di interrogare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi ha subito un'interrogazione, un interrogatorio.
interrogatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi interroga.
interrogatorio   agg.    • 1 •   da interrogatore; inquisitorio: tono interrogatorio    • 2 •   (non com.) interrogativo: sguardo interrogatorio   s.m.    • 1 •   (dir.) complesso delle domande rivolte dal magistrato alle parti di un processo civile, all'imputato o al teste di un processo penale, con le relative risposte: subire un interrogatorio; sottoporre a interrogatorio  | interrogatorio formale, nel processo civile, mezzo di prova proposto da una parte per ottenere la confessione dell'altra | interrogatorio libero, nel processo civile, mezzo di prova cui il giudice può ricorrere di propria iniziativa    • 2 •   (estens.) serie fitta e incalzante di domande: mi ha sottoposto a un interrogatorio in piena regola. 
interrogazione   s.f.    • 1 •   l'interrogare, l'essere interrogato; la domanda o la serie di domande con cui si interroga: fare un'interrogazione; un'interrogazione di italiano, di matematica  | interrogazione retorica, frase espressa in forma interrogativa, che non ha bisogno però di risposta in quanto la contiene già in sé serve per dare maggiore efficacia a quanto si dice e per indurre l'interlocutore alla nostra opinione (p. e. è questo il modo di rispondere?)    • 2 •   interrogazione (parlamentare), domanda avanzata per iscritto da uno o più parlamentari a un ministro su materia di sua competenza, in ordine alla quale si chiedono chiarimenti o manifestazioni d'intenti    • 3 •   (inform.) l'operazione di interrogare.
interrompere   v. tr.  [coniugato come rompere]    • 1 •   lasciare a mezzo, far cessare temporaneamente o definitivamente: interrompere gli studi, uno spettacolo, i lavori; interrompere la corrente elettrica, sospenderne l'erogazione    • 2 •   rompere la continuità, la simmetria e sim.: una frana ha interrotto la strada; un'insenatura interrompeva l'uniformità della costa    • 3 •   impedire a qualcuno di continuare e concludere un discorso (anche assol.): scusa se t'interrompo; ha il vizio di interrompere quando gli altri parlano  | interloquire: «oh no» interruppe «sono appena arrivato»  | interrompersi v. rifl.  fermarsi, arrestarsi: interrompersi nel mezzo di una frase; la strada a un certo punto s'interrompe. 
interrompimento   s.m.  (ant.) interruzione.
interrotto   part. pass.  di interrompere   agg.    • 1 •   non continuo, spezzato: un discorso interrotto    • 2 •   impedito, troncato: comunicazioni interrotte; transito interrotto  § interrottamente avv. 
interruttore   s.m.    • 1 •   (elettr.) apparecchio che serve a interrompere e a ripristinare la continuità di un circuito elettrico: interruttore della luce; aprire, chiudere, girare l'interruttore  | interruttore di linea, nel quadro di manovra di un tram, dispositivo che serve a regolare l'intensità della corrente che alimenta il motore    • 2 •   [f. -trice] (non com.) chi interrompe.
interruzione   s.f.  l'interrompere, l'interrompersi, l'essere interrotto; sospensione: interruzione delle trattative, della corrente elettrica, del traffico  | senza interruzione, di continuo | interruzione di gravidanza, aborto.
interscambiabile   agg.  intercambiabile § interscambiabilmente avv. 
interscambiabilità   s.f.  l'essere interscambiabile; intercambiabilità.
interscambio   s.m.    • 1 •   scambio reciproco: interscambi culturali    • 2 •   (econ.) l'insieme degli scambi commerciali tra due o più paesi    • 3 •   complesso di cavalcavia e strade a diversi livelli che permette lo svolgersi contemporaneo e continuo di varie correnti di traffico.
interscapolare   agg.  (anat.) situato tra le scapole: regione interscapolare. 
interscuola   s.f.  nella scuola dell'obbligo a tempo prolungato, periodo di tempo compreso tra le lezioni mattutine e quelle pomeridiane, dedicato ad attività di socializzazione (pranzo in comune, gioco ecc.).
intersecamento   s.m.  (non com.) intersecazione.
intersecare   v. tr.  [io intèrseco, tu intèrsechi ecc.] attraversare tagliando: la pianura era intersecata da canali; una retta che interseca un piano  | intersecarsi v. rifl.  attraversarsi, incrociarsi: le due strade s'intersecano; due rette parallele non si intersecano mai. 
intersecazione   s.f.  (non com.) l'intersecare, l'intersecarsi; intersezione.
intersessuale   agg.  e s.m.  e f.  (biol.) che, chi presenta intersessualità.
intersessualità   s.f.  (biol.) presenza di alterazioni nei caratteri sessuali, tali da rendere difficile il riconoscimento del sesso; presenza contemporanea in un individuo di caratteri sessuali di entrambi i sessi.
intersettoriale   agg.  che riguarda più settori: ricerca, programmazione intersettoriale  § intersettorialmente avv. 
intersezione   s.f.    • 1 •   l'intersecare, l'intersecarsi: linea di intersezione tra due piani ortogonali  | luogo, punto in cui due cose si intersecano: all'intersezione delle due strade    • 2 •   (mat.) dati due insiemi a e b, l'insieme avente come elementi quelli che appartengono sia all'uno sia all'altro.
intersiderale   agg.  situato tra più corpi siderali; interstellare: spazio intersiderale. 
intersindacale   agg.  che riguarda più sindacati, che è organizzato da più sindacati: accordo intersindacale. 
intersoggettività   s.f.  l'essere intersoggettivo; carattere, condizione intersoggettivi.
intersoggettivo   agg.    • 1 •   che si svolge tra più soggetti: comunicazione intersoggettiva  | che concerne due o più soggetti: elementi, fattori intersoggettivi    • 2 •   (filos.) si dice di ciò che è valido per più soggetti.
interspecifico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che riguarda i rapporti tra individui di specie diverse (si contrappone a intraspecifico).
interspinale   agg.  (anat.) che è posto tra i processi spinosi vertebrali: muscoli interspinali. 
interstazionale   agg.  che riguarda il collegamento tra più stazioni: linea tranviaria interstazionale. 
interstellare   agg.  che intercorre, che è situato tra stella e stella: distanza interstellare. 
interstiziale   agg.    • 1 •   dell'interstizio; che sta in un interstizio    • 2 •   (med.) si dice di ciò che sta tra una cellula e l'altra: liquido interstiziale  | ghiandola interstiziale, (anat.) ghiandola a secrezione interna costituita da cellule situate nel tessuto connettivo del testicolo e dette interstiziali; secerne l'ormone sessuale maschile (testosterone)    • 3 •   (chim. , fis.) si dice di atomo o ione che non occupa la posizione regolare nel reticolo cristallino di una sostanza.
interstizio   s.m.  breve spazio tra due corpi o due parti dello stesso corpo: nell'interstizio tra il letto e la parete; gli interstizi dei denti. 
intertempo   s.m.  (sport) tempo impiegato da un atleta per effettuare una parte di gara a cronometro (di sci, di ciclismo ecc.): primo, secondo intertempo. 
intertemporale   agg.  che si riferisce a tempi diversi | preferenze intertemporali, (econ.) quelle in base alle quali si sceglie tra beni presenti e beni futuri.
intertesto   s.m.    • 1 •   in semiologia, testo presente all'interno di un altro testo sotto qualsiasi forma (citazione, rifacimento, plagio ecc.)    • 2 •   (tip.) breve testo inserito all'interno di un altro con evidente distinzione tipografica (riquadro, differenza di carattere ecc.).
intertestuale   agg.  di, relativo all'intertestualità.
intertestualità   s.f.  in semiologia, relazione esistente fra due testi quando uno costituisce l'intertesto dell'altro.
intertrigine   s.f.  (med.) irritazione della pelle, spec. nelle pieghe cutanee, dovuta a strofinio.
intertropicale   agg.  situato, compreso tra i due tropici: regione, zona intertropicale  | relativo alla zona compresa tra i due tropici: flora, fauna intertropicale. 
interumano   agg.  che riguarda le relazioni, i rapporti tra gli uomini: i diritti e i doveri interumani. 
interurbano   agg.  che collega due o più città che avviene fra due o più città: linee interurbane; una (telefonata) interurbana. 
intervallare   (1) v. tr.  distanziare con intervalli di spazio o di tempo: intervallare gli alberi di qualche metro; intervallare le partenze in una gara a cronometro. 
intervallare   (2) agg.  che si riferisce, relativo a un intervallo | stima intervallare, (stat.) quella che assegna al parametro ignoto non un solo valore, ma un insieme di valori.
intervallo   s.m.    • 1 •   spazio che intercorre tra due oggetti o tra due persone: tra un albero e l'altro c'è un intervallo di cinque metri    • 2 •   periodo di tempo che intercorre tra due azioni; pausa nel corso di uno spettacolo, di una competizione sportiva, di una lezione scolastica ecc.: un intervallo di dieci minuti  ' a intervalli, con interruzioni, a tratti, in modo intermittente: la febbre lo assale a intervalli    • 3 •   (mus.) differenza di altezza fra due suoni    • 4 •   (mat.) insieme dei numeri reali compresi fra due numeri reali dati    • 5 •   intervallo di confidenza, (stat.) insieme di valori, ricavati da dati campionari, che si ritiene contenga, con una certa probabilità, il valore ignoto del parametro oggetto di stima.
intervenire   v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere]    • 1 •   (lett.) avvenire, succedere, accadere: non poteva credere questo dovere a lui intervenire  (boccaccio dec.  viii, 10)    • 2 •   intromettersi, mettersi in mezzo per cambiare il corso degli avvenimenti: intervenire in un conflitto; è intervenuta la forza pubblica; intervenire in favore di qualcuno  | (sport) entrare in azione: intervenire sul pallone, sull'avversario    • 3 •   partecipare, prendere parte, presenziare: intervenire a una cerimonia, a una manifestazione; intervenire in una discussione, prendervi la parola    • 4 •   (med.) effettuare un intervento chirurgico: intervenire d'urgenza su un paziente. 
interventismo   s.m.    • 1 •   orientamento politico che propugna l'intervento militare di uno stato in una guerra già in atto tra altri stati    • 2 •   tendenza politica favorevole all'estensione dell'intervento dello stato nella vita economica.
interventista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene l'interventismo | usato anche come agg.  : politica interventista. 
interventistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'interventismo, agli interventisti: criterio, orientamento interventistico. 
intervento   s.m.    • 1 •   l'intervenire: l'intervento della polizia, dei vigili del fuoco; l'intervento dell'italia nella prima guerra mondiale  | accettazione per intervento, (dir.) atto di chi paga una cambiale in sostituzione dell'obbligato principale    • 2 •   il prendere la parola durante un dibattito, una discussione e sim.; il discorso pronunciato: un intervento polemico, brillante    • 3 •   ingerenza di uno stato negli affari interni di un altro: intervento armato, diplomatico; principio del non intervento    • 4 •   (sport) azione compiuta da un giocatore durante una partita: un intervento falloso del terzino    • 5 •   (dir.) la partecipazione a un processo civile da parte di chi ritenga di avervi un interesse    • 6 •   (med.) operazione chirurgica: sottoporsi a un difficile intervento. 
intervenuto   part. pass.  di intervenire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi partecipa a una riunione, a una cerimonia, a una manifestazione: salutare, ringraziare gli intervenuti. 
interversione   s.f.  (dir.) inversione, mutamento: interversione del possesso, trasformazione della detenzione in possesso.
intervertebrale   agg.  (anat.) situato, localizzato tra due vertebre: disco intervertebrale. 
intervideo   s.m. invar.  impianto televisivo a circuito chiuso; videocitofono.
intervista   s.f.    • 1 •   conversazione, scambio di domande e risposte tra un giornalista e una persona le cui dichiarazioni e opinioni sono destinate a essere diffuse pubblicamente attraverso la stampa, la radio e sim.: chiedere, concedere, rilasciare un'intervista; fare un'intervista, intervistare | il resoconto di tale colloquio: pubblicare, leggere, trasmettere un'intervista    • 2 •   serie preordinata di domande poste a una o più persone per considerarne le opinioni, le attitudini ecc. in vista del loro inquadramento in un'azienda o per documentazione statistica; test, questionario.
intervistare   v. tr.  interrogare in un'intervista: intervistare un uomo politico, un attore. 
intervistato   part. pass.  di intervistare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è interrogato in un'intervista.
intervistatore   s.m.  [f. -trice] chi intervista.
intervocalico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che si trova o si stabilisce tra due vocali: consonante intervocalica; suono intervocalico. 
interzare   v. tr.  [io intèrzo ecc.] (ant.)    • 1 •   aggiungere una terza persona o cosa | (estens.) inserire, alternare    • 2 •   aumentare di un terzo    • 3 •   (agr.) effettuare la terza aratura.
interzato   part. pass.  di interzare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (arald.) scudo di tre smalti diversi, diviso in tre parti di uguale larghezza da due linee parallele verticali, orizzontali od oblique.
interzonale   agg.  che riguarda due o più zone: passaggio interzonale [in-ter-zo-nà-le].
interzone   agg. invar.  interzonale.
intesa   s.f.    • 1 •   accordo, per lo più tacito, riservato o segreto, tra persone o gruppi di persone: agire d'intesa; essere d'intesa, essere d'accordo; darsi l'intesa, mettersi d'accordo    • 2 •   accordo tra stati; l'insieme degli stati legati da un accordo: la triplice intesa, quella formata da inghilterra, francia e russia nel 1907    • 3 •   pl.  (dir.) accordi fra lo stato italiano e le confessioni religiose diverse dalla cattolica    • 4 •   collaborazione, affiatamento: l'intesa di squadra; avere intesa nel lavoro    • 5 •   (ant.) attenzione: pur a la pegola era la mia 'ntesa / per veder de la bolgia ogne contegno / e de la gente ch'entro v'era incesa  (dante inf.  xxii, 16-18).
inteso   part. pass.  di intendere   agg.    • 1 •   che mira a un determinato fine: opere intese a migliorare le comunicazioni    • 2 •   compreso, capito, interpretato: parole non intese nel loro giusto significato  | bene, male inteso, compreso nel modo giusto, sbagliato | bene inteso, (lett.) detto di opera d'arte, concepito, riuscito bene: entrò rinaldo... / e vide loco il qual si vede raro, / di gran fabrica e bella e bene intesa  (ariosto o. f.  xlii, 73)    • 3 •   essere, restare, rimanere inteso, pattuito, convenuto di comune accordo: allora siamo intesi sul da farsi; resta inteso che sarai mio ospite  | darsene per inteso, mostrare di aver capito: non darsi per inteso di qualcosa, fingere d'ignorarla, non curarsene    • 4 •   (lett.) intento: e io, che di mirare stava inteso, / vidi genti fangose in quel pantano  (dante inf.  vii, 109-110).
intessere   v. tr.  [coniugato come tessere]    • 1 •   tessere, intrecciare insieme: intessere fili dorati nell'arazzo; intessere un cestello di vimini    • 2 •   (fig.) comporre: intessere un discorso, le lodi  | ordire, tramare: intessere inganni. 
intessitura   s.f.  (non com.) operazione dell'intessere; il lavoro che ne risulta.
intessuto   part. pass.  di intessere   agg.    • 1 •   intrecciato, commisto: un vestito intessuto di fili d'argento    • 2 •   (fig.) pieno: un discorso intessuto di contumelie. 
intestabile   agg.  che si può intestare.
intestardire   v. intr.  [io intestardisco, tu intestardisci ecc. ; aus. essere], intestardirsi v. rifl.  mettersi in testa di fare qualcosa a ogni costo; incaponirsi, ostinarsi: intestardirsi in un proposito; s'è intestardito di, a partire. 
intestare   v. tr.  [io intèsto ecc.]    • 1 •   scrivere il titolo o l'intestazione sulla prima pagina di un quaderno, in cima a un foglio, a una lettera: intestare una pagina, una busta; intestare il foglio, a scuola, scrivere in alto i propri nome, cognome, classe e data | intestare un provvedimento, una sentenza, indicare l'autorità da cui sono emanate    • 2 •   assegnare a qualcuno la titolarità di beni, titoli ecc.; iscrivere un bene nei pubblici registri a nome di qualcuno: intestare un libretto di risparmio, una casa ai figli  | intestare una fattura a qualcuno, emetterla a suo carico    • 3 •   (edil. , mecc.) effettuare un'intestatura | intestarsi v. rifl.  intestardirsi, incaponirsi: s'è intestato di, a cambiare lavoro. 
intestatario   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   si dice di colui al quale è intestato qualcosa: l'intestatario di una ditta, di una licenza di commercio    • 2 •   si dice di colui il cui nome è scritto in testa a un foglio, a una busta da lettere e sim.
intestato   (1) part. pass.  di intestare   agg.    • 1 •   che ha una intestazione: carta intestata, la carta per corrispondenza su cui sono stampati il nome e l'indirizzo della persona, della ditta, dell'ufficio, dell'ente che la usa    • 2 •   che è posto a nome di qualcuno: titolo di credito intestato, nominativo    • 3 •   fissato, ostinato, incaponito.
intestato   (2) agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) che, chi muore senza aver fatto testamento: morire intestato. 
intestatura   s.f.    • 1 •   (non com.) intestazione    • 2 •   (edil. , mecc.) il collegare tra loro le testate di pezzi da costruzione; il punto in cui sono collegate    • 3 •   (mecc.) operazione di tornitura dell'estremità di un pezzo cilindrico o troncoconico per renderla piana e perpendicolare all'asse del pezzo.
intestazione   s.f.    • 1 •   l'intestare: intestazione di un titolo di credito    • 2 •   insieme di diciture che formano la testata di un foglio di carta da lettere, di una pratica, di un conto e sim. | titolo di un articolo, di un libro, di uno scritto.
intestinale   agg.  dell'intestino: mucosa, colica intestinale. 
intestino   (1) agg.  interiore, interno; in partic., di guerra, contesa, lotta che avviene in seno a uno stato, una città, un'organizzazione.
intestino   (2) s.m.  (anat.) parte dell'apparato digerente, a forma di tubo, che va dallo stomaco all'ano: intestino tenue, crasso. 
intesto   agg.  (lett.) intessuto: depon clorinda le sue spoglie inteste / d'argento  (tasso g. l.  xii, 18).
intiepidire   o intepidire, v. tr.  [io intiepidisco, tu intiepidisci ecc.]    • 1 •   rendere tiepido, cioè rendere moderatamente caldo ciò che è freddo o ciò che è troppo caldo: il sole ha intiepidito l'acqua; intiepidire il tè con un po' di latte freddo    • 2 •   (fig.) rendere meno vivo, intenso un sentimento: intiepidire l'entusiasmo di qualcuno  | v. intr.  [aus. essere], intiepidirsi v. rifl.    • 1 •   diventare tiepido: l'aria (si) è intiepidita    • 2 •   (fig.) perdere di intensità affievolirsi: il suo amore per lei si è intiepidito. 
intiero    ⇨ intero.
intignare   v. intr.  [aus. essere  nel sign. 1, avere  nel sign. 2], intignarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) detto di pelli o tessuti, essere roso dalle tignole; per estens., di altre cose, guastarsi per azione dei parassiti | detto di persone e animali, ammalarsi di tigna    • 2 •   (region.) insistere; ostinarsi.
intignatura   s.f.  (non com.) l'intignare, l'intignarsi, l'essere intignato.
intignere    ⇨ intingere.
intima   s.f.  (anat.) la parete interna dei vasi sanguigni.
intimare   v. tr.  [io intìmo  (alla lat. ìntimo) ecc.] ordinare d'autorità imporre con decisione: intimare a qualcuno di fermarsi; intimare l'alt, la resa  | dichiarare, notificare: intimare la guerra, lo sfratto. 
intimatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi intima.
intimazione   s.f.  l'intimare; l'atto, le parole con cui si intima: dare l'intimazione di alt; ricevere intimazione di sfratto. 
intimidatorio   agg.  che tende a intimidire: un'azione, una frase intimidatoria; sparare in aria a scopo intimidatorio  § intimidatoriamente avv. 
intimidazione   s.f.  parola o atto che tende a intimidire: cedere alle intimidazioni. 
intimidimento   s.m.  (non com.) l'intimidire, l'intimidirsi, l'essere intimidito.
intimidire   v. tr.  [io intimidisco, tu intimidisci ecc.]    • 1 •   rendere timido: la loro presenza lo ha intimidito    • 2 •   impaurire, intimorire: intimidire qualcuno con minacce  | v. intr.  [aus. essere], intimidirsi v. rifl.  diventare timido, provare un certo timore: quando ci sono estranei (s')intimidisce. 
intimismo   s.m.  indirizzo che, nelle arti e in letteratura, mira a cogliere le situazioni e gli ambienti quotidiani, i moti dell'animo più intimi e sottili, usando toni dimessi: l'intimismo di gozzano. 
intimista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi, in letteratura e nelle arti, segue l'intimismo | anche come agg.  : poeta, pittore intimista. 
intimistico   agg.  proprio dell'intimismo; che presenta i caratteri dell'intimismo: arte, poesia intimistica; gusto intimistico  § intimisticamente avv. 
intimità   s.f.    • 1 •   l'essere intimo; familiarità, confidenza: intimità di rapporti; essere in intimità  (o avere intimità) con qualcuno    • 2 •   ambiente intimo (anche fig.): l'intimità della casa, della famiglia; l'intimità della coscienza  | nell'intimità, nella vita intima; tra persone intime; nei rapporti sessuali    • 3 •   spec. pl.  atti, espressioni, espansioni molto affettuose tra persone legate da rapporti stretti: scambiarsi delle intimità. 
intimo   agg.  [superl. di interno]    • 1 •   che è il più interno, il più addentro: le intime profondità del sottosuolo    • 2 •   (fig.) che è il più profondo, il più riposto, il più segreto: le intime radici di un male; l'intimo significato di una frase; riesce a leggere ogni suo intimo pensiero  | le parti intime del corpo, quelle che si celano per pudore; igiene intima, che riguarda tali parti | biancheria intima, che si tiene a contatto della pelle    • 3 •   che si prova nel profondo dell'animo; radicato nell'animo: provare un intimo senso di smarrimento; un intimo convincimento  | la vita intima, quella dello spirito e dei sentimenti    • 4 •   stretto, strettamente unito (anche fig.): intima coesione; un'intima amicizia; un amico intimo  | una cerimonia intima, cui partecipano solo poche persone, spec. amici e parenti stretti | ambiente intimo, accogliente, familiare, in cui ci si sente perfettamente a proprio agio | essere in intimi rapporti con qualcuno, in stretti rapporti di confidenza | avere rapporti intimi con qualcuno, avere una relazione amorosa, rapporti sessuali | colloquio intimo, convegno amoroso  s.m.    • 1 •   la zona più interna, più segreta (spec. fig.): nell'intimo dell'animo, del cuore    • 2 •   amico o parente stretto: una cena con pochi intimi  § intimamente avv.    • 1 •   in modo intimo, confidenzialmente: conversare intimamente    • 2 •   nell'intimo, nel profondo dell'animo: intimamente commosso  | in modo approfondito: conoscere intimamente una materia    • 3 •   strettamente: fatti intimamente connessi. 
intimorimento   s.m.  l'intimorire, l'intimorirsi, l'essere intimorito.
intimorire   v. tr.  [io intimorisco, tu intimorisci ecc.] far spaventare, incutere in qualcuno timore | intimorirsi v. rifl.  essere preso da timore.
intingere   ant. o dial. intignere, v. tr.  [coniugato come tingere]    • 1 •   bagnare leggermente immergendo in un liquido: intingere il pane nel sugo; intingere la penna (nell'inchiostro)    • 2 •   (tosc.) attingere, prendere: intingere in un piatto comune; intingere nella tabacchiera  | intingere in, a un affare, (fig.) trarne vantaggio    • 3 •   (ant.) tingere.
intingolo   s.m.    • 1 •   nome generico di qualunque salsa, per lo più elaborata e insaporita, nella quale cuoce una vivanda; per estens., la vivanda stessa    • 2 •   (fig. non com.) scritto, discorso poco originale, messo insieme accozzando idee e frasi altrui.
intinto   part. pass.  di intingere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (non com.) intingolo.
intirannire   v. intr.  [io intirannisco, tu intirannisci ecc. ; aus. essere], intirannirsi v. rifl.  (lett. rar.) agire da tiranno, assumere atteggiamenti tirannici | (estens.) incrudelire.
intirizzimento   s.m.  l'intirizzire, l'intirizzirsi, l'essere intirizzito.
intirizzire   v. tr.  [io intirizzisco, tu intirizzisci ecc.]    • 1 •   agghiacciare tanto da diminuire le facoltà sensoriali e di movimento: un gelo che intirizzisce i piedi    • 2 •   (ant.) rendere paralizzato, anchilosare | v. intr.  [aus. essere], intirizzirsi v. rifl.  diventare torpido, irrigidirsi per il freddo intenso: in questa casa si intirizzisce  | le foglie intirizziscono, patiscono, muoiono per il gelo.
intirizzito   part. pass.  di intirizzire   agg.    • 1 •   intorpidito per il freddo: avere gli arti intirizziti; essere tutto intirizzito    • 2 •   (region.) irrigidito, tutto d'un pezzo.
intisichire   v. tr.  [io intisichisco, tu intisichisci ecc.]    • 1 •   rendere tisico    • 2 •   (fig.) far perdere vivacità, vigore | v. intr.  [aus. essere], intisichirsi v. rifl.    • 1 •   diventare tisico    • 2 •   (fig.) perdere vitalità: private della luce, le piante intisichiscono  ' deperire, intristire: in un ambiente così miserabile, si è intisichita. 
intitolare   v. tr.  [io intìtolo ecc.]    • 1 •   dare il titolo a un'opera: intitolare un libro, un film, un quadro    • 2 •   dedicare a qualcuno una chiesa, una strada ecc., in segno di venerazione o di omaggio: intitolare la piazza ai caduti    • 3 •   (non com.) fregiare qualcuno di un titolo nobiliare od onorifico | intitolarsi v. rifl.  assumere come titolo: napoleone s'intitolò primo console  | v. rifl.    • 1 •   avere come titolo: la prima redazione dei «promessi sposi» s'intitolava «fermo e lucia»    • 2 •   essere dedicato: la scuola che s'intitola ad anna frank. 
intitolazione   s.f.    • 1 •   l'intitolare, l'essere intitolato | le parole e la forma del titolo    • 2 •   intestazione di un atto pubblico    • 3 •   dedica.
intoccabile   agg.  che non può o non deve essere toccato: risparmi intoccabili   s.m.  e f.    • 1 •   in india, paria: casta degli intoccabili    • 2 •   (fig.) persona che non può essere oggetto di critiche o di censure: essere, ritenersi un intoccabile. 
intollerabile   agg.    • 1 •   che non si può o non si deve tollerare, permettere, giustificare: un sopruso, un atteggiamento intollerabile    • 2 •   che non si riesce a tollerare, che è di difficile sopportazione: sete, caldo intollerabile  | riferito a persona, noioso, antipatico, insopportabile: individuo, carattere intollerabile  § intollerabilmente avv. 
intollerabilità   s.f.  l'essere intollerabile.
intollerando   agg.  (lett.) che non si può tollerare; che non è da tollerare; insopportabile, inammissibile.
intollerante   agg.    • 1 •   che non tollera, non sopporta: intollerante del caldo  | intollerante verso un farmaco, che ha intolleranza, che mostra allergia nei suoi confronti    • 2 •   che si spazientisce facilmente; insofferente: carattere intollerante; un uomo intollerante    • 3 •   che non sopporta di essere contraddetto e, più in generale, che non ammette opinioni diverse dalla propria: cattolico, monarchico intollerante  | anche come s.m.  e f.  : con gli intolleranti non si può discutere  § intollerantemente avv. 
intolleranza   s.f.    • 1 •   incapacità di tollerare: intolleranza del freddo, del dolore; intolleranza a  (per, verso) un antibiotico, allergia, idiosincrasia    • 2 •   insofferenza, impazienza: un gesto d'intolleranza    • 3 •   atteggiamento abituale di chi avversa totalmente le opinioni altrui, spec. in materia religiosa e politica.
intombare   v. tr.  [io intómbo ecc.] (lett. , non com.) mettere nella tomba; seppellire (anche fig.).
intonacamento   s.m.  (non com.) l'intonacare, l'essere intonacato.
intonacare   ant. intonicare, v. tr.  [io intònaco, tu intònachi ecc.]    • 1 •   rivestire con uno strato di intonaco: intonacare il soffitto, le pareti    • 2 •   (estens.) ricoprire una superficie con uno strato di altro materiale: intonacare di pece  | intonacarsi la faccia, (scherz.) imbellettarsi con un trucco molto pesante.
intonacatore   s.m.  muratore addetto all'intonacatura.
intonacatrice   s.f.  macchina che spruzza malta di cemento in pressione per intonacare.
intonacatura   s.f.  l'intonacare, l'essere intonacato | intonaco.
intonachino   s.m.  l'ultimo strato di intonaco fatto con malta di sabbia fine o di gesso, che si dà come finitura.
intonachista   s.m.  [pl. -sti] intonacatore.
intonaco   s.m.  [pl. -ci  o -chi]    • 1 •   strato di malta applicato a una muratura per renderne liscia e uniforme la superficie: fare, rinnovare l'intonaco    • 2 •   (estens.) strato compatto che ricopre una superficie di altro materiale | (scherz.) belletto, trucco.
intonamento   s.m.  (mus.) l'intonare; accordo.
intonare   (1) v. tr.  [io intòno ecc.]    • 1 •   (mus.) impostare nella giusta tonalità la voce o uno strumento musicale, prima di cantare o di suonare; mettere in accordo più voci o più strumenti su una nota fondamentale: intonare il violino; intonare col diapason    • 2 •   cantare o suonare le prime note di un pezzo musicale, spec. per dare l'avvio ad altri che devono seguire: intonare un salmo; intonare alto, basso  | (estens.) cominciare a pronunziare con tono solenne: intonare un discorso, una predica; intonare le lodi di qualcuno, celebrarlo, esaltarlo    • 3 •   (fig.) armonizzare, mettere in accordo: intonare bene i colori; intonare la cravatta col vestito; intonare l'espressione alle circostanze    • 4 •   (ant. , lett.) musicare un testo, metterlo in musica: il musico casella di pistoia / maestro d'intonare le canzoni / d'amore  (d'annunzio) | intonarsi v. rifl.  armonizzarsi, adattarsi, accordarsi: un colore che s'intona bene al, col suo viso. 
intonare   (2) v. tr.  [io intòno  o intuòno ecc.] (ant.) rintronare, assordare: la 've 'l fiume / fremendo il monte intuona  (caro).
intonarumori   s.m. invar.  (mus.) strumento, inventato nel 1913 dal futurista l. russolo, capace di produrre vari tipi di rumori che potevano essere graduati d'intensità.
intonato   agg.    • 1 •   che è nel tono giusto: un suono, un canto intonato  | (fig.) che è in accordo, in armonia: tinte bene, male intonate; una cravatta intonata alla camicia    • 2 •   che canta o suona nel tono giusto (detto di voce o di strumento musicale) | che canta senza stonare (detto di persona) § intonatamente avv. 
intonatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi controlla l'intonazione degli strumenti musicali appena fabbricati    • 2 •   (ant.) chi mette in musica un testo.
intonazione   s.f.    • 1 •   (mus.) emissione di un suono in ordine alla sua altezza: intonazione giusta; intonazione calante, crescente, secondo che il suono emesso abbia frequenza leggermente più bassa o più alta rispetto al suono considerato giusto | l'essere intonato    • 2 •   avvio di un canto corale, dato da uno strumento o da una voce solista    • 3 •   (fig.) armonia di suoni, colori e sim.    • 4 •   (ling.) variazione di altezza nei suoni delle parole; per estens., inflessione: parlare con un'intonazione dialettale    • 5 •   (fig.) tono, carattere: un discorso d'intonazione polemica    • 6 •   (foto.) viraggio.
intonicare    ⇨ intonacare.
intonso   agg.    • 1 •   (lett.) non tosato, non tagliato: pecore intonse; chioma intonsa    • 2 •   (fig.) si dice di libro con le pagine non ancora tagliate, come un tempo erano i libri nuovi; per estens., nuovo, intatto.
intontimento   s.m.  l'intontire, l'intontirsi; lo stato di chi è intontito.
intontire   v. tr.  [io intontisco, tu intontisci ecc.]    • 1 •   (non com.) far diventare tonto    • 2 •   (estens.) stancare molto, stordire; istupidire: questo frastuono mi intontisce  | v. intr.  [aus. essere], intontirsi v. rifl.  diventar tonto o come tonto.
intontito   part. pass.  di intontire   agg.  stordito, istupidito: rimanere intontito per la confusione  | che esprime stordimento: sguardo intontito. 
intoppare   v. tr.  [io intòppo ecc.] (non com.) urtare | (estens.) incontrare all'improvviso | v. intr.  [aus. essere  o avere]    • 1 •   urtare, inciampare in qualcosa (anche fig.): intoppare in un sasso; intoppare in mille difficoltà  | incespicare nel parlare    • 2 •   imbattersi inaspettatamente in qualcuno | intopparsi v. rifl.  (ant.) incontrarsi, imbattersi: come fa l'onda là sovra cariddi, / che si frange con quella in cui s'intoppa  (dante inf.  vii, 22-23).
intoppo   s.m.    • 1 •   ciò che ostacola materialmente o moralmente un'azione: sgombrare la via dagli intoppi; creare intoppi; cedere al primo intoppo, alla prima difficoltà    • 2 •   (ant.) scontro: e va per farsi onor del primo intoppo  (dante purg.  xxiv, 96).
intorbare   v. tr.  [io intórbo ecc.] (non com.) intorbidare: intorbare l'acqua. 
intorbidamento   s.m.  l'intorbidare, l'intorbidarsi, l'essere intorbidato (anche fig.).
intorbidare   v. tr.  [io intórbido ecc.]    • 1 •   far diventare torbido: la pioggia ha intorbidato il fiume    • 2 •   (fig.) turbare, agitare, sconvolgere: intorbidare gli animi  | intorbidare le acque, provocare ad arte confusione di cose o di idee    • 3 •   (fig.) annebbiare, offuscare: intorbidare la vista, il cervello  | v. intr.  [aus. essere], intorbidarsi v. rifl.    • 1 •   diventare torbido    • 2 •   (fig.) offuscarsi.
intorbidimento   s.m.  intorbidamento.
intorbidire   v. tr.  [io intorbidisco, tu intorbidisci ecc.] intorbidare (per lo più nel senso proprio) | v. intr.  [aus. essere], intorbidirsi v. rifl.  intorbidarsi (per lo più nel senso proprio).
intormentimento   s.m.  lo stato di una parte del corpo intormentita; sensazione di torpidità.
intormentire   v. tr.  [io intormentisco, tu intormentisci ecc.] privare momentaneamente della sensibilità intorpidire: il freddo intormentisce le membra  | intormentirsi v. rifl.  perdere momentaneamente la sensibilità: mi si è intormentito un braccio. 
intorniare   v. tr.  [io intórnio ecc.] (ant. , lett.) attorniare, circondare: sol cielo e mare intorniava in tutto / la bella donna  (marino).
intorno   avv.  in giro, nello spazio circostante; attorno: per un chilometro intorno; non c'è nessuno qui intorno; se ne stavano tutti lì intorno; guardare all'intorno; persone d'intorno; c'è un giardino tutt'intorno, tutt'in giro | avere gente intorno intorno, tutt'in giro | d'ogni intorno, da tutte le parti | andare intorno, qua e là, in giro | avere qualcuno sempre intorno, averlo sempre vicino | levarsi qualcuno d'intorno, liberarsene, sbarazzarsene | levati d'intorno!, vattene, lasciami in pace! | nella loc. prep. intorno a    • 1 •   in giro, nello spazio circostante, attorno: intorno alla casa, al collo, a una persona; tutt'intorno al prato; girare intorno a qualcosa; stare, mettersi intorno a qualcuno, stargli sempre vicino, metterglisi alle costole, spec. per ottenere qualcosa | non com. l'uso senza prep.: intorno la città  | nell'uso antico si univa ai nomi anche per mezzo delle prep. da  e di : cerca, misera, intorno da le prode  (dante purg.  vi, 85)    • 2 •   indica approssimazione rispetto a quantità numeriche, misure, date: intorno a mille spettatori; intorno a  (o alle) centomila lire; intorno al 1800  ' in quell'intorno, (ant.) circa in quel tempo    • 3 •   indica argomento: studio intorno alle origini del genere umano; discutere intorno a un problema; lavorare intorno a un progetto   agg. invar.  circostante: la vallata, i paesi intorno   s.m.    • 1 •   (ant.) regione circostante; paraggi: di questo intorno non mi parto mai  (castiglione)    • 2 •   (ant.) contorno, margine    • 3 •   (mat.) segmento, area o volume che, in uno spazio topologico, contiene un punto di un determinato insieme.
intorpidimento   s.m.  l'intorpidire, l'intorpidirsi, l'essere intorpidito (anche fig.).
intorpidire   v. tr.  [io intorpidisco, tu intorpidisci ecc.] far diventare torpido: il freddo intorpidisce le membra  | (fig.) rendere lento, pigro; privare della consueta lucidità: il fumo e il vizio del bere gli hanno intorpidito la mente  | v. intr.  [aus. essere], intorpidirsi v. rifl.  diventare torpido (anche fig.): mi si è intorpidita una gamba; il suo animo intorpidiva di mese in mese. 
intorpidito   part. pass.  di intorpidire   agg.  preso da torpore (anche fig.): arti intorpiditi; avere il cervello intorpidito. 
intortigliare   v. tr.  [io intortìglio ecc.] (non com.) attorcigliare.
intorto   agg.  (lett.) attorto, avvolto a spirale: il mare /... / lancia a terra una tromba / di schiume intorte  (montale).
intoscanire   v. tr.  [io intoscanisco, tu intoscanisci ecc.] (non com.) rendere conforme all'uso toscano; toscanizzare: intoscanire la lingua, l'accento  | intoscanirsi v. rifl.  diventare conforme all'uso toscano; seguire il modello toscano, spec. nella lingua.
intossicare   v. tr.  [io intòssico, tu intòssichi ecc.] provocare uno stato di intossicazione, avvelenare: l'abuso di sigarette intossica l'organismo  | (fig.) guastare, corrompere moralmente: letture che intossicano l'animo  | intossicarsi v. rifl.  o intr. pron.  subire un'intossicazione, avvelenarsi: intossicarsi con stupefacenti, con cibi avariati. 
intossicato   part. pass.  di intossicare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è affetto da intossicazione.
intossicazione   s.f.  (med.) stato morboso provocato nell'organismo dall'azione di sostanze tossiche; avvelenamento: intossicazione cronica  | intossicazione professionale, contratta nell'ambiente di lavoro per la presenza di sostanze tossiche | intossicazione endogena, dovuta a sostanze prodotte dall'organismo e non eliminate; intossicazione esogena, dovuta a sostanze ingerite o assorbite dall'esterno.
in toto   loc. avv.  totalmente, interamente: estinguere un debito in toto. 
intozzare   v. intr.  [io intòzzo ecc. ; aus. essere], intozzarsi v. rifl.  (ant. , lett.)    • 1 •   diventare tozzo    • 2 •   infuriarsi, arrabbiarsi.
intozzire   v. intr.  [io intozzisco, tu intozzisci ecc. ; aus. essere], intozzirsi v. rifl.  (rar.) diventare tozzo.
intra   prep.  (ant. , lett.) tra, in mezzo a: come l'augello, intra l'amate fronde  (dante par.  xxiii, 1).
intra-  intra- primo elemento di parole composte di formazione dotta, dal lat. i°ntra  'dentro'; vale 'dentro, all'interno, tra' (intramuscolare, intramezzare).
intracardiaco   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'interno del cuore: iniezione intracardiaca, (med.) quella mediante la quale un farmaco viene introdotto nella cavità cardiaca o nelle sue pareti.
intracellulare   agg.  (biol. , med.) che si trova o che si verifica all'interno della cellula.
intracerebrale   agg.  (anat.) che è situato nell'interno del cervello.
intracranico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) che è situato all'interno del cranio: nervi, vasi sanguigni intracranici. 
intraddire   v. tr.  (ant.) interdire, colpire con interdetto.
intradermico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) che è all'interno del derma.
intradermoreazione   s.f.  (med.) inoculazione di un antigene nello spessore del derma per studiare lo stato allergico dell'organismo; cutireazione.
intradosso   s.m.    • 1 •   (arch.) la superficie interna, concava, di un arco o di una volta | la superficie interna, generalmente strombata, del vano di una finestra o di una porta    • 2 •   (aer.) la parte inferiore di un profilo alare o di un'ala, dal bordo d'attacco al bordo d'uscita.
intraducibile   agg.  che non si può tradurre: un'espressione dialettale intraducibile; una poesia, uno stile intraducibile  | che non si può esprimere; ineffabile: emozione intraducibile in parole; «grazie!» gli disse con un sorriso intraducibile  (verga) § intraducibilmente avv.  (non com.).
intraducibilità   s.f.  l'essere intraducibile.
intraferro   s.m.  (elettr.) lo stesso che traferro. 
intralciamento   s.m.  (non com.) l'intralciare, l'intralciarsi, l'essere intralciato; intralcio.
intralciare   v. tr.  [io intràlcio ecc.]    • 1 •   (non com.) avviluppare, intricare    • 2 •   impedire il libero e regolare andamento di qualcosa; ostacolare, rallentare: intralciare il traffico; intralciare un'attività, un progetto  | intralciarsi v. rifl.  ostacolarsi: ci stiamo intralciando l'un l'altro  | v. rifl.  (non com.) complicarsi, incepparsi: le trattative si sono intralciate. 
intralcio   s.m.  l'intralciare, l'intralciarsi | ostacolo, impedimento: creare intralci; essere d'intralcio. 
intralicciatura   s.f.  (tecn.) struttura a traliccio.
intrallazzare   v. intr.  [aus. avere] fare, avere intrallazzi: uno che aveva in mano tutta la provincia, che faceva e disfaceva, che rubava, corrompeva, intrallazzava  (sciascia).
intrallazzatore   s.m.  [f. -trice] chi intrallazza.
intrallazzo   s.m.  scambio illecito di beni o di favori; per estens., intrigo, imbroglio: avere, fare intrallazzi con qualcuno; intrallazzo politico. 
intrambi   intrambo  ⇨ entrambi.
intramettere   v. tr.  [io intramétto ecc. ; coniugato come mettere] (non com.) mettere in mezzo; inframmettere | intramettersi v. rifl.  o intr. pron.  intromettersi, frapporsi.
intramezzare   v. tr.  [io intramèzzo ecc.] mettere in mezzo; inframmezzare, alternare.
intramolecolare   agg.  (chim. , fis.) che si trova, si verifica all'interno della molecola.
intramontabile   agg.  che non può tramontare, nonostante il passare del tempo; che conserva intatte le sue qualità e la sua fama: attore, campione intramontabile  § intramontabilmente avv. 
intramurale   agg.  (med.) situato nella parete di un organo cavo: fibroma intramurale. 
intramuscolare   agg.  (med.) che sta dentro un muscolo: cisti intramuscolare  | che si pratica in un muscolo: iniezione intramuscolare   s.f.  iniezione praticata nel muscolo.
intranet   s.f. invar.  (inform.) sistema telematico di collegamento effettuato con le stesse modalità di internet, ma riservato a un circuito chiuso di utenti (all'interno di aziende, di strutture pubbliche, di organizzazioni di ricerca ecc.).
intransigente   agg.  che non transige, che non scende a compromessi; che non dimostra comprensione e tolleranza per chi pensa o agisce in modo diverso da quello reputato giusto, né ammette trasgressioni o deviazioni da ciò che era stato prefissato: un uomo, un giudice intransigente; discorsi, posizioni intransigenti  § intransigentemente avv. 
intransigenza   s.f.  l'essere intransigente; rigidità, severità.
intransitabile   agg.  su cui o attraverso cui non è possibile transitare: strada, valico intransitabile. 
intransitabilità   s.f.  l'essere intransitabile: l'intransitabilità di un passo, di un'autostrada. 
intransitività   s.f.  (gramm.) l'essere intransitivo.
intransitivo   agg.  e s.m.  (gramm.) si dice di verbo che non può avere un complemento oggetto (p. e. esistere, nascere, andare) § intransitivamente avv.  con valore, con uso intransitivo.
intraoculare   agg.  (anat. , med.) che è o avviene all'interno del globo oculare: emorragia intraoculare. 
intrapelvico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , med.) che è o avviene all'interno della pelvi.
intraperitoneale   agg.  (anat. , med.) che è o avviene all'interno del peritoneo.
intrapolmonare   agg.  (anat. , med.) che è o avviene all'interno dei polmoni.
intrappolare   v. tr.  [io intràppolo ecc.] prendere in trappola: intrappolare un topo  | (fig.) imbrogliare, far cadere in un tranello: giocano alle carte e uno di loro cerca di intrappolare l'altro  (soffici).
intraprendente   agg.  che ha molte idee e si dà attivamente da fare per metterle in pratica; che ha spirito d'iniziativa: un uomo intraprendente  | che dimostra audacia, talora eccessiva o sfacciata: un innamorato intraprendente  § intraprendentemente avv. 
intraprendenza   s.f.  l'essere intraprendente; audace spirito d'iniziativa.
intraprendere   v. tr.  [coniugato come prendere]    • 1 •   accingersi a un lavoro, a un'impresa, spec. se lunga, impegnativa o rischiosa: intraprendere un viaggio, una spedizione, un lavoro  | intraprendere una carriera, abbracciarla, iniziarne gli studi o l'attività    • 2 •   (ant.) afferrare, avvinghiare | prendere di sorpresa; sopraffare: temendo d'essere intrapreso, subito se n'andò a trento  (bembo).
intrapresa   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'intraprendere; ciò che si intraprende    • 2 •   impresa.
intrapreso   part. pass.  di intraprendere  e agg.  nei sign. del verbo.
intrapsichico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di fenomeno che avviene nella psiche.
intrare    ⇨ entrare.
intrasferibile   agg.  che non può essere trasferito § intrasferibilmente avv. 
intrasferibilità   s.f.  l'essere intrasferibile.
intrasgredibile   agg.  (non com.) che non si deve o non si può trasgredire: legge intrasgredibile. 
intraspecifico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che riguarda i rapporti tra individui di una stessa specie (si contrappone a interspecifico).
intrasportabile   agg.  che non si può trasportare, che non deve essere trasportato: peso intrasportabile; malato intrasportabile. 
intratellurico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) che è o avviene all'interno della crosta terrestre.
intratoracico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , med.) che è o avviene all'interno della cavità toracica.
intrattabile   agg.  non trattabile, difficilmente trattabile: argomento intrattabile; metallo intrattabile  | si dice di persona scontrosa, irascibile, con cui non è facile trattare o ragionare § intrattabilmente avv. 
intrattabilità   s.f.  l'essere intrattabile.
intrattenere   v. tr.  [coniugato come tenere]    • 1 •   far passare il tempo piacevolmente a qualcuno, per lo più parlando di cose interessanti: intrattenere gli ospiti  | intrattenere qualcuno su un argomento, conversare con lui su tale argomento    • 2 •   (non com.) trattenere, far indugiare    • 3 •   (ant.) accattivarsi: commodo... si volse a intrattenere li eserciti e farli licenziosi  (machiavelli) | intrattenersi v. rifl.    • 1 •   passare piacevolmente il tempo con qualcuno: intrattenersi con gli amici    • 2 •   indugiare, soffermarsi su un argomento: l'oratore si è intrattenuto sugli aspetti fondamentali del problema. 
intrattenimento   s.m.    • 1 •   l'intrattenere    • 2 •   (non com.) trattenimento, festa.
intrattenitore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi intrattiene, divertendo, conversando amabilmente e sim.: uno spiritoso intrattenitore    • 2 •   in uno spettacolo, attore che intrattiene piacevolmente il pubblico tra un numero e l'altro.
intrauterino   agg.  (anat. , med.) che è o avviene all'interno della cavità uterina: vita intrauterina, quella del feto nell'utero materno.
intravascolare   agg.  (anat. , med.) che è o avviene all'interno dei vasi sanguigni.
intravedere   o intravvedere, v. tr.  [coniugato come vedere]    • 1 •   vedere in lontananza o di sfuggita, confusamente: intravedere qualcosa nella nebbia; ho intravisto qualcosa muoversi tra i cespugli    • 2 •   (fig.) intuire, percepire in modo vago; prevedere: intravedere la verità, il pericolo. 
intravenire   o intravvenire, v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere] (ant. , tosc.)    • 1 •   capitare, succedere: ti dico / il danno grande che mi è intravenuto  (iacopone)    • 2 •   intervenire, partecipare: pare che voglia personalmente intravenire a quella guerra  (tasso).
intraversare   v. tr.  [io intravèrso ecc.] (non com.)    • 1 •   porre a traverso; per estens., ostacolare    • 2 •   attraversare    • 3 •   piallare il legno in senso trasversale rispetto alla direzione delle fibre.
intravertebrale   agg.  (anat. , med.) che è o avviene all'interno del canale vertebrale.
intravisto   part. pass.  di intravedere  e agg.  nei sign. del verbo.
intravvedere    ⇨ intravedere.
intravvenire    ⇨ intravenire.
intrearsi   v. rifl.  (ant. poet.) unirsi come terzo ad altri due: non si disuna / da lui né da l'amor ch'a lor s'intrea  (dante par.  xiii, 56-57).
intrecciamento   s.m.  (non com.) l'intrecciare, l'intrecciarsi, l'essere intrecciato; intreccio.
intrecciare   v. tr.  [io intréccio ecc.]    • 1 •   unire in una treccia: intrecciare i capelli    • 2 •   (estens.) collegare, unire strettamente; intessere (anche fig.): intrecciare una ghirlanda di fiori; intrecciare le dita, incrociarle; intrecciare le maglie, nei lavori ai ferri, accavallare le maglie l'una sull'altra per impedire che si sciolgano nella finitura di un lavoro; intrecciare danze, detto di più persone, ballare formando con i movimenti come un intreccio di linee; intrecciare le fila di un racconto, raccontare collegando tra loro i vari elementi di una vicenda    • 3 •   (fig.) allacciare, stringere: intrecciare una relazione; intrecciare rapporti di amicizia  | intrecciarsi v. rifl.    • 1 •   ingarbugliarsi, aggrovigliarsi: i fili si sono tutti intrecciati    • 2 •   incrociarsi, intersecarsi (anche fig.): ordini e controordini si intrecciavano. 
intrecciatura   s.f.    • 1 •   l'operazione dell'intrecciare, dell'intessere | il modo d'intrecciare: intrecciatura a spirale, a stuoia    • 2 •   la cosa intrecciata | nel lavoro a maglia, l'intreccio delle maglie alla fine di un lavoro.
intreccio   s.m.    • 1 •   l'intrecciare: lavori d'intreccio    • 2 •   insieme di cose intrecciate: un intreccio di fili    • 3 •   l'insieme dei fili che costituiscono l'ordito e la trama di un tessuto    • 4 •   (fig.) l'insieme dei fatti che, combinandosi, costituiscono la trama di un romanzo, di un film e sim.: un intreccio complicato, semplice  | commedia d'intreccio, che mira a trattenere l'attenzione degli spettatori con una vicenda complicata e un finale inatteso.
intrepidezza   s.f.  (lett.) l'essere intrepido; ardimento.
intrepido   agg.    • 1 •   che non ha paura, che affronta con coraggio e fermezza un pericolo, un rischio, una prova difficile; coraggioso, impavido, audace: soldato, animo intrepido; si lanciò intrepido tra i flutti    • 2 •   (iron.) spavaldo, sfrontato: un intrepido bugiardo  § intrepidamente avv. 
intricare   v. tr.  [io intrico, tu intrichi ecc]    • 1 •   avvolgere, avviluppare in modo disordinato: intricare i fili di una matassa    • 2 •   (fig.) confondere, imbrogliare: intricare la mente in enigmi insolubili  (b. croce) | intricarsi v. rifl.    • 1 •   aggrovigliarsi, ingarbugliarsi, imbrogliarsi (anche fig.): lo spago s'è intricato; la faccenda si va sempre più intricando    • 2 •   (non com) interessarsi, preoccuparsi: nessuno s'intrica se hai mangiato e che hai mangiato  (bernari).
intricato   part. pass.  di intricare   agg.  avviluppato, aggrovigliato: vegetazione intricata  | (fig.) confuso, complicato: discorso intricato; una questione intricata  § intricatamente avv. 
intrico   s.m.  [pl. -chi] insieme disordinato e confuso di cose spesso intrecciate fra loro (anche fig.): un intrico di fili, di rami; un intrico di sentimenti. 
intridere   v. tr.  [pass. rem. io intrisi, tu intridésti ecc. ; part. pass. intriso] imbevere di liquido una sostanza solida o in polvere allo scopo di ottenere un impasto: intridere la farina con, di acqua  | bagnare, inzuppare: si intrise di brillantina i capelli fradici  (moravia).
intrigante   part. pres.  di intrigare   agg.    • 1 •   che ha l'abitudine di tramare imbrogli per ottenere qualcosa; che si impiccia degli affari altrui: un avvocato intrigante; una persona pettegola e intrigante    • 2 •   (fig.) che incuriosisce, attira, cattura l'attenzione; accattivante | usato anche come s.m.  e f.  persona intrigante: essere un intrigante; comportarsi da intrigante  § intrigantemente avv.  (non com.).
intrigare   v. tr.  [io intrigo, tu intrighi ecc.]    • 1 •   avviluppare, intricare: intrigare una matassa    • 2 •   (fig.) turbare, imbarazzare: quel silenzio di oreste la intrigava  (capuana)    • 3 •   (fig.) affascinare, interessare, incuriosire: un film che intriga lo spettatore  | v. intr.  [aus. avere] darsi da fare, tramando imbrogli, per ottenere qualcosa; macchinare: intrigare per avere un posto, una nomina  | intrigarsi v. rifl.  intromettersi in faccende poco chiare o che possono creare fastidi; impelagarsi: intrigarsi in un brutto affare  | (fam.) impicciarsi, immischiarsi: intrigarsi dei, nei fatti degli altri. 
intrigo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   azione poco lecita intesa a ottenere qualcosa: intrigo di corte; ordire intrighi    • 2 •   situazione intricata, non chiara: cacciarsi in un intrigo; un intrigo amoroso. 
intrigone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona intrigante; maneggione.
intrinsecare   ant. intrinsicare, v. tr.  [io intrìnseco, tu intrìnsechi ecc.] (lett. rar.) rendere intrinseco, familiare | intrinsecarsi v. rifl.  (lett.) acquisire intima amicizia, confidenza, familiarità: intrinsecarsi con qualcuno, in qualcosa  | immedesimarsi: egli s'intrinsecava per un vivo senso di simpatia cogl'infermi  (gioberti).
intrinsechezza    ⇨ intrinsichezza.
intrinsecità   s.f.  (non com.) l'essere intrinseco.
intrinseco   ant. intrinsico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è proprio di una cosa, che è inerente alla sua natura più intima: merito, valore intrinseco; difetti intrinseci nella, alla natura umana    • 2 •   (non com.) che è strettamente legato da vincoli di amicizia, che è in grande dimestichezza; intimo: amico intrinseco; essere intrinseco di qualcuno, con qualcuno   s.m.  (non com.) la vera, l'intima natura di qualcuno o di qualcosa; l'essenziale: guardare all'intrinseco delle cose; considerare una cosa nel suo intrinseco  § intrinsecamente avv.  nella sostanza, nell'essenza.
intrinsicare    ⇨ intrinsecare.
intrinsichezza   o intrinsechezza, s.f.  (non com.)    • 1 •   familiarità, dimestichezza; confidenza    • 2 •   relazione amorosa    • 3 •   pl.  rapporti di amicizia, di familiarità.
intrinsico    ⇨ intrinseco.
intrippare   v. tr.  (pop.) riempire di cibo; rimpinzare | intripparsi v. rifl.  (pop.) riempirsi di cibo; mangiare moltissimo, con avidità.
intriso   part. pass.  di intridere   agg.  imbevuto, inzuppato, permeato (anche fig.): abito intriso di pioggia; racconto intriso di romanticismo   s.m.  impasto di farina, crusca o altre sostanze mescolate con acqua: fare l'intriso per le galline. 
intristimento   s.m.  (non com.) l'intristire; tristezza.
intristire   v. intr.  [io intristisco, tu intristisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   (ant.) diventare tristo, cattivo: il mondo invecchia e invecchiando intristisce  (tasso aminta)    • 2 •   perdere vigore e freschezza (detto di pianta): l'ortensia intristisce al sole  | di persona, deperire, scadere nelle condizioni di salute | intristirsi v. rifl.  diventare triste, malinconico.
intro-  intro- primo elemento di parole composte di origine latina, più raramente di formazione moderna, dal lat. i°ntro  'dentro'; significa appunto 'dentro' e indica per lo più movimento, direzione verso l'interno (intromettere, introspettivo, introversione).
introcque   avv.  (ant.) intanto, in quel mentre: sì mi parlava, ed andavamo introcque  (dante inf.  xx, 130).
introdotto   part. pass.  di introdurre   agg.    • 1 •   che ha molte cognizioni; esperto, istruito: essere ben introdotto in una materia, in una tecnica    • 2 •   che ha molte conoscenze, molte relazioni: è molto introdotto negli ambienti politici; un rappresentante ben introdotto, che ha molti clienti, che ha un largo giro d'affari    • 3 •   largamente diffuso e venduto: un articolo ben introdotto sul mercato   s.m.  (ant.) l'introdurre; mediazione, intervento: i due compagni..., per introdotto d'uno de' baroni di salomone, davanti da lui furon messi  (boccaccio dec.  ix, 9).
introducibile   agg.  che si può introdurre.
introducibilità   s.f.  l'essere introducibile.
introducimento   s.m.  (non com.) introduzione, inserimento; avviamento.
introdurre   v. tr.  [coniugato come addurre]    • 1 •   mettere dentro, far penetrare, inserire: introdurre l'ago nella vena; introdurre l'acqua nella conduttura; introdurre la chiave nella toppa  | importare: introdurre materie prime dall'estero    • 2 •   condurre alla presenza di qualcuno; mettere in contatto, presentare: lo introdusse dal direttore; introdurre un cliente; introdurre qualcuno in società, in famiglia    • 3 •   mettere in uso; far accettare qualcosa di nuovo, di non ancora conosciuto: introdurre nuove mode; introdurre un neologismo    • 4 •   avviare, incominciare: introdurre un discorso, una causa civile  | (gramm.) detto di preposizioni e congiunzioni, servire per la formulazione di determinati complementi o proposizioni: la congiunzione «affinché» introduce una proposizione finale    • 5 •   avviare, iniziare a qualcosa: introdurre alla filosofia, nei misteri di un'arte    • 6 •   far intervenire nella narrazione e nella rappresentazione: il tasso introduce nel suo poema personaggi storici e fantastici  | introdursi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   entrare, penetrare: il ladro s'introdusse nell'appartamento; una moda che s'introdusse in italia all'inizio degli anni ottanta    • 2 •   entrare a far parte di un ambiente, di una comunità e sim. senza essere stato chiamato o invitato: riuscì a introdursi nel gruppo. 
introduttivo   agg.  che serve a introdurre, a presentare un argomento: capitolo, discorso introduttivo  § introduttivamente avv.  in modo introduttivo; a guisa di introduzione.
introduttore   s.m.    • 1 •   chi introduce, propone, divulga: introduttore di riforme, di novità    • 2 •   chi introduce qualcuno alla presenza di altri; in partic., il dignitario che ha l'incarico di presentare gli ambasciatori al capo dello stato.
introduttorio   agg.  (non com.) introduttivo.
introduzione   s.f.    • 1 •   l'introdurre, l'introdursi, l'essere introdotto: l'introduzione di una moneta in un apparecchio telefonico; introduzione di merci dall'estero; l'introduzione della stampa, la sua invenzione e diffusione    • 2 •   presentazione ufficiale: l'introduzione del nuovo ambasciatore a corte  | lettera d'introduzione, (non com.) di presentazione    • 3 •   ciò che si scrive o si dice all'inizio di un libro o di un discorso, prima di entrare in argomento; premessa, prefazione: leggere l'introduzione; dire due parole d'introduzione    • 4 •   guida all'apprendimento di qualcosa; testo che contiene gli elementi essenziali di una materia (anche come titolo di opere specifiche): introduzione alla storia dell'arte    • 5 •   (mus.) breve brano strumentale, eseguito in tempo lento, che precede l'esposizione tematica di una composizione sinfonica.
introflessione   s.f.  (biol.) ripiegamento in dentro di un tessuto o di un organo.
introflesso   part. pass.  di introflettersi   agg.  (biol.) ripiegato in dentro, detto di organo o tessuto.
introflettersi   v. rifl.  [io mi introflètto ecc.] (biol.) ripiegarsi in dentro, detto di organo o tessuto.
introiettare   v. tr.  [io introiètto ecc.] (psicoan.) assimilare, ricevere per introiezione.
introiezione   s.f.    • 1 •   (psicoan.) processo mediante il quale il soggetto assimila e introduce nel proprio io oggetti e aspetti del mondo esterno e loro qualità    • 2 •   (estens.) assimilazione profonda, interiorizzazione.
introitare   v. tr.  [io intròito ecc.] (burocr.) percepire, riscuotere, incassare.
introito   s.m.    • 1 •   incasso, entrata, provento: registrare gli introiti della giornata    • 2 •   (lit.) nella messa di rito romano, il canto iniziale che accompagna l'entrata del celebrante fino all'altare; per estens., la prima parte della messa    • 3 •   (ant.) l'entrare, il penetrare | varco, passaggio.
intromettere   v. tr.  [io intrométto ecc. ; coniugato come mettere] (non com.) mettere dentro o in mezzo; inserire, interporre | intromettersi v. rifl.  mettersi in mezzo tra due persone: s'intromise fra i due litiganti a far da paciere  | ingerirsi in qualcosa; impicciarsi, immischiarsi: intromettersi negli affari degli altri  | v. rifl.  (non com.) intervenire, accadere, verificarsi: cosa non sarà che s'intrometta / da poterti turbar questo pensiero  (ariosto o. f.  iii, 19).
intromissione   s.f.    • 1 •   l'intromettersi; intervento, ingerenza: non tollera intromissioni di estranei nelle sue cose    • 2 •   mediazione, intercessione: tutto s'è accomodato per l'intromissione di un comune amico. 
intronamento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'intronare, l'essere intronato    • 2 •   (ant.) scuotimento, tremito, colpo che introna.
intronare   v. tr.  [io intròno ecc.]    • 1 •   stordire con rumori assordanti o fastidiosi, simili al tuono: intronare gli orecchi; un fragore che introna  | (fig.) intontire, stordire: le vicissitudini degli ultimi mesi mi hanno completamente intronato    • 2 •   scuotere con forza: un rimbombo che intronò l'aria    • 3 •   (ant. , region.) colpire in modo da produrre incrinature, lesioni: intronare un muro | v. intr.  [aus. avere, non com. essere] (non com.)    • 1 •   rintronare    • 2 •   restare intontito, stordito | intronarsi v. rifl.  o intr. pron.  (non com.) stordirsi; rimanere stordito.
intronato   part. pass.  di intronare   agg.  intontito, stordito: essere, rimanere intronato. 
intronfiare   v. intr.  [io intrónfio ecc. ; aus. essere], intronfiarsi v. rifl.  (rar.) diventare tronfio, borioso | imbronciarsi, adombrarsi.
intronizzare   v. tr.  (non com.) insediare in trono: intronizzare un re  | investire di un'alta dignità ecclesiastica: intronizzare un vescovo. 
intronizzazione   s.f.  l'intronizzare; la cerimonia dell'intronizzare.
introspettivo   agg.  che concerne l'introspezione; che è basato sull'introspezione: esame, racconto introspettivo  | che è portato all'introspezione: mente introspettiva  § introspettivamente avv. 
introspezione   s.f.    • 1 •   (psicol.) il metodo sul quale si fonda l'introspezionismo | in senso generale, autosservazione psicologica, analisi interiore    • 2 •   in letteratura, tendenza ad assumere come oggetto d'indagine e di descrizione l'interiorità propria o quella dei personaggi.
introspezionismo   s.m.  indirizzo psicologico sviluppatosi tra l'ultimo quarto dell'ottocento e il primo del novecento, secondo il quale la coscienza è direttamente accessibile all'indagine scientifica e lo scopo della ricerca psicologica consiste nell'analizzarne e descriverne i contenuti elementari e nello scoprire le leggi che ne determinano le varie combinazioni.
introvabile   agg.  si dice di cosa che non si riesce a trovare per la sua rarità: un modello antiquato, ormai introvabile  | di persona con cui è difficile entrare in contatto: il direttore oggi è introvabile. 
introversione   s.f.  (psicol.) tendenza del soggetto a ritirarsi in sé, a orientare verso il proprio mondo interiore interessi ed energie, a rifiutare il contatto col mondo esterno.
introverso   part. pass.  di introvertere   agg.  e s.m.  (psicol.) che, chi ha tendenza all'introversione: un carattere chiuso e introverso; un introverso  § introversamente avv.  (non com).
introvertere   v. tr.  [io introvèrto ecc. ; part. pass. introverso; manca il pass. rem.] (lett.) volgere in dentro, all'interno | introvertersi v. rifl.  (psicol.) ripiegarsi in sé stesso concentrando interessi e attenzione sul proprio mondo interiore e rifiutando il contatto con la realtà esterna.
introvertire   v. tr.  [io introvertisco, tu introvertisci ecc.] (non com.) introvertere | introvertirsi v. rifl.  (non com.) introvertersi.
introvertito   part. pass.  di introvertire   agg.  e s.m.  [f. - a] (psicol.) introverso.
intrudere   v. tr.  [pass. rem. io intrusi, tu intrudésti ecc. ; part. pass. intruso] (lett.) inserire, introdurre, per lo più indebitamente | intrudersi v. rifl.  o intr. pron.  (lett.) inserirsi, intromettersi, mescolarsi: la vita si intrude di forza nelle più dorate fantasie  (landolfi).
intrufolare   v. tr.  [io intrùfolo ecc.] (fam.) introdurre di soppiatto: intrufolare una mano nella tasca di qualcuno  | v. intr.  [aus. avere] (ant.) frugare, rovistare | intrufolarsi v. rifl.  introdursi di soppiatto o indebitamente: i ladri si sono intrufolati di notte nella villa; intrufolarsi tra gli invitati  | (fig.) intromettersi.
intrugliare   v. tr.  [io intrùglio ecc.] (fam.)    • 1 •   mescolare sostanze diverse, spec. cibi e bevande, ricavandone un intruglio (anche assol.): intrugliare in cucina; intrugliare il vino, manipolarlo | intrugliarsi lo stomaco, guastarselo con intrugli vari    • 2 •   (fig.) confondere, imbrogliare: intrugliare le faccende  | intrugliarsi v. rifl.  (fam.)    • 1 •   insudiciarsi    • 2 •   (fig.) immischiarsi in faccende poco pulite.
intruglio   s.m.    • 1 •   mescolanza disgustosa di cibi o bevande | (fam.) medicina di cattivo sapore    • 2 •   (estens.) scritto, discorso, lavoro raffazzonato    • 3 •   (fig.) faccenda poco chiara; intrigo, imbroglio.
intruglione   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona che ha il vizio d'intrugliare o d'intrugliarsi    • 2 •   (fig.) pasticcione; intrigante.
intruppamento   s.m.    • 1 •   l'intruppare, l'intrupparsi    • 2 •   gruppo di persone intruppate.
intruppare   (1) v. tr.  (non com.) unire in truppa; riunire alla truppa | intrupparsi v. rifl.  unirsi alla truppa | (estens.) accodarsi, aggregarsi a un gruppo; unirsi con altri formando un gruppo (spesso spreg.).
intruppare   (2) v. intr.  [aus. avere] (roman.) sbattere, urtare: era un sottoscala, basso che si intruppava con la capoccia sul soffitto  (pasolini) | andare a sbattere con l'automobile o altro mezzo di trasporto contro un ostacolo: ha intruppato facendo marcia indietro. 
intrusione   s.f.    • 1 •   l'intrudere, l'intrudersi; introduzione forzata o indebita di elementi estranei: i disordini sono stati provocati dall'intrusione di teppisti nelle file dei dimostranti    • 2 •   (geol.) complesso di fenomeni che porta alla solidificazione di una massa magmatica in varie zone della litosfera.
intrusivo   agg.  di, relativo a intrusione | rocce intrusive, (geol.) quelle formate dal consolidamento di un magma in zone più o meno profonde della litosfera.
intruso   part. pass.  di intrudere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi si è introdotto indebitamente in un ambiente, in un luogo estraneo: sentirsi un intruso; essere trattato come un intruso. 
intuarsi   v. rifl.  (ant. , lett.) entrare in te; penetrare, leggere nel tuo pensiero: già non attendere' io tua dimanda, / s'io m'intuassi, come tu t'inmii  (dante par.  ix, 80-81).
intubare   v. tr.    • 1 •   (med.) sottoporre a intubazione    • 2 •   (tecn.) inserire in un tubo o in una struttura tubolare: intubare un radiatore, un'elica. 
intubazione   s.f.  (med.) temporanea introduzione di un tubo nella laringe, nell'intestino o in altro condotto anatomico, per immettere o estrarre sostanze: intubazione endotracheale. 
intubettare   v. tr.  [io intubétto ecc.] mettere, confezionare in tubetti: intubettare creme, dentifrici. 
intubettatrice   s.f.  macchina o dispositivo automatico per introdurre prodotti pastosi o liquidi in tubetti.
intugliare   v. tr.  [io intùglio ecc.] (mar.) unire le estremità di due cavi con un nodo o un'impiombatura.
intuibile   agg.  che si può intuire; immaginabile: verità intuibile; un finale inatteso, difficilmente intuibile  § intuibilmente avv. 
intuibilità   s.f.  l'essere intuibile.
intuire   v. tr.  [io intuisco, tu intuisci ecc.]    • 1 •   cogliere l'essenza di qualcosa mediante intuizione; afferrare direttamente con l'intuito una realtà non evidente: intuire le ragioni profonde, intime, di un fatto    • 2 •   (estens.) immaginare, prevedere: ha subito intuito di che si trattava. 
intuitivismo   s.m.  (filos.) intuizionismo.
intuitività   s.f.  l'essere intuitivo: l'intuitività di una verità, di un concetto. 
intuitivo   agg.    • 1 •   relativo all'intuizione: facoltà intuitiva; la conoscenza ha due forme: o è conoscenza «intuitiva» o conoscenza «logica»  (b. croce) ' metodo intuitivo, metodo pedagogico che muove dall'osservazione e dalla diretta esperienza che il fanciullo ha del mondo e non da concetti o da ragionamenti    • 2 •   che si intuisce, si comprende facilmente; evidente: verità intuitiva; è intuitivo che...    • 3 •   dotato di prontezza d'intuito: persona, mente intuitiva  § intuitivamente avv. 
intuito   s.m.    • 1 •   l'intuire; intuizione: conoscere, capire per intuito    • 2 •   capacità d'intuire facilmente; acutezza, perspicacia: avere intuito; un ragazzo pieno d'intuito, dotato di grande intuito. 
intuizione   s.f.    • 1 •   (filos.) percezione diretta ed evidente, senza la mediazione della conoscenza logica, di un oggetto e delle sue relazioni: il concetto di intuizione in cartesio, in kant, in bergson    • 2 •   pronta e acuta percezione della realtà presentimento di fatti futuri o imminenti: ebbe subito l'intuizione del pericolo  | intuizione artistica, l'idea dell'opera d'arte che si forma nella fantasia dell'artista    • 3 •   la capacità d'intuire; disposizione naturale a cogliere prontamente e con chiarezza la soluzione di un problema teorico o pratico: essere dotato d'intuizione    • 4 •   (teol.) la diretta visione di dio, che si ha soltanto per virtù della grazia dopo la morte o nell'estasi.
intuizionismo   s.m.  (filos.) dottrina che pone l'intuizione alla base della conoscenza: l'intuizionismo di bergson, di max scheler  | concezione della matematica secondo cui l'affermazione di esistenza di enti matematici è lecita solo se si dispone di un metodo che ne garantisca la costruibilità mentale.
intuizionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) sostenitore, seguace dell'intuizionismo.
intuizionistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) relativo all'intuizionismo, agli intuizionisti.
intumescente   agg.  (non com.) gonfio, tumido.
intumescenza   s.f.    • 1 •   (non com.) rigonfiamento, gonfiore: tra esse malattie vi è annessa altresì un pochetto di febbre con qualche intumescenza di corpo  (redi)    • 2 •   (bot.) escrescenza che si forma sulla superficie delle piante, soprattutto per eccesso di umidità.
intumidire   v. intr.  [io intumidisco, tu intumidisci ecc. ; aus. essere] (lett.) diventare tumido, gonfio.
inturbantato   agg.  (non com.) che porta in capo un turbante, una bendatura e sim.
inturgidimento   s.m.  l'inturgidire, l'inturgidirsi; la parte inturgidita.
inturgidire   v. intr.  [io inturgidisco, tu inturgidisci ecc. ; aus. essere], inturgidirsi v. rifl.  diventare turgido, gonfiarsi: le vene del collo gli si inturgidirono per lo sforzo  | (fig. lett.) farsi enfatico, pomposo, ridondante (detto dello stile).
inuguale   e deriv.   ⇨ ineguale e deriv. 
inula   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee con capolini gialli le cui radici, disseccate, sono usate in liquoreria e in farmacia (fam.  composite).
inulina   s.f.  (chim.) polisaccaride simile all'amido presente in talune piante; viene usato nella preparazione di alimenti per diabetici.
inulto   agg.  (lett.) invendicato: noi morirem, ma non morrem inulti  (tasso g. l.  ii, 86).
inumanazione   s.f.  nella teologia cristiana, l'assunzione della natura umana da parte di cristo.
inumanità   s.f.  l'essere inumano | atto inumano, crudele.
inumano   agg.  privo di umanità che rivela mancanza di umanità: persona inumana; gesto inumano; è inumano pretendere ciò  | (lett.) che non ha nulla di umano, che non è proprio dell'uomo: nella notte la terra non ha più padroni, / se non voci inumane  (pavese) § inumanamente avv. 
inumare   v. tr.  mettere sotto terra, seppellire: inumare una salma. 
inumazione   s.f.  l'inumare, l'essere inumato; sepoltura.
inumidimento   s.m.  l'inumidire, l'inumidirsi, l'essere inumidito.
inumidire   v. tr.  [io inumidisco, tu inumidisci ecc.] rendere umido: inumidire la biancheria, prima di stirarla; inumidire le labbra, bagnarle leggermente, umettarle | inumidirsi v. rifl.  diventare umido.
inurbamento   s.m.  fenomeno sociale consistente nel trasferimento massiccio di popolazione dalle campagne ai centri industrializzati.
inurbanità   s.f.  l'essere inurbano: l'inurbanità di un comportamento  | atto, detto inurbano, scortese.
inurbano   agg.  privo di cortesia e gentilezza; maleducato, villano: gesti, modi inurbani  § inurbanamente avv. 
inurbarsi   v. rifl.    • 1 •   (rar.) trasferirsi dalla campagna alla città: lo montanaro,..., / quando rozzo e salvatico s'inurba  (dante purg.  xxvi, 68-69)    • 2 •   (estens.) raffinare le proprie maniere; dirozzarsi.
inusato   agg.  (lett.) non usato, che non è nell'uso; inusitato.
inusitato   agg.  (lett.) che non avviene, non si dice o non si fa comunemente; non usuale, insolito, inconsueto: un'espressione inusitata  | (ant.) riferito a persona, non abituato, non avvezzo § inusitatamente avv. 
inutile   agg.  che non serve a nulla, che non ha alcuna utilità superfluo, inefficace: parole inutili; lavoro inutile; fu tutto inutile; sentirsi inutile; è inutile che tu insista  § inutilmente avv.  senza utilità, senza risultato; invano: sforzarsi, arrabbiarsi inutilmente. 
inutilità   s.f.  l'essere inutile; inefficacia: l'inutilità di un provvedimento. 
inutilizzabile   agg.  che non può essere utilizzato; inservibile: una macchina inutilizzabile. 
inutilizzare   v. tr.    • 1 •   non utilizzare: inutilizzare le risorse accumulate    • 2 •   rendere inutile, inservibile: inutilizzare un'arma. 
inutilizzato   part. pass.  di inutilizzare   agg.  che non è o non è stato utilizzato; malamente impiegato, sprecato: somme inutilizzate; una settimana inutilizzata. 
inutilizzazione   s.f.  il non utilizzare, il non essere utilizzato.
inuzzolire   v. tr.  [io inuzzolisco, tu inuzzolisci ecc.] (tosc. , lett.) far venire a qualcuno l'uzzolo, il desiderio di qualcosa; invogliare | inuzzolirsi v. rifl.  invaghirsi, incapricciarsi di qualcosa.
invacchimento   s.m.  l'invacchire.
invacchire   v. intr.  [io invacchisco, tu invacchisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   gonfiarsi assumendo aspetto lucido e teso, detto del baco da seta affetto da giallume    • 2 •   (pop.) detto di persona, afflosciarsi, appesantirsi | (fig.) perdere vitalità e lucidità mentale.
invadente   part. pres.  di invadere   agg.  e s.m.  e f.  che, chi si immischia troppo nei fatti altrui; indiscreto, intrigante § invadentemente avv. 
invadenza   s.f.  l'essere invadente.
invadere   v. tr.  [pass. rem. io invasi, tu invadésti ecc. ; part. pass. invaso]    • 1 •   occupare con la violenza un territorio: i tedeschi invasero la polonia nel 1939  | occupare in gran numero, affollare: invadere il teatro, una sala    • 2 •   (fig.) propagarsi in un luogo, dilagarvi: il colera aveva invaso la città; un frastuono di ferraglie invadeva il cortile  (calvino) | impossessarsi dell'animo, della mente di una persona: un cieco furore l'invase    • 3 •   (fig.) arrogarsi qualcosa che spetta ad altri; usurpare: invadere il campo di un altro; invadere i poteri di qualcuno. 
invaghimento   s.m.  (lett.) l'invaghirsi | la condizione psicologica di chi è invaghito.
invaghire   v. tr.  [io invaghisco, tu invaghisci ecc.] rendere vago, desideroso; suscitare in qualcuno il desiderio di qualcosa, far nascere un sentimento d'amore | invaghirsi v. rifl.  accendersi di desiderio per qualcuno o per qualcosa; innamorarsi in modo acuto, ma non duraturo: invaghirsi di una donna, di un gioiello, di un progetto. 
invaginare   v. tr.  [io invagìno ecc.] (lett.) riporre un'arma nel fodero | invaginarsi v. rifl.  (fisiol.) ripiegarsi in dentro, detto di organo cavo o di canale.
invaginazione   s.f.  (fisiol.) ripiegamento all'interno di un organo cavo.
invaiare   v. intr.  [io invàio ecc. ; aus. essere] assumere un colore più scuro, detto di frutta che volge alla maturazione | v. tr.  (non com.) far diventare nero.
invaiatura   s.f.  cambiamento di colore dei frutti (spec. uva e olive) che, all'inizio della maturazione, cominciano a scurirsi.
invaiolare   v. intr.  e tr.  [io invaiòlo ecc. ; aus. dell'intr. essere] (tosc.) invaiare.
invalere   v. intr.  [coniugato come valere; aus. essere; usato esclusivamente nella terza pers. sing. e pl. e nel part. pass. invalso] prender piede, diffondersi, affermarsi (detto di usanze, di opinioni ecc.): una moda che è invalsa negli ultimi anni. 
invalicabile   agg.  che non può essere valicato, superato (anche fig.): una montagna invalicabile; difficoltà, limiti invalicabili. 
invalicabilità   s.f.  l'essere invalicabile.
invalidabile   agg.  che può essere invalidato.
invalidabilità   s.f.  (non com.) l'essere invalidabile: invalidabilità di un contratto, di un ragionamento. 
invalidamento   s.m.  l'invalidare, l'essere invalidato: l'invalidamento di una nomina, di un provvedimento di legge. 
invalidante   part. pres.  di invalidare   agg.    • 1 •   (dir.) che rende nullo, non valido: clausola invalidante    • 2 •   che rende invalido: lesioni invalidanti, quelle che causano invalidità fisica e di conseguenza inabilità totale o parziale al lavoro.
invalidare   v. tr.  [io invàlido ecc.]    • 1 •   (dir.) rendere, dichiarare nullo, non valido: invalidare un contratto, un testamento    • 2 •   (estens.) dimostrare la debolezza, l'infondatezza, l'erroneità di qualcosa: invalidare una tesi, un'argomentazione. 
invalidazione   s.f.  invalidamento.
invalidità   s.f.    • 1 •   mancanza di validità: invalidità di una tesi  | (dir.) condizione di un atto che non sia idoneo a produrre gli effetti giuridici per i quali è stato compiuto: invalidità di un contratto    • 2 •   detto di persona, l'essere invalido; inabilità al lavoro: invalidità temporanea, permanente; invalidità parziale, totale; assicurazione per l'invalidità e la vecchiaia. 
invalido   agg.    • 1 •   si dice di persona che, per età, malattia o infortunio, non sia in grado di svolgere il suo lavoro abituale o anche un lavoro qualsiasi: rimanere invalido; essere invalido al lavoro    • 2 •   (dir.) privo di validità, di efficacia giuridica: atto, documento invalido   s.m.  [f. -a] persona invalida: invalido di guerra, civile, del lavoro; grande invalido, che ha riportato menomazioni particolarmente gravi.
invaligiare   v. tr.  [io invalìgio ecc.]    • 1 •   (non com.) mettere in una valigia o in valigie    • 2 •   (ant.) ingannare; burlare.
invalso   part. pass.  di invalere   agg.  molto usato; diffuso: un comportamento, un sistema ormai invalso. 
invanire   v. tr.  [io invanisco, tu invanisci ecc.] (rar.) rendere vanitoso | v. intr.  [aus. essere], invanirsi v. rifl.  (rar.) diventare vanitoso; insuperbirsi: le vostre laude non mi hanno fatto invanire  (guicciardini).
invano   non com. in vano, avv.  inutilmente; senza effetto, senza risultato: lottare, chiamare, tentare invano  | essere invano, essere inutile: purtroppo, tutto fu invano. 
invar   ® s.m.  (metall.) acciaio speciale ad alto contenuto di nichel, quasi insensibile alla dilatazione termica, usato in orologeria e meccanica di precisione.
invariabile   agg.    • 1 •   non variabile, non soggetto a variazioni; costante, fisso: clima, umore invariabile    • 2 •   (gramm.) si dice di parte del discorso non soggetta a flessione (avverbio, preposizione, congiunzione, interiezione); anche, di vocaboli la cui terminazione rimane immutata quando mutano di genere (p. e. nipote) o di numero (p. e. virtù) § invariabilmente avv.  senza mai variare, sempre nello stesso modo; costantemente: a tutte le nostre domande rispondeva invariabilmente di no. 
invariabilità   s.f.  l'essere invariabile.
invariante   agg.  e s.f.  (mat. , fis.) si dice di equazione, formula, legge, grandezza fisica che non varia col cambiare del sistema di riferimento spaziale e temporale; più in generale, di qualsiasi ente che conserva sempre lo stesso valore o la stessa forma rispetto ad altre variabili.
invariantivo   agg.  (scient.) che non varia; che non produce variazione | proprietà invariantiva, quella della sottrazione per cui, aggiungendo o togliendo uno stesso numero al sottraendo e al minuendo, la differenza non cambia, e quella della divisione per cui, moltiplicando o dividendo per uno stesso numero il dividendo e il divisore, il quoziente non cambia.
invarianza   s.f.  (mat. , fis.) proprietà di equazioni, formule, leggi ecc., di rimanere inalterate, valide rispetto a opportune trasformazioni delle variabili che vi figurano.
invariato   agg.  che non subisce o non ha subito variazione: le condizioni meteorologiche resteranno invariate  § invariatamente avv.  senza variazione.
invasamento   s.m.  l'essere invasato; esaltazione.
invasare   (1) v. tr.  impossessarsi dell'animo e della mente di qualcuno, detto di sentimento violento (si usa per lo più nella forma passiva): essere invasato dall'odio, dalla gelosia  | essere invasato dal demonio, da un dio, esserne posseduto, dominato completamente | invasarsi v. rifl.  entusiasmarsi, invaghirsi in modo ossessivo di qualcuno o di qualcosa: invasarsi di un'idea. 
invasare   (2) v. tr.    • 1 •   mettere in un vaso; in partic., mettere una pianta in un vaso    • 2 •   (mar.) munire di invasatura    • 3 •   riempire un bacino, un serbatoio.
invasato   part. pass.  di invasare    • 1 •   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi è dominato, ossessionato da una passione esclusiva e incontrollabile: comportarsi come un invasato. 
invasatura   s.f.    • 1 •   l'invasare, il mettere una pianta in un vaso    • 2 •   (mar.) slitta di grosse travi costruita sotto la nave e destinata a sostenerla durante il varo, scivolando con essa sul piano di scorrimento dello scalo; anche, incastellatura sulla quale si posano, a terra, le piccole imbarcazioni.
invasione   s.f.  l'invadere, l'essere invaso: un'invasione di cavallette; le invasioni barbariche  | invasione del campo, irruzione degli spettatori su un campo di gioco per protesta o per festeggiare la squadra vincente.
invasivo   agg.    • 1 •   (non com.) che invade, che tende a invadere    • 2 •   (med.) si dice di manovre diagnostiche o terapeutiche che comportano penetrazione in una cavità dell'organismo; anche, di processo morboso che tende a propagarsi nell'organismo.
invaso   s.m.    • 1 •   l'operazione con cui si dispone una pianta in un vaso; invasatura    • 2 •   la capacità di un serbatoio idrico; anche, l'afflusso delle acque in un serbatoio o in altra opera idraulica.
invasore   agg.  e s.m.  [f. non com. invaditrice] che, chi invade: esercito invasore; respingere gli invasori. 
invecchiamento   s.m.    • 1 •   l'invecchiare, il diventare vecchio (di cosa o persona)    • 2 •   in enologia, maturazione dei vini che, conservati per lungo tempo, migliorano in gusto e qualità    • 3 •   trasformazione fisica e chimica di una sostanza per effetto del tempo: l'invecchiamento della gomma  | invecchiamento artificiale, trattamento cui si sottopone un materiale per fargli acquisire in breve tempo le caratteristiche che acquisirebbe naturalmente in un tempo maggiore.
invecchiare   v. intr.  [io invècchio ecc. ; aus. essere]    • 1 •   diventare vecchio o più vecchio | (estens.) perdere il vigore e la freschezza, indipendentemente dall'avanzare nell'età: è molto invecchiato in questi ultimi tempi    • 2 •   (fig.) passare di moda, perdere attualità: una moda che invecchierà velocemente  | v. tr.    • 1 •   rendere, lasciar diventare vecchio: invecchiare un vino    • 2 •   sottoporre a invecchiamento artificiale    • 3 •   far sembrare più vecchio: questo vestito ti invecchia. 
invece   ant. in vece, avv.  al contrario: credevo di trovarlo, invece non c'era  | con valore rafforzativo, è spesso preceduto da ma  o mentre : doveva partire ma invece è rimasto  | nella loc. prep. invece di  o in vece di, in luogo di, al posto di: invece di rispondere ha alzato le spalle; in vece di giorgio verrai tu  | seguito da agg. possessivo, ha sempre grafia divisa: in vece tua verrà umberto. 
inveggia   s.f.  (ant.) invidia: l'anima divisa / dal corpo suo per astio e per inveggia  (dante purg.  vi, 19-20).
inveggiare   v. tr.  [io invéggio ecc.] (ant.) invidiare, ammirare con desiderio | (estens.) lodare, esaltare: ad inveggiar cotanto paladino / mi mosse l'infiammata cortesia / di fra tommaso  (dante par.  xii, 142-144).
inveire   v. intr.  [io inveisco, tu inveisci ecc. ; aus. avere] scagliarsi contro qualcuno o qualcosa con parole violente, ingiurie o improperi: inveire contro il governo, contro la corruzione. 
invelare   v. tr.  [io invélo ecc.] (mar.) fornire di vele un'imbarcazione | v. intr.  [aus. avere] (mar.) spiegare le vele.
invelenire   v. tr.  [io invelenisco, tu invelenisci ecc.] riempire di astio, di rancore; inasprire, portare all'esasperazione: le malignità lo hanno invelenito  | invelenire una discussione, incattivirla, inasprirla | v. intr.  [aus. essere], invelenirsi v. rifl.  divenire pieno di rabbia, di risentimento; adirarsi: (si) è invelenito per il torto ricevuto  | inasprirsi, aggravarsi: la questione si è invelenita. 
invelenito   part. pass.  di invelenire   agg.  esasperato; cattivo, animoso: un dibattito invelenito; un rancore invelenito. 
invendibile   agg.  che non si può o non si riesce a vendere: merce invendibile. 
invendibilità   s.f.  l'essere invendibile.
invendicabile   agg.  (non com.) che, per la sua gravità, non può essere adeguatamente vendicato: un oltraggio invendicabile. 
invendicato   agg.  non vendicato: delitto invendicato. 
invenduto   agg.  non venduto: prodotto invenduto   s.m.  il complesso delle giacenze di merce invenduta: rendere l'invenduto. 
invenia   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   scusa, perdono    • 2 •   atto di adorazione, supplica; complimento esagerato, smanceria: troppo lunghe invenie con la diplomazia a londra e a parigi, invece di far causa comune con toscana e roma  (carducci).
inventare   v. tr.  [io invènto ecc.]    • 1 •   ideare, escogitare cose nuove, per lo più a fini pratici: galileo inventò il cannocchiale; inventare un gioco  | inventare l'acqua calda, l'ombrello, (fig.) dire, fare una cosa ovvia, di nessuna originalità | inventarne delle belle, di tutti i colori, combinare guai, scherzi e sim.    • 2 •   concepire, creare con la fantasia a fini artistici: inventare una trama avvincente, un singolare personaggio    • 3 •   pensare o dire cose non vere: inventare una scusa, una bugia; inventare di sana pianta, completamente.
inventariabile   agg.  si dice di un bene che per le sue caratteristiche può essere inventariato: i materiali di consumo non sono inventariabili. 
inventariare   v. tr.  [io inventàrio ecc.] (burocr.) fare l'inventario di un complesso di beni o di oggetti; registrare in un inventario: inventariare i libri di una biblioteca, le giacenze di magazzino. 
inventariazione   s.f.  (burocr.) operazione dell'inventariare; registrazione in un inventario.
inventario   s.m.    • 1 •   enumerazione, descrizione e valutazione, effettuata di solito periodicamente, degli elementi di un patrimonio o di una parte di esso; per estens., elenco particolareggiato e completo di una serie di oggetti o di elementi (anche fig.): fare l'inventario; l'inventario dei mobili di un ufficio; mi ha fatto l'inventario di tutti i suoi mali    • 2 •   (estens.) catalogo, registro in cui si elencano i beni inventariati.
inventato   part. pass.  di inventare   agg.  non reale, falso: notizie inventate. 
inventiva   s.f.    • 1 •   facoltà d'inventare, d'immaginare; fantasia: essere povero d'inventiva; un narratore di grande inventiva    • 2 •   (ant.) trovata, invenzione, stratagemma: per inventive ulisse e per ingegni / ciascun vincea  (pindemonte).
inventivo   agg.    • 1 •   che si riferisce all'inventare, che concerne l'ideazione, la creazione fantastica: facoltà, forza, capacità inventiva  | che è portato a inventare, che è ricco di immaginazione creativa: ingegno, autore inventivo    • 2 •   che è frutto di invenzione: la parte inventiva e la parte storica di un romanzo  § inventivamente avv.  con inventiva, creativamente.
inventore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi inventa; ideatore, scopritore: il genio inventore di leonardo; l'inventore della pila elettrica. 
inventrarsi   v. rifl.  [io m'invèntro ecc.] (ant. , lett.) addentrarsi: luce divina sopra me s'appunta, / penetrando per questa in ch'io m'inventro  (dante par.  xxi, 83-84).
invenusto   agg.  (lett.) non bello, privo di grazia; dimesso, disadorno § invenustamente avv. 
invenzione   s.f.    • 1 •   l'inventare, l'essere inventato; la cosa inventata: l'invenzione della stampa, del telefono; la ruota è un'invenzione antichissima  | invenzione industriale, quella suscettibile di applicazioni industriali, che si può tutelare con brevetto    • 2 •   bugia, fandonia, falsità: non credergli, sono tutte invenzioni    • 3 •   nella retorica classica la scelta preliminare degli argomenti di un'orazione o di un'opera letteraria    • 4 •   creazione, prodotto della facoltà immaginativa: invenzione poetica  | la capacità in un artista di inventare: uno scrittore ricco di invenzione    • 5 •   espediente, stratagemma, trovata: una diabolica invenzione    • 6 •   (lett.) ritrovamento: l'invenzione della croce, il suo miracoloso ritrovamento, che la tradizione attribuisce a sant'elena    • 7 •   (mus.) breve composizione strumentale a due o tre voci, in forma libera e stile imitato, in uso dal sec. xvii    • 8 •   (dir.) ritrovamento di un oggetto smarrito da altri che determina l'acquisizione della sua proprietà.
inver   o inver', prep.  (poet.) verso: e noi movemmo i piedi inver' la terra  (dante inf.  ix, 104).
inveramento   s.m.  (lett.) l'inverarsi, il farsi vero.
inverare   v. tr.  [io invéro ecc.] (lett.) rendere vero; riconoscere come vero | inverarsi v. rifl.    • 1 •   (lett.) acquistare concretezza, realtà realizzarsi, attuarsi: la filosofia deve diventare politica per inverarsi  (gramsci)    • 2 •   nella filosofia hegeliana, detto della tesi e dell'antitesi, divenire vere e reali nella sintesi che le concilia    • 3 •   (ant. poet.) partecipare della verità di dio: e quello avea la fiamma più sincera / cui men distava la favilla pura, / credo, però che più di lei s'invera  (dante par.  xxviii, 37-39).
inverdimento   s.m.  l'inverdire, l'inverdirsi.
inverdire   v. tr.  [io inverdisco, tu inverdisci ecc.] rendere verde | v. intr.  [aus. essere], inverdirsi v. rifl.  divenire verde: la campagna (si) è inverdita. 
inverecondia   s.f.  mancanza di verecondia, di pudore | (estens.) sfacciataggine, spudoratezza.
inverecondo   agg.  privo di verecondia, di pudore; impudico, sfacciato: atti inverecondi; immagini invereconde  § inverecondamente avv. 
invergare   v. tr.  [io invérgo, tu invérghi ecc.]    • 1 •   (mar.) inferire    • 2 •   nella tessitura, dare stabilità e ordine ai fili rafforzando l'ordito con le verghe.
inverisimile   e deriv.   ⇨ inverosimile e deriv. 
invermigliare   v. tr.  (lett.) far diventare vermiglio; arrossare: invermiglia april vergini rose / in sul mattin ridenti  (chiabrera).
inverminire   v. intr.  [io inverminisco, tu inverminisci ecc. ; aus. essere], inverminirsi v. rifl.    • 1 •   divenire verminoso; fare vermi: il formaggio (si) è inverminito    • 2 •   (fig. non com.) corrompersi.
invernale   agg.    • 1 •   dell'inverno; che è proprio dell'inverno o presenta caratteri simili a quelli dell'inverno: stagione invernale; clima, freddo invernale; una giornata invernale    • 2 •   adatto per l'inverno: abito invernale    • 3 •   che avviene o si fa d'inverno: vacanze, sport invernali. 
invernamento   s.m.  in apicoltura, l'insieme delle operazioni con cui si predispongono gli alveari alla stagione invernale.
invernare   v. intr.  [io invèrno ecc. ; aus. avere] (ant.) svernare, trascorrere l'inverno in un luogo.
invernata   s.f.  una singola stagione invernale, considerata spec. nella sua durata o nel suo clima: passare l'invernata; un'invernata particolarmente fredda. 
invernengo   o vernengo, agg.  [pl. m. -ghi] (lomb.) si dice dei prodotti agricoli di maturazione tardiva o di produzione invernale | formaggio invernengo, tipo particolare di grana padano, prodotto nel periodo che va dalla fine di settembre ad aprile.
inverniciare   v. tr.  [io invernìcio ecc.] (non com.) verniciare | inverniciarsi v. rifl.  (scherz.) imbellettarsi.
inverniciata   s.f.  (non com.) l'inverniciare rapidamente; verniciata: dare un'inverniciata a un mobile.  dim. inverniciatina. 
inverniciatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) verniciatore.
inverniciatura   s.f.  (non com.) verniciatura (anche fig.).
inverno   s.m.  la stagione più fredda dell'anno; nell'emisfero boreale inizia intorno al 21 dicembre e termina intorno al 21 marzo; nell'emisfero australe inizia intorno al 21 giugno e termina intorno al 23 settembre | inverno mite, rigido; entrare nell'inverno; essere nel cuore dell'inverno  | quartieri d'inverno, (mil.) un tempo, quelli in cui svernavano le truppe | da inverno, invernale: vestiti da inverno.  pegg. invernaccio. 
invero   non com. in vero, avv.  (lett.) davvero, veramente, in verità: io dissento, e invero l'avevo detto fin dall'inizio. 
inverosimiglianza   meno com. inverisimiglianza, s.f.    • 1 •   l'essere inverosimile: l'inverosimiglianza di una notizia    • 2 •   spec. pl.  ciò che è inverosimile: le inverosimiglianze d'un racconto. 
inverosimile   meno com. inverisimile, agg.  non verosimile; che ha l'apparenza di falso, di inventato: una storia, una notizia inverosimile  | straordinario, enorme: una folla inverosimile   s.m.  cio che è inverosimile, assurdo, incredibile: la cosa ha dell'inverosimile; mangiare fino all'inverosimile  § inverosimilmente avv. 
inversione   s.f.    • 1 •   l'invertire, l'essere invertito: di marcia, di rotta; | inversione di tendenza, radicale mutamento di direzione, detto spec. di orientamento politico e di tendenze sociali, commerciali ecc.: nei prossimi anni si prevede un'inversione di tendenza nel mercato delle automobili usate  | inversione termica, (meteor.) alterazione del normale gradiente termico atmosferico per cui la temperatura aumenta con l'altezza anziché diminuire | inversione di campo, (sport) nei giochi a squadre, il cambio della metà campo di gioco dopo la prima parte della gara | inversione sessuale, omosessualità    • 2 •   (ret.) disposizione delle parole nel periodo secondo un ordine diverso da quello normale, al fine di ottenere particolari effetti espressivi (p. e. lo dici tu!) | inversione di frase, di lettere, in enigmistica, gioco consistente nel cambiare l'ordine delle parole in una frase o delle lettere in una parola in modo da ottenere una frase o una parola diversa da quella iniziale    • 3 •   (foto.) procedimento chimico mediante cui la pellicola invertibile viene trasformata direttamente in positiva    • 4 •   (chim.) reazione attraverso la quale uno zucchero viene trasformato in un suo epimero    • 5 •   (med.) rovesciamento di un organo: inversione uterina, estroflessione    • 6 •   (mus.) nella fuga, riproduzione di un tema che comporta la trasformazione degli intervalli ascendenti in discendenti e viceversa.
inversivo   agg.    • 1 •   (non com.) che inverte, che serve a invertire    • 2 •   (ling.) si dice dei prefissi che danno a una parola un significato inverso (p. e. s-, dis-, in- : comodo, scomodo; seppellire, disseppellire; utile, inutile).
inverso   (1) agg.    • 1 •   contrario, opposto rispetto a un altro, al precedente o a qualcosa di normale, di abituale: un caso inverso; procedere in senso inverso; disporre in ordine inverso  | costruzione inversa, quella ottenuta invertendo l'ordine normale dei termini d'una proposizione per raggiungere particolari effetti espressivi (p. e. sempre caro mi fu quest'ermo colle, leopardi l'infinito  1) | dizionario, indice inverso, in cui le singole voci sono ordinate alfabeticamente partendo non dalla prima lettera ma dall'ultima    • 2 •   (sett.) che è di cattivo umore, mal disposto    • 3 •   (mat.) si dice di due numeri o di due frazioni tali che, moltiplicati tra loro, danno come prodotto    • 1 •   | teorema inverso, quello in cui, rispetto a un altro, si scambia l'ipotesi con la tesi | elemento inverso, rispetto a un'operazione, è l'elemento che, composto con un elemento dato, dà l'elemento neutro; p. e. 1a  è l'inverso di a  rispetto alla moltiplicazione: (1/a)a  a°    • 1 •   | operazione inversa, quella che si definisce partendo dal risultato e da uno dei termini di un'operazione data (p. e. la sottrazione rispetto all'addizione, la divisione rispetto alla moltiplicazione) | funzione inversa, quella che si ottiene da un'altra esplicitandola rispetto alla variabile indipendente    • 4 •   (bot.) si dice di organo che ha la base in alto e l'apice in basso    • 5 •   (ling.) si dice di verbi che, senza mutare forma, possono essere transitivi o intransitivi  s.m.  l'opposto, il contrario: fa sempre l'inverso di quello che gli dico  | all'inverso, alla rovescia, in senso opposto, al contrario § inversamente avv.  in senso, in ordine inverso: grandezze inversamente proporzionali, legate da un rapporto di proporzionalità inversa.
inverso   (2) non com. in verso, prep.    • 1 •   (ant.) verso: presero adunque le donne e gli uomini in verso un giardinetto la via  (boccaccio dec.  ii, 10)    • 2 •   (lett.) in confronto, in paragone: acutamente sì, che 'nverso d'ella / ogni dimostrazion mi pare ottusa  (dante par.  xxiv, 95-96).
inversore   s.m.  (tecn.) invertitore | inversore di spinta, negli aeroplani con motore a getto, dispositivo frenante che agisce invertendo il senso del flusso di scarico.
invertasi   s.f.  (chim.) enzima presente nei succhi intestinali, capace di scindere il saccarosio in glucosio e fruttosio.
invertebrato   agg.  e s.m.    • 1 •   (zool.) si dice di animale privo di scheletro interno (p. e.  molluschi, artropodi, celenterati, protozoi)    • 2 •   (fig.) si dice di persona debole, molle, priva di carattere.
invertibile   agg.    • 1 •   che si può invertire    • 2 •   (foto.) si dice di pellicola o lastra che, mediante sviluppo, può essere trasformata in immagine positiva    • 3 •   (fis.) in termodinamica, reversibile: trasformazione invertibile    • 4 •   (elettr.) si dice di macchina elettrica che può funzionare sia come generatore sia come motore.
invertibilità   s.f.  (non com.) l'essere invertibile.
invertire   v. tr.  [io invèrto ecc.  (meno com. io invertisco, tu invertisci ecc.)]    • 1 •   volgere nel senso, nella direzione opposta: invertire la marcia, la rotta  | invertire una corrente, (elettr.) cambiare il verso di una corrente in un circuito    • 2 •   cambiare di posto; mettere in un ordine, in una disposizione contraria a quella precedente: invertire i termini; invertire la collocazione di due mobili  | invertire le parti, capovolgere la situazione così che qualcuno si trovi nella condizione che prima era di qualcun altro    • 3 •   (mat.) mutare un ordine o una funzione: invertire un teorema, costruirne il teorema inverso; invertire una frazione, scambiare il numeratore con il denominatore | invertirsi v. rifl.  capovolgersi, rovesciarsi: le parti si sono invertite. 
invertito   part. pass.  di invertire   agg.    • 1 •   disposto in senso contrario; rovesciato: in uno specchio le immagini risultano invertite  | consonanti invertite, (ling.) articolate tenendo la punta della lingua rivolta all'indietro e appoggiata al palato duro; consonanti cacuminali | rime invertite, quelle che, nelle terzine del sonetto, rispondono allo schema abc cba    • 2 •   (chim.) si dice dello zucchero comune o saccarosio quando è scisso in glucosio e fruttosio, con inversione del potere rotatorio da destrogiro a levogiro  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi presenta inversione del comportamento sessuale; omosessuale § invertitamente avv.  in senso contrario.
invertitore   s.m.    • 1 •   (tecn.) dispositivo che serve a invertire il senso di un movimento    • 2 •   (elettr.) dispositivo che trasforma la corrente continua in corrente alternata | dispositivo che cambia il senso della corrente.
invescamento   s.m.  l'invescare, l'invescarsi, l'essere invescato (anche fig.).
invescare   v. tr.  [io invésco, tu invéschi ecc.] (ant. , lett.) invischiare (anche fig.) | invescarsi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   invischiarsi | (fig.) lasciarsi attrarre da lusinghe, cadere in insidie; innamorarsi: dolci parole ai be' rami m'han giunto / ove soavemente il cor s'invesca  (petrarca canz.  ccxi, 10-11)    • 2 •   (fig.) trattenersi, indugiare: e voi non gravi / perch'io un poco a ragionar m'inveschi  (dante inf.  xiii, 56-57).
investibile   agg.  che si può investire: denaro, capitale investibile. 
investibilità   s.f.  l'essere economicamente investibile.
investigabile   agg.  che si può investigare: segreti, misteri non investigabili. 
investigamento   s.m.  (non com.) l'investigare; investigazione.
investigare   v. tr.  [io invèstigo, tu invèstighi ecc.  (ant. io investìgo ecc.)] esaminare a fondo, cercare di conoscere, seguendo accuratamente ogni indizio: investigare i fenomeni della natura; investigare il movente del delitto  | v. intr.  [aus. avere] compiere minuziose ricerche; indagare: la polizia sta investigando sulla rapina. 
investigativo   agg.  d'investigazione, che concerne l'investigazione: attività investigativa  | che ha il compito d'investigare, che è addetto alle investigazioni: agente, nucleo investigativo. 
investigatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi investiga | investigatore privato, chi per professione, su incarico di privati, compie ricerche intorno a reati o raccoglie informazioni; detective.
investigazione   s.f.  l'investigare; indagine: investigazione scientifica, storica; investigazione giudiziaria, quella condotta dalla polizia giudiziaria al fine di accertare le prove di un reato.
investimento   s.m.    • 1 •   (econ.) creazione di nuovi mezzi di produzione: beni d'investimento; remuneratività dell'investimento; investimenti privati e pubblici; politica degli investimenti, quella che cerca di stimolarli per accrescere l'occupazione | (estens.) l'ammontare della somma investita: un investimento di  10 miliardi    • 2 •   investimento (finanziario), impiego di fondi in forme (azioni, titoli di stato, immobili, oro ecc.) che prospettano un reddito più elevato o un aumento del valore reale: l'investimento immobiliare protegge dall'inflazione    • 3 •   urto, collisione; in partic., urto di un veicolo contro un altro o contro pedoni o animali: rimanere vittima di un investimento    • 4 •   (mar.) arenamento    • 5 •   (mil.) complesso delle operazioni con cui si stringe d'assedio una piazzaforte per costringerla alla resa    • 6 •   (psicoan.) concentrazione di una determinata quantità di energia pulsionale su un oggetto, su una parte del corpo o su una rappresentazione mentale: investimento libidico, quello che utilizza l'energia della pulsione sessuale.
investire   v. tr.  [io invèsto ecc.]    • 1 •   conferire ufficialmente un possesso, un ufficio, una carica: investire un vassallo di un feudo; investire del titolo di duca; fu investito di pieni poteri  | della questione è stata investita la magistratura, è stata messa in condizione di esercitare i suoi poteri, in seguito a denuncia, esposto e sim.    • 2 •   (econ.) effettuare un investimento: investire in azioni, in immobili, in opere d'arte; investire nei settori d'avanguardia    • 3 •   colpire con violenza; urtare, cozzare contro: le onde investivano la scogliera; l'automobile investì un gruppo di passanti  | aggredire, assalire (anche fig.): l'esercito investì le posizioni nemiche; investire qualcuno con insulti, con minacce    • 4 •   (ant.) rivestire, ricoprire | v. intr.  [aus. avere] detto di un natante, urtare contro un ostacolo | investirsi v. rifl.  immedesimarsi, compenetrarsi: investirsi di un ruolo, di una parte; investirsi della propria autorità, farla valere, spec. in modo ostentato; investirsi delle proprie responsabilità, assumersele.
investito   part. pass.  di investire   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha subito un investimento stradale.
investitore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi investe: dopo l'incidente l'investitore è fuggito    • 2 •   (econ.) che, chi realizza un investimento | investitori istituzionali, banche, compagnie di assicurazione, fondi comuni d'investimento che, per legge o per statuto, effettuano sistematicamente investimenti sul mercato finanziario.
investitura   s.f.  conferimento di un feudo, di un beneficio ecclesiastico, di una carica e sim.; la cerimonia con cui si investe | lotta per le investiture, nel sec. xi, contesa tra il papato e l'impero per decidere a chi spettasse concedere i benefici ecclesiastici legati ai feudi.
investment trust   loc. sost. m. invar.  (econ.) fondo comune di investimento.
inveterare   v. intr.  [io invètero ecc. ; aus. essere] (ant. , lett.) diventare vecchio | (estens.) perseverare, radicarsi (per lo più in qualcosa di negativo).
inveterato   part. pass.  di inveterare   agg.  che è radicato in modo tale da non potersi facilmente eliminare o correggere: un odio inveterato; un'abitudine inveterata  § inveteratamente avv. 
invetriare   v. tr.  [io invétrio ecc.]    • 1 •   ricoprire qualcosa di una vernice vitrea: invetriare le maioliche    • 2 •   rendere simile a un vetro: il gelo aveva invetriato le strade    • 3 •   munire di vetri; chiudere con vetri: invetriare una finestra. 
invetriata   s.f.    • 1 •   chiusura a vetri di una finestra, di una veranda e sim.    • 2 •   (scherz.) occhiali    • 3 •   (mar.) osteriggio.
invetriato   part. pass.  di invetriare   agg.    • 1 •   ricoperto di una vernice vitrea: terrecotte invetriate; occhio invetriato, (fig.) vitreo, fisso | (fig.) impudente, sfacciato: l'avv. geminardo broca sollevò la fronte invetriata e trasse istintivamente l'orologio di tasca  (faldella)    • 2 •   (non com.) ricoperto di ghiaccio, ghiacciato: strada invetriata. 
invetriatura   s.f.    • 1 •   l'invetriare terrecotte e maioliche; anche, la vernice vitrea usata    • 2 •   il mettere i vetri a finestre, verande e sim. | vetrata.
invettiva   s.f.  frase o discorso irruente diretto ad accusare o a oltraggiare qualcuno, a denunciare fatti o situazioni che sono o si ritengono deplorevoli: pronunciare un'invettiva; lanciare invettive contro la corruzione politica. 
inviare   v. tr.  [io invìo ecc.]    • 1 •   mandare, spedire, indirizzare: inviare un pacco, una lettera; inviare saluti, ringraziamenti; inviare un messaggero    • 2 •   (fig.) rivolgere: inviare il pensiero, lo sguardo    • 3 •   (ant.) mettere sulla via, guidare.
inviato   part. pass.  di inviare   s.m.  [f. -a] chi è mandato da un governo, da una persona o da un ente in un luogo con determinati incarichi; emissario | inviato speciale, giornalista mandato in una località per seguire avvenimenti di grande importanza o per svolgere un'inchiesta | inviato straordinario, in diplomazia, chi viene mandato presso un governo straniero con incarichi speciali.
invidia   s.f.    • 1 •   sentimento di cruccio astioso per la felicità, la fortuna, il benessere altrui: avere invidia di qualcuno  (o contro qualcuno); provare, nutrire invidia per qualcuno; crepare d'invidia; essere roso dal tarlo dell'invidia  | (teol.) uno dei sette vizi capitali, consistente nel dolore per il bene altrui, considerato come una lesione o una diminuzione del bene proprio. dim. invidietta, invidiuccia    • 2 •   desiderio di avere ciò che altri ha, non accompagnato però da malanimo; ammirazione, emulazione: ha una salute da fare invidia  | la persona o la cosa che suscita tale sentimento: ha una casa che è l'invidia di tutti. 
invidiabile   agg.  che suscita ammirazione e invidia: una posizione, un carattere invidiabile; trovarsi in una situazione non invidiabile, poco invidiabile  § invidiabilmente avv. 
invidiare   v. tr.  [io invìdio ecc.]    • 1 •   provare invidia per qualcosa o qualcuno: invidiare la fortuna, la ricchezza altrui; invidiare qualcuno per i suoi successi  | provare ammirazione per un bene, per una qualità che altri ha, desiderando di possederne in egual misura: invidio la tua calma, il tuo buonumore  | non avere niente da invidiare, non essere da meno: un prodotto che non ha niente da invidiare agli altri sul mercato    • 2 •   (ant. , lett.) togliere; impedire: se non t'invidii il ciel sì dolce stato, / de le miserie mie pietà ti mova  (tasso g. l.  vii, 15).
invidioso   agg.    • 1 •   che prova invidia, pieno d'invidia: essere invidioso di qualcuno, di qualcosa; gente invidiosa  | che rivela, esprime invidia: parole, occhiate invidiose.  dim. invidiosetto, invidiosuccio    • 2 •   (ant.) invidiabile, che suscita ammirazione e invidia | ostile, dannoso; odioso: o invidiosa antichità, tu distruggi tutte le cose  (leonardo) § invidiosamente avv. 
invido   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) invidioso: gioian d'invido riso / le abitatrici olimpie  (foscolo odi).
invigilare   v. intr.  [io invìgilo ecc. ; aus. avere] (lett.) vegliare, badare con vigile cura: invigilare su ogni cosa  | v. tr.  (non com.) sorvegliare: invigilare la situazione. 
invigliacchire   v. intr.  [io invigliacchisco, tu invigliacchisci ecc. ; aus. essere], invigliacchirsi v. rifl.  divenire vigliacco, vile.
invigorimento   s.m.  l'invigorire, l'invigorirsi.
invigorire   v. tr.  [io invigorisco, tu invigorisci ecc.] rendere vigoroso; rafforzare: gli esercizi fisici invigoriscono il corpo  | v. intr.  [aus. essere], invigorirsi v. rifl.  acquistare vigore; rafforzarsi.
invilimento   s.m.  (non com.) l'invilire, l'invilirsi.
invilire   v. tr.  [io invilisco, tu invilisci ecc.] (non com.)    • 1 •   rendere vile, impaurire; infiacchire, deprimere    • 2 •   colpire nella reputazione, disonorare | sminuire di valore, di prezzo; svilire | v. intr.  [aus. essere], invilirsi v. rifl.    • 1 •   avvilirsi, perdersi d'animo; infiacchirsi    • 2 •   divenire spregevole, perdere reputazione.
inviluppamento   s.m.  l'inviluppare, l'invilupparsi, l'essere inviluppato | viluppo.
inviluppare   v. tr.    • 1 •   avviluppare, avvolgere, fasciare: inviluppare in un mantello    • 2 •   (fig.) confondere, mettere in difficoltà, in impaccio: solvetemi quel nodo / che qui ha 'nviluppata mia sentenza  (dante inf.  x, 95-96) | invilupparsi v. rifl.    • 1 •   avvilupparsi, avvolgersi    • 2 •   (fig.) invischiarsi, impelagarsi: invilupparsi in situazioni intricate. 
inviluppo   s.m.    • 1 •   tutto ciò che avviluppa, avvolge; involucro    • 2 •   insieme di cose avviluppate; groviglio, intrico (anche fig.)    • 3 •   (mat.) curva tangente a una famiglia di curve.
invim   s.f. invar.  (fin.) imposta sulla crescita del valore degli immobili che si applica al momento della loro compravendita.
invincibile   agg.    • 1 •   che non può essere vinto o che ha tale fama: un esercito, un eroe, un atleta invincibile  | l'invincibile armata, la flotta di filippo ii di spagna distrutta dagli inglesi nel 1588    • 2 •   (fig.) che non si piega, che non cede; che non si può superare, insormontabile: una fede invincibile; ostacoli, difficoltà invincibili  | che non si può dominare, tenere a freno: un senso di invincibile ripugnanza  § invincibilmente avv. 
invincibilità   s.f.  l'essere invincibile.
invio   s.m.    • 1 •   l'inviare, l'essere inviato: l'invio di un pacco, di un messaggio    • 2 •   ciò che è stato inviato: gli ultimi invii di merce erano insufficienti    • 3 •   (metr.) la strofa finale della canzone di tipo petrarchesco; congedo.
inviolabile   agg.  che non può o non deve essere violato: un principio, un segreto, un patto inviolabile  | a cui non si può o non si deve recare alcuna offesa o alcun danno: la persona dell'ambasciatore è inviolabile  § inviolabilmente avv. 
inviolabilità   s.f.  l'essere inviolabile.
inviolato   agg.  non violato; integro, incorrotto, vergine: una promessa, una fede inviolata; una foresta inviolata, inesplorata; cime, vette inviolate, mai raggiunte | nel calcio: partita a reti inviolate, quella in cui non viene segnato alcun gol; campo, terreno inviolato, quello su cui nessuna squadra ospite è riuscita a vincere nel corso di un campionato § inviolatamente avv. 
inviperire   v. intr.  [io inviperisco, tu inviperisci ecc.], inviperirsi v. rifl.  arrabbiarsi violentemente e astiosamente; infuriarsi: s'inviperisce alla minima contrarietà. 
inviperito   part. pass.  di inviperire   agg.  animato da rabbia astiosa; infuriato: gli si rivoltò contro tutta inviperita. 
inviscare   v. tr.  [io invisco, tu invischi ecc.] (ant.) invischiare: ma però di levarsi era neente, / sì avieno inviscate l'ali sue  (dante inf.  xxii, 143-144).
inviscerare   v. tr.  [io invìscero ecc.] (ant.) far entrare nelle viscere; accogliere in corpo | inviscerarsi v. rifl.  (lett.) penetrare, addentrarsi profondamente in qualcosa (anche fig.): inviscerarsi nel terreno, in un problema. 
invischiare   v. tr.  [io invìschio ecc.]    • 1 •   cospargere di vischio, spec. per catturare uccelli: invischiare bacchette di legno  | prendere, catturare col vischio: invischiare gli uccelli    • 2 •   (fig.) attirare qualcuno con lusinghe in faccende fastidiose: lasciarsi invischiare in un affare poco chiaro  | invischiarsi v. rifl.  rimanere preso in faccende difficili, moleste o pericolose; impegolarsi, impantanarsi: invischiarsi nel gioco. 
inviscidire   v. intr.  [io inviscidisco, tu inviscidisci ecc. ; aus. essere] (non com.) diventare viscido.
invisibile   agg.    • 1 •   che non si può, non si riesce a vedere: i microbi sono invisibili a occhio nudo  ' incorporeo, spirituale: dio è invisibile    • 2 •   (iperb.) molto piccolo; minuscolo: è stampato in caratteri invisibili  § invisibilmente avv. 
invisibilità   s.f.  l'essere invisibile.
inviso   agg.  che è considerato con antipatia, con diffidenza o con odio: un uomo inviso a tutti; un provvedimento inviso alla popolazione  § invisamente avv.  (rar.).
invitante   part. pres.  di invitare    • 1 •   agg.  che invita, seduce, invoglia: un sorriso invitante; proposte invitanti; un odore poco invitante, sgradevole.
invitare   (1) v. tr.    • 1 •   chiamare qualcuno a partecipare a una festa, a uno spettacolo, a una riunione e sim.: invitare qualcuno a cena, a un ballo, a un concerto; invitare di persona, per lettera, con un biglietto  | invitare uno a nozze, (fig.) chiedergli di fare una cosa per lui molto piacevole    • 2 •   pregare, chiedere di fare o dire qualcosa: invitare i presenti a esprimere il proprio parere  ' rivolgere con cortesia puramente formale un ordine, un'ingiunzione: l'agente lo invitò a seguirlo in questura    • 3 •   indurre, allettare, invogliare: questo bel tempo invita a passeggiare    • 4 •   (assol.) nei giochi di carte, chiamare una carta o un seme: invitare a cuori  | nel poker, proporre la posta del gioco: invitare di mille lire  | invitarsi v. rifl.  (scherz.) intervenire a un pranzo, a una riunione e sim. senza alcun invito: si è invitato da solo. 
invitare   (2) v. tr.  (non com.) stringere una vite; fissare con viti.
invitato   part. pass.  di invitare    • 1 •   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona che, su invito, partecipa a una festa, a una riunione, a una cerimonia.
invitatorio   agg.  (non com.) che serve a invitare  s.m.  (lit.) il salmo 94, con cui inizia il mattutino e che contiene l'invito a lodare dio.
invitatura   s.f.  il fermare o lo stringere con viti; avvitatura.
invitevole   agg.  (ant. , lett.) invitante, allettante: anatolia... m'appariva con que' suoi occhi puri che avevano talvolta un bagliore invitevole  (d'annunzio).
invito   s.m.    • 1 •   l'invitare: invito a pranzo, a una festa; accettare, rifiutare, declinare un invito    • 2 •   lo scritto con cui si invita: spedire gli inviti; richiedere, esibire l'invito    • 3 •   richiesta di fare o dire qualcosa; ordine, ingiunzione: invito a esibire i documenti  | esortazione: ebbe ripetuti inviti a correggersi    • 4 •   allettamento, richiamo, attrazione: non resistere all'invito della buona cucina  | (ant.) brindisi    • 5 •   nei giochi di carte, e in particolare nel poker, la posta fissata discrezionalmente da chi comincia il gioco in ciascun giro    • 6 •   nella scherma, la posizione dell'arma che, scoprendo volontariamente un bersaglio, induce l'avversario a tentare di colpirlo    • 7 •   il primo gradino o il primo gruppo di gradini di una scala che sporge lateralmente rispetto agli altri    • 8 •   leggero assottigliamento dell'estremità di un elemento che deve essere introdotto in un foro o sim., oppure leggero allargamento dell'imboccatura del foro, allo scopo di facilitare l'introduzione.
in vitro   loc. agg. invar.  e avv.  si dice in riferimento a processi biologici che si svolgono in una provetta di vetro, o comunque in laboratorio, al di fuori di un organismo vivente: esperimento in vitro; fecondare in vitro. 
invitto   agg.  (lett.) che non è stato mai vinto; invincibile: eroe, esercito invitto  | (fig.) che non si lascia abbattere; indomito: animo invitto  § invittamente avv. 
invivibile   agg.  che non può essere vissuto; insopportabile: un'esperienza invivibile  | detto di ambiente in cui non si può vivere: una casa invivibile. 
invivibilità   s.f.  l'essere invivibile; insopportabile, intollerabile: condizioni di invivibilità. 
in vivo   loc. agg. invar.  e avv.  si dice di o in relazione a esperimenti o analisi condotti su organismi o cellule viventi: osservazioni compiute in vivo. 
invizzire   v. intr.  [io invizzisco, tu invizzisci ecc. ; aus. essere] (non com.) avvizzire.
invocabile   agg.  (non com.) che si può invocare.
invocare   v. tr.  [io invòco  o invóco, tu invòchi  o invóchi ecc.]    • 1 •   chiamare con fervore, con tono di preghiera, spec. per avere aiuto, conforto: invocare dio, la madonna    • 2 •   implorare, chiedere ad alta voce, supplichevolmente: invocare aiuto, soccorso; invocare la clemenza dei giudici  | chiedere con insistenza; desiderare vivamente: invocare riforme; invocare la pace fra i popoli    • 3 •   appellarsi a qualcosa, citare a proprio vantaggio: invocare la legge, il diritto, una testimonianza. 
invocativo   agg.  (lett.) che serve a invocare; proprio dell'invocazione.
invocatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi invoca.
invocazione   s.f.    • 1 •   l'invocare; le parole con cui si invoca: rivolgere un'invocazione a dio; invocazioni d'aiuto    • 2 •   la parte della protasi di un poema epico in cui il poeta invoca la musa o la divinità    • 3 •   nella liturgia cattolica, genere di preghiera che si recita durante il canone della messa.
invoglia   s.f.  (ant.) ciò che serve a coprire e involgere; copertura, involucro.
invogliare   v. tr.  [io invòglio ecc.] far nascere in qualcuno la voglia di qualcosa: invogliare un bambino allo studio; questo sole invoglia a fare una gita  | (assol.) allettare, attrarre: sono cose che invogliano solo a guardarle  | invogliarsi v. rifl.  essere preso dalla voglia di qualcosa; desiderare ardentemente: si è invogliato di una nuova automobile. 
invoglio   s.m.    • 1 •   (bot.) tegumento    • 2 •   (ant.) involto; involucro: bisognerà che voi crediate che d'una balla di lana il guscio o invoglio sia maggior della lana che vi è dentro  (galilei).
involamento   s.m.  (ant. , lett.) l'involare; furto.
involare   (1) ant. tosc. imbolare, v. tr.  [io invólo ecc.] (lett.) sottrarre rapidamente e furtivamente | involare (alla vista), nascondere, celare | involarsi v. rifl.  sparire, dileguarsi.
involare   (2) v. intr.  [io invólo ecc. ; aus. essere], involarsi v. rifl.  (aer.) prendere il volo, sollevarsi in aria.
involgarire   v. tr.  [io involgarisco, tu involgarisci ecc.] rendere volgare (anche assol.): un trucco che involgarisce  | v. intr.  [aus. essere], involgarirsi v. rifl.  diventare volgare.
involgere   v. tr.  [coniugato come volgere]    • 1 •   avvolgere tutt'intorno, in modo da coprire interamente: involgere un oggetto in un foglio di carta; tela da involgere    • 2 •   (fig. non com.) coinvolgere: involgere qualcuno in un'azione disonesta  | comportare, implicare | involgersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   avvolgersi: involgersi nelle coperte, in un mantello  | arrotolarsi su sé stesso, attorcigliarsi    • 2 •   (fig. non com.) restare coinvolto, implicato in qualcosa: involgersi in un imbroglio. 
involgimento   s.m.  (non com.) l'involgere.
involo   s.m.  (aer.) lo staccarsi da terra di un aeromobile; decollo.
involontario   agg.  non volontario: uno sbaglio involontario  | esilio involontario, forzato | muscolo involontario, il cui movimento è sotto il controllo del sistema nervoso vegetativo; lo sono i muscoli lisci § involontariamente avv. 
involtare   v. tr.  [io invòlto ecc.] (fam.) involgere; fare un involto di qualcosa: involtare un oggetto nella carta  | involtarsi v. rifl.  (fam.) avvolgersi: involtarsi in uno scialle. 
involtata   s.f.  (fam.) l'avvolgere in fretta: dare un'involtata a qualcosa  dim. involtatina. 
involtino   s.m.  (gastr.) piccola fetta di carne arrotolata, ripiena di vari ingredienti, cotta per lo più in umido: involtino di prosciutto. 
involto   (1) part. pass.  di involgere  e involvere   agg.  (poet.) contorto: non rami schietti, ma nodosi e 'nvolti  (dante inf.  xiii, 5).
involto   (2) s.m.    • 1 •   insieme di cose involte; fagotto: aveva un involto sotto il braccio    • 2 •   ciò che involge qualcosa; involucro: un involto di carta. 
involucro   s.m.    • 1 •   ciò che involge; rivestimento esterno di qualcosa: un involucro di cartone; aprire, rompere l'involucro del pacco  | involucro fiorale, (bot.) perianzio    • 2 •   (aer.) membrana di tela gommata o di altro materiale flessibile e impermeabile che costituisce la parete della camera gas di un aerostato; rivestimento.
involutivo   agg.  di involuzione: processo involutivo. 
involuto   part. pass.  di involvere   agg.    • 1 •   (ant.  e lett.) involto, avvolto: tragge marte vapor di val di magra / ch'è di torbidi nuvoli involuto  (dante inf.  xxiv, 145-146)    • 2 •   (fig.) contorto, intricato, spec. riferito allo stile, al modo di esprimersi: discorso involuto; un periodare involuto  § involutamente avv.  in modo contorto: esprimersi involutamente. 
involuzione   s.f.    • 1 •   l'essere involuto: involuzione di uno stile, di un discorso    • 2 •   il regredire a caratteri meno complessi e perfetti; declino, decadimento: involuzione senile; involuzione di una civiltà    • 3 •   (med.) riduzione del volume di un organo o di un tessuto dovuta ad atrofia | involuzione uterina, riduzione delle proporzioni dell'utero dopo la gravidanza.
involvere   v. tr.  [pres. io invòlvo ecc. ; manca il pass. rem.; part. pass. invòlto  o involuto] (ant. , lett.) avvolgere, inviluppare (spec. fig.): involve / tutte cose l'obblio nella sua notte  (foscolo sepolcri  17-18).
invulnerabile   agg.    • 1 •   che non può essere ferito o colpito: achille era invulnerabile in tutto il corpo tranne che nel tallone    • 2 •   (fig.) che è indifferente ai colpi o alle offese; che non può essere attaccato o intaccato: fama, reputazione invulnerabile. 
invulnerabilità   s.f.  l'essere invulnerabile.
invulnerato   agg.  (lett.) incolume, illeso.
inzaccherare   v. tr.  [io inzàcchero ecc.] sporcare, spec. con spruzzi, schizzi di fango: inzaccherare le scarpe  | inzaccherarsi v. rifl.  o intr. pron.  sporcarsi, spec. di fango.
inzaffirare   v. tr.  (ant. , lett.) ornare di zaffiri | inzaffirarsi v. rifl.  o intr. pron.  adornarsi di zaffiri; prendere il colore dello zaffiro: il bel zaffiro / del quale il ciel più chiaro s'inzaffira  (dante par.  xxiii, 101-102).
inzavorrare   v. tr.  [io inzavòrro ecc.] caricare di zavorra: inzavorrare una nave. 
inzeppamento   s.m.  l'inzeppare, l'inzepparsi, l'essere inzeppato.
inzeppare   (1) v. tr.  [io inzéppo ecc.] fissare o chiudere con una o più zeppe.
inzeppare   (2) v. tr.  [io inzéppo ecc.]    • 1 •   spingere dentro con forza; riempire quanto più è possibile (anche fig.): inzeppare la valigia di roba; inzeppare un compito di strafalcioni    • 2 •   rimpinzare di cibo | inzepparsi v. rifl.  rimpinzarsi di cibo.
inzeppatura   s.f.  (non com.) l'inzeppare, l'essere inzeppato; la zeppa stessa.
inzigare   v. tr.  [io inzigo, tu inzighi ecc.] (non com.) aizzare, istigare: l'hanno inzigata contro di me  | eccitare in modo molesto, fino a provocare irritazione: simili discorsi finirono con l'inzigarlo. 
inzolfare   meno com. insolfare, v. tr.  [io inzólfo ecc.] cospargere con zolfo in polvere le viti per preservarle dalle malattie fungine | inzolfare le botti, farvi bruciare zolfo all'interno per impedire la formazione di muffe.
inzolfatoio   meno com. insolfatoio, s.m.  sorta di mantice che serve per inzolfare le viti.
inzolfatura   meno com. insolfatura, s.f.  l'operazione d'inzolfare le viti o le botti.
inzolia   o insolia, s.f.  (merid.) denominazione di diversi vitigni coltivati in sicilia, uno dei quali dà l'uva impiegata nella produzione del marsala.
inzotichire   v. tr.  [io inzotichisco, tu inzotichisci] rendere zotico, rozzo | v. intr.  [aus. essere], inzotichirsi v. rifl.  diventare zotico; inselvatichire.
inzuccare   v. tr.  [io inzucco, tu inzucchi ecc.]    • 1 •   (fam. scherz.) dare alla testa, ubriacare (detto del vino)    • 2 •   (rar.) far sbattere con la testa: inzuccai un contro l'altro i due carcerieri  (nievo) | inzuccarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) ubriacarsi | perdere la testa innamorandosi    • 2 •   (fig.) ostinarsi, intestardirsi: si è inzuccato di voler partire. 
inzuccheramento   s.m.  (non com.) l'inzuccherare, l'essere inzuccherato (anche fig.).
inzuccherare   v. tr.  [io inzùcchero ecc.]    • 1 •   cospargere di zucchero; addolcire qualcosa aggiungendo zucchero: inzuccherare le fragole, il caffè    • 2 •   (fig.) rendere dolce; attenuare, mitigare: inzuccherare i modi, la voce, un rimprovero  | rendere mellifluo, per adulare, ingannare e sim.: «cos'ha figliuola?» diss'egli inzuccherando ogni parola  (nievo).
inzuccherata   s.f.  l'inzuccherare, per lo più una volta e in fretta: dare un'inzuccherata alle fragole.  dim. inzuccheratina. 
inzuccheratura   s.f.  l'inzuccherare, l'essere inzuccherato; la copertura di zucchero di qualcosa.
inzuppamento   s.m.  l'inzuppare, l'inzupparsi, l'essere inzuppato.
inzuppare   v. tr.  intingere qualcosa in un liquido in modo che se ne impregni: inzuppare il pane nel latte  | rendere zuppo, bagnare completamente: la pioggia aveva inzuppato i nostri abiti  | inzupparsi v. rifl.  assorbire fino a essere zuppo; impregnarsi, imbeversi: i prati si sono inzuppati di acqua piovana  | bagnarsi completamente, infradiciarsi: con questo temporale ci siamo inzuppati da capo a piedi. 
inzuppato   part. pass.  di inzuppare   agg.  molto bagnato, zuppo; imbevuto di un liquido: abiti inzuppati; un babà ben inzuppato. 
io   ant. eo [è-o], poet. i' (sempre proclitico), pron. pers. m.  e f. di prima pers. sing.  indica la persona che parla; si impiega solo in funzione di soggetto o come predicativo quando il soggetto è ugualmente di prima persona singolare (nelle altre funzioni è sostituito dalla forma tonica me  o dalle forme atone mi, me); come soggetto può essere sottinteso, ma è sempre espresso quando possono sorgere dubbi sulla persona del verbo, quando si stabilisce una contrapposizione, quando è coordinato con un altro soggetto, quando lo si vuole sottolineare enfaticamente: (io) non credo a quel che si dice; quando parlo (io) preferirei non essere interrotto; se (io) non facessi così, non sarei più io; è opportuno che io vada via; fallo tu, io non ci riesco; lui e io continueremo a collaborare; lo farò io!; io, dire una cosa simile?  | si rafforza se è seguito da stesso  o preceduto da anche, neanche, nemmeno, proprio, appunto ecc.  : verrò io stesso; neanch'io ero stato informato; sono stato appunto io a dirlo   s.m. invar.    • 1 •   il proprio essere, la propria persona: il culto esagerato dell'io; pensare solo al proprio io, a sé stesso; nel proprio io, dentro di sé, nell'intimo    • 2 •   (filos.) il soggetto pensante in quanto ha coscienza di sé, contrapposto al mondo esterno, al non-io    • 3 •   io, (psicoan.) la dimensione della psiche costituita dall'insieme delle esperienze e dei processi coscienti, la cui autonomia è condizionata per un verso dal confronto con la realtà esterna, per l'altro dalle pulsioni dell'es e dalle esigenze del super-io; è detto anche ego. 
iò  -iò iò-iò; ⇨ yo-yo.
-io  -io (1) suffisso con cui si formano nomi, tratti per lo più da verbi, che esprimono un'azione continuata, prolungata (borbottio, cigolio, mormorio).
-io  -io (2) suffisso derivato dal lat. -i¯vu(m), usato per formare aggettivi indicanti stato, condizione (restio, natio).
iod   s.m.  nome della decima lettera degli alfabeti fenicio ed ebraico | ogni tipo di i  semiconsonante.
iodato   agg.  (chim.) che contiene iodio: acqua iodata   s.m.  (chim.) sale dell'acido iodico.
iodico   agg.  [pl. m. -ci] di iodio, che contiene iodio; che è a base di iodio: cura iodica; acido iodico, acido ossigenato dello iodio, usato come antisettico.
iodidrico   agg.  [pl. m. -ci] si dice del più semplice degli acidi dello iodio, formato da un atomo di iodio e uno di idrogeno.
iodio   ant. iodo, s.m.  elemento chimico il cui simbolo è i; è un non-metallo del gruppo degli alogeni, cristallino, nerastro, con aspetto metallico | tintura di iodio, soluzione alcolica di iodio usata come antisettico.
iodismo   s.m.  (med.) intossicazione cronica da preparati a base di iodio.
iodo    ⇨ iodio.
iodoformio   s.m.  (chim.) sostanza organica che si ottiene per elettrolisi dello ioduro di potassio in soluzione idroalcolica o idroacetonica; è una polvere cristallina gialla e di odore penetrante, usata come antisettico.
iodometria   s.f.  (chim.) procedimento analitico quantitativo basato sul potere ossidante dello iodio.
iodoterapia   s.f.  (med.) terapia basata sull'impiego dello iodio.
iodurazione   s.f.  (chim.) operazione che introduce iodio in una molecola.
ioduro   s.m.  (chim.) sale dell'acido iodidrico; ioduro di sodio, di ammonio, usati in medicina contro l'ipertiroidismo.
ioga   s.m.  e agg. invar.  adattamento it. del sanscrito yoga. 
ioglosso   agg.  e s.m.  (anat.) si dice di muscolo che collega l'osso ioide alla faccia inferiore della lingua.
iogurt    ⇨ yogurt.
ioide   agg.  e s.m.  (anat.) si dice di un piccolo osso impari a forma di forcella, situato tra la base della lingua e la laringe.
iole   o yole, s.f.    • 1 •   nelle navi mercantili, imbarcazione a remi destinata al servizio degli ufficiali    • 2 •   imbarcazione a remi lunga e stretta, da diporto e da regata.
iolla   s.f.  imbarcazione a vela da diporto, con cabina e due alberi, il più piccolo dei quali a poppa estrema.
ione   s.m.  (chim. , fis.) atomo, gruppo di atomi o molecola dotati di carica elettrica positiva (cationi) o negativa (anioni).
ioni   s.m. pl.  popolazione di stirpe greca che abitava la ionia, antica regione situata lungo le coste egee dell'asia minore, e altri territori (l'attica, l'eubea, varie isole dell'egeo).
ionico   (1) agg.  [pl. m. -ci] della ionia o degli ioni: le colonie ioniche; la cultura, l'arte ionica  | dialetto ionico, dialetto della grecia antica, il più simile all'attico | metro ionico, composto da quattro sillabe, due brevi e due lunghe (metro ionico a minore) o due lunghe e due brevi (metro ionico a maiore) | ordine ionico, uno dei tre ordini architettonici greci classici, caratterizzato da una colonna meno massiccia di quella dorica, dotata di base, fusto scanalato con spigoli tagliati, capitello a volute laterali, fregio continuo | periodo ionico, il periodo più antico della letteratura greca | scuola ionica, scuola filosofica greca fiorita tra i secc. vii e vi a. c. nelle città della ionia  s.m.  il dialetto ionico usato da omero; il metro ionico.
ionico   (2) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del mare ionio: il litorale ionico    • 2 •   delle isole ionie (corfù, cefalonia, itaca, zante ecc.): scuola ionica, scuola poetica neogreca, sorta in queste isole nel sec. xix.
ionico   (3) agg.  [pl. m. -ci] (chim. , fis.) relativo agli ioni: dissociazione ionica; raggio ionico. 
ionio   agg.  (lett.) ionico, della ionia: danzami la tua molle danza ionia  (d'annunzio).
ionismo   s.m.  forma morfologica, sintattica o lessicale, appartenente all'antico dialetto ionico e introdotta in un testo scritto in altro dialetto.
ionizzante   part. pres.  di ionizzare   agg.  nel sign. del verbo | radiazioni ionizzanti, radiazioni di elevata energia, naturali o prodotte artificialmente (raggi alfa, beta, gamma ecc.), che generano ioni da atomi e molecole elettricamente neutri con effetti molto dannosi sulle cellule viventi.
ionizzare   v. tr.  (chim. fis.) scindere in ioni.
ionizzazione   s.f.  (chim. fis.) dissociazione di un composto in ioni, operata da un solvente, da scariche elettriche o da radiazioni | potenziale di ionizzazione, rapporto fra la carica e il raggio di uno ione.
ionoforesi   s.f.  (med.) metodo con il quale si fanno penetrare farmaci nell'organismo attraverso la pelle senza perforarla, sfruttando l'azione della corrente galvanica che conferisce una carica elettrica alle molecole.
ionone   s.m.  (chim.) chetone insaturo che si presenta in due isomeri, alfa e beta, la cui miscela ha odore di legno di cedro se ad alta concentrazione e di violetta se molto diluita, per cui è largamente usata in profumeria; il beta-ionone è usato anche come materia prima per la produzione di vitamina a.
ionosfera   s.f.  regione dell'atmosfera, compresa tra i 60 e i 500 chilometri, costituita da strati d'aria fortemente ionizzata per effetto della radiazione ultravioletta del sole.
ionosferico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla ionosfera.
ionosonda   s.f.  (fis.) insieme di apparecchiature per eseguire sondaggi della ionosfera con mezzi radioelettrici.
ionoterapia   s.f.  (med.) lo stesso che ionoforesi. 
iosa   solo nella loc. avv. a iosa, in abbondanza, in grande quantità (di cose o anche persone): averne a iosa. 
iosciamina   s.f.  (chim.) alcaloide dotato di proprietà antispastiche che si estrae dalle foglie e dai semi del giusquiamo.
iota   s.m.  o f. invar.    • 1 •   nome della nona lettera dell'alfabeto greco, corrispondente alla vocale latina i  | iota sottoscritto, nella scrittura del greco in età bizantina, iota di corpo minore, simile a un piccolo apice, posto sotto una vocale lunga    • 2 •   (fig. antiq.) minima quantità, cosa da nulla | non vale uno iota, non m'importa uno iota, non vale niente, non me ne importa niente.
iotacismo   s.m.    • 1 •   (ling.) itacismo    • 2 •   (filol.) errore di scrittura dei copisti greci che, secondo la loro pronuncia, sostituivano la lettera iota ad altre vocali o dittonghi.
ipallage   s.f.  figura retorica che consiste nello scambiare la normale relazione fra due parole in un costrutto; p. e.: il divino del pian silenzio verde  (carducci), dove l'aggettivo verde  viene accostato a silenzio  anziché a piano. 
ipecacuana   s.f.  piccolo arbusto dell'america meridionale, dalla cui radice si estrae un farmaco ad azione emetica o espettorante (fam.  rubiacee).
iper-  iper- prefisso di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. hypér  'sopra'; significa 'sopra, oltre' o indica quantità, grado superiore al normale o eccessivo (iperbole, ipertensione); talora si alterna con super-  (iperalimentazione  o superalimentazione).
iperacidità   s.f.  (med.) ipercloridria.
iperacusia   s.f.  (med.) aumento eccessivo della sensibilità uditiva, proprio di alcune malattie nervose.
iperacuto   agg.  (med.) si dice di una malattia infettiva che abbia uno svolgimento più rapido e più grave di quello normale.
iperaffaticamento   s.m.  (med.) affaticamento eccessivo: iperaffaticamento fisico, mentale. 
iperalgesia   s.f.  (med.) aumento della sensibilità dolorifica.
iperalimentazione   s.f.  (med.) superalimentazione.
iperattivismo   s.m.  attivismo, operosità eccessiva, esagerata.
iperazotemia   s.f.  (med.) aumento patologico dell'azotemia.
iperbarico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo ad alta pressione atmosferica    • 2 •   camera iperbarica, camera di decompressione.
iperbarismo   s.m.  la condizione in cui la pressione di un ambiente è nettamente superiore a quella atmosferica.
iperbaropatia   s.f.  (med.) l'insieme dei disturbi provocati sull'organismo dall'aumento della pressione ambientale.
iperbato   s.m.  figura retorica consistente nell'invertire la normale successione delle parole nel periodo; p. e.: e bella / e santa fanno al peregrin la terra / che le ricetta  (foscolo sepolcri  152-154).
iperbilirubinemia   s.f.  (med.) aumento della quantità di bilirubina nel sangue.
iperbole   s.f.    • 1 •   figura retorica che consiste nell'esagerare, per eccesso o per difetto, un concetto oltre i limiti del verosimile (p. e.: è un secolo che aspetto!; in un secondo vado e torno)    • 2 •   (mat.) curva che è il luogo dei punti del piano le cui distanze da due punti fissi del piano stesso (fuochi) hanno differenza costante.
iperboleggiare   v. intr.  [io iperboléggio ecc. ; aus. avere] usare molte iperboli nel parlare o nello scrivere.
iperbolicità   s.f.  l'essere iperbolico (nell'uso estens.): iperbolicità di una frase, di un elogio. 
iperbolico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che costituisce un'iperbole o fa uso di iperboli: espressione iperbolica; linguaggio iperbolico  | (estens.) eccessivo, esagerato, smisurato: lodi iperboliche; una cifra iperbolica    • 2 •   (mat.) che si riferisce all'iperbole; che ha la forma di un'iperbole: funzione iperbolica  | antenna iperbolica, antenna il cui riflettore ha una sezione a forma di iperbole § iperbolicamente avv.  per iperbole, facendo uso di iperboli: parlare iperbolicamente  | in modo esagerato, eccessivo; smisuratamente: un prezzo iperbolicamente alto. 
iperboloide   s.m.  (mat.) superficie ottenuta dalla rotazione di un'iperbole attorno a un suo asse: iperboloide a due falde, se l'asse di rotazione è quello passante per i fuochi dell'iperbole; iperboloide a una falda, se l'asse di rotazione è perpendicolare al precedente.
iperboreo   agg.  (lett.) che è situato nelle estreme regioni nordiche; per estens., settentrionale: da l'iperboree nievi ai lidi rubri  (ariosto o. f.  xiii, 63) | come s.m.  [solo pl.] nella tradizione greca, mitico popolo vivente nell'estremo settentrione.
ipercalcemia   s.f.  (med.) aumento della quantità di calcio nel sangue.
ipercalorico   agg.  [pl. m. -ci] che fornisce un numero di calorie particolarmente elevato: dieta ipercalorica. 
ipercapnia   s.f.  (med.) presenza di anidride carbonica nel sangue in misura superiore al normale.
ipercatalettico   o ipercataletto, agg.  [pl. m. -ci] nella metrica greca e latina, si dice di verso composto da una serie di dipodie catalettiche, che termina con un solo piede anch'esso catalettico.
ipercheratosi   s.f.  (med.) ispessimento dello strato corneo dell'epidermide.
ipercinesi   s.f.  (med.) aumento dei movimenti involontari di un organo contrattile: ipercinesi dello stomaco. 
ipercinesia   s.f.  (med.) stato di ipercinesi.
ipercloridria   s.f.  (med.) aumento dell'acido cloridrico nel succo gastrico.
ipercolesterolemia   s.f.  (med.) aumento del tasso di colesterolo nel sangue.
ipercolia   s.f.  (med.) eccesso patologico di secrezione biliare.
iperconiugazione   s.f.  (chim. fis.) fenomeno di trasmissione di effetti elettronici da un legame a un altro nelle molecole, spec. organiche, per effetto di una particolare disposizione di legami multipli.
ipercorrettismo   s.m.  (ling.) tendenza all'ipercorrezione | forma ipercorretta.
ipercorretto   agg.  (ling.) si dice di forma o pronuncia caratterizzata da ipercorrezione.
ipercorrezione   s.f.  (ling.) correzione erronea di una forma o di un pronuncia esatta, ritenuta scorretta per apparente analogia con altre forme realmente scorrette.
ipercritica   s.f.  critica troppo analitica e severa.
ipercriticismo   s.m.  tendenza all'ipercritica.
ipercritico   agg.  [pl. m. -ci] che è troppo critico, che muove una critica eccessivamente minuziosa e severa: atteggiamento ipercritico   s.m.  [f. -a] persona troppo critica: è un ipercritico  § ipercriticamente avv. 
ipercromia   s.f.  (med.)    • 1 •   aumento della pigmentazione, e quindi dell'intensità del colore, della pelle    • 2 •   aumento dell'emoglobina nei globuli rossi.
ipercromico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) caratterizzato da ipercromia, che presenta ipercromia.
iperdattilia   s.f.  (med.) anomalia costituita dalla presenza, nella mano oppure nel piede, di un numero di dita superiore al normale.
iperdosaggio   s.m.  (med.) somministrazione di un farmaco in dosi notevolemente superiori a quelle normali.
iperdulia   s.f.  nella religione cattolica, culto particolare dovuto alla madonna, superiore a quello attribuito ai santi.
ipereccitabile   agg.  (med.) che presenta ipereccitabilità: un soggetto ipereccitabile. 
ipereccitabilità   s.f.  (med.) aumentata o abnorme reattività a stimoli fisici, psichici o di altra natura.
iperemesi   s.f.  (med.) vomito ripetuto e persistente, dovuto spec. a cause tossiche o nervose: iperemesi gravidica. 
iperemia   s.f.  (med.) aumentato afflusso sanguigno a un organo o a un tessuto.
iperemotività   s.f.  (psicol.) eccessiva reattività agli stimoli emotivi.
iperemotivo   agg.  e s.m.  [f. -a] (psicol.) che, chi presenta iperemotività: un (soggetto) iperemotivo  § iperemotivamente avv. 
iperergia   s.f.  (med.) esagerata reattività dell'organismo agli stimoli.
iperestesia   s.f.    • 1 •   (med.) eccessiva sensibilità agli stimoli sensoriali: iperestesia acustica, olfattiva    • 2 •   (fig.) eccitazione, esaltazione.
iperfalangia   s.f.  (med.) malformazione congenita per cui un dito o più dita della mano o del piede presentano falangi soprannumerarie.
iperfocale   agg.  (foto.) si dice della distanza oltre la quale sono a fuoco tutti i soggetti sino all'infinito.
iperfollicolismo   s.m.  (med.) presenza di ormoni estrogeni in quantità superiore al normale.
iperfonesi   s.f.  (med.) in semeiotica, risonanza eccessiva alla percussione del torace.
iperfosforemia   s.f.  (med.) aumento della quantità di fosforo nel sangue.
iperfunzionante   agg.  (med.) che presenta iperfunzione, detto spec. di ghiandole: tiroide iperfunzionante. 
iperfunzione   s.f.  (med.) attività di un organo che oltrepassa il limite normale: iperfunzione del timo. 
ipergeusia   s.f.  eccessiva sensibilità gustativa.
iperglicemia   s.f.  (med.) aumento anormale del glucosio contenuto nel sangue.
iperglobulia   s.f.  (med.) anormale aumento del numero di globuli rossi nel sangue.
ipergolo   s.m.  (aer.) propellente per motori a razzo, costituito da liquidi che venendo a mutuo contatto innescano spontaneamente il processo di combustione.
ipericacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni comprendente il genere iperico | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
iperico   s.m.  [pl. m. -ci] (bot.) genere di piante erbacee con fiori gialli a forma di piccola stella, raccolti in pannocchia, e frutti a capsula, che in alcune specie hanno proprietà medicinali (fam.  ipericacee).
iperidrosi   s.f.    • 1 •   (med.) eccessiva sudorazione    • 2 •   (bot.) eccessivo contenuto d'acqua in un tessuto o in un organo vegetale.
iperinflazione   s.f.  inflazione molto accentuata (la cosiddetta inflazione galoppante): l'iperinflazione tedesca degli anni venti. 
iperinflazionistico   agg.  [pl. m. -ci] di iperinflazione, causato da iperinflazione: andamento, fenomeno iperinflazionistico. 
iperlipemia   s.f.  (med.) aumento patologico dei lipidi contenuti nel sangue.
ipermarket   s.m. invar.  ipermercato.
ipermenorrea   s.f.  (med.) menorragia.
ipermercato   s.m.  grande supermercato, collocato per lo più alla periferia di una città in prossimità di strade di grande comunicazione.
ipermetria   s.f.  (metr.) caratteristica di un verso ipermetro.
ipermetro   agg.  (metr.) si dice di verso che supera la misura regolare: endecasillabo ipermetro. 
ipermetrope   agg.  (med.) si dice di occhio che presenta ipermetropia  agg.  e s.m.  e f.  si dice di persona affetta da ipermetropia.
ipermetropia   s.f.  (med.) difetto di rifrazione dell'occhio per cui le immagini si formano in un punto situato oltre la retina, con visione sfocata degli oggetti vicini; è l'opposto della miopia.
ipermnesia   s.f.  (med.) aumento patologico dell'attività mnestica, della capacità di rievocare i ricordi.
ipernefroma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore del rene che prende origine da residui embrionali della ghiandola surrenale e provoca aumento della pressione arteriosa.
ipernutrizione   s.f.  nutrizione più abbondante o sostanziosa di quella normale.
iperone   s.m.  (fis.) particella elementare la cui massa è compresa tra quella del protone e quella del deutone.
iperonimia   s.f.  (ling.) rapporto fra due vocaboli per cui il primo (p. e. fiore), detto iperonimo, denota una classe di oggetti che include una classe più ristretta, designata dal secondo vocabolo (p. e. rosa, garofano) detto iponimo. 
iperonimo   agg.  e s.m.  (ling.) si dice di un vocabolo che sia il primo termine di un rapporto di iperonimia.
iperosmia   s.f.  (med.) eccessiva sensibilità dell'olfatto; iperestesia olfattiva.
iperossia   s.f.  (med.) aumento della quantità di ossigeno presente in un organismo.
iperostosi   s.f.  (med.) ipertrofia di un osso; escrescenza ossea.
iperovarismo   s.m.  (med.) eccessiva produzione di ormoni ovarici.
iperpigmentazione   s.f.  (med.) aumento della normale pigmentazione della cute.
iperpiressia   s.f.  (med.) temperatura corporea molto elevata, superiore ai 39 ° c.
iperpituitarismo   s.m.  (med.) aumento della funzionalità dell'ipofisi.
iperplasia   s.f.  (biol.) aumento del volume di un organo o di un tessuto, determinato dall'aumento del numero delle cellule che li costituiscono.
iperpnea   s.f.  (med.) aumento di ampiezza degli atti respiratori.
iperproteico   agg.  [pl. m. -ci] che contiene molte proteine: alimento iperproteico; dieta iperproteica. 
iperprotidico   agg.  [pl. m. -ci] iperproteico.
iperrealismo   s.m.  movimento pittorico e scultoreo sorto negli stati uniti all'inizio degli anni settanta, che rifiuta ogni interpretazione della realtà per produrre una sua riproduzione meccanica, facendo anche uso di fotografie, calchi, persone vive ecc.
iperrealista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] artista seguace dell'iperrealismo.
iperrealistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al movimento artistico dell'iperrealismo | (estens.) caratterizzato da realismo molto accentuato.
iperreattività   s.f.  (med.) reattività eccessiva dell'organismo nei confronti di uno stimolo esterno.
ipersecrezione   s.f.  (med.) aumento della secrezione di una struttura ghiandolare: ipersecrezione gastrica, tiroidea. 
ipersensibile   agg.  molto sensibile: apparecchio ipersensibile   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   si dice di persona dotata di sensibilità superiore alla normale; per estens., si dice di persona estremamente suscettibile    • 2 •   (med.) che, chi è affetto da iperestesia.
ipersensibilità   s.f.    • 1 •   l'essere ipersensibile    • 2 •   (med.) iperestesia.
ipersonico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) supersonico.
ipersonnia   s.f.  (med.) aumento anormale della durata e della profondità del sonno.
ipersostentatore   s.m.  (aer.) superficie mobile che, posta sul bordo d'uscita o d'attacco di un'ala, ne incrementa la portanza.
ipersostentazione   s.f.  (aer.) aumento della capacità di sostentazione aerodinamica di un'ala ottenuto mediante ipersostentatori.
iperspazio   s.m.    • 1 •   (mat.) spazio astratto avente più di tre dimensioni    • 2 •   nella fantascienza, spazio reale alternativo a quello ordinario, in cui entrerebbero i veicoli spaziali a velocità prossime o superiori a quella della luce.
iperstatico   agg.  [pl. m. -ci] nella scienza delle costruzioni, si dice di sistema o di materiale dotato di un numero di vincoli superiore a quello indispensabile per eliminarne la mobilità.
ipersurrenalismo   s.m.  (med.) eccessiva attività funzionale delle ghiandole surrenali.
ipertensione   s.f.  (med.) eccessiva pressione in una cavità organica contenente liquidi: ipertensione endocranica  | aumento anormale della pressione arteriosa: ipertensione essenziale  o idiopatica. 
ipertensivo   agg.  (med.)    • 1 •   relativo all'ipertensione; caratterizzato da aumento della pressione arteriosa: crisi ipertensiva    • 2 •   che provoca l'aumento della pressione arteriosa: l'azione ipertensiva dell'adrenalina; farmaco ipertensivo   s.m.  sostanza, farmaco che provoca l'aumento della pressione arteriosa.
ipertermale   agg.  si dice di acqua potabile la cui temperatura alla sorgente è superiore a 40 ° c.
ipertermia   s.f.  (med.) forte aumento della temperatura corporea.
iperteso   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da ipertensione.
ipertesto   s.m.    • 1 •   nella critica letteraria, insieme di più testi affini considerato come un unico testo    • 2 •   (inform.) insieme di informazioni suddivise in più blocchi di testi, note, illustrazioni ecc., non collegati in modo sequenziale ma secondo gerarchie e connessioni logiche che l'utente può percorrere variamente.
ipertestuale   agg.  di, relativo a ipertesto.
ipertimismo   s.m.  (med.) eccessiva attività funzionale del timo.
ipertiroideo   agg.  (med.) di ipertiroidismo: stato ipertiroideo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da ipertiroidismo.
ipertiroidismo   s.m.  (med.) eccessiva attività della ghiandola tiroide.
ipertonia   s.f.  (med.) aumento del tono muscolare o dell'eccitabilità nervosa.
ipertonico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (med.) di ipertonia: stato ipertonico  | che presenta ipertonia: muscolatura ipertonica. 
ipertonico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di soluzione la cui pressione osmotica è maggiore rispetto a un'altra soluzione presa come riferimento.
ipertricosi   s.f.  (med.) sviluppo esagerato dei peli sul corpo.
ipertrofia   s.f.  (biol.) aumento del volume di un organo o di un tessuto, determinato dall'aumento di volume delle cellule che lo costituiscono: ipertrofia cardiaca, del fegato; ipertrofia muscolare. 
ipertrofico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (biol.) relativo a ipertrofia; che presenta ipertrofia: muscolatura ipertrofica    • 2 •   (fig.) che si è sviluppato eccessivamente: un apparato burocratico ipertrofico; un organico ipertrofico. 
ipertrofizzarsi   v. rifl.  (biol.) diventare ipertrofico | (fig.) svilupparsi ipertroficamente.
iperuranio   agg.  (lett.) che si trova al di là del cielo  s.m.  luogo ideale fuori dello spazio ove platone colloca il mondo delle idee, concepite come realtà invisibili, sempre identiche a se stesse.
iperurbanesimo   o iperurbanismo [i-per-ur-ba-nì-smo], s.m.  (ling.) adattamento di una forma linguistica dialettale a un modello linguistico colto, che dà luogo a ipercorrettismo.
iperuricemia   s.f.  (med.) aumento della quantità di acido urico nel sangue.
iperventilazione   s.f.  (med.) incremento della ventilazione polmonare dovuto a una maggiore frequenza e profondità degli atti respiratori.
ipervitaminico   agg.  [pl. m. -ci] molto ricco di vitamine: frutto ipervitaminico; dieta ipervitaminica. 
ipervitaminosi   s.f.  (med.) condizione morbosa provocata da una eccessiva somministrazione di alcune vitamine.
ipervolemia   s.f.  (med.) aumento del volume totale di sangue nell'organismo.
iperxerofilo   agg.  (bot.) si dice di pianta che vive in terreni particolarmente aridi.
ipetro   o ipetrale [i-pe-trà-le], agg.  (arch.) si dice di edificio greco, spec. tempio, privo di copertura nella zona centrale.
ipnagogico   agg.  [pl. m. -ci] (psicol.) che si verifica immediatamente prima del sonno: fase ipnagogica; illusioni, allucinazioni ipnagogiche. 
ipno-  ipno- primo elemento di parole composte della terminologia dotta e scientifica formate modernamente, dal gr. hy/pnos  'sonno' (ipnologia, ipnopedia).
ipnogeno   agg.  (med.) che induce il sonno  s.m.  farmaco ad azione ipnotica.
ipnologia   s.f.  studio dei fenomeni connessi al sonno.
ipnologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di ipnologia.
ipnopatia   s.f.  (med.) tendenza patologica al sonno.
ipnopedia   s.f.  tecnica di insegnamento consistente nell'impartire, mediante fonoriproduttori a basso volume, nozioni a una persona addormentata.
ipnosi   s.f.  stato psicofisico simile al sonno, indotto artificialmente con procedimenti meccanici, fisici o psicologici da un operatore o dal soggetto stesso (autoipnosi), e caratterizzato dall'affievolimento delle capacità critiche e dall'aumento della suggestionabilità.
ipnoterapia   s.f.  (med.) metodo psicoterapico che si avvale dell'ipnosi.
ipnoterapista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica l'ipnoterapia.
ipnotico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di ipnosi, di ipnotismo: stato ipnotico    • 2 •   che provoca o facilita il sonno: farmaco ipnotico; sostanze ipnotiche    • 3 •   (estens.) che esercita una suggestione irresistibile: fascino ipnotico   s.m.  farmaco capace di favorire o provocare un sonno simile a quello fisiologico § ipnoticamente avv.  mediante ipnotismo: indurre ipnoticamente qualcuno a fare qualcosa  | in stato di ipnosi: agire ipnoticamente. 
ipnotismo   s.m.  la tecnica e la pratica dell'ipnosi; il complesso dei fenomeni connessi con l'ipnosi.
ipnotizzare   v. tr.  [io ipnotizzo ecc]    • 1 •   indurre qualcuno in stato d'ipnosi    • 2 •   (fig.) esercitare una forte attrazione; incantare, ammaliare, stregare: un attore che ipnotizza il pubblico; gl'italiani si lasciano ipnotizzare dal dolore  (alvaro).
ipnotizzatore   s.m.  [f. -trice] chi ipnotizza o ha la capacità di ipnotizzare | artista di circo o di varietà che si esibisce presentando al pubblico fenomeni di ipnosi.
ipo-  ipo- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. hypó  'sotto'; significa 'sotto' (ipoderma) o indica quantità, grado inferiore al normale, spesso in contrapposizione a iper-  (ipotensione). in chimica inorganica indica, tra i composti ossigenati di un elemento che presenta più di due gradi di ossidazione, quello a valenza inferiore (ipocloroso) [ ⇨ iper].
ipoacidità   s.f.  (med.) ipocloridria.
ipoacusia   s.f.  (med.) diminuzione della capacità uditiva.
ipoacusico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a ipoacusia: affezione, alterazione ipoacusica   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) si dice di persona affetta da ipoacusia: un (soggetto) ipoacusico. 
ipoalgesia   s.f.  (med.) diminuzione della sensibilità al dolore.
ipoalimentazione   s.f.  (med.) alimentazione insufficiente dal punto di vista quantitativo o qualitativo.
ipoazotide   s.f.  (chim.) composto inorganico gassoso di colore bruno e di odore soffocante, formato da due atomi di azoto e quattro di ossigeno.
ipobromito   s.m.  (chim.) sale dell'acido ipobromoso.
ipobromoso   agg.  (chim.) solo in acido ipobromoso, costituito da un atomo di bromo, uno di idrogeno e uno di ossigeno; i suoi sali sono gli ipobromiti.
ipocalcemia   s.f.  (med.) diminuzione della quantità di calcio nel sangue.
ipocalorico   agg.  [pl. m. -ci] che apporta una scarsa quantità di calorie: dieta, alimentazione ipocalorica. 
ipocapnia   s.f.  (med.) diminuzione di anidride carbonica nel sangue.
ipocausto   s.m.  (archeol.) intercapedine posta sotto il pavimento delle terme e delle case signorili romane, entro la quale veniva immessa l'aria calda di una fornace per riscaldare i locali nei mesi freddi.
ipocellulosico   agg.  [pl. m. -ci] povero di cellulosa: alimentazione ipocellulosica. 
ipocentro   s.m.    • 1 •   in geofisica, punto interno della crosta terrestre in cui ha origine un terremoto; focolare sismico    • 2 •   (estens.) il punto di scoppio di una bomba nucleare.
ipochilia   s.f.  (med.) insufficiente secrezione di succhi digestivi.
ipocicloide   s.f.  (mat.) curva piana descritta da un punto di una circonferenza la quale rotoli interamente lungo un'altra circonferenza.
ipocinesia   s.f.  (med.) stato di diminuita motilità di un organo contrattile.
ipocloridria   s.f.  (med.) insufficiente presenza di acido cloridrico nel succo gastrico.
ipoclorito   s.m.  (chim.) sale dell'acido ipocloroso, con forte potere ossidante, usato come antisettico o decolorante.
ipocloroso   agg.  (chim.) si dice di un acido costituito da un atomo di cloro, uno di idrogeno e uno di ossigeno, da cui si formano gli ipocloriti.
ipocolesterolemia   s.f.  (med.) diminuzione della quantità di colesterolo nel sangue.
ipocolia   s.f.  (med.) diminuzione della secrezione biliare.
ipocondria   s.f.    • 1 •   (med.) manifestazione nevrotica caratterizzata da una preoccupazione morbosa per la propria salute    • 2 •   (lett.) depressione, grave malinconia.
ipocondriaco   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di ipocondria, dovuto a ipocondria: stato ipocondriaco    • 2 •   affetto da ipocondria; per estens., chiuso, malinconico: carattere ipocondriaco    • 3 •   (anat.) dell'ipocondrio: organi ipocondriaci, il fegato e la milza  s.m.  [f. -a] persona ipocondriaca.
ipocondrico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) relativo all'ipocondrio.
ipocondrio   s.m.  (anat.) regione superiore e laterale dell'addome.
ipocoristico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di nome, appellativo vezzeggiativo: gigi e gianni sono gli ipocoristici di luigi e giovanni. 
ipocotile   s.m.  (bot.) parte del fusticino embrionale tra l'inserzione dei cotiledoni e la radichetta.
ipocrateriforme   agg.  (bot.) si dice di corolla gamopetala con i lembi ampi e appiattiti e un tubo lungo e sottile.
ipocrisia   ant. ipocresia, s.f.  simulazione di buoni sentimenti, di buone qualità o di buone intenzioni: nascondere qualcosa sotto la maschera dell'ipocrisia  | atto, comportamento, discorso da ipocrita: mettere da parte le ipocrisie. 
ipocristallino   agg.  (min.) si dice di roccia effusiva la cui struttura è in piccola parte cristallina e in gran parte vetrosa.
ipocrita   ant. ipocrito, agg.  [pl. m. -ti] che agisce con ipocrisia, con insincerità: un uomo ipocrita  | che rivela ipocrisia; che è improntato a ipocrisia, a falsità: discorso, sorriso ipocrita   s.m.  e f.  persona falsa, che si comporta con ipocrisia: è un vero ipocrita  § ipocritamente avv. 
ipocromia   s.f.  (med.)    • 1 •   diminuzione della pigmentazione cutanea e quindi dell'intensità del colore della pelle    • 2 •   diminuzione patologica della quantità di emoglobina contenuta nei globuli rossi.
ipocromico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) caratterizzato da ipocromia, che presenta ipocromia: anemia ipocromica. 
ipodattilia   s.f.  (med.) malformazione congenita consistente nella mancanza di uno o più dita della mano o del piede.
ipoderma   (1) s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (anat.) lo strato più interno della cute, che si trova sotto il derma ed è costituito da tessuto connettivo più o meno ricco di adipe    • 2 •   (bot.) tessuto costituito da uno o più strati di cellule che si trova sotto l'epidermide della pianta.
ipoderma   (2) s.m.  [pl. -mi] (zool.) genere di insetti che allo stadio di larva si insediano come parassiti sotto la cute di vari mammiferi e spec. dei bovini, determinando masse voluminose di tipo tumorale (ord.  ditteri).
ipodermico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , bot.) dell'ipoderma | iniezione ipodermica, (med.) che si fa nel tessuto sottostante al derma, cioè nell'ipoderma o nel muscolo; ago ipodermico, ago da iniezioni ipodermiche.
ipodermoclisi   s.f.  (med.) introduzione di liquidi nell'organismo attraverso il tessuto sottocutaneo, a scopo terapeutico.
ipodermosi   s.f.  (vet.) malattia parassitaria dei bovini e di altri animali, dovuta alle larve di ipoderma.
ipoeccitabilità   s.f.  (med.) diminuzione della reattività a stimoli fisici e psichici.
ipoestesia   s.f.  (med.) diminuzione della sensibilità sensoriale.
ipoevolutismo   s.m.  (med.) insufficienza dello sviluppo somatico e psichico in relazione all'età dell'individuo.
ipofalangia   s.f.  (med.) anomalia congenita costituita dalla mancanza di una o più falangi della mano o del piede.
ipofaringe   s.f.    • 1 •   (anat.) la porzione inferiore della faringe    • 2 •   (zool.) la parte inferiore dell'apparato boccale degli insetti.
ipofillo   agg.  (bot.) si dice di organo della pianta inserito nella pagina inferiore della foglia  s.m.  la pagina inferiore della foglia.
ipofisario   agg.  (anat.) relativo all'ipofisi.
ipofisectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica dell'ipofisi.
ipofisi   s.f.  (anat.) ghiandola endocrina situata alla base del cervello che elabora numerosi ormoni e sovrintende alla funzionalità delle altre ghiandole endocrine.
ipofisite   s.f.  (med.) processo infiammatorio dell'ipofisi.
ipofonesi   s.f.  (med.) in semeiotica, diminuzione della risonanza del torace alla percussione.
ipofonia   s.f.  (med.) indebolimento patologico della voce.
ipofosfato   s.m.  (chim.) sale dell'acido ipofosforico.
ipofosfito   s.m.  (chim.) sale dell'acido ipofosforoso.
ipofosforemia   s.f.  (med.) diminuzione della quantità di fosforo nel sangue.
ipofosforico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) povero di fosforo: alimento ipofosforico; dieta ipofosforica    • 2 •   acido ipofosforico, (chim.) ossiacido del fosforo tetravalente, che si ottiene per lenta ossidazione del fosforo bianco con aria umida.
ipofosforoso   agg.  solo in acido ipofosforoso, (chim.) ossiacido del fosforo trivalente, dotato di energiche proprietà riducenti.
ipofunzionante   agg.  (med.) si dice di organo che presenta ipofunzione: ghiandola ipofunzionante. 
ipofunzione   s.f.  (med.) insufficiente funzionamento di un organo e spec. di una ghiandola: ipofunzione dell'ipofisi. 
ipogastrico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) dell'ipogastrio.
ipogastrio   s.m.  (anat.) la parte inferiore mediana dell'addome, al di sotto dell'ombelico.
ipogenitalismo   s.m.  (med.) insufficienza funzionale o di sviluppo delle ghiandole genitali.
ipogeo   agg.  (scient.) che vive, si sviluppa sottoterra: fauna, flora ipogea  | (lett.) sotterraneo: luoghi ipogei   s.m.  (archeol.) costruzione sotterranea, per lo più adibita a sepolcro: ipogei etruschi. 
ipogeusia   s.f.  (med.) diminuzione della sensibilità gustativa.
ipogino   agg.  (bot.) si dice di organo inserito al di sotto dell'ovario.
ipoglicemia   s.f.  (med.) diminuzione della quantità di glucosio presente nel sangue.
ipoglicemico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di ipoglicemia, provocato da ipoglicemia: coma ipoglicemico. 
ipoglicidico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che contiene pochi zuccheri: dieta ipoglicidica. 
ipoglobulia   s.f.  (med.) diminuzione del numero di globuli rossi nel sangue.
ipoglosso   s.m.  (anat.) dodicesimo paio dei nervi cranici, che svolge funzione motoria nei confronti dei muscoli della lingua | anche come agg.  : nervo ipoglosso. 
ipoglottide   s.f.  (anat) parte inferiore della glottide.
ipoidremia   s.f.  (med.) diminuzione della quantità d'acqua in un organismo; stato di disidratazione: ipoidremia da vomito, da dissenteria. 
ipoidrosi   s.f.    • 1 •   (med.) scarsa secrezione di sudore    • 2 •   (bot.) scarso contenuto d'acqua in un tessuto o in un organo vegetale.
ipolimnio   s.m.  (geog.) la regione più profonda e più fredda di un lago.
ipolipemia   s.f.  (med.) tasso di lipemia inferiore alla norma.
ipolipidico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) povero di grassi: dieta ipolipidica. 
ipomea   s.f.  (bot.) genere di piante a fusto volubile o strisciante con fiori vistosi (fam.  convolvulacee).
ipomenorrea   s.f.  (med.) diminuzione della durata e della quantità delle mestruazioni.
ipometria   s.f.  (metr.) caratteristica di un verso ipometro.
ipometro   agg.  (metr.) si dice di verso inferiore alla misura regolare.
ipometrope   agg.  e s.m.  e f.  (med.) che, chi è affetto da ipometropia.
ipometropia   s.f.  (med.) miopia.
iponimia   s.f.  (ling.) subordinazione di un vocabolo a un altro, per cui il primo (p. e. rosa, garofano), detto iponimo, denota una classe di oggetti inclusa in una classe più ampia, designata dal secondo vocabolo (p. e. fiore) detto iperonimo. 
iponimo   agg.  e s.m.  (ling.) si dice di vocabolo che sia il primo termine di un rapporto di iponimia.
iponomeutidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di lepidotteri eteroneuri con piccola apertura alare le cui larve vivono in comunità molte specie sono dannose alle piante coltivate (p. e.  la tignola del melo) | sing.  [-e] ogni insetto appartenente a tale famiglia.
iponutrizione   s.f.  insufficienza di alimentazione.
ipopancreatismo   s.m.  (med.) insufficienza patologica della secrezione pancreatica.
ipopigmentazione   s.f.  (med.) diminuzione della normale pigmentazione della cute.
ipopituitarismo   s.m.  (med.) insufficienza funzionale dell'ipofisi.
ipoplasia   s.f.  (biol.) sviluppo insufficiente o diminuzione di volume di un organo per mancato accrescimento o per diminuzione del numero delle sue cellule.
ipoplastico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di ipoplasia; provocato da ipoplasia.
ipoproteico   agg.  [pl. m. -ci] a basso contenuto di proteine: dieta ipoproteica. 
ipoprotidico   agg.  [pl. m. -ci] ipoproteico.
iporchema   s.m.  [pl. -mi] nella lirica corale greca, inno ispirato al culto di apollo, eseguito da un coro maschile e accompagnato da danze.
iporchematico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a iporchema: canti iporchematici. 
iposcenio   s.m.  nel teatro greco, la parte sottostante al proscenio.
iposcopio   s.m.    • 1 •   (mil.) strumento ottico, simile al periscopio, usato sui mezzi bellici semoventi per la guida e l'osservazione    • 2 •   (med.) apparecchio radiologico utilizzato per eseguire su pazienti coricati radiografie e radioscopie dal basso verso l'alto.
iposecrezione   s.f.  (med.) insufficienza dell'attività secretoria delle ghiandole.
iposensibilità   s.f.  (med.) diminuzione della sensibilità; ipoestesia.
iposistolia   s.f.  (med.) insufficiente contrattilità di un organo muscolare cavo, spec. del cuore e dell'utero.
iposmia   s.f.  (med.) diminuzione della sensibilità olfattiva.
iposodico   agg.  [pl. m. -ci] che contiene poco sale: dieta iposodica. 
iposolfito   s.m.  (chim.) sale dell'acido iposolforoso, usato commercialmente per la conservazione della carne e di altri alimenti; è detto anche idrosolfito. 
iposolforoso   agg.  solo in acido iposolforoso, (chim.) ossiacido dello zolfo, esistente solo sotto forma di sali (iposolfiti); è detto anche acido idrosolforoso. 
iposomia   s.f.  (med.) accrescimento corporeo inferiore alla norma.
ipospadia   s.f.  (med.) malformazione congenita dell'uretra maschile che sbocca sotto il glande anziché alla sua estremità.
ipossia   s.f.  (med.) diminuzione della quantità di ossigeno in un organismo.
ipossiemia   s.f.  (med.) lo stesso che anossiemia. 
ipostasi   s.f.    • 1 •   nella filosofia di plotino (205-270 d. c.) e dei neoplatonici, ciascuna delle tre sostanze principali del mondo intelligibile (l'uno, l'intelletto e l'anima) | nella filosofia moderna, principio relativo al quale sia indebitamente conferito valore assoluto    • 2 •   nella teologia cristiana, sinonimo di 'persona', in riferimento al padre, al figlio e allo spirito santo    • 3 •   (fig. lett.) trasformazione soggettiva di un concetto o di un termine in qualcosa di reale, di concreto, di incontestabile: la storia etico-politica è un'ipostasi arbitraria e meccanica del momento dell'egemonia  (gramsci) | personificazione, incarnazione di un concetto astratto: ulisse è l'ipostasi dell'ardire umano    • 4 •   (ling.) mutamento di categoria grammaticale di una parola    • 5 •   (med.) ristagno di sangue nelle parti declivi del corpo (in un malato costretto a lunga immobilizzazione o in un cadavere).
ipostatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos. , teol.) di ipostasi, relativo a ipostasi | unione ipostatica, l'unione nell'unica natura del verbo incarnato (cioè gesù) delle due nature divina e umana    • 2 •   (fig. lett.) che costituisce la personificazione di un'entità o di un valore astratti    • 3 •   (med.) relativo al fenomeno dell'ipostasi: macchie ipostatiche  § ipostaticamente avv. 
ipostatizzare   v. tr.    • 1 •   (filos.) trasformare ciò che è relativo, contingente o storicamente determinato in entità assoluta, metafisica | (estens.) assolutizzare    • 2 •   (fig. lett.) personificare, rappresentare concretamente un valore astratto (spesso irrigidendolo, cristallizzandolo): i giovani ipostatizzano il bene e perciò anche il peccato  (boine)    • 3 •   (ling.) portare un termine da una categoria grammaticale a un'altra.
ipostatizzazione   s.f.    • 1 •   (filos. , ling.) l'ipostatizzare    • 2 •   assolutizzazione di un principio relativo; personificazione di un valore astratto.
ipostenia   s.f.  (med.) astenia di lieve entità.
ipostenico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a ipostenia.
ipostilo   agg.  (arch.) si dice di edificio o di sala il cui soffitto è sorretto da colonne.
iposurrenalismo   s.m.  (med.) deficienza funzionale delle ghiandole corticosurrenali.
ipotalamico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , med.) dell'ipotalamo.
ipotalamo   s.m.  (anat.) parte dell'encefalo posta sotto i talami ottici, in cui si trovano i centri superiori del sistema nervoso vegetativo.
ipotassi   s.f.  (ling.) costruzione del periodo fondata sulla subordinazione di una o più proposizioni a un'altra, detta reggente. 
ipotattico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.)    • 1 •   costruito secondo l'ipotassi: periodo ipotattico    • 2 •   che subordina: congiunzioni ipotattiche, le congiunzioni subordinative.
ipoteca   s.f.  (dir.) diritto reale di garanzia sui beni immobili o mobili registrati (navi, aerei, automobili) che attribuisce al creditore il potere di espropriare, anche in presenza di terzi acquirenti, il bene vincolato a garanzia del suo credito e soddisfarsi con precedenza sul ricavato dell'espropriazione: mettere, accendere, spegnere, cancellare un'ipoteca; liberare da un'ipoteca; proprietà gravata di, da ipoteca  | fare, mettere, porre un'ipoteca su qualcosa, (fig.) assicurarsene in anticipo il possesso; riservarsela decisamente.
ipotecabile   agg.  che si può ipotecare (anche fig.): terreno ipotecabile; il futuro non è ipotecabile. 
ipotecabilità   s.f.  l'essere ipotecabile.
ipotecare   v. tr.  [io ipotèco, tu ipotèchi ecc.]    • 1 •   (dir.) gravare d'ipoteca: ipotecare una casa    • 2 •   (fig.) dare per certo qualcosa che ancora non è avvenuto, oppure assicurarselo, garantirselo: ipotecare il futuro, la vittoria. 
ipotecario   agg.  (dir.) dell'ipoteca: iscrizione, cancellazione ipotecaria  | garantito da ipoteca: cambiale ipotecaria; mutuo, credito ipotecario. 
ipotenar   agg.  (anat.) si dice del rilievo carnoso, presente sul palmo della mano, che è costituito dai muscoli motori del mignolo.
ipotensione   s.f.  diminuzione della pressione in un sistema | ipotensione arteriosa, (med.) abbassamento dei valori della pressione arteriosa sotto il livello medio.
ipotensivo   agg.  (med.)    • 1 •   relativo all'ipotensione: stato ipotensivo    • 2 •   che provoca l'abbassamento della pressione arteriosa: farmaco ipotensivo   s.m.  (med.) sostanza, farmaco che provoca l'abbassamento della pressione arteriosa.
ipotenusa   s.f.  (geom.) in un triangolo rettangolo, il lato maggiore, opposto all'angolo retto.
ipotermale   agg.  si dice di acqua potabile la cui temperatura alla sorgente è compresa fra 20 e 30 ° c.
ipotermia   s.f.  (med.) diminuzione della temperatura corporea al di sotto dei valori normali | ipotermia controllata, ibernazione.
ipotesi   s.f.    • 1 •   supposizione, ragionamento congetturale avanzato in mancanza di dati certi, per spiegare ciò di cui si ha una limitata conoscenza: formulare un'ipotesi; ipotesi attendibile, improbabile, assurda; le ipotesi degli investigatori, degli inquirenti; un'ipotesi sull'origine dell'universo; lo dico tanto per fare un'ipotesi; siamo ancora nel campo delle ipotesi  | per ipotesi, a titolo di ipotesi, per congettura, per supposizione: supponiamo, per ipotesi, che il tentativo fallisca  | ipotesi di lavoro, idea, proposta che serve di orientamento per affrontare operativamente una ricerca, un'attività    • 2 •   (estens.) probabilità, caso, eventualità: nella migliore, nella peggiore delle ipotesi  | nell'ipotesi che, se per ipotesi, nel caso, nell'eventualità che: se per ipotesi facessi tardi, avvertimi  | nella dannata ipotesi che, se malauguratamente    • 3 •   in logica, enunciato che viene assunto per indagarne le conseguenze, a prescindere dalla sua effettiva correttezza    • 4 •   (mat.) in un teorema, premessa o condizione che si suppone sia vera e da cui si ricava la tesi    • 5 •   (gramm.) protasi di un periodo ipotetico    • 6 •   ipotesi di legge, (dir.) situazione astratta considerata dal legislatore come presupposto di una norma.
ipoteso   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da ipotensione.
ipotetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'ipotesi, che si fonda su un'ipotesi o si pensa per ipotesi: ragionamento, caso ipotetico | periodo ipotetico, (gramm.) quello formato di due proposizioni di cui una (apodosi) esprime la conseguenza della condizione espressa nell'altra (protasi); p. e. se continuerà a piovere, dovremo rimandare la gita    • 2 •   (estens.) eventuale, immaginario: guadagni ipotetici; in un mondo ipotetico    • 3 •   (filos.) che esprime una condizione; che è subordinato a una condizione: imperativo ipotetico, nell'etica kantiana, quello che, dato uno scopo, impone all'agente di compiere una certa azione | sillogismo ipotetico, regola di derivazione logica in cui la premessa è posta come condizione (p. e.  : se il sole splende, fa giorno; ma il sole splende dunque fa giorno) | metodo ipotetico-deduttivo, il procedimento scientifico consistente nella formulazione di ipotesi dalle quali si deducono conseguenze il cui controllo empirico permette di determinare la correttezza o meno delle ipotesi § ipoteticamente avv.  per ipotesi.
ipotimismo   s.m.  (med.) complesso di sindromi riferibili a insufficiente funzionalità del timo.
ipotiposi   s.f.  figura retorica consistente nel descrivere una persona, un fatto o una situazione con viva immediatezza ed evidenza rappresentativa; p. e.: come lion di tori entro una mandra / or salta a quello in tergo e sì gli scava / con le zanne la schiena, / or questo fianco addenta or quella coscia  (leopardi all'italia  103-106).
ipotiroideo   agg.  (med.) di ipotiroidismo: stato ipotiroideo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da ipotiroidismo.
ipotiroidismo   s.m.  (med.) sindrome causata da insufficiente funzionamento della tiroide.
ipotizzabile   agg.  che si può ipotizzare; congetturabile, supponibile.
ipotizzare   v. tr.  supporre, ammettere, prevedere come ipotesi.
ipotonia   s.f.  (med.) diminuzione del tono muscolare o dell'eccitabilità nervosa.
ipotonico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (med.) di ipotonia: stato ipotonico  | che presenta ipotonia: muscolatura ipotonica. 
ipotonico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (chim. fis.) si dice di soluzione la cui pressione osmotica è più bassa rispetto a un'altra soluzione presa come riferimento.
ipotricosi   s.f.  (med.) insufficiente sviluppo dei peli.
ipotrofia   s.f.  (biol.) diminuzione del volume di un organo o di un tessuto determinata dalla riduzione di volume delle cellule che lo costituiscono.
ipotrofico   agg.  [pl. m. -ci] di ipotrofia; che presenta ipotrofia: muscolatura ipotrofica. 
ipovarismo   s.m.  (med.) diminuzione della produzione ovarica di ormoni | comp. di ipo-, ovari(o)  e il suff. -ismo. 
ipovitaminosi   s.f.  (med.) carenza di una o più vitamine nell'organismo.
ipovolemia   s.f.  (med.) diminuzione del volume del sangue nell'organismo.
ipoxantina   s.f.  (chim. , biol.) sostanza organica, costituita da una purina legata all'acido urico, da cui derivano alcuni alcaloidi; è presente nei tessuti animali (cuore e milza) e vegetali.
ipparchia   s.f.  nell'antica grecia, unità di cavalleria, formata da circa 500 cavalieri | ufficio, funzione di ipparco.
ipparco   s.m.  [pl. m. -chi] nell'antica grecia, comandante di un'ipparchia.
ippario   s.m.  equino fossile, progenitore del cavallo.
ippiatria   s.f.  (non com.) il ramo della veterinaria che studia le malattie dei cavalli.
ippica   s.f.  lo sport dell'equitazione; il complesso delle gare che si disputano con i cavalli negli ippodromi | datti all'ippica!, (fig. scherz.) si dice a chi si dimostra totalmente incapace di fare qualcosa per invitarlo a occuparsi d'altro.
ippico   agg.  [pl. m. -ci] di cavalli, dell'ippica: concorso ippico. 
ippo-  ippo- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. híppos  'cavallo'; significa 'cavallo' o indica relazione col cavallo (ippogrifo, ippodromo).
ippocampo   s.m.    • 1 •   piccolo pesce marino teleosteo, con bocca tubolare, testa e collo a profilo cavallino, corpo ricoperto di piastre ossee e coda che può avvolgersi a spirale; nuota in posizione verticale ed è noto come cavalluccio marino  (ord.  singnatiformi)    • 2 •   (anat.) formazione del telencefalo dei vertebrati che coordina il senso dell'olfatto.
ippocastanacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni cui appartiene l'ippocastano | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
ippocastano   s.m.  grande albero a chioma ampia e folta, con foglie caduche, fiori bianchi raccolti in pannocchie e frutti simili a castagne (non commestibili); è detto anche castagno d'india  (fam.  ippocastanacee).
ippocratico   agg.  [pl. m. -ci] di ippocrate, famoso medico greco di cos (secc. v-iv a. c.), fondatore della medicina classica: la scuola ippocratrica  | metodo ippocratico, semplice, sperimentale | la scienza ippocratica, la medicina | giuramento ippocratico, quello, pervenutoci in uno scritto del medico greco, che subordinava l'ammissione alla scuola di ippocrate all'impegno giurato a osservare i principi etici della professione medica.
ippodromo   s.m.    • 1 •   campo attrezzato per lo svolgimento di gare ippiche    • 2 •   nell'antica grecia, distanza che i cavalli dovevano percorrere più volte nelle corse.
ippofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è appassionato di cavalli.
ippoglosso   s.m.  pesce di fondo dei mari freddi, commestibile, con enorme corpo ovale piatto, bruno sopra e biancastro sotto (ord.  pleuronettiformi).
ippogrifo   s.m.    • 1 •   animale favoloso con il corpo di cavallo, la testa di grifone e grandi ali, creato da l. ariosto nell'«orlando furioso»    • 2 •   (arald.) figura di animale mostruoso, metà aquila e metà cavallo.
ippologia   s.f.  la scienza che si occupa del cavallo dal punto di vista biologico e della tecnica di allevamento.
ippologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] esperto di ippologia.
ippomanzia   s.f.  nell'antichità, arte di trarre predizioni e oracoli osservando e interpretando i nitriti, i movimenti, le contrazioni muscolari dei cavalli.
ipponatteo   agg.  e s.m.  nella metrica classica, lo stesso che coliambo  o scazonte. 
ippopotamo   s.m.    • 1 •   grosso e tozzo mammifero africano, erbivoro, con muso largo e amplissima bocca, zampe corte, pelle spessa; conduce vita anfibia lungo i fiumi tropicali (ord.  artiodattili)    • 2 •   (estens.) persona corpulenta, dai movimenti goffi e impacciati.
ippotecnica   s.f.  tecnica dell'allevamento e dell'addestramento dei cavalli da corsa.
ippoterapia   s.f.  (med.) la pratica dell'equitazione come terapia per la riabilitazione di muscoli o arti atrofizzati.
ippoterio   s.m.  lo stesso che ippario. 
ippotrago   s.m.  [pl. m. -ghi] (zool.) genere di grosse antilopi africane, con corna ricurve all'indietro a forma di scimitarra (ord.  artiodattili).
ippotrainato   agg.  (antiq.) trainato da uno o più cavalli: mezzi militari ippotrainati. 
ippurico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. , biol.) si dice dell'amminoacido aromatico contenuto nelle urine degli animali domestici e meno com. in quelle umane.
ippurite   s.m.  fossile di scogliera a forma conica, di grandi dimensioni, caratteristico del cretaceo superiore.
iprite   o yprite, s.f.  (chim.) composto organico oleoso costituito da quattro gruppi metilenici, due atomi di cloro e uno di zolfo, dotato di proprietà vescicatorie e tossiche; è un potente aggressivo bellico.
ipse dixit   loc. sost. m. invar.  espressione usata per polemizzare o ironizzare sul dogmatismo di chi ritiene indiscutibili le proprie opinioni o fonda i propri argomenti esclusivamente sull'autorità altrui.
ipsilon   non com. ypsilon, antiq. o pop. ipsilonne [ip-si-lòn-ne], s.m.  o f. invar.  nome della ventesima lettera dell'alfabeto greco, passata poi nell'alfabeto latino e in alcuni alfabeti moderni; è detta anche i greco  o i greca  | strada a ipsilon, che si biforca a guisa di ipsilon maiuscola (y).
ipso-  ipso- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. hy/psos  'altezza, sommità' (ipsofilia, ipsometria).
ipsocefalia   s.f.  in antropometria, tipo di cranio alto e aguzzo; acrocefalia.
ipsodonte   agg.  si dice di dente a crescita continua, con corona molto sviluppata in senso verticale, come le zanne degli elefanti, gli incisivi di alcuni roditori e i molari dei cavalli; anche, dell'animale che ha tale tipo di denti.
ipso facto   loc. avv.  immediatamente, subito, lì per lì: ipso facto decise di partire. 
ipsofilia   s.f.  (biol.) caratteristica degli organismi animali o vegetali ipsofili.
ipsofillo   s.m.  foglia modificata situata nella parte fiorifera della pianta.
ipsofilo   agg.  (biol.) si dice di organismo animale o vegetale che vive in zone d'alta montagna.
ipsofono   s.m.  (telecom.) apparecchio che registra automaticamente le comunicazioni telefoniche in assenza dell'utente.
ipso iure   loc. avv.  (dir.) in virtù di una norma di legge, per disposizione derivante immediatamente dalla legge.
ipsometria   s.f.  determinazione dell'altitudine di un luogo mediante la misurazione della pressione atmosferica.
ipsometrico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla ipsometria o in genere alla misura delle altitudini: curva ipsometrica, quella che esprime in modo convenzionale l'andamento altimetrico medio di una regione; tinte ipsometriche, colori che nelle carte geografiche indicano le zone comprese entro certi limiti di altitudine.
ipsometro   s.m.  strumento per la misurazione della pressione atmosferica, che si basa sulla variazione della temperatura d'ebollizione dell'acqua col variare della pressione stessa.
ira   s.f.    • 1 •   stato emotivo di intensa irritazione, caratterizzato da impulsi e reazioni di collera, sdegno, indignazione e sim.: scatto, sfogo d'ira; fremere, ardere, avvampare, accendersi d'ira; lasciarsi trasportare dall'ira; essere in preda all'ira; essere accecato dall'ira    • 2 •   (teol.) uno dei sette peccati capitali consistente nel desiderio violento di vendetta    • 3 •   (non com.) odio, malevolenza, cattiva disposizione verso qualcuno: avere in ira qualcuno, odiarlo, detestarlo; essere in ira a qualcuno, essere odiato, malvisto da lui | discordia grave: le ire di parte    • 4 •   (lett.) giusto sdegno, collera punitrice; furore nato da una giusta causa: cantami, o diva, del pelide achille / l'ira funesta, che infiniti addusse / lutti agli achei  (monti) | l'ira di dio, il castigo divino | essere un'ira di dio, (fig.) si dice di persona o cosa terribile o molesta | fare un'ira di dio, (fig.) un gran baccano, un'enorme confusione | il giorno, il dì dell'ira, il giorno del giudizio universale: il dì dell'ira che più volte il gallo / annunciò agli spergiuri  (montale)    • 5 •   (fig. lett.) furia, violenza degli elementi naturali: l'ira del mare, dei venti. 
iracheno   o irakeno, agg.  dell'iraq  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'iraq.
iracoidei   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli mammiferi erbivori, plantigradi, con pelo lungo e fitto, e incisivi da roditore | sing.  [-o] ogni mammifero appartenente a tale ordine.
iracondia   s.f.  l'essere iracondo; irascibilità.
iracondo   agg.  che ha inclinazione ad adirarsi, che è facile all'ira: uomo, carattere iracondo  | che rivela ira: parole iraconde; sguardo iracondo  § iracondamente avv. 
iradiddio   s.f. invar.  forma graficamente unita di ira di dio, usata solo in senso fig.
irakeno    ⇨ iracheno.
iraniano   agg.  del moderno iran  s.m.  [f. -a] nativo, abitante del moderno iran.
iranico   agg.  [pl. m. -ci] dell'antico iran: arte iranica | lingue iraniche, famiglia di lingue indoeuropee parlate nell'altopiano iranico, tra cui il persiano antico e moderno e l'afghano  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'antico iran.
iranista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, esperto di iranistica.
iranistica   s.f.  lo studio della lingua, della letteratura e della storia dell'antico iran.
irascibile   agg.  che si lascia facilmente vincere dall'ira, che ha improvvisi scatti d'ira: un uomo irascibile; avere un carattere, un temperamento irascibile  § irascibilmente avv. 
irascibilità   s.f.  l'essere irascibile; propensione, tendenza ad adirarsi.
irato   agg.    • 1 •   pieno d'ira; adirato: essere irato con, contro qualcuno; irato a' patrii numi, errava muto  (foscolo sepolcri  190) | che è mosso da ira, che rivela ira: parole irate; sguardo irato    • 2 •   (lett.) tempestoso, burrascoso: come irato ciel tona o leon rugge  (petrarca canz.  ccii, 6) § iratamente avv. 
irbis   s.m.  felino che vive nelle zone di alta montagna dell'asia centrale, simile al leopardo, con pelo chiaro, lungo e folto a grandi macchie nere, coda lunga e piuttosto grossa; è detto anche leopardo delle nevi  (ord.  carnivori).
ircano   agg.  (lett.) dell'ircania, regione dell'antica persia a sud del mar caspio | mare ircano, onda ircana, il mar caspio.
ircino   agg.  (lett.) di irco, di caprone; caprino: odore ircino. 
irco   s.m.  (lett.) capro, caprone: simile a gravida capra /... / olente dell'irco suo sposo  (d'annunzio).
ircocervo   s.m.  (lett.)    • 1 •   animale favoloso, metà caprone e metà cervo    • 2 •   (fig.) cosa assurda, inesistente; chimera.
ire   v. intr.  [sono usati la forma ite, seconda pers. pl. del pres. indic. e dell'imp., l'infinito ire  e il part. pass. ito  (quindi tutti i tempi composti); ricorrono invece, solo nell'uso ant. e poet., anche le forme dell'imperf. iva, ìvano, del fut. irò, irémo, iréte, del pass. rem. isti, ìrono  e del congiunt. pres. prima pers. sing. éa; aus. essere] (ant. , poet. , dial.) andare: e tu, vergine cuccia, idol placato / da le vittime umane, isti superba  (parini); e me che i tempi ed il desio d'onore / fan per diverse genti ir fuggitivo  (foscolo sepolcri  226-227).
-ire  -ire suffisso dei verbi della terza coniugazione, derivato dalla desinenza latina -i¯re  dei verbi della quarta coniugazione (capire, gioire, partire).
irenico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di pace; che ispira e promuove la pace: ideale irenico. 
irenismo   s.m.    • 1 •   (relig.) indirizzo teologico e spirituale mirante alla riconciliazione di tutte le chiese cristiane    • 2 •   (non com.) tendenza a conciliare dottrine contrastanti o posizioni ideali diverse.
irenista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (relig.) chi sostiene l'irenismo nell'ambito delle confessioni cristiane    • 2 •   (non com.) pacifista.
irenistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'irenismo o gli irenisti.
irenologia   s.f.  studio sociologico delle cause e delle condizioni di pace.
ireos   s.m.    • 1 •   (region.) giaggiolo    • 2 •   polvere ricavata dal rizoma del giaggiolo, usata in profumeria.
iri   s.f.  (ant. , poet.) iride, arcobaleno: e l'un da l'altro come iri da iri / parea reflesso  (dante par.  xxxiii, 118-119).
iridacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee monocotiledoni, con rizoma, tubero o bulbo, foglie lanceolate, fiori a tre stami, frutto a capsula; ne fanno parte l'iris, la fresia, il gladiolo ecc. | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
iridare   v. tr.  [io ìrido ecc.] (lett.) tingere con i colori dell'iride | v. intr.  [aus. essere], iridarsi v. rifl.  (lett.) diventare iridescente (anche fig.): le tue parole iridavano come le scaglie / della triglia moribonda  (montale).
iridato   part. pass.  di iridare   agg.  che ha i colori dell'iride; per estens., variopinto, multicolore: lenta vi guazza l'anatra iridata  (pascoli) | nello sport: maglia iridata, maglia bianca attraversata da una fascia con i colori dell'iride, assegnata al corridore ciclista vincitore di un campionato del mondo; casco iridato, quello assegnato al campione del mondo di una classe di motociclismo; campione iridato, campione del mondo  s.m.  (sport) corridore ciclista che detiene la maglia iridata.
iridazione   s.f.  (lett.) iridescenza.
iride   s.f.    • 1 •   (lett.) arcobaleno | i colori dell'iride, i sette colori fondamentali che compaiono nell'arcobaleno (rosso, arancio, giallo, verde, blu, indaco, violetto); anche, insieme di colori che sfumano l'uno nell'altro | vestirsi dell'iride, nel ciclismo, indossare la maglia iridata    • 2 •   (anat.) parte della membrana vascolare dell'occhio, che costituisce un diaframma contrattile variamente colorato, posto davanti al cristallino e circoscrivente la pupilla    • 3 •   giaggiolo    • 4 •   varietà molto rara di farfalla, propria dell'italia sett., che presenta nel maschio ali nere con riflessi cangianti    • 5 •   (min.) varietà di agata e di calcedonio, che ha riflessi iridescenti.
iridectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di una parte dell'iride.
irideo   agg.  (anat.) relativo all'iride.
iridescente   agg.  che ha i colori dell'iride, che presenta il fenomeno della iridescenza: una perla iridescente. 
iridescenza   s.f.  fenomeno ottico per cui alcuni corpi, investiti dalla luce, assumono riflessi cangianti simili ai colori dell'iride.
iridico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto dell'iridio.
iridio   s.m.  elemento chimico di simbolo ir; è un metallo bianco brillante, durissimo e poco duttile, inattaccabile dagli alcali e dagli acidi, compresa l'acqua regia; è usato spec. in lega con il platino, al quale conferisce maggior durezza e resistenza all'usura.
iridociclite   s.f.  (med.) processo infiammatorio che riguarda l'iride e il corpo ciliare.
iridoscopio   s.m.  (med.) strumento per l'esame dell'iride.
iris   s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante erbacee, diffuse nell'emisfero boreale, comprendente numerose specie ornamentali tra cui il giaggiolo (fam.  iridacee) | giaggiolo    • 2 •   (min.) iride.
irish coffee   loc. sost. m. invar.  bevanda composta di caffè bollente zuccherato e whisky irlandese, completata con uno strato di panna.
irite   s.f.  (med.) infiammazione dell'iride.
irizzare   v. tr.  nel linguaggio giornalistico, porre un'azienda sotto il controllo o la gestione dell'iri (istituto per la ricostruzione industriale).
irlandese   agg.  dell'irlanda, isola dell'arcipelago britannico  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi abita o è nato in irlanda    • 2 •   la lingua celtica del gruppo gaelico che si parla in irlanda.
ironeggiare   v. intr.  [io ironéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) ironizzare.
ironia   s.f.    • 1 •   particolare modo di esprimersi che conferisce alle parole un significato contrario o diverso da quello letterale, con intento critico o derisorio: ironia fine, pungente, grossolana  | la figura retorica corrispondente; p. e. godi, fiorenza, poi che se' sì grande / che per mare e per terra batti l'ali, / e per lo 'nferno tuo nome si spande!  (dante inf.  xxvi, 1-3)    • 2 •   (estens.) scherno, dileggio: uno sguardo, un sorriso pieno d'ironia  | ironia della sorte, della vita, evento imprevedibile che sembra beffarsi delle aspettative di qualcuno    • 3 •   finzione, simulazione | ironia socratica, l'atteggiamento di chi, come socrate nei dialoghi platonici, dissimula il proprio pensiero e finge ignoranza in modo da far cadere in contraddizione l'interlocutore e convincerlo dei suoi errori    • 4 •   atteggiamento di sereno distacco verso la realtà o, nel caso di un artista, verso la materia che egli tratta: l'ironia ariostesca. 
ironico   agg.  [pl. m. -ci] detto o fatto con ironia; che rivela ironia: sorriso ironico; parlare in tono ironico  | che fa dell'ironia, che è incline all'ironia: scrittore ironico  § ironicamente avv. 
ironista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) chi, spec. scrivendo, usa ironia, sarcasmo.
ironizzare   v. tr.  trattare, descrivere con ironia: ironizzare la propria situazione  | v. intr.  [aus. avere] fare dell'ironia: ironizzare su tutto e su tutti. 
iroso   agg.    • 1 •   pieno d'ira: voce irosa  | che si arrabbia facilmente: uomo, carattere iroso    • 2 •   infuriato, rabbioso (detto di animali)    • 3 •   (lett.) turbolento, in tempesta (detto di elementi naturali): su la costa raccolta, dilavata / dal trascorrere iroso delle spume  (montale) § irosamente avv. 
irpef   s.f. invar.  (fin.) imposta diretta sui redditi complessivi delle persone.
irpeg   s.f. invar.  (fin.) imposta diretta, personale e proporzionale, che colpisce i redditi delle società di capitali e di enti pubblici o privati.
irpino   agg.  dell'irpinia, regione storica della campania corrispondente alla provincia di avellino  s.m.  [f. -a]    • 1 •   nativo, abitante dell'irpinia    • 2 •   chi apparteneva alla popolazione sannitica che abitava l'antica irpinia.
irraccontabile   agg.  che non si può o non si deve raccontare: un episodio irraccontabile. 
irradiamento   s.m.  l'irradiare, l'irradiarsi, l'essere irradiato | (fis.) irraggiamento.
irradiare   v. tr.  [io irràdio ecc.]    • 1 •   illuminare con i propri raggi: il sole irradia la terra  | (fig.) rendere vivo, splendente: la felicità irradiava il suo volto    • 2 •   (estens.) emanare, diffondere (anche fig.): irradiare luce, calore; irradiare gioia    • 3 •   (med.) sottoporre a radiazioni, a scopo terapeutico: irradiare un tumore    • 4 •   diffondere per mezzo della radio: irradiare una notizia, un comunicato  | v. intr.  [aus. essere] diffondersi sotto forma di raggi: la luce che irradia dagli astri  | (fig.) effondersi, sprigionarsi: la gioia irradiava dal suo viso  | irradiarsi v. rifl.  propagarsi da un punto comune in diverse direzioni: dal centro si irradiano cinque semirette  | (estens.) diffondersi all'intorno: il dolore dai denti si è irradiato a tutta la faccia  | (fig.) effondere: felicità che si irradia dal cuore. 
irradiatore   agg.  [f. -trice] (non com.) che irradia.
irradiazione   s.f.    • 1 •   emissione di luce e di calore in tutte le direzioni    • 2 •   (estens.) diffusione, propagazione: irradiazione del dolore in tutto il corpo    • 3 •   esposizione a radiazioni    • 4 •   (fis.) fenomeno ottico per il quale, date due superfici uguali e contigue, appare più grande quella più illuminata.
irraggiamento   s.m.    • 1 •   l'irraggiare, l'irraggiarsi, l'essere irraggiato    • 2 •   (fis.) emissione di radiazioni da parte di una sorgente: irraggiamento termico. 
irraggiare   v. tr.  e intr.  [io irràggio ecc. ; aus. dell'intr. essere], irraggiarsi v. rifl.  irradiare, irradiarsi.
irraggiungibile   agg.  che non può essere raggiunto (anche fig.): vetta, meta irraggiungibile; un sogno, un obiettivo irraggiungibile, irrealizzabile § irraggiungibilmente avv. 
irraggiungibilità   s.f.  l'essere irraggiungibile.
irragionevole   agg.    • 1 •   che non è provvisto di ragione: gli animali sono esseri irragionevoli  | che non fa buon uso della ragione o non vuole intendere ragione: persona irragionevole    • 2 •   che non è conforme a ragione; assurdo, infondato: comportamento irragionevole; paura, sospetto irragionevole  | eccessivo, esagerato: pretese irragionevoli; prezzo irragionevole  § irragionevolmente avv. 
irragionevolezza   s.f.  l'essere irragionevole: l'irragionevolezza di una proposta. 
irrancidimento   s.m.  l'irrancidire.
irrancidire   v. intr.  [io irrancidisco, tu irrancidisci ecc. ; aus. essere] diventare rancido, stantio: il burro irrancidisce facilmente  ' (fig. spreg.) perdere vitalità e vigore; guastarsi irrimediabilmente: parole, istituzioni irrancidite. 
irrappresentabile   agg.  che non può essere rappresentato, messo in scena: un'opera teatrale irrappresentabile; «ma che letteratura! questa è vita, signore! passione!» «sarà! ma irrappresentabile!»  (pirandello).
irrappresentabilità   s.f.  l'essere irrappresentabile.
irrazionale   agg.    • 1 •   non dotato di ragione: essere irrazionale    • 2 •   non fondato su ragioni valide; illogico, irragionevole: ipotesi, comportamento irrazionale    • 3 •   privo di razionalità, di funzionalità non idoneo a soddisfare certe esigenze pratiche: un appartamento irrazionale; una disposizione irrazionale dei mobili    • 4 •   (filos.) che sfugge o non è riducibile agli schemi logici della ragione    • 5 •   (mat.) si dice di numero reale che non è rappresentabile in forma di frazione (p. e. pi-greco) s.m.  ciò che non è razionale § irrazionalmente avv.    • 1 •   in modo contrario alla ragione; illogicamente: agire irrazionalmente    • 2 •   in modo non funzionale: spazio sfruttato irrazionalmente. 
irrazionalismo   s.m.    • 1 •   (filos.) atteggiamento di pensiero secondo il quale la ragione non è sufficiente a far luce sulla totalità dell'esperienza: l'irrazionalismo di bergson  | atteggiamento di pensiero secondo il quale la realtà non è informata a un ordine razionale: l'irrazionalismo di schopenhauer; l'irrazionalismo esistenzialistico    • 2 •   (estens.) incoerenza, illogicità.
irrazionalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore, seguace dell'irrazionalismo | usato anche come agg.  : indirizzo, corrente irrazionalista. 
irrazionalistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'irrazionalismo; che ha carattere d'irrazionalità: concezione irrazionalistica  § irrazionalisticamente avv. 
irrazionalità   s.f.  l'essere irrazionale.
irreale   agg.  non reale, al di fuori o al di sopra della realtà: sogno, mondo, bellezza irreale  § irrealmente avv. 
irrealizzabile   agg.  che non può essere realizzato: sogno, progetto irrealizzabile  § irrealizzabilmente avv. 
irrealizzabilità   s.f.  l'essere irrealizzabile.
irrealtà   s.f.  l'essere irreale: l'irrealtà di un'ipotesi  | periodo ipotetico dell'irrealtà, (gramm.) quello che esprime, nella protasi, una condizione irreale o impossibile a realizzarsi (p. e. se avessi vent'anni di meno, partirei anch'io).
irreconciliabile   o irriconciliabile, agg.  (non com.) che non si può riconciliare: due avversari irreconciliabili  § irreconciliabilmente avv. 
irreconciliabilità   o irriconciliabilità, s.f.  (non com.) l'essere irreconciliabile.
irreconoscibile    ⇨ irriconoscibile.
irrecuperabile   agg.  che non può essere recuperato (anche fig.): un tesoro irrecuperabile; pace, serenità irrecuperabile; un malato irrecuperabile  § irrecuperabilmente avv. 
irrecuperabilità   s.f.  l'essere irrecuperabile.
irrecusabile   agg.    • 1 •   che non si può ricusare, rifiutare: offerta irrecusabile    • 2 •   che non si può confutare; irrefutabile: testimonianza irrecusabile  § irrecusabilmente avv. 
irrecusabilità   s.f.  l'essere irrecusabile: l'irrecusabilità di una proposta, di una prova. 
irredentismo   s.m.  movimento politico mirante a congiungere alla madrepatria territori sottoposti a una dominazione straniera; in partic., quello sorto in italia dopo il 1866 per liberare le terre italiane ancora soggette all'austria.
irredentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore dell'irredentismo | usato anche come agg.  nel sign. di irredentistico. 
irredentistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'irredentismo o agli irredentisti: movimento, sentimento irredentistico. 
irredento   agg.  non redento; si dice spec. di un territorio o di un popolo ancora soggetto al potere di uno stato straniero: terre irredente. 
irredimibile   agg.  che non si può redimere, riscattare; si dice spec. di un debito pubblico consolidato, il cui rimborso è lasciato alla discrezionalità dello stato, che ne corrisponde gli interessi a tempo indeterminato.
irredimibilità   s.f.  l'essere irredimibile.
irreducibile    ⇨ irriducibile.
irrefragabile   agg.  (lett.) che non si può contrastare, confutare; irrefutabile: ragioni irrefragabili  § irrefragabilmente avv. 
irrefragabilità   s.f.  (lett.) l'essere irrefragabile.
irrefrenabile   agg.  che non si può frenare; incontrollabile (spec. fig.): impulso irrefrenabile; crisi di pianto irrefrenabile  § irrefrenabilmente avv. 
irrefrenabilità   s.f.  l'essere irrefrenabile.
irrefutabile   agg.  che non si può confutare, che ha piena validità indiscutibile, incontestabile: prova, testimonianza irrefutabile  § irrefutabilmente avv. 
irrefutabilità   s.f.  l'essere irrefutabile.
irreggimentare   v. tr.  [io irreggiménto ecc.]    • 1 •   (mil.) inquadrare in un reggimento: irreggimentare le reclute    • 2 •   (fig.) sottoporre a rigida disciplina, togliendo libertà di azione e di pensiero: le dittature irreggimentano le masse. 
irreggimentazione   s.f.  l'irreggimentare, l'essere irreggimentato.
irregolare   agg.    • 1 •   che è in contrasto con le regole o con una data regola: elezione, procedura, documento irregolare  | condotta di gara irregolare, (sport) contraria ai regolamenti    • 2 •   che non è conforme alle norme morali, che non rispetta le convenienze sociali: vita irregolare    • 3 •   che si allontana dalla forma, dal tipo o dalla consuetudine comune: viso irregolare; edificio a pianta irregolare  | nomi, verbi irregolari  o nomi, verbi con declinazione, coniugazione irregolare, (gramm.) quelli che si discostano dalla flessione regolare seguita dalla maggioranza degli altri nomi e verbi della stessa classe | milizie irregolari, formazioni militari non inquadrate nell'esercito regolare    • 4 •   non uniforme; che procede in modo disuguale: percorso irregolare; polso irregolare, aritmico; stagione irregolare, incostante  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi pensa o agisce al di fuori di schemi convenzionali; anticonformista    • 2 •   (mil.) soldato che non appartiene all'esercito regolare § irregolarmente avv. 
irregolarità   s.f.    • 1 •   l'essere irregolare: irregolarità di lineamenti; l'irregolarità di un documento, di un costrutto grammaticale    • 2 •   azione che non è conforme alle regole, alle norme, alle leggi: commettere un'irregolarità; irregolarità amministrativa, modo eufemistico per indicare il compimento di reati contro la pubblica amministrazione | (sport) fallo, azione scorretta: irregolarità di gioco    • 3 •   nel diritto canonico, impedimento che vieta di ricevere o esercitare gli ordini sacri.
irregressibile   agg.  (rar.) che non può regredire: malattia irregressibile  § irregressibilmente avv. 
irrelato   agg.  privo di connessione o relazione con altri elementi: concetti fra loro irrelati  § irrelatamente avv. 
irreligione   s.f.  mancanza di sentimento religioso; disprezzo verso la religione.
irreligiosità   s.f.  l'essere irreligioso: irreligiosità di una dottrina. 
irreligioso   agg.    • 1 •   che non ha sentimento religioso: persona irreligiosa    • 2 •   che è contrario alla religione; che offende la religione: discorso irreligioso  § irreligiosamente avv. 
irremeabile   agg.  (lett.) che non si può ripercorrere; da cui non si può ritornare: di qua dall'onde / di stige irremeabili  (alfieri).
irremediabile    ⇨ irrimediabile.
irremedievole    ⇨ irrimedievole.
irremissibile   agg.  (lett.) che non può essere perdonato, che non merita perdono: peccato irremissibile  | di persona, incapace di remissione, che non perdona | tenace, che non dà tregua: un odio irremissibile  § irremissibilmente avv.  senza remissione, senza scampo: essere irremissibilmente perduto. 
irremissibilità   s.f.  (lett.) l'essere irremissibile.
irremovibile   agg.    • 1 •   (non com.) che non si può rimuovere: ostacolo irremovibile    • 2 •   (fig.) che non si lascia smuovere, che non cambia proposito; fermo, inflessibile: essere, mostrarsi irremovibile; carattere, volontà, decisione irremovibile  § irremovibilmente avv. 
irremovibilità   s.f.  l'essere irremovibile (solo in senso fig.): l'irremovibilità di una decisione. 
irremunerabile   agg.  (non com.) che non si può remunerare, compensare; per estens., inestimabile, immenso: un beneficio irremunerabile. 
irremunerato   agg.  (non com.) privo di adeguato compenso o remunerazione.
irreparabile   agg.    • 1 •   che non si può riparare; a cui non si può porre rimedio: errore irreparabile; danno, perdita irreparabile    • 2 •   (non com.) inevitabile, ineluttabile: la catastrofe era ormai irreparabile   s.m.  cosa, fatto alle cui conseguenze non si può rimediare: è accaduto l'irreparabile  § irreparabilmente avv. 
irreparabilità   s.f.  l'essere irreparabile: l'irreparabilità di una sventura. 
irreperibile   agg.    • 1 •   (dir.) si dice di imputato che non risulta presente e che non è rintracciabile nel luogo di nascita, di abitazione o di lavoro    • 2 •   introvabile, che non si riesce a reperire: una persona quasi sempre irreperibile; un prodotto irreperibile sul mercato; rendersi irreperibile, fare in modo di essere introvabile, per evitare disturbo o seccature (anche in usi scherz.) § irreperibilmente avv. 
irreperibilità   s.f.  l'essere irreperibile: irreperibilità di una persona, di un documento. 
irrepetibile   e deriv.   ⇨ irripetibile e deriv. 
irreprensibile   agg.  a cui non si può muovere nessuna riprensione, nessuna critica, nessun appunto; rigorosamente corretto: cittadino irreprensibile; vita, condotta irreprensibile; lavoro, interpretazione irreprensibile  § irreprensibilmente avv. 
irreprensibilità   s.f.  l'essere irreprensibile: irreprensibilità di vita, di stile. 
irreprimibile   agg.  che non si può reprimere, soffocare: uno sfogo irreprimibile  § irreprimibilmente avv.  (non com.).
irrepugnabile   agg.  (lett.) a cui non si può fare opposizione, contrasto; inoppugnabile: alfine con ragioni irrepugnabili, assai agevolmente gli condusse a dovere  (boccaccio dec.  iii, 7) § irrepugnabilmente avv. 
irrequietezza   s.f.  l'essere irrequieto.
irrequieto   agg.    • 1 •   che non trova quiete; agitato, smanioso: il malato è stato irrequieto tutta la notte  | preoccupato, ansioso: quell'incertezza lo rendeva irrequieto    • 2 •   vivace, esuberante, che non sta mai fermo: un bambino irrequieto  § irrequietamente avv. 
irrequietudine   s.f.  l'essere irrequieto, spec. in senso spirituale.
irresistibile   agg.  a cui non si può resistere: un bisogno irresistibile; l'attacco del nemico fu irresistibile; esercitare un fascino irresistibile  | persona irresistibile, dotata di grande fascino § irresistibilmente avv. 
irresistibilità   s.f.  (non com.) l'essere irresistibile.
irresolubile   agg.  (lett.) che non si può sciogliere: un legame irresolubile  | (fig.) che non si può risolvere: un enigma irresolubile  § irresolubilmente avv. 
irresolubilità   s.f.  (lett.) l'essere irresolubile: l'irresolubilità di un problema. 
irresolutezza   o irrisolutezza, s.f.  l'essere irresoluto, indeciso.
irresoluto   o irrisoluto, agg.    • 1 •   privo di risolutezza; incapace di prendere una decisione, indeciso: una persona irresoluta; mostrarsi irresoluto sul da farsi    • 2 •   (lett.) non risolto, insoluto: una questione irresoluta  § irresolutamente avv. 
irresoluzione   o irrisoluzione, s.f.  mancanza di risolutezza; indecisione, perplessità.
irrespirabile   agg.    • 1 •   che non si può respirare: esalazioni irrespirabili    • 2 •   (fig.) si dice di ambiente o situazione in cui ci si trova a disagio: in quella famiglia c'è un clima irrespirabile. 
irrespirabilità   s.f.  l'essere irrespirabile.
irresponsabile   agg.    • 1 •   non responsabile: era irresponsabile di quanto era avvenuto    • 2 •   (dir.) che, per legge, non può essere chiamato a rispondere in giudizio degli atti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni (p. e.  il capo dello stato o i membri del parlamento)    • 3 •   che non è responsabile delle proprie azioni per età o per infermità di mente | (estens.) che agisce con leggerezza, da incosciente: un ragazzo irresponsabile  | usato anche come s.m.  e f.  : comportarsi come un irresponsabile  § irresponsabilmente avv. 
irresponsabilità   s.f.  l'essere irresponsabile.

irrestringibile   agg.  si dice di tessuto, filato o indumento che, lavato, non si restringe: lana, cotone irrestringibile; maglia irrestringibile  § irrestringibilmente avv. 
irrestringibilità   s.f.  l'essere irrestringibile.
irretimento   s.m.  (non com.) l'irretire, l'essere irretito.
irretire   ant. o lett. inretire, v. tr.  [io irretisco, tu irretisci ecc.]    • 1 •   (non com.) prendere nella rete    • 2 •   (fig.) impigliare, inviluppare come in una rete: s'io fui del primo dubbio disvestito / per le sorrise parolette brevi, / dentro ad un nuovo più fu' inretito  (dante par.  i, 94-96) | attrarre, sedurre con arte, con inganno; abbindolare, raggirare: lasciarsi irretire da false promesse. 
irretrattabile   e deriv.   ⇨ irritrattabile e deriv. 
irretroattività   s.f.  (dir.) l'essere irretroattivo: l'irretroattività della legge. 
irretroattivo   agg.  (dir.) che non è retroattivo, che non ha effetto retroattivo: legge irretroattiva. 
irreverente    ⇨ irriverente.
irreversibile   agg.  che non è reversibile, che non può essere invertito rispetto al suo corso, al suo sviluppo: moto, procedimento irreversibile  | reazione chimica irreversibile, che non può avvenire in senso inverso | malattia, lesione irreversibile, irrimediabile, inguaribile | pensione irreversibile, non trasferibile ad altri dopo la morte del titolare § irreversibilmente avv. 
irreversibilità   s.f.  l'essere irreversibile; carattere irreversibile.
irrevocabile   agg.    • 1 •   che non si può revocare, annullare, modificare: sentenza, decisione irrevocabile    • 2 •   (lett.) che non ritorna più, che è definitivamente passato: il tempo irrevocabile della giovinezza  § irrevocabilmente avv. 
irrevocabilità   s.f.  l'essere irrevocabile: l'irrevocabilità di un provvedimento. 
irrevocato   agg.    • 1 •   che non è stato revocato: una legge irrevocata    • 2 •   (lett.) che torna spontaneamente alla memoria senza essere cercato, richiamato: sempre al pensier tornavano / gl'irrevocati dì  (manzoni adelchi).
irricevibile   agg.  (burocr.) si dice di istanza o ricorso che non può essere preso in esame dall'autorità amministrativa a cui è destinata perché priva dei necessari requisiti formali.
irricevibilità   s.f.  (burocr.) l'essere irricevibile.
irriconciliabile   e deriv.   ⇨ irreconciliabile e deriv. 
irriconoscente   agg.  non riconoscente, ingrato: essere, mostrarsi irriconoscente  § irriconoscentemente avv. 
irriconoscibile   ant. irreconoscibile, agg.  che è impossibile o difficile riconoscere: le sofferenze patite l'hanno reso irriconoscibile; s'era conciato in modo da essere irriconoscibile  § irriconoscibilmente avv. 
irriconoscibilità   s.f.  l'essere irriconoscibile.
irridere   v. tr.  [pass. rem. io irrisi, tu irridésti ecc. ; part. pass. irriso] (lett.) deridere, schernire: pace, che il mondo irride, / ma che rapir non può  (manzoni la pentecoste).
irriducibile   lett. irreducibile, agg.    • 1 •   che non si può ridurre: prezzo, spesa irriducibile  | frazione irriducibile, (mat.) quella i cui termini non hanno un divisore comune    • 2 •   (fig.) che non si può piegare; irremovibile, ostinato: volontà, avversario irriducibile    • 3 •   (med.) che non si può rimettere, far rientrare al suo posto: frattura, ernia irriducibile   s.m.  e f.  nel linguaggio giornalistico, terrorista o criminale che dopo la cattura mantiene il suo precedente atteggiamento di avversione verso lo stato § irriducibilmente avv. 
irriducibilità   s.f.  l'essere irriducibile.
irriferibile   agg.  che non si può riferire per ragioni di convenienza, decenza e sim.: parole, espressioni irriferibili  § irriferibilmente avv. 
irriflessione   s.f.  mancanza di riflessione.
irriflessività   s.f.  l'essere irriflessivo.
irriflessivo   agg.  che agisce senza riflettere: un ragazzo irriflessivo  | fatto o detto senza riflettere: un'azione, una frase irriflessiva  § irriflessivamente avv. 
irrigabile   agg.  che si può irrigare: terreno irrigabile. 
irrigamento   s.m.  irrigazione.
irrigare   v. tr.  [io irrigo, tu irrighi ecc.]    • 1 •   far correre nei terreni l'acqua necessaria per la coltivazione: irrigare una piantagione  | riferito a corsi d'acqua, attraversare una regione contribuendo alla sua fertilità: il nilo irriga l'egitto    • 2 •   (fig. lett.) bagnare largamente: terra irrigata dal sangue dei martiri    • 3 •   (med.) introdurre in una cavità del corpo, a scopo terapeutico, un liquido medicamentoso.
irrigatore   agg.  [f. -trice] che irriga: canale irrigatore   s.m.    • 1 •   impianto o dispositivo usato per irrigare i terreni mediante aspersione    • 2 •   (med.) strumento di forma tubolare usato nelle irrigazioni a scopo terapeutico: irrigatore vaginale, uterino. 
irrigatorio   agg.  di irrigazione; che serve all'irrigazione: canale irrigatorio. 
irrigazione   s.f.    • 1 •   l'irrigare; distribuzione di acqua nei campi mediante reti di canali e fossi artificiali: canale d'irrigazione; irrigazione per scorrimento, per aspersione    • 2 •   (med.) introduzione di un liquido medicamentoso in una cavità del corpo, mediante apposito irrigatore.
irrigidimento   s.m.  l'irrigidire, l'irrigidirsi; perdita di flessibilità lo stato di ciò che è irrigidito (anche fig.): l'irrigidimento del cadavere; l'irrigidimento di un principio, della disciplina. 
irrigidire   v. tr.  [io irrigidisco, tu irrigidisci ecc.] rendere rigido (anche fig.): il freddo mi ha irrigidito le mani; irrigidire una pena, renderla più severa | irrigidirsi v. rifl.    • 1 •   diventare rigido: il clima si è irrigidito  | irrigidirsi sull'attenti, restare immobile in tale posizione    • 2 •   (fig.) divenire inflessibile; ostinarsi: irrigidirsi su un principio, in un atteggiamento; irrigidirsi in una decisione, in un capriccio. 
irrigidito   part. pass.  di irrigidire   agg.  rigido: volto irrigidito in una smorfia  | (fig.) irremovibile; ostinato: era irrigidito sulle sue posizioni. 
irriguardoso   agg.  che manca del dovuto riguardo; insolente: essere irriguardoso verso i superiori; atto, comportamento irriguardoso  § irriguardosamente avv. 
irriguo   agg.    • 1 •   ben irrigato, ricco di acque irriganti: campo irriguo    • 2 •   che irriga o serve all'irrigazione: acque irrigue; canale irriguo. 
irrilevante   agg.  di scarsa o nessuna importanza; trascurabile: particolare, danno, errore irrilevante  | (dir.) si dice di ciò che l'ordinamento giuridico non prende in considerazione: fatto giuridicamente irrilevante  § irrilevantemente avv. 
irrilevanza   s.f.  l'essere irrilevante.
irrimandabile   agg.  che non può, che non deve essere rimandato, rinviato, differito: termine, impegno irrimandabile. 
irrimediabile   ant. irremediabile, agg.  che non si può rimediare, per cui non vi è rimedio: perdita, danno, errore irrimediabile  § irrimediabilmente avv. 
irrimediabilità   s.f.  l'essere irrimediabile.
irrimedievole   o irremedievole, agg.  (ant.) irrimediabile.
irrintracciabile   agg.  che non si può, non si riesce a rintracciare: una persona irrintracciabile. 
irrinunciabile   o irrinunziabile, agg.  a cui non si può o non si vuole o non si deve rinunciare: un bene irrinunciabile; diritti irrinunciabili  § irrinunciabilmente avv. 
irrinunciabilità   o irrinunziabilità, s.f.  caratteristica di ciò che è irrinunciabile: irrinunciabilità di una rivendicazione, di un diritto. 
irripetibile   lett. irrepetibile, agg.    • 1 •   che non si può ripetere, che non può accadere una seconda volta: fortuna, esperienza, emozione irripetibile    • 2 •   che, per convenienza o decenza, non è opportuno ripetere, riferire: parole, discorsi irripetibili  § irripetibilmente avv. 
irripetibilità   lett. irrepetibilità, s.f.  l'essere irripetibile.
irriproducibile   agg.  che non si può riprodurre: articolo, fotografia irriproducibile  § irriproducibilmente avv. 
irriproducibilità   s.f.  l'essere irriproducibile.
irrisione   s.f.  l'irridere; derisione, scherno.
irriso   part. pass.  di irridere  e agg.  nei sign. del verbo.
irrisolto   agg.  che non è stato risolto, che è rimasto senza soluzione: problema irrisolto. 
irrisoluto   e deriv.   ⇨ irresoluto e deriv. 
irrisolvibile   agg.  che non può essere risolto: problema irrisolvibile. 
irrisore   agg.  e s.m.  [f., non com., -sora] (lett.) che, chi irride; schernitore, beffeggiatore.
irrisorio   agg.    • 1 •   che è detto o fatto per irridere: parole irrisorie; gesti irrisori    • 2 •   inadeguato al punto da sembrare quasi un'irrisione: compenso irrisorio  | di nessun valore, insignificante; minimo: prezzo irrisorio, molto inferiore al valore reale § irrisoriamente avv. 
irrispettoso   agg.  che manca del dovuto rispetto; sgarbato: essere irrispettoso  verso qualcuno; contegno irrispettoso  § irrispettosamente avv. 
irritabile   agg.    • 1 •   che si irrita, si stizzisce facilmente; suscettibile: carattere, persona irritabile    • 2 •   che si infiamma facilmente, detto di parti dell'organismo: gola, pelle irritabile. 
irritabilità   s.f.  l'essere irritabile.
irritamento   s.m.  (non com.) irritazione.
irritante   part. pres.  di irritare   agg.  che irrita, indispettisce: comportamento irritante  | che provoca infiammazione: sostanza irritante. 
irritare   v. tr.  [io ìrrito  (alla lat. irrìto) ecc.]    • 1 •   provocare ira, stizza, risentimento; far perdere la calma, la pazienza: quelle parole lo irritarono    • 2 •   (lett.) eccitare, stimolare; inasprire, esacerbare: irritare una passione, l'odio; irritare il dolore  | irritare i nervi, (fam.) far innervosire    • 3 •   provocare infiammazione, bruciore, prurito: l'ortica irrita la pelle  | irritarsi v. rifl.    • 1 •   essere preso dall'ira; risentirsi vivamente: irritarsi con qualcuno per qualcosa; si irrita per niente    • 2 •   infiammarsi: mi si è irritata la gola. 
irritativo   agg.  che irrita, che provoca irritazione, infiammazione: agenti irritativi. 
irritato   part. pass.  di irritare   agg.    • 1 •   incollerito, risentito    • 2 •   infiammato: avere la pelle, la gola irritata  § irritatamente avv. 
irritazione   s.f.    • 1 •   l'irritare, l'irritarsi; stato di chi è irritato: provocare l'irritazione di qualcuno; provare una forte irritazione    • 2 •   infiammazione di qualche parte dell'organismo: irritazione della pelle, della gola, degli occhi. 
irrito   agg.    • 1 •   (dir.) privo di valore legale: provvedimento irrito    • 2 •   (lett.) vano, inutile, senza valore: quante promesse sono state fatte irrite e vane per la infidelità de' principi  (machiavelli).
irritrattabile   o irretrattabile, agg.    • 1 •   che non può essere ritrattato: accuse irritrattabili    • 2 •   (dir.) che non può essere sospeso, interrotto o fatto cessare: azione penale irritrattabile  § irritrattabilmente avv.  (rar.).
irritrattabilità   o irretrattabilità, s.f.  l'essere irritrattabile.
irritrosire   v. intr.  [io irritrosisco, tu irritrosisci ecc. ; aus. essere], irritrosirsi v. rifl.  (rar.) diventare ritroso, restio, recalcitrante.
irrituale   agg.  (dir.) si dice di atto processuale compiuto in modo non conforme a quello prescritto dalla legge: notificazione irrituale. 
irritualità   s.f.  (dir.) l'essere irrituale.
irrivelabile   agg.  (non com.) che non può o non deve essere rivelato: segreti irrivelabili. 
irriverente   ant. irreverente, agg.  che manca della dovuta riverenza, del dovuto riguardo; irrispettoso, insolente: un giovane irriverente verso, con le persone anziane; atteggiamento irriverente  § irriverentemente avv. 
irriverenza   s.f.  l'essere irriverente: parlare, comportarsi con irriverenza  | atto o detto irriverente.
irrobustire   v. tr.  [io irrobustisco, tu irrobustisci ecc.] rendere robusto o più robusto: la vita all'aria aperta irrobustisce il corpo  | irrobustirsi v. rifl.  diventare robusto o più robusto: crescendo si è irrobustito. 
irrogare   v. tr.  [io irrògo, tu irròghi ecc.  (alla lat. io ìrrogo ecc.)] (dir.) infliggere: irrogare una pena. 
irrogazione   s.f.  (dir.) l'irrogare.
irrompere   v. intr.  [coniugato come rompere; mancano il part. pass. e i tempi composti] entrare a forza e impetuosamente (anche fig.): la polizia irruppe nel locale; un ricordo irruppe nella sua mente. 
irroramento   s.m.  (non com.) irrorazione.
irrorare   v. tr.  [io irròro ecc.]    • 1 •   bagnare di gocce o di stille, detto spec. di rugiada, sudore e lacrime: il pianto le irrorava il volto    • 2 •   (agr.) spargere sulle piante liquidi antiparassitari    • 3 •   (biol.) detto di liquidi organici (sangue, linfa), rifornire organi e tessuti attraverso la rete vasale.
irroratrice   s.f.  (agr.) macchina che serve a irrorare le piante.
irrorazione   s.f.  l'irrorare, l'essere irrorato.
irruente   diffuso ma meno corretto irruento, agg.    • 1 •   (lett.) che irrompe con impeto: folla irruente    • 2 •   (fig.) impetuoso, violento: uomo, temperamento irruente  § irruentemente avv. 
irruenza   s.f.  l'essere irruente: l'irruenza delle passioni. 
irrugginire   v. tr.  e intr.  [io irrugginisco, tu irrugginisci ecc. ; aus. dell'intr. essere] (non com.) arrugginire.
irrumazione   s.f.  nel linguaggio medico legale, coito orale.
irruvidimento   s.m.  l'irruvidire, l'irruvidirsi, l'essere irruvidito.
irruvidire   v. tr.  [io irruvidisco, tu irruvidisci ecc.] rendere ruvido: il freddo irruvidisce la pelle  | v. intr.  [aus. essere], irruvidirsi v. rifl.  diventare ruvido (anche fig.): col passare degli anni il suo carattere si è irruvidito. 
irruzione   s.f.    • 1 •   l'entrare in un luogo con impeto e, per lo più, di sorpresa: un'irruzione della polizia | fare irruzione, irrompere: i banditi hanno fatto irruzione nella banca    • 2 •   (mil.) penetrazione rapida e travolgente, spec. di unità minori, tra le linee nemiche.
irsutismo   s.m.  (med.) sviluppo eccessivo di peli, soprattutto nella donna.
irsuto   agg.    • 1 •   che ha peli lunghi, ispidi e folti: petto irsuto    • 2 •   (fig.) rozzo, selvatico; ispido: individuo, carattere irsuto. 
irsuzie   ant. irsuzia, s.f.    • 1 •   (lett.) l'essere irsuto, ispido (anche fig.)    • 2 •   (rar.) lo stesso che irsutismo. 
irto   agg.    • 1 •   ispido, pungente: capelli, baffi irti; barba irta    • 2 •   che ha sporgenze aguzze: una costa irta di scogli    • 3 •   (fig.) che presenta molte asperità, molte difficoltà: un'impresa irta di ostacoli; un testo irto di citazioni. 
irudinei   s.m. pl.  (zool.) classe di animali invertebrati che comprende le sanguisughe (tipo anellidi) | sing.  [-o] ogni animale di tale classe.
isabella   (1) agg.  e s.m. invar.  si dice di un colore giallo pallido tendente al fulvo, tipico del pelame di alcuni cavalli sauri.
isabella   (2) s.f.  vitigno di origine americana, che dà un'uva nera da tavola dal sapore di fragola, detta com. uva fragola. 
isagoge   s.f.  (lett.) introduzione; scritto che serve per introdurre e spiegare.
isagogico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) relativo all'isagoge; introduttivo: scritto isagogico. 
isagono   agg.  e s.m.  si dice di figura geometrica che ha gli angoli uguali a quelli di un'altra.
isatina   s.f.  (chim.) composto organico ossigenato e azotato, usato nella produzione di coloranti.
isba   o izba, s.f.  abitazione rurale tipica della russia, costruita interamente in legno, con tetto di legno e paglia; è costituita da un solo vasto locale, riscaldato da una grande stufa.
iscariota   agg.  e s.m.  e f.  soprannome di giuda, l'apostolo che tradì gesù | (lett.) traditore.
ischeletrire   v. tr.  [io ischeletrisco, tu ischeletrisci ecc.] ridurre come uno scheletro, far dimagrire notevolmente: la lunga malattia l'ha ischeletrito  | v. intr.  [aus. essere], ischeletrirsi v. rifl.  ridursi come uno scheletro per eccessiva magrezza.
ischemia   s.f.  (med.) deficiente apporto di sangue in un organo o in una parte dell'organismo: ischemia cardiaca. 
ischemico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a ischemia, causato da ischemia: paralisi ischemica   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da ischemia.
ischialgia   s.f.  (med.) nevralgia del nervo ischiatico; sciatica.
ischiatico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) che si riferisce all'ischio: nervo ischiatico, nervo sciatico.
ischio   s.m.  osso inferiore del bacino che con l'ilio e il pube costituisce l'osso iliaco.
iscritto   part. pass.  di iscrivere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha compiuto l'iscrizione a una società, una scuola, un partito ecc.
iscrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere]    • 1 •   includere, annotare in un registro, in un elenco; in partic., chiedere per qualcuno l'ammissione o l'inclusione in una società, in un partito, in un istituto scolastico ecc.: iscrivere una spesa nel bilancio; iscrivere qualcuno nell'albo degli abilitati; iscrivere il figlio in, a una scuola  | iscrivere una causa a ruolo, (dir.) registrarla nel ruolo generale degli affari contenziosi civili    • 2 •   fare una iscrizione su pietra, metallo e sim.    • 3 •   (geom.) variante non com. di inscrivere  | iscriversi v. rifl.  dare il proprio nome e compiere le formalità richieste per diventare membro, socio, partecipante, alunno: iscriversi all'università, a un corso di lingue, a un partito, a una gara podistica. 
iscrizione   s.f.    • 1 •   l'iscrivere, l'iscriversi, l'essere iscritto: fare, chiedere, ottenere l'iscrizione; tassa, certificato d'iscrizione; iscrizione a una gara, a una scuola, a un partito  | registrazione: iscrizione di un'impresa, di un motoveicolo, di un'ipoteca    • 2 •   qualsiasi scritto inciso su pietra, metallo o altro materiale simile: iscrizione etrusca; iscrizione sepolcrale.  dim. iscrizioncella, iscrizioncina  pegg. iscrizionaccia. 
iscuria   s.f.  (med.) difficoltà a emettere l'urina.
iscurire    ⇨ inscurire.
islam   s.m.    • 1 •   la religione monoteistica fondata da maometto nei primi decenni del sec. vii d. c., i cui precetti sono contenuti nel corano    • 2 •   (estens.) la legge religiosa, l'insieme dei comportamenti etici, sociali, politici dei musulmani    • 3 •   (estens.) il mondo musulmano, la sua civiltà, la sua cultura, la sua arte.
islamico   agg.  [pl. m. -ci] dell'islam, dell'islamismo: religione, civiltà islamica; il mondo islamico   s.m.  [f. -a] seguace dell'islamismo.
islamismo   s.m.  la religione predicata da maometto e contenuta nel corano; per estens., la civiltà sviluppatasi in stretta connessione con questa religione.
islamista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso dell'islamismo; specialista d'islamistica.
islamistica   s.f.  studio della religione, della civiltà e della cultura islamiche.
islamita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] seguace dell'islamismo; maomettano, musulmano.
islamizzare   v. tr.  convertire all'islamismo, ai valori religiosi e culturali dell'islam | islamizzarsi v. rifl.  o intr. pron.  convertirsi all'islamismo; assorbire i modi della cultura, della civiltà islamica.
islamizzazione   s.f.  l'islamizzare, l'islamizzarsi, l'essere islamizzzato.
islandese   agg.  dell'islanda, isola dell'atlantico settentrionale  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita in islanda    • 2 •   lingua del gruppo germanico parlata in islanda.
ismaelita   o ismaeliano, agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -ti] arabo, in quanto discendente dal patriarca biblico ismaele.
ismailita   agg.  [pl. m. -ti] della setta musulmana sciita, sorta nel sec. viii, che considera ismail come imano occulto  s.m.  e f.  seguace di tale setta.
ismo    ⇨ istmo.
-ismo  -ismo suffisso derivato dal gr. -ismós  attraverso il lat. -i~smu(m), usato per la formazione di voci dotte di valore astratto, quasi tutte di formazione moderna che indicano: dottrine, movimenti (islamismo, comunismo, empirismo, romanticismo, impressionismo), atteggiamenti, tendenze, caratteri (eroismo, dispotismo, ottimismo), condizioni, qualità, difetti, abitudini (egoismo, strabismo, alcolismo), attività (turismo, ciclismo); può anche formare voci di significato concreto (grecismo, tecnicismo, organismo, meccanismo). dalla stessa origine latina proviene per tradizione popolare il suffisso -esimo  (cristianesimo), a sua volta poi utilizzato anche in voci dotte (urbanesimo); in qualche caso esistono entrambi i derivati (urbanismo / urbanesimo) | il suffisso -ismo  è usato talora con valore di sostantivo per alludere alle parole che con esso si formano: l'eccesso di ismi  (o di -ismi) della critica contemporanea. 
iso-  iso- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. iso-, da ísos  'uguale'; vale 'uguale' e anche 'affine' (isocrono, isomero).
isoalina   s.f.  linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti di un bacino marino aventi uguale salinità.
isoamile   s.m.  (chim.) radicale organico alifatico contenente cinque atomi di carbonio e presente in diversi composti.
isoamilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'alcol alifatico saturo ottenuto come sottoprodotto del processo di fermentazione alcolica necessario per la produzione di alcol etilico.
isobara   s.f.  linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti della superficie terrestre aventi uguale pressione atmosferica.
isobarico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda le isobare.
isobaro   agg.  (fis.) si dice di nuclidi che hanno lo stesso numero di massa atomica, ma differiscono per altre proprietà (p. e.  per numero atomico).
isobata   s.f.  linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti della superficie terrestre aventi uguale profondità sotto il livello del mare.
isobutano   s.m.  (chim.) idrocarburo alifatico della serie del butano; è uno dei componenti dei gas di petrolio liquefatti commercializzati in bombole.
isobutene   s.m.  (chim.) idrocarburo alifatico con un doppio legame a quattro atomi di carbonio; dalla sua polimerizzazione si ottengono le gomme al butile.
isocianato   s.m.  (chim.) ciascuno dei sali e degli esteri dell'acido isocianico; facilmente polimerizzabili, sono usati nell'industria delle materie plastiche.
isocianico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido formato da ossigeno legato al carbonio a sua volta legato all'azoto e questo all'idrogeno.
isoclina   s.f.  linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti della superficie terrestre in cui l'inclinazione magnetica ha valori uguali.
isoclinale   s.f.  (geol.) piega della crosta terrestre che ha le falde simmetriche rispetto al piano assiale.
isocolo   s.m.  (ret.) uguaglianza, perfetta rispondenza di numero di vocaboli e di ritmo sintattico tra due o più membri che costituiscono un periodo.
isocoro   agg.  (chim. , fis.) si dice di fenomeno o di trasformazione che avviene a volume costante.
isocromatico   agg.  [pl. m. -ci] che ha una colorazione uniforme: lenti isocromatiche. 
isocronismo   s.m.  (fis.) corrispondenza della durata di due fenomeni che hanno periodo uguale.
isocrono   agg.    • 1 •   che ha durata uguale    • 2 •   (fis.) che ha periodo uguale.
isodattilia   s.f.  (med.) malformazione congenita della mano che presenta le dita tutte della stessa lunghezza.
isodattilo   agg.  si dice di animale fornito di dita di uguale lunghezza.
isofona   s.f.  linea tracciata su una carta geografica per segnare il limite di un fenomeno fonetico.
isofrequenza   s.f.  frequenza radio costante: trasmissione radiofonica in isofrequenza, diramata in qualsiasi zona alla stessa frequenza.
isogamete   s.m.  (biol.) ciascuno dei gameti di forma e dimensioni uguali.
isogamia   s.f.  (biol.) riproduzione sessuale che avviene in certi organismi inferiori (alghe e funghi) tra due isogameti.
isoglossa   s.f.  linea tracciata su una carta geografica per segnare il limite di un fenomeno linguistico.
isogona   s.f.  isogonica.
isogonica   s.f.  linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti della superficie terrestre aventi uguale declinazione magnetica.
isogono   agg.  relativo alle isogoniche  agg.  e s.m.  lo stesso che isagono. 
isoieta   s.f.  linea che congiunge sulle carte geografiche i punti caratterizzati da uguale piovosità in un certo periodo.
isoipsa   s.f.  linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti della superficie terrestre aventi uguale quota sul livello del mare.
isola   s.f.    • 1 •   porzione di terra emersa, completamente circondata dall'acqua: una piccola, una grande isola; le isole dell'egeo  | isola corallina, madreporica, formata da raggruppamenti di coralli o di madrepore. dim. isoletta, isolotto  (m.)    • 2 •   (estens.) la popolazione di un'isola: tutta l'isola si sollevò    • 3 •   (fig.) territorio che si distingue dalle regioni circostanti per caratteri peculiari: isola etnica, linguistica  | luogo, ambiente isolato; oasi di tranquillità e serenità: cercare la propria isola felice    • 4 •   edificio o insieme di edifici circondati tutt'intorno da strade; isolato | isola pedonale, zona di un centro abitato riservata alla circolazione dei pedoni, in cui cioè è vietato il traffico normale di veicoli | isola spartitraffico, salvagente, sorta di marciapiede posto al centro di una strada o di una piazza per dividere il traffico o a uso dei pedoni    • 5 •   isola di montaggio, organizzazione della produzione per cui un gruppo di operai esegue collettivamente il montaggio di qualcosa fino alla sua forma finale    • 6 •   (anat.) nome dato ad agglomerati rotondeggianti di cellule a struttura omogenea: isole di langerhans, piccoli gruppi di cellule distribuiti in tutto il pancreas, che secernono l'insulina.
isolabile   agg.  che si riesce a isolare: virus non isolabile. 
isolamento   s.m.    • 1 •   l'isolare, l'isolarsi, l'essere isolato: vivere nell'isolamento  | reparto di isolamento, in un ospedale, quello in cui vengono accolti i malati affetti da malattie contagiose    • 2 •   condizione di uno stato che non ha rapporti politici, economici e culturali con altri paesi | splendido isolamento, (st.) l'atteggiamento isolazionistico determinatosi in inghilterra dopo la morte del ministro h. j. palmerston (1865) e durato fino all'inizio del novecento    • 3 •   separazione elettrica, termica o acustica di due corpi o ambienti mediante l'introduzione di un isolante.
isolano   agg.  di un'isola o dei suoi abitanti: vita, economia isolana   s.m.  [f. -a] nativo, abitante di un'isola.
isolante   part. pres.  di isolare   agg.  (ling.) si dice di lingua in cui le determinazioni morfologiche sono indipendenti dagli elementi lessicali (p. e.  il cinese)  agg.  e s.m.  si dice di sostanza o di materiale che presenta forte resistenza al passaggio dell'elettricità, del calore o del suono: pannelli isolanti; nastro isolante; isolanti acustici, termici. 
isolare   v. tr.  [io ìsolo ecc.]    • 1 •   separare qualcosa da ciò che la circonda; tenere qualcuno lontano dagli altri: isolare un incendio; isolare una parola, una frase dal contesto; isolare un ammalato contagioso  | isolare una nazione, (fig.) privarla dei contatti politici ed economici con le altre nazioni; isolare una persona, (fig.) escluderla da un gruppo, da un lavoro; emarginarla    • 2 •   (chim.) separare, estrarre una sostanza da altre con cui è in composizione    • 3 •   (biol.) individuare germi, bacilli o altri agenti patogeni: isolare un virus    • 4 •   impedire lo scambio di corrente elettrica, calore o suoni fra corpi o ambienti introducendo un isolante: isolare acusticamente una stanza  | isolarsi v. rifl.  tenersi lontano dagli altri, vivere appartato: isolarsi dal mondo  | di nazioni, attuare una politica d'isolazionismo.
isolato   (1) part. pass.  di isolare   agg.    • 1 •   appartato, separato dal resto: luogo isolato; vivere isolato    • 2 •   che non fa parte di un gruppo o di un insieme; singolo: fenomeno, caso isolato  | nel ciclismo, si dice di corridore non legato a una società    • 3 •   che presenta condizioni di isolamento elettrico, termico o acustico: corpo, ambiente isolato   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona che vive senza contatti con gli altri, che non stabilisce rapporti d'intesa e di collaborazione    • 2 •   nel ciclismo, corridore isolato § isolatamente avv.    • 1 •   separatamente dal resto: la frase non va considerata isolatamente, ma nel contesto del discorso  | uno per volta, singolarmente: esaminare isolatamente i diversi problemi    • 2 •   da solo, individualmente: agire isolatamente. 
isolato   (2) s.m.  edificio o gruppo di edifici circondati tutt'intorno da strade urbane.
isolatore   s.m.  (tecn.) elemento o apparecchio che serve a isolare elettricamente un corpo dal suolo o dagli oggetti circostanti.
isolazionismo   s.m.  condotta politica che si fonda sul mantenimento da parte di uno stato di condizioni di isolamento politico, economico e culturale rispetto agli altri stati.
isolazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore dell'isolazionismo | usato anche come agg.  in luogo di isolazionistico : politica isolazionista. 
isolazionistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'isolazionismo, degli isolazionisti: tendenze isolazionistiche. 
isoleucina   s.f.  (chim.) amminoacido naturale, isomero della leucina, presente in molte proteine.
isomerasi   s.f.  (chim. biol.) enzima che catalizza l'isomerizzazione di gruppi chimici o di molecole varie.
isomeria   s.f.  (chim.) fenomeno per cui sostanze di uguale composizione hanno diversa struttura molecolare e perciò possono avere proprietà chimiche e fisiche differenti.
isomerizzazione   s.f.  (chim.) trasformazione molecolare che dà luogo a isomeri.
isomero   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di composto che presenta isomeria.
isometria   s.f.    • 1 •   in cartografia, rappresentazione che si basa su curve isometriche    • 2 •   (geom.) trasformazione nella quale tutte le lunghezze sono invarianti: la traslazione è un'isometria. 
isometrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   in cartografia, si dice di linea che collega tutti i punti nei quali un certo fenomeno (p. e.  temperatura, piovosità, profondità marina ecc.) presenta l'identico valore    • 2 •   (geom.) caratterizzato da isometria    • 3 •   (min.) si dice di un cristallo, spesso cubico, avente uno sviluppo simile lungo i tre assi cristallografici.
isomorfismo   s.m.    • 1 •   (chim. , min.) fenomeno per cui sostanze chimicamente diverse cristallizzano in forme simili, con analogo motivo strutturale    • 2 •   (mat.) corrispondenza biunivoca tra due strutture algebriche.
isomorfo   agg.  che presenta isomorfismo.
isoniazide   s.f.  (chim.) composto organico costituito dall'idrazide dell'acido nicotinico; è usato in medicina per la cura della tubercolosi.
isonicotinico   agg.  (chim.) si dice di un acido organico derivato dalla piridina.
isonitrile   s.m.  (chim.) ogni appartenente a una classe di composti formati da un radicale organico collegato a un atomo di carbonio e questo a uno di azoto; sono instabili e molto tossici.
isonomia   s.f.    • 1 •   nella grecia classica, eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge    • 2 •   nella medicina greca antica, perfetto equilibrio delle sostanze e degli umori di cui è costituito il corpo.
isoottano   o isottano, s.m.  (chim.) idrocarburo organico a otto atomi di carbonio, scelto come riferimento per determinare il potere antidetonante delle benzine, a cui si attribuisce per convenzione il numero di ottano di 100.
isopo    ⇨ issopo.
isopodi   s.m. pl.  (zool.) ordine di crostacei, marini o terricoli, dal corpo appiattito privo di carapace e con addome ridotto | sing.  [-e] ogni crostaceo di tale ordine.
isoprene   s.m.  (chim.) idrocarburo alifatico insaturo a cinque atomi di carbonio, i cui polimeri sono la gomma naturale e quella sintetica.
isoprenoide   agg.  (chim.) si dice di sostanza naturale la cui unità fondamentale è l'isoprene.
isopropilico   agg.  (chim.) si dice di un alcol alifatico saturo a tre atomi di carbonio; isomero dell'alcol propilico, è usato come solvente, anticongelante e antisettico.
isoquanto   s.m.  (econ.) nella teoria della produzione, insieme delle combinazioni di fattori produttivi cui corrisponde una stessa quantità di prodotto.
isoscele   agg.  (geom.) si dice di triangolo o trapezio avente due lati uguali.
isosillabico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di versi, parole ecc. che abbiano lo stesso numero di sillabe.
isosillabismo   s.m.  l'essere isosillabico, l'avere lo stesso numero di sillabe | fenomeno della metrica greca eolica che impedisce la sostituzione di una sillaba lunga con due brevi, per cui il numero di sillabe nel verso rimane costante.
isosismica   s.f.  linea che congiunge sulle carte geografiche i punti in cui un terremoto ha avuto intensità uguale.
isostasia   s.f.  (geol.) stato di equilibrio delle masse della crosta terrestre sul loro substrato più denso.
isostatico   agg.  [pl. m. -ci] nella scienza delle costruzioni, si dice di sistema o di materiale dotato di un numero di vincoli interni ed esterni pari a quello strettamente indispensabile per assicurarne la stabilità.
isostenia   s.f.  nella filosofia degli scettici, equipollenza delle ragioni pro e contro una certa ipotesi.
isotattico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di polimeri a struttura regolare, in cui alcuni gruppi atomici particolari si trovano dalla stessa parte rispetto a un piano di simmetria della molecola: polipropilene isotattico, nome chimico del moplen. 
isoterma   s.f.  linea che congiunge sulle carte geografiche i punti aventi la stessa temperatura media in un certo periodo di tempo.
isotermia   s.f.  (scient.) costanza nel tempo della temperatura di un corpo o di un sistema.
isotermico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (fis.) si dice di fenomeno che avviene a temperatura costante: trasformazione isotermica di un gas    • 2 •   che serve a mantenere qualcosa a temperatura costante: contenitori, imballaggi isotermici  | tuta isotermica, tuta di gomma indossata dai pescatori subacquei.
isotermo   agg.  che ha temperatura costante in tutti i punti.
isotipia   s.f.  (chim.) proprietà di alcune sostanze di cristallizzare dando luogo a reticoli simili per disposizione e dimensioni, anche se di composizione chimica diversa.
isotonia   s.f.  (chim.) caratteristica delle soluzioni isotoniche.
isotonico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di soluzioni aventi uguale concentrazione e pressione osmotica; in partic., di soluzione salina che per concentrazione e pressione osmotica è simile al sangue.
isotopia   s.f.  (chim.) la proprietà per cui due elementi sono isotopi.
isotopo   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di elementi aventi lo stesso numero atomico, cioè lo stesso numero di protoni, e uguali proprietà chimiche, ma peso atomico differente in quanto differiscono per il numero di neutroni: isotopo radioattivo. 
isotropia   s.f.  (fis.) caratteristica di alcuni corpi le cui proprietà fisiche si mantengono costanti in qualsiasi direzione.
isotropo   agg.  (fis.) si dice di corpo che presenta isotropia.
isottano    ⇨ isoottano.
isotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti sociali polimorfi che comprende la famiglia delle termiti | sing.  [-o] ogni insetto appartenente a tale ordine.
ispanicità   s.f.  ispanità.
ispanico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della spagna, spec. della spagna antica; spagnolo: le guerre ispaniche    • 2 •   di un paese di lingua spagnola: le popolazioni ispaniche dell'america del sud. 
ispanismo   s.m.  (ling.) parola, locuzione o costrutto propri della lingua spagnola entrati in un'altra lingua.
ispanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, esperto di lingua, letteratura e civiltà spagnole.
ispanistica   s.f.  studi di cultura, lingua e letteratura spagnola.
ispanità   s.f.    • 1 •   l'essere ispanico; il complesso dei caratteri culturali propri dei paesi di lingua spagnola    • 2 •   l'insieme dei popoli di lingua spagnola.
ispanizzare   v. tr.  adattare alla civiltà, alla cultura, alle usanze spagnole | ispanizzarsi v. rifl.  adottare usanze, modi spagnoli.
ispanizzazione   s.f.  l'ispanizzare, l'ispanizzarsi, l'essere ispanizzato: l'ispanizzazione dell'america latina. 
ispano   agg.    • 1 •   della spagna antica o medievale    • 2 •   (lett.) della spagna moderna  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della spagna antica.
ispano-  ispano- primo elemento di parole composte in cui significa 'spagnolo' (ispano-americano).
ispano-americanismo  ispano-americanismo s.m.  movimento che mira a riavvicinare gli stati dell'america latina alla spagna.
ispano-americano  ispano-americano agg.    • 1 •   che si riferisce alla spagna e all'america del nord, e in partic. agli stati uniti: la guerra ispano-americana del 1895  | che si riferisce alla spagna e all'america centro-meridionale: politica ispano-americana    • 2 •   relativo agli stati dell'america centromeridionale di lingua e cultura spagnola: lingue ispano-americane. 
ispanofono   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi parla spagnolo.
ispessimento   o inspessimento, s.m.  l'ispessire, l'ispessirsi; aumento di spessore: ispessimento di un tessuto, di una sostanza. 
ispessire   o inspessire, v. tr.  [io ispessisco, tu ispessisci ecc.]    • 1 •   aumentare lo spessore di qualcosa; rendere più fitto, più denso: ispessire un liquido con l'evaporazione    • 2 •   (non com.) rendere più frequente, più numeroso: ispessire i turni di vigilanza  | ispessirsi v. rifl.    • 1 •   divenire più spesso; acquistare maggiore densità o compattezza | detto di persona, farsi più massiccio, acquistare peso: rivedendolo lo trovai un po' ispessito    • 2 •   (non com.) farsi più frequente: le sue visite cominciarono a ispessirsi. 
ispettivo   agg.  che concerne l'ispezione; fatto a scopo d'ispezione: metodo, controllo ispettivo. 
ispettorato   s.m.    • 1 •   carica, grado di ispettore; la durata di tale carica    • 2 •   organo pubblico che ha il compito di controllare e vigilare su determinate attività o servizi: ispettorato del lavoro    • 3 •   la sede degli uffici di un ispettore o di un organo ispettivo.
ispettore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi ha l'incarico di vigilare sullo stato o l'andamento di qualcosa | ispettore di produzione, (cine.) chi, a nome del produttore, controlla il piano finanziario e di lavoro    • 2 •   funzionario di amministrazioni statali con funzioni ispettive: ispettore scolastico    • 3 •   nella polizia, il grado superiore al sovrintendente; la persona che ha tale grado.
ispezionare   v. tr.  [io ispezióno ecc.] sottoporre a un'ispezione; esaminare per controllo: ispezionare una scuola, una caserma; ispezionare le caldaie. 
ispezione   s.f.    • 1 •   attento esame, visita di controllo per sorvegliare il comportamento di qualcuno, lo stato di qualcosa, l'andamento di una situazione: l'ispezione delle truppe, dei reparti di un ospedale, dei registri di una ditta; fare un giro d'ispezione  | (med.) una delle fasi dell'esame obiettivo, che consiste nell'osservazione sistematica del corpo del paziente per rilevare eventuali alterazioni percepibili alla vista    • 2 •   visita di un ispettore: ordinare, chiedere un'ispezione. 
ispidezza   s.f.  l'essere ispido (anche fig.).
ispido   agg.    • 1 •   duro, ruvido, irto: peli, capelli ispidi; barba ispida    • 2 •   (estens.) rivestito di peli rigidi, di elementi spinosi, pungenti: un mento ispido; foglie ispide    • 3 •   (fig.) rude, scontroso, intrattabile: un uomo, un carattere ispido  | detto di cosa difficile a trattare, irta di difficoltà: un argomento ispido  § ispidamente avv. 
ispirare   v. tr.    • 1 •   suscitare, infondere nell'animo (un sentimento): ispirare simpatia, fiducia, tenerezza    • 2 •   eccitare la fantasia creatrice dell'artista: essere ispirato dalla musa    • 3 •   comunicare, trasmettere immagini, concetti, sentimenti, verità assolute per virtù soprannaturale: i testi sacri furono ispirati da dio    • 4 •   guidare, indurre a un certo comportamento: le sue risposte erano chiaramente ispirate dalla madre    • 5 •   (non com.) inspirare, immettere aria nei polmoni | ispirarsi v. rifl.    • 1 •   trarre ispirazione: ispirarsi alla natura, alla bellezza    • 2 •   trarre un indirizzo, conformarsi: leggi che si ispirano ancora al codice napoleonico. 
ispirato   part. pass.  di ispirare   agg.    • 1 •   acceso da ispirazione artistica o divina: un poeta, un profeta ispirato  | scritto per ispirazione divina: libri ispirati, le sacre scritture    • 2 •   ricco di ispirazione, di fervore fantastico; atteggiato a profonda ispirazione: parole ispirate; occhi ispirati  § ispiratamente avv.  in modo ispirato, seguendo un'ispirazione.
ispiratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi ispira; in partic., che, chi è fonte d'ispirazione artistica: la musa ispiratrice del poeta. 
ispirazione   s.f.    • 1 •   (teol.) impulso divino che guida un uomo a comunicare agli altri ciò che dio vuole rivelare agli uomini; anche, l'influsso esercitato da dio sulla volontà umana: ispirazione profetica, biblica    • 2 •   stato di creatività artistica; motivo ispiratore di un'opera d'arte: comporre nel fervore dell'ispirazione; cercare, trovare l'ispirazione; l'arte rinascimentale trasse ispirazione da quella classica    • 3 •   impulso, idea improvvisa; intuizione brillante: mi è venuta l'ispirazione di agire così  | consiglio, suggerimento, modello: prendere ispirazione dall'esempio altrui    • 4 •   tendenza, indirizzo che si richiama, trae spunto da un sistema ideologico, politico, di pensiero ecc.: argomenti di chiara ispirazione liberale    • 5 •   (non com.) inspirazione.
israeliano   agg.  del moderno stato d'israele  s.m.  [f. -a] cittadino dello stato d'israele.
israelita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi appartiene al popolo ebraico o professa la religione ebraica | usato anche come agg.  : il popolo israelita. 
israelitico   agg.  [pl. m. -ci] degli israeliti; ebraico: la comunità israelitica. 
issa   (1) avv.  (ant.) ora, adesso: o frate, issa vegg'io  (dante purg.  xxiv, 55).
issa   (2) inter.  si usa come voce di incitamento quando si devono riunire tutte le forze per tirare o sollevare in più persone qualcosa di molto pesante.
issare   v. tr.    • 1 •   sollevare, innalzare, per mezzo di una carrucola, di un cavo e sim.: issare l'ancora a bordo; issare le vele, un pennone, una bandiera    • 2 •   (estens.) sollevare qualcosa di pesante per depositarlo in un luogo più alto: issare un baule sul portabagagli  | issarsi v. rifl.  (region.) salire con fatica su un sedile, su una cavalcatura, su un mezzo di trasporto: issarsi in groppa al cavallo. 
-issimo  -issimo suffisso derivato dal lat. -issi°mu(m), con cui si forma normalmente il superlativo assoluto degli aggettivi (altissimo, bellissimo).
isso   agg.  e pron. dimostr.  (ant.) esso, egli stesso; stesso: isso signor volse soffrire  (iacopone); o che l'uom per sé isso  / avesse sodisfatto a sua follia  (dante par.  vii, 92-93).
issofatto   avv.  (antiq.) adattamento it. del lat. ipso facto. 
issopo   meno com. isopo, s.m.    • 1 •   pianta spontanea dai cui fiori si ricava un infuso contro la tosse e dalle foglie un olio aromatico (fam.  labiate)    • 2 •   pianta odorosa di incerta identificazione, il cui nome ricorre spesso nella bibbia in relazione a riti di purificazione.
-ista  -ista suffisso con cui si formano sostantivi e aggettivi connessi con i termini in -ismo  (altruista, ciclista, socialista) e sostantivi di diversa derivazione spesso indicanti attività, professioni (barista, dentista) [ ⇨ ismo].
istallare   e deriv.   ⇨ installare e deriv. 
istamina   meno com. istammina, s.f.  (chim. biol.) amminoacido derivato dalla decarbossilazione dell'istidina, importante in patologia perché la sua liberazione nei tessuti è il fattore principale delle manifestazioni allergiche.
istaminico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. biol.) relativo all'istamina.
istammina    ⇨ istamina.
istantanea   s.f.  fotografia scattata con un brevissimo tempo di posa (meno di 1/20 di secondo).
istantaneità   s.f.  l'essere istantaneo.
istantaneo   agg.    • 1 •   che accade o si fa in un istante: morte, decisione, reazione istantanea    • 2 •   (fis.) relativo a un istante: valore istantaneo di una grandezza  § istantaneamente avv.  in un istante; subito, d'un tratto.
istante   (1) s.m.    • 1 •   momento brevissimo, attimo; per estens., breve spazio di tempo: la visione durò solo pochi istanti; torno tra un istante  | a ogni istante, a ogni momento, con frequenza continua | all'istante, sull'istante, immediatamente, subito | nell'istante che, nel momento in cui    • 2 •   (fis.) particolare valore della variabile tempo: istante iniziale, attuale. 
istante   (2)  ⇨ instante.
istanza   ant. instanza, s.f.    • 1 •   domanda scritta rivolta a un'autorità per ottenere una concessione; domanda fatta in giudizio: presentare, respingere un'istanza  | giudizio di prima, seconda istanza, (dir.) di primo, secondo grado | in ultima istanza, (dir.) in corte di cassazione; (fig.) si dice di deliberazione definitiva presa dopo lunghe discussioni    • 2 •   insistenza nel chiedere; sollecitazione per ottenere qualcosa: cedere alle istanze di qualcuno  | a, per mia istanza, a, per mia richiesta    • 3 •   esigenza, necessità: le istanze sociali    • 4 •   nel linguaggio politico, organizzazione o istituzione che ha potere decisionale; ciascuno degli organi responsabili, ai vari livelli, in un sindacato, in un partito    • 5 •   (filos.) obiezione o replica a un'obiezione.
istare    ⇨ instare.
istate    ⇨ estate.
istaurare   e deriv.   ⇨ instaurare e deriv. 
ister   s.m.  (zool.) piccolo coleottero dal corpo ovale coperto di durissimo tegumento, che vive nel letame bovino ed equino.
isterectomia   s.f.  asportazione chirurgica dell'utero.
isteresi   s.f.  (fis.) fenomeno per cui il valore istantaneo di una grandezza dipendente da altre grandezze è determinato, oltre che dai valori istantanei di queste, dai valori che esse hanno assunto precedentemente: isteresi magnetica, dielettrica, elastica. 
isteria   s.f.  (med. , psicoan.) isterismo.
isterico   agg.  [pl. m. -ci] (med. , psicoan.) di isterismo, provocato da isterismo: disturbo, sintomo isterico; crisi isterica  | personalità isterica, (psich.) quella in cui si rilevano forti tratti di istrionismo, mitomania e suggestionabilità patologica  agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi è affetto da isterismo    • 2 •   (estens.) che, chi ha umore irritabile, facile agli scatti nervosi e a reazioni incontrollate § istericamente avv. 
isterilimento   s.m.  l'isterilire, l'isterilirsi; condizione di ciò che è reso o è divenuto sterile (anche fig.): isterilimento di un terreno; isterilimento dell'immaginazione. 
isterilire   o insterilire, v. tr.  [io isterilisco, tu isterilisci ecc.] rendere sterile, infecondo (anche fig.): la lunga siccità ha isterilito il terreno; l'ozio isterilisce l'ingegno  | isterilirsi v. rifl.  divenire sterile (anche fig.): la sua creatività si è isterilita. 
isterismo   s.m.    • 1 •   (med. , psicoan.) grave forma di nevrosi caratterizzata da disturbi somatici e da conflitti psichici non legati a lesioni anatomiche o a fatti organici: isterismo (o isteria) di conversione, quella in cui i conflitti psichici si traducono in disturbi sensoriali o motòri (p. e.  la paralisi come espressione di un rifiuto inconscio di camminare); isterismo  (o isteria) d'angoscia, quella che si manifesta in fobie e sensazioni angosciose    • 2 •   (estens.) atteggiamento da isterico; scatto d'ira, crisi di nervi: smettila con i tuoi isterismi  | emotività, eccitazione incontrollata: isterismo collettivo. 
istero-  istero- primo elemento di parole composte della terminologia medica, derivato dal gr. hystéra  'utero'; significa 'utero' (isteroscopia, isterotomia).
isterografia   s.f.  (med.) radiografia dell'utero.
isteroscopia   s.f.  (med.) esame endoscopico dell'utero.
isterotomia   s.f.  (med.) incisione della muscolatura uterina.
istesso   agg.  e pron.  (ant.) stesso.
-istico  -istico suffisso con cui si formano aggettivi connessi con i sostantivi in -ismo  e in -ista  (eufemistico, dentistico) [ ⇨ -ismo].
istidina   s.f.  (chim. biol.) amminoacido basico essenziale per la vita organica di tutti gli animali, usato in medicina, spec. nella terapia delle ulcere gastriche e duodenali.
istigamento   s.m.  l'istigare, l'essere istigato.
istigare   lett. instigare, v. tr.  [io istigo, tu istighi ecc.  (diffuso ma meno corretto io ìstigo ecc.)] stimolare, spingere, indurre, spec. a compiere azioni negative: istigare qualcuno al male, a commettere un delitto. 
istigatore   lett. instigatore, agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi istiga: parole istigatrici; gli istigatori della rivolta. 
istigazione   lett. instigazione, s.f.  l'istigare, l'essere istigato: istigazione alla violenza  | (dir.) reato commesso da chi ha istigato altri al compimento di un'azione criminosa o comunque ad atti o comportamenti giuridicamente illeciti o gravemente lesivi per chi li compie: istigazione a delinquere; istigazione al suicidio. 
istillamento   s.m.  (non com.) l'istillare, l'essere istillato.
istillare   o instillare, v. tr.    • 1 •   introdurre a goccia a goccia: istillare il collirio negli occhi    • 2 •   (fig.) infondere nell'animo a poco a poco: istillare l'amore per il bene. 
istintività   s.f.  l'essere istintivo.
istintivo   agg.    • 1 •   fatto per istinto, senza la partecipazione della ragione; che proviene dall'istinto, che si riferisce all'istinto: movimento, gesto istintivo; antipatia, reazione istintiva; bisogni istintivi, primari    • 2 •   si dice di persona che agisce seguendo gli impulsi naturali più che la ragione | usato anche come s.m.  [f. -a]: è un istintivo  § istintivamente avv.  per istinto, d'istinto.
istinto   s.m.    • 1 •   tendenza innata, immutabile, ereditaria che spinge gli esseri viventi a comportamenti volti alla conservazione dell'individuo e della specie: istinto di autoconservazione; istinto materno, sessuale, sociale  | in partic. nell'uomo, impulso naturale, indipendente dalla riflessione, modificabile o controllabile, ad agire in un determinato modo: obbedire all'istinto; seguire gli istinti; vincere, frenare gli istinti  | d'istinto, in modo spontaneo, immediato: agire d'istinto    • 2 •   (estens.) inclinazione, attitudine; indole: avere l'istinto degli affari; seguire il proprio istinto; avere buoni, cattivi istinti    • 3 •   (psicoan.) il complesso delle forze psichiche inconsce.
istintuale   agg.  dell'istinto o degli istinti: la sfera istintuale. 
istiocita   o istiocito, s.m.  [pl. -ti] (biol.) cellula indifferenziata del sistema reticolo-endoteliale che esplica la fagocitosi e consente alle cellule immunocompetenti di produrre anticorpi.
istioforo   s.m.  grosso pesce marino simile al pesce spada, con grande pinna dorsale a forma di vela; comunemente è detto appunto pesce vela  (ord.  perciformi).
istitore    ⇨ institore.
istitorio    ⇨ institorio.
istituire   lett. instituire, v. tr.  [io istituisco, tu istituisci ecc.]    • 1 •   fondare, instaurare qualcosa che sia di pubblico interesse o comunque d'importanza sociale o morale: istituire una scuola, una legge, una commissione d'inchiesta, una borsa di studio, un ordine religioso, una solennità civile    • 2 •   porre, stabilire, mettendo in relazione due o più elementi: istituire un confronto, un parallelo; istituire un rapporto tra due fatti    • 3 •   nominare, designare: istituire qualcuno proprio erede    • 4 •   (lett.) decidere: appresso [giove] creò le tempeste dei venti e dei nembi,... colle quali cose... istituì di spaventare i mortali di tempo in tempo  (leopardi operette morali)    • 5 •   (ant.) educare, istruire: avendo instituite di tanti buoni costumi quelle barbare genti  (castiglio).
istitutivo   agg.  che istituisce, atto a istituire: norma istitutiva. 
istituto   ant. instituto, s.m.    • 1 •   ogni istituzione o ente, pubblico o privato, organizzato per raggiungere determinati fini: istituto ospedaliero; istituto religioso; istituto centrale di statistica; istituto nazionale per il commercio estero  | istituto di bellezza, quello nei cui locali vengono praticati trattamenti per la cura estetica della persona | istituto di istruzione, scuola di qualsiasi ordine | istituto di credito, banca | istituto di emissione, banca autorizzata dallo stato a emettere moneta    • 2 •   nome di alcune scuole secondarie superiori: istituto magistrale, tecnico  ' (assol.) qualsiasi scuola d'istruzione secondaria: capo d'istituto, preside    • 3 •   nelle università, unità amministrativa per l'esercizio dell'attività didattica e di ricerca connessa con una o più materie di insegnamento tra loro affini (nell'attuale ordinamento tende a essere sostituito dal dipartimento): istituto di fisica, di filologia romanza    • 4 •   complesso di norme coordinate per regolare un determinato fenomeno sociale; anche, il fenomeno stesso: l'istituto della famiglia, dello stato; l'istituto del celibato ecclesiastico    • 5 •   (lett.) scopo a cui si mira; meta prestabilita.
istitutore   ant. institutore, s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi istituisce o ha istituito; fondatore, iniziatore: l'istitutore di un ordine religioso    • 2 •   chi si occupa dell'educazione e dell'istruzione dei giovani nei collegi o, un tempo, nelle case signorili; precettore.
istituzionale   agg.    • 1 •   che è proprio di un'istituzione; relativo a un'istituzione: compiti, fini istituzionali; principi, norme istituzionali  | che riguarda le istituzioni dello stato: riforma, crisi, referendum istituzionale    • 2 •   che concerne gli elementi fondamentali di una scienza: corso istituzionale  § istituzionalmente avv.  dal punto di vista delle istituzioni, in relazione alle istituzioni.
istituzionalizzare   v. tr.  dare carattere di istituzione, conferire forma giuridica a qualcosa: istituzionalizzare una prassi, una consuetudine  | (estens.) rendere stabile, costante: istituzionalizzare una forma di controllo, un rapporto di collaborazione  | istituzionalizzarsi v. rifl.  assumere carattere istituzionale, stabile, costante: principi, criteri che si sono ormai istituzionalizzati. 
istituzionalizzazione   s.f.  l'istituzionalizzare, l'istituzionalizzarsi, l'essere istituzionalizzato.
istituzione   ant. instituzione, s.f.    • 1 •   l'istituire, l'essere istituito: l'istituzione di un'accademia, di una biblioteca; un ufficio di recente istituzione  | istituzione di erede, (dir.) designazione, nomina di un erede da parte del testatore    • 2 •   ciò che è stato istituito; in partic., organo o ente istituito per un determinato fine: istituzione assistenziale, di beneficenza    • 3 •   ordinamento sociale, religioso, morale, politico, fondato su una legge o accettato per tradizione; istituto: l'istituzione del matrimonio  | l'insieme delle norme e delle consuetudini fondamentali su cui si regge lo stato o un'organizzazione politica: le istituzioni repubblicane; crisi delle istituzioni  | istituzione totale, nella terminologia sociologica, organizzazione che segrega i suoi membri dal resto della collettività e ne regola minuziosamente l'intera esperienza di vita: il carcere e il manicomio sono tipiche istituzioni totali  | è un'istituzione, (scherz.) si dice di persona che è da lungo tempo presente in un luogo, in un ambiente, così da esserne diventato una figura rappresentativa    • 4 •   pl.  principi elementari e fondamentali di una scienza: istituzioni di diritto romano    • 5 •   (ant.) istruzione, educazione.
istmico   agg.  [pl. m. -ci] di un istmo | giochi istmici, (st.) quelli panellenici che si celebravano nell'antica grecia sull'istmo di corinto.
istmo   pop. tosc. ismo, s.m.    • 1 •   lingua di terra tra due mari, che unisce due continenti o una penisola e un continente: l'istmo di corinto    • 2 •   (anat.) parte ristretta di un organo.
isto-  isto- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. histós  'tessuto, trama'; indica relazione con tessuti organici (istologia).
istochimica   s.f.  branca della istologia che studia la natura chimica dei costituenti delle cellule e dei tessuti e i processi chimici che si svolgono al loro interno.
istogenesi   s.f.    • 1 •   (biol.) il formarsi dei tessuti animali o vegetali    • 2 •   parte dell'istologia che si occupa dell'origine dei tessuti animali o vegetali.
istogramma   s.m.  [pl. -mi] (stat.) rappresentazione grafica di una distribuzione di grandezze mediante elementi (segmenti, rettangoli, settori circolari ecc) di dimensioni proporzionali alle grandezze stesse.
istologia   s.f.  branca della biologia che studia la struttura microscopica dei tessuti animali o vegetali.
istologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'istologia o i tessuti organici: ricerche istologiche; esame istologico. 
istologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di istologia.
istopatologia   s.f.  parte dell'anatomia patologica che studia le alterazioni strutturali dei tessuti in tutte le condizioni morbose.
istoria   e deriv.   ⇨ storia e deriv. 
istoriare   v. tr.  [io istòrio ecc.] ornare con immagini legate tra loro da un nesso narrativo: istoriare le pareti di una chiesa  | (estens.) decorare con figure e disegni ornamentali, miniare.
istoriato   part. pass.  di istoriare   agg.  ornato con raffigurazioni artistiche per lo più legate da un nesso narrativo: vaso istoriato. 
istra   avv.  (ant.) ora, adesso: o tu a cu' io drizzo  / la voce e che parlavi mo lombardo, / dicendo «istra ten va, più non t'adizzo»  (dante inf.  xxvii, 19-21).
istradamento   o instradamento, s.m.  l'istradare, l'istradarsi, l'essere istradato.
istradare   o instradare, v. tr.    • 1 •   avviare per una strada: il traffico fu istradato per una via secondaria    • 2 •   (fig.) avviare qualcuno, con consigli e aiuti, a uno studio, a un'arte, a una particolare attività: istradare qualcuno in una professione; essere bene, male istradato  | istradarsi v. rifl.    • 1 •   avviarsi per una strada    • 2 •   (fig.) intraprendere una carriera, una professione ecc.: istradarsi verso la carriera militare. 
istraneo   o istrano, agg.  (ant.) estraneo, straniero: però che lui sotto la vista offese / di tanto colpo il cavalliero istrano  (ariosto o. f.  xxxi, 10).
istriano   agg.  dell'istria, penisola ora divisa fra gli stati di croazia e slovenia  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante dell'istria    • 2 •   il dialetto dell'istria.
istrice   s.m.  (non com. f.)    • 1 •   mammifero roditore con corpo tozzo e zampe brevi, ricoperto sul dorso e sulla coda di lunghi aculei, erettili quando l'animale è irritato; è detto com. porcospino  (anche, ma erroneamente, riccio) | barba, capelli da istrice, come un istrice, (fig.) molto ispidi    • 2 •   (fig.) persona intrattabile, scontrosa    • 3 •   (mil.) caposaldo organizzato in posizioni contemporaneamente difensive e offensive | speciale tipo di lanciabombe multiplo, impiegato contro i sommergibili.
istrione   s.m.    • 1 •   (lett.) attore, spec. in roma antica    • 2 •   attore di mediocri capacità anche, attore che recita con particolare enfasi per ottenere facili effetti scenici    • 3 •   (fig.) chi nella vita assume atteggiamenti teatrali; chi simula in modo plateale e poco dignitoso: non fare l'istrione!. 
istrionesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) da istrione: contegno istrionesco  § istrionescamente avv. 
istrionico   agg.  [pl. m. -ci] proprio degli istrioni; da istrione (anche fig.): scena istrionica; atteggiamento istrionico  | arte istrionica, l'arte degli attori § istrionicamente avv. 
istrionismo   s.m.  tendenza ad assumere, sulla scena o nella vita, atteggiamenti da istrione.
istromento    ⇨ strumento.
istruire   lett. instruire, v. tr.  [io istruisco, tu istruisci ecc. ; part. pass. istruito, ant. o lett. istrutto]    • 1 •   far apprendere a qualcuno nozioni di una disciplina, di un'arte, di un mestiere, mediante un insegnamento teorico o pratico: istruire in matematica, nella musica, nel canto  | addestrare: istruire i soldati nell'uso delle armi  | (assol.) detto di cose, offrire un utile insegnamento, essere istruttivo: un libro, uno spettacolo che istruisce    • 2 •   (non com.) ammaestrare un animale: istruire un cane, un cavallo    • 3 •   far conoscere gli elementi di ordine intellettuale, sociale, morale ecc., che sono il fondamento dell'educazione: istruire il popolo    • 4 •   dare istruzioni, direttive, consigli su ciò che si deve fare: istruire qualcuno sul modo di comportarsi in una determinata circostanza  | (fam. iron.) dare l'imbeccata: ti hanno istruito bene!    • 5 •   istruire un processo, una causa, (dir.) ricercare e raccogliere prove ed elementi necessari per il giudizio | istruire una pratica, (burocr.) raccogliere i documenti e i dati necessari per espletarla | istruirsi v. rifl.    • 1 •   acquistare, formarsi un'istruzione: istruirsi leggendo    • 2 •   informarsi: istruirsi sulle modalità di un concorso. 
istruito   part. pass.  di istruire   agg.  che possiede una buona istruzione: una persona istruita. 
istrumento   e deriv.   ⇨ strumento e deriv. 
istruttivo   agg.  che mira, che serve a istruire; che è utile conoscere: libri istruttivi; un esempio istruttivo  § istruttivamente avv. 
istrutto   o instrutto, part. pass.  di istruire   agg.    • 1 •   (lett. , region.) istruito; informato    • 2 •   (ant. , lett.) ordinato, schierato, detto di navi o di soldati: non molto dopo, instrutto a schiera a schiera, / si vide uscir l'esercito pagano  (ariosto o. f.  xxxviii, 77).
istruttore   ant. instruttore, s.m.  [f. -trice] chi istruisce, spec. atleti o soldati: istruttore di scherma, di tennis  | istruttore di volo, chi insegna a pilotare gli aeromobili | anche agg.  nella loc. giudice istruttore, (dir.) nella vecchia procedura penale, il giudice a cui era affidata l'istruzione di una causa.
istruttoria   s.f.  (dir.) nella vecchia procedura penale, fase del processo in cui si compivano tutti gli atti necessari a istruirlo.
istruttorio   agg.  (dir.) nella vecchia procedura penale, si diceva di ciò che era relativo all'istruzione di un processo: atti istruttori; sentenza istruttoria, pronuncia con cui il giudice istruttore concludeva la sua indagine | segreto istruttorio, l'obbligo della segretezza a cui sono tenuti tutti coloro che per la loro funzione o la loro qualità (magistrati, avvocati, testimoni) sono a conoscenza degli atti di un processo penale.
istruzione   ant. instruzione, s.f.    • 1 •   l'istruire, l'essere istruito: dedicarsi all'istruzione dei giovani; istruzione primaria  o elementare, secondaria  o media, superiore  o universitaria; istruzione classica, scientifica, professionale  | istruzione pubblica, impartita nelle scuole pubbliche; istruzione privata, impartita in scuole private o da educatori a casa | istruzione obbligatoria, quella imposta per legge ai ragazzi (attualmente dai sei ai quattordici anni) | ministero della pubblica istruzione, quello cui compete l'organizzazione delle attività didattiche pubbliche e il controllo di quelle private    • 2 •   il complesso delle cognizioni acquisite; le conoscenze che sono alla base della cultura: avere una buona, una modesta istruzione; essere privo d'istruzione    • 3 •   spec. pl.  direttiva data verbalmente o per iscritto a qualcuno intorno a ciò che deve fare o dire: chiedere, fornire, ricevere istruzioni; attenersi alle istruzioni; istruzioni diplomatiche, quelle impartite dai governi ai propri agenti diplomatici    • 4 •   pl.  scritto allegato a prodotti od oggetti posti in vendita, per spiegarne il modo d'uso o di somministrazione: istruzioni per l'uso    • 5 •   (dir.) nella procedura penale, fase istruttoria che si svolge nel corso del dibattimento assumendo prove, interrogando testimoni, esaminando periti e consulenti tecnici    • 6 •   (inform.) singolo ordine facente parte di un programma, che indica all'elaboratore un'operazione elementare da eseguire.
istupidimento   s.m.  l'istupidire, l'istupidirsi; lo stato di chi è istupidito.
istupidire   ant. instupidire, v. tr.  [io istupidisco, tu istupidisci ecc] rendere stupido; intontire, frastornare: tutto quel frastuono ci ha istupiditi  | v. intr.  [aus. essere], istupidirsi v. rifl.  diventare stupido; restare intontito.
istupidito   part. pass.  di istupidire   agg.  intontito, stordito: a quella vista rimase istupidito. 
ita   avv.  (ant. , lett.) così sì: del no, per li denar, vi si fa ita  (dante inf.  xxi, 42).
itacese   o itacense [i-ta-cèn-se], agg.  di itaca, isola greca del mar ionio  s.m.  e f.  nativo, abitante di itaca | l'itacese, per antonomasia, ulisse.
itacismo   s.m.  la pronuncia come i della lettera greca eta, propria dei bizantini e del neo-greco e adottata dall'umanista tedesco j. reuchlin (1455-1522) anche per il greco antico (in contrapposizione alla pronuncia erasmiana  o etacismo).
itacistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'itacismo: pronunzia itacistica. 
italianare   v. tr.  (rar.) italianizzare.
italianeggiare   v. intr.  [io italianéggio ecc. ; aus. avere] imitare il modo di parlare, di vivere, di comportarsi degli italiani.
italianismo   s.m.  (ling.) vocabolo, locuzione o costrutto italiano accolto in un'altra lingua.
italianista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di lingua, letteratura, cultura italiana.
italianistica   s.f.  studi di cultura, lingua e letteratura italiana.
italianità   s.f.  l'essere, il sentirsi italiano: spirito d'italianità. 
italianizzare   v. tr.    • 1 •   far assumere modi, costumi, lingua, cittadinanza italiani: italianizzare una persona, una popolazione, una regione    • 2 •   dare forma italiana a un vocabolo, a un costrutto: italianizzare un'espressione inglese  | italianizzarsi v. rifl.  subire un processo di assimilazione alla lingua, agli usi, alla mentalità degli italiani.
italianizzazione   s.f.  l'italianizzare, l'italianizzarsi, l'essere italianizzato: l'italianizzazione di un territorio  | processo di adattamento di una voce straniera o dialettale al sistema linguistico italiano; la voce stessa italianizzata: «intrallazzo» è l'italianizzazione del siciliano «intrallazzu». 
italiano   agg.  dell'italia: popolo italiano; civiltà, lingua italiana  | all'italiana, alla maniera degli italiani, secondo il costume degli italiani: mangiare, vestire all'italiana   s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo dell'italia    • 2 •   lingua romanza parlata in italia: scrivere, parlare in buon italiano  | la lingua e la letteratura italiana, in quanto materia d'insegnamento nelle scuole: professore, esame d'italiano  § italianamente avv.  alla maniera degli italiani, secondo il carattere e lo spirito degli italiani.
italiciano   agg.  dell'italia, italiano (in riferimento alla suddivisione amministrativa dell'impero romano alla fine del sec. iii): diocesi italiciana. 
italico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'italia antica: popoli, dialetti italici    • 2 •   (lett.) italiano: che sia foco / agl'italici petti il sangue mio  (leopardi all'italia  39-40)  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi apparteneva alle antiche popolazioni dell'italia centro-meridionale di tradizione linguistica indoeuropea    • 2 •   (tip.) carattere corsivo § italicamente avv.  (lett.) italianamente.
italiota   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] nome con cui gli antichi greci indicavano gli abitanti delle colonie dell'italia meridionale (magna grecia)  agg.  della magna grecia: le colonie italiote. 
italo   agg.  (poet) italiano: l'itala gioventude  (leopardi all'italia  52).
italo-  italo- primo elemento di parole composte, in cui significa 'italiano' (italofobo, italoamericano).
italoamericano   o italo-americano, agg.  che si riferisce all'italia e all'america, spec. agli stati uniti  s.m.  [f. -a] cittadino americano, spec. statunitense, di origine italiana.
italofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è simpatizzante per l'italia e gli italiani.
italofobo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha antipatia, avversione per l'italia e gli italiani.
italofono   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi parla l'italiano.
-itare  -itare suffisso di verbi aventi talora valore iterativo, tratti da aggettivi o da altri verbi (facilitare, seguitare).
-ite  -ite (1) suffisso di parole composte della terminologia medica, indicanti infiammazione (appendicite, sinusite) [ ⇨ -osi].
-ite  -ite (2) suffisso di parole composte della terminologia scientifica e tecnica, spec. della mineralogia (bauxite, calcite) e della chimica (mannite, dinamite) [ ⇨ -osi].
item   (1) avv.  parimenti, ugualmente, altresì è frequente nel linguaggio notarile antico, spec. nelle formule dei testamenti, come voce di ripresa in un'elencazione.
item   (2) s.m. invar.    • 1 •   elemento di un insieme, di un elenco e sim.; articolo, voce    • 2 •   (inform.) dato o insieme di dati trattati in modo unitario in un programma o in un'elaborazione (p. e.  tutte le lettere che compongono un nome).
iter   s.m. invar.  (burocr.) la serie di procedure, di formalità e sim. che una pratica deve seguire prima di essere espletata | iter (parlamentare), il passaggio di un disegno di legge attraverso le varie fasi istruttorie prima della sua approvazione da parte del parlamento.
iterabile   agg.  (lett.) che si può iterare, ripetere.
iterare   v. tr.  [io ìtero ecc.] (lett.) ripetere, rinnovare: poscia che l'accoglienze oneste e liete / furo iterate tre e quattro volte  (dante purg.  vii, 1-2).
iterativo   agg.    • 1 •   che esprime ripetizione, iterazione    • 2 •   (mat.) relativo all'operazione di iterazione: procedimento iterativo    • 3 •   (ling.) si dice di composti o locuzioni formati dalla ripetizione di una parola (p. e. checché, pian piano, a poco a poco); talora la ripetizione ha valore rafforzativo ed enfatico (p. e. forte forte) o conferisce risalto espressivo alle qualità vere, alla natura propria di qualcosa (p. e. questo è vino vino) | si dice del verbo che esprime il ripetersi frequente di un'azione (p. e. salterellare); morfologicamente questo aspetto verbale è spesso denotato da speciali prefissi o suffissi, detti anch'essi iterativi  (p. e. ri-  in ritentare, -ettare  in fischiettare) § iterativamente avv.  in o con funzione iterativa.
iterato   part. pass.  di iterare   agg.  (lett.) ripetuto, rinnovato: dopo iterati tentativi  | nomi iterati, quelli in cui il nome è formato sul cognome (p. e. aleardo aleardi, rinaldo rinaldi) § iteratamente avv.  più volte, ripetutamente.
iterazione   s.f.    • 1 •   (lett.) ripetizione    • 2 •   (mat.) procedura di calcolo che consiste nel ripetere più volte o indefinitamente lo stesso procedimento    • 3 •   in retorica, ripetizione di concetti o frasi con intenti stilistici.
itifallico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (lett.) dell'itifallo o che si riferisce alle falloforie | (estens. non com.) osceno    • 2 •   nella metrica greca e latina, si dice di un verso tipico dei canti fallici, costituito da una tripodia trocaica acatalettica (fu usato da anacreonte e, in latino, da orazio).
itifallo   s.m.  (relig.) nell'antica grecia, simulacro fallico, simbolo della fecondità, che veniva portato in processione nelle falloforie; il canto e la danza delle falloforie.
itinerante   agg.  che viaggia, che si sposta di luogo in luogo: mostra, esposizione itinerante  | predicatori itineranti, nel medioevo, religiosi che si spostavano di paese in paese predicando contro la corruzione dei costumi.
itinerario   agg.  che concerne il percorso, il viaggio: misure itinerarie, quelle usate per misurare i percorsi stradali o le distanze per mare (p. e.  il miglio)  s.m.  il percorso, gener. in più tappe, di un viaggio, una gita, una competizione e sim.: seguire un itinerario; cambiare itinerario  | rappresentazione grafica o descrizione scritta di un percorso.
-ito  -ito (1) suffisso chimico che indica sali derivati da acidi il cui nome termina con il suffisso -oso  (p. e. ipoclorito  è il sale dell'acido ipocloroso).
-ito  -ito (2) suffisso del part. pass. dei verbi in -ire  (finito, partito).
-ito  -ito (3) suffisso derivato dal lat. -i¯tu(m), usato per formare sostantivi indicanti versi di animali (barrito, nitrito, ruggito).
itterbio   o ytterbio, s.m.  elemento chimico di simbolo yb; è un metallo delle terre rare.
itterico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di ittero, relativo a ittero: colorito itterico   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da ittero.
itterizia   s.f.  (med.) ittero (spec. nell'uso comune): avere l'itterizia; soffrire d'itterizia  | far venire l'itterizia, (fig.) si dice di ciò che provoca rabbia, profonda irritazione.
ittero   (1) s.m.  (med.) accumulo di pigmenti biliari nel sangue, che determina colorazione giallastra della cute, delle mucose e dei liquidi organici.
ittero   (2) s.m.  uccello di medie dimensioni con capo slanciato, becco conico, corpo snello, piumaggio variopinto e canto melodioso; vive su tutto il continente americano (ord.  passeriformi).
ittico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce ai pesci: fauna ittica. 
ittio-  ittio- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. ichthyo-, da ichthy/s -y/os  'pesce'; significa 'pesce' o indica relazione con i pesci (ittiocolla, ittiolo).
ittiocolla   s.f.  colla di pesce.
ittiofagia   s.f.  alimentazione fatta esclusivamente o prevalentemente con pesce.
ittiofago   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] che, chi si nutre esclusivamente o prevalentemente di pesci.
ittiofauna   s.f.  l'insieme delle varie specie di pesci di una data regione.
ittiolo   s.m.  (farm.) pomata nera, untuosa, ricavata dalla distillazione di scisti bituminosi contenenti pesci fossili, usata come antisettico nelle affezioni cutanee.
ittiologia   s.f.  parte della zoologia che studia i pesci.
ittiologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'ittiologia.
ittiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di ittiologia.
ittiosauro   o ictiosauro, s.m.  grande rettile fossile marino, carnivoro, lungo fino a  10 m, pisciforme, vissuto dal periodo triassico a quello cretacico.
ittiosi   o ictiosi, s.f.  (med.) malattia cutanea caratterizzata da secchezza, ruvidità e desquamazione della pelle.
ittita   o hittita, meno com. ittito, agg.  [pl. m. -ti] relativo a un'antica popolazione indoeuropea stanziata in asia minore nel secondo millennio a. c.: la civiltà ittita   s.m.    • 1 •   [anche f.] ogni appartenente a questa popolazione    • 2 •   lingua della famiglia indoeuropea parlata dagli ittiti.
itto   s.m.  (med.) pulsazione, esternamente visibile, del cuore o anche di alcune arterie.
ittrio   o yttrio, s.m.  elemento chimico di simbolo y; è un metallo delle terre rare.
-itudine  -itudine suffisso tratto dal lat. -itudi°ne(m), usato per formare sostantivi astratti derivati da aggettivi e indicanti qualità, stato (altitudine, gratitudine).
iubere   v. tr.  [usato solo nella terza pers. sing. dell'indic. pres. iube] (ant. , lett.) comandare: quando iunone a sua ancella iube  (dante par.  xii, 12).
iubileo    ⇨ giubileo.
iucca   s.f.  (bot.) genere di piante con foglie lineari, fibrose, che formano dei ciuffi, e con fiori bianchi raccolti in pannocchia (fam.  gigliacee).
iud   s.m. invar.  (med.) dispositivo anticoncezionale che si introduce nel canale del collo uterino; spirale.
iudaico    ⇨ giudaico.
iudeo    ⇨ giudeo.
iudicare    ⇨ giudicare.
iugero   s.m.  antica misura romana di superficie pari a circa 2500 m2.
iuglandacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante arboree dicotiledoni, diffuse nelle zone temperate, con frutti a drupa contenenti semi ricchi di olio; vi appartiene il noce | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
iugoslavo   o jugoslavo, agg.  della iugoslavia.
iugulare   (1)  ⇨ giugulare 1.
iugulare   (2) non com. giugulare, v. tr.  [io iùgulo ecc] (lett.) strozzare, scannare | (fig.) costringere qualcuno ad accettare condizioni o situazioni inique e per lui del tutto svantaggiose, approfittando di un suo stato d'inferiorità o di precarietà.
iugulatorio   non com. giugulatorio, agg.  (non com.) che mira a scannare, a strozzare; che stringe il collo | (fig.) oppressivo, vessatorio: lei ha creduto che le nostre intenzioni siano iugulatorie, e che noi siamo dei prepotenti  (bacchelli) § iugulatoriamente avv. 
iugulazione   s.f.  (non com.) lo iugulare, l'essere iugulato; in partic., metodo di macellazione che consiste nella recisione delle vene giugulari.
iulo   s.m.  nome scient. del millepiedi. 
iungla    ⇨ giungla.
iunior    ⇨ junior.
iureconsulto    ⇨ giureconsulto.
iussivo   agg.  e s.m.  (ling.) si dice di forma verbale o costruzione che esprime un comando, un ordine (p. e.  l'imperativo e, in certi casi, il congiuntivo: esci!; esca!).
iustizia    ⇨ giustizia.
iuta   s.f.  fibra tessile che si ricava dalla corteccia di alcuni alberi delle tigliacee dell'asia e dell'africa; viene usata per fare stuoie, cordami e tessuti da imballaggio.
iutiero   agg.  della iuta; che concerne l'industria della iuta: il mercato iutiero. 
iutificio   s.m.  fabbrica in cui si lavora la iuta.
iuventino    ⇨ juventino.
iva   s.f. invar.  (fin.) imposta indiretta che si applica con aliquote differenziate sugli scambi e che, consentendo al venditore di detrarre l'imposta pagata sui mezzi di produzione, colpisce il solo valore aggiunto.
iva   s.f.  pianta erbacea, aromatica, simile all'artemisia, usata per infusi (fam.  composite).
ivato   agg.  nell'uso commerciale, si dice di prezzo quando è già comprensivo di iva.
ivi   avv.  (lett.)    • 1 •   in quel luogo, lì: ivi posò erittonio, e dorme il giusto / cenere d'ilo; ivi l'iliache donne / sciogliean le chiome  (foscolo sepolcri  254-256) | si usa spesso nelle citazioni bibliografiche per rinviare a un luogo già citato    • 2 •   (non com.) allora: di penter sì mi punse ivi l'ortica  (dante purg.  xxxi, 85).
-ivo  -ivo suffisso derivato dal lat. -i¯vu(m), usato per formare aggettivi indicanti capacità, disposizione, qualità e sim. (difensivo, oggettivo, sportivo).
ivoriano   agg.  della costa d'avorio  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della costa d'avorio.
ixodidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di acari che comprende forme predatrici e parassite, tra le quali la zecca dei cani | sing.  [-e] ogni acaro di tale famiglia.
izba    ⇨ isba.
-izia  -izia suffisso tratto dal lat. -iti°a(m), usato per formare sostantivi astratti derivati da aggettivi (avarizia, giustizia, pigrizia) [ ⇨ -ezza].
-izio  -izio suffisso tratto dal lat. -ici°u(m), presente in sostantivi di origine latina (giudizio, sposalizio) o in aggettivi derivati da sostantivi (creditizio, impiegatizio).
izza   s.f.  (ant. , lett) stizza, ira.
-izzare  -izzare suffisso verbale, dal gr. -ízein  attraverso il lat. -izare; indica per lo più attuazione, trasformazione (alcolizzare, canalizzare, fraternizzare, vivacizzare).
j   s.f.  o m. invar.  decima lettera dell'alfabeto, il cui nome è i lunga  (o lungo) o, meno com., iod; propria dell'alfabeto latino medievale, fu poi adottata da varie lingue moderne, nell'alfabeto it. è stata in uso dal seicento all'ottocento per indicare la i  semiconsonantica e oggi sopravvive in questa funzione solo in alcuni toponimi (p. e. jesolo) o nomi e cognomi di persona (p. e. jole; ajello, ojetti); si usava anche per rappresentare con un solo segno la terminazione -ii  del plurale (p. e. principj, pl. di principio). in nomi stranieri non adattati alla fonetica italiana può rappresentare la consonante fricativa palatale sonora / z / (p. e. fr. jambon), l'affricata palatale sonora / dz / (p. e. ingl. jeans), oppure la i  semiconsonantica / j / (p. e. ted. junker) | j come jolly, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. j  è sigla automobilistica del giappone) e abbreviazioni (j.  per nomi propri stranieri di persona come jeanne, jacques, john) | j, (fis.) simbolo del joule.
jab   s.m. invar.  nel pugilato, colpo di disturbo: una serie di jab sinistri. 
jabot   s.m. invar.  ornamento di tessuto molto fine pieghettato o ricamato, oppure di merletto, che si usa come guarnizione del davanti di camicette e abiti femminili (un tempo, anche maschili).
jacaranda   s.f.  (bot.) genere di piante arboree tropicali; alcune di esse forniscono il palissandro, altre sono coltivate come piante ornamentali (fam.  bignoniacee).
j'accuse   loc. sost. m. invar.  denuncia pubblica di un'ingiustizia, di un sopruso: pronunciare, levare un j'accuse. 
jack   s.m. invar.    • 1 •   (elettr.) presa coassiale a due o più contatti, diffusa in tutti gli apparecchi portatili (radio, registratori, riproduttori e sim) come presa per l'auricolare o la cuffia    • 2 •   il fante, nelle carte da gioco francesi    • 3 •   nelle navi da guerra, bandiera di prora.
jackpot   s.m. invar.    • 1 •   nel poker e in altri giochi di carte, la posta in denaro che si accumula nel corso del gioco e che uno dei giocatori fa propria se soddisfa a determinate condizioni | (estens.) nel superenalotto, posta in gioco non vinta in un concorso che si aggiunge al montepremi del concorso successivo    • 2 •   nelle slot machine, combinazione vincente.
jacquard   agg.  e s.m. invar.    • 1 •   si dice di un meccanismo dei telai per la tessitura di tessuti operati    • 2 •   (estens.) si dice di un punto a maglia col quale, alternando sullo stesso ferro fili di diversi colori, si ottengono disegni; anche, di capo lavorato a maglia con questo punto: maglione jacquard; un vivace jacquard. 
jacquerie   s.f. invar.    • 1 •   nella francia del sec. xiv, movimento contadino di rivolta antifeudale    • 2 •   (estens.) sollevazione contadina.
jainismo   o giainismo, s.m.  religione sorta in india nel sec. vi a. c. e ancora oggi piuttosto diffusa, derivata dal brahmanesimo e caratterizzata da un rigido ascetismo, dalla fede nella reincarnazione e dalla pratica della non-violenza, anche verso gli animali e le piante.
jais   s.m. invar.  materiale nero e brillante da cui si ricavano ricami per abiti, piccoli bottoni o gioielli fantasia, ornamenti per passamanerie.
jaleo   s.m. invar.  danza andalusa eseguita con le nacchere da una sola persona.
jamming   s.m. invar.  disturbo intenzionale di una trasmissione radio, mediante interferenze, rumori ecc.
jam-session  jam-session loc. sost. f. invar.  riunione estemporanea di un complesso di musicisti, spec. di jazz, che suonano improvvisando su un tema prestabilito.
jarabe   s.m. invar.  danza popolare messicana di origine spagnola, simile allo zapateado.
jatale    ⇨ iatale.
jazz   s.m. invar.  musica elaborata dai neri d'america verso la fine del sec. xix; è caratterizzata dalla sincopazione del fraseggio melodico, dalla poliritmia degli strumenti, dall'improvvisazione solistica o polifonica sul tema di base e dalla costante pulsazione ritmica | usato anche come agg.  : musica jazz; un solista jazz. 
jazzato   agg.  (mus.) si dice di brano musicale suonato in stile jazz.
jazz-band  jazz-band loc. sost. m. invar.  orchestra di musica jazz, composta prevalentemente da strumenti a fiato.
jazzista   o giazzista [giaz-zì-sta], s.m.  e f.  [pl. -ti] chi suona in un'orchestra jazz.
jazzistico   o giazzistico [giaz-zì-sti-co] agg.  [pl. m. -ci] del jazz, che si riferisce al jazz: complesso jazzistico. 
jeans   s.m. pl.    • 1 •   tela robusta di cotone, solitamente blu, usata per indumenti sportivi o da fatica: una borsa, un blusotto di jeans    • 2 •   forma abbreviata e più comune di blue-jeans, tipo di pantaloni | ogni tipo di pantaloni della stessa foggia: un paio di jeans di velluto  | anche come agg. invar.  : tessuto, tela jeans; stile jeans, disinvolto, giovanile.
jeanseria   s.f.  negozio che vende jeans.
jeep   ® s.f. invar.  camionetta scoperta a quattro ruote motrici, molto robusta e adatta alla marcia su terreni impervi | (estens.) qualunque vettura fuoristrada.
jersey   s.m. invar.  tessuto pettinato a maglia rasata, molto morbido e liscio; anche, questo tipo di maglia fatta a mano.
jet   s.m. invar.  aeroplano con motore a getto.
jetlag   s.m. invar.  malessere fisico che si prova dopo un lungo viaggio aereo per la differenza dei fusi orari.
jet-set  jet-set loc. sost. m. invar.  lo stesso che jet-society. 
jet-society  jet-society loc. sost. f. invar.  l'alta società internazionale, che si sposta dall'uno all'altro dei suoi ritrovi esclusivi viaggiando in jet.
jeunesse doré  e jeunesse dorée;loc. sost. f. invar.  i giovani rampolli della società ricca e raffinata.
jí  varo jívaro;s.m.  [pl. jívaros] appartenente a una popolazione amerindia stanziata a nord del fiume maraìón, tra il perù e l'equador, un tempo diffusa su un territorio molto più vasto.
jiddish    ⇨ yiddish.
jigger   s.m. invar.  (ind. tessile) macchina per tingere tessuti.
jihâ  d jihâd;s.f. invar.  la guerra santa dei maomettani contro i nemici dell'islam.
jingle   s.m. invar.  breve motivo musicale che accompagna una comunicazione audiovisiva.
job   s.m. invar.    • 1 •   (econ.) impiego, posto di lavoro; per estens., l'attività, la mansione svolta    • 2 •   in informatica, parte di un programma, programma o insieme di programmi che vengono trattati dall'elaboratore come un'unità di lavoro.
jockey   s.m. invar.  il fantino, nelle corse al galoppo.
jodel   s.m. invar.  l'improvviso passaggio dalla voce di petto al falsetto che caratterizza il tradizionale grido e i canti dei montanari tirolesi.
jodler   s.m. invar.  canto per voci maschili caratteristico del tirolo e delle alpi svizzere.
jogger   s.m.  e f. invar.  chi pratica il jogging.
jogging   s.m. invar.  corsa leggera e prolungata, che alterna andature diverse, a scopo di esercizio fisico: praticare il jogging. 
joint   s.m. invar.  sigaretta con hascisc o marijuana.
joint-venture  joint-venture loc. sost. f. invar.  (econ.) associazione tra imprese per l'esecuzione di opere o impianti industriali al fine di sommare competenze diverse e ripartire i rischi.
jolly   s.m. invar.  in alcuni giochi di carte, la carta che può assumere qualsiasi valore a piacere del giocatore che la possiede; matta | (estens.) cosa o persona capace di svolgere diverse funzioni, a seconda delle necessità.
jongleur   s.m. invar.  nel circo, giocoliere che esegue numeri di abilità con palle, cerchi o altri attrezzi.
jota   s.f. invar.  danza e canto popolare dell'aragona, con ritmo ternario e movimento assai vivace.
joule   s.m. invar.  (fis.) unità di misura dell'energia e del lavoro nel sistema internazionale, pari al lavoro compiuto dalla forza di    • 1 •   newton quando il suo punto di applicazione si sposta di    • 1 •   m nella direzione della forza | in funzione di agg.  : effetto joule, fenomeno per cui in ogni conduttore ordinario percorso da una corrente vi è trasformazione di una parte di energia elettrica in energia termica.
joulometro   s.m.  contatore elettrico con scala tarata in joule.
joyciano   agg.  dello scrittore e poeta irlandese james joyce (1882-1941).
joystick   s.m. invar.  unità periferica di elaboratore elettronico, munita di una cloche con cui si controlla il movimento delle immagini sullo schermo; è usata soprattutto nei videogiochi.
judo   s.m. invar.  tecnica di lotta sportiva elaborata verso la fine del secolo scorso sui principi fondamentali del jujitsu; è detta anche, genericamente, lotta giapponese. 
judoista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica il judo.
judoistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il judo o i judoisti.
judoka   s.m.  e f. invar.  judoista.
jugoslavo    ⇨ iugoslavo.
jujitsu   o jujutsu, s.m. invar.  tecnica di lotta basata sull'offesa dei centri nervosi e dei punti più vulnerabili del corpo, elaborata e codificata anticamente in giappone come metodo di difesa personale senz'armi; è detta anche, genericamente, lotta giapponese. 
juke-box  juke-box s.m. invar.    • 1 •   apparecchio installato nei locali pubblici, che contiene un giradischi e numerosi dischi; sceglie automaticamente e suona il disco richiesto da chi vi introduce un gettone e preme opportunamente dei tasti    • 2 •   (inform.) lettore multiplo di cd-rom.
julienne   s.f. invar.  minestra di verdure tagliate a cubetti o a fiammifero.
jumbo   s.m. invar.  forma abbreviata di jumbo-jet. 
jumbo-jet  jumbo-jet s.m. invar.  nome del grande aereo a reazione boeing 747, in grado di trasportare un carico molto elevato di passeggeri e di merci.
jumbo-tram  jumbo-tram s.m. invar.  vettura tranviaria di lunghezza superiore al normale, in grado di trasportare un numero elevato di passeggeri.
jumper   s.m. invar.    • 1 •   (sport) cavallo addestrato al salto degli ostacoli    • 2 •   indumento femminile senza maniche che si indossa sopra la maglia o la camicia.
junghiano   agg.  che si riferisce allo psicoanalista svizzero c. g. jung (1875-1961) o alla sua opera: la psicologia analitica junghiana. 
jungla    ⇨ giungla.
junior   o iunior, agg.  si usa posposto a un nome proprio di persona, quando si intende indicare il più giovane di due membri omonimi della stessa famiglia (l'uso, di origine angloamericana, è limitato ai nomi di contemporanei; per i nomi storici si preferisce il giovane); si abbrevia in jun.  o jr.   agg.  e s.m.  e f.  [pl. juniores; pr.  / ju'njores /] (sport) si dice di atleti appartenenti a una categoria giovanile.
junker   s.m. invar.  membro dell'aristocrazia terriera prussiana.
jupe-culotte  jupe-culotte s.f. invar.  (antiq.) gonna pantaloni.
jupon   s.m. invar.  (antiq) sottogonna.
juventino   o iuventino, agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi gioca nella squadra di calcio torinese della juventus    • 2 •   che, chi è tifoso della juventus.
k   s.f.  o m. invar.  undicesima lettera dell'alfabeto, il cui nome è cappa  (ant. ca); propria dell'alfabeto greco e latino, è stata adottata dall'it. antico e da alcune lingue moderne; indica l'occlusiva velare sorda. nella pubblicistica politica degli anni settanta, e spec. nelle scritte murali, è stato impiegato talora in sostituzione di c  con allusione a militarismo e violenza repressiva (forse dalla frequenza con cui la k  ricorre nella lingua tedesca, con riferimento alla germania nazista) | k come kursaal, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usato in sigle e abbreviazioni (p. e. k, sigla automobilistica della cambogia; k. o. , knock-out) | k, in metrologia, indica un valore mille volte maggiore dell'unità rappresentata dal simbolo da cui è seguito (kg, chilogrammo; km, chilometro) | k, simbolo del re nelle carte francesi (dall'iniziale dell'ingl. king  're') | k, (chim.) simbolo del potassio | k, (mat. , fis.) simbolo di costante.
k.o  k.o ko  ⇨ knock-out.
kabila    ⇨ cabila.
kabuki   s.m. invar.  genere del teatro giapponese in cui l'azione scenica è accompagnata da musica e danze.
kafkiano   agg.    • 1 •   dello scrittore franz kafka (1883-1924) o relativo alla sua opera    • 2 •   (estens.) angoscioso, assurdo, paradossale: situazione kafkiana. 
kainite   s.f.  minerale costituito da solfato doppio triidrato di magnesio e potassio, materia prima per la produzione di fertilizzanti.
kaiser   s.m. invar.  titolo dell'imperatore, nei paesi di lingua tedesca.
kajal   s.m. invar.  cosmetico di colore blu o nero che si applica all'interno della palpebra inferiore.
kakemono   s.m. invar.  dipinto giapponese su tela o su carta, che si può arrotolare oppure appendere, srotolato verticalmente, alle pareti.
kaki    ⇨ cachi.
kalashnikov   s.m. invar.  fucile d'assalto automatico a canna corta, sotto la quale è posto un caricatore ricurvo; è in dotazione agli eserciti dei paesi dell'est europeo.
kalymauchi   s.m. invar.  copricapo nero di forma cilindrica portato dai sacerdoti di rito bizantino.
kamasutra   s.m. invar.  repertorio di tecniche e posizioni erotiche di antica tradizione indiana.
kamikaze   s.m. invar.  aviatore giapponese che, per distruggere un obiettivo nemico, vi si gettava contro col proprio aereo carico di esplosivo | (estens.) guerrigliero o terrorista che compie un'azione che non gli consentirà di salvarsi | (fig.) chi affronta un rischio che comporta fatalmente un pericolo estremo o un grave danno personale.
kandahar   ® s.m. invar.  tipo di attacco per sci.
kantiano   agg.  del filosofo tedesco immanuel kant (1724-1804), o relativo al suo pensiero, alla sua filosofia: la gnoseologia kantiana   s.m.  [f. -a] seguace della filosofia di kant.
kantismo   s.m.  il complesso delle dottrine filosofiche di kant; la tendenza a seguire le sue teorie.
kaone   s.m.  (fis.) mesone la cui massa è circa mille volte quella dell'elettrone.
kapò   s.m.  e f. invar.  nei campi di concentramento nazisti, prigioniero addetto alla sorveglianza e al mantenimento dell'ordine.
kapok   o capoc, capok, s.m.  sorta di bambagia che avvolge la parete del frutto di vari alberi tropicali delle bombacacee; si usa come materiale per imbottiture.
kappaò   avv.  (fam.) lo stesso che knock-out, cioè fuori combattimento (anche fig.): essere, mettere kappaò. 
kaputt   o kaput, agg. invar.  finito, morto, rovinato: ormai siamo tutti kaput. 
karakiri    ⇨ harakiri.
karakul   o caracul, s.m. invar.  pecora asiatica dal pelo lungo e ondulato che fornisce una pelliccia pregiata.
karaoke   s.m. invar.  gioco che consiste nel cantare su una base musicale preregistrata.
karate   s.m. invar.  tipo di lotta giapponese in cui è permesso servirsi anche dei piedi e i colpi con le mani sono vibrati di taglio.
karateka   s.m.  e f. invar.  chi pratica il karate.
karkadè   s.m.  variante grafica di carcadè. 
karman   o karma, s.m. invar.  nelle dottrine filosofico-religiose dell'india, l'insieme delle opere compiute da un individuo, dalle quali dipende la sua sorte in una successiva reincarnazione.
kart   s.m. invar.  piccolo veicolo a quattro ruote con motore a due tempi e un semplice sedile, senza carrozzeria, per gare di corsa.
kartismo   s.m.  lo sport del kart.
kartista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica il kartismo.
kartodromo   s.m.  pista per le corse dei kart.
kasba    ⇨ casba.
kasher   o kosher [pr.  / ko'ser /], agg. invar.  nella legge religiosa ebraica, si dice di ogni cibo ritualmente puro.
kashmir   s.m. invar.  lo stesso che cachemire. 
kasolite   s.f.  (min.) silicato misto di uranio e piombo, da cui si estrae l'uranio.
katana   s.f.  arma da taglio giapponese a lama leggermente ricurva.
katanghese   agg.  della regione africana del katanga, ora nello stato dello zaire  s.m.  e f.  abitante, nativo del katanga.
katiuscia    ⇨ catiuscia.
kava   anche kava-kava o kawa-kawa, s.f.  arboscello della polinesia, dalle cui radici si estraggono resine balsamiche (fam.  piperacee).
kayak   s.m. invar.  imbarcazione eschimese da pesca a un solo posto, sospinta a pagaia; tipo di canoa da competizione che ne rappresenta una versione perfezionata [ill. canoa].
kayakista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica lo sport del kayak.
kay-way  kay-way  ⇨ k-way.
kazako   agg.  del kazakistan, repubblica dell'asia centrale  s.m.  e f.  abitante, nativo del kazakistan.
képi  ; ⇨ chepì.
kedivè   o chedivè, s.m.  titolo del viceré d'egitto passato poi a significare sultano e infine re.
kefir    ⇨ chefir.
kefiyyah   o kefiyyeh, s.f.  riquadro di tela, di solito a disegni geometrici, che gli uomini di diverse popolazioni arabe portano sul capo in varia foggia, per lo più trattenuto da un doppio cordone chiuso a cerchio.
keirin   s.m. invar.  gara di ciclismo su pista in cui i corridori seguono per tre giri un battistrada fuori gara che marcia a velocità preordinata, e al quarto giro eseguono lo sprint finale.
kellerina    ⇨ chellerina.
kelvin   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della temperatura nel sistema internazionale, definito in base a una particolare proprietà dell'acqua.
kendo   s.m. invar.  tipo di scherma giapponese che si pratica con una lunga lancia senza punta.
keniano   agg.  e s.m.  [f. -a] lo stesso che keniota. 
keniota   agg.  del kenia  s.m.  e f.  [pl. m. -i] nativo, abitante del kenia.
kennediano   agg.  del presidente degli stati uniti d'america john f. kennedy (1917-1963) o di suo fratello robert (1925-1968); che si riferisce alla loro politica.
kepleriano   agg.  dell'astronomo tedesco johannes kepler (1571-1630) o relativo alle sue teorie.
kermes    ⇨ chermes.
kermesse   s.f.    • 1 •   festa popolare, fiera    • 2 •   (estens.) festeggiamento rumoroso; dimostrazione di allegria collettiva.
kernite   s.f.  (min.) tetraborato tetraidrato di sodio, da cui si estrae il borace commerciale.
kerosene    ⇨ cherosene.
kersantite   s.f.  (min.) roccia eruttiva costituita essenzialmente da bistite e da un plagioclasio.
kerygma    ⇨ cherigma.
ketch   s.m.  imbarcazione da regata e da crociera armata con albero di maestra e di mezzana, fiocco e due rande.
ketchup   s.m. invar.  salsa di pomodoro con aceto e spezie, di origine orientale ma conosciuta in italia fin dal settecento.
kev   s.m. invar.  unità di misura di energia usata in fisica atomica, pari a mille elettronvolt.
keyboard   s.f.  (inform.) la tastiera del computer.
keynesiano   agg.  (econ.) dell'economista inglese j. m. keynes (1883-1946) o che si riferisce alle sue teorie  s.m.  [f. -a] chi ritiene che il sistema economico non tende spontaneamente a un equilibrio di piena occupazione e sostiene politiche di intervento dello stato a sostegno della domanda.
keyword   s.f. invar.  in informatica, parola chiave.
khamsin   s.m. invar.  vento caldo che soffia in egitto per circa cinquanta giorni all'anno, provocando tempeste di sabbia.
khan   o can o cane, s.m. invar.  titolo di signoria presso turchi e mongoli | agha khan, capo religioso ismailita.
khanato    ⇨ canato.
khmer   agg. invar.  di, relativo alla cambogia; cambogiano  s.m. invar.    • 1 •   [anche f] abitante, nativo della cambogia: khmer rossi, partigiani comunisti della cambogia    • 2 •   lingua indocinese parlata in cambogia.
khomeinismo   s.m.  l'ideologia politico-religiosa di tipo integralista sciita e il conseguente regime instaurato in iran nel 1979 dall'ayatollah khomeini (1900-1989).
khomeinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace religioso e politico dell'ayatollah k. khomeini (1900-1989), che guidò la rivoluzione iraniana del 1979  agg.    • 1 •   di, relativo all'ayatollah khomeini o al movimento da lui fondato    • 2 •   (fig.) intransigente, fanatico (spec. nell'ambito della religione o dei costumi).
kibbutz   s.m. invar.  in israele, fattoria con organizzazione collettivistica.
kidnapping   s.m. invar.  rapimento, sequestro di bambini, a scopo di ricatto o di estorsione.
kiefer   s.f. invar.  nel nuoto, virata con capriola all'indietro adottata dai dorsisti.
killer   s.m.  e f. invar.  chi uccide per conto di altri; sicario | usato in funzione di agg. invar.  che uccide: nel fiume venne scaricata una sostanza killer. 
killeraggio   s.m.  nel linguaggio giornalistico, aggressione, linciaggio morali praticati soprattutto dai mezzi di comunicazione di massa con il fine di distruggere l'immagine pubblica di una persona.
kilo-  kilo-  ⇨ chilo- 1.
kilobyte   s.m. invar.  in informatica, unità di misura della memoria di massa pari a 1. 024 byte; viene abbr. in kb o kbyte.
kiloton   kilotone  ⇨ chilotone.
kilt   s.m. invar.  il tradizionale gonnellino corto a pieghe degli scozzesi, in tessuto a riquadri di vari colori.
kimberlite   s.f.  (min.) roccia eruttiva del gruppo delle peridotiti, costuita essenzialmente da olivina, pirosseni, biotite; la sua presenza, in sudafrica, è spesso indizio della presenza di giacimenti primari di diamanti.
kimono    ⇨ chimono.
kindergarten   s.m. invar.  asilo infantile.
kinderheim   s.m. invar.  albergo in cui vengono ospitati e sorvegliati bambini, spec. per le vacanze.
kinesiologia    ⇨ chinesiologia.
kinesiterapia   e deriv.   ⇨ chinesiterapia e deriv. 
king   s.m. invar.  il re, nelle carte da gioco francesi.
king-size  king-size loc. agg. invar.  grande o lungo più del normale; è detto soprattutto di un tipo di sigarette.
kino   s.m.  secrezione gommosa di vari eucalipti, di color rosso e fortemente tannica, usata in medicina e tintoria.
kippur   o kipur, s.m. invar.  nella religione ebraica, giorno di espiazione e di digiuno.
kirghiso    ⇨ chirghiso.
kirsch   s.m. invar.  acquavite di ciliegie.
kit   s.m. invar.    • 1 •   nel modellismo e nel fai da te, insieme dei pezzi con i quali è possibile costruire, da soli, un qualsiasi manufatto: il kit di un veliero antico; mobili in kit di montaggio    • 2 •   astuccio che contiene un assortimento essenziale di strumenti per un dato scopo: kit da trucco, di pronto soccorso    • 3 •   (med. , biol.) il complesso dei materiali necessari per effettuare una titolazione biologica.
kitsch   s.m. invar.  tendenza del gusto che predilige manufatti di stile eterogeneo o caratterizzati da ornamentazione eccessiva, oggetti d'uso di forma stravagante, imitazioni dozzinali di opere d'arte e sim.: il portafiori a forma di torre di pisa è un esempio di kitsch  | usato anche come agg. invar.  di cattivo gusto: un oggetto kitsch. 
kiwi   o kivi, s.m.    • 1 •   (zool.) grosso uccello della nuova zelanda, con corpo tozzo privo di coda, becco lungo e sottile, ali atrofiche inette al volo, penne molli e cascanti, zampe forti atte alla corsa; è detto anche atterige  (ord.  apterigiformi)    • 2 •   (bot.) arbusto rampicante del genere actinidia, un tempo coltivato soprattutto nella nuova zelanda, che dà frutti carnosi a polpa verde ricchi di vitamine.
kleenex   ® s.m. invar.  nome commerciale di un tipo di fazzoletti di carta venduti in pacchetti.
kleksografia   s.f.  disegno ottenuto piegando più volte un foglio con una macchia d'inchiostro.
klystron   ® s.m. invar.  (elettr.) generatore elettromagnetico di onde hertziane cortissime.
knickerbockers   s.m. pl.  calzoni di grossa lana, corti e larghi, fermati sotto il ginocchio; calzoni alla zuava.
knock-down  knock-down loc. avv.  o agg.  e sost. m. invar.  (sport) si dice di un pugile che sia stato abbattuto dall'avversario e riesca tuttavia a rialzarsi entro dieci secondi.
knock-out  knock-out abbr. k.o. o ko [pr.  / kappa'o /] loc. avv.  o agg.  e sost. m. invar.  (sport) si dice di un pugile che sia stato abbattuto dall'avversario e non riesca a rialzarsi entro dieci secondi, perdendo così l'incontro: vincere per knock-out; subire un knock-out; essere, mettere knock-out,  fuori combattimento (anche fig.) | knock-out tecnico, la decisione dell'arbitro che interrompe l'incontro di pugilato quando ritiene che un contendente non sia fisicamente in condizioni di poter continuare.
know how   loc. sost. m. invar.  il patrimonio di conoscenze tecnologiche riguardanti singoli prodotti, processi o settori industriali: cedere know how a paesi in via di sviluppo  | (estens.) capacità professionale specifica.
knut   s.m. invar.  staffile,frusta.
koala   s.m. invar.  mammifero marsupiale australiano con soffice pelliccia grigiastra, simile a un orsacchiotto (e detto perciò anche orsetto koala); ottimo arrampicatore, vive sugli alberi di eucalipto, delle cui foglie si ciba.
kob   s.m. invar.  ruminante africano, alto    • 1 •   m ca, con corna corte a forma di s (fam.  bovidi) [ill. bovidi].
kodiak   s.m. invar.  (zool.) sottospecie dell'orso bruno diffusa nell'america del nord; è il più grosso carnivoro vivente.
kohl   s.m. invar.  collirio in polvere o in pomata, a base di antimonio, di colore nero o blu intenso, usato come cosmetico per occhi e palpebre in egitto e in arabia fin dall'antichità.
koilon   s.m. invar.  (archeol.) nell'antico teatro greco, l'insieme delle gradinate ove sedevano gli spettatori.
koinè   o coinè, s.f. invar.    • 1 •   la lingua comune, di base attica, che i greci adottarono alla fine del sec. iv a. c., e che si diffuse come strumento di comunicazione e d'espressione anche tra i popoli ellenizzati del mediterraneo centro-orientale    • 2 •   (estens.) lingua comune, con caratteri uniformi, che in una data zona si sovrappone alle varietà locali    • 3 •   (fig.) unione, base comune, spec. spirituale, culturale.
kolchoz   anche italianizzato in colcos, s.m. invar.  azienda agricola che era tipica dell'unione sovietica, con organizzazione collettivistica di tipo cooperativo.
kolchoziano    ⇨ colcosiano.
kolossal   non com. colossal [co-lós-sal], s.m. invar.  film o altro spettacolo realizzato con grande impegno produttivo e imponenti messe in scena, per lo più con un eccezionale cast di attori: un kolossal televisivo. 
kore   s.f.  [pl. korai] statua votiva della scultura greca arcaica raffigurante una giovane donna in piedi e ammantata.
kosher    ⇨ kasher.
kouros    ⇨ kuros.
kousso   s.m.  denominazione del legno dell'hagenia abyssinica  e dei fiori dello stesso albero, usati per le loro proprietà tenifughe.
kraal   s.m. invar.  presso alcune popolazioni dell'africa merid., tipico villaggio costituito da un insieme di capanne disposte intorno al recinto del bestiame.
krapfen   s.m. invar.  sorta di frittella di pasta lievitata, talora con ripieno di crema o marmellata.
krill   s.m. invar.  aggregato di minuscoli crostacei che nei mari glaciali costituiscono il nutrimento delle balene.
kris   o kriss, s.m. invar.  pugnale a due tagli a lama ondulata, tipico dell'indonesia e della malesia.
kristiania    ⇨ cristiania.
kronprinz   s.m. invar.  il principe ereditario, nelle famiglie reali dei paesi di lingua tedesca.
krypton    ⇨ cripto.
kümmel  kümmel;s.m. invar.  liquore dolce e forte ottenuto dalla distillazione dei semi di cumino.
kulak   s.m. invar.  culaco.
kumys   s.m. invar.  bevanda acido-alcolica, ottenuta da latte di mucca, asina, cavalla o cammella, propria delle popolazioni nomadi delle steppe russe.
kung fu   loc. sost. m. invar.  tipo di lotta giapponese derivata dal karatè, ma assai più dura e violenta.
kunzite   s.f.  (min.) varietà limpida di spodumene, minerale costituito da silicato di alluminio e litio, di color rosa violaceo; è usata come gemma.
kurciatovio   s.m.  (chim.) nome proposto per l'elemento transattinico di numero atomico 104 dall'unione sovietica, dove se ne ottennero minime quantità per la prima volta nel 1964; negli stati uniti, dove se ne ottennero quantità notevolmente superiori, con diverso procedimento, a partire dal 1969, è stato proposto il nome rutherfordio; l'unione internazionale di chimica raccomanda il nome unnilquadio. 
kuros   o kouros [pr.  / 'kuros /], s.m.  [pl. kuroi  o kouroi] statua votiva della scultura greca arcaica raffigurante un giovinetto nudo e in piedi.
kursaal     [pr. / 'kurzal /] s. m. invar. nome di locali pubblici e spec. di alberghi, stabilimenti termali, case da gioco.
kuwaitiano   agg.  del kuwait, stato arabo all'estremità del golfo persico agg.  e s.m.  [f. -a] abitante, nativo del kuwait.
k-way  k-way ® o kay-way, s.m. invar.  giacca impermeabile leggerissima con cappuccio e grande tasca nella quale l'indumento è ripiegabile.
kyriale   s.m.  (lit) libro di canto gregoriano contenente la musica delle parti invariabili della messa, cominciando dal kyrie.
kyrie   o chirie [chì-rie], s.m. invar.  forma abbr. di kyrie eleison. 
kyrie eleison   o kyrieleison, chirieleison, loc. sost. m. invar.  trascrizione latina di una formula greca di invocazione, che significa «signore, abbi pietà!» ha dato il nome a una parte della messa, nella quale ricorre questa invocazione.
l   s.f.  o m. invar.  dodicesima lettera dell'alfabeto (decima dell'alfabeto it. tradizionale), il cui nome è elle; rappresenta la consonante laterale alveolare; entra inoltre come componente nel digramma gl  (davanti a i) e nel trigramma gli  (davanti alle altre vocali) che indicano la consonante laterale palatale / l / (figli, maglia, triglie, giglio, pagliuzza) | l come livorno, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. l  è sigla automobilistica del lussemburgo) e abbreviazioni (p. e. ll. pp. , lavori pubblici; l. , per nomi propri di persona come lorenzo, laura); l. , lira o lire | l, in metrologia indica il litro | l, (mat.) simbolo di lunghezza | l, (fis.) simbolo del lavoro o dell'induttanza | l, (chim.) simbolo del laurenzio | l, nei numeri romani vale 50 | nella loc. avv. o agg. invar. a l  indica forma o sezione ad angolo retto: disporre i tavoli a l; trave a l, nell'edilizia; antenna a l, in radiotecnica.
là   avv.    • 1 •   in quel luogo (indica un luogo genericamente lontano da chi parla e da chi ascolta): posalo là; è senz'altro là; verremo là noi; non stare più qui, vai là  | talvolta si unisce al pron. quello  o a un sostantivo preceduto dall'agg. quello, per determinare meglio la posizione di una persona o di una cosa: quel ragazzo là; quel libro là; dammi quello là    • 2 •   con valore rafforzativo o enfatico: guarda là che disastro! | chi è là?, chi va là?, alto là!, usati da chi è di guardia o in ispezione ' arri là!, per incitare bestie da soma o da tiro ' ehi là, ohi là, come richiamo o rimprovero ' va' là, (sett.) per esprimere incredulità, disapprovazione, impazienza e sim. o con valore rafforzativo: ma va' là! a me lo dici?; va' là che ti conosco; va' là, smettila    • 3 •   unito a un avverbio o a una determinazione di luogo: là dentro; là fuori; là intorno; là oltre; là sotto; là sopra; là su quel tavolo; là in casa; là dove mi hai indicato | di là, da là, da quel luogo: è partito di là ieri sera; corri da là a qui; di là alla cima c'è un'ora buona di cammino  | essere, andare di là, nell'altra stanza ' il mondo di là, l'altro mondo ' essere più di là che di qua, essere vicino a morire | al di là, oltre, più in là: al di là c'era il burrone | di là da, al di là di, dall'altra parte di: di là dal  (o al di là del) fiume | di là da venire, con riferimento a un futuro lontano e incerto ' voltarsi in là, dall'altra parte ' tirarsi, farsi (più) in là, scansarsi ' andare in là, procedere, proseguire, andare avanti, oltre (anche fig.): andiamo in là finché non viene buio; sono andati molto in là con le indagini; non vorrei andare troppo in là con questo lavoro, prolungarlo nel tempo; è andato troppo in là con le parole, ha esagerato, superato i limiti | essere in là, essere lontano, avanti, in un punto avanzato (anche fig.): l'ospedale è molto più in là; essere in là col lavoro, a buon punto; essere in là con gli anni, in età avanzata | da oggi, d'ora in là, in avanti ' più in là di, oltre (anche fig.): abito più in là della stazione; non sa andare più in là dell'interesse immediato    • 4 •   in correlazione con qua  e qui, per indicare luogo indeterminato: andare un po' qui un po' là; correre di qua e di là; guardare in qua e in là. 
la   (1) art. determ. f. sing.  [m. sing. il] si premette ai vocaboli femminili singolari e si elide davanti a vocale: la casa; l'alba; si unisce alle prep. a, con, da, di, in, su  formando le prep. articolate alla, colla, dalla, della, nella, sulla  | nell'uso fam. settentr. e tosc. è spesso premesso ai nomi propri femminili: la maria  | si premette a cognomi di donna non accompagnati dal nome: la duse, la deledda. 
la   (2) s.m.  nota musicale, sesta della scala maggiore naturale di do | dare il la, dare la nota su cui accordare gli strumenti; (fig.) dare l'avvio a qualcosa.
la   (3) pron. pers. f. di terza pers. sing.  [forma complementare atona di ella, essa]    • 1 •   si usa come compl. ogg. riferito a persona o cosa, sia in posizione enclitica sia proclitica; in posizione proclitica si può elidere davanti a vocale purché non generi ambiguità: la vidi ieri; l'ho incontrata poco fa; aspettiamola; dammi la lettera, voglio leggerla  | si usa rivolgendo il discorso a persona con cui non si sia in familiarità, anche di sesso maschile, nel qual caso si accorda al maschile; negli usi formali viene spesso scritto con l'iniziale maiuscola: la prego, signore, stia comodo; con la presente la invitiamo a favorire nei nostri uffici  | con valore indeterminato, in espressioni ellittiche: smettila; ce l'ha fatta; me la sono vista brutta; per farla breve    • 2 •   (region.) si usa come sogg. con valore pleonastico, riferito sia a persona sia a cosa: la mi dica, signora!; ma! la doveva accader per l'appunto a me  (manzoni p. s.  i).
labarda    ⇨ alabarda.
labaro   s.m.    • 1 •   stendardo degli imperatori romani, che consisteva in un drappo purpureo pendente da una barretta trasversale all'asta    • 2 •   insegna, di analoga forma, di enti, associazioni ecc. | (fig. lett.) simbolo, bandiera.
labbia   s.f.  [pl. -e  o invar.] (ant.)    • 1 •   faccia, volto, espressione: con sì contenta labbia sempre attese / lo suon delle parole vere espresse  (dante inf.  xix, 122-123)    • 2 •   (estens.) aspetto, figura umana: su per la groppa / infin ove comincia nostra labbia  (dante inf.  xxv, 20-21)    • 3 •   pl.  labbra.
labbo   s.m.  grosso uccello simile al gabbiano, ma più tozzo, con piumaggio grigio, nero e bianco (ord.  caradriformi).
labbrata   s.f.  (tosc.) colpo dato sulle labbra con la mano; ceffone, manrovescio.
labbreggiare   v. tr.  [io labbréggio ecc.] (lett.) dire a fior di labbra; sussurrare, mormorare: labbreggiare scongiuri. 
labbro   ant. o poet. labro, s.m.  [pl. le labbra  nei sign. 1,    • 2 •   e 3; i labbri  nei sign.    • 4 •   e    • 5 •   e negli usi ant. o poet.]    • 1 •   ciascuna delle due pieghe muscolo-membranose che costituiscono la parte anteriore della bocca e ne circoscrivono l'apertura: il labbro superiore, inferiore; labbra sottili, carnose, pallide; una ferita al labbro  | leccarsi le labbra, (fig.) in riferimento a un cibo squisito o a qualcosa di molto allettante. dim. labbretto, labbrino, labbruccio  accr. labbrone    • 2 •   pl.  la bocca come organo della parola: non ho mai sentito una bugia dalle sue labbra; le parole gli morirono sulle labbra | pendere dalle labbra di qualcuno, (fig.) ascoltarlo con grande attenzione | a fior di labbra, a voce bassissima, con parole appena accennate | mordersi le labbra, (fig.) trattenersi per evitare di dire parole dettate dall'istinto o pentirsi per aver parlato incautamente | morire col nome di qualcuno sulle labbra, invocarlo nell'ultimo istante di vita    • 3 •   grandi, piccole labbra, (anat.) pieghe cutanee che circondano l'orifizio vaginale    • 4 •   margine di una ferita    • 5 •   orlo rilevato; bordo: i labbri del vaso. 
labdacismo    ⇨ lambdacismo.
labdano    ⇨ ladano.
labe   s.f.  (lett.) macchia, sozzura (spec. fig.): ogni labe dell'alma  (monti).
labellato   agg.  (bot.) si dice di fiore munito di labello.
labello   s.m.  (bot.) petalo centrale incurvato a forma di labbro, proprio delle orchidee.
labere   v. intr.  [usato quasi esclusivamente nella seconda e terza pers. dell'indic. pres. e nel ger.] (ant. , lett.) scorrere, scivolare giù, defluire: passaro / l'alpestre rocce, po, di che tu labi  (dante par.  vi, 50-51).
laberinto    ⇨ labirinto.
lab-fermento  lab-fermento s.m.  (chim. biol.) lo stesso che chimosina. 
labiale   agg.  delle labbra  agg.  e s.f.  (ling.) si dice di consonante articolata impiegando le labbra: le bilabiali e le labiodentali sono consonanti labiali. 
labializzare   v. tr.  (ling.) rendere labiale, sottoporre a labializzazione | labializzarsi v. rifl.  subire un processo di labializzazione.
labializzazione   s.f.  (ling.) trasformazione di un suono in labiale | il fenomeno per cui un suono viene pronunciato, oltre che con la consueta posizione degli organi fonatori, con le labbra arrotondate e protese.
labiate   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante, per lo più aromatiche, con foglie opposte e fiori labiati raccolti in spighe (p. e.  salvia, basilico) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
labiato   agg.    • 1 •   (scient.) che ha forma simile a labbra    • 2 •   (ling.) si dice di suono articolato con le labbra arrotondate e protese in avanti.
labile   agg.    • 1 •   (lett.) che scompare presto; caduco, fugace, passeggero: labili tracce; situazione labile  | memoria labile, di breve durata    • 2 •   (scient.) instabile § labilmente avv. 
labilità   s.f.  qualità, stato di ciò che è labile; caducità; instabilità: labilità di un indizio; labilità psichica; labilità di un composto chimico. 
labio-  labio- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, soprattutto linguistica, dal lat. labi°u(m)  'labbro'; indica relazione con le labbra (labiodentale, labiovelare).
labiodentale   agg.  e s.f.  (ling.) si dice di consonante articolata con il labbro inferiore e gli incisivi superiori (in it. f  e v).
labiolettura   s.f.  il leggere le parole sulle labbra di chi parla basandosi sul loro movimento, come fanno i sordi.
labionasale   agg.  (ling.) si dice di suono articolato con le labbra chiuse così che l'aria passi per il naso (p. e. in it. il suono /m/).
labiopalatale   agg.  (ling.) si dice di suono articolato con una costrizione che interessa le labbra e la parte anteriore del palato (p. e. in fr. il suono di u  / o0 / nella parola nuit).
labiovelare   agg.  (ling.) si dice di articolazione nella quale intervengono le labbra e il dorso della lingua opposto al velo del palato (p. e. in it. qu  e c, g  seguiti da u  semiconsonantico).
labirinteo   agg.  (lett.) labirintico.
labirintico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne un labirinto    • 2 •   (fig.) complicato, tortuoso come un labirinto    • 3 •   (med.) che concerne il labirinto dell'orecchio.
labirintiforme   agg.  (scient.) che ha forma di labirinto.
labirintite   s.f.  (med.) infiammazione del labirinto dell'orecchio.
labirinto   rar. laberinto, s.m.    • 1 •   nel mondo antico, struttura architettonica o edificio a pianta molto complessa, con un intrico di passaggi e di ambienti che rende difficile orientarsi, o trovare l'uscita: il labirinto di creta, quello costruito, secondo il mito, dall'artefice dedalo su ordine di minosse per imprigionarvi il minotauro    • 2 •   tipo di giardino, ideato in italia nel rinascimento, costituito da vialetti delimitati da alte siepi sempreverdi e a percorso labirintico | motivo ornamentale meandriforme o spiraliforme, di origine antichissima, spesso con significato simbolico o magico    • 3 •   (estens.) edificio, complesso di edifici, di strade ecc., in cui sia difficile orientarsi    • 4 •   (fig.) viluppo di difficoltà inestricabili; situazione molto complicata    • 5 •   (anat.) sistema di piccoli canali ossei e membranosi che fanno parte dell'orecchio interno e svolgono funzione di regolazione del senso dell'equilibrio    • 6 •   gioco consistente in un disegno che rappresenta diverse strade tortuose, una sola delle quali porta all'uscita e alla soluzione.
labirintopatia   s.f.  (med.) qualsiasi affezione del labirinto dell'orecchio.
labirintosi   s.f.  (med.) malattia del labirinto dell'orecchio, di natura non infiammatoria, in genere cronica.
laboratorio   s.m.    • 1 •   locale o complesso di locali attrezzati per ricerche scientifiche: laboratorio chimico, farmaceutico; laboratorio di analisi; esperienze di laboratorio  | laboratorio linguistico, dotato di apparecchiature che rendono più agevole l'apprendimento di una lingua straniera | laboratorio spaziale, situato in un satellite artificiale o veicolo spaziale; per estens., il satellite o il veicolo stesso    • 2 •   officina annessa a un negozio; locale dove si svolgono attività artigianali: il laboratorio di una gioielleria; laboratorio di sartoria. 
laboratorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi in un laboratorio scientifico ha mansioni tecniche o di ricerca.
labore   s.m.  (ant. , lett.) fatica, travaglio: io più lieve che per l'altre foci / m'andava, sì che sanz'alcun labore / seguiva in su li spiriti veloci  (dante purg.  xxii, 7-9).
laboriosità   s.f.  l'essere laborioso.
laborioso   agg.    • 1 •   difficile a compiersi; che implica o è costato sforzo, fatica: una ricerca laboriosa; trattative laboriose  | parto laborioso, lungo e difficile    • 2 •   che lavora molto, con buona volontà attivo, operoso: un ragazzo, un popolo laborioso    • 3 •   (estens.) ricco di opere, di lavoro; produttivo: vita laboriosa  § laboriosamente avv. 
laborismo   e deriv.   ⇨ laburismo e deriv. 
labrace   s.m.  nome scientifico del pesce detto comunemente spigola  o branzino. 
labradite    ⇨ labradorite.
labrador   s.m. invar.    • 1 •   grosso e robusto cane da caccia, dal pelo fitto, per lo più nero    • 2 •   nome commerciale di una varietà di merluzzo.
labradorite   o labradite, s.f.  minerale grigio iridescente, appartenente alla famiglia dei plagioclasi.
labro   (1)  ⇨ labbro.
labro   (2) s.m.  pesce di mare commestibile dai colori vivaci, con muso appuntito e labbra carnose (ord.  perciformi).
labronico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) livornese.
laburismo   meno com. laborismo, s.m.  movimento e partito politico inglese di tendenza socialista riformista.
laburista   meno com. laborista, agg.  [pl. m. -sti] del laburismo, che riguarda il laburismo; laburistico: tendenza laburista   agg.  e s.m.  e f.  che, chi segue, sostiene il laburismo: partito laburista; i laburisti e i conservatori. 
laburistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il laburismo o i laburisti: principi laburistici. 
laburno   s.m.  (bot.) altro nome del citiso. 
lacaniano   agg.  dello psicoanalista francese j. lacan (1901-1981) o relativo alle sue teorie  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi segue le teorie di lacan.
lacca   (1) s.f.  (ant.) cavità scoscesa; fossa: così scendemmo ne la quarta lacca / pigliando più de la dolente ripa / che'l mal dell'universo tutto insacca  (dante inf.  vii, 16-18).
lacca   (2) s.f.    • 1 •   nome d'uso corrente della gomma lacca greggia, sostanza resinosa vegetale con cui si fanno la ceralacca e vernici, mastici, adesivi e appretti | lacca del giappone, resina vegetale molle usata in oriente per oggetti d'arte e verniciatura a rilievo    • 2 •   pigmento ottenuto miscelando coloranti naturali o artificiali con composti inorganici, usato per preparare inchiostri e tinte all'acqua o all'olio; l'inchiostro o la tinta stessa    • 3 •   fissatore per capelli, in genere in confezione spray    • 4 •   smalto per unghie.
lacca   (3) s.f.  (ant.  o region.) coscia, anca di quadrupede; per estens., natica dell'uomo.
laccamuffa   s.f.  sostanza colorante vegetale, più nota come tornasole. 
laccare   v. tr.  [io lacco, tu lacchi ecc.] ricoprire, verniciare con lacca.
laccato   part. pass.  di laccare   agg.  verniciato con lacca: mobile in legno laccato  | unghie laccate, smaltate.
laccatore   s.m.  [f. -trice] chi esegue lavori di laccatura.
laccatura   s.f.  l'operazione del laccare; in concreto, lo strato di lacca applicato.
lacchè   s.m.    • 1 •   servo in livrea che seguiva o precedeva a piedi il padrone in carrozza    • 2 •   (spreg.) persona servile; servo: i lacchè del potere. 
lacchezzo   s.m.  (fam. tosc.)    • 1 •   boccone prelibato    • 2 •   (fig.) lusinga, allettamento | raggiro, imbroglio.
laccia    ⇨ alaccia.
lacciara   s.f.  (region.) sorta di rete per la pesca delle alose.
laccio   s.m.    • 1 •   fune con cappio a nodo scorsoio per catturare uccelli, selvaggina o animali bradi: prendere al laccio; cadere nel laccio; tendere un laccio a qualcuno, (fig.) preparargli un'insidia, un tranello | cappio per impiccagione: mettere, avere il laccio al collo, (fig.) costringere, essere costretto a fare qualcosa dim. lacciolo    • 2 •   cordoncino, nastro per legare due parti di un abito o altre cose simili; più generalmente, nastro o fune sottile: i lacci del busto, delle scarpe | laccio emostatico, (med.) tubicino elastico che, stretto intorno a un arto, rallenta il flusso sanguigno. dim. laccetto    • 3 •   (fig.) legame, vincolo: laccio amoroso. 
laccolite   s.f.  o m.  (geol.) massa rocciosa cristallina a cupola, intrusa tra rocce stratificate.
lacedemone   o lacedemonio [la-ce-de-mò-nio], agg.  e s.m.  (lett.) spartano.
lacerabile   agg.  che può essere lacerato, che va soggetto a lacerazioni: un tessuto facilmente lacerabile. 
laceramento   s.m.  il lacerare, il lacerarsi; lacerazione (anche fig.).
lacerante   part. pres.  di lacerare   agg.    • 1 •   che lacera, che ha la capacità di lacerare    • 2 •   (fig.) che colpisce fortemente; straziante: suono, dolore lacerante. 
lacerare   v. tr.  [io làcero ecc.]    • 1 •   rompere con forza qualcosa; strappare, ridurre in brandelli: lacerare la carta, un vestito    • 2 •   (fig.) squarciare con violenza; straziare, tormentare: un urlo di sirena lacerò l'aria; un suono che lacera le orecchie; il rimorso lacera l'animo  | lacerarsi v. rifl.  strapparsi, squarciarsi.
laceratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi lacera (spec. fig.): un grido / lacerator di ben costrutti orecchi  (parini).
lacerazione   s.f.    • 1 •   il lacerare, il lacerarsi, l'essere lacerato | (med.) rottura traumatica di un tessuto o di un organo; la lesione che ne consegue: lacerazione cutanea; lacerazione del collo dell'utero    • 2 •   (fig.) grande afflizione; strazio.
lacerna   s.f.  nell'antichità romana, mantello di tessuto pesante, fermato con una fibbia sulla spalla.
lacero   agg.    • 1 •   strappato, ridotto a brandelli: abito lacero | ferita lacera, (med.) ferita a labbri sfrangiati, prodotta da uno strappo violento o da un corpo tagliente non affilato    • 2 •   che porta abiti sdruciti, strappati: un vecchio tutto lacero. 
lacero-contuso  lacero-contuso agg.  (med.) si dice di ferita prodotta da un corpo lacerante e contundente insieme.
lacertidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di rettili a cui appartiene la lucertola | sing.  [-e] ogni rettile di tale famiglia.
lacertiforme   agg.  (zool.) si dice di animale che ha forma di lucertola.
lacerto   s.m.    • 1 •   (ant.) lucertola    • 2 •   (lett.) muscolo del braccio; per estens., brandello di carne: disse; e preseli 'l braccio col runciglio, / sì che, stracciando, ne portò un lacerto  (dante inf.  xxii, 71-72)    • 3 •   lacerto fibroso, (anat.) espansione fibrosa del bicipite, che rinforza la fascia del gomito    • 4 •   nome ligure del pesce detto più com. scombro. 
laci   avv.  (ant.) là: per esser pur allora volto in laci  (dante purg.  xxiv, 105).
lacinia   s.f.    • 1 •   (scient.) frammento, frangia    • 2 •   (fig. lett.) frammento di un'opera letteraria; verso, strofa isolata.
laciniato   agg.  (scient.) si dice di parti anatomiche o vegetali che presentano sfrangiature.
laco    ⇨ lago.
laconicità   s.f.  la qualità di chi è laconico o di ciò che è espresso in modo laconico.
laconico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della laconia, antica regione della grecia in cui si trovava sparta; per estens., di sparta: dialetto laconico    • 2 •   si dice di persona che si esprime concisamente, che è di poche parole (in quanto si attribuiva agli spartani tale caratteristica) | riferito a ciò che viene detto o scritto, breve, conciso: una risposta laconica; stile laconico  § laconicamente avv.  in breve, con poche parole.
laconismo   s.m.    • 1 •   (ling.) parola, espressione, forma propria del dialetto laconico    • 2 •   modo di esprimersi conciso; laconicità.
lacrima   meno com. lagrima, s.f.    • 1 •   liquido secreto dalle ghiandole lacrimali, che stilla dagli occhi per irritazione o come espressione di dolore fisico o di passione, commozione, sofferenza morale: lacrime sincere, di dolore, di gioia; avere le lacrime agli occhi; spargere, versare, piangere lacrime amare; gli vennero le lacrime dal gran ridere  | scoppiare in lacrime, mettersi a piangere improvvisamente | piangere a calde lacrime, disperatamente | sciogliersi in lacrime, piangere dirottamente | asciugare le lacrime a qualcuno, (fig.) consolarlo | non avere più lacrime, (fig.) avere tanto sofferto da non riuscire più a piangere | ingoiare le lacrime, (fig.) trattenere il pianto | valle di lacrime, (fig.) nel linguaggio religioso, il mondo, la vita terrena. dim. lacrimetta, lacrimina, lacrimuccia  accr. lacrimona, lacrimone  (m.)    • 2 •   (estens.) goccia, stilla: una lacrima di resina  | piccolissima quantità di un liquido: una lacrima di vino    • 3 •   (non com.) qualsiasi oggetto a forma di lacrima, di goccia: lacrima di cristallo. 
lacrimabile   o lagrimabile, agg.  (lett.) che è da commiserare, da compiangere; lacrimevole.
lacrima christi   loc. sost. m. invar.  nome di un vino dolce, di solito bianco, prodotto nella zona di torre del greco, presso napoli.
lacrimale   meno com. lagrimale, agg.  delle lacrime, relativo alle lacrime: liquido lacrimale  | in anatomia: ghiandole lacrimali, che secernono il liquido lacrimale; sacco lacrimale, piccolo serbatoio membranoso in cui si raccoglie il liquido lacrimale ' vaso lacrimale, (archeol.) lacrimatoio.
lacrimare   meno com. lagrimare, v. intr.  [io làcrimo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   versare lacrime: ho un occhio che mi lacrima    • 2 •   (non com.) piangere    • 3 •   (rar.) stillare | v. tr.  (poet.) piangere, compiangere: la faccia tua, ch'io lagrimai già morta  (dante purg.  xxiii, 55).
lacrimato   meno com. lagrimato, part. pass.  di lacrimare   agg.  (lett.) rimpianto, compianto: ove fia santo e lagrimato il sangue / per la patria versato  (foscolo sepolcri  293-294) | desiderato, implorato: de la molt'anni lagrimata pace  (dante purg.  x, 35).
lacrimatoio   meno com. lagrimatoio, s.m.  (archeol.) vasetto usato nell'antica roma per unguenti e profumi.
lacrimatorio   meno com. lagrimatorio, agg.  delle lacrime, lacrimale  s.m.  (rar.) lacrimatoio.
lacrimazione   meno com. lagrimazione, s.f.    • 1 •   secrezione lacrimale: lacrimazione abbondante    • 2 •   (estens.) gocciolamento, stillamento.
lacrimevole   meno com. lagrimevole, agg.  che muove al pianto, che provoca compassione: un fatto, una notizia lacrimevole; essere in uno stato lacrimevole | un film lacrimevole, patetico, commovente § lacrimevolmente avv. 
lacrimogeno   non com. lagrimogeno, agg.    • 1 •   che fa lacrimare: gas lacrimogeni, aggressivi chimici che producono infiammazione delle ghiandole lacrimali con conseguente lacrimazione, usati soprattutto in operazioni di polizia per disperdere manifestazioni pubbliche: candelotto lacrimogeno, bomba lacrimogena, che sprigionano tali gas    • 2 •   (scherz.) eccessivamente commovente, patetico: un romanzo, un film lacrimogeno. 
lacrimoso   meno com. lagrimoso, agg.    • 1 •   pieno di lacrime: occhi lacrimosi  | voce lacrimosa, di chi parla piangendo    • 2 •   che è cagione di pianto; triste, commovente: un racconto lacrimoso  § lacrimosamente avv. 
lactarium   s.m.  negli ospedali pediatrici, ambiente di servizio in cui si conservano e approntano i preparati per l'alimentazione dei lattanti.
lacuale   agg.  di lago; lacustre: navigazione lacuale. 
lacuna   s.f.    • 1 •   mancanza, vuoto: una preparazione con molte lacune; riempire, colmare una lacuna; avere delle lacune nella memoria  | lacuna legislativa, (dir.) la mancanza di disposizioni di legge che regolino una determinata materia    • 2 •   (filol.) mancanza di una o più parole in un testo: integrare una lacuna; un manoscritto con molte lacune    • 3 •   (scient.) cavità, spazio vuoto.
lacunare   s.m.  riquadro decorato del soffitto: soffitto rinascimentale a lacunari. 
lacunosità   s.f.  l'essere lacunoso; incompletezza.
lacunoso   agg.  che presenta lacune; incompiuto: testo lacunoso; una cultura lacunosa  | tessuto lacunoso, (bot.) tessuto della foglia che ha ampi spazi intercellulari § lacunosamente avv. 
lacustre   agg.  proprio di un lago o dei laghi; che sta o vive nei laghi: clima, paesaggio lacustre; piante, animali lacustri. 
ladano   (1) o labdano [làb-da-no], s.m.  resina oleosa ricavata da varie specie di piante della famiglia delle cistacee, usata in profumeria e in farmacia.
ladano   (2) o adano, s.m.  lo storione dalle cui uova si produce il caviale; adano (ord.  acipenseriformi).
laddove   rar. là dove, cong.  (lett.) mentre, invece (con valore avversativo)  avv.  (lett.)    • 1 •   nel luogo in cui, o verso cui, per cui    • 2 •   nel tempo in cui; allorché, quando.
ladino   (1) agg.  di, relativo all'area linguistica alpina comprendente i grigioni, il friuli e alcune vallate dolomitiche: popolazioni ladine; dialetti ladini   s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di una delle località comprese in quest'area    • 2 •   denominazione comune dei dialetti neolatini parlati in quest'area.
ladino   (2) agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   facile, agevole; arrendevole, docile: quanto lei fu a cedere ladina, / tu fosti nel resistermi felina  (govoni)    • 2 •   che si può muovere, che ha gioco (detto di parte meccanica o sim.).
ladra   s.f.  (region.)    • 1 •   presa elettrica multipla    • 2 •   tasca interna del vestito.
ladreria   s.f.  azione da ladro; ruberia, furto.
ladresco   agg.  [pl. m. -schi] di, da ladro: impresa ladresca  § ladrescamente avv. 
ladro   ant. latro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi ruba: ladro matricolato, di professione; ladro di biciclette, di automobili; una banda di ladri; ladro in guanti gialli, che ha l'aspetto di persona perbene; ladro di strada, ladrone, brigante | ladro di galline, di polli, (fig.) che ruba cose di scarso valore; ladro da strapazzo ' ladro di cuori, uomo affascinante e galante; rubacuori ' tempo da ladri, pessimo ' essere vestito, conciato come un ladro, malissimo ' dare del ladro a qualcuno, accusarlo di furto ' al ladro!, grido per richiamare l'attenzione altrui su un ladro che sta fuggendo. accr. ladrone  pegg. ladraccio    • 2 •   (estens.) chi richiede prezzi o compensi eccessivi, sproporzionati  agg.    • 1 •   che ruba: cassiere ladro; un bottegaio ladro, che fa prezzi troppo alti | piove, governo ladro!, frase scherz. con cui si ironizza sull'abitudine di attribuire a chi governa la colpa di tutto ciò che non va bene | occhi ladri, (fig.) che ammaliano ' prov.  : l'occasione fa l'uomo ladro    • 2 •   (fig.) pessimo, terribile: tempo, freddo ladro  § ladramente avv.  (non com.).
ladrocinio    ⇨ latrocinio.
ladrone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   accr.  di ladro.  dim. ladroncello    • 2 •   ladro di strada, brigante ' ladrone di mare, pirata, corsaro ' i due ladroni, secondo il racconto evangelico, i due malviventi che furono crocifissi ai lati di gesù.
ladroneccio   s.m.  (rar.) furto, ruberia; attività ladresca: vivere di ladroneccio. 
ladroneggiare   v. intr.  [io ladronéggio ecc. ; aus. avere] (lett.) compiere atti da ladrone; far vita di brigante.
ladroneria   s.f.    • 1 •   l'essere ladro, ladrone    • 2 •   grossa ruberia.
ladronesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da ladro, da ladrone: imprese ladronesche  § ladronescamente avv. 
ladruncolo   s.m.  ragazzo che ruba | ladro inesperto, che compie furti facili e da poco.
lady   s.f. invar.  titolo inglese corrispondente al m. lord; per estens., donna di grande signorilità.
lager   s.m. invar.    • 1 •   nella germania nazista, campo di concentramento per prigionieri di guerra o per condannati politici; campo di lavoro coatto, campo di sterminio    • 2 •   (estens.) luogo dove si praticano forme disumane di segregazione o si infliggono pesanti maltrattamenti.
lagerstroemia   s.f.  albero ornamentale con foglie pennate e fiori di color rosso, rosa o bianco raccolti in grappoli (fam.  litracee).
laggiù   o là giù, ant. laggiuso [lag-giù-so], avv.  là in basso; in quel luogo lontano, là: laggiù in fondo alla strada; laggiù nella valle; veniamo di laggiù  | con riferimento a luoghi, paesi situati a sud: laggiù gli inverni sono miti. 
laghista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (rar.) che, chi abita sulle sponde di un lago    • 2 •   poeti laghisti, poeti romantici inglesi (wordsworth, coleridge, southey) che scelsero di vivere nella regione dei laghi del coumberland e ispirarono i loro versi a quel paesaggio pittoresco.
lagna   s.f.    • 1 •   protesta o lamento ripetuto, insistente | (estens.) testo, discorso, brano musicale lento, prolisso, noioso | (fig.) persona lamentosa, noiosa    • 2 •   (ant.) noia, fastidio: levati quinci e non mi dar più lagna  (dante inf.  xxxii, 95).
lagnanza   s.f.  il lagnarsi; le parole con cui ci si lagna; lamentela (usato spec. al pl.): le lagnanze dei cittadini; muovere, fare delle lagnanze. 
lagnarsi   v. rifl.    • 1 •   emettere lamenti, lamentarsi    • 2 •   dolersi, rammaricarsi; manifestare il proprio malcontento o risentimento: lagnarsi di qualcuno, di  o per qualcosa  | non lagnarsi, non potersi lagnare, ritenersi soddisfatto.
lagnio   s.m.  (non com.) un lagnarsi continuo, ripetuto.
lagno   s.m.  (non com.) lamento o lagnanza insistente.
lagnone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona lagnosa.
lagnoso   agg.    • 1 •   si dice di persona che si lagna, si lamenta di continuo    • 2 •   (fam.) noioso; lungo e prolisso: un film lagnoso  § lagnosamente avv. 
lago   ant. laco, s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   (geog.) depressione del suolo occupata da acqua per lo più dolce, non in diretta comunicazione col mare: il lago di garda; pesce di lago | lago artificiale, creato con sbarramenti allo scopo di accumulare acque per alimentare impianti idroelettrici, d'irrigazione o d'approvvigionamento di un centro urbano ' lago vulcanico, che occupa il fondo del cratere di un vulcano spento ' lago glaciale, che occupa una cavità modellata da un ghiacciaio | lago tettonico, formatosi in una conca originata da dislocazioni della crosta terrestre. dim. laghetto, laghettino    • 2 •   (fig.) grande quantità di liquido sparso: un lago di sangue; c'era un lago sul pavimento; essere in un lago di sudore, molto sudato    • 3 •   (ant.) la cavità del cuore in cui si raccoglie il sangue: allor fu la paura un poco queta, / che nel lago del cor m'era durata  (dante inf.  i, 19-20).
lagoftalmo   s.m.  (med.) condizione patologica delle palpebre, che non si possono chiudere completamente e lasciano il globo oculare in parte scoperto.
lagomorfi   s.m. pl.  (zool.) altro nome dell'ordine dei mammiferi duplici dentati | sing.  [-o] ogni mammifero appartenente a quest'ordine.
lagone   s.m.  (geogr.) nome che si dà in toscana ai piccoli bacini in cui si raccolgono le acque emesse dai soffioni boraciferi.
lagopodo   o lagopo, s.m.  pernice bianca (ord.  galliformi).
lagotrice   o lagotriche, s.f.  scimmia sudamericana con coda lunghissima e fitto pelame lanoso grigio e nero (ord.  primati).
lagrima   e deriv.   ⇨ lacrima e deriv. 
laguna   s.f.  (geog.) tratto di mare basso parzialmente chiuso da una lingua di terra, da una barriera corallina o dal delta di un fiume: la laguna veneta, quella compresa tra il delta del po e la foce del piave; la laguna, per antonomasia, quella di venezia, che fa parte della laguna veneta.
lagunare   agg.  di laguna, delle lagune: navigazione lagunare   s.m.  soldato di speciali reparti dell'esercito italiano, addestrati alla guerra anfibia e alle operazioni di sbarco.
lai   (1) s.m.  breve componimento poetico, lirico o narrativo, tipico del medioevo francese; anche, la forma musicale sul testo di tale componimento.
lai   (2) s.m. pl.  (poet.) lamenti: pria morto la terra mi ricopra / ch'io di te schiava i lai pietosi intenda  (monti).
laicale   agg.  proprio di un laico o dei laici: stato, condizione laicale; associazione laicale, di ispirazione religiosa ma composta di laici.
laicato   s.m.    • 1 •   la condizione di chi è laico    • 2 •   l'insieme dei laici, in contrapposizione al clero.
laicismo   s.m.    • 1 •   tendenza a rendere autonomi il pensiero e l'attività dell'uomo da precetti religiosi o dall'intromissione dell'autorità ecclesiastica    • 2 •   l'essere laico; laicità.
laicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene il laicismo | anche come agg.  : pensiero laicista. 
laicistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al laicismo o ai laicisti; che si ispira al laicismo: movimento laicistico. 
laicità   s.f.  l'essere laico: sostenere la laicità della cultura. 
laicizzare   v. tr.  rendere laico: laicizzare un chierico, ridurlo allo stato laicale; laicizzare la scuola, sottrarla al controllo e all'influenza delle autorità ecclesiastiche | laicizzarsi v. rifl.  assumere carattere laico.
laicizzazione   s.f.  il laicizzare; trasformazione in senso laico: la laicizzazione della politica. 
laico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che non appartiene al clero: un predicatore laico  | che non ha ricevuto gli ordini sacerdotali: frate laico    • 2 •   che si ispira a concezioni di autonomia rispetto all'autorità ecclesiastica; che s'informa ai caratteri del laicismo: stato laico; idee, tendenze laiche; cultura, scuola laica | partiti laici, che non si ispirano a una fede religiosa    • 3 •   (estens.) che non segue rigidamente una ideologia: un pensatore laico    • 4 •   nell'uso giornalistico, che non appartiene a una data istituzione: i componenti laici del consiglio superiore della magistratura, quelli nominati dal parlamento e non dai giudici  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi non appartiene al clero    • 2 •   frate laico § laicamente avv. 
laidezza   s.f.  (lett.)    • 1 •   l'essere laido; sporcizia; bruttezza    • 2 •   (fig.) atto, discorso laido; oscenità | corruzione, abiezione: passando per laidezza, non perde el suo candore  (iacopone), con riferimento all'anima.
laidità   s.f.  (ant. , lett.) laidezza.
laido   agg.  (lett.)    • 1 •   sporco da suscitare ribrezzo o ripugnanza; lurido: vesti laide    • 2 •   (fig.) turpe, osceno: parole laide  § laidamente avv. 
laidume   s.m.  (lett.)    • 1 •   sudiciume ripugnante (anche fig.)    • 2 •   insieme di cose laide.
laissez faire   loc. sost. m. invar.  (econ.) principio secondo il quale lo stato non deve interferire nell'attività economica | (estens.) esortazione a lasciar perdere, a lasciar correre.
-lalia  -lalia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -lalía, deriv. di lalêin  'chiacchierare, parlare'; indica 'il parlare, il modo di parlare' (dislalia, ecolalia).
lallazione   s.f.    • 1 •   (med.) il caratteristico balbettio del bambino che sta imparando a parlare    • 2 •   (non com.) lambdacismo.
lalofobia   s.f.  (psich.) timore patologico di parlare, di rivolgere la parola agli altri.
lalopatia   s.f.  (med.) difficoltà a esprimersi verbalmente.
lama   (1) s.f.    • 1 •   la parte tagliente di un coltello, di un utensile, di un'arma: il filo, il taglio della lama; affilare la lama; la lama dentata della sega  | una buona lama, (fig.) un abile spadaccino. dim. lametta, lamettina  pegg. lamaccia    • 2 •   (sport) nei pattini da ghiaccio, la lamina a doppia affilatura che poggia sul ghiaccio | la parte piatta inferiore del bastone per hockey su ghiaccio    • 3 •   (tecn.) l'organo tagliente di cui è dotata una macchina: la lama della falciatrice, dell'apripista    • 4 •   (ant. , lett.) piastra o lamina di metallo: l'indicibile musica / delle trombe di lama  (montale) | lama di deriva, (mar.) deriva    • 5 •   (estens.) strato sottile e continuo: una lama d'acqua; una lama d'aria, una sottile corrente.
lama   (2) s.m. invar.  mammifero ruminante delle ande, grande come un cervo, con coda corta, pelame lungo e soffice; addomesticato, è usato come animale da soma e da lana (ord.  artiodattili).
lama   (3) s.m. invar.  monaco buddista tibetano.
lama   (4) s.f.    • 1 •   palude o terreno paludoso che si forma nei luoghi bassi per il radunarsi di acque di piena    • 2 •   (ant. , lett.) bassura, avvallamento.
lamaico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne i lama del tibet.
lamaismo   s.m.  il buddhismo tibetano nel quale hanno una posizione centrale i lama.
lamaistico   agg.  [pl. m. -ci] del lamaismo, relativo al lamaismo.
lamantino   s.m.  mammifero marino con capo tozzo e ampia pinna caudale arrotondata a disco (ord.  sirenii).
lamarckiano   agg.  del naturalista francese j. -b. de lamarck (1744-1829); del lamarckismo  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi segue la teoria evoluzionistica di lamarck.
lamarckismo   s.m.  teoria evoluzionistica formulata da lamarck, basata essenzialmente sull'ipotesi dell'ereditarietà dei caratteri acquisiti.
lamare   v. tr.  levigare, smerigliare una superficie: lamare il parquet. 
lamasseria   s.f.  (non com.) convento di lama, di monaci buddhisti.
lamatura   s.f.  il lamare, l'essere lamato: la lamatura dei pavimenti. 
lambada   s.f.  ballo di coppia di origine brasiliana in cui i ballerini eseguono figure che mimano movenze erotiche.
lambda   s.m.  o f. invar.  nome dell'undicesima lettera dell'alfabeto greco, corrispondente a l  nell'alfabeto latino.
lambdacismo   o labdacismo [lab-da-cì-smo], s.m.  pronuncia difettosa del suono l. 
lambello   s.m.  (arald.) pezza rettangolare munita di pendenti, posta normalmente nel capo dello scudo.
lambere    ⇨ lambire.
lambert   s.m. invar.  (fis.) in fotometria, unità di misura definita come la luminanza di un diffusore uniforme che emette un lumen per centimetro quadrato.
lambiccamento   s.m.  il lambiccare, il lambiccarsi (spec. fig.): lambiccamento di cervello. 
lambiccare   v. tr.  [io lambicco, tu lambicchi ecc.]    • 1 •   (ant.) distillare con un alambicco | oggi com. solo nella loc. lambiccarsi il cervello, fare ogni sforzo per cercare una soluzione, per comprendere o scoprire qualcosa    • 2 •   (fig.) ponderare, esaminare con cura paziente: lambiccare un testo  | lambiccarsi v. rifl.  sforzarsi, riflettere molto per risolvere un problema; scervellarsi.
lambiccato   part. pass.  di lambiccare   agg.    • 1 •   (ant.) distillato mediante alambicco    • 2 •   (fig.) troppo studiato, ricercato; artificioso, privo di spontaneità: stile, discorso lambiccato; ragionamenti lambiccati, eccessivamente sottili e complicati  s.m.  (ant.) spirito ottenuto per distillazione; quintessenza (anche fig.).
lambiccatura   s.f.  cura eccessiva | ragionamento arzigogolato.
lambicco    ⇨ alambicco.
lambimento   s.m.  il lambire, l'essere lambito.
lambire   poet. lambere [làm-be-re], v. tr.  [io lambisco, tu lambisci ecc. ; poet. io lambo ecc.]    • 1 •   sfiorare con la lingua, leccare lievemente: il cane lambiva la mano del padrone    • 2 •   (estens.) toccare appena, sfiorare: le fiamme lambivano il soffitto; le onde lambiscono la spiaggia. 
lamblia   s.f.  protozoo parassita dell'intestino, che provoca disturbi diarroici.
lambliasi   s.f.  (med.) malattia infettiva parassitaria causata dalla lamblia.
lambrecchini   s.m. pl.    • 1 •   frange o strisce di stoffa frastagliate con cui si ornano tappezzerie, baldacchini ecc.; per estens., ornati di lamiera frastagliata agli orli delle tettoie    • 2 •   (arald.) pezzi di stoffa frastagliati trattenuti sull'elmo per mezzo del cercine e ricadenti ai lati dello scudo.
lambrusca   s.f.  (bot.) altro nome dell'abrostine. 
lambrusco   s.m.  nome di un vitigno, di un'uva nera e del vino rosso e frizzante che se ne ricava, prodotto spec. nella provincia di modena.
lambswool   s.m. invar.  lana pregiata di agnellino, morbida e leggermente pelosa, originariamente importata dall'inghilterra.
lamburda   s.f.  (bot.) rametto di due, tre anni delle pomacee, terminante con gemma fruttifera.
lamé   agg.  e s.m. invar.  si dice di filato o tessuto laminato: un elegante abito di lamé. 
lamella   s.f.    • 1 •   lamina sottile di metallo o di altro materiale    • 2 •   (biol.) strato sottile di un tessuto animale o vegetale | nei funghi delle agaricacee, ciascuna delle pieghe disposte radialmente sulla faccia inferiore del cappello.
lamellare   agg.    • 1 •   costituito da lamelle; che ha forma di lamella    • 2 •   (min.) si dice di minerale che si sfalda in lamine sottili.
lamellato   agg.    • 1 •   si dice di corpo vegetale che presenta lamelle    • 2 •   (rar.) laminato.
lamellibranchi   s.m. pl.  (zool.) altro nome dei bivalvi  | sing.  [-chio] bivalve.
lamelliforme   agg.  che ha forma di lamella | (min.) lamellare.
lamentabile   agg.  (lett.) degno di compianto; miserevole, lamentevole § lamentabilmente avv. 
lamentanza   s.f.  (ant. , lett.) lamentela, lagnanza.
lamentare   v. tr.  [io laménto ecc.]    • 1 •   esprimere dolore o rincrescimento per qualcosa; compiangere: tutti lamentano la sua triste fine    • 2 •   (estens.) esprimere risentimento, protesta per qualcosa; denunciare: i cittadini lamentano disservizi nel trasporto pubblico    • 3 •   (fig.) dover constatare e segnalare con rammarico una disgrazia, un fatto doloroso (per lo più nella forma impersonale): nell'incidente si lamentano molte vittime  | lamentarsi v. rifl.    • 1 •   emettere lamenti per dolori fisici o morali: il malato si è lamentato tutta la notte    • 2 •   (estens.) esprimere il proprio risentimento, la propria scontentezza: lamentarsi di un'ingiustizia, per il ritardo; si lamenta del direttore con i colleghi  | non lamentarsi, non poter lamentarsi, essere abbastanza soddisfatto.
lamentatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (ant. , lett.) chi si lamenta, chi protesta    • 2 •   chi, dietro compenso, intona le lamentazioni nei riti funebri.
lamentazione   s.f.    • 1 •   (non com.) serie di lamenti; un lamentarsi insistente    • 2 •   componimento o genere letterario detto più com. lamento. 
lamentela   s.f.  lamento continuo o ripetuto; lagnanza: è una lamentela generale; si sentono lamentele sul suo conto. 
lamentevole   agg.    • 1 •   che esprime lamento; piagnucoloso, querulo: voce, tono lamentevole    • 2 •   degno di compianto; miserevole: vivere in uno stato lamentevole  § lamentevolmente avv. 
lamentio   s.m.  lamento prolungato o ripetuto, oppure di più persone insieme.
lamento   s.m.    • 1 •   suono, voce, parola che esprime dolore; per estens., verso di dolore di un animale: emettere, mandare, levare un lamento; un lamento straziante; il lamento di un cane ferito  | lamento funebre, (etnol.) manifestazione rituale di cordoglio, espressa davanti alla salma nelle forme consacrate dalla tradizione (grida, nenie, gesti ecc.)    • 2 •   (estens.) suono flebile e triste: il lamento di un violino    • 3 •   espressione di risentimento; lagnanza, rimostranza: essere sordo ai lamenti altrui    • 4 •   componimento in versi, per lo più di carattere popolare, in cui si esprime il dolore per la morte di una persona; era diffuso soprattutto nel medioevo    • 5 •   (mus.) composizione vocale che commemora un personaggio illustre; nell'opera, aria in cui il personaggio esprime la sua disperazione per la morte della persona amata.
lamentoso   agg.  pieno di lamenti, che esprime lamento: una lettera lamentosa; voce lamentosa  § lamentosamente avv. 
lametta   s.f.    • 1 •   dim.  di lama    • 1 •    • 2 •   la lama sottile e affilatissima che si usa col rasoio di sicurezza.
lamia   (1) s.f.    • 1 •   mostro dal volto di donna e corpo di serpente che, secondo leggende antiche e medievali, succhiava il sangue dei bambini    • 2 •   (estens.) megera, strega    • 3 •   nome region. di varie specie di pesci.
lamia   (2) s.f.  (region.) copertura a volta assai ribassata, tipica di case rustiche dell'italia meridionale e spec. della puglia.
lamiera   s.f.  lastra metallica prodotta mediante laminazione, gener. sottoposta a lavorazioni successive nelle costruzioni meccaniche e nella produzione di oggetti diversi: lamiera piana, striata, ondulata; lamiera d'acciaio, di rame ecc. ; lamiera sottile, media, spessa, di spessore inferiore a    • 3 •   mm, fra    • 3 •   e 5, superiore a 5; lamiera zincata, plastificata ecc. , secondo il trattamento che ha subito. dim. lamierino  (m.) accr. lamierone  (m.).
lamierino   s.m.    • 1 •   dim.  di lamiera    • 2 •   lamiera sottile, e in partic. quella di materiale ferromagnetico impiegata nella costruzione delle parti di macchine elettriche attraversate da un flusso magnetico variabile nel tempo.
lamierista   s.m.  [pl. -sti] chi fabbrica o ripara oggetti di lamiera o di lamierino.
lamina   s.f.    • 1 •   piastra, lastra molto sottile: lamina d'acciaio, d'oro, d'argento; lamina di vetro; campione di roccia in lamina    • 2 •   (anat.) sottile formazione ossea o cartilaginea; membrana    • 3 •   (bot.) la parte espansa della foglia; lembo.
laminare   (1) agg.  che ha forma di lamina; sottile come una lamina: formazione minerale laminare  | moto, regime laminare, (fis.) tipo di moto che si produce in uno strato fluido a contatto con una superficie e che è soggetto a leggi di particolare interesse in aerodinamica e in idraulica.
laminare   (2) v. tr.  [io làmino ecc.]    • 1 •   sottoporre a laminatura    • 2 •   sottoporre a laminazione.
laminaria   s.f.  alga di forma simile a ciuffi di foglie, comune sugli scogli marini (fam.  laminariacee).
laminariacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di alghe feoficee marine le cui ceneri sono impiegate come fertilizzante | sing.  [-a] ogni alga di tale famiglia.
laminato   (1) agg.  e s.m.  si dice di filato o tessuto in cui sono intrecciati fili di lucentezza metallica.
laminato   (2) part. pass.  di laminare   agg.    • 1 •   sottoposto a laminatura o a laminazione    • 2 •   (geol.) si dice di roccia scistosa che ha una struttura a foglietti dovuta a intense azioni tettoniche  s.m.    • 1 •   semilavorato ottenuto mediante laminazione: laminati metallici, plastici    • 2 •   tessuto rivestito di materiale plastico.
laminatoio   s.m.  macchina a cilindri controrotanti in cui un materiale malleabile a freddo o a caldo (p. e.  acciaio) viene ridotto in lamine, fogli, barre o profilati di varia forma: laminatoio per lamiere, per profilati, universale; laminatoio mannesmann, per tubi senza saldatura.
laminatore   s.m.  operaio addetto alla laminazione, spec. nell'industria siderurgica.
laminatura   s.f.    • 1 •   applicazione di una lamina di materiale pregiato su un supporto di altro materiale    • 2 •   laminazione nei sign.    • 3 •   e 4.
laminazione   s.f.    • 1 •   (metall.) produzione di semilavorati metallici (lamiere, profilati ecc.) mediante laminatoio    • 2 •   (chim.) produzione di semilavorati plastici (lastre, profilati ecc.) mediante calandratura, estrusione ecc.    • 3 •   (tecn.) rivestimento di materiale vario con uno o più strati di plastica    • 4 •   nell'industria tessile, produzione di fili metallizzati | rivestimento di tessuti con una pellicola di plastica, spec. impermeabilizzante.
lamio   s.m.  genere di piante erbacee, con fiori bianchi o rossi, alcune delle quali infestano le coltivazioni (fam.  labiate).
lamniformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci a cui appartengono i pescicani | sing.  [-e] ogni pesce appartenente a tale ordine.
lampa   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   lampada, luce: come se viva lampa a un tratto appare / in tenebrosa stanza  (leopardi appressamento della morte) | (fig.) luce spirituale: la nobiltà è quasi una chiara lampa  (castiglione)    • 2 •   (estens.) astro, stella; in partic., il sole: spenta è del ciel ogni benigna lampa  (tasso g. l.  xiii, 53).
lampada   ant. o poet. lampade, s.f.    • 1 •   qualsiasi sorgente artificiale di luce usata per l'illuminazione di ambienti esterni o interni: lampada a petrolio, a gas, elettrica; lampada a incandescenza, a luminescenza, ad arco; lampada al neon, a vapori di sodio; lampada a stelo, a muro; lampada da tavolo | lampada al quarzo, a raggi ultravioletti, a raggi uva, per l'abbronzatura artificiale | lampada di sicurezza, lampada a fiamma dotata di particolari dispositivi per impedire la fuoriuscita della fiamma stessa; in partic., quella usata dai minatori in cui la fiamma è protetta da una rete metallica ' lampada di aladino, quella magica con cui aladino, personaggio delle «mille e una notte», riusciva a soddisfare ogni suo desiderio    • 2 •   lume che si accende davanti a un altare, a una tomba ecc.: lampada votiva    • 3 •   apparecchio usato per scaldare, saldare e sim.: lampada a spirito; lampada da saldatore. 
lampadario   s.m.  oggetto d'arredamento da appendere al soffitto, costituito da una struttura rigida che fa da supporto alle fonti di luce (lampadine, candele ecc.): lampadario a gocce, decorato con pendenti di cristallo, vetro o plastica.
lampade    ⇨ lampada.
lampadedromia   o lampadodromia, s.f.  nell'antica grecia, gara di corsa singola o a squadre con fiaccole, che si teneva in occasione di feste pubbliche.
lampadeforia   o lampadoforia, s.f.  lampadedromia.
lampadina   s.f.  bulbo di vetro contenente un filamento metallico che, percorso da corrente elettrica, emette luce: una lampadina da 100 candele, da 60 watt; una lampadina bruciata, fulminata  | lampadina tascabile, apparecchio portatile munito di una piccola lampada alimentata da pile o da un accumulatore.
lampadodromia    ⇨ lampadedromia.
lampadoforia    ⇨ lampadeforia.
lampadoforo   s.m.  nelle antiche case greche e romane, statua raffigurante un giovinetto che reggeva nella mano una fiaccola per illuminazione.
lampana   s.f.  (pop. tosc.) lampada.
lampante   agg.    • 1 •   (non com.) splendente, rilucente: una moneta nuova lampante  | (fig.) molto evidente: una verità chiara e lampante    • 2 •   olio lampante, olio d'oliva non commestibile per eccessiva acidità, perciò adatto a essere bruciato nelle lampade § lampantemente avv.  (non com.) in modo evidentissimo.
lampara   s.f.  barca dotata di una grossa lampada la cui luce attira pesci in branco, usata per la pesca notturna con una speciale rete; anche, la lampada e la rete stesse.
lampare   v. intr.  [aus. avere  o essere] (ant. , region.) lampeggiare.
lampascione   s.m.  (merid.) cipollaccio.
lampasso   s.m.  tessuto di seta di origine cinese, a grandi disegni variopinti su fondi scuri, usato per tappezzeria.
lampazza    ⇨ lapazza.
lampeggiamento   s.m.  il lampeggiare; serie di lampi.
lampeggiare   v. intr.  [io lampéggio ecc. ; aus. avere, rar. essere]    • 1 •   mandare lampi, sfolgorare (anche fig.): le spade lampeggiavano al sole; occhi lampeggianti di collera    • 2 •   emettere una luce intermittente, a lampi successivi: far lampeggiare i proiettori; lampeggiare agli incroci stradali; fanale lampeggiante  | v. intr. impers.  [aus. essere  o avere] apparire di lampi nel cielo: tuonava e lampeggiava da ore. 
lampeggiatore   s.m.    • 1 •   negli autoveicoli e nei motoveicoli, fanalino a luce intermittente che segnala i mutamenti di direzione: lampeggiatori anteriori, a luce bianca o gialla; lampeggiatori laterali, posteriori, a luce arancione; sono detti anche indicatori di direzione  | fanale a luce intermittente azzurra o gialla per la segnalazione visiva di automezzi in servizio di soccorso o di pubblica utilità    • 2 •   apparecchio o dispositivo per l'illuminazione artificiale mediante lampi sincronizzati con l'apertura dell'obiettivo; flash: lampeggiatore elettronico, al magnesio. 
lampeggio   (1) s.m.    • 1 •   il lampeggiare una volta, di lampi atmosferici o di altre luci    • 2 •   emissione di luce a lampi, spec. con riferimento a proiettori o fanali di autoveicoli.
lampeggio   (2) s.m.  un lampeggiare ripetuto e frequente.
lampionaio   s.m.    • 1 •   chi accendeva e spegneva i lampioni delle strade, quando questi erano a gas o a olio    • 2 •   (rar.) fabbricante di lampioni.
lampione   s.m.  lume contenuto in un involucro di vetro e sostenuto da una colonna o sospeso, per l'illuminazione di strade, piazze, cortili | lampione alla veneziana, con involucro di carta pieghettata e variopinta, usato per luminarie festive, processioni e sim. | lampione (alla) giapponese, con involucro di carta di riso. dim. lampioncino. 
lampiridi   s.f. pl.  (zool.) famiglia di insetti coleotteri a cui appartengono le lucciole | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
lampista   s.m.  [pl. -sti] chi è addetto alla manutenzione delle lampade nelle stazioni ferroviarie e nelle miniere.
lampisteria   s.f.  in stazioni ferroviarie, miniere ecc., deposito per la custodia e la manutenzione delle lampade.
lampo   s.m.    • 1 •   luce improvvisa e abbagliante prodotta da scariche elettriche nell'atmosfera (fulmini), che producono anche un fenomeno acustico (tuono) | veloce come un lampo, velocissimo | prov.  : dopo il lampo viene il tuono, alle minacce seguono i fatti    • 2 •   (estens.) emissione luminosa molto breve e intensa; rapido bagliore o luccichio (anche fig.): un lampo di luce; i lampi dei fotografi; le passò un lampo negli occhi  | lampo di genio, intuizione improvvisa e geniale    • 3 •   (fig.) cosa di brevissima durata: ebbe un lampo di speranza  | cosa o persona velocissima: a fare i conti è un lampo    • 4 •   (lett.) rapidità fulminea: il lampo de' manipoli / e l'onda dei cavalli  (manzoni il cinque maggio) | anche agg. invar.  per indicare grande rapidità: matrimonio, guerra lampo  | chiusura, cerniera lampo, sistema di chiusura rapida per indumenti, custodie e sim., basato su un cursore che fa combaciare a incastro due file di piccoli denti di metallo o plastica.
lampone   s.m.    • 1 •   arbusto perenne che dà frutti commestibili a forma di mora, rossi e profumati, di sapore acidulo (fam.  rosacee)    • 2 •   il frutto di tale pianta: marmellata, sciroppo di lamponi  | color lampone, rosso lampone, tonalità di rosso cupo | lingua lampone, (med.) arrossata e con papille sporgenti, tipica della scarlattina.
lampreda   s.f.  nome di varie specie di pesci commestibili, marini o fluviali, somiglianti alle anguille ma dotati di una caratteristica bocca a ventosa armata di papille cornee simili a denti (cl.  ciclostomi).
lampredotto   s.m.    • 1 •   (non com.) lampreda giovane    • 2 •   (tosc.) intestino di animali macellati usato come cibo; budello.
lampridiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci marini di profondità dalle forme svariate, con bocca priva di denti e grandi occhi | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
lana   s.f.    • 1 •   il pelo della pecora e di altri animali; il prodotto della loro tosatura: lana di capra, di cammello, di alpaca, di vigogna; lana da materassi    • 2 •   la fibra tessile ricavata da tale pelo; il filato e il tessuto ottenuti con tale fibra: lana greggia; gomitolo, matassa di lana; pezza di lana; calze, maglia, cappotto di lana  | buona lana, (fig.) birbante, briccone. dim. lanetta  pegg. lanaccia    • 3 •   (estens.) il pelo, la lanugine che ricopre alcuni fiori, foglie e frutti    • 4 •   nome di alcune sostanze che hanno l'aspetto o la consistenza della lana: lana di vetro, di quarzo, insieme di sottilissime fibre di vetro o di quarzo usato come materiale isolante; lana d'acciaio, insieme di fili d'acciaio sottilissimi, usato per pulire superfici dure.
lanaggio   s.m.  insieme di lane diverse, gregge o lavorate.
lanaiolo   lett. lanaiuolo, s.m.  [f. -a] (antiq.) chi lavora o vende la lana.
lanario   s.m.  piccolo falco dal corpo slanciato, con becco sottile, ali e coda ampie e lunghe, piumaggio bruno e macchiato (ord.  falconiformi).
lanatoside   s.m.  (chim.) glucoside contenuto nella digitale lanata, nella forma a, b e c; la forma c è un efficace farmaco cardioattivo.
lanca   s.f.  braccio morto di fiume, per lo più a forma di mezzaluna.
lance   s.f.  (ant. , lett.) piatto di bilancia; per estens., la bilancia stessa: librar con giusta lance e pene e premi  (tasso g. l.  xvii, 92).
lanceolato   agg.  a forma di lancia, detto spec. di foglia.
lancere    ⇨ lanciere.
lancetta   s.f.    • 1 •   strumento chirurgico tagliente usato un tempo per praticare salassi, incisioni, scarificazioni    • 2 •   indice girevole di uno strumento di misura: le lancette dell'orologio, dell'amperometro.  dim. lancettina    • 3 •   (bot.) pianta erbacea con fiori simili a piccoli tulipani gialli (fam.  gigliacee).
lancia   (1) s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   arma di offesa costituita da un'asta con un'estremità metallica appuntita: scagliare, impugnare la lancia | mettere la lancia, partire (con la) lancia in resta, prepararsi a un combattimento; (fig.) aggredire una situazione con energia | spezzare una lancia in favore di qualcuno, (fig.) aiutarlo con parole o atti    • 2 •   cavaliere armato di lancia ' una buona lancia, un guerriero valente    • 3 •   attrezzo od oggetto di forma simile a una lancia: le lance del cancello  | asta munita di arpione per la pesca di delfini, pescispada e altri pesci che affiorano in superficie    • 4 •   tubo ristretto nella parte terminale, così che un fluido che lo percorre ne esca sotto pressione: lancia di un idrante | lancia termica, attrezzo che produce una fiamma ad altissima temperatura capace di fondere metalli e altri materiali resistenti.
lancia   (2) s.f.  [pl. -ce] (mar.) imbarcazione a poppa quadra, leggera e veloce, adibita al trasporto di persone: lancia a remi, a motore; lancia di salvataggio, quella in dotazione alle navi per il salvataggio delle persone in caso di naufragio.
lanciabas   s.m. invar.  (mil.) nome di un mortaio italiano per il lancio a lunga gittata di bombe antisommergibili.
lanciabile   agg.  che può essere lanciato.
lanciabombe   agg.  e s.m. invar.  si dice di arma o dispositivo per il lancio di bombe | lanciabombe antisom, catapulta o mortaio singolo o a canne multiple per il lancio di bombe antisommergibili.
lanciafiamme   s.m. invar.  arma che lancia sostanze incendiarie (p. e.  napalm) contenute in un serbatoio collegato con un gas in pressione e che si accendono all'uscita.
lanciagranate   agg.  e s.m. invar.  arma a retrocarica, portatile, che lancia piccole granate.
lanciamine   s.m. invar.  apparecchiatura di cui sono dotati sommergibili e navi posamine per sganciare le mine in mare.
lanciamissili   agg. invar.  che serve a lanciare missili: rampa, nave lanciamissili   s.m. invar.  dispositivo, impianto per lanciare missili.
lanciapiattello   agg.  e s.m. invar.  nello sport del tiro al piattello, si dice del congegno che serve a lanciare i piattelli.
lanciarazzi   s.m. invar.    • 1 •   struttura metallica o di plastica rigida che impartisce la direzione a proiettili-razzo; può essere una rampa fissa o mobile, oppure un tubo portatile (bazooka)    • 2 •   congegno per il lancio di razzi luminosi o fumogeni, spec. per segnalazione  agg. invar.  che serve a lanciare razzi: pistola lanciarazzi. 
lanciardo    ⇨ lanzardo.
lanciare   v. tr.  [io làncio ecc.]    • 1 •   gettare, scagliare (anche fig.): lanciare un sasso, una freccia; lanciare un'ingiuria, una sfida; lanciare un'occhiata    • 2 •   (estens.) far partire con impeto, imprimere forte accelerazione a qualcosa: lanciare un missile, un'astronave; lanciare un'auto a gran velocità  | lanciare un giocatore, nel gioco del calcio, passargli la palla mentre è in posizione avanzata, così che possa condurre un'azione offensiva    • 3 •   (fig.) far conoscere, proporre, diffondere; in partic., cercare di imporre all'attenzione del pubblico qualcuno o qualcosa attraverso campagne promozionali e pubblicitarie: lanciare una moda, un libro, un profumo; lanciare un'attrice    • 4 •   (inform.) mandare in esecuzione: lanciare un programma    • 5 •   (ant.) colpire con la lancia; trafiggere | (fig.) tormentare: e quindi viene il duol che sì li lancia  (dante purg.  vii, 111) | v. intr.  [aus. avere] (ant.) scagliare la lancia | lanciarsi v. rifl.  gettarsi con impeto (anche fig.): lanciarsi da un'auto in corsa, nel vuoto; lanciarsi contro qualcuno, all'assalto; lanciarsi in un'attività, nella discussione. 
lanciarpione   s.m.  nella caccia alla balena, cannoncino che lancia l'arpione contro la preda.
lanciasagola   s.m. invar.  (mar.) attrezzatura di forma e dimensioni simili a una pistola, a un fucile o a un cannoncino in grado di lanciare ad alcune decine di metri uno speciale proietto cui è legata una sagola, di cui l'altra estremità resta a bordo; si usa in operazioni di ormeggio e di salvataggio.
lanciasiluri   agg.  e s.m. invar.  si dice dell'impianto usato sulle navi da guerra per lanciare siluri.
lanciata   s.f.  (non com.) colpo di lancia.
lanciato   part. pass.  di lanciare   agg.    • 1 •   si dice di veicolo, o anche di persona, che proceda velocemente dopo una forte accelerazione: essere, arrivare lanciato  | (fig.) si dice di chi è molto preso, infervorato in un discorso, in un lavoro e sim., così da procedere in esso speditamente, con slancio: quando è lanciato nessuno lo ferma più    • 2 •   (fig.) che si è imposto all'attenzione del pubblico; noto, affermato: un prodotto, un cantante ormai lanciato    • 3 •   (sport) si dice di prove di velocità in cui il tempo dei concorrenti viene computato a partire dal momento in cui essi passano in velocità da un punto prestabilito del percorso: chilometro lanciato    • 4 •   punto lanciato, punto di ricamo lavorato da sinistra a destra a punti lunghi e fitti.
lanciatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi lancia    • 2 •   (sport) atleta specializzato nelle gare di lancio: lanciatore di disco  | nel baseball, il difensore che ha il compito di lanciare la palla al battitore avversario.
lanciatorpedini   s.m. invar.  lo stesso che lanciamine. 
lanciere   o lancere, s.m.    • 1 •   soldato a cavallo armato di lancia    • 2 •   pl.  ballo figurato, simile alla quadriglia, diffusosi in italia intorno alla metà dell'ottocento.
lancinante   agg.  si dice di dolore fisico molto acuto: fitte lancinanti. 
lancio   s.m.    • 1 •   il lanciare, il lanciarsi, l'essere lanciato: il lancio di una bomba; effettuare, eseguire un lancio; lancio dal trampolino    • 2 •   (sport) in atletica leggera, prova che consiste nel lanciare un attrezzo il più lontano possibile: lancio del disco, del giavellotto, del martello, del peso  | nel calcio, lungo passaggio della palla a un compagno in posizione avanzata | nel baseball, azione del lanciatore che tira la palla al battitore avversario    • 3 •   campagna pubblicitaria e promozionale condotta per far conoscere qualcuno o qualcosa al pubblico, per favorirne l'affermazione o la diffusione: il lancio di un attore, di un detersivo; offerta di lancio. 
lanciola   s.f.  (bot.) piantaggine.
land   s.m.  [pl. la°nder; pr.  / 'lender /] ente territoriale della repubblica di germania dotato di forti autonomie amministrative.
landa   (1) s.f.    • 1 •   territorio pianeggiante arido, sabbioso, con vegetazione erbacea o arbustiva, inadatto alle coltivazioni; per estens., terreno incolto, in abbandono    • 2 •   (ant. , lett.) terreno pianeggiante; pianura, campagna: in sogno mi parea / donna vedere andar per una landa / cogliendo fiori  (dante purg.  xxvii, 97-99).
landa   (2) o landra, s.f.  (mar.) sulle navi, trave di legno o staffa di metallo imperniata alle murate in corrispondenza degli alberi, a cui si fissano le sartie.
landau   s.m. invar.  carrozza signorile a quattro ruote, tirata da due cavalli e con chiusura a due mantici, usata spec. nell'ottocento e nel primo novecento; landò.
landgravio    ⇨ langravio.
-landia  -landia secondo elemento di parole composte, dal ted. land, ingl. land  'terra', che nei nomi geografici significa 'terra, paese' (finlandia); può anche incontrarsi in altre formazioni, per lo più effimere (cinelandia).
landò   s.m.  adattamento it. di landau. 
landra    ⇨ landa 2.
laneria   s.f.  assortimento di filati e di tessuti di lana.
lanetta   s.f.    • 1 •   dim.  di lana  | lana leggera, sottile    • 2 •   (region.) tessuto di lana mista a cotone    • 3 •   lana d'acciaio.
lanfa    ⇨ nanfa.
langarolo   agg.  delle langhe  s.m.  [f. -a] abitante, originario delle langhe.
langobardo    ⇨ longobardo.
langravio   rar. landgravio, s.m.  (st.) titolo feudale in germania.
langue   s.f. invar.  (ling.) secondo le teorie di f. de saussure (1857-1913), la lingua intesa come istituto sociale, ossia come insieme di convenzioni che in una collettività rendono possibile la comunicazione attraverso i concreti atti linguistici individuali (definiti da saussure parole).
languidezza   s.f.  l'essere languido, languore (anche fig.).
languido   agg.    • 1 •   privo della naturale energia; debole: luce languida; ne' languidi / pensier dell'infelice  (manzoni la pentecoste)    • 2 •   (fig.) appassionatamente tenero; svenevole: posa languida; occhi languidi.  dim. languidetto  § languidamente avv. 
languire   v. intr.  [io languisco  o lànguo, tu languisci  o làngui  ecc.; aus. avere]    • 1 •   essere privo di forze; trovarsi in uno stato prolungato di abbattimento fisico: languire per la fame; languire nel letto  | (estens.) vivere in condizioni tristi e penose: languire nella miseria, in prigione  | (fig.) struggersi: languire di desiderio    • 2 •   scemare, divenire debole, svanire (anche fig.): la fiamma languisce; la conversazione languiva. 
languore   s.m.    • 1 •   stato di abbattimento fisico; spossatezza, sfinimento: cadere in un profondo languore  | languore di stomaco, sensazione di vuoto allo stomaco, leggera sensazione di fame. dim. languorino    • 2 •   (estens.) abbandono, tenerezza svenevole: uno sguardo pieno di languore  | pl.  svenevolezze, smancerie: evitate i languori!    • 3 •   (lett.) afflizione, angoscia: un languore mortale  | torpore, pigrizia, inerzia: languore dell'intelletto, della volontà. 
languoroso   agg.  (lett.) languido § languorosamente avv. 
laniare   v. tr.  [io lànio ecc.] (ant. , poet.) dilaniare, sbranare; lacerare: quel avoltor, ch'un drago verde lania  (ariosto o. f.  x, 86).
laniccio   s.m.    • 1 •   materia lanosa che si forma sotto i letti o nelle pieghe dei tessuti di lana    • 2 •   filo di bava con cui i bachi da seta cominciano il bozzolo.
laniere   s.m.  [f. -a] industriale della lana.
laniero   agg.  della lana; attinente alla lavorazione e al commercio della lana: industria laniera   s.m.  [f. -a] chi lavora nell'industria della lana.
lanifero   agg.  si dice di animale che produce lana.
lanificio   s.m.  stabilimento dove si lavora la lana per trasformarla in filato e in tessuto.
lanigero   agg.  (lett.) lanoso, lanuto.
lanina   s.f.  lana di bassa qualità | lana mista a cotone.
lanista   s.m.  [pl. -sti] nell'antica roma, chi istruiva i gladiatori; anche, chi possedeva una scuola di gladiatori.
lano   agg.  (rar.) di lana, spec. nella loc. panno lano, pannolano.
lanolina   s.f.  sostanza cerosa estratta dalla lana di pecora, usata nell'industria dei cosmetici e in farmacia come eccipiente per unguenti e pomate.
lanosità   s.f.  qualità o aspetto di ciò che è lanoso.
lanoso   agg.    • 1 •   (lett.) che ha molta lana, coperto di lana: il gregge lanoso  (quasimodo) | (estens.) ricoperto di pelo simile a lana: foglie lanose    • 2 •   di aspetto simile alla lana: capelli lanosi. 
lantana   s.f.  arboscello con foglie pelose che si trova nei luoghi montuosi (fam.  caprifogliacee).
lantanide   s.m.  (chim.) ciascuno dei 15 elementi che un tempo venivano chiamati metalli delle terre rare e che hanno proprietà analoghe a quelle del lantanio | usato anche come agg.  : elemento lantanide. 
lantanio   s.m.  elemento chimico di simbolo la; è il primo dei lantanidi, ai quali ha dato il nome, e si usa per leghe speciali.
lanterna   s.f.    • 1 •   lume portatile o fisso, chiuso in un telaio rigido con pareti di vetro: lanterna cieca, con una copertura girevole, così da poter convogliare la luce in una direzione o nasconderla del tutto | cercare con la lanterna, col lanternino, (fig.) cercare con grande pazienza e cura qualcosa difficile da trovare; cercare col lumicino. dim. lanternetta, lanternina, lanternino  (m.), lanternuccia  accr. lanternone  (m.)    • 2 •   pl.  (scherz.) occhi, spec. se grandi o sbarrati: spalancare le lanterne  | occhiali, spec. se con lenti molto grandi e spesse    • 3 •   nel proiettore cinematografico, parte che racchiude la lampada da proiezione | lanterna magica, apparecchio ottico capace di proiettare ingrandite delle immagini dipinte su vetro    • 4 •   la parte più alta della torre d'un faro, chiusa da vetrate e contenente le sorgenti luminose; il faro stesso | la lanterna, per antonomasia, il faro del porto di genova    • 5 •   (arch.) tamburo con finestre sovrastante una cupola | lucernario    • 6 •   lanterna di aristotele, (zool.) organo masticatore degli ecnoidi, così denominato da plinio il vecchio.
lanternaio   s.m.  chi fabbrica o vende lanterne.
lanugine   rar. lanuggine, s.f.    • 1 •   peli morbidi e corti che ricoprono le guance dei giovani e sono il primo accenno della barba    • 2 •   (fisiol.) peluria che può ricoprire l'intero corpo del neonato, per scomparire entro poche settimane    • 3 •   (bot.) peluria che ricopre i fiori, i frutti o le foglie di certe piante    • 4 •   peluria corta di lana o simile alla lana.
lanuginoso   agg.  coperto di lanugine: guance, foglie lanuginose. 
lanuto   agg.    • 1 •   (lett.) coperto di lana: gregge lanuto    • 2 •   (rar.) che ha aspetto simile alla lana: capelli lanuti   s.m.  (poet.) ovino: conducean questi seco in abbondanza / e mandre di lanuti, e buoi rapiti  (tasso g. l.  viii, 47).
lanzarda   s.f.  lanzardo.
lanzardo   o lanciardo, s.m.  pesce teleosteo molto simile allo scombro comune, detto anche scombro macchiato  (ord.  perciformi).
lanzichenecco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   in età rinascimentale, soldato mercenario tedesco    • 2 •   (fig. non com.) servo di un potente; cagnotto    • 3 •   gioco d'azzardo con le carte, più noto col nome di zecchinetta. 
lanzo   s.m.  abbr. di lanzichenecco; in partic., nome dato ai mercenari assoldati dai medici di firenze: loggia dei lanzi. 
lao   s.m.  lingua ufficiale del laos, appartenente al gruppo thai | anche come agg. invar.  : lingua lao. 
laonde   cong.  (lett.) per la qual cosa, quindi.
laotiano   non com. laoziano [lao-zià-no], agg.  del laos  s.m.  [f. -a] nativo, abitante del laos.
lapalissiano   agg.  ovvio, assolutamente evidente: una verità lapalissiana  § lapalissianamente avv. 
laparatomia   e deriv.   ⇨ laparotomia e deriv. 
laparo-  laparo- primo elemento di parole composte della terminologia medica, formate modernamente dal gr. lapára  'addome'; significa 'ventre, addome' (laparoscopia, laparotomia).
laparocele   s.f.  (med.) ernia addominale prodotta dal cedimento di una cicatrice laparotomica.
laparoscopia   s.f.  (med.) esplorazione della cavità addominale mediante il laparoscopio.
laparoscopio   s.m.  (med.) strumento a sonda usato per esplorare la cavità addominale attraverso una piccola incisione.
laparotomia   o laparatomia, s.f.  (med.) apertura chirurgica della cavità addominale praticata a scopo diagnostico o terapeutico.
laparotomico   o laparatomico, agg.  [pl. m. -ci] (med.) di laparotomia: taglio laparotomico. 
lapazza   o lampazza, s.f.  (mar.) asta di legno o di acciaio che viene legata strettamente a un albero o pennone di nave per rinforzarlo in corrispondenza di un giunto o di un'incrinatura.
lapicida   s.m.  [pl. -di] nell'antichità classica, artigiano che incideva le iscrizioni nella pietra; nel medioevo, chi eseguiva in pietra decorazioni e sculture.
lapidare   v. tr.  [io làpido ecc.]    • 1 •   colpire qualcuno con sassate per ucciderlo, sia come sfogo d'ira collettiva sia come forma di pena capitale in uso in diverse epoche e paesi    • 2 •   (fig.) criticare aspramente; demolire a parole    • 3 •   (mecc.) eseguire una lappatura; lappare.
lapidaria   s.f.  (non com.)    • 1 •   arte e tecnica del comporre iscrizioni per lapidi    • 2 •   epigrafia.
lapidario   agg.    • 1 •   che riguarda le iscrizioni scolpite su lapide: arte lapidaria | caratteri lapidari, (tip.) grandi e con le ombre molto marcate    • 2 •   (fig.) conciso e solenne, sentenzioso: stile lapidario; frase lapidaria   s.m.    • 1 •   artigiano che incide lapidi; letterista | (non com.) scalpellino, intagliatore    • 2 •   (ant.) gioielliere che lavora pietre preziose o pietre dure    • 3 •   museo che raccoglie lapidi antiche    • 4 •   trattato medievale sulle virtù e proprietà delle pietre preziose § lapidariamente avv.  concisamente.
lapidatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi partecipa a una lapidazione    • 2 •   lappatore.
lapidatrice   s.f.  (mecc.) lappatrice.
lapidatura   s.f.  (mecc.) lappatura.
lapidazione   s.f.  il lapidare, l'essere lapidato: la lapidazione di santo stefano. 
lapide   s.f.    • 1 •   lastra di pietra, marmo o altro materiale che chiude un sepolcro e sulla quale può essere incisa un'iscrizione funebre. dim. lapidina    • 2 •   lastra recante un'iscrizione commemorativa, posta su monumenti, facciate di edifici ecc.: scoprire una lapide    • 3 •   (ant.) pietra preziosa.
lapidello   s.m.  (mecc.) utensile di varia forma della lappatrice; può anche essere usato per la lappatura manuale.
lapideo   agg.  (lett.) di pietra, fatto di pietra: l'antica arca lapidea  (pascoli) | (estens.) che ha la durezza o l'aspetto della pietra.
lapidicolo   agg.  (scient.) si dice di organismo animale o vegetale che vive tra i sassi.
lapillo   s.m.    • 1 •   frammento di lava eruttato da un vulcano durante la fase esplosiva    • 2 •   (ant. , lett.) pietruzza | pietra preziosa: i cari e lucidi lapilli / ond'io vidi ingemmato il sesto lume  (dante par.  xx, 16-17).
lapin   s.m. invar.  pelliccia di coniglio: una giacca di lapin. 
lapis   s.m. invar.  matita.
lapislazzuli   o lapislazuli o lapislazzoli o lapislazoli, s.m.  minerale siliceo e sulfureo di alluminio e sodio, di colore turchino violaceo, usato come pietra ornamentale.
lappa   s.f.  (bot.) altro nome della bardana. 
lappare   (1) v. intr.  [aus. avere] bere avidamente e in maniera rumorosa, tirando su il liquido con la lingua come fanno i gatti e i cani.
lappare   (2) v. tr.  (mecc.) eseguire una lappatura; lapidare.
lappatore   s.m.  operaio specializzato nella lappatura dei pezzi metallici.
lappatrice   s.f.  (mecc.) macchina utensile per eseguire la lappatura.
lappatura   s.f.  (mecc.) finitura di precisione che si esegue mediante abrasivi finissimi, portati da un utensile (lapidello) montato su un'apposita macchina (lappatrice) o manovrato manualmente.
lappola   s.f.    • 1 •   nome generico di alcune piante che hanno frutti muniti di piccoli uncini e aculei (p. e.  la bardana); i frutti stessi    • 2 •   (fig. non com.) persona noiosa, seccante, appiccicaticcia.
lappone   agg.  di, relativo alla lapponia: popolazione lappone   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato o abita in lapponia    • 2 •   lingua del gruppo ugro-finnico parlata dai lapponi.
lapsus   s.m. invar.  errore involontario, commesso nello scrivere o nel parlare; secondo la teoria psicoanalitica, atto mancato che nasconde un desiderio inconscio.
lapsus calami   loc. sost. m. invar.  errore involontario nello scrivere.
lapsus linguae   loc. sost. m. invar.  errore involontario nel parlare.
lap-top computer  lap-top computer abbr. in lap-top, loc. sost. m. invar.  personal computer portatile.
laqueare   s.m.  (lett.) lacunare.
laqueario   s.m.  nell'antica roma, gladiatore che combatteva armato di un laccio.
laqueato   agg.  (lett.) ornato di lacunari.
larario   s.m.  parte dell'antica casa romana adibita al culto domestico dei lari.
lardaceo   agg.  simile al lardo.
lardare   v. tr.    • 1 •   (non com.) lardellare; cospargere di lardo    • 2 •   (mar.) fissare su una tela o su un cavo ciuffi di canapa per formarvi una specie di imbottitura.
lardatura   s.f.  (non com.) il lardare; lardellatura.
lardellare   v. tr.  [io lardèllo ecc.]    • 1 •   introdurre dadini di lardo in un pezzo di carne da cucinare per renderla più saporita    • 2 •   (fig.) riempire, costellare uno scritto o un discorso di parole, frasi, citazioni assurde o fuori luogo: lardellare un testo di spropositi. 
lardellatura   s.f.  il lardellare; insieme di pezzetti di lardo con cui si lardella la carne.
lardello   s.m.  pezzetto di lardo, spec. quello usato per lardellare. dim. lardelletto, lardellino. 
larderellite   s.f.  (min.) minerale costituito da un borato idrato di ammonio, presente nei soffioni boraciferi di larderello.
lardo   s.m.    • 1 •   lo strato di grasso sottocutaneo del maiale, che si conserva salato o affumicato per uso di cucina: fare il battuto col lardo | nuotare nel lardo, (fig.) vivere nell'abbondanza    • 2 •   (estens.) grasso eccessivo | una palla di lardo, (scherz.) persona o animale molto grasso    • 3 •   (tosc.) strutto.
lardoso   agg.  che ha molto lardo | (scherz.) eccessivamente grasso.
lare   s.m.  (spec. pl.)    • 1 •   (relig.) ciascuna delle anime dei defunti che, divinizzate, erano considerate dagli antichi romani come spiriti protettori della casa    • 2 •   (lett.) la propria casa, il proprio paese | tornare ai patri lari, ai propri lari, (scherz.) tornare a casa, al paese.
larenzia   s.f.  (zool.) genere di farfalle comprendente specie diverse, le cui larve si nutrono di ortaggi e di foglie, danneggiando spec. la betulla (ord.  lepidotteri).
largare   v. tr.  [io largo, tu larghi ecc.]    • 1 •   (ant.) sciogliere, allentare: largai 'l desio, che i' teng'or molto a freno  (petrarca canz.  xlvii, 5)    • 2 •   (mar.) scostare un'imbarcazione dal bordo di una nave, da una banchina o da terra.
large   agg. invar.  nel linguaggio commerciale, si dice di capo d'abbigliamento di taglia grande.
largheggiamento   s.m.  (non com.) il largheggiare; abbondanza, generosità.
largheggiare   v. intr.  [io larghéggio ecc. ; aus. avere] essere prodigo, concedere con larghezza: largheggiare di cortesie, nelle lodi. 
larghetto   s.m.  (mus.) movimento meno lento e solenne del largo.
larghezza   s.f.    • 1 •   (geom.) una delle tre dimensioni dei solidi, considerata trasversalmente e opposta alla lunghezza e all'altezza; una delle due dimensioni delle figure piane, considerata trasversalmente e opposta alla lunghezza    • 2 •   (estens.) ampiezza: la larghezza di una strada, di un canale; la larghezza di un recipiente; la larghezza dei fianchi, l'ampiezza del bacino; la larghezza del torace, nell'uso corrente, la misura della sua circonferenza; la larghezza di un foglio, la misura del lato di base; la larghezza di una stanza, la misura del lato minore oppure del lato su cui si apre la porta d'ingresso | (tip.) spessore dei caratteri    • 3 •   (fig.) disposizione a concedere, a donare con abbondanza; generosità, liberalità: dimostrare larghezza con gli amici '  atto di generosità, di prodigalità in concreto, dono, elargizione    • 4 •   abbondanza, dovizia, gran quantità: raccontare un fatto con larghezza di particolari    • 5 •   (fig.) apertura intellettuale, ampiezza di vedute: larghezza di idee; giudicare con larghezza, con indulgenza e comprensione; interpretare una legge con larghezza, non attenendosi rigidamente alla lettera.
largimento   s.m.  (ant.) il largire; largizione.
largire   v. tr.  [io largisco, tu largisci ecc.] (lett.) dare, concedere, dispensare con larghezza, con liberalità elargire: ecco ci è nato un pargolo, / ci fu largito un figlio  (manzoni il natale).
largitore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi largisce.
largizione   s.f.  (lett.) il largire, la cosa largita; elargizione.
largo   agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   esteso in larghezza; per estens., vasto, ampio: un ponte largo venti metri; una scatola larga e piatta; una larga parte del pubblico | un vestito largo, non aderente al corpo, di misura abbondante | stare larghi, avere molto spazio intorno | stare a gambe larghe, allargate, divaricate ' fare un conto, un preventivo largo, (fig.) approssimato per eccesso | essere di vedute larghe, (fig.) avere apertura mentale, non essere gretto ' in senso largo, (fig.) nel significato più vasto, in modo non restrittivo: intendere, interpretare una parola, una legge in senso largo  | prenderla larga, alla larga, fare una svolta in un percorso per tenersi lontano da un ostacolo; (fig.) non entrare subito nel vivo di un discorso | stare alla larga, (fig.) tenersi lontano. dim. larghetto    • 2 •   (fig.) generoso nel donare, nel concedere o nello spendere: è largo con gli amici; essere largo di consigli, di aiuti    • 3 •   (fig.) copioso, abbondante: un largo guadagno; un largo margine di sicurezza | largo circa, ordine di borsa che consente la fluttuazione del prezzo d'acquisto o di vendita entro un margine pari al doppio della provvigione corrisposta normalmente all'agente di borsa    • 4 •   vocale larga, (ling.) vocale aperta  s.m.    • 1 •   larghezza: in lungo e in largo, in tutte le direzioni | spazio libero: fare, lasciare un po' di largo  | farsi largo, aprirsi un varco; (fig.) conquistarsi una posizione    • 2 •   mare aperto, lontano dalla costa: navigare al largo  | prendere il largo, allontanarsi dalla riva; (fig.) fuggire, rendersi irreperibile ' tenersi al largo, (fig.) tenersi lontano per evitare pericoli, noie ' largo!, (mar.) ordine che si dà a un'imbarcazione perché si allontani da quella vicina    • 3 •   slargo all'incrocio di più vie: largo battisti    • 4 •   (mus.) movimento sostenuto, più lento dell'adagio  avv.    • 1 •   stando alla larga: girare, curvare largo    • 2 •   (ant.) diffusamente | (estens.) liberamente, senza molti riguardi: e se io ne parlo alquanto largo..., non mi si disdice  (boccaccio dec.  iii, 7) § largamente avv.    • 1 •   diffusamente: parlare largamente di un programma    • 2 •   in larga misura: una tecnologia largamente superata  | generosamente: ricompensare largamente qualcuno    • 3 •   con agiatezza, con lusso: vivere largamente. 
largura   s.f.  (ant. , lett.) luogo aperto; spiazzo, radura: sedevano in disparte, sul confine della largura, sotto gli alberi  (d'annunzio).
lariano   agg.  che si riferisce al lago o alla città di como.
larice   s.m.  albero delle conifere con foglie aghiformi caduche; il legno è usato per costruzioni navali, strutture portanti e falegnameria pesante (fam.  pinacee).
lariceto   s.m.  bosco di larici.
lariformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli acquatici buoni volatori, con piedi palmati, becco compresso, spesso uncinato all'apice; vi appartengono i gabbiani | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
laringale   agg.  (anat.) della laringe  agg.  e s.f.  (ling.) si dice di consonante il cui suono è prodotto all'interno della laringe.
laringe   s.f.  o m.  (anat.) tratto dell'apparato respiratorio situato nel collo al di sopra della trachea; costituisce l'organo essenziale della fonazione.
laringectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica della laringe.
laringectomizzare   v. tr.  (med.) sottoporre a laringectomia.
laringectomizzato   part. pass.  di laringectomizzare   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) si dice di chi ha subito la laringectomia.
laringeo   agg.  della laringe, che concerne la laringe: mucosa laringea; spasmo laringeo. 
laringite   s.f.  (med.) infiammazione della laringe.
laringo-  laringo- primo elemento di parole composte, soprattutto della terminologia medica, formate modernamente dal gr. lárynx -yngos  'laringe' (laringoscopia).
laringofaringite   s.f.  (med.) infiammazione della laringe e della faringe.
laringofono   s.m.  microfono speciale che si applica sul collo, in corrispondenza della laringe, per consentire la comunicazione spec. in ambienti particolarmente rumorosi (p. e.  all'interno di carri armati).
laringoiatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] specialista delle malattie della laringe.
laringoiatria   s.f.  branca della medicina che studia le malattie della laringe.
laringoiatrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla laringoiatria.
laringologia   s.f.  disciplina medica che studia la laringe.
laringologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specializzato in laringologia.
laringopatia   s.f.  (med.) qualsiasi malattia a carico della laringe.
laringoscopia   s.f.  (med.) esame della laringe mediante laringoscopio.
laringoscopico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla laringoscopia: esame laringoscopico. 
laringoscopio   s.m.  (med.) strumento per esplorare la laringe.
laringospasmo   s.m.  (med.) contrattura spastica dei muscoli della laringe.
laringostenosi   s.f.  (med.) restringimento patologico della laringe.
laringotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica della laringe.
laringotracheite   s.f.    • 1 •   (med.) infiammazione della laringe e della trachea    • 2 •   (vet.) grave malattia infettiva del pollame, che colpisce le mucose delle vie respiratorie.
laro   s.m.  (ant. , lett.) gabbiano.
larva   s.f.    • 1 •   nella religione degli antichi romani, il fantasma di chi era stato malvagio in vita    • 2 •   (estens. lett.) spettro, fantasma: vedea larve guerriere / cercar la pugna  (foscolo sepolcri  206-207) | (fig.) falsa apparenza; illusione, finzione: inseguire larve di gloria  | una larva d'uomo, di re, di presidente ecc. , che è inetto, privo di dignità, di forza morale    • 3 •   (fig.) persona mal ridotta, magrissima, priva di forze: una larva umana    • 4 •   (ant. , lett.) maschera: come gente stata sotto larve, / che pare altro che prima  (dante par.  xxx, 91-92)    • 5 •   (zool.) prima forma, giovanile e transitoria, degli animali soggetti a metamorfosi: il bruco è la larva di una farfalla. 
larvale   agg.    • 1 •   di larva; che ha forma, aspetto di larva: lo stato larvale di un insetto    • 2 •   (lett.) indistinto, impalpabile: accostarci al mondo larvale delle origini istintive  (pavese).
larvare   v. tr.  (lett.) mascherare, truccare (spec. fig.).
larvato   part. pass.  di larvare   agg.  presentato in modo diverso dal reale; mascherato, velato, coperto: larvate minacce; una larvata forma di razzismo  § larvatamente avv. 
larvicida   agg.  e s.m.  [pl. m. -i] si dice di sostanza in grado di distruggere le larve degli insetti.
larviforme   agg.  che ha forma di larva.
lasagna   s.f.    • 1 •   spec. pl.  sfoglia all'uovo tagliata in larghe strisce: (pasticcio di) lasagne al forno, piatto tipico emiliano fatto con lasagne a strati, ragù e besciamella; lasagne verdi, contenenti spinaci. dim. lasagnetta    • 2 •   (ant.) strato di cera che rivestiva all'interno le forme di gesso entro cui si facevano i getti in bronzo.
lasagnone   s.m.  [f. -a] (region.) uomo grande e stupido; bietolone.
lasca   s.f.    • 1 •   nome di diverse specie di pesci d'acqua dolce (fam.  ciprinidi)    • 2 •   (ant. , pop.) pesce: essere sano come una lasca, sanissimo, in perfetta salute | (fig.) la costellazione dei pesci: quando casca / giù la gran luce mischiata con quella / che raggia dietro a la celeste lasca  (dante purg.  xxxii, 52-54).
lascare   v. tr.  [io lasco, tu laschi ecc.] (mar.) allascare; allentare.
lasciapassare   s.m. invar.  permesso scritto che autorizza ad accedere o a transitare in un luogo altrimenti interdetto | lasciapassare doganale, documento che accompagna la merce trasferita da una dogana all'altra dello stesso stato.
lasciare   v. tr.  [io làscio ecc.]    • 1 •   smettere di tenere, di sostenere, di stringere: lasciare la fune, le briglie, il volante    • 2 •   non prendere con sé far rimanere in un luogo, per dimenticanza o volontariamente: lasciare i bambini a casa; lasciare un pacco per qualcuno; lasciare gli occhiali in macchina | lasciarsi dietro qualcuno, sopravanzarlo, passargli davanti (anche fig.) ' lasciarci le penne, le ossa, la buccia, (fig. fam.) morire; anche, essere battuto in un confronto, in una prova | lasciarci una gamba, un braccio, perderli in guerra, in un incidente o sim. | (o) prendere o lasciare, si dice nel fare un'offerta che dev'essere accettata o respinta subito e definitivamente    • 3 •   separarsi da qualcuno, allontanarsi da qualcosa; in partic., abbandonare qualcuno dopo un sodalizio, una convivenza, un legame amoroso: lasciare l'impiego, il paese natale; lasciare moglie e figli; partire lasciando gli amici  | lasciare il mondo, (fig.) morire; anche, farsi religioso ' prov.  : chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova    • 4 •   far restare qualcuno o qualcosa in un particolare stato: lasciare nei guai, nell'imbarazzo; lo lasciarono libero; lasciare qualcuno insoddisfatto; lasciare la casa in ordine, la finestra aperta; lasciare in pace, non disturbare; lasciare qualcosa in sospeso, non completarla o non deciderla; lasciare una cosa com'è, non toccarla, non apportarvi mutamenti | far rimanere un segno, una traccia e sim. lasciare l'impronta; un'esperienza che lascia segnati; sigarette che lasciano cattivo odore  | lasciare detto, scritto, comunicare a qualcuno assente    • 5 •   non togliere; dare, consegnare, affidare: lasciami le mie illusioni; lasciare una mancia al cameriere; il tribunale ha lasciato i figli alla madre; lascio a te il compito di giudicare  | trasmettere per testamento: gli ha lasciato tutto il patrimonio    • 6 •   permettere (seguito da un inf. o da che  e il congiunt.): lasciar passare; lascia che ti racconti; lasciò che ci pensasse | lasciare andare, correre, perdere, (fig.) disinteressarsi di qualcosa, non intervenire per modificarla; sorvolare | lasciare (molto) a desiderare, non soddisfare affatto o appieno: un lavoro eseguito in modo che lascia a desiderare  | lasciare dire, fare, non curarsi di ciò che una persona dice o fa | lasciarsi andare, abbandonarsi: lasciarsi andare nello sconforto  | lasciarsi prendere dall'ira, dal panico ecc. , cedere a essi    • 7 •   in alcuni giochi di carte, non prendere o non partecipare al gioco, anche avendone la possibilità | lasciarsi v. rifl.  separarsi; rompere un legame, spec. d'amore.
lasciata   part. pass. f.  di lasciare  | usato come s.f.  nella loc. proverbiale ogni lasciata è persa, un'occasione favorevole che non si è saputa sfruttare è perduta per sempre.
lasciatura   s.f.    • 1 •   (tip.) parola o frase che il compositore ha omesso involontariamente    • 2 •   in sartoria, la parte di tessuto che si lascia libera dalla parte interna di una cucitura.
lascio   s.m.  (ant.)    • 1 •   il lasciare    • 2 •   lascito.

lascito   s.m.  attribuzione testamentaria di un bene a un ente o a persona diversa dagli eredi; legato: fare un lascito a un ospizio. 
lascivia   s.f.    • 1 •   sensualità licenziosa; lussuria    • 2 •   atto lascivo.
lascivo   agg.    • 1 •   che ha o dimostra lascivia; che è pieno di lascivia o induce alla lascivia; impudico, licenzioso, lussurioso: un uomo lascivo; atti, discorsi lascivi; sguardi lascivi    • 2 •   (ant.) vivace, allegro, scherzoso: non fate com' agnel che lascia il latte / della sua madre, e semplice e lascivo / seco medesmo a suo piacer combatte  (dante par.  v, 82-84). dim. lascivetto  § lascivamente avv. 
lasco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (mar.) non tesato, non stretto (detto di sartia, cavo e sim.)    • 2 •   (estens.) largo, allentato | (fig.) rilassato, fiacco; pigro, vile  s.m.    • 1 •   (mar.) andatura a vele allentate per sfruttare meglio il vento: andare, navigare al lasco, di gran lasco, con il vento tra la poppa e il traverso    • 2 •   (mecc.) gioco.
laser   s.m. invar.  dispositivo che emette fasci intensi ed estremamente concentrati di radiazioni elettromagnetiche coerenti; ha molteplici utilizzazioni e applicazioni scientifiche e tecnologiche | anche come agg. invar.  : raggio laser. 
laserfoto   s.m. invar.  fotografia presa o trasmessa a distanza per mezzo di tecniche e apparecchiature laser | la relativa tecnologia.
laserista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico specializzato nell'uso, l'installazione o la riparazione di apparecchiature laser | anche come agg.  : tecnico laserista. 
laserterapia   s.f.  (med.) cura effettuata per mezzo del laser.
lassù   ant. lassuso [las-sù-so], avv.    • 1 •   in quel luogo là in alto: andiamo lassù; abita lassù; di lassù si vede il mare  | con riferimento a luoghi, paesi situati a nord: lassù gli inverni sono rigidi    • 2 •   (fam.) in cielo, in paradiso.
lassa   (1) s.f.  tipo di strofa delle canzoni di gesta medievali, formata da versi decasillabi o dodecasillabi di numero variabile e legati da una stessa rima o dall'assonanza.
lassa   (2) s.f.  (ant.) guinzaglio per cani; per estens., cinghia, laccio.
lassare   v. tr.  (ant.) lasciare: ripensando al dolce ben ch'io lasso  (petrarca canz.  xv, 5) | lassarsi v. rifl.  (ant.) allentarsi, sfasciarsi: il legno vinto in più parti si lassa  (ariosto o. f.  xli, 14).
lassativo   agg.  che aumenta la peristalsi intestinale, facilitando così l'evacuazione: azione lassativa; sciroppo lassativo   s.m.  sostanza medicamentosa dotata di blanda azione purgativa.
lassezza   s.f.  (lett.) l'essere lasso; fiacchezza, stanchezza.
lassismo   s.m.    • 1 •   nella teologia morale cattolica del sec. xvii, sistema che teorizzava la possibilità di seguire un'opinione anche dubbia o poco fondata, per salvaguardare la libertà di coscienza    • 2 •   (estens.) tendenza ad attenuare il rigore delle leggi, spec. morali, e della disciplina, o a tollerarne l'inosservanza; eccessiva indulgenza nei costumi, nella condotta.
lassista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (st.) seguace del lassismo    • 2 •   (estens.) chi è incline al lassismo | usato anche come agg.  : atteggiamento lassista. 
lassistico   agg.  [pl. m. -ci] del lassismo; incline al lassismo: educazione lassistica. 
lassità   s.f.    • 1 •   (ant.) rilassatezza, fiacchezza    • 2 •   (med.) rilassamento di un tessuto.
lassitudine   s.f.  (ant. , lett.) l'essere lasso; stanchezza, abbattimento: ripenso altri volti, straziati o dissanguati in una lassitudine senza conforto  (gadda).
lasso   (1) agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   stanco fisicamente o moralmente: ch'è già di pianger e di viver lasso  (petrarca canz.  ccxliii, 11)    • 2 •   infelice, misero (spec. in esclamazioni): quante lagrime, lasso, e quanti versi / ho già sparti  (petrarca canz.  ccxxxix, 13-14).
lasso   (2) agg.    • 1 •   (non com.) largo, allentato: sentendo lasso nella bocca il morso  (pascoli)    • 2 •   (fig. non com.) eccessivamente indulgente: coscienza lassa    • 3 •   (scient.) che non presenta compattezza; molle, rilassato: tendine lasso  | in botanica: ramo lasso, facilmente piegabile; infiorescenza lassa, con i fiori lontani l'uno dall'altro.
lasso   (3) s.m.  spazio, periodo, arco di tempo; quasi esclusivamente nella loc. lasso di tempo : dopo un breve lasso di tempo; in questo lasso di tempo. 
lasso   (4) s.m.  il laccio usato per catturare animali selvatici.
lastex   ® s.m. invar.  fibra tessile costituita da un filo continuo avvolto intorno a una sottilissima anima di gomma; se ne ricava un tessuto elastico usato spec. per corsetteria e costumi da bagno.
lastra   s.f.    • 1 •   pezzo di materiale solido caratterizzato da spessore sensibilmente inferiore alla lunghezza e alla larghezza: una lastra di pietra, di ferro, di vetro, di ghiaccio.  dim. lastretta, lastrina  accr. lastrone  (m.)    • 2 •   (foto.) supporto di vetro su cui è applicata l'emulsione sensibile alla luce    • 3 •   pellicola radiografica impressionata | farsi le lastre, (fam.) farsi fare delle radiografie    • 4 •   (tip.) supporto, di materiale vario secondo le diverse tecniche, da cui si ricava una matrice di stampa; per estens., la matrice stessa.
lastraio   s.m.  calderaio che esegue lavori in lamiera sottile.
lastricare   v. tr.  [io làstrico, tu làstrichi ecc] ricoprire, pavimentare con lastre di pietra: lastricare una strada. 
lastricato   part. pass.  di lastricare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  pavimentazione costituita da lastre di pietra disposte su uno strato di malta: un lastricato stradale. 
lastricatore   s.m.  operaio addetto alla lastricatura.
lastricatura   s.f.  l'operazione e il risultato del lastricare: una lastricatura perfetta. 
lastrico   s.m.  [pl. -chi, meno com. -ci]    • 1 •   l'insieme delle lastre o blocchetti di pietra che, regolarmente connessi, formano il rivestimento di una massicciata stradale | (estens.) rivestimento stradale    • 2 •   (estens.) strada | abbandonare, lasciare, gettare, ridursi sul lastrico, (fig.) in miseria    • 3 •   lastrico solare, copertura a terrazzo di un edificio.
lastrone   s.m.    • 1 •   accr.  di lastra    • 2 •   in alpinismo, parete inclinata di roccia, priva o quasi di appigli.
lasurite    ⇨ lazurite.
latebra   s.f.  (lett.) luogo oscuro e nascosto; nascondiglio: le oscure latebre del covo cercar  (manzoni adelchi) | (fig.) recesso, profondità segreta.
latebroso   agg.  (lett.) pieno di nascondigli; misterioso, oscuro: il nilo... / i latebrosi suoi ridotti offriva  (caro).
latente   agg.  che non si manifesta esternamente; riposto, nascosto: ostilità latente; malattia latente, priva di sintomi | vita latente, (biol.) condizione caratteristica di alcuni organismi, nella quale le funzioni vitali sono ridotte al minimo § latentemente avv. 
latenza   s.f.  l'essere latente: fase di latenza dell'infezione  | periodo di latenza, (psicoan.) periodo di arresto nell'evoluzione della sessualità, compreso tra il declino della sessualità infantile (quinto-sesto anno) e l'inizio della pubertà.
laterale   agg.    • 1 •   che si trova al lato, ai lati, sul fianco: porta laterale; l'ingresso laterale della chiesa  | via laterale, via che si dirama da una via principale | linea laterale, (zool.) organo che consente ai pesci di percepire le vibrazioni dell'acqua e si estende dalla testa verso la coda sui due lati del corpo; (sport) ciascuna delle due linee che delimitano nel senso della lunghezza il campo di gioco, nel calcio e in altri sport | nel calcio: fallo laterale, quello commesso dal giocatore che fa andare la palla oltre la linea laterale del campo; rimessa laterale, tiro che punisce il fallo laterale ed è eseguito a mano da un avversario nel punto in cui la palla è uscita dal campo    • 2 •   (fig.) secondario, accessorio; collaterale: un personaggio laterale; argomento, problema laterale   agg.  e s.f.  (ling.) si dice di consonante articolata applicando la parte anteriore della lingua a quella anteriore del palato e lasciando uscire l'aria dalle due aperture rimaste ai lati; in it. le consonanti laterali sono l  (lana, alba) e gl(i)  (egli, aglio)  s.m.  (sport) nel calcio, mediano § lateralmente avv.  a lato, ai lati, di fianco: disporre, collocare lateralmente. 
lateralità   s.f.  (non com.) l'essere laterale.
lateranense   agg.  che si riferisce alla basilica di san giovanni in laterano, in roma, e ai palazzi annessi: concilio lateranense | patti lateranensi, i patti stipulati nei palazzi lateranensi l'11 febbraio 1929 tra l'italia e la santa sede, con i quali si regolavano le relazioni tra lo stato e la chiesa cattolica in italia.
laterite   s.f.  (min.) roccia sedimentaria rossastra, composta da idrossidi di alluminio e ferro, prodotta dall'alterazione di rocce silicate in regioni tropicali caldo-umide.
laterizio   agg.  di terracotta o di mattoni: materiale laterizio; industria laterizia   s.m. pl.  nome generico dei materiali ceramici da costruzione come mattoni, tegole e sim., fabbricati con argilla impastata con acqua: fabbrica di laterizi. 
laterizzazione   s.f.  (geol.) processo di alterazione dei terreni rocciosi tipico delle regioni a clima caldo-umido, che provoca disgregazione dei silicati più complessi con conseguente liberazione di silice, ferro e alluminio.
latero-  latero- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal latino la°tus -e°ris  'fianco'; significa 'laterale, relativo al fianco'.
laterocervicale   agg.  (anat, med.) situato nella parte laterale del collo: linfoghiandole laterocervicali. 
lateroflessione   s.f.  (med.) deviazione laterale di un organo, che risulta inclinato rispetto alla posizione normale: lateroflessione dell'utero. 
lateroversione   s.f.  (med.) deviazione totale di un organo dalla posizione normale, con un'estremità inclinata verso destra e l'estremità opposta verso sinistra: lateroversione di un rene. 
latice   o lattice, s.m.  liquido viscoso di colore biancastro, ricco di gomma, grassi, cere e resine, contenuto in molte piante, dalla cui corteccia si ricava mediante incisione | latice naturale di gomma, quello presente in numerose euforbiacee, dal quale si ricava il caucciù | latice artificiale, sintetico, quelli prodotti industrialmente e usati come collanti e per fare vernici, gomme sintetiche ecc.
laticifero   agg.  (bot.) si dice di cellula o tessuto che contiene latice: canali laticiferi. 
laticlavio   s.m.    • 1 •   presso gli antichi romani, veste bianca con una larga striscia di porpora, portata dai senatori e poi anche dai membri delle famiglie senatorie    • 2 •   (estens.) la dignità di senatore.
latifoglia   s.f.  (bot.) pianta a foglie larghe.
latifoglio   agg.  (bot.) si dice di pianta a foglie larghe.
latifondiario   agg.  di latifondo, relativo al latifondo.
latifondista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi possiede un latifondo | (estens.) ricco proprietario terriero.
latifondistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a latifondo o a latifondista.
latifondo   s.m.  ampia proprietà fondiaria coltivata con sistemi non intensivi.
latimeria   s.f.  pesce rinvenuto al largo delle coste del sudafrica, unico rappresentante vivente dell'ordine dei celacantiformi.
latineggiante   part. pres.  di latineggiare   agg.  che arieggia il latino: stile latineggiante. 
latineggiare   v. intr.  [io latinéggio ecc. ; aus. avere] usare, nella propria lingua, termini, costrutti, modi stilistici tipici del latino.
latinense   agg.  di latina  agg.  e s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a latina.
latinismo   s.m.  parola, locuzione o costrutto propri del latino, adottati in un'altra lingua; in partic., parola desunta dal latino letterario e introdotta in una lingua romanza a un certo punto della sua storia con i minimi necessari adattamenti fono-morfologici (p. e. dal lat. ple°bem  derivano in it. pieve, per tradizione diretta, e plebe, come latinismo).
latinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di lingua e letteratura latina.
latinità   s.f.    • 1 •   l'essere latino: la latinità di una tradizione  | conformità alla lingua latina: la latinità di un costrutto    • 2 •   la lingua e la letteratura latina e l'epoca in cui la lingua latina fu parlata e scritta; anche, la civiltà che si formò, in età successiva, intorno alla lingua latina e alla tradizione di roma: la latinità aurea; gli scrittori della tarda latinità. 
latinizzare   v. tr.    • 1 •   introdurre presso un popolo la lingua e la cultura latina, o una lingua e una cultura neolatina    • 2 •   tradurre in lingua latina | dare forma latina a parole di altra lingua: latinizzare il proprio cognome  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) latineggiare | latinizzarsi v. rifl.  assumere usi e costumi latini o neolatini.
latinizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (ant.) che, chi traduce in latino.
latinizzazione   s.f.  il latinizzare, il latinizzarsi, l'essere latinizzato: la latinizzazione dell'america meridionale  | la forma latinizzata di una parola.
latin lover   loc. sost. m. invar.  amante di temperamento focoso ma romantico, come, soprattutto nei paesi nordeuropei, si ritiene che siano gli uomini dei paesi latini; conquistatore, seduttore.
latino   agg.    • 1 •   dell'antico lazio o degli antichi romani: la città latina di albalonga; la lingua, la civiltà latina  | che si riferisce alla lingua parlata e scritta dagli antichi romani: grammatica, sintassi latina; letteratura latina  | croce latina, quella tradizionale, a bracci disuguali    • 2 •   delle civiltà e dei popoli neolatini: le nazioni latine  | america latina, la parte dell'america colonizzata da spagnoli e portoghesi    • 3 •   cattolico romano: chiesa latina; rito latino    • 4 •   (ant.) italiano: dinne s'alcun latino è tra costoro  (dante inf.  xxix, 88)    • 5 •   (ant.) chiaro, facile: sì che raffigurar m'è più latino  (dante par.  iii, 63)    • 6 •   vela latina, (mar.) vela triangolare di facile manovrabilità, inferita a un'antenna dal lato prodiero  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante dell'antico lazio o dell'antica roma    • 2 •   lingua indoeuropea del gruppo italico parlata dalle antiche popolazioni latine: latino arcaico, classico, volgare, tardo, cristiano, medievale; latino scientifico, il latino moderno usato nella terminologia e nella nomenclatura di varie scienze | la lingua e la letteratura latina, in quanto disciplina di studio e materia d'insegnamento scolastico: professore, esame di latino    • 3 •   (ant.) linguaggio, modo di esprimersi: ma per chiare parole e con preciso / latin rispuose  (dante par.  xvii, 34-35) | capire, intendere il latino, (fig.) intendere ciò che è sottinteso § latinamente avv.  secondo i costumi dei latini | secondo il modello e le norme della lingua latina; in latino.
latino-  latino- primo elemento di parole composte in cui indica rapporto con la popolazione, la lingua e la cultura latina (latino-gallico) o dei paesi neolatini (latino-americano).
latino-americano  latino-americano agg.  dell'america latina: la letteratura latinoamericana   s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'america latina.
latinorum   s.m.  (scherz.) la lingua latina, quando è usata in modo pedantesco e incomprensibile: «si piglia gioco di me?» interruppe il giovine. «che vuol ch'io faccia del suo latinorum?»  (manzoni p. s.  ii).
latinuccio   s.m.  (spec. pl.) i primi elementi della grammatica latina; gli esercizi, le facili traduzioni che si assegnano ai principianti nello studio del latino: chi era destinato a far loro l'esequie, era ancora in seminario, a fare i latinucci  (manzoni p. s.  xxxviii).
latirismo   s.m.  (med.) avvelenamento da alcaloidi contenuti nei semi di latiro.
latiro   s.m.  pianta erbacea con fusto strisciante e grappoli di fiori rosa scuro, simili a quelli del pisello (fam.  leguminose).
latitante   agg.    • 1 •   (dir.) che si sottrae volontariamente all'esecuzione di un mandato o di un ordine di cattura, di arresto o di carcerazione: essere, rimanere latitante  | anche come s.m.  e f.  : catturare un latitante    • 2 •   (fig.) che si sottrae alle proprie responsabilità: dirigenti latitanti. 
latitanza   s.f.    • 1 •   (dir.) la condizione di chi è latitante | (estens.) clandestinità    • 2 •   (fig.) assenza; inazione: la latitanza del governo. 
latitare   v. intr.  [io làtito ecc. ; aus. avere]    • 1 •   stare nascosto, non farsi trovare    • 2 •   (fig.) venire meno alle proprie responsabilità.
latitudinale   agg.  che concerne la latitudine § latitudinalmente avv.  nel senso della latitudine.
latitudinario   agg.  e s.m.  (relig.) che, chi segue il latitudinarismo.
latitudinarismo   s.m.  (relig.) corrente di pensiero teologico, sorta nel sec. xvii in seno all'anglicanesimo, che considerava legittima la molteplicità delle opinioni e delle dottrine delle diverse confessioni protestanti.
latitudine   s.f.    • 1 •   una delle due coordinate geografiche terrestri; è la distanza di un luogo dall'equatore misurata in gradi lungo l'arco del meridiano passante per quel luogo | latitudine celeste, (astr.) distanza angolare di un astro dall'eclittica, misurata su un cerchio massimo passante per l'astro e per il polo dell'eclittica    • 2 •   latitudine di posa, (foto.) capacità di una pellicola di sopportare errori di esposizione senza alterazione del risultato    • 3 •   (estens.) paese, regione, zona, con riferimento alla posizione geografica e quindi alle condizioni ambientali: animali che non sopravvivono alle nostre latitudini    • 4 •   (lett.) estensione in larghezza; ampiezza, vastità | (fig.) larghezza: interpretare una legge con una certa latitudine. 
lato   (1) s.m.    • 1 •   fianco, parte destra o sinistra del corpo umano; per estens., la parte destra o sinistra di qualsiasi cosa: dormire sul lato destro; sedere a lato di qualcuno; voltarsi dall'altro lato; il lato sinistro dell'edificio; il lato destro della strada  | a lato di, di lato a, di fianco a | in ogni lato, dovunque, dappertutto | mettere, mandare a lato, nel linguaggio del calcio, inviare il pallone oltre la linea laterale del campo, commettendo fallo    • 2 •   (fig.) aspetto, profilo, punto di vista: vedere il lato buono di una persona; esaminare un problema dal lato morale; da un lato sono contento, dall'altro mi dispiace  | dal lato mio, tuo ecc. , per parte mia, tua ecc. | parenti dal lato del padre, della madre, per parte paterna, materna | d'altro lato, d'altronde    • 3 •   (geom.) ciascuno dei segmenti di retta che costituiscono il perimetro di un poligono; ciascuna delle due semirette che comprendono un angolo.
lato   (2) agg.    • 1 •   (lett.) largo, spazioso: la bruna capelliera / il lato collo e l'ampie spalle inonda  (carducci)    • 2 •   (fig.) ampio, esteso: in senso lato, non ristretto, non letterale § latamente avv.  ampiamente.
latomia   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   nell'antichità greco-romana, cava di pietra in cui lavoravano i prigionieri di guerra e i condannati a pene detentive    • 2 •   (estens.) carcere, spec. se sotterraneo.
latore   s.m.  [f. -trice] chi porta; in partic., chi è incaricato di recapitare una lettera, un messaggio e sim.: essere latore di buone notizie. 
-latra  -latra secondo elemento di parole composte, di origine greca o di formazione moderna, deriv. del gr. latréuein  'servire, adorare' (cfr. latria); indica la persona che pratica un culto adorante o eccessivo, fanatico (idolatra).
latrare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   abbaiare con forza o con rabbia, detto del cane    • 2 •   (estens.) gridare forte; sbraitare, spec. con ira e malanimo.
latrato   s.m.  il latrare; il verso del cane che latra.
latratore   s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) animale che latra | (fig.) chi sbraita, insulta, offende.
latreutico   agg.  [pl. m. -ci] di latria: culto latreutico. 
latria   s.f.  (teol.) nel cattolicesimo, culto esterno di adorazione, riservato esclusivamente a dio.
-latria  -latria secondo elemento di parole composte, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. latréia  'servitù, culto'; vale 'culto, adorazione' (idolatria, egolatria).
latrina   s.f.    • 1 •   locale dotato di servizi igienici, spec. se a uso pubblico; gabinetto, ritirata    • 2 •   (estens.) ambiente o luogo sporco, lurido.
latrinaio   s.m.  [f. -a] (rar.) chi è addetto alla custodia di una latrina pubblica.
latro    ⇨ ladro.
latrocinio   o ladrocinio, s.m.  il rubare, spec. con l'inganno; furto, ruberia.
latta   (1) s.f.    • 1 •   lamiera sottile d'acciaio ricoperta sulle due superfici da uno strato protettivo di stagno    • 2 •   recipiente di latta o di altro materiale sottile: una latta d'alluminio  | il contenuto di una latta: una latta d'olio. 
latta   (2) s.f.  (tosc.) colpo dato sul cappello a qualcuno con la mano aperta.
lattagogo   agg.  e s.m.  (med.) galattagogo.
lattaio   (1) s.m.  (ant.) lattoniere, stagnaio.
lattaio   (2) s.m.  [f. -a] chi vende latte o lo porta a domicilio.
lattaiolo   agg.  (non com.) si dice di dente di latte  s.m.  (region.)    • 1 •   dolce a base di latte    • 2 •   varietà di acero | varietà di fungo lattario.
lattame   s.m.  (chim.) ogni appartenente a una classe di composti organici a struttura di ammidi interne, formati per reazione interna da una molecola di amminoacido; da alcuni si ricava il nailon.
lattante   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è nutrito con il latte della madre o con il poppatoio: un bambino, un cucciolo lattante; le malattie dei lattanti  | (scherz.) si dice di giovane immaturo e inesperto, spec. se si dà arie da adulto: zitto tu che sei ancora un lattante!. 
lattare   v. tr.  (ant.) allattare (anche fig.): quel greco / che le muse lattar più ch'altro mai  (dante purg.  xxii, 101-102) | v. intr.  [aus. avere] (ant.) prendere il latte, poppare.
lattarino    ⇨ latterino.
lattario   s.m.  fungo contenente un latice colorato (fam.  agaricacee).
lattasi   s.f.  (chim.) enzima contenuto nel succo intestinale, che scinde il lattosio in glucosio e galattosio.
lattato   (1) agg.  bianco come il latte: marmo lattato. 
lattato   (2) s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido lattico.
lattazione   s.f.    • 1 •   (fisiol.) la secrezione del latte dalle ghiandole mammarie; anche, il periodo di tempo durante il quale tale secrezione perdura    • 2 •   (zootec.) la quantità di latte prodotta da una vacca in un anno.
latte   s.m.    • 1 •   liquido bianco e dolce secreto dalle ghiandole mammarie della donna e delle femmine dei mammiferi, alimento completo e indispensabile nel primo periodo di vita degli esseri umani e degli animali mammiferi: succhiare il latte; dare il latte, allattare; levare il latte, divezzare | fratelli, sorelle di latte, quelli, quelle che, senza essere fratelli o sorelle, hanno avuto la stessa balia | figlio di latte, l'allattato rispetto alla balia | denti di, da latte, quelli della prima dentizione | vitello, maialino di latte, giovanissimo, non ancora divezzato | succhiare qualcosa col latte, (fig.) abituarvisi o esservi educato fin dalla prima fanciullezza | avere ancora il latte alla bocca, puzzare ancora di latte, (fig.) si dice di chi, essendo ancora giovane, si dà arie da adulto | far venire il latte alle ginocchia, ai gomiti, (fig.) annoiare oltre misura; infastidire, deprimere    • 2 •   il latte degli animali come prodotto alimentare: latte di mucca, di capra; bere una tazza di latte; latte scremato, a cui è stata tolta la panna; latte intero, non scremato; latte pastorizzato, sottoposto a riscaldamento per eliminare i germi patogeni; latte a lunga conservazione, trattato in modo che si conservi inalterato a temperatura ambiente; latte in polvere, che è stato completamente privato della parte acquosa | fior di latte, la panna del latte; anche, tipo di mozzarella molto tenera | latte dei vecchi, (scherz.) il vino | usato anche come agg. invar.  nelle loc.: bianco latte, color latte, di colore bianco come il latte    • 3 •   bibita o dolce a base di latte: latte di gallina, bibita corroborante composta di tuorlo d'uovo sbattuto con zucchero, diluito nel latte bollente con aggiunta di cognac o rum; (fig.) cibo impossibile a trovarsi    • 4 •   liquido che ha somiglianza col latte: latte di cocco, liquido lattiginoso commestibile, contenuto nelle noci di cocco; latte di calce, sospensione acquosa di idrato di calcio, ma anche calcina stemperata con acqua; latte detergente, emulsione lattiginosa usata in cosmetica per detergere a fondo l'epidermide del viso e in particolare per togliere il trucco    • 5 •   latte di gallina, (bot.) ornitogalo.
latteggiare   v. intr.  [io lattéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) lasciar uscire un umore latteo: i fichi latteggiano. 
lattemiele   o latte e miele, meno com. lattemmiele, ant. lattemele, s.m. invar.    • 1 •   (region.) panna montata    • 2 •   (fig.) cosa troppo dolce; sdolcinatezza: è tutta lattemiele con lui. 
latteo   agg.    • 1 •   di latte; che concerne il latte o è a base di latte: secrezione, dieta lattea  | farina lattea, latte evaporato mescolato con farina | montata lattea, (fisiol.) la prima secrezione di latte dopo il parto | febbre lattea, (med.) elevazione della temperatura corporea che può manifestarsi nelle puerpere in coincidenza con la montata lattea | crosta lattea, lattime    • 2 •   che è simile al latte per colore, per aspetto: carnagione lattea  | via lattea, nome popolare della nostra galassia, in quanto appare come una striscia più chiara e luminosa nel cielo notturno.
latteria   s.f.    • 1 •   impianto industriale per la raccolta e la lavorazione del latte | latteria sociale, cooperativa che riunisce piccoli produttori di latte, per la produzione comune di burro e formaggio    • 2 •   negozio dove si vendono latte, latticini e altri prodotti alimentari.
latterino   roman. lattarino, s.m.  piccolo pesce commestibile che vive in branchi nel mediterraneo e nelle acque salmastre e dolci (gen.  aterina).
lattescente   agg.  si dice di liquido che presenta il colore e l'opacità caratteristici del latte.
lattescenza   s.f.  l'essere lattescente.
lattice    ⇨ latice.
latticello   s.m.  siero di latte inacidito; parte sierosa del latte che si separa durante la fabbricazione del burro.
latticinio   improprio ma diffuso latticino, s.m.  (spec. pl.) ogni prodotto alimentare ricavato dal latte (panna, burro, ricotta, yogurt, formaggi): un negozio di latticini. 
latticino   (1) s.m.  (region.) erba o radice che dà un latice bianco; scorzonera.
latticino   (2)  ⇨ latticinio.
lattico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al latte: fermento lattico  | acido lattico, (chim.) ossiacido organico, a tre atomi di carbonio, che si forma nel latte per la scissione del lattosio e di altri zuccheri provocata dai fermenti lattici, e nei muscoli per effetto della contrazione muscolare.
lattide   s.m.  (chim.) ogni appartenente a una classe di composti organici a carattere di estere ottenuti da due molecole di ossiacidi (p. e.  dall'acido lattico).
lattiera   s.f.  recipiente per servire il latte.
lattiero   agg.  che riguarda la produzione del latte: l'industria lattiera; il settore lattiero caseario. 
lattifero   agg.    • 1 •   che produce latte: vacca lattifera  | pianta lattifera, da cui geme il latice    • 2 •   (anat.) che conduce il latte secreto dalla ghiandola mammaria: dotto, canale lattifero. 
lattiginoso   agg.    • 1 •   che è simile a latte annacquato: un liquido lattiginoso    • 2 •   si dice di erba o pianta che secerne latice.
lattime   s.m.  malattia dei lattanti che si manifesta con grosse croste sul capo; è detta com. crosta lattea. 
lattimo   s.m.  vetro opalescente, tipico dell'arte vetraria veneziana.
lattina   s.f.  piccolo recipiente di latta o di altra lamiera sottile; spec. quello cilindrico usato per contenere birra, bibite, olio e sim.
lattivendolo   s.m.  [f. -a] (non com.) lattaio.
lattoalbumina   s.f.  (med.) albumina del latte.
lattobacillo   s.m.  (biol.) genere di batteri che provocano la fermentazione degli zuccheri con produzione di acido lattico.
lattodensimetro   s.m.  strumento graduato usato per misurare la densità del latte e la quantità di grassi che contiene.
lattoflavina   s.f.  (chim.) nome della vitamina b2.
lattogenesi   s.f.  (biol.) la formazione del latte nella mammella dopo il parto.
lattone   (1) s.m.  lattonzolo; maialino o vitello di latte.
lattone   (2) s.m.  (chim.) ogni appartenente a una classe di composti organici a carattere di estere ciclico ottenuti da una molecola di ossiacido per reazione interna.
lattoniere   s.m.    • 1 •   chi fabbrica o ripara oggetti di latta; stagnaio    • 2 •   operaio addetto alla lavorazione delle parti in lamiera della carrozzeria degli autoveicoli; battilastra.
lattonzolo   o lattonzo, s.m.    • 1 •   animale poppante, spec. maialino o vitello    • 2 •   (scherz.) giovane ingenuo e inesperto.
lattoscopio   s.m.  apparecchio per valutare la purezza e la quantità di grassi contenuta nel latte.
lattosio   s.m.  (chim) disaccaride contenuto nel latte, costituito dall'unione di una molecola di glucosio con una di galattosio.
lattovaro   lattuario  ⇨ elettuario.
lattuca    ⇨ lattuga.
lattucario   s.m.  succo della lattuga, che nell'antica medicina veniva impiegato come sedativo e disintossicante.
lattuga   ant. lattuca, s.f.    • 1 •   pianta erbacea coltivata negli orti, le cui foglie larghe e tenere si mangiano in insalata (fam.  composite) | lattuga di mare, alga marina dal tallo increspato, di color verde chiaro (fam.  ulvacee). dim. lattughina, lattughino  (m)    • 2 •   gala di merletto o di tela inamidata e increspata, che gli uomini portavano per ornamento sul davanti delle camicie; gorgiera.
lauda   s.f.    • 1 •   (ant.) lode    • 2 •   nella letteratura italiana medievale, componimento poetico di contenuto religioso e di intonazione popolare, a volte in forma drammatica: le laude di iacopone da todi. 
laudano   s.m.  preparato galenico costituito da estratto di oppio e tintura di zafferano con una minima quantità di morfina, usato un tempo come calmante dei dolori viscerali.
laudare   e deriv.   ⇨ lodare e deriv. 
laudario   s.m.  raccolta di laudi medievali.
laudativo   agg.  (lett.) elogiativo, laudatorio: espressioni laudative; discorso laudativo. 
laudatorio   agg.  (non com.) che è di lode, elogiativo.
laudazione   s.f.  (lett.) lode; discorso o componimento elogiativo.
laude    ⇨ lode.
laudemio   s.m.  nel medioevo, prestazione, per lo più in denaro, dovuta dal vassallo a ogni mutamento della persona del signore, e dall'enfiteuta alla rinnovazione dell'enfiteusi.
laudese   s.m.  nel medioevo, chi componeva o cantava laudi sacre.
launeddas   s.f. pl.  strumento musicale a fiato, costituito da tre canne ad ancia battente, due legate insieme e una libera, caratteristico della sardegna.
launegildo   s.m.  nel diritto longobardo, oggetto o somma di denaro che, in caso di donazione, il donatario doveva offrire al donatore come corrispettivo simbolico del dono ricevuto.
laura   s.f.  (relig.) in età bizantina, forma di monachesimo che conciliava l'eremo con momenti di vita comunitaria | (estens.) l'aggregato di capanne separate in cui vivevano i monaci.
lauracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni arboree o arbustive, sempreverdi, a cui appartengono tra le altre l'alloro, la canfora, la cannella e l'avocado | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
laurea   s.f.    • 1 •   (ant.) corona d'alloro, spec. quella con cui si cingeva la fronte degli imperatori e dei poeti    • 2 •   (diploma di) laurea, titolo dottorale conferito da un'università a chi ha compiuto un corso di studi: laurea in medicina, in lettere; conseguire, avere una laurea; tesi, esame di laurea  | laurea breve, diploma universitario conferito alla fine di un corso di studi più breve rispetto a quello ordinario, che prepara all'esercizio di una specifica professione    • 3 •   (fam.) l'esame, la dissertazione della tesi che si deve sostenere per ottenere tale titolo: dare, discutere la laurea. 
laureando   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di studente universitario prossimo a sostenere l'esame di laurea: laureando in lingue. 
laureare   v. tr.  [io làureo ecc.]    • 1 •   (lett.) coronare d'alloro; conferire un alto riconoscimento cingendo con la corona d'alloro: il petrarca fu laureato poeta in campidoglio    • 2 •   conferire la laurea: laureare a pieni voti    • 3 •   (estens.) riconoscere a qualcuno una qualifica, assegnargli un titolo, spec. sportivo | laurearsi v. rifl.    • 1 •   conseguire la laurea: laurearsi in giurisprudenza; laurearsi con 110 e lode    • 2 •   (estens.) ottenere una qualifica, un riconoscimento, un titolo, spec. sportivo: laurearsi campione italiano. 
laureato   part. pass.  di laureare   agg.    • 1 •   (lett.) coronato d'alloro: poeta laureato    • 2 •   poeta laureato, in inghilterra quello che, remunerato dai sovrani con una pensione, ha l'incarico di comporre testi encomiastici | (estens.) poeta ufficiale, poeta cortigiano    • 3 •   che ha conseguito la laurea: essere laureato in scienze biologiche  | usato anche come s.m.  [f. -a]: un laureato in economia e commercio. 
laureazione   s.f.  (ant. , lett.) il laureare, spec. un poeta.
laurencio    ⇨ laurenzio.
laurenziano   agg.    • 1 •   di san lorenzo: basilica laurenziana | biblioteca laurenziana, biblioteca statale di firenze, collocata nei chiostri superiori della basilica di san lorenzo | codice laurenziano, conservato nella biblioteca laurenziana di firenze    • 2 •   (lett.) di lorenzo de' medici: poesia laurenziana    • 3 •   del fiume san lorenzo, nell'america sett.: bacino laurenziano  | periodo laurenziano, (geol.) il periodo più antico dell'era arcaica.
laurenzio   o laurencio, s.m.  elemento chimico artificiale radioattivo il cui simbolo è lw. 
laureo   agg.  (lett.) di lauro.
lauretano   o loretano, agg.  della città di loreto; del santuario della madonna che vi ha sede | litanie lauretane, litanie della vergine.
laureto   s.m.  (lett.) bosco di allori: l'aura si sente / d'un fresco ed odorifero laureto  (petrarca canz.  cxxix, 69-70).
laurifero   agg.  (poet.) che produce alloro; ricco di allori.
lauro   s.m.  (lett.)    • 1 •   alloro: corona di lauro    • 2 •   (fig.) simbolo di gloria, di trionfo: il lauro della vittoria  | lauro olimpico, titolo conseguito alle olimpiadi.
lauroceraso   s.m.  arbusto con fiori di color rosa vivace e foglie sempreverdi lucide, lanceolate, usate un tempo in medicina per preparare un'acqua ad azione antitossica e sedativa della tosse (fam.  rosacee).
lautal   s.f.  (metall.) lega temperabile di alluminio e silicio impiegata nelle costruzioni aeronautiche.
lautezza   s.f.  (non com.) l'essere lauto; magnificenza, abbondanza: questa biblioteca ambrosiana, che federigo ideò con sì animosa lautezza  (manzoni p. s.  xxii).
lauto   agg.  abbondante; magnifico, sontuoso: un lauto pranzo; lauti guadagni; promettere una lauta ricompensa  § lautamente avv. 
lava   s.f.  massa fluida e incandescente costituita di minerali fusi, che fuoriesce dai vulcani in eruzione: colata di lava. 
lavaauto   s.m.  (non com.) lavamacchine.
lavabiancheria   s.f. invar.  (non com.) lavatrice per uso domestico.
lavabile   agg.  che può essere lavato senza subire alterazioni: tessuto lavabile; carta da parati lavabile. 
lavabilità   s.f.  l'essere lavabile.
lavabo   s.m.  [pl. invar.  o -bi]    • 1 •   (lit.) il momento della messa, prima della consacrazione, in cui il sacerdote si lava simbolicamente le mani | (estens.) ampolla contenente l'acqua con cui il celebrante si lava le mani al lavabo; anche, piccolo acquaio nella sacrestia, dove il sacerdote si lava le mani prima di indossare i paramenti per celebrare la messa    • 2 •   vaschetta, generalmente di ceramica, infissa a parete o sorretta da un basamento, con impianto di carico e scarico d'acqua, usata per la pulizia personale; lavandino.
lavacapo   s.m.  [pl. -pi] (rar.) lavata di capo, sgridata.
lavacassonetti   s.m. invar.  automezzo dotato di dispositivo per il lavaggio e la disinfezione dei cassonetti in cui si raccolgono i rifiuti urbani.
lavaceci   agg.  e s.m.  e f.  (ant. scherz.) sciocco, ottuso.
lavacristallo   s.m. invar.  lo stesso che tergicristallo. 
lavacro   s.m.  (lett.)    • 1 •   recipiente, bacino per lavarsi    • 2 •   il lavare, il lavarsi, spec. come rito purificatorio; per estens., purificazione | santo lavacro, il battesimo; anche, il fonte battesimale | lavacro di sangue, martirio    • 3 •   (estens.) acqua pura che scorre | (poet.) fiume, corso d'acqua limpidissimo: pe' lavacri / che da' suoi gioghi a te versa apennino  (foscolo sepolcri  166-167).
lavadita   s.m. invar.  coppetta piena d'acqua che si pone in tavola perché i commensali possano lavarsi le dita.
lavafrutta   s.m. invar.  piccolo recipiente che si pone sulla tavola per lavarvi la frutta prima di mangiarla.
lavaggino   s.m.  [f. -a] (antiq.) operaio tessile addetto al lavaggio di filati, tessuti o stracci; lavatore.
lavaggio   s.m.    • 1 •   l'operazione del lavare: il lavaggio della biancheria, di un'automobile  | lavaggio a secco, pulitura di tessuti, indumenti ecc. con il solo uso di smacchiatori e sgrassanti | tunnel di lavaggio, impianto a catena per il lavaggio automatico di autoveicoli | lavaggio del cervello, (fig.) intensa pressione psicologica che arriva a cancellare del tutto le vecchie idee per imporne di nuove: fare, subire il lavaggio del cervello    • 2 •   (tecn.) operazione mediante la quale si asportano, con un solvente liquido, impurità che incrostano o impregnano un corpo solido o che sono disciolte o sospese in una sostanza liquida o gassosa | (estens.) operazione mediante la quale con un flusso gassoso si scaccia un altro gas da un ambiente chiuso o da una tubazione: fase di lavaggio, quella in cui, in alcuni tipi di motore a combustione interna, i gas di combustione vengono sostituiti con aria pura o con miscela fresca.
lavagna   s.f.    • 1 •   ardesia: tegole di lavagna    • 2 •   lastra nera, originariamente di ardesia, incorniciata da un telaio e montata su un sostegno o fissata al muro, sulla quale si scrive col gesso; è usata soprattutto nelle scuole: scrivere un problema alla lavagna; chiamare un alunno alla lavagna, per interrogarlo; cancellare la lavagna, ciò che vi era stato scritto | lavagna luminosa, apparecchio che proietta su uno schermo disegni o scritti tracciati su fogli traslucidi | lavagna magnetica, pannello di plastica con anima metallica, sul quale si possono disporre elementi magnetici di varia forma e colore (lettere, barrette, frecce ecc.). dim. lavagnetta. 
lavalliè  re lavallière;s.f. invar.  cravatta maschile a grande fiocco, che nel sec. xix contrassegnava l'abbigliamento di artisti o di chi professava idee anarchiche o repubblicane.
lavamacchine   s.m.  e f. invar.  operaio addetto al lavaggio di autoveicoli.
lavamani   agg. invar.  che serve a lavare le mani: liquido lavamani. 
lavamano   s.m.  [pl. invar.  o -ni] suppellettile costituita da una catinella sostenuta da un treppiede, usata spec. un tempo per lavarsi; anche, l'insieme costituito da catino, supporto, brocca e secchio (per il riempimento e lo svuotamento).
lavamoquette   s.f. invar.  elettrodomestico per lavare i pavimenti rivestiti di moquette.
lavanda   (1) s.f.    • 1 •   (lett.) il lavare, il lavarsi    • 2 •   nella liturgia della messa, abluzione delle mani da parte del celebrante prima della consacrazione | lavanda dei piedi, il rito di lavare i piedi a dodici fedeli compiuto dal sacerdote durante la messa serale del giovedì santo, in ricordo di ciò che fece gesù con gli apostoli nell'ultima cena    • 3 •   (med.) lavaggio di cavità interne del corpo a scopo terapeutico: lavanda vaginale, gastrica. 
lavanda   (2) s.f.  pianta erbacea con foglie lineari e fiori violacei in spighe, odorosi, dai quali si estrae un'essenza molto usata in profumeria (fam.  labiate) | (acqua di) lavanda, il profumo ricavato dai fiori di tale pianta.
lavandaia   s.f.    • 1 •   donna che lava biancheria e indumenti per mestiere. dim. lavanderina    • 2 •   (fig.) donna villana, volgare, sboccata.
lavandaio   s.m.    • 1 •   chi per mestiere lava biancheria e indumenti    • 2 •   candeggiatore.
lavanderia   s.f.    • 1 •   locale attrezzato per il lavaggio della biancheria e di indumenti in genere: la lavanderia di un albergo, di un ospedale    • 2 •   esercizio pubblico in cui si provvede al lavaggio automatico, ad acqua o a secco, di capi della clientela: lavanderia a gettone, in cui i clienti possono azionare direttamente delle macchine lavatrici a gettone.
lavandino   s.m.    • 1 •   lavabo per la pulizia personale    • 2 •   vaschetta fissa in cucina, con carico e scarico d'acqua, per lavare i cibi e rigovernare le stoviglie; acquaio, lavello: lavandino di maiolica, di acciaio inossidabile  | essere un lavandino, (fig. fam.) si dice di persona che mangia molto e di tutto.
lavapavimenti   s.f. invar.  elettrodomestico per lavare i pavimenti.
lavapiatti   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi in alberghi, ristoranti, comunità ha il compito di lavare le stoviglie    • 2 •   (estens.) sguattero | s.f. invar.  macchina lavastoviglie.
lavare   v. tr.    • 1 •   rendere pulito con acqua o altra sostanza detergente: lavare i piatti, il pavimento, i panni; lavare la frutta, l'insalata; lavarsi il viso, le mani, i denti; lavare con acqua e sapone  | (assol.) lavare indumenti e biancheria di casa; fare il bucato: una donna andava da loro a lavare  | lavare a secco, senza acqua, con il solo uso di smacchiatori e sgrassanti | lavare il capo, la testa a qualcuno, (fig.) rimproverarlo severamente | lavarsi le mani di qualcosa, (fig.) non volersene interessare | prov.  : i panni sporchi si lavano in famiglia, le questioni spiacevoli devono essere risolte all'interno dell'ambiente in cui si sono determinate, non vanno rese pubbliche    • 2 •   (fig.) togliere via, cancellare quanto costituisce una colpa, una macchia: la confessione lava i peccati  | lavare un'offesa nel sangue, vendicarla in modo cruento    • 3 •   (tecn.) effettuare un'operazione di lavaggio | lavarsi v. rifl.  lavare il proprio corpo: ai bambini non piace lavarsi. 
lavarello   s.m.  (pop.) altro nome del pesce coregono. 
lavasciuga   s.f.  lavatrice che dopo avere eseguito le operazioni di lavaggio della biancheria ne effettua anche l'asciugatura.
lavasecco   s.m.  e f. invar.  lavanderia a secco.
lavastoviglie   s.m.  e f. invar.  (non com.) chi lava le stoviglie in alberghi, ristoranti, comunità lavapiatti, sguattero | s.f. invar.  macchina per il lavaggio delle stoviglie.
lavata   s.f.  il lavare, il lavarsi, spec. in fretta e alla meglio: dare una lavata ai piatti; darsi una lavata prima di uscire  | lavata di testa, di capo, (fig.) rimprovero, sgridata severa: dare, fare, prendersi una lavata di capo. 
lavatesta   s.m. invar.  vaschetta sagomata che si fissa al lavandino del parrucchiere perché il cliente vi poggi la testa durante il lavaggio dei capelli.
lavativo   s.m.    • 1 •   (pop.) clistere    • 2 •   [f. -a] persona che non ha voglia di lavorare; fannullone, scansafatiche | persona pignola e noiosa.
lavato   part. pass.  di lavare   agg.  che è stato sottoposto a lavaggio, che è ben pulito; per estens., candido, terso (anche fig.) | bianco come un panno, come un lenzuolo lavato, detto di persona, pallidissimo.
lavatoio   s.m.  stanza di un'abitazione o luogo pubblico adibito al lavaggio manuale dei panni; anche, la vasca in cui si lava la biancheria.
lavatore   agg.  [f. -trice] che lava | orsetto lavatore, procione  s.m.    • 1 •   [f. -trice, pop. -tora] chi lava | operaio addetto a operazioni di lavaggio o alla conduzione di macchine lavatrici    • 2 •   (tecn.) apparecchio per la depurazione di gas mediante lavaggio in torri o colonne di assorbimento.
lavatrice   s.f.  qualsiasi macchina per eseguire operazioni di lavaggio; in partic., apparecchio elettrodomestico per il lavaggio automatico di biancheria, indumenti e altro.
lavatura   s.f.    • 1 •   lavaggio    • 2 •   l'acqua in cui si è lavato qualcosa | lavatura di piatti, (fig.) brodo o caffè acquosi e insipidi | lavatura di fiaschi, (fig.) vino annacquato.
lavavetri   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi è addetto alla pulizia di finestre, vetrate o vetrine | chi, in cambio di una piccola mancia, pulisce ai semafori il parabrezza delle automobili    • 2 •   spatola rigida di gomma usata per pulire vetri di finestre, cristalli di autoveicoli e sim. | s.f. invar.  elettrodomestico per il lavaggio dei vetri.
laveggio   s.m.  (ant.)    • 1 •   recipiente di pietra o di terracotta    • 2 •   grossa pentola simile a un paiolo.
lavello   s.m.  acquaio, lavandino.
lavico   agg.  [pl. m. -ci] di lava: colata lavica; terreno lavico. 
lavina   s.f.  slavina.
lavorabile   agg.  che si può lavorare: un legno, un terreno lavorabile. 
lavorabilità   s.f.  l'essere lavorabile.
lavoracchiare   v. intr.  [io lavoràcchio ecc. ; aus. avere] (fam.) lavorare poco o svogliatamente.
lavorante   part. pres.  di lavorare   s.m.  e f.  chi fa lavori manuali di carattere artigianale in posizione di subordinato: le lavoranti di una sartoria; lavorante finito, che è uscito dall'apprendistato.
lavorare   v. intr.  [io lavóro ecc. ; aus. avere]    • 1 •   dedicare le energie del corpo e della mente a un'attività produttiva: lavorare per vivere; lavorare con passione; lavorare giorno e notte; lavorare a cottimo, a giornata; lavorare a mano, a macchina; lavorare in una fabbrica, presso una ditta; lavorare nel cinema, nei trasporti; lavorare da falegname, da muratore; lavorare di martello, di bulino; lavorare a un romanzo, a un quadro  | lavorare in proprio, senza dipendere da un datore di lavoro | lavorare di cervello, fare lavori intellettuali; anche, ingegnarsi, sfruttare la propria furbizia | lavorare per la gloria, (scherz.) senza compenso | lavorare in un film, prendervi parte | lavorare di fantasia, fantasticare, immaginare cose poco verosimili | lavorare d'astuzia, agire astutamente, trovare stratagemmi | lavorare di gomiti, cercare di aprirsi un varco tra la folla; anche, cercare di far carriera senza riguardo per gli altri | lavorare di schiena, fare qualcosa che richiede molta fatica fisica | lavorare di ganasce, mangiare avidamente | lavorare di mano, rubare con destrezza; palpare, palpeggiare    • 2 •   detto di animali, compiere una fatica utile all'uomo: i buoi lavorano nei campi; nel circo lavorano cavalli ed elefanti    • 3 •   detto di strumenti, macchine, opifici e sim., funzionare, essere in azione: in quello stabilimento gli impianti lavorano notte e giorno; la fabbrica ha ripreso a lavorare  | riferito a parti del corpo umano: il suo fegato non lavora bene    • 4 •   avere un giro d'affari; avere una clientela, un'attività: ci sono tre bar e lavorano tutti; una sartoria che lavora poco    • 5 •   (fig.) agire copertamente, di nascosto; macchinare, tramare: lavorava per farmi del male; lavorare sott'acqua, sotto sotto, ordire intrighi | detto di cosa, agire, avere un dato effetto: il tempo lavora a suo favore  | v. tr.  operare su una determinata materia per ridurla alla forma voluta o per trasformarla: lavorare il ferro, la creta; lavorare il legno, la lana; lavorare la terra, coltivarla; lavorare la pasta, manipolarla amalgamandone gli ingredienti; lavorare un testo, correggerlo, migliorarlo | esercitare la propria attività su qualcosa o su qualcuno per un determinato fine: lavorare, lavorarsi l'opinione pubblica, influenzarla; lavorare, lavorarsi qualcuno, cercare con pazienza e astuzia di ottenerne la fiducia o di influenzarlo, convincerlo | in espressioni del gergo sportivo: lavorare l'avversario ai fianchi, al fegato, nel pugilato, colpirlo ripetutamente in quei punti, per fiaccarne la resistenza; lavorare la palla, nel calcio e in altri sport, giocarla con abilità in vista di uno sviluppo del gioco.
lavorata   s.f.  il lavorare, come azione continuativa; quantità di lavoro compiuta in una tornata di lavoro: fare una lavorata di sei ore. 
lavorativo   agg.    • 1 •   di lavoro; relativo al lavoro o a una lavorazione: attività lavorativa; ciclo lavorativo  | si dice di periodo di tempo dedicato al lavoro: ore lavorative; giorno lavorativo, feriale, non festivo    • 2 •   (non com.) atto a essere lavorato: terreno lavorativo. 
lavorato   part. pass.  di lavorare   agg.  si dice di ciò che è stato sottoposto a una lavorazione, che è abbellito, impreziosito da una lavorazione: oro, legno lavorato. 
lavoratore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora]    • 1 •   chi lavora esercitando un mestiere o una professione: lavoratore dipendente, autonomo; lavoratore agricolo, del commercio  | in partic., chi presta la propria opera alle dipendenze di qualcuno in cambio di una retribuzione: i lavoratori dell'industria; sindacato, statuto dei lavoratori    • 2 •   chi lavora molto, impegnandosi a fondo: quel ragazzo è un gran lavoratore    • 3 •   (ant.) contadino  agg.  [f. -trice] di chi lavora: classe lavoratrice. 
lavorazione   s.f.    • 1 •   il lavorare un materiale; la procedura con cui tale operazione è eseguita: la lavorazione del cuoio, del ferro, del legname; lavorazione a macchina, a mano; lavorazione a caldo, a freddo; una lavorazione perfetta, accurata; una lavorazione lunga e laboriosa; ciclo di lavorazione; entrare in lavorazione, cominciare a essere lavorato; essere in lavorazione, si dice di prodotto non ancora finito    • 2 •   il complesso delle operazioni e delle attività necessarie per la realizzazione di un'opera: iniziare, finire la lavorazione di un film. 
lavoretto   s.m.    • 1 •   dim.  di lavoro    • 2 •   lavoro leggero, di poco impegno; lavoro precario, occasionale    • 3 •   oggetto, opera di piccola mole ma di fine fattura.
lavoricchiare   v. intr.  [io lavorìcchio ecc. ; aus. avere] (fam.)    • 1 •   lavorare poco e di mala voglia    • 2 •   lavorare poco per mancanza di lavoro.
lavoriero   s.m.    • 1 •   opera di pesca, costruita nei canali di comunicazione tra il mare e gli stagni o le lagune, con cui si convoglia il pesce in una camera chiusa    • 2 •   (ant. , dial.) lavoro.
lavorio   s.m.    • 1 •   lavoro intenso e continuato: nell'officina c'era un grande lavorio    • 2 •   (fig.) lavoro nascosto; maneggio, intrigo: lavorio elettorale    • 3 •   (ant.) lavoro in genere: con ciò fosse cosa che il marito di lei si levasse ogni mattina per tempo per andare a lavorare o a trovar lavorìo  (boccaccio dec.  vii, 2).
lavoro   s.m.    • 1 •   impiego di energia volto a uno scopo determinato: il lavoro dei buoi, di una macchina, dei muscoli  | in partic., attività umana diretta alla produzione di un bene, di un servizio o comunque a ottenere qualcosa di socialmente utile : lavoro manuale, intellettuale; essere pieno di lavoro; avere poco, molto lavoro; un lavoro interessante, difficile, impegnativo, faticoso, umile; un lavoro di pazienza, di concetto; intraprendere, terminare un lavoro; mettersi al lavoro  | lavoro in affitto, nell'uso giornalistico, trasferimento temporaneo di un lavoratore da un'azienda in crisi per eccesso di mano d'opera a un'altra che invece ne ha bisogno | lavoro usurante, tipo di lavoro che produce nel lavoratore un logorio psichico o fisico | stanza, tavolino da lavoro, dove si lavora | giorno di lavoro, lavorativo, feriale | lavori femminili, per tradizione, cucito, ricamo e maglia | lavori domestici, le faccende di casa | il lavoro dei campi, le operazioni inerenti alla coltivazione della terra | lavori forzati, quelli, pesantissimi, imposti un tempo ai condannati a gravi pene | lavori pubblici, fatti eseguire dallo stato o dagli enti locali per la realizzazione di opere destinate a pubblico servizio | lavori in corso, scritta che appare su cartelli stradali per avvertire che si stanno eseguendo opere lungo la carreggiata o su di essa. dim. lavoretto, lavorino, lavoruccio  accr. lavorone  pegg. lavoraccio    • 2 •   occupazione retribuita; esercizio di un mestiere, di una professione, di un'arte: lavoro autonomo, dipendente, subordinato; vivere del proprio lavoro; essere abile, inabile al lavoro  | in partic., attività svolta alle dipendenze di qualcuno in cambio di una retribuzione: lavoro fisso, precario; lavoro a giornata, a cottimo, a ore; lavoro a domicilio; datore di lavoro; contratto, rapporto di lavoro; l'ambiente di lavoro; il mondo del lavoro; cercare, trovare, avere (un) lavoro; mercato del lavoro; ricevere un'offerta di lavoro; presentare domanda di lavoro; offerta, domanda di lavoro, in economia, rispettivamente, la quantità di ore lavoro o di lavoratori che si offrono per attività lavorative e la quantità che è richiesta dagli imprenditori; diritto del lavoro, quello che disciplina i rapporti tra lavoratori e datori di lavoro, l'attività sindacale e la previdenza sociale | i lavoratori nel loro insieme, come classe: lo scontro tra il lavoro e il capitale  | il luogo dove si lavora: andare al lavoro; tornare dal lavoro; il percorso casa-lavoro; incidente, infortunio sul lavoro    • 3 •   spec. pl.  serie di attività svolte da gruppi di persone, organi collegiali e sim.: prendere parte ai lavori della giuria; i lavori parlamentari    • 4 •   il risultato, il prodotto dell'attività lavorativa: lavori d'artigianato; un bel lavoro di oreficeria; consegnare, ritirare un lavoro; un lavoro scientifico, letterario, di teatro    • 5 •   l'azione degli agenti naturali: il lavoro delle acque, dei venti    • 6 •   (fam.) imbroglio, maneggio, guaio: è un bel lavoro!    • 7 •   (fis.) prodotto scalare di una forza per lo spostamento del suo punto di applicazione.
lawrencio   o lawrenzio, s.m.  (chim.) laurenzio.
lay-out  lay-out loc. sost. m. invar.    • 1 •   in un impianto industriale, disposizione delle macchine e degli addetti studiata ai fini di razionalizzare la produzione    • 2 •   bozzetto di libro, articolo, annuncio pubblicitario, in cui le illustrazioni e il testo assumono la disposizione definitiva    • 3 •   (inform.) schema dell'organizzazione di un elemento hardware o software: lay-out di un circuito, di un documento. 
laziale   agg.  del lazio  s.m.  e f.    • 1 •   chi è nato, chi abita nel lazio    • 2 •   chi fa il tifo per la squadra di calcio della lazio.
lazo   s.m. invar.  laccio munito di un cappio all'estremità, usato per la cattura di quadrupedi nelle praterie americane.
lazulite   s.f.  (min.) minerale composto da fosfato di alluminio con forti percentuali di magnesio e ferro, di un bel colore azzurro, usato come pietra ornamentale.
lazurite   o lasurite [la-su-rì-te], s.f.  (min.) lapislazzuli.
lazzaretto   o lazzeretto, s.m.  ospedale dove un tempo venivano ricoverate in isolamento le persone affette da malattie contagiose.
lazzarista   s.m.  [pl. -sti] religioso appartenente all'ordine fondato da san vincenzo de' paoli nel 1625.
lazzaro   (1) o lazzero, s.m.  (ant.)    • 1 •   lebbroso; anche, persona inferma, coperta di piaghe    • 2 •   (estens.) persona macilenta, male in arnese.
lazzaro   (2) s.m.  nome dato dagli spagnoli ai popolani napoletani che aderirono alla rivolta di masaniello (1647).
lazzarolo   e deriv.   ⇨ lazzeruolo e deriv. 
lazzaronata   s.f.  azione di, da lazzarone; mascalzonata.
lazzarone   o lazzerone, s.m.    • 1 •   lazzaro napoletano    • 2 •   [f. -a] (estens.) canaglia, delinquente; fannullone | (scherz.) persona pigra, scansafatiche.
lazzaronesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) da lazzarone, da fannullone: comportamento lazzaronesco; abitudini lazzaronesche. 
lazzaruolo   e deriv.   ⇨ lazzeruolo e deriv. 
lazzeretto    ⇨ lazzaretto.
lazzero    ⇨ lazzaro 1.
lazzerolo   e deriv.   ⇨ lazzeruolo e deriv. 
lazzerone    ⇨ lazzarone.
lazzeruola   o lazzerola, meno com. lazzaruola e lazzarola, s.f.  frutto del lazzeruolo.
lazzeruolo   o lazzerolo, meno com. lazzaruolo e lazzarolo, anche azzaruolo e azzeruolo, s.m.  arbusto simile al biancospino, che produce frutti che assomigliano a piccole mele (fam.  rosacee).
lazzo   (1) s.m.    • 1 •   scena mimica della commedia dell'arte    • 2 •   atto, motto buffonesco: una comicità a base di frizzi e lazzi. 
lazzo   (2) agg.  (lett.)    • 1 •   di sapore aspro, agro: ché tra li lazzi sorbi / si disconvien fruttare al dolce fico  (dante inf.  xv, 65-66)    • 2 •   (rar.) detto di suono, stridulo: parea che un carro,... / ridiscendesse l'erta con un lazzo / cigolio  (pascoli).
le   (1) art. determ. f. pl.  [m. sing. il] si premette ai vocaboli femminili plurali: le armi; le case; si unisce alle prep. a, con, da, di, in, su  formando le prep. articolate alle, colle, dalle, delle, nelle, sulle; non si elide davanti a vocale, tranne che nell'uso poet.: canto l'arme pietose  (tasso g. l.  i, 1).
le   (2) pron. pers. f. di terza pers. sing.  forma complementare atona di ella  (forma tonica lei), essa; si usa come compl. di termine riferito a persona o a cosa, sia in posizione enclitica sia proclitica: le scrissi io di venire; dicendole così, uscì; la lettera è sul tavolo, se vuoi puoi darle un'occhiata  | si usa rivolgendo il discorso a persona con cui non si sia in familiarità, anche di sesso maschile, nel qual caso si accorda al maschile; negli usi formali viene spesso scritto con l'iniziale maiuscola: le scriverò, ragioniere, stia tranquillo; con l'occasione le porgo distinti saluti  | nell'uso antico talvolta ha valore di a loro. 
le   (3) pron. pers. f. di terza pers. pl.    • 1 •   forma complementare atona di esse, loro; si usa come compl. ogg. riferito a persona o a cosa in posizione sia enclitica sia proclitica: le incontrai ieri; certe cose non le fare; te le farò avere; guardandole; eccole  | con valore indeterminato in espressioni ellittiche: se le va a cercare; le inventa tutte    • 2 •   (tosc.) si usa come sogg. con valore pleonastico, riferito sia a persona sia a cosa: le sono andate via ora; monsignore dice che le son ciance  (manzoni p. s.  xxiii).
lea    ⇨ allea.
leacril   ® s.m. invar.  fibra tessile poliacrilica.
leader   s.m. invar.    • 1 •   capo riconosciuto di un partito, di un'organizzazione, di un gruppo, di un movimento e sim.: un leader politico, sindacale    • 2 •   (sport) chi occupa il primo posto in classifica o è il primo durante una gara, una competizione | nell'ippica, cavallo che in una corsa prende la prima posizione alla partenza e fa l'andatura | come agg. invar.  : azienda leader, impresa che esercita una funzione di guida in un determinato settore produttivo, soprattutto in relazione alla definizione dei prezzi di vendita dei beni o dei servizi prodotti.
leaderismo   s.m.  atteggiamento di chi tende a imporre la sua supremazia in un partito, un gruppo, una comunità.
leadership   s.f. invar.  posizione di preminenza, funzione di guida; egemonia: leadership politica; avere, conquistare la leadership di un movimento. 
leale   agg.  che rifugge da menzogne e tradimenti; sincero, onesto, schietto: un uomo, un amico leale; discorso, comportamento leale  | che si batte apertamente, senza ricorrere a sotterfugi: un avversario leale  | che è condotto secondo le regole, senza imbrogli: scontro, combattimento leale  § lealmente avv. 
lealismo   s.m.  atteggiamento di lealtà politica nei confronti del potere costituito.
lealista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica, chi sostiene il lealismo | pl. m.  (st.) coloro che nell'america del nord durante la guerra di indipendenza (sec. xviii) combatterono per il sovrano inglese  agg.  di lealismo, caratterizzato da lealismo: politica lealista. 
lealtà   s.f.  l'essere leale; onestà, sincerità: lealtà d'animo; dare prova di lealtà; comportarsi, gareggiare con lealtà. 
leandro    ⇨ oleandro.
leanza   o lianza [li-àn-za], s.f.  (ant.)    • 1 •   lealtà, fedeltà    • 2 •   onestà, rettitudine.
leardo   agg.  e s.m.  si dice di cavallo dal mantello grigio, misto di peli bianchi e neri.
leasing   s.m. invar.  (econ.) contratto mediante il quale una parte concede a un'altra, dietro pagamento di un canone, la disponibilità di un bene, con facoltà di acquisirne la proprietà allo scadere del contratto: leasing operativo, finanziario, immobiliare; società di leasing. 
lebbra   lett. lebra, ant. lepra, s.f.    • 1 •   malattia infettiva cronica causata dal bacillo di hansen; si manifesta con lesioni cutanee (chiazze e noduli detti lepromi) e altre a carico della mucosa delle prime vie respiratorie, degli occhi, delle gonadi e dei nervi periferici, con perdita della sensibilità e fenomeni di paralisi motoria    • 2 •   nome generico di alcune malattie delle piante    • 3 •   (fig.) male morale che intacca e corrompe; piaga: la lebbra della corruzione, della segregazione. 
lebbrosario   lett. lebrosario, ant. leprosario, s.m.  ospedale per il ricovero e la cura dei lebbrosi.
lebbroso   lett. lebroso, ant. leproso, agg.    • 1 •   che è affetto da lebbra    • 2 •   (fig. lett.) decrepito, in disfacimento: il muro lebbroso è coronato di elci  (d'annunzio)  s.m.  [f. -a] persona lebbrosa | sfuggire, scansare qualcuno come un lebbroso, evitarlo con disprezzo, con ripugnanza.
lebete   s.m.  (archeol.) recipiente di metallo o di argilla, in forma di conca o di vaso, usato nell'antichità per cuocervi carni, per lustrazioni o anche per lavarsi.
lebiste   s.m.  piccolo pesce d'acqua dolce dell'america centrale allevato in europa come pesce ornamentale (ord.  ciprinodontiformi).
lebra   e deriv.   ⇨ lebbra e deriv. 
lecanio   s.m.  insetto del gruppo delle cocciniglie che infesta varie piante agricole, tra cui la vite, gli agrumi, il pesco e il gelso (ord.  omotteri).
lecanora   s.f.  (bot.) genere di licheni che cresce sul suolo pietroso e sulle cortecce degli alberi; una specie è commestibile e con essa è forse da identificare la manna di cui narra la bibbia.
leccaculo   s.m.  e f.  [pl. invar.  o -li] (volg.) adulatore servile; leccapiedi.
lecca-lecca  lecca-lecca loc. sost. m. invar.  sorta di grossa caramella piatta, che si lecca tenendola per il bastoncino su cui è infilata.
leccamento   s.m.  il leccare, l'essere leccato (anche fig.).
leccapiatti   s.m.  e f. invar.  (non com.)    • 1 •   persona ghiotta e ingorda    • 2 •   (fig.) scroccone, parassita.
leccapiedi   s.m.  e f. invar.  adulatore servile.
leccarda   s.f.  vaschetta metallica che si pone sotto lo spiedo o la griglia per raccogliere il grasso che cola durante la cottura delle carni.
leccardo   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant.) ghiottone.
leccare   v. tr.  [io lécco, tu lécchi ecc.]    • 1 •   fare scorrere la lingua su qualcosa: i gatti leccano i piatti; leccare un francobollo, il margine di una busta  | leccarsi le dita, i baffi, (fig.) si dice per esprimere il particolare gradimento di un cibo o di una bevanda: un dolce buono da leccarsi le dita  | leccarsi le ferite, (fig.) cercare di lenire un dolore, un dispiacere e sim. | leccare qualcuno  o leccare il culo, i piedi a qualcuno, (volg.), adularlo in modo servile    • 2 •   (fig.) curare, rifinire eccessivamente un lavoro o un'opera | leccarsi v. rifl.    • 1 •   di animali, passare la lingua sul proprio corpo, spec. per pulirsi e lisciarsi il pelo    • 2 •   (fig.) curarsi, agghindarsi per apparire bello.
leccata   s.f.  il leccare (anche fig.). dim. leccatina. 
leccato   part. pass.  di leccare   agg.  affettato, artificioso: discorso, stile leccato  § leccatamente avv. 
leccatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   il leccare, il leccarsi, l'essere leccato    • 2 •   (fig.) adulazione servile    • 3 •   (fig.) eccessiva cura dedicata a un lavoro, a un'opera.
leccese   agg.  di lecce  agg.  e s.m.  e f.  che, chi è nato o abita a lecce.

lecceto   s.m. , non com. lecceta s.f.    • 1 •   terreno piantato a lecci; bosco di lecci    • 2 •   (fig. lett.) situazione intricata, difficile; ginepraio.
leccheggio   o lecchezzo [lec-chéz-zo], s.m.  (ant.) leccornia | (fig.) piacere, godimento.
lecchese   agg.  di lecco  s.m.  e f.  chi è nato o vive a lecco.
lecchino   s.m.  [f. -a] (spreg.)    • 1 •   adulatore, leccapiedi    • 2 •   (ant.) bellimbusto.
leccia   (1) s.f.    • 1 •   pesce di mare di forma simile all'ombrina, di colore verde-azzurro; ha carni pregiate (ord.  perciformi)    • 2 •   grande squalo di acque profonde dal corpo snello di colore bruno scuro.
leccia   (2) s.f.  ghianda del leccio.
leccio   s.m.  albero sempreverde simile alla quercia, con foglie ovali, coriacee; il legno, durissimo, è usato per lavori di carpenteria (fam.  cupulifere).
leccone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (ant. , lett.) ghiottone, goloso    • 2 •   (fig.) leccapiedi.
leccornia   s.f.    • 1 •   boccone ghiotto, cibo squisito    • 2 •   (fig.) cosa molto gradevole, desiderabile.
lecere   v. intr. impers.  [usato esclusivamente alla terza pers. sing. dell'indic. pres. léce] (ant. , poet.) essere lecito: io ti seguiterò quanto mi lece  (dante purg.  xvi, 34).
lecitina   s.f.  (chim.) composto organico formato dall'esterificazione della glicerina con molecole di acidi grassi e di acido fosforico, presente nel tessuto nervoso animale, nei semi vegetali e nel tuorlo d'uovo; si usa nell'industria alimentare, in medicina come ricostituente e in altre applicazioni per le sue proprietà emulsionanti, detergenti e antiossidanti.
lecito   ant. licito, agg.  che è consentito dalla legge o dalla morale, dalle convenienze, dal decoro: discorsi leciti; tenere un contegno poco lecito  | essere lecito, essere permesso, consentito: mi sia lecito spiegarmi con un esempio; se è lecito vorrei porvi una domanda   s.m.  ciò che è permesso: pretendere il lecito; andare oltre i confini del lecito  § lecitamente avv. 
lecizio   s.m.  verso della metrica classica greca, costituito da un dimetro trocaico catalettico.
lectio   s.f. invar.    • 1 •   nella critica testuale, lo stesso che lezione    • 2 •   nelle università medievali, lettura e spiegazione di un testo.
lectio brevis   loc. sost. f. invar.  giornata scolastica abbreviata, di solito in un giorno che precede un periodo di vacanza.
lectio difficilior   loc. sost. f. invar.  nella critica testuale, la forma più difficile, meno corrente fra quelle che compaiono in diversi codici, e che ha quindi una maggiore probabilità di essere autentica.
lectio facilior   loc. sost. f. invar.  nella critica testuale, la forma più facile, più corrente tra quelle che compaiono in diversi codici, che più probabilmente è frutto di errore.
lectisternio    ⇨ lettisternio.
led   s.m. invar.  (elettron.) diodo luminoso.
ledere   v. tr.  [pres. io lèdo ecc. ; pass. rem. io lési, tu ledésti ecc. ; part. pass. léso]    • 1 •   offendere, danneggiare, sotto l'aspetto morale o giuridico: ledere l'onore, la reputazione, i diritti altrui    • 2 •   danneggiare con una lesione: ledere la pelle; il terremoto ha leso le pareti dell'edificio. 
lega   (1) s.f.    • 1 •   associazione, alleanza temporanea, di natura politica o sociale, per conseguire finalità di comune interesse: formare, stringere, sciogliere una lega; unirsi, mettersi in lega; lega doganale, sindacale, monetaria  | lega lombarda, (st.) quella costituita dai comuni lombardi, veneti ed emiliani nel 1167 per fronteggiare federico barbarossa | denominazione generica di gruppi politici di origine regionale sorti in italia alla fine degli anni ottanta, che esprimono tendenze separatiste o autonomiste: lega lombarda, lega veneta    • 2 •   (spreg.) cricca, combriccola: far lega con i peggiori; il mondo è una lega di birbanti  (leopardi pensieri)    • 3 •   (sport) organismo federale che controlla il regolare svolgimento di campionati sportivi: lega nazionale calcio    • 4 •   (metall.) miscela solidificata di due o più componenti (che possono essere metalli, composti intermetallici, soluzioni solide) in varia combinazione fra loro: una lega di stagno e argento  | di buona, di cattiva lega, fatto con una lega metallica pregiata o di nessun valore | oro, argento di bassa lega, che comprendono un'alta percentuale di metallo non pregiato    • 5 •   (fig.) qualità, genere, tipo: stile di buona lega; umorismo di bassa lega, di cattivo gusto.
lega   (2) s.f.  unità di misura delle distanze, di diverso valore a seconda dei paesi: lega marina, di circa cinque chilometri e mezzo.
legaccio   s.m.    • 1 •   nastro o cordoncino che serve per legare: i legacci delle scarpe.  dim. legaccetto    • 2 •   nel lavoro a maglia, punto che si ottiene lavorando sempre a diritto.
legacciolo   s.m.  (tosc.)    • 1 •   legaccio    • 2 •   (non com.) giarrettiera.
legale   agg.    • 1 •   di, della legge; che concerne la legge: studi, questioni legali; l'aspetto legale di un problema; un documento valido a tutti gli effetti legali  | consulente legale, esperto che dà pareri tecnici sul modo d'interpretare e applicare la legge | studio legale, che dà pareri e presta assistenza legale alla clientela | ufficio legale, che in imprese o enti cura controversie o questioni giuridiche | medicina legale, branca della medicina che tratta problemi medici e biologici che sono in rapporto con il diritto    • 2 •   conforme alla legge o che ha nella legge il suo fondamento: procedura legale; separazione legale di due coniugi; poteri legali  | vie, mezzi legali, quelli che la legge consente per tutelare i propri diritti: adire le vie legali  | numero legale, il numero minimo di persone che devono essere presenti a una riunione perché essa sia giuridicamente valida | ora legale, ora adottata convenzionalmente in un paese, in genere anticipata di un'unità rispetto a quella propria del fuso orario (ora solare) | carta legale, carta bollata | prova legale, quella che la legge sottrae alla valutazione discrezionale del giudice ritenendola automaticamente idonea alla dimostrazione del fatto | corso legale, condizione che rende una moneta obbligatoriamente accettabile come mezzo di pagamento | moneta legale, quella che ha corso legale  s.m.  nome generico con cui si indicano avvocati, procuratori, consulenti legali: rivolgersi a un legale; consultare il proprio legale  § legalmente avv.  dal punto di vista legale: esaminare legalmente una questione  | in modo conforme alla legge, per vie legali: agire, procedere legalmente. 
legalismo   s.m.  atteggiamento di rispetto, talvolta esasperato, della legalità.
legalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene, è seguace del legalismo | anche come agg.  : tendenza legalista. 
legalistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al legalismo, ai legalisti: atteggiamento legalistico  § legalisticamente avv.  in modo legalistico; dal punto di vista legalistico.
legalità   s.f.  la condizione di ciò che è conforme alle leggi: la legalità di un provvedimento; agire, rientrare nella legalità, nei limiti consentiti dall'ordinamento giuridico.
legalitario   agg.  che professa il legalismo; che si avvale solo di mezzi consentiti dalla legge: partito legalitario  | usato anche come s.m.  [f. -a]: essere un legalitario  § legalitariamente avv. 
legalizzare   v. tr.    • 1 •   dichiarare legalmente valido; autenticare: far legalizzare la firma, un attestato    • 2 •   regolarizzare, rendere conforme alle leggi: legalizzare un rapporto di lavoro. 
legalizzazione   s.f.  il legalizzare, l'essere legalizzato; regolarizzazione.
legame   ant. ligame, s.m.    • 1 •   (non com.) quanto serve a legare, a tenere legato; legatura: sciogliere i legami    • 2 •   (fig.) vincolo morale o sentimentale: il legame del sangue, dell'amicizia; legame amoroso, sentimentale    • 3 •   (fig.) rapporto, relazione, nesso logico: idee senza legame; stabilire un legame tra due avvenimenti    • 4 •   (chim.) l'insieme delle forze che attraggono e riuniscono gli atomi nelle molecole: legame covalente, ionico, dativo. 
legamento   ant. ligamento, s.m.    • 1 •   il legare; legame    • 2 •   (anat.) formazione di tessuto connettivo fibroso che ha la funzione di mantenere unite in modo non rigido due strutture anatomiche    • 3 •   (ling.) mutamento fonetico determinato da un suono contiguo; in partic., quello che il suono finale di una parola può subire per influsso del suono iniziale della parola seguente, o viceversa    • 4 •   (sport) azione di scherma consistente nell'appoggiare, con una certa pressione, la propria lama a quella dell'avversario    • 5 •   (mar.) ogni elemento che serve a collegare e rinforzare le parti della struttura di uno scafo.
legamentoso   agg.  (anat.) che concerne i legamenti.
legante   agg.  e s.m.    • 1 •   si dice di materiale agglomerante, come calce, cemento ecc., capace di far presa in presenza di acqua e di unire saldamente corpi incoerenti    • 2 •   (chim.) si dice di molecola o gruppo che nei composti di coordinazione si lega a un elemento metallico mediante cessione di elettroni    • 3 •   (gastr.) si dice di sostanza che addensa sughi, salse ecc.
legare   (1) ant. ligare, v. tr.  [io légo, tu léghi ecc.]    • 1 •   stringere, avvolgere con una fune o altro mezzo flessibile una persona, una cosa o più cose insieme, per congiungere, tener fermo, immobilizzare: il guardiano fu legato e imbavagliato; legare un pacco, un fascio di legna; legare i capelli con un nastro  | pazzo da legare, agitato, furioso; (scherz.) persona molto stravagante | legare le mani a qualcuno, (fig.) non permettergli di agire liberamente | legare la lingua a qualcuno, (fig.) non permettergli di parlare | legare l'avversario, nel pugilato, tenerlo con le braccia impedendogli di combattere    • 2 •   attaccare, fermare una cosa a un'altra con una fune o un altro legame: legare la bicicletta all'inferriata, il canotto al motoscafo  | legarsela al dito, (fig.) non dimenticare un torto ricevuto e aspettare l'occasione per vendicarsi    • 3 •   eseguire la legatura di un libro; rilegare    • 4 •   in gioielleria e in bigiotteria, unire con elementi metallici per formare una collana, una spilla e sim.: pietre dure legate in argento, in ottone dorato    • 5 •   (fig.) congiungere, unire; connettere: legare in matrimonio; essere legati da vincoli di parentela, da un ideale comune; legare bene fra loro i concetti    • 6 •   (edil.) collegare con tiranti, travi e sim. due o più parti di una costruzione per aumentarne la stabilità    • 7 •   (mus.) eseguire un gruppo di note senza interruzione di suono    • 8 •   (metall.) unire per formare una lega: legare l'oro con il platino    • 9 •   (gastr.) rendere più densi sughi, salse e sim. mediante l'aggiunta di farina, panna o altro | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   far lega, unirsi: il ferro lega facilmente con il carbonio    • 2 •   (fig.) star bene insieme, andare d'accordo: i due ragazzi hanno legato subito; la cornice lega poco con il quadro  | essere consequenziale: l'esempio non lega con la definizione  | legarsi v. rifl.  e rifl. rec.  unirsi con un vincolo o un legame affettivo: legarsi in matrimonio; legarsi con un giuramento. 
legare   (2) v. tr.  [io légo, tu léghi ecc.]    • 1 •   (dir.) lasciare come legato in testamento: legò tutti i suoi beni all'ospedale    • 2 •   (ant.) delegare, inviare come legato.
legata   s.f.  il legare una volta e rapidamente: qui ci vuole un'altra legata.  dim. legatina. 
legatario   s.m.  [f. -a] (dir.) il destinatario di un legato.
legatizio   agg.  relativo a un legato.
legato   (1) part. pass.  di legare    • 1 •   agg.    • 1 •   stretto, tenuto insieme, unito a qualcosa    • 2 •   si dice di persona priva di scioltezza, di agilità  agg.  e s.m.  (mus.) si dice dell'esecuzione di un gruppo di note senza interruzioni tra un suono e l'altro.
legato   (2) s.m.    • 1 •   nell'antica roma, titolo che veniva conferito agli ambasciatori, ai luogotenenti dei generali e ai coadiutori di alcuni magistrati    • 2 •   (ant.) ambasciatore, diplomatico    • 3 •   rappresentante della santa sede presso uno stato | (st.) rappresentante del papa in una delle città o delle circoscrizioni dello stato pontificio: il legato di bologna. 
legato   (3) s.m.  (dir.) disposizione testamentaria che assegna un determinato bene a persona diversa dall'erede.
legatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi è addetto a operazioni di legatura, spec. di libri.
legatoria   s.f.    • 1 •   arte e pratica del rilegare libri    • 2 •   laboratorio o stabilimento, reparto industriale attrezzato per rilegare libri.
legatura   s.f.    • 1 •   il legare, l'essere legato; il modo in cui qualcosa è legata: una legatura stretta  | in chirurgia, chiusura di un vaso con un laccio o altro mezzo analogo    • 2 •   la cosa che lega; il punto in cui qualcosa è legata: sciogliere, stringere la legatura    • 3 •   l'operazione di unire le pagine di un libro dotandolo di copertina e dorso; rilegatura: libro antico in legatura originale    • 4 •   in oreficeria o bigiotteria, la parte metallica che sostiene le gemme; montatura: legatura in oro    • 5 •   (mus.) la linea curva applicata a una serie di note che si devono eseguire senza interruzione di suono; anche, tale esecuzione.
legazia   s.f.  carica, dignità di legato.
legazione   s.f.    • 1 •   rappresentanza diplomatica presso uno stato straniero retta da un ministro plenipotenziario; l'edificio in cui ha sede    • 2 •   carica, ufficio, missione di legato; la durata della carica | (estens.) ambasceria    • 3 •   nel sec. xix, ciascuna delle circoscrizioni amministrative dello stato pontificio, rette da un cardinale legato.
legenda   s.f. invar.  lo stesso che leggenda, nel sign. 5.
legge   s.f.    • 1 •   norma secondo cui si regola la condotta degli uomini: legge positiva, scritta, quella emanata dagli organi che esercitano il potere legislativo; legge naturale, l'insieme dei principi di giustizia che si ritiene siano connaturati alla natura umana; legge morale, criterio della coscienza dell'uomo, secondo cui egli distingue il bene dal male; legge divina, l'insieme delle regole che una fede religiosa ritiene dettate all'uomo da dio; legge umana, il complesso delle norme che regolano la vita della società legge mosaica, il decalogo | senza legge, (fig.) si dice di chi vive senza rispettare le leggi e le regole sociali | non conoscere, non aver legge, (fig.) non volersi assoggettare ad alcuna imposizione | legge, (relig.) denominazione corrente per torà  o pentateuco    • 2 •   ogni atto dello stato che fissa regole di condotta vincolanti per la generalità dei cittadini; in italia, attualmente, può essere emanato dal parlamento o da un consiglio regionale : leggi generali, speciali; leggi ordinarie, costituzionali; leggi statali, regionali; legge civile, penale, militare; leggi agrarie, fiscali, finanziarie, elettorali; legge ponte, legge quadro; raccolta di leggi; gli articoli di una legge; a termini, a norma di legge; proporre, votare, approvare, promulgare, applicare, abrogare una legge; osservare, violare una legge; presentare un disegno di legge in parlamento; la lettera della legge, il suo significato letterale; lo spirito della legge, il suo significato autentico; la legge ordina, impone, prescrive, vieta... | far legge, essere legge, aver forza, validità di legge; (fig.) essere un modello prestigioso, un esempio seguito | dettar legge, (fig.) imporre la propria volontà | prov.  : fatta la legge, trovato l'inganno, l'astuzia umana escogita innumerevoli espedienti per eludere le leggi    • 3 •   l'ordinamento giuridico di uno stato: la legge francese, inglese; in nome della legge, in base all'autorità conferita dalla legge (formula usata come intimazione o per introdurre una sentenza e sim.); il braccio della legge, il suo potere e coloro che materialmente lo esercitano | agire, rimanere, essere nei limiti della legge, fuori della legge, ai margini della legge, nei limiti di quanto è prescritto o consentito dall'ordinamento, o fuori di tali limiti, o violandoli con una certa frequenza    • 4 •   la scienza del diritto; giurisprudenza: studiare legge; laurea in legge; uomo di legge, giurista, magistrato, avvocato e sim.    • 5 •   regola fondamentale di una disciplina, di un'arte: le leggi della pittura  | norma che regola un rapporto, delle relazioni, una pratica e sim.: le leggi dell'amore, dell'amicizia; le leggi della mafia; la legge del mercato  | la legge della giungla, quella per cui il più forte sopraffà il più debole    • 6 •   (scient.) norma costante che regola fatti o fenomeni naturali; in partic., la precisazione della maniera in cui, poste certe cause, conseguono determinati effetti; anche, l'enunciato dei rapporti matematici fra le grandezze che intervengono in fenomeni fisici: le leggi della natura  (o naturali); leggi chimiche, fisiche, economiche; la legge della domanda e dell'offerta; la legge di gravità; la legge del pendolo; legge di keplero, di gay-lussac, dal nome di chi l'ha formulata.
leggenda   s.f.    • 1 •   narrazione di un fatto, per lo più di argomento religioso, eroico o cavalleresco, in cui entrano molti elementi fantastici: la leggenda di re artù e dei cavalieri della tavola rotonda  | entrare nella leggenda, si dice di personaggio o avvenimento destinato ad assumere un carattere leggendario, mitico    • 2 •   (estens.) avvenimento storico di cui si è impadronita la fantasia popolare trasfigurandolo e arricchendolo di particolari inventati: la leggenda napoleonica    • 3 •   (lett.) narrazione della vita di un santo, per lo più arricchita di particolari fantastici: le leggende dei martiri cristiani    • 4 •   (fig.) cosa inventata, non vera: le sue avventure sono tutte leggende    • 5 •   spiegazione dei segni convenzionali, abbreviazioni ecc. usati in un testo, in una carta geografica, in un grafico, in una tabella e sim. (è detta anche, alla latina, legenda): la leggenda di una carta geografica, di un grafico  | motto, iscrizione: la leggenda di uno stemma; la leggenda di una moneta, le parole incise circolarmente lungo l'orlo delle due facce.
leggendario   agg.    • 1 •   che appartiene alla leggenda; che è entrato nella leggenda: un eroe leggendario; il leggendario west    • 2 •   (estens.) ricordato da tutti; di cui ancora si parla: il leggendario tour de france del 1948  | degno di entrare nella leggenda; meraviglioso, eccezionale: abita in una villa leggendaria   s.m.  libro che raccoglie leggende, narrazioni della vita dei santi § leggendariamente avv.  in modo leggendario, con aspetti da leggenda: un episodio tramandato leggendariamente. 
leggera   o leggiera, dial. ligera [li-gé-ra], lingera [lin-gé-ra], s.f.  (gerg.) miseria | compagnia di giovinastri vagabondi, teppaglia; malavita: qualche combriccola della lingera  (gadda)  s.m.  e f.  chi è fannullone, vagabondo | appartenente alla malavita: io non voglio far la vita del gaglioffo, diventare una «leggiera»  (bacchelli).
leggere   v. tr.  [pres. io lèggo, tu lèggi ecc. ; pass. rem. io lèssi, tu leggésti ecc. ; part. pass. lètto]    • 1 •   (assol.) seguire con gli occhi i caratteri di una scrittura, intendendo il significato di parole e frasi: leggere in silenzio, sottovoce, ad alta voce; saper leggere e scrivere; imparare, insegnare a leggere; i ciechi leggono con i polpastrelli, riconoscendo appositi segni alfabetici in rilievo    • 2 •   (estens.) venire a conoscenza del contenuto di un testo mediante la lettura: leggere una lettera, un libro, una notizia; ho letto sul giornale che domani ci sarà uno sciopero; mi piace leggere di tutto; leggere una lingua straniera, capire ciò che in quella lingua è scritto; leggere un autore  (dante, manzoni, leopardi ecc.), i suoi scritti | (assol.) amare, praticare la lettura: si dice che gli italiani leggano poco; nel tempo libero mi piace leggere    • 3 •   pronunciare ad alta voce un testo scritto per comunicarne ad altri il contenuto: leggere un discorso, una relazione  | (estens.) esporre e commentare un testo per un pubblico: durante la messa il celebrante legge il vangelo; a scuola si legge dante  | (ant.) tenere lezione, insegnare da una cattedra    • 4 •   dare una determinata versione o interpretazione di un testo: gli antichi manoscritti leggono spesso i testi in modo discorde  | (fig.) interpretare, analizzare prodotti artistici o anche un fatto, un comportamento, degli eventi e sim.: leggere un quadro, un film; leggere gli avvenimenti in chiave pessimistica    • 5 •   capire il significato di segni particolari: leggere una formula chimica, una carta geografica  | leggere la musica, distinguere nella musica scritta i suoni rappresentati dalle note, oppure eseguire un pezzo guardando lo spartito su cui è scritto | leggere la mano, cercare di indovinare il carattere e il destino di qualcuno interpretandone le linee del palmo della mano | leggere le carte, cercare di indovinare il futuro di una persona per mezzo delle carte    • 6 •   (fig.) scoprire, intuire, conoscere o riconoscere come se si leggesse: leggere il pensiero; saper leggere nel cuore degli uomini; gli si leggeva negli occhi la paura    • 7 •   (inform.) richiamare dati da una memoria, per visionarli o elaborarli.
leggerezza   s.f.    • 1 •   l'esser leggero: la leggerezza di una foglia, di una piuma, dell'aria  | agilità, sveltezza: leggerezza di passo, di movimenti  | levità, delicatezza: leggerezza di tocco, di mano    • 2 •   (fig.) mancanza di serietà, di costanza, di riflessione; superficialità: comportarsi con leggerezza  | errore dovuto a superficialità: commettere un'imperdonabile leggerezza. 
leggero   meno com. leggiero, ant. leggiere, leggieri, agg.    • 1 •   che ha poco peso: il sughero è molto leggero; il ghiaccio è più leggero dell'acqua; indossare un abito leggero; leggero come una piuma, come una foglia, leggerissimo | cibo leggero, che non appesantisce lo stomaco | truppe leggere  (o armate alla leggera), quelle che, negli eserciti antichi, portavano solo un piccolo scudo e armi da lancio | peso leggero, atleta che appartiene a una determinata categoria di peso nel pugilato, nella lotta o nel sollevamento pesi | atletica leggera, settore dell'atletica comprendente le corse, la marcia, i salti, i lanci e le prove multiple (pentathlon, decathlon). dim. leggeretto, leggerino    • 2 •   che ha sopra di sé un carico poco pesante: il bastimento partì leggero; tenere lo stomaco leggero, non mangiare troppo o evitare cibi difficili da digerire    • 3 •   agile, svelto, spedito nei movimenti: avere il passo leggero; balla con movenze leggere  | sentirsi leggero, (fig.) trovarsi in uno stato di grande benessere fisico o provare un senso di sollievo | avere la mano leggera, abile e delicata nel fare qualcosa; (fig.) non essere severo | un aroma, un profumo leggero, lieve, delicato, sottile    • 4 •   (fig.) che può essere agevolmente sopportato, che non affligge o affatica eccessivamente; lieve: un leggero mal di testa; una leggera punizione; un lavoro leggero  | che non richiede grande impegno della mente: studi leggeri; letture leggere; un argomento, un libro leggero; teatro leggero, la commedia brillante; musica leggera, costituita spec. da canzoni e ballabili, in contrapposizione alla musica dotta o colta (sinfonica, lirica ecc.), alla musica popolare, al jazz    • 5 •   (fig.) piccolo, di poca importanza o entità moderato, lieve: un leggero difetto; una leggera febbre; una ferita leggera; una mancanza, una colpa leggera; un leggero miglioramento; una leggera differenza; una leggera scossa di terremoto; una brezza, una pioggia leggera; un leggero rumore | vino leggero, che contiene poco alcol | un caffé leggero, poco concentrato | sonno leggero, che si interrompe al minimo rumore    • 6 •   (fig.) che agisce senza riflettere; superficiale, incostante, poco serio: un ragazzo leggero; una donna leggera; è una testolina leggera | a cuor leggero, con serenità, tranquillamente | alla leggera, con spensieratezza eccessiva, senza riflessione: prende tutto alla leggera   s.m.  (sport) peso leggero  avv.  lievemente, in maniera leggera: camminare leggero; vestire leggero, indossare abiti leggeri; mangiare leggero, astenersi dai cibi difficili da digerire § leggermente avv.    • 1 •   in modo leggero, lievemente: il vento soffiava leggermente    • 2 •   con leggerezza, superficialmente: hai risolto la questione troppo leggermente    • 3 •   di poco: l'ammalato è leggermente migliorato    • 4 •   (ant.) facilmente, senza troppa fatica, senza difficoltà: pensossi... leggiermente poterle venir fatto d'aver beltram per marito  (boccaccio dec.  iii, 9).
leggerone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona leggera, superficiale, frivola.
leggiadria   s.f.  (lett.) l'esser leggiadro; bellezza fresca e serena; grazia, armonia: la leggiadria di una forma, di un sorriso, di una fanciulla. 
leggiadro   agg.    • 1 •   pieno di grazia, eleganza e gentilezza: un portamento, un volto leggiadro; stile leggiadro    • 2 •   (ant.) nobile, virtuoso, lodevole: l'antico sangue e l'opere leggiadre / d'i miei maggior mi fer sì arrogante  (dante purg.  xi, 61-62) § leggiadramente avv. 
leggibile   agg.  che si può leggere: firma leggibile  | si dice di ciò che, pur non avendo pregi singolari, merita tuttavia di essere letto: un articolo, un libro leggibile  § leggibilmente avv. 
leggibilità   s.f.  l'essere leggibile.
leggicchiare   v. tr.  [io leggìcchio ecc.] leggere con difficoltà, a stento: riesce a leggicchiare l'inglese  | leggere con scarso impegno, svogliatamente: leggicchiare i giornali. 
leggiera    ⇨ leggera.
leggiere    ⇨ leggero.
leggieri   agg.    • 1 •   (ant.) leggero    • 2 •   (lett.) nella loc. avverbiale di leggieri  o di leggeri  (ant. anche di leggiero, di leggiere), con facilità, agevolmente: questa moda di promettere di leggieri la è moda più nostra che inglese  (foscolo).
leggiero    ⇨ leggero.
leggina   s.f.  legge, generalmente dal testo breve, che regola materie di portata settoriale o particolare.
leggio   s.m.  piccolo mobile o supporto, da tavolo o portatile, su cui si appoggia un libro o una partitura musicale, perché li si possa leggere senza doverli tenere in mano.
leggista    ⇨ legista.
leggitore   s.m.  [f. - trice]    • 1 •   (non com.) chi legge, lettore: un bravo leggitore di versi    • 2 •   (tecn.) dispositivo che traduce in impulsi elettrici o meccanici lo scritto o altri segni rappresentati su carta; lettore ottico.
leggiucchiare   v. tr.  [io leggiùcchio ecc.] leggicchiare.
leghismo   s.m.  il fenomeno politico delle leghe, esploso in italia agli inizi degli anni novanta.
leghista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa parte di una lega; chi aderisce al leghismo.
legiferare   v. intr.  [io legìfero ecc. ; aus. avere]    • 1 •   redigere, emanare leggi: legiferare in materia fiscale    • 2 •   (scherz.) dettar legge, dare ordini; sputare sentenze.
legiferatore   agg.  e s.m.  che, chi legifera.
legiferazione   s.f.  (antiq.) il legiferare.
legionario   agg.  della legione: le truppe legionarie   s.m.  soldato di una legione: i legionari di silla; i legionari garibaldini  | militare che fa parte della legione straniera; membro dell'ordine della legione d'onore.
legione   s.f.    • 1 •   (st.) la più grande unità tattica dell'esercito romano: le legioni di cesare    • 2 •   unità dei carabinieri e della guardia di finanza corrispondente al reggimento    • 3 •   corpo militare non regolare: le legioni di garibaldi | legione straniera, unità dell'esercito francese costituita nel 1831, composta di elementi stranieri e impiegata soprattutto nelle guerre coloniali | legione d'onore, ordine cavalleresco francese fondato da napoleone nel 1802    • 4 •   (estens.) schiera, moltitudine: le legioni angeliche  | in usi scherz.: una legione di bagnanti. 
legislativo   agg.  di, del legislatore; che concerne la legislazione: attività legislativa; funzioni legislative  | assemblea legislativa, che ha il compito di redigere e approvare le leggi | potere legislativo, il potere di fare le leggi; in concreto, gli organi che lo esercitano § legislativamente avv.  in sede legislativa; per mezzo di leggi: disciplinare legislativamente. 
legislatore   s.m.  [f. -trice, rar.] la persona o l'organo che fa le leggi: solone e licurgo furono legislatori della grecia antica; interpretare una legge secondo l'intenzione del legislatore. 
legislatura   s.f.    • 1 •   il periodo nel quale dura in carica un'assemblea legislativa o, per estens., un'altra assemblea elettiva    • 2 •   (ant.) legislazione.
legislazione   s.f.    • 1 •   il fare le leggi: i fondamenti, la scienza della legislazione    • 2 •   il complesso delle leggi di uno stato, o di una data epoca, di un regime e sim.: la legislazione italiana, inglese; la legislazione napoleonica, fascista  | insieme di leggi che regolano un determinato settore della vita sociale: legislazione sanitaria, sportiva, del lavoro. 
legisperito   s.m.  (lett. rar.) giurisperito.
legista   rar. leggista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (antiq.) chi è esperto nella scienza delle leggi; giurisperito, giurista    • 2 •   (ant.) legislatore: trasseci l'ombra... /... / di moisè legista e ubidente  (dante inf.  iv, 55-57).
legittima   s.f.  (dir.) la parte del patrimonio di cui non si può disporre per testamento perché riservata per legge ai legittimari.
legittimare   v. tr.  [io legìttimo ecc.]    • 1 •   riconoscere come legittimo: legittimare un figlio    • 2 •   comprovare come legittimo, rendere giuridicamente valido: legittimare un atto, un contratto, una ricevuta  | riconoscere l'idoneità giuridica di una persona a compiere un determinato atto    • 3 •   (estens.) giustificare, rendere accettabile: niente legittima il suo operato. 
legittimario   s.m.  [f. -a] (dir.) erede cui la legge riserva obbligatoriamente una quota di eredità, anche contro le disposizioni testamentarie.
legittimazione   s.f.  il legittimare, l'essere legittimato: legittimazione di un figlio nato fuori dal matrimonio. 
legittimismo   s.m.  dottrina politica, sorta nel sec. xix, che afferma l'origine divina e quindi la legittimità del potere monarchico, in partic. di quello dei sovrani spodestati in seguito alla rivoluzione francese | (estens.) movimento, organizzazione politica favorevole alla restaurazione di un regime monarchico ritenuto legittimo.
legittimista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, sostenitore del legittimismo | usato anche come agg.  : tendenza legittimista. 
legittimistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il legittimismo, i legittimisti.
legittimità   s.f.  l'essere legittimo, valido, fondato: la legittimità di una pretesa, di una richiesta, di un sospetto  | (dir.) conformità alla legge di un atto amministrativo: impugnare una delibera per vizio di legittimità. 
legittimo   agg.    • 1 •   che è conforme alle leggi, che presenta i caratteri richiesti dalle leggi: matrimonio legittimo; potere legittimo; legittima proprietà  | sovrano legittimo, che regna per diritto riconosciuto o che avrebbe diritto di regnare | figlio legittimo, nato da genitori uniti in matrimonio | erede, successore legittimo, che è tale per disposizione della legge | legittima difesa, l'uso della violenza fisica per difendersi o per difendere altri, consentito dalla legge in determinate condizioni    • 2 •   (estens.) conforme a norme o a consuetudini prestabilite; giusto, lecito, giustificato: l'uso legittimo di un vocabolo; un desiderio, un dubbio legittimo    • 3 •   (non com.) detto di cibo, genuino, schietto: vino, olio legittimo  § legittimamente avv.  conformemente alle leggi, alle regole; conformemente all'equità, alla ragione, alla convenienza.
legna   s.f.  [solo sing. ; il pl. invar.  o -e  è ant. o lett.] pezzi di legno da bruciare: spaccare la legna; una catasta di legna; forno a legna; andare a far legna, a raccoglierla secca o tagliarla nel bosco | mettere, aggiungere legna al fuoco, (fig.) fomentare discordie, passioni | portar legna al bosco, (fig.) fare cosa superflua, inutile.
legnaceo   agg.  (non com.) che ha natura, consistenza, aspetto di legno.
legnaggio    ⇨ lignaggio.
legnaia   s.f.  deposito della legna.
legnaiolo   lett. legnaiuolo, s.m.    • 1 •   chi è addetto, nei boschi, al lavoro di taglio e sgrossamento del legname    • 2 •   (antiq.) falegname.
legname   s.m.  legno destinato alle costruzioni o ad applicazioni industriali di vario tipo: partita, magazzino di legname; legname semilavorato. 
legnare   (1) v. tr.  [io légno ecc.] bastonare, picchiare, stangare (anche fig.).
legnare   (2) v. intr.  [io légno ecc. ; aus. avere] (ant.) raccogliere legna.
legnata   s.f.  colpo dato con un legno; bastonata: prendere a legnate qualcuno, bastonarlo | (fig.) grave insuccesso, batosta, stangata: hanno preso una legnata alle elezioni. 
legnatico   s.m.  [pl. -ci] uso civico consistente nel diritto di far legna in un bosco di proprietà comunale.
legno   s.m.    • 1 •   la parte dura del tronco, dei rami e delle radici degli alberi e degli arbusti, che sostiene la chioma e assicura il passaggio della linfa agli organi vitali della pianta: alberi di legno forte, come la quercia e il noce; alberi di legno dolce, come il platano e il pioppo    • 2 •   il materiale da costruzione, da falegnameria o destinato ad altri usi che si ricava dal tronco e dai rami di alcuni alberi: legno stagionato, nodoso; legno di cedro, di mogano, di noce, di rovere; asse, tavola, trave di legno; scultura in legno; incisione in legno, silografia | testa di legno, (antiq.) burattino; (fig.) persona ostinata o poco intelligente. pegg. legnaccio    • 3 •   pezzo di legno; bastone: picchiare con un legno.  dim. legnetto    • 4 •   pl.  (mus.) famiglia di strumenti a fiato costruiti, almeno originariamente, in legno (ottavino, flauto, oboe, corno inglese, clarinetto, fagotto)    • 5 •   (fig.) nave con scafo di legno; imbarcazione: questa sera stessa io con tutta la mia famiglia ci rifugieremo sui legni inglesi  (tomasi di lampedusa)    • 6 •   (fig. antiq.) carrozza, calesse: un piccolo legno a due ruote    • 7 •   (poet.) albero: ond'elli avvien ch'un medesimo legno, / secondo specie, meglio e peggio frutta  (dante par.  xiii, 70-71).
legnolo   lett. legnuolo, s.m.  ciascuno degli elementi che compongono un cavo vegetale, o anche un cavo sintetico o metallico, e sono a loro volta formati da più filacce o fili ritorti; trefolo.
legnosità   s.f.  l'essere legnoso (anche fig.).
legnoso   agg.    • 1 •   costituito da legno: tessuto, fusto legnoso; piante legnose, alberi e arbusti    • 2 •   (estens.) duro, fibroso come il legno: carne legnosa    • 3 •   (fig.) rigido, duro, impacciato: movimenti legnosi; sentirsi le gambe legnose  § legnosamente avv.  rigidamente, senza elasticità.
legnuolo    ⇨ legnolo.
leguleio   s.m.  (spreg.) avvocato, giurista cavilloso ma di scarsa dottrina.
legume   s.m.    • 1 •   baccello; anche, pianta che produce baccelli    • 2 •   pl.  i semi commestibili contenuti nel baccello, come le fave, i piselli, i fagioli: minestra, contorno di legumi. 
legumiera   s.f.  piatto di portata, di solito con coperchio, per legumi e verdure.
legumina   s.f.  (biol.) proteina contenuta in varie specie di piante leguminose.
leguminose   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni che producono semi chiusi in baccelli (p. e.  il fagiolo) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
lehm   s.m. invar.  (geol.) tipo di terreno proveniente da alterazione e decalcificazione di un loess, costituito da materiale argilloso e sabbioso finissimo.
lei   pron. pers. f. di terza pers. sing.  [forma complementare tonica di ella]    • 1 •   si riferisce a persona e talora, nell'uso lett. e fam., anche ad animale o a cosa; prescritto nel compl. oggetto e nel compl. di termine quando si vuol dare a essi particolare rilievo (in luogo rispettivamente di la  e le) e sempre negli altri compl. indiretti, nella lingua parlata e poi anche in quella scritta il suo uso si è esteso alla funzione di soggetto, fino a soppiantare quasi completamente ella : ho salutato proprio lei; è a lei che lo devi dire; partirà con lei; l'ho fatto per lei; le ho scritto, ma lei non mi ha ancora risposto; il padre di lei, la figlia di lei, suo padre, sua figlia (spec. quando l'uso di suo, sua  potrebbe generare ambiguità nell'uso burocr. anche il di lei padre, la di lei figlia); la pioggia cadde, e a' fossati venne / di lei ciò che la terra non sofferse  (dante purg.  v, 119-120) | l'uso di lei  come sogg. al posto di ella  è comunque obbligatorio quando si vuol dare particolare rilievo al pronome: è lei che non ne vuol sapere; nelle esclamazioni: beata lei!; quando vi sia opposizione tra due soggetti: lei arrivò puntuale, lui in ritardo; quando il pron. sia collocato dopo il verbo: lo dice lei; quando sia preceduto da tanto, quanto, come, più, anche, neppure, nemmeno, pure ecc.  : ho studiato quanto lei; non fare come lei; anche lei era presente; come predicato dopo i verbi essere, parere, sembrare, diventare ecc.  : io non sono lei; se io fossi lei; non sembra più lei; quando è sogg. di una proposizione con il verbo all'infinito, al participio o al gerundio: lei dimenticare? è assurdo; persuasa lei, persuasi tutti; partendo lei, partita lei, tutto cambiò; quando sia taciuto il verbo: lei così vecchia    • 2 •   si usa, come sogg. o come compl., nel rivolgere il discorso a persona con cui non si sia in familiarità, anche di sesso maschile, nel qual caso si accorda al maschile; come sogg. può essere sottinteso; negli usi formali viene spesso scritto con l'iniziale maiuscola: verremo noi da lei; faccia lei; mi dica (lei) che cosa potrei fare; ci risulta che lei è regolarmente iscritto  | in funzione di s.m.    • 1 •   la terza persona come forma allocutiva: il fascismo proibì il lei e rese obbligatorio il voi; dare del lei a qualcuno, rivolgerglisi in tale forma, quindi non essere in confidenza    • 2 •   (non com.) indica l'interiorità, l'essenza della persona: era sempre lei, ma una lei diversa    • 3 •   (fam.) la fidanzata, l'innamorata: è a spasso con la sua lei. 
leibniziano   agg.  relativo al filosofo tedesco g. w. leibniz (1646-1716) o ai suoi scritti, alle sue dottrine  s.m.  [f. -a] seguace delle dottrine di leibniz.
leishmania   s.f.  genere di protozoi flagellati patogeni per l'uomo (cl.  flagellati).
leishmaniosi   s.f.  (med.) gruppo di malattie infettive provocate da diversi tipi di leishmania.
leitmotiv   s.m. invar.    • 1 •   (mus.) nell'opera e nel poema sinfonico, tema ricorrente collegato a un personaggio o a una situazione, un sentimento; motivo conduttore    • 2 •   (estens.) tema, argomento dominante e ricorrente in un'opera letteraria o in un discorso.
lek   s.m. invar.  unità monetaria dell'albania.
lem   s.m. invar.  il veicolo o modulo spaziale costruito per spostarsi sulla superficie lunare, che venne utilizzato per la prima discesa dell'uomo sulla luna (1969) dagli astronauti della capsula apollo 11.
lembo   s.m.    • 1 •   parte inferiore di una veste; margine, falda: il lembo della gonna    • 2 •   (estens.) bordo, orlo: il lembo di un foglio, di una tovaglia, di una ferita  | parte estrema, propaggine: vive in un lontano lembo d'italia    • 3 •   piccola parte; fascia, zona ristretta: un lembo di cielo, di terra  | (fig. lett.) frammento, brandello: lembi di sogni tempestosi  (stuparich)    • 4 •   (bot.) parte piatta della foglia o del petalo; lamina.
lemma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (filos.) proposizione che si assume preliminarmente come premessa per dimostrare un'altra proposizione    • 2 •   (mat.) teorema che si premette a un altro teorema e serve a dimostrarlo    • 3 •   la parola, il nome o la locuzione di cui tratta ciascun articolo di un dizionario o di un'enciclopedia e che figura all'inizio dell'articolo stesso; è detto anche esponente  o entrata    • 4 •   (antiq.) argomento, sommario di un capitolo o di una parte d'opera letteraria o scientifica.
lemmario   s.m.  l'elenco dei lemmi di un dizionario, di un'enciclopedia e sim.
lemmatizzare   v. tr.  registrare come lemma.
lemmatizzazione   s.f.  il lemmatizzare, l'essere lemmatizzato.
lemme lemme   loc. avv.  (fam.) pian piano, con molta flemma (spec. riferito ad andatura): camminare, avviarsi lemme lemme  | (estens.) tranquillamente, senza scosse: così di mese in mese e d'anno in anno / amandosi e vivendo lemme lemme  (giusti).
lemming   s.m. invar.  piccolo mammifero migratore dell'europa e dell'asia settentrionali; dopo annate di grande prolificità compie massicce migrazioni che si risolvono con la morte di un gran numero di esemplari (ord.  roditori).
lemna   s.f.  pianta comune nelle acque dolci stagnanti, con foglie a forma di lenticchie e radici capillari; è detta anche lenticchia d'acqua  o di palude  (fam.  lemnacee).
lemnacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni a cui appartiene la lemna | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
lemniscata   s.f.  (mat.) curva piana algebrica, simmetrica di quarto grado, a forma di otto.
lemniscato   agg.  (lett.) legato, ornato con lemnisco: corona lemniscata. 
lemnisco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   nell'antica roma, nastro che ornava le corone trionfali    • 2 •   nastro avvolto attorno a ghirlande e festoni in decorazioni architettoniche    • 3 •   (paleogr.) lineetta obliqua od orizzontale fra due punti, che nei manoscritti medievali introduceva i passi biblici soggetti a interpretazioni controverse    • 4 •   (anat.) fascio di fibre sensitive dirette dal midollo al cervello.
lemosena   lemosina  ⇨ elemosina.
lempira   s.m.  [pl. lempiras] unità monetaria dell'honduras.
lemure   (1) s.m.  nelle credenze religiose degli antichi romani, l'ombra di un defunto, che ritornava sulla terra per tormentare i viventi.
lemure   (2) s.m.  (zool.) genere di proscimmie del madagascar, di dimensioni variabili tra i 60 e i 90 cm, con corpo snello, muso appuntito, grandi occhi rotondi estroflessi, arti anteriori e posteriori di uguale lunghezza; arboricoli o, più raramente, terragnoli, conducono vita notturna (ord.  primati).
lemuridi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di primati (sottordine proscimmie) che comprende anche i lemuri propriamente detti; alcuni generi sono provvisti di folta e morbida pelliccia | sing.  [-e] ogni primate appartenente a tale famiglia.
lena   s.f.    • 1 •   forza, energia, vigore (fisico o morale): lavorare di (buona) lena, con tenacia ed entusiasmo; mancare di lena, essere pigro, svogliato    • 2 •   (lett.) fiato, respiro, spec. affannoso: la lena m'era del polmon sì munta / quand'io fui su, ch'i' non potea più oltre  (dante inf.  xxiv, 43-44).
lenci   ® agg.  e s.m.  si dice di tessuto molto compatto e leggero, simile al feltro, usato spec. per la confezione di bambole, fiori finti ecc.
lendine   s.m. , meno com. f. , uovo di pidocchio.
lendinella   s.f.  (tosc.) tessuto grossolano di lana.
lendinoso   agg.  pieno di lendini, pidocchioso; per estens., molto sporco.
lene   agg.  (lett.)    • 1 •   lento, fievole: un canto lene    • 2 •   lieve, dolce: un oblio lene de la faticosa / vita  (carducci) | spirito lene, nella scrittura greca, spirito dolce | consonante lene, (ling.) che si articola con minore tensione articolatoria rispetto alla corrispondente forte § lenemente avv. 
leneo   agg.  nella mitologia classica, epiteto del dio dioniso, a roma bacco.
lenimento   s.m.  il lenire; sollievo fisico o morale.
leniniano   agg.  di n. lenin (1870-1924), uomo politico e pensatore russo che guidò la rivoluzione d'ottobre: gli scritti leniniani. 
leninismo   s.m.  la dottrina politica di lenin, che costituisce un adattamento del marxismo alle condizioni della russia rivoluzionaria.
leninista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del leninismo | anche come agg.  in luogo di leninistico : la dottrina leninista. 
lenire   v. tr.  [io lenisco, tu lenisci ecc.] attenuare, mitigare, alleviare: lenire il dolore. 
lenità   s.f.  (ant. , lett.) levità; mitezza, dolcezza.
lenitivo   agg.  che lenisce il dolore: farmaco, rimedio lenitivo   s.m.  medicamento per calmare un dolore | quanto serve ad alleviare un dolore morale: quelle parole furono un lenitivo alla sua pena. 
lenizione   s.f.  (ling.) trasformazione fonetica di una consonante intervocalica che, per indebolimento dell'articolazione, da sorda diviene sonora (p. e. luo go  dal lat. lo° cus) o da occlusiva diviene fricativa (p. e. a ve va  dal lat. ha bì bat).
lenocinio   s.m.  (lett.)    • 1 •   attività di chi, per ricavare lucro o altro vantaggio, favorisce la prostituzione o amori illeciti; mezzaneria, ruffianeria | (dir.) delitto commesso da chi induce alla prostituzione o la favorisce, la sfrutta    • 2 •   (fig.) blandizie, lusinga: il lenocinio del diletto  (alfieri) | ornamento, abbellimento espressivo: una elevatezza d'ingegno, che... fa spregiare i lenocini e gli artifici letterari  (de sanctis).
lenone   s.m.    • 1 •   nell'antichità romana, mercante di schiave    • 2 •   (lett.) favoreggiatore, sfruttatore della prostituzione; ruffiano, mezzano.
lentaggine   (1) s.f.  (non com.) lentezza, spec. nell'eseguire un lavoro.
lentaggine   (2) s.f.  (bot.) arbusto sempreverde con frutti a drupa azzurri, coltivato come pianta ornamentale e usato soprattutto per siepi; viburno (fam.  caprifoliacee).
lentare   v. tr.  [io lènto ecc.] (lett.) allentare, mollare; rallentare, smettere: mio digiun, che non esclude / pane ed acqua ed erbe crude, / cinquant'anni interi chiude; / vita tal non mai lentata  (iacopone).
lente   s.f.    • 1 •   sistema ottico elementare costituito da una sostanza rifrangente, gener. vetro o plastica trasparente, limitata da due superfici di cui almeno una è curva: lente convergente  o d'ingrandimento, con almeno una superficie convessa, che ingrandisce l'immagine e corregge la presbiopia e l'ipermetropia; lente divergente, con almeno una superficie concava, che rimpiccolisce l'immagine e corregge la miopia; lente biconvessa, biconcava, con entrambe le superfici curve con raggio di curvatura uguale e opposto; lente a menisco, con entrambe le superfici curve, ma con raggio di curvatura diverso e orientato nello stesso senso; lente sferica, con le due superfici sferiche o una sferica e l'altra piana; lente cilindrica, torica, con almeno una superficie cilindrica, torica, per correggere l'astigmatismo; lente prismatica, con le superfici ad assi concorrenti, per correggere la tendenza allo strabismo | lente a contatto  o corneale, piccola lente di plastica che si applica alla cornea, dove è trattenuta da un velo di liquido lacrimale | lente cristallina, (anat.) il cristallino dell'occhio    • 2 •   pl.  gli occhiali o le lenti a contatto: portare le lenti    • 3 •   elemento, oggetto a forma di lente: la lente del pendolo, la massa metallica all'estremità inferiore dell'asta oscillante    • 4 •   (ant. , region.) lenticchia.
lentezza   s.f.  l'essere lento: lentezza di movimenti; la lentezza della burocrazia  | con lentezza, in modo lento.
lenticchia   s.f.    • 1 •   pianta erbacea con foglie pennate, che fornisce baccelli contenenti semi commestibili a forma di piccola lente biconvessa (fam.  leguminose) | lenticchia di palude, lemna    • 2 •   il seme commestibile di tale pianta: minestra di lenticchie; cotechino con lenticchie  | dare, cedere, vendere qualcosa per un piatto di lenticchie, (fig.) per un compenso esiguo, inadeguato (con riferimento all'episodio biblico di esaù che cedette al fratello giacobbe i diritti della primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie)    • 3 •   (pop.) lentiggine, efelide.
lenticella   s.f.  (bot.) piccola apertura sull'epidermide delle piante, che favorisce lo scambio dei gas fra le parti interne della pianta e l'esterno.
lenticolare   agg.  che ha forma di lente biconvessa: osso, seme lenticolare  | ruota lenticolare, (sport) ruota per bicicletta, senza raggi, costituita da un disco di materiale sintetico resistente e leggero, a forma di lente leggermente biconvessa.
lentiforme   agg.  che ha forma di lente.
lentiggine   s.f.  (spec. pl.) macchiolina giallo-bruna della pelle, di forma lenticolare, caratteristica delle persone con capelli biondi o rossi; nel linguaggio corrente è sin. di efelide  (che costituisce invece un altro tipo di ipercromia): un viso, delle mani, un collo cosparsi di lentiggini. 
lentigginoso   agg.  che ha lentiggini, pieno di lentiggini: viso lentigginoso. 
lentisco   o lentischio, s.m.  [pl. -schi] arbusto sempreverde a rami contorti che dà un legno compatto, usato in ebanisteria, e un olio aromatico (fam.  anacardiacee).
lentivirus   s.m. invar.  retrovirus che agisce con decorso lento, dopo lunga incubazione.
lento   agg.    • 1 •   che impiega troppo tempo nel fare qualcosa; non veloce, non sollecito: lento nel parlare, nello scrivere, nel capire; essere lento a ubbidire; lento come una lumaca, come una tartaruga, lentissimo | detto di cose che si muovono: autobus, treno lento    • 2 •   si dice di ciò che avviene, si compie in troppo tempo o procede troppo adagio: movimento, andamento, ritmo lento; fare dei gesti lenti; il lento trascorrere delle ore  | fuoco lento, basso | rimedio, veleno lento, che produce tardi il suo effetto | respiro lento, fievole | morte lenta, non rapida, in cui la vita si estingue a poco a poco    • 3 •   non teso, non stretto; allentato: fune lenta; tenere lente le briglie  | abito lento, non aderente    • 4 •   (lett.) flessibile, pieghevole: un lento ramo / con foglie d'oro  (caro) | (fig.) sciolto, fluente: la chioma lenta irriga il collo  (carducci)    • 5 •   (mus.) movimento più sostenuto del largo e meno sostenuto dell'adagio  s.m.  ballo a ritmo lento: ballare un lento   avv.  (non com.) con lentezza: camminare, parlare lento  § lentamente avv.  in modo lento; con lentezza.
lenza   s.f.    • 1 •   attrezzo da pesca costituito da un filo sottile di seta o di nailon trasparente, alla cui estremità si attacca l'amo    • 2 •   (gerg.) persona astuta, furbo matricolato    • 3 •   (agr.) striscia di terreno coltivata a terrazza sul fianco di una collina o di una montagna.
lenzuolo   pop. lenzolo, s.m.  [pl. i lenzuòli; anche le lenzuòla, spec. con riferimento al paio che si stende sul letto] ciascuno dei due teli, per lo più bianchi, che si stendono sul letto e fra i quali si giace: lenzuolo da (a) una piazza, due piazze; il lenzuolo di sopra, di sotto; lenzuolo di lino, di cotone; cambiare, rimboccare le lenzuola; cacciarsi sotto, tra le lenzuola; bianco come un lenzuolo, bianchissimo | lenzuolo da bagno, grande telo di spugna per asciugarsi dopo il bagno | lenzuolo funebre, in diverse epoche e culture, quello nel quale si avvolgeva o sul quale si posava il cadavere; sudario | un fazzoletto, un foglio grande come un lenzuolo, (scherz.) molto grande | un lenzuolo di neve, uno strato. dim. lenzuolino  accr. lenzuolone. 
leo    ⇨ leone.
leofante    ⇨ liofante.
leonardesco   agg.  [pl. m. -schi] di leonardo da vinci (1452-1519) o che si riferisce alla sua opera: stile leonardesco  | ingegno leonardesco, multiforme  s.m.  pittore della scuola di leonardo da vinci.
leonato    ⇨ lionato.
leoncino   s.m.    • 1 •   dim.  di leone    • 2 •   cucciolo del leone.
leone   ant. o poet. lione, leo [lèo], s.m.    • 1 •   grande felino dal pelame raso color fulvo, con testa adorna nel maschio di folta criniera, zampe robuste dotate di artigli retrattili, dentatura potente; vive nelle savane africane (fam.  felidi) | è assunto tradizionalmente come simbolo di forza, di fierezza, di coraggio: comportarsi, battersi da leone; combattere, lottare, difendersi come un leone; sentirsi un leone, pieno di vigore e di ardimento; far la parte del leone, prendersi la parte migliore a danno di altri | prov.  : meglio vivere un giorno da leone che cent'anni da pecora.  dim. leoncino    • 2 •   nome di altri animali che per l'aspetto o per alcune caratteristiche ricordano il leone: leone americano, coguaro o puma; leone marino, otaria    • 3 •   leone, (astr.) costellazione e segno dello zodiaco nel quale il sole passa tra il 23 luglio e il 23 agosto; per estens., persona nata sotto questo segno    • 4 •   (arald.) la figura più nobile del blasone, raffigurante un leone, per lo più rampante | leone di san marco, emblema della repubblica di venezia.
leonessa   ant. o poet. lionessa, s.f.  la femmina del leone | la leonessa d'italia, appellativo dato alla città di brescia per l'eroica resistenza opposta agli austriaci nel marzo 1849.
leonfante    ⇨ liofante.
leonino   (1) agg.  di, da leone: forza, chioma leonina; coraggio leonino  | patto leonino, (dir.) accordo, nullo per legge, in base al quale in una società uno o più soci sono esclusi da utili e perdite.
leonino   (2) agg.  che si riferisce a un personaggio, e spec. a un papa, di nome leone | città leonina, parte di roma comprendente il vaticano e le sue adiacenze, tra il tevere e le mura fatte erigere da papa leone iv (847-855), dette mura leonine. 
leonino   (3) agg.  si dice di un tipo di verso della poesia medievale latina in cui gli emistichi rimano tra di loro.
leontiasi   s.f.  (med.) deformazione della faccia, che assume un aspetto simile a quella del leone; è causata da ipertrofia ossea o da accumulo di lepromi (nella lebbra).
leontocebo   s.m.  piccola scimmia sudamericana con lunga coda, pelame lucido e abbondante criniera (ord.  primati).
leontopodio   s.m.  nome scient. della stella alpina. 
leopardiano   agg.  del poeta giacomo leopardi (1798-1837) o che si riferisce alla sua arte, alle sue opere: il pessimismo leopardiano; la critica leopardiana. 
leopardo   s.m.    • 1 •   grande felino di forme snelle, agilissimo, con mantello a pelo raso color ocra pallido a macchie scure; vive in africa e in asia (fam.  felidi)    • 2 •   la pelliccia di questo animale, molto pregiata | a pelle di leopardo, a chiazze, a macchie    • 3 •   in araldica: leopardo in maestà, raffigurato con la testa di fronte e la coda volta sul dorso; leopardo illeonito, rampante e con testa di leone.
leopoldino   agg.  di uno dei personaggi storici di nome leopoldo; in partic., di pietro leopoldo ii granduca di toscana (poi leopoldo i, come imperatore): l'illuminismo leopoldino; codice penale leopoldino, da lui promulgato nel 1786.
lepade   s.f.  piccolo crostaceo marino con guscio calcareo, sei paia di zampe a cirro e un peduncolo con cui si attacca a rocce e sostegni sommersi.
lepidezza   s.f.    • 1 •   l'essere lepido    • 2 •   facezia.
lepidio   s.m.  pianta erbacea con grappoli di fiori bianchi o rosati (fam.  crocifere).
lepidità   s.f.  lepidezza.
lepido   agg.  (lett.) arguto, spiritoso: risposta lepida  § lepidamente avv. 
lepidodendro   s.m.  gigantesca pianta fossile del periodo carbonifero.
lepidolite   s.f.  (min.) minerale del gruppo delle miche, da cui si estrae il litio; è costituito da metasilicato di litio, potassio e alluminio.
lepidopo   s.m.  pesce marino, lungo fino a    • 2 •   m, dal corpo fusiforme bianco argenteo, con lunga pinna caudale e pinne ventrali simili a scaglie (ord.  perciformi).
lepidosirena   s.f.  grosso pesce del sudamerica, appartenente alla sottoclasse dei dipnoi, che vive nel fango di acque dolci; ha corpo serpentiforme olivastro a macchie scure ricoperto di piccole squame e pinne filiformi (ord.  lepidosireniformi).
lepidosireniformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci a cui appartiene la lepidosirena | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
lepidotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine d'insetti comprendente le farfalle | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
lepiota   s.f.  (bot.) genere di funghi con cappello squamoso e gambo munito di un largo anello (fam.  agaricacee).
lepisma   s.f.  piccolo insetto di color argenteo, con due lunghe antenne e tre filamenti caudali, che s'insinua nelle fessure, tra le vecchie carte o nelle sostanze alimentari; è detto anche acciughina  e pesciolino d'argento  (ord.  tisanuri).
lepore   s.m.  (lett.) lepidezza, arguzia | garbo, grazia.
leporino   agg.  di, da lepre | labbro leporino, (med.) malformazione congenita del labbro superiore, che presenta una fenditura verticale (così chiamata perché ricorda la conformazione del labbro della lepre).
leppo   s.m.  (ant.) fumo, vapore, odore fetido: per febbre aguta gittan tanto leppo  (dante inf.  xxx, 99).
lepra    ⇨ lebbra.
lepre   s.f. , region. anche m.    • 1 •   mammifero lagomorfo con lunghe orecchie, grandi occhi, mantello grigio-bruno, lunghe zampe posteriori, coda corta; di indole timida, con abitudini prevalentemente notturne, veloce nella corsa e ottima saltatrice, dotata di udito, olfatto e vista eccellenti, è cacciata per le sue carni pregiate: correre, fuggire come una lepre; timido, pauroso come una lepre  | lepre alpina, lepre più piccola di quella comune, con un mantello bruno che s'imbianca d'inverno | lepre meccanica, (sport) sagoma a forma di lepre che, con un apposito meccanismo, si mette in moto lungo la pista del cinodromo per stimolare la corsa dei cani | fare la lepre, (sport) nelle gare correre davanti a tutti nella prima parte del percorso, imponendo un'andatura molto veloce, così da favorire poi la vittoria o un record da parte di un compagno di squadra che ha graduato meglio le sue forze | prov.  : una volta corre il cane e un'altra la lepre, le cose vanno male ora all'uno, ora all'altro. dim. lepretta, leprettina; lepratto, leprattino, leprotto, leprottino  (m.)    • 2 •   la carne dell'animale ucciso, usata come vivanda: lepre in salmì, alla cacciatora; pappardelle al sugo di lepre    • 3 •   lepre di mare, nome dato a un genere di molluschi gasteropodi marini con una conchiglia rudimentale nascosta nel mantello (fam.  aplisidi).
leprino   agg.  (non com.) di lepre, leporino.
leproma   s.m.  [pl. -mi] (med.) granuloma cutaneo, sottocutaneo o mucoso tipico della lebbra.
leprosario    ⇨ lebbrosario.
leproso   agg.  (med.) della lebbra, tipico della lebbra: granuloma leproso   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant.) che, chi è affetto dalla lebbra.
leprotto   s.m.    • 1 •   dim.  di lepre    • 2 •   lepre giovane.
leptomeninge   s.f.  (anat.) l'insieme della pia madre e dell'aracnoide.
leptone   s.m.  (fis.) ciascuna delle particelle elementari più leggere (elettroni e neutrini), non soggette a interazione forte.
leptospira   s.f.  (biol.) genere di microrganismi con corpo esile e filamentoso a spirale, privo di ciglia o flagelli; sono agenti patogeni.
leptospirosi   s.f.  (med.) denominazione generica di malattie infettive dell'uomo e di alcuni animali, causate da microrganismi del genere leptospira.
lerciare   v. tr.  (non com.) rendere lercio; sporcare, imbrattare.
lercio   agg.  [pl. f. -ce] sudicio, lurido in modo ripugnante: vestito lercio; stanza lercia  | (fig.) turpe, immondo: azioni lerce   s.m.  sporcizia (anche fig.): c'è del lercio in questa faccenda  § lerciamente avv. 
lerciume   s.m.  insieme di cose lerce; sudiciume (anche fig.): lerciume morale. 
lesbica   s.f.  donna omosessuale.
lesbico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'isola di lesbo | poesia lesbica, quella degli antichi poeti lirici greci alceo e saffo, nativi di lesbo (secc. vii-vi a. c.)    • 2 •   di lesbismo, caratterizzato da lesbismo: amore lesbico. 
lesbio   agg.  (lett.) dell'isola di lesbo, lesbico  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'isola di lesbo.
lesbismo   s.m.  omosessualità femminile; saffismo (con allusione al costume omosessuale tradizionalmente attribuito alle donne di lesbo).
lesena   s.f.  (arch.) elemento decorativo verticale che ha l'aspetto di un pilastro parzialmente incassato in un muro.
lesina   s.f.    • 1 •   tipico attrezzo da calzolaio e da sellaio, consistente in una robusta asticella d'acciaio appuntita, che serve per forare il cuoio che deve essere cucito; tradizionalmente è simbolo del mestiere stesso di calzolaio    • 2 •   (fig.) spilorceria, taccagneria: politica della lesina, quella di austerità finanziaria | (estens.) persona avara: non sborsa mai un quattrino, è veramente una lesina!. 
lesinare   v. tr.  e intr.  [io lésino  o lèsino ecc. ; aus. dell'intr. avere] risparmiare il più possibile, fino all'avarizia: lesinare il centesimo; lesinare sulle spese. 
lesineria   s.f.  (non com.) il lesinare; spilorceria.
lesionare   v. tr.  [io lesióno ecc.] danneggiare provocando lesioni: il terremoto ha lesionato molti edifici  | lesionarsi v. rifl.  rimanere danneggiato da lesioni.
lesione   s.f.    • 1 •   il ledere, l'essere leso; danno, offesa: lesione della legge, della giustizia; una lesione all'onore, della reputazione    • 2 •   (med.) alterazione strutturale o funzionale di un tessuto o di un organo, di origine traumatica o patologica: lesione al, del fegato; lesioni interne  | lesione personale, (dir.) delitto consistente nel causare a qualcuno, dolosamente o colposamente, una malattia nel corpo o nella mente    • 3 •   crepa, fenditura in un corpo o un'opera muraria: le lesioni di un edificio. 
lesivo   agg.  che lede, danneggia materialmente o moralmente: atto lesivo degli interessi altrui  § lesivamente avv. 
leso   part. pass.  di ledere   agg.  che presenta una lesione: arto leso; edificio leso | parte lesa, (dir.) in un giudizio, quella che è stata danneggiata da un comportamento antigiuridico altrui | delitto di lesa maestà, (st.) attentato alla vita del sovrano o contro la sicurezza dello stato; (scherz.) si dice con riferimento a chi non tollera critiche.
lessare   v. tr.  [io lésso ecc.] cuocere facendo bollire nell'acqua: lessare il pesce, le patate. 
lessata   s.f.  il lessare rapidamente, per una prima cottura: dare una lessata alla carne.  dim. lessatina. 
lessatura   s.f.  il lessare, l'essere lessato.
lessema   s.m.  (ling.) unità di base del lessico, che può essere una radice (p. e. cant-  in canto, cantare, cantante), una parola autonoma (madre, piede, forchetta) o una sequenza di parole fissatasi nell'uso in modo tale che i suoi singoli elementi non possono più essere scambiati né sostituiti con sinonimi (per lo più, dopo cena, mulino a vento).
lessicale   agg.  del lessico, che riguarda il lessico: studio, analisi, ricerca lessicale; il patrimonio lessicale italiano; campo lessicale; statistica lessicale, lo studio con metodi statistici del lessico; unità lessicale, lessema.
lessicalizzare   v. tr.  (ling.) trasformare in unità lessicale una sequenza di parole (p. e. per lo più, dopo cena), un alterato (p. e.  un diminutivo: forchetta), o una forma della flessione nominale (p. e.  un femminile: lavatrice) o verbale (p. e.  un participio: cantante) | lessicalizzarsi v. rifl.  trasformarsi in unità lessicale.
lessicalizzazione   s.f.  (ling.) il lessicalizzare, il lessicalizzarsi, l'essere lessicalizzato.
lessico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   l'insieme dei vocaboli e delle locuzioni che costituiscono una lingua o un settore particolare di essa : il lessico inglese, dello sport    • 2 •   dizionario, vocabolario, soprattutto di lingue antiche o poco diffuse o di linguaggi settoriali: lessico greco, yiddish; lessico matematico, zoologico. 
lessicografia   s.f.    • 1 •   la scienza e la tecnica della registrazione e della definizione dei vocaboli e delle altre unità lessicali di una lingua o di un suo settore; l'arte di compilare dizionari    • 2 •   l'insieme delle opere lessicografiche relative a una data lingua oppure di un paese, di un'epoca, di un settore: la lessicografia italiana; la lessicografia dell'ottocento; lessicografia giuridica. 
lessicografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda la lessicografia: opere lessicografiche    • 2 •   ordinamento lessicografico, (econ.) nella teoria della domanda, ordinamento delle preferenze che dispone i beni in base a certe loro caratteristiche (p. e. , per un alimento, il potere nutritivo, la conservabilità), prescindendo dalla misurazione dell'utilità § lessicograficamente avv.  con criterio lessicografico; dal punto di vista lessicografico.
lessicografo   s.m.  [f. -a] studioso di lessicografia; compilatore di dizionari.
lessicologia   s.f.  studio scientifico del lessico | l'insieme degli studi sul lessico di un paese, di un'epoca: la lessicologia più recente. 
lessicologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la lessicologia: studio lessicologico. 
lessicologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di lessicologia.
lessicometria   s.f.  (ling.) lessicostatistica.
lessicostatistica   s.f.  branca della linguistica che studia il lessico con metodi statistici.
lesso   agg.  cotto in acqua bollente; lessato: pesce lesso; patate lesse   s.m.  pietanza di carne lessa, spec. di manzo; bollito | il taglio di carne che si usa per tale pietanza: comprare un chilo di lesso. 
lestezza   s.f.  l'esser lesto, svelto; prontezza, agilità: agire, rispondere con lestezza; lestezza di mano. 
lesto   agg.    • 1 •   che agisce con prontezza, con rapidità, con sollecitudine; agile, veloce, svelto: un cameriere poco lesto; lesto a capire, a rispondere, a menar le mani; essere lesto d'ingegno; lesto di mano, svelto a picchiare o a rubare; lesto di lingua, pronto alla risposta    • 2 •   che si fa o avviene in poco tempo; rapido, sbrigativo: lavoro lesto; decisione lesta | alla lesta, in modo sbrigativo    • 3 •   (ant.) astuto, accorto    • 4 •   (tosc.) pronto § lestamente avv. 
lestofante   s.m.  chi inganna con discorsi o raggiri; imbroglione, truffatore.
lestra   s.f.  (region.)    • 1 •   capanno di cacciatori, di pastori; covo, tana di selvaggina    • 2 •   radura destinata a pascolo invernale.
letale   agg.  di morte, che provoca la morte: malattia letale; effetti letali  § letalmente avv. 
letalità   s.f.  l'essere letale | quoziente di letalità, (stat.) il rapporto tra il numero di coloro che muoiono per una data malattia e il numero di coloro che ne sono affetti.
letamaio   s.m.    • 1 •   luogo in cui si ammucchia il letame    • 2 •   (estens.) luogo molto sudicio, sporco (anche fig.): come fanno a vivere in quel letamaio?. 
letamare   v. tr.  concimare con il letame.
letamazione   s.f.  concimazione con letame.
letame   s.m.    • 1 •   concime organico prodotto nelle concimaie dalla fermentazione di escrementi del bestiame da stalla mescolati con i materiali che formano la lettiera    • 2 •   sporcizia, sudiciume (anche fig.).
letana   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   litania: un suon di letane scendea lento lento  (carducci)    • 2 •   processione sacra: e vidi gente... / venir, tacendo e lagrimando, al passo / che fanno le letane in questo mondo  (dante inf.  xx, 7-9).
letania    ⇨ litania.
letargia   s.f.    • 1 •   (med.) sonno profondo di origine patologica    • 2 •   (fig. lett.) stato d'inerzia psichica o morale.
letargico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di letargo, che ha carattere di letargo: sonno, stato letargico; encefalite letargica, (med.) forma epidemica di encefalite virale che si manifesta con accentuata sonnolenza | che va, che cade in letargo: animali letargici    • 2 •   (fig.) inerte, torpido.
letargo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   stato di vita latente, simile al sonno profondo, di alcuni animali durante l'ibernazione invernale    • 2 •   nell'uomo, letargia; per estens., sonno lungo e profondo: cadere, giacere in letargo    • 3 •   (fig.) stato di torpore, d'inerzia fisica, spirituale o morale.
lete   s.m.  nella mitologia greco-romana, fiume dell'oltretomba le cui acque, una volta bevute, cancellavano il ricordo della vita terrena | bere le acque del lete, (fig.) raggiungere l'oblio, dimenticare.
leteo   agg.    • 1 •   del lete, fiume mitologico che dava l'oblio: le acque letee    • 2 •   (fig. lett.) che fa dimenticare; oblioso: sonno leteo. 
leticare   e deriv.   ⇨ litigare e deriv. 
letificare   v. tr.  [io letìfico, tu letìfichi ecc.] (ant. , lett.) allietare.
letizia   s.f.  sentimento di profonda gioia spirituale; sensazione di pace e felicità: avere l'animo pieno di letizia; vivere in letizia. 
letiziare   v. tr.  [io letìzio ecc.] (rar.) rendere lieto, gioioso | v. intr.  (ant. lett.) provare letizia, gioire: li nostri affetti, che solo infiammati / son nel piacer dello spirito santo, / letizian del suo ordine formati  (dante par.  iii, 52-54).
letta   s.f.  lettura frettolosa: dare una letta al giornale. 
lettera   ant. littera, s.f.    • 1 •   ciascuno dei segni dell'alfabeto: lettere maiuscole, minuscole; lettere di scatola, cubitali; una parola di otto lettere  | dire a chiare lettere, (fig.) con estrema franchezza | un fatto da scrivere a lettere d'oro, (fig.) un fatto memorabile | a, in tutte lettere, per esteso, senza abbreviazioni; (fig.) senza reticenze | scrivere, stampare a lettere di fuoco, (fig.) con violento tono critico    • 2 •   (mat.) simbolo sostitutivo di una quantità non determinata    • 3 •   carattere di stampa | iscrizione, didascalia di un'incisione, di una medaglia e sim. | avanti lettera, ante litteram    • 4 •   l'interpretazione più restrittiva e ovvia delle parole di uno scritto, di un testo: interpretare una legge secondo la lettera e non secondo lo spirito | alla lettera, attenendosi alle parole precise, dette o scritte; testualmente: prendere, tradurre alla lettera | rimanere lettera morta, (fig.) si dice di cosa non eseguita, di consiglio non ascoltato    • 5 •   comunicazione scritta che si invia a qualcuno: scrivere, firmare, spedire una lettera; comunicare qualcosa per lettera; informare qualcuno per lettera; rispondere a una lettera; lettera riservata, personale; lettera anonima, minatoria; lettera aperta, rivolta a una determinata persona, ma portata a conoscenza anche di altri o diffusa pubblicamente | pl.  raccolta di lettere; epistolario. dim. letterina, letteruccia  accr. letterona, letterone  (m) pegg. letteraccia    • 6 •   lettera apostolica, comunicazione o disposizione inviata dal papa all'episcopato, ai capi degli ordini religiosi ecc.; lettera pastorale, comunicazione o disposizione inviata dal vescovo agli ecclesiastici o ai fedeli di una diocesi | lettere credenziali, documenti che accreditano i diplomatici presso gli stati cui sono destinati | lettera di credito, documento mediante il quale una banca conferisce a un cliente la possibilità di godere di un credito aperto presso una banca corrispondente, specie all'estero    • 7 •   pl.  la letteratura, gli studi umanistici: amare le lettere; lettere classiche, moderne; uomo di lettere; facoltà, studente, professore di lettere; laurea, dottore in lettere  | (ant.) studi, cultura in generale    • 8 •   nel linguaggio di borsa, offerta: prezzo lettera, quotazione dei titoli o delle valute offerti.
letterale   ant. litterale, agg.    • 1 •   che riguarda il significato preciso delle parole di uno scritto, di un testo: senso letterale; l'interpretazione letterale di una legge  | traduzione letterale, che rende parola per parola il testo originale    • 2 •   (mat.) si dice di calcolo o di operazione in cui figurino, anziché numeri, quantità variabili simboleggiate da lettere § letteralmente avv.    • 1 •   alla lettera, in modo letterale: tradurre, interpretare letteralmente    • 2 •   nel vero senso della parola: la piazza era letteralmente gremita di gente. 
letteralità   s.f.  l'essere letterale; interpretazione letterale.
letterarietà   s.f.  carattere letterario: la letterarietà di una locuzione, di uno scritto. 
letterario   agg.    • 1 •   che riguarda la letteratura, i letterati: opera, produzione letteraria; critica letteraria; generi letterari; premio, circolo letterario; proprietà letteraria, possesso del diritto di proprietà di un'opera scritta, da parte del suo autore o di altri a cui egli l'abbia ceduto | che svolge un'attività connessa con la letteratura: critico letterario    • 2 •   si dice di stile, tono, linguaggio, e anche di singole parole o locuzioni che non sono propri dell'uso comune ma appartengono alla lingua colta e al registro elevato § letterariamente avv. 
letterato   ant. litterato, agg.  (lett.) che riguarda la letteratura; che ha carattere letterario: una prosa molto letterata   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi coltiva lo studio delle lettere o vi si dedica per professione    • 2 •   che, chi ha un certo grado di istruzione    • 3 •   (pop.) che, chi sa leggere e scrivere § letteratamente avv.  (rar.).
letteratume   s.m.  (spreg.) insieme di letterati mediocri, o di cattiva letteratura.
letteratura   s.f.    • 1 •   le opere scritte in prosa o in versi che hanno valore o intento artistico; l'insieme di tali opere scritte in una lingua o proprie di un paese, di un'epoca, di una cultura, di un genere: la letteratura italiana, inglese, francese; la letteratura antica, classica, moderna; la letteratura del trecento, dell'ottocento; studiare, amare la letteratura; corso, professore di letteratura; letteratura narrativa, poetica, cavalleresca; la letteratura drammatica, l'insieme dei testi di teatro | storia della letteratura, esposizione critica dello svolgimento della letteratura di un popolo arricchita di notizie riguardanti la vita dei singoli autori, le loro opere, il loro tempo    • 2 •   il complesso delle opere relative a una scienza, a una materia; anche, la bibliografia relativa a un autore: letteratura giuridica, medica; la letteratura dantesca, petrarchesca    • 3 •   (fig. spreg.) cosa futile, vana: di fare della letteratura sono capaci tutti    • 4 •   le istruzioni che accompagnano le confezioni di farmaci.
lettereccio   agg.  (rar.) del letto, che riguarda il letto | effetti letterecci, lenzuola, federe, coperte ecc.
lettering   s.m. invar.  progettazione grafica di caratteri tipografici | progettazione ed esecuzione grafica delle parti scritte di messaggi misti di testo e immagine (p. e.  manifesti pubblicitari, fumetti).
letterista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   artigiano che incide scritte su lapidi; lapidario    • 2 •   (ant.) epistolografo.
lettiera   s.f.    • 1 •   (non com.) cassone, intelaiatura del letto    • 2 •   strato di paglia o di foglie che serve da giaciglio agli animali nelle stalle; strame | (estens.) lo strato di sabbia o altro materiale destinato ad assorbire gli escrementi degli animali d'allevamento.
lettiga   s.f.    • 1 •   nell'antichità, portantina o letto portatile usati per il trasporto a spalle di persone | veicolo di forma analoga portato da una cavalcatura, in uso nei secoli scorsi    • 2 •   barella o lettino con ruote per il trasporto di ammalati | autolettiga, ambulanza.
lettighiere   ant. lettighiero, s.m.    • 1 •   chi un tempo trasportava o conduceva una lettiga: la lettiga, ch'era innanzi qualche passo, portata da due mule, si mosse, a una voce del lettighiero  (manzoni p. s.  xxiii)    • 2 •   [f. -a] infermiere addetto al trasporto di ammalati su lettighe o autoambulanze; barelliere.
lettino   s.m.    • 1 •   dim.  di letto  | letto per bambini    • 2 •   sorta di letto alto, stretto e rigido su cui i medici fanno stendere i pazienti per visitarli | lettino solare, speciale attrezzatura a forma di letto trasparente per l'abbronzatura artificiale; solarium.
lettisternio   o lectisternio, s.m.  in roma antica, banchetto solenne in onore degli dei che si teneva in occasioni particolari.
letto   s.m.    • 1 •   mobile adatto a sostenere materassi, su cui si stendono lenzuola e coperte, per potervi riposare e dormire: la spalliera, le sponde del letto; la testa, i piedi del letto; letto a una piazza, a una piazza e mezzo, a due piazze  (o matrimoniale); letto a castello; andare, mettersi, stare a letto; camera da letto; camera a un letto, a due letti  | andare a letto con le galline, (fig.) coricarsi molto presto | andare a letto con qualcuno, avere rapporti sessuali | figlio di primo, di secondo letto, nato dal primo, dal secondo matrimonio | morire nel proprio letto, di morte naturale in casa propria | essere inchiodato a letto, in un letto, (fig.) essere colpito da lunga e grave infermità | cascare, saltare giù dal letto, (fig.) alzarsi la mattina molto più presto del solito | letto di procuste, (fig. lett.) condizione penosa, insopportabile (dal soprannome di un leggendario brigante greco che assaltava i viandanti e li stendeva su un letto, stirando le loro membra se risultavano più corte o amputandole se sporgevano) | letto di dolore, in cui giace una persona gravemente ammalata | letto di morte, in cui giace chi è prossimo a morire o è già morto | letto di rose, (fig.) situazione molto favorevole, serena | letto di spine, (fig.) situazione difficile, piena di preoccupazioni. dim. lettino, lettuccio  accr. lettone  pegg. lettaccio  | anche con funzione di agg.  : divano, poltrona letto, trasformabile in letto; vettura, vagone letto, vettura, vagone ferroviario attrezzato con letti ribaltabili    • 2 •   (estens.) qualsiasi struttura su cui può essere disteso il corpo: letto operatorio; letto funebre, cataletto | qualsiasi cosa su cui ci si corica: sdraiarsi su un letto di foglie    • 3 •   la parte piana e orizzontale di un carro, su cui si pone il carico; pianale    • 4 •   lettiera: fare il letto alle mucche | il letto dei bachi da seta, il telaio su cui si raccolgono i rimasugli delle foglie di gelso    • 5 •   (geog.) parte dell'alveo di un fiume dove scorre l'acqua    • 6 •   (geol.) la superficie inferiore di uno strato roccioso; la roccia solida sulla quale poggia il suolo incoerente    • 7 •   (chim.) substrato di vario materiale sul quale si fa avvenire una reazione chimica o un'operazione industriale: letto adsorbente; letto catalitico, costituito da un catalizzatore    • 8 •   letto caldo, (agr.) terreno coperto con vetri o stuoie e particolarmente concimato per raggiungere e mantenere temperature adatte alla forzatura e protezione di piante fuori stagione    • 9 •   qualsiasi cosa su cui se ne distende un'altra | letto di posa, superficie sulla quale si dispongono blocchi di pietra, mattoni ecc., cementandoli per lo più con malte leganti.
lettone   agg.  della lettonia  s.m.    • 1 •   [anche s.f.] chi è nato o abita in lettonia    • 2 •   lingua del gruppo baltico parlata dai lettoni.
lettorato   s.m.    • 1 •   (eccl.) un tempo, il secondo degli ordini minori; attualmente, il ministero liturgico, affidato a chierici e laici, di leggere brani dell'antico e del nuovo testamento (a eccezione del vangelo)    • 2 •   l'ufficio di lettore presso un'università la durata di tale ufficio.
lettore   (1) s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi legge: un lettore attento, distratto; un lettore di romanzi gialli; uno scrittore che ha molti lettori    • 2 •   chi legge testi altrui in una trasmissione radiofonica o televisiva, per una registrazione discografica e sim. | chi legge, ed eventualmente valuta o revisiona, testi per una casa editrice    • 3 •   (eccl.) un tempo, il chierico che aveva ricevuto l'ordine del lettorato; attualmente, il chierico o il laico cui è affidato il ministero liturgico del lettorato | membro di un ordine religioso che insegna nella scuola superiore della sua comunità    • 4 •   l'insegnante che svolge i corsi pratici di una lingua straniera nelle università.
lettore   (2) s.m.    • 1 •   strumento che facilita la lettura, l'osservazione di qualcosa: lettore per microfilm, apparecchio ottico che proietta i singoli fotogrammi di un microfilm consentendone l'esame    • 2 •   (inform.) dispositivo d'ingresso di un elaboratore in grado di rilevare dati da un supporto esterno e di convertirli in impulsi elettrici che è possibile elaborare | lettore ottico, strumento dotato di un dispositivo a scansione che è in grado di leggere caratteri oppure simboli (p. e.  codici a barre), disegni ecc. e di trasformarli in dati suscettibili di elaborazione; scanner.
lettura   s.f.    • 1 •   il leggere, l'esercizio del leggere; il modo in cui si legge: fare una lettura; immergersi nella lettura; libro di lettura; lettura lenta, spedita; lettura attenta, distratta; dare lettura di qualcosa, leggerla ad alta voce; sala di lettura, in biblioteche, alberghi, circoli e sim., quella in cui si può leggere o scrivere | lettura di un contatore, rilevazione dei valori da esso registrati | lettura del pensiero, forma di percezione extrasensoriale che permetterebbe di conoscere il pensiero altrui    • 2 •   (estens.) lo scritto, il libro che si legge: «pinocchio» non è una lettura solo per ragazzi    • 3 •   (fig.) interpretazione; modo di vedere, di analizzare: la lettura di un fenomeno; la lettura politica di un film    • 4 •   lezione, conferenza in cui si spiega un testo: una lettura dantesca. 
letturista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è incaricato di leggere, al domicilio degli utenti, i contatori che registrano il consumo di acqua, elettricità e gas.
leu   s.m. invar.  unità monetaria della romania.
leucemia   s.f.  malattia caratterizzata da forte aumento dei globuli bianchi e dalla presenza in circolo di forme immature degli stessi.
leucemico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la leucemia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da leucemia.
leucemide   s.f.  (med.) alterazione o lesione cutanea che si può manifestare nel corso della leucemia; ematodermia.
leucina   s.f.  (chim.) amminoacido a sei atomi di carbonio, presente nei prodotti di idrolisi delle proteine e, allo stato libero, nei tessuti muscolari.
leucisco   s.m.  [pl. -schi] (zool.) genere di pesci d'acqua dolce dal corpo fusiforme, a cui appartiene fra gli altri il cavedano (ord.  cipriniformi).
leucite   s.f.  (min.) minerale del gruppo dei feldspatoidi, di colore grigiastro, frequente in alcune rocce vulcaniche; è costituito da metasilicato di alluminio e potassio.
leuco-  leuco- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o più spesso di formazione moderna, dal gr. leukós  'bianco'; indica colore bianco o chiaro (leucocita, leucoma); nella terminologia medica fa riferimento ai globuli bianchi (leucopenia).
leucocita   o leucocito, s.m.  [pl. -ti] (biol.) globulo bianco del sangue.
leucocitario   agg.  relativo ai leucociti: formula leucocitaria. 
leucocito    ⇨ leucocita.
leucocitosi   s.f.  (med.) aumento dei globuli bianchi del sangue.
leucodermia   s.f.  (med.) presenza sulla pelle di macchie biancastre per scomparsa del normale pigmento.
leucoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) macchia di colore bianco opaco che si forma sulla cornea dell'occhio in seguito a lesioni traumatiche o infiammatorie.
leucon   s.m. invar.  (zool.) tipo di spugna la cui cavità gastrovascolare comunica con l'esterno mediante canali rivestiti di flagelli.
leuconichia   s.f.  (med.) macchia bianca sulle unghie.
leucopenia   s.f.  (med.) diminuzione dei globuli bianchi del sangue.
leucoplachia   s.f.  (med.) leucoplasia.
leucoplasia   s.f.  (med.) affezione delle mucose, spec. della bocca, caratterizzata dalla formazione di chiazze biancastre.
leucoplasto   s.m.  (bot.) ciascuno dei granuli di colore bianco che si trovano nei tessuti delle piante non esposti alla luce.
leucopoiesi   s.f.  (biol.) processo di formazione dei leucociti.
leucorrea   s.f.  (med.) perdita di secrezioni biancastre dalla mucosa uterina o vaginale.
leucorroico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla leucorrea.
leuto   (1)  ⇨ liuto 1.
leuto   (2) o liuto, s.m.  (mar.)    • 1 •   tipo di veliero medievale, caratteristico della provenza    • 2 •   galleggiante portuale per lo scarico delle merci da una nave; alleggio    • 3 •   barca da pesca a vela, tipica di trieste e dell'istria.
lev   s.m. invar.  unità monetaria della bulgaria.
leva   (1) s.f.    • 1 •   (fis.) macchina semplice, consistente in una barra che può ruotare attorno a un punto fisso (fulcro) e soggetto all'azione di due forze contrastanti (potenza e resistenza): leva di primo, di secondo, di terzo genere, a seconda che il fulcro sia, rispettivamente, interno fra potenza e resistenza (p. e.  tenaglie), esterno dalla parte della resistenza (p. e.  schiaccianoci), esterno dalla parte della potenza (p. e.  pinze per ghiaccio) | sistema di leve, leveraggio | far leva su un punto, applicarvi la resistenza o il fulcro di una leva per spostarlo o per spostare un altro oggetto; (fig.) agire su qualcosa per raggiungere un fine: far leva sui sentimenti, su un punto debole di qualcuno    • 2 •   (fig.) stimolo, incentivo: il denaro è una leva potente    • 3 •   (mecc.) asta di comando di un dispositivo meccanico: leva del cambio, organo di manovra del cambio di velocità, gener. a forma di asta metallica munita di impugnatura | leva di comando, (aer.) cloche. dim. levetta    • 4 •   (fig.) strumento, mezzo con cui si dirige, si comanda: le leve del potere. 
leva   (2) s.f.    • 1 •   il complesso delle operazioni per la chiamata alle armi dei giovani che hanno raggiunto l'età prescritta; coscrizione obbligatoria: lista di leva; servizio di leva, il servizio militare obbligatorio; essere di leva, avere l'età e i requisiti per il servizio militare; visita di leva, visita medica che ha lo scopo di determinare l'idoneità al servizio militare | (fam.) il servizio militare stesso: ha finito la leva    • 2 •   l'insieme dei giovani chiamati alle armi in un anno: la leva del 1970    • 3 •   (estens.) gruppo di persone della stessa generazione, che subentra a un altro della generazione precedente in un determinato campo d'attività: le nuove leve del cinema. 
levacapsule   s.m. invar.  apribottiglie.
levame   s.m.  (ant. , region.) lievito.
levamento   s.m.  (ant.) il levare, il levarsi; levata.
levanoccioli   s.m. invar.  arnese di cucina per snocciolare ciliegie od olive; snocciolatoio.
levante   part. pres.  di levare  e levarsi   agg.  nei sign. del verbo | sole levante, come si presenta all'alba; l'impero del sole levante, il giappone  s.m.  parte dell'orizzonte dove si leva il sole; est, oriente: dirigersi verso levante; la grecia è a levante dell'italia; (vento di) levante, vento che spira da est | il levante, l'insieme dei paesi a oriente dell'italia nel mediterraneo.
levantino   agg.    • 1 •   del levante; che proviene dal levante: città levantina; prodotti levantini    • 2 •   (fig. spreg.) scaltro, spregiudicato, spec. nel commercio e negli affari | (estens.) infido, traditore: comportamento levantino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   nativo, abitante dei paesi del levante    • 2 •   (fig. spreg.) persona scaltra e infida.
levapunti   s.m.  o f. invar.  attrezzo a pinza per aprire ed estrarre punti metallici applicati a carta, legno, stoffa ecc.
levare   (1) v. tr.  [io lèvo ecc.  (ant. io lièvo ecc. , con -iè-  anziché -è-  in sillaba tonica)]    • 1 •   alzare, sollevare: levare gli occhi, le mani, le braccia; levare di peso un sacco da terra  | levare l'ancora, salpare | levare i remi, sollevarli dall'acqua e tenerli orizzontali | levare il bollore, entrare in ebollizione (detto spec. dell'acqua) | levare un grido, un lamento, una protesta, gridare, lamentarsi, protestare | levare il capo, (fig.) insuperbirsi | levare qualcuno al cielo, (fig.) esaltarlo, magnificarlo | levare una lepre, una pernice (dalla tana), stanarla, farla fuggire o alzare in volo    • 2 •   portar via, togliere, rimuovere (talora rafforzato con l'avv. via): levare un quadro dalla parete, la tovaglia dal tavolo, il tappo alla bottiglia; levare (via) le carte dalla scrivania; levare una macchia dal vestito; levarsi il cappello, il cappotto  | levare un dente, estrarlo | levare le tende, smontare un accampamento; (fig. fam.) andarsene | levare di mezzo, togliere qualcosa che costituiva un impedimento; riferito a persona, liberarsene (anche uccidendola) | levarsi qualcuno di torno, sbarazzarsene | levare di bocca un segreto, carpirlo | levare un'idea dalla testa, dissuadere qualcuno, fargli cambiare proposito | levare una tassa, abolirla | levare il disturbo, l'incomodo, congedarsi da qualcuno (spec. in espressioni di cortesia) | levarsi la fame, la sete, sfamarsi, dissetarsi | levarsi il pane di bocca, (fig.) sacrificarsi per altri    • 3 •   (ant.) arruolare soldati | levarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   alzarsi, sorgere, innalzarsi (anche fig.): levarsi da letto, da tavola, in piedi; levarsi a parlare; in mezzo al paese si leva un'antica torre; il sole si leva dai monti; si levò un vento impetuoso; il pane si è levato, si è gonfiato per effetto del lievito | levarsi in armi, prendere le armi per combattere | levarsi in difesa di qualcuno, prenderne le difese | levarsi contro qualcuno, scagliarsi contro di lui | levarsi sopra le passioni, le miserie umane, (fig.) dominarle; anche, considerarle con comprensione    • 2 •   alzarsi da letto: s'è levato di cattivo umore    • 3 •   allontanarsi: levarsi da un luogo | levarsi dai piedi, di mezzo, di torno, (fam.) andarsene; (fig.) smettere di occuparsi di qualcosa, di interferirvi.
levare   (2) s.m.    • 1 •   il sorgere di un astro sull'orizzonte: partimmo al levar del sole    • 2 •   nella direzione musicale, gesto della mano o con la bacchetta che indica il tempo debole della battuta: tempo, movimento in levare. 
levata   s.f.    • 1 •   il levare, il levarsi: la levata del sole; la levata delle lettere, il ritiro della posta dalle cassette | l'alzarsi dal letto: in caserma la levata è alle sei | la levata del sale, dei tabacchi, l'acquisto di tali generi fatto dai tabaccai presso i magazzini dello stato | levata  (o alzata) di scudi, (fig.) atto di aperta ribellione od ostilità, gener. da parte di più persone (da un'usanza militare, in roma antica)    • 2 •   (ant.) arruolamento di soldati    • 3 •   (fig. non com.) grado di intelligenza, di capacità intellettuale, levatura: essere di scarsa levata  | (fam.) idea improvvisa, risposta inaspettata: cosa vorrebbe significare questa levata?    • 4 •   (bot.) periodo della vita dei cereali che si inizia con l'allungamento del fusto e termina con la fuoruscita della spiga.
levataccia   s.f.  l'alzarsi dal letto molto presto: fare una levataccia. 
levatoio   agg.  che può essere sollevato e abbassato: ponte levatoio. 
levatrice   s.f.  (pop.) donna che assiste le partorienti; ostetrica.
levatura   s.f.    • 1 •   (ant.) il levare, il togliere    • 2 •   (fig.) grado d'intelligenza, capacità intellettuale o professionale; dignità morale: persona di grande, di scarsa levatura; un attore, un giocatore di buona levatura  | riferito a cosa, livello qualitativo, rilievo, portata: un'opera di eccezionale levatura. 
leve    ⇨ lieve.
leverage   (fin.) nell'analisi di bilancio, rapporto tra i mezzi finanziari presi in prestito e i mezzi propri.
leveraggio   s.m.  (mecc.) serie di due o più leve disposte in modo che la resistenza di una coincida con la potenza della successiva; si usa spec. per trasmettere movimenti a distanza.
leviatano   o leviathan [pr.  / levja'tan /], s.m.    • 1 •   nella bibbia, immenso mostro marino divoratore di uomini, assunto dal filosofo inglese t. hobbes (1588-1679) come simbolo dell'onnipotenza dello stato di fronte all'individuo | (estens.) si dice di sistema, struttura, apparato che soffochi l'individuo    • 2 •   nell'industria tessile, apparecchio per sgrassare la lana.
levigare   v. tr.  [io lèvigo, tu lèvighi ecc]    • 1 •   rendere liscia una superficie ruvida; polire: levigare la pietra, il legno, una superficie metallica    • 2 •   (fig.) perfezionare, rifinire con grande cura: levigare un discorso    • 3 •   (chim. , fis.) sottoporre a levigazione.
levigatezza   s.f.  l'essere levigato (anche fig.): la levigatezza di un marmo; levigatezza di stile. 
levigato   part. pass.  di levigare   agg.    • 1 •   liscio per levigatura: superficie levigata  | (estens.) liscio: pelle levigata    • 2 •   (fig.) molto curato, ben rifinito, limato: stile levigato; prosa levigata. 
levigatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] operaio addetto a lavori di levigazione    • 2 •   (chim. , fis.) apparecchio usato per la levigazione dei miscugli.
levigatrice   s.f.  macchina per levigare superfici.
levigatura   s.f.  l'operazione del levigare; levigazione.
levigazione   s.f.    • 1 •   il levigare, l'essere levigato: la levigazione del marmo    • 2 •   (geog.) fenomeno per cui le rocce vengono levigate a opera degli agenti atmosferici o dei ghiacciai    • 3 •   (chim. , fis) operazione con la quale le particelle solide di un miscuglio vengono separate in base alla loro densità o alle loro dimensioni, mediante sfruttamento delle diverse velocità di decantazione in un mezzo fluido.
levirato   s.m.  (etnol.) usanza di sposare la vedova del fratello, diffusa presso gli antichi ebrei e tuttora in alcune civiltà primitive.
levita   s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   presso gli antichi ebrei, membro della tribù di levi, terzo figlio di giacobbe e di lia, cui era affidato il servizio religioso    • 2 •   (lett.) sacerdote, ministro del culto.
levità   s.f.  (lett.) leggerezza (anche fig.).
levitare   v. intr.  [io lèvito ecc. ; aus. avere  ed essere]    • 1 •   perdere peso sollevandosi in aria    • 2 •   (rar.) lievitare.
levitazione   s.f.  fenomeno paranormale per cui una persona o un oggetto pesante si solleva e resta sospeso in aria.
levitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dei leviti: tribù, casta levitica    • 2 •   (lett.) dei sacerdoti, sacerdotale  s.m.  nella bibbia, nome del terzo libro del pentateuco, contenente l'elenco degli uffici sacerdotali.
levogiro   agg.    • 1 •   che gira verso sinistra, cioè nel senso contrario a quello delle lancette dell'orologio: rotazione levogira    • 2 •   (chim.) si dice di composto otticamente attivo che fa ruotare in senso antiorario il piano della luce polarizzata.
levriere   o levriero, s.m.  cane da caccia di forme molto snelle, con zampe lunghe e sottili e muso appuntito; oggi è per lo più usato come cane da corsa.
levulosio   s.m.  (chim.) fruttosio.
lewisite   s.f.    • 1 •   (min.) minerale contenente calcio, titanio e antimonio, in piccoli cristalli ottaedrici di color giallo miele o bruno rossastro    • 2 •   (chim.) potente aggressivo chimico organico, contenente cloro e arsenico, ad azione vescicante.
lezio   s.m. , o lezia s.f.  (non com.) gesto affettato, svenevole; smanceria, moina (usato spec. al pl.).
lezionario   s.m.  libro in cui sono raccolti i brani dei testi sacri da leggere nella messa.
lezione   s.f.    • 1 •   insegnamento che il docente impartisce a uno o più allievi senza interruzione in un arco determinato di tempo: un'ora di lezione; lezione di storia, di matematica; lezione di sci, di tennis; far lezione, tenere una lezione; andare a lezione, assistere a una lezione; frequentare un corso di lezioni; dare, prendere lezioni private  | quanto di una materia si insegna o si assegna da studiare di volta in volta: studiare, imparare, ripetere la lezione  | suddivisione di un libro scolastico, corrispondente a quanto si ritiene che possa essere spiegato o studiato in una sola volta. dim. lezioncina    • 2 •   discorso, conferenza su un argomento letterario o scientifico | nelle università medievali, la lettura e la spiegazione di un testo    • 3 •   (fig.) ammaestramento, esempio: dare una lezione di vita, di onestà; non accetto lezioni da nessuno; servire di lezione  | duro rimprovero; punizione severa: gli ha dato la lezione che si meritava    • 4 •   nella critica testuale, il modo particolare con cui una parola o un passo di un testo si trova scritto in un manoscritto o in un'edizione; è detta anche lectio : lezione attendibile, dubbia, errata  | (fig. non com.) interpretazione, versione di un fatto    • 5 •   (ant.) lettura; sapere acquistato con la lettura: se dio ti lasci, lettor, prender frutto / di tua lezione  (dante inf.  xx, 19-20)    • 6 •   (lit.) l'insieme dei testi sacri che si leggono nella prima parte della messa o nell'ufficio divino a mattutino.
leziosaggine   s.f.    • 1 •   l'essere lezioso; comportamento sdolcinato    • 2 •   atto, discorso lezioso.
leziosità   s.f.  l'essere lezioso.
lezioso   agg.  che si comporta in modo affettato, con svenevolezza: una bambina leziosa  | fatto o detto con affettazione: modi leziosi; parole leziose.  dim. leziosetto, leziosino  § leziosamente avv. 
lezzo   s.m.    • 1 •   cattivo odore, spec. quello che emana da un corpo o da una cosa sudicia; fetore    • 2 •   (estens.) sudiciume (anche fig.): vivere nel lezzo. 
lezzone   s.m.  [f. -a] (pop. tosc.)    • 1 •   persona sudicia    • 2 •   (fig.) persona di cattivi costumi o dai modi volgari.
lezzume   s.m.  (tosc.) sudiciume (anche fig.).
lì   avv.    • 1 •   in quel luogo (indica un luogo lontano da chi parla e da chi ascolta, ma con minor approssimazione di là): mettilo lì; stai lì fermo; ero lì per caso; eccolo lì  | talvolta si unisce al pron. quello  o a un sostantivo preceduto dall'agg. quello, per determinare meglio la posizione di una persona o di una cosa: quel volume lì; quella donna lì; dammi quello lì    • 2 •   con valore rafforzativo o enfatico: fermo lì!; guarda lì cosa ha combinato!    • 3 •   unito a un avverbio o a una determinazione di luogo: lì dentro; lì fuori; lì sopra; lì accanto; lì a casa; è ancora lì dove l'hai lasciato; è lì nell'angolo  | di lì, da lì, da quel luogo: sono partiti ora di lì; vai via di lì; da lì a casa c'è un'ora di cammino; vieni giù di lì; si è arrampicato su di lì  | di lì, per lì, per, attraverso quel luogo: si entra di lì; sono passati di lì, per lì, per quel luogo, per quelle parti | fin lì, fino a quel luogo; (fig.) fino a quel punto: sono arrivati fin lì; fin lì avevi ragione tu | giù di lì, press'a poco, all'incirca: avrà cinquant'anni o giù di lì | lì per lì, sul momento: lì per lì non ho saputo rispondere  | di lì a..., con valore temporale, da quel momento fino al trascorrere di...: di lì a un anno  | e lì, per indicare l'insistente ripetersi di un fatto: e lì, con i soliti ragionamenti! | essere lì, essere vicini; essere agli sgoccioli, essere arrivati quasi in fondo: se non sono cento, siamo lì; ormai con i soldi siamo lì! | essere lì lì per, essere vicinissimo a, essere sul punto di | finir lì, finire a quel punto, non avere seguito: per quel giorno tutto finì lì  | contrapposto a qui  o qua : da qui a lì; di qua a lì  | in correlazione con qui  o là  per indicare luogo indeterminato: ora qui ora lì; ora lì ora là; uno qui e uno lì. 
li   (1) art. determ. m. pl.  (ant.) usato in luogo di gli  o i : tornate a riveder li vostri liti  (dante par.  ii, 4) | oggi è usato solo nelle date di corrispondenza o documenti ufficiali: perugia, li 12 novembre. 
li   (2) pron. pers. m. di terza pers. sing.  nell'uso antico forma complementare atona di egli, equivalente a gli 2; si impiegava anche per il pl. e per il f. sing. e pl.: e in dietro venir li convenia  (dante inf.  xx, 14).
li   (3) pron. pers. m. di terza pers. pl.  forma complementare atona di essi, loro; si usa come compl. ogg. riferito a persona o a cosa, in posizione sia enclitica sia proclitica: li ho incontrati ieri; li comprerò io; devi pulirli; eccoli. 
liability   s.f. invar.  (econ.) passività di un bilancio societario.
liaison   s.f. invar.    • 1 •   (ling.) fenomeno di fonetica sintattica proprio della lingua francese, per cui la consonante finale di una parola, che normalmente non si pronuncia, è invece pronunciata se la parola seguente comincia per vocale; legamento    • 2 •   (fig.) legame, relazione sentimentale.
liana   s.f.  nome generico di pianta a fusto sottile, erbaceo o legnoso, che s'attacca e intreccia ad altre piante per cercare migliori condizioni di illuminazione; è tipica delle foreste tropicali.
lianza    ⇨ leanza.
libagione   meno com. libazione, s.f.    • 1 •   nella religione del mondo classico, cerimonia consistente nello spargere alcune gocce di liquido come offerta agli dei    • 2 •   (lett.  o scherz.) abbondante bevuta di vino e alcolici.
libame   s.m.  (ant. , lett.) libagione; il liquido usato nella libagione.
libamento   s.m.  (ant. , lett.) libagione.
libanese   agg.  del libano  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita nel libano.
libanizzazione   s.f.  nel linguaggio giornalistico, condizione di estrema disgregazione della vita politica, nella quale, essendo del tutto assente il potere dello stato, il controllo del paese è affidato allo scontro di fazioni armate.
libano   s.m.  corda vegetale usata in marineria, nella pesca e nell'allevamento dei mitili.
libare   (1) v. tr.    • 1 •   (relig.) versare un liquido facendo una libagione (anche assol.): libare vino agli dei; libare col latte    • 2 •   (lett.) assaporare con l'estremità delle labbra (anche fig.): i dolci baci ella sovente / liba or da gli occhi, e da le labbra or sugge  (tasso g. l.  xvi, 19) | (estens.) brindare.
libare   (2) v. tr.  (mar.) allibare.
libatorio   agg.  di libagione, relativo a libagione: offerte, sacrifici libatori. 
libazione    ⇨ libagione.
libbra   rar. libra, s.f.  unità di peso già usata dai greci e dai romani, poi impiegata in italia nel medioevo (con valore di 300 g ca) e in altri paesi (spagna, francia, germania); più a lungo nei paesi anglosassoni, con valore di 454 g.
libecciata   s.f.  vento impetuoso di libeccio | mareggiata con vento di libeccio.
libeccio   s.m.  vento umido tipico del mediterraneo, caratterizzato da forti raffiche, proveniente da sud-ovest; per estens., la direzione di sud-ovest.
libellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] autore di un libello, scrittore di libelli.
libello   s.m.    • 1 •   scritto diffamatorio o violentemente satirico, per lo più anonimo. pegg. libellaccio    • 2 •   (ant.) piccolo libro, volume di piccola mole    • 3 •   nel linguaggio giuridico antico, domanda giudiziaria fatta per iscritto; querela.
libellula   s.f.  insetto dal corpo sottile con quattro grandi ali trasparenti, acquatico allo stato larvale, terrestre in quello adulto (ord.  odonati) | è assunto come simbolo di leggerezza, agilità, eleganza nei movimenti: essere una libellula; danzare, muoversi come una libellula. 
libente   agg.  (ant.) volenteroso: come discente ch'a dottor seconda / pronto e libente in quel ch'elli è esperto  (dante par.  xxv, 64-65).
liberal   agg. invar.  di orientamento ideologico progressista, democratico.
liberale   agg.    • 1 •   disposto a donare largamente e spontaneamente; generoso, magnanimo: essere liberale verso i poveri; un uomo liberale di consigli, di favori  | che dimostra generosità o nobiltà d'animo: un gesto, un dono liberale    • 2 •   che rispetta la libertà di pensiero e d'azione altrui; tollerante: mentalità, educazione liberale; legge liberale    • 3 •   fautore del liberalismo, che s'ispira ai principi del liberalismo: partito liberale; dottrine, teorie liberali    • 4 •   (ant. , lett.) proprio di un uomo libero; non servile: l'amistà raccolga / non di tesori eredità, ma caldi / sensi e di liberal carme l'esempio  (foscolo sepolcri  148-150) | arti liberali, le arti del trivio e del quadrivio  s.m.  e f.  chi appartiene al partito liberale; chi è fautore del liberalismo economico e politico § liberalmente avv.    • 1 •   generosamente    • 2 •   secondo principi di libertà.
liberaleggiante   agg.  incline, favorevole al liberalismo: idee, tendenze liberaleggianti. 
liberalismo   s.m.  ideologia e movimento politico che afferma l'esistenza di diritti individuali e assegna allo stato il compito di garantirli | in economia, indirizzo che vede nella libera manifestazione dei comportamenti economici individuali la condizione per il migliore funzionamento di un sistema economico, e nella salvaguardia di tale condizione il compito essenziale dello stato.
liberalistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il liberalismo o i liberali: tendenze liberalistiche. 
liberalità   s.f.    • 1 •   l'essere liberale nel dare; generosità, larghezza    • 2 •   atto di persona liberale    • 3 •   (dir.) donazione.
liberalizzare   v. tr.    • 1 •   in economia, rendere conforme ai principi del liberismo, eliminando dazi, restrizioni valutarie, prezzi amministrati, posizioni monopolistiche e sim.    • 2 •   rendere libero, non soggetto (o più libero, meno soggetto) a divieti, limitazioni, controlli: liberalizzare l'aborto; liberalizzare i programmi di studio. 
liberalizzazione   s.f.  il liberalizzare, l'essere liberalizzato: liberalizzazione del prezzo del sale, dei giornali; liberalizzazione degli scambi, abolizione di dazi, divieti e altre restrizioni al commercio estero.
liberaloide   agg.  (spreg.) ispirato confusamente a principi liberali: atteggiamento liberaloide   agg.  e s.m.  e f.  si dice di persona che si atteggia a liberale.
liberalsocialismo   s.m.  movimento ideologico e politico che mira ad armonizzare i principi del liberalismo con le istanze sociali del socialismo.
liberalsocialista   agg.  [pl. m. -sti] relativo al liberalsocialismo  s.m.  e f.  fautore, seguace del liberalsocialismo.
liberamargine   s.m. invar.  nella macchina per scrivere, comando che sblocca i margini prefissati e consente di scrivere al di fuori di essi.
liberare   v. tr.  [io lìbero ecc.]    • 1 •   rendere libero, restituire alla libertà (anche fig.): liberare un prigioniero; liberare la mente dai pregiudizi    • 2 •   staccare, sciogliere da un impedimento: liberare dalle catene; liberare il cane dal guinzaglio; liberare un congegno, un meccanismo, sbloccarlo | (fig.) esimere, affrancare: liberare da un impegno, da un'obbligazione    • 3 •   salvare da un pericolo, da un male; sottrarre a danni, fastidi e sim.: liberare da una malattia, da preoccupazioni; dio ce ne scampi e liberi!    • 4 •   rendere sgombro, sgombrare: liberare il tavolo; liberare il campo dalle erbacce  | liberare l'intestino, evacuare | liberare un vano, un ambiente, disimpegnarlo, renderlo indipendente; renderlo disponibile | liberare il telefono, smettere di usarlo per renderlo disponibile ad altri    • 5 •   (comm.) pagare interamente il prezzo di qualcosa | riscattare da un vincolo legale: liberare la casa da un'ipoteca    • 6 •   lasciare uscire dando libero sfogo: liberare l'animo dall'angoscia  | (fig.) esprimere, manifestare: liberare le proprie energie nel gioco, nella danza    • 7 •   (chim.) separare un elemento o dar luogo a un nuovo composto (in una reazione): liberare ossigeno, gas tossici  | (estens.) sprigionare: una reazione che libera energia termica    • 8 •   (assol.) nel gioco del calcio, allontanare il pallone dalla propria zona di porta durante un attacco avversario | liberarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   rendersi libero, sciogliersi da un vincolo; sottrarsi, disimpegnarsi: liberarsi di un seccatore; liberarsi dalla dominazione straniera; la barca s'è liberata dall'incaglio    • 2 •   diventare libero, disponibile: s'è liberato il bagno, il telefono    • 3 •   sprigionarsi: nella reazione si libera idrogeno, calore. 
liberativo   agg.  (non com.) che vale a liberare; che ha per fine o per effetto il liberare.
liberato   part. pass.  di liberare   agg.  nei sign. del verbo | si dice di persona affrancata da una condizione di sudditanza psicologica o da inibizioni o complessi che ne limitavano la personalità.
liberatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi libera: esercito liberatore; il liberatore della patria. 
liberatoria   s.f.  (dir.) dichiarazione con cui si libera da un'obbligazione.
liberatorio   agg.    • 1 •   che libera (spec. nel linguaggio della psicologia): sfogo liberatorio    • 2 •   (dir.) che libera da un'obbligazione: pagamento liberatorio    • 3 •   potere liberatorio, (econ.) carattere della moneta legale, che è accettata obbligatoriamente per estinguere i debiti.
liberazione   s.f.  il liberare, il liberarsi, l'essere liberato (anche fig.): la liberazione di un bene da un'ipoteca; provare un senso di liberazione; movimento di liberazione; guerra di liberazione, combattuta contro un occupante straniero | la liberazione, per antonomasia, in italia e in altri paesi europei, la fine dell'occupazione nazista durante la ii guerra mondiale e la caduta dei governi che l'avevano sostenuta: festa della liberazione. 
libercolo   s.m.  (spreg.) libro di poco o di nessun valore.
liberiano   (1) agg.  della liberia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della liberia.
liberiano   (2) agg.  relativo a papa liberio (papa dal 352 al 366): basilica liberiana, santa maria maggiore a roma, fatta costruire da lui.
liberismo   s.m.  liberalismo economico; in partic., corrente di pensiero economico favorevole al libero scambio e ostile a ogni forma di protezionismo nel commercio internazionale.
liberista   agg.  [pl. m. -sti] relativo al liberismo: dottrina, politica liberista   agg.  e s.m.  e f.  che, chi segue o sostiene il liberismo.
liberistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al liberismo o ai liberisti; fondato sul liberismo: regime liberistico. 
libero   agg.    • 1 •   non soggetto all'altrui autorità che può agire senza subire costrizioni morali e materiali: il prigioniero fu lasciato libero; essere un libero cittadino  | popolo libero, che può eleggere i propri rappresentanti e i cui diritti sono garantiti dalle leggi    • 2 •   che è padrone dei propri atti, che ha piena facoltà di fare o non fare una cosa: essere libero di andare o rimanere; siete liberi di pensare ciò che volete; animali allo stato libero, bradi; una donna libera, che vive in modo indipendente, autonomo | che non è legato da obblighi, da impegni: essere libero solo di sera; domani non saremo liberi; uomo libero, donna libera, non coniugato o non legato sentimentalmente; stato libero, condizione anagrafica di chi non è sposato | (spreg.) che è privo di inibizioni morali: una donna libera, di facili costumi; essere libero nel parlare, impudente o maleducato, sboccato    • 3 •   non soggetto a divieti; esente da controlli e restrizioni: stampa libera; libera iniziativa; ingresso libero, possibilità di entrare in un locale pubblico senza pagare o in un negozio senza fare necessariamente acquisti; spiaggia libera, parcheggio libero, non a pagamento; libera uscita, permesso per cui i militari possono uscire dalle caserme e disporre a proprio piacimento del tempo che è loro concesso; libero scambio, condizione del commercio internazionale in cui nessuna barriera economica o di altra natura ostacola la circolazione di beni e servizi; area di libero scambio, accordo tra paesi allo scopo di abolire dazi doganali e altre barriere | carta libera, la carta non bollata | libero professionista, chi è abilitato a esercitare in proprio un'attività professionale, per la quale è prevista l'iscrizione a un apposito albo | radio, televisione libera, (fam.) privata, non statale    • 4 •   non costretto da regole rigide: l'orario di entrata è libero; versi liberi, non rimati; traduzione libera, non letterale | esercizi a corpo libero, esercizi ginnici eseguiti senza seguire un tema obbligato e senza far uso di attrezzi | esercizio libero, nel pattinaggio, nella ginnastica e sim., quello senza figure obbligate | tiro libero, nella pallacanestro, tiro di punizione diretto dalla lunetta nel cesto, a gioco fermo    • 5 •   non legato, non impedito; che può muoversi: lasciare libero il bestiame; la porta si aprì e si trovarono liberi; avere le braccia libere; imputato a piede libero  | ruota libera, meccanismo che collega due organi ruotanti coassiali in modo che siano solidali soltanto quando la velocità angolare del conduttore è superiore a quella del condotto; a ruota libera, (fig.) in totale libertà, senza seguire schemi: parlare a ruota libera  | disegno a mano libera, senza l'aiuto di strumenti | aria libera, quella dei luoghi aperti; all'aria libera, all'aperto    • 6 •   non ostruito, non ingombro, non occupato: la strada è libera; trovare un posto libero; segnale di via libera, che consente di passare; dare, avere via libera, (fig.) facoltà di agire, di fare ciò che si vuole; appartamento libero, non abitato da inquilini | sillaba libera, (ling.) aperta    • 7 •   non impegnato, disponibile: cercare un taxi, un telefono libero; tempo libero, quello che resta dopo l'attività lavorativa e che si impiega in attività di svago; sabato libero, in cui non si lavora    • 8 •   (chim.) si dice di un elemento non combinato con altri: ossigeno libero  | oro libero, presente in natura allo stato semplice  s.m.    • 1 •   nell'antica roma, cittadino che godeva di pieni diritti civili    • 2 •   (sport) nel calcio, battitore libero § liberamente avv. 
liberoscambismo   s.m.  liberismo.
liberoscambista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] liberista | anche come agg.  : teoria liberoscambista. 
libertà   s.f.    • 1 •   l'essere libero, la condizione di chi è libero; assenza di costrizione: vivere in libertà; privare qualcuno della libertà; avere, godere, perdere, riacquistare la libertà; rimettere in libertà  | in diritto: libertà provvisoria, provvedimento che, in attesa dell'esito definitivo del processo, libera l'imputato dalla custodia preventiva; libertà vigilata, misura di sicurezza non detentiva, per la quale la persona è libera ma sottoposta a sorveglianza    • 2 •   facoltà dell'uomo di pensare e agire in piena autonomia: libertà politica, religiosa, sessuale; libertà di pensiero, di parola, di voto; libertà di stampa; delitti contro la libertà    • 3 •   la condizione di un popolo che si governa con leggi proprie attraverso propri rappresentanti, senza dipendere da potenze straniere né essere soggetto a una dittatura: lottare, morire per la libertà; perdere, rivendicare, conquistare la libertà    • 4 •   l'essere libero da vincoli, obblighi, impedimenti: essere geloso della propria libertà; concedere poca, molta libertà ai figli  | l'essere libero da occupazioni, da impegni: prendersi un giorno di libertà; lo studio non mi lascia un'ora di libertà  | mettersi in libertà, mettersi vestiti da casa, levarsi la giacca, le scarpe ecc. per stare più comodi | grado di libertà, (fis.) numero di coordinate che individuano la posizione di un sistema meccanico: la coppia pattino-guida ha un solo grado di libertà    • 5 •   mancanza di controllo del comportamento o del linguaggio: agire, parlare con troppa libertà  | prendersi la libertà di dire, di fare qualcosa, permettersi | prendersi delle libertà, agire con troppa confidenza o senza rispetto.
libertario   agg.  attinente alla libertà basato sulla libertà, ispirato alla difesa di essa: principi, ideali libertari   agg.  e s.m.  [f. -a] fautore di un'assoluta libertà individuale, superiore a ogni legge e autorità.
libertarismo   s.m.  atteggiamento o dottrina libertaria.
liberticida   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -di] che, chi sopprime la libertà: leggi liberticide. 
liberticidio   s.m.  soppressione, violazione della libertà.
libertinaggio   s.m.    • 1 •   modo di vivere dissoluto e licenzioso, da libertino    • 2 •   indipendenza spirituale in materia di religione e di morale.
libertinismo   s.m.  (st.) movimento contrario a ogni forma di dogmatismo, spec. in campo religioso, sviluppatosi in francia e in italia nel sec. xvii | (estens.) tendenza a sostenere la totale libertà del pensiero, contro ogni dogmatismo.
libertino   agg.    • 1 •   licenzioso, dissoluto, gaudente: far vita libertina    • 2 •   che si riferisce al libertinismo e ai libertini del sec. xvii    • 3 •   che riguarda, che sostiene una completa libertà di pensiero    • 4 •   concernente la condizione dei liberti e dei loro discendenti nell'antica roma  s.m.  [f. -a]    • 1 •   uomo di costumi licenziosi    • 2 •   seguace del libertinismo del sec. xvii    • 3 •   sostenitore del libero pensiero contro le imposizioni dogmatiche, spec. in campo religioso    • 4 •   nell'antica roma, liberto; anche, il figlio o discendente di un liberto.
liberto   s.m.  [f. -a] nell'antica roma, lo schiavo affrancato.
liberty   agg.  e s.m.  si dice di un movimento artistico affermatosi tra la fine dell'ottocento e il primo novecento, spec. nell'architettura e nell'arredamento; diede luogo a uno stile caratterizzato da motivi ornamentali di frutti, fiori e foglie, e dal prevalere di linee curve e spirali (detto anche stile floreale).
libico   agg.  [pl. m. -ci] della libia | guerra libica, la guerra combattuta tra italia e turchia per il possesso della libia nel 1911-1912  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della libia    • 2 •   lingua di origine camitica parlata dagli antichi popoli della libia    • 3 •   altro nome del vento libeccio. 
libidico   agg.  [pl. m. -ci] (psicoan.) della libido.
libidine   s.f.    • 1 •   forte desiderio sessuale: atti di libidine    • 2 •   desiderio smodato: libidine di potere. 
libidinoso   agg.  che è preso, dominato da libidine: un individuo libidinoso  | che esprime libidine, che è effetto di libidine: sguardi, atti, discorsi libidinosi  § libidinosamente avv. 
libido   s.f.  nella psicoanalisi freudiana, l'energia psichica che è alla base delle pulsioni di vita; più specificamente, le pulsioni sessuali: libido oggettuale, narcisistica, che investe, rispettivamente, un oggetto esterno o l'individuo stesso | nella psicologia analitica, ogni forma di energia psichica, indipendentemente dal suo oggetto.
libito   s.m.  (lett.) ciò che piace; voglia, piacere: a vizio di lussuria fu sì rotta, / che libito fe' licito in sua legge  (dante inf.  v, 55-56).
libocedro   s.m.  genere di conifere dalla corteccia di color rosso-bruno con strobili ovali e foglie giallastre a squama; è diffuso in america, in talune regioni dell'asia e in oceania (fam.  cupressacee).
libra   (1)  ⇨ libbra.
libra   (2) s.f.    • 1 •   (ant. lett.) bilancia    • 2 •   libra, (astr.) la costellazione della bilancia.
libraio   s.m.  [f. -a] proprietario o gestore di una libreria.
libramento   s.m.  (ant.) oscillazione, ondeggiamento | stato di equilibrio instabile.
librare   v. tr.    • 1 •   (ant.) pesare con la bilancia    • 2 •   (lett.) equilibrare | (fig.) giudicare, valutare | librarsi v. rifl.  o intr. pron.  tenersi sospeso o in equilibrio: librarsi in aria, a volo, volare.
librario   agg.  dei libri, che riguarda i libri: mercato, commercio librario. 
librato   part. pass.  di librare   agg.  sospeso, equilibrato: uccelli librati in aria  | volo librato, quello tipico degli alianti, e degli uccelli quando volano ad ali ferme, in cui il corpo volante scende con traiettoria inclinata per effetto soltanto della gravità e della resistenza dell'aria.
libratore   s.m.  (aer.) aliante per solo volo librato (contrapposto a veleggiatore).
librazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il librarsi    • 2 •   librazione lunare, (astr.) apparente oscillazione periodica del disco lunare.
libreria   s.f.    • 1 •   negozio di libri: libreria giuridica, universitaria, antiquaria    • 2 •   mobile a ripiani destinato a contenere e conservare i libri: una libreria di noce    • 3 •   raccolta di libri, biblioteca: una libreria ricchissima    • 4 •   (inform.) biblioteca di programmi.
libresco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) tratto dai libri e non da esperienza diretta o riflessione personale: cognizioni libresche  § librescamente avv. 
librettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive il libretto di un'opera musicale: f. m. piave fu uno dei librettisti di verdi. 
librettistica   s.f.  il genere letterario dei libretti d'opera; anche, lo studio dei libretti d'opera.
libretto   s.m.    • 1 •   dim.  di libro    • 2 •   piccolo registro o quaderno destinato ad annotazioni varie: libretto d'appunti; il libretto delle spese    • 3 •   documento a più pagine, fascicolo, blocco di moduli e sim. rilasciato da enti pubblici o privati, che ha per lo più valore ufficiale: libretto di risparmio, degli assegni, di lavoro; libretto universitario, sanitario; libretto di moduli di conto corrente postale; libretto di circolazione, carta di circolazione per autoveicoli    • 4 •   testo letterario redatto per essere musicato nelle forme dell'opera, dell'oratorio e della cantata: il libretto del «barbiere di siviglia». 
libro   s.m.    • 1 •   insieme di fogli, stampati o manoscritti, cuciti insieme secondo un dato ordine e racchiusi da una copertina; volume : libro in brossura, rilegato; libro nuovo, usato, intonso; libro antico, recente; libro scientifico, letterario; libro di narrativa, di poesia; un libro interessante, noioso, difficile; scrivere, stampare, pubblicare, vendere un libro; aprire, sfogliare un libro; leggere un libro  | il libro sacro, la bibbia | libri proibiti, quelli di cui la chiesa vietava un tempo la lettura, includendoli in un apposito elenco (indice dei libri proibiti) | libro bianco, raccolta di documenti e testimonianze per denunciare all'opinione pubblica un grave problema sociale, uno scandalo e sim.: un libro bianco sulla droga  | libro dei sogni, quello che fornisce indicazioni per l'interpretazione cabalistica dei sogni; (fig.) insieme di programmi non attuati | il libro della natura, dell'universo, (fig.) la natura, l'universo come oggetto di studio e di arricchimento delle cognizioni umane | il libro della vita, del destino, del futuro, (fig.) il corso degli avvenimenti che si succedono nella vita di ogni uomo, spec. in quanto si cerca di conoscerli, di prevederli | il libro della memoria, (fig.) l'insieme dei ricordi che la memoria registra | parlare come un libro stampato, (scherz.) parlare in modo ricercato | essere un libro aperto, (fig.) si dice di persona i cui pensieri, le cui intenzioni sono facili da capire | a libro, si dice di oggetto o congegno che si chiude come le pagine di un libro. dim. libretto, librettino, libriccino  accr. librone  pegg. libraccio    • 2 •   ciascuna delle parti in cui è divisa un'opera letteraria, filosofica o scientifica, spec. dell'età classica: il terzo libro dell'eneide    • 3 •   registro di uffici pubblici, aziende, associazioni ecc., in cui sono contenuti, per lo più in ordine cronologico, dati riguardanti struttura, attività, eventi, rilevazioni contabili: il libro dei soci; libri contabili; libro cassa, giornale, mastro; libro dei morti, dei battesimi, dei matrimoni; libro paga, registro con le rilevazioni contabili delle presenze dei lavoratori dipendenti, delle loro retribuzioni, delle ritenute ecc.; avere, tenere qualcuno a libro paga, averlo alle proprie dipendenze nel rispetto delle leggi sul lavoro | libri di navigazione, di bordo, l'insieme dei documenti d'una nave o d'un aeromobile    • 4 •   (bot.) la parte del tronco di un albero vicina alla corteccia, ricca di vasi fibrosi.
libro-game  libro-game loc. sost. m. invar.  libro che contiene un racconto di cui il lettore è chiamato a costruire la trama scegliendo fra varie possibilità.
libro-gioco  libro-gioco loc. sost. m.  [pl. libri-gioco] libro illustrato con giochi, per bambini in età prescolare.
liburna   s.f.  antica nave romana da guerra con vela e rostro, spesso a due ordini di remi.
licantropia   s.f.    • 1 •   (psich.) sorta di delirio in cui il soggetto imita il comportamento di un lupo o altro animale da preda    • 2 •   nelle leggende, trasformazione magica dell'uomo in lupo mannaro.
licantropo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (psich.) persona affetta da licantropia    • 2 •   nella fantasia popolare, uomo trasformato in lupo; anche, essere mostruoso mezzo uomo e mezzo lupo.
licaone   s.m.  mammifero africano simile al lupo, ma con orecchie più ampie e pelame fulvo a macchie bianche e nere.
licci    ⇨ litchi.
liccio   s.m.  elemento del telaio che serve ad alzare e abbassare alternatamente i fili dell'ordito | maglie del liccio, fili sottili, generalmente di acciaio, con un occhiello al centro attraverso il quale passano i fili dell'ordito, tesi tra i due liccioli.
licciolo   lett. licciuolo, s.m.  nel telaio, ciascuna delle due stecche che reggono le maglie del liccio.
liceale   agg.  del liceo: licenza liceale   s.m.  e f.  studente o studentessa di liceo.
licealista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (rar.) liceale.
liceista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (rar.) liceale.
liceità   s.f.  l'essere lecito; condizione di ciò che non è vietato dalle leggi, sia civili sia morali: la liceità di un atto, di un comportamento. 
licena   s.f.  (zool.) genere di piccole farfalle diurne con ali dai colori brillanti nel maschio, grigie nella femmina (ord.  lepidotteri).
licenza   ant. e pop. licenzia, s.f.    • 1 •   permesso, facoltà di fare qualcosa: chiedere licenza di assentarsi  | con vostra licenza, con vostra buona licenza, formule di cortesia (usate oggi quasi esclusivamente in tono ironico) per chiedere a qualcuno il permesso di parlare, di fare qualcosa    • 2 •   concessione, da parte di un organo competente, di una determinata autorizzazione; anche, il documento che comprova l'autorizzazione concessa: licenza di esercizio; licenza di costruzione, edilizia; licenza di caccia, di pesca, di porto d'armi; chiedere, concedere, ottenere una licenza; togliere, ritirare la licenza; esibire, smarrire la licenza    • 3 •   permesso di assentarsi temporaneamente da un ufficio, un servizio; in partic., facoltà concessa ai militari di lasciare temporaneamente il corpo; anche, il periodo di tempo in cui il permesso è valido: licenza ordinaria, straordinaria, di convalescenza; licenza premio; foglio di licenza; una licenza di quindici giorni; andare, essere in licenza; rientrare dalla licenza    • 4 •   (lett.) commiato, congedo: prendere licenza da qualcuno, accomiatarsi; dar licenza, accomiatare, permettere di andarsene | la parte finale della canzone antica o petrarchesca, detta più com. commiato  o congedo    • 5 •   nelle scuole pubbliche primarie e secondarie, il compimento di un dato corso di studi; anche, l'esame che si sostiene al termine del corso stesso e il relativo diploma: dare, sostenere l'esame di licenza  (o la licenza); avere, conseguire il diploma di licenza  (o la licenza) elementare, media, liceale    • 6 •   libertà: prendersi la licenza di dire, di fare qualcosa  | con licenza parlando, formula antiquata o ironica con cui ci si scusa di dover dire qualcosa che si ritiene sconveniente | licenza poetica, libertà che a volte il poeta si prende di deviare dalle regole consuete della lingua e della metrica; (scherz.) errore di lingua    • 7 •   abuso di libertà comportamento, costume che non rispetta leggi né regole: prendersi troppe licenze; a quel tempo nella vita pubblica dominava la licenza    • 8 •   (mus.) passo ornamentale, in genere all'interno della cadenza, lasciato all'inventiva dell'esecutore    • 9 •   (non com.) disdetta.
licenziabile   agg.  che può essere licenziato.
licenziabilità   s.f.  l'essere licenziabile; si dice soprattutto del lavoratore che può essere rimosso dal posto di lavoro.
licenziamento   s.m.  il licenziare, il licenziarsi, l'essere licenziato: licenziamento per giusta causa; lettera, preavviso di licenziamento; indennità di licenziamento. 
licenziando   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi sta per ottenere la licenza al termine di un corso di studi.
licenziare   v. tr.  [io licènzio ecc.]    • 1 •   (non com.) dare a una persona il permesso di andarsene; accomiatare, congedare: licenziare gli invitati, gli ospiti  | licenziare (alle stampe) un libro, un articolo, autorizzarne la pubblicazione    • 2 •   detto del datore di lavoro, porre fine unilateralmente a un contratto di lavoro subordinato: licenziare un operaio, un impiegato; licenziare senza preavviso, in tronco    • 3 •   (estens.) porre fine a un contratto, a un rapporto di collaborazione o d'altro tipo con qualcuno; dare a qualcuno lo sfratto, la disdetta: licenziare un concessionario, un inquilino, un colono  | licenziare il fidanzato, (scherz.) lasciarlo    • 4 •   conferire la licenza al termine di un corso di studi: quest'anno la nostra scuola ha licenziato cento studenti  | licenziarsi v. rifl.    • 1 •   (lett.) accomiatarsi: attilio fece ancora... qualche complimento; poi si licenziò, e se n'andò  (manzoni p. s.  xviii)    • 2 •   dare le dimissioni, dimettersi da un impiego, da un'occupazione: licenziarsi dalla scuola, da una ditta    • 3 •   conseguire una licenza a scuola: si è licenziato con la media del sette. 
licenziatario   s.m.  [f. -a] persona a cui è stata rilasciata la licenza per lo sfruttamento di un brevetto.
licenziato   part. pass.  di licenziare   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi ha ottenuto una licenza scolastica    • 2 •   che, chi ha ricevuto il licenziamento da parte del datore di lavoro.
licenziosità   s.f.    • 1 •   l'esser licenzioso: licenziosità di costumi, di linguaggio    • 2 •   atto, discorso licenzioso: dire delle licenziosità. 
licenzioso   agg.    • 1 •   che non rispetta la morale sessuale, il pudore: costumi, discorsi licenziosi; un libro, uno spettacolo licenzioso    • 2 •   (lett.) impetuoso, sfrenato: pel lungo solco de la negra polve / licenziosa fiamma arde e camina  (ariosto o. f.  xxvii, 24) § licenziosamente avv. 
liceo   s.m.    • 1 •   scuola secondaria di grado superiore che prepara all'università: professore, studente di liceo; frequentare il liceo; liceo classico, scientifico, artistico, linguistico, fondati rispettivamente sull'insegnamento prevalente delle materie umanistiche, delle materie scientifiche, del disegno e delle belle arti, delle lingue straniere moderne    • 2 •   edificio in cui ha sede un liceo: le aule del liceo    • 3 •   la scuola filosofica fondata da aristotele in atene nel 335 a. c., detta anche scuola peripatetica.
licere   v. intr.  [sono usate soltanto la terza pers. sing. del pres. indic. lice, le forme dell'imperf. indic. licéva  e licévano, dell'imperf. congiunt. licésse  e licéssero] (poet.) essere lecito, permesso.
licet   s.m. invar.  (antiq.) gabinetto, latrina.
lichen   s.m. invar.  (med.) denominazione di alcune malattie della pelle caratterizzate dall'eruzione di piccoli e numerosi noduli.
lichene   s.m.  organismo vegetale derivato dall'associazione di un'alga e di un fungo; appare come un'incrostazione verdastra o gialla sui tronchi degli alberi, sul terreno e sulle rocce (fam.  tallofite) | lichene d'islanda, usato come rimedio popolare nelle affezioni delle vie respiratorie.
lichenificazione   s.f.  (med.) ispessimento della pelle a causa di un continuo sfregamento.
lichenoso   agg.  (non com.) di lichene; coperto di licheni.
lici   avv.  (ant.) in quel luogo; lì.
licio   agg.  [pl. f. -cie] della licia, antica regione dell'asia minore: la civiltà licia   s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante della licia    • 2 •   lingua indoeuropea parlata anticamente in licia.
licitare   v. intr.  [io lìcito ecc. ; aus. avere] offrire un prezzo a un'asta; concorrere a una licitazione.
licitazione   s.f.    • 1 •   offerta a un'asta | licitazione privata, procedura di aggiudicazione di appalti di lavori pubblici, in cui, a differenza che nell'asta pubblica, solo determinate imprese sono invitate a presentare le loro offerte, tra le quali viene scelta quella più vantaggiosa    • 2 •   nel gioco del bridge, dichiarazione di seme o di punteggio fatta all'inizio del gioco.
licito    ⇨ lecito.
licnide   s.f.  pianta erbacea con fiori rosei raccolti in corimbi (fam.  cariofillacee).
licopene   s.m.  (chim.) idrocarburo a quaranta atomi di carbonio, della classe dei caroteni; costituisce il pigmento giallo-rosso dei pomodori.
licopodio   s.m.  pianta erbacea simile al muschio, che cresce nei luoghi umidi e ombrosi delle zone temperate e tropicali; le sue spore sono usate in farmacia (cl.  pteridofite).
licore    ⇨ liquore.
licosa   s.f.  (zool.) genere di ragni cui appartiene la tarantola (ord.  araneidi).
lidio   agg.  della lidia, antica regione dell'asia minore | modo lidio, scala dell'antico sistema musicale greco (sec. iv a. c.) | pietra lidia, antico nome della pietra di paragone   s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante della lidia    • 2 •   lingua parlata anticamente in lidia.
lido   ant. o poet. lito, s.m.    • 1 •   striscia di terra pianeggiante, per lo più arenosa, bagnata dal mare: le onde frangono sul lido; certo udisti suonar dell'ellesponto / i liti  (foscolo sepolcri  217-218) | spiaggia attrezzata con stabilimenti balneari | entra nella formazione di toponimi di località marine: lido di camaiore; alghero lido    • 2 •   lingua di terra che separa una laguna dal mare aperto: il lido di venezia    • 3 •   (poet.) paese: o misero colui che in guerra è spento, / non per li patrii lidi e per la pia / consorte  (leopardi all'italia  54-56) | in espressioni scherz.: tornare ai patri lidi, al proprio paese, alle origini.
lied   s.m.  [pl. lieder; pr.  / 'lider /] (mus.) canzone vocale tedesca, fiorita soprattutto nell'ottocento in forme sia popolari sia d'arte: i lieder di schubert. 
liederistica   s.f.  l'arte, il genere dei lieder.
liederistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il lied, i lieder: genere liederistico; la produzione liederistica. 
lie detector   loc. sost. m. invar.  macchina della verità.
lieo   agg.  (lett.) epiteto di dioniso, dio greco del vino (a roma bacco), in quanto questo scioglie da dolori e affanni  s.m.  (poet.) vino: d'almo lieo / coronando il cratere  (monti).
lieto   agg.    • 1 •   che prova un sentimento di contentezza, di gioia serena: apparire, mostrarsi lieto; sono lieto di saperlo; fu molto lieto che ce ne fossimo ricordati; si dichiarò lieto del nostro invito  | molto lieto (di conoscerla), frase di cortesia che si pronuncia nelle presentazioni    • 2 •   che esprime, manifesta gioia: espressione lieta; viso lieto; essere di umore lieto    • 3 •   che desta, che provoca gioia; piacevole, favorevole: una lieta notizia; liete speranze; una lieta vacanza; passare la serata in lieta compagnia; un romanzo, un film a lieto fine  | lieto evento, per antonomasia, la nascita di un figlio    • 4 •   (lett.) detto di luogo, ameno, ridente: or per l'ombrose valli e lieti colli / vanno cacciando le paurose lepri  (ariosto o. f.  vii, 32)    • 5 •   (ant. , poet.) fertile, fruttuoso, rigoglioso: v'è l'aura molle e 'l ciel sereno e lieti / gli alberi e i prati  (tasso g. l.  x, 63) § lietamente avv.    • 1 •   con gioia; esprimendo gioia    • 2 •   in modo piacevole.
lieve   ant. leve, agg.    • 1 •   leggero; di poco peso: un lieve carico    • 2 •   di poca difficoltà o gravità: una lieve indisposizione; un compito, una fatica lieve    • 3 •   (fig.) di poca entità piccolo, tenue, debole: una lieve brezza; una lieve scossa; un lieve danno; turbamento, sorriso lieve; un lieve rumore    • 4 •   (ant.) facile, agevole: questa ultima parte è lieve a intendere  (dante vita nuova) § lievemente avv.    • 1 •   con leggerezza: si posò lievemente    • 2 •   poco, leggermente, appena: è lievemente indisposto; era lievemente più grande. 
lievità   s.f.  l'essere lieve; leggerezza, tenuità.
lievitare   v. tr.  [io lièvito ecc.] mescolare con lievito: lievitare la pasta  | v. intr.  [aus. essere  o avere]    • 1 •   gonfiarsi per effetto della fermentazione prodotta dal lievito: il pane non è  (o non ha) lievitato    • 2 •   (fig.) aumentare, crescere come gonfiandosi: i prezzi lievitano; il malumore andava lievitando. 
lievitatura   s.f.  l'operazione di aggiungere lievito | (non com.) lievitazione.
lievitazione   s.f.  il lievitare (anche fig.): lievitazione di un dolce; lievitazione dei prezzi. 
lievito   s.m.    • 1 •   ogni fungo unicellulare che in assenza di ossigeno produce una fermentazione: lievito di birra, usato anche nella panificazione e per la produzione di vitamina b1 | (estens.) ogni microrganismo o insieme di microrganismi capace di provocare processi di fermentazione; fermento | lievito minerale, mescolanza di sostanze chimiche (p. e.  bicarbonato di sodio e acido tartarico) che si aggiunge ad alcuni elementi da cuocere in forno perché, sviluppando anidride carbonica, produce lo stesso effetto dei lieviti naturali    • 2 •   (fig.) ciò che suscita un sentimento, uno stato d'animo o che provoca fermento, agitazione: il lievito delle passioni; il malcontento generale fu il lievito della rivolta. 
lievre   s.f.  (ant.) lepre.
lifo   s.m. invar.  nella contabilità di magazzino, criterio di valutazione delle giacenze basato sul presupposto che i beni acquistati per ultimi siano i primi a essere impiegati o venduti.
lift   s.m. invar.    • 1 •   inserviente addetto all'ascensore, in alberghi o in grandi edifici pubblici    • 2 •   (sport) nel tennis, effetto impresso alla palla in modo che toccando terra rimbalzi imprevedibilmente.
liftare   v. tr.  nel tennis, colpire la palla di striscio imprimendole una rotazione a effetto.
lifting   s.m. invar.  intervento di chirurgia estetica tendente a eliminare le rughe del viso e del collo mediante innalzamento e tensione della pelle.
ligare   e deriv.   ⇨ legare    • 1 •   e deriv. 
ligera    ⇨ leggera.
light   agg. invar.  si dice di prodotto commerciale che presenta caratteristiche più leggere rispetto al tipo standard (p. e.  prodotti dietetici).
light pen   loc. sost. f. invar.  penna ottica.
ligiare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   accarezzare un animale lisciandogli il pelo | (fig.) assecondare, blandire    • 2 •   ripiegare un tessuto lisciandone il pelo.
ligio   agg.  [pl. f. -gie]    • 1 •   nel diritto feudale, si diceva di chi aveva giurato fedeltà strettissima al suo signore: avevano... per lui... un'affezione come d'uomini ligi  (manzoni p. s.  xxiv)    • 2 •   (estens.) che è strettamente legato a qualcuno o a qualcosa; fedelissimo, scrupolosamente osservante: ligio ai superiori; essere ligio al dovere, ai regolamenti; un popolo ligio alle tradizioni. 
lignaggio   ant. legnaggio, s.m.  (lett.) stirpe, discendenza: persona d'alto, d'antico lignaggio. 
ligneo   agg.    • 1 •   di legno, fatto di legno: strutture lignee; un seggio ligneo    • 2 •   simile a legno: consistenza lignea. 
lignificare   v. tr.  [io lignìfico, tu lignìfichi ecc.] (bot.) determinare la lignificazione delle cellule vegetali | v. intr.  [aus. essere], lignificarsi v. rifl.  (bot.) detto delle cellule vegetali, subire la lignificazione.
lignificazione   s.f.  (bot.) processo di formazione della lignina sulla membrana delle cellule vegetali.
lignina   s.f.  (chim.) sostanza organica molto complessa, a struttura non fibrosa, che con la cellulosa è uno dei costituenti essenziali del legno.
lignite   s.f.  combustibile fossile contenente circa il 70% di carbonio.
ligroina   s.f.  (chim.) distillato del petrolio con punto di ebollizione fra 60 e 100 ° c, usato come solvente o come combustibile; è detto anche nafta leggera. 
ligula   s.f.    • 1 •   tipo di cucchiaio in uso presso gli antichi romani    • 2 •   (bot.) piccola espansione laminare con cui si prolunga la guaina delle foglie nelle graminacee e in altre piante simili.
ligulato   agg.  (bot.) si dice di un tipo di corolla conformata a linguetta, tipica di molte composite.
liguorino   agg.  e s.m.  (non com.) si dice di sacerdote della congregazione dei redentoristi, fondata da sant'alfonso de' liguori (1696-1787).
ligure   (1) agg.  della liguria: riviera ligure   s.m.    • 1 •   [anche s.f.] chi è nato o abita in liguria    • 2 •   dialetto della liguria.
ligure   (2) agg.  si dice d'una popolazione d'origine non indoeuropea anticamente stanziata nell'alta italia e in francia, sottomessa dai romani nel 14 a. c.; anche, di ciò che a essa si riferisce: tribù liguri   s.m.  e f.  appartenente all'antica popolazione ligure.
ligustico   agg.  [pl. m. -ci] (ant.) ligure.
ligustro   s.m.  arbusto sempreverde con foglie ovate e fiori bianchi profumati raccolti in grappolo (fam.  oleacee).
liliacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni a cui appartiene il giglio | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
liliaceo   agg.  (lett.) di giglio, simile a giglio.
liliale   agg.  (lett.) candido come un giglio: la veste liliale / risplendea di lontano  (d'annunzio) | (fig.) puro, immacolato: innocenza liliale. 
lilion   ® s.m. invar.  fibra tessile sintetica usata per confezioni, maglieria e tendaggi.
lilla   rar. lillà, agg.  e s.m. invar.  di colore tra il rosa e il viola, tipico dei fiori di alcune specie della pianta omonima.
lillà   rar. lilla, s.m. invar.  piccolo albero ornamentale con fiori violacei o bianchi profumati, raccolti in pannocchie; è detto anche serenella  (fam.  oleacee).
lillipuziano   agg.  assai piccolo di statura; di dimensioni estremamente ridotte: un omino, un trenino lillipuziano   s.m.  [f. -a] persona di corporatura minuscola.
lima   s.f.    • 1 •   utensile manuale costituito gener. da una barra di acciaio temprato sulla cui superficie sono ricavati numerosi denti a bordo tagliente; serve ad asportare piccole quantità di materiale da superfici dure in lavori di sgrossatura e rifinitura: lima a taglio bastardo, mezzo dolce, dolce, secondo la densità dei denti; lima piatta, quadra, tonda, mezzo tonda, a triangolo, a coltello  | lavoro di lima, (fig.) lavoro di perfezionamento e di rifinitura, spec. di un testo | lima a macchina, utensile della limolatrice; limola    • 2 •   (fig. lett.) pensiero doloroso e continuo, tormento che rode l'animo.
limabile   agg.  che si può limare.
limaccia   s.f.  (zool.) lumaca, lumacone.
limaccio   s.m.  melma, mota.
limaccioso   agg.    • 1 •   pieno di mota; torbido per la mota: fiume, fondo limaccioso    • 2 •   (fig.) torbido, oscuro: stile limaccioso. 
limacidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di molluschi gasteropodi con conchiglia molto ridotta, noti comunemente come lumache o lumaconi | sing.  [-e] ogni mollusco di tale famiglia.
limacologia   s.f.  studio scientifico delle chiocciole e delle conchiglie.
limanda   s.f.  pesce commestibile simile alla sogliola, diffuso nel mare del nord (fam.  pleuronettidi).
limantria   s.f.  farfalla dai colori poco vivaci, dannosa ai boschi e ai frutteti, che presenta aspetto molto diverso nei due sessi; è detta anche liparide  (ord.  lepidotteri).
limare   v. tr.    • 1 •   sottoporre all'azione della lima per sgrossare, spianare, levigare | (estens.) ridurre di poco o a poco a poco: limare le risorse    • 2 •   (fig.) rodere, tormentare: un'ansia che lima il cuore    • 3 •   (fig.) perfezionare, rifinire, spec. un testo.
limatezza   s.f.  (non com.) accuratezza, perfezione di lavorazione, di stile.
limato   part. pass.  di limare  agg.  lavorato, elaborato con estrema cura: stile limato. 
limatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi lima (spec. fig.): virgilio fu un incontentabile limatore dei suoi versi    • 2 •   operaio che lavora alla limatrice.
limatrice   s.f.  macchina utensile con moto di taglio rettilineo alternato, usata per lavori di spianamento, levigatura, per scanalature ecc.
limatura   s.f.    • 1 •   l'operazione e il risultato del limare, del ridurre di poco    • 2 •   (estens.) le minuscole particelle di materiale che si staccano dal pezzo limato: limatura di piombo, di ferro. 
limbo   s.m.    • 1 •   (ant.) lembo, orlo    • 2 •   (teol.) il luogo e lo stato in cui si trovano le anime di coloro che sono morti col debito del solo peccato originale    • 3 •   (fig. lett.) stato di indeterminatezza, di incertezza: uscire dal limbo del dubbio. 
lime   s.m. invar.  essenza o succo estratto dal frutto della limetta.
limerick   s.m. invar.  filastrocca inglese di cinque versi, per lo più di contenuto deliberatamente assurdo, paradossale o salace.
limetta   (1) s.f.  arbusto sempreverde con frutti simili a limoni, dalla cui buccia si estrae un olio aromatico usato in profumeria; il succo del frutto è usato in gastronomia e nella preparazione di liquori e bevande (fam.  rutacee).
limetta   (2) s.f.  piccola striscia di cartone ricoperta di materiale abrasivo, impiegata per la limatura delle unghie.
limicolo   agg.  (biol.) si dice di animale che vive nel fondo melmoso dei mari e delle acque dolci.
limiere   s.m.  (ant. , lett.) segugio, cane da caccia.
liminare   agg.  (lett.) della soglia, relativo a una soglia; confinante, vicino (anche fig.) | valore liminare, in fisiologia sperimentale, il valore minimo di uno stimolo capace di provocare un determinato fenomeno | strato liminare, (fis.) lo strato fluido aderente alla superficie esterna di un corpo.
limine   s.m.  (lett.) soglia.
limio   s.m.  (non com.) il limare in modo continuo; il rumore del limare (anche in usi fig.): nel cuore durava il limìo / delle cicale  (ungaretti).
limitabile   agg.  che può essere limitato.
limitabilità   s.f.  condizione di ciò che è limitabile.
limitare   (1) s.m.  (lett.)    • 1 •   soglia (anche fig.): tu, lieta e pensosa, il limitare / di gioventù salivi?  (leopardi a silvia  5-6)    • 2 •   punto dove ha termine o inizio un determinato spazio; limite: il limitare del bosco. 
limitare   (2) v. tr.  [io lìmito ecc.]    • 1 •   circoscrivere con limiti: limitare l'orto con una siepe    • 2 •   (fig.) stabilire, fissare un limite a qualcosa; restringere, ridurre, contenere: limitare il numero dei concorrenti; limitare le spese, le pretese  | limitarsi v. rifl.  contenersi entro certi limiti, non eccedere: limitarsi nel bere, nel mangiare  | limitarsi a dire, a fare qualcosa, dire, fare soltanto quella.
limitatezza   s.f.  l'essere limitato.
limitativo   agg.  che tende a limitare, che ha potere di limitare: clausola limitativa  | giudizio limitativo, (filos.) giudizio affermativo che ha come predicato un concetto negativo § limitativamente avv. 
limitato   part. pass.  di limitare   agg.    • 1 •   che è o deve essere contenuto entro determinati limiti: velocità limitata a 40 km orari; periodo di tempo limitato    • 2 •   non grandissimo; esiguo, scarso: disporre di mezzi limitati  | (spreg.) detto di persona, poco intelligente, privo di apertura mentale; mediocre, di scarse capacità    • 3 •   che si mantiene entro certi limiti; controllato: essere limitato nelle spese, nel bere  § limitatamente avv.    • 1 •   entro dati limiti: limitatamente al primo semestre    • 2 •   in modo limitato, con limitazioni: possiamo spendere limitatamente. 
limitatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi limita  s.m.  dispositivo applicato a macchine o impianti per contenere il valore di determinate grandezze fisiche entro opportuni limiti: limitatore di velocità, di pressione; limitatore di corrente, negli impianti elettrici, apparecchio che interrompe il circuito non appena la corrente supera un valore prestabilito; limitatore di corsa, dispositivo di arresto, a fine corsa, di un organo mobile.
limitazione   s.f.    • 1 •   il limitare, l'essere limitato: limitazione dei consumi, degli armamenti, delle nascite  | complemento di limitazione, (gramm.) quello che indica entro quali limiti si deve ritenere valido un concetto espresso (p. e.  è bravo in matematica; a mio parere  non è affatto chiaro)    • 2 •   limite, restrizione: porre delle limitazioni; approvare senza limitazioni. 
limite   s.m.    • 1 •   linea terminale o divisoria; confine: limite di un possedimento; limite tra due regioni; i limiti di un campo di gioco  | punizione dal limite (dell'area), nel gioco del calcio, punizione tirata in prossimità della linea dell'area di rigore | limite di cambio, nelle corse a staffetta, la linea che segna il punto in cui si dà il cambio al compagno di gara 'limite delle nevi persistenti, linea immaginaria che separa la zona delle nevi perenni da quella delle nevi temporanee    • 2 •   oggetto posto a indicare un confine (p. e.  un cippo, un paletto, una siepe ecc.): piantare i limiti; limite chilometrico, pietra miliare | limite di guardia, segnale su un'asta graduata, collocata lungo l'argine di un fiume, che indica il livello massimo a cui possono salire le sue acque senza che vi sia pericolo di inondazione (anche in usi fig.): la tensione internazionale ha raggiunto il limite di guardia    • 3 •   (fig.) punto estremo a cui può arrivare qualcosa: limite di velocità, di carico  (o velocità, carico limite) | caso limite, quello che si considera come il modo estremo di presentarsi di un fenomeno    • 4 •   (fig.) termine che non si può o non si deve superare: ogni cosa ha un limite; c'è un limite all'indulgenza; i limiti della legalità, della libertà; porre un limite ai propri desideri, alle spese; restare nei limiti del lecito; i limiti della mente umana; un egoismo senza limiti; oltrepassare i limiti, ogni limite  | limite d'età, quello stabilito dalla legge per la cessazione o l'inizio di determinati diritti o rapporti | vittoria prima del limite, nel pugilato, quella conquistata per knock out, abbandono o sospensione dell'incontro, senza che siano state disputate tutte le riprese stabilite | abbassare, superare un limite, (sport) ottenere un primato, migliorare un record | al limite di, al massimo grado, nella misura massima: si è impegnato al limite delle sue possibilità  | al limite, al massimo, tutt'al più, come ultima ipotesi: al limite dovrei finire entro domani  | entro certi limiti, parzialmente: ciò è vero entro certi limiti    • 5 •   (mat.) valore a cui una funzione tende quando la variabile indipendente tende a un valore finito o all'infinito | limite di una successione, valore a cui tende il termine di posto n  al tendere di n  all'infinito; tale valore è espresso in funzione di n. 
limitrofo   agg.  confinante, adiacente: zone limitrofe. 
limnea   s.f.  chiocciola d'acqua dolce con conchiglia sottile, allungata e grigiastra (cl.  gasteropodi).
limno-  limno- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. límnì  'palude, lago'; significa 'lago, di lago' (limnologia).
limnologia   s.f.  studio dei laghi, del loro ambiente biologico e della sedimentazione lacustre.
limnologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di limnologia.
limo   s.m.    • 1 •   fango, fanghiglia    • 2 •   (geol.) terriccio molto fine che si trova in sospensione nelle acque.
limografo   s.m.  apparecchio per riprodurre testi dattilografati che utilizza come matrice una carta incerata e distesa sopra una superficie ruvida come una lima.
limola   s.f.  utensile della limolatrice, gener. di forma simile a una fresa; lima a macchina.
limolatrice   s.f.  macchina utensile che ha la funzione di una limatrice ma ha moto di taglio rotativo e impiega come utensile la lima a macchina, o limola, simile a una fresa.
limonaia   s.f.  serra in cui si conservano al riparo dal freddo le piante di limone.
limonaio   s.m.  [f. -a] (non com.) venditore di limoni.
limonare   v. intr.  [io limóno ecc. ; aus. avere] (region.) amoreggiare abbandonandosi a effusioni sentimentali.
limonata   s.f.    • 1 •   bevanda di succo di limone | bibita a base di succo di limone, per lo più gassata    • 2 •   preparato farmaceutico liquido contenente acido citrico, usato come purgante.
limoncella   s.f.  varietà di mela piccola, con buccia giallognola o verdognola e polpa dal caratteristico sapore acidulo.
limoncello   s.m.  liquore ottenuto dalla macerazione della scorza di limone in alcol.
limoncina   s.f.    • 1 •   pianta con foglie aromatiche, detta anche cedrina  (fam.  verbenacee)    • 2 •   (region.) melissa.
limone   s.m.    • 1 •   albero con foglie sempreverdi, fiori bianchi e frutti gialli ovali contenenti un succo ricco di acido citrico (fam.  rutacee)    • 2 •   il frutto di tale albero; il succo acidulo in esso contenuto: scorza, buccia di limone; condire con olio e limone  | limone spremuto, (fig.) persona che è stata sfruttata e poi messa da parte  agg. invar.  si dice di una tonalità di giallo chiaro, tipica della buccia di questo frutto.
limonea   s.f.  (ant.) limonata.
limoneto   s.m.  terreno coltivato a limoni.
limonite   s.f.  (min.) minerale costituito da idrossido di ferro in masse terrose di color giallo ferruginoso o in masse compatte nerastre.
limonitizzazione   s.f.  (chim.) trasformazione della rocce argillose contenenti ferro, operata dal vapor d'acqua atmosferico, con formazione di ossidi e idrossidi di ferro di colore rosso-giallo.
limosina   e deriv.   ⇨ elemosina e deriv. 
limosino   agg.  della città di limoges, del suo territorio: ceramiche limosine. 
limosità   s.f.  l'essere limoso.
limoso   agg.  pieno di limo, fangoso: acque limose. 
limousine   s.f. invar.  grossa e lussuosa automobile a quattro porte, per lo più con strapuntini ribaltabili fra il sedile anteriore e quello posteriore.
limpidezza   s.f.  l'essere limpido (anche fig.): la limpidezza dell'aria; la limpidezza di un ragionamento. 
limpidità   s.f.  limpidezza (spec. fig.): limpidità di coscienza. 
limpido   agg.  chiaro e trasparente, senza nulla di fosco o torbido (anche fig.): acqua limpida; cielo limpido; voce limpida, dal timbro chiaro; mente limpida, che intende con chiarezza e giudica con serenità sguardo limpido, che esprime sincerità; coscienza limpida, non macchiata da alcuna colpa; prosa limpida, chiara, non artificiosa o ricercata § limpidamente avv. 
limulo   s.m.  (zool.) artropode marino, lungo fino a 60 cm, con corpo coperto da uno scudo e l'ultimo segmento addominale aculeato.
linacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene il lino | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
linaiolo   lett. linaiuolo, s.m.  [f. -a] (antiq.) chi lavora o vende filati e tessuti di lino.
linaria   s.f.  pianta erbacea con fiori simili a quelli della bocca di leone, ma più piccoli e di colore giallo (fam.  scrofulariacee).
lince   s.f.  grosso felino selvatico con zampe lunghe, muso da gatto, orecchie alte e appuntite terminanti in un ciuffetto di peli; è ricercato per la morbida pelliccia grigio-biancastra a macchie scure (fam.  felidi) | occhi di lince, acuti, penetranti | essere una lince, (fig.) si dice di persona dalla vista acutissima o di ingegno perspicace.
linceo   agg.    • 1 •   che ha natura o qualità di lince | (fig.) acutissimo, perspicace: sguardo linceo; occhi lincei; ingegno linceo    • 2 •   [sempre lincèo] di, relativo all'accademia dei lincei, fondata a roma nel 1603 per lo studio delle scienze e delle lettere | come s.m.  membro dell'accademia dei lincei.
linci   avv.  (ant.) di lì: noi montavam, già partiti di linci  (dante purg.  xv, 37).
linciaggio   s.m.  esecuzione sommaria, da parte di un gruppo o di una folla, di persona ritenuta colpevole di un grave delitto: essere vittima di un linciaggio; sottrarre qualcuno al linciaggio  | linciaggio morale, denigrazione spietata, da parte di fazioni, gruppi ecc., di chi non è in grado di difendersi.
linciare   v. tr.  [io lìncio ecc.] sottoporre a linciaggio (anche fig.): a parlare così c'è da farsi linciare. 
linciatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi partecipa a un linciaggio.
lindezza   s.f.  l'essere lindo (anche fig.).
lindo   agg.    • 1 •   netto, molto pulito: biancheria linda  | coscienza linda, (fig.) senza macchia, pura | detto di persona, molto curato nell'aspetto    • 2 •   (fig.) nitido, chiaro: componimento, stile lindo  § lindamente avv. 
lindore   (lett.) lindezza.
lindura   s.f.  (non com.) lindezza.
line   s.f. invar.  nell'organizzazione aziendale, la struttura gerarchica dei funzionari che, sulla scorta delle conoscenze fornite dallo staff, adottano le scelte operative.
linea   s.f.    • 1 •   figura geometrica che si estende solo in lunghezza ed è costituita dall'insieme di tutte le posizioni successive occupate da un punto mobile; il segno grafico che la rappresenta: linea retta, curva; tracciare una linea; linea tratteggiata  | linee della mano, pieghe cutanee sul palmo della mano, distinte in chiromanzia con nomi diversi a seconda dell'aspetto della vita umana che si ritiene rappresentino (linea della vita, del cuore, della fortuna ecc.) | linea di fede, linea segnata su uno strumento per indicare una direzione (come, p. e. , nella bussola navale) o per consentire la lettura di una graduazione mobile (come, p. e. , nel regolo calcolatore) | distanza in linea d'aria, distanza fra due luoghi misurata in linea retta e non su un percorso stradale | linea di forza, (fis.) in un campo di forze, ciascuna delle linee le cui tangenti a ogni loro punto danno la direzione della forza in quel punto | linea degli equinozi, (astr.) linea ideale che unisce i due punti opposti dell'eclittica, in cui il sole si trova agli equinozi | linea del cambiamento di data, (geog.) linea convenzionale corrispondente all'antimeridiano di greenwich, oltrepassando la quale verso oriente si ripete la data del giorno precedente, verso occidente si salta alla data del successivo. dim. lineetta    • 2 •   nei termometri, ciascuno dei tratti che suddividono un grado di temperatura in decimi; per estens., decimo di grado di temperatura: avere qualche linea di febbre; la temperatura è scesa di poche linee    • 3 •   contorno, sagoma, profilo di un oggetto, di un corpo, di una struttura: le linee di un monumento; semplicità, purezza, armonia di linee; descrivere a grandi linee, nelle linee generali, (fig.) in modo generico, senza scendere nei particolari | i lineamenti della figura umana; per estens., la figura stessa: la linea severa di un volto; avere una bella linea, un bel fisico; perdere la linea, ingrassare    • 4 •   foggia particolare di un abito; caratteristica di una moda: linea classica, ottocentesca, moderna; giacca di linea sportiva    • 5 •   limite: linea di confine, di partenza; linea laterale, mediana, di fondo, in diversi sport, nome delle varie delimitazioni dei campi di gioco; lungo linea, nel tennis, colpo con cui si manda la palla lungo una delle linee laterali del campo | linea di credito, (banc.) ammontare del fido concesso da una banca a un cliente    • 6 •   traiettoria o direzione in cui si sviluppa un movimento: linea di volo; avanzare in linea retta; procedere per linee parallele    • 7 •   (fig.) modo di comportamento; indirizzo, programma, strategia: linea di condotta, d'azione; seguire, scegliere, concordare una linea; la linea politica di un partito, di un giornale, del governo  | essere in linea con qualcuno, essere d'accordo, seguire gli stessi orientamenti; anche, seguirne le direttive | in linea, sotto l'aspetto, dal punto di vista: in linea di principio, di diritto; in linea di massima, per quanto riguarda gli aspetti generali di una questione    • 8 •   insieme di persone o di oggetti disposti l'uno dietro l'altro o l'uno accanto all'altro; fila: mettersi in linea  | prima linea, fronte su cui sono disposte le truppe pronte all'attacco | essere in prima linea, (fig.) essere nella posizione più pericolosa o faticosa, o anche in posizione preminente | passare in seconda linea, (fig.) perdere importanza, diventare secondario | vittoria su tutta la linea, completa, piena (anche fig.) | fanteria di linea, (mil.) fanteria regolare, in contrapposizione alle milizie irregolari o ai corpi scelti, come granatieri e bersaglieri | nave di linea, (mil.) nave da guerra del tipo più potente (vascello, corazzata ecc.)    • 9 •   serie di prodotti dotati di caratteristiche analoghe: linea di accessori in pelle; linea cosmetica, dietetica    • 10 •   ordine di successione in una parentela: discendente in linea diretta; un antenato in linea materna    • 11 •   servizio di comunicazione che collega due o più località il percorso che compie un mezzo di trasporto durante tale servizio: linea ferroviaria, aerea, marittima; la linea del tram, degli autobus; la linea roma-milano; i treni hanno avuto ritardi per lavori lungo la linea  | di linea, si dice con riferimento a servizi regolari di trasporto terrestre, aereo, marittimo ecc., svolti da società autorizzate con orari e su itinerari prestabiliti: volo, viaggio di linea; nave, battello, aereo, pullman di linea, che svolgono tale servizio    • 12 •   insieme di dispositivi, impianti o elementi costituenti una serie ininterrotta, per realizzare un collegamento, per effettuare lavorazioni successive ecc.:linea elettrica; linea di montaggio; operaio di linea  | collegamento telefonico: trovare la linea libera, occupata; è caduta la linea, si è interrotto il collegamento | in, fuori linea, si dice di un dispositivo di un sistema che si trova o non si trova sotto il controllo diretto del sistema stesso    • 13 •   l'insieme delle lettere scritte o composte su una sola riga | scrivere poche linee, uno scritto molto breve.
lineamento   s.m.    • 1 •   (ant.) linea; insieme di linee, ghirigoro    • 2 •   pl.  fattezze del volto umano: lineamenti regolari, delicati, fini, marcati, grossolani    • 3 •   pl.  (fig.) elementi fondamentali di una dottrina, di una disciplina e sim.: lineamenti di storia romana. 
lineare   (1) agg.    • 1 •   di linea, formato da linee; che procede per linea retta o si sviluppa prevalentemente nel senso della lunghezza | misure lineari, quelle di lunghezza: metro lineare, contrapposto a quadrato  o cubo  | scrittura lineare, (archeol.) sistema di scrittura caratterizzato dall'uso di segni lineari e non di pittogrammi, impiegato in iscrizioni trovate a creta, micene, pilo e risalenti alla seconda metà del secondo millennio a. c. | foglia lineare, (bot.) diritta e sottile    • 2 •   (mat.) si dice di equazione, funzione o espressione in cui compaiono solo incognite o variabili di primo grado    • 3 •   (fig.) che procede secondo una linea, una direzione sola; coerente, chiaro: condotta, ragionamento lineare  § linearmente avv. 
lineare   (2) v. tr.  [io lìneo ecc.]    • 1 •   (non com.) segnare con linee    • 2 •   (ant. , lett.) disegnare, delineare; per estens., descrivere.
linearismo   s.m.  nelle arti figurative, la prevalenza espressiva della linea rispetto ad altri valori come volume, colore, ombra e luce.
linearità   s.f.    • 1 •   l'essere lineare: linearità di un modello, di una funzione matematica    • 2 •   (fig.) coerenza; chiarezza.
lineatura   s.f.    • 1 •   (ant.) linea; lineamenti, fisionomia: chi è che non ravvisi... in questa nobilissima figura la lineatura di dio?  (marino)    • 2 •   (non com.) il tracciare linee (soprattutto su carta); l'insieme delle linee tracciate, rigatura.
lineetta   s.f.    • 1 •   dim.  di linea    • 2 •   segno grafico più lungo del trattino, che si usa per introdurre un discorso diretto, per aprire e chiudere un inciso o per altri usi particolari.
lineico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla lunghezza.
lineria   s.f.  assortimento e vendita all'ingrosso di tessuti di lino.
linfa   s.f.    • 1 •   (lett.) acqua limpida    • 2 •   (anat.) liquido incolore o biancastro contenente proteine, sali, grassi e linfociti; circola nei vasi linfatici e negli spazi interstiziali dei tessuti    • 3 •   (bot.) liquido che circola nella pianta e la nutre: linfa ascendente  o grezza, soluzione acquosa, ricca di sali, che dalle radici sale fino alle foglie attraverso i vasi legnosi; linfa discendente  o elaborata, soluzione densa di sostanze organiche elaborate dalla pianta, che dalle foglie si distribuisce attraverso i vasi del libro a tutti gli organi della pianta    • 4 •   (zool.) emolinfa degli insetti    • 5 •   (fig.) alimento, vigore: dar nuova linfa all'ispirazione. 
linfadenite   o linfoadenite [lin-fo-a-de-nì-te], s.f.  (med.) infiammazione delle ghiandole linfatiche.
linfadenoma   o linfoadenoma [lin-fo-a-de-nò-ma], s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno delle ghiandole linfatiche.
linfangioma   o linfoangioma [lin-fo-an-giò-ma], s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno dei vasi linfatici, spesso a carattere cistico.
linfangite   o linfoangite [lin-fo-an-gì-te], s.f.  (med.) infiammazione dei vasi linfatici.
linfatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (anat.) che concerne la linfa: sistema linfatico; vasi linfatici; ghiandole linfatiche    • 2 •   (med.) relativo a linfatismo  agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da linfatismo.
linfatismo   s.m.  (med.) ingrossamento costituzionale delle ghiandole linfatiche, con diminuita resistenza alle malattie; diatesi linfatica.
linfedema   o linfoedema [lin-fo-e-dè-ma], s.m.  [pl. -mi] (med.) edema determinato dall'accumulo di linfa.
linfo-  linfo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica che significa 'linfa' o indica relazione con la linfa o il sistema linfatico (linfonodo, linfogranuloma).
linfoadenite    ⇨ linfadenite.
linfoadenoma    ⇨ linfadenoma.
linfoangioma    ⇨ linfangioma.
linfoangite    ⇨ linfangite.
linfocito   s.m.  (anat.) particolare tipo di leucocita deputato alla produzione di anticorpi.
linfocitopenia   s.f.  (med.) diminuzione dei linfociti nel sangue.
linfocitosi   s.f.  (med.) aumento del numero dei linfociti nel sangue.
linfoedema    ⇨ linfedema.
linfoghiandola   s.f.  (anat.) linfonodo.
linfoghiandolare   agg.  (med.) relativo alle linfoghiandole.
linfogranuloma   s.m.  [pl. -mi] (med.) ogni malattia che colpisce il tessuto linfatico, con ingrossamento dei linfonodi dovuto alla proliferazione di granulomi: linfogranuloma inguinale, malattia provocata da una pararickettsia, trasmessa per lo più attraverso rapporti sessuali; linfogranuloma maligno, malattia tumorale caratterizzata da linfocitopenia assoluta, con perdita dei poteri immunitari legati ai linfociti.
linfoide   agg.  (anat. , med.) linfatico.
linfoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore delle ghiandole linfatiche.
linfonodo   s.m.  (anat.) ciascuno dei corpiccioli di tessuto linfatico che, situati lungo il decorso dei vasi linfatici, hanno il compito di arrestare i germi patogeni e di produrre i linfociti; sono anche detti gangli linfatici, ghiandole linfatiche  o linfoghiandole. 
linfopenia   s.f.  (med.) linfocitopenia.
linfosarcoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore maligno delle ghiandole linfatiche.
lingera    ⇨ leggera.
lingeria   s.f.  adattamento it. del fr. lingerie. 
lingerie   s.f. invar.  biancheria intima femminile.
lingerista   s.f.  (antiq.) biancherista.
lingottiera   s.f.    • 1 •   (metall.) forma nella quale si versa il materiale metallico fuso per ottenere i lingotti    • 2 •   (tip.) nella composizione a piombo, scaffale a scomparti per i lingotti tipografici; anche, macchina fonditrice di lingotti tipografici.
lingotto   s.m.    • 1 •   massello di metallo ottenuto per colata e destinato a successive lavorazioni: un lingotto d'acciaio, d'oro    • 2 •   (tip.) nella composizione a piombo, blocco metallico, gener. d'alluminio, che ha per lo più lo spessore di una riga, per marginatura e interlinea; bianco tipografico.
lingua   s.f.    • 1 •   organo mobile della bocca, che compie i movimenti necessari alla masticazione, alla deglutizione e all'articolazione della voce: la punta della lingua; avere la lingua bianca, patinosa, sporca, per cattiva digestione; avere la lingua secca, asciutta, arida, riarsa, per la sete o per aver parlato a lungo; mostrare, tirar fuori la lingua, per farla osservare al medico o anche come atto di scherno | avere la lingua, un palmo di lingua fuori, essere trafelato | mordersi la lingua, (fig.) sforzarsi di tacere o pentirsi di aver detto qualcosa | avere qualcosa sulla punta della lingua, (fig.) essere lì lì per dire qualcosa che però in quel momento non si ricorda | avere la lingua sciolta, (fig.) la parola pronta | gli si è sciolta la lingua, (fig.) si dice di chi, dopo aver faticato a incominciare a parlare, non la smette più | avere la lingua lunga, (fig.) esser capace di risposte pronte o impudenti; anche, parlare molto | avere una lingua tagliente, velenosa, di vipera, (fig.) essere sempre pronto alle chiacchiere maligne e denigratorie | non avere peli sulla lingua, (fig.) parlare con grande schiettezza | tenere a freno la lingua, (fig.) tacere, o parlare con moderazione | ti manca la lingua?, hai perso la lingua?, (fig.) si dice a chi se ne sta muto, a chi non risponde alle domande | non gli manca la lingua, ha la parlantina facile, sa esporre le proprie ragioni | prov.  : la lingua batte dove il dente duole, si parla sempre delle cose che preoccupano molto. dim. linguetta, linguina  pegg. linguaccia    • 2 •   la lingua di un animale usata come cibo: lingua salmistrata, affumicata; lingua in salsa verde  | salume cotto da affettare ricavato da lingue bovine    • 3 •   (estens.) cosa che ha somiglianza con la forma della lingua: una lingua di fuoco  | lingua di terra, striscia di terra emersa, lunga e stretta, collegata o no alla terraferma | lingua del ghiacciaio, o lingua glaciale, parte inferiore del ghiacciaio, racchiusa entro le pareti di una valle | lingue di gatto, biscotti oblunghi, piatti e sottili, talvolta ricoperti di cioccolato | lingue di passero, linguine    • 4 •   nome comune o regionale di varie piante: lingua di bue, fungo commestibile a forma di ventaglio che cresce sui tronchi degli alberi (fam.  poliporacee); lingua cervina, felce con foglie allungate, dalla lamina intera, di color verde chiaro (fam.  polipodiacee)    • 5 •   sistema fonematico, grammaticale e lessicale per mezzo del quale gli appartenenti a una comunità comunicano tra loro: lingua italiana, spagnola, inglese; la grammatica, il lessico di una lingua; anche i dialetti sono lingue; la lingua nazionale, quella parlata da tutta una nazione e usata nei suoi atti ufficiali; lingua parlata, quella della comunicazione orale; più specificamente, quella, di tono immediato e familiare, che s'impiega nella vita quotidiana; lingua scritta, quella che si traduce nella scrittura; in senso più specifico, la lingua delle comunicazioni scritte, più attenta e controllata    • 6 •   la lingua italiana: la storia, la questione della lingua; un articolo scritto in buona lingua  | testi di lingua, quelli ritenuti significativi dal punto di vista linguistico; un tempo, quelli ritenuti esemplari come modello di buona lingua | scrivere, parlare in lingua, non in dialetto    • 7 •   lingua straniera: studiare, imparare una lingua; parlare due lingue; insegnante di lingue; laurea in lingue    • 8 •   il modo particolare di esprimersi di un ambiente, di un'arte, di una scienza; linguaggio: lingua letteraria, popolare; la lingua medica, giuridica  | il modo di esprimersi di una persona; il modo di scrivere di uno scrittore: la lingua del manzoni  | la lingua propria di un determinato momento dell'evoluzione linguistica: la lingua del trecento. 
linguaccia   s.f.    • 1 •   pegg.  di lingua    • 2 •   il gesto del tirar fuori la lingua per scherno: fare le linguacce    • 3 •   (fig.) persona pettegola, maldicente.
linguacciuto   agg.  che ha la lingua lunga; pettegolo, maldicente.
linguaggio   s.m.    • 1 •   in generale, la capacità d'uso e l'uso stesso di un qualunque sistema di simboli adatti a comunicare; in particolare, la facoltà, congenita negli esseri umani, di comunicare tra loro per mezzo delle parole di una lingua: il linguaggio verbale; l'origine, la natura del linguaggio  | la capacità propria di altre specie viventi, oltre quella umana, per cui gli appartenenti a una stessa specie comunicano tra loro mediante un sistema di segnali; il sistema stesso: il linguaggio delle api, dei pesci    • 2 •   (estens.) la facoltà di esprimersi in qualsiasi modo (con gesti, segni, simboli): il linguaggio mimico, degli occhi, dei sordomuti; il linguaggio dei fiori, dei colori, che consiste nell'attribuire ai vari fiori e colori significati simbolici | l'insieme dei mezzi espressivi e stilistici propri di una determinata arte: il linguaggio della musica, del cinema  | (fig. non com.) capacità che determinate realtà od oggetti hanno di ispirare sentimenti, esercitare suggestioni: il linguaggio della natura, delle antiche rovine    • 3 •   modo particolare o individuale di esprimersi, spec. con riferimento a un uso determinato della lingua, alla lingua di un certo ambiente sociale o professionale, allo stile di uno scrittore, al tono di un discorso: linguaggio raffinato, volgare, triviale; linguaggio infantile, familiare, popolare; linguaggio letterario, scientifico, filosofico, burocratico, sportivo; il linguaggio dei giornali, della pubblicità; i linguaggi settoriali; il linguaggio di leopardi; usare un linguaggio severo; parlare con linguaggio franco    • 4 •   nelle moderne discipline logiche, matematiche, informatiche e linguistiche, ogni sistema di simboli dotato di un vocabolario e di una grammatica: linguaggio formalizzato, in logica, sistema di simboli governati da regole sintattiche per la formazione di formule e da regole semantiche per la loro interpretazione | linguaggio di programmazione, (inform.) insieme di simboli, lettere e numeri, e delle regole per la loro combinazione, mediante il quale si comunicano agli elaboratori elettronici le istruzioni per compiere determinate operazioni | linguaggio macchina, in elettronica, l'insieme delle istruzioni che possono essere interpretate da un elaboratore in relazione alla modalità in cui è stata progettata la macchina: il più comune linguaggio macchina è quello binario  | linguaggio oggetto, in logica matematica e in linguistica, linguaggio descritto da un metalinguaggio.
linguaio   s.m.  (rar.) purista, cruscante, linguaiolo.
linguaiolo   lett. linguaiuolo, s.m.  [f. -a] (spreg.) chi tratta pedantescamente di questioni di lingua | anche agg.  : nella pedantesca critica grammaticale e linguaiola  (b. croce).
linguale   agg.    • 1 •   (anat.) della lingua: arteria linguale    • 2 •   (ling.) si dice di articolazione di un suono alla quale partecipi la lingua.
linguata   s.f.    • 1 •   colpo di lingua    • 2 •   in sicilia, sogliola.
linguatulidi   s.m. pl.  (zool.) classe di piccolissimi artropodi di aspetto vermiforme, parassiti di molti mammiferi, compreso l'uomo | sing.  [-e] ogni animale di tale classe.
lingueggiare   v. intr.  [io linguéggio ecc. ; aus. avere] (lett.) muoversi, guizzare come lingua: vampe d'inferno lingueggiano  (carducci).
linguella   s.f.    • 1 •   in filatelia, il pezzetto di carta gommata che serve per applicare il francobollo sull'album    • 2 •   nei guanti non tubolari, striscia che viene cucita longitudinalmente a ogni dito.
linguetta   s.f.    • 1 •   dim.  di lingua    • 2 •   nome di piccoli oggetti a forma di lingua o terminanti a forma di lingua: linguetta delle scarpe, striscia dello stesso materiale della tomaia, fissata solo dal lato inferiore e libera sotto la stringatura. dim. linguettina    • 3 •   (mecc.) elemento di collegamento fra organi rotanti coassiali (p. e.  albero-mozzo), con possibilità di limitato scorrimento assiale.
linguiforme   agg.  (scient. , lett.) che ha forma di lingua: foglie, fiamme linguiformi. 
linguina   s.f.  (spec. pl.) pasta alimentare lunga e sottile, simile a tagliatelle molto strette.
linguista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   studioso del linguaggio; esperto di linguistica    • 2 •   (antiq.) purista.
linguistica   s.f.  scienza che studia il linguaggio e le lingue; glottologia: linguistica generale; linguistica diacronica  o storica; linguistica sincronica  o descrittiva; linguistica strutturale. 
linguistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la lingua o la linguistica: sensibilità, curiosità linguistica; studi linguistici; geografia linguistica  § linguisticamente avv.  da un punto di vista linguistico.
lingula   s.f.  (anat.) nome di varie formazioni strette e allungate, simili a una piccola lingua: lingula polmonare, cerebellare. 
linicolo   agg.  che riguarda la coltivazione del lino.
linicoltura   s.f.  coltivazione del lino.
liniero   agg.  del lino, che concerne la produzione di filati e tessuti di lino: industria liniera. 
linificio   s.m.  stabilimento in cui si lavorano le fibre e i filati di lino.
linimento   s.m.  olio medicinale che si applica sulla parte per strofinazione.
linite   s.f.  (med.) malattia dello stomaco, generalmente di natura cancerosa, caratterizzata da ispessimento delle sue pareti: linite plastica, che riguarda tutto lo stomaco; linite pilorica, che interessa il solo piloro.
linizzare   v. tr.  sottoporre a linizzazione.
linizzazione   s.f.  lavorazione di un filato o tessuto per renderlo simile a lino.
link   s.m.  (inform.)    • 1 •   connessione tra due elementi hardware o software (p. e.  il cavo che collega il computer alla stampante oppure il collegamento fra due file che utilizzano gli stessi dati)    • 2 •   in internet e nei sistemi ipertestuali, connessione logica che consente di spostarsi da un'informazione a un'altra.
linkage   s.m.    • 1 •   (biol.) fenomeno per cui due geni, vicini nello stesso cromosoma, rimangono uniti quando si formano i gameti e si ereditano insieme; associazione, concatenazione    • 2 •   (inform.) collegamento tra due programmi o sottoprogrammi diversi, che consente di ottenere un unico programma eseguibile.
linkare   v. tr.  nel gergo dell'informatica, stabilire una connessione logica fra due informazioni stabilendo un link.
linneano   o linneiano [lin-ne-ià-no], agg.  di linneo, naturalista svedese (1707-1778); della sua classificazione sistematica di piante e animali.
lino   (1) s.m.  pianta erbacea con fiori azzurri e foglie lanceolate, dal cui fusto macerato si ricava una fibra tessile, dai semi un olio e una farina che serve per cataplasmi emollienti (fam.  linacee): un campo di lino; olio di lino  | la fibra ricavata da tale pianta; il filato e il tessuto fatti con essa: matassa, tela di lino; camicia di lino. 
lino   (2) agg.  (ant.) fatto di lino: panno lino. 
linoleico   agg.  solo nella denominazione acido linoleico, (chim.) acido organico insaturo con due doppi legami, presente sotto forma di linoleina negli oli di lino, soia e girasole.
linoleina   s.f.  (chim.) gliceride dell'acido linoleico.
linoleista   s.m.  [pl. -sti] operaio specializzato nel porre in opera pavimentazioni di linoleum e di altri materiali simili.
linolenico   agg.  solo nella denominazione acido linolenico, (chim.) acido organico insaturo con tre doppi legami, costituente principale dell'olio di semi di lino.
linoleografia   s.f.  sistema di stampa che permette di riprodurre immagini o scritte incise su linoleum.
linoleum   ® s.m. invar.  materiale di rivestimento in fogli elastici e resistenti ottenuti pressando su tessuto di iuta un impasto a base di olio di lino; si usa soprattutto per ricoprire pavimenti.
linone   s.m.  tela di lino finissima.
linosa   s.f.  seme di lino da cui si ricava l'olio: olio di linosa, olio di lino.
linotipia   s.f.    • 1 •   sistema di composizione tipografica a piombo con la linotype    • 2 •   luogo in cui si lavora con linotype.
linotipista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] compositore addetto alla linotype.
linotipo   s.m. invar.  adattamento italiano dell'ingl. linotype. 
linotype   ® s.f.    • 1 •   nella composizione tipografica a piombo, macchina a tastiera che compone e fonde una riga di caratteri in un blocco unico    • 2 •   la composizione tipografica ottenuta per mezzo di tale macchina.
linseme   s.m.  antica denominazione del seme di lino, tuttora usata nel linguaggio commerciale.
linteo   agg.  (lett.) di lino | libri lintei, le antiche liste dei magistrati romani scritte su tela di lino  s.m.  (ant.) panno di lino.
linterno   s.m.  arbusto con foglie lucide coriacee e frutti a drupa di color rosso (fam.  ramnacee).
linters   s.m. pl.  cascami di cotone utilizzati per fare imbottiture o per ricavarne cellulosa.
liocorno   s.m.  animale favoloso con corpo di cavallo, coda di leone, barba di capra e un lungo corno in fronte.
liofante   o lionfante, leofante, leonfante, s.m.  (ant.) elefante.
liofilizzare   v. tr.  sottoporre a liofilizzazione.
liofilizzato   part. pass.  di liofilizzare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che è stata sottoposta a liofilizzazione: caffè liofilizzato. 
liofilizzatore   s.m.  apparecchio per liofilizzare.
liofilizzazione   s.f.  operazione industriale consistente nel disidratare per sublimazione una sostanza congelata (alimenti, medicinali) al fine di conservarne inalterate le proprietà.
liofilo   agg.  (chim. fis.) si dice di sostanza colloidale che ha molta tendenza ad assorbire acqua e in genere il solvente in cui è dispersa.
liofobo   agg.  (chim. fis.) si dice di sostanza colloidale che ha scarsa tendenza ad assorbire acqua e in genere il solvente in cui è dispersa.
lionato   meno com. leonato, agg.  (lett.) di colore simile a quello del mantello del leone; fulvo: un cane lionato s'allunga nell'umido orto  (montale).
lione    ⇨ leone.
lionessa    ⇨ leonessa.
lionfante    ⇨ liofante.
liparide   s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante delle orchidacee    • 2 •   (zool.) farfalla detta anche limantria. 
liparite   s.f.  (geol.) roccia vulcanica di colore grigio chiaro, ricca di silice; è detta anche riolite. 
lipasi   (biol.) s.f.  enzima che attiva la scissione dei grassi neutri in acidi grassi e glicerina.
lipectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di tessuto adiposo.
lipemania   s.f.  (psicol.) tendenza alla malinconia e alla depressione.
lipemia   s.f.  (med.) presenza di lipidi nel sangue.
lipide   s.m.  (spec. pl.) in biologia, ciascun appartenente a un gruppo di sostanze organiche naturali, di origine sia animale sia vegetale, costituite da esteri di acidi grassi superiori; sono dette com. grassi. 
lipidico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) dei lipidi, concernente i lipidi: metabolismo lipidico. 
lipizzano   agg.  si dice di una razza di cavalli grigi da sella e da carrozza, impiegati spesso negli esercizi di alta scuola d'equitazione.
lipo-  lipo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. lípos  'grasso'; indica attinenza con sostanze grasse (liposolubile) o con tessuti adiposi (liposarcoma).
lipogramma   s.m.  [pl. -mi] componimento in prosa o in poesia nel quale l'autore, per artificio retorico, non fa mai comparire una lettera dell'alfabeto, scartando tutte le parole che la contengono.
lipogrammatico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di componimento in forma di lipogramma.
lipoide   s.m.  (spec. pl.) in biologia, ciascun appartenente a un gruppo di sostanze grasse fosforate o azotate tra cui sono la lecitina e il colesterolo.
lipolisi   s.f.  (med.) mobilizzazione e diminuzione del tessuto adiposo nell'organismo.
lipoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno formato da tessuto adiposo.
lipomatosi   s.f.  (med.) malattia caratterizzata dalla presenza di numerosi lipomi nell'organismo.
lipomatoso   (med.) di tessuto caratterizzato dalla presenza di lipomi.
lipoproteina   (biol.) proteina costituita da molecole lipidiche.
liposarcoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore maligno del tessuto adiposo.
liposolubile   agg.  (chim.) si dice di sostanza che si scioglie nei grassi.
liposoma   s.m.  in cosmesi, ciascuna delle sferette microscopiche di materiale membranaceo contenenti sostanze idratanti che vengono rilasciate lentamente; applicate alla pelle sotto forma di crema, garantiscono un'idratazione duratura: crema ai liposomi. 
liposuzione   s.f.  tecnica di chirurgia estetica che consente di rimuovere il grasso sottocutaneo aspirandolo con apposite cannule.
lipotimia   s.f.  (med.) perdita improvvisa e transitoria della coscienza; svenimento.
lipotropo   agg.  (chim.) si dice di sostanza che previene l'eccessivo accumulo di grassi nel fegato o che lo fa regredire se esiste.
lippa   s.f.  gioco di ragazzi consistente nel far saltare un bastoncino affusolato percuotendolo con un bastone, e nel riprenderlo al volo con questo per scagliarlo lontano; anche, il bastoncino usato per il gioco.
lippo   agg.  (ant. , lett.) cisposo | (estens.) che ha la vista offuscata: l'ira cieco del tutto, non pur lippo, / fatto avea silla  (petrarca canz.  ccxxxii, 7-8).
lipsanoteca   s.f.  cassettina per reliquie.
lipstick   s.m.  rossetto per labbra.
lipuria   s.f.  (med.) presenza di grassi nell'urina.
liquame   s.m.  liquido che si raccoglie nelle fognature, originato dal disfacimento di sostanze organiche e inorganiche; per estens., liquido organico infetto, o anche liquido disgustoso, maleodorante.
liquare   v. tr.  [io lìquo ecc.] (lett.) liquefare | liquarsi v. rifl.  (lett.) liquefarsi, sciogliersi | (fig.) risolversi: benigna volontade in che si liqua / sempre l'amor che drittamente spira  (dante par.  xv, 1-2).
liquazione   s.f.  (metall.) fenomeno per cui in una lega fusa, colata nella forma, i componenti a punto di fusione più basso restano liquidi più a lungo e si raccolgono al centro della massa.


liquefare   v. tr.  [pres. io liquefàccio  o liquefò  (meno corretto lìquefo), tu liquefai, egli liquefà  (meno corretto lìquefa), noi liquefacciamo, voi liquefate, essi liquefanno  (meno corretto lìquefano); in tutti gli altri tempi e modi coniugato come fare]    • 1 •   (fis.) ridurre un gas allo stato liquido: liquefare l'aria    • 2 •   (estens.) fondere: liquefare il burro    • 3 •   (fig.) scialacquare, disperdere: liquefare un patrimonio  | liquefarsi v. rifl.    • 1 •   (fis.) passare allo stato liquido: l'aria si liquefà sotto pressione    • 2 •   (estens.) sciogliersi, fondersi: la neve si è liquefatta al sole  | (iperb.) detto di persona, sudare abbondantemente    • 3 •   (fig.) disperdersi rapidamente, facilmente: i nostri risparmi si sono liquefatti. 
liquefattibile   agg.  che si può liquefare.
liquefazione   s.f.    • 1 •   (fis.) passaggio di un gas allo stato liquido    • 2 •   (estens.) fusione, scioglimento: la liquefazione dei ghiacci. 
liquerizia    ⇨ liquirizia.
liquescente   agg.  si dice di un corpo che passa o tende a passare allo stato liquido.
liquescenza   s.f.  l'essere liquescente; stato liquido di un corpo.
liquidabile   agg.  che si può liquidare.
liquidare   v. tr.  [io lìquido ecc.]    • 1 •   accertare, quantificare la propria posizione debitoria o creditoria verso qualcuno, provvedendo, quando occorra, al pagamento: liquidare i danni, gli interessi; liquidare la pensione, calcolarla e assegnarla | liquidare un dipendente, pagargli l'indennità che gli spetta alla scadenza del rapporto di lavoro | liquidare una società, liquidare un'azienda, una ditta, regolarne i conti prima di dichiarare la cessazione dell'attività | liquidare un fallimento, curarne l'amministrazione su incarico di un magistrato, pagando i creditori in proporzione dei loro crediti    • 2 •   (estens.) pagare, saldare: liquidare un debito    • 3 •   vendere a prezzo inferiore a quello normalmente praticato: liquidare una merce a fine stagione    • 4 •   realizzare, trasformare in moneta: liquidare attività patrimoniali  | liquidare la posizione, nel linguaggio della borsa, bilanciare un'operazione con un'operazione inversa    • 5 •   (fig.) portare a termine, risolvere, concludere: liquidare una questione, un affare  | liquidare una persona, sbarazzarsene, allontanarla; anche, ucciderla | liquidare l'avversario, batterlo, vincerlo facilmente.
liquidatore   s.m.  [f. -trice] chi liquida, chi è incaricato di liquidare; in partic., chi, su mandato di un magistrato, cura la liquidazione di un fallimento | anche come agg.  : perito liquidatore. 
liquidazione   s.f.    • 1 •   il liquidare, l'essere liquidato; pagamento, riscossione    • 2 •   cessazione di una società che comporta la vendita del patrimonio sociale, l'estinzione dei debiti e la ripartizione dell'eventuale residuo tra i soci    • 3 •   somma corrisposta dal datore di lavoro al lavoratore quando cessa il rapporto di lavoro; è detta burocr. indennità  o trattamento di fine rapporto    • 4 •   vendita di merci a prezzo inferiore a quello normalmente praticato; svendita: articoli in liquidazione; mettere in liquidazione le rimanenze di magazzino    • 5 •   liquidazione (di borsa), scadenza periodica dei contratti a termine; l'adempimento di tali contratti    • 6 •   (chim.) trattamento idratante a cui è sottoposta la pasta di sapone per renderla omogenea.
liquidezza   s.f.  (rar.) l'essere liquido; liquidità.
liquidità   s.f.    • 1 •   l'essere liquido: la liquidità di un corpo    • 2 •   attitudine di un bene economico a trasformarsi rapidamente in moneta senza perdita di valore    • 3 •   capacità dell'impresa di far fronte ai suoi obblighi | fondi di pronto impiego a disposizione dell'impresa    • 4 •   nell'analisi di bilancio, rapporto tra attività correnti e passività correnti.
liquido   agg.    • 1 •   (fis.) si dice di qualsiasi corpo fluido che ha volume proprio ma che assume la forma del recipiente che lo contiene; si contrappone a solido  e gassoso  | stato liquido, la condizione di un corpo liquido    • 2 •   (estens.) fuso, disciolto (di sostanze che si possono trovare anche allo stato solido); liquefatto (di sostanze che normalmente sono gassose): gomma, colla, cera liquida; gas liquido  | poco denso: una salsa troppo liquida  | alimenti liquidi, che si possono ingerire senza masticazione (p. e.  brodo, latte ecc.) | dieta liquida, a base di alimenti liquidi    • 3 •   (lett.) limpido, chiaro, terso (anche fig.): assetata discese / verso un liquido rivo  (chiabrera); non essendoci, in tutta la filosofia, cosa più chiara, più liquida di questa  (manzoni p. s.  xxxvii)    • 4 •   (ling.) si dice dei suoni consonantici l  e r, forse perché nella metrica classica, quando seguivano un suono occlusivo o fricativo, il nesso così costituito non determinava allungamento per posizione della vocale precedente, ed era perciò come se l, r  fossero trasparenti: consonante liquida    • 5 •   (econ.) si dice di denaro contante o di debito o credito la cui scadenza è a breve termine | si dice di impresa esente da rischi di insolvenza  s.m.    • 1 •   sostanza liquida: l'olio è un liquido; misure di capacità per liquidi  | in anatomia: liquido amniotico, quello contenuto nella cavità dell'amnio; liquido cefalorachidiano, quello contenuto nelle cavità cerebrali e nel canale spinale    • 2 •   denaro contante: avere disponibilità di liquido  | s.f.  consonante liquida § liquidamente avv.  (ant.)    • 1 •   in forma liquida    • 2 •   chiaramente, facilmente.
liquigas   ® s.m. invar.  gas combustibile liquido, venduto in bombole per usi domestici.
liquirizia   pop. liquerizia e liquorizia, s.f.    • 1 •   pianta erbacea con fiori violacei dalle cui radici si estrae un succo dolciastro, che viene condensato e solidificato per essiccazione (fam.  leguminose)    • 2 •   succo di liquirizia usato nell'industria dolciaria e in farmacia; pastiglia, caramella a base di succo di liquirizia: mangiare una liquirizia. 
liquor   s.m. invar.  (anat.) liquido cefalorachidiano.
liquore   ant. o poet. licore, s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) sostanza liquida | (estens.) bevanda dissetante, corroborante; in partic., vino: il tuo licor scintillerà ne' calici  (d'annunzio)    • 2 •   bevanda di elevata gradazione alcolica a base di essenze aromatiche, talora con l'aggiunta di zucchero e sostanze coloranti: liquore d'anice, d'arancia; un liquore forte, leggero, secco; una bottiglia, un bicchierino di liquore    • 3 •   (farm.) medicamento in soluzione acquosa o alcolica non zuccherina.
liquoreria   s.f.  fabbrica o negozio di liquori e altri alcolici.
liquoriero   agg.  che concerne l'industria dei liquori.
liquorino   s.m.  (fam.) bicchierino di liquore.
liquorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fabbrica o vende liquori e altri alcolici.
liquoristico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne i liquori; liquoriero: commercio liquoristico. 
liquorizia    ⇨ liquirizia.
liquoroso   agg.  che, per gradazione alcolica e densità, presenta le caratteristiche di un liquore: vino liquoroso. 
lira   (1) s.f.  [lì-ra]    • 1 •   unità monetaria italiana, adottata ufficialmente nel 1862: pagare in lire; cambiare le lire in dollari; una moneta da cinquecento lire; una banconota da centomila lire; la svalutazione, la rivalutazione della lira; lira verde, cambio in lire convenzionali che si applica ai prezzi agricoli della cee espressi in ecu; lira interbancaria, loc. con cui si indicano i fondi richiesti e offerti dalle aziende di credito | unità monetaria di vari stati italiani, dal medioevo fino alla costituzione del regno d'italia: lira veneta, toscana; lira del regno di sardegna    • 2 •   unità monetaria di alcuni stati esteri: lira sterlina, del regno unito; lira egiziana, turca, siriana, libanese, israeliana, libica    • 3 •   (estens.) denaro, soldo (per lo più con riferimento a quantità minime): non avere una lira; essere rimasto con poche lire, senza una lira  | non valere una lira, non valere nulla.
lira   (2) s.f.    • 1 •   strumento a corde e plettro dell'antichità classica, simile alla cetra, ma con cassa più piccola | (fig. lett.) poesia lirica (perché anticamente i versi erano spesso cantati al suono della lira)    • 2 •   lira, costellazione boreale    • 3 •   uccello lira, uccello australiano di medie dimensioni e piumaggio bruno-rossastro, dotato nel maschio di una splendida coda a forma di lira (ord.  passeriformi).
lirato   agg.  (bot.) a forma di lira: foglia lirata. 
lirica   s.f.    • 1 •   nell'antica grecia, la poesia che veniva cantata o recitata con l'accompagnamento del suono della lira | genere di poesia che esprime in modo soggettivo i sentimenti e gli affetti del poeta    • 2 •   componimento poetico di genere lirico: una lirica di leopardi  | breve composizione musicale per voce e pianoforte o altri strumenti, o per voce e orchestra, su un testo poetico: una lirica di schumann    • 3 •   la produzione letteraria di genere lirico: la lirica francese, ottocentesca, petrarchesca    • 4 •   la produzione di opere in musica; il genere del melodramma: la lirica verdiana; amare la lirica. 
liricità   s.f.  la qualità e il tono della poesia lirica | (estens.) tono lirico presente in altre opere artistiche.
liricizzare   v. tr.  dare intonazione lirica, trattare liricamente: liricizzare un racconto. 
lirico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice della poesia che gli antichi greci cantavano o recitavano accompagnandosi con la lira | si dice di componimento poetico o musicale che esprime in modo soggettivo sentimenti e affetti dell'autore: poema, canto lirico  | poeta lirico, autore di poesie liriche    • 2 •   (estens.) si dice di tutto ciò che per intensità di affetto e di espressione richiama il tono della poesia lirica: accento, slancio lirico  | (fig.) patetico, sentimentale: effusione lirica    • 3 •   che si riferisce all'opera in musica; melodrammatico: opera, musica lirica; cantante lirico  | teatro lirico, in cui si allestiscono opere liriche | ente lirico, che provvede all'allestimento di opere liriche  s.m.  poeta lirico, autore di poesie liriche: i lirici greci  § liricamente avv.    • 1 •   in poesia lirica    • 2 •   con tono lirico.
liriodendro   s.m.  albero piuttosto alto, con foglie divise in quattro lobi e fiori simili a tulipani di colore giallo (fam.  magnoliacee).
liriope   s.f.  pianta erbacea i cui tuberi aromatici sono usati in medicina (fam.  gigliacee).
lirismo   s.m.    • 1 •   liricità tono lirico    • 2 •   (estens.) patetismo, sentimentalismo.
lirista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] suonatore di lira.
lisca   s.f.    • 1 •   la spina dorsale dei pesci | qualsiasi elemento osseo o cartilagineo dello scheletro dei pesci; spina: un pesce pieno di lische    • 2 •   ciascuna delle piccole schegge legnose che cadono dal fusto della canapa o del lino durante la gramolatura    • 3 •   (fam. tosc.) pezzettino, briciola    • 4 •   (pop.) pronunzia difettosa della lettera s. 
liscezza   s.f.  (rar.)    • 1 •   qualità di ciò che è liscio; levigatezza    • 2 •   (fig.) scorrevolezza, fluidità.
liscia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   arnese a forma di pestello usato dal calzolaio per lisciare e lucidare il cuoio; lisciatoio    • 2 •   nell'industria cartaria, macchina a rulli per stirare la carta.
lisciamento   s.m.    • 1 •   il lisciare, il lisciarsi; lisciatura    • 2 •   (fig.) adulazione.
lisciare   v. tr.  [io lìscio ecc.]    • 1 •   rendere liscio; spianare, levigare: lisciare un'asse di legno, il marmo; lisciarsi i capelli, ravviarli, pettinarli | (fig.) rifinire, perfezionare un'opera, un lavoro con cura eccessiva    • 2 •   (estens.) accarezzare un animale nel verso del pelo: lisciare il cane, il gatto  | lisciare il pelo a qualcuno, (pop.) bastonarlo, dargli una severa lezione    • 3 •   (fig.) adulare, lusingare (una persona): liscia sempre tutti sperando di ottenere dei favori  | (iron.) bastonare, picchiare    • 4 •   nel linguaggio sportivo, mancare la palla nel tentativo di colpirla o di arrestarla (anche assol.)    • 5 •   (assol.) nel gioco del tressette, strisciare | lisciarsi v. rifl.    • 1 •   detto di animali, leccarsi il pelo per renderlo pulito: il gatto passa molto tempo a lisciarsi    • 2 •   detto di persona, farsi pulito ed elegante con eccessiva cura; agghindarsi, azzimarsi.
lisciata   s.f.    • 1 •   il lisciare sommariamente, in fretta: darsi una lisciata ai capelli.  dim. lisciatina    • 2 •   (fig.) adulazione, lusinga.
lisciato   part. pass.  di lisciare   agg.    • 1 •   che è reso liscio; levigato    • 2 •   (fig.) rifinito con cura eccessiva: stile lisciato  | agghindato, azzimato: uscì tutto lisciato. 
lisciatoio   s.m.  arnese per lisciare.
lisciatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto a operazioni di lisciatura, in varie industrie (laniera, cartaria, della concia ecc.).
lisciatrice   s.f.  macchina che esegue la lisciatura.
lisciatura   s.f.    • 1 •   il lisciare (anche fig.)    • 2 •   (mecc.) levigatura di superfici metalliche mediante lisciatrice dotata di utensile rotante di pietra abrasiva    • 3 •   nella filatura della lana o di filati contenenti lana, pulitura, spianamento e umidificazione del nastro dopo la pettinatura.
liscio   agg.  [pl. f. -sce]    • 1 •   che non presenta asperità o diseguaglianze in superficie: pietra liscia; fucile a canna liscia, senza rigatura interna; velluto liscio, senza coste rilevate; pelle liscia, senza rughe; mare liscio, calmo, senza increspature; capelli lisci, non crespi, non ricci    • 2 •   (fig.) che non presenta difficoltà o complicazioni; semplice: la questione è meno liscia di quanto appaia  | andar liscio, procedere senza intoppi o difficoltà: finora mi è andato tutto liscio  | passarla liscia, cavarsela senza conseguenze negative    • 3 •   privo di ornamenti, di abbellimenti: un abito, un mobile liscio    • 4 •   (fig.) si dice di bevanda alcolica bevuta senza aggiunta di acqua, seltz o ghiaccio: un vermut liscio  | tè liscio, senza latte né limone | caffè liscio, non corretto    • 5 •   (anat.) si dice di muscolo privo di striature; anche, del tipo di cellula o di fibra che lo costituisce    • 6 •   (pop.) si dice di ballo e di musica ballabile di tipo tradizionale, come il valzer, la polka, la mazurka  s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) cosmetico, belletto: la loro gioventù era contraffatta di lisci  (lucini) | (estens.) ornamento, abbellimento: dare il liscio a qualcosa  rifinirla, perfezionarla    • 2 •   nel linguaggio sportivo, il lisciare la palla: fare un liscio    • 3 •   nel gioco del tressette e della briscola, carta bassa, di nessun valore    • 4 •   ballo o ballabile liscio: festival del liscio  § lisciamente avv.  (non com.) in modo semplice, senza complicazioni.
liscivia   pop. lisciva, s.f.    • 1 •   soluzione acquosa dei composti solubili contenuti nella cenere, usata come detersivo; ranno    • 2 •   (chim.) soluzione di composti inorganici alcalini per impieghi industriali.
lisciviare   v. tr.  [io liscìvio ecc.] sottoporre a lisciviazione.
lisciviatore   s.m.    • 1 •   operaio addetto alla fabbricazione di liscivia o a operazioni di lisciviatura o di lisciviazione    • 2 •   apparecchio in cui si effettua la lisciviatura o la lisciviazione.
lisciviatrice   s.f.  nelle vecchie lavanderie, impianto per la lisciviazione del bucato.
lisciviatura   s.f.  nell'industria della carta, il trattamento degli stracci con agenti chimici, gener. sostanze alcaline, per ridurli in pasta.
lisciviazione   s.f.    • 1 •   lavaggio mediante liscivia    • 2 •   (chim.) operazione consistente nel separare uno o più componenti solubili da una sostanza solida per mezzo di opportuni solventi    • 3 •   (geol.) processo naturale di solubilizzazione o asportazione di componenti degli strati superiori del suolo e loro migrazione negli strati inferiori.
liscoso   agg.  pieno di lische: pesce liscoso. 
lisergico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido organico ottenuto per idrolisi degli alcaloidi della segale cornuta; un suo derivato di sintesi è l'allucinogeno noto con la sigla lsd.

liseuse   s.f. invar.  giacchettina o mantellina di maglia di lana da indossare sopra la camicia da notte.
lisi   s.f.    • 1 •   (biol.) disgregazione di una sostanza organica, spec. a opera di un enzima    • 2 •   (biol.) dissoluzione di cellule o microrganismi a opera delle lisine    • 3 •   (med.) disgregazione di un tessuto per effetto di necrosi o in seguito a un processo putrefattivo o fermentativo    • 4 •   (med.) abbassamento graduale della febbre, che in genere accompagna il processo di guarigione di una malattia.
-lisi  -lisi secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. ly/sis  'scioglimento, soluzione'; significa 'soluzione, scomposizione' (paralisi, elettrolisi).
lisimachia   s.f.  pianta erbacea ornamentale con molti fiori gialli in pannocchia; è detta anche mazza d'oro  (fam.  primulacee).
lisina   s.f.    • 1 •   (chim.) amminoacido presente in tutte le proteine, tranne che in alcune dei cereali    • 2 •   (biol.) sostanza presente nel siero di sangue, tuttora poco nota, capace di produrre la lisi di cellule e microrganismi.
liso   agg.  consumato dall'uso, consunto, logoro: abito, lenzuolo liso. 
lisoformio   s.m.  soluzione saponosa di aldeide formica in idrato di potassio, usata come disinfettante e detergente.
lisogenia   s.f.  (biol.) integrazione del materiale genetico di un virus nel cromosoma di una cellula batterica, che può così venire disgregata.
lisolo   s.m.  miscela saponata di cresoli, usata come disinfettante.
lisosoma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) piccola vescica del citoplasma delle cellule dei metazoi, contenente enzimi.
lisozima   s.m.  [pl. -mi] (biol.) enzima ad azione antibatterica diffuso in molti tessuti e contenuto in gran quantità nelle lacrime e nella saliva.
lissa   (1) s.f.  (med.) idrofobia.
lissa   (2) s.f.  (region.) lo stesso che liscia, nel sign. 1.
lisso   s.m.  insetto dal corpo cilindrico allungato, che danneggia gli steli delle piante di fava (ord.  coleotteri).
lissofobia   s.f.  (med.) paura morbosa di contrarre la rabbia.
lista   s.f.    • 1 •   striscia o pezzo di un materiale di forma stretta e allungata; striscia, fascia: una lista di cuoio, di stoffa, di carta; lista di legno, stecca, bastone | segno grafico a forma di lista; riga, banda tracciata sulla carta o su un altro materiale che fa contrasto con lo sfondo: una borsa fatta con liste di pelle cucite; buste da lutto orlate di liste nere.  dim. listella, listarella, listerella, listello  (m.), listina  accr. listona, listone  (m.)    • 2 •   foglio di carta su cui sono elencati nomi di persone o cose, cifre, dati ecc.; nota, elenco: la lista degli invitati, delle spese; fare, compilare una lista  | lista delle vivande, menu | lista elettorale, elenco delle persone che hanno diritto di voto in un'elezione; elenco dei candidati che si presentano o vengono presentati a un'elezione | lista civica, lista elettorale presentata alle elezioni amministrative, autonoma rispetto ai partiti tradizionali, con un programma che mira ad affrontare e risolvere problemi locali | rappresentante di lista, persona incaricata da ogni organizzazione (partito, sindacato ecc.) che presenta una lista di propri candidati a un'elezione, al fine di salvaguardarne i diritti e gli interessi nel seggio elettorale | mettere in lista, includere in un elenco; in partic., inserire il nome di un candidato in una lista elettorale | lista civile, assegno annuale che si dà al capo dello stato per sostenere le spese della sua casa | lista di collocamento, elenco in cui gli uffici del lavoro iscrivono i lavoratori in cerca di occupazione | lista di trasferimento, elenco dei giocatori che una società calcistica intende cedere | lista di frequenza, elenco delle parole di un testo in ordine di frequenza, preparato per lo più con un elaboratore elettronico | lista nera, (fig.) elenco di persone sgradite.
listare   v. tr.    • 1 •   contrassegnare, ornare, rinforzare con liste: listare di nero, di bianco; listare a lutto    • 2 •   (non com.) annotare in una lista, elencare | (inform.) elencare le istruzioni che costituiscono un programma di un elaboratore.
listato   part. pass.  di listare   agg.  ornato, fornito di liste: carta listata a lutto   s.m.  (inform.) elenco di tutte le istruzioni, con l'eventuale commento, di un programma per elaboratore elettronico.
listatura   s.f.  l'operazione di listare; elencazione, preparazione di liste.
listello   s.m.    • 1 •   dim.  di lista    • 2 •   piccola striscia di legno o di altro materiale usata come rinforzo o come ornamento per vari tipi di costruzioni; in partic., nell'orditura dei tetti, ciascuno dei travetti orizzontali su cui sono posate le tegole | sottile modanatura verticale piana, aggettante o rientrante, usata come decorazione di elementi architettonici.
listino   s.m.    • 1 •   elenco degli articoli in vendita con accanto i relativi prezzi: comprare a prezzo di listino    • 2 •   prospetto in cui vengono pubblicate giornalmente le quotazioni finali ufficiali dei titoli trattati in borsa.
-lita  -lita  ⇨ -lito.
litania   ant. o pop. letania, s.f.    • 1 •   preghiera costituita da una serie di invocazioni a dio, alla madonna o ai santi che vengono pronunciate per lo più collettivamente in forma responsoriale; la pratica liturgica di questa preghiera    • 2 •   (fig.) sequenza lunga e noiosa di nomi, parole, lamenti, lamentele e sim.: ripetere sempre la stessa litania    • 3 •   (ant.) processione.
litaniare   v. intr.  [io litànio ecc. ; aus. avere] (lett.) cantare le litanie: una strana compagnia... /... / procedé lenta, in neri sacchi avvolta / litaniando  (carducci).
litanico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) proprio di una litania; che ha il carattere delle litanie: formule litaniche. 
litantrace   s.m.  (min.) carbone fossile nero lucente, ad alto contenuto di carbonio.
litargirio   s.m.  (chim.) monossido di piombo, usato nell'industria vetraria per la produzione del vetro al piombo.
litchi   o licci, s.f. invar.  pianta legnosa coltivata nell'estremo oriente, che dà un frutto di sapore dolce detto prugna  o susina cinese  (fam.  sapindacee).
lite   s.f.    • 1 •   controversia, discussione violenta; contesa, litigio: attaccare lite con qualcuno; sedare, placare una lite    • 2 •   nel linguaggio giudiziario, causa civile: intentare lite; comporre, decidere una lite. 
-lite  -lite  ⇨ -lito 1.
litiasi   s.f.  (med.) formazione, presenza di calcoli nei reni, nelle vie biliari, nella vescica ecc.
liticare   e deriv.   ⇨ litigare e deriv. 
-litico  -litico secondo elemento di aggettivi composti della terminologia scientifica, dal gr. lithikós  'di pietra' (cfr. litico); indica 'età della pietra' (neolitico, paleolitico).
litico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di pietra: oggetti litici  | industria litica, la fabbricazione di armi e arnesi di pietra da parte di popoli preistorici o primitivi; in concreto, gli oggetti stessi    • 2 •   acido litico, antica denominazione dell'acido urico.
litico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (biol.) si dice di ciò che produce la dissoluzione di cellule o microrganismi; anche, dell'azione prodotta.
litigante   part. pres.  di litigare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  chi litiga | prov.  : tra due litiganti il terzo gode, c'è sempre chi trae vantaggio dal disaccordo altrui.
litigare   tosc. leticare, rar. liticare, v. intr.  [io lìtigo, tu lìtighi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   far lite, contendere con parole aspre, concitate; venire a diverbio: litigare con qualcuno; litigare per questioni d'interesse    • 2 •   (non com.) intentare causa, essere in causa | v. tr.  (non com.) cercare di impossessarsi di qualcuno o di qualcosa; contendere: omero fu litigato da sette cittade  (aretino) | con valore reciproco, disputarsi, contendersi (con la particella pron): quei due bambini si litigano una caramella  | litigarsi v. rifl.  (fam.) venire a contrasto, a diverbio: non fanno altro che litigarsi. 
litigata   tosc. leticata, rar. liticata, s.f.  litigio aspro, violento.
litighino   tosc. letichino, rar. litichino, s.m.  [f. -a] (fam.) chi è litigioso; attaccabrighe.
litighio   tosc. letichio, rar. litichio, s.m.  un litigare continuo, prolungato o rumoroso.
litigio   s.m.  vivace e animata contesa a parole tra due o più persone: venire a litigio. 
litigiosità   s.f.    • 1 •   l'essere litigioso; carattere di persona litigiosa    • 2 •   (stat.) il rapporto tra il numero complessivo delle controversie civili sottoposte all'autorità giudiziaria in un determinato periodo e la popolazione media dello stesso periodo: aumento, diminuzione della litigiosità. 
litigioso   agg.    • 1 •   che litiga facilmente e frequentemente; rissoso, attaccabrighe: uomo, carattere litigioso    • 2 •   (dir.) che è oggetto di contestazione giudiziaria: credito litigioso  § litigiosamente avv. 
litigone   tosc. leticone, rar. liticone, s.m.  [f. -a] (fam.) chi è litigioso; attaccabrighe.
litio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è li; metallo alcalino, bianco, tenero, leggero, è usato in metallurgia, medicina e industria ceramica.
litioso   agg.  (chim.) che contiene litio (detto spec. di acque minerali).
litisconsorte   s.m.  (dir.) chi è parte in causa in una controversia giudiziaria insieme con altre persone, sia come attore sia come convenuto.
litisconsortile   agg.  (dir.) di, relativo a litisconsorzio.
litisconsorzio   s.m.  (dir.) presenza di più attori o di più convenuti in un processo civile.
litispendenza   s.f.  (dir.) la contemporanea pendenza della medesima causa davanti a diversi uffici giudiziari.
lito    ⇨ lido.
lito-  lito- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. líthos  'pietra'; significa 'pietra, roccia, calcare' e sim. (litofago, litografia).
-lito  -lito (1) o -lita, -lite, secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. líthos  'pietra'; significa 'pietra, roccia, calcare' e sim. (batolite, crisolito).
-lito  -lito (2) o -lita, secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. lytós  'solubile', deriv. di ly/ein  'sciogliere'; indica l'attitudine di certi corpi a scomporsi nelle sostanze componenti o a passare in soluzione (anfolito, elettrolita).
litoclasi   s.f.  (geol.) frattura delle rocce causata da corrugamenti e dislocamenti tettonici.
litodomo   s.m.  (zool.) dattero di mare.
litofago   agg.  [pl. m. -gi] (zool.) si dice di animale, spec. mollusco, capace di corrodere le rocce calcaree.
litofania   s.f.  tipo di decorazione su oggetti di vetro o porcellana che permette di ottenere effetti di trasparenza.
litofita   s.f.  (bot.) pianta che cresce sulla roccia.
litofono   s.m.  strumento musicale a percussione dell'asia orientale, costituito da lastre di pietra appese a una barra di legno.
litofotografia   s.f.  fotolitografia.
litogenesi   s.f.  (geol.) insieme dei fenomeni e dei processi che determinano la formazione delle rocce.
litografare   v. tr.  [io litògrafo ecc] riprodurre in litografia; stampare con procedimento litografico.
litografia   s.f.    • 1 •   procedimento di stampa ottenuto in origine da una matrice di pietra calcarea finissima e poi anche da lastre di metalli porosi, soprattutto di zinco, sulle quali scritti e disegni vengono tracciati o trasportati con materiale grasso (matite, gessetti, inchiostri speciali) | la stampa così ottenuta    • 2 •   (estens.) il moderno sistema di stampa in offset, basato sugli stessi principi della litografia    • 3 •   stabilimento o reparto in cui si eseguono stampe in litografia o in offset.
litografico   agg.  [pl. m. -ci] di, della litografia: stampa litografica; stabilimento, procedimento litografico  § litograficamente avv.  con riproduzione litografica.
litografo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   tecnico specializzato in lavori di stampa litografica o in offset    • 2 •   artista che esegue opere litografiche.
litoide   agg.  che è simile a pietra o ne ha l'aspetto; che possiede alcune qualità della pietra.
litolatra   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -tri] che, chi pratica la litolatria: tribù litolatre. 
litolatria   s.f.  (relig.) culto di feticci di pietra.
litolatrico   agg.  [pl. m. -ci] di litolatria, relativo alla litolatria: culto litolatrico. 
litologia   s.f.  (geol.) studio delle pietre e delle loro caratteristiche chimiche, fisiche e strutturali; petrografia.
litologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla litologia.
litologo   s.m.  [f. - a; pl. m. -gi] studioso di litologia.
litopedio   s.m.  (med.) feto morto e calcificato per lunga permanenza nella cavità uterina.
litopone   o litopono, s.m.  (chim.) miscela di solfuro di zinco e solfato di bario, usata come pigmento bianco nella produzione di inchiostri da stampa e vernici.
litorale   rar. littorale, agg.  del lido; che sta lungo il lido: città litorale   s.m.  costa marina; striscia, fascia costiera: il litorale tirrenico. 
litoraneo   rar. littoraneo, agg.  del litorale; che sta o si sviluppa lungo il litorale: vegetazione litoranea; città litoranee; (strada, ferrovia) litoranea, che corre lungo il litorale, costiera.
litorano   agg.  e s.m.  (ant.) abitante di regioni litorali; rivierasco: di quella valle fu' io litorano / tra ebro e macra  (dante par.  ix, 88-89).
litosfera   s.f.  l'involucro roccioso che costituisce la parte esterna della terra; crosta terrestre.
litostratigrafia   s.f.  (geol.) studio della stratificazione dei terreni depositatisi durante le ere geologiche, fondato sui caratteri fisici delle rocce.
litostroto   s.m.  mosaico pavimentale usato dall'età classica fino al medioevo.
litote   s.f.  figura retorica consistente nell'affermare un concetto negando il suo contrario (p. e. non nego  'ammetto, riconosco'; con effetto rafforzativo: non è un agnellino  'è molto aggressivo').
litoteca   s.f.  raccolta di minerali.
litotecnica   s.f.  in paletnologia, tecnica di lavorazione della pietra.
litotomia   s.f.  (med.) intervento chirurgico per frantumare i calcoli dall'apparato urinario, in modo da renderne possibile l'espulsione.
litotripsia   o litotrisia, s.f.  (med.) frantumazione di calcoli dell'apparato urinario.
litotritore   s.m.  (med.)    • 1 •   strumento a manovra manuale con cui si frantumano i calcoli vescicali per via uretrale    • 2 •   apparecchio che emette vibrazioni ad alta frequenza, mirate con grande precisione, per frantumare i calcoli renali e delle vie urinarie.
litracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene la lagerstroemia | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
litro   s.m.    • 1 •   unità di misura di capacità e di volume per liquidi e aridi; è pari a un decimetro cubo    • 2 •   (estens.) recipiente bollato della capacità di un litro, usato soprattutto un tempo per la vendita al minuto di vino e latte; la quantità di liquido in esso contenuto, o comunque corrispondente alla sua capacità: misurare il latte col litro; bere un litro di vino. 
-litro  -litro secondo elemento di parole composte che indicano multipli o sottomultipli del litro (decalitro, decilitro).
littera   e deriv.   ⇨ lettera e deriv. 
littorale    ⇨ litorale.
littoraneo    ⇨ litoraneo.
littore   s.m.  (st)    • 1 •   nell'antica roma, ufficiale di scorta ai principali magistrati, che precedeva portando un fascio littorio    • 2 •   durante il fascismo, titolo dei vincitori dei ludi littoriali.
littoriale   agg.  del fascio littorio, come simbolo del fascismo | (ludi) littoriali, nel periodo fascista, gare culturali o sportive riservate agli studenti universitari.
littorina   s.f.  termine coniato durante il periodo fascista per indicare un tipo di automotrice ferroviaria.
littorio   agg.    • 1 •   dei littori: fascio littorio, quello dei littori romani, assunto poi come simbolo del fascismo    • 2 •   (estens.) fascista  s.m.  il fascio littorio in quanto emblema del fascismo; per estens., il fascismo stesso | gioventù del littorio, la gioventù dell'italia fascista.
lituano   agg.  della lituania  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della lituania    • 2 •   lingua del gruppo baltico parlata in lituania.
lituo   s.m.    • 1 •   bastone arcuato in cima, usato in cerimonie religiose; presso gli etruschi e altre popolazioni preromane, costituiva insegna del potere    • 2 •   tromba ricurva e allargata all'estremità, usata dalla cavalleria degli etruschi, dei celti e dei romani.
litura   s.f.  presso gli antichi romani, la cancellazione dello scritto che avveniva spianando di nuovo la cera della tavoletta; per estens., raschiatura, cancellatura in genere.
liturgia   s.f.    • 1 •   (relig.) il complesso dei riti e delle cerimonie che caratterizzano un culto religioso pubblico; l'insieme delle norme e delle prescrizioni che si riferiscono a tali riti o cerimonie : la liturgia cristiana  (cattolica  o romana, protestante ecc.), giudaica, buddista, musulmana; la liturgia della messa, dei defunti    • 2 •   (estens.) serie di gesti o parole che si ripetono abitualmente; rituale, cerimonia: la liturgia degli esami, della premiazione; la liturgia massonica    • 3 •   nell'antica atene, supplemento d'imposta che i cittadini abbienti erano obbligati a pagare per sovvenzionare opere di pubblico interesse.
liturgico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che appartiene o si riferisce alla liturgia: rito, canto liturgico; anno, calendario liturgico; musica liturgica, musica sacra | prescritto dalla liturgia: lingua liturgica; libri, indumenti liturgici  | dramma liturgico, rappresentazione drammatica medievale su testi sacri    • 2 •   (estens.) abituale, rituale § liturgicamente avv.  secondo la liturgia.
liturgista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di liturgia.
liturgo   s.m.  [pl. -ghi  o -gi] nell'antica grecia, cittadino facoltoso che era tenuto a finanziare opere di pubblico interesse.
liutaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o ripara liuti e altri strumenti a corde.
liuteria   s.f.    • 1 •   arte di costruire liuti e altri strumenti a corde    • 2 •   laboratorio, bottega di liutaio.
liutista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi suona il liuto    • 2 •   (rar.) compositore di musica per liuto.
liuto   (1) ant. leuto, s.m.  antico strumento musicale a corde che, nella sua versione rinascimentale, è costituito da una cassa a fondo panciuto, manico corto e cavigliere rivoltato ad angolo; si suona a pizzico.
liuto   (2)  ⇨ leuto 2.
live   agg. invar.  si dice di registrazione musicale effettuata dal vivo, cioè nel corso di uno spettacolo, non in studio: disco, musica live. 
livella   s.f.  strumento usato per verificare l'orizzontalità di un piano o di una retta | livella a bolla d'aria, quella in cui la posizione orizzontale è indicata da una bolla d'aria al centro di un liquido contenuto in un tubetto di vetro | livella ad acqua, quella in cui la posizione orizzontale è indicata dalla medesima altezza dell'acqua in due ampolle comunicanti.
livellamento   s.m.  il livellare, il livellarsi, l'essere livellato (anche fig.): il livellamento del suolo; livellamento sociale. 
livellare   (1) v. tr.  [io livèllo ecc.]    • 1 •   mettere, ridurre allo stesso livello, allo stesso piano (anche fig.): livellare il fondo stradale; livellare le retribuzioni    • 2 •   in topografia, fare la livellazione di un terreno | livellarsi v. rifl.    • 1 •   spianarsi, divenire piano: il fondale si è livellato    • 2 •   raggiungere un dato livello; portarsi a uno stesso livello: nei vasi comunicanti un liquido si livella  | (fig.) pareggiarsi, equilibrarsi: gli stipendi tendono a livellarsi. 
livellare   (2) v. tr.  [io livèllo ecc.] nel diritto tardoromano e in quello intermedio, concedere una terra in godimento mediante contratto di livello; allivellare.
livellare   (3) agg.  (non com.) di livello: linea livellare. 
livellare   (4) agg.  nel diritto tardoromano e in quello intermedio, si diceva di ciò che era relativo a un contratto di livello: canone livellare. 
livellario   agg.  nel diritto tardoromano e in quello intermedio, si diceva di ciò che si riferiva all'istituto del livello: contratto, fondo livellario   s.m.  chi era assegnatario di terreni a livello.
livellatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi compie operazioni di livellamento, di spianamento di un terreno    • 2 •   (fig.) che, chi mira a livellare, ad abolire diseguaglianze, diversità, discriminazioni e sim.: politica livellatrice. 
livellatrice   s.f.  macchina per ridurre in piano terreni ondulati o accidentati.
livellatura   s.f.  (non com.) livellamento, livellazione.
livellazione   s.f.  operazione topografica che serve a determinare la differenza di livello tra due o più punti del terreno.
livelletta   s.f.  tratto a pendenza costante di una strada.
livello   (1) s.m.    • 1 •   altezza di un piano o di una superficie piana (o anche di un punto, di un luogo) rispetto a un altro piano (o punto o luogo) preso come riferimento; per estens., l'altezza a cui giunge la superficie libera di una massa liquida: il terrazzo è al livello della strada; due corsie che non corrono allo stesso livello; il livello del fiume continua a crescere; il livello dell'acqua in un serbatoio; essere a livello, mettere a livello, alla stessa altezza; livello medio, la media dei livelli considerati | livello del mare, la superficie marina assunta come piano di riferimento per misurare l'altitudine di un luogo: un paese a 300 m sul livello del mare  | curva di livello, in topografia e cartografia, isoipsa; in un grafico statistico, linea curva che collega tutti i punti in cui un fenomeno presenta lo stesso valore | passaggio a livello, incrocio sullo stesso piano tra una ferrovia e una strada    • 2 •   (fig.) grado, qualità, condizione: livello culturale, sociale; un risultato di buon livello; un'opera di alto livello; la crescita del livello di vita; il livello generale dei prezzi, in un sistema economico, la media dei prezzi in un dato periodo ponderata per le quantità di beni e servizi scambiate | a livello di, con riferimento al rango, alla qualifica di chi partecipa a una riunione, a un'iniziativa e sim., o è chiamato a un compito: incontro a livello di capi di stato; la soluzione va presa a livello di tecnici  | ad alto livello, al rango, alla qualifica più elevata: riunione ad alto livello  | a livello (di), sul piano, dal punto di vista: a livello scientifico persistono ancora molti dubbi    • 3 •   (ling.) ciascuna delle unità gerarchiche in cui è possibile analizzare un enunciato: livello fonetico, morfologico, sintattico    • 4 •   (scient.) ciascuno dei valori che una grandezza assume rispetto a un termine convenzionale di riferimento: livello energetico, acustico, sonoro, di potenza, di pressione; livello zero, il valore di riferimento    • 5 •   (geol.) strato roccioso contraddistinto da caratteristiche comuni    • 6 •   strumento topografico usato nelle operazioni di livellazione per determinare linee di mira orizzontali.
livello   (2) s.m.  nel diritto tardoromano e in quello intermedio, cessione in godimento, a lungo termine o in perpetuo, di un terreno, con l'obbligo di pagare un canone annuo e di coltivarlo apportandovi migliorie; anche, il canone relativo | (contratto di) livello, il contratto in base al quale si costituiva il rapporto di livello.
liviano   agg.  dello storico latino tito livio (59 a. c. -17 d. c.): stile liviano; le deche liviane. 
lividastro   agg.  (non com.) tendente al livido, di un brutto color livido.
lividezza   s.f.    • 1 •   colore, aspetto di ciò che è livido: lividezza cadaverica    • 2 •   (ant.) livore, invidia.
lividiccio   agg.  [pl. f. -ce] alquanto livido.
livido   agg.    • 1 •   si dice del colore blu-verdastro che assume la pelle umana dopo una contusione: avere una macchia livida sul braccio; mani livide per il freddo  | mortalmente pallido; cadaverico: faccia livida di paura, di rabbia, d'invidia    • 2 •   (estens.) grigio, plumbeo: cielo livido; acque livide    • 3 •   (fig.) pieno di livore, di astio: sguardo livido   s.m.  macchia bluastra che si forma sulla pelle in seguito a una contusione: farsi un livido; essere coperto di lividi  § lividamente avv.  con rancore, con astio.
lividore   s.m.  macchia livida, lividura; aspetto livido, lividezza.
lividume   s.m.  (non com.) livido esteso, diffuso; insieme di macchie livide.
lividura   s.f.  segno o macchia livida sulla pelle.
living room   o living, loc. sost. m. invar.  nelle moderne abitazioni, l'ambiente in cui in genere si soggiorna; soggiorno.
living theatre   loc. sost. m. invar.  forma di teatro in cui gli spettatori vengono coinvolti nell'azione che si rappresenta.
livore   s.m.    • 1 •   sentimento di aspra e sorda invidia; astio, rancore: animo pieno di livore    • 2 •   (ant.) lividezza, aspetto livido.
livornese   agg.  di livorno | razza livornese, razza di polli pregiata per la produzione di uova | alla livornese, si dice di pietanze cucinate con olio, pomodoro, prezzemolo, aglio e pepe: triglie, cacciucco alla livornese   s.m.  e f.  chi è nato o abita a livorno.
livoroso   agg.  pieno di livore, invidioso § livorosamente avv. 
livrea   s.f.    • 1 •   uniforme che in passato era indossata dai servitori delle grandi famiglie signorili: maggiordomo, cocchiere in livrea  | portare la livrea di qualcuno, essere al suo servizio; (fig.) essergli servilmente devoto    • 2 •   (zool.) aspetto e colore del piumaggio degli uccelli: livrea estiva, invernale. 
livreato   agg.  (rar.) che indossa una livrea.
livre de chevet   loc. sost. m. invar.  libro che si ritorna a leggere spesso e si tiene perciò sempre a portata di mano.
livre de poche   loc. sost. m. invar.  libro di formato tascabile.
lizza   (1) s.f.  palizzata, recinto in cui si svolgevano tornei, giostre e altri giochi cavallereschi: entrare, scendere in lizza, prendere parte a una gara, a un combattimento; (fig.) partecipare a una disputa, a una discussione.
lizza   (2) s.f.  sorta di slitta di legno su cui, nelle cave di pietra, si caricano i blocchi per farli scivolare a valle fino al luogo di caricamento.
lizzare   v. tr.  trasportare i blocchi di marmo mediante la lizza.
lizzatura   s.f.  operazione di trasporto dei blocchi di marmo mediante la lizza.
llano   s.m.  [pl. llanos; pr.  / lanos /] (geog.) distesa pianeggiante ricoperta da vegetazione erbacea, tipica della savana del venezuela.
lö  ss löss; ⇨ loess.
lo   (1) art. determ. m. sing.  si premette ai vocaboli comincianti per vocale, s  impura, gn, ps, x, z  (negli altri casi si usa il) e si elide davanti a vocale: lo specchio, lo gnomo, lo psichiatra, lo xilografo, lo zoo, l'amico, l'uscio; si unisce alle prep. a, con, da, di, in, su  formando le prep. articolate allo, collo, dallo, dello, nello, sullo  | si usa davanti a consonante semplice nelle espressioni per lo più, per lo meno, superstiti di un più esteso uso antico e letterario: per lo cammino alto e silvestro  (dante inf.  ii, 142).
lo   (2) pron. pers. m. di terza pers. sing.  [forma complementare atona di egli  (forma tonica lui), esso]    • 1 •   si usa come compl. ogg. riferito a persona o cosa, in posizione sia enclitica sia proclitica; si può elidere dinanzi a vocale purché non crei ambiguità: lo invidio molto; l'ho comprato per te; leggilo; vorrei averlo; eccolo    • 2 •   può assumere il valore di ciò, riferito a una prop. precedente o con funzione prolettica: vuole ritornare, me lo ha detto lui; lo sapevo che sarebbe accaduto  | con lo stesso sign. in funzione predicativa: diceva di essere suo figlio, ma non lo era; era bianca di capelli, lo era diventata in pochi mesi. 
lob   s.m. invar.  nel tennis, pallonetto.
lobare   agg.    • 1 •   (non com.) costituito da lobi; lobato    • 2 •   (anat.) relativo a un lobo: arteria lobare. 
lobato   agg.  a forma di lobo; suddiviso in lobi: foglia lobata. 
lobbia   s.f.  cappello da uomo di feltro morbido, a tese piuttosto larghe e con una infossatura nel mezzo.
lobbismo   s.m.  l'attività esercitata da una lobby per orientare la classe politica a prendere decisioni che ne favoriscano gli interessi.
lobbista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa parte di una lobby.
lobbistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a una lobby; da lobbista.
lobby   s.f. invar.    • 1 •   gruppo di interesse che, mediante pressioni anche illecite su uomini politici, ottiene provvedimenti a proprio favore    • 2 •   locale di una banca dove si svolgono le operazioni con il pubblico.
lobbying   s.f. invar.  lobbismo.
lobectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di uno o più lobi di un organo a costituzione lobare.
lobelia   s.f.  pianta erbacea con fiori di vari colori in grappoli e foglie lanceolate, coltivata nelle regioni temperate (fam.  lobeliacee).
lobeliacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni tropicali e subtropicali, simili alle campanulacee, da cui differiscono per i fiori zigomorfi | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
lobelina   s.f.  (chim.) alcaloide presente nella lobelia, usato come antiasmatico e analettico.
lobo   s.m.  (biol.) elemento tondeggiante di un organo animale o vegetale, separato dalla parte restante da un solco profondo o una scissura: lobo del polmone, del cervello; lobo di una foglia  | lobo dell'orecchio, la parte molle con cui termina in basso l'orecchio, detta anche lobulo. 
lobotomia   s.f.  (med.) intervento chirurgico con cui si interrompono le vie nervose del lobo frontale del cervello.
lobotomizzare   v. tr.  (med.) sottoporre a intervento di lobotomia.
lobulare   agg.  costituito da lobuli: struttura lobulare. 
lobulato   agg.  a forma di lobulo; lobulare: organo lobulato. 
lobulo   s.m.  piccolo lobo: lobulo dell'orecchio, del naso. 
locale   (1) agg.    • 1 •   di luogo: l'avverbio «dopo» può avere valore locale o temporale    • 2 •   proprio o caratteristico di un luogo; limitato a un luogo, a una zona: storia, dialetto locale; costumi, usi locali; artigianato, cucina locale; enti locali  | stampa locale, i giornali che non hanno diffusione nazionale e trattano soprattutto dei problemi di una zona circoscritta | treno locale, vecchia denominazione, ora sostituita con treno regionale, per indicare treno passeggeri che percorre distanze ridotte, fermando in tutte le stazioni    • 3 •   (med.) che è limitato a una parte del corpo umano; topico: infezione locale; cura, trattamento, anestesia locale   s.m. pl.  abitante di un luogo; indigeno § localmente avv.  in un luogo, in una zona delimitata.
locale   (2) s.m.    • 1 •   ambiente, stanza, vano: un appartamento di tre locali; locali scolastici; il locale caldaie della nave.  dim. localino    • 2 •   luogo di ritrovo, di spettacolo (cinema, sala da ballo ecc.); esercizio pubblico come caffè, ristorante e sim.: locale notturno; frequentare locali di moda. 
localismo   s.m.  atteggiamento politico favorevole al perseguimento esclusivo degli interessi locali, senza considerazione di quelli generali di un'area più grande o dell'intero paese.
località   s.f.  centro urbano di piccole dimensioni; cittadina, paese (in quanto caratterizzato da determinate qualità o condizioni): località di montagna, di mare; località turistica. 
localizzabile   agg.  che si può localizzare.
localizzare   v. tr.    • 1 •   individuare, determinare il punto preciso in cui si trova qualcosa o in cui avviene un fenomeno: localizzare un aereo con il radar; localizzare l'epicentro del terremoto; localizzare una frattura    • 2 •   (non com.) circoscrivere, delimitare: localizzare un'epidemia  | localizzarsi v. rifl.  instaurarsi, fissarsi in un luogo; rimanere circoscritto: l'infezione si è localizzata alla faringe. 
localizzato   part. pass.  di localizzare   agg.  di cui si è individuata la posizione o l'origine; delimitato, circoscritto: fenomeno, combattimento localizzato. 
localizzatore   s.m.  apparecchio che serve a individuare l'origine di una sorgente d'energia o la posizione di un oggetto: localizzatore radioelettrico, ultrasonoro   agg.  [f. -trice] atto a localizzare: potere localizzatore dell'udito. 
localizzazione   s.f.    • 1 •   il localizzare, il localizzarsi, l'essere localizzato: localizzazione delle postazioni nemiche, di un terremoto    • 2 •   (med.) ubicazione di una funzione cerebrale in una particolare area del cervello.
locanda   s.f.  albergo economico, di modesto livello; trattoria con alloggio.
locandiere   s.m.  [f. -a] gestore o proprietario di una locanda.
locandina   s.f.  avviso pubblicitario di forma rettangolare, più piccolo di un manifesto; in partic., quello contenente il programma completo di uno spettacolo: locandina teatrale. 
locare   v. tr.  [io lòco, tu lòchi ecc.]    • 1 •   cedere l'uso di un bene per un tempo determinato in cambio del pagamento di un canone; affittare: locare una casa    • 2 •   (ant.) collocare: poi che dio e natura e amor volse / locar compitamente ogni virtute / in quei be' lumi, ond'io gioioso vivo  (petrarca canz.  lxxiii, 37-39) | locarsi v. rifl.  o intr. pron.  (ant.) collocarsi.
locatario   s.m.  [f. -a] chi riceve un bene in locazione; affittuario: il locatario di un appartamento. 
locativo   (1) agg.  di locazione, derivante da una locazione: valore locativo, il reddito reale o presunto ricavabile dalla locazione di un immobile.
locativo   (2) agg.  e s.m.  (ling.) nella declinazione di alcune lingue antiche e moderne si dice del caso che indica lo stato in luogo.
locatizio   agg.  che si riferisce a locazione: contratto locatizio; vertenza locatizia. 
locatore   s.m.  [f. -trice] chi cede un bene in locazione: il locatore di un appartamento. 
locatorio   agg.    • 1 •   di, relativo a un contratto o rapporto di locazione; locativo    • 2 •   di, relativo al locatore.
locazione   s.f.    • 1 •   (dir.) contratto con cui una parte (locatore) concede a un'altra (locatario) il godimento di un bene mobile o immobile per un certo tempo e dietro un corrispettivo determinato; affitto: dare una casa in locazione    • 2 •   locazione finanziaria, (econ.) leasing    • 3 •   locazione (di memoria), (inform.) parte della memoria principale di un elaboratore identificata da un indirizzo, contenente una parola, un dato, un'istruzione; cella di memoria.
locco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   (ant. , region.) sciocco, stupido    • 2 •   ripetuto, nella loc. con valore avv. locco locco, (region.) in modo furtivo; stancamente, svogliatamente, lemme lemme: quelli venivano su locchi locchi  (pasolini).
loch   s.m. invar.  stretto braccio di mare che penetra profondamente nella costa occupando una ripida valle di origine glaciale.
lochi   s.m. pl.  (med.) secreto uterino che fuoriesce dalla vagina durante il puerperio.
lochiano    ⇨ lockiano.
lochiazione   s.f.  (med.) eliminazione dei lochi.
lockiano   o lochiano, agg.  che si riferisce al filosofo empirista inglese john locke (1632-1704), alla sua teoria filosofica.
loco    ⇨ luogo.
locomobile   s.f.  complesso costituito da un generatore di vapore e da una motrice a vapore, montato su un carro trainabile, impiegato in passato per azionare macchine per lavori agricoli e stradali.
locomotiva   s.f.  veicolo ferroviario a motore atto a trainare un convoglio: locomotiva a vapore, elettrica  | soffiare, sbuffare come una locomotiva, (scherz.) ansimare, sbuffare forte | (fig.) l'elemento trainante di un processo: la locomotiva dello sviluppo. 
locomotore   agg.  [f. -trice] relativo alla locomozione | apparato locomotore, (biol.) l'insieme degli organi di un corpo umano o animale la cui azione produce lo spostamento volontario del corpo da un luogo a un altro  s.m.  locomotiva elettrica.
locomotorio   agg.  che riguarda la locomozione; locomotore.
locomotorista   s.m.  [pl. -sti] chi guida locomotori.
locomotrice   s.f.  locomotiva elettrica.
locomozione   s.f.    • 1 •   facoltà e attività, proprie degli esseri viventi, di spostarsi da un luogo a un altro, utilizzando gli organi dell'apparato locomotore    • 2 •   spostamento, trasferimento di persone o cose da un luogo a un altro mediante veicoli: mezzo di locomozione, qualsiasi veicolo atto al trasporto di persone o cose.
loculo   s.m.    • 1 •   nicchia interrata o murata che nei cimiteri o in altri luoghi serve ad accogliere i resti di un defunto    • 2 •   (zool.) ciascuna delle cellette esagonali del vespaio    • 3 •   (bot.) loggia.
locupletare   v. tr.  [io locuplèto ecc.] (lett. rar.) rendere ricco, arricchire.
locupletazione   s.f.  (lett.) arricchimento | locupletazione ingiusta, (dir.) arricchimento indebito.
locus   s.m. invar.  (biol.) posizione occupata da un gene o da un insieme di geni alleli su un cromosoma.
locusta   s.f.    • 1 •   (zool.) cavalletta    • 2 •   (fig. lett.) persona avida, molesta e dannosa.
locustone   s.m.  (zool.) locusta con ali e corpo color giallo macchiettati di bruno, zampe posteriori lunghe e robuste; comunissima in italia, può provocare danni a piante erbacee (ord.  saltatori).
locutivo   agg.  (ling.) locutorio.
locutore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (lett.) chi parla    • 2 •   (ling.) il soggetto che produce un enunciato; parlante, emittente.
locutorio   agg.  (ling.) che riguarda l'enunciazione; che si limita a informare, a constatare: atto locutorio; valore locutorio di una frase. 
locuzione   s.f.    • 1 •   (ling.) combinazione fissa di due o più parole che esprime un concetto particolare e unitario e che ha, nel lessico, un'autonomia propria come le parole singole (p. e. a quattr'occhi, stanco morto, a mano a mano)    • 2 •   (estens.) modo di dire, espressione; frase idiomatica    • 3 •   (ant. , lett.) il parlare; loquela.
loda    ⇨ lode.
lodabile   ant. lett. laudabile, agg.  meritevole di lode; lodevole: un'azione lodabile  | (estens.) opportuno: de li altri fia laudabile tacerci  (dante inf.  xv, 104) § lodabilmente avv. 
lodabilità   s.f.  (rar.) l'essere lodabile.
lodare   ant. lett. laudare, v. tr.  [io lòdo ecc. ; ant. io làudo ecc.]    • 1 •   esaltare, approvare con parole il merito di una persona o la bontà di una cosa; elogiare: lodare il coraggio di qualcuno; lodare qualcuno per la sua onestà; lodare un lavoro ben fatto    • 2 •   celebrare con parole o inni di esaltazione e di riverente omaggio: lodare il signore, la madonna; e tutti voi ch'amor laudate in rima  (petrarca canz.  xxvi, 9) | sia lodato il cielo!, sia lodato dio, iddio!, esclamazioni di soddisfazione per aver ottenuto ciò che si desiderava | sia lodato gesù cristo!, formula di saluto fra religiosi (che ha come risposta: sempre sia lodato!) | dio sia lodato!, finalmente! | lodarsi v. rifl.  esaltare sé stesso, vantarsi | prov.  : chi si loda s'imbroda, chi fa le lodi di sé stesso finisce per danneggiarsi | v. rifl.  (lett.) dichiararsi soddisfatto: quando sarò dinanzi al segnor mio, / di te mi loderò sovente a lui  (dante inf.  ii, 73-74).
lodativo   o laudativo, agg.  (lett.) atto a lodare; elogiativo: discorso lodativo. 
lodato   ant. o lett. laudato, part. pass.  di lodare   agg.  approvato, celebrato, decantato: il troppo lodato artista; il mai abbastanza lodato maestro; su lodato, sullodato § lodatamente avv. 
lodatore   ant. o lett. laudatore, s.m.  [f. -trice] chi loda, soprattutto per un interesse.
lode   ant. lodo o loda, ant. o lett. laude [làu-de] o lauda, s.f.    • 1 •   piena approvazione, espressa a voce o per iscritto, nei confronti di una persona o del suo operato; elogio: attestati, parole di lode; rendere, acquistare, meritare lodi; degno, meritevole di lode  | tornare a lode di qualcuno, si dice di azione che gli fa onore, gli dà merito | superiore a ogni lode, perfetto, eccezionale | senza infamia e senza lode, si dice di ciò che non appare criticabile, ma neanche merita lode    • 2 •   omaggio, esaltazione, glorificazione: cantare, tessere le lodi di qualcuno  | in lode di qualcuno, al fine di lodarlo o esaltarlo: un sonetto in lode della donna amata  | dare, rendere lode a dio, esaltarlo, glorificarlo | cantare le lodi di dio, cantare inni in suo onore | venire in lode, (ant.) diventare famoso    • 3 •   particolare elogio dato agli studenti universitari, oltre il massimo dei punti, in un esame o nel conferimento della laurea: prender 30 e lode; laurearsi con 110 e lode |  10 con lode,  10 e lode, il voto massimo che un tempo si assegnava nelle scuole elementari e medie; (fig.) formula di aperta approvazione, di vivo consenso: bravo, dieci e lode!    • 4 •   (ant.) impresa gloriosa; opera degna di elogio: ai cavallieri suoi leva la sbarra, / e seco invita alle famose lode  (ariosto o. f.  xvi, 55); in qualche bella lode, / in qualche onesto studio si converta  (petrarca canz.  cxxviii, 109-110).
loden   s.m. invar.  tessuto di lana a pelo lungo, leggermente impermeabile, per lo più di colore verde scuro, originariamente fabbricato in austria e in alto adige | tipo di cappotto confezionato con tale stoffa.
lodevole   ant. laudevole, agg.  degno di lode: iniziativa, azione lodevole; un alunno lodevole  | in passato, si usava nelle scuole elementari come classificazione dei compiti migliori § lodevolmente avv. 
lodevolezza   ant. lett. laudevolezza, s.f.  (rar.) l'essere lodevole.
lodigiano   agg.  di lodi  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di lodi    • 2 •   formaggio grana prodotto nella zona di lodi.
lodo   (1)  ⇨ lode.
lodo   (2) s.m.  (dir.) decisione emessa collegialmente e per iscritto dagli arbitri di una vertenza, che diventa esecutiva per decreto del pretore.
lodola   s.f.  (pop.) allodola. dim. lodoletta. 
lodolaio   s.m.  specie di falco con piumaggio nero ardesia nella parte superiore, bianco giallognolo in quella inferiore, che viene spesso addestrato alla caccia delle allodole (ord.  falconiformi).
loess   o lo°ss, s.m. invar.  (geol.) deposito di argille sabbiose finissime e giallastre di origine eolica, molto abbondanti in cina.
loffa   o loffia, s.f.  (region.) gas che esce senza rumore dall'intestino.
loffio   agg.    • 1 •   (tosc.) floscio, cadente    • 2 •   (region.) fiacco, inconcludente, squallido: un tipo loffio. 
lofiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci di mare teleostei, per lo più abissali, con bocca molto ampia, pelle priva di squame | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
lofio   s.m.  genere di pesci marini teleostei cui appartiene la rana pescatrice  (ord.  lofiformi).
lofocero   s.m.  uccello africano di notevoli dimensioni con corpo robusto, becco grande a margini dentellati e ali brevi (ord.  coraciformi).
lofoforo   s.m.  uccello delle regioni montuose dell'asia, di medie dimensioni e con bellissimo piumaggio (ord.  galliformi).
lofopodi   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di animali d'acqua dolce, vivipari, che vivono in colonie e hanno diffusione cosmopolita (cl.  briozoi) | sing.  [-e] ogni animale di tale sottoclasse.
lofotrico   agg.  (biol.) si dice di batterio che presenta un'appendice costituita da un ciuffo di ciglia.
loft   s.m. invar.  grande solaio o ex-magazzino trasformato in abitazione o studio a spazio aperto.
log   s.m. invar.  (mar.) solcometro a elica.
logaedico   agg.  [pl. m. -ci] (metr.) relativo al logaedo: verso logaedico. 
logaedo   s.m.  nella metrica classica, periodo ritmico nel quale a una serie dattilica seguiva una dipodia trocaica.
logaritmico   agg.  [pl. m. -ci] (mat.) di logaritmo, che riguarda i logaritmi: curva logaritmica, curva trascendente che rappresenta i logaritmi dei numeri reali positivi.
logaritmo   s.m.  (mat.) esponente che si deve assegnare a una data base per avere un determinato numero: tavola dei logaritmi; il logaritmo in base dieci di cento è due, in quanto cento è uguale a dieci con esponente due (cioè 102); logaritmi decimali, la cui base è dieci.
logeion   o logheion, s.m. invar.  il palcoscenico, di forma stretta e allungata, dell'antico teatro greco.
loggia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   (arch.) edificio o parte di edificio aperti su uno o più lati, con copertura sorretta da pilastri o colonne | nel medioevo, tale edificio come luogo di riunione di persone che esercitavano la stessa arte: la loggia dei mercanti.  dim. loggetta    • 2 •   (region.) balcone, terrazza    • 3 •   luogo di riunione dei massoni; per estens., gruppo, sezione dell'organizzazione massonica, e anche l'assemblea di tale gruppo    • 4 •   (anat.) cavità in cui è contenuto un organo: loggia renale    • 5 •   (bot.) cavità di un frutto o dell'ovario di un fiore.
loggiato   s.m.  (arch.) loggia o, più propr., serie di logge.
loggione   s.m.  la parte più alta del teatro, sopra gli ordini dei palchi, dove sono i posti di minor prezzo; anche, gli spettatori che lo occupano: gli applausi, i fischi del loggione. 
loggionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi assiste abitualmente a spettacoli teatrali dal loggione.
logheion    ⇨ logeion.
-logia  -logia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -loghía, deriv. di léghein  'dire'; significa 'studio, trattazione' (psicologia, teologia) o 'modo di parlare, espressione' (analogia, brachilogia). [ ⇨ logia].
logica   ant. loica [lòi-ca], s.f.    • 1 •   (filos.) studio delle condizioni in base alle quali un'argomentazione, un'inferenza risultano corrette | logica formale, la logica in quanto studia solo la forma dell'argomentazione, indipendentemente dal contenuto | logica matematica  (o simbolica), la logica in quanto calcolo determinato da un sistema di simboli e di regole per combinarli in enunciati    • 2 •   il sistema di logica di un autore, di una scuola: la logica di aristotele, degli stoici, medievale, di leibniz, contemporanea    • 3 •   rigore ed esattezza di ragionamento, coerenza nel discorso: logica stringente, serrata, sottile; argomentazioni prive di logica  | a fil di logica, a rigor di logica, secondo la logica, da un punto di vista strettamente logico | la logica dei fatti, il modo in cui si sono svolti, la loro consequenzialità    • 4 •   modo di ragionare: la mia logica è diversa dalla sua; secondo la tua logica, seguendo il tuo ragionamento.
logicale   agg.  (ant.) logico | (spreg.) sofistico.
logicismo   s.m.    • 1 •   (filos.) la dottrina secondo cui la matematica è un ramo della logica    • 2 •   tendenza a ridurre tutte le attività dello spirito a operazioni logiche.
logicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace, sostenitore del logicismo | anche come agg.  : studioso, scuola logicista. 
logicistico   agg.  [pl. m. -ci] del logicismo, dei logicisti: dottrine logicistiche. 
logicità   s.f.  l'essere logico; rigore, coerenza logica: logicità di una dimostrazione. 
logico   ant. loico [lòi-co], agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) che concerne la logica: principi logici    • 2 •   conforme alla logica; razionale, coerente, consequenziale: discorso, ragionamento, nesso logico; seguire l'ordine logico; deduzione, conclusione logica  | è logico, è naturale, è ovvio: è logico che si prendano delle precauzioni    • 3 •   detto di persona, che ragiona con logica, con coerenza: siamo logici!, ragioniamo, non perdiamo la calma o l'obiettività  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi sa di logica; studioso di logica | chi conosce l'arte del disputare; abile dialettico: tu non pensavi ch'io loico fossi!  (dante inf.  xxvii, 123)    • 2 •   chi ragiona o si comporta con estrema logica § logicamente avv.    • 1 •   con logica, in modo logico    • 2 •   (estens.) naturalmente, evidentemente; di conseguenza.
logista   s.m.  [pl. -sti] nell'antica atene, il magistrato revisore dei conti dell'amministrazione cittadina.
logistica   s.f.    • 1 •   parte dell'arte militare che studia e organizza rifornimenti, trasporti, movimenti degli eserciti | (estens.) la distribuzione o disposizione di persone e cose più funzionale al raggiungimento di un determinato fine    • 2 •   (antiq.) logica matematica o simbolica.
logistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo alla logistica militare: mezzi, servizi logistici  | (estens.) che riguarda la disposizione, la distribuzione funzionale di persone o cose: problemi logistici    • 2 •   (filos.) che concerne la logistica: principi logistici  § logisticamente avv.  dal punto di vista logistico: un'organizzazione logisticamente difficile. 
loglio   s.m.  genere di piante erbacee con foglie lineari e infiorescenze verdi a spiga (fam.  graminacee); comprende specie da foraggio e altre infestanti (come la zizzania) o addirittura tossiche | separare il grano dal loglio, (fig.) separare il buono dal cattivo.
lognormale   s.f.  (stat.) variabile casuale legata alla normale da una relazione logaritmica.
logo-  logo- -logo primo e secondo elemento di parole composte derivate dal greco o di formazione moderna, dal gr. lógos  'discorso', deriv. di léghein  'dire'; forma, come secondo elemento, nomi di persone che trattano una data disciplina (archeologo, glottologo); come primo o secondo elemento, aggettivi o sostantivi nei quali vale 'parola, discorso, linguaggio' (logopatia, analogo, catalogo) [ ⇨ -logia].
logo   (1)  ⇨ logos.
logo   (2) s.m.  [pl. -ghi] abbr. di logotipo, nel sign. 2.
logografia   s.f.  nella grecia antica, l'attività dei logografi.
logografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla logografia o ai logografi.
logografo   s.m.  nell'antica grecia, scrittore di racconti mitico-storici in prosa; più tardi chi, dietro compenso, componeva orazioni giudiziarie per conto altrui.
logogrifo   s.m.  gioco enigmistico che consiste nell'ottenere da una parola altre parole formate con alcune sue lettere (p. e.  da reattore : teatro, ettore, retate, torta, atto ecc.).
logomachia   s.f.  (lett.) battaglia di parole; discussione originata dal senso diverso che si dà alle parole.
logopatia   s.f.  (med.) difetto del linguaggio che dipende da disturbi dell'attività psichica.
logopatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a logopatia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi soffre di logopatia: un (soggetto) logopatico. 
logopedia   s.f.  (med.) lo studio della fisiologia e della patologia degli organi del linguaggio, e la cura dei disturbi del linguaggio.
logopedista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi professionalmente rieduca persone che soffrono di disturbi del linguaggio.
logoplegia   s.f.  (med.) paralisi degli organi della parola.
logorabile   agg.  che si può logorare (anche fig.).
logorabilità   s.f.  l'essere logorabile.
logoramento   s.m.  il logorare, il logorarsi, l'essere logorato (anche fig.): processo di logoramento; logoramento della salute. 
logorante   part. pres.  di logorare   agg.  che logora; faticoso, pesante, deprimente: un lavoro, un'attesa logorante. 
logorare   v. tr.  [io lógoro ecc.] consumare a poco a poco, ridurre in cattivo stato; rendere inservibile, inefficace (anche fig.): logorare una giacca nei gomiti; logorarsi i nervi, la salute; logorarsi la vista sui libri; concetti che sono stati logorati dal loro abuso  | logorarsi v. rifl.  o intr. pron.  consumarsi, deteriorarsi (anche fig.): logorarsi con gli studi, nel dolore; l'abito si è logorato con l'uso; gli slogan si logorano prestissimo. 
logorato   part. pass.  di logorare   agg.  consunto, sciupato | (fig.) superato, abusato.
logoratore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi logora (spec. fig.).
logorio   s.m.  logoramento continuo e intenso (anche fig.): il logorio delle gomme di un'auto; logorio di nervi. 
logoro   (1) agg.  logorato, consumato, ridotto in cattivo stato (anche fig.): una camicia logora; scarpe logore; salute logora; essere logoro dalle fatiche  | (fig.) reso inefficace dal largo uso; sorpassato, superato: idee, parole logore. 
logoro   (2) s.m.  (non com.)    • 1 •   logoramento, logorio    • 2 •   sciupio, spreco.
logoro   (3) s.m.  ala di uccello o ciuffo di penne che serviva al falconiere per richiamare il falcone.
logorrea   s.f.    • 1 •   (med.) flusso precipitoso di parole, proprio di certe malattie mentali    • 2 •   (estens.) loquacità eccessiva, verbosità irrefrenabile.
logorroico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) di logorrea; affetto da logorrea    • 2 •   (estens.) eccessivamente loquace, verboso § logorroicamente avv.  verbosamente.
logos   antiq. logo, s.m. invar.    • 1 •   (filos.) la manifestazione del pensiero razionale dell'uomo attraverso il discorso | il principio metafisico costituente l'ordine razionale del mondo    • 2 •   (teol.) la seconda persona della trinità, il verbo.
logoterapeuta   s.m.  e f.  logoterapista, logopedista.
logoterapia   s.f.  (psicol.) denominazione generica di ogni terapia fondata essenzialmente sulla comunicazione verbale.
logoterapista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] logopedista.
logoteta   s.m.  [pl. -ti] (st.) nei territori bizantini, supremo rappresentante dell'autorità imperiale.
logotipo   s.m.    • 1 •   (tip.) gruppo di due o più lettere unite in un unico carattere    • 2 •   breve testo (nome, titolo, frase) in una data forma grafica, che identifica un prodotto, un'azienda, un ente (p. e.  il titolo di un giornale come appare sulla testata).
logudorese   agg.  del logudoro, regione della sardegna  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato o abita nel logudoro    • 2 •   il dialetto sardo parlato nel logudoro.
loia   s.f.  (tosc.) unto, sudiciume di una persona sporca.
loica    ⇨ logica.
loico    ⇨ logico.
loietto   s.m.  (region.) loglio da foraggio.
loiolesco   agg.  [pl. m. -schi] (lett. spreg.) da gesuita; falso, ipocrita § loiolescamente avv. 
lolismo   s.m.  (med.) avvelenamento da loglio, che produce disturbi intestinali e nervosi.
lolita   s.f.  adolescente precoce che suscita desideri sessuali, spec. in uomini maturi; ninfetta.
lolla   s.f.  scarto della trebbiatura o di altre lavorazioni dei cereali, costituito dagli involucri che avvolgono i chicchi; pula | essere di lolla, (ant.) essere privo di energie (fisiche o morali).
lombaggine   s.f.  (med.) crisi dolorosa che colpisce i muscoli della regione lombare.
lombalgia   s.f.  (med.) dolore nella regione lombare.
lombardata   s.f.  fila di muratori che, disposti in catena, si passano mattoni o altri materiali.
lombardesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) conforme a modi lombardi; di stile lombardo.
lombardismo   s.m.  (ling.) voce, locuzione, pronuncia tipica dei dialetti lombardi.
lombardo   agg.  della lombardia: la pianura lombarda; l'architettura romanica lombarda   s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della lombardia    • 2 •   dialetto della lombardia.
lombare   agg.  (anat.) dei lombi; situato nella zona dei lombi: regione lombare; vertebre lombari  | puntura lombare, (med.) quella praticata nella colonna vertebrale, all'altezza della regione lombare, a scopo diagnostico, terapeutico o anestetico.
lombata   s.f.  in macelleria, taglio di carne compreso fra l'anca e le prime costole dell'animale | in gastronomia, piatto costituito da una fetta di tale carne, cucinata in vario modo. dim. lombatina. 
lombo   s.m.    • 1 •   (anat.) regione del dorso compresa fra l'ultima costola e il bacino    • 2 •   pl.  (estens.) i fianchi, la schiena: aver buoni lombi, essere forte, vigoroso | (lett.) le parti del corpo destinate alla riproduzione sessuale; per estens., stirpe, discendenza: a te scenda per lungo / di magnanimi lombi ordine il sangue  (parini)    • 3 •   nel corpo degli animali, massa muscolare interna del dorso (è soprattutto termine di macelleria): bistecca di lombo. 
lombosacrale   agg.  (anat.) attinente alle regioni lombare e sacrale.
lombricaio   s.m.    • 1 •   terreno umido pieno di lombrichi    • 2 •   (estens.) luogo sporco e umido | (fig.) luogo abitato da gente sudicia o disonesta.
lombricale   agg.  (anat.) si dice di ognuno dei muscoli fusiformi che presiedono al movimento delle dita delle mani e dei piedi.
lombricicoltore   s.m.  [f. -trice] chi si dedica alla lombricoltura.
lombricicoltura   s.f.  allevamento dei lombrichi.
lombrico   s.m.  [pl. -chi] nome comune di varie specie di vermi dal corpo cilindrico diviso in anelli, utile all'agricoltura perché rimuove il terriccio; è detto anche verme di terra  (tipo  anellidi). dim. lombrichetto, lombrichino, lombricuzzo  accr. lombricone. 
lombrosiano   agg.  che si riferisce allo psichiatra c. lombroso (1835-1909) o alla teoria da lui elaborata, secondo cui i tratti di una personalità criminale sono in relazione con tare e anomalie somatiche.
lomento   s.m.  (bot.) tipo di frutto secco che a maturità si rompe in più acheni.
londinese   agg.  di londra: i parchi londinesi   s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a londra.
longa manus   loc. sost. f. invar.  persona o ente che opera, più o meno nascostamente, per conto di altri.
longanime   agg.  che ha animo generoso, assai paziente e tollerante; che comprende e perdona facilmente § longanimemente avv. 
longanimità   s.f.  l'essere longanime.
longarina    ⇨ longherina.
longarone    ⇨ longherone.
long drink   loc. sost. m. invar.  bibita alcolica diluita con acqua, succhi di frutta o altro, servita ghiacciata in grandi bicchieri.
longevità   s.f.  l'essere longevo.
longevo   agg.  che vive più a lungo della media della propria specie: un uomo longevo; animali longevi; piante longeve. 
longherina   o longarina, meno com. lungherina o lungarina, s.f.    • 1 •   (edil.) profilato d'acciaio con sezione a doppia t, usato come architrave    • 2 •   trave di legno o d'acciaio su cui appoggia longitudinalmente la rotaia dei binari senza traversine.
longherone   o longarone, meno com. lungherone, s.m.  trave principale posta in senso longitudinale in una struttura portante, p. e. nel telaio degli autoveicoli o nell'intelaiatura della fusoliera e in quella dell'ala degli aeromobili.
longi-  longi- primo elemento di parole composte formate modernamente, dal lat. longi-, deriv. di lo°ngus  'lungo' (longilineo).
longilineo   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di tipo fisico in cui la lunghezza degli arti supera quella del tronco; più genericamente, di persona snella.
longinquo   agg.  (ant. , lett.) lontano, remoto, molto distante.
longitipo   s.m.  (med.) tipo costituzionale longilineo.
longitudinale   agg.    • 1 •   che si riferisce alla longitudine    • 2 •   che si sviluppa nel senso della lunghezza (si contrappone a trasversale): taglio, direzione longitudinale  § longitudinalmente avv.  nel senso della lunghezza: sezionare longitudinalmente. 
longitudine   s.f.    • 1 •   (geog.) distanza di un luogo dal meridiano fondamentale di greenwich, misurata in gradi lungo l'arco del parallelo passante per quel luogo    • 2 •   (ant.) lunghezza, estensione in lunghezza.
longo    ⇨ lungo.
longobardico   agg.  [pl. m. -ci] dei longobardi: leggi longobardiche. 
longobardo   ant. langobardo, agg.    • 1 •   che è proprio o si riferisce a un'antica popolazione germanica che, nei secc. vi-viii, stabilì la sua dominazione su gran parte dell'italia settentrionale e centrale: il regno longobardo; la storia longobarda    • 2 •   (ant. , lett.) lombardo  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi apparteneva al popolo longobardo    • 2 •   lingua del gruppo germanico occidentale parlata dai longobardi.
long playing   loc. agg.  e sost. m. invar.  si dice del disco microsolco di 30 cm di diametro che gira alla velocità di 33,13 giri al minuto (detto com. 33 giri) e che consente un'audizione di lunga durata; è com. indicato con la sigla lp.
long seller   loc. sost. m. invar.  libro o disco che resta per lungo tempo tra quelli più venduti.
longuette   agg.  e s.f. invar.  si dice di gonna o abito femminile lunghi fino al polpaccio.
lontananza   s.f.    • 1 •   l'essere lontano; lunga distanza: non vedere qualcosa a causa della lontananza | in lontananza, da lontano, in un punto lontano: scorgere in lontananza    • 2 •   condizione di chi è lontano dai propri luoghi, dalla propria casa, da una persona amata e sim.: rassegnarsi alla lontananza; soffrire per la lontananza. 
lontanare   v. tr.  (ant.) allontanare: quanto potea con mano, come che poca forza n'avesse, la lontanava  (boccaccio dec.  ii, 4) | v. intr.  [aus. essere] (poet.) allontanarsi: un canto che s'udia per li sentieri / lontanando morire a poco a poco  (leopardi la sera del dì di festa  44-45).
lontano   agg.    • 1 •   che si trova a grande distanza, che è separato da un lungo spazio: città, regioni lontane; pensare ai figli lontani; la nave è lontana dal porto; la mia casa è lontana da qui  | che si trova a una distanza determinata: l'albergo è lontano un centinaio di metri    • 2 •   remoto, distante nel tempo (passato o futuro): epoche lontane; tempi lontani; in un lontano avvenire; in un domani più o meno lontano; l'estate non è lontana, è prossima    • 3 •   distante in senso ideale: essere lontano dal vero; tenersi lontano da qualcosa; essere lontano dall'immaginare la verità; essere ben lontano dal fare, dire, pensare qualcosa  fare, dire, pensare cose molto diverse; lontano parente, non stretto | vago, incerto, indeterminato: una lontana somiglianza; non avere la più lontana idea  | diverso, divergente: avere opinioni lontane; un modo di pensare ben lontano dal suo  | alla lontana, alla larga, a distanza; in modo vago: stare alla lontana da qualcuno; lo conosco solo alla lontana; me ne ha parlato, ma alla lontana; parente alla lontana, non stretto; pigliarla alla lontana, incominciare un discorso senza affrontare subito l'argomento principale    • 4 •   (ant.) molto esteso nello spazio o nel tempo; lungo: quant'è che tu venisti / al piè del monte per le lontane acque?  (dante purg.  viii, 56-57)  avv.  in un luogo distante: stare, trovarsi lontano; andare lontano lontano, molto lontano | lontano un miglio, (fig.) a grande distanza | mirare lontano, (fig.) avere grandi ambizioni | vedere lontano, (fig.) saper prevedere l'evolversi delle cose | andare lontano, (fig.) avere successo, far carriera | nelle loc. avv. da lontano, di lontano : chiamare, salutare da lontano; vedere, mostrare di lontano  | nella loc. prepositiva lontano da : lontano da qui, da lì; vivere lontano da casa; abitiamo lontano da voi  | prov.  : lontano dagli occhi, lontano dal cuore, l'affetto si affievolisce con la lontananza  s.m.  (ant.) ciò che in un quadro si vede in lontananza; sfondo § lontanamente avv.  in modo vago, un po': somiglia lontanamente al fratello; non lo conosco neppure lontanamente; non ci penso neanche lontanamente. 
lontra   s.f.    • 1 •   mammifero carnivoro poco più grande di un gatto, abilissimo nuotatore e cacciatore di pesci; ha corpo allungato, testa larga, zampe corte e palmate, coda piatta, pelliccia scura folta e morbida (fam.  mustelidi)    • 2 •   pelliccia di lontra.
lontrato   agg.  si dice di pelliccia di castoro lavorata come quella di lontra.
lonza   (1) s.f.  (ant. , lett.) nome di un felino di incerta identificazione, forse lince o leopardo: una lonza leggera e presta molto, / che di pel maculato era coverta  (dante inf.  i, 32-33).
lonza   (2) s.f.    • 1 •   (sett.) lombata di maiale macellato; salume fatto con questa parte | in altre regioni, nome di parti diverse di carne macellata    • 2 •   specie di uva bianca dal grappolo allungato.
lonzo   agg.  (rar.) floscio, snervato, senza energia.
look   s.m. invar.  immagine che una persona offre esteriormente di sé, soprattutto con riferimento all'abbigliamento, al trucco, alla pettinatura ecc.
loop   s.m. invar.    • 1 •   (inform.) insieme di istruzioni che, all'interno di un programma, viene ripetuto ciclicamente fino al conseguimento di un determinato risultato    • 2 •   (aer.) lo stesso che looping. 
looping   s.m. invar.  (aer.) manovra acrobatica di un aereo che descrive un cerchio nell'aria su un piano verticale; gran volta.
lopolite   s.m.  (geol.) caratteristica giacitura di alcune rocce ignee intrusive, con sezioni basali (circolari o ellittiche) concordanti rispetto allo strato di appoggio.
loppa   s.f.    • 1 •   lolla    • 2 •   (fig. non com.) roba da buttare, di scarso o nessun valore    • 3 •   (metall.) scoria della produzione della ghisa d'alto forno.
loppio   o loppo, s.m.  nome pop. di alcune varietà di acero.
loppone   s.m.  nome pop. dell'acero di monte. 
lopposo   agg.  (non com.) che ha molta loppa, molto scarto: orzo lopposo. 
loquace   agg.    • 1 •   che parla molto e facilmente; ciarliero: un uomo, una donna loquace  | (lett.) riferito ad animale, che emette con insistenza il suo verso: stuol d'anitre loquaci in secca riva / con rauco mormorar lieto l'attende  (tasso g. l.  xiii, 76)    • 2 •   (fig. lett.) espressivo, eloquente: un silenzio, un'occhiata loquace  § loquacemente avv. 
loquacità   s.f.  l'essere loquace.
loquela   s.f.  (lett.)    • 1 •   facoltà, capacità di parlare    • 2 •   modo di parlare; lingua; idioma: la tua loquela ti fa manifesto / di quella nobil patria natio  (dante inf.  x, 25-26).
lorantacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene il vischio | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia dal lat. scient. loranthaceae,  dal nome di genere loranthus,  comp. del gr. lôros  'cinghia, briglia' e ánthos  'fiore'.
lorché   o lor che, cong.  (ant.) allorch.é.
lord   s.m.    • 1 •   titolo attribuito in gran bretagna ai pari del regno e ad alcuni alti funzionari | camera dei lord, camera alta non elettiva del parlamento britannico    • 2 •   (estens.) persona raffinata o che può permettersi una vita di lusso e di agi; milord.
lordare   v. tr.  [io lórdo ecc.] rendere lordo, sporcare, insudiciare (anche fig.) | lordarsi v. rifl.  insudiciarsi, sporcarsi (anche fig.).
lordatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi lorda, chi sporca (anche fig.).
lordezza   s.f.  (rar.) l'essere lordo; sporcizia, lordura.
lordo   agg.    • 1 •   (lett.) sporco, sudicio, imbrattato (anche fig.): scarpe lorde di fango; una vita lorda di delitti    • 2 •   si dice di peso comprensivo della tara; di prodotto comprensivo degli ammortamenti; di importo dal quale non siano state defalcate ritenute, spese e sim.: peso lordo; stipendio, reddito, incasso lordo   s.m.  peso o importo lordo: dedurre il netto dal lordo  | al lordo, compresa la tara o comprese le spese, le ritenute: calcolare al lordo  § lordamente avv.  in modo sporco, sudicio.
lordosi   s.f.  (med.) accentuazione della normale curvatura lombosacrale della colonna vertebrale.
lordotico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) affetto da lordosi.
lordume   s.m.  quantità di cose lorde; immondizia, sudiciume (anche fig.).
lordura   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere lordo, sudicio (anche fig.): la lordura di una casa    • 2 •   porcheria, sporcizia, immondizia (anche fig.): i vicoli erano cosparsi di ogni genere di lordura; lordura morale  | insieme di persone immonde: ruffian, baratti, e simile lordura  (dante inf.  xi, 60).
lorenese   agg.    • 1 •   della lorena    • 2 •   (st.) del ducato, della casa ducale di lorena  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita in lorena    • 2 •   dialetto francese parlato in lorena.
lorenzio   s.m.  (chim.) laurenzio.
loretano    ⇨ lauretano.
lorgnette   s.f. invar.  occhialetto per signora | sorta di binocolo da teatro con impugnatura.
lori   s.m.  piccola proscimmia asiatica notturna, priva di coda, con enormi occhi rotondi cerchiati di nero e pelame morbido grigio fulvo (ord.  primati).
lorica   s.f.    • 1 •   corazza di cuoio, poi metallica, in uso presso gli antichi greci e romani    • 2 •   (estens. lett.) corazza in genere: io per me qui depongo elmo e lorica, / qui mi scingo la spada  (tasso g. l.  iv, 81)    • 3 •   (zool.) corazza ossea, chitinosa o di altra natura, che protegge il corpo di vari animali.
loricati   s.m. pl.  (zool.) termine non sistematico con cui si sono indicati diversi gruppi di animali provvisti di corazza (taluni dinosauri, i coccodrilli, i placofori ecc.) | sing.  [-o] ogni animale appartenente a uno di tali gruppi.
loricato   agg.    • 1 •   (lett.) armato di lorica: i loricati achei    • 2 •   (zool.) si dice di animale che ha il corpo protetto da una lorica.
loro   (1) agg. poss.  e f. di terza pers. pl.    • 1 •   che appartiene a essi, a esse; indica proprietà, possesso: la loro automobile; i loro averi; domani andremo a casa loro    • 2 •   che è proprio delle persone di cui si parla, particolare, abituale di esse; o che da esse proviene, di esse è manifestazione: le loro mani; i loro cuori; abbiamo ascoltato le loro parole; il loro atteggiamento non mi piace  | in locuzioni di cerimonia, con iniziale maiuscola: le loro altezze; le loro maestà    • 3 •   indica relazione di parentela, amicizia, lavoro e sim. con le persone di cui si parla (richiede sempre l'articolo): la loro madre; la loro mamma; i loro nonni; la loro cugina sposata; il loro medico; i loro clienti    • 4 •   che è abituale, caratteristico di essi, di esse: se non dormono le loro otto ore si sentono stanchi  | si omette quando è già chiara l'indicazione delle persone di riferimento: ci porteranno con la (loro) macchina  pron. poss. m.  e f. di terza pers. pl.    • 1 •   ha gli stessi usi e sign. dell'agg. ed è sempre preceduto dall'art. determinativo: i nostri amici sono partiti, i loro sono ancora in città  | in locuzioni ellittiche: noi siamo dalla loro  (parte); abbiamo ricevuto la loro  (lettera); ne hanno combinato una delle loro  (sciocchezze, cattive azioni e sim.); passano le feste con i loro  (genitori, parenti, amici e sim.)    • 2 •   con valore neutro, ciò di cui essi o esse hanno la proprietà, il possesso; i loro averi, i loro beni: stanno spendendo del loro  | preceduto dalla prep. di, con valore più generico: di loro non c'è molto in questo lavoro. 
loro   (2) pron. pers. m.  e f. di terza pers. pl.  [forma complementare di essi, esse]    • 1 •   si riferisce a persone e talora, nell'uso lett. e fam., anche ad animali o cose; prescritto nel compl. oggetto (quando gli si vuol dare particolare rilievo, in luogo della forma atona li), nel compl. di termine (senza prep. quando il pronome segue il verbo; preceduto dalla prep. a  quando il pronome precede il verbo, o quando si vuol dare all'espressione particolare forza) e negli altri compl. indiretti, nella lingua parlata e poi anche in quella scritta il suo uso si è esteso alla funzione di soggetto fino a sostituire in gran parte essi, esse : ho visto proprio loro; di'loro di venire domani; a loro scriverò poi; devi consegnarlo a loro immediatamente; ho trascorso un mese con loro; vai da loro; loro questa sera non verranno; il di loro padre, il loro padre | l'uso di loro  come soggetto (al posto di essi, esse) è comunque obbligatorio quando si vuol dare particolare rilievo al pronome: lo dicono loro; sono loro che mi hanno chiamato; nelle esclamazioni: beati loro!; quando vi sia opposizione tra due soggetti: loro sono stati fortunati, io no; quando sia preceduto da tanto, quanto, come, più, anche, neppure, nemmeno, pure ecc.  : ne sai quanto loro; non fare come loro; anche loro partiranno con noi; come predicato dopo i verbi essere, parere, sembrare, diventare ecc.  : noi non siamo loro; se io fossi loro; non sembrano più loro; quando è soggetto di una proposizione con il verbo all'infinito, al participio o al gerundio: loro perdonare? è impensabile; partiti loro; uscendo loro; quando sia taciuto il verbo: contenti loro, contenti tutti; dinanzi ai numeri ordinali: loro due, loro tre    • 2 •   ricorre, come soggetto o come compl., negli usi formali, e in tal caso viene spesso scritto con l'iniziale maiuscola; come sogg. può essere sottinteso: più volte ebbi occasione di spiegare loro questo; è per loro che mi preoccupo; come (loro) desiderano; (loro) si accomodino, prego!. 
losanga   s.f.    • 1 •   rombo: mattonelle a losanga    • 2 •   (arald.) pezza di forma romboidale.
losangato   agg.  (arald.) si dice dello scudo coperto interamente di losanghe di due smalti alternati.
losca   s.f.  (mar.) foro per il passaggio della testa del timone.
loschezza   s.f.  (non com.) l'essere losco.
losco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (non com.) si dice di persona che, per difetto della vista, stringe gli occhi per vedere; guercio, strabico    • 2 •   (estens.) si dice di modo di guardare bieco, torvo: sguardo losco    • 3 •   (fig.) poco chiaro, disonesto; illecito: un tipo losco; loschi traffici   s.m.  ciò che è losco, disonesto: c'è del losco in lui, in quell'affare   avv.  di sbieco, di traverso (anche fig.): guardare losco  § loscamente avv. 
lossodromia   s.f.  (geog.) linea che unisce due punti della terra tagliando con angolo costante tutti i meridiani incontrati.
lossodromico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) di lossodromia: (linea) lossodromica, lossodromia.
lotaringio   agg.  [pl. f. -ge] della lotaringia, antico nome della lorena  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della lotaringia.
loto   (1) s.m.  (ant. , lett.) fango; palude fangosa: più non ci avrai che sol passando il loto  (dante inf.  viii, 21).
loto   (2) s.m.    • 1 •   nome generico di varie piante erbacee acquatiche, con grandi foglie galleggianti e fiori bianchi o rosati, spontanee negli stagni e coltivate nelle vasche a scopo ornamentale: loto indiano, nelumbo; loto bianco d'egitto, ninfea bianca    • 2 •   (bot.) genere di piante erbacee o arbustive dicotiledoni, comprendente circa 80 specie, con fiori gialli, rossicci o bianchi; la specie più nota, coltivata come foraggio, è detta ginestrino (fam.  leguminose)    • 3 •   nei racconti mitici greci, pianta i cui frutti davano l'oblio a chi se ne cibava | mangiare il loto, dimenticare.
lotofago   agg.  [pl. m. -gi] (lett.) che mangia il loto  s.m. pl.  mitico popolo di mangiatori di loto, ricordato nell'«odissea».
lotolento    ⇨ lutulento.
lotoso   agg.  (lett.) fangoso: beverati con l'acqua / lotosa dell'otre sozzo  (d'annunzio).
lotta   ant. lutta, s.f.    • 1 •   scontro fisico tra due o più persone, o anche tra animali o tra persone e animali, nel quale l'uno cerca di sopraffare o catturare l'altro, o di sfuggirgli o difendersene: lotta dura, impari, mortale; lotta furibonda, disperata; la lotta tra la mangusta e il serpente  | scontro armato; battaglia, guerra: i soldati sostennero una lotta sanguinosa; lotta a oltranza, senza quartiere    • 2 •   (sport) pratica agonistica dell'atletica pesante in cui due contendenti non armati combattono corpo a corpo cercando di sopraffarsi e atterrarsi: lotta greco-romana, libera, giapponese    • 3 •   contrasto, conflitto tra due parti che si affrontano, con mezzi anche non violenti, per prevalere o per raggiungere i propri fini: lotte politiche, sindacali, sociali; lotta di classe  | insieme di iniziative per debellare eventi negativi, mali sociali e sim.: lotta contro il cancro, l'analfabetismo, la droga; lotta alla delinquenza, contro il terrorismo  | lotta per l'esistenza, secondo la teoria evoluzionistica di ch. darwin (1809-1882), quella che ogni individuo di una specie impegna contro altri della stessa e di specie diverse per garantirsi la conservazione dello spazio vitale e dei mezzi necessari alla sopravvivenza; è alla base della selezione naturale | lotta biologica, chimica, integrata, complesso di metodi intesi a ridurre i danni causati all'uomo, al bestiame o alle culture da organismi nocivi, usando altri organismi antagonisti nel primo caso, trattamenti chimici nel secondo, integrando i due procedimenti nel terzo    • 4 •   (fig.) disaccordo, dissidio: essere in lotta col padre  | contrasto spirituale: lotta di passioni, di sentimenti. 
lottare   ant. luttare, v. intr.  [io lòtto ecc.] sostenere uno scontro fisico, o una lotta, un conflitto politico, sociale, morale, psicologico; battersi, combattere, rivaleggiare: lottare corpo a corpo; lottare contro un esercito potente; lottare per la libertà; lottare contro le avversità, la miseria  | lottare con la morte, essere in condizioni di salute gravissime | lottare con sé stesso, per dominare i propri impulsi o sentimenti | lottare con il sonno, cercare di rimanere sveglio.
lottatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi ha spirito combattivo, chi lotta con accanimento e tenacia    • 2 •   (sport) chi pratica un tipo di lotta.
lotteria   s.f.  gioco nel quale vengono estratti a sorte dei premi tra coloro che hanno acquistato dei biglietti: vincere alla lotteria; lotteria di beneficenza, in cui l'incasso è devoluto in beneficienza | lotterie nazionali, quelle organizzate dallo stato, in cui vengono sorteggiati premi in denaro di notevole entità.
lottista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.)    • 1 •   ricevitore del gioco del lotto    • 2 •   chi organizza lotterie non autorizzate, giochi d'azzardo e sim.
lottistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il gioco del lotto.
lottizzabile   agg.  che si può lottizzare.
lottizzare   v. tr.    • 1 •   suddividere in lotti: lottizzare un terreno; lottizzare una partita di merce    • 2 •   spartire, distribuire con lottizzazione politica.
lottizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi lottizza.
lottizzazione   s.f.    • 1 •   suddivisione in lotti: lottizzazione di un'area fabbricabile    • 2 •   (estens.) la pratica politica della distribuzione tra i partiti delle cariche in enti pubblici o soggetti a controllo pubblico, secondo criteri politici e non professionali; più in generale, accordo per la spartizione del potere: la lottizzazione della stampa. 
lotto   s.m.    • 1 •   gioco pubblico d'azzardo gestito dallo stato consistente nell'estrarre, per ciascuna delle dieci sedi di estrazione, cinque numeri dall'uno al novanta e attribuire un premio a chi abbia pronosticato uno o più di quei numeri: ricevitoria, banco del lotto; giocare due numeri al lotto | dare i numeri (del lotto), suggerirli; (fig.) parlare a vanvera | vincere un terno (al lotto), pronosticare una combinazione vincente di tre numeri estratti sulla stessa ruota; (fig.) avere inaspettatamente un colpo di fortuna    • 2 •   ognuna delle parti in cui viene diviso un tutto; in partic., ognuno degli appezzamenti di terreno in cui viene suddivisa, per uso edilizio, un'area fabbricabile: frazionare un terreno in lotti  | partita di merce: acquistare un lotto di calzature, di tessuti  | lotto economico, in economia aziendale, quantità delle scorte che rende minimi i costi della loro gestione    • 3 •   gruppo di concorrenti, di partecipanti a una gara; nell'ippica, l'insieme dei cavalli che prendono parte a una corsa: il lotto dei partenti. 
loud   negli apparecchi riproduttori del suono, nome del pulsante o della manopola che regola l'intensità sonora.
love story   loc. sost. f. invar.  storia d'amore, relazione amorosa (per lo più iron.).
lozione   s.f.  medicamento liquido per uso esterno; in partic., prodotto farmaceutico per l'igiene della cute o del cuoio capelluto: lozione dopobarba, antiforfora. 
lp   s.m. invar.  sigla di long playing. 
lsd   s.m. invar.  derivato dell'acido lisergico, dotato di proprietà allucinogene e usato come droga; nell'uso gerg. è detto acido. 
luasso   s.m.  nome ligure del pesce denominato branzino  o spigola. 
lubricante   agg.  e s.m.  (ant.) lassativo.
lubricare   v. tr.  [io lubrìco, tu lubrìchi ecc.] (ant.) rendere lubrico, scivoloso | lubricare l'intestino, (med.) favorirne l'evacuazione.
lubricità   s.f.  (non com.) l'essere lubrico (spec. fig.).
lubrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (lett.) sdrucciolevole, scivoloso: per lubrico passo / lungo il cammino stramazzar sovente  (parini) | viscido, sgusciante: le anguille lubriche    • 2 •   (fig.) che offende il pudore; indecente, osceno: parole, allusioni lubriche; gesto lubrico  | di persona, che fa o dice cose oscene § lubricamente avv. 
lubrificante   part. pres.  di lubrificare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza liquida, pastosa o solida usata per proteggere parti meccaniche soggette a usura e in particolare per evitare o ridurre il contatto diretto di superfici in moto relativo: olio, grasso lubrificante; un lubrificante per motori. 
lubrificare   v. tr.  [io lubrìfico, tu lubrìfichi ecc.] rendere più scorrevoli organi meccanici mediante lubrificante.
lubrificativo   agg.  (non com.) che serve a lubrificare; lubrificante.
lubrificatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] operaio addetto alla lubrificazione di macchine; ingrassatore    • 2 •   apparecchio per lubrificare | anche come agg.  : apparecchio lubrificatore. 
lubrificazione   s.f.  il lubrificare, l'essere lubrificato: la lubrificazione di un ingranaggio. 
lucanidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di coleotteri, di grandi dimensioni e diffusi in tutto il mondo, i cui maschi sono provvisti di una mandibola sviluppatissima; la specie più nota è il cervo volante | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
lucano   agg.  relativo all'antica lucania o all'odierna basilicata  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante dell'antica lucania o dell'odierna basilicata    • 2 •   l'insieme dei dialetti parlati in basilicata.
lucarino    ⇨ lucherino.
lucchese   agg.  di lucca  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a lucca.
lucchesina   s.f.  (region.) coperta da letto bianca di tessuto pesante.
lucchesino   agg.  (ant.) di color rosso vivo  s.m.  (ant.) panno di lana di color rosso vivo, assai pregiato; per estens., veste fatta con questo panno.
lucchetto   s.m.  serratura metallica mobile in cui l'elemento di chiusura è una barretta d'acciaio, diritta o piegata a u, articolata al corpo centrale che reca il dispositivo di blocco: il lucchetto del baule, del catenaccio; aprire, chiudere il lucchetto  | mettere il lucchetto alla bocca di qualcuno, (fig.) imporgli di tacere. dim. lucchettino  accr. lucchettone. 
luccicamento   s.m.  (rar.) il luccicare; luccichio.
luccicante   part. pres.  di luccicare   agg.  che luccica; scintillante, sfavillante: tessuto luccicante. 
luccicare   v. intr.  [io lùccico, tu lùccichi ecc. ; aus. essere  o avere] riflettere la luce con piccoli, frequenti bagliori; brillare, scintillare: la lama luccicava al sole | gli luccicano gli occhi, è molto emozionato, sta per piangere.
luccichio   s.m.  un luccicare frequente, ripetuto: il luccichio delle onde. 
luccicone   s.m.  grossa lacrima: aveva i lucciconi agli occhi. 
luccicore   s.m.  (non com.) luccichio.
luccio   s.m.  grosso pesce teleosteo d'acqua dolce, con corpo allungato, muso a spatola, bocca ampia con denti acuti; ha carni pregiate (ord.  salmoniformi).
lucciola   s.f.    • 1 •   piccolo insetto coleottero, con corsaletto e zampe gialle, caratterizzato dalla luminosità, intermittente nelle specie alate, degli ultimi segmenti dell'addome (fam.  lampiridi) | dare a intendere, prendere lucciole per lanterne, (fig.) una cosa per un'altra. dim. luccioletta, lucciolina    • 2 •   (estens.) persona che nelle sale di spettacolo, quando le luci sono state spente, indica a chi entra i posti liberi facendo luce con una lampadina tascabile    • 3 •   (eufem.) prostituta di strada, passeggiatrice    • 4 •   erba lucciola, nome comune di erbe diverse.
lucciolaio   s.m.  (rar.) quantità di lucciole.
lucciolare   v. intr.  [io lùcciolo ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   risplendere fiocamente; luccicare: le stelle s'affiochivano, lucciolavano  (bacchelli)    • 2 •   (fig. tosc.) piangere a grosse lacrime; fare i luccioloni.
lucciolio   s.m.  (lett.)    • 1 •   scintillio di lucciole: al lucciolio dell'odorosa estate  (pascoli)    • 2 •   (estens.) luccichio di cose luminose, scintillanti come lucciole.
lucciolone   s.m.  (tosc.) luccicone, grossa lacrima: fare i luccioloni, piangere a lacrimoni.
luccioperca    ⇨ lucioperca.
lucco   s.m.  [pl. -chi] veste maschile lunga fino ai piedi e accollata, in uso a firenze nel medioevo; riservata dapprima a medici, magistrati e sim., divenne poi indumento comune.
luce   s.f.    • 1 •   fascio di radiazioni elettromagnetiche percepibili dall'occhio umano, corrispondenti a un determinato insieme di lunghezze d'onda (dal violetto al rosso): la luce del sole; luce naturale, artificiale; luce diretta, riflessa; luce accecante, viva, fioca; un filo, un fascio di luce  | (estens.) i raggi ultravioletti e quelli infrarossi: luce ultravioletta, infrarossa  | effetti, giochi di luce, contrasti di luci e ombre, naturali o prodotti artificialmente: quel quadro è tutto un gioco di luce | essere in piena luce, illuminato da forte luce diretta | mettere in buona, cattiva luce, illuminare bene, male; (fig.) mostrare i pregi o i difetti di qualcuno | mettere nella giusta luce, illuminare nel modo più adatto; (fig.) mostrare con obiettività | mettere in luce, (fig.) svelare, far notare | alla luce del sole, (fig.) apertamente, senza sotterfugi: agire alla luce del sole | alla luce dei fatti, (fig.) in base alla loro conoscenza | fare luce su qualcosa, (fig.) spiegare fatti prima oscuri | avere una strana luce negli occhi, (fig.) una strana espressione | essere la luce degli occhi di qualcuno, (fig.) essergli molto caro | dare alla luce, generare, partorire; mettere al mondo | vedere la luce, venire alla luce, nascere; (fig.) apparire, comparire per la prima volta; essere presentato in pubblico, essere pubblicato    • 2 •   la luminosità del sole: una casa piena di luce; la stanza prende luce dalla finestra; le piante hanno bisogno di luce  | (poet.) il giorno: tre luci e tre notti / durar gli afflitti amici e i dolorosi / parenti a ricercar le tiepid'ossa  (caro) | (fig. poet.) la vita: l'ultimo sospiro / mandano i petti alla fuggente luce  (foscolo sepolcri  122-123)    • 3 •   sorgente luminosa, mezzo o sistema d'illuminazione artificiale, spec. elettrica; anche, fornitura di energia elettrica: le luci delle strade, dei negozi; accendere, spegnere la luce; è andata via, è tornata la luce; la città è rimasta senza luce per un'ora; bolletta della luce, relativa al consumo dell'energia elettrica | luci di posizione, di arresto, di retromarcia, in veicoli stradali, aerei, navi, i fanali che ne segnalano la presenza o determinati movimenti; in partic., fanalini di posizione: accendere le luci  | cinema a luci rosse, quello in cui si proiettano film pornografici, così detto per il segnale posto all'esterno del locale | luci della ribalta, (fig.) il palcoscenico, il teatro    • 4 •   (fig.) simbolo di ciò che illumina la mente, lo spirito dell'uomo e lo libera dall'ignoranza, dal pregiudizio: la luce della verità, della scienza, della civiltà | la luce della fede, la fede religiosa in quanto ritenuta capace di far comprendere all'uomo verità altrimenti inaccettabili | la luce eterna, dio, la beatitudine celeste    • 5 •   pl.  (poet.) occhi: colei che, vera al portamento diva, / in me volgeva sue luci beate  (foscolo sonetti)    • 6 •   qualsiasi apertura atta a illuminare, come il vano di una porta o di una finestra; anche, la sua larghezza: negozio a tre luci, con tre aperture tra vetrine e porte; armadio a tre luci, a tre ante | (dir.) apertura praticata in un muro che consente di ricevere luce ma non di affacciarsi o di guardare fuori    • 7 •   distanza tra i punti di appoggio di una trave o di un arco: luce di un ponte    • 8 •   (tecn.) apertura di un condotto, di un tubo ecc.; bocca: luce di distribuzione, di scarico. 
lucente   part. pres.  di lucere   agg.  che manda o riflette luce; che risplende: astro lucente; cristalli lucenti  § lucentemente avv. 
lucentezza   s.f.  l'essere lucente, luminoso, lucido: la lucentezza della seta. 

lucere   v. intr.  [usato spec. nella terza pers. sing. e pl. del pres. indic.: luce, lùcono; dell'imperf.: lucéva, lucévano; del congiunt. imperf.: lucésse, lucéssero; rari gli altri tempi e persone] (lett.) mandar luce, risplendere: le stelle lucevano rare / tra mezzo la nebbia di latte  (pascoli).
lucerna   s.f.    • 1 •   lampada portatile a combustibile liquido: lucerna a olio, a petrolio.  dim. lucernetta, lucernina, lucernino  (m.)    • 2 •   (lett.) luce, splendore: vid'io in essa luce altre lucerne  (dante par.  viii, 19); la lucerna del mondo, così dante (par.  i, 38) chiama il sole | pl.  occhi: l'altro cadde giuso, / non torcendo però le lucerne empie  (dante inf.  xxv, 121-122)    • 3 •   (pop.) cappello da prete; cappello dell'uniforme di gala dei carabinieri    • 4 •   pesce lucerna, pesce di mare commestibile, con testa grossa, bocca larga dagli angoli rivolti in basso e fornita talvolta di un'appendice filiforme che, muovendosi, adesca la preda; è detto anche pesce prete  e uranoscopo  (ord.  perciformi).
lucernaio   s.m.    • 1 •   (non com.) lucernario    • 2 •   (ant.) lampionaio.
lucernare   s.m.  (relig.)    • 1 •   rito serale della chiesa cristiana primitiva nel quale si salutava l'accensione della lucerna    • 2 •   nell'attuale liturgia cattolica, il rito con cui ha inizio la veglia pasquale, la sera del sabato santo.
lucernario   s.m.  apertura nel tetto di un edificio chiusa da una vetrata per dare luce a scale, soffitte o stanze interne.
lucerniere   s.m.  asta verticale con una serie di supporti a diversa altezza, usata un tempo per appendervi la lucerna.
lucertola   ant. o region. lucerta, s.f.    • 1 •   genere di piccoli rettili terrestri con capo appiattito, corpo terminante in una lunga coda sottile, zampe corte, lingua bifida (ord.  squamati) | essere una lucertola, come le lucertole, (fig.) amare esporsi al sole. dim. lucertoletta, lucertolina  accr. lucertolone  (m.)    • 2 •   la pelle conciata della lucertola: una borsa di lucertola. 
lucertolo   s.m.  (tosc.) taglio di carne fra il girello e il soccoscio.
lucertolone   s.m.    • 1 •   accr.  di lucertola    • 2 •   (pop.) ramarro; iguana | qualsiasi rettile simile a una lucertola ma più grande.
lucherino   o lucarino, lugarino, lugaro [lù-ga-ro], s.m.  piccolo uccello passeriforme dal piumaggio giallo-verdastro striato di nero, che sverna nei boschi italiani (fam.  fringillidi).
lucia   s.f.  nome pop. della coccinella e di altri piccoli coleotteri.
lucianesco   agg.  [pl. m. -schi] dello scrittore satirico greco luciano di samosata (120-185 d. c. ca) o che si riferisce al suo stile, alla sua opera.
lucidalabbra   s.m. invar.  cosmetico che serve a rendere lucide le labbra.
lucidamento   s.m.  (non com.) il lucidare; lucidatura.
lucidante   part. pres.  di lucidare  agg.  e s.m.  si dice di sostanza usata per lucidare; lucido.
lucidare   v. tr.  [io lùcido ecc.]    • 1 •   rendere lucido, per lo più pulendo a fondo e impiegando opportune sostanze: lucidare i pavimenti, l'argento, la carrozzeria    • 2 •   eseguire o ricalcare un disegno su apposita carta semitrasparente (carta lucida) che ne permette la riproduzione multipla.
lucidatoio   s.m.  apparecchio per ricalcare disegni.
lucidatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi esegue lavori di lucidatura: lucidatore di mobili, di carrozzerie    • 2 •   (non com.) lucidista.
lucidatrice   s.f.    • 1 •   apparecchio elettrodomestico che serve a render lucidi i pavimenti    • 2 •   macchina per lucidare superfici lavorate: lucidatrice per pezzi metallici. 
lucidatura   s.f.    • 1 •   il lucidare: lucidatura dei pavimenti    • 2 •   il ricalcare un disegno su un foglio di carta semitrasparente (carta lucida).
lucidezza   s.f.  qualità di ciò che è lucido.
lucidista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto alla lucidatura di disegni.
lucidità   s.f.    • 1 •   chiarezza razionale; acutezza e obiettività intellettuale: esaminare una questione con lucidità; dimostrare grande lucidità di mente  | pieno possesso delle proprie facoltà mentali; stato di normale coscienza: prima di morire ebbe un momento di lucidità    • 2 •   (non com.) lucentezza.
lucido   agg.    • 1 •   si dice di corpo che brilla di luce riflessa: pavimento lucido; scarpe lucide; lucido come uno specchio, lucidissimo | occhi lucidi, per il pianto, per la febbre o per aver bevuto troppo | pelle lucida, untuosa | carta lucida, carta semitrasparente usata per la riproduzione di disegni tecnici    • 2 •   (lett.) luminoso, splendente: volar... /... tronconi e scheggie e lucide faville  (tasso g. l.  vi, 40) | terso, limpido: 'l mormorar de' liquidi cristalli / giù per lucidi freschi rivi e snelli  (petrarca canz.  ccxix, 3-4)    • 3 •   (fig.) che dimostra chiarezza e obiettività: una lucida esposizione dei fatti; un lucido esame della situazione  | acuto, perspicace: una mente lucida; essere, non essere lucido, avere, non avere il normale possesso delle proprie facoltà mentali  s.m.    • 1 •   lucentezza: perdere il lucido; dare il lucido ai mobili    • 2 •   sostanza che serve a lucidare: lucido per le scarpe    • 3 •   disegno su carta lucida | supporto trasparente per la lavagna luminosa § lucidamente avv.  con lucidità con razionalità e chiarezza.
luciferino   agg.    • 1 •   (rar.) di lucifero    • 2 •   (fig.) demoniaco, diabolico: astuzia luciferina. 
lucifero   agg.  (lett.) che porta luce, che dà luce: il dio della lucifera quadriga  (d'annunzio)  s.m.    • 1 •   lucifero, (lett.) il pianeta venere    • 2 •   lucifero, l'angelo della luce che secondo la bibbia divenne il capo degli angeli ribelli; satana    • 3 •   (fig. non com.) persona malvagia, violenta e scaltra.
lucifugo   agg.  (scient. , lett.) che rifugge dalla luce; che vive o agisce meglio nell'ombra o nell'oscurità che alla luce del giorno.
lucignolato   agg.  (non com.) ravvolto a guisa di lucignolo.
lucignolo   s.m.    • 1 •   piccola treccia di fili che, messa nell'olio delle lucerne o nel corpo delle candele, viene accesa e mantiene la fiamma; stoppino | sembrare, ridursi un lucignolo, (fig.) magrissimo. dim. lucignoletto, lucignolino    • 2 •   (ant.) quantità di lana o lino da mettere sulla rocca per filarla.
lucilia   s.f.  insetto con il corpo verde brillante dai riflessi metallici, che depone le uova sulle materie organiche in decomposizione; è detto com. mosca verde  (ord.  ditteri).
lucioperca   o luccioperca, s.m.  o f.  [pl. m. invar.; f. -che] vorace pesce d'acqua dolce, dal corpo slanciato con pinna dorsale doppia e pinna caudale a strisce chiare e scure (ord.  perciformi).
lucivago   agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   (lett.) amante della luce, desideroso di luce    • 2 •   (bot.) si dice di organismo vegetale che si sviluppa soltanto in piena luce.
luco   s.m.  [pl. -chi] nell'antica religione romana, bosco sacro.
lucore   s.m.  (ant. , lett.) lucentezza, luce diffusa: gli occhi... mandano un lucore assiduo  (d'annunzio) | bagliore, chiarore (anche fig.): cercai sempre di creare almeno un lucore di volontà  (gadda).
lucrabile   agg.  (rar.) che si può lucrare: indulgenza lucrabile. 
lucrare   v. tr.  guadagnare, ottenere come profitto | lucrare le indulgenze, (relig.) acquistarle adempiendo le condizioni prescritte dalla chiesa cattolica.
lucrativo   agg.  che dà lucro, remunerativo: attività lucrativa. 
lucreziano   agg.  del poeta latino tito lucrezio caro (sec. i a. c.) o che si riferisce al suo stile, alla sua opera: il poema lucreziano. 
lucro   s.m.  guadagno, vantaggio economico: ricavare, trarre un lucro; fare qualcosa per lucro, a scopo di lucro; associazione senza fini di lucro  | lucro cessante, (dir.) l'utile che viene a mancare per l'inadempimento contrattuale dell'altra parte.
lucroso   agg.  che dà lucro, che è fonte di notevole guadagno: speculazione, professione lucrosa  § lucrosamente avv. 
lucubrare   e deriv.   ⇨ elucubrare e deriv. 
luculento   agg.  (ant. , lett.) luminoso.
luculliano   agg.  degno di lucio licinio lucullo (117-57 o 56 a. c.), uomo politico romano famoso per le ricchezze e il gusto fastoso; si dice soprattutto di banchetto raffinato e sontuoso § lucullianamente avv. 
lucumone   s.m.    • 1 •   presso gli etruschi, magistrato supremo che deteneva il potere politico, militare e religioso    • 2 •   (fig. rar.)  persona di grande autorità.
lucumonia   s.f.  (st.) carica di lucumone | ciascuno dei dodici distretti governati da un lucumone.
luddismo   s.m.  movimento operaio inglese dell'inizio del sec. xix, violentemente contrario all'introduzione delle macchine nell'industria, considerate causa principale della disoccupazione | (estens.) ogni tendenza sindacale contraria all'introduzione di processi di lavorazione automatici.
luddista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (st.) chi propugnava e sosteneva il luddismo    • 2 •   (estens.) chi tende a contrastare l'uso delle macchine in sostituzione del lavoro umano | anche come agg.  : lotte luddiste; sindacato luddista. 
ludere   v. intr.  (ant. , lett.) giocare; festeggiare.
ludibrio   s.m.  derisione, scherno pungente e umiliante: esporre al pubblico ludibrio; mettere in ludibrio  | oggetto di derisione, di scherno: essere il ludibrio di tutti. 
ludico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (lett.) relativo al gioco, al giocare    • 2 •   (estens.) disimpegnato; divertito, giocoso: atteggiamento ludico  § ludicamente avv. 
ludimagistro   s.m.  nella roma antica, maestro di scuola.
ludione   s.m.  altro nome, ma meno com., del diavoletto di cartesio. 
ludo   s.m.  (spec. pl.)    • 1 •   nell'antica roma, giochi, spettacoli pubblici: ludi scenici, circensi  | ludi di marte, (poet.) battaglie o esercizi militari: perché non dell'aonie / seguivi, incauta, l'arte, / ma i ludi aspri di marte  (foscolo odi)    • 2 •   (estens.) giochi sportivi: ludi olimpici, atletici. 
ludoteca   s.f.  raccolta di giochi e di giocattoli che può essere utilizzata pubblicamente da bambini e ragazzi; i locali in cui tale raccolta si trova.
ludotecario   s.m.  [f. -a] operatore di ludoteca.
ludoterapia   s.f.  (med.) cura psichica fondata sulla pratica di giochi opportunamente predisposti.
lue   s.f.    • 1 •   (med.) sifilide    • 2 •   (fig. lett.) vizio, corruzione.
luetico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di lue  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è malato di lue.
lugana   s.m.  vino bianco asciutto prodotto nella zona di lugana, sulla riva merid. del lago di garda.
luganega   o luganiga, s.f.  in lombardia e nel veneto, tipo di salsiccia sottile e lunga, non segmentata, da consumare fresca.
lugarino   lugaro  ⇨ lucherino.
lugliatico   agg.  [pl. m. -ci] che matura o si semina in luglio.
lugliengo   agg.  [pl. m. -ghi] (sett.) lugliatico: uva luglienga, uva bianca da tavola, precoce, spesso coltivata a pergolato.
luglio   s.m.  nel calendario gregoriano, settimo mese dell'anno | farsi bello del sole di luglio, (fig.) vantarsi di ciò di cui non si ha alcun merito | vendere il sole di luglio, (fig.) promettere quello che tutti possono avere.
lugubre   agg.  che esprime, provoca grande tristezza o suscita immagini di dolore, di morte: aspetto, spettacolo lugubre; discorsi lugubri §  lugubremente avv. 
lui   pron. pers. m. di terza pers. sing.  [f. lei; pl. loro] forma complementare tonica di egli, si riferisce a persona e talora, nell'uso lett. o fam., anche ad animale o a cosa; prescritto nel compl. ogg. e nel compl. di termine quando si vuol dare loro particolare rilievo (in luogo rispettivamente di lo  e gli) e sempre nei compl. indiretti, nella lingua parlata e poi anche in quella scritta il suo uso si è esteso alla funzione di soggetto, fino a soppiantare in gran parte egli : ho incontrato proprio lui; consegnalo a lui personalmente; ho lavorato con lui per anni; ho molta fiducia in lui; lui non potrà venire; il padre di lui, la figlia di lui, suo padre, sua figlia (spec. quando l'uso di suo, sua  potrebbe generare ambiguità nell'uso burocr. anche il di lui padre, la di lui figlia) | l'uso di lui  come sogg. al posto di egli  è comunque obbligatorio quando si vuol dare particolare rilievo al pronome: è lui che me l'ha detto; nelle esclamazioni: beato lui!; quando vi sia opposizione tra due soggetti: io studiavo, lui leggeva; quando sia preceduto da tanto, quanto, come, più, anche, neppure, nemmeno, pure ecc.  : ne so quanto lui; la penso esattamente come lui; anche lui è stato in america; neppure lui ha studiato il tedesco; come predicato dopo i verbi essere, parere, sembrare, diventare ecc.  : io non sono lui; non sembra più lui; quando è sogg. di una proposizione con il verbo all'infinito, al participio o al gerundio: lui rinunciare al suo lavoro?; facendolo lui, si può star tranquilli; partito lui, tutto cambiò; quando sia taciuto il verbo: lui così giovane?  | in funzione di s.m.    • 1 •   (non com.) indica l'interiorità, l'essenza della persona: quel nuovo lui che... sorgeva come a giudicare l'antico  (manzoni p. s.  xxi)    • 2 •   (fam.) il fidanzato, l'innamorato: è uscita con il suo lui. 
luì   s.m.  piccolo uccello insettivoro, lungo poco più di  10 cm, comune nelle regioni mediterranee; si nutre di afidi (ord.  passeriformi).
luigi   s.m.  moneta aurea francese coniata per la prima volta da luigi xiii nel 1640.
lulla   s.f.  (ant.) ciascuna delle due lunette che formano il fondo della botte.
lumaca   s.f.    • 1 •   (zool.) mollusco gasteropodo terrestre dal corpo nudo e viscido, grigio-rossiccio, con quattro tentacoli neri retrattili sulla testa; limaccia, lumacone    • 2 •   nell'uso corrente, tipo di chiocciola commestibile: raccogliere le lumache; lumache alla genovese, in umido, piatti a base di chiocciole; camminare come una lumaca, a passo di lumaca, molto lentamente | essere una lumaca, (fig.) lentissimo: quel treno è una lumaca.  dim. lumachella, lumachetta, lumachina  accr. lumacone  (m) vezz. lumacuccia    • 3 •   (fig.) persona lenta, pigra    • 4 •   pl.  sorta di pasta alimentare corta che ricorda la forma del guscio delle chiocciole.
lumacare   v. tr.  [io lumàco, tu lumàchi]    • 1 •   lasciare strisce di bava come fa la lumaca; insudiciare    • 2 •   produrre una strisciatura su una stoffa stirata contropelo; allumacare | v. intr.  [aus. avere] (ant. lett.)    • 1 •   muoversi a fatica, lentamente: lo si vide lumacar per le strade  (dossi)    • 2 •   parlare a vanvera.
lumacatura   s.f.  (non com.) traccia di bava lasciata da una lumaca | (estens.) striscia di sudicio; strisciatura che resta su una stoffa stirata contropelo; allumacatura.
lumaccia   s.f.  (ant.) lumaca: e li orecchi ritira per la testa / come face le corna la lumaccia  (dante inf.  xxv, 131-132).
lumachella   s.f.    • 1 •   dim.  di lumaca    • 2 •   (min.) roccia formata quasi totalmente da conchiglie cementate.
lumacone   s.m.    • 1 •   accr.  di lumaca  | in partic., grossa chiocciola    • 2 •   (zool.) lo stesso che lumaca  e limaccia    • 3 •   [f. -a] (fig.) persona lenta nel muoversi e nell'agire; anche, persona che si finge tonta, ma è in realtà molto astuta: essere un lumacone; fare il lumacone. 
lumacoso   agg.  (rar.) imbrattato dalla bava delle lumache o da sostanze simili.
lumaio   s.m.  [f. -a] (antiq.)    • 1 •   fabbricante, venditore di lampade    • 2 •   addetto all'accensione di lumi; lampionaio, luminaio    • 3 •   lampista.
lumare   v. tr.  (dial.) guardare, sbirciare.
lumbard   s.m. invar.  seguace del partito lega nord.
lume   s.m.    • 1 •   apparecchio che produce luce; lampada: un lume a petrolio, a gas; accendere, spegnere il lume  | tenere, reggere il lume, (fig. scherz.) assistere alle effusioni di due innamorati. dim. lumicino, lumino    • 2 •   (estens.) qualsiasi sorgente luminosa; chiarore, luce: fare una passeggiata al lume della luna; cenare a lume di candela | far lume, fare luce | il lume degli occhi, la vista: perdere il lume degli occhi, (fig.) infuriarsi    • 3 •   (fig.) ciò che dà luce alla mente, all'anima; consiglio, ammaestramento: il lume della fede; ho bisogno dei tuoi lumi | il lume della ragione, la capacità di ragionare: perdere il lume della ragione, infuriarsi | il secolo dei lumi, il settecento, in quanto caratterizzato dall'illuminismo    • 4 •   (poet.) stella, astro: e gli ampi / cieli tremaro e i lumi erranti e i fissi  (tasso g. l.  xiii, 74)    • 5 •   pl.  gli occhi: vive faville uscian de' duo bei lumi  (petrarca canz.  cclviii, 1)    • 6 •   (anat.) l'interno di un canale o di un organo cavo: lume arterioso, intestinale. 
lumeggiamento   s.m.    • 1 •   in pittura e in cartografia, il lumeggiare    • 2 •   (fig. rar.) chiarimento, spiegazione.
lumeggiare   v. tr.  [io luméggio ecc.]    • 1 •   (lett.) illuminare, rischiarare: lampi fitti... lumeggiavano d'un chiarore istantaneo i lunghissimi tetti  (manzoni p. s.  xxxvi) | (fig.) descrivere in maniera articolata, chiarire con parole: lumeggiare un personaggio, un avvenimento storico    • 2 •   in pittura, dare rilievo alle parti più luminose per mezzo di colori più chiari; in cartografia, ombreggiare le zone che corrispondono ai rilievi come se fossero illuminate da una determinata direzione, per accentuarne l'evidenza.
lumeggiatura   s.f.  il lumeggiare, soprattutto in pittura e in cartografia.
lumen   s.m. invar.  (fis.) unità di misura del flusso luminoso nel sistema internazionale (abbr. in lm).
lumenometro   s.m.  (fis.) strumento atto alla misura del flusso luminoso emesso da una sorgente di luce.
lumenora   s.f.  (fis.) unità di misura della quantità di luce, corrispondente a quella irradiata in un'ora da una sorgente che emette il flusso di un lumen.
lumera   s.f.  (ant.) lumiera; luce, splendore: tu vuo' saper chi è in questa lumera / che qui appresso me così scintilla  (dante par.  ix, 112-113).
lumia   s.f.  (merid.) varietà di limetta che produce grossi frutti di sapore dolciastro, coltivata soprattutto in sicilia; il frutto stesso.
lumicino   s.m.    • 1 •   dim.  di lume  | cercare col lumicino, (fig.) cercare con molta cura e pazienza qualcosa difficile da trovare | essere, ridursi al lumicino, (fig.) agli estremi, in fin di vita; detto di cosa, stare per finire (dall'uso di mettere un lumino vicino al letto dei moribondi): i nostri risparmi sono ormai al lumicino    • 2 •   lumino funebre.
lumiera   s.f.    • 1 •   (ant.) luce, splendore    • 2 •   (region.) lampadario.
luminaio   s.m.  negli antichi teatri con illuminazione a candele, chi era incaricato di accendere i lumi.
luminal   ® s.m. invar.  (chim.) nome commerciale dell'acido feniletilbarbiturico, usato in medicina soprattutto come sedativo e ipnotico.
luminanza   s.f.  (fis.) lo stesso che brillanza. 
luminara    ⇨ luminaria.
luminare   (1) s.m.    • 1 •   (ant.) astro    • 2 •   (fig.) professionista insigne per grandi capacità e fama: un luminare della medicina. 
luminare   (2) v. tr.  [io lùmino ecc.] (ant.) illuminare | v. intr.  [aus. avere] (lett. rar.) risplendere (anche fig.).
luminaria   ant. o region. luminara, s.f.    • 1 •   addobbo luminoso di un luogo pubblico in occasione di una festa o una particolare ricorrenza    • 2 •   (estens.) grande quantità di lumi accesi.
luminello   (1) s.m.  barbaglio prodotto dalla luce solare riflessa da superfici lucide e piane; illuminello.
luminello   (2) s.m.    • 1 •   nelle antiche armi da fuoco portatili a percussione, cilindretto forato sul quale si infilava la capsula d'innesco della carica di lancio    • 2 •   anello metallico da cui esce l'estremità del lucignolo nelle lucerne; anche, quello galleggiante sull'olio che sostiene il lucignolo nelle lampade sacre.
luminescente   agg.  (fis.) dotato di luminescenza.
luminescenza   s.f.  (fis.) emissione di luce fredda, cioè che non dipende dalla temperatura della sorgente ma da altri fenomeni (atomici, biochimici).
luminio   s.m.  (lett.) luccichio, sfavillio.
luminismo   s.m.  tecnica pittorica fondata sulla ricerca di particolari effetti di luce: il luminismo del tintoretto. 
luminista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] si dice di pittore che applica la tecnica del luminismo.
luministica   s.f.  l'arte di illuminare la scena durante lo spettacolo teatrale.
luministico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al luminismo o ai luministi: effetto luministico. 
lumino   s.m.    • 1 •   dim.  di lume    • 2 •   candela bassa e larga, di solito contenuta in una sorta di bicchiere e accesa davanti a immagini sacre o sulle tombe.
luminosità   s.f.    • 1 •   l'essere luminoso    • 2 •   (fis.) brillanza    • 3 •   (foto.) capacità degli obiettivi ottici di lasciar passare la maggiore quantità di luce possibile per un determinato tempo di apertura: obiettivo ad alta luminosità. 
luminoso   agg.    • 1 •   che emana luce, che splende di luce; pieno di luce: astro luminoso; cielo luminoso; una stanza luminosa    • 2 •   (fig.) evidente, chiaro, manifesto: verità, prova luminosa    • 3 •   (fig.) eccellente, straordinario: un luminoso esempio di eroismo; un'idea luminosa, geniale § luminosamente avv. 
luna   s.f.    • 1 •   satellite naturale della terra, intorno alla quale compie un'intera rivoluzione in 27 giorni,    • 7 •   ore, 43 minuti e 12 secondi (si scrive con la maiuscola quando indica il corpo celeste); in partic., la faccia del satellite rivolta verso la terra, che riflette la luce solare: la luce della luna; lo sbarco dell'uomo sulla luna; luna nuova, novilunio; luna piena, plenilunio | faccia di luna piena, (fig.) tonda, grassoccia | volere, chiedere la luna, (fig.) pretendere l'impossibile | far vedere la luna nel pozzo, (fig.) dare a intendere cose inverosimili; ingannare, illudere (da una favola popolare, ripresa da la fontaine, che narra di come una volpe facesse credere a un lupo che la luna riflessa nel pozzo fosse un formaggio) | essere nella luna, avere la testa o il cervello nella luna, essere distratto | vivere nel mondo della luna, vivere astratto dalla realtà, non sapere nulla di ciò che accade | venire dal mondo della luna, meravigliarsi per cose normalissime | essere ancora nel mondo della luna, non essere ancora nato | prov.  : gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante    • 2 •   ciclo delle quattro fasi lunari, mese lunare; anche, mese in genere | luna di miele, (fig.) il primo periodo di vita matrimoniale e, in partic., quello del viaggio di nozze | avere la luna, la luna di traverso, le lune, (fig.) essere di cattivo umore    • 3 •   satellite naturale di altri pianeti: le lune di giove    • 4 •   pesce luna, pesce d'alto mare a forma di grande disco, dalle squame variopinte, con bocca e occhi piccolissimi (ord.  tetrodontiformi)    • 5 •   pietra di luna, (min.) lunaria    • 6 •   una delle carte da gioco dei tarocchi.
luna park   loc. sost. m. invar.  parco di divertimenti all'aperto, con giostre, tiro a segno ecc.
lunare   agg.  della luna, relativo alla luna: macchie, fasi lunari; luce, eclissi lunare; cratere lunare; mese lunare, lunazione | temperamento lunare, secondo gli astrologi, quello che risente degli influssi della luna.
lunaria   s.f.    • 1 •   (min.) varietà di adularia di colorazione bianca con riflessi opalescenti, usata per scopi ornamentali    • 2 •   pianta erbacea con fiori violacei, così chiamata per il colore argenteo del setto del frutto; diffusa in europa e nell'asia occidentale (fam.  crucifere).
lunario   s.m.  libretto popolare che contiene un calendario con le fasi della luna, previsioni meteorologiche, oroscopi e consigli pratici di vario tipo | sbarcare il lunario, guadagnare in misura appena sufficiente per vivere.
lunarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi compila lunari | (scherz.) chi fa previsioni sul tempo o sugli avvenimenti futuri.
lunata   s.f.    • 1 •   (mar.) curva del lembo inferiore delle vele quadre o dei lati verticali delle vele quadre e di taglio    • 2 •   in un fiume, un torrente o anche lungo la costa marina, deposito alluvionale o conformazione della sponda ad arco.
lunaticheria   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere lunatico    • 2 •   atto, comportamento, discorso da lunatico; stravaganza.
lunatico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci]    • 1 •   (ant. , lett.) si dice di ipotetico abitatore della luna    • 2 •   si dice di persona volubile, strana, facile agli sbalzi d'umore, alle ire improvvise e di breve durata.
lunato   agg.  di forma curva, simile alla falce di luna; falcato: de' bei giovenchi dal quadrato petto / erti su 'l capo le lunate corna  (carducci).
lunazione   s.f.  (astr.) intervallo di tempo (29 giorni, 12 ore, 44 minuti,    • 3 •   secondi) impiegato dalla luna per ritornare alla stessa fase.
lunch   s.m. invar.  nei paesi anglosassoni, pasto leggero consumato a metà della giornata.
luncheonette   s.f. invar.  locale pubblico in cui è possibile consumare pasti leggeri, in genere solo al mezzogiorno.
lunedì   s.m.  il primo giorno della settimana, quello che segue la domenica.
lunense   agg.  dell'antica città di luni, che sorgeva presso l'odierna sarzana, o dell'odierna lunigiana | marmo lunense, (ant.) marmo delle alpi apuane, detto oggi marmo di carrara. 
lunetta   s.f.    • 1 •   (arch.) apertura a forma d'arco o porzione di muro limitata superiormente da un arco, posta generalmente sopra porte e finestre | nelle arti figurative, dipinto o bassorilievo che orna una lunetta; anche, parte superiore e arcuata di un dipinto (spec. di pale d'altare) o di un bassorilievo che abbia forma di mezza luna: una lunetta di luca della robbia    • 2 •   nelle antiche fortificazioni, opera avanzata esterna di andamento curvilineo    • 3 •   parte di un oggetto o di un arnese a forma di mezzaluna; in partic., cerchio o mezzaluna di metallo che sostiene l'ostia consacrata nell'ostensorio; pezzo di pelle a quarto di cerchio, che si applica per rinforzo alla tomaia delle calzature    • 4 •   nella pallacanestro, il semicerchio che delimita sul campo lo spazio nel quale il giocatore deve collocarsi per battere i tiri liberi    • 5 •   (fam.) lo stesso che lunula, nel sign. 3.
lungadige   s.m.  strada che costeggia il fiume adige.
lungaggine   s.f.  il tirare in lungo nel fare o nel dire qualcosa; lentezza, ritardo: le lungaggini della burocrazia. 
lungagnata   s.f.  (fam.) discorso, scritto o qualsiasi altra cosa lunga e noiosa.
lungagnola   s.f.  (non com.) cosa lunga e noiosa; lungagnata.
lungarina    ⇨ longherina.
lungarno   s.m.  [pl. -ni] strada che costeggia l'arno.
lunge    ⇨ lungi.
lungherina    ⇨ longherina.
lungherone    ⇨ longherone.
lunghesso   o lungh'esso, prep.  (ant. , lett.) lungo, accanto a: ora lunghesso il litoral cammina / la greggia  (d'annunzio).
lunghezza   s.f.    • 1 •   (geom.) estensione di un segmento: la lunghezza di un lato del triangolo  | una delle tre dimensioni di un solido e propriamente quella secondo cui più si sviluppa in senso orizzontale; anche, la misura di tale dimensione: moltiplicare la lunghezza per la larghezza    • 2 •   (estens.) la massima estensione di qualcosa, talora anche in senso verticale; la misura che la esprime: la lunghezza di una strada, di un corridoio, di una stanza; la lunghezza di un palo; prendere la lunghezza, misurarla | lunghezza di un fiume, distanza dalla sorgente alla foce misurata lungo il suo corso | lunghezza (di corda), in alpinismo, tratto di arrampicata corrispondente grosso modo alla lunghezza della corda che lega gli alpinisti    • 3 •   il protrarsi di qualcosa nel tempo; durata: lunghezza di un discorso, di una guerra  | (ling.) la natura lunga di una vocale o di una sillaba    • 4 •   nell'ippica, nel ciclismo e nel canottaggio, la lunghezza rispettivamente di un cavallo, di una bicicletta e di un'imbarcazione, che si prende come unità di misura approssimativa per valutare la distanza dei concorrenti: vincere per mezza, per una lunghezza; essere distaccato di tre lunghezze    • 5 •   lunghezza d'onda, (fis.) in tutti i fenomeni di propagazione per onde, la distanza percorsa dall'onda in un periodo.
lunghino   s.m.  ciascuno dei piccoli argini longitudinali che suddividono una risaia.
lunghista   s.m.  e f.  (sport) atleta che pratica la specialità del salto in lungo.
lungi   ant. lunge, avv.  (lett.) lontano | lungi da, lontano da: lungi da me una simile idea!; essere (ben) lungi  dal dire, dal fare qualcosa, non avere nessuna intenzione di farla.
lungimirante   agg.  si dice di persona accorta, che sa prevedere i futuri sviluppi dei fatti e vi provvede in tempo; anche, di ciò che è fatto con tale previdente accortezza: politica lungimirante. 
lungimiranza   s.f.  l'essere lungimirante.
lungisaettante   agg.  (lett.) epiteto di dei o di eroi armati di arco e abili nello scagliare lontano le frecce: apollo lungisaettante. 
lungo   ant. o region. longo, agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   che si estende nello spazio in senso orizzontale, o anche nel senso della dimensione la cui estensione è maggiore: una fune lunga sei metri; un'asse lunga tre metri e larga due    • 2 •   che ha una notevole lunghezza o una lunghezza che è comunque maggiore rispetto alla misura normale, media, o rispetto a un'altra possibile misura sensibilmente inferiore: una lunga strada; portare i capelli lunghi; calzoni lunghi, gonna lunga, abito lungo, che scendono fino al piede; cadere lungo disteso, col corpo disteso in tutta la sua lunghezza | avere la vista lunga, vedere molto lontano; (fig.) essere previdente, lungimirante | tiro, colpo lungo, palla lunga, che vanno oltre il bersaglio, oltre il punto cui erano diretti | saperla lunga, (fig.) essere molto ben informato o, anche, essere molto abile, scaltro | fare il passo più lungo della gamba, (fig.) intraprendere un'impresa superiore alle proprie forze o capacità    • 3 •   si dice di persona molto alta, spec. se magra | anima lunga, (scherz.) persona altissima, allampanata | essere più largo che lungo, (scherz.) essere molto grasso    • 4 •   che si estende nel tempo, che dura da o per molto tempo: un discorso più lungo del previsto; un lungo spettacolo; una lunga assenza; un oggetto consumato dal lungo uso; una lunga esperienza | in, su tempi lunghi, in molto tempo | a lungo andare, continuando per molto tempo: una situazione che a lungo andare si è fatta insostenibile  | essere lungo da dire, da fare, da finire  e sim., richiedere molto tempo: una malattia lunga da guarire; farla lunga, prolungare inutilmente una discussione, lamentarsi ripetutamente per cose passate e sim. | a lungo termine, a lunga scadenza, destinato a durare, a valere per molto tempo: investimento, contratto a lungo termine  | piano, progetto a lunga scadenza, destinato a essere realizzato gradualmente, in molto tempo | di, da lunga data, da tempo lontano, da molto tempo prima: amici di lunga data    • 5 •   (fam.) si dice di persona lenta, che impiega molto tempo per fare qualcosa: essere lungo nel mangiare; come sei lungo a scrivere!    • 6 •   si dice di bevanda o cibo preparato con una quantità d'acqua maggiore rispetto alla misura media o normale: caffè lungo; minestra lunga    • 7 •   (ling.) si dice di suono che ha una durata di emissione maggiore di un altro, detto breve : vocali lunghe  | sillaba lunga, nella versificazione greca e latina, sillaba che contiene una vocale lunga o un dittongo | dà luogo a numerose loc. avverbiali: a, in lungo, per molto tempo; per (il) lungo, nel senso della lunghezza, longitudinalmente; in lungo e in largo, in ogni direzione, dappertutto; alla lunga, a lungo andare, continuando per molto tempo; per le lunghe, per molto tempo, prolungando, procrastinando  prep.    • 1 •   rasente, accosto: camminare lungo la riva; la ferrovia corre lungo la strada  | (ant.) accanto    • 2 •   durante: lungo il viaggio; lungo il corso dei secoli  § lungamente avv.  a lungo, per molto tempo: attendere lungamente una risposta. 
lungodegente   s.m.  e f.  [pl. -ti] chi, per malattia grave ma non acuta, deve restare ricoverato in ospedale per un lungo periodo di tempo.
lungodegenza   s.f.  degenza prolungata in un ospedale o una casa di cura, per una malattia grave di lenta guarigione o irreversibile.

lungofiume   s.m.  [pl. -mi] strada che corre lungo la riva di un fiume.
lungolago   s.m.  [pl. -ghi] strada che corre lungo la riva di un lago.
lungolinea   s.m. invar.  (sport) nel tennis, colpo che fa correre la palla lungo una delle linee laterali del campo.
lungomare   s.m.  [pl. -ri] strada che costeggia la riva del mare.
lungometraggio   o lungo metraggio, s.m.  [pl. -gi] nel linguaggio cinematografico, film di lunghezza normale, oltre i sessanta minuti.
lungone   s.m.  [f. -a] (scherz.) persona molto alta, spec. se magra; anche, persona lenta, che impiega molto tempo per fare le cose.
lungopò   s.m. invar.  strada che costeggia il po.
lungosenna   s.m. invar.  strada che costeggia la senna.
lungotevere   s.m.  [pl. -ri] strada che costeggia il tevere.
lunigiano   agg.  della lunigiana, regione storica compresa tra la liguria e la toscana  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della lunigiana.
lunisolare   agg.  (astr.) relativo alla luna e al sole e ai loro effetti combinati | anno lunisolare, l'anno in cui coincidono le date d'inizio dell'anno lunare e solare.
lunotto   s.m.  vetro posteriore delle automobili: lunotto termico, attraversato da resistenze elettriche che riscaldandosi ne impediscono l'appannamento.
lunula   s.f.    • 1 •   (scient.) qualsiasi figura, oggetto o parte di oggetto che abbia forma di luna falcata    • 2 •   (geom.) figura piana compresa fra due archi di cerchio    • 3 •   (anat.) zona a forma di mezzaluna, che sta alla base dell'unghia e che appare di colore più chiaro.
luogo   ant. o lett. loco, s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   porzione determinata dello spazio, considerata in senso generale o in astratto: dio è in ogni luogo; far luogo, fare, lasciare spazio; farsi luogo, farsi posto, strada; esserci luogo, esservi spazio, posto; in luogo di, invece di, al posto di; tenere il luogo di qualcuno, (fig.) farne le veci; in primo luogo, (fig.) anzitutto; in primo, in secondo luogo, (fig.) in una esposizione di fatti, per indicare l'ordine di successione | luogo geometrico, insieme dei punti di un piano o di uno spazio che hanno tutti la stessa proprietà    • 2 •   parte determinata e limitata della superficie terrestre; località, zona caratteristica: un luogo caldo, umido; un luogo ridente, tranquillo; le tradizioni del luogo; luogo di nascita, di provenienza, di destinazione; luogo di lavoro, di villeggiatura; spostarsi da un luogo all'altro; trovarsi nel luogo stabilito; accorrere sul luogo del disastro  | i propri luoghi, quelli in cui si è nati e cresciuti | i luoghi santi, per i cristiani la palestina, dove visse gesù per altre religioni, località o monumenti legati alla vita di profeti, alla venerazione di divinità ecc. | luogo aperto, vasto tratto di campagna esposto al sole e all'aria; anche, qualsiasi spazio che non abbia copertura | luogo pubblico, quello a cui chiunque può accedere senza alcuna limitazione | luogo aperto al pubblico, quello in cui può entrare chiunque a determinate condizioni, p. e. di orario e di pagamento | luogo esposto al pubblico, quello che ha un'esposizione tale che dall'esterno si può scorgere quanto in esso avviene | complementi di luogo, (gramm.) quelli che indicano una relazione di luogo, cioè determinano un punto dello spazio in rapporto con lo stato o l'azione espressi dal verbo; sono tradizionalmente distinti in complementi di stato in luogo  (p. e.  abito a roma), di moto a luogo  (p. e.  vado in ufficio), di moto da luogo  (p. e.  vengo da casa), di moto per luogo  (p. e.  passo per milano); quando il luogo è astratto, ideale, si ha il complemento di luogo figurato  (p. e.  era reduce da una brutta esperienza) | avverbi di luogo, (gramm.) quelli che rappresentano un complemento di luogo (p. e. qui, qua, lì, là, giù, internamente)    • 3 •   edificio o parte di esso, in quanto destinato a determinati scopi o attività: luogo di pena, penitenziario, carcere; luogo santo, sacro, chiesa, cimitero ecc.; luogo pio, chiesa, santuario, convento ecc.    • 4 •   parte di un oggetto o di un corpo; punto: un dipinto scrostato in vari luoghi    • 5 •   passo di uno scritto; punto di un'argomentazione: un luogo oscuro, controverso; i luoghi più belli dei «promessi sposi»; nel luogo citato, nel passo citato | luoghi comuni, nella dialettica e nella retorica antiche, gli argomenti di carattere più generale che si possono usare in una qualsiasi discussione; nel linguaggio corrente, argomenti triti e non motivati, frasi fatte    • 6 •   (fig.) situazione determinata, opportuna; occasione, opportunità: ogni cosa va fatta a tempo e luogo  | fuori luogo, inopportuno: una critica, un intervento fuori luogo | dar luogo a, provocare: il tuo atteggiamento ha dato luogo a malintesi | aver luogo, avvenire, realizzarsi: la premiazione avrà luogo domenica; la riunione ebbe luogo nello studio dell'avvocato  | essere, avere luogo a uno, (ant.) servire, abbisognare, convenire: il castaldo a far fare certe bisogne che gli eran luogo, più giorni vel tenne  (boccaccio dec.  viii, 1)    • 7 •   (fig. lett.) condizione sociale: era innamorato di una donzella della regina, nata di basso luogo  (guicciardini) | in alto luogo, presso chi ha potere, presso le autorità (ma è più com. la forma in alto loco)    • 8 •   (ant.) terreno, podere: aveva messer amerigo, fuori di trapani forse un miglio, un suo molto bel luogo  (boccaccio dec.  v, 7).
luogonatività   s.f.  (stat.) il rapporto che intercorre tra il numero degli abitanti nativi di un luogo e la popolazione complessiva del luogo stesso in un dato momento.
luogotenente   s.m.    • 1 •   che fa temporaneamente le veci del re o di un'alta carica politico-militare, o esercita in loro nome il potere su un determinato territorio | ufficiale che fa le veci di un superiore; nell'esercito romano, ufficiale che coadiuvava o sostituiva il comandante supremo    • 2 •   (antiq.) tenente.
luogotenenza   s.f.  il grado, l'ufficio di luogotenente; anche, la durata di tale ufficio e la residenza del luogotenente.
luogotenenziale   agg.  del luogotenente: decreto luogotenenziale. 
lupa   s.f.    • 1 •   la femmina del lupo; nel linguaggio lett. è simbolo di avarizia e avidità | la lupa capitolina, emblema di roma (dalla leggenda secondo la quale una lupa avrebbe allattato romolo e remo, fondatori della città) | figli, figlie della lupa, (st.) nelle organizzazioni giovanili fasciste, bambini, bambine al di sotto dei sei anni | mal della lupa, (pop.) fame insaziabile. dim. lupacchiotta, lupetta    • 2 •   (lett.) donna sessualmente avida; per estens., prostituta    • 3 •   (pop.) carie che corrode il tronco dell'olivo.
lupacchiotto   s.m.    • 1 •   dim.  di lupo    • 2 •   lupo molto giovane; cucciolo di lupo.
lupaia   (1) s.f.  (non com.) covo di lupi, luogo pieno di lupi.
lupaia   (2)  ⇨ luparia.
lupanare   s.m.  (lett.)    • 1 •   bordello, postribolo: modi, frasi da lupanare, volgari    • 2 •   (fig.) luogo corrotto, ambiente immorale.
lupara   s.f.    • 1 •   cartuccia per fucili da caccia caricata con pallettoni    • 2 •   fucile da caccia a canne mozzate; è l'arma tradizionalmente usata dalla malavita siciliana | lupara bianca, (fig.) assassinio di stampo mafioso compiuto facendo sparire ogni traccia del cadavere.
luparia   o lupaia, s.f.  specie di aconito con fiori gialli; i rizomi e le radici furono tradizionalmente usati nella preparazione di cibo avvelenato contro i lupi e altri animali (fam.  ranuncolacee).
lupercale   agg.  relativo al dio luperco, protettore dei greggi presso gli antichi romani | (feste) lupercali, feste di purificazione e di propiziazione per la fecondità, che si celebravano il 15 febbraio.
lupesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da lupo; simile a lupo: sguardo lupesco  § lupescamente avv. 
lupetto   s.m.    • 1 •   dim.  di lupo    • 2 •   cucciolo di lupo o di cane lupo    • 3 •   denominazione dei bambini dai    • 7 •   agli 11 anni che fanno parte dell'associazione dei giovani esploratori.
lupicante   s.m.  (zool.) nome regionale dell'astice. 
lupigno   agg.  (rar.) lupesco, lupino: occhi lupigni. 
lupinaio   s.m.  [f. -a] venditore ambulante di lupini.
lupinella   s.f. , tosc. lupinello s.m. , pianta erbacea da foraggio con foglie pennate e fiori rossi (fam.  leguminose).
lupino   (1) agg.  di, da lupo; lupesco: fame lupina  | dente lupino, uno dei premolari dei canidi | erba lupina, nome pop. di una specie di trifoglio | gola lupina, denominazione pop. della palatoschisi  § lupinamente avv.  (non com.).
lupino   (2) s.m.  pianta erbacea che produce semi gialli commestibili, simili alle fave (fam.  leguminose) | il seme stesso.
lupinosi   s.f.  (vet.) intossicazione che colpisce gli erbivori alimentati con varietà tossiche di lupino, caratterizzata da ittero e diarrea.
lupo   s.m.    • 1 •   mammifero carnivoro selvatico simile al cane, che vive prevalentemente in branchi ed è caratterizzato da muso aguzzo, orecchie grandi ed erette, pelame folto, coda pendente, occhi obliqui e muscolatura molto robusta (fam.  canidi); è simbolo di aggressività, forza malvagia, voracità: mangiare come un lupo, mangiare molto e avidamente | lupo mannaro, (pop.) licantropo; per estens., mostro feroce, spauracchio | lupo di mare, (fig.) marinaio di lunga esperienza, che non teme il mare | in bocca al lupo!, (fig.) augurio per chi deve affrontare una prova pericolosa o di esito incerto (è tradizionale rispondere: crepi il lupo!) | andare, finire, mettersi in bocca al lupo, (fig.) proprio nelle mani del nemico | il lupo e l'agnello, (fig.) si dice per rappresentare la situazione in cui il debole, pur avendo ragione, deve cedere alla violenza del forte | andare come l'agnello tra i lupi, (fig.) disarmato in mezzo ai violenti; tempo da lupi, pessimo, burrascoso | prov.  : il lupo perde il pelo ma non il vizio, difficilmente si perdono le cattive abitudini; chi pecora si fa il lupo se lo mangia, la remissività contro i violenti non dà sicurezza, ma danno. dim. lupacchiotto, lupatto, lupetto, lupicino  pegg. lupaccio    • 2 •   (estens.) la pelliccia del lupo    • 3 •   cane lupo, grosso cane con pelo lungo, muso allungato, orecchie diritte, facilmente addestrabile e impiegato come cane guida, da guardia e poliziotto; è detto anche pastore tedesco  o alsaziano. 
lupoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) lesione primitiva, di origine tubercolare, tipica di alcune forme di lupus.
luppolina   s.f.  miscuglio di sostanze amare e di resine estratte dal luppolo, di cui costituisce il principio attivo.
luppolino   s.m.  polvere giallastra, di sapore amaro, costituita dalle ghiandole delle infiorescenze femminili del luppolo; ha proprietà stomachiche e si usa per aromatizzare la birra.
luppolizzazione   s.f.  aromatizzazione della birra mediante il luppolo.
luppolo   s.m.  pianta erbacea rampicante dalle cui infiorescenze femminili, a forma di cono, si ricava il luppolino usato per aromatizzare la birra (fam.  cannabacee).
lupus   s.m. invar.  (med.) alterazione patologica della pelle; ne esistono molte forme, di varia natura, spesso caratterizzate da noduli ulcerati o da placche rilevate costituite dall'accumulo di lupomi.
lupus in fabula   loc. inter.  espressione proverbiale che si usa quando si tronca il discorso al sopraggiungere della persona di cui si stava parlando; deriva da un'antica leggenda secondo la quale chi avesse guardato negli occhi un lupo sarebbe diventato improvvisamente muto.
lurco   agg.  [pl. m. -chi] (lett.) ghiottone, mangione, ingordo: là tra li tedeschi lurchi  (dante inf.  xvii, 21) | usato anche come s.m. 
lurex   ® s.m. invar.  filato e tessuto metallizzato, lucente; laminato, lamé.
luridezza   s.f.  l'essere lurido; luridume, sporcizia.
lurido   agg.    • 1 •   repellente, schifoso per la molta sporcizia: casa lurida  | acque luride, di fogna, dette anche acque nere    • 2 •   (fig.) corrotto, fortemente disonesto: lurido imbroglione  § luridamente avv. 
luridume   s.m.    • 1 •   l'essere lurido (anche fig.): luridume morale    • 2 •   cosa lurida o insieme di cose luride; ambiente lurido: vivere nel luridume. 
luscengola   s.f.  rettile con corpo sottile e allungato di color grigio-brunastro, testa piccola priva di occhi, arti rudimentali (ord.  squamati).
lusco   agg.  [pl. m. -schi] (ant. , lett.) losco | usato come s.m.  nella loc. tra il lusco e il brusco, quando la luce è incerta e ci si vede poco; (fig.) si dice di situazione incerta o di espressione del volto tra indulgente e severa: mi guardò tra il lusco e il brusco. 
lusiade   agg.  (lett.) dell'antica lusitania, l'odierno portogallo  s.m.  e f.  chi era nato o abitava in tale regione.
lusignolo   lusignuolo  ⇨ usignolo.
lusinga   s.f.    • 1 •   allettamento fatto di adulazioni, false promesse, finte attenzioni, con cui si cerca di accattivarsi la simpatia e la benevolenza di qualcuno per indurlo a un determinato comportamento: lusinghe d'amore; attirare con lusinghe; cedere alle lusinghe    • 2 •   (lett.) speranza ingannevole; promessa, attesa di felicità, per lo più illusoria: e quando vaghe di lusinghe innanzi / a me non danzeran l'ore future  (foscolo sepolcri  6-7).
lusingamento   s.m.  (non com.) il lusingare; allettamento.
lusingare   v. tr.  [io lusingo, tu lusinghi ecc]    • 1 •   allettare, illudere con lusinghe    • 2 •   esser causa di soddisfazione, di compiacimento: la sua approvazione mi lusinga; sono lusingato di tale invito  | lusingarsi v. rifl.  (non com.) illudersi, sperare | mi lusingo di, che..., mi piace credere, oso sperare: mi lusingo di averti fatto cosa gradita; mi lusingo che vorrete venire. 
lusingatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi lusinga, chi alletta  agg.  che lusinga; ingannevole: discorso lusingatore. 
lusingheria   s.f.  (ant. , lett.) volontà di lusingare; lusinga.
lusinghevole   agg.  (lett.) pieno di lusinghe, lusingatore: parole lusinghevoli  § lusinghevolmente avv. 
lusinghiero   agg.    • 1 •   (lett.) che lusinga, alletta: non ascoltar preghiera / né voce lusinghiera  (chiabrera)    • 2 •   che dà piacere; che soddisfa l'amor proprio o appaga l'ambizione, la vanità: giudizio, risultato lusinghiero  § lusinghieramente avv. 
lusismo   s.m.  (ling.) parola o forma di origine portoghese entrata in un'altra lingua.
lusitano   agg.  dell'antica lusitania, l'odierno portogallo | (lett.) portoghese  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della lusitania | (lett.) portoghese    • 2 •   la lingua portoghese, considerata unitariamente nelle varietà europea e brasiliana.
lusorio   agg.  (lett.) di gioco, che serve al gioco.
lussare   v. tr.  (med.) provocare una lussazione in un'articolazione ossea: il colpo gli lussò l'anca. 
lussatura   s.f.  (med.) lo stesso che lussazione. 
lussazione   s.f.  (med.) spostamento reciproco dei capi ossei componenti un'articolazione: lussazione dell'anca. 
lussemburghese   agg.  della città, del granducato di lussemburgo  agg.  e s.m.  e f.  chi è nato, chi abita nella città o nel granducato di lussemburgo.
lusso   s.m.    • 1 •   sfoggio di ricchezza, di abbondanza; la ricchezza, l'abbondanza stessa: amare il lusso; vivere nel lusso; casa arredata con molto lusso  | (fig.) dovizia, sovrabbondanza: tanto lusso di particolari poteva insospettire  (moravia)    • 2 •   ogni cosa che costa molto in proporzione all'utilità, ai bisogni che soddisfa o alle possibilità economiche di chi la considera; ogni cosa che non sia necessaria: la barca a vela è l'unico lusso che si permette; per loro andare al cinema è un lusso  | di lusso, si dice di ciò che costa molto ed è fatto con cura, con finezza particolare, spec. se non è strettamente necessario: appartamento, edizione di lusso; tassa sui generi di lusso; un animale di lusso, che è destinato solo a fare compagnia al padrone | prendersi, permettersi il lusso, (scherz.) fare qualcosa che si desidera fare, senza temerne conseguenze dannose: è uno che può permettersi il lusso di risponder male al direttore. 
lussuoso   agg.  di lusso; costoso e appariscente: un'automobile lussuosa  § lussuosamente avv. 
lussureggiamento   s.m.  (non com.) il lussureggiare; rigoglio, abbondanza.
lussureggiante   part. pres.  di lussureggiare   agg.    • 1 •   rigoglioso, florido: un aranceto lussureggiante di frutti; vegetazione lussureggiante    • 2 •   (fig.) ricco, abbondante: stile lussureggiante d'immagini. 
lussureggiare   v. intr.  [io lussuréggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   essere lussureggiante (anche fig.)    • 2 •   (ant.) vivere nel lusso.
lussuria   s.f.  desiderio sfrenato di piaceri sessuali; nella teologia cattolica è uno dei sette peccati capitali.
lussuriare   v. intr.  [io lussùrio ecc. ; aus. avere] (ant. , lett)    • 1 •   peccare di lussuria    • 2 •   vivere nel lusso    • 3 •   lussureggiare.
lussurioso   agg.  di lussuria, pieno di lussuria: vita lussuriosa   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha il vizio della lussuria, ne è dominato: una persona lussuriosa  § lussuriosamente avv. 
lustra   (1) s.f.  (ant. , lett.) tana, nascondiglio: posasi in esso, come fera in lustra  (dante par.  iv, 127).
lustra   (2) s.f.  (non com.) apparenza o simulazione di ricchezza, di potenza e sim.; per estens., falsa dimostrazione di affetto o di stima.
lustrale   (1) agg.  (lett.) di lustrazione, purificatorio: le fontane versando acque lustrali / amaranti educavano e viole / su la funebre zolla  (foscolo sepolcri  124-126) | nella liturgia cattolica, si dice dell'acqua benedetta.
lustrale   (2) agg.  (lett.) che si riferisce al periodo di un lustro; che si ripete, avviene ogni cinque anni.
lustramento   s.m.  (non com.)    • 1 •   il lustrare, il lucidare    • 2 •   (fig.) esagerata adulazione.
lustrare   (1) v. tr.    • 1 •   far diventare lucido strofinando: lustrare i pavimenti con la cera  | lustrare le scarpe a qualcuno, (fig.) adularlo bassamente, con servilismo    • 2 •   (fig. non com.) adulare: lustrare il direttore    • 3 •   (ant. , poet.) illuminare, rischiarare | v. intr.  [aus. avere; ma raro nei tempi composti] risplendere, luccicare: le lustravano gli occhi per la gioia. 
lustrare   (2) v. tr.  (lett.)    • 1 •   purificare con un rito di lustrazione    • 2 •   (ant.) perlustrare.
lustrascarpe   s.m. invar.  chi, per mestiere, pulisce e lucida scarpe | (fig.) adulatore servile.
lustrastivali   s.m. invar.  lustrascarpe (anche fig.).
lustrata   s.f.  il lustrare in fretta e alla meglio; lucidata: dare una lustrata al pavimento.  dim. lustratina. 
lustratore   s.m.  operaio addetto a un'operazione di lucidatura (nell'industria tessile, in falegnameria ecc.).
lustratura   s.f.  il lustrare; lucidatura.
lustrazione   s.f.    • 1 •   nell'antica roma, rito di purificazione che si compiva ogni cinque anni    • 2 •   nella liturgia cattolica, rito di purificazione compiuto aspergendo o bagnando con l'acqua benedetta    • 3 •   revisione quinquennale del catasto.
lustreggiare   v. intr.  [io lustréggio ecc. ; aus. avere] (lett. non com.) luccicare: gli stagni lustreggianti  (pascoli).
lustrente   agg.  (region.) lustro, lucido.
lustrezza   s.f.  (rar.) l'essere lustro; lucentezza.
lustrino   s.m.    • 1 •   ciascuno dei dischetti lucidi che si applicano per ornamento ad abiti e accessori dell'abbigliamento femminile e di costumi da spettacolo    • 2 •   (fig.) ornamento vistoso e senza valore; orpello    • 3 •   (agr.) baco da seta gonfio e lucido perché colpito da giallume.
lustrissimo   agg.  forma popolare antiquata di illustrissimo. 
lustro   (1) agg.  che ha la superficie liscia e pulita così da riflettere la luce; lucido: scarpe lustre; occhi lustri, luccicanti per il pianto, la commozione, la febbre; faccia lustra, grassa e con la pelle tesa e lucente  s.m.    • 1 •   lucentezza: dare il lustro ai mobili    • 2 •   (fig.) onore, distinzione, prestigio: una presenza che dà lustro al paese  | persona o cosa che costituisce vanto: essere il lustro della famiglia. 
lustro   (2) s.m.  (lett.) spazio di cinque anni, quinquennio.
lutare   v. tr.  cementare, trattare con luto.
luteina   s.f.  (biol.) ormone prodotto dal corpo luteo ovarico; progesterone.
luteinico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo al corpo luteo | ormone luteinico, progesterone.
luteo   agg.    • 1 •   (lett.) di color giallo    • 2 •   corpo luteo, (biol.) formazione che compare nell'ovaio al posto del follicolo, dopo l'ovulazione.
luteola   s.f.  (bot.) altro nome della guada  o guaderella. 
luteolina   s.f.  pigmento giallo della classe dei flavoni, usato per tingere lana e seta.
luteranesimo   meno com. luteranismo [lu-te-ra-nì-smo], s.m.  la dottrina religiosa e l'insieme delle chiese cristiane che si ispirano al pensiero e all'opera di martin lutero (1483-1545): il luteranesimo tedesco. 
luterano   agg.  di, relativo a lutero o al luteranesimo: riforma, chiesa luterana   s.m.  [f. -a] seguace di lutero o del luteranesimo.
lutezio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è lu; è un metallo delle terre rare.
luto   s.m.    • 1 •   impasto d'argilla o di fango usato un tempo per otturare fori o fessure    • 2 •   (ant.) fango.
lutolento    ⇨ lutulento.
lutoterapia   s.f.  (med.) cura con fanghi termali.
lutreola   s.f.  (zool.) piccolo mammifero carnivoro, con zampe corte palmate, pelliccia lucida, bruna sul dorso e grigia sul ventre; abile nuotatore, vive nelle zone ricche d'acqua dell'europa (dove però è oggi quasi estinto) e dell'asia settentrionale; è detto anche lontra minore  e visone d'europa  (fam.  mustelidi).
lutta    ⇨ lotta.
luttare   (1)  ⇨ lottare.
luttare   (2) v. intr.  (ant.) dolersi, piangere: io son essa che lutto, / madre, a la tua pria ch'a l'altrui ruina  (dante purg.  xvii, 38-39).
lutto   s.m.    • 1 •   sentimento di vivo dolore che si prova per la morte di qualcuno o per gravi disgrazie: lutto di famiglia; partecipare al lutto di un amico; lutto nazionale, cordoglio pubblico ufficialmente proclamato in tutto il territorio di uno stato    • 2 •   complesso di usanze tradizionali che obbligano i parenti di un defunto a certi comportamenti, per lo più restrittivi, per un determinato periodo di tempo; in genere, qualsiasi segno esteriore con cui si manifesta il proprio dolore: osservare, tenere il lutto; lutto stretto, che comporta il vestire di nero e l'astenersi da ogni divertimento; abiti da lutto, neri; abiti da mezzo lutto, neri e bianchi, o grigi; chiesa parata a lutto, addobbata con paramenti neri o viola; carta, giornale, manifesto listato a lutto, sui quali è stampata una lista nera; mettere, portare il lutto, gli abiti neri, o altri segni convenzionali (fascia nera al braccio, bottone nero all'occhiello ecc)    • 3 •   (estens.) perdita, morte di una persona cara: avere avuto un lutto in famiglia  | sventura, calamità: la guerra è causa di molti lutti. 
luttuoso   agg.  che è causa di lutto; gravemente doloroso: avvenimento luttuoso  § luttuosamente avv. 
lutulento   meno com. lutolento, rar. lotolento, agg.  (lett.) fangoso: su i colli de le argonne alza il mattino / brumoso, accidioso e lutulento  (carducci).
luvaro   s.m.    • 1 •   pesce marino poco comune nel mediterraneo, lungo fino a    • 2 •   metri, con corpo di forma affusolata, colore grigio argenteo e pinne rosse; è detto anche pesce imperatore  (ord.  perciformi)    • 2 •   nome regionale del pesce denominato anche 'pagello' o 'fragolino'.
lux   s.m. invar.  (fis.) unità di misura dell'illuminamento nel sistema internazionale (abbr. in lx), pari all'illuminamento prodotto su una superficie di area    • 1 •   m2 dal flusso luminoso di    • 1 •   lumen incidente perpendicolarmente.
luxmetro   s.m.  (fis) apparecchio per misurare l'illuminazione in lux.
m   s.f.  o m. invar.  tredicesima lettera dell'alfabeto (undicesima dell'alfabeto italiano tradizionale), il cui nome è emme; in it. rappresenta la consonante nasale bilabiale | m come milano, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. m  è sigla automobilistica di malta) e abbreviazioni (p. e. m. v. , maria vergine; s.m. , sua maestà, o stato maggiore; s.p. m. , sue proprie mani, si scrive sulla corrispondenza riservata personalmente al destinatario; m. e. , medio evo; m. c. m. , minimo comune multiplo; m. , per nomi propri di persona come marco, mauro, marina) | m, in metrologia, simbolo del metro; m    • 2 •   (o, impropriamente, mq), metro quadro; m    • 3 •   (o, impropriamente, mc), metro cubo | m, (fis.) simbolo della massa | m, nella numerazione romana rappresenta il mille | m, (econ.) aggregato monetario: m1, aggregato formato da circolante e depositi bancari e postali in conto corrente; m2, formato da m1 più i depositi bancari e postali a risparmio; m3, formato da m2 più i buoni ordinari del tesoro.
mä  lströ m;mälström;s.m. invar.  vortice improvviso e gigantesco che si forma nel mare di norvegia.
ma   (1) cong.    • 1 •   però, bensì (contrappone due elementi di una proposizione che hanno la stessa funzione sintattica o due proposizioni della stessa specie, talora anche ellitticamente): è un libro difficile ma interessante; gli ho scritto, ma non mi ha mai risposto; non punirò te ma lui; non per mancanza di fiducia, ma per maggior sicurezza; ha diversi quadri, ma non di autore; dammene, ma solo un poco; vai, ma in fretta  | con valore di anzi : non buono, ma eccellente  | in espressioni familiari con valore rafforzativo: cattivo, ma proprio cattivo; bella, ma bella davvero  | premessa come rafforzativo ad altre congiunzioni avversative: ma pure; ma tuttavia; ma nondimeno; molto diffuso nella lingua fam. ma però    • 2 •   in principio di periodo indica passaggio ad altro argomento: ma parliamo d'altro; ma ammettiamo pure che...; ma tornando a quanto vi dicevo... ' nell'uso fam. è usata con valore enfatico nelle esclamazioni o in proposizioni esclamative o interrogative: ma insomma!; ma che splendida giornata!; ma che cosa vuoi farmi credere!; ma se lo sanno tutti!; ma è vero?!; ma che dici?; ma sì!; ma no!  | in funzione di s.m. invar.  si usa per indicare un'obiezione, un ostacolo (per lo più in unione con se): a forza di ma e di se, non si viene mai a capo di nulla; sbrigati, senza tanti ma e se; devi partire subito, non c'è ma che tenga!. 
ma   (2) o mah, inter.  indica incertezza, dubbio, nelle risposte: «e' uscito?» «ma! non lo so»  oppure «ma!»; si usa anche in tono di disapprovazione o rassegnazione: «sai che ha interrotto gli studi?» «ma!»; gli lasciano fare tutto ciò che vuole... ma!; purtroppo non c'è niente da fare... ma!. 
macabro   agg.  spaventoso, raccapricciante: spettacolo macabro; scoperta macabra  | usato anche come s.m.  : avere il gusto del macabro  § macabramente avv. 
macaco   non com. macacco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   genere di scimmie grigio-brune dal corpo tozzo, con coda breve e talora del tutto assente e visiera sopraorbitale molto vistosa (ord.  primati)    • 2 •   (fig.) persona sciocca o goffa.
macadam   s.m.  tipo di pavimentazione stradale costituito da pietrisco costipato con un rullo compressore e amalgamato col suo stesso detrito.
macadamizzare   v. tr.  pavimentare una strada col macadam.
macao   s.m.  gioco di carte, d'azzardo, simile al sette e mezzo.
macaone   s.m.  farfalla diurna con ali gialle a macchie e venature nere e con un occhio rosso sulle ali inferiori (fam.  papilionidi).
macaronico    ⇨ maccheronico.
macca   s.f.  (pop. tosc.) grandissima abbondanza; macco | a macca, in gran quantità anche, a ufo, a scrocco: mangiare a macca. 
maccabeo   s.m.  (fam.) persona goffa o stupida.
maccarello   s.m.  (zool.) scombro.
maccaronico    ⇨ maccheronico.
maccartismo   s.m.  atteggiamento politico improntato a violento anticomunismo; si riferisce propriamente al clima politico che caratterizzò gli stati uniti negli anni dal 1950 al 1953, per l'opera del senatore j. r. mccarthy (1909-1957).
maccartista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore del maccartismo.
macché   inter.  si usa per esprimere una forte negazione o opposizione: macché, non è vero!. 
maccheronaio   s.m.  [f. -ia] chi produce o vende maccheroni.
maccheronata   s.f.  (fam.)    • 1 •   mangiata di maccheroni; per estens., pranzo allegro tra amici    • 2 •   (fig.) grosso sproposito, errore madornale.
maccherone   s.m.    • 1 •   spec. pl.  tipo di pasta alimentare lunga e bucata, di diametro superiore ai bucatini; nei vari usi region., anche, spaghetto, bucatino ecc.: maccheroni al sugo, al pomodoro  | essere, cascare, piovere come il cacio sui maccheroni, (fig. fam.) si dice di cosa che giunge opportuna, a proposito. dim. maccheroncino    • 2 •   (fig.) persona sciocca; babbeo.
maccheronea   s.f.  opera letteraria scritta in latino maccheronico.
maccheronesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) maccheronico.
maccheronico   non com. macaronico e maccaronico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di un linguaggio burlesco costituito da parole del volgare o dialettali assoggettate alla morfologia e alla sintassi del latino; originatosi dalla poesia goliardica medievale, costituì un particolare strumento satirico-parodistico nella letteratura dei secc. xv e xvi, salendo a espressione d'arte con teofilo folengo (1491-1544): latino maccheronico; poesia maccheronica, in linguaggio maccheronico    • 2 •   (estens.) si dice di una qualsiasi lingua storpiata da persona che la parla o scrive male: parla un inglese maccheronico   s.m.  linguaggio maccheronico § maccheronicamente avv. 
macchia   (1) s.f.    • 1 •   area di colore diversa dal resto di una superficie: un tessuto rosso a macchie bianche; avere una macchia sul volto  | ciuffo di peli di altro colore sul corpo d'un animale: mantello a macchie  | (anat. , med.) lo stesso che macula : macchia cieca, macula lutea | macchia solare, (astr.) area oscura visibile talvolta sul disco solare. dim. macchietta, macchiettina, macchiolina  accr. macchiona  pegg. macchiaccia    • 2 •   chiazza o altro segno lasciato da una sostanza sulla superficie di un corpo: macchia di unto, d'inchiostro, di vernice; fare, togliere una macchia | espandersi, allargarsi a macchia d'olio, rapidamente e in tutte le direzioni: una città che si è allargata a macchia d'olio | dipingere a macchie, (pitt.) dando il colore nelle tonalità essenziali, con tratti rapidi, senza amalgamarlo    • 3 •   (fig.) colpa, onta, vergogna: una vita senza macchia | cavaliere senza macchia e senza paura, persona integra e intrepida (per lo più scherz.).
macchia   (2) s.f.  boscaglia fitta, di difficile accesso: macchia mediterranea, zona di vegetazione in cui predominano i frutici sempreverdi, tipica delle zone rivierasche dei paesi mediterranei | darsi, buttarsi alla macchia, rifugiarsi in zone selvagge per sfuggire alla cattura; quindi, darsi alla latitanza, alla lotta clandestina; (fig. scherz.) rendersi irreperibile | fare qualcosa alla macchia, (fig.) clandestinamente: stampare alla macchia, occultando volontariamente o falsificando luogo e data dell'edizione e nome dell'editore.
macchiaiolo   lett. macchiaiuolo, s.m.  pittore appartenente a un movimento sorto a firenze intorno alla metà del sec. xix, che contrappose all'accademismo della pittura precedente una tecnica impressionistica basata sulla giustapposizione di macchie di colore.
macchiare   v. tr.  [io màcchio ecc.]    • 1 •   sporcare con una o più macchie: macchiare la tovaglia di vino; macchiarsi il vestito di olio  | (assol.) lasciare macchie: l'inchiostro macchia    • 2 •   (estens.) aggiungere a un alimento una piccola quantità di un'altra sostanza che ne modifica il colore naturale: macchiare il caffè, con un po' di latte; macchiare il latte, con un po' di caffè macchiare la pastasciutta, con un po' di sugo    • 3 •   (fig.) corrompere la purezza originaria: macchiare il proprio nome, la propria onorabilità    • 4 •   dipingere a macchie di colore | macchiarsi v. rifl.  coprirsi di una macchia o di macchie (anche fig.): la tappezzeria si è macchiata per l'umidità; macchiarsi di una colpa. 
macchiatico   s.m.  [pl. m. -ci] (st.) il diritto di tagliare legname minuto nelle macchie; anche, la tassa relativa.
macchiato   part. pass.  di macchiare  agg.  nei sign. del verbo: abito macchiato; latte, caffè macchiato; onore macchiato  | cosparso di macchie di colore diverso: marmo macchiato; mantello macchiato, quello degli animali che presenta macchie di colore diverso rispetto al fondo uniforme  s.m.  (pitt.) il modo in cui un pittore usa la macchia di colore.
macchieto   s.m.  terreno ricoperto da una vegetazione a macchia.
macchietta   s.f.    • 1 •   dim.  di macchia    • 2 •   (pitt.) bozzetto a olio dal vero eseguito in preparazione di un lavoro più impegnativo; piccola figura accessoria inserita in quadri di paesaggio | (estens.) schizzo, vignetta, caricatura    • 3 •   nel teatro di prosa e di varietà, e anche in opere di narrativa, personaggio secondario bizzarro e caricaturale | (estens.) persona buffa e stravagante.
macchiettare   v. tr.  [io macchiétto ecc.] cospargere di piccole macchie di colore diverso: macchiettare un tessuto. 
macchiettato   part. pass.  di macchiettare   agg.  con piccole macchie qua e là: una superficie gialla macchiettata di rosso. 
macchiettatura   s.f.  insieme di piccole macchie di colore diverso dal fondo su cui sono sparse.
macchiettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   pittore, disegnatore di macchiette    • 2 •   attore che impersona macchiette.
macchiettistico   agg.  [pl. m. -ci] da macchietta, da macchiettista: personaggio macchiettistico; rappresentazione, recitazione macchiettistica  § macchiettisticamente avv. 
macchina   ant. machina, s.f.    • 1 •   sistema costituito da uno o più meccanismi; più in generale, qualsiasi sistema fisico o fisico-chimico costruito per compiere operazioni che imitano, estendono, potenziano le capacità umane (p. e.  maglio) oppure costruito per trasformare l'energia (p. e.  trasformatore elettrico): macchine motrici, quelle che trasformano in energia meccanica altre forme di energia (p. e.  motore a scoppio); macchine operatrici, quelle che trasformano energia meccanica in lavoro utile (p. e.  compressore) o in altra forma di energia (p. e.  dinamo); macchine utensili, le macchine operatrici che asportano materiale dall'oggetto in lavorazione (p. e.  tornio); macchine elettriche, quelle che trasformano energia meccanica in energia elettrica o viceversa, oppure un tipo di energia in un altro con caratteristiche differenti; macchina ad acqua, a vapore, azionata da una corrente d'acqua o dalla forza del vapore; macchina agricola, per lavori agricoli; macchina calcolatrice, per eseguire operazioni di calcolo; macchina per scrivere, per la dattilografia; macchina fotografica, apparecchio per fare fotografie; macchina da presa, cinepresa; macchina da proiezione, proiettore | macchine semplici, i dispositivi meccanici a struttura elementare (leva, piano inclinato, cuneo, asse della ruota, carrucola) | macchina da guerra, ogni tipo di macchina d'assedio (p. e.  torri, arieti), da lancio (p. e.  catapulte, baliste) e da combattimento (p. e.  carri falcati) | macchine teatrali, denominazione dei congegni usati per ottenere effetti scenici. dim. macchinina, macchinetta, macchinuccia  accr. macchinona, macchinone  (m.) pegg. macchinaccia    • 2 •   in usi ellittici, può indicare qualsiasi macchina particolare, la cui specificazione risulterà dal contesto: avviare, fermare una macchina; lavorare a macchina; fatto a macchina, con mezzi meccanici, non a mano | per antonomasia, automobile: comprare una macchina nuova; fare un viaggio in macchina  | anche, locomotiva: hanno attaccato la macchina al treno; fare macchina indietro, indietreggiare con la locomotiva o con altri veicoli a motore; (fig.) recedere da una convinzione, da un proposito; rinunciare, ritirarsi | il complesso dei motori di una nave: il personale di macchina  | macchina per scrivere: battere una lettera a macchina  | macchina da stampa: il giornale è andato in macchina, hanno iniziato a stamparlo | (fam.) qualunque apparecchio, dispositivo, congegno: la macchina del caffè    • 3 •   (inform.) elaboratore, calcolatore: orientato alla macchina, fatto in modo da essere conforme alla logica dell'elaboratore e non a quella dell'operatore | in funzione di agg.  (sempre posposto al nome): relativo al processore, all'elaboratore; orientato alla macchina: linguaggio, codice macchina    • 4 •   (fam.) si usa in senso generico come oggetto di identificazione o termine di confronto per una persona che agisce meccanicamente o che lavora molto, senza stancarsi mai: non è un uomo ma una macchina; parlare come una macchina    • 5 •   (lett.) costruzione grandiosa e di complessa architettura: renzo... vide quella gran macchina del duomo sola sul piano  (manzoni p. s.  xi) | la macchina umana, il corpo umano | la macchina del mondo, (antiq.) l'universo    • 6 •   (fig.) complesso di organi, poteri, elementi che agiscono in stretta interdipendenza per il raggiungimento di uno scopo comune o lo svolgimento di un'unica attività apparato: la macchina dello stato, della giustizia, della legge    • 7 •   (fig. non com.) intrigo, macchinazione: ordire una macchina    • 8 •   nel ciclismo, automobilismo e motociclismo, misura della lunghezza del mezzo con cui si valuta la distanza tra un concorrente e l'altro: avere tre macchine di vantaggio; vincere per mezza macchina. 
macchinale   agg.  si dice di movimento o atto meccanico, compiuto senza l'intervento della volontà: gesti macchinali  § macchinalmente avv. 
macchinamento   s.m.  (non com.) macchinazione.
macchinare   v. tr.  [io màcchino ecc.]    • 1 •   (non com.) lavorare, passare a macchina: macchinare il legname, i tessuti    • 2 •   (fig.) studiare, preparare di nascosto: macchinare una burla; cosa stanno macchinando i bambini?  | (assol.) ordire, tramare: macchinare contro qualcuno. 
macchinario   s.m.  complesso funzionale di macchine che concorrono a una determinata lavorazione; anche, l'insieme delle macchine di uno stabilimento industriale.
macchinata   s.f.  nel linguaggio corrente, il lavaggio eseguito con una lavastoviglie o con una lavabiancheria; anche, il carico di stoviglie o di indumenti immesso in una lavastoviglie o in una lavabiancheria.
macchinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi macchina: macchinatore di intrighi. 
macchinazione   s.f.  il macchinare; trama, intrigo: sventare una macchinazione; essere vittima di una macchinazione. 
macchinetta   s.f.    • 1 •   dim.  di macchina    • 2 •   nel linguaggio familiare, designa alcuni oggetti di uso comune, quali l'accendisigari, la caffettiera, l'attrezzo che usa il parrucchiere per tagliare i capelli ecc. | parlare come una macchinetta, (fig.) in continuità e rapidamente.
macchinismo   s.m.    • 1 •   (ant.) meccanismo; congegno meccanico    • 2 •   (antiq.) la meccanizzazione dei processi produttivi; per estens., la civiltà industriale    • 3 •   (filos.) termine antiquato per meccanicismo. 
macchinista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   chi è addetto a far funzionare una macchina o delle macchine; in partic., conduttore di una locomotiva o incaricato dei servizi dell'apparato motore di una nave    • 2 •   in teatro e negli studi televisivi, operaio addetto al montaggio delle scene; nel cinema, operaio che prepara i praticabili, cura gli spostamenti della macchina da presa ecc.
macchinosità   s.f.  l'essere macchinoso.
macchinoso   agg.  eccessivamente elaborato, complicato: progetto macchinoso; romanzo macchinoso, dalla trama eccessivamente complicata § macchinosamente avv. 
macchione   s.m.  tratto di terreno, zona con vegetazione a macchia | star fermo, sodo, saldo al macchione, (fig.) non muoversi da un posto; non smuoversi dal proprio proponimento (con riferimento agli uccelli che restano nascosti nella vegetazione quando i cacciatori cercano di snidarli).
macco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (ant.) vivanda di fave cotte e passate al setaccio; per estens., minestra stracotta, ridotta in poltiglia    • 2 •   (pop. tosc.) macca | a macco, in abbondanza; anche, a ufo, a scrocco.
macea    ⇨ macia.
macedone   agg.  della macedonia, regione storica e moderna della penisola balcanica: l'impero, la falange macedone   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi abita o è nativo della macedonia | alessandro il macedone, alessandro magno    • 2 •   la lingua parlata in macedonia.
macedonia   s.f.    • 1 •   miscuglio di frutta varia, tagliata a piccoli pezzi, condita con zucchero e succo di limone o liquore    • 2 •   (fig.) mescolanza di elementi eterogenei | parola macedonia, (ling.) quella costituita di frammenti di altre parole, secondo un procedimento tipico del linguaggio burocratico o commerciale (p. e. confindustria  da confederazione  e industria).
macedonico   agg.  [pl. m. -ci] della macedonia; macedone.
macellabile   agg.  che può essere macellato.
macellaio   region. macellaro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi macella le bestie | chi vende le carni in una macelleria    • 2 •   (fig. spreg.) chirurgo incapace | ufficiale che ordina operazioni militari che provocano la morte di molti soldati.
macellamento   s.m.  (rar.) macellazione.
macellare   v. tr.  [io macèllo ecc.]    • 1 •   ammazzare bestie che servono all'alimentazione dell'uomo, preparandone le carni per il commercio    • 2 •   (estens.) uccidere, far morire un gran numero di persone: popoli interi sono stati macellati dalle guerre    • 3 •   (fig. fam.) rovinare, guastare.
macellaro    ⇨ macellaio.
macellatore   s.m.    • 1 •   chi abbatte, scuoia e squarta le bestie nei macelli    • 2 •   (estens.) chi uccide o provoca la morte di molte persone.
macellazione   s.f.  il macellare, l'essere macellato: animali pronti per la macellazione. 
macelleria   s.f.  la bottega o lo stand di un mercato in cui si vendono le carni macellate.
macello   s.m.    • 1 •   luogo in cui si macellano le bestie | (non com.) macelleria    • 2 •   macellazione: bestie da macello    • 3 •   (fig.) grande strage di uomini: l'esplosione causò un macello  | condurre al macello, a morte certa, a sanguinosa sconfitta | carne da macello, si dice di soldati impiegati in operazioni belliche in cui saranno sicuramente massacrati    • 4 •   (fig. fam.) disastro, scempio, sconquasso: i bambini hanno fatto un macello in cucina  | caotico affollamento di cose o persone: c'era un macello di gente. 
macerabile   agg.  che può essere macerato: carte macerabili. 
macerabilità   s.f.  (non com.) l'essere macerabile.
maceramento   s.m.  macerazione (spec. fig.).
macerare   v. tr.  [io màcero ecc.]    • 1 •   tenere una sostanza a bagno nell'acqua o in altro solvente affinché perda la sua durezza o per estrarne uno o più componenti    • 2 •   sottoporre a decomposizione; far putrefare: l'acqua macera le foglie  | nell'ind. tessile e in quella cartaria, sottoporre al processo di macerazione: macerare la canapa, gli stracci    • 3 •   (fig. lett.) tormentare, affliggere, angustiare: il dolore, il rimorso e la vergogna / mi maceravan l'anima  (graf) | nel linguaggio religioso, mortificare, sottoporre a penitenza: macerare il proprio corpo  | v. intr.  [aus. avere], macerarsi v. rifl.    • 1 •   essere sottoposto a macerazione    • 2 •   (non com.) imputridire, marcire | v. rifl.  tormentarsi, angustiarsi, rodersi: macerarsi dal dolore, per la gelosia, nel rimorso  | nel linguaggio religioso, mortificarsi: macerarsi nelle penitenze. 
maceratese   agg.  di macerata  s.m.  e f.  abitante, nativo di macerata.
macerato   part. pass.  di macerare  e macerarsi   agg.  nei sign. del verbo | che ha aspetto di cosa macerata: volto macerato, molto segnato, sofferente  s.m.  ciò che è messo a macerare.
maceratoio   s.m.  fossa o vasca in cui si effettua la macerazione.
maceratore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi è addetto a operazioni di macerazione    • 2 •   apparecchio, costituito essenzialmente da una caldaia, in cui si realizza la macerazione  agg.  (non com.) che macera, che logora fisicamente o moralmente.
macerazione   s.f.    • 1 •   il macerare, il macerarsi, l'essere macerato    • 2 •   trattamento degli steli di canapa, lino e altre piante tessili per separare le fibre dalla parte legnosa; si effettua in acqua nel maceratoio o in soluzione alcalina nel maceratore    • 3 •   trattamento degli stracci di cotone, della carta da macero e della paglia di cereali per ricavarne la pasta da carta; si effettua nel maceratoio    • 4 •   (fig.) tormento, angustia | mortificazione, penitenza corporale.
macereto   s.m.    • 1 •   (non com.) ammasso di macerie    • 2 •   cumulo di detriti formatosi per la disgregazione delle rocce.
maceria   s.f.    • 1 •   (non com.) muro basso a secco, di pietre non squadrate    • 2 •   spec. pl.  ammasso di materiali prodotto dal crollo di edifici e strutture murarie: dopo il terremoto il paese era ridotto a un cumulo di macerie. 
macero   agg.    • 1 •   macerato, marcio: foglie macere    • 2 •   (estens.) pesto, contuso | (fig.) sparuto, smunto: viso macero  | (lett.) stremato, esausto: cadeano a squadre a squadre / semivestiti, maceri e cruenti  (leopardi sopra il monumento di dante  143-144)  s.m.  maceratoio: carta da macero. 
macerone   s.m.  pianta erbacea perenne con foglie pennate e fiori gialli; i rami giovani sono commestibili (fam.  ombrellifere).
mach   s.m. invar.  (fis.) in numero di mach  (o assol. mach), rapporto tra la velocità di un corpo in un fluido e la velocità del suono in quello stesso fluido; unità relativa di velocità: volare a mach    • 2 •   , a una velocità doppia rispetto a quella del suono, cioè a circa 4000 chilometri l'ora.
machete   s.m. invar.  grosso coltello a un solo taglio usato nell'america centromeridionale per la raccolta della canna da zucchero, per il diboscamento o come arma.
-machia  -machia secondo elemento di parole composte di origine greca, dal gr. -machía, deriv. di máchesthai  'combattere'; significa 'combattimento, battaglia' (tauromachia).
machiavelleria   s.f.  trovata astuta; sotterfugio, inganno.
machiavellesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) machiavellico § machiavellescamente avv. 
machiavelliano   agg.  dello scrittore e uomo politico fiorentino n. machiavelli (1469-1527) o relativo al suo pensiero, alle sue opere: stile machiavelliano. 
machiavellico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (non com.) machiavelliano    • 2 •   (fig. spreg.) astuto e privo di scrupoli; subdolo: piano machiavellico  § machiavellicamente avv.  astutamente, subdolamente.
machiavellismo   s.m.    • 1 •   corrente di pensiero politico che si ricollega alle dottrine di machiavelli, interpretate, in parte arbitrariamente, come la teorizzazione del primato della politica sulla morale    • 2 •   (estens.) opportunismo, utilitarismo, spec. nell'ambito dei rapporti politici    • 3 •   (fig.) atto o condotta astuti, improntati a doppiezza.
machiavellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   studioso di machiavelli, del suo pensiero politico    • 2 •   chi è seguace del machiavellismo | (spreg.) chi si comporta in modo astuto e subdolo.
machiavello   s.m.    • 1 •   espediente ingegnoso; stratagemma, trucco    • 2 •   (non com.) persona astuta, che agisce con spregiudicatezza.
machina    ⇨ macchina.
machismo   s.m.  (gerg.) atteggiamento, comportamento da macho; maschilismo esasperato.
machmetro   s.m.  (aer.) strumento impiegato sugli aeroplani supersonici per la misurazione della velocità in numero di mach.
macho   s.m. invar.  (gerg.) uomo che ostenta la sua mascolinità  agg. invar.  (gerg.) che sottolinea o conferisce i caratteri di una mascolinità esteriore ed esibita: atteggiamento, moda macho. 
macia   poet. macea, s.f.  (tosc.) mucchio di rovine, ammasso di macerie: macee che furono una chiesa  (pascoli).
macie   s.f. invar.  (lett.) estrema magrezza; macilenza: macie cadaverica. 
macigno   s.m.    • 1 •   pietra arenaria grigiastra molto dura, usata come pietra da costruzione, per selciare strade e fare macine da mulino    • 2 •   (estens.) masso, pietra di notevole grandezza; anche, roccia, rupe di pietra viva: la quercia /... abbarbicata sempre al suo macigno  (ungaretti) | duro, pesante come un macigno, (fig.) durissimo, pesantissimo | è un macigno, (fig.) si dice di persona tenace, ostinata o, anche, di grande fermezza; detto di cosa, molto pesante | avere un cuore di macigno, (fig.) essere insensibile    • 3 •   (fig.) ostacolo insormontabile.
macilento   agg.  magro, emaciato: una figura sparuta e macilenta. 
macilenza   s.f.    • 1 •   l'essere macilento    • 2 •   malattia del baco da seta che produce rammollimento e morte delle larve.
macina   s.f.    • 1 •   grossa mola di pietra che, strisciando su un'altra mola ferma o rotolando su un tracciato anulare, costituisce l'elemento lavorante di un mulino a palmenti, di un frantoio per olive e sim. | pesante come una macina, (fig.) pesantissimo    • 2 •   (rar.) macinatura.
macinabile   agg.  che si può macinare.
macinacaffè   s.m. invar.  macinino per il caffè.
macinacolori   s.m. invar.  macchina per macinare e raffinare i colori a olio.
macinadosatore   s.m.  [pl. -ri] apparecchio che macina il caffè e lo dosa in quantità appropriata per le macchine che preparano il caffè espresso; è usato soprattutto nei bar.
macinapepe   s.m. invar.  macinino per il pepe.
macinare   v. tr.  [io màcino ecc.]    • 1 •   ridurre in polvere o in frammenti minuti mediante la macina o una qualsiasi altra macchina trituratrice: macinare la farina, il caffè; macinare la carne, tritarla minutamente | macinare chilometri, (fig.) percorrere lunghi tratti di strada senza fare soste | prov.  : acqua passata non macina più, le cose che appartengono al passato non incidono sul presente (con allusione al fatto che, un tempo, i mulini erano azionati ad acqua)    • 2 •   (fig.) ritornare continuamente od ossessivamente su pensieri, idee, propositi: macinare rabbia, rancore. 
macinata   s.f.  il macinare in fretta, alla meglio; quantità che viene macinata in una sola volta: dare una macinata al caffè; una macinata di pepe.  dim. macinatina. 
macinato   part. pass.  di macinare   s.m.    • 1 •   prodotto della macinazione; in partic., la farina | tassa sul macinato, antico tributo che aveva per oggetto la macinazione dei cereali    • 2 •   (fam.) carne tritata.
macinatoio   s.m.  arnese che serve a macinare | mulino, frantoio.
macinatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto alla macinazione  agg.  che macina: macchina macinatrice. 
macinatura   s.f.  il macinare, l'essere macinato; macinazione.
macinazione   s.f.  macinatura.
macinino   s.m.    • 1 •   piccola macchina azionata a mano o elettricamente per macinare caffè, pepe o sim.    • 2 •   (scherz.) automobile o altro veicolo vecchio e malandato.
macinio   s.m. invar.  un macinare continuato.
macis   s.m.  e f. invar.  nome commerciale della membrana che avvolge il seme della noce moscata; è usata come condimento, in profumeria e in medicina.
maciste   s.m.  (scherz.) si dice di uomo fortissimo, dalla corporatura particolarmente robusta.
maciulla   s.f.  (tosc. , lett.) maciullatrice.
maciullamento   s.m.  il maciullare, l'essere maciullato; stritolamento.
maciullare   v. tr.    • 1 •   separare con la maciullatrice le parti fibrose del fusto della canapa o di altra pianta tessile dalle parti legnose    • 2 •   (estens.) stritolare: l'ingranaggio gli ha maciullato la mano. 
maciullatrice   s.f.  macchina per maciullare la canapa e altre piante tessili.
maciullatura   s.f.  l'operazione del maciullare; gramolatura.
maclura   s.f.  albero ornamentale con foglie ovate e grosse infruttescenze gialle (fam.  moracee).
macola   e deriv.   ⇨ macula e deriv. 
macramè   s.m.    • 1 •   sorta di trina pesante usata per guarnizioni, ottenuta intrecciando e lavorando insieme fili o cordoncini    • 2 •   (antiq.) tipo di armatura per la tessitura degli asciugamani; l'asciugamano stesso.
macro-  macro- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. makrós  'lungo, esteso'; vale 'grande, di notevole estensione', contrapponendosi di solito a micro-  (macrocosmo). in medicina indica sviluppo superiore al normale di un organo o di una sua parte (macrocefalia). talora significa 'lungo' in contrapposizione a brachi-  (macruri) [ ⇨ mega-].
macrò   s.m.  (gerg.) sfruttatore di prostitute.
macro   (1)  ⇨ magro.
macro   (2) s.f. invar.    • 1 •   abbr. di macrofotografia    • 2 •   (inform.) abbr. di macroistruzione   s.m. invar.  obbiettivo per la macrofotografia.
macroanalisi   s.f.    • 1 •   analisi che si limita a rilevare gli aspetti più appariscenti di un fenomeno o di una serie di fenomeni    • 2 •   (econ.) macroeconomia.
macrobiotica   s.f.    • 1 •   disciplina ispirata ai principi dell'antica medicina cinese, che si propone di allungare la vita umana    • 2 •   dieta macrobiotica.
macrobiotico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di alimento che conserva integralmente le proprietà nutritive originarie | dieta macrobiotica, basata su cereali integrali, verdure e pochi alimenti di origine animale, non prodotti né lavorati industrialmente | ristorante macrobiotico, dove vengono serviti cibi a base di alimenti macrobiotici § macrobioticamente avv.  con alimenti macrobiotici.
macrobioto   s.m.  (zool.) genere di tardigradi di piccole dimensioni, capaci di resistere a lungo in stato di quiescenza quando le condizioni di vita siano sfavorevoli.
macroblasto   s.m.  (bot.) ramo nel quale le foglie sono notevolmente distanziate l'una dall'altra.
macrocefalia   s.f.  (med.) sviluppo eccessivo del cranio degli uomini o degli animali.
macrocefalo   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da macrocefalia.
macrochilia   s.f.  (med.) ipertrofia delle labbra.
macrochiri   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli con zampe corte e ali molto sviluppate, al quale appartengono le rondini e i colibrì | sing.  [-o] ogni uccello di tale ordine.
macrochiria   s.f.  (med.) grandezza abnorme delle mani.
macrocito   o macrocita [pl. -ti], s.m.  (biol.) globulo rosso di dimensioni più grandi del normale ma che conserva invariata la sua funzionalità.
macrocitosi   s.f.  (med.) presenza di macrociti nel sangue.
macroclima   s.m.  [pl. -mi] (geog.) il complesso dei fenomeni climatici che riguardano una vasta regione.
macrocosmo   s.m.  (filos.) l'universo, in contrapposizione all'uomo considerato come un piccolo mondo a sé (microcosmo).
macrocristallino   agg.  (geol.) si dice di roccia cristallina i cui elementi costitutivi sono chiaramente visibili.
macrodattilia   s.f.  (med.) lunghezza abnorme delle dita.
macrodattilo   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi presenta macrodattilia.
macrodistribuzione   s.f.  (econ.) distribuzione del reddito considerata per grandi aggregati (salari, profitti, rendite).
macrodonte   agg.  e s.m.  e f.  (med.) che, chi presenta macrodontismo.
macrodontia   s.f.  macrodontismo.
macrodontismo   s.m.  presenza di una dentatura particolarmente sviluppata in determinati individui o popolazioni.
macroeconomia   s.f.  (econ.) studio di un'economia nel suo complesso, attraverso le variazioni di grandezze aggregate quali il prodotto nazionale, i consumi e gli investimenti totali, l'occupazione, il livello generale dei prezzi.
macroeconomico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla macroeconomia: analisi macroeconomica. 
macroestesia   s.f.  (med.) alterazione della sensibilità tattile per cui gli oggetti vengono percepiti più grandi del reale.
macroevoluzione   s.f.  (biol.) evoluzione che porta a cambiamenti di notevole entità all'interno di un gruppo, differenziandolo in classi e tipi.
macrofago   s.m.  [pl. -gi] (biol.) cellula del sangue con capacità fagocitaria.
macroflora   s.f.  l'insieme delle piante che popolano una vasta regione.
macrofotografia   s.f.  tecnica di ripresa fotografica per ottenere immagini ingrandite di oggetti molto piccoli; la fotografia stessa ottenuta con tale tecnica.
macroftalmia   s.f.  (med.) grandezza abnorme dei globi oculari.
macroftalmo   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi presenta macroftalmia.
macrogamete   s.m.  (biol.) si dice del gamete femminile (ovulo), che è molto più grande del gamete maschile (spermatozoo).
macrogenitosomia   s.f.  (med.) precocità nello sviluppo somatico e sessuale, causata da un abnorme funzionamento di alcune ghiandole endocrine.
macroglossa   s.f.  farfalla dal caratteristico apparato boccale fornito di una lunga proboscide per succhiare il nettare dei fiori (ord.  lepidotteri).
macroglossia   s.f.  (med.) sviluppo abnorme della lingua.
macroglosso   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi presenta macroglossia.
macrognatismo   s.m.  (med.) prognatismo.
macroistruzione   s.f.  (inform.) istruzione singola espressa in forma simbolica, che sintetizza più istruzioni in linguaggio macchina.
macrolinguistica   s.f.  disciplina che studia i fatti linguistici dal punto di vista quantitativo; linguistica quantitativa.
macromelia   s.f.  (med.) sviluppo abnorme degli arti.
macrometeorologia   s.f.  branca della meteorologia che studia i fenomeni atmosferici in relazione alla terra nel suo complesso o a vaste regioni di essa.
macromolecola   s.f.  (chim.) molecola di grandi dimensioni e di elevato peso molecolare, spesso formata dall'unione di unità più semplici (p. e.  quella dell'amido, della cellulosa, delle proteine).
macromolecolare   agg.  (chim.) relativo alle macromolecole; costituito da macromolecole.
macronucleo   s.m.  (biol.) nucleo molto sviluppato che in alcuni protozoi assolve le funzioni della cellula.
macropetalo   agg.  (bot.) si dice di fiore che ha grandi petali.
macropia   s.f.  (med.) lo stesso che macropsia. 
macroplasia   s.f.  (med.) sviluppo eccessivo di una parte del corpo.
macropode    ⇨ macropodo 1.
macropodia   s.f.  (med.) sviluppo abnorme dei piedi.
macropodidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi marsupiali a cui appartiene il canguro | sing.  [-e] ogni mammifero appartenente a tale famiglia.
macropodo   (1) o macropode, agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi presenta macropodia.
macropodo   (2) s.m.  (zool.) genere di pesci tropicali allevati per i bellissimi colori (ord.  perciformi).
macroprogrammazione   s.f.  (inform.) programmazione effettuata facendo uso di macroistruzioni.
macroprosopia   s.f.  (med.) grandezza eccessiva del viso.
macropsia   s.f.  (med.) difetto della vista per cui gli oggetti si percepiscono più grandi del reale (p. e.  la miopia).
macrorrinia   s.f.  (med.) eccessiva grandezza del naso.
macrorrino   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi presenta macrorrinia.
macroscelia   s.f.  (med.) esagerata lunghezza delle gambe.
macroscelidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di piccoli mammiferi africani somiglianti a topi, con corpo breve, zampe posteriori e coda lunghe, grandi occhi rotondi, muso prolungato in una proboscide, lingua protrattile (ord.  insettivori) | sing.  [-e] ogni mammifero di tale famiglia.
macroscopico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di oggetto o fenomeno che è visibile a occhio nudo    • 2 •   (fig.) evidente, enorme: un errore macroscopico  § macroscopicamente avv. 
macrosismo   o macrosisma, s.m.  terremoto di intensità tale da essere percepito dall'uomo.
macrosociologia   s.f.  settore della sociologia che ha come oggetto di studio fenomeni o strutture sociali considerati nella loro totalità.
macrosociologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla macrosociologia.
macrosomia   (med.) gigantismo.
macrosomico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che presenta macrosomia.
macrospora   s.f.  (bot.) spora che dà origine al gametofito femminile.
macrosporangio   s.m.  (bot.) sporangio che produce le macrospore.
macrosporogenesi   s.f.  (bot.) formazione delle macrospore in base a un processo meiotico.
macrostilia   s.f.  (bot.) caratteristica dei fiori che presentano uno stilo lungo.
macrostomia   s.f.  (med.) sviluppo eccessivo dell'apertura della bocca.
macrostruttura   s.f.  struttura macroscopica di un corpo, di un organismo (anche fig.).
macrotesto   s.m.  nel linguaggio della critica letteraria, insieme di testi (p. e.  le opere di un autore o quelle appartenenti a un genere, a un'epoca) i quali, presentando carattere di omogeneità, possono essere considerati come un unico grande testo.
macrotia   s.f.  (med.) sviluppo eccessivo del padiglione auricolare.
macrottero   agg.  si dice di insetto che ha ali molto sviluppate.
macruri   s.m. pl.  (zool.) sottordine di crostacei decapodi dal corpo allungato (p. e.  gamberi, aragoste) | sing.  [-o] ogni crostaceo di tale sottordine.
macruriformi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci ossei abissali con coda molto assottigliata e corpo circondato da una pinna continua | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
macuba   s.m.  e f. invar.  tabacco da fiuto, molto fine, profumato alla rosa, proveniente da macuba, nella martinica.
macula   ant. macola, s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) macchia | (fig.) infamia, disonore    • 2 •   (anat. , med.) piccola zona circoscritta dell'epidermide, diversa per colore dal tessuto circostante | macula corneale, formazione grigiastra della cornea dovuta a processi infiammatori | macula lutea, piccola area ellissoidale nella parte centrale della retina, che ha il massimo potere visivo.
maculare   (1) o macolare, v. tr.  [io màculo ecc.]    • 1 •   (lett.) macchiare, imbrattare, contaminare (anche fig.)    • 2 •   (tosc.) ammaccare; lasciare un'ammaccatura sulla frutta o un livido sul corpo.
maculare   (2) agg.    • 1 •   (med.) relativo a una macula    • 2 •   che si riferisce alle macchie | zona maculare, (astron.) parte della superficie del sole comprendente le macchie solari.
maculato   o macolato, part. pass.  di maculare   agg.  (lett.) chiazzato, screziato: una lonza... / che di pel macolato era coverta  (dante inf.  i, 32-33).
maculatura   s.f.  (bot.) malattia che provoca la comparsa di macchie sulla superficie di foglie o frutti.
maculoso   agg.  (ant. , lett.) macchiato, maculato, chiazzato: maculosa pantera  (d'annunzio) | febbre maculosa, (med.) affezione febbrile che si manifesta con esantemi porporini.
macumba   s.f.  rito propiziatorio diffuso in brasile e nelle antille, che unisce insieme motivi pagani e cristiani; anche, la musica e la danza eseguite durante tale rito.
madama   s.f.    • 1 •   titolo di riguardo che veniva rivolto in passato a una signora; oggi usato solo in tono scherzoso o ironico    • 2 •   in epoca coloniale, concubina indigena di un bianco    • 3 •   nel gergo della malavita, la polizia.
madamato   s.m.  (dir.) reato commesso da un cittadino europeo che conviveva con un'indigena delle colonie.
madamigella   s.f.  titolo di riguardo che in passato veniva rivolto a una signorina; oggi usato solo in tono scherzoso o ironico.
madapolam   s.m. invar.  tela fine e leggera di cotone per biancheria; mussola.

madarosi   s.f.  (med.) caduta patologica delle ciglia.
maddalena   (1) s.f.  peccatrice redenta | fare la maddalena, (iron.) mostrarsi pentita.
maddalena   (2) s.f.  piccolo dolce a base di farina, latte e zucchero, in forma di conchiglia.
maddalenino   agg.  dell'isola della maddalena, nel mar tirreno  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della maddalena.
made in   loc. invar.  formula d'uso internazionale stampigliata sui prodotti commerciali e accompagnata dal nome di uno stato, per indicare il luogo di fabbricazione del prodotto: made in italy, fabbricato in italia.
made in italy   loc. sost. m. invar.  i prodotti dell'industria italiana considerati nel loro complesso: il boom del made in italy. 
madera   s.m. invar.  vino liquoroso ad alta gradazione alcolica, prodotto nell'isola di madera.
madia   (1) s.f.  mobile di legno di forma rettangolare, munito nella parte superiore di un coperchio sollevabile a cerniera, usato tradizionalmente nelle case di campagna per impastarvi il pane e per conservarvi farina, lievito e altri generi alimentari. dim. madietta  accr. madiona. 
madia   (2) s.f.  pianta erbacea con foglie vischiose, di odore sgradevole (fam.  composite) | olio di madia, olio estratto dai frutti di tale pianta, usato come combustibile e lubrificante.
madido   agg.    • 1 •   umido, bagnato alla superficie: fronte madida di sudore    • 2 •   (fig. lett.) pervaso, inondato: il pendio erboso era madido di luce  (cassola).
madiere   s.m.  (mar.) nella struttura della nave, la parte centrale dell'ordinata che poggia col centro sulla chiglia; è detta anche ossatura  o costola. 
madismo   e deriv.   ⇨ mahdismo e deriv. 
madison   s.m. invar.  ballo figurato di ritmo lento, originario del sud degli stati uniti.
madocina   inter.  (pop. sett.) eufemismo per madonna, usato in esclamazioni o anche in imprecazioni.
madonna   s.f.    • 1 •   (ant.) appellativo di cortesia con cui ci si rivolgeva alle donne di elevata condizione e che si premetteva al nome proprio    • 2 •   (lett.) la donna amata | essere donna e madonna, (scherz.) signora e padrona assoluta    • 3 •   la madonna, per antonomasia, la vergine maria, madre di cristo, al cui nome spesso sono uniti attributi: pregare, invocare la madonna; la madonna immacolata, del rosario, addolorata, delle grazie  | il mese della madonna, il mese di maggio, a lei dedicato e durante il quale si svolgono particolari riti mariani | avere le madonne, (pop.) essere adirato, di cattivo umore | avere una fretta, una fame della madonna, (pop.) avere una gran fretta, una gran fame. dim. madonnina, madonnella, madonnetta  | in funzione di inter.  (fam.) esprime paura, impazienza, stupore o altri sentimenti: madonna, che paura!; madonna, che pasticcio hai combinato!; madonna mia, aiutami!    • 4 •   (estens.) chiesa o santuario dedicati alla vergine: andare alla madonna di pompei    • 5 •   opera d'arte figurativa che rappresenta la vergine maria: le madonne di raffaello  | accr. madonnona, madonnone  (m.)    • 6 •   (estens.) donna di armoniosa e serena bellezza.
madonnaro   meno com. madonnaio, s.m.    • 1 •   artista che dipinge o scolpisce immagini della madonna; in partic., chi disegna madonne o soggetti sacri con i gessi colorati sui sagrati delle chiese o sui marciapiedi    • 2 •   venditore di immagini della madonna    • 3 •   chi, nelle processioni, porta l'immagine della madonna.
madonnina   s.f.    • 1 •   dim.  di madonna    • 2 •   piccola riproduzione pittorica o scultorea della madonna | per antonomasia, la statua della madonna che sovrasta il duomo di milano: la città della madonnina, milano    • 3 •   piccola medaglia con l'immagine della madonna    • 4 •   madonnino.
madonnino   s.m.  in numismatica, denominazione generica di antiche monete italiane che recano su una faccia l'immagine della madonna.
madoqua   s.f.  (zool.) genere di antilopi africane piccolissime (ord.  artiodattili).
madore   s.m.  (non com.) leggera umidità che trasuda dal corpo e che per lo più precede il sudore.
madornale   agg.    • 1 •   (ant.) materno, da parte di madre | nato da madre legittima    • 2 •   (ant. , tosc.) si dice dei rami più grossi di una pianta, nati dal ceppo principale; anche, di ortaggio nato al centro della pianta e, in genere, di grosse dimensioni: carciofi madornali    • 3 •   (fig.) di straordinaria grossezza; spropositato (spec. fig.): un errore madornale  § madornalmente avv. 
madornalità   s.f.  l'essere madornale; enormità (spec. fig.): la madornalità di un errore. 
madosca   inter.  (pop.) eufemismo per madonna, usato in esclamazioni o anche in imprecazioni.
madras   s.m. invar.  tessuto leggero di seta o di cotone con righe o quadrati di colori vivaci, usato per camicie, tendaggi e sim.
madrasa   s.f.  edificio dell'architettura islamica destinato all'insegnamento delle scienze teologiche e giuridiche.
madre   ant. matre, s.f.    • 1 •   donna che ha generato dei figli, considerata rispetto ai figli stessi: essere, divenire madre; la madre di due bimbi; essere orfano di madre; amore di madre  | madre di famiglia, che si dedica alla cura dei figli e della casa | essere una (seconda) madre per qualcuno, si dice di chi accudisce qualcuno volendogli bene come a un figlio; fare da madre a qualcuno, educarlo, aiutarlo a crescere con amore materno | parente per parte di madre, in linea materna | madre adottiva, la madre che ha adottato un figlio' aver succhiato qualcosa col latte della madre, (fig.) averla imparata fin dall'infanzia | usato come vocativo è di uso antiq. o lett. e viene sostituito nel linguaggio corrente da mamma    • 2 •   la femmina di animali che ha generato dei figli    • 3 •   titolo che si dà alle suore professe o a quelle che rivestono nel convento una carica particolare: la madre badessa    • 4 •   epiteto con il quale si vuol richiamare la nozione di maternità fisica o spirituale: la comune madre, la gran madre, la terra; tornare alla madre comune, antica, (eufem.) morire | madre natura, la natura in quanto generatrice di tutti gli esseri viventi | prima, antica madre, eva | madre dei peccatori, di misericordia, di grazia, la madonna | santa madre chiesa, la chiesa cattolica, in quanto accoglie tutti i fedeli    • 5 •   (fig.) causa, origine: la guerra è madre di lutti    • 6 •   matrice: ricevuta a madre e figlia    • 7 •   madre dell'aceto, massa gelatinosa, costituita da batteri acetificanti e altri microrganismi, che si sviluppa nell'aceto    • 8 •   dura madre, pia madre, (anat.) denominazione di due delle tre meningi che avvolgono i centri nervosi, e precisamente della più esterna e della più interna  agg. invar.    • 1 •   che è madre, che ha figli: ragazza madre, che ha avuto dei figli senza essere sposata | regina madre, titolo che si dà alla madre di un re e, più in partic., alla regina rimasta vedova cui subentra sul trono il figlio o la figlia    • 2 •   (fig.) che costituisce il principio, l'origine: idea, teoria, scienza madre, da cui derivano altre idee, teorie, scienze | lingua madre, dalla cui evoluzione sono derivate altre lingue: il latino è la lingua madre dell'italiano | scena madre, in un dramma, quella in cui si svolgono le azioni principali; per estens., scena di grande effetto, dai toni melodrammatici | casa madre, la casa religiosa di un ordine, da cui dipendono altre sedi; anche, la sede principale di un'impresa commerciale | acqua madre, (chim.) la soluzione acquosa satura che resta dopo la cristallizzazione parziale delle sostanze disciolte | scheda madre, (inform.) circuito stampato su cui sono montati i componenti principali di un computer e a cui possono essere collegati altri circuiti stampati secondari.
madrecicala   s.f.  la spoglia che la cicala adulta abbandona dopo la metamorfosi.
madreforma   s.f.  forma di gesso in cui si versa la colata metallica.
madreggiare   v. intr.  [io madréggio ecc. ; aus. esse re] (non com.) comportarsi da madre | essere simile alla madre nel fisico o nel carattere.
madrelingua   o madre lingua, s.f.  [pl. madrelingue  o madri lingue] la lingua del paese d'origine, appresa nella prima infanzia.
madrepatria   o madre patria, s.f.  [pl. madrepatrie  o madri patrie] il paese di origine per chi vive all'estero.
madreperla   s.f.  [pl. madreperle] strato interno della conchiglia di alcuni molluschi (p. e.  dell'ostrica), di colore bianco perlaceo, iridescente, utilizzato per la sua durezza nella fabbricazione di oggetti d'ornamento, bottoni, fibbie ecc. | usato anche come agg. invar.  : color madreperla, colore bianco perlaceo, tipico di questa sostanza.
madreperlaceo   agg.  di madreperla; che è simile alla madreperla per colore o per aspetto: riflessi madreperlacei. 
madreperlato   agg.  che è di aspetto simile alla madreperla o che è stato lavorato a madreperla.
madrepora   s.f.  (zool.) genere di celenterati marini muniti di scheletro calcareo e simili a coralli; riuniti in colonie, formano costruzioni calcaree di aspetto arborescente, costituenti banchi, barriere e atolli nei mari tropicali.
madreporico   agg.  [pl. m. -ci] di madrepora; formato da madrepore: banco madreporico  | simile alle madrepore: piastra madreporica, madreporite.
madreporite   s.f.  (zool.) in molti echinodermi, piastra costituita da una serie di stratificazioni calcaree attraversate da uno o più fori che permettono il passaggio dell'acqua tra l'esterno e l'interno.
madreselva   s.f.  [pl. madreselve] (bot.) caprifoglio.
madrevite   s.f.  [pl. madreviti] (mecc.)    • 1 •   elemento cavo filettato che si accoppia con una vite    • 2 •   utensile usato per eseguire la filettatura di viti.
madrigale   s.m.    • 1 •   breve componimento in endecasillabi o in endecasillabi e settenari, di contenuto generalmente amoroso; fu soprattutto in uso dal sec. xiv al xvii    • 2 •   (mus.) composizione polifonica a più voci, a volte con accompagnamento strumentale, di soggetto profano, sviluppatasi in varie forme tra il sec. xiv e il xvii    • 3 •   (fig. scherz.) frase gentile; galanteria.
madrigaleggiare   v. intr.  [io madrigaléggio ecc. ; aus. avere] comporre, recitare, cantare madrigali | (fig. scherz.) dire cose galanti.
madrigalesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   del madrigale; proprio dei madrigali: la tradizione madrigalesca italiana    • 2 •   (estens. lett.) amoroso; galante: frasi madrigalesche. 
madrigalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] scrittore, autore o esecutore di madrigali.
madrigalistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce al madrigale: musica, scuola madrigalistica. 
madrigna    ⇨ matrigna.
madrileno   agg.  di madrid  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di madrid.
madrina   s.f.    • 1 •   donna che tiene a battesimo o a cresima un bambino assumendo l'obbligo di assisterlo spiritualmente    • 2 •   (estens.) donna che presiede a una cerimonia come simbolo di fausto auspicio: fare la madrina (al varo) di una nave  | donna che patrocina un'iniziativa benefica o assiste persone bisognose | madrina di guerra, donna che scambiava lettere con un combattente a lei sconosciuto per confortarlo    • 3 •   (pop.) levatrice.
madrinaggio   s.m.  la condizione di madrina; il rapporto di carattere sociale e affettivo che intercorre fra la madrina e il bambino; l'atto di partecipare come madrina a un battesimo, a una cresima.
madrinato   s.m.  forma di assistenza prestata, senza obblighi giuridici, da persone o da enti a chi si trova in stato di bisogno (invalidi, orfani ecc.).
maestà   s.f.    • 1 •   nobiltà d'aspetto, imponenza, grandiosità che suscita riverenza e ammirazione: la maestà di un edificio, del portamento    • 2 •   titolo e appellativo riservato a sovrani e imperatori: vostra maestà; sua maestà il re, la regina  | (delitto di) lesa maestà, (dir.) un tempo, denominazione generica di vari reati contro il sovrano o contro la sicurezza dello stato    • 3 •   nell'iconografia cristiana, figura sacra, spec. di cristo o della vergine, vista frontalmente, seduta sul trono, in tutta la sua potenza: la maestà di simone martini    • 4 •   in maestà, (arald.) si dice dell'animale posto di faccia.
maestevole   agg.  (ant.) maestoso § maestevolmente avv. 
maestosità   s.f.  l'essere maestoso; grandiosità.
maestoso   agg.    • 1 •   pieno di maestà imponente, grandioso: aspetto, spettacolo maestoso    • 2 •   (mus.) indicazione dinamica che prescrive una esecuzione lenta e solenne di un dato brano § maestosamente avv. 
maestra   s.f.    • 1 •   donna che impartisce a un bambino le prime nozioni del sapere, e soprattutto dello scrivere, del leggere e del far di conto; in partic., donna che insegna in una scuola elementare: la maestra della iii c; fare la maestra  | maestra giardiniera, quella che insegnava nei giardini di infanzia. dim. maestrina  pegg. maestrucola, maestraccia    • 2 •   donna che istruisce in una determinata attività: maestra di taglio, di cucito; maestra di pianoforte, di violino, diplomata che insegna a suonare tali strumenti    • 3 •   (estens.) donna partic. esperta in un'attività qualsiasi: è maestra nell'arte di intrattenere gli ospiti    • 4 •   (fig.) guida ed esempio: la storia è, secondo cicerone, maestra della vita    • 5 •   in marina: albero di maestra, l'albero principale e più alto di un veliero; vela di maestra, quella che sta su tale albero o, nel caso di vele quadre, quella che è sostenuta dal pennone più basso di tale albero    • 6 •   (foglio di) maestra, (tip.) nelle macchine tipografiche da stampa, foglio di carta o di cartoncino teso sul piano della platina o sul cilindro al fine di rendere uniforme la pressione durante la stampa    • 7 •   nella pesca, galleggiante che segnala la rete.
maestrale   s.m.    • 1 •   vento freddo e secco che spira da nord-ovest, tipico del mediterraneo centrale: sotto il maestrale / urla e biancheggia il mar  (carducci) | usato anche come agg.  : vento maestrale    • 2 •   (estens.) la direzione seguita da questo vento, intermedia tra nord e ovest.
maestraleggiare   v. intr.  [io maestraléggio ecc. ; aus. avere] (non com.) tendere a stabilizzarsi in direzione nord-ovest, detto del vento maestrale e dell'ago della bussola.
maestranza   s.f.    • 1 •   spec. pl.  l'insieme degli operai che lavorano presso un complesso industriale, un arsenale o un porto: assemblea, sciopero delle maestranze    • 2 •   (ant.) corporazione d'arte o mestiere    • 3 •   (ant.) incarico d'insegnamento in una scuola    • 4 •   (ant.) maestria.
maestrare   v. tr.  [io maèstro ecc.] (ant.) ammaestrare.
maestrato   s.m.  (ant.) magistrato.
maestrevole   agg.  (non com.) fatto con maestria, con abilità: canzonette più sollazzevoli di parole, che di canto maestrevoli  (boccaccio dec.  ix, 4) § maestrevolmente avv. 
maestria   s.f.    • 1 •   grande capacità, abilità perizia da maestro: dipingere con maestria; maestria d'arte    • 2 •   astuzia, accortezza: giocare di maestria. 
maestro   s.m.    • 1 •   chi insegna un'arte, una scienza, una dottrina; chi eccelle per scienza o per abilità in qualcosa tanto da poterla insegnare ad altri o da essere preso a modello: socrate fu il maestro di platone; i grandi maestri della medicina, del diritto; essere maestro nell'arte dello scrivere; essere un maestro d'eleganza | farla da maestro, darsi arie da maestro, assumere atteggiamenti da persona saccente | un lavoro da maestro, perfetto | un colpo da maestro, si dice di un'azione condotta con molta perizia, con ottimi risultati | maestro d'inganni, abilissimo nell'ingannare | il divino maestro, gesù | il maestro dei filosofi, aristotele | prov.  : nessuno nasce maestro, la scienza e la maestria si acquistano con lo studio e l'esperienza    • 2 •   insegnante di una scuola elementare: il maestro della prima, della quinta  | chi insegna speciali discipline o istruisce in particolari attività: maestro di danza, di recitazione, di nuoto.  dim. maestrino  pegg. maestraccio, maestruccio, maestrucolo    • 3 •   musicista di professione diplomato in un conservatorio | maestro del coro, in un'orchestra, chi istruisce e prepara i cori per l'esecuzione di opere liriche o di musiche sinfonico-corali | maestro di cappella, un tempo, il direttore dei cantori di una chiesa    • 4 •   operaio specializzato che ha alle sue dipendenze vari lavoratori: maestro muratore; maestro d'ascia | maestro d'arte, titolo spettante ai diplomati di un istituto d'arte    • 5 •   pittore o scultore che sia a capo di una bottega o scuola | l'autore anonimo di un'opera o di un gruppo di opere in cui si riconosca unità stilistica: il maestro di flémalle; il maestro dell'annunciazione; il maestro delle porte del duomo    • 6 •   capo, direttore, spec. in denominazioni di cariche: gran maestro dell'ordine di malta; maestro di palazzo, nel medioevo, presso i merovingi, sovrintendente del palazzo reale con funzione di primo ministro; maestro di cerimonie, cerimoniere; maestro venerabile, il capo di una loggia massonica; maestro di camera del papa, alto prelato che cura le udienze pontificie    • 7 •   nella bussola e nella rosa dei venti, il nord-ovest | vento che spira da tale direzione; maestrale  agg.    • 1 •   abile, esperto: mano maestra; colpo maestro, fatto con abilità    • 2 •   principale, il più importante: strada maestra  | muro maestro, quello su cui grava il carico maggiore della costruzione | argine maestro, nelle opere di difesa delle sponde di un fiume, quello più esterno, che ha il compito di evitare le inondazioni | albero maestro, vela maestra, (mar.) albero, vela di maestra.
mafia   s.f.    • 1 •   organizzazione criminale originaria della sicilia occidentale, sorta nel secolo scorso sotto il governo borbonico e diffusasi dopo l'unità a livello nazionale, fino ad assumere negli anni trenta rilievo internazionale; esercita un controllo parassitario su attività economiche e produttive come gli appalti edilizi, o su traffici illeciti come quello degli stupefacenti: i delitti, le vendette della mafia; la mafia agraria; la nuova mafia urbana    • 2 •   (estens.) gruppo di potere che opera illecitamente: la mafia del sottogoverno    • 3 •   (non com.) insolenza, prepotenza    • 4 •   fare la mafia, (region. scherz.) sfoggiare un'eleganza vistosa.
mafiosità   s.f.  l'essere mafioso, carattere mafioso: la mafiosità di un comportamento. 
mafioso   agg.  della mafia, appartenente alla mafia: delitto mafioso; un individuo mafioso   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi appartiene alla mafia; chi opera con metodi simili a quelli della mafia    • 2 •   (fam. , scherz.) persona che sfoggia un'eleganza vistosa § mafiosamente avv. 
maga   s.f.    • 1 •   donna che esercita la magia    • 2 •   (fig.) donna seducente, ammaliatrice | donna straordinariamente abile: in cucina è una maga. 
magadis   o magade, s.f.  (mus.) grande arpa a venti corde usata nell'antica grecia.
magagna   s.f.    • 1 •   guasto, difetto; imperfezione non grave, non appariscente: un legno con qualche magagna  | malanno, acciacco: le magagne dell'età    • 2 •   (fig.) vizio morale, azione non buona: nascondere le proprie magagne. 
magagnare   v. tr.  (non com.)    • 1 •   guastare, danneggiare    • 2 •   (ant.) ferire | magagnarsi v. rifl.  (non com.) guastarsi, detto spec. dei frutti.
magagnato   part. pass.  di magagnare   agg.    • 1 •   guasto, ammaccato, detto spec. di frutti    • 2 •   (non com.) detto di persona, ferito, pieno di acciacchi | (fig.) macchiato di qualche colpa.
magalda   s.f.  (lett.) prostituta.
maganzese   agg.    • 1 •   della casa di maganza, che nella tradizione dei poemi carolingi è considerata ostile a carlo magno | il maganzese, per antonomasia, gano di maganza, traditore di carlo magno e della causa cristiana    • 2 •   (lett.) traditore.
magare   v. tr.  [io mago, tu maghi ecc.] (lett.) ammaliare, stregare.
magari   inter.  esprime vivo desiderio: «ti piacerebbe fare un bel viaggio?» «magari!»   cong.    • 1 •   volesse il cielo che (con valore ottativo): magari fosse vero!    • 2 •   (fam.) quand'anche, anche se (con valore concessivo): lo aspetterò, magari dovessi restare qui un giorno intero!   avv.  forse: magari riuscirà a farcela; magari dirà di non saperne niente  | persino: sarebbe disposto magari a perderci!. 
magatello   s.m.  (lomb.)    • 1 •   il taglio di carne del girello    • 2 •   burattino, fantoccio.
magazine   s.m. invar.  rotocalco illustrato.
magazzeno    ⇨ magazzino.
magazzinaggio   s.m.    • 1 •   l'immagazzinare, l'essere immagazzinato    • 2 •   somma che si paga per depositare merci in un magazzino altrui.
magazziniere   s.m.  [f. -a] chi è addetto alla custodia, alla vigilanza o alla gestione di un magazzino.
magazzino   region. magazzeno [ma-gaz-zè-no], s.m.    • 1 •   locale per il deposito o la conservazione di merci o materiali; l'insieme dei locali adibiti da un'azienda a tale scopo: un negozio con retro e magazzino; il magazzino delle materie prime  | magazzini generali, stabilimenti commerciali pubblici che provvedono alla conservazione della merce depositata, rilasciando a richiesta del depositante una fede di deposito e una nota di pegno, che sono titoli di credito all'ordine trasferibili mediante girata | magazzini doganali, in cui si può depositare la merce in attesa di sdoganamento | magazzino ferroviario, portuale, luogo di deposito di merci e attrezzi | magazzino frigorifero, fornito di impianto di refrigerazione, dove si depositano merci deteriorabili    • 2 •   l'insieme delle merci depositate; anche, il valore di tali merci: giacenze di magazzino; produrre per il magazzino, indipendentemente dalle immediate possibilità di vendita    • 3 •   l'ufficio preposto al deposito delle merci e la sua attività: contabilità di magazzino    • 4 •   spec. pl.  locale molto ampio o complesso di locali per la vendita al dettaglio di una grande varietà di merci; emporio, supermercato: fare la spesa ai grandi magazzini    • 5 •   (fig.) grande quantità di cose | essere un magazzino di erudizione, si dice di persona molto colta o di libro ricco di citazioni, di riferimenti dotti    • 6 •   (foto.) involucro impenetrabile dalla luce, in cui si conserva la pellicola fotografica o cinematografica da impressionare    • 7 •   (tip.) la parte superiore della linotype, contenente le matrici.
magdaleniano   agg.  e s.m.  si dice della più recente cultura del paleolitico superiore in europa, contraddistinta dalla produzione di bulini in selce e di vari strumenti in osso o in corno di renna.
magenta   agg.  e s.m. invar.  si dice di colore cremisi scuro.
maggengo   agg.  e s.m.  [pl. m. -ghi] si dice di prodotto agricolo che si raccoglie in maggio: fieno maggengo  | pascolo maggengo, pascolo a media altezza dove vengono portate le greggi in primavera, in attesa che si sciolgano le nevi nei pascoli più alti.
maggesare   v. tr.  [io maggéso ecc.] (non com.) tenere un campo a maggese.
maggese   agg.  (non com.) del mese di maggio: fieno maggese, fieno maggengo  s.m.  [region. e lett. anche f.]    • 1 •   pratica agricola consistente nel lasciare un terreno a riposo per un certo tempo, ma concimandolo e lavorandolo di frequente in modo da fargli riacquistare fertilità: tenere un campo a maggese; maggese intero, della durata di un anno; mezzo maggese, della durata di sei mesi    • 2 •   (estens.) il terreno sottoposto a tale trattamento: quando partisti, come son rimasta! / come l'aratro in mezzo alla maggese  (pascoli).
maggiaiolo   lett. maggiaiuolo, agg.  di maggio; che accade in maggio: febbre maggiaiola   s.m.  [f. -a] (tosc.) giovane che cantava maggiolate portando rami fioriti in mano.
maggiatico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) maggese  s.m.    • 1 •   maggese    • 2 •   (st.) tributo pagato al proprietario del fondo nel mese di maggio, per la coltivazione o l'uso a pascolo del fondo stesso.
maggio   (1) s.m.    • 1 •   quinto mese dell'anno nel calendario giuliano e gregoriano: un bel sole di maggio | rose di maggio, che fioriscono in maggio; bella come una rosa di maggio, si dice di ragazza dotata di una fresca bellezza | il maggio della vita, (fig.) la giovinezza | il 1° maggio, la festa dei lavoratori | fare il mese di maggio, fare le devozioni con cui la chiesa cattolica onora la madonna in questo mese | un'acqua di maggio, una pioggia opportuna e benefica per i campi | aspettare che venga maggio, aspettare la buona stagione; (fig.) rimandare a tempo indeterminato | maggio francese, quello del 1968 in francia che aprì il periodo delle contestazioni studentesche e degli scioperi operai, estesisi poi anche ad altri paesi d'europa    • 2 •   ramo fiorito che i maggiaioli mettevano sulla porta della donna amata, la notte di calendimaggio, spec. in toscana; anche, la canzone cantata in quell'occasione    • 3 •   rappresentazione drammatica popolare ancora diffusa nell'appennino tosco-emiliano, derivata dai riti del calendimaggio    • 4 •   nome region. di varie piante che fioriscono in maggio.
maggio   (2) agg.  [pl. m. -gi; f. invar.] (ant. poet.) maggiore: ma nel commensurar d'i nostri gaggi / col merto è parte di nostra letizia, / perché non li vedem minor né maggi  (dante par.  vi, 118-120)  avv.  (ant.) maggiormente.
maggiociondolo   s.m.  piccolo albero di montagna con foglie trifogliate e fiori gialli in grappolo (fam.  leguminose).
maggiolata   s.f.  canzone che si cantava nel calendimaggio.
maggiolino   (1) s.m.    • 1 •   insetto bruno-rossiccio, con testa nera, antenne frangiate e un prolungamento ricurvo nell'addome; è molto dannoso per le colture (ord.  coleotteri)    • 2 •   nome con cui divenne popolare un modello di autovettura prodotto dalla casa automobilistica tedesca volkswagen.
maggiolino   (2) s.m.  mobile intarsiato secondo lo stile ideato dall'ebanista lombardo g. maggiolini (1739-1814) | anche come agg.  : mobile maggiolino. 
maggiorana   s.f.  erba aromatica con foglioline ovali pelose e fiori color rosa, usata in culinaria (fam.  labiate).
maggioranza   s.f.    • 1 •   la parte numericamente superiore di un tutto: la maggioranza degli uomini; nella maggioranza dei casi  | maggioranza silenziosa, locuzione, oggi in disuso, con cui si intende la parte più numerosa e conservatrice della popolazione, che non manifesta pubblicamente la propria opinione    • 2 •   in un'elezione, la quota maggiore dei votanti | il maggior numero di voti che in un organo collegiale porta al prevalere di una decisione su altre; anche, il gruppo che dispone del maggior numero di voti e può quindi far valere la propria volontà: avere la maggioranza; essere in maggioranza; decidere, eleggere a maggioranza; la maggioranza ha respinto la proposta  | maggioranza governativa, parlamentare, l'insieme dei partiti che, in parlamento, sostengono il governo | maggioranza assoluta, quella che raccoglie più della metà dei voti complessivi, calcolando anche le astensioni e le assenze | maggioranza relativa, quella che raccoglie più della metà dei voti dei presenti | maggioranza qualificata, quella che raggiunge livelli prestabiliti superiori al 50% più uno (p. e.  due terzi, quattro quinti ecc.) o soddisfa determinate altre condizioni | partito, governo di maggioranza, che raccoglie o esprime la maggioranza dei voti degli elettori    • 3 •   (ant. , lett.) superiorità l'essere maggiore in quantità o in grado.
maggiorare   v. tr.  [io maggióro ecc.] far diventare maggiore, aumentare: maggiorare un prezzo del 20%. 
maggiorascato   s.m.  (dir.) l'istituto, il principio del maggiorasco.
maggiorasco   ant. maiorasco, s.m.  [pl. -schi] (dir.) istituto in base al quale il patrimonio familiare passava per testamento, come eredità indivisibile, a un solo parente maschio, normalmente il più vicino di grado o, in caso di uguale grado di parentela, il maggiore per età.
maggiorata   agg.  e s.f.  si dice di donna dalle forme prosperose e provocanti.
maggiorato   part. pass.  di maggiorare   agg.  aumentato: tariffa maggiorata del 50%  | cilindrata maggiorata, resa superiore a quella realizzata dal costruttore.
maggiorazione   s.f.  aggiunta, aumento: maggiorazione dei prezzi. 
maggiordomo   s.m.    • 1 •   chi, nei palazzi signorili, è a capo della servitù e cura l'andamento della casa | maggiordomo di sua santità, carica, ora abolita, di cui era investito il primo prelato palatino nella corte vaticana    • 2 •   nelle marine antiche, chi era preposto ai servizi di mensa; anche, l'ufficiale a cui era affidata la custodia di tutto il materiale di artiglieria    • 3 •   (st.) il maestro di palazzo presso i merovingi.
maggiore   ant. o region. maiore, agg.  [compar. di grande; il sing. si tronca, spec. davanti a consonante, quando precede il termine a cui si riferisce]    • 1 •   più grande per estensione, altezza, volume ecc.; preminente, più importante: l'area del giardino è maggiore di quella della casa; occorre maggior prudenza; combattere contro un numero maggiore di nemici; il maggior studioso di arte bizantina  | a maggior ragione, tanto più | forza maggiore, quella che dipende da cause esterne e a cui non si può resistere: è dovuto partire per cause di forza maggiore  | premessa maggiore, (filos.) la prima premessa di un sillogismo | l'opera maggiore di uno scrittore, di un artista, la più significativa; l'ariosto, il verga maggiore, le loro opere maggiori | l'albero maggiore di una nave, l'albero maestro | scala maggiore, (mus.) quella nella quale tra il secondo e il terzo grado c'è l'intervallo di un tono    • 2 •   preceduto dall'art. determ. ha valore di superlativo relativo: il nilo è il maggior fiume dell'africa; dante e petrarca sono i maggiori poeti del trecento; questa è la piazza maggiore del paese  | il maggior offerente, in un'asta, chi offre il prezzo più alto per l'acquisto di un bene | la maggior parte, la parte più numerosa, la maggioranza: la maggior parte degli uomini    • 3 •   più anziano, nato prima: carlo è maggiore di mario; è il maggiore di tutti i fratelli  | aggiunto al nome di un personaggio lo distingue da altro omonimo, ma più giovane o vissuto in epoca posteriore: catone maggiore  o il vecchio, in contrapposizione a catone minore  o il giovane  | la maggiore età, quella in cui si è maggiorenni, cioè dopo il compimento del diciottesimo anno | essere maggiore (d'età), essere maggiorenne    • 4 •   all'interno di un grado o di un ordine gerarchico, superiore: caporal maggiore; sergente maggiore; cappellano maggiore  | gli ordini maggiori, (eccl.) il suddiaconato, il diaconato e il sacerdozio | arti maggiori, nei comuni medievali, quelle della lana, della seta, dei pellicciai, dei mercanti, degli speziali, dei cambiatori e dei notai | andare per la maggiore, avere molto successo, incontrare il favore del pubblico: un prodotto, uno scrittore che va per la maggiore   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi, rispetto ad altri, è più anziano di età in partic., figlio primogenito: l'eredità toccò al maggiore | i maggiori, (lett.) gli antenati, gli avi: chi fuor li maggior tui?  (dante inf.  x, 42)    • 2 •   chi, in un ordine gerarchico, occupa un grado superiore a quello di altri | (mil.) ufficiale superiore delle forze armate (esclusa la marina) di grado immediatamente superiore a quello di capitano, comandante di un battaglione o di un reparto equivalente; in marina gli corrisponde il capitano di corvetta    • 3 •   (ant.) superiore, soprintendente | pl.  maggiorenti § maggiormente avv.  di più, in misura maggiore; con maggiore intensità: in città il caldo si sente maggiormente che in campagna. 
maggiorenne   agg.  e s.m.  e f.  si dice di chi ha compiuto la maggiore età e ha pertanto acquistato la piena capacità giuridica di agire.
maggiorente   s.m.  (spec. pl.) persona ragguardevole per autorità, prestigio, posizione sociale o economica: i maggiorenti del paese. 
maggiorità   s.f.  (mil.) ufficio di segreteria di un corpo militare.
maggioritario   agg.  che si riferisce alla maggioranza | sistema maggioritario, sistema elettorale secondo il quale tutti i seggi o una quota preponderante di essi vengono attribuiti alla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti o, nel caso di elezioni per collegi uninominali, viene eletto il candidato che ha riportato la maggioranza, o una maggioranza qualificata, dei suffragi; si contrappone a proporzionale  § maggioritariamente avv. 
magia   s.f.    • 1 •   pratica rituale che tende ad agire, mediante arti occulte, sulla natura o sull'uomo: magia nera, quella esercitata con intenti malefici nei riguardi di altri; magia bianca  o naturale, quella esercitata a scopi benefici | incantesimo, fattura: fare una magia a qualcuno    • 2 •   (fig.) fascino, incanto: la magia della musica, della poesia. 
magiaro   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   si dice di chi apparteneva alla popolazione di origine ugrofinnica stanziatasi sul territorio dell'attuale ungheria nel sec. ix    • 2 •   (lett.) ungherese.
magico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della magia, dei maghi: arte, bacchetta magica; parola, formula magica  | cerchio magico, quello tracciato per delimitare l'azione delle forze soprannaturali e difendersi all'interno di esso dalle forze malefiche    • 2 •   (fig.) che incanta, che affascina: la magica luce della luna    • 3 •   (fig.) che ha effetti straordinari: la magica potenza del denaro  | detto di cose che, con alcuni accorgimenti tecnici, producono particolari effetti: lanterna magica; occhio magico  § magicamente avv. 
magio   s.m.  (spec. pl.) sacerdote e indovino dell'antica religione iranica, seguace di zarathustra | i magi, per antonomasia, i tre sacerdoti, detti popolarmente re magi, che secondo la tradizione evangelica sarebbero venuti dall'oriente per adorare gesù bambino.
magione   s.f.  (ant. , lett.) abitazione, dimora | oggi solo scherz.: ritorno alla mia magione. 
magiostra   agg.  e s.f.  (region.) varietà di fragola.
magiostrina   s.f.  (region.) cappello maschile di paglia rigida; paglietta.
magismo   s.m.  nella letteratura contemporanea, tendenza a creare intorno alle cose narrate un'atmosfera magica, surreale.
magistero   lett. magisterio, s.m.    • 1 •   opera, ufficio, autorità di maestro; la professione dell'insegnare: darsi al magistero; esercitare il magistero  | facoltà di magistero, nome di una facoltà universitaria confluita in altre facoltà    • 2 •   (estens.) insegnamento elevato e autorevole: il magistero della chiesa; il magistero della corte costituzionale; il magistero di dante attraverso i secoli  | (ant.) guida morale, direzione spirituale    • 3 •   (fig. lett.) abilità, maestria: con sottil magistero in campo angusto / forme infinite espresse il fabro dotto  (tasso g. l.  xvii, 66) | (ant.) trovata, espediente    • 4 •   carica, ufficio di maestro o di gran maestro di un ordine religioso o cavalleresco    • 5 •   (ant.) in alchimia, principio naturale avente potere curativo o trasmutante    • 6 •   (antiq.) preparato salino in polvere, ottenuto per precipitazione: magistero di bismuto, di zolfo. 
magistrale   agg.    • 1 •   da maestro; che denota grande abilità e maestria: un lavoro magistrale; esecuzione, interpretazione magistrale  | tono magistrale, sentenzioso e solenne    • 2 •   che si riferisce ai maestri o all'insegnamento elementare: concorso magistrale  | istituto magistrale, quello che prepara all'insegnamento nelle scuole elementari | scuola magistrale, scuola media superiore che prepara gli insegnanti di scuola materna | abilitazione magistrale, quella che autorizza all'insegnamento elementare    • 3 •   si dice di farmaco preparato estemporaneamente secondo prescrizione medica § magistralmente avv.  con grande maestria: eseguire magistralmente un lavoro. 
magistralità   s.f.  (non com.)    • 1 •   maestria, perizia    • 2 •   tono, atteggiamento solenne e cattedratico.
magistrato   s.m.    • 1 •   chi è investito dell'autorità giurisdizionale ed esercita la funzione di amministrare la giustizia; giudice: magistrato ordinario, onorario; magistrato di tribunale, d'appello, di cassazione; portare una questione davanti al magistrato    • 2 •   (st.) chi rivestiva un'alta carica pubblica di carattere elettivo e di durata temporanea: i consoli e i pretori erano i principali magistrati di roma antica    • 3 •   denominazione di alcuni uffici pubblici che sovrintendono per lo più al governo delle acque; anche, il funzionario che ha la responsabilità di tali uffici: magistrato delle acque, del po. 
magistratura   s.f.    • 1 •   l'ufficio, la carica del magistrato: esercitare la magistratura    • 2 •   l'insieme degli organi civili, penali e amministrativi che costituiscono il potere giudiziario; il complesso dei magistrati : la magistratura italiana; rivolgersi alla magistratura; i poteri, l'autonomia della magistratura    • 3 •   nell'antichità classica e in età comunale, alta carica pubblica di carattere elettivo e durata temporanea; anche, la durata di tale carica    • 4 •   (lett.) autorità esercitata in un determinato ambito.
maglia   s.f.    • 1 •   ciascuno degli intrecci di filo nei lavori eseguiti a mano (con ferri da calza, con l'uncinetto e sim.) o con apposite macchine: maglia alta, bassa, traforata, diritta, rovescia, rasata; calare, diminuire le maglie; mettere, aumentare le maglie; fare la maglia; lavorare a maglia  | il tessuto eseguito in tale modo: una sciarpa, un vestito di maglia    • 2 •   ciascuno degli elementi (anelli, cerchietti, fili e sim.) che, intrecciati fra loro, formano una catena o una rete; ogni poligono vuoto che risulta circoscritto da tali elementi: si è rotta una maglia della catenina; una rete a maglie fitte, rade | cadere nelle maglie di qualcuno, di qualcosa, (fig.) esserne irretito, restarne vittima | filtrare tra le maglie del nemico, (fig.) eluderne la sorveglianza    • 3 •   indumento lavorato a maglia con cui si ricopre il busto; può essere indossato a diretto contatto con la pelle (maglia intima) o al di sopra della camicia (pullover, maglione): maglia con le maniche lunghe; maglia di lana, di cotone; una maglia bianca, a righe.  dim. maglietta, magliettina, maglina  accr. maglione  (m) pegg. magliaccia    • 4 •   casacca variamente colorata che viene indossata da sportivi e da atleti come distintivo della squadra cui appartengono, del posto che occupano in classifica e sim.: la maglia della juventus è a strisce bianconere  | maglia azzurra, quella usata dalle squadre nazionali italiane di qualunque specialità | maglia rosa, gialla, indossata dal primo in classifica nel giro ciclistico d'italia o di francia | maglia iridata, quella che spetta ai campioni del mondo di ciclismo | maglia nera, quella assegnata un tempo all'ultimo in classifica del giro ciclistico d'italia; (fig. scherz.) l'ultimo in una classifica, in una serie    • 5 •   nel medioevo, sorta di indumento costituito o rinforzato da maglie metalliche, portato sotto l'armatura; anche, parte dell'armatura del cavallo    • 6 •   (telecom.) il reticolato dei circuiti interurbani di una determinata zona    • 7 •   (elettr.) qualsiasi circuito elementare di una rete elettrica.
magliaia   s.f.    • 1 •   donna che per mestiere esegue lavori a maglia    • 2 •   operaia che lavora in un maglificio.
magliaro   s.m.  [f. -a] venditore ambulante di stoffe o indumenti | (spreg.) commerciante disonesto.
maglieria   s.f.    • 1 •   laboratorio in cui si confezionano tessuti e indumenti a maglia | negozio in cui si vendono indumenti lavorati a maglia    • 2 •   l'insieme dei tessuti e dei lavori a maglia : capo di maglieria; macchina per maglieria. 
maglierista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto alla confezione di capi di maglieria.
maglietta   s.f.    • 1 •   dim.  di maglia    • 2 •   maglia leggera di lana, cotone ecc., per lo più con maniche corte    • 3 •   nome generico di piccoli anelli metallici usati per appendervi o agganciarvi qualcosa.
maglificio   s.m.  fabbrica di tessuti e indumenti a maglia.
maglina   s.f.    • 1 •   dim.  di maglia    • 2 •   leggero tessuto a maglia per abiti: maglina di cotone, di seta. 
maglio   s.m.    • 1 •   (mecc.) macchina impiegata per la fucinatura a caldo e lo stampaggio di materiali metallici (spec. d'acciaio), costituita essenzialmente da una parte mobile (mazza) che batte su una parte fissa (incudine) su cui appoggia il pezzo in lavorazione    • 2 •   mazza    • 3 •   (sport) martello di legno con lungo manico usato nei giochi della pallamaglio e del croquet | l'arnese per lanciare il disco nell'hockey.
magliolo   lett. magliuolo, s.m.  (bot.) talea di vite, costituita dalla base del tralcio di un anno a cui si lascia attaccata una parte del tralcio di due anni.
maglione   s.m.    • 1 •   accr.  di maglia    • 2 •   pesante maglia di lana che si indossa per lo più sopra la camicia. dim. maglioncino. 
maglista   s.m.  [pl. -sti] operaio addetto al funzionamento del maglio, nelle operazioni di fucinatura e stampaggio.
magliuolo    ⇨ magliolo.
magma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (geol.) massa di silicati ad altissima temperatura, fusa del tutto o in parte, situata in profondità nella crosta terrestre; dal suo consolidamento hanno origine le rocce eruttive    • 2 •   (fig.) insieme disordinato e caotico di elementi: un magma di pensieri. 
magmatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (geol.) relativo a magma; formato da magma: bacino magmatico; camera magmatica, cavità del sottosuolo che contiene magma    • 2 •   (fig.) disordinato, caotico § magmaticamente avv. 
magmatismo   s.m.  (geol.) l'insieme dei fenomeni connessi alla genesi, alla consolidazione e all'attività dei magmi.
magnaccia   s.m. invar.  (dial.) sfruttatore di prostitute | (estens.) uomo che vive alle spalle di una donna.
magnalio   s.m.  nome oggi disusato di leghe di alluminio e magnesio in diverse proporzioni.
magnanimità   s.f.  l'essere magnanimo; generosità, liberalità.
magnanimo   agg.  che ha un animo nobile e generoso: uomo magnanimo  | che dimostra magnanimità, grandezza d'animo: impresa magnanima; concedere un magnanimo perdono  § magnanimamente avv. 
magnanina   s.f.  piccolo uccello con dorso grigio e petto rosso, diffuso nelle regioni centro-meridionali d'italia (ord.  passeriformi).
magnano   s.m.  (region.) artigiano che esegue piccoli lavori in ferro battuto, come chiavi, serrature, maniglie ecc.
magna pars   loc. sost. f. invar.  si dice di una persona che ha avuto un ruolo di primaria importanza nella realizzazione di qualcosa: lui è stato magna pars nell'esecuzione del progetto. 
magnare   v. tr.  (dial.) mangiare.
magnate   s.m.  (antiq.)    • 1 •   (antiq.) persona autorevole e influente | oggi, per lo più, grande industriale, grande finanziere: un magnate dell'industria petrolifera; i magnati della finanza    • 2 •   pl.  in età comunale, i cittadini più ricchi e influenti, in contrapposizione ai popolani    • 3 •   (st.) in ungheria, boemia e polonia, grande proprietario terriero che faceva parte del consiglio della corona.
magnatizio   agg.  di, da magnate; degno di un magnate: famiglia magnatizia; superbia, boria magnatizia. 
magnesia   s.f.  (chim.) ossido di magnesio, usato in medicina come antiacido e come blando purgante | magnesia effervescente, miscela di carbonato di magnesio, bicarbonato di sodio e acido citrico usata per preparare una bevanda blandamente lassativa | magnesia alba, carbonato basico di magnesio, usato nella preparazione del citrato di magnesio e come componente di paste dentifricie, di cosmetici e di prodotti per pulire i metalli.
magnesiaco   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di magnesio, contenente magnesio.
magnesifero   agg.  (chim.) che contiene magnesio.
magnesio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è mg; è un metallo bianco-argenteo, leggero, tenero, ossidabile, usato per preparare leghe leggere e componenti metallorganici e in medicina: carbonato di magnesio, magnesite; citrato di magnesio, miscela di acido citrico, carbonato di magnesio ed essenza di cedro, usata per preparare una bevanda blandamente lassativa; solfato di magnesio, purgante detto anche sale inglese  | in fotografia: lampada al magnesio, quella che sfrutta il flash di luce bianca, provocato dalla combustione di un filamento di magnesio, per illuminare ambienti bui e consentire fotografie; lampo al magnesio, quello provocato dalle lampade al magnesio.
magnesite   s.f.  (min.) il più importante minerale di magnesio, costituito da carbonato di magnesio che si presenta in masse terrose o compatte, di colore bianco o giallognolo.
magnete   s.m.    • 1 •   (fis.) denominazione generica di ogni corpo che ha la proprietà di generare attorno a sé un campo magnetico, di attrarre i materiali ferromagnetici e di orientarsi in modo determinato rispetto al magnetismo terrestre: magnete naturale, ogni frammento di magnetite, che è dotato di proprietà magnetiche permanenti; magnete artificiale, corpo che assume proprietà magnetiche perché immerso in un campo magnetico; magnete temporaneo, elettromagnete    • 2 •   (elettr.) generatore di corrente elettrica alternata che si impiega soprattutto per alimentare il circuito di accensione dei motori a combustione interna ad accensione comandata.
magnetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo al magnete o al magnetismo: forza magnetica; minerali magnetici, che subiscono l'attrazione dei magneti | ago magnetico, quello calamitato della bussola | carta magnetica, (mar.) carta nautica con l'indicazione delle linee del magnetismo terrestre | campo magnetico, zona in cui si esercitano delle forze magnetiche | polo magnetico, ciascuno dei due punti opposti della terra, non coincidenti con i poli geografici, verso cui si dirige l'ago della bussola | spettro magnetico, che indica le linee di forza del campo magnetico di una calamita | mina magnetica, mina innescata con una speciale spoletta che esplode all'avvicinarsi di una notevole massa ferrosa    • 2 •   che può essere magnetizzato per la registrazione e riproduzione di suoni, immagini, dati: nastro, disco magnetico    • 3 •   (fig.) che affascina, che esercita una suggestione irresistibile: sguardo magnetico  § magneticamente avv.  dal punto di vista magnetico, per quanto riguarda il magnetismo; con forza magnetica (anche fig.).
magnetismo   s.m.    • 1 •   fenomeno fisico dovuto al movimento di cariche elettriche, dal quale deriva la proprietà di alcuni materiali (calamite naturali o artificiali) di attrarre e trattenere il ferro e i materiali ferromagnetici | magnetismo terrestre, campo di attrazione magnetica dovuto alla terra, che si comporta come un'enorme calamita; geomagnetismo | magnetismo animale, forza magnetica di cui sarebbero dotate alcune persone, o anche certi animali, capace di determinare particolari effetti, soprattutto terapeutici    • 2 •   (fig.) forza di attrazione particolarmente intensa: il magnetismo di uno sguardo. 
magnetista   s.m.  [pl. -sti] operaio elettrotecnico specializzato nella fabbricazione di magneti.
magnetite   s.f.  uno dei più importanti minerali di ferro, del gruppo degli spinelli; costituito da ossido ferroso e ferrico, con tracce di magnesio, nichel e altri metalli, ha colore nero e lucentezza metallica ed è fortemente magnetico.
magnetizzabile   agg.  che si può magnetizzare.
magnetizzabilità   s.f.  attitudine di un corpo a essere magnetizzato.
magnetizzamento   s.m.  magnetizzazione.
magnetizzare   v. tr.    • 1 •   conferire a un corpo proprietà magnetiche, provocando in esso una modificazione fisica mediante l'azione di un campo magnetico    • 2 •   esercitare un influsso magnetico sopra un'altra persona (con riferimento al cosiddetto magnetismo animale)    • 3 •   (fig.) affascinare, suggestionare: il suo sguardo lo aveva magnetizzato  | magnetizzarsi v. rifl.    • 1 •   acquistare proprietà magnetiche    • 2 •   (fig. rar.) incantarsi, astrarsi in modo trasognato.
magnetizzatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi magnetizza    • 2 •   (elettr.) elettromagnete usato per magnetizzare materiale ferromagnetico.
magnetizzazione   s.f.  il magnetizzare, il magnetizzarsi, l'essere magnetizzato.
magneto-  magneto- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, tratto da magnetico; significa 'magnetico, che riguarda il magnetismo' (magnetochimica, magnetofono).
magnetochimica   s.f.  parte della chimica che studia il comportamento magnetico dei composti e degli elementi.
magnetoelasticità   s.f.  parte della fisica che studia le variazioni delle proprietà elastiche dei corpi sottoposti a magnetismo.
magnetofluidodinamica   s.f.  parte della fisica che studia il moto dei fluidi conduttori elettrici in presenza di campi magnetici esterni.
magnetofonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del magnetofono    • 2 •   registrato mediante magnetofono § magnetofonicamente avv.  per mezzo di un magnetofono.
magnetofono   ® s.m.  apparecchio che registra i suoni mediante la magnetizzazione di un nastro ricoperto di materiale ferromagnetico.
magnetoidrodinamica   s.f.  magnetofluidodinamica.
magnetolettore   s.m.  apparecchio che esegue la magnetolettura.
magnetolettura   s.f.  nell'elaborazione elettronica dei dati, lettura automatica di schede o altri supporti opportunamente magnetizzati.
magnetomeccanico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di fenomeno in cui la magnetizzazione di un corpo è causa o conseguenza di un'azione meccanica.
magnetometria   s.f.  (fis.) parte della fisica che si occupa delle misurazioni di campi magnetici.
magnetometro   s.m.  (fis.) strumento che serve per misurare l'intensità e la direzione di un campo magnetico, spec. di quello terrestre; è molto usato nella prospezione geologica.
magnetomotore   agg.  [f. -trice] (fis.) che fa muovere poli magnetici | forza magnetomotrice, differenza di potenziale magnetico prodotta da una variazione di intensità della corrente elettrica.
magnetone   s.m.  (fis.) momento magnetico di una particella atomica nel suo livello energetico più basso.
magnetoottica   s.f.  parte dell'ottica che studia gli effetti di campi magnetici o elettromagnetici sulle radiazioni luminose e sulle proprietà ottiche dei corpi.
magnetopausa   s.f.  (astr.) la zona esterna della magnetosfera, nella quale il magnetismo terrestre si affievolisce rapidamente per poi scomparire.
magnetoresistenza   s.f.  (fis.) proprietà dei corpi la cui resistenza varia al variare del campo magnetico esterno.
magnetoresistore   s.m.  (fis.) conduttore che presenta magnetoresistenza.
magnetosfera   s.f.  spazio intorno alla terra entro il quale è sensibile l'azione del campo magnetico terrestre.
magnetostatica   s.f.  parte dell'elettromagnetismo relativa allo studio dei magneti e dei campi da essi prodotti.
magnetostrittivo   agg.  (fis.) relativo alla magnetostrizione.
magnetostrizione   s.f.  (fis.) fenomeno di deformazione meccanica cui sono soggetti i corpi ferromagnetici quando vengono magnetizzati (p. e.  ferro, nichel).
magnetoterapia   s.f.  metodo terapeutico che si fondava sul magnetismo minerale e animale, sostenuto dal medico austriaco f. a. mesmer (1734-1815); mesmerismo.
magnetoterapico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla magnetoterapia.
magnetron   s.m. invar.  (fis.) valvola termoionica in cui l'azione regolatrice della griglia è sostituita da quella di un campo magnetico.
magnificamento   s.m.  (non com.) il magnificare, il magnificarsi; esaltazione, celebrazione.
magnificare   v. tr.  [io magnìfico, tu magnìfichi ecc] esaltare, celebrare: magnificare dio, un'impresa gloriosa  | lodare esageratamente qualcuno o qualcosa | magnificarsi v. rifl.  ostentare i propri meriti, vantarsi.
magnificat   s.m. invar.    • 1 •   (lit.) cantico che si recita o si canta al vespro, il quale utilizza il testo della preghiera che, secondo il racconto evangelico, maria avrebbe rivolto a dio in risposta al saluto di santa elisabetta    • 2 •   (fam. scherz.) il mangiare: è l'ora del magnificat. 
magnificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi magnifica.
magnificazione   s.f.    • 1 •   il magnificare, il magnificarsi, l'essere magnificato    • 2 •   (tecn.) amplificazione, ingrandimento.
magnificente   agg.  (lett. , non com.) che agisce, che vive con magnificenza § magnificentemente avv. 
magnificentissimo   agg.  che è molto liberale, munifico § magnificentissimamente avv. 
magnificenza   s.f.    • 1 •   l'essere magnifico; la grandiosità delle cose belle o di gran pregio: la magnificenza di un paesaggio, di un palazzo  | cosa magnifica, di straordinaria bellezza: una villa che è una magnificenza    • 2 •   pompa, sontuosità, sfarzo: nozze celebrate con grande magnificenza    • 3 •   (lett.) qualità di chi compie gesti grandiosi o generosi: la magnificenza di dio; la magnificenza dei signori rinascimentali  | titolo attribuito un tempo a principi o grandi signori: vostra magnificenza    • 4 •   (non com.) atto, azione improntata a grande generosità e liberalità.
magnifico   agg.  [pl. m. -ci; superl. magnificentissimo]    • 1 •   ammirevole per grandiosità, eccellenza o bellezza: una magnifica esecuzione musicale; un magnifico pranzo; una giornata magnifica    • 2 •   (non com.) liberale, munifico | fare il magnifico, (iron.) ostentare grandezze, spesso esagerate    • 3 •   in passato, appellativo di principi, sovrani o personaggi di rilievo: lorenzo il magnifico  | magnifico rettore, titolo spettante al rettore di un'università § magnificamente avv. 
magniloquente   agg.  (lett.) che parla o scrive con stile solenne e ricercato: un oratore magniloquente  | (spreg.) ampolloso, ridondante: una prosa gonfia e magniloquente  § magniloquentemente avv. 
magniloquenza   s.f.  l'essere magniloquente: esprimersi con magniloquenza. 
magniloquio   s.m.  (lett.) magniloquenza.
magniloquo   agg.  (lett. non com.) magniloquente.
magnitudine   s.f.    • 1 •   (ant.) grandezza, grossezza di dimensioni (anche fig.)    • 2 •   (astr.) misura dello splendore dei corpi celesti: magnitudine apparente, assoluta    • 3 •   (geol.) misura dell'intensità dell'energia liberata da un terremoto.
magnitudo   s.f. invar.    • 1 •   (geol.) magnitudine    • 2 •   (astr.) lo stesso, ma antiq., che magnitudine. 
magno   agg.    • 1 •   (lett.  o scherz.) grande | in pompa magna, con gran lusso e fasto | aula magna, nelle scuole e nelle università, grande sala riservata alle riunioni ufficiali | spiriti magni, nell'«inferno» dantesco, i grandi spiriti dell'antichità    • 2 •   appellativo di personaggi storici illustri: alessandro magno, carlo magno, leone magno. 
magnolia   s.f.  (bot.) genere di piante dicotiledoni a foglia caduca o sempreverde, arboree o arbustacee, spontanee nell'america del nord e in asia, coltivate a scopo ornamentale per i grandi fiori bianchi e rosa generalmente profumati (fam.  magnoliacee).
magnoliacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni arboree o arbustacee, diffuse nelle zone temperate e subtropicali; vi appartengono la magnolia e il liriodendro | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
magnum   s.m. invar.    • 1 •   bottiglia di capacità doppia del normale, per champagne o spumante, ma anche per altre bevande alcoliche    • 2 •   cartuccia per pistola con carica potenziata; per estens., pistola adatta a sparare tale tipo di cartuccia.
mago   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   chi esercita la magia | in partic., personaggio fantastico della tradizione letteraria medievale, che sopravvive oggi solo nella letteratura infantile: il mago merlino    • 2 •   artista di varietà o di circo che esegue esperimenti di illusionismo o giochi di destrezza; prestidigitatore    • 3 •   (fig.) chi è abilissimo in un'attività, un'arte, una professione: un mago del pennello, della cinepresa, del computer    • 4 •   (fig. non com.) persona che esercita uno straordinario fascino    • 5 •   (non com.) magio  agg.  (ant.) magico: dittamo e croco non avea, ma note / per uso tal sapea potenti e maghe  (tasso g. l.  xix, 113).
magolato   s.m.  (agr.) magolo.
magolo   s.m.  (agr.) sistemazione particolare di un terreno, che consiste nel dividerlo in strisce, separate da fossati per lo scolo delle acque, sui margini dei quali vengono piantati degli alberi.
magona   s.f.    • 1 •   (antiq.) stabilimento in cui si trasforma il minerale di ferro in ghisa e questa in acciaio; ferriera | impianto siderurgico    • 2 •   (ant.  o region.) magazzino di ferramenta    • 3 •   (fig. non com.) luogo molto grande e dove c'è di tutto.
magone   s.m.    • 1 •   (region.) il ventriglio dei polli    • 2 •   (fig.) nodo alla gola; afflizione: avere il magone. 
magra   s.f.    • 1 •   stato di un fiume o di un torrente la cui portata è minima o nulla a causa delle scarse precipitazioni    • 2 •   (fig.) carestia, penuria: periodo di magra    • 3 •   (fam.) figuraccia: fare una magra. 
magrebino   agg.  del magreb, che concerne il magreb (cioè l'insieme dei paesi arabi dell'africa nord-occidentale): regione magrebina   s.m.  [f. -a] abitante, nativo del magreb.
magredo   s.m.  nel friuli, terreno di origine alluvionale molto permeabile e assai povero di vegetazione.
magrezza   s.f.    • 1 •   l'essere magro: un uomo di una magrezza impressionante    • 2 •   (estens.) sterilità, aridità: la magrezza di un terreno    • 3 •   (fig.) scarsità, penuria: magrezza di guadagni. 
magro   ant. macro, agg.    • 1 •   si dice di persona, di animale o di parte del loro corpo avente scarso tessuto adiposo; scarno, secco: un uomo né grasso né magro; gambe magre; magro come un chiodo, come un'acciuga, magrissimo. dim. magrino, magrolino, magretto    • 2 •   che non contiene grasso o ne contiene poco: brodo, prosciutto, latte, formaggio magro  | cibi magri, poveri di grassi e calorie; anche, i cibi consentiti dalla chiesa cattolica nei giorni in cui è prescritta l'astinenza dalla carne | terreno magro, carente di sostanze azotate, quindi poco fertile | malta magra, con poco cemento o calce e molta sabbia    • 3 •   (fig.) povero, insufficiente, scarso: magro raccolto; magra ricompensa; magri profitti  | sobrio; asciutto, laconico: trovò dinanzi la porta il colonnello con cui scambiò il solito magro saluto  (buzzati)    • 4 •   (fig.) misero, meschino: un magro pretesto; una magra soddisfazione; fare una magra figura  o, con ellissi del s., fare una magra, fare una figuraccia, dare un'impressione del tutto sfavorevole  s.m.  la parte magra delle carni degli animali macellati: mangiare solo il magro  | giorni di magro, quelli in cui è prescritto ai cattolici di astenersi dal mangiare carne; mangiare di magro, escludendo la carne; osservare, rispettare il magro, l'astinenza prescritta dalle carni § magramente avv.  in modo povero, misero: vivere magramente  | in modo insufficiente, scarso: essere magramente ricompensato. 
magrone   s.m.    • 1 •   suino di un anno, non ancora sottoposto a ingrassamento    • 2 •   calcestruzzo con una bassa percentuale di cemento.
mah    ⇨ ma 2.
maharajah   s.m. invar.  titolo di principi dell'india; comunemente italianizzato in maragià. 
maharani   s.f. invar.  la moglie di un maharajah.
mahatma   agg. invar.  appellativo che si attribuisce in india a persone pubblicamente onorate e venerate: il mahatma gandhi. 
mahdi   s.m.  nella religione islamica, il messia che alla fine dei tempi verrà a estirpare il male dal mondo, portando pace e giustizia e completando l'opera di maometto.
mahdismo   o madismo, s.m.  movimento politico-religioso del mondo islamico, fondato sulla fede nell'avvento del mahdi.
mahdista   o madista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del mahdismo.
mah-jong  mah-jong ® s.m. invar.  gioco di origine cinese che si fa con 144 pezzi simili a quelli del domino.
mai   avv.    • 1 •   nessuna volta, in nessun tempo, in nessun caso; normalmente rafforza una negazione, posponendosi al verbo: non l'ho mai letto; non ha mai telefonato né ha mai scritto; nessuno l'ha mai visto; non verrà mai  | rafforzato da più : non accadrà mai più, nessun'altra volta in futuro | senza un'altra negazione, in frasi ellittiche: tu l'hai fatto qualche volta, io mai; tutto, ma questo mai; mai un po' di pace  | prov.  : meglio tardi che mai    • 2 •   usato assolutamente nelle risposte, ha valore di negazione molto forte: «ti scrive qualche volta?» «mai»; «lo faresti?» «mai»  | rafforzato: mai più!, mai e poi mai!  | premesso al verbo, e perciò non accompagnato da altra negazione, ha valore enfatico: mai gli ho parlato; mai mi è stato possibile; anche in proposizioni esclamative dell'uso fam.: mai dicesse la verità!; mai che arrivi puntuale!    • 3 •   in espressioni comparative, in nessun altro tempo, nessun'altra volta: oggi, più che mai, mi accorgo di aver sbagliato; nonostante le cure, deperiva più che mai; è stato più gentile che mai; meno che mai si è pentito di ciò che ha fatto; ci fu caro quanto altro  (o quanto altri, quant'altri) mai; si è dimostrato quanto mai ostinato  | nell'uso fam. assume spesso valore intensivo: quante mai volte te l'ho detto!; le vuole un bene che mai; ho una fame che mai    • 4 •   in proposizioni interrogative dirette e indirette, condizionali e dubitative, una volta, qualche volta, in qualsiasi tempo: l'hai mai incontrato?; non so se sia mai stato a roma; chi mai l'ha visto?; quando mai ho detto questo?; come mai non era in casa?; che cosa mai ti sei messo in mente?; se avessi mai pensato una cosa simile, non sarei partito; se mai lo vedi, diglielo; se mai un giorno, se mai una volta... ' caso mai,  nel caso, eventualmente    • 5 •   (ant. , lett.) rafforzativo di sempre : per far sempre mai verdi i miei desiri  (petrarca canz.  clviii, 4) | rafforzativo di sì  o no : mai sì che lo conosco  (boccaccio dec.  iii, 3) | usato anche come s.m.  : il giorno del mai, il giorno di san mai, un giorno che non verrà.
maî  tre maître;s.m. invar.    • 1 •   chi sovrintende ai domestici nelle case signorili    • 2 •   maître (d'hôtel), chi dirige il servizio di sala in un ristorante di lusso; caposala, caposervizio, direttore di sala.
maî  tresse maîtresse;s.f. invar.  donna che gestiva o dirigeva una casa di tolleranza.
maî  tre à penser;maître à penser;loc. sost. m. invar.  personalità di grande rilievo e prestigio alla quale si guarda come a un modello e le cui idee influenzano il modo di pensare e gli atteggiamenti culturali di tutto un ambiente o di un intero gruppo sociale.
maia   s.f.  (zool.) genere di crostacei cui appartiene la grancevola (ord.  decapodi).
maialata   s.f.  (fam.) parola o azione sconcia, ignobile.
maialatura   s.f.  l'insieme delle operazioni che servono alla preparazione delle carni dei maiali macellati | il tempo in cui si uccidono i maiali e si effettuano tali operazioni.
maiale   s.m.    • 1 •   mammifero domestico onnivoro con corpo grosso e tozzo rivestito di scarse setole, muso allungato terminante nel grugno e coda a ricciolo; viene allevato per lo sfruttamento della carne e dei prodotti secondari della macellazione (ord.  artiodattili): allevare, uccidere il maiale; maiale di latte, lattonzolo. dim. maialino, maialetto  accr. maialone  pegg. maialaccio    • 2 •   la carne del maiale macellato: prosciutto, salsiccia, zampone di maiale    • 3 •   (fig.) persona molto sporca o eccessivamente grassa o ingorda: non si lava mai, è un vero maiale!; a tavola è un maiale  | persona moralmente riprovevole o che si comporta in modo licenzioso e dissoluto: in una questione così delicata, ha agito da maiale; parole, gesti da maiale    • 4 •   (mar.) mezzo d'assalto simile a un siluro a lenta corsa, usato durante l'ultima guerra dalla marina italiana; veniva guidato da due uomini in immersione che applicavano alla chiglia della nave nemica la testa esplosiva, munita di spoletta a tempo per consentire l'allontanamento a cavalcioni del mezzo stesso.
maialesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da maiale (spec. fig.): azioni maialesche  § maialescamente avv. 
maidico   agg.  [pl. m. -ci] del mais, che concerne il mais.
maidicolo   agg.  che concerne la coltivazione del mais.
maidismo   s.m.  (med.) pellagra.
maiestatico   agg.  [pl. m. -ci] di maestà.
maieutica   s.f.    • 1 •   (lett.) l'arte della levatrice    • 2 •   (filos.) il metodo di insegnamento socratico, secondo il quale, interrogando abilmente un interlocutore, lo si aiuta a mettere in luce il suo pensiero.
maieutico   agg.  [pl. m. -ci] della maieutica, relativo alla maieutica: metodo maieutico  § maieuticamente avv.  per mezzo del metodo maieutico.
mail   s.f.  nell'uso informatico, lettera spedita per posta elettronica.
mailbox   s.f. invar.  area di memoria su un mail server, dove si raccolgono i messaggi in attesa che il destinatario li prelevi per la lettura; casella di posta elettronica.
mailing   s.m. invar.  pubblicità per corrispondenza.
mailing list   loc. sost. f. invar.  elenco di nomi e indirizzi utilizzabili per comunicazioni circolari, per spedire informazioni pubblicitarie e sim.
mail order   loc. sost. m. invar.  ordinazione inviata per posta a un'impresa specializzata nella vendita per corrispondenza.
mail server   loc. sost. m. invar.  computer collegato a una rete telematica che offre servizi di posta elettronica ad altri computer a esso collegati.
mainframe   s.m. invar.  (inform.) elaboratore di grande potenza e di vastissima memoria; in genere viene impiegato come calcolatore centrale di una rete di terminali.
mainò   avv.  (ant.) forma intensiva della negazione no. 
mainstream   s.m.  (mus.) nel jazz, lo stile tardo swing precedente il be-bop.
maio   s.m.  (tosc. ant.)    • 1 •   ramo fiorito che si usava portare nelle feste di calendimaggio e che i giovani offrivano all'innamorata    • 2 •   (estens.) ramo fiorito in genere: la gran vari°azion d'i freschi mai  (dante purg.  xxviii, 36).
maiolica   s.f.    • 1 •   prodotto ceramico originariamente a struttura porosa e poi ricoperto da uno strato di vernice vetrificata o di smalto impermeabile; oggetto di tale materiale: mattonelle di maiolica; rivestire una parete di maioliche    • 2 •   roccia sedimentaria costituita da strati di calcare compatto, finissimo, di colore bianco.
maiolicaio   region. maiolicaro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fabbrica o vende oggetti di maiolica    • 2 •   operaio edile addetto a rivestire le pareti con mattonelle di maiolica.
maiolicare   v. tr.  ricoprire con lo smalto proprio della maiolica o rivestire con piastrelle di maiolica.
maiolicaro    ⇨ maiolicaio.
maiolicato   part. pass.  di maiolicare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  parete ricoperta di piastrelle di maiolica.
maionese   s.f.  (gastr.) salsa fredda a base di tuorli d'uovo, olio e limone o aceto | anche come agg. f.  : salsa maionese. 
maiorasco    ⇨ maggiorasco.
maiore    ⇨ maggiore.
mais   s.m.  granturco: farina di mais. 
maiscoltore   s.m.  coltivatore di mais.
maiscoltura   s.f.  coltivazione del mais.
maisì   avv.  (ant.) forma intensiva dell'affermazione sì. 
maiuscola   s.f.  lettera dell'alfabeto o carattere tipografico maiuscolo.
maiuscoletto   s.m.  carattere tipografico di forma uguale al maiuscolo ma di altezza uguale al minuscolo, escluse le aste ascendenti e discendenti.
maiuscolo   agg.    • 1 •   si dice di carattere o lettera dell'alfabeto più grande e di forma diversa rispetto al minuscolo, usata spec. nelle iniziali dei nomi propri e all'inizio del periodo; in paleografia, si dice di scrittura i cui caratteri o lettere sono compresi, a differenza del minuscolo, in un sistema di due linee parallele | scrivere, parlare, dire qualcosa a lettere maiuscole, (fig.) con estrema chiarezza    • 2 •   (fig.) enorme: una bugia maiuscola  | straordinario, eccezionale: una prestazione maiuscola   s.m.  carattere maiuscolo: stampare un titolo in maiuscolo. 
maizena   ® s.f.  amido di mais.
majorette   s.f. invar.  nelle sfilate delle bande musicali, ciascuna delle ragazze in divisa che precedono i suonatori.
make-up  make-up s.m. invar.  trucco del viso.
maki   s.m.  (zool.) lemure.
makò   s.m.  qualità di cotone molto resistente | anche agg.  : cotone makò. 
mala   s.f.  (gerg.) forma abbreviata di malavita. 
malacarne   o mala carne, s.f.  [pl. malecarni] (antiq.)    • 1 •   carne macellata d'infima qualità    • 2 •   (fig.) persona malvagia.
malacca   s.f.  sorta di canna d'india usata per fabbricare bastoni, manici d'ombrello ecc.
malaccetto   o mal accetto, agg.  che non è accolto, accettato volentieri; sgradito: persone malaccette; un dono malaccetto. 
malacconcio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.) non acconcio, non adatto allo scopo § malacconciamente avv. 
malaccortezza   s.f.  l'essere malaccorto.
malaccorto   agg.  non accorto, che manca di prudenza o avvedutezza: una persona malaccorta; un atto, un gesto malaccorto  § malaccortamente avv. 
malachite   s.f.  minerale composto di carbonato basico di rame, di colore verde intenso, usato come pietra dura ornamentale e, ridotto in polvere, come pigmento per colorare tessuti, lacche ecc.
malacia   s.f.  (med.)    • 1 •   rammollimento patologico di un tessuto o di un organo in seguito a un grave stato morboso    • 2 •   desiderio anormale di ingerire cibi molto piccanti.
malaco-  malaco- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica derivate dal greco o formate modernamente, dal gr. malakós  'molle'; significa 'molle' oppure 'mollusco' (malacologia).
malacologia   s.f.  parte della zoologia che studia i molluschi.
malacologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla malacologia.
malacologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di malacologia.
malacopia   o mala copia, s.f.  [pl. malecopie  o male copie] (region.) brutta copia, minuta.
malacostraci   s.m. pl.  (zool.) gruppo di crostacei il cui corpo è suddiviso in un numero costante (20 o 21) di segmenti; vi appartengono il granchio, il gambero, l'aragosta ecc. | sing.  [-o] ogni crostaceo di tale gruppo.
malacreanza   o mala creanza, s.f.  [pl. malecreanze] cattiva educazione.
maladire   e deriv.   ⇨ maledire e deriv. 
malafatta   o mala fatta o malefatta, s.f.  [pl. malefatte]    • 1 •   (non com.) errore di tessitura    • 2 •   spec. pl.  (fig.) errore in genere; cattiva azione: compiere, combinare delle malefatte. 
malafede   meno com. mala fede, s.f.  [pl. non com. malefedi]    • 1 •   stato d'animo di chi inganna con consapevolezza: essere, agire in malafede    • 2 •   (dir.) comportamento posto in essere con la coscienza di pregiudicare un diritto altrui.
malafemmina   o mala femmina, s.f.  (merid.) prostituta.
malaffare   s.m.  solo nella loc. agg. di malaffare, riferita a individui, gruppi sociali o ambienti che ignorano e calpestano le norme civili o morali: gente di malaffare; donna di malaffare, prostituta; casa di malaffare, bordello.
malaga   s.m. invar.  vino liquoroso, bianco o rosso, per lo più dolce, prodotto nell'omonima provincia spagnola | s.f.  l'uva da cui si ricava tale vino.
malagevole   agg.  non agevole; che presenta ostacoli, difficoltà: strada, lavoro malagevole  § malagevolmente avv. 
malagevolezza   s.f.  l'essere malagevole.
malagiato   agg.  (non com.) privo di comodità, di benessere; disagiato.
malagrazia   o mala grazia, s.f.  sgarbatezza, scortesia: rispondere con malagrazia  | (non com.) atto sgarbato.
malagueì  a malagueìa;s.f.  danza popolare spagnola con ritmo ternario, simile al fandango.
malalingua   o mala lingua, s.f.  [pl. malelingue] persona che ama sparlare del prossimo.
malandare   v. intr.  [usato solo nell'inf. e, più com., nel part. pass. malandato] ridursi in cattivo stato, andare in rovina.
malandato   part. pass.  di malandare   agg.  mal ridotto, in cattivo stato: essere assai malandato in salute; un libro, un mobile malandato. 
malandrinaggio   s.m.  (non com.) la vita, l'attività dei malandrini; brigantaggio.
malandrinata   s.f.  azione, comportamento da malandrino, da furfante: una simile malandrinata non me la dovevi fare. 
malandrinesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da malandrino: vita malandrinesca | alla malandrinesca, alla maniera dei malandrini § malandrinescamente avv. 
malandrino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (antiq.) bandito, brigante    • 2 •   (estens.) persona malvagia, priva di scrupoli    • 3 •   (scherz.) bambino, ragazzo molto vivace e furbo  agg.    • 1 •   disonesto: gente malandrina    • 2 •   (fig.) insidioso, pericoloso (anche scherz.): tempo malandrino, maltempo; sguardo malandrino, occhi malandrini, maliziosi, che affascinano.
malanimo   meno com. mal animo, s.m.  animo ostile; malevolenza, astio, avversione: avere, mostrare malanimo verso, contro qualcuno  o qualcosa  | di malanimo, a malincuore; con risentimento e scontentezza: fare qualcosa di malanimo. 
malannaggia   inter.  (antiq.) lo stesso che mannaggia : malannaggia la furia!  (manzoni p. s.  xv).
malanno   s.m.    • 1 •   disgrazia; danno: gli è capitato un bel malanno    • 2 •   malattia non grave: prendersi un malanno    • 3 •   (scherz.) persona molesta, noiosa: quel ragazzo è un vero malanno. 
malaparata   meno com. mala parata, s.f.  [pl. non com. maleparate] (fam.) pericolo, insidia; situazione difficile: vista la malaparata, se n'andò. 
malapena   solo nella loc. avv. a malapena, a stento: si teneva in piedi a malapena. 
malapropismo   s.m.  (ling.) uso di una parola per un'altra di suono simile (p. e. esequie  per ossequi).
malare   agg.  (anat.) che riguarda le guance | (osso) malare, osso zigomatico.
malaria   s.f.  malattia infettiva prodotta dai plasmodii trasmessi all'uomo dalle punture delle zanzare del genere anofele; è caratterizzata da febbre intermittente, anemia e tumefazione della milza e del fegato ed è diffusa nelle regioni paludose delle zone tropicali e subtropicali.
malarico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di malaria; causato dalla malaria: febbre malarica  | infestato dalla malaria: zona malarica   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da malaria.
malariologia   s.f.  parte della medicina che studia la malaria.
malariologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di malariologia; specialista in malariologia.
malarioterapia   s.f.  metodo di cura obsoleto della paralisi progressiva di origine luetica e di talune gravi angiopatie obliteranti; consisteva nel provocare nel paziente accessi febbrili mediante inoculazione di plasmodii malarici, così da indurre un processo di vasodilatazione che consentisse di applicare terapie specifiche.
malasorte   o mala sorte, s.f.  [pl. malesorti] disgrazia, cattiva ventura: essere perseguitato dalla malasorte  | per malasorte, per disgrazia.
malassare   v. tr.    • 1 •   (non com.) stemperare con acqua; impastare, mescolare: il pane che la buona adele intrideva e malassava di sua mano  (soffici)    • 2 •   (chim.) dosare il glutine contenuto nella farina, impastandola con acqua dopo averne estratto l'amido e altri componenti.
malassatrice   s.f.  (non com.) macchina impastatrice.
malassatura   s.f.  (chim.) operazione del malassare.
malassorbimento   s.m.  (med.) disturbo dell'assorbimento intestinale degli alimenti.
malaticcio   agg.  [pl. f. -ce] cagionevole di salute; predisposto alle malattie; affetto da malanni ricorrenti o cronici, ma non gravi: un bambino malaticcio; un soggetto malaticcio. 
malato   agg.    • 1 •   che ha una malattia; ammalato, infermo: essere, cadere malato; malato di fegato, di cuore; malato alle gambe, allo stomaco  | detto di un organo, che presenta un'alterazione patologica: avere un polmone, un occhio malato    • 2 •   (estens.) si dice di pianta che cresce a stento o è attaccata da parassiti: olivo malato; vite malata    • 3 •   (fig.) sconvolto, turbato, esaltato: mente, fantasia malata  | dominato morbosamente da un sentimento, da una passione: malato di gelosia, d'invidia  | malato d'amore, innamorato    • 4 •   (fig.) che è in cattivo stato, che non è in buone condizioni: un'economia malata   s.m.  [f. -a] chi è affetto da malattia; infermo: un malato grave, cronico; malato mentale, di mente, psicopatico. dim. malatino  vezz. malatuccio. 
malattia   s.f.    • 1 •   denominazione generica di qualsiasi alterazione dell'integrità anatomica e funzionale di un organismo : malattia acuta, cronica, congenita, ereditaria; malattia contagiosa, infettiva, epidemica; malattia incurabile, mortale; malattia della pelle, dello stomaco; malattia alle gambe, alla milza; malattia nervosa, epatica; le malattie degli animali, delle piante  | malattie professionali, del lavoro, contratte per cause inerenti al lavoro che si svolge | malattie sociali, quelle che coinvolgono un numero elevato di persone e incidono quindi sulla società (p. e. , un tempo, la tubercolosi) | malattia del secolo, quella contro la quale, in una data epoca, la medicina è impotente; (fig.) inclinazione, passione caratteristica di tutta un'età | essere, mettersi in malattia, assentarsi dal lavoro per motivi di salute godendo dell'assistenza sanitaria    • 2 •   (estens.) alterazione di una sostanza o di una cosa: la malattia del vino, delle perle    • 3 •   (fig.) qualsiasi turbamento dell'equilibrio psichico o morale; vizio, difetto: le malattie dell'animo; l'invidia è una brutta malattia  | fare  o farsi una malattia di, per qualcosa, soffrirne molto, starci male; anche, desiderarla intensamente, struggersi nel pensiero di realizzarla, di averla: è inutile cercare di distoglierlo da questa passione: ormai se n'è fatta una malattia    • 4 •   (fig.) stato di crisi, condizione negativa: le malattie della politica italiana. 
malaugurato   o mal augurato, agg.  che causa o ha causato sventura: un giorno malaugurato; una frase, un'idea malaugurata  | che si desidera non avvenga; deprecabile: nella malaugurata ipotesi che la situazione precipiti, c'è ancora un estremo rimedio  § malauguratamente avv.  sventuratamente, disgraziatamente; per una circostanza deprecabile.
malaugurio   non com. mal augurio, s.m.  cattivo augurio; presagio infausto, che si crede rechi sventura: fare il malaugurio; essere di malaugurio  | uccello del malaugurio, (fig.) si dice di persona che fa tristi previsioni; iettatore.
malauguroso   agg.  (non com.) di malaugurio; infausto, malaugurato; tetro, minaccioso: un accidente malauguroso; una persona malaugurosa  § malaugurosamente avv. 
malaventura   o mala ventura, s.f.  [pl. maleventure  o male venture] (ant. , lett.) malasorte, disgrazia | per malaventura, sciaguratamente.
malavita   s.f.    • 1 •   vita condotta fuori della legge e delle regole sociali e morali: darsi alla malavita    • 2 •   l'insieme di coloro che praticano questo genere di vita; delinquenza (anche abbr. in mala): la malavita organizzata; il gergo della malavita. 
malavitoso   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi fa parte della malavita.
malavoglia   o mala voglia, s.f.  [pl. malevoglie] mancanza di buona volontà | di malavoglia, svogliatamente: lavorare, studiare di malavoglia. 
malavoglienza    ⇨ malevolenza.
malavveduto   agg.  incauto, malaccorto: è stato malavveduto nel fidarsi di lui; un gesto malavveduto  § malavvedutamente avv. 
malavventurato   agg.  (lett.) disgraziato, sventurato § malavventuratamente avv. 
malavventuroso   agg.  (non com.) disgraziato, malaugurato, infausto § malavventurosamente avv. 
malavvezzo   o male avvezzo, agg.  abituato male; maleducato.
malavvisato   agg.  (lett.) imprudente, sconsiderato.
malaysiano   agg.  della malaysia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della malaysia.
malazzato   agg.  (non com.) che sta sempre poco bene in salute, ma non tanto da essere costretto a letto.
malbianco   o mal bianco, s.m.  (agr.) oidio.
malcaduco   o mal caduco, s.m.  [pl. -chi] (antiq.) epilessia.
malcapitato   o mal capitato, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è capitato in un brutto momento | che, chi si viene a trovare, senza sua colpa, in una situazione difficile.
malcauto   o mal cauto, agg.  avventato, incauto, malaccorto § malcautamente avv. 
malcelato   o mal celato, agg.  si dice di sentimento che non si riesce a contenere, che risulta evidente nonostante lo si vorrebbe nascondere: una rabbia malcelata. 
malcerto   o mal certo, agg.  (non com.) non ben certo, non ben definito; dubbio, malsicuro, instabile.
malcollocato   o mal collocato, agg.  collocato male; male impiegato, mal riposto: denaro malcollocato, sentimenti malcollocati. 
malconcio   agg.  [pl. f. -ce] conciato male, ridotto in cattivo stato: un vestito malconcio per la pioggia; uscire malconcio da una zuffa. 
malconoscente   agg.  (non com.) ingrato, non riconoscente.
malconsiderato   agg.  (lett.) sconsiderato, avventato.
malconsigliato   agg.  (non com.) malaccorto, incauto; sconsigliato.
malcontento   agg.  non soddisfatto; scontento, insofferente: la risposta lo lasciò malcontento   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi non è contento e si lamenta contro qualcuno o qualcosa    • 2 •   inquietudine, scontentezza, insoddisfazione; in partic., malumore che serpeggia tra i cittadini per ragioni politiche, economiche, sociali: c'era del malcontento tra la folla; il provvedimento suscitò il malcontento generale. 
malcoperto   o mal coperto, agg.  (lett.)    • 1 •   poco vestito, coperto in modo insufficiente    • 2 •   (fig.) mal dissimulato, non troppo celato: un'ira malcoperta  (bacchelli).
malcorrisposto   o mal corrisposto, agg.  (lett.) non sufficientemente corrisposto o ricompensato.
malcostumato   agg.  (non com.) di cattivi costumi; male educato, ineducato.
malcostume   meno com. mal costume, s.m.  modo di comportarsi illecito o contrario alla morale: malcostume dilagante; il malcostume del nepotismo. 
malcreato   o mal creato, agg.    • 1 •   (rar.) screanzato, male educato    • 2 •   (ant.) malvagio, crudele.
maldenaro   s.m.  (ant.) nell'italia meridionale, tributo imposto arbitrariamente | (estens.) ogni normale tributo; imposta di consumo.
maldestro   agg.    • 1 •   inesperto; non abile: un guidatore maldestro    • 2 •   eseguito senza abilità: un tentativo maldestro  § maldestramente avv. 
maldicente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ama sparlare degli altri per malignità o leggerezza.
maldicenza   s.f.    • 1 •   l'abitudine di dire male del prossimo    • 2 •   discorso da maldicente; chiacchiera malevola: sono tutte maldicenze. 
maldisposto   agg.  che ha cattiva disposizione d'animo verso qualcuno o qualcosa: è maldisposto verso di noi. 
maldocchio   o mal d'occhio, s.m.  (tosc.) malocchio.
male   avv.  [se proclitico, spesso troncato in mal; compar. peggio, superl. malissimo  o pessimamente]    • 1 •   in modo non buono, non equo, non giusto; non in conformità con le leggi morali o le convenzioni sociali: trattare male qualcuno; comportarsi, agire, rispondere male  | parlare, dire male di qualcuno, dire cose spiacevoli sul suo conto, diffamarlo | pensare male di qualcuno, averne un cattivo concetto    • 2 •   in modo non soddisfacente, non conveniente, non rispondente alle aspettative: dormire, mangiare, vederci male; risolversi, cominciare, riuscire male  | andare male, procedere, riuscire in modo contrario a quanto si era sperato: gli affari vanno male; l'esame è andato male  | finire male, avere cattivo esito; riferito a persona, mettersi su una cattiva strada o anche fare una brutta morte | vedere male, (fig.) vedere di malocchio, considerare sfavorevolmente | mettersi male, lasciar prevedere una soluzione sfavorevole o un fallimento: la cosa si sta mettendo male | restare, rimanere male, deluso e insoddisfatto | prendere male qualcosa, non affrontarla convenientemente, lasciarsene sopraffare; anche, risentirsi per qualcosa | trovarsi male, a disagio | sentirsi male, essere colto da malore | vestire male, in modo dimesso o inelegante | star male, si dice di cosa che non si addice, non è adatta: questo vestito ti sta male  | stare male, essere malato o indisposto; essere in ansia o depresso | stare male a quattrini, averne pochi | non esser male, (fam.) essere discreto, abbastanza bello: quel film non è male  | bene o male, in un modo o nell'altro | di male in peggio, sempre peggio, ancora peggio    • 3 •   in modo imperfetto: la radio funziona male; parlare male, in modo non corretto | in modo maldestro: dipingere, lavorare, nuotare male  | in modo spiacevole, sgradevole: nella miseria si vive male.  dim. malino  vezz. maluccio  pegg. malaccio    • 4 •   come negazione, non, non completamente: è una soluzione che mal risponderebbe alle nostre necessità; guardare qualcuno con mal celata antipatia   inter.  esprime disapprovazione o rammarico: il lavoro non è ancora finito? male!   s.m.    • 1 •   il contrario del bene, cioè la mancanza o la negazione del bene; in partic., tutto ciò che si oppone alla virtù, all'onestà, che viola o compromette l'equilibrio spirituale o morale ed è perciò oggetto di condanna o di riprovazione: tendere al male; fare, commettere, fuggire il male; le forze del male  | che male c'è?, non c'è nulla di male, si dice per controbattere un giudizio di riprovazione che si ritiene ingiusto | principio del male, insieme a quello del bene, principio fondamentale della filosofia manichea    • 2 •   cosa non buona, inutile o inopportuna; danno, svantaggio, sventura: non sarà male avvertirlo; il suo arrivo è stato un male per noi; augurare ogni male a qualcuno  | fare male, agire in modo errato: hai fatto male a parlare  | fare del male a qualcuno, nuocergli | volere male a qualcuno, nutrire odio o risentimento contro di lui | aversela a male, offendersi | andare a male, guastarsi, deteriorarsi | non c'è male, abbastanza bene: «come stai?» «non c'è male»  | prov.  : non tutto il male vien per nuocere, anche da un fatto o una situazione negativa può derivare qualche vantaggio    • 3 •   la sofferenza, il dolore, sia come manifestazione d'una malattia vera e propria sia come disagio o malessere fisico e morale: mal di denti; mal di testa, cefalea; mal caduco, epilessia; mal di mare, mal d'auto, chinetosi; mal francese, sifilide; mal sottile, tisi; mal di montagna, malattia d'altitudine provocata dalla rarefazione dell'ossigeno atmosferico, che produce difficoltà respiratorie, emorragie e disturbi neuro-psichici | male del secolo, malattia grave e diffusa che colpisce un determinato secolo | male oscuro, malattia fisica o morale che resta nascosta, latente, ma produce disagio | brutto male, (fam) il cancro | far male, provocare dolore fisico o morale: mi fa male la testa; m'ha fatto male vederla piangere così    • 4 •   malattia di animali o di piante: mal rossino, malattia infettiva dei suini, caratterizzata dall'apparizione di macchie rosse sulla pelle; mal vinato, malattia dell'erba medica e della barbabietola per cui le radici si ricoprono di uno strato di funghi di colore rosso.
maleato   s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido maleico: maleato sodico, di vinile. 
maledetto   ant. o pop. tosc. maladetto, part. pass.  di maledire   agg.    • 1 •   colpito da maledizione; che ha in sé la maledizione e quindi apporta sciagure: anima maledetta; giorno maledetto; una guerra maledetta  | poeti maledetti, i poeti del decadentismo francese, così detti perché portatori di una visione della vita in contrasto con le norme morali e sociali correnti    • 2 •   (fam.) che reca noia, disturbo: caccia via quella mosca maledetta!  | come rafforzativo, terribile, insopportabile: un caldo maledetto; una fame maledetta  | in alcune espressioni di deprecazione o di imprecazione: maledetto, me la pagherai!; maledetto il giorno in cui l'ho conosciuto!   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi porta su di sé una maledizione: i maledetti dell'inferno    • 2 •   persona verso cui si nutre rancore, odio: se n'è andato quel maledetto?  § maledettamente avv.  (fam.) terribilmente: sono maledettamente stanco. 
maledico   agg.  [pl. m. -ci; superl. maledicentissimo] (lett.) maldicente: lingua maledica  § maledicamente avv. 
maledire   ant. o pop. tosc. maladire, v. tr.  [imperf. indic. io maledicévo ecc.  (pop. io maledivo ecc.); pass. rem. io maledissi, tu maledicésti ecc.  (pop. io maledìi, tu maledisti ecc.); imp. maledici; per le altre forme coniugato come dire]    • 1 •   invocare il castigo divino contro qualcuno: essere maledetto dalla propria madre  | detto di dio, colpire con il proprio castigo: dio maledisse caino; che dio lo maledica!    • 2 •   augurar male a qualcuno; imprecare contro qualcuno o qualcosa: malediceva la persona che gli aveva procurato quei guai; maledire la sorte; maledico il giorno in cui ti ho incontrato    • 3 •   (ant.) dire male di qualcuno | v. intr.  [aus. avere] (lett.) augurar male.
maledizione   ant. maladizione, s.f.    • 1 •   il maledire, l'essere maledetto: invocare la maledizione di dio su qualcuno  | avere la maledizione addosso, non trovare la pace o non riuscire a concludere niente di buono    • 2 •   imprecazione: coprire qualcuno di maledizioni    • 3 •   (fig.) persona o cosa che è causa di sventura, di dolore, di fastidio: sei una vera maledizione!; questa grandine è una maledizione   inter.  esprime cruccio, ira, disappunto: maledizione! ho lasciato il rubinetto aperto. 
maleducato   non com. mal educato, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi non ha avuto una buona educazione; screanzato, villano: una persona maleducata; è un bel maleducato!  § maleducatamente avv. 
maleducazione   s.f.    • 1 •   l'essere maleducato    • 2 •   atto, comportamento da maleducato: è maleducazione interrompere chi sta parlando. 
malefatta    ⇨ malafatta.
maleficio   o malefizio, ant. malificio o malifizio, s.m.    • 1 •   incantesimo, magia che mira a recare danno    • 2 •   (ant.) azione malvagia; delitto | giudice, tribunale dei malefici, che esercitava la giurisdizione in materia penale.
malefico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che reca danno: clima malefico; una persona malefica    • 2 •   di maleficio; che è frutto di maleficio: arti malefiche; influsso malefico   s.m.  (ant.) stregone § maleficamente avv. 
malefizio    ⇨ maleficio.
maleico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido organico bicarbossilico insaturo a quattro atomi di carbonio, usato nell'industria tessile e in quella delle materie plastiche, nonché come conservante | si dice anche di alcuni derivati dell'acido maleico: anidride maleica; resine maleiche. 
maleodorante   agg.  che emana cattivo odore: rifiuti maleodoranti  § maleodorantemente avv. 
maleolente   agg.  (lett.) maleodorante.
maleopolinesiaco   agg.  [pl. m. -ci] si dice di una famiglia di lingue costituita dall'indonesiano, dal melanesiano e dal polinesiano.
maleppeggio   s.m.  (region.) martellina da muratore a due tagli, uno a scalpello e l'altro a punta.
malerba   s.f.    • 1 •   erba inutile e nociva    • 2 •   (fig.) cosa dannosa che si diffonde; persona disonesta o invadente: la malerba dell'invidia; i suoi amici sono una vera malerba; la malerba non muore mai, le persone malvagie hanno vita lunga.
malescio   agg.  [pl. f. -sce] (non com.) si dice di noce della qualità peggiore | uomo malescio, (fig.) malaticcio | cervello malescio, (fig.) duro, vuoto.
malese   agg.  della malesia: arcipelago malese   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita nella malesia    • 2 •   lingua del gruppo indonesiano parlata nella malesia.
malessere   non com. mal essere, s.m.    • 1 •   indisposizione, malore fisico non ben definito: un malessere generale; accusare un leggero malessere    • 2 •   (estens.) inquietudine, turbamento; condizione di disagio, di scontentezza, di difficoltà: il malessere che seguì l'ultima guerra. 
malestro   s.m.  piccolo danno provocato per lo più da incapacità o sbadataggine.
malevolenza   ant. malivolenza, malevoglienza, malavoglienza, s.f.  sentimento e atteggiamento ostile: mostrare malevolenza; rispondere con malevolenza. 
malevolo   agg.  [superl. malevolentissimo] che prova o dimostra malevolenza: un critico malevolo; un giudizio malevolo; avere intenzioni malevole  § malevolmente avv. 
malfamato   agg.  che ha cattiva fama: un individuo malfamato; un quartiere, un locale malfamato, abitato o frequentato da gente equivoca.
malfare   v. intr.  [si usa solo nell'inf. e nel part. pass. malfatto] (non com.) commettere cattive azioni; agire male: portato, pronto a malfare. 
malfatto   agg.    • 1 •   (non com.) detto del corpo, del fisico, non ben proporzionato, sgraziato    • 2 •   di cosa, mal costruito, imperfetto: muro malfatto  | azione malfatta, (fig.) moralmente riprovevole  s.m.    • 1 •   cattiva azione: pentirsi del malfatto    • 2 •   pl.  (gastr.) sorta di gnocchi a base di spinaci, impastati con uova, ricotta e altri ingredienti.
malfattore   s.m.  [f. non com. -trice, pop. -tora] chi commette cattive azioni: una banda di malfattori. 
malfattoria   s.f.  (ant.) l'arte di fare malefici.
malfermo   meno com. mal fermo, agg.  che non si regge bene; debole, malsicuro, instabile (anche fig.): sedia malferma; salute malferma; spirito, proposito malfermo. 
malfidato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è solito diffidare; che, chi è sempre sospettoso.
malfidente   agg.  (lett.) malfidato; sospettoso.
malfido   agg.  che non dà affidamento: collega malfido; amicizia malfida  | insidioso, pericoloso: sabbie, regioni malfide. 
malfondato   o mal fondato, agg.  che ha cattivo fondamento (spec. fig.): fiducia malfondata. 
malformato   o mal formato, agg.    • 1 •   formato male; di brutta forma: un vaso malformato    • 2 •   (biol. , med.) che presenta una malformazione: un organo malformato. 
malformazione   s.f.  (biol. , med.) anormale conformazione di un organismo o di una sua parte.
malfortunato   o mal fortunato, agg.  (ant. , lett.) sfortunato, infelice.
malfrancese   o mal francese, ant. malfrancioso o malfranzese, s.m.  (antiq.) sifilide.
malfunzionamento   s.m.  funzionamento cattivo, difettoso, inadeguato: malfunzionamento di un motore, di un servizio pubblico. 
malfusso   agg.  e s.m.  (ant. , lett.) sciagurato, maledetto | cane malfusso, epiteto offensivo.
malga   s.f.    • 1 •   pascolo alpino estivo    • 2 •   costruzione rustica dei pascoli alpini estivi, che in genere comprende l'abitazione temporanea dei pastori, la stalla e la casera.
malgarbo   o mal garbo, s.m.    • 1 •   modo d'agire, contegno sgarbato: ricevere qualcuno con malgarbo    • 2 •   atto privo di garbo; sgarbo: fare un malgarbo. 
malgaro   s.m.  (sett.) chi custodisce o governa il bestiame che pascola nelle malghe.
malgascio   agg.  [pl. f. -sce] del madagascar  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo del madagascar    • 2 •   lingua del gruppo indonesiano, parlata nel madagascar.
malghese   s.m.  (sett.) malgaro.
malgiudicare   v. tr.  [coniugato come giudicare] giudicare in modo non giusto | giudicare con eccessiva severità.
malgoverno   o mal governo, s.m.    • 1 •   cattiva amministrazione dello stato, di beni pubblici o privati: un periodo di malgoverno    • 2 •   (non com.) mancanza di cura per sé stessi o per le cose proprie o altrui che si custodiscono: malgoverno della propria salute. 
malgradito   o mal gradito, agg.  (non com.) non gradito, non apprezzato: un complimento malgradito. 
malgrado   non com. mal grado, avv.  a dispetto di, contro la volontà di (si usa in unione agli agg. possessivi mio, tuo, suo, nostro, vostro, loro): fu costretto, suo malgrado, ad accettare l'invito; dovranno partire, loro malgrado   prep.  nonostante: è uscito malgrado la pioggia battente   cong.  benché, nonostante che (introduce una prop. concessiva col verbo al congiunt.): malgrado lo avessi avvertito, non mi ha dato ascolto  | anche seguito da che : malgrado che dicesse la verità, nessuno gli ha creduto   s.m.  (ant.) contrarietà, dispiacere: se a roma pervengo, io riavrò colei che è meritatamente mia, mal grado che voi n'abbiate  (boccaccio dec.  x, 8).
malguardato   o mal guardato, agg.  (lett.) non protetto, non sorvegliato (anche fig.): e de la rocca fragile del core / difenda pur le malguardate porte  (marino).
malgusto   o mal gusto, s.m.  (non com.)    • 1 •   cattivo gusto (in contrapposizione a buongusto)    • 2 •   gusto, sapore sgradevole.
malia   s.f.    • 1 •   incantesimo mirante ad assoggettare la volontà altrui: essere vittima d'una malia; calipso trattenne ulisse con una malia    • 2 •   (fig.) attrazione, fascino irresistibile: la malia del suo sguardo    • 3 •   (non com.) lungo susseguirsi di fatti spiacevoli e sfavorevoli.
maliardo   agg.  che incanta, che affascina: sorriso maliardo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (non com.) mago, stregone    • 2 •   (fig.) persona affascinante, seducente, detto spec. di donna (spesso scherz.): assumere pose da maliarda. 
malico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido organico bicarbossilico a quattro atomi di carbonio presente in quasi tutta la frutta acerba.
malificio   malifizio  ⇨ maleficio.
malignare   v. intr.  [aus. avere] dire o pensare male di qualcuno o qualcosa: la gente comincia a malignare; trova da malignare su tutto e su tutti. 
malignità   s.f.    • 1 •   l'essere maligno; malizia, cattiveria: non c'era malignità nelle sue parole    • 2 •   (lett.) l'essere avverso, sfavorevole, dannoso: la malignità del destino, del clima    • 3 •   (med.) carattere maligno di una malattia    • 4 •   cosa detta o fatta malignamente: questa è una malignità bella e buona; dire malignità sul conto di qualcuno. 
maligno   agg.    • 1 •   che ha la tendenza a pensare e a parlare male del prossimo o a vedere il male dove non c'è: una donna maligna; un critico maligno  | (estens.) di cosa, che rivela cattiveria, che è effetto di cattiveria; malvagio, malevolo: parole, azioni, accuse, risa maligne.  dim. malignetto  accr. malignone  pegg. malignaccio    • 2 •   (lett.) avverso, sfavorevole: sorte maligna; geni, spiriti maligni    • 3 •   (lett.) dannoso, malsano: un clima maligno; a noi venendo per l'aere maligno  (dante inf.  v, 86)    • 4 •   (med.) molto grave, inguaribile (di malattia, spec. di tumore)  s.m.  [f. -a] persona maligna: le insinuazioni dei maligni  | il maligno, per antonomasia, il diavolo § malignamente avv. 
malinconia   lett. melanconia, ant. maninconia e melancolia, s.f.    • 1 •   stato d'animo dolente ma calmo, o temperato da una certa dolcezza; aspetto, caratteristica di ciò che suscita o esprime tale stato d'animo: lasciarsi prendere dalla malinconia; un ricordo pieno di malinconia; la malinconia di un paesaggio autunnale    • 2 •   cosa, pensiero che suscita tristezza: scacciare le malinconie    • 3 •   nella medicina antica, altro nome dell'atrabile  o umor nero    • 4 •   (psicol.) alterazione depressiva del tono dell'umore che, nelle forme gravi, costituisce una vera e propria sindrome depressiva.
malinconico   lett. melanconico, ant. maninconico e melancolico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che tende, per disposizione d'animo, alla malinconia: un uomo, un temperamento malinconico    • 2 •   che dimostra, esprime malinconia: un volto, uno sguardo malinconico  | che invita alla malinconia, che dà malinconia: un paesaggio malinconico; una giornata malinconica §  malinconicamente avv. 
malinconioso   ant. maninconioso, malinconoso, maninconoso, agg.  (lett.) malinconico § malinconiosamente avv. 
malincorpo   (tosc.) usato solo nella loc. avv. a malincorpo, di malavoglia, a malincuore: risolvé, benché a malincorpo, di lasciare roma  (pascoli).
malincuore   usato solo nella loc. avv. a malincuore, malvolentieri, con rincrescimento: accettò a malincuore. 
malinformato   agg.  informato in modo insufficiente o inesatto.
malintenzionato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha cattive intenzioni; che, chi ha intenzione di nuocere, di danneggiare: essere malintenzionato verso  (o contro) qualcuno; un malintenzionato penetrò di notte nella villa  § malintenzionatamente avv. 
malinteso   agg.  non compreso nel giusto valore; male interpretato o applicato: per un malinteso senso di riguardo   s.m.  interpretazione errata di parole o atti altrui che ha causato screzi o risentimenti: chiarire un malinteso; è stato solo un malinteso. 
malioso   agg.    • 1 •   pieno di malia; affascinante: un sorriso malioso    • 2 •   (ant.) cattivo, maligno, malizioso    • 3 •   (ant.) che ha virtù magiche  s.m.  [f. -a] (non com.) maliardo § maliosamente avv. 
maliscalco    ⇨ maniscalco.
malivolenza    ⇨ malevolenza.
malizia   s.f.    • 1 •   disposizione ad agire deliberatamente contro l'onestà, la virtù, la giustizia: fare qualcosa con malizia    • 2 •   consapevolezza, spesso compiaciuta, di ciò che è male: parlare senza malizia    • 3 •   divertita consapevolezza di ciò che vi può essere di audace, di piccante in una situazione: un'occhiata carica di malizia    • 4 •   astuzia, espediente che mira a raggiungere un determinato scopo; furberia: le malizie del mestiere.  dim. malizietta    • 5 •   (ant.) caratteristica di ciò che è fisicamente dannoso; per estens., malattia, infezione, corruzione: quando fu l'aere sì pien di malizia, / che li animali, infino al picciol vermo, / cascaron tutti  (dante inf.  xxix, 60-62).
maliziare   v. intr.  [io malìzio ecc. ; aus. avere] (non com.) malignare | v. tr.  (ant.) alterare (una merce).
maliziosità   s.f.    • 1 •   l'essere malizioso    • 2 •   atto, pensiero, detto malizioso.
malizioso   agg.    • 1 •   che ha malizia: una persona maliziosa.  dim. maliziosetto, maliziosino    • 2 •   che denota malizia: un sorriso malizioso; una domanda maliziosa  | con senso attenuato, brioso, vivace, vispo: un bambino con due occhietti maliziosi    • 3 •   (ant.) astuto, sagace, scaltrito: tutto ciò sentito avea, sì come colui che malizioso era  (boccaccio dec.  iii, 2) § maliziosamente avv. 
malleabile   agg.    • 1 •   si dice di sostanza solida, e in particolare di metallo o lega metallica, che si lascia ridurre in lamine sottili senza rompersi: l'oro è il materiale più malleabile    • 2 •   (fig.) docile, arrendevole, che si lascia convincere facilmente: un ragazzo, un carattere malleabile  § malleabilmente avv. 
malleabilità   s.f.  l'essere malleabile (anche fig.).
malleolare   agg.  (anat.) relativo al malleolo: frattura malleolare; vena, arteria malleolare. 
malleolo   s.m.  (anat.) ciascuna delle due sporgenze ossee laterali dell'estremità inferiore della tibia.
mallet   s.m. invar.  mazzuolo per suonare strumenti a percussione.
mallevadore   meno com. mallevatore, s.m.  [f. -drice]    • 1 •   chi garantisce l'adempimento di un'obbligazione assunta da un'altra persona: essere, farsi mallevadore  | nelle biblioteche, chi si rende garante della restituzione di libri presi in prestito da un'altra persona    • 2 •   (estens.) chi è garante di qualcosa: farsi mallevadore delle buone intenzioni altrui, darle per certe.
mallevadoria   s.f.  (non com.) malleveria.
mallevare   o manlevare, v. tr.  e intr.  [io mallèvo ecc. ; aus. avere] (ant. , lett.) farsi mallevadore; garantire.
mallevatore    ⇨ mallevadore.
malleveria   s.f.  impegno assunto dal mallevadore: dare, ottenere una malleveria. 
mallo   (1) s.m.  (bot.) involucro coriaceo, di color verde, che ricopre noci e mandorle non ancora mature e che poi annerisce e si stacca.
mallo   (2) s.m.  presso gli antichi germani, assemblea investita di funzioni politico-giurisdizionali.
mallofagi   s.m. pl.  (zool.) sottordine di piccoli insetti privi di ali, simili ai pidocchi, con arti uncinati; vivono come parassiti su penne e peli di uccelli e mammiferi (ord.  ftiratteri) | sing.  [-go] ogni insetto di tale sottordine.
malloppo   s.m.    • 1 •   fagotto, involto; pacco grosso e pesante | (fig.) peso; preoccupazione, ansietà: togliersi un bel malloppo dallo stomaco    • 2 •   (gerg.) refurtiva: restituire il malloppo    • 3 •   (aer.) lungo cavo avvolto a gomitolo che viene svolto durante la manovra di ormeggio del dirigibile.
malluvia   s.f.  (archeol.) sorta di piccolo bacile usato per sciacquarsi le mani durante i pasti.
malmaritata   o mal maritata, agg.  e s.f.  (antiq.) si dice di donna che ha avuto un matrimonio infelice  s.f.  componimento poetico della letteratura italiana e francese delle origini, che ha per tema il lamento della donna malmaritata.
malmenare   v. tr.  [io malméno ecc.]    • 1 •   ridurre in cattive condizioni con maltrattamenti: l'hanno malmenato e derubato    • 2 •   (fig.) maltrattare, strapazzare: malmenare uno strumento, suonarlo male; malmenare la propria lingua, usarla male parlando e scrivendo; malmenare un autore, interpretarlo male, o anche sottoporlo a critiche eccessive o impietose.
malmeritare   o mal meritare, v. intr.  [io malmèrito ecc. ; aus. avere] (lett.) demeritare.
malmesso   o mal messo, agg.    • 1 •   si dice di chi porta vesti dimesse o di cattivo gusto    • 2 •   che rivela povertà o mancanza di cura, di buon gusto: una casa vecchia e malmessa  | (fig.) che versa in difficili condizioni economiche o di salute: in questo periodo si trova piuttosto malmesso. 
malmignatta   s.f.  vedova nera europea; unico ragno velenoso esistente in italia, ha lunghe zampe e tredici macchie rosse sull'addome, e il suo morso provoca forte dolore e gravi disturbi (cl.  aracnidi).
malmisurato   agg.  misurato in modo non esatto.
malmostoso   agg.  (region.) di cattivo umore, incline a continui lamenti; scontroso e noioso: tono malmostoso; gente malmostosa; bambino malmostoso  | anche come s.m.  [f. -a]: andiamo, non fare la malmostosa!  § malmostosamente avv. 
malnato   o mal nato, agg.    • 1 •   (ant.) nato da stirpe non nobile o comunque modesta    • 2 •   nato sotto cattiva stella; disgraziato, malcapitato: e poi che i due rabbiosi fuor passati / sovra cu' io avea l'occhio tenuto, / rivolsilo a guardar li altri mal nati  (dante inf.  xxx, 46-48)    • 3 •   (fig.) dannoso, deplorevole; scellerato: una malnata passione    • 4 •   screanzato, rozzo, maleducato.
malnoto   o mal noto, agg.  non ben noto; conosciuto in modo diverso da quello che è realmente: una regione, una problematica malnota. 
malnutrito   o mal nutrito, agg.  nutrito in modo insufficiente e non corretto; denutrito: un bimbo malnutrito. 
malnutrizione   s.f.  nutrizione non sufficiente o non corretta; in partic., la condizione patologica derivante da essa.
malo   agg.  [il m. sing., in posizione proclitica, si tronca spesso in mal] (lett.) cattivo, brutto, tristo: mala cosa nascer povero, il mio caro renzo  (manzoni p. s.  ii) | mala lingua, malalingua; mala fede, malafede; mala pasqua, (region.) grande sventura; in mal punto, in un momento inopportuno; in malo modo, malamente, in modo sbagliato o in maniera brusca § malamente avv.  male, in cattivo modo: rispondere malamente; agire malamente, slealmente; cadere malamente, rovinosamente.
malocchio   s.m.  nella credenza popolare, influsso malefico attribuito allo sguardo di certe persone: dare, gettare il malocchio  | guardare di malocchio  (o di mal occhio), con malevolenza, con avversione, ostilmente.
malonato   s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido malonico: malonato di sodio, di etile. 
malonesto   agg.  (non com.) disonesto.
malonico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.)    • 1 •   si dice di un acido organico bicarbossilico a quattro atomi di carbonio presente in varie piante e spec. nel succo di bietola    • 2 •   si dice di alcuni derivati dell'acido malonico: esteri malonici. 
malora   s.f.  rovina, perdizione: mandare, andare in malora, rovinare, rovinarsi | va' in malora!, va' all'inferno!; alla malora!, al diavolo! | della malora, maledetto, terribile: fa un freddo della malora. 
malore   s.m.    • 1 •   improvviso male fisico, mancamento repentino, talora anche grave: essere colto da malore    • 2 •   (ant.) malattia: o che natura del malore nol patisse  (boccaccio dec.  introduzione).
malpari   o mal pari, agg.  (ant. , lett.) che presenta irregolarità, che manca di allineamento; diseguale: le guardava le labbra appassite e i denti malpari  (pirandello).
malparlante   o mal parlante, agg.  e s.m.  e f.  (non com.)    • 1 •   che, chi parla una lingua in modo scorretto    • 2 •   maldicente.
malpelo   agg.  si dice di chi ha i capelli rossi e per questo, secondo una credenza popolare, è ritenuto ostinato e cattivo; ricorre per lo più nella loc. rosso malpelo  | «rosso malpelo», titolo di una novella di g. verga, nella raccolta «vita dei campi» (1880).
malpensante   o mal pensante, agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi ha opinioni, spec. politiche o religiose, diverse da quelle ritenute giuste o condivise dalla maggioranza    • 2 •   (region.) che, chi è incline a pensare male del prossimo.
malpiglio   o mal piglio, s.m.  (lett.) atteggiamento di corruccio e di dolore; atto di minaccia: si volse intorno intorno con mal piglio  (dante inf.  xxii, 75).
malpratico   meno com. mal pratico, agg.  [pl. m. -ci] (non com.) poco pratico, inesperto: una cameriera malpratica. 
malpreparato   o mal preparato, agg.  non ben preparato: presentarsi agli esami malpreparato. 
malproprio   o mal proprio, agg.  (non com.)    • 1 •   improprio: un aggettivo malproprio    • 2 •   inopportuno, inadatto: un abbigliamento malproprio. 
malprovveduto   o mal provveduto, agg.  (non com.) non ben provveduto; sprovveduto.
malprovvisto   o mal provvisto, agg.  (non com.) malprovveduto.
malridotto   agg.  ridotto in cattive condizioni; malconcio.
malriuscito   agg.  che risulta difettoso, sbagliato, inadeguato allo scopo: un tentativo, un progetto malriuscito. 
malsania   s.f.  (ant.) cattiva salute; malanno di lunga durata | infermità di mente.
malsano   agg.    • 1 •   detto di persona, che ha poca salute, cagionevole    • 2 •   che nuoce alla salute: luogo, clima malsano    • 3 •   (fig.) morboso, torbido; vizioso, immorale: eccitazioni, fantasie malsane. 
malsicuro   o mal sicuro, agg.  privo di stabilità, sicurezza o affidabilità (anche fig.): ponte, luogo malsicuro; passo malsicuro; mostrarsi impacciato e malsicuro. 
malsoddisfatto   o mal soddisfatto, agg.  non completamente soddisfatto; scontento.
malsofferente   o mal sofferente, agg.  (lett.) insofferente, che tollera male qualcosa.
malta   s.f.    • 1 •   (edil.) impasto di sabbia, acqua e cemento o calce, usato come cementante: malta idraulica, che fa presa anche sott'acqua; malta aerea, che indurisce a contatto dell'aria; malta grassa, magra, con poca, con molta sabbia    • 2 •   (ant. , region.) fango, melma: si trovò nella malta insino a gola  (sacchetti).
maltagliato   s.m.  (spec. pl.) tipo di pasta per minestra tagliata in pezzi irregolari di forma romboidale.
maltalento   o mal talento, s.m.  (lett.) stato d'animo ostile verso qualcuno; malanimo.
maltasi   s.f.  (chim.) enzima pancreatico e intestinale che scinde una molecola di maltosio in due di glucosio; è un enzima specifico per scindere, nei glucosidi e nei polisaccaridi, solo i legami chimici con una particolare orientazione, detta #0.
maltatore   s.m.  (edil.) muratore che prepara le malte.
maltempo   non com. mal tempo, s.m.  tempo cattivo, cattiva stagione: la gita è stata rimandata per il maltempo. 
maltenuto   o mal tenuto, agg.  tenuto con poca cura: libri maltenuti; casa maltenuta. 
malteria   s.f.  nelle fabbriche di birra, il reparto destinato alla germinazione e alla torrefazione dell'orzo da trasformare in malto.
maltese   agg.  di malta: l'arcipelago maltese  | (cane) maltese, piccolo cane di lusso dal pelo lungo di color bianco lucente | capra maltese, capra lattifera, con pelo lungo chiaro, diffusa in sicilia | febbre maltese, malattia infettiva, caratterizzata da febbre ondulante, che si contrae per contagio da un animale portatore di brucella melitense; brucellosi  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato o abita nell'isola di malta    • 2 •   lingua parlata a malta, costituita da un fondo magrebino arricchito da influssi italiani.
malthusianesimo   o malthusianismo [mal-thu-sia-nì-smo], meno com. maltusianismo, s.m.    • 1 •   teoria (formulata dall'economista inglese th. r. malthus nel 1798) secondo la quale la crescita della popolazione tende a sopravanzare la crescita dei mezzi di sussistenza    • 2 •   (estens.) ogni teoria che veda nella società umana forme di lotta per la vita tipiche del mondo animale | ogni teoria o pratica favorevole al controllo artificiale delle nascite (rifiutato da malthus)    • 3 •   concezione che vede un limite della crescita economica mondiale nell'esaurimento di risorse non riproducibili (p. e.  prodotti minerari); nelle versioni recenti è detta anche neomalthusianismo. 
malthusiano   meno com. maltusiano, agg.  che si riferisce a th. r. malthus o alla sua dottrina: teorie malthusiane   s.m.  [f. -a] seguace delle teorie di malthus.
maltina   s.f.  (chim.) complesso di enzimi ottenuti dal malto che trasformano l'amido in maltosio.
maltinto   o mal tinto, agg.    • 1 •   tinto male    • 2 •   si dice di cavallo morello il cui mantello nero ha una tinta non uniforme, tendente al rosso bruno affumicato.
malto   s.m.  prodotto della germinazione dei semi di cereali (orzo, frumento ecc.) da cui si sviluppano enzimi che trasformano l'amido in maltosio; è usato soprattutto nella fabbricazione di bevande alcoliche e nella preparazione di vari alimenti dietetici | birra doppio malto, fatta con malto d'orzo e frumento mescolati | caffè malto, surrogato del caffè ottenuto con malto tostato.
maltollerante   o mal tollerante, agg.  (non com.) intollerante, insofferente.
maltolletto   o mal tolletto, s.m.  (ant.) ciò che è stato rubato od ottenuto in modo disonesto; maltolto: di maltolletto vuo' far buon lavoro  (dante par.  v, 33).
maltolto   agg.  e s.m.  si dice, spec. nel linguaggio giuridico, di ciò che è stato preso ad altri ingiustamente: restituire il maltolto. 
maltosio   s.m.  (chim.) zucchero disaccaride che si trova nel malto e che si può ottenere dall'amido per mezzo di un enzima detto diastasi.
maltrattamento   s.m.  il maltrattare, l'essere maltrattato: patire, soffrire maltrattamenti. 
maltrattare   v. tr.    • 1 •   trattare male a parole o con atti violenti o villani: maltrattare i figli; maltrattare gli animali    • 2 •   usare male, senza la dovuta cura; strapazzare (anche fig.): maltrattare un libro; maltrattare una lingua, parlarla male; maltrattare un'arte, esercitarla senza competenza; maltrattare un autore, un'opera, interpretarli in modo errato; anche, criticarli aspramente.
maltusiano   e deriv.   ⇨ malthusiano e deriv. 
malumore   non com. mal umore, s.m.    • 1 •   stato d'animo crucciato e irritabile: essere, svegliarsi di malumore    • 2 •   incomprensione, dissapore: tra loro ci sono stati dei malumori    • 3 •   scontento, insoddisfazione; fermento di ribellione: nel popolo serpeggiava il malumore    • 4 •   (ant.) temperamento malinconico; ipocondria.
malva   s.f.    • 1 •   pianta erbacea con fiori di colore tra il lilla e il rosa, usata per decotti e infusi (fam.  malvacee)    • 2 •   (antiq.) persona indifferente e apatica  agg.  e s.m. invar.  si dice di colore tra il lilla e il rosa, come i fiori della pianta.
malvacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, a cui appartiene la malva | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
malvaceo   agg.    • 1 •   che appartiene o si riferisce alla malva    • 2 •   si dice di una tonalità di lilla.
malvagia    ⇨ malvasia.
malvagio   agg.  [pl. f. -gie]    • 1 •   cattivo, perfido, malefico: un uomo, un carattere malvagio; azioni, parole malvagie    • 2 •   (fam.) pessimo: un tempo malvagio; quel film non è malvagio, è abbastanza bello    • 3 •   (lett.) pesante, difficile: la via è lunga e 'l cammino è malvagio  (dante inf.  xxxiv, 95)    • 4 •   (ant.) falso: mettitor di malvagi dadi era solenne  (boccaccio dec.  i, 1)  s.m.  [f. -a] persona perfida, crudele | il malvagio, per antonomasia, il diavolo § malvagiamente avv. 
malvagità   s.f.    • 1 •   l'essere malvagio: fare qualcosa per pura malvagità  | azione malvagia: commettere una malvagità    • 2 •   (ant.) cattiva disposizione; scomodità: per la malvagità del letto  (boccaccio dec.  iii, 7).
malvarosa   s.f.  (region.) malvone.
malvasia   ant. o region. malvagia, s.f.  denominazione di numerosi vini, dolci ma anche secchi, prodotti in diverse regioni d'italia da uve del vitigno omonimo, bianche o più raramente rosse.
malveduto   o mal veduto, agg.  (non com.) malvisto.
malversare   v. tr.  [io malvèrso ecc.] usare in modo illecito denaro o beni mobili altrui che si hanno in amministrazione o in custodia.
malversatore   s.m.  [f. -trice] chi si rende colpevole di malversazione.
malversazione   s.f.  (dir.) reato commesso dal pubblico ufficiale o dall'incaricato di un pubblico servizio che si appropri o distragga, a favore proprio o di terzi, denaro o beni mobili appartenenti a privati di cui egli abbia il possesso per ragione del suo ufficio o del suo servizio.
malvestito   o mal vestito, agg.    • 1 •   vestito con abiti dimessi: si presentò sudicio e malvestito    • 2 •   vestito senza gusto ed eleganza.
malvezzo   s.m.  cattiva abitudine.
malvissuto   agg.  che ha speso male la propria vita: un vecchio malvissuto  (manzoni p. s.  xiii).
malvisto   meno com. mal visto, agg.  guardato con antipatia o con sospetto: un individuo, un personaggio malvisto. 
malvivente   s.m.  [rar. f.]    • 1 •   chi appartiene alla malavita; malfattore, delinquente: una banda di malviventi    • 2 •   (lett.) persona dissoluta.
malvivenza   s.f.    • 1 •   (non com.) condizione di malvivente    • 2 •   insieme di malviventi.
malvivo   o mal vivo, agg.  (lett.) mezzo morto, sfinito: e con la donna il cavalier ne porta, / in sé mal vivo e morto in lei ch'è morta  (tasso g. l.  xii, 71).
malvizzo   s.m.  (region.) sassello.
malvolentieri   o mal volentieri, non com. malvolontieri o mal volontieri, avv.  di malavoglia, contro voglia: fare qualcosa malvolentieri. 
malvolere   (1) v. tr.  [usato solo nell'inf. e nel part. pass. malvoluto] provare o dimostrare malevolenza verso qualcuno: è malvoluto da tutti; l'hanno preso a malvolere. 
malvolere   (2) meno com. mal volere, s.m.    • 1 •   (lett.) disposizione d'animo ostile; volontà di fare il male: dove l'argomento de la mente / s'aggiugne al mal volere e alla possa  (dante inf.  xxxi, 55-56)    • 2 •   cattiva volontà indolenza: non riesce negli studi più per malvolere che per incapacità. 
malvolontieri    ⇨ malvolentieri.
malvone   s.m.  pianta erbacea annua o perenne coltivata a scopo ornamentale per i suoi fiori colorati (fam.  malvacee).
mambo   s.m. invar.  ballo di origine sudamericana di ritmo moderato affermatosi nel secondo dopoguerra.
mamelucco   s.m.  [pl. -chi] (st.) mercenario al servizio del sultano d'egitto.
mamertino   agg.  del dio marte | carcere mamertino, carcere dell'antica roma nel quale sarebbe stato tenuto prigioniero san pietro  s.m.    • 1 •   spec. pl.  (st.) soldato dell'esercito dei mercenari italici del tiranno siracusano agatocle, che nel 283 a. c. occuparono a tradimento messina    • 2 •   vino bianco, dolce e dal colore giallo dorato, che si produce nella zona di messina.
mamillare    ⇨ mammillare.
mamillaria   s.f.  pianta con fusto globoso, coperto da grosse spine e da una lanugine bianca (fam.  cactacee).
mamma   s.f.    • 1 •   (fam.) madre | come l'ha fatto mamma, (scherz.) completamente nudo | mamma!, mamma mia!, esclamazione di ansia, spavento, meraviglia ecc. dim. mammina, mammetta, mammuccia  accr. mammona  pegg. mammaccia    • 2 •   chi ha cura di qualcuno facendogli da madre o servendogli da guida: era la mamma dei poveri; de l'enei°da dico, la qual mamma / fummi, e fummi nutrice, poetando  (dante purg.  xxi, 97-98)    • 3 •   (lett.) mammella, poppa: ti porge ella le mamme, e, come è l'uso / di nutrice, s'adatta, e tu le prendi  (tasso g. l.  xii, 31)    • 4 •   (lett.) papilla: oh, di mente acutissima dotate / mamme del suo palato  (parini).
mammà   s.f.  (region.) mamma (usato sempre senza articolo).
mammale   agg.  (non com.) mammifero.
mammalogia   s.f.  parte della zoologia che studia i mammiferi.
mammalogico   agg.  [pl. m. -ci] della mammalogia.
mammalogo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di mammalogia.
mammalucco   o mammelucco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (pop.) mamelucco    • 2 •   [f. -a] (fig.) persona sciocca o goffa: fare il mammalucco. 
mammamia   o mamma mia, inter.  esclamazione di sorpresa, spavento, paura ecc.  s.m.  e f.  (non com.) persona ingenua o eccessivamente timida.
mammana   s.f.  (region.)    • 1 •   levatrice | donna che procura aborti clandestini    • 2 •   ruffiana.
mammare   v. tr.  (ant.) poppare, succhiare.
mammario   agg.  (anat.) della mammella: ghiandola mammaria. 
mammasantissima   s.m. invar.  (gerg.) capo supremo della camorra napoletana o della mafia siciliana.
mammea   s.f.  albero coltivato nei paesi tropicali per i grossi frutti commestibili, detti albicocche di san domingo  (fam.  guttifere).
mammella   s.f.    • 1 •   organo ghiandolare esterno, caratteristico dei mammiferi, particolarmente sviluppato nelle femmine; dopo il parto ha la funzione di secernere il latte per l'alimentazione della prole nel primo periodo di vita: attaccarsi alla mammella, succhiarne il latte; avere alla mammella, allattare; togliere dalle mammelle, svezzare    • 2 •   (non com.) altura isolata e di forma tondeggiante    • 3 •   (zool.) ciascuna delle due parti laterali della punta dello zoccolo dei cavalli.
mammellare    ⇨ mammillare.
mammellonare   agg.  (geol.) si dice di concrezioni minerali o di rocce a superficie tondeggiante.
mammellonato   agg.  (geog.) si dice di monte o di poggio poco elevato che ha contorni tondeggianti.
mammellone   s.m.  (geog.) poggio o grosso masso isolato e tondeggiante.
mammelucco    ⇨ mammalucco.
mammiferi   s.m. pl.  (zool.) classe di vertebrati, cui appartiene anche l'uomo, caratterizzati da ghiandole mammarie (che nelle femmine servono all'allattamento), corpo generalmente provvisto di peli, sistema nervoso molto sviluppato, respirazione polmonare, circolazione sanguigna doppia e completa | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale famiglia.
mammifero   agg.  si dice di animale vertebrato dotato di ghiandole mammarie.
mammillare   meno com. mamillare e mammellare, agg.    • 1 •   della mammella, che concerne la mammella    • 2 •   che è a forma di mammella: prominenze mammillari. 
mammismo   s.m.    • 1 •   tendenza a esagerare, in età adulta, il bisogno di protezione materna    • 2 •   attaccamento e senso di protezione eccessivo da parte della madre nei confronti del figlio, anche quando è adulto.
mammista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è incline al mammismo.
mammografia   s.f.  (med.) radiografia della mammella femminile.
mammografico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla mammografia: esame mammografico. 
mammola   s.f.    • 1 •   pianta erbacea con foglie cuoriformi e fiori violetti profumati (fam.  violacee). dim. mammoletta, mammolina    • 2 •   (ant. , lett.) fanciulla, vergine | (estens.) persona timida, semplice, modesta (spesso iron.) | usato anche come agg.  : viola mammola; uva mammola, uva rossa da cui si ricava un vino il cui profumo ricorda quello della mammola.
mammolo   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) bambino, ragazzo | (estens.) persona sciocca, sempliciotta. dim. mammoletto, mammolino  accr. mammolone    • 2 •   vitigno della zona del chianti che produce l'uva mammola; il vino che se ne ricava.
mammona   s.m.  o f. , anche mammone [solo s.m.]    • 1 •   la ricchezza mondana in quanto è fatta oggetto di desiderio insaziabile, quasi di culto, ed è perciò causa di dannazione spirituale | (estens.) il demone tentatore della ricchezza    • 2 •   (dial.) il denaro: vuol bene alla zia perché gli lascerà il mammone  (panzini).
mammone   (1) s.m.  [f. -a] (fam.) bambino sempre attaccato alla mamma | adulto troppo legato alla madre.
mammone   (2) s.m.  (non com.) scimmia | in funzione di agg.  : gatto mammone, gattomammone.
mammut   s.m. invar.  elefante fossile, simile all'elefante attuale, che raggiungeva anche i    • 3 •   m di altezza, vissuto nel paleolitico; aveva pelo lungo e folto, cranio molto sviluppato e lunghe zanne ricurve.
mamo   s.m.    • 1 •   nella commedia italiana dell'ottocento, il personaggio del giovane che si mostra esperto e brillante mentre è credulo e impacciato, e quindi subisce lo scherno e le beffe    • 2 •   (dial.) sciocco, credulone.
mana   (1)  ⇨ mano.
mana   (2) s.m. invar.  nelle credenze animistiche dei popoli polinesiani e melanesiani, forza soprannaturale insita in oggetti e persone.
manachino   s.m.  nome di varie specie di uccelli diffusi nell'america centrale e meridionale, caratterizzati dal piumaggio variamente colorato (ord.  passeriformi).
management   s.m. invar.    • 1 •   l'attività di gestione nell'impresa privata e pubblica o in altre organizzazioni complesse    • 2 •   (estens.) l'alta direzione; il personale direttivo.
manager   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi, in un'impresa o in un settore, ha responsabilità di coordinamento o di indirizzo dell'attività di altre persone; dirigente    • 2 •   chi cura gli interessi di una squadra sportiva, di un atleta, di una compagnia teatrale, di un attore, di un cantante; impresario.
manageriale   agg.  di manager, proprio del manager: attività manageriale; capacità, qualità manageriali. 
managerialità   s.f.  capacità di dirigere un'impresa.
manaide   s.f.  (region.)    • 1 •   rete usata per la pesca di acciughe e sardine    • 2 •   (estens.) barca lunga e di forma slanciata, con lo scafo basso e scoperto, particolarmente adatta alla pesca con questa rete.
manaiuola   s.f.  piccola scure.
manale   (1) s.m.  sorta di mezzo guanto di pelle o cuoio, che copre il palmo e il dorso della mano, usato da calzolai, sellai e sim. quando devono tirare con forza uno spago.
manale   (2) agg.  (non com.) trascendente | pietra manale, presso gli antichi romani, pietra che si riteneva dotata di poteri magici come quello di provocare la pioggia.
manarese   o mannarese, s.m.  (tosc.) roncola a doppio taglio per i lavori dei campi.
manata   s.f.    • 1 •   colpo dato con il palmo della mano aperta: dare una manata sulla spalla a qualcuno    • 2 •   quantità che si può prendere con una mano: una manata di terra | a manate, a piene mani, con abbondanza, generosamente: regalare, distribuire a manate.  dim. manatina    • 3 •   (fig. non com.) piccolo gruppo di persone.
manato   s.m.  (zool.) lamantino.
manca   s.f.  la mano sinistra | la parte sinistra: a man manca, a sinistra; a destra  (o a dritta) e a manca, dappertutto.
mancamento   s.m.    • 1 •   improvviso malore che causa la perdita dei sensi: avere un mancamento    • 2 •   (non com.) difetto, imperfezione | (fig.) colpa, fallo    • 3 •   (ant.) insufficienza, mancanza.
mancante   part. pres.  di mancare   agg.  che manca, che non c'è: le pagine mancanti di un libro  | privo, difettoso: un ragionamento mancante di logica   s.m.  e f.  chi manca; assente.
mancanza   s.f.    • 1 •   il mancare; assenza: mancanza di denaro, di tempo; sentire la mancanza di una persona; in mancanza di meglio, m'accontenterò    • 2 •   errore, fallo: commettere una mancanza; mancanza lieve, grave, imperdonabile    • 3 •   difetto, deficienza: un'opera che denota non poche mancanze    • 4 •   (non com.) mancamento, svenimento.
mancare   v. intr.  [io manco, tu manchi ecc. ; aus. essere  (avere  nei sign. 7, 8, 9)]    • 1 •   non bastare, non essere sufficiente; non esserci: manca il tempo; i soldi non gli mancano; manca la firma | gli manca (solo) la parola, (fam.) si dice di animale domestico particolarmente intelligente ' gli manca un giovedì, un venerdì, (fam.) si dice di persona non pienamente in senno    • 2 •   distare, intercorrere (si usa per indicare lo spazio o il tempo che separa da un termine stabilito): mancano due ore a mezzogiorno; quanto manca alla partenza?; manca un chilometro all'arrivo  | mancarci poco che..., essere sul punto di: ci mancò poco che si facesse male  | ci mancava anche questa!, esclamazione con cui si indica il proprio disappunto per un contrattempo o una contrarietà che sopraggiunge dopo altri contrattempi o contrarietà | ci mancherebbe altro!, per deprecare un evento spiacevole che si desidera che non avvenga    • 3 •   venir meno: sentirsi mancare le forze, il respiro; era mancata l'acqua, la luce | sentirsi mancare la terra sotto i piedi, (fig.) trovarsi d'un tratto senza appoggio né difesa ' sentirsi mancare, (assol.) svenire    • 4 •   essere assente, lontano (detto di persona): alla riunione mancavi solo tu; manco da casa da molto tempo    • 5 •   essere rimpianto, desiderato: ci sei mancato molto; mi manca una sigaretta dopo mangiato    • 6 •   (eufem.) morire: è mancato un mese fa    • 7 •   essere privo: mancare di iniziativa, di risorse; non mancare di nulla, avere tutto il necessario    • 8 •   sottrarsi, venir meno a qualcosa: mancare alla parola data; mancare di rispetto a qualcuno, avere nei suoi confronti un comportamento poco riguardoso; mancare di parola, non mantenere le promesse | (assol.) commettere una mancanza, un fallo; sbagliare: in quella occasione ho mancato; hai mancato a, nel rispondergli così    • 9 •   tralasciare, trascurare (in frasi negative): non mancherò di fartelo sapere  | v. tr.    • 1 •   fallire: mancare un colpo, il bersaglio  | mancare la palla, non prenderla, non riuscire a colpirla    • 2 •   (fam.) perdere: mancare l'occasione. 
mancato   part. pass.  di mancare   agg.    • 1 •   non riuscito, andato a vuoto; fallito: un tentativo, un colpo mancato  | atto mancato, (psicoan.) atto che appare come un errore di comportamento giacché consegue un risultato diverso da quello coscientemente perseguito dal soggetto, realizzando invece un suo desiderio inconscio (p. e.  un lapsus verbale, una dimenticanza, lo smarrimento di un oggetto)    • 2 •   si dice di persona che non ha realizzato le sue aspirazioni: un poeta, un pittore mancato  | di persona che non ha sviluppato un talento naturale: quell'uomo è un attore mancato. 
mancatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi manca agli impegni che si è assunto: un mancatore di parola. 
mancego   agg.  [pl. m. -ghi] della mancia, regione della spagna.
mancese   agg.  della manciuria, regione della cina; dei manciù  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita in manciuria    • 2 •   lingua dei manciù.
manche   s.f.    • 1 •   (sport) ciascuna delle prove in cui è suddivisa una gara | nel ciclismo su pista, fase eliminatoria    • 2 •   nei giochi di carte, partita, giro.
manchette   s.f.    • 1 •   breve testo, anche pubblicitario, incorniciato da un filetto; in partic., quello posto a lato della testata di un giornale    • 2 •   fascetta con scritte pubblicitarie che si mette intorno a un libro.
manchevole   agg.    • 1 •   che ha delle mancanze, dei difetti; incompleto, insufficiente: resoconto, traduzione manchevole    • 2 •   (ant.) che può finire da un momento all'altro; caduco § manchevolmente avv.  difettosamente.
manchevolezza   s.f.    • 1 •   l'essere manchevole    • 2 •   difetto, imperfezione: un lavoro pieno di manchevolezze    • 3 •   atto irriguardoso o sconveniente: è stata una manchevolezza non rispondergli. 
manciù   agg.  che appartiene o si riferisce al gruppo etnico di stirpe tungusa della cina (manciuria sudorientale)  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi appartiene alla popolazione manciù    • 2 •   gruppo di dialetti altaici o tungusi; in partic., la lingua letteraria della manciura.
mancia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   denaro che si dà, oltre al dovuto, a chi presta un servizio: dare, lasciare, ricevere una mancia  | mancia competente, mancia adeguata che si promette a chi restituirà un oggetto smarrito. dim. mancetta    • 2 •   (ant.) dono, regalo; ricompensa: così od'io che solea far la lancia / d'achille e del suo padre esser cagione / prima di trista e poi di buona mancia  (dante inf.  xxxi, 4-6).
manciata   s.f.  la quantità che può essere contenuta in una mano: una manciata di terra, di riso  | a manciate, in gran quantità. dim. manciatella, manciatina. 
mancina   s.f.    • 1 •   la mano sinistra: scrivere con la mancina  | la parte sinistra: a mancina, a sinistra, a manca; svoltare a mancina    • 2 •   (mar.) sorta di gru galleggiante o anche fissa sulla banchina, usata nei lavori di allestimento o riparazione di navi per sollevare carichi molto pesanti.
mancinismo   s.m.    • 1 •   tendenza a usare prevalentemente gli arti della parte sinistra del corpo, spec. il braccio e la mano    • 2 •   (vet.) difetto di appiombo per cui le parti distali degli arti sono ruotate in fuori.
mancino   agg.    • 1 •   sinistro: mano, parte mancina    • 2 •   (fig.) che nuoce gravemente e in modo inaspettato: giocare un tiro mancino a qualcuno   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi presenta mancinismo: un  (pugile, calciatore) mancino. 
mancipazione   s.f.  nel diritto romano, l'istituto giuridico che governava il passaggio di proprietà di persone o cose.
mancipio   s.m.    • 1 •   nell'antico diritto romano, diritto di proprietà su uomini o cose | persona in mancipio, cittadino che era posto sotto la potestà di qualcuno per motivi patrimoniali    • 2 •   [f. -a] (lett.) servo, schiavo.
manco   (1) agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   (lett.) sinistro: per quelle, che nel manco / lato mi bagna  (petrarca canz.  xxix, 30-31)    • 2 •   (ant. fig.) avverso, tristo, di cattivo augurio    • 3 •   (ant. , lett.) manchevole, imperfetto: là dove mio ingegno parea manco  (dante purg.  iv, 78).
manco   (2) avv.    • 1 •   (ant. lett.) meno: far di manco, far a meno ' venir manco, (poet.) venir meno, venir a mancare, morire: che vede il caro padre venir manco  (petrarca canz.  xvi, 4) ' manco male!, (pop.) meno male!    • 2 •   (fam.) nemmeno, neanche: non aveva manco cento lire; manco per sogno!. 
manco   (3) s.m.  [pl. -chi] (lett.) mancanza, difetto; inadempienza: qui rilegate per manco di voto  (dante par.  iii, 30).
mancolista   s.f.  (non com.) elenco dei pezzi mancanti per completare una collezione, spec. in filatelia.
mancorrente   s.m.  corrimano.
mandamentale   agg.  di un mandamento: carcere mandamentale. 
mandamento   s.m.    • 1 •   (dir.) la circoscrizione giudiziaria nel cui ambito svolge la propria attività il pretore    • 2 •   (ant.) ordine, comandamento.
mandante   part. pres.  di mandare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.    • 1 •   (dir.) chi affida ad altri (mandatario) il compimento di un atto giuridico (mandato)    • 2 •   chi affida ad altri l'esecuzione di qualcosa, spec. di un atto illecito: il mandante di un delitto. 
mandarancio   s.m.  frutto ottenuto dall'incrocio tra il mandarino e l'arancio amaro; ha le dimensioni di un mandarino e la scorza ruvida e spessa come quella dell'arancia, ma di colore più carico (fam.  rutacee).
mandare   v. tr.    • 1 •   riferito a persona, farla andare in un determinato luogo e per lo più con uno scopo preciso: mandalo a casa!; l'ho mandato a chiamare il medico; l'ho mandato per la spesa; lo mandarono come ambasciatore a londra  | mandagli a dire che..., fagli sapere che... | non gliel'ho mandato a dire, gliel'ho detto in faccia, apertamente | mandare a farsi benedire, alla malora, al diavolo, all'inferno, a quel paese, allontanare bruscamente qualcuno; lasciar perdere completamente qualcosa | mandare all'altro mondo, al creatore, uccidere | mandare qualcuno da erode a pilato, (fig.) farlo andare da un luogo all'altro inutilmente | mandare qualcuno in galera, farlo arrestare o condannare ' mandare alla forca, a morte, condannare a morte ' mandare in estasi, estasiare ' mandare via, allontanare; licenziare    • 2 •   riferito a cosa, farla pervenire a qualcuno o in un determinato luogo; inviare, spedire: mandare una lettera, un pacco; le ho mandato dei fiori; ci ha mandato i saluti; il tubo manda l'acqua alla cisterna  | mandare in onda, trasmettere: mandare in onda un filmato, un documentario  | mandare un accidente, augurare del male ' che dio ce la mandi buona!, che ci protegga! | mandare all'aria, a monte, a carte quarantotto, a rotoli, in fumo, far sfumare, rendere vano, non realizzare: mandare a monte un progetto  | mandare a memoria, a mente, imparare a memoria ' mandare a effetto, a compimento qualcosa, realizzarla con esito positivo ' mandare avanti, far procedere; (fig.) favorire ' mandare a picco, a fondo una nave, affondarla | mandare in pezzi, rompere, distruggere ' mandare per le lunghe, differire, rimandare ' mandare giù, inghiottire; (fig.) sopportare, subire: un'offesa, una persona che non riesco a mandare giù    • 3 •   emanare, emettere: il caminetto mandava un gran fumo; quella lampada manda poca luce; mandare un grido, un gemito    • 4 •   (non com.) far funzionare un meccanismo: l'acqua manda la macina del mulino. 
mandarinato   s.m.  carica, ufficio, dignità di mandarino.
mandarinesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) di, da mandarino: atteggiamento mandarinesco. 
mandarinetto   s.m.  liquore che si ottiene con essenza di mandarino.
mandarinismo   s.m.    • 1 •   burocrazia venale e vessatoria come quella dei mandarini cinesi    • 2 •   in politica, tendenza a imporre e a far valere la propria autorità al fine di conservare i privilegi di cui si gode.
mandarino   (1) s.m.  nella cina imperiale, alto dignitario di corte la cui casta godeva di ampi privilegi | (estens.) funzionario, personaggio pubblico che gode di privilegi e si comporta in modo autoritario | usato come agg.  in (anatra) mandarina, varietà di anatra originaria dell'estremo oriente.
mandarino   (2) s.m.  albero che produce un frutto simile all'arancia, ma più piccolo e dal sapore più dolce (fam.  rutacee) | il frutto di tale albero  agg. invar.  che ha il colore del mandarino: giallo mandarino. 
mandarino   (3) s.m.  (sport) nel gioco della palla a muro, il lanciatore che manda la palla al di sopra della linea segnata sul muro.
mandata   s.f.    • 1 •   il mandare, l'inviare; la quantità di cose che si manda in una volta: spedire il materiale in due mandate; abbiamo ricevuto la prima mandata di merce    • 2 •   scatto della stanghetta di una serratura ottenuto con un giro di chiave: dare una mandata; chiudere a doppia mandata    • 3 •   in idraulica, fase di compressione di un fluido esercitata da una pompa    • 4 •   (non com.) gruppo di persone o di cose che presentano affinità: una mandata di fannulloni. 
mandatario   s.m.  [f. -a] (dir.) chi ha ricevuto un mandato e agisce per conto del mandante | anche come agg.  : stato mandatario, che governa un territorio in regime di mandato.
mandato   (1) part. pass.  di mandare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (ant.) ambasciatore.
mandato   (2) s.m.    • 1 •   incarico di agire per conto di altri: operare su, per mandato del presidente  | mandato elettorale, quello che gli elettori affidano all'eletto    • 2 •   (dir.) contratto con il quale una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra (mandante): dare, affidare un mandato  | mandato di rappresentanza, con il quale una ditta autorizza un rappresentante ad agire per conto della ditta stessa | mandato esplorativo, conferito dal presidente della repubblica a chi è incaricato di formare il governo    • 3 •   nel diritto internazionale, istituto col quale un territorio ex coloniale veniva affidato dalla società delle nazioni a uno stato amministratore; il territorio sottoposto a tale amministrazione    • 4 •   in procedura penale, provvedimento che ha lo scopo di garantire la presenza dell'imputato davanti all'autorità giudicante o che dispone la limitazione della sua libertà personale: mandato di comparizione, di cattura, di arresto    • 5 •   mandato (di pagamento), ordine di pagamento dato da un'amministrazione al suo cassiere, da un cliente a una banca; anche, il documento in cui l'ordine è espresso.
mandatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi manda    • 2 •   nel gioco del pallone toscano con bracciale, chi è preposto a lanciare la palla in campo.
mande   s.m. invar.  una delle famiglie linguistiche del sudan.
mandelico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un ossiacido aromatico a otto atomi di carbonio ad azione antisettica, derivato da un composto presente nelle mandorle amare.
mandia   s.f.  mantello di colore nero con guarnizioni di seta o velluto usato nella liturgia delle chiese orientali.
mandibola   s.f.    • 1 •   (anat.) l'osso mascellare inferiore del cranio, mobile e articolato, costituito da un corpo centrale, sul cui margine superiore poggiano i denti, e due parti laterali (branche montanti) che lo collegano al cranio    • 2 •   la parte inferiore dell'apparato boccale degli animali.
mandibolare   agg.  (anat.) della mandibola: muscoli mandibolari; nervo mandibolare. 
mandingo   agg.  e s.m.  e f. invar.  che, chi appartiene a un gruppo di popolazioni dell'africa occidentale, di stirpe sudanese e lingua mande.
mandiritto    ⇨ mandritto.
mandola   (1)  ⇨ mandorla.
mandola   (2) s.f.  strumento a corda della famiglia del liuto, simile al mandolino, ma più grande e con manico corto.
mandolinata   s.f.  suonata per mandolino oppure eseguita da uno o più mandolini.
mandolinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il mandolino.
mandolino   s.m.  strumento a corda, della famiglia del liuto; è formato da una cassa armonica convessa di forma ovale e da un manico simile a quello della chitarra.
mandoloncello   s.m.  strumento a corda poco più grande della mandola; costituisce la voce di tenore nella famiglia del mandolino.
mandolone   s.m.  strumento a corda simile alla mandola ma molto più grande e con estensione molto più bassa.
mandorla   ant. o region. mandola e amandola [a-màn-do-la], s.f.    • 1 •   il frutto del mandorlo, consistente in una drupa ovoidale verde coperta di peluria, con un nocciolo che contiene uno o due semi commestibili, di sapore dolce o amaro: mandorle dolci, amare; olio di mandorle, estratto per pressatura, usato in profumeria e in farmacia; latte di mandorle, sciroppo a base di mandorle schiacciate, acqua e zucchero, o anche emulsione di olio di mandorle usata in cosmetica; occhi a mandorla, allungati verso l'esterno | (estens.) il seme di altri frutti carnosi (p. e.  dell'albicocca): mandorla indiana, il frutto ad achenio dell'anacardio. dim. mandorletta, mandorlina    • 2 •   nell'arte gotica, motivo ornamentale a forma di mandorla ' mandorla mistica, nell'antica iconografia cristiana, motivo ornamentale a forma di mandorla che circonda la figura di gesù o della madonna    • 3 •   mandorla di mare, piccolo mollusco provvisto di una sottile conchiglia biancastra (cl.  gasteropodi).
mandorlato   agg.    • 1 •   a forma di mandorla    • 2 •   che contiene mandorle: cioccolato mandorlato   s.m.    • 1 •   dolce a base di mandorle    • 2 •   muro costruito in modo che i mattoni lascino degli spazi vuoti, in genere per il passaggio dell'aria.
mandorleto   s.m.  terreno coltivato a mandorli.
mandorlicoltore   s.m.  [f. -trice] coltivatore di mandorli.
mandorliero   agg.  relativo alle mandorle: produzione mandorliera. 
mandorlo   s.m.  albero dai fiori bianchi o rosati e dalle foglie lanceolate, coltivato nei paesi caldi o temperati per i suoi frutti, detti mandorle (fam.  rosacee).
mandra    ⇨ mandria.
mandracchio   s.m.    • 1 •   nei porti, specchio d'acqua ben riparato, usato quale darsena per piccoli scafi    • 2 •   canale in cui si raccolgono le acque da convogliare alle idrovore.
mandragola   o mandragora, s.f.  pianta erbacea perenne con fiori violetti o bianchi e foglie lanceolate, alle cui radici, in realtà tossiche, fin dall'antichità furono attribuite virtù terapeutiche, poi anche magiche (fam.  solanacee).
mandratura   s.f.  stabbiatura.
mandria   o mandra, s.f.    • 1 •   branco numeroso di grossi quadrupedi domestici (buoi, cavalli ecc.)    • 2 •   (spreg.) gruppo di persone.
mandriale   (1) s.m.  (non com.) mandriano.
mandriale   (2) s.m. , o mandriano [man-drià-no o  man-dri-à-no], (metall.) asta d'acciaio curvata a un'estremità, usata un tempo per spingere in dentro il tappo a spina dei forni fusori e dare avvio alla colata.
mandriano   (1) s.m.  [f. -a] il guardiano di una mandria | nelle aziende zootecniche, chi ha la mansione di custodire e condurre al pascolo il bestiame.
mandriano   (2)  ⇨ mandriale 2.
mandrillo   s.m.    • 1 •   (zool.) genere di grosse scimmie africane dal corpo snello coperto di pelame bruno, con muso glabro rosso e azzurro, natiche glabre rosso porpora, coda ridottissima; di indole combattiva, sono difficilmente addomesticabili (fam.  cercopitecidi)    • 2 •   (fig. scherz.) uomo volto a soddisfare indiscriminatamente i propri impulsi sessuali.
mandrinaggio   s.m.  (tecn.) l'operazione, il risultato del mandrinare.
mandrinare   v. tr.  (tecn.) allargare l'estremità di un tubo per mezzo del mandrino.
mandrinatura   s.f.  (tecn.) mandrinaggio.
mandrino   s.m.    • 1 •   albero delle macchine utensili destinato a trasmettere il moto rotatorio di taglio al pezzo in lavorazione o all'utensile; per estens., ma impropriamente, il dispositivo di serraggio montato sul mandrino: mandrino autocentrante, piattaforma o morsetto autocentrante    • 2 •   attrezzo che serve ad allargare il diametro o la sola imboccatura dei tubi; allargatubi    • 3 •   asticella sottile o filo metallico che si inserisce nella cavità di alcuni strumenti medici (aghi da iniezioni, sonde ecc.) per dare loro rigidezza o impedire che si otturino    • 4 •   nel caricamento manuale delle cartucce, cilindro in legno con cui si spinge lo stoppaccio all'interno delle cartucce stesse.
mandritta   tosc. manritta, s.f.  (non com.) la mano destra, la parte destra | a mandritta, a destra.
mandritto   o mandiritto [man-di-rìt-to], tosc. manritto, s.m.  (non com.) ceffone dato con la mano aperta; si contrappone a manrovescio  | nella scherma, colpo di sciabola portato da destra a sinistra.
manducare   v. tr.  [io manduco, tu manduchi ecc.] (ant.) mangiare: e come 'l pan per fame si manduca  (dante inf.  xxxii, 127).
mane   s.f.  (lett.) mattina; usato spec. nella loc. da mane a sera, dalla mattina alla sera, continuamente.
-mane  -mane secondo elemento di aggettivi di formazione moderna, spesso sostantivati, dal gr. -manés  'pazzo'; corrispondono ai sostantivi astratti in -mania, indicando chi ha una tendenza ossessiva o patologica oppure un'irresistibile attrazione per qualcosa (cleptomane, mitomane, melomane) [ ⇨ -fobia].
maneggevole   agg.    • 1 •   che si maneggia facilmente: uno strumento, un'automobile maneggevole    • 2 •   (fig. non com.) trattabile, arrendevole: un carattere maneggevole. 
maneggevolezza   s.f.  l'essere maneggevole: la maneggevolezza di un attrezzo, di un aereo. 
maneggiabile   agg.  maneggevole, che si può facilmente maneggiare.
maneggiabilità   s.f.  l'essere maneggiabile; maneggevolezza.
maneggiamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il maneggiare    • 2 •   in zootecnia, l'atto di palpare con le mani parti del corpo di animali da macello per constatarne il grado di ingrassamento    • 3 •   (fig.) operazione non chiara, intrigo; maneggio.
maneggiare   v. tr.  [io manéggio ecc.]    • 1 •   lavorare con le mani; manipolare: maneggiare l'argilla, la cera  | maneggiare un animale, tastarlo, palparlo, spec. per accertarne il grado di ingrassamento    • 2 •   muovere qualcosa fra le mani; adoperare abilmente; far funzionare: maneggiare un'arma; maneggiare il pennello, la penna; un registratore facile da maneggiare    • 3 •   (fig.) amministrare: maneggiare molto denaro, avere un gran giro d'affari | maneggiare una persona, servirsene per i propri piani    • 4 •   addestrare (i cavalli) alle diverse andature.
maneggiatore   s.m.  [f. -trice] chi maneggia: un esperto maneggiatore della spada. 
maneggio   (1) s.m.    • 1 •   il maneggiare, l'adoperare: essere abile nel maneggio delle armi    • 2 •   (fig.) amministrazione, governo: il maneggio del denaro    • 3 •   (fig.) spec. pl.  manovra che tende a raggiungere secondi fini, per lo più illeciti: i maneggi politici    • 4 •   addestramento del cavallo alle diverse andature, ai vari movimenti, a esercizi di abilità ecc.; il luogo dove si addestrano cavalli e cavalieri: scuola di maneggio; maneggio coperto, all'aperto. 
maneggio   (2) s.m.  un continuo maneggiare.
maneggione   s.m.  [f. -a] (spreg.) chi ha per le mani molti traffici e affari, spec. poco puliti.
manente   s.m.  nel diritto medievale, colono legato alla terra da un rapporto di lavoro e di residenza, con obbligo di prestazioni nei confronti del proprietario | in seguito, nell'italia sett., colono stabilmente insediato su un fondo.
manera    ⇨ maniera.
manere   v. intr.  [aus. essere] (ant.) rimanere.
maneroso    ⇨ manieroso.
manescalco    ⇨ maniscalco.
manesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   che mette facilmente le mani addosso per picchiare: un uomo manesco    • 2 •   (ant.) che si può facilmente adoperare o trasportare con le mani: maneschi volumi  (giordani); oggi sopravvive solo nella loc. armi manesche, con cui si indicano tutte le armi portatili.
manetta   s.f.    • 1 •   levetta o manopola per la regolazione manuale di dispositivi, valvole e sim.: la manetta del gas  | a tutta manetta, nel linguaggio corrente, a tutto gas (con riferimento alle motociclette)    • 2 •   pl.  strumento di varia forma, per lo più costituito da una coppia di bracciali d'acciaio collegati da una catena e con chiusura a scatto, che le forze dell'ordine usano per serrare i polsi dell'arrestato: mettere le manette. 
manevole   agg.  (non com.) maneggevole.
manfanile   s.m.  il bastone maggiore del correggiato per battere i cereali.
manfano   s.m.    • 1 •   tappo, per lo più di legno o di sughero, per chiudere il foro della botte o del tino    • 2 •   lo stesso che manfanile    • 3 •   (fig. tosc.) furbacchione.
manforte   o man forte, s.f. invar.  sostegno, aiuto, appoggio; usato nelle loc.: dare, prestare manforte a qualcuno; avere, ricevere manforte da qualcuno. 
manfrina   s.f.    • 1 •   monferrina, nome di una danza piemontese ' suonare la manfrina, suonare male, detto di musicante da strapazzo    • 2 •   (fig.) atteggiamento insistente e petulante con cui si cerca di ottenere qualcosa: che manfrina! | fare la manfrina, farla lunga.
manfrone   s.m.  (region.) nome del pesce pagro.
manganare   v. tr.  [io màngano ecc.]    • 1 •   eseguire la manganatura    • 2 •   (ant.) scagliare proiettili col mangano.
manganato   s.m.  (chim.) sale dell'acido manganico.
manganatore   s.m.  [f. -trice] (ind. tessile) chi è addetto alla manganatura.
manganatura   s.f.  nell'industria tessile, rifinitura al mangano dei tessuti di fibre vegetali ruvide (lino, canapa, iuta ecc.) per renderne la superficie compatta e liscia.
manganella   s.f.    • 1 •   sorta di piccolo mangano usato un tempo per scagliare proietti    • 2 •   (non com.) manganello    • 3 •   panca a muro incardinata in modo da poter essere alzata o abbassata.
manganellare   v. tr.  [io manganèllo ecc.] colpire col manganello; dare manganellate.
manganellata   s.f.  colpo dato col manganello o altro bastone: prendere a manganellate qualcuno. 
manganello   s.m.  randello; nell'uso com., quello rivestito di gomma usato dalle forze dell'ordine, detto anche sfollagente. 
manganese   s.m.  elemento chimico di simbolo mn; metallo grigiastro, duro e fragile, è largamente usato in metallurgia, nell'industria vetraria e farmaceutica; nei composti chimici può avere valenza da uno a sette.
manganesifero   agg.  che contiene manganese.
manganico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto di manganese in cui questo sia trivalente: ossido manganico. 
manganina   s.f.  (chim.) lega di rame con manganese e nichel, caratterizzata da resistività elettrica pressoché costante al variare della temperatura; è usata nella costruzione di fili per la misurazione di resistenze elettriche.
manganite   s.f.  minerale monoclino del manganese, di cui è un ossido idrato, presente sotto forma di cristalli prismatici color grigio-nero in vene idrotermali di bassa temperatura.
mangano   s.m.    • 1 •   nell'industria tessile, macchina per eseguire la manganatura, costituita essenzialmente da due pesanti cilindri metallici che schiacciano un tessuto, steso su un terzo cilindro, per renderne più compatta la superficie    • 2 •   antica macchina bellica per lanciare grossi proiettili    • 3 •   macchina a cilindro rotante per stirare lenzuola, asciugamani e sim., usata in ospedali, alberghi, comunità.
manganoso   agg.  (chim.) si dice di composto di manganese in cui questo sia bivalente: solfato, solfuro, carbonato manganoso. 
mangereccio   agg.  [pl. f. -ce] che è da mangiare, che è buono a mangiarsi: fungo mangereccio. 
mangeria   s.f.  (fam.) appropriazione illecita di denaro: mangerie ai danni dei cittadini. 
mangia   s.m. invar.    • 1 •   (pop.) il mangiare | un mangia mangia, (fig.) una situazione da cui molti traggono profitti illeciti; mangeria: l'affare si trasformò in un vero e proprio mangia mangia    • 2 •   (tosc.) uomo dall'aspetto spaventoso, terrificante.
mangiabambini   s.m.  e f. invar.    • 1 •   nelle favole, personaggio feroce nell'aspetto ma buono nell'animo    • 2 •   (fig.) uomo burbero ma non cattivo.
mangiabile   agg.  che si può mangiare: cibo non ottimo, ma mangiabile. 
mangiacarte   s.m.  e f. invar.  (spreg.) avvocato da strapazzo e faccendone; leguleio.
mangiacassette   s.m. invar.  mangianastri.
mangiacristiani   s.m.  e f. invar.  persona terribile e minacciosa, ma più a parole che nei fatti.
mangiadischi   s.m. invar.  fonografo portatile automatico per la riproduzione di dischi a 45 giri; in voga tra gli anni sessanta e settanta, era azionato dall'inserimento stesso del disco in un'apertura laterale.
mangiadore  .
mangia-e-bevi  mangia-e-bevi o mangiaebevi, loc. sost. m. invar.    • 1 •   (region.) involtino di pasta fritta ripieno di sciroppo di frutta    • 2 •   gelato con frutta e liquore, servito in grosse coppe.
mangiafagioli   s.m.  e f. invar.    • 1 •   (scherz.) gran mangiatore di fagioli    • 2 •   (fig. ant.) persona spregevole e dappoco | persona grossolana.
mangiafumo   agg. invar.  si dice di un tipo particolare di candela che, accesa in ambiente chiuso, attenua i cattivi odori e spec. quello del fumo di tabacco.
mangiafuoco   s.m. invar.  (ant.) spaccone, gradasso.
mangia mangia   loc. sost. m. invar.  (fam.) appropriazione illecita e continuata di denaro; mangeria, ruberia.
mangiamento   s.m.  (non com.)    • 1 •   il mangiare, spec. abbondantemente e in compagnia    • 2 •   (fig.) tormento, rodimento: mangiamento di cuore, di fegato. 
mangiamoccoli   s.m.  e f. invar.  (spreg.) bigotto, bacchettone.
mangianastri   ® s.m. invar.  apparecchio automatico, generalmente portatile, per l'ascolto di musicassette.
mangiapane   s.m.  e f. invar.  persona che vive alle spalle degli altri; è usato spec. nelle loc. mangiapane a ufo, a tradimento. 
mangiapatate   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi mangia abitualmente patate o ne è goloso; è usato come epiteto, per lo più scherzoso, dei tedeschi    • 2 •   (fig. spreg.) persona dappoco, buona a nulla.
mangiapolenta   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi mangia abitualmente polenta; è usato come epiteto, per lo più scherzoso, dei settentrionali, in partic. di veneti e lombardi; polentone (in opposizione a terrone)    • 2 •   (fig. spreg.) persona dappoco, buona a nulla.
mangiapopolo   s.m.  oppressore, sfruttatore del popolo; despota: per quanto i grandi e i maggiori mangiapopoli stimino la plebe quasi armento macellabile... (giordani).
mangiapreti   s.m.  e f. invar.  chi non tollera i preti e ne sparla abitualmente.
mangiaragni   s.m. invar.  piccolo uccello simile al colibrì, vivente in africa, asia e oceania; ha piumaggio dai colori vivaci, becco sottilissimo e lingua protrattile (ord.  passeriformi).
mangiare   (1) v. tr.  [io màngio ecc.]    • 1 •   ingerire alimenti solidi o semisolidi masticandoli e deglutendoli; consumare un pasto: mangiare carne, pesce, verdura; mangiare in fretta, di gusto, con appetito; è ora di mangiare; mangiare a casa, in trattoria  | roba da mangiare, cibo ' non avere da mangiare, di che sfamarsi ' fare da mangiare, preparare, cucinare i cibi ' mangiare di magro, astenersi dalla carne, in determinati giorni, secondo il precetto della chiesa ' mangiare in bianco, senza intingoli o condimenti piccanti o molto elaborati ' mangiare leggero, poco e cibi facilmente digeribili ' mangiare un boccone, (fig.) consumare un pasto frugale ' mangiare con gli occhi, (fig.) guardare con avidità, con desiderio ' mangiare la minestra in testa a qualcuno, (fig.) essere più alto o più abile ' mangiare alle spalle di qualcuno, (fig.) farsi mantenere ' mangiare la foglia, (fig.) accorgersi di un inganno, di un tranello e sim. | mangiarsi qualcuno, (fig.) subissarlo con minacce, rimproveri; anche, avere facilmente la meglio su di lui in una gara, una competizione: è così bravo che se li mangia tutti    • 2 •   (estens.) rosicchiare; consumare: mangiarsi le unghie; la ruggine sta mangiando l'inferriata  | mangiarsi un patrimonio, l'eredità, (fig.) dilapidarli | mangiare le parole, (fig.) non pronunciarle distintamente o per intero | mangiarsi il fegato, (fig.) rodersi dalla rabbia    • 3 •   (fig.) guadagnare illecitamente: sono in troppi a mangiare in quella società    • 4 •   nel gioco degli scacchi o della dama, prendere un pezzo all'avversario    • 5 •   mangiare il vento, (mar.) si dice di veliero o imbarcazione a vela che, essendo sopravvento, toglie il vento ad altro veliero o imbarcazione a vela che navighi a breve distanza.
mangiare   (2) s.m.    • 1 •   l'atto del mangiare    • 2 •   ciò che si mangia: il mangiare era buono. 
mangiarino   s.m.  (fam.) cibo delicato e appetitoso: gli ho preparato dei bei mangiarini. 
mangiarospi   s.m. invar.  biscia d'acqua.
mangiasapone   s.m.  e f. invar.  (spreg.) appellativo dato dai settentrionali ai meridionali.
mangiasego   s.m.  e f. invar.  (spreg.) epiteto con cui i sudditi del regno lombardo-veneto indicavano i soldati austriaci.
mangiasoldi   agg. invar.  si dice di macchina automatica per il gioco d'azzardo funzionante a monete o gettoni | macchina mangiasoldi, slot-machine  s.m.  e f. invar.  chi spende soldi con eccessiva larghezza; anche, chi riceve una paga sproporzionata ai meriti o al lavoro effettivamente svolto.
mangiata   s.f.  il mangiare molto; scorpacciata: farsi una bella mangiata di dolci.  dim. mangiatina  accr. mangiatona  pegg. mangiataccia. 
mangiativo   agg.  (ant.) che si può mangiare; mangereccio.
mangiatoia   s.f.    • 1 •   nelle stalle, grosso cassone dentro il quale si mette il foraggio per gli animali    • 2 •   (fig. scherz.) la tavola su cui si mangia    • 3 •   (fig. spreg.) impiego o situazione da cui si traggono guadagni facili o illeciti.
mangiatore   ant. mangiadore, s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi mangia molto: è un (forte) mangiatore    • 2 •   chi mangia d'abitudine un determinato cibo: un mangiatore di pesce, di frutta; i cinesi sono noti come mangiatori di riso    • 3 •   (estens.) giocoliere, saltimbanco che si esibisce introducendosi in gola determinati oggetti: mangiatore di spade. 
mangiatoria   s.f.    • 1 •   (scherz.) pasto    • 2 •   (non com.) mangeria.
mangiatura   s.f.  (pop.) segno lasciato sulla pelle dalla puntura di un insetto.
mangiatutto   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi mangia moltissimo; chi non è schizzinoso nella scelta dei cibi    • 2 •   (fig.) chi sperpera le proprie sostanze; sciupone | come agg. invar.  : fagioli mangiatutto, varietà di fagioli dal baccello commestibile.
mangiaufo   s.m.  e f. invar.  chi mangia a ufo, senza spendere di tasca sua; scroccone.
mangiauomini   s.f. invar.  persona prepotente, che minaccia facilmente; sbruffone.
mangiavento   s.m. invar.  (mar.) vela di taglio inferita sullo strallo di trinchetto.
mangime   s.m.  insieme di prodotti eterogenei, di origine vegetale o animale (per lo più sottoprodotti dell'industria alimentare), che servono all'alimentazione del bestiame: mangimi semplici, comprendenti foraggi freschi o affienati, radici e tuberi; mangimi concentrati, comprendenti semi e farine di cereali, cruscami, panelli ecc.; mangime bilanciato, costituito da sostanze nutritive che si integrano a vicenda.
mangimificio   s.m.  stabilimento per la preparazione e la confezione di mangimi.
mangimista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) chi vende mangimi.
mangimistico   agg.  [pl. m. -ci] di mangimi, che si riferisce ai mangimi: industria mangimistica. 
mangione   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi abitualmente mangia molto o con avidità    • 2 •   (fig.) chi approfitta di ogni circostanza favorevole per ricavare guadagni illeciti.
mangiucchiare   v. tr.  [io mangiùcchio ecc.] mangiare diverse cose, in piccole quantità, per lo più fuori pasto: ho mangiucchiato tartine e salatini, e ora non ho più appetito  | (assol.) mangiare spesso, a brevi intervalli; anche, mangiare con poco appetito, con lentezza o svogliatamente: non ama i pranzi, preferisce mangiucchiare; più che mangiare, mangiucchia. 
mango   s.m.  [pl. -ghi] pianta arborea originaria dell'india, oggi coltivata in tutte le regioni tropicali per i grossi frutti commestibili, di forma ovale, dalla polpa dolce e profumata che avvolge un grosso nocciolo (fam.  anacardiacee) | il frutto di tale pianta.
mangosta    ⇨ mangusta.
mangostano   s.m.  albero originario dell'asia sudorientale, coltivato per i frutti commestibili dalla polpa bianca e dalla buccia violacea (fam.  guttifere) | il frutto di tale pianta.
mangrovia   o mangrova, s.f.  vegetazione tipica dei litorali lagunosi delle regioni tropicali, formata da piante per lo più con radici aeree che affondano nel fango e risalgono verticalmente intricandosi con i rami.
mangusta   o mangosta, s.f.  nome comune di varie specie di animali carnivori, per lo più piccoli, con corpo snello e allungato, muso aguzzo, coda folta; si nutrono di piccoli mammiferi o di uccelli e attaccano i serpenti anche velenosi (fam.  viverridi).
mani   s.m. pl.    • 1 •   presso gli antichi romani, le anime dei defunti, divinizzate e considerate come protettrici della casa    • 2 •   (estens. lett.) l'anima di un defunto; anche, il ricordo, la memoria di lui, spec. in epigrafi e sim.: ai mani di giuseppe mazzini. 
mania   s.f.    • 1 •   (psich.) grave alterazione psichica dell'umore che si manifesta in un'esaltazione euforica abnorme, con sintomi opposti a quelli della depressione    • 2 •   più genericamente, alterazione mentale che si esprime in un atteggiamento ossessivo, in un'idea fissa: mania di persecuzione    • 3 •   nel linguaggio corrente, entusiasmo smodato, smania; tendenza, predilezione fanatica; abitudine bizzarra e incorreggibile, spesso ridicola: avere la mania della musica, della pesca; una persona piena di manie. 
-mania  -mania secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. manía  'pazzia'; indica una tendenza ossessiva o patologica, oppure un'attrazione irresistibile per qualcosa (cleptomania, ninfomania) [ ⇨ -fobia].
maniacale   agg.    • 1 •   (psich.) che si riferisce alla mania, o che rientra nei suoi sintomi, nelle sue manifestazioni: crisi maniacale    • 2 •   nel linguaggio corrente, smodato, ossessivo: atteggiamenti maniacali  § maniacalmente avv. 
maniaco   agg.  [pl. m. -ci] (psich.) di mania, che riguarda la mania: stato maniaco   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   (psich.) che, chi è affetto da mania: un (soggetto) maniaco    • 2 •   (estens.) che, chi è caratterizzato da eccessiva inclinazione per qualcosa: una forma maniaca di predilezione per l'oscurità; un maniaco dei film dell'orrore. 
maniaco-depressivo  maniaco-depressivo agg.  nella loc. psicosi maniaco-depressiva, (psich.) malattia mentale caratterizzata dall'alternarsi di stati di eccitazione e di stati di depressione.
manica   s.f.    • 1 •   parte dell'abito che copre il braccio: maniche lunghe, corte; maniche alla raglan, a chimono, a sbuffo; una camicia, una blusa con mezze maniche, con maniche che giungono fino al gomito | rimboccarsi, tirarsi su le maniche, per godere di maggiore libertà nei movimenti; (fig.) accingersi con impegno a un faticoso lavoro | essere in maniche di camicia, essere senza giacca ' è un altro paio di maniche, (fig.) è tutt'altra cosa, è una questione completamente diversa ' essere di manica larga, stretta  (o esser largo, stretto di manica), (fig.) essere indulgente, tollerante o, viceversa, esigente, rigoroso ' essere nella manica di qualcuno, (fig.) godere della sua stima e del suo favore | mezze maniche, quelle staccate di tela nera, chiuse con un elastico da entrambi i lati e lunghe fino al gomito, che scrivani e impiegati portavano, in passato, sopra le maniche della giacca o della camicia per proteggerle dall'usura; per estens., con tono spregiativo, la categoria degli impiegati. dim. manichina, manichetta  accr. manicona    • 2 •   (estens.) oggetto a forma di manica | manica a vento, tubo tronco-conico di tela a strisce bianche e rosse, appeso a un palo, che gonfiato dal vento ne indica la direzione e, approssimativamente, l'intensità grande cono di tela che, rimorchiato a distanza da un aeroplano, si gonfia e serve da bersaglio per esercitazioni di tiro antiaereo; tubo verticale, posto sulle parti elevate della nave, terminante con una presa d'aria orientabile per la ventilazione dei locali interni    • 3 •   (metall.) fornello quadrangolare da fonderia    • 4 •   (ant.) schiera militare    • 5 •   (pop. spreg.) accolta, gruppo: una manica di lazzaroni    • 6 •   (pop.) grande quantità: s'è preso una manica di botte. 
manicaio   s.m.  (zool.) cappa.
manicare   v. tr.  [io mànico, tu mànichi ecc.] (ant. , lett.) mangiare: ed ei, pensando ch'io 'l fessi per voglia / di manicar  (dante inf.  xxxiii, 59-60); quella gente era venuta non a sentir versi ma a conversare e a manicare  (de sanctis).
manicaretto   s.m.  pietanza gustosa, preparata con cura.
manicatore   s.m.  [f. -trice] (ant.) mangiatore.
manicatura   s.f.  (mus.) l'atto e il modo con cui il violinista poggia la mano sul suo strumento.
manicheismo   s.m.  religione sorta in persia a opera di mani (216-277 d. c.), che si fondava sul dualismo di due princìpi ugualmente divini, il bene e il male | (estens.) ogni dottrina o atteggiamento che tende a contrapporre radicalmente e in modo inconciliabile principi, posizioni, scelte fra loro dissimili.
manicheo   agg.  di mani e del manicheismo | (estens.) si dice di ogni dottrina o atteggiamento che contrapponga nettamente il bene e il male o che tenda ad approfondire le divergenze tra posizioni tra loro dissimili  s.m.  [f. -a] seguace del manicheismo | (estens.) chi accentua, chi esaspera le diversità di posizioni, idee ecc.
manichetta   s.f.    • 1 •   dim.  di manica    • 2 •   mezza manica    • 3 •   tubo di tela o di altro materiale flessibile che serve da conduttura: le manichette dell'autopompa. 
manichetto   (1) s.m.  (non com.)    • 1 •   risvolto in fondo alle maniche degli abiti femminili    • 2 •   polsino inamidato    • 3 •   (sport) nella lotta, tipo di presa che consiste nell'afferrare con la mano destra (o sinistra) il polso del braccio sinistro (o destro) dell'avversario, per poi portarlo sotto la propria ascella e serrare con l'altro braccio il collo dell'avversario | doppio manichetto, presa che consiste nell'afferrare entrambi i polsi dell'avversario portando le sue braccia sotto l'ascella.
manichetto   (2) s.m.    • 1 •   manico corto, breve impugnatura    • 2 •   nel telaio per la tessitura manuale, la leva con cui si azionano i battenti    • 3 •   (fig. ant.) gesto osceno di scherno che si fa afferrando con la mano sinistra il braccio destro, alla piega del gomito, e agitandone l'avambraccio a pugno chiuso: per dispregio... mi faceva... manichetto drieto  (machiavelli).
manichino   (1) s.m.    • 1 •   fantoccio snodabile che serve agli artisti come modello per ritrarre nelle varie posizioni la figura umana    • 2 •   fantoccio che riproduce la figura umana al naturale o solo il tronco di essa, utilizzato dai sarti per confezionare i vestiti e dai negozianti per esporli al pubblico; per estens., qualsiasi supporto di forma anche solo vagamente umana usato per esporre indumenti ' sembrare un manichino, essere vestito con ricercata eleganza ' stare come un manichino, immobile, impalato    • 3 •   (fig.) individuo privo di personalità, che agisce secondo la volontà altrui.
manichino   (2) s.m.    • 1 •   risvolto delle maniche degli abiti femminili, anticamente rifinito con pizzi    • 2 •   polsino delle camicie da uomo che si può staccare e inamidare    • 3 •   (ant.) sorta di manette costituite da una cordicella con all'estremità due pezzetti di legno, usate in passato per trattenere e tormentare un arrestato: il notaio fa un altro cenno a' birri; i quali... legano i polsi  [a renzo] con certi ordigni... chiamati manichini  (manzoni p. s.  xv).
manico   s.m.  [pl. -ci  o -chi] parte di un oggetto, di un arnese e sim. che si afferra con la mano per adoperarlo o per sollevarlo: manico della scopa, della falce; manico della borsa, della pentola; manico del violino, della chitarra  | manico del fucile, (ant.) cassa | il difetto sta nel manico, (fig.) nei princìpi direttivi o in chi comanda, non nei mezzi usati o in chi esegue. dim. manichino, manichetto  accr. manicone. 
manicomiale   agg.  di, da manicomio.
manicomio   s.m.    • 1 •   istituto in cui si ricoveravano i malati di mente (era detto anche ospedale psichiatrico); ancora impropriamente usato per indicare luoghi o istituzioni per la cura di disturbi mentali    • 2 •   (fam.) luogo o situazione caratterizzati da confusione, disordine: quella casa è un manicomio  | cose, roba da manicomio, cose assurde, inverosimili.
manicomizzare   v. tr.  ricoverare in un manicomio, in un ospedale psichiatrico.
manicotto   s.m.    • 1 •   sorta di manica grossa e corta, per lo più di pelliccia, imbottita e aperta alle due estremità, in cui si infilano le mani per ripararle dal freddo    • 2 •   (mecc.) giunto dalla forma di cilindro cavo usato per collegare longitudinalmente tubi o barre o per trasmettere il moto rotatorio fra due alberi coassiali.
manicure   s.f. invar. , non com. s.m. invar.    • 1 •   chi per professione cura le mani e soprattutto le unghie: gli arnesi della manicure    • 2 •   l'operazione del curare le mani e le unghie: farsi la manicure  (anche il manicure).
manicurista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) manicure, nel sign. 1.
maniera   ant. manera, s.f.    • 1 •   modo (termine rispetto al quale ha talora una sfumatura di maggiore particolarità e concretezza): maniera di vivere, di discutere; insegnare la maniera di usare un arnese; ognuno è fatto alla sua maniera  | che maniera è questa?, belle maniere!, che maniere!, espressioni di biasimo, di rimprovero rivolte a chi si è comportato in modo scortese, sgarbato ' uomo di buone maniere, di modi educati e cortesi ' alla maniera, secondo il costume: alla maniera abruzzese, veneta  (o alla abruzzese, alla veneta); alla maniera dei montanari | in ogni maniera, in tutte le maniere, a ogni costo ' c'è modo e maniera  (di rispondere, di fare una cosa, di trattare una persona  e sim.), in riferimento a cose dette o fatte in modo poco opportuno ' maniera di dire, locuzione, frase idiomatica ' fuor di maniera, fuori misura, in modo esagerato. dim. manierina  pegg. manieraccia    • 2 •   lo stile, i caratteri distintivi di un artista, di una scuola o di un'epoca artistica: pittore di maniera michelangiolesca; seguace della maniera dei macchiaioli  | pratica artistica che si fonda sull'imitazione e sulla ripetizione di formule scontate, denunciando carenze d'ispirazione e di naturalezza: un'opera, un artista di maniera | maniera grande, nella letteratura artistica del cinquecento e del seicento, modo di dipingere grandioso (p. e. quello di michelangelo) che prescinde dalle misure naturali e dalle regole dell'equilibrio classico    • 3 •   (lett.) sorta, specie: veggionsi... d'alberi ben mille maniere  (boccaccio dec.  introduzione).
manierare   v. tr.  [io manièro ecc.] (non com.) ammanierare.
manierato   agg.    • 1 •   privo di naturalezza, non spontaneo: gesti troppo manierati    • 2 •   detto di artista o di opera d'arte che manca di originalità, che pecca di accademismo: scrittore manierato; pittura manierata  § manieratamente avv. 
maniere    ⇨ maniero 1.
manierismo   s.m.    • 1 •   nella letteratura artistica, termine coniato da l. lanzi alla fine del sec. xviii per designare lo stile virtuosistico ma privo di naturalezza di una corrente pittorica del secondo cinquecento | nella critica attuale, quella stessa corrente, intesa come negazione dell'equilibrio classicista e come ricerca di un'espressività deformante, prebarocca; analoga tendenza presente nella letteratura di quella stessa epoca    • 2 •   (estens.) nel campo delle arti figurative e della letteratura, ogni tendenza che si ispiri a precedenti modelli, mirando alla riproduzione artificiosamente variata del loro linguaggio espressivo    • 3 •   (psich.) insieme di comportamenti mimici e verbali affettati, innaturali, dissociati che, in forma grave, sono sintomi caratteristici degli stati schizofrenici.
manierista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   seguace, rappresentante del manierismo    • 2 •   artista, scrittore di maniera, privo di originalità | usato anche come agg.  : pittori manieristi. 
manieristico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il manierismo o i manieristi § manieristicamente avv. 
maniero   (1) lett. maniere, s.m.  nel medioevo, grande abitazione, senza torri o fortificazioni, propria dei feudatari minori | (estens.) castello, dimora, palazzo signorile di campagna.
maniero   (2) agg.  (ant.) addomesticato, domato (detto di animale): e venne a terra a piombo, / come casca dal ciel falcon maniero / che levar veggia l'anitra o il colombo  (ariosto o. f.  ii, 50).
manieroso   ant. maneroso, agg.  di maniere gentili ma affettate; complimentoso, lezioso § manierosamente avv. 
manifattore   agg.  [f. -trice] (non com.) che riguarda la manifattura: industria manifattrice   s.m.  (non com.)    • 1 •   chi fa un lavoro manuale    • 2 •   chi lavora in una manifattura o la dirige.
manifattura   s.f.    • 1 •   l'insieme delle operazioni che trasformano le materie prime in prodotti di consumo, in manufatti: la manifattura dei tessuti    • 2 •   (non com.) l'oggetto come risulta dopo tale lavoro: manifatture per uomo    • 3 •   il locale, il luogo in cui si eseguono questi lavori; anche, l'azienda che li esegue: una manifattura di calzature    • 4 •   (ant.) lavoro eseguito a mano | (fig.) macchinazione.
manifatturiere   s.m.  [f. -a] proprietario o dipendente di una manifattura.
manifatturiero   agg.  relativo alla manifattura: industria manifatturiera. 
manifestante   part. pres.  di manifestare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  chi partecipa a una dimostrazione pubblica: i manifestanti furono dispersi dalla polizia. 
manifestare   v. tr.  [io manifèsto ecc.]    • 1 •   rendere noto, mostrare apertamente: manifestare un desiderio, un dubbio; manifestare la propria volontà, i propri sentimenti    • 2 •   (assol.) partecipare a una dimostrazione pubblica: i lavoratori manifestavano contro i licenziamenti  | manifestarsi v. rifl.  o intr. pron.  detto di persona, farsi conoscere; mostrare le proprie capacità, la propria personalità: non ebbe occasione di manifestarsi; manifestarsi malvagio, inetto  | detto di cosa, rivelarsi: il male si manifesta in vari modi. 
manifestazione   s.f.    • 1 •   il manifestare, il manifestarsi; ciò che serve a manifestare: manifestazioni di affetto; le manifestazioni d'una malattia, i suoi sintomi    • 2 •   dimostrazione pubblica che esprime una protesta, una richiesta e sim.: una manifestazione di lavoratori, di studenti; una manifestazione per la pace, contro la fame nel mondo    • 3 •   spettacolo a partecipazione pubblica: manifestazione musicale, sportiva. 
manifestino   s.m.    • 1 •   dim.  di manifesto    • 2 •   2 piccolo foglio distribuito o lanciato (da auto, aerei e sim.) per propaganda politica o per scopi pubblicitari.
manifesto   (1) agg.  evidente, chiaro, palese; noto a tutti: volere, sentimento manifesto; innocenza, colpa manifesta; essere, apparire manifesto; fare, rendere manifesto  | prov.  : scusa non richiesta è accusa manifesta, chi avanza giustificazioni non richieste, implicitamente rivela le proprie responsabilità  avv.  (lett.) in maniera chiara: sì ch'ei distinto e manifesto intese / come l'insidie al pio buglion sian tese  (tasso g. l.  xix, 76) § manifestamente avv. 
manifesto   (2) s.m.    • 1 •   foglio di carta che si affigge in luogo pubblico per portare a conoscenza di tutti quanto vi è scritto o raffigurato: attaccare un manifesto; manifesto elettorale, pubblicitario; manifesto di uno spettacolo cinematografico.  dim. manifestino    • 2 •   scritto programmatico di movimenti politici e culturali: il manifesto del partito comunista, quello pubblicato a londra nel febbraio del 1848 da k. marx e f. engels; il primo manifesto surrealista, redatto da a. breton nel 1924    • 3 •   documento commerciale, spec. relativo a operazioni portuali e aeroportuali: manifesto del carico, dei passeggeri. 
maniglia   s.f.    • 1 •   elemento facilmente impugnabile, di vario materiale e di varia foggia, che si applica a cassetti, porte, valigie, bauli e sim. per poterli aprire, sollevare o trasportare, oppure che si fissa a una parete o altro perché serva da appiglio | avere una, qualche maniglia, (fig. pop.) avere l'appoggio di una persona influente, avere una raccomandazione ' cavallo con maniglie, (sport) attrezzo ginnico con due grossi semianelli sporgenti dal dorso che consentono la presa delle mani    • 2 •   (mar.) maglia smontabile, a forma di u con un foro a ciascuna estremità per il passaggio di un perno, che serve a collegare due pezzi di catena. dim. maniglietta, maniglina  accr. manigliona. 
manigliame   s.m.  assortimento di maniglie.
maniglione   s.m.    • 1 •   accr. di maniglia  | piccolo mancorrente    • 2 •   (mar.) grossa asola metallica posta alla sommità dell'àncora.
manigoldo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   furfante, canaglia (anche scherz.): sei un bel manigoldo!    • 2 •   (ant.) boia: il manigoldo, in loco inculto ed ermo, / pasto di corvi e d'avoltoi lasciollo  (ariosto o. f.  xxxii, 9).
manila   antiq. manilla, s.f.    • 1 •   (canapa di) manila, fibra tessile vegetale; abacà    • 2 •   corda di manila, (mar.) cavo da ormeggio, più leggero di quello di canapa, e in grado di galleggiare sull'acqua    • 3 •   tipo di carta da imballaggio | s.m. invar.  tipo di sigaro confezionto con tabacco delle filippine.
maniluvio   s.m.  (non com.) lavaggio delle mani; in partic., immersione delle mani in acqua preventivamente preparata con sostanze medicamentose.
manimettere   pop. marimettere, v. tr.  [coniugato come mettere] (tosc.)    • 1 •   metter mano a qualcosa; cominciare a usare, a consumare, spec. cibi o bevande: manimettere un prosciutto  | manimettere la dote, intaccarla    • 2 •   (ant.) disapprovare.
manina   s.f.    • 1 •   dim.  di mano    • 2 •   (bot.) ditola    • 3 •   disegno di una mano con l'indice teso, utilizzato all'interno di un testo per porre in rilievo un passo particolarmente significativo.
maninconia   e deriv.   ⇨ malinconia e deriv. 
manioca   s.f.  pianta arbustiva originaria dell'america meridionale, coltivata nelle regioni tropicali, dalle cui radici si estrae la tapioca (fam.  euforbiacee).
manipolare   (1) s.m.  (st.) soldato romano appartenente a un manipolo | usato anche come agg.  : soldato manipolare. 
manipolare   (2) ant. manipulare, v. tr.  [io manìpolo ecc.]    • 1 •   preparare una sostanza mescolando insieme vari ingredienti: manipolare unguenti, creme  | sottoporre a determinati trattamenti, servendosi di particolari dispositivi (manipolatori): manipolare sostanze radioattive    • 2 •   massaggiare: manipolare una zona muscolare    • 3 •   (fig.) adulterare, alterare, contraffare: manipolare il vino; manipolare una notizia, i risultati delle votazioni    • 4 •   (fig.) condizionare il comportamento di qualcuno senza ricorrere, apparentemente, alla coercizione: manipolare le coscienze, i consumatori. 
manipolatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi manipola (spec. fig.): oste manipolatore di vini; un manipolatore d'imbrogli    • 2 •   nome di vari dispositivi con cui si manipolano sostanze che è pericoloso o difficile trattare a mano: manipolatore di sostanze radioattive  | nome di dispositivi a comando manuale: manipolatore telegrafico. 
manipolazione   s.f.    • 1 •   il manipolare, l'essere manipolato (anche fig.): manipolazione di sostanze farmaceutiche; manipolazione di dati, di notizie  | manipolazione delle coscienze, forma di controllo sociale che consiste nell'indurre idee, bisogni ecc. attraverso i mezzi di comunicazione di massa | manipolazione del patrimonio genetico, (biol.) intervento con mezzi chimico-biologici atto a produrre modificazioni nei caratteri ereditari    • 2 •   (fig.) intrigo, imbroglio    • 3 •   ciascuna delle pratiche che costituiscono la massoterapia.
manipolo   s.m.    • 1 •   (non com.) mannello: un manipolo di spighe    • 2 •   (st.) nell'organico della legione romana, schiera che comprese, a seconda dei periodi, dai cento ai duecento uomini    • 3 •   (lett.) piccola schiera di soldati; per estens., piccolo gruppo di uomini che combattono per un'aspirazione comune: un manipolo d'eroi    • 4 •   (lit.) larga striscia di stoffa, dello stesso colore della pianeta, che il sacerdote cattolico portava sull'avambraccio sinistro durante la celebrazione della messa.
manipulare    ⇨ manipolare 2.
maniscalco   ant. manescalco, maliscalco, marescalco, mariscalco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   chi ferra i cavalli, i bovini da lavoro e altri animali da tiro e da sella    • 2 •   (ant.) veterinario    • 3 •   (st.) alto dignitario delle corti medievali, che poteva anche essere investito del comando dell'esercito    • 4 •   (ant. fig.) guida, maestro: e io rimasi in via con esso i due / che fuor del mondo sì gran marescalchi  (dante purg.  xxiv, 98-99).
manismo   s.m.    • 1 •   (relig.) culto delle anime dei defunti    • 2 •   teoria, formulata dal filosofo inglese h. spencer (1820-1903), secondo la quale le diverse religioni hanno avuto origine dal culto dei morti.
manistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al manismo.
manitù   s.m.  presso le popolazioni algonchine dell'america settentrionale, la forza soprannaturale, personificata o impersonale, che regge l'universo.
manizza   s.f.    • 1 •   (mar.) ciascuna delle impugnature della ruota del timone    • 2 •   pl.  tipo di guanti che coprono il palmo della mano e parte delle dita, usati dai ciclisti e dai motociclisti.
manleva   s.f.  (antiq.) malleveria.
manlevare    ⇨ mallevare.
manna   (1) s.f.    • 1 •   cibo che secondo la bibbia cadde miracolosamente dal cielo per nutrire gli ebrei nel deserto | aspettare che cada la manna dal cielo, (fig.) restare passivo, non darsi da fare per migliorare una situazione negativa    • 2 •   (fig. lett.) grazia divina; verità rivelata da dio: non per lo mondo... /... / ma per amor de la verace manna  (dante par.  xii, 82-84)    • 3 •   (fig.) qualsiasi cosa utile e favorevole che giunga improvvisa o inattesa: questa pioggia è una manna per la campagna    • 4 •   (fig.) cibo, bevanda molto gradevole: senti che manna!    • 5 •   succo zuccherino che si ottiene per incisione del tronco di alcune specie di frassino (in partic. l'orniello); è usato in farmacia, spec. come lassativo.
manna   (2) s.f.  (non com.) fascio di spighe, di paglia o sim.; covone.
mannaggia   inter.  (fam.) imprecazione che esprime ira, irritazione, contrarietà: mannaggia a voi!; mannaggia la miseria!  pegg. mannaggiaccia. 
mannaia   s.f.    • 1 •   grossa scure, un tempo strumento del boia; per estens., la lama della ghigliottina ' essere sotto la mannaia, (fig.) essere in grave pericolo    • 2 •   la scure del taglialegna    • 3 •   coltello di grandi dimensioni con ampia e pesante lama rettangolare o trapezoidale, adoperato in macelleria e in cucina per fare a pezzi la carne e spezzare gli ossi. dim. mannaietta, mannaiola  accr. mannaiona, mannaione  (m.).
mannarese    ⇨ manarese.
mannarino   s.m.  grosso coltello da cucina con lama molto alta e spessa.
mannaro   agg.  solo nella loc. lupo mannaro, (pop.) licantropo; (fam.) essere mostruoso, orco che mangia i bambini (personaggio di favole e racconti per l'infanzia).
mannello   s.m. , o mannella s.f. ,    • 1 •   piccolo fascio di spighe o, meno com., d'erba, di paglia    • 2 •   (non com.) piccola matassa di filo o di spago. dim. mannellino, mannellina  (f.), mannelletto, mannelletta  (f.).
mannequin   s.f. invar.  indossatrice.
manneto   s.m.  bosco di frassini da manna.
mannite   s.f.  (chim.) alcol polivalente a sei atomi di carbonio, solido, cristallino, bianco, estratto dalla manna, usato in medicina come blando purgante.
mannosio   s.m.  (chim.) zucchero a sei atomi di carbonio, epimero del glucosio, presente nelle bucce delle arance; si può ottenere anche per ossidazione della mannite.
mano   ant. mana, s.f.  [pl. mani; ant. o region. mane  e mano]    • 1 •   estremità dell'arto superiore formata dal polso, dalla palma, dal dorso e dalle cinque dita; ha funzione di organo prensile e tattile: la mano destra, sinistra; le ossa della mano; mani affusolate, tozze, callose, ruvide; mani pulite, sporche; aprire, chiudere la mano; giungere, congiungere le mani; prendere, tenere in mano; lasciarsi cadere di mano; gesticolare con le mani | passare di mano in mano, dalle mani di una persona a quelle di un'altra; (fig.) da un proprietario all'altro ' prendere qualcuno per mano, (fig.) guidarlo nelle decisioni, nelle azioni | dare, stringere la mano, porgere la propria mano e afferrare quella di un'altra persona in segno di saluto, di congratulazione ecc.; si possono dare la mano, (fig.) si dice di persone molto simili ' baciare la mano, in segno di omaggio ' battere le mani, applaudire | alzare le mani, in segno di resa o per manifestare la propria estraneità a una situazione ' mani in alto!, intimazione di arrendersi ' alzare la mano, per chiedere di poter parlare in una classe scolastica, in assemblee, riunioni ecc. o anche per votare (voto per alzata di mano) | fregarsi, stropicciarsi le mani, per esprimere soddisfazione, contentezza | stendere la mano, mendicare, chiedere l'elemosina ' chiedere la mano di una donna, (fig.) chiederla in sposa ' calcare la mano, (fig.) esagerare nell'essere esigenti, inflessibili ecc. | tendere la mano a qualcuno, (fig.) soccorrerlo ' dare una mano a qualcuno, (fig.) aiutarlo | tener mano, (fig.) essere complice in azioni poco pulite | avere le mani lunghe, (fig.) arrivare dappertutto con il proprio potere, la propria influenza; anche, essere manesco; essere ladro ' essere svelto di mano, rubare abitualmente; anche, essere manesco ' mani di ricotta, di pasta frolla, di creta, (fig.) si dice scherz. di chi lascia spesso cadere ciò che ha in mano ' avere le mani legate, (fig.) non poter agire secondo la propria volontà per una costrizione esterna | avere le mani bucate, (fig.) spendere senza controllo ' avere qualcosa per le mani, (fig.) averla a disposizione; si dice anche quando ci si sta occupando momentaneamente di qualcosa: ho per le mani una pratica delicata  | capitare tra  (o per) le mani, (fig.) si dice di ciò di cui si viene in possesso casualmente ' avere le mani in pasta in qualcosa, (fig.) esservi molto addentro | toccare con mano, (fig.) sincerarsi personalmente ' azione alla mano, nel rugby, azione collettiva condotta dai giocatori di una squadra passandosi la palla con le mani ' fallo di mano, nel gioco del calcio, fallo che un giocatore (che non sia il portiere) commette toccando il pallone con la mano o con il braccio ' venire alle mani, azzuffarsi ' alzare le mani su qualcuno, malmenarlo ' menare le mani, picchiare, essere manesco ' mettere le mani addosso a qualcuno, aggredirlo ' mettere le mani su qualcuno, su qualcosa, catturarlo, impossessarsene ' mettere mano al portafogli, pagare, dare del denaro ' mettere mano a una pistola, a un coltello, impugnarli | sporcarsi le mani, (fig.) compiere un'azione illecita ' avere le mani sporche, pulite, (fig.) comportarsi in modo disonesto od onesto ' avere le mani sporche di sangue, (fig.) aver ucciso qualcuno ' lavarsene le mani, (fig.) disinteressarsene (di una questione, di una persona) | stare con le mani in mano, (fig.) senza far nulla ' mettere le mani avanti, (fig.) cercare scuse prima che sia necessario o richiesto ' fare man bassa di qualcosa, prenderne il più possibile ' per mano di, tramite, per mezzo di: ucciso per mano di un sicario | man mano che, introduce una proposizione dipendente la cui azione si svolge parallelamente a quella della reggente: man mano che entravano, si sedevano | a mano a mano  (o anche soltanto man mano), di volta in volta, gradatamente ' tornare, rimanere a mani vuote, a mani piene, (fig.) senza aver ottenuto nulla o avendo avuto successo | a piene mani, (fig.) largamente, generosamente ' presentarsi a mani vuote, (fig.) senza portare un regalo ' a mano armata, con le armi in pugno ' esser largo, stretto di mano, (fig.) essere prodigo, avaro ' di seconda mano, si dice di oggetto che si compra già usato o di notizia non proveniente da una fonte d'informazione diretta ' sotto mano, vicino, a disposizione ' a portata di mano, facilmente raggiungibile ' fuori mano, lontano, non facilmente raggiungibile ' a mano, si dice di cosa che si porta o si usa con le mani: bagaglio a mano; trapano a mano  | alla mano, di cosa, pronta da usare, da esibire; di persona, cordiale e semplice: contanti, documenti, prove alla mano; è un uomo molto alla mano | giù le mani!, intimazione rivolta a chi alza le mani per picchiare o a chi sta toccando o prendendo qualcosa; di senso affine le loc. le mani a casa!, le mani a posto! | a quattro mani, si dice di composizione per pianoforte scritta per essere eseguita da due pianisti sullo stesso strumento | a due mani, si dice di opere eseguite in coppia | imporre le mani, (relig.) consacrare | la mano pubblica, lo stato in quanto soggetto economico; la mano invisibile, (econ.) espressione coniata da a. smith (1723-1790) in riferimento al meccanismo della produzione e del mercato concorrenziale, che opera in modo da trasformare l'egoismo individuale nel benessere collettivo | mettere mano a un'opera, a un lavoro, incominciarli | avere la mano leggera, (fig.) fare qualcosa con delicatezza | avere la mano pesante, (fig.) intervenire duramente; esagerare, passare i giusti limiti | fare la mano a un lavoro, impratichirsi in esso | lavorare con mano maestra, sicura, con abilità, con sicurezza ' fatto a mano  (o anche soltanto a mano), di lavoro eseguito con le mani, senza l'impiego di macchine o strumenti: maglione fatto a mano; ricamo a mano  | di mano di qualcuno, fatto da qualcuno: questo scritto è di mano sua  | essere, cadere nelle mani di qualcuno, in mano a qualcuno, (fig.) in suo potere | tenere in mano, (fig.) controllare, dominare | sfuggire di mano, (fig.) detto di situazione di cui si perde il controllo | governare con mano ferrea, (fig.) con severità, rigore | mettersi nelle mani di qualcuno, (fig.) affidarsi a lui | essere, trovarsi in mani sicure, (fig.) essere ben protetto, ben custodito, detto di persona o di cosa | prendere la mano, si dice di cavallo che non obbedisce più ai comandi; per estens., di persona o di cosa che sfugge al controllo di chi la guida | prov.  : una mano lava l'altra e tutt'e due lavano il viso, aiutandosi a vicenda si ottengono migliori risultati; gioco  (scherzo) di mano, gioco  (scherzo) di villano, lo si dice ai bambini per insegnar loro a non essere maneschi, neppure quando giocano o scherzano. dim. manina, manuccia  accr. manona, manone  (m) pegg. manaccia    • 2 •   (fig.) stile, impronta caratteristica di una persona: in questo arredamento si vede la mano di un architetto    • 3 •   ognuno dei lati corrispondenti alle due mani; anche, ognuna delle due direzioni in cui si muove il traffico di veicoli e di persone in una strada | tenere la mano, procedere sul lato stabilito dal codice stradale | andare contro mano, in senso vietato, oppure sul lato vietato della strada; (fig.) andare controcorrente, esprimersi o comportarsi in modo non conformistico | cedere la mano, far passare a destra la persona con la quale si cammina, in segno di rispetto    • 4 •   strato di colore, di vernice o di altra sostanza che si stende su una superficie: dare la seconda mano di bianco alle pareti | dare l'ultima mano a qualcosa, (fig.) rifinirla, portarla a compimento    • 5 •   nei giochi di carte, giro di distribuzione e di gioco; anche, la situazione di chi gioca per primo: una partita giocata in tre mani; la mano tocca a me, sono di mano, tocca a me giocare per primo | passare la mano, in alcuni giochi (p. e.  nel poker), saltare deliberatamente il proprio turno; (fig.) trasferire a qualcuno un'autorità, una responsabilità, cedergli un incarico    • 6 •   (lett.) piccolo numero di persone; drappello, manipolo: una mano di volontari. 
manodopera   o mano d'opera, s.f.  [solo sing.]    • 1 •   complesso di persone che compiono un lavoro subordinato, per lo più manuale: manodopera qualificata, non qualificata; eccesso, scarsezza di manodopera    • 2 •   l'entità, il costo del lavoro umano occorrente o occorso per la produzione di un determinato bene: incidenza della manodopera sul costo complessivo. 
manomesso   part. pass.  di manomettere   agg.    • 1 •   che è stato indebitamente toccato, aperto, danneggiato: un cassetto manomesso; una lettera manomessa    • 2 •   nel diritto romano, si diceva dello schiavo che veniva liberato.
manometro   s.m.  (fis.) strumento che serve a misurare la pressione dei fluidi: manometro differenziale, assoluto; manometro a liquido, metallico. 
manomettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   mettere indebitamente le mani su qualcosa, manipolandola, alterandola o danneggiandola, per lo più con fini illeciti: manomettere la serratura, un documento    • 2 •   (fig.) violare: manomettere un diritto altrui    • 3 •   nel diritto romano, restituire la libertà a uno schiavo.
manomissione   s.f.    • 1 •   il manomettere, l'essere manomesso: i cassetti presentavano segni evidenti di manomissione    • 2 •   nel diritto romano, la liberazione di uno schiavo.
manomorta   non com. mano morta, s.f.  [pl. manimorte] (dir.)    • 1 •   condizione giuridica dei beni che, per il fatto di appartenere a enti perpetui (p. e.  chiese o conventi) o per particolari privilegi, non erano soggetti a tasse di successione: manomorta demaniale; manomorta ecclesiastica    • 2 •   nel medioevo, istituto giuridico in base al quale ai servi della gleba e ai vassalli era concesso il godimento di possessi di cui non potevano disporre per testamento; anche, la tassa che veniva pagata per riscattare tali beni | il diritto del signore di ereditare il feudo di un vassallo morto senza figli maschi.
manonera   o mano nera, s.f.  simbolo e nome di sette politiche e di associazioni di carattere criminale che operavano in europa tra la fine del sec. xix e l'inizio del xx.
manopola   s.f.    • 1 •   parte delle antiche armature che serviva a proteggere la mano e il polso    • 2 •   guanto a manopola, tipo di guanto col solo dito pollice separato e indipendente dalle altre dita    • 3 •   striscia di pelliccia o di stoffa che ricopre la parte terminale della manica; risvolto    • 4 •   impugnatura di una leva, di un manubrio e sim.    • 5 •   maniglia di cuoio, di metallo o di plastica a cui ci si regge con una mano sui mezzi di trasporto    • 6 •   comando manuale girevole di un apparecchio o di un dispositivo: le manopole della radio. 
manoscritto   agg.  scritto a mano: lettera manoscritta   s.m.    • 1 •   testo scritto a mano    • 2 •   in paleografia, filologia e bibliografia, documento scritto a mano su carta o pergamena; in partic., libro manoscritto, codice (si abbrevia di solito in ms. , al pl. mss.): manoscritto acefalo, adespoto, anepigrafo, autografo; manoscritto cartaceo, pergamenaceo; un manoscritto del secolo xiv. 
manovalanza   s.f.    • 1 •   l'insieme dei manovali e la loro opera    • 2 •   (estens.) in un'organizzazione qualsiasi, l'insieme di coloro che svolgono attività puramente esecutive: la manovalanza del crimine, della mafia. 
manovale   s.m.  e f.    • 1 •   operaio non qualificato che compie generici lavori manuali; in partic., l'aiutante del muratore, che trasporta i materiali ed esegue lavori elementari    • 2 •   (estens.) chi, all'interno di un'organizzazione qualsiasi, ha compiti puramente esecutivi: i manovali della delinquenza. 
manovella   s.f.    • 1 •   leva munita di un'impugnatura perpendicolare a un'estremità, usata per azionare manualmente un meccanismo collegato all'estremità opposta: la manovella del cric | manovella d'avviamento, nei vecchi autoveicoli, quella che serviva ad avviare il motore ' dare il primo giro di manovella, (fig.) cominciare le riprese di un film    • 2 •   (mecc.) elemento di un manovellismo in grado di compiere una rotazione completa intorno a un punto fisso: la manovella dell'albero a gomito. 
manovellismo   s.m.  (mecc.) sistema articolato che comprende una manovella; in partic., meccanismo composto di biella, manovella, guida e corsoio, usato per trasformare un moto rotatorio, generalmente continuo, in un moto rettilineo alternativo, e viceversa.
manovra   s.f.    • 1 •   l'insieme delle operazioni necessarie per mettere in azione una macchina o un dispositivo: la manovra degli scambi ferroviari  | complesso di operazioni necessarie per cambiare la velocità, la posizione, la direzione di un mezzo di trasporto: manovra di atterraggio; un treno in manovra; fare manovra per posteggiare l'automobile    • 2 •   movimento di reparti militari a scopo di esercitazione o nell'ambito di un disegno strategico o tattico attuato per impegnare il nemico: manovra diversiva, avvolgente; guerra di manovra, di movimento; grandi manovre, esercitazioni di grandi unità militari | (estens.) nel calcio e in altri giochi di squadra, azione collettiva    • 3 •   insieme di azioni studiate e compiute per raggiungere un determinato fine, spec. nell'ambito di organizzazioni complesse: manovra finanziaria, monetaria; manovra di bilancio, uso strumentale del bilancio dello stato per conseguire determinati obiettivi di politica economica    • 4 •   (fig.) insieme di azioni per lo più segrete e illecite, volte a un preciso scopo: una manovra per trarre in inganno; manovre elettorali, di corridoio    • 5 •   (mar.) qualsiasi cavo a bordo di una nave o di una imbarcazione: manovre dormienti, correnti | libertà di manovra, autorizzazione data a un'unità di agire autonomamente; (fig.) possibilità di agire senza impacci: avere libertà di manovra. 
manovrabile   agg.  che si può manovrare (anche fig.).
manovrabilità   s.f.  l'essere manovrabile.
manovrare   v. tr.  [io manòvro ecc.]    • 1 •   mettere in azione mediante manovre: manovrare le vele, un congegno  | manovrare le forze, le truppe, i reparti, (mil.) disporli, metterli in movimento secondo determinati piani tattici o strategici    • 2 •   (fig.) far agire una persona, un gruppo di persone o un organismo secondo i propri intendimenti: manovrare un'assemblea  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   effettuare una manovra, delle manovre: l'aereo sta manovrando per atterrare; la compagnia mortaisti manovrava sulle colline; manovrare per parcheggiare l'auto  | nel calcio e in altri sport di squadra, condurre azioni: manovrare all'attacco, a centrocampo    • 2 •   (fig.) dirigere gli sviluppi di una situazione in modo da ricavarne un utile: manovrare per ottenere un incarico, per raggiungere un accordo. 
manovrato   part. pass.  di manovrare   agg.  basato su una fitta serie di spostamenti: guerra manovrata, guerra di movimento; gioco manovrato, nel calcio e in altri sport di squadra, quello che si svolge con una serie ordinata ed efficace di passaggi.
manovratore   agg.  [f. -trice] che manovra  s.m.  chi è addetto alla manovra di qualcosa; in partic., nelle ferrovie, l'addetto alle manovre dei treni | manovratore del tram, il guidatore.
manovriero   non com. manovriere, agg.  che si riferisce alla manovra; che si manovra facilmente: un bastimento agile e manovriero  | squadra manovriera, nel calcio e in altri sport, quella che costruisce azioni fondate su un ordinato gioco collettivo  s.m.  [f. -a] persona abile e astuta nel manovrare situazioni e interessi a proprio vantaggio.
manque   s. m. invar. nel gioco della roulette, la puntata sui numeri dall'uno al diciotto.
manritta    ⇨ mandritta.
manritto    ⇨ mandritto.
manrovescio   pop. marrovescio, s.m.  ceffone dato col dorso della mano | nella scherma, colpo di sciabola portato da sinistra a destra.
mansalva   o man salva, (non com.) solo nella loc. avv. a mansalva, liberamente, a più non posso: rubare a mansalva. 
mansarda   s.f.  (arch.) tetto con falda spezzata in due tratti, di cui l'inferiore è più inclinato e fornito di finestre simili ad abbaini (dette pure mansarde) che danno luce a locali abitabili; per estens., l'insieme di tali locali.
mansardato   agg.  si dice di ambiente a forma di mansarda o fornito di mansarda: soffitta mansardata. 
mansionario   (1) s.m.    • 1 •   (eccl.) chi era addetto alla custodia di una basilica, avendo l'obbligo della residenza | ecclesiastico titolare di un beneficio minore con l'obbligo di assistere i canonici    • 2 •   nel medioevo, titolo di dignitario della corte merovingia.
mansionario   (2) s.m.  (burocr.) elenco delle mansioni a cui sono tenuti per contratto, a seconda dei livelli di inquadramento, i dipendenti di un ente o di un'azienda | (estens.) tabella o scaletta in cui sono fissate le mansioni che si assegnano a chi svolge un dato lavoro.
mansionatico   s.m.  [pl. -ci] nel medioevo, tributo versato dal vassallo al signore che passava sulle sue terre; consisteva a volte nella prestazione di alloggio.
mansione   s.f.    • 1 •   compito, attività da svolgere: affidare a qualcuno una difficile mansione  | spec. pl.  l'insieme dei compiti previsti per una data figura professionale: avere mansioni direttive    • 2 •   (ant.) tappa, fermata; luogo dove si dimora, alloggio | indirizzo, recapito.
manso   (1) agg.  (ant.) mansueto: quali si stanno ruminando manse / le capre  (dante purg.  xxvii, 76-77).
manso   (2) s.m.  (ant.) piccolo podere, fondo, destinato ad assicurare la sopravvivenza di una famiglia.
mansuefare   v. tr.  [coniugato come fare] (lett.) rendere mansueto, addomesticare, riferito propriamente a belve e bestie selvatiche e, per estens., a persone.
mansueto   agg.    • 1 •   si dice di animale docile e inoffensivo: un cane mansueto    • 2 •   (estens.) si dice di persona mite, paziente: un ragazzo mansueto  | di cosa che esprime mitezza, bontà e sottomissione: occhi mansueti  § mansuetamente avv. 
mansuetudine   s.f.  l'essere mansueto; mitezza.
manta   s.f.  gigantesco pesce di mare di forma romboidale o trapezoidale, con capo tronco, pinne pettorali appiattite e molto espanse, simili ad ali, coda assottigliata filiforme; detto com. diavolo di mare, vive sui fondali tropicali e subtropicali (ord.  raiformi).
mantaco   s.m.  [pl. -ci] (ant.) mantice: invidia move il mantaco a' sospiri  (dante purg.  xv, 51).
mantanente    ⇨ mantenente.
mante    ⇨ amante 2.
-mante  -mante secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. mántis  'indovino' (chiromante, rabdomante).
manteau   s.m.  nel linguaggio della moda, qualsiasi indumento femminile che si indossa sopra il vestito (scialle, mantello, soprabito).
manteca   s.f.    • 1 •   (lett.) pomata per capelli    • 2 •   (estens.) qualsiasi impasto molto ben mescolato, omogeneo: manteca di burro e acciughe    • 3 •   (region.) formaggio tenero che ha nell'interno un globo di burro; burrino.
mantecare   v. tr.  [io mantèco, tu mantèchi ecc] impastare insieme varie sostanze in modo che il composto assuma l'aspetto di una manteca | (gastr.) lavorare più ingredienti in modo da ottenere un impasto ben amalgamato.
mantecato   part. pass.  di mantecare  e agg.  nel sign. del verbo: baccalà mantecato, lessato, sminuzzato e sbattuto con olio e latte; è specialità veneta  s.m.  tipo di gelato a grana molto fine che si serve in bicchieri: mantecato di nocciola. 
mantella   s.f.  mantello, spec. quello portato dalle donne o quello che fa parte di uniformi militari. dim. mantellina, mantelletta. 
mantellata   (1) s.f.  (edil.) opera di protezione della sponda di un corso d'acqua, formata di lastre di pietra o altri materiali legati insieme da cavi o da una rete metallica.
mantellata   (2) s.f.    • 1 •   suora terziaria di alcuni ordini religiosi    • 2 •   pl.  il convento che ospitava tali suore.
mantellato   agg.  coperto di mantello.
mantelletta   s.f.    • 1 •   dim.  di mantella    • 2 •   corta mantella che copre le spalle e il petto e fa parte di alcune uniformi civili, militari, religiose.
mantellina   s.f.    • 1 •   dim.  di mantella    • 2 •   il mantello corto dei soldati: la mantellina degli alpini. 
mantello   s.m.  [pl. ant. le mantella]    • 1 •   indumento, un tempo assai usato, lungo e ampio, senza maniche, che si porta sopra gli abiti appoggiato sulle spalle e agganciato al collo: mantello a ruota; il mantello degli alpini, mantellina | nel linguaggio della moda, ampio cappotto o soprabito femminile; cappa: un mantello di visone.  dim. mantellino, mantelletto, mantelluccio  accr. mantellone  pegg. mantellaccio    • 2 •   (estens.) ciò che ricopre uniformemente una superficie: la campagna è sotto un mantello di neve    • 3 •   (fig. non com.) finzione, apparenza    • 4 •   (geol.) zona della superficie terrestre immediatamente sottostante alla crosta, formata da masse rocciose allo stato fuso ma molto rigide    • 5 •   il pelame che ricopre il corpo dei mammiferi, considerato soprattutto dal punto di vista del colore: un cavallo dal mantello baio  | piega della cute dei molluschi, che secerne la conchiglia    • 6 •   mantello cerebrale, (anat.) lo stesso che pallio    • 7 •   (tecn.) struttura che ne ricopre o contiene altre | mantello d'elica, tubo conico che circonda l'elica di alcuni natanti, come p. e. i rimorchiatori    • 8 •   mantello d'arlecchino, in scenotecnica, panneggio arricciato che fa da cornice al sipario.
mantenente   o mantanente, mantinente, avv.  (ant.) subito, immediatamente; innanzitutto, in primo luogo: mantenente pensai di fare di questa gentile donna schermo de la veritade  (dante vita nuova).
mantenere   v. tr.  [coniugato come tenere]    • 1 •   tenere, far durare in modo che non venga meno, non cessi: mantenere la disciplina, l'ordine, il potere; mantenere un ritmo costante, una condotta irreprensibile; mantenere i contatti con qualcuno; mantenere agile il corpo    • 2 •   tener saldo, difendere (anche fig.): mantenere le posizioni conquistate; mantenere un primato    • 3 •   non mancare a qualcosa, tener fede: mantenere le promesse  | mantenere un segreto, non rivelarlo    • 4 •   provvedere al sostentamento, dare da vivere, nutrire: mantenere una famiglia numerosa    • 5 •   finanziare, sostenere economicamente; provvedere al funzionamento: mantenere un'istituzione benefica, una biblioteca pubblica  | mantenersi v. rifl.    • 1 •   sostentarsi: lavorare per mantenersi    • 2 •   tenersi, conservarsi: mantenersi in forma, in allenamento; alla sua età si mantiene ancora bene  | v. rifl.  rimanere in un determinato stato: il tempo si mantiene brutto. 
mantenimento   s.m.  il mantenere, il mantenersi, l'essere mantenuto: il mantenimento dell'ordine; provvedere al mantenimento della famiglia. 
mantenitore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi mantiene    • 2 •   (ant.) difensore di un'idea, di una credenza, di una dottrina    • 3 •   (ant) nelle giostre e nei tornei, il cavaliere che lanciava la sfida e aspettava in campo chi volesse misurarsi con lui.
mantenuto   part. pass.  di mantenere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi si fa mantenere dall'amante.
mantica   s.f.  arte della divinazione.
mantice   ant. mantico, s.m.    • 1 •   apparecchio atto a produrre un soffio d'aria, usato per attivare la combustione nella fucina o per far funzionare strumenti musicali come l'organo e la fisarmonica | soffiare, sbuffare come un mantice, ansimare, avere il fiato grosso    • 2 •   nelle carrozze o nelle automobili di un tempo, copertura abbassabile a soffietto, in pelle o in tela cerata | copertura estensibile del collegamento tra due carrozze ferroviarie o tra le due parti di un autosnodato.
manticista   s.m.  [pl. -sti] chi è addetto ai mantici delle vetture ferroviarie.
mantico   (1) agg.  [pl. m. -ci] relativo alla mantica.
mantico   (2)  ⇨ mantice.
mantide   s.f.  insetto dal corpo snello e allungato di color verde, con zampe anteriori molto sviluppate, robuste e dentellate, usate come organi di presa; si nutre di altri insetti e assume abitualmente una posizione che ricorda l'atteggiamento di chi prega, da cui il nome di mantide religiosa  (ord.  mantoidei).
mantiglia   s.f.    • 1 •   ampio scialle di pizzo o di lana lavorata a mano che si appunta sul capo e copre le spalle, tradizionalmente portato dalle donne spagnole; per estens., scialle in genere    • 2 •   nel sec. xviii, mantellina femminile di seta nera.
mantiglio    ⇨ amantiglio.
mantile   s.m.    • 1 •   (region.) tovaglia, tovagliolo, asciugamano, per lo più di tessuto grossolano    • 2 •   nell'italia meridionale, telo con pizzo e ricami portato dalle donne sul capo.
mantinente    ⇨ mantenente.
mantissa   s.f.  (mat.) parte decimale di un logaritmo in base dieci.
manto   (1) s.m.    • 1 •   mantello ampio e lungo, spesso con strascico e in stoffa pregiata, indossato da sovrani o alti personaggi in cerimonie importanti: manto foderato di pelliccia; manto imperiale, papale    • 2 •   (estens.) ciò che ricopre uniformemente una superficie: un manto di folta vegetazione; la campagna è coperta da un manto di neve; manto stradale, lo strato di bitume che ricopre la massicciata    • 3 •   (fig.) finzione, apparenza: celare il proprio egoismo sotto il manto della generosità    • 4 •   (fig.) protezione, difesa: rifugiarsi sotto il manto della fede    • 5 •   (non com.) mantello di animali.
manto   (2) agg. indef.  (ant.) numeroso: acquistando per il suo alto valore / provincie, terre, presso e lunge, mante  (guittone).
mantoidei   s.m. pl.  (zool.) ordine d'insetti a cui appartiene la mantide; hanno protorace allungato, ali anteriori coriacee e poco adatte al volo, zampe anteriori robuste, atte a catturare prede | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
mantovana   s.f.    • 1 •   ornamento in materiale rigido, a forma di frangia, che corre lungo i bordi dello spiovente dei tetti    • 2 •   parte fissa del tendaggio che, in forma di striscia orizzontale, copre l'estremità superiore delle tende    • 3 •   dolce tipico di prato, cosparso di mandorle tritate.
mantovano   lett. mantuano [man-tu-à-no], agg.  di mantova: il poeta mantovano, per antonomasia, virgilio  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di mantova    • 2 •   il dialetto di mantova.
mantrugiare   v. tr.  [io mantrùgio ecc.] (pop. tosc.) sgualcire qualcosa con le mani, a forza di maneggiarla (anche fig.): esporre io le mie poesie... ai contatti del pubblico che le mantrugiasse  (carducci).
mantuano    ⇨ mantovano.
manuale   (1) agg.  della mano; fatto con le mani: lavoro manuale  (spesso contrapposto a lavoro intellettuale) | di dispositivo, apparecchio, comando privi di automatismi e che devono perciò essere azionati a mano  s.m.    • 1 •   (ant. , region.) manovale    • 2 •   (mus.) la tastiera dell'organo, in opposizione al pedale o alla pedaliera § manualmente avv.  a mano, con le mani: azionare manualmente i comandi. 
manuale   (2) s.m.  libro contenente le nozioni fondamentali di un'arte o di una disciplina, esposte in modo da permettere una rapida consultazione: un manuale di diritto, di fotografia  | da manuale, si dice di ciò che è fatto perfettamente, a regola d'arte, così da costituire un modello da imitare: una lavorazione da manuale; un tiro, un goal da manuale.  dim. manualetto, manualino. 
manualista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive, compila manuali (spesso in tono spreg.).
manualistica   s.f.  insieme di libri o altre pubblicazioni che affrontano sotto forma di manuale una determinata materia.
manualistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da manuale: una trattazione manualistica  | cultura manualistica, (spreg.) fatta sui manuali, non approfondita.
manualità   s.f.    • 1 •   carattere manuale: la manualità di un lavoro    • 2 •   capacità, abilità nel lavorare con le mani: la manualità del chirurgo, della ricamatrice. 
manualizzare   v. tr.    • 1 •   rendere manuale, cioè atto a essere manovrato con le mani: manualizzare un dispositivo    • 2 •   (non com.) esporre una materia in un manuale per facilitarne la divulgazione: manualizzare una scienza. 
manubrio   s.m.    • 1 •   (mecc.) leva con due impugnature opposte e un mozzo centrale, usata per manovrare o mettere in movimento un meccanismo: manubrio di guida, quello per guidare cicli, motocicli e macchine semoventi, collegato direttamente con lo sterzo e munito di vari dispositivi di comando, come leve dei freni ecc.; manubrio di puntamento, (mil.) dispositivo di alcune artiglierie contraeree leggere per il puntamento diretto su aerei a bassa quota    • 2 •   elemento che per la forma ricorda un manubrio: manubrio sternale, (anat.) la parte superiore dello sterno, dai cui lati si dipartono le clavicole    • 3 •   nel sollevamento pesi, attrezzo costituito da un'impugnatura che collega due sfere o dischi di peso variabile    • 4 •   (zool.) nelle meduse, prolungamento a forma di manubrio situato nella parte centrale sotto l'ombrello; contiene il tratto iniziale della cavità digerente.
manufatto   agg.  si dice di oggetto fatto a mano o con attrezzi manuali: prodotto, articolo manufatto   s.m.  oggetto lavorato a mano: i manufatti del paleolitico; un manufatto artigianale  | prodotto dell'industria manifatturiera: un manufatto tessile, meccanico  | (estens.) in edilizia, opera muraria, semplice o anche complessa (un cavalcavia, un sottopassaggio, un porticato ecc.), necessaria per la costruzione di un'opera maggiore (una strada, una ferrovia e sim.).
manu militari   loc. avv.  si dice con riferimento ad azioni compiute a mano armata, con la forza delle armi.
manutengolo   s.m.  [f. -a] chi tiene mano a qualcuno in azioni illecite | ruffiano.
manutentore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi provvede alla manutenzione di qualcosa: impresa manutentrice. 
manutenzione   s.f.    • 1 •   insieme di operazioni volte a mantenere in efficienza e in buono stato un impianto, un apparecchio, una strada, un edificio ecc.: spese di manutenzione; l'ascensore è fermo per manutenzione    • 2 •   (dir.) tutela del possesso di un immobile o di un insieme di beni mobili, ottenuta per via legale opponendosi a qualcuno che disturbava l'esercizio di tale possesso o lo contestava.
manutergio   s.m.  (lit.) panno di tela usato dal sacerdote durante la messa per tergersi le mani.
manza   (1) s.f.  giovenca.
manza   (2) s.f.  (ant.)    • 1 •   donna amata, innamorata; amante: la mia gentile manza  (angiolieri)    • 2 •   amore.
manzaniglio   s.m.  pianta arborea, originaria dell'america centrale, con frutti non commestibili simili a mele (fam.  euforbiacee).
manzanilla   s.f. invar.  vino bianco secco, di colore giallo pallido e leggermente aromatico, simile allo sherry, prodotto nella zona di san lúcar de barrameda (andalusia).
-manzia  -manzia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -mantéia, deriv. di mántis  'indovino, veggente'; significa 'arte del predire, del profetizzare' (chiromanzia, rabdomanzia).
manzo   s.m.  bovino di sesso maschile, di età tra uno e quattro anni, castrato e destinato alla macellazione; per estens., la carne macellata di tale animale: bistecca di manzo. 
manzolaio   o manzolaro, s.m.  nella pianura lombarda, il salariato fisso addetto all'allevamento di vitelli e manzi.
manzoniano   agg.  di a. manzoni (1785-1873): opere manzoniane   s.m.  [f. -a] imitatore di manzoni; anche, seguace del manzonismo, della teoria linguistica di manzoni.
manzonismo   s.m.    • 1 •   teoria linguistica di a. manzoni che propugnava l'uso del fiorentino parlato dalle persone colte come lingua nazionale | l'applicazione di tale teoria nelle opere letterarie    • 2 •   imitazione dello stile manzoniano.
manzonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   studioso di a. manzoni e delle sue opere    • 2 •   seguace di manzoni nello stile o nella teoria linguistica.
mao   o mau, inter.  voce onomatopeica che imita il verso del gatto.
maoismo   s.m.  la rielaborazione delle concezioni marxiste operata dall'uomo politico cinese mao dzedong (1893-1976); anche, l'attuazione pratica di tali teorie, con riferimento soprattutto alle trasformazioni economiche, politiche e sociali della repubblica popolare cinese fino al 1970 | (estens.) teoria e pratica politica che ha per modello quella di mao.
maoista   agg.  [pl. m. -sti] di mao dzedong: la dottrina maoista  | che si ispira al pensiero e alla politica di mao dzedong  s.m.  e f.  seguace del maoismo.
maoistico   agg.  [pl. m. -ci] del maoismo o dei maoisti.
maomettanesimo   s.m.  (antiq.) islamismo, religione maomettana.
maomettano   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi segue la religione di maometto (570 ca - 632); islamico, musulmano.
maomettismo   s.m.  (antiq.) islamismo, religione maomettana.
maona   (1) s.f.  (mar.)    • 1 •   galleggiante usato nei porti per caricare o scaricare le merci da un bastimento    • 2 •   nave da guerra e da trasporto turca del sec. xvi, più robusta e ampia della galea.
maona   (2) s.f.  compagnia commerciale tipica delle antiche repubbliche marinare italiane.
maori   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi appartiene a una popolazione autoctona della nuova zelanda di stirpe polinesiana, con pelle chiara, cranio e viso allungati, alta statura    • 2 •   la lingua, di ceppo polinesiano, parlata da tale popolazione  agg.  che si riferisce a tale popolazione: l'arte, la cultura maori. 
mapo   s.m. invar.  denominazione com. del frutto ottenuto dall'incrocio del mandarino con il pompelmo; presenta buccia sottile verde e polpa succosa color arancio pallido.
mappa   (1) s.f.    • 1 •   rappresentazione grafica a grande scala e molto dettagliata di una zona di terreno (si distingue dalla pianta, in quanto questa rappresenta città e abitati) | mappa catastale, che riporta i limiti delle proprietà fondiarie e le stime fiscali di tali proprietà    • 2 •   (estens.) carta geografica    • 3 •   (fig.) prospetto complessivo ma dettagliato di un fenomeno sociale: la mappa dell'associazionismo giovanile    • 4 •   (ant. , region.) tovaglia, tovagliolo; in partic., la tovaglia che copre l'altare della messa.
mappa   (2) s.f.  in una chiave, la parte sagomata che girando nella toppa fa funzionare la serratura.
mappaluna   s.f.  carta che riproduce la superficie della luna.
mappamondo   s.m.    • 1 •   planisfero | mappamondo celeste, rappresentazione piana, divisa in due emisferi, del cielo con le costellazioni    • 2 •   globo girevole intorno a un asse, sul quale è rappresentata la superficie terrestre.
mappare   v. tr.    • 1 •   disegnare la mappa di una zona    • 2 •   (estens.) rilevare dati o fenomeni rappresentandoli in forma cartografica o diagrammatica | (fig.) rilevare dati o fenomeni e descriverli sistematicamente.
mappatura   s.f.  atto, effetto del mappare.
maquette   s.f.    • 1 •   bozza grafica di un annuncio pubblicitario    • 2 •   plastico, modellino di una scultura.
maquillage   s.m. invar.    • 1 •   trattamento del viso con cosmetici; trucco    • 2 •   (fig. non com.) abbellimento solo esteriore; mascheratura provvisoria di difetti fisici.
maquis   s.m. invar.    • 1 •   il complesso delle forze della resistenza francese contro gli occupanti tedeschi e i collaborazionisti francesi, durante la seconda guerra mondiale    • 2 •   [anche f.] partigiano, partigiana francese.
marà   s.m. invar.  grosso roditore con corpo agile, grandi orecchie, coda corta, detto anche lepre delle pampas; vive in piccoli branchi nelle pianure dell'argentina centr. e merid. ed è cacciato per la morbida pelliccia grigia (fam.  cavidi).
marabù  2 marabù 2;s.m.  tessuto di seta greggia.
marabù  1 marabù 1;s.m.  grande uccello con lunghe zampe, capo e collo privi di penne, becco grande e giallastro, diffuso nelle zone ricche d'acqua dell'africa tropicale e dell'asia (ord.  ciconiformi); le piume grandi e morbidissime di questo uccello sono state usate nell'abbigliamento femminile come guarnizione, spec. nell'ottocento.
marabottino   s.m.  maravedì.
marabut   o marabuto, marabutto [ma-ra-bùt-to], s.m.    • 1 •   nell'islam, chi combatte la guerra santa contro gli infedeli    • 2 •   (estens.) santone, eremita musulmano | mausoleo in cui è sepolto un marabut.
maraca   s.f.  [pl. maracas] strumento musicale tipico della musica popolare sudamericana, usato anche nel jazz moderno e nella musica leggera, consistente in una zucca vuota o in una sfera cava di legno o metallo riempita di grani duri o sassolini e dotata di un manico; si suona agitandolo ritmicamente, per lo più in coppia (uno per mano).
marachella   s.f.  azione illecita, non grave, commessa di nascosto, spec. da bambini o ragazzi: scoprire una marachella. 
maragià   o maragia [ma-rà-gia], s.m. invar.  forma italianizzata di maharajah. 
maramaglia    ⇨ marmaglia.
maramaldeggiare   v. intr.  [io maramaldéggio ecc. ; aus. avere] agire, comportarsi da maramaldo.
maramaldesco   agg.  [pl. m. -schi] da maramaldo: comportamento maramaldesco. 
maramaldo   s.m.  persona vile, che infierisce su chi non può più difendersi.
maramao    ⇨ marameo.
marame   s.m.    • 1 •   insieme disordinato di cose disparate    • 2 •   mucchio di rifiuti.
marameo   meno com. maramao, inter.  (fam.) si dice per canzonare qualcuno, di solito con l'accompagnamento di un gesto scherzoso consistente nell'appoggiare il pollice della mano aperta sulla punta del naso e nel ripiegare rapidamente le quattro dita libere una dopo l'altra | fare marameo, fare questo gesto.
marangone   (1) s.m.  (zool.) cormorano; smergo.
marangone   (2) s.m.    • 1 •   (ant.) palombaro esperto nel riparare navi sott'acqua    • 2 •   (region.) falegname, carpentiere.
marano   o marrano, s.m.  nave mercantile in uso nel mediterraneo nel xv e nel xvi sec.
marantacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee monocotiledoni, originarie delle regioni tropicali dell'america merid., coltivate a scopo ornamentale | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
marasca   o amarasca, s.f.  varietà di ciliegia a polpa succosa di sapore dolce-acidulo, con la quale si prepara il maraschino.
maraschino   s.m.  liquore ottenuto dalla distillazione delle marasche; è originario della dalmazia.
marasco   o amarasco, s.m.  [pl. -schi] varietà di ciliegio che produce le marasche (fam.  rosacee).
marasma   non com. marasmo, s.m.  [pl. - smi]    • 1 •   (med.) progressivo ed estremo decadimento delle condizioni dell'organismo, dovuto a vecchiaia o a gravi malattie: marasma senile; marasma da diabete    • 2 •   (fig.) decadenza di istituzioni sociali, organizzazioni e sim.: marasma politico, economico  | grande confusione, disordine, caos.
marasmio   s.m.  (bot.) genere di piccoli funghi con ricettacolo carnoso, che crescono sul tronco degli alberi (fam.  agaricacee).
marasmo    ⇨ marasma.
marasso   s.m.  altro nome della vipera palustre, diffusa in tutta europa e comune nell'italia sett.; ha testa piatta ovale ben distinta dal collo, tronco breve ingrossato al centro e striscia scura a zig-zag lungo la schiena (ord.  squamati).
maratona   s.f.    • 1 •   (sport) gara di corsa a piedi su strada sulla distanza di 42,195 km, inclusa tra le gare olimpiche    • 2 •   (estens.) gara di resistenza: maratona di ballo    • 3 •   (estens.) camminata lunga e faticosa    • 4 •   (fig.) qualsiasi attività il cui compimento richieda una fatica continua e prolungata: una maratona parlamentare. 
maratoneta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi corre la maratona; atleta specializzato nella maratona o nelle corse su lunghe distanze.
maratonina   s.f.  (sport) gara di corsa sulla distanza di circa venti chilometri.
maratto   s.m.    • 1 •   [f. -a] appartenente a una popolazione dell'india sud-occidentale    • 2 •   lingua parlata dai maratti  agg.  che si riferisce ai maratti.
maravedì   o maravedino [ma-ra-ve-dì-no], s.m.  antica moneta spagnola, coniata dapprima in oro e poi in argento.
maraviglia   e deriv.   ⇨ meraviglia e deriv. 
marazzo   s.m.  (lett.) stagno, pantano: qui è pieno di marazzi e rigagni  (d'annunzio).
marc'    ⇨ marsc'.
marca   (1) s.f.    • 1 •   segno o simbolo impresso su un oggetto per indicarne la proprietà, il luogo di provenienza, di fabbricazione, la qualità o altre caratteristiche | di (buona) marca, di qualità scelta | marca tipografica, quella stampata nei libri sul frontespizio o sull'ultima pagina, che rappresenta il contrassegno dell'editore    • 2 •   (estens.) l'impresa produttrice, in quanto identificata da un segno: al salone dell'automobile erano rappresentate molte marche    • 3 •   biglietto o gettone rilasciato per poter ritirare gli oggetti depositati in un guardaroba, un bagagliaio e sim.    • 4 •   sorta di francobollo applicato su ricevute e documenti che attesta l'avvenuto pagamento di una tassa, di un contributo: marca da bollo    • 5 •   (non com.) segno, sfregio, cicatrice: per tutto trovarono le brutte e terribili marche della pestilenza  (manzoni p. s.  xxxi)    • 6 •   (fig.) carattere, impronta: umorismo di chiara marca inglese    • 7 •   in sartoria, il punto della cucitura che unisce il modello di carta alla stoffa da tagliare: segnare le marche    • 8 •   (ling.) caratteristica distintiva posseduta da un'unità linguistica: la marca della sonorità oppone il fonema / b / al fonema / p /. 
marca   (2) s.f.    • 1 •   nell'impero carolingio, territorio di frontiera; il termine sopravvive oggi nella toponomastica: marca trevigiana; le marche    • 2 •   (ant.) regione, plaga: parlare in modo soave e benigno, / qual non si sente in questa mortal marca  (dante purg.  xix, 44-45).
marcamento   s.m.  nel calcio e in altri giochi a squadre, azione di controllo e di sorveglianza che si esercita su un avversario o su una zona del campo: marcamento a uomo, a zona. 
marcantonio   s.m.  [f. -a] (scherz.) persona alta e robusta: un bel pezzo di marcantonio. 
marcapezzi   s.m.  e f. invar.  chi marca prodotti industriali; marcatore.
marcapiano   s.m.  [pl. -ni] striscia colorata o in rilievo che, sulla parete esterna di una casa, indica il limite tra un piano e l'altro.
marcapunto   o marcapunti, s.m.  [pl. invar.  o -ti] arnese da calzolaio con una rotellina dentata che serve a segnare i punti da dare sulla suola delle scarpe.
marcare   v. tr.  [io marco, tu marchi ecc.]    • 1 •   segnare qualcosa con una marca o un marchio: marcare la biancheria; marcare le pecore  | marcare visita, nel gergo militare, dichiararsi ammalato, chiedendo di essere visitato dal medico    • 2 •   nell'uso tecnico e scientifico, segnare una misura, effettuare il rilevamento di un dato: marcare l'ora, la temperatura    • 3 •   nel linguaggio sportivo, controllare, sorvegliare un avversario o una zona del campo (anche assol.): marcare a uomo, a zona; marcare bene, male, stretto  | realizzare, segnare una rete o un punto a proprio favore (anche assol.): marcare un goal; marcare due volte    • 4 •   (fig.) rendere qualcosa più visibile, più accentuata: marcare le linee di un disegno    • 5 •   nella caccia, segnalare la presenza di selvaggina.
marcasite   o marcassite, s.f.  minerale lucido e compatto costituito da solfuri di ferro, usato in oreficeria e bigiotteria.
marcatempo   s.m. invar.    • 1 •   [anche f.] in una produzione industriale, chi è addetto al controllo dei tempi di lavorazione    • 2 •   apparecchio che registra gli intervalli di tempo (p. e. il tempo impiegato a compiere un'operazione) | anche agg. invar.  : orologio marcatempo, quello che timbra l'ora di entrata e di uscita sui cartellini dei lavoratori dipendenti.
marcato   part. pass.  di marcare   agg.    • 1 •   segnato con un marchio    • 2 •   rilevato, accentuato: lineamenti marcati; parla con marcato accento veneto  | elemento marcato, (chim.) elemento radioattivo, quindi facilmente identificabile, che viene inserito in molecole per seguire processi e trasformazioni chimiche o biologiche    • 3 •   (ling.) si dice di unità che possiede una particolare marca § marcatamente avv.  in modo rilevato, evidente: una ragazza dai tratti marcatamente nordici. 
marcatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi marca; in partic., in una produzione industriale, chi è addetto a marcare i prodotti    • 2 •   nel calcio e in altri sport di squadra, giocatore che realizza un goal, un punto | giocatore che marca un avversario.
marcatura   s.f.    • 1 •   il marcare, l'essere marcato; marca    • 2 •   (sport) marcamento | goal, punto segnato.
marcescente   agg.  (lett.) che marcisce (anche fig.).
marcescenza   s.f.  (lett.) l'essere marcescente (anche fig.).
marcescibile   agg.  (lett.) che può marcire.
march    ⇨ marsc'.
marchesa   s.f.  signora titolare di una marca; anche, moglie di un marchese.
marchesana   s.f.    • 1 •   (ant.) marchesa: il re e la marchesana ad una tavola sedettero  (boccaccio dec.  i, 5)    • 2 •   antica moneta emessa dagli estensi, marchesi di ferrara, e dai gonzaga, marchesi di mantova.
marchesato   s.m.    • 1 •   grado e titolo di marchese    • 2 •   territorio soggetto a un marchese    • 3 •   (non com.) famiglia marchionale | l'insieme dei marchesi.
marchese   (1) s.m.    • 1 •   nell'ordinamento feudale, titolare di una marca    • 2 •   titolo che nella gerarchia nobiliare precede quello di conte e segue quello di duca.
marchese   (2) s.m.  (pop.) mestruo.
marchesina   s.f.  figlia giovane o nubile di un marchese.
marchesino   s.m.  giovane figlio di un marchese.
marchetta   s.f.    • 1 •   marca usata in passato per comprovare il versamento di contributi assicurativi    • 2 •   (pop.) nelle case di tolleranza, gettone che le prostitute ricevevano per ogni prestazione | (estens.) la prestazione stessa e il guadagno ottenutone: fare marchette, esercitare la prostituzione    • 3 •   (volg.) uomo che si prostituisce in rapporti omosessuali.
marchettara   s.f.  (roman. volg.) prostituta.
marchettaro   s.m.  (roman. volg.) omosessuale che si prostituisce.
marchiano   agg.  grosso, eccessivo: errore marchiano. 
marchiare   v. tr.  [io màrchio ecc.] contrassegnare con un marchio (anche fig.): marchiare le bestie; marchiare d'infamia. 
marchiatore   s.m.  [f. -trice] chi marchia, chi appone marchi.
marchiatura   s.f.  il marchiare, l'essere marchiato.
marchigiano   agg.  delle marche  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo delle marche    • 2 •   famiglia di dialetti parlati nelle marche.
marchingegno   s.m.    • 1 •   apparecchio, meccanismo, dispositivo complicato, di cui è difficile capire il funzionamento o lo scopo    • 2 •   (fig.) trovata, espediente efficace, anche se astruso.
marchio   s.m.    • 1 •   segno impresso su un oggetto o su un animale per distinguerlo dagli altri; lo strumento con cui si imprime tale segno: marchio a fuoco    • 2 •   segno che un tempo veniva impresso a fuoco sulla fronte o sulle spalle di chi si era macchiato di gravi delitti: marchio d'infamia  | (fig.) indice caratteristico, riconoscibile, incancellabile di una qualità morale o intellettuale: il marchio del traditore; questo è il marchio del suo genio    • 3 •   denominazione commerciale o emblema distintivo di una merce: marchio di fabbrica; marchio registrato, quello depositato, la cui imitazione o contraffazione è vietata dalla legge; marchio di qualità, quello che attesta la conformità di un prodotto a determinate norme; marchio di forma, quello costituito dalla forma particolare del contenitore del prodotto.
marchionale   agg.  di, da marchese: insegna, feudo marchionale. 
marcia   (1) s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   il marciare: mettersi in marcia  | a marce forzate, a grandi tappe, con poche soste (anche fig.): la discussione alla camera procede a marce forzate    • 2 •   (sport) specialità dell'atletica leggera, che si differenzia dalla corsa in quanto un piede deve sempre essere a contatto col suolo    • 3 •   (estens.) manifestazione pubblica organizzata in forma di corteo: la marcia contro la fame nel mondo  | marcia su roma, spedizione armata, con destinazione roma, organizzata dai fascisti nel 1922 per imporre un governo guidato da b. mussolini    • 4 •   (mus.) composizione strumentale di ritmo marcato in due o quattro tempi: la marcia trionfale dell'«aida»; marcia funebre, nuziale, destinata ad accompagnare un corteo funebre, nuziale | pezzo musicale con cui si accompagna e si regola il passo della marcia, spec. di soldati: la marcia del reggimento.  dim. marcetta    • 5 •   movimento di macchine o di meccanismi: un orologio dalla grande precisione di marcia  | funzionamento di impianti industriali: mettere in marcia la nuova rotativa    • 6 •   in un veicolo a motore, velocità corrispondente ai vari rapporti di trasmissione; dispositivo azionato dal cambio di velocità: cambiare marcia; innestare la marcia  | marcia indietro  (o retromarcia), movimento di retrocessione di un veicolo; per estens., l'andare a ritroso; (fig.) il recedere da un proposito: fare marcia indietro  | avere una marcia in più, (fig.) avere capacità nettamente superiori a quelle degli altri, spec. in gare sportive.
marcia   (2) s.f.  (pop.) pus, materia purulenta che si forma in piaghe, ascessi ecc.
marcialonga   s.f.  [pl. marcelonghe] (sport)    • 1 •   gara sciistica di fondo    • 2 •   (estens.) gara podistica di fondo, con grande partecipazione popolare.
marciano   agg.  di san marco evangelista, protettore di venezia | biblioteca marciana, nome della biblioteca nazionale di venezia.
marciapiede   meno com. marciapiedi, s.m.  [pl. invar.  o -di]    • 1 •   parte laterale rialzata della sede stradale, riservata ai pedoni | donna da marciapiede, prostituta; battere il marciapiede, prostituirsi    • 2 •   nelle stazioni ferroviarie, banchina a lato dei binari per il movimento dei viaggiatori    • 3 •   (mar.) nei velieri, cavo trasversale posto sotto ciascun pennone per appoggio del piede dei gabbieri durante il lavoro alle vele.
marciare   v. intr.  [io màrcio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   procedere a passo uniforme e cadenzato (detto spec. di militari); camminare, avanzare con un certo ordine e nella stessa direzione (detto di un gruppo di persone): marciare in riga, in colonna; i dimostranti marciavano in corteo  | far marciare qualcuno, (fig.) farlo rigare diritto; anche, mandarlo via, licenziarlo | marciarci, (region.) cercare di approfittare di una situazione    • 2 •   dirigersi verso un obiettivo (detto spec. di militari): l' esercito marciava sulla, verso la capitale    • 3 •   andare, procedere: gli autobus non possono marciare con le porte aperte  | funzionare: un motore che marcia bene. 
marciatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi marcia; per estens., buon camminatore    • 2 •   atleta che pratica lo sport della marcia.
marcido   agg.    • 1 •   (lett.) marcio (anche fig.)    • 2 •   (fig. ant.) ebbro.
marcime   s.m.  parte della lettiera delle bestie che marcisce e viene utilizzata come letame.
marcimento   s.m.  (non com.) il marcire (anche fig.).
marcio   agg.  [pl. f. -ce, lett. -cie]    • 1 •   che è andato a male, che si è guastato: uova marce; verdura, acqua marcia    • 2 •   (pop.) guasto per infezione, suppurato (detto di parte del corpo)    • 3 •   gonfiato, deteriorato dall'umidità: legno, intonaco marcio    • 4 •   (fig.) corrotto: una società marcia  | con valore di rafforzativo peggiorativo: avere torto marcio, completamente torto  s.m.    • 1 •   la parte marcia di qualcosa: togliere il marcio a una mela    • 2 •   (fig.) corruzione morale, bruttura: c'è del marcio in quella famiglia. 
marcioso   agg.  (lett.) pieno di marcia; purulento, marcio: per tutto cenci, e più ributtanti de' cenci, fasce marciose  (manzoni p. s.  xxxiv).
marcire   v. intr.  [io marcisco, tu marcisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   divenire marcio: la frutta è marcita    • 2 •   (fig.) degradarsi, trascinarsi in una condizione negativa per il corpo e per lo spirito: marcire in prigione; marcire nell'ozio, tra i vizi  | v. tr.  (non com.) far diventare marcio.
marcita   s.f.    • 1 •   (geog.) formazione naturale costituita da prati molto umidi, ricchi di erbe grasse    • 2 •   prato su cui si fa scorrere in continuazione un velo d'acqua per favorire la crescita dell'erba da foraggio.
marcitoio   s.m.  nelle cartiere, vasca nella quale si mettono a macerare gli stracci di cotone o di altre fibre vegetali; maceratoio.
marciume   s.m.    • 1 •   parte marcia di qualcosa; insieme di cose marce; materia marcia    • 2 •   (bot.) degenerazione e imputridimento di tessuti vegetali provocata da funghi o da batteri    • 3 •   (fig.) corruzione morale: il marciume della società. 
marco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   antica misura di peso equivalente in italia a g 250 ca    • 2 •   nome di diverse monete antiche; oggi, unità monetaria della germania.
marco   (2) s.m.  [pl. -chi] (non com.) marca, segno.
marcofilia   s.f.  il collezionare marche da bollo.
marconigrafare   v. tr.  [io marconìgrafo ecc.] (non com.) radiotelegrafare.
marconigrafia   s.f.  (antiq.) radiotelegrafia.
marconigramma   s.m.  [pl. -mi] (antiq.) radiotelegramma.
marconista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto alle radiocomunicazioni.
marconiterapia   s.f.  (med.) applicazione sul corpo del paziente di onde corte, ultracorte e di microonde a scopo terapeutico.
marcorella   s.f.  pianta erbacea di sapore amaro, usata nella medicina popolare come purgante (fam.  euforbiacee).
mardocheo   s.m.  [f. -a] (region.) persona sciocca, inetta.
mare   s.m.    • 1 •   l'insieme delle acque salate che ricoprono la maggior parte della superficie terrestre, circondando le terre emerse; qualsiasi zona di tali acque: la superficie, le coste, gli abissi del mare; mare calmo, burrascoso; viaggiare per mare; paese a mille metri sul livello del mare; mare grosso, in burrasca; mare lungo, a onde lente e distese | tenere, reggere il mare, detto di natante, essere in grado di navigare con relativa facilità anche in acque agitate | alto mare, profondo, lontano dalla costa: essere in alto mare, (fig.) lontano dalla soluzione di un problema, dal compimento di un'opera e sim. | mare territoriale, (dir.) la fascia di mare lungo le coste di uno stato, sottoposta per riconoscimento internazionale alla sovranità dello stato stesso; acque territoriali | mare libero, ogni zona di mare fuori delle acque territoriali e delle sue estensioni internazionalmente riconosciute | forze di mare, (mil.) il complesso degli equipaggi e dei mezzi da guerra che operano sul mare | lupo di mare, esperto navigatore | rompere in mare, (ant.) far naufragio | cercare per mare e per terra, (fig.) dovunque | promettere mari e monti, (fig.) fare grandi promesse | portare acqua al mare, (fig.) fare cosa inutile, superflua | l'acqua va al mare, (fig.) il denaro va a chi già ne possiede | gettare a mare qualcosa  o qualcuno, (fig.) disfarsene, abbandonarlo | goccia nel mare, (fig.) si dice di elemento trascurabile, del tutto insufficiente a modificare una realtà | essere un porto di mare, si dice di città che ha il porto; per estens., di luogo in cui c'è un continuo andirivieni di gente, una gran confusione | frutti di mare, crostacei e molluschi marini commestibili    • 2 •   nelle denominazioni geografiche, zona di mare circondata dalle terre; si contrappone a oceano : mar mediterraneo; mar baltico  | mare chiuso, residuo di mare che, in seguito a fenomeni geologici, non comunica più con un oceano | mare interno, circondato quasi completamente da terre e comunicante con altro mare o con l'oceano soltanto attraverso uno stretto    • 3 •   vasta zona pianeggiante della superficie lunare: mare della serenità    • 4 •   (estens.) ampia distesa: mare d'erba; il deserto è un immenso mare di sabbia  | mare di pietre, (geol.) distesa di pietre situate in pendenza che scivolano lentamente verso il basso    • 5 •   (fig.) gran quantità: un mare di soldi, di parole. 
marea   s.f.    • 1 •   (geog.) alterno e periodico abbassamento e innalzamento del livello del mare per effetto dell'attrazione esercitata dalla luna e, in misura inferiore, dal sole: bassa, alta marea; marea crescente  o montante, decrescente  o discendente  | corrente di marea, quella che si produce là dove il fenomeno delle maree è molto accentuato | marea terrestre, fenomeno analogo alla marea marina, ma di escursione assai minore, che interessa le terre emerse    • 2 •   (estens.) massa liquida o molle: marea di fango    • 3 •   (fig.) grande quantità di cose o di persone, spec. se in movimento: una marea di gente. 
mareggiare   v. intr. impers.  [io maréggio ecc. ; aus. avere] esserci mare agitato: al largo sta già mareggiando | v. intr.    • 1 •   (lett.) agitarsi con onde alquanto grosse, detto del mare    • 2 •   (estens.) muoversi come il mare: la foresta mareggiava sotto lo scirocco    • 3 •   (non com.) nuotare; navigare, viaggiare per mare    • 4 •   (ant.) avere il mal di mare.
mareggiata   s.f.  burrasca di mare e di vento che si abbatte contro la costa.
mareggio   s.m.  (non com.) il mareggiare; movimento ondoso del mare: violento mareggio. 
mare magnum   loc. sost. m. invar.  quantità grande e confusa: un mare magnum di carte. 
maremma   s.f.  (geog.) pianura leggermente ondulata lungo la costa marina, a volte situata sotto il livello del mare e coperta da un velo d'acqua o da paludi | maremma toscana  o, per antonomasia, la maremma, zona costiera compresa tra la toscana meridionale e il lazio settentrionale, un tempo paludosa, oggi bonificata e coltivata intensivamente.
maremmano   agg.    • 1 •   relativo alla maremma; che ha le caratteristiche della maremma: zona maremmana    • 2 •   della maremma toscana | cane maremmano, cane pastore con pelame bianco o fulvo e coda lunga | bovino maremmano, di grande mole, con corna assai ampie e mantello scuro  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della maremma toscana.
maremoto   s.m.  (geog.) sommovimento marino di grande ampiezza, causato da scosse sismiche sottomarine.
marena   s.f.  pesce commestibile d'acqua dolce con corpo fusiforme, pinna dorsale alta e stretta e pinna caudale fortemente incisa (ord.  clupeiformi).
marengo   s.m.  [pl. -ghi] moneta d'oro da venti franchi fatta coniare da napoleone dopo la vittoriosa battaglia di marengo (14 giugno 1800).
mareografo   s.m.  strumento usato per registrare le variazioni del livello marino in un certo periodo di tempo.
mareogramma   s.m.  [pl. -mi] registrazione grafica ottenuta con un mareografo.
marescalco    ⇨ maniscalco.
marescialla   s.f.  moglie del maresciallo | (scherz.) donna autoritaria.
maresciallato   s.m.  (mil.) grado e dignità di maresciallo.
maresciallo   s.m.    • 1 •   in italia, il grado più alto nella gerarchia dei sottufficiali | in alcuni eserciti stranieri, e durante l'epoca fascista anche in italia, il più alto grado di tutta la gerarchia militare: maresciallo di francia; il maresciallo badoglio    • 2 •   nel medioevo, il sovrintendente alle scuderie del re.
marese   s.m.  (ant.) stagno; palude.
maretta   s.f.    • 1 •   il movimento del mare quando il vento lo frange in onde piccole e brevi    • 2 •   (fig.) situazione di nervosismo, di tensione, di malcontento: c'è maretta nel governo, in ufficio. 
marezzare   v. tr.  [io marézzo ecc.] dare il marezzo a qualcosa: marezzare un tessuto, una lastra di metallo. 
marezzato   part. pass.  di marezzare   agg.  variegato, striato: stoffa, seta marezzata  | mantello marezzato, pelame di animale a chiazze di diverso colore.
marezzatura   s.f.  operazione del marezzare; marezzo.
marezzo   s.m.    • 1 •   striatura fitta e irregolare, di colore diverso dal fondo, sul marmo o sul legno    • 2 •   striatura impressa artificialmente su stoffe, lastre di metallo ecc.    • 3 •   intonaco o pittura variegata a imitazione di legno o marmo.
marga   s.f.  (ant.) marna.
margarina   s.f.  grasso alimentare solido emulsionato, di origine vegetale o animale, usato come sostitutivo del burro.
margarinare   v. tr.  mescolare con margarina: margarinare il burro, il formaggio. 
margarita    ⇨ margherita.
margarite   s.f.  (min.) mica calcifera dotata di lucentezza perlacea, diffusa nel tirolo e negli urali.
margherita   ant. o dial. margarita, s.f.    • 1 •   pianta erbacea con infiorescenza a capolino, gialla nel mezzo, circondata da brattee bianche (fam.  composite) | l'infiorescenza stessa: sfogliare la margherita, staccarne i petali, associando a ciascuno di essi alternativamente una risposta negativa e una affermativa (m'ama, non m'ama  e sim.), in modo da avere un responso dall'ultimo che resta; (fig.) essere incerti, irresoluti. dim. margheritina  accr. margheritona    • 2 •   (ant.) perla; pietra preziosa    • 3 •   nel linguaggio dantesco, corpo celeste luminoso; stella, astro: e dentro a la presente margarita / luce la luce di romeo  (dante par.  vi, 127-128); anche, spirito beato, sfavillante di luce: e la maggiore e la più luculenta / di quelle margherite innanzi fessi  (dante par.  xxii, 28-29)    • 4 •   pl.  perline colorate per bigiotteria    • 5 •   in un tipo di stampante elettronica, sfera o disco su cui sono riprodotti in rilievo i caratteri di stampa, che vengono selezionati con movimento rotatorio e premuti sul nastro inchiostrato contro il foglio: stampante a margherita  | usato anche come agg. invar.  nel linguaggio gastronomico: pasta margherita, impasto di farina, uova, burro e zucchero, che costituisce la base per dolci farciti; torta margherita, dolce di pasta margherita, simile al pan di spagna; pizza margherita, con mozzarella e pomodoro.
margheritina   s.f.    • 1 •   pianta erbacea con foglie raccolte in una rosetta basale e fiori a capolino con linguette bianche o rosate, comune nei luoghi erbosi dell'europa e dell'asia occidentale (fam.  composite)    • 2 •   pl.  perline colorate dette anche margherite; conterie.
margheritona   s.f.  pianta erbacea annua con foglie pennate e fiori riuniti in capolini, simili a quelli della margherita, comune nei luoghi coltivati dell'europa e dell'asia occidentale (fam.  composite).
marginale   agg.    • 1 •   del margine; che sta sul margine o ai margini: zona marginale; annotazioni, glosse marginali, sul margine di uno scritto    • 2 •   (estens.) di secondaria importanza: avvenimento, problema marginale  | emarginato: frange marginali della popolazione urbana    • 3 •   (econ.) si dice della variazione di una grandezza rispetto a ogni piccola variazione di un'altra grandezza: costo marginale, l'incremento del costo necessario per ottenere un'unità di prodotto in più impresa marginale, quella che sarebbe costretta a cessare l'attività da un piccolo aumento dei costi o da un piccolo calo dei prezzi; aliquota marginale, aliquota di imposta che si applica sull'ultimo scaglione di reddito tassabile § marginalmente avv.  ai margini, in margine | in modo indiretto, secondario: un aspetto che tocca marginalmente la questione; notare marginalmente, di sfuggita, per inciso.
marginalia   s.m. pl.  osservazioni, appunti brevi, come note scritte sul margine di una pagina; anche, titolo di saggi che affrontino aspetti secondari di una questione.
marginalismo   s.m.    • 1 •   (non com.) marginalità    • 2 •   (econ.) metodo di analisi che si basa sul confronto di grandezze marginali | scuola economica affermatasi a partire dal 1870, che sostiene un'interpretazione soggettiva del valore, identificato con l'utilità marginale.
marginalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (econ.) chi segue, chi propugna le teorie economiche del marginalismo | usato anche come agg.  nel sign. di marginalistico. 
marginalistico   agg.  [pl. m. -ci] (econ.) relativo al marginalismo, ai marginalisti.
marginalità   s.f.  carattere marginale, secondario, accessorio.
marginalizzare   v. tr.  mettere ai margini; emarginare, estromettere.
marginare   v. tr.  [io màrgino ecc.] in tipografia e in dattilografia, fare, stabilire i margini di una pagina, di un foglio e sim.
marginatore   s.m.    • 1 •   nelle macchine per scrivere tradizionali, ciascuno dei due dispositivi scorrevoli che servono a fissare i margini laterali del testo    • 2 •   (tip.) nella composizione a piombo, la squadra usata per marginare la pagina    • 3 •   (foto.) nella preparazione di ingrandimenti fotografici, apparecchio utilizzato per tenere disteso il foglio di carta sensibile e contornarlo di un margine bianco.
marginatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del marginare: marginatura di una pagina, di una fotografia    • 2 •   (tip.) l'insieme dei lingotti di piombo usati nella composizione a caldo per costituire i margini tra le pagine sulla forma tipografica.
margine   ant. o poet. margo, s.m.    • 1 •   la parte estrema di una superficie: il margine di un fosso; il margine di una ferita, il labbro | vivere ai margini della società, (fig.) essere emarginati, non inseriti nella comune vita sociale; anche, vivere di espedienti, senza un mestiere preciso    • 2 •   nei fogli scritti o nelle pagine stampate, lo spazio bianco che si lascia sui quattro lati: scrivere delle annotazioni in margine, per lo più sul margine laterale esterno | in margine, (fig.) relativamente agli aspetti secondari: in margine al congresso; osservazioni in margine    • 3 •   (fig.) quantità di tempo, spazio, denaro ecc. che supera lo stretto necessario: ci sono buoni margini di manovra, di azione  | differenza tra ricavi e costi: lavoro che assicura un largo margine di guadagno; margine di contribuzione, differenza tra i ricavi di un singolo prodotto e i costi ad esso direttamente attribuibili    • 4 •   (tip.) ciascun lingotto di piombo usato per la marginatura nella composizione a caldo.
margotta   s.f.  (agr.) tecnica di riproduzione artificiale delle piante che consiste nel curvare e ricoprire un ramo della pianta madre con terra umida finché ne germoglino radici | (estens.) il ramo adoperato per tale operazione.
margottare   v. tr.  [io margòtto ecc.] (agr.) far riprodurre piante con la tecnica della margotta.
margraviato   s.m.  titolo, dignità di margravio; territorio soggetto a un margravio.
margravio   s.m.  nel medioevo, feudatario germanico corrispondente al marchese dei paesi latini.
mariano   agg.  di maria vergine: mese mariano, il mese di maggio, in quanto consacrato alla vergine; congregazioni mariane, che praticano una speciale devozione a maria vergine.
marijuana   o marihuana, s.f. invar.  droga costituita dalle foglie della canapa indiana, che, seccate e triturate, si fumano in un'apposita pipa o avvolte in cartine da sigaretta.
marimba   s.f.  (mus.) strumento a percussione, di origine africana, composto di tavolette di legno duro, di misure differenti, munite di risonatori (per lo più zucche vuote).
marimettere    ⇨ manimettere.
marina   s.f.    • 1 •   l'aspetto, la superficie del mare vicino alla costa; la striscia di terra e anche la regione situata vicino al mare: marina serena, chiara; la marina veneta; passeggiare sulla marina; navigare lungo la marina  | marina marina, (ant.) costeggiando: passò a brandizio e quindi, marina marina, si condusse infino a trani  (boccaccio dec.  ii, 4)    • 2 •   quadro raffigurante una veduta di mare: un pittore di marine    • 3 •   il complesso delle persone e degli enti addetti alla navigazione; l'insieme delle navi e delle attrezzature relative alla navigazione: marina mercantile, militare; ufficiale di marina; ministero della marina; marina giapponese, italiana. 
marinaio   s.m.    • 1 •   persona che svolge la propria attività a bordo di una nave; esperto uomo di mare: fare il marinaio  | promessa da marinaio, (fig.) che non sarà mantenuta | marinaio d'acqua dolce, (scherz.) si dice di chi, come marinaio, si mostra inesperto o incapace | prov.  : il buon marinaio si conosce al cattivo tempo    • 2 •   militare di marina non graduato.
marinara   s.f.    • 1 •   abito, spec. infantile, che nella foggia e nei colori ricorda l'uniforme dei marinai; era in uso soprattutto nei primi decenni del novecento: indossare la marinara    • 2 •   cappello di paglia con la tesa rialzata e con nastro di tela, simile a quello che portavano un tempo i marinai.
marinare   v. tr.  (gastr.) immergere il pesce, precedentemente fritto o arrostito, in un infuso di aceto e spezie per aromatizzarlo o conservarlo; far macerare in aceto o vino aromatizzato carni crude, spec. selvaggina, per meglio frollarle o per togliere l'odore di selvatico | marinare la scuola, (fig.) fare vacanza senza autorizzazione, non andare a scuola.
marinaresca   s.f.    • 1 •   (ant.) l'equipaggio di una nave    • 2 •   (mus.) composizione vocale o strumentale di carattere popolaresco, a imitazione dei canti dei marinai.
marinaresco   agg.  [pl. m. -schi] di, da marinaio; che riguarda la navigazione o la vita sul mare: gergo marinaresco; arte marinaresca  § marinarescamente avv. 
marinaretto   s.m.    • 1 •   marinaio molto giovane | allievo delle scuole nautiche    • 2 •   [f. -a] bambino vestito alla marinara.
marinaro   agg.  di mare, relativo al mare; che si riferisce ai marinai: città marinara; le repubbliche marinare; vita marinara  | alla marinara, secondo l'uso dei marinai, detto spec. di preparazioni culinarie a base di pesce o di particolari fogge d'abito: spaghetti, zuppa alla marinara; colletto, blusa, vestito alla marinara; nuotare alla marinara, muovendo alternativamente fuori dell'acqua le braccia piegate ad arco  s.m.  (dial.) marinaio.
marinata   s.f.  (gastr.) infuso di aceto e spezie che si usa per marinare le vivande.
marinato   part. pass.  di marinare   agg.  nei sign. del verbo: acciughe marinate  | fritto e marinato, (fig.) ridotto a mal partito, conciato per le feste.
marinatura   s.f.  preparazione di carni o pesci marinati, spec. nell'industria alimentare.
marine   s.m. invar.  soldato americano o inglese di una speciale truppa di fanteria di marina, impiegata negli sbarchi e in azioni particolarmente impegnative.
marineria   s.f.    • 1 •   marina | in partic., l'insieme degli uomini, delle navi, dei mezzi della marina militare di uno stato: le glorie della marineria inglese    • 2 •   (ant.) l'arte della navigazione.
marinismo   s.m.  lo stile letterario di g. b. marino (1569-1625) e dei suoi seguaci e imitatori, caratterizzato da una strenua ricercatezza formale e dallo sfoggio di ardite immagini e metafore.
marinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace o imitatore di g. b. marino e del suo stile letterario.
marinistico   agg.  [pl. m. -ci] del marinismo, ispirato al marinismo.
marino   (1) agg.  di mare, relativo al mare: acqua, corrente marina; flora, fauna marina, che vive nel mare; città marina, situata sulla riva del mare; vento marino, vento che soffia dal mare | color blu marino, colore blu scuro, come quello delle divise dei marinai.
marino   (2) s.m.  vino bianco secco da pasto prodotto nella zona di marino, località dei colli albani.
marioleria   s.f.    • 1 •   l'essere mariolo    • 2 •   azione da mariolo.
mariolesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) da mariolo; degno di un mariolo § mariolescamente avv. 
mariolo   lett. mariuolo, s.m.  [f. -a]    • 1 •   (antiq.) persona disonesta    • 2 •   (scherz.) bambino irrequieto e disubbidiente.
mariologia   s.f.  parte della teologia cattolica che ha per oggetto di studio maria, madre di gesù, e il culto a lei tributato.
mariologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] esperto, studioso di mariologia.
marionetta   s.f.    • 1 •   fantoccio snodato, per lo più di legno o di cartapesta, azionato dall'alto sulla scena di appositi teatrini dal marionettista, mediante fili collegati con il capo e con gli arti: teatrino delle marionette  | sembrare una marionetta, si dice di chi si muove rigidamente e a scatti    • 2 •   (fig.) chi agisce meccanicamente eseguendo ordini altrui, senza convinzioni personali: essere una marionetta nelle mani di qualcuno  | far la marionetta, comportarsi in modo poco serio, senza dignità.
marionettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi allestisce e cura spettacoli di marionette; chi manovra i fili delle marionette.
marionettistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alle marionette o al teatro delle marionette: spettacolo marionettistico. 
mariscalco    ⇨ maniscalco.
maritabile   agg.  (non com.) che si può maritare, che è in età da marito: una ragazza maritabile  | (fig.) accoppiabile: la vite è maritabile all'olmo. 
maritaggio   s.m.  (ant.) matrimonio: che mai io non sarò di tal maritaggio contenta  (boccaccio dec.  iii, 9).
maritale   agg.    • 1 •   proprio del marito, che riguarda il marito: diritti, doveri maritali    • 2 •   (lett.) coniugale: s'e intatte / son queste membra e 'l marital mio letto  (tasso g. l.  xii, 27) § maritalmente avv.  come marito e moglie: convivere maritalmente. 
maritamento   s.m.  (ant. rar.) matrimonio, nozze.
maritare   v. tr.    • 1 •   dare marito a una donna, farla sposare: maritare una figlia a, con qualcuno  | (estens.) unire in matrimonio: «lei ha intenzione di maritar domani renzo tramaglino e lucia mondella!»  (manzoni p. s.  i)    • 2 •   (ant.) promettere in sposa    • 3 •   (fig.) unire, accoppiare: maritare la vite all'olmo  | maritarsi v. rifl.  andare sposa, prendere marito; per estens., riferito all'uomo, prendere moglie: maritarsi molto giovane  | v. rifl.  unirsi in matrimonio: si mariteranno presto. 
maritato   part. pass.  di maritare   agg.    • 1 •   che ha marito: una donna maritata    • 2 •   (gastr.) si dice di vivanda preparata con più ingredienti: frittata maritata, con ripieno; minestra maritata, tipico piatto napoletano, con brodo di varie carni, pasta e verdure.
marito   s.m.    • 1 •   uomo sposato, considerato in relazione alla moglie: essere marito e moglie; aver marito, essere sposata; prendere marito, sposarsi; essere divisa, separata dal marito  | andare a marito, (ant.) sposarsi | da marito, in età da marito, si dice di ragazza in età per sposarsi. dim. maritino, marituccio  accr. maritone  pegg. maritaccio    • 2 •   (agr.) pianta che funge da sostegno alla vite (olmo, gelso ecc.)    • 3 •   (region.) scaldino.
maritozzo   s.m.  dolce di pasta lievitata a forma di panino ovale, condito con uva passa e pinoli, e cotto in forno.
marittimo   agg.    • 1 •   del mare, che ha attinenza col mare: città marittima; industrie marittime; stazione marittima  | clima marittimo, clima con estate relativamente fresca e inverno mite, caratteristico delle regioni prossime al mare    • 2 •   che si svolge sul mare: commercio marittimo; guerra marittima   s.m.  chi appartiene alla gente di mare; chi svolge un'attività nell'ambito della marina mercantile: sciopero dei marittimi. 
mariuolo    ⇨ mariolo.
marker   s.m. invar.    • 1 •   evidenziatore    • 2 •   (med.) contrassegno biologico in grado di fissarsi a determinate cellule in modo da renderle riconoscibili a fini diagnostici o di ricerca.
market   s.m. invar.  mercato, luogo di vendita; in partic., supermercato.
marketing   s.m. invar.  attività dell'impresa volta all'uso sistematico dei fattori (caratteristiche del prodotto, prezzo, campagne di pubblicità e promozionali, distribuzione) che permettono la migliore commercializzazione dei beni e dei servizi offerti : ricerca di marketing  | marketing mix, la combinazione appropriata dei fattori stessi.
markka   s.m. invar.  unità monetaria della finlandia.
markor   s.m. invar.  grosso caprino selvatico con corna spiraliformi che vive in afghanistan, kashmir, beluchistan (fam.  bovidi).
mark up   s.m. invar.  (econ.) criterio per la formazione del prezzo nei mercati non concorrenziali, consistente nell'aggiungere al costo totale unitario di produzione un margine di profitto.
marmaglia   o maramaglia, s.f.    • 1 •   insieme di gente spregevole    • 2 •   (scherz.) gruppo chiassoso di bambini o ragazzi    • 3 •   (lett.) quantità disordinata, intrico: una marmaglia d'ortiche, di felci, di logli, di gramigne  (manzoni p. s.  xxxii).
marmellata   s.f.  conserva di polpa di frutta cotta con zucchero: marmellata di ciliege, di albicocche. 
marmetta   s.f.  (edil.) mattonella di graniglia usata per pavimentazioni. accr. marmettone  (m.).
marmettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fabbrica marmette.
marmifero   agg.    • 1 •   che contiene marmo; che abbonda di marmo: cava marmifera; terreno marmifero    • 2 •   che si riferisce all'estrazione e alla lavorazione del marmo: produzione marmifera. 
marmino   s.m.  (non com.) pezzo di marmo o di altro materiale che si mette a terra davanti al battente di una porta per tenerla aperta.
marmista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi scolpisce, chi lavora il marmo    • 2 •   chi vende marmi.
marmitta   s.f.    • 1 •   grosso recipiente di cucina; in partic., quello in cui si cuoce il rancio per i soldati. dim. marmittina  accr. marmittona    • 2 •   (aut.) parte terminale del tubo di scappamento dei motori a combustione interna, che ha funzione di silenziatore: marmitta catalitica, che ha in aggiunta un catalizzatore per la depurazione dei gas di scarico, in modo da ridurre l'effetto inquinante    • 3 •   marmitta dei giganti, (geol.) cavità, a forma di cupola rovesciata, prodotta nella roccia dal moto vorticoso delle acque di un torrente o dai sassi trasportati da un ghiacciaio.
marmittone   s.m.  (scherz.) soldato ingenuo e impacciato, spesso oggetto di scherzi e canzonature da parte dei compagni più anziani.
marmo   lett. marmore [màr-mo-re], s.m.    • 1 •   calcare cristallino di vario colore, più o meno venato, che deve la sua struttura a fenomeni di metamorfismo; genericamente, ogni tipo di roccia suscettibile di lucidatura, usato per rivestimenti e decorazioni: marmo di carrara, marmo rosso di verona; marmo levigato, grezzo, lavorato; blocco, statua di marmo  | duro come il marmo, durissimo | freddo come il marmo, gelido | essere di marmo, avere il cuore di marmo, (fig.) essere duro, insensibile | restare di marmo, (fig.) stupefatto o impassibile | essere inciso, scolpito nel marmo, (fig.) si dice di avvenimento indimenticabile    • 2 •   (estens.) oggetto artistico ottenuto dalla lavorazione del marmo; in partic., scultura, tomba, lapide: i marmi del partenone; una raccolta di marmi greci. 
marmocchio   s.m.  [f. -a] (scherz.) bambino: una nidiata di marmocchi.  dim. marmocchietto. 
marmolaio   s.m.  [f. -a] (region.) marmista.
marmoraria   s.f.  arte di lavorare il marmo.
marmorario   s.m.    • 1 •   marmista    • 2 •   (ant.) scultore.
marmore    ⇨ marmo.
marmoreo   agg.    • 1 •   di marmo: lapide marmorea    • 2 •   (fig.) che sembra avere le qualità proprie del marmo: durezza, impassibilità marmorea  § marmoreamente avv.  (non com.) alla maniera del marmo, in modo simile a marmo.
marmorizzare   v. tr.  dare apparenza di marmo; riprodurre, con vernici o altri mezzi, venature e macchie caratteristiche di alcuni marmi.
marmorizzato   part. pass.  di marmorizzare   agg.  caratterizzato da venature simili a quelle del marmo: legno marmorizzato; carta marmorizzata. 
marmorizzatura   s.f.  marmorizzazione.
marmorizzazione   s.f.  l'operazione del marmorizzare.
marmosa   s.f.  (zool.) genere di mammiferi marsupiali, simili al topo, con coda prensile molto lunga e orecchie grandi prive di pelo; diffusi nell'america meridionale, hanno abitudini notturne e sono onnivori (fam.  didelfidi).
marmotta   s.f.    • 1 •   mammifero roditore con testa grossa, zampe corte e armate di forti unghie, folto pelo grigio-rossastro; cacciato per la carne, il grasso e la pelliccia, vive in zone di montagna (alpi, carpazi, pirenei) e passa l'inverno in letargo (fam. sciuridi) | dormire come una marmotta, (fig.) a lungo, profondamente    • 2 •   (fig. fam.) persona dormigliona, pigra o lenta. dim. marmottina, marmottino  (m.) accr. marmottona, marmottone  (m.)    • 3 •   nelle ferrovie, segnale basso di scambio costituito da un fanale girevole attorno a un asse, che indica da una parte la via libera e dall'altra la via occupata.
marna   s.f.  roccia sedimentaria grigio-giallastra a grana fine, formata da calcare e argilla; è usata per la preparazione di cementi, di calci idrauliche e, in agricoltura, per la correzione di terreni poveri di calcio o argilla o caratterizzati da eccessiva acidità.
marnare   v. tr.  l'operazione della marnatura.
marnatura   s.f.  (agr.) somministrazione di marne al terreno, allo scopo di diminuirne l'acidità.
marnoso   agg.  ricco di marna: terreno marnoso; argilla marnosa. 
marò   s.m. invar.  nel gergo della marina militare, marinaio.
marocca   s.f.  (geol.) accumulo detritico che si forma in seguito a fenomeni glaciali.
marocchinare   v. tr.  conciare la pelle di capra in modo da farne marocchino; per estens., dare a un tessuto o ad altro materiale l'aspetto del marocchino.
marocchinatura   s.f.  l'operazione del marocchinare.
marocchineria   s.f.  (spec. pl.) oggetto di marocchino o lavorato secondo le tecniche originarie del marocco.
marocchino   (1) ant. marrocchino, agg.  del marocco  s.m.  [f. -a] abitante, nativo del marocco.
marocchino   (2) s.m.    • 1 •   cuoio pregiato ricavato dalla pelle di capra conciata con trattamenti vegetali, punteggiata e variamente colorata    • 2 •   tonalità di rosso intenso, frequente in tali pelli.
marogna   s.f.  (milan.) scorie prodotte dalla combustione del carbone fossile. dim. marognetta. 
maronita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] membro della chiesa cattolica orientale di rito siro-antiocheno del libano, fondata nel sec. v dai discepoli del monaco san giovanni marone | anche agg.  : cristiani maroniti. 
maroso   s.m.  (spec. pl.) ondata di mare tempestoso: l'imbarcazione fu travolta dai marosi. 
marpione   s.m.  [f. -a] (fam.) individuo furbo, capace di approfittare di ogni situazione favorevole senza dare nell'occhio.
marquise   s.f. invar.    • 1 •   poltrona bassa a due posti, tipica del xviii sec.    • 2 •   tenda per finestra avvolgibile    • 3 •   taglio di pietra preziosa di forma ovale, appuntita alle estremità    • 4 •   dolce al cioccolato.
marquisette   s.f.    • 1 •   tessuto a garza, trasparente e rado, con un disegno a pallini intessuti, usato spec. per tendaggi    • 2 •   tenda avvolgibile per finestra.
marra   s.f.    • 1 •   sorta di zappa, con ferro più corto e più leggero, per lavorare superficialmente il terreno o per rimestare la calcina. dim. marretta, marrettina    • 2 •   (mar.) estremità appuntita dei bracci di un'ancora.
marrana   s.f.  a roma, fiumiciattolo o canale di scolo in cui le acque fluiscono lentamente, a cielo aperto.
marrancio   s.m.  grosso coltello usato dai macellai per squartare.
marrano   (1) s.m.    • 1 •   (ant.) appellativo ingiurioso rivolto dagli spagnoli ai musulmani e agli ebrei convertiti al cristianesimo    • 2 •   (lett.) chi manca di parola    • 3 •   persona zotica, villana (anche scherz.).
marrano   (2)  ⇨ marano.
marranzano   s.m.  sorta di scacciapensieri usato in sicilia.
marrocchino    ⇨ marocchino 1.
marronata   s.f.  (pop.) errore madornale.
marrone   (1) s.m.    • 1 •   varietà di castagno; il frutto di tale albero | marroni canditi, i frutti lessati e ricoperti di glassa; marron glac.é dim. marroncino    • 2 •   il colore del guscio della castagna    • 3 •   (volg.) testicolo    • 4 •   (pop.) errore, sbaglio madornale  agg.  [pl. invar.  o -ni] che ha il colore del guscio della castagna: un abito marrone; scarpe marrone  (o marroni).
marrone   (2) s.m.    • 1 •   guida di montagna    • 2 •   animale che guida il branco | animale da tiro molto docile che si aggioga con uno giovane ancora da addestrare.
marron glacé   loc. sost. m. invar.  marrone candito.
marrovescio    ⇨ manrovescio.
marrubio   s.m.  pianta erbacea con fusto e foglie lanosi e fiori bianchi raccolti in spighe (fam.  labiate).
marruca   s.f.  pianta arbustacea con rami spinosi, foglie ovali e piccoli fiori gialli; originaria delle regioni mediterranee, viene coltivata per fare siepi (fam.  ramnacee).
marsala   s.m. invar.  [pop. anche s.f.] vino profumato, ad alta gradazione alcolica, di colore giallo intenso tendente al marrone, prodotto nei dintorni della omonima città siciliana: marsala all'uovo, con aggiunta di tuorlo d'uovo.
marsalare   v. tr.  conferire a un vino fragranza e sapore di marsala | v. intr.  [aus. essere], marsalarsi v. rifl.  acquisire le caratteristiche organolettiche del marsala, detto in partic. di vino bianco o rosato troppo vecchio o non ben conservato.
marsc'   o marc', march, marsch, inter.  comando d'inizio d'una marcia: avanti, marsc'!; in fila per tre, marsc'!  | (scherz.) si usa per sollecitare qualcuno a fare qualcosa: subito a fare i compiti, marsc'!. 
marsicano   agg.  della marsica, regione dell'abruzzo | orso marsicano, varietà di orso bruno tipica dell'appennino, ora in via d'estinzione.
marsigliese   agg.  di marsiglia  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi abita o è nato a marsiglia    • 2 •   dialetto della regione di marsiglia | s.f.    • 1 •   inno nazionale francese composto nel 1792 come canto dei volontari marsigliesi    • 2 •   (tegola) marsigliese, tipo di tegola piana a bordi rialzati, con scanalature sui lati che permettono l'incastro tra gli elementi.
marsilia   o marsilea, s.f.  pianta erbacea con foglie dal lungo peduncolo composte di quattro foglioline; è detta anche quadrifoglio acquatico, poiché è diffusa nelle zone paludose (fam.  marsiliacee).
marsiliacee   o marsileacee [mar-si-le-à-ce-e], s.f. pl.  (bot.) famiglia di felci acquatiche, diffuse su terreni acquitrinosi | sing.  [-a] ogni felce appartenente a tale famiglia.
marsina   s.f.  abito maschile da cerimonia nero a falde strette.
marsovino   o marsuino [mar-su-ì-no], s.m.  (zool.) focena.
marsupiale   agg.  del marsupio, che concerne il marsupio | ossa marsupiali, quelle che sostengono il ripiegamento del marsupio.
marsupiali   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi le cui femmine portano i neonati in una caratteristica tasca ventrale (marsupio) o se li caricano sul dorso; vi appartengono il canguro e l'opossum | sing.  [-e] ogni mammifero di tale ordine.
marsupializzazione   s.f.  (med.) tecnica chirurgica consistente nel suturare al margine della ferita operatoria il bordo della cavità creata dall'asportazione incompleta di una cisti addominale, formando così una sorta di tasca da lasciare aperta fino a guarigione.
marsupio   s.m.    • 1 •   (zool.) borsa ventrale aperta all'esterno, in cui le femmine dei marsupiali tengono i neonati per tutto il periodo dell'allattamento    • 2 •   (estens.) sacca da appendere al collo per trasportare un bambino piccolo mantenendo le braccia libere    • 3 •   borsetta a tasca dotata di una cintura che la tiene legata alla vita    • 4 •   (scherz.) gruzzolo, piccola somma di denaro.
martagone   s.m.  pianta erbacea montana con fiori simili a piccoli gigli di color rosa macchiati di scuro (fam.  liliacee).
marte   s.m.    • 1 •   (lett.) guerra | campo di marte, piazza d'armi    • 2 •   (ant.) martedì | prov.  : né di venere né di marte non si sposa, non si parte, non si dà principio all'arte    • 3 •   marte, (astr.) pianeta del sistema solare, il quarto in ordine di distanza dal sole.
martedì   s.m.  il secondo giorno della settimana | martedì grasso, l'ultimo giorno di carnevale.
martellamento   s.m.  il martellare, l'essere martellato (anche fig.): martellamento di domande. 
martellante   part. pres.  di martellare   agg.  incalzante, ripetuto, insistente: una campagna pubblicitaria martellante  § martellantemente avv. 
martellare   v. tr.  [io martèllo ecc.]    • 1 •   lavorare, foggiare a colpi di martello: martellare il ferro incandescente    • 2 •   (fig.) colpire ripetutamente con violenza: martellare le postazioni nemiche; martellare qualcuno di domande  | nel pugilato, attaccare l'avversario con ripetute serie di colpi violenti    • 3 •   (lett.) punire, castigare: e perché men crucciata / la divina vendetta li martelli  (dante inf.  xi, 89-90) | v. intr.  [aus. avere] pulsare violentemente: sentirsi martellare le tempie, il cuore. 
martellata   s.f.    • 1 •   colpo dato con un martello    • 2 •   (fig.) disgrazia grave e improvvisa.
martellato   part. pass.  di martellare   agg.    • 1 •   lavorato o battuto col martello: rame, cuoio martellato    • 2 •   (mus.) nella tecnica pianistica e violinistica, si dice di nota fortemente staccata.
martellatore   s.m.  [f. -trice] chi martella (anche fig.) | in partic., operaio addetto a lavori di martellatura (su pelli, rame, ferro ecc.).
martellatura   s.f.    • 1 •   il martellare, l'essere martellato    • 2 •   nella pratica forestale, marcatura delle piante destinate all'abbattimento eseguita con un martello che imprime una sigla distintiva.
martelletto   s.m.    • 1 •   dim.  di martello    • 2 •   nome generico di elementi meccanici che, azionati come una leva, servono a battere su qualcosa a guisa di martello: martelletto del pianoforte, della macchina per scrivere, del campanello elettrico. 
martelliano   agg.  e s.m.  (metr.) si dice del verso introdotto nella poesia italiana da p. j. martelli (1665-1727), corrispondente al verso alessandrino francese.
martellina   s.f.  attrezzo simile a un martello, di varia forma secondo l'uso al quale è destinato: martellina da impiallacciatore, da muratore, da saldatore. 
martellinare   v. tr.  battere con la martellina; eseguire la martellinatura.
martellinatore   s.m.  operaio addetto alla martellinatura.
martellinatura   s.f.  (tecn.) lavorazione eseguita con una martellina, in partic. su una pietra, allo scopo di creare una superficie rugosa.
martellio   s.m.  un martellare continuo o frequente: il martellio della grandine sul tetto. 
martellista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   nelle ferrovie, chi rincalza le traverse dei binari con uno speciale martello    • 2 •   nelle miniere, chi prepara i fori per le mine o abbatte rocce col martello perforatore    • 3 •   (sport) atleta specializzato nel lancio del martello.
martello   s.m.    • 1 •   attrezzo che serve per battere colpi direttamente su un materiale o un utensile (p. e.  scalpello), costituito da un blocchetto metallico (acciaio, talora ottone o piombo) o di altro materiale (legno ecc.), variamente sagomato e fissato a un manico per lo più di legno: martello da meccanico, da falegname, da calderaio, da calzolaio, da tappezziere, da geologo, da orafo; battere, picchiare col martello; colpo di martello; lavorare di martello.  dim. martelletto, martellino  accr. martellone  pegg. martellaccio    • 2 •   qualsiasi oggetto che abbia forma di martello o uso analogo | martello pneumatico, macchina portatile azionata da aria compressa che produce una percussione continuata; si usa per scavi, demolizioni ecc. | martello della porta, del portone, battente | martello della campana, quello che, negli orologi delle torri, batte sulla campana per suonare le ore | martello d'arme, arma medievale da botta, costituita da un manico e da una testa metallica gener. appuntita | suonare (le campane) a martello, con rintocchi rapidi e regolari, per avvertire di un pericolo imminente    • 3 •   nell'atletica leggera, attrezzo da lancio formato da una sfera metallica a cui è fissato un filo d'acciaio con impugnatura rigida: lancio del martello    • 4 •   (anat.) il più laterale e il più voluminoso degli ossicini dell'orecchio medio    • 5 •   pesce martello, pesce cartilagineo del mediterraneo, simile al pescecane, con grossa testa a forma di martello (ord.  lamniformi)    • 6 •   nel gergo della pallavolo, giocatore dalla schiacciata forte e imprendibile.
martensite   s.f.  (metall.) lega di ferro e carbonio, presente negli acciai temperati.
martinella   s.f.    • 1 •   nel medioevo, la campana che veniva suonata, in caso di guerra, prima dell'inizio dei combattimenti; in battaglia era portata sul carroccio e serviva a dare segnali ai combattenti    • 2 •   (scherz.) il campanello usato dai presidenti della camera e del senato per ottenere il silenzio in aula.
martinetto   o martinello [mar-ti-nèl-lo], s.m.    • 1 •   macchina capace di esercitare una notevole forza con una corsa limitata, usata spec. per sollevare grandi pesi a piccola altezza: martinetto a vite, a cremagliera, idraulico    • 2 •   (mar.) mezzo di spinta usato nel varo delle navi per avviare lo scafo verso l'acqua    • 3 •   (ant.) dispositivo usato per tendere l'arco della balestra.
martingala   s.f.    • 1 •   piccola cintura ornamentale applicata posteriormente a un abito, una giacca o un cappotto, all'altezza della vita    • 2 •   correggia attaccata ai finimenti della bocca e fermata al pettorale del cavallo, per impedirgli di alzare troppo la testa    • 3 •   scommessa multipla sul vincente o sul piazzato di più corse di cavalli | nei giochi d'azzardo, raddoppio progressivo della posta perduta.
martinicca   s.f.  freno a ceppi dei veicoli a trazione animale (carri, carrozze ecc.), azionato manualmente mediante un meccanismo a vite o un sistema di funi e carrucole.
martino   s.m.  pesce di mare simile alla rana pescatrice ma più piccolo e più stretto (ord.  lofiiformi).
martin pescatore   loc. sost. m.  [pl. martin pescatori] piccolo uccello con corpo tozzo, piumaggio a colori smaglianti, becco lungo e dritto e coda corta; si ciba di animali acquatici (ord.  coraciformi).
martirare   v. tr.  (ant.) martirizzare.
martire   (1) s.m.  e f.    • 1 •   nei primi secoli del cristianesimo, chi affrontava consapevolmente le persecuzioni, la tortura e anche la morte pur di non rinnegare la propria fede    • 2 •   (estens.) chi sopporta ogni pena, spesso fino alla morte, in nome della propria fede religiosa, politica o, più in generale, dei propri ideali: i martiri del risorgimento    • 3 •   (estens.) chi si dedica a un'attività affrontando ogni sorta di sacrificio: un martire della scienza    • 4 •   (fig.) chi è afflitto a lungo da grandi dolori fisici e morali; chi è ingiustamente maltrattato: fare una vita da martire  | fare il martire, (scherz.) atteggiarsi a vittima.
martire   (2)  ⇨ martirio.
martirio   ant. o poet. martire [mar-tì-re], martiro [mar-tì-ro], s.m.    • 1 •   la morte o le sofferenze che affronta un martire: palma, corona del martirio; sottoporre qualcuno al martirio; affrontare, subire il martirio    • 2 •   (fig.) sofferenza, dolore: la vita per lui fu un lungo martirio  | (scherz.) con valore iperbolico, fastidio, noia insopportabile: quella conferenza, che martirio!. 
martirizzamento   s.m.  il martirizzare, l'essere martirizzato (spec. fig.).
martirizzare   v. tr.    • 1 •   sottoporre a martirio: san lorenzo fu martirizzato    • 2 •   (fig.) tormentare, torturare, affliggere: lo martirizza con la sua gelosia; smettila di martirizzare quel povero gatto. 
martirizzatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi martirizza.
martiro    ⇨ martirio.
martirologio   s.m.    • 1 •   libro liturgico in cui sono elencati tutti i martiri e i santi che la chiesa celebra giorno per giorno    • 2 •   (estens.) l'insieme di coloro che sono morti per uno stesso ideale: il martirologio della resistenza. 
martora   s.f.  piccolo mammifero carnivoro con corpo lungo e snello, zampe corte, pelliccia bruno-giallognola molto pregiata (fam.  mustelidi) | la pelliccia di tale animale: una giacca di martora. 
martoriamento   s.m.  (non com.) il martoriare, il martoriarsi, l'essere martoriato.
martoriare   v. tr.  [io martòrio ecc.]    • 1 •   (ant.) martirizzare, sottoporre a tortura: un altro gli avrebbe voluti far collare, martoriare, esaminare e domandare  (boccaccio dec.  iii, 2)    • 2 •   (fig.) tormentare, affliggere: martoriare qualcuno con richieste assillanti  | martoriarsi v. rifl.  affliggersi, tormentarsi.
martorio   o martoro, s.m.  (ant.) martirio.
marucelliano   agg.  di f. marucelli (1625-1703), bibliofilo ed erudito fiorentino: biblioteca marucelliana. 
marxiano   agg.  del filosofo tedesco k. marx (1818-1883); che si riferisce al suo pensiero filosofico, politico ed economico § marxianamente avv.  dal punto di vista di marx, secondo marx.
marxismo   s.m.  il complesso delle dottrine economiche, politiche e filosofiche elaborate da k. marx (1818-1883) e f. engels (1820-1895); l'insieme degli indirizzi politico-culturali che si richiamano a tali dottrine.
marxismo-leninismo  marxismo-leninismo s.m.  l'elaborazione teorica e pratica del marxismo fornita da v. i. lenin (1870-1924) | (estens.) teoria e pratica politica che ha per modello tale elaborazione.
marxista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del marxismo | usato anche come agg.  : dottrina marxista. 
marxista-leninista  marxista-leninista agg.  [pl. m. marxisti-leninisti] proprio del marxismo-leninismo; che si ispira alle elaborazioni leniniste del marxismo  s.m.  e f.  seguace del marxismo-leninismo.
marxistico   agg.  [pl. m. -ci] del marxismo, dei marxisti § marxisticamente avv.  dal punto di vista del marxismo; secondo i principi del marxismo.
marza   s.f.  (agr.) ramoscello o tralcio tagliato per essere innestato su un'altra pianta.
marzaiola   s.f.  varietà di anatra selvatica, con capo bruno e piumaggio variopinto, frequente in italia spec. in primavera (ord.  anseriformi).
marzaiolo   lett. marzaiuolo, agg.  (non com.) di marzo.
marzamino   o marzemino, s.m.  vitigno dell'italia settentrionale, che dà uva nera a grani piccoli; anche, il vino rosso ottenuto dalle uve di tale vitigno, prodotto in provincia di trento.
marzapane   s.m.  pasta dolce a base di mandorle pestate, zucchero e albume d'uovo; variamente colorata, ha molti usi in pasticceria: frutta di marzapane. 
marzeggiare   v. intr.  [io marzéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) cambiare continuamente, detto del tempo.
marzemino    ⇨ marzamino.
marziale   agg.    • 1 •   (lett.) che si riferisce a marte, dio della guerra, e, per estens., alla guerra stessa: le madri eran dolenti / de' morti figli al marzial lavoro  (poliziano) | corte marziale, tribunale militare | legge marziale, che conferisce ogni potere all'autorità militare in caso di guerra o di gravi disordini interni | arti marziali, le tecniche tradizionali giapponesi di difesa personale, trasformate modernamente in discipline sportive    • 2 •   (fig.) fiero, energico: avere un aspetto marziale; camminare con passo marziale    • 3 •   (farm.) che è a base di ferro: preparato marziale  § marzialmente avv. 
marzialità   s.f.  l'essere marziale (spec. fig.): la marzialità del suo portamento. 
marziano   agg.  (astr.) relativo al pianeta marte: equatore marziano   s.m.  [f. -a]    • 1 •   ipotetico abitante del pianeta marte; per estens., extraterrestre    • 2 •   (fig. fam.) chi ha capacità o caratteristiche fuori del comune.
marzio   agg.    • 1 •   (lett.) di marte | campo marzio, località sulla riva sinistra del tevere in cui gli antichi romani si esercitavano alle armi    • 2 •   (lett.) marziale, guerresco: sovra spoleto... / o ne la marzia todi  (carducci).
marzo   s.m.  nel calendario gregoriano, il terzo mese dell'anno: marzo pazzerello, così chiamato popolarmente perché caratterizzato da tempo variabile | essere nato di marzo, (scherz.) si dice di persona un po' stravagante.
marzocco   s.m.  [pl. -chi] stemma di firenze, costituito da un leone accasciato che regge uno scudo con giglio.
marzolino   agg.  di marzo: brezza marzolina | (cacio) marzolino, formaggio fatto con latte di pecora o di bufala.
marzuolo   agg.  del mese di marzo; che si semina a marzo: grano marzuolo. 
mas   s.m. invar.  (mar.) potente motoscafo armato di bombe di profondità, lanciasiluri e mitragliera, usato durante la prima guerra mondiale nella caccia veloce al naviglio nemico, spec. ai sommergibili.
mascalcia   s.f.  (lett.) l'arte e, per estens., la bottega del maniscalco.
mascalzonata   s.f.  azione da mascalzone.
mascalzone   s.m.  [f. -a] persona capace di azioni spregevoli o disoneste (anche scherz.): comportarsi da mascalzone; non fare il mascalzone!  dim. mascalzoncino  vezz. mascalzoncello. 
mascara   (1)  ⇨ maschera.
mascara   (2) s.m. invar.  cosmetico liquido o in pasta per colorare le ciglia.
mascarpone   meno com. mascherpone, s.m.  formaggio cremoso di colore bianco, tipico della lombardia, preparato con panna di latte di mucca.
mascella   s.f.    • 1 •   (anat.) ciascuna delle due parti che formano lo scheletro della faccia e in cui sono infissi i denti; in senso stretto, solo quella superiore (l'inferiore è detta propriamente mandibola) | lavorare di mascella, far andare le mascelle, (scherz.) mangiare avidamente. dim. mascelletta, mascellina  accr. mascellona, mascellone  (m.)    • 2 •   spec. pl.  (estens.) ciascuna delle due parti di attrezzi o strumenti come pinze, tenaglie, morse ecc.
mascellare   agg.  (anat.) delle mascelle, relativo alle mascelle: nervo, arteria mascellare   s.m.  (anat.) osso della mascella: mascellare superiore, inferiore. 
maschera   ant. mascara [mà-sca-ra], s.f.    • 1 •   finta testa o finto volto con sembianze umane o animali, che si porta per contraffare il viso a scopo scherzoso, di spettacolo o rituale; un tempo era fatta di cartapesta, di tessuto, di legno ecc., ora soprattutto di plastica, rigida o flessibile | (estens.) striscia di tessuto o di altro materiale con cui si copre la parte superiore del volto: maschera da stregone, da pagliaccio  | essere una maschera di sangue, (fig.) si dice di viso reso irriconoscibile dal sangue che lo ricopre | gettare la maschera, (fig.) rivelarsi per quello che veramente si è | giù la maschera!, (fig.) invito a mostrare le proprie reali intenzioni, cessando di camuffarle. dim. mascheretta, mascherina  accr. mascherona, mascherone  (m.) pegg. mascheraccia    • 2 •   (fig.) finzione, apparenza: l'onestà in lui è solo una maschera    • 3 •   travestimento che ricopre l'intera persona; la persona stessa così travestita: un ballo in maschera; sfilata, corteo di maschere    • 4 •   personaggio fisso, tipo della commedia dell'arte: arlecchino, pulcinella, colombina sono maschere italiane    • 5 •   (fig.) volto dai lineamenti molto espressivi o che rivela efficacemente una determinata condizione fisica e spirituale: un attore dalla maschera eccezionale; il suo volto era la maschera della disperazione    • 6 •   nei locali di spettacolo, inserviente che controlla i biglietti e accompagna gli spettatori al loro posto    • 7 •   (med.) particolare aspetto del viso o del fisico in determinati stati organici; facies: maschera gravidica, nelle gestanti; maschera leonina, negli affetti da lebbra    • 8 •   l'immagine del volto di un defunto ricavata col calco dal cadavere e riprodotta in gesso, bronzo ecc.: maschera funeraria    • 9 •   arnese o apparecchio che si applica al viso a scopo protettivo: maschera da scherma, quella di rete metallica e cuoio usata per difendere il volto dalle stoccate avversarie | maschera subacquea, quella di gomma e vetro usata da chi s'immerge sott'acqua | maschera da, per anestesia, (med.) apparecchio per anestetizzare il paziente prima di un intervento chirurgico | maschera antigas, antipolvere, antismog, dispositivo usato per difendere l'organismo da gas asfissianti, polveri o altre sostanze nocive contenute nell'aria | maschera di bellezza, strato di cosmetici steso sul viso per pulire e tonificare la pelle.
mascheramento   s.m.  il mascherare, il mascherarsi, l'essere mascherato | ciò che serve a mascherare.
mascherare   v. tr.  [io màschero ecc.]    • 1 •   ricoprire con una maschera: mascherarsi il viso  | vestire in maschera; travestire: mascherare i bambini per il carnevale    • 2 •   (estens.) coprire, celare: mascherare l'entrata con una tenda; mascherare una lampadina, schermarla | (fig.) dissimulare sotto falsa apparenza: mascherare un sentimento, i propri difetti    • 3 •   (mil.) sottrarre truppe e mezzi all'osservazione nemica mimetizzandoli | mascherarsi v. rifl.    • 1 •   mettersi la maschera, vestirsi in maschera: mascherarsi da arlecchino, da torero    • 2 •   (fig.) mostrarsi diverso da come si è in realtà: mascherarsi da filantropo. 
mascherata   s.f.    • 1 •   insieme di più persone mascherate    • 2 •   (fig.) messa in scena vistosa e ridicola    • 3 •   (mus.) composizione polifonica che si eseguiva a firenze nel sec. xvi durante gli spettacoli alla corte medicea.
mascherato   part. pass.  di mascherare   agg.  nei sign. del verbo | ballo mascherato, a cui partecipano persone in maschera | carri mascherati, carri allegorici che sfilano per le strade in occasione di feste carnevalesche | corso mascherato, sfilata di maschere e di carri mascherati § mascheratamente avv.  in modo mascherato, in maschera.
mascheratura   s.f.    • 1 •   il mascherare, il mascherarsi, l'essere mascherato | ciò che serve a mascherare    • 2 •   (tip.) nella stampa, procedimento per la modifica e la correzione del contrasto.
mascherina   s.f.    • 1 •   dim.  di maschera  | in partic., mezza maschera che copre il viso dalla fronte al naso    • 2 •   persona, spec. bambino o bambina, vestita in maschera | ti conosco mascherina!, (fam.) si dice a chi vuol nascondere qualche aspetto di sé stesso che si conosce o si ritiene di conoscere bene    • 3 •   macchia di colore diverso sul muso di un animale    • 4 •   parte centrale della tomaia delle scarpe, limitata dai lati e dalla punta, spesso di colore diverso da quello del resto della calzatura    • 5 •   parte della carrozzeria degli autoveicoli che nasconde la presa d'aria del radiatore.
mascherino   s.m.  cane o gatto con parte del muso di colore diverso da quello del resto del corpo.
mascherone   s.m.    • 1 •   accr.  di maschera  | (estens.) volto dai lineamenti distorti, deformati, alterati    • 2 •   ornamento architettonico in forma di grossa faccia deforme o grottesca    • 3 •   schema metrico della melodia di una canzone, riempito da numeri o da parole di fantasia, che serve da guida ai parolieri per comporre i versi del testo.
mascherpone    ⇨ mascarpone.
maschiaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di maschio    • 2 •   (fam. , scherz.) ragazzo irrequieto e turbolento; anche, ragazza dai modi energici, poco curati e simpaticamente esuberanti.
maschiare   v. tr.    • 1 •   (mecc.) eseguire la maschiatura    • 2 •   (ant.) squadrare una lastra di pietra, smussandone angoli e asperità.
maschiatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto alle operazioni di maschiatura.
maschiatrice   s.f.  macchina per eseguire la maschiatura.
maschiatura   s.f.  (mecc.) il filettare un foro per mezzo del maschio.
maschietta   s.f.  ragazza dai modi disinvolti e spigliati | alla maschietta, si dice di acconciatura femminile con capelli corti e lisci.
maschiettare   pop. tosc. mastiettare, v. tr.  [io maschiétto ecc.] (tecn.) fornire di cardini.
maschiettatura   pop. tosc. mastiettatura, s.f.  (tecn.) l'operazione del maschiettare | l'insieme dei cardini di un serramento.
maschietto   (1) s.m.  neonato di sesso maschile; per estens., bambino, ragazzo: ha tre figli, due maschietti e una femminuccia.  dim. maschiettino. 
maschietto   (2) pop. tosc. mastietto, s.m.  (tecn.) cardine per cerniere da serramenti.
maschiezza   s.f.  (non com.) l'essere maschio; virilità | (fig.) fierezza, forza d'animo.
maschile   agg.  di, da maschio: sesso maschile; giacca di taglio maschile  | scuola, classe maschile, frequentata, composta solo da maschi | genere maschile, (gramm.) una delle classi del genere grammaticale  s.m.  (gramm.) il genere maschile § maschilmente avv. 
maschilismo   s.m.  atteggiamento psicologico e culturale fondato sulla presunta superiorità dell'uomo sulla donna; comportamento sociale determinato da tale atteggiamento.
maschilista   agg.  [pl. m. -sti] proprio del maschilismo; che denota maschilismo: atteggiamento, mentalità maschilista   s.m.  e f.  chi sostiene o pratica il maschilismo.
maschilistico   agg.  [pl. m. -ci] maschilista § maschilisticamente avv.  in modo maschilistico, da maschilista.
maschilità   s.f.  l'essere maschio; mascolinità.
maschio   (1) ant. mascolo [mà-sco-lo] o masculo, pop. tosc. mastio, s.m.    • 1 •   nome generico di ogni individuo portatore di gameti maschili: il maschio della tigre  | essere umano di sesso maschile; uomo, bambino: ha due figli, un maschio e una femmina.  dim. maschietto  accr. maschione, maschiotto  pegg. maschiaccio    • 2 •   (mecc.) pezzo o estremità di un pezzo di forma tale da entrare nell'incavo corrispondente di un altro pezzo: collegamento a maschio e femmina, a incastro    • 3 •   utensile d'acciaio usato per eseguire la filettatura dei fori praticati in materiali metallici    • 4 •   (edil.) la parte continua di un muro di sostegno, che collega i contrafforti o gli speroni  agg.    • 1 •   di sesso maschile: ha due figli maschi  | per indicare il sesso maschile di animali che hanno uno stesso nome per tutti e due i generi, è sempre usato nella forma del maschile singolare anche se riferito a nomi femminili: una lepre maschio    • 2 •   (estens.) virile, forte, energico: una voce maschia; modi maschi  § maschiamente avv.  da maschio, in modo virile.
maschio   (2) pop. tosc. mastio, s.m.  torre principale di un castello o di una rocca, per lo più di forma quadra o rotonda e più alta delle circostanti fortificazioni: il maschio angioino, a napoli; il mastio di volterra. 
maschiotta   s.f.  ragazza dai modi poco raffinati, ma solida e piacente. accr. maschiottona. 
mascolinismo   s.m.  (med.) presenza eccessiva nella donna di caratteri sessuali secondari maschili.
mascolinità   s.f.  l'essere mascolino.
mascolinizzare   v. tr.  (non com.) rendere mascolino | mascolinizzarsi v. rifl.  o intr. pron.  assumere atteggiamenti maschili, detto di una donna.
mascolinizzazione   s.f.  il mascolinizzare, il mascolinizzarsi.
mascolino   agg.    • 1 •   maschile, proprio del maschio: tratti mascolini    • 2 •   poco femminile: una donna mascolina  § mascolinamente avv. 
mascolo    ⇨ maschio 1.
mascon   s.m. invar.  (astr.) concentrazione irregolare di masse sulla superficie lunare.
mascone   s.m.  (mar.) ciascuno dei due lati della prora di una nave | avere, prendere il mare al mascone, seguire una rotta tale che le onde vadano a infrangersi su uno dei lati della prora.
mascotte   s.f.  persona, animale o cosa considerata come portafortuna: la mascotte di una squadra, di un reparto. 
masculo    ⇨ maschio 1.
maser   s.m. invar.  (fis.) dispositivo oscillatore o amplificatore di radiazioni elettromagnetiche nel campo di frequenza delle microonde.
masnada   s.f.    • 1 •   insieme di furfanti, di gente disonesta: una masnada di ladri  | (scherz.) gruppo di persone rumorose, turbolente: la masnada dei nipotini    • 2 •   nel medioevo, schiera, compagnia di armati al seguito di un signore: uguccion de la faggiola / messo ha in punto la masnada  (carducci)    • 3 •   (ant.) gruppo di persone; compagnia: e poi rigiugnerò la mia masnada  (dante inf.  xv, 41).
masnadiere   o masnadiero, s.m.    • 1 •   (lett.) brigante, assassino di strada | (estens.) persona poco raccomandabile o disonesta: una faccia da masnadiere    • 2 •   (st.) appartenente a una masnada.
maso   s.m.  nelle zone alpine orientali, l'insieme costituito da podere, casa colonica e attrezzature agricole | maso chiuso, proprietà fondiaria che, secondo un istituto giuridico altoatesino, non può essere divisa ed è quindi assegnabile a un solo erede.
masochismo   s.m.    • 1 •   in sessuologia, perversione per cui il soggetto prova piacere erotico nel subire maltrattamenti, violenze fisiche e umiliazioni    • 2 •   (estens.) tendenza di chi, per un bisogno di autopunizione, accetta passivamente sofferenze e umiliazioni.
masochista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è affetto da masochismo; per estens., chi mostra un certo compiacimento nel soffrire.
masochistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da masochista: piacere masochistico  § masochisticamente avv. 
masonite   ® s.f.  materiale da costruzione costituito da pannelli ottenuti comprimendo un impasto di fibre di legno di scarso pregio; si usa per rivestimenti interni, come isolante termico e acustico e spesso, in falegnameria, al posto del compensato.
masora   o massora [mas-sò-ra], s.f.  nella tradizione giudaico-cristiana, il complesso degli studi filologici ed esegetici svolti dai maestri palestinesi e babilonesi tra il v e il x sec. d. c. con lo scopo di stabilire l'esatto testo dell'antico testamento; per estens., l'esegesi biblica prodotta da questi studi.
masoreta   o massoreta [mas-so-rè-ta], s.m.  [pl. -ti] ciascuno dei rabbini che lavorarono alla masora; per estens., studioso di filologia ebraica specializzato nello studio della masora.
masoretico   o massoretico [mas-so-rè-ti-co], agg.  [pl. m. -ci] della masora, dei masoreti.
masque   s.m.  rappresentazione teatrale di corte a cui prendevano parte anche i nobili; in uso nei secc. xvi e xvii, ebbe gran voga spec. in inghilterra.
massa   s.f.    • 1 •   quantità di materia che si presenta o si considera come un insieme più o meno compatto: una massa di ferro, di terriccio, di argilla; una massa di neve, d'acqua; masse d'aria calda    • 2 •   grande quantità, mucchio (anche fig.): una massa di attrezzi, di vestiti; una massa di errori, di sciocchezze    • 3 •   moltitudine di persone considerata nel suo insieme, che si presenta con caratteri più o meno omogenei: una massa di fannulloni; la massa dei creditori; allo spettacolo accorse una gran massa; le masse operaie, gli operai; le masse rurali, contadine, i contadini; la massa corale, del coro, i coristi; la massa orchestrale, gli orchestrali; le masse (popolari), il popolo | far massa, affollarsi | di massa, si dice di fenomeno economico, sociale, culturale ecc. che interessa un gran numero di persone: scolarizzazione di massa; cultura di massa, diffusa a tutti i livelli sociali; mezzi di comunicazione di massa, lo stesso che mass media; scena di massa, a cui prendono parte molte comparse; partito di massa, che può contare su un gran numero di sostenitori ed elettori | in massa, tutti insieme, in blocco: ribellarsi in massa; giudicare in massa    • 4 •   (fis.) quantità di materia che costituisce un corpo | massa inerziale, quella indicante l'inerzia che un corpo presenta alla variazione di velocità si definisce come rapporto fra una generica forza applicata al corpo stesso e l'accelerazione che ne consegue | massa specifica, massa dell'unità di volume di una sostanza (densità assoluta) | massa gravitazionale, quella che, secondo la legge di gravitazione di newton, determina la forza di attrazione tra i corpi; si definisce come rapporto tra il peso del corpo e l'accelerazione di gravità | massa atomica, quella di un atomo allo stato di quiete | massa elettrica, carica elettrica    • 5 •   (elettr.) in un circuito, il conduttore comune, gener. di dimensioni maggiori degli altri, per ridurre al minimo la resistenza alla corrente; nelle macchine e nelle apparecchiature elettriche, la carcassa o il telaio metallico, di solito collegato a terra: andare a massa, far massa, detto di un conduttore di fase, entrare in contatto con la struttura metallica e disperdere la corrente o produrre un corto circuito; collegamento a massa, collegamento a terra    • 6 •   (arch.) volume di una costruzione o di una sua parte: l'equilibrio della masse in un edificio    • 7 •   (dir.) insieme di beni, crediti, debiti che vengono considerati come un'unità: massa attiva, passiva; massa ereditaria, asse ereditario | massa di rispetto, (banc.) fondo di riserva fornito per legge dalle casse di risparmio | massa circolante, (econ.) l'insieme dei mezzi di pagamento in circolazione    • 8 •   memoria di massa, (inform.) dispositivo di memoria permanente di grande capacità.
massacrante   part. pres.  di massacrare   agg.  molto faticoso, estenuante: un lavoro massacrante; imporre un ritmo massacrante  § massacrantemente avv. 
massacrare   v. tr.    • 1 •   uccidere con ferocia, trucidare: massacrare i prigionieri    • 2 •   picchiare con violenza: lo massacrò di colpi    • 3 •   (fig.) affaticare molto, spossare: quel lavoro mi ha massacrato    • 4 •   (fig.) ridurre in cattivo stato, rovinare: una bella commedia massacrata da un cattivo regista. 
massacratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi massacra (anche fig.).
massacro   s.m.    • 1 •   eccidio feroce di animali o di persone: difendere una specie animale dal massacro; fare un massacro    • 2 •   (fig.) rovina, disastro.
massaggiagengive   s.m. invar.  denominazione generica di oggetti in gomma di piccole dimensioni che si fanno mordere ai bambini che non hanno iniziato o completato la dentizione.
massaggiare   v. tr.  [io massàggio ecc.] sottoporre a massaggio: massaggiare i muscoli. 
massaggiatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi per professione pratica massaggi: massaggiatore estetico, sportivo    • 2 •   apparecchio con cui si eseguono massaggi.
massaggiatrice   s.f.    • 1 •   donna che per professione pratica massaggi    • 2 •   negli annunci sui giornali, professione sotto cui le prostitute nascondono la loro attività.
massaggiatura   s.f.  (non com.) massaggio.
massaggio   s.m.  trattamento fisioterapico che consiste nel praticare sul corpo, con le mani o con appositi apparecchi, frizioni o pressioni per riattivare le funzioni dei muscoli | massaggio cardiaco, (med.) stimolazione manuale tesa a riattivare il muscolo cardiaco in casi di blocco improvviso delle contrazioni.
massaia   s.f.  donna che si occupa della cura e del governo della propria casa | massaie rurali, in epoca fascista, denominazione delle donne di campagna, riunite in associazioni.
massaio   ant. o region. massaro, s.m.    • 1 •   titolo dato in vari tempi e luoghi a chi svolgeva funzioni di amministrazione, di contabilità o di esazione    • 2 •   nell'italia centro-meridionale, il capo di un'azienda agricola | custode del bestiame da lavoro o dei locali e magazzini di una masseria    • 3 •   (ant. , lett.) persona avveduta, che fa economia: il nostro giovine,... da quando aveva messi gli occhi addosso a lucia, era divenuto massaio  (manzoni p. s.  ii).
massaria    ⇨ masseria.
massarizia    ⇨ masserizia.
massaro    ⇨ massaio.
massellare   v. tr.  [io massèllo ecc.] ridurre un metallo in masselli.
massellatura   s.f.  l'operazione del massellare: la massellatura del ferro. 
massello   s.m.    • 1 •   lingotto metallico non lavorato oppure appena sbozzato con il maglio o con il laminatoio    • 2 •   (edil.) blocco di pietra a forma di parallelepipedo    • 3 •   (bot.) durame    • 4 •   (estens.) legno da lavorazione massiccio: un tavolo in massello di noce  | anche agg.  : noce, pino massello. 
masseria   ant. o region. massaria, s.f.    • 1 •   azienda rurale, di solito non molto grande e non organizzata industrialmente, condotta da un massaio | la casa colonica abitata dal massaio    • 2 •   (antiq.) ufficio del massaio | (ant.) tributo dovuto dal massaio al signore.
masserizia   ant. o region. massarizia, s.f.    • 1 •   pl.  l'insieme dei mobili e delle suppellettili di cui è fornita una casa    • 2 •   (ant.) azienda rurale di un massaio    • 3 •   (ant.) risparmio: si trovò uomo danaroso per la masserizia che aveva fatto  (machiavelli).
massetere   s.m.  (anat.) muscolo masticatorio situato nella parte posteriore della faccia, che ha la funzione di innalzare la mandibola | anche agg.  : muscolo massetere. 
masseto   s.m.  terreno incolto e pieno di sassi.
masseur   s.m.  [f. masseuse; pr.  / masøz /] (antiq.) massaggiatore.
massicciare   v. tr.  [io massìccio ecc.] (non com.) fornire di massicciata (una strada, una linea ferroviaria).
massicciata   s.f.  strato di ghiaia o pietrisco compressi su cui poggia la pavimentazione di una strada o l'armamento di una ferrovia; ha la funzione di ripartire sul terreno i carichi trasmessi dai veicoli: massicciata stradale; massicciata ferroviaria, ballast.
massiccio   agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   che è costituito da un'unica massa solida e piena: un vaso d'oro massiccio; mobili di, in noce massiccio, costruiti interamente con pezzi di legno di noce, non impiallacciati    • 2 •   solido e resistente per l'imponenza delle strutture, ma in genere privo di eleganza: edificio massiccio  | riferito a persona o a parte del corpo, grosso e tozzo: uomo, fisico massiccio; spalle massicce    • 3 •   (fig. non com.) grossolano, madornale: un errore massiccio    • 4 •   (fig.) attuato con particolare forza e compattezza; che comporta grande partecipazione di persone o largo impiego di mezzi: un massiccio bombardamento; sciopero massiccio; un massiccio intervento delle forze dell'ordine; una massiccia campagna pubblicitaria    • 5 •   (fig.) riferito a un'opera di scrittura, poderoso sia come mole sia come densità dei contenuti  s.m.    • 1 •   (geog.) gruppo montagnoso di aspetto imponente, isolato rispetto agli altri elementi tettonici che lo circondano: il massiccio del gran sasso    • 2 •   massiccio facciale, (anat.) l'insieme delle ossa che formano la parte anteriore e inferiore del cranio    • 3 •   massiccio di prora, di poppa, (mar.) l'insieme degli elementi costruttivi che formano la parte terminale, anteriore o posteriore, dello scafo delle navi in legno § massicciamente avv. 
massico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (fis.) che si riferisce alla massa | potenza massica di un motore, il rapporto tra il peso del motore e la potenza massima che esso è capace di sviluppare.
massico   (2) agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce al monte massico, in campania  s.m.  vino famoso nell'antichità, prodotto con le uve maturate sulle colline sovrastanti l'agro falerno.
massicot   s.m.  (chim.) monossido di piombo che rappresenta la fase cristallina del litargirio; è una polvere gialla che, riscaldata a lungo a bassa temperatura, si trasforma in minio.
massificare   v. tr.  [io massìfico, tu massìfichi ecc.] uniformare le singole personalità degli individui privandoli di ciò che è specifico o peculiare di ciascuno; rendere massa uniforme.
massificato   part. pass.  di massificare   agg.  sottoposto a massificazione: società massificata. 
massificazione   s.f.  il massificare, l'essere massificato: la massificazione della cultura. 
massima   (1) s.f.    • 1 •   principio al quale ci si attiene come norma dell'agire; regola soggettiva o generale di condotta: è una buona massima  fare affidamento solo sulle proprie forze | in linea di massima, in generale | progetto di massima, progetto preliminare di costruzioni edilizie e meccaniche, non ancora definito nei particolari (si contrappone a progetto esecutivo)    • 2 •   frase breve e sentenziosa in cui è enunciata una norma di vita: recitare una massima; massime morali    • 3 •   (dir.) estratto che sintetizza le affermazioni di principio di una sentenza: massima giurisprudenziale. 
massima   (2) s.f.    • 1 •   temperatura massima    • 2 •   (med.) valore massimo della pressione arteriosa.
massimale   agg.  che costituisce il limite massimo  s.m.  limite massimo, quota massima: assicurarsi per un massimale di cento milioni  | limite all'espansione dei crediti concessi dalle banche, imposto da politiche monetarie restrittive.
massimalismo   s.m.    • 1 •   (st.) nel partito socialista italiano, la corrente antiriformista fondata da g. m. serrati nel 1919    • 2 •   (estens.) tendenza, all'interno di un partito politico o di un movimento, che mira a realizzare il massimo del proprio programma    • 3 •   (fig.) atteggiamento intransigente, che esclude ogni forma di conciliazione.
massimalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, fautore del massimalismo.
massimalistico   agg.  [pl. m. -ci] del massimalismo, dei massimalisti: corrente massimalistica. 
massimare   (1) v. tr.  [io màssimo ecc.] (dir.) estrarre la massima da una sentenza.
massimare   (2) v. tr.  [io màssimo ecc.] (mat. , fis.) cercare i valori in corrispondenza dei quali una grandezza, che sia funzione di essi, assume il valore massimo.
massimario   s.m.    • 1 •   testo che raccoglie massime di uno stesso autore o concernenti un particolare argomento    • 2 •   (dir.) raccolta di massime di giurisprudenza ricavate dalle motivazioni delle sentenze.
massime   avv.  (lett.) massimamente, soprattutto: e sassi in specie non ne tiro più. / e massime a le piante  (carducci).
massiminimo   s.m.  in matematica, il maggiore tra i valori minimi di una funzione | nella teoria dei giochi, principio secondo il quale in una situazione di incertezza si sceglie la strategia che dà il massimo dei risultati minimi.
massimizzare   v. tr.  (non com.) rendere massimo, portare al limite massimo.
massimizzazione   s.f.  (non com.) il massimizzare, l'essere massimizzato.
massimo   agg.  [superl. di grande] grandissimo, il più grande; estremo: prestare la massima attenzione; ottenere la massima votazione; lavorare col massimo impegno; avere il massimo rispetto per qualcuno; la velocità massima di una macchina; il livello massimo di un fiume  | pontefice massimo, quello da cui, nella roma antica, dipendeva l'organizzazione del culto | temperatura massima, la più alta registrata in una località in un determinato arco di tempo | pressione massima, (med.) il valore più alto della pressione arteriosa di una persona | massimo comun divisore, (mat.) fra due o più numeri interi, il più grande fra i divisori comuni dei numeri dati | tempo massimo, (sport) nelle gare di corsa, il più lungo termine di tempo concesso agli atleti per compiere il percorso: arrivare fuori tempo massimo  | peso massimo, nel pugilato, nella lotta e nel sollevamento pesi, atleta appartenente alla categoria di peso maggiore  s.m.    • 1 •   la quantità più grande possibile; il grado, il livello più elevato: raggiungere il massimo della pensione; essere condannato al massimo della pena; spingere un motore al massimo; essere al massimo della sopportazione, aver raggiunto l'estremo limite | al massimo, tutt'al più al più tardi: potrà avere al massimo quarant'anni; ritornerò al massimo fra otto giorni    • 2 •   in matematica: massimo relativo di una funzione, punto del suo dominio tale che, in qualsiasi intorno (per quanto piccolo) del punto stesso, la funzione assume valori minori di quello assunto nel punto considerato; massimo assoluto di una funzione, il più grande fra tutti i massimi relativi    • 3 •   (sport) peso massimo: la categoria dei massimi  § massimamente avv.    • 1 •   soprattutto, principalmente    • 2 •   (ant.) grandemente, molto.
massivo   agg.    • 1 •   massiccio, in gran quantità: immigrazione massiva; dose massiva    • 2 •   (fis.) che si riferisce alla massa; massico § massivamente avv. 
mass media   loc. sost. m. pl.  il complesso degli organi di stampa e dei mezzi audiovisivi (cinema, radio, televisione ecc.) che sono in grado di raggiungere e influenzare con i loro messaggi un pubblico molto esteso.
massmediatico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo ai mezzi di comunicazione di massa.
massmediologico   agg.  [pl. m. -ci] massmediatico.
massmediologo   s.m.  [pl. -gi] esperto di problemi che concernono i mezzi di comunicazione di massa.
masso   s.m.  grosso blocco di roccia compatta; per estens., sasso voluminoso: scavare le fondamenta nel masso vivo; caduta di massi, nella segnaletica stradale | duro, freddo come un masso, (fig.) si dice di persona dura, insensibile.
massofisioterapia   s.f.  (med.) forma di cura che combina la massoterapia con la fisioterapia.
massone   s.m.  chi appartiene alla massoneria.
massoneria   s.f.    • 1 •   società segreta che sorse in inghilterra nel 1717, ispirandosi ai principi del razionalismo, e si è poi diffusa in molti paesi, con ideali umanitari e progressisti; divisa in logge, è caratterizzata da forte vincolo di solidarietà fra i membri, rigida gerarchia, cerimoniale esoterico assai pittoresco    • 2 •   (estens.) spirito di corpo che spinge gli appartenenti a uno stesso ambiente, organismo o sim. a sostenersi tra loro.
massonico   agg.  [pl. m. -ci] della massoneria: principi massonici; setta, loggia massonica. 
massora   e deriv.   ⇨ masora e deriv. 
massoterapia   s.f.  (med.) terapia basata sulla pratica del massaggio.
massoterapista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica la massoterapia.
mastaba   s.f.  sepolcro egiziano a forma di piramide tronca.
mastadenite   s.f.  (med.) mastite.
mastalgia   s.f.  (med.) dolore della mammella; mastodinia.
mastalgico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di mastalgia.
mastectomia   s.f.  asportazione chirurgica della mammella.
mastello   s.m.  recipiente di legno svasato verso l'alto, a doghe, due delle quali sporgenti e forate in modo che, facendovi passare un bastone o una corda, si possa trasportarlo più facilmente: un mastello di uva, di olive; un mastello di panni da lavare. 
master   s.m. invar.    • 1 •   negli stati uniti, qualifica di chi ha conseguito un titolo di specializzazione postuniversitario presso apposite scuole o istituzioni; il titolo stesso conseguito | corso e titolo di specializzazione in una disciplina aziendale o amministrativa    • 2 •   torneo di tennis che si svolge ogni anno negli stati uniti, a cui sono ammessi solo i migliori giocatori del mondo    • 3 •   (tecn.) registrazione magnetica definitiva di un film, di un'esecuzione musicale, di banche dati e sim. che è all'origine del processo di moltiplicazione da cui si ottengono le copie che verranno messe in commercio.
masterizzazione   s.f.  (tecn.) l'insieme delle procedure per la preparazione di un master.
mastermind   ® s.m. invar.  gioco da tavolo in cui un giocatore, procedendo per tentativi, deve indovinare il colore e la disposizione di quattro (o cinque) pioletti che l'altro giocatore ha collocato su una tavoletta forata.
masticabile   agg.  che si può masticare.
masticamento   s.m.  (non com.) il masticare.
masticare   v. tr.  [io màstico, tu màstichi ecc.]    • 1 •   triturare, schiacciare con i denti: masticare il cibo, la gomma americana, il tabacco  | masticare amaro, veleno, (fig.) covare rabbia, nutrire rancore    • 2 •   (fig.) borbottare, pronunziare in modo poco chiaro: masticare le parole, una scusa  | masticare poco, male una lingua, conoscerla, e quindi parlarla, in maniera approssimativa e imperfetta    • 3 •   (fig. non com.) ripensare a una cosa, rimuginare; rimasticare.
masticaticcio   s.m.  roba masticata o che si sta masticando.
masticatoio   s.m.  parte dei finimenti dei cavalli da lavoro, costituita da una catenella d'acciaio che sta in bocca al posto del morso.
masticatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi mastica    • 2 •   (chim.) apparecchio in cui si effettua la masticazione della gomma.
masticatorio   agg.  che concerne la masticazione; che serve alla masticazione: apparato masticatorio   s.m.  sostanza che si mastica per stimolare la salivazione, rassodare le gengive, profumare l'alito.
masticatura   s.f.    • 1 •   ciò che si mastica o si è masticato; masticaticcio    • 2 •   (non com.) masticamento    • 3 •   (fig.) rimasticatura.
masticazione   s.f.    • 1 •   il masticare: masticazione lenta, regolare    • 2 •   (chim.) trattamento meccanico della gomma naturale, che consiste essenzialmente in una depolimerizzazione per rottura delle molecole, allo scopo di aumentarne la plasticità.
mastice   s.m.    • 1 •   resina prodotta dal terebinto e dal lentisco, a base di oli essenziali e acidi aromatici; è usata come masticatorio, adesivo e nella preparazione di vernici    • 2 •   prodotto di varia composizione, pastoso, adesivo e di rapida essiccazione; è usato per saldare fra loro oggetti di materiale diverso o per otturare fessure, fori ecc.
mastigofori   s.m. pl.  (zool.) flagellati.
mastigoforo   s.m.  nell'antica grecia, il funzionario che doveva mantenere l'ordine nelle riunioni pubbliche servendosi di una frusta.
mastino   s.m.    • 1 •   cane da guardia grosso e robusto, con testa voluminosa, naso schiacciato, dentatura molto sviluppata: mastino napoletano, inglese    • 2 •   (fig.) persona aggressiva e iraconda, che tende a controllare il comportamento degli altri.
mastio   e deriv.   ⇨ maschio e deriv. 
mastite   s.f.  (med.) infiammazione del tessuto ghiandolare o connettivo della mammella; mastadenite.
masto-  masto- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. mastós  'mammella' (mastalgia, mastopatia).
mastodinia   s.f.  (med.) mastalgia.
mastodonte   s.m.    • 1 •   gigantesco mammifero dell'era terziaria, simile all'elefante, con corpo allungato, arti corti, talora con quattro zanne    • 2 •   (estens.) qualsiasi cosa di dimensioni gigantesche: i mastodonti della strada, autotreni di grandi proporzioni | persona grossa e goffa.
mastodontico   agg.  [pl. m. -ci] enorme, gigantesco: costruzione mastodontica; autobus mastodontico. 
mastoide   s.f.  (anat.) prominenza dell'osso temporale dietro il padiglione auricolare.
mastoidectomia   s.f.  (med.) apertura e svuotamento della mastoide effettuati in caso di mastoidite purulenta.
mastoideo   agg.  (anat.) della mastoide, che si riferisce alla mastoide: regione mastoidea. 
mastoidite   s.f.  (med.) infiammazione della mastoide.
mastopatia   s.f.  (med.) termine generico con cui si indicano le affezioni mammarie.
mastra   (1) s.f.  (mar.) foro praticato nei vari ponti di una nave per il passaggio degli alberi.
mastra   (2) s.f.  sorta di grossa madia dove i fornai impastavano il pane.
mastrino   s.m.  (comm.) in contabilità, presentazione in un prospetto delle operazioni riguardanti un conto, in cui si dispongono addebiti a sinistra e accrediti a destra.
mastro   s.m.    • 1 •   (ant.) maestro    • 2 •   operaio, artigiano specializzato o di grande esperienza: mastro carpentiere  | (region.) anche, come titolo che si fa precedere al nome: mastro geppetto  agg.    • 1 •   (ant.) principale    • 2 •   (libro) mastro, libro contabile in cui le operazioni registrate cronologicamente nel libro giornale vengono classificate per singoli conti.
mastruca   o mastrucca, s.f.  casacca di pelliccia di montone, per lo più senza maniche, portata un tempo dai pastori, oggi in uso solo presso quelli sardi.
masturbare   v. tr.  [io mastùrbo ecc.] praticare la masturbazione su altri | masturbarsi v. rifl.  compiere la masturbazione su sé stessi.
masturbatorio   agg.  della masturbazione: pratiche masturbatorie. 
masturbazione   s.f.    • 1 •   l'atto di manipolare i genitali al fine di procurare il piacere sessuale    • 2 •   (fig.) autocompiacimento morboso: disquisizioni eccessive, che costituiscono una sorta di masturbazione intellettuale. 
masurio   s.m.  (chim.) nome attribuito a un elemento che si credette di scoprire in alcuni minerali e poi si rivelò inesistente; in seguito, l'elemento reale che ha il numero atomico corrispondente fu creato artificialmente e prese il nome di tecnezio. 
masut   o mazut, s.m.  (chim.) residuo viscoso della distillazione del petrolio greggio, spec. di quello russo; viene usato come combustibile.
matador   s.m. invar.  il torero che uccide il toro a conclusione della corrida.
matafione   s.m.  (mar.) cavetto per legare o tendere le vele o le tende.
matarazzo    ⇨ materasso.
matassa   s.f.    • 1 •   quantità di filo avvolto su sé stesso in più giri: di lana, di cotone  | arruffare la matassa, (fig.) rendere confusa una situazione | dipanare, sbrogliare la matassa, (fig.) chiarire, mettere ordine in una situazione complicata | cercare il bandolo della matassa, (fig.) il modo di risolvere un problema. dim. matassina, matassetta    • 2 •   (elettr.) le spine della dinamo.
matassatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto alla matassatura.
matassatura   s.f.  operazione mediante la quale si avvolge il filo in matasse.
match   s.m. invar.  (sport) gara, incontro, spec. di pugilato.
match ball   loc. sost. m. invar.  (sport) nel tennis e nella pallavolo, palla giocando la quale uno dei due contendenti può vincere l'incontro.
match point   loc. sost. m. invar.  (sport) in una gara a punti, il punto finale, quello che aggiudica la vittoria.
match winner   loc. sost. m.  e f. invar.  (sport) il giocatore che dà alla propria squadra un apporto decisivo; l'uomo vincente, l'uomo che risolve la partita.
mate   o matè, s.m.    • 1 •   arbusto sempreverde dell'america merid., con le cui foglie si prepara un infuso simile al tè (fam.  aquifogliacee)    • 2 •   (estens.) l'infuso stesso.
matelassé   agg.  e s.m. invar.  si dice di tessuto doppio, imbottito e trapuntato.
matematica   s.f.    • 1 •   insieme di scienze deduttive, che studiano i numeri, le figure geometriche oppure enti astratti analoghi, procedendo nelle due direzioni fondamentali dell'indagine teorica (matematica pura) e delle sue applicazioni alla natura e alle altre scienze (matematica applicata): matematica elementare, quella che comprende lo studio dell'aritmetica, del calcolo algebrico elementare e della geometria elementare; matematica attuariale, quella che concerne il calcolo di costi e di ricavi nelle assicurazioni sulla vita; matematica finanziaria, quella che concerne la valutazione in qualsiasi momento dei capitali impiegati in operazioni finanziarie | la matematica non è un'opinione, espressione proverbiale con la quale si mette in risalto il valore oggettivo dei calcoli e dei procedimenti matematici    • 2 •   materia scolastica o disciplina universitaria incentrata sull'insegnamento della matematica: professore, esame di matematica; laurea in matematica. 
matematico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio della matematica, relativo alla matematica: calcolo matematico    • 2 •   (estens.) esatto, preciso, assoluto, come i concetti e i procedimenti della matematica: parlare con rigore matematico; avere la certezza matematica di qualcosa, esserne sicurissimo  s.m.  [f. -a] chi si dedica allo studio della matematica: un insigne matematico  § matematicamente avv.    • 1 •   per mezzo di procedimenti, calcoli matematici    • 2 •   (estens.) con certezza, in modo inequivocabile: la cosa è matematicamente sicura. 
matematismo   s.m.  (filos.) dottrina secondo la quale ogni legge o principio dell'universo è interpretabile e descrivibile con leggi matematiche: il matematismo è l'asserzione... della matematica come filosofia  (b. croce).
matematizzare   v. tr.    • 1 •   interpretare la realtà in base a principi o procedimenti matematici    • 2 •   ricondurre una teoria, un ragionamento, una disciplina e sim. a un modello matematico.
matera    ⇨ materia.
materano   agg.  di matera  s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita a matera.
materassa    ⇨ materasso.
materassaio   s.m.  [f. -a] artigiano od operaio che confeziona o rinnova materassi, guanciali, trapunte imbottite e sim.
materassino   s.m.    • 1 •   dim.  di materasso    • 2 •   (sport) sorta di tappeto imbottito sul quale si svolgono gli incontri di lotta    • 3 •   piccolo materasso pneumatico su cui ci si stende sulla spiaggia, sull'acqua facendo il bagno, in tenda ecc.
materasso   o matarazzo [ma-ta-ràz-zo], s.m. , o materassa s.f.  suppellettile costituita da un involucro di tessuto ripieno di lana o altri materiali soffici e trapuntato, che si stende sul piano del letto per attutirne la durezza e si ricopre col lenzuolo: materasso di lana, di crine, di gommapiuma; alzare, rivoltare, battere il materasso  | materasso a molle, al quale l'elasticità e la morbidezza sono conferite da un certo numero di molle poste all'interno e ricoperte da un'imbottitura | materasso pneumatico, costituito da un involucro di tela gommata o di plastica che si può gonfiare d'aria; è usato per gite, in tenda, sulla spiaggia ecc. dim. materassino. 
materia   ant. matera, s.f.    • 1 •   la sostanza di cui sono fatti i corpi sensibili; la sostanza particolare di cui un determinato oggetto è costituito; materiale: materia liquida, solida, infiammabile  | materie plastiche, prodotti industriali di larghissimo impiego, costituiti gener. da polimeri sintetici o naturali modificati | materie tessili, quelle che possono essere filate e tessute | materia prima, la sostanza grezza che è oggetto di lavorazione, spec. industriale; (fig.) ciò che è essenziale, elemento basilare; (scherz.) l'intelligenza o il denaro | complemento di materia, (gramm.) quello che esprime di che sostanza è fatto un corpo (p. e.  : un tavolo di legno) | materia (purulenta), pus    • 2 •   (filos.) in aristotele, la componente particolare e sensibile di ogni essere, che è mera potenzialità (in opposizione a forma) | nel cristianesimo la realtà corporea dell'uomo (si contrappone a spirito) | per cartesio, realtà che coincide con l'estensione e l'inerzia e obbedisce alle leggi meccaniche, in opposizione al pensiero | per la filosofia e la scienza contemporanee, l'insieme delle manifestazioni delle aggregazioni di particelle elementari (molecole, atomi ecc.), oggetto di ricerca teorica e sperimentale da parte della chimica e della fisica    • 3 •   (anat.) sostanza organica, cellulare: materia  (o sostanza) cerebrale, l'insieme delle strutture che costituiscono il cervello; per estens., l'intelligenza; materia  (o sostanza) grigia, le zone del cervello che sono costituite da cellule nervose; per estens., l'intelligenza; materia  (o sostanza) bianca, le zone del cervello che sono costituite dai prolungamenti delle cellule nervose    • 4 •   ciò di cui si tratta in un discorso, in uno scritto; argomento, soggetto: entrare in materia; svolgere la materia; indice delle materie; catalogo per materia; una materia scabrosa, delicata  | la materia della conoscenza, (filos.) l'insieme dei dati di fatto, degli elementi empirici | materia di fede, (relig.) verità rivelata che il credente deve accettare per fede | in materia di, quanto a, per quanto riguarda: in materia di diritto è un esperto | in materia, sulla questione di cui si parla o si tratta: non so nulla in materia    • 5 •   qualunque disciplina che sia oggetto di studio o d'insegnamento: essere promosso in tutte le materie; materie letterarie, scientifiche; materie facoltative, obbligatorie    • 6 •   occasione, motivo, pretesto: dare, offrire materia a sospetti, a pettegolezzi. 
materiale   agg.    • 1 •   proprio della materia, avente carattere di materia; che consta di materia: sostanze materiali    • 2 •   che riguarda la concretezza delle cose, che ha attinenza con gli aspetti fisici della realtà e della vita (si contrappone a spirituale, intellettuale, morale): atto, lavoro materiale; soccorso, aiuto materiale; benessere materiale, dato dalla quantità e qualità di beni e servizi di cui si ha disponibilità | amore materiale, quello in cui predominano i sensi | necessità materiali, economiche | errore materiale, errore di esecuzione, che non investe la validità di un procedimento nel suo complesso | non avere il tempo materiale per fare qualcosa, il tempo effettivamente richiesto per compierla | costituzione materiale, (dir.) il complesso delle regole costituzionali in concreto, osservate anche al di fuori o in contrasto con i principi originari della legge fondamentale dello stato    • 3 •   (filos.) relativo ai contenuti particolari, ai dati empirici e di fatto (si contrappone a formale)    • 4 •   rozzo, grossolano: un uomo molto materiale; avere dei modi materiali  | (non com.) riferito a cosa, poco elegante, tozzo, pesante  s.m.    • 1 •   ciò che serve a un determinato uso; insieme di strumenti, di mezzi necessari per svolgere un'attività, eseguire un lavoro: materiale chirurgico, elettrico, didattico; materiale da costruzione, mattoni, cemento, legname ecc.; raccogliere il materiale per una relazione, una tesi ecc. , notizie, documenti, dati | materiale rotabile, la parte di macchinario e di attrezzature ferroviarie che non è fissa (locomotive, carrozze, carri merci ecc) | materiale umano, il complesso delle persone in quanto oggetto d'indagine o mezzo per conseguire un fine    • 2 •   [anche f] (non com.) persona rozza, grossolana. accr. materialone  pegg. materialaccio  § materialmente avv.    • 1 •   in modo materiale    • 2 •   fisicamente, concretamente: è materialmente impossibile realizzare il progetto. 
materialismo   s.m.    • 1 •   (filos.) ogni dottrina che ponga come unico principio di tutta la realtà la materia e riduca la stessa attività intellettuale umana a una funzione o a un aspetto di essa | materialismo storico, l'interpretazione della storia propria di k. marx (1818-1883) e f. engels (1820-1895), secondo la quale ogni fenomeno sociale, etico-politico e culturale è determinato, in maniera immediata o mediata, dai fattori economici | materialismo dialettico, la dottrina filosofica elaborata da f. engels e, successivamente, da v. i. lenin (1870-1924), che concepisce la natura come una realtà materiale che si svilupperebbe secondo i principi dinamici della dialettica    • 2 •   pratica di vita e di comportamento che valorizza e ricerca esclusivamente beni e piaceri materiali    • 3 •   (non com.) realtà nuda, grezza: oggi la storia non s'arresta al materialismo de' fatti  (mazzini).
materialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (filos.) seguace del materialismo    • 2 •   chi impronta a materialismo la propria vita e il proprio comportamento | anche come agg.  in luogo di materialistico. 
materialistico   agg.  [pl. m. -ci] del materialismo, dei materialisti: dottrina, concezione materialistica  § materialisticamente avv. 
materialità   s.f.    • 1 •   carattere di ciò che è materiale; concretezza    • 2 •   (fig.) grossolanità, volgarità.
materializzare   v. tr.  rendere materiale, concretare | materializzarsi v. rifl.    • 1 •   detto di spiriti, assumere forma corporea | (scherz.) comparire improvvisamente    • 2 •   prendere corpo, acquistare concretezza: un progetto che si va materializzando. 
materializzazione   s.f.  il materializzare, il materializzarsi.
materialone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona rozza, grossolana.
materiare   v. tr.  [usato solo nei tempi composti] (lett.) dar materia a qualcosa; fornire di un determinato contenuto: quattordici canzoni sì d'amor come di vertù materiate  (dante convivio).
materico   agg.  [pl. m. -ci] di, della materia; relativo alla materia | arte materica, quella che non mira tanto a comunicare significati, quanto a valorizzare la materia di cui le opere sono composte (per lo più cartone, stracci, plastica o altri materiali poveri).
materismo   s.m.  arte materica.
maternale   agg.  (ant.) materno.
maternità   s.f.    • 1 •   l'essere, il diventare madre; anche, il complesso dei vincoli affettivi che legano la madre ai figli: desiderio di maternità; essere alla prima maternità; le gioie, le ansie della maternità | entrare in maternità, usufruire del periodo di congedo dal lavoro, obbligatorio e retribuito, previsto dalla legge in occasione del parto    • 2 •   ospedale o reparto ospedaliero riservato alle partorienti e alle puerpere    • 3 •   rappresentazione artistica della madonna con gesù bambino: una maternità lignea del quattrocento    • 4 •   il nome e il cognome della madre, come elemento di riconoscimento: dichiarare paternità e maternità. 
materno   agg.    • 1 •   di, della madre: latte materno; casa materna; istinto materno    • 2 •   da madre, degno di una madre: allevare un trovatello con affetto materno; nutrire per qualcuno sentimenti materni | scuola materna, quella riservata ai bambini al di sotto dei sei anni, nella quale si impartisce l'istruzione prescolare    • 3 •   da parte di madre: nonno, zio materno  | lingua materna, la madrelingua    • 4 •   (lett) natale, natio: fra queste piante ov'io siedo e sospiro / il mio tetto materno  (foscolo sepolcri  64-65) § maternamente avv. 
materozza   s.f.  appendice sporgente dalla parte superiore di un getto di fusione dopo la sfornatura, costituita dal materiale metallico solidificatosi nel canale di alimentazione della forma al termine della colata.
materozzolo   s.m.    • 1 •   piccolo pezzo di legno usato un tempo come portachiavi | essere come la chiave e il materozzolo, (fig.) si dice di due persone inseparabili    • 2 •   (ant.) freccia.
matetico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) che riguarda l'apprendimento.
matiné  e matinée;s.f. invar.    • 1 •   spettacolo che ha luogo in orario anticipato rispetto al normale, quindi per lo più di pomeriggio se teatrale, di mattina se cinematografico    • 2 •   (antiq.) vestaglia femminile corta e leggera.
matita   s.f.  strumento per scrivere, disegnare o colorare, costituito da un sottile cilindro di grafite impastata con argilla (mina) o di altro materiale colorante, per lo più contenuto in una guaina di legno: matita nera, blu, rossa; matita copiativa; temperare la matita; disegno a matita  | matita automatica, costituita da un tubetto in cui la mina è tenuta ferma da un dispositivo di presa ma può essere fatta scorrere in modo da far sporgere solo la quantità necessaria a scrivere. dim. matitina  accr. matitona, matitone  (m.) | matita per gli occhi, per le labbra, usata per il trucco | matita emostatica, bastoncino di allume di rocca, che premuto su piccole ferite ne arresta l'emorragia.
matitatoio   s.m.  tubetto o bastoncino cavo a un'estremità usato un tempo per fissarvi la matita diventata troppo corta per il lungo uso, in modo da poterla manovrare più agevolmente.
matraccio   s.m.  recipiente di vetro di forma sferoidale a fondo piatto, con collo lungo e stretto oppure corto e largo, usato per preparazioni chimiche, distillazioni, colture microbiche ecc.
matre    ⇨ madre.
matriarca   s.f.  (etnol.) donna di una società matriarcale | (scherz.) donna autoritaria, che comanda in una grande famiglia.
matriarcale   agg.  del matriarcato: società matriarcale. 
matriarcato   s.m.    • 1 •   (etnol.) sistema sociale nel quale la donna, come madre e capo di famiglia, realizza il dominio sul gruppo    • 2 •   (estens.) organizzazione familiare o sociale in cui la donna ha la massima autorità.
matricale   s.f.  pianta erbacea aromatica con infiorescenze a capolino, simili a piccole margherite, raccolte in corimbo; amarella (fam.  composite).
matricaria   s.f.  (bot.) genere di piante con infiorescenze a capolino, cui appartiene la camomilla (fam.  composite).
matrice   s.f.    • 1 •   (lett. , region.) utero; anche, genitali femminili esterni    • 2 •   ogni oggetto che costituisca la forma con la quale viene modellato, prodotto o riprodotto un altro oggetto | nella composizione tipografica a piombo, il blocchetto inciso da cui per colata si ricavano i caratteri | nei duplicatori di testi, il foglio di carta o di altro materiale che serve da originale per la riproduzione delle copie | lo stampo che contiene un'incisione destinata alla registrazione su disco | (mecc.) l'elemento cavo fisso che, accoppiato con il punzone, costituisce l'attrezzatura per eseguire la tranciatura, l'imbutitura e altre lavorazioni analoghe    • 3 •   nei moduli costituiti da due elementi separabili, la parte che rimane all'emittente: la matrice di un assegno    • 4 •   (fig.) origine, radice: la matrice culturale di uno scrittore    • 5 •   (biol.) gruppo di cellule che presiede alla riproduzione di un tessuto: matrice del pelo; matrice ungueale    • 6 •   (geol.) in una roccia sedimentaria clastica, l'insieme dei granuli più fini che occupa gli interstizi fra gli elementi di più grosse proporzioni    • 7 •   (mat.) tabella di numeri o di grandezze algebriche allineati su righe orizzontali e colonne verticali, utilizzata per esprimere proprietà algebriche e per eseguire calcoli    • 8 •   matrice di punti, in un tipo di stampante elettronica, testina di stampa di forma rettangolare che genera caratteri da file e colonne di punti, combinandoli variamente: stampante a matrice di punti    • 9 •   matrice attiva, passiva, (elettron.) caratteristica dei monitor dei computer portatili a seconda che ogni pixel si accenda e si spenga individualmente oppure per righe e per colonne; questa differenza incide sulla qualità dell'immagine.
matriciale   agg.  (mat.) che si riferisce alle matrici: calcolo matriciale. 
matricida   s.m.  e f.  [pl. m. -di] chi ha ucciso la propria madre.
matricidio   s.m.  uccisione della propria madre.
matricina   s.f.  ciascuno degli alberi che, nel taglio periodico dei boschi, vengono risparmiati per sostituire le ceppaie che per vecchiezza vanno eliminate.
matricinato   agg.  si dice di bosco ceduo nel quale, dopo il taglio, sono rimaste in piedi solo le matricine.
matricino   agg.    • 1 •   si dice di lana a fibra dura, proveniente dalla tosatura di capi già tosati    • 2 •   si dice di pecora che ha partorito    • 3 •   albero matricino, matricina.
matricola   s.f.    • 1 •   registro in cui sono elencati e per lo più numerati progressivamente i nomi di persone o cose appartenenti a una determinata categoria: matricola dei militari, degli studenti  | ufficio matricola, quello che in un ente, e spec. nell'amministrazione militare, conserva e aggiorna tutti i dati del personale in servizio | numero di matricola, quello attribuito a una persona o a un oggetto in tale registro    • 2 •   il numero di matricola: la mia matricola è 18734  | la matricola della pistola, il numero che ne permette l'identificazione    • 3 •   studente iscritto al primo anno di università: una matricola di medicina; la festa delle matricole    • 4 •   (estens.) chi è nuovo nell'esercizio di un mestiere, di un'attività e sim.
matricolare   (1) agg.  della matricola: registro, foglio matricolare. 
matricolare   (2) v. tr.  [io matrìcolo ecc.] (non com.) immatricolare.
matricolato   part. pass.  di matricolare   agg.    • 1 •   (non com.) iscritto in una matricola    • 2 •   (fig.) molto abile, esperto; solo in loc. come ladro, furbo, bugiardo, mascalzone matricolato. 
matricolazione   s.f.  (non com.) immatricolazione.
matrigna   non com. madrigna, s.f.    • 1 •   la nuova moglie del padre, rispetto ai figli da lui avuti precedentemente    • 2 •   (fig.) madre ostile, poco amorevole: la natura, la sorte gli fu matrigna, si dice di chi è sventurato.
matrigneggiare   v. intr.  [io matrignéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) comportarsi da matrigna.
matrignesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da matrigna § matrignescamente avv. 
matrilineare   agg.  (etnol.) che segue la matrilinearità: società matrilineare. 
matrilinearità   s.f.  (etnol.) sistema di parentela vigente presso alcune popolazioni nel quale, per l'ascendenza e la discendenza, è presa in considerazione la linea di madre in figlio e si connette il rapporto di parentela del nuovo nato con il fratello della madre.
matrilineo   agg.  lo stesso che matrilineare. 
matrilocale   agg.  (etnol.) relativo alla matrilocalità uxorilocale: residenza matrilocale. 
matrilocalità   s.f.  (etnol.) in alcune culture primitive, norma per la quale la coppia di sposi va ad abitare presso la famiglia della sposa; uxorilocalità.
matrimoniabile   agg.  (scherz.) che si presume possa sposarsi: un giovane ricco e matrimoniabile. 
matrimoniale   agg.  del matrimonio, concernente il matrimonio: stato matrimoniale; anello matrimoniale, fede | diritto matrimoniale, branca del diritto civile che studia le questioni giuridiche relative al matrimonio | letto matrimoniale, a due piazze § matrimonialmente avv.  come coniugi: vivere matrimonialmente  | in matrimonio: unirsi matrimonialmente. 
matrimonialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] avvocato specializzato nelle cause di diritto matrimoniale | studioso di diritto matrimoniale.
matrimonio   s.m.    • 1 •   rapporto morale e giuridico esistente tra un uomo e una donna che si impegnano, davanti a un pubblico ufficiale o a un ministro del culto, a una completa comunanza di vita: matrimonio civile, religioso; promessa di matrimonio; annullamento del matrimonio; contrarre matrimonio, unirsi in matrimonio, sposarsi; unire in matrimonio, celebrarne la cerimonia; fare un buon matrimonio, sposare una persona ricca. dim. matrimoniuccio  accr. matrimonione  pegg. matrimoniaccio    • 2 •   (estens.) la vita coniugale; la durata dell'unione coniugale: il matrimonio l'ha molto cambiato; separarsi dopo due anni di matrimonio    • 3 •   la cerimonia, il rito nuziale; nozze: essere invitato a un matrimonio; un matrimonio semplice, elegante, sfarzoso. 
matrioska   o matriosca, s.f.  [pl. -sche] bambolina smontabile di legno che rappresenta una contadina russa; al suo interno contiene una serie di altre bamboline identiche di misura via via decrescente.
matrizzare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) assomigliare alla madre, nei tratti somatici o nel carattere; madreggiare.
matrona   s.f.    • 1 •   presso gli antichi romani, donna sposata di condizione libera    • 2 •   (lett.) nobildonna    • 3 •   donna posata, di una certa età (in contrapposizione a ragazza, fanciulla  e sim.)    • 4 •   (fig. scherz.) donna alta, formosa, imponente.
matronale   agg.  di, da matrona (anche fig.): avere un aspetto matronale, imponente, giunonico § matronalmente avv. 
matroneo   s.m.  (arch.) nelle basiliche paleocristiane e romaniche, il loggiato interno posto su ciascuna delle navate minori, e aperto verso la navata centrale, che era riservato alle donne.
matronimia   s.f.  (antrop.) consuetudine per la quale i figli derivano il loro nome da quello della madre; si contrappone a patronimia. 
matronimico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di nome derivato da quello della madre (p. e. il cognome della giovanna).
matta   s.f.  carta da gioco alla quale può essere attribuito il valore che si vuole.
mattacchione   s.m.  [f. -a] persona allegra e bizzarra, amante degli scherzi.
mattaccinata   s.f.  (ant. , region.) rappresentazione di mattaccini.
mattaccino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (ant. , region.) saltimbanco, pagliaccio    • 2 •   (rar.) sonetto di carattere burlesco  agg.  (non com.) burlone.
mattana   s.f.  (fam.) estroso mutamento d'umore; irragionevole manifestazione di stizza, d'ira o anche di sfrenata allegria: avere le mattane. 
mattanza   s.f.  (merid.) uccisione dei tonni imprigionati nella tonnara.
mattare   (1) v. tr.  (ant.) uccidere, ammazzare, immolare.
mattare   (2) v. tr.  dare scacco matto.
mattarello    ⇨ matterello.
mattata   s.f.  (fam.) azione da matto.
mattatoio   s.m.  luogo in cui vengono macellati gli animali: mattatoio comunale; portare i maiali al mattatoio. 
mattatore   s.m.    • 1 •   chi abbatte gli animali nei macelli    • 2 •   nel gergo teatrale, attore che mira ad accentrare su di sé tutto l'interesse degli spettatori: essere il mattatore dello spettacolo  | (estens.) chi in un gruppo, in un'organizzazione fa in modo di predominare, di mettersi in mostra.
mattazione   s.f.  (non com.) l'uccisione degli animali nei macelli.
matteggiare   v. intr.  [io mattéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) comportarsi da matto, far pazzie.
matterello   region. mattarello, s.m.  lungo cilindro di legno levigato che si usa in cucina per spianare e assottigliare la sfoglia di pasta.
matteria   s.f.  (ant.)    • 1 •   stoltezza, follia: or udite matteria / della pazza vita mia  (iacopone)    • 2 •   azione da matto; stramberia, stravaganza.
mattezza   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere matto; follia | atto, discorso da matto    • 2 •   (ant.) stoltezza, sciocchezza.
mattia   s.f.  (ant.) l'essere matto; stoltezza.
mattina   s.f.    • 1 •   parte del giorno compresa tra il sorgere del sole e il mezzogiorno (ha lo stesso sign. di mattino, con cui si alterna nell'uso, ma rispetto al quale è più comune, soprattutto nella lingua parlata; è inoltre la forma esclusiva in espressioni come lunedì, martedì mattina, ieri, domani mattina): una bella mattina  | la mattina, durante la mattina: la mattina sono occupato  | di prima mattina, nelle prime ore del giorno | dalla mattina alla sera, tutto il giorno | dalla sera alla mattina, (fig.) d'improvviso, in un tempo molto breve: cambiare opinione dalla sera alla mattina.  pegg. mattinaccia    • 2 •   (ant.) est, levante.
mattinale   agg.  (lett.) della mattina, mattutino  s.m.  (burocr.) rapporto che si compila al mattino, spec. nei ministeri o nei comandi militari, di polizia ecc.
mattinare   v. tr.  (ant.) cantare al mattino davanti alla casa dell'innamorata: ne l'ora che la sposa di dio surge / a mattinar lo sposo perché l'ami  (dante par.  x, 140-141).
mattinata   s.f.    • 1 •   lo spazio della mattina, spec. se considerato rispetto alle condizioni atmosferiche o a ciò che in esso si fa o accade: mattinata gelida, piovosa; una mattinata di lavoro; gli avvenimenti della mattinata  | in mattinata, prima che finisca la mattina. pegg. mattinataccia    • 2 •   spettacolo, rappresentazione teatrale o cinematografica data di giorno    • 3 •   canto che, nella tradizione popolare, si indirizzava al mattino all'innamorata, sotto le sue finestre: il lungo vagheggiare, l'armeggiare, le mattinate... per amor di lei fatte  (boccaccio dec.  iii, 5).
mattiniero   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi si alza presto al mattino: essere mattiniero. 
mattino   s.m.  la parte del giorno compresa tra il sorgere del sole e il mezzogiorno; mattina (ha lo stesso sign. di mattina, con cui si alterna nell'uso, ma rispetto alla quale è meno comune, soprattutto nella lingua parlata): le luci del mattino | sul far del mattino, all'alba | di primo mattino, di buon mattino, molto presto | giornale del mattino, che esce nelle prime ore del giorno; edizione del mattino, quella mattutina di giornali che ne hanno anche una pomeridiana | abito da mattino, di foggia semplice e sportiva | il mattino della vita, (fig.) la giovinezza | prov.  : il mattino ha l'oro in bocca, le ore del mattino sono quelle più proficue per il lavoro; il buon giorno si vede dal mattino, dalle prime manifestazioni si può vedere l'esito di qualcosa.
matto   (1) agg.    • 1 •   che ha perso in parte o completamente la ragione; pazzo: diventare matto; essere matto da legare  | sei matto?, si dice a chi vuol fare cosa rischiosa o sconveniente | fossi matto!, per indicare che non si intende assolutamente fare una cosa | matto dalla gioia, fuori di sé per la gioia | andare, essere matto per qualcosa  o per qualcuno, avere una grande passione o predilezione, amare molto: va matto per la musica; è matto per quella ragazza    • 2 •   (estens.) stravagante, bizzarro; simpaticamente estroso: è una testa matta  | tempo matto, estremamente variabile | matte risate, molto allegre, rumorose | una voglia matta, incontenibile, irragionevole. dim. matterello    • 3 •   opaco, non lucido: oro matto; carta matta, carta opaca usata per la stampa fotografica    • 4 •   (fig.) falso, scadente, di poco valore: gioielli matti  | (fam.) riferito a una parte del corpo, difettoso, poco efficiente: avere una gamba matta   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona che non è in grado di ragionare; pazzo: urlare come un matto    • 2 •   (estens.) persona che si comporta in modo stravagante e bizzarro: fare il matto  | gabbia di matti, insieme di persone bizzarre; anche, allegre, rumorose | cose, roba da matti, cose incredibili | mi piace da matti, da matto, moltissimo § mattamente avv.  pazzamente.
matto   (2) agg.  nella loc. scacco matto, nel gioco degli scacchi, la mossa che immobilizza il re, risolvendo la partita: dare scacco matto  all'avversario (anche in usi fig.) | anche come s.m.  : dare il matto. 
mattoide   agg.  e s.m.  e f.  che, chi si comporta come se fosse un po' matto, assumendo atteggiamenti stravaganti, bizzarri.
mattonaia   s.f.  luogo, presso la fornace, in cui vengono fabbricati ed essiccati i mattoni.
mattonaio   s.m.  operaio addetto alla produzione di mattoni e laterizi refrattari.
mattonare   v. tr.  [io mattóno ecc.] lastricare di mattoni; ammattonare.
mattonata   s.f.    • 1 •   colpo dato con un mattone    • 2 •   (fig. fam.) cosa pesante, noiosa.
mattonato   part. pass.  di mattonare   agg.  e s.m.  si dice di pavimento lastricato a mattoni; ammattonato.
mattonatura   s.f.  il mattonare, l'essere mattonato; ammattonatura.
mattone   s.m.    • 1 •   laterizio a forma di parallelepipedo, pieno o cavo, fatto con argilla comune e usato nelle costruzioni edilizie | mattone cotto, crudo, secondo che l'argilla sia essiccata in fornace o al sole | mattone galleggiante, in cui all'argilla è aggiunta della farina fossile | mattone refrattario, resistente alle alte temperature | mattoni a spina, di coltello, di taglio, secondo il verso in cui sono disposti nella costruzione | muro di mezzo mattone, di un mattone, muro che ha lo spessore rispettivamente della larghezza o della lunghezza di un mattone. dim. mattoncino    • 2 •   (fig.) peso molto gravoso: avere un mattone sullo stomaco, sentir lo stomaco appesantito, avere difficoltà a digerire | cosa o persona pesante e noiosa: che mattone quel libro!   agg. invar.  si dice di colore rosso cupo come quello della terracotta: un vestito color mattone, rosso mattone. 
mattonella   s.f.    • 1 •   laterizio o conglomerato di forma per lo più quadrata o esagonale, di cemento, graniglia o ceramica, usato per pavimentazioni e rivestimenti    • 2 •   denominazione generica di oggetti che hanno una forma simile a una mattonella: mattonella di carbone, di gelato    • 3 •   sponda del tavolo da biliardo.
mattonellificio   s.m.  fabbrica di mattonelle.
mattonetto   s.m.  mattone di piccolo formato usato per la costruzione o il rivestimento di volte, canne fumarie, condutture ecc.
mattoniera   s.f.  macchina per fabbricare mattoni e altri laterizi.
mattonificio   s.m.  fabbrica di mattoni.
mattora   s.f.  (ant.) madia.
mattutino   agg.    • 1 •   della mattina, spec. con riferimento alle prime ore: la luce mattutina  | che si fa di mattina: una passeggiata mattutina    • 2 •   (non com.) mattiniero: io mai non esco / mattutino così, né mai da sera / sì tardi io torno  (alfieri)  s.m.    • 1 •   (lit.) la prima parte, e la più lunga, dell'ufficio divino quotidiano, recitata prima dell'aurora    • 2 •   il suono della campana che annunzia il giorno    • 3 •   (ant.) l'inizio del giorno.
maturamento   s.m.  (non com.) maturazione.
maturando   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di studente che deve sostenere l'esame di maturità.
maturare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   detto di frutto, diventare maturo: l'uva matura in settembre  | prov.  : col tempo e con la paglia maturano le nespole, certi risultati non si possono ottenere in tempi brevi    • 2 •   detto di persona, raggiungere la maturità fisica e intellettuale: le ragazze maturano prima dei ragazzi    • 3 •   detto di cose o avvenimenti, compiere il proprio corso, raggiungere una condizione di pienezza, di massimo sviluppo: l'ascesso è maturato, è giunto a suppurazione; i tempi stanno maturando, stanno per presentarsi le condizioni opportune per compiere un'azione o perché si verifichi un evento    • 4 •   (comm.) raggiungere la scadenza prevista: crediti maturati  | costituirsi col trascorrere del tempo: su questo capitale maturano interessi  | v. tr.    • 1 •   rendere maturo: il sole matura i frutti; le esperienze maturano un uomo    • 2 •   (fig.) raggiungere gradualmente, in modo meditato: maturare una decisione    • 3 •   (fam.) promuovere un candidato agli esami di maturità: la commissione ha maturato l'intera classe  | maturarsi v. rifl.  diventare maturo.
maturativo   agg.  (non com.) capace di far maturare.
maturato   part. pass.  di maturare  e agg.  nei sign. del v.  s.m.  [f. -a] studente che ha conseguito un diploma di maturità.
maturatore   s.m.  in apicoltura, il recipiente nel quale viene introdotto il miele appena estratto dai favi allo scopo di depurarlo dalle impurità e dai residui di cera.
maturazione   s.f.  il maturare, il maturarsi, l'essere maturato (anche fig.): le ciliegie giungono a maturazione a maggio; la maturazione di un ascesso; la maturazione degli interessi; un processo di maturazione mentale. 
maturità   s.f.    • 1 •   l'essere maturo: la maturità di un frutto    • 2 •   parte della vita umana compresa tra la giovinezza e la vecchiaia | pienezza delle capacità intellettuali e morali; completo sviluppo fisico: avere, mostrare maturità; essere nel pieno della maturità; la maturità artistica di un pittore    • 3 •   diploma di stato che si consegue alla fine di un corso di scuola media superiore: maturità classica, scientifica, magistrale, tecnica, artistica, secondo il tipo di scuola | esame di maturità, quello che si sostiene per ottenere tale diploma.
maturo   agg.    • 1 •   che ha raggiunto un completo sviluppo (detto spec. di frutto o di altri prodotti del suolo): pesca matura; grano, fieno maturo    • 2 •   che si trova in età compresa tra la giovinezza e la vecchiaia (detto di persona): uomo maturo, donna matura    • 3 •   che ha completato un ciclo, che ha compiuto un determinato corso (detto di cose o avvenimenti): ascesso maturo, giunto a suppurazione; tosse matura, che dà catarro facile a espettorarsi; parto maturo, che ha luogo a tempo opportuno; vino maturo, stagionato | prodotto maturo, (econ.) quello che ha esaurito il suo carattere innovativo e che, al generalizzarsi della tecnologia con cui lo si produce, subisce un calo del tasso di crescita delle vendite    • 4 •   (fig.) che ha doti intellettuali e morali ben sviluppate, equilibrate: dimostrare di essere maturo; un bambino molto maturo per la sua età  | si dice del candidato che ha superato l'esame di maturità    • 5 •   ponderato, approfondito, serio: un maturo esame della situazione    • 6 •   (comm.) si dice del credito che è divenuto esigibile  s.m.  [f. -a] (fam.) studente che ha superato l'esame di maturità § maturamente    • 1 •   con maturità    • 2 •   (ant.) prontamente, subito.
matusa   s.m.  e f. invar.  nel gergo giovanile degli anni sessanta, persona anziana, dalla mentalità superata.
matusalemme   s.m. invar.  (fam.) persona molto vecchia, decrepita: essere un matusalemme. 
mau    ⇨ mao.
maurino   s.m.  monaco benedettino appartenente alla congregazione di san mauro, fondata nel 1618 e sciolta durante la rivoluzione francese.
mauritano   agg.  della mauritania  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della mauritania.
mauriziano   agg.  dell'ordine cavalleresco dei santi maurizio e lazzaro: cavaliere, ospedale mauriziano. 
mauro   agg.  della mauritania; mauritano  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della mauritania.
mausoleo   s.m.  (arch.) sepolcro monumentale: il mausoleo di teodorico, a ravenna; il mausoleo di adriano, castel sant'angelo a roma | (estens.) edificio di imponente maestosità.
mauve   agg.  e s.m. invar.  nel linguaggio della moda, si dice di colore violaceo, simile a quello dei fiori di malva.
mavì   agg.  (non com.) azzurro chiaro, ceruleo.
mavorzio   agg.  (poet.) di marte, dio della guerra; guerresco: fra il cozzo di mavorzie spade  (carducci).
maxi-  maxi- primo elemento di parole composte di formazione moderna, tratto dal lat. maxi°(mum)  'grandissimo', ma modellato sul contrario mini-; indica dimensioni molto grandi, spec. con riferimento a capi d'abbigliamento (maxigonna) [ ⇨ mini-].
maxicappotto   s.m.  cappotto maschile o femminile lungo fino alle caviglie.
maxigonna   s.f.  gonna lunga fino alle caviglie (talora nella forma abbr. maxi).
maxillo-  maxillo- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal lat. maxi°lla  'mascella' (maxillofacciale).
maxillofacciale   agg.  (anat.) relativo alla mascella e alla faccia: chirurgia maxillofacciale. 
maxillolabiale   agg.  (anat.) che interessa la mascella e le labbra.
maximin   s.m. invar.  lo stesso che massiminimo. 
maximulta   s.f.  nel linguaggio giornalistico, multa elevatissima.
maximum   s.m.  (econ.) prezzo massimo, tariffa massima.
maxiprocesso   s.m.  nel linguaggio giornalistico, processo penale in cui è coinvolto un numero molto alto di imputati: maxiprocesso di mafia. 
maxwell   s.m.  (fis.) unità di misura del flusso magnetico nel sistema di misura cgs (basato sulle unità fondamentali centimetro, grammo, secondo).
maya   s.m. invar.    • 1 •   [anche f.] appartenente a una popolazione indigena dell'america centrale stanziata nello yucatán e nelle regioni limitrofe    • 2 •   lingua parlata da tale popolazione  agg.  dei maya, a essi relativo: civiltà, lingua maya. 
mazdaico   agg.  [pl. m. -ci] del mazdeismo, relativo al mazdeismo.
mazdeismo   o mazdaismo, s.m.  religione dell'antica persia preislamica; zoroastrismo.
mazurca   o mazurka, s.f.  danza di origine polacca, di andamento moderato, in tre tempi | aria musicale a tempo di mazurca: una mazurca di chopin. 
mazut    ⇨ masut.
mazza   s.f.    • 1 •   robusto bastone; randello | (tosc.) bastone da passeggio    • 2 •   bastone con un pomo all'estremità superiore, un tempo insegna di comando, di carica, di distinzione    • 3 •   mazza ferrata, antica arma formata da un manico e da una grossa testa metallica provvista di punte    • 4 •   grosso martello con il manico lungo, da impugnare a due mani, usato per spaccare pietre e rottami di ghisa, per lavori pesanti di fucinatura ecc. | la parte battente del maglio e sim. dim. mazzetta    • 5 •   (sport) nel baseball, bastone a forma di clava con cui il battitore respinge la palla | bastone da golf    • 6 •   denominazione popolare di piante che hanno forma di clava o presentano organi di quella forma: mazza d'oro, lisimachia; mazza di san giuseppe, oleandro; mazza d'ercole, fungo commestibile a forma di clava, carnoso, alto fino a 15 cm (fam.  clavariacee); mazza di tamburo, bubbola.
mazzacavallo   s.m.  [pl. mazzacavalli]    • 1 •   sorta di macchina per attingere acqua dai pozzi, costituita da un palo che regge un'asta orizzontale terminante a un'estremità con un secchio e all'altra con un contrappeso | antica macchina da guerra che serviva a sollevare gli uomini all'altezza delle mura della città assediata (più nota come altaleno)    • 2 •   battipalo.
mazzacchera   s.f.  lenza per rane e anguille costituita da una cordicella con un mazzo di lombrichi legato a un'estremità.
mazzacoppia   s.f.  [pl. mazzacoppie] grossa mazza con cui si batte sopra il fioretto per fare manualmente i fori da mina.
mazzafionda   s.f.  [pl. mazzefionde] (region.) fionda.
mazzafrusto   s.m.  [pl. mazzafrusti] antica arma formata da un corto manico e una o più corde o catenelle di metallo recanti all'estremità delle palle di ferro o di piombo; mazza snodata.
mazzagatto   o mazzagatti, s.m.  [pl. invar.  o -ti] antica denominazione di pistole a canna corta per bersagli ravvicinati.
mazzamurello   o mazzamauriello o mazzamoriello, s.m.  (region.) folletto del folclore meridionale.
mazzancolla   s.f.  [pl. mazzancolle] (region.) grosso gambero commestibile.
mazzapicchio   s.m.  [pl. mazzapicchi]    • 1 •   grosso mazzuolo usato per cerchiare le botti    • 2 •   pesante martello d'acciaio con manico di legno usato un tempo per ammazzare le bestie da macello    • 3 •   grosso ceppo di legno duro, con cerchiatura di rinforzo e maniglie, usato per conficcare pali nel terreno, costipare e spianare pavimentazioni in pietrisco o terra battuta ecc.; mazzeranga.
mazzaranga    ⇨ mazzeranga.
mazzare   v. tr.  (ant.) ammazzare.
mazzata   s.f.    • 1 •   colpo di mazza    • 2 •   (fig. fam.) dolore intenso o danno grave che giunge improvviso: quella notizia fu per lui una vera mazzata. 
mazzera   s.f.  (merid.) ammasso di pietre che si attacca alle reti delle tonnare per tenerle ferme al fondo.
mazzeranga   o mazzaranga, s.f.    • 1 •   (agr.) attrezzo costituito da una piastra di legno o d'acciaio, munita di manico lungo, con cui si batte il terreno appena seminato per spianarlo e farvi aderire bene i semi    • 2 •   lo stesso che mazzapicchio, nel sign. 3.
mazzerare   v. tr.  [io màzzero ecc.] (ant.) affogare un uomo o un animale gettandolo in acqua con mani e piedi legati e rinchiuso in un sacco cui è attaccata una grossa pietra: gittati saran fuor di lor vasello / e mazzerati presso a la cattolica  (dante inf.  xxviii, 79-80).
mazzetta   (1) s.f.    • 1 •   dim.  di mazza  | denominazione di attrezzi in forma di piccola mazza o di grosso martello, usati in diversi mestieri e attività: mazzetta da minatore    • 2 •   (edil.) spalletta che sporge ai due lati delle aperture dei muri e su cui poggia il telaio dei serramenti    • 3 •   (tosc.) bastone da passeggio leggero ed elegante.
mazzetta   (2) s.f.    • 1 •   mazzo di banconote dello stesso taglio    • 2 •   (fam.) somma di denaro che si dà a una persona per corromperla o per ottenerne qualche favore | percentuale che la prostituta corrisponde al protettore | (region.) mancia    • 3 •   gruppo di campioni di tessuto o di carta riuniti in mazzo.
mazzettiere   s.m.  chi prepara pietre per pavimentazioni stradali; spaccapietre.
mazzetto   s.m.    • 1 •   dim.  di mazzo 1; in partic., fascetto di erbe odorose | fare mazzetto, (region.) mischiare le carte da gioco in modo da destinarsi le migliori    • 2 •   (bot.) infiorescenza con peduncoli ravvicinati.
mazzicare   v. tr.  [io màzzico ecc.] (ant.)    • 1 •   percuotere a lungo con un bastone    • 2 •   battere con la mazza.
mazziere   (1) s.m.    • 1 •   chi, munito di mazza, precede un corteo o una processione o segna il tempo a una banda musicale    • 2 •   (st.) nome di subalterni di alcune signorie o magistrature che portavano la mazza, insegna di comando    • 3 •   picchiatore che in età giolittiana e poi in epoca fascista interveniva alle manifestazioni politiche per impedire espressioni di dissenso.
mazziere   (2) s.m.  [f. -a] chi, giocando, distribuisce le carte.
mazzinianismo   o mazzinianesimo [maz-zi-nia-né-si-mo], s.m.  l'insieme dei principi ideali e politici propugnati da giuseppe mazzini; l'azione politica a essi ispirata.
mazziniano   agg.  di giuseppe mazzini (1805-1872); che si riferisce al suo pensiero o ne segue la dottrina: gli ideali mazziniani; un patriota mazziniano; moti mazziniani, i tentativi di insurrezione armata che nel corso del risorgimento furono promossi da mazzini e dai suoi seguaci  s.m.  [f. -a] seguace delle dottrine di mazzini: un mazziniano convinto. 
mazzo   (1) s.m.    • 1 •   insieme di più cose, spec. fiori o altri vegetali, legate o comunque unite insieme: un mazzo di rose; asparagi a mazzi; un mazzo di chiavi  | mettere tutti nello stesso mazzo, considerare tutti alla stessa stregua, senza fare distinzioni | entrare nel mazzo, entrare a far parte di una compagnia di persone    • 2 •   serie completa di carte da gioco: fare, mescolare, tagliare il mazzo.  dim. mazzetto. 
mazzo   (2) s.m.  (ant. , lett.) bastone grosso e pesante | mazza, maglio: s'appoggiò su l'incudine col mazzo  (pascoli).
mazzo   (3) s.m.  (volg.) deretano | farsi il, un mazzo, (fig.) faticare molto, sottoporsi a un duro lavoro.
mazzocchio   s.m.    • 1 •   antica acconciatura femminile fatta raccogliendo i capelli in crocchia e ornandoli con nastri | ciuffo di peli di animali o di capelli legati insieme    • 2 •   copricapo maschile in uso nel sec. xv: tutti a nuovo in bell'arnese, co'l mazzocchio e con la spada  (carducci)    • 3 •   germoglio giovane di cicoria o di radicchio che si mangia in insalata.
mazzola    ⇨ mazzuola.
mazzolare   v. tr.  [io mazzuòlo  (pop. mazzòlo) ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  (pop. -ò-) in posizione tonica, -o-  (meglio che -uo-) in posizione atona]    • 1 •   colpire con il mazzuolo; bastonare, percuotere    • 2 •   (ant.) uccidere con la mazzuola, come forma di esecuzione capitale.
mazzolata   s.f.    • 1 •   colpo dato col mazzuolo o la mazzuola    • 2 •   (fig. fam.) duro colpo, spec. economico: il conto dell'albergo è stato una bella mazzolata. 
mazzolo    ⇨ mazzuolo 1.
mazzuola   pop. mazzola, s.f.    • 1 •   lo stesso che mazzuolo    • 1 •    • 2 •   (ant.) strumento con cui si colpivano sul capo i condannati a morte.
mazzuolo   (1) pop. mazzolo, s.m.    • 1 •   piccola mazza con testa a forma di barilotto, in legno, gomma, plastica o metallo tenero, usata quando occorra assestare colpi su superfici relativamente delicate    • 2 •   bastone con testa sferoidale imbottita, che serve per suonare la grancassa    • 3 •   parte terminale di alcuni tipi di bastoni da golf.
mazzuolo   (2) s.m.  nelle paludi o nei terreni acquitrinosi, striscia di terreno rialzata e bonificata ai cui margini vengono scavate delle fosse di scolo.
me   pron. pers. m.  e f. di prima persona sing.    • 1 •   forma complementare tonica del pron. pers. io; si usa come compl. ogg., quando gli si vuole dare particolare rilievo, e nei complementi introdotti da preposizioni: cercano proprio me; parlavano di me; l'ha consegnato a me; a me non importa; è venuto da me ieri; l'ha fatto per me; non prendertela con me; fra me e lui non c'è stato nessuno screzio; rafforzato da stesso  o medesimo : mi vergogno di me stesso  | da me, da solo, senza l'aiuto altrui: l'ho fatto da me  | per me, per quel che mi riguarda: per me, puoi fare quello che vuoi  | secondo me, a mio parere: secondo me, è tutto sbagliato  | quanto a me, per quanto mi riguarda: quanto a me puoi stare tranquillo | tra me  (o tra me e me), dentro di me, nel mio intimo: parlavo tra me; una cosa detta tra me e me  | non saper né di me né di te, (fam.) riferito a persone o a cose, non sapere di nulla    • 2 •   si usa come soggetto nelle esclamazioni e nelle comparazioni dopo come  e quanto : povero me!; me infelice!; non sei come me; ne sapevano quanto me  | come predicato nominale dopo i verbi essere, parere, sembrare, a meno che il sogg. non sia io : tu non sei me  (ma: io non sono più io) | nell'uso ant. o dial. può trovarsi come soggetto al posto di io : me e te siamo due bei stupidi  (fenoglio)    • 3 •   si usa come compl. di termine in luogo del pron. pers. mi  in presenza delle forme pronominali atone lo, la, li, le  e della particella ne, sia in posizione enclitica sia proclitica: me lo disse; me li ha restituiti; me ne ha fatte tante; mandatemelo; parlamene. 
ménage  ;s.m. invar.  andamento della vita coniugale o familiare: un ménage sereno, difficile  | l'organizzazione, l'amministrazione della vita familiare: un ménage dispendioso. 
mélo  ;s.m. invar.  melodramma | in funzione di agg.  melodrammatico.
mélange  ;s.m.    • 1 •   mescolanza, spec. di colori    • 2 •   filato costituito da fibre di vari colori    • 3 •   caffè o cioccolata con panna montata.
mèche  ;s.f. invar.  ciocca di capelli di colore diverso dal resto della capigliatura.
me'   (1) agg.  (ant. tosc.) forma apocopata di meo. 
me'   (2) avv.  (ant. lett.) forma apocopata di meglio : ond'io per lo tuo me' penso e discerno / che tu mi segui  (dante inf.  i, 112-113).
me'   (3) s.m.  (ant. poet.) forma apocopata di mezzo : e così andando s'avvenne per me' la cesta sotto la quale era il giovinetto  (boccaccio dec.  v, 10).
mea culpa   loc. avv.  (relig.) nella liturgia della messa, formula del confiteor con la quale il fedele riconosce la propria colpevolezza per i peccati commessi  loc. sost. m. invar.  riconoscimento del proprio torto, manifestazione del proprio pentimento: dire, recitare il mea culpa. 
meandrico   agg.  [pl. m. - ci] (rar.) di meandro; a forma di meandro; tortuoso, intricato.
meandro   s.m.    • 1 •   doppia ansa o serpentina formata da un fiume    • 2 •   tracciato, andamento tortuoso (anche fig.): perdersi in un meandro di vie; i meandri di un ragionamento, della psiche. 
meare   v. intr.  [io mèo ecc. ; aus. essere] (ant.) passare attraverso, trapelare: come a raggio di sol che puro mei / per fratta nube  (dante par.  xxiii, 79-80).
meato   s.m.    • 1 •   (lett.) passaggio; per estens., apertura, in genere stretta, attraverso cui passa qualcosa    • 2 •   (anat.) orifizio, apertura: meato urinario    • 3 •   (mecc.) lo spazio che, fra due superfici in movimento relativo, è occupato dal lubrificante.
mecanico    ⇨ meccanico.
mecca   s.f.    • 1 •   (fam.) luogo remoto | venire dalla mecca, (scherz.) si dice di persona che ignori cose note a tutti o che sia vestita in modo strano e ridicolo    • 2 •   (fig.) luogo in cui vanno, come in pellegrinaggio, molte persone sperando di realizzare i propri sogni, di trovare vantaggi e benessere: hollywood è stata a lungo la mecca del cinema internazionale    • 3 •   vernice trasparente a base di lacca, usata per dorare cornici di legno precedentemente argentate: doratura a mecca. 
meccanica   s.f.    • 1 •   parte della fisica che studia il moto (dinamica) e l'equilibrio (statica) dei corpi | meccanica celeste, studio del moto dei corpi celesti naturali (pianeti e loro satelliti, comete ecc.) e artificiali (veicoli spaziali, satelliti artificiali ecc.) | meccanica ondulatoria, la meccanica dei fenomeni atomici, in cui la materia manifesta tipiche proprietà ondulatorie | meccanica quantistica, parte della fisica che studia i fenomeni relativi a sistemi microscopici molecolari, atomici, subatomici, nucleari, particellari, in cui le grandezze si presentano in quantità intere di unità elementari    • 2 •   attività tecnologica che ha per oggetto la costruzione di macchine e meccanismi: essere appassionato di meccanica    • 3 •   l'insieme degli elementi di un meccanismo e il modo in cui funzionano: la meccanica di un orologio, di un motore, di un pianoforte    • 4 •   (fig.) il modo in cui si svolgono alcuni processi naturali o anche determinati fatti: la meccanica della digestione; ricostruire la meccanica di un incidente. 
meccanicismo   s.m.    • 1 •   qualunque concezione filosofica che spieghi il mondo naturale mediante le sole leggi della materia e del movimento, con esclusione di ogni finalismo    • 2 •   svolgimento di un'attività per mezzo di macchine o secondo schemi meccanici.
meccanicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, sostenitore del meccanicismo.
meccanicistico   agg.  [pl. m. -ci] del meccanicismo, dei meccanicisti § meccanicisticamente avv. 
meccanicità   s.f.  carattere di ciò che è meccanico (spec. fig.): la meccanicità di un gesto, di un lavoro. 
meccanico   ant. mecanico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di un meccanismo, di una macchina; che riguarda i meccanismi o le macchine: congegno, guasto, incidente meccanico; industria meccanica    • 2 •   che si fa con una macchina: tessitura meccanica    • 3 •   (fig.) che viene fatto in modo automatico, come da una macchina, quindi senza l'intervento della volontà o dell'intelligenza: lavoro, movimento meccanico    • 4 •   relativo alla meccanica: leggi meccaniche    • 5 •   (ant.) manuale, artigianale, detto di persona o attività: gente meccanica; arti meccaniche  | (estens.) volgare  s.m.    • 1 •   operaio specializzato o tecnico che provvede alla riparazione e alla manutenzione di macchine: portare l'automobile dal meccanico  | chi costruisce parti o elementi meccanici per conto di altri, spec. professionisti, medici e sim.: meccanico dentista, ortopedico    • 2 •   (ant.) lavoratore manuale | (estens.) persona di umile condizione sociale, plebeo; persona volgare: nel mezzo, vile meccanico!  (manzoni p. s.  iv) § meccanicamente avv.    • 1 •   per mezzo di macchine: lavorazioni svolte meccanicamente    • 2 •   (fig.) senza intervento della volontà o dell'intelligenza: compiere un gesto meccanicamente. 
meccanismo   s.m.    • 1 •   complesso di organi meccanici, fra loro collegati e articolati, in modo da trasmettere un movimento e che, da solo o in unione con altri, costituisce una macchina o un congegno: il meccanismo di un orologio    • 2 •   il modo in cui funziona tale complesso di elementi: conoscere il meccanismo del motore a scoppio    • 3 •   (fig.) modo in cui funziona un'organizzazione oppure avviene un processo fisico, psicologico o sociale: il meccanismo amministrativo dello stato; il meccanismo della digestione, della memoria  | meccanismi di difesa, (psicol.) quelli che l'apparato psichico mette in atto per rimuovere dalla coscienza immagini o stimoli nocivi.
meccanizzare   v. tr.    • 1 •   introdurre l'uso delle macchine in un'attività che prima si svolgeva in modo prevalentemente manuale: meccanizzare la contabilità, l'agricoltura    • 2 •   (fig.) far diventare simile a una macchina | meccanizzarsi v. rifl.    • 1 •   trasformarsi in seguito all'introduzione delle macchine: l'agricoltura si è meccanizzata    • 2 •   fornirsi di mezzi di trasporto a motore: le moderne fanterie si sono meccanizzate. 
meccanizzato   part. pass.  di meccanizzare   agg.    • 1 •   che si serve, dispone di macchine: reparto meccanizzato, reparto militare dotato di automezzi    • 2 •   profondamente trasformato dalla diffusione delle macchine; organizzato con meccanica precisione: società, vita meccanizzata. 
meccanizzazione   s.f.  il meccanizzare, il meccanizzarsi, l'essere meccanizzato: meccanizzazione dell'agricoltura. 
meccano   ® s.m. invar.  gioco per ragazzi composto di elementi metallici modulari, che si possono unire tra loro in vario modo mediante piccoli bulloni, per ottenere costruzioni o macchine in miniatura.
meccano-  meccano- primo elemento di parole composte, dal gr. mìchane e-/ 'artificio, macchina'; significa 'macchina' o indica l'impiego di mezzi meccanici (meccanografia).
meccanocettore    ⇨ meccanorecettore.
meccanografia   s.f.  procedimento meccanico o elettromeccanico di calcolo, selezione e classificazione di dati.
meccanografico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'elaborazione di dati mediante mezzi meccanici o elettromeccanici: calcolo meccanografico; ufficio, centro meccanografico  § meccanograficamente avv.  con procedimenti meccanografici.
meccanorecettore   o meccanocettore, (fisiol.) recettore sensibile alle stimolazioni meccaniche (tattili, muscolari, di pressione ecc.).
meccanoterapia   s.f.  (med.) fisioterapia eseguita con appositi attrezzi meccanici.
mecenate   s.m.  e f.  persona munifica che favorisce e protegge le arti e gli artisti.
mecenatesco   agg.  [pl. m. -schi] di mecenatismo, da mecenate: comportamenti mecenateschi. 
mecenatismo   s.m.  munifica protezione di scrittori, poeti e artisti intesa a favorire il fiorire delle arti e delle lettere: il mecenatismo dei principi del rinascimento. 
mechitarista   s.m.  [pl. -sti] membro della comunità monastica, di regola benedettina, fondata nel 1701 dal teologo armeno mechitar (1676-1749).
meco   pron.  (ant. , lett.) con me: quel brav'uomo del signor castellano si degna di trattenersi meco  (manzoni p. s.  v) | con meco, con esso meco, con me | meco stesso, meco medesimo, dentro di me, tra me e me.
meconio   s.m.    • 1 •   (non com.) oppio    • 2 •   (med.) il contenuto intestinale del feto.
meconismo   s.m.  (med.) intossicazione da oppio.
mecotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine d'insetti di piccole e medie dimensioni, con capo allungato, antenne filiformi e ali membranose; i maschi, spesso, hanno due pinze al termine dell'addome | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
meda   s.f.  (mar.) segnale fisso, in muratura o in metallo, emergente dal mare per indicare scogli non visibili, bassi fondali ecc.
medaglia   s.f.    • 1 •   dischetto metallico simile a una moneta, che reca sulle due facce, o soltanto su una, figure e iscrizioni, di solito destinato a ricordare una persona o un avvenimento: medaglia commemorativa | il diritto della medaglia, la faccia su cui è impressa la figura o l'iscrizione principale; il rovescio della medaglia, il lato opposto; (fig.) il lato meno bello, l'aspetto negativo di una situazione. dim. medaglietta, medaglina, medagliuccia  accr. medagliona, medaglione  (m.) pegg. medagliaccia    • 2 •   distintivo in forma di medaglia conferito in segno di onore o premio: medaglia al valore militare, civile; medaglia olimpionica; medaglia d'oro, d'argento, di bronzo  | (estens.) la persona stessa decorata: le medaglie d'oro della resistenza. 
medagliere   s.m.    • 1 •   raccolta di medaglie o di monete | il medagliere olimpico dell'italia, l'insieme delle medaglie conquistate alle olimpiadi dagli atleti italiani    • 2 •   mobile a più ripiani scorrevoli in cui si conserva una collezione di medaglie o monete.
medaglietta   s.f.    • 1 •   dim.  di medaglia  | in partic., piccola medaglia con effigie sacra, che si porta al collo per devozione: una medaglietta di san francesco    • 2 •   distintivo dei membri del parlamento, consistente in una piccola medaglia d'oro con il nome del deputato o del senatore e l'indicazione della legislatura.
medaglione   s.m.    • 1 •   accr.  di medaglia    • 2 •   gioiello a forma di medaglia che racchiude il ritratto di una persona cara    • 3 •   motivo architettonico ornamentale formato da una cornice, circolare od ovale, che racchiude un'immagine, per lo più un ritratto    • 4 •   breve profilo biografico-critico di un personaggio    • 5 •   (gastr.) pietanza di carne tritata in forma di disco, condita gener. con salse.
medaglista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi incide, conia medaglie    • 2 •   collezionista di medaglie.
medaglistica   s.f.    • 1 •   l'arte di incidere, coniare medaglie    • 2 •   lo studio delle monete e medaglie antiche.
medesimezza   s.f.  (rar.) l'essere medesimo; identità.
medesimo   poet. medesmo [me-dé-smo], agg. dimostr.    • 1 •   indica identità rispetto ad altra persona o cosa di cui si sta parlando; è sin. meno usato di stesso : vivere nella medesima casa; fare il medesimo lavoro; essere della medesima idea  | con valore enfatico si pospone alla parola a cui si riferisce: oggi medesimo, proprio oggi; la legge medesima lo ammette, perfino la legge; è la virtù medesima, la virtù personificata | rafforzato pleonasticamente da stesso : si tratta della stessa medesima cosa, persona  | con valore rafforzativo si usa dopo i pron. pers.: me medesimo; noi medesimi    • 2 •   uguale per quantità, qualità, grandezza: hanno il medesimo peso, la medesima forma   pron. dimostr.    • 1 •   [f. -a] la stessa persona: il medesimo rispose alla domanda in due modi diversi    • 2 •   (non com.) la stessa cosa § medesimamente avv.  (non com.) allo stesso modo; ugualmente | contemporaneamente.
media   (1) s.f.    • 1 •   valore intermedio, determinato secondo un criterio matematicamente definito e rappresentativo, fra i valori di quantità della stessa specie; più genericamente, misura di mezzo tra un minimo e un massimo: un'intelligenza superiore alla media  | media aritmetica, la somma di due o più valori divisa per il numero di essi | media geometrica di n numeri, la radice ennesima del prodotto degli n  numeri | media ponderata, quella in cui ogni valore viene moltiplicato per un determinato coefficiente (peso) che rappresenta la maggiore o minore incidenza di quel valore nel calcolo da effettuare | media oraria, la velocità media sviluppata su un dato percorso in un tempo determinato, espressa in km/ora | in media, calcolando il valore medio: lavorare in media otto ore al giorno  | media mobile, (stat.) nell'analisi di serie temporali, media aritmetica di valori rilevati via via su un numero di periodi (anni, mesi) sempre uguale | media inglese, (sport) tipo di punteggio usato in tornei di calcio, nel quale si attribuiscono valori diversi ai risultati secondo che siano ottenuti in casa o fuori casa    • 2 •   nel linguaggio scolastico, la media aritmetica dei voti ottenuti nelle singole materie: essere promosso con la media dell'otto  | fare le medie, (fam.) fare gli scrutini    • 3 •   scuola media inferiore: frequentare la media  (o le medie).
media   (2) s.m. pl.  abbr. di mass media. 
mediale   (1) agg.  (anat.) che è prossimo all'asse mediano del corpo o di un organo § medialmente avv.  in posizione mediale.
mediale   (2) agg.  (ling.) relativo alla forma media di un verbo.
mediale   (3) agg.  relativo ai mass media.
mediana   s.f.    • 1 •   (geom.) ciascuna delle rette o dei segmenti che in un triangolo congiungono un vertice con il punto medio del lato opposto    • 2 •   (stat.) in una successione di osservazioni disposte in ordine di grandezza, il valore che occupa la posizione centrale    • 3 •   (sport) nel gioco del calcio, del rugby e sim., lo schieramento dei giocatori di seconda linea, fra i terzini e gli attaccanti.
medianicità   s.f.  carattere proprio dei fenomeni medianici.
medianico   agg.  [pl. m. -ci] che è proprio di un medium; che avviene per mezzo di un medium: potere medianico; fenomeni medianici. 
medianismo   s.m.  l'attività svolta da un medium; l'insieme dei fenomeni medianici.
medianità   s.f.  il potere del medium.
mediano   agg.  che è in mezzo: dialetti mediani, quelli dell'italia centrale | muro mediano, quello portante non perimetrale | vena mediana, nervo mediano, (anat.) situati in mezzo all'avambraccio  s.m.  (sport) nel calcio, nel rugby e sim., giocatore di seconda linea, che ha funzione di raccordo tra i difensori e gli attaccanti.
mediante   (1) s.f.  (mus.) terza nota di una scala, che determina la tonalità maggiore o minore di essa, a seconda del suo intervallo con la tonica.
mediante   (2) prep.  per mezzo di, con l'aiuto di: è stato assunto mediante un'agenzia. 
mediare   v. intr.  [io mèdio ecc. ; aus. essere] (non com.) essere interposto, essere in mezzo | v. tr.    • 1 •   far conseguire con una mediazione; fare da mediatore, da intermediario (anche assol.): mediare un accordo    • 2 •   (filos.) porre un termine in relazione con un altro    • 3 •   (mat.) eseguire una media, calcolare valori medi.
mediastinico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) relativo al mediastino.
mediastinite   s.f.  (med.) infiammazione del tessuto connettivo del mediastino.
mediastino   s.m.  (anat.) lo spazio compreso fra la colonna vertebrale, lo sterno e i polmoni, che contiene il cuore.
mediateca   s.f.  [pl. -che] raccolta di materiali audiovisivi e di documentazione concernente i mass media.
mediatico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo ai media; massmediatico.
mediato   part. pass.  di mediare   agg.  indiretto, non immediato: cause mediate e immediate; cognizioni mediate  § mediatamente avv. 
mediatore   agg.  [f. -trice] che media, che esercita opera di mediazione: funzione, azione mediatrice   s.m.    • 1 •   chi si interpone fra due parti per far loro conseguire un accordo: fare da mediatore    • 2 •   agente intermediario che mette in contatto venditore e compratore ai fini della stipulazione di un contratto: mediatore d'affari. 
mediazione   s.f.    • 1 •   l'attività, l'azione svolta dal mediatore: fare opera di mediazione | mediazione divina, (teol.) l'intercessione di cristo a favore dell'umanità peccatrice    • 2 •   il compenso che spetta al mediatore    • 3 •   (filos.) procedimento logico in cui il passaggio dalla premessa alla conclusione si svolge attraverso concetti intermedi.
medica   s.f.  (ant.) donna pratica di medicina; guaritrice | (fig.) soccorritrice, consolatrice.
medicabile   agg.  che si può medicare (spec. fig.).
medicaio   s.m.  prato di erba medica.
medicale   agg.  (non com.) di medico, di medicina.
medicamento   s.m.    • 1 •   ogni sostanza usata a scopo curativo    • 2 •   (non com.) il medicare.
medicamentoso   agg.  che serve come medicamento, che ha proprietà terapeutiche: polvere medicamentosa  | trattamento medicamentoso, fatto con medicamenti.
medicare   v. tr.  [io mèdico, tu mèdichi ecc.]    • 1 •   curare una lesione esterna o accessibile dall'esterno con applicazioni di medicamenti, bende ecc.; sottoporre a trattamento terapeutico locale: medicare un ferito, una piaga; medicarsi un dito    • 2 •   (rar.) correggere, modificare qualcosa migliorandone la qualità: medicare il vino    • 3 •   (fig. lett.) mitigare, lenire: la tristezza... dell'animo bisogna medicarla colla filosofia  (leopardi lettere)    • 4 •   (ant.) curare una malattia o una persona | medicarsi v. rifl.  farsi una medicazione.
medicastro   s.m.  (spreg.) medico di scarsa abilità, di poco valore.
medicato   part. pass.  di medicare   agg.  nei sign. del verbo | trattato con sostanza antisettica o medicamentosa: cerotto, bagno medicato. 
medicatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi medica.
medicatura   s.f.  (non com.) medicazione.
medicazione   s.f.  il medicare, il medicarsi, l'essere medicato; l'insieme delle bende, dei medicamenti e altro applicati sulla parte ferita: cambiare la medicazione a un ferito  | posto di medicazione, in guerra o in caso di calamità, centro in cui si apprestano le prime cure ai feriti prima che vengano avviati agli ospedali.
mediceo   agg.  della famiglia dei medici, signori di firenze dal xv al xviii sec.: la signoria medicea  | pianeti medicei, i quattro maggiori satelliti di giove, così chiamati da galileo in onore di cosimo ii dei medici.
medichessa   s.f.  (scherz.) donna che fa di professione il medico | (estens.) donna che conosce, o ritiene di conoscere, un po' di medicina pratica.
medicina   s.f.    • 1 •   disciplina che studia le malattie e i mezzi per riconoscerle, curarle e prevenirle; in contrapposizione a chirurgia, può indicare quella parte della medicina che cura le malattie senza ricorrere a interventi cruenti: medicina interna; medicina preventiva, del lavoro; medicina ambientale, branca della medicina che studia l'incidenza dei fattori ambientali (alimentazione, condizioni atmosferiche, esposizione a sostanze tossiche ecc.) sulle malattie | reparto medicina, in un ospedale, quello di medicina interna o di medicina generale | medicina legale, quella che tratta problemi medici, chirurgici o biologici in rapporto con le scienze giuridiche e sociali | medicina spaziale, quella che studia gli effetti prodotti sull'organismo dalla permanenza nello spazio extraterrestre | medicina nucleare, quella che utilizza tecniche nucleari a scopo diagnostico o terapeutico    • 2 •   ogni preparato che serve a curare; farmaco, spec. se da assumere per via orale: una medicina efficace; prendere, bere la medicina; usare troppe medicine    • 3 •   (fig.) ogni cosa che possa apportare benessere o sollievo e che rappresenti un rimedio a mali fisici o morali: il tempo è la migliore medicina    • 4 •   facoltà universitaria e corso di laurea che prepara alla professione medica (propr. medicina e chirurgia): iscriversi a medicina. 
medicinale   agg.  che è usato in medicina, che ha proprietà curative: erba, pianta medicinale   s.m.  prodotto farmaceutico per la cura delle malattie: acquisto, vendita di medicinali. 
medico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda la medicina: pratica medica; cure mediche    • 2 •   del medico, relativo ai medici: consulto medico; visita medica; certificato medico, rilasciato dal medico | personale medico, in un'organizzazione sanitaria, quello composto da laureati in medicina    • 3 •   (non com.) che ha proprietà curative; medicinale: preparato medico   s.m.    • 1 •   chi professa la medicina avendo conseguito il titolo accademico e l'abilitazione all'esercizio della professione: fare il medico; sua moglie è medico; l'ordine dei medici; medico condotto, fiscale  | medico chirurgo, in passato, titolo del medico specializzato in chirurgia; oggi, titolo di chi ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia e l'abilitazione alla professione | medico curante, quello che ha in cura un ammalato | medico generico, o di base, o di famiglia, quello che cura normalmente una persona e se necessario richiede l'intervento di specialisti. pegg. medicuccio, mediconzolo, medicaccio    • 2 •   (fig.) persona o cosa che può portare rimedio a mali fisici o morali: medico dell'anima; il tempo è un gran medico  § medicamente avv.  da un punto di vista medico.
medico   (2) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (non com.) della media, medo; per estens., persiano: guerre mediche    • 2 •   erba medica, pianta perenne con foglie composte di tre foglioline, coltivata come foraggio (fam.  leguminose).
medicone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (fam.) medico di gran valore, di gran fama    • 2 •   (pop.) chi, senza essere laureato in medicina, dà consigli medici ed esegue semplici operazioni; guaritore empirico.
medietà   s.f.  (lett.) carattere di ciò che è medio, intermedio tra due estremi.
medieuropeo   o medioeuropeo, agg.  relativo all'europa centrale.
medievale   o medioevale, agg.    • 1 •   del medioevo: storia, latino medievale    • 2 •   (fig. , spreg.) retrivo, superato, retrogrado: mentalità medievale. 
medievalismo   o medioevalismo, s.m.  tendenza a esaltare le forme di vita e gli ideali del medioevo.
medievalista   o medioevalista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] medievista.
medievalistica   o medioevalistica, s.f.  l'insieme delle discipline filologico-storiche che studiano la civiltà medievale.
medievalistico   o medioevalistico, agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la medievalistica.
medievista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso del medioevo, della civiltà medievale.
medievistica   o medioevistica, s.f.  il complesso delle discipline storiche che hanno come oggetto di studio l'arte, la cultura, la civiltà del medioevo.
medimno   s.m.  nella grecia antica, misura di capacità per gli aridi; in attica corrispondeva a circa 52 litri.
medina   s.f.  nelle città islamiche, la parte vecchia, che include il bazar e la moschea.
medio   agg.    • 1 •   che è nel mezzo tra due estremi; che si trova a metà tra il massimo e il minimo: la parte media di una colonna; statura media; un motore di media cilindrata; intelligenza media,  normale | (dito) medio, il terzo dito della mano | ceto medio, la media e piccola borghesia | scuola media  (o secondaria), quella che segue le elementari e precede l'università: scuola media (inferiore) , scuola triennale destinata al completamento dell'obbligo scolastico fino a 14 anni; scuola media superiore, successiva alla scuola media inferiore e divisa in vari tipi (liceo, istituto tecnico, magistrale ecc.) | medio termine, (econ.) periodo superiore a 18 mesi e inferiore a  10 anni | (pesi) medi, (sport) una delle categorie in cui sono divisi, in base al peso, i pugili, i lottatori e i sollevatori di pesi: il campione dei (pesi) medi; essere un (peso) medio, un atleta appartenente a tale categoria | onde medie, in radiofonia, quelle la cui lunghezza d'onda è compresa tra i 200 e i 545 m |  (termini) medi, (mat.) in una proporzione, il primo divisore e il secondo dividendo | termine medio di un sillogismo, (filos.) il termine che si trova in entrambe le premesse e serve a stabilire un rapporto tra gli altri termini | (verbo) medio, forma, diatesi media, (ling.) in alcune lingue, coniugazione verbale che sta fra l'attivo e il passivo ed esprime l'azione che l'agente esercita per sé o su sé stesso | consonanti medie, (ling.) nel greco classico, le occlusive sonore beta, gamma e delta, intermedie tra le tenui e le aspirate; per estens., in altre lingue, le consonanti occlusive sonore in genere | voce media  (più spesso nella forma lat. vox media), (ling.) parola il cui sign. può assumere un valore ora positivo ora negativo (p. e.  la parola lat. fortuna  'fortuna buona o cattiva') | medio inglese, medio tedesco, (ling.) si dice con riferimento a una fase linguistica intermedia tra l'antica e la moderna o alla forma che una lingua assume nella zona centrale della sua area di diffusione    • 2 •   che è ottenuto facendo la media tra diverse grandezze: velocità, temperatura media   s.m.  (sport) pugile, lottatore o sollevatore di pesi appartenente alla categoria dei pesi medi § mediamente avv.  in media.
mediocre   agg.    • 1 •   (non com.) che sta nel mezzo fra due estremi per qualità o quantità    • 2 •   che è inferiore alla media, alla norma: guadagno mediocre    • 3 •   di scarse doti, di limitate capacità di qualità non buona, di poco pregio: scrittore, attore mediocre; romanzo, film mediocre   s.m.  e f.  persona di limitate capacità e qualità: sollevarsi dalla massa dei mediocri  § mediocremente avv. 
mediocredito   s.m.  credito a medio termine; denominazione di aziende di credito che lo forniscono.
mediocrità   s.f.    • 1 •   condizione di ciò che si trova a uguale distanza fra due estremi | aurea mediocrità  (o, in lat., aurea mediocritas), il giusto mezzo, l'apprezzabile senso della misura; (iron.) incapacità di distinguersi, di emergere    • 2 •   l'essere mediocre, di scarse doti e capacità: uscire dalla mediocrità    • 3 •   persona mediocre: essere una mediocrità. 
medioeuropeo    ⇨ medieuropeo.
medioevale   e deriv.   ⇨ medievale e deriv. 
medioevo   o medio evo, s.m.  epoca storica compresa tra l'età antica e l'età moderna, i cui termini sono fissati convenzionalmente tra il 476, anno della caduta dell'impero romano d'occidente, e il 1492, anno della scoperta dell'america: l'arte, la cultura, la civiltà del medioevo; alto, basso medioevo, rispettivamente prima e dopo l'anno 1000.
mediolatinità   s.f.  il complesso delle tradizioni culturali del mondo latino medievale.
mediolatino   agg.  della mediolatinità, del latino medievale  s.m.  il latino medievale, cioè la lingua latina parlata o scritta nel medioevo.
medioleggero   o medio-leggero, agg.  e s.m.  (sport) si dice di una delle categorie in cui sono divisi secondo il peso i pugili, i lottatori e i sollevatori di pesi; per estens., di atleta che appartiene a tale categoria.
mediologia   s.f.  studio dei mezzi di comunicazione di massa (mass media).
mediologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla mediologia.
mediologo   s.m.  [pl. -gi] studioso dei mezzi di comunicazione di massa.
mediomassimo   o medio-massimo, agg.  e s.m.  (sport) si dice di una delle categorie in cui sono divisi secondo il peso i pugilatori, i lottatori e i sollevatori di pesi; per estens., di atleta che appartiene a tale categoria.
mediominerale   agg.  si dice di acqua potabile che contiene sali minerali in percentuali comprese tra 0,2 e    • 1 •   grammo per litro.
mediopalatale   agg.  (ling.) si dice di fonema articolato nella parte centrale del palato: consonante mediopalatale. 
mediopassivo   agg.  (ling.) si dice di forma verbale che ha coniugazione passiva e significato sia passivo sia medio.
mediorientale   agg.  relativo al medio oriente.
meditabile   agg.  (non com.) da meditare, degno di essere meditato.
meditabondo   agg.  che sta assorto in meditazione; che ha l'aspetto, l'atteggiamento di chi medita (spesso scherz.): essere meditabondo; faccia meditabonda. 
meditare   v. tr.  [io mèdito ecc.]    • 1 •   considerare attentamente e a lungo un'idea, un problema, un testo e sim., allo scopo di intenderli bene, d'indagarli: meditare un passo della bibbia    • 2 •   preparare nella mente qualcosa che si intende realizzare: meditare la vendetta, la fuga; meditare un'impresa; meditare un piano strategico  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   soffermarsi a lungo con la mente su una dottrina, un'idea, un argomento, un proposito, uno scritto e sim.; raccogliersi in sé stessi per considerare attentamente qualcosa: meditare sul significato della vita; parole che invitano a meditare    • 2 •   (assol.) riflettere: ho meditato sulle tue proposte. 
meditativo   agg.  portato a meditare; dedito alla meditazione: carattere meditativo; vita meditativa  § meditativamente avv. 
meditato   part. pass.  di meditare   agg.  che è stato ben ponderato, che è frutto di seria meditazione: parole, pagine meditate; un parere assai meditato  § meditatamente avv. 
meditatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi medita.
meditazione   s.f.    • 1 •   il meditare: sprofondarsi nella meditazione; un'opera che è frutto di lunga meditazione    • 2 •   raccoglimento dello spirito intorno alle verità della fede, come pratica ascetica: fare un'ora di meditazione; stare, ritirarsi in meditazione    • 3 •   discorso o scritto religioso o filosofico che intende suscitare riflessione su un determinato argomento.
mediterraneità   s.f.  carattere mediterraneo: la mediterraneità della pittura di picasso. 
mediterraneo   agg.    • 1 •   si dice di mare quasi completamente circondato da terre | (mare) mediterraneo, per antonomasia il mare che bagna le coste meridionali dell'europa, quelle nord-occidentali dell'asia e quelle settentrionali dell'africa    • 2 •   che si riferisce, che appartiene alle terre bagnate dal mare mediterraneo: clima mediterraneo; popoli mediterranei  | anemia mediterranea, (med.) talassemia    • 3 •   (ant.) che è lontano dal mare, che si trova nell'entroterra: città mediterranea. 
medium   (1) s.m.  e f. invar.  persona dotata di poteri paranormali, capace di produrre fenomeni studiati dalla metapsichica; in partic., secondo l'ipotesi spiritistica, chi sarebbe in grado di far comunicare gli spiriti dei defunti con i viventi.
medium   (2) s.m.  [pl. media; pr.  / 'midia / e  / 'media /] mezzo di comunicazione.
medium   (3) agg. invar.  nel linguaggio commerciale, si dice di capo d'abbigliamento di taglia media.
medo   agg.  della media, antica regione dell'asia minore: l'impero medo   s.m.  [f. -a] appartenente all'antica popolazione iranica della media.
medolla    ⇨ midolla.
medollo    ⇨ midollo.
medusa   s.f.    • 1 •   animale marino dei celenterati, dal corpo gelatinoso a forma di ombrello, orlato da una frangia di sottili filamenti prensili e urticanti    • 2 •   medusa, una delle mitiche gorgoni, con la testa cinta di serpenti, che pietrificava chiunque la guardasse.
meduseo   agg.  (lett.) di medusa, che ha somiglianza con l'aspetto della medusa: i grandi, medusei capelli  (d'annunzio).
meeting   s.m. invar.    • 1 •   convegno, riunione di carattere scientifico, culturale, economico, politico ecc.    • 2 •   raduno, riunione, incontro sportivo: un meeting di atletica leggera. 
meeting point   loc. sost. m.    • 1 •   luogo di incontro di più persone, anche sconosciute fra loro, che devono partecipare a un'attività comune    • 2 •   locale pubblico che costituisce un luogo di ritrovo di persone di un certo ambiente sociale o con certe caratteristiche o interessi comuni.
mefisto   s.m.  berretto di lana a tre punte, di cui due coprono le orecchie e una scende sulla fronte, usato spec. da sciatori e alpinisti.
mefistofelico   agg.  [pl. m. -ci] di mefistofele, nome del diavolo nell'antica leggenda tedesca di faust | (estens.) che nell'aspetto e nell'atteggiamento ricorda mefistofele: riso mefistofelico, maligno e sarcastico § mefistofelicamente avv. 
mefite   s.f.  odore sgradevole che emana dalle acque solforose e dalle mofete | (estens.) aria fetida, malsana e irrespirabile.
mefitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   fetido, irrespirabile, malsano: aria mefitica    • 2 •   (fig.) moralmente corrotto: un ambiente mefitico  § mefiticamente avv. 
mega-  mega- primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. mégas  'grande'; significa 'grande, grosso' (megalite) o indica eccessivo sviluppo (megacolon); anteposto a un'unità di misura ne moltiplica il valore per 10(6) (megahertz).
megabyte   s.m. invar.  (inform.) unità di misura della memoria di massa pari a 1. 048. 576 byte.
megacaloria   s.f.  unità di misura della quantità di calore pari a    • 1 •   milione di calorie.
megacardia   s.f.  (med.) sviluppo ipertrofico o abnorme dilatazione del muscolo cardiaco.
megacero   s.m.  grande cervide fossile dalle enormi corna palmate, vissuto nell'era quaternaria in europa e in siberia.
megachila   s.f.  ape selvatica di color giallo-bruno, dal capo larghissimo; si nutre di foglie e nidifica nel tronco degli alberi (ord.  imenotteri).
megaciclo   s.m.  in radiofonia, unità di misura della frequenza, pari a    • 1 •   milione di periodi al secondo.
megacolon   s.m. invar.  (med.) dilatazione patologica del colon.
megaconcerto   s.m.  nel linguaggio giornalistico, concerto di musica leggera caratterizzato da grande spettacolarità e presenza di numerosissimo pubblico.
megaderma   s.m.  [pl. -mi] grosso pipistrello delle regioni tropicali; ha grandissime orecchie e un'appendice carnosa all'apice del naso (ord.  chirotteri).
megadirettore   s.m.  [f. -trice] (scherz.) direttore di alto grado che ha grande potere.
megaesofago   s.m.  (med.) dilatazione patologica dell'esofago.
megafarad   s.m. invar.  (fis.) unità di capacità elettrica, pari a    • 1 •   milione di farad.
megafono   s.m.  strumento acustico elementare, costituito da un tubo troncoconico di lamiera che concentra e dirige la voce, con l'effetto di amplificarla | megafono elettrico, apparecchio comprendente un alimentatore, un microfono, un amplificatore e un altoparlante, che ha la stessa forma e funzione del megafono, ma è molto più efficace.
megagalattico   agg.  [pl. m. -ci] nel linguaggio della fantascienza, si dice di ciò che ha una grandezza rapportabile a quella delle maggiori galassie | (scherz.) altissimo, eccelso, spec. in una scala gerarchica o sociale.
megahertz   s.m. invar.  (fis.) unità di misura di frequenza, pari a    • 1 •   milione di hertz.
-megalia  -megalia secondo elemento di parole composte del linguaggio medico, formate modernamente, dal gr. mégas megálou  'grande'; indica aumento di volume, grandezza eccessiva (epatomegalia).
megalite   o megalito, s.m.  (archeol.) monumento preistorico caratteristico dell'età del rame e del bronzo, formato da grandi blocchi di pietra.
megalitico   agg.  [pl. m. -ci] relativo ai megaliti; che costituisce un megalite: monumento megalitico. 
megalito    ⇨ megalite.
megalo-  megalo- primo elemento di parole composte, per lo più di formazione moderna, dal gr. megalo-, forma compositiva di mégas megálou  'grande'; significa 'grande, grandezza' (megalomania).
megalocardia   s.f.  (med.) megacardia.
megalocefalia   s.f.  (med.) macrocefalia.
megalocefalo   agg.  (med.) macrocefalo.
megalogastria   s.f.  (med.) aumento di volume dello stomaco, non accompagnato da alterazioni funzionali.
megalomane   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è affetto da megalomania.
megalomania   s.f.  mania di grandezza; tendenza a fare le cose in grande, a presumere esageratamente delle proprie capacità, forze o possibilità economiche.
megalopoli   s.f.  grande metropoli.
megalosplenia   s.f.  (med.) splenomegalia.
megalotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine d'insetti provvisti di ali membranose e cerci addominali; gli adulti conducono la loro brevissima vita in prossimità di acque dolci | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
megaohm   s.m. invar.  (elettr.) unità di misura della resistenza elettrica, pari a    • 1 •   milione di ohm.
megarico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di una scuola filosofica fondata intorno al 400 a. c. da euclide di megara, che interpretò la dottrina socratica in senso eleatico, affermando l'unicità del bene e la sua coincidenza con l'unicità dell'essere  s.m.  (spec. pl.) filosofo appartenente a tale scuola.
megaron   s.m. invar.  (archeol.) sala principale del palazzo miceneo.
megaspora   s.f.  macrospora.
megatep   s.m. invar.  unità di misura dell'energia pari al calore prodotto dalla combustione di un milione di tonnellate di petrolio dotato di potere calorifico di 10. 000 kilocalorie per kilogrammo.
megaterio   s.m.  grande mammifero fossile dell'america meridionale, vissuto nell'ultimo periodo dell'era terziaria e nel primo di quella quaternaria.
megatermo   agg.  (bot.) si dice di pianta che per vegetare richiede temperatura elevata.
megaton   o megatone [me-ga-tó-ne], s.m.  (fis.) unità di misura della potenza delle esplosioni nucleari; è pari alla potenza di    • 1 •   milione di tonnellate di tritolo.
megattera   s.f.  cetaceo di medie dimensioni, con natatoie pettorali molto sviluppate; velocissimo, compie periodiche migrazioni.
megavolt   s.m. invar.  (fis.) unità di tensione elettrica pari a    • 1 •   milione di volt.
megawatt   s.m. invar.  unità di misura della potenza elettrica pari a un milione di watt.
megera   s.f.    • 1 •   donna brutta, maligna, di carattere perfido e litigioso: una vecchia megera    • 2 •   farfalla dalle ali giallo-rossastre, macchiettate di nero; vive spec. nelle zone rocciose (ord.  lepidotteri).
meglio   avv.  [compar.  di bene]    • 1 •   in modo migliore: riflettere meglio; leggi un po' meglio; con questi occhiali vedo assai meglio; cercherò di far meglio  | star meglio, essere, trovarsi in condizioni migliori o più soddisfacenti; riferito a cose, essere più adatto; essere collocato in modo migliore: oggi sto meglio, la febbre è scesa; siediti sul divano, si sta meglio; economicamente stanno assai meglio di noi; questo colore sta meglio a te; quel quadro stava meglio nel salotto  | andar meglio, procedere in modo migliore o più soddisfacente: le cose vanno meglio; non potrebbe andar meglio di così  | andare di bene in meglio, migliorare sempre più | cambiare in meglio, migliorare | per meglio dire  (o assol. meglio), si usa come inciso per precisare o correggere una precedente affermazione: non ha potuto o, per meglio dire, non ha voluto; preferirei questo o, meglio, quello    • 2 •   seguito da un part. pass. forma un compar. di maggioranza: è meglio preparato di te; con l'art. determ. forma un superl. rel. di maggioranza: gli alunni meglio preparati; le persone meglio educate  | il meglio possibile, nel miglior modo possibile    • 3 •   (ant.) più, piuttosto: voler meglio, amar meglio, preferire; valer meglio, essere più utile, preferibile  agg. compar.    • 1 •   migliore (si usa generalmente come predicato nominale con i verbi essere, parere, sembrare): questa traduzione mi pare meglio dell'altra; il tuo è senz'altro meglio di questo  | in costruzioni partitive: qualcosa di meglio; nulla di meglio; e assol.: in mancanza di meglio; non c'è di meglio; puoi trovare di meglio  | anche con valore di pron.  : ne ho visti dei meglio, delle meglio    • 2 •   con valore neutro, nel significato di cosa migliore, preferibile : credetti meglio far finta di nulla; sarà meglio che tu parta domani; spesso si sottintende il verbo essere : (è) meglio non parlare  | (tanto) meglio!, meglio così!, meglio per lui!, escl. che esprimono compiacimento e sono usate anche ironicamente | prov.  : è meglio un uovo oggi che una gallina domani; meglio tardi che mai; meglio soli che male accompagnati    • 3 •   nell'uso pop. regionale, preceduto dall'art. determ., ha valore di superlativo relativo, equivalendo a il migliore : la meglio squadra; il meglio attore; i meglio vestiti  | anche con valore di pron.  : si sono presi i meglio, le meglio; è la meglio delle tre   s.f. invar.  la cosa migliore: la meglio è non pensarci più | avere la meglio, riuscire vittorioso, prevalere | alla meglio, alla bell'e meglio, non bene, in qualche modo: è stato fatto alla meglio; si tira avanti alla meglio  | s.m. invar.  la cosa o la parte migliore: lasciare il meglio; è il meglio che tu potessi fare  | fare il meglio, del proprio meglio, tutto ciò che è possibile o che è più vantaggioso | per il meglio, nel modo migliore, più vantaggioso: le cose vanno per il meglio; agire per il meglio  | per il tuo, suo meglio, a tuo, a suo vantaggio | nel meglio di qualcosa, (fam.) nel momento migliore: nel meglio del sonno  | al meglio, si dice di ordine di borsa in cui il cliente non pone limiti di prezzo, ma si affida alla discrezionalità dell'intermediario; nel linguaggio com., al massimo: si sono battuti al meglio delle loro possibilità  | prov.  : il meglio è nemico del bene. 
megliorare    ⇨ migliorare.
megliore    ⇨ migliore.
mehari   s.m.  dromedario africano da sella, assai veloce, addestrato per la guerra.
meharista   s.m.  [pl. -sti] soldato indigeno che faceva parte delle truppe coloniali dell'africa settentrionale montate su mehari.
meio-  meio- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, formate modernamente, dal gr. méio¯n  'minore'; significa 'meno, minore' o indica diminuzione, riduzione (meiopragia).
meiocardia   s.f.  (med.) la massima diminuzione di volume delle cavità cardiache, durante la sistole.
meiopragia   s.f.  (med.) riduzione dell'attività di un organo o di un apparato.
meiosi   s.f.  (biol.) processo di divisione del nucleo che determina nelle cellule germinali la riduzione a metà del numero di cromosomi.
meiotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) della meiosi, relativo alla meiosi.
mela   s.f.    • 1 •   frutto del melo, di forma tondeggiante, talvolta un poco schiacciata ai poli, con polpa bianca, buccia sottile e colorita (fam.  rosacee): il picciolo, i semi, la buccia della mela; mangiare una mela; mele cotte, al forno; mela delizia, renetta, cotogna  | bianco e rosso come una mela, (fam.) si dice di viso florido, colorito, sano. dim. melina, meletta, meluccia  accr. melona  pegg. melaccia    • 2 •   oggetto a forma di mela: la mela dell'annaffiatoio    • 3 •   (gerg.) nella pallacanestro, il pallone | palla da tennis    • 4 •   in toscana, natica    • 5 •   spec. pl.  (fig.) guance carnose e rosse | (pop.) mammelle  agg. invar.  si dice di una tonalità chiara di verde.
melafiro   s.m.  (min.) roccia eruttiva effusiva, di colore scuro, di composizione analoga ai basalti.
melagrana   meno com. melagranata [me-la-gra-nà-ta], s.f.  [pl. melagrane, meno com. melegrane] frutto del melograno, costituito da numerosissimi grani rosso rubino, agrodolci e commestibili, contenuti in un involucro sferico coriaceo | bocca, labbra di melagrana, d'un rosso vivo.
melagrano    ⇨ melograno.
melammina   s.f.  (chim.) composto organico azotato a struttura ciclica, a tre atomi di carbonio, che costituisce la materia prima per la produzione di particolari resine termoindurenti.
melamminico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) derivato dalla melammina: resine melamminiche. 
melampiro   s.m.  pianta erbacea semiparassita con fiori di colore giallo, comune nei campi di frumento (fam.  scrofulariacee).
melampsoracee   s.f. pl. (bot.) famiglia di funghi basidiomiceti, comprendente parassiti di piante erbacee e legnose | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
melampsorella   s.f.  fungo parassita degli abeti, sui rami dei quali determina la formazione di escrescenze (fam.  melampsoracee).
melan-  melan-  ⇨ melano-.
melancolia   melanconia e deriv.   ⇨ malinconia e deriv. 
melanconiacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi deuteromiceti che comprende numerosissime specie | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
melanesiano   agg.  della melanesia, gruppo di isole del pacifico meridionale  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della melanesia.
melangola   s.f.  frutto del melangolo.
melangolo   s.m.  albero dei paesi tropicali, simile all'arancio; ha frutti di sapore amaro (fam.  citracee).
melanico   agg.  [pl. m. -ci] di colore nero o scuro: la varietà melanica della pantera, la pantera nera | cellule melaniche, (biol.) contenenti melanina | ittero melanico, (med.) melanittero.
melanina   s.f.  (chim. biol.) pigmento bruno-nerastro derivato dalla tiroxina e presente, sotto forma di granuli, nell'epidermide, nei capelli, nei peli e nella retina; la sua mancanza è la causa dell'albinismo.
melanismo   s.m.  (biol.) eccesso di pigmentazione che scurisce il mantello dei mammiferi e il piumaggio degli uccelli.
melanite   s.f.  (min.) varietà scura di granato.
melanittero   s.m.  (med.) ittero che determina una colorazione bruno-nerastra della cute e della sclerotica dell'occhio; è detto anche ittero melanico. 
melano-  melano- o melan-, primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, dal gr. melano-  o melan-, da mélas -anos  'nero'; significa 'nero, colorazione scura' e sim. (melanodermia).
melanocrato   agg.  (geol.) si di dice di roccia eruttiva di colore scuro contenente ferro e magnesio.
melanodermia   s.f.  (med.) aumento abnorme della pigmentazione cutanea.
melanoforo   s.m.  (biol.) cellula contenente granuli di melanina.
melanoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore della cute derivato da cellule ricche di melanina.
melanosi   s.f.  (med.) aumento patologico della pigmentazione della cute, delle mucose o di altri tessuti.
melanterite   s.f.  (min.) minerale di colore scuro costituito da solfato di ferro eptaidrato, prodotto di ossidazione della pirite e della marcasite.
melanuria   s.f.  (med.) emissione di urine scure.
melanzana   s.f.    • 1 •   pianta erbacea largamente coltivata per i frutti commestibili di forma oblunga o ovoidale, con buccia violacea lucente e polpa amarognola (fam.  solanacee)    • 2 •   il frutto stesso, che si consuma cucinato in vari modi: melanzane alla parmigiana, fritte, ripiene. 
melarancia   s.f.  [pl. melarance] il frutto del melarancio.
melarancio   s.m.  [pl. melaranci] varietà di arancio, detta anche arancio dolce. 
melario   s.m.  negli alveari, la parte dell'arnia sovrapposta al nido in cui le api depositano il miele  agg.  del miele | borsa melaria, porzione dell'apparato digerente dell'ape, tra l'esofago e lo stomaco, in cui viene immagazzinato il nettare per essere trasformato in miele.
melassa   s.f.  liquido sciropposo, costituito per circa la metà di saccarosio, che rimane dopo che dalla canna da zucchero e dalle barbabietole si è estratto lo zucchero; è impiegato nell'industria, spec. per la preparazione dell'alcol etilico.
melasso   s.m.  (non com.) melassa.
melata   s.f.  secrezione zuccherina che si forma, in determinate condizioni, sulle foglie delle piante e viene raccolta e utilizzata dalle api.
melato   o mielato, agg.    • 1 •   addolcito con miele    • 2 •   (fig.) dolce come il miele; affettatamente garbato, ingannevolmente gentile: parole melate. 
melchita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] cattolico di rito bizantino e di lingua araba, appartenente ai patriarcati di alessandria d'egitto, antiochia e gerusalemme.
mele    ⇨ miele.
meleagridi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli galliformi, cui appartiene il tacchino | sing.  [-e] ogni uccello di tale famiglia.
meleagrina   s.f.  mollusco dei mari caldi, con conchiglia formata da due valve semicircolari spesse e verdastre; è il principale produttore di perle e madreperla (cl.  lamellibranchi).
melensaggine   s.f.  l'essere melenso | atto, discorso da persona melensa.
melenso   ant. milenso, agg.    • 1 •   che è tardo nell'intendere e nel muoversi; che appare goffo e inerte nell'aspetto: persona melensa    • 2 •   scipito, insulso: parole melense  § melensamente avv. 
meleto   s.m.  terreno piantato a meli.
melia   s.f.  albero ornamentale con fiori profumati violacei, raccolti in pannocchie e frutti carnosi gialli (fam.  meliacee).
-melia  -melia secondo elemento di parole composte della terminologia medica, deriv. del gr. mélos  'membro, arto'; indica anomalie congenite degli arti (focomelia, macromelia).
meliacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni tipiche delle regioni tropicali, comprendente specie produttrici di legname pregiato (p. e.  il mogano) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
melica   (1) s.f.  presso gli antichi greci e in altre letterature più recenti, la poesia lirica composta per il canto: melica monodica, corale. 
melica   (2)  ⇨ meliga.
melico   agg.  [pl. m. -ci] si dice della poesia destinata al canto, spec. con riferimento alla grecia antica; anche, di autore di tale poesia: poesia melica; poeta melico   s.m.  poeta melico: i melici greci. 
meliga   o melica, s.f.    • 1 •   pianta erbacea con spighette di fiori color giallo raccolte in pannocchie (fam.  graminacee)    • 2 •   (sett.) granturco.
melilite   s.f.  (min.) ogni componente di un gruppo di minerali di color giallo miele, costituiti da alluminosilicati di calcio, sodio, alluminio e magnesio, presenti in rocce eruttive basiche.
meliloto   s.m.  pianta erbacea annuale con piccoli fiori gialli odorosi raccolti in grappolo e foglie tripartite; fornisce ottimo foraggio ed è utilizzata nella preparazione di colliri (fam.  leguminose).
melina   s.f.  (gerg.) nel calcio e nella pallacanestro, azione ostruzionistica che consiste nel trattenere a lungo la palla per impedire agli avversari di giocarla e mantenere così con più facilità il risultato già conseguito: fare (la) melina. 
melinite   s.f.  esplosivo dirompente costituito da acido picrico.
melipona   s.f.  (zool.) genere di piccole api selvatiche dell'america tropicale, prive di pungiglione (ord.  imenotteri).
melisma   meno com. melismo, s.m.  [pl. -smi] (mus.) nella musica vocale, ornamentazione melodica di carattere espressivo costituita dall'esecuzione di più note su una sillaba del testo.
melismatico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) proprio del melisma; che contiene melismi: canto melismatico. 
melismo    ⇨ melisma.
melissa   s.f.  pianta erbacea con fiori bianchi profumati e foglie ovali, usate in farmacia per le loro proprietà stimolanti, nervine e antispasmodiche (fam.  labiate).
melitense   agg.  e s.m.  e f.  (lett. , scient.) maltese: febbre melitense. 
melitosio   s.m.  (chim.) disaccaride contenuto nella manna australiana.
melletta   s.f.  (tosc.) fanghiglia assai fluida; melma.
mellifero   agg.  (lett.) portatore, produttore di miele: api mellifere. 
mellificare   v. intr.  [io mellìfico, tu mellìfichi ecc. ; aus. avere] produrre il miele, detto delle api.
mellificazione   s.f.  la produzione di miele da parte delle api.
mellifluità   s.f.  l'essere mellifluo.
mellifluo   agg.    • 1 •   (lett.) da cui fluisce miele; stillante miele    • 2 •   (fig.) di una dolcezza affettata, insincera: persona melliflua; parole melliflue  § mellifluamente avv. 
mellitato   s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido mellitico.
mellite   s.f.  (min.) minerale piezoelettrico costituito da mellitato di alluminio; è un raro esempio di minerale formato da un sale organico.
mellitico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido aromatico a sei gruppi carbossilici che si ottiene dall'ossidazione di sostanze ricche di carbonio (p. e.  grafite).
mellito   agg.  (med.) si dice del diabete dovuto a insufficienza insulinica  s.m.  (farm.) medicinale liquido dolcificato con miele.
mellivora   s.f.  mammifero africano somigliante a un tasso, con folto e ruvido pelame grigio scuro attraversato da una larga fascia chiara lungo il capo e la schiena; è ghiotto di miele (ord.  carnivori).
mellonaggine   s.f.  (ant. , lett.) balordaggine, stupidaggine: si diede a chiamare la mellonaggine sua, birbanteria degli altri  (dossi).
mellone    ⇨ melone.
melma   s.f.    • 1 •   terra intrisa d'acqua, molle e appiccicosa, che si deposita sul fondo di fiumi e paludi o viene lasciata dalle piene    • 2 •   (fig.) abiezione, sozzura morale: la melma del vizio. 
melmosità   s.f.  l'essere melmoso; stato di un terreno coperto di melma.
melmoso   agg.  pieno di melma, coperto di melma: fondo, terreno melmoso. 
melo   s.m.  albero con rami lucidi rosso-bruni, fiori bianchi raccolti in corimbi e foglie ovali seghettate; produce frutti commestibili di forma tondeggiante (fam.  rosacee).
melo-  melo- primo elemento di parole composte, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. mélos  'musica'; significa 'canto, melodia, musica' (melodramma).
melode   (1) o melodo, s.m.  poeta bizantino che musicava il testo delle sue composizioni liturgiche.
melode   (2) s.f.  (poet.) melodia: s'accogliea per la croce una melode / che mi rapiva  (dante par.  xiv, 122-123).
melodia   s.f.    • 1 •   (mus.) successione di suoni di varia altezza e durata avente senso musicale compiuto    • 2 •   composizione musicale basata su una frase semplice e orecchiabile: una melodia molto popolare    • 3 •   (estens.) dolcezza, armonia di voci, di suoni e sim.: la melodia del canto degli uccelli; la melodia dei versi di un poeta. 
melodica   s.f.  strumento musicale ad ance libere, di uso prevalentemente didattico, che viene imboccato come un flauto diritto e si suona mediante una tastiera.
melodico   agg.  [pl. m. -ci] di melodia, che ha carattere di melodia: motivo, andamento melodico  § melodicamente avv. 
melodioso   agg.  che ha il carattere di una melodia; per estens., che ha suono dolce, soave: canto melodioso; voce melodiosa  § melodiosamente avv. 
melodista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] autore di composizioni musicali in cui la melodia costituisce l'elemento predominante.
melodo    ⇨ melode 1.
melodramma   s.m.  [pl. -mi] composizione drammatica, gener. in versi, musicata e cantata: i melodrammi verdiani  | anche, il solo testo: metastasio fu autore di melodrammi  | eroe, personaggio da melodramma, che si compiace di atteggiamenti enfatici, di espressioni esagerate.
melodrammatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio del melodramma    • 2 •   (estens.) esagerato, enfatico, teatrale: gesto, tono melodrammatico  § melodrammaticamente avv. 
melograno   tosc. melagrano, non com. melogranato [me-lo-gra-nà-to], s.m.  [pl. melograni, meno com. meligrani] arbusto con fiori rossi e foglie ovali, coltivato per i frutti commestibili chiamati melagrane  (fam.  punicacee).
melologo   s.m.  [pl. -ghi] declamazione di un testo letterario, in prosa o in versi, con accompagnamento musicale.
melolonta   s.f.  nome scientifico del maggiolino. 
melomane   s.m.  e f.  chi è esageratamente appassionato di musica.
melomania   s.f.  mania, passione esagerata per la musica.
melone   dial. mellone, s.m.    • 1 •   pianta erbacea con foglie lobate e fusto strisciante, originaria dell'asia e dell'africa tropicale, coltivata nelle regioni temperate per i frutti commestibili (fam.  cucurbitacee) | il frutto di tale pianta, sferico od ovoidale, con polpa biancastra, gialla o arancione, dolce e profumata. dim. meloncino    • 2 •   (merid.) cocomero.
melopea   s.f.  melodia lenta, per lo più ispirata a motivi liturgici.
meloplasto   s.m.  sussidio didattico per l'insegnamento della musica, consistente in una tavoletta provvista di righi sui quali le note sono indicate da elementi mobili.
melos   s.m.  (lett.) melodia, canto.
meloterapia   s.f.  (antiq.) musicoterapia.
melt-down  melt-down s.m. invar.  (fis.) incidente che consiste nella fusione del nòcciolo del reattore di una centrale nucleare, accompagnata dallo sprofondamento del materiale radioattivo nel sottosuolo.
melting pot   loc. sost. m. invar.  miscuglio di elementi diversi | (estens.) mescolanza di vari gruppi etnici.
membrana   s.f.    • 1 •   (anat.) strato sottile di tessuto che avvolge organi o parti di organi o che chiude cavità: membrana del timpano    • 2 •   (biol.) strato di molecole che avvolge la cellula o il suo nucleo: membrana cellulare, nucleare    • 3 •   pergamena, cartapecora | pelle tesa sui tamburi o su altri strumenti a percussione    • 4 •   sottile lamina metallica di apparecchi elettroacustici    • 5 •   (tecn.) struttura generalmente elastica, di vario materiale, di spessore molto sottile rispetto alla superficie, inserita in vari strumenti, dispositivi idraulici ecc. | membrana semipermeabile, (chim. fis.) strato sottile di sostanza naturale o artificiale che, immerso in una soluzione, si lascia attraversare soltanto da ioni positivi o negativi.
membranaceo   agg.  formato da una membrana; che ha struttura e consistenza di membrana; simile a una membrana: organo membranaceo  | codice membranaceo, libro, volume formato di fogli di pergamena.
membraniforme   agg.  che ha forma e aspetto di membrana.
membranofono   s.m.  ogni strumento musicale in cui il suono è dato dalla percussione di una pelle tesa sopra una cassa di risonanza.
membranoso   agg.  formato da una o più membrane; simile a membrana: organo, rivestimento membranoso. 
membranza   s.f.  (ant. , poet.) rimembranza, ricordo: o dea! tu pur mi lasci alle pensose / membranze  (foscolo sonetti).
membrare   v. tr.  [io mèmbro ecc.] (ant. , poet.) ricordare: membrando i fidati colloqui d'amor  (manzoni adelchi).
membratura   s.f.    • 1 •   forma e disposizione delle membra umane o animali, considerate nel loro insieme: membratura forte, robusta    • 2 •   (arch.) elemento o insieme di elementi che costituisce un'unità strutturale o decorativa (p. e.  la trabeazione).
membro   s.m.  [pl. le membra, del corpo umano considerate collettivamente (ant. anche i membri  e meno com. le membre); i membri, del corpo umano considerati singolarmente, e in tutti gli altri significati della parola]    • 1 •   ciascuna delle parti in cui si articola il corpo umano, considerate nella loro struttura esteriore: un giovane dalle membra forti e vigorose; le giunture dei vari membri  | membro (virile), il pene    • 2 •   (fig.) ciascuna delle persone che formano un gruppo, una collettività, un'associazione ecc.: i membri del governo, del parlamento, della commissione  | pl. le membra, gli elementi costitutivi di un tutto, considerato fig. come un corpo unico: le sparse membra di un popolo, di una nazione    • 3 •   (mat.) ciascuna parte di un'uguaglianza o di un'equazione: primo membro, quello a sinistra del segno a° secondo membro, quello a destra    • 4 •   (gramm.) parte compiuta di un periodo    • 5 •   nella metrica classica, gruppo di due o più piedi retti da un accento principale (ictus) in un'unità ritmica    • 6 •   (mecc.) elemento, componente: i quattro membri di un quadrilatero articolato    • 7 •   (arch.) elemento di un edificio o di un ornamento architettonico; membratura.
membroso   agg.  (ant.) membruto.
membruto   agg.  (non com.) si dice di persona che ha membra grosse e forti.
memento   s.m. invar.    • 1 •   (relig.) nella messa in latino, nome di due preghiere che il sacerdote recita per ricordare i vivi e i morti    • 2 •   (scherz.) ammonizione, punizione tale da essere ricordata: dare un memento a qualcuno. 
memo   s.m. invar.  (inform.) nelle basi di dati, campo in cui è possibile registrare un testo come promemoria.
memorabile   agg.  si dice di cosa o fatto straordinario, degno di essere ricordato: una data memorabile; una memorabile impresa  § memorabilmente avv. 
memorando   agg.  (lett.) che deve essere ricordato; memorabile: gli anni / lieti vedesti, e i memorandi allori  (leopardi bruto minore  84-85).
memorandum   s.m. invar.    • 1 •   documento in cui sono ricordati per sommi capi i termini di una questione: memorandum diplomatico, commerciale    • 2 •   libriccino in cui si annotano le cose da ricordare    • 3 •   (burocr.) carta da lettere di piccolo formato.
memorare   v. tr.  e intr.  [io mèmoro ecc. ; aus. dell'intr. avere] (ant. , poet.) ricordare: se tu riduci a mente / qual fosti meco, e qual io teco fui, / ancor fia grave il memorar presente  (dante purg.  xxiii, 115-117).
memorativo   agg.  (lett.)    • 1 •   che riguarda la memoria: forza memorativa    • 2 •   che serve a ricordare; commemorativo: lapide memorativa. 
memore   agg.  (lett.) che conserva il ricordo di un'esperienza, di un fatto: memore dei benefici ricevuti. 
memorevole   agg.  (lett.) memorabile.
memoria   s.f.    • 1 •   facoltà della mente di conservare e richiamare alla coscienza nozioni ed esperienze del passato: avere una buona memoria; perdere, riacquistare la memoria; imprimere, fissare nella memoria; cancellare dalla memoria  | rinfrescare la memoria a qualcuno, ricordargli qualcosa di cui si è dimenticato o che finge di aver dimenticato | sapere, imparare a memoria, conoscere, apprendere un testo, una frase e sim. in modo tale da poterli ripetere esattamente, punto per punto | memoria visiva, che ritiene nella mente le cose nella disposizione stessa in cui si sono presentate alla vista | memoria locale, attitudine a ricordare lo stato dei luoghi e la disposizione delle cose | fatto degno di memoria, degno di essere ricordato | a memoria d'uomo, dai tempi più lontani di cui si abbia ricordo | il libro della memoria, (fig. lett.) la mente    • 2 •   idea o immagine di cose, fatti o persone che si conserva nella mente: la memoria di quel giorno resterà impressa in tutti noi; fatti, tempi di cui si è persa ormai la memoria; la memoria di lui non si cancellerà mai dalla mia mente  | alla memoria di qualcuno, per onorarne il ricordo | in memoria di, per onorare, per conservare il ricordo di una persona o di un fatto    • 3 •   ciò che fa rivivere nell'animo il passato; documento, testimonianza, ricordo: atene e roma sono ricche di memorie dell'antica grandezza; quest'oggetto è una cara memoria di mio nonno    • 4 •   pl.  scritto autobiografico, in cui si rievocano vicende viste o vissute: scrivere, pubblicare le proprie memorie; un libro di memorie    • 5 •   breve saggio o dissertazione su un argomento o fatto circoscritto: una memoria scientifica  | breve scritto in cui si ricapitolano i punti principali di una questione e si espongono le proprie ragioni: la difesa ha consegnato una memoria al giudice    • 6 •   in un elaboratore elettronico, dispositivo o insieme di dispositivi che immagazzinano dati e istruzioni da utilizzare per le elaborazioni successive: memoria principale, la memoria dell'unità centrale di calcolo; ausiliaria, quella di dischi o nastri magnetici esterni al calcolatore.
memorial   s.m. invar.    • 1 •   riunione sportiva organizzata in memoria di un atleta o di un personaggio del mondo dello sport scomparso    • 2 •   monumento o complesso monumentale commemorativo di un personaggio scomparso o di un avvenimento degno di essere ricordato.
memoriale   s.m.    • 1 •   narrazione di fatti degni di memoria, di cui l'autore ha conoscenza diretta | raccolta di memorie, di documenti relativi a un personaggio illustre: il «memoriale di sant'elena», sull'esilio di napoleone a sant'elena, scritto da e. de las cases    • 2 •   scritto in cui si presenta una richiesta esponendo le circostanze utili a ottenere lo scopo, o in cui si espongono fatti per giustificare la propria condotta: l'imputato ha presentato un memoriale ai giudici. 
memorialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive un libro di memorie, un memoriale: i memorialisti dell'ottocento. 
memorialistica   s.f.  genere letterario comprendente memorie e memoriali.
memorialistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla memorialistica, ai memorialisti.
memorizzare   v. tr.    • 1 •   imprimere, fissare nella memoria    • 2 •   registrare informazioni e dati nella memoria di un elaboratore elettronico.
memorizzazione   s.f.  il memorizzare, l'essere memorizzato.
mena   s.f.    • 1 •   spec. pl.  maneggio, intrigo ai danni di qualcuno    • 2 •   (ant.) affare, faccenda, negozio    • 3 •   (ant.) stato, condizione, qualità: vìdivi entro terribile stipa / di serpenti, e di sì diversa mena  (dante inf.  xxiv, 82-83).
menabò   s.m.  (tip.)    • 1 •   schema di lavoro di un progetto grafico, con le indicazioni necessarie per comporre i testi e inserire le illustrazioni    • 2 •   modello per l'impaginazione di un lavoro a stampa, costituito da fogli su cui sono incollati nell'ordine esatto i testi in bozza ritagliati e le copie (stamponi) delle illustrazioni.
menabrida   s.m.  (mecc.) accessorio del tornio che si avvita sul mandrino per trasmettere il moto a un pezzo montato fra le punte; è costituito gener. da un disco con un piolo che trascina in rotazione la brida serrata sul pezzo.
menade   s.f.  (lett.) baccante.
menadito   solo nella loc. avv. a menadito, esattamente, benissimo: conoscere qualcosa a menadito; ripetere la lezione a menadito. 
menagramo   s.m.  e f. invar.  (region.) iettatore.
menaide   s.f.  (mar.) rete rettangolare, usata per la pesca di sardine e di acciughe, che viene immersa verticalmente e resta sospesa nell'acqua a una certa profondità grazie all'azione combinata di galleggianti e di piombi.
menandreo   agg.  del commediografo greco menandro (343-292 a. c.); relativo alle sue commedie.
menante   s.m.  e f.  (ant.) copista, scrivano | nei secc. xvi e xvii, redattore di avvisi, raccoglitore di notizie.
menarca   s.m.  [pl. -chi] (med.) inizio nella donna dell'attività ovarica, che si manifesta con la comparsa della prima mestruazione.
menare   v. tr.  [io méno ecc.]    • 1 •   (lett.  o region.) condurre, portare: menare il cavallo per la cavezza; questa strada mena alla stazione  | menare il can per l'aia, (fig.) tirare le cose in lungo, senza concluderle | menare qualcosa per le lunghe, (fig.) rinviarla nel tempo, spesso con malafede | menare qualcuno per il naso, (fig.) ingannarlo, prenderlo in giro, fargli fare o credere quel che si vuole | menare vanto di qualcosa, (fig.) vantarsene | menare rumore, (fig.) far parlare di sé | menare buono, (fig.) portar fortuna | menare a capo, a effetto un lavoro, (lett.) condurre a termine | menare la danza, guidarla; (fig.) farla da padrone in una situazione    • 2 •   trascorrere, passare, vivere: menare una vita, un'esistenza modesta    • 3 •   muovere rapidamente, agitare: menare la coda, scodinzolare | menare le mani, picchiare | menare la lingua, (fig.) sparlare    • 4 •   assestare, dare con forza: menare un colpo, un ceffone    • 5 •   (fam.) picchiare: se non la smetti, ti meno  | menarsi v. rifl.  (fam.) picchiarsi: si sono menati di santa ragione. 
menarola   o menaruola, s.f.  (tosc.) girabacchino.
menarrosto   s.m.  (sett.) girarrosto.
menaruola    ⇨ menarola.
menata   s.f.    • 1 •   (non com.) il menare, l'agitare, il muovere | (fam.) bastonatura, batosta    • 2 •   (region.) lamentela, rimprovero che si ripete monotonamente; anche, evento, spettacolo, discorso ripetitivo e noioso: quel film è una menata. 
menatoio   s.m.  (non com.) arnese usato per agitare, per rimestare miscele o miscugli di sostanze varie.
mencio   agg.  [pl. f. -ce] (tosc.) floscio.
menda   s.f.  (lett.) difetto, errore, manchevolezza.
mendace   agg.  (lett.) che dice menzogne; che contiene menzogne: uomo, testimone mendace; parole, promesse mendaci  § mendacemente avv. 
mendacia   s.f.  (lett.) l'essere mendace.
mendacio   s.m.  (lett.) menzogna, falsità è frequente nel linguaggio giudiziario.
mendacità   s.f.  (lett.) l'essere mendace.
mendare   v. tr.  [io mèndo ecc.] (ant.) emendare, correggere; riparare a un danno.
mendelevio   s.m.  (chim.) elemento transuranico radioattivo artificiale, di simbolo md.
mendeliano   agg.  del biologo boemo g. mendel (1822-1884); relativo alle leggi genetiche da lui formulate: teorie mendeliane. 
mendelismo   s.m.  il complesso dei principi dell'ereditarietà formulati da g. mendel, che rappresentano le basi della genetica | studio dell'ereditarietà dei caratteri.
mendicante   part. pres.  di mendicare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi chiede l'elemosina; che, chi vive di elemosina | ordini mendicanti, (eccl.) ordini di frati che, secondo la loro regola originaria, non potevano possedere nulla, né individualmente né collettivamente (francescani, domenicani, agostiniani, carmelitani ecc.).
mendicare   v. tr.  [io méndico, tu méndichi ecc.  (alla lat., lett., io mendìco ecc.)]    • 1 •   chiedere per elemosina qualcosa: mendicare un tozzo di pane  | (assol.) chiedere l'elemosina: fu costretto a mendicare    • 2 •   (estens.) chiedere con insistenza, con preghiere anche umilianti; invocare quasi per elemosina: mendicare un aiuto, un lavoro; mendicare un po' di conforto  | mendicare scuse, giustificazioni, pretesti, cercarli, servirsene in modo forzato e senza dignità.
mendicicomio   s.m.  (antiq.) ricovero per i vecchi.
mendicità   s.f.  condizione di chi vive mendicando | ospizio di mendicità, ricovero in cui trovano ospitalità gli indigenti.
mendico   agg.  e s.m.  [pl. m. -chi, ant. -ci] (lett.) si dice di persona molto povera, costretta a mendicare per vivere: s'incontravano mendichi laceri e macilenti  (manzoni p. s.  iv) § mendicamente avv.  (rar.) in condizioni di estrema povertà, da mendico.
mendoso   agg.  (lett.) pieno di mende, di difetti; scorretto: testo, manoscritto mendoso  § mendosamente avv. 
menefreghismo   s.m.  ostentata noncuranza degli altri o dei propri doveri.
menefreghista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi dà prova di menefreghismo.
meneghino   agg.  (fam.) milanese, soprattutto con riferimento agli aspetti più tradizionali della città: laboriosità meneghina   s.m.  (fam.)    • 1 •   [f. -a] abitante di milano    • 2 •   il dialetto di milano.
menestrello   ant. minestrello, ministrello, s.m.    • 1 •   nel medioevo, giullare che componeva e cantava poesie e canzoni, soprattutto nelle corti feudali    • 2 •   (scherz.) chi canta canzoni e serenate; cantante o poeta da strapazzo.
menhir   s.m. invar.  monumento preistorico megalitico, comune nell'europa occidentale e in africa settentrionale, costituito da una grande pietra di forma allungata infissa verticalmente in terra.
meniano   s.m.    • 1 •   (archeol.) ciascuno dei ripiani in cui è divisa la cavea del teatro romano    • 2 •   (arch.) ballatoio pensile esterno a un edificio.
meninge   s.f.  (anat.) ciascuna delle tre membrane (dura madre, aracnoide, pia madre) che avvolgono l'encefalo e il midollo spinale | spremersi le meningi, (fig. fam.) concentrarsi, fare uno sforzo per capire, per risolvere un problema.
meningeo   agg.  (anat.) delle meningi, che si riferisce alle meningi: vasi meningei. 
meningismo   s.m.  (med.) affezione meningea di carattere infiammatorio o di origine allergica, per lo più con decorso breve, che insorge durante talune malattie infettive o in presenza di stati tossici, soprattutto nei bambini.
meningite   s.f.  (med.) processo infiammatorio che colpisce le meningi: meningite cerebrospinale epidemica, tubercolare, virale, sierosa; meningite linfocitaria benigna. 
meningo-  meningo- primo elemento di parole composte della terminologia medica, formate modernamente, dal gr. mêninx -ingos  'meninge' (meningococco).
meningocele   s.m.  (med.) ernia congenita delle meningi dovuta a mancata saldatura delle ossa del cranio.
meningococco   s.m.  [pl. -chi] (med.) agente patogeno della meningite cerebrospinale epidemica.
meningoencefalite   s.f.  (med.) infiammazione delle meningi e dell'encefalo.
menippeo   agg.  del filosofo cinico greco menippo di gadara (sec. iii a. c.) | satire menippee, componimenti satirici dello scrittore latino m. t. varrone (116-27 a. c.), misti di prosa e versi, a imitazione di quelli di menippo di gadara.
menisco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   (anat.) diaframma fibro-cartilagineo frapposto tra le superfici contigue di alcune articolazioni: i menischi del ginocchio    • 2 •   lente convessa da una parte e concava dall'altra; è convergente o divergente a seconda che i bordi abbiano minore spessore del centro o viceversa    • 3 •   (fis.) forma concava o convessa assunta dalla superficie libera di un liquido in un tubo di piccola sezione per effetto della capillarità.
menno   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   castrato; impotente | (estens.) imberbe, di aspetto femmineo    • 2 •   (fig.) incapace; fiacco | usato anche come s.m. 
meno   avv.  [compar.  di poco]    • 1 •   in minor quantità, grado o misura (si premette ad aggettivi, avverbi e si pospone ai verbi): il viaggio è stato meno lungo; abbiamo avuto un'estate meno calda; ci andrò meno volentieri; dovresti lavorare meno  | in correlazione con più : più o meno interessante; più o meno facilmente; tutti hanno contribuito più o meno, chi più chi meno  | in unione con agg. o avv. forma il compar. di minoranza: l'argento è meno prezioso dell'oro; è meno permaloso di te; è riuscito meno bene di quanto pensassi  | preceduto dall'art. determ. forma il superl. rel. di minoranza: il meno abile; il meno convincente; cerca di affaticarti il meno possibile  | in proposizioni disgiuntive ha valore di no : fammi sapere se verrai o meno; mi chiedo se valga la pena o meno  | men(o) che, (lett.) seguito da agg. o avv. equivale a non : è stato meno che onesto, disonesto; il suo aiuto fu meno che utile, inutile | meno che niente, per esagerare negativamente qualcosa: quanto mi ha offerto è meno che niente; lui conta meno che niente  | poco più poco meno, più o meno, all'incirca: più o meno, le cose stanno così  | tanto meno, molto meno, ancora meno, preceduti da proposizione negativa, hanno valore di certamente non, a maggior ragione non : se non l'ha detto a me, tanto meno lo dirà a te; non ho accettato finora e ancora meno accetterei ora  | men che meno, meno che mai, ancor meno: non sa parlare l'italiano, men che meno l'inglese  | né più né meno, per l'appunto, proprio: le cose sono andate né più né meno così; si sono dimostrati né più né meno quelli che sono  | meno male  (rar. menomale), esprime la soddisfazione, il sollievo di constatare che le cose sono andate meglio di come si pensava o si temeva: è stato promosso, meno male!; meno male che non gli è successo niente!  | quanto meno, almeno, perlomeno: avresti dovuto scrivergli o quanto meno telefonargli  | senza meno, (region.) certamente: gli scriverò senza meno  | a meno che  (meno com. ammenoché), a meno di  (rar. ammeno di), eccetto che, sempre che, salvo che: verrò, a meno che non piova; non farei mai una cosa simile, a meno di non esserci costretto  | niente meno  (o nientemeno), addirittura; esprime stupore, meraviglia, dispetto: voleva, niente meno, che mi alzassi alle quattro!  | per lo meno  (o perlomeno), a dir poco; almeno: vale per lo meno due milioni; dovrebbe per lo meno tacere  | essere da meno, essere inferiore (per capacità, merito, condizione ecc.), generalmente in frasi negative: lei è brava, ma lui non è da meno; non ha voluto esser da meno dei suoi amici  | fare a meno di qualcuno, di qualcosa  (region. pop. far di meno di qualcuno, di qualcosa), privarsene, farne senza; astenersene: potresti fare a meno di tante cose; non può fare a meno di fumare; avresti potuto far a meno di discutere | venir meno, mancare; venire a cessare: gli vennero meno le forze; ci venne meno ogni aiuto; non osservare: venir meno alla parola data, ai propri doveri; (assol.) detto di persona, svenire | venir meno a sé stesso, (lett.) mancare ai doveri verso sé stesso, mostrarsi inferiore alle proprie capacità o alle proprie attese    • 2 •   in matematica indica la sottrazione, la differenza: dieci meno due è uguale a otto  | nel linguaggio comune indica quanto manca rispetto a un valore preso come riferimento: un chilogrammo meno due etti; sono le sette meno dieci  | nelle votazioni scolastiche indica la non pienezza di un voto: sei meno, quasi sei, sei scarso | nelle misurazioni di temperatura, indica gradi al di sotto dello zero: il termometro segna meno tre  | differenza in meno, differenza fra la quantità o il numero che si ha e quello maggiore che si considera: c'è una differenza in meno di cento lire  | in meno, di meno, in quantità minore rispetto all'aspettativa: mi ha dato di resto mille lire in meno; talvolta con lo stesso senso del semplice meno : se avessi venti anni (di) meno  | uno più uno meno, una cosa più una cosa meno  e sim., per indicare un'approssimazione che non incide sostanzialmente sull'insieme: è costato sulle tremila lire, cento lire più cento lire meno; verrò fra dieci giorni, giorno più giorno meno   agg. compar.  minore; in minor numero, in quantità minore: impiegare meno tempo; comprare a meno prezzo; c'era meno gente; hanno meno preoccupazioni; fare meno errori; meno storie!; meno chiacchiere!; le automobili erano meno una volta  | con valore neutro, spesso sostantivato, anche nelle comparazioni: ha studiato meno di quel che avrebbe potuto; ha mangiato meno del solito; meno di così non poteva fare; si accontenterebbe di meno; vendere, acquistare per meno; ho dovuto aspettare molto meno; ha lavorato non meno di tre ore; finirà in meno di due giorni; verrà tra non meno di una settimana; in men che non si dica, molto rapidamente, in un attimo  prep.  fuorché, tranne, eccetto: c'erano tutti meno loro; è aperto tutti i giorni, meno la domenica; ho pensato a tutto, meno che ai biglietti ferroviari   s.m. invar.    • 1 •   la minor cosa: questo è il meno che si possa fare; è il meno che gli potesse capitare, il minor danno, il minor male | parlare del più e del meno, di cose poco importanti, passando da un argomento all'altro    • 2 •   in matematica, la lineetta che è simbolo di sottrazione o di quantità negativa: scrivere il meno; il segno del meno  | il numero del meno, (ant.) il numero singolare nella declinazione, in contrapposizione al numero del più, il plurale    • 3 •   pl.  riferito a persone, il minor numero; la minoranza: coloro che firmarono furono i meno. 
meno-  meno- primo elemento di parole composte della terminologia medica formate modernamente, dal gr. mén mìnós  'mese'; significa 'mestruazione' (menorragia, menopausa).
menomanza   s.f.  (ant.)    • 1 •   diminuzione, menomazione    • 2 •   difetto, manchevolezza, fallo.
menomare   v. tr.  [io mènomo ecc]    • 1 •   (non com.) diminuire, rendere minore: menomare i propri torti    • 2 •   (fig.) danneggiare materialmente o moralmente: è stato menomato da un grave incidente sul lavoro; menomare la fama di qualcuno  | v. intr.  [aus. essere], menomarsi v. rifl.  (non com.) diventare minore, scemare: le sue forze si vanno menomando. 
menomato   part. pass.  di menomare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha subito una menomazione, spec. fisica.
menomazione   s.f.  il menomare, l'essere menomato; danno fisico o morale: subire una menomazione. 
menomo   agg.  (tosc. , ant.) minimo § menomamente avv. 
menopausa   s.f.  nella donna, cessazione definitiva delle mestruazioni che interviene nel corso del climaterio.
menorragia   s.f.  (med.) aumento eccessivo del flusso mestruale.
menorrea   s.f.  (med.) menorragia.
menostasi   o menostasia [me-no-sta-sì-a], s.f.  (med.) cessazione delle mestruazioni per cause patologiche.
mensa   s.f.    • 1 •   tavola a cui ci si siede per mangiare: imbandire la mensa  | metter la mensa, apparecchiare; levar la mensa, sparecchiare | al levar delle mense, (fig. lett.) al termine del pranzo    • 2 •   l'insieme delle vivande che si consumano a tavola, con riferimento alla loro qualità o quantità: mensa ricca, abbondante, frugale; cibi non compri alla mia parca mensa  (tasso g. l.  vii, 10)    • 3 •   organizzazione che provvede ad allestire i pasti per i membri di una comunità il locale stesso dove si prendono tali pasti: mensa aziendale; mensa degli studenti; andare, mangiare alla mensa    • 4 •   (lit.) altare, piano dell'altare | accostarsi alla mensa eucaristica, comunicarsi    • 5 •   (eccl.) rendita assegnata a un vescovo: mensa vescovile. 
menscevico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -chi] (st.) appartenente alla corrente del partito operaio socialdemocratico russo che al congresso del 1903 assunse posizioni di riformismo moderato e fu battuta dai bolscevichi.
menscevismo   s.m.  la corrente, la tendenza menscevica; anche, l'insieme degli appartenenti a tale corrente.
mensile   agg.    • 1 •   del mese; che avviene o ricorre ogni mese: salario mensile; pubblicazione, scadenza mensile    • 2 •   che dura un mese: abbonamento mensile   s.m.    • 1 •   somma, stipendio che si riscuote ogni mese: percepire un buon mensile    • 2 •   periodico che si pubblica ogni mese, che esce una volta al mese § mensilmente avv.  ogni mese: essere pagato mensilmente. 
mensilità   s.f.    • 1 •   l'essere mensile; periodicità mensile    • 2 •   somma corrisposta ogni mese; stipendio mensile: riscuotere le mensilità arretrate; la tredicesima mensilità, stipendio aggiuntivo che i lavoratori dipendenti ricevono in dicembre.
mensola   s.f.    • 1 •   elemento architettonico incorporato in muri o in pilastri per sostenere una struttura aggettante o una parte di edificio    • 2 •   asse di legno o lastra di materiale rigido fissata orizzontalmente a una parete e usata spec. come piano d'appoggio; ciascuno degli elementi, generalmente a forma di l, che, fissati saldamente alla parete, sostengono l'asse o la lastra stessa. dim. mensolina, mensoletta  accr. mensolona, mensolone  (m.)    • 3 •   sostegno metallico per linee elettriche o telefoniche fissato sul muro di un edificio | (estens.) barra trasversale fissata all'estremità di un palo di linee elettriche e sim. per tenere a conveniente distanza l'uno dall'altro i conduttori    • 4 •   la parte superiore dell'arpa, a forma di s coricata, cui s'attaccano le corde mediante cavicchi.
menstruo   e deriv.   ⇨ mestruo e deriv. 
mensuale   agg.  (rar.) mensile  s.m.  (ant.) tributo che si riscuoteva mensilmente § mensualmente avv. 
mensualità   s.f.  (rar.) mensilità.
mensurale   agg.  (mus.) di, del mensuralismo: notazione mensurale. 
mensuralismo   s.m.  (mus.) sistema di notazione nato con la musica polifonica (secc. xii-xiii), che consentiva di definire i precisi rapporti di durata tra una nota e l'altra.
menta   s.f.    • 1 •   genere di piante erbacee aromatiche con foglie ovate e seghettate e piccoli fiori raccolti in spighe; la specie più importante è la menta piperita, la cui essenza viene usata in medicina e nell'industria (fam.  labiate)    • 2 •   (estens.) liquore, bibita, caramella a base di menta: bere, succhiare una menta. 
mentale   (1) agg.    • 1 •   della mente: facoltà, malattie mentali  | età mentale, il livello intellettuale raggiunto dalla media degli individui in ciascuno degli anni dell'età evolutiva (da    • 1 •   a 16 anni)    • 2 •   fatto con la mente, cioè non espresso a voce o per iscritto: calcolo mentale  | riserva mentale, limitazione, restrizione che si fa mentalmente, tra sé e sé, del senso delle parole che si pronunziano § mentalmente avv.  dal punto di vista mentale: essere affaticato mentalmente  | con la mente: pregare mentalmente. 
mentale   (2) agg.  (non com.) del mento; mentoniero: nervo mentale. 
mentalismo   s.m.    • 1 •   (psicol. , filos.) ogni concezione che spieghi il comportamento umano mediante il riferimento a stati o entità mentali non osservabili (intenzioni, motivi, credenze ecc)    • 2 •   (filos.) tendenza a considerare le forme e le relazioni logiche come fondate sulla struttura stessa della mente umana.
mentalità   s.f.  struttura mentale di un individuo; modo particolare di considerare le cose: mentalità aperta, larga, chiusa, ristretta; mentalità infantile, bigotta, sorpassata  | in sociologia, l'insieme degli atteggiamenti, delle tendenze e delle opinioni proprie di un gruppo etnico o sociale: la mentalità dei primitivi; la mentalità dei popoli latini, anglosassoni; la mentalità degli studenti, della borghesia. 
mentastro   s.m.  varietà di menta selvatica a foglie rotondeggianti.
mente   s.f.    • 1 •   l'insieme delle facoltà intellettive che permettono all'uomo di conoscere la realtà, di pensare e di giudicare (spesso in contrapposizione a corpo  o a cuore): affaticare, riposare la mente; mente sana in corpo sano; ragionare con la mente e non col cuore  | a mente fresca, riposata, quando è pienamente efficiente, ricca di energie dopo il riposo | a mente lucida, quando non è stanca ed è sgombra di pensieri e preoccupazioni | malato di mente, chi presenta alterazioni delle facoltà mentali    • 2 •   la sede in cui l'attività del pensiero ha luogo; testa, capo: che cosa ti salta in mente?; non mi passa neppure per la mente, non ci penso affatto    • 3 •   particolare attitudine, inclinazione mentale: avere una mente riflessiva, speculativa, calcolatrice    • 4 •   intelligenza, capacità intellettiva: mente acuta, ottusa; ristrettezza di mente  | uscire di mente  perdere la ragione, uscire di senno    • 5 •   il pensiero, l'attenzione: essere altrove con la mente; applicare la mente a qualcosa, rivolgerle l'attenzione; fare mente locale, accentrare il proprio pensiero intorno a un dato argomento, a una data cosa | volontà, proposito, intenzione: avere in mente una cosa, avere intenzione di farla; mettersi, ficcarsi in mente di fare qualcosa, ostinarsi nel volerla fare; levarsi qualcosa dalla mente, dissuadersi da un proposito    • 6 •   memoria: imparare, sapere, dire a mente; tenere a mente, ricordare; tornare alla mente, a mente, in mente, di cosa che si era dimenticata; mi è uscito, passato, scappato, di mente, me ne sono dimenticato    • 7 •   il complesso delle idee, delle cognizioni di una persona; anche, la persona stessa fornita di determinate qualità: educare la mente; le più belle menti del secolo; è una mente geniale, bislacca  | il braccio e la mente, chi esegue materialmente un'impresa e chi la organizza e dirige.
-mente  -mente suffisso che forma la maggior parte degli avverbi di modo derivati da aggettivi qualificativi, utilizzandone la forma femminile e perdendo la -e  finale quando l'ultima sillaba è costituita da -le  o -re  preceduta da vocale (facilmente, celermente); rappresenta propr. l'abl. sing. del lat. mìns me°ntis  in loc. come sa¯na me°nte  'con mente, con disposizione d'animo sana' e quindi 'in modo sano' (felicemente, prudentemente).
mentecattaggine   s.f.  (ant. , rar.) l'essere mentecatto, stolto | comportamento, atto, discorso stupido.
mentecatto   agg.  e s.m.  [f. -a] infermo di mente; usato per lo più con intenzione ingiuriosa: comportarsi da mentecatto; è un povero mentecatto!. 
mentina   s.f.  pasticca aromatizzata con essenza di menta.
mentire   v. intr.  [io mènto  o ménto ecc.  (anche io mentìsco, tu mentìsci ecc.); aus. avere] dire, affermare il falso consapevolmente: una persona incapace di mentire; mentire spudoratamente  | (estens.) riferito a cosa, essere ingannevole, falso: se il tuo aspetto non mente, direi che stai benone  | v. tr.  (non com) falsare; simulare: mentire il riso, il pianto; mentire il vero, alterarlo.
mentita   s.f.  (ant.) smentita.
mentito   part. pass.  di mentire   agg.  falso, finto: sotto mentite spoglie, in modo travestito, con aspetto camuffato (anche fig.) § mentitamente avv. 
mentitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi mente; bugiardo: è un mentitore; parole mentitrici. 
mento   s.m.  la parte inferiore del viso corrispondente alla parte mediana della mandibola, situata al di sotto del labbro inferiore: mento lungo, sfuggente  | doppio mento, pappagorgia | l'onor del mento, (scherz.) la barba.
-mento  -mento suffisso derivato dal lat. -me°ntu(m), presente in sostantivi deverbali di origine latina o di formazione moderna indicanti azione, risultato, effetto (cambiamento, nutrimento). [ ⇨ -zione].
mentolo   s.m.  (chim.) alcol di natura terpenica a dieci atomi di carbonio, presente nell'olio essenziale di menta; si presenta come un solido cristallino ed è usato in farmacia e in profumeria.
mentoniera   s.f.  accessorio del violino e della viola costituito da un elemento concavo di legno o di plastica che si applica alla base dello strumento e serve all'esecutore per appoggiarvi il mento e reggere così lo strumento stesso.
mentoniero   agg.  (med.) del mento, relativo al mento: eminenza mentoniera, la sporgenza inferiore della mandibola.
mentore   s.m.  (lett.) consigliere fidato, guida saggia, precettore: fare da mentore. 
mentovare   v. tr.  [io mèntovo ecc. ; raro nelle forme sdrucciole] (lett.) menzionare, ricordare, nominare: grazie riporterò di te a lei, / se d'esser mentovato là giù degni  (dante purg.  i, 83-84).
mentre   cong.    • 1 •   nel tempo in cui; nel momento in cui; intanto che: incominciò a nevicare mentre andavamo alla stazione; accadde mentre dormivo; lo incontrai mentre uscivo  | anche nella loc. mentre che : mentre che l'uno spirto questo disse, / l'altro piangea  (dante inf.  v, 139-140)    • 2 •   con valore avversativo, e invece: dice di avermi incontrato, mentre non è vero  | (fam.) rafforzato da invece : si lamenta, mentre invece dovrebbe essere soddisfatto    • 3 •   finché: fallo, mentre sei in tempo  | anche nella loc. mentre che : mentre che la speranza ha fior del verde  (dante purg.  iii, 135)  s.m.  nelle loc. in questo mentre, in quel mentre, in questo, in quel momento: entrai in casa, e in quel mentre squillò il telefono  | nel mentre che, (pop.) nel tempo, nel momento in cui.
mentuccia   s.f.  [pl. -ce] nome di alcune erbe aromatiche dalle foglie piccole e dal profumo simile a quello della menta, spesso usate per aromatizzare i cibi (fam.  labiate).
menu   s.m. invar.    • 1 •   lista delle vivande che compongono un pranzo; in partic., quella che viene presentata alla clientela nei ristoranti | (estens.) l'insieme delle vivande di un pranzo: un banchetto con un menu raffinato    • 2 •   (inform.) elenco delle opzioni offerte da un programma.
menzionare   v. tr.  [io menzióno ecc.] far menzione di qualcuno o qualcosa: menzionare un autore, un'opera. 
menzione   s.f.  citazione, segnalazione di persona o di cosa che si fa in uno scritto o in un discorso: far menzione di qualcuno, parlarne, nominarlo; degno di menzione, che merita di essere ricordato | menzione onorevole, attestato di merito che in un concorso, in una gara e sim. si concede a chi, pur non avendo conseguito il premio posto in palio, è giudicato degno di lode.
menzogna   s.f.  (lett.) affermazione consapevolmente falsa: una menzogna ignobile, spudorata; le sue accuse sono tutte menzogne. 
menzognero   agg.  che dice menzogne: un individuo menzognero  | che è menzogna, che contiene menzogne; ingannevole, fallace: parole, accuse menzognere; speranze, illusioni menzognere. 
meo    ⇨ mio.
meonio   agg.  (lett.) della meonia, regione che nei poemi omerici corrisponde alla lidia, presunta patria di omero: il meonio cantore, omero.
meprobamato   s.m.  (chim.) sostanza organica azotata a nove atomi di carbonio usata come psicofarmaco ad azione tranquillante.
meraviglia   tosc. o lett. maraviglia, s.f.    • 1 •   sentimento di viva sorpresa suscitato da qualcosa di nuovo, strano, straordinario o comunque inatteso: provare, destare, mostrare meraviglia; ascoltare con meraviglia; essere pieno di meraviglia  | far meraviglia (a qualcuno), stupire: mi fa meraviglia che parli così!  | a meraviglia, ottimamente, perfettamente: tutto è andato a meraviglia    • 2 •   persona o cosa che per la sua bellezza o il suo carattere straordinario suscita ammirazione: quel bambino è una meraviglia; ha una casa che è una meraviglia; le meraviglie della natura  | le sette meraviglie del mondo, le sette opere artistiche dell'antichità che venivano considerate come le più insigni creazioni dell'uomo | l'ottava meraviglia, cosa eccezionalmente bella (spesso scherz.  o iron.) | raccontare, dire meraviglie di qualcuno o qualcosa, parlarne molto bene, dirne cose straordinarie, spesso esagerando | far meraviglie, compiere imprese eccezionali    • 3 •   (region.) nome di varie piante erbacee ornamentali, fra cui la bella di notte. 
meravigliare   tosc. o lett. maravigliare, v. tr.  [io meravìglio ecc.] destare meraviglia (anche assol.): la sua risposta meravigliò tutti; una decisione così inaspettata non può non meravigliare  | v. intr.  [aus. essere] (poet.) provare meraviglia, stupirsi: io avevo preveduto e predetto questo avvenimento, e perciò non maravigliai  (c. gozzi) | meravigliarsi v. rifl.  provare meraviglia, stupirsi: si meravigliò di, a vedermi; tutti si meravigliarono delle, per le sue parole  | mi meraviglio!, mi meraviglio di voi!, espressioni di rimprovero, di biasimo.
meravigliato   tosc. o lett. maravigliato, part. pass.  di meravigliare   agg.  pieno di meraviglia, stupito: restare, sembrare meravigliato. 
meraviglioso   tosc. o lett. maraviglioso, agg.    • 1 •   che desta meraviglia e ammirazione: un panorama, un tramonto meraviglioso; una musica meravigliosa; un'intelligenza meravigliosa; un uomo meraviglioso    • 2 •   (lett.) straordinario, assai grande; indicibile, spaventevole    • 3 •   (ant.) meravigliato  s.m.  ciò che suscita meraviglia: il meraviglioso di tale evento sta nella sua imprevedibilità  | l'insieme degli eventi straordinari che intervengono in un'opera di fantasia: il meraviglioso nell'«orlando furioso»  § meravigliosamente avv. 
mercadante    ⇨ mercatante.
mercantare   v. intr.  (ant. , lett.) esercitare la mercatura, il commercio; mercanteggiare (anche fig.) | v. tr.  (ant. , lett.) vendere, comprare (una merce); contrattare | (fig.) mercanteggiare: i poveri a poco a poco, per vivere, mercantarono il loro voto ai potenti  (cattaneo).
mercante   s.m.  (non com. f.) commerciante (soprattutto con riferimento al passato; oggi limitato solo alla pratica di alcuni tipi di commercio): mercante d'arte, chi commercia in opere d'arte e cura i rapporti fra artisti e collezionisti | mercante di schiavi, chi comprava e vendeva schiavi; in partic., negriero | fare orecchi da mercante, (fig.) far finta di non sentire | mercante in fiera, nome di un gioco di carte.
mercanteggiabile   agg.  che si può mercanteggiare.
mercanteggiamento   s.m.  il mercanteggiare, l'essere mercanteggiato (spec. fig.): mercanteggiamento di voti, di cariche. 
mercanteggiare   v. intr.  [io mercantéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (antiq.) fare il mercante, commerciare (anche fig.): mercanteggiare in oli e vini  | mercanteggiare sui bisogni di qualcuno, cercare di approfittarne per trarne vantaggio    • 2 •   contrattare tirando sul prezzo: non vale la pena di mercanteggiare per una somma così irrisoria  | v. tr.    • 1 •   (non com.) compravendere, negoziare    • 2 •   (fig.) far mercato di beni e cose non venali, farne oggetto di traffico come se si trattasse di mercanzia: mercanteggiare il voto, la propria dignità. 
mercantesca   s.f.  (paleogr.) tipo di scrittura corsiva dei secc. xiii-xv, caratterizzata da arrotondamento delle lettere, tratteggio largo e pochi legamenti.
mercantesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   di, da mercante (spec. spreg.): avidità mercantesca  | scrittura mercantesca, (paleogr.) mercantesca    • 2 •   (ant.) dedito al commercio (detto di città, regione).
mercantessa   s.f.  (ant.) donna commerciante; anche, moglie di mercante: era un'agiata mercantessa, di forse trent'anni  (manzoni p. s.  xxxvi).
mercantia    ⇨ mercanzia.
mercantile   agg.    • 1 •   attinente al commercio: attività, codice mercantile  | marina, nave mercantile, destinata al trasporto di merci e di passeggeri    • 2 •   di, da mercante: mentalità, spirito mercantile  | (non com.) fiorente di traffici: una regione mercantile   s.m.  nave da trasporto, per lo più di merci § mercantilmente avv.  (non com.)    • 1 •   da un punto di vista mercantile    • 2 •   secondo l'uso dei mercanti.
mercantilismo   s.m.    • 1 •   dottrina e politica economica dei secc. xvii e xviii che dava preminente importanza all'espansione del commercio con l'estero, mediante compagnie protette dallo stato, e all'aumento della disponibilità di metalli preziosi grazie al saldo attivo della bilancia commerciale | (non com.) protezionismo    • 2 •   (non com.) mentalità, comportamento da mercante.
mercantilista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, seguace del mercantilismo | anche come agg.  in luogo di mercantilistico : politica mercantilista. 
mercantilistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al mercantilismo: dottrina, economia mercantilistica. 
mercanzia   ant. mercantia, s.f.    • 1 •   (ant.) l'esercitare il commercio; mercatura: arte della mercanzia    • 2 •   merce, insieme di merci: un magazzino pieno di mercanzia  | saper vendere la propria mercanzia, (fig.) fare apprezzare i propri meriti anche più del dovuto    • 3 •   (fam.) roba in genere, per lo più di scarso o nessun valore.
mercaptano   s.m.  (chim.) ogni composto organico contenente il gruppo solfidrilico, caratterizzato da odore assai sgradevole; è detto anche tioalcol. 
mercare   v. tr.  [io mèrco, tu mèrchi ecc.] (ant.) comprare, far commercio di qualcosa: là dove cristo tutto dì si merca  (dante par.  xvii, 51) | (fig.) procurarsi, procacciarsi: pur lagrime e sospiri e dolor merco  (petrarca canz.  ccxii, 13) | v. intr.  [aus. avere] (ant.) mercanteggiare, trafficare.
mercatale   agg.  (non com.) di mercato; dei giorni di mercato: biglietti mercatali, in passato, biglietti ferroviari a prezzo ridotto per i giorni di mercato.
mercatante   rar. mercadante, s.m.  (ant.) mercante.
mercatanzia   o mercatantia, s.f.  (ant.) mercanzia.
mercatare   v. intr.  [aus. avere] (ant.) fare il mercante, esercitare la mercatura.
mercatino   s.m.    • 1 •   dim.  di mercato; in partic., piccolo mercato rionale    • 2 •   (econ.) mercato dei titoli non quotati ufficialmente in borsa.
mercatistica   s.f.  (non com.) marketing.
mercato   s.m.    • 1 •   luogo di incontro fra compratori e venditori di beni; edificio o complesso di edifici destinati a tale incontro: mercato ortofrutticolo, del pesce; mercato rionale; mercato coperto; andare al mercato  | il riunirsi di compratori e venditori in luoghi e giorni fissi per contrattare merci varie: oggi è giorno di mercato.  dim. mercatino    • 2 •   il processo, il meccanismo sociale attraverso il quale compratori e venditori di un bene interagiscono: leggi di, del mercato, quelle che riguardano il comportamento della domanda e dell'offerta e il meccanismo dei prezzi; economia di mercato, quella nella quale l'allocazione delle risorse avviene sulla base del meccanismo dei prezzi    • 3 •   l'insieme delle contrattazioni che determinano la quantità dei beni scambiati e i loro prezzi : mercato interno, internazionale; mercato dell'oro, della lana, immobiliare, del lavoro, monetario, finanziario, valutario; mercato fermo, nel quale la domanda, l'offerta e quindi il prezzo restano immutati; mercato sostenuto, con prezzi tendenti al rialzo; mercato cedente, con prezzi in diminuzione; mercato calmo, con prezzi stabili; mercato mobiliare, quello nel quale si negoziano titoli; mercato primario, l'insieme delle contrattazioni di titoli di nuova emissione; mercato secondario, l'insieme delle contrattazioni di titoli già in circolazione; mercato ristretto, quello in cui si negoziano titoli non quotati in borsa; mercatino | l'insieme delle condizioni in cui avviene la formazione del prezzo: mercato concorrenziale, oligopolistico, monopolistico  | l'ampiezza della diffusione di un prodotto: le auto americane hanno un mercato mondiale  | prezzo di mercato, quello comunemente praticato; a buon mercato, a poco prezzo; (fig.) con poco danno o fatica: cavarsela a buon mercato  | potere di mercato, capacità di determinare il prezzo del prodotto da parte di una grande impresa | ricerche di mercato, indagini svolte dal o per conto del produttore sui comportamenti dei consumatori | mercato nero, quello in cui si trattano merci illegali o razionate    • 4 •   (fig. spreg.) traffico, commercio illecito; mercimonio: far mercato di cose sacre, di voti, di onorificenze    • 5 •   (fig.) luogo pieno di confusione, di baccano: fare un mercato, far confusione.
mercatura   s.f.  (ant.) esercizio del commercio.
merce   s.f.    • 1 •   qualunque bene economico mobile destinato alla vendita: merce preziosa, avariata; merce di prima, di seconda scelta; distinta, inventario delle merci; ritirare, ricevere, spedire la merce; spacciare merce di contrabbando  | carro merci, treno merci, adibiti al solo trasporto di merci | scalo merci, attrezzato per i movimenti delle merci | borsa merci, luogo della borsa in cui si svolgono le contrattazioni di determinate merci | merce moneta, utilizzata come mezzo di scambio, riserva di valore e unità di conto    • 2 •   (fig.) bene, valore spirituale: l'onestà è una merce rara. 
mercé   ant. merzé, s.f.    • 1 •   (lett.) aiuto, grazia, pietà: chiedere, implorare mercé  | essere alla mercé di qualcuno, in suo potere | rimettersi all'altrui mercé, all'arbitrio e alla discrezione altrui | la dio mercé, (ant.) per grazia di dio    • 2 •   (ant.) formula di ringraziamento equivalente a grazie  | gran mercé, molte grazie  prep.  (lett.) per merito di, in virtù di, grazie a: è riuscito mercé il nostro aiuto  | seguita da un agg. poss.: mercé mia, sua, loro, grazie a me, a lui, a loro | nell'uso ant. anche nelle loc. prep. mercé di, mercé a : mercé di dio. 
mercede   ant. merzede, s.f.    • 1 •   (lett.) compenso in denaro con cui si retribuisce qualcuno per l'opera prestata: un'esigua mercede    • 2 •   (lett.) ricompensa, premio, anche per opere non materiali: e ciò di viva spene fu mercede  (dante par.  xx, 108) | rendere mercede, ringraziare; contraccambiare un beneficio    • 3 •   (ant.) misericordia, aiuto, pietà: che d'altro aiuto quel non si provede, / che d'alti gridi e di chiamar mercede  (ariosto o. f.  xxiii, 4)    • 4 •   (ant. poet.) merito: e io incominciai: «la mia mercede / non mi fa degno della tua risposta...»  (dante par.  xxi, 52-53).
mercenario   agg.    • 1 •   che presta la propria opera a pagamento: milizie mercenarie, soldati mercenari, che combattono per mestiere mettendosi al servizio di chiunque li paghi (spec. con riferimento all'epoca medievale e rinascimentale) | fatto a pagamento: amore mercenario; allattamento mercenario, (antiq.) quello della balia    • 2 •   (spreg.) che pensa solo al vantaggio economico; venale, prezzolato: scrittore mercenario   s.m.    • 1 •   soldato mercenario    • 2 •   [f. -a] (spreg.) chi non fa nulla se non per denaro § mercenariamente avv. 
mercenarismo   s.m.    • 1 •   l'organizzazione delle truppe mercenarie; il fenomeno storico da esse rappresentato    • 2 •   (spreg.) tendenza a svolgere un'attività per il solo fine del guadagno.
merceologia   s.f.  scienza applicata che studia le merci, considerandone l'origine, le proprietà fisiche e chimiche, gli usi, le tecniche di produzione, conservazione e imballaggio.
merceologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la merceologia: analisi merceologica  § merceologicamente avv.  da un punto di vista merceologico.
merceologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di merceologia.
merceria   s.f.    • 1 •   spec. pl.  l'insieme degli articoli minuti (p. e.  filo, aghi, fettucce, bottoni) usati per lavori di cucito    • 2 •   negozio in cui si vendono tali oggetti    • 3 •   (ant.) merce, spec. minuta e di lusso    • 4 •   (ant.) il mestiere del merciaio.
mercerizzare   v. tr.  sottoporre un filato o un tessuto di cotone, lino o canapa a immersione in soluzione di soda caustica, per conferirgli lucentezza serica e maggior resistenza.
mercerizzato   part. pass.  di mercerizzare   agg.  si dice di tessuto che ha subito un processo di mercerizzazione.
mercerizzazione   s.f.  operazione del mercerizzare.
merchandiser   s.m.  e f. invar.  chi si occupa di merchandising.
merchandising   s.m. invar.  tecnica di promozione ed esposizione al pubblico dei prodotti nei punti di vendita.
merchant bank   loc. sost. f. invar.  società di intermediazione finanziaria che colloca titoli o partecipa al capitale di rischio di imprese industriali e commerciali; banca d'affari.
merchant banking   loc. sost. m. invar.  l'attività delle merchant bank.
merciaio   s.m.  [f. -a] chi vende articoli di merceria.
merciaiolo   lett. merciaiuolo, s.m.  (rar.) merciaio.
mercificare   v. tr.  [io mercìfico, tu mercìfichi ecc.] ridurre a merce beni, valori, cose che non dovrebbero avere natura commerciale: mercificare la cultura; mercificare il corpo femminile. 
mercificazione   s.f.  il mercificare, l'essere mercificato: mercificazione dei rapporti umani. 
mercimonio   s.m.    • 1 •   commercio, traffico illecito: far mercimonio della giustizia, del proprio onore    • 2 •   (ant.) mercatura.
mercoledì   fam. mercoldì [mer-col-dì], ant. mercordì, s.m.  il terzo giorno della settimana, quello che segue il martedì.
mercuriale   (1) s.f.  tariffario, listino dei prezzi medi delle merci redatto dalle camere di commercio.
mercuriale   (2) agg.  si dice di preparato farmaceutico che contiene mercurio: pomata mercuriale, usata in passato soprattutto nella terapia della sifilide.
mercuriale   (3) agg.  mercuriano.
mercurialismo   s.m.  (med.) intossicazione da mercurio.
mercuriano   agg.  del pianeta mercurio  s.m.  [f. -a] ipotetico abitante di mercurio.
mercuriazione   s.f.  (chim.) reazione con cui si introduce in una molecola organica il gruppo formato dal mercurio legato a un radicale.
mercurio   s.m.    • 1 •   mercurio, (astr.) pianeta del sistema solare più vicino al sole    • 2 •   elemento chimico di simbolo hg, unico metallo liquido a temperatura ordinaria, pesante, mobilissimo, di color argenteo, i cui vapori sono fortemente dannosi all'organismo; si lega facilmente in amalgama con vari metalli fra cui oro, argento, rame e piombo; viene usato per apparecchi di fisica, nei laboratori di chimica, nella metallurgia dell'oro e dell'argento e in varie industrie; alcuni suoi sali trovano impiego in medicina.
merda   s.f.  (volg.)    • 1 •   escremento, sterco    • 2 •   (fig.) cosa che disgusta, persona spregevole, situazione ripugnante | nella loc. agg. di merda, pessimo, spregevole: fare una figura di merda   inter.  (volg.) esprime vivo disappunto, netto rifiuto e sim.
merdaio   s.m.  (volg.)    • 1 •   luogo pieno di merda    • 2 •   (fig.) ambiente disgustoso, situazione ripugnante.
merdoso   agg.  (volg.)    • 1 •   sporco di merda    • 2 •   (fig.) disgustoso, ripugnante, schifoso § merdosamente avv. 
merenda   s.f.  spuntino che si fa nel pomeriggio, fra il pranzo e la cena; anche, il cibo che si mangia in tale occasione: far merenda; dare la merenda ai bambini  | entrarci come i cavoli a merenda, (fam.) non avere nulla a che vedere. dim. merendina, merendino  (m.), merenduccia  accr. merendona, merendone  (m.) pegg. merendaccia. 
merendare   v. intr.  [io merèndo ecc. ; aus. avere] (rar.) far merenda.
merendina   s.f.    • 1 •   dim.  di merenda    • 2 •   spuntino preconfezionato, di solito dolce, destinato spec. ai bambini.
merengue   s.m. invar.  ballo simile al samba, originario delle antille.
meretrice   s.f.  (lett.) prostituta.
meretricio   s.m.  (lett.) prostituzione.
merge   s.m. invar.  (inform.) operazione di fusione di più file in un file unico.
merger   s.m. invar.  (econ.) concentrazione di imprese che operano nello stesso settore produttivo, tale che, pur mantenendo ognuna autonomia giuridica, facciano capo a una stessa holding per concordare le strategie di mercato.
mergere   v. tr.  [coniugato come immergere] (ant.) immergere, abbassare: così giustizia qui a terra il merse  (dante purg.  xix, 120).
mergo    ⇨ smergo.
-meria  -meria secondo elemento di termini scientifici composti, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -méreia  o -mería, deriv. di méros  'parte'; indica la condizione dei corrispondenti termini in -mero  (polimeria) oppure significa 'formazione, successione di parti' o anche 'suddivisione' (metameria, mesomeria).
mericismo   s.m.  (med.) disturbo tipico del lattante, consistente nel rigurgito e nella successiva reingestione di cibo.
meridiana   s.f.    • 1 •   la linea retta secondo cui il piano del meridiano geografico di un luogo interseca il piano dell'orizzonte, determinandovi la direzione nord-sud    • 2 •   orologio solare basato sulla posizione dell'ombra proiettata da un'asta (gnomone) durante le varie ore del giorno.
meridiano   agg.  di mezzogiorno: le ore meridiane  | luce meridiana, fulgida, come di mezzogiorno: dimostrare alla luce meridiana, (fig.) in modo evidente, irrefutabile  s.m.  (geog.) circolo massimo passante per i poli terrestri (meridiano terrestre) o per i poli celesti (meridiano celeste) | meridiano celeste di un luogo, il circolo massimo passante per i poli della sfera celeste e per lo zenit e il nadir del luogo stesso | meridiano zero, quello di greenwich, presso londra, dal quale convenzionalmente si parte per la misura della longitudine.
meridie   s.f.  (ant.) mezzogiorno.
meridionale   agg.    • 1 •   che è posto a sud, a mezzogiorno rispetto a un altro punto: italia, europa meridionale  | che è nato o abita nella parte a sud di un paese, di una regione, o che proviene da essa: italiani meridionali; emigranti meridionali    • 2 •   che è proprio dei popoli, dei paesi del meridione: carattere, accento meridionale  | questione meridionale, l'insieme dei problemi storici, sociali, economici e politici del meridione d'italia  s.m.  e f.  chi è nato o abita nel meridione di un paese § meridionalmente avv.  (non com.)    • 1 •   da meridionale    • 2 •   a sud: collocato meridionalmente. 
meridionalismo   s.m.    • 1 •   tendenza a considerare o a studiare i problemi dello sviluppo economico e sociale dell'italia meridionale come determinanti per le sorti dell'intero paese    • 2 •   l'insieme dei caratteri propri delle culture dell'italia meridionale    • 3 •   (ling.) termine, locuzione, costrutto, pronuncia propri delle regioni meridionali d'italia.
meridionalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, esperto dei problemi dell'italia meridionale | sostenitore del meridionalismo  agg.  meridionalistico.
meridionalistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   tipico, caratteristico del meridione    • 2 •   che riguarda il meridionalismo, la questione meridionale § meridionalisticamente avv.  da un punto di vista meridionalistico.
meridionalizzare   v. tr.  conferire, far assumere caratteri che sono propri delle regioni meridionali: la lunga permanenza nel sud lo ha meridionalizzato  | meridionalizzarsi v. rifl.  assumere atteggiamenti, costumi, modi tipicamente meridionali.
meridionalizzazione   s.f.  il meridionalizzare, il meridionalizzarsi, l'essere meridionalizzato.
meridione   s.m.    • 1 •   punto cardinale corrispondente al sud    • 2 •   insieme delle regioni di un paese situate a sud: il meridione d'italia, della francia  | per antonomasia, l'italia meridionale: vivere nel meridione. 
meriggiare   v. intr.  [io merìggio ecc. ; aus. avere] (lett.) riposare all'ombra durante le ore calde del meriggio: meriggiare pallido e assorto / presso un rovente muro d'orto  (montale) | v. tr.  (non com.) far riposare durante il meriggio: meriggiare il bestiame. 
meriggio   s.m.  (lett.) mezzogiorno; per estens., le ore più calde della giornata, intorno al mezzogiorno: di, sul meriggio; in pieno meriggio  | stare, sedere al meriggio, a meriggiare, in luogo ombreggiato.
meringa   s.f.    • 1 •   chiara d'uovo montata a neve con zucchero a velo, usata in pasticceria    • 2 •   dolce fatto con tale composto, cotto al forno e riempito per lo più di panna montata.
meringato   agg.  fatto di meringa, rivestito di meringa: (torta) meringata. 
merino   s.m.    • 1 •   razza di pecore originaria dell'africa, dalla lana morbida e fine    • 2 •   la lana stessa e il tessuto che se ne fa | usato anche come agg. invar.  : pecora, lana merino. 
meristema   s.m.  [pl. -mi] (bot.) tessuto vegetale formato da cellule capaci di dividersi e dare così origine a nuove cellule.
meristematico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) proprio del meristema.
meritamente   avv.  (lett.) secondo il merito; giustamente: meritamente ha guadagnato tanta autorità, gloria e fama  (pontano).
meritare   poet. mertare [mer-tà-re] v. tr.  [io mèrito ecc.]    • 1 •   essere degno di avere, ottenere, ricevere qualcosa (sia di positivo, sia di negativo): meritare una lode, una ricompensa, piena fiducia; meritare una punizione, uno schiaffo; meritava di vincere; non merita nessuna pietà; non merita parlarne, non ne vale la pena | se lo merita!, se l'è meritato!, ben gli sta    • 2 •   valere effettivamente: questo quadro non merita la cifra richiesta    • 3 •   far ottenere, procurare: le sue capacità gli meritarono il successo    • 4 •   (ant.) ricompensare | v. intr.  [aus. avere] (lett.) rendersi benemerito: (ben) meritare della patria. 
meritato   part. pass.  di meritare   agg.  ottenuto secondo il merito; giusto, ben assegnato: castigo, premio meritato  § meritatamente avv.  secondo il merito; giustamente.
meritevole   agg.  che merita: meritevole di lodi, d'attenzione  | (assol.) che merita un premio, un riconoscimento e sim.: rendersi, essere meritevole  § meritevolmente avv.  con merito.
merito   poet. merto [mèr-to], s.m.    • 1 •   ciò che rende degno di stima, di ricompensa; diritto alla gratitudine, alla stima, alla ricompensa acquistato con le proprie capacità o le proprie opere: persona di grande, poco, nessun merito; ascrivere, attribuire a merito; premiare secondo il merito; avere, non avere merito di, per qualcosa; che dio gliene renda merito!  | per merito di qualcuno, grazie a lui | andare, tornare a merito di qualcuno, si dice di qualcosa che fa onore alla persona che l'ha detto o fatto | a pari merito, in gare, concorsi e sim., si dice con riferimento a due o più concorrenti che vengano giudicati di uguale valore | medaglia al merito, concessa come riconoscimento del valore di atti compiuti    • 2 •   qualità positiva di una cosa o di una persona; pregio: ha molti meriti; il suo maggior merito è l'onestà; una ricerca che ha il merito di aver approfondito il problema    • 3 •   (teol.) valore particolare o frutto morale degli atti compiuti da chi è in grazia di dio: perfetta vita e alto merto inciela / donna più su  (dante par.  iii, 97-98)    • 4 •   (dir.) l'insieme dei criteri di opportunità e convenienza a cui si deve attenere la pubblica amministrazione nel porre in atto i suoi poteri discrezionali: vizio di merito, l'inosservanza di tali criteri | nel diritto processuale, la questione di diritto sostanziale su cui il giudice deve pronunciarsi    • 5 •   (estens.) aspetto sostanziale, opposto a quello formale: entrare nel merito di una questione, esaminarla nei suoi aspetti essenziali e reali | questione di merito, in contrapposizione a questione di principio  | in merito a, riguardo a.
meritocratico   agg.  [pl. m. -ci] ispirato alla meritocrazia: criterio meritocratico; società meritocratica  § meritocraticamente avv.  secondo un criterio meritocratico.
meritocrazia   s.f.  sistema di distribuzione di riconoscimenti e compensi basato esclusivamente sui meriti individuali.
meritorio   agg.  che dà merito; degno di riconoscimento: atto meritorio; opera meritoria  § meritoriamente avv. 
merla   s.f.  femmina del merlo | giorni della merla, nell'italia settentrionale, gli ultimi tre giorni di gennaio, che sono quasi sempre caratterizzati da un freddo molto intenso (l'espressione deriva da una favola popolare che ha per protagonista una merla morta per il freddo).
merlango   o merlano, s.m.  [pl. -ghi] pesce commestibile dei mari freddi, simile al merluzzo, ma più slanciato e senza bargiglio, di colore verdastro a riflessi rossi sul dorso, argenteo a strisce gialle sui fianchi (ord.  gadiformi).
merlare   v. tr.  [io mèrlo ecc.] (arch.) guarnire di merli: merlare una torre. 
merlato   part. pass.  di merlare   agg.    • 1 •   (arch.) guarnito di merli: torre merlata    • 2 •   (arald.) si dice delle partizioni foggiate a merlo di torre.
merlatura   s.f.  (arch.) ordine, serie di merli in muratura.
merlettaia   s.f.  donna che esegue o vende lavori di merletto.
merlettare   v. tr.  [io merlétto ecc.] guarnire di merletti: merlettare la biancheria. 
merlettatura   s.f.  il merlettare; guarnizione di merletto.
merletto   s.m.  guarnizione a piccole punte e generalmente a disegni traforati, fatta con filati diversi; tessuto leggero e trasparente, costituito da una trama di fili variamente intrecciati a formare motivi decorativi: i merletti di burano; merletto ad ago, a fuselli, all'uncinetto. 
merlino   s.m.  (mar.) cavetto composto di due o tre legnoli di due o tre filacce ciascuno, usato per legature di manovre dormienti e per cuciture.
merlo   (1) s.m.    • 1 •   uccello con piumaggio nero e becco giallo, dal canto sonoro e melodioso (ord.  passeriformi)    • 2 •   [f. -a  persona sciocca e ingenua; anche, persona furba che si finge tonta | cercare, trovare il merlo, (scherz.) un marito.
merlo   (2) s.m.  (arch.) ciascuno dei rialzi in muratura eretti a intervalli regolari come coronamento dei muri perimetrali di castelli, torri, palazzi ecc., a scopo di difesa o di ornamento: merlo ghibellino, guelfo. 
merlot   s.m. invar.  vitigno di origine francese, coltivato in italia soprattutto nel veneto e in friuli | il vino che si produce con l'uva di tale vitigno, di colore molto scuro e dall'aroma erbaceo.
merlotto   s.m.  [f. -a]    • 1 •   merlo giovane    • 2 •   (fig.) persona sciocca.
merluzzetto   s.m.  nome pop. del pesce mormoro. 
merluzzo   s.m.    • 1 •   grosso pesce di mare diffuso nell'atlantico settentrionale, di colore grigio verdastro a macchie gialle, con tre pinne dorsali e un bargiglio sotto la mascella inferiore (ord.  gadiformi); lo si consuma fresco, seccato (stoccafisso), seccato e salato (baccalà); dal fegato si estrae un olio impiegato in farmacia come ricostituente (olio di fegato di merluzzo)    • 2 •   nome pop. del nasello  e di altre specie affini    • 3 •   (fig.) persona goffa, impacciata.
mero   agg.    • 1 •   (lett.) puro, schietto, non mescolato: così scintilla / come raggio di sole in acqua mera  (dante par.  ix, 113-114)    • 2 •   (fig.) vero e proprio, che è tale e niente altro; puro e semplice (si prepone a un sostantivo per restringerlo nel suo significato specifico): per mero caso; per mera curiosità; una mera possibilità  § meramente avv.  semplicemente; solo, soltanto.
-mero  -mero secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -merés, deriv. di méros  'parte'; significa 'parte, costituito di parti' e sim. (isomero, polimero); cfr. -meria. 
meroedria   s.f.  (min.) proprietà di alcuni cristalli che presentano una simmetria minore di quella prevista dalla loro struttura.
meronimia   s.f.  (ling.) rapporto esistente fra una parola che designa la parte di un tutto e quella che designa l'intero (p. e.  tra ramo  e albero).
meronimo   s.m.  (ling.) parola legata a un'altra da un rapporto di meronimia.
merope   s.m.  (zool.) gruccione.
meropidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli di media grandezza con becco allungato e piumaggio variopinto; si nutrono di insetti, spec. di api e di vespe | sing.  [-e] ogni uccello di tale famiglia.
merore   s.m.  (ant. lett.) tristezza, profondo dolore.
merostomi   s.m. pl.  (zool.) classe di artropodi acquatici a respirazione branchiale | sing.  [-o] ogni artropode appartenente a tale classe.
merovingico   agg.  [pl. m. -ci] dei merovingi, dinastia che regnò sui franchi dal sec. v all'viii | (scrittura) merovingica, (paleogr.) scrittura dall'andamento ondulato, fitta di ghirigori, derivata dalla minuscola corsiva di età romana.
merovingio   agg.  [pl. f. -ge] merovingico.
merto   e deriv.   ⇨ merito e deriv. 
merulio   s.m.  (bot.) genere di funghi dei basidiomiceti, saprofiti sui legnami (fam.  poliporacee).
merzé    ⇨ mercé.
merzede    ⇨ mercede.
mesa   s.f.  [pl. mesas] montagna dalla sommità piatta, con pareti pressoché verticali, caratteristica di certe zone del messico e del colorado.
mesata   s.f.    • 1 •   (non com.) lo spazio di tempo di un mese    • 2 •   (fam.) la paga di un mese di lavoro: riscuotere la mesata  | canone mensile: pagare due mesate d'affitto anticipate. 
mescal   s.m. invar.  succo fermentato di alcune specie di agavi, usato nel messico come bevanda alcolica e per distillarne la tequila.
mescalina   s.f.  (chim.) ammina organica estratta da una cactacea messicana, dotata di proprietà allucinogene.
mescere   v. tr.  [io mésco, tu mésci ecc. ; part. pass. mesciuto]    • 1 •   versare il vino o altra bevanda in un recipiente da cui si possa bere | (assol.) versare da bere, per lo più vino: mescere ai convitati    • 2 •   (lett.) mescolare: mesce il mago fellon zolfo e bitume  (tasso g. l.  xviii, 28).
meschiare   e deriv.   ⇨ mischiare e deriv. 
meschineria   s.f.  meschinità.
meschinità   s.f.    • 1 •   l'essere meschino: meschinità di idee, d'animo    • 2 •   azione, parola meschina: dire delle meschinità.  (lett. , region.) infelice, sventurato; che è in povertà o in miseria, che si trova in condizioni assai disagiate. dim. meschinello, meschinetto, meschinuccio    • 2 •   che è troppo scarso; insufficiente, inadeguato: dono, compenso meschino  | aspetto meschino, gracile, debole; miserando    • 3 •   che ha idee e sentimenti gretti, limitati: un uomo meschino; gente meschina  | che rivela povertà di spirito, ristrettezza mentale: sentimenti meschini; idee meschine  | fare una figura meschina, brutta e ridicola  s.m.  [f. -a]    • 1 •   (lett. , region.) persona disgraziata e infelice    • 2 •   persona gretta    • 3 •   (ant.) schiavo, servo: venir sen dee giù tra' miei meschini / perché diede il consiglio frodolente  (dante inf.  xxvii, 115-116) | guerin meschino, titolo di un romanzo cavalleresco di andrea da barberino (1370 ca - dopo il 1431) § meschinamente avv. 
meschino   agg.    • 1 •   (lett., region.) infelice, sventurato; che è in povertà o in miseria, che si trova in condizioni assai disagiate. dim. meschinello, meschinetto, meschinuccio    • 2 •   che è troppo scarso; insufficiente, inadeguato: dono, compenso meschino  | aspetto meschino, gracile, debole; miserando    • 3 •   che ha idee e sentimenti gretti, limitati: un uomo meschino; gente meschina  | che rivela povertà di spirito, ristrettezza mentale: sentimenti meschini; idee meschine  | fare una figura meschina, brutta e ridicola  s.m.  [f. -a]    • 1 •   (lett., region.) persona disgraziata e infelice    • 2 •   persona gretta    • 3 •   (ant.) schiavo, servo: venir sen dee giù tra' miei meschini / perché diede il consiglio frodolente  (dante inf. xxvii, 115-116) | guerin meschino, titolo di un romanzo cavalleresco di andrea da barberino (1370 ca - dopo il 1431) § meschinamente avv. 
meschita   s.f.  (ant. , lett.) moschea: di casa in casa un lungo incendio indutto / ardea palagi, portici e meschite  (ariosto o. f.  xl, 33).
mescidare    ⇨ miscidare.
mescita   s.f.    • 1 •   il mescere: la mescita del vino  | banco di mescita, nei bar, nelle osterie e sim., quello su cui si servono bevande    • 2 •   bottega in cui si servono al banco vini e liquori | vino da mescita, robusto.
mescitare   e deriv.   ⇨ miscidare e deriv. 
mescitore   s.m.  [f. -trice] chi mesce; in partic., chi è addetto a un banco di mescita.
mescola   s.f.  (tecn.) lo stesso che mescolanza : una nuova mescola di gomma. 
mescolabile   agg.  che si può mescolare, mescere insieme.
mescolamento   s.m.  il mescolare, il mescolarsi, l'essere mescolato.
mescolanza   s.f.    • 1 •   (chim.) il risultato dell'unione di due o più componenti fluidi senza formazione di composti chimici nuovi: mescolanza di acidi, di vini    • 2 •   qualsiasi insieme costituito da due o più componenti eterogenei: una mescolanza di zucchero e farina; mescolanza di stili, di concetti; una mescolanza di gente d'ogni provenienza. 
mescolare   v. tr.  [io méscolo ecc.]    • 1 •   unire due o più componenti diversi in modo da formare un insieme: mescolare liquori di vario tipo; mescolare lo zucchero alla, con la farina  | mescolare le razze, (zootec.) favorire l'accoppiamento fra appartenenti a razze diverse per ottenerne di nuove    • 2 •   confondere, accostare indebitamente: mescolare il sacro col profano    • 3 •   agitare, rimestare: mescolare l'insalata; mescolare il caffè col cucchiaino    • 4 •   mettere in disordine, disporre in ordine casuale: mescolare i libri di poesia con quelli di narrativa  | mescolare le carte, scozzarle, riferito alle carte da gioco; (fig.) confondere (le cose, le idee) | mescolarsi v. rifl. , rifl.  o rifl. rec.    • 1 •   unirsi in un insieme, fondersi: l'olio non si mescola con l'acqua    • 2 •   andare, finire insieme senza ordine né distinzione: i fogli si sono tutti mescolati  | detto di persone, confondersi con altri: mescolarsi alla folla; non mescolarti con quella gente, non frequentarla    • 3 •   (fig. non com.) immischiarsi, impicciarsi: mescolarsi nelle faccende altrui. 
mescolata   s.f.  il mescolare, una sola volta o rapidamente: dare una mescolata alle carte, alla polenta. 
mescolatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi mescola    • 2 •   (tecn.) miscelatore.
mescolatrice   s.f.  macchina di varia forma usata in alcune industrie per mescolare (p. e.  diversi tipi di farina o fibre tessili di diversa natura).
mescolatura   s.f.  il mescolare | (non com.) mescolanza.
mescolazione   s.f.  l'operazione che compie il mescolatore o la mescolatrice.
mescolio   s.m.  un mescolare continuo.
mescuglio    ⇨ miscuglio.
mese   s.m.    • 1 •   ciascuno dei dodici periodi di tempo in cui è suddiviso l'anno civile; ha una durata che varia da 28 a 31 giorni: il mese di dicembre; ai primi, alla metà, alla fine del mese; il mese entrante, venturo, corrente, passato, scorso  | mese commerciale, considerato agli effetti civili della durata di 30 giorni | mese lunare, intervallo di tempo fra una luna nuova e la successiva, della durata di circa 29 giorni; lunazione    • 2 •   periodo di circa trenta giorni, che può non coincidere con un mese del calendario: farò un mese di ferie da metà luglio a metà agosto  | da mesi, (fig.) da molto tempo: non lo vedo da mesi  | essere al primo, al secondo, al terzo ecc. mese, si dice di donna che è al primo, secondo, terzo ecc. mese di gravidanza    • 3 •   paga di un mese, mesata; anche, quota d'affitto mensile: esigere tre mesi anticipati. 
mesencefalico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) del mesencefalo, relativo al mesencefalo.
mesencefalo   s.m.  (anat.) la parte dell'encefalo che sta alla base del cervello e che, insieme ad altre strutture, lo collega al midollo spinale.
mesenchima   s.m.  [pl. -mi] (biol.) tessuto embrionale che si origina dal foglietto detto mesoderma. 
mesentere   o mesenterio, s.m.  (anat.) ripiegatura membranosa del peritoneo che copre e tiene sospeso l'intestino tenue congiungendolo alla parete posteriore dell'addome.
mesenterico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) del mesentere: arteria, vena mesenterica. 
mesenterio    ⇨ mesentere.
mesenterite   s.f.  (med.) infiammazione del mesentere.
mesero   o mezzero [méz-ze-ro] o mezzaro, s.m.  grande scialle, decorato a fiori, indossato un tempo dalle donne liguri.
meseta   s.f.  (geog.) altopiano roccioso tipico delle regioni centrali della penisola iberica.
mesetto   s.m.  un mese scarso, un mese circa: starò via un mesetto. 
mesitilene   s.m.  (chim.) idrocarburo a nove atomi di carbonio, derivato dal benzene, usato per preparare coloranti.
mesmerico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al mesmerismo.
mesmerismo   s.m.    • 1 •   teoria del medico austriaco f. a. mesmer (1734-1815), che spiegava i fenomeni ipnotici postulando l'esistenza di un fluido magnetico emanante dagli esseri viventi    • 2 •   metodo di cura delle malattie che sfrutta il supposto magnetismo animale.
mesmerizzare   v. tr.  curare con il mesmerismo.
meso-  meso- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. mésos  'mezzo, medio'; significa 'medio, che sta in posizione intermedia' (mesencefalo, mesocefalo, mesocarpo).
mesocarpo   o mesocarpio, s.m.  (bot.) lo strato intermedio del frutto, fra l'epicarpo e l'endocarpo.
mesocefalia   s.f.  conformazione del cranio intermedia tra la dolicocefalia e la brachicefalia.
mesocefalo   agg.  che presenta i caratteri antropometrici della mesocefalia: individuo, cranio mesocefalo. 
mesocolon   s.m. invar.  (anat.) ripiegatura del peritoneo che fissa il colon alla parete posteriore dell'addome.
mesoderma   s.m.  (anat.) foglietto embrionale intermedio tra ectoderma ed endoderma.
mesofase   s.f.  (chim. fis.) stato di aggregazione della materia intermedio tra quello liquido isotropico e quello cristallino.
mesofillo   s.m.  (bot.) porzione della foglia compresa tra l'epidermide superiore e quella inferiore.
mesofita   s.f.  (bot.) pianta che vive in ambiente di media umidità.
mesogastrio   s.m.  (anat.) regione mediana della parete anteriore dell'addome, delimitata superiormente dall'epigastrio e inferiormente dall'ipogastrio.
mesoglea   s.f.  (zool.) strato di materiale gelatinoso situato tra endoderma ed ectoderma nel corpo dei poriferi e dei celenterati.
mesolitico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice del periodo preistorico intermedio tra quello paleolitico e quello neolitico, e di tutto ciò che a esso si riferisce: reperti mesolitici. 
mesomeria   s.f.  (chim.) caso particolare di isomeria riferita agli elettroni.
mesomero   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di composto che presenta mesomeria.
mesomorfo   agg.    • 1 •   (zool.) si dice di tipo morfologico di animale che presenta uno sviluppo della lunghezza proporzionato alla massa corporea    • 2 •   stato mesomorfo, (chim. fis.) mesofase.
mesone   s.m.  (fis.) particella elementare instabile, di massa intermedia tra quella dell'elettrone e quella del protone, presente nei raggi cosmici e responsabile delle forze di coesione nucleare.
mesonico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) proprio dei mesoni, relativo ai mesoni.
mesopausa   s.f.  nell'atmosfera terrestre, strato di transizione fra la mesosfera e la termosfera.
mesopotamico   agg.  [pl. m. -ci] della mesopotamia, regione storico-geografica dell'asia occidentale.
mesosfera   s.f.  la regione dell'atmosfera terrestre situata tra i 45 e i 95 km di altitudine.
mesotelio   s.m.  (anat.) tessuto epiteliale che riveste le membrane sierose dell'organismo.
mesoterapia   s.f.  (med.) terapia locale contro artrosi, nevriti, celluliti ecc., consistente nel praticare iniezioni multiple con una serie di aghi corti e sottili fissati su una piastra metallica.
mesoterapista   s.m. e f.  [pl. m. -i] medico o paramedico specializzato in mesoterapia.
mesotermo   agg.    • 1 •   a media temperatura, temperato    • 2 •   (bot.) si dice di pianta che per vegetare richiede temperature medie comprese fra 15 e 20 ° c.
mesotorace   s.m.  (zool.) il secondo segmento del torace degli insetti.
mesotorio   s.m.  (chim.) nuclide radioattivo isotopo del torio, usato come sostituto del radio.
mesotrone   s.m.  (non com.) mesone.
mesozoi   s.m. pl.  (zool.) gruppo di organismi animali il cui corpo è costituito da poche cellule non differenziate in tessuti e che vivono soltanto come endoparassiti | sing.  [-zoo] ogni organismo di tale gruppo.
mesozoico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice della terza era geologica, caratterizzata da un grande sviluppo dei rettili e delle ammoniti; anche, di tutto ciò che a essa si riferisce: fossile mesozoico. 
messa   (1) s.f.    • 1 •   nella religione cattolica, il sacrificio del corpo e del sangue di gesù cristo che, sotto le specie del pane e del vino, è offerto dal sacerdote a dio sull'altare, per rinnovare il sacrificio della croce: celebrare, dire la messa; andare alla, a messa; servire (la) messa, assistere il celebrante all'altare e rispondere alle sue orazioni; messa letta, piana  o bassa, senza canti e con rituale semplice; messa cantata, con alcune parti cantate; messa solenne, cantata e con rituale complesso (detta pop. messa grande); messa pontificale, celebrata da un vescovo o da un prelato con privilegio delle insegne pontificali; messa da requiem  (o pop. da morto), in suffragio dei defunti; prima messa, o messa novella, la prima celebrata da un sacerdote; messa dei catecumeni, la prima parte della messa fino al vangelo; far dire una messa per un defunto, farla celebrare in suo suffragio; togliere la messa a un sacerdote, privarlo, per motivi disciplinari, del diritto di celebrarla    • 2 •   composizione musicale comprendente le parti cantate della messa: messa per coro e organo; la «messa da requiem» di verdi. 
messa   (2) s.f.  il mettere; si usa solo in alcune espressioni in cui è seguita da prep.: la messa in vendita di un prodotto | messa a dimora, la sistemazione definitiva delle piantine da vivaio nel terreno cui sono destinate ' messa a terra, (elettr.) collegamento al terreno della struttura portante metallica degli apparecchi elettrici o elettromeccanici che, per un eventuale guasto all'impianto elettrico, potrebbe trovarsi percorsa dalla corrente ' messa a fuoco, (foto.) regolazione dell'obiettivo per ottenere immagini nitide; (fig.) l'esatta precisazione dei termini di un problema, di una questione e sim.: la messa a fuoco di una situazione | messa a punto, complesso di operazioni eseguite per ottenere le migliori prestazioni da una macchina, da un motore, da un apparecchio ' messa in marcia, l'avviamento di un veicolo, di una macchina, di un impianto ' messa in opera, installazione | messa in carta, nell'industria tessile, rappresentazione grafica convenzionale su carta quadrettata per indicare l'intreccio dell'ordito con la trama ' messa in piega, operazione con cui si dà ai capelli una piega non permanente ' messa in orbita, l'invio in orbita di un veicolo spaziale ' messa in scena, messinscena.
messaggere    ⇨ messaggero.
messaggeria   s.f.    • 1 •   (ant.) l'ufficio, l'attività di un messo, di un corriere    • 2 •   spec. pl.  servizio di trasporto e distribuzione; anche, l'impresa che cura tale servizio (spec. nel settore editoriale) | messaggeria postale, servizio di ritiro e consegna della posta alle stazioni di una linea ferroviaria.
messaggero   non com. messaggiero, antiq. messaggere, messaggiere, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi reca un messaggio, un annuncio: iride era la messaggera degli dei; messaggero di pace, di vittoria    • 2 •   dipendente delle poste addetto al trasporto della corrispondenza sui treni o sulle navi  agg.  (poet.) che annunzia: già l'aura messaggiera erasi desta / a nunziar che se ne vien l'aurora  (tasso g. l.  iii, 1).
messaggio   s.m.    • 1 •   notizia trasmessa ad altri a voce, per iscritto o con altro mezzo: inviare, consegnare, trasmettere, ricevere un messaggio    • 2 •   solenne discorso o annunzio rivolto al popolo da un'alta autorità politica o religiosa: il messaggio del capo dello stato alla nazione; il messaggio del papa ai fedeli  | messaggio pubblicitario, l'insieme delle informazioni esplicite e implicite contenute nei testi e nelle immagini della comunicazione pubblicitaria    • 3 •   nella teoria dell'informazione, quantità di informazioni inviata da un apparato trasmittente a un ricevitore attraverso un canale | il messaggio di un testo, di un film  e sim., (fig.) ciò che, spesso in modo implicito o indiretto, l'autore vuole comunicare    • 4 •   (fig.) concezione innovatrice e feconda di sviluppi: il messaggio evangelico, illuministico; il messaggio di einstein    • 5 •   (ant.) messaggero: e due di loro, in forma di messaggi, / corsero incontr'a noi  (dante purg.  v, 28-29).
messale   s.m.    • 1 •   libro liturgico contenente i testi di tutte le messe dell'anno con l'indicazione dei riti da seguire per la celebrazione: messale romano, ambrosiano    • 2 •   (scherz.) libro grosso e pesante.
messalina   s.f.  donna dissoluta.
messapico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda i messapi, antichi abitatori della puglia.
messe   s.f.    • 1 •   (lett.) mietitura; anche, l'insieme dei cereali da mietere o già mietuti: il tempo della messe; un'abbondante messe    • 2 •   (fig.) ciò che si ricava, in abbondanza, da un'attività, da un'opera intrapresa: raccogliere una messe di lodi, di consensi    • 3 •   spec. pl.  le piante del grano o anche d'altri cereali: e le messi ondeggiar come fa il mare  (poliziano).
messenico   agg.  [pl. m. -ci] della messenia, regione dell'antica grecia; dei messeni, gli abitanti di questa regione: guerre messeniche, denominazione di tre guerre condotte da sparta contro i messeni (secc. viii-v a. c.).
messere   s.m.  titolo d'onore che un tempo spettava di diritto a giudici e giureconsulti, ma si attribuiva per riverenza anche ad altri personaggi; oggi ha uso solo scherz.
messia   s.m.    • 1 •   il messia, (relig.) il salvatore promesso da dio agli ebrei, riconosciuto dai cristiani in gesù cristo    • 2 •   (fig.) salvatore miracoloso: accogliere, salutare qualcuno come un messia | aspettare il messia, aspettare a lungo e inutilmente una persona desiderata.
messianicità   s.f.  carattere messianico.
messianico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il messia; che si riferisce al messianismo (anche fig.): profezie messianiche; attesa messianica  § messianicamente avv. 
messianismo   s.m.    • 1 •   (relig.) fede nell'avvento del messia    • 2 •   (fig.) intensa aspettazione di qualche grande rivolgimento politico o sociale.
messicano   agg.  del messico  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante del messico    • 2 •   (gastr.) grosso involtino di carne ripieno di carne tritata, prosciutto, mollica di pane, spezie e altri ingredienti.
messidoro   s.m.  nome del decimo mese del calendario rivoluzionario francese (20 giugno - 19 luglio).
messinese   agg.  di messina  s.m.  e f.  chi è nato o abita a messina.
messinscena   o messa in scena, s.f.  [pl. messinscene  o messe in scena]    • 1 •   il complesso delle attività necessarie per allestire uno spettacolo teatrale | l'insieme di tutti gli elementi (arredi, costumi, effetti di luce ecc.) che appaiono sulle scene durante uno spettacolo: una messinscena suggestiva, indovinata    • 2 •   (fig.) l'insieme degli accorgimenti e degli atteggiamenti volti a rendere credibile una finzione; simulazione: il suo dolore era tutta una messinscena. 
messo   (1) part. pass.  di mettere  e agg.  nei sign. del verbo.
messo   (2) s.m.    • 1 •   (lett.) messaggero: messo di dio, angelo    • 2 •   dipendente di enti pubblici o privati incaricato di portare lettere, avvisi ecc.; usciere, fattorino: messo comunale; messo del tribunale. 
messore   s.m.  (ant.) mietitore.
messorio   agg.  solo nella loc.: falce messoria, che serve a mietere i cereali.
mestamento   s.m.  (non com.) il mestare, l'essere mestato (spec. fig.).
mestare   v. tr.  [io mésto ecc.]    • 1 •   agitare mescolando: mestare il minestrone    • 2 •   (assol.) (fig.) darsi da fare intrigando.
mestatoio   s.m.  (non com.) strumento atto a mestare.
mestatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi mesta    • 2 •   (fig.) persona intrigante; maneggione.
mestica   s.f.  miscela di colori e olio di lino usata per la preparazione di tavole e tele da dipingere.
mesticanza   dial. misticanza, s.f.    • 1 •   (region.) insalatina mista    • 2 •   (ant.) mescolanza, miscuglio.
mesticare   dial. misticare, v. tr.  [io mèstico, tu mèstichi ecc.]    • 1 •   mescolare i colori per ottenere la tonalità voluta | applicare la mestica sulla tela da dipingere    • 2 •   (ant.) mescolare, mischiare.
mesticheria   s.f.  (tosc.) negozio di colori e vernici.
mestichino   s.m.  spatola di cui si servono i pittori per mescolare i colori sulla tavolozza.
mestierante   s.m.  e f.  chi svolge un'attività in modo mediocre, badando solo al guadagno | un buon mestierante, uno che sa fare il suo mestiere, pur senza segnalarsi per fantasia, originalità (detto spec. di artisti, scrittori, registi e sim.).
mestiere   ant. o pop. tosc. mestiero, s.m.    • 1 •   attività pratica che una persona svolge abitualmente traendone guadagno, per lo più dopo un periodo di addestramento; se il termine è usato in relazione a una professione, è per sottolinearne gli aspetti pragmatici : il mestiere di  (o del) fabbro, del falegname; il mestiere di avvocato, di giornalista; imparare, insegnare, esercitare un mestiere; un mestiere duro, difficile  | essere del mestiere, avere competenza specifica in un determinato campo; essere pratico, esperto ' i ferri del mestiere, tutto ciò che è necessario per eseguire un lavoro, anche non manuale ' gli incerti del mestiere, gli inconvenienti connessi con una determinata attività | fare qualcosa di mestiere, come lavoro abituale, traendone i mezzi di sostentamento: di mestiere, fa il fornaio  | essere qualcosa di mestiere, (fig.) esserlo abitualmente: è un attaccabrighe di mestiere  | fare il mestiere, (eufem.) esercitare la prostituzione | cambia mestiere!, si dice a chi non sa fare il proprio lavoro ' non è mestiere tuo, (fig.) non è questione che ti riguardi. pegg. mestieraccio, mestieruccio    • 2 •   insieme di cognizioni necessarie per poter svolgere una determinata attività esperienza, pratica di un lavoro e della sua tecnica: impadronirsi del mestiere; conoscere i segreti, i trucchi del mestiere; avere, non avere mestiere; è molto dotato, ma gli manca il mestiere    • 3 •   (spreg.) attività che si svolge solo a fine di guadagno, che non comporta motivazioni o spinte ideali: ridurre l'arte a puro mestiere; svilire la missione del religioso a un mestiere qualsiasi    • 4 •   (ant.) ufficio, compito; atto, operazione: tutti li dolorosi mestieri che a le corpora de li morti s'usano di fare  (dante vita nuova).
mestieri   s.m.  (ant. , lett.) bisogno, necessità: aver mestieri di qualcosa  | essere, fare (di) mestieri, essere necessario, opportuno: che... io fossi preso / e poscia morto, dir non è mestieri  (dante inf.  xxxiii, 16-18).
mestiero    ⇨ mestiere.
mestizia   s.f.  sentimento d'afflizione contenuta e durevole: parole piene di mestizia. 
mesto   agg.  che prova mestizia: essere, sentirsi mesto  | che rivela o suscita mestizia: un volto mesto; la mesta cerimonia, il funerale § mestamente avv. 
mestola   s.f.    • 1 •   arnese da cucina, di legno o metallo, a forma di cucchiaio molto spianato e talvolta bucherellato, con manico di varia lunghezza; serve per mescolare le vivande durante la cottura, per schiumare i liquidi in bollore o per scolare i cibi    • 2 •   cazzuola del muratore ' essere una buona mestola, (fig.) un bravo muratore    • 3 •   pl.  (fig. pop.) mani di grandi dimensioni    • 4 •   erba acquatica con foglie ovali e fiori bianchi o rosei in pannocchia (fam.  alismatacee).
mestolame   s.m.  insieme di mestoli da cucina e altri arnesi analoghi a manico lungo, come schiumarole, palette ecc.
mestolata   s.f.    • 1 •   colpo dato con la mestola o con il mestolo    • 2 •   quantità di malta e sim. che si può prendere in una volta con la cazzuola; quantità di cibo che si può prendere in una volta con il mestolo.
mestoliera   s.f.  arnese usato per appendervi mestoli e altri oggetti da cucina.
mestolo   s.m.    • 1 •   mestola di dimensioni un po' più piccole, senza buchi, usata per mescolare i cibi in cottura ' avere il mestolo in mano, (fig.) avere la possibilità di fare a proprio modo | tenere il mestolo, (fig.) comandare. dim. mestolino  accr. mestolone    • 2 •   ramaiolo.
mestolone   s.m.    • 1 •   accr.  di mestolo    • 2 •   (fig.) uomo goffo e sciocco    • 3 •   uccello simile all'anatra, con becco scuro, lungo, allargato in forma di spatola (ord.  anseriformi).
mestone   s.m.  sorta di spatola di legno usata per rimestare la polenta.
mestruale   ant. menstruale, agg.  che concerne la mestruazione: ciclo, flusso mestruale; disturbi mestruali. 
mestruare   v. intr.  [io mèstruo ecc. ; aus. avere] (non com.) avere le mestruazioni.
mestruata   part. pass. f.  di mestruare   agg.  si dice di donna che ha le mestruazioni.
mestruazione   ant. menstruazione, s.f.  fenomeno fisiologico proprio della donna in età feconda e non in gravidanza, dovuto alla periodica desquamazione della parete uterina e consistente in un flusso sanguigno dall'utero, normalmente ogni 28 giorni e per la durata di 3-6 giorni.
mestruo   ant. menstruo, s.m.  mestruazione  agg.  (lett.) che si ripete ogni mese.
mestura    ⇨ mistura.
mesurare    ⇨ misurare.
meta-  meta- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. metá  'con, fra, dopo'; può indicare mutamento, modificazione (metamorfosi), trasposizione (metatesi), trasferimento (metempsicosi), successione, posteriorità (metacarpo), e, per influenza del termine metafisica, superamento di limiti (metapsichica). in chimica inorganica indica sia un acido che ha una molecola d'acqua in meno rispetto a un altro derivato dalla stessa anidride (acido metafosforico, contrapposto all'acido ortofosforico), sia i sali di tale acido (metasilicato di sodio); in chimica organica indica sia una forma più complessa del composto al cui nome è premesso (metaldeide), sia, nei composti bisostituiti del benzene, quelli che nell'anello benzenico hanno i sostituenti distanziati di una posizione. [ ⇨ ultra-].
metà   s.f.    • 1 •   una delle due parti uguali che, unite insieme, formano un intero: quattro è la metà di otto; ha mangiato solo metà della minestra | per metà, in due parti uguali; in parte (anche fig.): dividere per metà; un tessuto per metà lana e per metà cotone; la tua ipotesi è giusta solo per metà  | a metà, in due parti uguali, a mezzo: dividere a metà; lasciare una cosa a metà, lasciarla incompiuta; fare le cose a metà, non condurle a termine, interromperle a mezzo; dire le cose a metà, poco chiaramente, con reticenza; avere qualcosa a metà con qualcuno, averne in comune il possesso; fare a metà, dividersi qualcosa in parti uguali ' ridursi la metà, (fig.) dimagrire moltissimo    • 2 •   (fig. scherz.) uno dei due coniugi rispetto all'altro: la mia metà  | persona che forma quasi un essere solo con un'altra: ha trovato la sua metà ideale    • 3 •   il punto, la linea che divide qualcosa segnando anche idealmente la metà: la metà della pagina; siamo giunti a metà del viaggio | prov.  : chi bene comincia è alla metà dell'opera  | in espressioni analoghe, con ellissi della prep. di, si avvicina al valore dell'agg. mezzo : fermarsi a metà strada; comprare, vendere a metà prezzo; siamo già a metà mese | metà campo, (sport) la zona centrale del campo di gioco, il centrocampo; ciascuna delle due parti del campo assegnate alle squadre.
meta   (1) ant. metade, metate, s.f.    • 1 •   il punto, il termine al quale si è diretti, al quale si deve giungere: la nostra meta era londra; toccare la meta; arrivare alla meta; camminare, vagare senza meta    • 2 •   (fig.) scopo, fine da raggiungere: proporsi, prefiggersi una meta    • 3 •   (archeol.) nei circhi antichi, ciascuno dei due elementi di pietra a forma di piramide o di cono, posti alle estremità interne della pista, attorno ai quali i carri in gara dovevano girare    • 4 •   (sport) nel gioco del rugby, marcatura che si ottiene ponendo il pallone a terra oltre la linea (detta appunto di meta) che delimita sul fondo la metà campo degli avversari: andare in meta; segnare una meta    • 5 •   (ant.  e region.) calmiere, prezzo di calmiere: fissò la meta del pane al prezzo che sarebbe stato il giusto  (manzoni p. s.  xii).
meta   (2) s.m. invar.  nome commerciale e popolare della  ⇨ metaldeide. 
meta   (3) s.f.    • 1 •   massa, mucchio (spec. di paglia, biade e sim.)    • 2 •   escremento di bestia grossa.
metabasi   s.f.  nella retorica classica, passaggio ad altro argomento nell'ambito dello stesso discorso.
metabisolfito   s.m.  (chim.) ogni composto salino ottenuto dal corrispondente bisolfito acido per eliminazione di acqua; i metabisolfiti di sodio e di potassio sono usati in enologia per impedire fermentazioni dannose; sono detti anche pirosolfiti. 
metabole   s.f.  nella retorica classica, variazione nel ritmo o nella struttura del periodare che si accompagna a un cambiamento del discorso.
metabolico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che riguarda il metabolismo, che è effetto del metabolismo: processo metabolico; scorie metaboliche, le feci § metabolicamente avv.  dal punto di vista metabolico; per metabolismo.
metabolismo   s.m.  (biol.) il complesso delle trasformazioni di natura chimica che avvengono negli organismi viventi e attraverso le quali essi si conservano e si rinnovano; ricambio | metabolismo basale, dispendio minimo di energia dell'organismo in condizioni di assoluto riposo, a digiuno e a temperatura ambiente di 16 ° c.
metabolita   s.m.  [pl. -i] (biol.) sostanza che è un prodotto intermedio o finale del metabolismo.
metabolizzare   v. tr.    • 1 •   (biol.) trasformare per metabolismo    • 2 •   (fig.) assorbire trasformando in qualcosa di compatibile con sé assimilare, digerire: gli americani sono in grado di metabolizzare gli apporti culturali più diversi. 
metacarpale   agg.  (anat.) del metacarpo: ossa metacarpali. 
metacarpo   s.m.  (anat.) il complesso delle cinque ossa che formano lo scheletro della mano tra il carpo e le prime falangi delle dita.
metacentrico   agg.  [pl. m. -ci] (mar.) del metacentro, relativo al metacentro: altezza metacentrica, la distanza tra il metacentro e il centro di gravità.
metacentro   s.m.  (mar.) punto oltre il quale il baricentro di un natante non può alzarsi senza che il natante stesso perda l'equilibrio stabile e si capovolga; può essere definito come il punto d'incontro tra l'asse verticale del natante e la spinta di galleggiamento applicata al centro della carena, quando il natante sia inclinato rispetto alla posizione normale.

metacrilato   s.m.  (chim.) estere dell'acido metacrilico, da cui si ottengono polimeri sintetici trasparenti e resistenti usati in sostituzione del vetro.
metacrilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido organico insaturo monocarbossilico a quattro atomi di carbonio, derivato dall'acido acrilico; anche, delle resine sintetiche da esso ottenute.
metacromasia   s.f.  (biol.) fenomeno per cui alcuni elementi dei tessuti, trattati con determinati coloranti, assumono un colore diverso da quello dei coloranti stessi.
metacromatico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo a metacromasia: reazione metacromatica. 
metade    ⇨ metà.
metadinamo   s.f.  (elettr.) macchina elettrica rotante a corrente continua che ha per ogni coppia di poli più di due file di spazzole (a differenza della dinamo che ne ha solo due).
metadone   s.m.  (chim.) composto a venti atomi di carbonio, contenente due anelli benzenici e azoto; per la sua azione analgesica è usato in medicina come sostituto della morfina e per il trattamento delle tossicodipendenze.
metaemoglobina   o metemoglobina [me-te-mo-glo-bì-na], s.f.  (biol.) prodotto di ossidazione dell'emoglobina in cui il ferro, diventato trivalente, non può più svolgere funzione respiratoria.
metaetica   s.f.  (filos.) la teoria dei fondamenti e dei principi della morale.
metaetico   agg.  (filos.) che concerne i principi e i fondamenti della morale.
metafase   s.f.  (biol.) seconda fase della mitosi, nella quale i cromosomi, già scissi longitudinalmente nella profase, si dispongono sul piano equatoriale della cellula.
metafisica   s.f.    • 1 •   parte della filosofia che tratta, o presume di poter trattare, dei principi primi della realtà, posti oltre la conoscenza sensibile e in genere al di là di ogni esperienza diretta dell'uomo; anche, la parte del sistema filosofico di un autore, di una scuola che tratta di tali argomenti: una questione di metafisica; la metafisica di aristotele    • 2 •   (fig. spreg.) concezione del tutto slegata dall'esperienza reale.
metafisicare   v. intr.  [io metafìsico, tu metafìsichi ecc. ; aus. avere] (rar.) fare ragionamenti eccessivamente astratti e astrusi.
metafisicheria   s.f.  (spreg.) argomentazione astrusa, di eccessiva sottigliezza e astrattezza.
metafisico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) della metafisica, relativo alla metafisica; che concerne una realtà non verificabile mediante l'esperienza: problemi metafisici; principio metafisico    • 2 •   (fig. spreg.) astruso, lambiccato; astratto: sottigliezze metafisiche    • 3 •   pittura metafisica, corrente pittorica italiana del primo '900 tesa a creare, attraverso gli oggetti e rigorose geometrie spaziali, atmosfere assorte e magiche  s.m.  [f. -a]    • 1 •   filosofo che si occupa di metafisica    • 2 •   (fig. spreg.) persona priva di senso pratico, che vive fuori dalla realtà o ama fare ragionamenti sottili e astrusi § metafisicamente avv.    • 1 •   sul piano della metafisica    • 2 •   (fig. spreg.) in modo astratto, senza realismo.
metafonesi   s.f.  (ling.) cambiamento di timbro di una vocale tonica per influenza di un'altra vocale appartenente alla sillaba finale della parola (è comune, p. e., nel tedesco); si tratta di un fenomeno diffusissimo nei dialetti italiani, ma sconosciuto al toscano e dunque alla lingua italiana (p. e.  nel dialetto ven. benedeto  'benedetto', pl. benediti  per influenza della -i  finale).
metafonetico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di metafonesi, che ha relazione con la metafonesi: fenomeno metafonetico, dittongamento metafonetico, dittongamento della vocale tonica per influenza di quella contenuta nella sillaba finale.
metafonia   s.f.  (ling.) metafonesi.
metafora   s.f.  (ret.) figura retorica paragonabile a una similitudine abbreviata, per la quale a un termine proprio si sostituisce un altro termine legato al primo da un rapporto di somiglianza (p. e. sei un fulmine, sei veloce come un fulmine) | parlare sotto metafora, per metafore, parlare copertamente, in modo allusivo ' fuor di metafora, in modo esplicito, senza significati nascosti.
metaforeggiare   v. intr.  [io metaforéggio ecc. ; aus. avere] parlare o scrivere usando metafore.
metaforico   agg.  [pl. m. -ci] di metafora, che contiene una o più metafore: linguaggio metaforico; uso metaforico di una parola; significato metaforico  § metaforicamente avv.  in metafora, mediante metafore: esprimersi metaforicamente. 
metaforismo   s.m.  (lett.) uso di metafore; modo di usare le metafore.
metaforizzare   v. tr.  (non com.) esprimere in forma metaforica: metaforizzare un concetto  | v. intr.  [aus. avere] esprimersi facendo uso di metafore.
metafraste   s.m.  (lett.) traduttore, interprete.
metagalassia   s.f.  (astr.) l'insieme delle galassie esterne al nostro sistema stellare.
metagenesi   s.f.  (biol.) alternanza di generazioni sessuate e agamiche nel ciclo vitale della maggioranza delle specie vegetali e di alcune specie animali.
metageometria   s.f.  (non com.) ogni geometria non euclidea, che muova cioè da postulati diversi da quelli di euclide.
metagiuridico   agg.  [pl. m. -ci] (dir.) che non ha rilievo giuridico.
metaldeide   s.f.  (chim.) polimero ciclico formato da tre molecole di aldeide acetica, solido, usato come combustibile per piccoli fornelli portatili.
metal detector   loc. sost. m. invar.  dispositivo elettromagnetico che serve a individuare la presenza di oggetti metallici.
metalingua   s.f.  lo stesso che metalinguaggio. 
metalinguaggio   s.m.  in logica e in linguistica, ogni linguaggio, naturale o formalizzato, in quanto indaghi e descriva un altro linguaggio assunto come oggetto (se dico l'inglese «girl» è un sostantivo  uso l'italiano come metalinguaggio applicato all'inglese come oggetto).
metalinguistica   s.f.  la linguistica in quanto riflessione sul proprio statuto di scienza, sui propri metodi e sulle proprie finalità.
metalinguistico   agg.  [pl. m. -ci] del metalinguaggio; che pertiene al metalinguaggio, alla metalinguistica: una grammatica è un testo metalinguistico; segno, simbolo metalinguistico; funzione metalinguistica, una delle funzioni fondamentali del linguaggio, consistente nell'analisi e nella descrizione del linguaggio stesso assunto come oggetto § metalinguisticamente avv.  dal punto di vista metalinguistico.
metallaro   s.m.  [f. -a] appartenente a gruppi giovanili degli anni ottanta che si riconoscono nelle forme più dure della musica rock (heavy metal), dei cui interpreti adottano l'abbigliamento, in partic. il tipico giubbotto di cuoio nero costellato di borchie e catene di metallo.
metallico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di metallo, fatto di metallo o di più metalli: lega, lastra metallica    • 2 •   proprio dei metalli: lucentezza metallica; suono metallico | voce metallica, fredda e vibrante    • 3 •   scuola metallica, (econ.) teoria del sec. xix favorevole a una circolazione monetaria puramente aurea § metallicamente avv.  al modo del metallo: risuonare metallicamente. 
metallifero   agg.  che contiene metalli: terreno, giacimento metallifero. 
metallina   s.f.  (chim.) miscela di solfuri metallici che si forma in certi processi metallurgici.
metallino   agg.  (ant.) di metallo, metallico.
metallizzare   v. tr.    • 1 •   ricoprire di uno strato di metallo o di lega metallica, spec. a scopo protettivo    • 2 •   dare a qualcosa un aspetto, una lucentezza metallica, gener. con l'uso di speciali vernici: metallizzare la carrozzeria di un'automobile. 
metallizzato   part. pass.  di metallizzare   agg.    • 1 •   si dice di oggetto sottoposto a metallizzazione    • 2 •   che contiene metalli; che ha riflessi metallici: vernice metallizzata, vernice che contiene particelle metalliche in sospensione.
metallizzazione   s.f.  il metallizzare, l'essere metallizzato.
metallo   s.m.    • 1 •   ogni elemento chimico a struttura cristallina dotato di lucentezza caratteristica, che allo stato naturale e a temperatura ambiente si presenta sempre solido (tranne il mercurio); duttile e malleabile, è in genere buon conduttore del calore e dell'elettricità nei composti chimici ha valenza positiva ' metalli nobili, che si ossidano difficilmente (p. e.  l'oro e il platino)    • 2 •   lega formata da metalli diversi    • 3 •   (poet.) oggetto, strumento di metallo    • 4 •   (rar.) timbro della voce, di un suono.
metallocromia   s.f.  (metall.) brunitura.
metallogenesi   s.f.  (geol.) insieme di processi, spec. metamorfismo e sedimentazione, che danno luogo alla formazione in natura dei metalli e dei loro minerali.
metallografia   s.f.    • 1 •   scienza che studia la struttura e le proprietà chimico-fisiche dei metalli e delle leghe metalliche    • 2 •   riproduzione a stampa con lastre metalliche.
metallografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a metallografia.
metallografo   s.m.  studioso di metallografia; tecnico esperto nell'esame dei metalli.
metalloide   s.m.  termine d'uso comune ma improprio per indicare ogni elemento chimico che abbia caratteristiche opposte a quelle dei metalli, cioè manchi di lucentezza, duttilità, malleabilità e sia cattivo conduttore del calore e dell'elettricità (oggi è preferita la denominazione non-metallo).
metallorganico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di ogni composto chimico la cui molecola contenga atomi metallici uniti direttamente ad atomi di carbonio di un radicale organico.
metalloscopio   s.m.  strumento che rivela le imperfezioni, anche interne, di oggetti metallici.
metalloterapia   s.f.  metodo di cura consistente nell'applicare pezzi di metalli vari sulla cute.
metallurgia   s.f.  il complesso delle tecniche e delle operazioni necessarie per estrarre i metalli dai loro minerali e prepararli per la lavorazione industriale.
metallurgico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la metallurgia: produzione, industria metallurgica   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di operaio che lavora nell'industria metallurgica.
metallurgista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, esperto di metallurgia.
metalmeccanico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la metallurgia e la meccanica insieme: industria metalmeccanica   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di operaio che lavora nelle industrie metalmeccaniche.
metalogico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne i principi e i fondamenti della logica.
metamatematica   s.f.  disciplina che ha come oggetto di studio i concetti, i metodi e le dimostrazioni della matematica.
metameria   s.f.    • 1 •   (biol.) struttura particolare del corpo di alcuni animali (p. e.  gli anellidi), nel quale uno o più organi si ripetono in segmenti disposti in serie    • 2 •   (chim.) tipo di isomeria presentato dai metameri.
metamerico   agg.  [pl. m. -ci] (biol. , chim.) caratterizzato da metameria.
metamerizzazione   s.f.  (biol.) il processo di acquisizione della metameria.
metamero   s.m.    • 1 •   (biol.) ciascuno dei segmenti disposti in serie che formano il corpo di molti animali (artropodi, anellidi, vertebrati)    • 2 •   (chim.) ciascuno dei composti chimici di uguale composizione e peso molecolare, ma che hanno gruppi o costituzione chimica diversi e perciò proprietà chimiche diverse.
metamorale   agg.  (filos.) metaetico  s.f.  metaetica.
metamorfico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di metamorfosi, relativo a metamorfosi    • 2 •   (geol.) che risulta da metamorfismo: rocce metamorfiche. 
metamorfismo   s.m.  (geol.) il complesso delle trasformazioni subite da minerali e rocce a causa di pressioni, di alte temperature o di azioni chimiche.
metamorfosare   v. tr.  [io metamòrfoso ecc.] (scient.) provocare una metamorfosi o un metamorfismo | metamorfosarsi v. rifl.  (scient.) subire una metamorfosi o un metamorfismo.
metamorfosato   part. pass.  di metamorfosare   agg.  che ha subito una metamorfosi o un metamorfismo: insetti metamorfosati, rocce metamorfosate. 
metamorfosi   s.f.    • 1 •   nella mitologia greco-romana e nella letteratura fiabesca, la trasformazione soprannaturale di un essere in un altro di natura diversa: la metamorfosi di dafne in alloro    • 2 •   (fig.) mutamento, cambiamento: le sue idee hanno subito una profonda metamorfosi    • 3 •   (biol.) la serie dei mutamenti di forma e di struttura cui vanno soggetti molti animali (p. e.  gli insetti, gli anellidi) prima di giungere allo sviluppo completo | modificazione di un organo vegetale (p. e.  una radice) dovuta a un processo di adattamento all'ambiente o a un cambiamento di funzione.
metanale   s.f.  (chim.) nome dell'aldeide formica secondo la nomenclatura moderna.
metanico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) che riguarda il metano.
metaniera   s.f.  (mar.) nave adatta al trasporto di metano liquido.
metaniero   agg.  che riguarda l'estrazione e l'utilizzazione del metano.
metanifero   agg.  che produce metano: pozzo metanifero | produzione metanifera, di metano.
metanizzare   v. tr.    • 1 •   fornire di metano: metanizzare una zona della città    • 2 •   rendere un veicolo o un'apparecchiatura atti al funzionamento a metano: metanizzare un impianto di riscaldamento. 
metanizzazione   s.f.  il metanizzare, l'essere metanizzato.
metano   s.m.  (chim.) il più semplice idrocarburo, composto da un atomo di carbonio e quattro di idrogeno; è un gas incoloro, inodoro, infiammabile, presente in misura rilevante in molti gas naturali, soprattutto in quelli dei pozzi petroliferi; si può ottenere anche dalla decomposizione di sostanze organiche o per via sintetica; viene usato come combustibile industriale e domestico e per produrre ossido di carbonio e idrogeno e molti altri composti chimici, fra cui il metanolo.
metanodotto   s.m.  conduttura per il trasporto e la distribuzione del metano dai centri di produzione a quelli di consumo.
metanoia   s.f.  nella teologia cristiana, pentimento profondo, che comporta la rinuncia al peccato e il rivolgersi a dio.
metanolo   s.m.  (chim.) alcol metilico.
metaplasia   s.f.  (biol.) processo per cui gli elementi di un tessuto acquistano caratteri diversi da quelli originari.
metaplasma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (biol.) sostanza elaborata dalle cellule che riempie gli spazi intercellulari    • 2 •   (ling.) metaplasmo.
metaplasmo   o metaplasma, s.m.    • 1 •   nella grammatica tradizionale, qualunque alterazione formale che subiscano le parole nella loro struttura abituale (p. e.  l'aferesi, la sincope, l'apocope)    • 2 •   nella moderna linguistica, passaggio di una parola da una categoria morfologica a un'altra (p. e.  dal lat. foli°a, neutro pl. di foli°um, si ha l'it. foglia, f. sing): metaplasmo di declinazione, di coniugazione. 
metaplastico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (biol.) relativo a metaplasia    • 2 •   (ling.) caratterizzato da metaplasmo.
metapsichica   s.f.  scienza che studia i fenomeni metapsichici.
metapsichico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di fenomeno o manifestazione paranormale, di ordine sia fisico sia psichico, come la levitazione, la telepatia, la percezione extrasensoriale e sim.
metapsichista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si occupa di metapsichica.
metasemia   s.f.  (ling.) cambiamento di significato.
metasomatismo   s.m.  (geol.) cambiamento nella costituzione chimica delle rocce, con apporto di sostanze nuove e sottrazione di altre.
metastabile   agg.    • 1 •   (chim. , fis.) si dice di un particolare stato di un sistema che ha un'energia di poco superiore a quella che avrebbe in condizioni di equilibrio stabile    • 2 •   (min.) si dice dei minerali alterabili in certe condizioni; in particolare, di quelli che si alterano per azione degli agenti atmosferici.
metastasi   s.f.  (med.) il riprodursi di processi morbosi, e spec. dei tumori, in un punto lontano dal focolaio d'origine; anche, la formazione tumorale che si è riprodotta.
metastasiano   agg.  che è proprio del poeta italiano p. metastasio (1698-1782); che ricorda il suo stile.
metastatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a metastasi.
metastatizzare   v. intr.  [aus. avere], metastatizzarsi v. rifl.  (med.) produrre metastasi.
metastatizzazione   s.m.  (med.) il metastatizzare, il metastatizzarsi.
metastoria   s.f.  ciò che permane costante nel fluire della storia.
metastoricità   s.f.  carattere di ciò che è metastorico.
metastorico   agg.  [pl. m. -ci] che trascende la storia; che può riferirsi a più periodi o contesti storici: valore, concetto metastorico. 
metatarsale   agg.  (anat.) del metatarso.
metatarsalgia   s.f.  (med.) sindrome dolorosa della parte anteriore del piede.
metatarso   s.m.  (anat.) l'insieme delle cinque ossa lunghe del piede, intermedie tra il tarso e le prime falangi.
metate    ⇨ metà.
metateatro   s.m.  nel linguaggio della critica teatrale, rappresentazione che ha per oggetto una messa in scena teatrale: sei personaggi in cerca d'autore di l. pirandello è un esempio di metateatro. 
metateoria   s.f.  nella logica contemporanea, teoria che abbia come proprio oggetto d'indagine un'altra teoria (detta teoria oggetto).
metateorico   agg.  di, relativo a metateoria: concetti, procedimenti metateorici. 
metatesi   s.f.  (ling.) trasposizione di suoni all'interno di una parola (p. e. padule  per palude).
metatetico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) relativo a metatesi, caratterizzato da metatesi: sillaba metatetica, quella trasposta per metatesi.
metato   s.m.  (tosc.) piccola costruzione in muratura adibita all'essiccazione delle castagne.
metatorace   s.m.  (zool.) il terzo segmento del torace degli insetti.
metazoi   s.m. pl.  (zool.) sottoregno comprendente gli animali costituiti da più cellule, a differenza dei protozoi che sono unicellulari | sing.  [-zoo] ogni animale appartenente a tale sottoregno.
meteco   s.m.  [pl. -ci] nella grecia antica, straniero che risiedeva nel territorio di una città, godendo di prerogative giuridiche ma non dei diritti politici | (fig. lett.) chi è solo parzialmente inserito in un paese, in un ambiente.
metemoglobina    ⇨ metaemoglobina.
metempirico   agg.  [pl. m. -ci] che è al di là dell'esperienza.
metempsicosi   s.f.  in alcune credenze e teorie religiose o filosofiche, trasmigrazione dell'anima, dopo la morte, in altri corpi, anche vegetali, animali o minerali.
metencefalo   s.m.  (anat.) una delle porzioni embriologiche dell'encefalo umano.
meteo   s.m.  ogni messaggio o bollettino radiotelegrafico o radiofonico che dà informazioni sulle condizioni atmosferiche: meteo marino, relativo alla navigazione marittima; meteo nave, emesso da una nave.
meteoecologia   s.f.  settore dell'ecologia che studia i rapporti fra i fattori climatici e l'ambiente, soprattutto in relazione ai riflessi che può avere l'inquinamento ambientale sul clima.
meteora   s.f.    • 1 •   (geog.) ogni fenomeno naturale dell'atmosfera    • 2 •   (astr.) meteorite che si consuma totalmente nel passaggio attraverso l'atmosfera, lasciando una scia luminosa; stella cadente | essere, passare come una meteora, (fig.) si dice di persona la cui celebrità è stata effimera o di moda, la cui fortuna è stata fugace; anche, di persona di grandi doti troppo presto scomparsa.
meteorico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (astr.) di meteora, relativo a meteore: sciame meteorico  | (geog.) che riguarda i fenomeni che avvengono nell'atmosfera: erosione meteorica, quella prodotta sulla superficie terrestre da piogge, venti ecc.
meteorico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a meteorismo; che presenta meteorismo: addome meteorico. 
meteorismo   s.m.  (med.) rigonfiamento dell'addome per accumulo di gas nell'intestino o nello stomaco.
meteorite   s.m.  o f.  (astr.) frammento di corpo celeste che vaga nello spazio e, se attratto dalla forza di gravità di un pianeta, può attraversarne l'atmosfera e precipitare verso la sua superficie, generalmente incendiandosi e per lo più disintegrandosi prima di raggiungere il suolo.
meteoritico   agg.  [pl. m. -ci] relativo ai meteoriti: cratere meteoritico, provocato da un meteorite.
meteorografo   s.m.  strumento costituito da un barografo, un termografo e un igrografo, usato per i rilevamenti meteorologici in quota mediante palloni sonda.
meteorogramma   s.m.  [pl. -i]    • 1 •   diagramma ottenuto mediante un meteorografo    • 2 •   radiotelegramma contenente informazioni meteorologiche.
meteorologia   s.f.  scienza che studia l'atmosfera terrestre e i fenomeni che in essa si verificano.
meteorologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo ai fenomeni atmosferici o alla meteorologia: condizioni, previsioni meteorologiche; bollettino meteorologico; stazione meteorologica, luogo attrezzato per effettuare misurazioni dei fenomeni atmosferici | capannina meteorologica, piccola cabina isolata dal suolo e dal vento, usata nelle stazioni meteorologiche per proteggere gli strumenti di misura da influenze esterne che potrebbero falsare i dati § meteorologicamente avv.  dal punto di vista meteorologico.
meteorologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di meteorologia; esperto nelle previsioni del tempo.
meteoropatia   s.f.  (med.) insieme di disturbi psichici e neurovegetativi conseguenti a determinate condizioni e variazioni meteorologiche.
meteoropatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di meteoropatia: disturbi meteoropatici   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi soffre di meteoropatia.
meteosat   s.m. invar.  satellite che effettua rilevamenti meteorologici.
meter   s.m. invar.  strumento che, collegato a un certo numero di televisori, permette di misurare l'audience  di una trasmissione.
metessi   s.f.  nella filosofia di platone, il rapporto di partecipazione delle cose sensibili con le idee.
meticciamento   s.m.  (zootec.) riproduzione effettuata accoppiando tra loro animali di razze o varietà diverse.
meticciato   s.m.    • 1 •   ibridismo tra razze diverse, spec. umane    • 2 •   insieme di meticci, gruppo sociale costituito da meticci.
meticcio   agg.  e s.m.  [pl. f. -ce] si dice di persona nata da genitori appartenenti a due razze diverse, in partic. da un genitore bianco e uno amerindio | (estens.) in zootecnia, si dice di animale nato dall'incrocio di due individui di razza diversa e che costituisce un ibrido fecondo.
meticolosaggine   s.f.  meticolosità eccessiva, pedantesca.
meticolosità   s.f.    • 1 •   l'essere meticoloso    • 2 •   (rar.) atto di persona meticolosa.
meticoloso   agg.    • 1 •   che agisce con scrupolo e zelo, talora peccando di pedanteria: impiegato meticoloso    • 2 •   fatto in modo preciso e minuzioso, senza trascurare il più piccolo particolare: revisione meticolosa  | caratterizzato da scrupolosa diligenza: precisione meticolosa  § meticolosamente avv. 
metil-  metil- primo elemento di nomi composti della terminologia chimica, che indica la presenza del radicale metile. 
metilarancio   s.m.  (chim.) colorante organico usato come indicatore nell'analisi chimica.
metile   s.m.  (chim.) radicale monovalente derivabile dal metano per sottrazione di un atomo di idrogeno.
metilene   s.m.  (chim.) radicale bivalente derivabile dal metano per sottrazione di due atomi di idrogeno ' blu di metilene, colorante organico azotato e solforato, usato anche come blando antisettico.
metilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice del gruppo costituito dal radicale metile, o di composto la cui molecola contenga il radicale metile ' alcol metilico, il più semplice degli alcoli, costituito da un metile unito a un ossidrile; è un liquido incoloro, di odore caratteristico, che se ingerito può provocare gravi danni, specialmente alla vista; si ottiene in piccole quantità dalla distillazione secca del legno e industrialmente da idrogeno e ossido di carbonio, ed è usato come solvente e per la preparazione di molti composti; metanolo.
metionina   s.f.  (chim.) amminoacido solforato a cinque atomi di carbonio, usato come farmaco per metabolizzare i grassi.
metodica   s.f.    • 1 •   metodo, metodologia, spec. in riferimento a procedure tecniche e pratiche    • 2 •   (antiq.) dottrina del metodo pedagogico.
metodicità   s.f.  l'essere metodico: metodicità di vita; metodicità nel lavoro, nello studio. 
metodico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di cosa fatta con metodo: studio, lavoro metodico; vita metodica, ordinata, regolata, abitudinaria    • 2 •   di persona, che segue un metodo prestabilito di vita, di lavoro e sim.: un uomo, uno studioso metodico  | usato anche come s.m.  [f. -a]: essere un metodico  § metodicamente avv. 
metodismo   s.m.  movimento evangelico sorto originariamente in seno all'anglicanesimo per iniziativa di john wesley (1703-1791); predicava una più viva pietà e una più intensa attività caritativa.
metodista   (1) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del metodismo | usato anche come agg.  in luogo di metodistico : chiesa, dottrina metodista. 
metodista   (2) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi segue un determinato metodo o sostiene l'opportunità di attenersi a un metodo | chi gioca al lotto, alla roulette, al totocalcio e sim. secondo il metodo del calcolo delle probabilità  agg.  (sport) relativo alla tattica calcistica detta del metodo: centromediano metodista. 
metodistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al metodismo o ai metodisti: principi metodistici. 
metodizzare   v. tr.  regolare, ordinare secondo un metodo: metodizzare un lavoro. 
metodo   s.m.    • 1 •   insieme organico di regole e di principi in base al quale si svolge un'attività teorica o pratica; modo di procedere razionale per raggiungere determinati risultati: metodo deduttivo, induttivo, analitico, sintetico; metodo d'indagine, di studio; metodo di lavorazione; seguire, applicare un metodo; non avere metodo; lavorare con metodo, con ordine, con regolarità    • 2 •   manuale tecnico in cui la materia è esposta prevalentemente sotto forma di esercizi graduati: metodo di chitarra, di disegno    • 3 •   modo di agire, di comportarsi: usare metodi drastici, blandi, sbrigativi    • 4 •   (sport) nel calcio, tattica di gioco praticata all'incirca fino al 1940, caratterizzata dalla disposizione della squadra su tre linee orizzontali, cioè due terzini, tre mediani e cinque attaccanti.
metodologia   s.f.    • 1 •   (filos.) dottrina del metodo; studio dei principi e delle regole che permettono il conseguimento e lo sviluppo delle conoscenze in una determinata disciplina    • 2 •   metodo: difettare, mancare di metodologia; le moderne metodologie critiche. 
metodologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il metodo, la metodologia § metodologicamente avv.  dal punto di vista metodologico.
metodologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] chi si occupa di problemi di metodologia.
metolo   s.m.  (chim.) composto chimico derivato da un composto del fenolo salificato con acido solforico; si usa in fotografia come sviluppatore.
metonimia   s.f.  (ret.) figura retorica caratterizzata dalla sostituzione di un termine con un altro che abbia col primo un rapporto di contiguità in partic., consiste nell'usare il nome della causa per quello dell'effetto (p. e. vivere del proprio lavoro), del contenente per il contenuto (p. e. bere un bicchiere di vino), dell'autore per l'opera (p. e. possedere un picasso) ecc.
metonimico   agg.  [pl. m. -ci] di, della metonimia; che costituisce metonimia: espressioni metonimiche  § metonimicamente avv.  per metonimia.
metonomasia   s.f.  cambiamento del proprio nome o cognome mediante traduzione in un'altra lingua, spec. in greco o in latino (p. e. trapassi  in metastasio).
metopa   meno com. metope, s.f.  (archeol.) spazio rettangolare fra due triglifi del fregio dorico, spesso occupato da motivi ornamentali in bassorilievo.
metossilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice del radicale ottenuto dall'alcol metilico per eliminazione di un atomo di idrogeno.
metraggio   s.m.    • 1 •   misurazione in metri, a metri: la tela si vende a metraggio    • 2 •   lunghezza calcolata in metri: che metraggio ci vuole per un vestito?  | la lunghezza di una pellicola cinematografica: film a lungo metraggio, a corto metraggio, lungometraggio, cortometraggio.
metralgia   s.f.  [pl. -gie] (med.) dolore di origine uterina.
metratura   s.f.    • 1 •   misurazione della lunghezza o della superficie di un oggetto calcolata in metri: eseguire la metratura di una stoffa, di un pavimento    • 2 •   lunghezza, ampiezza espressa in metri: appartamenti di varie metrature; una metratura sufficiente per due camicie. 
-metria  -metria secondo elemento di parole composte scientifiche di formazione moderna, dal gr. -metría, da métron  'misura'; vale 'misura' (isometria) o 'misurazione' (craniometria).
metrica   s.f.    • 1 •   l'insieme delle norme che regolano la composizione dei versi : studiare metrica; manuale, prontuario di metrica  | metrica quantitativa, quella della poesia classica, in cui il ritmo del verso si basa sulla quantità delle sillabe, cioè sulla disposizione delle sillabe lunghe e brevi | metrica accentuativa, quella della poesia moderna, in cui il ritmo si basa sulla disposizione degli accenti tonici e ritmici | metrica barbara, versificazione che si propone di trasporre i metri della poesia greco-latina, su base accentuativa (p. e.  nelle «odi barbare» di carducci)    • 2 •   il complesso dei metri usati di preferenza in un'epoca, in un ambiente letterario, da un poeta: metrica classica, alessandrina, italiana; la metrica del petrarca    • 3 •   (mat.) legge che dà la distanza tra due punti qualsiasi di uno spazio matematico.
metricista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di metrica.
metrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda la misura o le misure ' sistema metrico decimale, sistema in cui le unità di misura sono multipli e sottomultipli decimali delle unità fondamentali ' ufficio metrico, ufficio provinciale (dipendente dal ministero dell'industria e del commercio) che controlla gli strumenti di peso e di misura dei venditori    • 2 •   di un metro poetico, della metrica: schema metrico; leggi, regole metriche | poesia metrica, quella basata sulla metrica quantitativa | accento metrico, quello della sillaba su cui appoggia la voce nel verso, e che, nella metrica quantitativa, può non coincidere con il normale accento tonico della parola | clausola metrica, ciascuno degli schemi fissi di sillabe lunghe e brevi che creano determinate cadenze, con i quali devono terminare, secondo la retorica classica, i periodi della prosa oratoria | prosa metrica, la prosa classica in cui sono usate le clausole metriche § metricamente avv.  dal punto di vista metrico, secondo le regole metriche.
-metrico  -metrico secondo elemento di aggettivi composti derivati dai sostantivi in -metria  o in -metro  (geometrico, barometrico).
metricologia   s.f.  scienza dei metri poetici.
metricologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di metricologia.
metrite   s.f.  (med.) infiammazione dell'utero.
metro-  metro- -metro primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. métron  'misura', poi 'verso'; vale 'misura' (metrologia, perimetro), 'misuratore' (tachimetro, termometro), 'metro poetico, piede' (dimetro, esametro).
metró  metró s.m. invar.  metropolitana.
metro   (1) s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) misura: tant'era ivi lo 'ncendio sanza metro  (dante, purg.  xxvii, 51)    • 2 •   unità di misura della lunghezza nel sistema internazionale, definita un tempo come quarantamilionesima parte del meridiano terrestre e attualmente ridefinita in rapporto alla velocità della luce ' metro quadrato, unità di misura di superficie equivalente a quella di un quadrato di    • 1 •   m di lato ' metro cubo, unità di misura di volume equivalente a quello di un cubo di    • 1 •   m di lato    • 3 •   nastro o regolo della lunghezza di    • 1 •   m e con la graduazione dei decimetri e centimetri: misurare qualcosa col metro; metro da sarto, da falegname    • 4 •   (fig.) criterio di giudizio: giudicare tutti con lo stesso metro; usare metri diversi    • 5 •   unità di misura della poesia quantitativa greco-latina; anche, il verso o la strofa costituiti di una serie di queste unità: metro spondaico, dattilico; metro alcaico, saffico; i metri catulliani, oraziani  | nella poesia moderna, la struttura particolare di un verso o di una strofa, o anche lo schema metrico di un componimento: metro quinario, settenario; il metro del sonetto, della ballata; metri barbari    • 6 •   (lett.) rima, poesia: già era, e con paura il metto in metro, / là dove l'ombre tutte eran coperte  (dante inf.  xxxiv, 10-11)    • 7 •   (fig.) tono, tenore del discorso: perché parli in questo metro...?  (gozzano) | modo di comportarsi, di agire: ti conviene mutare metro. 
metro   (2) s.f. invar.  (fam.) abbr. di metropolitana. 
metrologia   s.f.    • 1 •   scienza che studia i problemi inerenti alla misurazione e quindi alla scelta delle unità di misura e dei sistemi di misurazione    • 2 •   studio dei sistemi metrici (e anche monetari) antichi    • 3 •   studio dei sistemi metrici adottati in poesia.
metrologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la metrologia: trattato metrologico  § metrologicamente avv.  dal punto di vista metrologico.
metrologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di metrologia.
metronomo   s.m.  strumento di misura usato spec. per battere il tempo in musica: metronomo meccanico, meccanismo a orologeria con carica a molla e scappamento a pendolo volutamente rumoroso; metronomo elettronico, dispositivo che comprende un generatore di impulsi e un piccolo altoparlante.
metronotte   s.m. invar.  guardia notturna.
metropatia   s.f.  (med.) affezione dell'utero.
metropoli   s.f.    • 1 •   nella grecia antica, la città madre rispetto alle colonie da essa fondate | (non com.) in età moderna, la madrepatria rispetto alle colonie    • 2 •   città principale o capitale di uno stato, di una regione; centro di grande importanza; città notevolmente estesa e popolata: le grandi metropoli industriali; abitare in una metropoli; la metropoli lombarda, milano.
metropolita   s.m.  [pl. -ti] nelle chiese cattolica e anglicana, il vescovo del capoluogo di una provincia ecclesiastica, cui spetta il titolo di arcivescovo; nella chiesa ortodossa greca, titolo che spetta a tutti i vescovi.
metropolitana   s.f.  sistema ferroviario, totalmente o in gran parte sotterraneo o sopraelevato, per il trasporto rapido di persone nelle grandi città: metropolitana leggera, il cui percorso è interamente o quasi interamente in superficie | il convoglio che percorre tale ferrovia: prendere la metropolitana. 
metropolitano   agg.    • 1 •   (non com.) della madrepatria: esercito metropolitano    • 2 •   di una grande città: ferrovia metropolitana    • 3 •   proprio di un metropolita: chiesa metropolitana   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi abita in una grande città    • 2 •   vigile urbano di una grande città.
metrorragia   s.f.  (med.) emorragia uterina.
metroscopia   s.f.  (med.) esame endoscopico dell'utero.
metrotomia   s.f.  (med.) isterotomia.
metrovia   s.f.  (non com.) metropolitana.
mettere   v. tr.  [pres. io métto ecc. ; pass. rem. io misi, tu mettésti ecc.  (pop. tosc. io méssi..., egli mésse..., essi méssero); part. pass. mésso]    • 1 •   disporre, collocare, porre (anche fig.): mettere i libri sul tavolo; mettersi le mani in tasca; mettere una persona al posto giusto; mettere un'idea in testa a qualcuno; mettersi in testa di fare, dire qualcosa  | mettere al mondo, partorire, generare | mettere a morte, uccidere ' mettere al muro, fucilare | mettere alla porta, scacciare ' mettere a sacco, saccheggiare ' mettere a nudo, svelare, scoprire ' mettere a frutto, a profitto, far fruttare ' mettere piede in un luogo, arrivarvi ' mettere mano a qualcosa, iniziarla ' mettere a parte, far partecipe: mi hanno messo a parte dei loro progetti | mettere a nuovo, rinnovare ' mettere a tacere, far passare sotto silenzio; riferito a persona, metterla in condizione di non avere più obiezioni da opporre ' mettere a disposizione, offrire ' mettere alle strette, costringere ' mettere alla prova, provare, verificare ' mettere ai voti una proposta, farla votare ' mettere la testa a partito, diventare giudizioso | mettere a posto, riporre, sistemare; riferito a persona, procurarle una buona sistemazione; (fig.) rimproverarla, darle una lezione | mettere a segno, colpire il bersaglio, far centro | mettere a punto, registrare un dispositivo, una macchina e sim. in modo che sia nelle migliori condizioni di funzionamento; (fig.) precisare i termini di un problema, di una questione ' mettere in versi, scrivere in poesia; versificare ' mettere in pratica, in atto, attuare ' mettere in rilievo, in evidenza, far risaltare ' mettere in chiaro, chiarire ' mettere in mostra, ostentare ' mettere in relazione, in rapporto, collegare | mettere su, allestire, impiantare: mettere su uno spettacolo, una casa; (fig. fam.) istigare, sobillare: lo hanno messo su contro la famiglia  | mettere giù, deporre, depositare: metti giù quel pacco! | mettere insieme, riunire, radunare; raccogliere: mettere insieme una bella compagnia; mettere insieme i pezzi di un congegno; mettere insieme un lavoro, (fam.) abbozzarlo ' mettersi il cuore in pace, rassegnarsi ' mettere nero su bianco, scrivere | mettere gli occhi addosso, adocchiare; (fig.) desiderare | chi più ne ha più ne metta, si dice a conclusione di una enumerazione, di un elenco, per sottolineare l'eccezionale quantità delle cose elencate o elencabili    • 2 •   indossare, vestire: mettere la giacca; mettersi il cappello    • 3 •   applicare, attaccare, appendere: mettere le tasche a un vestito; mettere le tende a una finestra  | (fam.) installare, impiantare: far mettere la luce in cantina; mettere il telefono, farlo installare    • 4 •   dare, dedicare; impiegare, spendere: mettere tutte le energie in un lavoro; metterci tre ore per arrivare; metterci del proprio, pagare di tasca propria | mettercela tutta, impegnarsi a fondo    • 5 •   ammettere, supporre: mettiamo che non sia vero; metti il caso che arrivi in questo momento    • 6 •   emettere, produrre (anche fig.): il ciliegio ha messo i germogli; mettere i denti; mettere le piume; mettere una voce flebile, un lamento    • 7 •   (fam.) far pagare: quanto mette le pesche al chilo?  | v. intr.  [aus. avere] sboccare; fare capo: il vicolo mette in una piazzetta  | mettersi v.rifl.    • 1 •   porsi, collocarsi (anche fig.): mettersi a letto, a sedere; mettersi in viaggio, in mare; mettersi in salvo; mettiamoci qui  | mettersi nei guai, nei pasticci, cacciarvisi ' mettersi in malattia, in ferie, assentarsi dal lavoro per malattia, per ferie ' mettersi insieme, mettersi con qualcuno, stringere una relazione, una collaborazione    • 2 •   vestirsi: mettersi in abito da sera  | mettersi in maniche di camicia, togliersi la giacca    • 3 •   iniziare: si è messo a lavorare da lunedì  | v. rifl.    • 1 •   profilarsi, assumere un andamento: come si mettono le cose?; mettersi male, bene, si dice di situazione che evolve in senso negativo, positivo    • 2 •   di pioggia, neve ecc., iniziare: si è messo a piovere | il tempo si mette al bello, si rasserena.
mettibocca   s.m.  e f. invar.  chi importunamente s'intromette nei discorsi altrui.
mettifoglio   o mettifogli, s.m. invar.  (tip.) dispositivo automatico che inserisce un foglio per volta nella macchina da stampa, prelevandolo da una pila di carta | operaio che esegue manualmente la stessa operazione nelle macchine prive del dispositivo automatico.
mettiloro   s.m. invar.  (non com.) chi è addetto alle operazioni di placcatura in oro.
mettimale   s.m.  e f. invar.  (fam.) persona maligna che ama provocare discordie e dissapori.
mettiscandali   s.m.  e f. invar.  (fam.) chi provoca scandali o discordie tra le persone.
mettitore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (rar.) chi mette    • 2 •   (ant.) chi scommette; giocatore: mettitor di malvagi dadi  (boccaccio dec.  i, 1).
mettitutto   s.m. invar.  mobile da cucina per riporvi stoviglie, pentole, provviste ecc.
meublé   agg. invar.  si dice di albergo senza servizio di ristorante: hôtel meublé. 
mev   s.m.  (fis.) unità di misura di energia usata in fisica nucleare, pari a    • 1 •   milione di elettronvolt.
mezereo   s.m.  arbusto con foglie lanceolate, fiori rosei e bacche rosse tossiche (fam.  timeleacee).
mezza   s.f.    • 1 •   la mezz'ora: l'orologio del campanile suona le ore e le mezze    • 2 •   mezzogiorno e mezzo: pranzare alla mezza  | (non com.) mezzanotte e mezzo.
mezzacalzetta   o mezza calzetta, s.f.  [pl. mezzecalzette] persona di mediocri capacità o di scarsa importanza.
mezzacartuccia   o mezza cartuccia, s.f.  [pl. mezzecartucce] persona che non vale molto, che non possiede apprezzabili o adeguati requisiti fisici o intellettuali.
mezzacosta   o mezza costa, s.f.  [pl. mezzecoste] zona mediana di un pendio, di una pendice montuosa, di una collina: camminare a mezzacosta. 
mezzadria   s.f.  contratto agrario associativo, ora abolito in italia, che prevede la coltivazione di un fondo in proprio e quale capofamiglia da parte di un colono (mezzadro), che dividerà poi a metà col proprietario i prodotti e gli utili della coltivazione.
mezzadrile   agg.  di mezzadro; di mezzadria: contratto mezzadrile. 
mezzadro   s.m.  [f. -a] coltivatore di un podere altrui in base a un contratto di mezzadria.
mezzala   o mezz'ala, s.f.  [pl. mezzali  o mezze ali] (sport) nel calcio, il giocatore di prima linea situato fra il centrattacco e l'ala: mezzala destra, sinistra; mezzala di punta, di centrocampo. 
mezzalana   o mezza lana, s.f.  [pl. mezzelane  o mezze lane] filato misto di lana e cotone o di lana e una fibra sintetica.
mezzaluna   o mezza luna, s.f.  [pl. mezzelune  o mezze lune]    • 1 •   la parte di luna che si vede quando il satellite è illuminato per metà    • 2 •   figura di mezza luna, emblema dell'islamismo; per estens., l'islamismo stesso: l'impero della mezzaluna, l'impero ottomano; mezzaluna rossa, nei paesi musulmani, il corrispondente della croce rossa    • 3 •   coltello con lama ricurva e due impugnature alle estremità, che serve per tritare carni e verdure    • 4 •   nelle antiche fortificazioni, lunetta.
mezzamanica   o mezza manica, s.f.  [pl. mezzemaniche] spec. pl.  manica di tela nera, chiusa da due elastici al polso e sopra il gomito, usata un tempo da impiegati, scrivani e sim. per proteggere le maniche della camicia o della giacca; soprammanica | (estens. spreg.) impiegato di basso livello; anche, al pl., la categoria degli impiegati.
mezzana   s.f.    • 1 •   (mar.) la vela dell'albero più vicino a poppa nei velieri a tre o a due alberi ' albero di mezzana, l'albero che regge questa vela    • 2 •   donna che favorisce amori illeciti; ruffiana    • 3 •   (lomb.) nelle sartorie, ragazza che esegue lavori non molto impegnativi.
mezzanella   s.f.  (mar.) in un veliero, la vela più bassa di strallo, detta anche cavalletta. 
mezzanino   s.m.  piano di un edificio situato tra il pian terreno e il primo piano.
mezzanità   s.f.  (non com.) l'essere mezzano, lo stare in mezzo.
mezzano   agg.  che è in mezzo, di mezzo; che occupa un posto intermedio in una gradazione: statura, età, grandezza mezzana; figlio, fratello mezzano, di età intermedia tra il maggiore e il minore  s.m.  [f. -a]    • 1 •   (non com.) intermediario, mediatore    • 2 •   chi favorisce illeciti amori § mezzanamente avv.  (rar.).
mezzanotte   s.f.  [pl. mezzenotti  o mezzanotti]    • 1 •   la ventiquattresima ora del giorno, che segna la fine di una giornata e l'inizio della successiva | sole di mezzanotte, il fenomeno per cui il sole, nelle zone polari, resta visibile sopra l'orizzonte anche nelle ore notturne    • 2 •   (non com.) il punto cardinale opposto al mezzogiorno; nord.
mezzapunta   s.f.  [pl. mezzepunte] (sport) nel calcio, giocatore che, pur non essendo un vera e propria punta, in certi momenti del gioco si porta nelle posizioni più avanzate d'attacco.
mezzaria    ⇨ mezzeria 1.
mezz'aria   solo nella loc. avv. a mezz'aria, a media altezza: volare a mezz'aria  | parole, frasi, discorsi a mezz'aria, (fig.) reticenti, non espliciti.
mezzaro    ⇨ mesero.
mezzasega   s.m.  e f.  [pl. mezzeseghe] (volg.)    • 1 •   persona piccola, fragile e insignificante    • 2 •   persona inetta, che fallisce nelle cose più facili.
mezz'asta   solo nella loc. avv. a mezz'asta, si dice di bandiera innalzata solo fino a metà dell'asta, in segno di lutto.
mezzatela   s.f.  [pl. mezzetele] tessuto misto di lino e cotone.
mezzatinta   s.f.  [pl. mezzetinte]    • 1 •   tonalità di colore tra il chiaro e lo scuro: gonna, camicetta in mezzatinta  | in pittura, tonalità di colori attenuata, che si usa per passare dalla tinta in luce a quella in ombra    • 2 •   (fig.) tono sfumato, attenuato: uno scrittore che non usa mezzetinte, che predilige situazioni drammatiche, violenti contrasti    • 3 •   metodo di incisione, in voga spec. nei secc. xviii e xix, basato sull'uso di uno strumento (pettine) atto a produrre sulla lastra di rame tratti fittissimi, tali da consentire varietà di toni simili a quelli del chiaroscuro in pittura; è detta anche maniera nera    • 4 •   (tip.) incisione fotomeccanica i cui chiaroscuri sono ottenuti con l'uso del retino: cliché a mezzatinta. 
mezzavela   s.f.  [pl. mezzevele] (mar.) nei bastimenti a vele latine, ciascuna delle piccole vele che si possono distendere quando spira vento leggero da poppa.
mezzena   s.f.  (non com.) ciascuna delle due parti in cui viene diviso il bovino o il suino macellato.
mezzeria   (1) o mezzaria, s.f.  punto, luogo di mezzo | linea centrale, materialmente tracciata o immaginaria; in partic., la linea che divide in due parti una strada nel senso della lunghezza: rispettare, superare la mezzeria. 
mezzeria   (2) s.f.  (tosc.) mezzadria.
mezzero    ⇨ mesero.
mezzetta   s.f.  antica unità di capacità per aridi e liquidi, diversa di regione in regione | brocca o boccale di tipo rustico.
mezzo   (1) agg.    • 1 •   che è metà dell'intero: mezzo chilo; mezza porzione, mezza giornata; lo mangeremo mezzo per uno; un buon mezzo litro, mezzo litro abbondante ' mezza festa, giornata lavorativa nella quale, per una ricorrenza o altro, si lavora solo per metà tempo ' mezzo lutto, lutto non stretto | mezza età, non più giovanile e non ancora senile; età matura ' mezzo guanto, che lascia scoperte le dita ' mezza stagione, la primavera e l'autunno: un vestito di, da mezza stagione  | un lavoro a mezzo  tempo, a tempo parziale, con orario ridotto di circa metà rispetto a quello normale ma distribuito per lo più nel normale numero di giorni | legatura in mezza pelle, in mezza tela, con la pelle o con la tela solo nel dorso e negli angoli del libro    • 2 •   (fam.) poco meno di, quasi: un mezzo trionfo; un mezzo scandalo; mi ha fatto una mezza promessa; una mezza idea, un'idea molto vaga | era mezza morta, molto mal ridotta | non ho detto mezza parola, assolutamente nulla  avv.  per metà parzialmente, quasi: una parete mezzo gialla e mezzo blu; due paesi mezzo distrutti  (in tali casi all'avv. si sostituisce spesso l'agg.: una parete mezza gialla e mezza blu; due paesi mezzi distrutti)  s.m.    • 1 •   la metà di un tutto: un mezzo del ricavato  | si usa spec. dopo un numerale, sottintendendo il sostantivo precedentemente espresso: due chili e mezzo; ho quindici anni e mezzo; sono le dodici e mezzo  (frequente, intendendosi mezzo  come agg., la concordanza al femminile: l'una e mezza)    • 2 •   il punto, il tratto di spazio o l'arco di tempo che divide idealmente in due parti uguali uno spazio o un periodo di tempo: nel mezzo della navata; in mezzo alla strada; nel bel mezzo della festa | rima al mezzo, la rima tra la parola finale di un verso e la finale del primo membro ritmicamente autonomo del verso seguente ' via di mezzo, (fig.) si dice di ciò che ha caratteristiche miste, che rappresenta una soluzione intermedia: una via di mezzo tra una vettura e un furgone; scegliere una via di mezzo | l'età di mezzo, il medioevo ' andar di mezzo, essere coinvolto, soffrire le conseguenze ' levar di mezzo qualcosa, toglierla da un luogo dove è d'ingombro, gettarla via, liberarsene ' levar di mezzo qualcuno, allontanarlo, o anche ucciderlo ' levarsi, togliersi di mezzo, liberare dalla propria presenza, andarsene; non occuparsi più di qualcosa | senza por tempo in mezzo, senza indugio ' in questo mezzo, in quel mezzo, frattanto, nel frattempo ' esserci di mezzo, avere parte, essere coinvolto in qualcosa: agisce così perché ci sono di mezzo i figli | mettere in mezzo qualcuno, ingannarlo, comprometterlo, coinvolgerlo    • 3 •   (scient.) l'ambiente, la sostanza in cui un fenomeno si verifica: mezzo fluido; vincere la resistenza del mezzo    • 4 •   modo, aiuto, strumento di cui ci si serve per raggiungere un fine: mezzi buoni, cattivi; mezzi leciti, illeciti, legali; tentare ogni mezzo; ricorrere a tutti i mezzi; operare con mezzi insufficienti; usare mezzi di ricerca moderni; mezzi fisici, chimici; mezzi audiovisivi; mezzi di comunicazione, di trasporto, di produzione; mezzi di sussistenza; mezzo di scambio, ciò che viene accettato in pagamento di beni e servizi, evitando il baratto (p. e.  la moneta); complemento di mezzo, (gramm.) quello che indica lo strumento con cui si compie l'azione espressa dal verbo (p. e.  verrò in bicicletta, lo spedirò per posta, scrivo a macchina) | per mezzo di  (anche, spec. nell'uso burocr. e comm., a mezzo di), loc. prep. che introduce il nome della persona o della cosa di cui ci si serve o che funge da tramite: mandare la notizia per mezzo di un amico; spedire un pacco per mezzo di  (o del) corriere; comunicare per mezzo della stampa; spedire a mezzo corriere, a mezzo raccomandata; annunciare a mezzo stampa    • 5 •   veicolo per il trasporto di cose o di persone: un mezzo celere; i mezzi pubblici  | prendere un mezzo, viaggiare con i mezzi, i mezzi di trasporto pubblici, spec. urbani, in contrapposizione ai veicoli privati | mezzi da sbarco, natanti, a volte anfibi, destinati al trasporto di truppe e materiale bellico sulle coste di un paese, allo scopo di invaderlo; mezzi corazzati, carri armati, autoblindo    • 6 •   pl.  dote, capacità: un atleta che ha grandi mezzi    • 7 •   pl.  denari, averi, possibilità economiche, risorse finanziarie: è gente che non ha molti mezzi  | mezzi propri, riferito a società commerciali, l'insieme di capitale sociale, riserve e utili non distribuiti.
mezzo   (2) agg.    • 1 •   si dice di frutto troppo maturo, quasi marcio    • 2 •   (non com.) bagnato, fradicio    • 3 •   (fig. , non com.) corrotto, tarato (detto di persona).
mezzobusto   o mezzo busto, s.m.  [pl. mezzibusti  o mezzi busti]    • 1 •   figura che rappresenta la testa, il collo e la parte superiore del busto ' a mezzobusto, si dice di quadro, fotografia e sim. che riproduce solo queste parti    • 2 •   (iron. , scherz.) annunciatore o giornalista televisivo (perché appare sullo schermo inquadrato a mezzo busto o seduto a una scrivania).
mezzocerchio   o mezzo cerchio, s.m.  [pl. mezzicerchi  o mezzi cerchi]    • 1 •   semicerchio    • 2 •   nella scherma, invito effettuato dallo schermidore, facendo compiere alla punta dell'arma un mezzo giro da fuori in dentro.
mezzocielo   s.m.  [pl. mezzicieli] (astr.) punto d'intersezione, nella sfera celeste, del meridiano di un determinato luogo con l'equatore celeste.
mezzocontralto   o mezzo contralto, s.m.  [pl. mezzicontralti  o mezzi contralti]    • 1 •   voce femminile appartenente alla classe dei contralti, nella quale ha il timbro più acuto    • 2 •   [anche f.] la cantante che ha tale voce.
mezzodì   s.m.  (antiq.) mezzogiorno.
mezzofondista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) atleta specializzato nelle prove di mezzofondo.
mezzofondo   s.m.  [pl. mezzofondi] (sport) nell'atletica leggera e nel nuoto, gara disputata su media distanza (p. e.  800 m) | nel ciclismo, gara dietro motori, in pista, su distanza inferiore ai 100 km.
mezzogiorno   s.m.  [pl. mezzogiorni]    • 1 •   il momento in cui il sole culmina; le ore dodici locali: è mezzogiorno in punto; mancano dieci minuti a mezzogiorno    • 2 •   il sud: casa esposta a mezzogiorno    • 3 •   la parte meridionale di un paese: il mezzogiorno della francia  | assol.  l'italia meridionale (per lo più con iniziale maiuscola): i problemi del mezzogiorno. 
mezzoguanto   s.m.  [pl. mezziguanti] guanto che copre il palmo e il dorso della mano lasciando scoperte le dita.
mezzolitro   s.m.  [pl. mezzilitri] bottiglia di vetro della capacità di mezzo litro, legalmente bollata, nella quale un tempo si serviva il vino sfuso: il vino giallo... brillava nei mezzilitri  (soldati) | anche, la quantità di vino contenuta in tale bottiglia.
mezzomarinaio   o mezzomarinaro, s.m.  [pl. mezzimarinai  o mezzimarinari] (mar.) asta per l'attracco.
mezzopunto   o mezzo punto, s.m.  [pl. mezzipunti  o mezzi punti]    • 1 •   antico segno ortografico, di valore analogo agli attuali due punti, rappresentato da un punto tipografico posto a mezz'altezza    • 2 •   punto a croce che s'impiega per lavori di ricamo, con effetto sobriamente decorativo.
mezzora   o mezz'ora, s.f.  [pl. mezzore] la metà di un'ora; si usa spesso anche per indicare un periodo di tempo indeterminato (troppo lungo o troppo breve, secondo il contesto): non ti aspetterò più di mezzora; quando comincia a parlare, continua per mezzora; non è un problema che si risolva in mezzora.  dim. mezzoretta  o mezz'oretta. 
mezzosangue   o mezzo sangue, s.m.  e f. invar.    • 1 •   cavallo che è purosangue soltanto da parte di uno dei genitori    • 2 •   (estens.) persona o animale di razza mista.
mezzoservizio   o mezzo servizio, s.m.  [solo sing.] prestazione di lavoro domestico limitata a metà giornata.
mezzosoprano   o mezzo soprano, s.m.  [pl. mezzisoprani  o mezzi soprani]    • 1 •   registro di voce femminile che sta tra il soprano e il contralto    • 2 •   [anche f] la cantante che ha tale voce.
mezzotondo   o mezzo tondo, s.m. invar.  in scultura, tecnica che si distingue dal tuttotondo perché il soggetto rappresentato è scolpito solo in una parte dei suoi volumi, come aggettante da un piano o da una parete di fondo (p. e.  una cariatide o una figura giacente su una pietra tombale): statua, raffigurazione a mezzotondo. 
mezzuccio   s.m.  espediente meschino.
mezzule   s.m.  la parte centrale del fondo di una botte, di solito munita di sportello per la pulizia dell'interno.
mho   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della conduttanza (inverso dell'ohm).
mi'   agg. poss.  (pop. tosc.) troncamento di mio  (usato per tutti i generi e numeri in posizione proclitica): il mi' babbo, la mi' mamma, i mi' fratelli, le mi' sorelle. 
mi   (1) pron. pers. di prima pers. sing.    • 1 •   me, a me; forma complementare atona del pron. pers. io, si usa come compl. ogg. e come compl. di termine (in luogo quindi di me, a me) quando non si vuol dare loro particolare rilievo, in posizione sia enclitica sia proclitica: tu mi rimproveri sempre; mi ha scritto ieri; eccomi giunto; vedendomi arrivare; ditemi se è vero  | in presenza delle forme pronominali atone la, lo, li, le  e della particella ne  viene sostituito da me : me lo ha raccontato; me la pagherai; me ne ha parlato  | si usa nella coniugazione dei verbi pronominali: mi vesto; mi lavo le mani; mi pento; mi ero dimenticato    • 2 •   esprime intensa partecipazione affettiva di chi parla all'azione espressa nel discorso (cosiddetto «dativo etico»): che mi dici mai?; stammi bene    • 3 •   con valore rafforzativo: i' mi son un che, quando / amor mi spira, noto  (dante purg.  xxiv, 52-53).
mi   (2) s.m.  nota musicale, terza della scala diatonica.
mi   (3) s.m.  o f. invar.  nome della dodicesima lettera dell'alfabeto greco, corrispondente alla m  latina.
miagolamento   s.m.  il miagolare (anche fig.).
miagolare   v. intr.  [io miàgolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto del gatto, emettere il caratteristico verso    • 2 •   (fig.) detto di persona, parlare o cantare con voce leziosa e strascicata; anche, piangere, lamentarsi.
miagolata   s.f.  il miagolare a lungo (anche fig.).
miagolio   s.m.  un miagolare insistente (anche fig.).
miagolo   s.m.  (non com.) il verso del gatto.
mialgia   s.f.  (med.) dolore muscolare.
mialgico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a mialgia.
miao   non com. miau, inter.  voce onom. che imita il verso del gatto  s.m. invar.  miagolio.
miasi   s.f.  (med. , vet.) malattia parassitaria causata da larve di varie specie di ditteri.
miasma   s.m.  [pl. -smi] esalazione fetida e nociva proveniente da sostanze in putrefazione o da acque stagnanti | (estens.) odore cattivo e molto forte.
miasmatico   agg.  [pl. m. -ci] che esala miasmi; contaminato, prodotto da miasmi: paludi miasmatiche; aria, febbre miasmatica. 
miastenia   s.f.  (med.) malattia caratterizzata da indebolimento muscolare progressivo e generalizzato.
miastenico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di miastenia, causato da miastenia: sindrome miastenica   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da miastenia.
miatonia   s.f.  (med.) mancanza o scarsità di tono muscolare.
miatrofia   s.f.  (med.) atrofia muscolare.
miau    ⇨ miao.
mica   (1) ant. micca, s.f.  (ant. , lett.) briciola; briciolo, parte piccolissima  avv.  (fam.)    • 1 •   affatto, per nulla, come rafforzativo di una negazione (di solito posposto al verbo): non sto mica male; non era mica in casa '  in espressioni dubitative o interrogative, per caso: non ti sarai mica offeso?  | unito talora direttamente alla negazione con valore enfatico: ero solo come un cane, e non mica perché non ci fosse più amelio  (pavese)    • 2 •   usato senz'altra negazione, con valore di per sé negativo: sono cose vere, mica storie | mica male, indica condizione o giudizio favorevole: «come stai?» «mica male», discretamente; mica male questo film!, abbastanza bello ' mica tanto, non tanto, poco: «ti sei divertito?» «mica tanto». 
mica   (2) s.f.  denominazione generica di un gruppo di minerali, componenti essenziali di molte rocce eruttive, metamorfiche e sedimentarie, costituiti da silicati di alluminio e metalli alcalini, spesso magnesio e ferro, caratterizzati da facilissima sfaldatura in sottili lamine flessibili.
micaceo   agg.  (min.) di mica, che contiene mica; simile alla mica: minerale micaceo. 
micanite   s.f.  denominazione commerciale di un materiale usato come isolante elettrico, costituito da scaglie di mica cementate fra loro con una vernice isolante in modo da formare fogli di larghe dimensioni e di piccolo spessore.
micante   agg.  (ant. , lett.) risplendente, luminoso | (estens.) che esprime un'intensa emozione: l'incarnato d'ambra scura,... gli occhi micanti di lumi e scintille cangianti  (bacchelli).
micascisto   o micaschisto, s.m.  (min.) roccia metamorfica a struttura scistosa costituita essenzialmente di mica e quarzo.
micca    ⇨ mica 1.
miccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   filo combustibile usato per trasmettere a distanza l'accensione a polveri o a ordigni esplosivi: miccia a combustione lenta; miccia detonante  | dar fuoco alla miccia, (fig.) iniziare una rivolta, una lite e sim.    • 2 •   (mar.) l'estremità inferiore dell'albero della nave, che viene introdotta e fissata nella scassa.
miccino   s.m.  (rar) piccola quantità briciola, minuzzolo | fare a miccino di qualcosa, usarne con estrema parsimonia, in piccole quantità.
miccio   s.m.  [f. -a; pl. f. -ce] (region.) asino, somaro (anche fig.).
micco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   nome dato un tempo ad alcune specie di scimmie sudamericane    • 2 •   (fig. region.) [f. -a] persona sciocca, facilmente raggirabile: uno dei soliti / micchi eleganti  (giusti) | usato anche come agg.  sciocco, stupido: fece un sorriso micco  (pasolini). dim. micchetto  accr. miccone. 
micelio   s.m.  (bot.) corpo vegetativo dei funghi, formato dalle ife.
micella   s.f.  (chim. fis.) particella colloidale solida formata da molecole particolarmente piccole.
miceneo   agg.  dell'antica città di micene, nell'argolide; relativo alla civiltà ivi fiorita nel ii millennio a. c.: pittura, arte micenea   s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo dell'antica micene    • 2 •   dialetto greco parlato nell'antica micene.
micete   (1) s.m.  (bot.) fungo.
micete   (2) s.m.  (zool.) scimmia urlatrice dell'america meridionale, con barba nera e coda prensile (ord.  primati).
micetologia   s.f.  micologia.
micetologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] micologo.
micetoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) nodulo di origine infiammatoria che si forma nei tessuti per azione di funghi microscopici.
michelaccio   s.m.  (fam.) vagabondo, fannullone: fare il michelaccio; la vita, l'arte del michelaccio, mangiare, bere e andare a spasso.
michelangiolesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   di michelangelo buonarroti (1475-1564): scultura michelangiolesca    • 2 •   che ricorda la grandiosa solennità dell'arte di michelangelo: figura michelangiolesca  § michelangiolescamente avv.  alla maniera di michelangelo.
micheletto   s.m.  soldato di fanteria leggera dell'esercito spagnolo nel sec. xvii.
michetta   s.f.  (sett.) piccolo pane di forma rotonda. dim. michettina. 
micidiale   agg.    • 1 •   che procura la morte: un veleno micidiale    • 2 •   (iperb.) estremamente nocivo; pesante, insopportabile (anche scherz.): clima micidiale; una fatica micidiale; è un individuo micidiale!   s.m.  e f.  (ant.) omicida: ahi mercé per dio, non volere divenire micidiale di chi mai non t'offese  (boccaccio dec.  ii, 9) § micidialmente avv.  (non com.).
micio   s.m.  [f. -a; pl. f. -cie  o -ce] (fam.) gatto domestico. dim. micetto, micettino, micino  accr. micione. 
mico-  mico- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. my/kìs  'fungo'; significa 'fungo, che riguarda i funghi' (micorriza, micologia).
micobatteri   s.m. pl.  (bot.) lo stesso che actinomiceti  | sing.  [-rio] ogni batterio di tale ordine.
micocellulosa   s.f.  (biol.) sostanza simile alla chitina che costituisce la membrana cellulare dei funghi.
micologia   s.f.  settore della botanica che studia i funghi.
micologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la micologia: trattato micologico. 
micologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di micologia | esperto micologo, funzionario pubblico, incaricato di esaminare i funghi in vendita nei mercati.
micorriza   s.f.  (bot.) combinazione del micelio di un fungo con la radice di una pianta.
micosferella   s.f.  (bot.) genere di funghi parassiti degli ascomiceti (fam.  sferiacee).
micosi   s.f.  malattia prodotta da funghi parassiti microscopici.
micotico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che concerne la micosi.
micragna   o migragna, s.f.  (region.)    • 1 •   miseria, povertà | scarsezza, penuria    • 2 •   avarizia, taccagneria.
micragnoso   o migragnoso, agg.  (region.)    • 1 •   che si trova in miseria    • 2 •   taccagno, tirchio § micragnosamente avv. 
micrite   s.f.  (geol.) roccia sedimentaria con granuli di carbonati finissimi, usata come pietra litografica.
micro-  micro- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, spec. del linguaggio scientifico e tecnico, dal gr. mikro-, deriv. di mikrós  'piccolo'; significa 'piccolo, che ha relazione con cose piccole' (microonda, microbilancia), 'di sviluppo limitato' (microcefalia), oppure 'microscopico, che ha relazione con il microscopio' (microrganismo, microchimica); anteposto a un'unità di misura, ne moltiplica il valore per 10(-6) (microampere) [ ⇨ mega-].
microampere   s.m. invar.  (fis.) unità di misura di intensità di corrente, pari a    • 1 •   milionesimo di ampere.
microamperometro   s.m.  (fis.) strumento atto alla misura di intensità di corrente elettrica dell'ordine dei microampere.
microanalisi   s.f.  analisi chimica che sfrutta o stima quantità piccolissime di sostanza.
microbibliografia   s.f.  tecnica di riproduzione di libri, documenti ecc. mediante microfilm o microfiche.
microbicida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] si dice di sostanza capace di uccidere i microbi.
microbico   agg.  [pl. m. -ci] di, da microbi; che si riferisce ai microbi: infezione microbica. 
microbilancia   s.f.  [pl. -ce] bilancia con sensibilità fino a un milionesimo di grammo, usata per microanalisi.
microbio   s.m.  (biol.) microrganismo animale o vegetale, per lo più patogeno.
microbiologia   s.f.  parte della biologia che studia i microrganismi.
microbiologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla microbiologia: coltura microbiologica. 
microbiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di microbiologia.
microbo   s.m.    • 1 •   microbio    • 2 •   (fig.) persona insignificante e meschina.
microbus   s.m. invar.  furgone allestito per il trasporto di un numero limitato di passeggeri.
microcalcolatore   s.m.  microelaboratore.
microcamera   s.f.  apparecchio fotografico di piccole dimensioni che utilizza pellicole di formato inferiore a 2436 mm.
microcebo   s.m.  piccola proscimmia arboricola del madagascar, molto vorace, con lunga coda e grandi occhi (ord.  primati).
microcefalia   s.f.    • 1 •   (med.) sviluppo ridotto del cranio    • 2 •   (scherz.) stupidità, imbecillità.
microcefalico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che riguarda la microcefalia.
microcefalo   agg.  e s.m.    • 1 •   (med.) che, chi è affetto da microcefalia    • 2 •   (scherz.) idiota, stupido.
microchimica   s.f.  studio di strutture e fenomeni chimici su quantità microscopiche di materia.
microchip   s.m. invar.  (elettron.) chip molto miniaturizzato.
microchirurgia   s.f.  tecnica chirurgica che prevede l'uso del microscopio e di adeguati strumenti e materiali per interventi di particolare precisione.
microcinematografia   s.f.  tecnica di ripresa cinematografica di oggetti invisibili a occhio nudo per mezzo di speciali apparecchiature microscopiche.
microcircuito   s.m.  circuito elettronico con componenti miniaturizzati.
microcita    ⇨ microcito.
microcitemia   s.f.  (med.) presenza di microciti nel sangue, caratteristica dei portatori della talassemia.
microcito   o microcita, s.m.  (med.) globulo rosso anormale, di dimensioni inferiori alla media.
microclima   s.m.  [pl. -mi] l'insieme delle condizioni climatiche esistenti nell'immediata vicinanza del suolo o in una determinata area della superficie terrestre; anche, le condizioni di un ambiente chiuso ottenute con la climatizzazione.
microclimatologia   s.f.  disciplina che studia e classifica le caratteristiche del clima relative alla regione atmosferica posta al di sotto dei due metri d'altitudine.
microclino   s.m.  (min.) feldspato della stessa composizione chimica dell'ortoclasio ma di struttura cristallina diversa.
micrococco   s.m.  [pl. -chi] (biol.) microbio che ha forma di piccolo granulo rotondeggiante.
microcomputer   s.m. invar.  microelaboratore.
microconflittualità   s.f.  conflittualità all'interno di un gruppo sociale che si manifesta con piccoli ma frequenti scontri su materie circoscritte.
microcosmico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al microcosmo.
microcosmo   s.m.    • 1 •   (filos.) nel pensiero antico e rinascimentale, l'uomo inteso come un tutto organizzato, che riflette e riassume in sé l'intero universo o macrocosmo    • 2 •   (scient.) l'insieme dei sistemi infinitamente piccoli che costituiscono la materia (molecole, atomi, particelle elementari)    • 3 •   (lett.) ambiente circoscritto, nel quale tuttavia la complessità dei rapporti e dei fenomeni rispecchia una realtà più vasta | (spreg.) piccolo mondo, dall'ambito angusto e limitato.
microcriminalità   s.f.  attività delinquenziale che concerne reati di lieve entità (p. e.  furti, scippi, borseggi).
microcristallino   agg.  (min.) si dice di roccia o di aggregato di minerali i cui cristalli sono invisibili a occhio nudo.
microcurie   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della radioattività, pari a 1 milionesimo di curie.
microdattilia   s.f.  (med.) ridotto sviluppo delle dita delle mani o dei piedi.
microdelinquenza   s.f.  lo stesso che microcriminalità. 
microeconomia   s.f.  studio delle scelte in base alle quali le imprese, le famiglie e altri soggetti economici individuali ripartiscono tra impieghi alternativi le risorse produttive o i beni di consumo.
microeconomico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la microeconomia.
microelaboratore   s.m.  (inform.) elaboratore che usa un microprocessore come unità centrale ed è destinato in genere a un singolo utente; personal computer.
microelemento   s.m.  (chim. biol.) lo stesso che oligoelemento. 
microelettronica   s.f.  parte dell'elettronica studia la miniaturizzazione dei circuiti | settore applicativo dell'elettronica che impiega componenti miniaturizzate.
microelettronico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la microelettronica.
microfarad   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della capacità elettrostatica, pari a 1 milionesimo di farad.
microfiche   s.f. invar.  microscheda.
microfillo   agg.  (bot.) si dice di pianta che ha le foglie molto piccole  s.m.  foglia di piccole dimensioni, con caratteri poco sviluppati.
microfilm   s.m. invar.  pellicola di piccole dimensioni che ha particolare nitidezza di resa e che viene usata per fotografare, in piccolo formato, disegni, scritti, documenti ecc.: il microfilm di un incunabolo, di un manoscritto. 
microfilmare   v. tr.  riprodurre in microfilm: microfilmare un manoscritto, un codice. 
microfisiologia   s.f.  settore della biologia che studia i fenomeni fisiologici che avvengono a livello cellulare | il complesso di tali fenomeni.
microflora   s.f.  flora microscopica.
microfonico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al microfono: resa microfonica. 
microfonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico addetto all'installazione e al funzionamento di microfoni; in partic., nelle riprese cinematografiche e televisive, il tecnico che è incaricato di spostare e manovrare il microfono con cui vengono raccolte le voci degli attori.
microfono   s.m.  apparecchio che trasforma le vibrazioni acustiche in oscillazioni elettriche permettendo così la trasmissione e l'amplificazione del suono: microfono di un registratore, di un telefono; parlare, cantare al microfono  | impropriamente, microtelefono: sollevare, riattaccare il microfono. 
microfotografia   s.f.    • 1 •   fotografia di oggetti o di particolari molto piccoli effettuata con l'aiuto del microscopio o mediante un obiettivo fotografico a fortissimo ingrandimento    • 2 •   fotografia eseguita con una microcamera.
microfotografico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla microfotografia.
microftalmia   s.f.  (med.) abnorme piccolezza congenita di uno o di entrambi i bulbi oculari.
microftalmo   s.m.  (med.) microftalmia.
micrognatia   o micrognazia [mi-cro-gna-zì-a], s.f.  (med.) malformazione, per lo più congenita, dovuta a deficiente sviluppo delle ossa mandibolari, con conseguente vistosa riduzione del mento.
microgrammo   s.m.  milionesimo di grammo.
microinfusore   s.m.  (med.) dispositivo per la somministrazione endovenosa, lenta e in piccolissime dosi, di soluzioni medicamentose.
microinterruttore   ® s.m.  (elettr.) interruttore di correnti di piccola intensità e bassa tensione, usato spec. come componente di apparecchiature elettroniche.
microistruzione   s.f.  (inform.) istruzione elementare che, insieme ad altre, realizza le istruzioni più complesse proprie di un microprogramma.
microlettore   s.m.  apparecchio da proiezione per la lettura di microfilm.
microlingua   s.f.  linguaggio professionale o specialistico, caratterizzato rispetto alla lingua comune da una diversa distribuzione e frequenza di determinate strutture morfo-sintattiche.
microlinguistica   s.f.  studio qualitativo dei fenomeni fonomorfologici di una lingua.
microlito   s.m.  (med.) piccola formazione calcarea nei condotti urinari o nel fegato.
microlitro   s.m.  milionesimo di litro.
micrologico   agg.  [pl. m. -ci] (elettr.) si dice di circuito integrato che costituisce un'unità logica completa in quanto è in grado di effettuare una certa operazione.
micromania   s.f.  (psich.) disturbo mentale che induce a minimizzare l'importanza di cose o di fatti.
micromelia   s.f.  (med.) deficiente sviluppo di uno o più arti.
micrometeorologia   s.f.  branca della meteorologia che studia i fenomeni dello strato d'aria prossimo al suolo, spec. in zone circoscritte e con particolare riguardo agli inquinamenti.
micrometria   s.f.  tecnica di misurazione per mezzo del micrometro.
micrometrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al micrometro | vite micrometrica, che permette di imprimere spostamenti dell'ordine dei millesimi di millimetro a una parte di uno strumento di precisione.
micrometro   (1) s.m.  strumento per misure lineari di precisione dell'ordine dei millesimi di millimetro.
micrometro   (2) s.m.  milionesimo di metro, un tempo detto micron. 
micromicete   s.m.  fungo microscopico.
micromicro-  micromicro- primo elemento di parole composte usato impropriamente in luogo di pico-. 
micromicron   s.m. invar.  termine improprio per indicare una lunghezza pari a un miliardesimo di millimetro.
micromillimetro   s.m.  milionesimo di millimetro.
microminiaturizzazione   s.f.  riduzione in dimensioni piccolissime.
micromotore   s.m.  piccolo motore, spec. applicato a biciclette o veicoli molto leggeri; anche, la bicicletta o il veicolo che ne è dotato.
micron   s.m. invar.  termine usato un tempo per indicare il micrometro (milionesimo di metro).
microne   s.m.  (scient.) ogni corpuscolo di dimensioni al limite fra quelle microscopiche e ultramicroscopiche (circa 200 milionesimi di millimetro).
micronesiano   agg.  della micronesia, arcipelago dell'oceania  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della micronesia.
micronizzare   v. tr.  ridurre una sostanza in particelle di grandezza dell'ordine dei millesimi di millimetro.
microonda   s.f.  (fis.) onda elettromagnetica di lunghezza compresa fra 25 mm e 60 cm | forno a microonde, forno domestico che sfrutta il calore delle microonde per la scongelazione e la cottura rapida dei cibi.
microorganismo    ⇨ microrganismo.
micropaleontologia   s.f.  ramo della paleontologia che studia i fossili microscopici.
micropilo   s.m.  (bot.) piccola apertura nella parte superiore dell'ovulo dei vegetali che ne permette la fecondazione.
microprocessore   s.m.  unità centrale di elaborazione costruita su un singolo circuito integrato.
microprogramma   s.m.  [pl. -mi] (inform.) programma costituito da microistruzioni che consentono di effettuare operazioni complesse non previste nell'originario repertorio di istruzioni di un elaboratore.
microprogrammazione   s.f.  (inform.) programmazione effettuata facendo uso di microistruzioni.
micropsia   s.f.    • 1 •   in alcune malattie dell'occhio, visione rimpicciolita degli oggetti    • 2 •   in neuropsichiatria, allucinazione visiva consistente in una percezione ridotta rispetto alle reali dimensioni degli oggetti.
microrganismo   o microorganismo, s.m.  nome generico con cui si indicano esseri animali e vegetali, generalmente unicellulari, visibili solo al microscopio.
microriproduttore   s.m.  apparecchio fotografico per microfilmare.
microsaldatura   s.f.  tecnica di saldatura di oggetti molto piccoli; il punto in cui si effettua tale saldatura: le microsaldature dei circuiti integrati. 
microscheda   s.f.  scheda di carta sensibile su cui è possibile riprodurre fotograficamente più pagine di un testo in formato ridotto.
microscopia   s.f.  osservazione al microscopio.
microscopico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo al microscopio, alla microscopia; eseguito col microscopio: analisi, osservazione microscopica    • 2 •   tanto piccolo da essere visibile solo al microscopio: organismi microscopici  | (iperb.) minuscolo, piccolissimo (spesso scherz.): un omino microscopico; una porzione microscopica  § microscopicamente avv.    • 1 •   per mezzo del microscopio: osservare, analizzare microscopicamente qualcosa    • 2 •   (iperb.) in modo microscopico: un bikini microscopicamente piccolo. 
microscopio   s.m.  strumento ottico che consente di vedere fortemente ingranditi piccoli particolari di oggetti, oppure oggetti piccolissimi o invisibili a occhio nudo: microscopio da laboratorio; microscopio chirurgico; microscopio elettronico, che utilizza un fascio di elettroni e consente ingrandimenti di oltre 100. 000 volte | osservare, guardare, passare qualcosa al microscopio, (fig.) esaminarla con minuzia, con pedanteria.
microscopista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi professionalmente esegue esami al microscopio.
microsecondo   s.m.  milionesimo di secondo.
microsisma   o microsismo, s.m.  [pl. -smi] sisma di minima intensità.
microsismico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a microsisma.
microsismo    ⇨ microsisma.
microsismografo   s.m.  strumento per la registrazione e misurazione di microsismi.
microsociologia   s.f.  ramo della sociologia che studia i piccoli gruppi sociali.
microsociologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla microsociologia.
microsolco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   solco per l'incisione fonografica, largo circa un terzo di quello dei dischi a 78 giri (oggi non più prodotti), che permette l'incisione di brani più lunghi a parità di spazio    • 2 •   il disco fonografico così inciso: un microsolco a 45, a 33 giri  | usato anche come agg. invar.  : un disco microsolco. 
microsomia   s.f.  (med.) deficiente sviluppo del corpo in altezza.
microsonda   s.f.  sonda di piccolissime dimensioni.
microspia   s.f.  microfono miniaturizzato per intercettare conversazioni, spec. telefoniche.
microspora   s.f.  (bot.) spora che dà origine al gametofito maschile.
microsporangio   s.m.  (bot.) sporangio che produce le microspore.
microstoria   s.f.  indirizzo della storiografia che sceglie come proprio oggetto realtà geograficamente limitate, ma indagandole lungo un ampio arco di tempo e ponendo attenzione soprattutto alla vita quotidiana e al trasformarsi della mentalità collettiva.
microstruttura   s.f.  la struttura di un corpo come appare al microscopio.
microtelefono   s.m.  la parte dell'apparecchio telefonico che contiene i dispositivi di trasmissione e ricezione della voce; impropriamente è detto anche microfono  o ricevitore, che designano invece propriamente due sue parti distinte.
microtermo   agg.  si dice di pianta che per vegetare ha bisogno di una temperatura media annua da 0 a 15 ° c.
microtomo   s.m.  strumento per ottenere sezioni sottilissime (5-20 millesimi di millimetro) di sostanze organiche da osservare al microscopio.
microtono   s.m.  (mus.) intervallo musicale inferiore al semitono.
microvolt   s.m. invar.  (fis.) unità di misura di potenziale elettrico, pari a un milionesimo di volt.
mida   (1) s.m.  uomo favolosamente ricco e fortunatissimo negli affari.
mida   (2) s.f.  gigantesca tartaruga dei mari caldi, con carni commestibili; gli scudi cornei della corazza vengono utilizzati nella produzione di oggetti ornamentali (ord.  cheloni).
middle class   loc. sost. f. invar.  classe media, ceto medio.
midi   s.f.  gonna lunga fino a metà polpaccio | usato anche come agg.  : gonna midi. 
midigonna   s.f.  (non com.) gonna midi.
midinette   s.f. invar.  lavorante di sartoria parigina.
midolla   ant. o region. medolla, s.f.    • 1 •   la parte molle del pane    • 2 •   (ant. , region.) midollo    • 3 •   (fig. ant.) essenza, contenuto, sostanza: i detti di costoro sono vani, cioè sanza midolla di veritade  (dante convivio).
midollare   agg.  di, del midollo: sostanza midollare; malattia midollare. 
midollo   ant. o region. medollo, s.m.  [pl., non com., -li; pl. f. -la, in senso collettivo e fig.]    • 1 •   (anat.) la parte centrale di un organo, contrapposta alla parte esterna (corteccia); in particolare il tessuto spugnoso, riccamente vascolarizzato, che occupa le cavità del tessuto osseo | midollo spinale, parte del sistema nervoso centrale che occupa il canale vertebrale | midollo allungato, parte compresa tra il midollo spinale e l'encefalo    • 2 •   (bot.) tessuto parenchimatico posto al centro dei fusti e delle radici di gimnosperme e dicotiledoni    • 3 •   (fig.) la parte più interna di qualcuno o di qualcosa: bagnarsi fino al midollo, fino alle midolla, completamente; essere inglese, essere monarchico fino alle midolla, profondamente, intimamente.
midollone   s.m.  [f. -a] (non com.) persona lenta e scarsamente intelligente.
midolloso   agg.  che contiene molto midollo: osso midolloso; il fusto del bambù è midolloso. 
midrange   s.m. invar.  nei diffusori acustici ad alta fedeltà, altoparlante preposto alla riproduzione delle frequenze medie dello spettro udibile.
midrash   s.m. invar.  (teol.) nella letteratura rabbinica, il metodo tradizionale di esegesi biblica e le opere che ne derivano.
midriasi   s.f.  (med.) dilatazione della pupilla.
midriatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che presenta midriasi: pupille midriatiche   agg.  e s.m.  si dice di farmaco che provoca la midriasi.
mielata   s.f.  liquido dolciastro, simile al miele, prodotto da secrezione vegetale (di piante d'alto fusto) o animale (afidi).
mielato    ⇨ melato.
miele   poet. mele, s.m.    • 1 •   sostanza zuccherina, quasi sciropposa, di color biondo, molto dolce, prodotta dalle api: miele naturale, vergine; miele di (fiori di) castagno, quello prodotto da api che si nutrono del nettare di tali fiori | dolce come il miele, dolcissimo | miele rosato, (farm.) collutorio a base di miele e infuso di petali di rosa    • 2 •   (fig.) dolcezza, soavità: un uomo tutto miele; parole di miele   agg. invar.  si dice di colore biondo ambrato.
mielencefalo   s.m.  (anat.) segmento terminale dell'encefalo embrionale che dà origine al midollo allungato.
mielina   s.f.  (anat.) sostanza lipo-proteica che riveste i cilindrassi dei neuroni con funzione protettiva.
mielinico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) che è formato da mielina: guaina mielinica. 
mielite   s.f.  (med.) ogni malattia del midollo, e in partic. quelle del midollo spinale, sostenuta da un processo infiammatorio.
mielo-  mielo- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. myelós  'midollo'; indica relazione col midollo, spec. quello osseo o spinale (mieloma, mielografia).
mielocito   o mielocita, s.m.  (biol.) cellula che si forma nel midollo osseo e che dà origine ai leucociti plurinucleari.
mielografia   s.f.  (med.) esame radiologico del midollo spinale.
mieloma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore maligno del midollo osseo.
mielopatia   s.f.  (med.) ogni affezione del midollo spinale.
mielosi   s.f.  (med.) termine con cui si designano alcuni processi patologici del midollo delle ossa; anche, affezione degenerativa del midollo spinale: mielosi leucemica, leucemia; mielosi eritremica, eritremia.
mielosità   s.f.  (non com.) l'essere mieloso (anche fig.): con la sua mielosità... appariva come l'incarnazione vivente e odiosa della frode  (moravia).
mieloso   agg.    • 1 •   di sapore dolciastro    • 2 •   (fig.) sdolcinato, mellifluo: parole mielose  § mielosamente avv.  in modo sdolcinato.
mielotomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di midollo spinale.
mietere   v. tr.  [io mièto ecc.]    • 1 •   tagliare a mano o a macchina i cereali maturi: mietere il grano, l'orzo  | (assol.) eseguire la mietitura del grano: è tempo di mietere    • 2 •   (fig.) uccidere, far morire: le guerre e le epidemie mietono molte vittime; quanti / colla spada ne miete il valoroso  (monti)    • 3 •   (fig.) raccogliere in gran quantità: mietere allori, successi. 
mietilega   s.f.  (agr.) macchina per mietere cereali e legarli in covoni.
mietilegatrice   s.f.  (agr.) mietilega.
mietitore   s.m.  [f. -trice] chi miete, chi lavora alla mietitura  agg.  (non com.) che miete (anche fig.): guerre mietitrici di vite umane. 
mietitrebbia   s.f.  (agr.) macchina per mietere cereali e trebbiarli.
mietitrebbiatrice   s.f.  (agr.) mietitrebbia.
mietitrice   s.f.  macchina che compie la mietitura.
mietitura   s.f.    • 1 •   operazione del mietere    • 2 •   il periodo in cui si miete    • 3 •   la quantità di cereali mietuti: un'abbondante mietitura. 
migale   s.f.  nome di alcuni grossi ragni tropicali (ord.  araneidi).
migliaccio   s.m.    • 1 •   (centr.) frittella larga e sottile, simile alla crêpe, che si ottiene cuocendo in padella una pastella di acqua e farina di grano e si mangia calda, spolverata di zucchero e arrotolata | migliaccio di maiale, sanguinaccio | migliaccio di castagne, (non com.) castagnaccio    • 2 •   (metall.) difetto superficiale dei getti di fusione costituito da gocce o masse granulari di metallo spruzzato sulle pareti fredde della forma durante la colata e solidificatosi prima di essere ricoperto dalla massa liquida.
migliaio   s.m.  [pl. f. migliaia]    • 1 •   insieme di mille o di circa mille unità: era presente un migliaio di persone; l'ho pagato poche migliaia di lire    • 2 •   (iperb.) un numero grandissimo: migliaia di oggetti sparsi sul tavolo  | a migliaia, in gran quantità    • 3 •   (ant.) miglio, mille passi: quanto di qua per un migliaio si conta  (dante purg.  xiii, 22).
miglialsole   s.m.  (bot.) migliarino.
migliare    ⇨ miliare 2.
migliarino   (1) s.m.  uccellino di palude di color cinerino, con la testa nera e una grande macchia nera sotto la gola (ord.  passeriformi).
migliarino   (2) s.m.  (bot.) erba perenne con foglie lanceolate, fiori gialli e frutti bianchi, usata in erboristeria come diuretico (fam.  borraginacee).
miglio   (1) s.m.  [pl. f. miglia, ant. milia]    • 1 •   unità di misura itineraria, di valore diverso secondo i tempi e i luoghi | miglio romano, in uso presso gli antichi romani, equivalente a 1000 passi, cioè a ca 1480 m | miglio terrestre, inglese, usato nei paesi anglosassoni, equivalente a 1609,34 m | miglio tedesco, pari a 7420 m | miglio marino, nautico, geografico, la 60a parte del grado di meridiano, pari a 1853,18 m | miglio quadrato, misura di superficie in uso nei paesi anglosassoni, pari a ca 259 ha | miglio quadrato tedesco, pari a ca 56 km    • 2 •   lontano un miglio, le mille miglia, a grande distanza: l'odore si sente lontano un miglio; è partito, e ormai sarà lontano le mille miglia di qui; si vede lontano un miglio che non è contento, (fig.) si capisce facilmente; essere lontano le mille miglia dal pensare, dal fare qualcosa, (fig.) pensare a tutt'altro, occuparsi di tutt'altro    • 3 •   pietra miliare.
miglio   (2) s.m.  pianta erbacea con foglie lineari e infiorescenze a pannocchia; i piccoli frutti gialli sono usati sia per l'alimentazione umana sia come becchime per uccelli (fam.  graminacee).
miglio   (3)  ⇨ milio.
migliorabile   agg.  che può essere migliorato, che è passibile di miglioramento.
miglioramento   s.m.    • 1 •   il rendere migliore; l'opera fatta per rendere migliore: realizzare il miglioramento di un terreno; i miglioramenti apportati in un appartamento    • 2 •   il diventare migliore: il miglioramento della situazione economica    • 3 •   lo stare meglio, spec. durante una malattia: dopo un miglioramento ebbe un'improvvisa crisi. 
migliorando   s.m. invar.  (fin.) ordine di borsa da eseguire in due o più partite, la prima a prezzo indicato e le altre a prezzi migliori.
migliorare   ant. megliorare, v. tr.  [io miglióro ecc.]    • 1 •   rendere migliore; perfezionare: migliorare la propria scrittura; migliorare le condizioni economiche del paese; migliorare il rendimento di una macchina | migliorare un terreno, in agricoltura, renderne migliore la composizione chimica aggiungendovi concimi, fertilizzanti e sim. | migliorare una razza, in zootecnia, renderla più bella o sana o produttiva con opportuni incroci    • 2 •   (ant.) risparmiare, guadagnare: perché non ci miglioriam noi questi tre soldi?  (boccaccio dec.  ix, 4) | v. intr.  [aus. essere; anche avere  nel sign. 2]    • 1 •   diventare migliore: le relazioni internazionali migliorano; il tempo non accenna a migliorare    • 2 •   ristabilirsi in salute: l'ammalato va migliorando  | progredire: la classe ha migliorato molto nel secondo quadrimestre. 
migliorativo   agg.  che ha lo scopo di far migliorare; che introduce miglioramenti: provvedimenti migliorativi  § migliorativamente avv. 
miglioratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi produce un miglioramento: colture miglioratrici del terreno. 
migliorazione   s.f.  (non com.) miglioramento.
migliore   ant. o pop. tosc. megliore, agg.  [compar. di buono; preceduto da art. determ. forma il superl. rel.]    • 1 •   più buono, con riferimento sia alle qualità morali o intellettuali sia all'abilità, al valore, al pregio di qualcuno o di qualcosa: essere poco, molto, assai, infinitamente migliore; è il migliore uomo che io abbia conosciuto; agire con le migliori intenzioni; indossare i vestiti migliori; non c'è stoffa migliore di questa; occupare il posto migliore; lavorare per un avvenire migliore; nel miglior modo possibile  | passare a miglior vita, (eufem.) morire    • 2 •   più soddisfacente; più utile, più conveniente: ottenere un risultato migliore; essere in migliori condizioni; avere un aspetto migliore; comprare a un prezzo migliore; capiterà un'occasione migliore  | sperare in tempi migliori, più fortunati; rimandare a tempi migliori, più opportuni o più tranquilli  s.m.    • 1 •   [anche f.] la persona, la cosa migliore: imitare, seguire i migliori; a scuola era tra le migliori; vinca il migliore; tra i vari prodotti in commercio, questo è il migliore | nella migliore delle ipotesi, se tutto va per il meglio    • 2 •   (ant.) condizione, partito preferibile  avv.  (ant.) meglio: per miglior salirvi  (sannazaro).
miglioria   s.f.  opera di miglioramento, spec. di fondi, strade, edifici: apportare alcune migliorie a un appartamento | contributi di miglioria, tributi che erano imposti dai comuni e dalle province sugli incrementi di valore degli immobili.
migliorismo   s.m.    • 1 •   (filos.) concezione che confida non in soluzioni radicali o rivoluzionarie bensì in un progresso graduale e costante, ma sempre provvisorio, delle condizioni umane e sociali; è tipica del pragmatismo americano    • 2 •   corrente del partito comunista italiano, poi del partito democratico della sinistra, che sostiene la possibilità di migliorare la società capitalistica accettando di collaborarvi.
migliorista   s.m.  e f.  [pl. m. -i] fautore, sostenitore del migliorismo.
migma   s.m.  [pl. -mi] (geol.) miscela rocciosa, in parte allo stato solido in parte allo stato fuso, della zona sialica della crosta terrestre.
migmatite   s.f.  (geol.) roccia prodottasi per migmatizzazione.
migmatizzazione   s.f.  (geol.) processo di consolidamento dei migmi per mezzo del quale si formano le migmatiti.
mignano   s.m.  (roman.) balcone, ballatoio, spec. su un cortile interno.
mignatta   s.f.    • 1 •   sanguisuga    • 2 •   (fig.) strozzino, usuraio    • 3 •   (fig.) persona molto invadente e appiccicosa    • 4 •   (mil.) carica esplosiva, con spoletta a tempo e dispositivo magnetico di fissaggio alla carena, che venne usata nella prima e nella seconda guerra mondiale dai sommozzatori dei mezzi d'assalto della marina.
mignattaio   s.m.  uccello di palude simile all'airone (ord.  ciconiformi).
mignattino   s.m.  piccolo uccello di palude con becco lungo e appuntito, piumaggio nero e cinerino (ord.  lariformi).
mignola   s.f.  (bot.) gemma fiorifera dell'olivo.
mignolo   s.m.  e agg.  si dice del quinto e più piccolo dito della mano o del piede.
mignon   agg. invar.  piccolo, di piccole dimensioni, di piccolo formato: edizione mignon; bottiglia mignon; paste, pasticceria mignon  | (elettr.) si dice di attacco a vite per lampadine elettriche che ha diametro inferiore a quello standard; anche, di lampadina con tale tipo di attacco.
mignonnette   s.f.  bottiglietta di liquore che riproduce perfettamente nella forma e nell'etichetta la confezione standard.
mignotta   s.f.  (region. volg.) prostituta, sgualdrina.
migrabondo   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) vagabondo: migrabondi senzatetto  (gadda).
migragna   e deriv.   ⇨ micragna e deriv. 
migrante   part. pres.  di migrare   agg.  che migra, migratore: popolo, uccello migrante  | (med.) si dice di organo, cellula o fenomeno patologico che si sposta dalla sede primitiva: rene, ascesso migrante. 
migrare   v. intr.  [aus. essere] lasciare il luogo in cui si vive per stabilirsi altrove: i popoli asiatici migrarono a più riprese verso l'occidente; gli uccelli in autunno migrano verso il sud. 
migratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi migra: uccelli migratori. 
migratorio   agg.  di migrazione, che concerne le migrazioni: movimento migratorio; correnti migratorie. 
migrazione   s.f.    • 1 •   il migrare; spostamento temporaneo o definitivo di gruppi etnici o sociali da una sede a un'altra: le migrazioni dei popoli antichi, dei barbari  | spostamento periodico di alcune specie animali: le migrazioni delle anguille, degli uccelli, delle renne    • 2 •   (fis.) movimento degli ioni verso gli elettrodi nella elettrolisi    • 3 •   (med.) spostamento di un organo, di una cellula o di una manifestazione patologica dalla sede primitiva: migrazione di un ascesso. 
mikado   s.m. invar.  uno dei titoli dell'imperatore del giappone, usato nelle occasioni più solenni.
mila   ant. milia, agg. num.    • 1 •   posposto ai numeri interi cardinali (da 2 a 999) ne moltiplica il valore per mille e forma la serie degli aggettivi numerali dell'ordine delle migliaia: settemila, centotredicimila    • 2 •   (fam.) indica un numero molto grande: non so quante mila volte te l'ho ripetuto. 
milanese   agg.  di milano | alla milanese, alla maniera dei milanesi: risotto alla milanese, cotto con burro, vino bianco e brodo, con aggiunta di zafferano e midollo di bue; (cotoletta alla) milanese, cotoletta di vitello impanata e fritta nel burro  s.m.    • 1 •   [anche f.] abitante, nativo di milano    • 2 •   dialetto di milano.
milanista   agg.  e s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   che, chi gioca nella squadra milanese di calcio del milan    • 2 •   [anche f.] sostenitore, tifoso del milan.
milenso    ⇨ melenso.
miler   s.m. invar.  nell'ippica, cavallo allenato a correre sulla distanza del miglio.
milesio   agg.  dell'antica città di mileto, in asia minore; della scuola filosofica di mileto.
milia    ⇨ mila.
miliardario   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi possiede uno o più miliardi di lire o di altra moneta e, per estens., di persona straricca: ha uno zio miliardario; una villa da miliardari. 
miliardesimo   agg.  che in una serie occupa il posto corrispondente a un miliardo  s.m.  la miliardesima parte di un tutto.
miliardo   s.m.  indica una quantità composta da mille milioni di unità: i cinesi sono più di un miliardo; un miliardo di dollari  | per antonomasia, un miliardo di lire: uno stanziamento di cinquanta miliardi  | (iperb.) una quantità, un numero enorme: glielo avrò ripetuto un miliardo di volte!. 
miliare   (1) agg.  si dice di indicazione che segna su una strada la progressione in miglia: pietra, colonna, cippo miliare  | pietra miliare, (fig.) avvenimento che costituisce una tappa fondamentale nello sviluppo storico di qualcosa: la scoperta della penicillina è una pietra miliare nella storia della medicina. 
miliare   (2) ant. e pop. migliare, agg.  (med.) si dice di manifestazione patologica caratterizzata dalla comparsa di vescichette di forma simile a granellini di miglio: febbre miliare | tubercolosi miliare, tipo di infezione tubercolare acuta, caratterizzata dalla presenza di tubercoli minutissimi nei polmoni.
milieu   s.m. invar.  (lett.) ambiente, contesto, ambito: milieu culturale, politico. 
milio   pop. miglio, s.m.  (med.) cisti epidermica piccola come un grano di miglio.
milionario   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi possiede uno o più milioni di lire o di altra moneta.
milione   s.m.  indica una quantità composta da mille migliaia di unità: un milione di persone; un milione di sterline  | per antonomasia, un milione di lire: guadagnare milioni a palate; non lo farei neanche per un milione  | (iperb.) una quantità, un numero enorme: l'avrò visto un milione di volte!  dim. milioncino. 
milionesimo   agg.  che in una serie occupa il posto corrispondente a un milione: premiare il milionesimo visitatore   s.m.  la milionesima parte di un tutto.
militante   part. pres.  di militare   agg.  nei sign. del verbo | critico militante, che partecipa attivamente ai dibattiti e alle polemiche della vita culturale del suo tempo; si contrappone a critico accademico  | chiesa militante, (teol.) l'insieme dei fedeli viventi; si contrappone a chiesa trionfante  e a chiesa purgante   s.m.  e f.  attivista di un movimento, di un partito e sim.
militanza   s.f.    • 1 •   attività a sostegno di idee, di organizzazioni, spec. politiche: militanza femminista, comunista    • 2 •   insieme dei militanti.
militare   (1) agg.  di, relativo alle forze armate o ai soldati: carriera, saluto militare; comando, base militare; manovre militari; prestare servizio militare | tribunale militare, quello che giudica reati militari commessi da appartenenti alle forze armate | marina militare, in contrapposizione a marina mercantile  | aeronautica militare, in contrapposizione ad aviazione civile  | zona militare, riservata alle operazioni delle forze armate | governo militare, governo politico di una nazione le cui cariche sono nelle mani di appartenenti alle forze armate  s.m.  chi fa parte delle forze armate: i militari e i civili  | fare il militare, prestare servizio militare di leva § militarmente avv.    • 1 •   in modo militare, secondo le consuetudini militari: salutare militarmente    • 2 •   dal punto di vista militare: un territorio militarmente ben munito  | con le armi, con le forze armate: occupare militarmente un paese    • 3 •   (fig.) militarescamente, rigidamente: un ragazzo educato militarmente. 
militare   (2) v. intr.  [io mìlito ecc. ; aus. avere]    • 1 •   prestare servizio militare: militare nell'aeronautica, nei bersaglieri; militare sotto una bandiera straniera    • 2 •   (estens.) partecipare attivamente alla vita di un movimento politico, culturale ecc.: militare nel partito socialista; carlo carrà militò nelle file dei futuristi  | militare in una squadra sportiva, farne parte in qualità di giocatore    • 3 •   (fig.) detto di fatti, di ragioni, essere di sostegno, d'appoggio: argomenti che militano a favore della nostra tesi. 
militaresco   agg.  [pl. m. -schi] di, da militare (spec. spreg.): abito di taglio militaresco; linguaggio, modi militareschi; alterigia, presunzione militaresca; una educazione militaresca, rigida, troppo severa § militarescamente avv. 
militarismo   s.m.  esasperato spirito militare; l'affermarsi in una nazione dei militari o dello spirito militare: il militarismo prussiano  | tendenza a favorire e incrementare lo sviluppo delle forze armate e degli armamenti, spec. in vista di una politica estera di forza e di aggressione.
militarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, sostenitore del militarismo | usato anche come agg.  in luogo di militaristico. 
militaristico   agg.  [pl. m. -ci] di, da militarista; del militarismo: spirito militaristico; concezione militaristica dello stato  § militaristicamente avv. 
militarizzare   v. tr.    • 1 •   assoggettare temporaneamente, in caso di guerra o di emergenza, alla disciplina o legge militare: militarizzare i ferrovieri  | (estens.) organizzare, strutturare secondo schemi, principi militari: militarizzare un partito rivoluzionario    • 2 •   fortificare militarmente: militarizzare uno scalo, un porto  | militarizzarsi v. rifl.  assoggettarsi a disciplina militare; organizzarsi militarmente.
militarizzazione   s.f.  il militarizzare, il militarizzarsi, l'essere militarizzato.
milite   s.m.    • 1 •   soldato di fanteria dell'antica roma    • 2 •   (lett.) soldato | milite ignoto, salma di un soldato non identificato che viene onorata come simbolo di tutti i caduti in guerra    • 3 •   chi fa parte di particolari corpi militari o militarizzati: i militi dell'arma dei carabinieri, della guardia di finanza  | in epoca fascista, appartenente alla milizia volontaria per la sicurezza nazionale    • 4 •   (fig. antiq.) chi si batte attivamente per qualcosa o qualcuno: un milite del progresso umano  | i militi di cristo, i cristiani e, in partic., i missionari.
militesente   agg.  e s.m.  (burocr.) che, chi è esente dal servizio militare per averlo già assolto o per non doverlo assolvere.
milizia   s.f.    • 1 •   l'esercizio del mestiere di soldato; la vita militare: inabile alla milizia; darsi alla milizia    • 2 •   spec. pl.  corpo armato e istruito al combattimento (per lo più con riferimento a epoche passate): milizie mercenarie; milizie cittadine, rivoluzionarie; milizie regolari, irregolari  | in età contemporanea, nome di speciali corpi armati: milizia volontaria per la sicurezza nazionale, organizzazione paramilitare fascista creata nel 1923 e sciolta nel 1943    • 3 •   (fig.) attività svolta con disciplina e rigore al servizio di un ideale, di una nobile causa: una lunga milizia nelle lettere, in politica  | nella concezione cristiana, l'esercizio della virtù e la lotta contro il peccato: la vita è una milizia    • 4 •   (estens.) la comunità cristiana, l'insieme dei credenti | le schiere degli angeli e dei beati: la milizia celeste    • 5 •   (ant.) grado, dignità di cavaliere: el mi cinse della sua milizia  (dante par.  xv, 140).
miliziano   s.m.  appartenente a milizie speciali, o volontarie; in partic., combattente repubblicano nella guerra civile spagnola (1936-1939).
millanta   agg. num.  (ant.  o pop. scherz.) mille; per estens., un numero grandissimo, una quantità enorme: hàccene più di millanta, che tutta notte canta  (boccaccio dec.  viii, 3).
millantamento   s.m.  (ant.) il millantare o il millantarsi.
millantare   v. tr.  vantare cose o qualità che non si possiedono: millantare protezioni altolocate; millantare nobili origini  | millantarsi v. rifl.  vantarsi esageratamente.
millantato   part. pass.  di millantare  e agg.  nei sign. del verbo | millantato credito, (dir.) reato commesso da chi, vantando influenze presso un pubblico ufficiale, riceve o si fa promettere denaro o altra utilità come prezzo della propria opera mediatrice nei confronti di quel pubblico ufficiale.
millantatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi millanta o si millanta.
millantatura   s.f.  (rar.) millanteria.
millanteria   s.f.  vanteria esagerata o senza fondamento: dire qualcosa per millanteria  | l'atto, il discorso con cui ci si vanta; spacconata, bravata: nessuno crede più alle sue millanterie. 
mille   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a dieci centinaia; nella numerazione araba è rappresentato da 1000, in quella romana da m: mille metri; un libro di mille pagine  | sottintendendo il sostantivo: queste mille sono mie, con riferimento alla banconota di tale valore; il mille, l'anno mille dell'era volgare; i mille, (st.) i volontari che parteciparono con garibaldi alla spedizione contro il regno delle due sicilie nel 1860    • 2 •   con valore iperbolico, indica un numero indeterminato assai elevato; moltissimo: mille grazie; ho mille ragioni per dubitare; ti faccio mille scuse; l'ho chiamato mille volte; diventare di mille colori   s.m.    • 1 •   il numero mille    • 2 •   le cifre o la lettera che rappresentano il numero mille.
millecento   ®, pop. milleccento, s.f.  [pop. anche m.] nome commerciale di un'autovettura di circa 1100 cm3 di cilindrata, che era prodotta in italia.
millecinquecento   s.m. pl.  (sport) gara di corsa o di nuoto sulla distanza di millecinquecento metri.
millecuplo   agg.  (rar.) che è mille volte maggiore  s.m.  quantità mille volte maggiore.
millefiori   s.m.    • 1 •   liquore ricavato dalle essenze di molte varietà di fiori    • 2 •   nell'arte vetraria, vetro contenente minuscoli frammenti colorati.
millefoglie   s.m. invar.    • 1 •   dolce fatto di vari strati di pasta sfoglia, inframmezzati con crema o altro    • 2 •   millefoglio.
millefoglio   s.m.  (bot.) lo stesso che achillea. 
millenario   agg.    • 1 •   che ha mille anni, che dura o è durato uno o più millenni: civiltà millenaria    • 2 •   che ricorre ogni mille anni: celebrazioni millenarie   s.m.  ricorrenza del millesimo anno da un avvenimento memorabile; per estens., la cerimonia che si celebra in tale occasione: il millenario della fondazione di una città. 
millenarismo   s.m.    • 1 •   credenza, diffusa spec. nel cristianesimo primitivo, secondo la quale cristo tornerà sulla terra e regnerà per mille anni prima della fine del mondo    • 2 •   (estens.) ogni dottrina o credenza secondo cui in un futuro più o meno remoto si verificheranno eventi tali da produrre una radicale trasformazione del mondo sociale.
millenarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del millenarismo | usato anche come agg.  in luogo di millenaristico. 
millenaristico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del millenarismo o dei millenaristi: dottrina millenaristica. 
millenne   agg.  (rar.) che ha mille anni; che ha una durata di mille anni.
millennio   s.m.  periodo di mille anni: la civiltà egeo-cretese risale al terzo millennio a. c. 
millepiedi   s.m.  denominazione popolare di diverse specie di miriapodi dal corpo cilindrico, fornito di due paia di zampe per segmento.
millerighe   agg. invar.  si dice di un tessuto a più colori disposti in modo da ottenere effetti cangianti; anche, di picchè a finissime coste  s.m. invar.    • 1 •   tessuto millerighe    • 2 •   fondo stampato a righe sottilissime e parallele, usato spec. per banconote.
millesimato   agg.  si dice di bottiglia di vino, in partic. di spumante o champagne, sulla quale è segnato l'anno della vendemmia.
millesimo   ant. millesmo [mil-lè-smo], agg. num.  che in una serie occupa il posto corrispondente al numero mille; è rappresentato da 1000° nella numerazione araba, da m in quella romana: la millesima pagina di un vocabolario | è la millesima volta che lo ripeto!, (iperb.) l'ho ripetuto moltissime volte  s.m.    • 1 •   la millesima parte di un tutto    • 2 •   in una data, la cifra delle migliaia    • 3 •   l'anno, considerato nella serie progressiva di quelli dell'era volgare: il 1815 fu il millesimo di waterloo    • 4 •   (ant.) millennio.
milleusi   agg. invar.  si dice di strumento adatto a più usi o composto di elementi utili per usi diversi: coltello milleusi. 
milli-  milli- primo elemento di parole composte, che è dal lat. mi¯lle  'mille'; anteposto a un'unità di misura ne moltiplica il valore per 10(-3) (milligrammo, millimetro).
milliampere   s.m. invar.  (fis.) unità di misura di intensità di corrente, pari a un millesimo di ampere.
millibar   s.m. invar.  (fis. , meteor.) unità di misura della pressione atmosferica, pari a un millesimo di bar.
milligrammo   rar. milligramma, s.m.  [pl. -mi] millesimo di grammo.
millilitro   s.m.  millesimo di litro.
millimetrare   v. tr.  [io millìmetro ecc.] misurare, dividere in millimetri.
millimetrato   part. pass.  di millimetrare   agg.  diviso in millimetri: riga, squadra millimetrata | carta millimetrata, carta sulla quale è impresso un reticolo di quadratini d'un millimetro di lato.
millimetrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   diviso, graduato in millimetri: reticolo millimetrico    • 2 •   valutabile in millimetri; per estens., piccolissimo: distanza millimetrica    • 3 •   (fig.) estremamente preciso: atterraggio millimetrico. 
millimetro   s.m.  millesimo di metro | fare, eseguire qualcosa al millimetro, (fig.) con estrema precisione.
millimicron   s.m. invar.  unità di misura di lunghezza oggi sostituita dal nanometro.
millisecondo   s.m.  millesimo di secondo.
millivolt   s.m. invar.  (fis.) unità di misura di differenza di potenziale, pari a un millesimo di volt.
miloioideo   s.m.  (anat.) muscolo che collega l'osso ioide alla mandibola e concorre a formare il pavimento della bocca.
milonga   s.f.  danza in tempo di 2/4, di origine afro-americana, diffusa alla fine del sec. xix in argentina e diretta precorritrice del tango.
milonite   s.f.  (geol.) nome generico di rocce che, a causa di movimenti tettonici, hanno subito una trasformazione strutturale più o meno grossolana, cui può seguire talora una ricementazione.
milord   s.m. invar.    • 1 •   gentiluomo inglese    • 2 •   (scherz.) persona elegante e ricercata.
milordo   (1) s.m.  (ant. , lett.) adattamento it. di milord. 
milordo   (2) s.m.  (zool.) biacco.
miluogo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   (ant.) centro, luogo di mezzo    • 2 •   (lett. rar.) ambiente, centro di un'attività.
milza   s.f.  (anat.) organo parenchimatico vascolare situato nella parte superiore sinistra dell'addome, sotto il diaframma, in cui si formano i globuli bianchi e vengono distrutti i globuli rossi alterati.
milzadella   s.f.  pianta erbacea perenne con foglie a macchie bianche e fiori porporini, usata in erboristeria come astringente (fam.  labiate).
mimare   v. tr.  esprimere, rappresentare con i gesti del corpo e del volto senza usare le parole, come fanno i mimi: mimare una scena, un personaggio  | v. intr.  [aus. avere] fare il mimo.
mimeografo   s.m.  apparecchio per riprodurre scritti o disegni incisi su una matrice di carta paraffinata.
mimesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da mimo (anche spreg.).
mimesi   s.f.    • 1 •   (lett.) imitazione | in partic., l'imitazione della realtà e della natura che, secondo la concezione estetica classica, sarebbe a fondamento della creazione artistica    • 2 •   nella filosofia platonica, il rapporto di imitazione che lega le cose del mondo sensibile, finite e particolari, alle realtà universali e sovrasensibili delle idee.
mimesia   s.f.  (min.) proprietà di alcuni minerali, costituiti da cristalli multipli in serie ciclica, di simulare un cristallo unico.
mimetica   (1) s.f.  (non com.) arte dell'imitare.
mimetica   (2) s.f.  (mil.) divisa da caserma e da campo di colore adatto alla mimetizzazione.
mimetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   imitativo, relativo all'imitazione: abilità mimetica    • 2 •   che si mimetizza, che presenta il fenomeno del mimetismo: l'ermellino è un animale mimetico  | che serve a mimetizzare; che è mimetizzato: vernice mimetica; tuta mimetica  § mimeticamente avv. 
mimetismo   s.m.    • 1 •   fenomeno per cui alcune specie animali e vegetali assumono forme e colori simili a quelli dell'ambiente in cui vivono    • 2 •   (fig. spreg.) capacità di cambiare idee e atteggiamenti col mutare della situazione, delle circostanze, dell'ambiente: mimetismo politico, ideologico. 
mimetite   s.f.  (min.) minerale incoloro o rosso arancio, costituito da cloroarseniato o clorofosfato di piombo; è un isomorfo della piromorfite.
mimetizzare   v. tr.  mascherare qualcosa in modo da renderlo simile all'ambiente naturale circostante e sottrarlo così all'osservazione altrui: mimetizzare un carro armato, l'ingresso di un rifugio  | mimetizzarsi v. rifl.    • 1 •   di soldati, mascherarsi a scopo tattico per confondersi con l'ambiente circostante: i guerriglieri si mimetizzarono coprendosi con foglie e rami  | di animali e piante, presentare il fenomeno del mimetismo: il camaleonte ha la facoltà di mimetizzarsi    • 2 •   (fig. spreg.) mutare, a seconda delle circostanze, il proprio comportamento, il proprio atteggiamento ideologico, cercando nello stesso tempo di nascondere i propri trascorsi.
mimetizzazione   s.f.  il mimetizzare, il mimetizzarsi, l'essere mimetizzato.
mimiambo   s.m.  nella letteratura greco-romana, mimo scritto in metro giambico.
mimica   s.f.    • 1 •   l'arte scenica di esprimere i sentimenti ricorrendo esclusivamente ai gesti e ai movimenti del corpo e del volto    • 2 •   (estens.) l'insieme dei gesti con cui si accompagna, o talvolta si sostituisce, la parola: la mimica di un attore, di un bambino; mimica facciale, gestuale. 
mimico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda il mimo, la mimica: arte mimica    • 2 •   che si esprime per mezzo di gesti: linguaggio mimico  x mimicamente avv.  per mezzo della mimica, mediante gesti: esprimersi mimicamente. 
mimmo   s.m.  [f. -a] (pop.) bimbo. dim. mimmino. 
mimo   s.m.    • 1 •   [f. -a] attore che interpreta un'azione scenica valendosi solo della mimica, senza far uso della parola | (fig. spreg.) commediante, istrione    • 2 •   nella letteratura greca e latina, breve composizione teatrale di carattere realistico-popolare    • 3 •   (teat.) azione scenica basata solo sulla mimica: uno spettacolo di mimo    • 4 •   uccello dell'america settentrionale e centrale, capace di imitare il canto di molti altri uccelli (ord.  passeriformi).
mimodramma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (mus.) azione mimica con accompagnamento musicale    • 2 •   terapia psichiatrica di gruppo basata sulla rappresentazione mimata di un tema prestabilito.
mimografo   s.m.  nella letteratura greco-latina, scrittore di mimi.
mimosa   s.f.    • 1 •   (bot.) genere di arbusti con foglie bipennate caduche, rami spinosi, infiorescenze a capolino, originari dell'america tropicale (fam.  mimosacee) | mimosa sensitiva, pudica, arbusto delle mimosacee dai fiori rossi o violetti, le cui foglie hanno la caratteristica di accartocciarsi al minimo tocco    • 2 •   nome che si dà impropriamente a certe varietà di acacia, con fiori profumati gialli, simili a palline vellutate.
mimosacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni spinose con foglie composte e fiori in capolini; vi appartiene la mimosa (ord.  leguminose) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
mimulo   s.m.  pianta erbacea perenne ornamentale con fiori a corolla tubulosa di vario colore (fam.  scrofulariacee).
mina   (1) s.f.    • 1 •   cavità praticata artificialmente in cui viene inserito l'esplosivo per abbattere rocce o murature; l'esplosivo stesso: foro, polvere da mina; far brillare una mina    • 2 •   (mil.) ordigno esplosivo (antiuomo, anticarro, antinave) azionato da un sistema di accensione (a pressione, magnetico, elettrico, chimico ecc.)    • 3 •   bastoncino sottilissimo di grafite impastata con argilla che, incorporato o inserito nella matita, serve per scrivere    • 4 •   (ant.) miniera; galleria di una miniera.
mina   (2) s.f.    • 1 •   antica misura di peso, pari a ca 0,5 kg    • 2 •   moneta greca pari a cento dracme.
mina   (3) s.f.  unità di misura di capacità per aridi, usata spec. in liguria, pari a ca 116 litri.
minaccevole   agg.  (lett.) minaccioso: un'inquietudine così cupa, un'impazienza così minaccevole  (manzoni p. s.  x) § minaccevolmente avv. 
minaccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   il minacciare; atto o parole con cui si minaccia: gesto, frase di minaccia; costringere con le minacce  | (dir.) reato commesso da chi provoca in altri il timore di un ingiusto danno    • 2 •   (fig.) indizio che fa temere un male futuro; pericolo incombente: c'è minaccia di tempesta; vive sotto la continua minaccia di un crollo finanziario; avere una minaccia di aborto. 
minacciamento   s.m.  (rar.) il minacciare, spec. continuato.
minacciare   v. tr.  [io minàccio ecc.]    • 1 •   far temere a qualcuno un male futuro, per costringerlo o dissuaderlo dal fare qualcosa: minacciare una punizione, un castigo; minacciare qualcuno di morte; ha minacciato di denunciarli; lo minacciava con un bastone    • 2 •   (fig.) mettere in pericolo: un contrasto che minaccia la pace internazionale    • 3 •   (fig.) far presentire un danno, un pericolo, l'aggravarsi di una condizione: il cielo minaccia un temporale; la febbre minaccia di salire    • 4 •   (fig. lett.) incombere, sovrastare, quasi incutendo timore (detto di cose imponenti): il castello minacciava il villaggio da un'altura. 
minacciatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi minaccia.
minacciatorio   agg.  (ant.) minatorio.
minaccioso   agg.    • 1 •   che contiene o esprime minaccia: sguardo minaccioso; parole minacciose    • 2 •   (fig.) che costituisce un pericolo; che preannuncia o fa temere un male, un danno e sim.: onde minacciose; tempo minaccioso    • 3 •   (fig. lett.) si dice di cose che per la loro mole ispirano timore: vette minacciose  § minacciosamente avv. 
minace   agg.  (poet.) minaccioso.
minare   v. tr.    • 1 •   praticare mine in una roccia o in una costruzione: minare un ponte  | collocare mine in un tratto di terreno o in uno specchio d'acqua a scopo offensivo o difensivo: minare l'ingresso di un porto    • 2 •   (fig.) insidiare, indebolire, corrodere: minare le istituzioni dello stato; minare la reputazione di qualcuno; una grave malattia mina la sua forte fibra. 
minareto   s.m.  torre con più ordini di terrazze, annessa alla moschea, dalla quale il muezzin chiama i credenti alla preghiera.
minato   part. pass.  di minare   agg.  nei sign. del verbo | campo, terreno minato, cosparso di mine; (fig.) situazione pericolosa, insidiosa, da affrontare con estrema cautela.
minatore   s.m.    • 1 •   operaio che lavora nelle miniere | minatore continuo, macchina semovente, munita di testata scavatrice in orizzontale, che si usa nelle miniere sotterranee    • 2 •   operaio addetto a lavori di abbattimento con esplosivi    • 3 •   (mil.) militare dell'arma del genio addetto al piazzamento di mine.
minatorio   agg.  che minaccia, che contiene minacce: lettera minatoria. 
minchia   s.f.  (sicil. volg.) pene; si usa anche come esclamazione o come appellativo ingiurioso.
minchiata   s.f.  (merid. volg.) stupidaggine, sciocchezza.
minchiate   s.f. pl.  antiche carte da gioco fiorentine; il gioco stesso.
minchionaggine   s.f.  (pop.) l'essere minchione.
minchionare   v. tr.  [io minchióno ecc.] (pop.) prendere in giro qualcuno trattandolo da sciocco | imbrogliare.
minchionatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] (pop.) chi minchiona; canzonatore.
minchionatorio   agg.  (pop.) fatto o detto per minchionare; canzonatorio.
minchionatura   s.f.  (pop.) il minchionare, l'essere minchionato; presa in giro, canzonatura | danno sofferto per un imbroglio.
minchione   agg.  e s.m.  [f. -a] (pop.) che, chi è sciocco, ingenuo, credulone.
minchioneria   s.f.  (pop.)    • 1 •   l'essere minchione; dabbenaggine    • 2 •   atto o parola da minchione: quando uno ha fatto la minchioneria, è meglio starsi zitto e non parlarne più  (verga).
mindeliano   agg.  e s.m.  (geol.) si dice della seconda fase glaciale dell'era neozoica.
minente   s.f.  (roman.) nella società romana dell'ottocento, popolana di condizione piuttosto agiata, che vestiva in modo sfarzoso: a roma dovevano restare padrone esclusive del campo le morbide minenti  (faldella).
minera    ⇨ miniera.
minerale   s.m.  sostanza naturale quasi sempre inorganica, solida a temperatura ordinaria, che fa parte della litosfera terrestre e può entrare nella composizione delle rocce; ha struttura omogenea e cristallina, con formula chimica definita; è generalmente un composto ma può essere anche un elemento nativo (p. e.  rame, oro)  agg.    • 1 •   che ha natura di minerale, che si estrae da minerali o ne contiene: carbone, sale minerale  | (acqua) minerale, in senso proprio, acqua potabile che contiene sali minerali in percentuale superiore a    • 1 •   grammo per litro; per estens., qualunque acqua potabile terapeutica contenente sali minerali (comprese le acque propr. dette oligominerali  e mediominerali): una bottiglia di minerale    • 2 •   che riguarda o comprende i minerali: regno minerale, una delle tre partizioni dei corpi che si trovano in natura.
mineralista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] mineralogista.
mineralizzare   v. tr.    • 1 •   trasformare in minerale    • 2 •   impregnare un materiale organico con sali minerali | mineralizzarsi v. rifl.  trasformarsi in minerale.
mineralizzatore   agg.  e s.m.  (chim. , geol.) si dice di agente chimico o fisico che provoca o favorisce la formazione dei minerali.
mineralizzazione   s.f.  il mineralizzare, il mineralizzarsi: la mineralizzazione del legno. 
mineralogia   s.f.  scienza che studia i minerali nei loro caratteri fisici e chimici.
mineralogico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne i minerali o la mineralogia: laboratorio mineralogico; trattato mineralogico  § mineralogicamente avv.  dal punto di vista mineralogico.
mineralogista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di mineralogia.
mineralogo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] (ant.) mineralogista.
mineralometria   s.f.  esame medico consistente nella misurazione della percentuale di minerali contenuta in determinati tessuti od organi.
minerario   agg.  relativo alle miniere e ai minerali da esse estratti: produzione mineraria; giacimento minerario. 
minerogenesi   s.f.  processo di formazione dei minerali e dei giacimenti minerari.
minerva   (1) s.m. pl.  tipo di fiammiferi di sicurezza con capocchia priva di fosforo, che si accendono solo se strofinati sulla apposita superficie di cui è provvista la loro confezione.
minerva   (2) s.f.  collare ortopedico rigido che serve a mantenere fermi il collo e la testa.
minestra   s.f.    • 1 •   primo piatto, caratteristico della cucina italiana, a base di pasta o riso cotti in brodo o in acqua con legumi e verdure (minestra in brodo), oppure cotti in acqua, scolati e variamente conditi (minestra asciutta); in partic., minestra in brodo: portare in tavola, servire, scodellare la minestra; minestra di pasta e fagioli  | è sempre la stessa minestra, (fig.) è sempre la stessa storia, la solita situazione | minestra riscaldata, (fig.) si dice di cosa passata che si vuol far rivivere ma che non ha più il valore di un tempo | è tutt'un'altra minestra, (fig.) è tutt'altra cosa | trovare la minestra bell'e fatta, bell'e scodellata, (fig.) trovare tutto già fatto, già preparato da altri; ottenere qualcosa senza dover faticare | prov.  : o mangiar questa minestra o saltar questa finestra, o accettare una situazione, anche se sgradita, o andare incontro a una peggiore, senza altra possibilità di scelta. dim. minestrina  accr. minestrone  (m.) pegg. minestraccia    • 2 •   porzione di minestra per una persona    • 3 •   (estens.) il primo piatto caldo di un pasto.
minestrare   v. tr.  [io minèstro ecc.] (ant.) versare, servire la minestra; portare in tavola una vivanda: ordinò, che la sua scodella fosse minestrata  (sacchetti).
minestrello    ⇨ menestrello.
minestriere    ⇨ ministriere.
minestrina   s.f.  dim. di minestra  | minestra in brodo leggera, con pastina; in partic., quella che si dà a bambini e malati.
minestrone   s.m.    • 1 •   accr.  di minestra  | minestra di verdure e legumi, con o senza pasta piccola o riso    • 2 •   (fig. fam.) insieme confuso di cose di varia natura: quel libro è un minestrone di notizie; fare di tutto un minestrone. 
mingere   v. intr.  [io mingo, tu mingi ecc. ; non usati il part. pass. e i tempi composti] (fisiol.) orinare.
mingherlino   agg.  di costituzione fisica gracile, esile: un ragazzo mingherlino. 
mini   agg. invar.  piccolo, corto, minimo: una casa, una vacanza mini   s.f.  minigonna.
mini-  mini- primo elemento di parole composte di formazione moderna, tratto dall'ingl. mini(ature)  'in miniatura'; significa 'molto piccolo, di formato ridotto al minimo' (minigonna, miniappartamento).
miniabito   s.m.  abito femminile corto sopra il ginocchio.
minialloggio   s.m.  miniappartamento.
miniappartamento   s.m.  appartamento di piccole dimensioni, formato da uno o due locali più i servizi.
miniare   v. tr.  [io mìnio ecc.]    • 1 •   dipingere con la tecnica della miniatura | ornare di miniature    • 2 •   (estens.) dipingere, scrivere, rappresentare con molta finezza, precisione e grazia: miniare un personaggio    • 3 •   (rar.) coprire di minio: miniarsi il viso. 
miniato   part. pass.  di miniare   agg.  nei sign. del verbo | in partic., ornato da miniature: codice miniato. 
miniatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi esegue miniature    • 2 •   (estens.) artista che rifinisce e cura la sua opera fin nei minimi particolari.
miniatura   s.f.    • 1 •   l'arte, la tecnica di dipingere in piccole proporzioni su pergamena, carta, rame, avorio ecc., usando colori all'acquerello: la miniatura bizantina, carolingia, gotica    • 2 •   il dipinto eseguito con la tecnica della miniatura: un codice ricco di miniature  | essere, sembrare una miniatura, (fig.) si dice di ciò che è eseguito con finezza, esattezza di particolari, o di qualcosa che appare minuto o aggraziato: un ricamo che sembra una miniatura; un viso che è una miniatura.  dim. miniaturina    • 3 •   oggetto costruito in scala ridotta; in partic., nelle riprese cinematografiche, modello in scala ridotta di ambienti, edifici ecc., usato in sostituzione della scena reale | in miniatura, di proporzioni ridotte: una città ricostruita in miniatura; una nave in miniatura. 
miniaturista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi dipinge miniature.
miniaturistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la miniatura; che è proprio delle miniature: tecnica miniaturistica; una precisione miniaturistica. 
miniaturizzare   v. tr.  (elettr.) sottoporre alla miniaturizzazione: miniaturizzare un circuito  | (estens.) riprodurre oggetti in dimensioni piccolissime.
miniaturizzato   part. pass.  di miniaturizzare   agg.  costruito con la tecnica della miniaturizzazione: microfono miniaturizzato. 
miniaturizzazione   s.f.  (elettr.) tecnica costruttiva mediante la quale vengono ridotte al minimo le dimensioni dei circuiti elettronici e dei loro componenti | (estens.) riproduzione di oggetti in dimensioni piccolissime.
minibar   s.m.  piccolo assortimento di bibite, liquori e altre bevande contenuto in un frigorifero di piccole dimensioni: il minibar nelle camere d'albergo. 
minibasket   s.m. invar.  gioco analogo alla pallacanestro ma con regole semplificate e canestro più basso, giocato da squadre di bambini o ragazzi.
minibus   s.m. invar.  piccolo autobus, con un numero ridotto di posti, adibito a brevi trasporti, soprattutto di scolari e studenti o di lavoratori pendolari; pulmino.
minicalcolatore   s.m.  minielaboratore.
minicomputer   s.m. invar.  minielaboratore.
minidisco   s.m.  [pl. -schi] (inform.) piccolo disco magnetico rivestito di materiale plastico, usato come supporto esterno per la registrazione di dati, soprattutto nei personal computer; floppy disk, dischetto.
minielaboratore   s.m.  elaboratore elettronico di dimensioni e potenza intermedie tra quelle di un microelaboratore e quelle di un mainframe; può supportare un certo numero di utenti contemporaneamente.
miniera   ant. minera, s.f.    • 1 •   l'insieme di un giacimento di minerale utile e di tutte le attrezzature necessarie per il suo sfruttamento: miniera di zolfo, di salgemma, di carbone, di ferro; miniera a cielo aperto, in sotterraneo; scoprire, sfruttare una miniera    • 2 •   (fig.) fonte ricchissima: questo libro è una miniera di notizie; un comico che è una miniera di barzellette. 
minigolf   s.m. invar.  gioco simile al golf, che si pratica in uno spazio molto più ristretto, su piste dove sono riprodotte artificialmente le difficoltà del terreno di un campo normale, come montuosità, ponti, avvallamenti ecc.
minigonna   s.f.    • 1 •   gonna molto corta che lascia scoperta la gamba almeno fin sopra il ginocchio    • 2 •   fascia verticale, gener. di lamiera, usata un tempo per limitare lateralmente l'accesso d'aria sotto le automobili da corsa allo scopo di aumentarne l'aderenza in curva.
minima   s.f.    • 1 •   (mus.) valore di nota e di pausa che corrisponde a metà della semibreve    • 2 •   (meteor.) la temperatura più bassa registrata in una certa località entro un dato intervallo di tempo: la minima di ieri a milano è stata (di) -2° c    • 3 •   (med.) valore minimo della pressione arteriosa.
minimal art   loc. sost. f. invar.  corrente artistica contemporanea, le cui opere sono caratterizzate da sagome rigorosamente geometriche, elementari, con grandi stesure di colori puri.
minimale   agg.  (non com.) che determina o costituisce il limite minimo: tariffa minimale   s.m.  limite minimo, quota minima.
minimalismo   s.m.    • 1 •   tendenza, all'interno di un partito o di un movimento, favorevole alla realizzazione di un programma politico minimo; si contrappone a massimalismo : minimalismo riformista    • 2 •   movimento letterario, affermatosi negli stati uniti nel corso degli anni ottanta, caratterizzato dalla tendenza a raccontare in stile scarno piccole storie di vita quotidiana.
minimalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore del minimalismo politico | seguace del minimalismo artistico | usato anche come agg.  in luogo di minimalistico. 
minimalistico   agg.  [pl. m. -ci] del minimalismo; di, da minimalista.
minimal music   loc. sost. f. invar.  musica basata sulla prolungata ripetizione di brevi figure melodiche in cui vengono introdotte lente e graduali trasformazioni ritmiche o d'altra natura.
minimare   v. tr.  [io mìnimo ecc.]    • 1 •   (ant.) menomare; diminuire    • 2 •   (mat.) cercare i valori di una variabile in corrispondenza dei quali una grandezza che sia funzione di tale variabile assume il valore minimo.
minimarket   s.m.  negozio attrezzato come un supermercato ma di dimensioni ridotte rispetto a questo.
minimassimo   s.m.  in matematica, il minore tra i valori massimi di una funzione | nella teoria dei giochi, principio secondo il quale in una situazione di incertezza si sceglie la strategia che dà la minima delle perdite massime.
minimax   s.m.  lo stesso che minimassimo. 
minimercato   s.m.  negozio di merci varie disposto su una superficie compresa tra i 100 e i 400 m2, nel quale la vendita è effettuata prevalentemente col metodo del self service.
minimetro   s.m.  strumento di grande precisione per misurare piccole lunghezze, generalmente spessori, usato anche come comparatore.
minimezza   s.f.  (lett.) l'esser minimo; estrema piccolezza (anche fig.): saliremo d'uno slancio gli infiniti gradini che tengono lontana la nostra minimezza dalla tua sublimità  (pascoli).
minimizzare   v. tr.  ridurre l'importanza di un fatto, far apparire qualcosa come poco rilevante: minimizzare una sconfitta, un insuccesso; minimizzare uno scandalo. 
minimizzazione   s.f.  (non com.) il minimizzare, l'essere minimizzato.
minimo   agg.  [superl.  di piccolo] piccolissimo, il più piccolo: una quantità, una differenza minima; ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo; non avere la minima idea di qualcosa; non avere il (benché) minimo dubbio | temperatura minima, (meteor.) minima | pressione minima, (med.) il valore più basso della pressione arteriosa di una persona | minimo comune multiplo, (mat.) il più piccolo dei multipli comuni a più numeri | ridurre una frazione ai minimi termini, (mat.) trasformarla in un'altra frazione dello stesso valore nella quale numeratore e denominatore siano numeri primi tra loro; ridurre ai minimi termini, (fig.) di cosa, ridurla alle dimensioni più piccole; (scherz.) di persona, ridurla male, in cattive condizioni | frate minimo, (relig.) membro dell'ordine religioso mendicante fondato nel 1435 da san francesco di paola  s.m.    • 1 •   la quantità più piccola possibile: il minimo della pena; questo era il minimo che potessi fare; cercate di spendere il minimo possibile; ci vuole un minimo di buona volontà | al minimo, per lo meno: per arrivare al paese ci vuole al minimo un'ora di treno    • 2 •   minimo (relativo) di una funzione, (mat.) punto del suo dominio tale che, in qualsiasi intorno, per quanto piccolo, del punto stesso, la funzione assume valori maggiori di quello assunto nel punto considerato; minimo assoluto di una funzione, (mat.) il più piccolo fra tutti i minimi relativi    • 3 •   nei motori a combustione interna alternativi, il regime di giri più basso, al di sotto del quale il motore si spegne: un motore che non regge, non tiene il minimo; regolare il minimo    • 4 •   (relig.) frate minimo § minimamente avv.    • 1 •   in modo minimo, in minima quantità    • 2 •   usato come rafforzativo di negazioni, per niente, affatto: non pensa minimamente agli altri. 
minimosca   s.m. invar.  (sport)    • 1 •   la categoria dei pugili più leggeri (fino a 48,988 kg)    • 2 •   pugile di tale categoria.
minimum   s.m. invar.  minimo: stabilire un minimum retributivo. 
minimum tax   loc. sost. f. invar.  sistema d'imposizione che tassa un reddito minimo, presunto sulla base di alcuni parametri; si applica a categorie di contribuenti come artigiani, commercianti, liberi professionisti il cui reddito reale è difficilmente accertabile | l'imposta dovuta in base a questo sistema.
minio   s.m.    • 1 •   (chim.) miscela di due molecole di monossido e una di biossido di piombo, di colore rosso-arancione, che si ottiene dal massicot; usato un tempo come pigmento nell'arte della miniatura, oggi trova impiego nell'industria ceramica e serve per la preparazione di vernici protettive antiruggine e di mastici | minio di ferro, pigmento costituito da ematite naturale, propr. detto rosso inglese    • 2 •   (non com.) rossetto, belletto.
miniregistratore   s.m.  apparecchio per la registrazione dei suoni di dimensioni molto ridotte.
miniriforma   s.f.  piccola riforma legislativa o amministrativa in un settore limitato della cosa pubblica.
miniserie   s.f.  sceneggiato televisivo che viene trasmesso in una serie limitata di puntate.
ministeriale   agg.  di ministro o di un ministero: decreto, bilancio, circolare ministeriale  | crisi ministeriale, crisi di governo  s.m.    • 1 •   nel medioevo, famiglio addetto a incombenze amministrative    • 2 •   (burocr.) dipendente di un ministero.
ministero   ant. ministerio, s.m.    • 1 •   (ant.) servizio, incombenza, ufficio particolare; più in generale, mestiere, incarico, mansione: avreste prestato a quegl'innocenti infelici il ministero che avevan ragione di richieder da voi  (manzoni p. s.  xxvi)    • 2 •   ufficio di elevato e nobile significato, al servizio degli altri; missione: svolgere un ministero di pace, di giustizia; il ministero dell'insegnamento, dell'insegnante; ministero sacerdotale '  per antonomasia, sacerdozio: le cure del ministero    • 3 •   l'insieme dei ministri; gabinetto, governo: il ministero giolitti, de gasperi; formare, sciogliere il ministero    • 4 •   ognuno dei settori, con a capo un ministro, nei quali si divide l'attività amministrativa e di governo, e il complesso dei relativi uffici; dicastero: ministero degli interni, delle finanze  | edificio nel quale ha sede un ministero: recarsi al ministero    • 5 •   pubblico ministero, (dir.) il magistrato che esercita la pubblica accusa nel processo penale e al quale competono anche funzioni minori in materia civile.
ministra   s.f.    • 1 •   (ant.) donna che presta servizio presso una casa come governante    • 2 •   (lett.) donna che svolge un particolare e nobile ufficio | per antonomasia, sacerdotessa    • 3 •   (scherz.) donna ministro.
ministrante   part. pres.  di ministrare  e agg.  (non com.) nei sign. del verbo  s.m.  (relig.) laico che coadiuva il sacerdote durante le funzioni liturgiche.
ministrare   v. tr.    • 1 •   (ant.) amministrare    • 2 •   (lett.) somministrare, fornire (anche fig.): esso il consiglia, e gli ministra i modi / onde l'impresa agevolar si puote  (tasso g. l.  iv, 23) | v. intr.  [aus. avere] (ant.) svolgere le proprie mansioni, spec. servendo altri: ministrare al sacerdote, assisterlo durante le celebrazioni liturgiche.
ministratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (ant.) che, chi ministra.
ministrello    ⇨ menestrello.
ministressa   s.f.  (scherz.)    • 1 •   donna ministro    • 2 •   moglie di un ministro.
ministriere   o ministriero, minestriere, s.m.  (ant.) menestrello.
ministro   s.m.    • 1 •   chi esercita un alto ufficio, agendo in nome e per conto di un'autorità o un'entità superiore: i ministri di dio, i sacerdoti, o anche gli angeli | (fig.) chi svolge un'opera attiva per la diffusione di qualcosa: essere, farsi ministro di pace    • 2 •   chi amministra, chi cura l'amministrazione di qualcosa: il ministro della real casa, chi amministrava i beni della corona; i ministri della giustizia, i magistrati; il ministro della cresima, il vescovo che amministra tale sacramento; ministro del culto, nome generico di chi esercita il ministero religioso (sacerdoti, pastori, rabbini ecc.)    • 3 •   chi ha funzioni subordinate; esecutore: il nibbio, uno de' più destri e arditi ministri delle sue enormità  (manzoni p. s.  xx)    • 4 •   ciascuno dei membri del governo preposti ai vari dicasteri: ministro degli esteri, di grazia e giustizia; il consiglio dei ministri; il nuovo ministro è una donna  | ministro senza portafoglio, membro del governo che non è preposto a un dicastero ma ha egualmente rango di ministro e svolge incarichi particolari. spreg. ministruccio  pegg. ministraccio    • 5 •   in diplomazia, titolo inferiore a quello di ambasciatore: ministro plenipotenziario, residente    • 6 •   il superiore di alcuni ordini religiosi | padre ministro, colui che ha la cura di una casa di gesuiti.
minitower   s.f. invar.  (inform.) tower di dimensioni ridotte.
minnesänger  minnesänger;o minnesinger [pr.  / 'minezinger /], s.m. invar.  poeta e musico cultore del minnesang.
minnesang   s.m. invar.  genere poetico e musicale diffuso tra la fine del sec. xii e il xiv nei paesi di lingua tedesca, derivato dalla cultura trovadorica e praticato negli ambienti delle corti feudali.
minnesinghero   s.m.  (rar.) adattamento it. del ted. minnesa°nger : nella lirica amorosa dei trovadori e minnesingheri  (carducci).
minoico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo a minosse, mitico re di creta    • 2 •   proprio della civiltà fiorita a creta nel secondo millennio a. c.: architettura minoica; testi minoici. 
minoranza   s.f.    • 1 •   gruppo di persone o di cose che rappresenta la parte minore dell'insieme a cui appartiene: la minoranza dei presenti; nella minoranza dei casi    • 2 •   in un organo collegiale, inferiorità numerica di votanti o di voti: essere, andare in minoranza  | gruppo di persone che, disponendo di un minor numero di voti, non può imporre la propria volontà in un'assemblea; in partic., il partito o il gruppo di partiti che nelle elezioni ha ottenuto un minor numero di voti ed è perciò all'opposizione: gli esponenti, la politica della minoranza; minoranza parlamentare    • 3 •   in uno stato, l'insieme dei cittadini di etnia, religione, lingua diversa da quella ufficiale e maggioritaria: minoranze etniche, religiose, linguistiche; i diritti delle minoranze    • 4 •   (ant.) l'essere minore.
minorare   v. tr.  [io minóro ecc.] (non com.) rendere minore, diminuire.
minorascato   s.m.  (dir.) l'istituto, il principio del minorasco.
minorasco   s.m.  [pl. -schi] (dir.) istituto per cui i beni di famiglia passavano per successione al figlio minore.
minorativo   agg.  (rar.) che minora.
minorato   part. pass.  di minorare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi, per cause congenite o acquisite, non ha l'integrità fisica o psichica: minorato fisico, psichico; minorati di guerra, i mutilati e gli invalidi.
minorazione   s.f.    • 1 •   diminuzione, riduzione: minorazione dei prezzi    • 2 •   condizione di chi è minorato: minorazione psichica, fisica; inabile al lavoro per una grave minorazione. 
minore   agg.  [compar.  di piccolo; al sing. va soggetto a troncamento, spec. davanti a consonante; preceduto da art. determ. forma il superl. rel.]    • 1 •   più piccolo, meno grande, relativamente a quantità, numero, durata, importanza: la cifra è minore del previsto; compiere un percorso in minor tempo; i romanzieri minori dell'ottocento; gli esponenti minori di un partito; la minor parte, la minoranza; | a minor ragione, tanto meno; in tono minore, in modo dimesso, meno vivace, efficace | si dice della produzione di un artista o di un'epoca che viene ritenuta di minor valore rispetto alle opere considerate maggiori: il trecento minore; le opere minori di tasso; l'ariosto, il verdi minore  | edizione minore, edizione ridotta di un'opera letteraria | scala minore, (mus.) quella nella quale tra la seconda e la terza nota c'è l'intervallo di un semitono | premessa minore, (filos.) la seconda premessa del sillogismo | frati minori, i francescani, così chiamati per umiltà da san francesco di assisi | ordini minori, (eccl.) quelli comprendenti ostiari, lettori, esorcisti e accoliti | arti minori, nei comuni medievali, congregazioni di categorie artigianali meno importanti, come fabbri, calzolai, fornai ecc.; in generale, attività artistiche meno importanti come la ceramica, la vetreria, l'oreficeria ecc. | divisione, campionato minore, (sport) di serie inferiore a quella più importante | asia minore, (geog.) quella comprendente la turchia asiatica e i paesi del levante | orsa minore, (astr.) costellazione boreale, più piccola e meno splendente dell'orsa maggiore, comprendente la stella polare; piccolo carro    • 2 •   più giovane, nato dopo: giorgio è minore di antonio; figlia minore  | si aggiunge al nome di un personaggio per distinguerlo da altro personaggio dello stesso nome, ma più vecchio o vissuto in epoca anteriore: bruto minore; catone minore  o il giovane | la minore età, l'età in cui si è minorenni    • 3 •   (mat.) si dice di elemento o numero che, in un insieme ordinato o in una successione, ne precede un altro  s.m.  e f.    • 1 •   chi è più giovane d'età rispetto ad altri: il minore di due fratelli    • 2 •   nel linguaggio giuridico, minorenne: corruzione di minore; tutela dei minori    • 3 •   persona inferiore a un'altra per importanza, grado, valore | i minori, gli artisti meno importanti di una corrente, di un'epoca § minormente avv.  (ant.) di meno.
minorenne   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi non ha ancora compiuto il diciottesimo anno d'età e che per il diritto non ha ancora la piena capacità di agire: essere minorenne; tribunale dei minorenni. 
minorile   agg.  nel linguaggio giuridico, di minore, dei minorenni: età, delinquenza, carcere minorile. 
minorita   s.m.  [pl. -ti] (relig.) frate minore francescano.
minorità   s.f.    • 1 •   (dir.) età, condizione di minorenne: uscire di minorità, diventare maggiorenne    • 2 •   (ant.) l'essere minore o in numero minore; minoranza.
minoritario   agg.  della minoranza; che rappresenta la minoranza: corrente, proposta minoritaria; governo minoritario, quello espresso da un gruppo che non raggiunge la maggioranza in parlamento.
minoritico   agg.  [pl. m. -ci] (relig.) di, da minorita.
minosse   s.m.  giudice inesorabile.
minuendo   s.m.  (mat.) il primo termine di una sottrazione, quello a cui va tolto il sottraendo per ottenere la differenza.
minuetto   s.m.  antica danza francese di andamento moderato in tempo di 3/4; di origine popolare, fu introdotta nel sec. xvii alla corte di luigi xiv e passò quindi nella musica strumentale come parte della suite, della sinfonia e della sonata, divenendo più mossa e vivace.
minugia   s.f. , o minugio s.m. , [pl. f. invar.  o -gie, -ge]    • 1 •   budella, spec. quelle di animali ovini con cui si fanno le corde di alcuni strumenti musicali: tendesti minuge / di agnelli bene attorte  (d'annunzio)    • 2 •   (med.) sottile catetere uretrale.
minuire   v. tr.  e intr.  [io minuisco, tu minuisci ecc. ; aus. dell'intr. essere] (ant.) diminuire.
minuscola   s.f.  lettera o carattere minuscolo dell'alfabeto.
minuscolo   agg.    • 1 •   in paleografia, si dice di scrittura idealmente inscrivibile in un sistema di quattro righe parallele, di cui le due centrali comprendono solo il corpo delle lettere, mentre le altre due comprendono le aste ascendenti e discendenti | si dice dei caratteri o delle lettere dell'alfabeto ordinariamente usati per la formazione delle parole, in contrapposizione a quelli di altezza maggiore usati nelle iniziali dei nomi propri e all'inizio del periodo, detti maiuscoli    • 2 •   (fig.) piccolissimo: un nasino minuscolo; una porzione minuscola   s.m.  carattere minuscolo: scrivere in minuscolo. 
minusvalenza   s.f.  (econ.) perdita derivante dalla diminuzione del valore di mercato di un bene o di un titolo rispetto al suo valore d'acquisto o nominale.
minuta   s.f.    • 1 •   prima stesura, provvisoria e sommaria, di uno scritto, che sarà poi rivista, corretta e ampliata prima di essere redatta nella forma definitiva: stendere la minuta di un contratto; la minuta del compito in classe; una minuta illeggibile    • 2 •   (ant.) lista delle vivande; menu.
minutaggio   s.m.  periodo di tempo espresso in minuti; in partic., la durata in minuti di una ripresa o registrazione audiovisiva; il conteggio stesso dei minuti.
minutaglia   s.f.    • 1 •   spec. pl.  insieme di cose minute e spesso di scarso valore (anche fig.): un baule pieno di minutaglie; sprecar tempo in minutaglie    • 2 •   assortimento di piccoli pesci per frittura.
minutame   s.m.  minutaglia.
minutante   (1) part. pres.  di minutare    • 1 •   s.m.  e f.  chi stende le minute | minutante pontificio, funzionario di grado minore degli uffici vaticani.
minutante   (2) s.m.  e f.  (non com.) venditore al minuto; dettagliante.
minutare   (1) v. tr.  (burocr.) stendere la minuta di uno scritto, di un documento.
minutare   (2) v. tr.  (ant.)    • 1 •   sminuzzare, ridurre in piccoli pezzi    • 2 •   arare con solchi serrati.
minutario   s.m.    • 1 •   registro delle minute, spec. di quelle notarili    • 2 •   (rar.) copialettere.
minutenza   s.f.  (spec. pl.) insieme di piccoli cavi vegetali destinati a usi marinareschi.
minuteria   s.f.    • 1 •   insieme di oggetti minuti, spec. ornamentali: una bancarella di minuteria, di minuterie  | spec. pl.  componenti di apparecchi, macchine, mobili ecc. che si vendono isolati o in piccole serie    • 2 •   rotismo degli orologi meccanici che sta sotto il quadrante e provvede al movimento delle lancette delle ore e dei minuti.
minutezza   s.f.    • 1 •   l'essere minuto; piccolezza    • 2 •   (rar.) minuzia.
minutiere   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende minuterie.
minuto   (1) agg.    • 1 •   molto piccolo: ridotto in minuti frantumi; calligrafia minuta; oggetti minuti  | bestiame minuto, bestie minute, gli ovini e i suini (in contrapposizione alle bestie grosse, cioè i bovini e gli equini)    • 2 •   formato di piccole parti: neve, pioggerella minuta; legna minuta, carbone minuto, in piccoli pezzi | frittura minuta, di piccoli pesci | vaglio minuto, con fori assai piccoli | denaro minuto, spiccioli    • 3 •   di poca importanza, di poco conto: spese minute; servizi minuti  | popolo minuto, nei comuni medievali, il complesso dei cittadini iscritti alle arti minori    • 4 •   gracile, delicato; fine, non grossolano: un bambino minuto; lineamenti minuti.  dim. minutino    • 5 •   preciso, minuzioso, curato nei particolari: fornire minuti ragguagli; ricerche, indagini minute; una minuta descrizione   s.m.  (non com.)    • 1 •   parte minuta | frequente la loc. avv. al minuto, in piccole quantità, al dettaglio: vendere, comprare al minuto; commerciante al minuto, dettagliante    • 2 •   minuzia | cadere nel minuto, eccedere nei particolari, perdersi in piccolezze | per (il) minuto, minuziosamente, nei minimi particolari: lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto  (manzoni p. s.  ix)  avv.  (ant.) minutamente § minutamente avv.    • 1 •   in piccole parti, a pezzettini: tritare minutamente    • 2 •   in modo dettagliato, minuziosamente: descrivere, esporre minutamente. 
minuto   (2) s.m.    • 1 •   unità di misura di tempo: minuto primo, la sessantesima parte dell'ora; minuto secondo, la sessantesima parte del minuto primo    • 2 •   nel linguaggio comune, minuto primo: la lancetta dei minuti; verrò tra venti minuti; l'autobus passa ogni cinque minuti; sono le nove e venticinque (minuti)  | contare i minuti, (fig.) aspettare qualcosa con ansia | stare al minuto, guardare il minuto, (fig.) essere esigente in fatto di puntualità | spaccare il minuto, (fig.) essere puntualissimo; di orologio, essere molto preciso, esatto    • 3 •   (fig.) brevissimo spazio di tempo; momento, attimo: non avere un minuto di pace; non stare fermo un minuto; in un minuto, tra un minuto, prestissimo; è questione di due, di pochi minuti, è cosa che richiede pochissimo tempo | non avere un minuto da perdere, avere molta fretta | avere i minuti contati, non avere tempo da perdere; anche, essere prossimo a morire | ogni (mezzo) minuto, continuamente | di minuto in minuto, da un momento all'altro; di momento in momento: lo aspettiamo di minuto in minuto; la tensione aumentava di minuto in minuto.  dim. minutino    • 4 •   (geom.) unità di misura di angolo, pari a un sessantesimo di grado.
minuzia   s.f.    • 1 •   (ant.) parte minuta, piccolezza: le minuzie d'i corpi, lunghe e corte  (dante par.  xiv, 114)    • 2 •   spec. pl.  cosa di poco conto; particolare minimo: badare alle minuzie    • 3 •   cura, attenzione, minuziosità: una minuzia eccessiva, pedantesca. 
minuziosaggine   s.f.  (spreg.)    • 1 •   minuziosità    • 2 •   minuzia; cavillo: le minuziosaggini dei pedanti. 
minuziosità   s.f.  l'essere minuzioso: la minuziosità di una ricerca, di una descrizione; esaminare con minuziosità. 
minuzioso   agg.    • 1 •   che cura anche le minuzie: un esaminatore, un cronista minuzioso    • 2 •   si dice di cosa detta o fatta con cura delle minuzie: relazione, inchiesta minuziosa; lavoro minuzioso  § minuziosamente avv. 
minuzzaglia   s.f.  (spreg.)    • 1 •   minutaglia    • 2 •   (fig.) popolino, marmaglia.
minuzzare   v. tr.  (ant.) sminuzzare.
minuzzolo   s.m.    • 1 •   pezzettino, frammento: minuzzoli di pane, di carne; fare, ridurre a minuzzoli, sminuzzare | un minuzzolo di tempo, (fig.) un briciolo di tempo    • 2 •   (fig.) bambino piccolo, frugoletto.
minzione   s.f.  (fisiol.) emissione dell'urina.
mio   ant. meo [mè-o], agg. poss. di prima pers. sing.  [f. sing. mia; pl. m. miei; pl. f. mie; pop. tosc. mi'  in proclisi, per tutti i generi e numeri]    • 1 •   che appartiene a me; indica proprietà, possesso: il mio portafoglio; la mia casa; i miei libri; le mie scarpe    • 2 •   che è inerente a me, particolare di me o che proviene da me, è manifestazione di me: le mie mani; il mio cuore; la mia volontà; le mie speranze; non ha voluto ascoltare i miei consigli    • 3 •   indica relazione di parentela; rifiuta l'art. determ. quando precede il s. che non sia pl. o accompagnato da attributo, apposizione o altra determinazione (mio padre, mio zio; i miei zii; il mio caro padre; la mia cugina di milano); accetta invece l'art. determ. quando precede un s. alterato o di tono affettuoso (la mia zietta; il mio fratellino; il mio babbo, il mio nonno; la mia figliola); ma vi sono oscillazioni nell'uso region. (mio papà; mia nonna; mio fratello maggiore) | può indicare anche relazione d'amicizia, di lavoro, di dipendenza ecc.: la mia fidanzata; un mio amico; il mio maestro; i miei clienti  | talvolta con valore più affettivo che possessivo: bambino mio!; tesoro mio!; o soltanto per indicare formale o paterna benevolenza: sentite, cara la mia ragazza    • 4 •   che è abituale, che è caratteristico di me: non rinuncio facilmente al mio riposino pomeridiano  | si omette quando è già chiara l'indicazione della persona di riferimento: ho battuto la (mia) testa  pron. poss. di prima pers. sing.    • 1 •   ha gli stessi usi e sign. dell'agg. ed è sempre preceduto dall'art. determ.: questa casa è più piccola della mia; le tue idee sono anche le mie; la tua mamma è più giovane della mia  | in locuzioni ellittiche: i miei  (genitori, parenti, amici, seguaci e sim); quando leggerai questa mia  (lettera); ho voluto dire la mia  (opinione, idea); sta dalla mia  (parte); ho avuto le mie  (disgrazie)    • 2 •   con valore neutro, ciò di cui ho la proprietà, il possesso; i miei averi, i miei beni: ci rimetto sempre del mio; mi accontento del mio  | preceduto dalla prep. di, con valore più generico: qui non c'è più nulla di mio; ho voluto scrivere qualcosa di mio. 
mio-  mio- primo elemento di parole composte scientifiche di formazione moderna, dal gr. my^s myós  'topo', poi 'muscolo'; significa 'muscolo, che ha relazione con i muscoli' (miocardio).
mioatonia   s.f.  (med.) atonia muscolare.
miocardico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) che si riferisce al miocardio: fibre miocardiche. 
miocardio   s.m.  (anat.) la massa muscolare contrattile del cuore, costituita da fibre striate e rivestita internamente dall'endocardio ed esternamente dall'epicardio.
miocardiopatia   s.f.  (med.) nome generico delle affezioni del miocardio.
miocardiosclerosi   s.f.  (med.) sclerosi del muscolo cardiaco.
miocardiosi   o miocardosi, s.f.  (med.) processo degenerativo non infiammatorio del miocardio.
miocardite   s.f.  (med.) infiammazione del miocardio, per lo più di origine reumatica.
miocardosi    ⇨ miocardiosi.
miocele   s.m.  (med.) ernia muscolare causata da sforzi ripetuti.
miocene   s.m.  (geol.) penultimo periodo dell'era cenozoica.
miocenico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) del miocene; riguardante il miocene  s.m.  miocene.
mioclonia   s.f.  (med.) condizione patologica caratterizzata da contrazioni cloniche di un muscolo o di un gruppo di muscoli; la contrazione stessa.
miodistonia   s.f.  (med.) distonia muscolare.
miodistrofia   s.f.  (med.) distrofia muscolare.
miodistrofico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a miodistrofia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da miodistrofia.
miofibrilla   s.f.  (biol.) filamento contrattile disposto longitudinalmente nel citoplasma delle cellule muscolari.
mioflogosi   s.f.  (med.) infiammazione muscolare; miosite.
miogale   s.m.  (zool.) lo stesso che desman. 
mioglobina   s.f.  (biol.) globulina presente nei muscoli.
miologia   s.f.  parte dell'anatomia che studia l'apparato muscolare.
miologico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla miologia.
mioma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno formato da tessuto muscolare.
miometrio   s.m.  (anat.) parte muscolare dell'utero.
miopatia   s.f.  (med.) termine generico che indica una qualsiasi affezione muscolare.
miopatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a miopatia  agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da miopatia.
miope   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   (med.) che, chi è affetto da miopia: occhio miope; occhiali da miope  | sguardo miope, la particolare espressione degli occhi di chi è affetto da miopia    • 2 •   (fig.) che, chi manca di acume, lungimiranza: intelletto, politica miope; comportarsi da miope. 
miopia   s.f.    • 1 •   (med.) difetto di rifrazione nell'occhio per cui l'immagine si mette a fuoco in un punto anteriore alla retina, sicché gli oggetti appaiono sfocati e più grandi del reale e si distinguono bene solo quelli molto vicini; si corregge con lenti divergenti: una forte, una leggera miopia    • 2 •   (fig.) mancanza di acume, di lungimiranza: peccare di miopia. 
miopico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che riguarda la miopia.
mioplastica   s.f.  (med.) intervento di chirurgia plastica muscolare.
mioplastico   agg.  (med.) di mioplastica: intervento mioplastico. 
miopotamo   s.m.  (zool.) nutria.
mioressia   o mioressi, s.f.  (med.) lacerazione muscolare.
miorilassante   agg.  e s.m.  (med.) che ha la proprietà di rilassare i muscoli striati: farmaco, massaggio miorilassante. 
miosclerosi   s.f.  (med.) sclerosi muscolare.
miosi   s.f.  restringimento naturale o patologico della pupilla.
miosico    ⇨ miotico.
miosina   s.f.  (biol.) proteina solubile contenuta nel muscolo che in unione con l'actina forma l'actomiosina, responsabile della contrazione e del rilassamento muscolare; cessando le attività vitali, diventa insolubile ed è causa della rigidità cadaverica.
miosite   s.f.  (med.) infiammazione dei muscoli.
miosotide   ant. miosote [mio-sò-te], miosota, s.f.  e m.  pianta erbacea perenne o annuale con piccoli fiori azzurri in racemi e foglioline lanceolate pelose (fam.  borraginacee).
miospasia   s.f.  (med.) termine generico per indicare varie affezioni nervose che si manifestano con spasmi muscolari.
miotico   o miosico [mi-ò-si-co], agg.  [pl. m. -ci] (med.) che si riferisce a miosi, che presenta miosi: pupille miotiche; paziente miotico  | (farmaci) miotici, che provocano miosi.
miotonia   s.f.  (med.) malattia congenita caratterizzata da spasmi tonici e dolorosi dei muscoli.
mira   s.f.    • 1 •   linea retta ideale determinata da due punti del congegno di puntamento e prolungata fino al bersaglio: alzare, abbassare, spostare la mira  | tacca di mira, parte del congegno di puntamento di un'arma da fuoco portatile, costituita da una tacca posta all'inizio della canna, da cui si traguarda il bersaglio allineandolo col mirino    • 2 •   l'azione e il modo di mirare: prendere la mira prima di sparare; mettersi in posizione di mira; sbagliare la mira; avere buona, cattiva mira  | avere di mira qualcosa, puntare la mira su qualcosa, (fig.) cercare di ottenerla, prefiggersela come scopo: ha di mira quell'impiego  | prendere, avere di mira qualcuno, (fig.) concentrare su di lui la propria attenzione in modo non benevolo; perseguitarlo, tormentarlo: la sorte mi ha preso di mira; crede che tutti lo abbiano di mira    • 3 •   (estens.) l'oggetto, il segno a cui si mira: colpire, cogliere la mira  | (fig.) il fine, lo scopo a cui si tende: sua unica mira è il guadagno; scoprire le proprie mire, le proprie aspirazioni, intenzioni    • 4 •   asta graduata o altro dispositivo che serve a individuare i punti da collimare nei rilevamenti topografici    • 5 •   (foto.) schema grafico, costituito da segni convenzionali di densità determinata, usato per misurare il potere risolutivo degli obiettivi e delle emulsioni fotografiche.
mirabella   s.f.    • 1 •   varietà di susino con frutto piccolo e tondo di color giallo oro    • 2 •   il frutto di tale susino.
mirabile   agg.  degno di ammirazione: una persona mirabile per sapienza; mirabile a vedersi, a udirsi; un ingegno mirabile; un mirabile accordo di luci, di colori  § mirabilmente avv. 
mirabilia   s.f. pl.  cose meravigliose, eccezionali (spec. scherz.): fare, dire, promettere mirabilia. 
mirabilità   s.f.  (rar.) l'essere mirabile.
mirabolano   (1) o mirobolano, s.m.    • 1 •   varietà di susino selvatico con frutto globoso rosso e acidulo; è impiegato prevalentemente come portainnesto per il susino domestico, perché cresce anche in terreni aridi    • 2 •   il frutto essiccato e polverizzato di tale albero; ricco di tannino, è usato nella concia delle pelli o per la fabbricazione di inchiostri.
mirabolano   (2) agg.  e s.m.  [f. -a] (antiq.) spaccone, fanfarone.
mirabolante   agg.  (scherz.) stupefacente, straordinario: avventure mirabolanti. 
miracolaio   agg.  e s.m.  [f. -a] (rar.) che, chi vede il miracolo in ogni cosa; chi si meraviglia di tutto.
miracolare   v. tr.  [io miràcolo ecc.] (non com.) fare oggetto di un miracolo; guarire miracolosamente: lo ha miracolato la madonna. 
miracolato   part. pass.  di miracolare   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona che si ritiene sia stata oggetto di un miracolo: un infermo miracolato; i miracolati di lourdes  | un miracolato (dalla sorte), si dice di persona scampata a un grave pericolo.
miracolismo   s.m.  (rar.) atteggiamento di, da miracolista.
miracolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) chi crede di ottenere risultati miracolosi, spec. in politica e in economia, applicando sistemi che non tengono conto delle difficoltà oggettive della situazione  agg.  miracolistico.
miracolistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) proprio del miracolismo o dei miracolisti.
miracolo   s.m.    • 1 •   (teol.) fatto sensibile, ma estraneo all'ordinario corso naturale, che dio compie, anche per intercessione della madonna o dei santi, al fine di rivelare il suo potere e confermare l'uomo nella fede: i miracoli di gesù; il miracolo della resurrezione di lazzaro; i miracoli della madonna, di santa rita  | fare, operare un miracolo  | gridare al miracolo, (fig.) manifestare una meraviglia sproporzionata all'evento che la suscita | credere nei miracoli, (fig.) credere che si realizzi un evento impossibile o molto improbabile | conoscere, raccontare vita, morte e miracoli di qualcuno, ogni cosa su di lui, fin nei minimi particolari (l'espressione era ricorrente, in senso proprio, nel titolo delle vite dei santi)    • 2 •   (iperb.) cosa o fatto meraviglioso, straordinario, fuori del comune: i miracoli dell'arte, della scienza  | miracolo economico, periodo di intenso e rapido sviluppo dell'economia di un paese; in italia, per antonomasia, il periodo degli anni 1955-1965 | essere un miracolo che, essere straordinario, eccezionale: è un miracolo che sia rimasto illeso; fu un miracolo che ci fossi anch'io  | fare miracoli, fare qualcosa di incredibile, che si riteneva umanamente impossibile: una cura che fa miracoli; un atleta che ha fatto miracoli  | dire miracoli di qualcuno, parlarne in tono entusiastico | per miracolo, a stento, a malapena; per caso: salvarsi per miracolo; ho preso l'aereo per miracolo; l'ho trovato in ufficio per miracolo  | essere un miracolo di ingegno, di bontà, di bravura ecc. , si dice di persona o cosa che ha capacità, qualità, caratteristiche straordinarie: mio figlio è un miracolo di memoria; un intarsio che è un miracolo di pazienza    • 3 •   dramma sacro medievale in volgare avente per tema un miracolo compiuto da dio attraverso i santi.
miracolone   s.m.  (non com.)    • 1 •   miracolo straordinario (per lo più scherz.)    • 2 •   [f. -a] miracolaio.
miracoloso   agg.    • 1 •   che compie miracoli: una reliquia miracolosa    • 2 •   prodotto da un miracolo: guarigione miracolosa    • 3 •   (iperb.) si dice di persona straordinaria, fuori del comune, o di cosa che produce effetti strabilianti: è una cuoca miracolosa; il tuo consiglio è stato miracoloso; una medicina miracolosa contro l'insonnia  | anche come s.m.  : una guarigione che ha del miracoloso  § miracolosamente avv. 
miraggio   s.m.    • 1 •   fenomeno ottico, dovuto a rifrazione e riflessione totale di raggi luminosi attraverso strati di atmosfera a diversa densità, per cui oggetti lontani possono apparire in posizione diversa dal reale, capovolti come se fossero riflessi in uno specchio d'acqua oppure librati nell'aria (in quest'ultimo caso il fenomeno è detto fata morgana)    • 2 •   (fig.) illusione, speranza infondata: il miraggio di facili guadagni. 
miraglio   s.m.    • 1 •   (ant.) specchio: mia suora rachel mai non si smaga / dal suo miraglio  (dante purg.  xxvii, 104-105)    • 2 •   (mar.) struttura metallica a forma di cono, cilindro o sfera, applicata superiormente a una boa per aumentarne la visibilità.
mirallegro   s.m.  [pl. invar.  o -gri] (rar.) espressione di congratulazione, di felicitazione: non era allegro neppur lui... sebbene dovesse far la bocca ridente ai mirallegro e ai salamelecchi  (verga).
mirando   agg.  (lett.) degno di essere ammirato, ammirevole: di beltà sopra ogni beltà miranda  (ariosto o. f.  xxxii, 52).
mirandolesco   agg.  (non com.) detto di memoria, che è straordinaria.
mirare   v. tr.  (lett.)    • 1 •   osservare con attenzione e interesse; contemplare: errava muto / ove arno è più deserto, i campi e il cielo / desi°oso mirando  (foscolo sepolcri  190-192)    • 2 •   considerare attentamente: mirate la dottrina che s'asconde / sotto 'l velame de li versi strani  (dante inf.  ix, 62-63) | considerare con amore; guardare, proteggere: poi che madonna da pietà commossa / degnò mirarme  (petrarca canz.  xxiii, 132-133)    • 3 •   (fig.) ammirare, vagheggiare | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   rivolgere, puntare un'arma in modo da regolare il tiro per colpire il bersaglio con la maggior precisione possibile; prendere la mira: mirare bene, male; mirare basso, alto; mirare al cuore; mirare a una lepre    • 2 •   (fig.) tendere, aspirare: mirare al guadagno personale, all'utile pubblico  | avere come scopo: la riforma mira a migliorare la situazione della scuola    • 3 •   (ant.) meravigliarsi, essere sorpreso: quest'è la cagion di che tu miri  (dante purg.  xxv, 108) | mirarsi v. rifl.  guardarsi attentamente: mirarsi e rimirarsi allo specchio. 
mirasole   s.m.  (non com.) girasole.
mirato   part. pass.  di mirare   agg.  nei sign. del verbo | indirizzato, teso a un certo obiettivo: uno studio mirato alla massima specializzazione. 
miratore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi mira, chi prende la mira puntando l'arma.
mirbana   s.f.  solo nella loc. essenza di mirbana, nitrobenzene.
miria-  miria- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. myriás  'miriade'; anteposto al nome di un'unità di misura ne moltiplica per diecimila il valore (miriagrammo).
miriade   s.f.    • 1 •   nell'antico sistema numerale greco, diecimila    • 2 •   (estens.) numero grandissimo, grande moltitudine: una miriade di stelle, di luci, di colori  | a miriadi, in numero smisuratamente grande.
miriagrammo   rar. miriagramma, s.m.  (fis.) unità di misura di peso o di massa pari a diecimila grammi.
miriametro   s.m.  unità di misura di lunghezza pari a diecimila metri.
miriapodi   s.m. pl.  (zool.) classe di artropodi terrestri non soggetti a metamorfosi, con corpo cilindrico molto allungato, ricoperto di un rivestimento duro e suddiviso in segmenti, ciascuno dei quali porta uno o due paia di zampe | sing.  [-e] ogni artropode di tale classe.
mirica   o mirice, s.f.  [pl. -ci, rar. -ce] (ant. , lett.) tamerice: le umili mirici  (d'annunzio).
mirifico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) meraviglioso, che desta meraviglia.
miringe   s.f.  (anat.) membrana del timpano.
mirino   s.m.    • 1 •   parte del congegno di puntamento di un'arma da fuoco portatile, costituita da un piccolo rilievo posto all'estremità della canna che, inquadrato nella tacca di mira, determina la linea di mira    • 2 •   dispositivo di uno strumento ottico che consente di osservare e inquadrare il soggetto: mirino della macchina fotografica, del microscopio, del periscopio. 
miristica   s.f.  albero sempreverde, originario delle molucche, con foglie alterne oleose e piccoli fiori gialli, il cui seme è conosciuto come noce moscata (fam.  miristicacee).
miristicacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni tropicali, alla quale appartiene la miristica | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
miristico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido grasso alifatico saturo a quattordici atomi di carbonio contenuto in molti grassi e nella noce moscata.
mirliton   s.m. invar.  (mus.) nome generico di strumenti membranofoni a fiato in cui la membrana produce un ronzio che altera il suono eccitatore; possono essere dotati o no di una cassa per convogliare le onde sonore.
mirmeco-  mirmeco- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. my/rmìx my/rmìkos  'formica'; significa 'formica' o indica relazione con le formiche (mirmecofago, mirmecofilia).
mirmecobio   s.m.  piccolo mammifero australiano molto simile al formichiere, con coda lunga, arti anteriori brevi, pelame biancastro sul ventre e bruno a strisce bianche sul dorso; si nutre di formiche e termiti (ord.  marsupiali).
mirmecofagidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia dei mammiferi xenartri cui appartiene il formichiere | sing.  [-e] ogni mammifero di tale famiglia.
mirmecofago   s.m.  [pl. -gi] (zool.) formichiere.
mirmecofilia   s.f.  (biol.) tendenza di animale o di pianta a vivere in simbiosi con le formiche.
mirmecofilo   agg.  (zool.) si dice di animale o di pianta che vive in simbiosi con le formiche.
mirmecologia   s.f.  branca dell'entomologia che studia le formiche.
mirmidone   agg.  e s.m.  e f.  che, chi apparteneva all'antico popolo della tessaglia di cui fu re achille.
mirmillone   s.m.  nell'antica roma, il gladiatore armato di scudo e di una corta spada, alla maniera dei galli, che combatteva contro il reziario o il trace.
miro   agg.  (lett.) ammirevole; meraviglioso: la mira madre in poveri / panni il figliol compose  (manzoni il natale).
mirobolano    ⇨ mirabolano 1.
mirra   s.f.  resina aromatica di colore rosso bruno che trasuda dalla corteccia di alcuni alberi dell'africa e dell'arabia; è usata in farmacia e in profumeria | nel vangelo, uno dei tre doni portati dai magi a gesù simbolo della passione del cristo.
mirrare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   mescolare con mirra | trattare con mirra per conservare più a lungo    • 2 •   (fig.) onorare, incensare: i deci e' fabi / ebber la fama che volontier mirro  (dante par.  vi, 47-48).
mirrato   part. pass.  di mirrare   agg.  (rar.) mescolato con mirra: vino mirrato. 
mirtacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni legnose con foglie intere alla quale appartiene il mirto | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
mirteo   agg.  (ant. , lett.) di mirto: corona mirtea. 
mirteto   s.m.  bosco di mirti.
mirtillo   s.m.    • 1 •   piccolo arbusto, comune nei boschi montani italiani, che produce frutti bluastri a bacca commestibili, di sapore dolce (fam.  ericacee)    • 2 •   il frutto di questa pianta: marmellata, sciroppo di mirtilli. 
mirto   s.m.    • 1 •   (bot.) arbusto sempreverde delle regioni mediterranee, con foglie ovate di color verde scuro, piccoli fiori ascellari bianchi e bacche blu-nerastre (fam.  mirtacee)    • 2 •   nella tradizione letteraria, simbolo dell'amore e della poesia amorosa: secco è il mirto, e son le foglie sparte / del lauro, speme al giovenil mio canto  (foscolo sonetti).
mirtolo   s.m.  (chim.) liquido oleoso ricavato dalla distillazione dell'essenza di mirto; ha proprietà balsamiche, antisettiche e sedative; è detto anche canfora di mirto. 
mis-  mis- prefisso che dà valore negativo o peggiorativo alla parola alla quale è premesso, deriv. del fr. més-, prob. dall'incrocio del francone miss-  col lat. mi°nus  'meno' (miscredente, misfatto).
misandria   s.f.  (psicol.) avversione, repulsione per gli uomini da parte di una donna.
misantropia   s.f.  sentimento di avversione nei confronti dei propri simili che si manifesta con un morboso desiderio di isolarsi | (estens.) scarsa socievolezza, scontrosità.
misantropico   agg.  [pl. m. -ci] di, da misantropo: atteggiamento, umore misantropico  § misantropicamente avv. 
misantropo   s.m.  e agg.  [f. -a]    • 1 •   (psicol.) che, chi è caratterizzato da misantropia    • 2 •   (estens.) che, chi manifesta poca socievolezza: atteggiamenti misantropi; vivere da misantropo  dal gr. misánthro¯pos,  comp. di misêin  'odiare' e ánthro¯pos  'uomo'.
miscea   s.f.  (region.)    • 1 •   cosa di scarso valore, oggetto qualsiasi | (fig.) inezia, bazzecola    • 2 •   mescolanza di elementi disparati.
miscela   s.f.    • 1 •   (chim. , fis.) aggregato di due o più sostanze solide, liquide o gassose: miscela omogenea, eterogenea, quelle di composizione e stato fisico, rispettivamente, uguale o diverso da zona a zona | in particolare, nei motori a combustione interna alternativi a benzina, la mescolanza di aria e benzina vaporizzata prodotta dal carburatore; anche, la mescolanza di benzina e olio lubrificante usata come carburante nei motori a due tempi    • 2 •   mescolanza di varie qualità di caffè    • 3 •   (fig.) miscuglio di cose eterogenee: una miscela di sapori, di odori. 
miscelamento   s.m.  (fis.) fenomeno che si verifica quando due getti di fluido diverso o a velocità diversa vengono a contatto, dando luogo a un solo getto uniforme, di dimensioni e velocità proporzionali a quelle dei getti confluenti.
miscelare   v. tr.  [io miscèlo ecc.]    • 1 •   unire più sostanze per farne una miscela: miscelare olio e benzina    • 2 •   sommare due o più segnali elettrici provenienti da canali diversi ottenendo un segnale unico | missare.
miscelato   part. pass.  di miscelare   agg.  nei sign. del verbo | misto, di varie qualità: caffè, olio miscelato. 
miscelatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] in diverse industrie, persona addetta alla preparazione di miscele    • 2 •   apparecchio per preparare miscele; mescolatore    • 3 •   (elettron.) dispositivo che combina i segnali provenienti da più antenne riceventi e li convoglia su un'unica linea di trasmissione  agg.  che serve a miscelare.
miscelatura   s.f.  operazione, risultato del miscelare.
miscelazione   s.f.  miscelatura.
miscellanea   s.f.    • 1 •   (lett.) mescolanza di cose varie    • 2 •   raccolta di opuscoli vari rilegati insieme | si usa anche come titolo di volume che raccolga scritti di vario argomento di uno o più autori.
miscellaneo   agg.  (lett.) che si compone di più elementi; si dice soprattutto di volume o di pubblicazione che riunisce scritti diversi: codice miscellaneo. 
mischia   ant. meschia [mé-schia], s.f.    • 1 •   combattimento accanito e disordinato di più persone: entrare, buttarsi nella mischia  | (fig.) disputa verbale accanita tra più persone o gruppi di persone: mischia ideologica  | essere al di sopra della mischia, (fig.) tenersi al di fuori di una contesa, di uno scontro di interessi    • 2 •   (sport) nel rugby, azione compiuta dagli avanti che, curvi e serrati gli uni contro gli altri, si disputano la palla con i piedi: pacchetto di mischia  | nel calcio, ammassamento di giocatori, spec. davanti a una porta    • 3 •   nell'industria tessile, mescolanza di fibre di natura, qualità o colore diversi prima della filatura    • 4 •   (ant. , lett.) moltitudine confusa di persone o di animali; affollamento, ressa.
mischiare   ant. meschiare, v. tr.  [io mìschio ecc] mescolare | mischiarsi v. rifl.    • 1 •   mescolarsi, unirsi, confondersi: mischiarsi tra la folla    • 2 •   (fig.) immischiarsi, ingerirsi in affari altrui: non mischiarti, per favore!  | v. rifl.  mescolarsi l'un l'altro: sapori che si mischiano. 
mischiata   s.f.  il mischiare una volta o in modo sommario: dare una mischiata alle carte.  dim. mischiatina. 
mischio   ant. meschio [mé-schio], agg.  (rar.) mischiato, mescolato: acque mischie  | screziato, variegato: marmo mischio; barba, capelli mischi, brizzolati  s.m.    • 1 •   (ant.  o pop.) mescolanza, miscuglio: si quietò... il dolce mischio / che si facea nel suon del trino spiro  (dante par.  xxv, 131-132) | mischio di marmi, sorta di intarsio marmoreo di vari colori, tipico della decorazione barocca    • 2 •   marmo screziato di colori diversi.
miscibile   agg.    • 1 •   mescolabile    • 2 •   (chim.) atto a formare una miscela omogenea: liquidi miscibili. 
miscibilità   s.f.  l'essere miscibile.
miscidare   o mescidare, ant. mescitare, v. tr.  (lett) mischiare, mescolare | lingua miscidata, che è frutto della mescolanza di elementi disparati e non ben fusi insieme.
misconoscere   v. tr.  [coniugato come conoscere] non riconoscere, non apprezzare nel giusto valore: misconoscere il valore, l'opera di qualcuno. 
misconoscimento   s.m.  (non com.) il misconoscere, l'essere misconosciuto.
miscredente   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   si dice di chi non aderisce alla dottrina di una religione, o la professa solo in parte o nei modi da lui ritenuti giusti | (estens.) si dice di persona irreligiosa, atea, o anche empia, sacrilega    • 2 •   (fig. non com.) che, chi mostra un atteggiamento di incredulità o di diffidenza verso le opinioni altrui o dagli altri generalmente accettate.
miscredenza   s.f.  l'essere miscredente.
miscuglio   ant. o tosc. mescuglio, s.m.    • 1 •   mescolanza confusa e non omogenea di cose o di sostanze diverse (anche fig.): miscuglio di colori; miscuglio d'interessi, d'idee    • 2 •   (chim.) insieme omogeneo o eterogeneo di due o più sostanze mescolate, ma non combinate chimicamente.
mise   s.f. invar.  modo di vestire, abbigliamento | vestito, abito: una mise molto originale. 
miserabile   agg.    • 1 •   degno di commiserazione per le sue disagiate condizioni materiali o per la sua infelicità: una famiglia miserabile; vivere una vita miserabile    • 2 •   (estens.) moralmente spregevole: un miserabile traditore; una passione miserabile    • 3 •   scarso, meschino, di poco valore (anche fig.): uno stipendio miserabile; offrire un ben miserabile aiuto  | anche come s.m.  e f.  : è un miserabile!; una banda di miserabili  § miserabilmente avv. 
miserabilità   s.f.  condizione di ciò, di chi è miserabile.
miserando   agg.  degno di grande compassione: un caso miserando; una sorte, una fine miseranda. 
miserazione   s.f.  (ant.) commiserazione; misericordia.
miserere   s.m. invar.    • 1 •   (relig.) il salmo 51 della bibbia (50 nella vulgata) attribuito a david; nella liturgia cattolica è recitato per invocare il perdono di dio nei riti penitenziali e in quelli per i defunti: recitare, cantare il miserere  | cantare il miserere a qualcuno, (fig. scherz.) considerarlo finito, rovinato, privo ormai di ogni risorsa    • 2 •   (male del) miserere, (med.) loc. antiquata con cui si indicava una grave occlusione intestinale  inter.  (lett.) invocazione di compassione, di pietà: «miserere di me», gridai a lui  (dante inf.  i, 65); miserere del mio non degno affanno  (petrarca canz.  lxii, 12).
miserevole   agg.  che desta compassione; miserando: la sua è una storia miserevole  § miserevolmente avv. 
miseria   s.f.    • 1 •   stato di grave indigenza, di estrema povertà: cadere, vivere in miseria; ridursi alla miseria  | piangere miseria, lamentarsi esageratamente o ad arte delle proprie condizioni | porca miseria!, per la miseria!, miseria ladra!, imprecazioni di stizza    • 2 •   (lett.) condizione di dolorosa infelicità: m'avicino al giorno estremo / che l'umana miseria suol far breve  (petrarca canz.  xxxii, 1-2)    • 3 •   (estens.) meschinità, pochezza; degradazione: miseria intellettuale, morale    • 4 •   (fig.) inezia, cosa da poco: litigare per una miseria  | somma trascurabile di denaro: guadagnare, spendere una miseria    • 5 •   (ant.) avarizia, taccagneria: egli, per la sua miseria, non ci ha mai voluto mandare un medico  (gelli)    • 6 •   pianta erbacea sempreverde con fusto ricadente, detta anche erba della miseria  (fam.  commelinacee).
misericorde   agg.  (lett.) misericordioso.
misericordia   s.f.    • 1 •   sentimento di profonda compassione e pietà che induce all'aiuto e al perdono; virtù che inclina l'animo a tale sentimento: implorare la misericordia di dio; usare misericordia verso chi ha sbagliato; dio perdona tante cose, per un'opera di misericordia  (manzoni p. s.  xxi) | le opere di misericordia, le sette opere corporali e le sette opere spirituali in cui, secondo la tradizione catechistica, si manifesta il comportamento misericordioso verso il prossimo | senza misericordia, spietato; spietatamente    • 2 •   nome di confraternite istituite, a partire dal tardo medioevo, per assistere ammalati e pellegrini e per seppellire i morti: la compagnia della misericordia  | (tosc. pop.) autoambulanza    • 3 •   in epoca medievale e rinascimentale, sorta di pugnale a lama lunga e sottile, con cui il cavaliere dava il colpo di grazia all'avversario gravemente ferito  inter.  si usa per invocare misericordia o, anche, per esprimere spavento, stupore, rammarico e sim.: misericordia!... un sorcio nella mia berretta da notte!  (ghislanzoni).
misericordioso   agg.  che esprime, è frutto di misericordia: un atto misericordioso   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi usa misericordia: un giudice misericordioso; beati i misericordiosi perché troveranno misericordia, la quinta beatitudine espressa da gesù nel discorso della montagna, secondo il vangelo di matteo § misericordiosamente avv. 
misero   agg.  [superl. miserìssimo, lett. misèrrimo]    • 1 •   povero, afflitto da miseria: condurre un'esistenza misera; una casa misera.  dim. miserello, miserino    • 2 •   infelice, disgraziato, miserevole: i miseri mortali; le misere vittime della strage  | usato in escl. di commiserazione: o misero!; misero me, te!    • 3 •   abietto, spregevole, meschino: tentare miseri raggiri; fare una figura misera    • 4 •   scarso, insufficiente, da poco: un misero compenso; guadagnare quattro misere lire; fare un pranzo misero    • 5 •   (ant.) avaro, taccagno: un ricco fiorentino... più misero e più avaro che mida  (sacchetti)  s.m.  [f. -a] persona misera § miseramente avv.    • 1 •   in modo misero; nella miseria: vivere miseramente    • 2 •   in modo meschino, spregevole: agire miseramente    • 3 •   in modo miserevole, che suscita compassione: lamentarsi miseramente  | (estens. lett.) disgraziatamente, infelicemente: rinaldo ch'ella tanto odiava, / quanto esso lei miseramente amava  (ariosto o. f.  ii, 11).
miserrimo   agg. superl.  di misero. 
misertà   s.f.  (ant.) avarizia | povertà, pochezza.
misfatto   s.m.  scelleratezza, grave delitto: commettere un misfatto; un orrendo misfatto. 
misidacei   s.m. pl.  (zool.) ordine di crostacei marini di piccole dimensioni; vivono nel plancton e sono assai diffusi anche nel mediterraneo | sing.  [-ceo] ogni crostaceo di tale ordine.
misirizzi   s.m.  pupazzetto con la base tondeggiante e appesantita al centro, che tende a raddrizzarsi in qualunque posizione lo si metta.
mislea   s.f.  (ant. , lett.) mischia, zuffa, battaglia.
misleale   agg.  (ant.) sleale, falso, traditore.
miso-  miso- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. mîsos  'odio'; indica odio o avversione nei confronti di ciò che è indicato dal secondo elemento (misogino, misoneismo).
misofobia   s.f.  (psicol.) paura ossessiva di insudiciarsi; fobia dello sporco.
misofobo   agg.  (psicol.) di, caratterizzato da misofobia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da misofobia.
misogamia   s.f.  (psicol.) avversione al matrimonio.
misoginia   s.f.  (psicol.) avversione pregiudiziale, repulsione per le donne da parte dell'uomo.
misoginismo   s.m.  misoginia.
misogino   agg.  di, caratterizzato da misoginia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi nutre misoginia.
misologia   s.f.  (filos.) avversione per i ragionamenti.
misoneismo   s.m.  avversione pregiudiziale nei confronti di ogni novità e innovazione.
misoneista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è affetto da misoneismo: è facile che i vecchi siano un po' misoneisti   agg.  misoneistico.
misoneistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al misoneismo; di, da misoneista.
miss   s.f. invar.    • 1 •   (antiq.) signorina inglese | (non com.) istitutrice o baby-sitter straniera che insegna la sua lingua al bambino che sorveglia    • 2 •   titolo che si dà alla vincitrice di un concorso di bellezza: miss italia. 
missaggio   s.m.    • 1 •   (cine. , tv) registrazione su un'unica colonna sonora di suoni, rumori e dialoghi registrati separatamente in precedenza    • 2 •   (mus.) incisione discografica su di un'unica banda sonora di parti musicali e vocali di uno stesso brano registrati separatamente.
missare   v. tr.  effettuare il missaggio.
missile   agg.  (lett.) destinato a essere scagliato: arma missile   s.m.  apparecchio atto alla navigazione aerea, privo di pilota e perciò autoguidato o teleguidato, dotato di sistemi di autopropulsione e impiegato per ricerche scientifiche, nella navigazione spaziale e per scopi bellici: missile balistico, guidato; missile terra-aria, intercontinentale; missile a più stadi, a testata nucleare; missile a corto, medio, lungo raggio. 
missilistica   s.f.  scienza e tecnica relative alla progettazione, alla costruzione e all'impiego dei missili.
missilistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo ai missili: ingegneria missilistica. 
missino   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi appartiene al partito di destra italiano denominato movimento sociale italiano, o ne è fautore.
missionario   s.m.  [f. -a]    • 1 •   ecclesiastico o laico cristiano (cattolico o protestante) che è inviato dalle autorità religiose a propagare la fede in paesi d'altra religione: un missionario cattolico, protestante; i missionari comboniani dell'africa    • 2 •   (fig.) persona che si dedica alla diffusione di un alto e nobile ideale: missionario di pace   agg.  dei missionari, delle missioni: opera, suora missionaria; sacerdote, ordine missionario; vocazione missionaria  | spirito missionario, (fig.) spirito di dedizione, spec. a un'idea, a un nobile ideale.
missione   s.f.    • 1 •   il mandare, l'essere mandato da un'autorità presso qualcuno per assolvere un compito, un incarico specifico: andare, partire, trovarsi in missione  | il compito, l'incarico stesso: missione segreta, speciale, di fiducia, diplomatica; compiere una missione  | l'insieme di persone mandate; delegazione: la missione italiana all' onu    • 2 •   (burocr.) trasferta di un dipendente pubblico: indennità di missione    • 3 •   (relig.) invio di missionari per la diffusione di una religione | la sede dei missionari stessi: una piccola missione  sperduta nella foresta; l'ospedale della missione  | missione interna, evangelizzazione che mira a confermare coloro che già aderiscono alla fede    • 4 •   (estens.) attività svolta con piena dedizione, con spirito di servizio verso gli altri: assistere il fratello malato è la sua missione; intende la professione di giudice come una missione. 
missionologia   s.f.  disciplina che studia i problemi teologici, pastorali, sociologici e culturali attinenti ai luoghi e ai popoli da evangelizzare.
missiva   s.f.  lettera di comunicazione epistolare; in partic., quella che si invia a qualcuno per riceverne una risposta (ma oggi per lo più scherz.): hai ricevuto la mia missiva?. 
missorio   s.m.  (archeol.) in epoca tardo-romana e bizantina, piatto da mensa riccamente decorato che veniva donato in particolari solennità dall'imperatore o da persone illustri.
mistagogia   s.f.  presso gli antichi greci, iniziazione ai culti misterici.
mistagogico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla mistagogia, ai mistagoghi.
mistagogo   s.m.  presso gli antichi greci, sacerdote che iniziava ai culti misterici.
mister   s.m. invar.    • 1 •   signore inglese, spec. come appellativo    • 2 •   titolo che si dà al vincitore di un concorso di bellezza: mister muscolo  | in usi scherz.: ti eleggeremo il nostro mister simpatia!    • 3 •   nel calcio, appellativo dell'allenatore o del direttore tecnico.
misterico   agg.  [pl. m. -ci] riguardante i misteri delle religioni pagane: cerimonie misteriche; culti misterici. 
misterio    ⇨ mistero.
misteriosità   s.f.  l'essere misterioso: misteriosità di un evento, di una frase, di un comportamento. 
misterioso   agg.    • 1 •   che costituisce un mistero, che non si riesce a spiegare: una malattia misteriosa    • 2 •   fatto o detto nel segreto, di nascosto: un misterioso convegno  | poco chiaro, che desta sospetti, dubbi: comportamento misterioso    • 3 •   detto di persona, che non è conosciuta, che si comporta in modo indecifrabile o che lascia intendere di conoscere molti segreti: ha un misterioso fidanzato; un uomo, un tipo misterioso  | anche come s.m.  [f. -a]: fare il misterioso; un atteggiamento che ha del misterioso  § misteriosamente avv. 
misteriosofia   s.f.  presso gli antichi greci, conoscenza iniziatica dei misteri.
misteriosofico   agg.  [pl. m. -ci] (relig.) relativo alla misteriosofia; misterico.
mistero   ant. o lett. misterio, s.m.    • 1 •   nella teologia cristiana, verità soprannaturale di cui la ragione umana può conoscere l'esistenza, attraverso la rivelazione divina, ma non l'essenza, e che come tale deve essere accolta per fede: il mistero della trinità, della resurrezione di cristo  | misteri del rosario, i quindici fatti della vita di gesù cristo e di maria vergine proposti alla meditazione dei fedeli durante la recita del rosario: misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi    • 2 •   fatto, fenomeno che non si riesce a spiegare o che è tenuto segreto: il mistero della nascita; il suo passato è un mistero  | (non) fare mistero di qualcosa, (non) tenerla nascosta | quanti misteri!, si dice a chi parla o si comporta in modo poco chiaro    • 3 •   pl.  culti religiosi del mondo ellenistico-romano e medio-orientale fondati su riti e dottrine di natura segreta, conosciuti ai soli iniziati: misteri eleusini, orfici; misteri di mitra, di isi, di osiri    • 4 •   nel medioevo, azione scenica di soggetto sacro in lingua volgare, che veniva eseguita nelle solennità religiose a compimento degli uffici liturgici.
mistiare   v. tr.  [io mìstio ecc.] (dial.) mischiare | mistiarsi v. rifl.  (dial.) mischiarsi.
mistica   s.f.    • 1 •   conoscenza ed esperienza di tipo intuitivo del divino; più specificamente, la parte della teologia che ha per oggetto il ritorno dell'uomo a dio attraverso l'ascesi: la mistica di teresa d'avila; la mistica ebraica, cristiana, islamica    • 2 •   (estens.) adesione acritica e incondizionata a un'ideologia, a un modello: la mistica fascista, nazista; la mistica della forza    • 3 •   il genere letterario costituito dai testi di mistica di determinate epoche o scuole.
misticare   e deriv.   ⇨ mesticare e deriv. 
misticeti   s.m. pl.  (zool.) sottordine di cetacei, privi di denti ma provvisti di fanoni, comprendente le balene | sing.  [-o] ogni cetaceo di tale sottordine.
misticheggiante   part. pres.  di misticheggiare   agg.    • 1 •   che è incline al misticismo: una religiosità misticheggiante  | linguaggio misticheggiante, (fig.) criptico, iniziatico    • 2 •   (estens.) che denota o è frutto di un'adesione totale, acritica (a una concezione, una teoria ecc.): parla di politica con un'esaltazione misticheggiante. 
misticheggiare   v. intr.  [io mistichéggio ecc. ; aus. avere] (lett.) tendere, indulgere a un atteggiamento misticheggiante.
misticheria   s.f.  (non com.) forma di misticismo deteriore.
misticismo   s.m.    • 1 •   credenza religiosa o filosofica o atteggiamento dello spirito secondo i quali la conoscenza perfetta è data dall'intima unione dell'uomo con il divino, che si raggiunge con la meditazione interiore e l'ascesi    • 2 •   (estens.) atteggiamento di fede incondizionata, di dedizione profonda (a un'idea, a un valore) | senso di religiosità stato d'animo di distacco dagli interessi più immediati.
misticità   s.f.  l'essere mistico; qualità di ciò che è mistico.
mistico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (teol.) che concerne la mistica | il corpo mistico di cristo, la chiesa intesa come comunità organica di cristo e di coloro che credono in lui    • 2 •   di misticismo: estasi, esperienza mistica  | (estens.) che comporta o denota adesione acritica, eccessiva: una fiducia mistica    • 3 •   (fig.) puro, spirituale: amore mistico   s.m.  [f. -a] chi pratica il misticismo; chi scrive opere mistiche: i mistici medievali  § misticamente avv. 
mistico   (2) s.m.  [pl. -ci] antico veliero a vele quadre, di piccole dimensioni.
mistificante   part. pres.  di mistificare   agg.  che mistifica, travisa; che tende a mistificare, a travisare: una versione mistificante dei fatti. 
mistificare   v. tr.  [io mistìfico, tu mistìfichi ecc.]    • 1 •   ingannare qualcuno approfittando della sua credulità o buona fede    • 2 •   falsificare, adulterare: mistificare la verità; idee, concezioni mistificate. 
mistificatore   s.m.  [f. -trice] chi mistifica.
mistificatorio   agg.  che mira a mistificare § mistificatoriamente avv. 
mistificazione   s.f.  il mistificare, l'essere mistificato.
mistilineo   agg.  formato da linee rette e linee curve: perimetro mistilineo   s.m.  gioco enigmistico il cui schema richiede la collocazione di alcune parole secondo un tracciato curvo o diagonale.
mistilingue   agg.    • 1 •   si dice di popolazione composta di gruppi etnici che parlano lingue diverse, o di regione abitata da tale popolazione    • 2 •   si dice di opera scritta in più lingue.
mistilinguismo   s.m.  carattere di ciò che è mistilingue: il mistilinguismo di una popolazione, di un'opera letteraria. 
mistione   s.f.  (lett.) mescolanza, miscela.
misto   agg.    • 1 •   mescolato con altri elementi: vino misto con acqua; pioggia mista a grandine; un ragionamento misto di saggezza e fantasia    • 2 •   costituito da elementi di diversa natura: popolazione mista; piatto, gelato misto  | classe, scuola mista, costituita da alunni maschi e femmine | matrimonio misto, contratto tra persone appartenenti a gruppi etnici diversi o che professano religioni diverse | banca mista, che concede credito sia a breve termine sia a medio o lungo termine e assume eventualmente partecipazioni dirette nel capitale di rischio delle imprese | economia mista, quella in cui lo stato interviene nell'attività economica accanto all'iniziativa privata | nave mista, treno misto, adibiti al trasporto di merci e di passeggeri  s.m.  miscuglio, mescolanza: si esprimeva in un misto d'italiano e inglese; un misto di cotone e di lino, un tessuto di lino e di cotone.
mistrà   s.m.  liquore di anice.
mistral   s.m. invar.  vento freddo e secco di nord-ovest che nei mesi invernali soffia molto impetuoso nella valle del rodano.
mistura   ant. mestura, s.f.  mescolanza di sostanze diverse; miscuglio: il fango è una mistura di acqua e terra; quello non è un vino, è una mistura  | di mistura, composto di sostanze diverse: s'era... immaginato di far entrare il riso nel composto del pane detto di mistura  (manzoni p. s.  xxviii).
misturare   v. tr.  (non com.) fare di più sostanze una mistura; mescolare | (estens.) adulterare.
misura   s.f.    • 1 •   rapporto fra una grandezza e un'altra a essa omogenea, scelta convenzionalmente come unità (unità di misura): misura di lunghezza, di capacità, di volume  | espressione quantitativa di tale rapporto; operazione con cui si effettua e si calcola tale rapporto; misurazione: la misura del tempo si fa con gli orologi; prendere la misura di qualcosa, determinarla e prenderne nota; misura della vista, (med.) procedimento con cui si determina il grado di eventuali difetti della vista | modo del misurare: una misura precisa, approssimativa  | complemento di misura, (gramm.) quello che indica la misura di una quantità o di una differenza | nella misura in cui, in rapporto al fatto che, solo nel caso che, se: la propria opinione conta nella misura in cui si partecipa  | a misura che, via via che: a misura che il pericolo aumentava, il panico s'impadroniva della gente  | in misura diretta, proporzionatamente    • 2 •   (estens.) dimensione: oggetti di grandi, piccole misure  | in partic., dimensione del corpo umano: misura dei fianchi; il sarto ha preso le misure per tagliare il vestito; abito, scarpe su misura, fatti apposta per una persona, non confezionati in serie | taglia di fabbricazione degli indumenti: misure italiane, francesi; una maglia della prima, della quarta misura; scarpe di tutte le misure    • 3 •   ciascuno dei campioni universali delle unità di misura; ciascuna delle riproduzioni di tali campioni, usata per misurare: bollare, controllare, falsare le misure  | la misura è colma, si dice di recipiente pieno fino all'orlo; (fig.) si dice quando qualcuno ha abusato della pazienza altrui | usare due pesi e due misure, (fig.) giudicare con criteri diversi cose della stessa natura | a misura, esattamente secondo la misura; precisamente: questo cappello mi sta, mi va a misura  | fallire, vincere di (stretta) misura, per una differenza minima    • 4 •   (estens.) criterio di valutazione, proporzione: usare due pesi e due misure; una casa, una città a misura d'uomo, adeguata alle sue esigenze    • 5 •   giusto limite; modo, moderazione: avere il senso della misura; passare la misura; oltre misura, fuori (di) misura, eccessivamente    • 6 •   spec. pl.  provvedimento, disposizione, ordine: misura precauzionale; misure di sicurezza; ricorrere a misure drastiche; prendere, adottare le misure del caso; il parlamento ha approvato le nuove misure fiscali  | mezze misure, (fig.) inadeguate, non risolutive    • 7 •   nella metrica classica, numero e disposizione delle sillabe e dei piedi in un verso; metro    • 8 •   (mus.) battuta    • 9 •   (sport) nel pugilato e nella scherma, distanza di combattimento: chiudere la misura, avvicinarsi troppo all'avversario.
misurabile   agg.  che si può misurare: una distanza facilmente misurabile. 
misurabilità   s.f.  l'essere misurabile; qualità di ciò che è misurabile.
misurare   ant. poet. mesurare, v. tr.    • 1 •   determinare, calcolare la misura, le dimensioni di qualcosa: misurare l'altezza, la lunghezza di una stoffa; misurare un terreno, la temperatura; misurare col metro, a braccia  | misurare a occhio, senza l'aiuto di strumenti | misurare un ceffone a qualcuno, darglielo    • 2 •   provare indumenti indossandoli o facendoli indossare: la sarta mi ha misurato il vestito; misurare un cappello, i guanti    • 3 •   (fig.) percorrere, come se si volesse misurare: solo e pensoso i più deserti campi / vo mesurando a passi tardi e lenti  (petrarca canz.  xxxv, 1-2) | misurare le scale, (scherz.) ruzzolare per le scale    • 4 •   (fig.) valutare, stimare: misurare una persona dalle sue azioni; misurare le difficoltà di un'impresa    • 5 •   limitare, contenere: misurare le spese; misurare le parole, parlare con prudenza | v. intr.  [aus. avere] avere una determinata misura: la casa misura in altezza venti metri  | misurarsi v. rifl.    • 1 •   limitarsi, contenersi: misurarsi nel mangiare, nei consumi    • 2 •   mettere alla prova le proprie forze e capacità: misurarsi in una gara; misurarsi con qualcuno. 
misuratezza   s.f.  (non com.) qualità di chi o di ciò che è misurato; moderazione.
misurato   part. pass.  di misurare   agg.  contenuto, limitato; sobrio, moderato: misurato nel parlare, nello spendere; gesti misurati  § misuratamente avv.  con misura, con moderazione.
misuratore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi misura    • 2 •   ogni strumento che serve a misurare grandezze fisiche.
misuratura   s.f.  (rar.) misurazione.
misurazione   s.f.  l'operazione del misurare: la misurazione della pressione, della vista. 
misurino   s.m.  piccolo recipiente di misura nota o graduato, per il dosaggio di quantità limitate di sostanze liquide, in polvere o in grani.
mite   agg.    • 1 •   incline alla benevolenza, alla pazienza e all'indulgenza: una persona mite  | che rivela dolcezza, moderazione: carattere mite; parole, pretese miti; venire a miti consigli, diventare ragionevole, moderare le proprie richieste o proteste    • 2 •   detto di animale, docile, mansueto: il mite agnello  | detto di clima, dolce, temperato: un inverno mite    • 3 •   (fig.) contenuto, non grave: prezzo, condanna mite   s.m.  e f.  persona mite: beati i miti perché erediteranno la terra, terza beatitudine espressa da gesù nel discorso della montagna, secondo il vangelo di matteo § mitemente avv. 
mitena   o mittena, s.f.    • 1 •   guanto d'acciaio che faceva parte delle armature medievali    • 2 •   guanto femminile senza dita, traforato e per lo più lungo fino al gomito, usato nell'ottocento.
mitera    ⇨ mitra 1.
mitezza   s.f.  l'essere mite: mitezza di cuore; la mitezza del clima. 
miticare    ⇨ mitigare.
miticità   s.f.  l'essere mitico; carattere di chi o di ciò che è mitico.
miticizzare   v. tr.  (non com.) trasformare in mito; mitizzare.
miticizzazione   s.f.  (non com.) il miticizzare, l'essere miticizzato.
mitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che appartiene al mito, che concerne il mito: personaggio, racconto mitico  | conoscenza mitica, (filos.) quella propria dei popoli cosiddetti primitivi, che si esplicherebbe attraverso i miti e le fiabe    • 2 •   che è diventato quasi un mito: le mitiche imprese garibaldine; i mitici anni trenta  | che costituisce un'aspirazione, un sogno; non reale, utopistico: una città mitica, senza rumori né traffico    • 3 •   nel gergo giovanile, straordinario, eccezionale § miticamente avv. 
mitigabile   agg.  che può essere mitigato.
mitigamento   s.m.  (rar.) mitigazione | ciò che mitiga.
mitigare   ant. miticare, v. tr.  [io mìtigo, tu mìtighi ecc.] rendere più mite; temperare, attenuare: mitigare il dolore, l'ira; lo scirocco mitiga il freddo  | mitigare una pena, ridurne la durata | mitigarsi v. rifl.  diventare più mite; moderarsi, attenuarsi.
mitigativo   agg.  (non com.) che tende a mitigare.
mitigatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi mitiga.
mitigazione   s.f.  (non com.) il mitigare, il mitigarsi, l'essere mitigato.
mitilicoltore   o mitilicultore, s.m.  [f. -trice] chi si dedica alla mitilicoltura.
mitilicoltura   o mitilicultura, s.f.  allevamento dei mitili in acque costiere.
mitilo   s.m.  mollusco marino commestibile, comune nei mari temperati e anche coltivabile, con conchiglia bivalve a forma di cuneo, nera all'esterno e madreperlacea all'interno (cl.  lamellibranchi).
mitizzare   v. tr.    • 1 •   trasformare in mito    • 2 •   (estens.) esaltare eccessivamente; far diventare leggendario: mitizzare un calciatore, un attore  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) creare miti.
mitizzazione   s.f.  il mitizzare, l'essere mitizzato.
mito   s.m.    • 1 •   racconto delle gesta di dei ed eroi leggendari con cui si spiegano simbolicamente le origini del mondo, dell'umanità, di un popolo, di istituti sociali, di valori culturali, oppure la scoperta di arti, tecniche ecc.: il mito di prometeo, degli argonauti, di deucalione e pirra    • 2 •   (filos.) forma di pensiero distinta dal pensiero logico o scientifico, intesa come discorso che non richiede argomentazione razionale (in contrapposizione al logos): il mito della caverna di platone  | immagine semplificata e idealizzata di un fatto o di un personaggio che esprime le aspirazioni di una collettività e che è di stimolo alla sua azione: il mito del superuomo; il mito della tecnica  | motivo ispiratore nell'opera di uno scrittore o di un artista: il mito dell'infanzia in pavese    • 3 •   nel linguaggio corrente, immagine o leggenda fascinosa creatasi intorno a un personaggio, un fatto, una situazione; la persona o il fatto, la situazione stessa che ne sono oggetto: il mito di hollywood; il mito della pace universale, del ritorno alla natura; il presidente assassinato è diventato un mito  | sogno utopistico, desiderio irrealizzabile: fare l'attrice è il suo mito. 
mitocondriale   agg.  (biol.) del mitocondrio.
mitocondrio   s.m.  (biol.) elemento granulare presente nelle cellule, che partecipa alla respirazione e alla produzione di energia.
mitografia   s.f.  raccolta, descrizione e studio dei miti.
mitografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la mitografia, i mitografi.
mitografo   s.m.  nella letteratura greca e latina, autore di opere che raccolgono e riordinano la tradizione mitologica.
mitologia   s.f.    • 1 •   il complesso dei miti di una religione o di un popolo: mitologia (classica), l'insieme dei miti dell'antichità greco-romana    • 2 •   lo studio dei miti; la scienza del mito.
mitologico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della mitologia, relativo alla mitologia: racconto, personaggio mitologico    • 2 •   (estens.) favoloso, leggendario § mitologicamente avv. 
mitologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, cultore di mitologia.
mitologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] mitologista; mitografo.
mitomane   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi è affetto da mitomania    • 2 •   nel linguaggio corrente, visionario, illuso; anche, mentitore, millantatore.
mitomania   s.f.  tendenza a raccontare fatti immaginari o a deformare la realtà in modo fantastico, consapevolmente o inconsapevolmente; può costituire un vero e proprio disturbo psichico.
mitopoiesi   s.f.  creazione di miti come attitudine propria dello spirito umano.
mitopoietico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la mitopoiesi.
mitosi   s.f.  (biol.) fenomeno che avviene nel nucleo di una cellula animale o vegetale e che porta alla divisione del nucleo stesso e alla riproduzione della cellula.
mitostorico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di narrazione che mescola fatti e personaggi mitici e storici.
mitotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) inerente alla mitosi.
mitra   (1) o mitria, ant. mitera [mì-te-ra], s.f.    • 1 •   copricapo da cerimonia, riservato alle più alte cariche ecclesiastiche; è alto e rigido, con due punte e due larghi nastri ricadenti sulla nuca | conferire la mitra, (fig.) la dignità vescovile    • 2 •   sorta di diadema, nastro o copricapo che nell'antichità era attributo di alcune divinità e di sovrani orientali    • 3 •   copertura dello sbocco esterno di canne fumarie e sim.
mitra   (2) s.m. invar.  nel linguaggio corrente, pistola mitragliatrice, ma anche moschetto automatico o fucile mitragliatore.
mitraglia   s.f.    • 1 •   insieme di schegge di ferro e di pallottole, con cui un tempo si caricavano i cannoni per falciare il nemico a distanza ravvicinata    • 2 •   scarica di colpi sparati da una mitragliatrice | (estens.) gragnuola, crepitio di proiettili, di colpi | (fig.) sfilza, sequela di parole: un'allegra mitraglia d'interiezioni tedesche  (fogazzaro)    • 3 •   (gerg. mil.) mitragliatrice.
mitragliamento   s.m.    • 1 •   il mitragliare; azione di fuoco di più mitragliatrici    • 2 •   (fig.) serie continua e incalzante: un mitragliamento di domande, di fotografie. 
mitragliare   v. tr.  [io mitràglio ecc.]    • 1 •   sparare raffiche di colpi; colpire con raffiche di mitragliatrice o di altra arma a tiro rapido: il treno venne mitragliato  | (ant.) colpire con tiri di cannone a mitraglia    • 2 •   (fig.) incalzare a ritmo serrato: mitragliare qualcuno di domande, di richieste. 
mitragliata   s.f.    • 1 •   raffica di mitragliatrice o di altra arma a tiro rapido | (ant.) colpo di cannone caricato a mitraglia    • 2 •   (fig.) serie continua e incalzante: una mitragliata di pugni. 
mitragliatore   agg.  [f. -trice] si dice di arma automatica che può mitragliare: fucile mitragliatore; pistola mitragliatrice   s.m.  (mil.) soldato dotato di moschetto automatico o di fucile mitragliatore.
mitragliatrice   s.f.  arma da fuoco automatica, fissa o portatile, di calibro da 15 a 45 mm, in grado di sparare da 800 a 1400 colpi al minuto con traiettorie tese: nidi di mitragliatrice, postazioni campali armate di mitragliatrice | sembrare una mitragliatrice, (scherz.) si dice di chi parla molto rapidamente.
mitragliera   s.f.  mitragliatrice di grande calibro montata su affusto, per il tiro contraereo ravvicinato: mitragliera multipla, a più canne.
mitragliere   s.m.  soldato specializzato nell'impiego delle mitragliatrici.
mitraglietta   s.f.  nell'uso comune, pistola mitragliatrice.
mitraico   agg.  [pl. m. -ci] (relig.) del dio mitra o relativo al mitraismo; mitriaco.
mitraismo   s.m.  (relig.) culto di mitra, divinità indo-iranica della luce, diffusosi nel mondo ellenistico-romano durante il sec. i d. c. in forma misterica.
mitrale   agg.  simile a una mitra | (valvola) mitrale, (anat.) quella che nel cuore collega l'atrio sinistro al ventricolo sinistro; (valvola) bicuspidale.
mitralico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla valvola mitrale: insufficienza mitralica. 
mitrare   o mitriare [mi-tri-à-re], v. tr.  (ant. , lett.)    • 1 •   coronare con la mitra | (fig.) insignire della dignità vescovile    • 2 •   (fig.) insignire, investire solennemente un'autorità: per ch'io te sovra te corono e mitrio  (dante purg.  xxvii, 142).
mitrato   o mitriato [mi-tri-à-to], agg.  e s.m.  che, chi porta o ha diritto di portare la mitra: un ecclesiastico mitrato. 
mitreo   s.m.  (archeol.) santuario del dio mitra: i mitrei di ostia antica. 
mitria   e deriv.   ⇨ mitra    • 1 •   e deriv. 
mitriaco   agg.  [pl. m. -ci] (relig.) del dio mitra o relativo al mitraismo; mitraico: iniziazione mitriaca; misteri mitriaci  | cripta mitriaca, mitreo.
mitridatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo a uno dei re dell'antico regno del ponto che ebbero nome mitridate | guerre mitridatiche, quelle combattute nel sec. i a. c. tra mitridate vi eupatore e roma    • 2 •   del mitridatismo.
mitridatismo   s.m.  (med.) assuefazione dell'organismo all'effetto dei veleni, acquisita con l'assunzione protratta a dosi crescenti.
mitridatizzare   v. tr.  (med.) rendere insensibile ai veleni col sistema del mitridatismo | mitridatizzarsi v. rifl.  (med.) immunizzarsi; rendersi insensibile ai veleni | (fig. rar.) abituarsi, assuefarsi a fatti o circostanze negative.
mitridatizzazione   s.f.  il mitridatizzare, il mitridatizzarsi.
mitridato   s.m.  (ant.) antidoto contro i veleni.
mitteleuropeo   agg.  dell'europa centrale: cultura, politica mitteleuropea. 
mittena    ⇨ mitena.
mittente   s.m.  e f.    • 1 •   chi spedisce una lettera, un pacco o sim.: nome e indirizzo del mittente    • 2 •   (non com.) nella teoria della comunicazione, emittente.
mix   s.m. invar.  combinazione; mescolanza equilibrata: mix di prodotti; marketing mix. 
mixage   s.m. invar.  missaggio.
mixare   v. tr.    • 1 •   missare    • 2 •   miscelare, mescolare.
mixedema   s.m.  [pl. -mi] (med.) sindrome da insufficienza tiroidea, caratterizzata da edema cutaneo e torpore generalizzato.
mixer   s.m. invar.    • 1 •   vaso talora graduato in cui si miscelano bevande    • 2 •   l'elemento del frullatore che agita e mescola i vari alimenti introdotti    • 3 •   (cine. , tv) apparecchio per effettuare il missaggio    • 4 •   (tv) apparecchio per il controllo contemporaneo di due segnali audio o video    • 5 •   tecnico addetto al missaggio.
mixeraggio   s.m.  missaggio.
mixine   s.f. invar.  (zool.) genere di agnati marini di aspetto vermiforme, con pelle nuda e numerose fessure branchiali (ord.  missinoidi).
mixing   s.m. invar.  missaggio.
mixo-  mixo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. my/xa  'muco'; significa 'muco, mucillagine' (mixoma).
mixoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno del tessuto mucoso.
mixomatosi   s.f.  (vet.) malattia virale dei conigli, molto contagiosa, caratterizzata dalla formazione di noduli e tumefazioni nella cute e nelle mucose.
mixomiceti   s.m. pl.  (bot.) gruppo di vegetali inferiori saprofiti, privi di clorofilla, con corpo vegetativo formato da un'unica massa citoplasmatica mancante di membrana | sing.  [-e] ogni individuo appartenente a tale gruppo.
mixosarcoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore maligno del tessuto mucoso.
mixovirus   s.m. invar.  virus influenzale così detto perché si lega con le mucoproteine.
mizostomidi   s.m. pl.  (zool.) classe di piccoli vermi marini, parassiti dei crinoidei, appartenenti al tipo degli anellidi | sing.  [-e] ogni verme appartenente a tale classe.
mnemonica   s.f.  l'arte di esercitare e aiutare la memoria con accorgimenti appropriati; elaborata nell'antichità come componente della tecnica oratoria, si sviluppò in senso filosofico-speculativo nei secc. xvi-xvii.
mnemonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della memoria, concernente la memoria: esercizio, sforzo mnemonico    • 2 •   basato sulla memoria (per lo più con valore limitativo): studio mnemonico  § mnemonicamente avv.  a memoria; solo con la memoria.
mnemonismo   s.m.  (pedag.) preminente importanza data da alcuni sistemi educativi all'esercizio mnemonico.
mnemotecnica   s.f.  mnemonica.
mnemotecnico   agg.  [pl. m. - ci] che è proprio della mnemotecnica: sussidi mnemotecnici. 
mnestico   o mnesico [mnè-si-co], agg.  [pl. m. -ci] (med.) della memoria: turbe mnestiche. 
mo'   (1) avv.  (ant. , dial.) ora, adesso: questi spirti che mo t'appariro  (dante par.  iv, 32).
mo'   (2) s.m.  troncamento di modo, usato solo nella loc. a mo' di, a guisa di, in funzione di: a mo' d'esempio. 
moabita   agg.  moabitico  s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi abita o è nativo della regione di moab, a oriente del mar morto.
moabitico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la popolazione dei moabiti.
mobile   agg.    • 1 •   che può essere mosso, rimosso, trasportato, spostato; che non è fisso, non è stabile: scaffale a piani mobili; beni mobili e immobili  | imposta di ricchezza mobile, quella che nel passato colpiva i redditi da capitale e da lavoro | caratteri mobili, (tip.) quelli in lega di piombo, che si possono comporre e scomporre nella preparazione delle forme di stampa | la (squadra) mobile, lo speciale reparto di agenti della polizia giudiziaria per operazioni di pronto intervento | difesa mobile, (mil.) organizzazione difensiva delle coste con reparti armati che possono essere spostati da un punto all'altro    • 2 •   che si muove o può muoversi: la lingua è un organo mobile; scala mobile; sabbie mobili, cedevoli | feste mobili, feste religiose che non cadono sempre nello stesso giorno dell'anno (p. e.  la pasqua)    • 3 •   che si muove incessantemente: occhi mobilissimi  | (fig.) pronto, duttile, vivace: un ingegno molto mobile  | (fig.) mutevole, incostante: femmina è cosa mobil per natura  (petrarca canz.  clxxxiii, 12)  s.m.    • 1 •   (fis.) ogni corpo che può essere mosso o è capace di muoversi: studiare il moto dei mobili nello spazio  | primo mobile, nel sistema tolemaico, il nono cielo, privo di astri, che gira intorno alla terra con moto velocissimo, comunicando il movimento e la luce ai cieli e agli astri sottostanti    • 2 •   ciascuno degli oggetti di arredamento più grandi che, pur potendo essere spostati, hanno in genere stabile collocazione in una casa: un mobile di noce; mobili per ufficio, di antiquariato, in stile; lucidare, spolverare i mobili.  dim. mobiletto, mobilino  accr. mobilone.  pegg. mobilaccio  § mobilmente avv.  con mobilità | (fig.) mutevolmente.
mobilia   s.f. , o mobilio s.m. , il complesso dei mobili di una casa o di un ambiente di essa.
mobiliare   (1) agg.  (econ.) che concerne i beni mobili: patrimonio mobiliare  | che riguarda titoli azionari e obbligazionari: mercato mobiliare  | attinente agli investimenti industriali a medio termine: credito mobiliare. 
mobiliare   (2) v. tr.  [io mobìlio ecc.] (non com.) ammobiliare.
mobiliatura   s.f.  (rar.) il mobiliare, l'essere mobiliato; mobilia, arredamento.
mobiliere   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende mobili.
mobilificio   s.m.  fabbrica di mobili.
mobilio    ⇨ mobilia.
mobilità   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che può essere mosso o è capace di muoversi | mobilità del lavoro, lo spostamento di lavoratori dipendenti da un reparto all'altro, da un'unità produttiva all'altra, da un settore industriale all'altro, in rapporto al mutare delle esigenze della produzione e delle condizioni del mercato: controllo sulla mobilità; accordo sulla mobilità | mobilità sociale, passaggio di individui o di gruppi da una posizione sociale a un'altra    • 2 •   qualità di ciò che si muove facilmente: mobilità del viso  | (fig.) prontezza, vivacità: mobilità d'ingegno  | (fig.) incostanza, instabilità, mutevolezza: mobilità di carattere. 
mobilitare   v. tr.  [io mobìlito ecc.]    • 1 •   (rar.) rendere mobile, mettere in movimento | mobilitare il risparmio, (econ.) impiegarlo in attività produttive    • 2 •   (mil.) chiamare alle armi: mobilitare una classe di leva  | mettere in assetto di guerra: mobilitare l'esercito, l'aviazione, la marina    • 3 •   (estens.) richiamare l'attenzione di qualcuno per sollecitarlo a impegnarsi attivamente in qualcosa; indurre a collaborare, a cooperare: mobilitare l'opinione pubblica, le coscienze  | mobilitarsi v. rifl.  mettersi in movimento, darsi da fare.
mobilitazione   s.f.    • 1 •   (mil.) il mobilitare, il mobilitarsi, l'essere mobilitato | mobilitazione militare, chiamata alle armi, disposizione in assetto di guerra | mobilitazione civile, insieme di provvedimenti che chiamano la popolazione civile a collaborare strettamente con le forze militari    • 2 •   (estens.) invito pressante all'impegno, all'azione; condizione di chi opera attivamente per una causa per cui è stato chiamato a impegnarsi: mobilitazione politica, sindacale; la mobilitazione delle coscienze. 
mobilizzare   v. tr.    • 1 •   (antiq.) mobilitare    • 2 •   (med.) restituire mobilità a un arto    • 3 •   (chim.) rendere meno stabile un gruppo atomico di un composto organico; labilizzare.
mobilizzazione   s.f.  (non com.) il mobilizzare, l'essere mobilizzato.
moca   o moka, s.m. invar.    • 1 •   qualità di caffè molto pregiata proveniente dalla città di moca nello yemen    • 2 •   (estens.) caffè espresso | s.f.  macchinetta a pressione per preparare in casa il caffè espresso | usato anche come agg. invar.  : caffè moca. 
mocassino   s.m.  calzatura di pelle morbida, bassa e senza lacci, caratteristica degli indiani d'america | analoga calzatura di fabbricazione industriale.
moccadore   s.m.  (ant.) fazzoletto da naso.
moccicare   v. intr.  [io móccico, tu móccichi ecc. ; aus. avere] (region.)    • 1 •   lasciar colare il moccio    • 2 •   (estens.) piagnucolare.
moccichino   s.m.  (region.)    • 1 •   fazzoletto da naso    • 2 •   moccioso.
moccico   s.m.  [pl. -chi] (region.) moccio, muco nasale.
moccicone   agg.  e s.m.  [f. -a] (region.) moccioso.
moccicoso   agg.  (region.) che ha il naso pieno di moccio.
moccio   s.m.  muco che cola dal naso.
moccione   agg.  e s.m.  [f. -a] (region.) moccioso.
moccioso   agg.  pieno di moccio; sporco di moccio: naso moccioso   s.m.  [f. -a]    • 1 •   bambino piccolo che ancora si sporca di moccio    • 2 •   (estens.) ragazzino che si dà arie da grande; anche, adulto che fa o dice bambinate.
moccolaia   s.f.  (antiq.)    • 1 •   ingrossamento che si forma in cima al lucignolo    • 2 •   scolatura di cera di una candela.
moccolo   s.m.    • 1 •   candela; anche, mozzicone di candela | portare, reggere il moccolo, (fig. fam.) accompagnare due innamorati, assistere alle loro effusioni. dim. moccolino, moccoletto  accr. moccolone    • 2 •   (scherz.) moccio che pende dal naso    • 3 •   (pop.) bestemmia: tirar moccoli. 
mochetta   s.f.  (rar.) adattamento it. del fr. moquette. 
moda   (1) s.f.    • 1 •   usanza più o meno mutevole che, diventando gusto prevalente, s'impone nelle abitudini, nei modi di vivere, nelle forme del vestire: la moda del baciamano, delle gonne lunghe; moda parigina, italiana; moda femminile, maschile; un vestito alla moda, all'ultima moda, che segue i più recenti canoni imposti da chi ispira il gusto prevalente; essere, andare di moda, essere conforme al gusto corrente; uscire, passare, tornare di moda, non essere più o essere di nuovo conforme al gusto, all'uso del tempo    • 2 •   (estens.) l'industria, il commercio dell'abbigliamento di qualità: il mondo della moda; alta moda, la sartoria di lusso | l'insieme degli abiti o degli altri capi d'abbigliamento prodotti da tale industria: creatore, disegnatore di moda, stilista; moda pronta, abbigliamento già confezionato, prêt-a-porter; negozio di mode, di accessori di abbigliamento, spec. femminile.
moda   (2) s.f.  (stat.) valore che, nell'insieme di quelli assunti da una variabile, compare con frequenza maggiore.
modale   (1) agg.    • 1 •   di modo, che esprime il modo | (gramm.) che esprime il modo in cui si compie l'azione verbale: avverbio modale; proposizione modale, proposizione subordinata che indica il modo con cui avviene quel che è espresso nella proposizione reggente (p. e.  entrò sorridendo) | (ling.) che attiene al modo del verbo: attrazione modale    • 2 •   in logica, di proposizione che presenta una certa modalità | logica modale, settore della logica matematica che studia la relazione tra proposizioni necessarie, possibili, contingenti e impossibili    • 3 •   (mus.) successione di suoni rispondenti al principio della modalità    • 4 •   (dir.) si dice di disposizione a titolo gratuito che prevede un modo, ossia un onere a carico del beneficiato.
modale   (2) agg.  proprio della moda statistica.
modalismo   s.m.  (teol.) eresia cristiana nota anche come monarchianismo  o sabellianismo. 
modalità   s.f.    • 1 •   maniera particolare di essere: la modalità di un rapporto, di un fatto    • 2 •   circostanza che regola il modo particolare di un procedimento giuridico o burocratico: le modalità previste dalla legge    • 3 •   (filos.) nella logica aristotelica, il modo in cui un predicato inerisce a un soggetto, che può essere di necessità, possibilità o contingenza | nella logica contemporanea, i concetti di necessità e possibilità, intesi come operatori proposizionali atti a formare, da una proposizione p, proposizioni quali «è necessario che p», «è possibile che p» ecc.    • 4 •   (mus.) sistema organizzato di intervalli adottato nella pratica musicale.
modanare   v. tr.  [io mòdano ecc.] dotare di modanature, ornare con modanature.
modanato   part. pass.  di modanare   agg.  ornato di modanature.
modanatore   s.m.  [f. -trice] operaio specializzato nella modanatura di mobili.
modanatura   s.f.  in architettura e nella decorazione dei mobili, elemento ornamentale costituito da una fascia aggettante variamente sagomata.
modano   s.m.    • 1 •   modello in grandezza naturale impiegato da muratori e falegnami nell'eseguire modanature o elementi costruttivi    • 2 •   cilindretto di legno usato per tessere le reti da pesca    • 3 •   trina consistente in un ricamo su rete a maglie quadre o romboidali.
modella   s.f.  donna che posa come modello davanti a pittori, scultori o fotografi | in partic., donna che posa per fotografie indossando capi di abbigliamento.
modellabile   agg.  che si può modellare; plasmabile.
modellamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il modellare, il modellarsi    • 2 •   (geol.) azione di modificazione della superficie terrestre operata da forze esogene.
modellare   v. tr.  [io modèllo ecc.]    • 1 •   dare forma a qualcosa, utilizzando l'argilla o un altro materiale plastico: modellare una statua, un volto di cera  | (estens.) dar forma sagomando; far risaltare una forma o delle forme: modellare un cappello; un vestito che modella la figura    • 2 •   (fig.) formare, elaborare ispirandosi o riferendosi a un modello: modellare il proprio stile su quello dei classici    • 3 •   (geol.) effettuare il modellamento | modellarsi v. rifl.  conformarsi a un modello: modellarsi su qualcuno, su qualcosa. 
modellato   part. pass.  di modellare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   forma impressa alla materia scultorea dalla mano o dallo strumento che la plasma    • 2 •   l'insieme delle qualità plastiche di una scultura o una pittura: il modellato leonardesco. 
modellatore   agg.  [f. -trice] che modella, che serve a modellare: macchina modellatrice   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi modella    • 2 •   modellista    • 3 •   [solo m.] bustino intimo femminile che modella la sagoma del corpo dal seno all'inizio delle cosce.
modellatura   s.f.  il modellare, l'essere modellato: statua di delicata modellatura. 
modellazione   s.f.  l'operazione di modellare.
modellino   s.m.    • 1 •   dim.  di modello    • 2 •   riproduzione in dimensioni ridotte di un oggetto o di una struttura: un modellino ferroviario  | costruzione in dimensioni ridotte di qualcosa che si intende realizzare: il modellino sperimentale di una diga. 
modellismo   s.m.    • 1 •   attività e tecnica di riprodurre in scala ridotta particolari oggetti o strutture, a scopo di studio, di sperimentazione o di hobby    • 2 •   collezionismo di modellini.
modellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   nell'industria e nell'artigianato, chi idea, disegna e realizza i modelli degli oggetti da produrre; in partic., chi disegna modelli d'abbigliamento    • 2 •   operaio specializzato nella fabbricazione di modelli per fonderia o di prototipi    • 3 •   chi pratica il modellismo o la modellistica.
modellistica   s.f.  l'arte, la tecnica, l'attività volte a realizzare modelli di macchine o strutture, a scopo sperimentale.
modellistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la modellistica.
modello   s.m.    • 1 •   ogni cosa o persona ritenuta esemplare e, come tale, degna di essere imitata: una donna che è stata un modello di saggezza; il partenone è un modello di architettura classica    • 2 •   originale da riprodurre, a cui conformarsi: copiare, seguire un modello; prendere, avere, tenere, proporre a modello '  in partic., oggetto o persona che un artista, un artigiano intende riprodurre: lo scultore prese come modello un vecchio    • 3 •   uomo che per professione posa per pittori, scultori; uomo che posa per fotografie indossando capi di abbigliamento; indossatore    • 4 •   prototipo industriale; per estens., oggetto prodotto in serie che riproduce un prototipo industriale: inventare un nuovo modello di sedia pieghevole; produrre un nuovo modello di utilitaria; comprare l'ultimo modello di lavatrice  | in sartoria, esemplare originale in carta sul quale si conduce il taglio del tessuto di un abito; cartamodello | in fonderia forma, per lo più in legno, che serve per ricavare lo stampo destinato ad accogliere il metallo fuso    • 5 •   abito confezionato in un solo esemplare secondo un disegno originale; per estens., il disegno, la linea di un abito o d'un altro capo d'abbigliamento: sfilata di modelli; un modello esclusivo; un bel modello di scarpe    • 6 •   riproduzione tridimensionale in scala ridotta di un oggetto o di una struttura | realizzazione in scala ridotta di qualcosa che si intende costruire, nella realtà per lo più a scopo sperimentale o di studio; plastico: un modello in legno, in creta, in gesso.  dim. modellino    • 7 •   (burocr.) modulo    • 8 •   in logica matematica, ogni interpretazione che, assegnato un significato a ciascun simbolo di un linguaggio formale, rende vere tutte le formule del linguaggio    • 9 •   (scient.) schema teorico che descrive un fenomeno o un insieme di fenomeni mettendone in evidenza le caratteristiche strutturali ritenute più rilevanti: modello dell'atomo, del cervello; modello matematico, insieme di equazioni che descrivono in modo semplificato le relazioni ipotizzate tra una serie di fenomeni, allo scopo di spiegarne o prevederne lo svolgimento | in funzione di agg. invar.  riferito a persona, che è degno di essere preso a esempio: scolaro, impiegata modello  | detto di struttura o di attività, realizzazione che è perfettamente funzionale, razionale, così da costituire un esempio da imitare nel suo genere: un ospedale, un ufficio modello. 
modem   s.m. invar.  (telecom.) apparecchio che converte i segnali digitali in segnali analogici e viceversa; è usato per la trasmissione dei dati attraverso le normali linee telefoniche.
modenese   agg.  di modena | pozzo modenese, pozzo artesiano  s.m.  e f.  chi abita o è nato a modena.
moderabile   agg.  che può essere moderato.
moderamento   s.m.  (non com.) il moderare, l'essere moderato.
moderare   v. tr.  [io mòdero ecc.]    • 1 •   contenere entro giusti limiti: moderare l'ira, le spese, la velocità, il tono di voce | moderare le parole, i termini, non usare espressioni sconvenienti o offensive | moderare un dibattito, esserne il moderatore    • 2 •   (ant.) governare, reggere | moderarsi v. rifl.  contenersi, trattenersi, frenarsi: moderarsi nel fumo, nel mangiare, nel rispondere. 
moderatezza   s.f.  qualità di chi si modera; moderazione.
moderatismo   s.m.  atteggiamento politico dei moderati; schieramento politico moderato.
moderativo   agg.  (non com.) che serve a moderare, a limitare.
moderato   part. pass.  di moderare   agg.    • 1 •   tenuto entro giusti limiti; contenuto: una gioia, una pretesa moderata; prezzo moderato    • 2 •   che sa moderarsi; misurato, sobrio: essere moderato nel bere; spirito moderato    • 3 •   che è su posizioni politiche conservatrici o prudentemente riformistiche, aliene da ogni radicalismo: un partito moderato; gli elettori moderati  | che riflette o è conseguenza di moderatismo: opinioni moderate; politica moderata    • 4 •   (mus.) si dice di movimento poco mosso, più rapido dell'andante e più lento dell'allegro | ritmo moderato, si dice di ballabile a ritmo di fox-trot, non troppo mosso, ma non lento  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi appartiene a un partito moderato o è fautore del moderatismo    • 2 •   (mus.) movimento moderato § moderatamente avv.  in modo moderato: un aperitivo moderatamente alcolico  | con moderazione: bere moderato. 
moderatore   agg.  [f. -trice] che modera: influenza moderatrice   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi modera: lorenzo il magnifico fu un grande moderatore politico    • 2 •   chi presiede e coordina un dibattito, una tavola rotonda e sim.    • 3 •   (chim.) sostanza che rallenta un processo chimico | (fis.) sostanza che nei reattori nucleari serve a rallentare i neutroni affinché possano dar luogo a reazioni di fissione.
moderazione   s.f.    • 1 •   il moderare, l'essere moderato: moderazione delle pretese    • 2 •   il moderarsi, la virtù di chi è moderato; sobrietà, temperanza: comportarsi con moderazione; avere moderazione nel bere. 
modernariato   s.m.  commercio e collezionismo di oggetti artistici moderni.
modern dance   loc. sost. f. invar.  corrente della moderna danza artistica americana, caratterizzata da spiccata tendenza antiaccademica e accentuato sperimentalismo.
modernismo   s.m.    • 1 •   tendenza a rinnovare idee e sistemi per adeguarli alle necessità moderne    • 2 •   movimento di riforma religiosa sviluppatosi nel primo quindicennio del novecento, che mirava ad accordare la tradizione cristiana con le esigenze razionalistiche e immanentistiche della cultura contemporanea; fu condannato da pio x nel 1907.
modernista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, fautore del modernismo  agg.  modernistico.
modernistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il modernismo; proprio dei modernisti § modernisticamente avv. 
modernità   s.f.    • 1 •   l'essere moderno; qualità di chi o di ciò che è moderno: la modernità di un edificio  | carattere di chi o di ciò che, pur appartenendo a un'epoca passata, risulta attuale; attualità: la sorprendente modernità di socrate    • 2 •   complesso di fattori che caratterizzano l'epoca moderna: essere un fautore della modernità. 
modernizzante   part. pres.  di modernizzare   agg.    • 1 •   (non com.) atto a modernizzare    • 2 •   di gusto volutamente moderno.
modernizzare   v. tr.  rendere moderno; adeguare ai tempi moderni: modernizzare le istituzioni, un'organizzazione sociale  | modernizzarsi v. rifl.  adeguarsi ai tempi moderni.
modernizzato   part. pass.  di modernizzare   agg.  reso moderno, adeguato ai tempi: istituzione modernizzata. 
modernizzazione   s.f.  il modernizzare, il modernizzarsi, l'essere modernizzato.
moderno   agg.    • 1 •   che si riferisce o appartiene al tempo presente; recente: il mondo moderno; stile, gusto moderno; la gioventù moderna  | arte moderna, dei secc. xix-xx | evo moderno, età moderna, periodo storico che va dalla scoperta dell'america al primo ottocento ' storia moderna, quella che studia e descrive l'evo moderno | l'italiano moderno, contrapposto all'italiano antico | grecia moderna, contrapposta alla grecia classica    • 2 •   attuale, aggiornato: i moderni sistemi pedagogici; una mentalità moderna   s.m.    • 1 •   ciò che è moderno o esprime il gusto dell'età moderna: ammiro il moderno    • 2 •   uomo dell'età moderna: le polemiche tra gli antichi e i moderni  § modernamente avv.  in modo moderno: pensare modernamente  | nei tempi moderni, in epoca recente: una vecchia moda tornata in auge modernamente. 
modestia   s.f.    • 1 •   qualità morale di chi non nutre o non ostenta presunzione, né mena vanto dei meriti che ha: per modestia non parla mai di sé; una modestia vera, affettata, falsa  | non brillare, non peccare di modestia, (iron.) essere vanitoso | modestia a parte, (fam.) formula usata come per scusarsi del fatto che si deve parlare di qualità, meriti propri: modestia a parte, il lavoro mi è riuscito proprio bene    • 2 •   pudore, riservatezza, ritegno: una fanciulla di rara modestia; uno sguardo pieno di modestia  | (estens.) parsimoniosità, moderazione: sono ricchi ma vivono con modestia    • 3 •   limitatezza, scarsità, mediocrità: la modestia di un guadagno; avere modestia di ingegno. 
modesto   agg.    • 1 •   si dice di persona che ha o dimostra modestia: un uomo di grande ingegno ma fin troppo modesto; fare il modesto, ostentare una modestia non autentica    • 2 •   pudico, verecondo: tenere un contegno modesto; un abito modesto e castigato    • 3 •   moderato, contenuto: modeste pretese; percepire una modesta pensione  | semplice, non vistoso: vestire con abiti modesti; la casa ha una facciata modesta    • 4 •   mediocre, limitato: l'esito fu assai modesto; doti, capacità modeste  | umile, di bassa condizione: una famiglia di origini modeste  | economicamente disagiato: vivere in condizioni modeste  § modestamente avv.  in modo modesto: vivere modestamente  | usato anche per attenuare o, antifrasticamente, per enfatizzare un'affermazione: modestamente, l'ho fatto meglio io. 
modicità   s.f.  l'essere modico; qualità di ciò che è modico.
modico   agg.  [pl. m. -ci] modesto, contenuto entro certi limiti, non eccessivo, spec. in relazione a denaro: una modica spesa; prezzi modici  § modicamente avv. 
modifica   s.f.  il modificare, il modificarsi, l'essere modificato: proporre, apportare, subire delle modifiche. 
modificabile   agg.  che si può modificare.
modificabilità   s.f.  l'essere modificabile.
modificare   v. tr.  [io modìfico, tu modìfichi ecc.] introdurre un cambiamento o una serie di cambiamenti ritenuti utili o necessari in qualcosa: modificare la rotta, un progetto, una legge; modificare il proprio atteggiamento  | modificarsi v. rifl.  o intr. pron.  mutarsi in parte: devi modificarti se vuoi riuscire simpatico  | v. rifl.  subire un cambiamento: le rocce si modificano per l'azione degli agenti atmosferici; il suo carattere si è modificato con gli anni. 
modificativo   agg.  che modifica o tende a modificare: provvedimento modificativo. 
modificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi modifica.
modificazione   s.f.  il modificare, il modificarsi, l'essere modificato; modifica.
modiglianesco   agg.  [pl. m. -schi] del pittore italiano amedeo modigliani (1884-1920) o relativo alla sua opera | un collo, un volto modiglianesco, lungo e sottile, come quello dei personaggi da lui dipinti.
modiglione   s.m.  (arch.) mensola a doppia voluta che serve di sostegno o di semplice ornamento alle cornici degli ordini classici.
modio   s.m.  antica unità di misura per aridi che, presso i romani, corrispondeva a 8,7 litri.
modista   (1) s.f.  donna che confeziona o vende cappelli femminili.
modista   (2) s.m.  [pl. -sti] seguace di un indirizzo di filosofia del linguaggio, fiorito nei secc. xii-xiv, che cercava di dimostrare la perfetta corrispondenza tra le parti del discorso della grammatica classica, le categorie logiche e le strutture della realtà.
modisteria   s.f.    • 1 •   laboratorio o negozio di modista    • 2 •   l'arte, il mestiere della modista.
modo   s.m.    • 1 •   maniera particolare in cui una persona si comporta, un'azione si svolge, un fenomeno si manifesta: modo di camminare, di agire, di vivere, di pensare; uno strano modo di ridere; parlare in modo affascinante; affrontare un problema in modo razionale; pioveva in modo burrascoso  | modo di vedere, opinione: a mio modo di vedere, stai sbagliando, secondo me | modo di fare, comportamento, tratto: un modo di fare cordiale, gentile  | modo (di dire), parola o locuzione caratteristica di una lingua, di un dialetto, o anche di un singolo individuo; espressione idiomatica: esprimersi con modi toscani; un modo di dire sbagliato; per modo di dire, per così dire, per esempio ' in questo, in tal modo, così ' in che modo, come: non so in che modo ci sia riuscito  | a un modo, in un modo, similmente: sono vestiti tutti in un modo | in (un) certo (qual) modo, in un certo senso, da un certo punto di vista ' di modo che, in modo che, in modo da, cosicché, così da: fate in modo che non si accorga di nulla; affrettatevi, in modo da non arrivare in ritardo  | la loc. in modo, seguita o preceduta da un agg. qualificativo, dà luogo a una loc. equivalente all'avverbio dell'agg. stesso: in modo cortese, cortesemente; in modo giusto, giustamente; in modo corretto, correttamente; in special modo, specialmente, particolarmente; in malo modo, malamente    • 2 •   maniera usuale o tipica di comportarsi, di fare; abitudine, usanza: avere modi bruschi, affettuosi; far colazione al modo inglese | a mio, tuo, suo ecc. modo  (o a modo mio, tuo, suo ecc.), come so, voglio o mi piace fare: ciascuno si regoli a suo modo | a modo di, alla maniera, a guisa, a somiglianza di | che modo è questo?, per riprendere un comportamento sconveniente o scortese: che modo è questo di mangiare? | esserci modo e modo, per dire che le cose cambiano a seconda della maniera in cui si fanno, si dicono, si presentano: c'è modo e modo di parlare; si può rivolgere un appunto senza offendere: c'è modo e modo!    • 3 •   mezzo, metodo per raggiungere un fine; procedimento, espediente: in che modo te le caverai?; trovare un modo rapido e sicuro | dare, avere modo, dare, avere l'opportunità, la possibilità: dammi modo di pensarci; non ho modo di vederlo | in ogni modo, con tutti i mezzi: tentai di persuaderlo in ogni modo | in, a ogni modo, in ogni caso, comunque: sarà molto difficile, a ogni modo prova | con, in tutti i modi, in qualunque modo, con qualsiasi mezzo, comunque, a tutti i costi ' in nessun modo, per nessuna ragione ' in qualche modo, con un mezzo o con l'altro; come si può, alla bell'e meglio: un lavoro fatto in qualche modo  | non esserci modo, non esser possibile: non c'è modo di convincerla    • 4 •   procedura, modalità: agire nei modi di legge    • 5 •   limite, misura: agire, comportarsi con modo | porre modo, (lett.) mettere un limite: se egli avesse saputo por modo alle felicità sue  (boccaccio dec.  v, 2) | senza modo, smodatamente, senza limite | sopra modo, fuor di modo, oltre modo, fuor di misura, esageratamente ' a modo, bene, a regola d'arte, come bisogna: una pietanza cotta a modo; una persona a modo, educata e corretta    • 6 •   (gramm.) categoria della coniugazione verbale che esprime l'atteggiamento del soggetto di fronte all'azione o allo stato enunciati dal verbo (p. e.  certezza, possibilità, desiderio ecc.); in italiano i modi sono sette: indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo (modi finiti); infinito, participio, gerundio (modi infiniti) | complemento, avverbio di modo, quelli che indicano la modalità in cui si compie l'azione espressa dal predicato    • 7 •   (mus.) sistema organizzato di intervalli che dà luogo a diverse scale: gli antichi modi greci, medievali; i moderni modi maggiore e minore    • 8 •   (dir.) onere, collegato a una disposizione a titolo gratuito (legato, comodato, donazione), posto a carico del beneficiato.
modulabile   agg.  che si può modulare.
modulare   (1) v. tr.  [io mòdulo ecc.]    • 1 •   (mus.) variare armonicamente un canto, un suono | (ant.) mettere in musica, comporre musicalmente    • 2 •   (estens.) pronunciare, declamare variando l'intensità o la cadenza della voce: modulare un discorso    • 3 •   (fig.) costruire, organizzare secondo uno schema flessibile, suscettibile di modificazioni: modulare un progetto, un programma    • 4 •   (telecom.) effettuare una modulazione | v. intr.  [aus. avere] (mus.) attuare, in un brano, il passaggio da una tonalità a un'altra, secondo le leggi dell'armonia.
modulare   (2) agg.    • 1 •   di modulo; relativo a modulo    • 2 •   costituito da elementi singoli di dimensioni uguali, proporzionali o multiple fra loro: scaffali componibili modulari. 
modulario   s.m.    • 1 •   fascicolo di moduli dello stesso tipo    • 2 •   raccolta di moduli diversi.
modularità   s.f.  l'essere modulare.
modulato   part. pass.  di modulare   agg.  nei sign. del verbo | di suono o voce, ricco di modulazioni, di andamento melodico § modulatamente avv. 
modulatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi modula, chi effettua delle modulazioni | (ant.) compositore    • 2 •   in radiotecnica, apparecchio che effettua la modulazione d'onda    • 3 •   in telematica, lo stesso che modem   agg.  che modula.
modulazione   s.f.    • 1 •   il modulare, l'essere modulato    • 2 •   (telecom.) trasformazione di un'onda, che rappresenta un segnale da trasmettere (onda modulante), in un'altra (onda modulata), più adatta alla trasmissione o alla riproduzione e tale che consenta di riottenere il segnale originario | modulazione di ampiezza, quella in cui l'onda modulata ha una frequenza costante e un'ampiezza che varia nel tempo proporzionalmente a quella dell'onda modulante; modulazione di frequenza, quella in cui l'onda modulata ha un'ampiezza costante e una frequenza che varia nel tempo proporzionalmente all'intensità dell'onda modulante; nell'uso corrente, anche i corrispondenti sistemi e bande di trasmissione radiofonica.
modulistica   s.f.    • 1 •   tecnica relativa all'impostazione e alla realizzazione di moduli stampati    • 2 •   insieme di moduli predisposti per un dato uso.
modulo   s.m.    • 1 •   formula prestabilita secondo la quale devono essere redatti certi documenti; anche, lo stampato che contiene tali formule e va completato con scritte relative al caso singolo: compilare un modulo per telegramma    • 2 •   (arch.) misura o forma in base alla quale viene calcolata o modellata una struttura complessa | nell'architettura greco-romana, il raggio della colonna assunto come unità di grandezza alla quale fare riferimento per le dimensioni delle altre parti di un edificio    • 3 •   unità di misura delle acque di irrigazione; la portata media annua di un torrente    • 4 •   (fis.) parametro caratteristico, coefficiente: modulo di elasticità '  parametro e misura caratteristica degli ingranaggi; rapporto fra il diametro della circonferenza primitiva di una ruota dentata e il numero dei denti    • 5 •   (fig.) modello, canone: i moduli del gusto classico    • 6 •   in numismatica, diametro di una moneta    • 7 •   modulo di un numero reale, (mat.) il suo valore assoluto, cioè il numero stesso o il suo opposto, se è negativo    • 8 •   parte di un insieme concepita come autonoma e separabile dal resto: il modulo lunare di una navicella spaziale; carta a moduli, i cui fogli sono legati l'uno all'altro, anche se facilmente separabili (è usata nelle stampanti elettroniche) | singolo elemento di un mobile o di un prefabbricato componibile | (inform.) parte di un programma che svolge autonomamente una funzione e che può essere scambiata con altre parti o utilizzata in altri programmi.
modus vivendi   loc. sost. m. invar.    • 1 •   in senso proprio, modo di vivere, stile di vita    • 2 •   (dir.) accordo provvisorio fra due o più parti in contrasto | (estens.) accordo ragionevole, intesa, accomodamento.
moena   s.f.  nome ligure della murena. 
moerre   moerro  ⇨ amoerro.
mofeta   s.f.  (geol.) esalazione di anidride carbonica asciutta e calda da terreni di origine vulcanica.
moffetta   s.f.    • 1 •   piccolo mammifero carnivoro americano dal corpo snello, con folta e morbida pelliccia nera a strisce bianche sul dorso, fornito di ghiandole anali da cui schizza, per difesa, un liquido fetido (fam.  mustelidi)    • 2 •   la pelliccia conciata dell'animale, simile a quella della martora ma molto meno pregiata.
mogano   s.m.  legno pregiato da ebanisteria di color rosso bruno, ricavato da un albero delle meliacee originario delle indie occidentali e dell'america centrale.
moggio   s.m.  [pl. le moggia; meno com. i moggi; antiq. le mogge]    • 1 •   antica misura di capacità per aridi, di valore diverso a seconda delle epoche e dei luoghi (firenze, milano, venezia, ferrara) | recipiente di tale capacità, di forma approssimativamente cilindrica; per estens., mastello, botte: mettere la fiaccola sotto il moggio, (fig.) espressione di origine biblica che significa tacere una verità, nascondere una virtù o un pregio    • 2 •   antica unità di misura agraria di valore diverso a seconda delle regioni (campania, piemonte, sardegna).
mogigrafia   s.f.  (med.) crampo dello scrivano.
mogio   agg.  [pl. f. -gie] abbattuto, avvilito; stanco: starsene tutto mogio  | ripetuto, assume valore intensivo o superlativo: mogio mogio, come un pulcino bagnato, chinai il capo e ubbidii  (collodi).
mogliazzo   s.m.  (ant.) sposalizio, festa di nozze; anche, fidanzamento.
moglie   s.f.  la donna sposata, considerata in relazione al marito: essere marito e moglie; chiedere, dare, prendere in moglie; essere diviso, separato dalla moglie; riprendere moglie, risposarsi ' essere (come) la moglie di cesare, si dice di persona che dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto (con allusione al fatto che cesare, pur avendo ripudiato la moglie pompea, diceva di non sospettare della sua infedeltà) ' prov.  : moglie e buoi dei paesi tuoi, è bene sposare una donna del proprio paese, che si conosce e ha le stesse abitudini di vita; tra moglie e marito non mettere il dito, è meglio non intromettersi nelle questioni coniugali. dim. moglietta, mogliettina. 
mogliera   s.f.  (ant. , dial.) moglie.
mogol   s.m. invar.  titolo del sovrano dell'india orientale, prima della conquista inglese, detto anche gran mogol. 
mohair   s.m. invar.  fibra tessile sottile con pelo lungo e lucente, originariamente ricavata dalla lana delle capre d'angora; anche, il tessuto che se ne ottiene.
moicano   o mohicano, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi apparteneva a una tribù amerindia algonchina stanziata lungo le sponde del fiume hudson nello stato di new york.
moietta   s.f.  laminato d'acciaio a forma di nastro usato per imballaggi o per opere di carpenteria.
moina   s.f.  gesto, atto affettuoso | vezzo infantile; comportamento lezioso, sdolcinato | fare, alzare moina, (roman.) fare gazzarra, esibirsi in scherni o in vanterie: già gli altri gruppetti che venivano dai vicoli... cominciavano ad alzare moina  (pasolini).
moire   s.f. invar.  stoffa di seta a riflessi cangianti.
moiré   agg. invar.  si dice di tessuto marezzato.
moka    ⇨ moca.
mola   (1) s.f.    • 1 •   macina di mulino    • 2 •   utensile rotante costituito da un disco di materiale abrasivo, usato in diverse macchine utensili (molatrici, affilatrici, levigatrici, rettificatrici ecc.)    • 3 •   (ant. , dial.) dente molare.
mola   (2) s.f.  genere di pesci teleostei cui appartiene il pesce luna (fam.  molidi).
mola   (3) s.f.  (med.) tumore della placenta.
molale   agg.  (chim. , fis.) di, relativo alla mole: soluzione molale, soluzione due molale, quella che contiene una, due moli di soluto per chilogrammo di solvente puro.
molalità   s.f.  (chim. , fis.) concentrazione di un soluto in un solvente espressa in moli di soluto per chilogrammo di solvente puro.
molare   (1) v. tr.  [io mòlo ecc.] lavorare con la molatrice o altra macchina dotata di mola: molare la lama d'un coltello, affilarla; molare uno specchio, levigarne, smussarne i bordi.
molare   (2) agg.  di mola: pietra molare, con la quale vengono fatte le macine  agg.  e s.m.  (med.) si dice di ciascuno dei denti che, nell'uomo e in altri mammiferi, hanno la funzione di masticare il cibo; nell'uomo, gli ultimi tre denti situati in ognuno dei due lati dell'arcata superiore e inferiore.
molare   (3) agg.  (chim. , fis.) di, relativo alla mole: soluzione molare, soluzione due molare, quella che contiene una, due moli di soluto per ogni litro di soluzione.
molarità   s.f.  (chim. , fis.) concentrazione di un soluto in un solvente espressa in moli per litro di soluzione.
molassa   s.f.  (min.) tipo di arenaria friabile, tipica della regione alpina.
molatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto a lavori di molatura.
molatrice   s.f.  (mecc.) macchina utensile dotata di mola per affilare, spianare o lucidare, o anche soltanto asportare materiale per dare forma o ridurre le dimensioni.
molatura   s.f.  il molare, l'essere molato: molatura di una lama, del marmo. 
molazza   s.f.    • 1 •   macina    • 2 •   macchina impastatrice frantumatrice costituita da una vasca di lamiera entro cui ruotano delle mole di acciaio; è usata in edilizia per impastare malte.
molazzatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto al funzionamento della molazza.
molcere   rar. mulcere, molcire [mol-cì-re], mulcire, v. tr.  [usato nell'imperf. indic. (io molcévo ecc.) e congiunt. (io molcéssi ecc.), e nelle forme mólce, mólca, mólcano, molcèndo] (poet.) dilettare, allietare: quando più dolce / la rima molce / l'orecchio  (saba) | placare, lenire: e poi che nullo / vivente aspetto gli molcea la cura, / qui posava l'austero  (foscolo sepolcri  192-194).
moldavo   agg.  della moldavia, regione storico-geografica della romania nord-orientale  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della moldavia.
mole   (1) s.f.    • 1 •   grossezza, grandezza: la smisurata mole di una statua  | (fig.) quantità, entità: avere una gran mole di lavoro; un'opera di gran mole, di grande impegno e importanza    • 2 •   (estens.) costruzione grandiosa (anche come nome proprio): la mole del duomo di milano; la mole adriana, castel sant'angelo, a roma; la mole antonelliana, a torino; la città della mole, per antonomasia, torino.
mole   (2) s.f.  unità di misura fondamentale del sistema internazionale, definita come la quantità di una sostanza costituita da un numero di unità elementari (atomi, molecole, ioni, elettroni ecc.) pari a quello degli atomi di carbonio presenti in 12 grammi dell'isotopo 12 del carbonio; simbolo mol. 
molecola   s.f.    • 1 •   (chim. , fis.) il più piccolo aggregato di atomi di una sostanza, che rappresenta le caratteristiche chimiche specifiche della sostanza stessa    • 2 •   (estens.) parte piccolissima di qualcosa.
molecolare   agg.  (chim. , fis.) di molecola, relativo alle molecole: peso molecolare. 
molenda   ant. mulenda, s.f.  (rar.) compenso, in denaro o in natura, pagato per la macinatura del grano o delle olive.
molestamento   s.m.  (non com.) il molestare, l'essere molestato.
molestare   v. tr.  [io molèsto ecc.] recare molestia, importunare: rumori che molestano. 
molestatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi molesta.
molestia   s.f.    • 1 •   fastidio, disagio che disturba o irrita: la molestia delle zanzare, dei rumori, del caldo eccessivo; recare, procurare, arrecare molestia    • 2 •   azione molesta: sopportare le altrui molestie  | (dir.) comportamento che limita o impedisce ingiustificatamente l'esercizio dei diritti altrui.
molesto   agg.  che reca molestia: un rumore, un insetto molesto; una persona molesta; essere, riuscire molesto  § molestamente avv. 
moletta   (1) s.f.    • 1 •   cilindro d'acciaio, con il disegno in rilievo, usato per incidere il cilindro di rame con cui si realizza la stampa rotativa di tessuti    • 2 •   nella tecnica mineraria, grossa puleggia della torre di elevazione su cui poggiano le funi per la manovra delle gabbie di sollevamento dei materiali.
moletta   (2) s.m. invar.  (lomb.) arrotino.
molibdenite   s.f.  (min.) minerale costituito da solfuro di molibdeno, in aggregati cristallini di color grigio argenteo.
molibdeno   s.m.  elemento chimico di simbolo mo; è un metallo bianco, difficilmente fusibile, usato in metallurgia per acciai speciali, in elettrotecnica e in elettronica, e per preparare catalizzatori.
molinaio   molinaro  ⇨ mulinaro.
molinello    ⇨ mulinello.
molinetto   s.m.  (mar.) argano ad asse orizzontale installato a prora delle navi mercantili, per la manovra delle ancore.
molinismo   s.m.  corrente teologica secondo la quale dio concede la grazia efficace agli uomini in base ai loro meriti, che egli stesso è in grado di prevedere nella sua prescienza.
molinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del molinismo.
molinistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al molinismo o ai molinisti.
molino    ⇨ mulino.
molisano   agg.  del molise: dialetto molisano   s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante del molise    • 2 •   dialetto parlato nel molise.
molitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi è addetto alla molitura dei cereali    • 2 •   macchina che esegue la molitura.
molitorio   agg.  che concerne la molitura dei cereali: industria molitoria. 
molitura   s.f.  macinazione dei cereali e in generale di qualunque materiale granulare.
molla   s.f.    • 1 •   organo meccanico elastico, per lo più d'acciaio al silicio, che si deforma sotto l'azione di forze che tendono a comprimerlo o ad allungarlo, e riprende la forma primitiva al cessare di tale azione: giocattolo, meccanismo a molla; la molla dell'orologio; le molle della carrozza, del materasso  | scattare come una molla, (fig.) con grande rapidità e prontezza. accr. mollone  (m.)    • 2 •   (fig.) stimolo, motivazione: l'ambizione è una grande molla; la molla del guadagno    • 3 •   pl.  attrezzo per afferrare carboni o legni accesi, costituito da una lunga pinza d'acciaio a forma di leva di terzo genere | prendere con le molle, (fig.) con le dovute cautele: un carattere che va preso con le molle. 
mollaccione   s.m.  [f. -a] persona pigra, lenta nel muoversi.
mollame   s.m.  (non com.) massa, quantità di sostanze molli; termine usato quasi esclusivamente in macelleria, per indicare le parti molli degli animali macellati.
mollare   (1) v. tr.  [io mòllo ecc.]    • 1 •   lasciar andare, allentare: mollare la presa, una fune  | in marina: mollare l'ancora, calarla; mollare gli ormeggi, togliere i cavi di ormeggio per salpare; mollare le vele, sciogliere i cavi che le tengono serrate | tira e molla, (fig. fam.) espressione con cui si indica il ripetersi di indecisioni, indugi, contraddizioni (anche come loc. sost.): tira e molla, si arrivò alla conclusione; basta con questo tira e molla!    • 2 •   (fig. fam.) abbandonare, piantare: ha mollato tutto e se n'è andato; mollare la fidanzata    • 3 •   (fig. fam.) appioppare, assestare: mollare un ceffone  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   cedere, rinunciare, desistere: dopo lunga resistenza, finirono per mollare    • 2 •   (fig. fam.) smettere, farla finita: quando comincia a parlare di politica, non molla più. 
mollare   (2) v. tr.  [io mòllo ecc.] (region.) far diventare molle qualcosa immergendola in un liquido: mollare il baccalà, i ceci  | v. intr.  [aus. essere], mollarsi v. rifl.  diventare molle per immersione in un liquido; ammollarsi.
molle   agg.    • 1 •   che cede al tatto, alla pressione; soffice, tenero, morbido: terra, cera, pane molle; cuscini molli; un molle prato, folto d'erba | palato molle, (anat.) la parte posteriore del palato, il velo palatino    • 2 •   inzuppato, bagnato, intriso d'acqua o d'altro liquido: prato molle di pioggia; camicia molle di sudore; occhi molli di pianto    • 3 •   (fig.) debole, fiacco, privo di energia: carattere, animo molle; vita molle e oziosa    • 4 •   (fig.) mite, dolce: le ceneri di molli ombre consoli  (foscolo sepolcri  40)    • 5 •   (lett.) flessuoso, sinuoso: quella bellezza molle ad un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo  (manzoni p. s.  xxxiv)  s.m.    • 1 •   ciò che è soffice, morbido: sedere, dormire sul molle    • 2 •   terreno bagnato: camminare sul molle    • 3 •   liquido in cui s'immerge qualcosa per un qualche scopo: mettere, tenere in  (o a) molle la biancheria, i legumi  § mollemente avv.  con mollezza, nelle mollezze: abbandonarsi mollemente su un divano; essere educato mollmente. 
molleggiamento   s.m.  il molleggiare, il molleggiarsi, l'essere molleggiato.
molleggiare   v. intr.  [io molléggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   avere elasticità (detto di divani, materassi a molle e sim.): una poltrona che molleggia bene    • 2 •   muovere il corpo con elasticità: quando cammina, molleggia  | v. tr.  dotare di molleggio: molleggiare una vettura  | molleggiarsi v. rifl.  muoversi con elasticità: molleggiarsi sulle gambe, sulle ginocchia, in esercizi ginnici o nello sci.
molleggiato   part. pass.  di molleggiare   agg.  fornito di molleggio: un'auto ben molleggiata  | sciolto, elastico, flessuoso: passo molleggiato; andatura molleggiata  § molleggiatamente avv. 
molleggio   s.m.    • 1 •   sistema di molle che conferisce elasticità a un oggetto: il molleggio di una poltrona  | (estens.) l'elasticità conferita a un oggetto da tale sistema: automobile con un buon molleggio    • 2 •   esercizio ginnico consistente nel flettersi sulle ginocchia e nel ritornare in posizione eretta.
molletta   s.f.    • 1 •   dispositivo a molla per appuntare o fermare qualcosa: molletta per capelli, per la biancheria    • 2 •   pl.  piccole pinze, piegate a u e per lo più terminanti a forma di cucchiaio, per prendere zollette di zucchero, cubetti di ghiaccio ecc.    • 3 •   (mus.) chiave degli strumenti a fiato.
mollettiera   s.f.  fascia di panno con cui militari e alpinisti avvolgevano le gambe dalla caviglia al ginocchio.
mollettone   s.m.  panno morbido e felpato usato per coperte, imbottiture, come sottotovaglia ecc.
mollezza   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è molle (spec. fig.): mollezza d'animo    • 2 •   pl.  lusso, piaceri, eccessive comodità: vivere nelle mollezze. 
mollica   s.f.    • 1 •   la parte interna e molle del pane: preferisci la crosta o la mollica?    • 2 •   pl.  briciole.
molliccio   agg.  [pl. f. -ce] alquanto molle: terreno molliccio  | (fig.) piuttosto debole, fiacco: carattere molliccio   s.m.  cosa molliccia; in partic., terreno bagnato, fangoso: camminare sul molliccio. 
mollicume   s.m.  insieme di molliche.
mollificare   v. tr.  [io mollìfico, tu mollìfichi ecc.] (non com.) rendere molle | (fig. lett.) addolcire: mollificare gli animi  | mollificarsi v. rifl.  diventare molle.
mollificativo   agg.  (non com.) che serve a mollificare.
mollificazione   s.f.  (non com.) il mollificare, il mollificarsi, l'essere mollificato.
mollizia   o mollizie, s.f.  (lett.) mollezza (spec. fig.).
mollo   agg.  (pop.) molle | essere una pappa molla, (fig.) si dice di persona fiacca, priva di nerbo | anche come s.m.  : tenere, mettere a mollo, a bagno.
mollume   s.m.    • 1 •   quantità, ammasso di roba molle    • 2 •   (non com.) umidità.
molluschicoltore   o molluschicultore, s.m.  che si dedica alla molluschicoltura.
molluschicoltura   o molluschicultura, s.f.  allevamento di molluschi a scopo alimentare.
mollusco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   tipo di animale invertebrato dal corpo molle, quasi sempre provvisto di conchiglia    • 2 •   (fig. spreg.) persona priva di carattere e di volontà    • 3 •   (med.) termine generico col quale si indicano piccoli tumori cutanei | mollusco contagioso, malattia cutanea infettiva, di origine probabilmente virale, caratterizzata da piccole formazioni emisferiche.
molmetro   s.m.  (chim. , fis.) strumento per misurare il numero di moli in una data quantità, in peso, di composto chimico.
molo   s.m.  opera portuale di protezione dal moto ondoso, attrezzata per l'ormeggio delle imbarcazioni e il disimpegno di servizi vari, costruita in muratura su solidissime fondamenta.
moloch   o moloc, s.m. invar.    • 1 •   nella religione fenicio-cananea, nome di una divinità alla quale venivano sacrificate vittime umane    • 2 •   (estens.) si dice di un essere o una potenza guidati dal solo istinto di distruzione; anche, di organizzazione irrazionale che soffoca i diritti, le esigenze individuali e sociali delle persone    • 3 •   rettile di piccole dimensioni, con testa triangolare, tronco allungato e appiattito; il corpo è rivestito da spine e tubercoli che gli conferiscono un aspetto mostruoso (ord.  squamati).
molosso   s.m.    • 1 •   antica razza di cane da guardia, da difesa e da combattimento, originaria dell'epiro, probabile progenitrice dell'attuale mastino, di corporatura forte e muscolosa, con pelame fulvo corto, muso breve e nero, labbra nere pendule | molosso italiano, mastino napoletano    • 2 •   nella metrica classica, piede di sei tempi costituito da tre sillabe lunghe con ictus variabile.
molotov   s.f. invar.  bomba rudimentale da lancio, costituita di una bottiglia di vetro contenente benzina alla quale viene applicata una miccia.
molteplice   lett. moltiplice, ant. multiplice, agg.    • 1 •   che è costituito di molti strati o di molte parti, molti elementi: uno strumento molteplice  | fiore molteplice, (bot.) quello in cui gli stami assumono funzione di petali    • 2 •   numeroso, svariato: molteplici difficoltà; significati, funzioni, attività molteplici  | (lett.) multiforme: tal risonò molteplice / la voce dello spiro  (manzoni la pentecoste) § molteplicemente avv.  in molti modi, multiformemente.
molteplicità   lett. moltiplicità, ant. multiplicità, s.f.  l'essere molteplice: la molteplicità delle soluzioni di un problema. 
molti-  molti-  ⇨ multi-.
moltiplica   s.f.    • 1 •   nella trasmissione a catena della bicicletta, rapporto fra il numero dei denti della ruota dentata centrale e il numero dei denti del pignone | (estens.) la ruota dentata centrale    • 2 •   (pop.) moltiplicazione.
moltiplicabile   agg.  che si può moltiplicare.
moltiplicabilità   s.f.  l'essere moltiplicabile.
moltiplicando   s.m.  (mat.) in una moltiplicazione, il numero da moltiplicare per un altro, cioè il primo dei due fattori.
moltiplicare   ant. multiplicare, v. tr.  [io moltìplico, tu moltìplichi ecc.]    • 1 •   rendere molto maggiore di numero, accrescere grandemente: moltiplicare gli sforzi, le richieste  | (estens.) incrementare, ingrandire: moltiplicare la propria attività, i guadagni    • 2 •   (mat.) eseguire la moltiplicazione (anche assol.): moltiplicare un numero per un altro; l'operazione del moltiplicare  | moltiplicarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   crescere di numero riproducendo individui della stessa specie: alcuni insetti si moltiplicano con sorprendente rapidità  | crescete e moltiplicatevi, secondo il racconto biblico, frase rivolta da dio ad adamo ed eva    • 2 •   diventare più numeroso: le difficoltà si sono moltiplicate. 
moltiplicativo   agg.  (mat.) proprio della moltiplicazione: coefficiente moltiplicativo. 
moltiplicatore   ant. multiplicatore, agg.  [f. -trice] che moltiplica  s.m.    • 1 •   dispositivo atto a moltiplicare qualcosa, spec. movimenti, giri di ruote ecc.    • 2 •   (mat.) in una moltiplicazione, il numero che moltiplica un altro    • 3 •   in macroeconomia, rapporto tra la variazione del reddito nazionale e la variazione degli investimenti che ne è all'origine | moltiplicatore dei depositi, (econ.) rapporto tra il volume dei depositi bancari e il circolante in un dato istante.
moltiplicazione   ant. multiplicazione, s.f.    • 1 •   il moltiplicare, il moltiplicarsi, l'essere moltiplicato: la moltiplicazione degli sforzi, delle difficoltà  | moltiplicazione vegetativa, (bot.) metodo di propagazione delle piante che si compie senza l'intervento del seme, ma per distacco di un organo o di una parte del vegetale | moltiplicazione di frequenza, (elettron.) operazione con la quale da una oscillazione sinusoidale di una certa frequenza si ottiene un'altra oscillazione, pure sinusoidale, di frequenza multipla    • 2 •   (mat.) in aritmetica, operazione che a due numeri interi associa il loro prodotto; in algebra, operazione binaria definita sugli elementi di un insieme, che gode in generale delle proprietà associativa, commutativa e distributiva rispetto all'addizione, ammette l'elemento neutro e, per ogni elemento, l'inverso.
moltiplice   e deriv.   ⇨ molteplice e deriv. 
moltitudine   ant. multitudine, s.f.    • 1 •   gran quantità, gran numero: una moltitudine di ragazzi, di insetti, di pensieri    • 2 •   insieme di molte persone riunite: una moltitudine si radunò nella piazza. 
molto   agg. indef.  indica grande quantità, misura, estensione o numero consistente, elevato: mangiare molto pane; spendere molto denaro; c'erano molti ragazzi; sprecare molto tempo; faceva molto freddo; c'è molto vento; avere molte qualità; dopo molti e molti anni, con valore enfatico | troppo, eccessivo: la spesa non è molta; i giorni che ci rimangono non sono molti; vogliono un milione, ma mi pare che sia molto   avv.  grandemente, assai: è molto strano; è riuscito molto bene; lo farò molto volentieri; partirono molto prima; era molto a disagio; sei molto giù; ero molto in ansia; mi piace molto  | come rafforzativo di agg. e avv. compar.: molto peggiore; molto meglio; molto più; molto meno  | in correlazione con poco : o molto o poco, o poco o molto, sia quanto sia (o molto o poco, hai sempre guadagnato); né poco né molto, né molto né poco, per nulla (questo non m'interessa né poco né molto) | posposto all'agg. attribuisce valore enfatico alla frase: è bella molto   pron. indef.    • 1 •   [f. -a] ha gli stessi sign. dell'agg. e sottintende un sostantivo precedentemente espresso: «hai della carta da lettere?» «non ne ho molta»; chiedili a lui che ne ha molti    • 2 •   pl.  molte persone: eravamo in molti; molti di noi non dicono ciò che pensano di loro    • 3 •   con valore neutro, in espressioni ellittiche: era molto che non lo vedevo, molto tempo; fra non molto, non molto tempo; non c'è molto da qui a casa, molta distanza; ci corre molto tra te e lui, molta differenza; non ci voleva molto a capirlo, molta intelligenza, un grande sforzo; oggi ci vuole molto per vivere, molto denaro; hanno fatto molto per lui, lo hanno molto aiutato; ci sarebbe da dire molto sul suo conto, molte cose; molto di ciò che dice è falso, gran parte; è già molto se potremo finire tra un mese, è già gran cosa; a dir molto, a far molto, al massimo, tutt'al più | in loc. agg. o sost. dell'uso antico o fam. tosc.: di molto, più frequente nella grafia dimolto; da molto, si dice di persona di grande importanza  s.m.  ciò che è molto: il molto e il poco. 
molucchese   agg.  delle molucche, isole dell'indonesia  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita nelle molucche.
molva   s.f.  grosso e vorace pesce di mare dal corpo allungato, quasi cilindrico, di color bruno-nerastro marmorizzato, con muso aguzzo, mento fornito di un bargiglio e lunga pinna dorsale (ord.  gadiformi).
momentaccio   s.m.  (fam.) momento sfavorevole, circostanza negativa: economicamente questo per me è un momentaccio. 
momentaneo   agg.    • 1 •   che dura un momento, che ha breve durata: una momentanea disattenzione; un malessere momentaneo    • 2 •   (ling.) si dice di aspetto verbale puntuale, cioè che non esprime una durata, una continuità nel tempo | in fonetica, si dice di consonante la cui articolazione si effettua necessariamente in un tempo istantaneo, al contrario di quanto avviene per le fricative o continue; sono momentanee tutte le consonanti occlusive (p. e. t, p, b) § momentaneamente avv.  al momento, in questo momento.
momento   s.m.    • 1 •   brevissimo spazio di tempo; attimo, istante: avere un momento di esitazione; non c'è un momento da perdere; non ho mai un momento libero; lo ha detto in un momento di collera  | un momento!, si dice per chiedere o ordinare di aspettare | per il momento, per ora: per il momento sono molto occupato  | fino a questo momento, finora | da un momento all'altro, fra breve; improvvisamente: può arrivare da un momento all'altro; da un momento all'altro si trovò senza lavoro  | sul momento, al primo momento, dapprima, lì per lì, all'istante: al primo momento rifiutò l'offerta, poi ci ripensò; sul momento non ci feci caso; vieni qui, sul momento!  | al momento di, sul punto di: al momento di partire era preoccupato  | dal momento che, da quando; dato che, poiché: dal momento che sei arrivato non c'è stata più pace; dal momento che sei qui, aiutami  | ogni momento, continuamente | la persona, la cosa, il fatto del momento, quelli che sono d'attualità, di cui tutti parlano | impressione, soddisfazione, entusiasmo ecc. del momento, vivi ma non durevoli: disse di sì nell'entusiasmo del momento  | gioie, piaceri di un momento, effimeri | a momenti, tra poco, entro poco tempo; anche, per poco, quasi quasi: arriverà a momenti; a momenti cadevo dalle scale  | un momento, un momentino, (fam.) un poco, di poco: alza un momento la fiamma; questa gonna dovrebbe essere un momentino più corta  | non vedere il momento di fare qualcosa, essere impaziente di farla. dim. momentino  (ha valore espressivo più che di vero e proprio diminutivo)    • 2 •   periodo di tempo di varia durata, considerato in relazione alle condizioni che in esso si determinano; circostanza: è stato un brutto momento per tutti; abbiamo vissuto momenti felici; speriamo di rivederci in un momento più lieto.  pegg. momentaccio    • 3 •   (estens.) occasione, opportunità: cogliere il momento favorevole; è il momento di parlare con chiarezza    • 4 •   (ant. , lett.) rilievo, importanza: persona, cosa di poco, di grande momento    • 5 •   in fisica: momento di una forza rispetto a un punto, il prodotto della forza per la distanza del punto dalla retta d'azione della forza; momento di una coppia (di forze), il prodotto dell'intensità di una delle forze per la distanza tra le due forze; momento di rotazione, la somma dei momenti delle coppie di forze che, applicate a un corpo, ne provocano la rotazione; momento d'inerzia, grandezza fisica che rappresenta la resistenza di un corpo all'azione di forze che modificano la sua velocità di rotazione; dipende dalla massa del corpo e da come è disposta rispetto all'asse di rotazione; momento magnetico, di una calamita o di un magnete generico, è il prodotto della sua lunghezza in direzione nord-sud per la carica magnetica di uno dei suoi poli    • 6 •   pl.  (stat.) costanti che descrivono alcuni aspetti (ordine di grandezza, variabilità, simmetria ecc.) di una variabile statistica    • 7 •   momento musicale, breve composizione per pianoforte: i momenti musicali di schubert. 
mona   s.f.  (volg. region.) vulva | mandare in mona, mandare al diavolo | s.m. invar.  (volg. region.) stupido, minchione.
monaca   s.f.    • 1 •   appartenente a un ordine monastico femminile: monache benedettine, certosine.  dim. monacella, monachella, monachetta, monachina    • 2 •   nome di vari animali i cui colori richiamano quelli dell'abito delle monache; in partic., farfalla notturna con ali anteriori bianche e nere, il cui bruco è nocivo alle conifere | monaca bianca, (region.) varietà di smergo | monaca di mare, foca dell'atlantico e del mediterraneo lunga fino a    • 2 •   m, oggi in via d'estinzione (detta anche monaco  e foca monaca)    • 3 •   (region. pop.) scaldaletto, prete.
monacale   agg.    • 1 •   di monaco, di monaca o di monaci, di monache: ordine monacale    • 2 •   (fig.) da monaco; severo, austero: condurre una vita monacale  § monacalmente avv. 
monacando   s.m.  [f. -a] (non com.) chi sta per farsi monaco.
monacare   v. tr.  [io mònaco, tu mònachi ecc.] (ant. , lett.) avviare alla vita monacale, fare accogliere in un ordine monastico | monacarsi v. rifl.  farsi monaco o monaca.
monacato   s.m.    • 1 •   stato, vita di monaco o di monaca: avere vocazione per il monacato    • 2 •   (non com.) l'insieme dei monaci o delle monache.
monacazione   s.f.  il farsi monaco o monaca; in partic., la cerimonia durante la quale i monacandi indossano l'abito monacale.
monacchia   s.f.  (region.) corvo.
monacella   s.f.    • 1 •   dim.  di monaca    • 2 •   fermaglio per orecchini costituito da un filo d'oro che si infila nel lobo e una levetta a molla per la chiusura.
monacense   agg.  (lett.) della città di monaco di baviera  s.m.  e f.  (lett.) chi è nato o abita a monaco di baviera.
monachella   s.f.    • 1 •   dim.  di monaca    • 2 •   (fam.) donna, ragazza timida, modesta o che ostenta timidezza e modestia    • 3 •   nome di diverse specie di uccelli dell'ordine dei passeriformi, contraddistinti da capo grande, becco sottile, corpo tozzo con piume nere: monachella nera; monachella dorsonero; monachella testabianca. 
monachese   agg.  di monaco di baviera  s.m.  e f.  chi è nato o abita a monaco di baviera.
monachesimo   non com. monachismo [mo-na-chì-smo], s.m.    • 1 •   forma di vita, presente in quasi tutte le tradizioni religiose, che si attua nel distacco dal mondo e nell'esperienza di una solitudine, individuale o comunitaria, dedita alle cose dello spirito: monachesimo cristiano, buddhista    • 2 •   l'insieme delle istituzioni monastiche e delle loro regole: il monachesimo occidentale, orientale. 
monachetto   s.m.    • 1 •   ferro di forma triangolare nel quale si inserisce la barretta del saliscendi di una porta    • 2 •   pl.  faville, monachine    • 3 •   (mar.) piccola bitta di coperta.
monachina   s.f.    • 1 •   dim.  di monaca    • 2 •   (fig.) donna, ragazza che affetta timidezza e modestia    • 3 •   cappello a tesa larga di paglia di firenze, che per la foggia richiama il copricapo di taluni ordini di monache    • 4 •   dolce napoletano a base di panna, così detto perché in origine preparato dalle monache    • 5 •   pl.  faville che si sprigionano dalla legna o dalla carta che brucia.
monachino   (1) s.m.    • 1 •   dim.  di monaco    • 2 •   (zool.) ciuffolotto, monaco.
monachino   (2) agg.  (ant.) di un color marrone molto scuro tendente al rosso  s.m.  panno di tale colore.
monachismo    ⇨ monachesimo.
monaco   s.m.  [pl. -ci, ant. -chi]    • 1 •   chi ha abbracciato il monachesimo; nel cattolicesimo, membro di un ordine monastico o religioso che ha pronunciato i voti solenni di povertà, castità e obbedienza: monaco benedettino, buddhista  | prov.  : l'abito non fa il monaco, l'aspetto esterno di una persona non rivela necessariamente la sua vera natura. dim. monachino    • 2 •   (arch.) elemento verticale al centro di una capriata    • 3 •   (zool.) ciuffolotto, monachino | scimmia brasiliana dal pelame folto di color bruno e ciuffo di peli che dal capo ricade sul muso (fam.  cebidi) | altro nome della foca monaca    • 4 •   (region. pop.) scaldaletto, prete.
monacologia   s.f.  (rar.) componimento letterario satirico o burlesco sui monaci o sulle monache.
monacordo    ⇨ monocordo.
monade   s.f.  (filos.) presso i pitagorici, l'unità originaria dalla quale deriva la serie dei numeri; in leibniz, ognuna delle sostanze attive e indivisibili che rispecchiano (ciascuna a suo modo ma in armonioso concatenamento) tutta la realtà.
monadico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) relativo a una monade | in logica matematica, si dice di un predicato a un solo argomento.
monadismo   s.m.  (filos.) ogni dottrina che concepisca la realtà costituita da una pluralità di monadi, qualitativamente distinte le une dalle altre.
monadologia   s.f.  sistema filosofico che concepisce l'universo come composto di monadi; in partic., quello formulato dal filosofo tedesco g. w. leibniz (1646-1716).
monadologico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) di, relativo alla monadologia: dottrine monadologiche. 
monandro   agg.  (bot.) si dice di fiore con un solo stame e di pianta che ha fiori di tale tipo.
monarca   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   chi detiene il potere supremo di uno stato retto a monarchia    • 2 •   (lett.) chi occupa un posto di assoluta preminenza, chi esercita un'egemonia incontrastata: metastasio fu... monarca della tragedia italiana  (foscolo prose varie).
monarcato   s.m.  (lett.) monarchia, spec. se assoluta.
monarchia   s.f.    • 1 •   forma istituzionale di governo in cui il potere supremo è nelle mani di un singolo, per lo più per diritto di sangue: monarchia ereditaria, elettiva; monarchia assoluta, quella in cui il sovrano esercita un potere illimitato; monarchia costituzionale, quella in cui i poteri del sovrano sono limitati dall'esistenza di un organo parlamentare elettivo; monarchia parlamentare, quella in cui la maggior parte dei poteri compete al parlamento    • 2 •   stato in cui vige tale regime politico: le monarchie europee. 
monarchianismo   s.m.  (teol.) eresia trinitaria dei secc. ii-iii che negava la distinzione reale delle persone divine o riducendole a semplici modi dell'unico dio o rifiutando la divinità di gesù cristo.
monarchiano   agg.  e s.m.  [f. -a] seguace del monarchianismo.
monarchico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della monarchia: regime monarchico    • 2 •   favorevole alla monarchia, fautore della monarchia: partito monarchico    • 3 •   retto a monarchia: stato monarchico   s.m.  [f. -a] fautore, sostenitore della monarchia; chi è iscritto a un partito monarchico § monarchicamente avv.  con regime monarchico, in forma monarchica | votare monarchicamente, a favore di un partito monarchico.
monarchismo   s.m.  concezione politica che considera l'ordinamento monarchico superiore a qualsiasi altra forma istituzionale.
monarchista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è sostenitore della monarchia o del monarchismo.
monarcomaco   agg.  e s.m.  [pl. m. -chi] (lett.) che, chi avversa i diritti dei sovrani assoluti | pl.  (st.) si dice di quegli scrittori politico-religiosi di fede calvinista che in francia, nel corso delle guerre civili del xvi sec., teorizzarono i limiti dell'assolutismo regio.
monasteriale   agg.  (non com.) di monastero, dei monasteri: vita, comunità monasteriale. 
monastero   ant. monasterio, monistero, monisterio, munistero, munisterio, s.m.    • 1 •   edificio o complesso di edifici in cui vive una comunità di monaci o di monache: un monastero di suore; un monastero buddhista; entrare in monastero, farsi monaca | nel monachesimo cattolico maschile, residenza di una comunità di canonici regolari; nell'uso corrente è sin. di convento    • 2 •   la comunità di monaci o monache che risiede in un monastero    • 3 •   (fig.) vita, abitudini monastiche.
monastico   agg.  [pl. m. -ci] di, da monaco o monaca; monasteriale: ordine monastico; regole monastiche; vita monastica  § monasticamente avv.  in modo, con spirito monastico.
monatto   s.m.  nel sec. xvi e xvii, inserviente pubblico che, durante le pestilenze, era addetto al trasporto dei malati e alla sepoltura dei morti.
monazite   s.f.  minerale di composizione complessa, costituito fondamentalmente da fosfato di cerio, in cui sono presenti anche lantanio, ittrio, torio e terre rare; si presenta in masse granulari giallo-brune con lucentezza resinosa, durezza e densità elevate.
moncare   v. tr.  [io mónco ecc.] (non com.) troncare, mozzare: avere una gamba moncata; moncare le parole in bocca a qualcuno. 
moncherino   s.m.    • 1 •   moncone di un arto superiore    • 2 •   (estens.) ciò che resta di un oggetto deteriorato, semidistrutto o spezzato.
monchezza   s.f.  (non com.) l'essere monco.
monco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   privo di una o ambedue le mani, gli avambracci o le intere braccia; per estens., di uno o entrambi gli arti inferiori o di una parte di essi | riferito a un arto, privo di una parte: un braccio monco della mano; una mano monca delle dita    • 2 •   (fig.) incompleto, manchevole: parole, frasi monche   s.m.  [f. -a] persona monca.
moncone   s.m.    • 1 •   il residuo di una struttura anatomica asportata parzialmente; in partic., il segmento di arto (parzialmente amputato) fino all'articolazione più vicina    • 2 •   (estens.) parte che resta di un oggetto mozzato, spezzato    • 3 •   (fig.) cosa, opera incompiuta.
monda   s.f.  il mondare, l'essere mondato | pulitura delle risaie dalle erbe nocive.
mondabile   agg.  (non com.) che può essere mondato, liberato dalle impurità (anche fig.).
mondamento   s.m.  (non com.) il mondare, l'essere mondato (spec. fig.).
mondana   s.f.  (eufem.) prostituta.
mondaneggiare   v. intr.  [io mondanéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) fare vita mondana, di società.
mondanità   s.f.    • 1 •   (lett.) l'essere mondano, l'appartenere alle cose del mondo: la mondanità della politica    • 2 •   ciò che è mondano, che rivela interesse, attaccamento ai beni, ai valori mondani: non amare le mondanità    • 3 •   (estens.) vita brillante, ricca di feste e di occasioni di incontro, che è propria del bel mondo, della società elegante; l'insieme delle persone dell'alta società: frequentare la mondanità; alla manifestazione era presente tutta la mondanità cittadina. 
mondano   agg.    • 1 •   del mondo, della vita terrena: felicità mondana; affetti, beni mondani    • 2 •   proprio della società elegante: riunione mondana; ricevimenti mondani; feste mondane; fare vita mondana | cronaca mondana, nei giornali, quella che descrive la vita del bel mondo    • 3 •   riferito a persona, che partecipa alla vita di società: ha degli amici molto mondani    • 4 •   (ant.) del mondo, in quanto parte dell'universo: assai sarebbe manco / e giù e sù de l'ordine mondano  (dante par.  x, 20-21)  s.m.    • 1 •   chi fa vita di società    • 2 •   (antiq.) chi vive nel mondo, nella società contrapposto a religioso  § mondanamente avv.  in modo mondano | secondo gli usi mondani.
mondare   v. tr.  [io móndo ecc.]    • 1 •   pulire, nettare separando da ciò che nuoce o non si utilizza: mondare il grano, separarlo dalla loppa; mondare il riso, estirpare le erbacce dalle risaie    • 2 •   (tosc. , lett.) togliere la buccia, l'involucro: mondare le castagne; tu mondi la persica dolce / e della sua polpa ti godi  (d'annunzio)    • 3 •   (fig. lett.) rendere mondo, purificare: mondare l'anima, i sentimenti, lo spirito  | mondarsi v. rifl.  (lett.) farsi puro, liberarsi dal peccato: o creatura che ti mondi / per tornar bella a colui che ti fece  (dante purg.  xvi, 31-32).
mondariso   s.m.  e f. invar.  chi lavora alla monda delle risaie.
mondatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi monda (anche fig.).
mondatura   s.f.    • 1 •   l'operazione, il risultato del mondare    • 2 •   (estens.) mondiglia.
mondezza   (1) s.f.  (lett.)    • 1 •   pulizia della persona o delle cose; per estens., aspetto lindo, ordinato    • 2 •   (fig.) purezza, innocenza.
mondezza   (2) dial. monnezza, s.f.  (roman.) immondizia, spazzatura.
mondezzaio   dial. mondezzaro, s.m.    • 1 •   luogo in cui si raccoglie l'immondizia    • 2 •   (estens.) luogo sporco: un locale, un ambiente ridotto a mondezzaio    • 3 •   (fig.) ambiente moralmente sudicio; cumulo di cose sordide: un mondezzaio di calunnie. 
mondiale   agg.    • 1 •   del mondo, che riguarda il mondo intero; che è esteso a tutto il mondo: guerra, commercio mondiale; artista di fama mondiale  | (campionato) mondiale, competizione sportiva fra atleti di ogni parte del mondo    • 2 •   (fig. fam.) meraviglioso, fantastico: è un'idea mondiale!; qui si vende dell'uva mondiale!  § mondialmente avv.  in tutto il mondo: scienziato mondialmente noto. 
mondializzare   v. tr.  estendere a livello mondiale: con la caduta dell'urss il rischio che i conflitti regionali siano mondializzati è diminuito. 
mondializzazione   s.f.  il mondializzare, l'essere mondializzato.
mondiglia   s.f.  i rifiuti, le scorie che rimangono dopo la mondatura.
mondina   (1) s.f.  operaia stagionale addetta alla monda del riso nelle risaie.
mondina   (2) s.f.  (tosc.) castagna mondata e lessata.
mondizia   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   mondezza, pulizia    • 2 •   (fig.) purezza, innocenza: de la mondizia sol voler fa prova  (dante purg.  xxi, 61).
mondo   (1) agg.  (lett.)    • 1 •   pulito, netto; per estens., lindo, ordinato | (estens.) limpido, chiaro: le bell'onde /... / che non furo mai più chiare né monde  (ariosto o. f.  xxiii, 131) | (fig.) puro, incontaminato: cuore, animo mondo    • 2 •   (tosc.) mondato della corteccia, pulito del guscio: noci monde. 
mondo   (2) s.m.    • 1 •   l'universo e tutto ciò che lo costituisce: l'origine, la fine del mondo  | la fine del mondo, (fig.) si dice di ciò che produce un grande scompiglio; (fam.) anche, di cosa straordinaria o bellissima: un'automobile che è la fine del mondo!; non è poi la fine del mondo!, si dice di avvenimento o contrattempo che in realtà ha importanza relativa, limitata | da che mondo è mondo, da sempre    • 2 •   il globo terracqueo: le cinque parti del mondo, i continenti | accompagnato da alcuni agg., può indicare talune parti delle terre emerse: il vecchio mondo, europa, asia e africa; il nuovo mondo, le americhe; il mondo nuovissimo, l'oceania; il mondo antico, quello conosciuto nell'età antica | terzo mondo, l'insieme dei paesi in via di sviluppo ma ricchi di risorse naturali, considerati in contrapposizione ai paesi dell'occidente capitalistico e a quelli che appartenevano al blocco comunista; quarto mondo, l'insieme dei paesi più poveri della terra, privi anche di risorse naturali | in loc. figurate: girare il mondo, mezzo mondo, viaggiare molto; in capo al mondo, molto lontano; essere fuori del mondo, non rendersi conto della realtà quanto è piccolo il mondo!, si esclama incontrando per caso qualcuno in luoghi diversi da quelli dove si è soliti incontrarlo; il mondo è grande  (o è largo)!, c'è posto per tutti, ognuno può trovare il posto che gli si addice | in loc. enfatiche: in tutto il mondo non ce n'è uno come lui; è la cosa più semplice del mondo!; voler il più gran bene del mondo a qualcuno; per nulla, per nessuna cosa al mondo, in nessun modo    • 3 •   (antiq.) ogni corpo celeste: vide / sotto l'etereo padiglion rotarsi / più mondi e il sole irradiarli immoto  (foscolo sepolcri  160-163) | il mondo della luna, (fig.) il regno della fantasia: vivere, essere nel mondo della luna, fuori dalla realtà | non sapere in che mondo si sia, non raccapezzarsi più, essere sconvolto, turbato    • 4 •   la terra in quanto teatro delle vicende umane e quindi simbolo della vita stessa: lottare per un mondo migliore; mettere al mondo, partorire, generare; venire al mondo, nascere; lasciare il mondo, morire; tornare al mondo, rinascere; essere, stare al mondo, vivere; essere solo al mondo, non avere più alcuna persona cara | questo mondo, questa vita: cose di questo mondo, normali, comuni | l'altro mondo, l'aldilà: andare all'altro mondo, morire | cose dell'altro mondo, (fig.) stupefacenti, inaudite (per lo più negative) | il mondo va alla rovescia, si dice constatando fatti, azioni, comportamenti che contrastano con il buon senso, con le tradizioni ecc. | tutto il mondo è paese, dappertutto succedono le stesse cose, buone o cattive | non saper stare al mondo, non sapersi adattare alle regole del vivere sociale | mondo cane!, mondo birbone!, porco mondo!, mondo ladro!, (fam.) esclamazioni di disappunto, di rabbia o di stupore. pegg. mondaccio    • 5 •   tutti gli uomini, tutta la gente; l'umanità: rivolgere un appello al mondo  | in usi iperb.: far ridere il mondo, far ridere tutti; alla festa c'era mezzo mondo, molta gente; esporsi al giudizio del mondo, degli altri    • 6 •   il vivere in società: imparare le maniere del mondo; soddisfare le esigenze del mondo; fuggire il mondo, fare vita ritirata o darsi alla vita religiosa | uomo di mondo, che ha vasta esperienza di vita e sa come comportarsi in ogni occasione | donna di mondo, che sa vivere in società e ama divertirsi; (eufem.) prostituta    • 7 •   complesso di persone appartenenti a una stessa civiltà o, in senso più ristretto, aventi principi, interessi, attività, atteggiamenti comuni; ceto, gruppo, ambiente: il mondo antico, greco, romano; il mondo cristiano, pagano; il mondo artistico, letterario, politico; il mondo del cinema; il mondo di provincia; frequentare il proprio mondo  | il bel mondo, il gran mondo, l'alta società    • 8 •   il complesso di sentimenti, idee, principi, consuetudini che costituiscono la vita spirituale e affettiva di una persona: il mondo di un contadino, di un intellettuale, di un bambino, di un vecchio; vivere, raccogliersi nel proprio mondo; il mondo interiore, in contrapposizione alla realtà esterna | l'universo poetico di un artista: il mondo di saba, di montale; il mondo di un pittore nai°f    • 9 •   (filos.) sfera nella quale sono comprese realtà dello stesso genere: il mondo sensibile, intelligibile; il mondo delle idee, nella dottrina di platone    • 10 •   un mondo, (fam.) gran quantità: avere un mondo di cose da fare, da dire  | come loc. avv., moltissimo, in espressioni come divertirsi un mondo  e sim.    • 11 •   gioco di ragazzi che consiste nel saltellare con un solo piede su una figura tracciata sul pavimento, spostando contemporaneamente una piastrella nei vari riquadri della figura stessa; è detto anche campana  o settimana. 
mondovisione   s.f.  collegamento televisivo intercontinentale via satellite: trasmettere in mondovisione  | (estens.) programma televisivo così trasmesso.
monegasco   agg.  [pl. m. -schi] del principato di monaco  s.m.  [f. -a] nativo, abitante del principato di monaco.
monel   s.m. invar.  lega metallica a base di nichel, rame e ferro, dotata di buona resistenza alle sollecitazioni meccaniche e all'azione degli acidi e dell'acqua di mare.
monelleria   s.f.    • 1 •   l'essere monello    • 2 •   azione da monello.
monellesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) da monello: comportamento monellesco  § monellescamente avv. 
monello   s.m.  [f. -a]    • 1 •   ragazzo discolo o poco educato; ragazzo di strada. dim. monellino, monelluccio  pegg. monellaccio    • 2 •   (estens.) ragazzo molto vivace, impertinente, irrequieto    • 3 •   (ant.) furfante.
monema   s.m.  [pl. -mi] (ling.) la più piccola unità linguistica dotata di significato o di funzione grammaticale.
moneta   s.f.    • 1 •   dischetto metallico coniato, banconota o qualsiasi altro oggetto destinato a costituire mezzo di scambio per l'acquisto di beni e servizi; per estens., unità di misura del valore : una collezione di monete antiche; la moneta italiana è la lira; nei lager le sigarette costituivano moneta  | moneta (vera), quella d'oro o d'argento il cui valore è dato dalla quantità di metallo prezioso in essa contenuto; moneta divisionale, quella di minimo valore intrinseco, destinata alle piccole transazioni; moneta bancaria, quella costituita dai depositi bancari a vista; moneta legale, quella che lo stato obbliga ad accettare come mezzo di pagamento; moneta convertibile, che si può convertire in oro o in moneta estera; moneta di conto, quella, immateriale (né coniata né stampata), che si usa per esprimere un valore (p. e.  l'ecu europeo); moneta forte, debole, quella che tende ad acquistare o a perdere valore rispetto alle altre; moneta di riserva, internazionale, quella usata come mezzo di pagamento nel commercio internazionale | battere moneta, coniarla | non avere moneta, non avere spiccioli | pagare in moneta sonante, in contanti | pagare di pari moneta, della stessa moneta, (fig.) rendere il contraccambio, vendicarsi di un torto ricevuto; prendere per moneta buona, (fig.) prendere per buono, per vero. dim. monetina    • 2 •   nell'analisi macroeconomica, l'insieme del circolante (biglietti e monete metalliche) e dei depositi in conto corrente    • 3 •   nell'ippica, premio in denaro messo in palio in una corsa: disputarsi la moneta; vincere la prima, la seconda moneta. 
monetabile   agg.  che si può monetare, che si può valutare in moneta.
monetaggio   s.m.  la spesa per coniare, trasformare un metallo in moneta.
monetale   agg.  di moneta, relativo a moneta: impronta monetale. 
monetare   v. tr.  [io monéto ecc.] ridurre a moneta; trasformare un metallo in moneta: monetare l'oro  | v. intr.  [aus. avere] (rar.) coniare.
monetario   agg.  di moneta, che riguarda la moneta: convenzione, circolazione monetaria; base monetaria; mercato monetario, l'insieme delle negoziazioni di titoli a breve scadenza; sistema monetario internazionale, l'insieme dei rapporti di cambio tra le varie monete con o senza riferimento a monete di riserva o all'oro; valore monetario, espresso in moneta; unità monetaria, moneta scelta in un dato paese come unità di misura del valore di tutti i beni  s.m.  [f. -a] (ant.) chi conia monete; chi spaccia monete false.
monetarismo   s.m.  teoria macroeconomica secondo la quale un aumento della quantità di moneta nel sistema economico non promuove l'occupazione e si traduce in inflazione.
monetarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, sostenitore del monetarismo  agg.  monetaristico.
monetaristico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al monetarismo.
monetato   part. pass.  di monetare   agg.  ridotto in forma di moneta; che ha valore di moneta: oro monetato; carta monetata. 
monetazione   s.f.  processo con cui si trasforma il metallo grezzo o un materiale metallico in moneta.
monetiere   s.m.    • 1 •   mobile o album per contenere una collezione di monete    • 2 •   (ant.) chi conia monete; chi falsa monete: allora il monetier: «così si squarcia / la bocca tua per tuo mal come suole...»  (dante inf.  xxx, 124-125).
monetizzare   v. tr.    • 1 •   tradurre in termini di moneta; valutare una cosa nel suo equivalente in denaro: un danno che, monetizzato, ammonta a 100 milioni    • 2 •   tradurre in termini monetari, scambiare con denaro, anche riferito a valori non economici: monetizzare la salute, il tempo libero, le ferie. 
monetizzazione   s.f.  l'operazione del monetizzare.
monferrina   s.f.  danza popolare piemontese, a ritmo vivace.
monferrino   agg.  del monferrato  s.m.  [f. -a] abitante, nativo del monferrato.
mongolfiera   s.f.  pallone aerostatico il cui fluido sostentatore è l'aria calda.
mongolia   s.f.  pelliccia di una varietà di capra della mongolia, a pelo lungo, ondulato e soffice.
mongolico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della mongolia; dei mongoli: lingue, popolazioni mongoliche    • 2 •   (estens.) che ha caratteristiche simili a quelle dei mongoli: occhi mongolici, a mandorla.
mongolide   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi appartiene al gruppo umano mongoloide    • 2 •   (med.) che, chi è affetto da mongolismo.
mongolismo   s.m.  denominazione, ormai disusata in campo scientifico, della sindrome di down  (o trisomia 21).
mongolo   agg.  della mongolia, mongolico: lingue, popolazioni mongole   s.m.    • 1 •   [f. -a] che, chi appartiene alla popolazione mongolica: faccia da mongolo, caratterizzata dalla posizione obliqua degli occhi    • 2 •   (ling.) famiglia di dialetti del gruppo altaico parlati in mongolia.
mongoloide   agg.  (antrop.) si dice di gruppo umano caratterizzato da brachicefalia, corporatura tarchiata, carnagione giallastra, capelli neri e occhi di taglio obliquo  agg.  e s.m.  denominazione, ormai disusata in campo scientifico, di chi è affetto da sindrome di down; anche, di ciò che la caratterizza: viso mongoloide; tratti mongoloidi. 
mongomeri   s.m.  adattamento it. dell'ingl. montgomery. 
monile   s.m.  (lett.) collana d'oro o di pietre preziose; per estens., gioiello in genere.
monilia   s.f.  (bot.) genere di funghi caratterizzati da conidi ovali disposti in lunghe catenelle (fam.  mucedinacee).
moniliali   s.f. pl.  (bot.) ordine di funghi deuteromiceti saprofiti o parassiti, a micelio settato | sing.  [-e] ciascun fungo appartenente a tale ordine.
moniliasi   s.f.  (med.) micosi determinata da funghi del genere monilia.
monimento    ⇨ monumento.
monismo   s.m.  (filos.) ogni sistema filosofico che ponga a fondamento di tutta la realtà un unico principio, spirituale o materiale.
monista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) sostenitore, seguace del monismo.
monisterio   monistero  ⇨ monastero.
monistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) del monismo, relativo al monismo: sistema monistico. 
monito   s.m.  ammonimento severo e solenne: rivolgere un monito; essere, servire di monito. 
monitor   s.m. invar.    • 1 •   dispositivo con teleschermo che permette di visualizzare e controllare l'andamento di un fenomeno    • 2 •   dispositivo che riproduce direttamente le immagini riprese da una telecamera    • 3 •   dispositivo di un elaboratore elettronico che consente la visualizzazione sullo schermo dei dati in entrata e in uscita.
monitoraggio   s.m.    • 1 •   controllo o rilevazione eseguiti con un monitor | (med.) controllo continuo e articolato delle funzioni vitali di un organo o di un paziente effettuato per mezzo di più apparecchiature di controllo    • 2 •   (estens.) qualunque controllo sistematico di una situazione o un processo (economico, sociale, politico ecc).
monitorare   v. tr.  [io monìtoro ecc] effettuare un monitoraggio.
monitore   (1) s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (ant.) chi ammonisce, consigliere | nel passato il termine ricorreva nell'intitolazione di giornali e periodici: il monitore italiano; il monitore ecclesiastico    • 2 •   in alcuni campi di attività, educatore, istruttore; informatore.
monitore   (2) s.m.    • 1 •   (mar.) nave da guerra non molto veloce, di ridotto pescaggio, armata con uno o due grossi cannoni, adatta a incursioni costiere    • 2 •   (non com.) adattamento it. dell'ingl. monitor. 
monitorio   agg.  che ammonisce, che serve d'ammonimento: lettera monitoria   s.m.  lettera dell'autorità ecclesiastica con cui s'invita chi ne abbia conoscenza a palesare un fatto, sotto pena di scomunica.
monitorizzare   v. tr.  attrezzare con monitor | sottoporre a monitoraggio.
monizione   s.f.  (ant.) ammonizione, ingiunzione.
mon-khmer  mon-khmer agg.  e s.m. invar.  si dice di un gruppo di lingue asiatiche di antica origine indocinese, oggi presenti in birmania, cambogia e malacca.
monna   s.f.  (ant. , lett) signora, come appellativo di rispetto o di cortesia: monna lisa. 
monnezza    ⇨ mondezza 2.
mono   agg. invar.  forma abbreviata corrente di monofonico, monoaurale : registrazione, giradischi mono. 
mono-  mono- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. mónos  'solo'; vale 'uno, unico, formato da uno solo' e sim. (monogamia, monoposto).
monoalbero   agg.  (mecc.) dotato di un solo albero; si dice in partic. del meccanismo di distribuzione dei motori a combustione interna alternativi con un solo albero a camme e delle turbine a gas in cui il compressore e la girante sono coassiali sull'albero motore.
monoasse   agg.    • 1 •   (scient.) dotato di un solo asse (ottico, di simmetria ecc.)    • 2 •   (tecn.) si dice di rimorchio a due ruote, o semirimorchio.
monoatomico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di una sostanza la cui molecola è costituita da un solo atomo: gas monoatomico. 
monoaurale   agg.  (scient.)    • 1 •   relativo a un solo orecchio    • 2 •   in elettroacustica, si dice di apparecchio o dispositivo che registra o riproduce i suoni non in stereofonia; monofonico.
monobasico   agg.    • 1 •   (chim.) si dice di base la cui molecola presenta un solo gruppo ossidrilico sostituibile con un atomo di idrogeno    • 2 •   monoprotico.
monoblocco   agg. invar.  costituito da un solo blocco: motore monoblocco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il complesso dei cilindri di un motore a combustione interna ricavato in un unico pezzo di fusione    • 2 •   insieme coordinato e compatto comprendente gli elettrodomestici di cucina e l'impianto idraulico.
monocalibro   agg. invar.  (mar.) si dice di nave da guerra il cui armamento principale sia costituito da cannoni tutti del medesimo calibro.
monocamera   s.f.  appartamentino costituito da una sola camera più i servizi essenziali; monolocale.
monocamerale   agg.  si dice di sistema parlamentare basato su una sola camera di rappresentanti.
monocarbossilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido la cui molecola presenta un solo gruppo carbossilico.
monocarpico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) si dice di pianta che fiorisce e fruttifica una sola volta; di frutto, che risulta di un solo carpello.
monocasio   s.m.  (bot.) tipo di infiorescenza a cima, in cui un solo ramo si sviluppa sotto il fiore apicale; cima unipara.
monocellulare   agg.  (biol.) costituito da una sola cellula.
monocilindrico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di motore a combustione interna a un solo cilindro.
monocito   o monocita [pl. -ti], s.m.  (biol.) denominazione di una varietà di globuli bianchi del tipo dei linfociti, ma più grandi.
monoclamidato   agg.  (bot.) monoclamideo.
monoclamidee   s.f. pl.  (bot.) gruppo di piante dicotiledoni con perianzio semplice o inesistente | sing.  [-a] ogni pianta di tale gruppo.
monoclamideo   agg.  (bot.) si dice di fiore con perianzio semplice, formato solo dal calice o solo dalla corolla.

monoclasse   agg.  costituito di una sola classe: società monoclasse; scuola monoclasse. 
monoclinale   agg.  in stratigrafia, si dice degli strati che fanno parte dello stesso fianco di una piega e quindi presentano identica direzione e pendenza: (piega) monoclinale. 
monoclino   agg.    • 1 •   (bot.) si dice del fiore che ha stami e pistilli; anche, di pianta che ha tali fiori    • 2 •   (min.) si dice di uno dei sette sistemi cristallografici di simmetria e dei cristalli che vi appartengono.
monocolo   agg.  che ha un solo occhio; che vede da un occhio solo  s.m.    • 1 •   lente che si applica a un occhio: portare il monocolo    • 2 •   piccolo cannocchiale prismatico a una sola canna.
monocolore   agg. invar.  che è di un solo colore | (governo) monocolore, governo in cui tutti i ministri appartengono a uno stesso partito.
monocoltura   s.f.    • 1 •   coltura di una sola specie vegetale praticata per più anni su uno stesso terreno    • 2 •   (estens.) produzione agricola di un determinato territorio concentrata su un solo prodotto.
monocompatibile   agg.  si dice di incisione fonografica o magnetica stereofonica udibile anche su riproduttori sonori monoaurali.
monocorde   agg.  (lett.) monotono, uniforme: discorso monocorde. 
monocordo   ant. monacordo, s.m.  antico strumento formato da una sola corda tesa sopra una cassa di risonanza, usato spec. in acustica.
monocoriale   agg.  (biol.) si dice di ciascuno dei gemelli che, derivati da un solo uovo fecondato, sono avvolti da una membrana coriale comune; monovulare, monozigote.
monocotiledone   agg.  (bot.) si dice di pianta fanerogama col seme fornito di un solo cotiledone.
monocotiledoni   s.f. pl.  (bot.) classe di piante fanerogame caratterizzate da embrione con un solo cotiledone | sing.  [-e] ogni pianta di tale classe.
monocottura   s.f. invar.  tecnica di produzione di ceramiche per pavimenti e rivestimenti mediante cottura contemporanea del supporto e dello smalto; il prodotto così ottenuto.
monocratico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (lett.) di, relativo a monocrazia    • 2 •   (dir.) si dice di organo giudicante costituito di un solo giudice.
monocrazia   s.f.  (lett.) forma di governo che accentra i poteri in un unico individuo o in un unico organo; dominio esercitato da un singolo.
monocristallo   s.m.  (miner.) individuo cristallino di dimensioni maggiori rispetto a tutti gli altri che compongono un aggregato policristallino.
monocromare   v. tr.  [io monocròmo ecc.] (fis.) monocromatizzare.
monocromaticità   s.f.  qualità di ciò che è monocromatico.
monocromatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di un solo colore; monocromo: pittura monocromatica    • 2 •   (fis.) si dice di fascio luminoso di un solo colore, composto di onde della medesima lunghezza.
monocromatismo   s.m.    • 1 •   nelle arti figurative, carattere, stile monocromo, monocromatico: un pittura basata sul monocromatismo e sulle variazioni chiaroscurali    • 2 •   (med.) difetto visivo per cui si percepisce la differenza tra luce e ombra, ma si è totalmente insensibili ai colori.
monocromatizzare   v. tr.  (fis.) rendere monocromatico un fascio di luce.
monocromato   agg.  e s.m.  lo stesso che monocromo. 
monocromatore   s.m.  (fis.) apparecchio capace di isolare da una sorgente luminosa una luce monocromatica.
monocromia   s.f.  tecnica pittorica e tipografica basata sull'impiego di un solo colore; la pittura o la stampa che ne risulta.
monocromo   agg.  di un solo colore; dipinto in un'unica tinta, con gradazioni chiare e scure: una facciata monocroma; una figura, una vetrata monocroma  | anche s.m.  : un monocromo di polidoro da caravaggio. 
monoculare   agg.  che riguarda un solo occhio: strabismo monoculare  | che serve per un solo occhio: lente monoculare. 
monocultura   s.f.  (antrop.) in una data società o in un gruppo etnico, cultura che costituisce il prodotto della convergenza e dell'assimilazione di culture diverse; anche, cultura affermatasi o imposta come modello culturale semplificato.
monocuspidale   agg.  (arch.) che ha una sola cuspide.
monodia   s.f.  canto a una sola voce, eseguito da uno o più cantanti, con o senza accompagnamento strumentale.
monodico   agg.  [pl. m. -ci] di monodia: canto monodico  | poesia, lirica monodica, nella letteratura greca antica, forma di poesia cantata o recitata a una sola voce § monodicamente avv.  in forma di monodia.
monodose   agg. invar.  si dice di confezione farmaceutica contenente una sola dose.
monodromo   agg.  (mat.) si dice di funzione che assume un unico valore per ogni valore della variabile indipendente.
monoelica   agg. invar.  (mecc.) dotato di una sola elica.
monofagia   s.f.    • 1 •   tipo di alimentazione umana basato quasi esclusivamente su un solo alimento    • 2 •   (biol.) la caratteristica di un organismo che può vivere nutrendosi di una sola specie animale o vegetale.
monofase   agg.  [pl. -si  e -se] (fis.) che ha una sola fase: corrente, tensione monofase; generatore (di corrente) monofase. 
monofiletico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) monogenetico.
monofiletismo   s.m.  (biol.) monogenismo.
monofilia   s.f.  (biol.) monogenesi.
monofillo   agg.  (bot.) che ha una sola foglia.
monofisismo   s.m.  (teol.) dottrina eterodossa cristiana sorta nel v sec., che nega la natura umana di cristo, riconoscendogli la sola natura divina; è ancora sostenuta dalle chiese copta, etiopica, armena e sira.
monofisita   agg.  [pl. m. -ti] di, relativo al monofisismo | chiese monofisite, le chiese copta, etiopica, armena e sira che professano il monofisismo  agg.  e s.m.  e f.  seguace del monofisismo.
monofisitico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al monofisismo o ai monofisiti.
monofito   agg.  (agr.) si dice di coltivazione costituita da una sola specie vegetale.
monofobia   s.f.  (psicol.) paura morbosa di stare soli.
monofonditrice   s.f.  macchina monotipica usata per la fusione dei caratteri tipografici.
monofonematico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) costituito da un solo fonema: sillaba monofonematica. 
monofonico   agg.  [pl. m. -ci] monoaurale.
monofora   agg.  e s.f.  (arch.) si dice di finestra priva di suddivisioni, con una sola apertura.
monofune   agg.  si dice di un tipo di teleferica realizzata con una sola fune che ha azione traente e portante.
monogamia   s.f.    • 1 •   istituto matrimoniale per cui un solo uomo può essere unito coniugalmente a una sola donna    • 2 •   (zool.) tendenza degli individui di alcune specie animali ad accoppiarsi con un solo individuo di sesso diverso.
monogamico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a monogamia: unione monogamica. 
monogamo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi pratica la monogamia | (estens.) si dice di uomo fedele a una sola donna e viceversa; anche, di chi rispetta rigorosamente il vincolo di fedeltà coniugale.
monogenei   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse dei platelminti prevalentemente parassiti, con sviluppo caratterizzato da complicate metamorfosi | sing.  [-neo] ogni animale di tale sottoclasse.
monogenesi   s.f.  unicità di origine, discendenza da un'unica forma, da un unico progenitore: monogenesi di una specie; teorizzare la monogenesi di tutte le lingue. 
monogenetico   agg.  [pl. m. -ci] di monogenesi, caratterizzato da monogenesi § monogeneticamente avv. 
monogenismo   s.m.    • 1 •   nella teologia cattolica, la dottrina che, sulla base della scrittura, sostiene l'origine unica del genere umano    • 2 •   monogenismo geografico, teoria biologica secondo la quale le diverse specie animali e vegetali avrebbero avuto, all'origine, un unico centro di diffusione.
monografia   s.f.  scritto, saggio che tratta di un solo argomento (p. e.  un autore, un'opera, un avvenimento, un personaggio): scrivere una monografia sulla rivoluzione francese; leggere una monografia sul tasso. 
monografico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce a monografia; che ha carattere di monografia: studio, saggio monografico  | corso monografico, nell'insegnamento universitario, corso che riguarda un argomento particolare § monograficamente avv.  in modo monografico.
monogramma   s.m.  [pl. -mi] simbolo grafico consistente di una o più lettere (queste ultime spesso intrecciate o sovrapposte) che possono essere le iniziali di un nome, delle singole parole di una frase, di un motto e sim.: ricamare il proprio monogramma sui fazzoletti. 
monogrammatico   agg.  [pl. m. -ci] di monogramma, a monogramma: firma monogrammatica  § monogrammaticamente avv.  mediante un monogramma.
monoicismo   s.m.    • 1 •   (biol.) ermafroditismo    • 2 •   (bot.) fenomeno per cui una pianta presenta ben distinti nello stesso individuo fiori maschili e fiori femminili.
monoico   agg.  [pl. m. -ci] (biol. , bot.) che presenta monoicismo, che è caratterizzato da monoicismo.
monoideismo   s.m.  (psich.) stato psicopatologico in cui la coscienza si fissa su una sola idea dominante.
monokini   s.m.  costume da bagno femminile costituito dalle sole mutandine.
monolatria   s.f.  (relig.) adorazione di un solo dio a preferenza di qualunque altro; è considerata fase primitiva del monoteismo.
monolingue   agg.    • 1 •   che conosce, che parla una sola lingua: un individuo monolingue    • 2 •   scritto, redatto in una sola lingua: iscrizione monolingue  | dizionario, vocabolario monolingue, che raccoglie le parole di una lingua e le spiega nella stessa lingua: questo dizionario è monolingue; confrontare un vocabolario monolingue di inglese con un bilingue italiano-inglese. 
monolitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   costituito da un monolito: statua monolitica    • 2 •   (fig.) rigidamente unitario e compatto: un partito monolitico  | fermo, incrollabile, deciso: un carattere monolitico  § monoliticamente avv.  in modo monolitico | con estrema compattezza o rigidezza: ragionare monoliticamente. 
monolitismo   s.m.  carattere monolitico, rigidamente unitario: il monolitismo di un'ideologia. 
monolito   s.m.    • 1 •   pietra in un sol pezzo di grandi dimensioni | essere un monolito, (fig.) si dice di persona dal carattere fermissimo, imperturbabile    • 2 •   elemento architettonico od ornamentale (colonna, statua e sim.) ricavato da un unico blocco di pietra o di marmo    • 3 •   in alpinismo, guglia rocciosa isolata.
monolocale   s.m.  abitazione costituita da un solo locale più i servizi essenziali.
monologare   v. intr.  [io monòlogo, tu monòloghi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   parlare da solo; fare un soliloquio    • 2 •   recitare un monologo.
monologo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   parte di un componimento teatrale in cui un personaggio parla da solo sulla scena    • 2 •   breve componimento drammatico scritto per essere recitato da un solo attore    • 3 •   (estens.) discorso di una persona con sé stessa, o diretto ad ascoltatori, anche immaginari, dai quali non aspetta risposta | monologo interiore, tecnica narrativa caratteristica del romanzo novecentesco, per cui l'attività psichica del personaggio si traduce liberamente nella scrittura, senza le tradizionali preoccupazioni di coordinamento logico-formale.
monomandatario   agg.  si dice di agente di vendita che opera per conto di una sola azienda.
monomane   agg.  e s.m.  e f.  monomaniaco.
monomania   s.f.    • 1 •   (psich.) denominazione, oggi desueta, della psicosi paranoide    • 2 •   (estens.) attaccamento esagerato a un'idea, a un progetto, a un'attività.
monomaniacale   agg.  monomaniaco.
monomaniaco   agg.  [pl. m. -ci] di monomania, relativo a monomania: sintomo, delirio monomaniaco   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da monomania.
monomano   s.m.  (lett.) persona priva di una mano.
monomero   (1) s.m.  (chim.) molecola semplice capace di unirsi ad altre simili per formare un polimero.
monomero   (2) s.m.  (lett.) persona priva di una gamba.
monometallismo   s.m.  (econ.) sistema monetario in cui circolano solo monete d'oro o solo monete d'argento; si contrappone a bimetallismo. 
monometrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (geom.) si dice di un tipo particolare di assonometria    • 2 •   in cristallografia, uno dei tre gruppi di simmetria, nel quale i tre assi cristallografici di riferimento sono tra loro perpendicolari; tra i sette sistemi cristallini, a questo gruppo appartiene il solo sistema cubico.
monometro   s.m.  nella metrica classica, componimento poetico i cui versi sono tutti dello stesso metro | usato anche come agg.  : componimento monometro. 
monomiale   agg.  (mat.) di, relativo a monomio; che ha forma di monomio: espressione monomiale. 
monomio   s.m.  (mat.) espressione algebrica costituita dal prodotto di più fattori dei quali uno è un numero (coefficiente) e gli altri sono lettere (parte letterale).
monomorfismo   s.m.  (mat.) tipo di corrispondenza tra due insiemi a  e b, provvisti della stessa struttura algebrica, tale che a elementi distinti di a  associa elementi distinti di b. 
monomotore   agg.  e s.m.  si dice di aeroplano dotato di un solo motore.
mononucleare   agg.  (biol.) mononucleato.
mononucleato   agg.  (biol.) che ha un solo nucleo: cellule mononucleate   s.m.  (biol.) globulo bianco caratterizzato da un nucleo compatto.
mononucleosi   s.f.  (med.) leucocitosi caratterizzata da aumento nel sangue di globuli bianchi mononucleati | mononucleosi infettiva, malattia infettiva di natura virale, caratterizzata da angina e tumefazione delle linfoghiandole.
monopala   agg. invar.  (aeron.) che è a una sola pala: elica monopala. 
monopartitismo   s.m.  sistema politico fondato sull'esistenza di un solo partito.
monopattino   s.m.  veicolo-giocattolo costituito da un'assicella con due piccole ruote e un manubrio; vi si monta sopra con un piede spingendosi con l'altro.
monopetalo   agg.  (bot.) gamopetalo.
monopetto   agg.  e s.m. invar.  si dice di giacca a un petto solo, con un'unica fila di bottoni; anche, di abito con tale giacca.
monopezzo   agg.  si dice di costume da bagno femminile costituito da un pezzo intero | usato anche come s.m. 
monoplacofori   s.m. pl.  (zool.) classe di molluschi assai affini agli anellidi, di cui è nota una sola specie vivente | sing.  [-o] ogni individuo di tale classe.
monoplano   s.m.  tipo di aeroplano con un solo piano alare.
monoplegia   s.f.  (med.) paralisi che colpisce un solo arto o un solo muscolo o gruppo muscolare.
monopodiale   agg.  (bot.) si dice di ramificazione a fusto semplice, cioè con un solo asse principale.
monopodico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) monopodiale.
monopodio   (1) s.m.  (ant.) tavolo sorretto da un solo piede.
monopodio   (2) s.m.  (bot.) tipo di ramificazione a fusto semplice, cioè con un solo asse principale.
monopolare   agg.  (fis.) che ha un solo polo.
monopoli   ® s.m. invar.  gioco con i dadi simile al gioco dell'oca, che simula situazioni di compravendita di terreni e fabbricati con le relative operazioni bancarie.
monopolio   s.m.    • 1 •   (econ.) situazione di mercato in cui l'intera quantità prodotta di una merce o di un servizio è controllata da un unico venditore; anche, il potere di mercato che a questi deriva: un bene venduto in regime di monopolio; avere, detenere il monopolio di un prodotto | pl.  (estens.) le grandi imprese in grado di influenzare il mercato: il potere dei grandi monopoli | monopolio fiscale, istituto giuridico con il quale lo stato riserva esclusivamente a sé la produzione o la vendita di determinati beni o servizi    • 2 •   (fig.) privilegio esclusivo, diritto riservato: la verità non è monopolio di nessuno. 
monopolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi detiene un monopolio.
monopolistico   agg.  [pl. m. -ci] di monopolio: regime monopolistico  § monopolisticamente avv.  in monopolio, a regime di monopolio.
monopolizzare   v. tr.    • 1 •   instaurare un monopolio: lo stato italiano ha monopolizzato la vendita del tabacco    • 2 •   (fig.) porre sotto il proprio potere, la propria esclusiva influenza: monopolizzare l'arte, la cultura  | accaparrarsi, tenere interamente per sé: monopolizzare l'uso di una cosa; monopolizzare l'attenzione, accentrare l'attenzione degli altri su di sé monopolizzare una persona, (scherz.) tenerla tutta per sé.
monopolizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi monopolizza (anche fig.).
monopolizzazione   s.f.  il monopolizzare, l'essere monopolizzato.
monopolo   s.m.  (fis.) polo magnetico isolato, ipotizzato ma non ancora verificato sperimentalmente dall'elettrodinamica quantistica.
monoposto   agg. invar.  si dice di aereo, autovettura o altro veicolo a un solo posto | usato anche come s.m.  o f. invar.  : le automobili da corsa sono delle monoposto. 
monoprogrammazione   s.f.  (inform.) modo di operare dell'unità centrale di un elaboratore elettronico, per cui i programmi vengono eseguiti uno alla volta e non in sovrapposizione fra loro.
monoprotico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido la cui molecola presenta un solo atomo di idrogeno sostituibile con un atomo di metallo; si dice anche, impropriamente, monobasico. 
monopsichismo   s.m.  (filos.) dottrina che afferma l'esistenza di una sola anima, superindividuale | in averroè (1126-1198), dottrina secondo la quale l'intelletto agente è unico e si identifica con la ragione, intesa come facoltà eterna del genere umano.
monopsonio   s.m.  (econ.) situazione di mercato in cui a molti venditori corrisponde un unico acquirente.
monoptero   agg.  (arch.) si dice di tempio circolare con cella attorniata da colonne.
monoreattore   agg.  e s.m.  si dice di aereo dotato di un solo motore a getto.
monorifrangente   agg.  (fis.) si dice di cristallo in cui non avviene birifrangenza ottica, ma semplice rifrazione.
monorifrangenza   s.f.  (fis.) proprietà di un cristallo monorifrangente.
monorimo   agg.  (metr.) si dice di strofa composta di versi che hanno tutti la stessa rima: lasse monorime. 
monoritmico   agg.  [pl. m. -ci] lo stesso che monoritmo. 
monoritmo   agg.  e s.m.  (metr.) si dice di componimento poetico i cui versi hanno tutti lo stesso ritmo.
monormeggio   s.m.  (mar.) tipo di ormeggio per petroliere, al largo della costa, dotato di una grande boa girevole in grado di secondare i movimenti di rotazione della nave, senza che i cavi di ormeggio e le tubazioni di scarico del greggio si attorciglino intorno a essa.
monorotaia   s.f.  ferrovia a una sola rotaia: trasporti su monorotaia  | usato come agg. invar.  : ferrovia monorotaia. 
monorotore   agg. invar.  (mecc.) dotato di un solo rotore.
monosaccaride   s.m.  (chim.) zucchero semplice che non può più essere ulteriormente scisso (p. e.  glucosio, fruttosio).
monoscafo   s.m.  (mar.) ogni imbarcazione costituita da un unico scafo.
monoscì   s.m. invar.    • 1 •   sci d'acqua più lungo e più largo del normale, che si usa da solo appoggiandovi entrambi i piedi    • 2 •   lo stesso che monoski. 
monoscocca   s.f.  autoveicolo la cui scocca, costruita in un'unica struttura rigida, ha funzione portante | usato anche come agg. invar.  : automobile monoscocca. 
monoscopio   s.m.  (tv) immagine fissa che le stazioni televisive trasmettono prima dell'inizio dei programmi, per consentire la messa a punto del sistema trasmittente e degli apparecchi riceventi.
monosemico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che ha un unico significato: enunciato monosemico. 
monosillabico   agg.  [pl. m. -ci] formato di una sola sillaba: parola monosillabica  | lingua monosillabica, quella in cui ogni parola è costituita da una sola sillaba (p. e.  il cinese).
monosillabo   agg.  che è formato di una sola sillaba  s.m.  parola di una sola sillaba (p. e. re, per, qua) | parlare, rispondere a monosillabi, (fig.) in maniera molto stringata, dicendo lo stretto necessario.
monosio   o monoso, s.m.  (chim.) monosaccaride.
monoski   s.m. invar.  sport invernale che consiste nello sciare con uno sci unico, più largo del normale, dotato di uno speciale attacco per fissarvi sopra i piedi; monosci.
monosomia   s.f.  in genetica, perdita di uno dei due cromosomi omologhi del corredo genetico di una cellula.
monospermia   s.f.  in embriologia, penetrazione nell'uovo di un solo spermatozoo; rappresenta la modalità fisiologica di fecondazione.
monossido   s.m.  (chim.) ossido la cui molecola ha un solo atomo di ossigeno.
monostabile   agg.  (elettr.) si dice di circuito multivibratore che, ricevendo un segnale di commutazione, passa dallo stato di funzionamento permanentemente stabile a uno stato quasi-stabile, in cui permane solo per un tempo definito.
monostadio   agg.  (aer.) si dice di missile a un solo stadio.
monostico   s.m.  [pl. -ci] componimento poetico costituito d'un solo verso o di versi monometri non strutturati stroficamente | usato anche come agg.  : componimento monostico. 
monostrofico   agg.  [pl. m. -ci] (metr.) costituito da una sola strofa.
monoteismo   s.m.  ogni dottrina religiosa o filosofica che affermi l'esistenza di un unico dio.
monoteista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] assertore, seguace del monoteismo | usato anche come agg.  nel sign. di monoteistico. 
monoteistico   agg.  [pl. m. -ci] del monoteismo: religione monoteistica. 
monotelismo   o monotelitismo, s.m.  (teol.) dottrina eretica del sec. vii, che affermava l'esistenza in cristo della sola volontà divina.
monotelita   s.m.  [pl. -ti] (relig.) seguace del monotelismo.
monotelitismo    ⇨ monotelismo.
monotematico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (mus.) si dice di una composizione musicale basata su un solo tema: la forma della sonata barocca è monotematica    • 2 •   (estens. non com.) che tratta un unico argomento: film, libro monotematico  § monotematicamente avv. 
monotematismo   s.m.  (mus.) procedimento compositivo che consiste nel basare un brano musicale su un solo tema.
monotipia   s.f.  composizione tipografica ottenuta con la monotype.
monotipista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] operaio addetto alla monotype.
monotipo   (1) s.m.  procedimento di stampa di un disegno eseguito con inchiostro apposito direttamente su lastra di rame o di zinco; consente la stampa di un solo esemplare | anche, la stampa così ottenuta.
monotipo   (2) s.m.  adattamento it. dell'ingl. monotype. 
monotipo   (3) agg.  e s.m. invar.  nella nautica da diporto, si dice di imbarcazione di serie realizzata secondo gli standard richiesti per l'omologazione nelle varie classi sportive.
monotonia   s.f.  l'essere monotono; la sensazione di tedio provocata da una cosa monotona: la monotonia d'uno spettacolo; che monotonia l'autunno!. 
monotono   (1) agg.  che ha un tono uniforme; per estens., che è sempre uguale, privo di varietà, noioso: musica, voce monotona; libro, spettacolo monotono; fare una vita monotona; una perso-  na monotona, che fa o dice sempre le stesse cose § monotonamente avv. 
monotono   (2) agg.  (mat.) si dice di successione o funzione sempre crescente o sempre decrescente.
monotremi   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi dotati di marsupio, diffusi in australia, tasmania e nuova zelanda a cui appartengono l'ornitorinco e l'echidna; sono ovipari e hanno muso di forma appiattita o tubolare, corpo tozzo, arti brevi e robusti | sing.  [-o] ogni individuo appartenente a tale ordine.
monotrofo   agg.  (biol.) si dice di organismo che vive nutrendosi di un unico tipo di alimento.
monottongamento   s.m.  (ling.) monottongazione.
monottongare   v. intr.  [io monottóngo ecc. ; aus. avere] (ling.) detto di dittongo, subire una monottongazione.
monottongazione   s.f.  (ling.) processo per il quale un dittongo si riduce a una vocale semplice (p. e.  il dittongo au  del lat. au¯rum  dà ò  dell'it. oro).
monottongo   s.m.  [pl. -ghi] (ling.) la vocale che risulta da una monottongazione.
monotype   ® s.f. invar.  macchina per la composizione tipografica che fonde e compone i caratteri a uno a uno.
monouso   agg. invar.  che si usa una volta sola e poi si butta: siringa monouso. 
monovalente   agg.    • 1 •   (chim.) si dice di ogni elemento capace di combinarsi con un atomo di idrogeno o di sostituirlo, o che nei composti con altri elementi cede o acquista un solo elettrone    • 2 •   (med.) si dice di farmaco che agisce contro una sola malattia o un solo agente patogeno: vaccino monovalente. 
monoverbo   s.m.  in enigmistica, rebus la cui soluzione è formata da una sola parola e non da una frase.
monovitigno   s.m.  vitigno unico: grappa di monovitigno, ottenuta da vinacce di un unico vitigno.
monovolume   agg.  e s.f.  si dice di automobile che racchiude in un solo volume l'abitacolo e il vano bagagli.
monovulare   agg.  (biol.) lo stesso che monozigote  o monocoriale. 
monozigote   agg.  (biol.) si dice di ciascuno dei gemelli che derivano dallo stesso uovo.
monozigotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) lo stesso che monozigote. 
monregalese   agg.  di mondovì, comune in provincia di cuneo  s.m.  e f.  chi abita o è nato a mondovì.
monsù   o monsiù, s.m.  (region.) signore.
monsiù    ⇨ monsù.
monsignorato   s.m.  (non com.) dignità, grado di monsignore.
monsignore   s.m.  titolo onorifico spettante a vescovi ed ecclesiastici investiti di particolari dignità un tempo si dava anche a papi, principi, re e imperatori.
monsone   s.m.  (geogr.) vento periodico che spira in inverno dalla terra verso il mare e in estate dal mare verso la terra; è proprio delle regioni tropicali e in particolar modo dell'oceano indiano.
monsonico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo ai monsoni: clima monsonico; area monsonica. 
monstre   agg. invar.  straordinario, eccezionale, grandioso: un evento monstre. 
monstro    ⇨ mostro.
monstrum   s.m. invar.  fatto, fenomeno eccezionale; prodigio, portento (in senso sia positivo sia negativo).
monta   s.f.    • 1 •   accoppiamento di bestie d'allevamento, spec. di buoi e cavalli; anche, il luogo in cui avviene tale accoppiamento: stallone da monta; portare un animale alla monta  | stazione di monta, luogo dove si tengono tori o stalloni per la monta    • 2 •   atto e modo di cavalcare: sistema inglese di monta  | (estens.) fantino: la prima monta di una scuderia, il primo fantino    • 3 •   (arch.) distanza minima tra la chiave di volta e la luce di un arco o di una volta; freccia.
montacarichi   o montacarico, s.m. invar.  impianto di sollevamento in verticale, a funzionamento intermittente, riservato al trasporto di cose.
montacarrozzelle   s.m. invar.  impianto automatico per il sollevamento in verticale o lungo un piano inclinato di carrozzelle per invalidi.
montaggio   s.m.    • 1 •   operazione con cui si mettono insieme e si collegano i diversi elementi di una macchina, di un apparecchio, di un mobile, di una struttura e in genere di ogni oggetto formato da più parti: montaggio di prova; montaggio in opera; catena di montaggio    • 2 •   (cine.) la fase definitiva della preparazione di un film, nella quale vengono scelte e organicamente collegate le singole parti girate in precedenza    • 3 •   (tip.) nei procedimenti di stampa nei quali la matrice viene ricavata mediante fotoincisione, il fissaggio dei vari elementi della pagina su un supporto trasparente.
montaggista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto al montaggio tipografico.
montagna   s.f.    • 1 •   monte: una catena di montagne; scalare una montagna; essere grande come una montagna, sembrare una montagna, (fig.) avere dimensioni enormi; il parto della montagna, (fig.) opera che con la sua mediocrità smentisce le attese | nel ciclismo: tappa di montagna, che si svolge su strade di montagna, con salite molto dure; gran premio della montagna, nelle gare a tappe, trofeo assegnato a chi ha fatto registrare i migliori piazzamenti nei traguardi posti sui vari passi di montagna. dim. montagnetta, montagnola    • 2 •   (estens.) luogo montuoso, zona montuosa: andare in montagna; vivere in alta montagna; preferire il mare alla montagna; gente, paese, aria di montagna    • 3 •   (fig.) grande quantità, mucchio: una montagna di libri    • 4 •   montagne russe, nei luna park, specie di ferrovia in miniatura i cui vagoncini percorrono salite e discese ripidissime; otto volante.
montagnardo   s.m.  durante la rivoluzione francese, deputato appartenente all'ala estremista dei giacobini, chiamata la montagna perché nelle assemblee sedeva nella parte più alta della sala.
montagnolo   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) montanaro.
montagnoso   agg.  ricco di monti, montuoso: località montagnosa. 
montalettighe   s.m. invar.  negli ospedali, ascensore dimensionato e accessoriato per il trasporto di lettighe.
montaliano   agg.  del poeta eugenio montale (1896-1981) o che si riferisce alla sua opera, al suo stile.
montaliquidi   s.m. invar.  apparecchio ad aria compressa destinato a far circolare e a distribuire liquidi in un impianto.
montanaro   agg.  di montagna; proprio di chi abita in montagna: gente montanara; semplicità, rudezza montanara   s.m.  [f. -a] chi è nato o vive in montagna: un canto di montanari. 
montanello   s.m.  (zool.) fanello.
montanino   agg.  (tosc.) di montagna: gente montanina; uva montanina   s.m.  [f. -a] (tosc.) montanaro.
montanismo   s.m.  (teol.) eresia cristiana del sec. ii che predicava un'ascesi particolarmente rigida nell'attesa dell'imminente regno millenario di cristo.
montanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del montanismo  agg.  montanistico.
montanistico   agg.  [pl. m. -ci] del montanismo, dei montanisti: eresia montanistica. 
montano   agg.  di monte, di montagna: villaggio, paesaggio montano; fauna, flora montana. 
montante   part. pres.  di montare   agg.  che monta: colletto montante, alto sul collo  s.m.    • 1 •   qualsiasi elemento verticale rigido di una struttura, di un telaio e sim.: i montanti dello scaffale, della porta    • 2 •   (aer.) profilato di irrigidimento, anche non verticale, delle strutture a guscio    • 3 •   (sport) nel pugilato, colpo portato dal basso verso l'alto a braccio piegato e diretto al mento o allo stomaco | nella scherma di sciabola, colpo che lo schermidore vibra dal proprio fianco verso il petto dell'avversario    • 4 •   in matematica finanziaria, somma del capitale e degli interessi maturati in un dato periodo.
montapanna   s.m. invar.  attrezzo per montare la panna.
montare   v. intr.  [io mónto ecc. ; aus. essere]    • 1 •   andare, salire sopra qualcosa, per lo più d'un balzo o compiendo uno sforzo: montare a cavallo, in sella, su una sedia, su un albero; montare in barca, in treno, in automobile, imbarcarvisi, salirvi | in usi fig.: montare in collera, in bestia, su tutte le furie, arrabbiarsi; montare in superbia, insuperbirsi    • 2 •   detto di masse liquide, salire, crescere di livello: è montata la marea, la piena del fiume  | di panna o uovo che si frulla, gonfiarsi: questa maionese non monta abbastanza    • 3 •   (lett.) aumentare, crescere: a montar cominciò la ferocità della pistolenza  (boccaccio dec.  introduzione)    • 4 •   (fig. lett.) avere importanza, contare: io rimarrò solo. che monta? questa è la mia sorte  (carducci)    • 5 •   (ant.) di somma, ammontare; di prezzo, crescere; di merce, costare | v. tr.    • 1 •   salire, ascendere: montare un gradino  | montare la guardia, fare la guardia, vigilare    • 2 •   cavalcare (anche assol.): montava un cavallo bianco; imparare a montare    • 3 •   detto di grossi animali (p. e.  buoi, cavalli), accoppiarsi con la femmina    • 4 •   far crescere, far gonfiare (anche fig.): montare la panna, la chiara d'uovo, sbatterla, frullarla perché incorpori aria e aumenti di volume; montare una notizia, ingrandirla, riferirla con eccessiva evidenza | montare una persona, farle credere di valere molto; anche, sobillarla contro qualcuno o qualcosa | montare qualcuno, montare la testa a qualcuno, insuperbirlo, esaltarlo: il successo lo ha montato; il successo gli ha montato la testa    • 5 •   eseguire l'operazione del montaggio: montare un macchinario; montare una libreria  | montare una pietra preziosa, inserirla in un gioiello | montare un quadro, incorniciarlo | montare una pellicola cinematografica, scegliere e collegare le singole scene per comporre il film | montarsi v. rifl.  esaltarsi, insuperbirsi: si è montato per gli elogi ricevuti. 
montascale   s.m. invar.  impianto in grado di spostare automaticamente, lungo il passamano di una scala interna di un edificio, un sedile o una carrozzella per invalidi.
montata   s.f.  (non com.) il montare: la montata dei salmoni, il loro risalire i fiumi per la riproduzione | montata lattea, (fisiol.) inizio della secrezione del latte dalle mammelle della puerpera.
montato   part. pass.  di montare   agg.    • 1 •   (mil.) si diceva di reparti di fanteria che impiegavano il cavallo per gli spostamenti ma combattevano a piedi    • 2 •   che è stato sbattuto, frullato perché risulti gonfio: panna montata    • 3 •   (fig.) che è pieno di sé, che si dà delle arie: un ragazzo montato; gente montata  | usato anche come s.m.  [f. -a]: è un montato. 
montatoio   s.m.  predella su cui si mette il piede per montare più agevolmente in carrozze e vetture.
montatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] si dice di chi è addetto alle operazioni di montaggio: montatore meccanico, chi monta e installa macchine e apparecchiature meccaniche; montatore cinematografico, tecnico che, con l'assistenza del regista, cura il montaggio di un film.
montatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del montare    • 2 •   la struttura o il telaio che tiene unite le varie parti di uno strumento; il supporto di un oggetto: la montatura degli occhiali, di un brillante    • 3 •   guarnizione di abito o di cappello femminile    • 4 •   (fig.) esagerazione, gonfiatura di un fatto, di una notizia: una montatura giornalistica. 
montavivande   s.m. invar.  in alberghi, collegi ecc., piccolo montacarichi per il trasporto delle vivande dalla cucina ai piani superiori.
mont-blanc  mont-blanc s.m. invar.  (gastr.) montebianco.
monte   s.m.    • 1 •   rilievo naturale di notevoli proporzioni, che si eleva oltre i 500 m sul livello del mare: una catena di monti; le falde, le pendici, i piedi del monte; la cima, la vetta del monte  | è elemento comunissimo nell'oronimia e nella toponomastica urbana: monte bianco, monte rosa; monte san giovanni, montevarchi; monte mario  | a monte di, in un luogo più elevato rispetto a un punto di riferimento; in partic., nella parte più vicina alla sorgente di un fiume rispetto a una determinata località | affrontare, risolvere un problema a monte, (fig.) risalire alla causa che è all'origine del problema | per monti e per valli, (fig.) dappertutto | prov.  : loda il monte e attienti al piano, loda le imprese difficili e attienti a quelle facili. dim. monticello, monticciolo    • 2 •   (fig.) grande quantità, mucchio: avere un monte di lavoro, di soldi, di idee, di ragioni  | monte premi, montepremi | monte ore, nel linguaggio sindacale, totale di ore retribuite a disposizione dei lavoratori per una particolare attività non propriamente lavorativa | monte salari, l'ammontare complessivo delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti    • 3 •   nei giochi di carte, l'insieme delle carte scartate oppure di quelle rimaste dopo la distribuzione | mandare a monte una partita, interromperla; mandare a monte qualcosa, (fig.) farla fallire, impedirne la realizzazione | andare a monte, (fig.) fallire, non essere realizzato: un progetto andato a monte    • 4 •   (ant.) ente cui era affidata la gestione del debito pubblico di un comune o di uno stato; anche, ente che esercitava funzioni bancarie (sopravvive oggi in monte dei paschi) | istituzione dotata di un proprio patrimonio che, nel passato, esercitava funzioni assistenziali: monte di pietà, istituto che forniva ai meno abbienti prestiti su pegno, gratuitamente o richiedendo un modico interesse; monte di credito su pegno, nome attuale degli istituti di credito che esercitano l'attività del prestito su pegno di cose mobili    • 5 •   in chiromanzia, ognuna delle sporgenze del palmo della mano che sarebbero indice di particolari caratteristiche del soggetto: il monte di saturno    • 6 •   in anatomia: monte di venere, del pube, regione situata nella parte anteriore della vulva, costituita da un cuscinetto di tessuto adiposo.
montebianco   s.m.  dolce a base di castagne passate e cioccolato, ricoperto di panna montata.
montenegrino   agg.  del montenegro, regione dei balcani  s.m.  [f. -a] nativo, abitante del montenegro.
montepremi   o monte premi, s.m. invar.  la somma da ripartire fra i vincitori di un concorso o di una lotteria.
montepulciano   s.m.  vino rosso, asciutto, prodotto con un vitigno originario di una zona che si trova nell'omonimo comune in prov. di siena: montepulciano d'abruzzo. 
montessoriano   agg.  della pedagogista italiana maria montessori (1870-1952); ispirato alle sue teorie e ai suoi sistemi pedagogici: metodo montessoriano; scuola montessoriana. 
montgomery   s.m. invar.  sorta di cappotto corto, fornito di cappuccio e con chiusura ad alamari.
montiano   agg.  del poeta vincenzo monti (1754-1828) o che riguarda la sua opera, il suo stile: il neoclassicismo montiano. 
monticare   v. intr.  [io móntico, tu móntichi ecc. ; aus. avere] di bestiame, stare ai pascoli estivi; di persona, salire ai pascoli estivi col bestiame.
monticazione   s.f.  il monticare.
montmorillonite   s.f.  (min.) minerale costituito da un silico-alluminato idrato di alluminio, sodio, calcio, magnesio e ferro; è uno dei più importanti materiali argillosi, largamente usato in vari settori industriali.
montonata   s.f.  nell'ippica, salto del montone.
montonato   agg.  si dice di roccia modellata dai ghiacciai in piccoli rilievi o depressioni rotondeggianti.
montone   s.m.    • 1 •   il maschio della pecora; anche, la carne o la pelle di tale animale | salto del montone, nell'ippica, movimento improvviso con cui il cavallo cerca di sbalzare di sella il cavaliere alzando le zampe posteriori e abbassando la testa fra le anteriori    • 2 •   (geol.) roccia la cui superficie è stata arrotondata dall'azione erosiva dei ghiacciai.
montonero   s.m.  [pl. montoneros] appartenente a formazioni guerrigliere ispirate al peronismo di sinistra che operarono in argentina negli anni settanta.
montuosità   s.f.    • 1 •   l'essere montuoso: la montuosità di una regione    • 2 •   rilievo più o meno accentuato del terreno; zona montuosa: una pianura racchiusa da basse montuosità. 
montuoso   agg.    • 1 •   che presenta monti, che ha conformazione montagnosa: una regione montuosa    • 2 •   che è costituito di monti: catena montuosa; rilievo montuoso. 
montura   s.f.  (ant. , lett.) divisa militare completa di tutti gli accessori | (estens.) uniforme, livrea.
monturato   agg.  e s.m.  (ant. , lett.) si dice di chi indossa la montura.
monumentale   agg.    • 1 •   che è proprio o si riferisce a un monumento, ai monumenti: stile, decorazione monumentale    • 2 •   (estens.) di gran mole: costruzione, opera monumentale    • 3 •   che è posto come monumento: arco monumentale  | che è ricco di monumenti: zona, cimitero monumentale. 
monumentalità   s.f.  l'essere monumentale; caratteristica di ciò che è monumentale: la monumentalità di un edificio. 
monumento   ant. monimento, s.m.    • 1 •   opera di scultura o struttura architettonica, generalmente di valore artistico, eretta per onorare la memoria di un personaggio o di un avvenimento storico di grande rilievo: monumento ai caduti, alla vittoria; monumento a dante; monumento funebre, cenotafio; monumento equestre, di un personaggio raffigurato a cavallo    • 2 •   (estens.) qualsiasi opera architettonica che abbia valore storico o artistico: un monumento romano, gotico, barocco; il duomo di firenze è un monumento rinascimentale; una città ricca di monumenti  | monumento nazionale, qualsiasi bene immobile che per il suo valore storico o artistico è tutelato dalla stato    • 3 •   i resti, le vestigia di un'antica civiltà: le necropoli sono i monumenti più rappresentativi della civiltà etrusca  | (fig.) documento, testimonianza significativa di un'epoca o dell'attività di un personaggio: i melodrammi verdiani sono tra i maggiori monumenti della cultura ottocentesca italiana; il «decameron» è il monumento dell'arte del boccaccio    • 4 •   monumento naturale, singola formazione naturale (cascata, grotta, specie vegetale rara ecc.) o struttura complessa di elementi naturali (brughiera, torbiera, giacimento ecc.) che, per interesse scientifico, ecologico-naturalistico o estetico, sia meritevole di speciale tutela da parte dello stato.
monzonite   s.f.  (geol.) roccia intrusiva granulare formata da ortoclasi, biotite e altri minerali.
moog   ® s.m. invar.  strumento musicale elettronico a tastiera.
moon boot   ® loc. sost. m.  stivale adatto a climi freddi, che ricorda per la forma quello degli astronauti.
moplen   ® s.m. invar.  nome commerciale del polipropilene isotattico.
mops   s.m. invar.  altro nome del cane detto carlino. 
moquettato   agg.  rivestito di moquette.
moquette   s.f. invar.  materiale da rivestimento simile a un tappeto, usato per ricoprire i pavimenti di ambienti interni.
mora   (1) s.f.  frutto del gelso o del rovo.
mora   (2) s.f.    • 1 •   (dir.) ritardo ingiustificato nell'adempimento di un'obbligazione: essere, cadere in mora; purgare la mora, sanarla | (interesse di) mora, che si applica per il ritardato pagamento di quanto dovuto: pagare la mora  | costituzione in mora, richiesta fatta dal creditore al debitore di adempiere all'obbligazione    • 2 •   (lett.) indugio, rallentamento; sospensione, proroga    • 3 •   nella metrica latina, la più piccola unità di misura del ritmo, corrispondente a una sillaba breve.
mora   (3)  ⇨ morra.
mora   (4) s.f.  (ant.) mucchio, cumulo di pietre: l'ossa del corpo mio sarieno ancora /... / sotto la guardia della grave mora  (dante purg.  iii, 127-129).
moracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni cui appartiene il gelso | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
morale   agg.    • 1 •   che riguarda l'agire, il comportamento umano, considerati in rapporto all'idea che si ha del bene e del male: giudizio morale; qualità, indole morale; coscienza, libertà morale; filosofia morale, quella che studia il comportamento dell'uomo e le sue idee di bene e di male; legge morale, quella dettata dalla coscienza; senso morale, l'istintiva percezione del bene e del male | danno morale, (dir.) particolare tipo di danno alla persona consistente nel complesso delle sofferenze non fisiche che derivano da un reato alla vittima o ai suoi familiari    • 2 •   che è conforme ai principi del giusto e dell'onesto (si contrappone a immorale): un comportamento morale  | riferito a persona, che agisce con onestà e rettitudine: un uomo profondamente morale    • 3 •   che concerne l'animo, la coscienza, la sfera spirituale e non ciò che è fisico, reale, materiale: soddisfazione, certezza morale; educazione, aiuto morale; una grande forza morale; autorità morale, quella derivante dalla pubblica stima, non dall'esercizio di un potere reale; schiaffo morale, umiliazione cocente; vincitore morale, chi, pur non avendo vinto, avrebbe meritato la vittoria; capitale morale, si dice della città che, pur non essendo sede di governo, è la più importante di una nazione | scienze morali, quelle filosofiche, storiche e giuridiche, contrapposte alle scienze naturali  s.f.    • 1 •   dottrina filosofica o religiosa che definisce le norme dell'agire umano; etica: la morale stoica, cattolica    • 2 •   l'insieme delle norme che regolano la vita dell'uomo e della società: morale collettiva, individuale; una morale intransigente, severa, elastica    • 3 •   l'insegnamento derivante da una favola, da una parabola o da un evento che si racconti | la morale della favola, (scherz.) la conclusione, l'esito di qualcosa: la morale della favola è che non hai fatto quello che dovevi  | s.m.  stato d'animo, situazione psicologica: essere depresso nel morale; avere il morale molto alto; essere su, giù di morale  x moralmente avv.  sotto l'aspetto morale: un'azione moralmente riprovevole  | secondo la morale: comportarsi moralmente. 
moraleggiante   agg.  che fa osservazioni su argomenti di carattere morale: una prosa moraleggiante. 
moraleggiare   v. intr.  [io moraléggio ecc. ; aus. avere] fare osservazioni di carattere morale, fare il moralista (per lo più spreg.): moraleggiare su tutto e su tutti; evitate di moraleggiare!. 
moral hazard   loc. sost. m. invar.  (econ.) maggior rischio che un evento assicurato si verifichi per effetto della minore attenzione posta nel prevenirlo da parte di chi ha stipulato l'assicurazione.
moralismo   s.m.    • 1 •   dottrina filosofica che considera la legge morale come il principio esplicativo di tutta la realtà    • 2 •   tendenza a considerare i valori morali come preminenti rispetto a tutti gli altri    • 3 •   eccessivo o arbitrario rigore nel giudicare i comportamenti o le azioni altrui | comportamento che si ammanta ipocritamente di moralità, ma che morale non è.
moralista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   scrittore che, analizzando i costumi di un ambiente, di un'epoca, mira a illuminare gli impulsi, le ragioni, le convenzioni che improntano l'agire umano: montaigne è uno dei più grandi moralisti dell'età moderna    • 2 •   filosofo che approfondisce i temi della morale | studioso di etica    • 3 •   chi fa professione di moralismo | chi ostenta un eccessivo rigore morale o si ammanta di moralismo  agg.    • 1 •   di scrittore o filosofo che approfondisce i temi morali    • 2 •   moralistico.
moralistico   agg.  [pl. m. -ci] del moralismo; di, da moralista: atteggiamento moralistico  § moralisticamente avv. 
moralità   s.f.    • 1 •   l'essere conforme alla norma del giusto e dell'onesto: moralità di vita, di costumi; una persona di dubbia moralità    • 2 •   norme di comportamento e di vita conformi a determinati principi; morale: moralità pubblica, privata    • 3 •   nella tradizione letteraria medievale e rinascimentale, dramma allegorico con fini moralistici ed edificanti.
moralizzabile   agg.  (non com.) che si può moralizzare: un ambiente difficilmente moralizzabile. 
moralizzare   v. tr.  rendere morale, adeguare alle norme morali: moralizzare i costumi, la pubblica amministrazione  | v. intr.  [aus. avere] (rar.) moraleggiare.
moralizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi moralizza: fare opera moralizzatrice; un moralizzatore della vita pubblica. 
moralizzazione   s.f.  il moralizzare, l'essere moralizzato: moralizzazione dei costumi. 
morandola   s.f.  pianta erbacea con foglie radicali disposte a rosetta e fiori azzurri riuniti in spighe (fam.  labiate).
morato   agg.  (non com.) si dice di colore bruno di tonalità molto intensa, tendente al nero: nero morato, scurissimo.
moratoria   s.f.    • 1 •   (dir.) sospensione della scadenza di un'obbligazione concessa per legge al sopravvenire di circostanze eccezionali    • 2 •   (estens.) sospensione: la moratoria degli esperimenti nucleari. 
moratorio   agg.    • 1 •   di sospensione, di attesa: provvedimento moratorio    • 2 •   relativo a mora: interessi moratori. 
moravo   agg.  della moravia, regione della repubblica ceca: costume moravo   s.m.  [f. -a] nativo, abitante della moravia.
morbida   s.f.  stato del regime di un fiume o di un torrente quando la portata è compresa fra quella di piena e quella di magra: il po è in morbida. 
morbidezza   pop. tosc. morvidezza, s.f.    • 1 •   l'essere morbido (anche fig.): la morbidezza di un cuscino; morbidezza di un carattere    • 2 •   nelle arti figurative, dolcezza di tratto, armonia di tinte, attenuazione delle sfumature: morbidezza di colore, di disegno    • 3 •   pl.  (fig. lett.) mollezze, effeminatezze, raffinatezze: ancora non erano le morbidezze d'egitto, se non in piccola parte, trapassate in toscana  (boccaccio dec.  vi, 10).
morbidiccio   agg.  [pl. f. -ce] alquanto morbido.
morbido   pop. tosc. morvido, agg.    • 1 •   molle e cedevole al tatto; soffice, tenero: capelli morbidi; tessuto morbido; pasta morbida; letto morbido  | un abito di linea morbida, non aderente alla figura, non rigido. dim. morbidino, morbidetto, morbiduccio    • 2 •   liscio, levigato, vellutato: pelle morbida    • 3 •   (fig.) arrendevole, malleabile: carattere morbido    • 4 •   nelle arti figurative, si dice di opera pittorica o scultoria armoniosa di tinte o delicata di tratto    • 5 •   (fig. lett.) delicato, raffinato; effeminato, voluttuoso  s.m.  cosa morbida: cadere, sedere sul morbido  § morbidamente avv. 
morbidone   agg.  e s.m.  [f. -a] (fam. , scherz.) si dice di chi ama la vita comoda o si muove, si comporta da pigro.
morbidume   s.m.  (spreg.) insieme di cose molto morbide, molli.
morbifero   agg.  (ant.) che porta malattie.
morbigeno   agg.  lo stesso che patogeno. 
morbilità   s.f.  (stat.) la frequenza di una malattia in una collettività: quoziente di morbilità. 
morbillo   s.m.  (med.) malattia esantematica contagiosa, che colpisce soprattutto i bambini; si manifesta con febbre, infiammazione delle vie respiratorie, macchie rosse sul viso e sul corpo.
morbilloso   agg.  proprio, caratteristico del morbillo: esantema morbilloso   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da morbillo.
morbino   s.m.  (region.) voglia di ridere, di scherzare; eccitazione, allegria giovanile: quella fanciulla ha un gran morbino indosso  (tommaseo).
morbinoso   agg.  e s.m.  [f. -a] (region.) si dice di chi ama i divertimenti ed è incline a ridere e scherzare: le morbinose, titolo di una commedia (1758) di c. goldoni.
morbio   agg.  (ant. , lett.) delicato, raffinato; incline ai divertimenti.
morbo   s.m.    • 1 •   (lett.) malattia: l'infierire del morbo; essere stroncato da un morbo crudele  | (med.) accompagnato da una determinazione, indica una particolare malattia: morbo blu, cardiopatia congenita caratterizzata da intensa cianosi; morbo di addison, malattia dovuta a insufficienza delle ghiandole surrenali, che si manifesta con la colorazione bruna della cute e della lingua (per questo è detta anche morbo bronzino); morbo di basedow, malattia causata da eccessiva e alterata funzionalità della tiroide; morbo di buerger, tromboangioite obliterante; morbo di parkinson, malattia del sistema nervoso che insorge in età avanzata, caratterizzata da tremore e da rigidità muscolare; morbo di pott, tubercolosi della colonna vertebrale; morbo di recklinghausen, neurofibromatosi    • 2 •   (fig.) male, cosa dannosa, corruzione morale    • 3 •   (ant.) fetore.
morbosità   s.f.  l'essere morboso (spec. fig.): la morbosità di una passione. 
morboso   agg.    • 1 •   di morbo; che ha natura di morbo: sintomi morbosi; infezione morbosa    • 2 •   (fig.) si dice di sentimento, passione eccessivi, abnormi, quasi patologici; anche, di persona che prova tali sentimenti: affetto, attaccamento, amore morboso; gelosia, curiosità morbosa; una madre morbosa  § morbosamente avv. 
morchella   s.f.  (bot.) genere di funghi con gambo dritto e cappello conico o arrotondato dalla superficie irregolarmente pieghettata (fam.  elvellacee).
morchia   s.f.  residuo lasciato dall'olio di oliva | (estens.) sudiciume untuoso in genere (della pipa, delle stufe, degli organi meccanici lubrificati).
morchione   s.m.  residuo di lavorazione delle olive che, essiccato, serve come concime.
mordacchia   s.f.    • 1 •   strumento che si mette alla bocca degli animali (spec. del cavallo) perché non mordano    • 2 •   strumento di tortura con cui si immobilizzava la lingua dei condannati al supplizio o dei bestemmiatori esposti alla berlina | mettere la mordacchia a qualcuno, (fig.) impedirgli di parlare, costringerlo al silenzio.
mordace   agg.    • 1 •   (non com.) pronto a mordere, che morde con facilità: cane mordace  | (estens.) che addenta, stringe forte; che corrode: tenaglia mordace; acido mordace    • 2 •   (fig.) aggressivo, pungente, caustico: scrittore mordace; una risposta mordace   s.f.  (mecc.) piastrina di metallo tenero (piombo o rame) con un lato piegato ad angolo retto, che si interpone fra la ganascia della morsa e il pezzo da serrare, a protezione di questo § mordacemente avv. 
mordacità   s.f.  l'essere mordace (spec. fig.): la mordacità di un epigramma. 
mordente   part. pres.  di mordere   agg.  che morde (anche fig.): freddo mordente; satira mordente   s.m.    • 1 •   (tecn.) nell'industria tessile, sostanza usata per fissare i coloranti sulle fibre    • 2 •   (tecn.) sostanza usata per far aderire una superficie metallica a una superficie di altro materiale; sostanza usata per pulire superfici metalliche mediante decapaggio | soluzione acida usata per incidere lastre metalliche nella preparazione di matrici per la stampa e nella produzione di acqueforti: mettere a bagno in un mordente una lastra incisa  | sospensione o soluzione acquosa o alcolica di un colorante o di un pigmento usata per colorare materiali assorbenti (in partic. il legno) senza modificarne l'aspetto e la struttura    • 3 •   (fig.) combattività, spirito aggressivo: un atleta senza mordente; avere mordente  | capacità di far presa, di persuadere; incisività: un discorso, uno stile ricco, privo di mordente    • 4 •   (mus.) abbellimento che consiste nell'alternare rapidamente a una nota principale una nota di grado immediatamente vicino, superiore o inferiore, concludendo sulla nota principale.
mordenzare   v. tr.  [io mordènzo ecc.] trattare con un mordente: mordenzare un tessuto. 
mordenzatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del mordenzare    • 2 •   (tip.) morsura    • 3 •   (foto.) procedimento usato nella selezione dei colori mediante sintesi sottrattiva, che consiste nel trasformare l'argento dello strato sensibile monocromo in un sale d'argento colorabile.
mordere   v. tr.  [pres. io mòrdo ecc. ; pass. rem. io mòrsi, tu mordésti ecc. ; part. pass. mòrso  (ant. mordùto)]    • 1 •   afferrare e stringere con i denti; addentare (anche assol.): mordere un frutto; un cane che morde  | mordere il freno, (fig.) tacere e ubbidire per costrizione, con evidente impazienza | mordere la polvere, cadere a terra ferito in combattimento; (fig.) essere pesantemente sconfitto | mordersi la mani, le dita, le unghie, (fig.) provare grande rabbia o rimorso | mordersi le labbra, la lingua, (fig.) trattenersi dal parlare o pentirsi per aver detto qualcosa che era opportuno tacere | un serpente, un gatto che si morde la coda, (fig.) si dice di ciò che non ha sbocco perché, come un circolo vizioso, torna allo stesso punto di partenza    • 2 •   (fam.) detto di insetti, pungere: lo ha morso una vespa    • 3 •   (fig.) dare una sensazione pungente (anche assol.): un liquore che morde il palato; oggi il freddo morde    • 4 •   (fig.) intaccare, corrodere: l'acido morde il metallo  | far presa, aderire fortemente: l'ancora morse il fondo; i pneumatici mordevano l'asfalto    • 5 •   (fig. lett.) criticare aspramente, rimproverare: dar materia agli invidiosi, presti a mordere ogni laudevole vita  (boccaccio dec.  introduzione).
mordicchiare   v. tr.  [io mordìcchio ecc.] mordere con morsi piccoli e frequenti: mordicchiarsi le dita, per impazienza o nervosismo.
mordigallina   s.f.  nome popolare della pianta detta anagallide. 
mordiglione   s.m.  (edil.) attrezzo, detto anche piegaferro, costituito da un'asta d'acciaio con doppio uncino; è usato per piegare le barre destinate alle strutture metalliche del cemento armato.
morditore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (rar.) chi morde    • 2 •   (ant.) motteggiatore.
mordorè   agg.  di colore bruno dorato, con riflessi violacei (detto spec. di pellami).
morella   agg.  e s.f.  (erba) morella, pianta erbacea spontanea con fiorellini bianchi e bacche gener. nere (fam.  solanacee).
morello   agg.  di colore quasi nero  s.m.  cavallo dal manto nero.
morena   s.f.  (geol.) accumulo di materiali rocciosi staccatisi dalle pareti delle valli, trasportati e depositati dai ghiacciai ai loro margini o alla loro fronte.
morenico   agg.  [pl. m. -ci] di morena, originato da morena: terreno, anfiteatro morenico. 
morente   part. pres.  di morire   agg.    • 1 •   che sta per morire: lo trovarono, lo raccolsero morente  | usato anche come s.m.  e f.  : assistere un morente    • 2 •   (fig.) che sta per estinguersi; che si va affievolendo, spegnendo: un'istituzione morente; un suono, un canto morente in lontananza  | sole morente, che tramonta.
moresca   s.f.  danza di origine arabo-spagnola, a ritmo binario o ternario, di movimento rapido e di carattere grottesco, diffusa in europa fra il sec. xv e il xvii.
moresco   agg.  [pl. m. -schi] dei mori; si usa spec. con riferimento all'arte e alla civiltà degli arabi nell'africa settentrionale, in spagna e in sicilia: stile moresco | arco moresco, (arch.) quello a ferro di cavallo.
more solito   loc. avv.  come al solito, secondo l'uso ormai invalso; si usa spec. per biasimare qualche abitudine riprovevole: anche oggi, more solito, non ha completato il lavoro. 
moretta   s.f.    • 1 •   anitra tuffatrice col capo e il collo neri cangianti, il ventre bianco e un caratteristico ciuffo di piume nere a riflessi rossi pendente dalla testa (ord.  anseriformi)    • 2 •   ragazza di pelle nera; negretta | ragazza di capelli e colorito scuri. dim. morettina    • 3 •   tipo di maschera veneziana di color nero, che copriva tutto il volto.
morettina   s.f.    • 1 •   dim.  di moretta    • 2 •   mascherina nera che copre la parte superiore del viso.
moretto   s.m.    • 1 •   [f. -a] ragazzo, giovane di pelle nera; negretto | ragazzo di capelli e colorito scuri. dim. morettino    • 2 •   gelato ricoperto di uno strato di cioccolato.
more uxorio   loc. avv.  si dice con riferimento alla condizione nella quale si trovano un uomo e una donna che vivono insieme come marito e moglie, pur non essendo coniugati: vivere more uxorio. 
morfea   s.f.  (vet.) ciascuna delle macchie irregolari depigmentate che compaiono talora sulla pelle dei cavalli, di solito intorno alle mucose.
morfema   s.m.  [pl. -mi] (ling.) ogni elemento che all'interno di una parola serve a indicarne la funzione grammaticale (p. e. -iamo  in andiamo) | nella terminologia del distribuzionalismo, ogni unità linguistica minima dotata di significato.
morfematico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di morfema, relativo ai morfemi: analisi morfematica. 
morfemico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) morfematico.
morfina   s.f.  (chim.) il principale e più attivo alcaloide dell'oppio; ha la struttura del fenantrene e diciassette atomi di carbonio; sotto forma di sale (spec. cloridrato) è impiegato in medicina come analgesico e sonnifero, il cui uso prolungato determina tuttavia assuefazione e intossicazione.
morfinismo   s.m.  (med.) intossicazione cronica da morfina.
morfinomane   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è affetto da morfinomania.
morfinomania   s.f.  (med.) abitudine morbosa all'assunzione di morfina, con tendenza all'aumento progressivo della dose e con conseguenti fenomeni di intossicazione cronica.
morfismo   s.m.  (mat.) applicazione fra due strutture algebriche tale da conservare il tipo di operazione che le definisce; è detta anche freccia. 
-morfismo  -morfismo secondo elemento di sostantivi composti derivati da aggettivi in -morfo  (isomorfismo).
morfo-  morfo- -morfo primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. morpho-  o -morphos, da morphé  'forma'; vale 'forma; che riguarda la forma' e, come secondo elemento, 'che ha forma di' (morfologia, isomorfo).
morfofonema   o morfonema [mor-fo-nè-ma], s.m.  [pl. -mi] (ling.) fonema che ha anche valore morfologico (p. e.  i fonemi o  e i  in quanto differenziano il singolare dal plurale).
morfofonematica   o morfonematica, s.f.  (ling.) morfofonologia.
morfofonematico   o morfonematico, agg.  [pl. m. -ci] morfofonologico.
morfofonologia   o morfonologia, s.f.  (ling.) studio delle alternanze di fonemi che si producono in un morfema in relazione alla sua flessione morfologica.
morfofonologico   o morfonologico, agg.  [pl. m. -ci] relativo al morfofonema o alla morfofonologia.
morfogenesi   s.f.  (biol.) complesso dei fenomeni embriologici che conducono alla formazione di un organismo e dei suoi componenti.
morfogenetico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo alla morfogenesi.
morfolina   s.f.  (chim.) sostanza organica a struttura ciclica, contenente quattro atomi di carbonio e uno di azoto; ha carattere basico ed è usata come solvente in molte reazioni; i suoi derivati solfati si impiegano come saponi, deodoranti e germicidi.
morfologia   s.f.    • 1 •   settore della linguistica che studia la struttura delle parole, i processi di flessione, derivazione e composizione    • 2 •   scienza che studia la forma e la struttura di organismi, corpi, elementi ecc.: morfologia animale, vegetale; morfologia delle rocce, terrestre. 
morfologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla morfologia § morfologicamente avv.  dal punto di vista morfologico.
morfonema   e deriv.   ⇨ morfofonema e deriv. 
morfonologia   e deriv.   ⇨ morfofonologia e deriv. 
morfosi   s.f.  (biol.) mutamento di forma indotto in un organismo da fattori esterni, non ereditario.
morfosintassi   s.f.  settore della linguistica comprendente la morfologia e la sintassi, spec. in quanto studiate nelle reciproche connessioni.
morfosintattico   agg.  [pl. m. -ci] attinente alla morfosintassi.
morganatico   agg.  [pl. m. -ci] si dice del matrimonio contratto da un sovrano con persona di condizione inferiore, in cui il coniuge e i figli nati dal matrimonio sono esclusi dalla successione dinastica § morganaticamente avv.  con matrimonio morganatico: sposare morganaticamente. 
morganite   s.f.  (min.) varietà di berillo contenente cesio; ha colore rosa di varie tonalità ed è usata come gemma di alto valore.
morgue   s.f. invar.  obitorio.
moria   s.f.    • 1 •   elevata mortalità, spec. di animali, determinata per lo più da malattie epidemiche: una moria di polli    • 2 •   (bot.) morte per disseccazione di alcune specie di piante, causata da infezioni parassitarie: moria del castagno, dell'olmo. 
moribondo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi sta per morire.
morigerare   v. tr.  [usato oggi solo all'inf. e spec. al part. pass. con valore di agg.] correggere moderando gli eccessi; indurre ai buoni costumi.
morigeratezza   s.f.  l'essere morigerato.
morigerato   part. pass.  di morigerare   agg.  di buoni costumi: un uomo morigerato  | moderato nei desideri: condurre una vita morigerata  § morigeratamente avv. 
morigiana   s.f.  (zool.)    • 1 •   fischione    • 2 •   canapiglia.
moriglione   s.m.  uccello palustre, dal piumaggio nero e grigio, con testa e collo rossastri e becco nero-azzurro (fam.  anatidi).
morione   s.m.  elmo leggero con cresta alta e orli per lo più rialzati.
morire   v. intr.  [pres. io muòio, tu muòri, egli muòre, noi moriamo, voi morite, essi muòiono  (pop. io mòio, tu mòri, egli mòre..., essi mòiono; ant. o region. io mòro..., essi mòrono); fut. io morirò  o morrò ecc. ; pass. rem. io morìi, tu moristi ecc. ; congiunt. pres. io muòia..., noi moriamo, voi moriate, essi muòiano  (pop. io mòia..., essi mòiano; ant. o region. io mòra..., essi mòrano); cond. io morirèi  o morrèi ecc. ; part. pass. mòrto; aus. essere]    • 1 •   cessare di vivere, detto di persone, animali, piante: morire giovane, vecchissimo; morire di morte naturale, violenta; morire ammazzato; morire all'ospedale, in carcere, in esilio; morire in peccato, santamente; morire per la patria; morire di crepacuore, per un gran dolore; morire d'infarto, di cancro; morire per soffocamento, per le ferite; morire in un incidente stradale | morire con le scarpe, (fam.) di morte improvvisa | morire come un cane, solo, abbandonato e senza i conforti religiosi | morire come le mosche, in gran numero | far morire, essere causa di morte; uccidere | lasciarsi morire, non far nulla per evitare la morte, anzi cercarla | morire al mondo, darsi a vita monastica | chi non muore si rivede!, espressione scherz. che si dice rivedendo qualcuno dopo molto tempo | prov.  : chi muore giace e chi vive si dà pace    • 2 •   (fig.) soffrire fortemente; provare una sensazione, un'emozione intensa: mi sento morire al pensiero di andarmene; morire per qualcuno, amarlo appassionatamente; fa un caldo, un freddo da morire, molto intenso; morire dal, di freddo, avere un gran freddo; morire di rabbia, essere pieno di collera senza poterla manifestare; morire di noia, essere molto annoiato; morire dal (gran) ridere, ridere a più non posso    • 3 •   (fig.) estinguersi, finire; spegnersi, affievolirsi; scomparire: usanze che sono ormai morte da anni; l'anno, il giorno muore; il fuoco sta morendo; il sentiero moriva nella macchia; le parole gli morirono sulle labbra; sentì morire le sue speranze | morire nella memoria, nel cuore di qualcuno, (lett.) essere dimenticato | v. tr.  (ant. lett.) uccidere: rispuose calandrino: «ohimè! sì, ella m'ha morto»  (boccaccio dec.  ix, 5).
morituro   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) che, chi sta per morire.
morlacco   agg.  [pl. m. -chi] della morlacchia, la zona della dalmazia intorno a zara  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della morlacchia.
mormone   s.m.  e f.  chi appartiene a una confessione religiosa, fondata negli stati uniti nel sec. xix, che ammette la comunanza dei beni.
mormonico   agg.  [pl. m. -ci] dei mormoni, del mormonismo: setta, dottrina mormonica. 
mormonismo   s.m.  la dottrina dei mormoni.
mormora   s.f.  pesce di mare commestibile, dal corpo compresso bianco-argenteo con sette fasce trasversali (ord.  perciformi).
mormoracchiare   v. intr.  [io mormoràcchio ecc. ; aus. avere] (rar.) mormorare di tanto in tanto, a voce bassissima: se non fosse stato altro che quel mormoracchiare della gente  (manzoni p. s.  xxv).
mormoramento   s.m.  (rar.) il mormorare.
mormorare   v. intr.  [io mórmoro ecc. ; aus. avere]    • 1 •   fare un rumore leggero e continuo, come quello delle acque correnti o delle fronde mosse dal vento: gemono i rivi e mormorano i venti  (carducci)    • 2 •   parlare sommessamente; bisbigliare, sussurrare: parla più forte, non mormorare!    • 3 •   lagnarsi, protestare, esprimere malcontento a mezza voce: il pubblico cominciò a mormorare  | fare dei pettegolezzi, delle insinuazioni su qualcuno: già si mormora sul loro conto  | v. tr.  dire parlando sommessamente: mormorare qualcosa all'orecchio  | si mormora che..., si va dicendo che.
mormoratore   s.m.  [f. -trice] chi esprime malcontento; chi fa della maldicenza.
mormorazione   s.f.  il mormorare, il fare della maldicenza, dei pettegolezzi; anche, ciò che si mormora.
mormoreggiamento   s.m.  il mormoreggiare.
mormoreggiare   v. intr.  [io mormoréggio ecc. ; aus. avere] mormorare.
mormorio   s.m.  un mormorare prolungato: il mormorio del ruscello, delle foglie; un mormorio di disapprovazione. 
mormoro   s.m.    • 1 •   pesce simile al merluzzo (ord.  gadiformi)    • 2 •   mormora.
moro   (1) agg.    • 1 •   (antiq.) della mauritania, dell'etiopia, dell'africa: gente mora; schiavi mori    • 2 •   (estens.) di colore scuro: pelle mora; capelli mori; un ragazzo moro, che ha carnagione e capelli bruni; un cavallo moro, che ha il pelame scuro | razza mora, razza di suini con setole nere o fulve | arancio moro, varietà di arancio coltivato nella sicilia orientale, i cui frutti hanno polpa di colore rosso scuro  s.m.    • 1 •   [f. -a] (antiq.) abitante della mauritania, dell'etiopia o di altre regioni dell'africa; più com., saraceno, musulmano: i mori di spagna  | testa di moro, colore marrone scuro dalla tonalità molto calda    • 2 •   [f. -a] persona bruna di carnagione e di capelli: una bella mora    • 3 •   tipo di trinciato da pipa    • 4 •   arancio moro.
moro   (2) s.m.  (bot.) gelso.
morosità   s.f.  (dir.)    • 1 •   condizione di chi è in mora: essere sfrattato per morosità    • 2 •   quantità, percentuale di persone morose: una morosità del 2%. 
moroso   (1) agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) che, chi è in mora: contribuente moroso. 
moroso   (2) s.m.  [f. -a] (sett.) innamorato, fidanzato. dim. morosino, morosetto. 
moroteo   agg.  e s.m.  [f. -a] nel gergo politico, che, chi faceva parte di una corrente delle democrazia cristiana capeggiata da a. moro (1916-1978).
morra   o mora, s.f.  gioco popolare in cui i due giocatori abbassano simultaneamente e velocemente il pugno mostrando alcune dita e gridando contemporaneamente un numero da due a dieci; vince chi grida il numero che equivale alla somma delle dita mostrate da entrambi | morra cinese, gioco simile al precedente, in cui ciascuno dei due giocatori mostra o il pugno chiuso (simbolo del sasso) o la mano aperta (simbolo della carta) o l'indice e il medio distesi e divaricati (simbolo delle forbici); vince chi mostra il simbolo adatto a neutralizzare quello avversario, tenendo conto che le forbici tagliano la carta, la carta avvolge il sasso, il sasso spunta le forbici.
morsa   s.f.    • 1 •   (tecn.) attrezzo fissato al banco da lavoro o alla piattaforma di alcune macchine utensili (p. e.  trapano a colonna) per tenere fermo il pezzo in lavorazione; è costituito da due ganasce che possono essere serrate da un meccanismo a vite e madrevite. dim. morsetta, morsettina    • 2 •   (fig.) stretta tenace che imprigiona: stringere, serrare in una morsa; trovarsi in una morsa; la morsa del gelo; la morsa della dittatura    • 3 •   pl.  mattoni o pietre che si lasciano sporgere da un muro per servire da attacco e collegamento a un altro.
morse   agg.  e s.m. invar.  si dice di un codice alfabetico basato sulla combinazione di suoni brevi e lunghi (punti e linee), usato spec. un tempo per comunicazioni telegrafiche: trasmettere in morse. 
morseggiare   v. tr.  [io morséggio ecc.] (lett.) mordere, mordicchiare (anche fig.).
morsello   s.m.  (non com.) piccolo pezzo, bocconcino.
morsettiera   s.f.    • 1 •   (elettr.) dispositivo comprendente più morsetti di un determinato tipo, usato nei collegamenti elettrici    • 2 •   morsetto da falegname a quattro viti di pressione per serrare impiallacciature, compensati e sim.
morsetto   s.m.    • 1 •   (tecn.) attrezzo di varia forma usato per serrare pezzi, gener. di piccole dimensioni: morsetto a mano, autocentrante  | in falegnameria, attrezzo per tenere serrati gli elementi di una giunzione finché la colla abbia fatto presa: morsetto a c; morsetto regolabile, sergente    • 2 •   (elettr.) dispositivo a vite o a molla che permette di collegare due o più conduttori elettrici, o un conduttore a un apparecchio elettrico    • 3 •   stringinaso per pescatori subacquei.
morsicare   v. tr.  [io mòrsico, tu mòrsichi ecc.] addentare, mordere: è stato morsicato da un cane  | (fam.) detto di insetti, pungere.
morsicatura   s.f.  il morsicare, l'essere morsicato; il segno lasciato da un morso.
morsicchiare   v. tr.  [io morsìcchio ecc.] mordere leggermente; mangiare a piccoli morsi: morsicchiare un frutto. 
morsicchiatura   s.f.  il morsicchiare, l'essere morsicchiato; il segno lasciato da un piccolo morso.
morso   (1) part. pass.  di mordere  e agg.  nei sign. del verbo.
morso   (2) s.m.    • 1 •   il mordere: dare un morso a una mela; il morso di un cane, di una vipera.  dim. morsetto, morsettino, morsino    • 2 •   la ferita provocata da un morso: medicare un morso    • 3 •   pezzo di cibo che si stacca o si può staccare con un morso; boccone: ne ho mangiato solo un morso; un morso di pane    • 4 •   (fig.) sensazione fisica o spirituale molto forte, quasi dolorosa: i morsi della fame, dell'invidia    • 5 •   barretta d'acciaio che si pone in bocca al cavallo e a cui si attaccano le redini: sentire il morso, essere dolce, delicato di morso, si dice di cavallo che ubbidisce docilmente al comando del guidatore | allentare, stringere il morso, (fig.) diminuire o aumentare il proprio controllo su qualcuno | mettere il morso a qualcuno, (fig.) assoggettarlo    • 6 •   la parte delle tenaglie che afferra e stringe il pezzo.
morsura   s.f.  l'applicazione e l'azione del mordente su una lastra metallica nella preparazione di matrici per la stampa e nella produzione di acqueforti.
morta   s.f.    • 1 •   braccio morto di un fiume, dove le acque sono stagnanti    • 2 •   punto di un fiume dove la corrente è meno forte.
mortadella   s.f.  salume di carne suina o mista a grana finissima, impastata con lardo, aromatizzata con spezie e cotta.
mortaio   s.m.    • 1 •   (chim.) recipiente di vetro, porcellana, agata, ghisa o bronzo usato per frantumare e polverizzare, mediante l'apposito attrezzo (pestello), sostanze solide varie o per mescolare sostanze diverse | recipiente di legno, marmo o altro materiale usato come attrezzo da cucina per sminuzzarvi erbe aromatiche ecc. | pestare l'acqua nel mortaio, (fig.) fare una fatica inutile    • 2 •   pezzo di artiglieria ad avancarica, con canna molto corta e traiettoria fortemente curva, che lancia proietti speciali con la carica di lancio incorporata.
mortaista   s.m.  [pl. -sti] soldato addetto all'impiego di un mortaio.
mortale   agg.    • 1 •   che dà o può dare la morte: ferita, malattia, incidente mortale | peccato mortale, nella teologia cattolica, quello che priva l'anima della grazia divina e la rende meritevole dell'inferno; (fig.) errore imperdonabile, atto assurdo: sarebbe un peccato mortale lasciarsi sfuggire questa occasione | lotta, duello, scontro mortale, che si conclude con la morte di uno dei contendenti; (iperb.) aspro, accanito | offesa mortale, per cui l'offensore meriterebbe la morte; (iperb.) offesa gravissima | nemico mortale, che vuole la morte dell'avversario; (iperb.) nemico acerrimo | salto mortale, quello che i ginnasti eseguono capovolgendosi in aria e tornando ritti a terra    • 2 •   (iperb.) che dà grave sofferenza; insopportabile, terribile: dolore, angoscia mortale; noia mortale    • 3 •   di, della morte; di morto: pallore, languore mortale; dato il mortal sospiro / stette la spoglia immemore  (manzoni il cinque maggio) | le spoglie mortali, la salma, il cadavere    • 4 •   soggetto a morire: l'uomo è mortale | i beni mortali, quelli terreni, contrapposti ai beni eterni    • 5 •   umano, proprio dell'uomo: la vita mortale; lingua mortal non dice / quel ch'io sentiva in seno  (leopardi a silvia  26-27) | corso mortale, della vita umana  s.m.    • 1 •   [anche f.] uomo, in quanto soggetto a morire: noi miseri mortali; un semplice mortale; una fortunata mortale!    • 2 •   ciò che è mortale | la parte mortale dell'uomo, rispetto all'anima; il corpo § mortalmente avv.  in modo mortale; molto gravemente, profondamente, intensamente: ferire mortalmente; odiare, offendere mortalmente; annoiarsi mortalmente. 
mortaletto    ⇨ mortaretto.
mortalità   s.f.    • 1 •   il numero dei morti rispetto al numero dei viventi, in un dato tempo e su una data popolazione: quoziente di mortalità; la mortalità infantile    • 2 •   (lett.) l'essere mortale, soggetto a morire.
mortaretto   meno com. mortaletto, s.m.  cilindretto di cartone carico di polvere da sparo, che si fa esplodere in segno di festa.
mortasa   meno com. mortesa [mor-té-sa] e mortisa, s.f.  (tecn.) incavo praticato nel legno per introdurvi il tenone e realizzare il tipo di incastro detto appunto a tenone e mortasa. 
mortasare   meno com. mortesare, v. tr.  praticare nel legno una mortasa.
mortasatore   meno com. mortesatore, s.m.  falegname che lavora alla mortasatrice.
mortasatrice   meno com. mortesatrice, s.f.  nella lavorazione del legno, macchina usata per eseguire le mortase; nella lavorazione dei metalli, stozzatrice.
mortasatura   s.f.  nella lavorazione del legno, esecuzione di una mortasa; nella lavorazione dei metalli, stozzatura.
morte   s.f.    • 1 •   cessazione della vita: morte immatura, naturale, violenta, improvvisa, lenta, apparente, reale; cercare, affrontare, sfidare, incontrare, ritardare la morte; salvare qualcuno dalla morte; scampare alla morte; lottare con la morte; dare la morte, uccidere; darsi la morte, uccidersi | una buona morte, in grazia di dio, coi conforti religiosi | la morte del giusto, in pace e serenità | morte bianca, per assideramento nella neve; anche, per abuso di eroina | morte dolce, eutanasia | morte eterna, la dannazione dell'anima | morte civile, privazione dei diritti civili; per estens., esclusione dalla vita sociale, stato d'emarginazione | atto di morte, col quale il medico testimonia l'avvenuto decesso | in punto di morte, prossimo a morire | il miglioramento della morte, (pop.) miglioramento apparente a cui fa seguito poco dopo la morte | di morte, funereo, mortale: pallore, silenzio di morte | in morte di..., nella circostanza della morte di qualcuno, spec. come titolo di componimenti poetici per una persona deceduta: in morte di carlo imbonati, carme di a. manzoni | a morte, mortalmente: ferito a morte; odiare a morte; annoiarsi a morte | sino alla morte, all'ultimo istante di vita | in vita e in morte, eternamente | essere tra la vita e la morte, si dice di malato molto grave | questione, problema di vita o di morte, della massima importanza | fare la morte del topo, (fig.) finire intrappolati    • 2 •   pena capitale: sentenza di morte; condannare a morte    • 3 •   (fig.) grave afflizione, profonda angoscia: avere la morte nell'anima; con la morte nel cuore    • 4 •   (fig.) fine, cessazione, scomparsa: la morte dell'anno; la morte di un regno, di un'istituzione, di un'usanza    • 5 •   (spec. con iniziale maiuscola) la figura con cui si rappresenta la morte: l'immagine della morte che impugna la falce  | sembrare la morte in vacanza, (fig. , scherz.) si dice di persona malridotta | aver visto la morte in faccia, (fig.) essersi trovato in una situazione di gravissimo pericolo    • 6 •   il modo più gustoso in cui determinati alimenti possono essere cucinati: la morte della lepre è in salmì. 
mortella   s.f.  (bot.) mirto.
mortesa   e deriv.   ⇨ mortasa e deriv. 
morticino   (1) s.m.  [f. -a] bambino morto.
morticino   (2) agg.    • 1 •   (ant.) che proviene da un animale morto per cause naturali: carne, lana morticina    • 2 •   (estens.) si dice di legname proveniente da pianta morta e seccatasi sul terreno.
mortifero   agg.  (lett.)    • 1 •   che porta o può portare la morte: veleno mortifero; epidemia mortifera    • 2 •   (fig.) assai dannoso § mortiferamente avv. 
mortificamento   s.m.  (rar.) il mortificare.
mortificante   part. pres.  di mortificare   agg.  che mortifica, umilia, avvilisce: una situazione mortificante  § mortificantemente avv. 
mortificare   v. tr.  [io mortìfico, tu mortìfichi ecc.]    • 1 •   far vergognare con rimproveri o altro; umiliare nell'amor proprio: mortificare qualcuno con un'osservazione    • 2 •   reprimere gli impulsi dei sensi con la penitenza (come pratica ascetica propria del cristianesimo e di altre religioni): mortificare la carne, il corpo    • 3 •   rendere, far apparire meno pregevole; svilire: mortificare una poesia con una brutta interpretazione    • 4 •   (med.) alterare profondamente un tessuto, renderlo mortificato | (ant.) ridurre un organismo animale o vegetale in uno stato simile alla morte; privare di ogni energia vitale | mortificarsi v. rifl.  punirsi, far penitenza | v. rifl.  provare vergogna, dispiacere: al minimo rimprovero si mortifica. 
mortificativo   agg.    • 1 •   (med.) che mortifica, che rende mortificato (un tessuto)    • 2 •   (non com.) mortificante.
mortificato   part. pass.  di mortificare   agg.    • 1 •   umiliato, dispiaciuto: essere, restare, sentirsi mortificato    • 2 •   (med.) si dice di tessuto che è stato profondamente alterato nella sua struttura anatomica in conseguenza di un trauma, di una lesione: un tessuto mortificato in seguito a una forte contusione, a un colpo di pistola. 
mortificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi mortifica: parole mortificatrici. 
mortificazione   s.f.  il mortificare, il mortificarsi, l'essere mortificato: dare, subire una mortificazione. 
mortisa    ⇨ mortasa.
mortizza   s.f.  lo stesso che morta. 
morto   part. pass.  di morire   agg.    • 1 •   che ha cessato di vivere: restare, cadere morto sul colpo; un animale, un albero, un ramo morto; foglie morte, cadute dalla pianta | un braccio morto, paralizzato | nato morto, si dice di bambino che è venuto alla luce privo di vita; (fig.) di progetto e sim., che non ha prospettive di sviluppo | più morto che vivo, mezzo morto, malconcio, malridotto o anche stordito per una forte emozione | essere un uomo morto, essere spacciato, senza scampo: il primo che si muove è un uomo morto! | essere morto e sepolto, (fig.) si dice di cose ormai superate e dimenticate | essere morto di paura, di fame, averne moltissima | stanco morto, stanchissimo    • 2 •   (fig.) che non è capace di attività che non permette lo svolgimento di attività: denaro, capitale morto, non fruttifero | stagione morta, in cui l'attività, in partic. gli affari e il commercio, languiscono | una città, una festa morta, priva di vita, di animazione, di allegria | binario morto, che a un certo punto finisce, e sul quale non corrono i treni | angolo morto, (mil.) zona che, per la presenza di un ostacolo sulla linea di tiro, non può venire colpita a tiro teso; (estens.) area, zona defilata, fuori vista | giungere a un punto morto, si dice di situazione insolubile, senza sbocco | acqua, aria morta, stagnante | peso morto, il peso che esercita un grave quando è immobile e quindi senza intervento di altre forze; (fig.) gravame, carico inutile, e, detto di persona, parassita: un peso morto per la società | essere lettera morta, si dice di disposizione, legge e sim. della quale nessuno tiene conto | lingua morta, che non è più parlata da nessuno, o non è parlata da una comunità linguistica vera e propria § mortamente avv.  (ant.)    • 1 •   come morto, senza vitalità    • 2 •   passivamente, meccanicamente, senza slancio  s.m.    • 1 •   [f. -a] persona morta: cassa da morto; seppellire un morto; pregare per i morti | il giorno dei morti, il    • 2 •   novembre, in cui la chiesa celebra la commemorazione di tutti i defunti | il mondo, il regno dei morti, l'oltretomba | suonare a morto, detto delle campane, suonare a rintocchi lenti per la morte di qualcuno | per poco non ci scappava il morto, (fam.) con riferimento a una rissa o a un incidente che rischiava di finire tragicamente | un morto di fame, (fig.) uno spiantato | sembrare un morto che cammina, si dice di persona emaciata | pallido come un morto, pallidissimo | farebbe resuscitare un morto, detto di cibo molto appetitoso, di bevanda forte e sim. | fare il morto, restare immobile; galleggiare supino sull'acqua    • 2 •   in alcuni giochi di carte, il giocatore immaginario a cui si distribuiscono ugualmente le carte, coperte o scoperte; giocare col morto  | nel bridge, il compagno del dichiarante che all'inizio del gioco scopre le sue carte, le quali verranno giocate poi dal dichiarante stesso    • 3 •   (fam.) somma di denaro tenuta nascosta: arrivati, trovarono effettivamente, in vece del morto, la buca aperta  (manzoni p. s.  xxx).
mortorio   ant. mortoro, s.m.    • 1 •   (rar.) funerale    • 2 •   (fig.) riunione, trattenimento e sim. senza vita né brio: la festa è stata un mortorio. 
mortuario   agg.  che concerne i morti: registro mortuario  | camera mortuaria, stanza d'ospedale o di cimitero in cui si pongono le salme in attesa della sepoltura.
morula   s.f.  (biol.) stadio iniziale di sviluppo dell'embrione, in cui questo è costituito da una massa di cellule di forma simile a una mora (blastomeri).
morva   s.f.  (vet.) malattia infettiva degli equini, caratterizzata da neoformazioni nodulari tendenti a suppurare e ulcerarsi.
morvido   e deriv.   ⇨ morbido e deriv. 
mosaicato   agg.  (non com.) fatto a mosaico, ornato di mosaici: pavimenti mosaicati. 
mosaicista   meno com. musaicista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa lavori di mosaico.
mosaico   (1) meno com. musaico, s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   tecnica di decorazione parietale o pavimentale consistente nell'accostare, secondo un determinato disegno, cubetti o frammenti colorati di pietra, vetro e sim.: pavimento a mosaico  | opera, decorazione eseguita con tale tecnica: i mosaici di pompei    • 2 •   (estens.) tecnica od opera tendente a ottenere effetti decorativi mediante l'accostamento di elementi di colore diverso: aiuola a mosaico | mosaico aerofotografico, ricostruzione planimetrica del suolo ottenuta con l'unione di più aerofotografie    • 3 •   (fig.) opera letteraria, musicale o di altro genere risultante dalla mescolanza di elementi disparati    • 4 •   (fig.) insieme di elementi privo di organicità e coesione: un mosaico di nozioni    • 5 •   (bot.) malattia di natura virale che colpisce varie piante erbacee (tabacco, patata, sedano, fava).
mosaico   (2) agg.  [pl. m. -ci] di mosè: legge mosaica. 
mosaicoltura   s.f.  coltura a scopo decorativo di piante da fiore disposte a mosaico.
mosaismo   s.m.  l'insieme delle dottrine e delle leggi morali e religiose del popolo ebraico, dettate da mosè.
mosano   agg.  che si riferisce al fiume mosa o al territorio da esso bagnato | arte mosana, l'insieme della produzione artistica degli orafi attivi nei centri del bacino della mosa, soprattutto nei secc. xi e xii.
mosca   s.f.    • 1 •   insetto dal corpo scuro, con proboscide protrattile e un paio di ali trasparenti (ord.  ditteri): uno sciame di mosche; scacciare una mosca  | mosca carnaria, insetto dittero con livrea a riflessi metallici, le cui larve si sviluppano su sostanze in putrefazione (fam.  calliforidi) | mosca tse tse, insetto del genere glossina, diffuso nelle zone tropicali, che trasmette il tripanosoma, agente della malattia del sonno | essere una mosca bianca, (fig.) si dice di persona o cosa rarissima | non farebbe male a una mosca, (fig.) si dice di persona molto mite | non si sentiva volare una mosca, (fig.) c'era un silenzio assoluto | mosca!, zitto e mosca!, (fam.) silenzio! | restare con un pugno di mosche, (fig.) restare deluso, non aver ricavato il minimo profitto da qualcosa | far saltare la mosca al naso, (fig.) far perdere la pazienza, provocare uno scatto di collera | uccello mosca, specie di colibrì | pesi mosca, (sport) nel pugilato e nella lotta, categoria che comprende atleti del peso minimo; un (peso) mosca, atleta che appartiene a tale categoria. dim. moschetta, moschina  accr. moscona  pegg. moscaccia    • 2 •   (fig.) persona noiosa, petulante, insopportabile | mosca cocchiera, (lett.) chi si attribuisce, senza fondamento, i risultati di azioni altrui, credendo di svolgere compiti e avere responsabilità di direzione    • 3 •   nella pesca con l'amo, qualunque esca artificiale che imiti insetti, larve    • 4 •   neo finto che un tempo le donne si applicavano al viso o sulle spalle    • 5 •   pizzetto di barba, molto piccolo, portato sotto il labbro inferiore    • 6 •   chicco di caffè tostato che si aggiunge ad alcuni liquori: sambuca con la mosca. 
moscacieca   o mosca cieca, s.f.  gioco in cui uno dei partecipanti, a occhi bendati, cerca di afferrare e riconoscere un altro, che, se identificato, verrà poi a sua volta bendato.
moscaio   s.m.  quantità di mosche; anche, luogo o cosa pieni di mosche.
moscaiola   lett. moscaiuola, region. moscarola, moscaruola, s.f.    • 1 •   contenitore di varie forme, costituito gener. da un telaio di legno munito di uno spesso velo o di una fitta rete metallica, nel quale si mettono i cibi per proteggerli dalle mosche    • 2 •   (non com.) dispositivo o trappola per prendere le mosche.
moscardino   s.m.    • 1 •   mammifero roditore simile a un ghiro ma di dimensioni più piccole    • 2 •   mollusco marino commestibile simile a un piccolo polpo    • 3 •   impasto di muschio e spezie che anticamente si teneva in bocca per profumare l'alito    • 4 •   (fig. non com.) zerbinotto, damerino.
moscardo   s.m.  (zool.) sparviere.
moscarola   moscaruola  ⇨ moscaiola.
moscatello   s.m.  varietà di vitigno e di vino moscato  agg.    • 1 •   del vitigno moscatello: uva moscatella    • 2 •   si dice di frutta che ha l'aroma simile a quello dell'uva moscatella: pera moscatella. 
moscato   (1) s.m.    • 1 •   vitigno coltivato in molte regioni italiane, che dà uve bianche o nere, da tavola o da vino, con intenso aroma muschiato | il vino dolce che se ne ricava    • 2 •   (ant.) muschio  agg.    • 1 •   del vitigno moscato: uva moscata    • 2 •   che ha profumo o sapore di muschio: noce moscata. 
moscato   (2) agg.  screziato a piccole macchie nere, detto spec. del mantello del cavallo.
moscatura   s.f.    • 1 •   serie di piccole macchie di peli neri cosparse sul mantello del cavallo    • 2 •   (arald.) la serie di fiocchi neri a forma di trifoglio che costellano simmetricamente l'ermellino.
moscerino   rar. moscherino, s.m.    • 1 •   nome comune di varie specie di insetti ditteri, molto piccoli, che volano a sciami    • 2 •   (scherz.  o spreg.) persona di proporzioni minuscole o di nessuna importanza.
moscezza   s.f.  (non com.) l'essere moscio.
moschea   s.f.  edificio di culto dei musulmani.
moscherino    ⇨ moscerino.
moschettare   v. tr.  [io moschétto ecc] (rar.) uccidere col moschetto; fucilare.
moschettata   s.f.  colpo di moschetto.
moschettato   agg.  cosparso di piccole macchie scure simili a mosche.
moschetteria   s.f.  gruppo di soldati armati di moschetto | scarica di moschetti.
moschettiera   s.f.  solo nella loc. agg. alla moschettiera, alla maniera degli antichi moschettieri francesi (spec. con riferimento a capi d'abbigliamento): guanti, cappello alla moschettiera. 
moschettiere   s.m.    • 1 •   negli eserciti di un tempo, soldato armato di moschetto    • 2 •   guardia del re di francia, nei secc. xvi e xvii    • 3 •   nel gergo sportivo, calciatore della rappresentativa nazionale: i moschettieri azzurri. 
moschetto   s.m.  arma da fuoco portatile simile a un fucile a canna corta, leggero e maneggevole | moschetto automatico, quello che può sparare a colpo singolo e a raffica, detto com. mitra. 
moschettone   s.m.  gancio metallico con apertura a molla, usato per assicurare un oggetto a un altro; in partic., in alpinismo, quello che si aggancia ai chiodi e in cui si fa passare la corda perché possa scorrere più facilmente.
moschicida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] si dice di sostanza o preparato che serve a uccidere le mosche: liquido moschicida; carta moschicida; usare un moschicida. 
moschino   rar. moscino, s.m.    • 1 •   moscerino    • 2 •   (non com.) cane dal pelo picchiettato di nero.
mosciame   s.m.  filetto di tonno o di delfino salato e fatto seccare.
mosciarella   s.f.  nell'italia centrale, castagna sgusciata e seccata.
moscino    ⇨ moschino.
moscio   agg.  [pl. f. -sce]    • 1 •   floscio, molle, privo di sodezza: colletto moscio; frutta moscia    • 2 •   (fig.) fiacco, senza nerbo o vigore fisico o morale: un tipo moscio; avere un'aria moscia | erre moscia, erre alla francese, con articolazione uvulare (per difetto naturale o per vezzo): avere l'erre moscia; parlare con l'erre moscia  § mosciamente avv. 
moscione   s.m.  [f. -a] (fam.) persona lenta, fiacca, senza nerbo.
mosco   s.m.  [pl. -schi] mammifero ruminante asiatico simile al cervo ma senza corna; nel maschio, una ghiandola ventrale secerne una sostanza odorosa chiamata muschio  (ord.  artiodattili).
moscoleato   agg.  (ant.) profumato di muschio; muschiato: con sapone moscoleato... maravigliosamente e bene tutto lavò salabaetto  (boccaccio dec.  viii, 10).
moscone   s.m.    • 1 •   nome di varie specie di mosche più grosse delle comuni (ord.  ditteri)    • 2 •   (fig. scherz.) corteggiatore insistente    • 3 •   piccola imbarcazione da diporto, a remi o a pedali, formata da due galleggianti paralleli collegati da traverse che sostengono uno o due sedili    • 4 •   (antiq.) piccola notizia pubblicata a pagamento in un giornale per informare di nozze, lauree, onorificenze e sim.
moscovita   agg.  [pl. m. -ti] della città di mosca  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita a mosca.
mosquito   s.m. invar.  zanzara tropicale che con le sue punture provoca all'uomo gonfiori e infiammazioni cutanee (ord.  ditteri).
mossa   s.f.    • 1 •   il muovere, il muoversi; in partic., il movimento di parti del corpo; gesto, movenza: fare una mossa col capo, con le mani; fare una mossa brusca; parlare facendo molte mosse; un bambino che scimmiotta le mosse degli adulti | basta la mossa, (scherz.) basta il gesto, l'intenzione di fare qualcosa | negli spettacoli di varietà di un tempo, movimento della ballerina, accompagnato da un rullo di tamburo, che consisteva in una rotazione del bacino culminante in un colpo d'anca. dim. mossetta, mossettina  pegg. mossaccia    • 2 •   ogni movimento o atto che abbia un fine preciso, spec. se diretto a contrastare l'azione di un avversario: una mossa di judo, di karatè; una mossa poco strategica; battere l'avversario prevenendone le mosse | fare una bella mossa, compiere un'azione o una manovra che assicuri vantaggio o successo | fare una mossa falsa, in battaglia o in qualsiasi situazione delicata, agire incautamente, compromettendo l'esito dell'azione | è tutta una mossa, (fam.) una finzione, una finta    • 3 •   nel gioco degli scacchi e della dama, spostamento di un pezzo da una casella a un'altra: vincere in poche mosse; la prima mossa spetta al bianco  | fare la prima mossa, (fig.) prendere l'iniziativa    • 4 •   partenza, avvio, spunto iniziale | essere, stare sulle mosse, detto di cavalli, essere pronti a scattare alla partenza; (fig.) stare per iniziare qualcosa | prendere le mosse da, (fig.) cominciare da.
mossiere   s.m.  chi dà il segnale di partenza di una corsa.
mosso   part. pass.  di muovere   agg.    • 1 •   che ha subito un movimento | terreno mosso, arato di fresco | fotografia mossa, non nitida, perché è stata mossa la macchina fotografica o si è mosso il soggetto nel momento in cui scattava l'otturatore    • 2 •   che è in movimento o che ha del movimento: mare mosso, agitato | capelli mossi, ondulati | paesaggio mosso, non piatto o uniforme    • 3 •   (mus.) indicazione dinamica che prescrive un'esecuzione animata, vivace: andante mosso. 
mostacchio    ⇨ mustacchio.
mostaccio   s.m.  (non com.) viso, faccia.
mostacciolo   s.m.  piccolo dolce a base di farina, zucchero, fichi secchi, canditi e uva passa.
mostaccione   s.m.  (non com.) colpo sul viso, ceffone.
mostaio   agg.  ricco di mosto; solo nella loc.: ottobre mostaio. 
mostarda   s.f.    • 1 •   salsa a base di senape, aceto e aromi, usata come condimento di carni e verdure | gas mostarda, (chim.) denominazione dell'iprite, il cui odore ricorda quello della senape    • 2 •   frutta candita in sciroppo di senape (specialità di cremona)    • 3 •   in sicilia, dolce fatto con mosto cotto.
mostardiera   s.f.  (non com.) vasetto per servire la mostarda in tavola.
mostimetro   s.m.  (tecn.) strumento per misurare la quantità di zucchero contenuto nel mosto.
mosto   s.m.    • 1 •   succo ottenuto dalla spremitura dell'uva, non ancora fermentato | mosto muto, che non può fermentare per l'inattivazione, spesso termica, degli enzimi    • 2 •   (estens.) qualsiasi succo zuccherino di frutta che può subire una fermentazione.
mostoso   agg.  (non com.)    • 1 •   che dà una grande quantità di mosto: uva mostosa  | (estens.) morbido e sugoso    • 2 •   che ha il profumo del mosto, che sa di mosto.
mostra   s.f.    • 1 •   il mostrare, spec. per ostentazione, per fare sfoggio: far mostra delle proprie ricchezze; mettere in mostra la propria abilità; mettersi in mostra, farsi notare | far bella mostra di sé, si dice di oggetto che fa figura, che si presenta bene    • 2 •   finta, simulazione | far mostra di, fare le mostre di, fingere: faceva mostra di ascoltare    • 3 •   esposizione pubblica di oggetti vari, spec. d'arte, o di esemplari particolarmente belli di animali; anche, il luogo o l'edificio in cui si tiene tale esposizione: mostra di pittura, di veicoli d'occasione; mostra canina  | la mostra di un negozio, la vetrina | mostra d'arme, (ant.) rivista militare    • 4 •   (non com.) saggio, campione di merce: benché tutti i giorni di mercato avesse piene di mostre le saccocce  (nievo)    • 5 •   il risvolto del bavero di giacche, cappotti e sim., spec. quando è di colore diverso dal resto dell'abito    • 6 •   (antiq.) quadrante di orologio | (mar.) orologio tascabile di precisione usato a bordo delle navi    • 7 •   coprifilo.
mostrabile   agg.  che si può mostrare.
mostramento   s.m.  (ant.) il mostrare; dimostrazione: per lo mostramento de la buona volontade  (dante convivio).
mostranza   s.f.  (ant.) il mostrare; apparenza.
mostrare   v. tr.  [io móstro ecc. ; part. pass. mostrato  (lett. o pop. tosc. móstro)]    • 1 •   far vedere, sottoporre alla vista o all'attenzione di altri: mostrare la merce al cliente; mostrare la propria collezione di francobolli; mostrare i monumenti della città  | mostrare la lingua, come atto di scherno e di spregio; anche, far vedere la lingua al medico perché la esamini | mostrare i denti, digrignarli come per mordere; (fig.) assumere un atteggiamento risoluto, aggressivo | mostrare il viso, la faccia, farsi vedere in pubblico; (fig.) agire scopertamente, opporsi con coraggio    • 2 •   esibire: mostrare la tessera al controllore, i documenti alla polizia  | ostentare, mettere in mostra: mostrare i gioielli, le gambe    • 3 •   additare; indicare: mostrare l'entrata, l'uscita, la strada; mostrare su una cartina geografica un rilievo montuoso  | mostrare a dito, additare; essere mostrato a dito, (fig.) si dice di persona molto nota per le buone o cattive azioni compiute    • 4 •   spiegare, dimostrare, insegnare: mostrare il funzionamento di un apparecchio  | seguito da una proposizione dipendente retta da come, perché, quanto, che : mi ha mostrato come fare, perché non potevo mancare, quanto avessi torto, che aveva ragione    • 5 •   lasciar vedere, lasciar intendere; palesare, manifestare: mostrare in viso la delusione; mostri di non capire; i campi mostrano i segni dell'abbandono; mostrare di che cosa si è capaci; mostrare affetto, comprensione, dedizione, coraggio, insofferenza    • 6 •   lasciar credere, fingere, simulare: mostrò di essere all'oscuro di tutto; mostrare indifferenza, sorpresa    • 7 •   (lett.) attestare, rivelare, dar conoscenza di qualcosa: una cosa venuta / da cielo in terra a miracol mostrare  (dante vita nuova) | v. intr. impers.  (ant.) sembrare: come mostra che voi vogliate fare  (boccaccio dec.  introduzione) | mostrarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   farsi vedere, apparire: mostrarsi per la prima volta in pubblico; una vista incantevole si mostrò al nostro sguardo    • 2 •   dimostrarsi: mostrarsi felice, riconoscente, commosso, comprensivo; mostrarsi all'altezza della situazione. 
mostrativo   agg.  (ant.) che serve a mostrare; dimostrativo.
mostratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi mostra.
mostravento   s.m. invar.  banderuola o altro dispositivo che, posto sull'albero di un veliero, sulla sommità di un tetto e sim., indica la direzione del vento.
mostreggiatura   s.f.  (non com.) risvolto, spesso di tessuto diverso, messo per ornamento a colli, polsi, tasche di abiti, cappotti, giacche.
mostrina   s.f.  (spec. pl.) distintivo di tessuto o di materiale rigido, di vario colore e forma, che viene applicato ai baveri o alle maniche dell'uniforme militare per contraddistinguere l'arma, il corpo, il reparto.
mostrino   s.m.  negli orologi, il piccolo quadrante dei secondi.
mostro   ant. monstro, s.m.    • 1 •   creatura leggendaria dalle forme innaturali (p. e.  la chimera)    • 2 •   essere vivente che presenta forti anomalie (p. e.  un cane con due teste). dim. mostriciattolo, mostricino    • 3 •   (fig.) persona bruttissima (anche scherz.): conciato così, sei un mostro    • 4 •   (fig.) persona estremamente crudele, malvagia; in partic., chi si è macchiato di crimini efferati, spec. a sfondo sessuale    • 5 •   (fig.) persona che possiede doti eccezionali: un mostro di bravura, d'intelligenza, di erudizione | mostro sacro, persona che gode di grandissimo prestigio in un determinato campo d'attività    • 6 •   (lett.) prodigio, portento.
mostruosità   s.f.    • 1 •   anormalità nella conformazione di un individuo | carattere mostruoso (anche fig.): la mostruosità di un delitto    • 2 •   azione, cosa mostruosa: le mostruosità commesse in tempo di guerra. 
mostruoso   agg.    • 1 •   di mostro, che è un mostro: esseri mostruosi    • 2 •   straordinario per deformità o grandezza: naso mostruoso    • 3 •   (fig.) degno di un mostro; estremamente crudele, malvagio: azioni mostruose; delitto mostruoso    • 4 •   (fig.) eccezionale, portentoso: memoria, intelligenza mostruosa  § mostruosamente avv. 
mota   s.f.  (tosc. , lett.) fango.
motacillidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli passeriformi, piccoli, con becco appuntito, ampie ali, livrea vivacemente colorata; vi appartengono le cutrettole e le pispole | sing.  [-e] ogni uccello appartenente a tale famiglia.
motel   s.m. invar.  albergo per automobilisti, situato per lo più lungo le autostrade, con parcheggio e servizi per autoveicoli.
motella   s.f.  (zool.) genere di pesci di mare, commestibili, dal corpo allungato, con muso ottuso fornito di bargigli, lunga pinna dorsale, colorazione bruno-rossiccia a macchie scure (ord.  gadiformi).
motetto    ⇨ mottetto.
motilità   s.f.  la proprietà dell'organismo vivente di modificare la propria posizione o quella di una sua parte rispetto all'ambiente | la proprietà di certi organi di muoversi indipendentemente dalla volontà: motilità intestinale. 
motivare   v. tr.    • 1 •   causare, provocare: la lite fu motivata da un malinteso    • 2 •   dichiarare, esporre i motivi da cui ha origine qualcosa (un fatto, un comportamento ecc.): motivare una decisione, un punto di vista  | con sign. giuridico: motivare una sentenza, un provvedimento    • 3 •   indurre una motivazione, suscitare un interesse: motivare uno studente (all'impegno, allo studio). 
motivato   part. pass.  di motivare   agg.    • 1 •   precisato, chiarito nei suoi motivi: una sentenza ben motivata    • 2 •   fondato: una protesta motivata    • 3 •   di persona, che ha motivazione a fare qualcosa, a raggiungere una meta: un alunno poco motivato (allo studio). 
motivazionale   agg.  che riguarda i motivi, le ragioni del comportamento | ricerca motivazionale, nel marketing, ricerca di mercato volta a indagare le ragioni del comportamento e delle scelte del pubblico.
motivazione   s.f.    • 1 •   esposizione dei motivi che determinano un fatto, un modo di agire; i motivi stessi: la motivazione di un premio, di una sentenza; cercare le motivazioni dell'accaduto    • 2 •   (psicol.) ogni fattore dinamico del comportamento, che indirizza le attività dell'organismo verso uno scopo: motivazioni primarie, quelle di natura fisiologica (p. e.  la fame, la sete, il sonno); motivazioni secondarie, quelle di natura personale e sociale (p. e.  il successo, la cooperazione).
motivico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) che si riferisce a uno spunto melodico riconoscibile nella trama di un pezzo musicale.


motivo   (1) s.m.    • 1 •   ciò per cui si fa o non si fa qualcosa; ragione, causa: si mise a ridere senza alcun motivo; se ha agito così, avrà avuto i suoi motivi; assenza per motivi di salute, di famiglia; fare un viaggio per motivi di studio, di lavoro; dare motivo di lagnarsi; avere motivo di rammaricarsi; essere motivo di gioia, di orgoglio | a motivo di, a causa di | per questo motivo, per ciò | motivo per cui, ragione per la quale | motivo di più per fare, dire qualcosa, ragione ulteriore, spesso più pressante | motivo di nullità, (dir.) ragione per cui si può chiedere l'annullamento di un matrimonio, di un contratto, di un'obbligazione e sim. | motivo di impugnazione, (dir.) argomento in base al quale si chiede la riforma di una sentenza    • 2 •   (mus.) spunto melodico riconoscibile nella trama di un pezzo musicale; per estens., melodia, aria: un motivo facile, orecchiabile  | motivo conduttore, o, con voce ted., leimotiv, quello che accompagna un personaggio o un'idea drammatica di un'opera lirica o sinfonica; per estens., il tema dominante e ricorrente di un film, di un romanzo e sim. dim. motivetto    • 3 •   (estens.) tema fondamentale di un'opera letteraria, filosofica, cinematografica: il motivo del ricordo nella poesia di leopardi    • 4 •   nelle arti figurative, nell'abbigliamento, nell'arredamento e sim., elemento funzionale o decorativo più volte ripetuto: il motivo floreale di un fregio; un tessuto con un motivo geometrico. 
motivo   (2) agg.  (ant.) che muove, atto a muovere; oggi, solo nella loc. errore motivo, (dir.) errore che influenza la volontà nel compiere un atto.
moto-  moto- primo elemento di parole composte di formazione moderna, che è abbr. di motore; indica macchine, veicoli ecc. che funzionano a motore (motocarrello), natanti azionati da apparato motore a combustione interna (motonave) od operazioni compiute con mezzi meccanici (motocoltura).
moto   (1) s.m.    • 1 •   lo spostarsi di un corpo nello spazio; movimento: moto accelerato, rettilineo; moto ondoso; il moto dei pianeti; moto perpetuo  | mettere in moto, avviare il motore di una macchina; (fig.) mobilitare, far muovere e agire ' essere in moto, si dice di una macchina in funzione, di un veicolo in movimento | verbi di moto, (gramm.) che indicano movimento | complementi di moto a luogo, da luogo, per luogo, (gramm.) quelli che indicano rispettivamente il luogo verso il quale, dal quale o attraverso il quale avviene un movimento    • 2 •   il muoversi, il camminare, spec. per esercizio del corpo: fare un po' di moto    • 3 •   atto, gesto: avere un moto d'impazienza, di stizza    • 4 •   impulso sentimentale o intellettuale; emozione, affetto: i moti dell'animo, del cuore; un moto di commozione, di simpatia    • 5 •   tumulto, sommossa, agitazione di popolo: i moti del 1821, del risorgimento    • 6 •   (mus.) il procedere di una linea melodica: moto ascendente, discendente, da una nota più grave a una più acuta, e viceversa | con moto, si dice di brano musicale da eseguire con andamento notevolmente rapido: andante con moto. 
moto   (2) s.f. invar.  abbr. di motocicletta, usato anche come primo elemento di parole composte | moto d'acqua, natante da diporto con propulsione a turbina, le cui forme sono molto simili a quella di una motocicletta.
motoaliante   s.m.  aliante fornito di un piccolo motore ausiliario che ne consente il volo orizzontale in assenza di correnti ascensionali e talvolta anche il decollo autonomo.
motoaratore   s.m.  chi è addetto alla conduzione di mezzi meccanici per l'aratura e alla loro manutenzione.
motoaratrice   s.f.  aratro a motore.
motoaratura   s.f.  aratura eseguita con la motoaratrice.
motobarca   s.f.  barca a motore.
motocannoniera   s.f.  unità leggera della marina da guerra, molto veloce, armata di piccoli cannoni e di missili.
motocarrello   s.m.  carrello azionato da un motore a combustione interna o elettrico, usato per trasporti leggeri nelle ferrovie, nei cantieri e sim.
motocarriola   s.f.  motocarrello con guida a manubrio posteriore.
motocarrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] conducente di motocarri.
motocarro   s.m.  veicolo da trasporto a motore, con tre ruote e guida generalmente a manubrio.
motocarrozzetta   s.f.  motocicletta a tre ruote con un carrozzino laterale per il trasporto di un passeggero.
motocarrozzino   s.m.  motocarrozzetta.
motocicletta   s.f.  veicolo a due ruote mosso da un motore a combustione interna alternativo.
motociclismo   s.m.  lo sport delle corse in motocicletta e in motocarrozzetta (sidecar).
motociclista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi va in motocicletta | chi pratica il motociclismo | usato anche come agg.  : corridore motociclista. 
motociclistico   agg.  [pl. m. -ci] di motociclismo, dei motociclisti; che concerne le motociclette: corse, gare motociclistiche; industria motociclistica. 
motociclo   s.m.  tipo di veicolo a motore a due ruote comprendente la motoretta e la motocicletta.
motocisterna   s.f.  motonave attrezzata per il trasporto di liquidi.
motocolonna   s.f.  (mil.) colonna di truppe motorizzate.
motocoltivatore   s.m.  macchina agricola con motore, usata per operazioni di erpicatura superficiale, falciatura, semina ecc.
motocoltura   s.f.  la coltivazione dei campi eseguita con mezzi meccanici.
motocompressore   s.m.  macchina costituita dall'unione di un compressore con un motore (per lo più a combustione interna) che serve a produrre aria compressa per vari usi industriali.
motocorazzato   agg.  si dice di unità militare che dispone di mezzi motorizzati e corazzati: divisione motocorazzata. 
motocross   s.m.  gara motociclistica fuori strada, su terreno accidentato; la specialità sportiva che comprende tali gare.
motocrossismo   s.m.  lo sport del motocross.
motocrossista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica il motocross.
motodromo   s.m.  stadio, impianto sportivo per gare motociclistiche.
motoelica   s.f.  (aer.) gruppo propulsore aeronautico costituito dall'accoppiamento di uno o più motori a combustione interna alternativi con una o più eliche.
motofalciatrice   s.f.  macchina per la falciatura, azionata da un motore.
motofurgone   s.m.  motoveicolo furgonato a tre ruote, adibito al trasporto di merci, con portata limitata.
motolancia   s.f.  [pl. -ce] (mar.) lancia a motore.
motoleggera   s.f.  motocicletta di cilindrata compresa fra 50 e 125 cm3.
motomeccanizzare   v. tr.  (mil.) dotare di mezzi meccanici a motore per il trasporto di uomini e armi: motomeccanizzare un reparto. 
motomezzo   s.m.  (non com.) motoveicolo.
motonauta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi naviga per diporto con imbarcazioni a motore o partecipa a competizioni motonautiche.
motonautica   s.f.    • 1 •   la navigazione con imbarcazioni a motore, per diporto o competizione    • 2 •   la tecnica della costruzione e della guida dei motoscafi.
motonautico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla motonautica: competizioni motonautiche. 
motonave   s.f.  nave mossa da uno o più motori a combustione interna.
motoneurone   s.m.  (biol.) cellula nervosa periferica che costituisce l'anello finale della catena di trasmissione degli impulsi motori.
motopeschereccio   s.m.  grossa barca da pesca a motore.
motopista   s.f.  pista, corsia stradale riservata ai ciclomotori.
motopompa   s.f.  gruppo composto di un motore e di una pompa idraulica, per usi agricoli, antincendio ecc.
motoproprio    ⇨ motuproprio.
motopropulsore   agg.  e s.m.  (mar.) si dice di gruppo costituito dall'accoppiamento di un motore con un propulsore (p. e.  elica).
motoradio   s.f. invar.  ricevitore o ricetrasmettitore radio da istallare a bordo di motoveicoli.

motoraduno   s.m.  raduno sportivo o turistico di motociclisti.
motorcaravan   s.m. invar.  autocaravan.
motore   agg.  [f. -trice] che serve a muovere, che imprime o trasmette il moto: impianto motore; forza motrice; albero motore   s.m.    • 1 •   nell'astronomia antica e medievale, il principio del movimento dei corpi celesti o dei cieli | motore immobile, nella filosofia aristotelica, dio in quanto è la causa finale del movimento e del divenire di tutte le cose naturali    • 2 •   (fig.) ciò che dà impulso; causa, movente: la ricerca del profitto è il motore dell'economia; tutti gli amori dell'uomo, ancorché diversi, hanno lo stesso motore  (alfieri)    • 3 •   macchina atta a trasformare una determinata forma di energia in energia meccanica, destinata alla locomozione di veicoli, all'alimentazione di macchine operatrici, impianti industriali ecc.: motore termico, elettrico, idraulico, eolico; motore a combustione interna, esterna; motore a benzina, a gas, a gasolio; motore a vapore; motore a ciclo diesel, a ciclo otto; motore alternativo, rotativo; motore a quattro tempi, a due tempi; motore a due, tre, quattro, sei cilindri; motore ad accensione comandata, quello a ciclo otto, generalmente a benzina o a gas, detto comunemente a scoppio; motore a carburazione, quello ad accensione comandata munito di carburatore (si contrappone a quello a gas, senza carburatore); motore ad accensione per compressione, quello comunemente detto diesel; motore a getto  (nell'uso corrente a reazione), endoreattore | motore in linea, a v, quello in cui i cilindri sono disposti, rispettivamente, su una sola linea o su due linee convergenti verso l'albero motore | a motore, azionato da un motore, eseguito con l'aiuto di un motore: veicolo a motore; falciatura a motore; volo a motore, quello degli aerei a motore, in contrapposizione al volo a vela | motore!, ordine dato dal regista cinematografico ai tecnici all'inizio di ogni ripresa, affinché sia messo in moto il motore della macchina da presa: motore, azione, ciac, si gira!  dim. motorino    • 4 •   (estens.) veicolo a motore | sport del motore, l'automobilismo e il motociclismo considerati insieme | corsa dietro motori, corsa ciclistica in cui i corridori mantengono la ruota anteriore della bicicletta a contatto con un apposito rullo applicato posteriormente a una motocicletta che li precede    • 5 •   motore di ricerca, (inform.) software in grado di effettuare ricerche complesse all'interno di un grande archivio di dati (un testo di dimensioni molto estese, un dominio web o anche l'intera internet).
motoretta   s.f.  motoveicolo di piccola cilindrata, provvisto di carenatura e con ruote di diametro ridotto | motocicletta di piccola cilindrata.
motorettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) chi viaggia in motoretta.
motorhome   s.m. invar.  sorta di grande autocaravan con telaio di serie e carrozzeria appositamente progettata per servire da abitazione stabile.
motorino   s.m.    • 1 •   dim.  di motore  | motorino d'avviamento, nelle automobili, piccolo motore elettrico che serve ad avviare quello a scoppio    • 2 •   (fam.) ciclomotore.
motorio   agg.  del moto, che serve al moto: funzione motoria; nervo, centro motorio. 
motorismo   s.m.  nome con cui si indicano complessivamente tutti gli sport fatti con mezzi a motore.
motorista   agg.  e s.m.  [pl. -sti] si dice di chi è addetto al funzionamento, alla riparazione e alla messa a punto di motori, spec. di quelli dei mezzi di trasporto: meccanico, marinaio motorista; il motorista di un aereo. 
motoristica   s.f.    • 1 •   l'arte, la tecnica di progettare e costruire motori per competizioni sportive    • 2 •   (non com.) motorismo.
motoristico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda gli sport praticati con mezzi a motore: gara motoristica. 
motorizzare   v. tr.    • 1 •   munire di motore (un'apparecchiatura, un veicolo e sim)    • 2 •   dotare, fornire di mezzi di trasporto a motore: motorizzare una pattuglia  | motorizzarsi v. rifl.    • 1 •   adottare mezzi di trasporto a motore: gli eserciti moderni si sono motorizzati    • 2 •   (fam) munirsi di un mezzo di trasporto a motore, acquistare un autoveicolo o un motoveicolo.
motorizzato   part. pass.  di motorizzare   agg.    • 1 •   che è stato munito di motore: un barcone motorizzato    • 2 •   dotato, fornito di mezzi di trasporto a motore: truppe motorizzate. 
motorizzazione   s.f.    • 1 •   il motorizzare, il motorizzarsi, l'essere motorizzato: motorizzazione ferroviaria, militare, civile    • 2 •   il complesso dei problemi e delle attività inerenti gli autoveicoli: ispettorato per la motorizzazione. 
motorsailer   s.m. invar.  (mar.) cabinato da diporto equipaggiato sia per la navigazione a vela sia per quella a motore.
motorscooter   s.m. invar.  motoretta.
motoscafista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi guida un motoscafo.
motoscafo   s.m.  imbarcazione veloce azionata da un motore a combustione interna, entrobordo o fuoribordo: motoscafo da crociera, da competizione. 
motoscuter   s.m. invar.  adattamento it. dell'ingl. motorscooter. 
motoscuterismo   s.m.  l'insieme delle attività relative al motoscuter.
motoscuterista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi va in motoscuter.
motosega   s.f.  sega portatile azionata da un motorino a combustione interna.
motoseminatrice   s.f.  macchina agricola per seminare, azionata da un motore a combustione interna.
moto-sidecar  moto-sidecar s.m. invar.  motocarrozzetta.
motosilurante   s.f.  veloce unità navale della marina da guerra, più grossa del mas, armata principalmente con siluri e spinta da un motore a combustione interna a benzina o diesel.
motoslitta   s.f.  slitta azionata da un apparato motore a cingoli o, più raramente, a elica.
motoso   agg.  (rar.) imbrattato, sporco di mota; fangoso.
mototorpediniera   s.f.  nave da guerra analoga alla motosilurante.
mototrazione   s.f.  trazione a motore.
motovedetta   s.f.  piccola motonave armata addetta alla vigilanza costiera: le motovedette della guardia di finanza. 
motoveicolo   s.m.  ogni veicolo a motore a due o tre ruote.
motoveliero   s.m.  veliero a motore.
motovelodromo   s.m.  impianto sportivo per corse di motociclette.
motovettura   s.f.  motoveicolo a tre ruote, dotato di carrozzeria chiusa.
motozappa   s.f.  macchina agricola per zappare e sarchiare, dotata di un piccolo motore a combustione interna.
motozattera   s.f.  grosso natante a motore, a fondo piatto e prua quadrata rialzata e apribile, usato soprattutto come mezzo bellico da sbarco.
motrice   s.f.  macchina atta a produrre energia meccanica e a imprimere movimento a un veicolo; in partic., carrozza tranviaria o ferroviaria, provvista di motore, che traina le altre carrozze | motrice a vapore, nome tradizionale del motore a combustione esterna alternativo usato spec. per la propulsione navale e ferroviaria.
motricità   s.f.  complesso delle condizioni neurofisiologiche che consentono all'individuo tutti i movimenti corporei richiesti dalla vita di relazione.
motriglia   s.f.  (tosc.) fanghiglia.
motta   s.f.  (region.)    • 1 •   roccia staccatasi da un monte    • 2 •   altura.
motteggevole   agg.  (lett.) incline a motteggiare; pungente, satirico.
motteggiamento   s.m.  il motteggiare; motteggio insistente.
motteggiare   v. intr.  [io mottéggio ecc. ; aus. avere] dire motti, scherzare: motteggiare di, su tutto  | v. tr.  burlare, canzonare.
motteggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi motteggia.
motteggio   s.m.  il motteggiare | le parole, gli atti con cui si motteggia.
mottettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] compositore di mottetti.
mottettistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce al mottetto: musica mottettistica. 
mottetto   o motetto, s.m.    • 1 •   componimento poetico costituito da pochi versi in rima, per lo più di carattere popolare e di tono arguto    • 2 •   (mus.) forma sacra polifonica, vocale o vocale-strumentale, sviluppatasi a partire dal sec. xiii: il mottetto medievale, rinascimentale, moderno; i mottetti di palestrina, di monteverdi. 
motto   s.m.    • 1 •   detto scherzoso o pungente: motto di spirito    • 2 •   frase breve e concettosa, spesso riportata con valore simbolico su uno stemma; massima, sentenza    • 3 •   (lett.) parola; spec. in alcune espressioni: far motto (di qualcosa); senza far motto; senza aggiunger motto. 
motuleso   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi ha subito una lesione che compromette le capacità motorie.
motuproprio   non com. motoproprio, s.m. invar.  decreto che un capo di stato emana di propria iniziativa, spec. per concedere onorificenze e titoli nobiliari.
mouliné   agg.  e s.m. invar.  si dice di filato ritorto, usato per ricami e lavori di cucito.
mountain bike   loc. sost. f. invar.  bicicletta da montagna, costruita per percorrere sentieri erti e accidentati; è dotata di telaio particolarmente robusto, ruote con battistrada largo e un sistema di molti rapporti di velocità.
mouse   s.m. invar.  (inform.) periferica d'ingresso di un elaboratore utilizzata per muovere con rapidità il cursore sullo schermo e comandare l'esecuzione di determinate operazioni; è dotato di pulsanti per l'invio dei comandi.
mousse   s.f. invar.  (gastr.)    • 1 •   vivanda a base di passati diversi (p. e.  fegato, tonno, prosciutto), ghiacciata in uno stampo e guarnita con gelatina    • 2 •   dolce spumoso a base di uova, panna montata e cioccolata (o altro ingrediente a piacere).
movente   s.m.    • 1 •   impulso, stimolo; motivo che induce a compiere un'azione, spec. delittuosa o illecita: scoprire il movente di un delitto    • 2 •   (mecc.) organo conduttore.
movenza   s.f.    • 1 •   atteggiamento della persona nel muoversi: una ragazza dalle movenze aggraziate; danzare con movenze agili, leggere    • 2 •   (fig.) andamento stilistico di uno scritto o di un discorso: un periodare dalle movenze classicheggianti  | modulazione di un canto, di una voce e sim.
movere    ⇨ muovere.
movibile   agg.  (non com.) che può essere mosso, che si muove: un pezzo movibile. 
movibilità   s.f.  (lett.) l'essere movibile.
moviere   s.m.  militare incaricato di regolare il traffico.
movil   ® s.m. invar.  (chim.) fibra sintetica a base di cloruro di polivinile.
movimentare   v. tr.  [io moviménto ecc.] animare, vivacizzare: movimentare una festa, una serata  | in partic., nel linguaggio finanziario, sottoporre a un vivace e vario movimento di entrate-uscite, di investimenti, di operazioni: movimentare il mercato, un conto, un portafoglio. 
movimentato   part. pass.  di movimentare   agg.  pieno di movimento, di animazione; agitato: una vita movimentata; il viaggio fu alquanto movimentato. 
movimentazione   s.f.    • 1 •   organizzazione del movimento di cose o persone; in partic., delle merci di un magazzino, in entrata e in uscita    • 2 •   nel linguaggio finanziario, l'operazione e il risultato del movimentare    • 3 •   spostamento di carichi con mezzi meccanici: impiegare una ruspa per la movimentazione della terra. 
movimentismo   s.m.  tendenza a seguire e ad affermare, nella lotta politica, le iniziative spontanee della base dei militanti rispetto a quelle organizzate dagli organi direttivi dei partiti, dei sindacati e sim.
movimentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore del movimentismo | usato anche come agg.  in luogo di movimentistico. 
movimentistico   agg.  [pl. m. -ci] del movimentismo o dei movimentisti.
movimento   s.m.    • 1 •   il muovere, il muoversi; spostamento: mettere in movimento qualcosa; imprimere un movimento di rotazione a qualcosa; il movimento del pendolo, delle braccia; fare un movimento brusco, improvviso; essere impedito nei movimenti (del corpo); avere libertà di movimento; il movimento di passeggeri, di treni in una stazione; movimento di truppe, di mezzi corazzati  | gioco di movimento, nel calcio e in altri sport di squadra, gioco basato su un continuo e rapido spostamento dei giocatori | movimento di terra, insieme di operazioni di sterro o riporto di terra, eseguite con particolari macchine | capo del movimento, funzionario delle ferrovie che presiede al traffico dei treni in una stazione | movimento della popolazione, il suo variare nel numero e nella composizione, per cause sia biologiche sia sociali | movimento di impiegati, di funzionari, spostamento da una sede all'altra | movimento di conto, di cassa, l'ammontare totale delle operazioni effettuate in un determinato periodo | movimenti di capitali, transazioni finanziarie tra operatori residenti in paesi diversi; in partic., investimenti diretti all'estero | movimento di macchina, (cine.) qualsiasi spostamento dell'apparecchio da ripresa che si compie per mutare l'angolo di presa    • 2 •   animazione, intensità di traffico: una città piena di movimento; nelle vie del centro c'era molto movimento    • 3 •   in pittura, scultura e architettura, impressione di moto prodotta dalla particolare disposizione delle figure o degli elementi della composizione, dall'alternarsi delle luci e delle ombre ecc.; in un'opera letteraria o teatrale, dinamicità del ritmo narrativo: il gotico è caratterizzato da un ardito movimento verticale; una commedia ricca di movimento    • 4 •   tendenza, corrente artistica, letteraria, culturale o politica: movimento impressionista, romantico, federalista; movimento operaio, studentesco; movimento di liberazione della donna  | denominazione di alcuni partiti o gruppi politici: movimento sociale italiano, movimento cristiano dei lavoratori    • 5 •   (mus.) grado di velocità prescritto per l'esecuzione di un pezzo musicale : il termine «adagio» è un'indicazione di movimento  | ciascuna delle parti (o tempi) in cui si dividono alcune forme compositive: la sinfonia classica consta generalmente di quattro movimenti    • 6 •   (fam.) affare amoroso; giro di conoscenze galanti    • 7 •   (ant. , lett.) moto dell'anima; sentimento: l'ira... niuna altra cosa è che un movimento subito e inconsiderato, da sentita tristizia sospinta  (boccaccio dec.  iv, 3).
moviola   s.f.    • 1 •   (cine.) apparecchiatura che consente di esaminare le singole scene o i singoli fotogrammi di una pellicola cinematografica | apparecchiatura che consente di esaminare due o più pellicole contemporaneamente e di trasferire spezzoni dell'una all'altra; tavolo di montaggio    • 2 •   (tv) apparecchiatura che permette di rallentare, arrestare e ripetere immagini registrate; è usata per lo più nell'analisi di determinate fasi di una partita, di una gara: rivedere un gol alla moviola | ricostruire un avvenimento alla moviola, (fig.) analizzarlo in tutti i particolari e nella sequenza reale delle varie fasi.
movitore   s.m.  [f. -trice] (ant.) chi muove o fa muovere: a questi tre movimenti sono tre movitori  (dante convivio).
mozambicano   agg.  del mozambico  s.m.  [f. -a] abitante, nativo del mozambico.
mozarabico   agg.  [pl. m. -ci] dei mozarabi, cristiani di spagna che conservarono la loro religione durante la dominazione araba: letteratura mozarabica. 
mozartiano   agg.  del compositore wolfgang amadeus mozart (1756-1791); che si riferisce al suo stile, alla sua opera: le sinfonie, le sonate mozartiane; un'eleganza musicale mozartiana. 
mozione   s.f.    • 1 •   (lett.) movimento: | mozione degli affetti, (fig.) nell'antica oratoria, il commuovere l'animo degli ascoltatori    • 2 •   richiesta o proposta avanzata da uno o più membri di un'assemblea perché sia discussa e posta in votazione: presentare, approvare, respingere una mozione; mozione d'ordine, quella relativa alle modalità di svolgimento dell'assemblea stessa; mozione di fiducia, di sfiducia, quella con la quale il parlamento concede o nega la propria approvazione al programma politico del governo | mozione parlamentare, mezzo che consente al parlamento di valutare politicamente l'attività del governo, attraverso un dibattito in settori determinati.
mozza   s.f.  (ant.) sorta di formaggio fresco rinchiuso in una vescica.
mozzafiato   agg. invar.  che toglie il respiro, che impressiona vivamente: uno spettacolo mozzafiato. 
mozzamento   s.m.  (non com.) il mozzare, l'essere mozzato.
mozzare   v. tr.  [io mózzo ecc.] tagliare violentemente, recidere in un sol colpo una parte da un tutto: mozzare il capo; mozzare la coda al cane | mozzare il discorso, (fig.) troncarlo improvvisamente | mozzare la parola in bocca a qualcuno, (fig.) impedirgli bruscamente di proseguire a parlare | mozzare il fiato, il respiro, (fig.) impedirlo (anche in usi iperb.): un vento, un puzzo, una paura da mozzare il fiato. 
mozzarella   s.f.    • 1 •   formaggio fresco di origine campana a pasta bianca e molle, in forme rotondeggianti, prodotto con latte di bufala o di vacca    • 2 •   (fig. region.) persona estremamente fiacca.
mozzaspighe   s.m. invar.  piccolo insetto nero, dal corpo allungato, coperto di peluria rossa, con lunghissime antenne; le sue larve rosicchiano all'interno i culmi del frumento (ord.  coleotteri).
mozzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi mozza.
mozzatura   s.f.  il mozzare; la parte mozzata.
mozzetta   s.f.  sorta di mantellina, talora con piccolo cappuccio, di vario colore e stoffa, chiusa davanti da una serie di bottoni; è di colore rosso quella portata dal papa e dai cardinali, viola quella portata dai vescovi e da alcuni alti prelati.
mozzicare   v. tr.  [io mózzico, tu mózzichi ecc.] (region.) mordere.
mozzico   s.m.  [pl. -chi] (region.) morso: mangiare a mozzichi. 
mozzicone   s.m.  ciò che rimane di una cosa mozzata, spezzata o bruciata: un mozzicone di sigaretta, di candela. 
mozzo   (1) agg.  mozzato, reciso, troncato: capo mozzo; fucile a canne mozze  | (fig.) tronco, incompleto: una frase mozza; parole mozze. 
mozzo   (2) s.m.    • 1 •   (mar.) giovane di età inferiore ai diciott'anni e che non abbia ancora compiuto i 24 mesi di navigazione, imbarcato su una nave mercantile per apprendervi il mestiere di marinaio e addetto ai servizi secondari di bordo    • 2 •   (ant.) giovane addetto a umili servizi | ancora usato nella loc. mozzo di stalla, garzone di stalla.
mozzo   (3) s.m.    • 1 •   parte centrale di un organo rotante, in genere di forma cilindrica, avente la funzione di accoppiare l'organo stesso al suo asse    • 2 •   pezzo di legno massiccio in cui è incassata la corona della campana.
mozzone   s.m.    • 1 •   parte teminale del cordone della frusta, con cui si fanno gli schiocchi    • 2 •   (merid.) mozzicone, spec. di sigaretta.
mozzorecchi   s.m.    • 1 •   (ant.) persona a cui erano stati mozzati gli orecchi, come pena infamante; per estens., furfante    • 2 •   (spreg.) avvocato di dubbia moralità o capacità leguleio.
mucca   s.f.  vacca da latte.
mucchio   s.m.    • 1 •   quantità di cose ammassate, cumulo: un mucchio di stracci, di sassi | mettere tutti in un mucchio, (fig.) giudicare tutti alla stessa stregua, senza fare alcuna distinzione | sparare, colpire nel mucchio, alla rinfusa, senza distinguere chi si colpisce; (fig.) lanciare accuse che investono indiscriminatamente tutta una categoria di persone. dim. mucchietto, mucchiettino  accr. mucchione    • 2 •   (estens.) grande numero, gran quantità: un mucchio di chiacchiere, di bugie, di sciocchezze; costa un mucchio di soldi. 
mucciare   v. intr.  [io mùccio ecc. ; aus. essere] (ant.) sgusciare tra le mani; scappare: e io al duca: «dilli che non mucci...»  (dante inf.  xxiv, 127) | v. tr.  (ant.) evitare, schivare.
mucco   e deriv.   ⇨ muco e deriv. 
mucido   agg.  (non com.) che ha odore o sapore di muffa: pane, cibo mucido   s.m.  (non com.) muffa; umidità: sapere di mucido; odore di mucido. 
mucidume   s.m.  (non com.) insieme di cose mucide, ammuffite.
mucillagine   o mucillaggine, rar. mucilagine e mucilaggine, s.f.    • 1 •   (bot.) sostanza organica gommosa, chimicamente molto simile alle gomme naturali, presente in molte piante, che ha la capacità di assorbire e trattenere l'acqua    • 2 •   (estens.) sostanza viscosa che si forma nelle acque per effetto dell'eutrofizzazione.
mucillaginoso   o mucillagginoso, rar. mucilaginoso e mucilagginoso, agg.  formato da mucillagine; che ha aspetto di mucillagine: liquido mucillaginoso. 
mucina   s.f.  (chim. biol.) ciascuna delle glicoproteine presenti in certe secrezioni ghiandolari (p. e.  nella saliva).
muciparo   agg.    • 1 •   (bot.) si dice delle cellule vegetali che producono mucillagine    • 2 •   (biol.) si dice delle ghiandole o delle cellule che secernono muco.
muco   rar. mucco, s.m.  [pl. -chi] liquido denso e viscoso secreto dalle ghiandole e dalle cellule mucipare allo scopo di proteggere le mucose.
mucopolisaccaride   s.m.  (chim. biol.) ciascuna delle sostanze organiche complesse, risultanti dall'unione di proteine e zuccheri, presenti in alcuni organi, tessuti e liquidi organici (p. e.  nel testicolo, nel muco).
mucopolisaccaridosi   s.f.  (med.) nome di alcune malattie ereditarie che comportano alterato metabolismo dei mucopolisaccaridi e disturbi dell'accrescimento.
mucoproteina   s.f.  (chim. biol.) ciascuna delle proteine coniugate con polisaccaridi complessi, contenute soprattutto nei tessuti connettivi.
mucopus   s.m. invar.  (med.) muco presente negli stati infiammatori, accompagnato da leucociti e cellule epiteliali desquamate.
mucosa   rar. muccosa, s.f.  (anat.) membrana epiteliale che ricopre le cavità interne e i condotti; è mantenuta sempre umida dal muco secreto dalle cellule del suo epitelio o dalle ghiandole mucipare.
mucosità   rar. muccosità, s.f.  caratteristica di ciò che è mucoso | muco.
mucoso   rar. muccoso, agg.    • 1 •   delle mucose: tessuti mucosi    • 2 •   di muco; simile al muco: secrezione mucosa  | che secerne muco: ghiandole mucose. 
mucoviscidosi   s.f.  (med.) malattia ereditaria recessiva prevalentemente infantile, caratterizzata da alterata e ridotta attività di alcune ghiandole esocrine, spec. del pancreas, che producono secrezioni eccessivamente dense e viscose.
mucronato   agg.    • 1 •   (lett.) che termina a punta: armi mucronate    • 2 •   (bot.) si dice di organo vegetale che termina con una punta rigida: foglie mucronate. 
mucrone   s.m.    • 1 •   (lett.) punta di spada o di pugnale    • 2 •   (anat.) estremità inferiore del cuore    • 3 •   (bot.) punta rigida con cui terminano alcuni organi vegetali.
muda   s.f.    • 1 •   il cambiamento annuale delle penne degli uccelli; il periodo in cui esso avviene    • 2 •   luogo chiuso dove si tenevano gli uccelli da richiamo durante il periodo del cambiamento delle penne    • 3 •   (ant.) luogo in cui si rinchiude una persona; prigione: breve pertugio dentro da la muda / la qual per me ha 'l titol della fame  (dante inf.  xxxiii, 22-23).
mudare   v. intr.  [aus. avere] (ant.) mutare le penne, detto degli uccelli.
mudé  jar mudéjar;agg. invar.  e s.m.  [pl. mudéjares]    • 1 •   si dice dei musulmani che rimasero in spagna dopo la riconquista cristiana    • 2 •   si dice dello stile artistico sviluppato da tale gruppo etnico, prosecuzione dello stile moresco: architettura, ceramica mudéjar. 
muezzin   o muezzino, s.m.  addetto al culto islamico che, dall'alto del minareto, chiama i fedeli alla preghiera canonica cinque volte al giorno.
muffa   s.f.  denominazione di un complesso di funghi microscopici, biancastri o verdognoli, di odore caratteristico, che proliferano su sostanze organiche in decomposizione: odore, sapore di muffa  | fare la muffa, ricoprirsi di muffa; (fig.) restare in ozio, nell'inerzia. dim. muffetta. 
muffare   v. intr.  [aus. essere] (non com.) fare la muffa; ammuffire.
muffido   agg.  (rar. , lett.) coperto di muffa.
muffione    ⇨ muflone.
muffire   v. intr.  [io muffisco, tu muffisci ecc. ; aus. essere] fare la muffa, ammuffire (spec. fig.): muffire in casa, tra le scartoffie. 
muffo   agg.  (ant. , region.) ammuffito (anche fig.): pane muffo; un discorso rancido e muffo. 
muffola   s.f.    • 1 •   guanto a sacchetto senza divisioni per le dita o con il solo dito pollice indipendente    • 2 •   (tecn.) contenitore di materiale refrattario in cui vengono racchiuse sostanze che, introdotte in un forno, non devono stare a diretto contatto col combustibile o con i prodotti della combustione; anche, il rivestimento interno, in materiale refrattario, di piccoli forni usati nella produzione di ceramiche, nei laboratori chimici ecc.: forno a muffola. 
muffolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] operaio addetto alla cottura di materiali nei forni a muffola.
muffosità   s.f.  (non com.) l'essere muffoso.
muffoso   agg.  (non com.) pieno di muffa.
muflone   rar. mufione o muffione, s.m.    • 1 •   ruminante simile alla pecora, con pelame corto, diffuso in sardegna e in corsica; il maschio ha grosse corna ricurve (ord.  artiodattili)    • 2 •   tessuto di lana, pesante e peloso.
muftì   s.m.  nel mondo islamico, esperto nella legge coranica, al quale è riconosciuta l'autorità di emettere giudizi in materia giuridico-religiosa.
mugghiamento   s.m.  (non com.) il mugghiare.
mugghiare   tosc. mugliare, v. intr.  [io mùgghio ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   muggire forte, a lungo, detto dei buoi    • 2 •   (estens.) urlare di dolore    • 3 •   (fig.) rumoreggiare, detto del mare, del vento, del tuono ecc.: e nel pallido mattino / mugghia a basso il tosco mar  (carducci).
mugghio   tosc. muglio, s.m.  (lett.) il mugghiare (anche fig.): il mugghio del mare in tempesta. 
muggine   s.m.  (zool.) genere di pesci costieri di acque marine o salmastre, con corpo fusiforme, due pinne dorsali, pinna caudale incisa; la specie più nota è il cefalo (ord.  mugiliformi).
muggire   v. intr.  [io muggisco, tu muggisci, egli muggisce  (meno com. mugge) ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere muggiti, detto dei bovini    • 2 •   (fig. lett.) rumoreggiare, detto del mare, del tuono e del vento: pure il vento muggìa nella foresta, / e muggìa tra le nubi il tuono errante  (leopardi frammento  xxxviii, 4-5).
muggito   s.m.    • 1 •   verso caratteristico dei bovini    • 2 •   (estens.) urlo cupo e prolungato    • 3 •   (fig. lett.) rumore del mare, del tuono o del vento.
mughetto   s.m.    • 1 •   pianta erbacea con fiorellini bianchi profumati raccolti in grappolo (fam.  liliacee)    • 2 •   (med.) malattia della mucosa della bocca, dovuta a un fungo, che si manifesta con chiazze biancastre.
mugic   o mugìk, mugico, mugicco, s.m.  contadino russo.
mugiliformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci marini o d'acqua dolce, cui appartiene il cefalo | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
mugliare   e deriv.   ⇨ mugghiare e deriv. 
mugnaiaccio   s.m.  nome popolare di un uccello marino simile a un grosso gabbiano (ord.  caradriformi).
mugnaio   s.m.  [f. -a] chi fa il mestiere di macinare al mulino grano e granaglie | proprietario o conduttore di un mulino.
mugnere    ⇨ mungere.
mugo   s.m.  [pl. -ghi] arbusto con foglie aghiformi da cui si estrae una resina profumata (fam.  pinacee).
mugolamento   s.m.  (non com.) il mugolare.
mugolare   v. intr.  [io mùgolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   di cani o altri animali, emettere suoni sommessi e lamentosi    • 2 •   (fig.) di persona, gemere, lamentarsi: mugolare di piacere, di dolore  | del vento, fischiare con lamentosa insistenza | v. tr.  mormorare, borbottare: cosa stai mugolando?. 
mugolio   (1) s.m.  un mugolare ripetuto, insistente.
mugolio   (2) s.m.  olio essenziale distillato dai rami di una varietà di pino, usato spec. nella cura delle bronchiti.
mugolo   s.m.  (non com.) il mugolare.
mugolone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   cane o altro animale che mugola frequentemente    • 2 •   (scherz. , spreg.) persona che brontola continuamente.
mugugnare   v. intr.  [aus. avere] brontolare.
mugugno   s.m.  manifestazione di scontento o di risentimento.
mujaheddin   o mujahidin, s.m. invar.  guerrigliero islamico.
mulacchia   s.f.  cornacchia grigia.
mulaggine   s.f.  ostinazione, caparbietà, testardaggine.
mulattiera   s.f.  sentiero di montagna percorribile soltanto con muli o altri animali da soma.
mulattiere   s.m.  chi guida muli.
mulattiero   agg.    • 1 •   da mulo, adatto ai muli: strada mulattiera    • 2 •   relativo ai muli e al loro allevamento.
mulatto   s.m.  [f. -a] figlio di un genitore di razza bianca e di uno di razza nera | usato anche come agg.  : una bambina mulatta. 
mulcere   mulcire  ⇨ molcere.
mulenda    ⇨ molenda.
mulesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da mulo (spec. fig.): ostinazione mulesca. 
muleta   s.f.  [pl. muletas] nella corrida, drappo di stoffa rossa con cui il matador provoca il toro prima di colpirlo con la spada.
muletto   s.m.    • 1 •   dim.  di mulo    • 2 •   nel gergo delle corse automobilistiche, automobile di riserva da usare in caso di indisponibilità di quella ufficialmente iscritta    • 3 •   nel gergo militare, motoveicolo per spostamenti di persone e cose su terreno impervio, usato spec. dalle truppe alpine    • 4 •   carrello elevatore.
muliebre   agg.  di, da donna: ornamento, grazia muliebre; figura, statua muliebre. 
muliebrità   s.f.  (rar.) condizione di ciò che è muliebre.
mulinaio    ⇨ mulinaro.
mulinare   v. tr.    • 1 •   roteare, far girare in tondo: mulinare un bastone    • 2 •   (fig.) architettare, macchinare: mulinare propositi di vendetta  | (assol.) fantasticare, almanaccare: il resto di quel giorno, non fece altro che mulinare, far disegni sull'avvenire, e sospirar l'indomani  (manzoni p. s.  xxvi) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   roteare, girare in tondo: le foglie secche mulinavano al vento    • 2 •   (fig.) agitarsi, muoversi tumultuosamente (detto di pensieri, idee e sim.): mille pensieri gli mulinavano nella mente. 
mulinaro   meno com. molinaio, molinaro, mulinaio, s.m.  [f. -a] (pop.) mugnaio.
mulinello   meno com. molinello, s.m.    • 1 •   vortice formato dall'acqua corrente o dal vento | far mulinello con qualcosa, farla roteare    • 2 •   nome generico di vari apparecchi costituiti da un'elica rotante su un perno: mulinello idrometrico, apparecchio costituito da un'elica montata su di un albero, usato per misurare la velocità di una corrente d'acqua    • 3 •   giocattolo consistente in un'elica di carta o di plastica, opportunamente imperniata, che gira al vento    • 4 •   dispositivo che si applica alla canna da pesca, consistente in una bobina attorno a cui si avvolge la lenza    • 5 •   gioco da tavola detto più com. filetto    • 6 •   nella scherma, movimento di rotazione che si esegue con la sciabola per vibrare colpi di taglio in tutti i sensi    • 7 •   acrobazia aerea consistente in un movimento elicoidale del velivolo.
mulino   o molino, s.m.    • 1 •   edificio in cui si esegue la macinatura del grano e di altri cereali; anche, la macchina che effettua tale operazione: mulino ad acqua, a vento, a mano, a vapore, elettrico | parlare come un mulino a vento, (fig.) molto e senza interrompersi | tirare l'acqua al proprio mulino, (fig.) agire nel proprio interesse anche a scapito di altri | combattere con i mulini a vento, (fig.) contro nemici immaginari (con riferimento alla lotta di don chisciotte contro i mulini a vento che aveva scambiato per giganti) | essere un mulino a vento, (fig.) essere volubile, incostante | prov.  : chi va al mulino si infarina, chi si mette in una situazione rischiosa ne rimane danneggiato    • 2 •   (estens.) impianto meccanico e stabilimento per la macinazione di materiali vari (gesso, cemento ecc.)    • 3 •   mulino glaciale, (geol.) cavità a forma di pozzo scavata sulla superficie di un ghiacciaio dall'erosione vorticosa delle acque.
mullah   s.m. invar.  teologo o giurista islamico.
mulo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   quadrupede domestico infecondo, nato dall'incrocio dell'asino con la cavalla; robusto e resistentissimo, è usato come bestia da soma e come cavalcatura, soprattutto in montagna (ord.  perissodattili): trasportare un carico a dorso di mulo  | per la sua natura caparbia è spesso assunto come simbolo o termine di paragone: duro, ostinato, cocciuto come un mulo; essere un mulo, fare il mulo, (fig.) si dice di persona testarda. dim. muletto    • 2 •   (volg.  e spreg.) bastardo    • 3 •   (dial.) ragazzo.
mulomedicina   s.f.  (ant.) veterinaria.
multa   s.f.    • 1 •   (dir.) pena pecuniaria prevista per determinati delitti | multa penitenziale, somma promessa alla parte che subisce lo scioglimento di un contratto, in caso di recesso consentito all'altro contraente    • 2 •   nell'uso corrente, ammenda, sanzione per contravvenzione: prendere una multa per eccesso di velocità; pagare una multa. 
multanime   agg.  (lett.) dalle molte anime.
multare   v. tr.  condannare a una multa, infliggere una multa.
multi-  multi- rar. molti-, primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. mu°lti-, forma compositiva dell'agg. mu°ltus  'molto'; significa 'che ha molti, di molti' (multilaterale), o può indicare abbondanza di ciò che è espresso dal secondo membro (multimilionario).
multicanale   agg.  (elettron.) a più canali, detto spec. di televisori, amplificatori ecc.
multicolore   rar. molticolore, agg.  di vari colori: una fila di palline multicolori. 
multicomponente   agg.  (scient.) si dice di sistema formato da più componenti.
multidisciplinare   agg.  che riguarda contemporaneamente più discipline, più campi di studio: approccio multidisciplinare. 
multiflash   agg. invar.  si dice di fotografie in cui il soggetto in movimento viene illuminato da una serie di flash a brevissimi intervalli e può quindi essere ripreso in posizioni successive vicinissime nel tempo.
multifocale   agg.  in ottica, che ha molti fuochi: obiettivo multifocale. 
multiforme   rar. moltiforme, agg.  che ha varie forme, che presenta molteplici aspetti: ingegno multiforme, versatile; interessi multiformi, di varia natura.
multifunzionale   agg.  si dice di ciò che può avere contemporaneamente diverse funzioni.
multifunzionalità   s.f.  l'essere multifunzionale.
multifunzione   agg. invar.  multifunzionale.
multigrade   agg.  e s.m. invar.  si dice di olio per lubrificare motori di autoveicoli adatto a una vasta gamma di temperature esterne.
multigrado   agg.  e s.m. invar.  adattamento it. dell'ingl. multigrade. 
multilaterale   agg.    • 1 •   che concerne più lati | simmetria multilaterale, (biol.) simmetria raggiata    • 2 •   che riguarda più parti: accordo multilaterale; scambi multilaterali, tra più soggetti economici.
multilateralismo   s.m.  (econ.) sistema di relazioni commerciali internazionali che esclude rapporti privilegiati tra uno stato e l'altro.
multilateralità   s.f.  l'essere multilaterale.
multilingue   rar. moltilingue, agg.    • 1 •   di persona, che parla più lingue; di luogo, in cui si parlano più lingue: interprete, popolazione multilingue; zona, paese multilingue    • 2 •   (non com.) che ha molte lingue: mostro multilingue. 
multilustre   agg.  (lett.) di cosa, che dura da parecchi lustri; di persona o animale, che ha più lustri d'età: un'alleanza multilustre; seguendo o caprio o cerva multilustre  (ariosto o. f.  xlvi, 91).
multimedia   agg. invar.  multimediale.
multimediale   agg.  che si avvale di diversi strumenti di comunicazione e d'informazione, a stampa o audiovisivi: campagna pubblicitaria multimediale. 
multimedialità   s.f.  utilizzazione di più mezzi di comunicazione (testo scritto, immagini, sonoro, filmati) nella realizzazione di prodotti didattici, pubblicitari, d'informazione e sim.
multimiliardario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi possiede molti miliardi.
multimilionario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi possiede molti milioni.
multinazionale   agg.  e s.f.  si dice di impresa che opera sul mercato mondiale attraverso organizzazioni produttive dislocate in diversi paesi.
multinomiale   agg.  (stat.) nella rilevazione campionaria, si dice della distribuzione di frequenza di un carattere che si manifesta con diverse modalità.
multipara   rar. moltipara, agg.  e s.f.  si dice di donna o femmina di animale che ha avuto più parti o che ha partorito più figli in un solo parto.
multiparità   s.f.  (non com.) la condizione di una donna o di una femmina di animale multipara.
multipiano   agg. invar.  si dice di un edificio strutturato a più piani: garage multipiano. 
multiplatore   s.m.  lo stesso che multiplexer. 
multipletto   s.m.  (fis.) insieme di due o più sottolivelli energetici diversi corrispondenti a un unico livello energetico.
multiplexer   s.m. invar.  (elettron.) dispositivo che consente a più segnali di tipo diverso di condividere lo stesso canale di trasmissione.
multiplicare   e deriv.   ⇨ moltiplicare e deriv. 
multiplice   e deriv.   ⇨ molteplice e deriv. 
multiplo   agg.  che è composto di più parti: frutto multiplo, insieme di acheni aventi ciascuno la struttura di un frutto; vettura multipla, automobile con carrozzeria predisposta per il trasporto di più persone o merci; presa di corrente multipla, quella che permette il collegamento contemporaneo di più spine  agg.  e s.m.  (mat.) si dice di numero che si ottiene moltiplicando un numero dato per un numero intero:    • 9 •   è multiplo di    • 3 •   | minimo comune multiplo, il più piccolo fra i multipli comuni a due o più numeri.
multipolare   agg.    • 1 •   (fis.) che ha più poli    • 2 •   (fig.) fondato su più centri o poli (di sviluppo, di irradiazione, di influenza).
multipolarità   s.f.  l'essere multipolare.
multipolo   agg.  e s.m.  (fis.) si dice di qualsiasi distribuzione di cariche elettriche statiche o oscillanti: campo multipolo. 
multiprocessore   s.m.  grande elaboratore elettronico dotato di più processori che hanno stessa potenza e architettura e lavorano automaticamente in modo coordinato, gestiti da un unico sistema operativo.
multiprogrammazione   s.f.  (inform.) modo di operare di un elaboratore elettronico, per cui più programmi vengono eseguiti contemporaneamente, in sovrapposizione fra loro.
multiproprietà   s.f.  proprietà indivisa di un immobile, del quale i diversi proprietari si ripartiscono il godimento nel tempo, utilizzandolo solo per un dato periodo dell'anno.
multirazziale   agg.  concernente molte razze | si dice di società o sistema politico che riconosce uguali diritti ai diversi gruppi etnici di cui si compone.
multisale   agg. invar.  si dice di cinema che dispone di più sale di proiezione.
multiscafo   agg.  e s.m. invar.  si dice di imbarcazione a più scafi, come il catamarano e il trimarano.
multisecolare   agg.  vecchio, antico di molti secoli.
multisettoriale   agg.  che riguarda più settori.
multistadio   agg. invar.  si dice di missile costituito da più parti, alcune delle quali vengono sganciate e abbandonate quando hanno esaurito la loro funzione.
multistrato   agg.  e s.m.    • 1 •   detto di materiale ottenuto per sovrapposizione di più strati di materiale diversi o simili | in partic., di compensato di legno di notevole spessore    • 2 •   in elettronica, di circuito stampato composto di più circuiti fisicamente sovrapposti e strutturalmente collegati.
multitasking   agg. invar.  (inform.) si dice di sistema operativo in grado di eseguire contemporaneamente più programmi alternando il tempo dedicato all'esecuzione di ciascuno di essi.
multitudine    ⇨ moltitudine.
multiuso   agg. invar.  adatto a più usi; dotato di più strumenti per usi diversi: coltello multiuso. 
multivago   agg.  [pl. m. -ghi] (lett.) che vaga qua e là, per molti luoghi.
multivibratore   agg.  e s.m.  si dice di un circuito elettronico non lineare formato essenzialmente da due stadi di amplificazione collegati in modo che, a determinate condizioni, l'ingresso e l'uscita si invertono: multivibratore monostabile, bistabile. 
multivisione   s.f.  sistema di proiezione di diapositive, ed eventualmente anche di filmati, mediante l'uso simultaneo e coordinato di più proiettori.
multivolo   agg.  (lett.) che vuole molte cose: quel personaggio di molière che ammonisce la moglie multivola  (carducci).
mummia   s.f.    • 1 •   cadavere trattato con un processo di imbalsamazione, che lo conserva per un tempo indefinito: le mummie dei faraoni egiziani    • 2 •   (fig.) persona vecchia, incartapecorita e segaligna | persona di idee ristrette e antiquate.
mummificare   v. tr.  [io mummìfico, tu mummìfichi ecc.] sottoporre a mummificazione: mummificare un cadavere  | mummificarsi v. rifl.    • 1 •   subire un processo di mummificazione    • 2 •   (fig.) diventare simile a mummia, fisicamente o spiritualmente.
mummificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi mummifica.
mummificazione   s.f.  trattamento praticato su cadaveri per assicurarne la conservazione; era in uso spec. nell'antico egitto, dove veniva attuato con la tecnica dell'imbalsamazione | mummificazione spontanea  (o naturale), processo per il quale, in particolari condizioni ambientali (p. e.  al gelo), i cadaveri possono conservarsi.
mundeburdio   s.m.  nei regni romano-barbarici, protezione esercitata dal sovrano, concessa di diritto a categorie svantaggiate (orfani, vedove ecc.) o come particolare privilegio a singoli individui o comunità.
mundial   s.m. invar.  campionato mondiale di calcio.
mundialito   s.m. invar.  torneo di calcio a cui partecipano squadre nazionali europee e sudamericane di grande tradizione.
mundio   s.m.  nell'antico diritto germanico, il potere assoluto del capofamiglia sulle persone e sulle cose appartenenti al nucleo familiare.
mundoaldo   o mundualdo, s.m.  il titolare del mundio.
mungere   ant. mugnere, v. tr.  [pres. io mungo, tu mungi ecc. ; pass. rem. io munsi, tu mungésti ecc. ; part. pass. munto]    • 1 •   spremere le mammelle di animali lattiferi per trarne il latte: mungere le mucche, le pecore    • 2 •   (fig.) sfruttare, spillare soldi: mungere un parente ricco; mungere la borsa di qualcuno. 
mungitoio   s.m.  luogo dove avviene la mungitura; recipiente nel quale si raccoglie il latte munto.
mungitore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto alla mungitura.
mungitrice   s.f.  apparecchio per la mungitura meccanica, spec. delle vacche.
mungitura   s.f.  operazione del mungere: mungitura a mano, meccanica  | il latte munto: mungitura abbondante, scarsa. 
mungo   s.m.  [pl. -ghi] mangusta asiatica (ord.  carnivori).
municipale   agg.    • 1 •   di, del municipio: consiglio, giunta municipale; guardie municipali    • 2 •   (spreg.) grettamente circoscritto alla cerchia delle mura cittadine; campanilistico: ambizioni, rivalità municipali  § municipalmente avv.  (non com.) in sede municipale; dal punto di vista municipale.
municipalesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) municipale, campanilistico.
municipalismo   s.m.  esagerato attaccamento alla propria città tendenza a difendere interessi locali contro interessi più generali.
municipalistico   agg.  [pl. m. -ci] di municipalismo: interesse municipalistico. 
municipalità   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere municipale    • 2 •   l'insieme delle autorità di un municipio.
municipalizzare   v. tr.  trasferire al comune la gestione di servizi che per la loro particolare natura sono considerati pubblici: municipalizzare la nettezza urbana, i trasporti. 
municipalizzato   part. pass.  di municipalizzare   agg.  posto sotto la gestione del comune: aziende municipalizzate. 
municipalizzazione   s.f.    • 1 •   il municipalizzare, l'essere municipalizzato: municipalizzazione dell'azienda del gas    • 2 •   l'insieme delle aziende municipalizzate.
municipio   s.m.    • 1 •   (st.) città assoggettata ai romani, che manteneva il diritto di amministrarsi da sola ma non godeva i diritti politici di roma    • 2 •   il comune, l'amministrazione comunale; la sede di tale amministrazione: essere impiegato al municipio; sposarsi in municipio. 
munificente   agg.  (lett.) munifico § munificentemente avv. 
munificentissimo   agg. superl.  di munifico  e di munificente. 
munificenza   ant. munificenzia, s.f.    • 1 •   l'essere munifico; generosità, liberalità    • 2 •   azione munifica; dono fatto con generosità.
munifico   agg.  [pl. m. -ci; superl. munificentìssimo]    • 1 •   che dona con grande generosità: un principe munifico    • 2 •   che rivela molta generosità: dono munifico  § munificamente avv. 
munire   v. tr.  [io munisco, tu munisci ecc.]    • 1 •   dotare di mezzi atti alla difesa o all'offesa: munire i confini, le coste; munire una piazzaforte di cannoni    • 2 •   (estens.) provvedere di qualcosa che dia sicurezza; più in generale, fornire, corredare di quanto è necessario a una funzione, a uno scopo: munire una porta di serratura; munire qualcuno di salvacondotto; munire un quadro di un gancio  | munirsi v. rifl.  fornirsi, provvedersi, premunirsi: munirsi di un fucile; munirsi di provviste, di denaro; munirsi di pazienza, di buona volontà. 
munisterio   munistero  ⇨ monastero.
munito   part. pass.  di munire   agg.    • 1 •   fortificato: una postazione ben munita    • 2 •   fornito, provveduto | munito dei conforti religiosi, si dice di chi muore avendo ricevuto i sacramenti.
munizionamento   s.m.  (mil.)    • 1 •   l'insieme delle munizioni in dotazione a un reparto o a un singolo soldato | l'insieme delle cariche, dei proiettili destinati a un'arma da fuoco o a un pezzo d'artiglieria    • 2 •   il complesso delle attività dirette al rifornimento di munizioni.
munizionare   v. tr.  [io munizióno ecc.] (non com.) fornire di munizioni: munizionare un reparto, un corpo di guardia. 
munizione   s.f.    • 1 •   spec. pl.  l'insieme dei proiettili, della polvere ecc. con cui si caricano le armi da fuoco: rifornire un reparto di munizioni; esaurire le munizioni; un deposito di munizioni | munizioni da bocca, (scherz. , non com.) cibi, vettovaglie    • 2 •   (ant.) le vettovaglie di un esercito    • 3 •   (ant.) fortificazione    • 4 •   in edilizia, il materiale accumulato nei cantieri in attesa di utilizzazione.
munizioniere   s.m.  (non com.) militare addetto alla distribuzione di munizioni o vettovaglie.
muno   s.m.  (ant.) ricompensa, regalo, premio: ch' ad ogne merto saria giusto muno  (dante par.  xiv, 33).
munto   part. pass.  di mungere  e agg.  nei sign. del verbo.
muone   s.m.  (fis.) particella subnucleare, molto affine all'elettrone ma di massa circa 200 volte maggiore, che può avere carica positiva o negativa; è detto anche mesone µ. 
muovere   pop. o lett. movere, v. tr.  [pres. io muòvo  (pop. o lett. mòvo) ecc. ; pass. rem. io mòssi, tu movésti ecc. ; part. pass. mòsso; in posizione tonica -uò-  (pop. o lett. -ò-), in posizione atona meglio -o-  che -uo-; sempre -ò-  davanti a -ss-]    • 1 •   porre in moto, mettere in movimento; spostare, trascinare: muovere le mani, gli occhi, la testa, le braccia; muovere un macigno; chi ha mosso quel tavolo, quel libro?; la molla che muove gli ingranaggi; il vento moveva le foglie, le agitava; colui che tutto move  (dante par.  i, 1), dio | muovere una pedina, un pezzo, nel gioco della dama o degli scacchi, spostarli da una casella all'altra; (fig.) far intervenire a proprio favore una persona influente | muovere le gambe, camminare | muovere la coda, detto del cane, scodinzolare | muovere le penne, volare (anche fig.): un cantico tedesco lento lento / per l'ae°r sacro a dio mosse le penne  (giusti) | muovere il campo, le insegne, (ant.) nel linguaggio militare, mettersi in marcia | muovere le labbra, la voce, cominciare a parlare | muovere i primi passi, detto di bambino, cominciare a camminare; (fig.) intraprendere un'attività, un'arte, una professione | non saper muovere un passo, (fig.) non saper fare nulla | non muovere un dito, (fig.) oziare o non far nulla per aiutare qualcuno | muovere la posizione, nel linguaggio di borsa, sostituire titoli in portafoglio con altri    • 2 •   dare l'avvio a un'azione generalmente ostile; rivolgere, formulare: muovere guerra; muovere un rimprovero, un'osservazione, un'accusa  | muovere un tranello, un inganno, tenderlo | muovere causa a qualcuno, intentarla    • 3 •   suscitare un sentimento; indurre a far qualcosa; incitare, eccitare: muovere qualcuno a compassione, a sdegno, a pietà; è mosso solo da interesse; muovere il riso, il pianto    • 4 •   (lett.) commuovere: poscia che 'l grido t'ha mosso cotanto  (dante par.  xxii, 12) | v. intr.  [aus. essere  o avere]    • 1 •   procedere, partire; avviarsi, dirigersi: il corteo muove da piazza garibaldi; muovere incontro a qualcuno; muovere alla volta di una città  | (fig.) cominciare, derivare: il tuo ragionamento muove da premesse sbagliate | prov.  : non muove foglia che dio non voglia, tutto avviene per volontà di dio    • 2 •   (tosc.) detto di piante, germogliare | muoversi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   mettersi in movimento; per estens., allontanarsi, avviarsi: ero intorpidito, non riuscivo a muovermi; non mi sono mosso da casa tutto il pomeriggio; detto questo, si mosse verso l'uscita  | sbrigarsi, affrettarsi: muoviamoci se non vogliamo arrivare tardi    • 2 •   (fig.) entrare in azione; adoperarsi, impegnarsi: nessuno si mosse in suo aiuto    • 3 •   (fig.) commuoversi: muoversi a pietà, a compassione    • 4 •   detto di cose, essere in movimento: la luna si muove intorno alla terra; eppur si muove!, frase che galileo galilei avrebbe pronunciato dopo il processo del 1632, volendo riaffermare le sue convinzioni sul moto di rivoluzione terrestre.
mura   (1) s.f.  (mar.) cavo che serve a tirare e fissare verso prora l'angolo inferiore della vela dal lato di sopravvento.
mura   (2) s.f.  (pop.) muro.
muraglia   s.f.    • 1 •   muro esterno alto e robusto ' la grande muraglia  (o la muraglia cinese), baluardo, lungo oltre 6500 km, che gli antichi imperatori eressero a difesa della parte settentrionale della cina. accr. muraglione  (m.)    • 2 •   (estens.) parete rocciosa verticale    • 3 •   (fig. non com.) barriera: una muraglia d'odio    • 4 •   (vet.) la parte dello zoccolo che, in forma di cerchio incompleto aperto posteriormente, costituisce il rivestimento esterno del piede del cavallo.
muraglione   s.m.    • 1 •   accr.  di muraglia    • 2 •   grossa muraglia di sostegno, spec. in costruzioni stradali, ferroviarie o portuali    • 3 •   (mar.) nelle imbarcazioni a vela latina, vela supplementare della vela maestra.
muraiola   s.f.  pianta erbacea con foglie ovali ruvide e fiori verdognoli in spighette, che cresce sui muri (fam.  urticacee).
muraiolo   agg.  e s.m.  si dice di piante o animali che s'arrampicano sui muri.
murale   agg.    • 1 •   di, da muro: scritte, manifesti murali | pittura murale, eseguita sul muro | carta murale, grande carta geografica da appendere a una parete | giornale murale, che si affigge a un muro per consentirne la pubblica lettura    • 2 •   delle mura, relativo alle mura: artiglieria murale, quella impiegata per abbattere le mura | corona murale, nell'antica roma, quella che premiava chi per primo saliva sulle mura d'una città nemica    • 3 •   si dice di pianta a fusto lungo e sottile che cresce abbarbicandosi sui muri; rampicante.
murales   s.m. pl.  pitture realizzate sui muri esterni di edifici o su grandi pannelli all'aperto, rappresentanti scene realistiche e significative della vita sociale, spesso con intento di contestazione politica.
muralismo   s.m.    • 1 •   movimento artistico nato negli anni venti in messico, che diede vita al genere pittorico dei murales    • 2 •   (estens.) arte dei murales.
muralista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi dipinge murales.
muramento   s.m.  (non com.) il murare, l'essere murato.
murare   (1) v. tr.    • 1 •   chiudere un'apertura con un muro: murare una porta, una finestra  | fissare qualcosa nel muro con gesso, cemento e sim.: murare un gancio, una staffa di ferro  | incassare in un vano del muro: murare una cassetta di denaro, una cassaforte    • 2 •   (assol.) costruire muri: murare a spina di pesce  | murare a secco, senza calcina, cemento o altro legante    • 3 •   (non com.) cingere di mura: murare una città, un giardino  | murarsi v. rifl.  (fig.) rinchiudersi, ritirarsi in un luogo: murarsi in casa, in un convento. 
murare   (2) v. tr.  (mar.) manovrare, alare le mure, per tesarle.
murario   agg.  relativo al murare, alla muratura: lavori murari; opera, struttura muraria | cinta muraria, la cerchia di mura di una città, una fortezza ecc.
murata   s.f.  (mar.) ciascuna delle due parti laterali esterne dello scafo di una nave, al di sopra della linea di galleggiamento.
muratore   s.m.  operaio che costruisce opere in muratura | libero, franco muratore, massone  agg.  si dice di uccello che nidifica nelle cavità dei tronchi restringendone l'apertura con fango o pagliuzze: picchio muratore. 
muratorio   agg.  (non com.) proprio del muratore; murario | proprio della massoneria: il segreto muratorio. 
murattiano   agg.  relativo a gioacchino murat (1767-1815), al murattismo.
murattismo   s.m.  (st.) movimento politico dell'epoca risorgimentale che, nella lotta antiborbonica, sosteneva la restaurazione di una dinastia murattiana nel regno delle due sicilie.
muratura   s.f.    • 1 •   il murare: lavoro di muratura    • 2 •   lavoro murario, muro: muratura di mattoni, a secco, in calcestruzzo; muratura a spina di pesce; muratura a opera incerta, eseguita con pietre di diverse dimensioni tenute insieme da un cementante.
murazzo   s.m.  (spec. pl.) l'insieme delle strutture murarie erette a protezione della laguna veneta dall'azione erosiva del mare.
murena   s.f.  pesce teleosteo commestibile, dal corpo allungato anguilliforme e privo di squame; è carnivoro e inocula col morso un liquido velenoso (ord.  anguilliformi).
murenidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci teleostei cui appartiene la murena | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
murgia   s.f.  [pl. -ge] (region.) rilievo montuoso.
muria   s.f.  (non com.) salamoia.
muriatico   agg.  [pl. m. -ci] solo in acido muriatico, (chim.) nome antico, ma tuttora vivo, dell'acido cloridrico. 
muriccia   s.f.  [pl. -ce] (ant.)    • 1 •   rovina, rudere    • 2 •   piccolo muro a secco.
muriccio   s.m.  muricciolo; sottile parete divisoria: il muriccio d'un orto, o d'una vigna  (gadda).
muricciolo   lett. muricciuolo, s.m.  muro basso che serve come delimitazione di terreni, di edifici ecc.
murice   s.m.  mollusco gasteropodo marino con conchiglia spinosa avvolta a spira, da cui gli antichi estraevano la porpora.
muridi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi roditori caratterizzati dal muso appuntito e peloso e in particolare dalla coda rivestita di squame; vi appartengono i topi | sing.  [-e] ogni mammifero di tale famiglia.
muriella   s.f.  (tosc.) piastrella usata per giochi di ragazzi.
murmure   s.m.    • 1 •   (poet.) mormorio: me non il canto / de' colorati augelli e non de' faggi / il murmure saluta  (leopardi ultimo canto di saffo  29-31)    • 2 •   murmure vescicolare, (med.) il leggero fruscio prodotto dall'aria che passa negli alveoli polmonari durante la respirazione.
muro   s.m.  [pl. i muri; le mura, con valore collettivo o quando s'intende che circondino un luogo]    • 1 •   costruzione in muratura, in sassi, mattoni o altro materiale ordinato e commesso con calcina o cemento; di solito è parte costitutiva di un edificio o di un altro complesso edilizio: innalzare, ergere, abbattere un muro; muro esterno, interno, maestro, divisorio, di sostegno, di tramezzo; i muri di una casa; muro cieco, senza apertura; muro a secco, costruito senza cementante, con soli sassi o pietre; muro a tenuta, che non lascia filtrare i liquidi; muro pieno, che non ha spazi vuoti fra gli elementi che lo costituiscono; muro a cassa vuota, costituito da due muretti sottili separati da un'intercapedine che funge da isolante; muro d'ala, perpendicolare alla testa di un ponte | orologio a muro, appeso a una parete | muro del pianto, a gerusalemme, muro costituito dai resti delle mura del tempio di salomone; è oggetto di particolare culto da parte degli ebrei | muro di berlino, quello fatto costruire nel 1961 dal governo della repubblica democratica tedesca, per delimitare la parte della città posta sotto il suo controllo, e demolito nel 1989 | mettere, puntare i piedi al muro, (fig.) ostinarsi in un proposito | mettere qualcuno con le spalle al muro, (fig.) metterlo nelle condizioni di dover fare o dire quanto si pretende, o costringerlo a non sottrarsi a un impegno | mettere al muro, fucilare | parlare al muro, (fig.) a una persona che non vuole intendere o dar retta | urtare contro un muro, (fig.) si dice di fronte a una situazione irresolubile o a una persona che non si lascia convincere; battere la testa nel muro, (fig.) per rabbia o disperazione (p. e.  di aver perso un'occasione favorevole) | prov.  : i muri hanno orecchi, i muri parlano, c'è sempre qualcuno che ascolta e che potrebbe riferire quanto si sta dicendo. dim. muretto, murettino  pegg. muraccio    • 2 •   (fig.) ciò che per compattezza o altro sembra un muro; barriera, ostacolo: un muro di nebbia; un muro di silenzio, di odio  | muro del suono, brusco aumento della resistenza aerodinamica incontrata da un corpo che viaggia a una velocità pari o superiore a quella del suono | fare muro, (sport) azione difensiva che i giocatori della pallavolo adottano contro le schiacciate degli avversari, ergendosi uno accanto all'altro per impedire il passaggio del pallone    • 3 •   pl.  complesso di opere murarie; in partic., quelle di una città o fortezza: cingere di mura una città; assalire, abbattere le mura di una città; mura etrusche, romane  | fuori le mura  (o fuori delle mura), fuori della cinta muraria di una città (spec. in designazioni toponomastiche): la chiesa di san lorenzo fuori le mura, a roma | chiudersi fra quattro mura, (fig.) fare vita ritirata    • 4 •   (geol.) il letto di uno strato roccioso | muro di faglia, la parte sottostante il piano di faglia.
murra   s.f.  (archeol.) minerale pregiato di incerta identificazione con cui anticamente si facevano coppe, vasi e in genere prodotti rari e pregiati.
murrino   agg.  di murra: vasi murrini. 
musa   (1) s.f.    • 1 •   (mit.) ciascuna delle nove dee protettrici delle arti e delle scienze, figlie di giove e mnemosine: o muse, o alto ingegno, or m'aiutate  (dante inf.  ii, 7) | alunno delle muse, poeta | invocazione alle muse, quella con cui si aprivano i poemi epici classici e quelli moderni fatti a loro imitazione | la decima musa, l'arte del cinema    • 2 •   (fig.) la poesia, l'ispirazione poetica: la musa epica, lirica, tragica  | la persona o la cosa che ispira sentimenti poetici: beatrice fu la musa di dante    • 3 •   (fig.) il poeta stesso: se fede merta nostra maggior musa  (dante par.  xv, 26).
musa   (2) s.f.  (bot.) genere di piante tropicali con grandi foglie color verde chiaro, coltivate per i frutti, per le fibre tessili o anche a scopo ornamentale; vi appartiene il banano (fam.  musacee).
musacchio   o musacchino, s.m.  nelle antiche armature, piastra che ricopriva l'omero e aveva la parte terminale modellata a forma di muso di cane o di leone.
musacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni tropicali con grandi foglie a lamina ampia | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
musagete   agg.  e s.m.  (lett.) attributo di apollo, guida delle muse.
musaico   e deriv.   ⇨ mosaico    • 1 •   e deriv. 
musanga   s.f.  carnivoro notturno di piccole dimensioni diffuso nel sud-est asiatico (fam.  viverridi).
musaragno   s.m.  (zool.) toporagno.
musare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (ant.) oziare, perder tempo; stare a guardare con meraviglia o curiosità: ma tu chi se' che 'n su lo scoglio muse...?  (dante inf.  xxviii, 43)    • 2 •   (lett. non com.) detto di animali, stare col muso levato: ver lei musando l'armillato veltro  (d'annunzio).
musarola    ⇨ museruola.
musata   s.f.    • 1 •   colpo dato col muso o ricevuto battendo il muso | (scherz.) di persona, colpo ricevuto sul viso, spec. urtando contro un ostacolo: non ho visto la porta a vetri e ho preso una bella musata    • 2 •   (non com.) smorfia di disprezzo o di disgusto.
muscari   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee perenni con foglie carnose e piccoli fiori azzurri a spiga o in grappolo (fam.  gigliacee).
muscarina   s.f.  (chim.) alcaloide azotato a otto atomi di carbonio, altamente tossico, contenuto in alcuni funghi velenosi.
muschiato   agg.    • 1 •   che contiene muschio, che ha odore di muschio: olio, sapone muschiato    • 2 •   si dice di animale che secerne muschio: topo muschiato | bue muschiato, grosso mammifero ruminante delle regioni nordiche con corpo massiccio dal pelame folto e lungo e corna ricurve molto ravvicinate alla base (ord.  artiodattili).
muschio   (1) s.m.    • 1 •   sostanza odorosa, il cui principio attivo è il muscone, prodotta da speciali ghiandole del mosco e di altri animali, usata in profumeria e in medicina    • 2 •   il profumo ricavato da tale sostanza    • 3 •   muschio artificiale, (chim.) ognuna delle sostanze organiche, a struttura di composto azotato di un idrocarburo aromatico, che hanno odore simile a quello del muschio naturale.
muschio   (2)  ⇨ musco.
muscicapa   s.f.  (zool.) genere di piccoli uccelli, con becco corto dalla punta incurvata e piumaggio abbondante (ord.  passeriformi).
muscicapidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli insettivori di piccole dimensioni diffusi nelle regioni tropicali e in quelle temperate | sing.  [-e] ogni uccello di tale famiglia.
muscidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti ditteri di piccole o medie dimensioni, diffusi in tutto il mondo; hanno capo mobile, occhi composti, antenne brevi e addome corto e tozzo | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
muscipulo   agg.  (bot.) si dice di pianta od organo vegetale capace di catturare insetti.
musco   nell'uso corrente muschio, s.m.  [pl. -schi] nome comune di minute pianticelle briofite che crescono addossate le une alle altre ricoprendo tronchi e rocce in luoghi umidi e ombrosi.
muscolare   agg.  di muscolo, proprio dei muscoli: forza muscolare | tessuto muscolare, (anat.) quello che costituisce i muscoli e consta di cellule allungate (fibre) molto contrattili | sistema muscolare, (anat.) il complesso dei muscoli volontari | tono muscolare, (fisiol.) contrazione parziale che permane anche nel muscolo a riposo § muscolarmente avv.  dal punto di vista muscolare.
muscolatura   s.f.  il complesso dei muscoli: una robusta muscolatura. 
muscolazione   s.f.  potenziamento della muscolatura mediante una ginnastica appropriata: esercizi per la muscolazione. 
muscolo   s.m.    • 1 •   (anat.) ciascun organo contrattile che serve al movimento; costituito da speciali cellule riunite in fascetti, a loro volta raccolti in fasci più grossi di spessore e lunghezza vari, è saldato alle ossa mediante i tendini : contrazione, tensione dei muscoli; muscoli delle braccia, delle gambe; muscolo flessore, estensore, rotatore  | muscoli antagonisti, quelli che producono movimenti opposti | muscoli lisci, involontari, quelli il cui movimento è sotto il controllo del sistema nervoso vegetativo; sono presenti nell'apparato digestivo, respiratorio e circolatorio | muscoli striati, volontari, quelli il cui movimento è sotto il dominio della volontà sono raggruppati intorno alle parti dello scheletro deputate al movimento (p. e.  arti, dita, collo ecc.). dim. muscoletto, muscolino  accr. muscolone    • 2 •   (fig.) come simbolo di forza fisica, di vigore: un uomo tutto muscoli; avere muscoli d'acciaio, di ferro  | uno stile senza muscoli, fiacco, snervato, senza vivacità    • 3 •   taglio di carne di seconda scelta, costituito dai muscoli degli arti di bovini ed equini    • 4 •   antica macchina da guerra dietro la quale si riparavano gli assedianti    • 5 •   (region.) mitilo.
muscolocutaneo   agg.  (anat.) che riguarda i muscoli e la cute: nervo muscolocutaneo. 
muscolomembranoso   agg.  (anat.) si dice di membrane che contengono fibre muscolari.
muscolosità   s.f.    • 1 •   l'essere muscoloso    • 2 •   parte muscolosa del corpo umano o animale.
muscoloso   agg.  che ha muscoli forti e in rilievo: uomo muscoloso; braccia muscolose. 
muscone   s.m.  (chim.) chetone ciclico a quindici atomi di carbonio che dà al muschio l'odore caratteristico; trova impiego in profumeria.
muscoso   agg.  coperto di musco: dagli atrii muscosi, dai fòri cadenti  (manzoni adelchi).
muscovite   s.f.  (min.) varietà di mica, incolore o giallo-verdognola, costituita da un silicato di alluminio e potassio, contenente anche fluoro, che si presenta in lamelle sottilissime e trasparenti e possiede spiccate proprietà isolanti.
museale   agg.  (non com.) relativo a un museo: amministrazione museale. 
museificare   v. tr.    • 1 •   (non com.) collocare in un museo    • 2 •   (fig.) togliere vitalità a un fenomeno artistico o culturale riconducendolo a una dimensione accademica, da museo: evitiamo di museificare la cultura. 
museificazione   s.f.  il museificare, l'essere museificato.
musello   s.m.  nei ruminanti, regione del muso compresa fra le narici e il labbro superiore.
museo   s.m.  luogo dove vengono raccolte ed esposte al pubblico collezioni di opere d'arte, documenti, oggetti di storia naturale o di storia della scienza, della tecnica ecc.: museo d'arte; museo storico, scientifico  | da museo, (scherz.) si dice di cosa vecchia, inservibile, inattuale o anche di persona antiquata: roba, pezzo da museo. 
museografia   s.f.  scienza che studia il modo di costruire e sistemare un museo.
museografico   agg.  [pl. m. -ci] di museografia: tecnica museografica. 
museologia   s.f.  (non com.) scienza che studia i problemi inerenti ai musei.
museotecnica   s.f.  tecnica di ordinare scientificamente e funzionalmente i musei.
museruola   pop. muserola o musarola, s.f.  arnese a forma di gabbia tronca costituito da fili di ferro o strisce di cuoio variamente intrecciati, che si pone al muso dei cani perché non mordano o dei buoi e di altri animali da lavoro perché non mangino | mettere la museruola a qualcuno, (fig.) impedirgli di dire apertamente quello che pensa.
musetta   (1) s.f.  sacca contenente la biada che si lega al collo dei cavalli.
musetta   (2) s.f.  adattamento it. del fr. musette. 
musette   s.f. invar.    • 1 •   zampogna francese del sec. xviii costituita da un sacco di cuoio conciato e cucito, ricoperto di stoffe pregiate, con infisse due canne parallele    • 2 •   ballo d'origine campestre, simile alla gavotta, così detto perché ricordava il suono d'accompagnamento tipico della musette | anche in funzione di agg. invar.  : un valzer musette    • 3 •   registro dell'organo e dell'armonio, ad ancia battente, dal suono nasale simile a quello dell'oboe.
musetto   s.m.    • 1 •   dim.  di muso    • 2 •   (estens.) viso grazioso.
musica   s.f.    • 1 •   l'arte di combinare insieme i suoni, secondo determinate leggi e convenzioni: studiare musica; maestro, professore di musica | mettere in musica, musicare    • 2 •   ogni opera composta per mezzo di suoni; lo stile, la produzione musicale di un'epoca, un paese, un autore: ascoltare musica; una musica lenta, veloce, allegra; un pezzo di musica; musica per pianoforte, per organo, per archi; musica antica, medievale, barocca, romantica, moderna; musica verdiana; musica dodecafonica, elettronica, concreta; musica classica, leggera, popolare; musica africana, orientale; musica vocale, strumentale; musica da camera, sinfonica, lirica; musica sacra, da concerto, da scena | leggere la musica, conoscere la notazione musicale e saperne ricavare il suono corrispondente | sala da musica, nella quale si eseguono e ascoltano brani musicali | suonare senza musica, senza spartito. dim. musichina, musichetta  pegg. musicaccia    • 3 •   (estens.) banda, fanfara: passò la musica che andava in paese  (pavese)    • 4 •   (fig.) suono o rumore dolce e piacevole: la musica del mare, del vento  | con riferimento a opere letterarie, andamento armonioso del ritmo di un verso, di una frase o di un componimento: li versi del salterio sono sanza dolcezza di musica e d'armonia  (dante convivio)    • 5 •   (fig. iron.) voce o rumore fastidioso e prolungato: senti che musica!  | cosa monotona, noiosa, che si protrae troppo a lungo: è sempre la solita musica!; bisogna cambiare musica!. 
musicabile   agg.  che può essere musicato.
musicabilità   s.f.  l'essere musicabile.
musical   s.m. invar.  genere di spettacolo musicale nato negli stati uniti come adattamento dell'operetta europea, composto di parti recitate, cantate e danzate; anche, il genere cinematografico che ne è derivato, fiorente negli stati uniti soprattutto tra gli anni trenta e cinquanta.
musicale   agg.    • 1 •   di musica, relativo alla musica: composizione, esecuzione musicale; note, strumenti musicali; film, commedia musicale; critico musicale    • 2 •   che ha sensibilità o disposizione alla musica: avere orecchio musicale    • 3 •   che ha un andamento armonioso simile a quello della musica: una voce musicale; versi musicali; una lingua musicale | accento musicale, (ling.) consistente in un elevamento del tono della voce, caratteristico di alcune lingue antiche e moderne (p. e.  il cinese, e prob. il greco antico) § musicalmente avv.  in forma, in modo musicale; dal punto di vista musicale.
musicalità   s.f.  l'essere musicale; armoniosità, dolcezza di suono: la musicalità di una poesia, di una voce, di una lingua. 
musicante   s.m.    • 1 •   musicista di mediocre levatura    • 2 •   componente di una banda musicale | in funzione di agg. , che suona: angeli musicanti. 
musicare   v. tr.  [io mùsico, tu mùsichi ecc.] corredare di musica, mettere in musica: musicare un libretto d'opera, una poesia  | v. intr.  [aus. avere] (ant.)    • 1 •   eseguire pezzi musicali    • 2 •   comporre musica.
musicassetta   s.f.  cassetta che contiene un nastro magnetico con brani musicali preregistrati.
music-hall  music-hall s.m. invar.  teatro adibito a spettacoli di varietà di carattere prevalentemente musicale | il genere stesso di spettacolo che vi è rappresentato.
musichiere   s.m.  (ant.) musico | cantante.
musicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   compositore di musica    • 2 •   esecutore di composizioni musicali.
musico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) musicale; melodioso, canoro: di musico cigno il flebil canto  (tasso g. l.  xviii, 18)  s.m.  (ant.) musicista: musico di corte. 
musico-  musico- primo elemento di parole composte formate modernamente, nelle quali significa 'musica' o indica relazione con la musica (musicologia, musicoterapia).
musicografo   s.m.  chi scrive su argomenti musicali.
musicologia   s.f.  il complesso delle discipline storiche e sistematiche inerenti alla musica.
musicologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla musicologia.
musicologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di musicologia.
musicomane   s.m.  e f.  chi ha la mania della musica, chi è esageratamente appassionato di musica (anche scherz.).
musicomania   s.f.  mania, eccessiva passione per la musica (anche scherz.).
musicoterapia   s.f.  (med.) intervento di carattere terapeutico o riabilitativo che utilizza la musica finalizzandola alla stimolazione e allo sviluppo della motricità, del linguaggio e di altre funzioni.
musivo   agg.  di mosaico, relativo a mosaico: arte musiva; decorazioni musive | oro musivo, polvere di colore giallo a base di bisolfuro di stagno usata in lavori di doratura e bronzatura.
musmè   s.f. invar.  giovane donna giapponese.
muso   s.m.    • 1 •   la parte anteriore della testa degli animali: il muso del cavallo, del cane    • 2 •   (scherz.  o spreg.) il viso dell'uomo: dare un pugno sul muso; rompere il muso a qualcuno; dire qualcosa sul muso, apertamente, senza reticenze | atteggiamento, espressione del volto: brutto muso, faccia dura, arcigna; a muso duro, con decisione, in modo risoluto; torcere il muso, fare un'espressione di disgusto; tenere, fare, mettere il muso, il broncio; avere il muso lungo, essere imbronciato. dim. musino, musetto  accr. musone    • 3 •   (estens.) oggetto di forma allungata, simile al muso di un animale; in partic., la parte anteriore della carrozzeria di un'automobile o della fusoliera di un aeroplano.
musone   s.m.    • 1 •   accr.  di muso    • 2 •   [f. -a] chi tiene il broncio; persona taciturna e scontrosa.
musoneria   s.f.  l'essere musone.
musorno   agg.  (ant. , lett.) abbattuto, prostrato; imbronciato.
mussare   v. intr.  [aus. avere] spumeggiare, detto del vino o altra bevanda | v. tr.  mettere in particolare rilievo; solo nella loc. del gergo giornalistico: mussare una notizia. 
mussitare   v. intr.  [io mùssito ecc. ; aus. avere] (ant.) parlare a bassa voce.
mussitazione   s.f.    • 1 •   (ant.) il mussitare    • 2 •   (med.) movimento delle labbra non accompagnato da emissioni di suoni.
mussola   o mussolina, s.f.  tessuto fine, leggero e trasparente, di seta, lana o cotone.
mussoliniano   agg.  di benito mussolini (1883-1945), o relativo alle sue idee o alla sua politica: la dittatura mussoliniana   s.m.  [f. -a] seguace, sostenitore di mussolini.
mussolo   (1) o mussolino, s.m.  (ant.  o region.) mussola.
mussolo   (2) s.m.  (sett.) mollusco a due valve, commestibile, comune nell'adriatico (cl.  lamellibranchi).
mussulmano    ⇨ musulmano.
must   s.m. invar.  cosa che si deve avere o che si deve fare per essere alla moda: far vacanze in paesi esotici è un must. 
mustacchino   s.m.  (zool.) basettino.
mustacchio   antiq. mostacchio o mustaccio, s.m.    • 1 •   spec. pl.  baffi folti e lunghi (spesso scherz.): lisciarsi, arricciarsi i mustacchi    • 2 •   (mar.) ciascuna delle corde di canapa o di metallo che tengono fermo l'albero di bompresso.
mustang   s.m. invar.  cavallo selvatico con manto pezzato e folta criniera, diffuso in messico e usa, discendente dei cavalli introdotti in america dai primi colonizzatori.
mustela   s.f.  (zool.) genere di mammiferi carnivori a cui appartengono varie specie (donnola, ermellino, visone ecc.).
mustelidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi carnivori di dimensioni medie o piccole, con corpo allungato, zampe corte e folta pelliccia; vi appartengono la martora, la faina ecc. | sing.  [-e] ogni mammifero di tale famiglia.
musteriano   agg.  e s.m.  si dice di una cultura preistorica del paleolitico medio diffusa in europa, in asia e in africa.
mustiolo   s.m.  mammifero insettivoro, simile a un piccolo toporagno, diffuso nella regione mediterranea.
musulmanesimo   s.m.  islamismo.
musulmano   o mussulmano, agg.  che appartiene o si riferisce all'islamismo  s.m.  [f. -a] chi professa la religione islamica.
muta   (1) s.f.    • 1 •   (non com.) il mutare, il sostituire; avvicendamento, cambio: la muta delle infermiere; darsi la muta, darsi il cambio | la muta del vino, il travasamento | la muta dei cavalli, il cambio dei cavalli da tiro, spec. nei lunghi viaggi in diligenza | a muta a muta, (ant.) a vicenda: o s'elli stanchi li altri a muta a muta  (dante inf.  xiv, 55)    • 2 •   (biol.) nei rettili, negli insetti e in altri animali, cambiamento periodico della pelle, delle penne e, più in generale, di qualsiasi tipo di rivestimento cutaneo    • 3 •   (mil.) l'insieme delle sentinelle che compiono lo stesso turno di guardia | (mar.) turno di guardia di due ore    • 4 •   insieme di oggetti necessari a un determinato uso e sostituibili con altri analoghi: una muta di biancheria | muta di vele, di bandiere, di tende, (mar.) la dotazione completa di tali oggetti che occorrono a bordo    • 5 •   tuta subacquea.
muta   (2) s.f.    • 1 •   gruppo di cani per la caccia alla volpe, al cervo ecc.    • 2 •   (non com.) gruppo di due o più cavalli da tiro attaccati a una vettura.
mutabile   agg.  che può essere mutato, sostituito | che può mutare, che è soggetto a cambiamento: umore mutabile. 
mutabilità   s.f.  l'essere mutabile.
mutacismo   (1) s.m.  (med.) mutismo conseguente ad alcune malattie mentali.
mutacismo   (2) s.m.  (med.) disturbo del linguaggio consistente nella difficoltà a pronunciare correttamente la lettera m  e le altre consonanti labiali.
mutagenesi   s.f.  (biol.) processo di mutazione genetica.
mutageno   agg.  (biol.) si dice di fattore o agente che può provocare mutazioni genetiche.
mutagione    ⇨ mutazione.
mutamento   s.m.  il mutare, l'essere mutato: mutamento di clima; mutamento di governo, di una situazione politica; subire radicali mutamenti. 
mutande   s.f. pl.  indumento intimo costituito da una sorta di calzoncini corti di lino, cotone, lana o altro, che si portano a contatto con la pelle: mutande da uomo, da donna.  dim. mutandine  accr. mutandoni  (m.).
mutandine   s.f. pl.  dim. di mutande; in partic., quelle per donna o per bambini | mutandine da bagno, costume da bagno per uomo o bambino, o parte di un costume a due pezzi per donna.
mutante   part. pres.  di mutare   s.m.  in genetica, individuo portatore di una mutazione.
mutanza   s.f.  (ant.) mutamento, cambiamento.
mutare   v. tr.    • 1 •   sostituire qualcosa con un'altra simile o diversa; cambiare, variare: mutare le penne; mutare idea, opinione; mutare sistema di vita    • 2 •   rendere diverso, trasformare: la guerra ha mutato le condizioni del paese; le recenti esperienze lo hanno profondamente mutato | mutare colore, si dice di persona che arrossisca o di cosa che, deteriorandosi, subisca un'alterazione nel proprio colore originale | mutare aspetto, turbarsi in volto: non mutò aspetto, / né mosse collo, né piegò sua costa  (dante inf.  x, 74-75) | mutare il ballo secondo il suono o la musica, (fig.) adattarsi alle circostanze    • 3 •   (ant.) muovere, spostare | mutare i passi, procedere, avanzare: stanco ho il destrier, che muta a pena i passi  (ariosto o. f.  ii, 39) | v. intr.  [aus. essere] diventare diverso: il tempo muta; la situazione politica è molto mutata; mutare di parere, di opinione; mutare in meglio, in peggio  | mutarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   subire un mutamento, trasformarsi: la crisalide si muta in farfalla  | cambiarsi: mutarsi d'abito    • 2 •   (ant.) muoversi, spostarsi, cambiare di posto.
mutatis mutandis   loc. avv.  fatti i debiti mutamenti, fatte le correzioni necessarie; si usa per indicare la sostanziale identità di due fatti, al di là delle differenze contingenti: ci troviamo, mutatis mutandis, nella stessa situazione. 
mutativo   agg.  (non com.) atto a mutare.
mutatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi muta  s.m.  (elettr.) apparecchio che serve a convertire la corrente alternata in continua e viceversa, o la corrente alternata in alternata a frequenza differente.
mutazionale   agg.  (biol.) relativo a mutazione genetica.
mutazione   ant. mutagione, s.f.    • 1 •   il mutare, il mutarsi, l'essere mutato; cambiamento, trasformazione: subire, apportare una mutazione    • 2 •   (biol.) variazione, spontanea o indotta da agenti fisici e chimici, del patrimonio ereditario di un organismo; provoca cambiamenti dei caratteri morfologici ed è trasmissibile alla discendenza    • 3 •   (metr.) ciascuna delle prime due parti, identiche per numero di versi e rime, in cui si divide la strofa di una ballata.
mutazionismo   s.m.  (biol.) teoria che spiega l'evoluzione delle specie viventi mediante l'insorgenza di mutazioni.
mutazionistico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo a mutazionismo.
mutevole   agg.  che muta facilmente: tempo mutevole; una persona di umore mutevole  § mutevolmente avv. 
mutevolezza   s.f.  l'essere mutevole: la mutevolezza della sorte. 
mutezza   s.f.  (non com.) l'essere muto; il non potere o non voler parlare.
mutico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di una varietà di frumento le cui glume sono prive di arista.
mutilamento   s.m.  (non com.) il mutilare, l'essere mutilato.
mutilare   v. tr.  [io mùtilo ecc.]    • 1 •   provocare la perdita di una parte del corpo, spec. di un arto: l'incidente lo ha mutilato di una gamba  (o gli ha mutilato una gamba)    • 2 •   (fig.) rendere incompleto, privare di una parte essenziale: mutilare un film, un articolo, un progetto di legge. 
mutilato   part. pass.  di mutilare   s.m.  [f. -a] persona che ha perduto parzialmente o totalmente un arto o un altro organo: mutilato di guerra, del lavoro.  dim. mutilatino, bambino mutilato.
mutilatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi mutila (anche fig.).
mutilazione   s.f.  il mutilare, l'essere mutilato (anche fig.): subire una mutilazione; le mutilazioni operate dalla censura. 
mutilo   agg.  (lett.) mutilato; mancante di una parte: una statua mutila; codice, manoscritto mutilo. 
muting   s.m. invar.  (elettron.) dispositivo a filtro che riduce i rumori di fondo nei sintonizzatori radio | negli amplificatori, il comando che riduce il volume d'ascolto.
mutismo   s.m.    • 1 •   (med.) incapacità di parlare, di articolare distintamente i suoni, il linguaggio | (non com.) sordomutismo    • 2 •   lo stare muto, il tacere deliberatamente, spec. con ostinazione, per puntiglio: chiudersi in un ostinato mutismo. 
muto   agg.    • 1 •   si dice di chi non può parlare perché affetto da mutismo o da sordomutismo: un ragazzo muto | alla muta, per cenni, come fanno i muti: parlare, intendersi alla muta    • 2 •   si dice di persona che rimane silenziosa per emozione improvvisa, spavento e sim.: essere, restare muto d'ammirazione, di stupore    • 3 •   (estens.) si dice di cosa priva di suono o che rimane silenziosa: la madre or sol, suo dì tardo traendo, / parla di me col tuo cenere muto  (foscolo sonetti) | (fig.) incapace di esprimere affetti, senza slancio o vita: quando muti questi occhi all'altrui core, / e lor fia vòto il mondo,... / che parrà di tal voglia?  (leopardi il passero solitario  53-56) | carta muta, carta geografica in cui non sono indicati i nomi dei luoghi | consonante muta, che non si pronunzia, pur essendo scritta (p. e.  la h  in ha, hanno); nella grammatica antica, ogni consonante occlusiva | scena muta, in cui gli attori si esprimono con la sola mimica; fare scena muta, (fig.) non rispondere, spec. a un'interrogazione scolastica | muto come un pesce, si dice, per lo più scherz., di chi sta assolutamente zitto o sta per lungo tempo senza dire una parola | cinema muto, fatto di sole immagini, senza suoni né parlato    • 4 •   che non trova espressione: un muto dolore; una muta simpatia    • 5 •   in enologia, si dice di mosto trattato in modo da impedirne la fermentazione    • 6 •   anatra muta, (zool.) anatra domestica, originaria del brasile, priva di voce, con livrea nera e guance di colore rosso intenso  s.m.    • 1 •   [f. -a] persona affetta da mutismo: il linguaggio dei muti    • 2 •   cinema muto: una diva del muto  § mutamente avv.  da persona muta; senza parlare, silenziosamente.
mutolo   agg.  e s.m.  (tosc. , lett.) muto: un povero uomo mutolo e sordo  (boccaccio dec.  iii, 1). dim. mutolino. 
mutone   s.m.  (biol.) elemento minimo ma definibile di una mutazione genetica.
mutria   s.f.  (lett.) atteggiamento del viso improntato a superbia o altezzosità: giustino, seccato di quella mutria persistente della moglie, scrollò le spalle  (pirandello).
mutua   s.f.    • 1 •   (dir.) ente di carattere associativo che tutela gli interessi economici dei partecipanti in relazione al verificarsi di determinati eventi, applicando il principio della socializzazione degli oneri    • 2 •   nel linguaggio comune, prima della riforma sanitaria, istituto assistenziale sostenuto dal finanziamento pubblico, preposto all'assistenza sanitaria: essere iscritto alla mutua  | medico della mutua, medico convenzionato con l'ente mutualistico    • 3 •   (dir.) società mutualistica in cui la qualità di socio si acquista assicurandosi.
mutuabile   (1) agg.  si dice di ciò che può essere corrisposto dall'ente mutualistico: farmaco mutuabile. 
mutuabile   (2) agg.  che può essere dato in prestito: fondi mutuabili. 
mutuale   agg.  (non com.) mutuo § mutualmente avv.  scambievolmente, mutuamente.
mutualismo   s.m.  (biol.) forma di simbiosi tra due individui con vantaggio reciproco.
mutualistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo alla mutualità: principio mutualistico    • 2 •   che si riferisce alla mutua: ente mutualistico    • 3 •   (biol.) proprio del mutualismo § mutualisticamente avv. 
mutualità   s.f.  il soccorrersi vicendevolmente attraverso l'unione e le associazioni di reciproco aiuto | l'insieme delle istituzioni che si richiamano al principio dell'assicurazione contro rischi particolari (vecchiaia, malattia ecc), e che prevedono la ripartizione dei relativi oneri fra gli assicurati.
mutuante   part. pres.  di mutuare   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi concede un mutuo.
mutuare   v. tr.  [io mùtuo ecc]    • 1 •   (dir.) dare o prendere denaro a mutuo cioè in prestito; la somma mutuata, che è oggetto di mutuo    • 2 •   (fig. lett.) assumere da altri: mutuare lo stile dai classici. 
mutuatario   s.m.  [f. -a] (dir.) chi riceve un mutuo.
mutuato   (1) part. pass.  di mutuare   agg.  preso in prestito | (fig.) derivato, desunto.
mutuato   (2) s.m.  [f. -a] chi è assistito dalla mutua: i mutuati di un ente  | usato anche come agg.  : i pazienti mutuati. 
mutuazione   s.f.  (lett.) contraccambio; compenetrazione reciproca.
mutulo   s.m.  (arch.) motivo ornamentale costituito da una mensola sporgente dalla trabeazione.
mutuo   (1) agg.  scambievole, vicendevole, reciproco: mutuo consenso, dissenso; mutua ammirazione | mutuo insegnamento, insegnamento fondato sulla cooperazione degli allievi più anziani e più preparati all'azione educativa del maestro | mutuo soccorso, forma associativa a carattere mutualistico volta ad assicurare un aiuto economico agli aderenti in caso di disoccupazione, malattia, vecchiaia o altri eventi sfavorevoli § mutuamente avv.  reciprocamente.
mutuo   (2) s.m.    • 1 •   (dir) contratto con il quale una parte (mutuante) consegna all'altra (mutuatario) una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili, e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità    • 2 •   nel linguaggio comune, prestito a lungo termine assistito da garanzie per lo più immobiliari e rimborsabile per quote a scadenze determinate: mutuo ipotecario. 
mystery   s.m. invar.  racconto, film di intreccio giallo | genere letterario e cinematografico giallo.
n   s.f.  o m. invar.  quattordicesima lettera dell'alfabeto (dodicesima dell'alfabeto italiano tradizionale) il cui nome è enne; in italiano rappresenta la consonante nasale dentale, ma quando è seguita da un'altra consonante ne prende il punto di articolazione e può rappresentare di conseguenza un suono non dentale (p. e. in barca, pr. / im'barka /; banco, pr. / 'banko /). entra inoltre come componente del digramma gn, che rappresenta la consonante nasale palatale (gnomo, bagno) | n come napoli, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. n  è sigla automobilistica della norvegia) e abbreviazioni (p. e. n. b. , nota bene; n. t. , nuovo testamento; n. n. , non nominato, si dice di persona sconosciuta o che non si vuole nominare; n. , per nomi propri di persona come nicola, nadia  ecc.) | n, (mat.) simbolo di un numero qualsiasi | n, (fis.) simbolo del newton, unità di misura della forza | n, (chim.) simbolo dell'azoto | n, (geog.) sta per nord.
nababbo   non com. nabab nel sign. 1, s.m.    • 1 •   (st.) titolo di principi indiani musulmani    • 2 •   (scherz.) persona molto ricca che conduce una vita di agi e di lusso: vivere da nababbo; spendere come un nababbo. 
nabuk   s.m. invar.  pelle di vitello lavorata in modo che acquisti lucentezza e grande morbidezza; è usata nella confezione di capi di abbigliameno e in pelletteria.
nacchera   ant. o pop. gnacchera, s.f.    • 1 •   spec. pl.  strumento musicale a percussione caratteristico del folclore spagnolo, costituito da due tavolette di legno riunite da un nastro e concave nella parte interna, che si applicano alle dita e si fanno risonare percuotendole l'una contro l'altra per marcare il ritmo di alcune danze; castagnetta, castagnola. dim. naccheretta, naccherina, naccherino  (m.) accr. naccherona, naccherone  (m.)    • 2 •   antico strumento musicale a percussione, simile al tamburo    • 3 •   grande mollusco a due valve    • 4 •   (ant.) madreperla.
naccherino   s.m.  (ant.)    • 1 •   dim.  di nacchera    • 2 •   sonatore di nacchere    • 3 •   (tosc.) bambino vispo e grazioso.
nadir   s.m.  (astr.) punto della sfera celeste sulla verticale dell'osservatore verso il basso; è opposto allo zenit. 
nadirale   agg.  (astr.) relativo al nadir.
nafta   s.f.    • 1 •   miscela di idrocarburi ottenuta dalla distillazione del petrolio greggio: nafta leggera, comune, pesante, solvente    • 2 •   gasolio; olio combustibile.
naftalene   s.m.  (chim.) nome scientificamente più corretto della naftalina.
naftalico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido derivato dalla naftalina.
naftalina   s.f.  (chim.) idrocarburo aromatico a struttura biciclica e otto atomi di carbonio; è un solido in cristalli bianchi, dall'odore caratteristico, che si ricava dal catrame e si usa come materia prima nella produzione di coloranti, materie plastiche, detergenti, solventi e come insetticida antitarme | tenere, mettere qualcosa sotto naftalina, (fig. scherz.) metterla da parte, tenerla gelosamente conservata.
naftenato   s.m.  (chim.) sale o estere di un acido naftenico: naftenato di rame, sale usato come fungicida.
naftene   s.m.  (chim.) nome comune a una serie di idrocarburi ciclici saturi, presenti nei petroli e usati nell'industria come materia prima per la produzione di composti aromatici.
naftenico   agg.  (chim.) si dice degli idrocarburi della serie dei nafteni e dei loro derivati: acidi naftenici, acidi organici presenti in tracce nel petrolio greggio.
naftilammina   s.f.  (chim.) ammina primaria derivata dalla naftalina; trova largo impiego nell'industria dei coloranti.
naftile   s.m.  (chim.) radicale monovalente derivante dalla naftalina per sottrazione di un atomo di idrogeno.
naftochinone   s.m.  (chim.) ogni chinone derivato dalla naftalina; alcuni loro derivati sono presenti in natura (p. e.  nel mallo delle noci).
naftogenesi   s.f.  (geol.) processo chimico-fisico che porta alla formazione di petroli, bitumi e gas naturali.
naftolo   s.m.  (chim.) ogni composto derivato dalla naftalina per sostituzione di un atomo di idrogeno con un ossidrile; sono usati come solventi e come intermedi nell'industria dei coloranti e dei profumi.
nagana   s.f.  (vet.) forma grave di tripanosomiasi diffusa nell'africa centromeridionale, che viene trasmessa dalla puntura della mosca tse-tse e colpisce soprattutto bovini ed equini.
naï  veté naïveté;s.f. invar.  semplicità, ingenuità, candore.
naï  f naïf;agg. invar.    • 1 •   si dice di pittore figurativo autodidatta, non legato a scuole o accademie, che mediante moduli stilistici elementari e immediati mira a dare una visione magicamente suggestiva della realtà anche, della forma d'arte praticata da questi pittori o di opera da essi realizzata: arte, pittura nai°f; quadro nai°f    • 2 •   (fig.) semplice, ingenuo  s.m.  e f. invar.  pittore nai°f.
naï  f naïf;agg. invar.    • 1 •   si dice di pittore figurativo autodidatta, non legato a scuole o accademie, che mediante moduli stilistici elementari e immediati mira a dare una visione magicamente suggestiva della realtà anche, della forma d'arte praticata da questi pittori o di opera da essi realizzata: arte, pittura nai°f; quadro nai°f    • 2 •   (fig.) semplice, ingenuo  s.m.  e f. invar.  pittore nai°f.
naia   (1) s.f.  (zool.) genere di serpenti velenosi diffusi in africa e asia, caratteristici per la facoltà di dilatare ed erigere la porzione anteriore del corpo; le specie più note sono il cobra e l'aspide di cleopatra (ord.  squamati).
naia   (2) s.f.  (gerg.) il servizio militare di leva, spec. visto nei suoi aspetti più disagevoli (fatica, disciplina, lontananza da casa ecc.): essere sotto la naia. 
naiade   rar. naide, s.f.    • 1 •   nella mitologia classica, ninfa dei fiumi e delle fonti    • 2 •   genere di piante monocotiledoni d'acqua dolce (fam.  naiadacee).
naibi   s.m. pl.  (ant.) carte da gioco; in partic., quelle con figure istruttive che un tempo si davano ai ragazzi.
naide    ⇨ naiade.
nailon   ® s.m.  adattamento it. dell'ingl. nylon. 
namibiano   agg.  della namibia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della namibia.
nanchino   s.m.  tessuto chiaro di cotone usato per abiti estivi.
nandù   s.m.  grosso uccello corridore dell'america meridionale, simile allo struzzo, ma più piccolo, con piumaggio cinerino, collo coperto di piume e piedi forniti di tre dita (ord.  reiformi).
nanerottolo   s.m.    • 1 •   dim.  e pegg.  di nano    • 2 •   (fig.) persona di scarsissima levatura intellettuale o morale: i nanerottoli del suo tempo, mentre ostentavano di ignorarlo, nonché nell'arte lo plagiavano nella vita  (sbarbaro).
nanfa   o lanfa, agg. f.  (ant.) solo nella loc. acqua nanfa, acqua odorosa che si distillava dai fiori d'arancio.
nanismo   s.m.    • 1 •   (med.) anomalia dello sviluppo corporeo per cui un individuo adulto presenta dimensioni molto inferiori alla media: nanismo armonico  o disarmonico, a seconda che le ridotte dimensioni mantengano o meno una proporzione reciproca    • 2 •   si dice anche dell'analogo fenomeno presentato da animali e piante.
nanistico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) proprio del nanismo, relativo al nanismo.
nanna   s.f.    • 1 •   nel linguaggio dei bambini, il sonno, il dormire: andare a nanna; fare la nanna    • 2 •   (ant.) ninnananna: prima fien triste che le guance impeli / colui che mo si consola con nanna  (dante purg.  xxiii, 110-111).
nannufaro   nannufero  ⇨ nenufaro.
nano   agg.    • 1 •   che presenta nanismo, che ha dimensioni notevolmente ridotte rispetto alla norma: una razza nana; barboncino nano; albero nano | stella nana, (astr.) stella di bassa luminosità e di dimensioni inferiori a quelle del sole    • 2 •   (fig.) angusto, gretto, meschino intellettualmente o spiritualmente: una nana morale piena di disgusto per tutto quanto è vero o naturale  (alvaro)  s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona che presenta il fenomeno del nanismo; per estens., persona di piccolissima statura: i nani del circo  | nella mitologia nordica e nella tradizione popolare europea, essere fantastico, affine agli gnomi, di dimensioni molto piccole: i nani di biancaneve.  dim. nanetto  dim. e pegg. nanerottolo    • 2 •   (fig.) persona di statura morale o intellettuale molto bassa.
nano-  nano- primo elemento di parole composte modernamente, dal gr. nânos  'molto piccolo'; in biologia e medicina indica uno sviluppo molto inferiore al normale (nanocefalia); anteposto a un'unità di misura, ne moltiplica il valore per 10(-9) (nanosecondo).
nanocefalia   s.f.  (med.) sviluppo insufficiente della testa.
nanocefalo   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da nanocefalia.
nanocurie   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della radioattività corrispondente a un miliardesimo di curie.
nanometro   s.m.  unità di misura di lunghezza pari a un miliardesimo di metro.
nanosecondo   s.m.  unità di misura di tempo pari a un miliardesimo di secondo.
nante   o nanti, nanzi [nàn-zi], avv.  (ant.) innanzi.
nanufero    ⇨ nenufaro.
nanzi    ⇨ nante.
naos   s.m. invar.  (archeol.) la cella del tempio greco che custodiva la statua del dio.
napalm   s.m.  (chim.) miscela di naftenati d'alluminio e di acidi grassi (palmitico e oleico) che si aggiunge a benzina, cherosene o altro idrocarburo per ottenere una miscela gelatinosa usata per bombe incendiarie e per alimentare lanciafiamme | (estens.) la miscela gelatinosa così ottenuta: bombe al napalm. 
napea   s.f.  nella mitologia greco-latina, ninfa dei boschi; driade.
napello   s.m.  pianta erbacea con fiori azzurri in grappolo; aconito (fam.  ranuncolacee).
napoleone   s.m.    • 1 •   moneta aurea da 20 franchi fatta coniare da napoleone nel 1803    • 2 •   nome di un solitario fatto con le carte da gioco, che sarebbe stato ideato da napoleone durante l'esilio di sant'elena    • 3 •   bicchiere con gambo, panciuto alla base e stretto all'imboccatura, usato per il cognac.
napoleonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di napoleone i bonaparte (1769-1821); che concerne napoleone e i suoi tempi: periodo napoleonico; il codice napoleonico    • 2 •   (fig.) degno di napoleone; eccezionale, grandioso  s.m.    • 1 •   [f. -a] seguace, fautore di napoleone i    • 2 •   soldato militante nelle truppe di napoleone.
napoleonide   s.m.  e f.  appartenente alla famiglia di napoleone bonaparte.
napoletana   s.f.    • 1 •   caffettiera a due recipienti sovrapposti, con un contenitore a doppio filtro, che si capovolge quando l'acqua del recipiente sottostante comincia a bollire    • 2 •   nel tressette e in altri giochi di carte, combinazione che comprende l'asso, il due e il tre del medesimo seme: una napoletana di, a denari. 
napoletanismo   s.m.  (ling.) parola o locuzione del dialetto napoletano entrata nella lingua italiana (p. e. basso  'abitazione a livello della strada').
napoletanità   s.f.  l'insieme di valori, costumi, tradizioni caratteristici di napoli e dei napoletani, o a essi tradizionalmente attribuiti.
napoletano   ant. napolitano, agg.  di napoli: canzoni napoletane; scugnizzo napoletano | alla napoletana, al modo dei napoletani: pizza alla napoletana, schiacciata tonda di pasta di pane, guarnita di pomodoro, olio, mozzarella, alici e cotta al forno ' sesta napoletana, (mus.) accordo di quarta, sesta e nona | carte napoletane, carte da gioco comprendenti 40 pezzi divisi in    • 4 •   semi (coppe, denari, spade, bastoni)  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante di napoli    • 2 •   il dialetto di napoli    • 3 •   il territorio, la regione intorno a napoli | (st.) tutta la parte continentale del regno di napoli    • 4 •   pl.  tipo di pasta per minestra § napoletanamente avv.  al modo dei napoletani.
napoli   s.m. invar.  (sett. spreg.) napoletano; per estens., meridionale immigrato al nord | s.f. invar.  (fam.) pizza alla napoletana: ordinare una napoli. 
napolitano    ⇨ napoletano.
nappa   s.f.    • 1 •   fiocco formato da più fili di seta, cotone o altro, usato per ornamento in tendaggi, drappi, uniformi militari, paramenti liturgici e sim.: le nappe di una frangia; la nappa di un cordone, di un berretto  | nappa di cardinale, (bot.) amaranto. dim. nappetta, nappina  accr. nappone  (m.) pegg. nappaccia    • 2 •   la parte terminale della coda dei ruminanti, che reca un ciuffo di peli    • 3 •   pelle sottile e morbidissima, usata per guanti, borsette ecc.    • 4 •   (pop. scherz.) grosso naso; anche, persona che ha un grosso naso.
nappina   s.f.    • 1 •   dim.  di nappa    • 2 •   (mil.) piccolo ornamento semisferico di metallo o di legno ricoperto di felpa di lana, usato sui copricapi di alcuni corpi militari.
nappo   s.m.  (ant. , lett.) coppa per bere; anche, vaso d'argento o d'altro metallo nobile: mise veleno in un nappo con vino  (boccaccio dec.  v, 7).
narancio   s.m.  (ant.) arancio.
narbonese   agg.  di narbona, città della francia meridionale | gallia narbonese, (st.) provincia romana costituita in gallia attorno alla città di narbona  s.m.  e f.  che è nato o abita a narbona.
narceina   s.f.  (chim.) alcaloide contenuto nell'oppio, dotato di modesto potere ipnotico.
narcisismo   s.m.    • 1 •   (psicoan.) amore eccessivo dell'individuo per la propria immagine, che deriva dall'investimento esclusivo dell'energia libidica sull'io, a danno dell'investimento sugli altri; nel bambino costituisce uno stadio normale dello sviluppo affettivo della personalità    • 2 •   (estens.) l'eccesso di ammirazione o compiacimento per sé stessi o per i propri meriti, reali o presunti.
narcisista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è affetto da narcisismo; chi pecca di narcisismo.
narcisistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al narcisismo, che dimostra narcisismo: comportamento narcisistico  § narcisisticamente avv. 
narciso   (1) rar. narcisso, s.m.  (bot.) genere di piante bulbose diffuse nel bacino mediterraneo, aventi foglie lineari e fiori bianchi o gialli con corolla tubolare che si prolunga in un'appendice a imbuto o a coppa; tra le specie più comuni la giunchiglia e il trombone (fam.  amarillidacee).
narciso   (2) s.m.  persona molto vanesia, eccessivamente compiaciuta del proprio aspetto o dei propri meriti.
narcisso    ⇨ narciso 1.
narco   s.m.  [pl. narcos] narcotrafficante; si usa soprattutto in riferimento ai grandi trafficanti di droga dell'america latina.
narco-  narco- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. nárkì  'sonno, torpore'; significa 'sonno' o indica relazione col sonno (narcoanalisi, narcoterapia); in alcuni composti caratteristici del linguaggio giornalistico è abbr. di narcotico  (narcodollari, narcotrafficanti).
narcoanalisi   s.f.  (psich.) procedimento di indagine dell'inconscio mediante la somministrazione di farmaci che provocano nel paziente un obnubilamento della coscienza e un allentamento delle funzioni inibitorie di controllo.
narcoanalitico   agg.  [pl. m. -ci] della narcoanalisi, basato sulla narcoanalisi: metodo narcoanalitico. 
narcodollari   s.m. pl.  denaro in dollari statunitensi proveniente dal traffico della droga.
narcoipnosi   s.f.  stato ipnotico provocato da farmaci.
narcolessia   s.f.  (med.) condizione patologica caratterizzata da crisi improvvise di sonno, di durata molto variabile, che colgono il soggetto anche in piena attività.
narcosi   s.f.    • 1 •   (med.) perdita totale della coscienza, con soppressione di ogni tipo di sensibilità, provocata mediante farmaci, allo scopo di eseguire interventi chirurgici; anestesia generale    • 2 •   (fig. lett.) stato di torpore fisico e psichico; forte sonnolenza: avevo richiuso gli occhi, scivolando placidamente in una dolce narcosi  (e. cecchi).
narcoterapia   s.f.  (med.) terapia del sonno.
narcotest   s.m. invar.  in farmacologia, prova volta ad accertare se un individuo abbia assunto sostanze stupefacenti.
narcotico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla narcosi; che ha la proprietà di indurre uno stato di narcosi: potere narcotico; sostanza narcotica  | (fig. scherz.) che fa venire sonno: una conversazione narcotica   s.m.  sostanza naturale o artificiale che determina narcosi: prendere, somministrare un narcotico; essere sotto l'effetto di un narcotico. 
narcotina   s.f.  (chim.) alcaloide contenuto nell'oppio, usato in medicina come sedativo e blando ipnotico.
narcotizzare   v. tr.  far cadere in stato di narcosi (anche fig.): narcotizzare un paziente; narcotizzare le menti. 
narcotizzazione   s.f.  il narcotizzare, l'essere narcotizzato.
narcotrafficante   s.m.  e f.  nel linguaggio giornalistico, chi è implicato nel traffico all'ingrosso della droga.
narcotraffico   s.m.  nel linguaggio giornalistico, l'insieme delle operazioni illecite di produzione e compravendita all'ingrosso di droghe.
nardo   s.m.  nome di varie piante odorose, tra cui in partic. alcune specie di lavanda (fam.  labiate).
nare    ⇨ nari.
narghilè   s.m.  sorta di pipa diffusa nei paesi musulmani, in cui il fumo arriva alla bocca del fumatore dopo essere stato filtrato attraverso un recipiente colmo di acqua profumata.
nari   ant. nare, s.f. pl.  (lett.) narici: don cosmo, ancora con le nari arricciate, non riusciva a capacitarsi  (pirandello).
narice   s.f.  ciascuno dei due orifizi della cavità nasale.
narrabile   agg.  che si può narrare: un evento difficilmente narrabile. 
narrante   agg.  e s.m.  nel linguaggio della critica letteraria, si dice del personaggio che, in un romanzo o in un racconto, espone in prima persona i fatti della narrazione: la presenza dell'io narrante è molto frequente nel romanzo novecentesco. 
narrare   v. tr.  esporre un avvenimento con ordine e ricchezza di particolari: narrare un'avventura, una favola; narrare come si svolsero i fatti; narrare con ordine, confusamente; narrare a parole, per lettera  | v. intr.  [aus. avere] parlare intorno a un argomento: mi narrò di sé e della sua infanzia. 
narratage   s.m. invar.  nel cinema, narrazione della vicenda che si svolge sullo schermo da parte di uno dei personaggi.
narrativa   s.f.    • 1 •   il genere narrativo; l'insieme delle opere di carattere narrativo o dei narratori di un certo periodo, di una determinata corrente e sim.: uno scrittore di narrativa; la narrativa dell'ottocento  | (estens.) tecnica e modalità del narrare in cinematografia    • 2 •   (dir.) parte della sentenza dedicata all'esposizione del fatto    • 3 •   (ant.) narrazione: una lunga e distinta narrativa di que' suoi troppi maluzzi  (baretti).
narrativismo   s.m.  concezione filosofica secondo cui la storiografia e le spiegazioni storiche hanno forma di narrazione.
narratività   s.f.  nel linguaggio della critica letteraria, carattere, stile narrativo.
narrativo   agg.    • 1 •   che ha per oggetto la narrazione di avvenimenti reali o fantastici; che è proprio del narrare, che riguarda il narrare: opera narrativa; stile, tono narrativo  | genere narrativo, genere letterario che comprende il romanzo, la novella, il racconto e la fiaba    • 2 •   infinito narrativo  (anche descrittivo  o storico), (gramm.) l'infinito presente usato con valore di modo finito per dare particolare vivezza espressiva alla frase (p. e.: correre sempre di qua e di là, pensare a tutto io: non ne posso proprio più) § narrativamente avv.  dal punto di vista narrativo; in forma narrativa.
narratologia   s.f.  teoria e tipologia dei modelli narrativi fondata su metodi semiotici.
narratologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a narratologia.
narratore   s.m.  [f. -trice] chi narra: un narratore piacevole, avvincente  | scrittore di opere di narrativa: i narratori inglesi del novecento. 
narratorio   agg.  (non com.) narrativo, che concerne la narrazione: una prosa dall'andamento narratorio. 
narrazione   s.f.    • 1 •   il narrare; il modo del narrare: dare inizio alla narrazione; una narrazione molto vivace    • 2 •   ciò che è narrato; racconto, storia: una narrazione fantastica; un libro di narrazioni mitologiche    • 3 •   nella retorica classica, la parte dell'orazione che seguiva all'esordio e serviva a esporre il fatto.
nartece   s.m.    • 1 •   (arch.) atrio, vestibolo delle basiliche paleocristiane e di quelle romaniche più antiche, situato all'esterno della facciata (esonartece) o, più raramente, all'interno (endonartece) e riservato originariamente ai penitenti e ai catecumeni    • 2 •   nell'antichità classica, cassetta, cofanetto in cui si conservavano unguenti e medicinali.
narvalo   s.m.  grosso mammifero cetaceo dei mari artici, dal corpo tozzo pisciforme, giallognolo a macchie scure; il maschio ha un dente canino sviluppatissimo attorcigliato a spirale, che sporge orizzontalmente per qualche metro.
nasale   agg.    • 1 •   (anat.) del naso: osso, setto nasale; cavità nasali    • 2 •   (ling.) si dice di suono articolato con il velo palatino abbassato; l'italiano ha tre suoni consonantici nasali (/ m /, / n /, / n /)    • 3 •   (estens.) si dice di voce che abbia particolare risonanza nelle fosse nasali: parlava col tono un po' nasale d'una trombetta di cartone  (gadda)  s.f.  (ling.) consonante nasale | s.m.  parte dell'elmo che difendeva il naso.
nasalità   s.f.  (ling.) caratteristica di un suono nasale.
nasalizzare   v. tr.  (ling.) rendere nasale un suono: in francese la «n» nasalizza la vocale che precede  | pronunciare con suono nasale.
nasalizzato   part. pass.  di nasalizzare   agg.  (ling.) si dice di suono continuo prodotto col velo palatino abbassato in modo che l'aria fuoriesca sia dal canale orale sia da quello nasale: vocale nasalizzata. 
nasalizzazione   s.f.  (ling.) il nasalizzare, l'essere nasalizzato.
nasare   v. tr.  (ant. , region.) annasare (cfr. annusare).
nasata   s.f.  colpo dato col naso o ricevuto sul naso.
nascente   part. pres.  di nascere   agg.    • 1 •   che nasce, che ha inizio: stella, luna nascente; il giorno nascente, che sorge sull'orizzonte | il sole nascente, simbolo di partiti socialisti | astro nascente, (fig.) si dice di chi, già al suo primo mettersi in luce in un dato campo, promette di segnalarsi e di brillare per le sue doti    • 2 •   stato nascente, (chim.) quello di alcuni elementi (spec. idrogeno e ossigeno) che, nel momento in cui si liberano durante le reazioni, presentano una reattività particolarmente elevata.
nascenza   s.f.  (ant.) nascita.
nascere   v. intr.  [pres. io nasco, tu nasci ecc. ; pass. rem. io nàcqui, tu nascésti ecc. ; part. pass. nato; aus. essere]    • 1 •   essere partorito, venire alla luce (di uomini e animali): nascere vivo, morto, prematuro, sano, cieco; nascere ricco, povero; nascere da, di nobile famiglia; dante nacque a firenze nel 1265  | nascere bene, da famiglia nobile o ricca | nascere fortunato, vestito, con la camicia, sotto buona stella, si dice di persona che è sempre stata fortunata nella vita ' nascere galantuomo, mascalzone, esserlo per indole, per disposizione naturale ' essere nato per qualcosa, avere molta disposizione per essa ' poeta si nasce, non si diventa, non si può pretendere di raggiungere l'arte senza inclinazione ' non essere nato ieri, non essere ingenuo o sprovveduto ' aver visto nascere qualcuno, conoscerlo bene, fin dalla nascita | nascere con gli occhi aperti, essere molto furbo    • 2 •   germogliare, spuntare (di piante, fiori ecc.): un fiore che nasce in primavera | nascere come funghi, si dice di cose che spuntano in fretta e in gran numero    • 3 •   spuntare e crescere (di peli, capelli, denti ecc.): non gli è ancora nata la barba    • 4 •   sorgere, levarsi all'orizzonte (di astri): il sole in estate nasce presto    • 5 •   derivare, avere la sorgente (detto di fiumi): il po nasce dal monviso    • 6 •   (fig.) avere principio, origine, fondamento; insorgere, manifestarsi: la lite è nata da un malinteso; mi è nato un dubbio, un sospetto; sono nate complicazioni non previste  | stroncare qualcosa sul nascere, al suo primo manifestarsi | da cosa nasce cosa, un qualsiasi evento o azione può avere sviluppi imprevedibili.
nascimento   s.m.  (lett.) il nascere; nascita: nasce l'uomo a fatica, / ed è rischio di morte il nascimento  (leopardi canto notturno  39-40).
nascita   s.f.    • 1 •   il nascere, l'essere nato: attendere la nascita del primo figlio; il centenario della nascita di shakespeare; essere cieco, sordo di, dalla nascita; atto, certificato di nascita, documento che comprova la nascita di una persona e ne registra i dati anagrafici | controllo delle nascite, l'insieme dei metodi con i quali si tende a limitare il numero delle nascite    • 2 •   origine, famiglia, estrazione: essere di nascita nobile, umile; essere povero, ricco di, per nascita    • 3 •   (fig.) il primo manifestarsi di qualcosa: la nascita di un movimento artistico; la nascita dell'idea di patria. 
nascituro   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è sul punto di nascere: i diritti del nascituro. 
nasco   s.m.  vitigno coltivato in sardegna; il vino bianco liquoroso e dal delicato profumo che se ne ricava.
nascondarello   s.m. , o nascondarella e nasconderella s.f. , (region.) nascondino, rimpiattino.
nascondere   v. tr.  [pres. io nascóndo ecc. ; pass. rem. io nascósi, tu nascondésti ecc. ; part. pass. nascósto  (ant. o poet. nascóso)]    • 1 •   mettere in luogo riposto, in modo che altri non veda o non trovi; celare, occultare: nascondere un tesoro, la refurtiva; nascondere una persona ricercata dalla polizia | nascondere il viso tra le mani, per piangere, per la vergogna    • 2 •   impedire, ostacolare la vista; non lasciar vedere: il nuovo palazzo ci nasconde la vista del mare; tutta la vallata era nascosta dalla nebbia    • 3 •   (fig.) non mostrare, tenere celato, dissimulare: cercare di nascondere il proprio turbamento, il proprio disappunto; il medico nascose la verità al malato; non ho niente da nascondere; non ti nascondo che la situazione è grave  | gettare il sasso e nascondere la mano, (fig.) lanciare un'accusa senza esporsi | nascondersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   mettersi in un luogo riparato; sistemarsi in modo da non essere visti o trovati; sottrarsi alla vista altrui: si nascose dietro una colonna; il sole si nascondeva dietro le nubi  | andare a nascondersi, cercare un nascondiglio, detto spec. di bambini che giocano a nascondino | va' a nasconderti!, andatevi a nascondere!, (fig. fam.) si dice a chi ha da vergognarsi per qualcosa    • 2 •   (fig.) essere celato, non manifesto: dietro la sua ironia si nasconde un profondo pessimismo. 
nasconderella    ⇨ nascondarello.
nascondiglio   s.m.  luogo adatto a nascondere o a nascondersi: il nascondiglio del ladro; cercare, trovare un nascondiglio; rifugiarsi in un nascondiglio. 
nascondimento   s.m.  (lett.) il nascondere, il nascondersi.
nascondino   s.m.  gioco di ragazzi in cui uno cerca gli altri che si sono nascosti; rimpiattino: giocare a nascondino. 
nasconditore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi nasconde | (fig.) simulatore, impostore.
nascosto   ant. o poet. nascoso [na-scó-so], part. pass.  di nascondere   agg.    • 1 •   che non si vede; celato, occultato: una casa nascosta tra gli alberi    • 2 •   (fig.) non evidente: doti, virtù nascoste    • 3 •   (fig.) segreto, dissimulato: un pensiero nascosto | di nascosto, segretamente, senza che altri si accorga o sappia: incontrarsi, vedersi di nascosto; lo fecero di nascosto a, di tutti  § nascostamente avv.  di nascosto, segretamente: tramare nascostamente un'insidia. 
nasello   (1) s.m.  pesce di mare commestibile, affine al merluzzo, ma più piccolo e di carni più delicate e digeribili; bruno sul dorso e bianco argenteo sul ventre, ha due sole pinne dorsali e bocca ampia fornita di denti robusti; è detto anche merluzzo del mediterraneo  (ord.  gadiformi).
nasello   (2) s.m.  (tecn.) nome generico di una sporgenza di un organo mobile che si impegna in un incavo, in un occhiello e sim. per realizzare un accoppiamento temporaneo (p. e.  nelle chiusure a saliscendi dei serramenti).
nasetto   s.m.  (mus.)    • 1 •   pezzo di ebano incastrato nell'impugnatura dell'arco, a cui sono fissati i crini    • 2 •   (tecn.) sporgenza di cui è dotato un tipo di chiavetta e che serve a facilitare l'estrazione dall'alloggiamento.
nasica   s.m.  scimmia diffusa nelle foreste del borneo, di media taglia, con caratteristico naso foggiato a spatola e ricurvo verso il basso, simile a una proboscide (ord.  primati).
nasiera   s.f.    • 1 •   anello che si fissa alle narici dei buoi per trattenerli e guidarli    • 2 •   nell'elmo, parte della visiera che ripara il naso.
naso   s.m.    • 1 •   organo prominente situato al centro del viso, aperto verso l'esterno con le narici e all'interno collegato con le coane alla faringe; svolge funzione respiratoria ed è sede dell'olfatto: naso lungo, corto, aquilino, greco, all'insù, a patata; soffiarsi il naso; perdere sangue dal naso  | tabacco da naso, da fiuto ' sbattere la porta sul naso a qualcuno, chiudergliela in faccia ' mettere qualcosa sotto il naso a qualcuno, mettergliela proprio davanti, perché la veda ' andare, camminare con il naso all'aria, con aria distratta o spensierata ' non mettere mai la punta del naso fuori di casa, non uscire mai ' parlare col naso, con voce nasale ' arricciare, torcere il naso, per esprimere disgusto, contrarietà ' avere (buon) naso, avere un olfatto fine; (fig.) avere intuito; essere scaltro ' fare il naso a un odore, abituarvisi ' mettere, ficcare il naso nelle faccende altrui, (fig.) occuparsene indiscretamente, per curiosità ' cacciare il naso dappertutto, (fig.) andare curiosando | restare, lasciare qualcuno con un palmo di naso, con tanto di naso, (fig.) restare, lasciare deluso ' condurre, portare, menare qualcuno per il naso, (fig.) raggirarlo ' non vedere più in là del proprio naso, essere molto miope; (fig.) essere di idee molto ristrette ' giudicare a lume di naso, (fig.) a fiuto, per intuizione ' far saltare la mosca al naso a qualcuno, (fig.) fargli perdere la pazienza ' fare qualcosa sotto il naso a, di qualcuno, (fig.) approfittando di un suo momento di distrazione, senza che se ne accorga. dim. nasetto, nasino  accr. nasone  pegg. nasaccio    • 2 •   la parte corrispondente del muso degli animali: il naso del cane    • 3 •   (non com.) parte prominente di vari oggetti: il naso della sella. 
nasone   s.m.    • 1 •   accr.  di naso    • 2 •   [f. -a] (scherz.) persona che ha un naso grande.
naspo   s.m.  aspo.
nassa   s.f.  attrezzo per la pesca di crostacei e pesci di fondo, costituito da una sorta di campana di vimini, giunchi o fili metallici intrecciati, con alla base un'apertura a imbuto dal bordo rovesciato all'interno, in modo che il pesce, una volta entrato, non riesca più a uscire | rete da pesca con armatura cilindrica di legno, usata nell'adriatico.
nastia   s.f.  (bot.) ciascuno dei movimenti delle piante dovuti a stimoli luminosi o termici.
nastico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) di nastia: incurvamento nastico. 
nastrare   v. tr.  (tecn.) rivestire, avvolgere con nastro: nastrare un conduttore elettrico, proteggerlo con nastro isolante.
nastratrice   s.f.  macchina per nastrare cavi, spec. elettrici.
nastratura   s.f.  (tecn.) operazione del nastrare; la copertura ottenuta avvolgendo un nastro attorno a qualcosa.
nastriforme   agg.  a forma di nastro: una pianta con foglie nastriformi. 
nastrino   s.m.    • 1 •   dim.  di nastro    • 2 •   fettuccia cucita sulla giubba militare in luogo delle decorazioni, dello stesso colore del nastro che sostiene la decorazione sostituita | (estens.) piccolo nastro con i colori di un partito, di un'associazione e sim., appuntato sul vestito o sul cappello    • 3 •   pl.  pasta alimentare fatta a forma di sottili nastri.
nastro   s.m.    • 1 •   tessuto stretto e lungo di seta, raso, velluto e sim., liscio od operato, che si impiega per guarnizioni, orlature, legature: nastro per capelli; il nastro del cappello  | nastro azzurro, quello che sostiene una decorazione italiana al valor militare; riconoscimento conferito a una nave che batta il record di attraversamento dell'atlantico | nastro celeste  o rosa, fiocco che si suole attaccare all'ingresso di una casa in cui sia appena nato un bambino o una bambina | nastro di lutto, striscia nera che talora si mette sul braccio o sul bavero, in certe regioni sulla porta di casa, in segno di lutto | nastro d'asfalto, (fig.) strada asfaltata. dim. nastrino  accr. nastrone  pegg. nastraccio    • 2 •   (sport) striscia di stoffa che indica il punto di partenza in una gara; per estens., la partenza stessa: nastro di partenza; allinearsi ai nastri, pronti per il via    • 3 •   (estens.) termine generico con cui si indica qualunque cosa a forma di nastro: nastro adesivo, striscia di carta o materiale plastico che reca, da un lato, una sostanza adesiva; nastro isolante, nastro di tessuto o di materiale plastico con un lato adesivo, usato per coprire e isolare conduttori elettrici; nastro della macchina per scrivere, impregnato d'inchiostro; nastro magnetico, di materiale plastico, rivestito di sostanze magnetiche, atto a registrare suoni, immagini, dati di elaboratori elettronici; nastro perforato, nastro di carta o di materiale plastico recante una serie di fori disposti secondo un determinato codice; nastro metallico, prodotto metallurgico ottenuto per laminazione; nastro trasportatore, apparecchiatura a motore per il trasferimento di materiale su percorso orizzontale o inclinato; nastro di mitragliatrice, sostegno di tela o insieme di anelli metallici che unisce le cartucce, presentandole allineate per il caricamento automatico dell'arma; nastro a tazze, in certi tipi di draghe, catena continua su cui è disposta una serie di recipienti a forma di tazza, che serve a scavare e a trasportare il materiale    • 4 •   pl.  pasta da minestra in forma di nastro | usato anche come agg. invar.  nella loc. pesce nastro, pesce di mare commestibile, con pinna dorsale estesa per tutta la lunghezza del dorso (ord.  perciformi).
nastroteca   s.f.  raccolta di nastri magnetici registrati.
nasturzio   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee perenni dicotiledoni, spontanee nei luoghi umidi delle regioni temperate; hanno foglie pennate e fiori piccoli bianchi o gialli raccolti in racemi, e vengono coltivate a scopo alimentare in numerose varietà, tra le quali il crescione e il rafano (fam.  crocifere) | nome di alcune piante erbacee tropicali, con foglie rotonde e fiori color arancione o giallo, coltivate a scopo ornamentale (fam.  tropeolacee).
nasua   s.f.  (zool.) genere di mammiferi diffusi nell'america centrale e meridionale, con corpo slanciato, zampe corte e robuste, muso molto allungato, coda lunghissima ad anelli chiari e scuri, folta e morbida pelliccia di colore che varia dal rossastro al nero; è detto com. coati  (ord.  carnivori).
nasuto   agg.    • 1 •   che ha un grosso naso    • 2 •   (fig. ant.) perspicace, accorto; cavilloso.
natabile   agg.  si dice di tratto d'acqua in cui sia possibile la navigazione.
natale   (1) agg.  (lett.) della nascita, relativo alla nascita; di luogo o tempo in cui qualcuno è nato: terra natale; e' funesto a chi nasce il dì natale  (leopardi canto notturno  143).
natale   (2) s.m.    • 1 •   giorno della nascita; anniversario del giorno della nascita: il natale di roma, celebrazione della data leggendaria in cui sarebbe stata fondata roma (21 aprile 753 a. c.)    • 2 •   natale, festa liturgica ricorrente il 25 dicembre per ricordare la nascita di cristo: vacanze, auguri di natale; fare natale in famiglia, sulla neve, trascorrerlo, festeggiarlo ' albero di natale, abete decorato con candeline o luci colorate al quale si appendono i doni di natale ' babbo natale, personificazione del natale, originariamente propria del folclore nordeuropeo, nella figura di un vecchio dalla barba bianca che porta doni ai bambini ' durare da natale a s. stefano, (fig.) si dice di cosa che dura pochissimo    • 3 •   spec. pl.  nascita; origine: la città che diede i natali al manzoni; essere di umili, illustri natali. 
natalità   s.f.  (stat.) numero delle nascite rilevate in un dato luogo in un dato periodo ' quoziente di natalità, (com. anche indice di natalità) rapporto tra il numero dei nati o dei nati vivi e quello dei componenti della popolazione.
natalizio   agg.    • 1 •   di, del natale: auguri natalizi; feste, vacanze natalizie    • 2 •   (non com.) che riguarda il giorno in cui qualcuno è nato: giorno natalizio, il compleanno  s.m.  (non com.) compleanno.
natante   part. pres.  di natare   agg.  che nuota; che galleggia: mina natante | pianta natante, che vive alla superficie dell'acqua  s.m.  qualunque imbarcazione di piccole o medie dimensioni | galleggiante privo di propulsione propria (p. e.  le chiatte o i pontoni).
natare   v. intr.  [aus. avere] (ant. , poet.) nuotare: la piccioletta delo / pe 'l grand'egeo natava, isola bella  (carducci).
natatoia   s.f.  organo del movimento nei pesci; in partic., ciascuno degli arti trasformati dei mammiferi acquatici (cetacei, pinnipedi).
natatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) che, chi nuota.
natatorio   agg.  che riguarda il nuoto: gare natatorie | vescica natatoria, (zool.) vescica piena di gas, al di sotto della colonna vertebrale di molti pesci, che serve come organo di galleggiamento.
natazione   s.f.  (rar.) il nuotare.
natica   s.f.  ciascuna delle due parti carnose formate dai muscoli glutei.
naticuto   agg.  (lett. , scherz.) con grosse natiche: ancelle... abbastanza naticute per essere pizzicate  (monelli).
natimortalità   s.f.  (stat.) rapporto tra il numero di nati morti e il totale dei nati.
natio   agg.  (lett.)    • 1 •   che costituisce il luogo di nascita; del luogo di nascita: aria, terra natia    • 2 •   naturale, congenito: ov'è l'ardire, ov'è il natio valore  (pananti).
nativismo   s.m.  (filos.) ogni dottrina che ammette nell'uomo l'esistenza di idee o principi innati; innatismo.
natività   s.f.    • 1 •   nascita; in partic., quella della madonna o di cristo ' stile della natività, nei documenti medievali, sistema di datazione che faceva cominciare l'anno il 25 dicembre, ossia sette giorni prima del calendario moderno    • 2 •   rappresentazione pittorica o scultorea della nascita di gesù o della madonna: una natività del correggio. 
nativo   agg.    • 1 •   che è luogo di nascita; del luogo di nascita: paese nativo; il dialetto nativo  | che è nato in un determinato luogo: essere nativo di roma, di milano    • 2 •   (non com.) naturale, congenito: l'arte s'impara ma le facoltà prime dell'ispirazione sono native  (bacchelli)    • 3 •   (chim.) si dice di elemento che si trova in natura non combinato con altre sostanze: zolfo, oro nativo, allo stato nativo   s.m.  [f. -a] chi è nato in un luogo: i nativi dell'isola, gli indigeni § nativamente avv.  (rar.) in modo innato, naturale.
nato   part. pass.  di nascere   agg.  venuto al mondo: un bambino, un cucciolo appena nato; cieco, sordo nato, dalla nascita ' nato morto, venuto alla luce già morto (anche fig.): un progetto, un programma nato morto, che già sul nascere non ha alcuna possibilità di riuscita ' maria caruso nata russo, per indicare il cognome della donna prima del matrimonio ' nato stanco, (scherz.) si dice di chi è pigro, indolente, abulico | essere artista, scrittore, commerciante ecc. nato, avere una forte vocazione per l'attività che si svolge ' nato per qualcosa, che ha una spiccata inclinazione per qualcosa' nato ieri, (fig.) si dice di persona ingenua, inesperta ' nato e sputato, (fam.) in tutto simile: è suo padre, nato e sputato   s.m.  [f. -a] persona nata: i nati nel 1960  | (estens.) figlio: il primo nato. 
natola   s.f.  (mar.) incavo nella scalmiera di un'imbarcazione dove poggia il ginocchio del remo.
natrice   s.f.  rettile acquatico con capo largo distinto dal collo, occhi rotondi, tronco appiattito e coda breve; biscia d'acqua (ord.  squamati).
natrolite   s.f.  minerale costituito da silico-alluminato di sodio idrato, a struttura fibrosa o radiale.
natron   s.m.  minerale costituito da carbonato sodico idrato; corrisponde chimicamente alla soda.
natta   s.f.  nome generico di vari tipi di tumore benigno che si formano soprattutto nel cuoio capelluto.
natura   s.f.    • 1 •   il complesso delle cose e degli esseri dell'universo, in quanto hanno in sé un principio costitutivo che ne stabilisce l'ordine e le leggi: i fenomeni, le forze, i misteri della natura; la concezione meccanicistica, idealistica della natura; vivere a contatto della natura; la natura alpestre, selvaggia di un luogo | il gran libro della natura, la natura considerata come fonte di sapere, di esperienza ' i tre regni della natura, animale, vegetale e minerale ' sentimento della natura, capacità di coglierne le bellezze | stato di natura, le condizioni in cui vivevano gli uomini prima dell'inizio della civilizzazione; allo stato di natura, si dice di materie prime che non hanno subito elaborazione da parte dell'uomo | come in natura, allo stato naturale ' pagare in natura, in prodotti del suolo; scambio in natura, scambio diretto di merce senza intervento di moneta ' vivere secondo natura, seguendo le leggi naturali | lasciar fare alla natura, lasciare che un processo evolva naturalmente, senza intervenire su di esso ' contro natura, si dice di ogni atto o evento che violi le leggi della natura    • 2 •   personificazione delle forze, degli elementi, dei fenomeni naturali (considerati in contrapposizione all'uomo): il risveglio della natura in primavera; le opere della natura; o natura, o natura, / perché non rendi poi / quel che prometti allor?  (leopardi a silvia  36-38) | madre natura, la natura considerata come forza generatrice di tutto quanto è sulla terra    • 3 •   natura morta, in pittura, genere che consiste nella raffigurazione di soli oggetti inanimati o elementi naturali, come cibi, fiori, frutta, animali morti; anche, il dipinto che rappresenta tali soggetti: la natura morta nell'arte cubista; una collezione di nature morte del seicento    • 4 •   l'insieme delle qualità, tendenze, inclinazioni, considerate innate e permanenti, che fanno di un essere quello che è indole, carattere: la natura dell'uomo, di dio; dote, difetto, vizio di natura; assecondare, vincere la propria natura; essere buono per, di natura; essere di natura paziente; è nella sua natura agire così  | cambiare natura, modo di essere ' nuotare è per lui una seconda natura, è istintivo ' pagare il tributo alla natura, morire; (scherz.) soddisfare bisogni naturali    • 5 •   (estens.) persona fornita di un dato carattere: una natura generosa, focosa, ambiziosa    • 6 •   qualità o complesso di qualità che una cosa possiede naturalmente; specie, tipo, genere: la natura delle cose, delle circostanze; un problema di altra natura; questioni di natura privata    • 7 •   (eufem.) parti genitali, spec. femminili.
naturale   agg.    • 1 •   della natura; relativo alla natura: ordine, legge naturale; fenomeni, forze, bellezze naturali; scienze naturali    • 2 •   che deriva dalla natura; che si ha per natura: qualità naturali; desideri, necessità naturali; avere una naturale inclinazione per qualcosa | diritto naturale  o di natura, quello che si considera intrinseco alla natura umana e indipendente dalle norme del diritto positivo | giudice naturale, quello che per legge è competente a giudicare ' confini naturali, quelli segnati da montagne, fiumi ecc., che possono non corrispondere ai confini politici ' figlio naturale, nato da genitori non coniugati | parto naturale, eutocico | morte naturale, dovuta a malattia o vecchiaia (opposta a morte violenta) ' vita natural durante, per tutta la vita    • 3 •   (estens.) genuino, non alterato (opposto ad artificiale): voce naturale; capelli di un bel biondo naturale; fiori naturali; minerale allo stato naturale; il fiume forma un lago naturale; provare una naturale simpatia per qualcuno, spontanea, immediata | coloranti naturali, nell'industria alimentare, quelli costituiti da sostanze animali o vegetali | fibre tessili naturali, ricavate da animali o da piante (p. e.  lana, cotone, iuta) | gas naturale, quello che si trova negli strati più o meno profondi del sottosuolo | grandezza naturale, corrispondente alle dimensioni reali ' al naturale, com'è in natura: verdura, frutta al naturale; ritratto, fotografia al naturale, che riproduce le dimensioni reali del modello    • 4 •   conforme all'ordine di natura; per estens., ovvio, pienamente prevedibile o spiegabile: corso naturale delle cose; è naturale che un figlio ami sua madre  | come risposta asseverativa: «verrai anche tu?» «naturale!»    • 5 •   numero naturale, (mat.) qualsiasi numero intero e positivo  s.m.  (antiq.)    • 1 •   carattere, indole: quando avrem detto qualche cosa del suo naturale  (manzoni p. s.  i)    • 2 •   pl.  nativi, indigeni § naturalmente avv.    • 1 •   per natura, per indole: un carattere naturalmente allegro    • 2 •   in modo logico, prevedibile, ovvio: non mi hai avvisato e naturalmente sono partito    • 3 •   con valore asseverativo, nelle risposte: «hai portato i soldi?» «naturalmente!». 
naturalezza   s.f.    • 1 •   l'essere conforme alla natura e al vero; verosimiglianza, rispondenza al modello: una scena descritta con grande naturalezza    • 2 •   semplicità, spontaneità, disinvoltura; assenza di artificio, di affettazione: comportarsi con naturalezza; mancare di naturalezza. 
naturalismo   s.m.    • 1 •   ogni dottrina filosofica che non ammette nulla al di fuori o al di sopra della natura, e quindi tenta di spiegare tutta la realtà con le sole leggi naturali, senza l'intervento di un principio trascendente o spirituale: il naturalismo dei presocratici; il naturalismo rinascimentale    • 2 •   teoria estetica affermatasi in francia nella seconda metà del sec. xix per influenza del positivismo, secondo la quale l'opera d'arte non ha come fine il bello, ma è equiparabile a un documento scientifico e deve proporsi di rappresentare, in modo rigoroso e impersonale, la psicologia umana e l'ambiente sociale: il naturalismo di e. zola, di g. de maupassant; il naturalismo francese e il verismo italiano. 
naturalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi si dedica allo studio delle scienze naturali    • 2 •   seguace del naturalismo in filosofia o nell'arte.
naturalistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del naturalismo, relativo al naturalismo: indirizzo, pensiero naturalistico; dottrina, teoria naturalistica    • 2 •   che riguarda le scienze naturali: studi naturalistici  § naturalisticamente avv.  secondo principi naturalistici.
naturalità   s.f.    • 1 •   (non com.) l'esser naturale; rispondenza di qualcosa ai principi della natura    • 2 •   (antiq.) in diritto, naturalizzazione.
naturalizzare   v. tr.  (dir.) concedere la cittadinanza a uno straniero: essere naturalizzato cittadino americano  | naturalizzarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   (dir.) chiedere e ottenere la cittadinanza di un paese straniero    • 2 •   (biol.) adattarsi in un ambiente diverso da quello originario, detto di specie vegetali e animali.
naturalizzazione   s.f.    • 1 •   (dir.) la concessione della cittadinanza a uno straniero: chiedere, ottenere la naturalizzazione    • 2 •   (biol.) ambientamento di specie animali e vegetali in luoghi diversi da quello di origine.
naturamortista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) pittore, pittrice di nature morte.
naturante   part. pres.  di naturare   agg.  nel sign. del verbo | natura naturante, (filos.) dio creatore.
naturare   v. tr.  (ant.) creare, generare.
naturato   part. pass.  di naturare   agg.  nel sign. del verbo | natura naturata, (filos.) l'insieme delle cose create da dio.
nature   agg. invar.  si dice di chi o di ciò che appare di assoluta naturalezza, senza alterazioni o mistificazioni: una bellezza nature; un piatto, un contorno nature. 
naturismo   s.m.    • 1 •   movimento nato alla fine del secolo scorso che, per reazione agli eccessi dell'urbanesimo, propone un genere di vita più vicino alla natura (vita all'aria aperta, nudità comune, alimentazione semplificata, massimo rispetto per l'ambiente naturale e per gli altri individui)    • 2 •   nella storia delle religioni, teoria per cui le divinità primordiali o mitologiche sarebbero personificazioni di fenomeni e di forze naturali    • 3 •   (antiq.) naturalismo.
naturista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del naturismo | usato anche come agg.  in luogo di naturistico : movimento naturista. 
naturistico   agg.  [pl. m. -ci] del naturismo, che si riferisce al naturismo: concezioni, teorie naturistiche. 
naufragare   v. intr.  [io nàufrago, tu nàufraghi ecc. ; aus. avere  o essere]    • 1 •   detto di nave, affondare o comunque andare completamente distrutta: il veliero è naufragato vicino alla costa    • 2 •   detto di persone o di cose, essere a bordo di nave che fa naufragio: hanno naufragato al largo della sicilia    • 3 •   (fig.) fallire, andare in rovina; avere un esito disastroso, perire: l'impresa è miseramente naufragata; tutte le sue illusioni naufragarono. 
naufragio   s.m.    • 1 •   il naufragare; perdita totale di una nave a causa di una tempesta o di altro accidente: subire un naufragio; far naufragio    • 2 •   (fig.) rovina, fallimento; distruzione, perdita totale: il naufragio di un'azienda, di un'iniziativa; il naufragio di tutte le speranze; il naufragio di una nazione, di un'intera civiltà. 
naufrago   s.m.  [f. -a; pl. m. -ghi] chi ha fatto naufragio; superstite d'un naufragio: trarre in salvo i naufraghi. 
naumachia   s.f.  spettacolo, in voga nella roma imperiale, ma ripreso anche nel rinascimento, che riproduceva una battaglia navale in laghetti naturali o artificiali | l'apposito impianto, per lo più un'arena molto ampia, in cui si svolgeva tale spettacolo.
naupatia   s.f.  (med.) mal di mare.
nauplio   s.m.  (biol.) il primo stadio larvale della maggior parte dei crostacei, caratterizzato dalla presenza di un unico occhio e di tre paia di arti.
nausea   s.f.    • 1 •   sensazione molesta di fastidio e d'ingombro allo stomaco accompagnato da vertigini, sudore freddo e abbondante salivazione, cui spesso segue il vomito: provare nausea; avere un senso di nausea; un odore che fa venire la nausea  | mangiare fino alla nausea, fino all'estrema sazietà    • 2 •   (fig.) sentimento di repulsione; vivo disgusto: adulazioni così servili da far nausea '  fastidio, noia, tedio: ripetere qualcosa sino alla nausea. 
nauseabondo   agg.  che dà nausea (anche fig.): odore nauseabondo; un'ipocrisia nauseabonda. 
nauseante   part. pres.  di nauseare   agg.  che suscita nausea (anche fig.): odore, scena nauseante. 
nauseare   v. tr.  [io nàuseo ecc.]    • 1 •   eccitare la nausea (anche fig.): questo odore nausea; il suo comportamento nauseò tutti    • 2 •   (antiq.) avere a nausea, disdegnare: i popoli pastori, sicuri del vitto, poterono nauseare la carne umana  (cattaneo).
nauseato   part. pass.  di nauseare   agg.  vivamente disgustato: essere, sentirsi nauseato di qualcosa. 
nauseoso   agg.  (non com.) nauseante, disgustoso.
nauta   s.m.  [pl. -ti] (poet.) navigatore; nocchiero.
-nauta  -nauta secondo elemento di parole composte di derivazione greca o latina, oppure formate modernamente (cfr. nauta); significa 'navigante, pilota' (astronauta, cosmonauta).
nautica   s.f.    • 1 •   il complesso delle cognizioni tecniche e pratiche necessarie per governare e condurre una nave    • 2 •   l'insieme delle imbarcazioni da diporto, delle attrezzature e degli accessori a esse relative: un negozio di nautica. 
nautico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la navigazione: carte nautiche; club nautico  | istituto tecnico nautico, scuola media superiore che prepara ad attività professionali connesse con la nautica.
nautilo   s.m.  mollusco cefalopodo marino, diffuso nell'oceano indiano e nel pacifico; è munito di una grande conchiglia avvolta a spirale e divisa in camere, l'ultima delle quali è occupata dal corpo dell'animale.
navajo   agg. invar.  che è proprio o si riferisce a una popolazione indiana stanziata nelle zone meridionali degli stati uniti d'america  s.m.  e f. invar.  appartenente alla popolazione navajo.
navale   agg.  che si riferisce alle navi o alla navigazione: base navale; forze militari navali; ingegneria navale; museo navale, in cui si raccolgono oggetti connessi con la storia della navigazione e della tecnica di costruzione delle navi ' accademia navale, la scuola in cui si preparano gli ufficiali della marina militare.
navalestro   s.m.  (ant.) barcaiolo, traghettatore.
navalismo   s.m.  tendenza di uno stato ad attuare una politica espansionistica sul mare, attraverso lo sviluppo della propria flotta militare e mercantile.
navalistico   agg.  [pl. m. -ci] del navalismo, che riguarda il navalismo: politica navalistica. 
navalmeccanica   s.f.  meccanica navale; la scienza e la tecnica delle costruzioni meccaniche navali.
navalmeccanico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla meccanica navale: industria navalmeccanica, per la costruzione, manutenzione e riparazione delle navi; operaio navalmeccanico, dell'industria navalmeccanica  s.m.  operaio navalmeccanico.
navarco   o navarca, s.m.  [pl. -chi] nell'antica grecia, comandante d'una flotta | (lett.) chi comanda una nave.
navarrese   agg.  della navarra, regione storica e provincia della spagna  s.m.  e f.  nativo, abitante della navarra.
navarrino   agg.  della navarra  s.m.  [f. -a]    • 1 •   nativo, abitante della navarra    • 2 •   nomignolo dato ai francesi nel sec. xvii, in riferimento al loro re enrico di navarra: tutte cabale ordite da' navarrini, da quel cardinale là di francia  (manzoni p. s.  xvi).
navata   s.f.  (arch.) ciascuno degli spazi longitudinali in cui, mediante muri, colonne o pilastri, è divisa una chiesa: navata centrale, laterale; chiesa a una, a tre, a cinque navate. 
navato   agg.  (antiq.) che ha forma di nave.
nave   s.f.    • 1 •   galleggiante di notevoli dimensioni, fornito di propri mezzi di propulsione e adibito al trasporto di persone e cose, oppure impiegato, con speciali caratteristiche tecniche e d'armamento, in attività belliche: nave passeggeri, da carico, da guerra; nave a vapore, piroscafo; nave ospedale, per il trasporto e la cura di malati e feriti; nave officina, attrezzata per la riparazione, al largo, di altre navi in avaria; nave cisterna, adibita al trasporto di liquidi (p. e.  acqua, petrolio); nave traghetto, in grado di effettuare il trasporto marittimo o lacustre di treni o automezzi; nave ammiraglia, quella sulla quale è imbarcato l'ammiraglio che comanda una squadra navale; nave scuola, per l'addestramento degli equipaggi della marina; nave scorta, unità militare analoga alla corvetta e alla fregata, ma meno veloce; nave sussidiaria, unità militare addetta a servizi speciali; nave da sbarco, attrezzata per operazioni militari anfibie | nave spaziale, astronave | nave del deserto, (fig.) il cammello. dim. navicella    • 2 •   all'epoca dei grandi velieri, tipo di attrezzatura consistente in tre alberi a vele quadre: veliero attrezzato a nave    • 3 •   (ant.) barca: ed ecco verso noi venir per nave / un vecchio, bianco per antico pelo  (dante inf.  iii, 82-83)    • 4 •   (fig. poet.) l'esistenza umana in quanto attraversa il mare della vita: passa la nave mia colma d'oblio / per aspro mare  (petrarca canz.  clxxxix, 1-2) | lo stato in quanto, come la nave, ha bisogno di chi lo governi: ahi serva italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta  (dante purg.  vi, 76-77)    • 5 •   nell'industria casearia, grosso recipiente in cui si raccoglie il latte scremato    • 6 •   (antiq.) navata: molti hanno la coscienza sì larga, che avanza una nave di chiesa  (giusti).
navetta   s.f.    • 1 •   organo delle macchine per tessere e per cucire, in forma di navicella, che contiene la spola    • 2 •   navetta spaziale, (aer.) veicolo spaziale pilotato da un equipaggio e utilizzabile per più viaggi  agg. invar.  detto di veicolo che percorre continuamente nei due sensi lo stesso breve percorso: treno navetta, usato per trasportare autoveicoli con passeggeri che, diversamente, sarebbero costretti a un lungo o disagevole percorso stradale.
navette   s.f. invar.    • 1 •   spola    • 2 •   taglio di gemma a forma di spola; la gemma che ha tale forma: una spilla con tre navette. 
navicare   e deriv.   ⇨ navigare e deriv. 

navicella   s.f.    • 1 •   dim.  di nave  | la navicella di pietro, (fig.) la chiesa    • 2 •   la parte di un aeromobile che porta l'equipaggio e le apparecchiature | nei veicoli spaziali, modulo o capsula in cui si trovano l'equipaggio e gli strumenti scientifici    • 3 •   (lit.) recipiente a forma di piccola nave in cui si tiene l'incenso    • 4 •   nei laboratori chimici, recipiente metallico in cui si fa avvenire la combustione di determinate sostanze.
navicellaio   s.m.  (antiq.) barcaiolo, traghettatore.
navicello   s.m.  piccolo veliero a due alberi.
navichiere   o navichiero, s.m.  (ant.) traghettatore; nocchiero.
navicolare   agg.  (anat.) che ha forma di nave: osso navicolare, scafoide; fossa navicolare, dilatazione terminale dell'uretra maschile.
navigabile   agg.    • 1 •   si dice di canale, fiume, specchio d'acqua in cui sia possibile la navigazione    • 2 •   (ant.) si dice di imbarcazione o nave che è in grado di navigare.
navigabilità   s.f.    • 1 •   l'essere navigabile: la navigabilità di un fiume, di un canale    • 2 •   il complesso di requisiti necessari a una nave o a un aereo per poter navigare o volare: stato di navigabilità; certificato di navigabilità. 
navigamento   s.m.  (ant.) il navigare; navigazione.
navigante   ant. navicante, part. pres.  di navigare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi naviga; che, chi presta servizio su navi o aerei: personale navigante; bollettino per i naviganti. 
navigare   ant. navicare, v. intr.  [io nàvigo, tu nàvighi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   spostarsi a bordo di un'imbarcazione; in partic., viaggiare per mare su di una nave: colombo navigò verso occidente  | navigare a gonfie vele, navigare col vento in poppa, (fig.) attraversare un periodo prospero e felice | navigare secondo il vento, (fig.) adattarsi di volta in volta alle circostanze | navigare in cattive acque, (fig.) trovarsi in precarie condizioni economiche    • 2 •   detto di natanti e, per estens., di aeromobili, percorrere uno spazio acquatico o aereo: il panfilo navigava lontano dalla costa; l'aereo naviga ad alta quota    • 3 •   detto di merci e materiali, essere trasportato per mare    • 4 •   (fig.) spostarsi con un movimento simile a quello di una nave: nubi bianche che navigano per il cielo già quasi notturno  (buzzati)    • 5 •   (fig.) barcamenarsi, destreggiarsi: rimasta vedova... con quell'unico figliolo, aveva saputo navigare nella difficile via con una sicurezza unica  (palazzeschi)    • 6 •   (inform.) seguire dei percorsi all'interno di un sistema ipertestuale nel quale i dati sono organizzati secondo una rete di collegamenti che consentono di saltare con facilità e imprevedibilità da un'informazione all'altra: navigare in internet  | v. tr.    • 1 •   percorrere navigando: navigare gli oceani, i mari del sud    • 2 •   (ant.) trasportare per mare.
navigato   part. pass.  di navigare   agg.    • 1 •   (non com.) percorso da molte navi: le navigate correnti del reno  (carducci)    • 2 •   di marinaio, che ha molta esperienza del mare e della navigazione | (fig.) si dice di chi ha esperienza del mondo, della vita: una persona navigata; una donna navigata, che ha avuto molte esperienze amorose    • 3 •   (non com.) trasportato per mare: merce navigata. 
navigatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   uomo di mare, marinaio; chi si avventura in lunghi viaggi per mare, chi compie grandi imprese marinare: colombo fu un grande navigatore | navigatore solitario, chi, per spirito d'avventura, affronta da solo lunghe navigazioni, servendosi di una piccola imbarcazione opportunamente attrezzata    • 2 •   l'ufficiale d'un aereo o d'una nave che ha il compito di tracciare la rotta da seguire sulle carte ' navigatore spaziale, astronauta    • 3 •   (sport) nelle corse automobilistiche di rally, la persona che aiuta il guidatore fornendogli informazioni sul percorso, controllando i tempi di marcia ecc.  agg.  che naviga, che si dedica alla navigazione: popolo navigatore. 
navigatorio   agg.  (non com.) della navigazione: tecnica navigatoria. 
navigazione   ant. navicazione, s.f.    • 1 •   il navigare, il modo di navigare; l'attività, l'arte del navigare (detto di navi e, per estens., di aerei): impresa, servizio di navigazione; navigazione costiera, oceanica; navigazione interna, su fiumi, laghi e canali; navigazione mista, a vela e vapore o a vela e motore; navigazione strumentale, basata su segnali emessi da stazioni a terra o da satelliti artificiali la cui posizione è nota e definita nel tempo; navigazione di cabotaggio, a poca distanza dalla costa; navigazione astronomica, fuori vista dalla costa, valendosi delle osservazioni degli astri per determinare il punto-nave; navigazione aerea, di aeromobili; navigazione interplanetaria, quella di razzi e astronavi fra pianeti    • 2 •   viaggio compiuto per nave    • 3 •   (inform.) il navigare in un sistema ipertestuale.
navigero   agg.  (poet.) che porta, che sostiene navi; è epiteto del mare.
navigio   s.m.  (ant.) nave, naviglio: metter potete ben per l'alto sale / vostro navigio  (dante par.  ii, 13-14).
naviglio   ant. navilio o navile nel sign. 1, s.m.    • 1 •   (non com.) nave, bastimento; flotta: poi sforzato a ritrarsi ei cesse i regni / al gran navilio saracin de' mari  (tasso g. l.  xviii, 42)    • 2 •   insieme di navi con caratteristiche d'impiego comuni: naviglio militare, da diporto, da piccolo cabotaggio, da pesca    • 3 •   (sett.) canale navigabile, le cui acque servono anche per l'irrigazione dei campi.
navimodellismo   s.m.  l'attività di chi costruisce o colleziona modellini navali.
navimodellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si dedica al navimodellismo.
navoncella   s.f.  farfalla simile alla cavolaia, i cui bruchi divorano le foglie del navone e di altre crocifere (ord.  lepidotteri).
navone   s.m.  erba delle crocifere con radice tuberosa, utilizzata nell'alimentazione umana e animale; ravizzone.
nazareno   meno com. nazzareno, agg.  di nazaret, antica città della galilea in cui si svolse l'infanzia di gesù: gesù nazareno | capelli, barba alla nazarena, come quelli portati da gesù, secondo l'iconografia tradizionale.
nazi   s.m. invar.  forma abbr. di nazista.
nazifascismo   s.m.    • 1 •   termine con cui, sul finire della seconda guerra mondiale, vennero designati unitariamente il fascismo della repubblica sociale italiana e il nazionalsocialismo tedesco: la lotta partigiana al nazifascismo    • 2 •   l'insieme delle dottrine politico-economiche e dei sistemi di governo propri del nazismo e del fascismo, visti come un solo blocco ideologico e politico.
nazifascista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del nazifascismo  agg.  proprio del nazifascismo o dei suoi seguaci.
nazificare   v. tr.  [io nazìfico, tu nazìfichi ecc.] svolgere un'azione politica intesa a imporre i principi del nazismo a organismi politici, sociali e culturali.
nazionalcomunismo   s.m.  indirizzo politico di paesi comunisti in età post-staliniana, tendente a conciliare elementi della teoria e della prassi marxista tradizionali con aspirazioni nazionalistiche.
nazionalcomunista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore, seguace del nazionalcomunismo.
nazionalcomunistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al nazionalcomunismo.
nazionale   agg.  della nazione, spec. considerata come unità etnica, culturale, politica, economica, militare: lingua, letteratura nazionale; sentimento nazionale; festa, bandiera nazionale; reddito nazionale; biblioteca nazionale, quella che svolge la funzione di raccogliere la cultura scritta della nazione e ha particolari prerogative rispetto alle altre biblioteche statali  s.f.    • 1 •   squadra di atleti che rappresenta una nazione in gare internazionali: giocare in nazionale; la nazionale spagnola di calcio    • 2 •   pl.  marca di sigarette italiane | s.m.  e f.  atleta che fa parte della squadra nazionale § nazionalmente avv.  in campo nazionale, in tutta la nazione: un artista nazionalmente noto. 
nazionalismo   s.m.  movimento politico sorto in europa nell'ottocento, e oggi variamente presente nel mondo con diverse connotazioni ideologiche, volto ad affermare i caratteri ritenuti originali di un popolo e la potenza di una nazione; per estens., esaltazione dell'idea di nazione e di tutto ciò che appartiene alla propria nazione: il nazionalismo di d'annunzio, di de gaulle; il nazionalismo arabo. 
nazionalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, assertore del nazionalismo | usato anche come agg.  in luogo di nazionalistico : politica nazionalista. 
nazionalistico   agg.  [pl. m. -ci] del nazionalismo, dei nazionalisti: concezioni, tendenze nazionalistiche; risentimenti nazionalistici  § nazionalisticamente avv. 
nazionalità   s.f.    • 1 •   l'essere nazionale | principio di nazionalità, principio in base al quale ogni nazione ha diritto di costituirsi in uno stato indipendente    • 2 •   appartenenza a una nazione; cittadinanza: avere la nazionalità italiana    • 3 •   nazione: gente di ogni nazionalità. 
nazionalizzare   v. tr.  trasferire un'attività di interesse pubblico dalla gestione privata a quella dello stato: nazionalizzare le ferrovie, le banche, il servizio sanitario. 
nazionalizzazione   s.f.  il nazionalizzare, l'essere nazionalizzato: la nazionalizzazione delle imprese elettriche. 
nazionalpopolare   o nazional-popolare, agg.  secondo l'uso introdotto da a. gramsci (1891-1937), si dice di un fenomeno culturale che, avendo radici in tutti gli strati di un popolo, riesce a esprimere i valori storicamente e intellettualmente più significativi e durevoli di un'intera nazione, in opposizione a ciò che è cosmopolitico e non popolare o a ciò che è semplicemente popolare: letteratura nazionalpopolare. 
nazionalsocialismo   s.m.  movimento politico tedesco di estrema destra fondato nel 1920 da a. hitler, che si proponeva l'attuazione di un sistema accentuatamente nazionalistico, basato sulla pretesa superiorità razziale del popolo germanico e la conseguente discriminazione verso gli altri popoli, spec. gli ebrei.
nazionalsocialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del nazionalsocialismo | usato anche come agg.  in luogo di nazionalsocialistico : il regime nazionalsocialista. 
nazionalsocialistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del nazionalsocialismo, dei nazionalsocialisti: ideologia nazionalsocialistica. 
nazione   s.f.    • 1 •   insieme di genti legate da comunanza di tradizioni storiche, di lingua, di costumi, e aventi coscienza di tali vincoli comuni (è concetto distinto da quello di stato  come entità politico-giuridica): l'impero ottomano era un mosaico di nazioni diverse; la lotta della nazione polacca per l'indipendenza  | nell'uso corrente, stato: la società delle nazioni; l'organizzazione delle nazioni unite; le nazioni in via di sviluppo    • 2 •   (ant. , lett.) nascita, origine; luogo di nascita: guiscardo, uomo di nazione assai umile  (boccaccio dec.  iv, 1).
nazireato   s.m.  antichissima forma di voto religioso in uso presso gli ebrei, consistente in una serie di pratiche ascetiche e devote e in partic. nella rinuncia a curare l'aspetto della propria persona (p. e.  lasciandosi crescere i capelli).
nazireo   s.m.  chi presso gli ebrei praticava il nazireato.
naziskin   s.m.  e f. invar.  giovane appartenente a una banda teppistica neonazista.
nazismo   s.m.  il nazionalsocialismo; il regime nazionalsocialista.
nazista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   nazionalsocialista    • 2 •   (estens. spreg.) chi segue e attua principi e metodi di particolare violenza e crudeltà | usato anche come agg.  : movimento nazista; la barbarie nazista. 
nazistico   agg.  [pl. m. -ci] del nazismo, dei nazisti; da nazista: metodi nazistici. 
nazzareno    ⇨ nazareno.
'ndrangheta   s.f.  delinquenza organizzata di tipo mafioso, propria della calabria.
ne'   prep.  forma tronca della prep. art. nei. 
né   cong.  [non si apostrofa mai, neppure davanti a parola iniziante con e]    • 1 •   coordina con valore negativo due o più membri di una stessa proposizione; in questo caso va sempre ripetuta davanti a ciascuno di essi: non ti aiuteremo né io né lui; non mi ha risposto né sì né no; non mi piace né punto né poco, affatto; si è dimostrato né più né meno per quello che è, non diversamente, proprio | coordina due o più proposizioni negative, con il valore di e non : non l'ho mai saputo né sospettato; non lo disapprovo né lo giustifico; ma se si vuole dare maggior rilievo alla negazione: né lo disapprovo né lo giustifico  | nell'uso lett. anche preceduta da una proposizione affermativa o usata assol. con il valore di non : travagliosa / era mia vita: ed è, né cangia stile  (leopardi alla luna  8-9); né più mai toccherò le sacre sponde  (foscolo sonetti)    • 2 •   (ant.) neanche | anche | affinché non.
nécessaire  ;s.m. invar.  astuccio, borsetta in cui sono contenuti gli oggetti necessari per un determinato scopo: un nécessaire da viaggio, da toletta; il nécessaire per le unghie. 
négligé  ;s.m.  vestaglia o veste femminile da camera.
ne   (1) pron. m.  e f. , sing.  e pl.  [forma atona che si usa in posizione sia enclitica sia proclitica; è sempre posposta ad altro pron. atono che l'accompagni e si può elidere davanti a vocale]    • 1 •   riferito a persona o a persone già nominate in precedenza, di lui, di lei, di loro (può assumere funzione partitiva, di compl. di specificazione e d'argomento): mancavano i giovani, alla festa non ce n'era nessuno; appena lo conobbe, ne divenne amico; ne parlano come di una persona in gamba  | in usi pleonastici: ne ha ascoltate abbastanza di persone; ne ha fin troppe di idee!    • 2 •   riferito a cosa nominata precedentemente, di questo, di questa, di questi, di queste o di quello, di quella, di quelli, di quelle (può assumere funzione partitiva, di compl. di specificazione, d'argomento, di causa e, nell'uso ant. o lett., anche di mezzo): dammi una caramella, io non ne ho più; ha ricevuto il libro e ne ha già lette molte pagine; è un argomento troppo delicato, preferisco non parlarne; la sua morte risale ad anni fa, ma qualcuno ancora ne piange; avrei voluto stringere in mano un fascio di fulmini per saettarne quella fronte alta e abborrita  (nievo) | in usi pleonastici: ne abbiamo mangiati troppi di dolci; non ne avessi per mio conto di guai!  | in espressioni ellittiche: farne di tutti i colori; saperne più degli altri; gliene ha date un sacco e una sporta    • 3 •   con valore neutro, riferito a un'intera frase o a un concetto già espressi in precedenza, equivale a 'di ciò': è proprio così, ma tu non ne sei convinto; questa è la verità, perché dubitarne?; è una persona maleducata, è impossibile non tenerne conto  | in usi rafforzativi: non avertene a male!; non ne vale la pena!    • 4 •   da ciò, da questo, da quello (indica derivazione, provenienza; in senso fig., conseguenza logica): si avvicinò all'albero e ne strappò un ramo; non saprei trarne altra conclusione; assumiti le tue responsabilità con tutto quello che ne deriva  | riferito a persona, da lui, da parte sua, da loro, da parte loro: è stata sempre gentile con lei, ma non ne ha ricevuto che sgarbi; abbiamo presentato loro la nostra richiesta più volte, ma non ne abbiamo mai ottenuto nulla   avv.  [ha gli stessi usi sintattici del pron.] di lì, di là, di qui, di qua (indica allontanamento da un luogo, in senso proprio o fig.): «sei stato in città?» «sì, ne torno ora»; una volta nella grotta, non fu più capace di uscirne; era una situazione difficile, ma ne venne fuori con onore  | in usi pleonastici: me ne vado via subito; se ne fuggì via  | in taluni usi verbali (andar sene, venirsene, starsene ecc.) è una semplice componente fraseologica: se ne veniva bel bello; se ne sta là tutto solo. 
ne   (2) pron. pers. atono di prima pers. pl.  (ant. , poet.) ci, noi, a noi; con valore di compl. oggetto e di compl. di termine: sora nostra matre terra, / la quale ne sustenta e governa  (san francesco); sòstati tu ch' a l'abito ne sembri / essere alcun di nostra terra prava  (dante inf.  xvi, 8-9).
ne   (3) prep.  prima parte delle prep. articolate nello, negli, nella, nei ecc.  che nell'uso ant. e talora anche in quello lett. si trovano scritte con grafia divisa, come ne lo, ne gli, ne la, ne i, ne 'l ecc.  : ne la diffusa letizia  (carducci) | si usa nella lingua scritta contemporanea citando titoli che cominciano con l'articolo: una notizia apparsa ne «la stampa»  (anche nella «stampa»).
neanche   rar. né anche, ant. neanco, avv.  e cong.    • 1 •   ha valore negativo ed esclusivo; si usa in senso assol. all'inizio di frase o nelle risposte o in correlazione con un'altra proposizione negativa, espressa o sottintesa: neanche mio fratello ha fatto il soldato; «non sono stato mai a parigi, e tu?» «neanche io»; non gli ho scritto e neanche voglio scrivergli; «ci vai tu?» «neanche per sogno»    • 2 •   come rafforzativo di una negazione: non mi ha rivolto neanche la parola; non ci penso neanche; se ne andò senza neanche salutare    • 3 •   col valore di anche... non : neanche un bambino si comporterebbe come te    • 4 •   con valore concessivo: neanche pagandolo a peso d'oro  (o neanche a pagarlo a peso d'oro, neanche se lo pagassimo a peso d'oro) ce lo venderebbe  | neanche a farlo apposta, per indicare un evento fortuito sfavorevole che si aggiunge ad altri inconvenienti: pioveva, e neanche a farlo apposta l'auto non partiva. 
neandertaliano   agg.  (antrop.) del tipo umano rappresentato dall'uomo di neandertal.
neanide   s.f.  (zool.) lo stadio giovanile di quegli insetti che sgusciano dall'uovo in una forma già abbastanza simile a quella dell'adulto.
nebbia   s.f.    • 1 •   sospensione nell'aria di minutissime gocce formatesi per condensazione del vapore acqueo intorno alle particelle del pulviscolo atmosferico; per estens., ogni sospensione di un liquido in un gas: una nebbia rada, densa, fitta; un banco di nebbia; una cortina di nebbia impediva la vista  | dileguarsi, sciogliersi come nebbia al sole, (fig.) scomparire rapidamente. dim. nebbietta, nebbiolina  accr. nebbione  (m.) pegg. nebbiaccia    • 2 •   (fig.) ciò che costituisce un offuscamento per la comprensione, l'intelligenza, la sensibilità: la nebbia dell'ignoranza, della superstizione    • 3 •   nebbia del grano, (bot.) lo stesso che oidio. 
nebbiaio   s.m.  (tosc.) nebbia densa ed estesa.
nebbiogeno   agg.  e s.m.  si dice di sostanza o apparecchio che produce cortine di nebbia.
nebbiolo   s.m.  vitigno pregiato tipico del territorio di cuneo, del vercellese e della valtellina, che dà vini rossi da pasto, forti e asciutti (p. e.  barolo); anche, il vino stesso.
nebbione   s.m.    • 1 •   accr.  di nebbia    • 2 •   nebbia molto densa.
nebbiosità   s.f.  l'essere nebbioso (anche fig.): la nebbiosità di un ricordo. 
nebbioso   agg.    • 1 •   pieno, coperto di nebbia: cielo nebbioso; vallata, città nebbiosa    • 2 •   (fig.) confuso, non chiaro: un ricordo nebbioso  § nebbiosamente avv.  in modo confuso, indistinto: ricordarsi di qualcosa, ma solo nebbiosamente. 
nebride   s.f.  nelle antiche raffigurazioni classiche, pelle di cerbiatto usata come veste da bacco e dai suoi seguaci e sacerdoti.
nebula   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) nebbia; nuvola | (fig.) ottundimento dell'intelletto e del sentimento    • 2 •   (astr.) nebulosa.
nebulare   agg.  (astr.) delle nebulose, relativo alle nebulose: materia nebulare, quella contenuta nelle nebulose | teoria nebulare, ipotesi avanzata dal francese p. -s. de laplace nel 1796 (e nota anche come teoria di kant-laplace), secondo la quale il sistema solare sarebbe derivato da una nebulosa originaria.
nebulizzare   v. tr.    • 1 •   ridurre un liquido in gocce minutissime disperse in un mezzo gassoso, p. e.  nell'aria: nebulizzare un profumo, un insetticida    • 2 •   (agr.) cospargere piante e frutti di sostanze antiparassitarie nebulizzate.
nebulizzatore   s.m.  apparecchio che serve a nebulizzare un liquido, per inalazioni o altro scopo.
nebulizzazione   s.f.  il nebulizzare, l'essere nebulizzato: un antibiotico da assumere per nebulizzazione, per aerosol.
nebulosa   s.f.    • 1 •   (astr.) massa gassosa interna a una galassia, costituita di idrogeno, elio e tracce di altri elementi: nebulose brillanti, oscure; nebulose planetarie, quelle che circondano una stella; nebulose extragalattiche, quelle non appartenenti alla via lattea (dette, più correttamente, galassie)    • 2 •   (fig.) insieme confuso o appena abbozzato di idee, sentimenti, propositi.
nebulosità   s.f.    • 1 •   l'essere nebuloso: la nebulosità del cielo, del tempo  | (meteor.) quantità di superficie del cielo coperta da nubi, considerata sulla base di una scala da 0 (a° sereno) a    • 10 •   (a° tutto coperto): nebulosità scarsa, crescente    • 2 •   (fig.) l'essere confuso, vago; indeterminatezza: nebulosità di pensiero. 
nebuloso   agg.    • 1 •   nebbioso, nuvoloso: cielo nebuloso    • 2 •   (fig.) oscuro, confuso, indeterminato: un discorso, un progetto nebuloso  § nebulosamente avv.  in modo confuso, poco chiaro: esprimersi nebulosamente. 
necare   v. tr.  [io nèco ecc.] (ant.) uccidere.
neccio   o niccio, s.m.  (tosc.) sorta di focaccia fatta con farina di castagne  agg.  [pl. f. -ce] (tosc.) di castagne: farina neccia. 
nece   s.f.  (ant.) morte violenta.
necessario   agg.    • 1 •   di cui non si può fare a meno; che serve, che è indispensabile: il riposo è necessario; gli strumenti necessari al dentista; dammi il tempo necessario per arrivare; è necessario che tu dica tutto quello che sai    • 2 •   (filos.) che non può non essere, o non può essere in modo diverso da come è: ente necessario, dio | condizione necessaria, quella che deve obbligatoriamente prodursi in vista di un certo risultato (che può essere necessaria e sufficiente  o necessaria ma non sufficiente)    • 3 •   (dir.) previsto obbligatoriamente dalla legge: erede necessario, legittimario  s.m.    • 1 •   ciò che occorre per un determinato uso o scopo: il necessario per vivere, per scrivere; il puro, lo stretto necessario; essere privo del necessario, non disporre dei mezzi essenziali di sostentamento    • 2 •   (ant.) parente § necessariamente avv.    • 1 •   per necessità, per forza    • 2 •   (non com.) evidentemente.
necesse   agg.  e s.m.  (lett.) necessario: s'essere in carità è qui necesse  (dante par.  iii, 77).
necessità   s.f.    • 1 •   l'essere necessario; esigenza, bisogno assoluto: la necessità del cibo, dello studio; generi di prima necessità; avere necessità di riposo; essere nella necessità di guadagnare; non vedo la necessità di questo incontro  | in caso di necessità, se fosse necessario | fare di necessità virtù, rassegnarsi all'inevitabile | di necessità, necessariamente ' stato di necessità, (dir.) condizione in cui si trova chi commette un reato perché costretto dalla necessità di evitare gravi danni a sé o ad altri    • 2 •   forza superiore al volere degli uomini, che ne determina l'agire; destino, fato: piegarsi alla necessità    • 3 •   cosa necessaria: le necessità della vita  | le necessità corporali, (eufem.) l'urinare e il defecare    • 4 •   miseria, indigenza: trovarsi in grave necessità, in strettezze    • 5 •   (filos.) qualità di ciò che non può non essere o essere diverso da quello che è.
necessitare   v. tr.  [io necèssito ecc.] rendere necessario, esigere per necessità: un problema che necessita una soluzione drastica  | (ant. , lett.) porre nella necessità di fare qualcosa; costringere, obbligare: il minacciar da più parti lo necessitava a far guardie grandi  (guicciardini) | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   aver bisogno: il palazzo necessita di urgenti restauri    • 2 •   essere necessario: a questo punto necessitano provvedimenti  | con costruzione impersonale: necessita fare il punto della situazione. 
necessitoso   agg.  (ant. , lett.) che ha necessità, bisogno: necessitoso di aiuto. 
neck   s.m. invar.  (geol.) condotto vulcanico riempito di lava solidificata o d'altro materiale allo stato solido (tufo, brecce ecc.).
necro-  necro- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. nekrós  'morto'; indica attinenza con i cadaveri o comunque con i resti di organismi morti (necrologia, necrobiosi).
necrobiosi   s.f.  (biol.) lenta forma di necrosi degli elementi cellulari preceduta da fenomeni involutivi e regressivi.
necrobiotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo a necrobiosi.
necrofagia   s.f.  abitudine, caratteristica di vari animali, di nutrirsi di carni putrefatte.
necrofago   agg.  [pl. m. -gi] si dice di animale che si nutre di carni putrefatte.
necrofilia   s.f.  (psich.) perversione che porta a provare attrazione sessuale per i cadaveri.
necrofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] (psich.) che, chi è affetto da necrofilia.
necrofito   agg.  e s.m.  (bot.) si dice di vegetale che nasce e si sviluppa su organismi in decomposizione.
necrofobia   s.f.  (psicol.) orrore ossessivo per la vista dei cadaveri.
necroforo   s.m.    • 1 •   chi svolge il lavoro di trasportare e seppellire i morti; becchino    • 2 •   (zool.) genere di insetti di colore nero con fasce trasversali gialle, così chiamati per l'abitudine di seppellire cadaveri di piccoli animali, nella cui carne in decomposizione le femmine depongono le uova (ord.  coleotteri).
necrologia   s.f.  annunzio funebre, spec. quello pubblicato sui quotidiani | scritto o breve discorso intorno alla morte di qualcuno.
necrologico   agg.  [pl. m. -ci] di necrologia; che ha carattere di necrologia: annunzio necrologico. 
necrologio   s.m.    • 1 •   registro delle morti tenuto da una chiesa; obituario    • 2 •   necrologia.
necrologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi scrive una necrologia | chi, in un giornale, redige le necrologie    • 2 •   (non com.) chi pronuncia un discorso funebre.
necromanzia    ⇨ negromanzia.
necron   s.m. invar.  (bot.) le parti morte e in via di decomposizione di un organismo vegetale.
necropoli   s.f.    • 1 •   complesso di antiche sepolture, portato alla luce da scavi archeologici: necropoli etrusca, romana    • 2 •   (lett.) grande cimitero moderno.
necropsia   s.f.  (med.) necroscopia.
necrormone   s.m.  (biol.) ormone dei tessuti animali e vegetali che reagisce a uno stimolo traumatico favorendo la cicatrizzazione della lesione.
necroscopia   s.f.  (med.) autopsia.
necroscopico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di necroscopia, che riguarda la necroscopia: esame necroscopico  § necroscopicamente avv.  mediante necroscopia.
necroscopo   s.m.  medico che esamina un cadavere al fine di certificare la morte, ed eventualmente stabilirne le cause mediante autopsia.
necrosi   s.f.  (biol.) processo irreversibile di morte delle cellule e dei tessuti di un organismo, dovuto a difetti di vascolarizzazione o a cause lesive, infettive o tossiche.
necrotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di necrosi; che presenta necrosi: processo necrotico; un tessuto necrotico. 
necrotizzare   v. tr.  (biol.) provocare la necrosi, ridurre in stato di necrosi: necrotizzare un tessuto  | necrotizzarsi v. rifl.  essere colpito da necrosi.
necrotomia   s.f.  (med.) dissezione di un cadavere.
necton   o nekton, s.m. invar.  (zool.) il complesso degli animali acquatici che si muovono liberamente, con movimenti propri (p. e.  cefalopodi, pesci, cetacei).
nectonico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al necton ' regione nectonica, regione zoogeografica marina popolata dal necton.
ned   cong.  (ant. , poet.) forma eufonica di né  (sull'esempio di e  - ed).
nederlandese    ⇨ neerlandese.
neente    ⇨ niente.
neerlandese   meno com. nederlandese, s.m.  lingua del gruppo germanico comprendente l'olandese e il fiammingo.
nefandezza   s.f.    • 1 •   l'essere nefando: la nefandezza di una calunnia    • 2 •   atto nefando: macchiarsi di ogni genere di nefandezze. 
nefandità   s.f.  (non com.) nefandezza.
nefando   agg.  turpe, scellerato, empio: un nefando assassino; un delitto nefando  | vizio nefando, (ant.) la sodomia § nefandamente avv. 
nefario   agg.  (ant.) nefando, scellerato.
nefasto   agg.    • 1 •   nell'antica roma, si diceva dei giorni nei quali, per motivi rituali, non era lecito attendere agli affari pubblici    • 2 •   (estens.) luttuoso, funesto; infausto, sfavorevole: un giorno, un annuncio nefasto; impresa nefasta; esercitare un'influenza nefasta su qualcuno  | (scherz.) si dice di persona che è frequente causa di danni  s.m. pl.  (lett.) avvenimenti ingloriosi: i fasti e i nefasti della nostra storia  § nefastamente avv. 
nefelina   s.f.  (min.) minerale del gruppo dei feldspatoidi, costituito di silico-alluminato di sodio e potassio, per lo più biancastro, che trova impiego nell'industria ceramica e del vetro.
nefelinite   s.f.  (geol.) nome di una famiglia di rocce effusive composte da nefelina e augite.
nefelio   s.m.  (med.) lo stesso che nubecola. 
nefelografo   s.m.  (chim. fis.) nefelometro registratore.
nefelometria   s.f.    • 1 •   (chim. fis.) determinazione quantitativa, mediante mezzi ottici, delle particelle di una sostanza sospese in un liquido    • 2 •   (meteor.) misura della direzione e della velocità di movimento delle nubi.
nefelometro   s.m.    • 1 •   (chim. fis.) strumento atto allo studio quantitativo delle sospensioni    • 2 •   (meteor.) apparecchiatura usata per misurare la direzione e la velocità di moto delle nubi.
nefoscopia   s.f.  (meteor.) nefelometria.
nefoscopio   s.m.  (meteor.) nefelometro.
nefralgia   s.f.  (med.) dolore renale.
nefrectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di un rene.
nefridio   s.m.  (zool.) organo escretore dei metazoi bilateri, costituito da tubicini che convogliano all'esterno i prodotti catabolici accumulatisi nel sangue o nel liquido celomatico.
nefrite   (1) ant. nefritide, s.f.  (med.) malattia caratterizzata da infiammazione acuta o cronica del rene.
nefrite   (2) s.f.  (min.) varietà di giada costituita da un minerale del gruppo degli anfiboli, che si presenta in ammassi fibrosi di color verde ed è usato come gemma o nella produzione di oggetti ornamentali.
nefritico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di nefrite, relativo a nefrite  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da nefrite.
nefritide    ⇨ nefrite 1.
nefro-  nefro- primo elemento di parole composte della terminologia medica, per lo più formate modernamente, dal gr. nephrós  'rene' (nefrologia, nefropatia).
nefroblastoma   s.m.  (med.) tumore maligno del rene che colpisce i bambini.
nefrocele   s.m.  (med.) ernia del rene.
nefrografia   s.f.  (med.) urografia.
nefrografico   agg.  [pl. m. -ci] (med.), relativo a nefrografia.
nefroide   agg.  (scient.) a forma di rene, simile a un rene: curva nefroide. 
nefrolitiasi   s.f.  (med.) calcolosi renale.
nefrolito   s.m.  (med.) calcolo renale.
nefrologia   s.f.  settore della medicina che studia la fisiologia e la patologia del rene.
nefrologico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a nefrologia.
nefrologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista in nefrologia.
nefrone   s.m.  (anat.) unità funzionale del rene costituita dal glomerulo e da una serie di tubuli.
nefropatia   s.f.  (med.) denominazione generica di qualsiasi malattia dei reni.
nefropessi   o nefropessia [ne-fro-pes-sì-a], s.f.  (med.) intervento chirurgico che riporta nella sua sede un rene abbassato.
nefroptosi   s.f.  (med.) abbassamento, prolasso del rene.
nefrorragia   s.f.  (med.) emorragia di origine renale.

nefrosclerosi   s.f.  (med.) sclerosi del rene.
nefrosi   s.f.  (med.) termine generico che designa qualsiasi processo degenerativo del rene.
nefrotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica del rene.
negabile   agg.  (non com.) che si può negare.
negare   v. tr.  [io négo  o nègo, tu néghi  o nèghi ecc.  (ant. io niègo ecc.)]    • 1 •   dichiarare che una cosa non è vera: negare tutte le accuse; negare di essere stato presente; non negare la propria responsabilità, ammetterla; negare l'evidenza dei fatti, non volerla riconoscere | (assol.) dire di no: gli chiesero se l'avesse incontrato ed egli negò    • 2 •   non concedere, rifiutare: negare l'autorizzazione, il consenso; negare il proprio aiuto; non negare una parola di conforto |  negarsi v. rifl.  non accondiscendere a un desiderio altrui; in partic., rifiutarsi a un rapporto sessuale | fingersi assente per evitare di incontrare o di parlare con una persona non gradita: negarsi al telefono. 
negativa   s.f.    • 1 •   il negare; rifiuto, risposta negativa: stare, mantenersi sulla negativa    • 2 •   (foto.) negativo.
negativismo   s.m.    • 1 •   (psich.) alterazione della volontà che determina tenace opposizione a influenze esterne di ogni tipo; si riscontra in alcune forme di psicosi    • 2 •   (estens.) atteggiamento di ferma e talora ostinata e pregiudiziale opposizione; radicale rifiuto di qualcosa.
negatività   s.f.  l'essere negativo.
negativo   agg.    • 1 •   che nega, che esprime negazione: risposta negativa; particella, proposizione negativa    • 2 •   (estens.) contrario, sfavorevole; non costruttivo: dare un parere, un giudizio negativo; fare una critica negativa; mantenere un atteggiamento negativo    • 3 •   (fig.) che costituisce un difetto, un danno: doti, qualità negative; ha visto solo i lati negativi della faccenda    • 4 •   si dice del risultato di una ricerca o di un'analisi che non ha permesso di trovare quel che si cercava o che ha accertato la non esistenza di un fenomeno, di un processo ecc.: le indagini della magistratura hanno avuto esito negativo; il test di gravidanza è negativo; l'esame istologico risulta negativo    • 5 •   (mat.) si dice di numero reale inferiore a zero, a cui si fa precedere il segno meno (-)    • 6 •   (scient.) si dice per caratterizzare convenzionalmente oggetti, gruppi di oggetti o qualità di fenomeni in opposizione ad altri designati come positivi: elettricità negativa; magnetismo negativo    • 7 •   (foto.) si dice di immagine con valori cromatici inversi a quelli che risulteranno nell'immagine positiva  s.m.  (foto.) immagine negativa; la pellicola o lastra su cui tale immagine è impressa § negativamente avv.  in modo negativo, sfavorevole: giudicare negativamente un film  | con una negazione; negando, dicendo di no: rispondere negativamente. 
negato   part. pass.  di negare   agg.  che non ha inclinazione, attitudine, predisposizione per qualcosa: essere negato per la matematica. 
negatone    ⇨ negatrone.
negatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi nega; che, chi non ammette il valore o la veridicità di qualcosa: dottrina negatrice di dio. 
negatoria   s.f.  (dir.) azione legale promossa dal proprietario che intende far riconoscere in giudizio l'inesistenza di diritti vantati da altri su un proprio bene.
negatorio   agg.    • 1 •   (rar.) di negazione    • 2 •   azione negatoria, (dir.) negatoria.
negatoscopio   s.m.  (foto.) schermo luminoso per esaminare in trasparenza negativi fotografici o radiografici.
negatrone   o negatone, s.m.  (fis.) elettrone.
negazione   s.f.    • 1 •   il negare; espressione che nega: una esplicita negazione  | (gramm.) elemento linguistico (avverbio, congiunzione ecc.) che esprime negazione (p. e. non, né)    • 2 •   (fig.) ciò che è o appare contrario; ciò che esclude, sovverte radicalmente qualcosa: una sentenza che è la negazione della giustizia    • 3 •   in logica matematica, operazione a un solo argomento, corrispondente al connettivo grammaticale non, che al valore di verità (v, vero; f, falso) di un enunciato associa il suo contrario (a v associa f, e viceversa).
negghienza   s.f.  (ant.) negligenza ' avere in negghienza, mettere a negghienza, (ant.) trascurare, non avere a cuore.
neghittosità   s.f.  (lett.) l'essere neghittoso.
neghittoso   agg.  (lett.)    • 1 •   pigro nell'agire; svogliato, ozioso: star neghittoso a te non è concesso  (bembo)    • 2 •   che rivela neghittosità che è proprio di una natura oziosa e indolente: venerina ricadeva... nel suo tedio neghittoso  (pirandello) § neghittosamente avv. 
negletto   part. pass.  di negligere   agg.  (lett.)    • 1 •   abbandonato, derelitto: siede in terra negletta e sconsolata  (leopardi all'italia  15)    • 2 •   sciatto, trasandato, disadorno: abito, stile negletto. 
neglezione   s.f.  (ant. , lett.) negligenza, trascuratezza.
negli   lett. ne gli, prep.  composta da in  e gli. 
negligente   part. pres.  di negligere   agg.    • 1 •   che trascura i propri doveri; che è pigro e svogliato nell'adempiere i propri compiti: un ragazzo, un impiegato negligente; essere negligente nello studio, nel lavoro  | trascurato, trasandato: negligente nel vestire    • 2 •   (lett.) che mostra noncuranza; che rivela o sembra rivelare scarsa cura e impegno: sguardo, attenzione negligente  § negligentemente avv. 
negligenza   s.f.    • 1 •   l'essere negligente; incuria, trascuratezza: la negligenza di un impiegato, di uno studente; negligenza nell'eseguire un ordine; negligenza nell'abbigliamento    • 2 •   atto di persona negligente; mancanza dovuta a disattenzione, a trascuratezza: commettere un'imperdonabile negligenza    • 3 •   (dir.) omissione dell'impegno richiesto dalla legge nell'adempimento di una obbligazione | omissione delle cautele cui ci si deve comunemente attenere nel proprio comportamento.
negligere   v. tr.  [rare le forme di modo finito; più com. solo il part. pres. negligènte  e il part. pass. neglètto] (lett.) trascurare, omettere di compiere: aver negletto il proprio dovere  | (estens.) non curare, disprezzare: una massima sovente negletta. 
nego   ant. niego, s.m.  (ant.) il dir di no; negazione, diniego ' far nego, non ottemperare, rifiutare, negare: che non mi facci de l'attender niego  (dante inf.  xxvi, 67).
negossa   s.f.  rete da pesca conica, appesa a un cerchio di legno o metallo e manovrabile mediante una pertica.
negoziabile   agg.  che può essere negoziato: un accordo non più negoziabile; titolo negoziabile. 
negoziabilità   s.f.  l'essere negoziabile.
negoziale   agg.  (dir.) che riguarda un negozio giuridico; contrattuale: volontà negoziale; documento negoziale. 
negoziamento   s.m.  (ant.) il negoziare; negoziazione.
negoziante   s.m.  e f.  chi gestisce un negozio di vendita al pubblico: negoziante di vini; negoziante al minuto, all'ingrosso. 
negoziare   v. tr.  [io negòzio ecc]    • 1 •   trattare per la compravendita: negoziare una partita di zucchero; negoziare azioni in borsa    • 2 •   condurre le trattative per raggiungere un accordo, spec. in ambito politico: negoziare la pace    • 3 •   (banc.) acquisire i diritti di un titolo di credito anticipandone l'importo, salvo rimborso in caso di mancato pagamento da parte del debitore | v. intr.  [aus. avere] esercitare il commercio, commerciare: negoziare in olio, in granaglie. 
negoziato   s.m.  trattativa per stipulare un contratto o raggiunge un accordo, spec. in ambito politico: intavolare, concludere un negoziato; i negoziati tra governo e sindacati; l'esito dei negoziati. 
negoziatore   s.m.  [f. -trice] chi conduce un negoziato, una trattativa: i negoziatori dell'onu in medio oriente. 
negoziazione   s.f.  il negoziare, l'essere negoziato; trattativa: aprire, avviare le negoziazioni. 
negozio   s.m.    • 1 •   affare, operazione commerciale: trat tare, concludere un negozio; fare un cattivo negozio | negozio giuridico, (dir.) la dichiarazione di volontà del privato volta al raggiungimento di fini pratici protetti dall'ordinamento giuridico; può essere unilaterale (p. e.  un testamento) o bilaterale (p. e.  un contratto di compravendita)    • 2 •   locale direttamente accessibile dalla strada, generalmente al pian terreno, dove si vendono merci al minuto; anche, l'impresa commerciale che gestisce tale locale; bottega: un negozio ben fornito, di lusso; un negozio di articoli sportivi, di parrucchiere; aprire, rilevare un negozio  | giovane di negozio, (antiq.) garzone. dim. negozietto  accr. negozione  spreg. negoziuccio  pegg. negoziaccio    • 3 •   (lett.) attività, occupazione: progne riede / con la sorella al suo dolce negozio  (petrarca trionfi)    • 4 •   (ant.) incarico, mansione: ed ad un altro suo diede negozio / d'affrettar rodomonte e mandricardo  (ariosto o. f.  xxvii, 15).
negrezza   s.f.  (lett. non com.) l'esser nero (anche fig.): il nero serafico mantello / che alla negrezza del suo cor risponde  (monti).
negricante   agg.  (lett.) nereggiante, nerastro.
negride   agg.  (antrop.) che appartiene al gruppo umano dei negri africani.
negriere   s.m.  (non com.) negriero.
negriero   agg.  che riguarda la tratta dei negri o degli schiavi in genere: navi negriere, che trasportavano gli schiavi negri dall'africa in america  s.m.    • 1 •   nei secoli scorsi, chi trafficava nel commercio di schiavi negri; per estens., mercante di schiavi in genere    • 2 •   [f. -a] (fig.) chi sfrutta il lavoro subalterno; chi tratta duramente i propri dipendenti.
negrillo   s.m.  (antiq.) pigmeo dell'africa centrale.
negrità   s.f.  l'insieme delle qualità e delle caratteristiche dei negri; negritudine.
negrito   s.m.  [pl. negritos] ciascuno degli appartenenti alle popolazioni dell'asia meridionale e insulare, che presentano caratteristiche molto simili a quelle dei pigmei africani.
negritudine   s.f.  l'insieme dei valori etnici e culturali propri dei popoli negri; la consapevolezza e l'affermazione di tali valori da parte dei negri: i temi della negritudine dominano l'opera dello scrittore senegalese léopold senghor. 
negro   agg.    • 1 •   che appartiene a un gruppo umano con pelle nera o scura, naso largo e schiacciato, capelli lanosi, labbra tumide, originario del continente africano; nero: le popolazioni negre d'america    • 2 •   che si riferisce alle popolazioni di tale gruppo umano: musica, arte, letteratura negra    • 3 •   (ant. , lett.) nero: vedova, sconsolata, in veste negra  (petrarca canz.  cclxviii, 82) | (fig.) triste, cupo: tristi auguri e sogni e penser' negri / mi danno assalto  (petrarca canz.  ccxlix, 13-14)  s.m.  [f. -a]    • 1 •   individuo che appartiene al gruppo umano dei negri; nero: la tratta dei negri | lavorare come un negro, fare il negro, lavorare duramente (con riferimento alle condizioni di vita degli schiavi negri in america nei secoli scorsi)    • 2 •   (gerg.) chi scrive testi per autori famosi. dim. negretto. 
negroafricano   agg.  dei neri dell'africa: lingue negroafricane. 
negroamericano   agg.  dei neri d'america: la poesia negroamericana. 
negrofumo    ⇨ nerofumo.
negroide   agg.  e s.m.  e f.  che, chi presenta caratteri fisici simili a quelli dei negridi.
negromante   s.m.  e f.  chi pratica la negromanzia; stregone, mago, indovino.
negromantesco   agg.  [pl. m. -schi] che concerne la negromanzia; di, da negromante: pratiche negromantesche. 
negromantico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la negromanzia, di negromante: arte negromantica. 
negromanzia   o necromanzia nel sign. 1, s.f.    • 1 •   antica arte di predire il futuro fondata su pratiche occulte e in particolare sull'evocazione delle ombre dei morti    • 2 •   (estens.) arte divinatoria; pratica magica.
negrore   s.m.  (ant. , lett.) l'esser nero; il nereggiare.
negundo   s.m.    • 1 •   acero americano, con foglie imparipennate chiazzate di bianco (fam.  aceracee)    • 2 •   il legno ricavato da tale albero.
negus   s.m. invar.  (st.) titolo dell'imperatore di etiopia: l'ultimo negus è stato hayla sellase. 
negussita   agg.  [pl. m. -ti] (st.) del negus: l'impero negussita. 
neh   inter.  (region.) esclamazione interrogativa con cui si chiede la conferma di ciò che si è detto; è usata spec. in piemonte e in lombardia, e corrisponde al toscano eh? vero?. 
nei   lett. ne i, poet. ne', prep.  composta da in  e i. 
nekton    ⇨ necton.
nel   poet. ne 'l, prep.  composta da in  e il. 
nella   poet. ne la, prep.  composta da in  e la. 
nelle   poet. ne le, prep.  composta da in  e le; nell'it. moderno non si apostrofa davanti a parola cominciante per vocale: nelle erbe  (ant. anche nell'erbe).
nello   lett. ne lo, prep.  composta da in  e lo. 
nelumbio   o nelumbo, s.m.  (bot.) pianta acquatica con foglie ampie galleggianti; è coltivata a scopo ornamentale (fam.  ninfacee).
nemasperma   o nemaspermio, s.m.  (biol.) spermatozoo.
nematelminti   s.m. pl.  (zool.) tipo di vermi dal corpo cilindrico o filiforme, non segmentato, rivestito di una cuticola chitinosa; conducono vita parassitaria | sing.  [-a] ogni verme appartenente a tale tipo.
nematico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. fis.) si dice di stato di aggregazione proprio dei liquidi cristallini (caratterizzato da bassa viscosità, struttura filamentosa e spettro a struttura diffusa per i raggi x); anche, di ciò che si trova in tale stato.
nematoceri   s.m. pl.  (zool.) sottordine di ditteri con lunghi arti e lunghe antenne, a cui appartengono le zanzare | sing.  [-o] ogni insetto di tale sottordine.
nematocida   agg.  e s.m.  [pl. -di] si dice di sostanza atta a uccidere i vermi dannosi.
nematodi   s.m. pl.  (zool.) lo stesso che nematelminti. 
nembifero   agg.  (poet.) apportatore di nembi.
nembo   s.m.    • 1 •   (meteor.) nube scura, densa di pioggia: l'addensarsi dei nembi; sacre le reliquie renda / dall'insultar de' nembi  (foscolo sepolcri  36-37)    • 2 •   (fig. lett.) grande quantità di persone o di cose in movimento, simili nel loro insieme a una nuvola: dopo turno venìa di fanti un nembo  (caro).
nemboso   agg.  (lett.) coperto di nembi, nuvoloso: le stagion nembose  (carducci).
nembostrato   s.m.  (meteor.) nube densa di colore grigio scuro a bordi sfrangiati, intorno ai 1000 m di altezza dal suolo, che apporta pioggia e neve.
nemeo   agg.  di nemea, valle dell'antica argolide | (feste) nemee, feste nazionali degli antichi greci, celebrate ogni due anni con solenni giochi in onore di zeus.
nemertini   s.m. pl.  (zool.) tipo di metazoi vermiformi con corpo cilindrico o appiattito rivestito di epitelio ciliato, lunghi da pochi millimetri a più metri e provvisti di proboscide estroflessibile | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale tipo.
nemesi   s.f.  espiazione fatale di una colpa; vendetta | nemesi storica, ipotetica giustizia che, attraverso la storia, colpisce nei discendenti le ingiustizie dei progenitori.
nemicizia    ⇨ inimicizia.
nemico   ant. nimico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che nutre profonda avversione, ostilità verso qualcuno e ne desidera il male: essere nemico di tutti; dichiararsi, dimostrarsi nemico  | di cosa, che si rivela avversa, sfavorevole: la sorte nemica; a quel parlar che mi parea nemico  (dante inf.  x, 123)    • 2 •   (fig.) che detesta, aborrisce qualcosa: essere nemico della verità, delle chiacchiere  | esser nemico dell'acqua, (scherz.) si dice di chi si lava poco; anche, di chi beve troppi alcolici | prov.  : il meglio è nemico del bene, la smania di perfezione spesso porta a rovinare quanto di buono si è già fatto    • 3 •   che appartiene o si riferisce allo stato, all'esercito contro cui si è in guerra: la flotta nemica; l'attacco nemico    • 4 •   (fig.) dannoso, nocivo: i grassi sono nemici del fegato   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi nutre avversione verso qualcuno o qualcosa: un nemico mortale, implacabile, giurato; i nemici della giustizia | nemico pubblico, locuzione tradotta dall'inglese d'america con cui si suole indicare un pericoloso delinquente ricercato dalla polizia ' il nemico, nel linguaggio religioso, il diavolo    • 2 •   chi appartiene allo stato o all'esercito contro cui si è in guerra: sconfiggere i nemici '  talora usato al sing. con valore collettivo: l'avanzata, il ripiegamento del nemico    • 3 •   (non com.) ciò che costituisce un impaccio; elemento, realtà negativi: la fretta è la mia nemica  § nemicamente avv.  (non com.) da nemico.
nemmanco   avv.  (ant.  o region.) nemmeno, neanche.
nemmeno   antiq. né meno, avv.  e cong.  ha valore negativo con gli stessi usi di neanche. 
nemorale   agg.  (bot.) si dice di pianta che cresce in ambiente boschivo.
nemorense   agg.  (lett.) attributo di diana in quanto venerata nel bosco sacro di ariccia.
nenia   s.f.    • 1 •   canto lamentoso e monotono intonato un tempo durante i funerali e ancora in uso in alcune tradizioni popolari italiane    • 2 •   cantilena, spec. quella che si canta ai bambini per farli addormentare    • 3 •   (fig.) piagnucolio insistente e fastidioso | discorso lungo e noioso.
nenufaro   o nenufero, nanufero, nannufaro, nannufero, s.m.  ninfea dai fiori gialli, che si coltiva per ornamento nelle vasche dei giardini.
neo-  neo- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. néos  'nuovo'; significa 'nuovo, moderno, recente' (neoclassicismo, neolitico, neologismo).
neo   (1) s.m.    • 1 •   (med.) malformazione di tessuti che si manifesta generalmente come una masserella cutanea tondeggiante e piatta o leggermente sporgente, di colore scuro per eccesso di pigmentazione o per ipertrofia dei vasi sanguigni    • 2 •   (estens.) macchiolina nera, simile in apparenza a un neo naturale, che nel settecento le donne si applicavano o si disegnavano sul viso, sulle spalle o sul petto, per far risaltare il candore della pelle    • 3 •   (fig.) difetto, imperfezione appena percettibile: è un bel lavoro, a parte qualche neo. 
neo   (2)  ⇨ neon.
neoaccademico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (filos.) che, chi apparteneva alla media e nuova accademia platonica, quella dove insegnarono arcesilao e carneade (secc. iii-ii a. c.).
neoacquisto   s.m.  (sport) giocatore acquistato da una squadra (di calcio, basket, rugby ecc.) durante l'ultima campagna acquisti.
neoantropo   s.m.  in paleontologia, denominazione dell'uomo moderno e dei suoi antenati appartenenti alla specie homo sapiens. 
neoassunto   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi è stato assunto da poco in un posto di lavoro.
neoatticismo   s.m.  corrente artistica di gusto classicistico sorta ad atene alla metà del sec. ii a. c. e diffusasi poi anche a roma nei secc. i e ii d. c.
neoattico   agg.  [pl. m. -ci] si dice del periodo della tarda arte greca (tra il sec. ii a. c. e il ii d. c.) caratterizzato da una ripresa di forme e temi del periodo classico.
neoavanguardia   s.f.  ogni corrente artistica o letteraria contemporanea che si richiami, in qualche misura, alle avanguardie storiche del primo novecento.
neoaziendalismo   s.m.  concezione e prassi sociale che privilegia l'efficienza aziendale.
neocapitalismo   s.m.  fase di sviluppo del capitalismo solitamente identificata con la crescente concentrazione del potere economico e la risoluzione dei conflitti sociali attraverso il consumismo e l'integrazione della classe operaia nel sistema.
neocapitalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] esponente del neocapitalismo | usato anche come agg.  in luogo di neocapitalistico. 
neocapitalistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del neocapitalismo, caratterizzato da neocapitalismo: la civiltà neocapitalistica. 
neoclassicismo   s.m.  tendenza artistica e letteraria sorta in reazione al barocco e al rococò e manifestatasi nella seconda metà del settecento e nei primi anni dell'ottocento in vari paesi europei; mirava a ripristinare i canoni dell'arte e della letteratura classica greco-romana: il neoclassicismo del monti, del canova. 
neoclassicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del neoclassicismo.
neoclassico   agg.  [pl. m. -ci] del neoclassicismo; che si ispira ai principi del neoclassicismo: stile, gusto neoclassico; architettura neoclassica | scuola neoclassica, (econ.) lo stesso che marginalismo   s.m.    • 1 •   [f. -a] seguace del neoclassicismo    • 2 •   stile neoclassico § neoclassicamente avv.  secondo i principi, il gusto neoclassici.
neocolonialismo   s.m.  politica attuata da potenze ex coloniali (e, per estens., da altre grandi potenze mondiali) al fine di mantenere i paesi in via di sviluppo in una condizione di sudditanza, attraverso il dominio delle loro economie e l'ingerenza nella loro politica.
neocolonialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del neocolonialismo | usato anche come agg.  in luogo di neocolonialistico : politica neocolonialista. 
neocolonialistico   agg.  [pl. m. -ci] del neocolonialismo, fondato sul neocolonialismo: mire, tendenze neocolonialistiche. 
neocomunista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] si dice di chi professa idee marxiste successivamente alla caduta dell'unione sovietica e degli altri regimi comunisti dell'europa dell'est.
neocontrattualismo   s.m.  indirizzo teorico che ripropone, nell'ambito della scienza politica, l'idea del patto sociale elaborata dal contrattualismo classico.
neocorporativismo   s.m.  tendenza, manifestatasi in numerosi sistemi occidentali dal secondo dopoguerra in poi, a ricercare una composizione in sede istituzionale dei conflitti sociali attraverso il coinvolgimento dei sindacati e delle associazioni degli imprenditori nelle scelte politiche.
neocriticismo   s.m.  indirizzo filosofico europeo che, tra la seconda metà dell'ottocento e l'inizio del novecento, propugnava in varie forme il ritorno a kant, in polemica sia col positivismo sia con l'idealismo; neokantismo.
neocriticista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace del neocriticismo | usato anche come agg.  in luogo di neocriticistico : filosofia, orientamento neocriticista. 
neocriticistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) del neocriticismo o dei neocriticisti: indirizzo neocriticistico. 
neodadà   s.m.  neodadaismo  agg. invar.  del neodadaismo: movimento neodadà. 
neodadaismo   s.m.  movimento artistico contemporaneo d'avanguardia che riprende i motivi del dadaismo: la pop art nasce dal neodadaismo. 
neodarvinismo   o neodarwinismo, s.m.  teoria evoluzionistica secondo la quale le specie si modificano gradualmente per selezione naturale dei fenotipi favoriti, derivati da ricombinazioni e mutazioni genetiche.
neodimio   s.m.  elemento chimico di simbolo nd; è un metallo delle terre rare.
neodiplomato   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi ha conseguito da poco un diploma di scuola media secondaria.
neoebraico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice della lingua ebraica postbiblica (dall'età cristiana a oggi).
neoegiziano   agg.  e s.m.  si dice della lingua egiziana, a partire dalla xviii dinastia fino all'epoca tolemaica.
neoeletto   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi è stato da poco eletto a una carica pubblica: i deputati neoeletti. 
neoellenico   agg.  [pl. m. -ci] si dice della lingua e letteratura della grecia moderna  s.m.  la lingua greca moderna; neogreco.
neoempirismo   s.m.  (filos.) lo stesso che neopositivismo. 
neoevoluzionismo   s.m.  corrente dell'antropologia affermatasi negli stati uniti negli anni quaranta, che, rifacendosi alle ipotesi ottocentesche circa gli stadi di sviluppo della cultura, ha tentato di mettere in luce i condizionamenti che l'ambiente naturale esercita sui fenomeni socioculturali e sullo sviluppo tecnico.
neofascismo   s.m.  movimento che in italia, dopo il 1945, ha ripreso l'azione politica del fascismo | (dir.) l'insieme delle attività, penalmente perseguibili, volte a ricostituire il partito fascista | (estens.) ogni attività che si ispiri all'ideologia del fascismo e miri all'instaurazione di un regime totalitario di estrema destra.
neofascista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del neofascismo | si usa anche come agg.  in luogo di neofascistico : movimento neofascista. 
neofascistico   agg.  [pl. m. -ci] del neofascismo, dei neofascisti: tendenze neofascistiche. 
neofilia   s.f.  (non com.) amore del nuovo.
neofita   o neofito, s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   chi si è di recente convertito a una religione    • 2 •   (estens.) chi ha abbracciato di recente un'idea, una dottrina, un partito: l'ardore dei neofiti. 
neofobia   s.f.  (non com.) paura delle cose nuove; misoneismo.
neoformazione   s.f.    • 1 •   (med.) produzione spesso patologica di nuovi tessuti (p. e.  un tumore)    • 2 •   (ling.) parola, composta o derivata, di formazione recente.
neofreudiano   agg.  si dice di una corrente psicoanalitica, sviluppatasi soprattutto negli stati uniti, i cui esponenti si sono proposti di svincolare la psicoanalisi freudiana dai suoi fondamenti biologici e neurologici per reinterpretarla in chiave socioculturale  s.m.  [f. -a] esponente della scuola neofreudiana.
neogene   s.m.  (geol.) seconda parte del cenozoico, che comprende il miocene e il pliocene.
neoghibellinismo   s.m.  movimento politico e letterario del risorgimento italiano che, in opposizione al neoguelfismo, sosteneva ideali unitari e repubblicani.
neoghibellino   agg.  (st.) del neoghibellinismo  s.m.  [f. -a] seguace del neoghibellinismo.
neogotico   s.m.  movimento culturale e artistico, sviluppatosi in europa nei secc. xviii-xix, che mirava a riproporre le forme del gotico, soprattutto in architettura  agg.  [pl. m. -ci] relativo a tale movimento: gusto, stile neogotico. 
neogrammatica   s.f.  dottrina linguistica nata in germania nella seconda metà dell'ottocento, basata sul principio dell'assoluta regolarità delle leggi fonetiche; la scuola che sostenne e diffuse tale dottrina.
neogrammatico   agg.  [pl. m. -ci] della neogrammatica, dei suoi seguaci: corrente, scuola neogrammatica   s.m.  [f. -a] appartenente alla scuola neogrammatica: uno dei più illustri neogrammatici è stato w. meyer-lu°bke. 
neogreco   agg.  [pl. m. -ci] della grecia moderna: letteratura neogreca   s.m.  lingua neogreca; greco moderno.
neoguelfismo   s.m.  (st.) movimento cattolico-liberale del risorgimento, che auspicò una confederazione di stati italiani sotto la presidenza del papa: il neoguelfismo di vincenzo gioberti. 
neoguelfo   agg.  (st.) del neoguelfismo: idee neoguelfe   s.m.  [f. -a] seguace del neoguelfismo.
neohegeliano   agg.  (filos.) del neohegelismo: teorie neohegeliane   s.m.  [f. -a] seguace, fautore del neohegelismo.
neohegelismo   s.m.  indirizzo filosofico che si ispira all'idealismo di hegel, sviluppatosi tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento nei paesi anglosassoni e in italia; neoidealismo.
neoidealismo   s.m.  (filos.) neohegelismo.
neoidealista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace del neoidealismo.
neoimpressionismo   s.m.  movimento pittorico noto anche come puntinismo. 
neokantiano   agg.  (filos.) del neokantismo: filosofo neokantiano; movimento neokantiano   s.m.  [f. -a] seguace, fautore del neokantismo.
neokantismo   s.m.  (filos.) neocriticismo.
neolalia   s.f.  (psich.) disturbo, presente in alcune malattie mentali, che consiste nell'uso frequente di forme linguistiche inventate.
neolatino   agg.  si dice delle lingue che derivano dal latino, delle letterature scritte in tali lingue e, per estens., dei popoli che le parlano e della loro civiltà: l'italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese e il romeno sono lingue neolatine; popoli neolatini; cultura neolatina. 
neolaureato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha da poco conseguito la laurea: gli sbocchi professionali dei neolaureati. 
neoliberismo   o neoliberalismo [ne-o-li-be-ra-lì-smo], s.m.  dottrina sociale ed economica che ripropone i principi del liberismo in opposizione all'esperienza del welfare state  e della pianificazione socialista.
neoliberty   s.m. invar.  tendenza a rifarsi allo stile liberty, propria dell'architettura e del design italiani degli anni '50-'60.
neolinguista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] appartenente alla scuola della neolinguistica.
neolinguistica   s.f.  scuola linguistica che, all'inizio del novecento, si oppose alle teorie dei neogrammatici, negando la regolarità delle leggi dell'evoluzione fonetica sulla base dell'incidenza che ha l'analogia nel progresso delle lingue e la diversità della distribuzione dei fenomeni all'interno delle aree geografiche.
neolitico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice del terzo periodo dell'età della pietra, caratterizzato dall'uso di strumenti di pietra levigati.
neologia   s.f.  (ling.) il complesso dei procedimenti attraverso i quali una lingua si arricchisce di parole nuove (p. e.  la prefissazione o la suffissazione).
neologico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di neologia o di neologismo; che ha valore di neologismo: procedimenti neologici; un uso, un costrutto, un termine neologico. 
neologismo   s.m.  (ling.) parola o costrutto introdotto di recente nella lingua, oppure nuova accezione assunta da una parola già esistente: «realizzare» nel senso di  «rendersi conto»  è un neologismo.
neologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi usa spesso neologismi nel parlare o nello scrivere    • 2 •   chi studia i neologismi.
neomalthusianesimo   o neomalthusianismo [ne-o-mal-thu-sia-ni-smo] o neomaltusianismo, s.m.  (econ.) tendenza a risolvere il problema dell'esaurimento delle risorse della terra non riproducibili attraverso il controllo delle nascite e l'arresto della crescita economica.
neomecenatismo   s.m.  la pratica diffusa fra le grandi aziende di finanziare, mediante sponsorizzazione, operazioni culturali, come spettacoli, mostre, recuperi e restauri del patrimonio artistico, con il fine di rendere un servizio alla cultura e guadagnare prestigio al proprio marchio.
neomercantilismo   s.m.  teoria e prassi economica che si rifà ai principi del mercantilismo per risolvere i problemi socio-economici di un paese.
neomicina   ® s.f.  (farm.) antibiotico affine alla streptomicina, con un largo spettro d'azione su varie forme batteriche.
neon   rar. neo, s.m.  elemento chimico di simbolo ne; è un gas nobile, usato per lampade a luminescenza, in particolare per quelle a tubo delle insegne luminose: luce al neon; lampada, insegna al neon. 
neonatale   agg.  del neonato, che riguarda il neonato: medicina neonatale; periodo neonatale, le prime settimane di vita del bambino.
neonato   agg.    • 1 •   che è nato da poco: un bambino neonato    • 2 •   (estens.) che ha origine recente, appena costituito: il programma del neonato partito   s.m.  [f. -a] bambino appena nato: l'alimentazione dei neonati. 
neonatologia   s.f.  branca della pediatria che si occupa della fisiologia e della patologia dei neonati.
neonatologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista in neonatologia.
neonazismo   s.m.  movimento politico di estrema destra che si ispira all'ideologia e ai metodi del nazionalsocialismo.
neonazista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del neonazismo  agg.  del neonazismo, che concerne il neonazismo: movimento, gruppo neonazista. 
neonista   s.m.  [pl. -sti] operaio specializzato nella fabbricazione e nel montaggio di insegne al neon.
neopaganesimo   s.m.  tendenza della società contemporanea ad abbandonare i principi etico-religiosi del cristianesimo e a esaltare i valori materiali e terreni, riprendendo aspetti caratteristici del mondo pagano.
neopallio   s.m.  (anat.) la parte del pallio, o mantello cerebrale, filogeneticamente più recente (nell'uomo, quasi tutta la corteccia cerebrale).
neopatentato   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi ha conseguito da poco una patente di guida.
neopentecostale   agg.  (teol.) relativo al neopentecostalismo  s.m.  e f.  seguace del neopentecostalismo; carismatico.
neopentecostalismo   s.m.  (teol.) movimento cristiano contemporaneo, analogo al pentecostalismo, ma che a differenza di questo non si è sviluppato come chiesa autonoma, bensì come forma specifica di spiritualità, in ambito sia cattolico sia protestante.
neopersiano   agg.  si dice della lingua e della cultura della persia moderna  s.m.  la lingua neopersiana.
neopitagorico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) del neopitagorismo, relativo al neopitagorismo: dottrina, scuola neopitagorica   s.m.  [f. -a] seguace del neopitagorismo.
neopitagorismo   s.m.  indirizzo filosofico-religioso dell'età ellenistico-romana (i sec. a. c. -ii sec. d. c), che si ispirava a dottrine e a opere, per lo più apocrife, di pitagora e dei pitagorici antichi.
neoplasia   s.f.  (med.) formazione patologica di nuove cellule | nell'uso com., tumore maligno.
neoplasma   s.m.  [pl. -smi] (med.) neoplasia.
neoplasticismo   s.m.  movimento artistico nato in olanda agli inizi del novecento, che adottò le forme pure della geometria per esprimere una concezione del mondo di rigorosa razionalità: mondrian fu tra i principali teorici del neoplasticismo. 
neoplastico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di neoplasia, che ha natura di neoplasia; tumorale: formazione neoplastica. 
neoplatonico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) del neoplatonismo: dottrina, scuola neoplatonica  s. m.  [f. -a] seguace del neoplatonismo.
neoplatonismo   s.m.  tardo indirizzo della filosofia greca (secc. iii-vi), che, sulla base di elementi platonici, stoici, aristotelici e della cultura orientale, elaborò una complessa metafisica, intendendo dio come l'uno, inconoscibile e ineffabile, e la realtà come sua emanazione molteplice e gerarchicamente strutturata.
neopositivismo   s.m.  indirizzo filosofico sorto a vienna negli anni venti, in cui l'esigenza di un empirismo radicale si unisce a una forte attenzione ai problemi della scienza e alla rivalutazione della logica formale; positivismo logico.
neopositivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace del neopositivismo | usato anche come agg.  in luogo di neopositivistico : filosofo, movimento neopositivista. 
neopositivistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) del neopositivismo: indirizzo neopositivistico. 
neoprene   s.m.  nome comune a vari tipi di gomma sintetica assai resistente agli agenti chimici e atmosferici, che si usa principalmente come rivestimento isolante di conduttori elettrici.
neopurismo   s.m.  orientamento linguistico secondo il quale il neologismo è accettabile purché risponda a una effettiva esigenza e si concili con la struttura tradizionale della lingua.
neopurista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (ling.) seguace del neopurismo.
neorealismo   s.m.    • 1 •   indirizzo filosofico sorto agli inizi del novecento in opposizione all'idealismo e caratterizzato da una concezione degli oggetti come entità extramentali    • 2 •   tendenza del cinema, dell'arte e della letteratura a rappresentare con aderenza al vero gli aspetti della realtà quotidiana; si affermò in italia nel secondo dopoguerra: il neorealismo dei film di rossellini; il neorealismo dei romanzi di pratolini. 
neorealista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del neorealismo | usato anche come agg.  in luogo di neorealistico : uno scrittore, un romanzo neorealista. 
neorealistico   agg.  [pl. m. -ci] del neorealismo, ispirato alla teorie del neorealismo: corrente, tendenza neorealistica; un film neorealistico  § neorealisticamente avv.  secondo i principi del neorealismo.
neoricardiano   agg.  si dice della teoria economica (elaborata da p. sraffa, 1893-1983) che si rifà agli economisti classici, in partic. all'inglese d. ricardo (1772-1823).
neorniti   s.m. pl.  (zool) sottoclasse di uccelli cui appartengono tutte le specie attuali | sing.  [-e] ogni uccello di tale sottoclasse.
neoromantico   agg.  [pl. m. -ci] che si rifà alla cultura o alla moda romantica ottocentesca.
neoscolastica   s.f.  indirizzo filosofico sorto nell'ottocento che, richiamandosi alle dottrine di alcuni pensatori dell'età medievale, in particolare di san tommaso d'aquino, intende mostrarne la validità anche di fronte alla problematica filosofica contemporanea; neotomismo.
neoscolastico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) della neoscolastica: la tematica neoscolastica   s.m.  [f. -a] seguace della neoscolastica.
neostoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) apertura chirurgica di un organo cavo praticata per metterlo in comunicazione con un altro organo o con l'esterno.
neotenia   s.f.  (zool.) fenomeno, caratteristico di alcuni invertebrati, per cui un individuo raggiunge la maturità sessuale durante il periodo larvale e quindi conserva le caratteristiche morfologico-anatomiche proprie della larva e le trasmette ai discendenti | (estens.) riferito all'uomo, persistenza dei caratteri infantili fin nell'età adulta.
neotenico   agg.  [pl. m. -ci] (zool.) relativo a neotenia; che presenta le caratteristiche della neotenia.
neoterico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo a un gruppo di poeti latini, fioriti nel sec. i a. c., detti neòteroi  (o poeti nuovi), che iniziarono a roma la tradizione lirica ispirandosi ai modelli greci ed ellenistici: poesia neoterica; il gusto neoterico di catullo    • 2 •   (estens.) di poeta, di scuola poetica che tende a innovare il linguaggio e i temi tradizionali  s.m.  (spec. pl.) poeta neoterico.
neoterismo   s.m.    • 1 •   nella letteratura latina, la corrente dei neoterici e la poetica che essi elaborarono    • 2 •   (non com.) amore del nuovo; neofilia, filoneismo.
neotestamentario   agg.  del nuovo testamento: esegesi neotestamentaria; studi neotestamentari. 
neotomismo   s.m.  (filos.) lo stesso che neoscolastica. 
neotomista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace del neotomismo; neoscolastico | usato anche come agg.  in luogo di neotomistico : dottrina neotomista. 
neotomistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) del neotomismo: movimento neotomistico. 
neotrago   s.m.  [pl. -ghi] antilope nana con piccole corna rivolte all'indietro, diffusa nell'africa equatoriale (ord.  artiodattili).
neotropicale   agg.  si dice della regione zoogeografica costituita dall'america centrale e meridionale e della fauna che ne è caratteristica.
neottolemo   s.m.  grossa farfalla americana con ali di colore azzurro metallico a riflessi iridescenti e bordate di nero (ord.  lepidotteri).
neoverismo   s.m.  neorealismo, con riferimento alla letteratura e alla cinematografia.
neovulcanico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice di roccia effusiva risalente al terziario o a un periodo successivo; si contrappone a paleovulcanico. 
neozelandese   agg.  della nuova zelanda  s.m.  e f.  chi è nato o abita nella nuova zelanda.
neozoico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice dell'ultima delle ere geologiche della terra, quella attuale, caratterizzata dalla comparsa dell'uomo e dal fenomeno delle glaciazioni; anche, di tutto ciò che appartiene a tale era: flora, fauna neozoica   s.m.  era neozoica, era quaternaria.
nepa   s.f.  insetto dal corpo piatto, di colore nero, con zampe lunghe e sottili; è diffuso negli stagni delle regioni tropicali (ord.  eterotteri).
nepalese   agg.  del nepal  s.m.  e f.  chi è nato o abita nel nepal.
nepentacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni comprendente il genere nepente | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
nepente   s.f.  (bot.) genere di piante carnivore, proprie dell'indonesia, con foglie a forma di sacchetto (fam.  nepentacee) | s.m.  (rar. f.) bevanda che, secondo gli antichi greci, calmava gli affanni o faceva dimenticare il dolore.
neper   s.m. invar.  (fis.) unità di misura del livello di potenza (o di intensità) e del guadagno, molto usata nelle telecomunicazioni.
nepeta   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee con fusto triangolare e fiori vivaci a spiga (fam.  labiate); in italia la pianta più comune è la gattaia.
nepitella   o nipitella, nepetella, s.f.  pianta erbacea frequente nei campi, con foglie ovali e fiori bianchi e rossi raccolti in infiorescenze a cima (fam.  labiate).
nepote    ⇨ nipote.
nepotismo   rar. nipotismo, s.m.    • 1 •   la tendenza dei papi, in certi periodi storici e spec. nei secc. xv e xvi, a favorire i propri familiari: il nepotismo di alessandro vi borgia    • 2 •   (estens.) il favorire indebitamente o illecitamente parenti o amici nell'assegnazione di incarichi, uffici pubblici e sim.
nepotista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica il nepotismo; per estens., chi fa uso del proprio potere per favorire parenti o amici | usato anche come agg.  : un papa nepotista. 
nepotistico   agg.  [pl. m. -ci] di, del nepotismo; di, da nepotista: favoreggiamento nepotistico  § nepotisticamente avv. 
neppure   rar. né pure, avv.  e cong.  ha valore negativo con gli stessi usi di neanche. 
nequità   o niquità, s.f.  (ant.) iniquità, ingiustizia: credo ch'ella sia stata vittima delle altrui nequità  (carducci).
nequitanza   o niquitanza, s.f.  (ant.) iniquità.
nequitoso   o niquitoso, agg.  (ant.) iniquo; malvagio, crudele: sì nequitosa ed empia / contra un sì pio  (caro).
nequizia   s.f.    • 1 •   (lett.) malvagità d'animo; crudeltà, perversità    • 2 •   (ant.) azione malvagia: che non si puote / torcer già mai ad alcuna nequizia  (dante par.  vi, 122-123)    • 3 •   (ant.) rabbia, ira.
nerastro   agg.  di colore che tende al nero: una pozza d'acqua nerastra. 
nerbare   v. tr.  [io nèrbo ecc.] (non com.) picchiare con il nerbo o con un bastone.
nerbata   s.f.  percossa, colpo dati col nerbo o con un bastone: prendere qualcuno a nerbate. 
nerbatura   s.f.  (non com.) il nerbare, l'essere nerbato.
nerbo   s.m.    • 1 •   (ant.) nervo    • 2 •   staffile costituito di tendini di bue disseccati e intrecciati    • 3 •   (fig.) la parte più forte, il nucleo essenziale di qualcosa: il nerbo delle truppe  | forza, vigoria, efficacia: uno scrittore, uno stile senza nerbo. 
nerboruto   agg.  fornito di muscolatura forte ed evidente; robusto, forzuto: uomo nerboruto; braccia nerborute. 
nerbuto   agg.  (non com.) nerboruto.
nereggiamento   s.m.  (non com.) il nereggiare; colorazione tendente al nero.
nereggiare   v. intr.  [io neréggio ecc. ; aus. avere] (lett.) apparire nero; tendere al nero: in quella / isola che del mar giace nel cuore, / e di selve nereggia  (pindemonte) | v. tr.  (rar.) tingere di nero.
nereide   s.f.    • 1 •   (mit.) ciascuna delle ninfe del mare, figlie di nereo    • 2 •   nome generico delle piante acquatiche che vegetano nei fondi rocciosi.
nereidi   s.f. pl.  (zool.) famiglia di anellidi policheti marini | sing.  [-e] ogni anellide di tale famiglia.
neretto   s.m.    • 1 •   (tip.) carattere tipografico ad asta grossa, usato per titoli o parti del testo cui si vuol dare evidenza: comporre in neretto    • 2 •   nei giornali, breve articolo o inserzione pubblicati in neretto perché richiamino l'attenzione dei lettori.
nerezza   s.f.  (non com.) l'essere nero (anche fig.): la nerezza del suo carattere e l'arroganza de' suoi sentimenti  (monti).
nericare   v. intr.  [io nérico, tu nérichi ecc. ; aus. avere] (lett.) nereggiare.
nericcio   agg.  [pl. f. -ce] tendente al nero, nereggiante, nerastro.
neritico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice di ambiente marino fino ai 200 metri di profondità, i cui fondali sono ricchi di vita animale e vegetale: zona neritica. 
nero   agg.    • 1 •   si dice di colore proprio di una superficie che assorba completamente tutte le radiazioni visibili emesse dal sole, senza rifletterne alcuna; in natura è il colore più scuro che vi sia, quello dell'inchiostro, del carbone, della pece: occhi, capelli neri; nuvole nere | colletto nero, polsini neri, sudici; pane nero, integrale; vino nero, rosso scuro | caffè nero, puro, senza latte | cielo nero, buio, fosco | continente nero, l'africa | occhiali neri, con lenti scure | oro nero, il petrolio | pecora nera, (fig.) si dice di chi, all'interno di un gruppo familiare o sociale, è o è ritenuto diverso per qualche caratteristica negativa | bestia nera, (fig.) si dice di cosa o persona che si tema o si detesti (anche scherz.) | libro nero, durante la rivoluzione francese, registro in cui si annotavano le persone nemiche o sospette; per estens., lista di persone ostili o sgradite | pozzo nero, fossa nella quale si raccolgono i liquami, usata là dove manchi una fognatura; acque nere, acque di scarico dei gabinetti    • 2 •   (fig.) luttuoso, doloroso; pieno di avversità, di contrarietà: una nera disperazione; oggi è stata una giornata nera    • 3 •   (fig.) triste, malinconico: essere nero in volto, rabbuiato, corrucciato; vedere tutto nero, essere pessimista | umorismo nero, che trae motivo di ironia da situazioni macabre | romanzo nero, dell'orrore    • 4 •   (fig.) cattivo, scellerato: un'anima nera  | cronaca nera, quella dei delitti e degli incidenti    • 5 •   (fig.) caratterizzato da illegalità, mancato rispetto delle leggi: lavoro nero; mercato nero, borsanera; fondi neri, in un'azienda, un'associazione e sim., quelli di provenienza non documentata e che non risultano dal bilancio    • 6 •   del fascismo; relativo al terrorismo di destra: brigate nere; le trame nere | camicia nera, quella caratteristica della divisa fascista; per estens., fascista    • 7 •   aristocrazia nera, i nobili romani rimasti legati al potere temporale del papa negli anni immediatamente successivi all'unità italiana (1870)  s.m.    • 1 •   il colore nero; sostanza di tale colore: listare di nero; nero di seppia | non distinguere il bianco dal nero, (fig.) non avere capacità critica | mettere nero su bianco, (fig.) scrivere, fissare per iscritto un impegno o altro | lavorare, pagare in nero, (fam.) in modo da evadere le leggi previdenziali e tributarie    • 2 •   [f. -a] individuo di pelle nera: i neri d'africa, d'america    • 3 •   fascista; estremista di destra    • 4 •   nei giochi della dama e degli scacchi, il giocatore che manovra i pezzi neri ed è l'avversario del bianco  | nella roulette, il colore della metà dei numeri, sul quale si può effettuare una puntata    • 5 •   in contabilità, ciò che è attivo, creditorio    • 6 •   carattere tipografico di spessore intermedio tra il chiaro e il neretto.
nerofide   o nerofidio, s.m.  pesce di mare dal corpo molto lungo e sottile color verde-giallastro, con una sola pinna dorsale (ord.  singnatiformi).
nerofumo   o nero fumo, non com. negrofumo, s.m.  (chim. ind.) deposito di finissime particelle di carbone, ottenuto per combustione incompleta di sostanze organiche (gas, catrame) e usato nella fabbricazione della gomma, di inchiostri, vernici, pigmenti ecc.
nerognolo   agg.  che tende al nero; nerastro.
neroli   s.m. invar. , o nerola s.f. , essenza ricavata dai fiori d'arancio, usata in profumeria.
neroniano   agg.  di nerone: il principato neroniano  | degno di nerone e della sua proverbiale crudeltà: metodi neroniani. 
nerume   s.m.    • 1 •   (non com.) colore scuro, strato nerastro che ricopre gli oggetti | ammasso di cose nere    • 2 •   (bot.) malattia dei cereali dovuta a un fungo degli ascomiceti che determina striature sulle foglie.
nervato   agg.  fornito di nervi o di nervatura.
nervatura   s.f.    • 1 •   il complesso e la disposizione dei nervi in un organismo vivente    • 2 •   ognuno dei piccoli canali che attraversano le ali degli insetti; contengono nervi, trachee ed emolinfa e hanno anche funzione di rinforzo    • 3 •   (bot.) fascio conduttore che si dirama sulla foglia e che serve a diffondere la linfa grezza ed elaborata    • 4 •   ogni parte di rafforzo e sostegno in una struttura architettonica, spec. se sporgente all'esterno; in partic., il complesso dei cordoni sagomati che limitano le sezioni delle volte gotiche a crociera    • 5 •   (mecc.) elemento continuo aggettante che si ricava mediante stampaggio su una superficie piana (p. e.  una lamiera) allo scopo di irrigidirla    • 6 •   piegolina cucita in rilievo per guarnizione negli abiti    • 7 •   rilievo a fine ornamentale nel dorso dei libri rilegati.
nerveo   agg.  (rar.) che è proprio dei nervi; nervoso: fibre nervee. 
nervetti   s.m. pl.  (sett.) pietanza fredda a base di sottaceti, cipolla, testina e cartilagini di vitello lessate e tagliate in striscioline o a tocchetti.
nervino   agg.  si dice di farmaco o di altra sostanza che agisca sui nervi: gas nervino. 
nervo   s.m.    • 1 •   (anat.) ciascuno dei fasci di fibre, avvolte da una guaina, che hanno origine dai centri del cervello e del midollo spinale e arrivano fino alle zone periferiche dell'organismo; trasmettono gli stati di eccitamento dai recettori all'asse cerebrospinale e da questo agli organi di reazione: nervi sensitivi, motori; nervi cranici, spinali; nervo ottico, acustico  | in espressioni fig.: un uomo tutto nervi, magro ed energico; irritare i nervi, dare ai  (o sui) nervi, far venire i nervi, infastidire, fare spazientire; avere i nervi, essere irritato, di cattivo umore; avere i nervi scoperti, a fior di pelle, essere in uno stato di grande eccitabilità avere i nervi a pezzi, sentirsi in una condizione psichicamente precaria, al limite della crisi nervosa; avere i nervi saldi, avere grande capacità di autocontrollo; tenere i nervi a posto, mantenere la calma, il controllo di sé o di una situazione; guerra di nervi, situazione di scontro in cui ciascun contendente mira a logorare la resistenza psicologica del rivale    • 2 •   nel linguaggio corrente, tendine: un taglio di carne pieno di nervi.  dim. nervetto, nervettino    • 3 •   (bot.) nervatura della foglia    • 4 •   (lett.) corda dell'arco o di uno strumento musicale.
nervosismo   s.m.  l'essere nervoso, suscettibile, facilmente irritabile: dare segni di nervosismo; un momento di nervosismo  | sensazione, diffusa in più individui, di irritazione, di scontento e sim.: oggi c'è molto nervosismo in ufficio. 
nervosità   s.f.    • 1 •   l'essere nervoso; nervosismo, irritabilità: vincere la propria nervosità    • 2 •   pl.  atti, discorsi da persona nervosa    • 3 •   (fig.) incisività, asciuttezza: nervosità di un discorso, di una prosa. 
nervoso   agg.    • 1 •   di nervo, dei nervi: fibra nervosa; sistema, centro nervoso  | tensione nervosa, (fig.) stato di forte ansietà, emotività, irritabilità | esaurimento nervoso, termine generico di uso corrente per indicare una distonia neurovegetativa o uno stato di nevrosi    • 2 •   che manifesta esternamente la propria tensione emotiva; che tende a irritarsi, ad agitarsi facilmente: un uomo nervoso; essere, diventare nervoso; una lunga attesa mi rende nervoso.  dim. nervosetto    • 3 •   che rivela agitazione, nervosismo: una tossetta, una risata nervosa  | mercato nervoso, (econ.) soggetto a instabilità delle quotazioni    • 4 •   muscoloso, asciutto: braccia, gambe nervose  | energico, scattante: camminata nervosa    • 5 •   (fig.) conciso, incisivo, efficace: stile nervoso; prosa nervosa    • 6 •   si dice di tessuto vegetale che presenti numerose nervature: un legno nervoso; una foglia nervosa   s.m.  (fam.) stato d'animo irritato, agitato; nervosismo: avere il nervoso; far venire il nervoso; farsi prendere dal nervoso  § nervosamente avv. 
nesci   s.m.  (tosc.) solo nella loc. fare il nesci, fingere di non sapere: che fa il nesci, eccellenza?  (giusti).
nesciente   agg.  (ant.) ignaro, che non sa § nescientemente avv. 
nescienza   s.f.  (ant.) l'essere nesciente; ignoranza.
nescio   agg.  [pl. f. -sce] (lett.) ignaro, inconsapevole: lo svegliato ciò che vede aborre / sì nescia è la subita vigilia  (dante par.  xxvi, 73-74).
nespola   s.f.    • 1 •   frutto del nespolo    • 2 •   (fam. scherz.) botta, colpo, schiaffo: buscarsi un sacco di nespole  | nespole!, esclamazione di meraviglia.
nespolo   s.m.  arbusto con foglie ellittiche, fiori bianchi e frutti globosi di color ocra, che diventano commestibili solo staccati dall'albero e lasciati avvizzire sulla paglia (fam.  rosacee) | nespolo del giappone, albero originario della cina e del giappone, coltivato nelle zone temperate per i frutti giallastri con polpa acquosa e acidula (fam.  rosacee).
nessile   agg.  (lett.) che si annoda, che si ravvolge.
nesso   s.m.    • 1 •   connessione, legame, relazione: stabilire il nesso tra due fatti; idee senza alcun nesso logico | nesso causale, rapporto di causa ed effetto    • 2 •   (ling.) gruppo di due o più suoni o lettere considerati unitariamente: nesso vocalico, consonantico  | in paleografia, fusione in un unico segno di due o più tratti appartenenti a due distinte lettere (p. e. æ  invece di ae).
nessuno   ant. nissuno, agg. indef.  [manca del pl. ; al f.  può apostrofarsi davanti ai nomi comincianti per vocale: nessun'altra; nessun'erba  o nessuna erba; al m.  si tronca in nessun  davanti ai nomi comincianti per vocale o per consonante che non sia s  impura, gn, ps, x, z : nessun amico, nessun cane]    • 1 •   con valore negativo, neppure uno; quando è posposto al verbo richiede la negazione: nessun uomo è più ostinato di lui; non voglio nessuna ricompensa; non hai nessun motivo per criticarlo; non c'è nessuna novità; senza nessuna ragione; di nessun valore  | con valore puramente rafforzativo: senza nessuna fretta; non c'è nessun bisogno di alzare la voce  | preceduto dall'art. determ. per sottolineare l'assoluta mancanza di qualcosa: il nessun attaccamento che dimostra al dovere... ' posposto al nome con effetto intensivo: uomini cento, donne nessuna  | usato al superl., con valore enfatico-rafforzativo: non mi dai nessunissimo disturbo    • 2 •   con valore positivo, qualche; per lo più in proposizioni interrogative dirette e indirette: hai nessun suggerimento da darmi?; dimmi se ti serve nessun aiuto   pron. indef.  [la forma tronca nessun  è d'uso lett. o tosc.: nessun ci crede]    • 1 •   con valore negativo, neppure uno, riferito sia a persona sia a cosa; quando è posposto al verbo richiede la negazione: non è venuto nessuno; è possibile che nessuno lo sappia?; non ubbidisce mai a nessuno; nessuno di noi l'ha visto; «hai qualche domanda da farmi?» «nessuna» | figlio di nessuno, senza genitori, abbandonato dai genitori | roba, terra di nessuno, senza proprietari o possessori    • 2 •   con valore positivo, qualcuno; per lo più in frasi interrogative dirette e indirette: hai visto nessuno dei nostri amici?; guarda se c'è nessuno   s.m.  persona di nessun valore: si dà tante arie, ma non è nessuno. 
nestaia   s.f.  (agr.) vivaio di piante da innestare.
nestare   v. tr.  [io nèsto ecc.] (ant. rar.) innestare.
nesto   s.m.  (lett. , tosc.) innesto (anche fig.): quel tanto difficil nesto di naturalezza e sublimità  (vico).
nestore   s.m.  grosso pappagallo della nuova zelanda; in origine frugivoro, col diffondersi dell'allevamento ovino ha preso abitudini da predatore (ord.  psittaciformi).
nestorianesimo   s.m.  (teol.) dottrina eterodossa sostenuta nella prima metà del sec. v dal patriarca di costantinopoli nestorio, che affermava la coesistenza in cristo di due persone, oltre che di due nature, la divina e l'umana, negando così l'unione ipostatica; fu condannata dal concilio di efeso del 431.
nestoriano   agg.  (teol.) che si riferisce a nestorio o al nestorianesimo: eresia nestoriana  | chiesa nestoriana, la chiesa nazionale persiana, che nel 486 adottò il nestorianesimo  s.m.  [f. -a] seguace del nestorianesimo.
net   s.m.  nel tennis e nel ping-pong, il tiro nullo di battuta che si ha quando la palla giunge nel settore dell'avversario dopo aver toccato il bordo superiore della rete.
nettapenne   s.m. invar.  pacchetto di piccoli dischi di tessuto, cuciti insieme al centro, con cui un tempo si asciugavano i pennini dall'inchiostro.
nettapiedi   s.m. invar.  stoino, zerbino.
nettapipe   s.m. invar.  piccolo raschietto metallico che serve per pulire il fornello della pipa.
nettare   (1) s.m.    • 1 •   sostanza zuccherina secreta da speciali organi (nettàri) dei fiori; succhiata ed elaborata dalle api, si trasforma in miele    • 2 •   nella mitologia classica, la bevanda degli dei, detta anche ambrosia, che aveva la proprietà di rendere immortali | (estens.) bevanda squisita; vino eccellente: versate, amici, il nettare divino!  (praga)    • 3 •   nella tecnologia alimentare, bevanda a base di succo e polpa di frutta con l'aggiunta di sciroppo zuccherino.
nettare   (2) v. tr.  [io nétto ecc.] (tosc. , lett.) pulire, mondare: nettarsi le scarpe; nettare le carote dalla scorza  | v. intr.  [aus. essere] (ant.) fuggire, squagliarsela.
nettareo   agg.  (lett.) di nettare; squisito come nettare: de' tuoi labbri onora / la nettarea bevanda  (parini).
nettarina   s.f.  uccellino africano, simile al colibrì (ord.  passeriformi).
nettarino   agg.  si dice di una varietà di pesca a buccia liscia e lucida.
nettario   s.m.  (bot.) organo vegetale che, nei fiori, secerne il nettare.
nettatoio   s.m.  (non com.) nome generico di attrezzi per nettare, pulire.
nettatura   s.f.  (non com.) il nettare, il mondare | materiale di rifiuto che si toglie da ciò che si netta.
nettezza   s.f.    • 1 •   l'essere netto; pulizia: nettezza della casa  | nettezza urbana, servizio municipale che cura la pulizia delle strade e la raccolta delle immondizie    • 2 •   (fig.) purezza, onestà, integrità: l'alma servi en nettezza / senza carnal sozzore  (iacopone)    • 3 •   chiarezza, precisione, nitore (anche fig.): nettezza di contorni, di un profilo; nettezza di idee. 
netto   agg.    • 1 •   pulito, senza macchie (anche fig.): biancheria netta; o dignitosa coscienza e netta, / come t'è picciol fallo amaro morso!  (dante purg.  iii, 8-9) | avere le mani nette, essere immune da colpe, da azioni disoneste    • 2 •   chiaro, preciso; secco, deciso (anche fig.): la figura si stagliava netta sullo sfondo; tracciare una netta linea di separazione; taglio, colpo netto; un netto rifiuto; una superiorità, una vittoria netta  | di netto, completamente e con sicurezza: con un colpo d'accetta tagliò di netto il ramo    • 3 •   (ant.) impune, esente da rischi e danni: ma sì a tempo colui seppe via torse, /... che di man di zerbin si levò netto  (ariosto o. f.  xx, 118) | farla netta, farla franca    • 4 •   libero da detrazioni, imposizioni, gravami e sim.; si contrappone a lordo : stipendio netto, tolte le trattenute; peso netto, senza la tara; investimenti netti, detratti gli ammortamenti; capitale netto, differenza tra le attività e le passività dello stato patrimoniale di un'impresa | al netto, fatte le debite detrazioni: questo è il guadagno al netto delle spese   avv.  chiaramente; senza reticenze o sottintesi: te lo dico chiaro e netto  § nettamente avv.    • 1 •   con nettezza, con precisione; in modo nitido e chiaro: i contorni si distinguevano nettamente    • 2 •   con decisione: mi oppongo nettamente a questa soluzione. 
nettuniano   agg.    • 1 •   (astr.) relativo al pianeta nettuno    • 2 •   (geol.) si dice di terreno che ha origine dalla sedimentazione marina | teoria nettuniana, nettunismo.
nettunio   (1) agg.  (lett.) di nettuno, dio del mare; per estens., marino: la nettunia troia, perché costruita da nettuno; i nettunii regni, il mare; le nettunie fanciulle, le nereidi.
nettunio   (2) s.m.  elemento chimico transuranico artificiale radioattivo, il cui simbolo è np.
nettunismo   s.m.  (geol.) teoria, ormai superata, secondo la quale tutte le rocce sarebbero di origine sedimentaria e si sarebbero formate in un ipotetico oceano magmatico primordiale.
nettuno   poet. nettunno, s.m.    • 1 •   nel linguaggio della poesia, mare    • 2 •   (astr.) nel sistema solare, l'ottavo pianeta in ordine di distanza dal sole.
netturbino   s.m.  chi è addetto alla nettezza urbana; spazzino.
netturo   s.m.  (zool.) genere di anfibi dal corpo allungato, rossastro a macchie scure, con coda piatta e arti cortissimi; vivono nelle acque stagnanti e hanno abitudini notturne (ord.  urodeli).
network   s.m. invar.    • 1 •   rete di stazioni trasmittenti televisive associate tra loro    • 2 •   rete telematica.
neuma   s.m.  [pl. -mi] nella musica medievale, nome generico di vari segni convenzionali usati per indicare l'altezza tonale di una nota.
neumatico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) di neuma, composto di neumi: segni neumatici; notazione neumatica. 
neuno    ⇨ niuno.
neurale   agg.  (anat.) che si riferisce a strutture nervose.
neuralgia   e deriv.   ⇨ nevralgia e deriv. 
neurasse    ⇨ nevrasse.
neurastenia    ⇨ nevrastenia.
neurectomia   s.f.  (med.) recisione e asportazione chirurgica di un tratto di nervo.
neurico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) dei nervi.
neurilemma   o nevrilemma, s.m.  [pl. -mi] (anat.) tessuto connettivo che avvolge i singoli fasci di fibre di un nervo.
neurina   s.f.  (chim. biol.) base organica azotata, presente soprattutto nel cervello degli organismi animali e generata da processi di putrefazione di sostanze proteiche.
neurinoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) neuroma.
neurite   o nevrite nel sign. 1, s.f.    • 1 •   (med.) infiammazione dei nervi    • 2 •   (biol.) cilindrasse.
neuritico   o nevritico, agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla neurite: dolore neuritico. 
neuro   s.f. invar.  (fam.) abbr. di (clinica) neurologica : ricoverare alla neuro. 
neuro-  neuro- o nevro-, primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, formate modernamente, dal gr. nêuron  'nervo'; significa 'nervo, nervoso, relativo al sistema nervoso' e sim. (neurochirurgia, neuropatia).
neurobiologia   s.f.  disciplina che studia i fenomeni biologici del sistema nervoso.
neurobiologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla neurobiologia.
neurobiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] specialista in neurobiologia.
neuroblasto   s.m.  (biol.) cellula embrionale da cui ha origine la cellula nervosa.
neuroblastoma   s.m.  (med.) tumore maligno del tessuto nervoso che colpisce prevalentemente i bambini.
neurochimica   s.f.  chimica applicata allo studio della struttura e del funzionamento del sistema nervoso.
neurochirurgia   s.f.  branca della chirurgia che interviene sul sistema nervoso.
neurochirurgico   agg.  [pl. m. -ci] della neurochirurgia, relativo alla neurochirurgia.
neurochirurgo   s.m.  [pl. -ghi  o -gi] chirurgo specializzato in neurochirurgia.
neurocomputer   s.m. invar.  computer architettato simulando le connessioni dei neuroni umani; si differenzia dai normali computer per il fatto che la memoria non è separata dal processore e perché utilizza dati analogici.
neurocranio   s.m.  (anat.) parte del cranio che racchiude l'encefalo e gli organi di senso specifici (occhi, naso, orecchie).
neurocrinia   s.f.  (med.) capacità che hanno determinate cellule nervose di elaborare e secernere sostanze di tipo ormonico; neurosecrezione.
neurodeliri   s.m. invar.  (pop.) ospedale psichiatrico.
neurodermite   s.f.  (med.) tipo di eczema che insorge in soggetti neuropatici.
neuroendocrinologia   s.f.  branca della fisiologia che studia le relazioni reciproche tra le attività delle ghiandole endocrine e quelle del sistema nervoso.
neurofibrilla   s.f.  (biol.) denominazione generica di ognuna delle numerose strutture filiformi che stanno nel citoplasma delle cellule nervose.
neurofibromatosi   s.f.  (med.) malattia caratterizzata da noduli lungo il decorso di nervi cutanei; morbo di recklinghausen.
neurofisiologia   s.f.  settore della fisiologia che studia le funzioni del sistema nervoso.
neurofisiologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla neurofisiologia.
neurofisiologo   s.m.  [pl. m. -gi] medico specializzato in neurofisiologia.
neuroglia    ⇨ nevroglia.
neuroipofisi   s.f.  (anat.) lobo posteriore dell'ipofisi che elabora due ormoni: l'ossitocina e la vasopressina.
neurolabile   agg.  e s.m.  e f.  (med.) si dice di chi è facilmente soggetto a turbe funzionali del sistema nervoso.
neurolettico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di farmaco ad azione sedativa del sistema nervoso; tranquillante.
neurolinguistica   s.f.  scienza che studia la parte del sistema nervoso che sovrintende all'uso della parola, spec. in relazione ai disturbi fisiologici del linguaggio.
neurologia   s.f.  parte della medicina che studia l'anatomia, la fisiologia e la patologia del sistema nervoso.
neurologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla neurologia; di neurologo: ospedale neurologico; visita neurologica  § neurologicamente avv.  dal punto di vista neurologico.
neurologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specializzato in neurologia.
neuroma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore costituito da tessuto nervoso.
neuromero   s.m.  (anat.) ciascun tratto del canale neurale embrionale.
neurone   s.m.  (anat.) unità anatomica del sistema nervoso; cellula nervosa.
neuropatia   o nevropatia, s.f.  (med.) denominazione generica di qualsiasi malattia nervosa.
neuropatico   o nevropatico, agg.  [pl. m. -ci] (med.) di neuropatia: diatesi neuropatica   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da neuropatia.
neuropatologia   s.f.  disciplina che studia le malattie del sistema nervoso.
neuropatologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista in neuropatologia.
neuroplegico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) neurolettico.
neuropsichiatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] medico specialista in neuropsichiatria.
neuropsichiatria   s.f.  branca della medicina che studia le malattie nervose e mentali.
neuropsichiatrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla neuropsichiatria.
neuropsichico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che riguarda il sistema nervoso e la sfera psichica.
neuropsicologia   s.f.  scienza che studia le attività mentali e i comportamenti dal punto di vista neurofisiologico e psicologico sperimentale.
neurormone   s.m.  (biol.) sostanza ormonale secreta dai neuroni.
neurorrafia   s.f.  (med.) sutura di un nervo reciso.
neurosecrezione   s.f.  (biol.) neurocrinia.
neurosi   e deriv.   ⇨ nevrosi e deriv. 
neurospora   s.f.  (bot.) genere di funghi ascomiceti che comprende fra le sue specie la muffa rossa del pane (fam.  sordariacee).
neurotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica di un nervo.
neurotossico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di sostanza che ha azione tossica specifica per il sistema nervoso.
neurotossina   s.f.  (biol.) tossina che agisce spec. sul sistema nervoso.
neurotrasmettitore   s.m.  (biol.) agente chimico responsabile della neurotrasmissione.
neurotrasmissione   s.f.  (biol.) trasmissione di un impulso nervoso da un neurone all'altro, a livello delle sinapsi.
neurotteri   o nevrotteri, s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti di varie dimensioni, con corpo sottile e due paia di ali trasparenti fornite di un fitto reticolato di nervature | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
neurovegetativo   agg.  (med.) relativo al sistema nervoso autonomo che presiede alle funzioni vegetative | distonia neurovegetativa, alterazione delle funzioni vegetative da squilibrio nervoso.
neurula   s.f.  (biol.) stadio dello sviluppo embrionale degli anfibi, successivo alla gastrula, in cui inizia a comparire il sistema nervoso.
neuston   s.m. invar.  (biol.) il complesso degli organismi viventi sullo strato superficiale delle acque (protozoi, ragni, gasteropodi ecc.).
neutrale   agg.    • 1 •   che non parteggia per nessuno tra i contendenti: essere, mantenersi, restare neutrale in una discussione, in una vertenza | stato, paese neutrale, che rimane estraneo a una guerra fra altri stati    • 2 •   che appartiene a uno stato neutrale: zona neutrale; acque neutrali   s.m.  stato neutrale: la conferenza dei neutrali  § neutralmente avv. 
neutralismo   s.m.    • 1 •   politica di neutralità tendenza a restare neutrale in un conflitto o anche nella contrapposizione tra diversi blocchi politico-militari: il neutralismo dei paesi del terzo mondo    • 2 •   dottrina che mira a limitare l'estensione dei conflitti internazionali mediante la neutralità del maggior numero possibile di stati.
neutralista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene la necessità del neutralismo o della neutralità del proprio paese | usato anche come agg.  in luogo di neutralistico : politica neutralista. 
neutralistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla neutralità, al neutralismo o ai suoi fautori: correnti neutralistiche. 
neutralità   s.f.    • 1 •   l'essere neutrale, spec. riferito a uno stato: neutralità assoluta, quando il non intervento militare in un conflitto si accompagna a una rigorosa equidistanza politica tra belligeranti; neutralità benevola, se la potenza neutrale appoggia politicamente uno dei contendenti; neutralità armata, quella di uno stato che potenzia l'armamento per difendere la propria neutralità da eventuali attacchi    • 2 •   neutralità della moneta, (econ.) tesi del monetarismo secondo la quale variazioni della quantità di moneta nel sistema economico fanno variare il livello generale dei prezzi, ma non alterano il livello di occupazione e di produzione    • 3 •   (chim.) la condizione di un composto neutro.
neutralizzabile   agg.  che si può neutralizzare.
neutralizzare   v. tr.    • 1 •   in diritto internazionale, rendere neutrale uno stato, dichiararne la neutralità permanente mediante un trattato: neutralizzare un paese    • 2 •   (chim.) portare una soluzione a dare reazione neutra    • 3 •   rendere vana, inefficace un'azione opponendo a essa una forza contraria; annullare o attenuare gli effetti di un fenomeno negativo: neutralizzare un attacco, una manovra degli avversari; una compressa per neutralizzare l'iperacidità gastrica    • 4 •   (sport) non computare, ai fini della classifica, un certo spazio di tempo uguale per tutti i concorrenti: neutralizzare cinque minuti per il rifornimento. 
neutralizzazione   s.f.    • 1 •   il neutralizzare, l'essere neutralizzato    • 2 •   (ling.) annullamento, in particolari condizioni, dell'opposizione tra due fonemi (p. e.  dell'opposizione tra e  aperta ed e  chiusa in sillaba atona).
neutrino   s.m.  (fis.) particella subatomica priva di carica elettrica e probabilmente anche di massa propria.
neutro   agg.  non ben definito; che sta a mezzo tra due modi di essere o di fare: tinta neutra, colore neutro, indefinito, non vivace | (genere) neutro, una delle tre classi del genere grammaticale, propria di alcune lingue antiche e moderne (p. e.  latino, tedesco); si contrappone al maschile  e al femminile  | (stato) neutro, stato neutrale: i diritti dei neutri  | campo neutro, (sport) campo di gioco che non appartiene né all'una né all'altra delle squadre contendenti: incontrarsi in campo neutro  | animale neutro, non destinato a riprodursi, come le api operaie | fiore neutro, sterile | reazione neutra, (chim.) reazione che non è né acida né basica in quanto le concentrazioni degli ioni idrogeno e ossidrilici presenti in una soluzione acquosa sono uguali; soluzione, sostanza neutra, che presenta reazione neutra | in fisica: conduttore neutro, in un impianto elettrico, conduttore messo a terra o a potenziale zero; stato neutro, quello di un corpo non elettrizzato, né positivamente né negativamente; atomo neutro, quello in cui protoni ed elettroni sono in equilibrio; filtro neutro, in ottica, quello che assorbe allo stesso modo radiazioni di diversa lunghezza d'onda | elemento neutro, (mat.) quell'elemento di un insieme che, composto con un qualsiasi altro elemento dell'insieme, lo lascia invariato | vocale neutra, in fonetica, vocale dal timbro indistinto, la cui articolazione richiede una tensione minima degli organi fonatori (p. e.  la e  del fr. petit)  s.m.  (elettr.) conduttore neutro; anche, il conduttore che fa capo a un sistema di distribuzione elettrica polifase.
neutrofilia   s.f.  (med.) aumento del numero di leucociti nel sangue dovuto a un particolare aumento dei granulociti neutrofili.
neutrofilo   agg.    • 1 •   (bot.) si dice di pianta che vegeta in terreni a reazione né acida né basica    • 2 •   (biol.) si dice di un tipo di globulo bianco granulocito, i cui granuli si colorano con coloranti a reazione neutra.
neutrone   s.m.  (fis.) particella elementare priva di carica elettrica, di massa circa uguale a quella del protone, costituente fondamentale del nucleo atomico: neutrone lento  o termico, in equilibrio termico con le particelle che lo circondano; neutrone pronto, emesso nell'istante in cui avviene una fissione nucleare; neutrone ritardato, emesso dopo un periodo di tempo misurabile dall'istante della fissione.
neutronico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) dei neutroni, relativo ai neutroni: densità neutronica. 
neutronigrafia   s.f.  tecnica di ripresa fotografica di oggetti opachi alla luce ordinaria, consistente nel farli attraversare da un fascio di neutroni lenti, i quali imprimono su un convertitore un'immagine radioattiva, che successivamente impressiona un'apposita emulsione fotografica | l'immagine fotografica ottenuta con tale tecnica.
neutropenia   s.f.  (med.) diminuzione dei granulociti neutrofili nel sangue.
nevaio   s.m.  accumulo di neve perenne raccolta in conche montuose; anche, il luogo dove si è ammassata la neve.
nevale    ⇨ nivale.
nevare   v. intr. impers.  [néva; aus. essere] (ant.) nevicare: nevato è, sicché tutto cuopre la neve  (dante convivio).
nevata   s.f.  (non com.) nevicata.
nevato   agg.  (lett.)    • 1 •   coperto di neve, innevato: lungi apparivan nevate / le prime vette del casentino  (d'annunzio)    • 2 •   simile a neve; niveo: bianco nevato   s.m.  ammasso di neve e ghiaccio che si accumula al di sopra del limite delle nevi perenni e che, consolidandosi, dà luogo ai ghiacciai; vedretta.
neve   ant. nieve, s.f.    • 1 •   precipitazione atmosferica costituita da aggregati di finissimi aghetti di ghiaccio, formatisi nell'atmosfera per condensazione del vapore acqueo: neve farinosa, gelata; nevi perenni; fiocco di neve; la neve cade a larghe falde; spalare la neve; lanciare palle di neve; fare un pupazzo di neve; tempesta, valanga di neve; campo, distesa di neve | sport della neve, gli sport invernali | bollettino della neve, comunicazione meteorologica riguardante la quantità di neve caduta e le sue condizioni di sciabilità | di neve, bianco come la neve, bianchissimo: carnagione di neve  | da neve, si dice di oggetto utile in un ambiente innevato: guanti, occhiali, racchette da neve  | la neve dei capelli, (fig.) i capelli bianchi | montare a neve, frullare l'albume o la panna fino a renderli spumosi | neve carbonica, l'anidride carbonica solida, detta anche ghiaccio secco | neve artificiale, materiale che imita l'aspetto della neve, usato per finzioni sceniche; anche, la neve naturale, prodotta con apposite apparecchiature, di cui si ricoprono le piste da sci poco o per nulla innevate | prov.  : sott'acqua fame e sotto neve pane, con allusione agli inverni nevosi che favoriscono il raccolto | usato anche come agg. invar.  nella loc. effetto neve, disturbo della ricezione televisiva che si manifesta con una serie di punti bianchi e neri sullo schermo    • 2 •   (gerg.) cocaina.
nevicare   ant. nevigare, v. intr. impers.  [névica; aus. essere  o avere] cadere neve: nevicare fitto fitto, a larghe falde; era nevicato molto  | nevicare sui capelli, (fig. scherz.) si dice del loro imbiancarsi | v. intr.  [aus. essere] (lett.) cadere lentamente al suolo, come neve: una pioggia di fiori neviga dagli alberi  (carducci).
nevicata   s.f.    • 1 •   il nevicare: dopo la nevicata tornò il sereno    • 2 •   quantità di neve caduta: un'abbondante nevicata. 
neviera   s.f.  luogo sotterraneo in cui un tempo si raccoglieva la neve da usarsi per tenere in fresco cibi o altro.
nevigare    ⇨ nevicare.
nevischiare   v. intr. impers.  [nevìschia; aus. essere  o avere] cadere nevischio.
nevischio   pop. tosc. nevistio, s.m.  precipitazione formata da neve minutissima mista ad acqua.
nevo   s.m.  (scient.) neo.
nevometro    ⇨ nivometro.
nevosità   s.f.  l'esser nevoso; quantità di neve che cade mediamente in un luogo in un periodo di tempo determinato: la nevosità di una vetta, di una regione. 
nevoso   (1) agg.    • 1 •   di neve: precipitazioni nevose; manto nevoso  | che è coperto di neve: cime nevose    • 2 •   si dice di periodo o di stagione in cui cade o minaccia di cadere la neve: tempo nevoso; è stato un inverno molto nevoso    • 3 •   (poet.) bianco come la neve; candido.
nevoso   (2) s.m.  (st.) nome del quarto mese del calendario rivoluzionario francese.
nevralgia   rar. neuralgia, s.f.  (med.) dolore acuto e persistente determinato dall'irritazione di un tratto nervoso e delle sue diramazioni o di un plesso nervoso e delle sue radici: nevralgia del trigemino. 
nevralgico   rar. neuralgico, agg.  [pl. m. -ci] (med.) di nevralgia: dolore nevralgico  | punto nevralgico, dove il dolore è più forte; (fig.) il punto più delicato, più difficile: il punto nevralgico di una questione, di una situazione. 
nevrasse   rar. neurasse, s.m.  (anat.) l'insieme dell'encefalo e del midollo spinale.
nevrastenia   rar. neurastenia, s.f.  (med.) termine generico, con cui si designano certi disturbi funzionali del sistema nervoso accompagnati da particolare irritabilità.
nevrastenico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di nevrastenia  agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi è affetto da nevrastenia    • 2 •   nel linguaggio corrente, che, chi è molto nervoso, facilmente irritabile: oggi sei proprio nevrastenico!. 
nevrectomia   s.f.  (med.) neurectomia.
nevrilemma    ⇨ neurilemma.
nevrite   e deriv.   ⇨ neurite e deriv. 
nevro-  nevro-  ⇨ neuro-.
nevroglia   o neuroglia, s.f.  (anat.) elemento di sostegno del sistema nervoso, costituito da particolari cellule che intervengono nel metabolismo delle fibre e delle cellule nervose; è detta anche, con forma abbreviata, glia. 
nevropatia   e deriv.   ⇨ neuropatia e deriv. 
nevrosi   rar. neurosi, s.f.  in psicoanalisi e in psicopatologia, disturbo più o meno grave della sfera affettiva connesso con le esperienze infantili del soggetto, il quale è cosciente dei conflitti e delle sofferenze che vive e mantiene comunque un contatto con la realtà (a differenza di quanto avviene nelle psicosi): nevrosi ossessiva, traumatica; nevrosi d'angoscia, d'abbandono  | (estens.) nel linguaggio corrente, disturbo psichico; anche, irritabilità eccessiva.
nevrotico   rar. neurotico, agg.  [pl. m. -ci] (psicol.) di nevrosi: sintomi nevrotici   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi è affetto da nevrosi    • 2 •   nel linguaggio corrente, che, chi mostra di soffrire di conflitti psichici o anche, semplicemente, si dimostra sempre nervoso, facilmente irritabile § nevroticamente avv. 
nevrotizzare   v. tr.  rendere nevrotico | nevrotizzarsi v. rifl.  diventare nevrotico.
nevrotizzazione   s.f.  il nevrotizzare, il nevrotizzarsi, l'essere nevrotizzato.
nevrotteri    ⇨ neurotteri.
nevvero   rar. n'è vero, inter.  (sett.) si usa in tono interrogativo all'inizio, in fine di frase o come inciso per chiedere quasi una conferma di ciò che si sta per dire o che si è detto: nevvero che sono stato bravo?; «e' un galantuomo, n'è vero?»  (manzoni p. s.  xiii).
new age   loc. sost. f. invar.  movimento culturale originario degli stati uniti d'america che ha le sue radici nella cultura alternativa degli anni sessanta; aspira a stabilire un rapporto rinnovato tra l'uomo e l'ambiente.
new deal   loc. sost. m. invar.    • 1 •   (st.) processo di riforma dell'economia e della società americana con il quale il presidente degli stati uniti f. d. roosevelt affrontò, tra il 1933 e il 1938, i problemi posti dalla depressione economica della fine degli anni venti    • 2 •   (estens.) nuovo corso politico, economico e sim.
new entry   loc. sost. f. invar.  disco di musica leggera che entra per la prima volta nella classifica di quelli più venduti.
news   s.f. pl..  notizie, ultime notizie.
newsgroup   loc. sost. m. invar.  gruppo di persone che discutono pubblicamente di argomenti di interesse comune attraverso una rete telematica: in internet sono molte migliaia i newsgroup attivi. 
newsletter   loc. sost. f. invar.  bollettino d'informazione, notiziario essenziale.
newton   s.m.  (fis.) unità di misura della forza nel sistema internazionale, pari alla forza che, applicata a un corpo di massa di un chilogrammo, gli imprime un'accelerazione di un metro al secondo per secondo.
newtoniano   agg.  di i. newton; che si riferisce alle teorie e ai principi da lui enunciati nel campo della fisica e della matematica: attrazione newtoniana, la forza di gravitazione.
new wave   loc. sost. f. invar.  ogni corrente innovatrice, antitradizionale, spec. nella musica e nel cinema | anche come loc. agg.  : un film, un gruppo new wave. 
newyorkese   agg.  di new york, relativo a new york  s.m.  e f.  chi è nato o abita a new york.
ni   (1) avv.  (fam.) né sì né no: non ha voluto compromettersi e ha risposto ni. 
ni   (2) s.m.  o f. invar.  nome della tredicesima lettera dell'alfabeto greco, corrispondente alla n  latina.
niacina   s.f.  (chim.) composto organico azotato ad azione vitaminica, derivato dalla piridina, noto anche come acido nicotinico  o vitamina pp; in medicina ha azione specifica contro la pellagra.
nibbio   s.m.  uccello rapace diurno di color fulvo variegato di nero, con testa e gola biancastre e coda forcuta (ord.  falconiformi).
nibelungico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dei nibelunghi: ciclo nibelungico, antico ciclo leggendario germanico che narra dello sterminio dei burgundi e della morte di sigfrido    • 2 •   (fig. lett.) feroce, cupamente tragico, come l'ambiente e i personaggi delle leggende nibelungiche.
nibelungo   s.m.  [pl. -ghi  o -gi]    • 1 •   nella mitologia nordica, nome di ognuno dei demoniaci possessori del tesoro di cui si impadronirono i burgundi    • 2 •   chi apparteneva alla stirpe reale dei burgundi, di cui gli unni fecero strage nel 437.
nicaraguense   o nicaraguegno [ni-ca-ra-gué-gno], agg.  del nicaragua  s.m.  e f.  chi è nato o abita in nicaragua.
nicchia   s.f.    • 1 •   cavità, per lo più semicilindrica, aperta nello spessore di un muro per porvi statue, oggetti decorativi e sim.; può anche avere funzione di deposito e riparo (p. e.  nelle gallerie ferroviarie o stradali). dim. nicchietta    • 2 •   cavità superficiale nelle rocce, provocata da varie cause: nicchie coliche, meteoriche    • 3 •   (fig.) posto tranquillo e comodo; sistemazione, rifugio    • 4 •   nicchia ecologica, (biol.) il posto che una specie animale e vegetale occupa in un determinato ecosistema    • 5 •   (tosc.) conchiglia.
nicchiamento   s.m.  (rar.) il nicchiare.
nicchiare   v. intr.  [io nìcchio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   mostrarsi incerto, esitante; tergiversare, tentennare: ha nicchiato un po', ma poi ha accettato    • 2 •   (ant.) lamentarsi, gemere.
nicchio   s.m.  (tosc.)    • 1 •   conchiglia; guscio della lumaca | farsi un nicchio, (fig.) rannicchiarsi    • 2 •   specie di lucerna a tre punte, di coccio o di bronzo | (scherz.) cappello a tre punte, un tempo usato dai preti    • 3 •   salume di forma triangolare, con pasta simile a quella dello zampone.
niccianesimo   niccianismo  ⇨ nietzschianesimo.
nicciano    ⇨ nietzschiano.
niccio    ⇨ neccio.
niccolite   s.f.  minerale costituito da arseniuro di nichel; si presenta in masse cristalline di lucentezza metallica e colore rossastro; è una fonte minore per l'estrazione del nichel.
niceno   agg.  di nicea, antica città della bitinia | simbolo  (o credo) niceno, la professione della fede cristiana approvata dal primo concilio ecumenico di nicea (325).
nichel   antiq. nichelio [ni-chè-lio], s.m.  elemento chimico di simbolo ni; è un metallo tenace, grigio, lucente, malleabile, usato per leghe, rivestimenti galvanici, monete e per preparare un catalizzatore di riduzione a struttura porosa.
nichelare   pop. nichellare, v. tr.  [io nìchelo ecc.  (pop. io nichèllo ecc.)] ricoprire con nichel un oggetto metallico, a scopo protettivo o ornamentale.
nichelatore   s.m.  operaio addetto alla nichelatura.
nichelatura   s.f.  operazione del nichelare | lo strato di nichel che ricopre un oggetto nichelato.
nichelcromo   o nichel-cromo, s.m.  lega di nichel, cromo e ferro usata per resistenze elettriche e oggetti inossidabili.
nichelina   s.f.  (metall.) lega di rame, nichel e zinco con tracce di manganese, usata per resistenze elettriche.
nichelino   pop. nichellino, s.m.  moneta di nichel del valore di 20 centesimi, in uso prima della seconda guerra mondiale; ventino.
nichelio    ⇨ nichel.
nichellare    ⇨ nichelare.
nichellino    ⇨ nichelino.
nichilismo   rar. nihilismo, s.m.    • 1 •   nel significato più generale, atteggiamento o dottrina che nega in modo radicale determinati sistemi di valori: il nichilismo di nietzsche    • 2 •   nichilismo russo, la dottrina di un movimento rivoluzionario sorto in russia nel secondo ottocento, che, portando a estreme conseguenze l'individualismo anarchico, si proponeva di distruggere l'ordinamento politico e sociale esistente.
nichilista   rar. nihilista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, seguace del nichilismo | usato anche come agg.  in luogo di nichilistico : dottrina, movimento nichilista. 
nichilistico   rar. nihilistico, agg.  [pl. m. -ci] relativo al nichilismo; da nichilista: atteggiamento nichilistico. 
nickel   s.m. invar.  forma oggi diffusa per nichel. 
nicodemismo   s.m.  comportamento da nicodemita.
nicodemita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   si diceva dei seguaci della riforma protestante che non osavano manifestare pubblicamente la loro fede    • 2 •   (estens.) chi aderisce a una fede, a un'ideologia segretamente o tiepidamente.
nicol   s.m.  (fis.) prisma polarizzatore costituito da un cristallo birifrangente in cui si elimina con un artificio uno dei due raggi rifratti.
nicolaismo   s.m.  nella chiesa dei primi secoli, corrente avversa al celibato ecclesiastico.
nicotina   s.f.  alcaloide velenoso, con struttura biciclica azotata a dieci atomi di carbonio, contenuto nel tabacco; è impiegato nell'industria chimica, in agricoltura e in veterinaria.
nicotinico   agg.  [pl. m. -ci] della nicotina, relativo alla nicotina | acido nicotinico, (chim.) niacina.
nicotinismo   s.m.  (med.) il complesso dei disturbi fisici e psichici causati dall'intossicazione da nicotina; tabagismo.
nictaginacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni con foglie opposte e fiori avvolti da brattee; vi appartiene la bella di notte  | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
nictalope   agg.  e s.m.  e f.  (med.) che, chi è affetto da nictalopia.
nictalopia   s.f.  (med.)    • 1 •   capacità visiva inferiore al normale in ambiente poco illuminato    • 2 •   impropriamente, ma più comunemente, capacità visiva superiore al normale in ambiente poco illuminato.
nictemerale   agg.  (med.) si dice di fenomeni biologici e fisiologici che presentano variazioni nel corso delle ventiquattro ore, in particolare in rapporto alla successione giorno-notte.
nicticora    ⇨ nitticora.
nicto-  nicto- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. ny/x nyktós  'notte'; significa 'notte, buio, oscurità' (nictofobia).
nictofobia   s.f.  (psicol.) paura ossessiva del buio notturno e dell'oscurità in genere.
nictografo   s.m.  particolare telaio che, sovrapposto al foglio, permette di scrivere diritto anche nell'oscurità è usato spec. dai ciechi.
nicturia   s.f.  (med.) frequente impulso alla minzione durante la notte; può essere segno di varie patologie (p. e.  disturbi cardiocircolatori, ipertrofia della prostata).
nidiace   meno com. nidiaceo, nidace, agg.  (lett.) si dice di uccellino che non ha ancora lasciato il nido.
nidiandolo   s.m.  (non com.) l'uovo, vero o finto, che si lascia nel luogo dove si desidera che la gallina deponga le uova; endice.
nidiata   s.f.    • 1 •   tutti gli uccellini di un nido, nati da una stessa covata: una nidiata di passerotti  | (estens.) i cuccioli di qualsiasi animale nati in un parto solo: una nidiata di barboncini    • 2 •   (fig.) gruppo di bambini, spec. figli degli stessi genitori: una povera donna con una nidiata di bambini intorno  (manzoni p. s.  xxxiv).
nidicolo   agg.  si dice di uccello che alla nascita è incapace di volare e che rimane per un certo periodo nel nido, nutrito dai genitori.
nidificare   v. intr.  [io nidìfico, tu nidìfichi ecc. ; aus. avere] fare il nido: le rondini nidificano sotto i cornicioni dei tetti. 
nidificazione   s.f.  il nidificare; il modo del nidificare: la nidificazione primaverile delle rondini. 
nidiforme   agg.  che è a forma di nido.
nidifugo   agg.  [pl. m. -ghi] agg.  si dice di uccello che depone abitualmente le uova sul suolo, senza aver costruito un nido.
nido   pop. tosc. nidio, s.m.    • 1 •   riparo di forma e materiale vario, costruito dagli uccelli e anche da taluni pesci e mammiferi per covarvi e custodirvi le uova e per allevare i piccoli: un nido di passero, di rondine, di gazza; un nido di calabroni, di scoiattoli  | nido d'ape, ricamo o lavoro di guarnizione secondo un disegno a cellette, che ricorda il favo delle api. dim. nidino, nidietto    • 2 •   (fig.) la casa in cui si è nati o in cui si vive; il proprio paese; la propria patria: lasciare, abbandonare il nido; tornare al nido; fare il nido, stabilirsi in un luogo    • 3 •   (spreg.) covo: nido di ladri  | nido di vipere, di serpenti, (fig.) gruppo di persone malvagie, sleali    • 4 •   nome di particolari apprestamenti militari | nido di mitragliatrici, postazione di mitragliatrici situata in un luogo difficilmente individuabile | usato anche come agg. invar.  nella loc. asilo nido, istituto che ospita i bambini più piccoli, spec. durante le ore in cui i genitori sono al lavoro.
nidore   s.m.  (lett.) odore di marcio.
niego    ⇨ nego.
niellare   v. tr.  [io nièllo ecc.] decorare mediante niellatura.
niellatore   s.m.  orafo specializzato nella niellatura.
niellatura   s.f.  decorazione di oggetti metallici, gener. d'oro o d'argento, che si esegue incidendo la superficie, riempiendo le incisioni con niello e levigando poi la superficie stessa per eliminare ogni dislivello; per estens., l'oggetto niellato.
niello   s.m.    • 1 •   lega di colore nero usata per riempire le incisioni praticate sulla superficie di oggetti metallici nella niellatura; si ottiene fondendo ad alta temperatura, direttamente dentro le incisioni, una miscela di polvere d'argento, rame, piombo e zolfo    • 2 •   (estens.) niellatura; oggetto niellato: un niello di maso finiguerra. 
nielsborio   s.m.  (chim.) nome proposto per l'elemento transattinico di numero atomico 105 dall'ex unione sovietica; negli usa è stato proposto il nome hahnio; l'unione internazionale di chimica raccomanda il nome unnilpenzio. 
niente   ant. neente, pron. indef.    • 1 •   con valore negativo, nessuna cosa (posposto al verbo, come sogg. o come compl., richiede la negazione): niente si oppone al tuo progetto; non sapevo niente; non hanno visto niente; non mi ha detto nient'altro; non c'è niente di meglio, niente di male; non fa niente tutto il giorno; non per niente si è precipitato subito qui, c'è una buona ragione per cui l'ha fatto | niente di niente, assolutamente niente: non sa niente di niente; di un suggerimento simile non ne faccio niente di niente  | per niente, senza nessun compenso o risultato; inutilmente: lavorare per niente; lamentarsi per niente; nessuno fa niente per niente, nessuno è davvero del tutto disinteressato | di niente, si usa come risposta nelle formule di cortesia: «grazie» «di niente»  o semplicemente «niente!»  | non far niente  (sett. far niente), non produrre alcun effetto; anche, non avere importanza: la medicina non gli ha fatto niente; hai dimenticato un particolare, ma non fa niente  | non farsi niente, non farsi alcun male: ha fatto una brutta caduta, ma non si è fatto niente  | non poter farci niente, non essere in grado di trovare alcun rimedio | non aver niente a che fare  (lett. niente che fare) con qualcuno, non avere rapporti con lui; non aver niente a che fare  (lett. niente che fare) con qualcosa, esserne al di fuori, non entrarci affatto | prov.  : con niente si fa niente    • 2 •   con valore positivo, qualche cosa (per lo più in prop. interrogative o dopo se): ti serve niente?; c'è niente di nuovo?; hai mai visto niente di meno convincente?; vuoi nient'altro?; hai niente in contrario?; se hai bisogno di niente, chiamami; non per niente, ma non potevi avvisarmi prima?    • 3 •   (estens.) poca cosa: il mio danno è niente rispetto al suo; l'ho pagato niente, in rapporto al suo valore reale; ti pare niente?; è un tipo che si arrabbia per niente  | come niente (fosse), come se niente fosse, con noncuranza, con la massima facilità | da niente, da poco, di poco conto: è un graffio da niente  | un buono, una buona a niente, una persona incapace    • 4 •   col valore di 'persona non conosciuta, non affermata': fino a qualche anno fa era niente, ora è una delle personalità più in vista   agg. invar.  (fam.) nessuno, nessuna: non ha niente furbizia, non è per niente furbo; anche in frasi ellittiche: niente paura!, non abbiate paura; niente denari?, non avete, non c'è denaro? | essere niente, (ant.) non essere possibile: lo caldo sghermitor subito fue; / ma però di levarsi era neente, / sì avieno inviscate l'ali sue  (dante inf.  xxii, 142-144)  s.m.    • 1 •   nessuna cosa; poca cosa: finire in niente, non avere un seguito, un risultato; ridursi al niente, perdere ogni cosa; venire dal niente, essere di umili origini; comprare qualcosa per niente, per poco; riconoscere il proprio niente, la propria pochezza | un bel niente, con valore rafforzativo, assolutamente no, assolutamente nulla: «ne sei convinto?» «un bel niente!»; nonostante gli sforzi non ottenne un bel niente    • 2 •   (filos.) il non essere, il nulla; ciò che non è: le cose tutte fuori di dio sono vanità, sono tratte dal niente  (rosmini)  avv.  assolutamente nulla, neppure un poco (anche per niente): non costa niente; non m'importa niente; nonci penso per niente; non ci metterebbe niente a dirglielo, molto poco | in frasi ellittiche: tentavano di convincerlo, ma lui niente!  | rafforzato con affatto  (spec. nelle risposte): «ti convince?» «niente affatto!»  | ripetuto: se niente niente gli dai retta, non te ne liberi più, se appena, se anche soltanto un poco.
nientedimeno   o niente di meno; anche nientemeno, niente meno, avv.  addirittura (esprime sorpresa e stupore): costa nientedimeno diecimila lire; pretende nientedimeno la metà degli utili  | (scherz.) rafforzato in nientepopodimeno  (o niente po' po' di meno)  cong.  (ant.) tuttavia; nondimeno.
nietzschianesimo   o niccianesimo, niccianismo [nic-cia-nì-smo], s.m.  (filos.) il pensiero del filosofo tedesco f. w. nietzsche (1844-1900): il tema del superuomo è caratteristico del nietzschianesimo. 
nietzschiano   o nicciano, agg.  di f. w. nietzsche, relativo alla sua dottrina: le interpretazioni del pensiero nietzschiano   s.m.  [f. -a] seguace delle idee di nietzsche.
nieve    ⇨ neve.
nievo   s.m.  (ant. sett.) nipote.
nife   s.m.  (geol.) secondo alcune teorie, massa di nichel e ferro che costituirebbe il nucleo terrestre.
nifo   o niffo, niffolo [nif-fó-lo], s.m.  (ant.)    • 1 •   grugno, muso d'animale    • 2 •   (lett. spreg.) faccia, volto d'uomo: gl'ipocriti... torcono il nifo  (carducci).
nigella   s.f.  pianta erbacea, diffusa nelle regioni temperate, con fiori bianchi o azzurrognoli raccolti in grappoli (fam.  ranuncolacee).
nigeriano   agg.  della nigeria, stato dell'africa occidentale  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della nigeria.
nigerino   agg.  del niger, stato dell'africa centro-settentrionale  s.m.  [f. -a] nativo, abitante del niger.
night-club  night-club abbr. in night, s.m.  locale notturno.
nightglow   s.m. invar.  in geofisica, luminosità del cielo notturno prodotta dall'energia solare immagazzinata nell'alta atmosfera durante il giorno.
nigricare   v. intr.  [io nìgrico, tu nìgrichi ecc. ; aus. avere] (lett.) nereggiare, tendere al nero: furoncoli nigricanti  (manzoni p. s.  xxxvii).
nigritella   s.f.  pianta erbacea montana con fiori profumati di colore rosso scuro (fam.  orchidacee).
nigro   agg.  (ant.) nero.
nihilismo   e deriv.   ⇨ nichilismo e deriv. 
nilgau   o nilgai, s.m. invar.  grossa antilope indiana con testa allungata, pelame nero-bluastro nei maschi e fulvo nelle femmine, corna lisce e appuntite in entrambi i sessi (ord.  artiodattili).
nilota   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] (antrop.) appartenente a un vasto gruppo di popolazioni negridi dei paesi dell'africa centro-orientale (spec. del bacino del nilo), caratterizzate da statura molto elevata, spiccata dolicocefalia e colorazione molto scura della pelle.
nilotico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alle regioni attorno al nilo o ai loro abitanti: altopiano nilotico  | lingue nilotiche, gruppo di lingue di ceppo sudanese parlate da alcune popolazioni seminomadi nel sudan e in altri stati africani.
nimbato   agg.  (lett.) circondato di nimbo, di aureola.
nimbifero   agg.  (lett.) addensatore di nubi, apportatore di temporali (come epiteto tradizionale di giove).
nimbo   s.m.    • 1 •   (ant.) nembo    • 2 •   (lett.) nube luminosa, luce intensa | (estens.) disco luminoso, aureola intorno alla testa di una divinità o di un santo.
nimboso   agg.  (lett.) nemboso.
nimicizia    ⇨ inimicizia.
nimico    ⇨ nemico.
nimistà   o nimistanza [ni-mi-stàn-za], s.f.  (ant.) inimicizia: nacque tra l'una nazione e l'altra grandissima nimistà  (boccaccio dec.  ii, 8).
ninfa   s.f.    • 1 •   nella mitologia greca e romana, ciascuna delle dee minori che popolano i boschi, i monti e le acque    • 2 •   (estens. lett.) giovane donna molto bella e leggiadra | con valore antifrastico, sgualdrina, prostituta. dim. ninfetta    • 3 •   (zool.) negli insetti con metamorfosi completa, stadio di sviluppo intermedio tra la larva e l'adulto; pupa, crisalide    • 4 •   (anat.) ciascuna delle piccole labbra della vulva.
ninfale   agg.    • 1 •   (lett.) di ninfa, delle ninfe: le favole ninfali; una bellezza ninfale    • 2 •   (zool.) relativo allo stadio di ninfa: sonno ninfale   s.m.  opera letteraria d'ambiente pastorale nel quale compaiono delle ninfe.
ninfea   s.f.  pianta acquatica ornamentale, con larghe foglie carnose e fiori bianchi; è detta anche ninfea bianca  (fam.  ninfeacee) | ninfea gialla, nenufaro.
ninfeacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni con foglie natanti generalmente larghe e frutti simili a bacche; vi appartiene la ninfea | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
ninfeo   s.m.    • 1 •   (archeol.) grotta o costruzione consacrata alle ninfe    • 2 •   fontana monumentale, nelle grandi ville rinascimentali e barocche.
ninferno   s.m.  (ant. , lett.) inferno.
ninfetta   s.f.    • 1 •   dim.  di ninfa    • 2 •   adolescente che tende a mettere precocemente in risalto la propria femminilità.
ninfomane   s.f.  donna affetta da ninfomania.
ninfomania   s.f.  (psicol.) impulso, tendenza ossessiva della donna a ripetere esperienze sessuali con uomini diversi.
ninfosi   s.f.  (zool.) negli insetti, il passaggio dallo stadio di larva a quello di ninfa, durante la metamorfosi.
nini    ⇨ nino.
ninna   s.f.  nel linguaggio infantile, il sonno: fare la ninna, addormentarsi, dormire.
ninnananna   o ninna nanna, s.f.    • 1 •   cantilena sommessa con cui si fanno addormentare i bambini    • 2 •   (mus.) breve brano musicale vocale o strumentale il cui andamento richiama quello dolce e monotono delle ninnananne infantili; è detta anche berceuse : una ninnananna di chopin. 
ninnare   v. tr.  (fam.) cercare di far addormentare i bambini cantando la ninnananna; cullare: me lo ninnavo in collo le nottate intere / al fresco  (pascoli).
ninnolare   v. tr.  [io nìnnolo ecc.] divertire, trastullare i bambini con ninnoli | ninnolarsi v. rifl.  (non com.) perdere il tempo in cose inutili; gingillarsi.
ninnolo   s.m.    • 1 •   giocattolo, trastullo per bambini molto piccoli    • 2 •   piccolo oggetto ornamentale; gingillo. dim. ninnolino, ninnoletto. 
ninnolone   s.m.  [f. -a] (non com.) chi perde il tempo in cose inutili; chi si gingilla; zuzzurellone.
nino   o nini, s.m.  [f. -a] (fam. tosc.) nome affettuoso per chiamare un bambino.
niobio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è nb; metallo raro, molto simile al platino, impiegato nella tecnologia nucleare e per costruire apparecchiature ad alta resistenza contro la corrosione acida; nella letteratura scientifica anglo-americana è detto anche columbio. 
nipiologia   s.f.  (med.) settore della pediatria che studia lo sviluppo e le malattie del bambino nei primi mesi di vita.
nipiologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla nipiologia: centro nipiologico. 
nipiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi, -ghi] medico specialista in nipiologia.
nipitella    ⇨ nepitella.
nipote   antiq. nepote, s.m.  e f.    • 1 •   il figlio, la figlia del figlio o della figlia; il figlio, la figlia del fratello o della sorella: mio nipote; la nostra nipote.  dim. nipotino, nipotina  accr. nipotone, nipotona  pegg. nipotaccio, nipotaccia    • 2 •   (estens.) il coniuge del nipote o della nipote; il figlio, la figlia del cugino o della cugina    • 3 •   pl.  i discendenti, i posteri: i nipoti d'adamo, il genere umano.
nipotismo    ⇨ nepotismo.
nipple   s.m. invar.  (mecc.)    • 1 •   elemento tubolare filettato alle due estremità usato per raccordare due tubi di diametro uguale o diverso    • 2 •   dado cilindrico a testa sporgente usato per fissare i raggi di filo metallico al cerchione delle ruote a raggi tangenti al mozzo (p. e.  quelle della bicicletta).
nipplo   s.m.  adattamento it. dell'ingl. nipple. 
nipponico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) giapponese: l'impero nipponico. 
nipponismo   s.m.  (ling.) voce o costrutto giapponesi passati in un'altra lingua (p. e. in it. ikebana  o kamikaze).
niquità   e deriv.   ⇨ nequità e deriv. 
nirvana   s.m.    • 1 •   nelle religioni indiane, la condizione di suprema salvezza; secondo il buddhismo, è raggiungibile anche nella vita terrena attraverso un progressivo distacco dalle cose del mondo e dalle passioni    • 2 •   (estens.) stato di perfetta serenità, di totale distacco dalle emozioni e dalle passioni; anche, stato di passività, di indifferenza verso sé stessi e gli altri.
nirvanico   agg.  [pl. m. -ci] di, del nirvana (anche fig.): stato nirvanico. 
nisba   avv.  (pop. region.) nulla, niente.
nisseno   (1) agg.  di caltanissetta  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di caltanissetta.
nisseno   (2) agg.  di nissa, antica città della cappadocia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di nissa.
nissuno    ⇨ nessuno.
nistagmo   s.m.  (med.) movimento oscillatorio involontario di organi mobili (p. e.  occhio, capo) composto da una deviazione lenta e da un ritorno rapido rispetto alla posizione normale; se è spontaneo è patologico, ma può anche essere indotto da particolari stimolazioni.
nistatina   s.f.  (farm.) antibiotico attivo contro le infezioni da miceti.
nit   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della luminanza nel sistema internazionale, pari alla luminanza di una superficie di area di    • 1 •   m2 che emette in direzioni perpendicolari radiazioni con intensità luminosa di    • 1 •   candela.
nitella   s.f.  alga acquatica provvista di sottili e lunghissime ramificazioni (fam.  caracee).
nitente   agg.  (lett.) risplendente.
nitidezza   s.f.  l'essere nitido (anche fig.): la nitidezza del cristallo, di un'immagine fotografica; nitidezza di stile. 
nitido   agg.    • 1 •   pulito e splendente; limpido: bicchieri nitidi; cristallo nitido    • 2 •   (estens.) chiaro e preciso nei contorni: immagine nitida  | vivo, ben presente nella memoria: un ricordo ancora nitido    • 3 •   (fig.) accurato, preciso, elegante: stile nitido  § nitidamente avv. 
niton   o nito, s.m.  (chim.) antico nome del radon.
nitore   s.m.  (lett.) nitidezza, lucentezza: il nitore del cielo  | (fig.) chiarezza, eleganza: il nitore di un'immagine; il nitore della prosa classica. 
nitrare   v. tr.  (chim.) sottoporre a nitrazione.
nitratare   v. tr.  (agr.) sottoporre a nitratazione.
nitratazione   s.f.  (agr.) operazione di fertilizzazione del terreno con concimi nitrici; nitratura.
nitratina   s.f.    • 1 •   minerale costituito da nitrato di sodio presente, sotto forma di masse granulari, nei grandi giacimenti naturali di nitro del cile, di cui è il componente principale; è detta anche sodanitro    • 2 •   nell'uso corrente, nitro del cile.
nitrato   part. pass.  di nitrare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  (chim.)    • 1 •   sale dell'acido nitrico: nitrato di calcio, di sodio, d'ammonio, usati come fertilizzanti; nitrato di potassio, salnitro    • 2 •   estere dell'acido nitrico: nitrato di amile, usato come additivo di combustibili per motori diesel.
nitratore   s.m.    • 1 •   tecnico addetto ai processi di nitrazione    • 2 •   apparecchio per effettuare la nitrazione.
nitratura   s.f.  lo stesso che nitratazione. 
nitrazione   s.f.  (chim.) reazione o insieme di reazioni che hanno lo scopo di introdurre un nitrogruppo in una molecola organica: nitrazione degli idrocarburi, degli alcoli. 
nitrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto che contiene il nitrogruppo: acido nitrico, liquido incolore estremamente ossidante, che decompone la maggior parte delle sostanze organiche e attacca tutti i metalli e che in miscela con acido cloridrico forma l'acqua regia; esteri nitrici, liquidi incolori o giallini, alcuni dei quali esplosivi; gruppo nitrico, nitrogruppo; concimi nitrici, i nitrati di sodio, calcio, potassio e ammonio, usati per la nitratazione del terreno.
nitriera   s.f.  ammasso di sostanze organiche lasciato fermentare per circa un anno e poi utilizzato come concime oppure lisciviato per ricavarne nitrato di potassio.
nitrificante   part. pres.  di nitrificare   agg.  (biol.) si dice di batterio aerobio presente nel terreno e responsabile della nitrificazione.
nitrificare   v. tr.  [io nitrìfico, tu nitrìfichi ecc.] (chim.) sottoporre a nitrificazione.
nitrificazione   s.f.  in chimica agraria, processo microbiologico naturale durante il quale l'ammoniaca originatasi nella putrefazione delle sostanze organiche del terreno si trasforma in nitriti e nitrati.
nitrile   s.m.  (chim.)    • 1 •   estere dell'acido cianidrico    • 2 •   nitrogruppo.
nitrilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di radicale monovalente, composto da un atomo di carbonio e uno di azoto, caratteristico dei nitrili.
nitrire   v. intr.  [io nitrisco, tu nitrisci ecc. ; aus. avere] detto del cavallo, emettere il verso caratteristico.
nitrito   (1) s.m.  il nitrire; il verso caratteristico del cavallo.
nitrito   (2) s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido nitroso.
nitro   s.m.  (chim.)    • 1 •   nitro del cile, concime chimico naturale derivato dai depositi di guano e costituito da nitrato di sodio con piccole percentuali di nitrato di potassio e cloruro di sodio; è detto correntemente nitratina    • 2 •   nitro norvegese, nitrato di calcio cristallizzato    • 3 •   salnitro    • 4 •   gruppo nitro, nitrogruppo.
nitro-  nitro- primo elemento di parole composte della moderna terminologia scientifica, tratto dal lat. scient. nitrogenum  (comp. del lat. ni°trum  'nitro' e -ge°num  '-geno'), nome dato all'azoto in quanto componente del nitrato di sodio o nitro; designa composti chimici contenenti il nitrogruppo o indica relazione con l'azoto (nitrobenzolo, nitrofilo).
nitrobatterio   s.m.  (biol.) batterio nitrificante.
nitrobenzene   s.m.  (chim.) liquido oleoso, giallo paglierino, dal caratteristico odore di mandorle amare, che si ottiene per nitrazione del benzene e trova largo impiego come intermedio nell'industria chimica (per preparare coloranti, esplosivi, profumi ecc.); è detto anche essenza di mirbana  o di mandorle amare. 
nitrobenzolo   s.m.  (chim.) termine antiquato per nitrobenzene. 
nitrocellulosa   s.f.  (chim.) sostanza gialla amorfa ottenuta per nitrazione della cellulosa e usata per esplosivi, vernici, pellicole fotografiche ecc.
nitroderivato   s.m.  (chim.) ogni composto organico contenente nella molecola uno o più nitrogruppi.
nitrofilo   agg.  (bot.) si dice di pianta che alligna nei terreni azotati.
nitrofosfato   s.m.  (chim.) fertilizzante composto di nitrato, fosfato e solfato di calcio.
nitroglicerina   s.f.  liquido incolore o giallastro ottenuto per nitrazione della glicerina, in grado di esplodere al minimo urto; è usato soprattutto per fabbricare dinamite e gelatine esplosive.
nitroglicol   o nitroglicole, s.m. invar.  (chim.) potente esplosivo, analogo alla nitroglicerina, usato per preparare cariche di lancio dei proiettili.
nitrogruppo   s.m.  (chim.) radicale monovalente, costituito da un atomo di azoto e due di ossigeno e caratteristico dei nitroderivati; è detto anche nitrile. 
nitronio   s.m.  (chim.) catione monovalente formato da un atomo di azoto e due di ossigeno, presente nell'acido nitrico molto concentrato e nelle miscele usate per la nitrazione, di cui è componente essenziale.
nitrosa   s.f.  (chim. ind.) liquido verdognolo, costituito da una soluzione di vapori nitrosi in acido solforico, presente nel processo di produzione dell'acido solforico stesso.
nitrosazione   s.f.  (chim.) reazione o insieme di reazioni che introduce il gruppo nitroso in una molecola organica.
nitrosile   s.m.  (chim.) radicale monovalente positivo costituito da un atomo di azoto e uno di ossigeno e presente in vari composti azotati; è detto anche gruppo nitroso. 
nitroso   agg.  (chim.) si dice di composto che contiene il radicale nitrosile: gruppo nitroso; ossido nitroso, altro nome dell'anidride nitrosa, composto contenente due atomi di azoto e tre di ossigeno; acido nitroso, acido inorganico formato da un atomo di idrogeno, uno di azoto e due di ossigeno.
nitrurazione   s.f.  (metall.) particolare trattamento termochimico che conferisce maggiore durezza superficiale agli acciai; si realizza mediante contatto con azoto.
nitruro   s.m.  (chim.) composto binario dell'azoto con altri elementi.
nitticora   o nicticora, s.f.  uccello notturno di medie dimensioni, diffuso nelle zone umide e paludose; è simile all'airone, dal quale si differenzia per il capo grosso e per il becco robusto (ord.  ciconiformi).
nittitante   agg.  (zool.) si dice della membrana esterna che ricopre l'occhio di alcuni animali.
nittitazione   s.f.  (fisiol.) atto involontario consistente nel frequente e rapido abbassarsi e sollevarsi delle palpebre, necessario per mantenere umida la congiuntiva; è detto più comunemente ammiccamento. 
niuno   o neuno, ant. ignuno, agg.  e pron. indef.  (ant. , lett.) nessuno.
nivale   rar. nevale, agg.    • 1 •   (lett.) nevoso, niveo: clima nivale; una cerchia nivale / di montagne  (d'annunzio)    • 2 •   (geog.) delle nevi: limite, zona nivale, delle nevi permanenti; flora nivale, che vive al limite delle nevi permanenti.
nivazione   s.f.  il complesso delle azioni modificatrici che la neve esercita sul terreno.
niveo   agg.  (lett.) bianco come la neve: carnagione nivea. 
nivometro   o nevometro, s.m.  apparecchio per la misurazione delle precipitazioni nevose.
nizza   s.f.  (ant.) linguetta di carta che serviva a chiudere le lettere.
nizzarda   s.f.  danza popolare piemontese, diffusa soprattutto nel sei e settecento.
nizzardo   agg.  di nizza | insalata alla nizzarda, (gastr.) insalata mista a base di pomodori, capperi, filetti di acciughe e olive nere  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di nizza | il nizzardo, per antonomasia, g. garibaldi.
no   avv.    • 1 •   negazione equivalente a una frase negativa, usata spec. nelle risposte (si contrappone a sì): «l'hai visto?» «no»; «parti oggi?» «no, domani»  | accompagnato da rafforzativi: proprio no; no davvero; no di certo; certamente no; ma no!  | no e poi no!, proprio no | pare di no, speriamo di no, che non sia così | dire di no, negare, rifiutare: ha detto di no; una persona che non dice mai di no, che è spesso incline ad acconsentire, disponibile | non dire di no, acconsentire, ammettere, o almeno non escludere: «e' una cosa straordinaria» «non dico di no, ma è irrealizzabile»  | rispondere di no, dare una risposta negativa | far di no con la testa, far cenno di no, dare una risposta negativa senza parlare | se no, (fam.) altrimenti: devo andare a casa presto, se no saranno guai | meglio di no!, per esprimere un parere negativo: «te la senti di uscire?» «meglio di no!»  | come no!, altro che, eccome: «ti piacciono le castagne?» «come no!»  | e perché no, come risposta affermativa a una proposta: «andiamo al cinema stasera?» «e perché no!»  | anzi che no, alquanto, piuttosto: un film noioso anzi che no  | sì e no, neanche, appena: ci saranno state sì e no venti persone  | più sì che no, probabilmente sì più no che sì, probabilmente no | forse sì forse no  (scherz. forse che sì forse che no), può darsi | un giorno sì e un giorno no, a giorni alterni    • 2 •   nelle proposizioni disgiuntive stabilisce una contrapposizione: dimmi se ti piace o no; chi studia, chi no; bel tempo o no, ci vado lo stesso | sì o no?, per esprimere impazienza: vieni sì o no?    • 3 •   con valore rafforzativo o enfatico: no, non verrò!; non posso crederci, no!; ho detto che non ci vado, no!; ma no, non è per questo!  | ma no!, per esprimere sorpresa, incredulità o una forte emozione: «la questione è già risolta» «ma no!»; «ho avuto un incidente» «ma no!»    • 4 •   posposto al termine da negare sta per non: «e' proprio freddo il tuo caffè?» «freddo no, ma appena tiepido»; «lo vedi spesso?» «spesso no, qualche volta»; «mi fai il compito?» «fartelo no, ma se vuoi ti aiuto»  | (ant.) può stare per non  anche in altre posizioni: i' piango l'altrui noia, e no 'l mio danno  (petrarca canz.  cxli, 13)    • 5 •   con il valore di non è vero? : ti piacerebbe se fosse così, no?; vi ho già detto, no, di fare silenzio!   s.m. invar.    • 1 •   la parola no; per estens., risposta negativa, rifiuto: non mi aspettavo un no; il loro no mi ha molto stupito; dire un no risoluto; la vita è qui / in ogni no che pare una certezza  (quasimodo) | decidersi per il no, decidere in senso negativo (di non andare, non fare, non intervenire ecc.) | stare tra il sì e il no, essere indeciso    • 2 •   pl.  l'insieme dei voti contrari, di coloro che hanno votato contro: i no risultarono più numerosi dei sì  | usato come agg. invar.  (fam.) negativo, sfavorevole: una giornata no. 
no¯  no¯ s.m. invar.  genere del teatro classico giapponese, che ebbe la sua massima fioritura nel sec. xv.
noa   s.m. invar.  (etnol.) tutto ciò che non è tabù, non è sacro.
nobel   s.m. invar.  chi ha ottenuto il premio nobel: un nobel della fisica. 
nobelio   o nobelium, s.m.  elemento chimico transuranico artificiale radioattivo il cui simbolo è no.
nobildonna   meno com. nobil donna, s.f.  (antiq.) titolo attribuito a una donna di famiglia aristocratica, ma senza alcun titolo nobiliare specifico.
nobile   agg.    • 1 •   che, per nascita o per privilegio concesso da un sovrano, appartiene o apparteneva nel passato alla classe sociale superiore: famiglia nobile; essere di nobile stirpe; nobil uomo, nobiluomo; nobil donna, nobildonna | proprio di chi appartiene a tale classe; signorile: un portamento nobile    • 2 •   (estens.) che possiede o manifesta finezza, elevatezza, generosità di sentimenti: animo, cuore nobile; una nobile gara; sentimenti nobili; un gesto nobile e disinteressato    • 3 •   detto di animale o di cosa, che si distingue per un particolare valore o per l'eccellenza della sua natura: il cavallo è uno degli animali più nobili; una nobile tradizione | piano nobile, nei palazzi gentilizi, quello più ricco e sontuoso, dove erano gli appartamenti della famiglia padronale, per lo più sovrastante l'ammezzato    • 4 •   (chim.) si dice di certi elementi che reagiscono o si combinano difficilmente con gli altri: metallo, gas nobile   s.m.  e f.  chi appartiene a famiglia nobile; chi è insignito di un titolo nobiliare: i nobili e i plebei; leopardi era un nobile; un nobile decaduto.  dim. e spreg. nobiluccio  pegg. nobilastro, nobilotto  § nobilmente avv.  con elevatezza d'animo; con generosità | con dignità, signorilmente.
nobilesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) di, da nobile: una superbia nobilesca. 
nobiliare   agg.  della nobiltà, dei nobili: titolo, casta nobiliare. 
nobilitamento   s.m.  (non com.) il nobilitare, l'essere nobilitato; nobilitazione.
nobilitare   v. tr.  [io nobìlito ecc.]    • 1 •   (non com.) rendere nobile; dotare di un titolo nobiliare: nobilitare una persona, una famiglia    • 2 •   (fig.) conferire dignità accrescere valore e prestigio: il lavoro nobilita l'uomo; tu se' colei che l'umana natura / nobilitasti sì, che 'l suo fattore / non disdegnò di farsi sua fattura  (dante par.  xxxiii, 4-6) | nobilitarsi v. rifl.  elevarsi mediante nobili azioni: nobilitarsi con il proprio sacrificio. 
nobilitato   part. pass.  di nobilitare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   (tecn.) si dice di pannello di legno, spec. truciolare o compensato, rivestito con un materiale di maggior pregio (p. e.  laminato plastico o impiallacciatura).
nobilitazione   s.f.  il nobilitare, l'essere nobilitato.
nobiltà   s.f.    • 1 •   l'essere nobile, la condizione di nobile: nobiltà di spada, quella conseguita per imprese militari; nobiltà di toga, quella acquisita per avere esercitato determinate cariche civili    • 2 •   l'insieme dei nobili, la classe dei nobili: la nobiltà feudale; la nobiltà romana    • 3 •   superiorità, eccellenza; prestigio: la nobiltà di un'antica usanza    • 4 •   (fig.) elevatezza morale, generosità di sentimenti; distinzione, signorilità: nobiltà d'animo, di modi; un gesto di grande nobiltà. 
nobilume   s.m.  (spreg.) il ceto dei nobili; gruppo di nobili.
nobiluomo   meno com. nobil uomo, s.m.  (antiq.) titolo attribuito a un uomo di famiglia aristocratica, ma senza alcun titolo nobiliare specifico.
nocca   tosc. noccola [nòc-co-la], s.f.    • 1 •   giuntura delle dita delle mani e dei piedi: bussare con le nocche    • 2 •   nel cavallo, articolazione arrotondata dello stinco col pastorale    • 3 •   (tecn.) cerniera snodata fra due elementi meccanici.
nocchia   s.f.  (region.) nocciola.
nocchiere   o nocchiero, s.m.    • 1 •   (lett.) pilota, timoniere di una nave; in senso generico, barcaiolo, traghettatore    • 2 •   nella marina militare, sottufficiale addetto ai servizi marinareschi di imbarcazione o di bordo.
nocchieroso   agg.  (non com.) pieno di nocchi (detto spec. di frutti).
nocchieruto   agg.  pieno di nocchi, nodoso: un tronco nocchieruto. 
nocchio   s.m.    • 1 •   ingrossamento del fusto di un albero; nodo    • 2 •   (estens.) nodosità, formazione sporgente: i nocchi dei frutti  | i nocchi della schiena, le vertebre.
nocchioso   agg.  (non com.) nocchieruto.
nocchiuto   agg.  (non com.) nocchieruto, nodoso: dita nocchiute. 
nocciola   lett. nocciuola, s.f.  il frutto e il seme del nocciolo, che si consuma come frutta fresca o secca e ha largo impiego nella preparazione di torroni e cioccolato o nella produzione di olio. dim. noccioletta, nocciolina  | usato come agg. invar.  che ha il colore marrone chiaro del guscio della nocciola.
nocciolaia   s.f.  uccello con becco lungo e robusto, piume scure con macchie chiare, che vive nei boschi alpini cibandosi prevalentemente di nocciole (fam.  corvidi).
nocciolaio   s.m.  [f. -a] venditore, generalmente ambulante, di nocciole, arachidi e sim.
nocciolato   s.m.  tipo di cioccolato farcito con pasta di nocciole o nocciole intere.
noccioleto   s.m.  terreno coltivato a noccioli.
nocciolina   s.f.    • 1 •   dim.  di nocciola    • 2 •   nocciolina americana, denominazione corrente dell'arachide. 
nocciolino   s.m.  (zool.) moscardino.
nocciolo   (1) s.m.    • 1 •   l'endocarpo legnoso di certi frutti, contenente il seme: il nocciolo della ciliegia, dell'oliva | essere due anime in un nocciolo, essere uniti in un accordo perfetto. dim. noccioletto, nocciolino    • 2 •   (estens.) la parte centrale di un congegno | in un reattore nucleare, la parte più interna, in cui hanno luogo le reazioni di fissione: fusione del nocciolo, gravissimo incidente dovuto a un'accelerazione incontrollata della fissione, che provoca la distruzione dei contenitori del combustibile nucleare e la dispersione di questo nell'ambiente; melt down    • 3 •   (fig.) il punto più importante, l'aspetto essenziale, il fulcro: il nocciolo della questione; venire al nocciolo  | nocciolo duro, (fig.) la parte che costituisce la componente più resistente, più durevole di un insieme: il nocciolo duro di una teoria, di un partito. 
nocciolo   (2) lett. nocciuolo, s.m.  pianta arbustacea diffusa nei boschi montani di europa e asia, con foglie ovali, frutti rotondi, commestibili, chiusi entro un guscio legnoso (fam.  betulacee).
nocciolo   (3) lett. nocciuolo, s.m.  (tosc.) pesce palombo.
nocciuola    ⇨ nocciola.
nocciuolo    ⇨ nocciolo 2, nocciolo 3.
noccola    ⇨ nocca.
noccoluto   agg.  (non com.) che ha le nocche grosse: dita magre e noccolute. 
noce   (1) s.m.    • 1 •   grande albero diffuso nelle zone temperate, con foglie composte e frutti commestibili con un solo seme (gheriglio), da cui si estrae un olio (fam.  juglandacee)    • 2 •   il legno ricavato da tale albero, largamente usato in falegnameria per mobili pregiati e rivestimenti: una scrivania di noce massiccio; una libreria impiallacciata in noce. 
noce   (2) s.f.    • 1 •   il frutto del noce, composto di una parte esterna verde (mallo), di un guscio bivalve e di una parte interna commestibile (gheriglio): bacchiare le noci  | guscio di noce, (fig.) si dice di un'imbarcazione molto piccola    • 2 •   la parte commestibile della noce: un dolce di noci  | olio di noce, quello estratto dal seme    • 3 •   (estens.) frutto che per qualche caratteristica ricorda la noce: noce moscata, seme della miristica, che ha sapore aromatico e si usa come droga; noce vomica, seme di un albero tropicale indiano, da cui si estrae la stricnina; noce di cocco, il grosso frutto di una pianta tropicale, che ha polpa bianca commestibile e liquido lattiginoso; noce d'acagiù, frutto dell'anacardio | (fig.) oggetto che per la forma assomiglia a una noce: noce di burro, pezzetto di burro delle dimensioni di una noce; noce di vitello, di bue, in macelleria, taglio di vitello o di bue posto sotto il girello; noce del piede, (pop.) malleolo    • 4 •   (ant.) parte della balestra dove si incocca la freccia: in tanto in quanto un quadrel posa / e vola e da la noce si dischiava  (dante par.  ii, 23-24).
nocella   s.f.    • 1 •   (ant. , dial.) nocciola    • 2 •   protuberanza ossea nel polso    • 3 •   la cerniera tondeggiante in cui si uniscono i bracci del compasso o di altri strumenti simili    • 4 •   (bot.) porzione centrale dell'ovulo delle piante fanerogame.
nocente   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   che nuoce, nocivo | spaventoso, orribile    • 2 •   reo, colpevole: d'innocente, fuggendo, s'era fatto nocente  (boccaccio dec.  ii, 8).
nocepesca   o noce pesca, s.f.  frutto del nocepesco, detto anche pesca noce. 
nocepesco   o noce pesco, s.m.  varietà di pesco con frutto piuttosto piccolo, la cui buccia ricorda il mallo delle noci; è detto anche pesco noce. 
nocere    ⇨ nuocere.
noceto   s.m.  terreno piantato a noci.
nocevole   agg.  (ant. , lett.) che nuoce, nocivo: la terra salvatica... dà virgulti nocevoli  (segneri).
nocevolezza   s.f.  (rar.) l'essere nocevole; dannosità.
noch   s.m. invar.  contratto di borsa a premio che attribuisce al contraente il diritto di vendere o comprare una certa quantità di titoli a fermo, e la facoltà di consegnare o ritirare alla scadenza un quantitativo multiplo di quello pattuito.
nocicettore   s.m.  (biol.) recettore sensibile agli stimoli dolorosi.
nocicezione   s.f.  (biol.) la sensibilità dei nocicettori agli stimoli dolorosi.
nocimento   s.m.  (ant.) il nuocere; nocumento.
nocino   s.m.    • 1 •   gioco di ragazzi che consiste nel lanciare una noce contro una piramide di altre noci    • 2 •   liquore dolce e mediamente alcolico, ottenuto mediante infusione di noci complete di mallo in alcol.
nocività   s.f.  l'essere nocivo; dannosità: il contrario dell'utilità è la nocività  (b. croce).
nocivo   agg.  che nuoce; dannoso, pernicioso: alimento, clima nocivo; l'abuso dell'alcol è nocivo alla salute  | detto di animale, che danneggia le colture agricole o che uccide altri animali considerati utili: insetti nocivi alle piante  § nocivamente avv. 
no comment   loc. sost. m. invar.  risposta negativa data soprattutto nel corso di un'intervista, una conferenza-stampa e sim., quando non ci si vuole compromettere con una presa di posizione o quando una situazione è tanto chiara da non aver bisogno di commenti: il portavoce del governo si è trincerato dietro un no comment. 
noctiluca    ⇨ nottiluca.
nocumento   s.m.  (lett.) il nuocere; danno, danneggiamento, pregiudizio: essere di nocumento, arrecare nocumento a qualcuno, a qualcosa. 
nodale   agg.    • 1 •   di un nodo, relativo a un nodo (in relazione ai significati tecnici e scientifici della parola)    • 2 •   (fig.) di fondamentale importanza; cruciale: il punto nodale di una questione; i problemi nodali dell'economia. 
nodeggiare   v. intr.  [io nodéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) detto di pianta, mettere nodi | v. tr.  (mar.) annodare, fornire di nodi: nodeggiare la sagola dello scandaglio. 
nodello   s.m.    • 1 •   (zool.) parte degli arti anteriori e posteriori dei quadrupedi compresa fra lo stinco e la pastoia    • 2 •   (bot.) l'ingrossamento a forma di anello nel fusto di una canna.
noderoso   agg.  (rar.) nodoso, pieno di nodi: un noderoso bastone  (manzoni p. s.  xxxiv).
nodino   s.m.    • 1 •   dim.  di nodo    • 2 •   gala, fiocchetto, nastrino    • 3 •   particolare punto di ricamo, detto anche punto a nodi    • 4 •   (sett.) costata di vitello.
nodo   s.m.    • 1 •   legamento di due capi di una fune, di due nastri o di due fili; avvolgimento di una fune, di un nastro, di un filo su sé stesso: fare, stringere, allentare, sciogliere un nodo; nodo semplice, parlato, vaccaio, francescano, margherita, delle guide, scorsoio, di gancio; il nodo della cravatta; nodo d'amore, disegno di un nodo intrecciato, frequente nelle figurazioni araldiche: nodo savoia, nodo d'amore che compare nei monumenti e nei documenti di casa savoia | fare un nodo al fazzoletto, espediente per ricordare qualcosa che potrebbe essere facilmente dimenticata. dim. nodino    • 2 •   (fig.) legame spirituale: il nodo coniugale, dell'amicizia    • 3 •   groppo, viluppo, groviglio: districarsi i nodi dei capelli  | prov.: tutti i nodi vengono al pettine, prima o poi si deve render conto di ogni mancanza    • 4 •   condizione fisica avvertita come costrittiva: sentire un nodo in gola; un nodo di tosse, attacco violento | (fig.) momento cruciale, decisivo; punto nodale: il nodo della questione    • 5 •   formazione rotondeggiante presente in un tessuto animale o vegetale per accumulo di elementi specifici: nodo linfatico; i nodi di un ramo, del fusto  | termine con cui si designa il punto di incontro di due formazioni anatomiche o un piccolo agglomerato di elementi che svolgono una particolare funzione: nodo atrioventricolare    • 6 •   punto di incrocio di elementi appartenenti a un'unica struttura: nodo orografico, di catene montuose; nodo stradale, ferroviario, di più strade o linee ferroviarie    • 7 •   (elettr.) il punto di un circuito elettrico in cui concorrono più conduttori    • 8 •   (fis.) in un sistema di onde stazionarie, ogni punto sede di un'oscillazione nulla: il nodo di una corda vibrante    • 9 •   (astr.) il punto della sfera celeste nel quale l'orbita di un astro interseca il piano dell'eclittica    • 10 •   (mar.) unità di misura della velocità di una nave, pari a un miglio orario (1852 m all'ora)    • 11 •   (edil.) nelle strutture resistenti, il punto d'incontro degli assi di più membrature    • 12 •   (mat.) punto singolare di una curva algebrica piana per il quale passano due rami, a tangenti distinte, della curva stessa    • 13 •   nell'industria tessile, cascame costituito da fibre o ritagli di filati aggrovigliati.
nodosità   s.f.    • 1 •   l'esser nodoso: la nodosità di un ramo, di un tronco    • 2 •   nodo, spec. del legno: un albero pieno di nodosità. 
nodoso   agg.  pieno di nodi: un bastone nodoso | mani nodose, magre, ossute.
nodrire    ⇨ nutrire.
nodulare   agg.  (scient.) che costituisce un nodulo o che è costituito da noduli: struttura, formazione nodulare. 
nodulo   s.m.    • 1 •   (geol.) concentrazione di un minerale presente in rocce sedimentarie di differente natura    • 2 •   (anat.) piccola formazione tondeggiante, di consistenza dura, che insorge in diversi tessuti: nodulo cutaneo; nodulo delle corde vocali. 
noduloso   agg.  che presenta noduli, che è costituito da noduli.
noema   s.m.  [pl. -mi] (filos.) nella filosofia aristotelica, cosa pensata, concetto; nella fenomenologia di husserl (1859-1938), l'oggetto intenzionale di un concreto atto di percezione, di ricordo, di desiderio ecc.
noematico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) di noema, relativo al noema.
noesi   s.f.  nella filosofia greca, la conoscenza intuitiva; nella fenomenologia di husserl, qualsiasi atto mediante cui il soggetto percepisce o conosce o desidera l'oggetto dell'esperienza.
noetico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) relativo alla noesi.
noi   ant. e poet. nui, pron. pers. m.  e f. di prima pers. pl.    • 1 •   si usa come soggetto quando la persona che parla indica sé stessa insieme ad altri; può essere sottinteso, a meno che non stabilisca contrapposizione o sia coordinato con un altro soggetto, o lo si voglia sottolineare enfaticamente: (noi) abbiamo deciso di partire; quando sarà ora, (noi) vi chiameremo; se voi lo permetterete, noi lo impediremo; lo faremo noi e voi insieme; noi, queste cose non le diremmo mai!; poveri noi!  | nell'uso tosc. e lett. può reggere il verbo nella forma impersonale: noi non si viene a chiedervi nulla  (jahier) | dopo i verbi essere, parere, sembrare ecc. , con valore predicativo: «chi è?» «siamo noi»; non sembriamo più noi    • 2 •   si usa come compl. oggetto o compl. di termine (preceduto da a) quando si vuol dare a essi particolare rilievo (altrimenti è sostituito dalle forme atone ce, ci): hanno chiamato noi, non altri; il premio l'hanno dato a noi  | è sempre usato negli altri compl. indiretti, preceduto da preposizione: venite con noi; l'hanno fatto per noi; l'azione si ritorcerà contro di noi; da noi, a casa nostra, nella nostra famiglia, nel nostro paese e sim.; veniamo, torniamo a noi, al nostro argomento, all'argomento di cui si parlava; a noi!, grido di incitamento degli arditi durante la prima guerra mondiale, in seguito fatto proprio dai fascisti | nelle comparazioni dopo come  e quanto : nessuno lo conosce come noi; pochi ne sanno quanto noi  | nell'uso antico poteva fungere da compl. di termine senza la prep. a : noi fue dato in salute  (guittone) | si rafforza se è seguito da stesso  o preceduto da anche, nemmeno, proprio, appunto ecc.  : siamo stati noi stessi a dirlo; proprio noi dobbiamo fare questo?; nemmeno noi ne eravamo al corrente; lo ha confermato appunto a noi; è bene che meditiamo su noi stessi | noi altri, noialtri    • 3 •   con valore impersonale: quando noi consideriamo che..., quando si considera che...    • 4 •   viene usato in luogo del pron. di prima persona sing. (io, me) come plurale di modestia da parte di oratori e scrittori, come plurale maiestatico da parte di sovrani, papi e altre massime autorità.
noia   s.f.    • 1 •   sensazione sgradevole prodotta dal ripetersi monotono delle stesse azioni, dalla mancanza di distrazioni, da uno stato di inerzia o di tristezza: una noia terribile; morir di noia; ripeter le stesse cose fino alla noia  | ingannare, ammazzare la noia, dedicarsi a una qualsiasi occupazione pur di distrarsi | venire a noia, stancare; divenire insopportabile | avere a noia, prendere a noia, considerare fastidioso    • 2 •   fastidio, molestia, seccatura: il fumo mi dà noia; procurare molte noie; le noie della vita quotidiana; non volere noie con nessuno | avere noie al motore, si dice quando il motore di un autoveicolo non funziona perfettamente    • 3 •   persona, cosa che infastidisce, procura molestia: che noia, quell'oratore!; la sua predica fu una noia    • 4 •   (ant.) pena, angoscia, dolore, tormento: ma tu perché ritorni a tanta noia?  (dante inf.  i, 76).
noialtri   o noi altri, pron. m. pl.  [f. -e] composto da noi  e altri, rafforzativo del pron. pers. noi : noialtri non la pensiamo così. 
noiare   v. tr.  [io nòio ecc.] (ant.) annoiare | recar danno, molestia, dolore: guardate che 'l venir su non vi noi  (dante purg.  ix, 87).
noiosità   s.f.    • 1 •   l'essere noioso    • 2 •   noia, cosa noiosa.
noioso   agg.    • 1 •   che dà noia; uggioso, monotono; fastidioso, molesto: una giornata noiosa; un vento noioso; un noioso contrattempo; un noioso mal di testa.  dim. noiosetto, noiosino  accr. noiosone  pegg. noiosaccio    • 2 •   (ant.) doloroso, spiacevole: quantunque noioso gli fosse il da lui dipartirsi  (boccaccio dec.  ii, 8) | anche s.m.  [f. -a] persona noiosa § noiosamente avv. 
noir   agg.  e s.m. invar.  si dice di genere letterario o cinematografico incentrato su vicende cruente e caratterizzato da atmosfere cupe e violente | racconto, romanzo, film appartenente a tale genere.
noisette   agg.  di colore nocciola | come s.m.  il colore nocciola.
noleggiamento   s.m.  (non com.) noleggio.
noleggiante   part. pres.  di noleggiare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi dà o prende a noleggio un mezzo di trasporto.
noleggiare   v. tr.  [io noléggio ecc.]    • 1 •   prendere a noleggio: noleggiare una barca    • 2 •   dare a noleggio: mi ha noleggiato un'auto. 
noleggiatore   s.m.  [f. -trice] chi prende o dà a noleggio: noleggiatore di biciclette, di film. 
noleggio   s.m.    • 1 •   (dir.) contratto con il quale il proprietario o l'armatore di una nave si obbliga, dietro compenso, a cederne l'uso | nel linguaggio comune si dice anche di altri mezzi di trasporto e, per estens., di altri beni: il noleggio di un'auto, di un pianoforte    • 2 •   il prezzo che si paga per il noleggiare: pattuire il noleggio    • 3 •   la bottega, il locale dove si noleggiano veicoli: un noleggio di biciclette. 
nolente   agg.  (lett.) che non vuole | si usa correntemente solo nella loc. volente o nolente, sia che si voglia, sia che non si voglia; che piaccia o no.
nolo   s.m.    • 1 •   il noleggiare; noleggio: dare, prendere a nolo un'auto    • 2 •   compenso spettante a chi dà una nave, un veicolo o un oggetto a noleggio | mercato dei noli, quello dove si determinano i prezzi ai quali gli armatori cedono l'uso di navi mercantili    • 3 •   prezzo del trasporto di cose per nave o per aereo.
nolontà   s.f.  (filos.)    • 1 •   il non volere, inteso non come assenza di volontà, ma come l'atto con cui si sopprime, si annulla la volontà    • 2 •   atto di volontà mirante a rifiutare il male.
noma   s.m.  [pl. -mi] (med.) stomatite gangrenosa.
nomade   agg.  caratterizzato da nomadismo; in partic., si dice di gruppo etnico che pratica il nomadismo: vita nomade; le popolazioni nomadi dell'africa   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   appartenente a un gruppo etnico nomade: un accampamento di nomadi    • 2 •   (estens.) si dice di chi muta spesso residenza o è senza fissa dimora: il suo lavoro l'ha fatto diventare nomade. 
nomadismo   s.m.    • 1 •   (antrop.) regime di vita proprio di popoli o tribù che non vivono in maniera stabile su un territorio, ma si spostano entro aree più o meno vaste a seconda degli andamenti stagionali e climatici: il nomadismo degli zingari    • 2 •   (estens.) tendenza a far vita da nomade, cambiando spesso residenza: il nomadismo degli scrittori romantici. 
nomare   v. tr.  [io nòmo ecc.] (lett.)    • 1 •   indicare con il nome, denominare: stazio la gente ancor di là mi noma  (dante purg.  xxi, 91)    • 2 •   chiamare per nome, appellare | nomarsi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   chiamarsi, aver nome    • 2 •   (ant.) esser celebre, famoso: e quell'ombra gentil per cui si noma / pietola più che villa mantoana  (dante purg.  xviii, 82-83).
nome   s.m.    • 1 •   elemento linguistico che indica esseri viventi, oggetti, idee, fatti o sentimenti; denominazione: ogni cosa si designa col suo nome; essere solo un nome, si dice di parola che indica un concetto che non ha rispondenza nella realtà essere qualcosa solo di nome, solo nominalmente, non di fatto; chiamare le cose col loro nome, (fig.) dire le cose come stanno, senza reticenze o eufemismi | in nome di, in rappresentanza di: in nome del popolo italiano; in nome della legge | in nome del cielo, in nome di dio!, formule di invocazione o di esortazione | a nome di, da parte di, per conto di: presèntati a mio nome | nome commerciale, quello di una ditta, di un prodotto; nome depositato, quello protetto da un brevetto    • 2 •   in grammatica, propr., ogni elemento linguistico caratterizzato dal genere e dal numero (e in molte lingue anche dal caso) e cioè il sostantivo, l'aggettivo e le forme nominali del verbo (in it. infinito, gerundio, participio): nome del predicato, il sostantivo o l'aggettivo che, con la copula, forma il predicato nominale | spesso è usato come sinonimo di sostantivo : nome comune, proprio, concreto, astratto, primitivo, derivato, semplice, composto    • 3 •   per antonomasia, nome proprio che designa individualmente una persona all'interno della famiglia a cui appartiene; è detto anche primo nome  o nome di battesimo  (si distingue dal cognome): il nome giovanni è comunissimo in italia; si chiama col nome del nonno; nella firma si scrive prima il nome | nome d'arte, pseudonimo adottato da un'artista | nome di battaglia, pseudonimo di chi combatte clandestinamente    • 4 •   formula onomastica con cui si identifica una persona e che è costituita dall'insieme del primo nome e del cognome: il suo nome è mario rossi; avere nome, rispondere al nome, chiamarsi; fare un nome  (o il nome di qualcuno), indicare una persona o rivelarla; fuori i nomi!, intimazione a indicare apertamente le persone a cui si allude    • 5 •   (lett.) stirpe, casato: l'erede di un antico nome    • 6 •   (estens.) persona eminente, che eccelle in un determinato campo: nella chirurgia è un nome; i più bei nomi dell'aristocrazia, dello spettacolo    • 7 •   (fig.) fama, celebrità, reputazione, prestigio: difendere il proprio nome; godere di buon, cattivo nome; farsi un nome, acquistare notorietà    • 8 •   (ant.) parola d'ordine, motto.
nomea   s.f.  rinomanza: farsi, acquistarsi una nomea; ha la nomea di disonesto. 
nomenclatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi classifica un insieme sistematico attribuendo un nome ai singoli elementi che lo compongono | studioso di nomenclature    • 2 •   repertorio che registra i nomi appartenenti a un insieme sistematico | anche come agg.  : lessico nomenclatore. 
nomenclatura   s.f.    • 1 •   (rar.) assegnazione del nome a un oggetto    • 2 •   il complesso sistematico dei nomi di una certa disciplina o di un determinato settore: nomenclatura chimica, zoologica; la nomenclatura dell'aeronautica. 
nomenklatura   s.f.  nell'ex unione sovietica, lista segreta di cariche o di posti di lavoro che non potevano essere assegnate senza autorizzazione da parte del partito comunista | nel gergo giornalistico occidentale, la classe dirigente di un apparato burocratico.
nomentano   agg.  relativo all'antica città latina di nomentum o alla moderna cittadina di mentana, in provincia di roma: via nomentana, la strada che collega roma con mentana.
-nomia  -nomia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -nomía, deriv. di némein  'amministrare, governare'; vale 'governo, amministrazione' e simili (agronomia, economia, isonomia).
nomignolo   s.m.  soprannome, che per lo più allude a caratteristica fisica, a qualità morale: affibbiare, appioppare un nomignolo. 
nomina   s.f.  l'atto col quale chi ne ha l'autorità prepone una persona a un ufficio o le conferisce una dignità: nomina ministeriale; decreto di nomina; ricevere la nomina a  (di) direttore. 
nominabile   agg.  (non com.) che si può nominare.
nominale   agg.    • 1 •   (gramm.) del nome, che riguarda i nomi: suffisso nominale, che compare nella formazione di nomi derivati (p. e. -aio  in macellaio); predicato nominale, costituito dalle forme del verbo essere  (copula) seguite da un sostantivo o da un aggettivo (nome del predicato); forme nominali del verbo, quelle dei modi indefiniti e cioè infinito, gerundio, participio; frase nominale, senza un verbo di modo finito (p. e. previsto un rincaro del gasolio)    • 2 •   appello nominale, fatto chiamando secondo un certo ordine i nomi di una lista    • 3 •   che esiste solo di nome: governo nominale, che non ha potere reale | valore nominale, quello indicato su monete, banconote o titoli di credito (detto anche valore facciale); valore monetario non corretto in base alla variazione del potere d'acquisto della moneta (si contrappone a valore reale); nei titoli di credito a reddito fisso, la somma che l'emittente si impegna a rimborsare alla scadenza (si distingue dal valore di emissione  e dal valore di mercato) | valore nominale di un'azione, la quota di capitale sociale che essa rappresenta | prezzo nominale, in borsa, quotazione giornaliera di un titolo che non è stato trattato § nominalmente avv.  di nome, non di fatto (contrapposto a effettivamente, realmente).
nominalismo   s.m.  dottrina filosofica secondo cui soltanto gli individui sono reali, mentre gli universali, o concetti generali, non sono altro che nomi  con cui denotiamo classi di individui: nominalismo, realismo e concettualismo nella disputa medievale sugli universali; il nominalismo di berkeley. 
nominalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore, seguace del nominalismo | anche come agg.  in luogo di nominalistico : teoria nominalista. 
nominalistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) relativo al nominalismo    • 2 •   (spreg.) che riguarda una mera questione di nomi, che non tocca la sostanza delle cose: una disputa nominalistica  § nominalisticamente avv.  in modo nominalistico, fondandosi sui nomi.
nominalizzare   v. tr.  (ling.) trasformare in nome; effettuare una nominalizzazione.
nominalizzatore   agg.  e s.m.  (ling.) detto di suffisso che, applicato a un aggettivo o a un verbo, ne consente la nominalizzazione.
nominalizzazione   s.f.  (ling.) il procedimento per cui un aggettivo o un verbo, acquistando o perdendo un suffisso, si trasforma in nome (p. e. socialismo  da sociale, democratizzazione  da democratizzare, indennizzo  da indennizzare).
nominanza   s.f.  (lett.) fama, rinomanza: l'onrata nominanza / che di lor suona  (dante inf.  iv, 76-77).
nominare   v. tr.  [io nòmino ecc]    • 1 •   (non com.) dare il nome; dare un nome    • 2 •   chiamare per nome; ricordare: nominare spesso qualcuno; non nominare il nome di dio invano, il secondo comandamento della legge mosaica; mai sentito nominare!, per sottolineare di non conoscere una persona citata da qualcuno    • 3 •   conferire, con un atto di autorità, una dignità o una carica; preporre a un ufficio: è stato nominato presidente. 
nominatamente   avv.    • 1 •   per nome: li citò nominatamente '  (estens.) uno a uno, singolarmente: vennero interrogati nominatamente    • 2 •   (fig. lett.) in particolare, specialmente; anche, soprattutto, principalmente.
nomination   s.f. invar.  negli stati uniti, scelta di un candidato a un incarico politico elettivo, fatta da un partito attraverso votazioni interne: ottenere la nomination a presidente  | (estens.) candidatura di un film all'assegnazione di un premio oscar: un film che ha ottenuto otto nomination. 
nominatività   s.f.    • 1 •   l'esser nominativo: la nominatività di un elenco    • 2 •   (fin.) caratteristica del titolo azionario che richiede la registrazione del nome del proprietario.
nominativo   agg.    • 1 •   che contiene, riporta dei nomi: elenco nominativo  | titolo nominativo, (fin.) intestato al proprietario    • 2 •   (gramm.) nelle lingue con declinazione nominale, si dice del caso che esprime il soggetto della frase e tutte le parti che concordano con esso  s.m.    • 1 •   (burocr.) nome: un elenco con molti nominativi    • 2 •   (gramm.) caso nominativo § nominativamente avv.  nominatamente, per nome.
nominato   part. pass.  di nominare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   (non com.) rinomato, noto, celebre: alcuni dei più nominati poeti di quel tempo  (de sanctis).
nominatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi nomina.
nominazione   s.f.  (non com.) atto del nominare, del dare il nome; nomina.
nomo-  nomo- -nomo primo e secondo elemento di parole composte, dal gr. nómos  'regola, legge'; come secondo elemento vale 'che governa, che amministra' e corrisponde ai sostantivi astratti in -nomia  (agronomo, economo).
nomo   (1) s.m.  distretto amministrativo dell'antico egitto e della grecia moderna.
nomo   (2) s.m.  nell'antica letteratura greca, inno religioso monodico, che si cantava con l'accompagnamento della cetra; fu inventato dal poeta terpandro (sec. vii a. c.).
nomofillo   s.m.  (bot.) foglia che non ha subito metamorfosi.
nomogenesi   s.f.  (biol.) teoria evoluzionistica secondo cui il processo di successive modificazioni degli organismi è determinato esclusivamente da cause interne, non legate a fattori ambientali.
nomografia   s.f.  (mat.) l'insieme dei metodi impiegati per rappresentare le funzioni in diagrammi e abachi, che successivamente possono essere facilmente impiegati per scopi particolari.
nomografo   s.m.  nella grecia antica, il magistrato che redigeva le leggi.
nomogramma   s.m.  [pl. -mi] (mat.) qualunque rappresentazione basata sui metodi della nomografia.
nomologico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) di asserzione o correlazione che ha la forma di legge universale | di scienza che mira a individuare le leggi universali che governano i fenomeni indagati; nomotetico: la fisica è una scienza nomologica. 
nomoteta   s.m.  [pl. -i] nella grecia antica, il legislatore di una città.
nomotetico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) lo stesso che nomologico. 
non   avv.    • 1 •   serve a negare il concetto espresso dal verbo a cui si riferisce o a rafforzare una frase che contiene già un pron. negativo: non venne; non parlò per tutto il giorno; non c'è alcun dubbio; non c'è problema; non c'è nessuno; non esiste niente di simile  | può essere rafforzato da affatto, per niente, mica; nell'uso tosc. e lett. da punto; in loc. d'uso fam. da un'acca, un fico  e sim.: non ci credo affatto; non m'importa un fico; non ci capisco un'acca; tedaldo non è punto morto  (boccaccio dec.  iii, 7) | non poter non..., non poter fare a meno di: non posso non esprimerle il mio rammarico | non c'è di che, nelle espressioni di cortesia, in risposta a un ringraziamento: «grazie» «non c'è di che» | che è, che non è, (fam.) tutto a un tratto, senza una ragione evidente: che è, che non è, smise di parlare e se ne andò  | in espressioni ellittiche: non che io ci creda, ma..., non intendo dire di crederci, ma...; non è se non un bugiardo, non è altro che un bugiardo, è proprio un bugiardo | un non so che, per indicare qualcosa di indefinibile, di vago    • 2 •   in logica, viene definito 'connettivo' e rappresenta l'operazione della negazione    • 3 •   (ant.) col valore di no : non varrà poi dire / di non, s'avrai di sì detto una volta  (ariosto satire)    • 4 •   nelle contrapposizioni, anche col verbo sottinteso: non è bello, ma intelligente; tu, non io, dovevi pensarci; domani, non oggi; egli fu per me non solo un padre, ma un amico  | in espressioni ellittiche: venga o non venga; professore o non professore  (ma non quando non è ripetuto il primo elemento: venga o no, professore o no)    • 5 •   nelle interrogative dirette e indirette che attendono una risposta affermativa e nelle interrogative retoriche: non avresti dovuto partire stasera?; non è vero?; mi chiedo se non sarebbe stato meglio rinunciare; come potevo non credergli?    • 6 •   (lett.) in luogo di né, nelle enumerazioni: non rugiada, non brina più sù cade  (dante purg.  xxi, 47)    • 7 •   si usa pleonasticamente in alcune locuzioni: è più facile di quel che tu non creda; non appena, appena che; in men che non si dica, in un attimo | in talune frasi esclamative: le bugie che non mi ha detto!; le cose che non ha fatto!  | quando il verbo a cui si riferisce è retto da congiunzioni o locuzioni come finché, per poco, a meno che, salvo che, eccetto che  e sim.: ti attenderò finché non arriverai; per poco non è caduto; a meno che tu non voglia  | dopo i verbi di timore, impedimento, dubbio, sospetto (spec. nell'uso ant): e temo che non sia già sì smarrito  (dante inf.  ii, 64)    • 8 •   in litote, preposto a un aggettivo, un sostantivo o un avverbio: è stata un'impresa non facile, difficile; non pochi la pensano come noi, parecchi; ho lavorato non poco, molto; non sempre, raramente; non senza fatica, con notevole fatica; non del tutto, non completamente, solo in parte    • 9 •   come prefisso negativo davanti a un sostantivo costituisce locuzioni sostantivali, alcune delle quali si scrivono anche come un'unica parola: i non credenti; il principio del non intervento; la morale della nonviolenza. 
nona   s.f.    • 1 •   secondo l'antica divisione del tempo, la nona ora diurna, corrispondente alle 15    • 2 •   (lit.) una delle ore minori dell'ufficio divino, che si recita all'ora nona del giorno | la parte del breviario che si recita in tale ora    • 3 •   (mus.) intervallo di nove gradi della scala diatonica.
nonagenario   agg.  che ha novant'anni di età: un vecchio nonagenario   s.m.  [f. -a] persona che ha raggiunto il novantesimo anno d'età.
nonagesimo   agg.  (lett.) novantesimo.
non aggressione   loc. sost. f.  in diritto internazionale, principio per cui gli stati si impegnano a non attaccarsi militarmente: patto di non aggressione, accordo bilaterale o multilaterale fra stati sul fondamento di tale principio.
non allineamento   loc. sost. m.  la condizione di quei paesi che, in politica estera, mantengono una posizione di equidistanza tra blocchi politico-militari contrapposti.
non allineato   loc. agg.  e sost. m.  si dice di paese che persegue la politica del non allineamento.
non belligeranza   loc. sost. f.  in diritto internazionale, condizione di uno stato che, pur senza dichiararsi neutrale, si impegna ad astenersi dal partecipare a un conflitto armato.
nonchalance   s.f. invar.  atteggiamento di disinteressato distacco: fare qualcosa con nonchalance; ostentare nonchalance. 
nonché   o non che, cong.    • 1 •   (lett.) non solo, oltre che (stabilisce una correlazione): scosse e conquistò gli animi non che d'italia, d'europa e del mondo  (bacchelli)    • 2 •   e anche, e inoltre (sempre in grafia unita): lo dirò a lui, nonché a suo padre. 
non collaborazione   loc. sost. f.  forma di lotta sindacale consistente nell'adempimento degli obblighi più strettamente contrattuali, con il rifiuto di effettuare qualunque altra prestazione.
nonconformismo   o non conformismo loc. sost. m.  atteggiamento di chi è nonconformista; anticonformismo.
nonconformista   o non conformista, agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi, per spirito d'indipendenza, non si uniforma al comportamento della maggioranza.
non credente   loc. sost. m.  e f.  persona che rifiuta consapevolmente di aderire a una qualsiasi religione; ateo.
noncurante   meno com. non curante, agg.    • 1 •   incurante, che non si preoccupa: noncurante del pericolo, della fatica    • 2 •   trascurato, negligente: noncurante nel fare il proprio dovere. 
noncuranza   s.f.  l'atteggiamento di chi non ha cura di qualcuno o qualcosa; disinteresse ostentato: comportarsi, agire con noncuranza. 
non deambulante   loc. agg.  e sost. m.  e f.  (burocr.) si dice di chi per malformazione, malattia o incidente non è in grado di camminare.
nondimanco   o non di manco, avv.  (ant.) nondimeno.
nondimeno   o non di meno, cong.  pure, tuttavia, ciò nonostante (con valore avversativo): non so se potrò partire, nondimeno ci proverò  | (ant.) usato talvolta con grafia separata e l'interposizione di altri termini, o con né  in luogo di non : come che tu uomo in parte ne' tuoi migliori anni nell'armi esercitato ti sii, non dovevi di meno conoscere quello che gli ozi e le dilicatezze possano  (boccaccio dec.  iv, 1); né per tanto di men parlando vommi / con ser brunetto  (dante inf.  xv, 100-101).
non docente   loc. agg.  e sost. m.  e f.  (burocr.) si dice di chi, pur prestando servizio presso una scuola o un'università, non rientra tra il personale docente.
none   (1) s.f. pl.  presso gli antichi romani, il settimo giorno dei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre; il quinto negli altri mesi.
none   (2) avv.  (dial.) forma rafforzata di no, caratteristica dell'uso centromeridionale: «none, none!» strillarono i ragazzini  (pasolini).
non essere   loc. sost. m.  (filos.) principio antitetico all'essere; anche, il nulla.
nonetto   s.m.    • 1 •   (mus.) composizione per nove strumenti solisti    • 2 •   complesso musicale costituito da nove solisti.
non figurativo   loc. agg.  nel linguaggio della critica d'arte, si dice di autore, di orientamento, di opera non ispirati al figurativismo: un pittore, un quadro non figurativo; una tendenza, una corrente non figurativa; l'astrattismo è arte non figurativa. 
non finito   loc. sost. m.  espressione usata nella critica d'arte per caratterizzare quelle opere in cui l'artista ha volutamente rinunciato alla completezza dei particolari, alla finitezza dell'esecuzione: la pietà rondanini di michelangelo è un alto esempio di non finito. 
non fumatore   loc. sost. m.  [f. -trice] chi non fuma: compartimento per non fumatori. 
non indifferente   loc. agg.  considerevole, cospicuo, notevole: un vantaggio non indifferente. 
non intervento   loc. sost. m.  in diritto internazionale, atteggiamento di uno stato che si astiene dall'intromettersi in questioni controverse fra stati.
nonio   s.m.  (fis.) dispositivo che permette di aumentare la precisione delle misurazioni effettuate per lettura diretta; è costituito da una scala ausiliaria (incisa su un cursore rettilineo o circolare, secondo il tipo di strumento) le cui suddivisioni sono più ravvicinate di quelle della scala principale dello strumento; è detto anche verniero. 
non io   loc. sost. m. invar.  nella filosofia di j. g. fichte (1762-1814), ciò che è distinto dall'io o gli si contrappone; il mondo degli oggetti, delle cose esterne alla coscienza.
non luogo   loc. sost. m. invar.  (dir.) divieto, mancanza di autorizzazione: sentenza di non luogo a procedere, nella procedura penale, sentenza con la quale il giudice, al termine delle indagini preliminari, archivia il caso, non ravvisando le condizioni perché si proceda contro l'indagato.
non menzione   loc. sost. m. invar.  (dir.) mancata menzione: non menzione nel certificato del casellario giudiziale, nella procedura penale, beneficio che il giudice ha facoltà di concedere in caso di condanna dell'imputato.
non-metallo  non-metallo loc. sost. m.  ciascuno degli elementi chimici che non presentano alcuna caratteristica propria dei metalli e che possiedono, come nota peculiare, un'elevata elettronegatività è spesso detto, impropriamente, metalloide. 
nonna   s.f.    • 1 •   la madre del padre o della madre. dim. nonnina, nonnetta    • 2 •   (zool.) nome region. dell'airone cenerino. 
nonnismo   s.m.  (gerg.) tradizionale condizione di privilegio del soldato anziano (nonno) rispetto alle reclute.
nonno   s.m.    • 1 •   il padre del padre o della madre: nonno paterno, materno | i nonni, i genitori del padre e della madre; per estens., gli antenati | mio nonno!, (pop.) esclamazione con la quale si nega vivacemente: «la casa, l'hai pagata in contanti?» «sì, mio nonno!».  dim. nonnetto, nonnino    • 2 •   (fam.) appellativo usato nel rivolgersi a persona molto anziana: siete stanco, nonno?    • 3 •   nel gergo delle caserme, soldato che ha una certa anzianità di leva e al quale sono tradizionalmente riconosciuti vari privilegi nei confronti delle reclute.
nonnulla   s.m. invar.  cosa da nulla, di nessuna importanza: prendersela per un nonnulla. 
nono   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero nove; è rappresentato da 9° nella numerazione araba, da ix in quella romana: il nono sovrano di una dinastia; la nona sinfonia di beethoven  | aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): carlo ix; pio ix  | nona rima, (metr.) strofe di nove versi; è un'ottava aumentata di un verso che rima coi versi 2, 4,    • 6 •   s.m.    • 1 •   la nona parte di un'unità, di un tutto    • 2 •   [f. -a] chi viene al nono posto in un ordine, in una graduatoria: è il nono della lista. 
nonostante   non com. non ostante, prep.    • 1 •   malgrado, a dispetto, senza curarsi di: è uscito nonostante la pioggia  | nonostante tutto, malgrado tutto il resto (che può essere considerato negativamente o positivamente): nonostante tutto mi è simpatico; nonostante tutto resta un miserabile  | ciò nonostante, tuttavia    • 2 •   nell'uso antico poteva essere seguito da un compl. di termine o di specificazione, e anche essere concordato con un sostantivo al pl.: non ostanti le querele  (caro)  cong.  benché, quantunque (per lo più in unione con che): non ha eseguito il lavoro nonostante (che) gliel'avessi ordinato. 
nonpertanto   o non pertanto o non per tanto, cong.  (lett) tuttavia, nondimeno: un poco di compassione gli venne di lei; ma non per tanto rispuose: «malvagia donna...»  (boccaccio dec.  viii, 7).
non plus ultra   loc. sost. m. invar.  il massimo cui si possa pervenire, il più alto grado raggiungibile: il non plus ultra della virtù, della bontà, dell'ignoranza  | in usi ironici: bravo sciocco! sei il non plus ultra dell'intelligenza!. 
non professionale   loc. agg.  si dice di attività svolta in modo dilettantistico: cinema, calcio non professionale. 
non profit   loc. agg. invar.  si dice di ente che svolge un'attività assistenziale o di pubblica utilità senza perseguire fini di lucro  s.m. invar.  il settore economico costituito dagli enti non profit.
non proliferazione   loc. sost. f.  in politica internazionale, il limitare la produzione, la diffusione di armamenti: sostenere il principio di non proliferazione; trattato di non proliferazione nucleare, accordo tra stati che dispongono di armi atomiche per limitarne la produzione e non diffonderne la tecnologia.
non ritorno   loc. sost. m. invar.  si riferisce a un processo, a uno sviluppo che è ormai a un punto così avanzato che non è più possibile, o sarebbe estremamente svantaggioso, non portare a compimento: punto di non ritorno. 
nonsense   s.m. invar.  breve testo fondato su un gioco paradossale di parole ma che nasconde un'allusione arguta, ricca di humour; anche, battuta paradossale.
nonsenso   o non senso, s.m. invar.  cosa senza senso; assurdità, sciocchezza: è un nonsenso comprare libri senza leggerli. 
non so che   rar. nonsoché, loc. agg. invar.  si riferisce a cosa di cui si vuole sottolineare la vaghezza, l'indefinibilità: provai non so che dolore nel vederla così cambiata   s.m. invar.  cosa che non si riesce a cogliere, a definire con precisione: nei suoi comportamenti c'è un non so che di strano. 
non stop   loc. agg. invar.  e avv.  ininterrotto, senza soste: una trasmissione non stop di cinque ore; volo aereo non stop, che non effettua scali intermedi prima della località di destinazione.
non tessuto   loc. agg.  e sost. m.  si dice di tessuto prodotto con procedimento diverso dalla tessitura (p. e.  mediante feltratura o trapuntatura): il feltro è un (tessuto) non tessuto. 
nontiscordardimé   o non ti scordar di me, s.m.  (bot.) nome pop. della miosotide. 
non udente   loc. agg.  e sost. m.  e f.  sordo.
nonuplo   agg.  (non com.) nove volte maggiore  s.m.  (non com.) entità nove volte maggiore.
non valore   loc. sost. m.  (filos.) valore negativo, disvalore.
non vedente   loc. agg.  e sost. m.  e f.  cieco.
nonviolento   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi nella lotta politica è assertore della nonviolenza: movimento nonviolento. 
nonviolenza   s.f. invar.  atteggiamento di chi rifiuta programmaticamente l'impiego della violenza nelle lotte politiche e sociali.
nor-  nor- prefisso che nella terminologia chimica indica un composto che ha la stessa struttura ma un gruppo metilico o metilenico in meno del composto al quale è premesso (noradrenalina).
nora    ⇨ nuora.
noradrenalina   s.f.  (biol.) ormone secreto, come l'adrenalina, dalla sostanza midollare del surrene e liberato nella stimolazione dei nervi simpatici; prodotta anche sinteticamente, viene usata sotto forma di cloridrato come vasocostrittore.
norcineria   s.f.  (region.) macelleria suina | bottega del norcino.
norcino   s.m.  (region.) chi macella i maiali e ne lavora la carne.
nord   ant. norte [nòr-te], s.m.    • 1 •   (geog.) punto cardinale che nell'emisfero boreale è indicato dalla direzione della stella polare, detto anche settentrione  o mezzanotte; più in generale, la direzione intorno a questo punto, opposta al sud: polo nord; l'ago della bussola segna il nord    • 2 •   in un dato paese, in un territorio definito, la parte che si trova a nord, considerata in rapporto alla parte meridionale: il nord dell'italia, dell'europa; il nord-america  | usato come agg. invar.  : parete nord di una montagna, fascia nord di un territorio    • 3 •   nel linguaggio politico e giornalistico, l'insieme dei paesi industrializzati a economia di mercato (situati per lo più nell'emisfero boreale): lo squilibrio economico tra il nord e il sud del mondo. 
nordafricano   agg.  dell'africa settentrionale: i paesi nordafricani   s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'africa settentrionale.
nordamericano   agg.  dell'america settentrionale; in partic., degli stati uniti d'america: musica nordamericana   s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'america settentrionale.
nordatlantico   agg.  [pl. m. -ci] dell'oceano atlantico settentrionale.
nord-est  nord-est s.m.  (geog.) punto dell'orizzonte equidistante dal nord e dall'est | passaggio di nord-est, via di navigazione dall'atlantico al pacifico che passa per il mare glaciale artico.
nordeuropeo   agg.  dell'europa settentrionale: i popoli nordeuropei   s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'europa settentrionale.
nordico   agg.  [pl. m. -ci] del nord; in partic., del nord dell'europa: regioni, usanze nordiche  | lingue nordiche, le lingue germaniche del gruppo settentrionale, cioè l'islandese, lo svedese, il norvegese e il danese  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di un paese del nord, e in partic. del nord dell'europa.
nordista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   nella guerra di secessione americana (1861-1865), chi combatteva per gli stati del nord o parteggiava per essi    • 2 •   chi vive nella parte settentrionale di un paese politicamente diviso in due: i nordisti della corea   agg.    • 1 •   relativo agli stati del nord durante la guerra di secessione americana: esercito nordista    • 2 •   della parte settentrionale di un paese politicamente diviso in due: il governo nordista. 
nord-ovest  nord-ovest s.m.  (geog.) punto dell'orizzonte equidistante dal nord e dall'ovest | passaggio di nord-ovest, via di comunicazione dall'atlantico al pacifico lungo le coste artiche dell'america.
noria   s.f.  macchina per il sollevamento di liquidi, costituita da una serie di tazze o secchie collegate a una catena o a un nastro che si avvolge su una puleggia motrice | a noria, si dice di macchina che utilizza una catena o un nastro a tazze per il sollevamento di materiali sciolti o per lo scavo: elevatore a noria; escavatore a noria. 
norite   s.f.  (miner.) roccia intrusiva assai simile al gabbro, di colore generalmente scuro.
norma   s.f.    • 1 •   precetto, regola generale che prescrive la condotta da tenere in determinati casi o per raggiungere determinati fini: norma morale, religiosa, giuridica; seguire, violare una norma; attenersi a una norma; le norme della buona educazione, del vivere civile; l'esperienza vi sia di norma | a norma di legge, del regolamento, del codice  e sim., (burocr.) secondo quanto da essi prescritto | per tua  (vostra) norma (e regola), espressione di rimprovero, per lo più ironica, che richiama la persona o le persone cui ci si riferisce a tener conto di un determinato fatto e a comportarsi di conseguenza: per vostra norma sappiate che non sono tenuto a rispondere    • 2 •   consuetudine, abitudine: di norma faccio così; secondo la norma dovrebbe essere qui a momenti    • 3 •   avvertenza, istruzione, indicazione: leggere le norme per l'uso; è prudente osservare le norme    • 4 •   (sociol.) l'insieme dei comportamenti che ogni società o gruppo offre come modello ai propri membri, al fine di ottenere che la loro condotta sia conforme ai valori in cui la società o il gruppo si riconoscono    • 5 •   (ling.) sistema coerente di usi e di regole che risponde a un certo ideale estetico o rispecchia un determinato livello sociolinguistico: la norma linguistica del bembo, del manzoni; l'italiano di norma, l'italiano standard    • 6 •   (scient. , tecn.) elemento che si assume a riferimento per determinare una proporzione o definire una misura    • 7 •   (ant.) strumento di misura degli angoli; squadra.
normale   agg.    • 1 •   che è di norma, che corrisponde alla norma; solito, consueto, abituale: modo, atteggiamento, disposizione normale; situazione normale; prezzi, tariffe normali; fatti, avvenimenti normali; persona normale, che si comporta come i più, che non è stravagante o squilibrata; vita normale, regolare, come quella dei più condizioni di salute normali, non patologiche; polso normale, non alterato; sessualità normale, eterosessualità | via normale, in alpinismo, quella che permette di raggiungere la vetta con minore difficoltà    • 2 •   (non com.) che costituisce la norma, che stabilisce una norma: prescrizioni normali | scuola normale, nell'ordinamento scolastico precedente alla riforma gentile (1923), corso di studi per la preparazione degli insegnanti elementari | scuola normale superiore di pisa  (o, per antonomasia, la normale), istituto di studi universitari ad alta specializzazione con internato | pressione normale, (fis.) quella di    • 1 •   bar    • 3 •   (geom.) perpendicolare: retta normale a un piano; piano normale a una superficie   s.f.    • 1 •   in alpinismo, via normale    • 2 •   in diritto amministrativo, lettera normale    • 3 •   (geom.) retta normale, perpendicolare    • 4 •   (stat.) distribuzione continua, la cui rappresentazione grafica assume una caratteristica forma a campana § normalmente avv.    • 1 •   secondo la norma; regolarmente, abitualmente: comportarsi normalmente    • 2 •   (geom.) perpendicolarmente.
normalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] un tempo, allievo o allieva della scuola normale; oggi, studente della scuola normale superiore di pisa.
normalità   s.f.  l'esser normale; condizione, situazione normale: ritorno alla normalità. 
normalizzare   v. tr.    • 1 •   rendere normale: riportare alla normalità: normalizzare i rapporti tra due stati    • 2 •   adottare sistemi uniformi, standardizzare: normalizzare i procedimenti industriali    • 3 •   (scient.) eseguire una normalizzazione | normalizzarsi v. rifl.  ritornare alla normalità: il quadro clinico va lentamente normalizzandosi. 
normalizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi normalizza.
normalizzazione   s.f.    • 1 •   il normalizzare, il normalizzarsi, l'essere normalizzato    • 2 •   uniformazione, standardizzazione: la normalizzazione di un procedimento, di una produzione    • 3 •   (metall.) trattamento termico dell'acciaio consistente in un riscaldamento seguito da un lento raffreddamento, per rendere omogenea la struttura    • 4 •   (stat.) moltiplicazione della funzione di distribuzione delle probabilità per un'opportuna costante in modo che la somma delle probabilità relative a tutti i possibili eventi sia uguale a uno (cioè la certezza).
normanno   agg.    • 1 •   della normandia, regione della francia settentrionale: un villaggio normanno  | cavalli, conigli normanni : di razza normanna, con particolari caratteristiche di robustezza    • 2 •   (st.) delle popolazioni scandinave di stirpe germanica che, stanziatesi nel sec. viii in francia, si stabilirono poi in varie regioni dell'europa settentrionale e meridionale fino al sec. xi: civiltà, arte normanna   s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della normandia    • 2 •   [f. -a] (st.) appartenente al popolo normanno: i normanni furono condotti in italia da roberto il guiscardo    • 3 •   la lingua dell'antica normandia; oggi, dialetto francese della normandia    • 4 •   (tip.) carattere di stampa con l'asta molto grossa, ma con grazie finissime.
normare   v. tr.  [io nòrmo ecc.] (rar.) conformare a una norma; ridurre a norma.
normativa   s.f.  (burocr.) insieme di norme, di precetti che regolano un determinato settore: la normativa sulle pensioni. 
normativismo   s.m.    • 1 •   (non com.) tendenza alla normatività, a essere normativo    • 2 •   in filosofia del diritto, la concezione del diritto come un insieme di norme.
normatività   s.f.  l'essere normativo; carattere normativo; tendenza normativa.
normativo   agg.    • 1 •   che prescrive una o più norme: la funzione normativa del parlamento  | potere normativo, (dir.) quello di emanare norme giuridiche | grammatica normativa, (ling.) quella che fissa le regole di una lingua e ne censura gli errori; si contrappone alla grammatica storica  e a quella descrittiva    • 2 •   che ha valore di legge, in quanto contiene delle norme precise: accordo normativo  § normativamente avv.  in base a una norma o delle norme.
normazione   s.f.  la determinazione e l'applicazione di una norma comune nell'attività o nella produzione di beni in un dato settore (p. e.  l'adozione delle stesse unità di misura, di dimensioni standard, di sistemi compatibili ecc.).
normo-  normo- primo elemento di parole composte della moderna terminologia scientifica, dal lat. no°rma  'norma'; indica 'normalità, valore normale'.
normoblasto   s.m.  (biol.) cellula del midollo osseo, progenitrice normale del globulo rosso.
normocito   s.m.  (biol.) eritrocito di forma e dimensione normali.
normodotato   agg.  e s.m.  [f. -a] (psicol.) si dice di soggetto dotato di intelligenza media.
normodotazione   s.f.  (psicol.) condizione di un soggetto normodotato.
normoergia   s.f.  (med.) condizione di reattività normale dell'organismo nei confronti di agenti patogeni o di sostanze nocive.
normoglicemico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] (med.) che, chi presenta una glicemia normale.
normografo   s.m.  striscia di materia plastica trasparente, in cui sono intagliati tutte le lettere dell'alfabeto, le cifre da    • 1 •   a    • 9 •   e i segni d'interpunzione e diacritici e che consente, quando se ne segua il tracciato, una scrittura uniforme.
normolineo   agg.  e s.m.  (med.) lo stesso che normotipo. 
normopeso   agg.  e s.m.  [f. invar.] (med.) si dice di soggetto che presenta peso normale.
normotensione   s.f.  (med.) pressione arteriosa nei valori normali.
normotermia   s.f.  (med.) temperatura corporea nei valori normali.
normoteso   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) si dice di soggetto che presenta pressione arteriosa normale.
normotipo   agg.  e s.m.  (med.) si dice di tipo costituzionale che ha proporzioni corporee normali.
norna   s.f.  nella mitologia scandinava, ciascuna delle divinità che, a somiglianza delle parche della mitologia classica, regolano il destino degli uomini e fissano il giorno della loro morte.
norreno   agg.  si dice della lingua e della letteratura in antico nordico, tra il sec. ix e il xiv; per estens., della cultura che fiorì in norvegia e in islanda in quei secoli, la più importante del mondo germanico arcaico | come s.m.  l'antico nordico, antica lingua della scandinavia affine al norvegese antico e all'islandese.
norte    ⇨ nord.
norvegese   agg.  della norvegia: il popolo norvegese   s.m.    • 1 •   [anche f.] nativo, abitante della norvegia    • 2 •   la lingua parlata in norvegia, appartenente al gruppo delle lingue nordiche | s.f.    • 1 •   (sport) gara sciistica di fondo il cui percorso comprende zone sassose, boscose e altre difficoltà    • 2 •   (mar.) barca con prua alta e arrotondata.
nosco   pron.  (ant.) con noi: euripide v'è nosco e antifonte  (dante purg.  xxii, 106).
no smoking   loc. avv.  vietato fumare (come avviso al pubblico).
noso-  noso- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. nósos  'malattia' (nosofobia, nosologia).
nosocomiale   agg.  di nosocomio; ospedaliero.
nosocomio   s.m.  (lett.  o burocr.) ospedale.
nosofobia   s.f.  (med.) paura ossessiva delle malattie.
nosogenesi   s.f.  (med.) patogenesi.
nosografia   s.f.  (med.) lo stesso che nosologia. 
nosografico   agg.  [pl. m. -ci] (antiq.) di, relativo a nosografia; nosologico.
nosologia   s.f.  (med.) descrizione e classificazione delle malattie.
nosologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a nosologia.
nosoparassita   s.m.  [pl. -i] (med.) microrganismo patogeno che si annida in un tessuto già colpito da processo morboso, modificando il decorso della malattia primaria.
nosoterapia   s.f.  (med.) cura di una malattia attraverso l'inoculamento di germi che attivano un processo morboso che contrasta quello primario.
nosotropico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che è diretto contro le manifestazioni chimiche di uno stato patologico; in partic., si dice di un farmaco efficace contro le lesioni causate da un agente patogeno; si contrappone a eziotopico. 
nossignore   o no signore, avv.  [se rivolta a una persona di sesso femminile: nossignora  o no signora] forma cortese di negazione; anche, come forma rafforzata di negazione: «nossignore, hai proprio torto»  | in usi enfatici: potrebbe sedere quassù indisturbato. nossignore. cammina  (pavese).
nostalgia   s.f.  desiderio intenso e struggente di una persona o una cosa lontana: la nostalgia dei figli, del paese natio; soffrire di nostalgia. 
nostalgico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di nostalgia; che rivela nostalgia: desiderio nostalgico; tono, ricordo nostalgico    • 2 •   che ha nostalgia, che soffre di nostalgia: una persona nostalgica; animo nostalgico  | (iron.) che rimpiange un regime politico ormai passato; in partic., che rimpiange il fascismo  s.m.  [f. -a] persona nostalgica § nostalgicamente avv. 
nostoc   s.m.  (bot.) genere di alghe unicellulari che vivono immerse nelle acque dolci stagnanti o comunque in ambienti fortemente umidi (fam.  cianoficee).
nostomania   s.f.  (psicol.) forma patologica di nostalgia.
nostrale   agg.  del nostro paese, nostrano: piante, animali nostrali  § nostralmente avv.  come si usa da noi, tra noi.
nostrano   agg.  del nostro paese; delle nostre regioni: prodotto, formaggio nostrano  | alla nostrana, come si usa da noi, tra noi.
nostro   agg. poss.  di prima pers. pl.    • 1 •   che appartiene a noi; indica proprietà, possesso: la nostra casa; il nostro gatto; i nostri libri    • 2 •   che è inerente a noi, particolare di noi, o che proviene da noi, è manifestazione di noi: le nostre braccia; il nostro coraggio; le nostre preoccupazioni; ha gradito i nostri auguri  | con valore reciproco: il nostro amore, l'amore che ci lega    • 3 •   indica relazione di parentela; rifiuta l'art. determ. quando precede un s. che non sia pl. o accompagnato da attributo, apposizione o altra determinazione (nostro padre; nostro zio; i nostri nonni; la nostra cara madre); accetta invece l'art. determ. quando precede un s. alterato (il nostro fratellino; la nostra zietta); ma vi sono oscillazioni nell'uso region. (nostra mamma; nostro fratello maggiore) | può anche indicare relazione d'amicizia, di dipendenza, di lavoro ecc.: i nostri compagni; il nostro medico; i nostri clienti  | nel linguaggio religioso: nostro signore, appellativo di gesù cristo; nostra signora, nostra donna, appellativi di maria vergine    • 4 •   che è abituale, caratteristico di noi: bevemmo il nostro tè pomeridiano  | riferito a un soggetto sing. ha valore di pl. di modestia o maiestatico: a nostro avviso...; è nostro preciso desiderio che... | si omette quando è già chiara l'indicazione delle persone di riferimento: se fa freddo indosseremo i  (nostri) soprabiti   pron. poss. di prima pers. pl.    • 1 •   ha gli stessi usi e sign. dell'agg. ed è sempre preceduto dall'art. determ.: la vostra casa è accanto alla nostra; applicherete un criterio diverso dal nostro  | in usi particolari: i nostri  (genitori, parenti, amici, seguaci ecc.); state dalla nostra  (parte)?; la nostra  (lettera) del 20 gennaio; ne abbiamo fatta un'altra delle nostre!  (sciocchezze, cattive azioni, marachelle e sim.) | il nostro, (antiq.) spec. nell'uso scritto, l'autore, il personaggio di cui si tratta    • 2 •   con valore neutro, ciò di cui abbiamo la proprietà, il possesso; i nostri averi, i nostri beni: viviamo del nostro  | preceduto dalla prep. di, con valore più generico: non c'è molto di nostro in questo lavoro. 
nostromo   s.m.  (mar.) sottufficiale preposto ai servizi marinareschi e di bordo.
nota   s.f.    • 1 •   segno particolare, caratteristica che contraddistingue (in usi propri e fig.): i nominativi dei presenti sono stati contrassegnati con una nota; la puntualità è la sua nota caratteristica    • 2 •   segno convenzionale con il quale si indica graficamente un suono musicale; il suono rappresentato da tale segno: leggere le note; le sette note | trovare la nota giusta, (fig.) il modo, il tono adatto | mettere una nota stonata nel discorso, (fig.) una parola, una frase non conveniente | mettere, portare una nota allegra, triste, di buonumore, (fig.) portare allegria, tristezza, buonumore | parlare, dire, cantare a chiare note, (fig.) con schiettezza | le dolenti note, la parte più sgradevole di un fatto, un episodio, un discorso (con allusione al celebre verso or incomincian le dolenti note, dante inf.  v, 25). dim. notina    • 3 •   (non com.) segno grafico; carattere, lettera: note tachigrafiche, scrittura stenografica; note tironiane, (paleogr.) sistema di abbreviazione stenografica, inventato da tirone, liberto di cicerone, e in uso fino al medioevo    • 4 •   breve appunto, annotazione: blocco, taccuino per note; prendere nota di qualcosa  | degno di nota, (fig.) che merita di essere considerato, osservato con interesse: un fatto, un commento degno di nota.  dim. noterella, noticina    • 5 •   spiegazione, commento di un testo aggiunto in margine o a piè di pagina: nota critica, esegetica; note storiche, linguistiche, erudite; un'edizione di dante senza note  | nota introduttiva, breve testo che si premette a un'opera per fornire elementi utili alla lettura | nota del redattore  (abbreviato n. d. r.), in un articolo giornalistico, glossa, breve commento personale o chiarimento che l'estensore appone in parentesi nel corso della citazione di un testo altrui; nota del traduttore  (abbreviato n. d. t.), commento o precisazione del traduttore di un testo, di solito a piè di pagina, sul significato di una parola o un'espressione che, per la non perfetta corrispondenza delle lingue, può risultare oscuro    • 6 •   memoria, comunicazione scritta, per lo più di carattere ufficiale: una nota diplomatica    • 7 •   giudizio espresso da un superiore su un dipendente, da un insegnante su un allievo ecc.: nota informativa, di qualifica, di biasimo; scrivere una nota sul registro    • 8 •   (filos.) ogni proprietà definitoria di un concetto    • 9 •   elenco, lista; in partic., lista di importi pagati o da pagare: la nota della spesa, del sarto, dell'albergo  | nota di pegno, titolo di credito all'ordine che consente di trasferire mediante girata il pegno sulla merce depositata nei magazzini generali.
nota bene   non com. notabene, loc. sost. m. invar.  in un testo scritto, indicazione per richiamare l'attenzione del lettore su qualcosa (comunemente si abbrevia in n. b.).
notabilato   s.m.  l'insieme dei notabili (per lo più scherz.  o spreg.): era presente tutto il notabilato del paese. 
notabile   agg.  (lett.) che è degno di nota; notevole, importante: mutamento, avvenimento notabile   s.m.  persona importante, autorevole; maggiorente: i notabili della città; una riunione di notabili  § notabilmente avv.  (non com.) notevolmente.
notabilità   s.f.  (non com.)    • 1 •   qualità di ciò che è notabile    • 2 •   pl.  i notabili, le persone ragguardevoli; notabilato.
notaio   antiq. notaro, s.m.  libero professionista che svolge funzioni di pubblico ufficiale; ha il compito di ricevere atti tra vivi (p. e.  compravendite immobiliari) o di ultima volontà (p. e.  testamenti), di attribuire loro pubblica fede, di conservarli, di rilasciarne copia o estratto: maria rossi notaio in piacenza. 
notare   (1) v. tr.  [io nòto ecc.]    • 1 •   distinguere, contraddistinguere con segni: notare gli errori di un compito    • 2 •   registrare in una lista: notare le spese  | prendere appunti, scrivere, annotare: notare i nomi dei candidati    • 3 •   accorgersi di qualcosa, soffermare l'attenzione; osservare; considerare: fermarsi a notare qualcosa; non notare nulla di strano | farsi notare, richiamare l'attenzione su di sé    • 4 •   sottolineare, mettere in evidenza: una cosa da notare con particolare risalto    • 5 •   (lett.) accusare, biasimare: or rodomonte che notar si vede / dinanzi a quei signor, di doppio scorno  (ariosto o. f.  xxvii, 110)    • 6 •   (ant.) cantare: quei che notan sempre / dietro a le note de li etterni giri  (dante purg.  xxx, 92-93).
notare   (2) e deriv.   ⇨ nuotare e deriv. 
notaria   o noteria, s.f.  (ant.) notariato.
notariale   agg.  (ant.) notarile.
notariato   s.m.    • 1 •   l'attività professionale del notaio    • 2 •   (non com.) insieme dei notai appartenenti a un determinato distretto.
notarile   agg.    • 1 •   di notaio: studio, ufficio, rogito notarile  | procura notarile, procura rilasciata con l'intervento di un notaio | collegio notarile, l'insieme dei notai esercenti in un distretto    • 2 •   da notaio: linguaggio, stile notarile  | (fig.) si dice di un modo di amministrare attento soprattutto alla correttezza formale delle procedure: la gestione notarile di un ente  § notarilmente avv.  in modo notarile.
notaro    ⇨ notaio.
notazione   s.f.    • 1 •   il notare; annotazione, segnatura: la notazione delle pagine, la loro numerazione | (fig.) osservazione, considerazione: fare delle notazioni molto acute    • 2 •   (mus.) sistema di rappresentazione delle note; scrittura musicale    • 3 •   (chim.) l'insieme dei simboli e delle formule    • 4 •   (mat.) rappresentazione simbolica delle basi numeriche (decimale, binaria ecc.).
note-book  note-book loc. sost. m. invar.  computer portatile che, chiuso, ha pressappoco le dimensioni di un'agenda; in genere è dedicato alla scrittura e all'archiviazione.
noteria    ⇨ notaria.
notes   s.m. invar.  libriccino per appunti, taccuino | usato anche come agg. invar.  : blocco notes. 
notevole   agg.  degno di nota; rilevante, ragguardevole, considerevole: avere una notevole esperienza; un guadagno notevole; i passi più notevoli di un comunicato  § notevolmente avv. 
notifica   s.f.  (burocr.) notificazione.
notificabile   agg.  che si può notificare.
notificabilità   s.f.  l'essere notificabile.
notificamento   s.m.  (non com.) notificazione.
notificando   s.m.  [f. -a] (dir.) persona alla quale deve essere notificato un atto.
notificare   v. tr.  [io notìfico, tu notìfichi ecc.]    • 1 •   (dir.) rendere noto, portare a conoscenza (un atto processuale o amministrativo): notificare una citazione, un appello; notificare per mezzo dell'ufficiale giudiziario    • 2 •   (burocr.) dichiarare, comunicare: notificare i propri redditi, l'importazione di una merce    • 3 •   (ant.) dimostrare, spiegare: principio che non si può notificare  (dante convivio).
notificatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) persona, ente che notifica qualcosa | usato anche come agg.  : atto notificatore. 
notificazione   s.f.    • 1 •   il notificare, l'essere notificato: provvedere alla notificazione del cambiamento di residenza    • 2 •   (dir.) avviso che porta a conoscenza dell'interessato un determinato atto: notificazione amministrativa, processuale, penale; eseguire, ricevere una notificazione; notificazione a mani proprie, fatta personalmente all'interessato.
notista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nel linguaggio del giornalismo, chi compila una nota, un trafiletto, spec. di argomento politico.
notitia criminis   s.f. invar.  (dir.) notizia di reato pervenuta all'autorità giudiziaria.
notizia   s.f.    • 1 •   informazione, comunicazione, avviso che rende noto un fatto, un avvenimento, spec. se accaduto di recente: ricevere, comunicare una notizia; diffondere notizie vere, false, tendenziose; dare una buona, una cattiva notizia; le notizie sportive; le ultime notizie, pubblicate dai giornali o trasmesse da radio, televisione e sim. | non avere notizie di qualcuno, di qualcosa, non saperne niente: non abbiamo sue notizie da cinque anni.  dim. notizietta  pegg. notiziola    • 2 •   (estens.) nozione, dato che informa su qualcuno o su qualcosa: un libro pieno di notizie storiche    • 3 •   (lett.) cognizione, conoscenza: ogni domanda importa una certa notizia della cosa di cui si domanda  (b. croce).
notiziario   s.m.    • 1 •   in un giornale o in una trasmissione radiofonica o televisiva, rubrica in cui si danno notizie di minore importanza: notiziario cittadino, regionale    • 2 •   insieme di notizie pubblicate su un quotidiano o su un periodico: il notiziario di un giornale; notiziario bibliografico, medico  | trasmissione radiofonica o televisiva di notizie.
noto   agg.  che è ben conosciuto: uno scrittore molto noto; un nome tristemente noto | fare, rendere noto, divulgare | è noto che..., tutti sanno che...  s.m.  ciò che si conosce: il noto e l'ignoto  § notamente avv. 
notocorda   s.f.  (zool.) formazione caratteristica dell'embrione dei cordati, costituita da un cordone cilindrico di grosse cellule rivestito da una guaina connettivale; persiste più o meno parzialmente nei tunicati e nei cefalocordati adulti mentre nei vertebrati (con rare eccezioni, p. e.  i ciclostomi) regredisce durante lo sviluppo embrionale dando origine alla colonna vertebrale; è detta anche corda dorsale. 
notocordati   s.m. pl.  (zool.) gruppo di animali appartenente ai cordati, in cui la corda dorsale non raggiunge l'estremità anteriore del corpo | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale gruppo.
notogamia   s.f.  (bot.) fecondazione di un fiore con il polline di una pianta appartenente a una varietà diversa.
notomelia   s.f.  (med.) conformazione mostruosa del feto che presenta arti aggiuntivi nella regione dorsale.
notomia   s.f.    • 1 •   (ant.) anatomia    • 2 •   (fig. lett.) analisi minuziosa, disamina particolareggiata: sono stanco... di far la notomia a questa vita mia  (boine).
notomista   s.m.  [pl. -sti] (ant.) anatomista.
notomizzare   v. tr.    • 1 •   (ant.) anatomizzare    • 2 •   (fig. lett.) esaminare minutamente, analiticamente: notomizzare un testo, i propri sentimenti. 
notonetta   s.f.  insetto diffuso nelle acque stagnanti; ha la caratteristica di spostarsi col ventre rivolto verso l'alto, usando il terzo paio di zampe, lunghe e cigliate, a guisa di remi (ord.  eterotteri).
notorietà   s.f.  l'essere notorio; fama, rinomanza: la notorietà di un fatto, di un personaggio  | atto di notorietà, (dir.) dichiarazione giurata di quattro testimoni sulla verità di un fatto che è a essi personalmente noto.
notorio   agg.    • 1 •   che è comunemente noto, risaputo: un fatto notorio | atto notorio, (dir.) atto di notorietà che non richiede prova specifica    • 2 •   chiaro, palese: pericolo notorio    • 3 •   celebre, famoso: un personaggio notorio  § notoriamente avv. 
notostraci   s.m. pl.  (zool.) ordine di crostacei caratterizzati dall'ampio scudo dorsale | sing.  [-co] ogni crostaceo appartenente a tale ordine.
notricare   e deriv.   ⇨ nutricare e deriv. 
nottambulismo   s.m.  l'essere nottambulo; l'avere abitudini da nottambulo.
nottambulo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi di notte, anziché dormire, va a passeggio o a divertirsi; chi fa vita notturna: una comitiva di nottambuli    • 2 •   (ant.) sonnambulo | usato anche come agg.  : persone nottambule. 
nottante   s.m.  e f.  infermiere che assiste un ammalato durante la notte, a pagamento o come opera di carità.
nottata   s.f.  la durata di una notte, considerata in rapporto a ciò che vi accade: una nottata di pioggia; una nottata di dolore | far nottata, trascorrere svegli l'intera notte, per lavoro o altro | fare una nottata a qualcuno, (fam.) assisterlo per una notte. pegg. nottataccia. 
notte   s.f.    • 1 •   parte del giorno solare, dal tramonto all'alba, in cui il sole rimane sotto l'orizzonte: una notte serena, piovosa; di notte, durante la notte; la notte sul lunedì, quella che lo precede; lunedì notte, quella che lo segue; la notte di lunedì, quella che lo precede o quella che lo segue; l'una di notte, un'ora dopo la mezzanotte; un'ora di notte, un'ora dopo il tramonto; il calar della notte, il far della notte, l'imbrunire; il cuore della notte, la notte inoltrata | da notte, si dice di cose che si usano durante la notte: camicia da notte  | buona notte, come saluto e augurio; (fig.) si dice, per lo più scherz., per troncare bruscamente un discorso: non mi farò più vivo, e buona notte! | la notte santa, per antonomasia, quella di natale, tra il 24 e il 25 dicembre | la prima notte, per antonomasia, quella trascorsa insieme dagli sposi, dopo il matrimonio | giorno e notte, continuamente: lavorare giorno e notte, senza concedersi riposo | far notte, far tardi la sera | far di notte giorno, star svegli di notte e dormire di giorno | peggio che andar di notte, si dice di cosa che va molto male, che va di male in peggio | esserci, correrci quanto dal giorno alla notte, si dice di cose o persone tra cui esiste una grandissima differenza | passare una notte bianca  (o in bianco), senza dormire | perdersi nella notte dei tempi, risalire a periodi remoti, di cui non si ha notizia precisa: un'usanza che si perde nella notte dei tempi | la notte eterna, (lett.) la morte    • 2 •   (estens. lett.) oscurità, tenebra delle ore notturne: le lampade... diffondevano... nella notte un rado chiarore  (pirandello)    • 3 •   (fig. lett.) condizione di cecità fisica o di oscuramento mentale o spirituale: la notte del medioevo; di tanta notte / già tu non hai l'eccelsa mente ingombra  (parini).
nottetempo   avv.  di notte, nel cuore della notte: arrivare nottetempo  (o di nottetempo).
nottiluca   o noctiluca, s.f.  (zool.) protozoo provvisto di flagello, che vive in sterminate colonie nelle acque dei mari caldi; di colore rosso durante il giorno, diviene fosforescente durante la notte (classe  flagellati).
nottilucente   agg.  (lett.) che risplende nella notte | nube nottilucente, (meteor.) nube altissima (fino a 95 km), con struttura simile a quella dei cirri, che appare luminosa sullo sfondo oscuro del cielo, spec. al crepuscolo.
nottivago   agg.  [pl. m. -ghi] (lett.) che vaga di notte: ippolita cercava il momento opportuno per sorprendere la farfalla nottivaga  (d'annunzio) | (non com.) nottambulo.
nottola   (1) s.f.    • 1 •   nome comune del più grande pipistrello europeo, caratterizzato dal pelame rossiccio, con ali e orecchie nere. accr. nottolone    • 2 •   (ant. , lett.) civetta.
nottola   (2) s.f.    • 1 •   dispositivo di legno variamente sagomato, girevole su un perno, usato per chiudere usci, imposte, sportelli e sim.    • 2 •   listello di legno duro per tenere tesa la corda della sega a telaio. dim. nottolino. 
nottolino   s.m.    • 1 •   dim.  di nottola    • 2 •   nel sign.    • 1 •    • 2 •   (estens.) piccolo catenaccio    • 3 •   (mecc.) elemento dell'arpionismo che impedisce il moto retrogrado della ruota dentata.
nottolone   s.m.    • 1 •   accr.  di nottola    • 1 •   nel sign.    • 1 •    • 2 •   (zool.) altro nome del succiacapre  o caprimulgo    • 3 •   [f. -a] (tosc.) persona grossa e goffa nei movimenti; buono a nulla.
nottua   s.f.  nome di molte specie di farfalle notturne che, nutrendosi di foglie e di germogli, sono dannose alle colture (fam.  nottuidi).
nottuidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti comprendente numerose specie di farfalle crepuscolari o notturne, con corpo robusto e peloso, livrea poco appariscente (ord.  lepidotteri) | sing.  [-e] ogni insetto appartenente a tale famiglia.
notturlabio   s.m.  antico strumento che si usava di notte per rilevare l'altezza della stella polare e quindi il grado di latitudine di un luogo.
notturna   s.f.  incontro sportivo che si svolge di sera su un campo illuminato artificialmente.
notturno   agg.  di, della notte; che avviene, si svolge, funziona, è aperto di notte: quiete notturna; spettacolo, lavoro notturno; locale, bar notturno; guardiano notturno; linee notturne, quelle autoferrotranviarie in servizio durante la notte | fiori notturni, che si aprono di notte | animali notturni, la cui attività è prevalentemente notturna  s.m.    • 1 •   (lit.) nella chiesa antica, ufficio divino che si recitava di notte; negli ordini monastici e nel breviario romano prima della riforma liturgica (1971), parte del mattutino    • 2 •   (mus.) breve composizione strumentale, per lo più pianistica, ispirata alla notte o di carattere intimo e raccolto: i «notturni» di chopin  | (estens.) componimento poetico di carattere elegiaco, malinconico    • 3 •   riproduzione pittorica o fotografica di paesaggio notturno o di una scena che si svolge di notte    • 4 •   programma radiofonico trasmesso durante la notte.
notula   s.f.  conto degli onorari dovuti a un professionista.
nougatine   s.f. invar.  dolce di mandorle o nocciole tritate, ricoperte di cioccolato.
noumenico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) di noumeno, in opposizione a fenomenico : realtà noumenica. 
noumeno   s.m.  in platone, l'intelligibile, l'idea, l'oggetto del pensiero | nella filosofia kantiana, la cosa in sé, non conoscibile nell'esperienza ma posta come esigenza della ragione; si contrappone a fenomeno. 
nous   s.m. invar.  (filos.) nel pensiero greco, l'intuizione intellettuale; in partic., nella filosofia di anassagora, è il principio intelligente ordinatore del mondo.
nouveau roman   loc. sost. m. invar.  corrente letteraria sviluppatasi in francia negli anni '50, che assume il romanzo come campo di ricerca sperimentale per una nuova letteratura concepita come descrizione freddamente oggettiva della realtà, estranea a qualsiasi preoccupazione psicologica.
nouvelle cuisine   loc. sost. f. invar.  tipo di cucina ideato in francia negli anni settanta, che si distacca dalla cucina tradizionale per la semplicità e la leggerezza dei cibi, l'invenzione di nuovi piatti in cui si sperimentano accostamenti originali.
nouvelle vague   loc. sost. f. invar.  corrente cinematografica sorta in francia alla fine degli anni cinquanta, che rappresenta i problemi e la vita delle nuove generazioni con vivace e innovatore sperimentalismo.
nova   s.f.  (astr.) stella che a causa di un'esplosione aumenta rapidamente la propria luminosità ritornando poi allo splendore iniziale.
novale   s.m.  o f.  (lett.) terreno coltivato dopo un periodo di riposo a maggese: il verde tenero de la novale / sotto gli sprazzi del sol ridea  (carducci).
novanta   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a nove decine; nella numerazione araba è rappresentato da 90, in quella romana da xc: i novanta numeri del lotto, della tombola  | la paura fa novanta, (scherz.) espressione con cui si sottolinea che la paura fa fare qualsiasi cosa (con riferimento al fatto che nella cabala del lotto la paura corrisponde a questo numero) | sottintendendo il sostantivo: va per i novanta  (anni) ma è ancora lucidissimo; pezzo da novanta  (millimetri), pezzo d'artiglieria di questo calibro; (scherz.) persona molto autorevole, influente    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: la soluzione del quiz è a pagina novanta | gli anni novanta, per antonomasia, quelli compresi tra il 1990 e il 1999  s.m. invar.    • 1 •   il numero novanta    • 2 •   le cifre o le lettere che lo rappresentano.
novantenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha ha novanta anni.
novantennio   s.m.  periodo di tempo di novant'anni.
novantesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero novanta  s.m.    • 1 •   la novantesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al novantesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
novantina   s.f.  complesso di novanta o circa novanta unità | essere sulla novantina, avere più o meno novant'anni | avere superato la novantina, avere oltre novant'anni.
novarese   agg.  di novara  s.m.  e f.  chi è nato o abita a novara.

novatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) fautore di novità innovatore | usato anche come agg.  : le idee novatrici dell'illuminismo. 
novazione   s.f.    • 1 •   (rar.) innovazione    • 2 •   (dir.) sostituzione di una obbligazione preesistente con una nuova (novazione oggettiva) o sostituzione del vecchio debitore con un altro (novazione soggettiva).
nove   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a otto unità più una; nella numerazione araba è rappresentato da 9, in quella romana da ix: le nove muse; i nove mesi della gravidanza  | sottintendendo il sostantivo: furono premiati i primi nove  (concorrenti) arrivati    • 2 •   posposto al sostantivo con valore ordinale: l'appuntamento è fissato per il  (giorno) nove del mese; le  (ore) nove, antimeridiane o pomeridiane  s.m. invar.    • 1 •   il numero nove | come voto scolastico, indica eccellenza | prova del nove, semplice prova aritmetica per controllare l'esattezza delle operazioni aritmetiche elementari; (fig.) verifica rapida e inconfutabile, che non lascia adito a dubbi    • 2 •   la cifra o le lettere che rappresentano il numero nove    • 3 •   nel gergo sportivo, la squadra di baseball, che è composta di nove giocatori.
novecentesco   agg.  [pl. m. -schi] del novecento (sec. xx).
novecentesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero novecento  s.m.  la novecentesima parte dell'unità.
novecentismo   s.m.  il complesso delle tendenze artistiche e letterarie fiorite nel novecento.
novecentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   scrittore o artista del novecento (sec. xx)    • 2 •   studioso della letteratura, dell'arte, della storia del xx secolo | come agg.  in luogo di novecentistico : pittura novecentista. 
novecentistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio delle correnti letterarie e artistiche del novecento (sec. xx).
novecento   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a nove volte cento; nella numerazione araba è rappresentato da 900, in quella romana da cm    • 2 •   posposto a un sostantivo, con valore di ordinale: nell'anno novecento d. c.   s.m.    • 1 •   il numero novecento    • 2 •   le cifre o le lettere che lo rappresentano    • 3 •   il novecento, per antonomasia, il sec. xx: la pittura, il romanzo del novecento  | come agg. invar.  novecentesco: mobili in stile novecento. 
novella   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) fatto nuovo, strano, insolito; novità: che novella è, che tu così tosto torni a casa stamane?  (boccaccio dec.  vii, 2) | (estens.) avviso, annuncio, racconto di un fatto nuovo, accaduto di recente: recare buone, tristi novelle; i fratelli hanno ucciso i fratelli; / questa orrenda novella vi do  (manzoni conte di carmagnola) | la buona novella, per antonomasia, il vangelo    • 2 •   racconto in prosa, più raramente in versi, di un fatto reale o immaginario, di estensione varia, comunque breve rispetto all'epica e al romanzo; nel corso del novecento si chiamerà più comunemente racconto : il «decameron» è una raccolta di novelle; le «novelle rusticane»  del verga | il genere letterario della novella; novellistica. dim. novelletta, novellina    • 3 •   (ant.) discorso: nostra novella si ristette  (dante inf.  xxv, 38) | chiacchiera, discorso futile    • 4 •   (dir.) ciascuna delle leggi nuove di un imperatore romano o bizantino, promulgate a integrazione delle raccolte legislative già esistenti: le novelle di giustiniano. 
novellame   s.m.    • 1 •   termine generico con cui si indicano i piccoli di alcune specie animali, spec. dei pesci    • 2 •   insieme di piantine nate per disseminazione spontanea dagli alberi di alto fusto di un bosco.
novellamento   s.m.  (ant.) il novellare; racconto, discorso.
novellante   s.m.  e f.  (antiq.) novellatore, novelliere | (spreg.) chi racconta pettegolezzi.
novellare   v. intr.  [io novèllo ecc.] (lett.)    • 1 •   raccontare novelle: novellando... questa calda parte del giorno trapasseremo  (boccaccio dec.  introduzione)    • 2 •   (estens.) discorrere, raccontare, narrare: siede con le vicine / su la scala a filar la vecchierella, /... / e novellando vien del suo buon tempo  (leopardi il sabato del villaggio  8-11) | v. tr.  (dir.) modificare un testo giuridico su singoli punti e per mezzo di riforme parziali: questo articolo è novellato dalla nuova legge. 
novellatore   s.m.  [f. -trice] (lett.)    • 1 •   chi racconta novelle: il cavaliere... era molto migliore intenditor che novellatore  (boccaccio dec.  vi, 1) | scrittore di novelle; novelliere    • 2 •   chiacchierone, fanfarone: un novellatore di ciancie grossolane  (pratesi).
novelleggiare   v. intr.  [io novelléggio ecc.] (non com.) novellare.
novelletta   s.f.    • 1 •   dim.  di novella    • 2 •   (mus.) composizione pianistica di forma assai libera e di carattere fantasioso: le novellette di schumann. 
novelliere   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi scrive o racconta novelle    • 2 •   (non com.) raccolta di novelle.
novellino   agg.  appena nato, spuntato: erba novellina; patate novelline   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi è agli inizi in un'attività ed è ancora inesperto: quell'avvocato è novellino; apparire un novellino. 
novellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) chi scrive novelle; novelliere.
novellistica   s.f.  l'arte di scrivere novelle; il genere letterario della novella: la novellistica orientale; la novellistica italiana del cinquecento. 
novellistico   agg.  [pl. m. -ci] di novellistica, relativo al genere letterario della novella.
novellizzazione   s.f.  rielaborazione in forma narrativa di una sceneggiatura cinematografica.
novello   agg.    • 1 •   che è appena nato o spuntato da poco; recente, fresco: patate novelle; pollo novello, molto giovane | stagione novella, (lett.) la primavera | età novella, (lett.) la giovane età: sollazzo e riso, / della novella età dolce famiglia  (leopardi il passero solitario  18-19) | per novello, (ant.) novellamente; recentemente    • 2 •   che si trova da poco in una certa condizione: sposo, sacerdote novello | messa novella, la prima messa celebrata da un sacerdote    • 3 •   (lett.) si dice di persona, cosa o evento che ha, o sembra avere, qualità o caratteristiche di qualcuno o qualcosa del passato: un novello napoleone; una novella waterloo  | nell'uso ant. si univa come appellativo al nome proprio di una persona per distinguerla da un predecessore o un antenato omonimo: federico novello  § novellamente avv.  (ant.)    • 1 •   da poco, recentemente; di nuovo: maestro simone novellamente tornato  (boccaccio dec.  viii, 9)    • 2 •   per ultimo, alla fine: la bella donna che cotanto amava / novellamente gli è dal cor partita  (ariosto o. f.  vii, 18).
novembre   s.m.  undicesimo mese dell'anno nel calendario gregoriano.
novembrino   agg.  di novembre: nebbie novembrine. 
novena   s.f.  (relig.) pratica devozionale cattolica che consiste nella ripetizione di preghiere o riti per nove giorni consecutivi in preparazione a una festa o per implorare una grazia: la novena di natale. 
novenario   agg.  e s.m.  si dice di verso formato da nove sillabe metriche con gli accenti, solitamente, sulla seconda, quinta e ottava sillaba (p. e. dal líbano tréma e rosséggia, di g. carducci).
novendiale   agg.  (lett.) che dura nove giorni  s.m.    • 1 •   presso gli antichi romani, periodo di lutto che durava nove giorni    • 2 •   pl.  nella liturgia cattolica, riti funebri della durata di nove giorni che si celebrano in suffragio di un papa defunto.
novennale   agg.    • 1 •   che dura nove anni: ciclo novennale    • 2 •   che ricorre ogni nove anni: celebrazione novennale. 
novenne   agg.  di nove anni: una bambina novenne. 
novennio   s.m.  periodo di nove anni.
noverare   v. tr.  [io nòvero ecc.] (lett.) enumerare, contare; per estens., ricordare, richiamare alla memoria: e pur mi giova / la ricordanza, e il noverar l'etate / del mio dolore  (leopardi alla luna  10-12).
noverca   s.f.  (ant. , lett.) matrigna: per la spietata e perfida noverca  (dante par.  xvii, 47).
novero   s.m.    • 1 •   (ant.) numero    • 2 •   (lett.) catalogazione, enumerazione | (estens.) categoria, gruppo: entrare nel novero degli amici più fidati. 
novilunio   s.m.  prima fase del mese lunare, durante la quale la luna, resta invisibile alla terra; è detta anche luna nuova. 
novissimo   agg.  (lett.) ultimo | il novissimo dì, giorno, il giorno del giudizio universale: in terra un paio addormentato stese, / ch'al novissimo dì forse fia desto  (ariosto o. f.  xxiv, 6)  s.m. pl.  i novissimi, (teol.) nella teologia tradizionale, la morte, il giudizio individuale, il paradiso o l'inferno, cioè le realtà e verità ultime, che riguardano la sorte eterna dell'uomo.
novità   s.f.    • 1 •   l'esser nuovo, originale; la caratteristica di ciò che è nuovo, che si è attuato o manifestato solo di recente: la novità di un fatto, di una cosa; avere un carattere di novità  | (ant.) l'essere insolito, inusitato, strano: ella similmente guardava lui... per la novità dell'abito  (boccaccio dec.  x, 9)    • 2 •   cosa nuova, apparsa recentemente: le ultime novità letterarie, della moda; amare le novità; essere aperto a tutte le novità  | (ant.) stranezza, bizzarria; oggi solo nella loc. che novità è questa?, con cui si esprime disappunto per un evento inatteso e sgradevole    • 3 •   nuovo procedimento, innovazione: introdurre delle novità in un processo produttivo    • 4 •   notizia recente: raccontare, ascoltare le ultime novità. 
noviziale   agg.  di, da novizio: tonsura noviziale. 
noviziato   s.m.    • 1 •   il periodo di preparazione del novizio e la casa religiosa dove tale formazione avviene: fare il noviziato; un noviziato di tre anni; un noviziato di nuova costruzione    • 2 •   (estens.) tirocinio, periodo d'apprendistato in un'arte o in un'attività in genere: un noviziato lungo e difficile | pagare il noviziato, (fig.) commettere errori o imprudenze dovuti all'inesperienza.
novizio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è accettato in un ordine religioso per un periodo di preparazione e di prova prima di prendere i voti    • 2 •   (estens.) chi è all'inizio di un'attività e quindi non è ancora esperto nel suo esercizio  agg.  (non com.) che non è ancora esperto; principiante: un cuoco novizio. 
novo    ⇨ nuovo.
novocaina   ® s.f.  (chim.) nome commerciale del cloridrato di procaina.
nozionale   agg.  che costituisce o riguarda una nozione, un insieme di nozioni: atto nozionale. 
nozione   s.f.    • 1 •   conoscenza elementare, approssimativa, intuitiva di qualcosa: non avere la nozione del tempo, non accorgersi del suo passare | pl.  l'insieme degli elementi fondamentali per conoscere una disciplina: possedere nozioni di geografia; di architettura non conosce che poche nozioni.  dim. nozioncella, nozioncina    • 2 •   (filos.) qualsiasi concetto o idea costituiti nell'intelletto come contenuto della conoscenza.
nozionismo   s.m.  conoscenza che si fonda sull'apprendimento non sistematico e acritico di un certo numero di notizie e di dati; anche, atteggiamento didattico che sopravvaluta l'importanza delle nozioni, a danno di una visione approfondita e organica: uno sterile nozionismo. 
nozionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (spreg.) si dice di chi dimostra una preparazione nozionistica o di chi, insegnando, dà eccessiva importanza alle nozioni.
nozionistico   agg.  [pl. m. -ci] che è proprio del nozionismo: preparazione nozionistica §  nozionisticamente avv. 
nozze   s.f. pl.    • 1 •   matrimonio, sposalizio: celebrare le nozze; dono, pranzo, viaggio di nozze | nozze d'argento, d'oro, di diamante, venticinquesimo, cinquantesimo, sessantesimo anniversario di matrimonio | andare a nozze, (fig.) fare una cosa molto volentieri o con grande facilità | invitare a nozze, (fig.) proporre a qualcuno una cosa molto gradita | fare le nozze con i fichi secchi, (scherz.) risparmiare in occasioni importanti, che richiederebbero invece larghe spese    • 2 •   (fig.) unione spirituale: le nozze di cristo con la chiesa. 
nuance   s.f. invar.  gradazione della tonalità di un colore | (estens.) sfumatura in genere: nuance di tono, di sapore. 
nube   s.f.    • 1 •   ammasso visibile di goccioline d'acqua o di aghetti di ghiaccio, formati per condensazione atmosferica attorno a nuclei di polvere, fumo ecc. e in sospensione nell'atmosfera : nubi alte, basse; nubi cirriformi    • 2 •   (estens.) massa di particelle di varia natura sospese nell'aria: una nube di polvere, di fumo; nube tossica, radioattiva, massa d'aria in cui sono presenti sostanze tossiche o radioattive | nube cosmica, (astr.) nube costituita da materia cosmica situata nello spazio interstellare | nube ardente, (geol.) miscuglio di gas e prodotti piroclastici in sospensione che rotolano lungo i fianchi dei vulcani durante la fase esplosiva    • 3 •   (fig.) si dice di qualcosa che offusca la vista o la coscienza, che turba la serenità: avere una nube sugli occhi; una nube di malinconia le scese nell'animo; essere una nube passeggera, si dice di un litigio che non ha conseguenze, di un piccolo screzio.
nubecola   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) piccola nube, nuvoletta    • 2 •   (med.) opacamento leggero della cornea    • 3 •   (astr.) piccola nebulosa.
nubendo   s.m.  [f. -a] (rar.) chi sta per sposarsi.
nubescente   agg.  (lett.) che ha l'aspetto di una nube; nebbioso.
nubiano   agg.  della nubia, regione dell'africa nordorientale: deserto nubiano. 
nubifero   agg.  (poet.) che è coperto di nubi: i nubiferi gioghi  (leopardi inno ai patriarchi  58).
nubifragio   s.m.    • 1 •   temporale improvviso e violento, con pioggia abbondante e raffiche di vento: i nubifragi danneggiano le colture    • 2 •   (lett.) furia distruttrice; devastazione, rovina: il nubifragio della guerra  (panzini).
nubilato   s.m.  (rar.) stato, condizione di donna nubile.
nubile   agg.  e s.f.  si dice di donna non maritata: i celibi e le nubili  | età nubile, (antiq.) età da marito.
nubilo   agg.  (ant. lett.) nuvoloso, coperto di nubi: egli apparia nel campo / quale in nubilo ciel fulgido lampo  (chiabrera).
nubiloso   agg.  (lett.) nuvoloso: i giorni nubilosi e brevi  (petrarca canz.  xxviii, 49).
nuca   s.f.    • 1 •   (anat.) la parte alta posteriore del collo, corrispondente al punto di passaggio tra base e volta craniche: battere la nuca  | cervice    • 2 •   (ant.) midollo spinale; anche, colonna vertebrale: così 'l sovran li denti a l'altro pose / là 've 'l cervel s'aggiugne con la nuca  (dante inf.  xxxii, 128-129).
nucale   agg.  (anat.) della nuca: muscoli nucali. 
nucifraga   s.f.  (zool.) altro nome della nocciolaia. 
nucleale   agg.  (lett.) che si riferisce al nucleo, alla parte essenziale, sostanziale di qualcosa: il contenuto nucleale della predicazione cristiana  (papini).
nucleare   agg.    • 1 •   (non com.) che si riferisce al nucleo, alla parte centrale, sostanziale di qualcosa; nucleale    • 2 •   (fis.) che è proprio o si riferisce al nucleo dell'atomo: fisica nucleare, la parte della fisica che studia le proprietà e i fenomeni che concernono il nucleo degli atomi; energia nucleare, quella contenuta nel nucleo atomico, che si libera per sintesi di nuclei leggeri nel processo di fusione, o per scissione di nuclei pesanti nel processo di fissione | centrale nucleare, impianto che trasforma in energia termica, e quindi in energia elettrica, l'energia nucleare prodotta da un reattore nucleare | armi nucleari, quelle che producono o utilizzano energia nucleare (p. e.  la bomba atomica) | guerra nucleare, combattuta con armi nucleari    • 3 •   (biol.) che è proprio o si riferisce al nucleo cellulare: membrana, succo nucleare    • 4 •   (ling.) si dice di ciò che si riferisce o appartiene al nucleo della frase    • 5 •   (sociol.) si dice della famiglia considerata nel suo nucleo essenziale, cioè la coppia con i figli  s.m.  tutto quanto è attinente allo sfruttamento dell'energia nucleare come fonte per la produzione di energia elettrica: l'impiego del nucleare è fortemente osteggiato dai gruppi ecologisti. 
nucleasi   s.f.  (chim. biol.) enzima idrolitico della cellula che scinde gli acidi nucleici.
nucleato   agg.  (biol.) dotato di nucleo.
nucleico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) si dice di ogni acido organico a struttura molto complessa, a forma di doppia elica, presente nelle proteine del nucleo cellulare in forma di dna o rna e costituito di unità più piccole dette nucleotidi.
nucleina   s.f.  (chim.) sostanza organica proteica fosforata presente nel nucleo di tutte le cellule.
nucleo   s.m.    • 1 •   la parte più interna o centrale di qualcosa; il primo elemento intorno a cui si è formato un più complesso organismo: il nucleo formativo di una struttura; il nucleo costitutivo di una frase; il nucleo concettuale di una teoria; nucleo abitativo, aggregato di edifici per uso abitativo    • 2 •   (biol.) corpuscolo sferoidale costituente la parte vitale ed essenziale della cellula    • 3 •   (fis.) parte centrale dell'atomo formata da protoni e neutroni    • 4 •   (astr.) la parte più luminosa di una cometa, distinta dalla coda e composta per lo più di frammenti di materia solida    • 5 •   (geol.) la parte centrale della sfera terrestre costituita da un ammasso di materiale incandescente che si suppone allo stato fluido    • 6 •   (elettr.) parte del circuito magnetico di un elettromagnete o di una macchina elettrica, concatenata con gli avvolgimenti; anche, ciascuno degli elementi di ferrite, a forma di anellino, con i quali vengono costruite le memorie di alcuni calcolatori elettronici: una memoria a nuclei    • 7 •   (inform.) parte di un sistema operativo contenente le funzioni fondamentali del sistema stesso e che perciò deve essere permanentemente presente in memoria durante l'elaborazione    • 8 •   (fig.) piccolo gruppo di persone; reparto formato di pochi uomini con particolari mansioni: il nucleo dei soci fondatori; i nuclei antiscippo della polizia | nucleo familiare, l'insieme di individui che costituisce una famiglia.
nucleofilo   agg.  (chim.) che ha la proprietà di cedere elettroni alle molecole o agli ioni con cui entra in reazione: reagente nucleofilo. 
nucleolo   s.m.  (biol.) ciascuno dei corpuscoli omogenei presenti in numero vario nel nucleo della cellula.
nucleone   s.m.  (fis.) termine generico che indica le particelle elementari (protoni e neutroni considerati insieme) componenti il nucleo atomico; il numero dei nucleoni di un atomo che dà il numero di massa  dell'elemento.
nucleonica   s.f.  la fisica nucleare nelle sue applicazioni pratiche.
nucleoplasma   s.m.  [pl. -smi] il plasma contenuto all'interno del nucleo delle cellule.
nucleoproteina   s.f.  (biol.) ogni proteina contenuta nel nucleo cellulare, composta da una parte organica (nucleoside) e da una inorganica (acido fosforico).
nucleoside   s.m.  (biol.) ogni composto organico delle nucleoproteine costituito da uno zucchero, pentoso o esoso, legato a un composto basico azotato quale una purina o una pirimidina.
nucleotermoelettrico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di impianto per la trasformazione di energia nucleare in energia termica e di questa in energia elettrica: centrale nucleotermoelettrica, denominazione tecnica delle centrali nucleari.
nucleotide   s.m.  (biol.) unità fondamentale degli acidi nucleici, costituita da esteri fosforici dei nucleosidi.
nuclide   s.m.  (fis.) lo stesso che nucleo. 
nuculanio   s.m.  (bot.) drupa con due o più carpelli, e due o più noccioli, detti anche nucule. 
nudare   v. tr.  (lett.) denudare, spogliare, scoprire: le nudò il polso e insinuò le dita nella manica  (d'annunzio).
nude-look  nude-look loc. sost. m. invar.  tipo di abbigliamento femminile che lascia trasparire il seno: presentarsi in nude-look. 
nudezza   s.f.  (lett.) nudità.
nudibranchi   s.m. pl.  (zool.) nome di molte varietà di molluschi gasteropodi opistobranchi di piccole dimensioni e privi di conchiglia, con livrea a vivaci colori, che vivono per lo più sui fondi marini rocciosi | sing.  [-chio] ciascuno di tali molluschi.
nudismo   s.m.  movimento affine al naturismo, sviluppatosi intorno agli anni trenta, che propone la riduzione o l'abolizione degli indumenti, nel quadro di un modo di vivere più spontaneo e vicino alla natura.
nudista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica il nudismo | usato anche come agg.  : colonia nudista. 
nudità   s.f.    • 1 •   l'esser nudo; stato, condizione di chi è nudo    • 2 •   spec. pl.  corpo nudo; le parti del corpo lasciate nude: vergognarsi delle proprie nudità    • 3 •   (lett.) stato di indigenza, di privazione materiale | (ant.) privazione volontaria dei beni materiali per spirito ascetico.
nudo   agg.    • 1 •   detto del corpo umano o di una sua parte, non coperto da vesti o da altri indumenti; svestito, spogliato: un bambino nudo; prendere il sole a torso nudo; essere mezzo nudo, appena coperto; a piedi nudi, scalzo; a testa nuda, senza copricapo    • 2 •   (estens.) detto di cose, mancante del rivestimento, della copertura, degli oggetti che normalmente dovrebbe avere: una montagna nuda di vegetazione; una parete nuda di quadri; una stanza nuda di mobili; spada nuda, sguainata; dormire sulla nuda terra, senza un giaciglio; guardare a occhio nudo, senza binocolo o lenti d'ingrandimento | mettere a nudo qualcosa, (fig.) metterla in evidenza, scoprirla    • 3 •   (fig.) schietto, semplice; senza aggiunte o abbellimenti: una verità nuda e cruda; fare una nuda relazione degli avvenimenti | nuda proprietà, (dir.) quella gravata da un usufrutto, che impedisce al proprietario di ricavarne utili e gli lascia la pura e semplice titolarità del diritto    • 4 •   (lett.) indifeso, inerme: «povera e nuda vai filosofia»  (petrarca canz.  vii, 10)    • 5 •   (ant.) detto dell'anima, priva del corpo, separata dalla spoglia mortale: al ciel nuda è gita, / lasciando in terra la sua bella spoglia  (petrarca canz.  ccci, 13)  s.m.  rappresentazione, in genere di natura artistica, di una persona nuda: un nudo classico; un pittore di nudi  § nudamente avv.  in modo semplice, essenziale: esporre nudamente i fatti. 
nudrire   e deriv.   ⇨ nutrire e deriv. 
nugolo   s.m.    • 1 •   (dial. , lett.) nuvolo    • 2 •   (fig.) gran numero: un nugolo di soldati, di frecce. 
nui    ⇨ noi.
nulla   pron. indef. invar.  niente, nessuna cosa: nulla è immutabile; non sapere, non fare nulla; fare qualcosa per nulla, inutilmente; nulla di nulla, assolutamente niente | per nulla, per niente, affatto | di nulla, si usa come risposta nelle formule di cortesia: «grazie!» «di nulla!» | nulla di fatto, niente; nel linguaggio sportivo, punteggio di parità alla fine di un incontro: la partita si è conclusa in un nulla di fatto  | in funzione di s.m. invar.    • 1 •   ciò che non esiste; condizione di inesistenza: creare qualcosa dal nulla; la morte non può far paura, perché la morte è il nulla  (cassola) | un nulla, una piccolissima cosa    • 2 •   (filos.) termine designante l'opposto dell'essere, il non essere    • 3 •   (fig.) persona dappoco, di nessun valore; nullità: essere, sentirsi un nulla   avv.  niente, affatto: non valere, non contare nulla. 
nulladimanco   o nulla di manco, avv.  (ant.) nondimeno.
nulladimeno   o nulla di meno, avv.  (lett.) nondimeno.
nullafacente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi non fa nessun lavoro; che, chi vive oziosamente.
nullaggine   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'esser nulla; inettitudine, incapacità    • 2 •   cosa da nulla, senza importanza.
nulla osta   o nullaosta, loc. sost. m. invar.  dichiarazione scritta con cui l'autorità competente certifica che non esistono impedimenti all'accoglimento o all'emanazione di un determinato provvedimento o all'esplicazione di una data attività: dare, concedere il nulla osta. 
nullatenente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi non è proprietario di alcun bene immobile e non percepisce alcun reddito oltre quello derivante dal proprio lavoro: un impiegato nullatenente; ha sposato una nullatenente. 
nullatenenza   s.f.  l'essere nullatenente; la condizione di chi è nullatenente.
nullezza   s.f.  (non com.) l'essere nulla; nullità.
nullificare   v. tr.  [io nullìfico, tu nullìfichi ecc.] ridurre a nulla: nullificare gli sforzi  | nullificarsi v. rifl.  diventare nulla.
nullificazione   s.f.  il nullificare, il nullificarsi; annientamento.
nullipara   agg.  e s.f.  (med.) si dice di donna in età feconda che non ha mai partorito.
nulliparità   s.f.  (med.) condizione di una donna nullipara.
nullismo   s.m.  (filos.) l'atteggiamento di chi rifiuta qualsiasi certezza | concezione che approda a conclusioni negative; nichilismo.
nullisomia   s.f.  (biol.) assenza di una coppia omologa di cromosomi nel corredo genetico.
nullista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) chi fa professione di nullismo; nichilista.
nullità   s.f.    • 1 •   (lett.) l'essere nullo; totale mancanza di valore, di qualità, d'importanza: la nullità delle cose umane    • 2 •   cosa o persona di nessun valore: sentirsi una nullità    • 3 •   (dir.) condizione di un atto giuridico che manca di uno dei suoi requisiti essenziali e che pertanto non è valido, non produce effetti: la nullità di un testamento, di una deposizione, di un matrimonio; incorrere nella nullità. 
nullo   agg.    • 1 •   che non ha valore, importanza, effetto: una persona nulla; conseguenze nulle; scheda nulla, in uno spoglio elettorale, scheda considerata non valida ai fini dell'attribuzione del voto; incontro nullo, nel linguaggio sportivo, quello conclusosi in parità | (mat.) che ha valore zero: grandezza nulla  | (dir.) che manca di requisiti essenziali: atto nullo; sentenza nulla    • 2 •   (lett.) nessuno: nullo / vivente aspetto gli molcea la cura  (foscolo sepolcri  192-193)  pron. indef. m.  [f. -a] (lett.) nessuna persona: ei primo e sol dentro all'arena / scese, e nullo il seguì  (leopardi ad angelo mai  163-164).
nume   s.m.  (lett.)    • 1 •   divinità della religione e della mitologia classica: i numi dell'olimpo  | nume (tutelare), divinità che esercita la sua protezione su una città, un popolo, un individuo; (fig.) persona importante che protegge: i patrii numi; ha trovato nel presidente il suo nume tutelare | santi numi!, esclamazione scherzosa di stupore o di rabbia    • 2 •   potenza di un essere soprannaturale; la sua presenza fra gli uomini: o bella musa, ove sei tu? non sento / spirar l'ambrosia, indizio del tuo nume  (foscolo sepolcri  63-64)    • 3 •   (fig.) persona importante, di grande autorevolezza; persona presa a modello e guida: i numi della cultura scientifica internazionale; quell'uomo era il suo nume. 
numerabile   agg.  che può essere numerato | in partic., si dice di un insieme che possa essere posto in corrispondenza biunivoca con l'insieme dei numeri naturali.
numerabilità   s.f.  (non com.) l'essere numerabile.
numerale   agg.  di numero; dei numeri: sistema numerale; nome numerale, il nome del numero | (aggettivo) numerale, (gramm.) quello che determina una quantità (cardinale : p. e. uno, tre, cento  ecc.) o il posto occupato in una serie (ordinale : p. e. primo, terzo, centesimo ecc.).
numerare   v. tr.  [io nùmero ecc.]    • 1 •   segnare con numeri progressivi: numerare le case di una via, le pagine di un manoscritto    • 2 •   (non com.) contare, calcolare: numerai rapidamente i rivali più temibili  (d'annunzio)    • 3 •   (ant.) pagare, sborsare denari.
numerario   agg.  (non com.) che si riferisce al numero, ai numeri; che è espresso in numeri  s.m.  (econ.) qualsiasi bene usato come unità di misura del valore; in partic. la moneta | (estens.) denaro contante.
numerato   part. pass.  di numerare   agg.  segnato con un numero: esemplare numerato | posto numerato, in teatri, stadi ecc., quello contrassegnato da un numero, stampato anche sul biglietto che dà diritto a quel posto § numeratamente avv.  (rar.) secondo l'ordine progressivo dei numeri.
numeratore   agg.  [f. -trice] che numera: apparecchio numeratore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi numera    • 2 •   apparecchio per imprimere numeri in serie progressiva    • 3 •   (mat.) termine della frazione che indica quante parti delle unità significate dal denominatore si assumono per formare la frazione; scritto sopra il segno di frazione: il numeratore di tre quarti è tre. 
numerazione   s.f.    • 1 •   il numerare, l'essere numerato: la numerazione delle pagine    • 2 •   il sistema dei numeri e il modo di esprimerli mediante simboli: numerazione romana, araba, binaria | numerazione posizionale, quella in cui il valore di un simbolo dipende dalla sua posizione nel numero (unità, decina, centinaia ecc.).
numerico   agg.  [pl. m. -ci] di numero, dei numeri: calcolo numerico; valore numerico; serie, maggioranza numerica; espressione numerica  § numericamente avv.    • 1 •   quanto al numero: essere numericamente superiore    • 2 •   mediante numeri: esprimere numericamente. 
numerizzare   v. tr.  (non com.) contrassegnare con un numero, attribuire un numero progressivo a una serie di cose: numerizzare i libri di una biblioteca. 
numero   s.m.    • 1 •   ente astratto impiegato per la precisa determinazione quantitativa delle grandezze; in particolare, ente matematico che di un insieme indica la quantità degli elementi (numero cardinale) o la posizione occupata da ciascun elemento secondo un ordine dato (numero ordinale); il simbolo che lo rappresenta in un sistema di numerazione: numeri arabi, romani; la scienza dei numeri, la matematica; numero intero, che esprime una corrispondenza quantitativa (positiva, nulla, negativa) con elementi indivisibili; numero decimale, non intero; numero positivo, che indica quantità superiori allo zero; numero negativo, che indica quantità inferiori allo zero; numero naturale, numero intero positivo; numero transfinito, generalizzazione del numero naturale (nella forma cardinale od ordinale) a insiemi infiniti; numero pari, dispari, divisibile, non divisibile per due; numero primo, divisibile solo per uno e per sé stesso; numero frazionario, che si esprime come il rapporto fra due numeri interi; numero razionale, numero intero o decimale periodico o frazionario; numero irrazionale, numero decimale non periodico; numero reale, numero razionale o irrazionale; numero immaginario, numero di forma ai, dove a  è un numero reale e i  è l'unità immaginaria; numero complesso, numero di forma ai  + b, dove a  e b  sono numeri reali e i  è l'unità immaginaria | in statistica: numero indice, che registra le variazioni quantitative di uno o più fenomeni nel tempo; legge dei grandi numeri, legge in base alla quale la frequenza osservata del verificarsi di un evento tende, quando il numero delle prove effettuate sia elevato, a coincidere con la sua probabilità | in fisica: numero atomico, numero dei protoni contenuti nel nucleo atomico di un elemento; numero quantico, che individua il livello energetico e le proprietà degli elettroni di un atomo; numero di massa, numero totale dei nucleoni (cioè neutroni più protoni) nel nucleo di un atomo | in chimica: numero d'avogadro, numero di molecole presenti nella grammomolecola di una sostanza; numero di ottano, indice della resistenza alla detonazione di carburanti per motori a combustione interna ad accensione comandata    • 2 •   la cifra o l'insieme di cifre che serve a distinguere un elemento all'interno della serie a cui appartiene: numero di targa, di telefono, di matricola; posto numero 27; numero civico, quello che contraddistingue ogni porta, portone o cancello che apre sulla pubblica via; numero verde, numero telefonico che è possibile chiamare da tutto il territorio nazionale al costo di un solo scatto | (estens.) l'elemento stesso distinto attraverso una cifra o un insieme di cifre: abito al numero    • 7 •   di via roma; il numero 18 è assente, la persona contrassegnata con questo numero; al numero    • 3 •   non c'è nessuno, allo sportello, alla stanza e sim. così contrassegnati | come taglia di capi di vestiario o misura di altri oggetti: scarpe numero 41; ami numero 13  | contrassegno, marca numerati: ritirare, esibire il numero.  dim. numeretto    • 3 •   (estens.) quantità non precisamente determinata di cose o di persone: comprare un gran numero di oggetti; c'era un numero esagerato di persone | un buon numero, molti, parecchi | uno, due, tre ecc. di numero, uno, due, tre ecc. contati | entrare, essere nel numero, nel novero, nel gruppo: entrare nel numero dei più, morire | uscire dal numero, distinguersi, farsi notare | essere sopra numero, superare la quantità prestabilita | far numero, contribuire ad aumentare una quantità (fig.) si dice di chi fa solo atto di presenza senza partecipare | numero legale, quantità minima di membri di un organo collegiale che per statuto devono essere presenti perché l'organo stesso sia validamente costituito | numero chiuso  o programmato, limite numerico massimo entro cui un'istituzione, spec. scolastica, è in grado di accettare le domande di coloro che intendono frequentarla: università a numero chiuso    • 4 •   (econ.) spec. pl.  nel calcolo degli interessi attivi e passivi sui conti correnti bancari (e negli estratti conto relativi), il prodotto del saldo risultante dopo ogni operazione per il numero dei giorni in cui resta invariato a partire dal giorno di valuta    • 5 •   ciascuno dei numeri del lotto, della tombola o di un altro gioco: giocare sempre lo stesso numero; l'estrazione dei numeri  | dare i numeri, (fam.) suggerire i numeri da giocare; (fig.) parlare in modo strampalato, far discorsi sconclusionati    • 6 •   ciascuna edizione di una pubblicazione quotidiana o periodica: il numero di un giornale, di una rivista; richiedere un numero arretrato  | numero unico, fascicolo pubblicato in una particolare circostanza o per un determinato scopo, a cui non ne seguiranno altri | numero zero, fascicolo di presentazione di un giornale o di una rivista di imminente pubblicazione    • 7 •   ognuna delle parti di cui è costituito uno spettacolo di varietà; anche, il gruppo di artisti che offrono insieme una determinata esibizione: un numero comico, d'alta acrobazia  | (fig.) persona o situazione buffa, ridicola: che numero quel ragazzo!    • 8 •   spec. pl.  qualità, dote, requisito: uno scrittore che ha numeri per avere successo; quel cavallo ha tutti i numeri per vincere | avere dei numeri, (assol.) avere buone qualità per fare qualcosa    • 9 •   (gramm.) nella flessione del verbo, del nome, del pronome, dell'aggettivo e dell'articolo, la categoria che permette di distinguere il singolo (numero singolare) dal molteplice (numero plurale); nel greco antico e in altre lingue distingue anche la dualità (numero duale)    • 10 •   (mus.) ognuno dei rapporti armonici ottenibili dall'uso del monocordo | (lett.) ritmo: il confuso susurro / frangesi in varianti numeri armoniosi  (d'annunzio).
numerologia   s.f.  mantica dei numeri.
numerologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi, -ghi] esperto in numerologia.
numerosità   s.f.    • 1 •   l'esser numeroso, in gran quantità; la numerosità degli spettatori    • 2 •   (lett.) l'essere armonioso, ritmico.
numeroso   agg.    • 1 •   che consta di parecchi elementi: una famiglia, una classe numerosa  | che è presente in gran numero, in grande quantità    • 2 •   (lett.) armonioso, ritmico: si voleva non solo che la parola fosse pura ma che fosse «numerosa»  (de sanctis) | prosa numerosa, che osserva un armonico ordine prosodico § numerosamente avv. 
numida   (1) agg.  [pl. m. -di] della numidia, regione storica dell'africa sett., corrispondente all'odierna algeria: tribù numide   s.m.  e f.  appartenente all'antica popolazione numida.
numida   (2) s.f.  gallina faraona.
numidico   agg.  [pl. m. -ci] della numidia, dei numidi.
numinoso   s.m.  (filos.) il senso, la coscienza del sacro, che costituirebbe il fondamento dell'esperienza religiosa dell'umanità  agg.  (lett.) che attiene, si riferisce alla sfera del sacro; misterioso, arcano: in questa atmosfera numinosa passavo le mie ore  (levi).
numismatica   s.f.  scienza che studia le monete e le medaglie sotto l'aspetto storico, economico, artistico e giuridico: numismatica antica, medievale, moderna; cultore di numismatica. 
numismatico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la numismatica  s.m.  [f. -a] cultore, studioso di numismatica.
nummo   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) denaro, moneta    • 2 •   antica unità monetaria e di peso in uso presso i greci della magna grecia e della sicilia.
nummolaria   o nummularia, s.f.  pianta delle primulacee che cresce nei luoghi freschi e umidi, con radici superficiali, fusto adagiato lungo il terreno e fiori gialli.
nummulite   s.f.  genere di foraminiferi fossili i cui gusci calcarei, depositati nei fondi marini, hanno contribuito alla formazione di importanti strati di rocce calcaree.
nummulitico   agg.  [pl. m. -ci] di nummuliti, contenente nummuliti: calcari nummulitici   s.m.  (geol.) paleogene.
nuncio   e deriv.   ⇨ nunzio e deriv. 
nuncupativo   agg.  nel diritto romano, si dice di obbligazione assunta o di testamento fatto oralmente in presenza di testimoni.
nuncupazione   s.f.  nel diritto romano, assunzione di un obbligo per effetto di una promessa orale.
nundinale   agg.  che è proprio o si riferisce alle nundine | lettere nundinali, le prime otto lettere dell'alfabeto latino (da a  a h), che nell'antico calendario romano contrassegnavano progressivamente i giorni intercorrenti fra le nundine.
nundine   s.f. pl.  presso gli antichi romani, il giorno destinato alla festa e al mercato, che ricorreva ogni nove giorni.
nunziare   o nunciare, v. tr.  [io nùnzio ecc.] (ant.) annunziare, rendere noto | profetare.
nunziatore   o nunciatore, s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) annunziatore, nunzio, messaggero.
nunziatura   non com. nunciatura, s.f.  ufficio, dignità del nunzio apostolico; anche, la durata del suo incarico e la sede in cui lo esplica: ottenere una nunziatura; la nunziatura di parigi. 
nunziazione   o nunciazione, s.f.  (ant. , lett.) annunciazione.
nunzio   ant. nuncio, s.m.    • 1 •   (lett.) chi annunzia, rende noto; messaggero, ambasciatore: nella mitologia classica mercurio è nunzio di giove  | nunzio apostolico, prelato che svolge la funzione di rappresentante della santa sede presso uno stato    • 2 •   (lett.) notizia, annunzio: attonita / la terra al nunzio sta  (manzoni il cinque maggio).
nuocere   pop. nocere, v. intr.  [pres. io nòccio  o nuòccio, tu nuòci  (pop. nòci), egli nuòce  (pop. nòce), noi nociamo  o nuociamo, voi nocéte  o nuocéte, essi nòcciono  o nuòcciono; imperf. io nocévo  o nuocévo ecc. ; pass. rem. io nòcqui, tu nocésti  o nuocésti ecc. ; fut. io nocerò  o nuocerò ecc. ; pres. congiunt. io nòccia  o nuòccia..., noi nociamo  o nuociamo ecc. ; imperf. congiunt. io nocéssi  o nuocéssi ecc. ; cond. io nocerèi  o nuocerèi ecc. ; imp. nuòci  (pop. nòci), nocéte  o nuocéte; dif. del part. pres.; part. pass. nociuto  o nuociuto; aus. avere] danneggiare materialmente o moralmente: il fumo nuoce alla salute; la sua caparbietà gli ha nuociuto  | prov.  : non tutti i mali vengon per nuocere; tentare non nuoce. 
nuora   pop. nora, s.f.  la moglie del figlio rispetto ai genitori di questo: essere come suocera e nuora, (fig.) essere in continuo contrasto, con allusione all'animosità che tradizionalmente si attribuisce ai rapporti fra le due | dire a nuora perché suocera intenda, (scherz.) parlare a una persona, perché altri ascolti e capisca | suocera e nuora, un tempo, scherzosamente, le due ampolline dell'olio e dell'aceto, che sono affiancate, ma con i beccucci contrapposti.
nuorese   agg.  di nuoro  s.m.  e f.  che è nato o abita a nuoro.
nuotare   rar. notare, v. intr.  [io nuòto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   eseguire un insieme di movimenti coordinati (soprattutto degli arti) che, sfruttando il naturale galleggiamento del corpo, consenta la locomozione sulla superficie dell'acqua o, se ci si muove in apnea e mantenendo il corpo in immersione, anche sott'acqua: l'esercizio, la pratica del nuotare; imparare a nuotare; insegnare a qualcuno a nuotare; gli animali nuotano naturalmente; i pesci nuotano, si spostano rapidamente nell'acqua; nuotare come un pesce, benissimo, con facilità nuotare come un piombo, non saper nuotare, andare a fondo | praticare uno stile di nuoto: nuotare a rana, a farfalla, a delfino, sul dorso, a stile libero    • 2 •   (estens.) galleggiare, essere immerso: la carne nuota nel sugo  | in usi fig.: nuotare nell'aria, volare; nuotare nell'abbondanza, essere fornito di tutto; nuotare nell'oro, essere assai ricco; nuotare nella gioia, essere molto felice; nuotare nel sangue, essere sanguinario, essersi macchiato di orrendi delitti    • 3 •   (fig. fam.) stare molto largo in un capo di vestiario: i piedi nuotavano nelle scarpe  | v. tr.  nell'uso sportivo, gareggiare a nuoto su una determinata distanza: nuotare i duecento metri  | praticare un dato stile di nuoto: nuotare perfettamente il crawl, il delfino. 
nuotata   rar. notata, s.f.    • 1 •   il periodo di tempo in cui si nuota o il percorso compiuto a nuoto: una nuotata di un'ora; una nuotata di trecento metri; una lunga, una bella nuotata.  dim. nuotatina    • 2 •   il modo di nuotare, lo stile di nuoto: nuotata (o nuoto) sul dorso, a farfalla; una nuotata sciolta, potente, veloce. 
nuotatore   rar. notatore, s.m.  [f. -trice] chi nuota, chi è abile nel nuoto; chi pratica abitualmente lo sport del nuoto: essere un buon nuotatore; i nuotatori statunitensi sono tra i più forti del mondo. 
nuoto   rar. noto, s.m.  l'azione, l'esercizio, la pratica del nuotare; la maniera, la tecnica di nuoto : corso, scuola di nuoto; lo sport del nuoto; gara, campione di nuoto; nuoto a delfino, a stile libero; percorrere un tratto a nuoto; gettarsi, buttarsi a nuoto  | nuoto sincronizzato  o artistico, specialità del nuoto femminile che consiste nell'eseguire nell'acqua figure in parte fisse in parte libere, queste ultime accompagnate da musica.
nuova   s.f.  (lett.) notizia di fatti recenti: ricevere buone nuove | nessuna nuova, buona nuova, se non si hanno notizie, si suppone che le cose vadano per il meglio.
nuovaiorchese   agg.  e s.m.  e f.  newyorkese.
nuovismo   s.m.  tendenza a considerare ciò che è nuovo migliore di quanto risulta invece tradizionalmente consolidato.
nuovista   agg.  di nuovismo, ispirato a nuovismo: atteggiamento nuovista   s.m.  e f.  persona che ha concezioni, atteggiamento nuovisti.
nuovo   pop. o poet. novo, agg.    • 1 •   che è stato fatto, costruito o è accaduto di recente; che ha avuto inizio o è comparso da poco: una strada, una casa nuova; un nuovo vestito; un nuovo tipo di automobile; fatti nuovi; una nuova tendenza; vino nuovo, fatto con l'uva dell'ultima vendemmia; latte nuovo, munto di fresco; le nuove generazioni, i giovani; i nuovi venuti, le persone arrivate da poco; i nuovi ricchi, le persone arricchitesi di recente; il nuovo mondo, per antonomasia, il continente americano | nuovo fiammante, di zecca, nuovissimo | come nuovo, si dice di cosa già usata, ma in condizioni ottime ' essere nuovo di  (a) qualcosa, non conoscerla e, per estens., non avervi fatto ancora l'abitudine: essere nuovo di un lavoro, di una città, alla vita militare    • 2 •   che comincerà tra poco, che è all'inizio; prossimo, imminente: il nuovo anno; un nuovo giorno; la luna nuova  | una nuova vita, si dice dell'essere umano quando è ancora nel grembo materno o è appena nato    • 3 •   mai visto, né udito prima; singolare, insolito, originale: un viso nuovo; una voce nuova; un nuovo metodo; uno stile nuovo; dire una parola nuova su qualcosa; una scusa che non giunge nuova; questa sì che è nuova!, come espressione di meraviglia davanti a qualcosa di insolito    • 4 •   mutato, rinnovato, migliorato: il nuovo volto della città  | anno nuovo, vita nuova, espressione usata per manifestare la propria intenzione di mutar vita nel corso dell'anno che sta per cominciare o è appena cominciato    • 5 •   altro, ulteriore, successivo: fare un nuovo tentativo; passare a nuove nozze    • 6 •   si dice di persona o di cosa che assomiglia a un'altra precedente e la rinnova: un'attrice che è considerata la nuova duse; colui che nuovo olimpo / alzò in roma a' celesti  (foscolo sepolcri  159-160) | nei toponimi vale a distinguere una città o anche un'isola, una regione e sim. da un'altra che portava o che porta lo stesso nome: nuova york; nuova inghilterra    • 7 •   si dice di persona che adempie da poco a certe funzioni, in genere avendone sostituita un'altra: il nuovo professore; i nuovi deputati    • 8 •   (ant. , lett.) si dice di chi, avendo origini modeste, è salito rapidamente ad alti incarichi: la gente nuova e i sùbiti guadagni / orgoglio e dismisura han generata  (dante inf.  xvi, 73-74) ' uomo nuovo, presso gli antichi romani, chi era giunto a un'alta posizione, pur non appartenendo a famiglia antica e illustre    • 9 •   (ant.) giovane, nato da poco: per estens., inesperto, semplice, ingenuo: calandrino le pareva un nuovo uomo  (boccaccio dec.  ix, 5) | detto di età, giovanile  s.m.  ciò che è nuovo, che costituisce una novità: essere amante, nemico del nuovo; «che c'è di nuovo?» «nulla di nuovo!» | di nuovo, ancora, daccapo: l'ho visto di nuovo; l'ha fatto di nuovo; di nuovo!  (o nuovamente!), formula con cui ci si accomiata da una persona che si è già salutata ' essere vestito di nuovo, a nuovo, con abiti nuovi ' rimettere a nuovo, nella condizione di cosa nuova § nuovamente avv.    • 1 •   di nuovo, un'altra volta: si è nuovamente ammalata    • 2 •   (ant. , lett.) da poco tempo, di recente: un giovinetto... nuovamente eletto abate  (boccaccio dec.  ii, 3).
n-upla  n-upla  ⇨ ennupla.
nuraghe   s.m.  [pl. -ghi  o invar.] costruzione preistorica o protostorica della sardegna, di forma tronco-conica e costruita con grossi massi squadrati sovrapposti senza malta.
nuragico   agg.  [pl. m. -ci] dei nuraghi: arte, civiltà, età nuragica  | costituito di nuraghi: villaggio nuragico. 
nuro   s.f.  (ant.) nuora.
nurse   s.f.  bambinaia, governante; infermiera.
nursery   s.f. invar.  locale appositamente attrezzato riservato ai bambini molto piccoli: la nursery di un ospedale. 
nut   s.m. invar.  in alpinismo, blocchetto metallico di varia forma, collegato con un cavetto, che viene incastrato nelle fessure della roccia per costituire un appiglio durante l'arrampicata.
nutazione   s.f.    • 1 •   (astr.) piccolo spostamento conico dell'asse di un corpo celeste per attrazione degli astri vicini (per la terra ha un periodo di 19 anni circa)    • 2 •   (bot.) movimento di curvatura di un organo vegetale in accrescimento, determinato dal continuo cambiamento di posizione della regione a più rapida crescita; è caratteristico delle piante volubili (p. e.  convolvolo).
nutria   s.f.  (zool.) piccolo mammifero roditore originario dell'america meridionale, ma ormai diffuso e allevato anche in europa e in asia; vive in prossimità di fiumi e di laghi ed è pregiato per la sua pelliccia dal corto pelo marrone fitto e morbido, che viene messa in commercio col nome di castorino. 
nutribile   agg.    • 1 •   (non com.) che si può nutrire    • 2 •   (ant.) atto a nutrire, nutriente.
nutricamento   o notricamento, s.m.  (ant. , lett.) nutrimento.
nutricare   o notricare, v. tr.  [io nutrìco, tu nutrìchi ecc.] (ant.) nutrire, allevare.
nutricatore   o notricatore, s.m.  [f. -trice] (ant.) chi nutrica.
nutricazione   s.f.  (ant.) nutrizione.
nutrice   ant. nudrice, s.f.    • 1 •   donna che allatta un bambino; balia    • 2 •   (lett.) si dice di ciò che produce, alimenta, sostiene, promuove qualcosa (anche fig.): la grecia fu nutrice delle arti e del pensiero  | usato come agg.  : ape nutrice; terra nutrice. 
nutriente   agg.  si dice di sostanza che nutre, che ha potere nutritivo: il miele è nutriente; un cibo poco nutriente  | crema nutriente, in cosmesi, preparato che apporta nutrimento alla pelle.
nutrimento   ant. nudrimento, s.m.  il nutrire, il modo in cui si nutre o ci si nutre; ciò che serve a nutrire, alimento (anche fig.): dare, trarre nutrimento; un nutrimento sano, genuino; gli studi sono il nutrimento dell'ingegno. 
nutrire   ant. nudrire o nodrire, v. tr.  [io nutro ecc. ; anche io nutrisco, tu nutrisci ecc]    • 1 •   somministrare a un essere animato l'alimento o le sostanze necessarie all'espletamento delle sue funzioni vitali: nutrire un bambino, un malato; nutrire un cucciolo; il terreno nutre le piante; nutrire una fiamma, alimentarla con una sostanza combustibile; nutrire la pelle, conservarne il trofismo | (assol.) dare nutrimento: un cibo che nutre    • 2 •   (estens.) curare la crescita, allevare: romolo e remo furono nutriti da una lupa    • 3 •   (fig. lett.) alimentare spiritualmente: la grecia... che nutrì omero e socrate  (cattaneo)    • 4 •   (fig.) fornire di alimento spirituale: nutrire la mente di buone letture  | conservare, coltivare un sentimento: nutrire amore, gratitudine, avversione, sospetto  | nutrirsi v. rifl.  cibarsi (anche fig.): nutrirsi di latte, di frutta; nutrirsi dello studio. 
nutritivo   agg.  che serve a nutrire ' potere nutritivo, l'insieme dei principi alimentari (grassi, proteine, zuccheri, vitamine ecc) contenuti in un alimento: cibi con  (ad) alto, basso potere nutritivo; bilancio nutritivo, il rapporto tra le sostanze nutritive immesse in un organismo e la quota che è stata assimilata.
nutritizio   agg.  nutritivo.
nutrito   part. pass.  di nutrire   agg.    • 1 •   che è stato o si è sempre ben alimentato; forte, vigoroso, pasciuto: un bambino ben nutrito; una cagna ossuta e mal nutrita    • 2 •   (fig.) fitto, folto, denso: un nutrito applauso; una folla nutrita; discorso nutrito, ampio, ricco d'idee; un fuoco nutrito, scariche d'armi da fuoco che si susseguono fitte § nutritamente avv.  (rar.) fittamente.
nutritore   ant. nudritore nel sign. 1, s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi nutrisce (anche fig.) | chi provvede alle necessità di sostentamento di un bambino    • 2 •   qualsiasi apparecchio che distribuisce mangime ad animali; in partic., recipiente usato in apicoltura per fornire nutrimento liquido alle api.
nutrizionale   agg.  (med.) di nutrizione, relativo alla nutrizione.
nutrizione   s.f.    • 1 •   il nutrire, il nutrirsi, l'essere nutrito; il modo in cui si nutre o ci si nutre: una nutrizione sana, variata, insufficiente; nutrizione povera di grassi, ricca di proteine    • 2 •   (biol.) l'insieme dei processi biologici che consentono l'utilizzazione di sostanze alimentari per la sopravvivenza dell'organismo : scienza della nutrizione. 
nutrizionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi studia i problemi della nutrizione; esperto di scienza della nutrizione.
nutrizionistica   s.f.  disciplina che studia la fisiologia della nutrizione, i regimi alimentari, l'uso, il trattamento e i valori nutritivi degli alimenti; scienza della nutrizione.
nuvola   s.f.    • 1 •   lo stesso che nube  (termine rispetto al quale è di uso più comune nella lingua corrente): nuvole bianche, grigie; un cielo coperto di nuvole  | in loc. fig.: avere la testa fra le nuvole, essere abitualmente distratto; vivere nelle nuvole, essere un sognatore, non avere senso pratico; cadere, cascare dalle nuvole, essere fortemente meravigliato per aver avuto notizia di qualcosa che non si sospettava. dim. nuvoletta, nuvolina  accr. nuvolone  (m.) pegg. nuvolaccia    • 2 •   (estens.) qualsiasi formazione che per l'aspetto richiama la forma di una nuvola: una nuvola di polvere, di fumo, d'incenso, di fiori  | (fig.) ciò che ottenebra la vista, offusca lo sguardo e sim.: una nuvola d'odio. 
nuvolaglia   s.f.  ammasso di nuvole, per lo più sparse e irregolari: una nuvolaglia scura. 
nuvolato   agg.  si dice di carta da parati in cui il colore è distribuito in chiazze simili a nuvole.
nuvolo   agg.  nuvoloso: oggi è nuvolo   s.m.    • 1 •   tempo nuvoloso: il nuvolo e il sereno    • 2 •   (lett.) nuvola: i nuvoli alti e radi stendevano un velo non interrotto, ma leggiero e diafano  (manzoni p. s.  xxxvii)    • 3 •   (fig.) grande quantità di elementi addensati, riuniti insieme; nugolo: un nuvolo di cavallette, di nemici. 
nuvolosità   s.f.  l'essere nuvoloso; quantità di nuvole nel cielo: la nuvolosità è in aumento. 
nuvoloso   agg.  coperto di nubi: cielo nuvoloso. 
nuziale   agg.  di nozze, delle nozze; matrimoniale: giorno, cerimonia, anello nuziale; abito nuziale, il tradizionale abito bianco della sposa | livrea, abito nuziale, (biol.) il complesso delle modificazioni esteriori di taluni animali all'epoca degli amori.
nuzialità   s.f.  (stat) il numero dei matrimoni celebrati in un certo periodo, in un determinato luogo: alta, bassa nuzialità | quoziente di nuzialità, rapporto tra numero di matrimoni e quello dei componenti della popolazione.
nylon   ® s.m. invar.  sostanza resistente ed elastica ottenuta per reazione di policondensazione tra l'acido adipico e un'ammina; costituisce la più importante fibra tessile artificiale, ma è largamente usata anche nella produzione di laminati, parti di meccanismi e oggetti vari.
o.k.  o.k. inter.  sigla anglosassone di assenso autorizzazione e sim. s.m.  benestare, approvazione: avere, dare l'o.k. 
o   (1) s.f.  o m. invar.  quindicesima lettera dell'alfabeto (tredicesima dell'alfabeto italiano tradizionale) che rappresenta una vocale velare di pronuncia semiaperta (òca) o semichiusa (odóre) | tondo come l'o di giotto, perfettamente rotondo | o come oristano, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. onu, organizzazione delle nazioni unite) e abbreviazioni (p. e. o. p. , ordine dei predicatori; o. , per nomi propri di persona come ottavio, ornella) | o, (geog.) ovest | o, (chim.) simbolo dell'ossigeno | o, (filos.) nella logica scolastica, simbolo della proposizione particolare negativa.
o   (2) cong.  [davanti a parola che inizia con o-  si può avere nell'uso scritto la variante eufonica od, rara davanti alle altre vocali]    • 1 •   con valore disgiuntivo, coordina più elementi della stessa natura grammaticale all'interno di una proposizione, o più proposizioni dello stesso tipo all'interno di un periodo, esprimendo, a seconda dei casi, un'alternativa, una contrapposizione, una reciproca esclusione; equivale a oppure : ti scriverò o verrò di persona; ci andremo nel pomeriggio o stasera; (o) bianco o nero; hai capito o no?; che tu acconsenta o no...; lo sapesse o non lo sapesse...; vivere o morire; subito o mai; mandami l'uno o l'altro, per me è lo stesso; me l'ha detto o franco o giorgio o non so chi  | se i termini di una serie sono legati a coppie, si ripete solo fra i termini di ciascuna coppia: legge di tutto, opere in prosa o in versi, antiche o moderne, italiane o straniere  | ripetuto davanti a ciascun termine dà enfasi e serve a sottolineare il fatto che le alternative citate sono le sole possibili: o vivo o morto; o la borsa o la vita; o la va o la spacca    • 2 •   con valore esplicativo, indica un'equivalenza fra due o più termini; equivale a ovvero : la spigola, o branzino; la semiologia, o scienza dei segni. 
o   (3) inter.  rafforza il vocativo; si usa soprattutto in espressioni esclamative: o povero me!; o dio, che è successo!; o signore, aiutami tu!; o tosco che per la città del foco / vivo ten vai  (dante inf.  x, 22-23) | (fam.) si usa per chiamare qualcuno ad alta voce: o voi di casa!. 
o   (4) inter.  (tosc.) è usata per introdurre un'esortazione, una domanda retorica o nelle risposte per esprimere una certa meraviglia: o mi faccia una cortesia; o che credevi, che non sarei venuto?; o senta il caso avvenuto di fresco / a me  (giusti).
oasi   s.f.    • 1 •   estensione più o meno ampia di terreno in un deserto, resa fertile e abitabile dalla presenza di acqua    • 2 •   (estens.) luogo o ambiente che presenta caratteristiche migliori, più gradevoli rispetto a quelli che lo circondano o gli si possono paragonare: un'oasi di verde nel centro della città; la loro casa è un'oasi di pace  | oasi ecologica, dove l'ambiente naturale è protetto in modo assoluto    • 3 •   (fig.) momento, periodo propizio fra altri meno favorevoli: una breve oasi di serenità nella vita. 
obbediente   o ubbidiente, ant. obediente, ubidiente, part. pres.  di obbedire  agg.  che obbedisce, che è solito obbedire: un bambino obbediente; essere obbediente agli ordini. 
obbedienza   o ubbidienza, s.f.    • 1 •   l'obbedire; l'abitudine di obbedire: lo fa per obbedienza e non per convinzione; la sua obbedienza è cieca e assoluta    • 2 •   sottomissione dovuta dai religiosi ai loro superiori, o più in generale da subordinati a superiori in una gerarchia (sempre nella forma obbedienza): far voto di obbedienza  | far l'obbedienza, eseguire un ordine; riferito a religiosi, anche sottoporsi a una penitenza imposta | rifiuto di obbedienza, insubordinazione | essere di una certa obbedienza, seguire le direttive che provengono da un'istituzione, da un centro di potere e sim.: un'associazione d'obbedienza clericale, partitica    • 3 •   (ant. , lett.) sudditanza: giurare l'obbedienza al sovrano. 
obbedire   o ubbidire, ant. obedire, ubidire, v. intr.  [io obbedisco, tu obbedisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   fare ciò che viene ordinato; condiscendere, sottostare all'altrui volontà: obbedire ai genitori; il cane obbedisce al padrone  | (estens.) corrispondere a un comando, a una sollecitazione (detto di organi fisici o di meccanismi): la mano obbedisce agli stimoli del cervello; i freni non obbediscono più  | nell'uso fam. anche come v. tr.  : obbedire la mamma; i superiori devono essere obbediti    • 2 •   (fig.) assecondare: obbedire alle leggi della natura  | rassegnarsi, adeguarsi: obbedire alle necessità    • 3 •   (ant. , lett.) essere suddito, essere soggetto.
obbiettare   e deriv.   ⇨ obiettare e deriv. 
obbiettivo   e deriv.   ⇨ obiettivo e deriv. 
obbietto    ⇨ oggetto.
obbliare   e deriv.   ⇨ obliare e deriv. 
obbligante   part. pres.  di obbligare   agg.    • 1 •   che obbliga, che crea un obbligo: clausole obbliganti    • 2 •   che è così gentile, cortese da sollecitare in risposta altrettanta gentilezza e cortesia: un fare obbligante; maniere obbliganti  § obbligantemente avv. 
obbligare   ant. obligare, v. tr.  [io òbbligo, tu òbblighi ecc.]    • 1 •   sottoporre a un obbligo; imporre a qualcuno un vincolo giuridico o morale: i giovani sono obbligati dalla legge al servizio militare; la coscienza ti obbliga a informarli    • 2 •   (estens.) costringere; porre in stato di necessità: fu obbligato a dimettersi; nessuno mi obbliga a venire; la malattia lo ha obbligato a letto per parecchi giorni    • 3 •   indurre con insistenze, con maniere cortesi: mi hanno obbligato a pranzare con loro    • 4 •   impegnare a un dovere di riconoscenza, di gratitudine: la vostra cortesia mi obbliga    • 5 •   (rar.) detto di cose, gravare, sottoporre a un vincolo: ha obbligato con ipoteca tutti i suoi terreni  | obbligarsi v. rifl.    • 1 •   impegnarsi, sottoporsi a un obbligo: obbligarsi a finire il lavoro entro un mese    • 2 •   divenire legato da un debito di riconoscenza: non chiedere favori per non obbligarsi    • 3 •   (dir.) vincolarsi per effetto di un'obbligazione: obbligarsi in solido, come mallevadore. 
obbligato   ant. obligato, part. pass.  di obbligare   agg.    • 1 •   vincolato da un obbligo; costretto da una necessità: essere obbligato a un impegno, dal dovere    • 2 •   legato da un senso di gratitudine, di riconoscenza: sentirsi obbligato verso qualcuno  | (antiq.) in formule di ringraziamento, di deferenza, soprattutto nella chiusa di lettere: suo obbligatissimo    • 3 •   che non si può evitare o cambiare; non libero, non facoltativo: percorso, schema obbligato  | scelta obbligata, non libera, in quanto è l'unica possibile | rime obbligate, sulle quali devono essere composti i versi | parassita obbligato, (biol.) organismo che non può vivere se non a danno di un altro organismo    • 4 •   (tecn.) si dice di un pezzo meccanico strettamente connesso con un altro    • 5 •   (mus.) nei secc. xvii e xviii, si diceva di una parte strumentale che non poteva essere omessa durante l'esecuzione, perché indispensabile alla struttura armonica o agli effetti espressivi: basso, violoncello obbligato  § obbligatamente avv.  per obbligo, per necessità.
obbligatorietà   s.f.  l'essere obbligatorio: l'obbligatorietà del servizio militare. 
obbligatorio   agg.    • 1 •   che è d'obbligo, che non è facoltativo: istruzione obbligatoria; assicurazione obbligatoria  | parassitismo obbligatorio, (biol.) quello del parassita obbligato    • 2 •   (dir.) che si riferisce a un'obbligazione § obbligatoriamente avv.  per obbligo.
obbligazionario   agg.  (fin.) di obbligazione, di obbligazioni: mercato obbligazionario. 
obbligazione   ant. obligazione, s.f.    • 1 •   l'obbligare, l'obbligarsi; l'impegno, il debito che ne consegue: contrarre un'obbligazione; liberarsi da ogni obbligazione.  dim. obbligazioncella, obbligazioncina    • 2 •   (filos.) il carattere di necessità proprio della norma morale, che vincola la libera volontà e la condotta dell'uomo    • 3 •   (dir.) il rapporto giuridico derivante da una legge, da un contratto o da un illecito commesso, che costringe il debitore a una prestazione patrimoniale nei confronti del creditore; il titolo da cui deriva tale vincolo    • 4 •   (fin.) titolo di credito a interesse fisso o indicizzato, emesso da una società privata o da un ente pubblico per ottenere prestiti a medio e lungo termine rimborsabili gradualmente.
obbligazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (fin.) chi detiene titoli obbligazionari.
obbligo   ant. obligo, s.m.  [pl. -ghi] comportamento cui si è tenuti per un vincolo imposto da una legge, da un'autorità o da ragioni morali: gli obblighi del cittadino nei confronti dello stato; i cattolici hanno l'obbligo di santificare la festa; venir meno ai propri obblighi; adempiere a un obbligo di coscienza  | scuola dell'obbligo, quella che deve essere frequentata per legge da tutti i cittadini entro determinati limiti di età | obbligo di leva, il servizio militare | avere degli obblighi, sentirsi in obbligo con, verso qualcuno, dovergli gratitudine e riconoscenza | essere, sentirsi, ritenersi in obbligo, avere l'obbligo di fare qualcosa, esservi obbligato per legge o per necessità, per senso del dovere, per riconoscenza ecc. | farsi un obbligo di fare qualcosa, ritenerlo proprio dovere | d'obbligo, obbligatorio: per guidare l'automobile è d'obbligo la patente; parole, frasi d'obbligo, volute dalle convenienze o dalle usanze | fare obbligo, (burocr.) imporre come dovere: è fatto obbligo agli iscritti di presentarsi all'ufficio. 
obbliquo   e deriv.   ⇨ obliquo e deriv. 
obblivione    ⇨ oblivione.
obblivioso    ⇨ oblivioso.
obbrobrio   ant. opprobrio, s.m.    • 1 •   cosa o persona che costituisce motivo di disonore, di vergogna; per estens., cosa che offende il buon gusto, il senso estetico: essere l'obbrobrio della famiglia; un obbrobrio della natura; che obbrobrio questo quadro!    • 2 •   grave vergogna, infamia: subire l'obbrobrio del carcere    • 3 •   pl.  (rar.) insulti, offese violente.
obbrobriosità   s.f.  (non com.) l'essere obbrobrioso.
obbrobrioso   agg.    • 1 •   che è cagione di infamia, di disonore: un gesto obbrobrioso  | (estens.) estremamente brutto, di cattivo gusto: un vestito obbrobrioso    • 2 •   (non com.) oltremodo offensivo: investire con parole obbrobriose  § obbrobriosamente avv. 
obediente    ⇨ obbediente.
obedire    ⇨ obbedire.
obelisco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   pilastro monolitico a pianta quadrata, che va restringendosi verso l'estremità superiore, collocato a scopo celebrativo od ornamentale; d'origine egiziana, è per lo più ornato di geroglifici    • 2 •   (paleogr.) obelo.
obelo   s.m.  (paleogr.) lineetta posta orizzontalmente al margine di un testo come segno di richiamo.
oberare   v. tr.  [io òbero ecc.] (non com.) sovraccaricare, gravare (spec. fig.): oberare qualcuno di lavoro. 
oberato   agg.    • 1 •   con riferimento a roma antica, si dice del debitore che, non potendo pagare, diveniva schiavo del creditore    • 2 •   (estens.) gravato da passività o da oneri economici: oberato di tasse, di spese; un immobile oberato da ipoteche    • 3 •   (fig.) sovraccarico: essere oberato d'impegni. 
obesità   s.f.  (med.) eccessivo accumulo di tessuto adiposo nell'organismo.
obeso   agg.  (med.) affetto da obesità: persona obesa  | usato anche come s.m.  [f. -a]: le malattie degli obesi. 
obi   s.m.  nel costume tradizionale giapponese, lunga cintura di seta che, avvolta in più giri attorno alla vita, chiude il chimono e si allaccia sulla schiena in un ampio nodo.
obice   s.m.  pezzo di artiglieria capace di tiri a traiettoria curva, con caratteristiche costruttive e d'impiego che consentono di battere obiettivi molto lontani o coperti da ostacoli, come montagne o sim.
obiettare   o obbiettare, v. tr.  [io obiètto ecc.] opporre, presentare come argomento contrario: non avere nulla da obiettare; obiettò che la trattazione era insufficiente  | (assol.) fare obiezione: si può obiettare su questo punto. 
obiettivare   o obbiettivare, v. tr.  rendere obiettivo, oggettivare | (med.) rilevare e misurare un fenomeno mediante esami semeiotici o strumentali | obiettivarsi v. rifl.  assumere un atteggiamento obiettivo.
obiettivazione   o obbiettivazione, s.f.  (non com.) l'obiettivare, l'obiettivarsi.
obiettività   o obbiettività, s.f.    • 1 •   atteggiamento obiettivo: mancare di obiettività; l'obiettività del giudice, di un giudizio    • 2 •   (non com.) insieme di dati di fatto obiettivi.
obiettivo   o obbiettivo, agg.    • 1 •   non influenzato da preconcetti, passioni, interessi soggettivi: giudizio obiettivo; un esame obiettivo della situazione; esporre i fatti in modo obiettivo; un critico obiettivo    • 2 •   (non com.) basato su fatti, su dati; oggettivo  s.m.    • 1 •   (fis.) sistema ottico centrato che fornisce un'immagine reale di un oggetto, osservabile direttamente (p. e.  nel microscopio) o raccolta su uno schermo (p. e.  nella macchina fotografica, dove lo schermo è la pellicola); è di solito costituito da un gruppo di lenti o da una combinazione di specchi sferici (telescopi)    • 2 •   il fine, lo scopo a cui mira un'operazione militare: le truppe corazzate avevano l'obiettivo di occupare le alture  | il punto su cui viene puntata una bocca da fuoco, un razzo ecc.: il missile ha fallito l'obiettivo; l'obiettivo è stato centrato in pieno    • 3 •   (estens.) scopo, meta, risultato che ci si propone di ottenere: raggiungere, mancare un obiettivo  § obiettivamente avv.    • 1 •   con obiettività, con imparzialità    • 2 •   (non com.) in base a dati di fatto; oggettivamente.
obietto    ⇨ oggetto.
obiettore   o obbiettore, s.m.  [f. -trice] (non com.) chi obietta | obiettore (di coscienza), chi si rifiuta di compiere determinati atti per obiezione di coscienza.
obiezione   o obbiezione, s.f.  argomento con cui si obietta, con cui si contrasta un'opinione, una dottrina e sim.: un'obiezione fondata; muovere, respingere un'obiezione; obbedire senza fare obiezione  | obiezione di coscienza, rifiuto di compiere determinati atti imposti o consentiti dalla legge (come il servizio militare, il procurare aborto ecc.) per ragioni ideologiche o fede religiosa, principi morali.
obito   s.m.  (lett.) morte.
obitorio   s.m.  locale o edificio in cui si conservano i cadaveri in attesa del riconoscimento o dell'autopsia.
obituario   s.m.    • 1 •   registro di una chiesa in cui sono annotati i nomi dei morti per cui è stato celebrato un servizio funebre    • 2 •   rubrica di una rivista, di un bollettino, in cui sono annotati i nomi delle persone illustri defunte, in genere con brevi cenni biografici.
obiurgare   v. tr.  [io obiurgo, tu obiurghi ecc.] (lett. rar.) rimproverare; accusare.
obiurgazione   s.f.  (lett. rar.) rimprovero, accusa.
oblare   v. tr.  [io òblo ecc.] (dir.) estinguere con un'oblazione.
oblatività   s.f.  (psicol.) l'essere oblativo.
oblativo   agg.  (psicol.) si dice di comportamento incline a soddisfare i bisogni e gli affetti altrui senza attendersi necessariamente un contraccambio; è proprio dello stadio affettivo più maturo: amore oblativo, in contrapposizione all'amore possessivo  o captativo  | (estens.) altruistico, disinteressato; generoso fino alla rinuncia o al sacrificio.
oblato   agg.  e s.m.  [f. -a] nel medioevo, si diceva di laico che si dedicava al servizio di un monastero o di un'opera religiosa | oggi, si dice di chi vive in un monastero seguendone la regola pur senza pronunciare i voti; anche, appartenente ad alcune congregazioni religiose: gli oblati di maria immacolata. 
oblatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi fa un'offerta per opere di beneficenza    • 2 •   (dir.) chi compie un'oblazione.
oblazione   s.f.    • 1 •   offerta di denaro per opere di beneficenza    • 2 •   l'offerta dei doni alla divinità nel sacrificio | (lit.) l'offerta del pane e del vino nella messa    • 3 •   (dir.) pagamento volontario di una somma di denaro che determina l'estinzione di una contravvenzione.
obliabile   agg.  (lett.) dimenticabile.
oblianza   s.f.  (lett. rar.) dimenticanza, oblio: né il dì verrà che d'oblianza il copra  (manzoni il nome di maria).
obliare   rar. obbliare, v. tr.  [io oblìo ecc.] (lett.) dimenticare: ché piamente a queste / dee non favella chi la patria obblia  (foscolo le grazie) | obliarsi v. rifl.  (lett.) dimenticare, trascurare sé stesso.
obligare   e deriv.   ⇨ obbligare e deriv. 
oblio   rar. obblio, s.m.  (lett.) dimenticanza totale; perdita di ogni ricordo: e involve / tutte cose l'obblio nella sua notte  (foscolo sepolcri  17-18); cadere, giacere nell'oblio, essere del tutto dimenticato; sottrarre all'oblio, eternare, immortalare | il fiume dell'oblio, il mitologico lete.
oblioso   rar. obblioso, agg.  (lett.) che dimentica; che fa dimenticare: d'umido miele e d'obliosi / papaveri composto un suo miscuglio  (caro) § obliosamente avv. 
obliquare   v. intr.  [aus. avere] (rar.) avanzare in senso obliquo; deviare | v. tr.  (rar.) rendere obliquo.
obliquità   ant. obbliquità, s.f.  l'essere obliquo (anche fig.) | obliquità dell'eclittica, (astr.) angolo formato dal piano dell'eclittica con quello dell'equatore celeste.
obliquo   ant. obbliquo, agg.    • 1 •   (geom.) si dice di retta o piano che incontri altra retta o altro piano secondo un angolo non retto; per estens., inclinato, diagonale, sbieco: una linea obliqua; raggi obliqui    • 2 •   (fig.) indiretto: venire a sapere per vie oblique  | casi obliqui, (gramm.) quelli dei complementi indiretti, contrapposti al nominativo e all'accusativo (casi diretti)    • 3 •   (fig.) storto, sbieco: uno sguardo obliquo  | non sincero, sleale, ambiguo: parole, mire oblique; ben che duro gli fosse, era più onesto / che satisfare a quella voglia obliqua  (ariosto o. f.  xxi, 19)    • 4 •   (poet.) iniquo, avverso: maggior de' tempi e de l'obbliquo fato  (carducci)    • 5 •   (anat.) si dice di diversi muscoli caratterizzati dalla posizione obliqua rispetto all'asse dell'organo che comandano, gener. imponendogli un movimento di rotazione: (muscolo) obliquo esterno dell'addome, quello che abbassa le costole, flette il torace sul bacino e comprime i visceri addominali; (muscolo) obliquo superiore dell'occhio, quello che ruota il globo oculare in fuori e in basso; (muscolo) obliquo inferiore dell'occhio, quello che ruota il globo oculare in fuori e in alto § obliquamente avv.    • 1 •   in posizione, in direzione obliqua: traversare obliquamente    • 2 •   (fig.) per vie traverse, ambiguamente.
obliterante   part. pres.  di obliterare   agg.  (med.) che oblitera; che provoca occlusione: arterite obliterante. 
obliterare   v. tr.  [io oblìtero ecc.]    • 1 •   (lett.) cancellare, rendere illeggibile una parola o uno scritto    • 2 •   (burocr.) annullare un francobollo, una marca da bollo, un biglietto e sim., apponendovi un timbro, una scritta o facendo un foro, uno strappo    • 3 •   (fig.) far dimenticare, far svanire: ricordi obliterati dagli anni    • 4 •   (med.) occludere | obliterarsi v. rifl.  (med.) occludersi.
obliteratore   agg.  [f. -trice] che annulla: (macchina) obliteratrice, dispositivo meccanico che annulla francobolli, biglietti d'ingresso o di viaggio e sim.
obliteratrice   s.f.  (burocr.) macchina che convalida mediante timbratura, o marcandoli in altro modo, biglietti di viaggio, francobolli, documenti ecc.
obliterazione   s.f.    • 1 •   (lett.) l'obliterare, l'essere obliterato    • 2 •   (burocr.) annullamento di un francobollo, di un biglietto e sim., mediante timbro o altro segno    • 3 •   (fig.) superamento, regresso, annullamento (di un ricordo, una consuetudine ecc.)    • 4 •   (med.) occlusione di un condotto.
oblito   agg.  (poet.) dimenticato: io era come quei che si risente / di visione oblita e che s'ingegna / indarno di ridurlasi a la mente  (dante par.  xxiii, 49-51).
oblivione   ant. obblivione, s.f.  (poet.) dimenticanza, oblio.
oblivioso   ant. obblivioso, agg.    • 1 •   (ant.) dimentico    • 2 •   (lett.) che fa dimenticare: un calice d'ebrezza obliviosa  (tommaseo).
oblò   s.m.  apertura circolare nella murata delle navi, chiudibile con un portello di vetro a tenuta stagna, per arieggiare e illuminare i locali interni; apertura analoga nella fusoliera degli aerei | (estens.) piccola finestra circolare.
oblomovismo   s.m.  (lett.) l'atteggiamento di apatica indolenza attribuito, da molti scrittori russi della seconda metà dell'ottocento, alla piccola nobiltà del loro paese | (estens.) modo di vivere abulico, apatico.
oblungo   agg.  [pl. m. -ghi] (non com.) molto più lungo che largo: vassoio oblungo. 
obnubilamento   o onnubilamento, s.m.  l'obnubilarsi, l'essere obnubilato: obnubilamento della vista, della memoria. 
obnubilare   o onnubilare, v. tr.  [io obnùbilo ecc.] (lett.) annebbiare, offuscare; (fig.) confondere, privare di lucidità: obnubilare i sensi, la mente  | obnubilarsi v. rifl.  (lett.) offuscarsi, ottenebrarsi: ho visto... il chiaro pensiero onnubilarsi e dissolversi nella stanchezza  (gadda).
obnubilato   o onnubilato, part. pass.  di obnubilare   agg.  (lett.) annebbiato, offuscato, ottenebrato: intelletto obnubilato. 
obnubilazione   o onnubilazione, s.f.  (lett.) obnubilamento.
obnuziale   agg.  (dir.) che concerne le nozze, fatto in occasione delle nozze: donazione obnuziale. 
oboe   s.m.  strumento musicale a fiato formato da un tubo cilindrico di legno munito di chiavi, con imboccatura ad ancia doppia | oboe d'amore, che può suonare entro la gamma del mezzo soprano | oboe da caccia, contralto, simile al corno inglese.
oboista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona l'oboe.
obolo   s.m.    • 1 •   antica moneta greca di poco valore (equivalente a 1/6 di dramma)    • 2 •   elemosina, offerta in denaro di modesta entità: dare il proprio obolo  | obolo di san pietro, offerta raccolta nelle chiese di tutto il mondo per il sostegno dell'attività pastorale del papa.
obsecrare    ⇨ ossecrare.
obsidione    ⇨ ossidione.
obsolescente   agg.  (lett.) che è in stato di obsolescenza; superato, disusato.
obsolescenza   s.f.    • 1 •   (lett.) perdita progressiva di efficienza, di funzionalità, di valore; lento invecchiamento    • 2 •   (econ.) scadimento di un bene capitale (impianto, macchinario ecc.) o di un bene di consumo durevole causato dal progresso tecnologico o da altre ragioni diverse dal logoramento materiale.
obsoleto   agg.  disusato, antiquato, superato: vocaboli obsoleti. 
obstare    ⇨ ostare.
obtorto collo   loc. avv.  contro la propria volontà.
oc   s.m. invar.  usato solo nella loc. lingua d'oc, il provenzale, e spec. il provenzale antico, cioè l'antica lingua letteraria dei poeti cortesi della francia meridionale.
oca   s.f.    • 1 •   grosso uccello con piedi palmati, collo lungo e becco robusto dall'apice arrotondato; viene allevato per le carni e le piume (ord.  anseriformi): paté di fegato d'oca; un cuscino di piume, di piumino d'oca; penna d'oca, quella che veniva usata in passato per scrivere | avere, far venire la pelle d'oca, rabbrividire, far rabbrividire | ecco fatto il becco all'oca, (scherz.) si dice quando si è terminato un lavoro | avere il cervello di un'oca, (fig.) essere stupido, sciocco, superficiale | gioco dell'oca, gioco che si fa con un cartellone suddiviso in caselle numerate, lungo le quali ogni giocatore procede con accelerazioni, fermate e retrocessioni, secondo le indicazioni delle caselle alle quali giunge in base a tiri di dadi | passo dell'oca, passo di parata militare caratterizzato dal fatto che la gamba che viene portata in avanti resta completamente rigida | porca l'oca!, esclamazione di stizza, di disappunto. dim. ochina, ochetta  accr. ocona, ocone  (m.)    • 2 •   (fig.) si dice di persona, spec. donna, di scarsa intelligenza, insulsa, vuota: quella ragazza è un'oca    • 3 •   collo d'oca, (mecc.) albero a doppio gomito | a collo d'oca, si dice di qualsiasi oggetto curvato a s.
ocaggine   s.f.  stupidità.
ocarina   s.f.  strumento musicale a fiato di forma ovoidale, costruito in argilla e munito di fori.
ocarinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona l'ocarina.
occamismo   s.m.  (filos.) indirizzo di pensiero, iniziato da guglielmo d'occam (1290-1349) e diffuso nei secc. xiv e xv in tutta europa, i cui seguaci sostenevano dottrine teologiche e scientifiche nettamente contrastanti con le concezioni tradizionali della filosofia medievale.
occamista   s.m.  [pl. -sti] seguace dell'occamismo.
occamistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'occamismo, degli occamisti: dottrine occamistiche. 
occasionale   agg.    • 1 •   che avviene per caso: incontro occasionale    • 2 •   che dà occasione, motivo, pretesto: la causa occasionale di qualcosa  § occasionalmente avv.  in modo occasionale, casuale; di tanto in tanto, saltuariamente.
occasionalismo   s.m.  dottrina filosofica secondo cui le cause dei fenomeni sono semplici occasioni dell'unica vera causa, identificata in dio: l'occasionalismo di malebranche. 
occasionare   v. tr.  [io occasióno ecc.] dare occasione, pretesto a qualcosa.
occasione   s.f.    • 1 •   circostanza, situazione particolare: farsi un vestito per un'occasione importante; festeggiare in occasione del compleanno  | parole, frasi, discorsi d'occasione, che si fanno abitualmente in determinate circostanze, perciò convenzionali, non sinceri    • 2 •   situazione particolarmente adatta a qualcosa; momento favorevole, opportunità: dare a qualcuno l'occasione di dire, di fare qualcosa; sfruttare, cogliere, aspettare, perdere un'occasione; lasciarsi sfuggire una buona occasione  | all'occasione, quando sia opportuno, quando si presenti la circostanza adatta | d'occasione, si dice di un bene, un oggetto, un articolo non nuovo, posto in vendita a un prezzo inferiore a quello normale: automobile d'occasione  | prov.  : l'occasione fa l'uomo ladro.  dim. occasioncella    • 3 •   bene, oggetto, articolo che si può acquistare a un prezzo vantaggioso: quell'appartamento è una vera occasione!; vetrina delle occasioni    • 4 •   motivo, causa, pretesto: dare occasione a rimproveri; essere occasione di litigio. 
occaso   s.m.  (lett.)    • 1 •   calata del sole, tramonto    • 2 •   occidente, ponente    • 3 •   (fig.) fine, termine; morte: la novella / vien lor di pinabel giunto all'occaso  (ariosto o. f.  xxii, 96).
occhiaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di occhio    • 2 •   fare gli occhiacci, guardare in modo severo o minaccioso.
occhiaia   s.f.    • 1 •   orbita oculare: le occhiaie del teschio    • 2 •   pl.  lividi sotto gli occhi, dovuti a stanchezza o a malessere.
occhialaio   s.m.  [f. -a] (antiq.) chi fabbrica, ripara o vende occhiali.
occhiale   agg.  (ant.) degli occhi, riferito agli occhi: vetro occhiale, lente da vista  s.m.    • 1 •   (ant.) ogni strumento ottico destinato ad aiutare la vista; in partic., cannocchiale    • 2 •   (pop.) occhialetto; lente da occhio.
occhialeria   s.f.    • 1 •   (antiq.) negozio dove si vendono o si riparano occhiali    • 2 •   (non com.) assortimento di occhiali.
occhialetto   s.m.    • 1 •   occhiali per signora, oggi disusati, che non hanno stanghette e si reggono con la mano per mezzo di un lungo manico    • 2 •   (rar.) lente unica incastrata nell'orbita dell'occhio; monocolo.
occhiali   s.m. pl.    • 1 •   coppia di lenti inserite in una montatura che poggia sul naso e sulle orecchie, che si portano per correggere difetti di vista o per proteggere gli occhi: occhiali da vista, da sole, da neve, da sub; occhiali da miope, da presbite; occhiali da motociclista, da sci; portare, mettersi, inforcare, levarsi gli occhiali  | serpente dagli occhiali, cobra. dim. occhialini, occhialetti  accr. occhialoni    • 2 •   (fig.) nel gioco della dama, mossa con cui si mette una propria dama tra due pedine o dame avversarie non protette di cui una è inevitabilmente destinata a essere mangiata.
occhialino   s.m.  lo stesso che occhialetto. 
occhialone   s.m.  nome comune di una varietà di pagello che ha una macchia nerastra dietro l'opercolo e grandi occhi rossi (ord.  perciformi).
occhialuto   agg.  e s.m.  [f. -a] (scherz.) si dice di persona che porta gli occhiali, spec. se grandi e vistosi.
occhiare   v. tr.  [io òcchio ecc.] (non com.) adocchiare.
occhiata   (1) s.f.  il guardare senza fermare a lungo lo sguardo: gettare, lanciare un'occhiata; un'occhiata severa, furtiva, d'intesa; lo fulminò con un'occhiata  | dare un'occhiata a qualcosa, a qualcuno, (fam.) guardarlo, esaminarlo in modo rapido e sommario; anche, custodirlo, sorvegliarlo per un po'. dim. occhiatina  pegg. occhiataccia. 
occhiata   (2) s.f.  pesce marino commestibile di color argenteo, con grandi occhi e una striscia nera alla base della pinna caudale (ord.  perciformi).
occhiato   agg.  che ha macchie, segni, buchi rotondi simili a occhi: le penne occhiate del pavone; un brodo occhiato, con bolle di grasso.
occhiatura   s.f.  caratteristica di alcuni formaggi che hanno pasta compatta con molti buchi.
occhiazzurro   agg.  (poet.) che ha gli occhi azzurri.
occhiceruleo   agg.  (poet.) che ha gli occhi cerulei; occhiazzurro.
occhieggiare   v. tr.  [io occhiéggio ecc.] guardare con ammirazione o desiderio: occhieggiare le ragazze per strada  | v. intr.  [aus. avere] fare capolino: le margherite occhieggiano tra l'erba  | occhieggiarsi v. rifl.  scambiarsi occhiate.
occhiellaia   s.f.  lavorante di sartoria che fa gli occhielli.
occhiellaio   s.m.  artigiano specializzato nell'applicare occhielli alle vele.
occhiellatrice   agg.  e s.f.  si dice di macchina per fare o per applicare occhielli.
occhiellatura   s.f.    • 1 •   il praticare, il fare occhielli    • 2 •   l'insieme degli occhielli di un abito, una tenda, una vela ecc.
occhiello   s.m.    • 1 •   piccolo taglio, per lo più orlato, praticato in un tessuto per farvi passare un bottone, un gancio, una stringa: portare un fiore all'occhiello, all'occhiello che è sul bavero; punto a occhiello, quello che si fa per orlare e rinforzare gli occhielli | (gerg.) ferita d'arma da taglio: fare un occhiello nel ventre    • 2 •   anello, guarnizione rigida di rinforzo di un taglio o di un foro: occhielli metallici; applicare gli occhielli alla vela    • 3 •   in giornali e riviste, frase non più lunga di una riga posta sopra il titolo di un articolo, di giustezza e corpo tipografico inferiori a quelli del titolo    • 4 •   (tip.) foglio che precede il frontespizio di un libro o ne separa i capitoli, sul quale è stampato il titolo dell'opera o del singolo capitolo.
occhiera   s.f.  coppetta per praticare bagni oculari.
occhietto   s.m.    • 1 •   dim.  di occhio  | fare l'occhietto, fare l'occhiolino, ammiccare    • 2 •   (rar.) occhiello di libro.
occhio   s.m.    • 1 •   organo della vista, di costituzione e fisiologia diverse secondo il tipo di animale; nell'uomo e negli altri vertebrati è una formazione anatomica sferoidale situata nell'orbita e protetta dalle palpebre: occhio destro, sinistro; occhi piccoli, grandi, sporgenti; occhi chiari, scuri, castani, celesti, secondo il colore dell'iride; occhi tondi, a mandorla, secondo la conformazione del taglio delle palpebre; le malattie degli occhi; occhi lucidi, per febbre o per commozione; avere le lacrime agli occhi, essere sul punto di piangere; fare un occhio nero a qualcuno, (fam.) provocargli un ematoma con una percossa nella zona oculare | cavare gli occhi, accecare | sfregarsi, stropicciarsi gli occhi, per sonnolenza o incredulità | a quattr'occhi, da solo a solo, a tu per tu | a me gli occhi!, formula con cui l'ipnotizzatore invita qualcuno a fissarlo | aprire gli occhi, svegliarsi; anche, nascere | sognare a occhi aperti, fantasticare | chiudere gli occhi, addormentarsi; anche, morire | chiudere gli occhi a qualcuno, assisterlo al momento della morte | chiudersi gli occhi, avere molto sonno: mi si chiudono gli occhi  | essere come il fumo negli occhi, essere antipatico, odioso | uovo all'occhio (di bue), cotto al tegamino | essere dentro qualcosa fino agli occhi, (fig.) esservi impegnato moltissimo, esserne oppresso | pagare, spendere un occhio (della testa), (fig.) moltissimo | avere solo gli occhi per piangere, (fig.) non avere, non possedere più nulla | prov.  : occhio per occhio, dente per dente, la legge del taglione, che impone una pena uguale al danno causato; quattro occhi vedono meglio di due, due persone vedono la realtà meglio di una; in terra di ciechi, beato chi ha un occhio, chi ha poco fra chi non ha nulla può considerarsi fortunato. dim. occhietto, occhiolino  accr. occhione  pegg. occhiaccio    • 2 •   come organo della vista, con riferimento allo sguardo, alla capacità visiva: a vista d'occhio, per quanto si può vedere direttamente; crescere a vista d'occhio, (fig.) molto rapidamente | a perdita d'occhio, fin dove può giungere lo sguardo | colpo d'occhio, veduta d'insieme; (fig.) prima impressione | aver qualcosa davanti agli occhi, vederla direttamente; (fig.) averla presente, ricordarla bene | mettere qualcosa davanti agli occhi di qualcuno, fargliela vedere; (fig.) richiamare su di essa la sua attenzione | gettar l'occhio su qualcosa, guardarla di sfuggita; (fig.) prenderla in considerazione | vedere qualcosa con i propri occhi, vederla direttamente, verificarla di persona | vedere a occhio nudo, senza l'aiuto di strumenti ottici; (fig.) vedere, capire immediatamente, senza bisogno di commenti, spiegazioni e sim. | cavarsi gli occhi, (fig. fam.) stancarsi, logorarsi la vista | cadere, capitare sott'occhio, sotto gli occhi, essere visto, notato | saltare agli occhi, essere evidentissimo | dar nell'occhio, farsi notare, attirare l'attenzione | mettere, piantare gli occhi addosso a qualcuno, non staccare gli occhi da qualcosa, guardare, osservare con attenzione, con insistenza | tener d'occhio, sorvegliare a vista | voltare l'occhio, guardare altro; (fig.) distrarsi | non credere ai propri occhi, essere stupito, incredulo | non avere né occhi né orecchie, essere riservato, tener segreto ciò che si vede e si sente | non aver gli occhi  o avere le bende, le fette di salame sugli occhi  o avere gli occhi foderatidi prosciutto, non vedere ciò che è evidente; (fig.) non saper trarre le conseguenze di ciò che si vede    • 3 •   con riferimento alla capacità di osservare e quindi all'attenzione, alla conoscenza, al discernimento, al gusto: essere tutt'occhi, stare molto attento, non lasciarsi sfuggire nulla | a occhio, secondo una stima superficiale, senza un'analisi o una misurazione precisa | occhio!, attenzione!: occhio al gradino!; occhio ai prezzi! | avere occhio, saper ben misurare, giudicare, scegliere | a occhi chiusi, (fig.) senza riflettere, con assoluta fiducia; con grande facilità: questo lo so fare anche a occhio  | chiudere un occhio, (fig.) fingere di non sapere; anche, essere tollerante | aprire gli occhi, (fig.) accorgersi, rendersi conto della realtà aprire gli occhi a qualcuno, (fig.) fargli conoscere la realtà, toglierlo da un'illusione | tener d'occhio qualcuno, qualcosa, (fig.) tenersi al corrente, informato, seguirne le azioni, gli sviluppi | avere un occhio di qua e uno di là, osservare, considerare più cose contemporaneamente | far l'occhio a qualcosa, abituarsi a vederla, assuefarcisi | rifarsi gli occhi, dopo un brutto spettacolo, ricrearsi con qualche cosa di bello | essere un pugno in un occhio, (fig.) si dice di ciò che è bruttissimo, stonato, di pessimo gusto | l'occhio vuole la sua parte, l'aspetto esteriore ha la sua importanza    • 4 •   con riferimento alla capacità di esprimere emozioni, sentimenti: leggere negli occhi, intuire dall'espressione del volto | far tanto d'occhi  o sbarrare, spalancare, sgranare gli occhi, esprimere in viso stupore, incredulità | schizzare fiamme, veleno dagli occhi, (fig.) esprimere in viso ira, odio, invidia | fare gli occhi dolci, corteggiare con lo sguardo | mangiare, divorare con gli occhi, esprimere desiderio, amore, o anche ira | lasciarci gli occhi, desiderare moltissimo qualcosa senza poterla avere | mettere gli occhi addosso, (fig.) scegliere come oggetto di desiderio | vedere di buon, di mal occhio, con favore, con sfavore    • 5 •   ciò che per aspetto o per funzioni è simile a un occhio; elemento circolare o tondeggiante: occhio del brodo, macchia di grasso sulla sua superficie; occhi del formaggio, i buchi | occhi del pavone, macchie circolari sulle penne della sua coda | fagioli dall'occhio, con una macchiolina scura ad anello intorno all'ilo | occhio di pernice, callo fra le dita dei piedi | occhio magico, (elettr.) nelle radio a valvole termoioniche, indicatore visivo di sintonia | occhio elettrico, cellula fotoelettrica | occhio di un tifone, di un ciclone, (meteor.) l'area centrale calma, attorno a cui ruotano masse d'aria ad altissima velocità: essere, trovarsi nell'occhio del ciclone, (fig.) al centro di difficoltà, di conflitti acuti    • 6 •   (arch.) piccola finestra ovale o rotonda; in partic., quella nel tamburo di una cupola | occhio di bue, sulle navi, oblò non apribile; in teatro, televisione e cinema, proiettore usato per illuminazioni dall'alto | occhio di cubia, (mar.) apertura per il passaggio della catena dell'ancora nel fianco della nave    • 7 •   (bot.) gemma: gli occhi della patata  | innesto a occhio, fatto sotto la corteccia, con una sola gemma    • 8 •   (tip.) la parte del carattere di stampa che porta il segno grafico in rilievo    • 9 •   occhio di gatto, di tigre, (min.) pietre dure con striature di colore, dotate di un particolare effetto di luce, usate per ornamento    • 10 •   occhio di pavone, (zool.) farfalla così denominata per le macchie sulle ali bruno-rossicce; è detta anche vanessa io  (ord.  lepidotteri)    • 11 •   occhio di pesce, (foto.) lo stesso che fish-eye    • 12 •   occhi della madonna, pianta erbacea con fiorellini azzurri e piccole foglie ovali (fam.  primulacee).
occhiocotto   s.m.  [pl. -ti] piccolo uccello con testa nera e occhi arancione cerchiati di rosso (ord.  passeriformi).
occhiolino   s.m.    • 1 •   dim.  di occhio    • 2 •   far l'occhiolino, strizzare l'occhio, ammiccare.
occhione   s.m.    • 1 •   accr.  di occhio    • 2 •   elemento anteriore del dispositivo d'aggancio di un rimorchio, che termina con un anello in cui si inserisce il gancio del veicolo trainante    • 3 •   uccello con zampe lunghe, piedi palmati, testa grossa e grandi occhi sporgenti (ord.  caradriformi).
occhiorosso   s.m.  [pl. -si] denominazione popolare di diversi uccelli, tra cui l'occhiocotto.
occhiuto   agg.    • 1 •   (lett.) che ha molti occhi: l'occhiuto argo  | (fig.) che vede e spia dappertutto: strumenti ciechi d'occhiuta rapina  (giusti)    • 2 •   (estens.) che ha molte macchie simili a occhi    • 3 •   (fig.) oculato, cauto, attento: una persona occhiuta; comportamenti occhiuti. 
occidentale   agg.    • 1 •   di, dell'occidente; situato a occidente: venti occidentali; le alpi occidentali; africa occidentale    • 2 •   che è proprio dell'europa e di quei paesi extraeuropei (spec. del nordamerica) la cui cultura e civiltà sono più vicine a quelle europee: il mondo occidentale; il pensiero filosofico occidentale; dostoevskij è uno dei maestri del romanzo occidentale  | all'occidentale, alla maniera occidentale; secondo gli usi, i costumi occidentali    • 3 •   prima della caduta dei regimi comunisti nell'est europeo, che riguardava i paesi dell'europa occidentale e del nordamerica, considerati in contrapposizione a quelli dell'europa orientale  s.m.  e f.  abitante dell'europa e dell'america del nord.
occidentalismo   s.m.    • 1 •   orientamento di pensiero che considera preponderante l'apporto dell'occidente alla civiltà universale    • 2 •   prima della caduta dei regimi comunisti nell'est europeo, posizione politica che auspicava più stretti legami, spec. economici e militari, tra i paesi dell'europa occidentale e tra questi e il nordamerica    • 3 •   movimento politico-culturale russo dei secc. xviii-xix, che tendeva a un inserimento della russia nella cultura e nella politica dell'europa occidentale.
occidentalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene i principi dell'occidentalismo | usato anche come agg.  in luogo di occidentalistico : movimento occidentalista. 
occidentalistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'occidentalismo e agli occidentalisti.
occidentalizzare   v. tr.  conformare altri paesi, spec. d'asia e d'africa, ai modelli economici, politici e culturali europei e nordamericani | occidentalizzarsi v. rifl.  assimilare, seguire modelli di vita occidentali.
occidentalizzazione   s.f.  l'occidentalizzare, l'essere occidentalizzato; assimilazione di modelli occidentali.
occidente   s.m.    • 1 •   la parte dell'orizzonte dove tramonta il sole, detta anche ovest  o ponente; la posizione d'un punto geografico che si trovi a ovest rispetto a un altro: viaggiare verso occidente; la sardegna è a occidente della penisola italiana    • 2 •   (estens.) regioni situate a occidente | occidente, per antonomasia, i paesi, le regioni europee rispetto a quelle asiatiche; negli anni della guerra fredda, l'insieme dei paesi a struttura capitalistica dell'europa occidentale e del nordamerica rispetto a quelli dell'europa orientale a economia e governo socialisti  agg.  (lett. rar.) che tramonta: sole occidente. 
occidere   e deriv.   ⇨ uccidere e deriv. 
occiduo   agg.  (poet.)    • 1 •   che tramonta: vedi con che desio quei colli tendono / le braccia al sole occiduo  (carducci)    • 2 •   occidentale.
-occio  -occio suffisso alterativo di aggettivi, dal lat. volg. -oce°u(m); ha valore diminutivo-vezzeggiativo (belloccio, grassoccio).
occipitale   agg.  (anat.) dell'occipite: muscolo, osso occipitale. 
occipite   s.m.  (anat.) la regione posteriore del cranio.
occitanico   agg.  [pl. m. -ci] dell'occitania | della lingua d'oc; scritto in lingua d'oc.
occludere   v. tr.  [pass. rem. io occlusi, tu occludésti ecc. ; part. pass. occluso] (scient.) interrompere, ostruire un flusso, un passaggio in una cavità, un canale, un tubo: occludere un vaso sanguigno. 
occlusione   s.f.    • 1 •   l'occludere, l'essere occluso | occlusione intestinale, (med.) stato patologico causato dall'arresto, parziale o totale, della progressione del contenuto dell'intestino; è detta anche ileo    • 2 •   (chim. fis.) assorbimento di gas o di liquido da parte di solidi porosi    • 3 •   (meteor.) fase finale di una perturbazione durante la quale il fronte freddo si unisce con quello caldo    • 4 •   (ling.) chiusura completa e momentanea del canale vocale che si verifica nell'articolazione delle consonanti occlusive.
occlusivo   agg.  che si riferisce, che è dovuto a un'occlusione | (consonanti) occlusive, (ling.) consonanti nella cui articolazione il canale vocale rimane momentaneamente chiuso per riaprirsi subito dopo con un'esplosione (p. e. in it. p, b, t, d, c  e g  gutturali).
occluso   part. pass.  di occludere  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi si trova in stato di occlusione intestinale.
occlusore   agg.  e s.m.  si dice del dischetto di gomma o altro materiale con cui si copre, a fine terapeutico, una delle due lenti degli occhiali per impedire la visione a un occhio.
occorrente   part. pres.  di occorrere   agg.  che serve, che occorre per raggiungere un determinato fine: il materiale occorrente per la costruzione   s.m.    • 1 •   ciò che occorre per realizzare uno scopo o per eseguire un lavoro: l'occorrente per scrivere; portare con sé tutto l'occorrente    • 2 •   (lett.) ciò che avviene: confidare a renzo l'occorrente, e cercar con lui qualche mezzo... dio liberi!  (manzoni p. s.  ii).
occorrenza   (1) s.f.  bisogno, necessità: per qualsiasi occorrenza rivolgiti a me  | all'occorrenza, in caso di necessità, qualora ce ne fosse bisogno.
occorrenza   (2) s.f.  ciascuna delle volte che un elemento linguistico compare in un testo; più in generale, ricorrenza di un qualsiasi fatto o fenomeno.
occorrere   v. intr.  [coniugato come correre; aus. essere]    • 1 •   essere necessario: mi occorreva del denaro    • 2 •   (ant.) andare incontro: nel lucente vestibulo di quella / felice casa un vecchio al duca occorre  (ariosto o. f.  xxxiv, 54)    • 3 •   (ant.) sovvenire, venire in mente: fui io già di opinione che quello che non mi si rappresentava in uno tratto, non mi occorressi anche poi  (guicciardini) | v. intr. impers.  essere necessario, bisognare: occorre far presto. 
occorso   (1) part. pass.  di occorrere  e agg.  nei sign. del verbo.
occorso   (2) s.m.  (ant.) incontro: vide la donna, e sì nel primo occorso / gli piacque, che nel cor portò il suggello  (ariosto o. f.  xliii, 33).
occultabile   agg.  che si può occultare, nascondere.
occultamento   s.m.  l'occultare, l'essere occultato: occultamento di cadavere, del bottino. 
occultare   v. tr.    • 1 •   mettere qualcosa in un luogo dove sia impossibile o difficile trovarla: occultare la refurtiva, delle armi; occultare una merce, farne incetta    • 2 •   (fig.) agire in modo da impedire che qualcosa venga a conoscenza di altri: occultare la verità    • 3 •   (astr.) eclissare un corpo celeste | occultarsi v. rifl.  o intr. pron.  nascondersi; eclissarsi.
occultatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi occulta, spec. a fini illeciti.
occultazione   s.f.    • 1 •   occultamento    • 2 •   (astr.) sparizione parziale o totale di un astro dietro un altro: occultazione lunare, sparizione di una stella o di un pianeta dietro il disco lunare.
occultezza   s.f.  (non com.) segretezza, celatezza.
occultismo   s.m.  l'insieme di conoscenze e di pratiche (magia, spiritismo, metapsichica, teosofia ecc.) aventi per oggetto energie ed entità misteriose che si presume esistano in natura, ma che sfuggirebbero alla normale indagine scientifica.
occultista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si dedica all'occultismo.
occultistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'occultismo, agli occultisti: pratiche occultistiche. 
occulto   agg.    • 1 •   non manifesto; nascosto, segreto, misterioso: le forze occulte della natura; esercitare un potere occulto; possedere virtù occulte; cause occulte; pensieri occulti  | scienze occulte, le dottrine dell'occultismo    • 2 •   (lett.) celato alla vista: che pieno essendo ogni cosa di guerra, / voleano gir più che poteano occulti  (ariosto o. f.  xxiv, 93)  s.m.  ciò che ha a che fare con l'occultismo: il mondo dell'occulto  § occultamente avv.  in modo occulto; di nascosto.
occupabile   agg.  (non com.) che può essere occupato.
occupamento   s.m.  (rar.) occupazione.
occupante   part. pres.  di occupare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi occupa | il primo occupante, (dir.) il primo che ha preso possesso di un bene che non abbia proprietario.
occupare   v. tr.  [io òccupo  (poet. occùpo) ecc.]    • 1 •   prendere possesso di un luogo, di locali, in maniera legittima o illegittima: occupare il suolo pubblico; occupare un appartamento al terzo piano; le famiglie sfrattate hanno occupato un palazzo; occupare un posto, in sale di spettacolo, nei treni e sim., starvi seduto, oppure riservarlo per qualcuno mettendoci sopra un oggetto personale | esercitare il controllo di un territorio in seguito a occupazione militare: la francia fu occupata dai tedeschi    • 2 •   riempire uno spazio (anche fig.): questo tavolo occupa troppo posto; una descrizione che occupa tutta la prima parte del capitolo    • 3 •   (fig.) ricoprire un ufficio, un incarico: occupare un posto di grande responsabilità    • 4 •   dar lavoro a qualcuno, tenerlo alle proprie dipendenze: un'azienda che occupa più di trecento persone    • 5 •   impiegare il tempo, impegnarlo, farlo passare: occupare le giornate leggendo    • 6 •   (fig.) impegnare, tenere intento, assorto; riempire di sé: occupare la mente, il pensiero; un'attività che lo occupa tutto il giorno; ricordi che occupano il cuore |  occuparsi v. rifl.    • 1 •   interessarsi, dedicarsi: occuparsi di politica, di musica; occupati dei fatti tuoi!, non impicciarti in quelli di altri | prendersi cura, badare: occuparsi dei bambini, dei bagagli    • 2 •   impiegarsi: si è occupato in una industria elettrica. 
occupato   part. pass.  di occupare   agg.    • 1 •   si dice di spazio, locale, servizio non disponibile perché impegnato da altri: le stanze dell'albergo erano tutte occupate; scusi, questo posto è occupato?; il telefono è occupato, dà segnale di occupato  | paese occupato, invaso da eserciti nemici | scuola, fabbrica occupata, di cui si sono impadroniti gli studenti, i lavoratori in segno di protesta | casa occupata, abitata da persone che non ne hanno il titolo legale    • 2 •   detto di persona, indaffarato, impegnato: essere occupato a lavorare; il direttore è occupato e non riceve; in questo periodo sono molto occupato  | che ha un lavoro, un'occupazione regolare  s.m.  [f. -a] persona che ha un'occupazione, un lavoro: la percentuale degli occupati  | non occupato, disoccupato.
occupatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) chi occupa.
occupazionale   agg.  che riguarda gli occupati, l'occupazione da lavoro.
occupazione   s.f.    • 1 •   l'occupare, l'essere occupato: occupazione di suolo pubblico  | invasione e controllo militare di un territorio: truppe d'occupazione  | forma di protesta politico-sindacale per cui i locali in cui si svolge un'attività vengono sottratti al controllo di chi li amministra e occupati da coloro che vi operano, per impedire così il regolare svolgimento dell'attività stessa: l'occupazione di una fabbrica, di una scuola    • 2 •   lavoro o impiego retribuito: avere, cercare, trovare un'occupazione; essere senza un'occupazione; giovani in cerca di prima occupazione  | attività in genere: avere molte occupazioni; la sua occupazione preferita è la caccia    • 3 •   (econ.) l'insieme delle persone che svolgono un'attività economica non saltuaria: aumentare, ridurre l'occupazione  | piena occupazione, situazione del mercato del lavoro in cui tutti coloro che desiderano lavorare ai livelli retributivi correnti e secondo le proprie competenze, trovano lavoro; utilizzazione ottimale delle forze produttive; nell'uso comune, assenza di disoccupazione    • 4 •   procedimento retorico che consiste nel prevenire e confutare un'obiezione    • 5 •   (dir.) uno dei modi con cui si acquisisce la proprietà, consistente nel fare proprie cose mobili che non sono mai appartenute a qualcuno o che sono state abbandonate dal precedente proprietario.
oceaniano   agg.  dell'oceania  s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'oceania.
oceanico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio dell'oceano: corrente oceanica  | clima oceanico, quello dei territori che si affacciano sull'oceano    • 2 •   (fig.) estesissimo, immenso: folla oceanica. 
oceanina   s.f.  nella mitologia greco-romana, ninfa del mare.
oceanino   agg.  (poet.) dell'oceano; che abita l'oceano: le amorose nereidi oceanine  (foscolo le grazie).
oceano   s.m.    • 1 •   ciascuna delle tre vaste distese di acqua salata che separano i continenti: oceano atlantico, pacifico, indiano  | essere come una goccia d'acqua nell'oceano, (fig.) si dice di cosa trascurabile, di nessuna importanza    • 2 •   (poet.) mare: or dov'è... /... il fragorio / che n'andò per la terra e l'oceano?  (leopardi la sera del dì di festa  34-37)    • 3 •   estensione, quantità enorme (anche fig.): un oceano di sabbia; un oceano di felicità  (marinetti).
oceanografia   s.f.  scienza che studia mari e oceani sotto l'aspetto fisico, chimico, biologico e dinamico.
oceanografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'oceanografia: museo oceanografico. 
oceanografo   s.m.  [f. -a] studioso, esperto di oceanografia.
ocellato   agg.  (zool.)    • 1 •   che ha ocelli    • 2 •   che ha macchie a forma di ocelli.
ocello   s.m.  (zool.)    • 1 •   piccolo occhio semplice degli insetti e di altri invertebrati    • 2 •   ciascuna delle macchie rotonde di colore scuro, circondate da un alone più chiaro, caratteristiche del piumaggio o del pelame di vari animali, come pavoni, giaguari, farfalle e sim.

ocelot   s.m. invar.  lo stesso che ozelot; in partic., la pelliccia, molto pregiata, dell'animale.
ochetta   s.f.    • 1 •   dim.  di oca    • 2 •   recipiente provvisto di lungo beccuccio curvo che si usa per somministrare liquidi ad ammalati o invalidi costretti a stare sdraiati.
ocimo   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee a cui appartiene, tra le altre, il basilico (fam.  labiate).
oclocratico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla oclocrazia.
oclocrazia   s.f.  (lett.) situazione politica in cui è la moltitudine a imporre le sue decisioni; governo della plebe.
ocotona   s.m. invar.  (zool.) genere di piccoli mammiferi roditori, simili a cavie, con orecchie e coda corte, che vivono in colonie nei climi freddi.
ocra   s.f.    • 1 •   varietà di argilla di colore dal giallo al rosso bruno, che s'adopera come pigmento nella preparazione di materiali coloranti    • 2 •   colore giallo rossiccio | usato anche come agg. invar.  : lana ocra. 
ocraceo   agg.  (non com.) che contiene ocra | di colore tendente all'ocra.
ocrea   s.f.  (bot.) guaina che circonda la base dell'internodio in alcune piante.
octa-  octa-  ⇨ otta-.
octastilo    ⇨ ottastilo.
octopodi    ⇨ ottopodi.
octopus   s.m. invar.  (zool.) genere di molluschi cefalopodi a cui appartiene il polpo (ord.  ottopodi).
oculare   agg.  dell'occhio, che riguarda l'occhio: bulbo, globo oculare; bagno oculare  | testimone oculare, che riferisce ciò che ha visto con i propri occhi  s.m.  negli strumenti ottici (cannocchiale, microscopio ecc.), lente o sistema di lenti che permette l'osservazione dell'immagine fornita dall'obiettivo § ocularmente avv.  (non com.) con i propri occhi.
oculatezza   s.f.  l'essere oculato; carattere oculato: oculatezza di giudizio. 
oculato   agg.    • 1 •   che agisce con prudenza e cautela: un amministratore oculato    • 2 •   che è fatto con prudenza e ponderazione: una decisione, una scelta oculata    • 3 •   (ant.) che ha visto con i propri occhi.
oculiforme   agg.  (scient.) simile a un occhio: le macchie oculiformi della coda del pavone. 
oculista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] medico specializzato in oculistica.
oculistica   s.f.  branca della medicina che studia e cura le malattie dell'occhio e della vista.
oculistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'oculistica, gli oculisti: visita oculistica; gabinetto oculistico. 
oculo   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) occhio    • 2 •   (arch.) piccola finestra rotonda; occhio.
oculomotore   agg.  che fa muovere l'occhio: (nervo) oculomotore, (anat.) nervo cranico del terzo paio che presiede ai movimenti muscolari dell'occhio.
od    ⇨ o 2.
oda    ⇨ ode.
odalisca   s.f.  nell'impero ottomano, schiava addetta al servizio di donne d'alta condizione sociale | (estens.) concubina di pascià o sultani.
odassismo   s.m.  (med.) sensazione di fastidio che precede l'eruzione dei denti.
ode   ant. oda, s.f.  nella poesia greca e latina, componimento lirico con struttura metrica variabile; in grecia era anche accompagnato dalla musica: le odi di saffo, di orazio  | nella poesia italiana, componimento poetico costituito di strofe di cinque o sei versi.
odeon   s.m. invar. , o odeo, s.m.  [pl. odèa] edificio coperto, simile a un piccolo teatro, destinato nell'antica grecia e in roma a concerti musicali.
odeporico   agg.  [pl. m. -ci] (rar.) che riguarda un viaggio: diario odeporico   s.m.  il resoconto, la descrizione di un viaggio.
odiabile   agg.  che si può odiare, che merita di essere odiato.
odiare   v. tr.  [io òdio ecc.]    • 1 •   avere in odio: odiare un nemico; farsi odiare  | odiare a morte, tanto da desiderare la morte di chi si odia; (iperb.) odiare profondamente, detestare    • 2 •   provare avversione o ripugnanza per qualcosa: odiare le polemiche, le formalità; odiare ogni forma d'ipocrisia  | odiarsi v. rifl.  odiare sé stesso, per rimorso o altro | v. rifl.  provare un reciproco sentimento di odio.
odiato   part. pass.  di odiare   agg.  che è oggetto di odio: l'odiato tiranno. 
odiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi odia.
odierno   agg.    • 1 •   di oggi: nella seduta odierna; il comunicato odierno    • 2 •   dei nostri giorni, dell'epoca presente: l'uso odierno; la città di littoria, l'odierna latina  § odiernamente avv.  oggi, al giorno d'oggi.
odinofagia   s.f.  (med.) deglutizione dolorosa.
odio   s.m.    • 1 •   sentimento di grande ostilità per cui si desidera il male altrui: odio cieco, feroce, mortale, implacabile; parole di odio; nutrire odio contro qualcuno; portare odio a qualcuno; covare un odio profondo; essere accecato dall'odio; aizzare, fomentare gli odi  | avere in odio, odiare | essere in odio a qualcuno, essere odiato da lui | venire in odio a qualcuno, diventargli odioso | odio di classe, ostilità tra le classi sociali, e in partic. della classe sfruttata contro gli sfruttatori    • 2 •   senso di ripugnanza, di contrarietà, d'intolleranza per qualcosa: avere in odio le chiacchiere, i convenevoli, i compromessi. 
odiosamato   agg.  (lett.) che si odia e si ama contemporaneamente: per molte ore mi era trattenuto nel palco dell'odiosamata signora  (alfieri).
odiosità   s.f.    • 1 •   l'essere odioso: l'odiosità di una persona, di un provvedimento    • 2 •   (non com.) atto, fatto odioso: le odiosità della guerra    • 3 •   (rar.) odio, avversione, ostilità: attirarsi l'odiosità del popolo. 
odioso   agg.    • 1 •   degno d'essere odiato; che suscita odio e avversione o, con senso più attenuato, che risulta sgradevole, antipatico, molesto: persona, azione odiosa; la sua prepotenza lo rende odioso; un lavoro odioso; i paragoni sono sempre odiosi.  dim. odiosetto    • 2 •   (ant.) che nutre odio: se la farà, d'amante, così odiosa, / ch'a placarla mai più fia dura cosa  (ariosto o. f.  xxxviii, 69) § odiosamente avv. 
odissea   s.f.  serie di avventure, di peripezie, di disgrazie: la sua vita fu una lunga e dolorosa odissea. 
odografo   s.m.    • 1 •   (fis.) curva caratteristica del moto di un punto, legata all'accelerazione del punto stesso    • 2 •   strumento topografico che disegna su un rotolo di carta l'andamento di un percorso terrestre; è costituito da un odometro, da una bussola e da un apparato elettronico che traccia il grafico.
odometro   s.m.  strumento per misurare la lunghezza di un percorso terrestre, consistente essenzialmente in una ruota di circonferenza nota, che si fa rotolare sul terreno, collegata a un contagiri.
odonati   s.m. pl.  (zool.) ordine d'insetti ortotteri con apparato boccale munito di potenti mandibole dentate; vi appartengono le libellule | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
odonimo   s.m.  (ling.) nome di via o di piazza: «via garibaldi» è un odonimo assai diffuso. 
odonomastica   s.f.  (ling.) l'insieme dei nomi delle vie e delle piazze; la disciplina che se ne occupa.
odonomastico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) dell'odonomastica.
odontalgia   s.f.  (med.) mal di denti.
odontalgico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di rimedio contro il mal di denti.
-odonte  -odonte secondo elemento di parole composte della terminologia zoologica, dal gr. odóus odóntos  'dente'; fa riferimento ai denti (mastodonte).
odonto-  odonto- primo elemento di parole composte soprattutto della terminologia medica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. odóus odóntos  'dente'; fa riferimento ai denti (odontalgia, odontotecnico).
odontoblasto   s.m.  (biol.) cellula, analoga a quella ossea, che si trova nella polpa dentaria con prolungamenti nei canalicoli dei denti.
odontogenesi   s.f.  (med.) processo di formazione dei denti nell'embrione.
odontoiatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] medico specialista in odontoiatria.
odontoiatria   s.f.  branca della medicina che si occupa della cura delle malattie dei denti.
odontoiatrico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'odontoiatria o gli odontoiatri: cure odontoiatriche, gabinetto odontoiatrico. 
odontoide   s.m.  (anat.) denominazione dell'apofisi della seconda vertebra cervicale.
odontologia   s.f.  lo studio dei denti e delle loro malattie.
odontologico   agg.  [pl. m. -ci] di odontologia.
odontoma   s.m.  (med.) tumore dei denti a carattere benigno.
odontometro   s.m.  strumento usato per misurare il grado di dentellatura dei francobolli.
odontopatia   s.f.  termine generico per indicare una qualsiasi malattia dei denti.
odontoscopio   s.m.  odontometro.
odontostomatologia   s.f.  disciplina medica che studia le malattie della bocca e dei denti.
odontotecnica   s.f.  tecnica sanitaria che si occupa della costruzione di protesi dentarie.
odontotecnico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'odontotecnica: laboratorio odontotecnico   s.m.  tecnico specializzato nella costruzione di protesi dentarie.
odoramento   s.m.  (non com.) l'odorare; odore.
odorare   v. tr.  [io odóro ecc.]    • 1 •   sentire l'odore di qualcosa: odorare un fiore, un profumo    • 2 •   (fig.) intuire, presentire, subodorare: odorare un tranello, un buon affare  | odorare il vento infido, intuire che le cose prendono una brutta piega    • 3 •   (non com.) rendere odoroso, profumare | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   mandare odore: odorare di mughetto, di pulito    • 2 •   (fig.) dare sentore; far presagire: un affare che odora d'imbroglio. 
odorato   (1) s.m.  senso dell'olfatto: avere un odorato molto fine. 
odorato   (2) agg.  (lett.) profumato, odoroso: tuoi cespi solitari intorno spargi, / odorata ginestra  (leopardi la ginestra  5-6).
odore   s.m.    • 1 •   sensazione prodotta dal contatto di molecole emanate da una sostanza con i recettori dell'olfatto: odore acre, forte, acuto, penetrante, disgustoso; odore di fiori, di gas, di bruciato, di chiuso, di muffa; mandare un odore gradevole, sgradevole; sentir un buon odore, un cattivo odore.  dim. odoretto, odorino  pegg. odoraccio    • 2 •   (fig.) indizio, sentore: sentire odore d'imbroglio; nell'aria c'è odore di baruffa  | essere, morire in odore di santità, essere considerato santo dall'opinione popolare | sentire odore di polvere, presentire lo scoppio di una guerra; per estens., intuire un pericolo o una minaccia imminente | sentire odore di zolfo, avvertire presenze demoniache    • 3 •   (lett.) essenza odorosa; profumo: umide avea l'inanellate chiome / de' più suavi odor che siano in prezzo  (ariosto o. f.  vii, 55)    • 4 •   pl.  erbe aromatiche usate in cucina (p. e.  sedano, prezzemolo, basilico, rosmarino).
odorifero   agg.  (lett.) che emana odore, odoroso: l'aura si sente / d'un fresco ed odorifero laureto  (petrarca canz.  cxxix, 69-70).
odorimetro   s.m.  lo stesso che olfattometro. 
odorizzante   part. pres.  di odorizzare  agg.  e s.m.  si dice di sostanza usata per odorizzare: (additivi) odorizzanti. 
odorizzare   v. tr.  aggiungere sostanze dall'odore deciso a sostanze inodori o di odore non definito, spec. allo scopo di renderne avvertibile la presenza: odorizzare il gas per uso domestico. 
odorizzazione   s.f.  l'odorizzare, l'essere odorizzato.
odoroso   agg.  che ha, emana un gradevole odore: acqua, essenza odorosa; era il maggio odoroso  (leopardi a silvia  13) | legni odorosi, quelli che emanano un profumo più o meno intenso, come il legno di sandalo, di rosa e altri § odorosamente avv.  (non com.).
oersted   s.m. invar.  (fis.) unità di misura dell'intensità di campo magnetico nel sistema cgs elettromagnetico.
ofelimità   s.f.  (econ.) termine proposto da v. pareto (1848-1923) in luogo di 'utilità', per indicare l'intensità delle preferenze di un individuo rispetto a diverse combinazioni di beni.
off   agg. invar.    • 1 •   in diciture apposte su apparecchiature, interruttori e sim., indica che non sono in funzione, non sono attivati, che sono in posizione di spento    • 2 •   riferito a spettacoli o ad altre forme di comunicazione, indica che è fuori dai circuiti ufficiali, che è alternativo: cinema, teatro off. 
offa   s.f.    • 1 •   presso gli antichi romani, piccola focaccia di farro    • 2 •   (fig. lett.) compenso, dono con cui si cerca di tacitare o corrompere qualcuno: dare, gettare l'offa. 
offella   s.f.  (ant.) focaccia dolce.
offelleria   s.f.  (dial.) pasticceria.
offelliere   s.m.  (dial.) pasticciere.
offendere   v. tr.  [pres. io offèndo ecc. ; pass. rem. io offési, tu offendésti ecc. ; part. pass. offéso  (ant. offènso)]    • 1 •   arrecare danno morale; oltraggiare: offendere qualcuno con ingiusti sospetti; offendere qualcuno nella dignità, nell'onore; offendere la dignità, l'onore di qualcuno  | nell'uso ant., si costruiva anche con il compl. di termine: più mi debbo a' vostri piaceri piegar, in quanto voi a voi medesimi avete offeso  (boccaccio dec.  v, 5)    • 2 •   urtare la suscettibilità, la sensibilità altrui: se non accetti, mi offendi    • 3 •   violare, profanare, oltraggiare: offendere i diritti, la libertà altrui; offendere il buon gusto, il buon senso    • 4 •   colpire materialmente; ledere, lesionare: il proiettile non ha offeso organi vitali    • 5 •   colpire con molestia; infastidire: suoni stridenti che offendono l'orecchio; una luce troppo viva offende la vista    • 6 •   (ant.) affliggere; dar pena: poi che col dir t'offendo / i' mi morrò tacendo  (guarini) | offendersi v. rifl.  scambiarsi ingiurie, offese: si offendono continuamente  | v. rifl.  sentirsi offeso; impermalirsi, aversene a male: ha un carattere permaloso, si offende per un nonnulla. 
offendicula   s.m. pl.  (dir.) termine con cui si designano quei semplici mezzi di difesa della proprietà immobiliare come fili spinati, frammenti di vetro, punte metalliche.
offensa   s.f.  (ant.) offesa.
offensione   s.f.  (ant.) offesa, danno: la parte selvaggia / caccerà l'altra con molta offensione  (dante inf.  vi, 65-66).
offensiva   s.f.    • 1 •   attacco militare in grande stile: sferrare un'offensiva; passare all'offensiva    • 2 •   (estens.) iniziativa decisa, energica volta a ottenere qualcosa: partire all'offensiva; un'offensiva di pace  | offensiva pubblicitaria, campagna di propaganda molto attiva.
offensivo   agg.    • 1 •   che offende, che reca ingiuria, oltraggio: parole offensive; gesto offensivo    • 2 •   che serve per offendere, per attaccare: armi offensive; tattica, manovra offensiva; gioco offensivo, d'attacco (negli sport, negli scacchi ecc.); guerra offensiva, quella in cui si attacca per primi il nemico § offensivamente avv.  in modo offensivo, oltraggioso.
offenso   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   vinto, sconfitto: la colpa seguirà la parte offensa / in grido, come suol  (dante par.  xvii, 52-53)    • 2 •   (fig.) travagliato, afflitto: quand'io intesi quell'anime offense / china' il viso  (dante inf.  v, 109-110).
offensore   s.m.  [f. offenditrice, pop. offensora]    • 1 •   chi offende    • 2 •   chi muove guerra per primo.
offerente   part. pres.  di offrire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.    • 1 •   chi fa un'offerta    • 2 •   chi offre un prezzo nelle aste: aggiudicare, vendere qualcosa al miglior offerente    • 3 •   (econ.) venditore, produttore.
offerere   offerire  ⇨ offrire.
offerta   s.f.    • 1 •   l'offrire, l'offrirsi, l'essere offerto: offerta d'aiuto, di denaro, di lavoro, di matrimonio; fare, accettare, rifiutare un'offerta  | proposta di vendita a condizioni particolarmente vantaggiose: offerta speciale; il caffè oggi è in offerta    • 2 •   il denaro, le cose che si offrono: una ricca offerta; deporre le offerte ai piedi dell'altare    • 3 •   (econ.) la quantità di un bene che i produttori intendono vendere a un dato prezzo | offerta aggregata, quella relativa a un intero sistema economico | economia dell'offerta, indirizzo del pensiero economico secondo il quale una politica di sgravi fiscali a favore dell'iniziativa privata favorisce la crescita economica e la diminuzione dell'inflazione | offerta pubblica di acquisto  (opa), proposito annunciato ufficialmente di acquistare a un prezzo prefissato azioni di una società allo scopo di ottenerne il controllo    • 4 •   proposta di prezzo da parte dell'acquirente: ha ricevuto delle buone offerte per la vendita della casa; fare un'offerta più bassa, maggiore, superiore. 
offertista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (econ.) chi sostiene una politica economica ispirata all'economia dell'offerta.
offerto   part. pass.  di offrire   agg.  dato, concesso, presentato, proposto | posto in vendita  s.m.  (ant.) oblato.
offertorio   s.m.  (lit.) parte della messa in cui il sacerdote offre a dio il pane e il vino prima della loro consacrazione.
offesa   s.f.    • 1 •   l'offendere, l'essere offeso; le parole o l'atto con cui si offende: offesa alla dignità, alla libertà; fare, ricevere un'offesa; perdonare, vendicare un'offesa  | (estens.) danno subito in seguito a un'offesa: chiedere soddisfazione di un'offesa    • 2 •   azione di attacco: armi da offesa e da difesa. 
offeso   part. pass.  di offendere   agg.    • 1 •   che ha ricevuto un'offesa e ne è risentito: sentirsi, mostrarsi offeso    • 2 •   si dice di organo o di parte del corpo che abbia subito una lesione, un trauma, o che sia rimasto invalido: avere un braccio offeso   s.m.  [f. -a] chi ha ricevuto un'offesa | fare l'offeso, comportarsi in modo manifestamente risentito.
office   s.m. invar.  negli alberghi e nelle case signorili, la stanza in cui si preparano le vivande o in cui si ripongono le provviste.
office automation   loc. sost. f. invar.  settore produttivo che concerne l'applicazione delle tecnologie informatiche e telematiche alle attività d'ufficio, al fine di razionalizzarle e velocizzarle; automazione del lavoro d'ufficio.
officiante   part. pres.  di officiare   agg.  e s.m.  che, chi presiede una cerimonia sacra come celebrante.
officiare   ant. offiziare, oficiare, ofiziare, v. intr.  [io offìcio ecc. ; aus. avere] celebrare gli uffici divini; ufficiare | v. tr.  solo nella loc. officiare una chiesa, celebrarvi le funzioni.
officiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi officia; officiante, celebrante.
officiatura    ⇨ ufficiatura.
officina   s.f.    • 1 •   complesso di impianti adibiti a lavorazioni di carattere artigianale o industriale; il locale o i locali in cui sono installati tali impianti | nell'uso corrente, laboratorio meccanico per la riparazione di veicoli a motore: portare l'automobile in officina; officina mobile, montata su autofurgoni o altri mezzi di trasporto | nave officina, attrezzata per riparazioni in mare    • 2 •   (lett.) bottega, laboratorio di un artista | (fig.) ambiente in cui si producono opere artistiche, letterarie, scientifiche; centro di propulsione di attività intellettuali, spirituali: la scuola del manzoni divenne l'officina di tutto il movimento nazionale italiano  (de sanctis).
officinale   agg.  che serve a scopi farmaceutici: piante officinali | preparato, farmaco officinale, prodotto medicinale preparato in farmacia secondo regole fisse.
officio    ⇨ ufficio.
officiosità   s.f.  (lett.) l'essere officioso | atto officioso.
officioso   rar. offizioso, ant. oficioso, ofizioso, agg.    • 1 •   (non com.) che mette volentieri i propri buoni uffici per altri; premuroso    • 2 •   (rar.) ufficioso § officiosamente avv. 
offiziare    ⇨ officiare.
offizio    ⇨ ufficio.
offizioso    ⇨ officioso.
off limits   loc. sost.  e agg. invar.    • 1 •   si dice di luogo in cui è vietato l'accesso, il transito; in origine, si diceva dei luoghi il cui accesso era vietato alle truppe americane di occupazione    • 2 •   (fig.) non permesso, proibito: comportamento off limits. 
off line   loc. agg. invar.  (inform.) si dice dello stato di una periferica quando non è accessibile da un'altra unità | si dice della condizione in cui si trova un terminale video o un personal computer connesso a una rete nel momento in cui non è collegato alla rete stessa | usato anche come loc. avv.  : essere off line. 
offrire   ant. o lett. offerire e offerere, v. tr.  [pres. io òffro ecc. ; pass. rem. io offrìi  o offèrsi, tu offristi ecc. ; part. pass. offèrto]    • 1 •   fare atto di dare a qualcuno una cosa, ritenuta gradita o utile, perché l'accetti; esprimere a parole tale intenzione: offrire un gelato, una sigaretta; offrire il proprio aiuto, un impiego; offrire da bere; offrire una merce, porla in vendita    • 2 •   dichiararsi disposto a pagare per qualcosa una certa cifra o a dare un'altra cosa in cambio: offrire un prezzo molto alto per una casa; offrire un indennizzo    • 3 •   presentare, dare, fornire: una proposta che offre pochi vantaggi; il portone offrì loro un comodo riparo; la terrazza offre una magnifica vista; offrire l'opportunità di un viaggio; offrire il fianco alle critiche    • 4 •   presentare alla divinità dedicare, consacrare: gli antichi offrivano sacrifici agli dei; offrire a dio le proprie sofferenze  | offrirsi v. rifl.  dichiarare la propria disponibilità a fare qualcosa; mettersi a disposizione: s'offrì d'accompagnarmi; offrirsi come stenografa; chi si offre volontario?  | v. rifl.  mostrarsi, presentarsi: uno spettacolo grandioso si offrì ai loro occhi. 
offset   agg.  e s.m. invar.  si dice di procedimento di stampa litografica indiretta, in cui l'immagine viene trasportata dalla matrice su un cilindro di gomma e da questo impressa sulla carta; anche, della macchina che realizza questo procedimento e dello stabilimento o del reparto dove la lavorazione avviene.
offshore   agg. invar.    • 1 •   si dice di gara motonautica d'altura e dei grandi motoscafi che la disputano    • 2 •   si dice di giacimento petrolifero sottomarino    • 3 •   si dice di società finanziaria operante in paesi che offrono particolari vantaggi fiscali.
offside   avv.  e s.m. invar.  nel gioco del calcio, fuorigioco.
offuscamento   s.m.  l'offuscare, l'offuscarsi, l'essere offuscato (anche fig.): offuscamento della vista, della ragione. 
offuscare   v. tr.  [io offusco, tu offuschi ecc.]    • 1 •   rendere fosco, scuro: una nuvola di fumo ha offuscato il sole    • 2 •   (fig.) far scadere, far scemare; diminuire, sminuire: una bellezza offuscata dagli anni; il tempo offusca la memoria; una gloria che non sarà mai offuscata    • 3 •   privare di chiarezza, rendere confuso (anche fig.): il vapore offusca la vista; l'odio offusca la mente  | offuscarsi v. rifl.    • 1 •   diventare fosco; oscurarsi: il cielo si offuscò all'improvviso    • 2 •   perdere chiarezza, confondersi (anche fig.): gli si offuscò la vista, la mente. 
oficiare    ⇨ officiare.
oficio    ⇨ ufficio.
oficioso    ⇨ officioso.
oficleide   s.m.  (mus.) strumento aerofono a bocchino, con lunga canna d'ottone ravvolta e munita di chiavi; oggi non è più in uso.
ofidi   s.m. pl.  (zool.) sottordine di rettili squamati, chiamati comunemente serpenti  | sing.  [-e] ogni rettile di tale sottordine.
ofidismo   s.m.  (med.) avvelenamento dovuto a morso di serpente.
ofiolatria   s.f.  culto religioso dei serpenti o di divinità in figura di serpente.
ofiologia   s.f.  settore della zoologia che studia i serpenti.
ofiura   s.f.  animale echinoderma marino simile a una stella di mare con lunghe e sottili braccia serpentine (cl.  ofiuroidei).
ofiuroidei   s.m. pl.  (zool.) classe di animali marini degli echinodermi, a cui appartengono le ofiure | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale classe.
ofiziare    ⇨ officiare.
ofizio    ⇨ ufficio.
ofizioso    ⇨ officioso.
oftalmia   s.f.  (med.) infiammazione degli occhi.
oftalmico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce agli occhi, alle malattie degli occhi: clinica oftalmica. 
oftalmite   s.f.  (med.) oftalmia.
oftalmo-  oftalmo- -oftalmo primo e secondo elemento di parole della terminologia scientifica composte modernamente, dal gr. ophthalmós  'occhio'; indica 'occhio' o relazione con gli occhi (oftalmoscopia, esoftalmo).
oftalmoblenorrea   s.f.  (med.) congiuntivite blenorragica purulenta.
oftalmoiatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] (rar.) oculista.
oftalmologia   s.f.  (med.) studio dell'occhio, delle sue funzioni e delle sue malattie.
oftalmologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di oftalmologia.
oftalmometro   s.m.  lo stesso che astigmometro. 
oftalmoplegia   s.f.  (med.) paralisi dei muscoli motori dell'occhio.
oftalmoscopia   s.f.  (med.) osservazione interna dell'occhio.
oftalmoscopio   s.m.  strumento usato per l'oftalmoscopia.
oftalmostato   s.m.  (med.) strumento che serve a tenere divaricate le palpebre durante gli interventi chirurgici agli occhi.
oggettistica   s.f.  il settore commerciale della produzione e vendita di oggetti da regalo e per la casa; anche, assortimento di tali oggetti.
oggettivare   v. tr.    • 1 •   rendere oggettivo; esprimere in forma concreta: oggettivare il proprio stato d'animo in un racconto    • 2 •   (estens.) rendere concreto, evidente, percepibile (un concetto astratto, una nozione teorica, un giudizio ecc.) | oggettivarsi v. rifl.  divenire oggettivo, estrinseco, concreto.
oggettivazione   s.f.  l'oggettivare, l'oggettivarsi, l'essere oggettivato.
oggettivismo   s.m.  (filos.) ogni concezione che riconosca l'esistenza di una realtà o la validità di nozioni e princìpi indipendentemente dal soggetto conoscente: l'oggettivismo di platone, del pensiero classico; l'oggettivismo prekantiano. 
oggettivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace dell'oggettivismo; che si ispira all'oggettivismo | usato anche come agg.  in luogo di oggettivistico. 
oggettivistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) dell'oggettivismo, degli oggettivisti § oggettivisticamente avv. 
oggettività   s.f.    • 1 •   l'essere oggettivo; realtà oggettiva    • 2 •   obiettività, imparzialità: giudicare con oggettività. 
oggettivo   agg.    • 1 •   che concerne o che ha per fondamento la realtà per sé stessa, l'oggetto; che si presenta come oggetto: dati oggettivi; realtà oggettiva  | proposizione oggettiva, (gramm.) proposizione dipendente che ha la funzione di complemento oggetto del verbo della reggente (p. e. disse che non poteva venire; disse di non poter venire) | genitivo oggettivo, complemento di specificazione oggettiva, (gramm.) che indica l'oggetto dell'azione espressa dal sostantivo reggente (p. e. lo sgombero delle macerie)    • 2 •   obiettivo, imparziale, spassionato: dare un giudizio oggettivo  § oggettivamente avv.    • 1 •   nei fatti; in base a dati di fatto    • 2 •   con imparzialità, spassionatamente    • 3 •   (gramm.) in funzione di complemento oggetto.
oggetto   ant. obbietto [ob-bièt-to], obietto, s.m.    • 1 •   (filos.) tutto ciò che è percepito dal soggetto come diverso da sé il mondo esterno in quanto opposto al soggetto che pensa e conosce: oggetto reale, immaginario    • 2 •   ciò che costituisce il termine di un'attività, di un sentimento; fine, scopo: l'oggetto dei desideri, delle ricerche; l'oggetto di una visita; essere oggetto di venerazione, d'invidia  | complemento oggetto, (gramm.) termine su cui si esercita direttamente l'azione del verbo transitivo attivo (p. e.  ho letto un bel libro)    • 3 •   ciò che cade sotto i sensi; cosa concreta, materiale, spec. se solida; in partic., cosa prodotta dall'uomo: oggetti di pietra, lignei; oggetto artistico; oggetti preziosi, antichi; oggetti d'uso; senza occhiali vedo tutti gli oggetti confusi; un oggetto di grande valore; buttar via gli oggetti ingombranti  | oggetto misterioso, (scherz.) cosa difficile da trovare, o da definire, descrivere. dim. oggettino    • 4 •   materia, argomento, contenuto: l'oggetto del discorso, della lettera; la questione in oggetto, di cui si parla o scrive | in funzione di agg.  (sempre posposto al nome)    • 1 •   riferito a persona, per sottolineare che viene considerata alla stregua di una cosa, come se fosse priva di personalità, volontà, sentimenti: donna oggetto    • 2 •   (inform.) che è orientato alla macchina: codice, linguaggio, programma oggetto. 
oggettuale   agg.  dell'oggetto, relativo all'oggetto, agli oggetti.
oggettualità   s.f.  l'essere oggettuale.
oggettualizzare   v. tr.  trasformare in oggetto; considerare oggetto.
oggi   avv.    • 1 •   nel giorno in corso: arriverà oggi; oggi non sto bene; oggi ne abbiamo    • 3 •   ; oggi è il    • 3 •   del mese  | in espressioni rafforzate: oggi stesso; quest'oggi  | oggi a otto, a quindici, a un mese ecc. , esattamente fra una settimana, quindici giorni, un mese ecc. | oggi è un mese, un anno ecc. , esattamente un mese, un anno fa | da oggi, d'oggi in poi, a partire da questo momento | oggi come oggi, al presente, per il momento    • 2 •   contrapposto a ieri  o domani, con valore più generico: oggi vuole una cosa domani un'altra, un giorno vuole una cosa un altro un'altra; ieri non voleva, oggi  sì, in un primo tempo non voleva, adesso vuole; ieri era ricco, oggi è povero, in passato era ricco, attualmente è povero | prov.  : oggi a me domani a te, ciò che è capitato a uno può capitare anche a un altro    • 3 •   nel tempo presente, nell'epoca attuale: oggi i giovani sono più indipendenti; un taglio d'abito che oggi non usa più    • 4 •   (region.) nel pomeriggio: stamani non ho tempo, ne parleremo oggi   s.m.    • 1 •   il giorno presente: la notizia è di oggi; il lavoro va finito entro oggi; per oggi basta così; l'ho cercato tutto oggi; a tutt'oggi la situazione è immutata  | dall'oggi al domani, (fig.) improvvisamente, di colpo, senza preavviso    • 2 •   il presente, l'epoca attuale: l'oggi è più certo del domani; la moda d'oggi  | al giorno d'oggi, in questi tempi, attualmente.
oggidì   avv.  e s.m.  oggigiorno.
oggigiorno   avv.  al giorno d'oggi, al tempo presente: oggigiorno trovar lavoro non è facile   s.m.  il tempo presente: gli uomini d'oggigiorno. 
oggimai   avv.  (ant.) ormai: madonna, egli non può oggimai essere che quello che è stato non sia pure stato  (boccaccio dec.  iii, 6).
ogiva   s.f.    • 1 •   nell'architettura gotica, nervatura diagonale di rinforzo delle volte: arco, volta a ogiva, si dice di un arco o una volta a sesto acuto del tipo di quelli gotici    • 2 •   parte anteriore di un proiettile o di un missile, gener. di forma pressoché conica a punta arrotondata, spesso contenente una carica d'innesco (spoletta) o di scoppio: ogiva atomica    • 3 •   involucro di protezione, in funzione aerodinamica, del mozzo e dell'attacco delle pale delle eliche aeree e marine.
ogivale   agg.    • 1 •   conformato a ogiva, a sesto acuto: finestra ogivale    • 2 •   (estens.) caratteristico dell'arte gotica: stile ogivale. 
ogni   ant. onni, onne, ogne, agg. indef.  [solo sing. ; rara l'elisione davanti a i, ant. davanti alle altre vocali]    • 1 •   ciascuno (indica genericamente una totalità di persone o di cose, riferendosi individualmente a un singolo elemento): il lavoro è un diritto d'ogni uomo; ogni scolaro ricevette un libro; ogni giorno c'è una novità; descrisse ogni singola fase dell'esperimento; nell'incendio perse ogni cosa; fece tutto con ogni cura, con la massima cura    • 2 •   qualsiasi, qualunque: persone d'ogni età  | in ogni caso, comunque | in ogni modo, a qualunque costo; tuttavia | a ogni modo, tuttavia | in  (o per) ogni dove, (lett.) ovunque | fuori d'ogni dubbio, certamente | oltre ogni dire, credere, più di quanto si possa dire, credere | d'ogni intorno, (rar.) da tutte le parti | ogni qual volta, (non com.) ogniqualvolta, sempre    • 3 •   con valore distributivo: ogni 20 km c'è una stazione di rifornimento; c'erano almeno cinquanta concorrenti per ogni posto  | ogni tanto, di tanto in tanto | ogni poco, ripetutamente, a brevi intervalli | ogni due, ogni tre ecc. , uno sì e uno no, uno sì e due no ecc.: lo vedo ogni tre giorni. 
ogniora    ⇨ ognora.
ogniqualvolta   o ogni qual volta, non com. ogni qualvolta, cong.  ogni volta che: ogniqualvolta hai bisogno, chiamami. 
ognissanti   s.m.  la festa cattolica di tutti i santi, che si celebra il 1° novembre.
ogniuno    ⇨ ognuno.
-ognolo  -ognolo suffisso comp. di un deriv. del lat. -one°us  e -olo, usato per formare aggettivi indicanti una tonalità sbiadita di colore o in genere un livello minore della qualità espressa dal termine da cui derivano (azzurrognolo, giallognolo, amarognolo).
ognora   ant. ogn'ora o ogniora o ogni ora, avv.  (lett.) sempre: nicostrato più ogn'ora si maravigliava  (boccaccio dec.  vii, 9) | ognora che, (ant.) ogni volta che: ogn'ora ch'io mi specchio  (boccaccio dec.  i, 10).
ognuno   ant. ogn'uno o ogniuno, pron. indef.  [solo sing.] ciascun uomo, ciascuna persona: ognuno ha i suoi difetti; ognuno è artefice del proprio destino; seguito dal partitivo: ognuno, ognuna di noi, di voi  | prov.  : ognuno per sé e dio per tutti, esprime l'intenzione di badare al proprio interesse abbandonando gli altri a sé stessi  agg.  (ant.) ogni: ognuna / persona, o paesana o viandante, / che qui sua volontà meni o fortuna  (ariosto o. f.  xxiii, 109).
oh   inter.  esprime, secondo il tono con cui è pronunciata, dolore, piacere, meraviglia, sdegno, dubbio, sospetto, compassione, paura o altro.
ohe   o ohé, inter.  si usa per richiamare l'attenzione altrui: ohe, tu, vieni qui!. 
ohi   rar. oi, inter.  esprime dolore, disappunto, meraviglia o altro.
ohibò   o oibò, inter.  esprime sdegno, disapprovazione, viva sorpresa e sim.
ohimè   o oimè, inter.  esprime dolore e disperazione ed equivale a povero me : ohimè, che ho fatto!. 
ohm   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della resistenza elettrica nel sistema internazionale, pari alla resistenza elettrica esistente tra due punti di un conduttore ai quali è applicata la differenza di potenziale di    • 1 •   volt, quando il conduttore è percorso dalla corrente di    • 1 •   ampere e non è sede di alcuna forza elettromotrice.
ohmetro    ⇨ ohmmetro.
ohmico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di un conduttore elettrico dotato di resistenza elettrica lineare.
ohmmetro   o ohmetro, s.m.  (fis.) strumento per la misurazione in ohm di resistenze elettriche.
oi    ⇨ ohi.
oïl  oïl;s.m. invar.  usato solo nella loc. lingua d'oil, il francese antico, cioè l'antica lingua letteraria della francia sett. e centrale.
oibò    ⇨ ohibò.
-oide  -oide secondo elemento di parole composte, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -oeidés, deriv. di êidos  'modello'; indica somiglianza, affinità, relazione, analogia con ciò che è espresso dal primo membro (antropoide, metalloide); può anche avere sfumatura scherzosa (mattoide) o negativa (intellettualoide).
-oideo  -oideo secondo elemento di aggettivi corrispondenti a nomi in -oide  (mastoideo).
oidio   s.m.  (bot.) organo della riproduzione asessuata dei funghi ascomiceti della famiglia delle erisifacee, parassiti di diverse piante a cui provocano una malattia detta malbianco  o nebbia del grano  o crittogama della vite  | (estens.) la malattia stessa.
oimè    ⇨ ohimè.
oinochoe   s.m. invar.  (archeol.) vaso greco a forma di brocca con una sola ansa, usato per mescere il vino.
oitanico   agg.  [pl. m. -ci] della lingua d'oi°l.
okapi   s.m.  mammifero ruminante africano con pelame bruno-rossastro, muso allungato, arti alti e zebrati (ord.  artiodattili).
okay   inter.  altra forma grafica di o. k. , corrispondente alla trascrizione inglese dei nomi delle lettere o  e k. 
ola   s.f. invar.  movimento coreografico degli spettatori seduti in uno stadio che si alzano e si risiedono in successione, dando l'impressione visiva di un'onda che si sposta circolarmente.
olà   inter.  modo di richiamare imperiosamente l'attenzione altrui (spesso scherz.): olà, fermatevi!. 
olanda   s.f.  tela di lino assai fine, detta anche tela d'olanda. 
olandese   agg.  dell'olanda | razza olandese, razza bovina pregiata da latte  s.m.    • 1 •   [anche f.] nativo, abitante dell'olanda    • 2 •   lingua dell'olanda    • 3 •   formaggio dolce a pasta compatta originario dell'olanda, prodotto in caratteristiche forme sferiche colorate di rosso all'esterno    • 4 •   (antiq.) surrogato del caffè costituito da estratto di cicoria | s.f.  (tecn.) denominazione di due diverse macchine usate nell'industria della carta per mescolare e per sbiancare la pasta cellulosica.
olandria   s.f.  in genetica, tipo di ereditarietà legata al sesso, per cui un certo carattere si trasmette a tutti gli individui maschi e solo a loro.
old fashion   loc. sost. m. invar.  moda, stile del passato che conservano ancora un certo fascino.
old-time  old-time loc. agg. invar.  di un passato che appare ricco di fascino: stile old time. 
olé   inter.  usata scherzosamente come esortazione o per dare risalto a un gesto  s.m.  danza popolare spagnola in 3/8, di andamento moderato, che si accompagna col battito delle mani.
oleacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, arboree o arbustive, comprendente l'olivo e il frassino | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
oleaceo   agg.  (non com.) oleoso.
oleaginoso   agg.  che contiene olio; oleoso: seme oleaginoso. 
oleandro   pop. leandro, s.m.  arbusto ornamentale, con foglie lanceolate e con fiori profumati generalmente bianchi o rosa, raccolti in corimbi (fam.  apocinacee).
oleare    ⇨ oliare.
oleario   agg.  dell'olio: mercato oleario  | mosca olearia, le cui larve si nutrono di olive.
oleastro    ⇨ olivastro 2.
oleato   agg.  (non com.) cosparso d'olio; oliato ' carta oleata, impregnata di cera, paraffina o altro e resa così impermeabile.
oleatore    ⇨ oliatore.
olecranico   agg.  [pl. m.  -ci] (anat.) dell'olecrano: cavità olecranica, depressione dell'estremità distale posteriore dell'omero che, accogliendo l'olecrano, consente la distensione dell'avambraccio.
olecrano   s.m.  (anat.) estremità prossimale posteriore dell'ulna, che ad avambraccio flesso sull'omero costituisce la sporgenza del gomito.
olefina   s.f.  (chim.) nome comune a una serie di idrocarburi insaturi costituiti da un numero di atomi di idrogeno doppio di quello degli atomi di carbonio e perciò con un doppio legame tra due atomi di carbonio; da alcune (p. e.  etilene, propilene) si ottengono importanti materie plastiche (polietilene, polipropilene ecc.).
oleico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido alifatico insaturo a diciotto atomi di carbonio, diffuso in natura sotto forma di gliceride nei grassi animali e negli oli vegetali, dai quali viene estratto per saponificazione; è usato per fabbricare lubrificanti, resine, detersivi ecc.
oleicolo   agg.  olivicolo.
oleicoltore   s.m.  olivicoltore.
oleicoltura   s.f.  olivicoltura.
oleifero   agg.  che dà olio: seme oleifero. 
oleificio   s.m.    • 1 •   stabilimento per la produzione dell'olio    • 2 •   (non com.) la produzione dell'olio.
oleina   s.f.    • 1 •   (chim.) gliceride dell'acido oleico, presente come costituente essenziale nei grassi animali e vegetali    • 2 •   nome commerciale dell'acido oleico greggio.
olente   part. pres.  di olire   agg.  (lett.) odoroso: il fiato olente / di citiso  (d'annunzio).
oleo-  oleo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica e tecnica, dal lat. ole°um  'olio'; significa appunto 'olio, sostanza grassa' (oleodotto, oleoresina) o indica connessione con l'olio o con le olive (oleografia, oleicoltura).
oleoacidimetro   s.m.  (chim.) apparecchio per misurare l'acidità dell'olio.
oleobromia   s.f.  bromolio.
oleochimica   s.f.  la parte della chimica che studia gli oli e le sostanze grasse.
oleodinamico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di qualsiasi dispositivo, macchina ecc. messo in azione da olio in pressione: freno oleodinamico. 
oleodotto   s.m.  conduttura fissa per il trasporto del petrolio greggio dai campi petroliferi alle raffinerie, o ai porti d'imbarco, e dei prodotti finiti dalle raffinerie ai depositi.
oleografia   s.f.    • 1 •   procedimento di stampa, molto diffuso nel sec. xix, che consiste nel distribuire dei colori grassi su una lastra appositamente granita, che si imprime poi su fogli | l'immagine o l'illustrazione così ottenuta, che ricorda i dipinti a olio    • 2 •   (estens.) illustrazione, dipinto di scarso valore, privo di originalità e di gusto | (fig.) rappresentazione letteraria molto convenzionale, di maniera.
oleografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo alla oleografia    • 2 •   (fig.) privo di originalità convenzionale, manierato: pittura, descrizione oleografica  § oleograficamente avv.    • 1 •   con tecnica oleografica    • 2 •   (fig.) in modo convenzionale, senza efficacia espressiva.
oleografismo   s.m.  in arte, ricercatezza manierata, priva di originalità e di forza espressiva.
oleometro   s.m.  strumento per misurare la densità degli oli.
oleopneumatico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di dispositivo, parte di macchina ecc. azionato da olio e aria in pressione: ammortizzatore oleopneumatico. 
oleoresina   s.f.  soluzione di resina naturale in oli essenziali volatili (p. e.  l'essenza di trementina).
oleosità   s.f.  l'essere oleoso; consistenza e aspetto tipici delle sostanze oleose.
oleoso   rar. olioso, agg.    • 1 •   che contiene olio: semi oleosi    • 2 •   che ha l'aspetto o la consistenza dell'olio: liquido oleoso. 
oleum   s.m. invar.  (chim.) miscela di anidride solforica in acido solforico; è un liquido denso e oleoso, che fuma all'aria, per cui è detto anche acido solforico fumante. 
olezzante   part. pres.  di olezzare   agg.  (lett.) profumato, odoroso.
olezzare   v. intr.  [io olézzo ecc. ; aus. avere] (lett.) emanare un odore gradevole: l'aura di maggio movesi e olezza, / tutta impregnata da l'erba e da' fiori  (dante purg.  xxiv, 146-147).
olezzo   s.m.    • 1 •   (lett.) odore gradevole, profumo    • 2 •   (scherz.) cattivo odore, puzzo.
olfattivo   agg.  dell'olfatto: sensibilità olfattiva. 
olfatto   s.m.  il senso con il quale si percepiscono gli odori : i cani hanno un olfatto molto sviluppato. 
olfattometro   s.m.  strumento per misurare la sensibilità olfattiva.
olfattorio   agg.  dell'olfatto: (nervo) olfattorio, (anat.) nervo cranico del primo paio che innerva la mucosa nasale e trasmette al cervello le sensazioni olfattive.
oliare   meno com. oleare, v. tr.  [io òlio ecc.]    • 1 •   cospargere di olio: oliare un ingranaggio    • 2 •   (non com.) condire con olio.
oliario   s.m.  locale di un oleificio destinato alla conservazione dell'olio.
oliastro    ⇨ olivastro 2.
oliata   (1) s.f.  (non com.) il condire o il lubrificare con olio: dare un'oliata alla serratura.  dim. oliatina. 
oliata   (2) s.f.  (region.) la quantità di olio prodotta in un anno.
oliato   part. pass.  di oliare   agg.    • 1 •   unto, lubrificato con olio: motore oliato    • 2 •   condito con olio: insalata ben oliata    • 3 •   (ant.) detto dell'oliva matura, in quanto piena d'olio.
oliatore   meno com. oleatore, s.m.    • 1 •   contenitore portatile di olio lubrificante, munito di cannuccia o lungo becco, che si usa per lubrificare superfici metalliche in movimento relativo    • 2 •   piccolo serbatoio fisso applicato in corrispondenza dell'organo da lubrificare, gener. a forma di scatoletta cilindrica forata inferiormente e munita di coperchio antipolvere.
oliatura   s.f.  l'oliare, l'essere oliato.
olibano   s.m.  (ant. , lett.) incenso.
oliera   s.f.    • 1 •   coppia di contenitori da tavola, uno per l'olio e l'altro per l'aceto, spesso a forma di ampolle unite insieme (dette un tempo popolarmente suocera  e nuora) o inserite in un supporto che può anche contenere una saliera e una pepiera    • 2 •   contenitore-versatore di olio da tavola, a forma di ampolla o anche cilindrico con beccuccio. accr. olierona. 
olifante   s.m.  nel medioevo, corno da caccia ricavato da una zanna d'elefante per lo più artisticamente intarsiata: l'olifante del paladino orlando. 
oligarca   s.m.  [pl. -chi] membro d'un governo oligarchico.
oligarchia   s.f.    • 1 •   tipo di governo in cui i poteri sono concentrati nelle mani di pochi cittadini: l'oligarchia ateniese dei trenta tiranni    • 2 •   (estens.) ristretta cerchia di persone che detiene il potere in organizzazioni, istituzioni, enti e sim.
oligarchico   agg.  [pl. m. -ci] proprio dell'oligarchia: governo oligarchico   s.m.  [f. -a] sostenitore dell'oligarchia § oligarchicamente avv.  in forma oligarchica: stato governato oligarchicamente. 
oligisto   s.m.  (min.) varietà di ematite in cristalli neri lucenti.
oligo-  oligo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. olígos  'poco'; significa 'poco, pochi' (oligominerale, oligarchia).
oligoamnio   s.m.  (med.) lo stesso che oligoidramnio. 
oligocene   s.m.  (geol.) terza epoca del paleogene.
oligocheti   s.m. pl.  (zool.) classe di anellidi di terra o di acqua dolce, a cui appartengono i lombrichi | sing.  [-o] ogni anellide di tale classe.
oligocitemia   s.f.  (med.) diminuzione del numero degli elementi corpuscolari del sangue; anche, diminuzione dei soli globuli rossi.
oligoclasio   s.m.  minerale del gruppo dei plagioclasi, diffuso in varie rocce intrusive.
oligocrazia   s.f.  (non com.) oligarchia.
oligodendrocito   s.m.  (biol.) cellula tipica dell'oligodendroglia.
oligodendroglia   s.f.  (anat.) parte della nevroglia costituita da particolari cellule globose (oligodendrociti).
oligodinamico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) si dice di ogni elemento chimico che, presente in minime quantità negli organismi viventi, vi esplica particolari e importanti funzioni; anche, dell'azione o funzione esercitata da tale elemento.
oligoelemento   s.m.  (biol.) elemento oligodinamico.
oligoemia   s.f.  (med.) diminuzione della quantità di sangue nell'organismo.
oligoemico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a oligoemia  agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi presenta una massa sanguigna inferiore alla norma.
oligofrenia   s.f.  (med.) deficienza mentale congenita o acquisita.
oligofrenico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a oligofrenia: stato oligofrenico   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi è affetto da oligofrenia.
oligoidramnio   s.m.  (med.) abnorme diminuzione del liquido amniotico.
oligomenorrea   s.f.  (med.) scarsità del flusso mestruale.
oligomero   s.m.  (chim.) ogni polimero a basso peso molecolare, cioè formato dall'unione di pochi monomeri.
oligominerale   agg.  si dice di acqua minerale contenente sostanze minerali in percentuale non superiore a 0,2 grammi per litro.
oligopolio   s.m.  (econ.) situazione di mercato in cui una merce o un servizio sono offerti da un ristretto numero di operatori economici, che sono pertanto in grado di influenzare il mercato stesso.
oligopolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (econ.) chi vende in regime di oligopolio | usato anche come agg.  in luogo di oligopolistico : impresa oligopolista. 
oligopolistico   agg.  [pl. m. -ci] (econ.) proprio dell'oligopolio: mercato oligopolistico. 
oligopsonio   s.m.  (econ.) situazione di mercato caratterizzata dalla presenza di un piccolo numero di acquirenti per un dato bene o servizio.
oligopsonista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (econ.) che, chi opera in oligopsonio.
oligopsonistico   agg.  [pl. m. -ci] (econ.) proprio dell'oligopsonio.
oligospermia   s.f.  (med.) ridotta quantità di spermatozoi nello sperma.
oliguria   s.f.  (med.) riduzione della normale quantità di urina emessa giornalmente.
olimpiaco   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) olimpico.
olimpiade   s.f.    • 1 •   nella grecia antica, feste e giochi celebrati ogni quattro anni nella città di olimpia, ai quali partecipavano cittadini di tutti gli stati greci; anche, lo spazio di tempo compreso tra due olimpiadi successive    • 2 •   spec. pl.  oggi, manifestazione sportiva che riguarda quasi tutti gli sport praticati ed è aperta ad atleti dilettanti di tutte le nazioni; si svolge ogni quattro anni in un paese diverso: le olimpiadi di roma, di barcellona  | olimpiadi invernali, riservate alle discipline della neve e del ghiaccio (sci, pattinaggio, bob ecc).
olimpicità   s.f.  serenità olimpica; calma imperturbabile.
olimpico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del monte olimpo, ritenuto sede degli dei nell'antica religione greca: gli dei olimpici    • 2 •   (fig.) sereno, imperturbabile: calma olimpica  § olimpicamente avv.  imperturbabilmente.
olimpico   (2) agg.  di olimpia, delle olimpiadi: giochi olimpici; gara, vittoria olimpica; campione, comitato olimpico  | stadio olimpico, quello in cui si svolge o si è svolta un'edizione delle olimpiadi moderne | piscina olimpica, che ha le misure e i requisiti richiesti per le gare delle olimpiadi.
olimpio   (1) agg.  dell'olimpo: giove olimpio. 
olimpio   (2) agg.  di olimpia: feste olimpie, le olimpiadi dell'antica grecia.
olimpionico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   delle olimpiadi: primato olimpionico    • 2 •   si dice modello di costume da bagno femminile in un solo pezzo, poco scollato e molto aderente alle spalle, del tipo di quello usato dalle nuotatrici nelle gare delle olimpiadi  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi partecipa a un'olimpiade: squadra olimpionica; un olimpionico di ciclismo; campione olimpionico, che ha vinto una gara delle olimpiadi.
olimpo   s.m.    • 1 •   olimpo, monte della grecia ritenuto la sede degli dei | (estens. lett.) cielo, paradiso: la mia sorella... /... triunfa lieta / ne l'alto olimpo  (dante purg.  xxiv, 13-15) | (fig. iron.) il mondo superiore a cui una persona che è distaccata da tutto sembra appartenere: non si scompone mai, non scende mai dal suo olimpo    • 2 •   (fig.) il gruppo ristretto che è al vertice di una classe, di una categoria e sim.: è entrato nell'olimpo dei vincitori; appartiene all'olimpo dell'industria italiana. 
-olino  -olino secondo elemento di aggettivi e sostantivi alterati con valore diminutivo e vezzeggiativo (magrolino, pesciolino).
olio   s.m.    • 1 •   sostanza liquida untuosa, di origine e composizione molto varia, insolubile in acqua | oli vegetali, ricavati dai semi o dai frutti polposi di alcune piante, per usi alimentari, medicinali o industriali: olio d'oliva, spremuto dalle olive, è il condimento tradizionale della cucina italiana; olio di semi vari, di arachidi, di girasole, di mais, di soia ecc. , usati come sostanze alimentari; olio di ricino, usato come purgante; colori a olio, preparati stemperando i pigmenti in oli vegetali; pittura, quadro, dipinto a olio, realizzati impiegando colori a olio | oli animali, estratti da tessuti animali, per usi alimentari, medicinali o industriali: olio di pesce, nome generico di oli estratti da animali marini (pescecane, balena, delfino, foca, sardine); olio di fegato di merluzzo, usato in medicina per il suo alto contenuto di vitamine a e d | oli minerali, idrocarburi presenti in natura allo stato liquido o ricavati da sostanze minerali (asfalti, bitumi, scisti, ligniti, carboni) che si prestano a numerosissime applicazioni tecniche e industriali: olio di paraffina, di vaselina; oli combustibili, impiegati per la produzione di energia termica e meccanica; oli lubrificanti, usati per la lubrificazione di parti meccaniche | oli essenziali, sostanze volatili di odore penetrante che vengono estratte da fiori, frutti o altre parti di piante, usate in medicina, farmacia e profumeria: olio di trementina, di mandorle amare    • 2 •   in partic., olio d'oliva: olio vergine, extravergine, di frantoio; condire l'insalata con l'olio; tonno sott'olio; mettere in tavola l'ampolla, la boccettina dell'olio; lumino a olio, che brucia olio d'oliva; olio lampante, olio d'oliva non commestibile perché troppo acido, usato un tempo per lampade a olio | olio santo, (lit.) olio d'oliva consacrato che s'impiega nella somministrazione di alcuni sacramenti, e in partic. nel sacramento dell'unzione degli infermi; per estens., lo stesso sacramento: dare, ricevere l'olio santo; essere all'olio santo, (fig. non com.) in fin di vita    • 3 •   in usi figurati: gettare olio sul fuoco, rinfocolare ire o passioni; mare liscio come l'olio, calmissimo; andare liscio come l'olio, senza ostacoli o contrasti; venire, tornare a galla come l'olio, non poter restare nascosto | olio di gomito, (scherz.) il lavoro manuale faticoso e ripetitivo, ma efficace: per ottenere un buon risultato devi metterci più olio di gomito!    • 4 •   qualsiasi cosmetico liquido di consistenza oleosa: olio detergente, da bagno; olio solare, che protegge la pelle da scottature e favorisce l'abbronzatura    • 5 •   (pitt.) quadro, dipinto a olio: un olio di modigliani. 
olioso    ⇨ oleoso.
olire   v. intr.  [io olisco, tu olisci ecc. ; usato quasi soltanto nell'inf., nell'imperf. indic. e nel part. pres. olènte] (ant. , poet.) mandare buon odore, esalare profumi: molte altre cose che per lo giardino olivano  (boccaccio dec.  iii, introduzione).
olismo   s.m.    • 1 •   teoria biologica secondo la quale l'organismo deve essere studiato in quanto totalità organizzata e non in quanto semplice somma di parti    • 2 •   ogni concezione filosofica e sociologica secondo cui la società è una totalità non riducibile alla somma degli individui e delle loro azioni | in epistemologia, teoria che considera il sapere scientifico come un insieme di proposizioni altamente interconnesse, tale da non consentire la verifica empirica di una singola ipotesi, ma solo di porzioni più o meno estese dell'insieme.
olistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce o è ispirato all'olismo.
oliva   o uliva, s.f.    • 1 •   il frutto dell'olivo, costituito da una piccola drupa ovale ricca di olio commestibile: raccogliere, bacchiare le olive; snocciolare le olive; olive verdi, nere; olive in salamoia; olio d'oliva  | a oliva, di forma ovoidale, come quella di un'oliva | verde oliva, color oliva, il colore verde pallido proprio dell'oliva non ancora matura. dim. olivella, olivetta    • 2 •   (ant.) pianta, ramo d'olivo: sovra candido vel cinta d'uliva / donna m'apparve, sotto verde manto  (dante purg.  xxx, 31-32).
olivaceo   agg.  (non com.) di color verde oliva.
olivaio   s.m.  locale dell'oleificio nel quale si ammassano le olive prima della lavorazione.
olivastro   (1) o ulivastro, agg.  di color bruno tendente al verde (detto spec. di carnagione): pelle olivastra; viso olivastro. 
olivastro   (2) o ulivastro, lett. oleastro, rar. oliastro, s.m.  olivo selvatico | pianta di olivo nata spontaneamente dai semi sparsi sul terreno.
olivato   o ulivato, agg.  (rar.) si dice di terreno piantato a olivi.
olivella   o ulivella, s.f.    • 1 •   dim.  di oliva    • 2 •   (bot.) dafne.
oliveta   o uliveta, s.f.  (rar.) oliveto.
olivetano   s.m.  monaco benedettino che appartiene alla congregazione fondata dal beato bernardo tolomei nel 1313 sul monte oliveto, in provincia di siena | anche come agg.  : monaco olivetano. 
oliveto   o uliveto, s.m.  terreno piantato a olivi.
olivetta   o ulivetta, s.f.    • 1 •   dim.  di oliva    • 2 •   piccolo oggetto a forma di oliva; in partic., il pezzetto di legno o di altro materiale che, nell'alamaro, va infilato nel laccio ad anello.
olivicolo   meno com. ulivicolo, agg.  che concerne la coltivazione dell'olivo.
olivicoltore   meno com. ulivicoltore, s.m.  [f. -trice] chi si dedica alla coltivazione dell'olivo.
olivicoltura   meno com. ulivicoltura, s.f.  coltivazione dell'olivo.
olivigno   o ulivigno, agg.  (lett.) olivastro.
olivina   s.f.  minerale del gruppo dei silicati ricco di ferro e magnesio, componente di molte rocce eruttive; di color verde oliva, nella varietà trasparente (crisolito) si usa come gemma.
olivo   o ulivo, s.m.  albero sempreverde tipico della zona mediterranea, con foglie ovali di color verde scuro nella pagina superiore, verde argenteo in quella inferiore, e drupe verdastre o nere, dalle quali si estrae l'olio (fam.  oleacee) | ramo, ramoscello d'olivo, è simbolo di pace: offrire un ramoscello d'olivo, fare proposte di pace ' la domenica degli olivi, la domenica delle palme ' olivo benedetto, ramoscello di olivo benedetto che viene distribuito ai fedeli nella domenica delle palme.
olla   s.f.    • 1 •   (lett.) pentola di coccio o di metallo usata per cuocere o conservare le vivande    • 2 •   (archeol.) vaso panciuto usato dai romani per contenere le ceneri di un defunto.
ollare   agg.  si dice di pietra scistosa che, per la facile lavorabilità, è usata per fabbricare recipienti, pentole, oggetti ornamentali.
olmacee   o ulmacee, s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, a cui appartiene l'olmo | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
olmaia   s.f.  olmeto.
olmaria   o ulmaria, s.f.  pianta erbacea con fiori biancastri raccolti in dense pannocchie (fam.  rosacee).
olmeto   s.m.  terreno piantato a olmi.
olmio   o holmio, s.m.  elemento chimico di simbolo ho; è un metallo delle terre rare.
olmo   s.m.  albero di alto fusto con foglie ovali e piccoli fiori rossicci riuniti in mazzetti, tradizionalmente usato come sostegno della vite (fam.  olmacee).
olo-  olo- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. hólos  'tutto'; vale 'tutto, intero, interamente' (olocausto, olocene).
-olo  -olo (1) secondo elemento di parole composte della terminologia chimica, tratto da (alco)ol, che nei composti organici indica la presenza di un ossidrile alcolico o fenolico (fenolo).
-olo  -olo (2) secondo elemento di parole composte della terminologia chimica, che deriva dal lat. ole°um  'olio'; indica relazione con un olio o somiglianza con una sostanza oleosa (benzolo).
-olo  -olo (3) secondo elemento che unito ad aggettivi o sostantivi forma alterati con valore diminutivo o vezzeggiativo (bestiola), oppure stabilisce una relazione, una provenienza (campagnolo).
olocausto   s.m.  nelle religioni del mondo antico, sacrificio cruento in cui la vittima veniva bruciata interamente sull'altare; per estens., sacrificio totale, supremo: fare olocausto di sé, della propria vita; offrirsi in olocausto  | per antonomasia, lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale  agg.  (lett.) che è vittima sacrificale; che è destinato al sacrificio: città olocausta  (d'annunzio, con riferimento a fiume).
olocene   s.m.  (geol.) il più recente periodo dell'era neozoica, iniziatosi con il ritiro dei ghiacciai dopo l'ultima glaciazione.
olocenico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) dell'olocene.
olofrastico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di parola che sta al posto di un'intera frase (p. e. sì, certo, no  nelle risposte).
ologenesi   s.f.  (biol.) teoria secondo la quale l'evoluzione delle specie avviene indipendentemente dai fattori esterni e procede nello stesso modo in cui si evolve lo sviluppo dell'individuo.
ologenetico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a ologenesi.
ologinia   s.f.  in genetica, tipo di ereditarietà legata al sesso, per cui un certo carattere si trasmette a tutti gli individui femmine e soltanto a loro.
olografare   v. tr.  [io ològrafo ecc.] sottoporre a olografia.
olografia   s.f.  procedimento di registrazione e ricostruzione di ologrammi.
olografico   agg.  di olografia, ottenuto per olografia § olograficamente avv.  con procedimento olografico.
olografo   agg.  (dir.) si dice del testamento scritto per intero di proprio pugno dal testatore.
ologramma   s.m.  [pl. -mi] registrazione completa delle figure di interferenza prodotte dall'incrocio di due fasci laser indirizzati sullo stesso oggetto; la registrazione può essere ricostruita con il procedimento inverso, dando luogo a un'immagine tridimensionale che l'occhio percepisce come un solido.
olometabolo   agg.  (zool.) si dice di insetto con sviluppo caratterizzato da metamorfosi completa.
olona   s.f.  tipo di tela robusta per tendoni, vele, zaini ecc. | anche come agg.  : tela olona. 
olore   s.m.  (ant.) odore.
olosterico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di barometro in cui la parte sensibile è costituita da una scatola metallica chiusa sotto vuoto che si deforma in relazione alle variazioni della pressione atmosferica esterna.
oloturia   s.f.  animale marino degli echinodermi dal corpo a forma di sacco allungato (cl.  oloturoidei).
oloturoidei   s.m. pl.  (zool.) classe di animali marini a cui appartiene l'oloturia | sing.  [-o] ogni animale di tale classe.
olpe   s.f.  (archeol.) antico vaso greco o etrusco dal collo cilindrico.
oltra    ⇨ oltre.
oltra-  oltra-  ⇨ oltre-.
oltracciò   avv.  (non com.) oltre a ciò; inoltre, per di più.
oltracotante   agg.  (lett.) arrogante; tracotante.
oltracotanza   s.f.  (lett.) arroganza, presunzione; tracotanza: ond'esta oltracotanza in voi s'alletta?  (dante inf.  ix, 93).
oltracotato   agg.  (ant.) oltracotante, tracotante: l'oltracotata schiatta  (dante par.  xvi, 115).
oltraggiamento   s.m.  (non com.) l'oltraggiare; oltraggio.
oltraggiare   v. tr.  [io oltràggio ecc] fare segno di oltraggio; offendere gravemente: oltraggiare qualcuno; oltraggiare il nome, la memoria di qualcuno. 
oltraggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi oltraggia.
oltraggio   s.m.    • 1 •   ingiuria, offesa grave arrecata con parole o atti: fare, recare oltraggio a qualcuno, all'onore di qualcuno; ricevere un oltraggio; vendicarsi di un oltraggio  | oltraggio a pubblico ufficiale, (dir.) reato commesso da chi reca offesa all'onore o al prestigio di un pubblico ufficiale    • 2 •   (estens.) ciò che rappresenta violazione, offesa grave a una norma, a un principio, a una condizione ecc.: oltraggio al pudore; fare oltraggio alla ragione; lusso che è un oltraggio alla miseria    • 3 •   (lett.) danno, devastazione: gli oltraggi del tempo    • 4 •   (ant.) cosa che supera i limiti; eccesso: e cede la memoria a tanto oltraggio  (dante par.  xxxiii, 57).
oltraggioso   agg.    • 1 •   che costituisce, che reca oltraggio: un discorso oltraggioso    • 2 •   (ant.) eccessivo, soverchio § oltraggiosamente avv. 
oltralpe   meno com. oltr'alpe, avv.  di là dalle alpi, rispetto all'italia: vivere oltralpe   s.m.  i paesi che, rispetto all'italia, sono di là dalle alpi: gente, usi d'oltralpe. 
oltramare    ⇨ oltremare.
oltramarino    ⇨ oltremarino.
oltramisura    ⇨ oltremisura.
oltramodo    ⇨ oltremodo.
oltramondano    ⇨ oltremondano.
oltramontano   meno com. oltremontano, agg.  che è al di là dei monti, spec. delle alpi; per estens., straniero: paese oltramontano; costumi oltramontani. 
oltramonte    ⇨ oltremonti.
oltranza   s.f.    • 1 •   (lett.) eccesso, esagerazione: tutto era audacia oltranza constrizione dentro di lei  (d'annunzio) | oggi, com. solo nella loc. a oltranza, fino all'ultimo, fino alle estreme conseguenze: combattere, resistere a oltranza    • 2 •   (ant.) oltraggio.
oltranzismo   s.m.  l'atteggiamento, il comportamento degli oltranzisti.
oltranzista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi, spec. in politica, è su posizioni estremistiche, radicali, di assoluta intransigenza | usato anche come agg.  in luogo di oltranzistico : politica oltranzista. 
oltranzistico   agg.  [pl. m. -ci] di oltranzismo, caratterizzato da oltranzismo § oltranzisticamente avv. 
oltrapassare    ⇨ oltrepassare.
oltrarsi   v. rifl.  (ant.) inoltrarsi: movendo l'ali tue, credendo oltrarti  (dante par.  xxxii, 146).
oltre   ant. oltra, avv.    • 1 •   più avanti nello spazio: non andate oltre; proseguire, passare oltre | andare (troppo) oltre, (fig.) oltrepassare determinati limiti    • 2 •   più in là nel tempo: non aspettare (più) oltre; durerà una settimana e oltre | essere oltre negli anni, avanti negli anni, anziano  prep.    • 1 •   al di là di, di là da (anche fig.): oltre il confine; andare oltre i monti; andare oltre il giusto, oltre ogni limite; oltre ogni dire, ogni credere, più di quanto si possa dire, credere; essere oltre gli ottanta, avere più di ottant'anni | davanti a nomi e denominazioni geografiche, l'art. può essere omesso: oltre po, oltre appennino; oltre oceano    • 2 •   più di: è oltre un'ora che lo aspetta; piove da oltre due settimane; il regno longobardo in italia durò per oltre due secoli; una città con oltre due milioni di abitanti    • 3 •   in più, in aggiunta a (per lo più costruito con la prep. a, talvolta con di): oltre a questo, a quello; oltre a ciò; oltre di ciò; oltre di che '  nelle loc. cong. oltre che  (o oltreché), oltre a : oltre che  (o a) essere bello è anche utile    • 4 •   all'infuori di (anche costruito con la prep. a): oltre a questo, non ho altro da dirti; oltre a te, non l'ho detto a nessuno. 
oltre-  oltre- o oltra-, primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal lat. u°ltra  'al di là'; significa 'oltre, al di là' di un certo luogo o limite materiale (oltralpe, oltremarino) o figurato (oltremodo, oltreumano). [ ⇨ ultra-].
oltreché   o oltre che, cong.  oltre a; oltre, in aggiunta al fatto che: questo libro, oltreché (essere) piacevole, è anche istruttivo.
oltrecortina   o oltre cortina, s.m. invar.  nel periodo della guerra fredda, denominazione d'insieme dei paesi che si trovavano al di là della cosiddetta cortina di ferro, il confine che divideva gli stati dell'europa orientale, a regime comunista, da quelli dell'europa occidentale, a regime capitalistico | anche come agg. invar.  : paesi oltrecortina   avv.  nei paesi d'oltrecortina: vivere oltrecortina. 
oltrefrontiera   o oltre frontiera, agg.  e s.m. invar.  si dice di paese che si trova al di là della frontiera o di ciò che a esso si riferisce: i territori oltrefrontiera; usi d'oltrefrontiera   avv.  al di là della frontiera.
oltremanica   o oltre manica, agg.  e s.m. invar.  si dice di paese che si trova al di là del canale della manica e in partic. dell'inghilterra, o di ciò che a esso si riferisce  avv.  al di là della manica.
oltremare   ant. oltramare, avv.  di là dal mare: andare, viaggiare oltremare   s.m. invar.    • 1 •   paese, territorio situato al di là del mare: notizie d'oltremare    • 2 •   colore azzurro intenso    • 3 •   (ant.) lapislazzuli | usato come agg. invar.  di colore azzurro intenso: blu oltremare. 
oltremarino   meno com. ultramarino, ant. oltramarino, agg.    • 1 •   d'oltremare: terre oltremarine    • 2 •   che ha colore azzurro intenso: azzurro oltremarino. 
oltremisura   o oltre misura, ant. oltramisura e oltra misura, avv.  più del normale; moltissimo.
oltremodo   meno com. oltre modo, ant. oltramodo, avv.  oltre la misura normale; straordinariamente, moltissimo: ciò mi fa oltremodo piacere; aveva già fatto la guerra in fiandra, voglioso oltremodo di condurne una in italia  (manzoni p. s.  xxvii).
oltremondano   lett. ultramondano, ant. oltramondano, agg.  del mondo dell'al di là, che a esso si riferisce: esistenza oltremondana. 
oltremontano    ⇨ oltramontano.
oltremonti   o oltramonte, oltremonte, avv.  (rar.) al di là dei monti.
oltreoceano   avv.  di là dall'oceano, per lo più con riferimento all'america rispetto all'europa e viceversa: andare oltreoceano   s.m. invar.  si dice di paese situato al di là dell'oceano o di ciò che a esso si riferisce: terre d'oltreoceano; politica d'oltreoceano. 
oltrepassabile   agg.  che si può oltrepassare.
oltrepassare   ant. oltrapassare, v. tr.  passare oltre, andare al di là, superare (anche fig.): oltrepassare i confini; oltrepassare il muro del suono; oltrepassare i limiti, la misura, esagerare, eccedere.
oltretomba   s.m. invar.  ciò che si ritiene sia al di là della morte; il mondo dei morti: l'oltretomba cristiano, pagano | voce d'oltretomba, (fig) profonda e cavernosa.
oltreumano   agg.  (non com.) che è al di là delle possibilità umane.
-oma  -oma suffisso di parole composte della terminologia scientifica derivate dal greco o formate modernamente, dal gr. -o¯ma -ómatos, diffuse soprattutto in campo medico per indicare tumefazioni (ematoma) o tumori (fibroma), in campo biologico e botanico per indicare un'unità funzionale (condrioma). [ ⇨ -osi].
omaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di uomo    • 2 •   uomo dal fisico robusto e dall'aspetto minaccioso. accr. omaccione    • 3 •   (estens.) donna di aspetto o di comportamento mascolino e volgare.
omaggiare   v. tr.  [io omàggio ecc.] fare, rendere omaggio.
omaggio   s.m.    • 1 •   l'atto con cui il vassallo si univa nel vincolo feudale al suo signore    • 2 •   atto di ossequio, di devozione: rendere omaggio a qualcuno, a qualcosa  | in omaggio alla verità, a onore del vero    • 3 •   pl.  saluto rispettoso, spec. in formule di cortesia: le porgo i miei omaggi    • 4 •   (lett.) offerta, dono: fare, ricevere un omaggio; dare, avere qualcosa in omaggio  | (estens.) prodotto distribuito in regalo a scopo pubblicitario: un omaggio della ditta  | usato anche come agg. invar.  : buono, confezione omaggio. 
omagra   s.f.  (antiq.) dolore alla spalla causato da artrite gottosa.
omai   avv.  (lett.) ormai: questo giorno ch'omai cede alla sera  (leopardi il passero solitario  27).
omaiade    ⇨ omayyade.
omarino   s.m.    • 1 •   dim.  di uomo    • 2 •   uomo di piccola corporatura e d'aspetto dimesso.
omaro   s.m.  gambero di mare; scampo.
omaso   s.m.  (zool.) la terza delle quattro cavità dello stomaco dei ruminanti.
omayyade   o omaiade o ommiade [om-mì-a-de], agg.  che riguarda la dinastia degli omayyadi, califfi arabi che ressero l'impero islamico dal 661 al 750 d. c.
ombelicale   meno com. ombilicale, rar. umbilicale, pop. ombellicale, agg.  dell'ombelico: cordone, ernia ombelicale. 
ombelicato   o ombilicato, agg.    • 1 •   (lett.) che presenta nel centro un piccolo incavo o rilievo che nella forma richiama un ombelico: scudo ombelicato  | pustola, vescicola ombelicata, (med.) con una depressione al centro    • 2 •   (bot.) si dice di organo vegetale che si presenta incavato.
ombelico   non com. ombilico, lett. umbilico, pop. ombellico, bellico, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (anat.) depressione tondeggiante, di origine cicatriziale, situata nel mezzo della linea mediana dell'addome, nel punto in cui è stato reciso e legato il cordone ombelicale    • 2 •   (fig. lett.) punto mediano, centro: siede parigi in una gran pianura / ne l'ombilico a francia, anzi nel core  (ariosto o. f.  xiv, 104)    • 3 •   (non com.) umbone dello scudo.
ombra   s.f.    • 1 •   zona di oscurità prodotta da un corpo opaco che ostacola la luce: l'ombra della casa sul prato; l'ombra fresca, fitta di un bosco; fare ombra, proiettarla | cono d'ombra, quella che si forma dietro un oggetto a contorno circolare illuminato da una sorgente puntiforme; in astronomia, l'ombra proiettata dal sole dietro ogni corpo del sistema solare | teoria delle ombre, (geom.) teoria che permette di costruire le ombre degli oggetti conoscendo la direzione dei raggi luminosi | ombre cinesi, quelle proiettate su una parete con studiati movimenti delle mani così da richiamare figure di persone, animali. dim. ombretta    • 2 •   zona di oscurità sulla faccia di un corpo opposta a quella colpita direttamente dalla luce: il muschio cresce sul lato in ombra del tronco    • 3 •   (estens. lett.) scarsezza, mancanza di luce; anche buio, tenebra: le ombre della sera; chiama gli abitator de l'ombre eterne / il rauco suon de la tartarea tromba  (tasso g. l.  iv, 3)    • 4 •   ogni ombra rispetto al corpo che la produce, del quale essa ripete in qualche modo la sagoma, la figura: non lo vedo, ma vedo la sua ombra sul pavimento; aver paura della propria ombra, (fig.) impaurirsi per nulla, essere pavido ' essere, sembrare l'ombra di sé stesso, (fig.) essere molto dimagrito; aver perduto vivacità, energia | esser l'ombra di qualcuno, (fig.) seguirlo dappertutto, esserne inseparabile ' all'ombra di qualcuno, di qualcosa, (fig.) sotto la sua guida, la sua protezione: vive all'ombra del fratello maggiore; attività che prosperano all'ombra della malavita  | all'ombra del cupolone, della madonnina, (fig. scherz.) a roma, a milano    • 5 •   persona o cosa di cui si veda solo una sagoma confusa: scorgere un'ombra nella nebbia, nel buio    • 6 •   lo spirito dei morti che, secondo la credenza popolare, conserva l'aspetto esteriore del corpo; spettro, fantasma: il mondo, il regno delle ombre  | essere un'ombra d'uomo, di re, di sovrano ecc. , non avere energia, capacità, autorità ecc.; essere inconsistente | boxare con l'ombra, nel gergo pugilistico, boxare da solo per allenamento    • 7 •   (fig.) cosa senza consistenza, mera apparenza: dar corpo alle ombre; correre dietro alle ombre, perdersi in cose futili o irreali    • 8 •   (estens.) quantità minima (spec. in espressioni negative): non avere l'ombra di un quattrino; non c'è (un') ombra di vero in questo; senz'ombra di dubbio, di sospetto | neppure per ombra, in nessun modo    • 9 •   (fig.) ciò che vela, che turba la serenità, l'equilibrio o che genera fraintendimenti, sospetti e sim.: sul suo volto passò un'ombra di rimpianto; la notizia getta ombre inquietanti sul suo passato | dare, prendere ombra, far imbizzarrire, imbizzarrirsi (detto del cavallo che si agita e scarta alla vista della propria ombra o di movimenti insignificanti); per estens., detto di persona, far diventare, diventare inquieto, sospettoso, geloso: la sua sola presenza le dà ombra; piglia ombra se una foglia fa più rumore del solito  (manzoni p. s.  xiii)    • 10 •   in disegni, dipinti e sim., la rappresentazione della zona d'ombra, che contribuisce a dare rilievo alle figure: contrasto, gioco di luce e d'ombra    • 11 •   macchia leggera, alone: dove si è smacchiato è rimasta un'ombra    • 12 •   (fig.) luogo nascosto: agire, tramare nell'ombra | restare nell'ombra, fare vita riservata, senza pubblicità non farsi notare ' lasciare qualcuno nell'ombra, fare in modo che i suoi meriti non vengano riconosciuti | mettere in ombra qualcosa, fare in modo che sia poco conosciuta, che non sia notata | trarre dall'ombra, mettere in luce, far conoscere | usato in funzione di agg. invar.  : governo, gabinetto ombra, il gruppo di uomini politici che in un partito di opposizione svolge compiti analoghi a quelli dei ministri nel governo ' bandiera ombra, quella di navi e imbarcazioni iscritte nei registri di paesi compiacenti, diversi da quelli di appartenenza reale, per sfuggire a obblighi fiscali, norme di sicurezza e di tutela del personale | prezzo ombra, quello che non è fissato dal mercato ma rappresenta il valore attribuito a un bene rispetto agli altri in un sistema pianificato | punto ombra, punto di ricamo che, eseguito su tessuti molto leggeri, crea effetti di rilievo e di chiaroscuro.
ombracolo   s.m.  (ant.)    • 1 •   riparo che fa ombra    • 2 •   luogo ombroso.
ombrare   v. tr.  [io ómbro ecc.]    • 1 •   (lett.) coprire d'ombra    • 2 •   graduare le ombre per dar rilievo a figure disegnate o dipinte | v. intr.  [aus. essere], ombrarsi v. rifl.    • 1 •   (lett.) coprirsi d'ombra; farsi oscuro    • 2 •   presentare delle macchie, delle ombre: la tovaglia si è ombrata    • 3 •   (fig. non com.) adombrarsi.
ombratile    ⇨ umbratile.
ombrato   part. pass.  di ombrare  agg.  (non com.)    • 1 •   ombreggiato, offuscato, velato; che presenta macchie diffuse, aloni    • 2 •   di disegno o dipinto, che ha le ombreggiature  s.m.  ombratura.
ombratura   s.f.  (non com.) ombreggiatura; zona più scura di una superficie.
ombreggiamento   s.m.  l'ombreggiare; ombreggiatura.
ombreggiare   v. tr.  [io ombréggio ecc.]    • 1 •   fare ombra a qualcosa, proiettare ombra su qualcosa: una doppia fila di alberi ombreggiava il viale    • 2 •   completare con ombreggiature, con chiaroscuri un disegno, un dipinto.
ombreggiato   part. pass.  di ombreggiare  agg.    • 1 •   coperto d'ombra, ricco di ombre: giardino ombreggiato    • 2 •   che ha ombreggiature: disegno ombreggiato. 
ombreggiatura   s.f.  in disegno e in pittura, rappresentazione del rilievo mediante il chiaroscuro o il tratteggio, per ottenere un graduale variare dei toni.
ombreggio   s.m.  ombreggiatura.
ombrella   s.f.    • 1 •   (region.) ombrello    • 2 •   (lett.) chioma d'albero, intreccio di chiome d'alberi: vaghi boschetti di soavi allori /... / facean riparo ai fervidi calori / de' giorni estivi con lor spesse ombrelle  (ariosto o. f.  vi, 21)    • 3 •   (bot.) infiorescenza a peduncoli disposti a raggiera inclinata, come le stecche di un ombrello.
ombrellaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica, vende o ripara ombrelli.
ombrellata   s.f.  colpo dato con un ombrello.
ombrelliere   s.m.  (ant.) ombrellaio.
ombrellifere   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni con infiorescenze a ombrella, di cui fanno parte la cicuta, il sedano, la carota, il prezzemolo, il finocchio | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
ombrellificio   s.m.  fabbrica di ombrelli.
ombrelliforme   agg.  (scient.) che ha forma di ombrello (detto spec. di infiorescenze).
ombrellino   s.m.    • 1 •   dim.  di ombrello    • 2 •   ombrello femminile leggero ed elegante, usato per ripararsi dal sole    • 3 •   (lit.) piccolo baldacchino a forma di ombrello usato in alcune cerimonie solenni per accompagnare il trasporto del sacramento.
ombrello   s.m.    • 1 •   arnese per ripararsi dalla pioggia o dal sole, formato da una cupola di tessuto applicata a un telaio di stecche a raggiera, apribile e chiudibile, sostenuto da un fusto la cui estremità funge da impugnatura: aprire, chiudere l'ombrello; ripararsi sotto l'ombrello; reggere l'ombrello.  dim. ombrellino  accr. ombrellone  pegg. ombrellaccio  vezz. ombrelluccio    • 2 •   (estens.) qualsiasi oggetto che per la forma o la funzione richiama un ombrello; in partic., sorta di baldacchino portatile con cui, nel passato, i servitori riparavano dall'acqua o dal sole un signore di particolare lustro | (lit.) ombrellino che si tiene aperto sul sacerdote che porta in processione il sacramento    • 3 •   (fig.) sistema difensivo militare: ombrello aereo, l'insieme degli aerei che hanno il compito di difendere una formazione navale o un reparto militare ' ombrello atomico  (o nucleare), complesso di apprestamenti difensivi attivi e passivi contro eventuali attacchi nucleari.
ombrellone   s.m.    • 1 •   accr.  di ombrello    • 2 •   grosso ombrello fisso che serve a riparare dal sole, spec. sulle spiagge, nei giardini oppure nei mercati all'aperto.
ombretto   s.m.  cosmetico di vario colore usato per ombreggiare le palpebre.
ombrevole   agg.  (lett. rar.) ombroso: giardini ombrevoli  (d'annunzio).
ombria   s.f.  (ant. , region.) ombra: l'ombria de le nubi fuggenti  (carducci).
ombrifero   o umbrifero, agg.  (lett.) che fa ombra.
ombrina   s.f.  grosso pesce marino commestibile di colore argenteo con strisce dorate, più scuro sul dorso; ha muso ottuso, un bargiglio alla mascella inferiore e pinne con molti raggi (ord.  perciformi).
ombrinale   s.m.  (mar.) ciascuno dei fori praticati nella murata della nave, per lo scarico in mare dell'acqua dalla coperta.
ombrofilia   (1) s.f.  (psicol.) attrazione morbosa per l'ombra, per i luoghi ombrosi.
ombrofilia   (2) s.f.  (bot.) caratteristica delle piante che prediligono gli ambienti naturali molto piovosi.
ombrofilo   agg.  (bot.) si dice di pianta che presenta ombrofilia.
ombrofita   agg.  (bot.) si dice di pianta che predilige condizioni naturali piovose.
ombrofobia   (1) s.f.  (psicol.) paura morbosa dell'ombra, dei luoghi ombrosi.
ombrofobia   (2) s.f.  (bot.) caratteristica di una pianta che non tollera la pioggia.
ombrofobo   agg.  (bot.) si dice di pianta che presenta ombrofobia.
ombrometro   s.m.  (non com.) pluviometro.
ombrosità   s.f.  l'essere ombroso (anche fig.): ombrosità di carattere. 
ombroso   agg.    • 1 •   che è in ombra, che ha molta ombra: luogo ombroso    • 2 •   (lett.) che fa ombra: pino ombroso    • 3 •   (fig.) che si spaventa facilmente, che si adombra (detto di animale, spec. di cavallo) | (estens.) permaloso, diffidente, suscettibile (detto di persona o di carattere). dim. ombrosetto    • 4 •   che prospera nell'ombra (detto di pianta)    • 5 •   (ant.) che ama l'ombra, le tenebre; per estens., malinconico § ombrosamente avv.  con diffidenza, con suscettibilità.
omè   anche ome, omei [o-mèi], avv.  (ant.) esclamazione di dolore equivalente a ohimè   s.m. pl.  (ant.) lamenti, sospiri angosciosi.
omega   s.m.  o f. invar.  ultima lettera dell'alfabeto greco; corrisponde a o  lunga latina: dall'alfa all'omega, (fig.) dal principio alla fine.
omei    ⇨ omè.
omeletta   s.f.  (antiq.) adattamento it. del fr. omelette. 
omelette   s.f. invar.  frittata ripiegata a rotolo, per lo più ripiena di ingredienti dolci o salati: omelette con, al prosciutto. 
omelia   rar. omilia, s.f.    • 1 •   sermone tenuto durante la messa a commento delle letture bibliche e del vangelo; per estens., predica tenuta durante qualsiasi celebrazione liturgica o paraliturgica    • 2 •   (fig. scherz.) discorso di esortazione o di ammonimento.
omeliario   s.m.  raccolta di omelie.
omelista   s.m.  [pl. m. -sti] autore di omelie.
omentale   agg.  (anat.) dell'omento.
omento   s.m.  (anat.) parte del peritoneo che, dopo avere avvolto la massa gastrointestinale (piccolo omento), scende a guisa di grembiule nella parte anteriore della cavità addominale (grande omento).
omeo-  omeo- primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico di origine greca o di formazione moderna, dal gr. hómoios  'simile' (omeomeria, omeopolare).
omeomeria   s.f.  nella filosofia di anassagora, ciascuna delle parti infinitesime della materia divisibili all'infinito e qualitativamente differenziate secondo il tipo di sostanza.
omeomorfismo   s.m.  (mat.) proprietà delle figure geometriche che si trasformano topologicamente le une nelle altre; trasformazione topologica.
omeomorfo   agg.  (mat.) si dice di figure geometriche tra cui sussista omeomorfismo.
omeopata   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] medico che cura gli ammalati con il metodo omeopatico.
omeopatia   s.f.  (med.) teoria medica non ortodossa secondo la quale le malattie si combattono con le stesse sostanze che ne sono all'origine, somministrandole in soluzioni estremamente diluite.
omeopatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che concerne, che segue l'omeopatia: metodo omeopatico; medico omeopatico | dose omeopatica, (fig.) minima  s.m.  [f. -a] omeopata § omeopaticamente avv.  con metodo omeopatico.
omeopatista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] si dice di chi sostiene o pratica la medicina omeopatica.
omeopolare   o omopolare, agg.  (chim. fis.) si dice di legami chimici in cui gli elettroni vengono condivisi più o meno simmetricamente da entrambi gli atomi interessati.
omeostasi   s.f.  (biol.) la capacità degli organismi viventi di mantenere un equilibrio stabile, nonostante il variare delle condizioni esterne.
omeostatico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo all'omeostasi.
omeostato   s.m.  (biol.) organismo dotato di omeostasi.
omeoteleuto   o omoteleuto, rar. omoioteleuto, agg.  (lett.) che ha desinenza uguale o simile  s.m.  procedimento della retorica greca e latina che consisteva nel far terminare allo stesso modo, nel suono o nella metrica, le parti di un periodo simmetricamente contrapposte; per estens., terminazione uguale o simile di parole o frasi.
omeotermale   agg.  si dice di acqua potabile la cui temperatura alla fonte è compresa fra 30 e 40 ° c.
omeotermia   s.f.  (biol.) caratteristica degli animali omeotermi.
omeotermo   agg.  e s.m.  si dice di animale che possiede meccanismi di termoregolazione tali da mantenere costante la temperatura del corpo, nonostante le variazioni della temperatura ambientale (p. e.  gli uccelli e i mammiferi, chiamati anche animali a sangue caldo).
omeotonico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) che ha tono, tonalità simile.
omerale   non com. umerale, agg.  (anat.) dell'omero: arteria omerale | velo omerale, (lit.) paramento sacro che il celebrante indossa come uno scialle e con il quale in particolari cerimonie avvolge i vasi sacri.
omerico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di omero, relativo a omero, poeta epico greco vissuto presumibilmente tra il ix e il vii sec. a. c.: poemi omerici, l'iliade e l'odissea; la civiltà omerica, quella rappresentata nei poemi di omero ' questione omerica, l'insieme degli studi che attraverso i secoli hanno cercato di definire l'autenticità del corpus di opere attribuite dalla tradizione a omero e di risolvere il problema della sua identità storica    • 2 •   (fig.) che è proprio o degno dei personaggi dei poemi omerici: ire omeriche  | (scherz.) grandioso, eccezionale: appetito omerico; risata omerica, lunga e sonora § omericamente avv.  in stile omerico, epico | ridere omericamente, fragorosamente.
omero   s.m.    • 1 •   (anat.) osso lungo che va dalla spalla al gomito e costituisce lo scheletro del braccio    • 2 •   (lett.) spalla: abbandonò sull'omero di lui il suo volto tremante  (manzoni p. s.  xxiii) | (estens.) le pendici alte di un monte: i fronzuti omeri d'apennino  (boccaccio filocolo).
omertà   s.f.  forma di solidarietà propria della malavita, per cui si mantiene il silenzio su un delitto o sulle sue circostanze in modo da ostacolare la ricerca e la punizione del colpevole | (estens.) solidarietà, silenzio su mancanze, colpe altrui per salvaguardare propri interessi, per timore di conseguenze negative o altro.
omertoso   agg.  di omertà, che si fonda sull'omertà: solidarietà omertosa  § omertosamente avv. 
omesso   part. pass.  di omettere  e agg.  nel sign. del verbo.
omettere   ant. ommettere, v. tr.  [coniugato come mettere] tralasciare, per lo più intenzionalmente: omettere un particolare; omettere di fare qualcosa. 
ometto   s.m.    • 1 •   uomo piccolo fisicamente o moralmente meschino: un ometto arzillo; è un ometto, non vale nulla  | (fam.) bambino giudizioso, assennato. dim. omettino    • 2 •   (region.) gruccia per abiti    • 3 •   nel gioco del biliardo, birillo    • 4 •   (arch.) tronco di legno verticale interposto tra i due puntoni alla sommità di una capriata.
omiciattolo   rar. omicciattolo, omicciatto, omiciatto, s.m.  uomo dappoco, moralmente meschino.
omicida   agg.  [pl. m. -di] che dà, che ha dato la morte: il coltello, la mano omicida  s. m.  e f.  chi ha commesso un omicidio.
omicidiale   agg.  (ant.) omicida; micidiale.
omicidio   s.m.  l'uccisione di una o più persone: commettere un omicidio; accusare di omicidio; condannare per omicidio  | in diritto: omicidio doloso  o volontario, quando si cagiona la morte di qualcuno con la precisa volontà di uccidere; omicidio premeditato, preceduto da una preparazione più o meno lunga e accurata; omicidio preterintenzionale, se nelle intenzioni si voleva soltanto ledere o percuotere la vittima, senza arrivare a ucciderla; omicidio colposo, quando si provoca la morte di qualcuno per imprudenza, imperizia, negligenza o per violazione di norme, regolamenti ecc. ' omicidio bianco, nel linguaggio giornalistico, la morte di operai sul lavoro, causata dalla mancanza di adeguate misure di sicurezza.
omicron   s.m.  o f. invar.  nome della quindicesima lettera dell'alfabeto greco; corrispondente a o  breve latina.
omileta   s.m.  [pl. -ti] (lett.) autore di omelie.
omiletica   s.f.  l'arte del preparare e pronunciare omelie, sermoni sacri.
omiletico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alle omelie; per estens., che ha il carattere piano proprio delle omelie: stile omiletico. 
omilia    ⇨ omelia.
ominazione   s.f.  (biol.) processo evolutivo che, partendo da una prima differenziazione tra forma antropoide e forma umana (preominidi) nel miocene superiore, ha condotto alla formazione dei tipi umani attuali.
ominidi   s.m. pl.  famiglia di primati comparsa all'inizio del pleistocene, che comprende l'uomo attuale e le forme fossili che si ritiene ne rappresentino i progenitori | sing.  [-e] ogni rappresentante di tale famiglia.
omino   s.m.    • 1 •   dim.  di uomo    • 2 •   bambino che si comporta come un adulto: suo figlio è un vero omino. 
ominoso   agg.  (lett.) di cattivo augurio: presagio ominoso. 
omissibile   agg.  che può essere omesso.
omissione   s.f.  l'omettere, l'essere omesso: omissione di un atto, di un particolare  | reato di omissione, reato di chi si astiene dal compiere atti ai quali è obbligato dalla legge: omissione di atti d'ufficio; omissione di soccorso | salvo errori ed omissioni, formula cautelativa che si aggiunge a rendiconti e atti contabili | peccati di omissione, quelli che si commettono tralasciando di compiere ciò che è prescritto dalla legge morale o religiosa.
omissis   s.m. invar.    • 1 •   parola che, inserita in citazioni o copie di documenti, avverte che una parte più o meno lunga del testo originale è stata tralasciata perché ritenuta non essenziale    • 2 •   (estens.) punto, argomento importante che è taciuto o ignorato deliberatamente in uno scritto o in un discorso: la relazione del ministro conteneva troppi omissis. 
omissivo   agg.  (dir.) relativo a reato di omissione; che costituisce omissione: condotta omissiva. 
ommatidio   s.m.  (zool.) singolo elemento costitutivo dell'occhio composto di crostacei e insetti.
ommettere    ⇨ omettere.
ommiade    ⇨ omayyade.
omni-  omni-  ⇨ onni-.
omnibus   s.m. invar.    • 1 •   nell'ottocento, diligenza a cavalli che faceva servizio pubblico nelle grandi città    • 2 •   (antiq.) treno o corriera in servizio locale su linee secondarie.
omnium   s.m. invar.  (sport) corsa cui possono partecipare atleti senza distinzione di categoria; nell'ippica, corsa alla quale prendono parte cavalli di ogni età, razza e provenienza | nel ciclismo, corsa individuale o a squadre, su pista, comprendente più prove.
omo-  omo- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. homós  'uguale, simile'; indica uguaglianza, identità (omogeneo, omonimo).
omo   (1)  ⇨ uomo.
omo   (2) agg.  e s.m.  e f. invar.  (gerg.) omosessuale.
omocentrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di un fascio luminoso i cui raggi passano tutti per lo stesso centro; anche, di ogni singolo raggio.
omocinetico   agg.  [pl. m. -ci] (mecc.) si dice di un giunto di collegamento fra due alberi non allineati che consente la trasmissione del moto dall'uno all'altro senza variazione apprezzabile della velocità angolare.
omocromia   s.f.  (zool.) fenomeno per cui un animale assume la stessa colorazione dell'ambiente in cui vive.
omocromo   agg.  (scient.) che ha lo stesso colore o colore simile | detto di animale, che presenta omocromia.
omodonte   agg.  (zool.) si dice di animale che ha denti di forma uguale.
omodontia   s.f.  (zool.) la condizione degli animali omodonti.
omoerotico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) omosessuale.
omoerotismo   s.m.  (non com.) omosessualità.
omofagia   s.f.  (etnol.) l'abitudine di mangiare carne cruda, o il mangiarne in occasione di riti di sacrificio cruento.
omofilia   s.f.  l'essere omofilo; omosessualità.
omofilo   agg.  e s.m.  omosessuale.
omofobia   s.f.  paura eccessiva dell'omosessualità.
omofonia   s.f.    • 1 •   (ling.) l'essere omofono    • 2 •   (mus.) caratteristica di una composizione eseguita da più voci o strumenti che procedono all'unisono o a intervalli di ottava.
omofonico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce a omofonia.
omofono   agg.    • 1 •   (ling.) si dice di parole che hanno suono uguale, pur avendo diversa origine e significato (p. e. fièra  'belva', e fièra  'mercato') e a volte anche diversa grafia (p. e. hanno  e anno); si dice anche di segni grafici diversi che rappresentano lo stesso suono (p. e.  la c  e la q  di cuore  e quota) o di gruppi di parole che, pur essendo composti in modo diverso, si pronunciano alla stessa maniera (p. e. la normale  e l'anormale)    • 2 •   (mus.) si dice di composizione musicale che presenta omofonia  s.m.  parola omofona.
omogamia   s.f.  (bot.) maturazione contemporanea dei gameti maschili e femminili nei fiori ermafroditi.
omogeneità   s.f.  l'essere omogeneo; compattezza, regolarità.
omogeneizzare   meno com. omogenizzare, v. tr.  rendere omogeneo (anche fig.): omogeneizzare un miscuglio; omogeneizzare dei dati. 
omogeneizzato   part. pass.  di omogeneizzare  agg.  e s.m.  si dice di sostanza alimentare che è stata sottoposta a omogeneizzazione per essere resa più uniforme e digeribile: gli omogeneizzati per la prima infanzia | latte omogeneizzato, quello in cui le parti di grasso sono state uniformemente disperse nel liquido.
omogeneizzatore   s.m.  apparecchio usato per omogeneizzare (anche fig.).
omogeneizzazione   s.f.  l'operazione e il risultato dell'omogeneizzare.
omogeneo   agg.    • 1 •   della medesima natura, del medesimo genere (anche fig.): grandezze omogenee; colori omogenei; un insieme composto di elementi omogenei    • 2 •   che è composto di più parti affini tra loro, aventi le stesse qualità e proprietà: un miscuglio omogeneo | polinomio omogeneo, (mat.) i cui termini hanno tutti lo stesso grado    • 3 •   (estens.) si dice di un insieme formato da parti ben armonizzate tra loro (anche fig.): un complesso omogeneo  § omogeneamente avv. 
omogenizzare    ⇨ omogeneizzare.
omografia   s.f.    • 1 •   (ling.) l'essere omografo    • 2 •   (mat.) particolare corrispondenza proiettiva tra forme geometriche dello stesso tipo.
omografo   agg.    • 1 •   (ling.) si dice di suoni diversi che vengono rappresentati dallo stesso segno grafico (p. e. g  di gesto  e g  di gamba) e di parole che hanno uguale grafia ma origine, significato ed eventualmente anche pronuncia diversi (p. e. arméggio  e armeggìo; vénti, 'numero' e vènti, 'correnti d'aria')    • 2 •   (mat.) si dice di forme geometriche che presentano omografia  s.m.  parola omografa.
omoioteleuto    ⇨ omeoteleuto.
omoiusia   s.f.  (teol.) la somiglianza (non identità) tra la natura del padre e quella del figlio, sostenuta dagli eretici ariani.
omolemma   s.m.  [pl. m. mi] in una enciclopedia, un vocabolario e sim., lemma che si scrive allo stesso modo di un altro, ma ha differente significato (p. e. lama  parte tagliente, lama  mammifero delle ande, lama  monaco buddista).
omologare   v. tr.  [io omòlogo, tu omòloghi ecc.]    • 1 •   riconoscere conforme a una legge, a un regolamento, e quindi approvare: omologare una delibera; omologare un dispositivo di sicurezza    • 2 •   (estens.) ratificare, riconoscere ufficialmente come valido: omologare un primato. 
omologato   part. pass.  di omologare   agg.  conforme a un modello stabilito, e in quanto tale approvato dall'autorità competente: casco omologato. 
omologazione   s.f.  l'omologare, l'essere omologato.
omologia   s.f.    • 1 •   l'essere omologo; somiglianza, identità    • 2 •   (mat.) corrispondenza proiettiva tra piani sovrapposti in cui il luogo dei punti uniti è una retta    • 3 •   (biol.) corrispondenza di strutture di organismi di specie diversa, dovuta a un'originaria forma comune (p. e.  braccio dell'uomo, zampa di quadrupede).
omologico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'omologia: rapporto omologico. 
omologo   agg.  [pl. m. -ghi] che corrisponde a un altro; che ha le stesse caratteristiche di un altro: casi omologhi; coppia di cromosomi omologhi; l'attuale situazione non è omologa della precedente  | che si inserisce senza contrasto: una politica perfettamente omologa a quella del governo  | serie omologa, (chim.) insieme di sostanze della stessa classe e con caratteristiche uguali, che differiscono fra loro per il peso molecolare  s.m.  [f. -a] chi o ciò che è omologo di altro: un elemento di una serie e il suo omologo in un'altra serie  § omologamente avv. 
omomorfosi   s.f.  (biol.) rigenerazione di parti dell'organismo, tale che la parte neoformata è simile a quella perduta.
omone   s.m.  (fam.) uomo alto e robusto.
omonimia   s.f.  l'essere omonimo; l'esistenza di omonimi: un caso di omonimia. 
omonimo   agg.    • 1 •   che ha lo stesso nome, che si chiama allo stesso modo: due località omonime; il romanzo e l'omonimo film    • 2 •   (ling.) si dice di parola che ha lo stesso suono di un'altra (omofono) o anche la stessa grafia (omografo), ma significato diverso (p. e. salutare, 'salubre' e salutare, 'rivolgere il saluto')  s.m.    • 1 •   (ling.) parola omonima    • 2 •   persona che ha lo stesso nome e cognome di un'altra o anche solo l'uno o l'altro dei due.
omoplasia   s.f.  (biol.) analogia rilevabile tra organi che hanno differente origine embriologica, ma uguale funzione.
omoplata   s.f.  (anat.) scapola.
omopolare    ⇨ omeopolare.
omore    ⇨ umore 1.
omoritmia   s.f.  (mus.) stile polifonico in cui le parti, melodicamente diverse, procedono però con valori di durata parallelamente uguali.
omosessuale   agg.  e s.m.  e f.  si dice di chi prova attrazione sessuale per individui del suo stesso sesso; anche, di ciò che ha diretta attinenza con tale condizione: amore, rapporto, coppia omosessuale. 
omosessualità   s.f.  tendenza, inclinazione omosessuale; anche, la condizione di omosessuale: omosessualità maschile, femminile; omosessualità latente, manifesta; accettare, respingere l'omosessualità; l'omosessualità nel mondo antico, nella società contemporanea. 
omosex   agg.  e s.m.  e f. invar.  (gerg.) omosessuale.
omosfera   s.f.  regione dell'atmosfera terrestre caratterizzata dall'uniformità della composizione dell'aria; si colloca tra il suolo e i 100 km di altezza.
omoteleuto    ⇨ omeoteleuto.
omotetia   s.f.  (mat.) tipo di corrispondenza fra enti geometrici tale che i punti corrispondenti si trovano allineati su rette convergenti in un punto (centro di omotetia).
omotipia   s.f.  (anat.) corrispondenza di organi disposti in maniera speculare rispetto al piano di simmetria del corpo (p. e.  gli occhi, le braccia).
omotteri   s.m. pl.  (zool.) sottordine d'insetti con apparati boccali perforanti e succhiatori, ali ridotte o addirittura assenti; sono dannosi alle piante | sing.  [-o] ogni individuo di tale sottordine.
omousia   s.f.  (teol.) la perfetta identità di natura tra il padre e il figlio nella trinità, sostenuta dalle chiese cristiane in opposizione alle eresie di tipo ariano.
omozigosi   s.f.  (biol.) la condizione degli individui omozigoti.
omozigote   agg.  e s.m.    • 1 •   in genetica, si dice di una coppia di cromosomi avente, nei punti corrispondenti, due geni identici    • 2 •   (estens.) si dice di individuo che ha ereditato lo stesso carattere da entrambi i genitori, per la presenza di geni identici nei loro cromosomi | gemelli omozigoti, quelli che derivano dalla fecondazione di un solo uovo e che quindi presentano tutti i geni identici.
omuncolo   s.m.    • 1 •   (non com.) nano, pigmeo    • 2 •   (fig.) uomo dappoco, omiciattolo.
on   agg. invar.  in diciture apposte su varie apparecchiature, indica che sono accese, in funzione, attivate.
onagro   s.m.    • 1 •   asino selvatico di taglia piccola con mantello molto chiaro, diffuso in asia (ord.  perissodattili)    • 2 •   antica macchina da guerra usata per lanciare sassi.
onanismo   s.m.    • 1 •   secondo la teologia cattolica, il peccato dell'uomo che, con pratiche antifecondative, impedisce il concepimento    • 2 •   nel linguaggio corrente, masturbazione.
onanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica l'onanismo.
oncia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   unità di misura di peso, corrispondente a 30 grammi ca, usata in diverse regioni d'italia e in altri paesi prima dell'introduzione del sistema metrico decimale    • 2 •   (estens.) minima quantità (anche fig.): ne basta appena un'oncia; non avere un'oncia di giudizio  | a oncia a oncia, in minima quantità, a poco a poco    • 3 •   nell'antica roma, unità di peso e moneta pari alla dodicesima parte della libbra o dell'asse; dal medioevo sino al sec. xviii, moneta di diverso valore a seconda del luogo (sicilia, napoli, malta, spagna) e dell'epoca di coniazione    • 4 •   (ant.) unità di misura di lunghezza corrispondente a un dodicesimo del piede: oncia quadra, cubica, le corrispondenti misure di superficie e di volume | (estens.) spazio piccolissimo: s'io fossi pur di tanto ancor leggero / ch'i' potessi in cent'anni andare un'oncia  (dante inf.  xxx, 82-83).
onciale   rar. unciale, agg.  e s.f.  si dice di un'antica scrittura maiuscola greca e latina.
onciario   agg.  nella loc. catasto onciario, (st.) registro dei beni immobili del regno di napoli (xviii sec.), il cui valore veniva espresso in once.
oncino    ⇨ uncino.
onco-  onco- primo elemento di parole composte della terminologia medica, formate modernamente dal gr. ónkos  'volume, massa'; significa 'tumore' (oncologia).
oncocercosi   s.f.  (med.) malattia causata da alcuni tipi di filarie e caratterizzata da noduli sottocutanei e disturbi oculari.
oncogene   s.m.  (biol.) gene da cui dipende lo sviluppo dei tumori.
oncogenesi   s.f.  (med.) l'insieme dei processi che portano alla formazione dei tumori.
oncogeno   agg.  (med.) si dice di qualsiasi fattore capace di provocare la formazione di tumori.
oncologia   s.f.  specialità medica che si occupa dello studio e della cura dei tumori.
oncologico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di oncologia; attinente all'oncologia: istituto oncologico; prevenzione oncologica. 
oncologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista di oncologia.
oncoterapia   s.f.  (med.) cura dei tumori.
oncotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica di un tumore.
onda   s.f.    • 1 •   massa d'acqua che alternativamente si alza e si abbassa sul livello di quiete della superficie del mare o di un altro specchio d'acqua, per effetto del vento o per altre cause: onda lunga, alta; onda franta, crespa; la violenza delle onde; una scogliera battuta dalle onde; essere in balia delle onde; il ventre, la cresta dell'onda, la parte più bassa, più alta di essa; tagliare l'onda, procedere in senso contrario al moto ondoso; seguire l'onda, procedere nello stesso senso, assecondarla; (fig.) fare ciò che fanno gli altri o che è di moda fare ' essere sulla cresta dell'onda, (fig.) essere in un momento particolarmente fortunato, avere successo. dim. ondina  accr. ondona    • 2 •   (estens. lett.) la superficie del mare o di un'altra massa liquida; il mare stesso: né dal lito vermiglio a l'onde caspe  (petrarca canz.  ccx, 3) | l'acqua, le acque: bagnate già da l'onde del bel fiume  (dante purg.  xxviii, 62); le chiome di marina onda stillanti  (foscolo le grazie)    • 3 •   (estens.) movimento o aspetto simile a quello di un'onda o di una superficie mossa da onde; la cosa stessa che ha tale aspetto: un ricamo a onde; capelli a onde, ondulati; farsi le onde, ondularsi i capelli; andare, camminare a onde, barcollando; e il lampo de' manipoli, / e l'onda dei cavalli  (manzoni il cinque maggio)    • 4 •   (fig.) impeto, forza travolgente; grande quantità di qualcosa di transitorio che irrompe, avanza: un'onda di gioia, di piacere; l'onda dei ricordi; un'onda di luce invase la stanza; l'onda del rialzo in borsa | onda lunga, fenomeno di lunga durata    • 5 •   (fis.) il fenomeno di propagazione dell'energia mediante vibrazioni od oscillazioni progressive da un punto all'altro di un mezzo fisico: onde sonore, sismiche, elettromagnetiche, luminose; onda d'urto, l'onda generata da un corpo quando, viaggiando nell'aria, raggiunge e supera la velocità del suono; onde corte, medie, lunghe, onde hertziane di varia lunghezza usate nelle radiocomunicazioni ' andare, mettere, mandare in onda, essere trasmesso, trasmettere (con riferimento a programmi radiotelevisivi).
ondametro   s.m.  (fis.) strumento per misurare la frequenza delle onde elettromagnetiche.
ondante   part. pres.  di ondare  agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   ricco d'acqua, ondoso    • 2 •   (fig.) ondeggiante, fluttuante: sale da i casolari il fumo ondante  (carducci).
ondare   v. intr.  [io óndo ecc. ; aus. avere; usato quasi solo al part. pres. ondante] (lett.) ondeggiare.
ondata   s.f.    • 1 •   colpo di grossa onda, colpo di mare: un'ondata capovolse l'imbarcazione; violente ondate flagellavano il lido    • 2 •   (estens.) afflusso improvviso e intenso, ma transitorio, di qualcosa (anche fig.): un'ondata di fumo, di caldo, di maltempo; un'ondata di caldo al viso; un'ondata di entusiasmo; l'ondata della moda giovanile  | a ondate, con arrivi, con movimenti successivi: i turisti arriveranno a ondate. 
ondato   agg.  (rar.) ondulato.
ondatra   s.f.  mammifero roditore simile a un grosso topo; vive nelle zone paludose dell'america settentrionale e viene ricercato per la pelliccia.
ondazione   s.f.  (ant.)    • 1 •   moto ondoso; ondeggiamento    • 2 •   (estens.) oscillazione, vibrazione    • 3 •   spinta, impulso: l'acqua,... per ondazione di vento si move  (leonardo).
onde   avv.  (lett.) da dove, di dove (introduce proposizioni relative e interrogative dirette e indirette): non sapeva onde fosse venuto; tornò onde era partito; onde l'avete saputo?, da chi, da qual fonte; onde che sia, da qualsiasi luogo | talora indica causa o conseguenza: onde gli viene tanta sicurezza?; onde si deduce che... | in funzione di s.m.  solo nella loc. avere (ben d') onde, avere una ragione, un giusto motivo: or ti fa lieta, ché tu hai ben onde  (dante purg.  vi, 136)  pron. rel.  (lett.) di cui, da cui, con cui, per cui: la terra ond'io fui  (dante par.  ix, 92); sospiri ond'io nudriva 'l core  (petrarca canz.  i, 2); qual è colui che cosa innanzi a sé / subita vede ond'e' si maraviglia  (dante purg.  vii, 10-11)  cong.  (lett.)    • 1 •   affinché, perché (con valore finale, si costruisce con il verbo al congiunt. o, spec. nell'uso burocratico, all'inf.): ti dico questo onde ti persuada; vi scrivo onde avvertirvi che...    • 2 •   per la qual cosa, sicché: onde sovente / di me medesmo meco mi vergogno  (petrarca canz.  i, 10-11).
ondeggiamento   s.m.  l'ondeggiare (anche fig.): l'ondeggiamento di una barca; un ondeggiamento della folla; ondeggiamenti della volontà. 
ondeggiare   v. intr.  [io ondéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   muoversi a onde, detto del mare o di altra superficie liquida; detto di imbarcazione o di persone che si trovano su di essa, oscillare seguendo il moto delle onde: la barca comincia a ondeggiare    • 2 •   (estens.) alzarsi e abbassarsi, o comunque spostarsi, con movimento alterno; oscillare, fluttuare: le bandiere ondeggiano al vento; la folla ondeggiava minacciosa | camminare ondeggiando, ancheggiando, oppure barcollando    • 3 •   (fig.) cambiare pensiero più volte; essere indeciso, tentennare: ondeggiare tra il sì e il no. 
ondeggiato   part. pass.  di ondeggiare   agg.  (rar.)    • 1 •   mosso da onde    • 2 •   fatto a onde, ondulato.
ondina   s.f.    • 1 •   nel folclore germanico, ninfa fluviale o marina, talvolta metà donna e metà pesce, che col suo canto adesca naviganti e pescatori (come la sirena della mitologia classica)    • 2 •   nuotatrice esperta; campionessa di nuoto, di sport acquatici.
ondisonante   agg.  (poet.) che risuona del rumore delle onde: l'ondisonante aspr'isola d'aiace  (alfieri).
ondisono   agg.  (poet.) che risuona del rumore dell'onda: canta del po l'ondisona riviera  (carducci).
ondivago   agg.  [pl. m. -ghi] (poet.) che vaga sulle onde, che naviga: ondivaga prora  (pascoli).
ondoscopio   s.m.  (fis.)    • 1 •   dispositivo per lo studio delle onde superficiali    • 2 •   tubo elettronico a scarica per rivelare radiazioni ad alta frequenza.
ondosità   s.f.    • 1 •   condizione di mare ondoso    • 2 •   (non com.) rilievo a forma di onda.
ondoso   agg.    • 1 •   delle onde: moto ondoso    • 2 •   agitato dalle onde: mare ondoso    • 3 •   (lett.) ondulato: criniere ondose  (d'annunzio).
ondulante   part. pres.  di ondulare   agg.  nei sign. del verbo | febbre ondulante, (med.) quella tipica della brucellosi, che alterna periodi di elevazione continua remittente a periodi di assenza totale.
ondulare   v. tr.  [io óndulo ecc.] dare a qualcosa una piega a onda: ondulare i capelli, una lamiera  | v. intr.  [aus. avere] (lett.) ondeggiare, oscillare leggermente.
ondulato   part. pass.  di ondulare   agg.  fatto a onde; simile alla superficie del mare quando è mosso da onde: lamiera ondulata; terreno ondulato, con avvallamenti e rilievi frequenti e non molto marcati; capelli ondulati, naturalmente o artificialmente mossi a onde.
ondulatore   s.m.  (elettr.)    • 1 •   apparecchio che trasforma la corrente continua in corrente alternata    • 2 •   apparecchio per la registrazione di correnti elettriche variabili.
ondulatorio   agg.  che si propaga per onde: moto ondulatorio; terremoto ondulatorio, le cui scosse si propagano in senso orizzontale o quasi orizzontale ' teoria ondulatoria, (fis.) quella secondo cui la luce consiste in un fenomeno di emissione e propagazione di onde e non di corpuscoli.
ondulazione   s.f.    • 1 •   movimento ondulatorio; oscillazione    • 2 •   disposizione a onde; forma o aspetto ondulato: ondulazione del terreno    • 3 •   operazione con cui si rende ondulato qualcosa: ondulazione a caldo, a freddo | (ondulazione) permanente, trattamento per arricciare i capelli in modo più duraturo della messa in piega.
onduregno   agg.  (non com.) lo stesso che honduregno. 
-one  -one (1) suffisso che deriva dal suffisso nominale lat. -o¯ne(m)  e forma l'accrescitivo di aggettivi e sostantivi (pigro - pigrone; libro - librone); unito a una base verbale o nominale, forma nomi di persona che indicano abitudine o eccesso nel fare qualcosa (brontolone, chiacchierone) o mettono in rilievo una particolare caratteristica (baffone).
-one  -one (2) in chimica organica, suffisso proprio dei chetoni (acetone, chinone).
-one  -one (3) suffisso che in fisica indica entità elementari (elettrone, fotone), in biologia unità biologiche (neurone).
oneiro-  oneiro-  ⇨ oniro-.
onerare   v. tr.  [io ònero ecc.]    • 1 •   (lett.) gravare, caricare di un peso    • 2 •   gravare di obblighi, di impegni: essere onerato da imposizioni fiscali. 
onerario   agg.  (ant.) si diceva di nave da carico, da trasporto.
onerato   part. pass.  di onerare   agg.  e s.m.  (dir.) si dice di persona a carico della quale la legge o un contratto impongono un onere; in partic., si dice di erede a cui il testatore ha imposto l'obbligo di adempiere un legato.
onere   s.m.  peso non materiale: addossarsi un onere; assumersi l'onere della spesa; avere gli oneri e non gli onori, sobbarcarsi a compiti gravosi senza averne riconoscimento alcuno | oneri fiscali, il complesso dei tributi di cui è gravato un contribuente | oneri deducibili, le spese per le quali sono ammesse detrazioni dall'imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche | oneri finanziari, gli interessi passivi | oneri sociali, i contributi previdenziali | onere della prova, (dir.) nel processo civile, l'obbligo della parte interessata di provare ciò che sostiene.
onerosità   s.f.  qualità di ciò che è oneroso: onerosità di una tassa, di un impegno. 
oneroso   agg.    • 1 •   che costituisce un onere, un obbligo: impegno oneroso; tasse onerose    • 2 •   (dir.) che comporta l'assunzione di oneri, non gratuito: negozio giuridico oneroso  § onerosamente avv. 
onestà   ant. onestade, s.f.    • 1 •   qualità di chi o di ciò che è onesto: onestà di vita, di propositi; persona di grande, di provata, di dubbia onestà    • 2 •   (ant.) decoro, dignità: quando li piedi suoi lasciar la fretta, / che l'onestade ad ogn'atto dismaga  (dante purg.  iii, 10-11).
onestare   v. tr.  [io onèsto ecc.] (ant.)    • 1 •   rendere, fare apparire onesto; legittimare, legalizzare: per adombrar, per onestar la cosa, / si celebrò con cerimonie sante / il matrimonio  (ariosto o. f.  xix, 33)    • 2 •   insignire di un onore; onorare.
one-step  one-step s.m. invar.  danza di origine statunitense (1910-1920), con tempo in due quarti, eseguita con un passo per ogni tempo della battuta.
onesto   agg.    • 1 •   che agisce con rettitudine, con lealtà, con giustizia, astenendosi dal commettere il male: una persona onesta; gente onesta; essere, mantenersi onesto | faccia onesta, che esprime tale modo di agire | commerciante, negoziante onesto, che non inganna nella qualità della merce e chiede un prezzo equo ' donna, ragazza onesta, nell'uso tradizionale, donna, ragazza il cui comportamento sessuale è giudicato irreprensibile ' uno studioso onesto, coscienzioso, scrupoloso, anche se non geniale    • 2 •   conforme a principi morali giudicati validi; non ispirato a volontà d'ingannare; retto, giusto: pensieri, sentimenti, propositi onesti; avere intenzioni oneste; condurre una vita onesta | critica onesta, obiettiva, imparziale, non faziosa ' guadagno, prezzo onesto, proporzionato, non eccessivo    • 3 •   lecito, plausibile: richiesta, domanda onesta    • 4 •   (ant.) che ha dignità e decoro; onorato: fidandomi del tuo parlare onesto, / ch'onora te e quei ch'udito l'hanno  (dante inf.  ii, 113-114)    • 5 •   (ant.) che esprime pudore, modestia: e'l volger de' duo lumi onesti e belli / col suo fuggir m'atrista  (petrarca canz.  lix, 13-14)  avv.  (ant.) nobilmente: o tosco che per la città del foco / vivo ten vai così parlando onesto  (dante inf.  x, 22-23)  s.m.    • 1 •   [f. -a] persona onesta: il premio degli onesti è la loro onestà    • 2 •   ciò che è onesto; onestà: il giusto e l'onesto; nei limiti dell'onesto | prov.  : chi non si contenta dell'onesto, perde il manico e il cesto, chi pretende guadagni illeciti, spesso perde tutto § onestamente avv.    • 1 •   in modo onesto, con onestà: comportarsi, vivere onestamente    • 2 •   in verità, in coscienza: riconoscere onestamente di aver sbagliato    • 3 •   (ant.) con dignità, decoro; con garbo, elegantemente: egli ci ha onestamente e in poche parole detta la maggior villania del mondo  (boccaccio dec.  vi, 9).
onestuomo   o onest'uomo, s.m.  [pl. onestuomini] uomo onesto, coscienzioso, leale | talora con intenzione limitativa: è un onestuomo ma non si può dire che sia un genio. 
onfalite   s.f.  (med.) infiammazione dell'ombelico.
onfalo   s.m.    • 1 •   (anat.) ombelico    • 2 •   (lett.) parte centrale di qualcosa: l'onfalo dello scudo. 
onfalo-  onfalo- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. omphalós  'ombelico' (onfalotomia).
onfalocele   s.f.  (med.) ernia ombelicale.
onfalorragia   s.f.  (med.) emorragia dei vasi ombelicali.
onfalorrea   s.f.  (med.) trasudazione di liquido dall'ombelico.
onfalotomia   s.f.  (med.) resezione del cordone ombelicale.
ongarese    ⇨ ungherese.
ongaro    ⇨ ungaro.
-oni  -oni suffisso che serve a formare diversi avverbi, indicanti per lo più una particolare posizione del corpo (bocconi, cavalcioni). [ ⇨ -mente].
onice   s.f.  (min.) varietà pregiata di calcedonio con zone concentriche di colore fortemente contrastante, usata come pietra ornamentale.
onichia   s.f.  (non com.) onicosi.
onico-  onico- primo elemento di parole composte della terminologia medica e zoologica, formate modernamente dal gr. ónyx ónychos  'unghia' (onicofagia).
onicofagia   s.f.  (med.) l'abitudine di rosicchiarsi le unghie, frequente negli stati d'ansia.
onicofago   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] (med.) si dice di chi ha l'abitudine di rosicchiarsi le unghie.
onicofori   s.m. pl.  (zool.) tipo di animali terrestri diffusi negli ambienti umidi delle foreste tropicali, con corpo vermiforme munito ventralmente di numerose appendici locomotorie terminanti in unghiette | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale tipo.
onicogrifosi   s.f.  (med.) deformazione dell'unghia, che appare incurvata a uncino.
onicomicosi   s.f.  (med.) infezione delle unghie causata da funghi microscopici.
onicorressi   s.f.  (med.) presenza di solchi longitudinali sulle unghie, dovuta a distrofia.
onicoschizia   s.f.  (med.) lo stesso che onicorressi. 
onicosi   s.f.  (med.) nome generico di ogni malattia delle unghie.
-onimia  -onimia secondo elemento di parole composte che rappresentano il sostantivo astratto della corrispondente forma in -onimo  (omonimia, sinonimia, antroponimia).
-onimo  -onimo secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -ónymos, deriv. di ónoma, ónyma  'nome'; indica appunto 'nome, denominazione' (omonimo, sinonimo, toponimo).
oniomania   s.f.  (psicol.) tendenza morbosa a comprare qualsiasi cosa.
onirico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del sogno, dei sogni: attività onirica; visioni oniriche  | simile a sogno: fenomeno di tipo onirico    • 2 •   (estens.) di sogno; irreale: l'atmosfera onirica di un film  § oniricamente avv. 
onirismo   s.m.  (psicol.) attività mentale caratterizzata dal succedersi di allucinazioni visive, vissute dal soggetto come reali.
oniro-  oniro- meno com. oneiro-, primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. óneiros  'sogno' (onirologia).
onirologia   meno com. oneirologia, s.f.  ramo della psicologia che studia i sogni.
oniromanzia   meno com. oneiromanzia, s.f.  divinazione fondata sull'interpretazione dei sogni.
onisco   s.m.  [pl. -schi] piccolo crostaceo terrestre che vive nel terreno sotto le pietre e che, se toccato, si avvolge a palla (ord.  isopodi).
on line   loc. agg. invar.    • 1 •   (inform.) si dice dello stato di una periferica quando è accessibile da un'altra unità | si dice della condizione in cui si trova un terminale video o un personal computer nel momento in cui è collegato a una rete | usato anche come loc. avv.  : essere on line    • 2 •   (estens.) che è sempre in comunicazione; che è sempre a disposizione tramite collegamento telefonico o telematico: un esperto on line 24 ore su 24. 
onne   onni  ⇨ ogni.
onni-  onni- o omni-, primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. o°mnis  'tutto'; vale 'tutto' o anche 'dappertutto' (onnipotente, onnipresente).
onnicomprensivo   agg.  (lett.) che comprende, che racchiude tutto: vocabolo, concetto onnicomprensivo. 
onnidirezionale   agg.  (non com.) rivolto, diretto in tutte le direzioni.
onninamente   avv.  (lett.) completamente, del tutto.
onnipossente   agg.  (ant. lett.) onnipotente.
onnipotente   agg.    • 1 •   che può tutto; è attributo di dio o della sua volontà, delle sue manifestazioni: dio onnipotente; l'onnipotente bontà divina  | come s.m.  : l'onnipotente, per antonomasia, dio    • 2 •   (estens.) si dice di persona che ha grande potere, che è assai influente: un funzionario onnipotente  § onnipotentemente avv. 
onnipotenza   s.f.    • 1 •   l'essere onnipotente: l'onnipotenza divina    • 2 •   (estens.) potenza, potere grandissimo: l'onnipotenza del denaro. 
onnipresente   agg.    • 1 •   che è presente dappertutto; è attributo di dio    • 2 •   (scherz.) si dice di persona che si incontra dovunque.
onnipresenza   s.f.  l'essere onnipresente.
onnisciente   agg.  che sa tutto; è attributo di dio ' credersi onnisciente, (fig. scherz.) avere la presunzione di sapere di tutto.
onniscienza   s.f.  l'essere onnisciente.
onniveggente   agg.  che vede, che sa tutto: dio è onniveggente  | (fig. scherz.) si dice di persona attenta, a cui nulla sfugge.
onniveggenza   s.f.  l'essere onniveggente.
onnivoro   agg.    • 1 •   che si nutre di alimenti di origine sia animale sia vegetale; che mangia qualsiasi cibo: l'uomo è onnivoro; animali onnivori    • 2 •   (fig. lett.) che è pronto a recepire allo stesso modo qualsiasi prodotto culturale gli venga offerto, senza badare al genere o alla qualità: gli onnivori consumatori della cultura  (moravia).
onnubilare   e deriv.   ⇨ obnubilare e deriv. 
onomanzia   s.f.  arte e pratica divinatoria che si fonda sull'interpretazione del nome, in relazione alla sua origine o alle lettere che lo compongono.
onomasiologia   s.f.  ramo della linguistica che studia le varie denominazioni (significanti) del medesimo concetto (significato), in una lingua o in diverse lingue.
onomasiologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a onomasiologia: studio onomasiologico. 
onomasiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di onomasiologia.
onomastica   s.f.  ramo della linguistica che studia i nomi propri di persona (antroponimi) o di luogo (toponimi): l'onomastica latina, italiana; l'onomastica della liguria, degli antichi slavi  | può anche indicare lo studio dei soli nomi di persona, in contrapposizione a toponomastica. 
onomastico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'onomastica, i nomi propri: lessico onomastico, dizionario dei nomi propri  agg.  e s.m.  si dice del giorno dell'anno in cui si festeggia il santo di cui si porta il nome, o la ricorrenza alla quale il proprio nome è ispirato.
onomatopea   meno com. onomatopeia, s.f.  (ling.) formazione di una parola che imiti un suono o evochi attraverso i propri suoni ciò che significa (p. e. bau bau, tic tac, gorgogliare) | (estens.) la parola stessa così formata.
onomatopeico   agg.  [pl. m. -ci] di onomatopea, che è formato per onomatopea: parola onomatopeica; voce di origine onomatopeica | verso onomatopeico, frase onomatopeica, che attraverso i suoni evoca ciò che esprime in parole.
onomaturgia   s.f.  creazione, invenzione di parole nuove da parte di singoli individui | settore della linguistica che studia le circostanze e i modi di tale creazione.
onomaturgo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi  o -ghi] creatore, inventore di parole nuove.
onorabile   agg.    • 1 •   che può, che deve essere onorato: vita, nome, persona onorabile    • 2 •   (ant.) che fa onore; onorevole § onorabilmente avv. 
onorabilità   s.f.  l'essere onorabile: dubitare dell'onorabilità di qualcuno; ledere l'onorabilità di una persona. 
onorando   agg.  (lett.) da onorare, onorevole.
onoranza   ant. onranza e orranza, s.f.    • 1 •   (rar.) onore    • 2 •   spec. pl.  atto, segno, manifestazione pubblica di ossequio, di omaggio: tributare solenni onoranze ai caduti | estreme onoranze, onoranze funebri, esequie, funerali.
onorare   ant. onrare e orrare, v. tr.  [io onóro ecc.]    • 1 •   tributare omaggio, ossequio, venerazione a persona o cosa che ne è degna; rendere, fare onore: onorare un capo di stato; onorare la memoria di un amico; onora il padre e la madre, il quarto dei dieci comandamenti | con valore enfatico, in formule di cortesia: ci ha onorato della sua presenza; mi onora della sua amicizia    • 2 •   rendere degno della massima stima e considerazione; dare a qualcuno o a qualcosa motivo di prestigio e di vanto: un atleta che onora lo sport italiano; le sue avventure non onorano la famiglia    • 3 •   adempiere, soddisfare: onorare i propri impegni | onorare la propria firma, mantenere i propri impegni; in partic., pagare quanto ci si è obbligati a versare ' onorare una cambiale, una tratta, pagarla    • 4 •   (rar.) fare oggetto di culto esteriore, adorare con atti: le genti antiche... /... dione onoravano e cupido  (dante par.  viii, 6-7)    • 5 •   (ant.) ospitare onorevolmente: e così detto, fatto onorare il valente uomo, si fece in seguito chiamare la balia  (boccaccio dec.  ii, 6) | onorarsi v. rifl.  ritenersi onorato: ci onoriamo di appartenere a questo sodalizio. 
onorario   (1) agg.  fatto o conferito per onorare qualcuno: monumento onorario; cittadinanza onoraria  | di persona, che è insignito di una carica, di un titolo solo a titolo d'onore, senza gli obblighi e i diritti inerenti: presidente, socio onorario  | si dice anche di magistrato o funzionario non dipendente dalla pubblica amministrazione e non retribuito, incaricato di svolgere una determinata attività di interesse generale: vice pretore onorario; console onorario  § onorariamente avv.  a titolo d'onore.
onorario   (2) s.m.  compenso spettante a un professionista per l'attività svolta.
onoratezza   s.f.  (non com.) l'essere onorato, onore; rispettabilità, onestà.
onorato   ant. onrato e orrato, part. pass.  di onorare   agg.    • 1 •   che è oggetto di onore, di stima, di rispetto: una famiglia, una professione onorata; l'onrata nominanza / che di lor suona su ne la tua vita  (dante inf.  iv, 76-77) ' ritenersi, considerarsi onorato, ritenere per sé un onore, spec. in formule di cortesia: mi considero onorato di averla con noi; onorato di conoscerla, formula ellittica usata nelle presentazioni ' l'onorata società, la camorra napoletana e, per estens., la mafia o altre analoghe associazioni criminose, con riferimento al codice d'onore da cui sarebbero regolate    • 2 •   onorevole, che dà onore: morte onorata  § onoratamente avv. 
onore   s.m.    • 1 •   buona reputazione acquistata con l'onestà, la coerenza ai propri principi; dignità, prestigio; coscienza del valore sociale e morale di tale reputazione e quindi delle virtù che l'hanno procurata: offendere, ledere l'onore di una persona, di una famiglia; giurare, dichiarare qualcosa sul proprio onore; salvare, perdere l'onore; ne va del mio, del vostro onore, è in gioco il mio, il vostro onore  | uomo d'onore, galantuomo; (gerg.) affiliato alla mafia, con riferimento al codice d'onore da cui sarebbe regolata | dare la parola d'onore, affermare o promettere qualcosa impegnando il proprio onore ' parola d'onore!, escl. asseverativa: l'ho visto io, parola d'onore! | questioni d'onore, che lo riguardano, lo mettono in gioco: duello per questioni d'onore | fare qualcosa per punto d'onore, per puntiglio, per orgoglio    • 2 •   in società che considerano riprovevoli o vietano i rapporti sessuali prematrimoniali o extramatrimoniali da parte della donna, la dignità che si ritiene derivi alla donna, e di riflesso alla sua famiglia e al marito, dal non aver avuto o dal non avere tali rapporti: attentare all'onore di una ragazza, di una signora, alla sua verginità o fedeltà coniugale; delitto d'onore, omicidio commesso per punire una violazione di tale divieto, un tempo riconosciuto in italia come figura di reato meno grave; infanticidio per ragioni d'onore, commesso dalla madre per eliminare la conseguenza di un rapporto sessuale ritenuto colpevole, anch'esso un tempo punito lievemente    • 3 •   stima, rispetto tributato ad altri per i loro meriti: tenere, avere qualcuno, qualcosa in grande onore | essere in onore, essere in auge ' onore al merito!, invito a rendere il riconoscimento dovuto a una persona che lo merita ' a onor del vero, per dire il vero    • 4 •   vanto, prestigio: l'onore della vittoria è tuo; un'azione che torna tutta a suo onore; avere l'onore di conoscere qualcuno, per lo più con valore enfatico | farsi onore in una professione, nella vita, in una gara ecc. , comportarsi in modo da meritare l'ammirazione e l'approvazione altrui ' tenere alto l'onore della patria, della famiglia ecc. , comportarsi in modo da recar loro vanto e gloria ' far onore al proprio nome, essere all'altezza della propria fama | far onore alla propria firma, a una cambiale, a una tratta, (non com.) rispettare gli obblighi che ne derivano    • 5 •   atto d'omaggio, dimostrazione di reverenza a cosa o persona meritevole; trattamento favorevole, privilegio: ricevere qualcuno con tutti gli onori; serata, banchetto in onore di un ospite; ricevere l'onore di una visita illustre  | onori funebri, esequie ' onori militari, ogni manifestazione fatta dalle forze militari, secondo un preciso cerimoniale, per rendere ossequio ad autorità, a defunti, a una bandiera ecc.: rendere gli onori (militari) | concedere l'onore delle armi, rendere gli onori militari a chi si arrende dopo strenua difesa (anche fig.) ' fare gli onori di casa, accogliere gli ospiti ' posto d'onore, riservato all'ospite più importante o a chi è festeggiato | tribuna, palco d'onore, riservato alle autorità ' scorta, guardia, picchetto d'onore, concessi a dignitari, ministri e sim. ' fare onore alla tavola, gradire quanto viene servito, mangiando con gusto, servendosi abbondantemente | piazza d'onore, nello sport, il secondo posto in una gara | giro d'onore, quello compiuto in pista dal vincitore | troppo onore!, formula di cortesia con la quale si dichiara di non meritare un riconoscimento, un privilegio (o, in senso iron., una discriminazione, un cattivo trattamento)    • 6 •   atto di culto, di venerazione: festa in onore del santo patrono | pervenire, innalzare agli onori degli altari, essere dichiarato, dichiarare santo    • 7 •   spec. pl.  grado, titolo di onorificenza: pervenire ai più alti onori; essere avido, schivo di onori    • 8 •   (lett.) ornamento materiale: l'onor del mento, (scherz.) la barba    • 9 •   pl.  le carte più importanti nel gioco del bridge, del tressette ecc.
onorevole   ant. orrevole, agg.    • 1 •   degno di onore: persona onorevole  | in italia, titolo attribuito ai membri del parlamento, soprattutto ai deputati, e usato anche per tradurre titoli analoghi o appellativi di rispetto di paesi stranieri (nell'uso scritto spesso abbreviato in on.): l'on. presidente del consiglio; onorevoli colleghi, formula allocutoria usata da chi interviene in parlamento    • 2 •   che fa onore, che costituisce motivo di onore: tenere un comportamento onorevole; una professione onorevole  | che non lede, non pregiudica l'onore: soluzione, accordo onorevole    • 3 •   (ant.) decoroso; pomposo, splendido: fece fare uno orrevole e bello casamento  (boccaccio dec.  ix, 5)  s.m.  e f.  chi è membro del parlamento, e in partic. deputato § onorevolmente avv. 
onorevolezza   ant. orrevolezza, s.f.  (rar.)    • 1 •   l'essere onorevole, onorato (detto di cosa)    • 2 •   onorabilità, dignità (riferito a persona).
onorificenza   s.f.  segno di onore (titolo, carica, decorazione ecc.) concesso in riconoscimento di particolari benemerenze: concedere un'onorificenza; insignire di un'alta onorificenza. 
onorifico   agg.  [pl. m. -ci] che dà onore, che è conferito per onorare: titolo onorifico; carica onorifica, che non comporta retribuzione § onorificamente avv.  (non com.).
onrare   e deriv.   ⇨ onorare e deriv. 
onta   s.f.    • 1 •   disonore, vergogna: subire l'onta della sconfitta    • 2 •   (antiq.) offesa, oltraggio: vendicare l'onta patita; lavare l'onta nel sangue; fare onta all'onore | a onta di, a dispetto di, nonostante: si accinse all'impresa a onta di tutte le difficoltà. 
ontaneto   s.m. , meno com. ontaneta s.f. , bosco di ontani, terreno piantato a ontani.
ontano   s.m.  albero con chioma larga, foglie ovate e legno duro (fam.  betulacee).
on the rocks   loc. agg. invar.  si dice di liquore servito in un bicchiere con cubetti di ghiaccio.
ontico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) che si riferisce all'essere esistente, nella sua concretezza e singolarità.
onto-  onto- primo elemento di parole composte, dal gr. ón óntos, part. pres. di êinai  'essere'; in filosofia vale 'essere, esistenza' (ontologia), in biologia 'organismo, essere vivente' (ontogenesi).
ontogenesi   s.f.  (biol.) l'insieme dei processi di sviluppo di un organismo, dall'uovo o germe all'embrione e agli stadi successivi, fino alla formazione di un individuo adulto.
ontogenetico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di, relativo all'ontogenesi.
ontologia   s.f.  parte della filosofia che studia il concetto e la struttura dell'essere in generale, e non i fenomeni in cui si concreta e specifica | nella filosofia analitica, riflessione sui problemi di esistenza a partire dal linguaggio; anche, l'insieme di entità che una teoria assume come esistenti.
ontologico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) che concerne l'ontologia | prova ontologica, argomento ontologico, argomento che, per dimostrare l'esistenza di dio, si fonda esclusivamente sull'idea stessa che l'uomo ha di dio come essere perfetto § ontologicamente avv.  in senso ontologico, dal punto di vista ontologico.
ontologismo   s.m.  dottrina filosofica che pone come condizione prima e fondamentale di ogni nostra conoscenza l'intuizione diretta dell'essere assoluto, cioè di dio: l'ontologismo di malebranche; l'ontologismo di gioberti. 
ontologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) chi segue l'ontologismo  agg.  che concerne l'ontologismo.
ontoso   agg.  (ant.) che dà onta; vergognoso, ingiurioso: gridandosi anche loro ontoso metro  (dante inf.  vii, 33).
onusto   agg.  (lett.) carico: onusto di anni, di gloria. 
onza   s.f.  (ant.) lonza, leopardo.
oo-  oo- primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, dal gr. o¯ión  'uovo'; vale 'uovo, gamete femminile' o indica somiglianza di forma con l'uovo (oosfera, oolite).
ooblasto   s.m.  (biol.) cellula dalla quale deriva l'uovo.
oocisti   s.f.  (biol.) fase del ciclo di sviluppo di alcuni sporozoi, costituita da una cisti membranosa all'interno della quale avviene la formazione delle spore.
oocita   o ovocita, s.m.  (biol.) gamete femminile non ancora maturo.
ooforite   s.f.  (med.) lo stesso, ma meno com., che ovarite. 
ooforo   agg.  e s.m.  (biol.) si dice del follicolo ovarico, in cui si sviluppa il gamete femminile (uovo).
oogamia   o ovogamia, s.f.  (biol.) riproduzione sessuata in cui i due gameti sono rappresentati rispettivamente dall'uovo e dallo spermio.
oogenesi   s.f.  (biol.) l'insieme dei processi che portano alla formazione dell'uovo.
oogonio   o ovogonio, s.m.    • 1 •   (bot.) organo sessuale femminile contenente una o più oosfere    • 2 •   (biol.) stadio primitivo dell'uovo all'interno del follicolo ovarico.
oolite   s.m.  (geol.) granello sferico di diametro inferiore a due millimetri, formato da una serie di strati concentrici di calcite o dolomite, che entra nella composizione di alcune rocce sedimentarie, per lo più calcaree; se è di diametro superiore a due millimetri, è detto pisolite. 
oologia   s.f.  settore della zoologia che studia le uova degli uccelli.
oomiceti   s.m. pl.  (bot.) sottoclasse di funghi ficomiceti, con micelio formato da ife coperte di cellulosa | sing.  [-e] ogni fungo di tale sottoclasse.
oosfera   s.f.  (bot.) gamete femminile vegetale.
oospora   s.f.  (bot.) cellula femminile delle tallofite che, dopo la fecondazione, diventa una spora.
ooteca   s.f.  (zool.) involucro in cui sono contenute le uova deposte da varie specie d'insetti.
opacamento   s.m.  il divenire opaco; opacizzazione (anche fig.).
opacimetro   s.m.  strumento per il controllo della quantità di idrocarburi incombusti emessi da un motore diesel, basato sulla rilevazione automatica della diminuzione del potere riflettente di uno schermo esposto ai gas di scarico.
opacità   s.f.  l'essere opaco; mancanza di trasparenza, di lucidità (anche fig.): l'opacità di un vetro, di un suono, di uno sguardo. 
opacizzante   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che viene impiegata in varie produzioni industriali per rendere opaca la smaltatura di una superficie.
opacizzare   v. tr.  rendere opaco (anche fig.): opacizzare un tessuto | opacizzare un organo, in radiologia, renderlo opaco ai raggi x | opacizzarsi v. rifl.  diventare opaco.
opacizzazione   s.f.    • 1 •   l'opacizzare, l'opacizzarsi, l'essere opacizzato: opacizzazione di un organo    • 2 •   (fig. non com.) offuscamento.
opaco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   che non si lascia attraversare completamente dalla luce: vetro opaco    • 2 •   (scient.) che non si lascia attraversare da determinate radiazioni: opaco ai raggi x; schermo opaco alle radiazioni magnetiche    • 3 •   (estens.) privo di lucentezza, non lucido: marmo opaco; tessuto opaco    • 4 •   (fig.) che manca di limpidezza, di acutezza, di vivacità e sim.; ottuso, inespressivo: suono opaco; voce opaca; sguardo opaco; intelligenza opaca '  non brillante, mediocre: la squadra ha fornito una prestazione opaca    • 5 •   (poet.) oscuro, non illuminato; ombroso: già declinava il sole, e crescean l'ombre / de' monti opachi  (caro) § opacamente avv.  in modo inespressivo, ottuso, mediocre.
opale   rar. opala, opalo, s.m.  o f.  silice idrata dall'aspetto di gelatina indurita, le cui varietà iridescenti o di bella tinta vengono usate per scopi ornamentali: opale nobile, gemma pregiata di colore bianco-azzurro.
opalescente   agg.  che presenta opalescenza.
opalescenza   s.f.  aspetto lattiginoso e insieme iridescente che hanno alcuni solidi (tra cui l'opale), liquidi e gas; l'essere opalescente.
opalina   s.f.    • 1 •   lastra di vetro translucido che imita l'opale    • 2 •   tipo di cartoncino semilucido    • 3 •   tessuto di cotone molto leggero, a trama rada, semitrasparente.
opalino   agg.  di opale; opalescente: quelle acque erano immote, opaline, verdoline, profonde  (panzini).
opalizzato   agg.  che è diventato o è stato reso di colore simile all'opale.
opalo    ⇨ opale.
op art   loc. sost. f. invar.  movimento artistico internazionale sviluppatosi alla fine degli anni '50, fondato sull'analisi dei principi dell'ottica e sulla teoria della percezione visiva.
ope legis   loc. avv.  e agg. invar.  per effetto di legge, in forza di una legge.
open   agg. invar.    • 1 •   (sport) si dice di gara o di torneo sportivo aperto a professionisti e dilettanti | anche s.m. invar.  : un open di tennis    • 2 •   si dice di biglietto aereo, navale o ferroviario in cui non è precisata la data del viaggio.
open-end  open-end loc. agg. invar.    • 1 •   (fin.) si dice di fondo di investimento aperto, il cui capitale varia in funzione degli acquisti e dei riscatti delle quote    • 2 •   si dice di un sistema di filatura denominato anche a capi aperti  o a fibre libere, molto più rapido ed efficiente dei sistemi tradizionali | anche, del filatoio che realizza tale sistema.
openione    ⇨ opinione.
open space   loc. sost. m. invar.  sistemazione di ambienti interni, spec. adibiti a uffici, con grandi locali suddivisi in zone da elementi di arredamento come armadi o scaffalature.
opera   ant. o lett. opra, ovra, s.f.    • 1 •   ogni attività, azione, lavoro diretti a un fine: l'opera dell'uomo; l'opera di dio; l'opera della natura, del vento, delle acque; fare opera di persuasione, di pace; un'opera buona, di carità, di beneficenza; valersi dell'opera altrui; mettersi all'opera, intraprendere un lavoro; essere all'opera, star facendo un lavoro; mettere in opera un proposito, effettuarlo, attuarlo ' per opera di, per mezzo, per intercessione di: ottenne un buon impiego per opera di una persona influente | mano d'opera, manodopera ' prestatore d'opera, lavoratore dipendente | legname da opera, destinato a essere lavorato | prov.  : chi ben comincia è alla metà dell'opera    • 2 •   l'effetto, il risultato concreto di un'attività artistica, intellettuale, materiale: opera d'arte, dell'ingegno, manuale; opera filosofica, storica, letteraria; le opere del petrarca, di giorgione; mettere in opera, attuare, realizzare; anche, installare, mettere in funzione | per compiere l'opera, (fig.) per giunta, oltretutto | opere di consultazione, i libri, come dizionari ed enciclopedie, destinati alla consultazione e non alla lettura | opera di fortificazione, elemento di un sistema difensivo ' opere pubbliche, promosse da enti pubblici a servizio e vantaggio della comunità | contratto d'opera, che prevede la produzione di un determinato risultato conseguente a un'attività di lavoro, non la semplice prestazione di tale attività. dim. operetta, operina    • 3 •   rappresentazione musicata e cantata con orchestra, solisti e coro, realizzata sulla scena di un teatro; è detta anche opera lirica  o melodramma : rappresentare un'opera; libretto d'opera; teatro dell'opera; opera buffa, melodramma giocoso; opera rock, spettacolo teatrale cantato e danzato su musiche rock | (estens.) teatro dove si rappresentano opere: andare all'opera    • 4 •   (non com.) lavoro a giornata; per estens., giornata di lavoro di un salariato    • 5 •   nome di istituzioni di beneficenza: opere pie; pontificie opere missionarie  | fabbrica, fabbriceria: l'opera del duomo    • 6 •   opera viva, morta, (mar.) la parte di un'imbarcazione che sta sopra o sotto la linea di galleggiamento.
operabile   agg.    • 1 •   che si può sottoporre a operazione chirurgica: un malato operabile    • 2 •   (non com.) che si può operare, fare.
operabilità   s.f.  l'essere operabile.
operaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi svolge un'attività lavorativa manuale alle dipendenze di qualcuno: operaio generico, qualificato, specializzato; operai agricoli, edili, tessili    • 2 •   (estens. lett.) lavoratore in genere: operaio della penna, del pennello, scrittore, pittore    • 3 •   (ant.) chi presta lavoro a opera nei campi; bracciante    • 4 •   (ant.) sopraintendente, amministratore di un'opera o fabbriceria: operaio del duomo   agg.    • 1 •   che fa l'operaio: studente operaio; preti operai  | api, formiche operaie, quelle infeconde che svolgono tutti i lavori necessari alla vita della società    • 2 •   degli operai; per estens., dei lavoratori dipendenti: movimento, partito operaio; classe operaia; lotte operaie. 
operaismo   s.m.    • 1 •   tendenza a privilegiare le esigenze materiali e culturali della classe operaia    • 2 •   teoria politica che considera rivoluzionarie le lotte economiche condotte autonomamente dalla classe operaia.
operaista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene, è fautore dell'operaismo | usato anche come agg.  in luogo di operaistico : partito operaista. 
operaistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'operaismo, che concerne l'operaismo: ideologia operaistica. 
operando   agg.  si dice di paziente che sta per essere sottoposto a intervento chirurgico  s.m.    • 1 •   [f. -a] paziente operando    • 2 •   (mat.) ciascuno degli elementi sui quali viene effettuata un'operazione (p. e. in 2+3,    • 2 •   e    • 3 •   sono gli operandi)    • 3 •   (inform.) parte di un'istruzione contenente gli indirizzi dei dati su cui essa opera.
operante   part. pres.  di operare   agg.  attivo, efficace: accordo, legge operante. 
opera omnia   loc. sost. f. invar.  raccolta di tutte le opere di un autore: l'opera omnia di leopardi. 
operare   ant. o lett. oprare, ovrare, v. intr.  [io òpero ecc. ; aus. avere]    • 1 •   agire, fare, lavorare: operare bene, male; operare inutilmente, con buoni risultati; operare secondo il proprio, nell'altrui interesse; operare nel settore industriale, in borsa; giotto operò a napoli  | compiere azioni: la squadriglia operava sul fronte orientale    • 2 •   produrre effetto, un effetto: un farmaco che opera velocemente; operare sui meccanismi di distribuzione    • 3 •   (mat.) fare operazioni: operare con numeri decimali  | v. tr.    • 1 •   compiere, fare; produrre: operare il bene, il male; operare miracoli; operare un cambiamento, una trasformazione in qualcuno, in qualcosa; la cura non ha operato alcun effetto    • 2 •   sottoporre a operazione chirurgica (anche assol.): operare un malato al fegato, di ernia; operare d'urgenza; il chirurgo sta operando  | intervenire chirurgicamente su un organo, su una formazione o una parte malata: operare il cuore, un polmone, un ascesso    • 3 •   lavorare una stoffa tessendovi disegni in rilievo    • 4 •   (ant.) usare, impiegare: ma pure, come valenti uomini, ogni arte et ogni forza operando,... due dì si sostennero  (boccaccio dec.  ii, 7) | operarsi v. rifl.    • 1 •   accadere, compiersi, prodursi: si operò in lui un cambiamento repentino    • 2 •   (fam.) farsi operare, sottoporsi a intervento chirurgico: operarsi allo stomaco, di ernia. 
operativismo   s.m.  (filos.) lo stesso che operazionismo. 
operatività   s.f.  l'essere operativo; attività, funzionamento, efficacia.
operativo   agg.    • 1 •   che ha la capacità di operare: virtù, efficacia operativa    • 2 •   che serve a operare; fatto in vista di un'azione: piano operativo | ricerca operativa, il complesso di tecniche per costruire modelli matematici di operazioni di gestione (p. e.  magazzinaggio, trasporto, ripartizione delle risorse) allo scopo di trovare le soluzioni ottimali    • 3 •   che riguarda la fase di attuazione pratica: ordine operativo  | sala operativa, nella quale sono riuniti i dispositivi di controllo e di comando a distanza di operazioni complesse | settore operativo, relativo a operazioni belliche    • 4 •   (burocr.) che è in vigore, che ha efficacia: l'accordo è già operativo  § operativamente avv.  in modo operativo; sul piano, dal punto di vista operativo.
operato   part. pass.  di operare  agg.    • 1 •   che è stato sottoposto a intervento chirurgico: il paziente operato    • 2 •   di tessuti e sim., a disegni o a trama lavorata in rilievo: velluto, cuoio operato; carta operata   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi ha subito un'operazione chirurgica    • 2 •   ciò che è stato fatto; il modo di comportarsi, di agire: criticare l'operato altrui; render conto del proprio operato. 
operatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi opera, chi compie determinate azioni    • 2 •   chi è addetto a far funzionare macchine, impianti ecc.: operatore cinematografico, televisivo, chi manovra la macchina da presa, la telecamera; operatore del suono, chi manovra gli apparecchi per la registrazione dei suoni | chi è addetto alle operazioni di input e output di un calcolatore elettronico    • 3 •   (econ.) chi agisce come acquirente o come venditore su un mercato | operatore di borsa, chi tratta affari di borsa per conto proprio o di altri    • 4 •   chi presta la propria opera in un determinato settore: operatore sanitario, turistico    • 5 •   in matematica: operatore aritmetico, quello che indica un'operazione aritmetica (+, -,:, x); operatore relazionale, quello che indica la relazione fra due dati o due insiemi (p. e.  0, >, =); operatore binario, operatore logico o aritmetico che collega due operandi; operatore logico, in logica matematica, simbolo che, applicato a una forma enunciativa, la trasforma in un enunciato, nel nome di un individuo o di una proprietà (gli operatori logici più comuni sono i quantificatori); in elettronica, quello che descrive il comportamento dei circuiti simulando le operazioni dei connettivi logici (gli operatori logici fondamentali sono and, or, not)  agg.  che opera: macchina operatrice, qualsiasi macchina che compie operazioni di lavorazione e trasformazione di materiali.
operatorio   agg.    • 1 •   che riguarda un'operazione, spec. chirurgica: sala operatoria; tavolo operatorio; intervento, atto operatorio    • 2 •   (mat.) che concerne le operazioni | calcolo operatorio, parte della matematica che studia gli operatori.
operazionale   agg.    • 1 •   (non com.) operativo: fase operazionale    • 2 •   (mat.) che concerne le operazioni, che si può descrivere in termini di operazioni § operazionalmente avv. 
operazionalismo   s.m.  (filos.) lo stesso che operazionismo. 
operazione   s.f.    • 1 •   l'operare; azione, procedimento: infilare un ago non è un'operazione facilissima    • 2 •   insieme di atti volti a un fine: una difficile operazione di polizia; operazione finanziaria, economica, commerciale; operazioni militari; operazione aeronavale; operazioni di mercato aperto, (fin.) serie di acquisti e vendite di titoli a reddito fisso effettuata dalla banca centrale per determinare variazioni nella base monetaria e nei tassi di interesse | in partic., attuazione di un piano complesso, spec. militare o di polizia, che prende nome dal suo scopo o viene designato con un nome convenzionale: operazione droga; l'operazione ariete  | zona di operazione, regione sottoposta all'autorità militare, nella quale si svolgono dei combattimenti    • 3 •   intervento chirurgico: fare, subire un'operazione allo stomaco; sottoporre qualcuno a operazione; un'operazione delicata, ben riuscita    • 4 •   (mat.) in algebra, procedimento definito sugli elementi di un insieme e dotato di specifiche proprietà, che associa a uno o più elementi dell'insieme un solo elemento dello stesso insieme (operazione interna) o di un altro insieme (operazione esterna) | nell'uso corrente, procedimento di calcolo su numeri o su altri enti astratti: operazioni aritmetiche; un problema con tre operazioni.  dim. operazioncella, operazioncina. 
operazionismo   s.m.  (filos.) teoria epistemologica formulata dal fisico statunitense p. w. bridgman (1882-1961), secondo cui i concetti, per avere valore scientifico, devono essere riconducibili a una serie di procedure sperimentali.
opercolatrice   s.f.  macchina usata nell'industria farmaceutica per la produzione di opercoli.
opercolo   s.m.    • 1 •   (scient.) organo, fisso o mobile, che chiude l'apertura di una cavità in animali e vegetali    • 2 •   (estens.) chiusura, spec. se rigida    • 3 •   (farm.) capsula cilindrica di gelatina rigida, ma solubile nell'apparato digerente, che contiene polveri medicinali.
operetta   s.f.    • 1 •   dim.  di opera  | breve componimento letterario in prosa o in poesia: le «operette morali» di leopardi    • 2 •   genere di teatro musicale nato nella seconda metà dell'800, in cui brani cantati si alternano a danze e a scene interamente recitate; ogni rappresentazione di tale genere: un'operetta di j. strauss | da operetta, (fig.) si dice di avvenimento o personaggio frivolo, superficiale, poco serio: un matrimonio, un personaggio da operetta. 
operettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] compositore di operette musicali.
operettistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne l'operetta: il genere operettistico    • 2 •   (fig.) da operetta; frivolo, fatuo.
operismo   s.m.  il melodramma inteso come genere musicale; la produzione operistica.
operista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] autore di melodrammi.
operistico   agg.  [pl. m. -ci] del melodramma: brano operistico; stagione operistica. 
operone   s.m.  (biol.) gruppo di geni adiacenti che entrano in azione simultaneamente sotto il controllo di un gene operatore.

operosità   s.f.  l'essere operoso; laboriosità.
operoso   agg.    • 1 •   che opera molto: un impiegato operoso; una cittadina operosa; carità attiva e operosa  | operante, attivo: un pittore operoso a milano    • 2 •   ricco di opere, di lavoro: una giornata, una vita operosa    • 3 •   (lett.) faticoso, impegnativo § operosamente avv. 
-opia  -opia secondo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. óps o¯pós  'occhio'; vale 'vista' (ametropia, miopia).
opifice   s.m.  (ant. , lett.) artefice, creatore.
opificio   s.m.  (antiq.) fabbrica, stabilimento industriale.
opilionidi   s.m. pl.  (zool.) ordine di artropodi con addome breve e zampe lunghissime, assai simili ai ragni; hanno sessi separati (cl.  aracnidi) | sing.  [-e] ogni artropode di tale ordine.
opimo   agg.  (lett.)    • 1 •   grasso, pingue: bue opimo; vittima opima    • 2 •   (estens.) ricco, fertile: terra, città opima    • 3 •   spoglie opime, nell'antica roma, le spoglie del comandante nemico ucciso, riportate trionfalmente dal comandante di un esercito romano | (estens. lett.) trofeo, bottino glorioso.
opinabile   agg.  intorno a cui si possono avere opinioni diverse: una questione opinabile; è materia opinabile  § opinabilmente avv. 
opinabilità   s.f.  (non com.) l'essere opinabile; incertezza.
opinare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (lett.) avere come opinione, quindi non come certezza: opinavano che non fosse credibile. 
opinativo   s.m.  (rar.)    • 1 •   che riguarda l'opinione o la facoltà di opinare    • 2 •   che costituisce un'opinione, non una certezza; opinabile.
opinione   ant. openione, oppenione, oppinione, s.f.    • 1 •   ciò che si pensa di qualcuno o di qualcosa; idea, parere, giudizio: opinione arbitraria, fondata, infondata; aderire, accedere a un'opinione; accettare, condannare, ribadire un'opinione; cambiare opinione; farsi, formarsi un'opinione; rimanere della propria opinione; avere il coraggio delle proprie opinioni; avere un'opinione in merito a qualcosa; essere dell'opinione, ritenere ' opinione corrente, prevalente, quella della maggior parte della gente ' opinione invalsa, che ha preso vigore, radicata ' articolo di opinione, pezzo giornalistico di interpretazione e valutazione di fatti, spec. politici o di costume | opinione pubblica  (o pubblica opinione), il modo di giudicare e di pensare della collettività, dei cittadini; per estens., la collettività, i cittadini stessi che pensano e giudicano: le reazioni dell'opinione pubblica; informare, sensibilizzare, sfidare l'opinione pubblica | prov.  : la matematica non è un'opinione, per dire che sulle cose certe non si discute    • 2 •   stima, considerazione: avere una buona, una cattiva opinione di qualcuno, di qualcosa; avere alta opinione di sé, reputarsi di grande valore, stimarsi oltremodo.
opinionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive articoli giornalistici di opinione.
opinion leader   loc. sost. m.  e f. invar.  chi, per il prestigio di cui gode o per i mezzi di cui dispone, influenza in modo determinante l'opinione pubblica | nel marketing, chi è in grado di influire sulle scelte di consumo di una massa di consumatori, e condiziona quindi il loro stile di vita.
opinion maker   loc. sost. m.  e f. invar.  lo stesso che opinion leader, con riferimento soprattutto a giornalisti, operatori pubblicitari ecc.
opistobranchi   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di molluschi marini con una sola branchia situata dietro il cuore (cl.  gasteropodi) | sing.  [-chio] ogni mollusco di tale sottoclasse.
opistodomo   s.m.  portico posteriore del tempio greco.
opistografo   agg.  (paleogr.) si dice di foglio, rotolo o altro materiale scrittorio che sia scritto su entrambe le facce.
opistotono   s.m.  (med.) contrazione tetanica dei muscoli della nuca e della regione posteriore del tronco, con incurvamento all'indietro del corpo.
op là   non com. hop là, opplà, oppe là, oppelà, loc. inter.  grido con cui si incita il cavallo a saltare; esclamazione che si fa saltando, compiendo qualche movimento simile o vedendo altri compierne; si usa anche per rincorare affettuosamente un bambino che cade a terra.
oplita   o oplite, s.m.  [pl. -ti] nell'antica grecia, soldato di fanteria con armatura pesante.
oploteca   s.f.  raccolta, collezione di armi | sezione di un museo in cui sono esposte armi ed armature.
opoponaco   o opopanaco, s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   gommoresina ricavata da due piante delle ombrellifere, da cui si ottiene un olio essenziale usato in profumeria e, un tempo, anche in farmacia    • 2 •   ciascuna delle due piante da cui si ricava tale gommoresina.
opossum   s.m. invar.    • 1 •   mammifero marsupiale americano con muso aguzzo, arti brevi e pelliccia dal pelo lungo e folto, assai ricercata    • 2 •   la pelliccia di tale animale.
opoterapia   s.f.  (med.) terapia basata sulla somministrazione di sostanze estratte da organi animali.
opoterapico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che si riferisce all'opoterapia: preparato opoterapico. 
oppelà   oppe là  ⇨ op là.
oppenione    ⇨ opinione.
oppiaceo   agg.  e s.m.  si dice di sostanza o preparato che contiene oppio o suoi derivati.
oppiare   v. tr.  [io òppio ecc.] (non com.)    • 1 •   mescolare, trattare con oppio    • 2 •   drogare qualcuno somministrandogli oppio | (fig. rar.) intontire, stordire.
oppiato   part. pass.  di oppiare   agg.  si dice di sostanza a cui è stato aggiunto oppio: bevanda oppiata; tabacco oppiato  s. m.  preparato farmaceutico contenente oppio.
oppido   s.m.  (ant. , lett.) città fortificata.
oppilare   v. tr.  (rar.) chiudere, ostruire, occludere.
oppilativo   agg.  (rar.) che può occludere.
oppilazione   s.f.  (rar.) ostruzione, occlusione.
oppinione    ⇨ opinione.
oppio   ant. alloppio [al-lòp-pio], s.m.    • 1 •   miscela di alcaloidi con proprietà narcotiche (fra cui morfina, codeina e papaverina), estratta allo stato di latice per incisione delle capsule del papavero bianco    • 2 •   (fig.) ciò che provoca oblio, illusioni e vaneggiamenti, che offusca le capacità intellettuali: lo sport è l'oppio dei popoli  (pratolini).
oppiomane   s.m.  e f.  chi usa abitualmente l'oppio come stupefacente.
oppiomania   s.f.  uso abituale di oppio come stupefacente.
opplà    ⇨ op là.
opponente   part. pres.  di opporre   agg.  che oppone o si oppone  s.m.  e f.    • 1 •   (non com.) chi si oppone    • 2 •   (dir.) chi presenta un'opposizione.
opponere    ⇨ opporre.
opponibile   agg.    • 1 •   che si può opporre | in partic., si dice del pollice, in quanto può opporsi a ogni altro dito della stessa mano, consentendo la presa    • 2 •   (dir.) contro il quale può essere fatta opposizione: provvedimento opponibile. 
opporre   ant. opponere, v. tr.  [coniugato come porre] mettere, porre contro (sul piano fisico o morale, intellettuale): opporre fortificazioni all'avanzata nemica; opporre un'accanita resistenza; opporre un rifiuto; opporre validi argomenti  | (non com.) obbiettare: oppose che non poteva esser vero  | opporsi v. rifl.  o intr. pron.  porsi contro: il pollice si oppone alle altre dita  | (fig.) costituire contrasto, fare ostacolo: nulla si oppone; i genitori si opposero al loro matrimonio  | v. rifl.    • 1 •   (non com.) essere in contrapposizione, in contraddizione reciproca    • 2 •   (ling.) essere in opposizione: in italiano la consonante semplice e la doppia si oppongono  (p. e. in  calo / callo).
opportunismo   s.m.  atteggiamento di chi si adegua di volta in volta alle circostanze cercando di sfruttarle a proprio vantaggio: agire per opportunismo; opportunismo politico. 
opportunista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si comporta con opportunismo | usato anche come agg.  : una scelta opportunista. 
opportunistico   agg.  [pl. m. -ci] di opportunismo, dettato o caratterizzato da opportunismo; proprio degli opportunisti: calcoli opportunistici; gioco opportunistico  § opportunisticamente avv. 
opportunità   s.f.    • 1 •   l'essere opportuno: l'opportunità di una scelta, di una decisione; non avere senso d'opportunità    • 2 •   occasione, circostanza favorevole: avere, cogliere, offrire, perdere un'opportunità    • 3 •   (ant.) necessità, bisogno: adriano... per alcuna opportunità natural si levò  (boccaccio dec.  ix, 6).
opportuno   agg.  che si addice, che è adeguato alla circostanza: giungere, arrivare opportuno; riuscire, tornare opportuno; momento, tempo opportuno per fare qualcosa; non è questo il momento opportuno per parlare di certe cose; è opportuno, credo opportuno che tu vada; ritenne opportuno tacere. 
oppositivo   agg.  di opposizione, che stabilisce un'opposizione.
opposito    ⇨ opposto.
oppositore   s.m.  [f. -trice] chi si oppone, chi assume una posizione contraria; avversario: un fiero, un accanito oppositore; gli oppositori di un progetto, del governo; sconfiggere, battere i propri oppositori. 
opposizione   s.f.    • 1 •   l'opporre, l'opporsi, l'essere opposto; argomento con cui ci si oppone: incontrare, vincere l'opposizione dei genitori; a nulla valsero le mie opposizioni.  dim. opposizioncella    • 2 •   azione di contrasto svolta legalmente dai partiti contrari alla politica della maggioranza di governo; anche, l'insieme dei parlamentari appartenenti a tali partiti e, per estens., di tutti coloro che a essi sono iscritti; l'opposizione di destra, di sinistra; i banchi dell'opposizione; essere, passare all'opposizione; partito, giornale d'opposizione; opposizione costituzionale, quella che contrasta la politica governativa nel rispetto delle regole e dei principi del sistema    • 3 •   contrasto, contraddizione: due principi in opposizione tra loro    • 4 •   (filos.) relazione fra due termini o due giudizi che si negano, si escludono a vicenda    • 5 •   (dir.) ricorso contro un provvedimento dell'autorità per ottenerne la revoca o per paralizzarne gli effetti    • 6 •   (astr.) posizione di due corpi celesti diametralmente opposti rispetto a un terzo (p. e.  la posizione della luna, rispetto alla terra, nel plenilunio)    • 7 •   in astrologia, aspetto planetario che, nell'oroscopo, esercita un influsso negativo    • 8 •   nella linguistica strutturale, il rapporto esistente tra elementi che potrebbero occupare lo stesso posto in un enunciato, ma producendo diversi significati; può verificarsi a livello fonologico, morfologico, sintattico e lessicale (p. e.  tra i fonemi m  e p  nelle parole madre/padre).
opposto   ant. opposito [op-pò-si-to], part. pass.  di opporre   agg.    • 1 •   che è posto di fronte: il lato, il marciapiede opposto | foglie opposte, (bot.) che stanno sullo stesso nodo, una di fronte all'altra    • 2 •   (fig.) contrario, contrapposto: opinioni, tendenze opposte; un concetto diametralmente opposto    • 3 •   (filos.) si dice di termine o di giudizio che è in rapporto di opposizione con altro termine o altro giudizio (p. e. metà - doppio, bianco - nero, essere - non essere)    • 4 •   (mat.) si dice dell'inverso di un elemento rispetto all'addizione; p. e. a  è l'elemento opposto di b, per cui: a + (b) a° 0   s.m.  il contrario, la cosa contraria: è l'opposto di suo padre; dire, fare, pensare l'opposto | tutto l'opposto, la cosa assolutamente contraria ' all'opposto, al contrario § oppostamente avv.  (non com.) all'opposto, contrariamente.
oppressare   v. tr.  [io opprèsso ecc.] (ant.) opprimere, soffocare con una tirannide: era necessario... ch' e' persi fussino oppressati da' medi  (machiavelli).
oppressione   s.f.    • 1 •   l'opprimere, l'essere oppresso: una dura, spietata oppressione; l'oppressione straniera; liberarsi dall'oppressione familiare    • 2 •   (fig.) sensazione spiacevole di fastidio fisico o di ansietà, di angoscia: sentire un'oppressione al cuore, allo stomaco; l'oppressione di una lunga attesa. 
oppressivo   agg.  che opprime (anche fig.): un caldo oppressivo; leggi oppressive  § oppressivamente avv. 
oppresso   part. pass.  di opprimere  agg.  che è sottoposto a oppressione; che non ha libertà: popoli oppressi  | afflitto: animo oppresso   s.m.  [f. -a] chi è vittima di sopraffazioni, vessazioni: i deboli e gli oppressi. 
oppressore   s.m.  chi opprime, chi esercita un'oppressione: vivere sotto l'oppressore; insorgere contro l'oppressore; liberarsi dall'oppressore  | usato anche come agg.  : regime oppressore. 
opprimente   part. pres.  di opprimere   agg.  che dà oppressione; pesante, insopportabile: un caldo, una noia opprimente; un'educazione opprimente. 
opprimere   v. tr.  [pass. rem. io opprèssi  (rar. oppriméi), tu opprimésti ecc. ; part. pass. opprèsso]    • 1 •   tenere in soggezione, in schiavitù: un popolo oppresso dalla dittatura; opprimere le minoranze    • 2 •   provocare un fastidio, una sensazione di peso su qualcosa o qualcuno (anche fig.): un'afa che opprime il respiro; essere oppresso dalla noia, dalla fatica, dalle preoccupazioni. 
opprobrio    ⇨ obbrobrio.
oppugnabile   agg.  che si può oppugnare; confutabile § oppugnabilmente avv. 
oppugnabilità   s.f.  l'essere oppugnabile: l'oppugnabilità di un ragionamento, di una sentenza. 
oppugnare   v. tr.    • 1 •   controbattere, contrastare, confutare: oppugnare un'opinione, una teoria; oppugnare una sentenza    • 2 •   (ant.) assalire, aggredire.
oppugnatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi si oppone; oppositore    • 2 •   (ant.) assaltatore, combattente.
oppugnazione   s.f.    • 1 •   opposizione, confutazione: l'oppugnazione di una teoria    • 2 •   (ant.) assalto, attacco.
oppure   ant. o pure, cong.    • 1 •   forma rafforzata della congiunzione o  (con valore disgiuntivo): vuoi un libro oppure un disco?    • 2 •   con il valore di altrimenti, in caso contrario : dovrai affrettarti, oppure perderai il treno  | in apertura di frase, per introdurre una nuova possibilità o ipotesi: oppure, non potresti pensarci tu?. 
opra   e deriv.   ⇨ opera e deriv. 
oprire   v. tr.  (ant.) aprire.
-opsia  -opsia secondo elemento di parole composte della terminologia medica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. ópsis  'vista'; fa riferimento a un esame diagnostico visivo o comunque diretto (autopsia, biopsia).
opsonico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di, relativo alle opsonine.
opsonina   s.f.  (biol.) sostanza presente nel siero del sangue che ha la proprietà di modificare la superficie di microrganismi, elementi cellulari o antigeni, rendendoli attaccabili dai fagociti.
optare   ant. ottare, v. intr.  [io òpto ecc. ; aus. avere] fare un'opzione, una scelta tra due o più cose: optare tra due proposte; optare per una soluzione. 
optical art   loc. sost. f. invar.  denominazione per esteso del movimento artistico più noto come op art. 
optimum   s.m. invar.  il massimo livello a cui si possa giungere in un dato campo: raggiungere l'optimum di una produzione; atleta all'optimum della forma. 
optional   s.m. invar.  accessorio, variante che si può avere a richiesta pagando un sovrapprezzo rispetto al modello di serie (di un'autovettura, un elettrodomestico, una macchina utensile e sim.).
opto-  opto- primo elemento di parole composte della moderna terminologia medica e scientifica, dal gr. optós  'visibile', che è da orân  'vedere'; fa riferimento all'occhio, alla vista (optometria).
optoelettronica   s.f.  disciplina che integra le conoscenze e le tecnologie dell'ottica con quelle dell'elettronica.
optografia   s.f.  formazione dell'immagine sulla retina.
optogramma   s.m.  [pl. m. -mi] (med.) l'immagine di un oggetto che si forma sulla retina per scissione della porpora retinica sotto l'influenza della luce.
optometria   s.f.  misurazione della vista che si effettua per poterne correggere i difetti con l'uso di lenti.
optometrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] ottico diplomato abilitato alla misurazione della vista e alla prescrizione di lenti adatte a correggerne i difetti.
optometro   s.m.  strumento usato per misurare la vista.
optotipo    ⇨ ottotipo.
opulento   agg.    • 1 •   (lett.) molto ricco, abbondante: rendita opulenta | società opulenta, in cui il livello dei consumi è molto elevato in tutte le classi sociali    • 2 •   (fig.) troppo abbondante; ridondante: stile opulento, troppo ornato oppure enfatico | donna opulenta, dalle forme prosperose e armoniche; donna giunonica | bellezza opulenta, di donna opulenta § opulentemente avv.  (rar.).
opulenza   s.f.    • 1 •   (lett.) l'essere opulento; ricchezza, sfarzo: vivere nell'opulenza; ma ove dorme il furor d'inclite gesta / e sien ministri al vivere civile / l'opulenza e il tremore  (foscolo sepolcri  137-139)    • 2 •   (fig.) ridondanza: un'opera caratterizzata dall'opulenza dello stile. 
opunzia   s.f.  (bot.) genere di piante grasse che, a eccezione del fico d'india, sono diffuse soltanto nelle americhe (fam.  cactacee).
opus   s.m. invar.    • 1 •   (archeol.) termine con cui si indica ciascuno dei diversi tipi di manufatti edilizi che erano in uso nella roma antica: opus tessellatum, pavimento ottenuto con cubetti di marmo e pietra, anche di colori diversi; opus sectile, mosaico pavimentale composto di marmi e pietre tagliati in forma svariata; opus musivum, mosaico parietale con tessere di vetro e di madreperla; opus caementicium, muratura ottenuta con sassi impastati con malta; opus incertum, muratura con pietre a vista di forma irregolare; opus latericium, muro di mattoni d'argilla seccati al sole e legati con malta; opus reticulatum, costruito con conci, in modo da creare una sorta di reticolo trasversale; opus mixtum, ottenuto alternando strati di pietre e di mattoni    • 2 •   (mus.) termine che, seguito da un numero, indica ciascuna composizione nel catalogo ufficiale delle opere di un autore (si abbrevia in op.): beethoven, «quinta sinfonia» op. 67; il numero d'opus delle composizioni di mozart è introdotto dalla sigla k. 
opuscolo   s.m.  libretto di poche pagine, per lo più di carattere divulgativo o pubblicitario: opuscolo d'informazioni, di propaganda.  dim. opuscoletto, opuscolino  pegg. opuscolaccio. 
opzionale   agg.    • 1 •   che si può scegliere: materia opzionale    • 2 •   che non fa parte del modello di serie, che costituisce un optional: fanale antinebbia opzionale. 
opzione   s.f.    • 1 •   libera scelta fra due o più possibilità incompatibili: fare, operare un'opzione; riservarsi facoltà d'opzione    • 2 •   diritto di preferenza: avere, cedere l'opzione su un acquisto  | diritto di opzione, facoltà riconosciuta ai soci di una società per azioni di sottoscrivere nuove azioni emesse a pagamento in proporzione a quelle già possedute | (fin.) contratto che prevede il diritto di comprare o di vendere a una certa data o entro una certa data un determinato strumento finanziario (titoli, valuta ecc.) a un prezzo prefissato    • 3 •   nel diritto internazionale, facoltà riconosciuta a chi abita in un territorio ceduto a un altro stato di prendere la cittadinanza del nuovo stato o mantenere quella del precedente.
or   avv.  troncamento di ora, usato solo in alcune loc. come or è un anno, otto giorni or sono; in altri casi il troncamento è d'uso letterario: or volge, signor mio, l'undecimo anno  (petrarca canz.  lxii, 9).
ora   (1) s.f.    • 1 •   unità di tempo pari alla ventiquattresima parte del giorno solare medio, uguale a 60 minuti primi, ossia 3600 secondi; lo spazio di tempo di tale durata: ora del giorno, della notte; ore antimeridiane, pomeridiane; un quarto d'ora, mezz'ora; ora legale, solare; la lancetta delle ore; l'orologio segna, batte le ore; le ore    • 9 •   del mattino; un'ora di lezione; un'ora di cammino  | ora astronomica, regolata sul passaggio di un astro ' ora locale, calcolata in base all'esatta posizione del sole sul meridiano di un luogo ' ora internazionale, adottata per convenzione da quasi tutti i paesi e stabilita col sistema dei fusi orari | ora di porto, ritardo dell'onda di marea rispetto al passaggio della luna sul meridiano del luogo ' le ore piccole, le prime dopo la mezzanotte: fare le ore piccole, stare sveglio fino alle prime ore dopo mezzanotte | a ore, secondo il numero delle ore di servizio prestate: lavorare, pagare a ore; donna a ore, domestica pagata in tal modo | le quaranta ore, (lit.) esposizione del ss. sacramento in forma solenne, in origine per quaranta ore consecutive | le centocinquanta ore, ammontare di ore annuali che il lavoratore dipendente ha il diritto di spendere in corsi di studio e che vengono conteggiate per metà come ore lavorative; per estens., i corsi di studio stessi seguiti dal lavoratore. dim. oretta    • 2 •   (estens.) spazio di tempo indeterminato: trascorrere ore felici, dolorose | da un'ora all'altra, in brevissimo tempo, d'improvviso | di ora in ora, con progressione rapida, o da un momento all'altro: la situazione peggiorava di ora in ora; lo aspetto di ora in ora | ore di punta, le parti della giornata nelle quali il traffico è più intenso    • 3 •   un determinato momento del tempo (nell'indicazione di un'ora particolare, la parola ora  viene di solito omessa): a che ora parti?; «che ora è?», «che ore sono?», «che ora fai?» «sono le cinque»; uscirò alla solita ora; l'ora di pranzo | ora x, ora zero, il momento in cui scatterà un'importante operazione | non vedere l'ora di fare qualcosa, desiderarlo ardentemente ' è ora di fare qualcosa, è giusto, opportuno farla ' a tarda ora, la sera tardi, a notte inoltrata ' di buon'ora, al mattino presto | alla buon'ora!, (antiq.) finalmente! ' l'ultima ora, l'ultima parte di un tempo delimitato da un termine, da una scadenza: aspettare l'ultima ora per pagare; l'ultima ora di qualcuno, il momento che precede la sua morte | dell'ultima ora, recentissimo: notizie dell'ultima ora; anche, tardivo: un democratico dell'ultima ora    • 4 •   ora (canonica), (lit.) ciascuna delle parti dell'ufficio divino che si recitano in determinate ore del giorno | libro d'ore, nel medioevo, raccolta di preghiere per laici modellato sulle ore canoniche.
ora   (2) avv.  [la forma tronca or  è propria dell'uso lett.; nell'uso parlato ricorre solo in talune loc.]    • 1 •   in questo momento, adesso; attualmente, al presente: ora non posso uscire; ora le cose vanno meglio; cose che ora non si usano più, al giorno d'oggi, nel tempo presente ' alcuni mesi, giorni, anni or sono, alcuni mesi, giorni, anni fa (con soggetto al sing. è di uso lett.: or è un anno) ' per ora, ora come ora, per il momento, in queste circostanze (con allusione alla possibilità che in futuro si presentino condizioni diverse): grazie, per ora; per ora non mi serve; ora come ora non saprei rispondere | d'ora in poi, d'ora in avanti, da questo momento in poi, per tutto il tempo futuro ' fin  (o sin) d'ora, a partire da subito e così nel futuro | prima d'ora, nel passato, prima di questo momento ' fin ora, finora    • 2 •   nell'immediato passato; poco fa: se ne è andato ora  (o or ora)    • 3 •   nell'immediato futuro; tra poco, subito: arriverà ora; ora lo chiamo   cong.    • 1 •   con valore avversativo e rafforzativo: tu credi di aver ragione, ora io ti dico che hai torto    • 2 •   con valore introduttivo, per riprendere un discorso, un racconto: ora avvenne che...; ora si deve sapere che... ' con valore conclusivo (spesso rafforzato da dunque, bene): ora che faresti al mio posto?; or dunque, or bene le cose sono arrivate a questo punto  | or via!, or su, (non com.) orsù, come espressione di incitamento, di esortazione    • 3 •   con funzione correlativa, un momento... un altro, una volta... un'altra: ora dice di sì, ora di no; ora qui, ora lì  | nella loc. cong. ora che, adesso che (introduce una prop. temporale): ora che ci penso, hai ragione; ora che suo padre è morto. 
ora   (3) s.f.    • 1 •   (poet.) brezza, venticello: scherza con l'òra incerta / di lauri un bosco  (carducci)    • 2 •   (dial.) vento forte che soffia sul lago di como.
oracolare   (1) agg.  (non com.) di, da oracolo: responso oracolare; parlare con tono oracolare. 
oracolare   (2) v. intr.  [io oràcolo ecc.] (ant. , lett.) emettere oracoli, profetare; per estens., parlare in tono solenne, sentenziare.
oracoleggiare   v. intr.  [io oracoléggio ecc. ; aus. avere] (scherz.) fare profezie, parlare come un oracolo.
oracolistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) che ha il tono, le caratteristiche di un oracolo: profezie oracolistiche. 
oracolo   s.m.    • 1 •   nel mondo antico, responso profetico dato da una divinità o da un essere soprannaturale, direttamente o attraverso intermediari; anche, il luogo, generalmente un santuario, in cui veniva dato e interpretato il responso: consultare, interpretare l'oracolo; l'oracolo di apollo, di delfi    • 2 •   (fig. iron.) sentenza, parere o risposta di persona autorevole; per estens., la persona stessa: tutti attendono il suo oracolo. 
orafo   s.m.    • 1 •   chi lavora metalli preziosi    • 2 •   (lett.) orefice  agg.  che si riferisce all'oreficeria: arte, industria orafa. 
orale   agg.    • 1 •   (scient.) della bocca: cavità orale | per via orale, per bocca, spec. con riferimento a farmaci che devono essere ingeriti | fase orale, in psicoanalisi, stadio iniziale dello sviluppo libidico in cui il bambino trae piacere essenzialmente dalla stimolazione delle labbra e della cavità boccale    • 2 •   (ling.) si dice di suono la cui articolazione si produce nella cavità orale (si contrappone a nasale)    • 3 •   detto a voce, non scritto; che avviene attraverso un colloquio diretto, non per iscritto: esame, interrogazione orale; prove orali | tradizione orale, tramandata a voce, non attraverso testi scritti  s.m.  esame, prova orale, non scritto: fare l'orale di greco; andare male agli orali  § oralmente avv. 
oralità   s.f.    • 1 •   l'essere orale | carattere proprio della comunicazione culturale che non utilizza la mediazione della scrittura: l'oralità della cultura folclorica; il passaggio dall'oralità alla scrittura    • 2 •   (psicol.) la capacità di usare la bocca come mezzo di conoscenza e di rapporto, tipica dei bambini piccoli    • 3 •   (psicoan.) lo stadio di sviluppo della sessualità in cui prevale la fase orale.
oramai    ⇨ ormai.
orango   rar. urango, s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   grossa scimmia antropomorfa dei climi equatoriali, con muso molto sporgente e braccia lunghissime, senza coda, molto intelligente e addomesticabile (ord.  primati)    • 2 •   (fig.) persona dall'aspetto scimmiesco.
orangutan   non com. orangutano, s.m. invar.  orango.
orante   part. pres.  di orare   agg.  e s.m.  e f.  (lett.) che, chi prega | in partic., si dice di personaggio raffigurato nell'atto di pregare; nell'arte paleocristiana, di figura frontale eretta in atto di preghiera con le braccia aperte.
orare   v. tr.  e intr.  [io òro ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   (ant. , lett.) pregare; chiedere pregando: così orando moriva  (foscolo sepolcri  250)    • 2 •   (ant.) pregare come divinità adorare: e che altro è da voi a l'idolatre, / se non ch'elli uno, e voi ne orate cento?  (dante inf.  xix, 113-114)    • 3 •   (ant.) parlare in un'adunanza; arringare, perorare: qualche uomo da bene che orando dimostri loro come ei s'inganna  (machiavelli).
orario   agg.  che concerne l'ora: segnale orario, con cui si comunica, spec. alla radio o in televisione, l'ora esatta; disco orario, segnale che, esposto sul parabrezza di un'automobile, segnala l'ora di arrivo, e quindi la scadenza del permesso di sosta in zone urbane a sosta regolamentata; tabella oraria, contenente le indicazioni di ciò che si deve fare in ogni ora; velocità oraria, velocità media di un corpo mobile in un'ora; senso orario, quello in cui ruotano le lancette dell'orologio  s.m.    • 1 •   l'ora o le ore in cui si svolge un certo fatto o una determinata attività: orario di lavoro, d'ufficio, di sportello; l'orario di partenza di un treno; nel suo lavoro non ci sono orari | orario di apertura, di chiusura, ora in cui negozi, uffici, banche e sim. aprono o chiudono ' essere in orario, partire, arrivare al momento previsto, senza anticipo né ritardo    • 2 •   prospetto che indica le ore stabilite per determinate attività od operazioni: orario scolastico  | fascicolo o tabellone contenente le ore di partenza e arrivo di un servizio di trasporto pubblico: l'orario dei treni, dei traghetti; orario ferroviario; consultare, leggere l'orario. 
orata   s.f.  pesce di mare dal corpo piuttosto grosso con dorso arcuato, di colore grigio argenteo a macchie e strisce dorate (ord.  perciformi); ha carni pregiate.
oratore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi professa l'arte oratoria, o è particolarmente abile nel pronunciare discorsi in pubblico; chi parla in pubblico, anche occasionalmente: demostene fu un grande oratore greco; alla fine della conferenza tutti si congratularono con l'oratore | oratore sacro, predicatore    • 2 •   (ant.) messo, ambasciatore: l'oratore della repubblica    • 3 •   (ant.) chi prega: li occhi da dio diletti e venerati, / fissi ne l'orator  (dante par.  xxxiii, 40-41).
oratoria   s.f.    • 1 •   l'arte del dire, l'eloquenza; l'insieme di tecniche, schemi, figure che regola tale arte: oratoria politica, forense, sacra  | il genere letterario dei discorsi; anche, l'insieme degli oratori e delle orazioni di una determinata epoca storica, civiltà ecc.: oratoria greca, romana    • 2 •   nella critica crociana, la componente persuasoria, esortativa che in un testo letterario si sostituisce all'ispirazione poetica.
oratoriale   agg.  che concerne l'oratorio, come forma musicale.
oratoriano   agg.  dell'oratorio, che appartiene a un oratorio  s.m.  religioso appartenente all'ordine dell'oratorio, fondato da san filippo neri (1515-1595).
oratorio   (1) agg.    • 1 •   che concerne gli oratori, le orazioni: arte oratoria; stile oratorio | genere oratorio, l'eloquenza    • 2 •   (fig.) retorico, enfatico, ampolloso: tono oratorio  § oratoriamente avv.  in tono, in stile oratorio.
oratorio   (2) s.m.    • 1 •   edificio, per lo più annesso a una chiesa o a un altro edificio religioso, destinato alla preghiera e al culto privato di confraternite, collegi, associazioni di laici ecc.: l'oratorio del borromini a roma  | i padri dell'oratorio, gli oratoriani    • 2 •   ambiente o complesso di ambienti, solitamente attiguo alla chiesa parrocchiale, in cui bambini e ragazzi svolgono attività ricreative, culturali e spirituali: frequentare l'oratorio    • 3 •   forma musicale drammatica di argomento religioso, eseguita da solisti, coro e orchestra, ma senza messinscena teatrale.
oraziano   agg.  che è proprio del poeta latino q. orazio flacco (65-8 a. c.), o che si riferisce alla sua opera, al suo stile.
orazione   s.f.    • 1 •   preghiera rivolta a dio, alla madonna e ai santi: dire, recitare le orazioni; orazione domenicale, (antiq.) il paternostro. dim. orazioncella, orazioncina    • 2 •   discorso pubblico solenne: le orazioni di cicerone, di demostene; orazione funebre, in onore di un defunto    • 3 •   (ant.) discorso in genere: li miei compagni fec'io sì aguti, / con questa orazion picciola, al cammino  (dante inf.  xxvi, 121-122).
orbace   s.m.    • 1 •   tessuto di lana non sgrassata, tradizionalmente filata e tessuta a mano, tipica della sardegna; tinto di nero o di rosso, viene usato per i costumi regionali    • 2 •   la giacca dell'uniforme fascista, confezionata con questo tessuto; per estens., l'uniforme stessa: gerarchi in orbace. 
orbaco   s.m.  [pl. -chi] (ant. , lett.) alloro, lauro.
orbare   v. tr.  [io òrbo ecc.]    • 1 •   (ant.) accecare    • 2 •   (lett.) privare per sempre di una persona cara: orbate / spose dal brando, e vergini / indarno fidanzate  (manzoni adelchi).
orbe   s.m.  (ant. , lett.)    • 1 •   cerchio, circonferenza | orbita: delinear il sole cogli orbi di mercurio e di venere attorno  (galilei)    • 2 •   sfera, globo ' l'orbe terrestre, terracqueo, il mondo ' l'orbe cattolico, (fig.) il mondo cattolico.
orbene   o or bene, cong.  (lett.) dunque (con valore conclusivo o esortativo; si usa sempre ad inizio di frase): orbene, la conclusione può essere una sola; orbene, non si torni sul passato. 
orbettino   s.m.  piccolo rettile terrestre non velenoso, dal corpo serpentiforme di colore grigio o nocciola (ord.  squamati).
orbezza   s.f.  (ant. , lett.) la condizione di chi è orbato di una persona cara.
orbicolare   ant. orbiculare, agg.  (non com.) circolare  s.m.  (anat.) denominazione del muscolo disposto ad anello intorno alla bocca e alle palpebre, che ha la funzione di chiuderle.
orbicolato   agg.  (ant. , lett.) circolare, rotondo; tondeggiante.
orbiculare    ⇨ orbicolare.
orbita   s.f.    • 1 •   traiettoria di un corpo che si muove nello spazio attorno a un altro corpo: l'orbita di un pianeta intorno al sole  | mettere, lanciare in orbita, imprimere a un corpo, in partic. a un satellite artificiale, la velocità iniziale necessaria a fargli descrivere intorno alla terra l'orbita prefissata; (fig.) portare al successo, alla notorietà    • 2 •   (fig.) ambito, limite: restare nell'orbita delle proprie competenze  | zona d'influenza: una piccola fabbrica attratta nell'orbita di una grande industria    • 3 •   (anat.) ciascuna delle due cavità del cranio che contengono i globi oculari ' avere gli occhi fuori delle orbite, (fig.) si dice di persona stravolta da paura, odio, ira    • 4 •   (ant.) traccia segnata da una ruota: l'orbita che fe' la parte somma / di sua circunferenza, è derelitta  (dante par.  xii, 112-113).
orbità   s.f.  (ant.)    • 1 •   cecità    • 2 •   l'essere privo dei figli o di altre persone care.
orbitale   agg.  di, relativo a un'orbita: cavità orbitale, (anat.) orbita | elementi orbitali, (astr.) i parametri caratteristici di un'orbita  s.m.  in meccanica quantistica: orbitale atomico, molecolare, ogni funzione matematica che descrive ciascuna regione, intorno a un nucleo atomico o a un legame fra due atomi, in cui si ha la massima probabilità di trovare elettroni § orbitalmente avv.  secondo un'orbita.
orbitante   part. pres.  di orbitare   agg.  che descrive, che segue un'orbita; che è in orbita: satellite orbitante. 
orbitare   v. intr.  [io òrbito ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (astr.) descrivere un'orbita, muoversi secondo una determinata orbita: la terra orbita intorno al sole    • 2 •   (fig.) essere nella sfera d'influenza di altri: una grande nazione intorno a cui orbitano molti stati minori. 
orbitario   agg.  (anat.) relativo all'orbita: regione orbitaria. 
orbiter   s.m. invar.  nelle navette spaziali, la parte che si stacca dal vettore e orbita per un certo tempo intorno alla terra, per poi essere recuperata.
orbitoidi   s.f. pl.  (zool.) famiglia di grandi foraminiferi fossili di forma lenticolare o discoidale, caratteristici del cretaceo superiore e del terziario inferiore | sing.  [-e] ogni fossile di tale famiglia.
orbo   agg.    • 1 •   (lett.) privo, privato di una persona cara o di qualcosa che è essenziale, necessario: stette la spoglia immemore / orba di tanto spiro  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   privo della vista; per estens., che vede poco: orbo da un occhio, da tutti e due; essere orbo come una talpa, vedere malissimo  s.m.  [f. -a] chi è privo della vista; chi vede poco o male ' botte da orbi, (fam.) botte date alla cieca, senza vedere dove si colpisce.
orca   s.f.    • 1 •   cetaceo dal corpo massiccio lungo fino a    • 10 •   metri, nero superiormente e bianco inferiormente, con testa tondeggiante e pinna dorsale altissima; feroce e ingordo, è presente in tutti i mari, anche nel mediterraneo (fam.  delfinidi)    • 2 •   mostro marino favoloso, di cui si diceva che divorasse gli uomini.
orcelleria   s.f.  (ant.) fabbrica di orci.
orchessa   s.f.  nelle fiabe, la moglie dell'orco; per estens., donna brutta, corpulenta e aggressiva.
orchestica   s.f.  (lett.) arte della danza.
orchestra   s.f.    • 1 •   (archeol.) nell'antico teatro greco, la parte davanti alla scena riservata alle danze    • 2 •   nei moderni teatri lirici, la parte immediatamente antistante il palcoscenico, in cui prendono posto gli strumentisti    • 3 •   (estens.) l'insieme dei suonatori e degli strumenti necessari a una esecuzione musicale: orchestra sinfonica, da camera; direttore, professori d'orchestra.  dim. orchestrina. 
orchestrale   agg.  di, dell'orchestra ' massa orchestrale, l'insieme dei suonatori  s.m.  e f.  chi suona in un'orchestra.
orchestrare   v. tr.  [io orchèstro ecc]    • 1 •   scrivere le parti per i vari strumenti dell'orchestra, in modo che possano eseguire insieme una composizione musicale    • 2 •   (fig.) predisporre e distribuire un insieme di elementi secondo un progetto organico; organizzare: orchestrare una campagna pubblicitaria, una dimostrazione di protesta. 
orchestratore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (mus.) chi orchestra un brano musicale    • 2 •   (fig.) chi è abile nell'orchestrare, nell'organizzare.
orchestrazione   s.f.  l'orchestrare, l'essere orchestrato (anche fig.).
orchestrina   s.f.    • 1 •   dim.  di orchestra    • 2 •   piccola orchestra di musica leggera: l'orchestrina del caffè concerto    • 3 •   fascicolo che contiene una partitura musicale per un'orchestra da ballo.
orchi-  orchi- o orchio-, primo elemento di parole composte della terminologia medica, formate modernamente, dal gr. órchis  'testicolo' (orchiectomia).
orchialgia   s.f.  dolore testicolare.
orchidacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni originarie delle regioni tropicali | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
orchidea   s.f.  nome generico dato alle piante e ai fiori della famiglia delle orchidacee; i fiori, di vario colore, sono particolarmente pregiati per la loro bellezza.
orchiectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di uno o di entrambi i testicoli.
orchiepididimite   s.f.  (med.) infiammazione del testicolo e dell'epididimo.
orchio-  orchio-  ⇨ orchi-.
orchiopessia   s.f.  (med.) intervento chirurgico col quale si fissa nello scroto il testicolo rimasto per deficienza di sviluppo embrionale nel canale inguinale o nell'addome.
orchite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica di uno o di entrambi i testicoli.
orciaia   s.f.  locale in cui si conservano gli orci con l'olio.
orciaio   o orciaiolo, s.m.  fabbricante o venditore di orci.
orcio   s.m.  [pl. gli orci, ant. le orcia]    • 1 •   grande vaso panciuto di terracotta, che soprattutto un tempo era usato per conservare liquidi, in partic. l'olio; oggi si impiega per lo più come vaso da piante. dim. orcetto, orciolo    • 2 •   (estens.) la quantità di liquido contenuta in tale recipiente.
orciolaio   s.m.  orciaio.
orciolo   lett. orciuolo, s.m.    • 1 •   dim.  di orcio | far la bocca a, di orciolo, (non com.) con le labbra strette e arrotondate    • 2 •   (ant.) orinale.
orco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   nelle fiabe, essere mostruoso, spesso gigantesco, che divora gli uomini e i bambini; per estens., persona brutta e minacciosa: avere paura dell'orco; sembrare un orco | voce da orco, cupa, cavernosa    • 2 •   nella mitologia greco-romana, il dio degli inferi | (estens.) l'oltretomba, l'ade    • 3 •   orco marino, uccello nuotatore somigliante a una grossa anatra; ha piumaggio nero, piedi rossi e becco aranciato dalla caratteristica protuberanza centrale nera (ord.  anseriformi).
orda   s.f.    • 1 •   (st.) raggruppamento etnico proprio delle popolazioni nomadi turco-tatare, che a partire dal sec. xiii diedero anche luogo a formazioni statali in asia e nell'europa orientale: i tatari dell'orda d'oro    • 2 •   (etnol.) organizzazione supertribale di popolazioni nomadi costituita con lo scopo precipuo di assicurare diritto di caccia e di pascolo su un certo territorio    • 3 •   (estens.) gruppo disordinato di armati che si sposta compiendo violenze e razzie: le orde barbariche    • 4 •   (spreg.) massa disordinata di persone chiassose: le orde dei gitanti domenicali  | in usi scherz.: un'orda di bambini scatenati. 
ordalia   s.f.  nel medioevo, prova fisica a cui presso i popoli germanici si sottoponeva un accusato, e il cui risultato era ritenuto un responso divino sulla sua innocenza o colpevolezza.
ordalico   agg.  [pl. m. -ci] dell'ordalia, che riguarda l'ordalia: prove ordaliche. 
ordigno   ant. o region. ordegno, s.m.    • 1 •   qualsiasi strumento meccanico di struttura complessa; in partic., congegno bellico atto a esplodere o a sprigionare sostanze tossiche: ordigno esplosivo, nucleare; ordigno di guerra    • 2 •   (scherz.) arnese strano, complicato.
ordimento   s.m.  (non com.)    • 1 •   l'ordire, l'essere ordito    • 2 •   (fig.) trama, macchinazione.
ordinabile   agg.  che si può ordinare.
ordinale   agg.  e s.m.  (gramm.) si dice di numerale che indica l'ordine in una successione (p. e. primo, secondo, terzo  ecc) | (mat) si dice di numero che per insiemi finiti coincide col numero cardinale, mentre per insiemi infiniti rappresenta un'estensione del concetto di numero naturale che tiene conto dell'ordinamento dell'insieme.
ordinamento   s.m.    • 1 •   l'ordinare, l'essere ordinato; ordine, disposizione: l'ordinamento del mondo, dei cieli; l'ordinamento di una biblioteca, di un archivio    • 2 •   il complesso di norme e di istituti vigenti in un determinato stato o in una determinata materia: ordinamento giuridico, giudiziario, scolastico, militare | gli ordinamenti civili, l'insieme delle leggi, istituzioni e consuetudini riconosciute che regolano la vita civile.
ordinando   s.m.  (eccl.) chi sta per ricevere gli ordini sacri.
ordinante   part. pres.  di ordinare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ordina; che, chi dà o ha dato un ordine o ha fatto un'ordinazione | (eccl.) che, chi procede all'ordinazione di sacerdoti.
ordinanza   s.f.    • 1 •   (dir.) atto normativo emanato da un ministro, da un prefetto o da un sindaco: ordinanza ministeriale  | nel diritto processuale, provvedimento del giudice che concerne tempi e strumenti relativi al processo (p. e.  l'ammissione di testi) | ordinanza di rinvio a giudizio, quella emessa dal giudice istruttore quando esistono prove sufficienti a carico dell'imputato    • 2 •   nel linguaggio militare, qualsiasi prescrizione o ordinamento | marciare in ordinanza, in schiera | ufficiale d'ordinanza, in passato, ufficiale subalterno addetto alla persona di un ufficiale superiore | soldato d'ordinanza, in passato, soldato di servizio a un ufficiale; attendente | d'ordinanza, fuori ordinanza, conforme, non conforme al regolamento militare: pistola, uniforme d'ordinanza; silenzio fuori ordinanza, segnale di silenzio, con variazioni melodiche, che viene suonato in particolari circostanze    • 3 •   in passato, nel gergo militare, ufficiale o soldato d'ordinanza.
ordinare   v. tr.  [io órdino ecc.]    • 1 •   mettere in ordine, disporre secondo un certo ordine; per estens., dettare criteri, norme, leggi che regolano un determinato insieme: ordinare una stanza, un cassetto; ordinare la biblioteca; ordinare la legislazione di uno stato; ordinare le idee    • 2 •   (mat.) dotare un insieme di una relazione di ordine    • 3 •   imporre come ordine; comandare: ordinare lo sgombero di un edificio pericolante; ordinare ai soldati di attaccare '  prescrivere come terapia: ordinare una cura ricostituente; non l'ha ordinato il dottore, (fig. scherz.) si dice quando non c'è alcun obbligo o necessità di fare qualcosa che risulta sgradita | commissionare una merce o un lavoro: ordinare una partita di tessuti; ordinare un vestito al sarto '  in bar, ristoranti e sim., chiedere, a chi è addetto al servizio, ciò che si desidera consumare (anche assol.): ordinare un caffè, una bistecca; avete già ordinato?    • 4 •   (eccl.) conferire a qualcuno gli ordini sacri: il vescovo ordinerà nuovi sacerdoti  | ordinarsi v. rifl.    • 1 •   disporsi secondo un certo ordine: i ginnasti si ordinarono in due file    • 2 •   (lett.) prepararsi, apparecchiarsi.
ordinariato   s.m.    • 1 •   ufficio, grado di professore ordinario    • 2 •   (eccl.) ufficio di vescovo.
ordinarietà   s.f.  l'essere ordinario, normale | (estens.) scarsa, cattiva qualità; anche, rozzezza, volgarità.
ordinario   agg.    • 1 •   che non esce dall'ordine comune delle cose, che rientra nella norma; consueto: seduta, spesa ordinaria; affari di ordinaria amministrazione; magistratura ordinaria; posta ordinaria; biglietto ordinario, a tariffa intera    • 2 •   di scarsa qualità grossolano, dozzinale: un tessuto ordinario  | rozzo, volgare: uomo ordinario    • 3 •   professore ordinario, professore di ruolo che ha concluso il periodo dello straordinariato; nell'insegnamento universitario, professore di ruolo di prima fascia  s.m.    • 1 •   ciò che è consueto: fuori dell'ordinario, insolito | ordinario della messa, (lit.) l'insieme delle preghiere invariabili della messa a cui si aggiungono quelle proprie del giorno | d'ordinario, abitualmente    • 2 •   professore ordinario: ordinario di storia moderna    • 3 •   nel diritto canonico, il vescovo preposto al governo di una diocesi: ordinario diocesano | ordinario militare  (o castrense), vescovo preposto all'organizzazione dei servizi religiosi presso le forze armate § ordinariamente avv.  in condizioni ordinarie; normalmente, abitualmente.
ordinata   (1) s.f.  (fam.) il mettere in ordine frettolosamente: dare un'ordinata ai libri.  dim. ordinatina. 
ordinata   (2) s.f.    • 1 •   (mat.) in un piano cartesiano, la misura della distanza di un punto dall'asse delle ascisse; anche, la coordinata verticale del piano cartesiano    • 2 •   ciascuno degli elementi trasversali della struttura di uno scafo, di una fusoliera a guscio, di un dirigibile rigido e sim.
ordinatario   s.m.  (banc.) il beneficiario di un titolo di credito all'ordine.
ordinativo   agg.  che serve a ordinare: principi ordinativi   s.m.  ordine, ordinazione di merce: passare un ordinativo. 
ordinato   part. pass.  di ordinare   agg.    • 1 •   che è in ordine: cassetto, quaderno ordinato  | che si svolge con ordine (detto di cosa): vita, società ordinata    • 2 •   che tiene le sue cose in ordine; che fa tutto con ordine: uno scolaro ordinato    • 3 •   (eccl.) si dice di sacerdote che ha ricevuto gli ordini sacri    • 4 •   (mat.) si dice di un insieme su cui è definita una relazione d'ordine: insieme totalmente, parzialmente ordinato, quello in cui tra tutti i suoi elementi sussiste, o non sussiste, la relazione d'ordine; insieme ben ordinato, insieme totalmente ordinato in cui ogni sottoinsieme ammette un elemento minimo § ordinatamente avv.  in, con ordine: vestire ordinatamente; le elezioni si svolsero ordinatamente. 
ordinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi ordina: criterio ordinatore; il supremo ordinatore, dio.
ordinatorio   agg.  (dir.) si dice di un termine il cui mancato rispetto non comporta decadenza.
ordinazione   (1) s.f.  (eccl.) conferimento del sacramento dell'ordine.
ordinazione   (2) s.f.  ordine, incarico di fornire una merce o di eseguire un lavoro: fare, ricevere un'ordinazione; lavorare su ordinazione '  in bar, ristoranti e sim., richiesta di cibi o bevande che si fa a chi è addetto al servizio. dim. ordinazioncella. 
ordine   s.m.    • 1 •   disposizione d'ogni cosa nel luogo che le compete secondo un determinato criterio; il criterio stesso che si applica; lo stato della cosa così disposta: ordine alfabetico, logico, numerico, cronologico; mettere, tenere in ordine i libri, le idee; procedere con ordine; numero d'ordine, indicante la posizione occupata in una serie; ordine naturale, l'insieme delle leggi che regolano la natura; essere, mettersi in ordine, con riferimento al modo di vestire e alla cura della persona; in ordine di età, di grado, in successione secondo tale criterio | ordine pubblico, il normale svolgimento della vita sociale nel rispetto delle leggi e dei principi democratici | tutori dell'ordine, gli appartenenti all'arma dei carabinieri e alle forze di polizia | ordine costituito, il complesso delle leggi e delle istituzioni su cui si fonda una società e che assicurano la tutela dei diritti dei cittadini | ritirarsi in buon ordine, in modo ordinato, senza sbandamenti, detto di truppe; (fig.) non insistere, lasciar perdere senza drammatizzare | richiamare all'ordine, alla disciplina, all'osservanza delle regole | avanzare in ordine sparso, si dice di soldati che avanzano a una certa distanza l'uno dall'altro per sfuggire al tiro nemico | ordine d'arrivo, (sport) la successione secondo la quale, nelle gare di corsa, i concorrenti giungono al traguardo | ordine di partenza, (sport) la posizione nella quale sono schierati i corridori alla partenza di una gara | impiegato d'ordine, che ha mansioni esecutive, non responsabilità decisionali | in ordine a, per ciò che riguarda (spec. nel linguaggio commerciale): in ordine alla vostra proposta... ' ordine del giorno, foglio diramato quotidianamente da un'amministrazione, un comando militare ecc., con comunicazioni varie; elenco degli argomenti che devono essere discussi in una riunione o anche proposta scritta di carattere programmatico che si mette ai voti: mettere, essere all'ordine del giorno; presentare, votare, approvare, respingere un ordine del giorno; essere all'ordine del giorno, (fig.) essere comune, diffuso, o d'attualità    • 2 •   serie ordinata di cose, anche non materiali; il posto occupato da ogni singola cosa in una serie: l'ordine dei piani di un edificio; il teatro è esaurito in ogni ordine di posti; una cosa che non rientra in un ordine di idee; una faccenda che rientra in altro ordine di problemi; scuole di ogni ordine e grado | di prim'ordine, eccellente, di ottima qualità di second'ordine, di terz'ordine, di infimo ordine, di qualità scadente, cattiva, pessima | di ordine generale, pratico, tecnico, morale, economico ecc. , di carattere generale, pratico ecc.: questione, problema di ordine economico, culturale    • 3 •   insieme di persone o cose che, per condizione o per particolari caratteristiche, formano una categoria a sé: ordine senatorio, equestre, in roma antica, il ceto dei senatori, dei cavalieri | ordine professionale, associazione, riconosciuta giuridicamente, tra coloro che esercitano una stessa professione, con compiti di tutela e di controllo: ordine degli avvocati, dei medici, dei farmacisti, degli ingegneri  | ordine religioso, comunità di religiosi i cui membri sono legati ai voti solenni di povertà, castità, obbedienza e all'osservanza di una regola canonicamente approvata : ordini monastici, benedettini, certosini, camaldolesi ecc.; ordini mendicanti, francescani, domenicani, carmelitani ecc. | ordini cavallereschi, associazioni militari o religiose di origine medievale; oggi, le associazioni che raggruppano gli insigniti di onorificenze riconosciute dallo stato: l'ordine templare; ordine del santo sepolcro; ordine al merito della repubblica; ordine al merito del lavoro    • 4 •   nella classificazione zoologica o botanica, categoria sistematica inferiore alla classe e superiore alla famiglia    • 5 •   nell'architettura classica, sistema architettonico contraddistinto principalmente dall'uso di un determinato tipo di colonna e di trabeazione: ordine dorico, ionico, corinzio    • 6 •   (teol.) il sacramento che conferisce la grazia e il carattere sacerdotale: ricevere l'ordine, essere ordinato sacerdote | (eccl.) in passato, grado della gerarchia ecclesiastica: ordini minori, maggiori, i due gradi fondamentali della gerarchia    • 7 •   precisa disposizione formulata a voce o per iscritto da un superiore a un inferiore in una gerarchia; comando: dare, ricevere un ordine; avere l'ordine di fare qualcosa; leggere, portare gli ordini; ubbidire agli ordini; prendere ordini da qualcuno, dipendere da lui; essere agli ordini di qualcuno, sotto il suo comando; fino a nuovo ordine, fino a che non saranno date nuove istruzioni, nuove direttive | parola d'ordine, parola segreta che, con un'altra parola di risposta, serve al reciproco riconoscimento | agli ordini, ai vostri  (suoi) ordini, formula con cui si esprime la propria disponibilità a obbedire a un ordine    • 8 •   disposizione data dal titolare di un diritto per il compimento di un determinato atto; anche, il documento in cui la disposizione è contenuta: ordine di pagamento, di accreditamento, di riscossione, di consegna | all'ordine, clausola dei titoli di credito che li rende trasferibili mediante girata    • 9 •   richiesta di merce o di servizi; commissione, ordinazione: fare, soddisfare un ordine  | ordine di borsa, istruzione impartita a un intermediario sulle modalità di esecuzione di un'operazione di borsa    • 10 •   (mat.) relazione binaria tra gli elementi di un insieme per la quale valgano le proprietà riflessiva, transitiva e antisimmetrica.
ordire   v. tr.  [io ordisco, tu ordisci ecc.]    • 1 •   disporre longitudinalmente i fili sul telaio così da formare l'ordito    • 2 •   (fig.) disporre, organizzare nelle linee essenziali: ordire l'intreccio di un romanzo    • 3 •   (fig.) organizzare occultamente: ordire una congiura; ordire inganni, intrighi    • 4 •   (ant.) intrecciare.
ordito   part. pass.  di ordire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   insieme di fili, tesi longitudinalmente sul telaio, destinati a incrociarsi con la trama per formare il tessuto    • 2 •   (fig.) organizzazione, ideazione di qualcosa di complesso: un ordito di menzogne; il primo ordito del romanzo. 
orditoio   s.m.  macchina tessile sulla quale si prepara l'ordito.
orditore   s.m.  [f. -trice, pop. -tóra]    • 1 •   operaio dell'industria tessile addetto all'orditura    • 2 •   (fig.) chi organizza, spec. trame, macchinazioni occulte: un orditore di inganni. 
orditura   s.f.    • 1 •   operazione del disporre l'ordito sul telaio; per estens., l'ordito stesso    • 2 •   (estens.) l'insieme degli elementi che costituiscono la struttura portante di un tetto, di un solaio e sim.    • 3 •   (fig.) preparazione, progettazione mentale, spec. di qualcosa di occulto; trama, macchinazione.
ore   s.m.  o f. invar.  moneta divisionale svedese, danese e norvegese, pari alla centesima parte della corona.
oreade   s.f.  nella mitologia greco-romana, ninfa dei monti.
orecchia   ant. oreglia, s.f.    • 1 •   (ant. , region.) orecchio, organo dell'udito: come viene ad orecchia / dolce armonia da organo  (dante par.  xvii, 43-44)    • 2 •   (estens.) piega fatta all'angolo di una pagina, per trascuratezza o appositamente, come segnale    • 3 •   orecchia marina, mollusco marino con conchiglia rivestita internamente di madreperla e munita di una serie di fori laterali, da cui escono i tentacoli (cl.  gasteropodi).
orecchiabile   agg.  si dice di musica facile da seguire e da ricordare: un motivo orecchiabile  § orecchiabilmente avv. 
orecchiabilità   s.f.  l'essere orecchiabile.
orecchiale   s.m.  nell'aerofono, ciascuno dei due piccoli amplificatori che si applicano alle orecchie.
orecchiante   part. pres.  di orecchiare   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi suona o canta a orecchio, senza conoscere la musica    • 2 •   (fig.) che, chi ripete nozioni correnti su una materia, senza conoscerla a fondo.
orecchiare   v. tr.  [io orécchio ecc.] conoscere superficialmente, ripetere a orecchio (anche fig.): orecchiare un motivetto; si dà delle arie per aver orecchiato un po' d'inglese  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) tendere l'orecchio per sentire; origliare.
orecchiato   agg.  in araldica, si dice di animale fornito di orecchie: leone orecchiato. 
orecchietta   s.f.    • 1 •   dim.  di orecchia, orecchio    • 2 •   (anat.) altro nome dell'atrio cardiaco    • 3 •   spec. pl.  tipo di pasta alimentare di grano duro, a forma di piccole semisfere schiacciate, propria della cucina pugliese: orecchiette al sugo. 
orecchino   s.m.  ornamento, gioiello che si porta all'orecchio.
orecchio   s.m.  [pl. gli orecchi  o le orecchie]    • 1 •   l'organo dell'udito, che nell'uomo e negli animali superiori è duplice, essendo costituito da una serie di cavità situate in ciascun osso temporale e comunicanti con l'esterno per mezzo di un condotto che termina in una espansione chiamata padiglione: orecchio esterno, medio, interno; infiammazione, malattia dell'orecchio    • 2 •   con riferimento all'udito e quindi anche alla conoscenza, all'attenzione: avere l'orecchio fine, avere un eccellente udito; parlare all'orecchio, da molto vicino e a bassissima voce, per impedire che altri senta; tapparsi gli orecchi, le orecchie, per non sentire; un suono che strazia, lacera gli orecchi, che è molto forte, sgradevole | giungere, venire all'orecchio, (fig.) essere appreso casualmente, indirettamente | porgere, prestare orecchio, (fig.) ascoltare con attenzione; esaudire | tendere l'orecchio, (fig.) cercare di cogliere un rumore, un suono, il senso di un discorso | essere tutt'orecchi, aprire bene gli orecchi, le orecchie, (fig.) ascoltare con la massima attenzione | avere gli orecchi, le orecchie foderate di prosciutto, (fig.) non sentire o non voler capire | sturare gli orecchi, le orecchie a qualcuno, (fig.) dirgli chiaro e tondo qualcosa, in modo che se ne renda finalmente conto | fare orecchio, orecchi da mercante, (fig.) fingere di non capire, di non sentire | essere duro d'orecchio, d'orecchi, sentirci poco; (fig.) non ascoltare i consigli degli altri | offendere l'orecchio, (fig.) urtare la sensibilità di chi ascolta | fare l'orecchio a qualcosa, (fig.) abituarsi, assuefarsi | entrare da un orecchio e uscire dall'altro, (fig.) si dice di cosa che non viene ritenuta nella memoria o di cui non si fa alcun conto: le critiche gli entrano da un orecchio e gli escono dall'altro  | non sentirci da un orecchio, (fig.) non volere ascoltare, accettare, riconoscere qualcosa che non si gradisce, che si rifiuta: è inutile chiedergli un prestito, da quest'orecchio non ci sente  | anche i muri hanno orecchi, (fig.) non si può star certi che ciò che si dice non venga ascoltato o riferito    • 3 •   sensibilità per la musica, capacità di apprendere e ricordare le melodie: avere, non avere orecchio, essere o non essere intonato | cantare, suonare a orecchio, senza conoscere la musica o ripetendo i motivi a memoria; sapere qualcosa a orecchio, (fig.) superficialmente, per sentito dire    • 4 •   la parte esterna dell'organo dell'udito; il padiglione auricolare: orecchie grandi, piccole; orecchie a sventola; prendere qualcuno per un orecchio; le orecchie appuntite del gatto; ai rumori il cane drizza le orecchie | avere le orecchie lunghe, (fig.) essere un asino, un ignorante | dare una tirata d'orecchi a qualcuno, (fig.) rimproverarlo. dim. orecchietta, orecchietto  accr. orecchina, orecchione  pegg. orecchiaccia, orecchiaccio    • 5 •   (estens.) oggetto, elemento la cui forma ricorda quella di un orecchio; in partic., piegatura fatta all'angolo di una pagina    • 6 •   (bot.) entra nella denominazione regionale di alcune piante: orecchio di topo, varietà di non ti scordar di me. 
orecchione   s.m.    • 1 •   accr.  di orecchio    • 2 •   pipistrello di piccole dimensioni, ma con orecchie lunghe quasi quanto il corpo (ord.  chirotteri)    • 3 •   ciascuna delle alette laterali con cui una bocca da fuoco si impernia sull'affusto    • 4 •   pl.  nome popolare della parotite epidemica    • 5 •   (merid. volg.) omosessuale, pederasta    • 6 •   nome region. del fungo detto più com. gelone. 
orecchioniera   s.f.  ciascuno degli incavi dell'affusto di un cannone in cui entrano gli orecchioni della bocca da fuoco.
orecchiuto   agg.  che ha orecchi grandi, lunghi: coniglio orecchiuto. 
orefice   s.m.  e f.    • 1 •   chi vende oggetti di oreficeria    • 2 •   (non com.) orafo.
oreficeria   s.f.    • 1 •   l'arte di lavorare i metalli preziosi e le loro leghe per realizzare oggetti ornamentali o artistici    • 2 •   insieme di gioielli e di oggetti preziosi    • 3 •   negozio di orefice; laboratorio d'orafo.
oreglia    ⇨ orecchia.
oremus   inter.  nella messa cattolica in latino, espressione con cui il sacerdote si rivolge ai fedeli prima di innalzare una preghiera a dio  s.m. invar.  il momento della messa in cui il sacerdote invita i fedeli alla preghiera; anche, orazione che comincia con la parola latina oremus. 
oreria   s.f.  (rar.)    • 1 •   lavoro d'oreficeria    • 2 •   pl.  insieme di oggetti d'oro.
orezza    ⇨ orezzo.
orezzare   v. intr.  [io orézzo ecc. ; aus. avere] (ant.)    • 1 •   spirare lievemente, detto dell'aria    • 2 •   godere la frescura, stare all'ombra, detto di persona    • 3 •   (lett.) spirare un profumo, un effluvio odoroso.
orezzo   s.m. , o orezza s.f. , (ant.)    • 1 •   venticello fresco; brezza, rezzo: il merigge facea grato l'orezzo / al duro armento et al pastore ignudo  (ariosto o. f.  xxiii, 101) | (estens.) luogo ombroso, ventilato: starsene all'orezzo    • 2 •   (lett.) effluvio odoroso.
orfanezza   s.f.  (rar.) l'essere orfano.
orfanilità   s.f.    • 1 •   (rar.) condizione di orfano    • 2 •   (psicol.) atteggiamento di chi si sente come orfano, privo di affetti.
orfano   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   si dice di bambino o ragazzo che ha perduto uno o entrambi i genitori: essere, rimanere orfano; orfano di padre, di madre; orfano di guerra, i cui genitori sono morti in guerra o per cause di guerra. dim. orfanello    • 2 •   (estens.) che, chi è rimasto privo di una persona amata, o di chi costituiva una guida, un sostegno: la povera signora, orfana di tutti i suoi figli  (serao)    • 3 •   (fig. lett.) manchevole, privo: il cielo rimaneva orfano di luce  (volponi).
orfanotrofio   s.m.  istituto dove sono accolti ed educati i bambini orfani.
orfico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si riferisce a orfeo, all'orfismo: culto orfico; misteri orfici    • 2 •   (estens. lett.) misterioso, iniziatico: un rito orfico    • 3 •   (fig. lett.) riferito a espressione artistica che nasce da un'ispirazione lirica assoluta, indica il valore creativo, rivelatore, magico dei segni (parole, colori, suoni) in cui tale ispirazione si concreta: poesia, musica orfica; «canti orfici», titolo di una raccolta di poesie di d. campana (1885-1932)  s.m.  [f. -a] seguace dell'orfismo.
orfismo   s.m.    • 1 •   religione misterica dell'antica grecia, di cui era ritenuto fondatore il mitico poeta orfeo; era caratterizzata dalla dottrina della metempsicosi e da riti per la purificazione dell'anima riservati agli iniziati    • 2 •   (fig.) il carattere orfico della liricità, dell'arte | orfismo della parola, il suo valore creativo, la sua forza magica ed evocativa    • 3 •   corrente pittorica francese del secondo ventennio del novecento, di ispirazione cubista ma impegnata in ricerche sulla luce e sul colore che si richiamavano ad analogie con la musica.
organaio    ⇨ organaro.
organale   agg.  (mus. non com.) di organo, per organo; organistico: composizione organale. 
organamento   s.m.  (rar.) organizzazione.
organare   v. tr.  [io òrgano ecc.]    • 1 •   (ant.) formare, sviluppare gli organi: quindi organa poi / ciascun sentire infino a la veduta  (dante purg.  xxv, 101-102)    • 2 •   (fig. rar.) ordinare le varie parti di un tutto collegandole tra loro; organizzare: un'opera ben organata. 
organario   agg.  che concerne gli organi, gli organari: arte organaria, quella di fabbricare organi.
organaro   meno com. organaio, s.m.  chi fabbrica o ripara organi.
organdi   o organdis, s.m. invar.  organza.
organello   s.m.  (biol.) ogni formazione, costitutiva del protoplasma, che sia strutturalmente differenziata e provvista di una sua funzione specifica: il nucleo, il centrosoma sono organelli. 
organetto   s.m.    • 1 •   dim.  di organo    • 2 •   piccolo piano meccanico montato su ruote che si suona girando una manovella ed è portato per le strade da suonatori ambulanti    • 3 •   nome pop. di vari strumenti, come l'organino, l'armonica, la fisarmonica ecc.    • 4 •   piccolo uccello boschereccio dal piumaggio variopinto; è detto così per il caratteristico armonioso cicaleccio (ord.  passeriformi).
organica   s.f.  branca dell'arte militare che studia e disciplina la configurazione organizzativa dei comandi e dei reparti.
organicare   v. tr.  (biol.) trasformare in organico ciò che è inorganico.
organicazione   s.f.  (biol.) il processo per cui sostanze inorganiche entrano a far parte di composti organici: l'organicazione del carbonio nella fotosintesi. 
organicismo   s.m.    • 1 •   ogni dottrina filosofica o scientifica che concepisca la natura, o la società umana, come un organismo analogo a quello degli esseri viventi    • 2 •   (psicol.) concezione che attribuisce a fattori organici (anatomici, fisiologici ecc.) la genesi degli eventi psichici e psicopatologici    • 3 •   (med.) teoria che interpreta le malattie come pura alterazione di elementi anatomo-patologici.
organicista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] si dice di chi è fautore dell'organicismo.
organicistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo all'organicismo: teoria organicistica. 
organicità   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è organico, in quanto relativo a organi di esseri viventi    • 2 •   ordinata connessione delle parti di un tutto: l'organicità di un programma; l'organicità narrativa di un romanzo. 
organico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (non com.) che è dotato, che è costituito di organi: corpi organici, quelli degli esseri viventi    • 2 •   (estens.) che è proprio o si riferisce agli esseri viventi in quanto dotati di organi: il mondo, il regno organico, che comprende vegetali e animali | materia organica, quella costitutiva degli organismi viventi | chimica organica, settore della chimica che tratta delle sostanze organiche, cioè di tutti i composti del carbonio, fatta eccezione per i carburi, l'anidride carbonica, l'acido carbonico e i suoi sali, l'ossido di carbonio e i suoi composti di coordinazione    • 3 •   che riguarda un organo o gli organi di cui sono dotati gli esseri viventi: malattia organica, che è la conseguenza dell'alterazione di un organo o di un tessuto; disturbi, difetti, vizi organici, riguardanti l'alterazione o la malformazione di uno o più organi, non la loro funzionalità | che si riferisce all'organismo umano o che è a esso inerente; costituzionale: deperimento organico; funzioni organiche, fisiologiche    • 4 •   (fig.) che costituisce un insieme ben ordinato, ben strutturato in tutte le parti di cui si compone; coerente, omogeneo: un tutto organico; un progetto organico; un racconto molto organico  | che appartiene in modo omogeneo a qualcosa, che è funzionale a qualcosa: un personaggio organico a un ambiente    • 5 •   (gramm.) si dice di forma dell'aggettivo che ingloba in sé il grado comparativo o superlativo (p. e. migliore, ottimo)    • 6 •   nel linguaggio burocratico: ruolo organico, la composizione numerica e la distribuzione funzionale, nel suo assetto ordinario, del personale di un'amministrazione, di un ente e sim.; pianta organica, l'elenco dettagliato degli appartenenti a un ufficio    • 7 •   architettura organica, tendenza dell'architettura novecentesca che mira a cogliere il carattere organico delle forme a partire dagli spazi interni, generatori non solo della pianta ma anche della volumetria della costruzione  s.m.    • 1 •   il complesso del personale di un ufficio, di un'amministrazione e sim.: ampliare, diminuire l'organico  | organico di guerra, formazione di guerra di un reparto    • 2 •   l'insieme degli elementi che costituiscono una compagnia teatrale, un'orchestra, un complesso musicale, una squadra sportiva ecc. § organicamente avv.    • 1 •   da un punto di vista organico    • 2 •   (fig.) in modo ben coordinato.
organigramma   s.m.  [pl. -mi] rappresentazione grafica della struttura organizzativa di un ufficio, un ente, un'azienda e sim.
organino   s.m.    • 1 •   dim.  di organo    • 2 •   piano a manovella che viene suonato nelle strade; organetto.
organismo   s.m.    • 1 •   ogni essere vivente, in quanto costituito di un complesso di organi vitali: organismo vegetale, animale '  il corpo umano, considerato soprattutto rispetto alla sua costituzione o al suo stato di salute: organismo sano, robusto, malato; deperimento dell'organismo    • 2 •   (fig.) insieme funzionale di elementi o strutture che operano per un fine comune: organismo burocratico, amministrativo; organismi politici, sindacali. 
organista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] suonatore di organo.
organistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'organo, strumento musicale, o gli organisti: musica organistica, per organo.
organistrum   s.m. invar.  antico strumento musicale, simile a un grosso liuto, che si suonava sfregando le corde con una ruota a manovella; era usato nel medioevo dai suonatori ambulanti, ma fu ripreso dagli arcadi del sec. xviii perché ritenuto di origine pastorale.
organizzamento   s.m.  (rar.) l'organizzare; organizzazione.
organizzare   v. tr.    • 1 •   coordinare i vari elementi che costituiscono un insieme in modo che, integrandosi reciprocamente, concorrano alla realizzazione di un fine comune: organizzare un ufficio, un'azienda; organizzare un servizio, un lavoro; organizzare la propria vita, le proprie idee; organizzarsi la giornata  | ordinare, preparare, predisporre quanto è necessario per la buona riuscita di qualcosa: organizzare una manifestazione, una festa, una gita    • 2 •   (biol.) dar luogo alla formazione e alla differenziazione di organi, apparati, strutture che costituiscono un essere vivente: l'embrione organizza le diverse fasi dello sviluppo  | organizzarsi v. rifl.  predisporre, ordinare le proprie cose in vista di un risultato, o solo per dare a esse un assetto più funzionale: organizzarsi per un viaggio; nel lavoro è necessario organizzarsi  | unirsi, associarsi in modo da formare un insieme ordinato, compatto: organizzarsi in comunità; si organizzarono per far fronte al pericolo  | v. rifl.  (biol.) formarsi e differenziarsi costituendosi come organo, come essere vivente: il feto si organizza per stadi successivi. 
organizzativo   agg.  di organizzazione, che concerne l'organizzazione: lavoro organizzativo; fase organizzativa; capacità, doti organizzative  § organizzativamente avv.  dal punto di vista organizzativo.
organizzato   part. pass.  di organizzare  agg.    • 1 •   preparato, predisposto ordinatamente: lavoro, viaggio organizzato  | che costituisce un complesso ordinato e coerente: ufficio, gruppo organizzato    • 2 •   (biol.) fornito di organi: corpo organizzato   s.m.  [f. -a] (non com.) chi è membro di un'organizzazione: riunire i propri organizzati. 
organizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi organizza: il comitato organizzatore della manifestazione; un organizzatore sportivo; essere un ottimo organizzatore   s.m.  (biol.) zona dell'embrione che determina il differenziamento delle aree a essa adiacenti.
organizzazione   s.f.    • 1 •   l'organizzare, l'essere organizzato; il modo con cui si organizza qualcosa: organizzazione aziendale, lavorativa; l'organizzazione dei servizi postali; curare un'organizzazione; un'organizzazione impeccabile, pessima    • 2 •   complesso organizzato: organizzazione politica, sindacale, culturale; un'organizzazione di criminali    • 3 •   (biol.) la forma e la disposizione degli organi che insieme costituiscono una determinata struttura corporea; anche, il processo con cui essi si formano e si differenziano.
organo   s.m.    • 1 •   ogni parte del corpo animale o vegetale, avente una particolare funzione vitale: organo dell'udito; organi respiratori, sessuali; gli organi della digestione    • 2 •   (estens.) ogni singola parte di un congegno complesso: gli organi del motore; organo di comando, di trasmissione    • 3 •   (fig.) persona o insieme di persone facenti parte di un ente complesso e dotate di funzioni specifiche: organo esecutivo, legislativo di uno stato; organi giurisdizionali; organo di controllo  | organo della persona giuridica, la persona o il complesso delle persone fisiche attraverso le quali un ente manifesta la propria volontà e agisce (p. e.  gli amministratori, o il collegio dei sindaci in una società per azioni)    • 4 •   (fig.) ogni giornale, rivista o altro periodico, che sia portavoce ufficiale di un partito, di un'associazione, di un gruppo organizzato e sim. | organo di stampa, giornale    • 5 •   (mus.) strumento a tastiera in cui il suono viene prodotto immettendo aria in più serie di canne per mezzo di un mantice: musica per organo; concerto d'organo | organo hammond, strumento a tastiera in cui il suono viene generato da frequenze elettriche | organo idraulico, tipo di organo inventato dagli antichi greci, in cui la pressione dell'aria era ottenuta con un sistema idraulico. dim. organetto, organino. 
organogenesi   s.f.  (biol.) formazione degli organi e dei tessuti dell'organismo adulto a partire da regioni indifferenziate dell'embrione.
organogeno   agg.  (geol.) si dice di roccia sedimentaria formata essenzialmente dall'accumulo di avanzi di organismi animali e vegetali.
organografia   s.f.  (biol.) studio degli organi vegetali e del loro funzionamento, soprattutto in relazione all'umidità, all'illuminazione ecc.
organografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a organografia.
organografo   s.m.  [f. -a] studioso, esperto di organografia.
organolettico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di proprietà che può essere rilevata e apprezzata dai sensi, come l'odore, il sapore, il colore ecc.: esame organolettico di una sostanza, quello compiuto attraverso la valutazione diretta di tali proprietà § organoletticamente avv.  da un punto di vista, con metodo organolettico.
organologia   s.f.    • 1 •   parte dell'anatomia che studia la struttura e il funzionamento degli organi animali o vegetali    • 2 •   scienza che studia la storia, la struttura, la classificazione e il funzionamento degli strumenti musicali.
organologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo all'organologia.
organologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di organologia.
organometallico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) metallorganico.
organometallo   s.m.  composto chimico contenente un metallo unito direttamente ad atomi di carbonio organico.
organoscopia   s.f.  (med.) esame di organi effettuato con strumenti ottici.
organoterapia   s.f.  cura medica consistente nel somministrare preparati derivati da organi animali.
organulo   s.m.  (med.) denominazione di qualsiasi struttura anatomica microscopica che svolga una particolare funzione.
organum   s.m. invar.  (mus.) primitiva forma di polifonia in uso dal sec. ix al xiii.
organza   s.f.  tessuto di seta leggero e trasparente, usato soprattutto nell'abbigliamento femminile.
organzino   s.m.  filato di seta composto di più fili ritorti insieme; il tessuto con esso prodotto.
orgasmico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'orgasmo sessuale.
orgasmo   s.m.    • 1 •   la fase culminante dell'eccitazione sessuale    • 2 •   (estens.) agitazione, irrequietezza, ansia: stare in orgasmo; la notizia ha messo tutti in orgasmo. 
orgastico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) relativo all'orgasmo.
orgia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   nell'antichità classica, festa rituale in onore di dioniso (a roma, bacco), caratterizzata da danze forsennate e altre manifestazioni di licenziosità e sfrenatezza    • 2 •   (estens.) bagordo, gozzoviglia | riunione di più persone che danno libero sfogo ai propri istinti e desideri sessuali    • 3 •   (fig.) abbondanza, eccesso che colpisce, che turba o che eccita, inebria: un'orgia di sangue; un'orgia di colori, di suoni. 
orgiasta   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nell'antichità classica, chi partecipava a una festa orgiastica o la celebrava.
orgiastico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si riferisce alle orge rituali dell'antichità: feste orgiastiche  | (estens.) di orgia sessuale, sfrenatamente licenzioso: piaceri orgiastici    • 2 •   (fig. lett.) che suscita impressioni violente: lampade inquiete a trivellare l'atmosfera... di luci orgiastiche  (campana) § orgiasticamente avv. 
orgoglio   s.m.    • 1 •   grandissima stima di sé e dei propri meriti: essere pieno di orgoglio; peccare di orgoglio    • 2 •   (estens.) senso della propria dignità: parlare con legittimo orgoglio; non avere nemmeno un po' d'orgoglio    • 3 •   cosa o persona che sia motivo di vanto: essere l'orgoglio della famiglia. 
orgogliosità   s.f.  (ant.) atteggiamento ribelle, arrogante.
orgoglioso   agg.    • 1 •   pieno di orgoglio; che rivela orgoglio: un uomo orgoglioso; tenere un contegno orgoglioso    • 2 •   fiero, soddisfatto, inorgoglito: un maestro orgoglioso dell'allievo  § orgogliosamente avv. 
orgoglire   v. intr.  [io orgoglisco, tu orgoglisci ecc. ; aus. essere] (ant.) inorgoglirsi.
orgone   s.m.  secondo una teoria elaborata dallo psicoanalista austriaco w. reich (1897-1957), energia cosmica primordiale onnipresente in natura, che nell'uomo si organizza e si manifesta come energia sessuale o libido.
orgonico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'orgone o la teoria psicoanalitica che si fonda sul concetto di orgone.
oriafiamma    ⇨ orifiamma.
oriana   s.f.  sostanza colorante arancione estratta dal frutto di un albero tropicale americano della famiglia delle bixacee.
oribi   s.m.  piccola antilope africana simile alla gazzella (ord.  artiodattili).
oricalco   ant. auricalco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   lega di rame e zinco, simile all'ottone, usata anticamente per fabbricare strumenti musicali    • 2 •   (ant.) ottone    • 3 •   (poet.) tromba: le strepitose voci / d'oricalco guerrier punto non teme  (metastasio).
oricanno   s.m.  (ant.) vasetto per essenze odorose.
orice   o orige, s.m.  grossa e massiccia antilope africana dalle lunghissime corna sottili e diritte (ord.  artiodattili).
oricello   s.m.  lichene con tallo e rami cilindrici, frequente sulle scogliere del mediterraneo; anche, la sostanza colorante che se ne estrae.
oricrinito   agg.  (poet.) che ha capelli o pelo biondo, fulvo | (estens.) che emette raggi dorati.
orientabile   agg.  che si può orientare in diverse direzioni: faro, antenna orientabile. 
orientale   agg.    • 1 •   di, dell'oriente; situato a oriente o più a oriente (si contrappone a occidentale): venti orientali; le coste orientali della sicilia  | blocco orientale, loc. con cui si indicava l'insieme degli stati socialisti dell'europa orientale che erano sottoposti all'influenza dell'unione sovietica    • 2 •   che è proprio dell'asia o che da essa proviene: civiltà, cultura, arte orientale; usi, costumi orientali  | lingue orientali, l'insieme delle lingue parlate in asia    • 3 •   che si riferisce ai territori che appartenevano all'impero romano d'oriente: il monachesimo orientale  | chiese orientali, le chiese cristiane ortodosse o cattoliche di rito bizantino (greche e slave) e quelle derivate da antiche eresie cristologiche (la nestoriana, l'armena, la giacobita di siria, la copta e l'etiopica) | all'orientale, alla maniera orientale; secondo gli usi, i costumi orientali  s.m.  e f.  nativo, abitante dell'oriente; asiatico.
orientaleggiante   agg.  che ha, che tende ad assumere caratteri propri dell'oriente: gusto orientaleggiante; costumi orientaleggianti. 
orientalismo   s.m.  nelle arti figurative, tendenza a rappresentare soggetti orientali, ad assumere caratteri stilistici originari dell'oriente.
orientalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   studioso di lingue, letterature, civiltà orientali    • 2 •   nelle arti figurative, seguace dell'orientalismo.
orientalistica   s.f.  l'insieme delle discipline volte allo studio scientifico delle lingue, le letterature e le civiltà orientali.
orientalistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda i paesi, i popoli, le civiltà dell'oriente: studi orientalistici    • 2 •   nelle arti figurative, che riguarda l'orientalismo, gli orientalisti.
orientalizzante   part. pres.  di orientalizzare   agg.  nel sign. del verbo | arte orientalizzante, l'insieme della produzione artistica del mondo greco e italico a partire dal sec. vii a. c., con durata diversa a seconda delle aree, caratterizzata da manufatti foggiati e decorati alla maniera di quelli che si importavano dall'oriente.
orientalizzare   v. tr.  far assimilare la cultura, gli usi e i costumi orientali; imporre o imprimere un carattere orientale | v. intr.  [aus. avere] (rar.) tendere a forme culturali, artistiche o di vita proprie dell'oriente | orientalizzarsi v. rifl.  o intr. pron.  assumere forme di vita e di cultura orientali; acquisire caratteristiche orientali.
orientalizzazione   s.f.  l'orientalizzare, l'orientalizzarsi, l'essere orientalizzato.
orientamento   s.m.    • 1 •   l'orientare, l'orientarsi | senso di orientamento, facoltà istintiva, comune a molti animali e attenuata nell'uomo, di orientarsi (anche fig.)    • 2 •   (fig.) direzione, indirizzo: l'orientamento di una ricerca, di un'indagine  | orientamento scolastico, professionale, l'insieme dei procedimenti che tendono ad accertare le attitudini di una persona per indirizzarla alla scelta di una scuola o di un lavoro    • 3 •   (geog.) l'insieme delle operazioni effettuate a vista o con strumenti allo scopo di determinare i punti cardinali del luogo in cui ci si trova.
orientare   v. tr.  [io oriènto ecc.]    • 1 •   disporre, volgere qualcosa in modo che sia nella direzione di un determinato punto cardinale: orientare una carta geografica, far sì che la parte superiore sia volta a nord    • 2 •   dirigere, indirizzare (anche fig.): orientare i fari verso l'alto; orientare gli studenti alla ricerca    • 3 •   (mat.) stabilire un verso o un senso in un ente geometrico    • 4 •   (ant.) volgere verso oriente, nella direzione di oriente | orientarsi v. rifl.    • 1 •   riconoscere il luogo in cui ci si trova rispetto a un luogo o ad altri luoghi di riferimento, o rispetto ai punti cardinali    • 2 •   (fig.) capire in quale modo si debbano svolgere ricerche, attività ecc.: orientarsi nella nuova organizzazione del lavoro    • 3 •   (fig.) rivolgere le proprie scelte o preferenze in una direzione; indirizzarsi: orientarsi verso un'attività professionale. 
orientativo   agg.  che serve a orientare (spec. fig.): dati orientativi; indagine orientativa  § orientativamente avv.  in modo, a scopo orientativo.
orientato   part. pass.  di orientare   agg.    • 1 •   disposto in direzione di un determinato punto cardinale: appartamento orientato a nord; casa ben orientata, ben esposta    • 2 •   (mat.) si dice di ente geometrico dotato di un senso o di un verso: retta orientata    • 3 •   (fig.) diretto, indirizzato verso un'attività, un interesse e sim.: un giovane ben orientato negli studi. 
orientazione   s.f.  l'orientare, l'essere orientato (spec. nell'uso matematico).
oriente   s.m.    • 1 •   la parte dell'orizzonte dove sorge il sole, detta anche est  o levante; la posizione di un punto geografico che si trovi a est rispetto a un altro: navigare verso oriente; la turchia è a oriente dell'italia    • 2 •   (estens.) regioni situate a oriente | oriente, per antonomasia, i paesi, le regioni asiatiche rispetto a quelle europee: fare un viaggio in oriente  | medio  (o vicino) oriente, l'asia occidentale, dal mediterraneo all'iran | estremo oriente, l'asia centrale e orientale, o più com. la sola asia orientale (cina, giappone ecc.)    • 3 •   la sede di una loggia massonica: l'oriente di milano  | grande oriente, denominazione complessiva della massoneria, come aggregato di logge facenti capo a un'unica gerarchia    • 4 •   carattere di trasparenza che costituisce uno dei pregi maggiori delle perle  agg.  (lett. rar.) che sorge: sole oriente. 
orifiamma   ant. oriafiamma, s.f.  bandiera con stelle e fiamme d'oro in campo rosso, insegna militare dei re di francia nel medioevo.
orifizio   meno com. orificio, s.m.    • 1 •   stretta apertura all'estremità di un condotto, per lo sbocco o il passaggio di un fluido    • 2 •   (anat.) apertura che mette in comunicazione una cavità del corpo con un'altra o con l'esterno: orifizio pilorico, anale. 
origami   s.m.  l'arte, di antica tradizione giapponese, di ottenere oggetti ornamentali da fogli di carta variamente piegati.
origano   s.m.  erba aromatica perenne con foglioline ovali e fiori color rosa, tipica del clima mediterraneo; è usata in cucina come aromatizzante (fam.  labiate).
orige    ⇨ orice.
originale   agg.    • 1 •   dell'origine; che esiste dall'origine | peccato originale, nella teologia cristiana, lo stato di colpa conseguente al peccato di adamo, trasmesso a tutti gli uomini fin dal momento del loro concepimento, e cancellato dal battesimo    • 2 •   che rappresenta la prima realizzazione di qualcosa che è riproducibile, ripetibile, copiabile: un documento originale; di dante non possediamo alcun manoscritto originale; altro è un dipinto originale, altro è la sua copia  | leggere un'opera (un autore) nel testo originale, nella sua lingua originale, nel testo integrale, senza tagli né modifiche, o nella sua lingua d'origine, non in traduzione | edizione originale di un film, con il parlato nella sua lingua d'origine, non doppiato | traduzione originale, condotta direttamente sul testo originale, non tradotta da altra traduzione in altra lingua    • 3 •   si dice di prodotto tipico che proviene dal luogo della sua origine, che risale all'epoca sua propria, o che è fabbricato dalla stessa casa che per prima lo ha immesso sul mercato col suo marchio: tessuti scozzesi originali; un soprammobile liberty originale; una camicia lacoste originale; ricambi originali, pezzi di ricambio di una macchina, di un dispositivo ecc., che sono fabbricati dalla stessa casa che produce la macchina, il dispositivo    • 4 •   (estens.) interamente nuovo, che non ripete modelli precedenti: lavoro, opera originale    • 5 •   (fig.) strano, bizzarro, stravagante: una persona originale; un abbigliamento davvero originale   s.m.    • 1 •   ciò che è originale, che non è copia, riproduzione, traduzione, imitazione: l'originale di un diploma  (o un diploma in originale); copia conforme all'originale; molti originali del leopardi si conservano a napoli; un libro tradotto dall'originale; confrontare l'originale col ritratto  | originale televisivo, film realizzato appositamente per la televisione    • 2 •   [anche f.] persona originale; tipo curioso, stravagante § originalmente avv.    • 1 •   all'origine; originariamente    • 2 •   in modo originale, insolito, personale: vestire originalmente. 
originalità   s.f. invar.    • 1 •   qualità di chi o di ciò che è originale: l'originalità di un prodotto, di un'idea; mostrare originalità nel comportarsi, nel parlare    • 2 •   atto, discorso da persona originale; cosa originale, stravaganza: le originalità della moda. 
originare   v. tr.  [io orìgino ecc.]    • 1 •   dare origine a qualcosa: originare liti, sospetti    • 2 •   (ant.) attribuire un'origine a qualcosa: se tu mai odi / originar la mia terra altrimenti  (dante inf.  xx, 97-98) | v. intr.  [aus. essere], originarsi v. rifl.  avere origine: dal primo errore (si) originarono tutti gli altri. 
originario   agg.    • 1 •   che ha origine, provenienza da un luogo: un popolo originario dell'asia    • 2 •   che dà o ha dato origine a qualcuno o a qualcosa: il documento originario fu riprodotto in molte copie    • 3 •   dell'origine, proprio delle origini: perdere l'originario splendore  § originariamente avv.  all'origine, all'inizio.
origine   ant. lett. origo [o-rì-go], s.f.    • 1 •   principio da cui deriva qualcosa; il punto, il momento in cui ha inizio qualcosa: l'origine della vita, dell'universo; le origini della civiltà; l'origine di una retta | l'origine di un fiume, la sorgente | risalire all'origine, alle origini, alle prime manifestazioni di un fatto, di un fenomeno | in, all'origine, dapprima, dal principio    • 2 •   fatto o complesso di fatti da cui un determinato evento si è prodotto; causa: l'origine di una malattia, di una disputa; le origini di un problema | dare origine a qualcosa, provocarla, determinarla | avere, trarre origine, derivare, essere causato    • 3 •   provenienza: il paese d'origine di un prodotto; vino a denominazione di origine controllata; luogo, paese d'origine, riferito a persona, la località, il paese in cui è nata o da cui proviene la sua famiglia; certificato di origine, (mar.) documento attestante la provenienza del carico di un bastimento mercantile | in partic., ambiente, condizione sociale da cui si proviene: una famiglia di origini modeste; essere di nobile origine    • 4 •   (mat.) in un sistema di coordinate, punto dal quale si cominciano a contare le distanze (su uno, due o più assi) | (fis.) il valore, nullo, dal quale inizia la determinazione delle misure di una grandezza.
origliare   v. intr.  [io orìglio ecc. ; aus. avere] ascoltare di nascosto: origliare alla porta. 
origliere   s.m.  (lett.) guanciale: ergiti or tu alcun poco, e sì ti appoggia / alli origlieri  (parini).
origo    ⇨ origine.
orina    ⇨ urina.
orinale   s.m.  vaso nel quale si orina.
orinare   o urinare, v. intr.  [aus. avere] emettere, eliminare urina | v. tr.  emettere con l'urina: orinare sangue. 
orinario    ⇨ urinario.
orinata   rar. urinata, s.f.  l'orinare; la quantità di urina che si emette in una volta.
orinatoio   s.m.  impianto dotato di apparecchiature igieniche per orinare, per uso pubblico maschile.
orinazione   o urinazione, s.f.  (non com.) l'orinare; emissione di orina.
oriolaio   s.m.  (ant. , tosc.) orologiaio.
oriolo   (1) lett. oriuolo, s.m.  (ant. , tosc.) orologio.
oriolo   (2) s.m.  (zool.) genere di uccelli che comprende il rigogolo.
oristanese   agg.  di oristano  agg.  e s.m.  e f.  che, chi è nato o abita a oristano.
oritteropo   s.m.  mammifero africano dal muso lungo e sottile, con zampe corte dalle unghie taglienti e lingua protrattile, vischiosa, con la quale cattura le termiti (ord.  tubulidentati).
oriundo   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi è originario di un luogo: un argentino oriundo italiano    • 2 •   un tempo, si diceva di giocatore di calcio proveniente da una federazione straniera ma di origini familiari italiane, che aveva in quanto tale la possibilità di giocare nella squadra nazionale italiana.
oriuolo    ⇨ oriolo 1.
orizzonta    ⇨ orizzonte.
orizzontale   agg.    • 1 •   parallelo al piano dell'orizzonte (contrapposto a verticale): posizione orizzontale    • 2 •   (fig.) in una struttura organizzativa, entità che è allo stesso livello di un'altra, non in rapporto di subordinazione: l'ufficio si strutturerà in due unità orizzontali  | integrazione orizzontale, (econ.) concentrazione di imprese che producono prodotti simili per ottenere un maggior potere di mercato  s.f.    • 1 •   nei cruciverba, parola che dovrà essere collocata in senso orizzontale; anche, la relativa definizione    • 2 •   (sport) posizione del ginnasta con il corpo in posizione orizzontale § orizzontalmente avv.  in senso, in posizione orizzontale; trasversalmente.
orizzontalità   s.f.  l'essere orizzontale; posizione orizzontale.
orizzontamento   s.m.    • 1 •   l'orizzontare, l'orizzontarsi    • 2 •   (edil.) struttura orizzontale di sostegno o di copertura.
orizzontare   v. tr.  [io orizzónto ecc.] mettere in una data posizione rispetto all'orizzonte; per estens., orientare | orizzontarsi v. rifl.    • 1 •   riconoscere il luogo in cui ci si trova e quindi la direzione da prendere: orizzontarsi nella nebbia    • 2 •   (fig.) capire in quale modo si debbano svolgere ricerche, attività: orizzontarsi tra le leggi fiscali. 
orizzonte   ant. orizzonta, s.m.    • 1 •   linea ideale che delimita il raggio visuale di un dato luogo e lungo la quale il cielo sembra toccare la superficie terrestre; per estens., la zona del cielo o della superficie terrestre delimitata da tale linea: una nave che appare all'orizzonte; il sole tramonta sull'orizzonte; un orizzonte limpido, sereno, nuvoloso    • 2 •   (astr.) circolo massimo, parallelo al piano orizzontale locale, che divide la sfera celeste in due emisferi, quello sopra l'osservatore, contenente lo zenit, e quello sotto, contenente il nadir    • 3 •   orizzonte artificiale, strumento giroscopico impiegato sugli aerei per avere il riferimento del loro assetto rispetto all'orizzonte    • 4 •   (fig.) campo di azione, di attività prospettiva futura: gli orizzonti della politica, della scienza; un domani senza orizzonti  | fare un giro d'orizzonte, esaminare panoramicamente tutti gli aspetti, i punti di vista di una situazione.
orlare   v. tr.  [io órlo ecc.] provvedere di orlo, di orlatura: orlare un fazzoletto; orlare di merletto una tovaglia. 
orlato   part. pass.  di orlare   agg.  che ha un orlo cucito: teli per tenda orlati  | (estens.) che presenta un orlo, un margine di diversa materia o colore: nuvole orlate di rosa. 
orlatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice, pop. -tora] chi per mestiere esegue lavori di orlatura    • 2 •   accessorio della macchina per cucire con cui si eseguono orlature.
orlatrice   s.f.    • 1 •   macchina per ripiegare a orlo il bordo di una lamiera o quello di due lamiere sovrapposte, in modo da unirle insieme    • 2 •   macchinetta usata per chiudere il cilindretto di cartone delle cartucce da caccia.
orlatura   s.f.    • 1 •   l'orlare, l'essere orlato; orlo    • 2 •   materiale che serve per orlare.
orleanista   agg.  [pl. m. -sti] della casa d'orléans: la monarchia orleanista   agg.  e s.m.  e f.  fautore, sostenitore della casa d'orléans.
orliquia    ⇨ reliquia.
orlo   s.m.    • 1 •   la parte con cui qualcosa termina o inizia; margine, limite estremo (anche fig.): l'orlo di un recipiente, del tetto; bicchiere pieno fino all'orlo, colmo; essere sull'orlo di un precipizio, (fig.) in una situazione di gravissimo rischio | essere sull'orlo della follia, del fallimento, sul punto di impazzire, di fallire    • 2 •   l'estremo lembo di un tessuto, ripiegato e cucito o altrimenti lavorato perché non si sfili: orlo a giorno, orlatura con ricamo sfilato; orlo a festone, non ripiegato, rifinito con tale punto di ricamo | punto a orlo, il tipo di cucitura che si impiega comunemente per fissare un orlo. dim. orletto, orlino. 
orlon   ® s.m.  fibra tessile sintetica a base di polimeri acrilici.
orma   s.f.    • 1 •   segno lasciato dal piede dell'uomo o di un animale sul terreno: orme (impresse) sulla sabbia, sulla neve; i cacciatori seguono le orme degli animali  | fiutare le orme, si dice di cani che seguono una pista umana o animale | seguire, calcare le orme di qualcuno, (fig.) imitarlo, seguirne l'esempio    • 2 •   (fig.) impronta, segno, traccia: lasciare nella coscienza un'orma indelebile  | (lett.) resto, vestigia: le orme di un passato glorioso. 
ormai   o oramai [o-ra-mài], avv.    • 1 •   adesso, a questo punto, allo stato attuale: ormai dovrebbe esser chiaro; ormai è tempo di decidere; ormai non vale più la pena di prendersela  | per sottolineare l'inevitabilità o l'irrimediabilità di una situazione, di un evento: ormai non si può fare più nulla per lui; ormai troppi anni sono trascorsi  | con valore enfatico, in riferimento al tempo trascorso: sono ormai due mesi che non lo vedo    • 2 •   allora, a quel punto (riferito al passato o al futuro): quando il medico arrivò era ormai troppo tardi; al nostro arrivo sarà ormai notte. 
ormare   v. tr.  [io órmo ecc.] (ant.) seguire osservando le orme | (fig.) seguire, imitare pedissequamente.
ormeggiare   (1) v. tr.  [io orméggio ecc.] (lett. rar.) lo stesso che ormare. 
ormeggiare   (2) v. tr.  [io orméggio ecc.] (mar.) fissare un'imbarcazione con ancore, cavi o catene a uno o più punti di solida presa, per impedire che sia spostata dalle onde, dalle correnti o dal vento | (aer.) assicurare un velivolo al suolo per impedire che il vento lo sposti | ormeggiarsi v. rifl.  assicurarsi con ormeggi, detto di un natante: ormeggiarsi in rada, a una bitta. 
ormeggiatore   s.m.  chi in un porto è addetto alle manovre di ormeggio.
ormeggio   s.m.    • 1 •   l'ormeggiare, l'ormeggiarsi, l'essere ormeggiato; anche, il posto in cui si ormeggia: ormeggio di prua, di poppa; cercare un ormeggio sicuro    • 2 •   pl.  le ancore, i cavi o le catene con cui è ormeggiato un natante: levare, mollare gli ormeggi, salpare.
ormesino   ormisino  ⇨ ermesino.
ormonale   agg.  (biol.) che riguarda gli ormoni: equilibrio, disfunzione ormonale  | (med.) che contiene, utilizza ormoni: preparato ormonale; terapia ormonale. 
ormone   s.m.  (biol.) ciascuna delle diverse sostanze prodotte dalle ghiandole endocrine, capaci di stimolare specifiche risposte fisiologiche in cellule di vario tipo | ormoni vegetali, sostanze simili agli ormoni propr. detti, che regolano i processi di accrescimento dei vegetali; sono detti anche fitormoni. 
ormonico   agg.  [pl. m. -ci] (biol. , med.) ormonale.
ormonoterapia   s.f.  (med.) terapia basata sull'impiego di ormoni.
ornamentale   agg.  di ornamento, che serve da ornamento: fregio, oggetto ornamentale; disegno ornamentale  | pianta ornamentale, che si coltiva in vasi e giardini per la sua bellezza o per quella dei suoi fiori.
ornamentazione   s.f.  l'abbellire con ornamenti: l'ornamentazione di una sala  | complesso di ornamenti: un'ornamentazione troppo carica. 
ornamento   s.m.    • 1 •   l'ornare: l'ornamento di una tavola, di una stanza | d'ornamento, ornamentale: oggetti, pietre, piante d'ornamento    • 2 •   ciò che serve a ornare, ad abbellire, a decorare (anche fig.): gli ornamenti di un abito; ornamenti architettonici, stilistici; l'ornamento della modestia | ornamento musicale, lo stesso che abbellimento. 
ornare   v. tr.  [io órno ecc.]    • 1 •   rendere più bello, più attraente aggiungendo qualcosa di accessorio opportunamente scelto: ornare una tavola di fiori; i quadri ornano le pareti  | ornare la fronte, le tempie, cingerle con una ghirlanda o una corona | ornare lo stile, renderlo più raffinato con un'elegante scelta delle parole e l'uso di figure retoriche    • 2 •   (fig. lett.) dare lustro, prestigio: luoghi e città che anticamente furono ornate di vescovo e diocesi  (muratori) | fregiare, insignire: ornare di un'insegna cavalleresca  | ornarsi v. rifl.  o intr. pron.  abbellirsi con ornamenti, adornarsi; acquisire bellezza: ornarsi di gioielli; i prati si ornano di fiori. 
ornatezza   s.f.  (non com.) l'essere ornato; ricchezza di ornamenti: ornatezza di stile. 
ornatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] artista specializzato in lavori di ornamentazione.
ornativo   agg.  (non com.) che serve di ornamento; ornamentale, esornativo.
ornato   (1) part. pass.  di ornare  agg.    • 1 •   adorno: un vestito ornato di trine    • 2 •   elegante, forbito: prosa ornata  § ornatamente avv. 
ornato   (2) s.m.    • 1 •   complesso di elementi geometrici o stilizzati con funzione decorativa | (arch.) l'insieme degli elementi ornamentali posti in risalto sul corpo della costruzione: l'ornato della facciata di una chiesa barocca    • 2 •   parte dello studio del disegno che riguarda la rappresentazione di ornamenti decorativi.
ornatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi orna    • 2 •   chi confeziona e pone in opera oggetti d'ornamento.
ornatura   s.f.  (rar.) l'ornare; ornamento, ornato | in partic., insieme di accessori (gioielli, fibbie, ricami) di un abito.
orneblenda   s.f.  (min.) minerale silicatico di colore verde o nero appartenente al gruppo degli anfiboli, molto diffuso nelle rocce eruttive e metamorfiche.
ornello   o orniello, s.m.  pianta arborea simile al frassino comune, coltivata per la manna che si ricava dal fusto inciso (fam.  oleacee).
ornitischi   s.m. pl.  (zool.) ordine di rettili fossili di dimensioni gigantesche del gruppo dei dinosauri, il cui scheletro presentava affinità di struttura con quello degli uccelli | sing.  [-schio] ciascun rettile di tale ordine.
ornito-  ornito- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. órnis órnithos  'uccello'; significa 'uccello' o indica relazione con gli uccelli (ornitologia, ornitorinco).
ornitofilo   agg.  si dice di impollinazione operata da uccelli; anche, di pianta in cui avviene questo tipo di impollinazione.
ornitogalo   s.m.  pianta erbacea con fiori a grappolo di color bianco latteo, i cui bulbi servono come alimento per gli uccelli; è detta anche latte di gallina  (fam.  gigliacee).
ornitologia   s.f.  ramo della zoologia che studia gli uccelli.
ornitologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'ornitologia: museo ornitologico. 
ornitologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di ornitologia.
ornitomanzia   s.f.  forma di divinazione che trae auspici dal volo e dal canto degli uccelli.
ornitorinco   s.m.  [pl. -chi] mammifero oviparo che vive lungo i fiumi dell'australia e della tasmania; ha corpo allungato con folta pelliccia bruna, becco largo simile a quello di un'anatra, coda grossa e piedi palmati (ord.  monotremi).
ornitosi   s.f.  (med.) malattia infettiva virale che colpisce gli uccelli e che da questi può essere trasmessa all'uomo e a vari animali.
orno   s.m.  (non com.) ornello.
oro   lett. ant. auro, s.m.    • 1 •   elemento chimico di simbolo au, metallo nobile di colore giallo-lucente, presente in natura in giacimenti di limitate quantità inattaccabile dagli agenti atmosferici, per la rarità e le altre sue proprietà è stato considerato fin dai tempi antichi come il materiale prezioso per eccellenza, usato per coniare monete e fabbricare oggetti, e ancora oggi costituisce mezzo di scambio universalmente riconosciuto: monete, gioielli d'oro; anello, orologio d'oro; arazzo ricamato in oro; oro zecchino, lavorato; pagare in oro, con monete d'oro; pagliuzza, pepita, grano, polvere d'oro, ciascuno dei modi in cui l'oro può presentarsi in natura; oro a 12, 18 ecc. carati, lega d'oro che calcola in ventiquattresimi la percentuale del metallo presente; oro bianco, lega d'oro e platino o palladio, di aspetto simile al platino | in quanto materiale prezioso per antonomasia dà luogo ad alcune loc. fig.: non fare una cosa per tutto l'oro del mondo, a nessun prezzo, a nessuna condizione; vale tant'oro quanto pesa, vale molto, detto sia di cosa preziosa sia di persona ricca di qualità; prendere tutto per oro colato, credere a tutto con la massima ingenuità | in relazione all'eccellenza dell'oro: un uomo, un cuore d'oro, persona di straordinaria bontà; età dell'oro, età primitiva nella quale tutto sarebbe stato semplice, puro, felice; libro, albo d'oro, nel quale vengono notati fatti gloriosi, nomi insigni; secolo d'oro, quello che si considera il più splendido nello svolgimento della civiltà o di una letteratura, di un'arte e sim.; anno d'oro, quello che è stato il più proficuo ai fini di una determinata attività | oro nero, (fig.) il petrolio | prov.  : non è tutt'oro quel che riluce, l'apparenza spesso inganna; le ore del mattino hanno l'oro in bocca, sono quelle più utili a svolgere un lavoro    • 2 •   (estens.) denaro, ricchezze: la sete dell'oro; nuotare nell'oro    • 3 •   colore giallo lucente: l'oro dei mosaici bizantini; capelli d'oro, biondi come l'oro | anche in funzione di agg. invar.  : paramenti neri e oro    • 4 •   materiale dorato: un abito profilato in oro    • 5 •   pl.  oggetti d'oro: ori ellenistici; gli ori del tesoro della cattedrale    • 6 •   pl.  uno dei quattro semi delle carte da gioco napoletane.
oro-  oro- (1) primo elemento di parole composte della terminologia scientifica formate modernamente, dal gr. óros  'monte' (orogenesi, orografia).
oro-  oro- (2) primo elemento di parole composte della terminologia medica formate modernamente, dal lat. o¯re, abl. di o¯s o¯ris  'bocca'; vale 'della bocca; orale' (orofaringe).
orobancacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene l'orobanche | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
orobanche   s.f.  pianta parassita delle leguminose e di altre piante coltivate, priva di foglie, con una spiga di fiori biancoviolacei (fam.  orobancacee).
orobico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   degli orobi, antica popolazione stanziata intorno al lago di como    • 2 •   (lett.) bergamasco.
orofaringe   s.f.  (anat.) porzione media della faringe, situata in corrispondenza della cavità orale.
orogenesi   s.f.  (geol.) insieme dei fenomeni che determinano la formazione delle catene montuose.
orogenetico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) che riguarda l'orogenesi: fenomeni orogenetici; teorie orogenetiche. 
orografia   s.f.    • 1 •   settore della geografia che studia i rilievi terrestri    • 2 •   distribuzione dei rilievi sulla terra o in una data regione; anche, la relativa descrizione e rappresentazione cartografica.
orografico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) che riguarda l'orografia: carta orografica, che mette in evidenza i rilievi di una regione e ne segnala le altitudini.
oroidrografia   s.f.  settore della geografia che studia i rilievi terrestri e i corsi d'acqua che ne discendono.
oroidrografico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) che riguarda l'oroidrografia.
orologeria   s.f.    • 1 •   l'arte di fabbricare orologi    • 2 •   meccanismo simile a quello degli orologi, capace di produrre un determinato effetto dopo un periodo di tempo prefissato: bomba a orologeria, congegnata in modo da esplodere al momento prestabilito    • 3 •   negozio di orologiaio.
orologiaio   region. orologiaro, s.m.  [f. -a] chi fabbrica, vende o ripara orologi.
orologiero   agg.  che riguarda la fabbricazione o la vendita degli orologi: industria orologiera; commercio orologiero. 
orologio   s.m.    • 1 •   strumento per misurare il tempo in ore e frazioni di ore: orologio da polso, da tasca, a muro; orologio a pendolo, a molla, elettrico, digitale, al quarzo; caricare, rimettere (all'ora) l'orologio; orologio solare, meridiana; orologio a sabbia, clessidra; orologio di precisione, cronometro; orologio a sveglia, sveglia | un'ora d'orologio, un'ora esatta | essere un orologio, (fig.) detto di congegno, meccanismo, funzionare perfettamente; detto di persona, essere molto preciso, puntuale | stare con l'orologio in mano, (fig.) essere estremamente precisi e puntuali e pretendere che lo siano gli altri. dim. orologetto, orologino    • 2 •   orologio della morte, il comune tarlo dei mobili, così denominato per il caratteristico ticchettio che produce, interpretato tradizionalmente come presagio di sventura.
oronimia   s.f.    • 1 •   (ling.) settore della toponomastica che studia i nomi dei monti e delle catene montuose    • 2 •   l'insieme dei nomi dei monti di una regione: l'oronimia alpina. 
oronimo   s.m.  (ling.) nome di monte o di catena montuosa.
oroscopia   s.f.  l'arte del formulare oroscopi.
oroscopico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) che riguarda l'oroscopo.
oroscopo   s.m.    • 1 •   predizione del futuro di una persona, basata sulla posizione degli astri nel momento della sua nascita; per estens., libro, pagina di giornale o altro foglio che riporta le previsioni riguardanti i nati sotto i vari segni zodiacali: leggere l'oroscopo; credere all'oroscopo    • 2 •   (estens.) pronostico, previsione.
orpellamento   s.m.  (rar.) l'orpellare (spec. fig.).
orpellare   v. tr.  [io orpèllo ecc.] (lett.)    • 1 •   ornare, coprire con orpello    • 2 •   (fig. lett.) nascondere, mascherare con false apparenze; infiorettare.
orpellatura   s.f.  (rar.) l'orpellare (spec. fig.).
orpello   s.m.    • 1 •   lega di rame e zinco di colore simile all'oro    • 2 •   (fig.) apparenza ingannevole: mascherare l'ignoranza sotto l'orpello della retorica  | ornamento inutile, eccessivo del discorso: uno stile pieno di orpelli. 
orpimento   s.m.  (min.) minerale costituito da solfuro di arsenico, che si presenta in masse lamellari di colore giallo limone.
orrare   e deriv.   ⇨ onorare e deriv. 
orrendezza   s.f.  (rar.) l'essere orrendo.
orrendo   agg.    • 1 •   che desta orrore, raccapriccio per il suo carattere atroce, crudele, spietato, o perché repellente, ignobile, blasfemo ecc.: un delitto orrendo; una morte orrenda; un'orrenda bestemmia    • 2 •   (iperb.) bruttissimo, pessimo: una faccia orrenda; un film orrendo  § orrendamente avv. 
orrevole   e deriv.   ⇨ onorevole e deriv. 
orribile   agg.    • 1 •   che suscita orrore; orrendo, atroce, spaventoso: un fatto, una scena orribile; fare una fine orribile; propositi orribili | orribile a dirsi, a farsi, (lett.) che desta orrore in chi lo dice, in chi lo fa    • 2 •   (iperb.) pessimo, bruttissimo: tempo, stagione orribile; viaggio orribile, lungo e disagiato; sapore, odore orribile, nauseante, disgustoso § orribilmente avv. 
orribilità   s.f.  (rar.) l'essere orribile.
orridezza   s.f.  (non com.) l'essere orrido; aspetto orrido.
orridità   s.f.  (rar.) orridezza.
orrido   agg.  che desta orrore per la bruttezza o per l'aspetto aspro o selvaggio: orrido mostro; un'orrida valle   s.m.    • 1 •   aspetto orrido; ciò che è orrido: il gusto dell'orrido    • 2 •   precipizio o canalone a pareti aspre ed erte originato dall'azione erosiva di un torrente § orridamente avv. 
orrifico   agg.  [pl. m. -ci] (ant. , lett.) che suscita orrore; orrendo, raccapricciante.
orripilante   agg.    • 1 •   che fa rizzare i capelli per l'orrore e lo spavento: una scena orripilante    • 2 •   (iperb.) brutto, sgradevole § orripilantemente avv.  (non com.).
orripilatore   agg.  [f. -trice] (fisiol.) di, relativo a orripilazione: funzione orripilatrice; muscoli orripilatori, quelli che, contraendosi, determinano l'erezione dei peli.
orripilazione   s.f.  (fisiol.) fenomeno per cui, nell'uomo e in altri mammiferi, i peli tendono a raddrizzarsi sulla pelle in seguito a freddo o a paura.
orrore   s.m.    • 1 •   sentimento di forte paura e ribrezzo destato da ciò che appare crudele, ripugnante, in senso fisico o morale: fare, destare, mettere, suscitare orrore; sentire, provare orrore; un grido, un brivido di orrore | avere orrore di, per qualcosa  (o avere in orrore qualcosa), provare forte paura per essa | film, romanzo dell'orrore, che tende a suscitare sensazioni violente, di paura o di disgusto, attraverso scene di crudeltà fisica, personaggi mostruosi o demoniaci, atmosfere allucinanti    • 2 •   (estens.) cosa, fatto, situazione che desta tale sentimento: gli orrori della guerra, del carcere    • 3 •   (iperb.) sentimento di avversione, di rifiuto: a certi bambini l'acqua fa orrore  | (estens.) persona o cosa particolarmente brutta, tale da offendere il senso estetico: un monumento che è un orrore    • 4 •   (lett.) senso di smarrimento suscitato nell'uomo da ciò che egli avverte come troppo grande, imponente, profondo per essere penetrato, dominato dalla sua mente; in partic., la venerazione mista a timore che coglie l'uomo in presenza del divino: il sacro orrore della morte; religioso è questo orror: la dea / roma qui dorme  (carducci); e all'orror de' notturni / silenzi si spandea lungo ne' campi / di falangi un tumulto  (foscolo sepolcri  207-209).
orroroso   agg.  (lett.) che suscita orrore (per lo più riferito a opere letterarie): tragedia orrorosa  § orrorosamente avv. 
orsù   meno com. or su, inter.  (lett.) esprime incitamento, esortazione e sim.: orsù, partiamo!. 
orsa   s.f.    • 1 •   la femmina dell'orso | essere un'orsa, (fig.) si dice di donna scontrosa, non socievole    • 2 •   orsa maggiore, minore, (astr.) costellazioni dell'emisfero boreale composte di sette stelle ciascuna; la seconda comprende la stella polare, che indica la direzione del nord.
orsacchiotto   s.m.    • 1 •   dim.  di orso  | cucciolo d'orso    • 2 •   pupazzo morbido e peloso a forma di piccolo orso, tradizionale giocattolo dei bimbi: giocare con l'orsacchiotto. 
orsaggine   s.f.  l'essere poco socievole.
orsatto   s.m.  (lett.) cucciolo d'orso; orsacchiotto.
orsetto   s.m.    • 1 •   dim.  di orso  | cucciolo d'orso; orsacchiotto    • 2 •   pupazzo in forma di piccolo orso    • 3 •   denominazione commerciale di pellicce poco pregiate, spec. di gatto, e di tessuti che imitano una pelliccia a pelo corto    • 4 •   in zoologia: orsetto lavatore, procione; orsetto koala, koala.
orsino   agg.  (non com.) di, da orso: aspetto orsino. 
orso   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (zool.) genere di grossi mammiferi plantigradi, dalle forme tozze e robuste, con testa grossa, arti brevi, forti unghioni, coda corta e pelo foltissimo, che vivono isolati o in gruppi poco numerosi (ord.  carnivori): orso bruno, specie europea e asiatica con pelliccia di colore bruno; orso bianco  (o polare), specie che abita le zone artiche circumpolari; orso grigio, grizzly; orso nero, baribal | vendere la pelle dell'orso prima che sia morto  (o prima che sia preso), (fig.) disporre di una cosa prima che la si abbia in possesso. dim. orsacchiotto, orsetto    • 2 •   per le sue movenze lente e impacciate è assunto a simbolo di goffaggine fisica: muoversi, ballare come un orso, in maniera goffa, sgraziata | per le sue abitudini di animale solitario, può anche indicare una persona scontrosa, scarsamente socievole: è un orso, non ha amici, non vede mai nessuno    • 3 •   nel gergo della borsa, ribassista; anche, situazione di mercato tendente al ribasso.
orsolina   s.f.  religiosa appartenente a una delle congregazioni che si rifanno alla regola formulata da sant'angela merici nel 1535, e che si dedicano soprattutto all'educazione delle giovani.
ortaggio   s.m.  denominazione generica delle piante erbacee commestibili coltivate negli orti.
ortaglia   s.f.    • 1 •   terreno lavorato a orto    • 2 •   (region.) ortaggio.
ortatorio   agg.  (lett.) esortativo.
ortense   agg.  (rar.) di orto, che cresce negli orti: menta ortense. 
ortensia   s.f.  arbusto ornamentale originario dell'estremo oriente, con fiori raccolti in corimbi, di color rosa, azzurro e bianco (fam.  sassifragacee).
ortesi   s.f.  (med.) apparecchio che si applica al corpo per correggerne una funzione meccanica difettosa, ma che non sostituisce una parte anatomica mancante.
ortica   rar. urtica, s.f.    • 1 •   pianta erbacea perenne assai diffusa nei luoghi incolti delle zone temperate, con fusto e foglie coperti di peli irritanti e fiori verdi in grappolo; ha proprietà medicinali e trova un limitato impiego anche come pianta commestibile (fam.  urticacee) | luogo in cui crescono le ortiche, (fig.) incolto, abbandonato | gettare, buttare qualcosa alle ortiche, (fig.) disfarsene, abbandonarla definitivamente    • 2 •   fibra tessile ricavata dalle piante di ortica    • 3 •   ortica di mare, (zool.) nome comune di diverse meduse orticanti.
orticacee    ⇨ urticacee.
orticaio   rar. urticaio, s.m.  luogo pieno di ortiche.
orticante   o urticante, agg.    • 1 •   si dice dei peli di alcune piante, come l'ortica, che al contatto provocano irritazione della pelle    • 2 •   (estens.) si dice di qualsiasi sostanza, animale ecc. che al contatto provochi un'irritazione simile: liquido orticante  | cellule orticanti, (zool.) quelle dei celenterati, che secernono un liquido orticante.
orticaria   rar. urticaria, s.f.  (med.) manifestazione allergica cutanea, caratterizzata da macchioline rosse pruriginose.
orticolo   agg.  che concerne gli orti, l'orticoltura: produzione orticola. 
orticoltore   o orticultore, s.m.  chi si occupa di orticoltura.
orticoltura   o orticultura, s.f.  la coltivazione razionale degli orti.
orticon   s.m. invar.  (tv) tubo per la ripresa televisiva che costituisce un perfezionamento dell'iconoscopio.
orticonoscopio   s.m.  (tv) lo stesso che orticon. 
ortivo   (1) agg.    • 1 •   coltivato a orto: terreno ortivo    • 2 •   da orto, che cresce negli orti; ortense: piante ortive. 
ortivo   (2) agg.  (astr.) si dice di punto in cui un astro sorge all'orizzonte.
orto-  orto- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. orthós  'diritto, retto'; vale 'esatto, giusto, corretto ecc. ' (ortografia, ortodossia, ortopedia). in geometria, significa 'retto, perpendicolare'; in chimica organica, indica la posizione contigua di due gruppi sostituenti due atomi di idrogeno dell'anello benzenico nei composti aromatici (ortoxilene); si distingue da meta-  e para-. 
orto   (1) s.m.    • 1 •   piccolo appezzamento di terreno, per lo più cinto da muro o da siepe, in cui si coltivano erbaggi commestibili e talora anche piante da frutto: zappare, vangare l'orto; terra tenuta a orto | la via dell'orto, (fig.) la più facile | zappare, coltivare il proprio orto, (fig.) occuparsi soltanto dei propri problemi, disinteressandosi di quelli altrui | stare coi frati e zappare l'orto, (fig. scherz.) non prendere posizione su qualcosa, rimettendosi alle decisioni degli altri    • 2 •   (ant. , lett.) giardino: pietosa insania, che fa cari gli orti / de' suburbani avelli alle britanne / vergini  (foscolo sepolcri  130-132) | orti esperidi, nella mitologia greca, giardino favoloso situato nelle estreme regioni occidentali, in cui cresceva un albero che dava pomi d'oro    • 3 •   in taluni usi tecnici: orto botanico, terreno adeguatamente attrezzato in cui sono coltivate diverse varietà di piante, anche esotiche, a scopo di studio e di ricerca; orto forestale, vivaio; orto chimico, terreno agricolo artificiale per coltivazioni idroponiche. dim. orticello. 
orto   (2) s.m.  (poet.) il sorgere del sole o degli astri; oriente: era da l'orto / e da l'occaso la sua reggia aperta  (caro).
ortocentrico   agg.  [pl. m. -ci] (mat.) relativo all'ortocentro.
ortocentro   s.m.  (mat.) punto di incontro delle tre altezze di un triangolo.
ortoclasio   s.m.  (min.) silicato di alluminio e potassio bianco o rosato, componente essenziale di molte rocce; viene usato nell'industria delle porcellane.
ortoclinoscopio   s.m.  (med.) parte dell'apparecchio radiologico che consente di disporre il paziente nella posizione opportuna.
ortodontia    ⇨ ortodonzia.
ortodontico   agg.  [pl. m. -ci] di ortodonzia, relativo all'ortodonzia: intervento ortodontico. 
ortodontista   s.m.  e f.  [pl-m- -sti] medico dentista specializzato in ortodonzia.
ortodonzia   o ortodontia, s.f.  (med.) settore dell'odontostomatologia che si occupa della correzione delle malformazioni dentarie.
ortodossia   s.f.    • 1 •   l'insieme dei principi che costituiscono il fondamento ufficiale di un sistema religioso, ideologico, scientifico, artistico ecc.; per estens., la piena rispondenza di una posizione teorica o di un agire pratico a tali principi: ortodossia religiosa, filosofica, politica; l'ortodossia cattolica, marxista; deviare dall'ortodossia; rientrare nell'ortodossia  | (fig.) fedeltà, rispondenza a una prassi normalmente usata: comportamenti, azioni che mancano di ortodossia    • 2 •   (relig.) la dottrina delle chiese cristiane orientali di rito bizantino separate da roma, che riconoscono soltanto i primi sette concili ecumenici; per estens., l'insieme delle medesime chiese orientali, o ciascuna di esse: ortodossia russa, greca, bizantina. 
ortodosso   agg.    • 1 •   che aderisce, che è rispondente a un'ortodossia: un critico, un pensatore ortodosso; medicina ortodossa, quella tradizionale | (estens.) che accetta o segue delle regole, delle norme consolidate: un procedimento ortodosso; avere opinioni poco ortodosse    • 2 •   (relig.) che è proprio o si riferisce alle chiese cristiane che fanno parte dell'ortodossia: cristianesimo ortodosso; la chiesa russo-ortodossa; patriarcato ortodosso   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è ortodosso    • 2 •   chi appartiene alla chiesa ortodossa.
ortodromia   s.f.  (geog.) arco di circolo massimo che, congiungendo due punti della superficie del mare o della terra, corrisponde alla rotta più breve.
ortodromico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) che riguarda o segue l'ortodromia: (linea) ortodromica, ortodromia.
ortoepia   s.f.  la corretta pronuncia dei suoni e delle parole di una lingua: corso, manuale di ortoepia  | parte della fonologia volta a determinare le norme della corretta pronuncia dei suoni e delle parole di una lingua.
ortoepico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'ortoepia: dizionario ortoepico, che indica la pronuncia corretta delle parole § ortoepicamente avv.  con pronuncia corretta.
ortoflorofrutticolo   agg.  che concerne l'orticoltura, la floricoltura, la frutticoltura e i loro prodotti: settore ortoflorofrutticolo. 
ortofonia   s.f.    • 1 •   disciplina medica che studia e applica tecniche rieducative per i difetti di pronuncia    • 2 •   (rar.) ortoepia.
ortofonico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'ortofonia: tecniche ortofoniche. 
ortofonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (med.) persona abilitata all'applicazione di tecniche di ortofonia.
ortoforia   s.f.  (med.) parallelismo perfetto degli assi ottici nella visione a distanza.
ortofrenia   s.f.  parte della psicologia che si occupa dei soggetti oligofrenici e studia criteri e metodi per la loro educazione.
ortofrenico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'ortofrenia: istituto, metodo ortofrenico. 
ortofrutticolo   agg.  che concerne l'orticoltura, la frutticoltura e i loro prodotti: mercato ortofrutticolo. 
ortofrutticoltore   s.m.  chi si occupa di ortofrutticoltura.
ortofrutticoltura   s.f.  coltivazione di ortaggi e frutta.
ortogenesi   s.f.  (biol.) evoluzione di un gruppo di organismi o di una singola specie in una direzione ben determinata.
ortogenetico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) che riguarda l'ortogenesi: evoluzione ortogenetica. 
ortognatismo   s.m.  (antrop.) caratteristica somatica per la quale nel profilo facciale si ha una linea quasi verticale tra la fronte e il mento.
ortognato   agg.  (antrop.) si dice di cranio con angolo facciale che si approssima all'angolo retto.
ortognatodonzia   s.f.  (med.) settore del'odontostomatologia che si occupa della correzione delle malformazioni dentarie e delle mascelle.
ortogonale   agg.  (mat.) perpendicolare, normale: proiezione ortogonale  § ortogonalmente avv.  in posizione ortogonale; perpendicolarmente.
ortogonalità   s.f.  (mat.) l'essere ortogonale.
ortografia   s.f.  parte della grammatica che prescrive la corretta scrittura di una lingua; la rappresentazione dei suoni e delle parole di una lingua mediante l'uso corretto della sua scrittura: errori di ortografia; rispettare l'ortografia. 
ortografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'ortografia | dizionario ortografico, che indica la corretta scrittura delle parole § ortograficamente avv.  secondo le regole dell'ortografia.
ortolano   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi coltiva un orto, ed eventualmente ne vende i prodotti    • 2 •   piccolo uccello con piumaggio variopinto e becco conico (ord.  passeriformi)  agg.  (non com.) di, relativo a orto: fave ortolane. 
ortomercato   s.m.  [pl. ortomercati] mercato ortofrutticolo all'ingrosso.
ortonettidi   s.m. pl.  (zool.) ordine di invertebrati marini appartenenti al tipo dei mesozoi | sing.  [-e] ogni invertebrato di tale ordine.
ortopedagogia   s.f.  tecnica educativa per il recupero e il reinserimento sociale di soggetti con difficoltà mentali e caratteriali.
ortopedagogista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] specialista in ortopedagogia.
ortopedia   s.f.    • 1 •   branca della medicina che si occupa delle affezioni congenite e acquisite del sistema osteoarticolare e delle strutture a esso anatomicamente e funzionalmente collegate    • 2 •   l'arte di costruire apparecchi per correggere difetti degli arti o della colonna vertebrale.
ortopedico   agg.  [pl. m. -ci] di ortopedia: istituto ortopedico, apparecchio ortopedico | scarpe ortopediche, per correggere malformazioni dei piedi o difetti di deambulazione; anche, calzature femminili con suola tutta d'un pezzo molto rialzata nella parte posteriore  s.m.    • 1 •   medico specialista in ortopedia    • 2 •   chi costruisce e vende apparecchi ortopedici § ortopedicamente avv.  dal punto di vista ortopedico; secondo i principi dell'ortopedia.
ortopnea   s.f.  (med.) forma grave di dispnea che impedisce al malato di respirare in posizione distesa.
ortoscopia   s.f.  (med.) radioscopia effettuata mantenendo il soggetto in posizione eretta.
ortoscopio   s.m.    • 1 •   apparecchio ottico d'ingrandimento usato in mineralogia per eseguire osservazioni con luce parallela    • 2 •   (med.) apparecchio per eseguire ortoscopie.
ortose    ⇨ ortosio.
ortosimpatico   s.m.  [pl. -ci] (med.) altra denominazione del sistema nervoso simpatico; si contrappone a parasimpatico. 
ortosio   o ortose, s.m.  (min.) ortoclasio.
ortostatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che è in relazione con la posizione eretta del corpo.
ortostatismo   s.m.  (med.) condizione del corpo in posizione eretta.
ortostica   s.f.  (bot.) linea immaginaria che unisce due foglie sovrapposte sullo stesso fusto.
ortotono   s.m.  (med.) contrazione contemporanea dei muscoli estensori e flessori, per cui il corpo si irrigidisce in posizione estesa.
ortotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti volatori e saltatori, con ali anteriori lunghe e indurite, posteriori membranose, apparato boccale masticatore, quasi tutti forniti di un apparato stridulante; vi appartengono il grillo, la cavalletta ecc. | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
ortottica   s.f.  (med.) settore dell'oculistica che si occupa della correzione dello strabismo.
ortottico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'ortottica: esercizi ortottici. 
ortottico   (2) agg.  in matematica: linea ortottica di una curva piana, il luogo dei punti del piano da cui possono condursi alla curva due tangenti perpendicolari fra loro.
ortottista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] persona abilitata all'applicazione di tecniche di ortottica.
ortovivaismo   s.m.  l'attività di chi coltiva ortaggi e piante in vivaio.
orvietano   agg.  della città di orvieto  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di orvieto    • 2 •   vino prodotto nella zona di orvieto; orvieto    • 3 •   (ant.) panacea inventata, secondo la tradizione, da ferrante d'orvieto; per estens., qualsiasi pozione di cui si millantano effetti miracolosi.
orvieto   s.m.  vino bianco, leggermente abboccato, prodotto nella zona circostante la città di orvieto.
orza   s.f.  (mar.)    • 1 •   il lato di un'imbarcazione verso il quale soffia il vento; lato sopravvento    • 2 •   il cavo che serve a tesare la vela dal lato di sopravvento | andare all'orza, navigare con la prora orientata verso la direzione dalla quale spira il vento; orzare.
orzaiolo   o orzaiuolo, pop. orzarolo, s.m.  (med.) piccolo ascesso sull'orlo delle palpebre.
orzare   v. intr.  [io òrzo ecc. ; aus. avere] (mar.) navigare con la prora contro vento | effettuare le manovre necessarie per portare la prora in tale direzione.
orzarolo    ⇨ orzaiolo.
orzata   (1) s.f.  bibita fatta con mandorle pestate o finissimamente triturate, zucchero e acqua.
orzata   (2) s.f.  (mar.) l'orzare.
orzato   agg.  (non com.) fatto con orzo, con farina di orzo: pane orzato. 
orziero   agg.  (mar.) si dice di imbarcazione che tende a mettere la prora all'orza, cioè contro il vento.
orzo   s.m.  pianta erbacea simile al frumento, con spighe munite di lunghe ariste; si impiega come foraggio, nella fabbricazione della birra e nell'alimentazione umana (fam.  graminacee): farina d'orzo. 
orzola   o orzuola, s.f.  varietà di orzo.
osabile   agg.  che si può osare, tentare, azzardare: impresa, previsione osabile. 
osanna   non com. hosanna, s.m. invar.    • 1 •   nella tradizione biblica ed evangelica, espressione di lode e saluto a dio    • 2 •   nel linguaggio corrente, grido di gioia, di esultanza: levare un osanna; gli osanna della folla. 
osannare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   cantare osanna; gridare evviva: il popolo osannava al re    • 2 •   (estens.) fare lodi pubbliche: osannare ai divi dello sport  | v. tr.  fare oggetto di manifesta e accesa ammirazione: un'attrice osannata dal pubblico. 
osare   v. tr.  [io òso ecc.] avere il coraggio di fare; fare coraggiosamente, rischiare: osare un'impresa mai tentata prima; osare il tutto per tutto; osare l'impossibile; non oso sperare tanto  | come osa?, come si permette?; seguito da infinito: come osa parlare in questo modo?  | oserei, seguito da verbi come dire, affermare, dichiarare, si usa per attenuare un'espressione.
osbergo    ⇨ usbergo.
oscar   s.m. invar.    • 1 •   statuetta che l'accademia statunitense delle arti e delle scienze cinematografiche concede ogni anno come premio ai migliori film, attori, registi, sceneggiatori ecc.; per estens., il film, l'attore, il regista ecc. che ha ricevuto tale premio    • 2 •   (estens.) premio concesso al primo classificato di talune manifestazioni: ricevere l'oscar del commercio, dell'abbigliamento. 
oscenità   s.f.    • 1 •   l'essere osceno: l'oscenità di uno scritto    • 2 •   discorso, parola, azione oscena: dire, scrivere oscenità; commettere un'oscenità    • 3 •   opera molto brutta, di cattivo gusto: questo quadro è un'oscenità. 
osceno   agg.    • 1 •   che offende il senso del pudore, la riservatezza che per costume circonda le cose sessuali: parole oscene; atti osceni; libro, spettacolo osceno    • 2 •   (estens.) molto brutto, orribile, di cattivo gusto: un edificio veramente osceno  § oscenamente avv. 
oscillante   part. pres.  di oscillare   agg.    • 1 •   che oscilla (anche fig.): opinioni oscillanti    • 2 •   che opera compiendo un moto oscillatorio: sega oscillante  | corrente oscillante, (elettr.) alternata.
oscillare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   muoversi secondo una data traiettoria, percorrendola alternamente nell'uno e nell'altro senso: il pendolo oscilla; il capo della corda oscilla; la barca oscillava sull'acqua, dondolava    • 2 •   (fig.) detto di grandezza, valore commensurabile o di prezzo, quotazione ecc., variare tra un estremo e l'altro, calare e aumentare alternativamente: ieri la temperatura ha oscillato tra i    • 10 •   e i 20 gradi; i prezzi sul mercato oscillano    • 3 •   (fig.) tentennare, essere indeciso: oscillare tra idee opposte  | essere alternante tra due posizioni antitetiche: parlando oscillava tra il tragico e il comico  (o dal tragico al comico).
oscillatore   s.m.  (fis.) generatore statico di correnti o tensioni elettriche alternate.
oscillatoria   s.f.  piccola alga unicellulare delle cianoficee, dotata di un particolare movimento oscillatorio.
oscillatorio   agg.  che avviene con oscillazioni, che ha carattere di oscillazione (anche fig.): andamento oscillatorio dei prezzi. 
oscillazione   s.f.    • 1 •   l'oscillare (anche fig.): l'oscillazione della nave, di un pendolo; l'oscillazione dei prezzi, della temperatura; le oscillazioni di pronuncia di un vocabolo | oscillazione elettrica, (fis.) corrente o tensione alternata ottenuta mediante un oscillatore | oscillazioni glaciali, (geol.) fenomeno per cui un ghiacciaio avanza e si ritira col variare delle condizioni climatiche    • 2 •   esercizio ginnico, eseguito al cavallo con maniglie, consistente nella esecuzione di particolari movimenti oscillatori.
oscillografia   s.f.  (med.) registrazione grafica mediante oscillografo delle espansioni ritmiche delle pareti arteriose di un arto.
oscillografico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a oscillografia: tracciato oscillografico. 
oscillografo   s.m.    • 1 •   (elettr.) strumento atto alla registrazione di correnti o tensioni elettriche variabili    • 2 •   (med.) oscillometro dotato di un dispositivo registratore.
oscillogramma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (elettr.) registrazione dell'andamento di una corrente o una tensione, ottenuta mediante l'oscillografo    • 2 •   (med.) tracciato delle oscillazioni delle pareti arteriose di un arto.
oscillometro   s.m.    • 1 •   strumento usato in medicina per la misurazione dell'espansibilità delle pareti arteriose di un arto, allo scopo di rilevarne lo stato anatomico e funzionale    • 2 •   nell'ingegneria navale, strumento per misurare l'ampiezza delle oscillazioni di rollio di una nave.
oscilloscopio   s.m.  strumento elettronico con cui si rende visibile, con l'impiego di un tubo a raggi catodici, l'andamento di grandezze elettriche variabili periodicamente nel tempo.
oscitante   agg.  (lett. rar.) negligente, indolente, svogliato.
oscitanza   s.f.  (lett. rar.) negligenza, svogliatezza, trascuratezza.
osco   agg.  [f. -a; pl. m. -sci  o -schi] di, relativo a una popolazione italica che occupava il territorio corrispondente approssimativamente all'attuale campania: lingua osca; territorio osco  s. m.    • 1 •   [f. -a] chi apparteneva alla popolazione osca    • 2 •   lingua osca.
osco-umbro  osco-umbro agg.  e s.m.  [pl. m. òsco-ùmbri] si dice di un gruppo di lingue e dialetti indoeuropei che comprende le parlate osche, sabelliche e umbre, presenti in gran parte dell'italia centrale e meridionale prima della diffusione del latino.
osculare   v. tr.  [io òsculo ecc.]    • 1 •   (ant. , lett.) baciare    • 2 •   (mat.) realizzare un'osculazione.
osculatore   agg.  [f. -trice] (mat.) che oscula (detto di una curva rispetto a un'altra): cerchio osculatore. 
osculazione   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) il baciare; bacio    • 2 •   (mat.) tipo di contatto massimo fra due curve o fra una curva e una superficie o fra due superfici.
osculo   s.m.    • 1 •   (zool.) l'apertura della cavità gastrale delle spugne    • 2 •   (bot.) poro germinativo    • 3 •   (lett.  o scherz.) bacio.
oscurabile   agg.  (non com.) che può essere oscurato, reso buio.
oscuramento   s.m.  l'oscurare, l'oscurarsi, l'essere oscurato (anche fig.): oscuramento della vista, delle facoltà mentali  | in partic., spegnimento o copertura, durante le ore notturne, di tutte le sorgenti luminose di un centro abitato, imposti durante la guerra per protezione dagli attacchi aerei nemici.
oscurantismo   s.m.    • 1 •   opposizione sistematica al progresso e alla diffusione della cultura    • 2 •   (st.) il complesso delle forze politico-religiose che a partire dal sec. xviii si opposero all'illuminismo e allo scientismo.
oscurantista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore dell'oscurantismo; retrogrado | usato anche come agg.  in luogo di oscurantistico : politica oscurantista. 
oscurantistico   agg.  [pl. m. -ci] dell'oscurantismo, degli oscurantisti: tendenza oscurantistica. 
oscurare   v. tr.    • 1 •   rendere oscuro, privare di luce: oscurare una stanza; il sole oscura tutte le altre stelle, impedisce che se ne veda la luce con la propria luminosità molto più forte    • 2 •   (fig.) sminuire o privare di merito, di importanza, di gloria al proprio confronto; offuscare, fare impallidire: giotto oscurò la fama di cimabue  | v. intr.  (lett.), oscurarsi v. rifl.  diventare oscuro o meno chiaro (anche fig.): il cielo d'un tratto si oscurò; la vista si oscura; pareami vedere lo sole oscurare  (dante vita nuova) | oscurarsi in volto, accigliarsi, rabbuiarsi.
oscurato   part. pass.  di oscurare   agg.  oscuro, scuro, cupo (anche fig.).
oscuratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi oscura (anche fig.)  s.m.  (mar.) portellino interno dell'oblò, che si può chiudere per impedire il passaggio della luce.
oscurazione   s.f.  (rar.) oscuramento.
oscurità   s.f.    • 1 •   l'essere oscuro; assenza di luce, buio, tenebre: l'oscurità della stanza, delle strade; abituare gli occhi all'oscurità; fuggire approfittando dell'oscurità    • 2 •   (fig.) mancanza di chiarezza, di intelligibilità: l'oscurità di un testo, di uno scrittore  | punto, passo oscuro, inintelligibile: una legge piena di oscurità    • 3 •   (fig.) mancanza di notorietà, di fama: vivere, morire nell'oscurità; uscire dall'oscurità | oscurità di natali, origini umili    • 4 •   (fig.) mancanza di cognizioni o di notizie: vivere nella più completa oscurità di tutto. 
oscuro   agg.    • 1 •   privo di luce, non illuminato; scuro, buio: cielo oscuro; una stanza oscura | viso oscuro, torvo, accigliato    • 2 •   (fig.) non chiaro, non perspicuo; difficile a comprendersi, a interpretarsi: discorso, pensiero oscuro; uno scrittore oscuro; una vicenda con molti punti oscuri  | che non è esplicito, manifesto, e in quanto tale mette in apprensione, dà inquietudine: un oscuro presagio; ricevere oscure minacce    • 3 •   (fig.) poco noto, di cui si hanno scarse notizie: molti episodi della vita di dante sono ancora oscuri  | non famoso, non illustre: una vita oscura; oscuri natali, umili origini    • 4 •   (fig.) disonorevole, vergognoso: i secoli oscuri della nostra storia   s.m.  ciò che è oscuro | essere all'oscuro, allo scuro, al buio (anche fig.): essere all'oscuro di qualcosa, ignorarla, non esserne informato; tenere qualcuno all'oscuro di qualcosa, nascondergliela, non informarlo § oscuramente avv.    • 1 •   in modo non chiaro, difficile: parlare oscuramente    • 2 •   in modo poco noto; senza fama, senza onore: vivere oscuramente. 
osé   agg. invar.  che può scandalizzare: un film, un complimento osé. 
osella   s.f.  moneta d'argento o d'oro coniata a venezia ogni anno, a partire dal sec. xvi, in numero pari a quello dei membri del maggior consiglio, ai quali il doge ne faceva dono.
-osi  -osi suffisso derivato dal gr. -o¯sis, che forma sostantivi soprattutto della terminologia medica, in cui indica per lo più situazioni patologiche (epatosi).
-osio  -osio o -oso, suffisso deriv. del fr. -ose, che in chimica organica indica carboidrato (fruttosio; pentosio, pentoso).
osmanico   agg.  [pl. m. -ci] dei turchi ottomani: lingua osmanica. 
osmanli   agg.  ottomano; turco di anatolia: sultanato osmanli, l'impero ottomano  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi apparteneva alla dinastia ottomana    • 2 •   la lingua turca osmanica.
osmidrosi   s.f.  (med.) sudorazione di odore particolarmente sgradevole.
osmio   s.m.  elemento chimico di simbolo os; è un metallo raro del gruppo del platino, con densità e punto di fusione molto alti, usato come ossidante e per leghe di elevata durezza, per lo più insieme all'iridio.
osmiridio   s.m.  minerale costituito da una lega naturale di osmio e iridio; ha colore argenteo e lucentezza metallica.
osmoforo   agg.  (chim.) si dice di gruppi di atomi che conferiscono proprietà organolettiche ai composti in cui sono presenti.
osmometro   s.m.  (chim. fis.) strumento usato per misurare la pressione osmotica.
osmosi   s.f.    • 1 •   fenomeno fisico consistente nel passaggio spontaneo di solventi fluidi attraverso membrane semipermeabili, mentre le molecole di soluto non riescono ad attraversarla | osmosi elettrica, fenomeno di osmosi ottenuto artificialmente utilizzando il passaggio di corrente elettrica, che aumenta il flusso di ioni e quindi la pressione osmotica    • 2 •   (fig.) scambio reciproco di elementi: osmosi tra due culture. 
osmotattismo   s.m.  (biol.) orientamento degli organismi inferiori, dovuto a stimoli di natura osmotica.
osmotico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a osmosi: pressione osmotica; processo osmotico. 
osmunda   s.f.  varietà di felce con grandi foglie coriacee (fam. osmundacee).
oso   agg.  (ant. , lett.) ardito, audace: forse la mia parola par troppo osa  (dante par.  xiv, 130).
-oso  -oso (1) suffisso derivato dal lat. -o¯su(m), usato nella terminologia chimica per indicare ossiacidi inorganici o sali derivanti da elementi a basso grado di ossidazione (acido solforoso, cloruro ferroso).
-oso  -oso (2) suffisso di aggettivi derivati dal latino o tratti da nomi, dal lat. -o¯su(m); indica presenza, caratteristica, qualità ecc. (amoroso, coraggioso, pidocchioso, schifoso).
-oso  -oso (3)  ⇨ -osio.
osol   s.m. invar.  (geol.) spesso involucro del nucleo terrestre, formato prevalentemente da ossidi e solfuri.
ospedale   ant. ospitale, pop. tosc. spedale, s.m.  istituto pubblico nel quale si ricoverano e si curano gli ammalati: ospedale civile, militare; ospedale psichiatrico, oftalmico, ortopedico; essere dimesso, uscire dall'ospedale | fare un mese di ospedale, restarvi degente per un mese | ospedale da campo, posto di soccorso medico allestito in tende o baracche, nei pressi di campi di battaglia o sul luogo di calamità naturali | mandare qualcuno all'ospedale, picchiarlo, ferirlo gravemente | essere un ospedale ambulante, (fig. scherz.) essere sempre malato, pieno di acciacchi | ospedale delle bambole, laboratorio specializzato nella riparazione di bambole. dim. ospedaletto, ospedalino  | in funzione di agg. invar.  : nave, treno ospedale, attrezzati per l'assistenza e il trasporto di feriti e malati.
ospedaliero   ant. ospitaliere, ospitaliero, agg.  dell'ospedale, degli ospedali: medico ospedaliero; attrezzatura, assistenza  ospedaliera; suora ospedaliera   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi presta servizio in un ospedale (come medico, infermiere o inserviente)    • 2 •   membro di una congregazione religiosa che si dedica alla cura dei malati negli ospedali.
ospedalismo   s.m.  insieme di conseguenze psicofisiche negative che possono riscontrarsi in chi ha subito una lunga degenza in ospedale.
ospedalità    ⇨ spedalità.
ospedalizzare   non com. spedalizzare, v. tr.  ricoverare in ospedale.
ospedalizzazione   non com. spedalizzazione, s.f.  ricovero, degenza in ospedale.
ospitale   (1) agg.  che riceve gli ospiti con cortesia e cordialità: uomo, famiglia ospitale  | detto di luogo o di ambiente, che è accogliente, nel quale i forestieri sono trattati bene: un paese ospitale  § ospitalmente avv.  con ospitalità.
ospitale   (2) e deriv.   ⇨ ospedale e deriv. 
ospitalità   s.f.    • 1 •   l'essere ospitale; cortesia, affabilità verso chi è ospite, chi è forestiero: l'ospitalità di una famiglia, di una città    • 2 •   l'ospitare, l'essere ospitato: offrire, concedere, negare ospitalità; chiedere, trovare, accettare ospitalità; i doveri dell'ospitalità. 
ospitante   part. pres.  di ospitare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ospita, ha altri come ospiti | squadra ospitante, nel linguaggio sportivo, quella sul cui campo ha luogo l'incontro.
ospitare   v. tr.  [io òspito ecc.]    • 1 •   accogliere, tenere nella propria casa, città, paese e sim.: ospitare alcuni amici; una nazione che ha ospitato molti esuli | ospitare in albergo, alloggiare come cliente | ospitare una squadra, nel linguaggio sportivo, disputare con essa un incontro sul proprio campo    • 2 •   (estens.) contenere, avere al proprio interno: il museo ospita una raccolta di armi antiche  | detto di giornale, rivista e sim., pubblicare sulle proprie pagine: un settimanale che ospita articoli di scrittori famosi. 
ospite   s.m.  e f.    • 1 •   chi accoglie in casa propria una persona; la persona accolta in casa d'altri: avere ospite un amico; essere ospite di un amico | partirsene insalutato ospite, (lett.) senza prendere commiato da nessuno; (fig.) andare via, sparire senza darne notizia a nessuno | ospite d'onore, in uno spettacolo radiofonico o televisivo, artista di fama o personaggio importante che interviene con una partecipazione non di primo piano | prov.  : l'ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza, un ospite, benché gradito, dopo qualche tempo comincia a essere di peso    • 2 •   (biol.) organismo a spese del quale un parassita vive  agg.    • 1 •   che ospita, che dà ospitalità: la famiglia, il paese ospite    • 2 •   che riceve ospitalità | squadra ospite, nel linguaggio sportivo, quella che disputa l'incontro sul campo di gioco della squadra avversaria.
ospizio   s.m.    • 1 •   (antiq.) edificio adibito a dare ospitalità temporanea a pellegrini, forestieri ecc.: l'ospizio del gran san bernardo  | (poet.) dimora: doloroso ospizio, così dante (inf.  v, 16) chiama l'inferno    • 2 •   luogo in cui sono ricoverate persone molto anziane bisognose di assistenza    • 3 •   (ant.) ospitalità, asilo: dare, offrire ospizio. 
ospodarato   s.m.  titolo e dignità d'ospodaro; la durata di tale dignità.
ospodaro   s.m.  titolo degli antichi governatori dei principati danubiani.
ossalato   s.m.  (chim.) sale dell'acido ossalico.
ossalico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice del più semplice acido organico bivalente, costituito da due gruppi carbossilici collegati fra loro; è presente come sale in molti vegetali ed è usato in tintoria.
ossalidacee   o oxalidacee, s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni che comprende l'acetosella | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
ossaluria   s.f.  (med.) presenza di ossalati nell'urina.
ossame   s.m.  (lett.) ammasso, insieme, mucchio di ossa.
ossario   s.m.    • 1 •   nei cimiteri, luogo dove sono conservate le ossa dei defunti già seppelliti e poi riesumati dopo un certo numero di anni; in edifici religiosi antichi, cappella o altro luogo dove le ossa dei defunti sono conservate e talora anche esposte in figure ornamentali    • 2 •   grande costruzione destinata a raccogliere le spoglie di quanti sono morti in battaglia o in grandi calamità, e non hanno perciò potuto avere sepoltura individuale.
ossatura   s.f.    • 1 •   l'insieme delle ossa del corpo o di una sua parte; struttura e ordine delle ossa: l'ossatura del capo    • 2 •   (fig.) l'insieme delle strutture di sostegno di una costruzione: l'ossatura di un ponte; l'ossatura dello scafo di una nave    • 3 •   (fig.) schema, trama essenziale: l'ossatura di un romanzo, di una commedia. 
ossecrare   o obsecrare, v. tr.  [io òssecro ecc.] (ant.) pregare con fervore, supplicare | venerare, rispettare.
ossedere   v. tr.  [coniugato come sedere] (ant. , lett.) assediare | (fig.) ossessionare, angosciare.
ossedione    ⇨ ossidione.
osseina   s.f.  (biol.) sostanza proteica tipica delle ossa.
osseo   agg.    • 1 •   dell'osso, delle ossa: tessuto, callo osseo; sistema osseo    • 2 •   (estens.) simile a osso, duro come l'osso: consistenza ossea. 
ossequente   diffuso ma meno corretto ossequiente, agg.  (lett.) che ha o mostra ossequio e rispetto: ossequente alle leggi; un servo ossequente  § ossequentemente avv.  (non com.).
ossequiare   v. tr.  [io ossèquio ecc.] fare oggetto di ossequio, riverire: ossequiare le autorità. 
ossequiente    ⇨ ossequente.
ossequio   s.m.    • 1 •   profondo rispetto dimostrato verso persone di alta dignità o di grande merito, o verso istituzioni, simboli, ideali: ricevere qualcuno con manifestazioni di ossequio; rendere ossequio a qualcuno, a qualcosa, manifestare la propria deferenza e riverenza | in ossequio alla legge, agli ordini, in obbedienza, in conformità a essi | fare ossequio a una sentenza, darle esecuzione    • 2 •   atto, parola rispettosamente riverente; usato spec. al pl. in formule antiquate di saluto: gradisca i miei ossequi; porga i miei ossequi alla signora. 
ossequiosità   s.f.  l'essere ossequioso.
ossequioso   agg.  che ha, che esprime ossequio, deferenza: un uomo ossequioso; lettera ossequiosa; atteggiamento ossequioso  § ossequiosamente avv. 
osservabile   agg.    • 1 •   che può essere osservato: una stella osservabile a occhio nudo    • 2 •   in fisica quantistica, si dice di grandezza fisica suscettibile di determinazione sperimentale § osservabilmente avv.  in misura, in forma osservabile.
osservante   part. pres.  di osservare   agg.    • 1 •   che osserva, che rispetta una norma, una disposizione; in partic., che segue scrupolosamente i precetti di una religione e, per estens., le disposizioni di un'organizzazione: essere osservante della legge; un cattolico osservante    • 2 •   (eccl.) di, relativo al movimento dell'osservanza | in partic., della famiglia dell'osservanza francescana: frati osservanti   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi rispetta rigidamente delle norme o segue fedelmente i precetti di una religione    • 2 •   (eccl.) frate osservante § osservantemente avv.  con rigida osservanza, scrupolosamente.
osservanza   s.f.    • 1 •   l'osservare le leggi, le prescrizioni, le regole: richiamare all'osservanza della disciplina; esigere la massima osservanza dell'orario; cattolico di stretta osservanza, che si attiene scrupolosamente ai precetti della chiesa | in osservanza a, nel linguaggio burocratico, in conformità, in obbedienza a: in osservanza alle norme vigenti | con osservanza, formula ossequiosa di chiusura di lettere ufficiali, burocratiche    • 2 •   (estens. non com.) legge, precetto, norma; uso, tradizione consolidati: seguire le antiche osservanze    • 3 •   (eccl.) movimento che si sviluppò nei secc. xiv e xv in seno agli ordini religiosi, per il ritorno a un'interpretazione più rigorosa della regola originaria | in partic., famiglia dell'ordine francescano, riconosciuta ufficialmente nel 1517, sorta con l'intento di perseguire ideali di povertà più aderenti a quelli del francescanesimo originario (si distingue dalla famiglia dei conventuali).
osservare   v. tr.  [io ossèrvo ecc.]    • 1 •   esaminare con cura, guardare con attenzione: osservare un quadro, una persona; osservare una sostanza al microscopio; osservare ogni mossa dell'avversario; sentirsi osservato    • 2 •   notare o far notare: osservare qualcosa di strano in una persona, in una situazione; non avere nulla da osservare; osservare che non esistono prove; far osservare a qualcuno i suoi errori    • 3 •   rispettare, non trasgredire: osservare la parola data; osservare una prescrizione, l'orario. 
osservativo   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   che osserva; osservatore    • 2 •   fondato sull'osservazione.
osservatore   agg.  [f. -trice] che osserva, che ha capacità di osservazione: una mente osservatrice | ufficiale osservatore, in aeronautica militare, che fa parte dell'equipaggio di un aereo col compito di fare rilevamenti; nell'esercito, che dirige da un osservatorio il tiro delle artiglierie  s.m.    • 1 •   chi osserva, chi ha capacità di osservazione: un osservatore acuto, attento    • 2 •   chi partecipa a un convegno o un congresso di un'organizzazione a cui non appartiene, limitandosi ad assistere, senza intervenire nel dibattito: essere presente alla conferenza come osservatore, in veste di osservatore    • 3 •   (dir.) nelle relazioni internazionali, agente che uno stato invia presso un altro stato per assistere a determinati fatti giuridici, seguire una data operazione, esercitare un controllo e sim.: le elezioni si svolsero alla presenza di osservatori internazionali. 
osservatorio   s.m.    • 1 •   luogo o edificio collocato in posizione geografica opportuna, munito delle necessarie attrezzature per l'osservazione scientifica di eventi naturali o per il controllo militare di una zona: osservatorio astronomico, meteorologico, geodinamico; osservatorio radar    • 2 •   istituzione che ha il compito di rilevare e analizzare l'andamento di fenomeni economici o sociali: osservatorio dei prezzi, dell'occupazione. 
osservazione   s.f.    • 1 •   l'osservare, l'essere osservato: un'attenta osservazione; avere spirito, capacità di osservazione  | osservazione strumentale, effettuata mediante strumenti | essere in osservazione, si dice di paziente che viene sottoposto ai controlli e agli esami necessari ad accertare l'affezione di cui soffre    • 2 •   giudizio, critica, considerazione: fare delle osservazioni intelligenti    • 3 •   rimprovero: fare, ricevere un'osservazione. 
ossessionante   part. pres.  di ossessionare   agg.  che ossessiona, ossessivo | esasperante, molto fastidioso: una musica ossessionante, che esaspera per la sua ripetitività § ossessionantemente avv. 
ossessionare   v. tr.  [io ossessióno ecc.]    • 1 •   turbare in modo grave e persistente lo stato psichico di qualcuno: essere ossessionato dai ricordi    • 2 •   (estens.) infastidire in modo assillante: ossessionare qualcuno con continue richieste. 
ossessione   s.f.    • 1 •   (psicoan.) convinzione o comportamento irragionevoli, accompagnati da stati di pena e ansia, di cui il soggetto è consapevole ma che vive in modo ripetitivo e coatto    • 2 •   nell'uso corrente, pensiero fisso, preoccupazione assillante, incubo: l'ossessione della morte, della gelosia; avere l'ossessione degli esami  | in concreto, persona o cosa che ossessiona, che assilla: questi rumori continui sono una vera ossessione; sei un'ossessione!, sei troppo molesto, assillante    • 3 •   (non com.) possessione, invasamento demoniaco.
ossessività   s.f.  l'essere ossessivo.
ossessivo   agg.    • 1 •   (psicoan.) caratterizzato da ossessione: idea, condotta ossessiva; nevrosi ossessiva, quella i cui sintomi hanno carattere di ossessione, di coazione    • 2 •   nell'uso corrente, che dà, che costituisce un'ossessione: pensiero ossessivo; paura ossessiva    • 3 •   (estens.) esasperante, assillante: ritmo ossessivo  § ossessivamente avv. 
ossesso   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi ha l'anima posseduta dal demonio: esorcizzare gli ossessi    • 2 •   (estens.) che, chi è molto agitato e quasi fuori di sé: cerca di calmare quell'ossesso. 
ossi-  ossi- primo elemento di parole composte della terminologia chimica, ricavato da ossigeno; in chimica inorganica, indica la presenza di ossigeno (ossiacetilenico); in chimica organica, la presenza di uno o più gruppi ossidrilici (ossiacido).
ossia   ant. o sia, cong.  cioè, per meglio dire (coordina due proposizioni o due elementi nella stessa proposizione, in modo che il secondo chiarisca o corregga il primo): la matematica, ossia la scienza dei numeri; partì ieri notte, ossia fuggì ieri notte. 
ossiacetilenico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) che è composto di ossigeno e acetilene: cannello ossiacetilenico, attrezzo che miscela i due gas, provenienti da bombole separate, per produrre una fiamma (fiamma ossiacetilenica) che si impiega per la brasatura forte di pezzi metallici.
ossiacido   s.m.  (chim.)    • 1 •   ogni acido inorganico contenente ossigeno nella propria molecola    • 2 •   in chimica organica, composto nella cui molecola sono presenti gruppi carbossilici e ossidrilici.
ossianesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) ossianico.
ossianico   agg.  [pl. m. -ci] di ossian, leggendario bardo scozzese del sec. iii d. c., a cui il poeta scozzese j. macpherson (1736-1796) attribuì una serie di poemi che egli stesso aveva elaborato; per estens., si dice del tono fantastico e tenebroso della poesia attribuita a ossian.
ossicarbonismo   s.m.  (med.) intossicazione determinata da ossido di carbonio.
ossicino   s.m.    • 1 •   dim.  di osso    • 2 •   catena degli ossicini, (anat.) l'insieme delle tre piccole ossa dell'orecchio medio.
ossicomposto    ⇨ oxocomposto.
ossidabile   agg.  che si può ossidare.
ossidabilità   s.f.  l'essere ossidabile: l'ossidabilità di un metallo. 
ossidante   part. pres.  di ossidare  agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza capace di ossidarne altre.
ossidare   v. tr.  [io òssido ecc.] (chim.) far combinare una sostanza con l'ossigeno | (estens.) far passare un elemento da una valenza a una superiore per perdita di elettroni della sua struttura | nell'uso corrente, far perdere ai metalli la lucentezza, coprirli di una patina opaca, il che avviene appunto quando il loro strato superficiale si combina con l'ossigeno dell'aria: l'umidità ossida il ferro  | ossidarsi v. rifl.  combinarsi con l'ossigeno | coprirsi di una patina di ossido: all'aria molti metalli si ossidano. 
ossidasi   s.f.  (biol.) categoria di enzimi che negli organismi animali o vegetali promuovono processi di ossidazione.
ossidativo   agg.  (chim.) di ossidazione: processo ossidativo. 
ossidazione   s.f.    • 1 •   (chim.) l'ossidare, l'ossidarsi | (estens.) aumento di valenza di un elemento    • 2 •   nell'uso corrente, patina di ossido che ricopre i metalli.
ossidiana   s.f.  (geol.) roccia vulcanica di colore nero e aspetto vetroso.
ossidimetria   s.f.  (chim.) metodo quantitativo d'analisi basato su un processo d'ossidazione.
ossidionale   agg.  (lett.) di, relativo a un assedio: un'espugnazione secondo le buone regole della guerra ossidionale  (bacchelli) | corona ossidionale, quella che gli antichi romani davano a chi liberasse una città dall'assedio | moneta ossidionale, moneta provvisoria che si coniava in una città in tempo d'assedio.
ossidione   o obsidione, rar. ossedione, s.f.  (ant.) assedio: sì che degli africani alloggiamenti / la grave ossedion per me sia tolta  (ariosto o. f.  xxv, 91).
ossido   s.m.  (chim.) composto dell'ossigeno con un altro elemento: ossido di carbonio, gas inodoro, velenosissimo, che si produce nella combustione incompleta del carbone; ossido di diazoto, nome ufficiale del protossido di azoto, o gas esilarante.
ossidoriduzione   o ossido-riduzione, s.f.  (chim.) l'insieme delle reazioni di ossidazione e di riduzione che riguardano un medesimo substrato.
ossidrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) che è composto di ossigeno e idrogeno: cannello ossidrico, attrezzo che miscela i due gas, provenienti da bombole diverse, per produrre una fiamma (fiamma ossidrica) che si impiega per il taglio di pezzi metallici.
ossidrile   s.m.  (chim.) radicale chimico con carica negativa formato da un atomo di ossigeno e uno di idrogeno, presente in molti composti.
ossidrilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di ossidrile: gruppo ossidrilico, l'ossidrile.
ossidulo   s.m.  (chim.) ossido di un elemento in cui l'ossigeno è presente nella minima quantità possibile.
ossiemoglobina   s.f.  (med.) emoglobina combinata con l'ossigeno; conferisce al sangue arterioso il caratteristico colore rosso vivo.
ossifero   agg.  in paleontologia, che contiene ossa fossili: caverna ossifera. 
ossificare   v. tr.  [io ossìfico, tu ossìfichi ecc.] (biol.) rendere osseo, trasformare in tessuto osseo | ossificarsi v. rifl.  (biol.) diventare osseo, trasformarsi in tessuto osseo.
ossificazione   s.f.  (biol.) l'ossificare, l'ossificarsi; il formarsi di tessuto osseo.
ossifraga   s.f.  grosso uccello del gruppo delle procellarie proprio dell'emisfero antartico, che ha forme tozze, forte becco uncinato, gambe e collo corti, piedi palmati; è carnivoro e si nutre anche di altri uccelli marini (ord.  procellariformi).
ossigenare   v. tr.  [io ossìgeno ecc.]    • 1 •   trattare con ossigeno, arricchire di ossigeno: ossigenare un organo  | ossigenare i polmoni, respirare aria pura | ossigenare i capelli, trattarli con acqua ossigenata in soluzione per schiarirli, colorarli in biondo    • 2 •   (fig.) sollevare da una situazione difficile, per lo più fornendo sovvenzioni finanziarie: ossigenare un'azienda in crisi  | ossigenarsi v. rifl.    • 1 •   ritemprarsi respirando aria ricca di ossigeno: andare in montagna a ossigenarsi    • 2 •   trattare i propri capelli con acqua ossigenata in soluzione per schiarirli, renderli biondi.
ossigenato   part. pass.  di ossigenare   agg.    • 1 •   (chim.) che contiene ossigeno, che è stato trattato con ossigeno: acqua ossigenata  (o perossido di idrogeno), la cui molecola contiene un atomo di ossigeno in più del normale; è usata in soluzione come disinfettante o sbiancante | composti ossigenati, quelli che contengono nella propria molecola uno o più atomi di ossigeno    • 2 •   (estens.) ricco di ossigeno, salubre: l'aria libera ed ossigenata e fresca dei campi  (lucini)    • 3 •   che è stato trattato con acqua ossigenata: capelli ossigenati, schiariti, resi biondi | riferito a persona, che ha i capelli ossigenati: una bionda ossigenata. 
ossigenatore   s.m.  apparecchio che serve a immettere ossigeno in un recipiente contenente un fluido.
ossigenatura   s.f.  ossigenazione, spec. dei capelli.
ossigenazione   s.f.  l'ossigenare, l'ossigenarsi, l'essere ossigenato.
ossigeno   s.m.  elemento chimico di simbolo o; è un gas inodoro, incoloro, costituente essenziale dell'aria e dell'acqua, indispensabile per la maggior parte dei processi vitali | tenda a ossigeno, (med.) tenda impermeabile trasparente che copre e circonda il letto di un ammalato, nella quale, mediante un'apposita apparecchiatura, si immette ossigeno in una determinata concentrazione; camera a ossigeno, piccola camera con chiusura ermetica che serve anch'essa per praticare l'ossigenoterapia | somministrare, dare l'ossigeno a un ammalato, farglielo inalare per facilitare la respirazione | dare ossigeno, (fig.) sollevare da una situazione difficile, dare aiuto, spec. finanziario | avere bisogno di ossigeno, (fig.) aver bisogno di nuove forze, di aiuto, spec. finanziario.
ossigenoterapia   s.f.  (med.) immissione di ossigeno nell'organismo, praticata con l'inalazione diretta o con la permanenza in camera o tenda a ossigeno.
ossimetro   s.m.  (med.) apparecchio che misura l'ossigeno fissato dall'emoglobina dei globuli rossi.
ossimoro   s.m.  figura logica che consiste nell'accostare, nella medesima espressione, parole di senso opposto (p. e. un morto vivente).
ossitocico   o oxitocico, agg.  (med.) si dice di farmaco che stimola le contrazioni uterine, affrettando così il parto.
ossitocina   o oxitocina, s.f.  (biol.) ormone del lobo posteriore dell'ipofisi che stimola le contrazioni uterine nel travaglio del parto e la secrezione del latte da parte della ghiandola mammaria.
ossitono   agg.    • 1 •   nella grammatica greca, si dice di parola che ha l'accento sull'ultima sillaba    • 2 •   (estens.) riferito a parole delle lingue moderne, accentato sull'ultima sillaba, tronco.
ossiuriasi   s.f.  (med.) presenza di ossiuri nell'intestino.
ossiuro   s.m.  piccolissimo verme filiforme che vive come parassita nell'intestino, spec. dei bambini.
ossivoro   agg.  si dice di strumento chirurgico che serve a tagliare l'osso: pinza ossivora. 
osso   s.m.  [pl. le ossa, nei sign.    • 1 •   e 3, spec. con valore collettivo; negli altri casi, gli ossi]    • 1 •   ciascuna delle parti dure di varia forma che formano lo scheletro dell'uomo e degli altri animali vertebrati; sono costituite da tessuto connettivo collagene e da sali di calcio : le ossa del braccio, del piede; osso nasale, iliaco, sacro; osso lungo, piatto, corto; rompersi, fratturarsi un osso, tre ossa  (o tre ossi); il pollice è il solo dito della mano che ha due ossa  (o due ossi) | essere una persona in carne e ossa, essere proprio lui, lì presente; (fig.) somigliare straordinariamente a qualcuno | essere di carne e ossa, essere, come ogni uomo, soggetto a errori, debolezze, passioni | essere pelle e ossa, un sacco d'ossa, un osso, essere magrissimo | avere le ossa dure, (fig.) essere resistente, fisicamente o moralmente | essere un osso duro, (fig.) una persona decisa, con cui è difficile spuntarla; anche, costituire una grossa difficoltà | essere troppi cani intorno a un osso, (fig.) troppi contendenti per una cosa sola | farsi le ossa, (fig.) far pratica, esperienza | rompere le ossa a qualcuno, bastonarlo, percuoterlo duramente; (fig.) metterlo in gravi difficoltà | avere le ossa rotte, (fig.) essere molto stanco, indolenzito | uscirne con le ossa rotte, (fig.) uscire sconfitto da una prova, da una competizione | lasciarci le ossa, (fig. fam.) perdere la vita o, per iperbole, essere sconfitto | bagnato fino alle ossa, (fig.) fradicio | avere i brividi nelle ossa, sentire il freddo fin nelle ossa, (fig.) fin nella parte più interna del corpo | essere corrotto, guasto nelle ossa, fino all'osso, (fig.) esserlo completamente, fino in fondo | essere, ridurre all'osso, (fig.) al minimo limite possibile | economia (fino) all'osso, (fig.) con l'eliminazione di ogni spesa non strettamente necessaria. dim. ossetto, ossicino, ossuccio    • 2 •   con riferimento alle parti ossee di animali macellati: carne con l'osso, senz'osso; spolpare l'osso della bistecca; dare gli ossi al cane  | molla l'osso!  (fig. scherz.) si dice a chi si è impossessato di qualcosa per ingiungergli di lasciarla    • 3 •   pl.  spoglie, resti mortali: straniere genti, l'ossa mie rendete / allora al petto della madre mesta  (foscolo sonetti)    • 4 •   la parte più compatta delle ossa animali lavorata per trarne oggetti d'uso: manico, bottoni d'osso    • 5 •   (estens.) ciò che somiglia a un osso o che ha analoga funzione; in partic., struttura compatta che sta all'interno di un corpo animale o vegetale: osso di balena, fanone; osso di seppia, la conchiglia interna; osso di pesca, il nocciolo.
ossobuco   o osso buco, s.m.  [pl. ossibuchi, rar. ossobuchi] in macelleria, muscolo dello stinco bovino tagliato in grosse fette, con la corrispondente sezione di osso ricco di midollo | (gastr.) pietanza della cucina milanese, preparata con questo taglio di carne.
ossoniense    ⇨ oxoniense.
ossoso   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   osseo: l'armatura ossosa del cranio  (gioia)    • 2 •   ossuto: enormi piedi scalzi, ossosi  (marinetti).
ossuto   agg.  che ha ossa grandi, o sporgenti per eccessiva magrezza: un viso ossuto; una vecchia ossuta. 
ostacolare   v. tr.  [io ostàcolo ecc] essere d'ostacolo, opporre ostacoli (anche fig.): la neve ostacolò la marcia; un progetto ostacolato da tutti  | ostacolarsi v. rifl.  disturbarsi, danneggiarsi a vicenda: ostacolarsi involontariamente. 
ostacolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport)    • 1 •   atleta specialista delle corse a ostacoli    • 2 •   cavallo che, nei concorsi ippici, è particolarmente addestrato al superamento degli ostacoli.
ostacolo   s.m.    • 1 •   tutto ciò che impedisce o intralcia (anche fig.): ostacolo insuperabile, insormontabile; scansare, superare, abbattere un ostacolo; frapporre un ostacolo; essere d'ostacolo    • 2 •   (sport) nell'atletica, barriera di varia natura disposta lungo il percorso di determinate specialità di corsa, per accrescerne le difficoltà: corsa a ostacoli; la gara dei 400 m (a) ostacoli  | nell'equitazione, barriera o altro impedimento che il cavallo deve superare saltando.
ostaggio   s.m.  persona trattenuta dal nemico per farne oggetto di rappresaglia nel caso che determinate richieste non siano accolte o dei patti non siano mantenuti | persona sequestrata da una banda di malviventi per ottenere qualcosa in cambio della sua incolumità o liberazione: dare, prendere in ostaggio; restituire, scambiare gli ostaggi; i banditi lo tennero come ostaggio. 
ostante   part. pres.  di ostare   agg.  (rar.) nei sign. del verbo | non ostante, nonostante.
ostare   o obstare, v. intr.  [io òsto ecc. ; manca del pass. rem., del part. pass. e dei tempi composti] (non com.) essere d'ostacolo, d'impedimento (spec. nel linguaggio burocr): nulla osta all'accoglimento della richiesta  (o a che la richiesta sia accolta).
ostativo   agg.  (dir.) che osta, che è d'impedimento.
oste   (1) s.m.  [f. -éssa]    • 1 •   chi gestisce un'osteria | domandare all'oste se ha buon vino, (fig.) fare una domanda inutile, in quanto la risposta è scontata | fare i conti senza l'oste, (fig.) agire senza tener conto di eventuali complicazioni o impedimenti che potrebbero derivare dall'intervento di altri interessati    • 2 •   (ant) ospite: ghino, di cui voi siete oste, vi manda pregando che vi piaccia di significarli dove voi andavate  (boccaccio dec.  x, 2).
oste   (2) s.f.  o m.  (ant. , lett.)    • 1 •   esercito: terribil come / oste schierata in campo  (manzoni il nome di maria)    • 2 •   nemico: contro i crudeli osti... s'apparecchiavano con le taglienti spade d'aspramente combattere  (boccaccio filocolo)    • 3 •   accampamento militare: arrischiarsi solo / per lo buio a spiar l'oste nemica  (monti)    • 4 •   impresa militare: compiuta la detta oste, si tornarono a firenze  (g. villani).
ostealgia    ⇨ osteoalgia.
osteggiamento   s.m.    • 1 •   (non com.) l'osteggiare    • 2 •   (ant.) azione di guerra.
osteggiare   v. tr.  [io ostéggio ecc.]    • 1 •   contrastare, ostacolare: osteggiare una persona, un'iniziativa, un progetto    • 2 •   (ant.) assaltare, assalire il nemico | v. intr.  [aus. avere] (ant.) guerreggiare.
osteggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi osteggia.
osteite   s.f.  (med.) processo infiammatorio del tessuto osseo.
ostellaggio   s.m.  (ant.)    • 1 •   alloggio; locanda, albergo    • 2 •   stallaggio.
ostelliere   s.m.  (ant.) oste, albergatore.
ostello   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) alloggio, dimora (anche fig.): lo primo tuo refugio e 'l primo ostello / sarà la cortesia del gran lombardo  (dante par.  xvii, 70-71); ahi serva italia, di dolore ostello  (dante purg.  vi, 76)    • 2 •   (lett.) casa: d'in su i veroni del paterno ostello  (leopardi a silvia  19)    • 3 •   albergo in cui si fornisce vitto e alloggio a basso prezzo: ostello della gioventù, che alloggia con poca spesa i giovani che viaggiano.
ostendale   s.m.  (ant.) stendardo.
ostendere   v. tr.  [io ostèndo ecc. ; part. pass. ostènso] (ant. , lett.)    • 1 •   mostrare, esibire; lasciar vedere    • 2 •   (fig.) manifestare, spiegare; lasciare o far capire.
ostensibile   agg.  (ant. , lett.) che si può mostrare, far vedere.
ostensione   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   il mostrare; esibizione | in partic., esposizione ai fedeli di una reliquia, di un oggetto sacro, dell'ostia consacrata    • 2 •   (fig.) spiegazione, enunciazione | rappresentazione: l'arte non ha senso né sapore se non è ostensione del reale  (papini).
ostensivo   agg.    • 1 •   (ant. , lett.) che serve a enunciare, a dichiarare    • 2 •   (filos.) si dice di dimostrazione che, contrariamente a quella per assurdo, si basa su prove dirette | definizione ostensiva, quella che si basa sull'indicazione diretta di ciò che deve essere definito    • 3 •   (ling.) si dice di definizione che consiste non nel descrivere, ma nel mostrare l'oggetto significato da una parola (è in uso nell'insegnamento delle lingue straniere) § ostensivamente avv.  (rar.).
ostensore   s.m.  (lett.) chi mostra o presenta qualcosa.
ostensorio   s.m.  arredo sacro che serve a esporre l'ostia consacrata all'adorazione dei fedeli.
ostentamento   s.m.  (non com.) l'ostentare; ostentazione.
ostentare   v. tr.  [io ostènto ecc.] mostrare con intenzione perché non passi inosservato: ostentare la propria ricchezza; ostentare indifferenza, disinvoltura  | (estens.) affettare, fingere: la gente intorno ostentava di non badare a noi  (e. cecchi).
ostentativo   agg.  (non com.) che serve, che tende a ostentare.
ostentato   part. pass.  di ostentare   agg.  messo in mostra con ostentazione: ricchezze ostentate; un'ostentata disinvoltura  § ostentatamente avv. 
ostentatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi ostenta: ostentatore di falsi meriti. 
ostentazione   s.f.    • 1 •   l'ostentare, il mostrare: l'ostentazione del proprio benessere; ostentazione di sicurezza  | (estens.) esibizione affettata: il nome di virtù suona vana ostentazione sul labbro dei molti  (mazzini)    • 2 •   (non com.) apparato sontuoso, pompa: fare una festa con grande ostentazione. 
ostento   s.m.  (ant.) prodigio, portento; miracolo.
osteo-  osteo- primo elemento di parole composte della terminologia medica e biologica, formate modernamente dal gr. ostéon  'osso' (osteomielite, osteoporosi).
osteoalgia   o ostealgia [o-ste-al-gì-a] s.f.  (med.) dolore osseo.
osteoartrite   s.f.  (med.) infiammazione che interessa le regioni articolari dell'osso.
osteoblasto   s.m.  (biol.) ciascuna delle cellule che producono la sostanza ossea.
osteocita   o osteocito, s.m.  [pl. -ti] (med.) cellula fondamentale del tessuto osseo, situata in una lacuna dell'osso e dotata di numerosi prolungamenti che percorrono i canalicoli ossei.
osteoclasia   s.f.  (med.) intervento chirurgico che consiste nel fratturare un osso per correggerne deformità congenite o acquisite.
osteoclaste   s.m.  (med.) strumento per praticare l'osteoclasia.
osteoclasto   s.m.  (biol.) ciascuna delle cellule polinucleate di grandi dimensioni, situate nelle lacune del tessuto osseo, che hanno la funzione di distruggere il tessuto stesso consentendo così agli osteoblasti di rinnovarlo.
osteocopo   agg.  (med.) si dice di dolore intenso che colpisce le ossa.
osteodistrofia   s.f.  (med.) nome con cui si indicano diverse malattie croniche delle ossa.
osteofita   o osteofito, s.m.  [pl. -ti] (med.) piccola escrescenza ossea che si forma in un'articolazione.
osteogenesi   s.f.  (biol.) formazione di sostanza ossea.
osteoide   agg.  (med.) si dice di tessuto osseo non completamente indurito dai sali di calcio.
osteologia   s.f.  branca dell'anatomia che studia le ossa.
osteologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne l'osteologia: studi osteologici; istituto osteologico. 
osteoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno formato prevalentemente da tessuto osseo.
osteomalacia   s.f.  (med.) decalcificazione e rammollimento delle ossa.
osteomielite   s.f.  (med.) processo infiammatorio che colpisce le ossa e il loro midollo.
osteomielitico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'osteomielite.
osteone   s.m.  (med.) unità morfologica del tessuto osseo, formata dall'insieme delle lamelle ossee disposte concentricamente attorno a un canale interno all'osso, sia fisiologico (osteone primario) sia derivante dalla distruzione del tessuto (osteone secondario).
osteopatia   s.f.  (med.) denominazione generica delle malattie delle ossa.
osteoperiostite   s.f.  (med.) infiammazione associata dell'osso e del suo periostio.
osteopetrosi   s.f.  (med.) malattia caratterizzata da addensamento del tessuto osseo, con scomparsa della sua parte spugnosa.
osteoplastica   s.f.  (med.) intervento chirurgico che ha lo scopo di sostituire un osso o una parte di esso.
osteoporosi   s.f.  (med.) rarefazione del tessuto osseo per diminuzione dell'attività degli osteoblasti, legata all'età o a malattie.
osteopsatirosi   s.f.  (med.) malattia ereditaria caratterizzata da particolare fragilità delle ossa.
osteosarcoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore maligno dell'osso.
osteosclerosi   s.f.  (med.) aumento di spessore delle ossa.
osteosi   s.f.  (med.) termine generico con cui si indica qualsiasi malattia non infiammatoria delle ossa.
osteosintesi   s.f.  (med.) intervento chirurgico con cui si saldano i frammenti di un osso fratturato.
osteospongiosi   s.f.  (med.) processo patologico che determina l'aumento della parte spugnosa di un osso.
osteotomia   s.f.  (med.) resezione chirurgica di un osso.
osteotomico   agg.  (med.) relativo a osteotomia.
osteotomo   s.m.  (med.) strumento per praticare l'osteotomia.
osteria   s.f.    • 1 •   locale pubblico dove si servono vino e altre bevande e, spesso, anche pasti alla buona    • 2 •   (ant.) locanda, albergo.
osteriggio   s.m.  (mar.) riparo che protegge dalle intemperie le aperture praticate sui ponti delle navi per dar luce e aria ai locali sottostanti.
ostessa   s.f.    • 1 •   donna che gestisce un'osteria    • 2 •   moglie di un oste.
ostetrica   s.f.  infermiera specializzata abilitata ad assistere la donna durante la gravidanza, il parto e il puerperio, e il neonato nei primi giorni di vita.
ostetricia   s.f.  branca della medicina che studia la gestazione, il parto e il puerperio, e ne cura le patologie, in stretta connessione con la ginecologia.
ostetrico   agg.  [pl. m. -ci] di ostetricia, che riguarda l'ostetricia: clinica ostetrica   s.m.  medico chirurgo specializzato in ostetricia.
ostia   s.f.    • 1 •   nella religione pagana, vittima sacrificale offerta a una divinità a scopo propiziatorio o espiatorio; anche, il rito durante cui la vittima veniva immolata: gli facea d'un gran toro ostia solenne  (caro)    • 2 •   nella teologia cristiana, cristo che si offre come vittima in espiazione dei peccati dell'umanità | (lit.) sfoglia sottile di pane azzimo, di forma rotonda, che il sacerdote consacra nel sacrificio della messa, e distribuisce nel rito della comunione    • 3 •   (estens.) sfoglia sottile di fior di farina usata come involucro di polveri medicinali da inghiottire    • 4 •   (lett.) chi si immola per una nobile causa: i popoli alla bella / libertà danno umane ostie esecrate  (foscolo grazie).
ostiariato   s.m.  (eccl.) prima del concilio vaticano ii, il primo dei quattro ordini minori nella gerarchia sacerdotale cattolica; conferiva la facoltà di custodire le porte della chiesa e di conservare le suppellettili sacre.
ostiario   s.m.    • 1 •   (eccl.) prima del concilio vaticano ii, chierico che aveva ricevuto l'ostiariato    • 2 •   (lett.) portiere, usciere, custode.
ostico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   sgradito; duro, difficile: un lavoro ostico; una lingua, una materia ostica    • 2 •   (lett.) ripugnante al gusto.
ostiense   agg.  di ostia, località vicino a roma: scavi ostiensi   s.m.  e f.  abitante, nativo di ostia.
ostiere   (1) o ostiero, s.m.  (ant.)    • 1 •   taverniere, oste    • 2 •   ostello, palazzo: il re co' suoi compagni... al reale ostiere se ne tornarono  (boccaccio dec.  x, 6).
ostiere   (2) s.m.  (ant.) accampamento militare.
ostiero    ⇨ ostiere 1.
ostile   agg.  che è avverso, contrario, nemico: atteggiamento ostile; essere ostile a qualcosa, a qualcuno  § ostilmente avv. 
ostilità   s.f.    • 1 •   l'essere ostile; avversione, malanimo: trattare qualcuno con ostilità; incontrare l'ostilità generale    • 2 •   spec. pl.  azione di guerra: aprire, sospendere le ostilità; inizio, scoppio delle ostilità  | (estens.) atto, atteggiamento ostile: subire le ostilità dei colleghi. 
ostinarsi   v. rifl.  rimanere fermo in un'opinione o in un atteggiamento con irragionevole tenacia: ostinarsi a non rispondere; ostinarsi in, su un'idea. 
ostinatezza   s.f.  l'essere ostinato; ostinazione.
ostinato   agg.    • 1 •   eccessivamente tenace nei propri propositi: un uomo ostinato; avere un carattere ostinato    • 2 •   si dice di ciò che è fatto da persona ostinata; che rivela tenacia, costanza: una ricerca ostinata    • 3 •   si dice di cosa, spec. sgradevole, che dura più a lungo del previsto: una tosse, una febbre ostinata; un freddo ostinato    • 4 •   (mus.) si dice di breve disegno melodico, affidato di solito alla voce più bassa, che si ripete più volte e si contrappone, nella sua staticità, al movimento delle altre voci: basso ostinato  § ostinatamente avv.  con ostinazione, con persistenza; durevolmente.
ostinazione   s.f.  l'ostinarsi, l'essere ostinato: negava l'evidenza con ostinazione  | persistenza molesta di qualcosa: l'ostinazione del maltempo. 
ostio   s.m.  (anat.) orifizio, apertura.
ostolare    ⇨ ustolare.
ostpolitik   s.f. invar.  (st.) durante la guerra fredda, politica di distensione e di normalizzazione dei rapporti con l'unione sovietica e gli altri paesi socialisti dell'europa orientale, praticata dalla repubblica federale tedesca e da altri paesi dell'europa occidentale.
ostracismo   s.m.    • 1 •   nell'antica atene, e in seguito in altre città greche, esilio inflitto ai cittadini che si giudicavano pericolosi per la sicurezza dello stato | (estens.) bando, esilio pubblico    • 2 •   (fig.) atteggiamento persecutorio nei confronti di qualcuno per ostacolarne l'attività, impedirgli di affermarsi: dare l'ostracismo a qualcuno  | azione tesa a ostacolare un'attività, impedire un'iniziativa: fare ostracismo a qualcosa. 
ostracizzare   v. tr.    • 1 •   nell'antica atene, condannare all'ostracismo | (estens.) esiliare, bandire    • 2 •   (fig.) contrastare, impedire, boicottare.
ostraco   s.m.  [pl. m. -ci] adattamento it. del gr. óstrakon. 
ostracodi   s.m. pl.  (zool.) ordine di crostacei marini o d'acqua dolce, con corazza in due valve e arti ridotti a filamenti | sing.  [-e] ogni crostaceo di tale ordine.
ostrakon   s.m.  [pl. ostraka] pezzo di coccio o di pietra calcarea usato anticamente (in grecia, in egitto) per incidervi o scrivervi brevi note, appunti e sim.; in partic., quello mediante il quale nell'antica atene ogni cittadino votava nell'assemblea popolare le condanne all'ostracismo.
ostrica   s.f.  mollusco marino commestibile, con conchiglia divisa in due valve disuguali (cl.  lamellibranchi) | ostrica perlifera, mollusco lamellibranco dei mari caldi il cui corpo, se irritato, produce una secrezione che solidificandosi forma una perla | attaccarsi, essere attaccato come un'ostrica allo scoglio, (fig.) essere legato fortemente a qualcuno o a qualcosa, non volersene separare | essere chiuso come un'ostrica, (fig.) avere carattere chiuso, taciturno o essere molto riservato, capace di mantenere segreti | uovo all'ostrica, tuorlo d'uovo servito crudo in un cucchiaio e condito con succo di limone, sale e pepe.
ostricaio   region. ostricaro, s.m.    • 1 •   [f. -a] chi vende ostriche    • 2 •   luogo in cui si allevano ostriche.
ostricoltore   s.m.  allevatore di ostriche.
ostricoltura   s.f.  l'allevamento delle ostriche, perlifere o commestibili.
ostricone   s.m.  fungo velenoso di color arancio-olivastro, con gambo robusto avvolto alla base da un manicotto lanoso (fam.  agaricacee).
ostro   (1) s.m.  (lett.) vento che spira dal sud | sud.
ostro   (2) s.m.  (lett.)    • 1 •   porpora; tessuto tinto di porpora: assisa in alta e gloriosa sede / e d'altro ornata che di perle o d'ostro  (petrarca canz.  cccxlvii, 3-4)    • 2 •   colore roseo della carnagione.
ostrogotico   agg.  [pl. m. -ci] ostrogoto; degli ostrogoti.
ostrogoto   agg.    • 1 •   che appartiene o si riferisce a una popolazione gotica stanziata originariamente nel territorio dell'attuale ucraina, e che nel 489 invase l'italia fondando un regno barbarico abbattuto dai bizantini nel 553: l'esercito ostrogoto  | lingua ostrogota, lingua del gruppo germanico parlata dagli ostrogoti; (fig.) modo di parlare astruso, incomprensibile    • 2 •   (fig.) barbaro, incivile: un comportamento ostrogoto   s.m.    • 1 •   [f. -a] appartenente alla popolazione ostrogota    • 2 •   lingua ostrogota (anche fig.).
ostruente   part. pres.  di ostruire   agg.  che ostruisce, che vale a ostruire.
ostruire   v. tr.  [io ostruisco, tu ostruisci ecc.] chiudere, impedire: ostruire un condotto, una via  | ostruirsi v. rifl.  rimanere chiuso, intasato: il canale si è ostruito per la sedimentazione dei detriti. 
ostruito   part. pass.  di ostruire   agg.  che non è pervio: passaggio ostruito. 
ostruttivo   agg.  (non com.) che serve a ostruire.
ostruzione   s.f.    • 1 •   l'ostruire, l'essere ostruito | fallo di ostruzione, nel calcio e in altri sport, fallo che consiste nel porsi irregolarmente davanti all'avversario per impedirgli di continuare l'azione    • 2 •   ciò che ostruisce, che impedisce un passaggio; occlusione    • 3 •   (med.) oppilazione o stenosi di un canale anatomico    • 4 •   (fig.) impedimento, impaccio | fare ostruzione, ostruzionismo.
ostruzionismo   s.m.    • 1 •   opposizione sistematica per impedire lo svolgimento di un'attività o il raggiungimento di un fine | ostruzionismo parlamentare, sfruttamento di tutte le possibilità concesse dal regolamento parlamentare compiuto dalle minoranze per impedire o ritardare l'approvazione di determinati progetti di legge o anche, se attuato in modo sistematico, per intralciare l'attività legislativa | ostruzionismo sindacale, forma di lotta sindacale che consiste nell'applicare alla lettera tutte le disposizioni legali sull'attività lavorativa per rallentarla e provocare intralci alla produzione    • 2 •   (sport) fallo di ostruzione.
ostruzionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa ostruzionismo | usato anche come agg.  in luogo di ostruzionistico : minoranza ostruzionista. 
ostruzionistico   agg.  [pl. m. -ci] di, dell'ostruzionismo: metodo ostruzionistico; manovra ostruzionistica  § ostruzionisticamente avv. 
otalgia   s.f.  (med.) dolore dell'orecchio.
otalgico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di otalgia.
otarda   o ottarda, s.f.  grosso uccello commestibile con zampe lunghe e robuste, dorso giallo-rossiccio, ventre biancastro, becco da gallina (ord.  ralliformi).
otaria   s.f.  mammifero pinnipede dei mari antartici, simile alla foca, da cui si distingue per gli arti più lunghi e per la presenza di minuti padiglioni auricolari (ord.  carnivori).
otico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo all'orecchio.
otiorinco   o oziorinco, s.m.  [pl. -chi] piccolo insetto di colore nerastro che si nutre dei germogli della vite (ord.  coleotteri).
otite   s.f.  (med.) infiammazione dell'orecchio medio.
oto-  oto- primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, spec. medico, formate modernamente dal gr. ôus o¯tós  'orecchio'; vale 'orecchio', o indica relazione con l'orecchio (otorrea, otoiatria).
otocione   s.m.  mammifero carnivoro africano simile a un cane, con muso volpino, grandi orecchie aguzze e mascherina nera sugli occhi.
otocisti   s.f.  (anat.) stadio embrionale del labirinto membranoso dell'orecchio.
otoematoma   s.m.  [pl. m. -mi] (med.) raccolta di sangue nel padiglione dell'orecchio, a causa di un trauma.
otogeno   agg.  (med.) che ha origine dall'orecchio: ascesso encefalico otogeno. 
otoiatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] medico specialista nella cura delle malattie dell'orecchio.
otoiatria   s.f.  parte della medicina che studia le malattie dell'orecchio.
otoiatrico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di otoiatria: cure otoiatriche. 
otolite   s.m.  (biol.) lo stesso che statolito. 
otopatia   s.f.  (med.) termine generico con cui si indica qualsiasi affezione dell'orecchio.
otoplastica   s.f.  (med.) intervento chirurgico con cui si rimodella il padiglione auricolare deformato o distrutto.
otorino   s.m.  e f. invar.  forma abbreviata di otorinolaringoiatra  | usato anche come agg.  in luogo di otorinolaringoiatrico : reparto otorino. 
otorinolaringoiatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] medico specialista in otorinolaringoiatria.
otorinolaringoiatria   s.f.  parte della medicina che studia le malattie dell'orecchio, del naso e della gola.
otorinolaringoiatrico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di otorinolaringoiatria: gabinetto, reparto otorinolaringoiatrico. 
otorragia   s.f.  (med.) fuoruscita di sangue dall'orecchio.
otorrea   s.f.  (med.) otite con fuoruscita di pus dall'orecchio medio.
otosclerosi   s.f.  (med.) malattia dell'orecchio caratterizzata da perdita di movimento della catena degli ossicini e progressiva degenerazione del labirinto; è causa di sordità totale.
otoscopia   s.f.  (med.) esame diagnostico del condotto uditivo, che si effettua con l'otoscopio.
otoscopio   s.m.  (med.) strumento ottico a specchio per effettuare l'otoscopia.
otre   poet. otro, s.m.  recipiente di pelle animale usato, soprattutto nell'antichità, per la conservazione e il trasporto di liquidi; la quantità di liquido in esso contenuta: un otre di vino, di olio | pieno come un otre, gonfio per l'eccessiva pienezza; si dice anche di persona che ha mangiato o bevuto senza misura | l'otre dei venti, nella mitologia classica, quello in cui eolo teneva rinchiusi i venti e che un compagno di ulisse aprì, scatenando una tempesta | otre di vento, (fig. lett.) persona boriosa, tronfia.
otriare    ⇨ ottriare.
otricolare   agg.  (anat.) dell'otricolo dell'orecchio: nervo otricolare. 
otricolaria   s.f.  pianta acquatica con fiori gialli (fam.  lentibulacee).
otricolo   s.m.  (anat.) parte del labirinto membranoso dell'orecchio interno che presiede al senso dell'equilibrio.
otro    ⇨ otre.
otta   s.f.  (ant.)    • 1 •   ora: s'addormenta per le taverne e poscia torna a quest'otta  (boccaccio dec.  vii, 4)    • 2 •   tempo, momento particolare | alcun'otta, qualche volta | ad otta, a tempo, in tempo | a un'otta, nel tempo stesso | a bell'otta, proprio al tempo giusto | a buon'otta, alla buon'ora; in breve tempo, rapidamente | a otta a otta, di quando in quando | ogni otta, ogni volta | a pazz'otta, a pazz'otte, secondo il capriccio: e' sordo a pazz'otte e quand'e' vuole  (fagiuoli).
otta-  otta- o octa-, primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. okta-, prefisso ricavato dal numerale októ  'otto' (ottaedro, ottano).
ottacordo   s.m.  strumento musicale a otto corde.
ottaedrico   agg.  [pl. m. -ci] (geom.) a forma di ottaedro.
ottaedro   s.m.  (geom.) poliedro con otto facce triangolari, dodici spigoli, sei vertici.
ottagesimo   agg.  (ant. , lett.) ottantesimo.
ottagonale   agg.  che ha forma di ottagono: battistero a pianta ottagonale. 
ottagono   s.m.  (geom.) poligono con otto angoli e otto lati.
ottale   agg.  (mat.) di sistema di numerazione che rappresenta i numeri in base 8.
ottametro   s.m.  nella metrica classica, verso costituito da otto piedi.
ottangolare   agg.  (non com.) ottagonale.
ottangolo   s.m.  (non com.) ottagono.
ottanico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) dell'ottano, contenente ottano.
ottano   s.m.  (chim.) idrocarburo della serie del metano, la cui molecola contiene otto atomi di carbonio | numero di ottano, valore numerico che va da 0 a 100 e indica, secondo una scala convenzionale, il potere antidetonante delle benzine.
ottanta   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a otto decine; nella numerazione araba è rappresentato da 80, in quella romana da lxxx: una persona di ottant'anni  | sottintendendo il sostantivo: raggiungere gli ottanta (anni)    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: la pagina ottanta del registro  | gli anni ottanta, per antonomasia, quelli compresi tra il 1980 e il 1990: la cultura degli anni ottanta   s.m. invar.    • 1 •   il numero ottanta    • 2 •   le cifre o lettere che rappresentano il numero ottanta.
ottante   s.m.    • 1 •   strumento usato in passato in astronomia nautica, simile al sestante, ma con arco graduato di 45 gradi anziché di 60    • 2 •   (mat.) ciascuna delle otto porzioni di spazio determinate dai tre piani ortogonali fra loro aventi un punto in comune.
ottantenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha ottanta anni di età.
ottantennio   s.m.  periodo di ottanta anni.
ottantesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero ottanta; è rappresentato da 80° nella numerazione araba, da lxxx in quella romana: l'ottantesimo anniversario; l'ottantesimo compleanno   s.m.    • 1 •   l'ottantesima parte dell'unità: un ottantesimo (del totale)    • 2 •   [f. -a] chi si trova all'ottantesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
ottantina   s.f.  complesso di ottanta o circa ottanta unità: un'ottantina di persone | essere sull'ottantina, avere circa ottant'anni.
ottarda    ⇨ otarda.
ottare    ⇨ optare.
-ottare  -ottare suffisso di verbi che hanno valore diminutivo e frequentativo insieme, formato per accumulo dei suff. -otto  e -are    • 1 •   (parlottare).
ottastilo   o octastilo, agg.  (arch.) si dice di tempio con otto colonne sulla facciata.
ottativo   agg.  e s.m.  (gramm.) si dice di modo del verbo che, nel greco e in altre lingue indoeuropee, esprime desiderio e possibilità.
ottava   s.f.    • 1 •   (lit.) periodo di otto giorni che segue una solennità religiosa: l'ottava di pasqua    • 2 •   nella metrica italiana, strofa di otto endecasillabi, di cui i primi sei sono a rima alternata, i due ultimi a rima baciata; è caratteristica della poesia narrativa: le ottave dell'ariosto; un poema in ottave  | ottava siciliana, forma antica di ottava, usata nella poesia siciliana del duecento, con tutti i versi a rima alternata    • 3 •   (mus.) intervallo di otto gradi della scala diatonica    • 4 •   nel linguaggio di borsa, settimana.
ottavario   s.m.  (lit.) spazio di otto giorni consecutivi in cui si ripetono riti e preghiere per celebrare una ricorrenza religiosa.
ottavino   s.m.    • 1 •   piccolo flauto con suoni di un'ottava superiore a quelli del flauto comune    • 2 •   (banc.) commissione pari a un ottavo dell'1%.
ottavo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero otto; è rappresentato da 8° nella numerazione araba, da viii in quella romana: l'ottavo piano del palazzo; l'ottavo capitolo di un libro  | aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): carlo viii; bonifacio viii  | ottava rima, in metrica, l'ottava  s.m.    • 1 •   l'ottava parte dell'unità | in ottavo  (o in 8° ), (tip.) formato di un libro ottenuto ripiegando il foglio di stampa tre volte, ricavandone così sedici pagine | ottavi di finale, (sport) nelle gare a eliminazione, la quartultima fase della competizione che, disputata tra i qualificati nei sedicesimi, qualifica coloro che dovranno partecipare ai quarti    • 2 •   [f. -a] che è all'ottavo posto in un ordine, in una graduatoria    • 3 •   (mus.) croma.
ottemperante   part. pres.  di ottemperare   agg.  (non com.) docile, obbediente agli altrui comandi § ottemperantemente avv. 
ottemperanza   s.f.  (burocr.) l'ottemperare; obbedienza, osservanza: in ottemperanza alle norme vigenti  | giudizio di ottemperanza, (dir.) procedimento promosso per indurre la pubblica amministrazione ad attenersi a una sentenza del giudice.
ottemperare   v. intr.  [io ottèmpero ecc. ; aus. avere] (burocr.) obbedire a una prescrizione, adempiere a un obbligo: ottemperare alle leggi, a una formalità. 
ottenebramento   s.m.  l'ottenebrare, l'ottenebrarsi; offuscamento (spec. fig.): ottenebramento della coscienza. 
ottenebrare   v. tr.  [io ottènebro ecc.] rendere tenebroso (spec. fig.): un improvviso malore gli ottenebrò la vista; l'ira ottenebra la mente  | ottenebrarsi v. rifl.  diventare tenebroso (anche fig.): il cielo si ottenebrò. 
ottenebrato   part. pass.  di ottenebrare   agg.  oscuro: cielo ottenebrato  | (fig.) privo di lucidità, confuso: mente ottenebrata. 
ottenebrazione   s.f.  (non com.) ottenebramento.
ottenere   v. tr.  [coniugato come tenere]    • 1 •   riuscire ad avere ciò che si desidera o si richiede: ottenere un permesso, un sussidio, un premio; ottenere la laurea    • 2 •   ricavare, trarre: la benzina si ottiene dal petrolio. 
ottenibile   agg.  che si può ottenere.
ottenimento   s.m.  l'ottenere; conseguimento, raggiungimento.
ottenne   agg.  (non com.) che ha otto anni di età.
ottennio   s.m.  (non com.) periodo di otto anni.
ottentotto   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi appartiene a una popolazione, un tempo assai numerosa, dell'africa meridionale con caratteri affini a quelli dei boscimani    • 2 •   la lingua parlata da tale popolazione    • 3 •   [f. -a] (fig.) persona primitiva, incivile  agg.  degli ottentotti: la civiltà, la lingua ottentotta. 
ottetto   s.m.    • 1 •   (mus.) complesso di otto strumenti; composizione musicale per otto strumenti    • 2 •   (chim. fis.) strato a otto elettroni esterni tipico dei gas rari, elio escluso | regola dell'ottetto, quella che stabilisce il comportamento della valenza degli elementi per cui essi assorbono o cedono elettroni di valenza in modo da raggiungere la configurazione esterna a otto elettroni.
ottica   s.f.    • 1 •   parte della fisica che studia i fenomeni di emissione, propagazione e assorbimento della luce e delle radiazioni elettromagnetiche in genere    • 2 •   tecnica del fabbricare strumenti ottici    • 3 •   l'insieme delle lenti, dei diaframmi, dei prismi, degli specchi e sim. di cui è composto uno strumento ottico    • 4 •   (fig.) punto di vista, modo di vedere le cose: mettersi in una certa ottica; considerare la situazione secondo una diversa ottica. 
ottico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda l'apparato visivo dell'uomo: nervo ottico; illusione ottica    • 2 •   che riguarda l'ottica: sistema ottico, insieme di lenti, prismi, specchi e sim. di uno strumento ottico    • 3 •   in optoelettronica, che impiega una tecnologia laser per la lettura o il trasferimento di segnali, dati ecc.: disco ottico; fibra, penna ottica   s.m.    • 1 •   chi costruisce o vende strumenti ottici    • 2 •   (rar.) studioso di ottica § otticamente avv.  sotto l'aspetto ottico, con riguardo all'ottica | sostanze otticamente attive, aventi potere rotatorio sulla luce polarizzata che le attraversi.
ottimale   agg.  che rappresenta quanto di meglio si possa avere da un particolare punto di vista: condizioni di vita ottimali; la temperatura ottimale per le colture orticole. 
ottimalizzare   v. tr.  rendere ottimale, ottimizzare.
ottimalizzazione   s.f.  ottimizzazione.
ottimare   v. tr.  [io òttimo ecc.] (non com.) ottimizzare.
ottimate   s.m.  nelle antiche città-stato e nei comuni medievali, cittadino influente per censo o per posizione sociale: governo degli ottimati  | (estens. non com.) cittadino di classe, di gruppo socialmente superiore.
ottimetro   (r) [ot-tì-me-tro] s. m.  (tec n.) comparatore a indice di lettura ottico per misurazioni di grande precisione.
ottimismo   s.m.    • 1 •   tendenza dell'animo a cogliere soprattutto gli aspetti positivi della vita, a giudicare favorevolmente uomini e avvenimenti, a bene sperare per il futuro: considerare la situazione con ottimismo; essere in vena di ottimismo, nutrire ottimismo; un cauto ottimismo, una previsione moderatamente favorevole    • 2 •   (filos.) denominazione della tesi di leibniz (1646-1716) secondo la quale dio ha creato il migliore fra tutti i possibili mondi che avrebbe potuto creare | ogni dottrina che creda nella bontà naturale dell'uomo e neghi la realtà assoluta del male.
ottimista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi per natura o per esperienza è disposto all'ottimismo, a giudicare le cose con ottimismo  agg.  incline all'ottimismo; che prevede lo sviluppo positivo di una situazione: un atteggiamento, una previsione ottimista. 
ottimistico   agg.  [pl. m. -ci] che rivela ottimismo, che è improntato a ottimismo: visione ottimistica della realtà  § ottimisticamente avv.  con ottimismo.
ottimizzare   v. tr.  rendere ottimale, migliorare al massimo | in partic., perfezionare un procedimento, un impianto e sim., in modo da ottenere il massimo rendimento finale.
ottimizzazione   s.f.    • 1 •   l'ottimizzare, l'essere ottimizzato    • 2 •   procedimento matematico con cui si trovano i valori delle variabili che rendono minimo (o massimo, secondo i casi) il valore di una funzione nel rispetto di determinati vincoli.
ottimo   agg.  [superl.  di buono] buonissimo, molto buono, il più buono; eccellente, superiore: un ottimo ragazzo, un ottimo padre; un ottimo impiegato; un ottimo trattamento; un ottimo acquisto; un'ottima memoria, un ottimo rimedio, un ottimo aspetto; gente di ottimi principi; un motore ottimo   s.m.    • 1 •   ciò che è o si considera ottimo; il risultato migliore possibile: l'ottimo del rendimento; esigere, richiedere l'ottimo  | stato, condizione ottimale: raggiungere l'ottimo della forma    • 2 •   massima qualifica di merito data come valutazione scolastica o professionale | anche come inter.  per esprimere completa soddisfazione: allora, ottimo!, possiamo concludere quest'affare  § ottimamente avv.  benissimo, nel migliore dei modi.
otto   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a sette unità più una; nella numerazione araba è rappresentato da 8, in quella romana da viii: otto metri di corda; in quattro e quattr'otto, (fig.) in brevissimo tempo e con facilità | sottintendendo il sostantivo: un premio per i primi otto (classificati); oggi a otto (giorni), tra una settimana    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: a pagina otto del testo  | sottintendendo il sostantivo: ci vediamo la sera  dell'otto (del giorno otto); le (ore) otto, antimeridiane o pomeridiane  s.m. invar.    • 1 •   il numero otto | voto scolastico inferiore di due punti al massimo: dare, prendere (un) otto    • 2 •   la cifra o la lettera che rappresenta il numero otto    • 3 •   percorso, tracciato in forma di otto; in partic., figura del pattinaggio artistico | otto volante, gioco del luna park che consiste in un castello metallico su più piani in forma di otto, su cui corrono dei vagoncini; montagne russe    • 4 •   nel canottaggio, imbarcazione a otto remi con otto vogatori, con o senza un timoniere.
-otto  -otto suffisso alterativo di nomi e aggettivi, per lo più con valore attenuatamente diminutivo (passerotto, anzianotto).
ottobrata   s.f.  (region.) scampagnata di ottobre; anche, giornata di ottobre molto mite e luminosa.
ottobre   s.m.  decimo mese dell'anno: le piogge d'ottobre. 
ottobrino   agg.  d'ottobre: sole ottobrino  | che matura in ottobre: frutti ottobrini. 
ottocentesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   dell'ottocento (sec. xix): l'arte, la letteratura ottocentesca; un palazzo ottocentesco    • 2 •   (fig.) antiquato, superato: una mentalità ottocentesca. 
ottocentesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero ottocento  s.m.    • 1 •   l'ottocentesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi è all'ottocentesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
ottocentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   scrittore, artista dell'ottocento, spec. in quanto esprima caratteristiche tipiche di quel secolo    • 2 •   studioso specializzato negli studi sull'ottocento    • 3 •   (sport) atleta o nuotatore che gareggia sugli 800 m.
ottocentistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) che riguarda l'ottocento, gli studi sull'ottocento.
ottocento   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a otto volte cento; nella numerazione araba è rappresentato da 800, in quella romana da dccc: ottocento lire  | sottintendendo il sostantivo: la gara degli ottocento (metri)    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: nell'anno ottocento   s.m. invar.    • 1 •   il numero ottocento    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero ottocento    • 3 •   l'ottocento, per antonomasia, il secolo xix: la pittura, la moda dell'ottocento; idee, metodi dell'ottocento, (fig.) antiquati, sorpassati.
ottocifre   s.m. invar.  attrezzo a forma di otto, usato dall'orologiaio per controllare la perpendicolarità dell'asse rispetto al volantino del bilanciere.
ottogenario    ⇨ ottuagenario.
ottomana   s.f.  divano con spalliera mobile o senza spalliera, che si può trasformare facilmente in letto.
ottomano   agg.  che appartiene o si riferisce alla dinastia turca fondata nel xiv sec. da othman i, sopravvissuta con alterne vicende fino al 1923: l'impero ottomano   s.m.  [f. -a] turco ottomano.
ottomila   agg. num.  numero naturale corrispondente a otto volte mille unità nella numerazione araba è rappresentato da 8000: stampare ottomila fogli  | sottintendendo il sostantivo: l'himalaia supera gli ottomila (metri)   s.m. invar.    • 1 •   il numero ottomila    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero ottomila    • 3 •   nell'alpinismo, ciascuna delle vette dell'himalaia che superano gli ottomila metri di altezza.
ottonaio   s.m.  operaio, artigiano che lavora l'ottone.
ottoname   s.m.  insieme di oggetti d'ottone.
ottonare   v. tr.  [io ottóno ecc.] (tecn.) ricoprire con un sottile strato di ottone.
ottonario   agg.  e s.m.  nella metrica italiana, si dice di verso di otto sillabe nella sua forma piana, che ha l'ultimo accento ritmico sulla settima sillaba; nella metrica classica, di verso di otto piedi.
ottonato   part. pass.  di ottonare   agg.  ricoperto di ottone: maniglia in acciaio ottonato. 
ottonatura   s.f.  l'operazione dell'ottonare | (estens.) strato di rivestimento in ottone.
ottone   s.m.    • 1 •   lega inossidabile di rame e zinco, di colore giallastro, largamente impiegata per la costruzione e la copertura di oggetti vari: maniglia, candelabro, lampadario di ottone    • 2 •   pl.  (mus.) famiglia di strumenti a fiato con tubo e bocchino di metallo: ottoni a tubo cilindrico, tromba, tromboni; ottoni a tubo conico, corni, flicorni, tube | dar fiato agli ottoni, farli suonare tutti insieme; (fig.) esprimersi magnificando, vantando eccessivamente qualcosa    • 3 •   spec. pl.  insieme di oggetti d'ottone o ricoperti di ottone: lucidare gli ottoni. 
ottoniano   agg.  che appartiene o si riferisce alla dinastia degli ottoni, imperatori della casa di sassonia (secc. x-xi) | arte ottoniana, quella fiorita sotto la sovranità degli ottoni, di marcata impronta classicheggiante, ma anche aperta ad influenze bizantine.
ottopodi   o octopodi, s.m. pl.  (zool.) ordine di molluschi cefalopodi con otto tentacoli, a cui appartengono tra gli altri il polpo, il moscardino, l'argonauta | sing.  [-e] ciascun mollusco di tale ordine.
ottosillabo   agg.  e s.m.  si dice di parola di otto sillabe o di verso ottonario.
ottotipico   agg.  [pl. m. -ci] di ottotipo | tavola ottotipica, l'ottotipo.
ottotipo   o optotipo, s.m.  tavola su cui sono stampati segni o lettere di grandezza decrescente dall'alto verso il basso, e che serve per misurare l'acutezza visiva.
ottriare   o otriare, v. tr.  (ant.) concedere, elargire ai sudditi.
ottriato   part. pass.  di ottriare   agg.    • 1 •   (ant.) concesso dal sovrano    • 2 •   in storiografia, si dice di statuti o carte costituzionali emanati dal sovrano per sua concessione, non votati dal popolo o da suoi rappresentanti.
ottuagenario   ant. ottogenario, agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) che, chi ha ottant'anni di età.
ottundere   v. tr.  [pass. rem. io ottusi, tu ottundésti ecc. ; part. pass. ottuso]    • 1 •   (lett.) smussare una punta    • 2 •   (fig.) rendere tardo, inetto: ottundere la mente  | ottundersi v. rifl.    • 1 •   (lett.) perdere la punta    • 2 •   (fig.) perdere di acutezza; offuscarsi, intorpidirsi, svigorirsi.
ottundimento   s.m.  l'ottundere, l'ottundersi; intorpidimento, offuscamento: ottundimento dei sensi. 
ottuplicare   v. tr.  [io ottùplico, tu ottùplichi ecc.] (non com.) moltiplicare per otto; rendere otto volte maggiore.
ottuplice   agg.  (non com.) che si compone di otto parti.
ottuplo   agg.  (non com.) otto volte maggiore  s.m.  quantità o grandezza otto volte maggiore.
otturamento   s.m.  l'otturare, l'otturarsi; occlusione, blocco.
otturare   v. tr.  turare, ostruire, chiudere: otturare un buco, una falla | otturare un dente, (med.) riempire con un amalgama o altro materiale la cavità in esso provocata dalla carie | otturarsi v. rifl.  intasarsi; rimanere ostruito, occluso: si è otturato lo scarico. 
otturato   part. pass.  di otturare   agg.    • 1 •   non pervio, ostruito: tubo otturato    • 2 •   detto di dente, che ha un'otturazione.
otturatore   agg.  [f. -trice] (non com.) che ottura  s.m.    • 1 •   congegno che consente la chiusura della culatta di un'arma a retrocarica    • 2 •   nelle macchine fotografiche, dispositivo che regola la durata dell'esposizione della pellicola alla luce    • 3 •   nelle cineprese e nei proiettori cinematografici, dispositivo che interrompe il passaggio della luce tra un fotogramma e l'altro.
otturazione   s.f.    • 1 •   l'otturare, l'otturarsi, l'essere otturato; in partic., l'otturare un dente cariato    • 2 •   (estens.) il materiale con cui o da cui è otturata un'apertura, una cavità in partic., il materiale usato per otturare un dente.
ottusangolo   agg.  (geom.) si dice di un triangolo avente un angolo ottuso.
ottusezza   s.f.  (rar.) ottusità.
ottusità   s.f.  l'essere ottuso (spec. fig.); lentezza, torpore, scarso vigore: ottusità di mente. 
ottuso   part. pass.  di ottundere   agg.    • 1 •   non acuminato, smussato    • 2 •   (geom.) si dice di un angolo maggiore dell'angolo retto    • 3 •   (fig.) non acuto, poco perspicace: cervello ottuso; sensibilità ottusa; un ottuso burocrate    • 4 •   (fig.) detto di suono, sordo, cupo: que' rintocchi,... per l'allontanarsi, venivan più fiochi e ottusi  (manzoni p. s.  viii) § ottusamente avv.  con ottusità mentale, senza intelligenza.
out   avv.  fuori, nella loc. essere out, essere fuori moda, quindi antiquato, superato | anche come agg. invar.  : un personaggio ormai out   s.m. invar.  (sport)    • 1 •   nel tennis, lo spazio che circonda il campo di gioco, di solito delimitato da una rete    • 2 •   nel pugilato, la dichiarazione di fuori combattimento pronunciata dall'arbitro.
outdoor   agg. invar.  (sport) si dice di gara, spec. di atletica leggera, che si svolge all'aperto.
output   s.m. invar.    • 1 •   (econ.) prodotto, quantità prodotta    • 2 •   l'uscita delle informazioni prodotte da un calcolatore elettronico visualizzate su video, stampate o registrate su memoria magnetica | in diversi processi tecnici, il punto di uscita, o l'uscita stessa o le grandezze (p. e.  potenza, suono, immagine) in uscita.
outrigger   s.m. invar.  nel canottaggio, imbarcazione da corsa con scalmieri sporgenti, i cui vogatori sono in numero pari e manovrano ciascuno un solo remo.
outsider   s.m. invar.  atleta o cavallo che, pur non essendo tra i favoriti di una gara, si ritiene possa vincerla, o anche la vince; per estens., chiunque emerga in una competizione nella quale non era favorito.
ouverture   s.f. invar.  (mus.) composizione strumentale che precede un'opera, un balletto o una suite; nell'ottocento si affermò anche come pezzo sinfonico autonomo.
ovaia   s.f.  (anat.) organo genitale femminile destinato alla produzione degli ovuli.
ovaio   agg.  (non com.) ovaiolo  s.m.    • 1 •   (antiq.) lo stesso che ovaia    • 2 •   [f. -a] (rar.) venditore di uova.
ovaiolo   agg.  (non com.) si dice di gallina buona produttrice d'uova: razza ovaiola. 
ovalare   agg.  (scient.) che ha forma ovale.
ovale   agg.  che ha forma ellittica, simile alla sezione longitudinale di un uovo di gallina: un piatto, un tavolo ovale  | palla ovale, il gioco del rugby  s.m.  oggetto di forma ovale | linea di contorno ovale; in partic., la linea di contorno del volto: un bell'ovale  | in pittura, tela di forma ellittica o delimitata da una cornice ellittica; anche, affresco su uno spazio ellittico.
ovalizzare   v. tr.  rendere ovale, dare forma ovale | ovalizzarsi v. rifl.  diventare ovale | detto di organo meccanico o di cavità a sezione circolare, deformarsi assumendo forma ovale.
ovalizzato   part. pass.  di ovalizzare   agg.  che è diventato ovale (detto spec. di organo meccanico o di cavità a sezione circolare deformati): pistoni, cilindri ovalizzati. 
ovalizzazione   s.f.  l'ovalizzare, l'ovalizzarsi; deformazione ovale.
ovante   agg.  (lett.) che esulta, che applaude: folla ovante. 
ovarialgia   s.f.  (med.) dolore delle ovaie.
ovarico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (bot.) dell'ovario    • 2 •   (anat.) dell'ovaia, delle ovaie: cisti ovarica. 
ovariectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di una o di entrambe le ovaie.
ovariectomizzare   v. tr.  (med.) asportare chirurgicamente le ovaie.
ovario   s.m.    • 1 •   (bot.) parte inferiore allargata del pistillo, contenente gli ovuli    • 2 •   (antiq.) lo stesso che ovaia. 
ovariocele   s.f.  (med.) ernia dell'ovaia.
ovariocisti   s.f.  (med.) cisti ovarica.
ovarite   s.f.  (med.) infiammazione di una o di entrambe le ovaie.
ovato   agg.  (non com.) che ha forma d'uovo; ovale: foglie ovate. 
ovatta   s.f.    • 1 •   denominazione di diversi semilavorati tessili in fibre ammassate, simili a feltro non pressato    • 2 •   sorta di feltro morbido, spec. di cotone, usato per imbottiture: tenere, allevare nell'ovatta, (fig.) con cure e riguardi eccessivi    • 3 •   cotone idrofilo per medicazioni.
ovattare   v. tr.    • 1 •   imbottire con ovatta    • 2 •   (fig.) smorzare, attenuare: ovattare i rumori. 
ovattato   part. pass.  di ovattare   agg.    • 1 •   imbottito con ovatta: un abito con le spalle ovattate    • 2 •   (fig.) tenue, attutito, smorzato: suono ovattato; passi ovattati. 
ovattatura   s.f.  imbottitura di ovatta.
ovattificio   s.m.  stabilimento in cui si fabbrica ovatta.
ovazione   s.f.    • 1 •   nell'antica roma, cerimonia pubblica in onore di generali vincitori; era un riconoscimento inferiore al trionfo    • 2 •   (estens.) accoglienze molto calorose, applausi entusiastici e prolungati: una lunga ovazione salutò l'oratore; l'applauso diventava ovazione, crescendo d'intensità  (oriani).
ove   avv.  (lett.)    • 1 •   dove (indica stato in luogo o moto a luogo): ove fostù stamane poco avanti al giorno?  (boccaccio dec.  iii, 3); giunto mi vidi ove mirabil cosa / mi torse il viso a sé  (dante par.  ii, 25-26)    • 2 •   ovunque (in tale accezione, spesso accompagnato da che): tal la mi trovo al petto, ove ch'i' sia  (petrarca canz.  ccxxviii, 12)  cong.  (lett.)    • 1 •   se mai, qualora, nel caso che (con valore condizionale): ove occorresse; ove non fosse possibile    • 2 •   mentre, invece (con valore avversativo): lagrime triste, e voi tutte le notti / m'accompagnate ov'io vorrei star solo  (petrarca canz.  xlix, 9-10).
over   s.m. invar.  stile di nuoto antiquato, che si eseguiva sul fianco, con la testa fuor d'acqua, usando un braccio a modo di pagaia e muovendo le gambe a rana.
overdose   s.f. invar.  dose eccessiva di un farmaco o di una droga: morire per un'overdose di eroina. 
overdrive   s.m. invar.  meccanismo che si interponeva un tempo fra il cambio di velocità e l'albero di trasmissione di un autoveicolo per rendere il numero dei giri dell'albero di trasmissione superiore a quello dell'albero motore, allo scopo di ridurre la velocità di rotazione del motore a parità di velocità dell'autoveicolo; attualmente tale risultato si ottiene con una quinta marcia moltiplicata rispetto alla quarta in presa diretta.
overfishing   s.m. invar.  la pesca esercitata in misura eccessiva o in tempi e modi tali da mettere a rischio la possibilità di riproduzione e quindi la sopravvivenza di specie ittiche.
overflow   s.m. invar.  (inform.) parte di un'elaborazione che supera la capacità massima della memoria che dovrebbe contenerla; il superamento stesso del limite: condizione di overflow. 
overlay   s.m. invar.  (inform.) tecnica di programmazione, di esecuzione di un programma e di impiego della memoria principale di un computer per cui un programma, adeguatamente diviso in segmenti, non viene richiamato per intero nella memoria di lavoro, ma solo per la parte che di volta in volta è necessario eseguire.
oversize   agg. invar.  si dice di indumento di taglia più grande del normale o del necessario.

ovest   s.m.    • 1 •   uno dei quattro punti cardinali, individuato dal tramonto del sole negli equinozi; più in generale, tutta la parte dell'orizzonte intorno a tale punto    • 2 •   (estens.) regione, territorio situato a occidente rispetto ad altri: l'ovest dell'europa. 
ovi-  ovi-  ⇨ ovo-.
ovideposizione   s.f.  (zool.) deposizione delle uova da parte delle femmine degli ovipari.
ovidotto   o ovidutto, s.m.  (anat.) condotto anatomico attraverso il quale passano le uova; nei mammiferi si chiama tromba di falloppio, o tuba ovarica. 
oviforme   agg.  che ha forma d'uovo; ovale, ovoidale.
ovigero   agg.  (biol.) che contiene l'uovo.
ovile   s.m.  edificio rustico per il ricovero di pecore e capre | ritornare all'ovile, ricondurre all'ovile, (fig.) a casa, in famiglia o in un'organizzazione, a un'ideologia che era stata abbandonata, o anche a un'attività consueta, a una condotta corretta e sim.
ovini   s.m. pl.    • 1 •   (zool.) sottofamiglia di ruminanti caratterizzati da zampe a unghioni, coda corta e corna a spirale; comprende i mufloni e le pecore selvatiche e domestiche (fam.  bovidi) | sing.  [-o] ogni ruminante di tale sottofamiglia    • 2 •   (zootec.) denominazione generica delle pecore e delle capre domestiche.
ovino   agg.  di pecora, di pecore; anche, di pecore e di capre: allevamento ovino; carne ovina. 
oviparità   s.f.  (non com.) l'essere oviparo.
oviparo   agg.  si dice di animale il cui embrione, in seguito alla deposizione di uova, si sviluppa fuori del corpo materno.
ovo    ⇨ uovo.
ovo-  ovo- o ovi-, primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal lat. o¯vum  'uovo'; vale 'uovo' o indica relazione con l'uovo (ovogamia, ovigero).
ovoalbumina   s.f.  (biol.) proteina complessa, presente nell'albume dell'uovo, dotata di elevato potere nutritivo.
ovocellula   s.f.    • 1 •   (bot.) oosfera    • 2 •   (biol.) gamete femminile, ovulo.
ovocita    ⇨ oocita.
ovogamia    ⇨ oogamia.
ovogenesi   s.f.  (med.) complesso dei fenomeni che conducono alla maturazione dell'ovocellula.
ovogonio    ⇨ oogonio.
ovoidale   agg.  che ha forma simile a quella di un uovo; ovale.
ovoide   agg.  e s.m.  (non com.) si dice di corpo avente forma simile a quella di un uovo.
ovolaccio   s.m.  fungo velenoso con gambo di color giallo pallido, gonfio alla base, e cappello rosso cosparso di scaglie bianche (fam.  agaricacee).
ovolaio   s.m.  vivaio in cui si riproducono piante di olivo trapiantandone gli ovoli.
ovolo   s.m.    • 1 •   fungo commestibile assai pregiato, con gambo sottile dotato di volva e cappello liscio di color aranciato (fam.  agaricacee)    • 2 •   (bot.) gemma che si forma sul ceppo dell'olivo e che può essere piantata per riprodurre un'altra pianta    • 3 •   (arch.) modanatura a sezione corrispondente a un quarto di cerchio; anche, motivo ornamentale di forma ovoidale, caratteristico dell'ordine ionico e poi ripreso in epoca rinascimentale e neoclassica.
ovopositore   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di organo situato all'estremità dell'addome delle femmine di numerosi insetti, atto a deporre le uova.
ovoteca   s.f.  nella fecondazione artificiale, luogo di raccolta e di conservazione degli ovociti.
ovovia   s.f.  funivia con piccole cabine a due posti di forma ovoidale.
ovoviviparità   s.f.  (non com.) l'essere ovoviviparo.
ovoviviparo   agg.  e s.m.  si dice di animale che si riproduce per mezzo di uova che si schiudono nel corpo della madre, anziché all'esterno (p. e.  vipere, squali).
ovra    ⇨ opera.
ovrare    ⇨ operare.
ovulare   (1) agg.    • 1 •   (biol.) relativo all'ovulo    • 2 •   che ha forma ovale.
ovulare   (2) v. intr.  [io òvulo ecc. ; aus. avere] (biol.) avere l'ovulazione.
ovulazione   s.f.  (biol.) produzione delle cellule germinative femminili da parte dell'ovaia | il distacco dell'ovulo maturo dall'ovaia; il periodo in cui tale distacco si verifica.
ovulo   s.m.    • 1 •   (biol. , bot.) cellula germinale femminile, racchiusa nell'ovario o nell'ovaia, che dopo la fecondazione si trasforma in seme nelle piante e in embrione negli animali    • 2 •   piccolo oggetto di forma simile a un uovo | (farm.) sorta di supposta di forma ovale, per uso vaginale.
ovunque   avv.  (lett.) dovunque.
ovvero   ant. o vero, cong.  (lett.)    • 1 •   ossia, cioè (si usa per precisare o correggere un concetto precedentemente espresso): l'autore dei «promessi sposi», ovvero alessandro manzoni; questa notte, ovvero questa mattina presto    • 2 •   (rar.) o, oppure (con valore disgiuntivo).
ovverosia   cong.  (lett.) ossia.
ovvia   più com. o via, inter.  (antiq. , region.) suvvia; esprime incoraggiamento, esortazione.
ovviare   v. tr.  [io ovvìo ecc] (ant.) andare incontro a qualcuno | v. intr.  [aus. avere] porre rimedio, rimediare a qualcosa: ovviare a un inconveniente, a un imprevisto. 
ovvietà   s.f.  l'essere ovvio: l'ovvietà di una conclusione. 
ovvio   agg.  che si presenta subito alla mente, di immediata comprensione: una risposta ovvia; questo è ovvio  § ovviamente avv.  in modo ovvio; evidentemente, naturalmente.
oxalidacee    ⇨ ossalidacee.
oxer   s.m. invar.  (sport) nell'ippica, ostacolo costituito da un fosso e due siepi.
oxford   s.m. invar.  tipo di tela di cotone per camiceria.
oxitocina   e deriv.   ⇨ ossitocina e deriv. 
oxocomposto   od ossicomposto, s.m.  (chim.) ogni composto organico in cui il carbonio è legato direttamente a un atomo di ossigeno (p. e.  le aldeidi, i chetoni, gli alcoli).
oxoniano   agg.  (lett.) oxoniense.
oxoniense   o ossoniense, agg.  (lett.) della città inglese di oxford: l'università oxoniense. 
ozelot   s.m. invar.  gattopardo americano, ricercato per la bella pelliccia grigio-fulva a macchie e strisce scure (ord.  carnivori) | la pelliccia dell'animale, più com. indicata con la voce fr. ocelot. 
ozena   s.f.  (med.) malattia della mucosa nasale, caratterizzata da atrofia e da una secrezione stagnante dall'odore forte e sgradevole.
oziare   v. intr.  [io òzio ecc. ; aus. avere] stare in ozio, passare il tempo senza far nulla: oziare tutto il giorno. 
ozieggiare   v. intr.  [io oziéggio ecc. ; aus. avere] (rar.) oziare.
ozio   s.m.    • 1 •   il non far nulla per abitudine, per pigrizia o anche per malattia o altri impedimenti: stare in ozio dalla mattina alla sera; poltrire, vivere nell'ozio; un ozio forzato | tener in ozio la penna, (fig. lett.) non scrivere | prov.  : l'ozio è il padre dei vizi    • 2 •   (lett.) riposo dalle occupazioni ordinarie, tempo libero; vita comoda e agiata: nei momenti di ozio mi dedico alla lettura  | gli ozi di capua, (scherz.) il tempo speso non solo senza far nulla, ma concedendosi lussi e divertimenti, con riferimento alla sosta forzata che, spesa in bagordi, avrebbe fiaccato l'esercito di annibale nel corso della seconda guerra punica (216 a. c).
oziorinco    ⇨ otiorinco.
oziosaggine   s.f.  l'abitudine, il desiderio di stare in ozio: quell'oziosaggine tutta morbidezza, moine, maldicenza e fastidio  (pratesi).
oziosità   s.f.    • 1 •   l'essere ozioso; lo stare in ozio    • 2 •   (fig.) l'essere inutile, superfluo: l'oziosità di certe domande. 
ozioso   agg.    • 1 •   si dice di persona che sta in ozio: un uomo ozioso per natura; starsene momentaneamente ozioso  | di tempo, passato nell'ozio, inoperoso, inattivo: vita oziosa; giornate oziose    • 2 •   (fig.) si dice di ciò che è detto o scritto inutilmente; superfluo: discorsi oziosi; una domanda oziosa   s.m.  [f. -a] persona oziosa § oziosamente avv. 
ozocerite   o ozocherite, s.f.  (chim.) miscela naturale di idrocarburi solidi, con aspetto e proprietà simili a quelli delle cere.
ozonico   agg.  [pl. m. -ci] relativo all'ozono.
ozonizzare   v. tr.  trattare con ozono: ozonizzare l'acqua, per sterilizzarla.
ozonizzatore   s.m.  apparecchio che, mediante l'azione di scariche elettriche sull'aria o sull'ossigeno puro, trasforma l'ossigeno in ozono.
ozonizzazione   s.f.  l'ozonizzare, l'essere ozonizzato: ozonizzazione dell'acqua. 
ozono   s.m.  (chim.) gas allotropo dell'ossigeno, dal caratteristico odore pungente, dotato di forte potere ossidante in quanto la sua molecola è costituita da tre atomi di ossigeno e tende a perdere l'atomo in più rispetto a quella dell'ossigeno; è usato come disinfettante, decolorante, deodorante e per la conservazione di alimenti: fascia dell'ozono, ozonosfera | buco nell'ozono, assottigliamento o vuoto nello strato di ozono della stratosfera, causato probabilmente dai cicli catalitici degli ossidi di cloro, alimentati dai clorofluorocarburi immessi dall'uomo nell'atmosfera; è pericoloso perché viene meno l'azione di filtro di alcune radiazioni ultraviolette nocive.
ozonometria   s.f.  misurazione quantitativa dell'ozono.
ozonosfera   s.f.  regione della stratosfera compresa tra i 15 e i 60 km di quota, dove si ha la massima concentrazione di ozono.
ozonoterapia   s.f.  (med) trattamento terapeutico basato sulla somministrazione di ossigeno ozonizzato.
p   s.f.  o m. invar.  sedicesima lettera dell'alfabeto (quattordicesima dell'alfabeto italiano tradizionale) il cui nome è pi; in it. rappresenta la consonante occlusiva bilabiale sorda | p come palermo, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. p, sigla automobilistica del portogallo) e abbreviazioni (p. e. p. , padre, come appellativo di religiosi; p. , pagina, nelle indicazioni bibliografiche; p. v. , prossimo venturo; p. , per nomi propri di persona come pietro, palmiro, paola ecc.) | p, (chim.) simbolo del fosforo | p, (fis.) simbolo di pressione, protone o peso | p, (mus.) indicazione di piano  sul testo musicale | p, nella segnaletica stradale, indicazione di un'area di parcheggio.
pâté  pâté;s.m. invar.  (gastr.) pasticcio di consistenza cremosa: pâté di fegato d'oca, di tonno, di fagiano, di olive. 
pabbio   s.m.  (region.) pianta erbacea spontanea con fiori a pannocchia, usata come foraggio (fam.  graminacee).
pabulo   s.m.  (lett. rar.)    • 1 •   nutrimento, cibo per animali; pascolo | (estens.) alimento per l'uomo    • 2 •   (fig.) nutrimento spirituale, culturale.
paca   s.m. invar.  mammifero roditore notturno, dell'america centromeridionale, con pelame ispido, bruno a strisce longitudinali chiare; ha carni pregiate.
pacare   v. tr.  [io paco, tu pachi ecc.] (lett.) mettere in pace; acquietare, pacificare: pacare le liti  | pacarsi v. rifl.  o intr. pron.  (lett.) acquietarsi, calmarsi: pacarsi dopo una sfuriata; il vento si è pacato. 
pacatezza   s.f.  l'essere pacato; calma, tranquillità, ponderatezza: parlare, rispondere con pacatezza. 
pacato   part. pass.  di pacare   agg.    • 1 •   che ha o dimostra calma e serenità: uomo, discorso, giudizio pacato    • 2 •   (fig. lett.) attenuato, smorzato: luce ferma e pacata  (savinio) § pacatamente avv. 
pacca   s.f.  (fam.) colpo amichevole dato con la mano aperta: ricevere una pacca sulla spalla  | (estens.) schiaffo, sberla: prendere a pacche qualcuno. 
pacchetto   s.m.    • 1 •   dim.  di pacco    • 2 •   involucro usato come confezione di piccole quantità di un prodotto: un pacchetto di sigarette, di caramelle  | (estens.) il contenuto di tale involucro: mangiarsi un pacchetto di noccioline.  dim. pacchettino    • 3 •   in usi specifici, complesso di elementi che costituiscono un insieme organico: pacchetto intestinale, (anat.) la massa delle anse dell'intestino tenue; pacchetto azionario, (fin.) numero consistente di azioni di una società appartenenti a un unico proprietario; pacchetto di leggi, di proposte  e sim., nel linguaggio politico, complesso organico di leggi, proposte e sim. attinenti a un unico problema; caricatore a pacchetto, caricatore per armi da fuoco, di lamiera sottilissima, a forma di u, che consente il passaggio automatico delle cartucce finché, esaurite le cartucce stesse, il caricatore viene espulso    • 4 •   (sport) gruppo di giocatori che all'interno di una squadra assolvono a una medesima funzione: pacchetto difensivo, d'attacco, nel calcio; pacchetto d'avanti  o di mischia, nel rugby, l'insieme degli otto avanti di ognuna delle due squadre durante la mischia    • 5 •   (tip.) colonna di righe di piombo non impaginata | composizione a pacchetto, quella tradizionale, con le righe di testo tutte della stessa giustezza    • 6 •   (inform.) programma o insieme di programmi scritti per risolvere specifici problemi; package | blocco di dati predisposto per essere trasmesso, che contiene perciò anche i caratteri di controllo della trasmissione | pacchetto integrato, pacchetto che contiene in un solo programma più software dedicati comunicanti fra loro e aventi tutti la medesima interfaccia con l'utente.
pacchia   s.f.  (fam.) condizione di vita facile, piacevole, senza responsabilità e preoccupazioni, in cui ci sia abbondanza di mangiare e bere; cuccagna: che pacchia vivere cosi!; che pacchia, amici miei!  | (estens.) circostanza fortunata: incontrare proprio lui è stata una vera pacchia. 
pacchianata   s.f.  cosa pacchiana: quell'addobbo è una pacchianata; fare, dire pacchianate. 
pacchianeria   s.f.  l'essere pacchiano.
pacchiano   agg.  grossolano, vistoso, volgare; che manca di finezza, di misura: un vestito pacchiano; cerimonia pacchiana   s.m.  [f. -a] (merid.) contadino vestito con il costume tradizionale (considerato troppo vistoso e di cattivo gusto dai cittadini) | (estens.) persona rozza, grossolana § pacchianamente avv. 
pacchiare   v. intr.  [io pàcchio ecc. ; aus. avere] (rar. scherz.) mangiare in modo ingordo.
pacchierone   o pacchiarone, s.m.  [f. -a] (region.) pacchierotto.
pacchierotto   o pacchiarotto, s.m.  [f. -a] (region.) giovane paffuto.
pacciamatura   s.f.  (agr.) copertura del terreno, dopo la semina o il trapianto, per ripararlo dal gelo, innalzarne la temperatura e limitarne l'evaporazione, in modo da accelerare la crescita della vegetazione; praticata un tempo con paglia, strame, foglie, oppure con cartone catramato o fogli d'alluminio, oggi si fa quasi esclusivamente con fogli di polietilene.
pacciame   rar. pacciume, s.m.  strato di foglie e ramoscelli secchi che si ammucchia naturalmente sotto gli alberi | ammasso di residui vegetali in decomposizione.
pacco   s.m.  [pl. -chi] confezione di un oggetto o di un insieme di oggetti in forma compatta e regolare, avvolta in carta, tela o altro materiale, ben legata o sigillata: un pacco di quaderni, di bicchieri; quel pacco contiene un cappello; fare, disfare un pacco; spedire, ricevere un pacco; pacco regalo, che è confezionato con carta elegante e contiene qualcosa da regalare; pacco postale, fatto per essere spedito per posta; pacco viveri, dono, contenente viveri e altri oggetti di prima necessità, da distribuire in dono a persone che si trovano in condizioni di indigenza. dim. pacchetto  accr. paccone. 
paccottiglia   rar. paccotiglia, pacotiglia, s.f.    • 1 •   un tempo, piccola quantità di merce che ogni membro dell'equipaggio di una nave era autorizzato a trasportare ed eventualmente a commerciare in proprio: diritto, contratto di paccottiglia    • 2 •   (estens.) insieme di cose di poco valore e di cattivo gusto; merce scadente, fondo di magazzino.
pace   s.f.    • 1 •   condizione di un popolo o di uno stato che non sia in guerra con altri popoli o altri stati e non abbia situazioni di lotta armata al suo interno: tempo di pace; godere una lunga pace; le nazioni prosperano nella pace  | cessazione di una guerra e ristabilimento dello stato di pace: chiedere, fare la pace; trattato di pace  | atto ufficiale con cui si pone fine a una guerra: firmare la pace    • 2 •   tranquillità, concordia nella sfera della vita pubblica o dei rapporti interpersonali: pace sociale, familiare; fare pace con qualcuno, rappacificarsi con lui; mettere pace, pacificare | per amor di pace, per quieto vivere    • 3 •   in relazione alla sfera privata dell'individuo, stato d'animo di serenità, di tranquillità interiore, non turbato da passioni, ansie, preoccupazioni, fastidi e sim.: la pace del cuore, dei sensi; un uomo senza pace; i rimorsi non dànno pace; vivere, morire in pace | mettersi in pace con la propria coscienza, confessando un errore commesso, riparando un torto e sim. ' darsi pace, mettersi l'animo  (il cuore) in pace, rassegnarsi ' con buona pace di qualcuno, senza alcuna intenzione di contrariarlo, di offenderlo (spesso iron.)    • 4 •   stato di tranquillità materiale, dovuta ad assenza di rumore, di movimento, di chiasso: la pace della notte, delle montagne  | (estens.) tregua, riposo, requie: non trovare un momento di pace; lasciare in pace qualcuno, non importunarlo, non dargli fastidio    • 5 •   nel linguaggio biblico e teologico, condizione di armonia tra gli uomini e con dio ' andate in pace, la pace sia con voi, pace e bene, formule di congedo o di saluto religioso ' riposare in pace, essere morto nella grazia di dio; (eufem.) essere morto ' santa pace, esclamazione fam. di impazienza.
paceficare    ⇨ pacificare.
pace-maker  pace-maker loc. sost. m. invar.    • 1 •   (anat.) nodo senoatriale; segnapasso cardiaco    • 2 •   (med.) generatore elettronico di impulsi alimentato a pila, usato come stimolatore e regolatore del ritmo cardiaco di persone che soffrono di dissociazione senoatriale o di fibrillazioni improvvise; di ridotte dimensioni, si colloca di norma sotto pelle, con uno o due elettrodi a contatto con il muscolo cardiaco; è detto anche stimolatore cardiaco. 
pacere    ⇨ paciere.
pacfong    ⇨ packfong.
pachanga   s.f. invar.  danza di origine cubana derivata dal cha-cha-cha.
pachiderma   rar. pachidermo, s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (zool.) nome generico di mammiferi erbivori non ruminanti, con pelle di notevole spessore: l'ippopotamo è un pachiderma    • 2 •   (estens.) persona grossa e lenta nei movimenti: muoversi come un pachiderma  | (fig.) persona priva di tatto e sensibilità.
pachidermia   s.f.  (med.) ispessimento abnorme dello strato corneo della cute.
pachidermico   agg.  [pl. m. -ci] di, da pachiderma (anche fig.): una sensibilità pachidermica. 
pachidermo    ⇨ pachiderma.
pachimeninge   s.f.  (anat.) altro nome della dura madre. 
pachimeningite   s.f.  (med.) processo infiammatorio che colpisce la pachimeninge.
pachipleurite   s.f.  (med.) pleurite cronica che determina l'ispessimento sclerotico della pleura.
pachistano   o pakistano, agg.  del pakistan  s.m.  [f. -a] abitante, nativo del pakistan.
paciale   s.m.  (ant. , lett.) paciere.
paciare   v. tr.  [io pàcio ecc.] (ant.) pacificare.
paciaro   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant.) che, chi mette pace.
paciere   rar. pacere, s.m.  [f. -a] chi mette pace o tenta di mettere pace: fare da paciere. 
pacifero   agg.  (lett.) che porta pace; che è simbolo di pace: un ramo alzando / di pacifera oliva  (caro).
pacificabile   agg.  (non com.) che si può pacificare: una controversia difficilmente pacificabile. 
pacificamento   s.m.  (non com.) pacificazione.
pacificare   ant. paceficare, v. tr.  [io pacìfico, tu pacìfichi ecc.]    • 1 •   indurre qualcuno a far pace con altri; riconciliare: pacificare il padre col figlio    • 2 •   mettere in pace, ricondurre alla pace: pacificare il paese  | pacificarsi v. rifl.  fare pace, rappacificarsi: i contendenti si pacificarono  | v. rifl.    • 1 •   fare pace: si è pacificato con la famiglia    • 2 •   trovare pace, placarsi: la controversia si è pacificata. 
pacificativo   agg.  atto a pacificare; pacificatore | (ant.) calmante del dolore; sedativo.
pacificato   part. pass.  di pacificare   agg.  in pace; ricondotto alla pace: un paese finalmente pacificato. 
pacificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi pacifica: opera pacificatrice; il pacificatore di una nazione. 
pacificatorio   agg.  che ha l'intento di pacificare; pacificativo: intervento pacificatorio. 
pacificazione   s.f.  il pacificare, il pacificarsi, l'essere pacificato: fare opera di pacificazione. 
pacifico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che ama la pace, opera per la pace; che è contrario alla violenza o alla guerra: una nazione pacifica; un uomo pacifico  | che non comporta l'uso della violenza; che non è animato da intenzioni violente: manifestazione, protesta pacifica; mezzi pacifici    • 2 •   che è proprio di una situazione di pace, di tranquillità: coesistenza, convivenza pacifica; relazioni pacifiche; condurre una vita pacifica    • 3 •   (estens.) che ama il quieto vivere, la tranquillità: gente pacifica  | detto di animale, che non è aggressivo    • 4 •   (fig.) comunemente accettato, non soggetto a controversia: il riconoscimento di certi diritti oggi è pacifico | è pacifico che, è fuori discussione che  s.m.  [f. -a] persona pacifica § pacificamente avv. 
pacifismo   s.m.    • 1 •   movimento che esclude il ricorso alla guerra come mezzo per risolvere le controversie tra gli stati    • 2 •   (estens.) amore della pace.
pacifista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore, seguace del pacifismo  agg.  del pacifismo, da pacifista: teorie pacifiste. 
pacioccone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona grassa e paffuta, dall'indole gioviale, bonaria | anche come agg.  : un tipo dall'aspetto pacioccone. 
pacione   s.m.  [f. -a] (fam.) che è amante del quieto vivere, della tranquillità: essere un pacione  | anche come agg.  : un uomo pacione. 
pacioso   agg.  (fam.) tranquillo, pacifico § paciosamente avv. 
paciugo   s.m.  [pl. -ghi] (region.)    • 1 •   poltiglia appiccicosa: la neve disciolta ha formato un paciugo nelle strade    • 2 •   coppa di gelato con frutta sciroppata e panna montata.
paciulì   o pasciulì, s.m.  adattamento it. del fr. patchouli. 
pack   s.m. invar.  (geog.) distesa di lastre di ghiaccio staccatesi dalla banchisa polare e galleggianti sul mare.
package   s.m. invar.  (inform.) lo stesso che pacchetto. 
packaging   s.m. invar.  nel marketing, l'insieme degli elementi che confezionano un prodotto al fine di renderlo più attraente per il consumatore o di facilitarne il trasporto e l'utilizzazione.
packfong   o pacfong, s.m. invar.  nome comune di una serie di leghe bianche, dette anche ottoni al nichel, i cui componenti principali sono rame, nichel e zinco; hanno aspetto argenteo e caratteristiche simili all'argentana e all'alpacca; fra le più note, quella conosciuta come sheffield. 
paco   s.m.  (zool.) altro nome dell'alpaca. 
pacotiglia    ⇨ paccottiglia.
padanità   s.f.  l'essere padano, che è caratteristico della pianura padana o dei suoi abitanti.
padano   agg.  del po, della valle del po: delta padano; pianura padana. 
padda   s.m. invar.  piccolo uccello asiatico dai vivaci colori che vive nelle risaie provocando grave danno alla coltura (ord.  passeriformi).
paddock   s.m. invar.    • 1 •   recinto erboso all'interno di un ippodromo dove stazionano i cavalli prima della corsa    • 2 •   recinto dell'autodromo adibito alle riparazioni meccaniche.
padella   s.f.    • 1 •   recipiente di cucina tondo e basso, con lungo manico, usato soprattutto per friggere: una padella di ferro; cuocere il pesce in padella; cadere dalla padella nella brace, (fig.) passare da una situazione difficile a una ancora peggiore | padellata: mangiare una padella di funghi, di patate.  dim. padellina, padellino  (m.) accr. padellone  (m.) pegg. padellaccia    • 2 •   recipiente che serve per orinare e defecare a chi è costretto a letto    • 3 •   nel gergo dei cacciatori, tiro andato a vuoto: fare una padella    • 4 •   (region.) macchia d'unto su abiti o tessuti.
padellaio   s.m.  [f. -a] (non com.) chi fabbrica o vende padelle.
padellare   v. tr.  [io padèllo ecc.] (gastr.) ripassare in padella | v. intr.  [aus. avere] nel gergo dei cacciatori, sbagliare il colpo; fare una padella.
padellata   s.f.    • 1 •   quantità di cibo che si cuoce nella padella in una volta sola: una padellata di frittelle    • 2 •   colpo dato con una padella.
padellina   s.f.    • 1 •   dim.  di padella    • 2 •   piattello che si mette sotto i candelieri per farvi sgocciolare la cera    • 3 •   sputacchiera.
padiglione   s.m.    • 1 •   un tempo, tenda da campo di grandi dimensioni e riccamente ornata, destinata ad accogliere personaggi importanti durante campagne militari, spedizioni | (estens.) copertura di tessuto che fa da baldacchino a letti, troni, tabernacoli ecc. | in architettura: volta a padiglione, quella che si innalza su una base quadrata, rettangolare o poligonale ed è formata da tanti fusi quanti sono i lati della costruzione che la sostiene; tetto a padiglione, copertura che presenta un numero di falde uguale a quello dei lati dell'edificio. dim. padiglioncino    • 2 •   (estens.) edificio dalle strutture leggere, costruito, spec. un tempo, in giardini e parchi signorili per servire da riparo: padiglione di caccia  | oggi, costruzione che sorge all'interno di una zona recintata e che è spesso collegata ad altre così da costituire un più ampio complesso edilizio, stabile (ospedali ecc.) o provvisorio (fiere ecc.): il padiglione di chirurgia; il padiglione della nautica    • 3 •   nella carrozzeria degli autoveicoli, la parte superiore, che fa da copertura    • 4 •   padiglione auricolare, (anat.) parte esterna, a struttura cartilaginea, dell'orecchio dell'uomo e della maggior parte dei mammiferi    • 5 •   (mar.) il complesso delle sartie e degli stralli degli alberi dei velieri ' padiglione radiotelegrafico, sulle navi, l'insieme dei fili orizzontali e verticali che formano l'antenna per le trasmissioni e ricezioni radio    • 6 •   (mus.) parte dilatata di uno strumento | negli strumenti a fiato, lo stesso che campana | padiglione cinese, strumento idiofono a scuotimento composto da un lungo bastone decorato con vari pendenti metallici (tra cui una mezzaluna).
padiscià   s.m.  (st.) titolo di sovrani orientali; anche, denominazione dei sultani dell'impero ottomano.
pado   s.m.  albero spontaneo dal legno color giallo rossiccio, con fiori odorosi in racemi; la sua corteccia ha proprietà astringenti (fam.  rosacee).
padovana   (1) o padoana, paduana, s.f.  (mus.) pavana.
padovana   (2) s.f.    • 1 •   medaglia moderna che ne riproduce una antica    • 2 •   (estens.) medaglia falsa.
padovanella   s.f.  calessino monoposto a due ruote.
padovano   agg.  di padova | gallina padovana, gallina dal caratteristico ciuffo di piume bianche sul capo  s.m.  [f. -a] chi è nativo o abitante di padova.
padre   ant. patre, s.m.    • 1 •   uomo che ha generato dei figli, considerato rispetto ai figli stessi: essere, diventare padre; il padre di due figli; orfano di padre; rendere padre, detto di una donna, dare un figlio a un uomo; parente per parte di padre, in linea paterna; di padre in figlio, di generazione in generazione; fare da padre a qualcuno, educarlo, aiutarlo a crescere con amore paterno | padre adottivo, l'uomo che ha adottato un figlio ' padre putativo, chi è ritenuto padre di qualcuno, senza in realtà esserlo ' padre di famiglia, il padre, in quanto responsabile dell'andamento e del mantenimento della famiglia | usato come vocativo è di uso antiq. o lett. e viene sostituito nel linguaggio corrente da papà  e babbo : «padre mio, ché non m'aiuti?»  (dante inf.  xxxiii, 69)    • 2 •   (estens. non com.) animale maschio che ha generato dei piccoli    • 3 •   (fig.) uomo che svolge una funzione di guida nei confronti di qualcuno, influendo su di lui con sollecitudine paterna: padre spirituale, sacerdote che guida qualcuno nella sua vita spirituale ' padre della patria, appellativo che si dava un tempo a chi aveva salvato la patria in pericolo ' padri della chiesa, gli scrittori cristiani dei primi secoli, in possesso di particolari requisiti di ortodossia e santità di vita, riconosciuti dalla chiesa come testimoni della tradizione divina ' padri apostolici, gruppo di scrittori cristiani del sec. ii che erano ritenuti discepoli degli apostoli    • 4 •   (teol.) dio, in quanto ha creato l'uomo e l'assiste con il suo amore e la sua provvidenza; in partic., nel cristianesimo, la prima persona della trinità: il padre eterno, celeste    • 5 •   (estens.) capostipite, progenitore, antenato: adamo è il padre del genere umano; far ritorno nella terra dei padri    • 6 •   (fig.) chi ha dato grande impulso a qualcosa, ha aperto la via al suo sviluppo; fondatore, iniziatore: dante è il padre della poesia italiana; fermi è considerato il padre della bomba atomica  | causa prima, origine (si usa in riferimento a nomi maschili astratti): l'ozio è padre dei vizi    • 7 •   titolo di rispetto che si dà ai religiosi, spec. ai frati: padre cristoforo, personaggio dei «promessi sposi» di a. manzoni | il santo padre, il papa | i padri conciliari, vescovi e arcivescovi che prendono parte a un concilio    • 8 •   nell'antica roma, appellativo di patrizi e senatori | usato anche come agg. invar.  : dio padre, nella teologia cristiana, la prima persona della trinità ' ragazzo padre, (fam. scherz.) uomo che vive solo con un figlio in tenera età.
padreggiare   v. intr.  [io padréggio ecc. ; aus. avere] (rar.) somigliare al padre per qualità fisiche e morali; patrizzare.
padrenostro   padre nostro  ⇨ paternostro.
padreterno   s.m.    • 1 •   dio padre    • 2 •   [pl. padreterni] (fam.) persona di grande importanza e influenza, o che si ritiene tale: atteggiarsi a padreterno. 
padrigno    ⇨ patrigno.
padrino   ant. patrino, s.m.    • 1 •   (relig.) l'uomo che presenta al battesimo o alla cresima il battezzando o il cresimando    • 2 •   chi fa da testimonio in un duello assistendo uno dei due duellanti    • 3 •   (gerg.) capo di una cosca mafiosa | (estens.) personaggio influente che non ufficialmente ma di fatto esercita il controllo di un settore importante della società, ricorrendo a mezzi di pressione non sempre leciti: i padrini della finanza, della politica. 
padronale   agg.  del padrone: casa, giardino padronale  | organizzazione padronale, dei datori di lavoro § padronalmente avv.  da padrone.
padronanza   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere padrone; autorità di padrone ' aria di padronanza, atteggiamento, arroganza da padrone    • 2 •   capacità di controllare, di tenere a freno; dominio, sicurezza: perdere la padronanza di sé '  conoscenza profonda; grande competenza: avere padronanza di una lingua straniera; trattare un argomento con padronanza. 
padronato   s.m.    • 1 •   (non com.) l'essere padrone, diritto di padrone    • 2 •   il ceto, la categoria dei padroni, dei datori di lavoro    • 3 •   (tosc.) proprietà rurale di un solo padrone    • 4 •   (ant.) patronato.
padroncino   s.m.    • 1 •   giovane padrone; figlio del padrone    • 2 •   piccolo imprenditore | autotrasportatore o taxista proprietario di un unico veicolo da lui stesso guidato.
padrone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi ha la proprietà di qualcosa: essere padrone di una casa, di un terreno, di un'automobile, di un cane | padrone di casa, l'ospite rispetto agli invitati: salutare, ringraziare i padroni di casa; chi comanda in famiglia (anche iron.): i padroni di casa sono i figli; il locatore di un appartamento rispetto all'inquilino ' prov.  : l'occhio del padrone ingrassa il cavallo, la cura diretta dei propri beni li fa prosperare; legare l'asino dove vuole il padrone, obbedire senza discutere a chi comanda    • 2 •   proprietario di un'impresa artigianale che ha qualcuno alle proprie dipendenze; anche, chi detiene la proprietà di un'azienda, di un'industria, di una fabbrica (in questo caso è usato per lo più con intenzione polemica): padrone di bottega; lavorare sotto padrone; cambiare padrone; l'arroganza dei padroni; il padrone ha respinto le richieste degli operai  | essere, andare a padrone, al servizio di qualcuno ' cercare padrone, cercare lavoro ' non aver padroni, non dipendere da nessuno (anche fig.) ' prov.  : non si può servire due padroni, motto di origine evangelica secondo cui non si possono seguire contemporaneamente due interessi, due ideali contrastanti    • 3 •   chi esercita un dominio assoluto, chi può agire e disporre a proprio arbitrio: i ribelli rimasero padroni della città; crede di essere il padrone del mondo | farla da padrone, spadroneggiare, voler imporre la propria volontà    • 4 •   (fig.) chi ha padronanza, controllo, piena conoscenza di qualcosa: essere padrone di sé, dei propri nervi, della situazione, di un argomento    • 5 •   chi è libero di decidere: sei padrone di andartene  | anche ellit.: vuoi farti del male? padrone!    • 6 •   (ant.) patrono, protettore: i' fui de la città che nel batista / mutò 'l primo padrone  (dante inf.  xiii, 143-144)    • 7 •   (mar.) comandante di imbarcazioni mercantili, a vela o a propulsione meccanica, di medio o piccolo cabotaggio | padrone del vapore, (fig.) chi detiene il potere assoluto di un'organizzazione ed è in grado di condizionare poteri pubblici    • 8 •   nel gioco della passatella, chi assegna le bevute, che devono poi essere approvate dal sottopadrone | usato anche come agg. , che fa da padrone, si comporta come un padrone: serva padrona, domestica che spadroneggia in casa; padre padrone, padre eccessivamente autoritario.
padroneggiare   v. tr.  [io padronéggio ecc.]    • 1 •   (non com.) comandare con autorità di padrone    • 2 •   dominare, controllare; conoscere appieno: padroneggiare i propri istinti; padroneggiare una tecnica, una materia  | padroneggiarsi v. rifl.  dominarsi, controllarsi: non riuscire a padroneggiarsi. 
padronesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) di, da padrone: imposizioni padronesche  § padronescamente avv.  (non com.) con maniere da padrone.
padronissimo   s.m.  [f. -a] chi è completamente libero di decidere in merito a qualcosa: sei padronissima di non crederci  | anche ellit.: vuoi lasciarla? padronissimo!. 
paduana    ⇨ padovana 1.
padule   s.m.  e f.  (ant. , tosc.) palude.
paella   s.f. invar.  (gastr.) piatto tipico spagnolo consistente in un risotto con verdure, carne, frutti di mare e aromi vari.
paesaggio   s.m.    • 1 •   aspetto di un luogo, di un territorio quale appare quando lo si abbraccia con lo sguardo: un paesaggio ridente, pittoresco, brullo, animato; ammirare il paesaggio; godere le bellezze del paesaggio    • 2 •   (geog.) particolare conformazione di un territorio che risulta dall'insieme degli aspetti fisici, biologici e antropici: paesaggio marino, montano, desertico, glaciale, urbano  | tutela del paesaggio, (dir.) il principio giuridico e l'insieme delle norme a difesa dell'ambiente naturale e dei beni culturali, storici, artistici che vi sono inseriti    • 3 •   pittura, fotografia che ha per soggetto un paesaggio; anche, il genere artistico costituito da tali opere: un paesaggio di cézanne; il paesaggio nella pittura fiorentina, veneta, fiamminga. 
paesaggismo   s.m.  il genere della pittura di paesaggi; lo stile particolare di un pittore di paesaggi: il paesaggismo tedesco dell'ottocento; il paesaggismo di segantini  | (estens.) in letteratura, la descrizione, l'evocazione di paesaggi.
paesaggista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pittore o fotografo di paesaggi; paesista | (estens.) scrittore che rappresenta, evoca paesaggi: fogazzaro è un buon paesaggista  | anche come agg.  in luogo di paesaggistico. 
paesaggistica   s.f.    • 1 •   l'arte e la tecnica pittorica o fotografica della rappresentazione o ripresa di paesaggi    • 2 •   insieme di opere paesaggistiche.
paesaggistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne il paesaggio: bellezze paesaggistiche    • 2 •   che concerne la pittura o la fotografia di paesaggi § paesaggisticamente avv.  dal punto di vista del paesaggio.
paesanismo   s.m.  l'essere paesano; gusto paesano.
paesano   agg.  di paese, proprio di un paese: gente, cucina paesana | alla paesana, secondo il costume di paese; con semplicità, alla buona  s.m.  [f. -a]    • 1 •   abitante di paese (talora con sfumatura spreg.)    • 2 •   (region.) compaesano § paesanamente avv.  in modo paesano, alla paesana.
paese   s.m.    • 1 •   territorio piuttosto esteso che si presenta omogeneo sotto un determinato aspetto: paese montuoso, boscoso, pianeggiante; un paese popoloso, disabitato; paesi settentrionali, mediterranei; paesi caldi, freddi    • 2 •   in partic., il territorio di uno stato, considerato in relazione alle sue caratteristiche geografiche, ai suoi abitanti, alle istituzioni che lo governano; per estens., nazione, patria: l'italia è uno dei paesi più belli del mondo; l'inghilterra ha una grande tradizione di paese liberale; i paesi scandinavi, del terzo mondo; amare il proprio paese; il bel paese, per antonomasia, l'italia; paesi bassi, oggi, denominazione propria dell'olanda (un tempo, il territorio che attualmente corrisponde all'olanda e al belgio) | nell'uso giornalistico: paese legale, quello che si esprime attraverso la rappresentanza parlamentare e le istituzioni che ne derivano; paese reale, quello che esprime la volontà e i bisogni diretti dei cittadini, considerato nel possibile contrasto con le istituzioni rappresentative    • 3 •   piccolo centro abitato; la popolazione che vi vive (in contrapposizione a città): paese di mare, di montagna; il paese natio; gente, usanze di paese  | paese di cuccagna, luogo mitico dove si vive nell'abbondanza senza dover lavorare | mandare qualcuno, qualcosa a quel paese, (fig.) mandare al diavolo; anche, spazientirsi con qualcuno o per qualcosa abbandonandone la cura ' prov.  : paese che vai, usanza che trovi, ogni luogo ha i suoi usi e bisogna adattarvisi. dim. paesello, paesetto, paesino, paesuccio  accr. paesone, paesotto  pegg. paesaccio, paesucolo. 
paesista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] paesaggista.
paesistico   agg.  [pl. m. -ci] paesaggistico § paesisticamente avv.  per ciò che riguarda il paesaggio.
paf   o paffete [pàf-fe-te], inter.  che imita il suono di uno schiaffo, o di un colpo dato con mano aperta, o di cosa piatta che cade per terra.
paffutezza   s.f.  l'essere paffuto.
paffuto   agg.  grassoccio e sodo: guance paffute; un bambino paffuto.  dim. paffutello. 
paga   (1) s.f.    • 1 •   retribuzione con cui si compensa l'esecuzione di un lavoro, e in partic. quella riscossa periodicamente per un lavoro di tipo continuativo; stipendio, salario: paga quindicinale, mensile; la paga di un operaio; prendere una buona paga; giorno di paga, quello in cui si riscuote    • 2 •   (fig.) riconoscenza, ringraziamento: l'ho aiutato, e per paga m'insulta  | come agg. invar.  : libro paga; busta paga | ufficio paga, quello che calcola e consegna le paghe.
paga   (2) s.m.  e f.  [pl. m. invar. , f. -ghe] (non com.) chi paga abitualmente; pagatore: essere il paga | essere una mala paga, si dice di chi di solito non paga o paga poco e male.
pagabile   agg.  che si può o si deve pagare: un acquisto pagabile a rate; titolo bancario non pagabile; (banconota) pagabile a vista al portatore, alla presentazione.
pagaia   s.f.  remo a pala larga che si manovra liberamente senza appoggio allo scalmo | corto remo a due pale che si impugna al centro e s'immerge alternamente a destra e a sinistra dello scafo.
pagaiare   v. intr.  [io pagàio ecc. ; aus. avere] remare con la pagaia.
pagamento   s.m.    • 1 •   il pagare, l'essere pagato: effettuare, riscuotere un pagamento; ricevuta di pagamento    • 2 •   somma pagata o da pagare: inviare un pagamento    • 3 •   (fig. non com.) ricompensa.
paganeggiante   part. pres.  di paganeggiare   agg.  nel sign. del verbo | che ha una visione immanentistica della vita, ispirata o simile a quella del paganesimo classico: un secolo, una cultura paganeggiante. 
paganeggiare   v. intr.  [io paganéggio ecc. ; aus. avere] vivere, pensare paganamente; atteggiarsi a pagano.
paganello   s.m.  (zool.) varietà di ghiozzo comune nei mari costieri italiani.
paganesimo   ant. paganesmo, paganismo, s.m.    • 1 •   l'insieme dei culti politeistici dell'antichità greco-romana, considerati in contrapposizione al giudaismo e al cristianesimo; per estens., qualsiasi religione politeistica    • 2 •   (estens.) concezione immanentistica della vita ispirata o simile a quella dell'antichità classica.
pagania   s.f.    • 1 •   nel linguaggio dei poemi cavallereschi, i paesi abitati dagli infedeli    • 2 •   (lett.) paganesimo.
paganico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) pagano.
paganismo    ⇨ paganesimo.
paganità   s.f.  insieme delle dottrine, dei culti pagani, o delle popolazioni, dei territori pagani.
paganizzare   v. tr.  (non com.) rendere pagano | v. intr.  [aus. avere] (rar.) paganeggiare | paganizzarsi v. rifl.  o intr. pron.  divenire pagano.
pagano   agg.    • 1 •   che si riferisce al paganesimo, che professa il paganesimo; non cristiano    • 2 •   (estens.) che si riferisce o è espressione di una concezione immanentistica della vita, ispirata o simile a quella del mondo classico: spirito pagano  s. m.  [f. -a]    • 1 •   seguace del paganesimo    • 2 •   (estens.) chi professa una concezione pagana della vita § paganamente avv.  da pagano.
pagante   part. pres.  di pagare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi paga: spettatori paganti  | socio pagante, che paga la quota sociale, a differenza di quello onorario.
pagare   v. tr.  [io pago, tu paghi ecc.]    • 1 •   corrispondere una somma di denaro per beni acquistati, servizi ricevuti, obbligazioni contratte e sim.: pagare il pane, la sarta, una cambiale; pagare la bolletta del telefono, il conto dell'albergo; pagare in contanti, a rate; pagare in natura, con prodotti naturali e non con denaro; pagare una sciocchezza, una miseria, molto poco; pagare caro, salato, un occhio, molto | quanto pagherei per..., (fig.) modo per esprimere un desiderio che non sembra realizzabile: quanto pagherei per poter partire!  | pagare di  (con) egual moneta, (fig.) rendere a qualcuno il contraccambio, spec. di un'offesa, di un torto ricevuti    • 2 •   offrire qualcosa a qualcuno assumendone la spesa: pagare un caffè, una bibita; pagare da bere    • 3 •   (fig.) rendere il contraccambio; ricompensare, ripagare: nulla paga il pianto del bambino / a cui fugge il pallone tra le case  (montale) | prov.  : amor con amor si paga    • 4 •   (fig.) scontare, espiare: pagare il fio; pagar caro uno sbaglio; pagare di persona, personalmente; pagare col sangue, con la vita; farla pagare a qualcuno, vendicarsi ' prov.  : chi rompe paga, chi fa un danno deve porvi rimedio    • 5 •   (assol.) portare utilità, vantaggio: il delitto non paga. 
pagatore   agg.  e s.m.  [f. -trice, rar. -tóra] che, chi paga | ufficiale pagatore, (mil.) quello incaricato dei pagamenti al personale.
pagella   s.f.    • 1 •   documento scolastico su cui si trascrivono le valutazioni riportate nelle diverse materie da un alunno alla fine di un trimestre o di un quadrimestre, agli scrutini e agli esami    • 2 •   l'insieme delle valutazioni stesse: avere una buona, una cattiva pagella  | (estens.) valutazione complessiva e analitica del rendimento di uno sportivo, di una nuova automobile e sim.: i giornalisti sportivi compilano le pagelle dei calciatori. 
pagello   s.m.  pesce di mare commestibile dal corpo appiattito di colore argenteo-rossastro, comune nel mediterraneo (ord.  perciformi).
paggeria   s.f.  (ant.) l'insieme dei paggi di una corte.
paggio   s.m.    • 1 •   giovinetto nobile che serviva nelle corti e poteva essere avviato alla vita cavalleresca ' acconciatura alla paggio, tipo di acconciatura dei capelli a caschetto    • 2 •   bambino che sorregge lo strascico dell'abito di una sposa. dim. paggetto. 
pagherò   s.m.  titolo di credito mediante il quale l'emittente promette al prenditore il pagamento di una somma alla scadenza indicata; vaglia cambiario, cambiale.
pagina   s.f.    • 1 •   ciascuna delle due facce di ognuno dei fogli che costituiscono un libro, un giornale, un quaderno e sim.; per estens., il foglio stesso che contiene le due facce: un volume di cinquecento pagine; l'indice dell'opera è a pagina 210; strappare una pagina  | in un giornale: prima pagina, quella iniziale in cui vengono pubblicate le notizie più importanti del giorno; terza pagina, in cui tradizionalmente vengono pubblicati articoli di argomento culturale; pagina economica, sportiva, di cronaca locale | pagine gialle ®, nome registrato dell'elenco telefonico pubblicato dalla seat che raggruppa professionisti e operatori economici distinti per categorie. accr. paginona, paginone  (m.)    • 2 •   (estens.) ciò che è scritto in una pagina: leggere le prime pagine di un romanzo  | nel linguaggio della critica letteraria, scrittura, stile: la pagina dannunziana è ricca di preziosismi verbali    • 3 •   (fig.) brano, passo di un testo: le pagine migliori di un autore    • 4 •   (fig.) episodio importante, fatto memorabile: una pagina gloriosa della nostra storia    • 5 •   (bot.) ciascuno dei due lati di una foglia    • 6 •   (inform.) porzione di programma di dimensione prefissata che può essere trasferita dalla memoria principale a memorie secondarie o viceversa | pagina web, (inform.) documento scritto in linguaggio html raggiungibile mediante browser a un indirizzo internet.
paginatura   s.f.  la numerazione delle pagine di un libro.
paginazione   s.f.    • 1 •   paginatura | suddivisione di un testo in pagine    • 2 •   (non com.) impaginazione.
paginone   s.m.  nei quotidiani, pagina in cui sono pubblicati articoli che si riferiscono a un unico argomento.
paglia   s.f.    • 1 •   l'insieme degli steli disseccati dei cereali già mietuti e battuti: balla, pupazzo, cappello di paglia; dar la paglia agli animali; imballare oggetti con la paglia; dormire sulla paglia; accendere il fuoco con la paglia; sedia di paglia, col sedile impagliato | in relazione al fatto che la paglia brucia con grande facilità e rapidamente, dà luogo ad alcune loc. fig.: fuoco di paglia, entusiasmo, passione violenta ma di breve durata; avere la coda di paglia, sentendosi in colpa o in difetto, temere continuamente l'allusività delle parole altrui; metter la paglia accanto al fuoco, esporre a tentazione chi è predisposto a cadervi | uomo di paglia, prestanome, fantoccio | tagliatelle paglia e fieno, (gastr.) mescolanza di tagliatelle gialle e verdi. dim. paglina, paglietta, pagliuzza  accr. pagliona, paglione  (m.) pegg. pagliaccia    • 2 •   (non com.) stelo singolo di paglia: essere leggero come una paglia    • 3 •   oggetto prodotto con paglia (spec. cappello, borsa, pantofole): le paglie di firenze    • 4 •   paglia di ferro, matassina di trucioli metallici usata per pulire o lucidare; è detta com. paglietta    • 5 •   (gerg.) sigaretta | come agg. invar.  di colore giallo simile a quello della paglia: biondo paglia. 
pagliaccesco   agg.  [pl. m. -schi] da pagliaccio; buffonesco § pagliaccescamente avv.  da buffone.
pagliaccetto   s.m.    • 1 •   dim.  di pagliaccio    • 2 •   indumento intimo femminile con mutandine e corpetto uniti, decorato per lo più con volant, nastrini ecc. | indumento analogo per bambini piccoli.
pagliacciata   s.f.    • 1 •   (rar.) numero comico in cui si esibisce un pagliaccio    • 2 •   (fig.) azione, comportamento da pagliaccio; buffonata: fare una pagliacciata. 
pagliaccio   s.m.  [f. -a, nei sign.    • 1 •   e 2]    • 1 •   il personaggio del buffone che si esibisce nei circhi; clown. dim. pagliaccetto  accr. pagliaccione    • 2 •   (estens.) persona che si comporta in modo buffonesco | (fig.) chi manca di serietà, di responsabilità, di coerenza: fare il pagliaccio; essere un pagliaccio    • 3 •   (ant.) pagliericcio.
pagliaio   region. pagliaro, s.m.    • 1 •   grande cumulo di paglia o fieno sorretto da un palo centrale, per lo più di forma conica ' cercare un ago in un pagliaio, (fig.) tentare una ricerca difficilissima o addirittura impossibile    • 2 •   edificio rustico dove si tiene la paglia | cane da pagliaio, bastardo, non di razza o di particolare pregio.
pagliaresco   agg.  [pl. m. -schi] (ant. , lett.) di paglia, fatto con paglia o anche con frasche, cannicci: pagliaresche e affumicate capanne  (tesauro).
pagliaro    ⇨ pagliaio.
pagliarolo   s.m.  piccolo uccello dal piumaggio giallastro a strisce nere, che vive nella vegetazione palustre (ord.  passeriformi).
pagliata   (1) s.f.  misto di paglia e altre erbe seccate e tritate come alimento per il bestiame.
pagliata   (2) s.f.  la parte superiore dell'intestino di vitello da latte, cotta al tegame con cipolla, sedano, prezzemolo, vino e pomodoro; è una specialità della cucina romana: rigatoni con la pagliata. 
pagliato   agg.  di color paglia; paglierino.
pagliccio   s.m.  (ant. , region.) strato di paglia trita.
pagliericcio   s.m.    • 1 •   saccone pieno di paglia o foglie secche usato come materasso    • 2 •   (estens.) struttura formata da un telaio di legno, molle d'acciaio e un'imbottitura di materiali per lo più vegetali, atta a sostenere il materasso.
paglierino   agg.  di colore giallo chiaro, simile a quello della paglia.
paglietta   s.f.    • 1 •   dim.  di paglia    • 2 •   cappello di paglia da uomo, con cupola piatta e tesa rigida    • 3 •   (merid.) avvocato cavilloso ma di poca dottrina (così detto per l'uso, un tempo comune tra gli avvocati meridionali, di portare cappelli di paglia neri)    • 4 •   gomitolo o matassina di lunghi trucioli metallici, usato per pulire o lucidare utensili di cucina, pavimenti ecc.    • 5 •   negli impianti elettrici, lamina metallica sulla quale vengono connessi, con una saldatura, due o più fili.
pagliettato   agg.  (lett.) che presenta bagliori, riflessi dorati.
paglietto   s.m.  (mar.) stuoia grossolana, confezionata con cordame, che si utilizza per la sua robustezza come tappeto, parabordo, turafalle ecc.
paglino   s.m.  il piano di paglia della seggiola impagliata  agg.  paglierino.
pagliolaia   s.f.  giogaia dei ruminanti.
pagliolato   s.m.  (mar.) insieme di tavole, o anche di elementi metallici, che coprono il fondo della barca o costituiscono la pavimentazione dei locali più bassi della nave.
pagliolo   lett. pagliuolo, s.m.  (mar.) ciascuna delle tavole, o degli elementi metallici, che costituiscono il pagliolato di una imbarcazione; il pagliolato stesso.
paglione   s.m.    • 1 •   accr.  di paglia    • 2 •   (region.) pagliericcio | bruciare il paglione, (fig.) mancare a un impegno, a un appuntamento.
pagliuca   s.f.  (tosc.) pagliuzza, festuca.
pagliuolo    ⇨ pagliolo.
pagliuzza   s.f.    • 1 •   dim.  di paglia  | in partic., piccolo fuscello di paglia    • 2 •   piccolissima parte d'oro o d'altro metallo lucente incorporato in una massa compatta di minerale o di terra.
pagnotta   s.f.    • 1 •   forma di pane grande e tondeggiante. dim. pagnottella, pagnottina  accr. pagnottona, pagnottone  (m.)    • 2 •   (fig. fam.) quanto è indispensabile a vivere, a sostentarsi: lavorare per la pagnotta. 
pagnottella   s.f.    • 1 •   dim.  di pagnotta    • 2 •   (region.) panino imbottito.
pago   (1) agg.  [pl. m. -ghi] appagato, soddisfatto: essere, ritenersi pago di qualcosa. 
pago   (2) s.m.  [pl. -ghi] (ant. , lett.) pagamento, compenso; ricompensa, premio.
pago   (3) s.m.  [pl. -gi]    • 1 •   (st.) distretto rurale del territorio di roma antica    • 2 •   (ant.) villaggio, borgo rurale.
pagoda   s.f. , ant. pagode e pagodo s.m. , edificio sacro buddista a forma di torre piramidale: pagoda indiana, cinese, giapponese | tetto a pagoda, molto sporgente e concavo verso l'alto.
pagodico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) che ha forma di pagoda.
pagodo    ⇨ pagoda.
pagonazzo    ⇨ paonazzo.
pagone    ⇨ pavone.
pagro   s.m.  pesce marino dal dorso convesso di colore roseo con riflessi argentei; ha carni pregiate (ord.  perciformi).
paguro   s.m.  crostaceo marino con addome molle, che l'animale introduce in conchiglie vuote di molluschi gasteropodi per proteggerlo; è detto anche bernardo l'eremita  (ord.  decapodi).
paillard   s.f. invar.  (gastr.) sottile fetta di vitello ai ferri.
paillette   s.f. invar.  lustrino.
pain carré   loc. sost. m. invar.  pane in cassetta; pancarré.
paino   s.m.  (region.) giovane che ostenta un'eleganza ricercata ma di cattivo gusto; zerbinotto, bellimbusto.
paio   s.m.  [pl. f. paia]    • 1 •   due cose della stessa specie che si considerano insieme in quanto complementari fra loro, o costituenti una unità funzionale; riferito a persone o ad animali, si dice di due elementi che si considerano insieme ma non costituiscono un'unità funzionale, non formano una coppia: un paio di scarpe, di guanti; furono ascoltati un paio di testimoni; un paio di magnifici cavalli | essere un altro paio di maniche, (fig.) essere una cosa del tutto diversa ' fare il paio, si dice di due persone o cose che si assomigliano, che sono dello stesso tipo    • 2 •   oggetto formato da due parti non scindibili: un paio di forbici, di calzoni, di occhiali    • 3 •   numero limitato non precisabile: l'ho visto un paio di volte; il paese dista ancora un paio di chilometri; ci vorranno un paio di giorni. 
paiolata   s.f.  quantità di cibo che può essere contenuta in un paiolo: una paiolata di fagioli. 
paiolo   lett. paiuolo, s.m.    • 1 •   recipiente da cucina di rame o d'alluminio, rotondo e profondo, dotato di un manico arcuato e mobile per mezzo del quale si appende a una catena al centro del camino: la polenta si cuoce nel paiolo.  dim. paioletto, paiolino  accr. paiolone  pegg. paiolaccio    • 2 •   paiolata.
paisà   s.m.  (dial.) paesano, compaesano; durante l'occupazione dell'italia meridionale da parte degli alleati, nel corso della seconda guerra mondiale, fu l'appellativo di solito usato dai soldati italo-americani per rivolgersi ai civili italiani.
paiuolo    ⇨ paiolo.
pai-xiao  pai-xiao s.m. invar.  (mus.) flauto multiplo privo di fessure, a imboccatura terminale, con due gruppi di canne disposte simmetricamente a gradazione su un supporto di legno.
pakistano    ⇨ pachistano.
pala   (1) s.f.    • 1 •   attrezzo di varia forma, per lo più costituito da una larga lama d'acciaio fissata a un lungo manico di legno che serve a caricare, ammucchiare, rimuovere terra o altri materiali incoerenti: scavare una fossa con la pala  | pala da fornaio, quella, talvolta tutta di legno, usata per infornare e sfornare il pane | pala da granaglia, da mugnaio, quella a forma di grosso cucchiaio di legno usata per rimuovere granaglie, farina ecc. | con la pala, (fig.) a palate, in gran quantità: spendere denaro con la pala.  dim. paletta    • 2 •   (tecn.) ciascuno degli elementi appiattiti che costituiscono la parte operativa di un'elica aerea o navale, della girante di una pompa rotativa, di una turbina ecc.: le pale di un mulino, di un ventilatore, di un elicottero    • 3 •   parte terminale, piatta e allargata, del remo o del timone, che viene immersa nell'acqua    • 4 •   (merid.) ramo piatto del ficodindia    • 5 •   pala meccanica, macchina semovente, a ruote o cingolata, dotata di una benna mobile per la rimozione di terra o materiali incoerenti    • 6 •   pala d'altare, grande opera di soggetto sacro, consistente in una tavola dipinta, ma talora anche a bassorilievo in legno o in marmo, da collocarsi sopra la mensa dell'altare; ancona.
pala   (2) s.f.    • 1 •   montagna con parete di roccia ripidissima: pale di san martino    • 2 •   lungo prato molto inclinato che si spinge fin sotto una parete rocciosa.
palabotto   s.m.  (mar.) goletta a tre alberi.
paladinesco   agg.  [pl. m. -schi] (lett.) di, da paladino (anche iron.): atteggiamento paladinesco. 
paladino   s.m.    • 1 •   (st.) cavaliere di alta nobiltà e provato valore militare che viveva presso la corte carolingia costituendo una sorta di guardia nobile del re | nella letteratura cavalleresca, ciascuno dei dodici valorosi cavalieri scelti da carlo magno come suoi campioni    • 2 •   [f. -a] (fig.) difensore, propugnatore acceso di una causa: ergersi a paladino degli oppressi; i paladini della libertà. 
palafitta   s.f.    • 1 •   (etnol.) abitazione su piattaforma lignea che poggia su pali infissi nel terreno, per lo più coperto d'acqua o paludoso; fu in uso in età preistorica e lo è tuttora in alcune regioni del sud-est asiatico e dell'africa equatoriale    • 2 •   complesso di pali di legno, ferro o cemento armato che, infissi nel terreno, servono a costiparlo, rendendolo più atto a sostenere carichi | (estens.) costruzione su palafitta.
palafittare   v. tr.  (rar.) munire di palafitte.
palafitticolo   relativo alle palafitte: cultura palafitticola   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi abita in capanne costruite su palafitte.
palafreniere   o palafreniero, s.m.    • 1 •   chi era addetto al governo di un palafreno; staffiere, scudiero    • 2 •   (mil.) istruttore degli allievi cavallerizzi.
palafreno   s.m.  cavallo da viaggio e da parata dei cavalieri medievali.
palaghiaccio   s.m.  palazzo del ghiaccio.
palagio    ⇨ palazzo.
palaia   (1) s.f.  (region.) sogliola.
palaia   (2) s.f.  (non com.)    • 1 •   bosco ceduo a ceppaia utilizzato per ricavarne pali; palina    • 2 •   mucchio, deposito di pali.
palamedea   s.f.  grosso uccello dell'america meridionale con tronco tozzo, testa piccola, becco breve e un sottile corno eretto sulla sommità del capo (ord.  anseriformi).
palamento   s.m.  (mar.) l'insieme dei remi di cui è dotata un'imbarcazione | il complesso delle pale di un'elica.
palamidone   s.m.  (scherz.)    • 1 •   persona di alta statura, spilungone | persona sciocca, zotica    • 2 •   lungo cappotto o soprabito invernale con falde.
palamita   s.f.  pesce di mare commestibile simile al tonno (ord.  perciformi).
palamitara   s.f.  grande rete di sbarramento per la cattura di tonni e palamite.
palamite   o palamito, s.m.  attrezzo da pesca costituito da un lungo cavetto di canapa o di filo di nylon a cui sono annodati a distanza costante delle cordicelle munite di amo.
palanca   (1) s.f.    • 1 •   grossa trave, tavolone. dim. palanchetta, palanchino  (m.) accr. palancona    • 2 •   (estens.) opera difensiva costituita da una serie di grossi pali conficcati nel terreno e da un terrapieno di rinforzo    • 3 •   (mar.) ponticello mobile che si appoggia tra il bordo di un galleggiante e una banchina o tra due galleggianti.
palanca   (2) s.f.  antica moneta da un soldo ' le palanche, (fam. region.) i soldi, il denaro.
palancata   s.f. , o palancato s.m. , recinto, steccato di palanche.
palanchino   (1) s.m.  sorta di portantina per personaggi illustri in uso in alcuni paesi orientali.
palanchino   (2) s.m.    • 1 •   dim.  di palanca    • 1 •    • 2 •   barra d'acciaio con un'estremità piatta, usata come leva.
palanco    ⇨ paranco.
palancola   s.f.    • 1 •   grossa trave usata come rudimentale ponticello    • 2 •   (edil.) lastra d'acciaio laminata, profilata e terminante a punta, che, conficcata nel terreno e agganciata ad altre simili, permette di costruire paratie.
palandra   (1) s.f.  (antiq.) palandrana.
palandra   (2) s.f.  (mar.) grossa imbarcazione a vela a fondo piatto impiegata nella navigazione costiera, nei canali e nelle rade.
palandrana   s.f.    • 1 •   veste da casa per uomo ampia e lunga    • 2 •   (scherz.) qualsiasi abito lungo e largo.
palangaro   s.m.  palamite di grandi proporzioni impiegato nella pesca d'alto mare.
palare   (1) v. tr.  (rar.) rimestare con la pala: palare il grano. 
palare   (2) v. tr.  (agr.) armare, fornire di pali: palare le viti, un terreno. 
palasport   s.m. invar.  palazzo dello sport: il palasport di roma. 
palata   s.f.    • 1 •   quantità di materiale che una pala può contenere: una palata di neve | a palate, (fig.) in grande quantità, soprattutto nella loc. far soldi a palate    • 2 •   colpo dato con una pala    • 3 •   colpo di remo dato nell'acqua per spingere avanti un'imbarcazione.
palatale   agg.    • 1 •   (anat.) del palato; palatino    • 2 •   (ling.) si dice di suono articolato con il dorso della lingua appoggiato al palato duro: consonanti palatali  (p. e. / n / in bagno, / l / in maglio); vocali palatali, quelle anteriori (in it. / e, e, i /)  s.f.  (ling.) consonante o vocale palatale.
palatalizzare   o palatizzare, v. tr.  (ling.) sottoporre a palatalizzazione | palatalizzarsi v. rifl.  (ling.) divenire palatale.
palatalizzazione   o palatizzazione, s.f.  (ling.) processo mediante il quale un suono sposta il suo punto di articolazione verso il palato duro, divenendo così un suono palatale (p. e.  il suono velare / k / del lat. ce°ntum  / 'kentum / è passato nell'it. al suono palatale / ts / di cento  / 'tsento /).
palatinato   s.m.  (st.) territorio soggetto alla giurisdizione di un conte palatino: il palatinato del reno. 
palatino   (1) agg.    • 1 •   di un palazzo reale o imperiale: chiesa, cappella palatina | guardia palatina, milizia pontificia addetta alla guardia del palazzo apostolico    • 2 •   (st.) titolo appartenente ai principi elettori del sacro romano impero: l'elettore palatino  | conte palatino, titolo di alti dignitari franchi, poi dei principi del sacro romano impero    • 3 •   nel nome di società, accademie, istituzioni culturali, scientifiche e sim., indica che esse godevano di privilegi reali o imperiali: accademia palatina di napoli, fondata nel 1698 | scuola palatina, quella promossa da carlo magno per la rinascita della cultura classica (sec. ix).
palatino   (2) agg.  (anat.) del palato; palatale: ossa palatine; velo palatino, palato molle.
palatino   (3) agg.  del colle palatino in roma.
palatizzare   e deriv.   ⇨ palatalizzare e deriv. 
palato   (1) s.m.    • 1 •   (anat.) parete superiore della cavità orale costituita da una volta ossea rivestita di mucosa: palato duro, osseo, parte anteriore del palato; palato molle, parte posteriore del palato, velo palatino, velo pendulo    • 2 •   il senso del gusto: avere un buon palato, un palato fine; cibo che stuzzica il palato; un sapore che soddisfa il palato  | (fig. lett.) capacità di esprimere giudizi, valutazioni.
palato   (2) agg.  e s.m.  (arald.) si dice dello scudo coperto di sei pali alternati di smalto differente.
palatoalveolare   agg.  e s.f.  (ling.) si dice di suono con articolazione intermedia tra quella alveolare e quella palatale.
palatografia   s.f.  lo stesso che palatogramma. 
palatogramma   s.m.  [pl. -mi] in fonetica sperimentale, disegno o fotografia rappresentante la volta palatale e il modo in cui la lingua vi si appoggia per articolare un suono.
palatoplastica   s.f.  (med.) intervento chirurgico inteso a correggere malformazioni del palato.
palatoschisi   s.f.  (med.) malformazione congenita che consiste nell'incompleta saldatura della volta del palato sulla linea mediana.
palatura   s.f.  (agr.) operazione del piantare pali a sostegno di colture.
palazzaccio   s.m.    • 1 •   palazzo fatiscente o di aspetto sinistro    • 2 •   per antonomasia, il palazzo di giustizia di roma, costruito tra la fine del sec. xix e l'inizio del xx.
palazzina   s.f.  abitazione signorile non molto grande, per lo più con giardino; villetta.
palazzinaro   s.m.  (spreg.) costruttore edile arricchitosi con la speculazione edilizia.
palazzo   ant. o lett. palagio, s.m.    • 1 •   edificio di grandi proporzioni e di pregio architettonico, adibito soprattutto un tempo ad abitazione di re, principi o famiglie nobili, e oggi per lo più a sede di organi di governo, di uffici pubblici, di istituzioni culturali e sim.: palazzo reale, imperiale; palazzo madama, pitti, farnese.  dim. palazzetto  accr. palazzone, palazzotto  pegg. palazzaccio    • 2 •   (estens.) corte di un sovrano: congiura di palazzo, organizzata all'interno stesso della corte    • 3 •   (fig.) nell'uso giornalistico, simbolo del potere politico, considerato nei suoi aspetti negativi di estraneità e di prevaricazione rispetto alla volontà e alle esigenze dei cittadini    • 4 •   grande edificio destinato a una particolare funzione: palazzo di giustizia, dove hanno sede gli uffici giudiziari di una città palazzo dello sport, impianto per manifestazioni sportive al coperto; palazzo del ghiaccio, impianto coperto per gli sport del ghiaccio    • 5 •   casa di abitazione civile, grande, a più piani e con più appartamenti.
palazzotto   s.m.    • 1 •   accr.  di palazzo    • 2 •   palazzo di dimensioni ridotte, ma di aspetto pesante e severo: il palazzotto di don rodrigo sorgeva isolato  (manzoni p. s.  v).
palcato   agg.  (edil.) insieme di travi che formano la struttura portante di un palco, un solaio e sim.
palchettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi ha in proprietà o in abbonamento un palco a teatro.
palchetto   s.m.    • 1 •   dim.  di palco.  dim. palchettino  accr. palchettone    • 2 •   ripiano orizzontale di armadi, scaffali, librerie e sim. | palchetto di prora, (mar.) sorta di mensola che segue la curva interna della prora nella barca    • 3 •   nel gergo giornalistico, brano stampato su una o due colonne e circondato da una cornice; finestra.
palchettone   s.m.  (region.) soppalco.
palchista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] lo stesso che palchettista. 
palco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   piano di assi di legno connesse tra loro, o anche di ferro o in muratura, che copre del tutto o in parte un locale; solaio, soffitto, soppalco | ripiano di un armadio, di uno scaffale e sim. dim. palchetto, palcuccio  pegg. palcaccio    • 2 •   tavolato provvisorio per l'esecuzione di opere murarie o decorative | costruzione provvisoria rialzata da terra per servire da tribuna: l'oratore salì sul palco; il palco delle autorità  | in teatro, palcoscenico | nella caccia, ripiano rustico soprelevato e riparato su cui si appostano i cacciatori    • 3 •   ciascuno dei vani aperti nella parete perimetrale di una sala teatrale, dai quali si può assistere allo spettacolo: palco di primo, quarto ordine  | a palchi, a strati, in ordini sovrapposti    • 4 •   in arboricoltura, insieme dei rami che si dipartono dal tronco alla medesima altezza | (zool.) ciascuna delle ramificazioni delle corna dei cervidi    • 5 •   nelle antiche navi, insieme dei banchi dei rematori; negli armi da canottaggio, sedile scorrevole del vogatore    • 6 •   palco di salita, grande attrezzo ginnico da palestra con funi e pertiche per l'arrampicata.
palcoscenico   non com. palco scenico, s.m.  [pl. palcoscenici]    • 1 •   il palco su cui recitano gli attori    • 2 •   (fig.) il teatro, l'arte teatrale: amare il palcoscenico. 
paleantropo   o paleoantropo, s.m.  secondo una delle classificazioni antropologiche, ogni ominide fossile superiore del pleistocene medio; in altre classificazioni è detto uomo di neandertal.
paleartico   o paleoartico, agg.  [pl. m. -ci] in biogeografia, relativo alla regione corrispondente pressappoco al mondo antico, che comprende l'europa, con tutto il bacino del mediterraneo, l'arabia, la russia (anche asiatica) e la manciuria.
paleggiare   v. tr.  [io paléggio ecc.] (rar.) rimuovere, spargere con la pala.
paleggio   s.m.  operazione del paleggiare, del rimuovere con la pala.
palella   s.f.    • 1 •   elemento di legno sottile che si incastra in due pezzi contigui e ne consente l'unione mediante incollaggio    • 2 •   (mar.) ferro da calafataggio per premere la stoppa.
palemone   s.m.  (zool.) genere di crostacei marini e d'acqua dolce commestibili, conosciuti come gamberetti  (ord.  decapodi).
paleo-  paleo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica o dotta, formate modernamente dal gr. palaiós  'antico' (paleocristiano, paleolitico). [ ⇨ neo-].
paleo   (1) s.m.    • 1 •   (ant.) grossa trottola che si faceva girare a colpi di frusta    • 2 •   nell'hockey su ghiaccio, disco.
paleo   (2) s.m.  nome generico di varie piante delle graminacee; per estens., superficie erbosa costituita per lo più da tali erbe | paleo odoroso, pianta erbacea perenne fortemente aromatica, con foglie lanceolate e fiorellini giallastri raccolti in corte spighe apicali (fam.  graminacee).
paleoantropo    ⇨ paleantropo.
paleoantropologia   s.f.  disciplina che studia i resti degli ominidi al fine di ricostruire la filogenesi della specie umana.
paleoartico    ⇨ paleartico.
paleoavanguardia   s.f.  l'insieme dei movimenti artistici e culturali del primo novecento, che costituiscono la cosiddetta avanguardia storica.
paleobiogeografia   s.f.  ramo della paleontologia che studia la distribuzione geografica degli organismi delle antiche ere geologiche.
paleobiologia   s.f.  paleontologia | paleoecologia.
paleobotanica   s.f.  ramo della paleontologia che studia i reperti fossili vegetali.
paleobotanico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla paleobotanica  s.m.  [f. -a] studioso di paleobotanica.
paleocapitalismo   s.m.  stadio primitivo del capitalismo, corrispondente alla fase della prima rivoluzione industriale.
paleocapitalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   esponente del ceto imprenditoriale che diede luogo al paleocapitalismo    • 2 •   (spreg.) capitalista che ha concezioni ideologiche e imprenditoriali antiquate.
paleocapitalistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al paleocapitalismo o ai paleocapitalisti § paleocapitalisticamente avv. 
paleocene   s.m.  (geol.) prima epoca del paleogene.
paleoclimatologia   s.f.  disciplina che mira a ricostruire i climi caratteristici delle varie ere geologiche.
paleocristiano   agg.  che è proprio o appartiene ai primi secoli del cristianesimo, dalle origini al sec. vi: arte, letteratura paleocristiana. 
paleoecologia   s.f.  ramo della paleontologia che studia le condizioni ambientali in cui vissero specie animali e vegetali conosciute in forme fossili.
paleoecologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla paleoecologia.
paleoetnologia   e deriv.   ⇨ paletnologia e deriv. 
paleogene   s.m.  (geol.) primo periodo dell'era cenozoica (compreso tra 70 e 25 milioni ca di anni fa), caratterizzato da grande attività orogenetica e dalla straordinaria diffusione di nummuliti; nummulitico.
paleogeografia   s.f.  disciplina che mira a ricostruire l'aspetto geografico della terra in relazione a ogni periodo geologico.
paleogeografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla paleogeografia.
paleografia   s.f.  scienza che studia criticamente l'evoluzione delle scritture antiche in tutte le loro manifestazioni (anche epigrafiche e papirologiche), soprattutto al fine di interpretare, datare e localizzare i testi presi in esame: paleografia greca, latina | paleografia musicale, scienza che studia le scritture musicali e i sistemi di notazione antichi.
paleografico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la paleografia: studi paleografici  § paleograficamente avv.  dal punto di vista della paleografia.
paleografo   s.m.  [f. -a] studioso di paleografia.
paleoindustriale   agg.  che si riferisce all'epoca iniziale del processo di industrializzazione.
paleolitico   agg.  [pl. m. -ci] si dice del periodo più antico della preistoria (da    • 2 •   milioni a 8500 anni fa ca), caratterizzato dall'uso di pietre scheggiate per fabbricare armi e utensili; anche, di tutto ciò che appartiene a tale periodo: manufatto paleolitico  s. m.  era paleolitica.
paleomagnetismo   s.m.  studio delle variazioni del campo magnetico terrestre nelle diverse ere geologiche.
paleomarxismo   s.m.  concezione, interpretazione schematica e attardata del marxismo, come sistema dottrinale e come prassi politica.
paleontologia   s.f.  scienza che studia i resti fossili di organismi vegetali e animali ' paleontologia linguistica, settore della linguistica che, attraverso lo studio delle epigrafi, della toponomastica e di altri reperti linguistici, indaga civiltà e culture protostoriche.
paleontologico   agg.  [pl. m. -ci] proprio della paleontologia § paleontologicamente avv.  dal punto di vista della paleontologia.
paleontologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di paleontologia.
paleopallio   s.m.  (biol.) porzione laterale del pallio, con funzione olfattoria, tipica degli animali inferiori e ridotta nei mammiferi.
paleoslavo   s.m.  (ling.) lingua slava meridionale impiegata nel sec. ix dai santi cirillo e metodio per tradurre dal greco i testi sacri, e che divenne poi la lingua ufficiale della chiesa ortodossa.
paleotettonica   s.f.  (geol.) studio della tettonica di una certa regione in epoche precedenti all'attuale.
paleovulcanico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice di roccia effusiva risalente a un periodo precedente al terziario; si contrappone a neovulcanico. 
paleozoico   agg.  [pl. m. -ci] si dice della seconda delle cinque ere geologiche (che va da 600 a 225 milioni di anni fa), caratterizzata dalla comparsa delle prime tracce della vita; si dice anche di tutto ciò che appartiene a tale era: fauna, vegetazione paleozoica   s.m.  era paleozoica: il paleozoico inferiore, medio, superiore. 
paleozoologia   s.f.  ramo della paleontologia che studia i reperti fossili animali.
paleozoologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla paleozoologia.
paleria   s.f.  assortimento di pali; in partic., dotazione di pali e paletti di una tenda da campeggio, militare o sim.
palermitano   agg.  di palermo  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di palermo.
palesamento   s.m.  (non com.) il palesare, il palesarsi, l'essere palesato.
palesare   v. tr.  [io palé so ecc.] render manifesto; esternare, rivelare: palesare i propri pensieri; palesare un segreto  | palesarsi v. rifl.  o intr. pron.  divenir palese, manifestarsi; rivelarsi, farsi conoscere: le difficoltà si palesarono subito gravi; il nuovo venuto si palesò ben presto per quello che era. 
palese   agg.  che appare evidente, manifesto; che è noto, conosciuto da tutti: una contraddizione palese; far palese, palesare | in palese, (ant.) in modo palese, apertamente: di mostrarla in palese ardir non have  (petrarca canz.  cxliii, 14) § palesemente avv. 
palestinese   agg.  della palestina, regione storica del medio oriente, oggi divisa politicamente tra israele e giordania  s.m.  e f.  abitante, nativo della palestina.
palestra   s.f.    • 1 •   nella grecia antica, spiazzo all'aperto, annesso al ginnasio, dove i giovani si esercitavano nella lotta e nel pugilato | oggi, impianto sportivo al coperto costituito da un ampio locale fornito di attrezzi per far ginnastica; per estens., la ginnastica stessa fatta in palestra: andare, esercitarsi in palestra; fare mezz'ora di palestra    • 2 •   (fig.) esercizio intellettuale o morale: la scuola è una palestra di vita. 
palestrita   o palestrite, s.m.  [pl. -ti] (lett.) lottatore greco che si esercitava in palestra.
paletnologia   o paleoetnologia [pa-le-o-et-no-lo-gì-a], s.f.  scienza che studia le civiltà dei popoli preistorici.
paletnologico   o paleoetnologico [pa-le-o-et-no-lò-gi-co], agg.  [pl. m. -ci] di, relativo ai popoli preistorici; di, relativo alla paletnologia: reperto paletnologico; museo paletnologico. 
paletnologo   o paleoetnologo [pa-le-o-et-nò-lo-go], s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di paletnologia.
paletot   s.m. invar.  cappotto, paltò.
paletta   (1) s.f.    • 1 •   dim.  di pala    • 1 •   | in partic., piccola pala usata come attrezzo domestico: la paletta del focolare, della spazzatura  | piccola pala che usano i bambini per giocare sulla spiaggia. dim. palettina  accr. palettona    • 2 •   (mecc.) ciascuno degli elementi a forma di pala, ma di dimensioni ridotte, degli organi rotanti o fissi di turbine, compressori radiali ecc.: le palette del distributore    • 3 •   disco con lungo manico con cui il capostazione dà il segnale di partenza al treno o la polizia o altro personale autorizzato intima l'alt a un veicolo    • 4 •   (mus.) parte terminale del manico della chitarra; cavigliere.
paletta   (2) s.f.  adattamento it. dell'ingl. pallet. 
palettare   v. tr.  [io palétto ecc.] (non com.) munire di paletti: palettare un confine  | ruota palettata, fornita di palette.
palettata   s.f.    • 1 •   quantità di roba che si può prendere in una volta sola con una paletta: una palettata di cenere, di sabbia    • 2 •   colpo dato con una paletta.
palettatura   s.f.  (tecn.) insieme di tutte le pale o palette di un'elica, della girante o del distributore di una turbina ecc.
palettizzabile   o pallettizzabile, agg.  detto di imballaggio di merci che ha misure tali da poter essere caricato, con altri uguali, su pallet.
palettizzare   o pallettizzare, v. tr.  effettuare la palettizzazione delle merci.
palettizzazione   o pallettizzazione, s.f.  impilaggio su pallet di merci imballate.
paletto   s.m.    • 1 •   dim.  di palo  | in partic., piccolo palo metallico o di legno che si conficca nel terreno per fissarvi qualcosa; picchetto    • 2 •   sorta di chiavistello che, scorrendo in apposite guide, ferma il battente di porte o finestre.
pali-  pali-  ⇨ palin-.
palificare   v. tr.  [io palìfico, tu palìfichi ecc.] irrobustire, rinforzare con pali: palificare le fondamenta di una costruzione; palificare un argine   v. intr.  [aus. avere] piantare pali nel terreno; costruire palizzate.
palificata   s.f.  (rar.) palizzata | sbarramento di tronchi per imbrigliare un corso d'acqua e alzarne il livello.
palificazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il palificare, l'essere palificato; messa in opera di pali    • 2 •   (edil.) fondazione su pali    • 3 •   l'insieme dei pali che sostengono una linea aerea elettrica o telefonica.
paligrafia   s.f.  (med.) disturbo della scrittura consistente nella ripetizione di sillabe, parole o frasi.
palilalia   s.f.  (med.) disturbo del linguaggio consistente nella ripetizione di sillabe, parole o frasi.
palilogia   s.f.  (ret.) ripetizione, iterazione.
palimbaccheo   o palimbacchio [pa-lim-bac-chì-o], s.m.  nella metrica greca e latina, piede di cinque tempi, formato da due sillabe lunghe e una breve.
palimpsesto    ⇨ palinsesto.
palin-  palin- o pali-, primo elemento di parole composte deriv. dal greco o, più raramente, di formazione moderna, dal gr. pálin  'di nuovo, all'indietro, all'incontrario'; indica ripetizione, ritorno all'indietro e sim. (palilalia, palindromo).
palina   s.f.    • 1 •   asta colorata a strisce bianche e rosse usata nei rilevamenti topografici    • 2 •   nelle linee telefoniche ed elettriche aeree, asta verticale fissata ai fabbricati, che sostiene le traverse reggenti gli isolatori: sostegno a palina  ' (estens.) tronco superiore dei pali a traliccio delle linee elettriche ad alta tensione    • 3 •   (non com.) bosco ceduo destinato a fornire pali; palaia.
palinare   v. tr.  nel rilevamento topografico, evidenziare un punto sul terreno collocandovi una palina.
palindromico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) palindromo.
palindromo   agg.  e s.m.  si dice di parola, frase, verso che può essere letto indifferentemente da sinistra a destra o viceversa (p. e. ossesso  è un palindromo).
palingenesi   s.f.    • 1 •   secondo talune concezioni religiose e filosofiche, la rinascita dell'uomo dopo la morte (palingenesi individuale) o la ricostituzione del mondo dopo la sua distruzione (palingenesi cosmica)    • 2 •   (estens. lett.) rinnovamento profondo; rigenerazione, rinascita    • 3 •   (geol.) formazione di magmi secondari in seguito a fusione di rocce eruttive.
palingenetico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di palingenesi, che riguarda una palingenesi: le componenti palingenetiche della filosofia stoica  § palingeneticamente avv.  attraverso una palingenesi.
palinodia   s.f.  componimento poetico in cui si smentisce ciò che si è affermato in un componimento precedente | (estens.) scritto o discorso in cui si ritrattano idee già professate.
palinologia   s.f.  settore della botanica che studia i pollini e le spore e li classifica anche in relazione alla loro distribuzione geografica.
palinologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla palinologia.
palinologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di palinologia.
palinsesto   rar. palimpsesto, s.m.    • 1 •   antico codice manoscritto di pergamena su cui, raschiata la prima scrittura, è stato scritto un nuovo testo    • 2 •   (scherz.) vecchio scritto pieno di cancellature e correzioni    • 3 •   prospetto, quadro d'insieme delle trasmissioni radiotelevisive programmate da una certa rete per un dato periodo, con riferimento alle rispettive fasce orarie.
palinuro   s.m.  (zool.) genere di crostacei decapodi, cui appartiene l'aragosta, con antenne più lunghe del corpo; forniscono carni pregiate.
palio   s.m.  drappo o stendardo di tessuto dipinto o ricamato che, in manifestazioni tradizionali di alcune città italiane, viene dato in premio al vincitore di una gara; per estens., la gara stessa: vincere il palio; il palio di siena, corsa disputata due volte l'anno da cavalli montati a pelo che difendono i colori delle diverse contrade cittadine | mettere in palio qualcosa, offrirla come premio in una gara.
paliotto   s.m.  la parte anteriore, in genere decorata a intarsio o a rilievo, dell'altare; di solito è di marmo, ma può anche essere di materiale più prezioso, come avorio, argento o mosaico.
palischermo   ant. paliscalmo, s.m.    • 1 •   (ant.) grossa barca a remi o a vela usata come scialuppa    • 2 •   grossa barca usata nella pesca del tonno con la tonnara.
palissandro   s.m.  legno pregiato di color rosso scuro, pesante e compatto, fornito da vari alberi tropicali e usato in falegnameria e in ebanisteria.
palizzata   s.f.  serie di pali infissi l'uno accanto all'altro nel terreno come opera di riparo, di sostegno, di recinzione e sim.: erigere una palizzata  | tessuto a palizzata, (bot.) tessuto vegetale composto da cellule ricche di clorofilla, di forma allungata e disposte in ordine verticale.
palizzo   s.m.  (ant.) palizzata.
palla   (1) s.f.    • 1 •   corpo di forma sferica: una palla di ferro, di marmo, di vetro, di neve  ' le palle degli occhi, (fam.) i globi oculari | palla di lardo, di grasso, (fig.) persona molto grassa. dim. palletta, pallina  accr. pallona    • 2 •   sfera di gomma, cuoio, legno o altro materiale, con cui si gioca: palla di biliardo, da tennis; giocare a palla  | battere la palla, nel tennis e in altri giochi, iniziare a giocare | palla-goal, nel calcio, palla che può essere con facilità inviata in rete ' prendere, cogliere la palla al balzo, (fig.) sfruttare al volo un'occasione propizia ' essere, sentirsi in palla, (fig.) in forma, in giornata buona    • 3 •   (estens.) gioco che si fa con una palla: palla ovale, rugby; palla basca, pelota; palla (a) base, pallabase, baseball; palla a canestro, pallacanestro; palla a maglio, pallamaglio; palla a mano, pallamano; palla a nuoto, pallanuoto; palla a volo, pallavolo    • 4 •   ognuna delle due piccole sfere di legno, bianca o nera, con cui un tempo si esprimeva il voto, deponendo nell'urna la bianca per votare a favore, la nera per votare contro    • 5 •   grossa sfera di ferro o di piombo che si legava al piede dei condannati ' mettere la palla al piede, (fig.) impedire, ostacolare | essere una palla al piede, (fig.) essere di peso, d'intralcio    • 6 •   proiettile di un'arma da fuoco: palla da cannone    • 7 •   (arald.) figura costituita da un numero determinato di sfere poste sullo scudo; simbolo di costanza, stabilità e immunità, compariva sullo stemma della casata dei medici (con sei sfere)    • 8 •   spec. pl.  (volg.) testicolo ' rompere, far girare le palle a qualcuno, (fig.) seccarlo, infastidirlo ' essere una palla, (fig.) si dice di persona o cosa noiosa, importuna | che palle!, esclamazione di fastidio, impazienza, noia    • 9 •   (pop.) balla, frottola: raccontare palle  | usato come agg.  : pesce palla, pesce di forma globosa che può gonfiarsi come una palla; è comune nel mediterraneo (ord.  tetrodontiformi).
palla   (2) s.f.    • 1 •   ampia sopravveste consistente in un telo rettangolare drappeggiato, che veniva indossata a mo' di toga dalle matrone romane    • 2 •   (lit.) piccolo quadrato di tela bianca inamidata che copre il calice o la patena durante la messa.
pallabase   o palla base, rar. palla a base, s.f.  (sport) baseball.
pallacanestro   o palla a canestro, s.f.  sport in cui due squadre, di cinque giocatori ciascuna, cercano di lanciare con le mani la palla in un canestro di rete posto in alto all'estremità del campo avversario.
pallacorda   ant. pallaccorda, s.f.    • 1 •   antico gioco di origine italiana, consistente nel lanciare una palla nella metà campo avversaria facendole superare una corda tesa; si praticava con le mani oppure usando una sorta di racchetta, per cui è considerato l'antenato del tennis    • 2 •   (estens.) il luogo dove si giocava la pallacorda.
palladiano   agg.  dell'architetto veneto andrea palladio (1508-1580), relativo al suo stile o a esso ispirato: edificio palladiano | alla palladiana, si dice di un tipo di pavimentazione composta di lastre di marmo o di pietra di grandi dimensioni disposte irregolarmente.
palladiare   v. tr.  (tecn.) ricoprire con palladio | carbone palladiato, catalizzatore molto comune nell'industria chimica, costituito da granuli di carbone su cui è stato depositato palladio.
palladio   (1) agg.  (lett.) di pallade, sacro a pallade: l'olivo palladio   s.m.    • 1 •   statua di pallade che, secondo gli antichi greci, proteggeva la città che la venerava, rendendola inespugnabile    • 2 •   (fig. lett.) baluardo, difesa, protezione.
palladio   (2) s.m.  elemento chimico di simbolo pd; è un metallo simile al platino, che in lega con l'oro dà l'oro bianco; trova impiego anche come catalizzatore per la grande facilità di adsorbire gas e in particolare l'idrogeno.
pallamaglio   o palla a maglio, s.m.  o f.  antico gioco d'origine italiana consistente nel colpire una palla con un mazzuolo di legno per farle compiere un determinato percorso; si considera il progenitore del cricket e del golf.
pallamano   o palla a mano, s.f.  sport simile al calcio ma praticato esclusivamente con le mani da due squadre di sette giocatori ciascuna.
pallanuotista   o pallanotista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica lo sport della pallanuoto.
pallanuoto   o palla a nuoto, s.f.  sport che si pratica in acqua tra due squadre di sette giocatori ciascuna che cercano di lanciare con le mani la palla nella porta avversaria.
pallata   s.f.  colpo dato o ricevuto con una palla.
pallavolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica lo sport della pallavolo.
pallavolo   o palla a volo, s.f.  sport praticato da due squadre, di sei giocatori ciascuna, su un campo diviso a metà da una rete sospesa a un'altezza di circa due metri e mezzo da terra; le due squadre devono rinviarsi la palla con le mani senza che questa tocchi terra.
palleale   agg.  (zool.) si dice della cavità del corpo dei molluschi in cui sono situate le branchie.
palleggiamento   s.m.  il palleggiare, il palleggiarsi (spec. fig.): un palleggiamento di responsabilità. 
palleggiare   v. tr.  [io palléggio ecc.]    • 1 •   far saltare più volte una palla; far passare ripetutamente da una mano all'altra un oggetto: palleggiare un sasso, un bastone  | (estens.) sollevare, sballottare più volte per gioco un bambino: dolcemente tra le mani alquanto / palleggiato l'infante, alzollo al cielo  (monti)    • 2 •   [con la particella pron., con valore reciproco] ricevere e rinviare più volte qualcosa dall'uno all'altro: palleggiarsi un'arancia  | (fig.) scambiare, rinfacciare, attribuire ripetutamente l'uno all'altro: palleggiarsi un'accusa, una responsabilità, un insulto  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   giocare con la palla lanciandola in aria, per terra o contro un muro e poi riprendendola: i calciatori palleggiano di testa e di piede    • 2 •   detto di due o più giocatori, lanciarsi e rilanciarsi la palla, per allenamento o per riscaldare i muscoli prima di un incontro: i tennisti palleggiano prima di cominciare il gioco. 
palleggiatore   s.m.  [f. -trice] giocatore abile nel palleggio.
palleggio   s.m.  il palleggiare, il modo in cui si palleggia: esercizi di palleggio; un elegante palleggio  | (fig.) scambio ripetuto: il palleggio delle accuse, delle responsabilità. 
pallente   agg.  (lett.) pallido, sbiancato, sbiadito.
pallesco   agg.  e s.m.  [pl. m. -schi] (st.) sostenitore della casata dei medici.
pallestesia   s.f.  (biol.) sensibilità degli organismi alle vibrazioni.
pallet   s.m. invar.  piattaforma di legno, metallo o altro materiale, di dimensioni unificate, sollevabile per mezzo di carrelli elevatori a forchetta, sulla quale si impilano merci imballate.
pallettizzare   e deriv.   ⇨ palettizzare e deriv. 
pallettone   s.m.  grosso pallino per cartucce da caccia: fucile caricato a pallettoni. 
palliare   v. tr.  [io pàllio ecc.] (lett.) far apparire diverso, distorcere, dissimulare: usano ogni diligenza, ogni arte per palliare la natura e le fantasie loro  (guicciardini).
palliativo   agg.  e s.m.    • 1 •   (med.) si dice di medicamento che lenisce i sintomi di un processo morboso, senza risolverne le cause: gli sciroppi sono spesso soltanto dei palliativi    • 2 •   (fig.) si dice di rimedio che alleggerisce gli effetti di una circostanza negativa, o li elimina solo temporaneamente, ma non rimuove le cause che li determinano: le mezze riforme sono degli inutili palliativi. 
palliato   agg.  (lett.) vestito col pallio: statua palliata | (commedia) palliata, nel teatro latino, commedia derivata dalla cosiddetta commedia nuova greca, in cui gli attori recitavano indossando il pallio; i suoi maggiori esponenti furono plauto e terenzio.
pallidezza   s.f.  (non com.) l'essere pallido, pallore.
pallidiccio   agg.    • 1 •   pegg.  di pallido    • 2 •   alquanto pallido; smorticcio.
pallidità   s.f.  (lett.) l'esser pallido, pallore: glauca pallidità  (d'annunzio).
pallido   agg.    • 1 •   senza colorito; cereo, esangue: un viso pallido; essere pallido come un morto, come un cadavere, pallidissimo | divenir pallido, impallidire. dim. pallidino, palliduccio  pegg. pallidiccio    • 2 •   (estens.) di colore, tenue, scialbo: rosa pallido    • 3 •   (fig.) vago, debole, evanescente: un pallido ricordo; ricordare una pallida immagine | non avere la più pallida idea di qualcosa, non saperne nulla § pallidamente avv. 
pallidore   s.m.  (ant.) l'esser pallido, pallore.
pallidume   s.m.  (lett.) pallore livido.
pallina   s.f.    • 1 •   dim.  di palla    • 1 •    • 2 •   piccola palla di vetro con cui giocano i bambini; bilia.
pallino   s.m.    • 1 •   nel gioco del biliardo e delle bocce, la palla più piccola a cui le altre devono accostarsi; boccino    • 2 •   (fig.) chiodo fisso, piccola mania: ha il pallino della pesca  | inclinazione naturale, bernoccolo: un ragazzo con il pallino della chimica    • 3 •   spec. pl.  ciascuna delle sferette di piombo con cui si caricano le cartucce da caccia    • 4 •   pl.  dischetti stampati su un tessuto di colore diverso; pois: una cravatta blu a pallini rossi. 
pallio   s.m.    • 1 •   nella roma antica, telo rettangolare di stoffa, generalmente bianca, che si portava avvolto intorno al corpo al di sopra della tunica; analogo indumento indossato nella grecia antica    • 2 •   (lit.) lunga stola di lana bianca con due strisce frangiate pendenti, che viene portata sopra gli altri paramenti durante le funzioni solenni dal papa, dai patriarchi e dagli arcivescovi    • 3 •   (anat.) parte del telencefalo che nei mammiferi è molto sviluppata e va a costituire la corteccia degli emisferi cerebrali (neopallio), mentre negli animali inferiori è distinta in una parte laterale (paleopallio) e in una mediale (archipallio); mantello cerebrale.
pallonaio   region. pallonaro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fabbrica o vende i palloni    • 2 •   (fig. scherz.) chi racconta fandonie; fanfarone.
pallonata   s.f.    • 1 •   colpo di pallone: ricevere una pallonata in faccia    • 2 •   (fig. scherz.) fandonia, balla, frottola.
palloncino   s.m.    • 1 •   involucro di gomma sottilissimo e vivacemente colorato, gonfiato con aria o gas più leggeri e legato a un filo, con cui giocano i bambini    • 2 •   (aer.) la camera d'aria degli aerostati    • 3 •   lampioncino di carta colorata; rificolona    • 4 •   (fam.) etilometro.
pallone   s.m.    • 1 •   grossa palla costituita da un involucro, generalmente di cuoio, che racchiude una camera d'aria di gomma gonfiata a pressione, di dimensioni e forma diverse a seconda del gioco in cui si impiega: pallone da calcio, da pallacanestro, da pallavolo, da pallanuoto, di forma sferica; pallone da rugby, di forma ovale; tirare, arrestare, parare il pallone; mandare il pallone in rete | avere, sentirsi la testa come un pallone, (fig. fam.) avere un forte mal di testa; anche, essere frastornato ' fare la testa come un pallone a qualcuno, (fam.) gonfiargli la faccia con pugni e schiaffi; (fig.) intontirlo di chiacchiere ' essere, andare nel pallone, (fig. fam.) avere la mente confusa, perdere lucidità mentale | pallone gonfiato, (fig.) persona boriosa ma priva di qualità o di meriti    • 2 •   (estens.) nome di alcuni giochi tradizionali con la palla: pallone a bracciale; pallone elastico  | per antonomasia, il gioco del calcio: una partita di pallone    • 3 •   (pop.) ernia scrotale    • 4 •   (aer.) aerostato privo di motore, gonfiato con un gas più leggero dell'aria: pallone frenato, ancorato a terra mediante uno o più cavi; pallone libero, svincolato da ancoraggi e destinato a salire finché raggiunge il punto di equilibrio; pallone sonda, pallone libero usato per portare apparecchiature adatte a esplorare gli strati superiori dell'atmosfera o alla ricognizione militare; pallone di sbarramento, pallone mina, pallone frenato, sovente armato con un carico esplosivo, posto a sbarramento di un obiettivo militare in modo da essere d'ostacolo a eventuali incursioni aeree; pallone osservatorio, pallone frenato che porta strumenti per l'osservazione astronomica ' salire a pallone, si dice di palombaro o sommergibile che risalga troppo rapidamente in superficie    • 5 •   (chim.) recipiente di vetro speciale, di forma sferoidale con una o più aperture, usato nei laboratori chimici    • 6 •   (mar.) nome corrente del fiocco pallone  o spinnaker    • 7 •   pallone di neve  (o di maggio), arbusto con infiorescenze bianche a corimbo a forma di palla (fam.  caprifogliacee).
pallonetto   s.m.  nei giochi con la palla, tiro effettuato in modo da imprimere alla palla una traiettoria molto alta che scavalca l'avversario.
pallore   s.m.  l'essere pallido in volto; colore pallido del viso: un pallore mortale. 
pallosità   s.f.  (gerg.) l'essere palloso, noioso.
palloso   agg.  (gerg.) noioso; detto di persona, pedante: una cerimonia, una lezione pallosa; un individuo pallosissimo  § pallosamente avv. 
pallottola   s.f.    • 1 •   piccola palla di legno, metallo o altro materiale solido ' naso a pallottola, naso a patata. dim. pallottolina    • 2 •   proiettile per armi da fuoco portatili: pallottola di fucile, di pistola  | pallottola dum-dum, proiettile per fucile che, essendo di piombo non completamente rivestito, quando penetra nel corpo si appiattisce e si allarga, producendo lesioni gravissime.
pallottoliera   s.f.  sorta di fermo posto nel mezzo della corda della balestra o dell'arco, in cui si accomoda la cocca della freccia.
pallottoliere   s.m.  strumento costituito da un telaio con bacchette di legno o di plastica o fili metallici paralleli nei quali sono infilate pallottole di vario colore, usato un tempo per insegnare ai bambini calcoli aritmetici molto semplici.
pallottoloso   agg.  (non com.)    • 1 •   pieno di pallottole: fango pallottoloso    • 2 •   (fig. fam.) pieno di intoppi; difficoltoso, fastidioso.
pallovale   o palla ovale, s.f.  denominazione italiana, ormai non più in uso, del rugby. 
palma   (1) s.f.  la parte interna della mano; palmo: giungere le palme | portare, tenere qualcuno in palma di mano, (fig.) averlo in grande considerazione.
palma   (2) s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante arboree comprendente numerosissime specie, con fusto a colonna sormontato da un pennacchio di foglie verdi, lucenti e flessibili (fam.  palme): palma da cocco, da datteri, da olio; palma nana; olio di palma    • 2 •   (lit.) ramo di palma o, più spesso, di olivo, che viene benedetto e distribuito ai fedeli nella domenica precedente la pasqua (detta domenica delle palme), che commemora l'entrata trionfale di gesù cristo in gerusalemme: la benedizione delle palme    • 3 •   ghirlanda o ramo di palma che nell'antichità greco-romana si attribuiva in segno di vittoria | (fig.) vittoria, premio: ottenere, riportare la palma; la palma del martirio, la gloria concessa da dio ai martiri della fede.
palmacee   s.f. pl.  (bot.) altro nome della famiglia di piante detta palme  | sing.  [-a] ogni individuo di tale famiglia.
palmare   agg.    • 1 •   (anat.) della palma della mano: muscolo palmare    • 2 •   (fig.) che appare chiaro, evidente, ovvio: una verità palmare  s. m.  (med.) elemento di sostegno con cui in ortopedia si attua il bendaggio rigido dalla mano all'avambraccio per immobilizzare una frattura.
palmarè  s palmarès;s.m. invar.    • 1 •   classifica dei vincitori di un premio: il palmarès del festival cinematografico di cannes    • 2 •   (estens.) gruppo di persone al vertice di un'attività gotha: entrare nel palmarès dei migliori stilisti del mondo. 
palmario   s.m.  (non com.) supplemento di compenso dell'avvocato subordinato all'esito favorevole della vertenza.
palmata   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   colpo con la riga o con una verga che un tempo i maestri davano sulla palma della mano degli scolari indisciplinati; più in generale, colpo assestato con la mano: il vecchio gentiluomo si diede una gran palmata nella fronte  (nievo)    • 2 •   stretta di mano che conferma e avvalora l'avvenuta stipulazione di un contratto    • 3 •   (fig.) donativo illecito, offerto per corrompere.
palmato   agg.  che ha la forma della palma della mano | foglia palmata, (bot.) divisa in segmenti disposti a ventaglio | piede palmato, (zool.) quello dei palmipedi, con le dita collegate da una membrana.
palmatoria   s.f.  (lit.) corto candeliere con manico, usato nelle funzioni pontificali, distintivo della dignità dei cardinali, degli arcivescovi, degli abati e di altri prelati.
palmatosetto   agg.  (bot.) detto di foglia palmata divisa fino al picciolo.
palme   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni tipiche dei climi tropicali e subtropicali con infiorescenze a spadice e frutti a bacca o a drupa.
palmento   s.m.    • 1 •   macina da mulino; locale in cui sono collocate le macine ' macinare, mangiare a quattro palmenti, (fig.) mangiare molto e con ingordigia, avidamente    • 2 •   vasca larga e piatta per la pigiatura dell'uva e la fermentazione del mosto, in uso nell'italia meridionale.
palmer   (1) s.m. invar.  altro nome del micrometro a vite.
palmer   (2) s.m. invar.  pneumatico tubolare per biciclette da corsa.
palmeto   s.m.  piantagione di palme.
palmetta   s.f.    • 1 •   (agr.) forma di potatura delle piante a spalliera che consiste nel fare sviluppare i rami simmetricamente a destra e a sinistra    • 2 •   (arch.) motivo decorativo che imita le foglie di palma; è tipico dell'arte classica.
palmiere   s.m.  nome dato anticamente ai pellegrini che si recavano in terra santa: chiamansi palmieri in quanto vanno oltremare, là onde molte volte recano la palma  (dante vita nuova).
palmifero   agg.  (lett.) che produce palme.
palmiforme   agg.  che è a forma di palma: capitello palmiforme, tipico dell'architettura dell'antico egitto.
palminervio   agg.  (bot.) si dice di foglia con le nervature che partono dall'inserzione del picciolo e divergono come le dita di una mano aperta.
palmipede   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di uccello nuotatore con piedi palmati.
palmisti   s.m.  denominazione commerciale dei semi (o noccioli) della palma da olio, dai quali si ricava un olio di consistenza butirrosa, usato soprattutto nella preparazione di saponi: olio di palmisti. 
palmite   s.m.  (lett.)    • 1 •   tralcio della vite; per estens., la vite stessa    • 2 •   (estens.) ramo di pianta rampicante.
palmitico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido alifatico monocarbossilico, a sedici atomi di carbonio, presente libero o sotto forma di estere negli oli e nei grassi animali e vegetali, usato nella produzione di margarine, saponi e candele.
palmitina   s.f.  (chim.)    • 1 •   altro nome dell'acido palmitico    • 2 •   altro nome della tripalmitina.
palmizio   s.m.    • 1 •   albero della palma    • 2 •   (lit.) ramo di palma o di olivo intrecciato che viene benedetto la domenica delle palme.
palmo   s.m.    • 1 •   distanza tra la punta del pollice e quella del mignolo, misurata con la mano aperta e le dita distese e divaricate al massimo; un tempo costituiva un'unità di misura corrispondente a circa 25 cm: è caduto un palmo di neve; nella vasca c'è un palmo d'acqua  | (iperb.) indica un'estensione minima di cose normalmente alte, larghe o lunghe, oppure un'estensione maggiore del normale di cose molto brevi o ristrette: un bambino alto un palmo; possedere un palmo di terra; restare con un palmo di naso, sorpreso o deluso | (a) palmo a palmo, a poco a poco, pezzo per pezzo: riconquistò la regione a palmo a palmo; (fig.) in ogni particolare: conosco la mia città palmo a palmo    • 2 •   (tosc.) la palma della mano: tenere, portare in palmo di mano. 
palmola   s.f.    • 1 •   (agr.) tipo di forca a più denti    • 2 •   (antiq.) camma.
palmoso   agg.  (lett.) si dice di luogo in cui crescono molte palme: la palmosa seline  (caro).
palm-top computer  palm-top computer o palm-top, loc. sost. m. invar.  personal computer di dimensioni molto ridotte.
palo   s.m.    • 1 •   (edil.) elemento strutturale di legno, cemento armato o acciaio, generalmente cilindrico con un'estremità appuntita o munita di punta riportata (puntazza), che si conficca totalmente nel terreno per consolidarlo o per servire da sostegno ad altre strutture: palo di fondazione, di sostegno    • 2 •   qualsiasi asta di legno o di altro materiale rigido che si innalzi verticalmente dal terreno in cui è parzialmente conficcata: palo della luce, del telegrafo; i pali di recinzione, di sostegno del cancello  | supplizio del palo, impalamento | ritto come un palo, si dice di persona che è rigidamente eretta; impettito | (estens.) struttura verticale a traliccio d'acciaio per il sostegno di importanti linee elettriche: i pali dell'alta tensione.  dim. paletto, paluccio    • 3 •   (sport) ognuno dei due sostegni della traversa che, con questa, delimitano la porta nel campo di calcio, di rugby ecc.: incrocio dei pali, intersezione tra un palo e la traversa | (estens.) tiro che colpisce un palo | palo di partenza, d'arrivo, nell'ippica, quelli che all'interno della pista indicano l'inizio e la fine del percorso | restare al palo, non partire; (fig.) perdere una buona occasione    • 4 •   (mar.) albero poppiero con vele di taglio, in un veliero con altri alberi a vele quadre: nave a palo, classico veliero a tre alberi e un palo    • 5 •   (arald.) pezza onorevole che occupa verticalmente il terzo di centro dello scudo    • 6 •   (gerg.) chi vigila mentre i compagni compiono un furto.
palomba   s.f.  (region.) colomba.
palombaccio   s.m.  (region.) colombaccio.
palombaro   s.m.  chi esegue lavori sott'acqua (pesca, ricerche, ricuperi ecc.) munito di scafandro.
palombella   s.f.  solo nella loc. a palombella, (sport) si dice di traiettoria arcuata e spiovente della palla; pallonetto.
palombo   s.m.    • 1 •   colombo selvatico    • 2 •   (zool.) pesce cartilagineo, presente nel mediterraneo, la cui forma richiama quella dello squalo; tipico dei fondali sabbiosi, è inoffensivo e viene pescato per le sue carni saporite (ord.  selacidi).
palpabile   agg.    • 1 •   che si può palpare, toccare con la mano    • 2 •   (fig.) tangibile, evidente, palese: un errore palpabile  § palpabilmente avv.  tangibilmente, evidentemente.
palpabilità   s.f.  (non com.) l'essere palpabile (anche fig.).
palpamento   s.m.  (non com.) il palpare; palpazione.
palpare   v. tr.    • 1 •   toccare leggermente con il palmo della mano; tastare | (estens.) accarezzare con compiacimento sensuale    • 2 •   (med.) effettuare la palpazione.
palpata   s.f.  il palpare; toccamento ripetuto: dare una palpata.  dim. palpatina. 
palpatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (rar.) che, chi palpa    • 2 •   (tecn.) si dice della parte di uno strumento di misura o di controllo che si trova in contatto con l'oggetto da esaminare.
palpazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il palpare, l'essere palpato    • 2 •   (med.) esame di alcune regioni del corpo o di alcuni organi eseguito con le mani a scopo diagnostico.
palpebra   s.f.  (anat.) ciascuna delle due pliche muscolo-membranose situate nella regione orbitale, con la funzione principale di proteggere l'occhio: chiudere, battere le palpebre. 
palpebrale   agg.  (anat.) di una palpebra, delle palpebre: vene palpebrali. 
palpebrare   v. intr.  [io pàlpebro ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (rar.) aprire e chiudere le palpebre    • 2 •   (fig. poet.) scintillare, lampeggiare, baluginare: d'un bel rosa geranio, all'orizzonte, / palpebravano i lampi di calore  (govoni).
palpeggiamento   s.m.  (non com.) il palpeggiare, l'essere palpeggiato.
palpeggiare   v. tr.  [io palpéggio ecc.] palpare ripetutamente.
palpigradi   s.m. pl.  (zool.) ordine di aracnidi che comprende un numero ridotto di specie, di mole molto piccola e diffuse in tutto il mondo; abitatori di luoghi umidi e di grotte, sono caratterizzati da pedipalpi lunghi e simili a zampe, e dall'addome diviso in dieci segmenti e terminante in un flagello | sing.  [-o] ogni aracnide di tale ordine.
palpitamento   s.m.  (lett.) palpito, palpitazione.
palpitante   part. pres.  di palpitare   agg.    • 1 •   che palpita, che guizza: petto palpitante  | si dice anche di persona o animale appena uccisi o di parti del loro corpo che presentano ancora l'apparenza o i moti della vita: membra ancora palpitanti  ' (estens.) che è in stato di palpitazione, di forte emozione: cuore palpitante di trepidazione    • 2 •   (fig.) fremente, appassionato: sguardo palpitante di odio; una donna palpitante d'amore  | riferito a cose, eventi di vivo interesse e sim.: un fatto di palpitante attualità. 
palpitare   v. intr.  [io pàlpito ecc. ; aus. avere]    • 1 •   battere, pulsare con un ritmo frequente e più forte del normale; sussultare: il cuore palpitava per l'affanno  | (fig. lett.) detto di cose, dare l'impressione della vita; vibrare, emettere bagliori intermittenti e sim.: il palpitare / lontano di scaglie di mare  (montale)    • 2 •   (estens.) avere il batticuore per un'emozione, un sentimento molto intenso: palpitare di gioia, di paura  | (fig.) essere preso da un sentimento molto intenso; fremere: palpitare d'amore per qualcuno. 
palpitazione   s.f.    • 1 •   (med.) aumento della frequenza dei battiti del cuore a cui si accompagna una sensazione molesta: palpitazione cardiaca; avere le palpitazioni    • 2 •   (fig.) agitazione, viva emozione: la palpitazione di un'attesa angosciosa. 
palpitio   s.m.  (lett.) un palpitare breve e intenso; fremito: il vasto / palpitio delle grandi ali  (govoni).
palpito   s.m.    • 1 •   battito, pulsazione del cuore: palpiti frequenti, irregolari    • 2 •   (fig.) agitazione provocata da un'emozione o un sentimento intenso: avere un palpito di paura. 
palpo   s.m.  (zool.) appendice articolata dell'apparato boccale degli artropodi, con funzione sensoriale.
palta   s.f.  (sett.) melma, poltiglia, pantano: la sabbia... era umida, una palta, una fanghiglia  (calvino) | faccia di palta, si dice di persona spudorata, impudente.
paltò   s.m.  soprabito invernale da uomo o da donna; cappotto.
paltoncino   s.m.  cappotto per bambini o soprabito per signora di linea semplice e giovanile.
paltone   s.m.  (ant.) mendicante, accattone.
paltoniere   s.m.  [f. -a] (ant. , lett.) accattone, pitocco | (fig.) cialtrone, vigliacco.
paludamento   s.m.    • 1 •   in roma antica, mantello corto, per lo più di colore rosso, drappeggiato e allacciato sulla spalla sinistra, portato dai generali nelle occasioni solenni    • 2 •   (estens.) veste ampia e solenne    • 3 •   (fig.) ornamentazione stilistica sovrabbondante: prosa ricca di paludamenti retorici. 
paludare   v. tr.  rivestire, coprire di paludamento o di paludamenti (anche fig.) | paludarsi v. rifl.  vestirsi con un paludamento | (estens.) agghindarsi in modo eccessivamente ricercato e vistoso.
paludato   part. pass.  di paludare   agg.    • 1 •   che è rivestito di paludamenti    • 2 •   (fig.) solenne, ampolloso: linguaggio paludato  § paludatamente avv.  solennemente, ampollosamente: scrivere paludatamente. 
palude   s.f.  [ant. anche m]    • 1 •   terreno, zona pianeggiante in cui si raccolgono acque stagnanti poco profonde e coperto di una particolare vegetazione subacquea o emergente; acquitrino: bonificare, prosciugare una palude; corsi al palude, e le cannucce e 'l braco / m'impigliar sì ch'i' caddi  (dante purg.  v, 82-83) | febbre della palude, malaria    • 2 •   (fig. lett.) condizione di inerzia, di indifferenza neghittosa: la palude del conformismo. 
paludicolo   agg.  si dice di organismo vegetale o animale che vive nelle paludi.
paludina   s.f.  (zool.) mollusco delle acque dolci stagnanti con sottile conchiglia conica spiralata a strisce rossicce longitudinali (cl.  gasteropodi).
paludismo   s.m.  (med.) malaria.
paludoso   agg.  che è ricco di paludi, acquitrinoso: terreno paludoso. 
palustre   agg.    • 1 •   (ant.) paludoso: in valle ima e palustre  (petrarca canz.  cxlv, 10)    • 2 •   di palude: piante, uccelli palustri. 
palvesario   s.m.  soldato medievale armato di pavese.
palvesato   agg.  (lett.) armato di pavese: lento parlava al palvesato popolo  (carducci).
palvese    ⇨ pavese 2.
pam   inter.  imita il rumore di un oggetto che cade a terra o subisce un colpo violento; imita anche il rumore di un colpo di fucile o di pistola.
pamela   s.f.  cappello femminile di paglia in uso nei secc. xviii e xix, con cupola bassa e tesa larghissima, che si portava con nastri colorati annodati sotto il mento.
pamfete   inter.  imita il rumore di un oggetto che cade a terra o subisce un colpo violento; differisce da pam  solo sul piano espressivo.
pampa   [pr.  / 'pampa /] s.f.  [pl. pampas  / 'pampas /] vasta prateria simile alla steppa, caratteristica di larga parte del territorio argentino.
pampana   pampano  ⇨ pampino.
pampepato    ⇨ panpepato.
pamphlet   s.m. invar.  breve scritto di contenuto violentemente polemico o satirico; libello.
pamphlettista   o panflettista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] autore di pamphlet; scrittore satirico.
pamphlettistica   o panflettistica, s.f.  la letteratura dei pamphlet; l'insieme dei pamphlet di una certa epoca, autore, argomento.
pamphlettistico   o panflettistico, agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a pamphlet; da panflettista.
pampineo   agg.  (lett.) ricco di pampini: pampinee fronde  (poliziano).
pampinifero   agg.  (lett.) ricco di pampini | ornato di pampini (come epiteto del dio bacco e delle divinità del suo corteo).
pampino   tosc. pampano, s.m. , poet. pampana s.f. , foglia della vite | (estens. lett.) la vite stessa.
pampinoso   agg.  (non com.) ricco di pampini: una vite pampinosa. 
pamporcino    ⇨ panporcino.
pampsichismo   e deriv.   ⇨ panpsichismo e deriv. 
pan-  pan- primo elemento (davanti a bilabiale pam-) di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. pân, neutro dell'agg. pâs  'tutto'; significa 'tutto, intero, interamente' (panellenico, pancromatico).
panacea   s.f.    • 1 •   (lett.) nome di una pianta medicinale a cui i greci e i latini riconoscevano straordinarie virtù terapeutiche    • 2 •   (estens.) rimedio che guarisce tutti i mali (anche fig.): il denaro non è una panacea. 
panachage   s.m. invar.  sistema di votazione in cui l'elettore ha la possibilità di votare candidati tratti da liste diverse.
panache   s.m. invar.  solo nella loc. far panache, in ippica, si dice del cavallo che, saltando un ostacolo in corsa, inciampa e si capovolge; anche, del cavaliere che vola al di sopra della testa del cavallo e, per estens., del motociclista o del ciclista che fa un capitombolo al di sopra del manubrio.
panafricanismo   s.m.  movimento che mira a collegare in un'unione solidale tutti gli stati e i popoli dell'africa.
panafricanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, sostenitore del panafricanismo | anche come agg.  in luogo di panafricanistico. 
panafricanistico   agg.  [pl. m. -ci] del panafricanismo; di, da panafricanista.
panafricano   agg.  che concerne tutti gli stati e i popoli dell'africa: congresso panafricano. 
panagia   o panaghia, agg.  attributo di maria vergine nella liturgia della chiesa bizantina  s.f.  medaglione apribile con l'immagine di maria vergine.
panama   s.m. invar.  leggero cappello estivo maschile a larghe tese, fatto con una speciale paglia americana.
panamegno   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) panamense.
panamense   agg.  di panama, città e stato dell'america centrale  s.m.  e f.  abitante, nativo di panama.
panamericanismo   s.m.  tendenza politica mirante a stabilire rapporti di cooperazione fra tutti gli stati delle tre americhe.
panamericano   agg.  che concerne tutti gli stati delle americhe: conferenza panamericana. 
panarabismo   s.m.  movimento che mira a promuovere la solidarietà e l'unificazione politica di tutti i popoli arabi.
panarabo   agg.  che concerne tutti i popoli arabi; relativo al panarabismo.
panare   v. tr.  impanare: panare una cotoletta; melanzane panate e fritte. 
panareccio   panariccio  ⇨ panereccio.
panario   agg.  del pane, relativo alla panificazione: industria panaria. 
panartrite   s.f.  (med.) infiammazione di tutte le articolazioni, oppure di una sola ma con estensione alle strutture molli circostanti; periartrite.
panasiatico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne tutti i popoli asiatici; relativo al panasiatismo.
panasiatismo   s.m.  movimento che tende a promuovere l'unione politica, economica e culturale di tutti i popoli dell'asia.
panata   s.f.  minestra preparata con pane raffermo (anche grattato), bollito e condito con olio o burro, formaggio ed eventualmente altri ingredienti, come uova, lardo ecc.; è piatto tipico dell'italia settentrionale.
panatenaico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alle panatenee, solenni feste in onore della dea atena, celebrate nei mesi di luglio e agosto nell'antica atene: ludi panatenaici. 
panatica   s.f.    • 1 •   (mar.) provvista di pane a bordo di una nave; per estens., il vitto o l'equivalente in denaro che il marinaio delle navi mercantili riceve dall'armatore    • 2 •   (ant. , region.) vitto, cibo.
panato   part. pass.  di panare   agg.  impanato: fettina panata. 
panattiere   e deriv.   ⇨ panettiere e deriv. 
panca   s.f.  sedile rustico di legno per più persone, generalmente senza braccioli e senza spalliera: le panche di una chiesa, dell'osteria | scaldare le panche, (fig.) stare in ozio; anche, andare a scuola senza imparare nulla. dim. panchina, panchetta, panchetto  (m.) accr. pancone  (m.) pegg. pancaccia, pancaccio  (m.).
pancaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di panca    • 2 •   tavolato di legno inclinato usato come giaciglio nelle carceri o nelle celle di rigore delle caserme; tavolaccio.
pancake   s.m. invar.  cosmetico solido che si stende sul viso per dare un colore omogeneo alla pelle; fondotinta.
pancale   s.m.  (ant.) panno con cui si coprivano le panche per ornamento.
pancardite   s.f.  (med.) processo infiammatorio che colpisce il cuore nella sua totalità, ossia nel pericardio, miocardio ed endocardio.
pancarré   s.m.  tipo di pane senza crosta, a forma di parallelepipedo, usato per fare toast e tramezzini; pane in cassetta.
pancata   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'insieme delle persone sedute in fila su una panca    • 2 •   colpo dato con una panca.
pancera    ⇨ panciera.
pancetta   s.f.    • 1 •   dim.  di pancia  | (fam.) pancia piuttosto prominente, caratteristica degli uomini di una certa età: mettere su pancetta, ingrassare    • 2 •   in macelleria e in gastronomia, taglio di carne bovina o suina corrispondente alla pancia dell'animale | adipe salato del ventre del suino, usato come condimento o come salume: pancetta affumicata; uova con la pancetta    • 3 •   (rar.) ventresca di pesce, in partic. di tonno    • 4 •   (ant.) panciera.
panchetto   s.m. , o panchetta s.f.    • 1 •   dim.  di panca    • 2 •   piccolo sgabello che può servire da sedile o per appoggiarvi i piedi. dim. panchettino, panchettina. 
panchina   s.f.    • 1 •   dim.  di panca    • 2 •   sedile per più persone, di legno, pietra, ferro e sim., generalmente con schienale, che si colloca all'aperto, p. e. lungo un viale alberato o in parchi e giardini | per antonomasia, la panchina ai bordi di un campo di gioco (di calcio, pallavolo, pallacanestro ecc.), sulla quale siedono l'allenatore, le riserve e i tecnici di una squadra; per estens., l'allenatore o l'insieme delle riserve di una squadra: sedere in panchina; le decisioni della panchina; una panchina numerosa    • 3 •   (geol.) tipo di rocce calcaree sedimentarie di deposito chimico.
panchinaro   s.m.  nel gergo sportivo, giocatore che funge abitualmente da riserva.
pancia   dial. panza, s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   (fam.) ventre, addome (dell'uomo o di un animale): avere mal di pancia; la pancia del cavallo; essere a pancia piena, vuota, aver mangiato, essere digiuno | grattarsi la pancia, (fig.) stare in ozio | tenersi la pancia dalle risate, (fig.) ridere a crepapelle | mangiare a crepa pancia, (fig.) moltissimo | starsene a pancia all'aria, stare disteso, supino; (fig.) stare in ozio | salvare la pancia per i fichi, mangiar poco all'inizio di un pasto riservandosi per le ultime portate; (fig.) evitare di esporsi a rischi e pericoli. dim. pancina, pancino  (m.), pancetta  accr. panciona, pancione  (m)    • 2 •   (estens.) ventre ingrossato per obesità, gravidanza o altra causa: avere la pancia; mettere (su) pancia, ingrassare    • 3 •   (fig.) parte centrale e tondeggiante di qualcosa: la pancia del fiasco, di un vaso  | (fam.) la parte di forma tondeggiante di alcune lettere dell'alfabeto: la pancia della «a», della «p». 
panciafichismo   s.m.  (spreg.) l'essere panciafichista; comportamento da panciafichista.
panciafichista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (spreg.) neutralista, pacifista.
panciata   s.f.    • 1 •   urto, colpo dato con la pancia, spec. di un tuffatore contro la superficie dell'acqua: dare, prendere una panciata    • 2 •   (fam.) abbondante mangiata; scorpacciata.
panciera   o pancera, s.f.    • 1 •   fascia di lana o di tessuto elastico che si porta intorno all'addome per tenerlo caldo o per sostenerlo; ventriera    • 2 •   parte dell'armatura che proteggeva il ventre.
panciolle   avv.  solo nella loc. avv. in panciolle, (scherz.) in ozio, con la pancia all'aria: stare in panciolle. 
pancione   dial. panzone, s.m.    • 1 •   accr.  di pancia    • 2 •   (fam.) rigonfiamento del ventre che mostrano le donne durante gli ultimi mesi della gravidanza: avere il pancione    • 3 •   [f. -a] (fam.) persona che ha una grossa pancia    • 4 •   (zool.) rumine.
panciotto   s.m.  corpetto corto e senza maniche che gli uomini portano tra la camicia e la giacca; gilè.
panciuto   agg.    • 1 •   (fam.) che ha una grossa pancia: un signore panciuto    • 2 •   (estens.) si dice di oggetto tondeggiante o che presenta un rigonfiamento nella parte centrale: un fiasco, un vaso panciuto. 
panclastite   s.f.  miscela esplosiva a base di composti azotati, sensibilissima agli urti, che si prepara al momento stesso dell'uso.
pancone   s.m.    • 1 •   accr.  di panca    • 2 •   asse di legno di notevole spessore ricavata dal taglio longitudinale del tronco d'albero e destinata, dopo la stagionatura, a essere ulteriormente tagliata in assi più sottili; tavolone    • 3 •   (antiq.) bancone; banco di lavoro    • 4 •   strato di terreno duro e compatto, che ostacola lo sviluppo delle radici e il drenaggio delle acque    • 5 •   (mus.) parte inferiore del somiere dell'organo contenente l'aria sotto pressione inviata dai mantici.
pancotto   s.m.  zuppa di pane bollito, condita con sale, olio o burro, formaggio grattugiato ed eventualmente altri ingredienti (p. e.  uovo o pomodoro fresco) | avere il pancotto al posto del cervello, (fig. fam.) essere sciocco.
pancratico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di sistema ottico che permette ingrandimenti variabili dell'oggetto osservato, pur restando fissi il piano dell'oggetto e quello dell'osservazione; zoom: obiettivo, cannocchiale pancratico. 
pancraziaste   s.m.  nell'antica grecia, atleta che prendeva parte a gare di pancrazio.
pancrazio   s.m.  presso gli antichi greci, competizione sportiva mista di lotta e di pugilato.
pancreas   s.m. invar.  (anat.) ghiandola addominale a secrezione mista, cioè in parte esterna (succo pancreatico che si versa nel duodeno e completa la digestione degli alimenti) e in parte interna (insulina, che consente alle cellule di utilizzare il glucosio).
pancreatico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) del pancreas, che concerne il pancreas | succo pancreatico, liquido alcalino, contenente numerosi fermenti digestivi, secreto dal pancreas e riversato nel duodeno.
pancreatina   s.f.    • 1 •   (chim. biol.) ormone secreto dal duodeno che attiva la secrezione pancreatica    • 2 •   (chim. farm.) sostanza dotata di proprietà digestive costituita da una miscela in polvere di enzimi estratti dal pancreas di bue o di maiale.
pancreatite   s.f.  (med.) infiammazione del pancreas.
pancristiano   agg.  si dice di movimento inteso a promuovere l'unità delle chiese cristiane.
pancromatico   agg.  [pl. m. -ci] (foto.) si dice di pellicola che registra correttamente tutte le tonalità cromatiche.
panda   s.m. invar.  nome di due mammiferi carnivori diffusi in una ristretta zona dell'asia: panda minore, grosso come un cane di media statura, con grandi orecchie, lunga e larghissima coda e pelo fulvo, arti brevi, provvisti di unghie adatte ad arrampicarsi; arboricolo, vive nei boschi del versante sudorientale dell'himalaia | panda maggiore, lungo fino a 1,80 m, ha un folto mantello bicolore bianco e nero, coda brevissima, andatura plantigrada; vive a circa 3000 m nel tibet, e si nutre prevalentemente di foglie e germogli di bambù è detto anche panda gigante  o orso dei bambù. 
pandanacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni arboree o arbustive con frutto a drupa o a bacca e foglie spinose, di cui fa parte il pandano | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
pandano   s.m.  albero delle regioni tropicali con grandi foglie lineari raccolte in ciuffi, da cui si ricavano fibre tessili (fam.  pandanacee).
pandemia   s.f.  (med.) epidemia a diffusione vastissima: pandemia influenzale. 
pandemico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di pandemia; che ha carattere di pandemia: malattia pandemica. 
pandemio   agg.  (lett.)    • 1 •   che appartiene a tutti; comune, pubblico | nella tradizione classica si dice dell'amore sensuale o venale; fu epiteto di venere e di eros    • 2 •   (fig.) panico: la mostruosa faccia / d'un dio pandemio  (d'annunzio).
pandemonio   s.m.  frastuono assordante; grande confusione: un pandemonio di grida e urli; fare, scatenare un pandemonio. 
pandere   v. tr.  (ant. poet.) mostrare, manifestare, rivelare: sí come quando il colombo si pone / presso al compagno, l'uno a l'altro pande, / girando e mormorando, l'affezione  (dante par.  xxv, 19-21).
pandette   s.f. pl.  (dir.)    • 1 •   denominazione greca del digesto, una delle parti del corpus iuris civilis dell'imperatore giustiniano (sec. vi)    • 2 •   (estens.) raccolta, compilazione di leggi.
pandettista   s.m.  e f.  (dir.) studioso delle pandette; per estens., studioso di diritto romano.
pandiatonicismo   s.m.  (mus.) tecnica compositiva novecentesca, basata sul libero uso dei sette gradi della scala diatonica, con esclusione delle alterazioni cromatiche.
pandiculazione   s.f.  (fisiol.) complesso dei movimenti di stiramento degli arti che accompagna di solito lo sbadiglio.
pandispagna   o pan di spagna, s.m. invar.  (gastr.) torta di uova, zucchero e farina, per lo più usata come base per dolci più elaborati.
pandit   s.m. invar.  titolo che si dà in india a uomo di casta brahmanica di elevato livello culturale; in partic. esperto di lingua e letteratura sanscrita.
pandolce   s.m.  (gastr.) dolce natalizio simile al panettone, ma più consistente e compatto; è una specialità genovese.
pandoro   s.m.  (gastr.) dolce molto lievitato a base di uova, zucchero, burro e farina; è una specialità veronese.
panduro   s.m.    • 1 •   (st.) soldato appartenente a speciali reggimenti di fanteria dell'esercito asburgico che, nei secc. xvii e xviii, venivano reclutati nelle regioni meridionali dell'ungheria; nel sec. xix confluirono nei reggimenti di frontiera    • 2 •   (fig. rar.) persona rozza, di carattere duro.
pane   (1) s.m.    • 1 •   alimento costituito da un impasto di acqua e farina, per lo più condito con sale, lievitato e cotto al forno in forme diverse: impastare, infornare, sfornare il pane; affettare il pane; crosta, mollica di pane; un filone di pane; pane fresco, duro, raffermo; pane bianco, di farina bianca di frumento; pane di semola, di fior di farina; pane nero, integrale, fatto con tutti gli elementi del frumento macinato, senza abburattamento della farina; pane inferigno, di farina mescolata con cruschello; pane di segale, avena, di farina di tali cereali; pane azzimo, non lievitato; pane all'olio, al latte, con l'aggiunta di tali ingredienti; pane biscottato, pane affettato e cotto a lungo, in modo che anche la mollica diventi croccante; pane asciutto, senza companatico; pane da munizione, (ant.) quello per l'alimentazione dei militari | non è pane per i miei, i tuoi, i suoi ecc. denti, (fig.) non è cosa che fa per me, per te, per lui ecc. | trovar pane per i propri denti, (fig.) trovare un ostacolo, un avversario che mette a dura prova le proprie capacità | buono come il pane, si dice di persona molto mite | vendere, comprare qualcosa per un pezzo, per un tozzo di pane, (fig.) a prezzo bassissimo | dire pane al pane, vino al vino, (fig.) chiamare le cose con il loro nome, parlare chiaro | mettere a pane e acqua, punire qualcuno dandogli come unici alimenti pane e acqua | mangiare pane e acqua, pane e cipolle, (fig.) un cibo poverissimo. pegg. panaccio    • 2 •   ciascuna delle forme di pasta lievitata che vengono cotte al forno: mangiare un pane; la moltiplicazione dei pani, quella operata miracolosamente da gesù per sfamare le folle che lo seguivano, secondo il racconto dei vangeli | pane in cassetta, soffice e leggero, a forma di parallelepipedo, usato per fare toast e tramezzini; pain carré, pancarr.é dim. panino  accr. panone    • 3 •   (estens.) vitto, mezzo di sostentamento: guadagnarsi il pane; assicurarsi il pane per la vecchiaia; dacci oggi il nostro pane quotidiano, invocazione evangelica a dio contenuta nel paternostro | misurare il pane, (fig.) dare poco da mangiare | l'uomo non vive di solo pane, frase di origine biblica che si usa per sottolineare l'importanza delle esigenze spirituali dell'uomo accanto a quelle materiali    • 4 •   (fig.) alimento spirituale: il pane della scienza | pane degli angeli, l'eucaristia; nel linguaggio dei mistici, la vera sapienza, di origine divina, che costituisce il nutrimento dell'anima: oh beati quelli pochi che seggiono a quella mensa dove lo pane de li angeli si manuca!  (dante convivio)    • 5 •   pezzo, massa compatta di alcune sostanze ridotta in forma regolare, generalmente di parallelepipedo: un pane di burro, di piombo | cappello a pan di zucchero, cappello di forma conica. dim. panetto    • 6 •   (gastr.) termine che entra nella denominazione di vari dolci di origine popolare a base di farina, variamente elaborati e aromatizzati: pangiallo, panpepato    • 7 •   (agr.) blocco di terra che si lascia attorno alle radici di piante da trapiantare    • 8 •   albero del pane, pianta arborea che cresce nelle indie orientali e produce frutti commestibili ricchi di amido (fam.  moracee) | pane delle scimmie, il frutto del baobab.
pane   (2) s.m.  (mecc.) denominazione corrente del filetto della vite.
panegirico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   nelle letterature classiche, orazione di tipo elogiativo o celebrativo; nella letteratura cristiana, scritto o discorso in lode di un santo    • 2 •   (fig.) elogio ampolloso, esaltazione esagerata: intessere, fare il panegirico di qualcuno, di qualcosa   agg.  (rar.) elogiativo: orazione panegirica. 
panegirista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   autore di panegirici    • 2 •   (fig.) chi intesse lodi esagerate.
panel   s.m. invar.    • 1 •   (stat.) campione la cui struttura rimane immutata nel corso di campionamenti successivi; si utilizza nello studio campionario dell'evoluzione di un elemento nel tempo (p. e.  le variazioni del mercato di un prodotto): un panel di consumatori    • 2 •   gruppo di esperti che discute come affrontare determinati problemi economici, politici, sociali e sim.: un panel di scienziati dirà quali sono i dati da segnalare  ' tavola rotonda di uomini d'affari, di specialisti in un dato settore ecc.
panellenico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di ciò che riguarda la grecia classica nel suo insieme, che concerne tutti i popoli greci antichi: feste panelleniche; giochi panellenici. 
panellenismo   s.m.  movimento sorto alla fine del sec. xviii, che mirava a riunire in un'unica nazione tutti i popoli greci.
panello   s.m.  formella ottenuta per compressione di semi oleosi, usata come alimento per il bestiame.
panenteismo   s.m.  (filos.) dottrina secondo cui dio include il mondo senza tuttavia esaurirsi in esso; rappresenta una conciliazione di teismo e panteismo.
panereccio   o panareccio, panariccio, s.m.  (pop.) patereccio.
panerone    ⇨ pannarone.
panettaio   s.m.  [f. -a] lavorante di un burrificio o di un caseificio addetto alla panettatrice.
panettatrice   s.f.  macchina che nei caseifici serve a confezionare il burro in pani di forma e peso determinati.
panetteria   ant. panatteria, s.f.  luogo dove si fa o si vende il pane.
panettiere   ant. panattiere, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fa il pane; fornaio    • 2 •   lavorante in un panificio.
panetto   s.m.    • 1 •   dim.  di pane    • 1 •    • 2 •   pane di burro e sim.    • 3 •   nel gergo teatrale, applauso a scena aperta.
panettone   s.m.  (gastr.) dolce natalizio dalla caratteristica forma a cupola, a base di uova, zucchero, farina, lievito, burro, cedro candito e uva sultanina; è una specialità milanese.
paneuropeo   agg.  che riguarda tutta l'europa, tutti gli europei: un fenomeno culturale paneuropeo. 
panfilico   agg.  [pl. m. -ci] della panfilia, antica regione costiera dell'asia minore, oggi facente parte della turchia.
panfilo   ant. panfilio [pan-fì-lio] nel sign. 1, s.m.  (mar.)    • 1 •   imbarcazione militare a remi o a vela, simile alla galea, in uso nel mediterraneo nei secc. xiv-xv    • 2 •   grossa imbarcazione da diporto a vela o a motore, pontata almeno parzialmente; yacht.
panflettista   e deriv.   ⇨ pamphlettista e deriv. 
panforte   s.m.  (gastr.) dolce tenace e compatto di forma piatta e rotonda a base di farina, miele, spezie, nocciole, mandorle e canditi; è una specialità senese.
pangermanesimo   o pangermanismo, s.m.  movimento culturale e politico mirante a riunire in un'unica nazione tutti i popoli di lingua tedesca; sorto nel sec. xix, si è manifestato intransigente ed esasperato in epoca nazista.
pangermanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, sostenitore del pangermanesimo | anche agg.  in luogo di pangermanistico : teorie pangermaniste. 
pangermanistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al pangermanesimo o ai pangermanisti.
pangiallo   o pan giallo, s.m.  (gastr) dolce natalizio a base di farina di granturco, uva passa, nocciole, mandorle, noci e pinoli; è una specialità romana.
pangolino   s.m.  mammifero africano e asiatico con corpo lungo rivestito di grosse squame, arti brevi, coda lunghissima, lingua vischiosa con la quale cattura le formiche e le termiti di cui si nutre; in caso di pericolo si avvolge su sé stesso e si appallottola (ord.  folidoti).
pangrattato   o pan grattato, s.m.  pane raffermo grattugiato che si usa soprattutto per impanare le vivande.
pania   s.f.    • 1 •   sostanza collosa ricavata dalle bacche del vischio, usata per catturare piccoli uccelli; vischio    • 2 •   (fig.) lusinga ingannevole; adescamento fallace: cadere nella pania; chi mette il piè su l'amorosa pania, / cerchi ritrarlo, e non v'inveschi l'ale  (ariosto o. f.  xxiv, 1).
panicastrella   s.f.  pianta erbacea di alto fusto, con foglie rigide lineari e fiori bianchi in pannocchie (fam.  composite).
panicato   agg.  (vet.) si dice di carne macellata suina e bovina affetta da panicatura.
panicatura   s.f.  (vet.) infestazione delle carni suine e bovine da parte di tenie allo stadio di cisticerchi, visibili in forma di puntini bianchi.
paniccia   s.f.    • 1 •   (tosc.) farinata | (estens.) poltiglia; fare paniccia di qualcuno, di qualcosa, (fig.) massacrare di botte qualcuno, spappolare qualcosa: erano scogli acuminati e neri... che avrebbero fatto paniccia della sua carne e delle sue ossa  (viani)    • 2 •   (lig.) polenta di farina di ceci, detta anche panizza    • 3 •   (piem.) risotto con fagioli, lardo, salame o mortadella di fegato e cavoli cotti; è detto anche panizza. 
panicità   s.f.  (lett.) carattere panico; panismo: la panicità di un sentimento. 
panico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (mit.) del dio pan | nell'uso corrente, si dice di paura improvvisa e irrefrenabile come quella che si credeva fosse causata dalla presenza del dio pan: timor panico    • 2 •   (lett.) ispirato dal senso panteistico della natura: poesia panica   s.m.  terrore improvviso e incontrollabile: essere in preda al panico; lasciarsi prendere dal panico. 
panico   (2) s.m.  pianta erbacea con pannocchie compatte e semi piccolissimi che sono ottimo alimento per gli uccelli (fam.  graminacee).
panicolato   agg.  (bot.) a forma di pannocchia.
paniera   s.f.    • 1 •   cesta di vimini larga e bassa a due manici. dim. panierina  accr. panierona  pegg. panieraccia    • 2 •   contenuto di una paniera; panierata.
panieraio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fabbrica o vende panieri e paniere    • 2 •   in sicilia, operaio addetto alla raccolta degli agrumi.
panierata   s.f.  la quantità di oggetti, merce e sim. contenuta in un paniere o in una paniera: una panierata di panni. 
paniere   s.m.    • 1 •   cesta per lo più di vimini, di varie forme, provvista solitamente di manico arcuato per infilarvi il braccio: un paniere di fichi, di mele  | rompere le uova nel paniere, (fig.) far fallire i progetti altrui | far la zuppa nel paniere, (fig.) fare una cosa inutile o impossibile | punto paniere, punto di ricamo che imita l'intreccio dei lavori in paglia. dim. panieretto, panierino  vezz. panieruccio  accr. panierone  pegg. panieraccio    • 2 •   panierata: un paniere di funghi    • 3 •   (non com.) gonna sostenuta da un guardinfante; per estens., il guardinfante stesso | (estens.) sedere, deretano    • 4 •   (agr.) cannicciata con cui si protegge una pianta nei mesi invernali    • 5 •   (econ.) insieme di beni con una data composizione; nell'analisi economica, qualsiasi combinazione di beni che il consumatore confronta con altre possibili combinazioni: paniere (dei beni) della scala mobile, insieme convenzionale di beni di consumo i cui prezzi sono presi a riferimento per calcolare le variazioni del costo della vita; paniere di monete, insieme delle monete che, in date proporzioni, costituiscono un'unità di conto: l'ecu è costituito da un paniere di monete europee  | gruppo di beni in vendita a prezzo controllato.
panierino   s.m.    • 1 •   dim.  di paniere    • 2 •   cestino chiuso usato dai bambini per portare a scuola la merenda.
panificare   v. tr.  [io panìfico, tu panìfichi ecc.] trasformare in pane: farina panificata  | v. intr.  [aus. avere] fare il pane: i forni oggi non panificano. 
panificatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) panettiere, fornaio.
panificazione   s.f.  il procedimento di lavorazione del pane.
panificio   s.m.    • 1 •   stabilimento per la fabbricazione del pane    • 2 •   negozio per la vendita del pane dotato di un proprio forno per la panificazione | (estens.) qualsiasi negozio dove si vende il pane; panetteria.
paniforte   s.m.  semilavorato di legno costituito da listelli incollati a formare un piano poi rivestito di compensato.
paninaro   s.m.  [f. -a] (gerg.) appartenente a gruppi giovanili formatisi a milano negli anni ottanta e così chiamati perché tra i primi frequentatori abituali di paninoteche; il loro abbigliamento era contraddistinto dagli accessori ricercati e dai molti riferimenti alle mode statunitensi, spec. sportive.
panineria   s.f.  paninoteca.
panino   s.m.    • 1 •   dim.  di pane    • 2 •   piccolo pane, per lo più di forma rotonda, ma anche ovale, a treccia e sim., di pasta salata o dolce: panino imbottito, tagliato a metà e riempito con prosciutto, salame o altro.
paninoteca   s.f.  locale pubblico con grande assortimento di panini imbottiti, tramezzini e sim.
panislamico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda tutti i popoli o gli stati islamici: conferenza panislamica. 
panislamismo   s.m.  movimento politico-religioso tendente all'unione di tutti i popoli islamici.
panislamista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, fautore del panislamismo.
panismo   s.m.  (lett.) spirito di comunione, di compenetrazione dell'uomo con la natura; panicità: il panismo della poesia dannunziana. 
panizza   s.f.    • 1 •   (lig.) polenta di farina e ceci, detta anche paniccia    • 2 •   (piem.) risotto con fagioli, lardo, salame o mortadella di fegato e cavoli cotti; è detto anche paniccia. 
panlogico   agg.  [pl. m. -ci] del panlogismo; panlogistico.
panlogismo   s.m.  sistema filosofico che identifica tutta la realtà con la ragione e non pone nulla al di fuori di questa; in partic., nel sistema filosofico hegeliano, la risoluzione dialettica di ogni aspetto irrazionale della realtà nella finale sintesi del sapere assoluto e dello spirito.
panlogista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) fautore, seguace del panlogismo.
panlogistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) del panlogismo, dei panlogisti.
panmissia   s.f.  (biol.) situazione di una popolazione in cui gli incroci tra individui avvengono completamente a caso.
panna   (1) s.f.  la parte più grassa del latte, che si condensa in superficie quando viene lasciato riposare; crema | panna (montata), quella sbattuta fino a farla aumentare di volume e a farle assumere una consistenza soffice e schiumosa: fragole, cioccolato con panna. 
panna   (2) s.f.    • 1 •   (mar.) disposizione delle vele in linea con la direzione del vento, per cui questo non esercita pressione su di esse e il natante si arresta; per estens., condizione di un veliero fermo, per il particolare orientamento delle vele o per mancanza di vento    • 2 •   (antiq.) lo stesso che panne. 
pannare   v. intr.  [aus. avere] (rar.) fare la panna (detto del latte).
pannarola   s.f.  cucchiaio di legno usato nei caseifici per scremare il latte.
pannarone   o panerone [pa-ne-ró-ne], s.m.  formaggio bianco, fermentato, di pasta grossa e di gusto amarognolo; è specialità lombarda.
panne   s.f. invar.  arresto di un meccanismo o di un motore: un'automobile in panne; essere, rimanere in panne. 
panneggiamento   s.m.  il panneggiare; panneggio.
panneggiare   v. intr.  [io pannéggio ecc. ; aus. avere] disporre ad arte un tessuto in modo che formi pieghe armoniose; drappeggiare | in pittura e in scultura, rappresentare le pieghe delle vesti  s.m.  panneggio: maestro nel panneggiare. 
panneggiato   part. pass.  di panneggiare   agg.  disposto a panneggio; drappeggiato: tessuto panneggiato; figura panneggiata. 
panneggio   s.m.  insieme di pieghe di un tessuto disposte armoniosamente; drappeggio | in pittura e in scultura, rappresentazione delle pieghe delle vesti.
pannellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico che installa pannelli.
pannello   s.m.    • 1 •   tessuto leggero di lino, cotone e sim.; anche, pezzuola di tale tessuto | in sartoria, elemento di un abito o di una gonna femminile, cucito su un solo lato, a scopo ornamentale o anche per consentire di allargare a piacere la gonna    • 2 •   elemento piano, compreso in un riquadro portante, di cui si compone una copertura o un rivestimento: i pannelli di un armadio; una stanza rivestita con pannelli di legno    • 3 •   quadro dei comandi di un apparecchio, di una macchina e sim.    • 4 •   in tecnologia: pannello solare, dispositivo, costituito da una superficie assorbente, che utilizza la radiazione solare per il riscaldamento di acqua per usi domestici o industriali | pannello radiante, componente degli impianti di riscaldamento, costituito generalmente da serpentine di tubi incorporate nelle pareti, nei pavimenti o nei soffiti dei locali, entro le quali viene fatto circolare un fluido caldo che riscalda l'ambiente | pannello di controllo, quadro contenente una serie di indicatori e di spie che consentono di tenere sotto controllo tutti gli elementi e le attività di un macchinario complesso; check panel    • 5 •   (edil.) elemento murario prefabbricato per costruire tramezzi    • 6 •   (min.) porzione di una miniera delimitata da gallerie orizzontali e da pozzetti verticali.
pannicello   s.m.    • 1 •   dim.  di panno    • 2 •   pezzuola di tela riscaldata o impregnata di una sostanza medicamentosa, con cui si effettuano impacchi | (fig.) rimedio insufficiente, inadeguato, spec. nella loc. pannicelli caldi    • 3 •   pl.  (ant.) vesti rozze, di poco pregio.
pannicolo   s.m.  (anat.) membrana, strato: pannicolo adiposo, accumulo adiposo nel tessuto sottocutaneo.
pannilano    ⇨ pannolano.
pannilino    ⇨ pannolino 2.
panno   s.m.    • 1 •   tessuto di lana follato, in cui non si distingue l'intreccio delle fibre per l'infeltrimento superficiale | (estens.) qualsiasi tessuto pesante: un cappotto di panno; il panno verde del biliardo; un commerciante di panni, di tessuti    • 2 •   pezzo più o meno grande di tessuto destinato a un uso specifico: panno per pulire, per lucidare; panno da stiro, da spolvero; panni caldi, usati per impacchi; panno mortuario, drappo steso sulla bara | essere bianco come un panno lavato, si dice di persona pallidissima. dim. pannetto, pannicello, pannolino, pannuccio  accr. pannone  pegg. pannaccio    • 3 •   pl.  i capi di biancheria, gli indumenti, i vestiti: panni estivi, invernali; mettere i panni in bucato; rammendare i panni; essere vestito di poveri panni | non stare più nei propri panni, (fig.) essere fuori di sé dalla gioia | tagliare i panni addosso a qualcuno, (fig.) sparlarne, criticarlo | mettersi nei panni di qualcuno, (fig.) immaginare sé stessi nella situazione, per lo più difficile o incresciosa, in cui si trova un'altra persona | prov.  : i panni sporchi si lavano in famiglia, in casa, le faccende, le beghe private vanno risolte dagli interessati con discrezione, con riservatezza    • 4 •   (non com.) velo, membrana che si forma sulla superficie di qualcosa: panno del latte, panna; panno dell'uovo, la membrana vitellina o testacea, che avvolge l'albume | panno corneale, (med.) opacità della cornea provocata in genere dal tracoma.
pannocchia   s.f.    • 1 •   (bot.) infiorescenza composta, costituita di un grappolo i cui peduncoli fiorali sono a loro volta ramificati: la pannocchia della vite, del lillà    • 2 •   spiga del granturco: arrostire le pannocchie sulla brace.  dim. pannocchietta, pannocchina    • 3 •   (region.) canocchia, cicala di mare.
pannocchina   s.f.    • 1 •   dim.  di pannocchia    • 2 •   pianta erbacea da foraggio con foglie lineari e infiorescenze costituite da spighette verdi (fam.  graminacee).
pannofix   ® s.m. invar.  pelliccia morbida a pelo rasato ottenuta con una speciale lavorazione della pelliccia d'agnello d'ungheria.
pannografico   agg. f.  solo nella loc. lavagna pannografica, sussidio didattico costituito da un pannello di tessuto su cui si possono applicare figure ritagliate in cartone, plastica o altro materiale.
pannolano   o panno lano, ant. pannilano, s.m.  [pl. pannilani] tessuto morbido di lana.
pannolenci   ® s.m.  [pl. invar.  o pannilenci] panno leggero, molto morbido e compatto, in colori vivaci, usato per vesti di bambole, patchwork, fiori finti ecc.
pannolino   (1) s.m.    • 1 •   dim.  di panno    • 2 •   pezzuola un tempo di lino o cotone, oggi di altro materiale assorbente che si usa per l'igiene intima dei neonati e della donna.
pannolino   (2) o panno lino, ant. pannilino, s.m.  [pl. pannilini]    • 1 •   tessuto di solo lino    • 2 •   pl.  (ant.) biancheria intima di tela di lino; in partic., mutande.
pannolone   s.m.  assorbente igienico per adulti incontinenti.
pannonico   agg.  [pl. m. -ci] della pannonia; pannonio.
pannonio   agg.  [pl. m. -ni] della pannonia, denominazione storica di una parte dell'attuale ungheria  s.m.  [f. -nia] abitante, nativo della pannonia.
panoftalmite   s.f.  (med.) infiammazione, in genere purulenta, di tutto il globo oculare.
panoplia   s.f.    • 1 •   l'armatura completa di un guerriero    • 2 •   motivo decorativo d'ispirazione classica, consistente in una composizione di armi, corazza ed elmo.
panorama   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   veduta di un paesaggio che si ha generalmente da un luogo elevato: panorama marino, lacustre; ammirare il panorama    • 2 •   (fig.) quadro d'insieme di un fenomeno complesso; anche, rassegna, resoconto più o meno sommario di elementi, aspetti, dati che si inquadrano in un fenomeno complesso: il panorama della letteratura inglese del novecento; delineare un panorama della situazione economica    • 3 •   (teat.) fondale semicircolare monocromo che abbraccia il fondo e i lati della scena.
panoramica   s.f.    • 1 •   veduta, sguardo d'insieme | (fig.) rassegna, resoconto sommario di un fenomeno: fare una panoramica della situazione    • 2 •   fotografia di un paesaggio molto ampio, spec. se realizzata con obiettivo grandangolare | ripresa cinematografica o televisiva di una scena, generalmente ad ampio raggio, effettuata facendo ruotare gradualmente la macchina da presa sul suo asse verticale od orizzontale    • 3 •   strada panoramica    • 4 •   (med.) radiografia dell'arcata dentaria completa.
panoramicare   v. intr.  [io panoràmico ecc. ; aus. avere] (gerg.) effettuare una panoramica cinematografica o televisiva: panoramicare sulla valle. 
panoramicità   s.f.  detto di un luogo, una strada, una veduta e sim., l'essere panoramico: la panoramicità di un'altura. 
panoramico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che permette di godere un'ampia vista del paesaggio: strada panoramica | ripresa panoramica, (foto. , cine. , tv) panoramica | schermo panoramico, (cine.) di grande larghezza    • 2 •   (fig.) che abbraccia in maniera complessiva, anche se più o meno sommariamente, gli elementi di un insieme: una ricognizione panoramica dei fatti  § panoramicamente avv.    • 1 •   dal punto di vista del panorama: un viaggio panoramicamente meraviglioso    • 2 •   (fig.) in modo panoramico: esporre panoramicamente un problema. 
panormita   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -ti] (ant. , lett.) palermitano | il panormita, per antonomasia, l'umanista antonio beccadelli (1394-1471).
panorpa   s.f.  insetto dei mecotteri, il cui maschio è caratterizzato da un addome rigonfio terminante a uncino.
panpepato   o pan pepato, pampepato, s.m.  dolce a base di zucchero, farina, miele, canditi, mandorle e pepe, prodotto in varie regioni italiane.
panporcino   o pan porcino, pamporcino, s.m.  (pop.) ciclamino.
panpsichismo   o pampsichismo, s.m.  (filos.) ogni dottrina che nelle singole realtà fisiche riconosca la presenza di un'unica forza animatrice: il panpsichismo neoplatonico, rinascimentale. 
panpsichista   o pampsichista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) sostenitore, seguace del panpsichismo | anche come agg.  in luogo di panpsichistico. 
panpsichistico   o pampsichistico, agg.  [pl. m. -ci] (filos.) del panpsichismo; di, da panpsichista § panpsichisticamente avv. 
panromanzo   agg.  comune a tutte le lingue romanze: voce panromanza. 
pansé   o panzé, s.f.  adattamento it. del fr. pensée. 
pansessuale   agg.  di, relativo a pansessualismo.
pansessualismo   s.m.  ogni concezione che individui nell'istinto sessuale la motivazione primaria del comportamento psichico degli individui.
pansinusite   s.f.  (med.) infiammazione contemporanea di tutti i seni paranasali.
panslavismo   s.m.  movimento politico tendente alla riunione di tutti i popoli slavi.
panslavista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, sostenitore del panslavismo | anche come agg.  in luogo di panslavistico. 
panslavistico   agg.  [pl. m. -ci] del panslavismo; di, da panslavista.
pantacalze   s.m. pl.  lo stesso che pantacollant. 
pantacollant   s.m. pl.  pantaloni da donna molto aderenti in tessuto di maglia o elasticizzato, con sottopiede o piede finale; pantacalze, fuseau.
pantagonna   s.f.  (non com.) gonna pantalone.
pantagruelico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.)    • 1 •   degno di pantagruel, personaggio del romanzo «gargantua et pantagruel» di f. rabelais (1494-1553), che era un gigante gran mangiatore e bevitore: pranzo pantagruelico, straordinariamente abbondante e vario; fame pantagruelica, insaziabile, smodata | (estens.) che è un mangione, un gran ghiottone    • 2 •   (fig.) enorme, gigantesco: volumi di pantagrueliche dimensioni  (papini) § pantagruelicamente avv. 
pantalassico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) si dice di organismo marino capace di vivere sia sotto costa sia al largo.
pantaleone   o pantaleon, pantalon, pantalone, s.m.  (mus.) strumento cordofono inventato in francia sul finire del sec. xvii, che può essere considerato il precursore del pianoforte.
pantalonaio   s.m.  [f. -a] lavorante di sartoria specializzato nella confezione di pantaloni.
pantaloncino   s.m.  (spec. pl.) calzoni corti da bambino, o dell'abbigliamento estivo e sportivo degli adulti.
pantalone   (1) s.m.  (spec. pl.) lo stesso che calzone  (anche nelle loc. fig.): pantaloni corti, lunghi; pantalone da uomo, da donna  | ciascuna delle due parti delle quali si compone l'indumento. dim. pantaloncino  | in funzione di agg.  : gonna pantalone, capo di vestiario femminile costituito da un paio di pantaloni corti al ginocchio, assai ampi, tanto da sembrare una gonna.
pantalone   (2)  ⇨ pantaleone.
pantalone   (3) s.m.  (non com.) vecchio ricco e avaro | paga pantalone, (scherz.) pagano sempre gli stessi, mentre altri non pagano mai.
pantana   (1)  ⇨ pantano.
pantana   (2) s.f.  uccello di palude dal corpo slanciato con lungo becco nerastro leggermente incurvato verso l'alto (ord.  caradriformi).
pantano   s.m. , lett. pantana s.f.    • 1 •   terreno coperto d'acque stagnanti: la melodia / che le rane / fan nelle pantane / morte  (d'annunzio) | (estens.) terreno fangoso; mota, melma, fanghiglia: il pantano delle strade    • 2 •   (fig.) situazione equivoca, di corruzione; intrigo, imbroglio: pantano morale; un pantano di menzogne, di calunnie. 
pantanoso   agg.  pieno di pantani, acquitrinoso: terreno pantanoso  | melmoso, limaccioso: acque pantanose. 
pantedesco   agg.  [pl. m. -schi] che concerne tutti i popoli di lingua e cultura tedesche.
pantegana   s.f.  (sett.) grosso topo di fogna.
panteismo   s.m.  (filos.) dottrina che attribuisce all'universo fisico i caratteri della divinità, per cui tutta la realtà si identifica con dio.
panteista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, sostenitore del panteismo | usato come agg.  in luogo di panteistico. 
panteistico   agg.  [pl. m. -ci] del panteismo, dei panteisti: concezione panteistica  § panteisticamente avv.  secondo la dottrina panteistica | (fig. lett.) in contatto immediato, in profonda comunione con la natura.
pantellerite   s.f.  (min.) roccia eruttiva alcalina, presente nell'isola di pantelleria.
panteon    ⇨ pantheon.
pantera   s.f.    • 1 •   lo stesso che leopardo; in partic. leopardo asiatico, la cui varietà più nota è quella melanica, ossia la pantera nera  (ord.  carnivori) | è simbolo di agilità e snellezza: agile come una pantera; un corpo di pantera    • 2 •   (gerg.) automobile delle pattuglie volanti della polizia    • 3 •   pantere nere, (st.) organizzazione paramilitare clandestina che fu l'espressione dell'ala più radicale del movimento rivoluzionario nero sviluppatosi negli stati uniti dopo il 1966    • 4 •   pantera, denominazione assunta dal movimento studentesco universitario nelle proteste che caratterizzarono i primi mesi del 1990 (il nome deriva dal fatto che nello stesso periodo una pantera, fuggita da uno zoo privato nei pressi di roma, risultava imprendibile nonostante le fosse data una caccia accanita).
pantesco   agg.  [pl. m. -schi] dell'isola di pantelleria  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di pantelleria.
pantheon   o panteon, s.m. invar.    • 1 •   nella religione greco-romana, tempio dedicato a tutti gli dei | (estens.) l'insieme di tutte le divinità di una religione politeistica: il pantheon induista    • 2 •   tempio dove sono sepolti i re e i personaggi illustri di una nazione | (fig. lett.) luogo ideale in cui sono raccolti i personaggi o gli eventi più gloriosi o sacri alla memoria: ci fanno colpa di voler collocare nel pantheon nazionale il nome di guglielmo oberdan  (carducci).
panto-  panto- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. pâs pantós, in cui vale 'tutto, ogni cosa' (pantocratore, pantografo).
pantoclastia   s.f.  (med.) impulso di carattere morboso che spinge a rompere tutto.
pantocratore   agg.  e s.m.  che, chi è onnipotente: giove pantocratore  | cristo pantocratore  (o il pantocratore), immagine musiva del cristo benedicente al centro della cupola o nel catino dell'abside delle chiese bizantine o ispirate all'arte bizantina.
pantofago   agg.  [pl. m. -gi] (zool.) onnivoro.
pantofobia   s.f.  (med.) timore morboso di qualsiasi cosa, tipico di gravi malattie psichiche.
pantofola   s.f.  scarpa da casa morbida e comoda di tessuto o di pelle, con o senza calcagno: essere, mettersi in pantofole, (fig.) condurre una vita scarsamente attiva e senza ambizioni.
pantofolaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi fabbrica o vende pantofole    • 2 •   (fig. spreg.) chi ama eccessivamente il quieto vivere, la vita ritirata  agg.  scarsamente attivo, rinunciatario: politica pantofolaia. 
pantofoleria   s.f.  fabbrica, negozio di pantofole.
pantografista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico che esegue lavori di incisione su vetro o metallo con il pantografo.
pantografo   s.m.    • 1 •   strumento che serve a copiare disegni in varie scale di grandezza    • 2 •   (tip.) strumento che, partendo da un originale, disegna e incide nelle varie grandezze le matrici dei caratteri di stampa    • 3 •   in ferrovia, dispositivo a forma di parallelogrammo, snodato ai vertici, per la presa di corrente da un filo aereo mediante strisciamento.
pantomima   s.f.    • 1 •   rappresentazione teatrale affidata esclusivamente all'azione mimica; può essere accompagnata da musiche o da voci fuori campo | mimodramma    • 2 •   (estens.) il gestire di chi vuol farsi intendere a segni da qualcuno senza che altri se ne accorga: fare la pantomima dietro le spalle di qualcuno    • 3 •   (fig.) situazione fittizia creata per confondere, per ingannare qualcuno; messinscena: non bisogna credergli, è solo una pantomima!. 
pantomimico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di pantomima, di pantomimi: azione pantomimica; gesti pantomimici  § pantomimicamente avv.  in modo pantomimico, con una pantomima.
pantomimo   s.m.    • 1 •   attore che esegue una pantomima; mimo    • 2 •   azione mimica; pantomima.
pantopodi   s.m. pl.  (zool.) classe di chelicerati marini simili a ragni, con corpo minuscolo, distinto in porzione cefalica, tronco segmentato e addome breve e indiviso (cl.  artropodi) | sing.  [-e] ogni individuo di tale classe.
pantoptosi   s.f.  (med.) ptosi che interessa più organi.
pantotenico   agg.  (chim. biol.) si dice di un acido organico azotato a nove atomi di carbonio che costituisce una vitamina del gruppo b ed è un fattore di accrescimento corporeo.
pantropicale   agg.  (bot.) che alligna in tutte le regioni tropicali.
pants   s.m. pl.  nel linguaggio della moda, pantaloni corti da donna; shorts.
panturchismo   s.m.  movimento politico che mirava alla riunificazione di tutti i popoli turchi in un solo stato; si diffuse dopo lo smembramento dell'impero ottomano conseguente alla prima guerra mondiale.
panunto   o pan unto, s.m.    • 1 •   fetta di pane abbrustolita su cui si fa cadere l'unto di salsiccia o di carni che stanno arrostendo    • 2 •   (scherz. non com.) l'arte della cucina | mastro panunto, il cuoco.
panurgo   s.m.  [pl. -ghi] furfante, imbroglione.
panza   e deriv.   ⇨ pancia e deriv. 
panzana   s.f.  frottola, fandonia, bugia: raccontare panzane. 
panzanella   s.f.  pane raffermo bagnato e condito con olio, aceto, sale, pepe, pomodoro, cipolla e basilico; è un piatto rustico tipico nell'italia centromeridionale.
panzarotto   o panzerotto, s.m.  (gastr.) grosso raviolo ripieno di prosciutto, formaggio, uova e altri ingredienti, per lo più fritto; è una specialità pugliese.
panzé    ⇨ pansé.
panzer   s.m. invar.    • 1 •   (mil.) carro armato    • 2 •   (fig. scherz.) persona che mira dritto allo scopo, travolgendo ogni ostacolo che incontra sul suo cammino.
panzerotto    ⇨ panzarotto.
paolinismo   s.m.  (teol.) lo studio della dottrina e dell'insegnamento dell'apostolo paolo, soprattutto per quanto riguarda i problemi della giustificazione e della grazia.
paolino   agg.    • 1 •   relativo all'apostolo paolo o a un papa di nome paolo: il messaggio, l'insegnamento paolino | cappella paolina, cappella dei palazzi vaticani costruita nel 1540 da antonio da sangallo il giovane per papa paolo iii | privilegio paolino, principio del diritto canonico che consente lo scioglimento del matrimonio celebrato fra non battezzati quando uno degli sposi si converte al cattolicesimo    • 2 •   (ant.) sciocco, ingenuo.
paolo   s.m.  nome dato al grosso papale a partire dal pontificato di paolo iii (1534-1549) e in seguito assunto da altre monete italiane di egual peso. dim. paoletto, paolino. 
paolotto   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   si dice di frate dell'ordine dei minimi, fondato nel 1435 da san francesco di paola; si dice anche di chi è membro della compagnia, della società, della conferenza di san vincenzo de' paoli, fondate nel 1833 da a. f. ozanam al fine di recare soccorso ai poveri, e costituite da persone delle classi abbienti: tutte le settimane venivano i signori di san vincenzo, quei signori detti i paolotti  (zena)    • 2 •   (fig.) clericale, bigotto, ipocrita: un'amante / paolotta  (carducci).
paonazzo   rar. pavonazzo, ant. pagonazzo, agg.  di colore rosso-violaceo: diventare paonazzo in viso | abito paonazzo, quello dei vescovi  s.m.    • 1 •   colore paonazzo    • 2 •   (rar.) veste di colore paonazzo.
paone    ⇨ pavone.
papa   s.m.  [pl. -pi]    • 1 •   il vescovo di roma e capo della chiesa cattolica, che è ritenuto dai fedeli il successore di san pietro e il vicario di cristo in terra: l'elezione del papa; il cardinale roncalli diventò papa col nome di giovanni xxiii; papa montini morì nel 1978; il potere temporale dei papi; la città dei papi, roma | il papa nero, il generale dei gesuiti (con allusione all'autorità e al potere di cui gode) | andare a roma e non vedere il papa, (fig.) tralasciare di portare a compimento un'azione nel momento stesso in cui ciò era più vicino a realizzarsi | a ogni morte di papa, (fig.) si dice di ciò che avviene molto raramente | stare, vivere come un papa, (fig.) condurre vita comoda e agiata | prov.  : morto un papa se ne fa un altro, per sottolineare che nessuno è veramente insostituibile; solo il papa è infallibile, si dice per scusare chi commette un errore    • 2 •   (fig.) persona che all'interno di un movimento o di un gruppo è considerata la massima autorità (oggi per lo più scherz.  o iron.): il papa dei gastronomi    • 3 •   una delle carte del gioco dei tarocchi.
papà   s.m.  (fam.) padre (tranne in alcune regioni, dove prevale l'uso di babbo, è l'unica forma impiegata come vocativo): papà, dove sei?; papà non è in casa; la bimba giocava col suo papà  | figlio di papà, (spreg.) chi vive contando sul denaro e il prestigio della famiglia. dim. paparino. 
papabile   agg.  e s.m.    • 1 •   si dice di un cardinale che ha probabilità di essere eletto papa    • 2 •   (estens.) si dice di chi ha probabilità di essere nominato a un dato ufficio, cattedra e sim.
papaia   o papaya, s.f.  albero tropicale d'origine americana, con fusto non ramificato; viene coltivato per i frutti commestibili simili a meloni (fam.  caricacee).
papaina   s.f.  (chim.) latice essiccato della papaia, contenente un enzima che attacca le proteine; è usato in medicina come digestivo e vermicida.
papale   agg.  del papa o che lo riguarda: benedizione, messa papale   avv.  (fam.) in modo chiaro, esplicito; senza alcuna reticenza (per lo più iterato): parlare, dire qualcosa papale papale. 
papalina   s.f.    • 1 •   piccolo copricapo tondo e rigido tipico dei prelati e del papa; zucchetto    • 2 •   berretto di lana tondo e senza tesa, per lo più con una nappa alla sommità, che un tempo portavano in casa gli uomini anziani.
papalino   agg.  del papa, spec. in quanto capo dello stato della chiesa; pontificio: le truppe papaline   s.m.    • 1 •   [f. -a] fautore del potere temporale dei papi    • 2 •   soldato pontificio.
paparazzo   s.m.  (gerg.) fotoreporter mondano che va a caccia di foto sensazionali e scandalistiche.
papas   o papasso, s.m.    • 1 •   sacerdote della chiesa bizantina    • 2 •   (fig.) capo, caporione: fare il papas. 
papato   s.m.    • 1 •   dignità, carica di un papa; pontificato: essere elevato al papato  | periodo di tempo in cui un papa resta in carica: il papato di giovanni paolo i è stato brevissimo; roma fu annessa al regno d'italia durante il papato di pio ix    • 2 •   l'istituzione del governo della chiesa, in cui l'autorità suprema è esercitata dal papa; un tempo aveva funzioni temporali e spirituali, oggi solo spirituali: la storia del papato; le lotte medievali tra il papato e l'impero. 
papaveracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee dicotiledoni caratterizzate da foglie alterne, fiori ermafroditi con corolle di quattro petali e stami numerosi; ne fa parte il papavero | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
papaveraceo   agg.  di papavero; contenuto nel papavero, estratto da esso: sostanza papaveracea. 
papaverico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) soporifero | (fig.) noioso.
papaverina   s.f.  (chim.) alcaloide dell'oppio, ricavato come sottoprodotto dell'estrazione della morfina; ha azione antispastica.
papavero   s.m.    • 1 •   (bot.) genere di piante erbacee annuali o perenni con frutti a capsula, diffuse nelle regioni temperate dell'europa e dell'asia; alcune specie sono coltivate a scopo ornamentale o per estrarne l'oppio (fam.  papaveracee) | papavero selvatico, varietà dal fiore rosso che cresce nei luoghi incolti e nei campi di frumento; rosolaccio | papavero da oppio, varietà dai cui frutti si ricava l'oppio    • 2 •   (fig.) nel linguaggio corrente, persona molto importante, che occupa un posto di primissimo piano: i papaveri della burocrazia, della finanza. 
papaya    ⇨ papaia.
papera   s.f.    • 1 •   oca giovane | (fig.) donna sciocca e ciarliera    • 2 •   (fam.) errore commesso parlando in pubblico o recitando; anche, lapsus: fare, prendere una papera. 
paperback   s.m. invar.  libro in brossura, economico.
paperino   s.m.    • 1 •   dim.  di papero    • 2 •   effetto paperino, disturbo della ricezione del linguaggio parlato, per cui si percepisce un'anomala accelerazione della sequenza verbale e un tono stridulo della voce; si verifica quando la comunicazione avviene in presenza di un fluido in cui la velocità di propagazione del suono sia molto superiore a quella nell'aria, oppure quando si ascoltano parole riprodotte a velocità superiore a quella di registrazione; può essere anche un disturbo transitorio dell'emissione della voce, in chi respira miscele di ossigeno ed elio (p. e.  i palombari).
papero   s.m.  oca giovane domestica di sesso maschile; in senso generico o con riferimento alle carni dell'animale macellato, sia il maschio sia la femmina | a papero, come un papero, nella maniera goffa e sgraziata dei paperi: camminare come un papero.  dim. paperino, paperotto, paperottolo  accr. paperone. 
papesco   agg.  [pl. -schi] (spreg.) di, da papa.
papessa   s.f.    • 1 •   titolo di una donna che fosse elevata al pontificato | la papessa giovanna, personaggio femminile leggendario che nel sec. ix si sarebbe travestito da uomo facendosi eleggere papa con il nome di giovanni viii    • 2 •   (fig. iron.) donna che esercita grande potere o influenza su un ambiente, un gruppo di persone e sim. | (scherz.) donna che vive beata negli agi    • 3 •   una delle carte del gioco dei tarocchi.
papier collé   loc. sost. m. invar.  opera pittorica ottenuta con la composizione di diversi pezzi di carta, stoffa o altro materiale incollati su tela.
papiglione   e deriv.   ⇨ papilione e deriv. 
papilionacee   o papiglionacee, s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni con frutto a legume | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
papilione   o papiglione, s.m.  (ant.) farfalla.
papilionidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di farfalle diurne a cui appartengono il macaone e il podalirio (ord.  lepidotteri) | sing.  [-e] ogni farfalla di tale famiglia.
papilla   s.f.    • 1 •   (anat.) piccolissima prominenza di forma generalmente conica, nel derma o sulle mucose: papille gustative, tattili, quelle che recepiscono rispettivamente le sensazioni del gusto e del tatto | papilla ottica, piccolo disco leggermente infossato della retina in cui si raccolgono i vasi retinici e le fibre che vanno a formare il nervo ottico | papilla duodenale  (o papilla di vater), punto rilevato della mucosa duodenale, in cui il coledoco e un ramo del dotto pancreatico confluiscono nel duodeno | papilla minor, in cui sbocca nel duodeno il secondo ramo del dotto pancreatico    • 2 •   (bot.) ciascuna delle piccolissime prominenze sull'epidermide dei petali di taluni fiori, che conferiscono alla superficie un aspetto vellutato.
papillare   agg.  di papille, delle papille; che ha natura o forma di papilla.
papilloma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore benigno a struttura papillare che si sviluppa a spese dell'epitelio di rivestimento della cute o di una mucosa.
papillomatosi   s.f.  (med.) diffusione di papillomi in una o più parti dell'organismo.
papillon   s.m. invar.  cravatta con fiocco a farfalla; cravattino, farfalla.
papilloso   agg.  (bot.) ricoperto di papille.
papiraceo   agg.  di papiro: codice papiraceo. 
papiro   s.m.    • 1 •   pianta erbacea rizomatosa originaria delle paludi dell'egitto e dell'arabia, con fusto molto alto e infiorescenza ombrelliforme (fam.  ciperacee)    • 2 •   materiale scrittorio in fogli che si ricava dal midollo dei fusti di papiro secondo una tecnica messa a punto dagli antichi egizi, poi diffusa in tutto il mondo classico: foglio, rotolo di papiro    • 3 •   testo scritto su papiro: un papiro egizio, greco, latino; decifrare un antico papiro    • 4 •   (scherz.) scritto, documento legale | (estens.) qualsiasi scritto prolisso    • 5 •   (gerg.) documento in latino maccheronico che, secondo un costume ora quasi scomparso, gli studenti universitari anziani rilasciano alle matricole dietro pagamento (per lo più di un pranzo, di un rinfresco), e che rappresenta una sorta di loro riconoscimento ufficiale    • 6 •   (ant.) carta per scrivere.
papirografia   s.f.  tecnica di disegno che utilizza carta nera o bianca ritagliata e applicata su uno sfondo a contrasto o chiusa tra due vetri.
papirografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla papirografia.
papirologia   s.f.  scienza che si occupa del restauro, la decifrazione e la trascrizione di testi antichi scritti su papiro: papirologia greca, latina. 
papirologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la papirologia.
papirologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] papirologo.
papirologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di papirologia.
papismo   s.m.  nella polemica dei teologi protestanti, il principio dell'autorità assoluta del papa nell'ambito della chiesa cattolica.
papista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nella polemica dei teologi protestanti, sostenitore, fautore del papismo; più genericamente, cattolico romano | essere più papista del papa, (fig.) sostenere un'idea con maggiore intransigenza dei suoi stessi promotori.
papistico   agg.  [pl. m. -ci] del papismo; da papista.
pappa   (1) s.f.    • 1 •   minestra semiliquida di pane, semolino o altra farina di cereali cotti in acqua o in brodo; per estens., qualsiasi cibo dei bambini appena svezzati | (tosc.) pancotto: pappa col pomodoro  | essere una pappa, (fig.) si dice di minestra o altro cibo che si è sfatto per eccesso di cottura | aver, volere, trovare la pappa pronta, (fig. fam.) si dice a proposito di chi non intende o non ha bisogno di impegnarsi per ottenere quanto desidera | mangiare la pappa in capo a uno, (fig. scherz.) essere più alto di lui | scodellare la pappa a qualcuno, (fig. fam.) preparargli minutamente il lavoro da fare. dim. pappetta, pappina  accr. pappona, pappone  (m.)    • 2 •   pappa reale, speciale alimento energetico, diverso dal miele, che le api operaie producono per il nutrimento delle regine e delle loro larve.
pappa   (2) s.m. invar.  (gerg.) sfruttatore di prostitute; magnaccia, pappone.
pappafico   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (sett.) rigogolo, beccafico    • 2 •   (mar.) lo stesso, ma antiq., che velaccino    • 3 •   (region.) il pizzo della barba    • 4 •   (ant.) sorta di cappuccio.
pappagallesco   agg.  [pl. m. -schi] da pappagallo (solo fig.): un'imitazione pappagallesca  § pappagallescamente avv. 
pappagallismo   s.m.    • 1 •   tendenza a ripetere meccanicamente ciò che si è letto, sentito o visto fare    • 2 •   il comportamento di chi molesta le donne per strada con inopportuni corteggiamenti.
pappagallo   s.m.    • 1 •   uccello esotico addomesticabile, con caratteristico becco adunco e colori smaglianti; alcune specie imitano le parole del linguaggio umano (ord.  psittaciformi). dim. pappagalletto, pappagallino, pappagalluccio  accr. pappagallone    • 2 •   (fig.) chi ripete o imita senza discernimento né personalità comportamenti, detti o scritti altrui    • 3 •   uomo che molesta le donne per strada    • 4 •   recipiente, usato per lo più negli ospedali, di cui si servono gli uomini costretti a letto per orinare    • 5 •   pinza da idraulici o da meccanici, con manici lunghi e apertura regolabile.
pappagorgia   s.f.  [pl. -ge] rotolo adiposo che si forma sotto il mento delle persone grasse: avere la pappagorgia; un mento che affonda nella pappagorgia  (pirandello).
pappalardo   s.m.    • 1 •   (antiq.) mangione, ghiottone | uomo sciocco, balordo    • 2 •   (ant.) falso devoto; baciapile, bigotto.
pappamolle   o pappa molle, pappamolla, s.m.  e f. invar.  persona di carattere indolente o fisicamente fiacca.
pappardella   s.f.    • 1 •   spec. pl.  (tosc.) lasagna che si cuoce in acqua o brodo, e si condisce con sugo di carne: pappardelle al sugo di lepre    • 2 •   (fig.) scritto o discorso lungo e noioso: non la finisce più con la sua pappardella. 
pappare   v. tr.  (fam.)    • 1 •   mangiare abbondantemente e con avidità    • 2 •   (fig.) nel linguaggio corrente, appropriarsi in modo esclusivo e con rapacità di un bene, un vantaggio, un guadagno: si pappò tutti i proventi dell'affare. 
pappata   s.f.  (fam.) il pappare (anche fig.).
pappataci   s.m.    • 1 •   piccolo insetto dal volo silenzioso, con corpo molto peloso e vistoso apparato boccale pungente, col quale si nutre del sangue di molti vertebrati, compreso l'uomo; è diffuso nelle zone umide delle regioni temperate (ord.  ditteri) | febbre da pappataci, provocata da un virus che può essere trasmesso dalla puntura dell'insetto    • 2 •   (fig.) chi, per timore, per debolezza o anche per tornaconto, sopporta in silenzio cose vergognose.
pappatore   s.m.  [f. -trice] (fam.) chi pappa; mangione | (fig.) scroccone.
pappatoria   s.f.  (fam.)    • 1 •   pappata, gran mangiata | (estens.) i cibi, le vivande approntate per un pranzo    • 2 •   (fig.) mangeria, guadagno illecito.
pappina   s.f.    • 1 •   dim.  di pappa    • 1 •    • 2 •   impiastro di semi di lino    • 3 •   (fam.) ramanzina.
pappino   s.m.  (tosc.) infermiere | soldato di sanità.
pappo   (1) s.m.  (bot.) formazione tipica dei frutti delle composite, costituita da un ciuffo peloso atto a favorire la disseminazione anemofila.
pappo   (2) s.m.  nel linguaggio infantile, il pane o un altro cibo: anzi che tu lasciassi il 'pappo' e 'l 'dindi'  (prima che tu uscissi dall'infanzia; dante purg.  xi, 105).
pappolata   s.f.  (fam.)    • 1 •   vivanda papposa    • 2 •   (fig.) discorso prolisso e insulso.
pappone   s.m.    • 1 •   [f. -a] (fam.) persona ingorda; mangione    • 2 •   (gerg.) sfruttatore di prostitute; pappa.
papposo   (1) agg.  (bot.) che ha il pappo: frutto papposo. 
papposo   (2) agg.  che ha consistenza di pappa: minestra papposa. 
pappuccia   s.f.  [pl. -ce] (non com.) babbuccia.
paprica   o paprika, s.f.  droga alimentare assai piccante, ottenuta seccando e polverizzando peperoni rossi.
pap-test  pap-test s.m. invar.  (med.) test per la diagnosi precoce dei tumori della cervice uterina e di altre affezioni dell'apparato genitale femminile, che si effettua attraverso l'esame citologico di un campione di secrezione vaginale; esame colpocitologico.
papuano   o papuaso, agg.  della papuasia o nuova guinea, stato dell'oceania  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della papuasia.
papula   s.f.  (med.) rilievo patologico, solido e rotondeggiante, della cute.
papuloso   agg.  (med.) di papula: lesione papulosa  | caratterizzato dalla presenza di papule: dermatosi papulosa. 
para   s.f.  (antiq.) gomma naturale ottenuta per affumicamento del latice di hevea | (estens.) gomma naturale di prima qualità: scarpe con suola di para. 
parà   s.m.  paracadutista.
para-  para- (1) primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. pará  'presso, accanto, oltre'; può indicare vicinanza, somiglianza, affinità o deviazione, alterazione, contrapposizione (paramilitare, paranormale); in chimica compare nei composti derivati dal benzene per sostituzione di due atomi di idrogeno dell'anello benzenico quando gli atomi sostituiti sono distanziati fra loro da altri due (paraldeide).
para-  para- (2) primo elemento di parole composte, tratto da parare; indica riparo, protezione rispetto a ciò che è espresso nel secondo elemento (paracadute, parafango).
parabancario   agg.  si dice di attività di intermediazione finanziaria diversa da quella svolta tradizionalmente dalle banche, come il factoring, il leasing, i fondi d'investimento  s.m.  il settore delle attività parabancarie.
parabasi   ant. parabase, s.f.  nella commedia attica antica, pausa dell'azione durante la quale il coro, avanzando sulla scena e rivolgendosi al pubblico, esprimeva le idee politiche ed estetiche del poeta.
parabellum   agg. invar.  si dice di tipo di pistola automatica di fabbricazione tedesca; anche, di un tipo di fucile mitragliatore a caricatore circolare che era fabbricato nell'ex unione sovietica | di un tipo di munizione per arma da fuoco portatile, di calibro    • 9 •   mm.
parabile   agg.  che si può parare: tiro parabile. 
parabola   (1) s.f.    • 1 •   (mat.) curva algebrica ottenuta sezionando un cono mediante un piano parallelo a una sua generatrice | conica che rappresenta il luogo dei punti equidistanti da un punto fisso (fuoco) e da una retta fissa (direttrice) | parabola di un proiettile, di un pallone, la traiettoria descritta in aria dal punto di partenza a quello di arrivo    • 2 •   (fig.) andamento di un fenomeno, un evento e sim., che dopo avere raggiunto il culmine incomincia a declinare: la civiltà romana toccò il vertice della sua parabola con augusto; essere nella fase ascendente, discendente della parabola. 
parabola   (2) s.f.    • 1 •   breve racconto allegorico che esprime un insegnamento morale o religioso: le parabole evangeliche; la parabola del figliol prodigo    • 2 •   (ant.) parola; espressione.
parabolano   s.m.  [f. -a] (rar.) chiacchierone, fanfarone.
parabolico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (mat.) di parabola; che ha figura di parabola: moto parabolico; curva parabolica    • 2 •   impropriamente, paraboloidico: riflettore parabolico; antenna parabolica. 
parabolico   (2) agg.  (non com.) in forma di parabola: discorso parabolico  § parabolicamente avv. 
paraboloide   s.m.    • 1 •   (mat.) superficie simmetrica le cui sezioni con piani passanti per l'asse di simmetria o a esso paralleli sono parabole, mentre le sezioni con piani perpendicolari all'asse di simmetria possono essere cerchi (paraboloide rotondo), ellissi (paraboloide ellittico) o iperboli (paraboloide iperbolico); è la rappresentazione grafica di una quadrica    • 2 •   (telecom.) tipo di antenna radio a forma di tronco di paraboloide.
paraboloidico   agg.  [pl. m. -ci] a forma di paraboloide o di tronco di paraboloide: specchio paraboloidico. 
parabolone   s.m.  [f. -a] (rar.) parabolano.
parabordo   s.m. invar.  (mar.) riparo di sughero, plastica o altro materiale, che si pone lungo le murate di una nave o di un'imbarcazione per attutirne gli urti o gli sfregamenti contro le banchine o contro altri natanti.
parabrace   s.m. invar.  riparo in ferro per caminetti che serve a contenere la brace.
parabrezza   s.m. invar.  nei veicoli, vetro anteriore di protezione.
paracadutare   v. tr.  lanciare col paracadute: paracadutare truppe, rifornimenti  | paracadutarsi v. rifl.  lanciarsi col paracadute: paracadutarsi sull'obiettivo. 
paracadute   s.m. invar.    • 1 •   dispositivo atto a ridurre la velocità di caduta libera di un corpo nell'aria, usato sugli aerei come mezzo di salvataggio o per lanciare truppe, munizioni, viveri ecc.; è costituito gener. da una o più calotte semisferiche di tessuto leggero collegate con un sistema di funi a un dispositivo cui è fissato il carico: allacciarsi, aprire il paracadute  | fare da paracadute a qualcuno, (fig.) proteggerlo da eventuali rischi, danni e sim.    • 2 •   dispositivo di forma simile al precedente la cui azione si somma a quella dei normali dispositivi di frenatura in veicoli veloci che procedano su traiettoria orizzontale.
paracadutismo   s.m.  l'attività, l'esercizio di paracadutarsi da un aereo in volo a scopo bellico o sportivo.
paracadutista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica il paracadutismo  agg.  (mil.) addestrato a lanciarsi col paracadute: reparto paracadutista. 
paracadutistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al paracadutismo o ai paracadutisti: lancio paracadutistico. 
paracalli   s.m.  anello di ovatta, feltro o sim. che, applicato in modo che circondi un callo di un piede, ne evita il contatto con la scarpa.
paracamino   s.m.  pannello in metallo o altro materiale che chiude la bocca del camino quando il fuoco è spento.
paracarro   s.m.  ciascuna delle colonnine di pietra, cemento o plastica infisse a intervalli regolari lungo i bordi delle strade, per impedire eventuali fuoriuscite dei veicoli dalla sede stradale e per segnalare il margine della carreggiata.
paracenere   s.m. invar.  basso riparo metallico per caminetti che si pone davanti alla fiamma per impedire alla cenere di spargersi sul pavimento.
paracentesi   s.f.  (med.) prelievo di liquido a scopo diagnostico o terapeutico dalla cavità addominale e da quella timpanica mediante ago e siringa: paracentesi addominale, timpanica. 
paracentrico   agg.  [pl. m. -ci] situato presso il centro: porta paracentrica, negli autobus a tre porte, quella centrale.
paracera   s.m. invar.  piattello fissato al sostegno di una candela su cui si raccoglie la cera che cola.
paracielo   s.m.  (non com.) ogni riparo che si stende al di sopra di qualcosa; tettuccio, tettoia: il paracielo del pulpito. 
paracinesi   s.f.  in esperimenti di parapsicologia, movimento incontrollato di oggetti.
paracinesia   s.f.  (med.) alterazione della motilità (p. e.  crampi, convulsioni) riscontrabile in molte affezioni del sistema nervoso centrale.
paraclasi   s.f.  (geol.) faglia.
paracleto   o paraclito [pa-rà-cli-to], agg.  (teol.) nel vangelo di giovanni, epiteto dello spirito santo in quanto inviato dal padre in aiuto degli uomini, dopo che il figlio è asceso al cielo | anche come s.m.  : il paracleto  o il paraclito. 
paracolpi   s.m.  elemento elastico, gener. di gomma o plastica morbida, che si fissa al battente di una porta per impedire che sbatta contro il muro o contro un mobile quando viene aperta.
paracqua   s.m. invar.  (region.) ombrello.
paraculo   agg.  e s.m.  [f. -a] (region. volg.) si dice di persona furba, abile nel fare il proprio interesse senza darlo a vedere.
paracusia   s.f.  (med.) alterazione della percezione del tono e dell'intensità dei suoni.
paradenite   s.f.  (med.) infiammazione del tessuto connettivo che circonda una ghiandola.
paradenti   s.m.  sorta di cuscinetto di gomma che i pugili stringono fra i denti per proteggerli dai colpi durante l'incontro.
paradentite   s.f.  (med.) periodontite.
paradentoma   s.m.  [pl. mi] (med.) tumore della gengiva.
paradentosi   s.f.  (med.) periodontosi.
paradenzio   s.m.  (anat.) periodonto.
paradigma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (gramm.) modello della coniugazione di un verbo o della declinazione di un nome | (ling.) insieme di unità (fonetiche, morfologiche, lessicali ecc.) fra le quali intercorre un rapporto virtuale di sostituibilità in un medesimo contesto    • 2 •   esempio, modello; termine di paragone assoluto: paradigma morale. 
paradigmatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (gramm. , ling.) relativo a un paradigma | rapporti paradigmatici, quelli intercorrenti tra unità linguistiche che possono occorrere in uno stesso enunciato (in contrapposizione a rapporti sintagmatici)    • 2 •   (lett.) che serve di modello, di esempio; esemplare § paradigmaticamente avv. 
paradisea   s.f.  uccello onnivoro della nuova guinea, dalle forme eleganti e dai colori vistosi, il cui maschio porta ai lati del corpo due grandi ciuffi di penne variopinte; uccello del paradiso (ord.  passeriformi).
paradisiaco   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, del paradiso: beatitudine paradisiaca    • 2 •   (fig.) da paradiso, degno del paradiso; celestiale: un luogo, un paesaggio paradisiaco; una visione paradisiaca; estasi, quiete paradisiaca. 
paradiso   (1) s.m.    • 1 •   secondo la religione cristiana, stato di beatitudine eterna riservato alle anime dei giusti dopo la morte, che comporta la visione beatifica di dio | la strada del paradiso, la vita virtuosa | andare in paradiso, morire in grazia di dio | volare in paradiso, si dice di un bambino che muore | guadagnarsi il paradiso, compiendo buone azioni o sopportando pazientemente le sofferenze terrene | giocarsi il paradiso, peccando senza ravvedersi | voler andare in paradiso in carrozza, (fig.) pretendere di ottenere qualcosa di eccezionale senza nessuna fatica | stare in paradiso a dispetto dei santi, (fig.) stare in un posto dove non si è graditi | avere dei santi in paradiso, (fig.) avere amicizie influenti, godere della protezione di persone importanti    • 2 •   paradiso terrestre, secondo l'antico testamento, il giardino dove dio pose adamo ed eva dopo averli creati; eden    • 3 •   (estens.) l'oltretomba dei buoni, variamente inteso a seconda delle diverse religioni: il paradiso dei maomettani    • 4 •   (fig.) stato di completa felicità: sentirsi in paradiso  | luogo ameno e delizioso: questa campagna è un paradiso  | di paradiso, bellissimo, incantevole: un volto, una voce di paradiso; un giorno di paradiso  | paradiso artificiale, stato di beatitudine prodotto dall'assunzione di droghe | paradiso fiscale, nel linguaggio giornalistico, stato in cui l'imposta sul reddito è lieve o comporta esenzioni tali da incoraggiare gli investimenti di non residenti    • 5 •   (arch.) nelle chiese paleocristiane e romaniche, il cortile scoperto circondato dal quadriportico dinanzi alla chiesa    • 6 •   uccello del paradiso, (zool.) paradisea.
paradiso   (2) agg.    • 1 •   (ant. , lett.) che è del paradiso; detto di frutto o pianta, degno del paradiso terrestre    • 2 •   (bot.) si dice di alcune varietà di alberi o frutti: melo paradiso, coltivato come portainnesto di altre varietà di melo di piccole dimensioni; uva paradisa, varietà coltivata spec. nel bolognese, con acini giallo-rossicci e polpa tenera e dolce.
paradorso   s.m.  lo stesso che paradosso  nelle accezioni del linguaggio militare ed edile.
paradossale   agg.  che ha natura di paradosso; assurdo, o apparentemente tale: un ragionamento paradossale  | (estens.) bizzarro, stravagante: un personaggio paradossale  § paradossalmente avv. 
paradossalità   s.f.  l'essere paradossale: la paradossalità di una tesi, di una situazione. 
paradosso   (1) s.m.    • 1 •   affermazione, opinione, tesi che, nonostante sia in contrasto con l'esperienza comune, si dimostra di fatto fondata: un paradosso fisico, matematico  | (filos.) ragionamento logico che parte da un presupposto falso; sofisma: i paradossi di zenone di elea  | nella logica contemporanea, antinomia    • 2 •   (estens.) affermazione, ragionamento, tesi sorprendente: argomentare, ragionare per paradossi; i paradossi di oscar wilde  | fatto, comportamento che si presenta come contrario alla logica, incoerente: tutta la sua vita è stata un paradosso; il paradosso di metropoli in gran parte abitate, e solo durante poche ore del giorno, da gente suburbana  (e. cecchi)  agg.  (med.) si dice di fenomeno contrario alle aspettative.
paradosso   (2) s.m.    • 1 •   (mil.) rilievo in terra costruito alle spalle di una trincea    • 2 •   (edil.) nell'orditura del tetto, trave portante disposta secondo l'inclinazione della falda.
paraelettrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) dielettrico.
paraemoglobina   s.f.  (biol.) derivato abnorme dell'emoglobina che si produce per azione di agenti tossici nell'organismo.
parafa   o paraffa, s.f. , meno com. paraffo s.m.  (burocr.) firma abbreviata, sigla che si appone in calce a un atto, a un documento ecc.
parafango   s.m.  [pl. -ghi] elemento di lamiera, talvolta di plastica, sagomato a doccia, che contorna la parte superiore delle ruote di un veicolo per impedire che, rotolando, spruzzino acqua e fango.
parafare   o paraffare, v. tr.  (burocr.) sottoscrivere con una parafa; siglare.
parafarmaceutico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di prodotto di parafarmacia.
parafarmacia   s.f.  la produzione dei parafarmaci; l'insieme dei parafarmaci.
parafarmaco   s.m.  [pl. -ci] prodotto cosmetico, dietetico e sim. che, pur non essendo un farmaco, produce effetti sulla salute dell'organismo e viene commercializzato attraverso le farmacie.
parafasia   s.f.  (med. , psicol.) disturbo del linguaggio caratterizzato da trasposizione di sillabe o parole o sostituzione di quelle esatte con altre sbagliate.
parafernale   agg.  (dir.) si dice di un bene della moglie che non fa parte della dote o che non è comunque oggetto di convenzioni matrimoniali.
paraffa   e deriv.   ⇨ parafa e deriv. 
paraffina   s.f.    • 1 •   sostanza grassa, solida, combustibile, costituita da una miscela di idrocarburi, ricavata dalla lavorazione del petrolio e utilizzata nella preparazione di candele, appretti, isolanti elettrici ecc. | prova del guanto di paraffina, sistema usato dalla polizia scientifica per rivelare tracce di polvere da sparo eventualmente presenti sulle mani di qualcuno    • 2 •   (chim.) ogni composto organico appartenente alla serie degli idrocarburi alifatici saturi.
paraffinare   v. tr.  impregnare, ricoprire di paraffina.
paraffinatura   s.f.  l'operazione del paraffinare.
paraffinico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a paraffina.
paraffo    ⇨ parafa.
parafiamma   s.m. invar.    • 1 •   paratia di materiale refrattario usata nelle polveriere, nelle fabbriche di esplosivi e sim. per separare ambienti dove vi sia pericolo di esplosioni o di incendi    • 2 •   nelle armi da fuoco a tiro rapido, dispositivo che si colloca all'estremità della canna per smorzare le fiammate degli spari  agg. invar.  capace di impedire o trattenere il propagarsi delle fiamme.
parafimosi   s.f.  (med.) malformazione per cui il prepuzio, una volta ritirato alla base del glande, non può più tornare in posizione naturale, provocando uno strozzamento e una tumefazione assai dolorosi.
parafiscale   agg.  relativo alla parafiscalità: tributi parafiscali. 
parafiscalità   s.f.  attività finanziaria consistente nella imposizione e riscossione di tributi da parte di enti pubblici non territoriali (come gli enti di previdenza), che così adempiono agli scopi assegnati loro per legge.
paraflying   s.m. invar.  sport che si pratica con sci d'acqua e paracadute; dopo l'avvio sugli sci, l'apertura del paracadute in velocità fa alzare in volo l'atleta che, continuando a restare al traino del motoscafo, deve mantenersi in quota pilotando opportunamente il paracadute.
parafrasare   v. tr.  [io paràfraso ecc.] fare la parafrasi di un testo: parafrasare una poesia  | (estens. spreg.) imitare senza originalità.
parafrasi   ant. parafrase, s.f.  esposizione del contenuto di un testo con parole proprie, per lo più a scopo esplicativo: fare la parafrasi di un canto dell'eneide. 
parafrasia   s.f.  (med. , psicol.) disturbo del linguaggio consistente nell'incapacità di esprimersi seguendo un ordine sintattico e logico.
parafraste   s.m.  (lett.) chi fa la parafrasi di un testo.
parafrastico   agg.  [pl. m. -ci] che contiene parafrasi; che è una parafrasi: svolgimento parafrastico  § parafrasticamente avv.  per mezzo di parafrasi.
parafrenia   s.f.  (psich.) sindrome di tipo schizofrenico caratterizzata da stati deliranti e allucinatòri.
parafulmine   s.m.  dispositivo di protezione contro i fulmini, posto su edifici, ciminiere, navi ecc., che nella forma più semplice è costituito da un'asta metallica appuntita collegata al terreno con un grosso filo metallico, per attirare i fulmini e farli scaricare a terra | fare da parafulmine, (fig.) prendere su di sé rimproveri, punizioni e sim. per proteggere altri.
parafuoco   s.m. invar.  pannello mobile di forma per lo più rettangolare, generalmente di lamiera o di legno, che si pone dinanzi al camino o alla stufa per riparare chi vi sta vicino dal calore eccessivo e dalle faville.
parageusia   s.f.  (med.) alterazione della sensibilità gustativa.
paraggio   (1) s.m.  (spec. pl.)    • 1 •   (mar.) tratto di mare vicino alla costa    • 2 •   (estens.) vicinanze, dintorni: abitare nei paraggi della stazione. 
paraggio   (2) s.m.  (ant.)    • 1 •   condizione sociale: dama di grande, alto paraggio; uomo di basso paraggio  | casata, discendenza    • 2 •   origine nobile; nobiltà: quel poco di paraggio / che vi fa ir superbi  (petrarca trionfi)    • 3 •   nel diritto feudale, la quota dei beni che il primogenito, titolare esclusivo della successione del feudo, era obbligato ad assegnare ai fratelli cadetti.
paragocce   agg.  e s.m. invar.  si dice di particolari tappi con beccuccio che si applicano alle bottiglie per impedire che il liquido sgoccioli dal collo, o anche di speciali anelli di spugna sintetica che si mettono, con il medesimo scopo, al collo delle bottiglie.
paragoge   s.f.  (ling.) epitesi.
paragogico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di paragoge.
paragonabile   agg.  che si può paragonare: quest'abito non è neppure lontanamente paragonabile al tuo!. 
paragonare   v. tr.  [io paragóno ecc.]    • 1 •   esaminare due persone o cose per formulare un giudizio che ne valuti la somiglianza, l'affinità o la diversità, traendo una conclusione sul rispettivo merito, valore ecc.; confrontare: paragonare (tra loro) due scrittori; paragonare un tessuto a, con un altro    • 2 •   ritenere simile; assomigliare: paragonare la terra a una palla    • 3 •   (ant.) saggiare l'oro sulla pietra di paragone o con altro metodo    • 4 •   (ant.) eguagliare, pareggiare | paragonarsi v. rifl.  porsi a confronto: vuoi forse paragonarti con lui?. 
paragone   s.m.    • 1 •   il paragonare; confronto: fare, stabilire un paragone; mettere a paragone due poeti, due opere; mettersi a paragone, paragonarsi | i termini del paragone, le cose o le persone che si confrontano tra loro | a paragone di, in paragone di, a, rispetto a: la mia casa, a paragone della sua, è molto piccola; l'azienda ha prodotto poco in paragone allo scorso anno  | reggere il paragone, non sfigurare | complemento di paragone, (gramm.) il secondo termine di una comparazione (p. e.  mario è più bravo di te)    • 2 •   esempio di cosa considerata simile a un'altra: portare un paragone; un paragone giusto, indovinato, sbagliato, che non regge    • 3 •   somiglianza, affinità: non c'è paragone tra questa e quella moto | essere senza paragone  (o paragoni), non avere paragone  (o paragoni), si dice di cosa indiscutibilmente superiore alle altre    • 4 •   pietra di paragone, diaspro nero usato un tempo per saggiare l'oro; (fig.) termine di confronto.
paragrafare   v. tr.  [io paràgrafo ecc.] segnare con paragrafi, dividere in paragrafi: paragrafare un testo. 
paragrafo   s.m.    • 1 •   ciascuna delle parti in cui sono suddivisi i capitoli di un testo. dim. paragrafetto    • 2 •   segno per indicare il paragrafo [y°].
paragramma   s.m.  [pl. -mi] (ret.) accostamento di due parole che differiscono per un solo grafema (p. e. pozzo, pezzo; santo, sarto).
paragrilletto   s.m.  elemento metallico arcuato che nelle armi da fuoco portatili è posto sotto il grilletto per impedirne l'azionamento accidentale; è detto anche guardamano. 
paraguaiano   o paraguayano, agg.  del paraguay, stato dell'america meridionale  s.m.  [f. -a] nativo, abitante del paraguay.
parainfluenzale   agg.  (med.) si dice di virus simile a quello influenzale, ma con caratteri antigenici propri.
paraipotassi   s.f.  (ling.) costruzione sintattica di carattere ipotattico che però introduce le subordinate per mezzo di elementi propri della coordinazione, come la congiunzione e. 
paraipotattico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) proprio della paraipotassi: costruzione paraipotattica  § paraipotatticamente avv. 
paralalia   s.f.  (psicol.) disturbo del linguaggio che consiste nel sostituire una o più parole con altre di suono simile ma prive di senso.
paraldeide   s.f.  (chim.) composto organico a sei atomi di carbonio formato dall'unione di tre molecole di acetaldeide, usato in medicina per le sue proprietà ipnotiche e sedative.
paralello    ⇨ parallelo.
paralessi   s.f.  (ret.) preterizione.
paralessia   s.f.  (med.) forma di parafasia consistente nell'incapacità di leggere correttamente a voce alta, per l'involontaria sostituzione di parole scritte con altre prive di significato.
paraletterario   agg.  relativo alla paraletteratura.
paraletteratura   s.f.  letteratura di consumo.
paralinguistica   s.f.  studio di tutti quei fenomeni (tono, cadenza, volume, intonazione ecc. delle frasi) che accompagnano l'espressione linguistica e che integrano il significato delle parole.
paralinguistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla paralinguistica: fenomeni paralinguistici. 
paralipomeni   s.m. pl.    • 1 •   nome con cui nella versione greca dell'antico testamento sono indicati i due libri delle «cronache», in quanto integrano le vicende narrate nei libri di samuele e dei re    • 2 •   (estens.) scritto, testo, opera che costituisce (di fatto o per finzione letteraria) il completamento, l'integrazione o la continuazione di un'opera precedente: «paralipomeni della batracomiomachia», titolo di un poemetto in ottave composto da g. leopardi intorno al 1831-32 e che si presenta come continuazione della pseudomerica «batracomiomachia» (battaglia delle rane e dei topi).
paralisi   ant. parlasia, parlesia, paralisia, s.f.    • 1 •   (med.) perdita della sensibilità e della mobilità di uno o più muscoli, per lesioni delle vie nervose: paralisi spastica, flaccida  | paralisi progressiva, affezione di origine luetica che colpisce il cervello | paralisi infantile, poliomielite    • 2 •   (fig.) arresto, blocco della normale attività o funzionalità di qualcosa: paralisi del traffico, del commercio. 
paralitico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che è proprio della paralisi: stato paralitico   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da paralisi.
paralizzare   v. tr.    • 1 •   (med.) rendere paralitico    • 2 •   (fig.) arrestare, impedire, bloccare: il maltempo ha paralizzato le comunicazioni. 
paralizzato   part. pass.  di paralizzare   agg.    • 1 •   (med.) colpito da paralisi: un braccio paralizzato    • 2 •   (fig.) impedito, bloccato: traffico paralizzato. 
parallasse   s.f.    • 1 •   (fis.) spostamento apparente di un oggetto rispetto a un riferimento quando lo si osservi da due punti diversi: errore di parallasse, errore di apprezzamento compiuto nella lettura di uno strumento quando la retta che congiunge il punto di osservazione e l'indice di lettura incontra la scala graduata non ortogonalmente ma in direzione obliqua    • 2 •   (astr.) angolo sotto il quale è vista una data unità di lunghezza (raggio terrestre, raggio dell'orbita terrestre) da un corpo celeste.
parallattico   agg.  [pl. m. -ci] (fis. , astr.) di parallasse: angolo parallattico, quello formato dai circoli meridiano e verticale passanti per un astro.
parallela   s.f.    • 1 •   (geom.) retta parallela    • 2 •   pl.  strumento usato per tracciare linee parallele    • 3 •   pl.  attrezzo da ginnastica costituito da due sbarre di legno parallele tra loro, sostenute da supporti | parallele asimmetriche, con le sbarre poste ad altezze disuguali, usate solo nella ginnastica femminile    • 4 •   spec. pl.  nella tecnica delle fortificazioni, trinceramento parallelo al fronte d'attacco, con funzione di collegamento e base di partenza.
parallelepipedo   s.m.  (geom.) prisma che ha per facce sei parallelogrammi.
parallelinervio   agg.  (bot.) si dice di foglia con nervature parallele dalla base della lamina all'apice.
parallelismo   s.m.    • 1 •   (geom.) relazione tra due o più enti paralleli    • 2 •   (estens.) disposizione parallela di due o più oggetti    • 3 •   (fig.) relazione di corrispondenza, di analogia tra due o più fatti o fenomeni: non esiste alcun parallelismo tra circostanze così diverse    • 4 •   (biol.) sviluppo di diversi organi nello stesso senso | parallelismo morfologico, somiglianza di organi in organismi assai diversi fra loro    • 5 •   parallelismo psicofisico, teoria psicologica elaborata dal tedesco g. t. fechner (1801-1877) secondo cui i fatti psichici e quelli fisiologici e fisici si svolgono in due serie parallele, tra le quali vi sono costanti corrispondenze    • 6 •   (ret.) procedimento stilistico che ricorre nell'antica poesia orientale, spec. biblica, consistente nell'enunciare un pensiero in due modi diversi nella forma, ma equivalenti nella sostanza | figura sintattica consistente nel disporre nello stesso ordine gli elementi costitutivi di due sintagmi contigui (p. e. occhi azzurri, capelli biondi).
parallelizzare   v. tr.    • 1 •   disporre parallelamente    • 2 •   far funzionare simultaneamente due apparecchi che svolgono lo stesso lavoro.
parallelo   ant. paralello, agg.    • 1 •   (geom.) si dice di rette complanari, di piani o di rette e piani che in ogni loro punto sono equidistanti    • 2 •   (estens.) si dice di cose che procedono equidistanti nella stessa direzione: binari paralleli; una strada parallela alla via principale; la linea ferroviaria corre parallela alla costa    • 3 •   (fig.) si dice di fatti o fenomeni che si svolgono in modo analogo, con reciproche corrispondenze, senza tuttavia interferire l'uno sull'altro: corsi paralleli di lingua straniera; stati che fanno una politica parallela    • 4 •   movimento parallelo, (mus.) il procedere simultaneo di due o più parti di una composizione in senso ascendente o discendente    • 5 •   slalom parallelo, (sport) nello sci, gara di slalom speciale nella quale due atleti scendono contemporaneamente su due piste affiancate    • 6 •   in elettronica e informatica, che utilizza più canali, unità o dispositivi simultaneamente, per realizzare un'unica funzione: porta, stampante, interfaccia parallela   s.m.    • 1 •   (geom.) cerchio che si ottiene secando una superficie di rotazione con un piano perpendicolare all'asse di rotazione    • 2 •   (geog.) circolo ideale tracciato sulla superficie terrestre, parallelo all'equatore e perpendicolare all'asse terrestre; la proiezione di tale circolo, dal centro della terra, sulla sfera celeste    • 3 •   comparazione, confronto, paragone: fare, istituire un parallelo tra due opere, tra due autori    • 4 •   (elettr.) sistema di collegamento di due o più bipoli elettrici, realizzabile unendo tutte le polarità positive da una parte e tutte le polarità negative dall'altra    • 5 •   nella tecnica di conduzione aziendale, periodo durante il quale, accanto a una procedura nuova, viene mantenuta per il medesimo lavoro anche la procedura precedente, a scopo di controllo o per cautela    • 6 •   nello sci, tecnica di esecuzione delle curve a sci uniti § parallelamente avv.  in posizione o direzione parallela: disporre parallelamente due travi  | (fig.) analogamente, corrispondentemente, contemporaneamente: agire parallelamente a un'altra persona. 
parallelogramma   o parallelogrammo, s.m.  [pl. -mi] (geom.) quadrilatero avente i lati opposti uguali e paralleli fra loro.
paralogismo   s.m.  ragionamento errato dal punto di vista logico, che si distingue dal sofisma per il fatto che l'errore non è intenzionale.
paralogistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il paralogismo; che costituisce un paralogismo: ragionamento paralogistico. 
paralogizzare   v. intr.  [aus. avere] argomentare usando paralogismi; ragionare in modo errato dal punto di vista logico.
paralologia   s.f.  studio delle paludi, del loro ambiente biologico e dei relativi aspetti idrografici.
paraluce   s.m. invar.  (foto. , cine.) schermo a forma di tubo troncoconico che si applica all'obiettivo per proteggerlo dalla luce laterale.
paralume   s.m.  schermo di tessuto, carta o altro materiale translucido che si applica a una lampada per attenuarne la luce e impedire l'abbagliamento.
paramagnetico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) dotato di paramagnetismo.
paramagnetismo   s.m.  (fis.) proprietà per cui alcune sostanze si magnetizzano debolmente quando si trovano immerse in un campo magnetico, assumendo una polarità uguale a quella del campo.
paramano   s.m.    • 1 •   risvolto dello stesso tessuto della manica, che copre il polso; polsino | striscia di pelliccia o di altro materiale sovrapposta per ornamento alla manica; manopola    • 2 •   (edil.) mattone grande a spigoli regolari vivi, usato per rivestimenti murari esterni.
paramare   s.m. invar.  (mar.) l'insieme delle tavole verticali disposte intorno al pozzetto per evitare che vi entri l'acqua.
paramecio   s.m.  (zool.) genere di protozoi con corpo ovale provvisto di ciglia vibratili, presenti nelle acque stagnanti (cl.  ciliati).
paramedico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] che, chi esercita professioni sanitarie diverse da quelle di medico e farmacista (p. e.  infermiere, fisioterapista, tecnico di laboratorio): personale paramedico. 
paramento   s.m.    • 1 •   (lit.) ciascuno degli indumenti indossati dal sacerdote durante la celebrazione delle sacre funzioni | pl.  gli oggetti che si collocano sull'altare durante le funzioni e i drappi con cui si adornano le pareti delle chiese    • 2 •   ogni tipo di addobbo con cui si adornavano palazzi signorili; anche, ricca veste portata da dame e cavalieri    • 3 •   (edil.) ciascuna delle superfici laterali di una costruzione muraria: i paramenti di una diga  | facciata di una costruzione non rivestita da intonaco per cui rimangono in vista i paramani.
parametrazione   s.f.  il riferimento a determinati parametri dei livelli retributivi previsti nei contratti collettivi di lavoro.
parametrico   agg.  [pl. m. -ci] (mat. , fis.) di parametro, proprio di un parametro; che contiene uno o più parametri.
parametrio   s.m.  (anat.) ampia fascia di tessuto connettivo, ricoperta dal peritoneo, che circonda e sostiene l'utero.
parametrite   s.f.  (med.) infiammazione del parametrio.
parametrizzare   v. tr.  (mat. , fis.) effettuare una parametrizzazione.
parametrizzazione   s.f.  (mat. , fis.) classificazione e ordinamento delle possibili forme di una funzione, di una curva, di una legge fisica, secondo i valori di uno o più parametri.
parametro   s.m.    • 1 •   (mat. , fis.) costante arbitraria da cui dipende l'andamento di una funzione, di una curva, di una legge fisica | (stat.) grandezza che si suppone nota o conoscibile mediante stima    • 2 •   (fig.) criterio di misurazione e di valutazione: giudicare secondo un dato parametro    • 3 •   (burocr.) nella classificazione unica dei lavoratori dipendenti, numero indice che esprime la distanza di un livello retributivo dall'altro.
paramezzale   s.m.  (mar.) robusta trave di legno o metallo, sovrapposta alla chiglia di una nave a scopo di rinforzo e di collegamento dei madieri.
paramilitare   agg.  che ha caratteristiche simili a quelle militari: formazioni, organizzazioni paramilitari. 
paramine   s.m. invar.  (mar.) apparecchiatura che, collocata sott'acqua a una certa profondità e rimorchiata da una nave, consente di tagliare gli ormeggi di eventuali mine subacquee.
paramnesia   s.f.  (med. , psicol.) disturbo della memoria per il quale i ricordi si presentano falsati o mal coordinati alla mente del soggetto.
paramorfismo   s.m.  (med.) ogni alterazione acquisita delle forme corporee, spec. quelle dovute a deviazione della colonna vertebrale.
paramosche   s.m. invar.  copertura, per lo più di rete metallica a maglia fitta, usata per proteggere i cibi dalle mosche.
paranasale   agg.  (med.) si dice delle cavità, o seni, situate nelle ossa che circondano la cavità del naso, e che secondo la collocazione prendono il nome di seni frontali, mascellari, etmoidali.
parancare   v. intr.  [io paranco, tu paranchi ecc. ; aus. avere] lavorare con paranchi.
paranco   ant. palanco, s.m.  [pl. -chi] apparecchio usato per sollevare grossi pesi demoltiplicando lo sforzo; è costituito nel tipo più semplice da due bozzelli, uno fisso e l'altro mobile, portanti una o più pulegge nelle cui gole scorrono le catene o le funi di trazione.
paraneve   s.m. invar.    • 1 •   qualunque mezzo o dispositivo adottato per riparare dalla neve linee ferroviarie e strade    • 2 •   ghetta o cavigliera applicata dagli sciatori e dagli alpinisti sopra ai calzoni e allo scarpone per evitare che la neve vi penetri.
parangaria   s.f.  nel medioevo, prestazione personale e gratuita dovuta dal vassallo al signore, in partic. per il recapito di missive, il trasporto di merci e rifornimenti e simili servizi.
paraninfo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   nell'antica grecia, colui che conduceva la sposa in casa del marito; pronubo    • 2 •   (estens.) chi combina matrimoni; anche, mezzano, ruffiano.
paranoia   s.f.  (psich.)    • 1 •   forma di delirio caratterizzata da convinzioni in apparenza coerenti, ma contrastanti con la realtà e immodificabili sia attraverso la logica sia attraverso l'esperienza (p. e.  idee di persecuzione, mania di grandezza); è detta tradizionalmente delirio cronico    • 2 •   nel linguaggio corrente, stato di alterazione o confusione mentale | essere, andare, cadere in paranoia, (gerg.) in uno stato di crisi o di insofferenza profonda, anche se temporanea.
paranoicale   agg.  (psich.) che presenta affinità con la paranoia, col delirio cronico: condotta, reattività paranoicale. 
paranoico   agg.  [pl. m. -ci] (psich.) di paranoia, che concerne la paranoia; delirante: stato paranoico; reazione paranoica; costituzione paranoica, predisposizione costituzionale alla paranoia  agg.  e s.m.  [f. -a] (psich.) che, chi è affetto da paranoia § paranoicamente avv. 
paranoide   agg.  (psich.) che ha relazione con la paranoia: schizofrenia paranoide, quella caratterizzata da idee deliranti.
paranormale   agg.    • 1 •   (med.) non pienamente normale, anche se non del tutto anomalo    • 2 •   si dice di quei fenomeni fisici e psichici che non sono spiegabili con le conoscenze scientifiche tradizionali e vengono indagati dalla parapsicologia (p. e.  percezione extrasensoriale, telepatia, chiaroveggenza, levitazione) | facoltà paranormali, quelle di cui sono dotati i medium  s.m.  tutto ciò che non rientra nei fenomeni fisici e psichici normali: il mondo del paranormale. 
paranormalità   s.f.  carattere di ciò che è paranormale.
paranza   s.f.    • 1 •   grossa barca, un tempo a vela latina, oggi a motore, usata per la pesca a strascico    • 2 •   (estens.) rete da pesca a strascico, trainata da una o due paranze; sciabica.
paraocchi   rar. parocchi, s.m.  la parte dei finimenti del cavallo che ripara lateralmente gli occhi dell'animale per evitare che si adombri ' avere, mettersi i paraocchi, (fig.) ignorare o voler ignorare cose evidenti ' lavorare, procedere con i paraocchi, (fig.) procedere in una determinata attività senza tener conto di quanto gli altri dicono o fanno nello stesso campo.
paraocchio   s.m.  [pl. -chi] in strumenti ottici, accessorio di gomma a forma di scodellino forato, che sporge dall'oculare per proteggere l'occhio da urti e riflessi luminosi.
paraolio   s.m. invar.  (mecc.) dispositivo di tenuta (p. e.  guarnizione di gomma) posto in corrispondenza del passaggio di un albero rotante attraverso un carter o sim. allo scopo di impedire la fuoruscita del lubrificante.
paraonde   s.m. invar.  (mar.) su alcune navi, riparo di lamiera, in coperta e attorno ai boccaporti, destinato a deviare lateralmente l'acqua accidentalmente imbarcata.
paraorecchi   o paraorecchie, s.m.    • 1 •   (sport) casco imbottito usato dai giocatori di rugby per proteggere gli orecchi durante le mischie    • 2 •   fascia di lana usata, da sola o applicata a cappelli invernali, per coprire gli orecchi in caso di freddo intenso.
paraormone   s.m.  (chim. biol.) termine che indica quegli ormoni che non sono prodotti da ghiandole specifiche: paraormoni cellulari, tissutali. 
parapalle   s.m. invar.  nei poligoni di tiro, terrapieno posto dietro i bersagli con la funzione di bloccare i proiettili impedendone i rimbalzi.
paraparesi   s.f.  (med.) paralisi incompleta di una metà, superiore o inferiore, del corpo.
parapendio   s.m. invar.  paracadute orientabile, a sezione rettangolare, usato per calarsi da pareti ripide di montagne.
parapettata   s.f.  (teat.) scena, chiusa su tre lati, che rappresenta un ambiente interno.
parapettato   agg.  fornito di parapetti.
parapetto   s.m.    • 1 •   struttura rigida di sicurezza posta ai bordi di ponti, terrazze, finestre, strade rialzate e sim.    • 2 •   (mar.) prolungamento della murata al di sopra del ponte di coperta    • 3 •   (mil.) struttura fissa o parte di opera muraria che protegge dal tiro nemico i soldati mentre fanno fuoco.
parapiglia   s.m. invar.  grande, improvvisa confusione di gente e di cose; tafferuglio, trambusto: successe, seguì un parapiglia; ne nacque un indescrivibile parapiglia. 
parapioggia   s.m. invar.  (non com.) ombrello.
paraplegia   s.f.  (med.) paralisi degli arti, generalmente riferita a quelli inferiori.
paraplegico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di paraplegia, che riguarda la paraplegia: sintomo paraplegico   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da paraplegia.
parapolitico   agg.  che fiancheggia l'azione di un gruppo politico: movimento parapolitico. 
parapsichico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di fenomeni paranormali che riguardano la sfera psichica.
parapsicologia   s.f.  disciplina che si prefigge di studiare in una prospettiva scientifica i fenomeni psichici paranormali, e in partic. quelli relativi alla percezione extrasensoriale (telepatia, precognizione e sim).
parapsicologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla parapsicologia.
parapsicologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di parapsicologia.
parare   v. tr.    • 1 •   ornare, rivestire di paramenti: parare la chiesa a lutto  | (ant.) preparare, apparecchiare, apprestare: parare il convito    • 2 •   difendere da qualcosa o da qualcuno che rechi danno o molestia; riparare: parare gli occhi dalla troppa luce    • 3 •   deviare, evitare, schivare: parare il colpo; parare le mosse avversarie  | nel calcio e in altri sport, bloccare, fermare la palla tirata da un avversario, detto del portiere (anche assol.): parare un tiro, il pallone; parare in tuffo    • 4 •   (rar.) porgere, offrire: parare la mano; parare il grembiule    • 5 •   (rar.) mandare innanzi, condurre: parare il gregge al pascolo | v. intr.  [aus. avere] tendere, mirare a un effetto: dove vuoi andare a parare con le tue parole?  | pararsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   difendersi, ripararsi: pararsi dalla pioggia, dai colpi    • 2 •   presentarsi all'improvviso: gli si parò dinanzi il guardiano; riesce a superare qualunque ostacolo gli si pari davanti    • 3 •   (lit.) detto del sacerdote, indossare i paramenti per la funzione religiosa | (scherz.) abbigliarsi in modo vistoso: pararsi a festa. 
pararickettsia   s.f.  (biol.) ciascun appartenente a un gruppo di microrganismi simili alle rickettsie, un tempo ritenuti grossi virus, agenti delle pararickettsiosi e sensibili agli antibiotici e ai chemioterapici.
pararickettsiosi   s.f.  (med. , vet.) nome di un gruppo di malattie provocate da pararickettsie, fra cui la psittacomitosi, il tracoma e il linfogranuloma inguinale.
parasalite   agg.  e s.m. invar.  si dice di un dispositivo munito di punte d'acciaio rivolte verso il basso applicato ai tralicci o altri sostegni di linee elettriche per impedirne la scalata.
parasartie   s.m. invar.  (mar.) nei velieri, robusta tavola posta orizzontalmente fuori bordo, in corrispondenza di ciascun albero della nave, a cui fanno capo sartie e paterazzi.
parascenio   s.m.  nell'antico teatro greco, ciascuno dei corpi laterali sporgenti dell'edificio scenico.
parasceve   s.f.    • 1 •   il venerdì di ogni settimana nel quale gli ebrei solevano preparare il cibo per il sabato in modo da poter rispettare il riposo prescritto per questo giorno    • 2 •   nella tradizione cristiana, il venerdì santo.
paraschegge   agg.  e s.m. invar.  (mil.) si dice di riparo contro le schegge prodotte dall'esplosione di proiettili.
parascolastico   agg.  [pl. m. -ci] che affianca, integra la scuola, i suoi programmi e i suoi strumenti di studio: istituto parascolastico; attività parascolastiche. 
paraselene   o paraselenio, s.m.  fenomeno atmosferico consistente nell'apparizione, accanto al disco illuminato della luna, di altri dischi meno luminosi; è dovuto alla rifrazione della luce nell'interno di nubi formate da cristalli di ghiaccio.
parasimpatico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (anat.) si dice di una delle due parti del sistema neurovegetativo, quella che fa capo ai centri situati nel mesencefalo e nel bulbo; si contrappone a simpatico. 
parasimpaticolitico   agg.  [pl. m. -ci] (farm.) si dice di ogni sostanza naturale o sintetica dotata di azione spasmolitica, antisecretoria, midriatica, cardiostimolante (p. e.  l'atropina).
parasimpaticomimetico   agg.  [pl. m. -ci] (farm.) si dice di ogni sostanza, naturale o sintetica, dotata di azione stimolante nei confronti del sistema parasimpatico.
parasintetico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di composto derivato da un nome o da un aggettivo con l'aggiunta simultanea di un prefisso e di un suffisso (p. e. accorpare  da corpo, imbruttire  da brutto).
parasinteto   s.m.  (ling.) composto parasintetico: parasinteto verbale. 
parasito    ⇨ parassita.
parasole   s.m. invar.    • 1 •   ombrello per ripararsi dai raggi del sole    • 2 •   (foto.) paraluce | usato anche come agg. invar.  : aletta parasole, piccolo schermo orientabile posto nella parte interna dei veicoli, in corrispondenza della sommità del parabrezza, per riparare gli occhi del guidatore dalla luce diretta del sole.
paraspalle   s.m. invar.  (sport) protezione per le spalle usata dai giocatori di hockey e di football americano.
paraspigolo   s.m.  (edil.) profilato angolare di metallo, legno o plastica applicato sullo spigolo vivo di un muro per proteggerne l'intonaco dagli urti.
parassita   ant. parassito, parasito, agg.  [pl. m. -ti]    • 1 •   (biol.) si dice di organismo animale o vegetale che vive a spese di un altro (ospite), stabilendosi sulla superficie o all'interno del suo corpo: vermi, insetti parassiti; piante parassite    • 2 •   (fig.) non produttivo, socialmente inutile o dannoso: organizzazioni parassite    • 3 •   nelle telecomunicazioni, si dice dei disturbi di diversa natura che perturbano la ricezione | in fisica, si dice di correnti che si producono in genere nei nuclei magnetici o in materiali conduttori a causa delle variazioni del campo magnetico che li investe  s.m.    • 1 •   (biol.) organismo parassita: parassiti domestici, pulci, pidocchi ecc.    • 2 •   [anche f.] (fig.) persona che vive alle spalle altrui, che sfrutta il lavoro degli altri: i parassiti della società. 
parassitare   v. tr.  (biol.) vivere come parassita a spese di un organismo | v. intr.  [aus. avere] (ant.) vivere sfruttando il lavoro e i beni altrui.
parassitario   agg.    • 1 •   (biol.) relativo ai parassiti: malattie parassitarie, parassitosi    • 2 •   (fig.) che vive in condizione di parassitismo sociale: organismo economico parassitario  | rendita parassitaria, che deriva da una posizione di potere e non da un'attività produttiva § parassitariamente avv. 
parassiticida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] si dice di sostanza o prodotto capace di distruggere i parassiti.
parassitico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) di, da parassita (anche fig.): vita parassitica  § parassiticamente avv. 
parassitismo   s.m.    • 1 •   (biol.) condizione di vita di un organismo parassita    • 2 •   (fig.) il comportamento di chi vive da parassita.
parassito    ⇨ parassita.
parassitologia   s.f.  studio dei parassiti e delle malattie che essi causano.
parassitologico   agg.  [pl. m. -ci] della parassitologia, che concerne la parassitologia.
parassitologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di parassitologia.
parassitosi   s.f.  (med.) qualsiasi malattia prodotta da parassiti.
parasta   s.f.  (arch.) pilastro quadrato incassato in una parete che, a differenza della lesena, ha funzione portante.
parastatale   agg.  si dice degli enti pubblici che non fanno parte dell'amministrazione statale centrale e periferica né degli enti territoriali locali: enti parastatali   s.m.  e f.  impiegato di un ente parastatale.
parastato   s.m.  (burocr.) insieme degli enti parastatali e dei loro dipendenti: lo sciopero del parastato. 
parastinchi   s.m. invar.  cuscinetto protettivo degli stinchi, usato dai giocatori di calcio, hockey, rugby ecc.
parastrappi   s.m.  (mecc.) giunto elastico di collegamento inserito tra due organi di trasmissione per assorbire le sollecitazioni dovute a brusche variazioni di velocità.
parata   (1) s.f.    • 1 •   il parare    • 2 •   (sport) nella scherma e nel pugilato, azione con cui ci si oppone al colpo portato dall'avversario | nel calcio e in altri sport, l'azione del portiere che blocca, devia o respinge la palla per impedire che entri nella propria rete: parata in tuffo, a terra, in due tempi; fare una bella parata    • 3 •   (ant.) riparo, schermo, difesa    • 4 •   stanga o altro ostacolo, con cui si sbarra una strada dove si compiono lavori.
parata   (2) s.f.    • 1 •   ciò che è stato preparato, ciò che si prospetta; solo nella loc. vedere la mala parata, intuire che le cose si mettono male    • 2 •   sfoggio, esibizione: far parata; abito di, da parata, di gala | parata (militare), rivista, rassegna, sfilata di soldati e mezzi militari in occasione di feste, manifestazioni e sim.: sfilare in parata; passo di, da parata, il passo con cui i soldati sfilano    • 3 •   (mar.) forma di onore navale che prevede lo schieramento degli equipaggi per il saluto alla voce: schieramento in parata. 
paratasca   s.m.  [pl. -sche] striscia di tessuto che copre e protegge l'apertura della tasca.
paratassi   s.f.  (ling.) costruzione del periodo fondata sull'accostamento di proposizioni indipendenti; coordinazione.
paratattico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) proprio della paratassi, che riguarda la paratassi: struttura paratattica del periodo  § paratatticamente avv. 
paratesto   s.m.  insieme degli elementi accessori e complementari di un testo a stampa, quali il titolo, l'introduzione, le note ecc.; più in generale, le caratteristiche editoriali, tipografiche ecc.
paratia   s.f.    • 1 •   (mar.) ciascuno dei tramezzi verticali che dividono in compartimenti la parte immersa della nave ' paratie di collisione, quelle trasversali estreme, a prora e a poppa, destinate a contenere l'acqua in caso di falla ' paratie stagne, quelle a tenuta d'acqua, munite di porte stagne per il passaggio da un locale a quello contiguo    • 2 •   (edil.) parete verticale formata da elementi di legno, acciaio o cemento armato, destinata a impedire infiltrazioni d'acqua nelle fondazioni.
paratico   s.m.  [pl. -ci] nel medioevo, corporazione di artigiani e di mercanti; arte.
paratifo   s.m.  (med.) malattia infettiva simile al tifo ma meno grave, provocata da batteri dello stesso genere (salmonelle).
paratio   s.m.  (ant.)    • 1 •   riparo costruito per difesa    • 2 •   parete, tramezzo; paratia.
paratiroide   s.f.  (anat.) ciascuna delle quattro piccole ghiandole endocrine che sono situate lateralmente alla tiroide e producono il paratormone.
parato   (1) s.m.    • 1 •   drappo, cortinaggio: i parati dell'altare    • 2 •   (spec. pl.) rivestimento per pareti in tessuto o carta: un negozio di parati; carta da parati    • 3 •   (mar.) ciascuna delle travi di legno disposte trasversalmente sopra lo scafo a sostenere il piano di varo di una nave.
parato   (2) part. pass.  di parare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   (ant.) preparato; pronto, disposto: l'esercito era parato alla battaglia  | mal parato, in cattive condizioni; ridotto a mal partito.
paratoia   s.f.  portello mobile di legno o d'acciaio che permette di regolare il flusso delle acque in un canale.
paratore   s.m.  (non com.) chi addobba chiese o edifici pubblici.
paratormone   s.m.  (biol.) ormone di natura proteica, prodotto dalle paratiroidi, che regola il metabolismo del calcio e dei fosfati.
paratura   s.f.  (non com.) il parare, l'addobbare con paramenti; l'insieme dei parati: la paratura della chiesa. 
parauniversitario   agg.  si dice di corso di livello universitario impartito da un'istituzione che non sia l'università.
paraurti   s.m. invar.    • 1 •   dispositivo deformabile, di metallo o di plastica, applicato alla parte anteriore e posteriore di un autoveicolo per proteggere la carrozzeria in caso di urti a bassa velocità    • 2 •   riparo massiccio fornito di respingenti, posto precauzionalmente all'estremità di binari tronchi (p. e.  nelle stazioni di testa).
paravento   s.m.    • 1 •   intelaiatura mobile costituita da più pannelli tra loro collegati mediante cerniere e ricoperti di tessuto o di carta, che serve a isolare una parte di una stanza ' fare, servire da paravento, (fig.) coprire le malefatte altrui o favorirle    • 2 •   (fig.) pretesto, copertura    • 3 •   (fam.) persona furba, che sa destreggiarsi nelle situazioni con abilità    • 4 •   (etnol.) forma di abitazione primitiva costituita da un graticcio di rami o anche semplicemente da stuoie o pelli disposte in modo da riparare dal vento.
par avion   loc. avv.  per via aerea; si usa nella stampigliatura della corrispondenza spedita per via aerea.
parazonio   s.m.  cintura tipica dei tribuni militari romani, usata per attaccarvi un'arma da taglio | l'arma stessa, simile a una spada corta a lama triangolare.
parboiled   agg.  si dice di riso che ha subito un parziale processo di cottura, in modo da risultare più resistente e non addensarsi alla cottura definitiva.
parca   s.f.    • 1 •   (mit.) nome di ciascuna delle tre divinità greco-romane (cloto, lachesi, atropo) che presiedevano al destino degli uomini, filando, avvolgendo all'aspo e quindi tagliando il filo della vita    • 2 •   (fig. lett.) la morte.
parcare   v. tr.  [io parco, tu parchi ecc.]    • 1 •   (mil.) sistemare le artiglierie in un parco, ordinarle accostandole in file    • 2 •   (rar.) parcheggiare.
parcella   s.f.    • 1 •   nota delle spese e degli onorari che un professionista presenta al cliente    • 2 •   piccolo appezzamento di terreno: parcella catastale, particella catastale.
parcellare   agg.    • 1 •   relativo a parcelle di terreno; particellare: catasto parcellare    • 2 •   (med.) si dice di processo morboso che interessa una zona limitata.
parcellazione   s.f.  suddivisione di un vasto appezzamento di terreno in parcelle, a fini agricoli, catastali ecc.
parcellizzare   v. tr.  suddividere in piccole parti: parcellizzare un lavoro. 
parcellizzazione   s.f.  il parcellizzare, l'essere parcellizzato.
parcere   v. intr.  [io parco, tu parci ecc. ; usato solo nel pres. indic., congiunt. e imp. e nell'imperf. indic.] (ant.) perdonare; risparmiare.
parchè   s.m.  adattamento it. del fr. parquet. 
parcheggiare   v. tr.  [io parchéggio ecc.]    • 1 •   collocare un veicolo in uno spazio opportuno e lasciarvelo per un certo tempo (anche assol.): parcheggiare la macchina; non riuscire a trovare un posto per parcheggiare; parcheggiare bene, male    • 2 •   nell'uso corrente, sistemare provvisoriamente una persona presso qualcuno: parcheggiare il bambino dai nonni. 
parcheggiatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi parcheggia    • 2 •   custode di un parcheggio; posteggiatore: parcheggiatore abusivo. 
parcheggio   s.m.    • 1 •   il parcheggiare; sosta di veicoli per un certo periodo di tempo in uno spazio appositamente riservato: area di parcheggio  | manovra effettuata per parcheggiare: effettuare un parcheggio perfetto    • 2 •   luogo destinato alla sosta di veicoli; posteggio: parcheggio a pagamento, incustodito    • 3 •   in loc. fig. che esprimono l'idea di provvisorietà, di transizione: governo di parcheggio. 
parchettatura   s.f.  il coprire un pavimento con un parquet | il parquet stesso.
parchettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi esegue lavori di parchettatura.
parchezza   s.f.  (non com.) l'essere parco; moderazione, frugalità.
parchimetro   rar. parcometro, s.m.  apparecchio a orologeria, installato in un parcheggio pubblico, che registra la durata della sosta di un veicolo per la quale è stato effettuato il pagamento.
parcità   s.f.  (ant.) l'essere parco; parchezza.
parco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   distesa boscosa generalmente recintata in cui si alleva selvaggina, con divieto di caccia | parco naturale, territorio di particolare interesse paesaggistico in cui vivono specie rare di piante e d'animali | parco nazionale, vasto territorio che non ha subito nel corso del tempo alterazioni significative dalle attività dell'uomo, tutelato dallo stato attraverso un regime giuridico speciale a fine di conservazione paesaggistica e di salvaguardia delle specie vegetali e animali esistenti | parco regionale, vasto territorio tutelato giuridicamente da una regione, interessato da attività agricole o di silvicoltura, pastorizia ecc., le quali non abbiano però alterato profondamente il paesaggio naturale | parco urbano, zona di verde pubblico urbano di dimensioni ragguardevoli, preservata dall'urbanizzazione e attrezzata per utilizzazioni ricreative | parco giochi, dei divertimenti, zona recintata in cui sono impiantati stabilmente attrezzature per giochi e divertimenti di bambini e ragazzi    • 2 •   vasto giardino pubblico o privato con piante ornamentali e d'alto fusto, adibito a luogo di ricreazione e di riposo | parco delle rimembranze, zona alberata dedicata alla memoria dei caduti in guerra    • 3 •   recinto in cui si custodisce materiale vario, spec. automezzi, artiglierie e sim.; il materiale stesso che vi è raccolto: parco mobile, l'insieme degli autoveicoli di una grande unità militare che hanno la funzione di mantenere il collegamento con i depositi per assicurare i rifornimenti necessari | parco macchine, insieme delle autovetture di cui dispone un ente, una ditta ecc. | parco rotabile, il complesso del materiale rotabile di cui dispone un'azienda ferroviaria | parco buoi, nel gergo di borsa, la parte della sala riservata al pubblico    • 4 •   (non com.) parcheggio per autovetture.
parco   (2) agg.  [pl. m. -chi] moderato, sobrio, frugale: parco nel mangiare, nel bere; una parca cena  | parsimonioso, molto contenuto: parco nello spendere; essere parco di lodi  § parcamente avv. 
parcometro    ⇨ parchimetro.
par condicio   loc. sost. f.  (dir.) parità di trattamento o di condizione giuridica | nell'uso politico, parità di accesso ai mezzi di comunicazione di massa garantito a tutte le forze politiche.
pardiglio   agg.  (ant.) di colore tendente al grigio  s.m.  bardiglio.
pardo   (1) s.m.  (ant. , lett.) leopardo: intelletto veloce più che pardo  (petrarca canz.  cccxxx, 5).
pardo   (2) agg.  (ant.) grigio molto scuro: la mensa ha un tovaglin tra bigio e pardo  (marino).
pardon   inter.  si usa per scusarsi o chiedere permesso.
parecchio   agg. indef.  [pl. m. parecchi; pl. f. parecchie, ant. parecchi] non poco; indica quantità o numero rilevante, ma leggermente inferiore rispetto a molto  (tuttavia i due agg. vengono spesso usati come sinonimi): dopo parecchi giorni; c'erano parecchie persone; ho parecchio denaro; mi occorrerà ancora parecchio tempo  pron. indef.    • 1 •   ciò che è in quantità o numero rilevante: «hai pazienza?» «sì, ne ho parecchia»    • 2 •   pl.  parecchie persone: parecchi dicono che non è vero; eravamo in parecchi    • 3 •   in loc. ellittiche, con funzione di neutro: hai speso parecchio, parecchio denaro; è parecchio che mi aspetti?, parecchio tempo; c'è parecchio da qui alla stazione?, parecchia distanza  avv.  alquanto: ho corso parecchio; è stato criticato parecchio.  dim. parecchino, parecchietto, parecchiuccio   agg.  e s.m.  (ant.) che, chi è simile, pari, uguale: salendo su per lo modo parecchio / a quel che scende  (dante purg.  xv, 18-19).
pareggiabile   agg.  che si può pareggiare, uguagliare.
pareggiamento   s.m.  il pareggiare; pareggio: il pareggiamento di un terreno; il pareggiamento del bilancio. 
pareggiare   v. tr.  [io paréggio ecc.]    • 1 •   rendere pari, portare allo stesso livello: pareggiare l'erba di un prato | pareggiare il bilancio, (econ.) chiuderlo in pareggio    • 2 •   uguagliare: nessuno può pareggiare quell'uomo in bontà    • 3 •   (sport) concludere in parità: pareggiare un incontro | v. intr.  [aus. avere] (sport) conseguire un punteggio pari in una competizione: le due squadre hanno pareggiato  | pareggiarsi v. rifl.  (lett.) farsi uguale, mettersi alla pari | v. rifl.  essere pari, equivalersi: le loro forze si pareggiano. 
pareggiato   part. pass.  di pareggiare  e agg.  nei sign. del verbo ' scuola pareggiata, istituto non statale che, sulla base di particolari requisiti, ha ottenuto con apposito decreto la piena equiparazione alla scuola statale.
pareggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi pareggia.
pareggiatura   s.f.  (non com.) pareggiamento.
pareggio   s.m.    • 1 •   il pareggiare; condizione di parità    • 2 •   situazione contabile in cui entrate e uscite sono uguali: chiudere il bilancio in pareggio; raggiungere il pareggio del bilancio    • 3 •   (sport) punteggio pari raggiunto da due squadre o due contendenti al termine o nel corso di una gara: essere, trovarsi in pareggio; chiudere il primo tempo in pareggio. 
pareglio   agg.  e pron. indef.  (ant.) parecchio  s.m.  (ant.) immagine uguale: nel verace speglio / che fa di sé pareglio a l'altre cose  (dante par.  xxvi, 106-107).
paregorico   agg.  [pl. m. -ci] (med. , non com.) che ha effetto calmante, analgesico: elisir paregorico. 
parelio   s.m.  fenomeno atmosferico consistente nell'apparizione, accanto al disco del sole, di altri dischi meno luminosi; è dovuto alla rifrazione dei raggi solari nell'interno di nubi formate da cristalli di ghiaccio.
paremia   s.f.  (rar.) proverbio.
paremiografia   s.f.  raccolta di proverbi, spec. nella grecia e in roma antiche.
paremiografo   s.m.  [f. -a] raccoglitore di proverbi, spec. con riferimento alla letteratura greca e latina.
paremiologia   s.f.  lo studio dei proverbi.
paremiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di proverbi.
parenchima   s.m.  [pl. -mi] in anatomia, complesso delle strutture che esplicano le funzioni vitali specifiche di un organo, in contrapposizione allo stroma, che ha una pura funzione di sostegno: parenchima epatico  | in botanica, tessuto che forma le parti fondamentali degli organi delle piante superiori ed esplica funzioni vitali: parenchima clorofilliano, acquifero. 
parenchimatico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , bot.) del parenchima: tessuto parenchimatico. 
parenchimatoso   agg.  (anat.) relativo al parenchima: lesione parenchimatosa, lesione che colpisce le strutture fondamentali di un organo.
parenesi   s.f.  (lett.) esortazione, ammonizione.
parenetica   s.f.  il genere letterario delle opere che hanno il fine di esortare, di ammonire.
parenetico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di parenesi; esortativo: letteratura parenetica  § pareneticamente avv. 
parentado   rar. parentato, s.m.    • 1 •   l'insieme dei parenti (spesso scherz.): conoscere tutto il parentado    • 2 •   (ant.) legame di parentela | matrimonio: concludere il parentado, sposarsi.
parentaggio   s.m.  (ant.) parentado.
parentale   agg.  (lett.)    • 1 •   dei genitori: autorità parentale, che i genitori esercitano sui figli ' malattia parentale, ereditaria    • 2 •   dei parenti: solidarietà parentale. 
parentali   s.m. pl. , o parentalie s.f. pl.    • 1 •   feste che si celebravano nell'antica roma in commemorazione dei defunti    • 2 •   (lett.) commemorazione di un illustre personaggio fatta nell'anniversario della sua morte: «ai parentali di giovanni boccacci», titolo di un'orazione (1875) di g. carducci.
parentato    ⇨ parentado.
parente   s.m.  e f.    • 1 •   chi è legato ad altra persona da vincoli di parentela: parenti stretti, prossimi; parenti lontani, alla lontana; parente acquisito, divenuto tale in seguito a un matrimonio    • 2 •   (fig.) cosa molto simile: il sonno è parente della morte    • 3 •   (lett.) genitore: e li parenti miei furon lombardi, / mantoani per patri°a ambedui  (dante inf.  i, 68-69).
parentela   s.f.    • 1 •   rapporto, vincolo naturale tra i consanguinei, vale a dire tra i discendenti da un capostipite comune o anche, impropriamente, tra gli affini: grado di parentela; parentela in linea retta, collaterale  | parentela naturale, che deriva da un legame di consanguineità ' parentela civile, che deriva, direttamente o indirettamente, dall'unione matrimoniale | parentela spirituale, che esiste tra il padrino e il figlioccio    • 2 •   l'insieme dei parenti, il parentado: alla festa c'era tutta la parentela    • 3 •   (fig.) comunanza, affinità tra cose, spec. dovuta a origine comune: la parentela fra le lingue indoeuropee. 
parenterale   agg.  (med.) si dice di somministrazione di farmaci o altre sostanze che avvenga per via diversa da quella orale o aborale (p. e.  attraverso l'iniezione in profondità del farmaco nei tessuti) § parenteralmente avv.  per via parenterale.
parentesi   s.f.    • 1 •   espressione sintatticamente autonoma che si interpone in un testo o in un discorso per meglio chiarire o precisare un'idea o per fare un rinvio, una limitazione, una riserva ecc.; inciso: fare, aprire, chiudere una parentesi    • 2 •   ciascuno dei due segni che racchiudono una parentesi; anche, ciascuno dei segni che vengono usati in espressioni matematiche per rappresentare un ordine di esecuzione in operazioni successive: parentesi tonde, quadre, graffe  | fra parentesi, (fig.) incidentalmente    • 3 •   (fig.) intervallo di tempo in cui s'interrompe il normale svolgersi di una attività, di un ciclo di fatti ecc.: la parentesi delle vacanze. 
parentesizzazione   s.f.  (ling.) rappresentazione della struttura dei costituenti di una frase mediante un sistema di parentesi incassate le une nelle altre.
parentetico   agg.  [pl. m. -ci] che è tra parentesi; che costituisce una parentesi: frase parentetica. 
parentevole   agg.  (ant.) da parente; affettuoso, familiare.
pareo   s.m.  indumento tahitiano, consistente in un grande rettangolo di tela, a disegni e colori molto vivaci, che si avvolge intorno al corpo; è usato o riprodotto in occidente come copricostume femminile.
parere   (1) v. intr.  [io pàio, ant. o dial. paro, tu pari, egli pare, noi paiamo, non com. pariamo, voi paréte, essi pàiono, ant. o dial. pàrono; fut. io parrò, ant. parerò, tu parrai ecc. ; pass. rem. io parvi, lett. parsi, tu parésti ecc. ; congiunt. pres. io pàia, ant. o dial. para,... noi paiamo, voi paiate, essi pàiano; cond. pres. io parrèi, ant. parerei ecc. ; part. pres. parvente; part. pass. parso, ant. paruto; dif. dell'imp.; aus. essere]    • 1 •   avere una certa apparenza; apparire, sembrare (può indicare contrapposizione tra apparenza e realtà): pareva un santo; mi pare una brava persona; mi pare sincero  | pare ieri, di fatto accaduto molto tempo fa, ma che si ricorda come se fosse recente | pare impossibile, per esprimere disappunto, collera, stupore: pare impossibile che non capisca mai quello che gli si dice | non mi par vero!, espressione con cui si manifesta contentezza, soddisfazione, gioia    • 2 •   essere di una determinata opinione; credere, pensare: mi pare di aver capito bene; mi pareva che fosse tempo di partire  | con una determinazione che ne precisa il valore: mi pare giusto che tu le chieda scusa; mi pare ora che tu la smetta; che te ne, che ti pare di quella persona? | mi pareva (bene)!, avevo pensato, visto giusto | ti pare?, non ti pare?, per sollecitare l'assenso di altri, per chiedere l'approvazione: ho ragione io, non ti pare?; si adopera anche per esprimere il proprio dissenso o per schermirsi e come formula di cortesia: «sei stato tu a farlo?» «ma ti pare!»; «disturbo?» «ma ti pare!»  | (fam.) volere: fai un po' come ti pare    • 3 •   (ant.) manifestarsi, mostrarsi, comparire: tanto gentile e tanto onesta pare / la donna mia quand'ella altrui saluta  (dante vita nuova) | ancora usato in talune espressioni: parere a ogni costo, voler apparire, mettersi in mostra; per non parere, per passare inosservato | v. intr. impers.  apparire probabile, verosimile; sembrare: pare che voglia piovere; «e' arrabbiato?» «pare». 
parere   (2) s.m.    • 1 •   modo di giudicare intorno a qualcosa; avviso, opinione personale: dire, esprimere il proprio parere; mutare, cambiare parere; rimanere, restare del proprio parere, continuare a pensarla come prima; essere del parere di fare qualcosa, ritenere di dover fare qualcosa; non essere del parere di qualcuno, pensarla diversamente da lui; a mio parere  (o a parer mio), secondo il mio modo di vedere    • 2 •   giudizio, consiglio: chiedere il parere di un tecnico, di un esperto; dare parere favorevole, contrario    • 3 •   (lett.) apparenza: preferire l'essere al parere. 
parergo   s.m.  [pl. -ghi, oppure alla latina parerga] (ant. , lett.) aggiunta accessoria fatta a un'opera letteraria o artistica; appendice.
paresi   s.f.  (med.) perdita parziale della motilità muscolare; paralisi incompleta.
parestesia   s.f.  (med.) alterazione patologica della sensibilità soggettiva, caratterizzata da formicolii, torpore, senso di caldo o di freddo; è dovuta a disturbi delle vie nervose sensoriali.
paretaio   s.m.    • 1 •   antico sistema per catturare gli uccelli consistente nello stendere su un terreno delle reti mimetizzate che si chiudono a comando imprigionando la preda | lo spazio di terreno dove sono tese le reti    • 2 •   (fig. non com.) luogo o ambiente in cui si attirano e si truffano persone inesperte.
parete   s.f.    • 1 •   elemento di separazione fra due spazi contigui | in partic., in edilizia, elemento verticale, in muratura o altro materiale da costruzione, che delimita un ambiente (si contrappone a pavimento  e a soffitto): parete esterna, se separa dall'esterno (muro maestro); parete interna, divisoria, se separa da un altro vano interno ' tra le pareti domestiche, (fig.) nell'intimità familiare    • 2 •   la superficie interna o esterna che delimita un oggetto, un organo o una cavità: la volta e le pareti di una caverna; verniciare le pareti esterne di una cassa; parete addominale, toracica    • 3 •   (fig.) ostacolo, barriera, muro: una parete di rancori divideva le due fazioni    • 4 •   fianco roccioso e ripido di una montagna: scalare una parete; una parete di sesto grado    • 5 •   (ant.) rete stesa sul terreno per catturare uccelli (nel sistema di uccellagione detto paretaio).
paretiano   agg.  dell'economista e sociologo vilfredo pareto (1848-1923): ottimo paretiano, nell'economia del benessere, situazione in cui non è possibile migliorare le condizioni di un individuo senza peggiorare quelle di qualcun altro.
paretico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di paresi; dovuto a paresi: deambulazione paretica   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da paresi.
paretimologia   s.f.  (ling.) accostamento etimologico apparentemente esatto, che non ha tuttavia fondamento scientifico; etimologia popolare.
paretimologico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) relativo alla paretimologia § paretimologicamente avv.  per paretimologia.
pargoleggiare   v. intr.  [io pargoléggio ecc. ; aus. avere] (lett.) comportarsi, agire come un bambino: a guisa di fanciulla / che piangendo e ridendo pargoleggia  (dante purg.  xvi, 86-87).
pargoletto   s.m.  [f. -a] (lett.) dim.  di pargolo   agg.  (lett.) di, da bambino: l'albero a cui tendevi / la pargoletta mano  (carducci).
pargolezza   s.f.  (ant.)    • 1 •   l'essere pargolo; fanciullezza    • 2 •   piccolezza.
pargolo   ant. parvolo, s.m.  (lett.) bambino, fanciullo, infante: ecco ci è nato un pargolo, / ci fu largito un figlio  (manzoni il natale); qua mostrando / verran le madri ai parvoli le belle / orme del vostro sangue  (leopardi all'italia  125-127). dim. pargoletto, pargolino   agg.  (lett.) piccolo, in tenera età: ha un figlio ancora pargolo. 
pari   agg.    • 1 •   uguale, equivalente: essere pari di altezza, di peso  (o di pari altezza, pari peso); essere pari di età, in bontà, per condizione sociale  | essere pari a, corrispondere, equivalere a; anche, essere all'altezza di: un chilo è pari a mille grammi; essere pari alla propria fama  | essere pari, (assol.) avere avuto ognuno ciò che gli spettava | farsi pari, uguagliarsi: prometeo volle farsi pari a giove  | di pari passo, con passo uguale; (fig.) di conserva, all'unisono: procedere di pari passo    • 2 •   di conto, punteggio e sim., uguale per entità, valore: la partita è finita pari; il risultato è pari; le entrate e le uscite questo mese sono pari | far pari (e patta), impattare, pareggiare    • 3 •   senza sporgenze, rientranze, dislivelli: una fila di mattoni tutti pari | saltare a piè pari, con le gambe e i piedi uniti e alla stessa altezza; (fig.) tralasciare, trascurare, evitare completamente: saltare a piè pari un capitolo di un libro, una difficoltà    • 4 •   (mat.) si dice di numero intero, che è divisibile per due; si contrappone a dispari  | funzione pari, tale da rimanere inalterata se si cambia segno alle variabili indipendenti, quindi simmetrica rispetto agli assi di riferimento    • 5 •   (anat.) si dice di un organo che ha un omologo simmetrico o uguale nell'altra metà laterale del corpo (p. e.  l'orecchio o la mammella)  avv.  in modo pari, in parità: arrivare pari | pari pari, senza differenze, precisamente, integralmente: trascrivere, copiare un testo pari pari, alla lettera | nella loc. avv. alla pari, allo stesso livello, dello stesso valore: stare, essere alla pari con qualcuno, qualcosa; anche, allo stesso prezzo di acquisto: vendere alla pari; con altro senso e con valore anche agg., si dice di persona che, recandosi in un paese straniero per impararne la lingua, ricambia col suo lavoro l'ospitalità della famiglia del luogo: ragazza alla pari; lavorare alla pari   s.m.    • 1 •   uguaglianza, parità risultato di parità | in pari, al medesimo livello, sullo stesso piano: i piatti della bilancia sono in pari; mettere in pari la siepe; al corrente, in regola: tenere in pari un registro di conti; mettersi in pari con il programma di lavoro, di studio | al pari di, come, quanto: sono esperto al pari di lui; in confronto: al pari di lui, tutti sono zero  | del pari, ugualmente    • 2 •   numero pari: quattro è pari, cinque è dispari '  insieme di numeri pari: giocare a pari e dispari; puntare sul pari, ai dadi o alla roulette    • 3 •   [anche f.] persona di ugual grado, rango, condizione sociale: non è un nostro pari  | si è comportato da par suo, conformemente alle sue qualità e al suo carattere (buono o cattivo che sia) | trattare qualcuno da pari a pari, come se fosse di uguale condizione | essere senza pari, non aver pari, non avere uguali, essere impareggiabile    • 4 •   [anche f.] in età feudale, titolo spettante ai nobili, in quanto giudicabili solo da una giuria composta di loro pari | ciascuno dei paladini di carlo magno | nobile che fa parte della camera alta del parlamento britannico; lord: la camera dei pari. 
paria   (1) s.m. invar.    • 1 •   in india, persona che appartiene alle caste più basse della società    • 2 •   (estens.) persona socialmente emarginata.
paria   (2) s.f.  (non com.) dignità di pari; la classe dei pari.
paridigitato   agg.  (zool.) si dice di animale che ha un numero pari di dita  s.m. pl.  artiodattili.
parietale   agg.    • 1 •   si dice di pitture o sculture fatte su parete    • 2 •   (anat.) si dice di strutture che si riferiscono alla parete supero-laterale della volta cranica  s.m.  (anat.) osso parietale.
parietaria   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee proprie delle regioni temperate, con foglie ovali ruvide e fiori verdognoli in spighette (fam.  urticacee); è detta anche erba vetriola  o muraiola. 
parifica   s.f.  (burocr.) parificazione: ottenere la parifica. 
parificamento   s.m.  (rar.) parificazione.
parificare   v. tr.  [io parìfico, tu parìfichi ecc] rendere o riconoscere pari: parificare i diritti | parificare una scuola, riconoscerle lo status di scuola parificata.
parificato   part. pass.  di parificare   agg.  nei sign. del verbo | scuola parificata, scuola privata legalmente riconosciuta dallo stato.
parificazione   s.f.  il parificare, l'essere parificato: la parificazione di una scuola. 
parigina   s.f.    • 1 •   tipo di stufa a combustione lenta, oggi in disuso    • 2 •   negli scali ferroviari, sella o rampa di lancio che serve a smistare i vagoni nei binari a cui devono essere avviati    • 3 •   nel gioco del biliardo, partita che si gioca con qualsiasi numero di giocatori sul biliardo all'italiana.
parigino   agg.  della città francese di parigi: la moda parigina   s.m.  [f. -a] abitante, nativo di parigi.
pariglia   s.f.    • 1 •   coppia di cose uguali; in partic., coppia di carte da gioco di ugual valore; nel gioco dei dadi, combinazione in cui due dadi mostrano lo stesso numero    • 2 •   coppia di cavalli da tiro simili per statura e colore    • 3 •   (fig.) uguale trattamento, contraccambio: rendere la pariglia a qualcuno, ricambiare nello stesso modo un torto, un'offesa.
parigrado   o pari grado, agg.  e s.m.  e f. invar.  che, chi ha il medesimo grado.
parimenti   non com. parimente, avv.  (lett.) ugualmente, nello stesso modo.
pariniano   agg.    • 1 •   [f. -a] del poeta giuseppe parini (1729-1799), o relativo alla sua opera: ironia, satira pariniana    • 2 •   che si ispira allo stile, alle idee del parini  s.m.  seguace, imitatore del parini.
pario   agg.  dell'isola di paro, nel mar egeo: marmo pario, marmo bianco assai usato nell'antichità per sculture e architetture.
paripennato   agg.  (bot.) si dice di foglia pennata, composta di un numero pari di foglioline; si oppone a imparipennato. 
parisillabo   agg.    • 1 •   (gramm.) si dice di sostantivo o aggettivo che presenta lo stesso numero di sillabe nel nominativo e nel genitivo, spec. con riferimento alla declinazione latina (p. e. ma°re ma°ris)    • 2 •   (metr.) si dice di verso che ha un numero pari di sillabe, come il senario, l'ottonario, il decasillabo ecc.  s.m.  (gramm.) sostantivo o aggettivo parisillabo.
parità   ant. paritade, s.f.    • 1 •   l'essere pari; uguaglianza: parità di grado; avere, ottenere parità di diritti; il principio di parità uomo-donna | a parità di, nel caso in cui vi sia uguaglianza: a parità di prezzo, di condizioni, di voti    • 2 •   risultato eguale conseguito da due avversari in una competizione: finire la partita in parità    • 3 •   in economia: parità aurea, il valore, espresso in oro, dell'unità monetaria di un paese; parità monetaria, numero di unità di una moneta nazionale convenzionalmente corrispondente a un'unità di moneta estera presa come riferimento    • 4 •   (mat.) proprietà di un numero, di una funzione di essere pari o dispari    • 5 •   (fis.) proprietà delle particelle elementari, legata alla simmetria spaziale, che consente di distinguere tra sistemi di coordinate destrorsi e sinistrorsi.
paritario   agg.  di parità, fondato sulla parità: trattamento paritario; condizioni paritarie  § paritariamente avv. 
pariteticità   s.f.  (non com.) l'essere paritetico.
paritetico   agg.  [pl. m. -ci] basato su condizioni di parità: commissione paritetica, commissione nominata per risolvere una controversia, nella quale le parti hanno ugual numero di rappresentanti § pariteticamente avv. 
parka   s.m. invar.  capo d'abbigliamento costituito da un giaccone in pelle impermeabile con cappuccio foderato interamente di pelliccia; eskimo.
parkerizzare   v. tr.  (chim.) sottoporre a parkerizzazione.
parkerizzazione   s.f.  (chim.) trattamento a cui si sottopongono il ferro e le sue leghe per proteggerli dalla ruggine.
parkinsoniano   agg.  (med.) relativo al morbo di parkinson, malattia del sistema nervoso caratterizzata da ipertonia dei muscoli, tremore, difficoltà di movimento  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da tale forma morbosa.
parkinsonismo   s.m.  (med.) complesso di sintomi che ricordano quelli del morbo di parkinson.
parlabile   agg.  che si può parlare, che si riesce a parlare: lingua, dialetto parlabile. 
parlagio   o parlascio, s.m.  nel medioevo, area urbana, luogo nel quale si tenevano assemblee civiche, commerciali, militari.
parlamentare   (1) ant. parlamentario, agg.    • 1 •   del parlamento, che si riferisce al parlamento: commissione, dibattito, inchiesta, immunità parlamentare  | regime parlamentare, regime politico in cui il governo è legittimato nelle sue funzioni dalla fiducia che gli accorda il parlamento    • 2 •   (scherz) si dice di ciò che è detto o fatto nel rispetto della forma e delle convenienze; diplomatico, cortese: un comportamento non troppo parlamentare   s.m.  e f.    • 1 •   membro del parlamento, deputato o senatore    • 2 •   chi, durante un conflitto bellico, viene inviato presso il nemico per avviare trattative di pace o concludere accordi.
parlamentare   (2) v. intr.  [io parlaménto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   trattare a voce con capi o rappresentanti dell'esercito nemico per concludere una tregua, un armistizio o un altro accordo militare | trattare con un avversario, con chi manifesta ostilità    • 2 •   (estens.) discutere con qualcuno per venire a un accordo, a un accomodamento.
parlamentario    ⇨ parlamentare 1.
parlamentarismo   s.m.  sistema politico nel quale si conferisce al parlamento, oltre alla funzione legislativa, anche quella di ampio controllo del governo e della vita politica | (spreg.) per gli avversari di tale sistema, regime inefficiente, degenerazione del sistema parlamentare.
parlamentarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, sostenitore del parlamentarismo | usato anche come agg.  in luogo di parlamentaristico : dottrina parlamentarista. 
parlamentaristico   agg.  [pl. m. -ci] del parlamentarismo, ispirato al parlamentarismo: sistema parlamentaristico. 
parlamentatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi parlamenta.
parlamentino   s.m.  in un'organizzazione politica, sindacale, scolastica ecc., piccola assemblea direttiva eletta in rappresentanza di una base più vasta (talora con sfumatura spreg.).
parlamento   s.m.    • 1 •   nello stato moderno, l'assemblea dei rappresentanti eletti dal popolo, costituita da una sola camera o articolata in due camere, che esercita la funzione legislativa, nonché quella d'indirizzo politico e di controllo sull'attività del governo; nell'uso com., anche la sola camera dei deputati (in opposizione a senato) : i due rami del parlamento; convocare, sciogliere il parlamento; entrare a far parte del parlamento; chiedere, ottenere la fiducia del parlamento, da parte del governo, per l'entrata o la permanenza in carica    • 2 •   (estens.) l'edificio in cui tale assemblea si riunisce    • 3 •   (st.) assemblea, adunanza pubblica: ne la breve piazza / i milanesi tenner parlamento  (carducci)    • 4 •   (ant.) il parlare; discorso, colloquio, conversazione: in giuochi onesti e parlamenti lieti, / dopo mangiar, spesero il caldo giorno  (ariosto o. f.  xxvi, 54).
parlando   s.m. invar.  (mus.) prescrizione usata nella musica vocale per ottenere dal cantante un effetto il più possibile vicino a quello della recitazione | prescrizione usata nella musica strumentale per ottenere dall'interprete uno stile esecutivo caratterizzato da grande libertà ritmica e di fraseggio, simile al recitativo vocale.
parlante   part. pres.  di parlare  agg.    • 1 •   che parla: gli animali parlanti delle favole; possiede un merlo parlante    • 2 •   (fig.) tanto simile al vero o tanto espressivo da sembrare in grado di parlare: un ritratto parlante; occhi parlanti    • 3 •   (fig.) lampante, evidente: prova parlante    • 4 •   (ant.) che parla bene; eloquente, facondo: fu egli leggiadrissimo e costumato e parlante uomo molto  (boccaccio dec.  vi, 9)  s.m.  chi parla | (ling.) chi fa uso di una certa lingua o appartiene a una data comunità linguistica; anche, chi produce enunciati: la competenza dei parlanti. 
parlantina   s.f.  (fam.) facilità di parola, capacità di esprimersi con rapidità e a lungo; loquacità: non gli manca certo la parlantina. 
parlare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   pronunciare parole; esprimere con parole pensieri o sentimenti: parlare a, con qualcuno; parlare con voce chiara, forte; parlare a voce alta, bassa; parlare lentamente, sottovoce; parlare col, nel naso, con voce nasale; parlare a fior di labbra, piano; parlare tra i denti, in modo indistinto; parlare da solo, fare un soliloquio; parlare tra sé (e sé), pronunciare qualche parola a voce bassissima, rivolgendosi a sé stesso, quasi per riassumere i propri pensieri; parlare stentatamente, con fatica, per debolezza fisica, per mancanza di prontezza o per scarsa conoscenza della lingua ' parlare in punta di forchetta, (fig.) con parole affettate, ricercate ' parlare chiaro, dire le cose come stanno ' parlare a vanvera, a caso, senza riflettere ' bada a come parli, modo per invitare qualcuno a non offendere, a misurare le parole ' con rispetto parlando, formula di scusa che si premette o si fa seguire immediatamente a un'espressione o a una parola non troppo conveniente ' parlare bene, male di qualcuno, con benevolenza, con malevolenza ' parlare a cuore aperto, col cuore in mano, (fig.) sinceramente e disinteressatamente ' parlare con qualcuno a quattrocchi, da solo a solo, senza testimoni ' parlare al muro, al vento, (fig.) inutilmente, a chi non vuole ascoltare | chi parla?, con chi parlo?, formule che si usano al telefono quando non si sa chi sia l'interlocutore    • 2 •   sostenere una conversazione; ragionare, discutere, dialogare: parlare di letteratura, d'arte, di politica; parlare del più e del meno, conversare di argomenti vari e poco importanti ' far parlare di sé, suscitare l'interesse, la discussione, i commenti della gente ' tutti ne parlano, si dice di fatto o persona che è oggetto di chiacchiere, di pettegolezzi oppure di discussioni, di interesse' la gente parla, mormora, fa pettegolezzi | senti chi parla!, si dice a persona che è la meno adatta a pronunciarsi su qualcosa ' non se ne parla neanche, si dice di cosa che non si vuole assolutamente fare ' non parliamone più, si dice per troncare una discussione, una lite ' non me ne parlare!, si dice a chi tocca argomenti penosi o delicati    • 3 •   tenere una lezione, una conferenza, un discorso pubblico: parlare al popolo; parlare in un comizio; parlare alla radio, alla televisione | parlare dal pulpito, (fig.) assumere un tono saccente e professorale ' parlare a braccio, improvvisando    • 4 •   (estens.) esprimere un pensiero, trattare di un argomento per iscritto; anche, esprimere pensieri o sentimenti con mezzi diversi dalla parola: tutti i giornali parlano del processo; l'autore parla in questo libro di due personaggi storici; parlare a gesti, con gli occhi; i muti parlano a segni    • 5 •   manifestare un'intenzione; far progetti riguardo a qualcosa: parlano di andare in spagna; di quella legge si parla da dieci anni | non se ne parla più, si dice di un progetto ormai accantonato    • 6 •   rivelare segreti; confessare: l'imputato non si decide a parlare    • 7 •   (fig.) essere particolarmente espressivo; suscitare, ispirare sentimenti: occhi che parlano; musica che parla al cuore | luoghi che parlano di qualcosa, che la ricordano, che ne portano i segni | i fatti parlano, sono la prova eloquente di qualcosa    • 8 •   (fig.) manifestarsi attraverso fatti o parole: in lui è l'invidia che parla, che lo spinge a dire o a fare determinate cose; lasciar, far parlare la coscienza, la ragione, ascoltarne la voce, i suggerimenti | v. tr.    • 1 •   usare, per esprimersi, una determinata lingua; conoscere una lingua in modo da potersi esprimere correntemente: parlare russo  (o il russo); parlare bene, male l'inglese | parlare ostrogoto, turco, arabo, (fig. fam.) esprimersi poco chiaramente, non farsi intendere    • 2 •   esprimersi in un certo modo, usare un determinato linguaggio: parlare un linguaggio franco, chiaro, oscuro    • 3 •   (lett.) dire: possa... parlare alquante parole alla donna vostra  (boccaccio dec.  iii, 5) | parlarsi v. rifl.    • 1 •   rivolgersi reciprocamente la parola: si parlavano da un lato all'altro della strada    • 2 •   (antiq. pop.) amoreggiare    • 3 •   avere rapporti amichevoli, essere in buoni rapporti: dopo quel litigio non si parlano più  s. m.    • 1 •   atto, modo di parlare; discorso: un parlarsi aspro, gentile    • 2 •   parlata; dialetto; lingua, idioma: il toscano tuo parlar celeste  (foscolo sonetti).
parlascio    ⇨ parlagio.
parlasia    ⇨ paralisi.
parlata   s.f.    • 1 •   il particolare modo di esprimersi di una persona o di una comunità, sia riguardo alla pronuncia, sia riguardo ai vocaboli, alle espressioni, alla morfologia: lo riconosco alla, dalla parlata; la parlata veneziana, toscana    • 2 •   (pop.) discorso: mi fece una parlata interminabile. 
parlato   (1) part. pass.  di parlare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   che riguarda o costituisce il linguaggio orale di uso corrente, in contrapposizione al linguaggio scritto o letterario: uso parlato della lingua; lingua parlata    • 3 •   si dice di film dotato di colonna sonora; anche, del cinema costituito da film parlati (in contrapposizione al cinema muto)  s.m.    • 1 •   linguaggio parlato | sintesi, riconoscimento del parlato, (inform.) capacità di un computer di riprodurre artificialmente il linguaggio umano o di decifrarlo    • 2 •   il dialogo registrato sulla colonna sonora di un film | il cinema parlato    • 3 •   (mus.) lo stesso che parlando  | indicazione che, in alcune forme musicali (p. e.  l'operetta) prescrive il passaggio dal canto alla recitazione | complesso delle parti recitate in una rappresentazione scenica musicale.
parlato   (2) agg.  e s.m.  (mar.) si dice di un tipo di doppio nodo usato per legare un cavo sottile a un'asta, a un anello o a un cavo più grosso.
parlatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tóra]    • 1 •   (ant.) chi parla    • 2 •   chi parla bene, con facilità, in modo eloquente o persuasivo: essere un gran parlatore. 
parlatorio   s.m.  nei collegi, nei conventi e sim., locale in cui i visitatori si incontrano con gli ospiti della comunità nelle carceri, luogo in cui i visitatori si incontrano con i detenuti.
parlatura   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   parlata, modo di esprimersi    • 2 •   discorso.
parlesia    ⇨ paralisi.
parlottare   v. intr.  [io parlòtto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   chiacchierare a voce bassa e con circospezione: parlottavano fra loro    • 2 •   (fig. lett.) borbottare, mormorare: tra gli scogli parlotta la maretta  (montale).
parlottio   s.m.  un parlottare continuato; chiacchierio sommesso.
parlucchiare   v. tr.  [io parlùcchio ecc.] parlare una lingua alla meglio, in modo approssimativo: parlucchiare un po' di tedesco, di inglese. 
parma   s.f.  nell'esercito di roma antica, scudo rotondo della fanteria leggera e della cavalleria.
parmense   agg.  (lett.) di parma  s.m.  e f.  (lett.) chi è nato o abita a parma.
parmigiana   s.f.  (gastr.) vivanda preparata alla parmigiana: parmigiana di melanzane. 
parmigiano   agg.  di parma: (formaggio) parmigiano, grana | alla parmigiana, (gastr.) si dice di un particolare modo di cuocere melanzane e zucchine, che consiste nel friggerle, condirle con salsa di pomodoro e formaggio grana, e passarle al forno  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di parma    • 2 •   formaggio grana prodotto nel territorio di parma: grattugiare il parmigiano; pasta condita con burro e parmigiano. 
parmigiano-reggiano  parmigiano-reggiano ® s.m.  denominazione di origine controllata del formaggio grana prodotto nelle province di parma e di reggio emilia.
parnaso   rar. parnasso, s.m.  (lett.) la poesia | (fig.) l'insieme dei poeti di una nazione, di un'epoca, di una civiltà: il parnaso greco, latino. 
parnassia   s.f.  pianta erbacea con foglie cuoriformi basali e fiori bianchi a cinque petali (fam.  sassifragacee).
parnassianismo   o parnassianesimo [par-nas-sia-né-si-mo], s.m.  scuola letteraria francese della seconda metà dell'ottocento che, in opposizione all'estetica e al gusto romantici, teorizzò e praticò una poesia di estrema purezza formale ed emotivamente impassibile.
parnassiano   agg.  del parnassianismo; che concerne il parnassianismo: scuola parnassiana; scrittore parnassiano  s. m.  [f. -a] seguace del parnassianismo.
parnasso    ⇨ parnaso.
-paro  -paro secondo elemento di aggettivi composti di origine latina o di formazione moderna, dal lat. -pa°ru(m), da pare°re  'generare, partorire'; significa 'che genera, che partorisce, che ha partorito' (multiparo, oviparo).
paro   (1) s.m.  [pl. ant. le para] (ant. , pop.) paio: non vede un simil par d'amanti il sole  (petrarca canz.  ccxlv, 9).
paro   (2) agg.  (ant. , pop.)    • 1 •   pari, di ugual livello: tagliare para la siepe | paro paro, senza discontinuità anche, per filo e per segno, precisamente: la pioggia cadeva para para; parole trascritte pare pare da un libro    • 2 •   pari, detto di numero: otto è numero paro   s.m.  (ant. , pop.)    • 1 •   parità, uguaglianza | in paro, in pari: mettere in paro i conti | a paro, allo stesso modo, ugualmente: gl'iniqui petti e gl'innocenti a paro / in freddo orror dissolve  (leopardi alla primavera  84-85) | andare, camminare a paro a paro, di pari passo; (fig.) con ugual valore: una giovene greca [saffo] a paro a paro / coi nobili poeti iva cantando  (petrarca trionfi) | mettere a paro, mettere a confronto    • 2 •   numero pari.
parocchi    ⇨ paraocchi.
parocismo    ⇨ parossismo.
parodia   s.f.    • 1 •   composizione letteraria o musicale che contraffà con intento comico o satirico un'opera conosciuta: mettere in parodia un poema    • 2 •   (estens.) imitazione caricaturale: fare la parodia del vicino di casa    • 3 •   (fig.) persona o cosa che si dimostra inadeguata allo scopo, così da apparire una ridicola contraffazione: una parodia di medico; una parodia di processo    • 4 •   (mus.) adattamento di un testo letterario a una composizione strumentale | sostituzione di un testo con un altro in una composizione vocale.
parodiare   v. tr.  [io paròdio ecc.] fare la parodia, mettere in parodia: parodiare un cantante; parodiare un personaggio famoso. 
parodico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) parodistico § parodicamente avv. 
parodista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi compone parodie; chi si esibisce in imitazioni caricaturali.
parodistico   agg.  [pl. m. -ci] di parodia: tono, intento parodistico  § parodisticamente avv. 
parodo   s.m.  o f.  [pl. i pàrodi]    • 1 •   nell'antico teatro greco, ciascuno dei passaggi laterali che immettevano nell'orchestra    • 2 •   nella tragedia greca antica, la prima entrata del coro in scena; anche, quella parte del dramma che il coro recitava dopo l'ingresso nell'orchestra.
parodonto   s.m.  (anat.) periodonto.
parodontologia   s.f.  (med.) studio delle malattie del parodonto o periodonto.
parodontopatia   s.f.  (med.) termine che indica qualsiasi malattia del periodonto o parodonto.
paroffia   o parroffia, s.f.  (ant.)    • 1 •   parrocchia    • 2 •   (fig.) parte: 'l ciel ne ride / con le bellezze d'ogne sua paroffia  (dante par.  xxviii, 83-84).
parola   s.f.    • 1 •   complesso di suoni articolati (o anche un solo suono) che esprime un significato; la relativa rappresentazione grafica: parola semplice, composta, primitiva, derivata; parole dotte, volgari, popolari, letterarie, antiquate, poetiche, dialettali; parola di cinque lettere, di tre sillabe; parola tronca, piana, sdrucciola, bisdrucciola; le parole della lingua italiana; parole di origine germanica; l'etimologia delle parole; articolare le parole; sussurrare parole affettuose; usare parole appropriate, espressive  | mangiare le parole, parlare affrettatamente tanto da troncare le parole che si pronunciano | gioco di parole, scherzo basato sui diversi significati di uno stesso vocabolo | giro di parole, perifrasi | parole (in)crociate, cruciverba | il senso vero di una parola, il suo significato originario, più proprio; il senso ampio di una parola, la sua accezione più estesa; il senso stretto di una parola, il suo significato più letterale, più circoscritto | questione di parole, verbale, formale, non sostanziale | parola per parola, fedelmente, alla lettera: ripetere, tradurre parola per parola.  dim. parolina, paroletta, paroluccia  accr. parolona, parolone  (m.) pegg. parolaccia    • 2 •   l'atto del parlare, l'esprimersi, il comunicare usando uno o più vocaboli: essere di poche parole, parlare poco, essere poco loquace ' la persona in parola, di cui si sta parlando ' buttare là mezza parola, fare un'allusione ' non fare con nessuno parola di qualcosa, non parlarne ' dire due parole, parlare brevemente ' non saperne, non capirne una parola, nulla ' dire una parola buona a qualcuno, confortarlo ' dire, mettere una buona parola per qualcuno, raccomandarlo ' dire qualcosa con una parola, due parole, in breve ' non avere parole, non trovare parole  (per ringraziare, per scusarsi ecc.), non riuscire a esprimere adeguatamente il proprio sentimento ' in altre parole, esprimendosi diversamente ' levare la parola di bocca a qualcuno, prevenirlo in quello che sta per dire ' misurare, pesare le parole, parlare con cautela riflettendo su ciò che si dice, spec. per non offendere ' male parole, parole malevole o offensive; parolacce ' venire a parole, avere un diverbio ' parole sante!, ben detto! ' ricacciare le parole in gola a qualcuno, costringerlo a ritrattare quanto ha affermato ' ritirare la parola, ritrattare quello che si è detto ' l'ultima parola, la frase, il giudizio conclusivi: voler avere, dire sempre l'ultima parola; non è detta l'ultima parola, la questione non è ancora definitivamente risolta ' passare, passarsi (la) parola, (fig.) trasmettere, trasmettersi una notizia, un avviso e sim. ' una parola tira l'altra, è difficile interrompere un discorso, una volta incominciato | parola d'ordine, parola o frase di riconoscimento per le sentinelle | parola di passo, che serve a farsi riconoscere e ammettere in determinati ambienti    • 3 •   contenuto di un discorso; ammaestramento, consiglio: le sue parole non mi convinsero; ascoltare le parole dei genitori    • 4 •   facoltà naturale di parlare: il dono della parola; perdere la parola, diventare muto; gli manca solo la parola, si dice di animale molto intelligente o di ritratto molto somigliante o espressivo | facoltà, possibilità data a qualcuno di parlare: dare, domandare, negare, prendere la parola; libertà di parola, di esprimere le proprie idee    • 5 •   il modo in cui ci si esprime: avere la parola facile | la parola poetica, il linguaggio poetico    • 6 •   impegno, promessa, offerta: mantenere la parola data; rimangiarsi la parola, venir meno all'impegno assunto; prendere in parola, considerare un'offerta, una promessa come impegnative; uomo di parola, che ha una sola parola, che mantiene i propri impegni; parola d'onore, affermazione o promessa fatta sul proprio onore; credere sulla parola, in virtù della sola promessa o assicurazione verbale | nelle contrattazioni, impegno verbale non ancora definito; trattativa: essere, entrare in parola con qualcuno    • 7 •   spec. pl.  chiacchiere, ciance, discorsi inutili: ci voglion fatti, non parole; mi sommerse in un mare di parole; a parole tutti sono eroi  | è una parola!, è facile a dirsi e difficile a farsi    • 8 •   pl.  in una composizione per canto, i versi rispetto alla musica che li accompagna    • 9 •   nella religione cristiana, il cristo, il verbo, il logos; anche, la sacra scrittura | liturgia della parola, prima parte della messa che comprende la lettura e il commento di brani della bibbia    • 10 •   (inform.) unità logica minima di informazione, costituita da un gruppo di caratteri registrati in un'unica cella di memoria alla quale si accede con un unico indirizzo | parola chiave, codice che identifica un documento o una parte di esso facilitandone l'individuazione o la ricerca; anche, istruzione o elemento di un'istruzione fisso e predefinito in un determinato linguaggio di programmazione | parola d'ordine  o d'accesso, lo stesso che password. 
parolaccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   pegg.  di parola    • 2 •   parola sconcia, volgare, o detta per offendere.
parolaio   s.m.  [f. -a] chi parla molto e in modo poco concludente; chiacchierone, ciarlatano  agg.  che abbonda di parole, che è fatto solo di vane parole: critica parolaia. 
parole   s.f. invar.    • 1 •   (ling.) secondo f. de saussure (1857-1913), ciascuno dei singoli atti con cui l'individuo realizza la sua facoltà del linguaggio servendosi della langue    • 2 •   nel poker, formula con cui un giocatore cede al seguente il diritto di aprire il gioco.
paroletta   s.f.    • 1 •   dim.  di parola    • 2 •   parola affettuosa e lusinghiera: con due parolette riesce sempre a convincerlo; le sorrise parolette brevi  (dante par.  i, 95).
paroliere   s.m.  autore dei versi di una canzone, una commedia musicale e sim.
parolina   s.f.    • 1 •   dim.  di parola    • 2 •   cenno, discorsetto, per lo più confidenziale: devo dirti due paroline. 
parolona   s.f. , o parolone s.m.    • 1 •   accr.  di parola    • 2 •   parola difficile, o anche povera o vacua di significato: un discorso pieno di paroloni. 
paronichia   s.f.  (med.) patereccio.
paronimia   s.f.  (ling.) rapporto fra due paronimi.
paronimico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che riguarda la paronimia: coppie paronimiche di vocaboli. 
paronimo   s.m.  (ling.) parola che nella forma assomiglia a un'altra, ma ne differisce nel significato (p. e. avallare  e avvallare); la somiglianza formale induce spesso a supporre erroneamente un rapporto di derivazione etimologica.
paronomasia   s.f.  figura retorica che consiste nell'accostare parole di suono uguale o assai simile, ma di significato differente (p. e. il troppo stroppia).
paronomastico   agg.  [pl. m. -ci] (ret.) relativo a paronomasia; che costituisce paronomasia.
parosismo    ⇨ parossismo.
parosmia   s.f.  (med.) alterazione del senso dell'olfatto.
parossismo   ant. parocismo, parosismo, s.m.    • 1 •   (med.) la fase culminante di un processo morboso, in cui i sintomi raggiungono la massima intensità    • 2 •   (geol.) la fase più violenta di un'eruzione vulcanica    • 3 •   (fig.) massimo grado di tensione psichica; esasperazione: nel parossismo dell'ira. 
parossistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) di parossismo: fenomeno parossistico    • 2 •   (geol.) proprio del parossismo vulcanico: fase parossistica    • 3 •   (fig.) violentemente agitato; esasperato: trovarsi in uno stato di tensione parossistica  § parossisticamente avv. 
parossitonia   s.f.  (ling.) l'essere parossitono.
parossitono   agg.    • 1 •   nella grammatica greca, si dice di parola che ha l'accento acuto sulla penultima sillaba    • 2 •   (estens.) si dice di parola accentata sulla penultima sillaba; piano.
parotide   s.f.  (anat.) la più voluminosa delle ghiandole salivari, a struttura acinosa, situata tra il condotto uditivo esterno e il ramo montante della mandibola | usato anche come agg.  : ghiandola parotide. 
parotideo   agg.  (anat.) della parotide: canale parotideo. 
parotite   s.f.  (med.) infiammazione della ghiandola parotide ' parotite epidemica, malattia infettiva, contagiosa, di origine virale, che porta a una tumefazione delle parotidi; è detta com. orecchioni. 
parotitico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di parotite: virus parotitico. 
parovario   s.m.  (anat.) complesso dei tessuti che si trovano intorno all'ovaio.
parpagliola   o parpaiola, s.f.  moneta di origine provenzale, coniata in piemonte e in lombardia a partire dai secc. xv-xvi e circolante fino al principio dell'ottocento: queste due belle parpagliole nuove son per te  (manzoni p. s.  vii).
parquet   s.m. invar.    • 1 •   pavimento di listelli o tasselli di legno uniti tra loro a formare disegni geometrici    • 2 •   nella pallacanestro, campo di gioco    • 3 •   (fin.) parte della sala della borsa cui possono accedere solo gli intermediari autorizzati; recinto delle grida | mercato ufficiale dei titoli; si contrappone a coulisse. 
parra   s.f.  uccello equatoriale con gambe e dita lunghe, becco sottile, piumaggio variopinto e fronte nuda (ord.  caradriformi).
parrasio   agg.    • 1 •   della parrasia, parte meridionale dell'antica arcadia: la parrasia pendice / tenea la casta artemide  (foscolo odi)    • 2 •   (fig. lett.) arcadico: bosco parrasio, la sede romana dell'accademia dell'arcadia.
parricida   lett. patricida, s.m.  e f.  [pl. m. -di]    • 1 •   chi ha ucciso il proprio padre | (non com.) chi ha ucciso la propria madre o un altro ascendente    • 2 •   (fig. lett.) traditore della patria.
parricidio   lett. patricidio, s.m.    • 1 •   delitto del parricida    • 2 •   (fig. lett.) tradimento della patria.
parrocchetto   s.m.    • 1 •   nome di alcune specie di uccelli variopinti affini ai pappagalli (ord.  psittaciformi) | parrocchetto dal collare, diffuso in africa; parrocchetto terragnolo, diffuso in australia    • 2 •   (mar.) secondo pezzo dell'albero di trinchetto di un veliero; anche, ciascuno dei pennoni e delle vele quadre di tale albero.
parrocchia   s.f.    • 1 •   (eccl.) nella chiesa cattolica e in altre chiese cristiane, la più piccola circoscrizione territoriale in cui è divisa una diocesi | la chiesa in cui il parroco esercita il suo ministero; anche, la sede dell'ufficio parrocchiale o l'edificio in cui si svolgono alcune attività parrocchiali    • 2 •   l'insieme di tutti i parrocchiani    • 3 •   (fig.) gruppo di persone legate da comuni interessi; conventicola (per lo più spreg.): appartenere alla stessa parrocchia, a parrocchie diverse. 
parrocchiale   agg.  della parrocchia; del parroco: archivio, comunità parrocchiale; (chiesa) parrocchiale. 
parrocchialità   s.f.    • 1 •   carattere di ciò che è parrocchiale    • 2 •   insieme dei diritti di un parroco, di una parrocchia.
parrocchiano   s.m.    • 1 •   [f. -a] ciascuno dei fedeli che appartengono a una parrocchia    • 2 •   (ant.) parroco.
parroco   s.m.  [pl. -ci, antiq. -chi] (eccl.) sacerdote che, generalmente per nomina vescovile, è a capo di una parrocchia, nella quale esercita la cura delle anime.
parroffia    ⇨ paroffia.
parrozzo   ® s.m.  dolce tipico abruzzese a base di pasta lievitata con mandorle e ricoperta di cioccolato.
parrucca   ant. o dial. perrucca, s.f.    • 1 •   capigliatura posticcia, fabbricata con capelli veri o artificiali, usata per abbellimento (spec. nel sec. xviii), per nascondere la calvizie, o dagli attori per truccarsi: portare, mettersi la parrucca.  dim. parrucchina, parrucchino  (m.) accr. parruccone  (m.) pegg. parruccaccia    • 2 •   (scherz.) capelli lunghi, zazzera    • 3 •   (fig. spreg.) persona con idee antiquate e reazionarie; parruccone.
parruccaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende parrucche.
parrucchiere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi taglia i capelli agli uomini; barbiere    • 2 •   chi taglia e acconcia i capelli alle donne    • 3 •   (ant.) persona addetta alla confezione e all'adattamento delle parrucche.
parrucchino   s.m.  dim. di parrucca; in partic., piccola parrucca per uomo che si applica nelle zone calve del capo.
parruccone   s.m.  [f. -a] (spreg.) persona con idee antiquate, superate.
parsec   s.m. invar.  unità di lunghezza di distanze astronomiche pari a 30. 840 miliardi di km, ovvero a 3,26 anni luce.
parser   s.m. invar.  (inform.) algoritmo che analizza la regolarità sintattica dei programmi scritti in un linguaggio di alto livello | (estens.) software in grado di stabilire la correttezza di una frase rispetto a una grammatica data.
parsi   agg.  e s.m. invar.  che, chi appartiene a un gruppo etnico di origine persiana immigrato in india nel sec. viii e professante una forma di zoroastrismo.
parsimonia   s.f.    • 1 •   moderazione, giusta misura nello spendere: vivere con parsimonia, senza parsimonia    • 2 •   (estens.) sobrietà nell'usare qualcosa: spiegare, narrare con parsimonia di parole. 
parsimonioso   agg.  che usa parsimonia: persona parsimoniosa  | che denota parsimonia o è fatto con parsimonia: vita parsimoniosa; consumo parsimonioso  § parsimoniosamente avv. 
parsismo   s.m.  lo zoroastrismo professato dai parsi.
partaccia   s.f.  [pl. -ce] pegg.  di parte  | fare una partaccia a qualcuno, trattarlo con durezza, sgridarlo aspramente.
parte   s.f.    • 1 •   ciascuno degli elementi che, uniti insieme, formano un tutto; si dice sia di componenti materialmente staccati, sia di elementi considerati distintamente rispetto all'insieme che di essi si compone: fare, essere parte di qualcosa; dividere, suddividere, ripartire qualcosa in parti; avere la propria parte; le parti del corpo; l'armonia delle parti nell'edificio; il secondo è la sessantesima parte del minuto | fare le parti, dividere qualcosa tra diverse persone secondo un determinato criterio ' fare la parte del leone, in una distribuzione, prendere quasi tutto per sé ' far parte di qualcosa a qualcuno, mettere qualcuno a parte di qualcosa, comunicargliela ' prender parte a qualcosa, parteciparvi ' essere parte integrante di qualcosa, esserne un elemento essenziale ' esaminare qualcosa parte a parte, parte per parte, esaminarla minutamente, in tutti i suoi componenti | fare la propria  parte, fare quello che si deve, che compete | in parte, non in tutto, non completamente; in forme correlative serve per distinguere all'interno di un insieme: era in parte contrariato; il pubblico fu in parte entusiasta e in parte indifferente; determinato da un agg. di quantità: in gran parte, in buona parte, in misura notevole | una parte, un po': abbatterono una parte degli alberi | (la) gran parte, la massima, la maggior parte, il grosso, la maggioranza: la maggior parte dei presenti approvò  (o approvarono) la proposta  | in funzione correlativa, gli uni... gli altri: parte dei convenuti erano favorevoli, parte contrari; anche, un po'... un po': pagherò parte subito, parte a rate | anche l'occhio vuole la sua parte, è necessario soddisfare anche le esigenze estetiche. dim. particella    • 2 •   con riferimento allo spazio può indicare zona, regione o lato, direzione: le parti basse della città sono allagate; la parte montuosa del paese; le cinque parti del mondo; dall'altra parte della strada; la parte superiore, inferiore del materasso; il vento tira da quella parte; da che parte andiamo?; dove si va da  (per) quella parte?  | a parte, separatamente; in teatro, si dice di quelle parole che un personaggio dice ad alta voce perché siano intese dal pubblico, ma che esprimono suoi pensieri intimi e si fingono non udite dagli altri personaggi in scena ' da parte, in disparte: lasciar da parte, non curare; mettere da parte, riporre, accumulare; farsi da parte, defilarsi | da parte mia, per conto mio ' da ogni parte, da tutte le parti, dappertutto: fatti del genere si verificano da ogni parte | dalle parti di, nei paraggi di ' da queste, quelle parti, in questi, in quei luoghi ' passare da parte a parte, trafiggere ' da una parte, da un lato, in un certo senso (spec. correlativo): da una parte sono contento (dall'altra avrei voluto far meglio) | d'altra parte, del resto; si dice per introdurre un argomento che completa o corregge quanto si è detto: spende molto, d'altra parte ha una grossa famiglia | prendere in buona, in mala parte, (fig.) accogliere con animo benevolo, con risentimento ' essere dall'altra parte della barricata, (fig.) nello schieramento opposto    • 3 •   con riferimento al tempo equivale a periodo, ora : fu assente gran parte dell'anno; la prima parte del mese | da un anno a questa parte, da un anno in qua    • 4 •   ognuna delle diverse specialità in cui si articola una materia o disciplina; anche, ognuna delle singole sezioni in cui è suddivisa un'opera letteraria o scientifica: volumeprimo, parte seconda  | ognuna delle esecuzioni musicali che, separate da un intervallo, costituiscono insieme un concerto: la prima parte comprende tre sonate di chopin    • 5 •   partito, fazione: la parte ghibellina  | uomo di parte, persona faziosa, parziale | spirito di parte, faziosità, parzialità ' prendere le parti di qualcuno, difenderlo ' far parte per sé stesso, non aderire ad alcun gruppo o partito, ma agire indipendentemente ' essere, stare, passare dalla parte della ragione, del torto, avere ragione, torto ' essere senz'arte né parte, non saper fare niente, essere privo di un'occupazione e di mezzi | da, per parte di qualcuno, per conto di qualcuno: ti porto questa lettera da parte di giorgio; anche, secondo la discendenza: siamo cugini per parte di padre    • 6 •   (dir.) ciascuno dei contendenti in un giudizio o dei soggetti in un rapporto bilaterale: la parte avversaria; accordo tra le parti; convocare, udire le parti  | essere parte in causa, in un processo, essere una delle parti; (fig.) essere direttamente interessato in qualcosa | parte civile, in un processo penale, colui che ha subito danno da un reato ed esercita la relativa azione civile contro il responsabile per ottenere un risarcimento: costituirsi parte civile  | parti sociali, le due categorie socio-economiche dei datori di lavoro e dei lavoratori dipendenti    • 7 •   (estens.) ognuno dei belligeranti in una guerra; più genericamente, ciascuno degli avversari in un contrasto: dare ragione a una delle parti    • 8 •   l'insieme delle battute e dell'azione scenica spettanti all'attore che interpreta un determinato personaggio; il personaggio stesso: studiare, imparare la parte; ha sostenuto la parte di otello con molta bravura; gli hanno assegnato solo una piccola parte  | (fig.) funzione che si compie, ufficio che si esercita, atteggiamento che si assume nella vita: mi tocca sempre fare una parte spiacevole; fare la parte della vittima, atteggiarsi a vittima; questa parte da lui non me l'aspettavo, un comportamento così sleale, scorretto; fare una parte a qualcuno, rimproverarlo aspramente, fargli una scenata. dim. particina  pegg. partaccia    • 9 •   in un'esecuzione musicale, tutto ciò che deve essere eseguito dai singoli cantanti o strumenti; per estens., foglio o fascicolo contenente i brani musicali che devono essere eseguiti da ciascuno di essi: la parte del tenore; la parte del primo violino   avv.  (ant.) intanto, nel frattempo: «come!» diss'elli, e parte andavam forte  (dante purg.  xxi, 19) | nella loc. cong. parte che, (ant.) mentre: parte che lo scolare questo diceva, la misera donna piagneva  (boccaccio dec.  viii, 7).
partecipabile   agg.  (non com.) che si può partecipare, condividere: gioia partecipabile. 
partecipante   ant. participante, part. pres.  di partecipare  agg.  e s.m.  e f.  che, chi partecipa: i partecipanti alla gara | camerieri segreti partecipanti, titolo di dignitari della corte pontificia, così detti perché avevano il diritto di partecipare alla mensa papale.
partecipanza   ant. participanza, s.f.    • 1 •   (ant.) partecipazione    • 2 •   (dir.) godimento di beni di proprietà collettiva da parte del singolo allo stesso titolo di altri aventi diritto.
partecipare   ant. participare, v. intr.  [io partécipo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   prendere parte: partecipare a un gioco, a un congresso, a una manifestazione; partecipare al dolore, alla gioia di qualcuno, soffrire, gioire insieme a lui    • 2 •   essere, diventare partecipe (con il compl. introdotto dalla prep. di): partecipare dei difetti di tutti | v. tr.    • 1 •   (lett.) spartire, condividere: partecipare una gioia, un'eredità    • 2 •   rendere noto, annunziare, comunicare: maria e giovanni partecipano la nascita del figlio. 
partecipativo   agg.  relativo a partecipazione; che consente di partecipare: democrazia partecipativa, cui contribuiscono tutti i cittadini con la loro partecipazione diretta § partecipativamente avv.  in modo da promuovere la partecipazione.
partecipazione   ant. participazione, s.f.    • 1 •   il partecipare, il prendere parte: la tua partecipazione è essenziale; un film con la partecipazione di famosi attori  | partecipazione straordinaria, in un film o spettacolo teatrale, presenza di un artista famoso che vi partecipa in un ruolo secondario    • 2 •   il rendere noto, il comunicare ad altri | biglietto con cui si comunica un matrimonio, una nascita, un lutto e sim.: spedire le partecipazioni di nozze    • 3 •   (fin.) quota del capitale sociale detenuta da un socio | partecipazioni incrociate, situazione in cui due società per azioni acquistano ciascuna azioni dell'altra | partecipazioni statali, le quote che lo stato detiene in società per azioni di diritto privato, attraverso enti di gestione di diritto pubblico e sotto la vigilanza di un apposito ministero (ministero delle partecipazioni statali); anche, il complesso delle società stesse e degli enti pubblici che le coordinano | economia della partecipazione, quella in cui una parte dei salari varia con il variare degli utili delle imprese.
partecipazionismo   s.m.  tendenza a estendere al massimo la partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale.
partecipazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore del partecipazionismo.
partecipazionistico   agg.  [pl. m. -ci] del partecipazionismo, dei partecipazionisti.
partecipe   ant. partefice, participe, agg.  che prende parte a qualcosa: essere partecipe del dolore di qualcuno; fare, rendere qualcuno partecipe della propria gioia. 
parteggiamento   s.m.  (non com.) il parteggiare.
parteggiare   v. intr.  [io partéggio ecc. ; aus. avere] sostenere una data parte politica: parteggiare per i liberali, per il socialismo  | (estens.) sostenere, prendere le parti di qualcuno: parteggiare per il più debole; parteggiare per la squadra di casa. 
partenere   v. intr.  [coniugato come tenere] (ant.) appartenere, spettare, riguardare: le cassine essendo vostre e il prato rimanendo a voi, non mi può mai partenere tale spesa  (alfieri).
partenio   s.m.    • 1 •   nell'antica letteratura greca, componimento lirico corale scritto per essere cantato da un coro di vergini in onore di una divinità femminile: i parteni di alcmane    • 2 •   (bot.) matricale.
partenocarpia   s.f.  (bot.) formazione di un frutto senza che sia precedentemente avvenuta la fecondazione degli ovuli nell'ovario (tale frutto è sterile).
partenogenesi   s.f.  (biol.) modo di riproduzione di alcune piante e animali inferiori in cui lo sviluppo dell'uovo avviene senza che questo sia stato fecondato.
partenogenetico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo a partenogenesi; che si sviluppa per partenogenesi: fenomeni partenogenetici; uovo partenogenetico  § partenogeneticamente avv.  per partenogenesi.
partenopeo   agg.  (lett.) della città di napoli, anticamente chiamata partenope: repubblica partenopea  (1799); costume partenopeo   s.m.  [f. -a] (lett.) nativo, abitante di napoli.
partente   part. pres.  di partire    • 1 •   agg.  e s.m.  e f.  che, chi parte: i partenti salutavano dal finestrino  | i (corridori) partenti, in competizioni sportive, i corridori presenti al via.
partenza   s.f.    • 1 •   il partire: fissare il giorno della partenza; qual è l'orario della partenza?; la partenza del treno, dell'aereo | essere in, di partenza, essere sul punto di partire ' punto di partenza, punto in cui ha origine un moto; (fig.) il punto da cui ha inizio una ricerca, un discorso e sim.    • 2 •   (sport) momento in cui ha inizio la gara; modo con cui si inizia una competizione: linea di partenza, punto da cui ha inizio una gara di corsa; partenza lanciata, quella che si dà a concorrenti già in movimento; falsa partenza, irregolare, che va ripetuta.
parterre   s.m. invar.    • 1 •   giardinetto all'italiana, cioè con varie aiuole artisticamente disposte; anche, aiuola: un parterre di viole    • 2 •   in teatri, sale cinematografiche e sim., l'ordine di posti che sta più in basso; platea.
partesana    ⇨ partigiana.
particella   s.f.    • 1 •   dim.  di parte  | particella elementare, (fis.) costituente fondamentale della materia e della radiazione, individuato da quattro grandezze caratteristiche: massa, carica elettrica, spin e momento magnetico ' particella catastale, (dir.) unità immobiliare limitata e omogenea derivante dalla suddivisione della superficie del territorio ai fini della formazione e del funzionamento del catasto; consiste nell'estensione continuata di un immobile (terreno o fabbricato) situato in un solo comune e appartenente a un medesimo proprietario    • 2 •   (gramm.) denominazione generica di elementi lessicali che servono di legamento nella frase o hanno funzione accessoria, e sono rappresentati in genere da parole monosillabiche e atone: particelle pronominali, le forme atone dei pronomi personali (mi, ti, gli, ci, vi, ne ecc.).
particellare   agg.    • 1 •   (fis.) relativo alle particelle elementari; formato da particelle elementari: la struttura particellare della materia    • 2 •   (dir.) costituito da particelle catastali; suddiviso col sistema delle particelle: mappa, catasto particellare. 
particina   s.f.    • 1 •   dim.  di parte    • 2 •   ruolo, personaggio di scarsa importanza in una rappresentazione scenica, in un film: fare una particina in una commedia. 
participare   e deriv.   ⇨ partecipare e deriv. 
participe    ⇨ partecipe.
participiale   agg.  (gramm.) del participio, che si riferisce al participio: forme participiali del verbo; suffisso participiale, che serve a formare il participio.
participio   s.m.  (gramm.) forma nominale del verbo, usata gener. con valore di aggettivo o di sostantivo; l'italiano ha un participio presente (p. e. andante) e uno passato (p. e. andato), dei quali è raro l'uso verbale (ma il participio passato serve a formare i tempi composti dei verbi attivi e passivi: ho scritto; è stato tradito).
particola   s.f.    • 1 •   (ant.) piccola parte; suddivisione    • 2 •   (lit.) ciascuna delle parti in cui si spezza l'ostia consacrata durante la messa; anche, la piccola ostia con la quale si comunicano i fedeli: le sacre particole. 
particolare   ant. particulare, agg.    • 1 •   che non è proprio di tutti o di un tutto, ma solo di uno o di una parte; specifico: un interesse particolare; segretario particolare; leggi particolari sull'emigrazione; ognuno ha un suo modo particolare di vedere le cose  | segni particolari, quelli che possono facilitare il riconoscimento di una persona (p. e.  cicatrici, nei) ' con particolare riguardo a, con specifica attenzione a ' in (modo) particolare, particolarmente    • 2 •   che è fuori del comune, dell'ordinario; singolare, eccezionale: avere una particolare disposizione per la musica; una donna di bellezza particolare | amicizie particolari, quelle tra omosessuali    • 3 •   (ant.) privato  s.m.    • 1 •   ciò che è particolare: il procedimento induttivo va dal particolare all'universale    • 2 •   ciascuno degli elementi singoli facenti parte di un tutto; ciascuna delle circostanze di un fatto: nota quel particolare del quadro; esaminare un problema in tutti i suoi particolari; ricordare un fatto fin nei minimi particolari    • 3 •   (ant.) privato cittadino: i delitti contrari alla sicurezza di ciascun particolare  (beccaria)    • 4 •   (ant.) interesse privato § particolarmente avv.    • 1 •   nei particolari, in dettaglio: esaminare qualcosa particolarmente    • 2 •   in modo specifico; soprattutto, principalmente: lo dico a tutti, ma particolarmente a te    • 3 •   in modo speciale; molto: ho apprezzato particolarmente la tua risposta; uno spettacolo particolarmente interessante. 
particolareggiare   v. tr.  [io particolaréggio ecc.] narrare minutamente, in tutti i particolari: particolareggiare tutte le circostanze di un fatto  | (assol.) dare risalto eccessivo ai particolari: descrivere qualcosa senza troppo particolareggiare. 
particolareggiato   part. pass.  di particolareggiare   agg.  curato nei particolari, minuzioso: descrizione particolareggiata  § particolareggiatamente avv. 
particolarismo   s.m.    • 1 •   atteggiamento di chi, per curare i propri interessi personali, danneggia la comunità di cui fa parte o ne disgrega l'unità: particolarismo politico, tendenza di una regione o di un gruppo etnico a sottrarsi al potere politico centrale, per ottenere autonomia o indipendenza    • 2 •   parzialità nei riguardi di singole persone o gruppi.
particolarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   nel disegno industriale, chi è specializzato nella rappresentazione grafica di particolari    • 2 •   chi tende al particolarismo; chi è fautore del particolarismo.
particolaristico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del particolarismo; che denota particolarismo: comportamento particolaristico  § particolaristicamente avv. 
particolarità   s.f.    • 1 •   l'essere particolare, speciale, non comune: la particolarità di un caso    • 2 •   elemento, fatto particolare; minuzia, dettaglio: descrivere, notare ogni particolarità    • 3 •   caratteristica specifica, distintiva: le particolarità linguistiche di un poeta; il camaleonte ha la particolarità di cambiare il colore della pelle. 
particolarizzare   v. tr.  (non com.) esporre nei particolari; particolareggiare, specificare.
particolarizzazione   s.f.  (non com.) il particolarizzare, l'essere particolarizzato.
particulare    ⇨ particolare.
partigiana   o partesana [par-te-sà-na], o partisiana [par-ti-sià-na], s.f.  arma rinascimentale costituita da una grossa lama affilata e appuntita, foggiata a triangolo e infissa in una lunga asta di legno. dim. partigianetta  accr. partigianona, partigianone  (m.) pegg. partigianaccia. 
partigianeria   s.f.  l'essere partigiano; atteggiamento fazioso; parzialità.
partigianesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) da partigiano; fazioso: atteggiamento partigianesco  § partigianescamente avv. 
partigiano   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi parteggia per un'idea, una fazione, un gruppo e sim.: i partigiani della pace    • 2 •   chi appartiene a un gruppo armato irregolare che partecipa alla guerriglia contro gli invasori del proprio paese o contro un governo ritenuto illegittimo; in partic., durante la seconda guerra mondiale, appartenente a un movimento di resistenza contro i nazifascisti  agg.    • 1 •   che parteggia, proprio di chi parteggia; fazioso, di parte: politica partigiana; spirito partigiano    • 2 •   dei partigiani: formazioni partigiane; lotta, guerra partigiana  § partigianamente avv. 
partigione    ⇨ partizione.
partire   (1) v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   allontanarsi da un luogo per recarsi in un altro, spec. per un periodo piuttosto lungo e percorrendo distanze notevoli; iniziare il viaggio, il movimento: partire da milano; partire per londra; partire in missione, per affari; partire in, con la nave; la posta, il treno partirà alle cinque; l'autobus parte ogni mezz'ora | l'automobile non parte, il motore non si avvia ' partire in quarta, di chi parte a grande velocità con un veicolo; (fig.) di chi inizia qualcosa con impeto ' partire soldato, militare, andare sotto le armi ' prov.  : partire è un po' morire, con allusione al dolore provocato dal distacco da luoghi o persone care    • 2 •   (fig.) provenire; avere origine, inizio; prendere le mosse: partì un urlo dalla folla; dall'antenna parte un cavo che si collega a terra; partire da un presupposto sbagliato  | a partire da, cominciando il calcolo da, a decorrere da, a datare da: a partire da domani l'ufficio si aprirà alle nove    • 3 •   (fig. fam.) rompersi, guastarsi: è partita la lavastoviglie!  | sragionare; anche, ubriacarsi: gli basta bere un bicchierino e parte. 
partire   (2) v. tr.  [io partisco, tu partisci ecc. ; poet. io parto ecc.] (lett.)    • 1 •   dividere in due o più parti: sopra il colle che parte le valli di pesa e di grieve  (machiavelli) | suddividere tra più persone; spartire, mettere in comune con altri: ecco, io parto tra voi quella foresta  (carducci); con te partisco l'acqua il pane e il sale  (d'annunzio)    • 2 •   separare una persona o un gruppo di persone da altre; allontanare, staccare da persone o cose: quantunque la giovane sua compagnia rifiutasse... mai da sé partir nol poté  (boccaccio dec.  v, 1) | partirsi v. rifl.  o intr. pron.  (lett.) dividersi, separarsi; allontanarsi, staccarsi: la bella donna che cotanto amavi / subitamente s'è da noi partita  (petrarca canz.  xci, 1-2) | partirsi dal mondo, dalla vita, morire.
partisiana    ⇨ partigiana.
partita   (1) s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   partenza: né la nostra partita fu men tosta  (dante purg.  ii, 133) | far partita, partire: qui il magnanimo tace e fa partita  (tasso g. l.  xix, 131)    • 2 •   (fig.) dipartita, morte: parmi che sua subita partita / tosto ti fia cagion d'amara vita  (petrarca canz.  cccxxv, 104-105).
partita   (2) s.f.    • 1 •   (ant.) parte    • 2 •   ciascuna delle parti in cui si divide una porta, una finestra e sim.; battente: porta a una, a due partite    • 3 •   quantità di merce omogenea che si contratta all'ingrosso: una partita di tessuti    • 4 •   registrazione contabile; importo attribuito a un conto: la partita del dare e dell'avere; partita doppia, metodo contabile consistente nel registrare ogni operazione sotto due aspetti, e cioè in 'dare' in un conto e in 'avere' in un altro; partita semplice, metodo contabile in cui ogni operazione è registrata o in 'dare' o in 'avere' in un'unica serie di conti; partita di giro, quella in cui un'operazione è registrata contemporaneamente e per lo stesso ammontare in entrata e in uscita ' partite invisibili, (econ.) nella bilancia dei pagamenti, le transazioni che riguardano i servizi (trasporti, assicurazioni ecc.) prestati all'estero o dall'estero | partita iva, numero attribuito a ciascun contribuente soggetto all'imposta sul valore aggiunto ' saldare una, la partita, (fig.) regolare i conti, sistemare una questione in sospeso    • 5 •   incontro, gara, competizione spec. sportiva: una partita a carte, a scacchi, a biliardo; una partita di calcio, di tennis, di basket, di rugby; fare, giocare, vincere, perdere una partita; assistere a una partita; andare alla partita, andare a vedere una partita, spec. di calcio; partita amichevole, partita che si gioca fra due squadre al di fuori dei campionati ufficiali, a scopo di allenamento, beneficienza o spettacolo | considerare chiusa la partita, (fig.) non voler continuare una discussione che si ritiene definitivamente conclusa | abbandonare la partita, (fig.) rinunciare alla lotta, arrendersi | dare partita vinta a qualcuno, (fig.) cedere alle sue pretese. dim. partitella, partitina, partituccia  accr. partitona, partitone  (m.) pegg. partitaccia    • 6 •   azione collettiva, spec. per divertimento: partita di caccia | partita d'onore, (non com.) duello | partita di piacere, (antiq.) gita, scampagnata | essere della partita, partecipare a un'attività, a un'impresa, aderire a un'iniziativa    • 7 •   (mus.) composizione strumentale barocca costituita da una serie di variazioni su un dato tema | dalla prima metà del '700, sinonimo di suite. 
partitante   s.m.  e f.  (non com.) aderente a un partito politico.
partitanza   s.f.  (dir.) contratto agrario per cui l'associazione dei coltivatori di un terreno corrisponde al suo proprietario una quota dei prodotti in luogo del canone di affitto.
partitario   (1) s.m.  scrittura contabile analitica non obbligatoria che registra la situazione debitoria o creditoria dell'azienda nei confronti dei singoli fornitori o clienti.
partitario   (2) agg.  (rar.) di partito: interesse partitario. 
partitico   agg.  [pl. m. -ci] di partito, relativo a uno o più partiti: mire partitiche; accordi partitici  § partiticamente avv.  per, in partiti; secondo le idee, gli interessi di un partito, di partiti.
partitismo   s.m.  tendenza ad attribuire ai partiti una funzione determinante nella vita politica di una nazione.
partitissima   s.f.  nel linguaggio sportivo, e spec. nel calcio, partita decisiva o di eccezionale interesse.
partitivo   agg.  (gramm.) che indica partizione: complemento, genitivo partitivo, che indica una parte in opposizione al tutto (p. e.  alcuni degli studenti); articolo partitivo, quello rappresentato dalle prep. articolate del, dello, della ecc. , usate con il significato di 'una parte di, un po' di' (p. e.  compra del  pane, dammi dell' acqua)  s.m.  (gramm.) complemento partitivo, genitivo partitivo.
partito   (1) part. pass.  di partire    • 1 •   e agg.  nei sign. del verbo.
partito   (2) part. pass.  di partire    • 2 •   agg.    • 1 •   (lett.) diviso    • 2 •   (bot.) si dice di foglia lobata le cui incisioni raggiungono quasi la nervatura mediana    • 3 •   (fig. , lett.) discorde, diviso in fazioni: ma dimmi, se tu sai, a che verranno / li cittadin de la città partita  (dante inf.  vi, 60-61)  s.m.  (arald.) scudo diviso in due parti uguali da una linea verticale passante per il centro § partitamente avv.  parte per parte, distintamente: trattare partitamente diversi argomenti. 
partito   (3) s.m.    • 1 •   associazione di cittadini mirante allo svolgimento di una comune attività politica : partito comunista, democristiano, repubblicano, socialista; partito di centro, di destra, di sinistra; partito di governo, di opposizione; partito di maggioranza, di minoranza; i partiti di massa; il leader, il giornale, il programma di un partito; lotte, interessi di partito; iscriversi a un partito  | in passato, setta, fazione: il partito di silla; partito dei guelfi, dei ghibellini.  dim. partitino, partituccio  accr. partitone  pegg. partitaccio    • 2 •   soluzione che si può adottare, decisione, alternativa: il partito più ragionevole; non sapere quale partito prendere | trarre partito da qualcosa, trarne giovamento ' per partito preso, in modo preconcetto ' mettere la testa a partito, mettere giudizio    • 3 •   stato, condizione: essere ridotto a mal partito, in cattive condizioni ' avere buono, cattivo partito, (ant.) trovarsi in una situazione buona, cattiva    • 4 •   uomo o donna che si presenti come occasione di matrimonio (soprattutto in rapporto alla situazione economica): un ottimo, un cattivo partito    • 5 •   (arch.) elemento strutturalmente definito, spec. decorativo, che si ripete in un ambiente architettonico    • 6 •   (ant.) deliberazione, votazione di un'assemblea, spec. nelle loc. andare a partito, mandare a partito. 
partitocratico   agg.  [pl. m. -ci] di partitocrazia; relativo a partitocrazia: regime partitocratico  § partitocraticamente avv. 
partitocrazia   s.f.  accentramento del potere politico reale negli organi dirigenti dei partiti a scapito del parlamento e del governo.
partitona   s.f. , o partitone s.m.  accr. di partita    • 2 •   | (sport) partita di alto livello tecnico e agonistico.
partitore   s.m.    • 1 •   in idraulica, manufatto che, costruito su un canale, ripartisce costantemente la portata defluente nel modo voluto    • 2 •   (fis.) apparecchio atto a ripartire, secondo definite proporzioni, una certa grandezza: partitore di tensione. 
partitura   s.f.    • 1 •   (mus.) rappresentazione grafica di una composizione a più parti simultanee, costituita da una serie di righi musicali sovrapposti, che permette di avere contemporaneamente sott'occhio tutte le parti    • 2 •   (rar.) divisione, partizione.
partizione   ant. partigione, s.f.  il dividere, l'essere suddiviso in più parti: la partizione di un'opera in capitoli  | ciascuna delle parti in cui una cosa è divisa: le partizioni dello scudo, in araldica, le zone in cui risulta diviso lo scudo per mezzo di una o più linee | partizione di memoria, (inform.) area della memoria assegnata a un programma durante la sua esecuzione.
partner   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi fa coppia con altri in una gara, partita, spettacolo ecc.    • 2 •   ognuna delle due persone legate fra loro da un rapporto amoroso    • 3 •   socio in un'attività economica; alleato (detto di stato o di partito, gruppo politico, ente economico) | usato anche come agg. invar.  : stato, società partner. 
partnership   s.f. invar.  la condizione del partner; in partic., collaborazione politica, economica, alleanza militare e sim.: la partnership atlantica. 
parto   (1) s.m.    • 1 •   l'espulsione naturale o l'estrazione con mezzi artificiali (forcipe e sim.) del prodotto del concepimento dall'organismo materno, a conclusione della gravidanza: parto precoce, prematuro, tardivo; parto eutocico, distocico; parto gemellare; parto pilotato; parto indolore; parto cesareo | parto della montagna, (fig.) si dice di cosa che si rivela del tutto inferiore alle aspettative (con riferimento alla nota favola esopica della montagna che partorì un topo)    • 2 •   il prodotto del concepimento, la creatura partorita | (poet.) figlio: vergine pura... / del tuo parto gentil figliuola et madre  (petrarca canz.  ccclxvi, 27-28)    • 3 •   (fig.) qualsiasi prodotto dell'ingegno: parto letterario | parto della fantasia, (scherz.) cosa non vera, bugia.
parto   (2) s.m.  appartenente a un'antica popolazione di probabile origine scitica, stanziatasi nel sec. iii a. c. in persia ' la freccia del parto, (fig.) colpo dato di sorpresa da chi sembra essersi già arreso (con riferimento alla tattica dei parti, che fuggendo a cavallo si voltavano di quando in quando per tirare d'arco contro gli inseguitori).
partone   s.m.  (fis.) ipotetica particella elementare che contribuirebbe a costituire protoni e neutroni.
partoriente   part. pres.  di partorire   agg.  e s.f.  si dice di donna che sta partorendo o che è in procinto di partorire.
partorimento   s.m.  (non com.) il partorire.
partorire   ant. parturire, v. tr.  [io partorisco, tu partorisci ecc.]    • 1 •   dare alla luce: partorire due gemelli  | (assol.) dare alla luce un figlio: partorirà tra un mese    • 2 •   (fig.) produrre per mezzo dell'ingegno (anche scherz.): ha partorito un nuovo libro; vediamo cosa partorirà la sua fervida mente    • 3 •   (fig.) causare, provocare: la ricchezza partorisce invidia; la verità partorisce odio. 
part time   loc. sost. m. invar.    • 1 •   rapporto di lavoro con orario ridotto rispetto a quanto previsto come normale dal contratto collettivo: chiedere il part time; un accordo sul part time | lavorare (a) part time, con tale rapporto di lavoro    • 2 •   il lavoratore che ha tale rapporto di lavoro: assumere un part time  | usato anche come loc. agg. invar.  : una segretaria part time; contratto part time. 
parturire    ⇨ partorire.
party   s.m. invar.  festa, trattenimento, ricevimento.
parulide   s.f.  (med.) ascesso che si forma sotto la mucosa delle gengive, per lo più in seguito a processi suppurativi del paradenzio.
parure   s.f. invar.  insieme di più oggetti d'abbigliamento o d'ornamento, con caratteristiche comuni, destinati a essere usati insieme: parure di gioielli, insieme di collana, orecchini e braccialetto; parure di seta, completo di biancheria intima di seta per donna.
parusia   s.f.    • 1 •   (filos.) nella dottrina platonica, la presenza dell'essenza ideale nelle cose sensibili    • 2 •   (teol.) nei libri del nuovo testamento, il ritorno di cristo in terra alla fine del mondo per giudicare i vivi e i morti.
paruta   s.f.  (ant.) apparenza; sembianza: poi vidi quattro in umile paruta  (dante purg.  xxix, 142).
parvente   agg.  (ant.) che appare; apparente, visibile: fede è sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi  (dante par.  xxiv, 64-65).
parvenu   s.m. invar.  persona arricchitasi rapidamente e salita in alto stato da umile condizione, ma che ancora conserva la mentalità e le abitudini del ceto cui apparteneva.
parvenza   s.f.    • 1 •   (lett.) apparenza, aspetto esteriore: le profonde cose / che mi largiscon qui la lor parvenza  (dante par.  xxiv, 70-71)    • 2 •   (fig.) vaga somiglianza; traccia, accenno: il suo racconto ha una parvenza di realtà. 
parvo   agg.  (lett.) piccolo: con altri beni, / ch'a la vostra statera non sien parvi  (dante par.  iv, 137-138).
parvolo    ⇨ pargolo.
parziale   agg.    • 1 •   che è solo una parte, che riguarda una parte; che avviene solo in parte: risultato parziale; eclissi parziale    • 2 •   che parteggia per qualcuno, dimostrandosi così privo di obiettività non equo: giudice, arbitro parziale; giudizio, verdetto parziale   s.m.  (sport) risultato parziale, non definitivo, per lo più al termine della prima frazione di una gara § parzialmente avv.    • 1 •   in parte: il lavoro è stato eseguito solo parzialmente    • 2 •   con parzialità: giudicare parzialmente. 
parzialità   s.f.  l'essere parziale verso qualcuno, dimostrando scarsa obiettività di giudizio: accusare un giudice di parzialità  | atto, comportamento parziale: non faccio parzialità per nessuno. 
parzializzare   v. tr.    • 1 •   dividere in parti    • 2 •   (tecn.) ridurre il numero di ugelli o di condotti del distributore che, in una turbina, inviano il fluido alla girante.
parzializzatore   s.m.  (tecn.) dispositivo per regolare la portata di un fluido in una condotta; in particolare, l'insieme degli organi di una turbina a vapore usati per ridurre il numero dei distributori attivi.
parzializzazione   s.f.  (tecn.) l'operazione del parzializzare.
parziarietà   s.f.  (dir.) l'essere parziario: parziarietà di un contratto. 
parziario   agg.  (dir.) si dice di obbligazione o di contratto in cui vi siano più contraenti, ciascuno dei quali può richiedere o essere tenuto a compiere una parte della prestazione globale | colonia parziaria, contratto agrario che prevedeva forme di spartizione dei prodotti del fondo tra padrone e colono; attualmente può essere trasformata in contratto d'affitto a richiesta del colono.
pascal   s.m. invar.    • 1 •   (fis.) unità di misura della pressione nel sistema internazionale, pari alla pressione esercitata dalla forza di    • 1 •   newton applicata perpendicolarmente a una superfice di area di    • 1 •   m2    • 2 •   (inform.) linguaggio di programmazione progettato a scopi didattici e in seguito utilizzato per la programmazione di sistemi.
pascaliano   agg.  del filosofo e scienziato francese b. pascal (1623-1662), o relativo alla sua opera.
pascemento    ⇨ pascimento.
pascente   part. pres.  di pascere   agg.  (lett.) che pascola, che è al pascolo: branchi di pecore pascenti  (manzoni p. s.  viii).
pascere   v. tr.  [pres. io pasco, tu pasci ecc. ; pass. rem. io pascètti  o pascéi, tu pascésti ecc. ; part. pass. pasciuto]    • 1 •   mangiare, cibarsi (detto di animali al pascolo): pascere l'erba  | (assol.) pascolare, essere al pascolo: fuor le pecorelle a pascer caccia  (dante inf.  xxiv, 15)    • 2 •   condurre al pascolo: pascere le mucche  | nutrire, alimentare (spec. fig.): pascere la mente di cognizioni; pascere gli occhi, appagarli con la vista di qualcosa di bello | pascersi v. rifl.  nutrirsi (anche fig.): pascersi d'erba, di biada; pascersi di illusioni, di speranze. 
pascià   ant. bascià e bassà, s.m.  (st.) titolo onorifico turco, che nell'impero ottomano era attribuito agli alti gradi militari e a funzionari civili di rango elevato ' fare il pascià, stare, vivere da pascià, come un pascià, (fig.) starsene in ozio, vivere negli agi e nelle comodità.
pascialato   s.m.  (st.) titolo, dignità di pascià durata di tale carica.
pascimento   o pascemento, s.m.  (ant.)    • 1 •   il pascere, il pascolare    • 2 •   cibo, nutrimento (anche fig.): conservate lo core en uno stato, / che sempre de deo trovi pascemento  (iacopone).
pasciona   s.f.  (non com.)    • 1 •   abbondante produzione agricola di un'annata    • 2 •   (estens.) abbondanza, prosperità.
pasciulì    ⇨ paciulì.
pasciuto   part. pass.  di pascere  e pascersi   agg.  nutrito abbondantemente; che ha l'aspetto florido di chi è ben nutrito: un tipo ben pasciuto. 
pasco   s.m.  [pl. -schi] (ant. , poet.)    • 1 •   pascolo: e fassi fiume giù per verdi paschi  (dante inf.  xx, 75)    • 2 •   (fig.) il nutrirsi.
pascolare   v. tr.  [io pàscolo ecc.] condurre al pascolo, sorvegliare gli animali al pascolo: pascolare le pecore | v. intr.  [aus. avere] stare al pascolo, mangiare l'erba del pascolo: le pecore pascolavano sul prato. 
pascolativo   agg.  adatto al pascolo: terreno pascolativo. 
pascoliano   agg.  del poeta g. pascoli (1855-1912) o che si riferisce alla sua opera, al suo stile.
pascolismo   s.m.  in poesia, la disposizione a riprendere o rielaborare particolarità stilistiche e tematiche proprie dell'opera di g. pascoli.
pascolivo   agg.  (non com.) pascolativo.
pascolo   s.m.    • 1 •   terreno coperto di erbe dove il bestiame viene portato a mangiare; le erbe stesse: condurre i buoi al pascolo; pascolo abbondante, ricco, povero    • 2 •   il pascolare: divieto di pascolo    • 3 •   (fig. non com.) nutrimento, alimento: dare pascolo all'ambizione, ai sospetti; dare una notizia in pascolo al pubblico, darla in pasto.
pascore   s.m.  (ant.) primavera.
pasigrafia   s.f.  (ling.) sistema di segni convenzionali creato per consentire la comunicazione fra persone di lingua diversa.
paso doble   loc. sost. m. invar.  (mus.) danza di origine spagnola, apparsa agli inizi del sec. xx, di ritmo binario e di andamento allegro.
pasoliniano   agg.  dello scrittore e regista p. p. pasolini (1922-1975); relativo alla sua vita o alle sue opere: il mondo pasoliniano; il cinema pasoliniano. 
pasqua   s.f.    • 1 •   nell'ebraismo, la festa con cui si ricorda la liberazione dalla schiavitù dell'egitto con il passaggio del mar rosso    • 2 •   nel cristianesimo, la domenica della resurrezione di cristo e la festività che la commemora ' pasqua alta, bassa, secondo che, nell'anno, cada tardi o presto ' fare, prendere la pasqua, accostarsi all'eucaristia nel periodo pasquale, secondo il precetto della chiesa ' pasqua delle rose, o rosata, la pentecoste ' pasqua fiorita, la domenica delle palme | buona pasqua!, augurio che si rivolge a pasqua ' uovo di pasqua, quello tradizionale di cioccolato | essere contento come una pasqua, molto contento    • 3 •   (ant.) solenne festa religiosa: appressandosi la festa del natale, la donna disse al marito che ella voleva andar la mattina della pasqua alla chiesa  (boccaccio dec.  vii, 5).
pasquale   agg.  di pasqua, che si riferisce alla pasqua: periodo pasquale; feste, vacanze pasquali  | precetto pasquale, (relig.) l'obbligo che i fedeli hanno di confessarsi e di comunicarsi durante il periodo pasquale.
pasqualina   agg.  e s.f.  (gastr.) si dice di un tipo di torta salata ripiena, tipica della cucina genovese, che si mangia nel periodo di pasqua.
pasquarosa   o pasqua rosa, s.f.  (pop.) il giorno della pentecoste.
pasquetta   s.f.    • 1 •   (pop.) nome che si dà in alcune regioni al lunedì dopo pasqua, in altre all'epifania o alla pentecoste    • 2 •   (estens.) la gita che per tradizione si fa il giorno successivo alla domenica di pasqua.
pasquinata   s.f.  componimento satirico in versi o in prosa, per lo più di contenuto politico e antipapale, che tra il sec. xvi e il xix autori anonimi affiggevano in roma a una statua chiamata popolarmente pasquino | (estens.) breve satira o epigramma di tono mordace o ingiurioso, spec. di contenuto politico.

passa   solo nella loc. avv. e passa, che, nell'uso fam., preceduta da un numerale cardinale, vale 'e oltre, e più': avrà un quarant'anni e passa  (o quaranta e passa anni).
passabile   agg.  accettabile, discreto, abbastanza buono: un vino, un pranzo, un film passabile  § passabilmente avv. 
passacaglia   s.f.  (mus.) danza di origine spagnola | composizione affermatasi dal sec. xvii, costituita da una serie di variazioni su un basso ostinato, di ritmo ternario e di andamento moderato: una passacaglia di frescobaldi, di bach. 
passacarte   s.m.  e f. invar.  (fam.) chi, in uffici pubblici o privati, svolge mansioni di poco rilievo.
passacavo   s.m.    • 1 •   (mar.) ogni guida su cui scorre un cavo    • 2 •   legatura per chiudere ad anello l'estremità di un filo o di un cavo metallico.
passafieno   s.m. invar.  sorta di botola che mette in comunicazione il fienile con la stalla e permette di calare il fieno nella mangiatoia.
passafili   s.m. invar.  in chirurgia, strumento per infilare negli aghi il filo da sutura.
passafilm   s.m.  e f. invar.  (cine. , tv) assistente al montaggio che revisiona le copie lavorate di un film.
passafilo   s.m.  passacavo, nel sign. 2.
passafino   s.m.  [pl. invar.  o -ni] (region.) nastro di cotone usato per rifiniture interne degli abiti.
passafuori   s.m. invar.  (edil.) nell'armatura dei tetti, travetto che si fissa all'estremità di ciascun puntone per sorreggere la gronda.
passagallo   ant. passagaglio, s.m.    • 1 •   (ant.) passacaglia    • 2 •   (estens. rar.) accompagnamento di chitarre o di mandolini a serenate, stornelli e sim.: i canti e le risa crescevano... tra i passagalli delle chitarre  (d'annunzio).
passaggiere   o passaggere, s.m.  (ant.)    • 1 •   gabelliere    • 2 •   passeggero.
passaggio   s.m.    • 1 •   il passare attraverso un luogo, o da un luogo a un altro: assistere al passaggio dei ciclisti; il passaggio della corrente nel filo; il passaggio da una sponda all'altra di un fiume  | luogo di passaggio, dove si passa con una certa frequenza | essere di passaggio, fermarsi in un luogo per poco tempo | passaggio televisivo, radiofonico, comparsa o presenza in un programma, a scopo promozionale | accennare a qualcosa di passaggio, (fig.) incidentalmente e brevemente    • 2 •   (fig.) il variare stato, condizione; il trasferire qualcosa ad altri; mutamento, trasferimento: passaggio di un corpo dallo stato solido allo stato liquido; passaggio delle consegne; passaggio di proprietà    • 3 •   l'insieme delle persone o delle cose che passano per un determinato luogo: c'è molto passaggio    • 4 •   luogo per cui si passa: uno stretto passaggio attraverso una siepe; un passaggio agevole, libero, sbarrato; aprire, chiudere un passaggio | passaggio pedonale, spazio opportunamente segnalato nei cui limiti i pedoni devono tenersi nell'attraversare una strada trafficata ' passaggio obbligato, attraverso il quale bisogna necessariamente transitare; (fig.) impegno, situazione che non si può evitare | passaggio a livello, punto nel quale una strada s'incrocia con una ferrovia sullo stesso piano ' passaggio chiave, in alpinismo, tratto di una via di scalata particolarmente difficile e da cui dipende la riuscita dell'ascensione    • 5 •   viaggio compiuto su una nave e il prezzo pagato dal passeggero per tale viaggio; per estens., breve tragitto compiuto gratis su un veicolo altrui: chiedere, ottenere, offrire, rifiutare un passaggio    • 6 •   (mus.) modulazione, ossia il passare da una tonalità all'altra | nella pratica vocale del sec. xvi, abbellimento improvvisato, consistente essenzialmente in scale e trilli; nella tecnica del canto del sec. xviii, esercizio di agilità virtuosistica | nella forma sonata, transizione che collega il primo al secondo tema; ponte | brano musicale individuato da particolari caratteristiche tecniche | note di passaggio, in armonia, quelle che collegano per gradi congiunti, diatonici o cromatici, ascendenti o discendenti, due note reali; nella tecnica vocale, quelle di transizione da un registro a un altro    • 7 •   passo, brano di un'opera letteraria: i passaggi lirici di un poema epico    • 8 •   (astr.) istante in cui un astro attraversa il meridiano di un luogo    • 9 •   (sport) nei giochi di squadra, il passare la palla ad altro giocatore: passaggio all'indietro, in profondità; passaggio di testa  | nella ginnastica, il movimento con cui si passa sopra o sotto l'attrezzo    • 10 •   (ant.) crociata: a riacquistare la terra santa si fece per li cristiani un general passaggio  (boccaccio dec.  x, 9).
passamaneria   s.f.    • 1 •   l'insieme dei vari tipi di passamani per guarnizione    • 2 •   fabbrica o negozio di passamani.
passamano   (1) s.m.  [pl. invar.  o -ni]    • 1 •   atto compiuto da una fila di persone che si passano un oggetto di mano in mano: far passamano per scaricare i mattoni    • 2 •   (region.) la parte superiore della ringhiera delle scale, su cui ci si appoggia con la mano nel salire e nello scendere; corrimano.
passamano   (2) s.m.  [pl. invar.  o -ni] nastro, cordoncino, fiocco, frangia e sim., che si applica per guarnizione ad abiti, tendaggi, tappezzerie.
passamento   s.m.  (ant.)    • 1 •   il passare; passaggio    • 2 •   (fig.) morte.
passamezzo   s.m.  [pl. invar.  o -zi] (mus.) danza rinascimentale, di tempo pari e andamento moderato, affine alla pavana, rispetto alla quale è però meno solenne e più mossa.
passamontagna   s.m. invar.  berretto di lana, piuttosto aderente, che copre la testa e il collo, lasciando scoperto il volto o anche solo gli occhi; si usa per ripararsi dal freddo intenso, spec. in montagna.
passanastro   s.m.  [pl. invar.  o -stri] pizzo con aperture a occhiello, nelle quali si infila un nastro; è usato come guarnizione di abiti e di biancheria femminili.
passa-non passa  passa-non passa loc. sost. m. invar.  (mecc.) calibro per la determinazione differenziale, entro i limiti di tolleranza prestabiliti, di dimensioni esterne o interne.
passante   part. pres.  di passare   agg.    • 1 •   (arald.) si dice dell'animale raffigurato sullo scudo nell'atto di camminare    • 2 •   (colpo) passante, (sport) nel tennis, colpo di diritto o di rovescio che, opportunamente angolato, mira a superare l'avversario sceso a rete per un attacco    • 3 •   selezione passante, sistema di selezione telefonica per cui un centralino passa automaticamente a chi chiama dall'esterno i singoli utenti interni, senza intervento del centralinista  s.m.    • 1 •   [anche f.] persona che passa, che cammina per la strada: l'automobile investì un passante    • 2 •   piccola striscia di stoffa o di cuoio, attraverso cui si fanno passare cinture, cinghie, stringhe e sim.    • 3 •   passante (ferroviario), tronco ferroviario, prevalentemente sotterraneo, che collega più stazioni di linee diverse facenti capo alla stessa città.
passaparola   s.m. invar.    • 1 •   la ripetizione di un ordine a bassa voce da un soldato a quello vicino e così di seguito, fino al termine della fila    • 2 •   (estens.) gioco consistente nel trasmettere sottovoce e velocemente una parola da un capo all'altro di una fila o di un cerchio di persone e, al termine, nel confrontare la parola di partenza con quella finale.
passapatate   s.m. invar.  schiacciapatate.
passapiede   s.m.  [pl. invar.  o -di] (mus.) antica danza francese (secc. xvi-xviii) in tempo ternario e di andamento vivace; nelle suites strumentali fu spesso inclusa tra la sarabanda e la giga.
passaporto   s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   documento personale che consente al cittadino di uno stato di espatriare per recarsi all'estero    • 2 •   (fig.) ciò che consente di ottenere un certo risultato, di raggiungere una determinata meta: la conoscenza delle lingue è oggi il passaporto per ottenere una buona occupazione. 
passare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   muoversi attraversando, percorrendo un luogo per andare in un altro (anche fig.): passare per una strada, passare attraverso i campi; per andare da milano a roma si passa per bologna; per giungere al successo bisogna passare attraverso molte difficoltà  | detto di cosa, spec. di fluido, scorrere in, attraverso: l'acqua passa nelle condutture  | detto di linea, percorso, strada, fiume e sim., toccare un luogo, giungervi od oltrepassarlo: una retta che passa per i punti equidistanti da b; l'arno passa per firenze    • 2 •   transitare: passare di lato a un edificio; passare sotto un ponte; l'aereo sta passando sopra parigi; qui non è passato nessuno | passare via, andarsene; passa via!, detto per scacciare un cane o altro animale domestico ' passare avanti, oltre, procedere ' passare davanti a qualcuno, superarlo (anche fig.) | passare sopra a qualcosa, (fig.) non curarsene, essere indulgente: non si può passare sopra a un simile affronto | passare sul corpo, sul cadavere di qualcuno, (fig.) danneggiare qualcuno o vincerne l'estrema resistenza per raggiungere il proprio scopo ' lasciar passare l'acqua sotto i ponti, (fig.) aspettare che, con lo scorrere del tempo, venga il momento giusto per fare qualcosa    • 3 •   trasferirsi da un luogo a un altro; (fig.) cambiare stato, condizione, attività: da roma passò a milano; passiamo in salotto a prendere il caffè; passare dal pianto al riso, da un argomento all'altro; passare a nuove responsabilità | passare dalle parole ai fatti, (fig.) risolversi ad agire, lasciando da parte i bei discorsi o traducendoli in pratica ' passare alla storia, (fig.) essere tramandato alla memoria dei posteri, divenire celebre ' passare ad altro, (fig.) cambiare argomento ' passare di mente, (fig.) venire dimenticato: quella promessa mi è passata di mente | passare a miglior vita, (eufem.) morire | passo, nei giochi di carte, dichiarazione del giocatore che intende non giocare una mano    • 4 •   penetrare attraverso un luogo, un'apertura: curvarsi per passare dalla porta; la luce passa attraverso le imposte; lasciare, far passare qualcuno, lasciargli il passo, via libera ' passare per la testa, (fig.) venire in mente | non passare neanche per l'anticamera del cervello, (fig.) si dice di qualcosa a cui non si pensa neppure lontanamente    • 5 •   andare in un luogo o da qualcuno per intrattenervisi brevemente: passerò da te a salutarti    • 6 •   (lett.) andare avanti, oltre; procedere: non ragioniam di lor, ma guarda e passa  (dante inf.  iii, 51)    • 7 •   detto di tempo, trascorrere, fluire: sono passati due anni  | intercorrere (anche fig.): tra loro passano dieci anni; tra i due fatti passa una bella differenza; tra una cosa e l'altra ce ne passa!    • 8 •   cessare, terminare: la paura è passata; il peggio è passato; la bufera è passata; il mal di testa non mi è ancora passato  | gli passerà!, prima o poi ritornerà di buon umore, detto di persona adirata o crucciata | canta che ti passa, (scherz.) si dice a chi si lamenta per qualcosa    • 9 •   (fig.) ottenere approvazione; essere promosso: la legge sui fitti è passata; non ce l'ha fatta a passare al concorso; passare di grado; passare capitano, colonnello  | essere accettabile: non è un capolavoro ma può passare; per questa volta, passi!    • 10 •   (fig.) essere considerato (con il verbo seguitodalla prep. per  o da): passa per un genio, ma non lo è; passare da stupido, da bugiardo    • 11 •   (ant.) morire: passa la bella donna, e par che dorma  (tasso g. l.  xii, 69)    • 12 •   (ant.) avvenire, svolgersi, detto di cose, eventi | v. tr.    • 1 •   andare oltre qualcosa; oltrepassare, superare (anche fig.): passare il fiume a nuoto; passare la sessantina, avere più di sessant'anni; passare il metro, essere più alto o più lungo di un metro | passare gli esami, ottenere la promozione ' passare il segno, il limite, (fig.) esagerare ' passare la visita, essere sottoposto a visita medica ' passare in rassegna, detto di alte autorità pubbliche, procedere davanti a reparti schierati sull'attenti; (fig.) esaminare: passare in rassegna le proposte ricevute | passare per le armi, giustiziare in modo sommario | passare un guaio, (fig.) trovarsi in una situazione difficile ' passarsela bene, male, (fig. fam.) trovarsi in buone, in cattive condizioni, spec. economiche; come te la passi?, come stai?    • 2 •   far cambiare posto a qualcosa, spostarla; anche, dare, cedere ad altri: passare un tavolo nella stanza accanto; passami la pratica | passare uno stipendio, pagarlo ' passare parola, la voce, (fig.) trasmettere una notizia, un avviso, un ordine ' passare la palla, (sport) in vari giochi di squadra, indirizzarla a un compagno ' passare il testimone, (sport) nelle gare di staffetta, consegnare il bastoncino al compagno di squadra che deve correre la frazione successiva; (fig.) lasciare il posto, l'incarico a qualcun altro, rinunciandovi, dimettendosi ' passo!, (telecom.) formula con cui chi trasmette comunica di interrompere la trasmissione per consentire a chi riceve di trasmettere a sua volta    • 3 •   far entrare o uscire da un'apertura, attraverso un foro e sim.: passare la mano tra le sbarre; passare il filo nell'ago; passare al setaccio, setacciare; (fig.) esaminare minuziosamente | attraversare da parte a parte; trafiggere: la spada gli passò il petto    • 4 •   nel linguaggio di cucina, ridurre in poltiglia mediante un utensile con molti fori: passare la verdura, le patate  | far rosolare rapidamente, saltare: passare gli spinaci in padella  | immergere brevemente: passare la carne nell'uovo e impanarla  | filtrare, colare: passare il brodo    • 5 •   distribuire, spalmare, far scorrere qualcosa su una superficie: passare la cera sul pavimento; passare lo straccio sui vetri    • 6 •   trascorrere un periodo di tempo: passare l'estate al mare, una notte all'addiaccio | passare un brutto quarto d'ora, (fig.) vivere un momento difficile, una situazione di pericolo    • 7 •   scorrere con lo sguardo, esaminare superficialmente: ho passato tutto il libro senza trovare quella citazione    • 8 •   (fam.) ammettere, promuovere: l'hanno passato agli esami  | tollerare, perdonare: te ne ho passate già troppe    • 9 •   (lett.) tralasciare: renzo guardava, esaminava, di fila in fila, di viso in viso, senza passarne uno  (manzoni p. s.  xxxvi) | tacere qualcosa nel raccontare un fatto: passo qui cose orribili, che fatte / furon, ma le coprì quell'aer nero  (tasso g. l.  ix, 50).
passascotte   s.m. invar.  (mar.) ciascuno degli attrezzi che, posti a destra e a sinistra dello scafo, trattengono la scotta del fiocco e dello spinnaker.
passata   s.f.    • 1 •   il passare rapidamente un oggetto su una superficie: dare una passata di straccio al pavimento; dare una passata alla camicia col ferro da stiro | dare una passata in padella alla verdura, rosolarla appena | dare una passata alla lezione, al giornale, una scorsa frettolosa | nelle lavorazioni mediante macchina utensile, corsa completa dell'utensile rispetto al pezzo: completare la tornitura in tre passate.  dim. passatina    • 2 •   fenomeno di breve durata: una passata di pioggia | di passata, di sfuggita    • 3 •   (ant.) il passare per un luogo, da un luogo a un altro ' far le passate, camminare su e giù: incominciò a far le passate dinanzi alla casa di costei  (boccaccio dec.  viii, 10)    • 4 •   passo di selvaggina    • 5 •   (gastr.) passato; spec. quello di pomodoro usato come base per sughi.
passatella   s.f.  gioco d'osteria, diffuso nell'italia centro-meridionale, nel quale i partecipanti bevono il vino comprato collettivamente secondo quanto stabilito da un padrone e un sottopadrone, scelti di volta in volta mediante un gioco di carte o di dadi.
passatello   (1) s.m.  (spec. pl.) pasta alimentare fresca a forma di cilindretti e a base di pangrattato o semolino, uova e latte; è una specialità emiliana, romagnola e marchigiana.
passatello   (2) agg.  (scherz.) si dice di persona non più giovane.
passatempo   s.m.  [pl. -pi] attività, occupazione che serve a passare il tempo piacevolmente: ascoltare la musica è il suo passatempo preferito  | per passatempo, per trascorrere piacevolmente il tempo; per hobby, non professionalmente: giocare a carte per passatempo; dipingere per passatempo. 
passatismo   s.m.  atteggiamento di chi è legato a idee, dottrine, tendenze del passato e rifugge dalle novità.
passatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi mostra attaccamento ai costumi, alle idee, alle tendenze del passato.
passatistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al passatismo o ai passatisti.
passato   part. pass.  di passare   agg.  trascorso, andato oltre; allontanatosi nel tempo: gli anni passati; i dolori passati; la settimana passata, l'anno passato, quelli appena trascorsi | passato di cottura, troppo cotto | passato di moda, che non si usa più, antiquato | essere un po' passato, (fam.) si dice di cosa non più di moda o vecchia; anche, di persona non più giovane e fresca | essere acqua passata, (fig.) si dice di avvenimento, situazione per lo più spiacevole ormai superata  s.m.    • 1 •   il tempo trascorso e ciò che vi è avvenuto; la vita trascorsa: un fatto del passato; rimpiangere il passato; ha avuto un passato burrascoso | avere un passato, si dice di individuo che ha avuto molte esperienze    • 2 •   (ant.) antenato; morto, trapassato: quantunque stati fossero i suoi passati gentili uomini  (boccaccio dec.  ix, 1)    • 3 •   (gramm.) tempo del verbo che indica azione già compiuta rispetto al tempo di chi parla: passato prossimo, remoto    • 4 •   (gastr.) vivanda di verdure o altri ingredienti schiacciati e ridotti in crema o in poltiglia: passato di piselli. 
passatoia   s.f.    • 1 •   striscia di tappeto o stuoia stesa sul pavimento di una stanza o lungo un corridoio o una scala    • 2 •   nelle stazioni ferroviarie, passaggio a filo delle rotaie per facilitare l'accesso ai vari marciapiedi.
passatoio   s.m.  serie di pietre o legni messa attraverso un piccolo corso d'acqua per poterlo attraversare senza bagnarsi.
passatore   s.m.    • 1 •   (region.) chi trasporta con la barca i passeggeri da una sponda all'altra di un fiume; traghettatore | il passatore, per antonomasia, il brigante romagnolo stefano pelloni (1824-1851)    • 2 •   (non com.) chi favorisce l'espatrio clandestino di qualcuno attraverso i valichi alpini.
passatrice   s.f.  (ind.) macchina che serve a passare prodotti alimentari attraverso setacci, riducendoli in poltiglia più o meno fine.
passatura   s.f.    • 1 •   rammendo che si fa passando avanti e indietro l'ago nel punto in cui il tessuto è logoro e minaccia di rompersi    • 2 •   nella tessitura, operazione consistente nell'infilare i fili dell'ordito nei denti del pettine mediante la passetta.
passatutto   s.m. invar.  utensile di cucina per tritare e passare verdure, legumi ecc.
passavanti   s.m. invar.    • 1 •   (mar.) ciascuno dei tavolati laterali del ponte di coperta    • 2 •   nel diritto della navigazione, documento provvisorio sostitutivo dell'atto di nazionalità fornito alle navi di nuova costruzione in caso di urgenza.
passaverdura   o passaverdure, s.m.  [pl. invar.  o -re] utensile di cucina, usato per passare verdure, legumi ecc.
passavia   s.m. invar.  (non com.) cavalcavia.
passavivande   s.m. invar.  apertura per far passare i cibi dal luogo in cui vengono preparati a quello in cui vengono consumati.
passavolante   s.m.  [pl. invar.  o -ti] tipo di colubrina, in uso fino al sec. xviii, che scagliava proiettili a grande distanza.
passe   s.m. invar.  nel gioco della roulette, la puntata sui numeri dal diciannove al trentasei.
passeggero   ant. passeggere, non com. passeggiero, agg.  che passa presto, che ha breve durata (per lo più fig.): nuvole passeggere; un malumore passeggero; malanni passeggeri   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona che viaggia su nave, aereo o altro mezzo di trasporto: l'imbarco, lo sbarco dei passeggeri    • 2 •   (lett.) viandante, passante: né passeggier solingo oda il sospiro / che dal tumulo a noi manda natura  (foscolo sepolcri  49-50).
passeggiamento   s.m.  (non com.) il passeggiare.
passeggiare   v. intr.  [io passéggio ecc. ; aus. avere] andare a spasso, camminare adagio per svago, spesso senza una meta precisa: passeggiare lungo il mare  | (estens.) andare avanti e indietro: passeggiare per la stanza a grandi passi   v. tr.    • 1 •   (lett.) percorrere passeggiando o percorrere in genere: il monte di cui passeggiate le falde  (manzoni p. s.  i)    • 2 •   (non com.) condurre un cavallo guidandolo a mano.
passeggiata   s.f.    • 1 •   il passeggiare, a piedi o su un mezzo di trasporto; il percorso che si compie passeggiando: l'ora della passeggiata; fare una passeggiata in bicicletta; una lunga passeggiata in montagna | essere una passeggiata, si dice di cammino o percorso breve, agevole; (fig.) di impresa facile a compiersi | passeggiata militare, marcia compiuta dai soldati per esercitazione; (fig.) impresa militare condotta a termine facilmente, senza incontrare ostacoli | passeggiata casuale, (stat.) descrizione probabilistica del movimento casuale di un punto nel tempo e nello spazio. dim. passeggiatella, passeggiatina  accr. passeggiatona    • 2 •   (estens.) strada ampia e comoda in cui si può passeggiare: passeggiata a mare. 
passeggiatore   s.m.  [f. -trice] chi passeggia; chi ama passeggiare.
passeggiatrice   s.f.  (eufem.) prostituta da marciapiede; peripatetica: le passeggiatrici notturne. 
passeggiero    ⇨ passeggero.
passeggino   s.m.  seggiolino montato su telaio a ruote, sul quale si portano a passeggio i bambini piccoli.
passeggio   s.m.    • 1 •   il passeggiare: andare a passeggio | abito da passeggio, che s'indossa per andare a passeggiare    • 2 •   l'insieme della gente che passeggia: guardare il passeggio    • 3 •   la strada, il luogo in cui si passeggia, in cui si va normalmente a passeggiare: un passeggio alberato. 
passe-partout  passe-partout s.m. invar.    • 1 •   chiave che apre tutte le serrature; comunella    • 2 •   (fig.) soluzione buona per tutti i problemi    • 3 •   riquadro di cartone, talora foderato di tessuto, che si mette tra la cornice e l'oggetto da incorniciare; sopraffondo.
passe-pied  passe-pied s.m. invar.  (mus.) passapiede.
passera   s.f.    • 1 •   (pop.) nome di alcuni uccelli dei passeriformi: passera scopaiola, uccellino dal becco conico e dal piumaggio variopinto; passera solitaria, passero solitario    • 2 •   passera di mare, pesce teleosteo commestibile che abita i fondi fangosi marini e le acque salmastre; ha corpo ovale appiattito, grigiastro superiormente, biancastro inferiormente (ord.  pleuronettiformi)    • 3 •   (region.) i genitali femminili.
passeracei   s.m. pl.  (zool.) passeriformi.
passeraio   s.m.    • 1 •   pigolio di molti passeri insieme    • 2 •   (fig.) gridio, cicaleccio.
passerella   s.f.    • 1 •   ponte leggero e piuttosto stretto che consente di transitare sopra un corso d'acqua o un altro ostacolo; ponticello mobile che consente al passeggero di salire e scendere da navi o aerei    • 2 •   nei teatri, pedana posta a prolungamento del palcoscenico verso il pubblico, sulla quale sfilano artisti e corpo di ballo, soprattutto al termine di spettacoli di varietà: fare la passerella  | (estens.) esibizione, a scopo propagandistico o pubblicitario, di personaggi della politica, dello spettacolo, dello sport    • 3 •   corsia sopraelevata su cui sfilano le indossatrici per la presentazione di modelli.
passeriformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli di varie dimensioni, comprendente numerosi generi canori; hanno il capo piccolo e l'alluce volto all'indietro non reversibile | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
passerino   s.m.  (mar.) cavetto flessibile e maneggevole | fune di guardia usata per sostenervisi passando.
passero   s.m.  [f. -a] uccello di color castano-grigio, con becco conico e forte, ali e zampe brevi; si nutre di insetti e di cereali (ord.  passeriformi) | passero solitario, uccello dei passeriformi dal piumaggio grigio-azzurro e dal canto melodioso; vive isolato (per lo più in zone montane), unendosi alla femmina solo nel momento della riproduzione.
passerotto   s.m.    • 1 •   passero giovane | (fig.) appellativo vezzeggiativo usato tra innamorati o rivolgendosi a bambini    • 2 •   (fig. fam.) sproposito, errore di stampa    • 3 •   (fig.) indovinello la cui soluzione, apparentemente difficile, è invece assai semplice.
passetta   s.f.  nella tessitura, attrezzo per fare la passatura.
passetto   s.m.    • 1 •   dim.  di passo    • 1 •    • 2 •   misura di lunghezza usata anticamente in italia.
passi   s.m.  documento che autorizza l'ingresso in un ufficio.
passibile   agg.    • 1 •   (ant.) di persona, disposto, soggetto a patire    • 2 •   (fig.) che può subire qualcosa; suscettibile: prezzo passibile di aumento  | che può essere punito con una determinata pena, che può essere condannato a qualcosa: reato passibile delle pene previste dal codice penale; essere passibile di reclusione. 
passibilità   s.f.  (ant.) l'essere disposto a patire.
passiflora   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee originarie dell'america, con fiori bianchi all'interno, verdi esternamente, forniti di una doppia corona di stami nerastri, comunemente chiamati fiori della passione  (fam.  passifloracee); la varietà passiflora incarnata  dà bacche da cui si ricava una sostanza a effetto sedativo.
passifloracee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni erbacee o legnose, diffuse nelle zone tropicali e subtropicali; vi appartiene la passiflora | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
passim   avv.  qua e là, in diversi luoghi; si usa soprattutto nelle citazioni per indicare che ciò a cui ci si riferisce si trova in diversi luoghi dell'opera citata.
passino   s.m.  colino.
passio   s.m. invar.  insieme di brani evangelici che trattano della passione di cristo, letti o cantati durante le funzioni liturgiche della settimana santa: cantare il passio. 
passionale   agg.    • 1 •   di, della passione: carica, impulso passionale  | delitto passionale, che ha per movente una violenta passione    • 2 •   che sente fortemente le passioni, le emozioni, gli impulsi; che si lascia trasportare dalle passioni, spec. da quella amorosa: temperamento passionale  § passionalmente avv. 
passionalità   s.f.  l'essere passionale; carattere di chi o di ciò che è passionale.
passionare   v. tr.  [usati solo l'inf., il part. pass. e i tempi del passivo] (ant.) sottoporre a patimenti, a tormento; tormentare.
passionario   (1) agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) che, chi si lascia travolgere dalle passioni.
passionario   (2) s.m.  libro liturgico che contiene i passi degli evangeli in cui si narra la passione di gesù anche, libro contenente la descrizione della vita e del martirio dei santi.
passionato   part. pass.  di passionare   agg.  (ant.)    • 1 •   influenzato, turbato da una passione    • 2 •   mosso, ispirato da passione e perciò non obiettivo    • 3 •   soggetto alla passione, spec. amorosa    • 4 •   sottoposto a patimenti, tormentato § passionatamente avv. 
passione   s.f.    • 1 •   (ant.) grave patimento fisico | per antonomasia, l'insieme delle sofferenze sopportate da cristo per la redenzione dell'umanità, dalla veglia nell'orto del getsemani fino alla morte in croce, di cui raccontano i vangeli: la settimana di passione, secondo il vecchio calendario liturgico, quella precedente la settimana santa, in cui si comincia a commemorare la passione di cristo; tempo di passione, periodo dell'anno liturgico, di immediata preparazione alla pasqua, che dura quattordici giorni e comprende la settimana di passione e la settimana santa    • 2 •   (estens.) la narrazione evangelica della passione di cristo: la passione secondo matteo, luca  | nel medioevo e nel rinascimento, rappresentazione teatrale sul tema della passione di cristo | composizione musicale sul testo del racconto evangelico della passione di cristo: le passioni di j. s. bach    • 3 •   (lett.) dolore, sofferenza morale: vi traspariva una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una gran passione  (manzoni p. s.  xxxiv)    • 4 •   sentimento capace di dominare l'intera personalità in partic., trasporto amoroso incontenibile: essere vinto, accecato dalle passioni; avere, nutrire una passione per qualcuno  | la persona stessa che è oggetto di tale amore: quell'uomo è la sua passione.  dim. passioncella, passioncina  pegg. passionaccia    • 5 •   (estens.) inclinazione, interesse vivo per qualcosa: avere la passione della lettura, del gioco; avere passione per lo sport, per la musica; fare qualcosa con passione, con trasporto, con grande dedizione; fare qualcosa per passione, per puro diletto, non per guadagno | la cosa stessa, l'attività che è oggetto di tale interesse: la pittura è la sua grande passione    • 6 •   parzialità: giudicare con, senza passione. 
passionista   s.m.  [pl. -sti] membro della congregazione religiosa fondata da san paolo della croce (1694-1775) con lo scopo di predicare missioni ed esercizi spirituali e soprattutto di diffondere la devozione alla passione di gesù.
passire   v. intr.  [io passisco, tu passisci ecc.] (ant.) appassire.
passista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) ciclista che sa mantenere a lungo un'andatura sostenuta, spec. su un percorso pianeggiante.
passito   agg.  e s.m.  si dice di vino fatto con uva passa: passito di pantelleria. 
passivante   agg.    • 1 •   (gramm.) si dice di forme che danno luogo a costruzione passiva | si passivante, la particella pronominale si  che, premessa alla terza persona sing. o pl. di un verbo attivo, gli conferisce valore passivo (p. e. si costruirono molti grattacieli  equivale a molti grattacieli furono costruiti)    • 2 •   (chim.) si dice di sostanze o trattamenti, spec. ossidanti, che provocano la passivazione di un metallo.
passivare   v. tr.  (chim.) provocare la passivazione in un metallo.
passivazione   s.f.  (chim.) fenomeno, processo per cui un metallo acquista una particolare resistenza alla corrosione, generalmente in seguito alla formazione di uno strato compatto e insolubile di ossido.
passivismo   s.m.  atteggiamento di chi abitualmente pensa o agisce lasciandosi influenzare o guidare da altri.
passività   s.f.    • 1 •   l'essere passivo    • 2 •   spec. pl.  (econ.) l'insieme dei debiti che fanno capo a un soggetto: passività correnti  (o a breve termine), a medio termine, a lungo termine  | la sezione del bilancio in cui sono elencati gli impegni di una società verso terzi    • 3 •   (chim.) stato passivo di un metallo.
passivo   agg.    • 1 •   che subisce l'azione altrui; privo di iniziativa: atteggiamento passivo; una difesa, una resistenza passiva | verbo passivo, (gramm.) indicante che un'azione non è fatta ma subita dal soggetto grammaticale (p. e. paolo è stimato da tutti)    • 2 •   (econ.) si dice di bilancio, gestione e sim. che presenta un deficit, ossia un'eccedenza dei costi rispetto ai ricavi    • 3 •   stato passivo, (chim.) stato di un metallo che ha subito il processo di passivazione  s.m.    • 1 •   (econ.) passività la sezione del bilancio in cui sono elencati gli impegni della società verso terzi: il passivo supera l'attivo  | chiudere (il bilancio) in passivo, in perdita, in disavanzo | registrare al passivo, fra i costi; (fig.) accusare un danno o un insuccesso    • 2 •   (sport) l'insieme delle reti o dei punti subiti da una squadra    • 3 •   (gramm.) forma verbale passiva: volgere al passivo  § passivamente avv.  con passività, senza reazioni: comportarsi passivamente; accettare qualcosa passivamente. 
passo   (1) s.m.    • 1 •   ciascuno dei movimenti alterni che si compiono camminando: fare, muovere un passo; volgere il passo, dirigersi; fare due  (o quattro) passi, una breve passeggiata | a grandi passi, velocemente (anche fig.) | a ogni passo, (fig.) molto frequentemente | passo passo, un passo dopo l'altro, (fig.) poco per volta | fare un passo avanti, (fig.) compiere un progresso | fare un passo falso, mettere un piede in fallo; (fig.) commettere un errore | muovere i primi passi, si dice del bambino che comincia a camminare; (fig.) si dice di chi inizia un'attività nella quale è ancora inesperto, o anche di un processo, di un'iniziativa che è agli inizi del suo sviluppo | tornare sui propri passi, percorrere a ritroso il cammino fatto in precedenza; (fig.) ricominciare da principio qualcosa o cambiare un'opinione espressa precedentemente | seguire i passi di qualcuno, (fig.) seguirne l'esempio | fare il passo secondo la gamba, (fig.) agire regolandosi sulle proprie forze | fare il passo più lungo della gamba, (fig.) voler fare di più di quanto consentano le proprie possibilità. dim. passetto, passettino    • 2 •   la distanza che si può coprire con un passo, assunta anticamente come unità di misura di lunghezza; per estens., breve distanza: abita a un passo, a pochi passi da qui; ha l'ufficio a due passi da casa | essere a un passo, (fig.) vicino al raggiungimento di qualcosa: essere a un passo dalla vittoria  | il passo è breve, (fig.) non ci vuole molto: tra la vita e la morte il passo è breve    • 3 •   la maniera di camminare, l'andatura; il rumore prodotto dai passi; l'orma lasciata dal piede nel terreno: passo veloce, lento, cadenzato; di buon passo; sentire il passo di qualcuno; si vedevano i passi sul terreno | di pari passo, con la stessa andatura; (fig.) parallelamente, insieme: le due iniziative procederanno di pari passo | di questo passo, (fig.) proseguendo in questa maniera: di questo passo completeremo presto il lavoro  | e via di questo passo, (fig.) e così di seguito | andare, stare al passo, muovere i piedi contemporaneamente ad altre persone, marciando o camminando o correndo; (fig.) essere in consonanza, in armonia: stare al passo con i tempi | tenere il passo, seguire una cadenza di marcia; (fig.) sostenere un certo ritmo, essere all'altezza: non riesce a tenere il passo nel lavoro | perdere il passo, perdere il ritmo nella marcia; (fig.) non riuscire più a fornire un certo rendimento | segnare il passo, arrestarsi durante la marcia, continuando a battere i piedi in terra con lo stesso ritmo; (fig.) arenarsi, non fare progressi: segnare il passo nello studio | allungare il passo, mettersi a camminare più rapidamente, accelerare; (fig.) andare più veloci nel fare qualcosa | andare, procedere a passo d'uomo, (fig.) molto lentamente, riferito a veicoli; a passo di tartaruga, di lumaca, (fig.) lentissimamente, riferito soprattutto a persone | passo!, (mil.) ordine dato durante la marcia, che si esegue battendo energicamente il piede sinistro in terra    • 4 •   movimento particolare dei piedi, della gamba o di tutto il corpo in una figurazione di danza; per estens., la dinamica caratteristica di una danza: passo di valzer, di tango    • 5 •   (estens.) evoluzione o movimento caratteristici di alcuni sport, come il pattinaggio e lo sci: passo incrociato; passo a scala    • 6 •   l'andatura di un animale quando non corre: uncavallo che va al passo, che non va al trotto o al galoppo    • 7 •   nel ciclismo, l'andatura particolarmente sostenuta che un corridore può tenere in pianura: essere forte sul passo; fare il passo, regolare l'andatura del gruppo mettendosi alla sua testa    • 8 •   (fig.) iniziativa che si prende per ottenere qualcosa: ha fatto i passi necessari per essere trasferito | fare un passo presso qualcuno, sollecitarlo perché intervenga nel modo desiderato | fare un passo importante, prendere una decisione di rilievo | fare il gran passo, decidersi a fare qualcosa di molto impegnativo; (eufem.) morire    • 9 •   brano, luogo di uno scritto, di un discorso, di un pezzo musicale: commentare un passo di dante; antologia di passi scelti  | passi paralleli, quelli corrispondenti nei tre vangeli sinottici di matteo, marco e luca    • 10 •   (mecc.) distanza costante tra due elementi di una successione: il passo di una vite, distanza tra due passaggi consecutivi dello stesso filetto; passo di un veicolo, distanza tra l'asse delle ruote anteriori e quello delle ruote posteriori | passo d'uomo, in idraulica, apertura di forma generalmente ovale praticata nelle condotte forzate, nei serbatoi chiusi ecc. per permettere l'accesso degli addetti all'ispezione e alla manutenzione | passo di un'elica, (mat.) la distanza costante fra due punti consecutivi dell'elica situati sopra una stessa generatrice del cilindro su cui la curva è tracciata    • 11 •   (cine.) distanza tra due fori consecutivi disposti ai lati della pellicola, nei quali si inseriscono le griffe del rullo trascinatore | nel linguaggio corrente, larghezza della pellicola: film a passo normale, ridotto  | procedere a passo ridotto, (fig.) andare avanti con lentezza nel fare qualcosa    • 12 •   (inform.) istruzione di una routine.
passo   (2) s.m.    • 1 •   luogo attraverso il quale si passa; passaggio: sbarrare, bloccare, lasciare libero il passo; aprirsi il, un passo; cedere, dare il passo, lasciar passare qualcuno per primo, in segno di rispetto, di cortesia e sim. | uccelli di passo, che migrano in autunno dalle zone di riproduzione in quelle di svernamento; doppio passo, la migrazione di andata e quella di ritorno quando gli uccelli passano per gli stessi luoghi    • 2 •   (fig. lett.) impresa ardua; situazione difficile | estremo passo, (lett.) la morte: vergine... /... / non mi lasciare in su l'estremo passo  (petrarca canz.  ccclxvi, 105-107)    • 3 •   in una catena montuosa, depressione che facilita le comunicazioni tra i due versanti; valico: passo del monginevro; passo sella. 
passo   (3) agg.  appassito, secco: uva passa. 
password   s.f. invar.  (inform.) parola chiave necessaria per accedere a particolari informazioni e programmi; parola d'accesso, parola d'ordine.
pasta   s.f.    • 1 •   ogni impasto a base di farina, acqua e altri ingredienti, lavorato finché sia diventato compatto e sodo: fare la pasta; spianare la pasta col matterello | pasta frolla, pasta dolce a base di farina, zucchero, uova e burro, molto usata in pasticceria: essere (fatto) di pasta frolla, (fig.) essere debole, fiacco; avere le mani di pasta frolla, (fig.) lasciarsi sfuggire tutto di mano | pasta sfoglia, pasta a base di farina e burro lavorata in modo che, una volta cotta, risulti divisa in tanti fogli sottili e friabili | avere le mani in pasta, (fig.) essere addentro in un'impresa, in una situazione e quindi in grado di destreggiarvisi con abilità    • 2 •   impasto a base di farina di frumento che, tagliato in varie forme ed essiccato, si cuoce e si mangia in brodo o asciutto: pasta alimentare; all'uovo; pasta lunga, corta; buttare, mettere giù la pasta; scolare, condire la pasta; pasta e ceci, pasta e fagioli; pasta asciutta, pastasciutta. dim. pastina  pegg. pastaccia    • 3 •   dolce di piccole dimensioni; pasticcino: paste alla crema, alla cioccolata; paste assortite    • 4 •   ogni sostanza densa e plasmabile: colla in pasta; pasta dentifricia    • 5 •   (fig.) natura, indole, carattere: essere fatti della stessa pasta, avere la stessa indole, essere simili (per lo più spreg.); essere una  (buona, ottima) pasta d'uomo, avere un buono, un ottimo carattere, essere di buon cuore.
pastafrolla   s.f.  [pl. -le] lo stesso che pasta frolla. 
pastaio   s.m.  [f. -a] chi fa o vende paste alimentari.
pastarella   s.f.  (region.) pasticcino.
pastasciutta   o pasta asciutta, s.f.  [pl. pastasciutte  o paste asciutte] piatto tipico della cucina italiana composto di pasta cotta in acqua bollente e salata, scolata dopo la cottura e quindi variamente condita: pastasciutta col sugo, con burro e parmigiano, alla carbonara. 
pastasciuttaio   dial. pastasciuttaro, s.m.  [f. -a] (fam. scherz.) chi mangia molta pastasciutta, chi è goloso di pastasciutta.
pastecca   s.f.  (mar.) bozzello con una delle facce apribile, così che si possa introdurre nella cavatoia una fune anche senza averne un capo.
pasteggiabile   agg.  si dice di vino particolarmente adatto ad accompagnare il pasto.
pasteggiamento   s.m.  il pasteggiare.
pasteggiare   v. intr.  [io pastéggio ecc. ; aus. avere] consumare un pasto; mangiare o bere abitualmente durante i pasti determinati cibi o bevande: pasteggiare a bistecche; pasteggiare con vino, con birra, a champagne | vino per pasteggiare, vino adatto a essere consumato durante i pasti, da pasto | v. tr.    • 1 •   (ant.) invitare a pranzo    • 2 •   bere o mangiare assaporando lentamente.
pastella   s.f.  pasta molle di farina e acqua, usata per fare frittelle o per ricoprire cibi da friggere.
pastellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pittore che dipinge con i pastelli.
pastello   s.m.    • 1 •   impasto solido di colore misto a sostanze adesive, che, foggiato in forma di piccolo cilindro, viene usato per dipingere: una scatola di pastelli  | (estens.) tecnica pittorica basata sull'uso dei pastelli: dipingere a pastello; pittura, ritratto a pastello    • 2 •   dipinto eseguito con i pastelli    • 3 •   (ant.) pezzo di qualsiasi sostanza ridotta in pasta  agg. invar.  di tonalità tenue e luminosa: tinte pastello; rosa, verde pastello. 
pastenula   s.f.  pesce di mare commestibile dal corpo slanciato, provvisto di barbigli e di una lunga pinna dorsale (ord.  gadiformi).
pastetta   s.f.    • 1 •   pastella    • 2 •   (fig. fam.) broglio elettorale | (estens.) accordo segreto per un fine illecito; imbroglio, raggiro.
pasteurella   s.f.  (biol.) genere di batteri parassiti dell'uomo, di altri mammiferi e degli uccelli.
pasteurellosi   s.f.  (vet.) gruppo di malattie infettive che colpiscono gli animali (spec. bovini, ovini, suini e conigli), dovute a microrganismi del genere pasteurella (p. e.  la setticemia emorragica, la peste, la tularemia).
pasteurizzare   e deriv.   ⇨ pastorizzare e deriv. 
pasticca   s.f.  pastiglia: pasticche di menta, per la tosse.  dim. pasticchetta, pasticchina. 
pasticcere    ⇨ pasticciere.
pasticceria   s.f.    • 1 •   l'arte di preparare dolci; l'industria della fabbricazione dei dolci    • 2 •   assortimento di paste dolci: pasticceria da tè    • 3 •   negozio dove si vendono dolci, gener. con annesso un laboratorio per la loro preparazione.
pasticciano    ⇨ pastricciano.
pasticciare   v. tr.  [io pastìccio ecc.]    • 1 •   eseguire male, in modo confuso, disordinato: pasticciare un compito, un lavoro a maglia  | (assol.) far pasticci, confusione: non sa far niente senza pasticciare    • 2 •   fare sgorbi su qualcosa; sporcare: pasticciare i quaderni; un foglio, una pagina. 
pasticciato   part. pass.  di pasticciare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   si dice di vivanda ricoperta da una sfoglia di pasta o besciamella e cotta al forno: maccheroni pasticciati. 
pasticciere   meno com. pasticcere, s.m.  [f. -a] chi fa o vende dolci | usato come agg.  nella loc. crema pasticciera, crema densa, a base di latte, rossi d'uovo, farina e zucchero: le torte coperte di crema pasticciera su cui si adagiano i lamponi e le fragole  (piovene).
pasticcino   s.m.  piccola pasta dolce, particolarmente indicata per il tè.
pasticcio   s.m.    • 1 •   pietanza composta di vari ingredienti, per lo più avvolti da una sfoglia di pasta e cotti al forno: pasticcio di maccheroni    • 2 •   (fig.) lavoro disordinato, male eseguito: quella traduzione è un vero pasticcio.  dim. pasticcetto  pegg. pasticciaccio    • 3 •   (fig.) situazione intricata, imbrogliata, difficilmente risolvibile; guaio: fare, combinare pasticci; cacciarsi, mettersi nei pasticci; togliere qualcuno dai pasticci    • 4 •   (mus.) opera costituita da pezzi tratti da opere preesistenti di uno o più compositori; fu in voga soprattutto nei secc. xvii e xviii.
pasticcione   s.m.  [f. -a] chi lavora in maniera disordinata; chi agisce confusamente, ingarbugliando le cose o le idee.
pastiche   s.m. invar.    • 1 •   in arte e in letteratura, opera modellata sullo stile di altri autori    • 2 •   pastiche (linguistico), insieme di usi linguistici di provenienza disparata (neologismi, forestierismi, voci culte, tecniche, gergali ecc.) che si fondono organicamente nello stile di un autore: la scrittura di gadda è spesso un singolare pastiche. 
pastiera   s.f.  torta di pasta frolla con ripieno di ricotta, grano macerato, canditi; è una specialità napoletana.
pastificare   v. tr.  e intr.  [io pastìfico, tu pastìfichi ecc. ; aus. dell'intr. avere] eseguire la pastificazione.
pastificatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto alla lavorazione delle paste alimentari.
pastificazione   s.f.  insieme delle operazioni necessarie per trasformare la farina in pasta.
pastificio   s.m.    • 1 •   stabilimento per la fabbricazione di paste alimentari    • 2 •   (estens.) negozio dove si vendono paste alimentari.
pastiglia   s.f.    • 1 •   preparato farmaceutico o prodotto dolciario in forma per lo più discoidale, costituito da sostanze polverizzate e compresse: pastiglie per la gola; pastiglia alla menta.  dim. pastiglietta, pastiglina    • 2 •   pasta di gesso e colla, modellata o anche dipinta, usata un tempo per decorare mobili, cornici di specchi e oggetti vari di arredamento    • 3 •   (mecc.) piccolo disco metallico inserito tra due organi in movimento: le pastiglie delle punterie  | guarnizione d'attrito dei freni: le pastiglie dei freni. 
pastigliare   v. tr.  [io pastìglio ecc] (non com.) confezionare in pastiglie.
pastigliatrice   s.f.  macchina per confezionare pastiglie.
pastina   s.f.  dim. di pasta  | pasta alimentare di piccolo formato, che si mangia in brodo.
pastinaca   s.f.    • 1 •   pianta erbacea con infiorescenza gialla e radici carnose, commestibili, simili alle carote (fam.  ombrellifere)    • 2 •   grosso pesce di mare dal corpo appiattito romboidale, con coda sottile, appuntita e fornita di un aculeo velenifero (ord.  raiformi).
pasto   (1) agg.  (ant.) pasciuto: e come quel ch'è pasto la rimira  (dante par.  xix, 93).
pasto   (2) s.m.    • 1 •   l'atto del mangiare, spec. in ore determinate; più specificamente, il pranzo o la cena : fare tre pasti al giorno; prendere, consumare i pasti in trattoria; non mangiare mai fuori pasto, limitarsi a mangiare nei pasti principali; saltare il pasto, non mangiare a pranzo o a cena | vino da pasto, adatto a essere bevuto durante i pasti consueti, quindi non di particolare pregio o invecchiamento | il pasto della belva, (fig. scherz.) si dice vedendo qualcuno che mangia con voracità, con ingordigia | dare in pasto, (fig.) offrire all'avida curiosità altrui, rendere di pubblico dominio: dare una notizia in pasto al pubblico, alla stampa  | a tutto pasto, (fig. rar.) in continuazione, ad ogni occasione: tu non sei disposto a succiarti del baggiano a tutto pasto  (manzoni p. s.  xvii)    • 2 •   l'insieme dei cibi che si mangiano in un pasto: pasto abbondante, sostanzioso, semplice, frugale    • 3 •   (tosc.) polmone di animale macellato.
pastocchia   s.f.  (non com.) fandonia, frottola con cui si cerca di trarre in inganno qualcuno.
pastoia   s.f.    • 1 •   fune che si lega alle zampe degli animali al pascolo perché non si allontanino, o con cui si unisce una zampa anteriore alla corrispondente posteriore dei cavalli per far loro apprendere l'ambio    • 2 •   (fig.) legame, impaccio che limita la libertà d'azione, che ostacola lo svolgimento di qualcosa: liberarsi dalle pastoie; la pratica si è arenata nelle pastoie burocratiche    • 3 •   (zool.) parte dell'arto degli ungulati (p. e.  gli equini, i bovini), compresa tra nodello e corona.
pastone   s.m.    • 1 •   miscuglio di crusca, farina di granturco e sim., intriso d'acqua, che si dà come mangime agli animali: fare il pastone per i polli, per i maiali    • 2 •   (estens.) pasta o minestra scotta e non buona    • 3 •   (fig.) insieme di cose male assortite; guazzabuglio    • 4 •   nel linguaggio giornalistico, articolo redazionale che tratta gli avvenimenti politici della giornata, rielaborando le notizie d'agenzia e riportando i commenti di altri giornali.
pastora   s.f.  donna che porta a pascolare il gregge. dim. pastorella. 
pastorale   (1) agg.    • 1 •   di pastore, relativo ai pastori: usanze, vesti, canti pastorali  | poesia, dramma, favola pastorale, ispirate all'ambiente dei pastori e alla vita campestre; questi generi, di origine classica, furono ripresi nei secc. xvi, xvii e xviii in tutte le letterature europee    • 2 •   (eccl.) che si riferisce alla dignità o alla funzione del sacerdote, in quanto è guida spirituale dei fedeli: attività pastorale  | visita pastorale, del vescovo in una parrocchia della sua diocesi  s.f.    • 1 •   lettera inviata dal vescovo ai parroci e ai fedeli della diocesi su argomenti di fede o di morale    • 2 •   insieme delle iniziative della chiesa in un determinato settore: la pastorale del matrimonio  § pastoralmente avv.  (rar.) conforme all'uso dei pastori.
pastorale   (2) s.f.    • 1 •   dramma pastorale    • 2 •   (mus.) composizione strumentale o vocale che si ispira a scene della vita dei pastori o, più in generale, alla natura: la «pastorale», la sesta sinfonia di beethoven | nei secc. xvi-xvii, rappresentazione drammatica con musiche e danze ispirata al mondo idillico-bucolico; è un antecedente del melodramma.
pastorale   (3) ant. pasturale, s.m.  (eccl.) bastone ricurvo all'estremità superiore che rappresenta il simbolo dell'autorità del vescovo e viene usato nelle cerimonie più solenni.
pastorale   (4) o pasturale, s.m.  (zool.) la prima falange degli arti degli equini.
pastore   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi guida al pascolo le greggi e ne ha la cura e il governo: fare il pastore; la vita dei pastori; un pastore di pecore, di capre  | (fig.) membro dell'accademia dell'arcadia. dim. pastorello    • 2 •   (fig.) capo, guida; in partic., guida spirituale, sacerdote: pastore di anime; il buon pastore, cristo | nelle chiese protestanti, il ministro del culto    • 3 •   denominazione di cani di diversa razza, adatti alla guardia delle greggi: pastore bergamasco, tedesco, scozzese. 
pastoreccio   agg.  [pl. f. -ce] (ant.) pastorizio, pastorale: i pastorecci vasi  (pindemonte).
pastorella   s.f.    • 1 •   dim.  di pastora    • 2 •   nella letteratura italiana dei primi secoli, componimento lirico, di origine provenzale, che rappresentava il dialogo tra un cavaliere e una pastorella    • 3 •   cappello di paglia in voga un tempo nella moda femminile.
pastorelleria   s.f.  (spreg.) componimento letterario artificioso e svenevole, tipica manifestazione del gusto e del modo di poetare degli arcadi.
pastorizia   s.f.  l'attività di allevare il bestiame, spec. ovino, e di utilizzarne i prodotti: praticare la pastorizia. 
pastorizio   agg.  che si riferisce all'allevamento del bestiame, alla pastorizia: prodotti pastorizi | sale pastorizio, sale denaturato che serve per l'alimentazione del bestiame.
pastorizzare   non com. pasteurizzare [pr.  / pastørid'dzare /], v. tr.  sottoporre il latte o altro liquido organico alla pastorizzazione.
pastorizzato   non com. pasteurizzato [pr.  / pastørid'dzato /], part. pass.  di pastorizzare   agg.  che ha subito un processo di pastorizzazione: latte pastorizzato. 
pastorizzatore   non com. pasteurizzatore [pr.  / pastøriddza'tore /], s.m.    • 1 •   apparecchio per eseguire la pastorizzazione    • 2 •   [f. -trice] chi è addetto alla pastorizzazione.
pastorizzazione   non com. pasteurizzazione [pr.  / pastøriddzat'tsjone /], s.f.  processo termico mediante il quale si distruggono i germi patogeni nei liquidi alimentari mantenendone tuttavia inalterate le proprietà fisico-chimiche e organolettiche: la pastorizzazione del latte. 
pastosità   s.f.  l'essere pastoso (anche fig.).
pastoso   agg.    • 1 •   che ha consistenza di pasta; molle, cedevole al tatto: materia pastosa    • 2 •   (fig.) morbido, caldo, gradevole: colore pastoso; voce pastosa; vino pastoso, piuttosto denso e dal gusto morbido.
pastrano   s.m.  soprabito pesante da uomo, spec. quello portato dai militari.
pastricciano   o pasticciano, s.m.    • 1 •   (tosc.) nome della pastinaca e di altre piante    • 2 •   (ant.) uomo bonario; bonaccione.
pastrocchio   s.m.  (fam.) intruglio, pasticcio (anche fig.).
pastume   s.m.  (non com.) pastone per i polli; per estens., cibo mal cotto, di consistenza collosa.
pastura   s.f.    • 1 •   il pascere all'aperto; anche, terreno destinato a pascolo; per estens., l'erba con cui si nutrono gli animali: portare, mandare alla pastura; terreni tenuti a pastura; mettere la pastura nella mangiatoia | trovare buona pastura, (fig.) trovare un ambiente, una situazione da cui si possono trarre vantaggi    • 2 •   (fig. ant.) ogni cosa con cui si nutra la mente; alimento spirituale: dar pastura all'intelletto; qual savesse qual era la pastura / del viso mio ne l'aspetto beato  (dante par.  xxi, 19-20)    • 3 •   cibo gettato in acqua ai pesci per attirarli.
pasturale    ⇨ pastorale 3, pastorale 4.
pasturare   v. tr.    • 1 •   (lett.) condurre al pascolo; nutrire (anche fig.): e bonifazio / che pasturò col rocco molte genti  (dante purg.  xxiv, 29-30)    • 2 •   gettare la pastura ai pesci.
pasturazione   s.f.  il pasturare; il gettare la pastura ai pesci.
patacca   s.f.    • 1 •   moneta di grande formato, ma di poco valore | (fig.) cosa di poco pregio; oggetto falso venduto come antico o di valore    • 2 •   (scherz.) medaglia, decorazione vistosa, ma di scarsa importanza    • 3 •   (fam.) grossa macchia d'unto; padella: una patacca sul vestito    • 4 •   (region. , volg.) i genitali femminili. dim. patacchina  accr. pataccona, pataccone  (m.).
pataccaro   s.m.  [f. -a] (roman.) chi vende oggetti falsi facendoli passare per cose antiche o di valore; per estens., truffatore, imbroglione.
pataccone   s.m.    • 1 •   accr.  di patacca    • 2 •   (fam.) vecchio e grosso orologio da tasca    • 3 •   [f. -a] persona che ha il vestito sempre pieno di patacche, di macchie.
pataccoso   agg.  (fam.) coperto, macchiato di patacche: col cappello calato sugli occhi, il vestito pataccoso,... e la barba di una settimana  (cassola).
pataffio    ⇨ epitaffio.
pataffione   o patanfione, s.m.  [f. -a]    • 1 •   (ant.) persona boriosa e autoritaria    • 2 •   (region.) persona grossa e rozza.
patagio   s.m.  nei mammiferi volatori, membrana alare tesa tra il corpo e gli arti; è caratteristica dei pipistrelli.
patagone   s.m.  appartenente alla popolazione indigena della patagonia, nell'america meridionale, di antichissima origine e ormai estinta.
patagonico   agg.  [pl. m. -ci] della patagonia o dei patagoni.
patanfione    ⇨ pataffione.
patapù  m patapùm;o patapunfete [pa-ta-pùn-fe-te], inter.  voce onomatopeica che imita il rumore di uno scoppio o il tonfo prodotto da qualcosa che cade.
pataracchio    ⇨ pateracchio.
pataraccia   s.f.  (zool.) nel veneto, nome della suacia.
patarasso   patarazzo  ⇨ paterazzo.
pataria   s.f.  movimento religioso e politico, sorto in lombardia nel sec. xi, che propugnava una rigorosa riforma morale e disciplinare del clero.
patarinico   agg.  [pl. m. -ci] dei patarini, della pataria, del patarinismo: movimento patarinico. 
patarinismo   s.m.  la dottrina riformatrice espressa dal movimento della pataria.
patarino   o paterino, ant. pattarino, s.m.  seguace, sostenitore della pataria  agg.  dei patarini, che concerne la pataria.
patata   s.f.    • 1 •   pianta erbacea annuale con fiori bianchi o violetti in corimbi, foglie composte e frutti a bacca; originaria dell'america meridionale, fu importata in europa agli inizi del sec. xvi (fam.  solanacee)    • 2 •   il tubero commestibile di questa pianta, dal quale si ricavano fecola, amido e alcol: patate lesse, fritte, arrosto, in umido | patata bollente, (fig.) argomento, problema scottante: passare ad altri la patata bollente  | spirito di patata, l'alcol che si ricava dal tubero; (fig.) facezia sciocca, spiritosaggine insulsa | sacco di patate, (fig.) persona goffa, priva di scioltezza | naso a patata, (fig.) corto e con la punta molto arrotondata. dim. patatina  accr. patatona  pegg. patataccia    • 3 •   patata dolce o americana, batata.
patataio   dial. patataro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi vende patate    • 2 •   (fam.) mangiatore abituale di patate.
pataticoltore   s.m.  [f. -trice] chi coltiva patate.
pataticoltura   s.f.  coltivazione delle patate.
patatina   s.f.    • 1 •   dim.  di patata    • 2 •   fettina di patata, generalmente fritta: un pacchetto di patatine    • 3 •   (fig. fam.) bambina graziosa e grassottella.
patatrac   inter.  voce onomatopeica che imita il rumore di qualcosa di pesante e voluminoso che crolla o si sfascia  s.m.  crollo (anche fig.): è successo un patatràc; il patatràc di una ditta, il dissesto, il fallimento.
patavino   agg.  (lett.) di padova, padovano  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di padova.
patchouli   s.m. invar.  pianta erbacea tropicale simile alla menta, da cui si ricava un'essenza usata in profumeria, detta anche alcol di patchouli  (fam.  labiate).
patchwork   s.m. invar.  lavoro di cucito o di maglia formato da molte pezze di colori diversi unite insieme | usato anche come agg. invar.  : una coperta patchwork. 
patella   s.f.    • 1 •   (anat.) rotula del ginocchio    • 2 •   piccolo mollusco marino commestibile, con conchiglia a forma di cono appiattito; aderisce fortemente agli scogli a fior d'acqua (cl.  gasteropodi).
patellare   agg.  (anat.) della rotula del ginocchio.
patema   s.m.  [pl. -mi] grave turbamento, afflizione, ansietà: avere un patema, dei patemi; patema d'animo, stato ansioso.
patena   s.f.  piccolo piatto rotondo d'oro o d'argento, quasi senza incavatura, su cui il sacerdote posa l'ostia durante la celebrazione della messa.
patentato   agg.    • 1 •   (non com.) munito di patente; abilitato: dentista patentato    • 2 •   (fig. scherz.) ben noto per certe qualità e caratteristiche negative; matricolato: un cretino, un ladro patentato. 
patente   (1) agg.    • 1 •   (ant.) aperto: poi che la porta ritrovò patente, / era venuto dentro alla cittade  (ariosto o. f.  ix, 81) | (lettera) patente, un tempo, lettera aperta pubblicata da un'autorità per rendere noto il proprio volere (anche, passaporto, salvacondotto); oggi, documento ufficiale che conferisce le funzioni di console    • 2 •   chiaro, manifesto, evidente: le sue mire sono ormai patenti    • 3 •   (bot.) si dice di organo disposto perpendicolarmente rispetto a un altro da cui si è sviluppato: foglia patente  § patentemente avv.  manifestamente.
patente   (2) s.f.    • 1 •   concessione o licenza rilasciata dall'autorità competente che abilita all'esercizio di un'attività o di una professione; in partic., il documento rilasciato a chi ha superato gli esami di guida e con il quale si è autorizzati a condurre autoveicoli: prendere, conseguire la patente; rinnovare la patente  | patente sanitaria, (mar.) documento da cui risultano le idonee condizioni sanitarie della nave e dell'equipaggio    • 2 •   (fig. scherz.) riconoscimento pubblico di qualità negative; qualifica: dare a uno la patente di bugiardo. 
patentino   s.m.    • 1 •   patente provvisoria o che comporta delle limitazioni: patentino di caccia    • 2 •   (fam.) patente di guida di categoria a, che abilita alla conduzione di motocicli.
pater   s.m. invar.  abbr. di pater noster, padrenostro: dire cinque pater, ave e gloria. 
patera   (1) s.f.  nell'antichità greco-romana, sorta di tazza larga, bassa e senza anse, usata per libagioni alle divinità.
patera   (2) s.f.  (non com.) sorta di attaccapanni a muro.
pateracchio   o pataracchio, s.m.    • 1 •   (pop. tosc.) promessa, contratto di matrimonio    • 2 •   (spreg.) accordo non chiaro; garbuglio, pasticcio.
paterazzo   o paterasso, non com. patarazzo e patarasso, s.m.  (mar.) cavo metallico che fa parte del sartiame e serve a sostenere i tronchi superiori degli alberi.
patereccio   s.m.  (med.) infiammazione acuta purulenta dei tessuti attorno alle unghie della mano.
paterino    ⇨ patarino.
paternale   agg.  (ant.) paterno  s.f.  rimprovero grave e solenne; ramanzina: fare una lunga paternale. 
paternalismo   s.m.  atteggiamento politico di sovrani assoluti che concedevano leggi o provvedimenti favorevoli al popolo, ma considerandoli come atti di benevolenza personale, non come riconoscimento di diritti: il paternalismo di napoleone iii  | (estens.) atteggiamento analogo del datore di lavoro verso i dipendenti o, più in generale, del superiore verso l'inferiore, dell'anziano verso il giovane.
paternalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si comporta con paternalismo | usato anche come agg.  in luogo di paternalistico : un atteggiamento paternalista. 
paternalistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del paternalismo; ispirato a paternalismo: regime paternalistico; metodi paternalistici  § paternalisticamente avv. 
paternità   s.f.    • 1 •   la condizione di padre: i doveri, le gioie della paternità | presunzione di paternità, (dir.) regola secondo la quale il marito della donna sposata è considerato padre del figlio da lei partorito, salvo disconoscimento    • 2 •   (burocr.) nome, identità del padre in documenti anagrafici (di francesco, fu giorgio)    • 3 •   appartenenza a un determinato autore (detto di opera letteraria, artistica ecc.): non si conosce la paternità di questo affresco  | (estens.) responsabilità (detto di azioni): la paternità dell'attentato non è stata ancora rivendicata    • 4 •   titolo reverenziale che un tempo si dava ai religiosi: vostra paternità. 
paterno   agg.    • 1 •   del padre: l'amore paterno; casa paterna  | da parte di padre: nonno paterno    • 2 •   (fig.) simile a un padre, a quello di un padre; affettuoso, benevolo: essere, mostrarsi paterno; un gesto, un rimprovero paterno  § paternamente avv. 
paternostro   o paternoster, pater noster, padrenostro, padre nostro, s.m.  [pl. paternòstri]    • 1 •   la preghiera a dio padre insegnata da gesù, che comincia con le parole latine pater noster  'padre nostro': recitare tre paternostri | sapere una cosa come il paternostro, (fig.) conoscerla a memoria | essere vero come il paternostro, (pop.) si dice per asserire che una cosa è verissima    • 2 •   ciascuno dei grani grossi del rosario che indicano la recita di un paternostro, inseriti ogni dieci grani piccoli che rappresentano le avemarie    • 3 •   pl.  tipo di pasta corta da minestra in forma di piccoli cilindretti forati.
pateticità   s.f.  l'essere patetico.
patetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che suscita nell'animo commossa compassione: storia, scena patetica    • 2 •   di un sentimentalismo affettato, svenevole: gesto, atteggiamento patetico    • 3 •   imbarazzante, penoso: si è comportato in modo veramente patetico    • 4 •   nervo patetico, (anat.) nervo trocleare  s.m.    • 1 •   ciò che fa leva sul sentimento e tende a commuovere: cadere nel patetico    • 2 •   [f. -a] persona svenevole: non fare il patetico  § pateticamente avv. 
pateticume   s.m.  (spreg.) abuso di toni patetici; insieme di atti o comportamenti patetici.
patetismo   s.m.  sentimentalismo malinconico: il patetismo della musica di c-ajkovskij. 
path   s.m. invar.  (inform.) percorso logico per localizzare un file all'interno di una struttura ad albero o per passare da un'unità a un'altra, per trasmettere dati da una stazione a un'altra; cammino, via.
pathos   o patos, s.m. invar.    • 1 •   sentimento intenso che conferisce drammaticità ed efficacia a una creazione artistica: un dramma pieno, ricco, denso di pathos  | (estens.) tensione emotiva che caratterizza avvenimenti o situazioni della vita reale    • 2 •   nella retorica antica, l'intensità di passioni propria della tragedia.
-patia  -patia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -pátheia  (da cui il lat. -pathi¯a), deriv. della radice path-  di páschein  'soffrire'; indica il fatto di essere soggetto a determinati affetti, sentimenti, passioni (antipatia, apatia, simpatia) o designa una particolare capacità di provare sensazioni e percezioni (telepatia); in medicina, denota un'affezione che interessa solamente un sistema o un organo (cardiopatia, osteopatia), o indica talora una particolare terapia (allopatia, omeopatia).
patibile   agg.  (non com.) che si può patire | usato anche come s.m.  : ho patito (tutto) il patibile. 
patibolare   agg.  da patibolo, degno del patibolo: faccia patibolare, da delinquente.
patibolo   s.m.  qualsiasi strumento (forca, ghigliottina ecc) per l'esecuzione di condanne a morte; per estens., il palco su cui lo strumento è innalzato, o anche talora la condanna e l'esecuzione stessa: condurre, mandare al patibolo | sembra che vada al patibolo, si dice di chi fa qualcosa molto malvolentieri | faccia da patibolo, patibolare.
patico   agg.  (ant. pop.) epatico.
-patico  -patico secondo elemento di aggettivi derivati da sostantivi in -patia  (antipatico, cardiopatico, omeopatico).
patimento   s.m.  il patire: il patimento del freddo, della fame  | dolore fisico o morale; sofferenza: sopportare atroci patimenti; una vita di patimenti. 
patina   s.f.    • 1 •   velatura che si forma col tempo, per effetto della luce e degli agenti atmosferici, su dipinti e altri oggetti antichi | patina del tempo, (fig.) il segno che il passare del tempo lascia su qualcosa, mettendone in evidenza la non attualità, l'appartenenza a epoche ormai lontane    • 2 •   strato di vernice o smalto che viene spalmato su oggetti diversi; in partic., lo strato di pigmenti miscelati e dispersi in una soluzione acquosa di adesivi che si stende su un tipo di carta da stampa per renderla liscia e lucida    • 3 •   (med.) velo giallastro che si forma sulla lingua in seguito ad affezioni dell'apparato digerente e del fegato    • 4 •   (estens) strato sottile che ricopre qualcosa.
patinare   v. tr.  [io pàtino ecc.] coprire di patina, stendere la patina su qualcosa.
patinato   part. pass.  di patinare   agg.  ricoperto di patina: carta patinata  | (fig.) caratterizzato da perfezione tutta esteriore o apparente: la bellezza patinata delle dive. 
patinatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto alla patinatura della carta.
patinatura   s.f.    • 1 •   l'operazione di rivestire di una patina la superficie di un oggetto per farlo apparire antico    • 2 •   trattamento a cui si sottopone la superficie di un tipo di carta da stampa per renderla liscia e lucida.
patino    ⇨ pattino 2.
patinoso   agg.    • 1 •   simile a patina    • 2 •   che è coperto di patina: lingua patinosa. 
patio   s.m. invar.  cortile di ville e case di campagna spagnole o in stile spagnolo, provvisto di fontane e piante e circondato da un porticato.
patire   v. tr.  [io patisco, tu patisci ecc.]    • 1 •   provare, subire qualcosa che causi dolore, disagio, danno, offesa: patire il freddo, la fame; patire le pene dell'inferno; patire un affronto, un'ingiustizia    • 2 •   sopportare, tollerare: non poter patire qualcuno  o qualcosa    • 3 •   (assol.) affliggersi, provare dolore; riferito a cosa, ricevere danno, guastarsi: ha patito molto nella vita; il dipinto ha patito per l'esposizione all'aria | finire di patire, si dice di chi è morto dopo una vita travagliata, o per una malattia lunga e dolorosa    • 4 •   (lett.) essere oggetto di un'azione, subirne l'effetto; in questo sign. il verbo era usato nell'antica terminologia grammaticale: nella proposizione passiva il soggetto patisce l'azione espressa dal verbo  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) essere afflitto da un male; soffrire: patire di stomaco, d'insonnia; patire d'invidia, di gelosia, essere invidioso, geloso.
patite   s.f.  (med.) qualsiasi malattia di natura infiammatoria.
patito   part. pass.  di patire   agg.  deperito, sofferente, smunto: un volto patito   s.m.  [f. -a] chi è molto appassionato di qualcosa: un patito del calcio, della musica. 
pato-  pato- primo elemento di parole composte della terminologia medica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. páthos  'sofferenza, dolore, patimento'; significa 'malattia' (patogeno, patologia).
patofobia   s.f.  (psicol.) paura morbosa di contrarre malattie.
patofobo   agg.  e s.m.  [f. -a] (psicol.) che, chi è affetto da patofobia.
patogenesi   s.f.  (med.) complesso delle modalità con cui si origina una malattia.
patogenetico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla patogenesi: ricerca patogenetica. 
patogenicità   s.f.  (med.) l'essere patogeno.
patogeno   agg.  (med.) capace di provocare una malattia: germe patogeno. 
patognomonico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di sintomo specifico di una determinata malattia, tale che la sua sola presenza ne consente la diagnosi.
patois   s.m. invar.  in francia, dialetto che non ha una tradizione letteraria scritta; in italia, denominazione generica di un gruppo di dialetti franco-provenzali parlati in alcune vallate piemontesi e in val d'aosta.
patologia   s.f.    • 1 •   branca della medicina che studia le malattie: patologia cellulare, generale, speciale, comparata    • 2 •   (estens.) malattia    • 3 •   (fig.) insieme di condizioni anomale nel funzionamento di un ente, di un organismo e sim.
patologico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda la patologia; che si manifesta in condizioni morbose: anatomia patologica; alterazione patologica    • 2 •   (fig.) anormale, abnorme; che ha quasi il carattere di una malattia: essere di una timidezza patologica | è un caso patologico, (scherz.) si dice di persona o di comportamento bizzarro, strano x patologicamente avv. 
patologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di patologia.
patomorfosi   s.f.  (med.) variazione, nel tempo, della sintomatologia di una malattia.
patos    ⇨ pathos.
patosi   s.f.  (med.) qualsiasi malattia di tipo degenerativo.
patrasso   s.m.  solo nelle loc. mandare, andare a patrasso, uccidere, morire e, per estens., mandare, andare in rovina.
patre    ⇨ padre.
patria   s.f.    • 1 •   la terra propria di un popolo, alla quale ciascuno dei suoi membri sente di appartenere per esservi nato e per i molteplici vincoli di carattere giuridico, affettivo, culturale ecc. che lo legano a essa: i (sacri) confini della patria; abbandonare la patria; tornare in patria; combattere, morire per la patria; amor di patria  | patria d'elezione, quella in cui una persona ha deciso di stabilirsi | la patria celeste, (fig.) il paradiso    • 2 •   città, paese natale (spec. riferito a personaggi storici e ai tempi anteriori all'unità d'italia): certaldo, patria del boccaccio    • 3 •   (estens.) il luogo d'origine di animali o piante, che trovano in esso l'ambiente più adatto per vivere e svilupparsi: l'africa è la patria degli elefanti  | (fig.) il luogo d'origine di una ideologia, di un sistema politico, di un costume ecc.: l'inghilterra è la patria della democrazia parlamentare. 
patriarca   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (etnol.) in alcuni ordinamenti sociali, il capo di una grande famiglia o tribù e sim., che governa con piena autorità su tutti i discendenti | (estens.) uomo vecchio, capo di una numerosa famiglia    • 2 •   nell'antico testamento, denominazione dei tre antichi padri (abramo, isacco, giacobbe) da cui ebbe origine il popolo ebraico    • 3 •   (eccl.) nell'oriente cristiano, capo delle più antiche e importanti chiese, sia indipendenti sia unite a roma: il patriarca di costantinopoli  | nella chiesa latina, titolo onorifico riservato ai titolari di alcune sedi arcivescovili: il patriarca di venezia. 
patriarcale   agg.    • 1 •   che è organizzato sotto la guida e l'autorità del padre di famiglia più anziano; che si fonda sul patriarcato: famiglia patriarcale; società, civiltà patriarcale    • 2 •   di, da patriarca; per estens., semplice e austero: autorità patriarcale; vita patriarcale; costumi patriarcali    • 3 •   (eccl.) di patriarca: dignità, sede, chiesa patriarcale  § patriarcalmente avv.  secondo usi patriarcali | da patriarca.
patriarcato   s.m.    • 1 •   (etnol.) sistema sociale nel quale l'autorità e la proprietà familiare sono accentrate nelle mani dell'individuo più anziano di sesso maschile in ciascun gruppo di discendenza, e nel quale la trasmissione dei beni e dei diritti avviene secondo la linea maschile    • 2 •   (eccl.) dignità e giurisdizione ecclesiastica di un patriarca; per estens., il territorio su cui essa si esercita e la sua durata; anche, la sede del patriarca.
patriarchio   s.m.  (eccl.) residenza di un patriarca | fino al sec. xiv, il palazzo del laterano a roma, sede del papa, in qualità di patriarca della città.
patricida   e deriv.   ⇨ parricida e deriv. 
patricio    ⇨ patrizio.
patrigno   o padrigno, s.m.  il nuovo marito della madre rispetto ai figli da lei avuti in precedenza.
patrilineare   agg.  (etnol.) che segue, che concerne la linea di discendenza paterna.
patrilineo   agg.  (etnol.) patrilineare.
patrilocale   agg.  (etnol.) relativo a patrilocalità virilocale.
patrilocalità   s.f.  (etnol.) aspetto collaterale di alcune forme di patriarcato per cui i figli maschi che si sposano continuano a risiedere con la nuova famiglia presso il proprio padre; virilocalità.
patrimoniale   agg.  di, del patrimonio; che si riferisce al patrimonio: rendita, imposta patrimoniale  § patrimonialmente avv.  per quanto riguarda il patrimonio.
patrimonio   s.m.    • 1 •   (dir.) il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi di contenuto economico (proprietà e altri diritti reali, crediti, debiti ecc.) che fanno capo a una persona fisica o giuridica: il patrimonio dello stato, di un ente, di un individuo  | delitto contro il patrimonio, che reca danno ai beni patrimoniali (p. e.  furto, rapina, truffa)    • 2 •   nel linguaggio corrente, il complesso dei beni appartenenti a una persona o a una famiglia; più in generale, somma rilevante: possedere, ereditare un bel patrimonio; la casa mi è costata un patrimonio.  dim. patrimonietto, patrimoniuccio  accr. patrimonione    • 3 •   (fig.) complesso organico di elementi spirituali, culturali, sociali o anche materiali che una persona, una collettività, un ambiente hanno accumulato nel tempo: il patrimonio culturale di una nazione; il patrimonio faunistico di una regione  | patrimonio cromosomico, (biol.) l'insieme dei geni che un individuo riceve ereditariamente dai propri ascendenti.
patrino    ⇨ padrino.
patrio   agg.    • 1 •   del padre: patria potestà  | (estens.) degli avi: le virtù patrie    • 2 •   della patria: amor patrio. 
patriota   meno com. patriotta, rar. patriotto, s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   chi ama la patria; in partic., chi combatte e si sacrifica per essa: i patrioti del risorgimento    • 2 •   (pop.) chi è dello stesso paese; compatriota.
patriotardo    ⇨ patriottardo.
patriotico    ⇨ patriottico.
patriotta    ⇨ patriota.
patriottardo   meno com. patriotardo, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ostenta un patriottismo fanatico.
patriottico   poet. patriotico, agg.  [pl. m. -ci] di, da patriota; ispirato da amor patrio: spirito patriottico; discorso, canto patriottico  § patriotticamente avv. 
patriottismo   s.m.  vivo e sincero amore per la propria patria.
patriotto    ⇨ patriota.
patripassianismo   s.m.  (teol.) eresia cristiana del sec. iii che negava la separazione della persona di dio padre da quella del figlio, e sosteneva perciò che anche il padre aveva partecipato all'incarnazione e alla passione.
patripassiano   s.m.  (teol.) seguace del patripassianismo.
patristica   s.f.    • 1 •   nella storia della teologia cristiana, il periodo caratterizzato dalla predicazione, dall'insegnamento e dalla produzione teologico-letteraria dei padri della chiesa (secc. ii-vii)    • 2 •   la produzione teologico-letteraria dei padri della chiesa: la patristica greca, latina. 
patristico   agg.  [pl. m. -ci] relativo ai padri della chiesa o alla patristica: periodo patristico; teologia patristica. 
patriziale   agg.  (non com.) di patrizio: titolo, dignità patriziale. 
patriziato   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, la dignità di patrizio; il ceto dei patrizi    • 2 •   (estens.) il ceto dei nobili, l'aristocrazia: il patriziato milanese. 
patrizio   ant. o lett. patricio, agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   nella roma antica, che, chi apparteneva per diritto di nascita all'ordine senatorio, e di conseguenza alla classe sociale dominante: le lotte tra patrizi e plebei    • 2 •   (estens.) che, chi appartiene a famiglia aristocratica; nobile: essere di sangue patrizio. 
patrizzare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) somigliare al padre nell'aspetto fisico o nel carattere; padreggiare.
patrocinante   part. pres.  di patrocinare   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi difende una parte in un giudizio: (avvocato) patrocinante. 
patrocinare   v. tr.  [io patrocìno ecc.]    • 1 •   (dir.) detto di un avvocato o di un procuratore legale, difendere in giudizio: patrocinare una causa    • 2 •   (estens.) sostenere, appoggiare: patrocinare una manifestazione culturale. 
patrocinatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (dir.) chi esercita il patrocinio | patrocinatore legale, chi, pur senza essere procuratore legale, è abilitato a esercitare attività di difesa nei giudizi civili e penali che si svolgono presso una determinata pretura    • 2 •   (estens.) sostenitore, difensore: farsi patrocinatore di una giusta causa. 
patrocinio   s.m.    • 1 •   la protezione che nell'antica roma il patrono accordava al cliente    • 2 •   (dir.) la rappresentanza e la difesa che un legale assicura al suo cliente nel corso di un giudizio: il patrocinio di un grande avvocato | gratuito patrocinio, quello previsto dalla legge a favore di chi non può sostenere le spese del giudizio per indigenza    • 3 •   l'assistenza e l'aiuto che il fedele o una comunità di fedeli invocano dalla madonna o da un santo    • 4 •   (estens.) sostegno, appoggio, tutela; patronato: la manifestazione ha il patrocinio del comune. 
patrologia   s.f.    • 1 •   lo studio storico, teologico o filologico-letterario delle opere dei padri della chiesa: patrologia greca, latina    • 2 •   raccolta di scritti dei padri della chiesa.
patrologico   agg.  [pl. m. -ci] della patrologia, dei patrologi.
patrologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di patrologia.
patron   s.m. invar.    • 1 •   chi organizza gare sportive, festival o altre manifestazioni    • 2 •   nel gergo della moda, modello di abito, di solito ritagliato nella carta; cartamodello.
patronale   agg.  del patrono, che si riferisce al patrono e, in partic., al santo patrono: festa patronale. 
patronato   s.m.    • 1 •   nel diritto romano, il rapporto giuridico che si instaurava tra padrone e liberto    • 2 •   appoggio, tutela, protezione: manifestazione organizzata sotto l'alto patronato del capo dello stato    • 3 •   istituzione assistenziale: patronato scolastico | istituti di patronato, organismi, istituiti da sindacati o da associazioni analoghe, che assistono i lavoratori nelle questioni di previdenza e assistenza sociale    • 4 •   (eccl.) il diritto di presentare un candidato a un beneficio ecclesiastico vacante: patronato regio, quando tale diritto spetta a un re o a un capo di stato.
patronessa   s.f.  (non com.) signora che patrocina un'opera di beneficenza o che appartiene a un patronato.
patronimia   s.f.  consuetudine per la quale i figli derivano il nome da quello del padre; si contrappone a matronimia. 
patronimico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di nome di persona derivato dal nome del padre o di un avo (p. e. pelide  da peleo; in origine, anche cognomi come giovannini, lorenzi, de nicola, di tullio).
patrono   s.m.    • 1 •   difensore; in partic., avvocato che cura gli interessi di una parte in una causa: patrono di parte civile    • 2 •   [f. -a] santo riconosciuto come protettore di un paese, di una città, di una comunità e sim.: san francesco è il patrono d'italia; san crispino è il patrono dei calzolai    • 3 •   [f. -essa] persona influente che dà il proprio sostegno o la propria adesione a un'iniziativa, una manifestazione, un'opera di beneficenza e sim.    • 4 •   nell'antica roma, cittadino autorevole che tutelava e difendeva i clienti e gli schiavi liberati, e talora gli interessi di intere comunità straniere    • 5 •   (eccl.) chi ha il diritto di patronato su un beneficio ecclesiastico.
patta   (1) s.f.    • 1 •   risvolto esterno delle tasche. dim. pattina, pattella    • 2 •   (region.) lista di stoffa che copre i bottoni lungo un'allacciatura    • 3 •   (region.) presa che si usa in cucina per maneggiare pentole e tegami. dim. pattina. 
patta   (2) s.f.  punteggio pari nel gioco delle carte, degli scacchi e sim.: far patta, terminare una partita alla pari; impattare | essere pari e patta, (fig.) dare o ricevere qualcosa in modo che sia ristabilita una condizione di parità | usato anche come agg.  : una partita patta, chiusa in pareggio.
patta   (3) s.f.  (mar.) estremità triangolare della marra dell'ancora.
pattare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (non com.) impattare (una partita, un incontro).
pattarino    ⇨ patarino.
patteggiabile   agg.  (non com.) che si può patteggiare.
patteggiamento   s.m.    • 1 •   il patteggiare; trattativa, per lo più lunga e laboriosa e conclusa con un compromesso    • 2 •   (dir.) nelle fasi iniziali di un processo penale, procedura con cui le parti (imputato e pubblico ministero) si accordano per chiedere direttamente al giudice l'applicazione di una sanzione o di una pena sostitutiva di misura ridotta rispetto a quella di norma.
patteggiare   v. tr.  [io pattéggio ecc.] trattare, fare oggetto di trattative: patteggiare la resa  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   condurre trattative: patteggiare col nemico    • 2 •   scendere a patti, a compromessi: patteggiare con la propria coscienza. 
patteggiatore   s.m.  [f. -trice] chi patteggia.
pattern   s.m. invar.  schema che rappresenta un modello di riferimento.
pattinaggio   s.m.  lo sport praticato con i pattini; l'esercizio del pattinare: pattinaggio su ghiaccio, a rotelle; pattinaggio di velocità, artistico. 
pattinare   v. intr.  [io pàttino ecc. ; aus. avere]    • 1 •   muoversi scivolando sul ghiaccio con i pattini a lama; correre con i pattini a rotelle    • 2 •   (estens.) nello sci, scivolare alternativamente sull'uno e sull'altro piede    • 3 •   detto dell'automobile, slittare sul fondo ghiacciato senza più rispondere ai comandi di manovra.
pattinatoio   s.m.  pista per il pattinaggio.
pattinatore   s.m.  [f. -trice] chi pratica il pattinaggio.
pattino   (1) s.m.    • 1 •   lama di acciaio che si applica a un particolare tipo di calzatura e permette di scivolare sul ghiaccio | pattino a rotelle, telaio con quattro piccole ruote che, applicato sotto le scarpe, consente di correre su terreni o superfici sufficientemente levigate    • 2 •   (tecn.) elemento che, insieme con la guida, costituisce una coppia prismatica | (aer.) organo strisciante che sostiene la coda dell'aeroplano durante il rullaggio; nell'elicottero, struttura tubolare che sostituisce il carrello d'atterraggio | nell'ascensore, organo meccanico che scivola su una guida d'acciaio, normalmente fissa, rimanendovi appoggiato.
pattino   (2) non com. patino, s.m.  leggera imbarcazione da diporto a remi, costituita di due galleggianti affiancati, uniti da due traverse che sostengono i sedili; moscone.
pattizio   agg.  nel linguaggio giuridico, originato da un patto, fondato su un patto: accordo pattizio  § pattiziamente avv.  attraverso un patto, contrattualmente.
patto   s.m.    • 1 •   accordo fra due o più parti; ciascuno dei punti stabiliti in un accordo: concludere, stringere un patto con qualcuno; patto di alleanza, di non aggressione; mantenere, violare i patti; stare ai patti, rispettarli; scendere, venire a patti, trovare un accordo, raggiungere un compromesso | patto sociale, secondo le teorie contrattualistiche, l'accordo intervenuto tra gli uomini per dare origine alla società civile | patti agrari, nella legislazione italiana, complesso di contratti che regolano i rapporti tra il proprietario di un terreno agricolo e il coltivatore | patto di sangue, in antiche usanze tribali o in sette e organizzazioni segrete, alleanza, affiliazione o iniziazione sancita mescolando alcune gocce di sangue del nuovo contraente con quelle di un rappresentante autorevole della collettività | prov.  : patti chiari, amicizia lunga    • 2 •   condizione: mettere, stabilire come patto | a patto che, a patto di, a condizione che, di | a nessun patto, a nessuna condizione.
pattona   s.f.  (tosc.) polenta di farina di castagne.
pattovire    ⇨ pattuire.
pattuglia   s.f.    • 1 •   piccolo gruppo di militari o di agenti di polizia incaricati di compiti specifici di carattere operativo: pattuglia di ricognizione, di combattimento; essere di pattuglia, essere di servizio in una pattuglia | pattuglia stradale, gruppo di due o più motociclisti della polizia stradale in servizio di sorveglianza | pattuglia acrobatica, formazione di aerei specializzata in acrobazie a scopo spettacolare | bastimento da pattuglia, nave di piccolo tonnellaggio che svolge servizio di vigilanza lungo le coste. accr. pattuglione  (m.)    • 2 •   (estens.) piccolo gruppo di persone legate da un interesse comune: una pattuglia di tifosi. 
pattugliamento   s.m.  lo svolgimento del servizio di pattuglia.
pattugliante   part. pres.  di pattugliare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  chi fa parte di una pattuglia di soldati o di agenti di polizia.
pattugliare   v. intr.  [io pattùglio ecc. ; aus. avere] andare in pattuglia, compiere il servizio di pattuglia | v. tr.  perlustrare con una pattuglia; sorvegliare: pattugliare una zona; pattugliare il confine. 
pattugliatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi fa parte di una pattuglia    • 2 •   pattugliatore veloce, nella marina militare, piccola nave spesso dotata di missili.
pattuire   ant. pattovire, v. tr.  [io pattuisco, tu pattuisci ecc.] stabilire con un patto, un accordo; stipulare, trattare: pattuire le condizioni di pagamento; pattuire la resa. 
pattuito   part. pass.  di pattuire   agg.  stabilito insieme, concordato mediante patto: prezzo, stipendio pattuito   s.m.  ciò che è stato patteggiato e concordato in precedenza: rispettare il pattuito. 
pattuizione   s.f.  il pattuire; accordo, assunzione di obblighi reciproci dopo una contrattazione.
pattume   s.m.  (tosc.)    • 1 •   roba sudicia e inutile; spazzatura, immondizia    • 2 •   (non com.) fanghiglia, melma.
pattumiera   s.f.  recipiente in cui si raccoglie la spazzatura.
patullare   v. tr.  (non com.)    • 1 •   beffeggiare, prendersi gioco di qualcuno    • 2 •   sbattere qua e là, sballottare | patullarsi v. rifl.  trastullarsi, divertirsi, spec. con cose da poco.
patulo   agg.  (ant. , lett.) largo, vasto.
paturnie   o paturne, s.f. pl.  (pop.) malinconia; più frequentemente, malumore, stizza: avere, far venire le paturnie. 
paulonia   s.f.  albero ornamentale di grandi dimensioni con foglie ovali e fiori violetti in grappolo (fam.  scrofulariacee).
pauperismo   s.m.    • 1 •   l'ideale e la regola di povertà di alcuni ordini e comunità cristiane (p. e. , nel medioevo, degli ordini mendicanti): il pauperismo francescano    • 2 •   condizione di povertà di vasti strati della popolazione di un paese, causata da una profonda crisi economica o da fenomeni quali guerre e carestie.
pauperistico   agg.  [pl. m. -ci] del pauperismo, relativo al pauperismo: ideale pauperistico; il fenomeno pauperistico. 
paupulare   v. intr.  [io pàupulo ecc. ; aus. avere] (lett.) detto del pavone, emettere il caratteristico verso: i pavoni si mirano le penne e paupulano  (carducci).
paura   s.f.    • 1 •   sensazione che si prova in presenza o al pensiero di un pericolo vero o immaginato: aver paura; prendersi una bella paura; diventare pallido, bianco per la paura; tremare di paura; avere paura della morte, di morire | essere morto, mezzo morto di paura, essere spaventatissimo | mettere, far paura a qualcuno, spaventarlo | avere una paura del diavolo, grandissima; brutto da far paura, bruttissimo | niente paura!, non aver paura!, esclamazioni con cui s'incoraggia qualcuno | aver paura della propria ombra, (fig.) spaventarsi per niente, aver timore di tutto. dim. pauretta  pegg. pauraccia    • 2 •   (estens.) timore, preoccupazione; presentimento: ho paura che perderemo il treno. 
paurometabolia   s.f.  (zool.) condizione degli insetti paurometaboli.
paurometabolo   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di insetto con metamorfosi incompleta.
pauroso   agg.    • 1 •   che abitualmente ha paura, anche senza motivo: un bambino pauroso  | spaventato, impaurito: se ne stava tutto pauroso in un angolo    • 2 •   che incute paura: uno spettacolo pauroso  | che desta profonda impressione per la sua gravità: un pauroso incidente    • 3 •   (fam.) straordinario, fuori del comune: ha una cultura paurosa  § paurosamente avv. 
pausa   s.f.    • 1 •   interruzione, intervallo di breve durata: fare una pausa durante il lavoro; un momento di pausa; una pausa di pochi minuti    • 2 •   durante un discorso o nella recitazione, intervallo di silenzio dosato in vista di un particolare effetto: misurare, studiare le pause    • 3 •   (ling.) segmentazione logica o emotiva nell'espressione, che si indica nella scrittura con appositi segni: il punto fermo indica una pausa lunga    • 4 •   (mus.) interruzione temporanea, di durata variabile, del canto o del suono degli strumenti    • 5 •   (inform.) sulla tastiera del computer, tasto che interrompe l'esecuzione di un programma.
pausare   v. intr.  [io pàu so ecc.; aus. avere] (lett.) far pausa, fermarsi | v. tr.  interrompere, scandire con una pausa, con pause: pausare il discorso, la scrittura, il canto. 
pausario   s.m.  il capo dei rematori che sulle navi romane scandiva con la voce e con una mazza il ritmo di immersione dei remi.
pavana   s.f.  danza in tempo binario, di andamento moderato e solenne, tipica dei secc. xvi e xvii.
pavano   agg.  (dial.) padovano: dialetto pavano  | letteratura pavana, in dialetto pavano.
pavé   s.m. invar.  strada lastricata a selci di piccole dimensioni, tipica della francia settentrionale e del belgio.
paventamento   s.m.  (ant.) timore, ansia.
paventare   v. tr.  [io pavènto ecc.]    • 1 •   (lett.) temere: paventerò l'ombre solinghe e scure  (tasso g. l.  xii, 77) | v. intr.  [aus. avere] (lett.) aver paura, spaventarsi | nutrire preoccupazione, essere in ansia    • 2 •   riferito ad animale, imbizzarrire.
pavento   s.m.  (ant.) spavento, paura: ho pensier' ch'assai mi dan paventi  (c. davanzati).
paventoso   agg.  (lett.)    • 1 •   pieno di paura; timoroso, spaurito: amor paventoso fugge al core, / lasciando ogni sua impresa  (petrarca canz.  cxl, 9-10)    • 2 •   che mette paura: la solitudine cominciava ad esserle paventosa  (d'annunzio) § paventosamente avv.  con timore, con esitazione.
pavere   v. tr.  e intr.  [è usata solo la terza pers. sing. del pres. indic. pave] (poet.) aver paura, temere: perdona / tu ancora, al corpo no, che nulla pave, / a l'alma sì  (tasso g. l.  xii, 66).
pavesare   v. tr.  [io pavé so ecc.] ornare di pavese una nave; per estens., ornare a festa un edificio e sim. con bandiere, festoni e altri addobbi.
pavesata   s.f.  (mar.) un tempo, fila di pavesi che si allineava lungo il bordo della nave per proteggerla dai colpi nemici; oggi, per analogia, fila di bandiere che si dispone lungo i bordi o si tende tra gli alberi in segno di festa.
pavese   (1) agg.  di pavia | zuppa pavese, brodo bollente con fette di pane fritto, sulle quali si versano delle uova crude e formaggio grana grattugiato  s.m.    • 1 •   [anche f.] abitante, nativo di pavia    • 2 •   moneta coniata a pavia durante il medioevo.
pavese   (2) ant. palvese, s.m.    • 1 •   grande scudo rettangolare che proteggeva il corpo del combattente medievale e ne recava l'emblema    • 2 •   (mar.) un tempo, scudo che si disponeva in serie con altri a protezione dei bordi della nave | oggi, nome di bandiere, fiamme e altri addobbi con cui si orna una nave in segno di festa: gran pavese. 
pavia   s.f.  (bot.) genere di ippocastano dai fiori gialli, coltivato a scopo ornamentale.
pavidità   s.f.  l'essere pavido; carattere pavido, pauroso.
pavido   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) che, chi è pieno di paura | codardo: soldati pavidi  § pavidamente avv. 
paviglione   (1) s.m.  (ant.) padiglione.
paviglione   (2) s.m.  (ant.) bandiera navale.
pavimentale   agg.  del pavimento: mosaico pavimentale. 
pavimentare   v. tr.  [io paviménto ecc.] fare il pavimento di una stanza o il lastricato di una strada.
pavimentatore   s.m.  operaio addetto alla posa in opera di pavimenti.
pavimentazione   s.f.    • 1 •   il pavimentare, il risultato di tale operazione    • 2 •   il pavimento stesso e, in partic., il lastricato delle vie, l'asfalto stradale.
pavimentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] operaio addetto a lavori di pavimentazione.
pavimento   s.m.    • 1 •   elemento costruttivo orizzontale che delimita inferiormente un ambiente ed è generalmente rivestito con uno strato di mattonelle, marmo, legno o altro materiale (si contrappone a parete  e a soffitto): pavimento in terra battuta, in cemento armato  | pavimento stradale, lastricato, asfalto | pavimento abissale, (geog.) il fondo degli oceani    • 2 •   (estens.) la superficie superiore del pavimento: lucidare il pavimento. 
pavimentoso   agg.    • 1 •   in istologia, si dice di cellula epiteliale piatta e, per estens., del tessuto costituito da tali cellule    • 2 •   in petrografia, si dice di struttura i cui costituenti presentano, in sezione, contorni poligonali simili alle piastrelle di un pavimento.
pavloviano   agg.  del fisiologo e medico russo ivan petrovic- pavlov (1849-1936) o relativo alle sue teorie, in partic. a quella sui riflessi condizionati.
pavlovismo   s.m.  (fisiol.) l'insieme delle teorie pavloviane e di quelle elaborate dai continuatori della sua scuola.
pavonazzo    ⇨ paonazzo.
pavoncella   s.f.  uccello insettivoro dell'europa settentrionale, presente in italia durante il passo; ha piumaggio verde con riflessi rossi e azzurrognoli e un ciuffo di penne erettili sulla testa (ord.  caradriformi).
pavone   region. ant. pagone, paone, s.m.  [f. -a  o -essa]    • 1 •   grosso uccello con piumaggio dai colori smaglianti; il maschio ha sul dorso e sulla coda magnifiche penne formanti uno strascico, che può alzare e allargare a ruota, e sul capo una corona di piume (ord.  galliformi) | a coda di pavone, si dice della disposizione a ventaglio di elementi variopinti | coprirsi delle penne del pavone, (fig.) farsi bello di meriti non propri    • 2 •   (fig.) uomo vanitoso, eccessivamente compiaciuto di sé stesso | usato anche come agg. invar.  : di colore blu o verde scuro, con riflessi brillanti e cangianti: una seta, un abito (blu) pavone. 
pavoneggiarsi   v. rifl.  [io mi pavonéggio ecc.] (non com.) incedere col portamento tronfio che è proprio del pavone | (fig.) compiacersi di sé stesso in modo esagerato, darsi delle arie.
pavonesco   agg.  [pl. m. -schi] (lett.) di, da pavone (spec. fig.): boria pavonesca  § pavonescamente avv.  vanitosamente, tronfiamente.
pavonia   s.f.  grossa farfalla notturna di colore fulvo con macchie a ocello sulle ali (ord.  lepidotteri).
pay per view   loc. sost. f. invar.  tipo di distribuzione di programmi televisivi che prevede il pagamento di un importo per ogni programma che l'utente sceglie di vedere.
pay tv   loc. sost. f. invar.  rete televisiva che trasmette con segnale codificato, il quale può essere decifrato installando sul proprio televisore un apposito dispositivo dietro pagamento di un canone.
pazientare   v. intr.  [io paziènto ecc. ; aus. avere] avere pazienza.
paziente   agg.    • 1 •   che ha o esercita pazienza: un uomo paziente; in certi casi è necessario essere pazienti  | detto di animale, che è docile, che tollera lavori gravosi: il bue è un animale paziente    • 2 •   che richiede pazienza o che è stato fatto con pazienza: un paziente lavoro di ricerca   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è affetto da una malattia | chi si sottopone alle cure di un medico    • 2 •   nell'antica terminologia grammaticale, il passivo § pazientemente avv.  con pazienza.
pazienza   s.f.    • 1 •   qualità di chi sopporta serenamente avversità, molestie, contrattempi anche molto spiacevoli: aver pazienza; perdere la pazienza; la pazienza è la più eroica delle virtù  (leopardi zibaldone) ' una pazienza da santo, da certosino, assai grande | armarsi di pazienza, prepararsi a sopportare serenamente avversità o molestie ' far perdere, scappare la pazienza, far arrabbiare ' anche la pazienza ha un limite, si dice in riferimento a situazioni o comportamenti che non si è più disposti a tollerare ' pazienza!, esclamazione con cui si esprime rassegnazione, condiscendenza o anche stizza contenuta: è andata così, pazienza!; fosse bella, pazienza, ma non lo è!; santa pazienza!    • 2 •   (estens.) costanza, diligenza, precisione: giochi di pazienza; il lavoro dell'orologiaio richiede pazienza    • 3 •   riferito ad animali, docilità, mansuetudine, spec. nel sopportare lavori gravosi    • 4 •   abito di alcuni ordini religiosi, senza maniche, aperto ai due lati e indossato sopra la tonaca; anche, il cordone con cui si cingono i frati    • 5 •   (mar.) in una nave a vela, cavigliera posta all'estremità inferiore di ogni albero, alla quale fanno capo tutte le manovre attinenti a quell'albero    • 6 •   (ant.) patimento, sofferenza: qual più pazienza avea ne li atti, / piangendo parea dicer: «più non posso»  (dante purg.  x, 138-139).
pazzariello   s.m.  personaggio del folclore napoletano che va per le strade vistosamente addobbato e accompagnato da alcuni suonatori; in origine, aveva funzione di banditore.
pazzeggiare   v. intr.  [io pazzéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) far il pazzo, esprimere in modo chiassoso e bizzarro la propria allegria.
pazzerello   agg.    • 1 •   dim.  di pazzo  | che è un po' pazzo, sconsiderato, avventato (con sfumatura di simpatia)    • 2 •   (estens.) bizzarro, capriccioso, imprevedibile: marzo pazzerello vedi il sole e prendi l'ombrello.  dim. pazzerellino  accr. pazzerellone   s.m.  [f. -a] persona pazzerella.
pazzerellone   agg.    • 1 •   accr.  di pazzerello  | che ama scherzare e divertirsi con allegria spensierata    • 2 •   (estens.) strambo, bizzarro  s.m.  [f. -a] persona pazzerellona.
pazzesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   di, da pazzo: discorsi, comportamenti pazzeschi    • 2 •   (fig.) nel linguaggio corrente, straordinariamente grande; esagerato, eccessivo: un prezzo pazzesco; correre a velocità pazzesca  § pazzescamente avv. 
pazzia   s.f.    • 1 •   ogni forma di malattia mentale; follia (è voce del linguaggio comune estranea all'uso scientifico): essere colto da pazzia; dare segni di pazzia; avere un ramo di pazzia, essere bizzarro, stravagante    • 2 •   (estens.) azione, discorso da pazzo: fare, dire pazzie  | azione avventata, sconsiderata, stravagante: far pazzie per una donna; in gioventù si commettono pazzie. 
pazziare   v. intr.  [aus. avere] (dial.)    • 1 •   far follie    • 2 •   scherzare, giocare.
pazzo   agg.    • 1 •   malato di mente; folle (è voce del linguaggio comune estranea all'uso scientifico): una persona pazza; diventare, essere pazzo  | in loc. iperboliche: essere pazzo di gioia, provare una gioia straordinaria, incontenibile; diventare pazzo per il dolore, soffrire un dolore atroce; andare pazzo per qualcuno, per qualcosa, provare una forte passione, sentire grande attrazione    • 2 •   (estens.) proprio, degno di chi è pazzo; sconsiderato, insensato: gesto, comportamento pazzo; fare spese pazze, eccessive; darsi alla pazza gioia, divertirsi senza freno    • 3 •   (iperb.) bizzarro, stravagante: è un po' pazzo ad andare in giro conciato così  | tempo pazzo, incostante. dim. pazzerello   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è affetto da pazzia    • 2 •   (estens.) persona sconsiderata, insensata ' cose da pazzi, si dice di cose strane, insensate o anche incredibili, fuori del comune    • 3 •   (iperb.) persona bizzarra, stravagante § pazzamente avv.    • 1 •   da pazzo    • 2 •   (iperb.) moltissimo, straordinariamente: amare pazzamente il teatro. 
pazzoide   agg.  un po' pazzo, mezzo matto: un tipo un po'pazzoide  | (estens.) originale, stravagante | anche come s.m.  e f.  : fare il pazzoide. 
pe'    ⇨ pei.
peana   s.m.  [pl. invar.  o -ni]    • 1 •   nella lirica corale greca, inno in onore di apollo, poi anche di altre divinità e uomini illustri    • 2 •   (estens.) componimento che celebra una vittoria o che esalta il valore, la gloria militare | (fig.) discorso encomiastico dal tono magniloquente.
peata   s.f.  grossa barca da trasporto a fondo piatto, con una vela e con remi, tipica della laguna veneta.
pebrina   s.f.  (vet.) malattia del baco da seta che si manifesta con piccole macchie color pepe sulle larve infette.
pecan   s.m. invar.  (bot.) albero di origine americana che produce frutti eduli simili a noci (fam.  iuglandacee) | il frutto di tale albero, il cui seme ha sapore mandorlato.
pecari   s.m.  mammifero sudamericano simile a un piccolo cinghiale, addomesticabile e ricercato per la pelle pregiata (fam.  suidi).
pecca   s.f.    • 1 •   vizio, difetto: la pecca di quel libro è l'eccessiva lunghezza  | senza pecca, irreprensibile    • 2 •   (ant.) peccato: sappiendo chi voi siete e la sua pecca  (dante inf.  xxxii, 137).
peccaminosità   s.f.  (non com.) l'esser peccaminoso.
peccaminoso   agg.  che è origine di peccato, che stimola al peccato; pieno di peccati: un libro peccaminoso; una vita peccaminosa  § peccaminosamente avv. 
peccare   v. intr.  [io pècco, tu pècchi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (teol.) commettere peccato: peccare di superbia, contro il prossimo    • 2 •   (estens.) mancare, sbagliare in qualcosa, per qualcosa: peccare d'ingratitudine; peccare per eccesso, per difetto  | (fig.) avere qualche pecca, dei difetti: quel disegno pecca nella prospettiva. 
peccato   s.m.    • 1 •   (teol.) ogni violazione volontaria della legge di dio, commessa con un'azione o con una omissione: peccato veniale, mortale; fare, commettere (un) peccato; cadere, essere in peccato; rimettere i peccati, assolvere; peccato originale, lo stato di colpa che ogni essere umano contrae nascendo, come retaggio del peccato di disobbedienza commesso dal primo uomo, adamo, che trasgredì la legge divina; si cancella col battesimo ' brutto come il peccato, (fig.) bruttissimo ' fare il peccato e la penitenza, ricevere la punizione nel momento in cui si commette la colpa ' non avere né colpa né peccato, essere del tutto innocente | si dice il peccato ma non il peccatore, (fig.) è lecito parlare di una colpa o di un errore, ma non fare il nome di chi ne è responsabile. dim. peccatuccio  pegg. peccataccio    • 2 •   (estens.) colpa, errore: peccato di gioventù, dovuto all'inesperienza o all'avventatezza proprie di quest'età    • 3 •   (fig.) fatto, situazione inopportuni, incresciosi, deplorevoli: è un peccato che non sia potuto venire; che peccato perdere una simile occasione!  | anche ellit.: peccato (che) non si riesca a fare in tempo!; «non verrà» «peccato!». 
peccatore   agg.  e s.m.  [f. -trice, pop. -tóra] (teol.) che, chi ha commesso peccato o commette abitualmente peccati: l'umanità peccatrice; pregare per la salvezza dei peccatori | peccatore impenitente, incorreggibile; (scherz.) chi ama la vita gaudente.
pecchia   s.f.  (ant. , lett.) ape: la ingegnosa pecchia al primo albore / giva predando ora uno or altro fiore  (poliziano).
pecchiaiolo   o pecchiaiuolo, s.m.  nome comune di un falco dal dorso scuro e il ventre biancastro maculato, che si nutre preferibilmente di api e vespe (ord.  falconiformi).
pecchione   s.m.  (non com.) il maschio dell'ape; fuco.
peccia   s.f.  [pl. -ce] nome che si dà comunemente al legno di abete rosso.
pece   s.f.    • 1 •   residuo nero molto viscoso della distillazione del catrame di carbon fossile, impiegato come materiale protettivo e isolante, nella produzione di asfalti artificiali ecc. ' nero come la pece, nerissimo ' essere attaccato con la pece, (fig.) non riuscire a staccarsi    • 2 •   nome generico di sostanze molto viscose ottenute da vari materiali: pece di lignite, di petrolio  | pece nera, residuo della distillazione del catrame di legno, usato per calafatare ' pece greca, colofonia.
pecetta   s.f.  (tosc.) cerotto; per estens., pezzo di carta o altro materiale che serve per rattoppare ' mettere una pecetta, (fig.) rimediare alla meglio ' essere una pecetta, (fig.) si dice di persona molesta.
pechblenda   s.f.  minerale costituito da una miscela di ossidi di uranio, da cui si estrae l'uranio; è una varietà di uranite. 
pechinese   agg.  di pechino  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi abita o è nato a pechino    • 2 •   piccolo cane da compagnia con orecchie pendenti, occhi scuri prominenti, muso rincagnato, pelame lungo e liscio.
pecia   s.f.  [pl. -cie] ciascuno dei fascicoli che componevano un libro manoscritto medievale, formati da un foglio piegato in quattro.
peciario   s.m.  nelle università medievali, chi era addetto alla custodia e alla vendita dei manoscritti.
pecilandria   s.f.  (zool.) polimorfismo sessuale per cui una specie presenta due o più forme di maschi.
peciloginia   s.f.  (zool.) polimorfismo sessuale per cui una specie presenta due o più forme di femmine.
pecilogonia   s.f.  (zool.) fenomeno per cui individui della stessa specie presentano diversità di sviluppo in seguito alla diversa quantità di nutrimento fornita dall'uovo.
pecilotermo   agg.  eterotermo.
pecionata   s.f.  (roman.) lavoro raffazzonato, abborracciato.
pecione   s.m.  [f. -a] (roman.) chi abitualmente fa le cose con molta approssimazione; pasticcione.
pecioso   agg.  simile alla pece; viscoso e nerastro come la pece.
peck   s.m. invar.  unità di misura inglese di capacità per liquidi, pari a litri 9,09; negli stati uniti è adoperato per gli aridi ed è pari a litri 8,800.
peco   s.f.  (ant.) pecora.
pecora   s.f.    • 1 •   mammifero ruminante di media grandezza, allevato sin da tempi remotissimi per il latte, la carne e la lana; è diffuso in varie razze in tutti i paesi del mondo (ord.  artiodattili): un gregge di pecore; far pascolare, tosare, mungere le pecore; le pecore belano.  dim. pecorella, pecorina  accr. pecorone  (m.) pegg. pecoraccia | essere la pecora nera, (fig.) in un gruppo, in un ambiente, distinguersi dagli altri in senso negativo ' conoscere le proprie pecore, (fig.) conoscere le persone con le quali si ha a che fare    • 2 •   (fig.) persona sciocca, stupida oppure imbelle, servile: i più sono pecore  (de sanctis) | si dice anche di animale che ha una natura docile e mite: non avere paura di quel cane, è una pecora | prov.  : meglio vivere un giorno da leone che cent'anni da pecora; chi pecora si fa, lupo lo mangia, chi non si difende, è destinato a subire le prepotenze altrui.
pecoraggine   s.f.  il comportarsi come una pecora, con viltà, eccessiva remissività, o anche stupidamente.
pecoraio   region. pecoraro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   guardiano di pecore    • 2 •   (fig.) uomo rozzo e ignorante.
pecorame   s.m.    • 1 •   insieme di pecore    • 2 •   (fig.) gruppo di persone che si comportano servilmente.
pecoraro    ⇨ pecoraio.
pecoreccio   agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   (antiq.) di pecora, delle pecore: arte pecoreccia, la pastorizia    • 2 •   (fig.) volgare, grossolano: una battuta pecoreccia; uno spettacolo pecoreccio  | anche come s.m.  [solo sing.]: cadere nel pecoreccio   s.m.  (non com.)    • 1 •   letamaio fatto dalle pecore | (estens.) puzzo di pecora    • 2 •   (fig.) situazione intricata, impaccio: non è agevole uscir del pecoreccio  (genovesi).
pecorella   s.f.    • 1 •   dim.  di pecora  | pecora giovane; agnello | prov.  : cielo a pecorelle, pioggia a catinelle, quando il cielo è coperto da nuvole a bioccoli, si presagisce pioggia abbondante    • 2 •   (fig.) il cristiano (in quanto appartiene al gregge dei fedeli) | pecorella smarrita, nel linguaggio religioso, chi vive in peccato; più genericamente, chi si è allontanato dalla propria famiglia, dal proprio gruppo.
pecoresco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) da pecora; vile, servile: sottomissione pecoresca  § pecorescamente avv. 
pecorile   agg.  (non com.)    • 1 •   di pecora, delle pecore    • 2 •   (fig.) pecoresco  s.m.  (ant. , lett.) ovile.
pecorina   s.f.    • 1 •   dim.  di pecora    • 2 •   (ant.) letame ovino.
pecorino   agg.  di pecora: lana pecorina  | alla pecorina, al modo delle pecore  s.m.  formaggio di pasta dura, dolce oppure piccante e salato, prodotto con latte intero di pecora: romano, sardo, toscano. 
pecoro   s.m.  (non com.) montone.
pecorone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   accr.  di pecora    • 2 •   (fig.) persona che si conforma servilmente all'opinione dominante o si sottomette senza reagire al volere del più forte    • 3 •   (ant.) uomo rozzo e stupido.
pecorume   s.m.    • 1 •   insieme di individui che si comportano in modo passivo e servile    • 2 •   (fig.) servilismo, viltà.
pectico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) della pectina, relativo alla pectina.
pectide   o pettide, s.f.  (mus.) strumento a corde dell'antica grecia, del tipo dell'arpa.
pectina   s.f.  (chim.) ciascuno dei polisaccaridi vegetali, costituiti da unità a cinque e sei atomi di carbonio (pentosi ed esosi), che in acqua producono un gel forte e stabile; sono presenti soprattutto in taluni frutti e si impiegano nella preparazione di marmellate e gelatine, in farmacia e nella cosmesi come addensanti.
pectizzazione   s.f.  (chim.) processo di formazione di un gel.
pecuglio    ⇨ peculio.
peculato   s.m.  (dir.) reato di un pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio che si appropria di denaro o di altri beni mobili a lui affidati dalla pubblica amministrazione per ragioni inerenti alle sue funzioni.
peculiare   agg.  proprio, particolare, speciale, caratteristico: qualità, carattere peculiare  § peculiarmente avv. 
peculiarità   s.f.  l'essere peculiare; qualità particolare, tratto caratteristico: la peculiarità di un prodotto; una peculiarità del carattere di una persona, dello stile di un autore. 
peculio   ant. pecuglio, s.m.    • 1 •   (ant.) gregge, bestiame    • 2 •   nel diritto romano, il complesso dei beni attribuiti dal padre al figlio, che formalmente restavano di proprietà del padre, ma di cui il figlio poteva disporre liberamente    • 3 •   (estens.) somma di denaro accumulata; gruzzolo, capitale (anche scherz.).
pecunia   s.f.  (lett.) denaro; oggi solo in usi scherz.
pecuniale   agg.  (ant.) pecuniario.
pecuniario   agg.  che si riferisce al denaro; che è espresso in denaro: danno pecuniario | pena pecuniaria, (dir.) multa, ammenda § pecuniariamente avv. 
pecunioso   agg.  (ant.) ricco, danaroso.
pedaggiere   s.m.  (ant.) gabelliere che riscuoteva il pedaggio.
pedaggio   s.m.    • 1 •   tassa pagata per poter percorrere certi itinerari o attraversare certi punti obbligati; oggi designa quasi esclusivamente il diritto di transito pagato dagli utenti delle autostrade | (estens.) la somma stessa pagata    • 2 •   (fig.) atto di sacrificio, di sottomissione o di omaggio che mira all'ottenimento di qualcosa: per far carriera, ho dovuto pagare molti pedaggi. 
pedagna   s.f.    • 1 •   (mar.) asse di legno che, fissata trasversalmente sul fondo delle imbarcazioni a remi, serve ai vogatori per puntarvi i piedi    • 2 •   (region.) pedana.
pedagogia   s.f.  [pl. -gie]    • 1 •   disciplina che studia le teorie, i metodi e i problemi relativi all'educazione dei giovani e alla formazione della loro personalità : pedagogia classica, umanistica, moderna; pedagogia cattolica, laica  | come materia d'insegnamento scolastico o universitario: professore di pedagogia; laurea in pedagogia    • 2 •   (estens.) pratica, indirizzo educativo: educare i figli con una pedagogia tradizionale, severa, permissiva. 
pedagogico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la pedagogia § pedagogicamente avv.  in maniera pedagogica, dal punto di vista pedagogico.
pedagogismo   s.m.  tendenza a dare rilievo eccessivo ai problemi educativi o ad attenersi con pedanteria a un metodo pedagogico.
pedagogista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di pedagogia.
pedagogizzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (rar.) fare il pedagogista    • 2 •   (scherz.) atteggiarsi a pedagogo.
pedagogo   s.m.  [f. -a; pl. m. -ghi]    • 1 •   (lett.) educatore, precettore di fanciulli    • 2 •   nell'antichità greco-romana, persona, per lo più di condizione servile, che aveva il compito di accompagnare e sorvegliare il fanciullo durante la giornata, e talora anche di fargli da maestro.
pedalabile   agg.  nel ciclismo, si dice di strada che non presenta dislivelli troppo impegnativi e ha una buona pavimentazione.
pedalare   v. intr.  [aus. avere] muovere i pedali della bicicletta con la pressione dei piedi; per estens., andare in bicicletta.
pedalata   s.f.  ogni spinta data al pedale della bicicletta; il modo di pedalare: con poche pedalate lo superò; avere una pedalata agile. 
pedalatore   s.m.  [f. -trice] chi pedala; ciclista.
pedale   s.m.    • 1 •   organo di comando di una macchina che, azionato dalla pressione del piede, fornisce energia meccanica o fa funzionare un meccanismo: il pedale della bicicletta; pedale del freno, della frizione, dell'acceleratore    • 2 •   (mus.) meccanismo da azionare col piede; è presente in vari strumenti e serve a produrre determinate note o effetti: il pedale dell'organo, del pianoforte, dell'arpa  | in armonia, suono lungamente tenuto    • 3 •   striscia di cuoio circolare in cui i calzolai infilano il piede per tenere ferma la scarpa mentre la lavorano sulle ginocchia    • 4 •   la parte inferiore di un tronco d'albero    • 5 •   (region.) calzino da uomo; pedalino.
pedaleggiare   v. intr.  [io pedaléggio ecc. ; aus. avere] azionare il pedale di uno strumento musicale.
pedaliacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni tropicali e subtropicali a cui appartiene il sesamo | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
pedaliera   s.f.    • 1 •   la parte di una macchina o di un dispositivo costituita dai pedali: la pedaliera dell'automobile; pedaliera della bicicletta, l'insieme dei pedali e della ruota dentata | pedaliera dell'aeroplano, dell'elicottero, leva che il pilota aziona coi piedi per comandare il timone di direzione    • 2 •   (mus.) nell'organo, tastiera di grandi dimensioni azionata con i piedi e che produce i suoni più gravi.
pedalina   s.f.  (tip.) piccola macchina per stampare azionata a pedale.
pedalino   s.m.  (region.) calzino da uomo.
pedalio   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee diffuse nelle zone calde di europa, asia e africa.
pedalò   s.m.  pattìno sospinto da un'elica azionata a pedali.
pedalone   s.m.  pedalò.
pedana   s.f.    • 1 •   struttura, per lo più di legno, su cui si appoggiano i piedi: pedana della cattedra, della scrivania  | ciascuno dei due ripiani su cui nei motoscooter e in certe motociclette si appoggiano i piedi    • 2 •   (sport) piano inclinato in legno su cui l'atleta batte il piede per prendere lo slancio nel salto in lungo | piazzola circolare da cui si effettua il lancio del disco, del peso e del martello | ripiano di legno su cui stanno gli schermitori    • 3 •   in sartoria, la striscia di panno che si cuce, per rinforzo, tutto intorno alla parte inferiore della sottana e di altri indumenti.
pedano   s.m.  (region.) bedano.
pedantaggine   s.f.  (ant. , lett.) pedanteria.
pedante   agg.    • 1 •   che ostenta con pignoleria il proprio sapere: un critico pedante    • 2 •   che si attiene alle regole grammaticali con eccessivo e spesso ridicolo scrupolo; per estens., che si mostra troppo meticoloso nell'osservanza di regole o regolamenti: un maestro, un impiegato pedante   s.m.  e f.    • 1 •   persona pedante    • 2 •   (ant.) maestro di scuola, pedagogo § pedantemente avv. 
pedanteggiare   v. intr.  [io pedantéggio ecc. ; aus. avere] fare il pedante; pignoleggiare.
pedanteria   s.f.  l'essere pedante; atto, discorso, scrupolo, pignoleria da pedante.
pedantesco   agg.  [pl. m. -schi] che è proprio di un pedante; che dimostra eccessivo scrupolo e pignoleria: osservazione pedantesca | lingua pedantesca, quella elaborata letterariamente nel corso del sec. xvi soprattutto da c. scroffa (1526 ca - 1565), che si serviva di una specie di latino con desinenze italiane per satireggiare il pomposo linguaggio dei maestri di scuola e degli umanisti in genere | usato come s.m.  lingua pedantesca; fidenziano § pedantescamente avv. 
pedantismo   s.m.  pedanteria.
pedario   s.m.  nella roma antica, magistrato non ancora giunto alla dignità curule.
pedata   s.f.    • 1 •   colpo dato col piede; calcio: prendere qualcuno a pedate | dare una pedata a qualcosa, (fig.) disfarsene, abbandonarla    • 2 •   il piano orizzontale dello scalino, su cui appoggia il piede    • 3 •   impronta, orma del piede | seguir le pedate di qualcuno, seguirne le orme; (fig.) prenderlo come modello, imitarlo    • 4 •   (non com.) rumore di passi: sentire le pedate sul selciato. 
pedatorio   agg.  (scherz.) calcistico: l'arte pedatoria. 
-pede  -pede secondo elemento di parole composte della terminologia zoologica, derivate dal latino o formate modernamente, dal lat. pìs pe°dis  'piede'; indica 'piede, zampa' (bipede, palmipede).
pedecollinare   agg.  (geog.) che è proprio di una zona sita ai piedi di una collina: laghetto pedecollinare. 
pedemontano   agg.    • 1 •   (geog.) che è proprio di una zona sita ai piedi di catene o massicci montuosi: ghiacciaio pedemontano    • 2 •   (lett.) piemontese.
pedemonte   s.m.  (geog.) piattaforma che costituisce la base dei rilievi montani; è formata, per lo più, da rocce cristalline molto antiche sulle quali si sono accumulati i detriti dovuti all'erosione del rilievo.
pederasta   s.m.  [pl. -sti] chi pratica la pederastia.
pederastia   s.f.  omosessualità maschile rivolta in particolare verso giovani e adolescenti.
pedestre   agg.    • 1 •   (ant. , lett.) che va a piedi: da' sublimi cocchi alto disdegnano / volgere il guardo a la pedestre turba  (parini) | che si fa a piedi: viaggio pedestre    • 2 •   (fig.) di livello basso; sciatto, disadorno (detto spec. dello stile di un'opera, di scrittura, discorso e sim.): una prosa, un romanzo pedestre  § pedestremente avv. 
pediale   agg.  in cristallografia, si dice di una delle classi di simmetria del sistema triclino.
pediatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] medico specialista in pediatria.
pediatria   s.f.  branca della medicina che studia la fisiologia e la patologia del bambino (accrescimento, alimentazione, malattie ecc.).
pediatrico   agg.  [pl. m. -ci] della pediatria, di pediatra: visita pediatrica. 
pedicazione   s.f.  coito anale.
pedice   s.m.  in espressioni matematiche e sim., cifra o lettera posta al piede di altra cifra o lettera.
pedicellaria   s.f.  (zool.) ciascuna delle appendici peduncolate degli echinodermi, fornite all'estremità di una pinza.
pedicellato   agg.  (bot.) dotato di pedicello: frutto pedicellato. 
pedicello   (1) s.m.    • 1 •   (bot.) peduncolo di un organo vegetale (foglia, fiore ecc.)    • 2 •   pedicello ambulacrale, (zool.) rudimentale organo di locomozione degli echinodermi.
pedicello   (2) s.m.    • 1 •   (ant.) pidocchio degli animali | (med.) acaro della scabbia    • 2 •   (region.) piccola pustola; brufolo.
pedicelloso   agg.  (region.) pieno, coperto di pedicelli; brufoloso.
pedicolati   o pediculati, s.m. pl.  (zool.) lofiformi.
pedicolo   o pediculo, s.m.  (ant.) pidocchio.
pediculosi   s.f.  (med.) malattia cutanea prodotta da pidocchi che si insediano nel cuoio capelluto o nella regione pubica; ftiriasi.
pedicure   s.m. invar.    • 1 •   [anche f.] chi è addetto alla cura e al trattamento estetico del piede: andare dal, dalla pedicure    • 2 •   (fam.) cura del piede: fare il pedicure. 
pedidio   agg.  (anat.) del piede, che fa parte del piede: muscolo pedidio. 
pedigree   s.m. invar.  elenco degli ascendenti di un animale di razza (spec. di cavalli e cani).
pediluvio   s.m.  bagno ai piedi, a scopo riposante o curativo.
pedina   s.f.    • 1 •   ciascuno dei dischetti bianchi o neri usati nel gioco della dama: muovere una pedina, spostarla da una casella all'altra; (fig.) far ricorso a una persona influente per ottenere un vantaggio | essere una pedina nelle mani di qualcuno, (fig.) agire assecondando in tutto la volontà altrui    • 2 •   (fig.) persona che in un'organizzazione ha un ruolo poco importante, puramente esecutivo | (scherz.) donna di basso livello sociale, in opposizione a dama. 
pedinamento   s.m.  il pedinare, l'essere pedinato.
pedinare   v. tr.  seguire qualcuno con circospezione, per osservarne o spiarne di nascosto le azioni: essere pedinato dalla polizia  | (estens.) tener dietro a una persona per strada, talora importunandola: pedinare una ragazza  | v. intr.  [aus. avere] detto di uccelli, correre saltellando a passi rapidi per sottrarsi al cacciatore.
pedione   o pedion [pè-dion] o pedios [pè-dios], s.m.  (min.) forma cristallina tipica della classe pediale, costituita da un'unica faccia senza simmetria con altre.
pedipalpo   s.m.  negli aracnidi, ciascuno degli arti del secondo paio, variamente conformati a seconda della funzione che svolgono (a pinza, a tentacolo ecc.).
pedissequo   agg.  che segue, che imita passivamente qualcuno o qualcosa senza alcun apporto di originalità: un esecutore pedissequo; imitazione pedissequa; traduzione pedissequa, attenta soltanto alla corrispondenza letterale § pedissequamente avv. 
pedivella   s.f.  barra d'acciaio che a un'estremità porta il pedale e all'altra si innesta nel perno di movimento della bicicletta.
pedo   s.m.    • 1 •   grosso bastone superiormente ricurvo che serve ai pastori per guidare il gregge    • 2 •   (lit.) bastone diritto sormontato da una croce che costituisce una delle insegne del papa.
pedocentrico   agg.  [pl. m. -ci] (pedag.) di, relativo al pedocentrismo.
pedocentrismo   s.m.  teoria e pratica pedagogica che pone il bambino al centro del rapporto educativo.
pedofilia   s.f.  perversione sessuale consistente nel polarizzare su bambini l'interesse erotico.
pedofilo   s.m.  [f. -a] chi ha inclinazione alla pedofilia.
pedogamia   s.f.  (biol.) unione di gameti provenienti da uno stesso individuo.
pedogenesi   (1) s.f.  (geol.) l'insieme dei processi di formazione dei suoli.
pedogenesi   (2) s.f.  (biol.) tipo di partenogenesi che avviene in individui allo stato larvale.
pedologia   (1) s.f.  [pl. -gie] scienza che studia l'origine, la composizione e le caratteristiche del suolo, soprattutto in vista della sua utilizzazione agricola; geologia agraria.
pedologia   (2) s.f.  [pl. -gie] la scienza dell'educazione fondata esclusivamente sulla psicologia sperimentale e non su presupposti filosofici.
pedologico   (1) agg.  [pl. m. -ci] che concerne la pedologia agraria.
pedologico   (2) agg.  [pl. m. -ci] che concerne la pedologia educativa.
pedologo   s.m.  [f. -ga; pl. m. -gi] esperto di pedologia agraria.
pedometro   s.m.  strumento simile a un orologio che conta il numero dei passi compiuti da chi lo porta; è usato soprattutto nell'allenamento sportivo.
pedona   s.f.  (ant.) nel gioco degli scacchi, pedone.
pedonale   agg.  di pedoni: traffico, circolazione pedonale  | riservato ai pedoni: attraversamento, passaggio pedonale, zona contrassegnata da strisce bianche entro cui devono passare i pedoni nell'attraversare una strada.
pedonalizzare   v. tr.  (urban.) riservare alla sola circolazione pedonale, escludendo tutti i mezzi a motore: pedonalizzare una strada, il centro storico di una città. 
pedonalizzazione   s.f.  (urban.) il pedonalizzare, l'essere pedonalizzato.
pedone   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona che va, si sposta a piedi (considerata in contrapposizione a chi si serve di un veicolo qualsiasi): investire un pedone; dare la precedenza ai pedoni    • 2 •   nel gioco degli scacchi, ciascuno degli otto pezzi uguali di valore inferiore a quello delle figure    • 3 •   l'impugnatura della canna da pesca alla quale si fissa il mulinello    • 4 •   (ant.) soldato a piedi, fante.
pedopsichiatra   s.m.  e f.  [pl. m. -i] (non com.) specialista in pedopsichiatria.
pedopsichiatria   s.f.  psichiatria infantile.
pedopsichiatrico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) di, relativo a pedopsichiatria.
pedosfera   s.f.  la parte più superficiale della litosfera; suolo terrestre.
peduccio   s.m.    • 1 •   zampetto di maiale, o di capretto, agnello ecc.    • 2 •   (arch.) elemento pensile sporgente in forma di mensola o di capitello, che sostiene l'imposta di un arco o di una volta.
pedula   s.f.  scarponcino leggero con suola di gomma (un tempo, di feltro) per passeggiate o escursioni in montagna.
pedule   s.m.  la parte della calza a contatto con la pianta del piede.
peduncolare   agg.  (scient.) del peduncolo, dei peduncoli.
peduncolato   agg.  (scient.) provvisto di peduncolo: organo peduncolato; tumore peduncolato. 
peduncolo   s.m.    • 1 •   (bot.) porzione superiore del ramo che termina con un fiore    • 2 •   (zool.) organo con il quale molti animali si fissano al substrato; in molti insetti, segmento che collega il torace con l'addome    • 3 •   (anat.) formazione allungata che mette in comunicazione un organo con un altro: peduncoli cerebrali, formazioni nervose di forma cilindrica per le quali passano i fasci nervosi che dal cervello vanno al bulbo e al midollo spinale e viceversa | (med.) l'impianto di una malformazione o di una neoplasia sul tessuto.
peeling   s.m. invar.  intervento di chirurgia estetica consistente nell'asportazione degli strati più superficiali dell'epidermide del volto | (estens.) abrasione superficiale dell'epidermide ottenuta con sostanze farmacologiche o cosmetiche.
peer-to-peer  peer-to-peer loc. agg. invar.  si dice di rete locale in cui ognuno dei computer collegati ha al pari di tutti gli altri accesso alle risorse comuni, senza che vi sia un'unità di controllo dedicata come server.
pegamoide   ® s.m.  o f.  materiale che imita il cuoio, costituito da un supporto di tela o di carta su cui è applicata una miscela di sostanze varie, fra cui nitrocellulosa e olio di ricino; oggi sostituito da materiali più convenienti, un tempo era usato in valigeria, tappezzeria e sim.
pegaseo   agg.  (lett.)    • 1 •   di pegaso, che si riferisce a pegaso, il mitico cavallo alato figlio di medusa e di poseidone: fonte pegasea, quella sul monte elicona che pegaso avrebbe fatto sgorgare con un colpo dello zoccolo e che, nella tradizione letteraria classica, diventò simbolo dell'ispirazione poetica    • 2 •   (fig.) della poesia; poetico: estro pegaseo. 
pegasiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci teleostei con corpo breve ricoperto di squame ossee e ampie pinne pettorali | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
pegaso   s.m.  (zool.) genere di pesci appartenente all'ordine dei pegasiformi.
peggio   avv.  [compar. di male]    • 1 •   in modo peggiore: non avrebbe potuto riuscir peggio; lo tratta peggio di uno schiavo; se lo sgridi fa peggio | star peggio, sentirsi peggio, essere, sentirsi in condizioni di salute meno buone; trovarsi in condizioni più disagiate: oggi sto peggio di ieri; loro stanno peggio di noi | andar peggio, procedere in modo peggiore o meno soddisfacente: quest'anno va peggio dell'anno scorso; non potrebbe andar peggio di così | andar di male in peggio, peggiorare sempre più ' cambiare in peggio, peggiorare ' peggio di così si muore!, (fam.) la situazione non potrebbe essere peggiore    • 2 •   unito a un part. pass. forma un comparativo di minoranza: è vestito peggio di te; con l'art. determ. forma un superlativo relativo di minoranza: è la casa peggio tenuta che io abbia mai visto | il peggio possibile, nel peggior modo possibile  agg. compar.    • 1 •   peggiore (si usa generalmente come predicato con i verbi essere, parere, sembrare): è peggio di prima; mi sembra peggio di quest'altro; oggi il tempo è peggio di ieri  | in costruzioni partitive: niente di peggio; puoi trovare di peggio '  come attributo è d'uso popolare: ho cavato altri da peggio imbrogli... (manzoni p. s.  iii)    • 2 •   con valore neutro, nel sign. di cosa peggiore : credetti fosse peggio non avvertirlo; è peggio non dirgli niente '  anche con il verbo essere  sottinteso: (tanto) peggio per lui, è lui che ci rimette; peggio che  (di) peggio, si dice in riferimento a un evento rivelatosi peggiore del prevedibile o a cosa che è peggiore di un'altra già negativa    • 3 •   nell'uso pop. regionale, preceduto dall'art. determ., ha valore di superlativo relativo, equivalendo a il peggiore : il peggio meccanico del quartiere; la peggio decisione che si potesse prendere  | anche con valore di pron.  : è la peggio delle tre | avere la peggio, (sottintendendo sorte o fortuna), soccombere, essere sconfitto | alla peggio, al peggio  (rafforzato alla peggio delle peggio), nella peggior ipotesi ' alla peggio, alla meno peggio, in qualche modo, più male che bene: fare un lavoro alla meno peggio   s.m.  la cosa o la parte peggiore: il peggio è che non verrà; è il peggio che mi potesse capitare; mi è toccato il peggio; non bisogna pensare al peggio. 
peggioramento   s.m.  il peggiorare, l'essere peggiorato: un peggioramento della salute, del tempo; un peggioramento nella situazione, nel profitto. 
peggiorare   ant. piggiorare, v. tr.  [io peggióro ecc.  (pop. tosc. io pèggioro ecc.)]    • 1 •   rendere peggiore, ridurre in uno stato peggiore: peggiorare una situazione; la ricaduta ha peggiorato il suo stato di salute    • 2 •   (ant.) danneggiare | v. intr.  [aus. essere; anche avere  nel sign. 2]    • 1 •   diventare peggiore: le cose vanno peggiorando; il tempo è peggiorato    • 2 •   subire un aggravamento delle proprie condizioni di salute: il malato ha peggiorato. 
peggiorativo   agg.  che fa peggiorare  s.m.  (gramm.) forma alterata di un sostantivo o di un aggettivo che esprime un'idea di negatività, peggior qualità, peggiore stato; si ottiene mediante l'aggiunta di un suffisso indicante cattiva qualità o cattivo stato (p. e. poeta / poetastro, scarpa / scarpaccia) § peggiorativamente avv.  nella forma del peggiorativo; in senso peggiorativo.
peggioratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi determina un peggioramento.
peggiore   ant. piggiore, agg.  [compar. di cattivo; se preceduto da art. determ., forma il superl. rel.]    • 1 •   che è inferiore, con riferimento sia alle qualità morali o intellettuali di qualcuno (o alla sua abilità) sia al valore o al pregio di qualcosa: è il peggiore individuo che conosca; non è certamente il peggiore fra voi; è assai peggiore di quanto pensassi; non poteva farmi un'accoglienza peggiore | rendere peggiore, peggiorare    • 2 •   meno soddisfacente; meno opportuno, meno conveniente: è in condizioni peggiori di ieri; oggi il suo aspetto è peggiore; non avresti potuto capitare in un momento peggiore; nella peggiore delle ipotesi   s.m.    • 1 •   [anche f.] persona peggiore: i migliori, non i peggiori devono esserci d'esempio    • 2 •   (ant.) ciò che è peggiore; e veggio 'l meglio, ed al peggior m'appiglio  (petrarca canz.  cclxiv, 136)  avv.  (ant.) peggio § peggiormente avv.  (antiq.).
pegli   prep.  (ant.) per gli.
pegmatite   s.f.  (min.) ogni roccia eruttiva intrusiva a grana molto grossa, contenente cristalli di minerali rari, che si presenta sotto forma di filoni.
pegmatitico   agg.  [pl. m. -ci] (min.) di, relativo a pegmatite | stadio pegmatitico, ultimo stadio della cristallizzazione magmatica, durante il quale si formano le pegmatiti.
pegno   s.m.    • 1 •   (dir.) garanzia per l'adempimento di un'obbligazione costituita da un bene mobile che il debitore consegna al creditore e sul cui equivalente monetario, in caso d'inadempienza, il creditore può soddisfarsi con prelazione su altri creditori: contratto di pegno; prestare denaro su pegno; dare dei gioielli in pegno  | (estens.) l'oggetto stesso del pegno; il bene dato a garanzia: saldando il debito si ritira il pegno    • 2 •   in alcuni giochi, oggetto depositato da chi perde finché non abbia eseguito una penitenza; la penitenza stessa da eseguire: chi perde paga pegno    • 3 •   (fig.) segno, testimonianza di un impegno morale: l'anello di fidanzamento è pegno d'amore; dare la propria parola in pegno. 
pegnorare    ⇨ pignorare.
pegola   s.f.  (ant. , lett.) pece.
pegoliera   s.f.  grossa barca munita di una caldaia per la pece, che si usa nei cantieri per impeciare gli scafi galleggianti.
pei   poet. pe', prep.  (ant.) per i.
peignoir   s.m. invar.  mantellina che, spec. un tempo, le donne mettevano sulle spalle quando si pettinavano.
peiote   s.m. invar.  cactus diffuso nelle regioni desertiche messicane; anche, la droga allucinogena che se ne ricava (detta anche mescalina).
pel   poet. pe 'l, prep.  (antiq.) per il.
pelacchiare   v. tr.  [io pelàcchio ecc.] (non com.)    • 1 •   spelacchiare    • 2 •   (fig.) pelare, derubare: mi hanno pelacchiato fino all'ultima lira. 
pelagatti   s.m.  e f. invar.  (ant. , region.) truffatore, imbroglione.
pelagianesimo   o pelagianismo [pe-la-gia-nì-smo], s.m.  eresia del sec. v che negava la trasmissione del peccato originale e la necessità della grazia, affermando la capacità dell'uomo di guadagnare la salvezza con le sue sole forze; ne fu iniziatore in africa il monaco irlandese pelagio.
pelagiano   agg.  di pelagio, relativo alle sue dottrine  s.m.  [f. -a] seguace di pelagio, del pelagianesimo.
pelagico   agg.  [pl. m. -ci] (scient.) che si trova negli abissi marini; che vive in mare aperto: fanghi pelagici; fauna, flora pelagica. 
pelagidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di scifozoi a cui appartengono alcune specie di grosse meduse mediterranee | sing.  [-e] ogni animale di tale famiglia.
pelago   s.m.  [pl. -ghi] (lett.)    • 1 •   mare aperto e profondo; distesa marina: la profonda / pace del glauco pelago  (carducci)    • 2 •   (estens.) vastità, distesa sterminata: vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo  (campana)    • 3 •   (fig.) grandissima quantità, abbondanza sconfinata (per lo più in usi iperb.): trovarsi in un pelago di guai. 
pelame   s.m.  l'insieme dei peli che formano il mantello di un animale.
pelamento   s.m.  (non com.) il pelare, l'essere pelato.
pelanda   s.f.  reparto del mattatoio dove si pelano i suini macellati; pelatoio.
pelandrone   s.m.  [f. -a] (fam.) scansafatiche, fannullone.
pelandronite   s.f.  (scherz.) fannullaggine, pigrizia.
pelapatate   s.m. invar.  piccolo arnese da cucina per sbucciare le patate.
pelare   v. tr.  [io pélo ecc.]    • 1 •   toglier via, staccare i peli dalla pelle di animali, o la pelle stessa; togliere le penne dalla pelle di uccelli: pelare una pelle di capra; pelare un pollo, la selvaggina  | gatta da pelare, (fig.) problema, situazione difficile da risolvere | (scherz.) tagliare eccessivamente i capelli a qualcuno, raderglieli quasi a zero; rapare: il parrucchiere l'ha pelato ben bene    • 2 •   (estens.) sbucciare frutta o verdura: pelare le patate  | spogliare della vegetazione un terreno    • 3 •   (fig. fam.) toglier quasi la pelle, detto con riferimento a cose bollenti o gelide: questo brodo pela la lingua; una fredda tramontana gli pelava le guance    • 4 •   (fig. fam.) spillare denaro richiedendo prezzi troppo alti: in quell'albergo pelano i clienti  | pelarsi v. rifl.  (fam.) perdere i capelli, diventare calvo.
pelargonio   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee, con foglie odorose e fiori variamente colorati, di cui alcune specie sono coltivate come piante ornamentali (fam.  geraniacee).
pelasgico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce o è proprio dei pelasgi, antichissima popolazione mediterranea ' mura pelasgiche, (archeol.) mura costruite con grandi blocchi di pietra squadrata, attribuite erroneamente alla civiltà pelasgica.
pelata   (1) s.f.  il pelare, il venir pelato (anche fig.): dare una pelata al pollo; ieri a poker ho subìto una pelata spaventosa.  dim. pelatina. 
pelata   (2) s.f.  (scherz.) testa calva | parte della testa completamente priva di capelli.
pelato   part. pass.  di pelare   agg.    • 1 •   che è senza peli ' testa pelata, calva o rasata    • 2 •   (estens.) privato della buccia: patate pelate; (pomodori) pelati, pomodori da sugo sbucciati e conservati interi in scatola | privo di foglie, di vegetazione: albero pelato, spoglio; collina pelata, brulla  s.m.  (fam.) uomo calvo.
pelatoio   s.m.  reparto del mattatoio dove si pelano i suini macellati; locale di depilazione.
pelatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi pela (anche fig.).
pelatrice   s.f.  nell'industria alimentare, macchina usata per togliere la buccia a frutta o verdura.
pelatura   s.f.  il pelare, l'essere pelato (anche fig.).
pelecaniformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli acquatici, buoni volatori, con becco rivestito di una guaina concava; comprende pellicani, fregate ecc. | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
peleggio    ⇨ pileggio.
pelifero    ⇨ pilifero.
peligno   agg.  che è proprio o si riferisce all'antica popolazione italica dei peligni, che abitavano alcune zone dell'abruzzo  s.m.    • 1 •   [f. -a] appartenente alla popolazione peligna    • 2 •   dialetto indoeuropeo del gruppo italico parlato dai peligni    • 3 •   vino bianco prodotto nella zona di pratola peligna.
pella   prep.  (antiq.) per la.
pellaccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   pegg.  di pelle  (anche fig.) | pelle particolarmente dura, callosa (di animale o di uomo)    • 2 •   (fig.) si dice di persona resistente a ogni disagio, fatica o dolore; anche, di persona rozza e senza scrupoli.
pellagra   s.f.  (med.) malattia dovuta a mancanza di vitamina pp, caratterizzata da eruzioni cutanee, disturbi nervosi e dell'apparato digerente.
pellagroso   agg.  (med.) di pellagra: eritema pellagroso  agg.  e s.m.  [f. -a] malato di pellagra.
pellaio   region. pellaro, s.m.  [f. -a] chi concia o vende pelli.
pellame   s.m.    • 1 •   spec. pl.  quantità di pelli conciate: negozio di pellami    • 2 •   (spreg.) pelle cascante, vizza.
pellanda   s.f.  ampia sopravveste, per lo più foderata di pelliccia, con cappuccio e larghe maniche, in voga in italia e in francia nei secc. xiv e xv.
pellaro    ⇨ pellaio.
pelle   (1) prep.  (antiq.) per le.
pelle   (2) s.f.    • 1 •   tessuto che riveste esternamente il corpo umano; cute : pelle chiara, bruna, olivastra; pelle secca, grassa, liscia, rugosa; avere delle macchie sulla pelle; le malattie della pelle  | essere pelle e ossa, (fig.) essere magrissimo ' avere la pelle dura, (fig.) essere resistente alle malattie, alle avversità e sim. ' non stare più nella pelle, (fig.) non riuscire a contenere la gioia o l'impazienza | a fior di pelle, superficialmente (anche fig.): brividi a fior di pelle; avere i nervi a fior di pelle, essere particolarmente teso e nervoso. dim. pellicina  pegg. pellaccia    • 2 •   (fig.) vita: salvare, rimetterci la pelle; vender cara la pelle, combattere fino alla fine prima di soccombere ' fare la pelle a qualcuno, ammazzarlo ' amici per la pelle, intimi, inseparabili    • 3 •   rivestimento esterno del corpo di molti animali: la pelle del serpente, dell'elefante; mangiare la pelle del pollo  | pelle di animali conciata: borsa, guanti, vestito di pelle; un libro rilegato in pelle; con le pelli si confezionano le pellicce; avere la pelle d'oca, (fig.) rabbrividire per il freddo o la paura    • 4 •   (estens.) buccia, strato sottile, membrana: la pelle della pesca, dei peperoni, delle patate  | pelle d'uovo, tela finissima per biancheria    • 5 •   (ant.) aspetto esteriore: la faccia sua era faccia d'uom giusto, / tanto benigna avea di fuor la pelle  (dante inf.  xvii, 10-11).
pellegrina   s.f.  ampio bavero o mantellina cortissima da donna, applicata di solito sopra un cappotto o una giacca.
pellegrinaggio   s.m.    • 1 •   il recarsi per devozione o penitenza in un luogo che si considera sacro; per estens., viaggio per visitare luoghi celebri, ricchi di memorie storiche: fare un pellegrinaggio in terrasanta; andare in pellegrinaggio nei luoghi di guerra    • 2 •   comitiva di pellegrini in viaggio    • 3 •   (non com.) peregrinazione    • 4 •   (rar. lett.) fila di cose collocate una dietro l'altra: di qui... un pellegrinaggio di tombe si snoda  (ungaretti).
pellegrinare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (non com.) andare in pellegrinaggio    • 2 •   (lett.) andare ramingo, errare di luogo in luogo; peregrinare.
pellegrinazione   s.f.  (non com.) il pellegrinare; peregrinazione.
pellegrino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi compie un pellegrinaggio    • 2 •   (lett.) chi viaggia, viaggiatore; viandante  agg.    • 1 •   (lett.) forestiero, straniero; ramingo, errante: che fan qui tante pellegrine spade?  (petrarca canz.  cxxviii, 20)    • 2 •   (fig. rar.) strano, originale; peregrino: usanze pellegrine    • 3 •   falco pellegrino, grosso uccello rapace diurno con piumaggio grigio-azzurro a fasce scure sul dorso, biancastro sulla gola e sul petto (ord.  falconiformi) § pellegrinamente avv.  (rar.)    • 1 •   da pellegrino    • 2 •   peregrinamente.
pellerossa   o pellirossa, s.m.  e f.  [pl. invar.  o pellirosse] indigeno dell'america del nord: una tribù di pellerossa. 
pellet   s.m. invar.  prodotto granulare ottenuto da un materiale polverulento sottoposto a pellettizzazione.
pelletica   s.f.    • 1 •   (pop.) brandello di pelle che resta attaccato alla carne macellata; per estens., carne di cattivo taglio, piena di pelli e di tendini    • 2 •   (spreg.) riferito a persona, pelle vizza, floscia.
pelletteria   s.f.    • 1 •   l'attività, la tecnica della lavorazione di oggetti in pelle (borse, cinture, astucci, guanti ecc.): pelletteria artistica    • 2 •   assortimento di oggetti in pelle lavorata: un'esposizione di pelletterie    • 3 •   luogo di produzione o di vendita di tali oggetti: visitare una pelletteria. 
pellettiere   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende oggetti di pelletteria.
pellettizzare   v. tr.  sottoporre a pellettizzazione.
pellettizzazione   s.f.  operazione industriale per mezzo della quale si riducono in forma sferoidale o cilindrica, o comunque compatta, materiali originariamente polverulenti (nella confezione di fertilizzanti, mangimi, prodotti farmaceutici ecc.).
pellicano   s.m.    • 1 •   uccello nuotatore e pescatore dal becco enorme e fornito, nella parte inferiore, di un sacco per il deposito del cibo; ha piume bianche, ali rosse e piedi palmati (ord.  pelecaniformi)    • 2 •   nella tradizione iconografica e letteraria del medioevo, è simbolo di cristo, perché si credeva nutrisse i propri piccoli con il suo stesso sangue, lacerandosi il petto con il becco.
pellicceria   s.f.    • 1 •   l'attività, la tecnica della lavorazione delle pellicce: la pellicceria italiana    • 2 •   assortimento di pellicce: commerciante di pellicceria    • 3 •   luogo dove si fabbricano o si vendono pellicce: entrare in una pellicceria. 
pelliccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   mantello d'animale dal pelo lungo e fitto: la pelliccia dell'orso    • 2 •   pelle d'animale conciata in modo che conservi il pelo morbido e lucente; per estens., indumento (cappa, mantello, bavero ecc.) confezionato con tali pelli: pelliccia di volpe, di visone; indossare una pelliccia; animali da pelliccia, quelli da cui si ricavano pellicce pregiate. dim. pelliccetta  accr. pellicciona, pelliccione  (m.).
pellicciaio   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi concia pelli per far pellicce; chi confeziona o vende pellicce    • 2 •   piccolo insetto bruno scuro, la cui larva si insedia su pelli e pellicce danneggiandole (ord.  coleotteri)    • 3 •   (muscolo) pellicciaio, (anat.) muscolo striato sottocutaneo che fa corrugare la pelle.
pellicciame   s.m.  (non com.) assortimento di pellicce.
pellicciare   v. tr.  [io pellìccio ecc.] (ant.) rivestire, foderare di pelliccia.
pellicciere   s.m.  (ant.) pellicciaio.
pelliccione   s.m.    • 1 •   accr.  di pelliccia    • 2 •   grossa giacca di pelliccia col pelo all'interno, usata dai mandriani    • 3 •   in passato, ampia veste foderata di pelliccia    • 4 •   (ant.) genitali femminili.
pellicciotto   s.m.  giacca corta di pelliccia, per lo più sportiva.
pellicino   s.m.  (ant.) ciascuna estremità degli angoli di sacchi e balle, ricucita a punta.
pellicola   s.f.    • 1 •   pelle sottile; per estens., strato superficiale, membrana, buccia molto sottile. dim. pellicolina, pellicoletta    • 2 •   (foto. , cine.) striscia di celluloide, o più spesso di acetato di cellulosa, ricoperta con un sottile strato di un'emulsione sensibile alla luce, su cui si registrano le immagini negative: pellicola fotografica, cinematografica; sviluppare, stampare una pellicola; proiettare una pellicola; pellicola piana, pellicola fotografica in fogli singoli, che vengono cambiati dopo ogni posa | (estens.) film: che pellicola dànno questa sera?. 
pellicolaggio   s.m.  (foto.) sistema di trasporto delle immagini fotografiche dalla carta su altri supporti (legno, vetro, lastre di vario materiale), mediante distacco della gelatina dalla carta e incollatura sul supporto ricevente.
pellicolare   agg.  di pellicola; che ha forma, consistenza di pellicola: membrana, rivestimento pellicolare  | effetto pellicolare, (elettr.) fenomeno per cui, in un conduttore, le correnti ad alta frequenza si distribuiscono prevalentemente sullo strato esterno del conduttore.
pellirossa    ⇨ pellerossa.
pello   prep.  (antiq.) per lo.
pellucidità   s.f.  l'essere pellucido; qualità di un corpo pellucido.
pellucido   agg.  si dice di corpo semitrasparente che lascia passare la luce senza che si possano distinguere gli oggetti al di là di esso | setto pellucido, (anat.) sottile lamina di sostanza nervosa disposta sagittalmente sulla linea mediana del cervello | zona pellucida, (biol.) spessa membrana che riveste l'ovulo.
pelo   s.m.    • 1 •   formazione cornea dell'epidermide, filiforme e flessibile, costituita di stelo, radice e bulbo, che si sviluppa in maggior o minor numero sulla superficie libera della pelle dell'uomo e di molti animali mammiferi; con valore collettivo, l'insieme dei peli di una persona o di un animale: i peli della barba, delle gambe; un cane dal pelo fulvo | un giovane di primo pelo, a cui comincia a spuntar la barba; (fig.) un giovane assai inesperto | avere il pelo sullo stomaco, sul cuore, (fig.) essere insensibile, spietato, privo di scrupoli ' cercare il pelo nell'uovo, (fig.) andare a caccia di ogni minima imperfezione ' fare il pelo e il contropelo, fare la barba passando prima la lama per il verso in cui la barba stessa cresce, poi per il verso opposto; (fig.) sottoporre qualcuno a critica spietata ' non torcere un pelo, (fig.) non fare il minimo danno a qualcuno ' mancare un pelo, (fig.) mancare poco: mancò un pelo che perdessi il treno | essere a un pelo da, (fig.) essere vicinissimo: fui a un pelo dalla rovina  | per un pelo, (fig.) per poco: per un pelo non cadde.  dim. pelino, peletto  vezz. peluccio, peluzzo  pegg. pelaccio    • 2 •   (bot.) formazione dello strato epidermico di fusti, foglie, radici o fiori, con funzioni diverse (protettive, sensoriali, nutritive ecc.) a seconda delle piante: peli ghiandolari, che secernono sostanze gommose, mucillagini; peli urticanti, che contengono un liquido irritante; peli radicali, barbe    • 3 •   peluria dei tessuti di lana: il pelo del cappotto    • 4 •   pelliccia di animale conciata e lavorata: un colletto di pelo    • 5 •   (fig.) la superficie di un liquido: il pelo dell'acqua. 
pelo-  pelo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. pìlós  'fango' (pelobate, peloxeno).
pelobate   s.m.  piccolo anfibio simile al rospo, di color bruno-oliva punteggiato di rosso; emette, per difesa, un caratteristico odore di aglio (ord.  anuri).
pelobio   agg.  (biol.) si dice di organismo acquatico che vive nei fondi melmosi; pelofilo.
pelofilo   agg.  (biol.) pelobio.
pelone   s.m.  tipo di panno grossolano molto peloso, usato per cappotti.
peloponnesiaco   agg.  [pl. m. -ci] del peloponneso: guerra peloponnesiaca, il conflitto per l'egemonia della grecia che si svolse tra la lega delio-attica, capeggiata da atene, e la lega peloponnesiaca, capeggiata da sparta (431-404 a. c.)  s.m.  [f. -a] abitante, nativo del peloponneso.
peloritano   agg.  che è proprio, che si riferisce al promontorio del peloro, all'estremità nordorientale della sicilia: monti peloritani   s.m.  [f. -a] (lett.) nativo, abitante della provincia di messina.
pelosità   s.f.  l'essere peloso.
peloso   agg.  che ha molti peli, coperto di peli: gambe pelose; un tessuto peloso | carità pelosa, (fig.) fatta per interesse. dim. pelosetto. 
pelota   s.f.  sport di origine basca che si gioca in un campo rettangolare tra squadre di due o tre giocatori e che consiste nel lanciare contro una parete, con una speciale racchetta (cesta), una pallina che gli avversari devono rilanciare a loro volta al volo o dopo un solo rimbalzo; è detta anche palla basca. 
peloxeno   agg.  (biol.) si dice di organismo acquatico, animale o vegetale, che evita i fondali melmosi e predilige acque limpide.
pelta   s.f.  nell'antica grecia, piccolo scudo leggero rotondo o a mezza luna, di legno o di vimini, con rivestimento di cuoio.
peltasta   o peltaste, s.m.  [pl. -sti] nell'antica grecia, fante armato alla leggera.
peltato   agg.    • 1 •   armato di pelta    • 2 •   (bot.) si dice di foglia a forma di scudo, con il picciolo inserito nella parte centrale del lembo.
peltinervio   agg.  (bot.) si dice di foglia le cui nervature sono disposte come i raggi di una ruota.
peltro   s.m.  nome di un vasto gruppo di leghe a base di stagno, contenenti piombo, rame, antimonio e talvolta anche zinco, usate fin dall'antichità per imitare l'argento nella fabbricazione di vasellame e altri oggetti ornamentali: un piatto, un boccale di peltro. 
peluche   s.f. invar.  tessuto di fibre naturali o sintetiche dal pelo lungo e morbido, usato soprattutto per confezionare animali finti, pupazzi e sim.: un orsacchiotto di peluche. 
peluria   s.f.  insieme di peli radi, corti e sottili che ricoprono alcune parti del corpo dell'uomo; si dice anche del piumino che ricopre il corpo dei pulcini e dei sottili filamenti che rivestono alcune parti di taluni vegetali.
pelvi   s.f.  (anat.) l'insieme delle ossa che formano lo scheletro del bacino ' pelvi renale, formazione imbutiforme del rene in cui si raccoglie l'orina prodotta dai glomeruli; bacinetto.
pelvico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) della pelvi, che si riferisce alla pelvi: osso pelvico; regione pelvica. 
pelvimetria   s.f.  (med.) misurazione delle dimensioni del bacino, soprattutto di quello femminile al fine di prevedere condizioni e modalità del parto.
pemfigo   o penfigo, s.m.  (med.) nome generico di varie malattie della pelle o della mucosa caratterizzate dalla formazione di bolle.
pemmican   s.m. invar.  carne di renna o di pesce seccata e affumicata, tagliata a strisce e compressa; è cibo tipico dei pellirosse.
pena   s.f.    • 1 •   (dir.) sanzione punitiva prevista da un ordinamento giuridico a carico di chi ha commesso un reato: pena detentiva, pecuniaria, corporale; pena di morte, capitale; infliggere, condonare una pena; espiare, scontare una pena; condannare al massimo, al minimo della pena | pena canonica, ecclesiastica, sanzione prevista dal codice di diritto canonico nei confronti di un fedele che ne ha violato le norme    • 2 •   (estens.) danno fisico o morale che si subisce come conseguenza di una mancanza commessa: pagare una pena ingiusta, salata  | (relig.) castigo inflitto all'anima dopo la morte per i peccati commessi: la pena dell'inferno, del purgatorio; soffrire le pene dell'inferno, (fig.) patire forti sofferenze fisiche o morali | portare, pagare la pena di qualcosa, subirne le conseguenze: sto portando la pena di un attimo di distrazione  | a  (sotto) pena di, con minaccia di: lo hanno costretto sotto pena di morte    • 3 •   patimento, sofferenza morale: pene d'amore; chiudersi nella propria pena; raccontare le pene sofferte; essere un'anima in pena, una persona angustiata, tormentata | essere in pena per qualcuno, per qualcosa, essere in ansia | darsi, prendersi pena per qualcuno  o per qualcosa, incomodarsi, disturbarsi ' valere, non valerne la pena, si dice quando le difficoltà o le conseguenze negative legate al raggiungimento di uno scopo sono rispettivamente minori o maggiori dei vantaggi che se ne otterrebbero: è un libro che non vale la pena di leggere  | a mala pena, con difficoltà, a stento    • 4 •   sentimento di pietà che nasce alla vista o dalla considerazione dei dolori altrui: provare pena per qualcuno  | far pena, suscitare commiserazione: è ridotto in uno stato da far pena; anche con intenti ingiuriosi: fai pena!. 
penace   agg.  (ant.) che procura pena: fuoco penace, quello dell'inferno.
penale   agg.  (dir.) che riguarda, regola o giudica gli illeciti costituenti reato e fissa le pene da infliggere a chi li ha commessi: diritto, codice, pretura penale  | certificato penale, che registra i provvedimenti definitivi presi dall'autorità giudiziaria nei confronti di un cittadino, quali risultano dal casellario giudiziale  s.f.  (dir.) sanzione prevista per una determinata infrazione; più com., la somma che deve pagare chi violi le clausole di un contratto: pagare la penale  § penalmente avv.  secondo le norme del diritto penale: rispondere di un'azione penalmente. 
penalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di diritto penale; avvocato specializzato in cause penali.
penalistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce al diritto penale.
penalità   s.f.    • 1 •   pena, penale: pagare una penalità    • 2 •   (sport) diminuzione del punteggio o altro svantaggio con cui si punisce un concorrente o una squadra che ha commesso un'irregolarità.
penalizzare   v. tr.  punire con una penalità, sottoporre a una penale | (fig.) danneggiare.
penalizzazione   s.f.  il penalizzare, l'essere penalizzato; la penalità stessa.
penalty   s.f. invar.  (sport) lo stesso che calcio di rigore. 
penanza   s.f.  (ant.) afflizione, pena.
penare   v. intr.  [io péno ecc. ; aus. avere]    • 1 •   patire pene fisiche o morali; sopportare angustie, disagi; soffrire, tribolare: la malattia l'ha fatto penare; penare per i figli; finire di penare, morire    • 2 •   darsi pena, faticare per superare una difficoltà, una situazione disagevole: ha penato a lungo prima di ottenere ciò che voleva. 
penati   s.m. pl.  presso gli antichi romani, le divinità protettrici della famiglia e della casa.
penchant   s.m. invar.  tendenza, inclinazione; simpatia: ha un penchant per l'enigmistica; il suo penchant per quella persona è evidente. 
pencolamento   s.m.  il pencolare (anche fig.).
pencolare   v. intr.  [io pèncolo ecc. ; aus. avere] pendere più o meno da una parte, minacciando di cadere; vacillare | (fig.) tentennare, essere incerto.
pencolio   s.m.  pencolamento continuo.
pencolone   s.m.  [f. -a] (non com.) chi pencola nel camminare.
pendaglio   s.m.    • 1 •   oggetto ornamentale che pende; in partic., monile, ciondolo | pendaglio da forca, delinquente che meriterebbe di essere impiccato; avanzo di galera    • 2 •   doppia cinghia di cuoio per appendere al cinturone una sciabola o una spada.
pendant   s.m. invar.    • 1 •   riscontro, corrispondenza di due oggetti disposti in modo simmetrico o complementare; l'oggetto stesso che ha corrispondenza con un altro: due vasi che fanno (da) pendant; cerco un candeliere che sia il pendant di questo    • 2 •   orecchino con pendaglio; pendente.
pendente   part. pres.  di pendere   agg.    • 1 •   che pende dall'alto; appeso, sospeso: una lampada pendente dal soffitto; frutti pendenti, (dir.) frutti naturali non ancora separati dalla pianta che li produce | (estens.) inclinato: la torre pendente di pisa    • 2 •   (fig.) non definito, irrisolto, non ancora deciso: conto, controversia pendente | carichi pendenti, (dir.) procedimenti penali in corso nei confronti di una persona  s.m.    • 1 •   ciondolo    • 2 •   spec. pl.  orecchino con pendagli: ha comprato un bellissimo paio di pendenti. 
pendentif   s.m. invar.  gioiello pendente da un nastro o da una catenella, per ornamento del petto; caschimpetto.
pendenza   s.f.    • 1 •   l'essere pendente; inclinazione, obliquità: pendenza del terreno; tetto a forte pendenza | pendenza di una strada, rapporto, espresso in percentuale, fra il dislivello di due suoi punti e la lunghezza della proiezione orizzontale del tratto corrispondente    • 2 •   (estens.) luogo in pendenza; declivio, pendio: la pendenza del monte    • 3 •   (dir.) situazione di un negozio giuridico sottoposto a condizione o a termine quando la condizione può ancora verificarsi e il termine non è ancora scaduto    • 4 •   (estens.) vertenza, controversia non risolta; conto non liquidato: risolvere, definire, regolare una pendenza. 
pendere   v. intr.  [pres. io pèndo ecc. ; pass. rem. io pendéi  (o pendètti), tu pendésti ecc. ; part. pass. rar. penduto]    • 1 •   essere sospeso, appeso a qualcosa in modo da gravitare verso il basso: il quadro pende alla parete; la lampada pende dal soffitto; pendere dalle labbra di qualcuno, (fig.) ascoltarlo attentamente | (fig.) non essere definito o risolto: la lite pende ancora    • 2 •   (estens.) sovrastare, incombere minacciando di cadere (anche fig.): il masso pendeva sull'apertura della grotta; un pericolo pende sul tuo capo    • 3 •   essere inclinato rispetto alla linea orizzontale o verticale: l'asta pendeva da un lato; l'asse pende un po' a sinistra | la bilancia pende da una parte, (fig.) le circostanze sono favorevoli a una parte piuttosto che a un'altra    • 4 •   (fig.) essere favorevole, propendere per qualcuno o per qualcosa: pendere per il sì; la maggioranza pende dalla nostra parte    • 5 •   (poet.) dipendere: altri so che n'avrà più di me doglia, / la cui salute dal mio viver pende  (petrarca trionfi).
pendevole   agg.  (ant.) che pende, pendente: la bella treccia... in due pendevoli ciocchette scendendo  (bembo).
pendia   s.f.  (poet.) rivolo d'acqua che scende lungo un versante: il gemito delle pendìe / là tra le viti  (montale).
pendice   s.f.  (lett.) pendio; costa di un monte, di un colle.
pendino   s.m.    • 1 •   (elettr.) nelle linee elettriche aeree di contatto tesate a catenaria (per ferrovie, tranvie ecc.), ognuno dei tiranti in cavo d'acciaio, di diversa lunghezza, che collegano la corda portante con il filo di contatto    • 2 •   (edil.) tirante in tondino d'acciaio che si aggancia al solaio per appendervi una soffittatura    • 3 •   (mecc.) organo dei veicoli ferroviari, a forma di piccola biella, che collega al telaio le estremità delle molle a balestra delle sospensioni oppure i ceppi e le leve di comando dei freni.
pendio   s.m.    • 1 •   pendenza, inclinazione rispetto alla linea orizzontale: una strada in pendio    • 2 •   luogo in pendenza: un pendio erboso; salire un pendio    • 3 •   (fig. lett.) china.
pendola   s.f.  orologio il cui movimento è regolato dalle oscillazioni di un pendolo.
pendolamento   s.m.  il pendolare.
pendolare   (1) v. intr.  [io pèndolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   compiere un movimento ritmico di oscillazione simile a quello del pendolo    • 2 •   (estens.) andare avanti e indietro lungo un percorso | (mar.) di una nave da guerra, muoversi avanti e indietro in una zona, a scopo di sorveglianza.
pendolare   (2) agg.    • 1 •   si dice di movimento simile a quello del pendolo    • 2 •   si dice di quei lavoratori che, non risiedendo nel luogo ove prestano la loro attività, devono raggiungerlo con quotidiani viaggi di andata e ritorno | anche come s.m.  e f.  : un treno di pendolari  § pendolarmente avv.  con movimento pendolare.
pendolarismo   s.m.    • 1 •   carattere di ciò che è pendolare | (fig.) comportamento oscillante, contraddittorio    • 2 •   il fenomeno dei lavoratori pendolari: il pendolarismo è un problema sociale. 
pendolarità   s.f.  condizione dei lavoratori pendolari.
pendolinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi, per mezzo di uno speciale pendolino, compie esperienze di radioestesia o rabdomanzia.
pendolino   (1) s.m.    • 1 •   dim.  di pendolo    • 2 •   2 piccolo pendolo usato negli esperimenti di radioestesia e rabdomanzia    • 3 •   nell'uso corrente, elettrotreno la cui cassa oscillante riduce in curva gli effetti della forza centrifuga, consentendo al convoglio di mantenere una velocità elevata costante, senza disagio per i passeggeri.
pendolino   (2) s.m.  piccolo uccello delle zone umide che ha il capo biancastro con fascia frontale nera; costruisce un caratteristico nido a forma di fiasco pendente dai rami degli alberi (ord.  passeriformi).
pendolo   (1)  ⇨ pendulo.
pendolo   (2) s.m.    • 1 •   (fis.) solido che, sollecitato solo dalla forza di gravità, oscilla in un piano verticale intorno a un asse fisso orizzontale | pendolo semplice, pendolo ideale in cui la massa oscillante è un punto materiale; pendolo composto, pendolo in cui la massa oscillante è un corpo rigido esteso | pendolo sismico, usato in sismologia per rivelare con la sua inerzia i movimenti della crosta terrestre | fare pendolo, muoversi a pendolo, oscillare con un movimento simile a quello del pendolo. dim. pendolino    • 2 •   asta pendente della pendola che, oscillando intorno a un punto fisso, ne regola il movimento; per estens., la pendola stessa: orologio a pendolo    • 3 •   in alpinismo, manovra che compie un rocciatore per traversare un tratto di parete altrimenti insuperabile, oscillando da un punto a un altro con l'aiuto di una corda fissata in alto    • 4 •   filo a piombo.
pendolone   o pendoloni, avv.  (region.) penzoloni.
pendone   s.m.  stoffa disposta a festone che pende dall'alto, ricadendo a ornare un tendaggio.
pendulo   rar. pendolo, agg.    • 1 •   (lett.) che pende: membra pendule e cadenti  (leopardi paralipomeni)    • 2 •   velo pendulo, (anat.) la formazione muscolo-membranosa che pende dal fondo del palato e separa la bocca dalle fosse nasali; è detto anche velo palatino. 
pene   s.m.  (anat.) organo esterno dell'apparato urogenitale maschile.
peneio   agg.  (lett.) di peneo, padre di dafne, ninfa amata da apollo che fu tramutata in alloro | fronda peneia, l'alloro, simbolo della gloria poetica.
penelope   (1) s.f.  sposa casta e fedele.
penelope   (2) s.f.  (zool.) lo stesso che fischione. 
peneo   s.m.  (zool.) genere di gamberi commestibili cui appartiene la mazzancolla.
penepiano   s.m.  (geogr.) regione leggermente ondulata o quasi piana, che è il risultato di un ciclo completo di erosione.
penerata   s.f.  (non com.) penero, serie di peneri.
penero   s.m.  estremità dei fili dell'ordito, non tessuti, che formano la frangia di scialli, tappeti ecc.
penetrabile   agg.    • 1 •   che può essere penetrato, in cui si può penetrare (anche fig.): un terreno poco penetrabile; un mistero non facilmente penetrabile    • 2 •   (ant.) che può penetrare.
penetrabilità   s.f.  l'essere penetrabile.
penetrale   s.m. pl.    • 1 •   presso gli antichi romani, la parte più interna e recondita della casa o del tempio, dove si conservavano i simulacri degli dei o dei penati    • 2 •   (fig. , lett.) la parte più segreta, più intima di qualcosa: i penetrali della coscienza. 
penetramento   s.m.  (non com.) penetrazione.
penetrante   part. pres.  di penetrare   agg.    • 1 •   che penetra: un freddo penetrante, intenso; un odore, un sapore penetrante, acuto; una ferita penetrante, profonda    • 2 •   (fig.) che indaga, che esamina a fondo: analisi, sguardo penetrante  | incisivo: parole penetranti. 
penetranza   s.f.    • 1 •   (fis.) in aerodinamica, attitudine di un corpo in movimento a penetrare nell'aria; si esprime come l'inverso del coefficiente di resistenza aerodinamica    • 2 •   (biol.) in genetica, frequenza con cui un gene determina, negli organismi ove è presente, la comparsa del carattere ereditario di cui è portatore.
penetrare   v. intr.  [io pènetro  (poet. penètro) ecc. ; aus. essere] entrare, spingersi dentro, spec. vincendo una resistenza, una difficoltà, o nascostamente (anche fig.): un ladro è penetrato in casa; il vento penetrava dalle fessure; parole che penetrano nell'animo  | v. tr.    • 1 •   trapassare, attraversare: l'acqua penetra la roccia; un odore che penetra l'aria, la pervade, l'impregna    • 2 •   (fig.) arrivare a capire, ad approfondire dopo un certo sforzo: penetrare un segreto. 
penetrativo   agg.  che penetra; che ha forza, capacità di penetrazione (anche fig.): la forza penetrativa di un proiettile; un'intelligenza acuta, penetrativa. 
penetratore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) che, chi penetra, ha forza di penetrare    • 2 •   (fis.) organo del durometro che preme contro il pezzo di materiale in esame.
penetrazione   s.f.    • 1 •   il penetrare, l'essere penetrato (anche fig.): forza, capacità di penetrazione; la penetrazione di un chiodo nel legno; la penetrazione dei mercati stranieri da parte dei prodotti nazionali  | penetrazione (sessuale), l'introduzione del pene nella vagina    • 2 •   (fig.) facoltà di comprendere a fondo qualcosa: un'analisi condotta con singolare penetrazione. 
penetrometro   s.m.    • 1 •   in geotecnica, strumento usato per saggiare la resistenza alla penetrazione offerta da un terreno    • 2 •   strumento per determinare la consistenza di leganti bituminosi a determinate temperature.
penfigo    ⇨ pemfigo.
penice   s.f.  (mar.) chiatta per il trasporto di materiali in acque di rada o portuali.
penicillina   s.f.  (farm.)    • 1 •   antibiotico estratto dal fungo microscopico (o muffa) penicillium notatum    • 2 •   ogni antibiotico naturale o semisintetico ricavato da una coltura di muffe del genere penicillio.
penicillinico   agg.  [pl. m. -ci] di penicillina, che contiene penicillina.
penicillio   s.m.  (biol.) genere di muffe delle aspergillacee, di cui alcune specie sono patogene, altre hanno acquistato grande importanza nella produzione delle penicilline.
penicillo   s.m.  (biol.) organo a forma di ciuffo, di pennello.
peninsulare   agg.  di penisola, relativo a una penisola; che si configura come una penisola: l'italia peninsulare. 
penisola   s.f.  territorio che si protende in un mare o in un lago e la cui base di attacco al continente è relativamente stretta rispetto alla sua lunghezza: la penisola iberica  | la penisola, per antonomasia, l'italia. dim. penisoletta. 
penitente   agg.  che si pente, che fa penitenza dei propri peccati: un'anima penitente  s. m.  e f.    • 1 •   chi fa penitenza    • 2 •   fedele che si accosta al sacramento della penitenza    • 3 •   qualifica di chi appartiene ad alcune comunità o confraternite religiose.
penitenza   s.f.    • 1 •   espiazione del male commesso attraverso opere di privazione o di mortificazione: fare penitenza; vivere in penitenza; rinunciare a qualcosa per penitenza  | penitenza (sacramentale), nella religione cattolica, preghiera od opera buona che, nel sacramento della riconciliazione, il confessore impone al penitente: ricevere la penitenza    • 2 •   in alcuni giochi di ragazzi o di società, la piccola pena che si impone per scherzo a chi perde: fare la penitenza    • 3 •   castigo che si dà ai bambini: per penitenza stasera non mangerai il dolce. 
penitenziale   agg.    • 1 •   (relig.) di penitenza, che concerne la pratica della penitenza: opere, riti penitenziali | salmi penitenziali, gruppo di salmi che si recitano nei riti liturgici della penitenza    • 2 •   multa penitenziale, caparra penitenziale, (dir.) in un contratto, corrispettivo della facoltà di recesso consentita a una parte, che viene promesso (multa) o pagato (caparra) al momento della stipulazione.
penitenziario   agg.    • 1 •   relativo all'organizzazione degli stabilimenti carcerari    • 2 •   riguardante l'espiazione della pena di chi ha ricevuto una condanna giudiziaria    • 3 •   concernente lo studio del sistema carcerario e del relativo diritto  s.m.  stabilimento carcerario, spec. per lunghi periodi di detenzione.
penitenziere   s.m.  (eccl.) sacerdote che nelle chiese cattedrali ha la delega, da parte del vescovo, di assolvere i peccati di particolare gravità | penitenziere maggiore, il cardinale preposto alla penitenzieria apostolica.
penitenzieria   s.f.  (eccl.)    • 1 •   il collegio dei penitenzieri di una cattedrale | penitenzieria apostolica, tribunale della santa sede che giudica in materia di voti, giuramenti, clausure e sim.    • 2 •   in talune chiese, il locale, di solito attiguo alla sacrestia, in cui avveniva la confessione degli uomini.
penna   s.f.    • 1 •   ciascuna delle formazioni epidermiche di natura cornea che hanno la funzione di rivestire e proteggere il corpo degli uccelli (penne copritrici) o di sostentarne e dirigerne il volo (penne remiganti, timoniere); sono costituite da un asse centrale semirigido da cui si dipartono piccoli rami obliqui aderenti l'uno all'altro ' uccelli di grossa penna, di grosse proporzioni ' cane da penna, addestrato nella caccia agli uccelli ' lasciarci, rimetterci le penne, (fig.) morire, andare in rovina ' penna nera, alpino, per la penna di tale colore che gli alpini portano sul cappello. dim. pennina, pennetta  accr. pennona  pegg. pennaccia    • 2 •   strumento per scrivere costituito un tempo da una penna d'oca temperata, poi da un'asticciola munita di pennino, anch'essa pressoché in disuso; oggi, qualsiasi strumento per scrivere che utilizzi l'inchiostro: penna stilografica, munita di serbatoio per l'inchiostro; penna a sfera, in cui il pennino è sostituito da una piccola sfera metallica bagnata da uno speciale inchiostro pastoso; penna a feltro, la cui punta è costituita da un cilindretto di feltro, compresso e imbevuto di inchiostro ' uomo di penna, letterato ' essere una buona penna, (fig.) un valente scrittore ' rimanere nella penna, (fig.) si dice di ciò che ci si dimentica di scrivere: i ringraziamenti mi sono rimasti nella penna  | lasciar nella penna, (fig.) tralasciare di scrivere ' non saper tenere la penna in mano, (fig.) non saper scrivere    • 3 •   (estens.) nome dato a oggetti allungati o appuntiti che ricordano la forma o la funzione della penna; p. e., l'estremità del martello opposta alla parte che batte; l'estremità della freccia, opposta alla punta; il plettro | penna ottica, luminosa, elettronica, (inform.) periferica d'ingresso di un sistema d'elaborazione che consente di immettere dati o comandi al semplice tocco di certi punti del monitor; anche, strumento analogo al precedente che è in realtà un lettore ottico ed è usato soprattutto per la lettura dei codici a barre    • 4 •   (fig.) il mestiere dello scrittore, l'attività letteraria: vivere di penna    • 5 •   pl.  tipo di pasta alimentare corta e bucata, a tagli romboidali    • 6 •   (mar.) estremità superiore dell'antenna che regge la vela latina; per estens., l'angolo superiore di tale vela    • 7 •   cima di monte: le tre penne del monte titano. 
pennacchiera   s.f.  mazzo di penne di diversi colori, che un tempo si portava sull'elmo o si metteva in capo ai cavalli per ornamento.
pennacchio   s.m.    • 1 •   ciuffo di penne usato per ornare cappelli militari, acconciature femminili, la testiera del cavallo ecc.: il pennacchio dei bersaglieri; un cappellino da donna col pennacchio.  dim. pennacchietto, pennacchino  accr. pennacchione    • 2 •   (estens.) oggetto o figura a forma di pennacchio: un pennacchio di fumo; il pennacchio di un albero, la chioma    • 3 •   (arch.) parte della volta a forma di triangolo sferico che collega la struttura di base (quadrata o poligonale) alla calotta di una cupola    • 4 •   pennacchio coronale, (astr.) getto luminoso che irradia dalla corona solare.
pennacchiuto   agg.  (scherz.) ornato di pennacchi; impennacchiato.
pennaccino   s.m.  nei velieri, asta verticale fissata inferiormente e perpendicolarmente al bompresso.
pennaiolo   lett. pennaiuolo, s.m.    • 1 •   vasetto in cui si tenevano le penne d'oca e l'occorrente per scrivere    • 2 •   [f. -a] (antiq.) venditore di penne e altri oggetti per scrivere    • 3 •   [f. -a] (spreg.) scrittore o giornalista di scarso valore o che esercita la sua attività solo per motivi di lucro.
pennarello   s.m.  tipo di penna con punta di feltro pressato e imbevuto di inchiostro a rapida essiccazione.
pennata   s.f.  (non com.)    • 1 •   quantità d'inchiostro che si prende intingendo la penna nel calamaio    • 2 •   tratto di penna | colpo dato con la punta della penna.
pennatifido   agg.  (bot.) si dice di foglia che presenta incisioni che raggiungono il nervo mediano; pennatosetto.
pennato   (1) agg.    • 1 •   provvisto di penne    • 2 •   che ha forma di penna ' foglia pennata, foglia composta, con le foglioline disposte ai due lati della nervatura mediana  s.m.  (ant. , lett.) pennuto, uccello.
pennato   (2) s.m.  (agr.) attrezzo da boscaiolo a forma di grossa roncola con una cresta (o penna) tagliente sul dorso.
pennatopartito   agg.  (bot.) si dice di foglia divisa fino a tre quarti della distanza fra il margine e il nervo mediano.
pennatosetto   agg.  (bot.) pennatifido.
pennatula   s.f.  (zool.) genere di polipi marini che vivono in colonie fosforescenti a forma di penne d'uccello (cl.  antozoi).
pennecchio   s.m.  quantità di lino, lana o altra fibra, che si avvolge attorno alla rocca per filarla con il fuso.
pennellare   v. intr.  [io pennèllo ecc. ; aus. avere] (non com.) lavorare, dipingere con il pennello; pennelleggiare | v. tr.    • 1 •   ricoprire qualcosa con il colore, una vernice o altra sostanza liquida usando il pennello: pennellare una porta, gli infissi; pennellare le tonsille con un farmaco; pennellare con olio una vivanda allo spiedo  | spalmare, applicare col pennello: pennellare una vernice, un liquido medicinale    • 2 •   (fig.) descrivere in maniera rapida e vivace: pennellare un ambiente. 
pennellata   s.f.    • 1 •   tratto di colore, di vernice o altra sostanza steso con un colpo di pennello: una pennellata di colla  | (estens.) colpo di pennello; modo di usare il pennello: dipingere con pennellate leggere | dar l'ultima pennellata a un lavoro, (fig.) portarlo a termine, rifinirlo. dim. pennellatina    • 2 •   (fig.) elemento descrittivo che serve a suggerire immagini di particolare efficacia e vivacità: con poche pennellate fece un quadro perfetto della situazione. 
pennellatura   s.f.    • 1 •   (non com.) pennellata    • 2 •   applicazione, mediante pennello, di una sostanza medicamentosa su una parte malata: fare delle pennellature alle tonsille. 
pennelleggiare   v. intr.  [io pennelléggio ecc. ; aus. avere] (non com.) lavorare di pennello; pennellare | v. tr.  (lett.)    • 1 •   dipingere con il pennello: le carte / che pennelleggia franco bolognese  (dante purg.  xi, 82-83)    • 2 •   (fig. non com.) descrivere con tratti rapidi ed efficaci; pennellare.
pennellessa   s.f.  pennello a sezione rettangolare, di forma larga e piatta, che si usa su grandi superfici.
pennellificio   s.m.  fabbrica di pennelli.
pennello   (1) s.m.    • 1 •   attrezzo costituito da un mazzetto di peli naturali o di fibre sintetiche fissato all'estremità di un supporto di legno, per lo più adoperato per dipingere, per verniciare o per spalmare sostanze liquide o semiliquide: pennello di setole di maiale, di tasso; pennello da imbianchino, da pittore | pennello per la  (o da) barba, con cui ci si insapona il viso prima della rasatura ' pennello per labbra, per occhi, pennellino usato per il trucco ' pennello da spolvero, per la pulizia di mobili intagliati o di oggetti delicati ' l'arte del pennello, la pittura ' a pennello, alla perfezione: quel vestito ti sta a pennello; un esempio che calza a pennello.  dim. pennelletto, pennellino  accr. pennellone  pegg. pennellaccio    • 2 •   in idraulica, argine costruito perpendicolarmente a una riva fluviale o marina, per regolare il corso delle correnti e per difendere le spiagge dall'azione erosiva delle acque    • 3 •   (mar.) ancorotto di rinforzo, unito mediante un cavo all'ancora già affondata    • 4 •   in fisica: pennello luminoso, fascio sottile di luce; pennello elettronico, fascio di elettroni emesso da un catodo.
pennello   (2) s.m.    • 1 •   (ant.) stendardo    • 2 •   (mar.) bandiera da segnalazione lunga e stretta, a forma di triangolo isoscele con punta smussata.
pennese   s.m.  marinaio che ha l'incarico di custodire e distribuire i materiali di consumo a bordo di una nave.
pennichella   s.f.  (roman.) sonno di breve durata, spec. quello che si fa durante la siesta pomeridiana: fare, farsi una pennichella. 
penniforme   agg.  che è a forma di penna: muscolo penniforme, muscolo striato che per la disposizione dei fasci ricorda una penna.
penninervio   agg.  (bot.) si dice di foglia dalla cui nervatura centrale si dipartono delle nervature secondarie, al modo delle barbe di una penna.
pennino   s.m.  piccola lamina di metallo, variamente curvata e sagomata e terminante a punta, che s'innesta sul cannello della penna per scrivere.
pennivendolo   s.m.  [f. -a] scrittore o giornalista che è disposto a difendere qualunque punto di vista quando ciò gli garantisca un vantaggio personale.
pennola   s.f.  (mar.) antenna di sostegno delle vele non completamente tese | asta che mantiene una piccola imbarcazione (p. e. una scialuppa di salvataggio) distanziata dal bordo della nave.
pennoncello   s.m.    • 1 •   piccolo stendardo fissato vicino alla punta della lancia    • 2 •   piccolo pennacchio del cimiero.
pennone   s.m.    • 1 •   lunga asta che regge una bandiera    • 2 •   (mar.) sui velieri, asta di legno o di metallo disposta a croce sugli alberi per sostenere una vela quadra; sulle navi a propulsione meccanica, asta, per lo più metallica, cui fanno capo drizze per bandiere, per fanali, per palloni da segnalazione    • 3 •   bandiera stretta e lunga; in partic., quella in uso nella cavalleria sino al sec. xviii.
pennoniere   s.m.    • 1 •   marinaio addetto ai pennoni    • 2 •   (ant.) portainsegne, alfiere.
pennuto   agg.  provvisto di penne: animali pennuti   s.m.  (spec. scherz.) uccello.
penny   s.m. invar.  moneta divisionale inglese equivalente alla centesima parte di una sterlina; un tempo equivaleva a un dodicesimo di scellino.
penombra   s.f.    • 1 •   condizione intermedia tra l'ombra e la luce: una stanza in penombra; la penombra del bosco; stare nella penombra    • 2 •   (fis.) zona di passaggio dalla luce all'ombra che si forma su uno schermo quando fra esso e una sorgente luminosa si interpone un corpo opaco.
penosità   s.f.  l'essere penoso; carattere penoso: la penosità di una situazione. 
penoso   agg.    • 1 •   che procura pena, fatica, disagio: lavoro penoso; malattia lunga e penosa    • 2 •   che suscita pena; pietoso, compassionevole: una situazione penosa; fare una figura penosa  | che dà imbarazzo: si fece un silenzio penoso  § penosamente avv.  in modo penoso | con sforzo, a fatica.
pensabile   agg.  che può essere pensato; concepibile: non è neppure pensabile che possa far questo   s.m.  ciò che può essere pensato, immaginato: l'accaduto va ben oltre il pensabile. 
pensabilità   s.f.  (non com.) l'essere pensabile.
pensamento   s.m.  (non com.) il pensare; pensiero, proposito.
pensante   part. pres.  di pensare   agg.  che pensa, che ha facoltà di pensare: l'uomo è un essere pensante. 
pensare   v. intr.  [io pènso ecc. ; aus. avere]    • 1 •   esercitare l'attività del pensiero sviluppando un processo mentale; meditare, riflettere: l'uomo pensa; prima di agire, bisogna pensare; cose che fanno pensare; pensare tra sé e sé | pensa e ripensa, (fam.) dopo lunga meditazione: pensa e ripensa, siamo partiti | pensa, pensate, imperativi usati come incisi, per richiamare l'attenzione su qualcosa che è considerato non comune, straordinario: pensate, era tanto intento a studiare da non sentire bussare alla porta    • 2 •   volgere la mente a qualcuno o qualcosa; richiamare, rievocare alla mente: era meglio pensarci prima; penso ai giorni passati in campagna; penso a te con molto affetto | dar da pensare, suscitare una preoccupazione    • 3 •   provvedere, badare: penso io a tutto; pensare solo al denaro | pensa ai fatti tuoi!, espressione con cui s'invita qualcuno a non occuparsi di questioni che non lo riguardano ' pensa alla salute!, invito scherzoso a non dar troppo peso a quanto di spiacevole può capitare nella vita quotidiana    • 4 •   avere un'opinione, giudicare: chi pensa in un modo, chi in un altro; pensare bene, male di qualcuno; tu sai come la penso    • 5 •   fantasticare: sto pensando a quello che farei se vincessi la lotteria  | v. tr.    • 1 •   raffigurare nella mente, immaginare: ti penso molto; ti lascio pensare il mio stupore; chi l'avrebbe pensato!; pensa che soddisfazione!    • 2 •   architettare, macchinare: una ne fa e cento ne pensa    • 3 •   considerare, meditare, ricordare: pensa che cosa stai facendo; ho pensato a lungo la risposta da dargli; pensa quante mortificazioni ho sopportato per te    • 4 •   ritenere, credere, giudicare: penso che sia meglio tacere    • 5 •   progettare, decidere: ho pensato di partire    • 6 •   (fam.) credersi, immaginarsi (con la particella pron): chi si pensa di essere?. 
pensata   s.f.  il pensare un espediente o qualcosa di nuovo, di originale; trovata: ebbe una bella pensata. 
pensato   part. pass.  di pensare  e agg.  nei sign. del verbo § pensatamente avv.  (non com.) meditatamente, a ragion veduta: lo ha fatto pensatamente. 
pensatoio   s.m.  (scherz.) luogo in cui ci si ritira a pensare, a riflettere, a speculare.
pensatore   s.m.  [f. -trice] chi pensa, chi medita con particolare intelligenza e profondità per estens., filosofo: i pensatori antichi | libero pensatore, chi in materia di religione rivendica piena libertà di coscienza.
pensé  e pensée;s.f. invar.  viola del pensiero.
pensero   pensiere  ⇨ pensiero.
pensierino   s.m.    • 1 •   dim.  di pensiero    • 2 •   breve frase che gli alunni delle prime classi delle elementari compongono su un tema proposto: mio figlio ha scritto un pensierino sulle vacanze    • 3 •   piccolo dono: fare un pensierino a qualcuno. 
pensiero   poet. pensiere, ant. pensero, s.m.    • 1 •   attività psichica mediante la quale l'uomo elabora dei contenuti mentali, acquisendo coscienza di sé e della realtà esterna che i sensi gli propongono, e formulando schemi concettuali che gli valgono come modelli interpretativi della realtà la facoltà del pensare: il pensiero è solo degli esseri umani; la velocità del pensiero  | (estens.) la mente, concepita come la sede in cui quest'attività ha luogo: rivivere qualcosa nel pensiero; riandare col pensiero al passato; volare sulle ali del pensiero, andare con la mente a persone o cose lontane; leggere nel pensiero, riuscire a capire o a indovinare quello che gli altri pensano    • 2 •   (filos.) l'attività propriamente speculativa dell'uomo: la forza del pensiero; libertà di pensiero; uomo di pensiero, pensatore | (estens.) indirizzo speculativo; sistema coerente che organizza il complesso delle idee, delle dottrine proprie di qualcuno o di una scuola, di un'epoca: il pensiero razionalista, dialettico, positivistico; il pensiero di platone; il pensiero stoico; il pensiero greco, romano, moderno  | nell'uso com., il modo di pensare di una persona, le sue idee, le sue opinioni: rispettare, travisare l'altrui pensiero; cambiare pensiero    • 3 •   ciò che si pensa; il contenuto, l'oggetto del pensiero: pensieri cattivi, angosciosi, bizzarri; starsene assorto in un pensiero; conoscere i pensieri di qualcuno; rivolgiamo un pensiero reverente ai nostri morti    • 4 •   (estens.) ansia, preoccupazione: avere molti pensieri; essere assillato dal pensiero di qualcosa | stare in pensiero, darsi pensiero, essere preoccupato; mettere in pensiero, causare ansie, preoccupazioni | senza pensieri, spensieratamente | levarsi il pensiero di qualcosa, risolverla, attuarla (eliminando le preoccupazioni che comporta)    • 5 •   (fam.) cura, attenzione affettuosa: avere un pensiero gentile; essere pieno di pensieri squisiti  | in senso concreto, piccolo dono: gradisca questo pensiero.  dim. pensierino    • 6 •   riflessione, considerazione, massima che esprime il proprio modo di pensare; motto, sentenza: i «pensieri» di pascal. 
pensierosità   s.f.  l'essere pensieroso.
pensieroso   agg.  che ha molti pensieri; che è assorto in pensieri: starsene, farsi pensieroso  § pensierosamente avv. 
pensile   agg.    • 1 •   sospeso nell'aria; sollevato da terra: tindari, mite ti so / fra larghi colli pensile sull'acque  (quasimodo) | archetto pensile, non sostenuto da una colonna ' giardino pensile, sistemato sopra una terrazza    • 2 •   nel linguaggio giuridico, che è in sospeso, pendente  s.m.  piccolo mobile sollevato dal suolo e appeso al muro: un pensile di legno, di laminato plastico. 
pensilina   s.f.  tettoia posta al di sopra di una porta esterna, di un marciapiede, di una tribuna ecc., per riparo dalla pioggia e dal sole.
pensionabile   agg.    • 1 •   che può essere computato ai fini della pensione: periodo pensionabile; la quota pensionabile di uno stipendio    • 2 •   che ha raggiunto i limiti di età e di servizio necessari per avere diritto a una pensione o sufficienti per essere collocato a riposo: impiegato pensionabile. 
pensionabilità   s.f.  (non com.) condizione di chi è pensionabile.
pensionamento   s.m.  provvedimento con il quale si collocano a riposo i lavoratori.
pensionante   s.m.  e f.  chi sta a pensione; ospite pagante.
pensionare   v. tr.  [io pensióno ecc]    • 1 •   collocare a riposo un lavoratore assegnandogli la pensione    • 2 •   (antiq.) stipendiare.
pensionario   agg.  e s.m.  (ant.) si diceva di chi fruiva di una pensione derivante da un ufficio pubblico o da un beneficio ecclesiastico  s.m.  [f. -a] (ant.) pensionante.
pensionatico   s.m.  [pl. -ci] (ant.) diritto di pascolo su fondi pubblici o privati, dietro corrispettivo di un canone.
pensionato   part. pass.  di pensionare  agg.  che riceve una pensione  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi gode di una pensione o ha come fonte di reddito principale una pensione; per estens., chi ha superato i limiti di età dell'attività lavorativa    • 2 •   istituto dove ricevono vitto e alloggio determinate categorie di persone: pensionato universitario. 
pensione   s.f.    • 1 •   somma di denaro percepita periodicamente e per il resto della vita da chi cessa un rapporto di lavoro in quanto ha superato una determinata età (pensione di vecchiaia) o ha prestato un certo numero di anni di servizio (pensione di anzianità) o è rimasto invalido (pensione di invalidità) e beneficia di un sistema di previdenza pubblico o privato; in caso di morte del titolare può essere trasferita a determinati familiari (pensione di reversibilità); per estens., la condizione di chi riceve tale pagamento: percepire la pensione; maturare il diritto alla pensione; essere, andare, mettersi in pensione; pensione sociale, quella che spetta a chi non percepisce alcun reddito, o percepisce un reddito inferiore a un minimo determinato; pensione privilegiata diretta, indiretta, quella che spetta al lavoratore in caso di invalidità, o ai superstiti in caso di morte, quando l'evento dipende da ragioni di servizio    • 2 •   prestazione di vitto e alloggio, a un prezzo stabilito; la somma che si paga per essa: vivere a pensione presso una famiglia; pagare la pensione | mezza pensione, comprendente l'alloggio e un solo pasto    • 3 •   esercizio pubblico di tipo alberghiero che fornisce prestazioni comprensive, per lo più, di vitto e alloggio e per periodi non brevissimi: villeggiare in una pensione. 
pensionistico   agg.  [pl. m. -ci] di pensione, relativo alle pensioni: sistema pensionistico. 
penso   s.m.    • 1 •   presso gli antichi romani, quantità di lana da filare che veniva assegnata giornalmente alle schiave    • 2 •   (antiq.) lavoro scolastico straordinario, generalmente assegnato per punizione.
pensosità   s.f.  l'essere pensoso.
pensoso   agg.    • 1 •   assorto in riflessioni, meditazioni; pensieroso: avere un'aria pensosa  | per estens., propenso alla riflessione: un carattere pensoso    • 2 •   (lett) che si preoccupa; premuroso: essere pensoso del bene altrui; pensoso più d'altrui che di se stesso  (petrarca canz.  liii, 101) § pensosamente avv. 
penta-  penta- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. penta-, che è da pénte  'cinque' (pentametro, pentathlon, pentavalente).
pentacolo   o pentaculo, s.m.  figura a forma di stella a cinque punte alla quale si attribuiva valore magico; l'amuleto su cui era disegnata questa figura.
pentacordo   s.m.    • 1 •   nome generico di vari strumenti musicali antichi a cinque corde    • 2 •   accordo di cinque suoni; scala di cinque gradi.
pentaculo    ⇨ pentacolo.
pentadattilo   agg.  che ha cinque dita.
pentade   s.f.  (rar.) serie di cinque; cinquina.
pentadecagono   s.m.  (geom.) poligono di quindici lati.
pentadico   agg.  [pl. m. -ci] (mat.) si dice del sistema di numerazione che si basa sul numero cinque.
pentaedro   s.m.  (geom.) poliedro a cinque facce.
pentaeritrite   s.f.  (chim.) alcol tetravalente a cinque atomi di carbonio, formalmente derivato dal metano per sostituzione di quattro atomi di idrogeno con quattro gruppi idiossimetilenici; per nitrazione dà la pentrite.
pentafillo   s.m.  (bot.) cinquefoglie.
pentafonia   s.f.  (mus.) sistema musicale basato sulla scala pentafonica.
pentafonico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) di, relativo a pentafonia: scala pentafonica, quella formata da cinque suoni, tipica di molte musiche non europee; è sinonimo di pentatonico. 
pentagonale   agg.  del pentagono, che ha forma di pentagono.
pentagono   s.m.  (geom.) poligono di cinque lati.
pentagonododecaedro   s.m.  (geom.) poliedro a dodici facce pentagonali.
pentagramma   s.m.  [pl. -mi] l'insieme delle cinque linee parallele orizzontali e dei quattro spazi che le separano l'una dall'altra, sul quale, a partire dal cinquecento, si trascrivono i segni delle note musicali, le pause ecc.
pentagrammato   agg.  si dice della carta su cui sono disegnati o stampati i pentagrammi.
pentamero   agg.  (bot.) che è composto di cinque elementi | fiore pentamero, con cinque petali e cinque sepali  s.m.  (chim.) polimero formato da cinque molecole uguali.
pentametro   s.m.  nella metrica classica, verso costituito da cinque piedi; in unione con l'esametro forma il distico elegiaco.
pentano   s.m.  (chim.) idrocarburo alifatico a cinque atomi di carbonio, presente nel petrolio greggio e nei gas naturali.
pentapartito   s.m.  governo formato o sostenuto dalla coalizione di cinque partiti.
pentapodia   s.f.  (metr.) serie di cinque piedi.
pentapoli   s.f.  nell'antichità e nel medioevo, unione politico-amministrativa o religiosa di cinque città.
pentaprisma   s.m.  [pl. -smi] (foto.) prisma ottico a cinque facce caratteristico del mirino di una macchina reflex.
pentarca   s.m.  [pl. -chi] ognuno dei membri di una pentarchia.
pentarchia   s.f.  governo di cinque membri | nell'antica cartagine, i cinque magistrati che amministravano la giustizia.
pentasillabo   agg.  e s.m.  si dice di parola o verso di cinque sillabe.
pentastico   agg.  [pl. m. -ci] di cinque versi: frammento pentastico. 
pentastilo   agg.  (arch.) che ha cinque ordini di colonne: edificio pentastilo. 
pentateuco   s.m.  denominazione, derivata dalla versione greca della bibbia, dei primi cinque libri dell'antico testamento (genesi, esodo, levitico, numeri, deuteronomio); è detto anche torà  o legge. 
pentathleta    ⇨ pentatleta.
pentathlon   o pentatlon o pentatlo, s.m. invar.  (sport) specialità maschile dell'atletica leggera che si articola in cinque prove diverse, due di corsa piana (200 m e 1500 m), una di salto in lungo, due di lancio (giavellotto e disco).
pentatleta   o pentathleta o pentathloneta o pentatlonista, s.m.  e f.  [pl. -ti] atleta specialista di pentathlon.
pentatlo   pentatlon  ⇨ pentathlon.
pentatlonista    ⇨ pentatleta.
pentatomico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. , fis.) che è costituito da cinque atomi: molecola pentatomica. 
pentatomidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti lunghi fino a    • 3 •   cm, con livrea vivace, dotati di ghiandole secernenti una sostanza dall'odore molto forte; sono detti comunemente cimici delle piante (ord.  emitteri) | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
pentatonico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) lo stesso che pentafonico. 
pentavalente   agg.  (chim.) che ha valenza cinque: atomo pentavalente. 
pentecontoro   s.f.  nell'antica grecia fino al sec. v a. c., grossa nave da guerra di cinquanta remi disposti sui due lati in un solo ordine.
pentecostale   agg.    • 1 •   della pentecoste    • 2 •   del pentecostalismo, dei pentecostali  s.m. pl.  seguace del pentecostalismo.
pentecostalismo   s.m.  (teol.) movimento di risveglio religioso sorto in ambito protestante all'inizio del xx secolo e organizzatosi poi in varie chiese o gruppi; si incentra sulla credenza in manifestazioni carismatiche attribuite alla presenza dello spirito santo, sul modello della prima pentecoste.
pentecoste   s.f.    • 1 •   festa ebraica delle primizie e della legge, che cade il cinquantesimo giorno dopo pasqua    • 2 •   festa cristiana che si celebra cinquanta giorni dopo pasqua per ricordare la discesa dello spirito santo sugli apostoli riuniti con la madonna nel cenacolo.
pentelico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di una varietà di marmo bianco pregiato che si estrae dalle cave del monte pentelico, in grecia, e che fu largamente usato nell'antichità per la statuaria.
pentemimera   agg. f.  nella metrica greca e latina, si dice di cesura che cade dopo il quinto tempo lungo, cioè a metà del terzo piede; è detta anche semiquinaria. 
pentersi    ⇨ pentirsi.
pentimento   s.m.    • 1 •   sentimento di contrizione e di dolore per aver trasgredito una legge morale o religiosa, cui si accompagna il proponimento di non commettere più la stessa azione: pentimento sincero, profondo; mostrare pentimento    • 2 •   (estens.) rammarico, rincrescimento, rimpianto: i pentimenti tardivi sono inutili    • 3 •   cambiamento di opinione, di comportamento: fate la vostra scelta e niente pentimenti!  | correzione compiuta da chi scrive sul proprio testo: buttò giù la lettera rapidamente... senza un pentimento  (moravia) | cambiamento apportato dal pittore a un suo dipinto, che si traduce in un ritocco, una modifica o un rifacimento.
pentirsi   ant. pentersi [pen-tér-si], v. rifl.  [io mi pènto ecc. ; part. pass. ant. pentuto]    • 1 •   provare pentimento, rimorso per ciò che si è fatto o per ciò che non si è fatto: si pentì di aver peccato; assolver non si può chi non si pente  (dante inf.  xxvii, 118)    • 2 •   rammaricarsi di aver fatto o di non aver fatto qualcosa: mi pento di averti dato retta; pentirsi di non aver studiato musica    • 3 •   cambiare opinione: disse di no, ma si pentì subito. 
pentitismo   s.m.  nel linguaggio giornalistico, il fenomeno dei pentiti.
pentito   part. pass.  di pentirsi  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi si pente    • 2 •   imputato di reati di terrorismo o appartenente alla criminalità comune organizzata che collabora con la giustizia, favorendo l'accertamento dei fatti e la condanna dei colpevoli: i pentiti della mafia. 
pentlandite   s.f.  (min.) minerale costituito da solfuro di ferro e nichel, di lucentezza metallica e colore giallo; costituisce la principale fonte di estrazione del nichel.
pentodo   s.m.  (elettr.) tubo elettronico a cinque elettrodi usato come amplificatore, oscillatore, temporizzatore ecc. a frequenza acustica o a radiofrequenza.
pentola   s.f.    • 1 •   recipiente di forma cilindrica con due manici e coperchio, usato per cuocere cibi: pentola di alluminio, di rame, di terracotta; mettere la pentola sul fuoco; mettere qualcosa in pentola, metterla a cuocere | pentola a pressione, fornita di chiusura ermetica che permette una cottura rapidissima dei cibi | avere la pentola al fuoco, (fig.) avere di che vivere | qualcosa bolle in pentola, (fig.) qualcosa si sta preparando che non è ancora noto | far la pentola a due manici, (fig.) stare con le mani sui fianchi. dim. pentolina, pentolino  (m.), pentoletta  accr. pentolona, pentolone  (m.) pegg. pentolaccia    • 2 •   quel che è contenuto in una pentola: una pentola di fagioli. 
pentolaccia   s.f.    • 1 •   pegg.  di pentola    • 2 •   gioco in cui i partecipanti, con gli occhi bendati, devono rompere a bastonate delle pentole di coccio sospese in alto, alcune contenenti oggetti premio, altre piene d'acqua.
pentolaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende pentole | essere, fare come il ciuco del pentolaio, (tosc.) fermarsi ogni momento a chiacchierare con chiunque s'incontri.
pentolame   s.m.  insieme di pentole e altri recipienti da fuoco per cucina (casseruole, tegami, padelle ecc.): pentolame in acciaio smaltato; un vasto assortimento di pentolame. 
pentolare   agg.  e s.m.  si dice di un particolare elmo medievale di forma cilindrica, simile a una pentola rovesciata, con nasale di bronzo e due fessure per la vista.
pentolata   s.f.  (non com.)    • 1 •   quantità contenuta in una pentola    • 2 •   colpo dato con una pentola.
pentolino   s.m.    • 1 •   dim.  di pentola  | in partic., recipiente di dimensioni ridotte, per lo più con un solo manico, usato per cucinare o per scaldare piccole quantità di cibo; anche, la quantità di cibo in esso contenuta: il pentolino del latte; un pentolino di minestra  | accozzare i pentolini, (tosc.) mangiare in comune il pasto che ciascuno ha preparato per sé    • 2 •   (scherz.) cappello di piccole dimensioni; berretto.
pentosano   s.m.  (chim.) ciascuno dei polisaccaridi che per idrolisi danno zuccheri del tipo pentosio; si trovano, tra l'altro, nelle parti lignificate dei vegetali.
pentosio   o pentoso, s.m.  (chim.) zucchero la cui molecola ha cinque atomi di carbonio.
pentotal   ®, o pentothal, s.m. invar.  (farm.) anestetico generale derivato dall'acido tiobarbiturico; è usato per via endovenosa.
pentrite   s.f.  (chim.) esplosivo costituito da tetranitro derivato della pentaeritrite; più potente della nitroglicerina, è usato per micce detonanti, inneschi, caricamento di mine e proiettili di artiglieria.
penula   s.f.  mantello da viaggio degli antichi romani, chiuso da ogni parte, che s'indossava passando la testa attraverso un'apertura circolare.
penultimo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi occupa, in una serie o in una graduatoria, il posto immediatamente prima dell'ultimo.
penuria   s.f.  insufficienza, mancanza di cibo e di altre cose necessarie; per estens., scarsità in genere: penuria di materie prime. 
penzolare   v. intr.  [io pènzolo  ecc.; aus. avere] stare sospeso dall'alto, pendere dondolando.
penzolo   agg.  (antiq.) che pende, penzolante  s.m.    • 1 •   cosa che penzola; in partic., insieme di più grappoli che pendono da uno stesso tralcio    • 2 •   (mar.) pezzo di cavo di canapa o d'acciaio con una o ambedue le estremità foggiate a occhio o fornite di ganci per consentire collegamenti.
penzoloni   o penzolone, avv.  in maniera da pendere dondolando nel vuoto: sedere con le gambe penzoloni | a penzoloni, penzolando.
peó  n peón;s.m.  [pl. peones; pr.  / pe'ones /]    • 1 •   nome dato nell'america meridionale al bracciante giornaliero, per lo più di poverissima condizione    • 2 •   spec. pl.  nell'uso giornalistico, termine con cui si qualificano ironicamente quei parlamentari dei grandi partiti che vengono utilizzati solo per esprimere passivamente il voto già deciso dagli organi dirigenti dei partiti stessi.
peocio   s.m.  (dial.) mitilo.
peone   (1) s.m.  nell'antica poesia greca, piede metrico di cinque tempi caratteristico dei peani, composto di tre sillabe brevi e una lunga e di cui si distinguono quattro varietà in rapporto alla posizione della sillaba lunga (peone primo, secondo, terzo, quarto).
peone   (2) s.m.  adattamento it. dello sp. peón. 
peonia   s.f.  pianta erbacea ornamentale con radici tuberiformi, fiori grandi color rosa, bianco o violaceo, simili a rose ma non profumati (fam.  ranuncolacee).
peonio   (1) agg.  (lett.) di apollo.
peonio   (2) agg.  (metr.) che si riferisce al peone.
peota   s.f.  barca veneziana di media grandezza, a più remi o a vela.
pepaiola   lett. pepaiuola, region. peparola, s.f.  vasetto in cui si tiene il pepe; pepiera | anche, macinino per il pepe.
pepare   v. tr.  [io pépo ecc.] condire con pepe.
peparola    ⇨ pepaiola.
pepato   part. pass.  di pepare   agg.    • 1 •   condito con pepe: una bistecca ben pepata | pan pepato, dolce composto di molti ingredienti, tra cui il pepe; panpepato    • 2 •   (fig.) pungente, mordace: una risposta pepata | prezzo pepato, molto caro § pepatamente avv.  in modo pungente: replicare pepatamente  | di costo alto, a caro prezzo.
pepe   s.m.    • 1 •   pianta tropicale rampicante le cui bacche rotonde, nere, di forte aroma, sono usate come condimento (fam.  piperacee) | pepe d'acqua, pianta erbacea comune nei luoghi umidi con foglie di sapore piccante (fam.  poligonacee)    • 2 •   la droga che si ricava dalla pianta del pepe, dal caratteristico sapore piccante: pepe in grani, macinato; condire col pepe | capelli color sale e pepe, brizzolati | essere tutto pepe, (fig.) si dice di persona vivace e arguta | rispondere col sale e col pepe, (fig.) con parole polemicamente mordaci    • 3 •   (region.) paprika | pepe di caienna, polvere piccante ottenuta da una varietà di peperone.
peperino   (1) s.m.    • 1 •   spec. pl.  pastina da brodo in forma di minuscoli granelli    • 2 •   persona di carattere molto vivace: quella ragazza è un peperino. 
peperino   (2) o piperino, s.m.  (geol.) tufo di origine vulcanica, grigiastro con macchiettature, usato come pietra da costruzione.
peperita    ⇨ piperita.
peperomia   s.f.  (bot.) genere di piante ornamentali con foglie cuoriformi variegate (fam.  piperacee).
peperonata   s.f.  pietanza a base di peperoni tagliati a fette e cotti in padella con pezzi di pomodoro, cipolle e altri ingredienti.
peperoncino   s.m.  varietà di peperone che dà frutti piccoli e molto piccanti, usati come condimento dei cibi; pepe rosso.
peperone   s.m.  pianta erbacea che produce frutti a bacca commestibili, di vivacissimo color verde, rosso o giallo e sapore piccante o dolciastro (fam.  solanacee) | (estens.) il frutto stesso della pianta: peperoni ripieni, sott'olio; farsi, diventare rosso come un peperone, per la vergogna, la rabbia o altra intensa emozione; naso a peperone, grosso e lungo.
pepiera   s.f.  vasetto o piccolo contenitore di varia foggia nel quale si porta in tavola il pepe macinato.
pepita   s.f.  piccola massa di metallo prezioso, soprattutto oro o platino, dalla caratteristica forma arrotondata, staccatasi dal primitivo giacimento e rotolata in terreni alluvionali.
peplo   s.m.  veste di lana bianca che portavano le donne nell'antica grecia; consisteva in un rettangolo di stoffa ripiegato più volte e ricadente fino ai piedi, fermato con due fibule sulle spalle e tenuto aderente alla persona da una cintura.
peponide   s.f.  (bot.) frutto con epicarpo duro ed endocarpo carnoso, molle verso la parte interna, ricca di semi (p. e.  la zucca, il melone, il cetriolo).
peppola   s.f.  uccello con becco conico, testa e dorso nero lucente, ali, gola e petto giallo-fulvi; sverna in italia (ord.  passeriformi).
pepsi   s.f.  (med.) digestione.
pepsina   s.f.  (biol.) enzima contenuto nel succo gastrico, che scompone le sostanze proteiche in peptoni.
peptico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che riguarda la digestione, i processi digestivi | ulcera peptica, si dice dell'ulcera gastrica e duodenale, in quanto provocate dall'azione dei succhi gastrici.
peptidasi   s.f.  (chim. biol.) ciascuna delle proteasi che catalizzano la scissione in amminoacidi dei polipeptidi costituenti le molecole proteiche; è detta anche polipeptidasi. 
peptide   s.m.  (biol.) sostanza organica azotata che contiene amminoacidi legati tra loro da legami ammidici e deriva dalla scomposizione delle proteine.
peptidico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo ai peptidi | legame peptidico, particolare tipo di legame ammidico presente nelle proteine.
peptizzazione   s.f.  (chim.) passaggio di una sostanza solida o liquida allo stato di soluzione colloidale, oppure trasformazione di un gel in sol.
peptogeno   agg.  (med.) si dice di sostanza che stimola la secrezione di pepsina.
peptone   s.m.  (biol.) prodotto della digestione operata dalla pepsina sulle proteine.
peptonizzazione   s.f.  (biol.) trasformazione delle proteine in peptoni a opera della pepsina.
per   prep.  [unita agli art. determ. il, lo, la, i, gli, le  forma le prep. articolate pel, pello, pella, pei, pegli, pelle, il cui uso è però oggi antiq. o lett., preferendosi le forme disgiunte per il, per lo, per la, per i, per gli, per le]    • 1 •   determina il luogo attraversato da un corpo in movimento o attraverso il quale passa qualcosa che ha un'estensione lineare (anche fig.): il treno passerà per bologna; il corteo ha sfilato per il viale; il ladro è entrato per la finestra; una retta passante per un punto; la via aurelia passa per genova; un pensiero le passava per la mente; guardare per il buco della serratura; pei vetri un lume trascorrea leggiero  (pascoli) | può anche specificare lo spazio circoscritto entro cui un moto si svolge e, per estens., la cosa, l'ambito entro cui un fenomeno, una condizione si verificano: passeggiare per il giardino; vagabondare per la città; andare per mare e per terra; un brivido mi serpeggia per le ossa; avere dolori per tutto il corpo  | indica anche la direzione del moto: andare su e giù per le scale; ruzzolare per il pendio; inerpicarsi per la salita    • 2 •   indica una destinazione: partire per parigi; incamminarsi per la città; la strada per il mare; il treno per roma  | (estens.) esprime la persona o la cosa verso cui si ha una disposizione affettiva, un'inclinazione: nutrire simpatia per qualcuno; avere passione per la musica    • 3 •   introduce una determinazione di stato in luogo, che si riferisce per lo più a uno spazio di una certa estensione: incontrare qualcuno per strada; ci sono delle cartacce per terra; avere la testa per aria; nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura  (dante inf.  i, 1-2)    • 4 •   esprime il tempo continuato durante il quale si svolge un'azione o un evento si verifica (può anche essere omesso): aspettare (per) ore; lavorare (per) anni; nevicò (per) tutta la notte; durerà (per) tutta la vita  | se introduce una determinazione precisa di tempo, esprime per lo più una scadenza nel futuro: sarà di ritorno per le dieci; dovrebbe essere pronto per natale    • 5 •   introduce un mezzo: inviare per posta; spedire per corriere; comunicare per telefono; parlare per bocca d'altri    • 6 •   esprime la causa: non ci si vedeva per la nebbia; era stanco per la fatica; gridava per il dolore; non state in apprensione per noi; sopportò tutto per amor suo; condannare per omicidio; arrestare per furto    • 7 •   introduce il fine o lo scopo: libro per ragazzi; lotta per la sopravvivenza; prepararsi per un viaggio; equipaggiarsi per la montagna; andare per funghi  | in dipendenza da verbi che indicano preghiera, giuramento, promessa, esortazione e sim., indica l'ente, la persona, il principio ideale per cui o in nome di cui si prega, si giura, si promette ecc.: vi scongiuro per dio; per carità, fate che non si sappia; giurare per il vangelo; lo ha promesso per quanto ha di più caro  | per bacco!, per giove!, per tutti i diavoli!, per la miseria!  e sim., formule di esclamazione o di imprecazione    • 8 •   introduce la persona o la cosa a vantaggio o a svantaggio della quale un'azione si compie o una circostanza si verifica: farebbe qualsiasi cosa per i figli; così non va bene per noi; tanto peggio per chi non vuol capire; un clima nocivo per la salute; morire per la patria; pregare per i morti; votare per un candidato; la partita è finita    • 3 •   a    • 2 •   per la squadra di casa    • 9 •   determina il limite, l'ambito entro cui un'azione, un modo di essere, uno stato hanno validità: per diligenza è il migliore della classe; è già tanto per i tempi che corrono; per questa volta sarai perdonato; per loro è come un figlio; per me, state sbagliando; per quanto ti riguarda, provvederò personalmente    • 10 •   introduce il modo, la maniera in cui un'azione si compie: procedere per gradi; comunicare per iscritto; chiamare per nome; pagare per contanti; tenere per mano; assumere per concorso; studiare per corrispondenza    • 11 •   indica un prezzo, una stima: ha comprato per pochissimo un bel mobile antico; vendere una casa per cento milioni; non lo farebbe per tutto l'oro del mondo  | introduce una pena: fu multato per centomila lire    • 12 •   in funzione distributiva: marciare per due; disporsi per file; dividere per classi; uno per volta; due per persona; giorno per giorno  | per estens., indica la percentuale (per cento, nell'uso scritto %): un interesse del dieci per cento  (o 10%) | nelle operazioni matematiche, dice quante volte un numero si moltiplica o divide (nel secondo caso può essere omesso): moltiplicare 5 per 2; 18 diviso (per) 3 dà 6; da qui l'uso assol. di per  a indicare un prodotto (nell'uso scritto rappresentato dal segno x)    • 13 •   introduce una misura o un'estensione: la strada è in salita per diversi chilometri; la pianura si estende per un lungo tratto; l'esercito avanzò per 5 miglia; il grattacielo si innalza per più di 100 m    • 14 •   introduce una funzione predicativa, equivalendo a come : avere per amico; prendere per moglie; tenere per certo; dare per scontato; pagare per caparra    • 15 •   indica scambio, sostituzione, equivalendo alle locuzioni in vece, in cambio, in luogo di  e sim.: l'ho preso per suo fratello; te lo dirà lui per me; capire una cosa per un'altra; lasciare il certo per l'incerto    • 16 •   indica origine, provenienza familiare nella loc. per parte di : parente per parte di madre    • 17 •   (ant.) introduce l'agente o la causa efficiente: a la qual parte io fui condotto per amica persona  (dante vita nuova); poscia vid'io mille visi cagnazzi / fatti per freddo  (dante inf.  xxxii, 70-71) | (antiq.) nel frontespizio dei libri indica il nome del tipografo o dell'editore    • 18 •   seguita dal verbo all'infinito introduce una prop. finale: gli hai scritto per ringraziarlo?; ce ne vuole per convincerti!; si fa per dire  | causale: fu punito per aver risposto male; era molto stanco per non aver dormito  | consecutiva: è troppo bello per essere vero; sei abbastanza grande per capirlo  | (ant. , lett.) concessiva: né per esser battuta ancor si pente  (dante par.  ix, 45)    • 19 •   nelle loc. perifrastiche essere, stare per, essere sul punto, in procinto di: sto per partire; era quasi per commuoversi    • 20 •   concorre alla formazione di numerose loc. avverbiali: per il momento; per l'avvenire; per tempo; per lungo; per largo; per certo; per l'appunto; per caso; per combinazione; per esempio; per poco  | congiuntive: per il fatto che; per ciò  (o perciò che); per via che  | per poco  (molto, bello, brutto, caro  e sim.) che sia, con valore concessivo: per poco che sia è meglio di niente. 
per-  per- prefisso con valore intensivo, che è dal lat. pe°r-; in parole della terminologia chimica indica una qualità o una caratteristica spinta al massimo grado, p. e. massima ossidazione, massima saturazione della valenza (perborato, permanganato).
perù   s.m.  si usa nelle loc. valere, costare un perù, valere, costare moltissimo.
pera   s.f.    • 1 •   frutto del pero: sbucciare, mangiare una pera; marmellata, succo di pere; pere cotte  | essere una pera cotta, (fig.) molto debole, fiacco, rammollito | cascare come una pera cotta, (fig.) si dice di chi cade facilmente in inganno, di chi s'innamora subito, s'addormenta di colpo e sim. | prov.  : quando la pera è matura, convien che caschi, quando una situazione è giunta al suo limite, non è più possibile impedire che una certa cosa accada    • 2 •   (estens.) qualsiasi oggetto a forma di pera: la pera della luce, interruttore pensile a pulsante | ragionamento a pera, (fig.) insensato, illogico | (scherz.) testa: grattarsi la pera    • 3 •   (gerg.) iniezione di eroina: farsi una pera. 
peracido   s.m.  (chim.) acido che contiene il gruppo perossidico come parte caratteristica dell'anione; perossiacido.
peracottaio   dial. peracottaro, s.m.  [f. -a] (region.) venditore di pere cotte | (fig.) persona incapace, maldestra.
peraltro   o per altro, avv.  del resto, però, d'altra parte: dovrebbe peraltro essere più cortese; peraltro, ti avevo avvertito. 
peramele   s.m.  (zool.) genere di piccoli mammiferi marsupiali australiani con lungo muso affilato e morbido pelame giallo-nerastro.
peranco   o per anco o per anche, avv.  (lett.) ancora, fino a ora, per ora (usato per lo più in frasi negative) | del resto, per altro: né io sono per anche un manzoniano  (carducci).
perbacco   inter.  usata per esprimere meraviglia o disappunto: non riesco a crederci, perbacco!. 
perbene   o meno com. per bene, agg. invar.  che è onesto, di buoni costumi, ammodo; anche, di buona condizione sociale: ragazza, famiglia perbene.  dim. perbenino   avv.  bene; in modo adatto, con cura: far le cose perbene. 
perbenismo   s.m.  atteggiamento, comportamento di chi desidera apparire una persona perbene, rispettosa dei modelli e delle consuetudini sociali dominanti: perbenismo borghese. 
perbenista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi mostra perbenismo | anche come agg.  in luogo di perbenistico. 
perbenistico   agg.  [pl. m. -ci] che nasce da perbenismo o denota perbenismo: modi, atteggiamenti perbenistici  § perbenisticamente avv. 
perborato   s.m.  (chim.)    • 1 •   sale dell'acido perborico    • 2 •   denominazione corrente di sali che contengono più ossigeno dei borati e che trovano impiego come candeggianti.
perborico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido contenente un atomo di idrogeno, uno di boro e tre di ossigeno di cui due a carattere perossidico.
perca   s.f.  (zool.) genere di pesci a cui appartiene il pesce persico (ord.  perciformi).
percalle   rar. percallo, s.m.  tela di cotone molto leggera con i due versi uguali.
percallina   s.f. , o percallino s.m. , tela di cotone più leggera del percalle, usata per foderami e in legatoria.
percallo    ⇨ percalle.
percarbonato   agg.  e s.m.  (chim.) si dice dei persali di due acidi, uno dei quali contenente due atomi di idrogeno, uno di carbonio e quattro di ossigeno, e l'altro due di idrogeno, due di carbonio e sei di ossigeno, usati come ossidanti; è sinonimo più usato, anche se meno corretto, di perossocarbonato. 
percentile   s.m.  (stat.) ciascuno dei valori che dividono la frequenza totale in cento parti uguali.
percento   o per cento, s.m. invar.  (non com.) percentuale  avv.  [con grafia separata o più frequentemente con il simbolo %] ogni cento: uno sconto del    • 5 •   percento. 
percentuale   agg.  misurato in ragione di un tanto ogni cento: l'incremento percentuale della popolazione   s.f.    • 1 •   (mat.) numero indicante quante parti di una grandezza corrispondono a cento di un'altra (simbolo %): una buona percentuale di promossi    • 2 •   provvigione, commissione, compenso, quota misurati in ragione di un tanto per cento § percentualmente avv. 
percentualizzare   v. tr.  ricavare i risultati in percentuale da dati statistici o matematici.
percentualizzazione   s.f.  l'operazione del percentualizzare.
percepibile   agg.  che si può percepire; che si può riscuotere: un fruscio appena percepibile; una somma percepibile entro un dato termine. 
percepibilità   s.f.  l'essere percepibile.
percepire   v. tr.  [io percepisco, tu percepisci ecc.]    • 1 •   acquistare coscienza di una realtà esterna per mezzo dei sensi o dell'intuito: percepire un suono, un pericolo    • 2 •   ricevere, riscuotere: percepire lo stipendio. 
percettibile   agg.  che si può percepire, distinguere, riconoscere: un suono, una differenza appena percettibile  § percettibilmente avv. 
percettibilità   s.f.  l'essere percettibile.
percettività   s.f.  facoltà, capacità di percepire.
percettivo   agg.    • 1 •   della percezione: processo percettivo    • 2 •   capace di percepire: facoltà percettiva  § percettivamente avv.  per quanto concerne la percezione.
percetto   agg.  solo nell'espressione giuridica frutti percetti, già percepiti.
percettore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   in usi tecnici, chi percepisce: percettore di reddito    • 2 •   (ant.) chi riscuote, esattore.
percezionalismo   s.m.  (filos.) percezionismo.
percezione   s.f.    • 1 •   (filos. , psicol.) atto della coscienza con cui si acquista consapevolezza di un oggetto esterno attraverso l'interpretazione degli stimoli sensoriali che da esso provengono o mediante un procedimento intuitivo; per estens., la facoltà e l'attività del percepire: la percezione di un odore, di un sapore; la percezione del caldo, del freddo | percezione subliminale, quella di cui il soggetto non è consapevole, perché si verifica sul piano inconscio    • 2 •   (estens.) sensazione, intuizione: avere la percezione di un pericolo imminente    • 3 •   (ant.) esazione, riscossione.
percezionismo   s.m.  dottrina filosofica secondo la quale la percezione prova in modo immediato l'esistenza oggettiva della realtà percepita.
perché   avv.  per quale ragione (usato in prop. interrogative dirette e indirette per chiedere la causa o lo scopo per cui si è fatto o si fa qualcosa): perché non sei venuto?; dimmi perché non mi hai scritto; perché non dirmelo prima?; perché disturbarti a venire fin qui?; ma perché ti ostini?  | rafforzato con mai : perché mai non sei venuto con noi?  | con una negazione, per invitare a fare qualcosa: perché non vieni a trovarci?; perché non scendi?  | si usa talvolta ellitticamente: «non credo che verrò» «perché?»; non mi disse perché; senza sapere perché   cong.    • 1 •   poiché (introduce una prop. causale con il verbo all'indic., al congiunt. o al cond.): non sono venuto perché ero ammalato; sei stato bocciato perché non avevi studiato; non lo compero, non perché non mi piaccia, ma perché è troppo caro; vorrei vederlo subito, perché dopo potrei non esserci più  | perché sì, perché no, perché due non fa tre, (fam.) come risposta evasiva, quando non si vuole dire la vera ragione di qualcosa: «perché vuoi proprio andare a vedere quel film?» «perché sì»; «perché non vuoi parlargli?» «perché no»  | nell'uso lett., in correlazione con perciò  o così  per enunciare una causa già nota: perché ormai il fatto è di dominio pubblico, perciò  (o così) posso dirlo anche a te    • 2 •   affinché (introduce una prop. finale con il verbo sempre al congiunt.): te lo dico perché tu lo sappia; mi rivolsi a lui perché mi aiutasse    • 3 •   cosicché non (introduce prop. consecutive con il verbo al congiunt. e con valore negativo): è troppo intelligente perché gli altri lo possano capire    • 4 •   (ant.) benché, per quanto (con valore concessivo): perché tu mi dischiomi, / né ti dirò ch'io sia... (dante inf.  xxxii, 100-101)    • 5 •   (ant.) che (con valore dichiarativo): che val perché ti racconciasse il freno / iustiniano, se la sella è vota?  (dante purg.  vi, 88-89)  pron. rel.  per cui, per il quale, per la quale (nell'uso antico è scritto per lo più disgiunto): vi dirò la ragione perché ho detto questo; piangevisi entro l'arte per che, morta, / deidamìa ancor si duol d'achille  (dante inf.  xxvi, 61-62) | (lett.) per la qual cosa: come più e più verso noi venne /... più chiaro appariva, / per che l'occhio da presso nol sostenne  (dante purg.  ii, 37-39) | (ant.) per il che, per lo che (all'inizio di un periodo e spesso preceduto dall'art. determ.): il perché comprender si può alla sua potenza esser ogni cosa suggetta  (boccaccio dec.  iii, 10)  s.m.    • 1 •   motivo, causa, scopo: per tutto c'è un perché; l'ho fatto senza un perché; porsi dei perché, delle domande | il perché e il percome, (fam.) tutte le ragioni: voler sapere il perché e il percome di un fatto  | gioco del perché, gioco di società in cui si deve rispondere con prontezza a una serie di domande senza adoperare la parola «perché»    • 2 •   interrogativo, dubbio: a certi perché non si può dare una risposta. 
perciformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci teleostei comprendente numerosissime specie di mare e d'acqua dolce, caratterizzate dall'avere due pinne dorsali, la prima sostenuta da raggi spiniformi e la seconda da raggi molli; vi appartengono, tra gli altri, la cernia, l'orata e la triglia | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
perciò   meno com. per ciò, cong.    • 1 •   per questo motivo, per questo fatto (con valore conclusivo): hai disubbidito, perciò sarai punito  | anche preceduto dalla cong. e : è stato bravo e perciò sarà premiato    • 2 •   (ant.) però (con valore avversativo): si dirizzò verso castel guiglielmo, non sappiendo perciò che il suo fante là o altrove si fosse fuggito  (boccaccio dec.  ii, 2).
perciocché   o perciò che, per ciò che, cong.  (ant. lett.) perché (con valore causale o, meno frequentemente, finale): perciocché molta neve quella notte era caduta, l'assalto in un altro dì si rimise  (bembo).
perciostesso   o per ciò stesso, cong.  (antiq.) esclusivamente per questa ragione, solo e proprio per questo.
percipiendo   agg.  solo nell'espressione giuridica frutti percipiendi, quelli ancora da percepire.
perclorato   s.m.  (chim.) sale dell'acido perclorico, dotato di grande potere ossidante e usato per preparare esplosivi.
perclorico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) acido perclorico, acido del cloro al grado massimo di ossidazione, cioè eptavalente, contenente un atomo di idrogeno, uno di cloro e quattro di ossigeno.
percolare   v. tr.  [coniugato come colare] (chim.) eseguire la percolazione | v. intr.  [aus. essere] (chim.) subire la percolazione.
percolato   part. pass.  di percolare   s.m.  sostanza ottenuta per percolazione.
percolatore   s.m.  apparecchio con cui si opera la percolazione | usato anche come agg.  [f. -trice]: torre percolatrice, apparecchiatura usata negli impianti per lo smaltimento dei liquami.
percolazione   s.f.  (chim.) operazione di filtrazione o di separazione di componenti di una miscela liquida, attuata facendola passare attraverso spessi strati di materiale solido.
percome   o per come, avv.  e s.m. invar.  si usa solo nella loc. fam. perché e percome, che ha valore intensivo rispetto al semplice perché : spiegare perché e percome; ha voluto sapere il perché e il percome. 
percorrenza   s.f.  il tratto percorso da un mezzo di trasporto pubblico; il tempo necessario a percorrerlo: treni a lunga percorrenza; una percorrenza di tre ore. 
percorrere   v. tr.  [coniugato come correre]    • 1 •   compiere un determinato tragitto: percorrere una strada    • 2 •   attraversare un luogo per tutta la sua lunghezza o estensione (anche fig.): percorrere in lungo e in largo una regione; ha percorso tutti i gradi della carriera. 
percorribile   agg.  che si può percorrere (anche fig.).
percorribilità   s.f.  l'essere percorribile: percorribilità stradale, condizione di una strada in relazione alla possibilità di essere percorsa a piedi o con un mezzo di locomozione.
percorso   part. pass.  di percorrere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   (non com.) il percorrere: durante il percorso del sentiero non incontrò nessuno    • 2 •   il tratto che si percorre: un nuovo, un lungo percorso  | (sport) itinerario che i concorrenti di una gara (podistica, ciclistica, automobilistica, ippica ecc.) devono seguire: un percorso difficile, accidentato | percorso di guerra, nelle esercitazioni militari, tragitto lungo il quale sono simulate le difficoltà proprie di un'azione bellica | percorso di lettura, (fig.) modo di leggere un libro, di interpretare un'opera d'arte e sim.    • 3 •   (estens.) il tempo impiegato a compiere un tragitto: un percorso di due ore    • 4 •   (inform.) lo stesso che path. 
percossa   s.f.    • 1 •   colpo più o meno violento inferto con un pugno, uno schiaffo, un calcio o con un corpo contundente, allo scopo di far male; anche, l'urto violento di una persona contro un oggetto o una superficie    • 2 •   (estens.) il segno lasciato da una percossa; lesione, contusione.
percosso   part. pass.  di percuotere   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo | contribuente percosso, nel linguaggio giuridico, si dice di chi è tenuto per legge a versare un'imposta    • 2 •   (fig. lett.) colpito, impressionato, commosso: piangeva per dare uno sfogo all'animo, così violentemente percosso  (pirandello).
percotere    ⇨ percuotere.
percotimento   s.m.  (non com.) il percuotere, l'essere percosso; percossa.
percuotere   pop. o poet. percotere, v. tr.  [pres. io percuòto,... noi percotiàmo  o percuotiamo ecc. ; pass. rem. io percòssi, tu percotésti  o percuotésti  ecc.; part. pass. percòsso]    • 1 •   battere, colpire con le mani o con un oggetto; infliggere una percossa a qualcuno | (assol.) malmenare, picchiare: fu percosso duramente  | percuotersi il petto, batterselo in segno di dolore o di pentimento    • 2 •   colpire con violenza, detto di cose: la quercia fu percossa dal fulmine    • 3 •   (estens. lett.) impressionare, eccitare un organo sensoriale, per lo più in modo fastidioso: un bagliore improvviso gli percosse la vista; mi percosse negli orecchi un latrato di cani confuso  (tasso dialoghi)    • 4 •   (fig. lett.) affliggere, crucciare: questo affronto mi percosse il cuore, non parendomi di meritarlo  (g. gozzi) | v. intr.  [aus. avere] (non com.) andare a cozzare contro qualcosa: tempesta / oriental turbò sì l'aere e l'onde, / che la nave percosse ad uno scoglio  (petrarca canz.  cccxxiii, 19-21) | percuotersi v. rifl.  picchiarsi l'un l'altro.
percussione   s.f.    • 1 •   il percuotere, l'essere percosso (spec. in usi scient. e tecnici) | armi da fuoco a percussione, munite di percussore | strumenti a percussione, (mus.) che si suonano percotendo membrane, lamine o tubi metallici (p. e.  il tamburo, il vibrafono)    • 2 •   (med.) in semeiotica, metodo di esplorazione clinica che dai suoni ottenuti battendo col dito certe parti del corpo trae indizi per riconoscere lo stato degli organi sottostanti    • 3 •   percussione dell'imposta, nel linguaggio finanziario, individuazione del soggetto tenuto per legge a versare all'erario l'importo di un tributo.
percussionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mus.) chi suona uno o più strumenti a percussione.
percussore   s.m.    • 1 •   nelle armi da fuoco moderne, parte del meccanismo di sparo, costituita in genere da una barretta d'acciaio cilindrica, che, percotendo la capsula detonante, provoca l'accensione della carica di lancio e l'espulsione del proiettile    • 2 •   (ant. lett.) chi percuote.
perdendosi   s.m.  (mus.) didascalia che in un testo musicale prescrive la progressiva attenuazione del suono di una nota o di un passaggio musicale.
perdente   part. pres.  di perdere   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi ha perduto, è stato sconfitto in una contesa, una competizione sportiva, un gioco    • 2 •   (fig.) che, chi è deluso, frustrato: c'è chi in amore è sempre perdente. 
perdenza   s.f.  (ant. , region.) perdita, spec. economica | (fig.) danno morale.
perdere   v. tr.  [pres. io pèrdo ecc. ; pass. rem. io pèrsi  (o perdéi  o perdètti), tu perdésti ecc. ; part. pass. pèrso  o perduto]    • 1 •   non avere più, restare privo di una persona con cui si aveva consuetudine, o di qualcosa che si possedeva, si usava, di cui si aveva facoltà non trovare più, smarrire: perdere i genitori, un amico; perdere l'udito, la vista, l'appetito; perdere la voce; perdere il sonno, le forze; perdere un anello  | perdere i sensi, la conoscenza, svenire | perdere la vita, morire | perdere terreno, rimanere indietro, essere distanziato da chi precede; (fig.) essere, trovarsi in difficoltà nel progredire come gli altri | perdere la calma, la pazienza, innervosirsi, arrabbiarsi | perdere le staffe, la tramontana, (fig.) non riuscire più a controllarsi | perdere di vista, d'occhio, non vedere più; (fig.) non avere più rapporti con qualcuno | perdere l'abitudine, non essere più abituato a fare qualcosa | non perdere una parola, una sillaba, ascoltare con estrema attenzione    • 2 •   sciupare, sprecare, non impiegare utilmente: perdere il tempo, gli anni migliori    • 3 •   non fare in tempo a prendere qualcosa, ad assistere a un avvenimento e sim.: perdere il treno, lo spettacolo    • 4 •   rovinare, distruggere: i vizi lo hanno perduto    • 5 •   dover pagare, rimetterci: perdere un milione al gioco  | non avere nulla da perdere, non possedere nulla ed essere quindi immune da rischi patrimoniali; (fig.) essere al riparo da ogni danno morale, in partic. quando si è già perso credito nell'opinione altrui    • 6 •   uscire sconfitto da una lotta, una competizione, una gara, un processo e sim.; soccombere: perdere la guerra, una partita, una causa, una scommessa    • 7 •   fare uscire, lasciare uscire (un liquido, un gas, una polvere ecc.): un recipiente che perde (acqua)  | perdere sangue, da una ferita | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   diminuire, scemare: la faccenda perde d'importanza  | lasciar perdere, lasciare che una cosa sfumi, smettere di occuparsene; lasciar andare    • 2 •   subire una perdita o delle perdite, spec. finanziarie: se l'azienda perde, l'occupazione è in pericolo    • 3 •   vuoto a perdere, contenitore (spec. bottiglia) che non si restituisce al commerciante dopo averne utilizzato il contenuto | perdersi v. rifl.    • 1 •   smarrirsi (anche fig.): ci perdemmo nel bosco; nello studio della matematica ci si perde facilmente | perdersi in, dietro mille cose, (fig.) intraprendere molte iniziative senza riuscire a venire a capo di nessuna; essere dispersivo | perdersi d'animo, scoraggiarsi    • 2 •   (fig.) dileguarsi, svanire: l'eco si perse nella valle; la figura si perdeva nella nebbia. 
perdiana   meno com. per diana, inter.  si dice eufemisticamente invece di perdio, ed esprime impazienza, disappunto, meraviglia.
perdibile   agg.  (non com.) che si può perdere.
perdifiato   solo nella loc. avv. a perdifiato, fino a restar senza fiato: correre a perdifiato. 
perdigiorno   raro perdigiornata [per-di-gior-nà-ta], s.m.  e f. invar.  persona oziosa, scioperata.
perdilegno   s.m.  [pl. invar.  o -i] larva del cosso, detta anche rodilegno. 
perdimento   s.m.    • 1 •   (non com.) il perdere, il perdersi, l'essere perso; perdita: perdimento di tempo    • 2 •   (fig. lett.) perdizione, rovina: ebro di lontananza e di perdimento  (d'annunzio).
perdinci   inter.  esprime disappunto, impazienza o meraviglia.
perdindirindina   inter.  (scherz.) perdinci.
perdio   meno com. per dio, inter.  esprime disappunto, impazienza o meraviglia.
perdita   s.f.    • 1 •   il perdere, il perdersi, l'essere perso: una perdita irreparabile; la perdita di un oggetto, il suo smarrimento | perdita di tempo, sciupio, spreco di tempo | a perdita d'occhio, fin dove lo sguardo può giungere    • 2 •   riferito a persona, abbandono, separazione: la perdita del fidanzato le ha restituito l'allegria  | (eufem.) morte: la perdita della madre è stata per lui dolorosissima    • 3 •   uscita limitata ma costante di materiale (spec. liquido o gas o materiale incoerente) da una tubazione, un contenitore e sim.; fuoruscita anormale di fluidi dall'organismo: una perdita di gas; una perdita nel serbatoio, nel cassone della sabbia; una perdita di sangue  | perdita di carico, (fis.) caduta di pressione di un fluido in movimento in una conduttura | perdite bianche, (med.) leucorrea    • 4 •   progressivo venir meno: perdita di riflessi, delle forze    • 5 •   sconfitta che causa un danno in una guerra, in una contesa o in un gioco: infliggere una grossa perdita al nemico  | (estens.) il danno stesso subito; in partic., il perdere denaro: gli assalitori hanno subito pesanti perdite; perdita al gioco    • 6 •   (econ.) eccedenza dei costi sui ricavi: lavorare, chiudere in perdita | perdita di piazza, (banc.) interesse addebitato in più dalla banca al cliente per lo sconto di effetti incassabili fuori piazza | perdita di emissione, (fin.) differenza tra il valore nominale di un titolo a reddito fisso e il prezzo pagato dal sottoscrittore del titolo | perdite e profitti, conto nel quale vengono riassunti i costi e i ricavi di un'impresa in un dato periodo di tempo allo scopo di determinare il reddito prodotto dall'impresa stessa in quel periodo.
perditempo   s.m. invar.    • 1 •   cosa che fa perdere tempo    • 2 •   [anche f.] chi perde tempo, chi non conclude nulla.
perditore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi perde, spec. in un gioco, in una gara.
perdizione   s.f.    • 1 •   grave danno, rovina morale: condurre a perdizione; la via della perdizione, quella dei vizi    • 2 •   (relig.) dannazione: la perdizione dell'anima. 
perdonabile   agg.  che si può perdonare; per estens., scusabile.
perdonanza   s.f.  (ant. , lett.) perdono, grazia, assoluzione; remissione dei peccati: come usavano i rei del medio evo quando chiedean perdonanza  (carducci).
perdonare   v. tr.  [io perdóno ecc.]    • 1 •   non punire qualcuno per un danno o un'offesa che ci ha arrecato, rinunciando alla vendetta e vincendo il risentimento: gli perdono gli insulti; lo perdono del male che mi ha fatto  | non perdonarla a qualcuno, serbargli rancore per un danno o un'offesa ricevuti, anche aspettando l'occasione opportuna per vendicarsi    • 2 •   (non com.) rinunciare a punire; condonare: perdonare un castigo, una pena  | (relig.) rimettere i peccati: dio perdona tante cose per un'opera di misericordia  (manzoni p. s.  xxi)    • 3 •   trattare in modo comprensivo: bisogna perdonargli questa esuberanza    • 4 •   scusare (in formule di cortesia): mi perdoni se l'interrompo  | v. intr.  [aus. avere] concedere il perdono: gli perdonai per amor di pace | non perdonare, non rinunciare a vendicarsi, non risparmiare; (assol.) essere inesorabile, spietato: i nemici non perdonarono neppure alle donne e ai bambini; un male che non perdona. 
perdonismo   s.m.  nel linguaggio giornalistico, atteggiamento indulgente nei confronti di chi ha commesso dei reati.
perdono   s.m.    • 1 •   il perdonare, l'essere perdonato: chiedere, concedere il perdono  | perdono giudiziale, (dir.) modo di estinzione del reato commesso da un minore di diciotto anni, purché la pena applicabile non sia superiore a due anni    • 2 •   (relig.) indulgenza accordata dalla chiesa a chi si reca in determinati luoghi di culto: il perdono di assisi    • 3 •   scusa (in formule di cortesia): chiedo perdono se vi ho interrotto. 
perducere    ⇨ perdurre.
perduellione   s.f.  nel diritto romano, delitto di alto tradimento contro la sicurezza dello stato.
perdurare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   durare a lungo; continuare: il maltempo perdura    • 2 •   perseverare: perdurare nei propri errori. 
perdurevole   agg.  (lett.) durevole, continuo.
perdurre   o perducere, v. tr.  [pres. io perduco, tu perduci ecc. ; pass. rem. io perdussi, tu perducésti ecc. ; part. pass. perdótto  o perdutto] (ant.) condurre, guidare in un determinato luogo.
perduto   part. pass.  di perdere   agg.    • 1 •   riferito a cosa, che non è più in possesso, perché sottratto, smarrito, scomparso: ritrovare un oggetto perduto  | (fig.) che non si può più provare, godere, attuare: l'amore così timido mi svela / desideri perduti  (gatto); anche, inutile, vano: oh d'amor perdute pene!  (d'annunzio)    • 2 •   riferito a persona, venuto meno, mancato; anche, morto: piangere l'amico perduto  | (estens.) che è in condizioni disperate, senza vie di scampo: essere, sentirsi perduto; anima perduta, dannata; essere, andare perduto di qualcuno, (lett.) esserne pazzamente innamorato | (fig.) dissoluto, corrotto: uomo perduto; donna perduta, prostituta § perdutamente avv.  con una passione travolgente, con un sentimento di disperazione: amare perdutamente qualcuno; soffrire perdutamente. 
peregrinare   v. intr.  [aus. avere] (lett.) andare vagando fuori dalla propria terra; errare, vagabondare: sola, peregrinando, il patrio tetto / sì per tempo abbandoni?  (leopardi sopra un bassorilievo antico sepolcrale  4-5).
peregrinazione   s.f.  (lett.) il peregrinare; vagabondaggio di luogo in luogo.
peregrinità   s.f.  (lett.) l'essere peregrino; in partic., eleganza, ricercatezza: peregrinità di idee, di stile. 
peregrino   agg.  e s.m.  (lett.)    • 1 •   [f. -a] (ant.) pellegrino: aveva fatto al suo nido già ritorno / la stanca rondinella peregrina  (poliziano)    • 2 •   raro, prezioso, ricercato: un concetto peregrino  § peregrinamente avv.  in modo singolare, ricercato.
perennare   v. intr.  [io perènno ecc. ; aus. avere] (bot.) vivere oltre il primo anno di vita (detto di piante annue che per condizioni favorevoli prolungano il loro ciclo vitale) | v. tr.  (lett. rar.) perpetuare: avvenimento di cui volevano perennar la memoria  (rosmini).
perenne   agg.    • 1 •   destinato a durare sempre nel tempo: fama, ricordo perenne | nevi perenni, (geog.) che non si sciolgono mai    • 2 •   (estens.) continuo, ininterrotto: una perenne malinconia  | sorgente, fonte perenne, che sgorga tutto l'anno    • 3 •   (bot.) detto di pianta, che vive più di due anni § perennemente avv.    • 1 •   per sempre    • 2 •   di continuo.
perennità   s.f.  (non com.) l'esser perenne.
perento   agg.  (dir.) si dice di diritto o di azione processuale che ha perduto ogni valore per essere trascorsi le scadenze o i termini stabiliti.
perentorietà   s.f.  l'essere perentorio, qualità di ciò che è perentorio: la perentorietà di una scadenza, di un comando. 
perentorio   agg.    • 1 •   che non ammette dilazioni: termine perentorio    • 2 •   che non ammette replica; che va attuato immediatamente e senza incertezze: ordine perentorio; bisogno perentorio  | stile, volto, atteggiamento perentorio, che denota imperiosità, sicurezza, autorevolezza § perentoriamente avv. 
perenzione   s.f.  (dir.) estinzione di un processo amministrativo conseguente a un'inattività da parte degli interessati protratta per due anni | nel linguaggio burocratico, decadenza di un diritto per scadenza dei termini entro i quali esso può essere fatto valere: pratica caduta in perenzione. 
perequare   v. tr.  [io perèquo ecc.]    • 1 •   ripartire equamente; eliminare o ridurre le più forti disuguaglianze: perequare l'imposizione fiscale    • 2 •   (stat.) procedere a una perequazione.
perequativo   agg.  che perequa, che tende a perequare: una politica perequativa; assegno perequativo. 
perequazione   s.f.    • 1 •   il perequare; il risultato del perequare; in partic., ripartizione delle imposte in base a un accertamento scrupoloso dei redditi e secondo principi di equità e di giustizia distributiva: perequazione salariale; perequazione tributaria, ripartizione più equa del carico tributario    • 2 •   (stat.) procedura mediante la quale si sostituisce a una successione di dati che presenta irregolarità di andamento una successione più regolare.
perestroika   o perestrojka, s.f. invar.  (st.) ricostruzione dalle fondamenta dell'apparato statale dell'urss avviato nelle ultime fasi di vita dell'unione dal segretario generale del pcus m. gorbaciov (1931).
pereto   s.m.  terreno piantato a peri.
peretta   s.f.    • 1 •   oggetto a forma di piccola pera; in partic., interruttore a pulsante posto all'estremità di un filo elettrico    • 2 •   attrezzo igienico-sanitario di gomma a forma di pera, terminante con una cannula, per praticare clisteri e irrigazioni | (fam.) clistere fatto con tale attrezzo    • 3 •   (gerg.) iniezione di eroina; pera.
pereunte   agg.  (lett.) che sta per estinguersi: una consuetudine pereunte. 
perfettibile   agg.  che si può perfezionare; che è in grado di perfezionarsi.
perfettibilità   s.f.  l'essere perfettibile.
perfettivo   agg.    • 1 •   che tende a perfezionare, che è in grado di perfezionare    • 2 •   (ling.) si dice dell'aspetto del verbo che esprime la compiutezza o il compimento di un'azione o di uno stato (p. e. fumò una sigaretta  rispetto a fumava una sigaretta, che considera l'azione nel suo svolgimento); gli si contrappongono imperfettivo, durativo. 
perfetto   agg.    • 1 •   compiuto in tutte le sue parti, completo; che non manca di alcuna qualità propria della sua natura: un lavoro perfetto; vivere in perfetta armonia | insetto perfetto, (zool.) insetto adulto, uscito dallo stadio di crisalide | numero perfetto, (mat.) numero intero uguale alla somma di tutti i suoi divisori: p. e.    • 6 •   a°    • 1 •   +    • 2 •   +    • 3 •   | gas, fluido perfetto, (fis.) quello ideale in cui le particelle sono pensate come punti privi di volume, dotate solo di energia cinetica, interagenti solo mediante urto; denominazione dei gas reali che più si approssimano al modello ideale | accordo perfetto, (mus.) quello costituito dalla nota fondamentale, dalla terza maggiore (o minore) e dalla quinta giusta    • 2 •   che è senza difetti; ottimo, eccellente: essere una moglie perfetta; una perfetta conoscenza dell'inglese  | usato ironicamente per rafforzare un concetto negativo: un perfetto imbecille  | come inter.  esprime soddisfazione, consenso: perfetto!, ora tutto è a posto   s.m.  (gramm.) tempo del verbo che indica un'azione compiuta nel passato; il termine è usato soprattutto in riferimento al latino e al greco § perfettamente avv.  in modo perfetto, benissimo: è andato tutto perfettamente  | assolutamente, pienamente: ne sono perfettamente consapevole. 
perfezionabile   agg.  che può essere perfezionato: un progetto perfezionabile. 
perfezionabilità   s.f.  l'essere perfezionabile.
perfezionamento   s.m.  il perfezionare, il perfezionarsi, l'essere perfezionato; correzione, miglioramento: il perfezionamento di un modello, di una tecnica | scuola, corso di perfezionamento, destinati a offrire una preparazione specializzata rispetto agli studi già compiuti.
perfezionando   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi segue un corso di perfezionamento.
perfezionare   v. tr.  [io perfezióno ecc.]    • 1 •   condurre a perfezione, a compimento: perfezionare un lavoro, un accordo, un contratto    • 2 •   correggere, modificare in modo da migliorare: perfezionare un progetto  | perfezionarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   giungere a un ottimo grado di qualità, di completezza, di conoscenze e sim.: una tecnica che si è molto perfezionata; perfezionarsi nello studio delle lingue    • 2 •   seguire un corso di perfezionamento: perfezionarsi in archeologia. 
perfezionatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi perfeziona: il perfezionatore di una tecnica. 
perfezione   s.f.    • 1 •   l'essere perfetto; assenza di difetti o lacune; completezza; eccellenza: la perfezione di un'opera, di un lavoro, di una preparazione  | a, alla perfezione, benissimo: un lavoro eseguito a, alla perfezione    • 2 •   qualità che si possiede in sommo grado: ha tutte le perfezioni immaginabili. 
perfezionismo   s.m.  tendenza a fissare una misura di perfezione ideale al proprio agire: perfezionismo morale  | (psicol.) tendenza nevrotica, che può assumere forme ossessive, a cercare costantemente risultati perfetti e perciò irraggiungibili.
perfezionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi tende al perfezionismo.
perfezionistico   agg.  [pl. m. -ci] di perfezionismo; da perfezionista.
perficere   v. tr.  (ant.) rendere perfetto, condurre a perfezione.
perfidia   s.f.    • 1 •   l'essere perfido; tendenza a comportarsi abitualmente con subdola malvagità    • 2 •   atto, discorso perfido: fare, dire delle perfidie. 
perfido   agg.    • 1 •   che non tiene fede alla parola data, sleale    • 2 •   che agisce con intenzioni malvagie; che è incline a provocare, traendone soddisfazione, il male e il danno di altre persone: quell'uomo è di animo perfido; un perfido traditore  | che denota subdola malvagità: un'azione perfida    • 3 •   (iperb. , scherz.) cattivo, pessimo (detto di cibo, bevanda, tempo atmosferico e sim.): una minestra, una giornata perfida  § perfidamente avv. 
perfino   ant. per fino, avv.  persino, finanche (introduce ciò che si considera come il limite estremo a cui si può giungere): ha osato offendere perfino suo padre; parla perfino il cinese; è stato perfino in india. 
perfogliato   agg.  (bot.) si dice di foglia con la base avvolta intorno allo stelo; anche, di pianta con tale tipo di foglie.
perforabile   agg.  che può essere perforato.
perforabilità   s.f.  l'essere perforabile; in partic., attitudine di una roccia a essere perforata da un utensile.
perforamento   s.m.  (non com.) il perforare, il perforarsi, l'essere perforato.
perforante   part. pres.  di perforare   agg.  che perfora: ulcera perforante | proiettile perforante, (mil.) capace di penetrare nelle corazze di mezzi blindati.
perforare   v. tr.  [io perfóro ecc.]    • 1 •   forare, praticare fori in profondità in particolare, forare da parte a parte: perforare la parete rocciosa; il proiettile ha perforato la lamiera    • 2 •   (elettron.) eseguire la perforazione | perforarsi v. rifl.  bucarsi, forarsi da parte a parte.
perforato   part. pass.  di perforare   agg.  che ha subìto una perforazione; che ha uno o più fori | scheda perforata; nastro perforato, supporto sul quale vengono riportati dati o istruzioni per apparecchiature elettroniche mediante una perforatrice | ulcera perforata, (med.) con perforazione della parete dell'organo interessato.
perforatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi perfora; in partic., chi è addetto alla perforazione di schede nei centri meccanografici    • 2 •   strumento che serve a perforare; in partic., quello usato per la perforazione mineraria | (elettron.) perforatrice.
perforatrice   s.f.    • 1 •   nei sistemi di elaborazione elettronica detti della prima generazione, dispositivo periferico che codifica le informazioni sotto forma di fori eseguiti su schede o nastri    • 2 •   (tecn.) macchina per operare perforazioni di terreni, rocce e sim.: perforatrice ad aria compressa, elettrica. 
perforatura   s.f.  (non com.) il perforare; perforazione.
perforazione   s.f.    • 1 •   il perforare, il perforarsi, l'essere perforato: perforazione del terreno | perforazione di una pellicola cinematografica, serie di fori praticati a intervalli regolari ai margini della pellicola, nei quali si inseriscono i denti dell'ingranaggio dell'apparecchio di ripresa e di quello di proiezione    • 2 •   nell'elaborazione elettronica dei dati con sistemi di prima generazione, codifica su scheda o nastro delle informazioni, effettuata mediante perforatrice    • 3 •   (med.) il perforarsi di un organo cavo addominale: perforazione dell'appendice. 
performance   s.f. invar.    • 1 •   prestazione, esibizione, risultato, spec. nello sport o nello spettacolo: la performance di un attore, di un cantante, di un cavallo, di una squadra  | nel linguaggio finanziario, rendimento: per i titoli del comparto chimico si sono registrate buone performance  | performance di un prodotto, (estens.) affermazione sul mercato    • 2 •   (teat.) spettacolo fondato sull'improvvisazione e sul coinvolgimento del pubblico da parte degli attori    • 3 •   (ling.) ogni atto linguistico che realizza concretamente la competenza del parlante.
performativo   agg.  (ling.) si dice di espressione che ha valore di azione vera e propria (la frase giuro che questo l'ho scritto io  implica un'azione, quella del giurare) | verbi performativi, quelli che hanno tale proprietà.
performer   s.m. invar.    • 1 •   artista, spec. attore o cantante, che si esibisce in pubblico    • 2 •   (sport) atleta che ha già ottenuto notevoli affermazioni | in ippica, cavallo che ha già vinto gare importanti.
perfosfato   s.m.  ogni appartenente a una classe di fertilizzanti chimici artificiali ricchi di fosforo e di calcio, solubili in acqua e quindi rapidamente attivi; superfosfato.
perfrigerare   v. tr.  [io perfrìgero ecc.]    • 1 •   (med.) sottoporre a intenso raffreddamento l'organismo o una parte di esso, per lo più per consentire determinati interventi chirurgici    • 2 •   nell'industria alimentare, sottoporre a perfrigerazione.
perfrigerazione   s.f.    • 1 •   (med.) il perfrigerare, l'essere perfrigerato    • 2 •   raffreddamento a temperature bassissime di prodotti alimentari per garantirne la perfetta conservazione.
perfusione   s.f.  (med.) introduzione di sostanze medicamentose attraverso la circolazione sanguigna, in tutto l'organismo o in zone delimitate di esso.
perfuso   agg.    • 1 •   (lett.) cosparso    • 2 •   (med.) si dice di individuo o di zona corporea che hanno ricevuto medicamenti in soluzione attraverso il sangue.
pergamena   s.f.    • 1 •   pelle di agnello, pecora o capra macerata in calce, poi raschiata e levigata, che si usava un tempo come materiale scrittorio; oggi trova impiego nella rilegatura di libri di pregio, nel rivestimento di paralumi, nella fabbricazione di strumenti musicali e in varie lavorazioni artistiche: un codice in pergamena; un oggetto di pergamena    • 2 •   (estens.) documento scritto su tale materiale: un'antica pergamena. 
pergamenaceo   agg.    • 1 •   di pergamena: codice pergamenaceo    • 2 •   simile a pergamena; che ha l'aspetto, la consistenza della pergamena: il guscio pergamenaceo delle uova dei rettili. 
pergamenato   agg.  si dice di carta a cui sia stata conferita, mediante un particolare trattamento, consistenza e lucentezza di pergamena.
pergamo   s.m.  (non com.) pulpito | salire in pergamo, predicare.
pergiuro   e deriv.   ⇨ spergiuro e deriv. 
pergola   (1) s.f.  impalcatura di sostegno per viti o altre piante rampicanti, formata da graticci o intelaiature in ferro o legno orizzontali o a forma di volta, poggianti su colonnine o pali; è usata spesso per creare zone ombrose ornamentali: una pergola di glicine, di gelsomino. 
pergola   (2) s.f.  (arald.) pezza onorevole formata dalla riunione al centro dello scudo di tre bande, diminuite in larghezza, partenti dagli angoli del capo e dalla punta.
pergolato   s.m.    • 1 •   lunga pergola; insieme di pergole: l'ombra di un pergolato    • 2 •   coltivazione a pergola della vite  agg.  (rar.) fatto a pergola; coperto da pergola: terrazzo pergolato. 
peri-  peri- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. perí  'intorno'; significa 'intorno, esternamente' (pericardio, periplo) | in astronomia, indica il punto di maggior vicinanza a un astro (perielio) | in chimica organica, indica composti derivati dalla naftalina con sostituenti in particolari posizioni.
periadenite   s.f.  (med.) infiammazione del tessuto cellulare situato attorno alle linfoghiandole.
perianale   agg.  (anat.) che è situato intorno all'orifizio anale.
perianzio   s.m.  (bot.) involucro del fiore che avvolge l'androceo e il gineceo; è costituito dal calice e dalla corolla.
periarterite   s.f.  (med.) infiammazione della tunica esterna delle arterie.
periartrite   s.f.  (med.) infiammazione delle borse sierose attorno alle articolazioni.
periastro   s.m.  (astr.) punto di minima distanza dall'astro principale nell'orbita ellittica descritta attorno a esso da un altro corpo celeste.
peribolo   s.m.  (archeol.) recinto sacro intorno al tempio greco, delimitato da cippi con iscrizioni e spesso anche da un muro.
pericardico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) del pericardio.
pericardio   s.m.  (anat.) membrana sierosa che riveste il cuore.
pericardite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica del pericardio.
pericarpo   o pericarpio, s.m.  (bot.) la parte del frutto che circonda i semi.
periciclo   s.m.  (bot.) complesso dei tessuti vegetali che, nella struttura primaria, sono situati tra l'endodermide e i fasci conduttori.
periclasio   s.m.  (min.) minerale monometrico, in aggregati o in cristalli, costituito da ossido di magnesio.
periclitare   v. intr.  [io perìclito ecc. ; aus. avere] (lett.) essere in pericolo: sogliono questi principati periclitare, quando sono per salire dall'ordine civile allo assoluto  (machiavelli).
periclo   s.m.  (poet.) pericolo.
pericolante   part. pres.  di pericolare   agg.    • 1 •   che è in pericolo, che minaccia di cadere: edificio pericolante    • 2 •   (fig.) che è in crisi, sull'orlo di una crisi: un'azienda, una situazione economica pericolante  | (non com.) che corre grave pericolo: amicizia, virtù pericolante. 
pericolare   v. intr.  [io perìcolo ecc. ; aus. avere] (non com.)    • 1 •   minacciare di cadere, di rovinare: la casa pericola    • 2 •   correre pericolo, essere in pericolo: quel matrimonio sta pericolando. 
pericolo   s.m.    • 1 •   circostanza o situazione da cui può derivare un grave danno: essere, trovarsi in pericolo; correre (un) pericolo; esporsi al pericolo; pericolo grave, estremo, imminente, remoto; pericolo di morte, di vita | essere fuori pericolo, aver superato il momento critico di una malattia | fare qualcosa a proprio rischio e pericolo, assumendosene tutta la responsabilità | stato di pericolo pubblico, (dir.) situazione di grave disordine interno, a seguito del quale il governo nell'ordinamento fascista poteva dichiarare la sospensione delle principali garanzie costituzionali    • 2 •   persona o cosa che può essere causa di pericolo: temere i pericoli di una grande città | pericolo pubblico, persona particolarmente pericolosa (anche scherz.): quando guida è un pericolo pubblico    • 3 •   (fam.) probabilità, caso: non c'è pericolo che ubbidisca | non c'è pericolo!, espressione con cui si rassicura qualcuno che un dato fatto non avverrà (talora usato iron.).
pericolosità   s.f.  l'essere pericoloso | pericolosità sociale, (dir.) rilevante probabilità che un soggetto possa compiere reati nel futuro; è il presupposto per l'applicazione delle misure di sicurezza.
pericoloso   agg.    • 1 •   pieno di pericoli, che comporta dei pericoli; rischioso: un luogo, un viaggio pericoloso; una curva, una svolta pericolosa; è pericoloso camminare sul ghiaccio    • 2 •   che può recare danno, che può fare del male: un uomo pericoloso | gioco pericoloso, nel calcio, azione fallosa di chi entra a piedi uniti o a gamba tesa sull'avversario § pericolosamente avv. 
pericondrio   s.m.  (anat.) membrana che avvolge il tessuto cartilagineo.
pericondrite   s.f.  (med.) infiammazione del pericondrio.
pericope   s.f.    • 1 •   (filol.) breve passo estratto, isolato da un testo    • 2 •   (lit.) brano, passo della sacra scrittura, letto nella messa.
periderma   s.m.  [pl. -mi] (bot.) il complesso dei tessuti che, nelle piante ad accrescimento secondario, sostituiscono l'epidermide.
perididimo   s.m.  (anat.) rivestimento sieroso del testicolo, detto anche tunica vaginale del testicolo. 
peridio   s.m.  (bot.) membrana che avvolge totalmente o parzialmente il corpo di alcuni funghi (p. e.  i tartufi).
peridotite   s.f.  (min.) roccia intrusiva di colore scuro, formata quasi esclusivamente da olivina.
peridoto   s.m.  (min.) olivina.
peridrolo   s.m.  (chim.) soluzione concentrata di acqua ossigenata; è detto anche acqua ossigenata a 100 volumi  perché un volume di esso svolge 100 volumi di ossigeno.
peridurale   agg.  e s.f.  (med.) si dice di anestesia chirurgica ottenuta iniettando l'anestetico nelle immediate vicinanze del midollo; si pratica negli interventi chirurgici di piccola e media entità e consente al paziente di restare cosciente.
perieco   s.m.  [pl. -ci] nell'antica grecia, chi apparteneva a comunità stanziate nelle regioni periferiche di uno stato e, in genere, a esso soggette; in partic., a sparta, abitante della laconia e della messenia, che godeva dei diritti civili, ma non di quelli politici.
periegesi   s.f.  nella letteratura greca, descrizione topografica e storica di un paese, spesso accompagnata dalla narrazione dei costumi e delle leggende dei popoli che vi abitano.
periegeta   s.m.  [pl. -ti] scrittore di periegesi.
periegetico   agg.  [pl. m. -ci] di periegesi: opera, letteratura periegetica. 
perielio   s.m.  (astr.) punto di minima distanza dal sole di un corpo che descrive un'orbita intorno ad esso.
periferia   s.f.    • 1 •   (ant.) circonferenza, perimetro    • 2 •   (estens.) zona esterna, marginale: il sangue affluisce dal cuore alla periferia del corpo  | la zona esterna, più lontana dal centro di una città: abitare in periferia; un quartiere, un cinema di periferia. 
periferica   s.f.  in un sistema di elaborazione elettronica, ogni unità diversa dall'unità centrale (p. e.  stampante, mouse, lettore di compact disk ecc.).
periferico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della periferia, che è in periferia; che si trova ai margini, nella parte esterna: abitare in un rione, in un quartiere periferico; aree periferiche | sistema nervoso periferico, (anat.) l'insieme dei nervi e delle loro terminazioni (in contrapposizione a sistema nervoso centrale)    • 2 •   (fig.) marginale: considerazioni periferiche  § perifericamente avv.  nella zona, nella parte periferica.
perifrasare   v. tr.  [io perìfraso ecc.] (non com.) esprimere, spiegare con perifrasi.
perifrasi   s.f.  giro di parole che si usa per spiegare meglio un concetto o per evitare di esprimerlo direttamente; circonlocuzione: parla chiaramente, senza tante perifrasi!. 
perifrastico   agg.  [pl. m. -ci] costituito da una perifrasi; espresso mediante perifrasi: locuzione, espressione perifrastica | forma, coniugazione, costruzione perifrastica, (ling.) costituita dall'unione di un verbo e di un ausiliare (p. e.  l'it. sono venuto) | coniugazione perifrastica attiva, nella grammatica latina, quella formata dal participio futuro attivo e dalle forme del verbo e°sse  'essere' (p. e. ventu¯rus su°m) e usata per indicare l'imminenza di un'azione, l'intenzione di compierla; coniugazione perifrastica passiva, formata dal gerundivo e dalle forme del verbo e°sse  (p. e. lauda°ndus su°m) e usata per indicare la necessità o l'opportunità che un'azione si compia § perifrasticamente avv.  con una perifrasi, per mezzo di una perifrasi.
perigeo   s.m.  (astr.) il punto più vicino alla terra nell'orbita descritta da un corpo attorno a essa.
perigliare   v. intr.  [io perìglio ecc. ; aus. avere] (lett.) correre pericolo; rischiare la propria vita, la rovina: in guerra / lunge da me l'amico mio periglia  (pellico) | v. tr.  (lett.) mettere in pericolo, arrischiare: col ferro impresero i taurini / a perigliar la cara vita  (pascoli).
periglio   s.m.  (lett.) pericolo: «o frati», dissi, «che per cento milia / perigli siete giunti a l'occidente»  (dante inf.  xxvi, 112-113).
periglioso   agg.  (lett.) pericoloso § perigliosamente avv. 
perigonio   s.m.  (bot.) involucro di fiore non differenziato in calice e corolla, costituito da foglie simili tra loro, dette tepali. 
perilinfa   s.f.  (anat.) liquido che circonda i canali del labirinto membranoso dell'orecchio.
perilunio   s.m.  (astr.) punto di minima distanza dalla luna di un corpo (p. e.  un veicolo spaziale) che descrive un'orbita intorno a essa (si contrappone ad apolunio).
perimetrale   agg.  di perimetro; che sta lungo il perimetro: muro perimetrale, quello esterno di un edificio § perimetralmente avv.  lungo un perimetro.
perimetrico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) di perimetro; perimetrale: segmento perimetrico. 
perimetro   s.m.    • 1 •   (geom.) la linea chiusa che delimita un poligono; anche, la misura di tale linea    • 2 •   (estens.) linea di contorno che racchiude una zona: il perimetro del giardino    • 3 •   strumento usato in oculistica per misurare l'ampiezza del campo visivo.
perimisio   s.m.  (anat.) rivestimento di tessuto connettivo che avvolge i muscoli.
perinatale   agg.  relativo al periodo che precede e segue immediatamente la nascita: medicina perinatale; mortalità perinatale. 
perinatalità   s.f.  periodo perinatale.
perinatologia   s.f.  parte della medicina che studia la patologia perinatale.
perineale   agg.  (anat.) del perineo, relativo al perineo: incisione, lacerazione perineale. 
perineo   s.m.  (anat.) regione anatomica costituita dalle parti molli che chiudono l'apertura inferiore del bacino.
perinervio   s.m.  (anat.) rivestimento di tessuto connettivo che avvolge i singoli fasci nervosi.
perioca   s.f.  (filol.) sommario di un'opera dell'antichità classica: le perioche delle «storie» di livio. 
perioculare   agg.  (anat.) che si trova intorno all'occhio; che riguarda il contorno dell'occhio.
periodare   v. intr.  [io perìodo ecc. ; aus. avere] formare, costruire periodi, parlando e spec. scrivendo  s.m.  modo di scrivere, di costruire i periodi: un periodare stentato, brillante, complesso. 
periodicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] giornalista che scrive su periodici.
periodicità   s.f.    • 1 •   l'essere periodico: la periodicità di un fenomeno    • 2 •   il lasso di tempo che intercorre tra fatti periodici: periodicità settimanale, bimestrale. 
periodico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che accade o si rinnova a intervalli di tempo regolari: venti periodici; soffrire di mali di testa periodici    • 2 •   (mat. , fis.) che si ripete a intervalli di tempo o di spazio regolari: funzione periodica; moto periodico | numero periodico, numero decimale le cui cifre, da un certo punto in poi, si ripetono indefinitamente a gruppi identici    • 3 •   (chim.) si dice di un acido ossigenato contenente un atomo di idrogeno, uno di iodio e quattro di ossigeno | sistema periodico degli elementi, classificazione razionale degli elementi chimici secondo l'ordine crescente del numero atomico in modo da mettere in evidenza certe proprietà essenziali ricorrenti; il più noto è quello dovuto al chimico russo d. i. mendeleev (1834-1907)  s.m.  pubblicazione che esce con frequenza regolare: un periodico settimanale, mensile; un periodico letterario, scientifico, di moda. 
periodizzamento   s.m.  (non com.) periodizzazione.
periodizzare   v. tr.  dividere in periodi, spec. il tempo, la storia.
periodizzazione   s.f.  la divisione della storia in periodi | lo studio, la definizione della durata di un'epoca culturale; anche, la sua scansione interna in fasi e momenti: la periodizzazione dell'età barocca. 
periodo   s.m.    • 1 •   ciascuna delle parti in cui si può dividere la durata di qualcosa; spazio di tempo che si distingue per tratti caratteristici o per situazioni particolari all'interno di un determinato ciclo: periodo storico; il periodo dei comuni, del feudalesimo; il periodo aureo della letteratura latina; un periodo di benessere, di crisi; attraversare un brutto, un difficile periodo  | andare a periodi, essere mutevole, incostante: il suo umore va a periodi    • 2 •   in economia: breve periodo, periodo di tempo durante il quale l'impresa non può variare la dimensione dei suoi impianti ma può variarne l'utilizzazione; lungo periodo, quello durante il quale l'impresa può variare le quantità impiegate di tutti i fattori produttivi; periodo di recupero, quello entro il quale il reddito derivante da un investimento uguaglia il costo iniziale dell'investimento stesso    • 3 •   (geol.) intervallo di tempo in cui si suddivide ciascuna era geologica    • 4 •   (gramm.) insieme di due o più proposizioni collegate in successione logica in modo da formare un'unità funzionale autonoma: periodo parattico, ipotattico; periodo breve, lungo, agile, svelto, pesante.  dim. periodino, perioduccio  accr. periodone  pegg. periodaccio    • 5 •   (mus.) successione di frasi musicali collegate in un insieme organico    • 6 •   (mat.) intervallo di valori secondo cui una funzione periodica si ripete    • 7 •   (fis.) in un moto oscillatorio, alternato, circolare o comunque svolgentesi lungo una traiettoria chiusa, intervallo di tempo impiegato da un corpo per ritornare nella posizione iniziale    • 8 •   (astr.) tempo impiegato da un astro a compiere un'intera rotazione sul proprio asse o un'intera rivoluzione intorno a un altro astro    • 9 •   (chim.) ognuna delle serie di elementi a numero atomico crescente compresi fra due elementi chimicamente simili.
periodontite   s.f.  (med.) infiammazione acuta del periodonto.
periodonto   s.m.  (anat.) il tessuto, prevalentemente connettivo, che circonda la radice del dente, unendolo alla parete dell'alveolo.
periodontosi   s.f.  (med.) malattia degenerativa del periodonto: periodontosi cronica, piorrea alveolare.
perioftalmo   s.m.  (zool.) genere di pesci teleostei dei mari tropicali, con occhi sporgenti e pinne pettorali a ventaglio; sono in grado di muoversi e respirare fuori dell'acqua in quanto conservano l'acqua nelle camere branchiali.
periostio   ant. periosteo, s.m.  (anat.) membrana fibrosa, ricca di vasi sanguigni, che riveste le ossa a eccezione delle loro superfici articolari.
periostite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica del periostio.
peripatetica   s.f.  (eufem.) prostituta di marciapiede.
peripatetico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) relativo o appartenente alla scuola di aristotele, che usava tenere lezioni e discussioni filosofiche passeggiando con i suoi discepoli nel porticato interno del liceo di atene; per estens., aristotelico  s.m.  filosofo della scuola di aristotele; seguace delle dottrine di aristotele.
peripatetismo   s.m.  (rar.) aristotelismo.
peripezia   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   vicenda avversa e fortunosa; disavventura, traversia: attraversare mille peripezie    • 2 •   nel dramma classico, mutazione repentina degli eventi dovuta al verificarsi di circostanze imprevedibili.
periplo   s.m.    • 1 •   navigazione tutt'intorno a un'isola o a un continente; circumnavigazione: periplo della sicilia, dell'africa    • 2 •   nell'antica letteratura greca, descrizione geografica che indicava tutti i porti di un mare e riportava altri dati utili alla navigazione e notizie relative a viaggi di scoperta compiuti.
periptero   o perittero, agg.  e s.m.  (archeol.) si dice di tempio classico la cui cella è circondata da una fila continua di colonne, in genere sei sui lati brevi e undici su quelli lunghi.
perire   v. intr.  [io perisco, tu perisci ecc.  (ant. o lett. io pèro, tu pèri ecc.); congiunt. pres. io perisca ecc.  (ant. o poet. io pèra ecc.); aus. essere]    • 1 •   morire di morte non naturale o comunque immatura: perire in un incidente stradale  | nell'uso poetico, il congiunt. pres. pèra  può introdurre, sul modello latino, un'espressione o una frase che contiene un'imprecazione, una maledizione: pèra colui che prima osò la mano / armata alzar su l'innocente agnella  (parini)    • 2 •   (lett.) andare distrutto, perduto (anche fig.): gloria, fama che non perirà, imperitura.
periscopico   agg.  [pl. m. -ci] di, del periscopio | quota periscopica, la massima profondità (10-12 m ca) alla quale un sommergibile in immersione può far uso del periscopio.
periscopio   s.m.  strumento ottico costituito da un lungo tubo telescopico e da prismi, che permette di esplorare l'intero giro dell'orizzonte da una posizione da cui non sia possibile la visione diretta; è usato nei sommergibili e nei carri armati.
perispomeno   agg.  (ling.) si dice di vocabolo greco che ha l'accento circonflesso sull'ultima sillaba.
perisporiacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi ascomiceti che provocano la fumaggine | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
perissodattili   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi ungulati erbivori con dita in numero dispari per ogni piede, con il terzo dito molto sviluppato, atto a sostenere il peso dell'intero corpo, e talora diviso in due metà simmetriche; comprende equidi, rinocerontidi e tapiridi | sing.  [-o] ogni mammifero di tale ordine.
perissologia   s.f.  (ret.) nella retorica classica, espressione ridondante, che consiste p. e. nell'affermare un concetto e negare il suo contrario (amo il coraggio, odio la viltà).
peristalsi   s.f.  (fisiol.) l'insieme delle contrazioni delle pareti di alcuni organi cavi, e in partic. del tubo digerente, che ne spingono in avanti il contenuto.
peristaltico   agg.  [pl. m. -ci] (fisiol.) di peristalsi: movimento peristaltico. 
peristilio   s.m.  (archeol.) ampio cortile interno circondato da un portico a colonne, tipico del tempio egizio e della casa greca e romana.
peristoma   s.m.  [pl. -mi] (zool.) il margine dell'apertura delle conchiglie di molti gasteropodi.
peritale   agg.  (dir.) proprio di un perito o di una perizia: accertamento peritale. 
peritanza   s.f.  (lett.) esitazione, incertezza nel dire o nel fare qualcosa.
peritarsi   v. rifl.  [io mi pèrito ecc.] (lett.) esitare, non osare per timidezza o altro: peritarsi di dire, di fare qualcosa. 
peritecio   s.m.  (bot.) corpo fruttifero dei funghi ascomiceti, provvisto di un'apertura attraverso la quale escono le ascospore.
perito   agg.  (lett.) che è assai esperto, abile: essere perito in una scienza   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi, per particolari cognizioni o competenze tecniche, è incaricato di compiere accertamenti o dare valutazioni: il tribunale ha nominato un perito    • 2 •   persona dotata di titolo legale di studio rilasciato da un istituto tecnico: perito industriale, agrario, aziendale, chimico, commerciale, elettrotecnico. 
peritoneale   agg.  (anat.) del peritoneo: cavità peritoneale. 
peritoneo   s.m.  (anat.) sottile membrana sierosa che riveste le pareti della cavità addominale e i visceri in essa contenuti.
peritonite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica del peritoneo.
peritoso   agg.  (lett.) che si perita; timoroso.
perittero    ⇨ periptero.
perituro   agg.  (lett.) che non durerà a lungo, che avrà vita breve: gloria, fama non peritura. 
perizia   s.f.    • 1 •   l'essere abile o esperto in qualcosa: dimostrare perizia nel pilotaggio    • 2 •   esame eseguito da un esperto per determinare il valore di un bene, l'autenticità di un'opera d'arte ecc. | (dir.) attività svolta da un perito in un processo penale (nel processo civile prende il nome di consulenza tecnica); anche, la relazione in cui vengono esposte le conclusioni cui giunge il perito: perizia calligrafica, psichiatrica, medico-legale; perizia collegiale, fatta da più periti.
periziale   agg.  (non com.) peritale.
periziare   v. tr.  [io perìzio ecc.] (burocr.) sottoporre a perizia: periziare un podere; prezzo periziato. 
perizoma   s.m.  [pl. -mi] presso popoli extraeuropei o popolazioni antiche, fascia di tessuto o di altro materiale che avvolge i fianchi e copre i genitali.
perla   s.f.    • 1 •   concrezione madreperlacea prodotta dalle secrezioni del mantello di alcuni molluschi bivalvi (spec. l'ostrica perlifera) come difesa da un corpo estraneo introdottosi nella conchiglia; ha forma simile a una piccola sfera o a una goccia, più o meno regolare, ed è pregiatissima come ornamento: la pesca delle perle; una collana di perle; perle coltivate, ottenute artificialmente introducendo nel mollusco un piccolo corpo estraneo; perle false, fabbricate a imitazione di quelle naturali e costituite per lo più da sfere di vetro opalino o di alabastro, la cui superficie viene ricoperta da polvere di madreperla legata con colla di pesce | nel linguaggio poetico dà luogo a usi metaforici in cui si fa riferimento al suo pregio o al biancore opalescente della sua superficie: le trecce bionde, / ch'oro forbito e perle / eran quel dì a vederle  (petrarca canz.  cxxvi, 47-49); laudata sii pel tuo viso di perla, / o sera  (d'annunzio) | essere una perla, (fig.) si dice di persona, o anche di cosa, esemplare per le sue qualità: quel ragazzo è una perla; una perla di marito, di moglie; venezia è la perla dell'adriatico  | perla (giapponese), (fig. scherz.) si dice di errore grossolano commesso parlando o scrivendo. dim. perlina, perluccia  accr. perlona    • 2 •   (estens.) oggetto di forma simile a quella delle perle; in partic., capsula sferica contenente sostanze medicinali  agg. invar.  di colore grigio chiaro, luminoso e iridescente: color perla; grigio perla. 
perlaceo   agg.  che ha il colore della perla: le opaline hanno riflessi perlacei. 
perlage   s.m. invar.  l'insieme delle bollicine che si sviluppano in un vino spumante quando viene versato nel bicchiere.
perlagione   s.f.  (lett.) prezioso riflesso lucente delle perle, che ne costituisce una delle caratteristiche più pregiate; è detto anche oriente. 
perlaio   s.m.  [f. -a] chi lavora o vende le perle.
perlaquale   o per la quale, agg. invar.  (fam.) per bene, ammodo: non è un tipo molto perlaquale   avv.  bene, in modo soddisfacente (per lo più in espressioni negative): l'esame non è andato troppo perlaquale. 
perlato   agg.    • 1 •   del colore o dell'aspetto della perla: bianco, grigio perlato | riso, orzo perlato, trattati in modo da acquisire lucentezza e omogeneità    • 2 •   (non com.) decorato, adorno di perle: regina bionda e perlata  (d'annunzio)    • 3 •   cotone perlato, tipo di cotone da ricamo, ritorto e particolarmente lucente    • 4 •   tocco perlato (del pianista), quello che produce note brillanti e spiccanti l'una dall'altra.
perlé   agg. invar.  perlato; solo nell'espressione cotone perlé. 
perlifero   agg.  che produce perle: ostrica perlifera. 
perlina   s.f.    • 1 •   dim.  di perla    • 2 •   qualsiasi goccia di vetro o di altra materia lavorata in forma di perla: un braccialetto di perline    • 3 •   ognuna delle piccole mezze sfere in rilievo sul margine di alcune monete    • 4 •   stretta tavola di legno, con giunzione laterale a maschio e femmina, usata per formare tavolati di rivestimento, detti appunto perlinati. 
perlinato   agg.  si dice dello schermo cinematografico su cui è stata eseguita la perlinatura  s.m.  tavolato di legno composto di perline.
perlinatura   s.f.    • 1 •   rivestimento di pareti o soffitti con tavole di legno    • 2 •   applicazione di uno strato di perline di vetro su uno schermo cinematografico per aumentarne la superficie riflettente e quindi la luminosità.
perlinguale   agg.  in farmacologia, si dice di assorbimento che avviene attraverso la mucosa linguale.
perlite   s.f.    • 1 •   (metall.) miscela di due leghe di ferro e carbonio, la ferrite e la cementite, presente negli acciai    • 2 •   (min.) roccia effusiva vetrosa.
perloché   o per lo ché, cong.  (ant.) per la qual cosa; per cui, perciò.
perlocutivo   agg.  (ling.) che riguarda l'effetto pratico che si intende ottenere comunicando qualcosa: atto perlocutivo. 
perlocutorio   agg.  (ling.) perlocutivo.
perlomeno   o per lo meno, avv.    • 1 •   con valore limitativo, almeno: se non vuoi venire, perlomeno telefonami; è molto seccato, o perlomeno mi ha dato questa impressione    • 2 •   con valore restrittivo, a dir poco: c'erano perlomeno trecento invitati. 
perlopiù   o per lo più, avv.  di solito, generalmente: perlopiù mi sveglio alle sette. 
perlucente   agg.  (ant.) di intensa lucentezza | trasparente.
perlucido   agg.  (ant. , lett.) di grande limpidezza; trasparente, diafano | (fig.) molto chiaro, evidente.
perlustrare   v. tr.  (mil.) percorrere, attraversare per intero una zona di territorio o di mare, esplorandola sistematicamente, per rilevare la presenza di nemici, di persone o cose pericolose e sim.: le pattuglie dei soldati perlustrarono l'intera città  | (estens.) ispezionare attentamente; esplorare: nelle case si perlustravano i soffitti per togliervi le ragnatele dimenticate  (pratolini).
perlustratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi perlustra.
perlustrazione   s.f.  il perlustrare; ispezione: andare, mandare in perlustrazione. 
permafrost   s.m. invar.  (geog.) permagelo.
permagelo   s.m.  (geog.) terreno dei climi freddi, permanentemente gelato anche in profondità.
permalloy   s.m. invar.  (metall.) nome comune a varie leghe di ferro, nichel, manganese e molibdeno, caratterizzate da alta permeabilità magnetica e usate nella fabbricazione di componenti elettronici.
permalosità   s.f.  l'essere permaloso.
permaloso   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi si offende facilmente, anche per cose da nulla.
permanente   part. pres.  di permanere   agg.  che rimane, che dura; stabile, fisso: mostra permanente, che non chiude mai | esercito permanente, armato anche in tempo di pace | soldato permanente, effettivo, non di leva o richiamato | dentizione permanente, quella dell'adulto | (tessera) permanente, con la quale si può viaggiare gratuitamente su tutte le linee ferroviarie dello stato  s.f.  ondulazione artificiale e duratura dei capelli ottenuta mediante trattamento termico o con particolari sostanze chimiche: farsi la permanente; permanente a caldo, a freddo  § permanentemente avv. 
permanenza   s.f.    • 1 •   il permanere, l'essere continuo nel tempo: la permanenza dello stato di crisi | in permanenza, di continuo, stabilmente, senza interruzioni: il governo è riunito in permanenza    • 2 •   il trattenersi in un luogo: la sua permanenza in città durerà ancora qualche giorno | buona permanenza!, augurio rivolto da chi parte a chi rimane, spec. in località di villeggiatura.
permanere   v. intr.  [pres. io permango, tu permani, egli permane, noi permaniamo, voi permanéte, essi permàngono; pass. rem. io permasi  (ant. permansi), tu permanésti ecc. ; fut. io permarrò ecc. ; congiunt. pres. io permanga..., noi permaniamo, voi permaniate, essi permàngano; cond. io permarrèi ecc. ; part. pass. permaso  (ant. permanso); aus. essere]    • 1 •   perdurare, rimanere: la situazione permane critica    • 2 •   (lett.) trattenersi in un luogo.
permanganato   s.m.  (chim.) sale dell'acido permanganico: permanganato di potassio, usato come energico ossidante e antisettico.
permanganico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto in cui il manganese esplica la sua massima valenza di sette | acido permanganico, acido contenente un atomo di idrogeno, uno di manganese e quattro di ossigeno.
permeabile   agg.  si dice di corpo che può essere attraversato da sostanze fluide: terreno permeabile. 
permeabilità   s.f.  proprietà dei corpi permeabili | permeabilità magnetica, (fis.) parametro che esprime l'attitudine di una sostanza a magnetizzarsi.
permeanza   s.f.  (fis.) grandezza che permette di determinare il magnetismo assunto da un corpo quando venga introdotto in un campo magnetico.
permeare   v. tr.  [io pèrmeo ecc.]    • 1 •   detto di liquido o di gas, passare attraverso un corpo diffondendosi in esso: la carta era tutta permeata di olio    • 2 •   (fig.) compenetrare, pervadere: permeare di religiosità. 
permeasi   s.f.  (biol.) enzima che permette il passaggio (permeazione) di una determinata sostanza dall'esterno all'interno di una cellula.
permeazione   s.f.  (non com.) il permeare, l'essere permeato.
permesso   (1) part. pass.  di permettere   agg.  che può essere fatto; che non è proibito | (è) permesso?, formula di cortesia con cui si chiede di poter entrare, di avere libero il passo.
permesso   (2) s.m.    • 1 •   atto, parola, scritto con cui si autorizza qualcuno a fare qualcosa; concessione, autorizzazione: chiedere il permesso di entrare, di uscire; chi ti ha dato il permesso di frugare nei miei cassetti?; ottenere, concedere, rilasciare, negare, revocare un permesso | con permesso, chiedo permesso, formule di cortesia con cui si prende congedo o si chiede l'autorizzazione di fare qualcosa che potrebbe disturbare gli altri    • 2 •   autorizzazione data a impiegati, militari e sim. di assentarsi dall'ufficio o dal reparto: essere in permesso; avere una settimana di permesso. 
permettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   dare a qualcuno la possibilità di fare qualcosa; concedere, consentire, lasciar fare: il maestro ci permise di uscire; se la stagione lo permetterà, faremo un viaggio; la questura non ha permesso la manifestazione | permette?, permettete?, formula di cortesia con cui si chiede licenza di fare qualcosa    • 2 •   con il pron. rifl. in funzione di compl. di termine, prendersi la libertà: mi permetto di contraddirti; non ti permettere di usare questo tono!  | ma come ti permetti!, ma come osi!.
permettività   s.f.  (fis.) parametro che esprime l'attitudine di una sostanza a elettrizzarsi.
permiano   agg.  e s.m.  (geol.) si dice dell'ultimo periodo dell'era paleozoica e di tutto ciò che a esso si riferisce.
permico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (geol.) permiano.
permissibile   agg.  (non com.) che può essere permesso.
permissionario   s.m.  (burocr.) titolare di un permesso della pubblica amministrazione necessario allo svolgimento di una determinata attività.
permissione   s.f.  (ant.) permesso, autorizzazione.
permissivismo   s.m.  atteggiamento esageratamente permissivo.
permissivista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi dimostra permissivismo.
permissività   s.f.  l'essere permissivo.
permissivo   agg.  che tende a permettere, a concedere, a lasciar fare; che mostra notevole tolleranza: atteggiamento permissivo; educazione permissiva | norma permissiva, (dir.) quella che, non vincolando a una condotta predeterminata, consente di fare o non fare qualcosa § permissivamente avv. 
permotore   s.m.  (ant.) principio motore, forza che muove ciascun essere verso il suo fine: questi ne porta il foco inver' la luna; / questi ne' cor mortali è permotore  (dante par.  i, 115-116).
permselettività   s.f.  (scient.) proprietà di una membrana di essere permeabile solo da certe specie di molecole o di ioni.
permselettivo   agg.  (scient.) caratterizzato da permselettività.
permuovere   v. tr.  [coniugato come muovere] (ant.) muovere; sollecitare.
permuta   s.f.    • 1 •   (dir.) contratto che comporta il reciproco trasferimento della proprietà o di altri diritti tra i contraenti: fare una permuta    • 2 •   (ant.) scambio in genere.
permutabile   agg.  che può essere oggetto di permuta; che si può permutare, scambiare: beni, valori permutabili. 
permutabilità   s.f.  l'essere permutabile.
permutamento   s.m.  (non com.) il permutare, il permutarsi, l'essere permutato; permuta.
permutanza   s.f.  (ant.) sostituzione, scambio, permuta.
permutare   v. tr.  [io pèrmuto  (ant. permùto) ecc.]    • 1 •   effettuare una permuta, fare oggetto di un contratto di permuta; barattare, scambiare    • 2 •   (mat.) eseguire una permutazione    • 3 •   (ant.) far passare da uno all'altro: che permutasse a tempo li ben vani / di gente in gente e d'uno in altro sangue  (dante inf.  vii, 79-80) | permutarsi v. rifl.  (ant.)    • 1 •   spostarsi, mutare luogo    • 2 •   cambiarsi, modificarsi.
permutatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi permuta | permutatore telefonico, nelle centrali telefoniche, dispositivo che permette il collegamento di un certo numero di linee in ingresso a un numero uguale di linee in uscita.
permutazione   s.f.    • 1 •   il permutare, il permutarsi, l'essere permutato    • 2 •   (mat.) operazione consistente nello scambiare l'ordine di successione di due o più elementi di una serie ordinata.
permutite   ® s.f.  (chim. ind.) sostanza inorganica artificiale scambiatrice di ioni, di composizione variabile, usata per togliere la durezza alle acque.
pernacchia   s.f.  suono volgare emesso con un forte soffio a labbra serrate, in segno di disprezzo o di scherno: fare una pernacchia.  dim. pernacchietta, pernacchina  accr. pernacchiona, pernacchione  (m.).
pernacchio   s.m.  (merid.) pernacchia.
pernice   s.f.  uccello di media grandezza, con piumaggio bruno, becco e zampe rosse, coda e ali corte e arrotondate; è largamente cacciato per le carni squisite (ord.  galliformi) | pernice delle nevi, con piumaggio bianco d'inverno, bruno d'estate; vive sulle alpi oltre i 2000 metri.
perniciosa   s.f.  termine con cui si designa la febbre provocata da una grave infezione malarica.
perniciosità   s.f.  (non com.) l'essere pernicioso.
pernicioso   agg.  che provoca grave danno: errore, effetto pernicioso | anemia perniciosa, (med.) particolare forma di anemia ipercromica dovuta a carenza di vitamina b12 (è così chiamata perché un tempo non era guaribile) § perniciosamente avv. 
pernio   (1)  ⇨ perno.
pernio   (2) s.m.  solo come apposizione nella loc. eritema pernio, (med.) pernione, gelone.
pernione   s.m.  lo stesso che gelone. 
perno   region. pernio, s.m.    • 1 •   (mecc.) elemento che costituisce, insieme con il cuscinetto, una coppia rotoidale, cioè un tipo di collegamento in cui uno dei componenti ruota rispetto all'altro intorno allo stesso asse di rotazione; la parte di un asse o di un albero che poggia su un supporto: perno di spinta, portante; il perno della bilancia    • 2 •   (fig.) sostegno, elemento principale, essenziale: il perno del ragionamento; essere il perno della famiglia, della squadra | fare perno su qualcuno, su qualcosa, servirsene come base, come fondamento.
pernottamento   s.m.  il pernottare.
pernottare   v. intr.  [io pernòtto ecc. ; aus. avere] passare la notte fuori di casa propria: pernottare in albergo, a roma. 
pernotto   s.m.  (burocr.) pernottamento | permesso, concesso a militari e marinai, di pernottare fuori ordinanza e di ritornare in caserma o a bordo la mattina successiva.
pero   s.m.    • 1 •   albero con fiori bianchi e foglie ovali, coltivato per il suo frutto (fam.  rosacee)    • 2 •   il legno del pero, che s'impiega tra l'altro nella fabbricazione di strumenti musicali.
però   cong.    • 1 •   ma (con valore più recisamente avversativo): è strano, però è così; questa medicina è cattiva, però fa bene; diversamente da ma, può trovarsi anche posposta: non è un genio, non si può negare però che sia intelligente; aspettami, se però non sarò di ritorno per le tre, vai pure; è molto occupato, non tanto però da non trovare il tempo di scrivere due righe  | nella lingua parlata e familiare è spesso unita con ma : te lo do, ma però voglio qualcosa in cambio  | talvolta è anche ripetuta, per esprimere una riserva, una critica: non è facile, però, però se tu ci mettessi un po' più di buona volontà!  | può anche esprimere sorpresa contenuta o un certo apprezzamento: però, ce l'ha fatta lo stesso!; però, niente male!    • 2 •   tuttavia, nondimeno (con valore concessivo): anche se è una macchina vecchia, funziona però ancora bene    • 3 •   (lett. , pop.) perciò; può essere preceduta da e  e scritta anche epperò : e però tu te n'andrai prima... (boccaccio dec.  ix, 1) | però che, perocché.
perocché   o però che, cong.  (ant.)    • 1 •   poiché (introduce una proposizione causale)    • 2 •   benché (introduce una proposizione concessiva): dubitar non convien di queste cose / perocché sien di specie alquanto strana  (leopardi paralipomeni).
perone   s.m.  (anat.) osso laterale della gamba, fibula.
peroneo   agg.  (anat.) del perone, che è connesso col perone: nervo peroneo. 
peroniero   agg.  (anat.) peroneo.
peronismo   s.m.  regime autoritario instaurato in argentina nel 1946 da j. d. perón (1895-1974), e caratterizzato da una spiccata tendenza populistica; durò fino al 1955, con tentativi successivi di ripresa | l'ideologia di stampo nazionalsocialista che caratterizzò la pratica politica e il regime di j. d. perón.
peronista   agg.  [pl. m. -sti] di j. d. perón o del peronismo  s.m.  e f.  fautore di j. d. perón o del partito, del regime da lui fondati.
peronospora   pop. peronospera, s.f.    • 1 •   (bot.) genere di funghi microscopici, parassiti delle piante coltivate, spec. della vite (fam.  peronosporacee)    • 2 •   nome generico di numerose malattie delle piante, provocate da funghi di generi diversi e caratterizzate dalla comparsa di un'efflorescenza biancastra sulle foglie: peronospora della vite, della patata, del frumento. 
peronosporacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi ficomiceti parassiti di piante coltivate | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
perorare   v. tr.  [io pèroro  (alla lat. peròro) ecc.] (lett.) sostenere, difendere con calore e convinzione: perorare una causa  | v. intr.  [aus. avere] parlare in favore di qualcuno, di qualcosa: perorare in difesa di un amico. 
perorazione   s.f.    • 1 •   il perorare    • 2 •   nella retorica classica, la parte finale di un'orazione, in cui l'oratore mirava soprattutto a commuovere l'uditorio.
perossiacido   s.m.  (chim.) lo stesso che peracido. 
perossidico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice del gruppo bivalente, formato da due atomi di ossigeno collegati fra loro da un singolo legame, tipico dell'acqua ossigenata (perossido di idrogeno).
perossido   s.m.  (chim.) composto formato dalla combinazione di due atomi di ossigeno, legati fra loro, con altri elementi; alcuni perossidi sono utilizzati come ossidanti, sbiancanti e disinfettanti | perossido d'idrogeno, acqua ossigenata.
perossocarbonato   agg.  e s.m.  (chim.) sinonimo più corretto, ma meno usato, di percarbonato. 
perpendicolare   agg.    • 1 •   che cade a piombo: una parete perpendicolare al suolo    • 2 •   (geom.) che forma angoli retti: rette perpendicolari, che si tagliano formando quattro angoli retti  s.f.  retta perpendicolare: la perpendicolare a un piano  § perpendicolarmente avv.  in direzione perpendicolare.
perpendicolarità   s.f.  l'essere perpendicolare.
perpendicolo   s.m.    • 1 •   la linea segnata dal filo a piombo | a perpendicolo, lungo la direzione del filo a piombo    • 2 •   (ant.) filo a piombo.
perpetrare   v. tr.  [io pèrpetro  (poet. perpètro) ecc.] (lett.) compiere azioni disoneste: perpetrare un delitto, un'infamia. 
perpetrazione   s.f.  (non com.) il perpetrare, l'essere perpetrato.
perpetua   s.f.  (fam.) la domestica di un sacerdote | (estens.) domestica anziana e ciarliera.
perpetuabile   agg.  che si può perpetuare.
perpetuale   agg.  (ant.) perpetuo § perpetualmente avv. 
perpetuare   v. tr.  [io perpètuo ecc.] rendere perpetuo, durevole; eternare: perpetuare il ricordo di qualcuno  | perpetuarsi v. rifl.  prolungarsi nel tempo; eternarsi.
perpetuazione   s.f.  il perpetuare, il perpetuarsi, l'essere perpetuato: la perpetuazione della specie. 
perpetuino   s.m.  nome di alcune piante erbacee con infiorescenze che mantengono il loro colore anche quando sono secche; semprevivo (fam.  composite).
perpetuità   s.f.  (non com.) l'essere perpetuo.
perpetuo   agg.  che non ha fine, che è destinato a durare sempre; per estens., incessante, continuo: un perpetuo ricordo; è in perpetuo contrasto con sé stesso | carcere perpetuo, a vita | lampada perpetua, quella tenuta sempre accesa davanti a una tomba | moto perpetuo, (fis.) quello di un sistema fisico ideale che, una volta avviato, permanga in un determinato stato dinamico periodico senza alcun intervento esterno § perpetuamente avv.  per sempre | di continuo.
perplessità   s.f.  l'essere perplesso; incertezza, titubanza: avere un attimo di perplessità; accantonare ogni perplessità. 
perplesso   agg.    • 1 •   dubbioso, titubante, incerto: essere, mostrarsi perplesso; la sua proposta mi lascia perplesso    • 2 •   (lett.) ambiguo, poco chiaro: stando attento e con risposte perplesse ingegnandosi di farlo parlare  (boccaccio dec.  iii, 3) § perplessamente avv. 
perquisire   v. tr.  [io perqui sisco, tu perqui sisci ecc.] cercare, in un luogo o su una persona, oggetti attinenti a un reato: perquisire un appartamento; perquisire una persona sospetta. 
perquisizione   s.f.  il perquisire, l'essere perquisito; perquisizione personale, domiciliare; ordinare, fare una perquisizione | mandato di perquisizione, (dir.) ordine di perquisire emesso dall'autorità giudiziaria, con delega per l'esecuzione alle forze di polizia.
perrucca    ⇨ parrucca.
persale   s.m.  (chim.) ogni composto a carattere salino contenente il gruppo perossidico.
perscrutabile   agg.  (lett.) che si può indagare, scrutare.
perscrutare   v. tr.  (lett.) indagare, scrutare.
persea   s.f.  (bot.) genere di piante comprendente specie ornamentali e da frutto, tra cui l'avocado (fam.  lauracee).
persecutivo   agg.    • 1 •   (lett.) persecutorio: occhi... insostenibili e persecutivi  (bacchelli)    • 2 •   (psicol.) proprio di chi si sente o si ritiene oggetto di persecuzione: tendenze persecutive; atteggiamenti persecutivi. 
persecutore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi perseguita.
persecutorio   agg.  proprio di chi perseguita: intento persecutorio  § persecutoriamente avv. 
persecuzione   s.f.    • 1 •   il perseguitare; in partic., complesso di azioni di forza dirette contro una minoranza etnica, politica o religiosa: la persecuzione dei cristiani, degli ebrei | mania  o delirio di persecuzione, (psich.) alterazione psichica maniacale consistente nel credersi odiati e perseguitati    • 2 •   (fig.) cosa o persona che costituisce un continuo fastidio: con la sua insistenza è una vera persecuzione!. 
perseguibile   agg.    • 1 •   che può essere perseguito, conseguito: un risultato difficilmente perseguibile    • 2 •   (dir.) che può essere oggetto di un'azione penale: reato perseguibile a norma di legge. 
perseguimento   s.m.  (non com.) il perseguire, l'essere perseguito.
perseguire   v. tr.  [io perséguo ecc. ; pass. rem. io perseguìi  (ant. perseguètti), tu perseguisti ecc.]    • 1 •   cercare di raggiungere, di conseguire: perseguire uno scopo    • 2 •   (lett.) perseguitare: come antichissimo nimico, con ogni odio, e con tutta la forza di perseguire intendo  (boccaccio dec.  viii, 7).
perseguitare   v. tr.  [io perséguito ecc.]    • 1 •   colpire o cercare di colpire ripetutamente qualcuno con una serie di azioni in suo danno, spec. per motivi etnici, politici o religiosi: gli ebrei furono perseguitati dal nazismo    • 2 •   (fig.) tormentare, vessare: la sfortuna mi perseguita  | disturbare, molestare in continuazione: mi perseguita con le sue assurde richieste. 
perseguitato   part. pass.  di perseguitare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] persona che è oggetto di una persecuzione: perseguitato politico. 
perseidi   s.f. pl.  (astr.) sciame di meteoriti osservabile come pioggia di stelle cadenti nella costellazione boreale del perseo tra il    • 9 •   e l'11 agosto di ogni anno.
persesco   agg.  [pl. m. -schi] (ant.) persiano; spec. nella loc. alla persesca, secondo il modo, il costume dei persiani.
perseverante   part. pres.  di perseverare  agg.  costante, saldo nei propositi: un ragazzo perseverante  § perseverantemente avv. 
perseveranza   s.f.  il perseverare; costanza, tenacia: perseveranza nel bene; studiare con perseveranza. 
perseverare   v. intr.  [io persèvero ecc. ; aus. avere] mantenersi fermo nei propositi; continuare un'attività con costanza e fermezza: perseverare nel lavoro. 
perseverazione   s.f.  (ant.) perseveranza.
persiana   s.f.  imposta esterna delle finestre formata da stecche orizzontali portate da un telaio incernierato lateralmente o scorrevole | persiana avvolgibile, fatta di stecche senza telaio, di legno o materiale plastico, che scorrono fra guide laterali e si avvolgono su un rullo; tapparella.
persianista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso delle lingue e letterature persiane moderne.
persianistica   s.f.  studio delle lingue e letterature persiane moderne.
persiano   agg.  della persia: l'impero persiano; un tappeto persiano  | guerre persiane, quelle sostenute dai greci contro l'espansionismo della persia (490-478 a. c) | gatto persiano, gatto di razza pregiata con corpo massiccio, arti corti, testa larga, pelo lungo e sericeo  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della persia    • 2 •   la lingua dei persiani    • 3 •   pelliccia pregiata ricavata dagli agnelli caracul    • 4 •   gatto persiano.
persica   s.f.  (region.) pesca.
persicaria   s.f.  pianta erbacea con fiori di color rosso-viola, riuniti in dense spighe (fam.  poligonacee).
persichino   agg.  (ant.) che ha colore o aspetto di pesca  s.m.  marmo con venature rosso-scure che si estrae in versilia e viene usato come materiale da costruzione ornamentale.
persico   (1) agg.  [pl. m. -ci] della persia, persiano; è usato spec. in denominazioni geografiche: golfo persico. 
persico   (2) s.m.  [pl. -ci] (region.) pesco | pesca.
persico   (3) agg.  e s.m.  [pl. -ci] solo in (pesce) persico, pesce d'acqua dolce, commestibile, di colore verdognolo con strisce trasversali nerastre (ord.  perciformi).
persino   avv.  perfino.
persistente   part. pres.  di persistere   agg.    • 1 •   che persiste; durevole: odore persistente; pioggia, febbre persistente    • 2 •   (bot.) si dice di organo di pianta che cade più tardi del normale § persistentemente avv. 
persistenza   s.f.  il persistere: la persistenza della febbre | persistenza dell'immagine, (fis.) proprietà dell'occhio di trattenere sulla retina l'immagine ricevuta per una frazione di tempo in più di quanto sia durata l'esposizione dell'occhio stesso al fascio di raggi luminosi provenienti dall'oggetto; su tale proprietà si basano la tecnica cinematografica e quella televisiva.
persistere   v. intr.  [coniugato come assistere; aus. avere]    • 1 •   mantenersi fermo in un atteggiamento con caparbietà e ostinazione; insistere, perseverare: persistere nel rifiuto, nell'errore; persistere a negare    • 2 •   durare a lungo, detto di cosa: il caldo persiste. 
perso   (1) part. pass.  di perdere   agg.  sprecato, perduto: quanto tempo perso! | lavorare a tempo perso, nei ritagli di tempo, non avendo altro da fare ' darsi per perso, (fig.) darsi per vinto, non vedere vie d'uscita da una situazione difficile ' perso per perso, si dice quando si compie un estremo tentativo in vista di un dato scopo, non avendo più altre alternative: perso per perso, prova a parlargli anche tu. 
perso   (2) agg.  e s.m.  (ant.) si dice di colore bruno rossastro: lo perso è uno colore misto di purpureo e di nero, ma vince lo nero, e da lui si dinomina  (dante convivio).
persolfato   s.m.  (chim.) sale dell'acido persolforico: persolfato di ammonio, usato come reagente di ossidazione; persolfato di potassio, usato come promotore di polimerizzazioni.
persolforico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido inorganico contenente due atomi di idrogeno, due di zolfo e otto di ossigeno, i cui sali sono i persolfati.
persona   s.f.    • 1 •   ogni essere umano in quanto tale, senza distinzione di sesso, età e condizione: una famiglia di quattro persone; un veicolo autorizzato al trasporto di cose e di persone; c'è di là una persona che ti vuole; non c'è persona al mondo che la pensi come lui; essere una brava persona; una persona cortese, maleducata, intelligente, onesta, simpatica | nomi propri di persona, (gramm.) quelli che distinguono un individuo determinato (p. e. carlo, maria), a differenza dei nomi comuni di persona, che si riferiscono a una categoria (p. e. falegname, infermiera) | a persona, con valore distributivo, per ciascuno, a ognuno: uno sconto di diecimila lire a persona | per interposta persona, attraverso un intermediario | delitti contro la persona, (dir.) quelli che compromettono fisicamente o moralmente l'individuo. dim. personcina    • 2 •   l'individuo considerato per le funzioni che esercita, per la posizione che ricopre nella società: la persona del ministro, del presidente | persona di servizio, domestico, domestica    • 3 •   il corpo, la figura, le fattezze fisiche proprie di un individuo: essere piccolo, snello, ben fatto di persona; avere cura della propria persona | in, di persona, con la propria persona, personalmente: alla riunione presenzierà il presidente del consiglio in persona; conoscere di persona, per esperienza personale, direttamente; pagare di persona, assumere su di sé fino in fondo le conseguenze negative di una propria azione | essere, sembrare qualcuno, qualcosa in persona, in espressioni fig., con valore enfatico: quella donna era la bellezza in persona; costui è l'avidità in persona; sembrava il demonio in persona!, fatto persona, incarnato    • 4 •   (dir.) individuo (persona fisica) o ente, società e sim. (persona giuridica) in quanto soggetto di diritto    • 5 •   nella teologia cristiana, ognuno dei tre componenti della ss. trinità, considerato nella sua realtà individuale: dio è uno in tre persone, padre, figlio e spirito santo    • 6 •   (gramm.) categoria che indica il soggetto grammaticale di un'azione: prima persona, quando il soggetto, espresso o sottinteso, è io  o noi; seconda persona, quando è tu  o voi; terza persona, quando è egli, ella, lui, lei, essi, esse, loro  o può essere sostituito da uno di questi pronomi | (estens.) forma verbale corrispondente a ognuna di queste tre persone: «io amo» è la prima persona singolare dell'indicativo presente di «amare», «voi amate» è la seconda persona plurale | in prima persona, (fig.) direttamente: rispondere di qualcosa in prima persona    • 7 •   (ant.) vita: ruggieri n'è per perdere la persona  (boccaccio dec.  iv, 10)    • 8 •   (ant.) personaggio teatrale: persona drammatica, tragica, comica  | in persona di qualcuno, in vece di qualcuno; anche, in nome di qualcuno.
personaggio   s.m.    • 1 •   persona importante, di grande prestigio o rinomanza; personalità: un personaggio del mondo artistico, della cultura, della politica, dello sport    • 2 •   ciascuna delle persone che agiscono in un'opera letteraria, teatrale, cinematografica o televisiva: i personaggi dei «promessi sposi»; interpretare un personaggio sulla scena    • 3 •   (fam.) tipo strano, singolare: sai che sei proprio un bel personaggio!    • 4 •   (ant.) persona mascherata.
personal   s.m. invar.  abbr. di personal computer. 
personal computer   loc. sost. m. invar.  elaboratore elettronico di dimensioni e capacità oggi anche medio-alte, destinato all'uso di piccole aziende o di professionisti, tecnici, privati.
personal computing   loc. sost. m. invar.  uso del personal computer: il personal computing si è diffuso negli anni ottanta. 
personale   agg.    • 1 •   relativo alla persona, proprio di un determinato individuo: esigenze, ragioni personali; documento personale, che serve a identificare una persona; invito, biglietto personale, che non si può cedere ad altri; lettera personale, riservata al destinatario; piacere personale, fatto a una determinata persona in via eccezionale; personale interpretazione di un'opera, originale, legata alla personalità di chi la interpreta; cura, igiene personale, della propria persona, del proprio corpo | (fallo) personale, (sport) nella pallacanestro, scorrettezza commessa a danno di un avversario    • 2 •   in grammatica: pronome personale, che si riferisce alla prima, seconda o terza persona (p. e. io, tu, egli ecc.); costruzione personale, quella del verbo che richiede un soggetto determinato  s.m.    • 1 •   l'aspetto fisico della persona, la sua figura: avere un bel personale    • 2 •   l'insieme dei dipendenti impiegati in un'azienda, in un ufficio, o impegnati nello svolgimento di un determinato servizio: il personale della ditta; personale alberghiero; il capo del personale    • 3 •   tutto ciò che attiene alla sfera privata dell'individuo | s.f.  mostra in cui si espongono le opere di un artista vivente (si contrappone a collettiva) § personalmente avv.    • 1 •   in persona, di persona: occuparsi personalmente di qualcosa; è venuto personalmente il sindaco    • 2 •   per quanto riguarda una determinata persona: lui personalmente non ha colpe    • 3 •   (gramm.) con costruzione personale: in latino il verbo 'vide°or' si costruisce personalmente. 
personalismo   s.m.    • 1 •   nella filosofia del novecento, dottrina che considera la persona come principio ontologico fondamentale: il personalismo sociale di e. mounier    • 2 •   tendenza a dare esagerata e indebita importanza a questioni personali | atto, comportamento dovuto esclusivamente a considerazioni, a motivi personali.
personalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (filos.) seguace della dottrina del personalismo    • 2 •   chi tende a far prevalere sempre e soltanto il proprio punto di vista o interesse personale.
personalistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del personalismo; che denota personalismo.
personalità   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere personale, peculiare di un individuo: la personalità di un'opinione, di un giudizio    • 2 •   (psicol.) l'insieme e la specifica organizzazione degli aspetti intellettuali, affettivi e volitivi che caratterizzano ogni individuo | nell'uso corrente: avere (una forte) personalità; una personalità decisa, debole; una personalità in formazione | culto della personalità, considerazione esagerata di un individuo, a cui si attribuiscono qualità quasi sovrumane    • 3 •   persona ragguardevole per fama, prestigio, autorità: una personalità della cultura, della politica; le più alte personalità dello stato    • 4 •   (dir.) il fatto di essere soggetto di diritto | diritti della personalità, quelli che attengono alla tutela della persona in quanto tale, distinguendosi dai diritti a contenuto patrimoniale; vi rientrano i diritti al nome, all'immagine, alla riservatezza e sim.
personalizzare   v. tr.    • 1 •   rendere personale, considerare come personale: personalizzare i contrasti politici    • 2 •   adattare ai gusti, alle esigenze di una persona, di un gruppo di persone, di una clientela: personalizzare un ambiente, un prodotto, un software. 
personalizzato   part. pass.  di personalizzare   agg.  adattato ai gusti, alle esigenze di una o più persone: un arredamento personalizzato; un accessorio personalizzato. 
personalizzazione   s.f.  il personalizzare, l'essere personalizzato.
personeggiare   v. intr.  [io personéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (lett.) personificare: dante personeggia alcuni concetti di filosofia morale  (b. croce)    • 2 •   (rar.) rappresentare la parte di un personaggio per finzione scenica o altro.
personificare   v. tr.  [io personìfico, tu personìfichi ecc]    • 1 •   attribuire a un'idea astratta o a una cosa inanimata i caratteri di persona umana: personificare la virtù, le forze della natura    • 2 •   simboleggiare: il virgilio dantesco personifica la ragione umana. 
personificazione   s.f.    • 1 •   il personificare, l'essere personificato    • 2 •   rappresentazione che raffigura in forma di persona cose o idee astratte: quella statua è una personificazione della vittoria  | chi rappresenta al sommo grado una qualità o un difetto: quell'uomo è la personificazione dell'onestà, dell'avarizia    • 3 •   (ret.) prosopopea.
perspicace   agg.    • 1 •   che ha intuito acuto e profondo, che sa comprendere e valutare con prontezza le situazioni: ingegno, mente perspicace; un investigatore perspicace    • 2 •   che dimostra intelligenza e lungimiranza: politica perspicace  § perspicacemente avv. 
perspicacia   s.f.  [pl. -cie] l'essere perspicace; sagacia, avvedutezza: un uomo di grande perspicacia. 
perspicacità   s.f.  (rar.) perspicacia.
perspicuità   s.f.  l'essere perspicuo: la perspicuità di una spiegazione. 
perspicuo   agg.    • 1 •   (ant.) trasparente: che i corpi meno e meno s'illuminino... secondo ch'ei sono più rari e perspicui... l'ho per falsissimo  (galilei)    • 2 •   (fig.) chiaro, evidente: una risposta perspicua; un discorso, un ragionamento perspicuo  § perspicuamente avv. 
perspirazione   s.f.  (med.) la normale evaporazione di acqua dal corpo attraverso la pelle, che avviene in modo continuo, indipendentemente dalla occasionale sudorazione.
persuadere   v. tr.  [pass. rem. io persua si, tu persuadésti ecc. ; part. pass. persua so]    • 1 •   indurre qualcuno in una convinzione o spingerlo a compiere determinate azioni: lo persuasi dell'inutilità dei suoi sforzi; ti persuaderò che hai sbagliato; fu persuaso ad andarsene  | nell'uso ant. poteva essere costruito alla latina con il complemento di termine della persona che si persuade e con il complemento oggetto della cosa di cui si persuade: ai dui fratelli, che stavano al rezzo, / il duca agevolmente persuase / quel ch'era falso  (ariosto o. f.  v, 50)    • 2 •   ottenere approvazione, ispirare fiducia: è un'opera che ha persuaso i critici; la sua faccia non mi persuade  | persuadersi v. rifl.  acquistare la convinzione, convincersi: mi persuasi che aveva ragione  | capacitarsi, rendersi conto: non riesco a persuadermi che tutto questo sia davvero accaduto. 
persuasibile   agg.    • 1 •   si dice di persona che si lascia persuadere facilmente    • 2 •   credibile, convincente: non è una scusa persuasibile. 
persuasione   s.f.  il persuadere, il persuadersi; lo stato di chi è persuaso; convincimento, convinzione: fare opera di persuasione presso qualcuno; una persona dotata di grande forza di persuasione; ho la persuasione che tutto andrà bene; persuasione occulta. 
persuasiva   s.f.  (non com) capacità di persuadere: un oratore che manca di persuasiva. 
persuasività   s.f.  l'essere persuasivo, capacità di persuadere; per.
persuasivo   agg.    • 1 •   che è in grado di persuadere: tono, argomento, discorso persuasivo  | (iron.) che obbliga con le minacce, che costringe con la forza o la violenza a un dato comportamento: usare mezzi, metodi persuasivi    • 2 •   che piace, che ottiene successo: un'interpretazione, un'esecuzione poco persuasiva  § persuasivamente avv. 
persuaso   part. pass.  di persuadere   agg.  che ha acquisito una determinata convinzione: sono persuaso che non è vero; è persuaso della bontà di quel provvedimento; sono persuasi a partire. 
persuasore   s.m.  [f. persuaditrice] chi persuade; con sign. peggiorativo, chi istiga ' persuasori occulti, si dice dei tecnici pubblicitari, in quanto sono in grado di condizionare le scelte dei consumatori suscitando stimoli subliminali.
pertanto   non com. per tanto, cong.    • 1 •   perciò, quindi (con valore conclusivo): sono stanco, pertanto non esco; sarebbe pertanto opportuno...; gradiremmo pertanto avere la sua opinione    • 2 •   tuttavia, nondimeno (con valore concessivo; sempre preceduta da negazione): per quanto non sia facile, non pertanto insisterò. 
pertenere   v. intr.  [coniugato come tenere; aus. essere]    • 1 •   (ant.) appartenere    • 2 •   (non com.) riguardare, essere di pertinenza.
perthite    ⇨ pertite.
pertica   s.f.    • 1 •   lungo bastone adibito a vari usi, spec. agricoli: bacchiare le olive con la pertica.  dim. pertichetta, pertichina  accr. perticona, perticone  (m.)    • 2 •   (fig. fam.) persona altissima e magra    • 3 •   attrezzo ginnico costituito da un palo verticale di legno levigato su cui ci si arrampica    • 4 •   in roma antica, unità di misura di lunghezza pari a c.a 10 piedi    • 5 •   unità di misura di lunghezza e di superficie usata in vari paesi prima dell'adozione del sistema metrico decimale.
perticare   v. tr.  [io pèrtico, tu pèrtichi ecc.]    • 1 •   (ant.) misurare a pertiche    • 2 •   (non com.) battere con una pertica; bacchiare.
perticato   s.m.  (ant.) imposta su terreno misurato a pertiche.
perticone   s.m.    • 1 •   accr.  di pertica    • 2 •   [f. -a] (fig. fam.) persona notevolmente alta e magra.
pertinace   agg.    • 1 •   tenace nelle idee e nei propositi: pertinace sostenitore di una causa    • 2 •   che denota tenacia: comportamento pertinace  § pertinacemente avv. 
pertinacia   s.f.  l'essere pertinace: difendere con pertinacia le proprie idee. 
pertinente   agg.  che si riferisce, appartiene, spetta a qualcuno o a qualcosa: funzioni pertinenti a una carica; domanda pertinente, non pertinente, che riguarda, non riguarda l'argomento in discussione ' tratto pertinente, (ling.) elemento linguistico, spec. fonico, che ha valore distintivo § pertinentemente avv. 
pertinenza   s.f.    • 1 •   l'essere pertinente: la pertinenza di una domanda; causa di pertinenza del pretore, di sua competenza    • 2 •   (dir.) ciò che è durevolmente congiunto a un bene (cioè posto al suo servizio o al suo ornamento) per migliorarne le condizioni d'uso, la funzionalità, il valore.
pertinenziale   agg.  (dir.) di, della pertinenza: vincolo pertinenziale. 
pertite   o perthite, s.f.  (min.) roccia costituita da associazioni regolari fra feldspato potassico e albite.
pertosse   s.f.  malattia infettiva delle vie respiratorie, frequente nei bambini, provocata da un bacillo specifico; si manifesta con violenti accessi di tosse e ha spesso carattere epidemico.
pertrattare   v. tr.  (lett.) trattare in modo esauriente, esaminare a fondo: ne la precedente parte sono pertrattate certe cose e diterminate  (dante convivio).
pertugiare   v. tr.  [io pertùgio ecc.] (ant.) forare, bucare.
pertugio   s.m.  buco, fessura; per estens., passaggio molto stretto: la luce penetrava nella stanza attraverso un pertugio. 
perturbamento   s.m.  (non com.) perturbazione.
perturbare   v. tr.    • 1 •   turbare profondamente, sconvolgere (anche fig.): perturbare l'ordine pubblico; la disgrazia perturbò la sua mente    • 2 •   (astr.) produrre una perturbazione su un corpo celeste | perturbarsi v. rifl.  turbarsi; perdere la calma, la serenità | detto di condizioni atmosferiche, guastarsi, peggiorare: verso sera il tempo si perturbò. 
perturbativo   agg.  relativo a perturbazione; capace di perturbare.
perturbato   part. pass.  di perturbare  e agg.  nei sign. del verbo | orbita perturbata, (astr.) alterata dall'influenza di altri campi gravitazionali § perturbatamente avv.  con perturbazione.
perturbatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi perturba: idee perturbatrici; un perturbatore dell'ordine costituito. 
perturbazione   s.f.    • 1 •   il perturbare, il perturbarsi, l'essere perturbato: perturbazioni politiche, sociali; perturbazione mentale | perturbazione (atmosferica), alterazione delle condizioni meteorologiche che provoca uno stato di squilibrio nell'atmosfera; situazione depressionaria, cattivo tempo    • 2 •   (astr.) alterazione dell'orbita di un pianeta intorno al sole, per influsso del campo gravitazionale degli altri pianeti.
perugino   agg.  di perugia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di perugia.
perula   s.f.  (bot.) fogliolina che riveste e protegge la gemma.
peruviano   agg.  del perú: le montagne peruviane  s. m.  [f. -a] abitante, nativo del perú.
pervadere   v. tr.  [pass. rem. io perva si, tu pervadésti ecc. ; part. pass. perva so] penetrare e diffondersi (anche fig.): un profumo di fiori pervase la stanza; si sentì pervaso da un'immensa gioia. 
pervasivo   agg.  (lett.) che tende a diffondersi in modo omogeneo; che pervade, che permea (spec. fig): uno stato d'animo, un sentimento pervasivo. 
pervenire   v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere] arrivare, venire, giungere: le domande per il concorso devono pervenire entro le fine del mese  | (fig.) raggiungere una meta, spec. per gradi o con difficoltà: pervenire al trono; pervenire alla realizzazione delle proprie speranze. 
perversione   s.f.  pervertimento, degenerazione: perversione del senso morale  | (psicol.) alterazione o deviazione degli istinti: perversione sessuale, tendenza o comportamento psicosessuale deviati rispetto alla meta o al modo della realizzazione (p. e.  il feticismo, il travestitismo, la necrofilia).
perversità   s.f.    • 1 •   l'essere perverso    • 2 •   (estens.) azione perversa    • 3 •   (fig. non com.) avversità: la perversità della sorte. 
perverso   agg.    • 1 •   che ama fare il male, che è volto al male: un uomo, un animo perverso; una vita perversa    • 2 •   degenerato, non naturale: gusti perversi    • 3 •   (fig. non com.) avverso, dannoso (detto di cosa) | aberrante, negativo: un meccanismo perverso; le conseguenze perverse del pentitismo  § perversamente avv. 
pervertimento   s.m.  il pervertire, il pervertirsi; degenerazione, corruzione: il pervertimento della legge morale. 
pervertire   v. tr.  [io pervèrto ecc.]    • 1 •   (ant.) cambiare, alterare    • 2 •   far degenerare, corrompere: pervertire gli animi  | pervertirsi v. rifl.  degenerare, corrompersi: gusti, costumi che si vanno pervertendo. 
pervertito   part. pass.  di pervertire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è affetto da perversione sessuale.
pervertitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi perverte: influsso pervertitore. 
pervicace   agg.  caparbio, accanito (per lo più nel male); protervo: carattere pervicace; opposizione pervicace  § pervicacemente avv. 
pervicacia   s.f.  l'essere pervicace; accanimento, protervia: persistere con pervicacia nell'errore. 
pervietà   s.f.  (anat.) la condizione di normale apertura di un condotto o di un orifizio: pervietà di un'arteria. 
pervinca   s.f.  pianta erbacea con fiori azzurro-violacei e piccole foglie ovali, comune nei boschi e nelle siepi; è coltivata a scopo ornamentale (fam.  apocinacee) | s.m.  colore azzurro-violaceo tipico del fiore di tale pianta: occhi color pervinca  o di pervinca   agg. invar.  di colore azzurro-violaceo: un abito, un foulard pervinca. 
pervio   agg.    • 1 •   (lett.) praticabile, che consente il passaggio    • 2 •   (anat.) che presenta pervietà.
pesa   s.f.    • 1 •   pesatura, spec. quella delle merci al dazio | (ant.) gabella del peso pagata per la pesatura pubblica delle merci da vendere    • 2 •   apparecchio per pesare; anche, il luogo in cui si effettua la pesatura: pesa pubblica. 
pesabambini   s.f. invar.  bilancia da tavolo, con piatto particolare, per pesare neonati | usato anche come agg. invar.  : bilancia pesabambini. 
pesabile   agg.  che si può pesare.
pesafiltro   s.m.  [pl. invar.  o -tri] (chim.) piccolo recipiente cilindrico di vetro a chiusura ermetica, usato per essiccare e pesare piccole quantità di precipitati raccolti su filtro.
pesage   s.m. invar.  nell'ippica, il luogo in cui si pesano i fantini prima della corsa.
pesalatte   s.m. invar.  lattodensimetro.
pesalettere   s.m. invar.  piccola bilancia per pesare le lettere e calcolare la relativa affrancatura.
pesamento   s.m.  (non com.) il pesare, il modo di pesare.
pesante   part. pres.  di pesare   agg.    • 1 •   che pesa; che ha un peso notevole o superiore al normale: l'olio è meno pesante dell'acqua; una valigia pesante; coperta, indumento pesante, spessi, adatti per la stagione fredda; pesante come il piombo, pesantissimo    • 2 •   (estens.) che dà una sensazione di peso, d'impaccio: sentirsi la testa, lo stomaco pesante | occhi pesanti, che tendono a chiudersi, assonnati | cibo pesante, difficile da digerire ' sonno pesante, profondo | aria pesante, che si respira a fatica; (fig.) atmosfera, situazione tesa, opprimente    • 3 •   si dice di nuova unità monetaria il cui valore nominale è pari a un multiplo della precedente: franco, lira pesante    • 4 •   (fig.) che manca di agilità, che è poco spedito nei movimenti: una corporatura pesante; camminare con passo pesante | un edificio pesante, di forme e linee tozze | stile pesante, greve, ampolloso    • 5 •   che agisce con forza eccessiva: un colpo pesante  | avere la mano  (essere di mano) pesante, picchiare con violenza; (fig.) giudicare o punire con troppa severità anche, operare grossolanamente, senza garbo né finezza | gioco pesante, (sport) duro, falloso; (fig.) modo di comportarsi scorretto e sleale | insinuazioni, accuse, ingiurie pesanti, che colpiscono duramente, che sono molto offensive    • 6 •   (fig.) che richiede molta fatica o resistenza; che è difficile da sostenere o da sopportare; gravoso: un lavoro pesante; pesanti responsabilità; la crisi si è fatta più pesante | terreno pesante, (sport) campo di gioco o di gara allentato dalla pioggia, che rende più faticosi i movimenti    • 7 •   (fig.) che arreca noia, tedio, fastidio: un film, un libro, una conferenza pesante; una persona pesante    • 8 •   si dice di cose, mezzi, sistemi, attività in quanto si contrappongono ad altri analoghi detti leggeri, i quali sono di portata, dimensioni minori o richiedono minor impegno o producono minori effetti: artiglieria pesante, quella con i calibri maggiori | industria pesante, l'industria siderurgica e metallurgica ' trasporto pesante, quello che avviene su camion e autotreni; anche, l'insieme di tali mezzi di trasporto | atletica pesante, (sport) le specialità della lotta e del sollevamento pesi ' droghe pesanti, quelle, come l'eroina, la cocaina, la morfina, che provocano effetti psicofisici più devastanti § pesantemente avv.    • 1 •   in modo pesante: vestirsi pesantemente, con abiti pesanti; intervenire pesantemente, rozzamente, senza garbo o prudenza    • 2 •   con tutto il peso del corpo: cadere pesantemente. 
pesantezza   s.f.    • 1 •   l'essere pesante (anche fig.): la pesantezza di un carico; pesantezza di stile    • 2 •   sensazione di peso: pesantezza di stomaco, dovuta a cattiva digestione; pesantezza di testa, mal di capo.
pesapersone   s.f. invar.  bilancia da terra per pesare persone in piedi.
pesare   v. tr.  [io péso ecc.]    • 1 •   misurare, calcolare il peso di qualcuno o di qualcosa: pesare la farina; pesare un bambino; pesare con la bilancia, la stadera, la basculla    • 2 •   (fig.) valutare, ponderare: pesare il pro e il contro di una decisione; pesare le parole, misurarle, essere prudente nel parlare; pesare le persone, giudicarle attentamente    • 3 •   (stat.) attribuire pesi ai termini che entrano in una media o in un numero indice | v. intr.  [aus. avere  o essere]    • 1 •   avere un dato peso: alla nascita il bimbo pesava quattro chili  | (assol.) essere molto pesante: il baule pesa    • 2 •   (fig.) avere importanza, essere determinante: in quella risoluzione pesò il suo parere    • 3 •   gravare (anche fig.): la cupola pesa sui pilastri; un cibo che pesa sullo stomaco, difficile a digerirsi; il lavoro gli pesa particolarmente, gli riesce molto faticoso; una grave minaccia pesa su di lui, incombe | pesare sulla coscienza, (fig.) provocare rimorso | pesarsi v. rifl.  sottoporsi a pesatura per controllare il proprio peso.
pesarese   agg.  di pesaro  s.m.  e f.  chi abita o è nato a pesaro.
pesata   s.f.    • 1 •   il pesare    • 2 •   la quantità pesata in una sola volta.
pesato   part. pass.  di pesare  e agg.  nei sign. del verbo § pesatamente avv.  ponderatamente.
pesatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi pesa; l'addetto alle operazioni di pesatura.
pesatura   s.f.  il pesare, l'essere pesato: pesatura delle merci; pesatura dei pugili, effettuata poco prima dell'incontro per verificare se rientrano nei limiti di peso della loro categoria.
pesca   (1) s.f.    • 1 •   il frutto del pesco. dim. peschetta, peschina  accr. pescona, pescone  (m.)    • 2 •   (fig. fam.) occhiaia, gonfiore sotto l'occhio.
pesca   (2) s.f.    • 1 •   il pescare: andare a pesca; pesca notturna, d'altomare; pesca con l'amo, con le reti; canna da pesca; pesca del merluzzo, del tonno; pesca delle perle, dei coralli | pesca subacquea, che si pratica nuotando sotto la superficie dell'acqua, muniti di speciali attrezzature ' pesca sportiva, gara di pesca con la canna    • 2 •   (estens.) ciò che si pesca, la quantità di pesce pescato: una pesca scarsa, abbondante; vendere, cucinare la pesca della giornata    • 3 •   (fig.) sorta di lotteria in cui si estraggono da un'urna biglietti, alcuni dei quali, provvisti di un particolare contrassegno, danno diritto a premi: pesca di beneficenza. 
pescaggio   s.m.    • 1 •   (mar.) l'altezza della parte di scafo che rimane immersa nell'acqua    • 2 •   (mecc.) operazione di recupero di attrezzi di sondaggio caduti sul fondo di un foro di sonda.
pescagione   s.f.    • 1 •   (non com.) pesca    • 2 •   (mar.) pescaggio.
pescaia   s.f.  sbarramento di pietre o di travi posto lungo il corso dei fiumi per catturare i pesci o per deviare parte della corrente.
pescaiolo   s.m.  pozzetto che limita la velocità dell'acqua di sgrondo degli acquedotti.
pescanoce   o pesca noce, s.f.  [pl. peschenoci  o pesche noci] frutto di una varietà di pesco che ha buccia liscia e lucida.
pescare   v. tr.  [io pésco, tu péschi ecc.]    • 1 •   prendere pesci o altri animali marini o d'acqua dolce usando strumenti opportuni (rete, lenza, amo, fucile ecc.): pescare trote, cernie, granchi; pescare coralli, conchiglie, raccoglierli | (estens.) cercare di prendere o di recuperare qualcosa che si trova nell'acqua: pescare un cappello caduto nel fiume    • 2 •   (fig.) prendere, tirare su a caso: pescare una carta dal mazzo; pescare un numero nell'urna    • 3 •   (fig.) trovare, reperire; sorprendere, cogliere di sorpresa: dove hai pescato questa notizia?; guai se ti pesco ancora qui!  | v. intr.  [aus. avere] essere immerso fino a una certa profondità (detto di natanti o altri oggetti galleggianti): lo scafo pesca    • 6 •   metri circa. 
pescarese   agg.  di pescara  s.m.  e f.  chi abita o chi è nato a pescara.
pescata   s.f.    • 1 •   il pescare    • 2 •   quantità di pesce pescato in una volta.
pescatico   s.m.  [pl. -ci] (st.) tributo pagato in denaro o in natura da chi pescava in acque altrui.
pescato   part. pass.  di pescare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  quantità di pesce pescata in un determinato periodo di tempo.
pescatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi si dedica alla pesca per mestiere o per sport: pescatore di mare, di fiume; pescatore di coralli, di perle; una famiglia, un villaggio di pescatori; pescatore di canna, chi pesca con la canna e la lenza; pescatore di frodo, chi pesca senza licenza o con mezzi o in luoghi proibiti | pescatore di uomini, di anime, (fig. rar.) chi svolge attività di apostolato religioso    • 2 •   (lett.) per antonomasia, san pietro ' anello del pescatore, l'anello papale, con sigillo recante l'immagine di san pietro    • 3 •   (mecc.) attrezzatura per il recupero degli attrezzi di sondaggio caduti sul fondo di un foro di sonda  agg.  si dice di animale che vive catturando pesci: martin pescatore; rana pescatrice. 
pescatrice   s.f.  (zool.) forma ellittica per rana pescatrice. 
pesce   s.m.    • 1 •   animale vertebrato acquatico di varia grandezza, per lo più fusiforme, rivestito di squame e provvisto di pinne per nuotare, con respirazione branchiale e scheletro osseo o cartilagineo: pesce ago, pesce marino dal corpo lungo e sottile, comune nel mediterraneo; pesce corvo, ombrina dalla tinta bruna scura e con i fianchi a strisce dorate; pesce dorato  (o rosso), originario della cina, allevato per ornamento; pesce farfalla, dotato di una pinna dorsale la cui parte anteriore è simile a un'ala di farfalla; pesce vela, istioforo; pesce pappagallo, pesce marino, presente nel mediterraneo, con livrea vivacemente colorata; pesce rondine  (o volante), pesce di mare dal corpo allungato, grigio e roseo a macchie, con capo grosso e arrotondato; le ampie pinne pettorali gli permettono di compiere lunghi salti fuori dell'acqua | nuotare come un pesce, (fig.) benissimo ' essere, sentirsi un pesce fuor d'acqua, (fig.) sentirsi a disagio in un ambiente che non si conosce ' non sapere che pesci pigliare, (fig.) non sapere che decisione prendere ' buttarsi a pesce su qualcosa, (fig.) con entusiasmo; riferito a cibo, cominciare a mangiarlo con avidità | fare il pesce in barile, (fig.) fare l'indifferente, far finta di nulla | prendere qualcuno a pesci in faccia, (fig. pop.) trattarlo in malo modo ' pesce grosso, piccolo, (fig.) persona molto, poco potente | pesce d'aprile, burla che si fa tradizionalmente il primo di aprile ' prov.  : i pesci grossi mangiano quelli piccoli, i potenti hanno sempre la meglio. dim. pescetto, pesciolino  accr. pescione    • 2 •   (estens.) la carne del pesce come cibo; vivanda di pesce: pesce lesso, in bianco, in umido, affumicato; zuppa, fritto di pesce | pesce azzurro, denominazione comune di sardine, acciughe e sgombri | avere una faccia da pesce lesso, (fig.) avere un viso inespressivo    • 3 •   pl.  (zool.) la classe di vertebrati acquatici cui appartiene ogni pesce    • 4 •   (pl.) pesci, (astr.) costellazione e segno dello zodiaco in cui il sole transita dal 20 febbraio al 20 marzo    • 5 •   (estens.) persona nata sotto questo segno    • 6 •   (tip.) errore di stampa che consiste nel saltare una parola o una frase del testo originale    • 7 •   (volg. pop.) pene.
pescecane   meno com. pesce cane, s.m.  [pl. pescicani  o pescecani]    • 1 •   denominazione comune di molti squali predatori che assalgono anche l'uomo    • 2 •   (fig.) persona arricchitasi rapidamente speculando sulle necessità altrui.
peschereccio   agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   che si riferisce alla pesca: barca peschereccia    • 2 •   (non com.) si dice di luogo nel quale si pesca in abbondanza  s.m.  grande motobarca attrezzata per la pesca.
pescheria   s.f.    • 1 •   mercato del pesce; negozio dove si vende il pesce    • 2 •   (ant.) pesca | la quantità di pesce presa in una sola volta    • 3 •   (milan.) quantità di pesciolini da friggere; minutaglia.
pescheto   s.m.  terreno coltivato a peschi.
peschicoltore   s.m.  [f. -trice] chi si occupa di peschicoltura.
peschicoltura   s.f.  la coltivazione degli alberi di pesco.
peschiera   s.f.  vivaio di pesci; bacino o vasca in cui si tengono o si allevano pesci.
pesciaiola   lett. pesciaiuola, s.f.    • 1 •   pescivendola    • 2 •   recipiente di forma allungata, spesso con un doppio fondo sollevabile, nel quale si può lessare il pesce intero    • 3 •   (zool.) nome di una specie di smergo con piumaggio bianco, nero e grigio (ord.  anseriformi).
pesciaiolo   lett. pesciaiuolo, s.m.  [f. -a] pescivendolo.
pescicoltore    ⇨ piscicoltore.
pescicoltura    ⇨ piscicoltura.
pesciera   s.f.    • 1 •   pesciaiola nel sign.    • 2 •   | vassoio per servire in tavola il pesce    • 2 •   vaso di vetro in cui si tengono in casa piccoli pesci vivi, spec. pesci rossi.
pesciolino   s.m.    • 1 •   dim.  di pesce    • 2 •   pesciolino d'argento, (zool.) lepisma.
pescivendolo   s.m.  [f. -a] chi vende pesce.
pesco   s.m.  [pl. -schi] albero con fiori rosei e foglie lanceolate che dà frutti commestibili, tondeggianti, dalla polpa dolce (fam.  rosacee).
pesconoce   o pesco noce, s.m.  [pl. peschinoce  o peschi noce] lo stesso che nocepesco. 
pescosità   s.f.  l'essere pescoso: la pescosità di un fiume. 
pescoso   agg.  ricco, abbondante di pesci: mare pescoso; coste pescose. 
peseta   s.f.  [pl. pesetas] unità monetaria della spagna.
pesiera   s.f.  la serie dei pesi di una bilancia; anche, la cassetta che li contiene.
pesista   s.m.  [pl. -sti] (sport)    • 1 •   atleta che pratica il sollevamento pesi    • 2 •   [anche f.] atleta che pratica il lancio del peso.
pesistica   s.f.  lo sport del sollevamento pesi.
pesistico   agg.  [pl. m. -ci] della pesistica, dei pesisti.
peso   (1) agg.  (tosc.) pesante: un abito peso; aria pesa  | (fig.) noioso: una persona pesa. 
peso   (2) s.m.    • 1 •   forza che un corpo esercita su ciò che lo sostiene per effetto della gravità terrestre; per estens., la misura di tale forza: il peso delle persone ha fatto affondare la barca; il peso della merce; tre quintali di peso; crescere, diminuire di peso; vendere, pagare a peso, secondo quanto qualcosa pesa; fare, dare buon peso, pesare una merce abbondando a vantaggio del compratore; rubare sul peso, far risultare il peso della merce superiore a quello che è passare il peso, superare il peso massimo ammesso per una determinata tariffa (detto spec. di corrispondenza) ' pagare a peso d'oro, (fig.) moltissimo ' alzare, sollevare di peso, sollevare qualcosa dalla base d'appoggio senza l'aiuto di nessuna spinta; alzare qualcuno di peso, (fig.) dargli una solenne sgridata ' prendere qualcosa di peso, (fig.) riportare, copiare qualcosa senza modificare nulla, in modo pedissequo ' peso morto, quello che esercita un grave quando è immobile e quindi senza intervento di altre forze; (fig.) gravame inutile e, detto di persona, parassita ' peso lordo, quello comprensivo della tara ' peso netto, senza la tara ' peso a vuoto, peso di un veicolo completamente equipaggiato, ma privo di combustibile e di carico utile ' peso specifico, (fis.) rapporto tra il peso di un corpo e il suo volume (peso specifico assoluto) o tra il peso di un corpo e il peso di un uguale volume di acqua distillata a    • 4 •   ° c (peso specifico relativo) ' peso equivalente, (chim.) equivalente chimico ' peso atomico, (chim.) numero che esprime il peso relativo di un elemento, riferito a 1/12 del peso dell'atomo del carbonio 12 ' peso molecolare, (chim.) somma dei pesi atomici degli atomi che compongono la molecola. dim. pesetto, pesino, pesuccio  accr. pesone  pegg. pesaccio    • 2 •   la cosa stessa che esercita il peso: caricare i pesi sul carro | portare un peso sulle spalle, (fig.) essere oberato di una responsabilità ' avere un peso sullo stomaco, un senso di pesantezza, spec. per cattiva digestione; togliersi un peso dallo stomaco, (fig.) togliersi una preoccupazione ' avere un peso sulla coscienza, (fig.) un rimorso    • 3 •   oggetto di metallo, corrispondente a una determinata unità di peso, che serve per pesare: i pesi della bilancia | usare due pesi e due misure, (fig.) giudicare in modo non imparziale    • 4 •   (stat.) coefficiente che si attribuisce ai termini che entrano nel calcolo di una media o nella costruzione di un numero indice in relazione alla diversa importanza o frequenza dei termini stessi: aggiornare i pesi dei prezzi dell'indice del costo della vita    • 5 •   (sport) nel pugilato, nella lotta e nel sollevamento pesi, ciascuna delle categorie in cui si dividono gli atleti in base al loro peso corporeo: peso piuma, medio, massimo    • 6 •   (sport) attrezzo metallico sferico che l'atleta scaglia alla massima distanza possibile: lancio del peso  | attrezzo costituito da una barra orizzontale con dischi o blocchi pesanti alle estremità, che si solleva a forza di braccia; manubrio: sollevamento pesi    • 7 •   (fig.) oppressione, gravame, affanno: il peso dei rimorsi, della vergogna, degli anni, delle responsabilità | essere di peso per qualcuno, (fig.) gravare su di lui senza dargli alcun aiuto    • 8 •   (fig.) importanza, valore, autorità: una cosa di poco peso; dare il giusto peso; non dare peso a quello che dicono gli altri; il peso delle parole. 
peso   (3) s.m.  [pl. pesos] unità monetaria di diversi paesi dell'america latina (bolivia, colombia, cuba, repubblica dominicana, messico, uruguay) e delle filippine.
pesolo   agg.  (ant.) pendulo, penzolante: e 'l capo tronco tenea per le chiome, / pésol con mano a guisa di lanterna  (dante inf.  xxviii, 121-122).
pessario   s.m.  (med.)    • 1 •   dispositivo che, introdotto nella vagina, serve a mantenere l'utero in posizione normale in caso di prolasso o deviazione    • 2 •   contraccettivo meccanico che si applica al collo dell'utero.
-pessia  -pessia o -pessi, secondo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. pêxis  'fissazione, unione'; indica l'intervento chirurgico che riporta e fissa un organo nella sua sede naturale (orchiopessia).
pessimismo   s.m.    • 1 •   disposizione dell'animo a cogliere soprattutto gli aspetti negativi della vita e della realtà: un pessimismo cupo, profondo  | (estens.) previsione negativa; mancanza di fiducia: guardare al futuro con pessimismo; è riuscito nell'impresa malgrado il pessimismo generale    • 2 •   (filos.) in senso lato, ogni posizione che insista sulla prevalenza del male sul bene; più specificamente, dottrina secondo la quale l'esistenza umana è dominata dall'infelicità e dal dolore, e tutta la realtà è assoggettata a una forza cieca e irrazionale: il pessimismo di schopenhauer. 
pessimista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi giudica con pessimismo, chi è portato a fare previsioni sfavorevoli: essere un pessimista    • 2 •   sostenitore, seguace delle concezioni proprie del pessimismo filosofico  agg.  incline al pessimismo; che prevede in senso negativo il futuro sviluppo di una situazione: essere molto pessimista sull'esito di un'impresa. 
pessimistico   agg.  [pl. m. -ci] che è proprio del pessimismo, dei pessimisti; improntato a pessimismo: atteggiamento pessimistico; concezioni, previsioni pessimistiche  § pessimisticamente avv. 
pessimo   agg.  [superl. di cattivo] molto cattivo, cattivissimo, il più cattivo: un pessimo soggetto; frequentare pessime compagnie; un pessimo insegnante; un pessimo impiegato; una pessima organizzazione; un pessimo acquisto; essere in pessimi rapporti con qualcuno; un pessimo trattamento; una dimostrazione di pessimo gusto; parlare un pessimo inglese; un pessimo aspetto, carattere; una pessima cera; tempo pessimo  § pessimamente avv. 
pesta   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   orma, traccia visibile lasciata da un uomo o da un animale: le peste di un selvatico  | essere sulle peste di qualcuno, (fig.) ricercarlo, esserne sulle tracce | seguire le peste di qualcuno, (fig.) seguirne l'esempio, imitarlo    • 2 •   (ant.) calca, folla    • 3 •   pl.  (fig.) difficoltà, situazione complicata: essere, trovarsi nelle peste; lasciare, mettere qualcuno nelle peste. 
pestaggio   s.m.  il percuotere, il picchiare duramente qualcuno, spec. a scopo punitivo o intimidatorio: subire un pestaggio da un gruppo di teppisti  | (estens.) colluttazione, rissa: la lite è finita in un pestaggio generale. 
pestare   v. tr.  [io pésto ecc.]    • 1 •   battere qualcosa con un attrezzo in modo da triturarla o ridurla in polvere: pestare il sale, il pepe; pestare la carne, per ridurne lo spessore ' pestare l'acqua nel mortaio, (fig.) compiere uno sforzo inutile    • 2 •   schiacciare col piede, calpestare: pestare un mozzicone acceso; pestare l'uva, pigiarla ' pestare i piedi, i calli a qualcuno, (fig.) agire in modo da disturbarlo o danneggiarlo ' pestare i piedi (in terra), batterli ripetutamente contro il terreno per scaldarli o in segno di stizza | pestare le orme di qualcuno, (fig.) seguirne l'esempio    • 3 •   picchiare, riempire di percosse: l'hanno pestato sodo  | pestare il pianoforte, (scherz.) suonarlo male.
pestarola   s.f.  (non com.) attrezzo per pestare la carne.
pestata   s.f.    • 1 •   il pestare, l'essere pestato: dare una pestata alla bistecca.  dim. pestatina    • 2 •   colpo dato su qualcosa col piede: ricevere, prendersi una pestata (su un piede).  accr. pestatone  (m.)    • 3 •   pestaggio.
pestatoio   s.m.  (non com.) pestello.
pestatura   s.f.  il pestare; pestata.
peste   s.f.    • 1 •   malattia infettiva contagiosa, di carattere epidemico e con decorso rapido, spesso mortale, determinata da un bacillo specifico, che viene trasmessa all'uomo dal topo attraverso la mediazione delle pulci | (estens.) nome di analoghe malattie contagiose ed epidemiche di particolare gravità che colpiscono alcuni animali (gallinacei, bovini, equini, suini)    • 2 •   (fig.) puzzo, fetore insopportabile: che peste quel sigaro!    • 3 •   (fig.) cosa gravemente dannosa, spec. dal punto di vista morale: la peste della corruzione  | dire peste e corna di qualcuno, (fam.) dirne tutto il male possibile    • 4 •   (fig. scherz.) persona, spec. bambino o ragazzo, molto irrequieta e turbolenta: tuo figlio è una peste    • 5 •   peste d'acqua, (bot.) elodea.
pestello   s.m.  arnese di metallo o di legno usato per pestare nel mortaio.
pesticciare   v. tr.  [io pestìccio ecc.] (non com.) pestare ripetutamente con i piedi: guglielmo pesticciò torno torno la cenere  (cassola).
pesticida   s.m.  [pl. -di] agente chimico usato in agricoltura per distruggere insetti, topi o altri organismi nocivi.
pestifero   agg.    • 1 •   che porta, diffonde la peste    • 2 •   (fig.) che ha un odore nauseabondo, insopportabile: miasmi pestiferi    • 3 •   (fig.) gravemente dannoso, nocivo: dottrine, idee pestifere  | (iperb.) che reca notevole molestia, fastidio: un bambino pestifero. 
pestilente   agg.    • 1 •   (non com.) pestifero | lingua pestilente, (fig.) maldicente e maligna    • 2 •   (ant.) detto di malattia che ha i caratteri della peste; anche, di persona che ha la peste.
pestilenza   s.f.    • 1 •   epidemia di peste o di altra grave malattia infettiva    • 2 •   (fig.) cosa rovinosa, dannosa    • 3 •   fetore.
pestilenziale   agg.    • 1 •   di peste; che ha le caratteristiche della peste: epidemia pestilenziale    • 2 •   (fig.) estremamente dannoso, molesto: un caldo pestilenziale    • 3 •   che emana un odore fetido; puzzolente: aria pestilenziale  § pestilenzialmente avv. 
pestilenzioso   agg.  (ant.) pestilenziale.
pesto   agg.  pestato ' occhi pesti, gonfi e lividi per aver ricevuto colpi, o cerchiati per il sonno, la stanchezza e sim. ' buio pesto, (fig.) molto fitto  s.m.  ogni composto di ingredienti tritati o pestati; in partic., condimento per minestrone o pastasciutta, tipico della cucina genovese, a base di basilico, olio, aglio, pinoli e pecorino: trenette, lasagne al pesto. 
pestone   s.m.    • 1 •   grosso pestello di forma troncoconica che si usa soprattutto per battere e rassodare il terreno (p. e.  nella costruzione di argini)    • 2 •   (fam.) pestata molto forte, data su un piede.
pestoso   agg.  (med.) della peste, che si riferisce alla peste; che provoca la peste.
peta-  peta- primo elemento della terminologia scientifica, di origine incerta; anteposto a un'unità di misura ne moltiplica il valore per 10(15) (p. e. petajoule).
petalo   s.m.  (bot.) ciascuna delle parti che formano la corolla del fiore.
petardo   s.m.    • 1 •   bomba di carta, piccola e rudimentale, che viene fatta esplodere in segno di festa    • 2 •   piccolo ordigno esplosivo che, in caso di nebbia, viene posto sulle rotaie in modo che esploda al passaggio del treno, segnalando così ai macchinisti la presenza di un ostacolo o di un pericolo.
petaso   s.m.  sorta di cappello a larghe falde, usato dagli antichi greci e poi dai romani durante i viaggi e per ripararsi dal sole o dalla pioggia.
petauro   s.m.  (zool.) genere di piccoli mammiferi marsupiali australiani, simili agli scoiattoli, provvisti di una caratteristica membrana alare ai lati del corpo che consente loro voli planati.
petecchia   s.f.  (med.) emorragia cutanea puntiforme che caratterizza determinate malattie, come il tifo esantematico.
petecchiale   agg.  (med.) che si manifesta con petecchie: tifo petecchiale. 
petit-gris  petit-gris s.m. invar.  pelliccia pregiata, morbida, di colore grigio-azzurro, confezionata con pelli di scoiattoli siberiani.
petitorio   agg.  (dir.) si dice di ogni procedimento che miri all'accertamento della proprietà di un bene e al riacquisto di essa da parte di chi l'abbia perduta: azione petitoria. 
petitum   s.m. invar.  (dir.) oggetto della domanda che la parte rivolge al giudice civile.
petizione   s.f.    • 1 •   domanda scritta, indirizzata da uno o più privati a un'autorità per chiedere qualcosa: fare, rivolgere una petizione | petizione parlamentare, istanza presentata da un gruppo di cittadini elettori alle camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità    • 2 •   petizione di principio, (filos.) errore di logica per il quale si pone come fondamento della dimostrazione ciò che appunto si dovrebbe dimostrare    • 3 •   (ant.) domanda, richiesta, in senso generico.
peto   s.m.  emissione di gas dagli intestini.
-peto  -peto secondo elemento di aggettivi composti di origine latina o di formazione moderna, dal lat. -pe°tu(m), deriv. di pete°re  'dirigersi verso'; indica movimento o sviluppo nella direzione specificata dal primo termine, contrapponendosi spesso a -fugo  (centripeto).
petonciano    ⇨ petronciano.
petra   e deriv.   ⇨ pietra e deriv. 
petrarcheggiare   v. intr.  [io petrarchéggio ecc. ; aus. avere] imitare lo stile e i modi della poesia di f. petrarca.
petrarchesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   del poeta f. petrarca (1304-1374), o che concerne il suo stile, la sua opera: il «canzoniere» petrarchesco; studi petrarcheschi    • 2 •   che imita lo stile e le forme poetiche del petrarca: la poesia petrarchesca del rinascimento  § petrarchescamente avv.  alla maniera del petrarca.
petrarchismo   s.m.    • 1 •   l'imitazione dello stile del petrarca come poeta lirico    • 2 •   corrente poetica ispirata allo stile e ai temi della poesia del petrarca; manifestatasi in italia già nel sec. xv, ebbe nel secolo successivo la massima fioritura, diffondendosi poi nelle letterature europee.
petrarchista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi in poesia imita lo stile del petrarca: i petrarchisti cinquecenteschi    • 2 •   studioso del petrarca  agg.  che riguarda il petrarchismo; petrarchesco.
petrello   s.m.  uccello dei mari freddi dal corpo tozzo, con ali e gambe corte, piumaggio grigiastro, occhi e becco bruni (ord.  procellariformi).
petriera   s.f. , o petriere s.m. , mortaio di grosso calibro usato fino all'inizio del sec. xix per lanciare palle di pietra.
petro-  petro- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, formate modernamente, dal gr. pétra  'pietra'; significa 'pietra, roccia' (petrografia).
petrochimica   (1) e deriv.   ⇨ petrolchimica e deriv. 
petrochimica   (2) s.f.  parte della petrografia che si occupa della costruzione di tavole sistematiche per il confronto chimico-mineralogico tra masse ingenti di materiali.
petrochimico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla petrochimica.
petrodollari   o petroldollari, s.m. pl.  fondi in dollari statunitensi ricevuti dai paesi produttori di petrolio greggio in pagamento delle loro esportazioni.
petroforgia   s.f.  [pl. -ge] pressa azionata da un motore a combustione interna per lo stampaggio a freddo o a caldo di pezzi industriali.
petrogenesi   s.f.  (geol.) processo di formazione delle rocce.
petroglifo   s.m.  (archeol.) incisione figurativa su roccia come forma di arte rupestre.
petrografia   s.f.  scienza che studia la costituzione chimica, fisica e mineralogica delle rocce e la loro genesi.
petrografo   s.m.  [f. -a] studioso di petrografia.
petrolchimica   o petrochimica, s.f.  settore della chimica industriale che studia e realizza la separazione di diverse frazioni dal petrolio greggio e la trasformazione chimica degli idrocarburi naturali liquidi o gassosi.
petrolchimico   o petrochimico, agg.  [pl. m. -ci] di, della petrolchimica  s.m.  stabilimento petrolchimico: il petrolchimico di marghera. 
petroldollari    ⇨ petrodollari.
petroliera   s.f.  nave cisterna per il trasporto di liquidi combustibili.
petroliere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi lavora nell'industria petrolifera | proprietario di giacimenti petroliferi o industriale del settore petrolifero    • 2 •   negli ultimi decenni dell'ottocento, rivoluzionario, incendiario | come agg. , per estens., si dice di uno scrittore o di un artista, oppure di un'opera letteraria o artistica, che tende a sovvertire la tradizione: lungi le muse de la barricata, / le grazie petroliere!  (carducci).
petroliero   agg.  del petrolio; che concerne il petrolio e le diverse fasi della sua lavorazione.
petrolifero   agg.  che contiene, produce petrolio; che concerne l'estrazione e la lavorazione del petrolio: giacimento petrolifero; pozzi petroliferi; industria petrolifera. 
petrolio   s.m.  miscuglio naturale di idrocarburi che deriva dalla trasformazione di residui organici accumulatisi, in epoche geologiche remote, entro profonde sacche racchiuse tra strati rocciosi impermeabili; allo stato greggio è un liquido oleoso, infiammabile, di colore nero, dalla cui distillazione si ricavano benzine, cherosene, gasolio, oli lubrificanti e, con successivi trattamenti, materie plastiche, gomma, fibre sintetiche, fertilizzanti.
petrologia   s.f.  scienza che studia la formazione delle rocce.
petronciano   o petonciano, s.m.  (ant.) melanzana.
petroniano   agg.  (lett.) di bologna  s.m.  [f. -a] (lett.) abitante, nativo di bologna.
petroso   agg.    • 1 •   (lett.) pietroso: bello di fama e di sventura / baciò la sua petrosa itaca ulisse  (foscolo sonetti) | rime petrose, titolo con cui si designano alcuni componimenti poetici di dante, nei quali è fatto accenno a una donna chiamata simbolicamente 'pietra'    • 2 •   cavità petrose, (anat.) sistema di cavità ossee intercomunicanti poste in una porzione dell'osso temporale del cranio, detta rocca petrosa  o rocca. 
petrotettonica   s.f.  ramo della petrografia che studia la struttura e la tessitura delle rocce.
pettata   s.f.  (non com.)    • 1 •   colpo dato col petto    • 2 •   salita faticosa.
pettazzurro   s.m.  uccello migratore caratterizzato dal colore azzurro del petto (ord.  passeriformi).
pettegola   s.f.  uccello di palude con zampe rosse o gialle, becco lungo, dorso e gola bianchi (ord.  caradriformi).
pettegolare   v. intr.  [io pettégolo ecc. ; aus. avere] fare pettegolezzi, malignare: pettegolare sul conto di qualcuno. 
pettegolezzo   s.m.  discorso indiscreto e maligno sui fatti altrui: fare pettegolezzi; non curarsi dei pettegolezzi. 
pettegolio   s.m.    • 1 •   un pettegolare continuo    • 2 •   chiacchiericcio molesto.
pettegolo   agg.    • 1 •   si dice di persona che parla spesso con morbosa curiosità e con malizia di fatti e comportamenti altrui: una donna pettegola    • 2 •   proprio di persone pettegole: chiacchiere pettegole   s.m.  [f. -a] persona pettegola: è un gran pettegolo.  accr. pettegolone. 
pettegolume   s.m.  serie di pettegolezzi o insieme di persone pettegole.
pettide    ⇨ pectide.

pettiera   s.f.  pettorale.
pettignone   s.m.  (ant.) pube.
pettinaio   s.m.  [f. -a] (non com.) chi fabbrica o vende pettini.
pettinare   v. tr.  [io pèttino ecc.]    • 1 •   ravviare i capelli con il pettine; per estens., acconciare i capelli | riferito ad animali domestici, ravvivarne il pelo con il pettine o la spazzola    • 2 •   (ind. tessile) eseguire la pettinatura delle fibre    • 3 •   (fig. fam.) conciare male, ridurre in cattivo stato con percosse e sim. | criticare, rimproverare aspramente | pettinarsi v. rifl.  ravviarsi i capelli con il pettine.
pettinata   s.f.    • 1 •   il pettinare, il pettinarsi    • 2 •   (fig. fam.) sgridata, rimprovero energico.
pettinato   part. pass.  di pettinare  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  si dice di fibra tessile che ha subito la pettinatura e, per estens., del filato e del tessuto prodotti con tali fibre: un pettinato di lana. 
pettinatoio   s.m.  lo stesso che peignoir. 
pettinatore   s.m.  [f. -trice] (ind. tessile) chi è addetto alle operazioni di pettinatura delle fibre.
pettinatrice   s.f.    • 1 •   donna che per mestiere cura la pettinatura e l'acconciatura di capigliature femminili    • 2 •   (ind. tessile) macchina per eseguire la pettinatura delle fibre.
pettinatura   s.f.    • 1 •   il pettinare, il pettinarsi, l'essere pettinato | (estens.) acconciatura dei capelli: cambiare pettinatura; quella pettinatura ti sta bene, ti dona    • 2 •   (ind. tessile) operazione eseguita da un'apposita macchina (pettinatrice) sulle fibre tessili prima della filatura, al fine di liberarle dalle impurità residue e di renderle parallele.
pettine   s.m.    • 1 •   arnese di materiale vario, costituito di una serie di denti più o meno fitti innestati su una costola che serve da impugnatura; è usato per mettere in ordine e acconciare i capelli: pettine a coda, dotato di manico ' parcheggio a pettine, (fig.) con i veicoli disposti perpendicolarmente a un marciapiede | prov.  : tutti i nodi vengono al pettine, presto o tardi i problemi accantonati si ripresentano e vanno risolti; anche, gli errori, le cattive azioni vengono alla luce e si pagano. dim. pettinella  (f.), pettinino    • 2 •   (ind. tessile) telaio di lamelle verticali parallele, fissate in una cornice rigida, per tenere divisi i fili d'ordito e serrare tra loro i fili di trama    • 3 •   mollusco marino commestibile con la conchiglia formata da due grandi valve percorse da solchi a raggiera (cl.  lamellibranchi)    • 4 •   pettine di venere, pianta erbacea con frutti terminanti a punta e disposti a guisa di pettine (fam.  ombrellifere)    • 5 •   (mar.) piccola traversa di ferro che, nelle imbarcazioni, si fissa nella mastra a poppavia dell'albero, per tenerlo fermo; ornamento di ferro con sei denti fissato sulla prora delle gondole di venezia.
pettinella   s.f.    • 1 •   dim.  di pettine  | pettine corto con denti molto fitti    • 2 •   fiocina di piccole dimensioni, a forma di pettine    • 3 •   strumento di legno per modellare la creta.
pettineo   agg.  (anat.) si dice di un muscolo situato nella parte superiore e interna della coscia, che imprime all'arto un movimento di flessione e di rotazione laterale.
petting   s.m. invar.  pratica erotica che non giunge al rapporto sessuale completo.
pettinino   s.m.    • 1 •   dim.  di pettine  | pettine da tasca    • 2 •   fermaglio per capelli a forma di piccolo pettine.
pettino   s.m.    • 1 •   dim.  di petto    • 2 •   la parte del grembiule che copre il petto    • 3 •   nelle camicie da uomo di una volta e in certi vestiti da donna, parte staccata che copre il petto.
pettirosso   s.m.  piccolo uccello canterino dal becco sottile, con fronte, gola e petto rossi, dorso bruno-olivastro (ord.  passeriformi).
petto   s.m.    • 1 •   la parte anteriore del tronco umano, compresa tra il collo e l'addome: petto esile, robusto; una ferita al petto | malattie di petto, che riguardano i polmoni o i bronchi; essere debole di petto, delicato di polmoni | voce di petto, la più naturale e limpida | do di petto, il più acuto che può emettere un tenore | mettersi una mano sul  (al) petto, per attestare la propria onestà, lealtà | battersi il petto, in segno di pentimento, di contrizione ' prendere qualcosa, qualcuno di petto, (fig.) affrontarlo decisamente, con irruenza ' stare a petto, (fig. non com.) reggere al paragone: questo romanzo sta a petto dei migliori | petto a petto, viso a viso, di fronte. dim. pettino  accr. pettone    • 2 •   (fig.) cuore, animo: avere in petto un'idea, un proposito; avere, prendersi a petto qualcosa, prendersela a cuore    • 3 •   le mammelle della donna, il seno: un petto sodo, cascante, prosperoso, florido, minuto  | avere un bimbo al petto, allattarlo | avere, non avere petto, nel linguaggio corrente, avere il seno ben sviluppato o scarso; essere forte di petto, avere un seno prosperoso    • 4 •   la parte del corpo degli animali corrispondente al petto umano | in macelleria, taglio di carne bovina compresa tra il collo e i lati; negli uccelli, la parte carnosa sopra lo sterno: petto di pollo, di tacchino    • 5 •   parte di un vestito che copre il petto: giacca a un petto; giacca a doppio petto  (o a due petti), quando le due metà del davanti si sovrappongono sul petto    • 6 •   in idraulica, rinforzo di un argine che parte da circa tre metri sotto il ciglio.
pettorale   agg.    • 1 •   del petto: (muscoli) pettorali, (anat.) quelli situati nella porzione superiore e laterale della parete anteriore del torace | croce pettorale, d'oro con pietre preziose, portata sul petto dai vescovi e da alcuni prelati    • 2 •   (antiq.) si dice di medicamento utile nelle malattie del petto: decotto pettorale  s. m.    • 1 •   cinghia di cuoio che fa parte dei finimenti e si fa passare davanti al petto del cavallo o di altri animali da tiro    • 2 •   (sport) riquadro di tessuto, su cui è segnato un numero, che ciascun partecipante a una gara appunta sul petto come contrassegno.
pettoreggiare   v. tr.  [io pettoréggio ecc.] (ant.) urtare col petto | (fig.) opporsi.
pettorina   s.f.    • 1 •   pezzo di tessuto, per lo più triangolare, con cui le donne coprivano il petto sotto l'allacciatura del busto    • 2 •   pettino.
pettoruto   agg.  che ha un petto robusto: un uomo aitante e pettoruto  | (estens.) che cammina con il petto in fuori: avanzava tutto tronfio e pettoruto. 
petulante   agg.    • 1 •   che chiede e insiste in modo fastidioso e importuno: una persona petulante    • 2 •   detto di atti o parole, molesto, noioso: maniere, domande petulanti  § petulantemente avv. 
petulanza   s.f.  l'essere petulante.
petulco   agg.  [pl. m. -ci] (ant. , lett.) che assale con le corna, detto spec. dei capretti | (estens.) aggressivo.
petunia   s.f.  pianta erbacea simile al tabacco con foglie ovate e fiori di vario colore, a corolla imbutiforme; è coltivata a scopo ornamentale (fam.  solanacee).
pevera   s.f.    • 1 •   grosso imbuto di legno per imbottare il vino; imbottavino. dim. peverino  (m., ant.) | bicchiere da vino di grandi dimensioni    • 2 •   (region.) genitali femminili.
peveraccio   s.m.  fungo edule con cappello imbutiforme, gambo corto e ricettacolo bianco o giallo (fam.  agaricacee).
peverata   s.f.  (gastr.) salsa piccante tipica della cucina veneta.
peyote   o peyotl [pr.  / pe'jotl /], s.m. invar.  sostanza allucinogena costituita dalle infiorescenze essiccate di alcune specie di cactacee, contenenti mescalina.
peziza   s.f.  (bot.) genere di funghi con cappello concavo che crescono in terra o su legni in decomposizione; alcune specie sono commestibili.
pezza   s.f.    • 1 •   pezzo, ritaglio di tessuto: una pezza di lana, di cotone; spolverare con una pezza | pezza da piedi, quella con cui i soldati un tempo si avvolgevano i piedi, al posto delle calze: essere una pezza da piedi, (fig.) una persona insignificante, una nullità trattare qualcuno come una pezza da piedi, (fig.) maltrattarlo, umiliarlo ' una bambola di pezza, di panno. dim. pezzetta    • 2 •   riquadro di tessuto o anche di cuoio, gomma ecc., con cui si chiude un buco; toppa: cucire una pezza sui pantaloni; un abito pieno di pezze, tutto rattoppato ' mettere una pezza a qualcosa, (fig.) rimediare alla meglio a una situazione difficile    • 3 •   lunga striscia di tessuto avvolta intorno a un cilindro di cartone o a uno scheletro di legno che i commercianti tengono per la vendita: una pezza di flanella; una pezza di venti metri    • 4 •   macchia del manto degli equini: un cavallo bianco con pezze nere    • 5 •   (burocr.) carta, documento: pezza giustificativa, d'appoggio, documento che serve per giustificare una spesa o altro | (estens.) fondamento per una argomentazione, una presa di posizione e sim.    • 6 •   figura araldica sullo scudo: pezze onorevoli, la croce, la fascia, il capo, la banda, il palo ecc.    • 7 •   (ant.) tratto di spazio o periodo di tempo: messer torello con molti compagni gran pezza di via gli accompagnò  (boccaccio dec.  x, 9); essendo gran pezza della notte passata... concedemmo all'esercitate membra riposo  (sannazaro) | da lunga pezza, da molto tempo    • 8 •   denominazione generica di diverse monete antiche: pezza da 10 doppie, da 2 ducati    • 9 •   misura di superficie usata un tempo a roma, pari a 2640 m2    • 10 •   a roma, taglio di carne bovina del quarto posteriore, in prossimità della coda    • 11 •   (agr.) porzione di corteccia usata negli innesti come marza.
pezzame   s.m.  (non com.) quantità di pezze, di ritagli di tessuto, di cuoio e sim. | insieme di pezzi.
pezzato   agg.  si dice di mantello di animale che presenta larghe macchie di colore diverso da quello del fondo; per estens., di superficie a vari colori: cavallo pezzato; marmo bianco pezzato di nero  s. m.  cavallo pezzato.
pezzatura   (1) s.f.  l'insieme delle macchie sul mantello di un animale: cavallo con pezzatura nera. 
pezzatura   (2) s.f.  la dimensione o la forma dei pezzi di merce posta in vendita: pezzatura del sapone, del legname; pane di pezzatura piccola, media, grande. 
pezzente   s.m.  e f.  mendicante, straccione; persona che vive in condizioni di estrema miseria: andare vestito come un pezzente; sembrare un pezzente  | persona meschina, eccessivamente attaccata al denaro: fare il pezzente. 
pezzenteria   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere pezzente | azione, comportamento da pezzente    • 2 •   (rar.) insieme di molti pezzenti.
pezzetta   s.f.    • 1 •   dim.  di pezza; piccolo ritaglio di tessuto | pezzetta di levante, (ant.) pezzo di tessuto morbido, tinto in modo tale che, strofinato sul viso, lasciava un velo di rosso    • 2 •   moneta coniata dai grimaldi di monaco tra il sec. xvii e il xviii.
pezzo   s.m.    • 1 •   quantità, parte non determinata, ma generalmente piccola, di un materiale solido: pezzo di ferro, di legno, di pietra, di carta, di pane  | essere un pezzo di legno, di marmo, di ghiaccio, (fig.) essere insensibile ' pezzo di carta, (fig.) nel linguaggio corrente, diploma, laurea, spec. come titolo in forza del quale si aspira a trovare lavoro, a migliorare nella carriera ecc.; si dice anche di qualcosa il cui valore è puramente convenzionale: i trattati sono pezzi di carta  | per un pezzo di pane, (fig.) per pochissimo, a bassissimo prezzo: vendere per un pezzo di pane.  dim. pezzetto, pezzettino  accr. pezzone    • 2 •   parte, porzione di un tutto; frammento: un pezzo di cielo; prendere un pezzo di torta; tagliare a pezzi la legna | fare a pezzi qualcosa, ridurla in parti, spezzarla; fare a pezzi qualcuno, (fig.) picchiarlo con violenza | in mille pezzi, (iperb.) in frantumi: il vetro è andato in mille pezzi  | cadere a pezzi, (fig.) andare in rovina, essere in uno stato di grave abbandono e deterioramento: la casa sta cadendo a pezzi | a pezzi e bocconi, (fig.) a più riprese, poco alla volta: fare un lavoro a pezzi e bocconi    • 3 •   ogni elemento che, unito a uno o più altri, costituisce un insieme organicamente o funzionalmente unitario: i pezzi di un motore; i pezzi degli scacchi; un servizio da tavola da 24 pezzi | abito a due pezzi, con giacca e gonna; (costume a) due pezzi, costume da bagno costituito da reggiseno e slip | pezzo per pezzo, del tutto, completamente: smontare un orologio pezzo per pezzo | essere tutto d'un pezzo, (fig.) essere estremamente coerente, non cedere mai a compromessi; camminare tutto d'un pezzo, (fig.) in modo rigido e impettito    • 4 •   oggetto considerato in relazione a una serie di altri oggetti simili, anche se non legato a essi da un rapporto organico o funzionale: vendere la merce a 1000 lire al pezzo; un pezzo da 500, da 10000 lire, una moneta, una banconota | ogni oggetto artistico o manufatto di valore: pezzo da museo, da collezionista, d'antiquariato; ricercare dei pezzi rari    • 5 •   in artiglieria, bocca da fuoco    • 6 •   passo, brano di un'opera musicale o letteraria: suonare un pezzo al pianoforte; ascoltare un pezzo della «traviata»; recitare un pezzo dell'«amleto» | pezzo forte, il brano, la parte in cui un cantante, un attore eccelle; per estens., l'argomento che si conosce meglio, il campo in cui si è più versati: la matematica è il suo pezzo forte    • 7 •   articolo, scritto che tratta un determinato argomento, spec. in un giornale o in un periodico: un pezzo di cronaca, di sport    • 8 •   riferito a persona, si dice per sottolinearne la robustezza fisica, l'avvenenza: un pezzo d'uomo; che bel pezzo di ragazza! | pezzo grosso, (fig.) persona importante, influente: un pezzo grosso del ministero | pezzo d'asino, d'ignorante, d'imbecille, espressioni di insulto    • 9 •   tratto di spazio o periodo di tempo: lavorare un pezzo di terreno; fare un bel pezzo di strada; è un pezzo che aspetto. 
pezzola    ⇨ pezzuola.
pezzone   s.m.  nel friuli, apparecchiatura per l'allevamento del baco da seta, costituita da graticci orizzontali sospesi.
pezzotto   s.m.  tappeto tipico della valtellina, fatto con ritagli di tessuti vari arrotolati e cuciti insieme.
pezzullo   s.m.  nel gergo giornalistico, articolo breve, non impegnativo.
pezzuola   o pezzola, s.f.    • 1 •   piccola pezza: lavare una ferita con una pezzuola    • 2 •   (region.) grande fazzoletto.
pfennig   s.m. invar.  moneta divisionale tedesca, pari a    • 1 •   centesimo di marco.
pfui   inter.  espressione di scherno, disprezzo, derisione.
ph   s.m. invar.  (chim.) grado di acidità o basicità di una soluzione acquosa calcolato come il valore negativo del logaritmo naturale del contenuto di idrogeno (espresso in grammoioni) per litro di soluzione: ph neutro, quello dell'acqua, che ha valore    • 7 •   (valori inferiori indicano le soluzioni acide, valori superiori quelle basiche).
phaé  ton phaéton;s.m. invar.  carrozza signorile tipica del sec. xix, alta, leggera, scoperta, a due sedili e quattro ruote.
phlox   s.f. invar.  pianta erbacea con piccoli fiori di colore bianco o rosa, raccolti in corimbi (fam.  polemoniacee).
phmetro   s.m.  (chim.) piaccametro.
phon    ⇨ fon 2.
phot    ⇨ fot.
photofinish   s.m. invar.  istantanea fotografica o ripresa filmata automatica dell'arrivo di una gara, utile per accertare l'esatto ordine con cui i concorrenti tagliano il traguardo.

photofit   s.m. invar.  nelle indagini di polizia miranti a identificare l'autore di un delitto, ricostruzione fotografica del suo presumibile aspetto, ottenuta montando insieme particolari del volto prelevati da foto d'archivio, sulla base delle indicazioni di testimoni.
photoflood   s.m. invar.  lampada da fotografia con specchio incorporato che fornisce un fascio di luce ampio e uniforme.
phylum   s.m. invar.  nella tassonomia zoologica e botanica, lo stesso che tipo. 
physique du rô  le physique du rôle;loc. sost. m. invar.  aspetto fisico adatto a un ruolo teatrale o cinematografico; per estens., predisposizione fisica a svolgere un compito, a esercitare una professione e sim.: non ha il physique du rôle per fare il dongiovanni. 
pi   s.m.    • 1 •   [anche f.] nell'alfabeto italiano, nome della lettera p    • 2 •   nome della sedicesima lettera dell'alfabeto greco, corrispondente alla p  latina.
più   (1) avv.  [compar. di molto]    • 1 •   maggiormente, in maggior quantità, grado o maniera (si premette ad aggettivi, avverbi e verbi): sarà un lavoro più lungo; preferirei la bistecca più cotta; comportati più gentilmente; più si studia più si impara; più lo conosco meno mi piace '  anche preceduto da di : devi dormire di più; mi interessa di più; un poco di più    • 2 •   premesso ad aggettivi o avverbi forma il comparativo di maggioranza: è più intelligente di te; corre più velocemente di quanto pensassi '  quando il confronto è fra aggettivi, sostantivi e verbi, equivale a piuttosto : più che generoso è prodigo; la sua osservazione, più che irritarmi, mi addolorò    • 3 •   preceduto dall'art. determ. forma il superlativo relativo di maggioranza: è il più simpatico di tutti; cerca di ritornare il più presto possibile; il libro più bello che abbia mai letto | più che, premesso ad agg. o avv. equivale a un superlativo assoluto: mi sarà più che utile; si è comportato più che generosamente    • 4 •   dà luogo a varie locuzioni particolari: né più né meno, proprio, appunto ' poco più poco meno, più o meno, all'incirca: più o meno le cose stanno così; saranno più o meno le tre; verrà a costare quattromila lire, poco più poco meno | chi più, chi meno, tutti, sebbene alcuni maggiormente, altri di meno: chi più, chi meno, tutti lo hanno criticato | tanto più, molto più, ancor più, a maggior ragione: se ti è piaciuto il suo primo libro ancor più ti piacerà questo | tanto più che, a maggior ragione dal momento che: accetterà, tanto più che è disoccupato | niente (di) più, solamente questo: è un impiegatuccio qualunque, niente più | per di più, inoltre ' senza più, (ant.) senza indugio    • 5 •   in matematica, indica l'operazione di addizione: nove più tre è uguale a dodici '  (estens.) indica aggiunta, sovrappiù: sono quattro chili più due etti '  posposto a un voto, indica una valutazione leggermente superiore: sette più  | nelle indicazioni delle temperature, esprime valori sopra lo zero: il termometro segna più diciotto  (+18) ' differenza in più, fra una data quantità o un dato numero e una quantità o un numero minore cui ci si riferiva: la bilancia segna una differenza in più di mezzo chilo | in più, di più, in eccesso: ci sono venti lire in più  (o di più); siamo in più  (o di più) | uno più uno meno, mese più mese meno, giorno più giorno meno, chilo più chilo meno  e sim., per significare che un numero, una quantità, un periodo di tempo non corrispondono con esattezza a quanto indicato ma vi si avvicinano molto: resterò fuori un mese, giorno più giorno meno    • 6 •   in frasi negative indica che un fatto o un'azione è cessata o cesserà: non parlò più; da allora non l'ho più incontrato; vedi di non farlo più; non voglio più vederlo '  anche rafforzato con mai : non voglio vederlo mai più | non poterne più, essere al limite della sopportazione ' a più non posso, (fam.) al massimo, quanto più possibile: mangiare a più non posso  agg. compar. invar.    • 1 •   maggiore, in maggior numero, in quantità maggiore: occorre più denaro di quanto pensavo; oggi ho più caldo di ieri; ha più preoccupazioni di me; sabato ci sarà ancora più gente; la più parte, la maggior parte; a più tardi!, saluto rivolto a chi si incontrerà entro breve tempo | di più, con valore predicativo: le carrozze erano di più una volta | esser da più, anche dappiù, essere superiore (per capacità, condizione ecc): si crede da più    • 2 •   con valore neutro: più di così non potevo; in poco più di tre giorni, in un tempo di poco superiore; tra non più di un mese  o tra un mese, non più, entro, tra un mese; erano trenta o anche più, un numero anche maggiore; vorrei ottenere il più possibile da questa vendita, più denaro possibile    • 3 •   con il sign. più generico di più di uno, parecchi : mi fermerò più giorni; te l'ho detto più volte  (anche rafforzato: più e più volte)  prep.  oltre a, con l'aggiunta di: c'eravamo tutti noi più il nonno; pagare duecentomila lire più il rimborso delle spese.
più   (2) s. m. invar.    • 1 •   la cosa maggiore, principale; ciò che è più importante: il più è fatto; il più è incominciare | parlare del più e del meno, di cose di poca importanza, trascorrendo da un argomento all'altro ' per lo più, generalmente, di solito | (tutt') al più, al massimo    • 2 •   (mat.) il simbolo dell'addizione o di un valore positivo (si esprime con il segno +)    • 3 •   pl.  la maggioranza; il maggior numero: i più non approvano; seguire l'opinione dei più  | passare nel numero dei più, (eufem.) morire.
piaccametro   s.m.  (chim.) strumento per la misurazione del ph.
piaccichiccio   s.m.  (non com.) fango appiccicoso; melma.
piaccicoso   agg.  (non com.) appiccicoso, vischioso; fangoso.
piacente   part. pres.  di piacere   agg.    • 1 •   che piace; si dice spec. di donna attraente anche se non molto bella o non più giovane    • 2 •   (ant. , lett.) di donna che assomma in sé tutte le doti spirituali e fisiche che suscitano amore: voi troverete una donna piacente / di sì dolce intelletto / che vi sarà diletto / davanti starle ognora  (cavalcanti).
piacenteria   s.f.  (non com.) adulazione: aveva saputo renderlesi sopportabile e quasi cara, a forza di piacenteria  (nievo).
piacentino   agg.  di piacenza  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di piacenza.
piacenza   s.f.  (ant.)    • 1 •   qualità di chi, di ciò che è piacevole; bellezza    • 2 •   piacere, diletto.
piacere   (1) v. intr.  [pres. io piàccio, tu piaci, egli piace, noi piacciamo, voi piacéte, essi piàcciono; pass. rem. io piàcqui, tu piacésti ecc. ; congiunt. pres. io piàccia ecc. ; part. pass. piaciuto; aus. essere]    • 1 •   riuscire gradito o soddisfacente ai sensi, all'animo; corrispondere al gusto di qualcuno: mi piace il cioccolato; ti è piaciuto quel romanzo?; mi piacerebbe fare un viaggio; non gli piace che si parli di lui; pur di piacergli farebbe qualsiasi cosa | piacere da morire, da impazzire, (iperb.) moltissimo ' non piacere, (estens.) mettere in sospetto, in apprensione e sim.: quella persona non ci piace; il pallore del tuo volto non mi piace | così mi piace!, frase che esprime compiacimento, soddisfazione | come a dio piacque, finalmente; piaccia a dio che, auguriamoci, speriamo che; a dio piacendo, volendo dio, se sarà possibile, se avverrà    • 2 •   (assol.) suscitare l'approvazione, il consenso; attrarre: la commedia è piaciuta; una persona che piace. 
piacere   (2) s.m.    • 1 •   sensazione gradevole derivante da una soddisfazione dei sensi o dell'intelletto; godimento, diletto: dare, fare, cercare, trovare piacere; aver piacere di qualcosa, goderne ' con piacere!, formula di cortesia con cui si acconsente a qualcosa ' che, quale piacere!, per esprimere gioia, soddisfazione, spec. nel rivedere qualcuno    • 2 •   cosa che dà piacere; gioia, divertimento: i piaceri dell'animo, dell'intelletto, dei sensi, della carne, della tavola; essere dedito ai piaceri | viaggio di piacere, che si fa per diletto ' che è un piacere, (fam.) si dice di cosa che dà soddisfazione a vedersi: mangia che è un piacere    • 3 •   onore, motivo di compiacimento: è per me un piacere conoscerla!  | piacere!, formula di cortesia usata quando si viene presentati a qualcuno    • 4 •   servizio, favore: chiedere, fare, negare, rifiutare, ricevere un piacere | per piacere, formula di cortesia usata per chiedere qualcosa | fammi il (santo) piacere!, esclamazione che esprime disapprovazione, irritazione. dim. piacerino  accr. piacerone    • 5 •   volontà, libera scelta: fa' pure a tuo piacere  | a piacere, a volontà, senza limiti, secondo le preferenze e i gusti personali; in musica, indicazione sullo spartito che consente una relativa libertà di interpretazione.
piacevole   agg.    • 1 •   che piace, che dà piacere: una lettura, una conversazione piacevole; è piacevole stare in sua compagnia    • 2 •   (ant.) gentile, garbato    • 3 •   (ant.) favorevole, propizio: fu la fortuna piacevole alla beffa  (boccaccio dec.  viii, 3) § piacevolmente avv. 
piacevolezza   s.f.    • 1 •   l'essere piacevole: piacevolezza di modi; la piacevolezza della sua conversazione    • 2 •   detto, atto piacevole; battuta scherzosa, motto gustoso: un racconto pieno di piacevolezze  | (spreg.) atto, detto tutt'altro che simpatico o garbato: dopo le piacevolezze con cui l'hai intrattenuto, l'ospite non poteva che ripartire. 
piacimento   s.m.  piacere, gradimento: non è di mio piacimento | a piacimento, a piacere, a volontà.
piacito   s.m.  (ant.) desiderio, piacimento: seguendo i piaciti suoi  (machiavelli).
piaciucchiare   v. intr.  [io piaciùcchio ecc. ; aus. essere] piacere un poco, non del tutto.
piadina   s.f.  focaccia piatta, non lievitata, tipica della romagna, dove tradizionalmente si cuoceva su una lastra di pietra arroventata.
piaga   s.f.    • 1 •   lesione della pelle o di una mucosa, più o meno profonda, che presenta difficoltà a rimarginarsi: avere il corpo coperto di piaghe  | essere tutto una piaga, averne in tutto il corpo. dim. piaghetta, piaghettina    • 2 •   (fig.) grave male, flagello: la piaga dell'alcolismo, dell'analfabetismo | le piaghe d'egitto, secondo il racconto biblico, le dieci calamità con cui dio punì gli egizi che tenevano gli ebrei in schiavitù    • 3 •   (fig.) dolore cocente: avere una piaga nel cuore; riaprire una vecchia piaga, rinnovare un dolore non del tutto sopito ' mettere il dito sulla, nella piaga, toccare un argomento doloroso, delicato, imbarazzante; anche, rilevare il punto critico di una situazione    • 4 •   (fig. scherz.) persona molto noiosa, lamentosa: essere una piaga, fare la piaga. 
piagare   v. tr.  [io piago, tu piaghi ecc.] causare una o più piaghe, ferire (anche fig.): piagare il corpo, l'animo. 
piagato   part. pass.  di piagare  agg.  coperto di piaghe: avere il corpo tutto piagato. 
piagentare   v. tr.  [io piagènto ecc.] (ant.) secondare, adulare qualcuno per interesse.
piagenza   o plagenza, s.f.  (ant. , poet.) vaghezza, bellezza: non si poria contar la sua piagenza  (cavalcanti).
piagere   (1) o plagere, v. intr.  [aus. essere] (ant. , poet.) piacere.
piagere   (2) s.m.  (ant. , poet.) piacere.
piaggeria   s.f.  (lett.) il piaggiare; adulazione palese, smaccata: fare, dire qualcosa per piaggeria. 
piaggia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   (ant.) luogo in pendio; declivio che scende verso il mare o un corso d'acqua: poi ch'èi posato un poco il corpo lasso, / ripresi via per la piaggia diserta  (dante inf.  i, 28-29). dim. piaggetta    • 2 •   (poet.) luogo, paese: cesare taccio, che per ogni piaggia / fece l'erbe sanguigne  (petrarca canz.  cxxviii, 49-50).
piaggiare   v. tr.  [io piàggio ecc.] (lett.) lusingare, lodare con modi insinceri in vista di un determinato scopo: piaggiare i potenti  | v. intr.  [aus. avere] (ant.)    • 1 •   navigare tenendosi vicino alla costa    • 2 •   (fig.) destreggiarsi tra due parti avverse: con la forza di tal che testé piaggia  (dante inf.  vi, 69).
piaggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi piaggia.
piagnere    ⇨ piangere.
piagnisteo   s.m.  pianto, lamento prolungato e noioso, spec. di bambini.
piagnone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (fam.) chi si lagna sempre; chi piange a lungo e in modo noioso    • 2 •   nella firenze della seconda metà del quattrocento, ciascuno dei seguaci di g. savonarola (1452-1498), con riferimento alle loro pratiche di mortificazione e ai loro incessanti richiami all'austerità dei costumi e alla necessità della penitenza.
piagnucolamento   s.m.  (non com.) il piagnucolare.
piagnucolare   v. intr.  [io piagnùcolo ecc. ; aus. avere] piangere a lungo, sommessamente e lamentosamente: quel bambino non fa che piagnucolare | v. tr.  (non com.) dire qualcosa con tono lamentoso: non capisco che cosa stia piagnucolando. 
piagnucolio   s.m.  un piagnucolare continuato.
piagnucolone   s.m.  [f. -a] chi piagnucola continuamente, spesso.
piagnucoloso   agg.  che piagnucola, pronto a piagnucolare: un bambino piagnucoloso  | proprio di chi piagnucola: voce piagnucolosa  § piagnucolosamente avv. 
piagoso   agg.  (non com.) pieno di piaghe.
pialla   s.f.  utensile del falegname, usato per spianare, levigare o assottigliare il legno; è formato da un largo scalpello (ferro) incastrato obliquamente in un lungo parallelepipedo di legno (ceppo). dim. pialletta. 
piallaccio   s.m.  foglio sottilissimo di legno pregiato che serve per rivestire legni di minor pregio mediante impiallacciatura.
piallare   v. tr.  spianare, levigare o assottigliare con la pialla, con il pialletto o con la piallatrice: piallare un'asse di legno. 
piallata   s.f.  colpo di pialla; piallatura sommaria: dare una piallata. 
piallatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi pialla.
piallatrice   s.f.  macchina per piallare.
piallatura   s.f.    • 1 •   il piallare, l'essere piallato: piallatura a mano, meccanica    • 2 •   (non com.) l'insieme dei trucioli che si asportano piallando.
pialletto   s.m.    • 1 •   utensile simile alla pialla, ma con ceppo molto più corto: piallare, rifinire un pezzo con il pialletto; pialletto da bottaio, per piallare l'interno delle botti    • 2 •   assicella o lama piatta d'acciaio rettangolare, fornita di manico, che i muratori usano per spianare e lisciare l'intonaco; frattazzo.
pia madre   loc. sost. f.  (anat.) la più interna delle tre meningi.
piana   s.f.    • 1 •   terreno pianeggiante, pianura    • 2 •   pietra squadrata che fa da stipite alla finestra    • 3 •   (region.) pialla.
pianale   s.m.    • 1 •   tratto di terreno pianeggiante    • 2 •   (tecn.) piano di un vagone, di una vettura ecc., su cui si appoggia il carico; anche, carro merci con o senza sponde.
pianare   v. tr.  (non com.) rendere piano, spianare.
pianatoio   o pianatore, s.m.  cesello terminante con una parte piana, a bordi arrotondati; viene usato per modellare la superficie di oggetti piani.
piancito    ⇨ piantito.
pianeggiante   part. pres.  di pianeggiare   agg.  piano o quasi piano: un terreno, una zona pianeggiante. 
pianeggiare   v. intr.  [io pianéggio ecc. ; aus. avere] essere in piano o quasi in piano, detto di terreno, strada ecc. | v. tr.  (non com.) spianare, pareggiare.
pianella   s.f.    • 1 •   pantofola con tacco basso, morbida e leggera, aperta nella parte posteriore. dim. pianelletta, pianellina    • 2 •   mattonella sottile in laterizio, usata per coprire tetti o pavimenti    • 3 •   (ant.) elmo di ferro non molto spesso    • 4 •   pianella della madonna, (bot.) nome comune di una delle varietà più note di cipripedio, detta anche scarpetta  o pantofola di venere. 
pianerottolo   s.m.    • 1 •   ripiano tra due rampe successive di scale    • 2 •   spazio più o meno piano in una parete di roccia nel quale gli arrampicatori possono sostare.
pianeta   (1) ant. pianeto, s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   (astr.) corpo celeste che gira intorno al sole, dal quale riceve luce: la terra è un pianeta    • 2 •   (fig. rar.) sorte, destino: è il mio pianeta, che tutti mi abbiano a dare addosso  (manzoni p. s.  xxvi) | (estens.) foglietto su cui è scritto l'oroscopo    • 3 •   (fig.) nel linguaggio giornalistico, ciò che costituisce una sorta di mondo a sé: il pianeta donna; il pianeta carceri. 
pianeta   (2) s.f.  paramento che il sacerdote indossa sopra il camice durante la messa; è di diverso colore secondo il tempo liturgico e le feste celebrate.
pianetino   s.m.  (astr.) ciascuno dei corpi celesti, aventi massa minore di quella dei pianeti, che ruotano intorno al sole tra l'orbita di marte e quella di giove.
pianeto    ⇨ pianeta 1.
pianezza   s.f.  (non com.) l'essere piano, senza asperità | (fig.) l'essere chiaro, facile.
piangente   part. pres.  di piangere   agg.    • 1 •   che piange, che è in lacrime; per estens., triste, lacrimoso: parlare con voce piangente    • 2 •   salice piangente, nome popolare di una varietà di salice che cresce nei luoghi umidi e ha i rami pendenti verso terra.
piangere   ant. o poet. piagnere, v. intr.  [pres. io piango, tu piangi ecc. ; pass. rem. io piansi, tu piangésti ecc. ; part. pass. pianto; aus. avere]    • 1 •   versare lacrime per un dolore fisico o morale, per un'emozione o anche per il contatto con sostanze che irritano gli occhi provocando la lacrimazione: piangere di disperazione, di gioia, di rabbia; piangere per la morte di una persona cara; il fumo, le cipolle fanno piangere; piangere sommessamente, singhiozzando, a dirotto; piangere a calde lacrime, accoratamente ' far piangere, essere molto commovente; anche, suscitare compassione, pena o riprovazione, disgusto: un libro, una storia che fa piangere; vive in uno stato che fa piangere; si veste in modo da far piangere | piangere sul latte versato, (fig.) dolersi di qualcosa quando ormai non si può più rimediare ' piangere da un occhio solo, (fig.) ostentare un dolore che in realtà non si prova    • 2 •   (estens.) soffrire: beati quelli che piangono, perché saranno consolati, una delle beatitudini evangeliche ' mi piange il cuore, mi rincresce molto    • 3 •   (non com.) stillare, gocciolare: le pareti delle grotte piangono per l'umidità  | v. tr.    • 1 •   versare lacrime: piangere lacrime amare    • 2 •   (estens.) manifestare il proprio dolore per la morte di qualcuno: piangere un amico    • 3 •   scontare con dolore o con penitenza colpe commesse; dolersi, lamentarsi per qualcosa: piangere i propri peccati, i propri errori; piangere miseria, lamentarsi di essere povero, ostentare la propria povertà ' prov.  : chi è causa del suo mal pianga sé stesso    • 4 •   (non com.) rimpiangere: piangere la passata gioventù; piangere il denaro sprecato. 
piangevole   agg.    • 1 •   (rar.) che piange; che piange facilmente    • 2 •   (ant.) doloroso, lacrimevole.
piangiucchiare   v. intr.  [io piangiùcchio ecc. ; aus. avere] piagnucolare; piangere sommessamente.
pianificabile   agg.  che può essere pianificato.
pianificabilità   s.f.  l'essere pianificabile.
pianificare   v. tr.  [io pianìfico, tu pianìfichi ecc.]    • 1 •   (non com.) rendere piano, uniforme    • 2 •   ordinare, regolare secondo un piano | centralizzare le scelte strategiche di un sistema economico.
pianificato   part. pass.  di pianificare  agg.  regolato da un piano; che segue un piano prestabilito: economia pianificata. 
pianificatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi elabora una pianificazione    • 2 •   chi sostiene l'opportunità di adottare pianificazioni | in funzione di agg.  : programma pianificatore. 
pianificazione   s.f.  il pianificare, l'essere pianificato; programmazione di un'attività sulla base di un piano prestabilito: la pianificazione di un lavoro; pianificazione agricola, industriale  | pianificazione economica, centralizzazione nel governo, o in una sua agenzia, delle decisioni di produzione e di investimento relative al sistema economico | pianificazione d'impresa, definizione degli obiettivi strategici dell'impresa e dei piani per realizzarli | pianificazione familiare, controllo delle nascite.
pianigiano   agg.  (non com.) che abita in pianura.
pianino   s.m.  (region.) piano meccanico che si suona girando una manovella; organetto.
pianismo   (1) s.m.  tendenza alla pianificazione economica.
pianismo   (2) s.m.  (mus.) la produzione per pianoforte di un autore, di un'epoca; il modo di comporre musica per pianoforte, lo stile pianistico: il pianismo romantico, chopiniano; il pianismo in brahms; il pianismo di cortot, di backhaus. 
pianissimo   s.m.  (mus.) didascalia che prescrive, nell'esecuzione di un brano, una sonorità molto tenue.
pianista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il pianoforte, spec. per professione.
pianistico   agg.  [pl. m. -ci] di pianoforte, che riguarda il pianoforte: concerto pianistico; musica pianistica. 
piano   (1) agg.    • 1 •   privo di rilievi e sporgenze; che ha andamento orizzontale: un terreno piano; una via, una superficie piana | figura piana, (geom.) giacente su un piano; geometria piana, che concerne le figure piane ' mettere in piano, orizzontalmente    • 2 •   (fig.) comune, usuale, semplice: parlare con parole piane; messa piana, non cantata; navigazione piana, a vista, senza strumenti | agevole, facile; chiaro: una dimostrazione, una lettura piana  | di piano, (ant.) con facilità, agevolmente; nel linguaggio giuridico equivale a de plano    • 3 •   (ant.) modesto, umile e benevolo: e cominciommi a dir soave e piana, / con angelica voce, in sua favella  (dante inf.  ii, 56-57)    • 4 •   (gramm.) si dice di parola accentata sulla penultima sillaba | (metr.) si dice di verso che finisce con una parola piana    • 5 •   (mus.) didascalia che prescrive, nell'esecuzione di un brano, una sonorità piuttosto tenue    • 6 •   nell'atletica leggera, si dice di corsa che si svolge su un terreno libero, senza ostacoli: correre i 400 m piani   avv.    • 1 •   lentamente; con cautela: camminare piano; posare piano qualcosa; piano con le spese!; anche raddoppiato: procedere piano piano, pian piano | andarci piano con qualcosa, (fam.) agire con prudenza | prov.  : chi va piano va sano e va lontano.  dim. pianino    • 2 •   a voce bassa: parlare piano. 
piano   (2) s.m.  [pl. ant. le piànora]    • 1 •   superficie piana: un piano di legno, di marmo; piano stradale; il piano del tavolo; piano di lavoro, superficie piana su cui si lavora | in piano, in senso orizzontale | piano inclinato, (fis.) superficie piana che forma un angolo con il piano dell'orizzonte; macchina semplice consistente in una superficie piana inclinata che facilita il sollevamento di un corpo o il superamento di un dislivello ' mettere al piano, (antiq.) demolire    • 2 •   (geom.) superficie che contiene interamente una retta passante per due punti qualsiasi di essa ' piano di simmetria, quello che divide idealmente una figura in due parti specularmente simmetriche ' piano di polarizzazione, (fis.) quello sul quale giacciono il vettore e la direzione di propagazione di un'onda elettromagnetica | piano di galleggiamento, (mar.) quello che divide idealmente la parte immersa di un natante da quella che emerge    • 3 •   distesa di terreno pianeggiante: dal monte al piano    • 4 •   ciascuno dei piani in cui si può immaginare scomposta una composizione figurativa | (cine.) distanza dell'immagine messa a fuoco dall'obiettivo della macchina da presa: piano americano, inquadratura di un personaggio dalle ginocchia in su; mezzo primo piano, inquadratura di un personaggio dalla cintola in su; primo piano, inquadratura di un personaggio dalle spalle in su; primissimo piano, inquadratura comprendente solo il volto di un personaggio o alcuni particolari del volto    • 5 •   livello: piano di caricamento  | mettere due cose sullo stesso piano, (fig.) trattarle come se avessero uguale importanza | porre la questione su un altro piano, (fig.) esaminarla da un altro punto di vista | di primo piano, (fig.) che è preminente: una persona di primo piano | di secondo piano, (fig.) che ha scarsa importanza: un particolare di secondo piano    • 6 •   ciascuna delle parti sovrapposte di un edificio compresa tra il pavimento e il soffitto: abitare al primo, al terzo piano; un edificio di otto piani | piano nobile, nei palazzi signorili e padronali, il primo, destinato a funzioni di rappresentanza e a dimora dei padroni    • 7 •   (geol.) suddivisione, dal punto di vista cronologico e stratigrafico, dei terreni depositatisi durante un'età geologica ' piano di faglia, quello che si sposta negli assestamenti geologici    • 8 •   (aer.) corpo che si sviluppa soprattutto in estensione, avente uno spessore molto ridotto e quindi spiccate proprietà aerodinamiche: piano alare, di coda, di governo. 
piano   (3) s.m.    • 1 •   (geom.) disegno rappresentante un oggetto o una struttura in proiezione su una superficie piana    • 2 •   programma in cui si predispongono le modalità e gli sviluppi di un'azione o di un'attività: piano operativo, di lavoro; piano di guerra, di battaglia  | piano di studi, nelle università, elenco delle discipline che lo studente dichiara di voler seguire durante il corso di studi | piano (economico), documento che indica la quantità di beni da produrre e di risorse produttive da impiegare, per conseguire gli obiettivi fissati dall'autorità pianificatrice: piano quinquennale dell'agricoltura | piano di volo, (aer.) l'insieme delle informazioni concernenti l'itinerario, gli orari e le modalità di svolgimento del volo che il pilota deve fornire per ottenere l'autorizzazione al decollo ' piano regolatore, (urban.) strumento normativo comunale che definisce i limiti dell'attività edificatoria nel territorio del comune in funzione delle esigenze della popolazione | piano dei conti, elenco dei conti utilizzati nella contabilità di un'azienda    • 3 •   (estens.) ciò che si ha intenzione di fare; progetto: avere dei piani per il futuro. 
piano   (4) s.m.  forma abbr. di pianoforte. 
piano   (5) agg.  (st.) che si riferisce a un personaggio storico di nome pio; in partic., relativo a uno dei dodici papi con questo nome: catasto piano, quello avviato da pio vi a partire dal 1777.
piano-bar  piano-bar s.m. invar.  locale pubblico in cui, nelle ore serali e notturne, si possono consumare a piccoli tavoli bibite, liquori o altro, con un sottofondo musicale eseguito da un pianista cui talvolta si aggiunge un cantante.
piano-concavo  piano-concavo o pianoconcavo, agg.  in ottica, si dice di lente con una faccia piana e una concava.
piano-convesso  piano-convesso o pianoconvesso, agg.  in ottica, si dice di lente con una faccia piana e una convessa.
pianoforte   s.m.    • 1 •   strumento musicale a corde percosse da martelletti azionati da una tastiera, munito di due o tre pedali: sonata per pianoforte; concerto per pianoforte e orchestra  | pianoforte a coda, con cassa orizzontale; pianoforte verticale, con cassa verticale    • 2 •   (estens.) la tecnica del suonare questo strumento come materia di studio: prendere lezioni di pianoforte. 
pianola   s.f.  pianoforte meccanico dotato di un dispositivo a pedali che fa rotare un rotolo di carta opportunamente perforata, il quale mette a sua volta in moto i tasti, riproducendo così una determinata melodia.
piano-parallelo  piano-parallelo agg.  in ottica, si dice di un elemento rifrangente che ha due facce piane parallele.
pianoro   s.m.  zona di terreno pianeggiante, non molto vasta e situata a media altitudine.
pianoterra   meno com. piano terra, s.m. invar.  pianterreno.
pianta   s.f.    • 1 •   nome generico di ogni vegetale arboreo, arbustivo o erbaceo : una pianta di ciclamino, di fico; pianta da frutto; pianta acquatica, desertica; pianta annua, bienne, perenne; pianta insettivora, carnivora; pianta officinale.  dim. pianterella, pianticella, pianticina, piantina  accr. piantona, piantone  (m.) pegg. piantaccia    • 2 •   la parte del piede volta verso terra; per estens., l'intero piede o la parte inferiore della scarpa: un modello di scarpe a pianta larga | di sana pianta, (fig.) completamente, del tutto    • 3 •   proiezione su un piano orizzontale, in proporzioni ridotte, di un edificio o di una sua parte, o di un qualsiasi elemento architettonico: la pianta di una chiesa, di un appartamento; pianta a croce greca, a croce latina '  rappresentazione in scala di una zona di terreno; carta topografica: la pianta di una città  | nel disegno meccanico, proiezione ortogonale    • 4 •   (burocr.) organico, ruolo di un ufficio, un'amministrazione: essere in pianta stabile, essere impiegato di ruolo; (fig.) essere sempre presente in un luogo.
piantabile   agg.  (non com.) che può essere piantato, detto di terreno o di pianta.
piantaggine   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee perenni, dicotiledoni, tipiche delle zone temperate, con foglie in rosette basali e piccoli fiori verdognoli raccolti in spighe (fam.  plantaginacee).
piantagione   s.f.    • 1 •   (non com.) l'operazione del piantare    • 2 •   terreno su cui si coltivano ortaggi o alberi da frutto; anche, l'insieme delle piante coltivate    • 3 •   azienda agricola di grande estensione dove si coltiva su vasta scala un unico tipo di pianta (con particolare riferimento alle coltivazioni tropicali di caffè, canna da zucchero, cotone ecc.).
piantagrane   s.m.  e f. invar.  persona cavillosa che solleva questioni anche su fatti di poca importanza.
piantamento   s.m.  (non com.) il piantare, l'essere piantato.
piantana   s.f.    • 1 •   sostegno verticale, gener. metallico, che regge librerie, scaffalature ecc. | ciascuna delle aste verticali metalliche che sostengono le impalcature nelle costruzioni    • 2 •   lampada a stelo.
piantare   v. tr.    • 1 •   introdurre nel terreno un seme o un germoglio perché ne nasca una pianta; anche, porre in una buca opportunamente preparata nel terreno una giovane piantina perché si sviluppi: piantare un olivo; piantare un terreno a viti | andare a piantare cavoli, (fig.) ritirarsi a vita privata    • 2 •   (estens.) conficcare, collocare: piantare un palo, un chiodo; piantare un pezzo d'artiglieria sopra un colle | piantare gli occhi addosso a qualcuno, (fig.) fissarlo intensamente ' piantare le tende, accamparsi; (fig. scherz.) stabilirsi in un luogo ' piantare grane, (fig.) sollevare questioni spiacevoli    • 3 •   (fig. fam.) abbandonare, lasciare, per lo più repentinamente: piantare il lavoro; piantò tutti e se ne andò; piantare la moglie, il marito | piantala!, smettila! | piantarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   (fam.) fermarsi in un luogo con l'intenzione di restarci: piantarsi in casa di qualcuno    • 2 •   fermarsi, porsi di fronte a qualcuno con aria risoluta: le si piantò davanti minacciosamente    • 3 •   conficcarsi (anche fig.): mi si è piantata una spina nel piede; quell'immagine gli si era piantata nella mente | piantarsi sullo stomaco, (fig.) si dice di cibo difficile da digerirsi.
piantata   s.f.    • 1 •   il piantare    • 2 •   l'insieme delle piante coltivate secondo un dato ordine: una piantata di viti. 
piantato   part. pass.  di piantare  agg.    • 1 •   coltivato: terreno, campo piantato a gelsi    • 2 •   confitto, conficcato: un palo piantato nel terreno    • 3 •   che ha robusta costituzione fisica: un ragazzo (ben) piantato    • 4 •   fermo, impettito: stava piantato in mezzo alla strada. 
piantatoio   s.m.  attrezzo agricolo a forma di piolo che serve a praticare nel terreno i fori in cui si piantano le talee e le barbatelle.
piantatore   s.m.  [f. -trice, rar. -tóra] (non com.)    • 1 •   chi pianta    • 2 •   chi possiede una piantagione.
piantatrice   s.f.  (agr.) macchina per la messa a dimora di bulbi, tuberi e sim.
piantatura   s.f.  (non com.) il piantare, l'essere piantato.
piantello   s.m.  macchina per torcere seta e fibre tessili.
pianterreno   meno com. pian terreno, s.m.  il piano più basso di un edificio, quello a livello del suolo: abitare a pianterreno. 
piantime   s.m.  pianticella germogliata da un seme, pronta per essere trapiantata.
piantito   o piancito, s.m.  (region.) impiantito, pavimento.
pianto   s.m.    • 1 •   il piangere; per estens., le lacrime: scoppiare, prorompere in pianto; trattenere il pianto; occhi pieni di pianto    • 2 •   (lett.) dolore, lutto: avere il pianto nel cuore    • 3 •   tutto ciò che provoca tristezza: che pianto quella campagna così desolata!  | (fam. scherz.) cosa mal fatta, mal riuscita; persona noiosa, fastidiosa: quel vestito è un pianto!    • 4 •   (estens.) l'emissione della linfa nelle piante: il pianto della vite. 
piantonaio   s.m.  (agr.) parte del vivaio destinata all'ultima sosta delle piante innestate prima della messa a dimora.
piantonamento   s.m.  il piantonare, l'essere piantonato.
piantonare   v. tr.  [io piantóno ecc.]    • 1 •   (agr.) mettere a dimora i piantoni    • 2 •   (mil.) sorvegliare, vigilare strettamente, a vista: piantonare un locale, un prigioniero. 
piantone   s.m.    • 1 •   (agr.) pollone staccato da un albero per essere piantato | arboscello di semenzaio che si trapianta    • 2 •   militare o agente di polizia che ha ricevuto l'ordine di sorvegliare a vista qualcosa o qualcuno; per estens., chiunque stia fermo in un luogo a vigilare: stare, mettere di piantone  | nelle caserme, soldato addetto a servizi di pulizia e vigilanza non armata: essere comandato di piantone    • 3 •   (mecc.) elemento di raccordo che negli autoveicoli unisce il volante allo sterzo.
pianura   s.f.  vasta zona pianeggiante e abbastanza uniforme, di solito situata a un'altitudine piuttosto bassa: una città di pianura; la pianura padana | pianura alluvionale, formata da depositi fluviali.
pianurizzazione   s.f.  (geol.) processo di lenta scomparsa di un rilievo dovuto all'erosione dei fiumi che vi scorrono.
pianuzza   s.f.  (zool.) passera di mare.
piare   v. intr.  [aus. avere] (ant. lett.) pigolare; cinguettare, cantare: desto nel bosco l'uccellin già pia  (carducci).
piassava   s.f.  fibra vegetale leggera e assai resistente con la quale si confezionano spazzole, scope o cavi galleggianti.
piastra   s.f.    • 1 •   lastra sottile o lamina spessa di metallo o di altro materiale resistente: piastra protettiva, di rivestimento  | nelle cucine, fornello elettrico a forma di disco. dim. piastrella, piastrina, piastrino  (m.) accr. piastrone  (m.)    • 2 •   ciascuna delle robuste lamine di metallo che componevano le antiche armature    • 3 •   nelle antiche armi da fuoco, il meccanismo di accensione    • 4 •   la parte del mortaio che, opportunamente disposta nel terreno, fa da basamento    • 5 •   parte piana ed esterna della serratura    • 6 •   (elettr.) elettrodo dell'accumulatore, costituito da un conduttore ricoperto da materiale attivo    • 7 •   apparecchio che, insieme all'amplificatore e agli altoparlanti, costituisce un impianto per la registrazione e l'ascolto dei nastri magnetici    • 8 •   nome di diverse monete italiane antiche; oggi, moneta divisionale della turchia, dell'egitto, della siria e di altri paesi.
piastrella   s.f.    • 1 •   dim.  di piastra    • 2 •   elemento di piccolo spessore, per lo più di cemento smaltato o di ceramica, con cui si coprono pavimenti o si rivestono pareti    • 3 •   pietra piatta o disco di legno, di plastica e sim. che serve per un gioco di ragazzi: giocare alle piastrelle. 
piastrellaio   s.m.  [f. -a] piastrellista.
piastrellamento   s.m.  rimbalzo sull'acqua di un idrovolante o di un motoscafo, provocato da un eccesso di velocità o da un errore di manovra | rimbalzo di un aereo sul suolo durante l'atterraggio.
piastrellare   v. tr.  [io piastrèllo ecc.] ricoprire con piastrelle: piastrellare una parete, un pavimento  | v. intr.  [aus. avere] compiere un piastrellamento, detto di un idrovolante, di un motoscafo, di un aereo.
piastrellato   part. pass.  di piastrellare  agg.  rivestito di piastrelle.
piastrellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] operaio specializzato nella fabbricazione e nella messa in opera di piastrelle.
piastriccio   s.m.  (fam.) miscuglio di sostanze appiccicose | (fig.) imbroglio.
piastrina   s.f.    • 1 •   dim.  di piastra    • 2 •   (mil.) targhetta metallica che ogni combattente porta dietro il risvolto della giubba o appesa al collo perché possa essere identificato in caso di morte    • 3 •   (biol.) elemento morfologico del sangue, di forma tondeggiante, molto importante per i processi di coagulazione.
piastrino   s.m.    • 1 •   dim.  di piastra    • 2 •   (mil.) piastrina.
piastrone   s.m.    • 1 •   accr.  di piastra    • 2 •   parte della corazza che copriva il petto | (sport) nella scherma, giubbotto di sicurezza    • 3 •   (zool.) parte ventrale della corazza delle tartarughe.
piatire   v. intr.  [io piatisco, tu piatisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (lett.) contendere in giudizio; per estens., litigare    • 2 •   (region. fam.) chiedere insistentemente, come implorando, un'elemosina, un favore.
piato   s.m.  (lett.) contesa giudiziaria; per estens., lite, discussione: d'orribil piato risonar s'udio / già la corte d'amore  (parini).
piatoso    ⇨ pietoso.
piatta   s.f.  (non com.)    • 1 •   chiatta    • 2 •   piastra. dim. piattina. 
piattabanda   s.f.  (arch.) elemento in muratura, simile all'architrave, che delimita superiormente vani di porte e finestre.
piattaforma   s.f.    • 1 •   spazio di terreno spianato e rinforzato; ripiano sul fianco di una montagna; superficie piana, per lo più metallica, su cui si collocano macchine, attrezzi ecc.: piattaforma di lancio, attrezzata per il lancio dei missili; piattaforma di tiro, dove si postano i pezzi di artiglieria; piattaforma stradale, la superficie della strada che comprende la carreggiata, le banchine ed eventualmente le cunette; piattaforma girevole, nelle stazioni ferroviarie, attrezzatura che consente di cambiare binario a una locomotiva o a un vagone, o di invertirne la direzione    • 2 •   nella parte anteriore o posteriore di vetture filotranviarie o ferroviarie, spazio privo di sedili destinato al transito di marcia dei passeggeri: vietato sostare sulla piattaforma    • 3 •   (sport) struttura rigida da cui si eseguono gare di tuffi    • 4 •   piattaforma continentale, (geog.) fascia di terra sommersa, di scarsa pendenza e di estensione limitata e discontinua, che circonda fino a una profondità di 200 metri le terre emerse    • 5 •   (fig.) l'insieme dei principi che ispirano l'azione di una persona o di un movimento; l'insieme delle proposte e delle richieste sulle quali si apre una discussione o una trattativa: la piattaforma di un programma politico; piattaforma sindacale, rivendicativa. 
piattaia   s.f.    • 1 •   (non com.) scolapiatti    • 2 •   alzata di una credenza o scaffale pensile su cui si espongono piatti o vasellame.
piattello   s.m.    • 1 •   dim.  di piatto    • 2 •   piccolo disco a forma di piatto: il piattello del candeliere | tiro al piattello, sport che consiste nello sparare a un piccolo disco di gesso lanciato in aria da un apposito congegno ' piattelli labiali, dischetti, per lo più di legno, inseriti nelle labbra, che ne restano mostruosamente deformate; sono usati come ornamento da alcune popolazioni indigene dell'africa e dell'america meridionale    • 3 •   gioco d'azzardo che si gioca in quattro persone con un mazzo di quaranta carte, in cui vince chi realizza determinate combinazioni di carte dello stesso seme.
piatteria   s.f.  (non com.) negozio in cui si vendono piatti | assortimento di piatti.
piattezza   s.f.  l'essere piatto (spec. fig.): la piattezza di un racconto, di un discorso. 
piattina   s.f.    • 1 •   dim.  di piatta    • 2 •   filo elettrico appiattito costituito da due o tre conduttori affiancati e isolati singolarmente, ma contenuti in una sola guaina    • 3 •   carrello usato in miniera per il trasporto di attrezzi, legname ecc.
piattino   s.m.    • 1 •   dim.  di piatto  | piccolo piatto sul quale si pongono tazzine o bicchieri    • 2 •   contenuto di un piattino | (estens.) manicaretto    • 3 •   gioco di carte.
piattitudine   s.f.  (lett.) l'essere piatto (solo fig.).
piatto   agg.    • 1 •   che ha una superficie piana, che non è né concavo né convesso: una barca a fondo piatto; un paesaggio piatto, pianeggiante e uniforme; volto, naso piatto, privo dei giusti rilievi, schiacciato    • 2 •   (fig.) scialbo, monotono; privo di rilievo, di personalità: una vita piatta; stile, discorso piatto; un'interpretazione, un'esecuzione piatta, di un personaggio, di un brano musicale e sim.    • 3 •   angolo piatto, (mat.) di 180°    • 4 •   riferito a diagramma, che ha un andamento orizzontale, rappresentando un fenomeno che non fa registrare variazioni apprezzabili: tracciato piatto | elettroencefalogramma piatto, (med.) che indica l'assenza di attività cerebrale  s.m.    • 1 •   recipiente rotondo o tondeggiante, per lo più di porcellana o di ceramica, in cui si servono e si mangiano le vivande: piatto fondo, piano; piatto grande  o di portata; servizio di piatti; lavare i piatti  | la quantità di cibo contenuta in un piatto: mangiare un piatto di riso.  dim. piattino, piattuccio  accr. piattone  pegg. piattaccio    • 2 •   ciascuna delle portate di cui si compone un pranzo: la pastasciutta è un ottimo primo piatto; primo, secondo piatto, la minestra, la pietanza | vivanda: un piatto elaborato, semplice  | piatto forte, il più sostanzioso; (fig.) la cosa più interessante fra quelle presentate | piatto tipico, vivanda caratteristica della cucina di una determinata regione o paese | piatto del giorno, la vivanda che un ristorante serve, in un giorno determinato, a preferenza di altre    • 3 •   (estens.) qualsiasi oggetto a forma di piatto: il piatto della bilancia; il piatto del giradischi, il piano girevole su cui si pone il disco ' pl.  (mus.) strumento a percussione costituito da due dischi concavi di bronzo che vengono battuti l'uno contro l'altro. dim. piattello    • 4 •   superficie piatta: il piatto di una lama, la parte piatta di essa; il piatto anteriore, posteriore di un libro, le parti rigide della copertina anteriore e posteriore ' colpire di piatto, con il piatto di una lama o sim.; nel calcio, con la parte interna del piede    • 5 •   nei giochi d'azzardo, la posta messa in palio | il piatto piange, (fig. scherz.) si dice quando qualcuno dei giocatori non ha ancora versato la sua posta § piattamente avv.  in modo scialbo, monotono.
piattola   s.f.    • 1 •   pidocchio parassita dell'uomo, che si annida soprattutto nella regione inguinale (ord.  anopluri)    • 2 •   (tosc.) scarafaggio    • 3 •   (fig.) persona molesta della quale non si riesce a liberarsi.
piattonare   v. tr.  [io piattóno ecc.] (non com.) colpire con una piattonata.
piattonata   s.f.  colpo dato di piatto con la spada o la sciabola.
piazza   s.f.    • 1 •   ampio spazio urbano contornato da edifici nel quale confluiscono più strade: le piazze di roma; la piazza del mercato; piazza della libertà | mettere in piazza qualcosa, (fig.) farla conoscere a tutti | scendere in piazza, inscenare una dimostrazione | prov.  : brutto in fasce bello in piazza, brutto da piccolo, bello da grande. dim. piazzetta, piazzola    • 2 •   (estens.) la gente adunata in una piazza; il popolo: la piazza applaudì; temere le reazioni della piazza; scatenare la piazza  | modi da piazza, triviali, plebei, piazzaioli    • 3 •   spazio libero; luogo esteso e sgombro: leonida... /... 'n poca piazza fe' mirabil cose  (petrarca trionfi) | far piazza pulita, sgomberare, liberare (un luogo da qualcosa); (fig.) eliminare radicalmente qualcosa che nuoce, che disturba    • 4 •   posto | letto a una piazza, a due piazze, singolo, matrimoniale | piazze d'onore, (sport) i posti di una classifica o di una graduatoria appena successivi al primo    • 5 •   (comm.) luogo di operazioni economiche o finanziarie; mercato: vendere sulla piazza di torino  | assegno su, fuori piazza, emesso da una banca che opera nella stessa o in un'altra città della banca che lo riscuote | fare la piazza, prendere contatto con tutti i clienti di una località | rovinare la piazza a qualcuno, (fig.) rovinargli la reputazione (anche scherz.)    • 6 •   (mil.) piazzaforte, centro fortificato; oggi, qualunque città dove c'è un comando militare: comandante della piazza  | piazza d'armi, ampia zona all'aperto per le esercitazioni; (fig.) ambiente molto ampio.
piazzaforte   meno com. piazza forte, s.f.  [pl. piazzeforti]    • 1 •   città, luogo fortificato: il comandante della piazzaforte    • 2 •   (fig.) baluardo.
piazzaiolata   s.f.  (non com.) azione da piazzaiolo; chiassata.
piazzaiolo   lett. piazzaiuolo, agg.  (spreg.) da piazza: modi, discorsi piazzaioli   s.m.  [f. -a] persona dai modi chiassosi e volgari.
piazzale   s.m.  ampio spiazzo; nei centri urbani, piazza notevolmente ampia e non completamente circondata da edifici | piazzale di stazione, zona recintata che ospita gli impianti e i servizi di una stazione ferroviaria o aeroportuale.
piazzamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il piazzare, il piazzarsi    • 2 •   (sport) posizione in una classifica o graduatoria: ottenere un buon piazzamento; un piazzamento dignitoso, di prestigio  | negli sport a squadre, posizione che assumono i vari atleti per meglio svolgere il loro gioco.
piazzare   v. tr.    • 1 •   collocare, mettere in una data posizione: ha piazzato l'automobile davanti al cancello | piazzare un pugno, un colpo, nel pugilato, portarli a segno    • 2 •   vendere, collocare un prodotto presso un compratore: non è riuscito a piazzare la sua merce  | piazzarsi v. rifl.    • 1 •   collocarsi in un dato posto, sistemarsi bene, comodamente: si è piazzato davanti al televisore e nessuno lo smuove più  | raggiungere una buona posizione economica e professionale: un giovane che si è ben piazzato    • 2 •   classificarsi tra i primi in una gara sportiva, in un concorso e sim.: piazzarsi secondo, terzo    • 3 •   negli sport di squadra, disporsi nella posizione più adatta per prendere parte al gioco.
piazzata   s.f.    • 1 •   litigio, schiamazzo, scenata volgare: fare una piazzata    • 2 •   (non com.) radura.
piazzato   part. pass.  di piazzare   agg.    • 1 •   si dice di chi ha conseguito una buona posizione: ormai è un uomo piazzato  | ben piazzato, si dice di persona dalla complessione solida, robusta: un giovanottone ben piazzato, ben piantato    • 2 •   (sport) nell'ippica, si dice del cavallo arrivato secondo o terzo in una corsa; negli altri sport, di chi ha ottenuto un buon piazzamento | essere piazzato bene, male, detto di giocatore che si trova in una posizione giusta, sbagliata in rapporto alle fasi del gioco    • 3 •   calcio piazzato, nel rugby e nel calcio, tiro effettuato con la palla ferma per terra  s.m.  nell'ippica, cavallo piazzato.
piazzatore   s.m.  nel rugby, il giocatore che, stando bocconi sul terreno, regge il pallone per consentire a un compagno di effettuare un calcio piazzato.
piazzista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi è incaricato da una o più aziende di raccogliere ordini o vendere prodotti su una determinata piazza commerciale    • 2 •   (estens.) viaggiatore di commercio.
piazzola   lett. piazzuola, s.f.    • 1 •   dim.  di piazza    • 2 •   slargo ai margini di una strada o di un'autostrada che serve da area di sosta per i veicoli    • 3 •   (mil.) terreno adattato per collocarvi un pezzo di artiglieria    • 4 •   nel gioco del golf, zona circostante la buca per un raggio di diciotto metri | piazzola di partenza, piccola area pianeggiante da cui si effettua il primo tiro.
pica   s.f.    • 1 •   (ant. , region.) gazza    • 2 •   (med.) pervertimento del gusto per cui si desidera mangiare cose non commestibili o di sapore cattivo.
picacismo   s.m.  (med.) pica.
picador   s.m.  [pl. picadores] cavaliere che, nella corrida, ferisce il toro inferendogli colpi con una lunga asta appuntita, o picca.
picaresco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (non com.) di, da picaro    • 2 •   proprio di un genere romanzesco sorto in spagna nel sec. xvi e diffusosi poi in tutta europa, imperniato sulle avventure del picaro: romanzo picaresco; le novelle picaresche di cervantes  § picarescamente avv. 
picaro   s.m.  personaggio di popolano, imbroglione e bricconesco, che vive di espedienti e trovate ingegnose; è il protagonista dei romanzi picareschi.
picca   (1) s.f.    • 1 •   lunga asta con punta di ferro, usata un tempo come arma dalla fanteria; per estens., il soldato munito di tale arma    • 2 •   pl.  uno dei quattro semi delle carte da gioco francesi | contare come il re  (o il fante) di picche quando briscola è cuori, (fig.) contare poco o nulla | rispondere picche, (fig.) rispondere con un deciso rifiuto.
picca   (2) s.f.  puntiglio dovuto a risentimento, orgoglio, ostinazione.
piccamarra   s.f.  attrezzo agricolo avente forma di piccone e di scure insieme, usato per lo scalzamento e il taglio delle radici degli alberi.
piccante   agg.    • 1 •   di sapore forte e pungente: salsa piccante    • 2 •   (fig.) arguto, mordace: rispondere con parole piccanti    • 3 •   (fig.) licenzioso, un po' spinto: una storiella piccante. 
piccardo   agg.  della piccardia, regione della francia  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della piccardia    • 2 •   dialetto romanzo parlato in piccardia.
piccare   v. tr.  [io picco, tu picchi ecc.] (ant.) pungere | v. intr.  [aus. avere] (ant.)    • 1 •   detto del vino, essere frizzante    • 2 •   detto di cibo, essere piccante.
piccarsi   v. rifl.  [io mi picco, tu ti picchi ecc.]    • 1 •   insistere con puntiglio nel fare qualcosa; pretendere di conoscere qualcosa: si piccava di riuscirci a ogni costo; si picca di essere un esperto di musica    • 2 •   impermalirsi.
piccata   s.f.  (gastr.) fettina di vitello cucinata in teglia con burro, succo di limone e prezzemolo trito. dim. piccatina  | usato anche come agg.  : carne piccata. 
piccato   (1) agg.  risentito, impermalito: rispondere in tono piccato. 
piccato   (2) s.m.  (antiq.) forma italianizzata di piqu.é. 
picchè   s.m.  (antiq.) adattamento it. di piqu.é. 
picchettaggio   s.m.  durante uno sciopero, il presidiare in gruppo le entrate dei luoghi di lavoro (per estens., anche di scuole) allo scopo di scoraggiare o impedire l'ingresso di coloro che non aderiscono o che sono incerti sulla condotta da seguire.
picchettamento   s.m.  (non com.) picchettaggio.
picchettare   v. tr.  [io picchétto ecc.]    • 1 •   segnare un tracciato sul terreno mediante l'infissione di picchetti    • 2 •   formare una seghettatura sul bordo di un tessuto    • 3 •   presidiare con picchetti: picchettare una fabbrica, una scuola    • 4 •   (mus.) eseguire un picchettato.
picchettato   part. pass.  di picchettare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (mus.) nella tecnica violinistica, l'esecuzione in una sola arcata di una serie di note staccate e rapide | nel canto, tecnica d'abilità consistente nell'emissione veloce di note staccate.
picchettatore   s.m.  operaio che pianta picchetti o paletti.
picchettatura   s.f.  la definizione di un tracciato mediante l'infissione di picchetti nel terreno.
picchettazione   s.f.  picchettatura.
picchetto   (1) s.m.    • 1 •   paletto di legno, di cemento o metallico che viene conficcato nel terreno come segnale, per fissare una tenda ecc.    • 2 •   gruppo di militari incaricato di servizi d'ordine o d'onore | ufficiale di picchetto, ufficiale subalterno preposto al servizio di sorveglianza della caserma per 24 ore    • 3 •   gruppo di lavoratori in sciopero che fanno un picchettaggio.
picchetto   (2) s.m.  gioco di carte di origini antiche, oggi quasi completamente in disuso; si gioca fra    • 2 •   giocatori, con 12 carte a testa, e vince chi realizza più punti in base alle prese fatte, dopo una dichiarazione iniziale del gioco che si ha in mano.
picchiamento   s.m.  (non com.) il picchiare, l'essere picchiato.
picchiapetto   s.m.  e f.  [pl. picchiapetti] (non com.) persona bigotta che ostenta atti di devozione; bacchettone | s.m.  (antiq.) ciondolo che le donne portavano appeso a una catenella e pendente sul petto; caschimpetto.
picchiare   v. tr.  [io pìcchio ecc.] colpire, battere, percuotere: picchiare qualcuno di santa ragione; picchiare un colpo alla porta; picchiare la testa, urtarla contro qualcosa; picchiarsi il petto, come atto di pentimento, di contrizione | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   dare colpi: picchiare alla porta, bussare; anche ellitt.  : qualcuno picchia: apri!  | picchiare in testa, (mecc.) battere in testa    • 2 •   (aer.) eseguire una picchiata | picchiarsi v. rifl.  darsi delle botte l'un l'altro.
picchiata   s.f.    • 1 •   il picchiare; colpo o serie di colpi dati a qualcosa o a qualcuno: una picchiata alla porta; prendersi una solenne picchiata    • 2 •   (aer.) discesa di un aeroplano con la prora fortemente inclinata verso terra; per estens., discesa rapidissima | scendere in picchiata, (fig.) a gran velocità.
picchiato   part. pass.  di picchiare  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona un po' sciocca, ma simpaticamente stravagante. dim. picchiatello. 
picchiatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi picchia | persona incaricata di malmenare o intimidire qualcuno, spec. per motivi politici    • 2 •   nel gergo del pugilato, pugile aggressivo e potente: carlos monzon fu un terribile picchiatore. 
picchiatura   s.f.  il picchiare, l'essere picchiato.
picchiere   s.m.  (st.) soldato armato di picca.
picchierellare   v. tr.  e intr.  [io picchierèllo ecc. ; aus. dell'intr. avere] battere con colpi leggeri e fitti; tamburellare: picchierellare con le dita sul vetro della finestra  | dare ripetuti colpi con il becco: sulle antiche quercie / picchierellando senza fine il picchio / sacro contava gli anni  (pascoli).
picchierello   s.m.  tipo di martello usato dagli scultori.
picchiettare   v. intr.  [io picchiétto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   picchiare leggermente e con frequenza: la pioggia picchiettava sui vetri    • 2 •   (mus.) eseguire un picchettato | v. tr.    • 1 •   punteggiare di piccole macchie: un tessuto picchiettato di rosso    • 2 •   asportare mediante un attrezzo apposito (picchietto) la vernice e la ruggine da una superficie metallica (in partic., dalle lamiere di una nave), prima di passarvi un nuovo strato di vernice.
picchiettato   part. pass.  di picchiettare   s.m.  (mus.) picchettato.
picchiettatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   il picchiettare, l'essere picchiettato    • 2 •   i segni, le macchioline di cui una cosa è picchiettata: la picchiettatura del mantello di un animale. 
picchiettino   s.m.  (mar.) operaio incaricato di picchiettare le lamiere di una nave.
picchiettio   s.m.  un picchiettare continuo: il picchiettio della pioggia sui vetri. 
picchietto   s.m.  attrezzo simile a un martello, usato spec. nei cantieri navali per asportare la vernice e la ruggine dalle lamiere.
picchio   (1) s.m.  (non com.) colpo dato picchiando e il conseguente rumore | di picchio, in un picchio, di botto, improvvisamente | avere, battere un picchio, (fig.) subire un rovescio finanziario.
picchio   (2) s.m.  nome comune di numerose specie di uccelli, presenti in tutte le foreste del mondo, e caratterizzati da corpo breve, penne timoniere rigide e becco lungo e forte, atto a forare il legno e la corteccia degli alberi per catturare gli insetti o per costruire il nido (ord.  piciformi).
picchio   (3) s.m.  (non com.) un picchiare frequente, continuo.
picchiotto   s.m.  battiporta, batacchio, battente.
piccia   s.f.  [pl. -ce] (tosc.) paio, soprattutto di pani e frutti uniti insieme: due picce di ciliegie, di fichi secchi; una piccia d'uva, due grappoli uniti da un pezzetto di tralcio | a picce, in gran quantità.
piccineria   s.f.  meschinità di mente, grettezza d'animo | azione meschina, gretta: perdersi in piccinerie. 
piccinina   s.f.  (milan.) giovane apprendista di sartoria.
piccino   agg.    • 1 •   piccolo, spec. per età, statura, dimensioni: un bambino piccino | piccino piccino, piccolissimo: un gattino piccino piccino  | farsi piccino  (o piccino piccino), cercare di passare inosservato; (fig.) umiliarsi    • 2 •   (fig.) meschino, gretto: mente piccina; idee piccine   s.m.  [f. -a]    • 1 •   bambino: spettacolo per grandi e piccini    • 2 •   figlio piccolo; cucciolo di animale: la gatta e i suoi piccini.  dim. piccinino. 
picciolato   agg.  (bot.) si dice di organo provvisto di picciolo: foglia picciolata. 
picciolo   (1) agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   piccolo    • 2 •   (fig.) modesto, di umile condizione: io sono un picciol servidor di natan  (boccaccio dec.  x, 3)  s.m.  antica moneta fiorentina equivalente alla quarta parte del fiorino; per estens., moneta piccolissima, centesimo; spicciolo: non valere un picciolo, nulla.
picciolo   (2) lett. picciuolo, s.m.  (bot.) la parte allungata che sostiene la foglia collegandola al ramo | nell'uso corrente, il sostegno del frutto.
piccionaia   s.f.    • 1 •   locale, generalmente nella parte alta della casa, o anche piccola costruzione isolata in forma di torre dove si tengono i piccioni a nidificare | tirare sassi in piccionaia, (fig.) provocare scompiglio, trambusto, causando danno ad altri o, anche, a sé stessi    • 2 •   (estens.) sottotetto, soffitta    • 3 •   (scherz.) il loggione di un teatro; anche, le persone che lo frequentano.
piccioncino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   dim.  di piccione    • 2 •   (fig. fam.) persona innamorata, detto spec. con riferimento alle sue effusioni amorose: guarda quei due piccioncini!. 
piccione   s.m.    • 1 •   [f. -a] nome comune del colombo domestico, uccello di media grandezza, forte e veloce, con piumaggio grigio scuro e becco leggermente arcuato; è addomesticabile e viene allevato per le sue carni gustose (ord.  colombiformi) | tiro al piccione, gara sportiva nella quale i concorrenti cercano di abbattere con un colpo di fucile un piccione fatto uscire improvvisamente da una gabbia; piccione di gesso, di rame, bersagli di forma simile al piccione usati un tempo nelle gare di tiro al volo | prendere due piccioni con una fava, (fig.) ottenere due risultati in una sola volta | tubare come due piccioni, (fig.) si dice di due innamorati che amoreggiano teneramente. dim. piccioncino    • 2 •   (fig.) persona sempliciotta, che si può raggirare con facilità    • 3 •   in macelleria, taglio di carne di bue compreso fra la rosa e le costole.
picciotto   s.m.  (dial.)    • 1 •   giovanotto | (st.) componente delle bande siciliane che nel 1860 si unirono all'esercito di garibaldi per liberare la sicilia dai borboni    • 2 •   il grado più basso della gerarchia mafiosa.
picciuolo    ⇨ picciolo 2.
picco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   cima aguzza di un monte, spec. se isolata e con i pendii molto ripidi | a picco, a perpendicolo, con inclinazione quasi verticale: costa a picco sul mare; andare, colare a picco, affondare, detto di imbarcazione; (fig.) andare in rovina    • 2 •   in un diagramma, il punto che segna il valore massimo | (fig.) il momento di massimo sviluppo    • 3 •   (mar.) asta di legno o di metallo applicata con un'estremità a un albero della nave e rivolta verso l'alto; serve per issarvi la bandiera nazionale e, se è orientabile, per inferirvi l'orlo superiore di una vela di randa | picco di carico, gru di tipo elementare, simile a un derrick, costituita da un robusto braccio d'acciaio, munito di paranco, amantiglio e venti, per sollevamento di carichi da imbarcare o sbarcare.
piccolezza   s.f.    • 1 •   l'essere piccolo: piccolezza di statura; la piccolezza di un ambiente '  (fig.) grettezza, meschinità: piccolezza d'animo, di mente    • 2 •   cosa di poca importanza, futile o meschina: preoccuparsi per ogni piccolezza; perdersi in piccolezze. 
piccolo   agg.  [compar. minore  o più piccolo; superl. minimo  o piccolissimo]    • 1 •   inferiore all'ordinario per dimensioni, statura, numero, intensità, durata ecc.: una piccola automobile; una casa molto piccola; un piccolo paese; un uomo piccolo; una piccola compagnia; un piccolo dolore; una piccola pausa.  dim. piccoletto, piccolino  accr. piccolotto    • 2 •   che ha dimensioni minori rispetto a quelle di una cosa della stessa specie cui viene implicitamente contrapposto: è partito con la valigia piccola    • 3 •   di pochi anni di età: avere i figli piccoli; è troppo piccolo per capire    • 4 •   di poco conto, di modesta entità: una piccola variazione; un piccolo errore; chiedere un piccolo favore    • 5 •   (fig.) di condizione modesta, non elevata: un piccolo commerciante; la piccola borghesia    • 6 •   (fig.) meschino, gretto: è di idee molto piccole; un uomo piccolo di mente   s.m.  [f. -a  nei sign.    • 1 •   e 2]    • 1 •   bambino: il piccolo si è addormentato; da piccolo avevo i capelli biondi    • 2 •   (estens.) nato di animale; cucciolo: la cagna con i suoi piccoli    • 3 •   moneta antica di basso valore; picciolo | in talune loc. avv.: in piccolo, in proporzioni ridotte: una riproduzione in piccolo  | nel mio piccolo, nei limiti delle mie modeste possibilità.
picconare   v. tr.  e intr.  [io piccóno ecc. ; aus. dell'intr. avere] (non com.) dare colpi di piccone; demolire col piccone.
picconata   s.f.    • 1 •   colpo di piccone    • 2 •   (fig.) critica distruttiva, spec. nei confronti di istituzioni, organizzazioni e sim.
picconatore   s.m.    • 1 •   operaio che lavora col piccone    • 2 •   (fig.) personaggio autorevole che esercita una critica demolitrice delle istituzioni di cui è parte.
picconatrice   s.f.  perforatrice pneumatica usata per abbattere rocce tenere.
piccone   s.m.  attrezzo costituito da un elemento di acciaio leggermente ricurvo, con un'estremità appuntita e l'altra a forma di zappa molto stretta, provvisto di un foro centrale in cui è fissato un lungo manico di legno; è usato per scavi in terreno compatto o per demolire costruzioni in muratura | dare il primo colpo di piccone, iniziare un lavoro di demolizione o di fondazione (anche fig.) | piccone pneumatico, picconatrice.
picconiere   s.m.  chi lavora di piccone; chi è addetto in cave o miniere all'abbattimento di minerali, rocce ecc. e allo scavo di gallerie.
piccosità   s.f.  (non com.) l'essere piccoso.
piccoso   agg.  che si picca facilmente: un bambino, un carattere piccoso.  dim. piccosetto, piccosino  pegg. piccosaccio  § piccosamente avv. 
piccozza   s.f.  sorta di piccone di piccole dimensioni, con manico di legno che serve anche da bastone, usato in alpinismo: piccozza da ghiaccio. 
piccozzo    ⇨ picozzo.
picea   s.f.  (bot.) genere di conifere sempreverdi monoiche, con foglie aghiformi, che forniscono legname pregiato; include circa trenta specie, tra le quali l'abete rosso.
piceo   agg.  (lett.) di pece; che ha il colore, l'aspetto, la consistenza della pece.
piciformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli particolarmente adattati alla vita arboricola, diffusi nei boschi di tutto il mondo e caratterizzati dal becco forte e grande, adatto a una dieta insettivora | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
pick-up  pick-up s.m. invar.    • 1 •   nei giradischi, dispositivo elettromeccanico dotato di una puntina che, percorrendo il solco inciso nel disco, ne trasforma le ondulazioni in impulsi elettrici, i quali vengono successivamente convertiti in suoni    • 2 •   nelle chitarre elettriche, dispositivo che trasforma le vibrazioni delle corde in impulsi elettrici    • 3 •   (agr.) organo di presa delle macchine da raccolta    • 4 •   in astronautica, recupero di un missile o di una capsula spaziale.
picnic   s.m. invar.  scampagnata con colazione o merenda all'aperto | la colazione stessa.
picnidio   s.m.  (bot.) piccolo ricettacolo proprio dei funghi deuteromiceti, tappezzato da ife che producono conidi.
picno-  picno- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, derivate dal greco o formate modernamente, dal gr. pyknós  'denso, spesso'; indica 'densità, intensità, fittezza' (picnometro, picnostilo).
picnometro   s.m.  (chim.) apparecchio di vetro a forma di boccetta usato per determinare la densità di corpi liquidi e solidi.
picnosi   s.f.  (biol.) il processo di contrazione e necrosi del nucleo della cellula, che prelude alla morte della cellula stessa.
picnostilo   agg.  e s.m.  (archeol.) si dice di tempio in cui la distanza alla base tra due colonne contigue corrisponde a una volta e mezzo il diametro delle colonne stesse.
picnotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di picnosi.
pico-  pico- primo elemento della terminologia scientifica che, anteposto a un'unità di misura, ne moltiplica il valore per 10(-12), cioè la divide per mille miliardi; deriva prob. dallo sp. pico  'misura minima'.
picodnavirus   s.m. invar.  (biol.) famiglia di virus a dna con bassissimo peso molecolare, responsabili di alcune malattie nei vertebrati, in particolare nei topi.
picofarad   s.m. invar.  (elettr.) unità di capacità elettrica, pari a un trilionesimo (10-12) di farad.
picornavirus   s.m. invar.  (biol.) grande famiglia di virus a rna e a bassissimo peso molecolare cui appartengono tra l'altro diversi virus a localizzazione intestinale, il virus della poliomielite e quello del raffreddore.
picosecondo   s.m.  unità di misura del tempo pari a un millesimo di nanosecondo.
picozzo   o piccozzo, s.m.  ciascuno dei quattro incisivi centrali di equini, bovini, ovini e suini.
picrico   agg.  [pl. m. -ci] solo in acido picrico, (chim.) composto organico derivato dal fenolo per nitrazione spinta; si presenta sotto forma di cristalli gialli ed è usato come disinfettante e cicatrizzante o anche come potente esplosivo; è detto anche trinitrofenolo. 
pidgin   s.m. invar.  lingua ausiliaria molto semplificata, nata dall'incontro dell'inglese con altre lingue, spec. orientali, per soddisfare le esigenze di comunicazione negli scambi commerciali.
pidgin-english  pidgin-english s.m. invar.  lingua mista che adatta un lessico inglese semplificato a una base grammaticale e fonetica cinese.
pidiessino   agg.  e s.m.  [f. -a] appartenente al partito democratico della sinistra, formazione politica derivata nel 1991 dal partito comunista italiano.
pidocchieria   s.f.  grettezza, avarizia, taccagneria estrema | atto gretto, meschino, da taccagno.
pidocchietto   s.m.    • 1 •   dim.  di pidocchio    • 2 •   (dial.) piccolo locale di spettacolo (cinema, teatro e sim.) di infimo ordine.
pidocchio   s.m.    • 1 •   piccolo insetto dal corpo piatto, con zampe corte e robuste, che succhia il sangue dell'uomo vivendo da parassita sulla testa, sul corpo o nei vestiti (ord.  anopluri). dim. pidocchietto, pidocchino  pegg. pidocchiaccio    • 2 •   denominazione generica di piccoli insetti parassiti di piante o di animali: pidocchio del melo, dell'olivo, delle rose; pidocchio delle api    • 3 •   (fig. spreg.) persona gretta, avara | pidocchio rifatto, persona arricchitasi in breve tempo, che ostenta con volgarità il raggiunto benessere.
pidocchioso   agg.    • 1 •   pieno di pidocchi    • 2 •   (fig.) avaro, spilorcio, taccagno | usato anche come s.m.  [f. -a]: essere un pidocchioso; comportarsi da pidocchioso  § pidocchiosamente avv.  da persona avara e meschina.
piduista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] affiliato alla loggia segreta massonica p2, disciolta per legge nel 1981.
piè   s.m.    • 1 •   (poet.) piede: col dubitante piè torno al mio tetto  (parini)    • 2 •   si usa nel linguaggio comune in alcune loc. particolari: saltare a piè pari, a piedi uniti; (fig.) trascurare, omettere completamente e volutamente | a ogni piè sospinto, a ogni passo, in ogni istante, spesso | a piè di, in fondo, in basso (anche nella grafia unita appiè): a piè di pagina, di lista  | a piè fermo, stando fermo; (fig.) coraggiosamente.
piè  ce pièce;s.f. invar.  opera teatrale: pièce comica, drammatica. 
pied-à  -terre pied-à-terre;s.m. invar.  piccolo alloggio usato non come normale abitazione, ma per brevi soggiorni.
piedarm   o pied'arm, inter.  e s.m. invar.  comando con cui si ordina ai militari schierati di disporre perpendicolarmente il fucile lungo il fianco destro, con il calcio poggiato a terra e la canna aderente alla gamba.
piedatterra   s.m. invar.  adattamento it. del fr. pied-à-terre. 
pied-de-poule  pied-de-poule s.m. invar.  disegno a piccoli riquadri irregolari di due o più colori che ricordano la forma della zampa di gallina; è tipico di alcuni tessuti per abbigliamento sportivo | stoffa con tale disegno.
piede   s.m.    • 1 •   nell'uomo, la parte estrema degli arti inferiori, che si compone di tarso, metatarso e dita, e con la quale il corpo poggia a terra nella posizione eretta; negli animali, la parte terminale delle zampe: il piede destro, sinistro; piedi grandi, piccoli, sottili, stretti; il collo, il dorso, la punta, le dita, la pianta del piede; piedi nudi, scalzi | piede piatto, deformazione per cui l'arco del piede, appiattito, poggia quasi interamente a terra | andare a piedi, senza usare mezzi di trasporto | restare a piedi, non riuscire a salire su un mezzo di trasporto; (fig.) rimanere delusi, non riuscire nel proprio intento | arrampicarsi con le mani e coi piedi, salire carponi su di un pendio; (fig.) darsi da fare con ogni mezzo | camminare in punta di piedi, per non far rumore | andarsene in punta di piedi, (fig.) con discrezione, senza dar fastidio a nessuno | essere, alzarsi in piedi, in posizione eretta | stare in piedi, stare ritto; (fig.) detto di un'argomentazione, di un discorso e sim., essere coerente, ben strutturato: un ragionamento che non sta in piedi  | cadere in piedi, di cosa, non rovesciarsi cadendo; (fig.) di persona, uscire indenne da una disavventura, da una situazione difficile | puntare i piedi, rifiutarsi di andare avanti; (fig.) ostinarsi in un'idea, in una decisione | non muovere piede da un luogo, non allontanarsene | mettere piede in un luogo, andarvi | mettere un piede davanti all'altro, camminare con regolarità (fig.) fare qualcosa metodicamente | mettere un piede in fallo, inciampare, scivolare; (fig.) commettere un errore arrecando danno a sé stessi | mettere in piedi, (fig.) produrre, allestire (uno spettacolo); fondare (un'istituzione) | tutti sono ai suoi piedi, (fig.) di persona che ha molti ammiratori o ha molto successo e a cui non si nega nulla | non si sa dove mettere i piedi, dove posarli camminando (in quanto si è in un luogo sporco, ingombro e sim) | saltare a piedi  (o a piè) pari, (fig.) non prendere assolutamente in considerazione, ignorare del tutto | a piede libero, di imputato non arrestato | da capo a piedi, (fig.) da cima a fondo, interamente | su due piedi, (fig.) immediatamente, senza pensarci | mettere i piedi sul collo a qualcuno, mettere qualcuno sotto i piedi, (fig.) dominarlo completamente, con prepotenza | prendere piede, (fig.) diffondersi, espandersi | darsi a qualcuno mani e piedi, (fig.) affidarglisi completamente, senza riserve | essere, stare tra i piedi di qualcuno, (fig. fam.) dargli noia, seccarlo | levarsi, togliersi dai piedi, (fig. fam.) allontanarsi, non dare noia | tenere il piede in due staffe, in due scarpe, (fig.) barcamenarsi tra due partiti | lavorare con i piedi, (fig.) male, senza cura | fatto con i piedi, (fig.) si dice di cosa fatta male. dim. piedino, pieduccio  accr. piedone  pegg. piedaccio    • 2 •   la parte bassa o di sostegno: i piedi di un tavolo, di una sedia, di un armadio; il villaggio sorge ai piedi del monte | il piede di una pianta, la base del fusto | un piede di insalata, un cespo | il piede del fungo, il gambo    • 3 •   qualsiasi oggetto che abbia la forma di un piede: piede di porco, leva d'acciaio che nella punta ricorda il piede di maiale, usata per piccoli spostamenti di oggetti molto pesanti; è anche un classico attrezzo per scassinatori | piede di mosca, segno tipografico usato per fare un richiamo o per marcare i capoversi    • 4 •   (fig.) condizione, stato: essere sul piede di guerra, pronto per una guerra; trattare qualcuno su un piede di parità, da pari a pari    • 5 •   unità di misura di lunghezza, in uso nell'antichità e ancora oggi nei paesi anglosassoni; presso i romani equivaleva a 29,6 cm, in inghilterra è pari a 30,48 cm | piede quadrato, unità di misura di superficie del sistema inglese, pari a 930 cm2 | piede cubico, unità di misura di volume del sistema inglese, pari a 28. 316 cm3    • 6 •   nella metrica classica, la più piccola unità ritmica di un verso, formata di due o più sillabe, con una parte forte (arsi) e una debole (tesi) | nella metrica italiana, ognuna delle due partizioni in cui si suddivide generalmente la fronte nella stanza della canzone petrarchesca    • 7 •   (mat.) il punto d'incontro tra una retta o un piano e una loro perpendicolare    • 8 •   (tip.) la base inferiore di un carattere tipografico.
piedestallo    ⇨ piedistallo.
piedino   s.m.    • 1 •   dim.  di piede  | fare (il) piedino, (fam.) detto di due persone sedute, toccarsi vicendevolmente i piedi sotto il tavolo come segno di intesa, spec. amorosa    • 2 •   nel linguaggio giornalistico, annuncio pubblicitario, trafiletto o breve articolo stampato a piè di colonna    • 3 •   nella macchina per cucire, elemento mobile che si abbassa sul tessuto e lo tiene fermo mentre l'ago lo attraversa.
piedipiatti   s.m.  (spreg.) poliziotto.
piedistallo   non com. piedestallo, s.m.  sostegno in pietra o muratura su cui poggiano statue, colonne e sim.: un piedistallo di marmo; togliere una statua dal piedistallo  | mettere qualcuno sul piedistallo, (fig.) esaltarlo, idealizzarlo | fare da piedistallo a qualcuno, (fig.) essergli di sostegno, aiutarlo nel raggiungimento di uno scopo.
piedritto   s.m.  (arch.) denominazione generica di ogni struttura verticale che ha funzione di sostegno (p. e.  colonna, pilastro) | nelle strutture ad arco, la parte rettilinea e verticale compresa fra il piano d'imposta e l'archivolto vero e proprio.
piega   s.f.    • 1 •   il piegare, il piegarsi; il punto in cui qualcosa si piega: la piega del braccio; la piega dei capelli    • 2 •   segno lasciato da una pressatura occasionale o fatto ad arte: un vestito pieno di pieghe; la piega dei pantaloni | messa in piega, trattamento che conferisce ondulazione ai capelli    • 3 •   parte del tessuto ripiegata su sé stessa, stirata o no, usata anche per ornamento: gonna a pieghe  | sfondo piega, profondità della ripiegatura    • 4 •   ruga, grinza: le pieghe del volto  | ragionamento che non fa una piega, (fig.) chiaro, lineare    • 5 •   (geol.) flessione più o meno accentuata degli strati rocciosi: (piega) anticlinale; (piega) sinclinale    • 6 •   (fig.) parte intima e riposta: scrutare nelle pieghe dell'anima, della coscienza    • 7 •   (fig. fam.) andamento: prendere una buona, una brutta  (o cattiva) piega, di persona, prendere buone o cattive abitudini; di cosa, prendere un andamento favorevole o sfavorevole.
piegabaffi   s.m.  sorta di mascherina di tela che si teneva stretta sui baffi e legata dietro la testa, spec. durante la notte, per conservare ai baffi la piega all'insù.
piegabile   agg.  che si può piegare.
piegaciglia   s.m. invar.  piccolo arnese metallico usato dalle donne per piegare all'insù le ciglia.
piegaferro   o piegaferri, s.m. invar.    • 1 •   (edil.) mordiglione    • 2 •   operaio che con il mordiglione sagoma e piega le barre di ferro per le strutture in cemento armato.
piegamento   s.m.  il piegare, il piegarsi; in partic., movimento ginnico che si esegue piegandosi sul busto o sulle ginocchia: piegamenti sulle gambe. 
piegare   v. tr.  [io piègo, tu pièghi ecc]    • 1 •   curvare, flettere; far assumere a qualcosa una forma non rettilinea: piegare una sbarra di ferro; piegare le gambe; piegare a u, ad angolo retto    • 2 •   accostare il lembo di una pagina, di un tessuto e sim. al lembo opposto: piegare un fazzoletto; piegare un foglio in quattro parti    • 3 •   inclinare, abbassare: piegare il capo; piegare il busto in avanti; il vento piega le erbe  | piegare il collo, la fronte, (fig.) sottomettersi, umiliarsi    • 4 •   (fig.) domare, vincere, sottomettere: piegare la resistenza nemica; piegare l'avversario  | persuadere, indurre: piegare qualcuno alla propria volontà  | v. intr.  [aus. avere] dirigersi, inclinarsi: la vettura piegò a destra; la strada piega a sinistra  | piegarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   inclinarsi, incurvarsi, abbassarsi: piegarsi sulle ginocchia, a terra; gli alberi si piegavano al vento; mi si piegano le gambe, per la debolezza o lo spavento    • 2 •   (fig.) cedere, sottomettersi, arrendersi: piegarsi ai voleri, alle preghiere, dietro le insistenze di qualcuno  | si spezza ma non si piega, si dice di chi è pronto ad affrontare il peggio piuttosto che scendere a compromessi o subire umiliazioni    • 3 •   (fig) propendere, inclinare: piegarsi alla misericordia. 
piegata   s.f.    • 1 •   il piegare una volta: dare una piegata al foglio.  dim. piegatina    • 2 •   nell'ippica, girata.
piegatondino   s.m.  (edil.) macchina o attrezzo per piegare i tondini del cemento armato; piegaferro.
piegatore   agg.  [f. -trice] (non com.) che piega  s.m.    • 1 •   chi è addetto a operazioni di piegatura, spec. nel settore tipografico    • 2 •   (metall.) doppiatore.
piegatrice   s.f.    • 1 •   (tip.) macchina che piega i fogli stampati    • 2 •   (mecc.) macchina che piega lamiere e profilati metallici.
piegatura   s.f.    • 1 •   il piegare, l'essere piegato    • 2 •   il punto in cui una cosa è piegata; la piega stessa.
pieghettare   v. tr.  [io pieghétto ecc.] fare molte piccole pieghe ravvicinate e ben marcate, spec. su una stoffa.
pieghettato   part. pass.  di pieghettare  agg.  si dice di tessuto lavorato a piccole pieghe.
pieghettatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto alla pieghettatura dei tessuti.
pieghettatura   s.f.  il pieghettare, l'essere pieghettato | l'insieme delle pieghe presenti su un capo di vestiario o altro.
pieghevole   agg.    • 1 •   che si può facilmente piegare: legno, metallo pieghevole    • 2 •   che può essere ripiegato su sé stesso: una sedia, una bicicletta pieghevole    • 3 •   (fig. non com.) arrendevole, condiscendente, remissivo: animo, indole pieghevole  | versatile: ingegno pieghevole   s.m.  foglio stampato e ripiegato, recante per lo più indicazioni pubblicitarie § pieghevolmente avv.  con arrendevolezza; in modo flessibile, versatile.
pieghevolezza   s.f.  l'essere pieghevole (anche fig.).
piego   s.m.  [pl. -ghi] (non com.) fascio, pacchetto di lettere o di altre carte; plico.
piegoso   agg.  (ant. , lett.) che ha molte pieghe: veste lunga e piegosa  (d'annunzio).
pielite   s.f.  (med.) infiammazione della pelvi renale.
pielo-  pielo- primo elemento di parole composte della terminologia medica formate modernamente, dal gr. py/elos  'bacino'; significa 'bacinetto, pelvi renale' (pielografia, pielonefrite).
pielografia   s.f.  (med.) esame radiologico delle vie urinarie (pelvi renale e uretere).
pielogramma   s.m.  [pl. -i] (med.) radiografia delle vie urinarie ottenuta mediante pielografia.
pielonefrite   s.f.  (med.) infezione del rene e della corrispondente pelvi renale.
piemia   o pioemia [pio-e-mì-a], s.f.  (med.) presenza nel sangue di germi piogeni, che può determinare ascessi nei vari organi.
piemontese   agg.  del piemonte  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato o abita in piemonte    • 2 •   dialetto del piemonte.
piemontesismo   s.m.  voce, locuzione, pronuncia caratteristiche del dialetto piemontese.
piena   s.f.    • 1 •   forte aumento della portata di un corso d'acqua: un fiume in piena  | (estens.) la massa d'acqua di un fiume in piena: case sommerse dalla piena    • 2 •   (fig.) punto di massima intensità: la piena dei sentimenti    • 3 •   affollamento, calca: stasera a teatro c'è una piena mai vista. 
pienezza   s.f.  l'essere pieno (spec. fig.): pienezza di voce; sentirsi nella pienezza delle proprie forze; pienezza di sentimenti. 
pieno   agg.    • 1 •   che contiene tutto quello che può contenere; riempito, colmato: un recipiente pieno; un bicchiere pieno d'acqua; un sacco pieno di grano | pieno come un uovo, fino all'orlo, completamente riempito | parlare con la bocca piena, mentre si mastica il cibo | respirare a pieni polmoni, inspirando quanto più è possibile | a piene mani, (fig.) con grande abbondanza: spendere a piene mani | averne piene le tasche, (fig. fam.) essere stufo di qualcuno o di qualcosa    • 2 •   che contiene grande quantità di qualcosa; che ha in abbondanza (anche fig.): una pagina piena di errori; un uomo pieno di debiti; essere pieno di difetti, di virtù; parole piene di tenerezza  | essere pieno di sé, essere presuntuoso, borioso | essere pieno di vita, vivace e dinamico | una giornata piena, con molti impegni    • 3 •   (fam.) che ha mangiato abbastanza; sazio, rimpinzato: alzarsi da tavola pieno; sentirsi pieno | a stomaco pieno, dopo aver mangiato: una medicina da prendersi a stomaco pieno | essere pieno di qualcosa, (fig.) esserne stufo, non poterne più: sono pieno di queste chiacchiere    • 4 •   che ha il suo contenuto normale, che contiene quanto deve contenere: noci, spighe piene  | che non ha in sé spazi vuoti, che è composto di materia compatta: mura piene; una sbarra di ferro pieno    • 5 •   che presenta un certo volume o rilievo; tornito, bene in carne: guance piene; fianchi pieni | punto pieno, nel ricamo, il punto rasato che riempie tutto il disegno    • 6 •   (fig.) che è al suo colmo, nella sua maggiore intensità completo, intero: in pieno inverno; a notte piena; luna piena; lavorare a tempo pieno; assoluzione con formula piena; essere nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali; avere pieni poteri; in piena sincerità; a piena voce, a voce spiegata; a pieni voti, col massimo dei voti; a pieno titolo, a tutti gli effetti; colpire qualcuno in pieno petto, in mezzo al petto  s.m.    • 1 •   la parte piena, compatta, spec. di una struttura architettonica: i pieni e i vuoti    • 2 •   (fig.) il colmo, il momento più intenso o culminante: nel pieno dell'inverno; nel pieno delle forze  | a pieno, appieno | in pieno, del tutto: ha accolto in pieno le nostre richieste    • 3 •   carico completo di un contenitore, un deposito e sim.: fare il pieno  (di benzina, di gasolio), riempire completamente il serbatoio di un veicolo    • 4 •   grande affollamento di persone; pienone § pienamente avv.  del tutto, in modo totale, senza riserve: sono rimasto pienamente soddisfatto. 
pienone   s.m.  grande affluenza di persone, spec. in un locale pubblico: al palazzo dello sport c'era un pienone impressionante; uno spettacolo che ogni sera fa il pienone. 
pienotto   agg.  grassoccio, paffuto: guance pienotte; una donna piuttosto pienotta. 
piercing   s.m. invar.  perforazione di una parte del corpo per introdurvi anelli o altri oggetti ornamentali.
pieridi   s.f. pl.  (zool.) famiglia di farfalle dalle ali generalmente bianche o gialle, spesso macchiate di nero (ord.  lepidotteri) | sing.  [-e] ogni farfalla di tale famiglia.
pierio   agg.  (lett.) della pieria, regione della grecia, mitica patria delle muse | (estens.) delle muse: carme pierio. 
pierrot   s.m. invar.  maschera del teatro francese dal caratteristico costume bianco molto ampio, con enormi bottoni neri e grande colletto, e con il viso truccato interamente di bianco; rappresenta il tipo dell'innamorato malinconico | (estens.) il costume stesso della maschera.
pieta   s.f.  (ant. lett.)    • 1 •   dolore, angoscia: allor fu la paura un poco queta, / che nel lago del cor m'era durata / la notte ch'i' passai con tanta pieta  (dante inf.  i, 19-21)    • 2 •   affetto, devozione, soprattutto verso i genitori: né dolcezza di figlio, né la pieta / del vecchio padre... / vincer potero dentro a me l'ardore / ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto  (dante inf.  xxvi, 94-98).
pietà   ant. pietate e pietade, s.f.    • 1 •   sentimento di compassione suscitato dai dolori o dalla infelicità altrui: avere pietà di qualcuno; sentire, provare pietà; destare, suscitare, invocare pietà  | senza pietà, crudelmente, spietatamente: punire senza pietà | far pietà, suscitarla; (fam.) si dice di cose mal fatte, sgraziate o molto brutte: un lavoro che fa pietà  | opera di pietà, azione caritatevole | per pietà!, esclamazione con cui si invoca la compassione di qualcuno | monte di pietà, istituto di prestito su pegno    • 2 •   (lett.) affetto, amore: pietà filiale    • 3 •   (relig.) nel cristianesimo, uno dei sette doni dello spirito santo, che si manifesta in una vita di devozione: pratiche di pietà    • 4 •   pietà, nelle arti figurative, opera raffigurante il cristo morto sorretto dalla madonna: la pietà di giovanni bellini all'accademia di brera; la pietà rondanini di michelangelo. 
pietanza   s.f.    • 1 •   nome generico delle vivande che si mangiano a tavola; in partic., la vivanda che si serve a tavola dopo il primo piatto: una pietanza prelibata, squisita; pietanza di carne, di pesce.  dim. pietanzetta, pietanzina, pietanzuccia  pegg. pietanzaccia    • 2 •   (ant.) elemosina fatta ai frati o ai preti: egli molto spesso, sì come agiato uomo, dava di buone pietanze a' frati  (boccaccio dec.  vii, 1).
pietanziera   s.f.  (non com.) recipiente metallico, per lo più tondo e basso, con chiusura ermetica, in cui viene conservato il cibo da consumare fuori casa: il manovale marcovaldo... a mezzogiorno mangia con la pietanziera anziché tornare a casa  (calvino).
pietate    ⇨ pietà.
pietismo   s.m.    • 1 •   corrente religiosa sviluppatasi nei secc. xvii e xviii nell'ambito del cristianesimo luterano tedesco e in contrapposizione all'irrigidimento della teologia protestante; propugnava una religiosità intima, fervida e attiva, e una pratica morale rigorosa    • 2 •   (spreg.) devozione esagerata, affettata.
pietista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   seguace del pietismo    • 2 •   (spreg.) bigotto, bacchettone.
pietistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del pietismo, dei pietisti: il pensiero pietistico    • 2 •   (spreg.) caratterizzato da un fervore affettato, bigotto: atteggiamento pietistico  § pietisticamente avv. 
pietoso   ant. poet. piatoso, agg.    • 1 •   che desta pietà: un fatto, un caso pietoso; una storia pietosa; essere ridotto in condizioni pietose  | (fam.) brutto, mal fatto; meschino: uno spettacolo, un film pietoso; fare una figura pietosa    • 2 •   che sente o manifesta pietà: un'anima pietosa; occhi pietosi; consolare qualcuno con parole pietose    • 3 •   fatto per pietà dettato dalla pietà: una pietosa bugia    • 4 •   (lett.) pio, devoto: canto l'arme pietose e 'l capitano / che 'l gran sepolcro liberò di cristo  (tasso g. l.  i, 1) § pietosamente avv. 
pietra   ant. petra, s.f.  nome generico per indicare blocchi o frammenti di minerale o di roccia: cava di pietra; muro di pietra; tirare una pietra; pietra viva, compatta e netta; pietra dura, semipreziosa, di elevata durezza, usata come ornamento; pietra pomice; pietra molare; pietre preziose, frammenti di minerali rari e pregiati, di elevata durezza e usati per la fabbricazione di gioielli e sim.; gemme | pietra litografica, roccia calcarea usata per il disegno e la stampa litografica | pietra di paragone, varietà di diaspro nero usata per saggiare l'oro; (fig.) termine di comparazione, di confronto | mal della pietra, (pop.) calcolosi vescicale | pietra infernale, nitrato d'argento allo stato solido, usato in medicina come caustico | età della pietra, periodo preistorico in cui l'uomo usava solo arnesi o manufatti in pietra | pietra angolare, quella che in un edificio sostiene due muri ad angolo; (fig.) elemento fondamentale | pietra (tombale, sepolcrale), lastra che copre una tomba; per estens., la tomba stessa: mi vedrai seduto / su la tua pietra, o fratel mio  (foscolo sonetti) | pietra sacra, piccola pietra squadrata e consacrata collocata all'interno dell'altare | porre la prima pietra, dare inizio alla costruzione di un edificio; (fig.) dare inizio a qualcosa | non lasciare pietra su pietra, radere al suolo, distruggere completamente | avere un cuore di pietra, essere duro come una pietra, (fig.) non avere pietà | restare, rimanere di pietra, (fig.) rimanere immobile, impietrire (per lo stupore, per un'emozione molto forte e sim.) | far piangere anche le pietre, (fig.) essere molto commovente | cavare sangue da una pietra, (fig.) tentare una cosa impossibile | mettere una pietra sopra qualcosa, (fig.) non pensarci più | avere una pietra sullo stomaco, (fig.) sentirsi un gran peso sullo stomaco in seguito a cattiva digestione | chi è senza peccato scagli la prima pietra, (fig.) frase evangelica che esorta alla comprensione degli errori e dei difetti altrui in considerazione dei propri. dim. pietrina, pietrino  (m.), pietruzza  accr. pietrone  (m.) pegg. pietraccia. 
pietraia   lett. petraia, s.f.    • 1 •   cumulo di pietre; terreno pietroso: parsi la ripa e parsi la via schietta / col livido color de la petraia  (dante purg.  xiii, 8-9)    • 2 •   cava di pietre.
pietraio   s.m.  (ant.) operaio che lavora la pietra; scalpellino.
pietrame   lett. petrame, s.m.  cumulo di pietre.
pietrata   s.f.  (region.) sassata.
pietrificare   v. tr.  [io pietrìfico, tu pietrìfichi ecc.]    • 1 •   far diventare pietra o simile a pietra: medusa pietrificava chiunque la guardasse    • 2 •   (fig.) far restare attonito, incapace di qualsiasi reazione: il suo sguardo lo pietrificò |  pietrificarsi v. rifl.    • 1 •   diventare di pietra o simile a pietra; mineralizzarsi, fossilizzarsi    • 2 •   (fig.) rimanere di stucco, di sasso: pietrificarsi per la paura. 
pietrificato   part. pass.  di pietrificare  agg.    • 1 •   che è diventato pietra, che si è mineralizzato, fossilizzato: una foresta pietrificata; un albero pietrificato    • 2 •   (fig.) stupefatto, stordito: rimase pietrificato dalla meraviglia. 
pietrificazione   s.f.  il pietrificare, il pietrificarsi, l'essere pietrificato.
pietrigno   agg.  (non com.) di pietra, che ha aspetto di pietra.
pietrina   s.f.    • 1 •   dim.  di pietra    • 2 •   cilindretto di lega di cerio e ferro usato negli accendini per produrre scintille.
pietrino   s.m.    • 1 •   dim.  di pietra    • 2 •   mattonella per rivestimenti.
pietrisco   s.m.  [pl. -schi] roccia ridotta in frantumi e usata per massicciate, terrapieni ecc., o per la fabbricazione del calcestruzzo.
pietrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi è addetto alla fabbricazione di pietre artificiali che imitano alcune pietre da costruzione    • 2 •   chi dipinge pareti o porte a imitazione della pietra o del legno.
pietrosità   s.f.  (non com.) l'essere pietroso (anche fig.).
pietroso   lett. petroso, agg.    • 1 •   di pietra; simile a pietra: materiale pietroso    • 2 •   pieno di pietre: luogo pietroso; il greto pietroso di un fiume    • 3 •   (fig.) duro come pietra; insensibile: un animo pietroso. 
pievania   s.f.    • 1 •   la dignità del pievano e il suo ministero    • 2 •   il territorio posto sotto la giurisdizione del pievano | la casa del pievano.
pievano   pop. piovano, s.m.  il sacerdote che regge una pieve.
pieve   s.f.  nel medioevo, la chiesa parrocchiale di campagna e la comunità dei fedeli che a essa faceva capo; per estens., il territorio su cui abitava questa comunità | il termine sopravvive nella toponomastica: pieve di cadore; città della pieve. 
pieveloce   o piè veloce, agg.  (lett.) che corre velocemente; epiteto attribuito ad achille nei poemi omerici.
pieviale    ⇨ piviale.
piezo-  piezo- primo elemento di parole composte della terminologia tecnico-scientifica, deriv. del gr. piézein  'premere, comprimere'; significa 'pressione' (piezoelettricità, piezometro).
piezoelettricità   s.f.  (fis.) proprietà di alcune sostanze cristalline (quarzo, tormalina ecc.) di elettrizzarsi quando vengono deformate elasticamente e, viceversa, di deformarsi se assoggettate a un campo elettrico.
piezoelettrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla piezoelettricità che presenta il fenomeno della piezoelettricità.
piezomagnetico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo a fenomeni magnetici prodotti da sollecitazioni meccaniche.
piezometria   s.f.  (fis.) misurazione della compressibilità dei fluidi.
piezometrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla misura della pressione di un fluido o al valore di essa.
piezometro   s.m.  (fis.) strumento che serve a misurare la compressibilità dei fluidi attraverso la misurazione della pressione in un punto.
pifara   s.f.  (ant. , lett.) piffero: fra il suon d'argute trombe e di canore / pifare  (ariosto o. f.  xliv, 34).
piffera   s.f.  (non com.) piffero.
pifferaio   region. pifferaro, s.m.  [f. -a] suonatore di piffero.
pifferare   v. intr.  [io pìffero ecc. ; aus. avere] (non com.) suonare il piffero.
pifferaro    ⇨ pifferaio.
piffero   s.m.    • 1 •   strumento musicale a fiato di uso popolare, simile a un piccolo flauto diritto; spesso è suonato insieme alla zampogna    • 2 •   suonatore di piffero | far come i pifferi di montagna (che andarono per sonare e furono sonati), detto di chi parte baldanzoso per far valere le proprie ragioni e torna scornato.
piggiore   e deriv.   ⇨ peggiore e deriv. 
pigiadiraspatrice   s.f.  macchina pigiatrice cui è associato un dispositivo per la separazione dei chicchi dai graspi.
pigiama   s.m.  [pl. invar.  o -mi] indumento formato da pantaloni e giacca, che si indossa a letto | pigiama palazzo, abito da sera femminile, composto da una casacca e da pantaloni molto ampi. dim. pigiamino, pigiama per bambini accr. pigiamone. 
pigiamento   s.m.  (non com.) il pigiare, l'essere pigiato.
pigia pigia   loc. sost. m. invar.  calca, folla che preme da tutte le parti.
pigiare   v. tr.  [io pìgio ecc.]    • 1 •   premere, spingere (anche assol.): pigiare il tabacco nella pipa; la folla pigiava da tutte le parti  | pigiare l'uva, schiacciarla per fare il mosto    • 2 •   (fig.) insistere: pigia pigia, c'è riuscito!. 
pigiata   s.f.  il pigiare una volta, o brevemente. dim. pigiatina. 
pigiatore   s.m.  [f. -trice] chi pigia l'uva.
pigiatrice   s.f.  macchina per pigiare l'uva.
pigiatura   s.f.  il pigiare, l'essere pigiato.
pigidio   s.m.  (zool.) segmento terminale dell'addome degli artropodi e degli anellidi.
pigionale   s.m.  e f.    • 1 •   (non com.) pigionante    • 2 •   (tosc.) chi ha in affitto un podere.
pigionante   s.m.  e f.  chi vive a pigione in casa d'altri.
pigione   s.f.    • 1 •   locazione di una casa o di una parte di essa: avere, dare, prendere a pigione  | prendere qualcosa a pigione, (fig. scherz.) prenderla a prestito e tenerla a lungo prima di restituirla | stare a pigione in un luogo, (fig. scherz.) starci a lungo | avere il cervello a pigione, (fig. antiq.) si dice di persona sciocca o distratta    • 2 •   canone, somma dovuta per la locazione di un immobile: pagare la pigione. 
pigliamento   s.m.  (non com.) il pigliare.
pigliamosche   s.m. invar.    • 1 •   piccolo uccello simile al passero dal piumaggio grigio sul dorso, biancastro con macchie scure sul ventre, con becco corto e appuntito; è abilissimo nel catturare le mosche (ord.  passeriformi)    • 2 •   acchiappamosche.
piglia-piglia  piglia-piglia loc. sost. m. invar.  situazione di confusione in cui ognuno bada al proprio interesse prendendo tutto quello che può.
pigliare   v. tr.  [io pìglio ecc.] (fam.) prendere, spec. in modo energico o rapido; afferrare.
pigliasciami   s.m. invar.  sacco tenuto aperto da sostegni di canna o di ferro, usato per la cattura degli sciami di api.
pigliatutto   agg. invar.    • 1 •   (fam.) si dice di persona avida e prepotente; accaparratore, accentratore    • 2 •   asso pigliatutto, la carta che, in una variante del gioco della scopa, prende in una sola volta tutte le carte in tavola.
piglio   (1) s.m.  (non com.) il pigliare | dar di piglio, afferrare: lo duca mio allor mi diè di piglio  (dante purg.  i, 49).
piglio   (2) s.m.    • 1 •   modo di guardare, atteggiamento del volto: piglio fiero, minaccioso; onde 'l decurio loro / si volse intorno intorno con mal piglio  (dante inf.  xxii, 74-75)    • 2 •   (fig.) tono: una voce, un racconto dal piglio brioso. 
pigmalione   s.m.  chi fa da maestro a persona rozza e incolta, spec. a una donna, sviluppandone le qualità naturali e affinandone i modi.
pigmentale   agg.  e s.f.  (biol.) si dice di cellula che contiene pigmento.
pigmentare   v. tr.  [io pigménto ecc.] (chim.) colorire con pigmenti | pigmentarsi v. rifl.  (biol.) assumere una particolare colorazione per effetto di un pigmento.
pigmentazione   s.f.  (biol.) formazione e distribuzione dei pigmenti: la pigmentazione della cute. 
pigmentifero   agg.  (biol.) che contiene pigmenti | cellula pigmentifera, cellula pigmentale.
pigmento   s.m.    • 1 •   (biol.) sostanza colorante organica presente nei tessuti animali e vegetali    • 2 •   (chim.) sostanza colorata inorganica od organica, naturale o sintetica, usata nell'industria delle vernici, degli inchiostri, delle materie plastiche ecc.
pigmeo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente a un gruppo etnico-razziale dell'africa equatoriale, caratterizzato da tratti fisici del tutto diversi da quelli degli altri africani e dalla bassissima statura | anche come agg.  : popolazione pigmea    • 2 •   (estens.) persona molto piccola di statura: di fronte a quel gigante sembra un pigmeo  | (fig.) persona di nessun conto.
pigna   s.f.    • 1 •   frutto conico delle conifere, costituito da squame legnose che racchiudono i semi    • 2 •   ornamento architettonico che ha la forma di questo frutto    • 3 •   (tecn.) diaframma bucherellato che si applica all'estremità dei tubi di aspirazione delle pompe.
pignatta   s.f. , ant. pignatto s.m.    • 1 •   pentola molto capace, per lo più di terracotta | (fam.) qualunque tipo di pentola. dim. pignattella, pignattina, pignattino  (m.)    • 2 •   sorta di mattone forato impiegato nella costruzione dei solai.
pignere    ⇨ pingere.
pignoccata   s.f.  (gastr.)    • 1 •   dolce di miele e pinoli    • 2 •   nella cucina siciliana, dolce costituito da polpettine di farina fritte, spalmate di miele e mischiate a pistacchi.
pignolaggine   s.f.  pignoleria.
pignolata   s.f.  (gastr.) dolce a base di pinoli.
pignolato   s.m.  antico tessuto di lino e canapa, lavorato in modo da apparire come cosparso di tanti pinoli.
pignoleggiare   v. intr.  [io pignoléggio ecc. ; aus. avere] comportarsi da pignolo.
pignoleria   s.f.    • 1 •   l'essere pignolo; meticolosità eccessiva: un controllore di una pignoleria mai vista    • 2 •   detto, atto da pignolo: perdersi in pignolerie. 
pignolesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da pignolo: minuziosità pignolesca  § pignolescamente avv. 
pignolo   s.m.  (region.) pinolo  agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona eccessivamente meticolosa: un professore, un ispettore pignolo; fare il pignolo; e dunque si chiama 'pignolo' come si chiama in italia chiunque fa il suo dovere  (jahier).
pignone   (1) s.m.  (edil.) argine trasversale di muraglia che protegge dall'erosione della corrente le testate dei ponti o le rive dei fiumi.
pignone   (2) s.m.  (mecc.) in una coppia di ruote dentate, la ruota con minore numero di denti.
pignorabile   agg.  (dir.) si dice di un bene che può essere oggetto di pignoramento.
pignorabilità   s.f.  (dir.) l'essere pignorabile.
pignoramento   s.m.  (dir.) atto iniziale dell'espropriazione forzata, in base al quale l'ufficiale giudiziario ingiunge al debitore di mantenere a disposizione determinati beni mobili o immobili come garanzia del credito.
pignorante   part. pres.  di pignorare   s.m.  e f.  (dir.) il creditore su istanza del quale viene eseguito un pignoramento.
pignorare   non com. pegnorare, v. tr.  [io pìgnoro  (diffuso ma non corretto pignòro) ecc.] (dir.) sottoporre a pignoramento.
pignoratario   s.m.  (dir.) chi subisce il pignoramento dei beni.
pignoratizio   agg.  (dir.) garantito da pegno: credito, creditore pignoratizio. 
pigo   s.m.  [pl. -ghi] pesce commestibile d'acqua dolce con corpo fusiforme bruno-grigiastro (ord.  cipriniformi).
pigola   s.f.  (tosc.) appezzamento di terreno di forma irregolare, residuo della divisione di un fondo in campi regolari.
pigolamento   s.m.  il pigolare, specialmente con insistenza.
pigolare   v. intr.  [io pìgolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere pigolii, detto dei pulcini o degli uccellini da nido    • 2 •   (fig.) chiedere con insistenza molesta.
pigolio   s.m.  il verso caratteristico degli uccellini e dei pulcini, costituito da suoni brevi, acuti e ripetuti.
pigopodi   s.m. pl.  (zool.) lo stesso che colimbiformi  | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
pigostilo   s.m.  (zool.) lamina ossea posta all'estremità della regione caudale degli uccelli; è costituita dalla fusione delle ultime 5-6 vertebre coccigee e sostiene le penne timoniere.
pi greco   loc. sost. m.  (mat.) simbolo che esprime il rapporto fra la lunghezza della circonferenza e il suo diametro; è indicato dalla lettera greca omonima e corrisponde a un numero irrazionale approssimativamente espresso da 3,1415...
pigrezza   s.f.  (non com.) pigrizia.
pigrizia   s.f.  l'essere pigro; indolenza, neghittosità.
pigro   agg.    • 1 •   che cerca di evitare la fatica o rifugge da ogni impegno; che è lento e svogliato nell'operare: un ragazzo pigro; essere pigro nello studio; la mattina è pigro ad alzarsi.  accr. pigrone  pegg. pigraccio    • 2 •   (estens.) che denota pigrizia, lentezza: gesto, movimento pigro  | che induce a pigrizia, che rende indolente e apatico: il pigro inverno    • 3 •   (fig.) inerte, ottuso; restio, lento a reagire: intelletto pigro; egli gridava a' dissueti orecchi, / a' pigri cuori, a gli animi giacenti  (carducci)  s.m.  [f. -a] persona pigra § pigramente avv. 
pila   (1) s.f.    • 1 •   insieme di oggetti disposti l'uno sopra l'altro: pila di libri, di piatti    • 2 •   ciascuno dei pilastri di sostegno su cui poggiano le arcate di un ponte; pilone    • 3 •   (elettr.) generatore di corrente elettrica continua per la trasformazione di energia chimica in energia elettrica: pila voltaica, prototipo di pila elettrica, formata da una colonna di dischi alternati di rame e zinco separati da un feltro imbevuto di una soluzione acida; pila a secco, quella in cui l'elettrolita è costituito da una sostanza solida; pila a combustibile, generatore che converte l'energia chimica di un combustibile in energia elettrica a bassa tensione e a corrente continua; pila atomica, reattore nucleare.
pila   (2) s.f.    • 1 •   recipiente di pietra o di marmo, grande e profondo: la pila del lavandino  | pila dell'acqua santa, acquasantiera    • 2 •   (region.) pentola    • 3 •   mortaio.
pilaf   agg.  e s.m. invar.  (gastr.) piatto orientale a base di riso rosolato e poi cotto in forno con il doppio del suo peso di acqua bollente o brodo, finché non ha assorbito il liquido e i chicchi non sono ben staccati fra di loro.
pilare   v. tr.  sottoporre il chicco del riso a una serie di operazioni industriali che liberano il seme dalla lolla, dalla pula e dal farinaccio, rendendolo pulito e bianco, anche se non completamente raffinato.
pilastrata   s.f.  (non com.) serie di pilastri della stessa forma.
pilastro   s.m.    • 1 •   (arch.) elemento costruttivo verticale di pietra, mattoni o cemento armato, che serve a sostenere archi, volte e sim.; si differenzia dalla colonna per la sezione non circolare | pilastro cruciforme, con una colonna addossata a ciascuno dei quattro lati | pilastro a fascio, formato da più colonne riunite in un solo blocco. dim. pilastrino  accr. pilastrone    • 2 •   (fig.) elemento fondamentale, basilare: essere il pilastro della famiglia, della squadra    • 3 •   (geol.) elevazione rocciosa a pareti molto erte, anche di notevole altezza.
pilateggiare   v. intr.  [io pilatéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) non assumersi una responsabilità a cui si sarebbe tenuti.
pilatismo   s.m.  (non com.) comportamento di chi si disinteressa di una questione, declinando ogni propria responsabilità in merito.
pilatura   s.f.  l'operazione del pilare.
pile   s.m. invar.  tessuto sintetico morbido e resistente, leggermente peloso, usato per confezionare capi d'abbigliamento sportivo: una tuta in pile. 
pileato   agg.  (lett.) che porta il pileo.
pileggio   o peleggio, s.m.  (ant.)    • 1 •   navigazione, rotta    • 2 •   (fig.) percorso.
pileo   s.m.    • 1 •   nell'antica roma e presso i popoli italici, copricapo di foggia conica, di feltro o cuoio    • 2 •   (zool.) la parte del capo degli uccelli che sovrasta il becco.
pileoriza   o piloriza, s.f.  (bot.) rivestimento che avvolge e protegge l'apice vegetativo delle radici.
pileria   s.f.    • 1 •   lavorazione del riso    • 2 •   stabilimento per la pilatura del riso.
piliere   s.m.    • 1 •   (non com.) pilone, pilastro    • 2 •   (arch.) tipo di piedritto usato nell'architettura romanica e gotica    • 3 •   nell'equitazione d'alta scuola, ciascuno dei due pali infissi nel terreno a circa due passi di distanza, usati per l'addestramento del cavallo.
pilifero   non com. pelifero, agg.  costituito, ricoperto da peli; che produce peli: apparato, bulbo pilifero; manto pilifero, la pelliccia degli animali | zona pilifera, (bot.) parte della radice su cui crescono i peli radicali.
pillacchera   s.f.  (tosc.)    • 1 •   schizzo di fango: un vestito pieno di pillacchere    • 2 •   (fig.) difetto, magagna.
pillaccheroso   agg.  (tosc.) cosparso, pieno di pillacchere.
pillare   v. tr.  battere con il pillo.
pilling   s.m. invar.  fenomeno per cui sulla superficie di maglie e tessuti si forma una peluria che si ammassa in bioccoli.
pillo   s.m.    • 1 •   grosso ceppo con due manici con cui si battono o si spianano massicciate    • 2 •   ceppo con impugnatura usato dai conciatori per pestare cuoio e pelli nel tino di purga.
pillola   s.f.    • 1 •   (farm.) denominazione generica di preparati farmaceutici di forma tondeggiante, da prendere per via orale: pillole lassative, diuretiche, ricostituenti  | (assol.) pillola anticoncezionale: prendere la pillola; fare uso della pillola.  dim. pilloletta, pillolina  accr. pillolona  pegg. pillolaccia    • 2 •   (fig.) piccola dose: prendere qualcosa in pillole; scienza ridotta in pillole, esposta in modo graduale, facile    • 3 •   (fig.) cosa sgradita; dispiacere: ingoiare la pillola; indorare, addolcire la pillola    • 4 •   (gerg.) proiettile, pallottola.
pilloliera   s.f.    • 1 •   nell'industria farmaceutica, apparecchio impiegato per dividere un impasto medicinale in porzioni da confezionare poi in pillole    • 2 •   contenitore per pillole.
pillotta   o pilotta, s.f.    • 1 •   (ant.) palla da gioco molto pesante    • 2 •   (rar.) pelota.
pillottare   o pilottare, v. tr.  [io pillòtto ecc.]    • 1 •   bagnare con l'unto che si raccoglie nella ghiotta le carni allo spiedo, servendosi del pillotto    • 2 •   (estens.) lardellare, farcire.
pillotto   o pilotto, s.m.  mestolino con beccuccio usato per cospargere sull'arrosto allo spiedo l'unto che si raccoglie nella ghiotta.
pilo   s.m.  arma da getto della fanteria romana, costituita da un'asta di legno con la punta di ferro.
pilocarpina   s.f.  (chim.) alcaloide, ricavato da alcune specie di pilocarpo, che provoca restringimento della pupilla e aumento della secrezione sudorifera; ha varie applicazioni in medicina.
pilocarpo   s.m.  (bot.) genere di piante sudamericane comprendente specie che forniscono sostanze medicinali e specie coltivate per ornamento (fam.  rutacee).
pilone   s.m.    • 1 •   grosso pilastro in muratura o calcestruzzo, che costituisce generalmente l'elemento di sostegno di cupole o ponti    • 2 •   (geol.) pilastro    • 3 •   palo di metallo o di cemento armato che sostiene i cavi delle funivie, delle linee elettriche aeree e sim. | pilone d'ormeggio, negli aeroporti, struttura verticale molto alta alla quale venivano attraccati i dirigibili    • 4 •   nel rugby, ciascuno dei due giocatori della prima linea di mischia.
pilorico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) che si riferisce al piloro: canale pilorico. 
piloriza    ⇨ pileoriza.
piloro   s.m.  (anat.) orifizio, fornito di sfintere, che mette in comunicazione lo stomaco col duodeno.
pilorospasmo   s.m.  (med.) spasmo del tratto pilorico dello stomaco che impedisce il regolare passaggio del cibo nel duodeno.
piloso   agg.  (ant.) peloso, villoso: due branche avea pilose insin l'ascelle  (dante inf.  xvii, 13).
pilot   s.m. invar.  puntata di prova di un programma televisivo; puntata pilota.
pilota   ant. e lett. piloto, s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   un tempo, chi guidava la nave lungo la rotta stabilita | oggi, chi, nei porti, nei canali ecc., è autorizzato a salire a bordo delle navi per condurle all'approdo o riportarle in mare aperto    • 2 •   chi guida un aeroplano o un'automobile, una motocicletta, spec. da corsa: corso per allievi piloti; un pilota di formula uno  | pilota automatico, autopilota  agg. invar.    • 1 •   si dice di tutto ciò che fa da guida: nave pilota  | pesce pilota, pesce di mare commestibile, dal corpo fusiforme grigio-argenteo a fasce bluastre trasversali, così detto perché accompagna squali e navi (ord.  perciformi)    • 2 •   (fig.) si dice di ciò che ha una funzione sperimentale e serve da modello: progetto, fabbrica, impianto pilota. 
pilotabile   agg.  che si può pilotare, che si riesce a guidare (anche fig.).
pilotaggio   s.m.  il pilotare | l'insieme delle manovre necessarie per guidare un autoveicolo o un aeromobile: organo di pilotaggio. 
pilotare   v. tr.  [io pilòto ecc.]    • 1 •   dirigere, guidare come pilota: pilotare un aereo, un'auto da corsa    • 2 •   (fig.) intervenire sul normale svolgimento di qualcosa per farle conseguire l'esito voluto; guidare, manovrare secondo i propri scopi: pilotare un'elezione. 
pilotato   part. pass.  di pilotare  e agg.  nei sign. del verbo | parto pilotato, (med.) quello che viene provocato e accelerato mediante la somministrazione di farmaci opportuni.
pilotina   s.f.  (mar.) piccola imbarcazione che porta il pilota a bordo di una nave in arrivo o che fa da guida a una nave in tratti di mare difficili.
pilotis   s.m. invar.  (arch.) sistema costruttivo di edifici residenziali in cui il pianterreno è costituito dai soli pilastri che sostengono il resto della costruzione ed è destinato a portico, parcheggio o altro, ma non a usi abitativi.
piloto    ⇨ pilota.
pilotta    ⇨ pillotta.
pilotto   e deriv.   ⇨ pillotto e deriv. 
piluccare   v. tr.  [io pilucco, tu pilucchi ecc.]    • 1 •   mangiare i chicchi da un grappolo d'uva staccandoli a uno a uno | (estens.) mangiare prendendo piccoli bocconi qua e là: piluccare un dolce    • 2 •   (fig.) estorcere denaro con vari stratagemmi, anche rubacchiando.
piluccone   s.m.  [f. -a] (scherz.) chi ha l'abitudine di piluccare.
pim   inter.  voce onom. che riproduce il suono di un colpo d'arma da fuoco: pim, pum, pam!. 
pimelodo   s.m.  pesce d'acqua dolce originario dell'america meridionale; ha corpo slanciato, giallo a macchie scure, con muso provvisto di sei lunghi barbigli (ord.  siluriformi).
pimentare   v. tr.  [io piménto ecc.] (non com.) condire con pimento.
pimento   s.m.  droga alimentare simile al pepe, ricavata dal frutto immaturo e seccato di una pianta tropicale delle mirtacee.
pimetro   s.m.  misuratore della pressione media all'interno dei cilindri dei motori alternativi.
pimpante   agg.  (fam.)    • 1 •   vistoso, sgargiante (detto di cosa)    • 2 •   vivace, allegro, baldanzoso (detto di persona): l'ho vista tutta pimpante. 
pimpinella   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee annuali o perenni, dicotiledoni, comprendente varie specie, tra cui l'anice (fam.  ombrellifere).
pimpleo   agg.  (lett.) del monte pimpla in beozia, considerato sacro alle muse  s.f.  (lett.) musa: le pimplee fan lieti / di lor canto i deserti  (foscolo sepolcri  232-233).
pin   s.m. invar.  in elettronica, ogni terminazione metallica che, innestandosi in uno zoccolo, stabilisce un contatto elettrico fra circuiti multipli o tra un componente e un sistema.
pina   s.f.  (tosc.) pigna.
pinaccia   s.f.  [pl. -ce] (mar.) grande imbarcazione a vela o a remi che in passato era adibita soprattutto alla sorveglianza del litorale.
pinace   s.m.    • 1 •   (archeol.) tavoletta votiva in legno o in terracotta    • 2 •   (mar.) rosa dei venti disegnata su una base girevole.
pinacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante d'alto fusto, resinose, a cui appartengono, tra le altre, il pino, il larice e l'abete (ord.  conifere) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
pinacoidale   agg.  (min.) si dice di una delle classi di simmetria del sistema triclino, rappresentata tipicamente dalle forme pinacoidi dei cristalli.
pinacoide   agg.  e s.m.  (min.) si dice di forma cristallina semplice costituita da due facce piane e parallele.
pinacolo   s.m.  (chim.) ciascuno degli alcoli bivalenti terziari con i due gruppi ossidrilici legati a due atomi di carbonio collegati fra loro.
pinacone   s.m.  (chim.) ogni composto organico caratterizzato da due gruppi ossidrilici collegati a due atomi di carbonio vicinali terziari.
pinacoteca   s.f.  galleria di quadri.
pinastro   s.m.  pino selvatico che cresce nelle zone litoranee.
pinca   s.f.  (ant.)    • 1 •   cetriolo | (scherz.) sciocco    • 2 •   (volg.) pene.
pince   s.f. invar.  in sartoria, piccolissima piega, rientrante e cucita, fatta per modellare o restringere un abito.
pince-nez  pince-nez s.m. invar.  occhiali che si fissano sul naso mediante una molla.
pincione   s.m.  (ant.) fringuello.
pinco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (fam.) minchione, sciocco | pinco pallino, nome con cui si indica una persona sconosciuta o di poca importanza. accr. pincone    • 2 •   (ant. , tosc.) pene.
pindarico   agg.  [pl. m. -ci] del poeta greco pindaro (518-438 a. c. ca) o che si riferisce alle sue opere, al suo stile: strofe, ode pindarica  | volo pindarico, (fig.) passaggio brusco da un argomento a un altro, nel parlare o nello scrivere, con allusione agli inattesi mutamenti di tono e di ispirazione che in pindaro introducono alle frequenti parentesi mitologiche o agli esempi immaginosi.
pindarismo   s.m.    • 1 •   stile letterario che si basa sull'imitazione del poeta greco pindaro (518-438 a. c. ca); si incontra soprattutto nella letteratura italiana e francese dei secc. xvi e xvii    • 2 •   (estens.) volo pindarico.
pineale   agg.  (rar.) che è a forma di pigna | ghiandola  (o corpo) pineale, (anat.) epifisi.
pinella   (1) s.f.  (dial.) pigna; pinolo.
pinella   (2) s.f.  nel gioco della canasta, il due.
pinene   s.m.  (chim.) composto formato dall'unione di due terpeni biciclici, a dieci atomi di carbonio, presente nell'olio essenziale della resina delle conifere, cui conferisce il caratteristico odore di resina di pino.
pineo   agg.  (poet.) di pino.
pineta   s.f. , lett. pineto s.m. , bosco formato da piante di pino.
pingere   (1) ant. pignere, v. tr.  [pres. io pingo, tu pingi ecc. ; pass. rem. io pinsi, tu pingésti ecc. ; part. pass. pinto] (ant. lett.) dipingere (anche fig.): più volte ho riprovato indarno / al secol che verrà l'alte bellezze / pinger cantando  (petrarca canz.  cccviii, 5-7).
pingere   (2) ant. pignere, v. tr.  (ant. , lett.) spingere: poi pinse l'uscio a la porta sacrata, / dicendo: «intrate...»  (dante purg.  ix, 130-131).
ping-pong  ping-pong s.m. invar.    • 1 •   gioco simile al tennis che si svolge su un apposito tavolo, diviso a metà da una reticella, tra due giocatori o due coppie che si rilanciano una pallina di plastica con racchette di legno    • 2 •   (fig.) l'alternarsi di interventi di due o più interlocutori su un argomento, senza che si arrivi a una soluzione.
pingue   agg.  (lett.)    • 1 •   che ha molto adipe; grasso: un uomo pingue    • 2 •   (estens.) fertile: le pingui valli  | (fig.) ricco, abbondante: raccolti pingui; pingui guadagni. 
pinguedine   s.f.  obesità, adiposità.
pinguicola   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee perenni, dicotiledoni, carnivore, diffuse nei luoghi umidi di montagna, con foglie ovali vischiose capaci di arrotolarsi lungo i margini per catturare e digerire insetti (fam.  lentibulariacee).
pinguino   s.m.    • 1 •   nome di diverse specie di uccelli marini abitatori delle zone glaciali o fredde dell'emisfero australe, adattati alla vita acquatica e inetti al volo; di dimensioni variabili secondo le specie, hanno corpo eretto e robusto, rivestito di piccole penne compatte, gli arti superiori trasformati in palette natatorie e quelli inferiori brevi, palmati e spostati all'indietro; tipica è la livrea, nera o scura sul dorso, bianca sul petto (ord.  sfenisciformi)    • 2 •   nome commerciale di un gelato da passeggio alla crema con sottile rivestimento di cioccolato.
pinna   (1) s.f.    • 1 •   (zool.) organo di movimento e di stabilizzazione dei pesci, costituito in genere da una lamina membranosa sostenuta da raggi ossei, cartilaginei o cornei    • 2 •   spatola di gomma che i nuotatori, spec. subacquei, calzano per muoversi più velocemente    • 3 •   sporgenza orizzontale o verticale fissa che, posta sui fianchi di navi, motoscafi, idrovolanti, automobili da corsa e sim., serve a dare stabilità al mezzo | pinna mobile, aletta orientabile, azionata da meccanismi idrodinamici, che serve a diminuire il beccheggio delle navi    • 4 •   (anat.) ciascuna delle due parti molli e cartilaginose che delimitano esternamente le narici; sono dette anche alette nasali    • 5 •   (antiq.) pinnacolo: su l'ultima / pinna dell'ultima torre  (pascoli).
pinna   (2) s.f.  grosso mollusco marino con la conchiglia divisa in due valve coniche, grigie all'esterno e rossastre all'interno; è ricercato per il bisso che produce (cl.  lamellibranchi).
pinnacolo   (1) s.m.    • 1 •   guglia di forma piramidale o conica, caratteristica dello stile gotico    • 2 •   (estens.) vetta appuntita di una montagna, a pareti ripide e lisce.
pinnacolo   (2) s.m.  gioco di carte simile al ramino.
pinnato   agg.  munito di pinne | nuoto pinnato, (sport) quello eseguito calzando pinne di gomma.
pinneggiare   v. intr.  [io pinnéggio ecc. ; aus. avere] nel nuoto con le pinne, avanzare muovendo le sole gambe.
pinnipedi   s.m. pl.  (zool.) sottordine di mammiferi carnivori adattati alla vita acquatica; abilissimi nuotatori ma goffi e lenti sulla terraferma, hanno corpo fusiforme rivestito di peli setolosi e impermeabili, capo tondeggiante, arti corti e piedi pinniformi, coda breve; vi appartengono le foche, i trichechi, le otarie | sing.  [-e] ogni mammifero di tale sottordine.
pinnotero   s.m.  piccolo granchio che vive in simbiosi con la pinna.
pinnula   s.f.  pinna di piccole dimensioni che in alcune specie di pesci è posta dietro la pinna dorsale e anale.
pino   s.m.    • 1 •   (bot.) genere di piante d'alto fusto diffuse in tutto l'emisfero boreale, con foglie aghiformi sempreverdi e semi raccolti in strobili conici coperti da squame legnose (fam.  pinacee): pino domestico, tipico delle regioni mediterranee, con fronte a ombrello e strobili contenenti i pinoli commestibili; pino silvestre, diffuso sulle montagne europee, con chioma sviluppata in altezza; pino marittimo, pinastro | olio di pino, essenza aromatica oleosa ricavata dalle foglie e dal legno di pino, usata in farmacia, in profumeria e nell'industria dei colori    • 2 •   (estens.) il legno che si ricava dalla pianta: un armadio di pino    • 3 •   (poet.) l'albero della nave; la nave stessa: sprezzando l'impeto marino / gisti a sfidar la morte in fragil pino  (marino)    • 4 •   (fig.) colonna di fumo che si spande a ombrello | pino vulcanico, la colonna di vapori che fuoriesce da un vulcano attivo.
pinocchiata   s.f.  (gastr.) pasta dolce che si fa con chiara d'uovo montata a neve, zucchero e pinoli.
pinocchino   s.m.  ghiaia molto piccola.
pinocchio   s.m.  pinolo.
pinocitosi   s.f.  (biol.) processo, analogo alla fagocitosi, mediante il quale la cellula vivente assume un liquido.
pinolo   o pignolo, s.m.  seme edule del pino contenuto nella pigna.
pinoso   agg.  (lett.) ricco di pini.
pinot   s.m. invar.  nome di un gruppo di vitigni probabilmente originari della borgogna e oggi diffusi in tutto il mondo, che producono vini pregiati sia bianchi sia rossi: pinot nero, bianco, grigio. 
pinta   s.f.  antica misura per liquidi, che a milano era pari a litri 1,57, a genova a litri 1,76 | ancora oggi, misura di capacità in uso nei paesi anglosassoni, che in gran bretagna equivale a litri 0,568, negli stati uniti a litri 0,551 per i liquidi e litri 0,473 per gli aridi.
pintadera   s.f.  stampo per il tatuaggio del corpo in uso presso popolazioni primitive; può essere in legno, pietra o terracotta.
pintore   s.m.  (ant.) pittore.
pintura   s.f.  (ant.) pittura, dipinto.
pin-up-girl  pin-up-girl anche abbr. in pin-up, loc. sost. f. invar.  ragazza dalla bellezza vistosa la cui immagine fotografica viene riprodotta su rotocalchi.
pinza   s.f.    • 1 •   spec. pl.  nome generico di numerosi attrezzi e dispositivi utilizzati per afferrare, stringere, collegare; sono spesso d'acciaio ma anche di altri materiali, con forma che varia secondo il tipo e l'impiego: le pinze del meccanico, del dentista, del chirurgo; pinze universali, emostatiche, per tubi di gomma, per provette di vetro; la pinza del freno a disco, del mettifoglio  | prendere con le pinze, (fig.) trattare con cautela. dim. pinzetta    • 2 •   (pop.) ciascuna delle chele dei crostacei.
pinzare   v. tr.    • 1 •   (region.) pungere, detto di insetti    • 2 •   (non com.) afferrare, stringere con le pinze    • 3 •   unire con punti metallici.
pinzata   s.f.  (region.) il pinzare, l'essere pinzato; puntura di insetto.
pinzatrice   s.f.  attrezzo di cancelleria o di legatoria per unire fogli con punti metallici.
pinzatura   s.f.    • 1 •   (region.) puntura di insetto; punzecchiatura    • 2 •   cucitura effettuata con la pinzatrice.
pinzetta   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   dim.  di pinza    • 2 •   pinza a molla di piccole dimensioni, gener. con il fulcro a una delle estremità: la pinzetta dell'orologiaio, del filatelico; depilarsi le sopracciglia con le pinzette. 
pinzillacchera   s.f.  (scherz.) cosa da nulla, di poco conto; inezia, bagattella.
pinzimonio   s.m.  miscuglio di olio, aceto, pepe e sale in cui si intingono taluni ortaggi, come sedani, finocchi, carciofi, per mangiarli crudi.
pinzo   (1) s.m.  (tosc.) il pinzare, l'essere pinzato | puntura di insetto.
pinzo   (2) agg.  (tosc.) pieno zeppo (detto soprattutto di chi ha mangiato troppo).
pinzochero   s.m.  [f. -a]    • 1 •   nel secolo xiv, appartenente a un gruppo di terziari francescani che praticavano il voto di povertà ma non quello di obbedienza alla gerarchia    • 2 •   (estens. non com.) bigotto, bacchettone.
pio   agg.    • 1 •   che è sinceramente osservante delle pratiche religiose; devoto: una donna pia  | che rivela religiosità: un atteggiamento pio    • 2 •   che è volto a fini di religione; sacro, consacrato: luoghi pii, quelli in cui si tiene il culto | fondazione, opera pia, ente costituito a fini di culto o di beneficenza    • 3 •   animato da sentimenti di misericordia, da carità, amore del prossimo; pietoso: una pia mano coprì quello scempio; anima pia, persona disposta ad aiutare gli altri; le pie donne, secondo il racconto evangelico, le donne che seguirono cristo nella salita del calvario e in particolare le tre marie | opere pie, di beneficenza    • 4 •   (lett.) mansueto, pacifico: pio bove  (carducci)    • 5 •   (scherz.) si dice di desiderio, di progetto, di speranza destinati a rimanere irrealizzati: andare in vacanza resterà quest'anno una pia intenzione §  piamente avv. 
pio-  pio- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. py/on  'pus'; vale 'putrefazione, pus' (piodermite).
piocele   s.m.  (med.) versamento purulento raccolto in una cavità sierosa.
pioda   s.f.  (region.)    • 1 •   lastra o lastrone di roccia    • 2 •   montagna la cui vetta è costituita da lastroni fortemente inclinati.
piodermite   s.f.  (med.) infezione acuta della pelle dovuta a germi piogeni.
pioemia    ⇨ piemia.
pioftalmia   s.f.  (med.) infezione purulenta dell'occhio.
piogeno   agg.  e s.m.  (med.) si dice di germe che provoca una infiammazione purulenta.
pioggerella   s.f.  dim. di pioggia  | pioggia leggera e minuta. dim. pioggerellina. 
pioggia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   precipitazione atmosferica costituita da gocce d'acqua formate per condensazione del vapore acqueo negli strati medi e bassi dell'atmosfera: pioggia leggera, fitta, torrenziale; un rovescio di pioggia; camminare sotto la pioggia; tempo da pioggia; dopo la pioggia ritorna il bel tempo  | pioggia acida, pioggia a elevata acidità dovuta all'inquinamento atmosferico. dim. pioggerella, pioggettina    • 2 •   (estens.) insieme di cose che cadono in abbondanza dall'alto: pioggia di ceneri, di pietre, di fiori, di fuoco; una pioggia di stelle cadenti  | a pioggia, (fig.) si dice di ciò che è distribuito, concesso in modo generalizzato, indiscriminato, senza alcuna selezione: aumenti, finanziamenti a pioggia    • 3 •   (fig.) quantità copiosa, sequela ininterrotta: una pioggia di parole, d'insulti, d'improperi    • 4 •   (cine.) effetto ottico sgradevole causato dalla proiezione di una pellicola rigata.
pioggioso   agg.  (ant.) che reca pioggia; piovoso.
piolet-traction  piolet-traction loc. sost. f. invar.  in alpinismo, tecnica di arrampicata su ghiaccio con l'ausilio di due piccozze.
piolo   lett. piuolo, s.m.    • 1 •   bastoncino cilindrico, generalmente di legno, con almeno una estremità incastrata nel terreno o in una parete o in un altro tipo di supporto, usato come elemento di sostegno, di appoggio e sim.: il piolo dell'attaccapanni; fissare un piolo nel muro | scala a pioli, scala portatile di legno o d'acciaio i cui gradini sono costituiti da pioli infissi in due staggi | ingranaggio a pioli, quello, in uso fin dall'antichità, costituito da un tamburo a gabbia di scoiattolo e da una ruota a pioli radiali | stare dritto come un piolo, impettito, immobile    • 2 •   (tosc.) colonnino di pietra o di bronzo posto dinanzi a portoni, monumenti e sim. con funzione di paracarro    • 3 •   (agr.) paletto appuntito a un'estremità con cui si fanno buchi nel terreno; piantatoio.
piombagginare   v. tr.  [io piombàggino ecc.] dare la piombaggine, strofinare con polvere di piombaggine.
piombaggine   s.f.    • 1 •   nome commerciale della grafite impura    • 2 •   pianta erbacea con fiori di colore bianco o azzurro raccolti in grappoli (fam.  plumbaginacee).
piombaggio   s.m.  chiusura con sigilli di piombo.
piombare   (1) v. intr.  [io piómbo ecc. ; aus. essere]    • 1 •   essere perpendicolare, cadere a piombo, per lo più con riferimento ad abiti o a drappeggi: la giacca non piomba bene  | (ant.) stare sopra a perpendicolo: montati de lo scoglio in quella parte / ch'a punto sovra mezzo 'l fosso piomba  (dante inf.  xix, 8-9)    • 2 •   cadere con moto violento dall'alto: è piombato in cortile un vaso di fiori  | (fig.) sprofondare, precipitare: piombare nella disperazione    • 3 •   (estens.) giungere all'improvviso; avventarsi: i soldati piombarono sulla postazione nemica  | v. tr.    • 1 •   far cadere all'improvviso, far sprofondare (in una condizione, uno stato negativi): la disgrazia l'ha piombato nella disperazione    • 2 •   (gerg.) bocciare a un esame: lo hanno piombato. 
piombare   (2) v. tr.  [io piómbo ecc.]    • 1 •   ricoprire o otturare con piombo: piombare una lamiera, una fessura  | chiudere con un sigillo di piombo: piombare un pacco, un vagone ferroviario    • 2 •   otturare una cavità dentaria (un tempo con piombo, oggi con amalgama d'argento o altro materiale).
piombato   part. pass.  di piombare    • 2 •   agg.    • 1 •   chiuso con sigillo di piombo: forziere, contatore piombato    • 2 •   ricoperto di piombo; munito di uno strato di piombo: mazza piombata  | vetro piombato, lastra piombata, specchio; anche, vetro o lastra fissati in un'intelaiatura di piombo (in vetrate antiche o in stile antico).
piombatoio   s.m. , o piombatoia s.f. , nelle fortificazioni medievali, caditoia.
piombatura   s.f.    • 1 •   il piombare, l'essere piombato: curare la piombatura dei plichi    • 2 •   il piombo stesso che serve a ricoprire o a chiudere: togliere la piombatura di un pacco    • 3 •   otturazione (di un dente): la piombatura dei denti cariati    • 4 •   (agr.) malattia dell'olivo, per cui le foglie prendono un colore di piombo alla pagina inferiore    • 5 •   (gerg.) bocciatura.
piombifero   agg.  che contiene piombo, che è ricco di piombo.
piombinare   v. tr.  [io piombìno ecc.]    • 1 •   misurare con il filo a piombo    • 2 •   liberare una conduttura con il piombino.
piombino   (1) s.m.    • 1 •   pezzetto di piombo utilizzato come peso, di forma varia a seconda dell'uso a cui è destinato: il piombino del filo a piombo; mettere i piombini nell'orlo di una giacca, di una gonna, cucirveli dentro perché il tessuto cada bene; fare una trina a piombini, perché il refe cada bene | piombino dello scandaglio, di forma cilindro-conica, appeso a una sagola, per misurare il fondale | piombino della rete, ciascuno dei piccoli pezzi di piombo fissati attorno all'orlo della rete da pesca per tenerla tesa sott'acqua | piombino della lenza, per renderla pesante    • 2 •   dischetto di piombo con due fori all'interno, entro cui passano lo spago o il filo metallico che assicurano una chiusura; una volta schiacciato con una speciale pinza, funziona da sigillo: chiudere un pacco con il piombino    • 3 •   attrezzo usato per stasare condutture verticali, costituito da una palla di piombo posta all'estremità di una catena    • 4 •   proiettile per fucili ad aria compressa    • 5 •   strumento per stabilire o controllare una perpendicolarità: piombino ottico, a bastone, usati per mettere in stazione uno strumento topografico; filo a piombo    • 6 •   (zool.) martin pescatore.
piombino   (2) agg.  (non com.) di colore simile a quello del piombo.
piombo   s.m.    • 1 •   elemento chimico il cui simbolo è pb; è un metallo grigio molto pesante, malleabile, tenero, che nei suoi composti può essere bivalente o tetravalente; trova larghissima applicazione da solo o come componente di leghe facilmente fusibili, impiegate come materiale d'apporto nella brasatura dolce, come materiale antifrizione, nell'industria del vetro, nella fabbricazione di lastre di rivestimento, contenitori, tubature, caratteri tipografici, proiettili e pallini da caccia, pesi e zavorre ecc.: piombo tetraetile, sostanza metallorganica, costituita da quattro radicali etilici legati a un atomo di piombo, che si addiziona alla benzina per migliorarne le proprietà antidetonanti; camere di piombo, grandi camere costruite in lamiera di piombo, usate un tempo nei processi industriali per la produzione dell'acido solforico | in relazione alla sua pesantezza dà luogo ad alcune locuzioni iperb. o fig.: pesare come il piombo, sembrare di piombo, essere molto pesante; cappa di piombo, si dice con riferimento a cosa o situazione opprimente; andare coi piedi di piombo, procedere con la massima cautela; cadere in un sonno di piombo, in un sonno molto profondo    • 2 •   pezzo, oggetto, struttura fabbricata in lega di piombo, usati come peso, zavorra o per sigillare una chiusura: i piombi delle reti; i piombi del palombaro; chiudere un vagone col piombo  | filo a piombo, strumento per stabilire o controllare una perpendicolarità, che nella sua forma più semplice è costituito da un filo alla cui estremità è attaccato un peso terminante a punta (originariamente un pezzetto di piombo) | cadere a piombo, perpendicolarmente | cadere di piombo, (fig.) di schianto, all'improvviso    • 3 •   (lett.) proiettile di un'arma da fuoco: cadere sotto il piombo nemico  | anni di piombo, nel linguaggio giornalistico, anni caratterizzati da azioni terroristiche; in italia, il decennio successivo al 1970    • 4 •   (tip.) elemento in lega di piombo usato per la composizione; per estens., la composizione stessa    • 5 •   (fig.) colore grigio scuro con riflessi bluastri: un cielo, un mare di piombo  | anche in funzione di agg. invar.  : grigio piombo. 
piomboso   agg.  (non com.)    • 1 •   ricco di piombo; piombifero    • 2 •   che è pesante come piombo | che ha il colore del piombo    • 3 •   (chim.) si dice di composto del piombo bivalente.
pione   s.m.  (fis.) tipo di mesone costituito da una particella elementare instabile.
pionefrosi   s.f.  (med.) infiammazione purulenta del bacinetto renale.
pioniere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi esplora terre disabitate per stabilirvi nuovi insediamenti e sfruttarne le risorse: i pionieri della conquista del west  | (fig.) chi è antesignano di nuove iniziative, di nuovi studi, della diffusione di nuove idee e sim.: un pioniere del progresso, della scienza, della tecnica    • 2 •   (mil.) soldato specializzato in mine.
pionierismo   s.m.  atteggiamento, mentalità da pioniere; per estens., intraprendenza, spirito di iniziativa nella ricerca del nuovo.
pionieristico   agg.  [pl. m. -ci] di, da pioniere: spirito pionieristico  § pionieristicamente avv. 
pio pio   loc. inter.  imita il verso dei pulcini o di altri uccelletti di nido e serve anche come richiamo per i pulcini | come loc. sost. m. invar.  pigolio: il pio pio del pollaio. 
piopneumotorace   s.m.  (med.) raccolta di pus e di gas nella cavità pleurica.
pioppa    ⇨ pioppo.
pioppaia   s.f.  luogo piantato a pioppi.
piopparello   s.m.  fungo commestibile con cappello nocciola rialzato ai margini e gambo bianco con anello sfrangiato; è adatto a essere conservato sott'olio o sott'aceto (fam.  agaricacee).
pioppella   s.f.  pianta di pioppo allevata in vivaio e destinata a essere trapiantata.
pioppeto   s.m.  bosco di pioppi.
pioppicolo   agg.  che concerne la pioppicoltura.
pioppicoltore   s.m.  chi coltiva pioppi.
pioppicoltura   s.f.  coltivazione di pioppi.
pioppo   s.m. , ant. o region. pioppa s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante arboree d'alto fusto che crescono di preferenza nei luoghi umidi e freschi; hanno fiori raggruppati in amenti e frutti a capsula (fam.  salicacee): pioppo bianco, che presenta foglie molto chiare nella pagina inferiore (è detto anche gattice); pioppo nero, varietà di pioppo rustico con corteccia grigiastra; pioppo alpino, tremolo    • 2 •   (estens.) il legno che si ricava dalla pianta, usato in falegnameria e per l'estrazione della cellulosa.
piorno    ⇨ piovorno.
piorrea   s.f.  (med.) emissione di materiale purulento | piorrea alveolare, periodontite cronica con lenta distruzione del legamento alveolo-dentale, che porta alla caduta del dente.
piorroico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a piorrea: sacca piorroica. 
piosalpinge   s.f.  (med.) raccolta di pus nella salpinge.
piota   s.f.    • 1 •   (lett.) pianta del piede; piede: forte spingava con ambo le piote  (dante inf.  xix, 120)    • 2 •   (fig. lett.) origine, radice: o cara piota mia che sì t'insusi  (dante par.  xvii, 13)    • 3 •   zolla erbosa; pezzo di terra lasciato attorno a un fittone che deve essere trapiantato.
piotare   v. tr.  [io piòto ecc.] ricoprire un terreno di zolle erbose.
piotorace   s.m.  (med.) raccolta di pus nella cavità pleurica.
piotta   s.f.  (gerg.) moneta da cento lire.
piova   s.f.  (lett. , region.) pioggia.
piovanatico   s.m.  [pl. -ci] (ant.) pievania.
piovanato   s.m.  (non com.) titolo, ufficio, dignità di pievano.
piovanello   s.m.  nome comune di varie specie di uccelli diffusi lungo le coste marine o in zone palustri; di piccole dimensioni, hanno zampe lunghe e ali appuntite (ord.  caradriformi).
piovano   (1)  ⇨ pievano.
piovano   (2) agg.  di pioggia: acqua piovana. 
piovasco   s.m.  [pl. -schi] scroscio di pioggia accompagnato da forte vento e talvolta anche da grandine.
piovere   v. intr. impers.  [pres. piòve; pass. rem. piòvve; part. pass. piovuto; aus. essere  o avere]    • 1 •   detto della pioggia, cadere giù: sta piovendo; è piovuto molto; aveva piovuto tutto il giorno  | tanto tonò che piovve, (fig.) si dice di fatto accaduto dopo essere stato a lungo minacciato | piove sul bagnato, (fig.) si dice di un evento spiacevole che giunge a peggiorare una situazione già negativa; anche, di fatto positivo che migliora una situazione già buona | non ci piove, (fig.) per dire che una cosa è certa, che non può essere messa in discussione    • 2 •   detto dell'acqua piovana, passare, trapelare: qui sotto non piove; piove in casa  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   cadere dall'alto e in abbondanza: piovono sassi, foglie  | arrivare improvvisamente: gli è piovuto in ufficio un ispettore  | piovere dal cielo, (fig.) giungere inaspettato; verificarsi senza alcun intervento da parte di chicchessia    • 2 •   (fig.) capitare in abbondanza; venire in folla, riversarsi: mi sono piovuti addosso molti guai; sono piovuti a roma molti stranieri    • 3 •   essere spiovente | v. tr.  (lett.) mandar giù dall'alto, far cadere: padre e signor, s'al popol tuo piovesti / già le dolci rugiade entro al deserto  (tasso g. l.  xiii, 71).
pioviccicare   v. intr. impers.  [piovìccica; aus. essere  o avere] piovigginare.
pioviere    ⇨ piviere 2.
piovifero   agg.  (ant. , lett.) piovoso; apportatore di pioggia.
piovigginare   v. intr. impers.  [piovìggina; aus. essere  o avere] piovere leggermente, a gocce rade e minute.
pioviggine   s.f.  (non com.) pioggia leggera e minuta; acquerugiola.
piovigginoso   agg.  si dice del cielo o del tempo quando pioviggina.
pioviscolare   v. intr. impers.  [piovìscola; aus. essere  o avere] (rar.) piovigginare.
piovorno   ant. piorno [pi-ór-no], agg.  (lett.) piovoso: in questo giorno / or piovorno ora acceso  (montale).
piovosità   s.f.    • 1 •   l'essere piovoso: la piovosità di una regione    • 2 •   quantità di pioggia che cade in una regione in un dato tempo: piovosità invernale media. 
piovoso   agg.    • 1 •   che è apportatore di pioggia: vento piovoso    • 2 •   che è caratterizzato da piogge frequenti, abbondanti: aprile è un mese piovoso; una giornata, una stagione piovosa; un paese piovoso   s.m.  nome del quinto mese del calendario rivoluzionario francese, che andava dal 20 gennaio al 18 febbraio.
piovra   s.f.    • 1 •   nome generico di molti molluschi cefalopodi marini di grandi dimensioni, con lunghissimi tentacoli muniti di ventose | essere una piovra, (fig.) si dice di chi si attacca pervicacemente a qualcuno o a qualcosa per sfruttarli fino a provocarne la completa rovina    • 2 •   nell'uso giornalistico, mafia.
pipa   (1) dial. pippa, s.f.    • 1 •   strumento per fumatori formato da un piccolo contenitore, detto fornello, dove si brucia il tabacco, collegato con una cannuccia da cui si aspira il fumo: caricare, pulire la pipa; fumare la pipa, fumare con la pipa. dim. pipetta  accr. pipona  pegg. pipaccia    • 2 •   quantità di tabacco con cui si carica una pipa; pipata    • 3 •   nel linguaggio militare, la mostrina con una sola punta cucita sulla giubba    • 4 •   in linguistica, segno diacritico [-] che in certi sistemi di trascrizione e traslitterazione si sovrappone a una lettera, per indicarne l'articolazione palatale (p. e. c-, g-, s-)    • 5 •   (scherz.) naso    • 6 •   (mecc.) elemento di raccordo fra due tubi ad assi convergenti (p. e.  quelli del telaio della bicicletta)    • 7 •   (volg.) masturbazione maschile | (fig.) persona incapace; cosa inutile, insulsa, noiosa: continuavano a giocare a quella pippa di gioco  (pasolini)    • 8 •   spec. pl.  tipo di pasta alimentare a forma di pipa.
pipa   (2) s.f.  anfibio dell'america meridionale, simile alla rana, la cui femmina porta le uova in alveoli cutanei del dorso (ord.  anuri).
pipaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica pipe o altri articoli per fumatori.
pipare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) fumare la pipa.
pipata   s.f.    • 1 •   quantità di tabacco contenuta in una pipa    • 2 •   il tirare una boccata di fumo dalla pipa: dare una pipata  | fumata di pipa: una buona pipata dopo cena.  dim. pipatina. 
pipatore   s.m.  (scherz.) fumatore di pipa.
pipe-line  pipe-line s.f. invar.  oleodotto.
piperacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni tropicali, con foglie disposte a elica, fiori minuscoli in spighe o in grappoli e frutti a bacca o a drupa; vi appartiene il pepe | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
piperazina   s.f.  (chim.) composto organico a due atomi di carbonio e due di azoto, usato in medicina nella cura della gotta per la sua proprietà di sciogliere l'acido urico, in medicina e veterinaria come antielmintico, nell'agricoltura come funghicida.
piperico   agg.  [pl. m. -ci] solo nella loc. acido piperico, (chim.) acido insaturo ottenuto per sintesi o per idrolisi dalla piperina, che si presenta in cristalli incolori, insolubili in acqua.
piperidina   s.f.  (chim.) sostanza eterociclica azotata, a cinque atomi di carbonio, usata in medicina per la sua proprietà di sciogliere l'acido urico.
piperina   s.f.  (chim.) alcaloide contenuto nei frutti di diverse specie di pepe, che ha sapore penetrante e forma cristalli incolori, solubili in alcol; per idrolisi si scinde in piperidina e in acido piperico.
piperino    ⇨ peperino 2.
piperita   o peperita, agg. f.  si dice solo di una particolare qualità di menta di sapore pungente.
piperno   s.m.  (min.) roccia vulcanica di colore grigio, comune nel lazio, usata come materiale da costruzione.
piperonalio   s.m.  (chim.) composto aromatico aldeidico a otto atomi di carbonio, usato in medicina come antipiretico, antireumatico e antifermentativo.
pipetta   s.f.    • 1 •   dim.  di pipa    • 1 •    • 2 •   (chim.) piccolo tubo di vetro, talvolta graduato, mediante il quale è possibile prelevare per aspirazione piccole quantità di liquido.
pipì   s.f.  (fam.) urina: fare (la) pipì. 
pipiare   v. intr.  [io pipìo ecc. ; aus. avere] (non com.) pigolare.
pipistrello   s.m.    • 1 •   piccolo mammifero insettivoro notturno che ha il corpo simile a quello di un topo, i denti aguzzi e, spesso, grandi padiglioni auricolari; gli arti anteriori, trasformati in ali da una membrana, lo rendono atto al volo (ord.  chirotteri)    • 2 •   (estens.) pastrano senza maniche con mantellina, tipico dell'abbigliamento dell'ottocento.
pipita   s.f.    • 1 •   malattia infettiva dei polli, che si manifesta con la comparsa di una pellicella bianca sulla punta della lingua    • 2 •   pellicola che si solleva intorno alle unghie.
pippa    ⇨ pipa 1.
pippiolino   s.m.  sorta di guarnizione a smerlo che si esegue a finitura dei lavori all'uncinetto.
pippione   s.m.  (ant. , region.)    • 1 •   piccione giovane    • 2 •   (fig.) persona sciocca; credulone.
pippolo   s.m.  (tosc.)    • 1 •   bacca; chicco, acino    • 2 •   qualsiasi oggetto che abbia forma di pallottolina; escrescenza, appendice: una rosetta di stoffa con un pippolo in mezzo; il pippolo di una mela, il peduncolo, il picciolo. dim. pippolino. 
piqué   s.m. invar.  tessuto operato di cotone con effetti in rilievo.
pira   s.f.  (lett.) catasta di legna per la cremazione dei cadaveri: vedea per l'ampia oscurità... / fumar le pire igneo vapor  (foscolo sepolcri  203-205); catasta di legna sulla quale venivano arsi vivi taluni condannati a morte (p. e.  per stregoneria) o delle vittime sacrificali.
piracanta   s.f.  (bot.) genere di piante arbustacee con piccoli fiori bianchi e bacche rosse; sono coltivate come piante da siepe (fam.  rosacee).
piralide   s.f.  (zool.) genere di farfalle notturne, per lo più di dimensioni medio-piccole, di cui varie specie allo stadio di bruco sono dannose alle coltivazioni (ord.  lepidotteri).
piramidale   agg.    • 1 •   che ha forma di piramide: costruzione piramidale  | in anatomia: osso piramidale, osso del carpo; cellule piramidali, cellule nervose della corteccia cerebrale; sistema piramidale, sistema nervoso che presiede alla mobilità volontaria    • 2 •   (min.) si dice di una classe di simmetria cristallina    • 3 •   (fig.) si dice della struttura di un'organizzazione che abbia una base operativa molto ampia, vari livelli di quadri intermedi e un vertice decisionale ristretto    • 4 •   (fig. non com.) grande come una piramide; colossale, madornale: un errore piramidale  § piramidalmente avv.  a forma di piramide.
piramide   s.f.    • 1 •   (geom.) poliedro con una faccia costituita da un poligono e le altre da triangoli con un vertice in comune: piramide regolare, retta, obliqua    • 2 •   (archeol.) monumento sepolcrale di forma piramidale quadrangolare, tipico dell'antico egitto, ma presente anche presso le civiltà azteca e maya    • 3 •   qualsiasi oggetto che abbia forma di piramide o qualsiasi insieme di elementi che siano disposti a piramide ' piramide di erosione, pinnacolo di terra modellato dal dilavamento delle precipitazioni atmosferiche, recante alla sommità una pietra che protegge dall'erosione il terreno sottostante e favorisce la formazione della struttura ' piramide umana, gruppo di persone, disposte alcune sulle spalle delle altre, a forma di piramide; può costituire un esercizio ginnico e circense; è anche il sistema usato da scalatori e rocciatori per superare brevi tratti di ghiaccio o di roccia verticali o a strapiombo | piramide di malpighi, (anat.) struttura piramidale della sostanza midollare del rene.
piramidone   ® s.m.  (farm.) nome commerciale di un derivato del pirazolo, dalle spiccate proprietà antifebbrili e antireumatiche.
pirandelliano   agg.    • 1 •   dello scrittore l. pirandello (1867-1936) o che si riferisce alla sua opera: il teatro pirandelliano; la critica pirandelliana    • 2 •   (fig.) che richiama il clima impietosamente angoscioso e talora paradossale delle opere di pirandello: una situazione pirandelliana  § pirandellianamente avv.  al modo di pirandello; in modo tale da richiamare il clima del teatro pirandelliano.
pirandellismo   s.m.  il complesso delle concezioni filosofico-letterarie e dei procedimenti tecnici adottati da l. pirandello, soprattutto nella produzione teatrale | l'imitazione dello stile, delle trovate sceniche di pirandello.
piranha   s.m. invar.  pesce d'acqua dolce dell'america meridionale, di dimensioni piccole e di colori vivaci; molto aggressivo e vorace, vive in branchi ed è pericoloso anche per l'uomo (ord.  cipriniformi).
pirano   s.m.  (chim.) composto organico eterociclico, con anello esatomico costituito da un atomo di ossigeno e cinque di carbonio, da cui derivano i sali di pirilio.
pirargirite   s.f.  (min.) minerale costituito da solfuro doppio di argento e antimonio.
pirata   s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   chi pratica la pirateria ' pirata della strada, (fam.) chi non si preoccupa di portare soccorso alle persone che ha investito con il suo veicolo; più genericamente, chi guida senza rispettare gli altri utenti della strada | pirata dell'aria, chi dirotta un aereo    • 2 •   (fig.) chi ruba o estorce denaro; chi sfrutta il lavoro altrui | in funzione di agg. invar.    • 1 •   che esercita la pirateria: vascello pirata    • 2 •   si dice di edizione di libro, disco, nastro registrato e sim. prodotta e venduta senza l'autorizzazione di chi ne detiene il copyright; si dice anche di emittente radiofonica o televisiva non autorizzata: copia pirata; radio pirata. 
pirateggiare   v. intr.  [io piratéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   fare il pirata    • 2 •   (fig.) rubare; sfruttare il lavoro altrui.
pirateria   s.f.    • 1 •   esercizio della navigazione col fine della depredazione e del lucro privato (distinto perciò dalla guerra di corsa), le cui origini si collegano allo sviluppo dei traffici sul mediterraneo, e che dal sec. xviii è per lo più confinato ai mari dell'estremo oriente: la pirateria turca nel cinquecento  | oggi, si riferisce anche al dirottamento degli aerei: atto di pirateria aerea    • 2 •   (estens.) ruberia: è una pirateria vendere a questi prezzi    • 3 •   attività di chi trae copie non autorizzate di prodotti coperti da copyright e le commercia: pirateria discografica, informatica. 
piratesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da pirata (anche fig.): un'azione piratesca  § piratescamente avv. 
piratico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) che si riferisce ai pirati ' guerra piratica, quella condotta nel 67 a. c. dal romano pompeo contro i pirati illiri.
pirazolo   s.m.  (chim.) composto eterociclico azotato a tre atomi di carbonio in una struttura pentatomica; molti suoi derivati sono usati in farmacologia.
pirazolone   s.m.  (chim.) ogni composto derivato dal pirazolo con un gruppo chetonico, di cui molti derivati (p. e.  l'antipirina, il piramidone) sono usati in farmacologia.
pireliometro   o piroeliometro [pi-ro-e-liò-me-tro], s.m.  (fis.) strumento per la misurazione delle radiazioni calorifiche solari.
pirenaico   agg.  [pl. m. -ci] dei pirenei: catena pirenaica. 
pirene   s.m.  (chim.) idrocarburo a quattro nuclei benzenici, a sedici atomi di carbonio, ricavato dal catrame di carbon fossile.
pirenoforo   s.m.  (biol.) corpo cellulare del neurone.
pirenomiceti   s.m. pl.  (bot.) gruppo di funghi superiori caratterizzati da un corpo fruttifero a forma di fiasco | sing.  [-e] ogni fungo di tale gruppo.
piressia   s.f.  (med.) temperatura corporea più alta del normale.
piretico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di febbre, febbrile.
piretogeno   agg.  e s.m.  (med.) lo stesso che pirogeno 2.
piretrina   s.f.  (chim.) nome comune a un gruppo di sostanze organiche a carattere di esteri, presenti nei fiori del piretro, che hanno un'elevata azione insetticida.
piretro   s.m.  pianta erbacea perenne con infiorescenze a capolino di vario colore, contenenti la piretrina (fam.  composite) | piretro romano, salivaria.
pirex    ⇨ pyrex®.
pirico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il fuoco; che produce fuoco ' polvere pirica, esplosivo costituito da una miscela di salnitro, zolfo e carbone ' spettacolo pirico, spettacolo pirotecnico.
piridina   s.f.  (chim.) composto eterociclico con anello a sei atomi, di cui uno di azoto e cinque di carbonio, usato come solvente o denaturante; è un liquido incolore tossico, di odore sgradevole e sapore bruciante.
piridossina   o piridoxina [pi-ri-do-xì-na], s.f.  (chim.) nome chimico della vitamina b6, sostanza derivata dalla piridina che svolge un'azione sul metabolismo proteico, sulla formazione del sangue e sulla nutrizione della pelle.
piriforme   agg.  si dice di oggetto allungato la cui forma ricorda una pera: muscolo piriforme. 
pirilio   s.m.  (chim.) catione eterociclico ossigenato esatomico a cinque atomi di carbonio, i cui sali sono presenti in natura come coloranti dei fiori.
pirimidina   s.f.  (chim.) composto eterociclico il cui anello di sei atomi, di cui quattro di carbonio e due di azoto, è uno dei componenti di alcune basi degli acidi nucleici.
pirite   s.f.  (min.) minerale costituito da bisolfuro di ferro; presente in natura allo stato granulare o in forma di cristalli cubici giallo lucenti, viene usato per la produzione dell'acido solforico.
piritico   agg.  [pl. m. -ci] di pirite; che contiene pirite.
pirla   s.m. invar.  (sett.)    • 1 •   (volg.) pene    • 2 •   (pop.) sciocco: parlare, agire come un pirla; fare una figura da pirla  (o la figura del pirla).
piro   s.m.  (region.) piolo, bastone appuntito.
piro-  piro- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. py^r pyrós  'fuoco'; vale 'fuoco, combustione, alta temperatura' e sim. (pirometro), oppure 'funzionamento a vapore' (piroscafo), 'stato febbrile' (pirogeno); anche in chimica indica rapporto col fuoco, col calore, col riscaldamento.
pirocatechina   s.f.  (chim.) composto derivato dal benzene, con sei atomi di carbonio e due gruppi ossidrilici; è una polvere cristallina bianca solubile in acqua, usata nello sviluppo delle fotografie.
piroceramica   ® s.f.  (chim.) materiale a struttura in parte vetrosa e in parte cristallina, dotato sia delle qualità del vetro sia di quelle della ceramica, usato per la preparazione di stoviglie resistenti al fuoco.
piroclastico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice di roccia formata dall'accumulo e cementazione di materiali proiettati da vulcani.
piroconducibilità   s.f.  (fis.) proprietà di talune sostanze di presentare una modificazione notevole della conducibilità elettrica con il variare della temperatura.
pirocorvetta   s.f.  (mar.) corvetta a vela dotata anche di un propulsore a vapore, in uso verso la metà dell'ottocento.
piroelettricità   s.f.  (fis.) proprietà di alcuni cristalli di elettrizzarsi se sottoposti a variazione di temperatura.
piroelettrico   agg.  [pl. m. -ci] di piroelettricità che presenta piroelettricità: fenomeno, effetto piroelettrico. 
piroeliometro    ⇨ pireliometro.
piroetta   antiq. piruetta, tosc. piroletta, s.f.    • 1 •   figura della danza e del pattinaggio artistico consistente in una rapida rotazione del corpo intorno a sé stesso, compiuta sulla punta di un piede | in equitazione, figura delle arie basse, in cui il cavallo, appoggiandosi solo su una delle zampe posteriori, fa compiere alla groppa una giravolta su sé stessa    • 2 •   (estens.) rapido movimento rotatorio compiuto con agilità: i salti e le piroette dei ragazzi    • 3 •   (fig.) improvviso cambiamento d'opinione.
piroettare   v. intr.  [io piroétto ecc. ; aus. avere] (non com.) far piroette; per estens., muoversi velocemente, con agilità.
pirofila   s.f.  stoviglia da cucina fabbricata con materiale pirofilo.
pirofillite   s.f.  (min.) minerale costituito da un idrossosilicato di alluminio; ha struttura squamosa ed è usato in varie industrie, fra cui quella elettrica.
pirofilo   agg.  si dice di sostanza che resiste al fuoco: vetro pirofilo. 
pirofobia   s.f.  (psicol.) paura morbosa del fuoco.
pirofobo   agg.  e s.m.  [f. -a] (psicol.) che, chi presenta pirofobia.
piroforico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di polveri a base di metalli come ferro, nichel, cobalto, magnesio e cerio, o di leghe polverizzabili che a contatto con l'aria si ossidano vivacemente raggiungendo l'incandescenza; si usano spec. come inneschi di combustione.
pirofregata   s.f.  (mar.) fregata a vela dotata anche di propulsore a vapore, in uso verso la metà dell'ottocento.
piroga   s.f.  imbarcazione primitiva a remi o a vela, scavata in un tronco d'albero o fabbricata con corteccia d'albero e pelli cucite insieme.
pirogallolo   s.m.  (chim.) composto derivato dal benzene, con sei atomi di carbonio e tre gruppi ossidrilici; è contenuto nei tannini e usato in fotografia come riducente.
pirogenare   v. tr.  [io pirògeno ecc.] (chim. , antiq.) sottoporre a pirogenazione.
pirogenazione   s.f.  (chim. , antiq.) alterazione o decomposizione di un composto per effetto del calore; piroscissione.
pirogeno   (1) agg.  (chim.) che è prodotto da pirogenazione: composto pirogeno. 
pirogeno   (2) agg.  e s.m.  (med.) si dice di farmaco che provoca la febbre.
pirografare   v. tr.  [io pirògrafo ecc.] incidere mediante pirografia.
pirografia   s.f.  tecnica che consiste nel disegnare, con una punta metallica arroventata, su cuoio, cartone, legno e sim.; il disegno così ottenuto.
pirografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda la pirografia: tecnica pirografica    • 2 •   che è eseguito mediante la pirografia: disegno pirografico. 
pirografista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è specializzato nella tecnica pirografica.
pirografo   s.m.  strumento con cui si eseguono le pirografie.
piroincisione   s.f.  pirografia.
pirolegnoso   agg.  (chim.) che deriva dalla distillazione del legno: acido pirolegnoso, liquido di condensazione ottenuto dalla distillazione secca del legno, contenente acido acetico, alcol metilico e altre sostanze.
piroletta    ⇨ piroetta.
pirolisi   s.f.  (chim.) decomposizione di sostanze organiche provocata dal calore.
pirolitico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo a pirolisi: deposito pirolitico, sostanza cristallina di rivestimento ottenuta per pirolisi.
pirolizzare   v. tr.  (chim.) sottoporre a pirolisi.
pirolizzatore   s.m.  (chim.) apparecchio per effettuare la pirolizzazione.
pirolizzazione   s.f.  (chim.) operazione e risultato del pirolizzare.
pirolo   s.m.    • 1 •   (region.) piolo    • 2 •   (region.) qualsiasi piccola manopola, per azionare o regolare un congegno    • 3 •   (mus.) bischero. dim. pirolino. 
pirolusite   s.f.  (min.) minerale costituito da biossido di manganese; si presenta in masse concrezionate di color nero ed è uno dei più importanti minerali per l'estrazione del manganese.
piromagnetismo   s.m.  (fis.) complesso di fenomeni relativi alle variazioni di magnetismo e di permeabilità magnetica dovute al variare della temperatura.
piromane   s.m.  e f.  (psich.) chi è affetto da piromania.
piromania   s.f.  (psich.) impulso irrefrenabile di dare fuoco alle cose; mania incendiaria.
piromante   s.m.  e f.  chi pratica la piromanzia.
piromanzia   s.f.  arte della divinazione mediante osservazione del fuoco.
pirometallurgia   s.f.  l'insieme dei processi metallurgici che avvengono alle alte temperature.
pirometallurgico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a pirometallurgia: processo pirometallurgico. 
pirometria   s.f.  (fis.) misurazione delle alte temperature | anche, lo studio dei metodi e delle tecniche relative.
pirometrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a pirometria.
pirometrista   s.m.  [pl. -sti] in siderurgia, l'operaio addetto al controllo della temperatura dei forni.
pirometro   s.m.  (fis.) termometro usato per la misurazione di alte temperature.
piromorfite   s.f.  (chim.) minerale costituito da clorofosfato di piombo, che si presenta in masse prismatiche o globulari.
pirone   s.m.  barretta squadrata d'acciaio usata per tendere le corde del pianoforte.
piropeschereccio   s.m.  peschereccio con propulsione a vapore.
piro-piro  piro-piro s.m. invar.  (zool.) nome comune di varie specie di uccelli caradriformi, con piumaggio bruno e andatura rapida, accompagnata da un'oscillazione verticale della coda.
piroplasma   s.m.  [pl. -mi] (zool.) genere di protozoi parassiti del sangue di molti mammiferi domestici.
piroplasmosi   s.f.  (vet.) malattia parassitaria di bovini, equini, ovini e cani, dovuta a protozoi trasmessi da zecche; è diffusa soprattutto nei climi caldi.
piropo   s.m.  (min.) varietà di granato alluminifero di color rosso fuoco, usato come pietra preziosa: splende lo scudo a guisa di piropo  (ariosto o. f.  ii, 56).
piroscafo   s.m.  nave a vapore: piroscafo da carico, passeggeri. 
piroscindere   v. tr.  (chim.) separare per piroscissione.
piroscissione   s.f.  (chim.) rottura di legami chimici mediante riscaldamento; per processi nell'ambito della petrolchimica.
pirosfera   s.f.  (geol.) strato magmatico sottostante la litosfera.
pirosi   s.f.  (med.) senso di bruciore allo stomaco dovuto generalmente a ipercloridria.
pirosolfato   s.m.  (chim.) sale derivante da un solfato acido per perdita di acqua, per lo più in seguito a riscaldamento.
pirosolfito   s.m.  (chim.) metabisolfito.
pirosolforico   agg.  (chim.) si dice di un acido dello zolfo che si ottiene facendo assorbire anidride solforica in acido solforico concentrato (detto anche acido solforico fumante); i suoi sali sono i pirosolfati.
pirossenite   s.f.  (geol.) roccia intrusiva composta essenzialmente da pirosseni.
pirosseno   s.m.  (min.) nome generico di molti minerali silicatici verdi o neri, frequenti nelle rocce cristalline e metamorfiche.
pirotecnica   o pirotecnia [pi-ro-tec-nì-a], s.f.  arte di fabbricare e far esplodere i fuochi d'artificio.
pirotecnico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo alla pirotecnica: spettacolo pirotecnico; materiali pirotecnici    • 2 •   (fig.) pieno di inventiva e di vivacità molto brillante: lo spettacolo ha avuto un finale pirotecnico   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi fabbrica fuochi artificiali    • 2 •   stabilimento militare in cui si allestiscono bossoli, inneschi per spolette e sim.
pirrica   s.f.  antica danza guerresca, in uso soprattutto a sparta; simulava le varie fasi di un combattimento.
pirrichio   meno com. pirricchio, s.m.  nella metrica greca e latina, piede improprio in quanto è l'unico formato da due sillabe brevi.
pirro-  pirro- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. pyrrós  'rosso' (pirrofita).
pirrofita   s.f.  organismo vegetale unicellulare fornito di una membrana e due flagelli; è un costituente del plancton del mare e delle acque dolci.
pirrolico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) del pirrolo.
pirrolidone   s.m.  (chim.) composto eterociclico azotato a quattro atomi di carbonio con un gruppo ammidico, usato per preparare il polivinilpirrolidone.
pirrolo   s.m.  (chim.) composto organico ciclico che contiene un atomo di azoto e quattro di carbonio; si presenta come un liquido oleoso incolore che scurisce al contatto dell'aria; si ricava dal carbon fossile ed è presente nella clorofilla, nella nicotina, nell'ematina ecc.
pirronismo   s.m.  (filos.) forma estrema di scetticismo, teorizzata dal filosofo greco pirrone di elide (ca 360-270 a. c.).
pirronista   s.m.  e f.  [pl. -sti] (filos.) seguace del pirronismo | (estens.) scettico.
pirronistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) di pirrone di elide o del pirronismo.
pirrotina   s.f.  (min.) pirrotite.
pirrotite   s.f.  (min.) minerale di color giallo bronzo costituito da solfuro di ferro spesso con piccole percentuali di cobalto, nichel, rame e platino.
piruetta    ⇨ piroetta.
piruvico   agg.  [pl. -ci] (chim.) si dice di composto derivato dalla distillazione secca dell'uva: alcol piruvico | acido piruvico, chetoacido organico alifatico a tre atomi di carbonio, importante intermedio nella fermentazione alcolica e nel chimismo muscolare.
pisano   agg.  di pisa  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di pisa.
piscatorio   agg.  (lett.) di, da pescatore: l'arte piscatoria | anello piscatorio, anello del papa con sigillo, così detto in quanto egli è successore di san pietro, pescatore di anime ' egloga piscatoria, egloga nella quale il tradizionale ambiente pastorale è sostituito da quello dei pescatori; fu introdotta da i. sannazaro (1456-1530).
pischello   s.m.  (dial.) ragazzo, principiante: era stato preso a fare il pischello  (pasolini). dim. pischelletto. 
piscia   s.f.  (volg.) orina.
pisciacane   s.m.  (bot.) nome comune di numerose piante, per lo più velenose o dannose, in partic. del dente di leone  o soffione. 
piscialletto   o piscialetto, s.m.  e f. invar.    • 1 •   (fam. scherz.) bambino piccolo; per estens., ragazzo giovane e inesperto    • 2 •   (bot.) pisciacane.
pisciare   v. intr.  [io pìscio ecc. ; aus. avere] (volg.) orinare | pisciarsi sotto, (fig.) avere molta paura: ehimè! io ho paura che questo forestiero non si pisci sotto  (machiavelli) | pisciarsi addosso dal ridere, (fig.) ridere in modo incontrollato, a crepapelle | v. tr.  espellere per via urinaria: pisciare sangue, orina mescolata con sangue (nel linguaggio medico ematuria).
pisciarella   s.f.  (pop.) bisogno continuo di orinare.
pisciasangue   s.m.  (vet.) nome popolare della piroplasmosi, perché caratterizzata dalla colorazione rossastra dell'urina.
pisciata   s.f.  (volg.) emissione di orina; quantità di orina emessa in una volta. dim. pisciatina. 
pisciatoio   s.m.  (pop.) orinatoio.
piscicoltore   meno com. pescicoltore, s.m.  [f. -trice] allevatore di pesci.
piscicoltura   meno com. pescicoltura, s.f.  tecnica dell'allevamento di pesci.
pisciforme   agg.  (non com.) che ha forma di pesce.
piscina   s.f.    • 1 •   vasca riempita di acqua dolce o marina, di forma per lo più rettangolare e di dimensioni sufficienti per praticarvi il nuoto; per estens., complesso edilizio che comprende la piscina e gli ambienti accessori: piscina coperta, scoperta; piscina olimpionica, con vasca di 50 m per gare ufficiali    • 2 •   peschiera, vivaio di pesci.
piscio   s.m.  (pop.) orina, spec. di animali.
piscione   s.m.  [f. -a] (pop.) chi orina spesso o molto; si dice talora scherz. di bambini piccoli.
piscioso   agg.  (volg.) bagnato di orina.
piscivoro   agg.  (lett.) si dice di animale che si nutre di pesci.
piscopo   s.m.  (ant.) vescovo.
piscoso   agg.  (ant.) pescoso: in mezzo alle piscose / paludi  (ariosto o. f.  iii, 41).
pisellaio   s.m. , o pisellaia s.f. , terreno piantato a piselli.
pisello   s.m.    • 1 •   pianta erbacea rampicante con fiori bianchi o colorati, foglie composte e baccelli contenenti semi verdi rotondeggianti (fam.  leguminose) ' pisello odoroso, pianta erbacea rampicante, con fiori di vario colore, somiglianti a quelli del pisello, ma più grandi (fam.  leguminose)    • 2 •   il seme commestibile di tale pianta: minestra con piselli; crema di piselli; sgranare i piselli.  dim. pisellino  accr. pisellone  | usato anche come agg. invar.  : verde pisello, di tonalità piuttosto chiara    • 3 •   (fam.) pene, spec. nel linguaggio infantile.
pisellone   s.m.    • 1 •   accr.  di pisello    • 2 •   (fig.) stupido, semplicione.
pisiforme   s.m.  (anat.) piccolo osso del carpo, che s'articola con l'osso piramidale.
pisolare   v. intr.  [io pì solo ecc.; aus. avere] (fam.) dormire un sonno leggero.
pisolite   s.f.  (geol.) oolite di diametro superiore a due millimetri.
pisolitico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice della struttura di rocce e minerali formati da cristallini aggregati in forma di piccole sfere.
pisolo   s.m.  (fam.) breve dormita; sonno leggero e breve (è più com. la forma del dim.): schiacciare un pisolo, fare una dormitina. dim. pisolino. 
pispigliare   v. intr.  [io pispìglio ecc. ; aus. avere] (non com.) bisbigliare; menzionare appena, fuggevolmente: colui che del cammin sí poco piglia / dinanzi a me, toscana sonò tutta; / e ora a pena in siena sen pispiglia  (dante purg.  xi, 109-111, con riferimento a provenzan salvani).
pispiglio   (1) s.m.  (non com.) bisbiglio.
pispiglio   (2) o pispillio [pis-pil-lì-o], s.m.  (non com.) un bisbigliare continuo.
pispino   s.m.  (tosc.) zampillo.
pispola   s.f.    • 1 •   uccello dalle piume olivastre e gialle, simile all'allodola (ord.  passeriformi)    • 2 •   fischietto da richiamo che imita il verso della pispola    • 3 •   (fig.) frottola, fandonia: raccontar pispole. 
pispolare   v. intr.  [io pìspolo ecc. ; aus. avere] imitare il verso degli uccelli con la pispola.
pispolone   s.m.  (zool.) prispolone.
pissetta   s.f.  strumento da laboratorio chimico più noto come spruzzetta. 
pisside   s.f.    • 1 •   (lit.) vaso di metallo prezioso o almeno dorato internamente, fatto a coppa e provvisto di coperchio, in cui si conservano le particole consacrate; ciborio    • 2 •   (bot.) frutto secco a forma di coppa che si apre con una fenditura trasversale e la cui parte superiore si ribalta come un piccolo coperchio.
pissi pissi   loc. inter.  riproduce il suono prodotto dalle labbra quando si parla a bassissima voce | come loc. sost. m. invar.  bisbiglio, mormorio: si sentiva un continuo pissi pissi. 
pista   s.f.    • 1 •   traccia, orma: le piste di un animale; essere sulle piste di qualcuno, inseguirlo | indizio o insieme di indizi che costituiscono un'ipotesi per chiarire una situazione, scoprire una realtà, espletare un'indagine e sim.: battere, seguire una pista, orientare una ricerca in una direzione    • 2 •   (estens.) sentiero, via di terra battuta segnati dal passaggio frequente di persone, mezzi o animali: una pista nel deserto, nella giungla    • 3 •   circuito chiuso, generalmente a forma di anello o di ellisse, su cui si effettuano corse ippiche, automobilistiche, ciclistiche, di atletica ecc.: giro di pista; ciclismo su pista; una pista di prova, di collaudo; correre in pista | pista del circo, l'arena circolare in cui si svolge lo spettacolo ' pista da ballo, piattaforma destinata alle danze    • 4 •   tracciato di neve battuta usato per la pratica dello sci ' pista!, escl. con cui si chiede di liberare il passaggio    • 5 •   (aer.) tratto di terreno appositamente preparato per le manovre degli aeroplani: pista di volo, che permette le manovre di decollo e di atterraggio; pista di rullaggio, per collegare la pista di volo con l'aerostazione    • 6 •   in nastri o dischi magnetici, pellicole cinematografiche e sim., ciascuna delle linee lungo le quali può avvenire una registrazione o un'impressione; traccia: pista magnetica, nastro magnetizzato; pista sonora, colonna sonora.
pistacchiata   s.f.  (gastr.) dolce a base di semi di pistacchio.
pistacchio   s.m.    • 1 •   albero con fiori rossi raccolti in pannocchie e frutto a drupa che contiene un seme commestibile di color verde (fam.  anacardiacee) ' pistacchio di terra, arachide    • 2 •   il seme del pistacchio, tenero e profumato, di largo impiego in pasticceria | olio di pistacchio, olio aromatico che viene consumato come olio alimentare o impiegato nell'industria cosmetica | usato come agg. invar.  : verde pistacchio, color pistacchio, tonalità di verde pallido.
pistagna   s.f.  striscia di stoffa che si applica per rinforzo intorno al collo degli abiti oppure all'estremità delle maniche e dei calzoni.
pistaiolo   s.m.  (antiq.) pistard.
pistard   s.m. invar.  (sport) ciclista che corre su pista.
pistatrice   s.f.  dispositivo per applicare la pista sonora alle pellicole cinematografiche.
pistillifero   agg.  (bot.) che porta pistilli.
pistillo   s.m.  (bot.) nelle piante angiosperme, organo femminile del fiore, formato dall'ovario, dallo stilo e dallo stimma.
pistocco   s.m.  [pl. -chi] (region.) adattamento sett. del ted. alpenstock. 
pistoiese   agg.  di pistoia  s.m.  e f.  chi è nato o abita a pistoia.
pistola   (1) s.f.    • 1 •   arma da fuoco a canna corta, che si maneggia con una sola mano, usata per colpire bersagli non troppo distanti: pistola automatica, a rotazione; il calcio, la canna della pistola; sparare un colpo di pistola; tirare di pistola; pistola a tamburo, rivoltella; pistola mitragliatrice, mitraglietta; pistola scacciacani, che spara a salve | pistola lanciarazzi, usata per lanciare razzi segnaletici. dim. pistoletta  accr. pistolone  (m.)    • 2 •   (estens.) qualsiasi attrezzo o strumento a forma di pistola: pistola saldatrice; pistola a spruzzo, aerografo | s.m. invar.  (sett. pop.) uomo sciocco, imbecille.
pistola   (2) s.f.  (ant.) epistola, lettera.
pistolenza   o pistolenzia, s.f.  (ant.) pestilenza.
pistolero   s.m.  [f. -a] chi è abile nel tirare di pistola.
pistolese   s.m.  coltello da caccia; pugnale dalla lama corta e larga, a doppio taglio.
pistolettata   s.f.  colpo di pistola.
pistoliere   s.m.  nei secc. xvi e xvii, soldato di cavalleria armato di lunghe pistole.
pistolino   s.m.  (fam.) pene, spec. nel linguaggio infantile.
pistolotto   s.m.    • 1 •   scritto o discorso di rimprovero o di esortazione; più genericamente, scritto o discorso enfatico e retorico    • 2 •   (teat.) battuta particolarmente lunga ed enfatica all'interno di un dialogo | pistolotto finale, pezzo finale declamatorio pronunciato allo scopo di provocare applausi.
pistone   s.m.    • 1 •   (mecc.) organo di trasmissione del moto dal cilindro alla biella (nei motori alternativi) o viceversa (nelle macchine operatrici alternative). dim. pistoncino    • 2 •   (mus.) meccanismo degli strumenti a fiato con tubo e bocchino di metallo, che si abbassa all'interno del tubo permettendo di variare la lunghezza della colonna d'aria e quindi di emettere l'intera serie cromatica dei suoni: tromba a pistoni    • 3 •   (ant.) archibugio di grosso calibro, con canna corta.
pistore   s.m.  (ant.) fornaio.
pistrice   s.f.  (lett.) in testi classici o a essi ispirati, sorta di favoloso cetaceo con la testa armata di una lunga sega.
pistrinaio   s.m.  [f. -a] (sett.) mugnaio; anche, fornaio.
pistrino   s.m.  (sett.) mulino | frantoio per le olive.
pitaffio    ⇨ epitaffio.
pitagoreismo   s.m.  (rar.) pitagorismo.
pitagoreo   agg.  (lett. rar.) pitagorico.
pitagoricismo   s.m.  (non com.) pitagorismo.
pitagorico   agg.  [pl. m. -ci] di pitagora (560-480 a. c.), filosofo e scienziato greco che fondò a crotone, in magna grecia, una scuola o setta che esercitò vasta influenza sul pensiero antico; del pitagorismo, attinente al pitagorismo ' tavola pitagorica, (mat.) tabella di moltiplicazione dei primi dieci numeri naturali  s.m.  filosofo seguace del pitagorismo § pitagoricamente avv.  al modo di pitagora.
pitagorismo   s.m.  scuola filosofica e scientifica fiorita nel sec. v a. c. per opera degli immediati seguaci di pitagora; vi erano ammesse anche le donne, imponeva l'osservanza del celibato, la comunione dei beni e una serie di regole e pratiche per purificare il corpo e l'anima.
pitale   s.m.  (pop.) orinale.
pitcher   s.m. invar.  nel baseball, lanciatore.
pitch-pine  pitch-pine s.m. invar.  albero dell'america settentrionale che può superare i venti metri di altezza (fam.  pinacee); anche, il legno di tale albero, elastico e molto resistente, utilizzato soprattutto per serramenti esterni, intelaiature e costruzioni navali.
pitecantropo   s.m.  (antrop.) nome con cui si indica un ominide superiore o protoantropo i cui resti fossili sono stati rinvenuti a giava e in alcune zone della cina; si ritiene che sia vissuto circa 700. 000 anni fa e viene oggi attribuito alla specie homo erectus. 
pitecia   s.f.  [pl. -cie] tozza scimmia americana con capo rotondo e lunga coda pelosa non prensile (ord.  primati).
pitia    ⇨ pizia.
pitiambico   o piziambico, agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] nella metrica greca e latina, si dice di distico composto di un esametro dattilico e un dimetro giambico (sostituito talora da un trimetro giambico).
pitico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di pito, antico nome di delfi, dove sorgeva il santuario di apollo | feste pitiche, giochi pitici, celebrati in onore di apollo.
pitiriasi   s.f.  (med.) abbondante desquamazione dell'epidermide | termine con cui si indicano alcune malattie cutanee che presentano desquamazione.
pitoccare   v. intr.  [io pitòcco, tu pitòcchi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   mendicare raccontando le proprie miserie, per sollecitare la pietà altrui    • 2 •   (fig.) chiedere qualcosa insistentemente, senza dignità.
pitoccheria   s.f.    • 1 •   l'essere pitocco, spilorcio, avaro    • 2 •   azione da pitocco.
pitocchetto   s.m.  gioco d'azzardo noto anche come piattello. 
pitocco   s.m.  [f. -a; pl. m. -chi]    • 1 •   (antiq.) mendicante, accattone: il poeta, o vulgo sciocco, / un pitocco / non è già  (carducci)    • 2 •   (fig.) chi vive miseramente per avarizia    • 3 •   (ant.) veste corta per uomo.
pitometro   s.m.  (fis.) strumento per determinare la velocità dei fluidi o la velocità di un corpo che si muove in un fluido.
pitone   s.m.    • 1 •   serpente arboricolo non velenoso di grandi dimensioni, con capo triangolare, livrea splendidamente colorata, coda corta e arrotondata; è presente in africa e in asia in numerose specie (ord.  squamati)    • 2 •   la pelle conciata dell'animale: scarpe di pitone    • 3 •   (mecc.) elemento di fissaggio di alcuni tipi di molla (p. e.  le balestre delle sospensioni per autoveicoli, le spirali del bilanciere degli orologi).
pitonessa   s.f.    • 1 •   sacerdotessa di apollo    • 2 •   (fig.) donna che predice il futuro.
pitonico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.)    • 1 •   della pizia, profetessa di apollo    • 2 •   (fig.) divinatore, profetico.
pitonidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di ofidi comprendente serpenti di dimensioni molto grandi, le cui femmine attendono la schiusa delle uova rimanendo acciambellate intorno a esse | sing.  [-e] ogni serpente di tale famiglia.
pitosforo    ⇨ pittosporo.
pittare   (1) v. tr.  (dial.) detto di pesce, dare successivi strappi intorno all'amo, senza abboccare.
pittare   (2) v. tr.  (dial.) pitturare, dipingere: il medico salì fino al piccolo cancello... pittato in verde  (gadda).
pittiere   o pittieri, s.m.  (ant. , lett.) pettirosso.
pittima   (1) s.f.  uccello di ripa con becco lungo e zampe esili (ord.  caradriformi).
pittima   (2) s.f.    • 1 •   (ant.) sorta di decotto usato come empiastro; epittima    • 2 •   (fig.) persona noiosa, che si lamenta in continuazione di piccole cose.
pitting   s.m. invar.  (chim.) punto di corrosione localizzato e penetrante.
pittografia   s.f.  forma primitiva di scrittura che consiste nel rappresentare idee e fatti per mezzo di disegni.
pittografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a pittografia § pittograficamente avv.  mediante pittografia.
pittogramma   s.m.  [pl. -mi] ciascuno dei disegni usati in pittografia.
pittore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi dipinge, chi esercita l'arte della pittura: pittore medievale, rinascimentale, moderno; pittore manierista, astrattista; pittore di paesaggi, di nature morte; pittore di affreschi, di oli; fare il pittore.  pegg. pittorucolo    • 2 •   chi tinteggia le pareti delle case    • 3 •   (fig.) chi descrive cose e persone con particolare efficacia rappresentativa.
pittoresco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   si dice di paesaggio, scena, persona, oggetto che è caratteristico, pieno di colore ed espressività: un ambiente pittoresco; costumi pittoreschi; un personaggio pittoresco    • 2 •   (fig.) espressivo, efficace: il linguaggio pittoresco del popolo   s.m.  ciò che è pittoresco, che costituisce il colore locale: il pittoresco esotico. 
pittoricismo   s.m.  tendenza a ricercare effetti pittorici o pittoreschi (in musica, in un racconto, in poesia).
pittoricità   s.f.  (lett.) l'essere pittorico, espressivo, vivace: la pittoricità di una descrizione. 
pittorico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di pittura; che si riferisce alla pittura: stile pittorico; tecnica pittorica    • 2 •   (fig.) in letteratura e in musica, si dice di ciò che raggiunge effetti di grande espressività e vivacità: descrivere con grande efficacia pittorica  § pittoricamente avv.  in modo pittorico | relativamente alla pittura.
pittosporo   o pitosforo, s.m.  pianta ornamentale molto resistente ai venti marini, con foglie lucide e fiori bianchi profumati; è originaria dell'estremo oriente.
pittura   s.f.    • 1 •   l'arte del dipingere, del rappresentare per mezzo di linee e di colori; la produzione pittorica di un autore o di un periodo, un luogo, una scuola: studiare pittura; dedicarsi alla pittura; pittura murale, su tela; pittura a tempera, ad acquerello, a olio; la pittura di leonardo; la pittura italiana dell'ottocento; la pittura dell'impressionismo '  (estens.) l'opera ottenuta dipingendo: un'antica pittura su legno    • 2 •   (fig.) descrizione vivace ed espressiva: pittura di caratteri, di un ambiente    • 3 •   (region.) vernice o altro materiale colorante: dare una mano di pittura    • 4 •   (fam.) belletto.
pitturare   v. tr.    • 1 •   dipingere; ornare con pitture    • 2 •   verniciare: pitturare un cancello  | pitturarsi v. rifl.  (fam.) imbellettarsi.
pituita   s.f.  (non com.) catarro, spec. nasale.
pituitario   agg.  (anat.) della mucosa nasale: membrana pituitaria, quella che riveste le fosse nasali | ghiandola pituitaria, antica denominazione dell'ipofisi.
piuccheperfetto   meno com. più che perfetto e piucchepperfetto, s.m.  (gramm.) tempo del verbo che indica, soprattutto nelle grammatiche greca e latina, un'azione compiuta prima di un'altra già avvenuta nel passato (p. e.  disse che aveva dormito  bene); in italiano corrisponde al trapassato prossimo.
piuma   s.f.    • 1 •   formazione cornea dell'epidermide degli uccelli, simile alla penna, ma più corta, morbida e fine: piume d'oca; una trapunta di piume; cappello con la piuma | leggero come una piuma, leggerissimo. dim. piumetta, piumettina    • 2 •   piumaggio    • 3 •   (poet.) lanugine, peluria, barba: gli anni giovenetti sui / non gli vestian di piume ancor la guancia  (tasso g. l.  iii, 60)    • 4 •   pl.  (poet.) letto: la gola e 'l sonno e l'oziose piume / hanno del mondo ogni vertù sbandita  (petrarca canz.  vii, 1-2) | anche in funzione di agg. invar.  : (peso) piuma, nel pugilato, nella lotta o nel sollevamento pesi, atleta appartenente a una delle categorie più leggere di peso.
piumaccio   s.m.    • 1 •   (ant.) guanciale di piume    • 2 •   (mar.) turafalle    • 3 •   tampone di lana rivestito di tela che viene usato, imbevuto di una soluzione alcolica di gommalacca, per lucidare superfici di legno    • 4 •   (arch.) elemento decorativo del capitello ionico costituito da una fascia verticale che attraversa le facce laterali.
piumaggio   s.m.  l'insieme di penne e di piume che rivestono il corpo di un uccello.
piumaio   s.m.  [f. -a] chi è addetto al trattamento e alla lavorazione delle piume da letto e da ornamento.
piumato   agg.  coperto, adorno di piume: cappello piumato. 
piumetta   s.f.    • 1 •   dim.  di piuma    • 2 •   (bot.) porzione superiore della piantina giovane.
piumino   s.m.    • 1 •   l'insieme delle piume più morbide e leggere degli uccelli: una trapunta di piumino d'oca    • 2 •   ampio cuscino o coperta da letto riempiti di piume    • 3 •   giubbotto imbottito di piume    • 4 •   nappetta di piume, spec. di cigno, per spargere la cipria sul viso | ciuffo di piume o simili fissato a un manico e usato per spolverare    • 5 •   proiettile per carabine e pistole ad aria compressa, formato da un cilindretto metallico con un'estremità a punta e l'altra fornita di un mazzetto compatto di fibre di cotone o sim.    • 6 •   (bot.) erioforo.
piumone   ® s.m.    • 1 •   giaccone impermeabile imbottito di piumino d'oca    • 2 •   coperta da letto imbottita di piume | (estens.) coperta imbottita di materiale soffice.
piumoso   agg.    • 1 •   ricco di piume; per estens., simile a piuma, morbido come piuma: un coniglio bianco, di pelo lungo e piumoso  (calvino)    • 2 •   (bot.) si dice di organo vegetale provvisto di peli sottili e leggeri che lo fanno somigliare a una piuma.
piuolo    ⇨ piolo.
piuria   s.f.  (med.) presenza di pus nell'urina.
piuttosto   avv.    • 1 •   più spesso, preferibilmente: si muove piuttosto in bici che in auto; non ho fame, berrei piuttosto un caffè    • 2 •   o piuttosto, o meglio: vediamoci in piazza, o piuttosto venite a casa mia    • 3 •   alquanto: è piuttosto vecchia; è piuttosto antipatico dover fare quelle scale    • 4 •   invece: dimmi piuttosto come la pensi  | nelle loc. cong. piuttosto che, di, anziché, pur di non: dovresti restare piuttosto che partire; piuttosto di (che) cedere, morirebbero. 
piuvico   agg.  [pl. m. -ci] (ant.) pubblico: oimè! ladro piuvico, fa' mi tu questo?  (boccaccio dec.  ix, 5).
piva   s.f.  cornamusa ' andarsene, tornare con le pive nel sacco, (fig.) senza aver combinato nulla, scornati e delusi ' avere la piva, (fig.) avere il broncio.
pivello   s.m.  (fam.) ragazzo inesperto; principiante, novellino. dim. pivellino. 
piviale   ant. pieviale, s.m.  paramento sacro costituito da un ampio mantello, totalmente aperto davanti e lungo fino ai piedi, che viene indossato dal sacerdote in particolari funzioni liturgiche.
piviere   (1) s.m.  nome comune di varie specie di piccoli uccelli migratori, che prediligono le paludi e le zone umide; hanno corpo nerastro a macchie gialle, becco corto e gambe lunghe, e i più noti sono di passo e invernali, come il piviere dorato (ord.  caradriformi).
piviere   (2) ant. pioviere, s.m.  (tosc.) territorio sottoposto alla giurisdizione di un pievano; l'insieme dei fedeli che vi vivono.
pivieressa   s.f.  uccello di medie dimensioni dal corpo slanciato, di colore bianco macchiettato di nero nella parte superiore, e nerastro nella parte inferiore; è cacciato per le carni squisite (ord.  caradriformi).
pivot   s.m. invar.  (sport) nella pallacanestro, giocatore d'attacco che ha il compito principale di andare a canestro.
pivotante   agg.  detto di un organo meccanico montato su perno, che può muoversi o girare in ogni direzione.
pixel   s.m. invar.  (inform.) unità elementare dell'informazione visualizzata sullo schermo di un calcolatore, corrispondente a un punto luminoso.
pixilation   o pixillation, s.f. invar.  tecnica cinematografica che consente l'intervento di attori in un film di animazione.
pizia   non com. pitia, s.f.  profetessa e sacerdotessa di apollo a delfi; per estens., profetessa.
piziambico    ⇨ pitiambico.
pizio   agg.  (lett.) epiteto di apollo.
pizza   s.f.    • 1 •   (gastr.) focaccia di pasta lievitata, dolce o salata: pizza rustica; pizza pasquale  | per antonomasia, focaccia di forma molto schiacciata condita con olio, pomodoro e altri ingredienti; è una specialità napoletana oggi diffusa ovunque: pizza margherita, marinara, quattro stagioni.  dim. pizzetta    • 2 •   nel linguaggio cinematografico, la scatola piatta e circolare in cui si custodisce un rotolo di pellicola; per estens., la pellicola stessa    • 3 •   (fam. fig.) persona o cosa estremamente noiosa.
pizzaccherino   s.m.  (region.) beccaccino reale: da gli scopeti de la bassa landa / pigro il pizzacherin si rizza a volo  (carducci).
pizzaiolo   s.m.  [f. -a] chi fa le pizze; gestore di una pizzeria | nella loc. agg. e avv. alla pizzaiola, si dice di vivanda cotta nell'olio e condita con salsa di pomodoro, aglio, sale, pepe e origano: carne, pesce alla pizzaiola; cuocere le melanzane alla pizzaiola. 
pizzarda   s.f.    • 1 •   (roman.) beccaccia    • 2 •   (pop.) a roma nell'ottocento, cappello a due punte portato dalle guardie municipali.
pizzardone   s.m.  (pop.) nome che nell'ottocento si dava a roma alle guardie municipali, e oggi ai vigili urbani.
pizzeria   s.f.  locale pubblico in cui si preparano e si servono vari tipi di pizza, o anche altri piatti caldi o freddi di pronta confezione.
pizzettaro   s.m.  (roman.) pizzaiolo che vende pizza a taglio.
pizzicagnolo   s.m.  [f. -a] chi gestisce una pizzicheria.
pizzicamento   s.m.  (non com.) il pizzicare, l'essere pizzicato.
pizzicare   v. tr.  [io pìzzico, tu pìzzichi ecc.]    • 1 •   stringere con il pollice e l'indice una parte molle del corpo, per far male o, leggermente, come forma di scherzo o di approccio affettuoso: pizzicare un braccio, la guancia    • 2 •   (estens.) pungere (anche assol.): le zanzare pizzicano    • 3 •   stimolare con un sapore piccante o una sensazione frizzante (anche assol.): un formaggio che pizzica il palato; cibi che pizzicano    • 4 •   (fig. fam.) sorprendere, cogliere in fallo: l'hanno pizzicato mentre rubava    • 5 •   (mus.) far vibrare le corde di uno strumento con il polpastrello delle dita o con il plettro | v. intr.  [aus. avere] dare prurito: mi pizzica una mano | sentirsi pizzicare le mani, (fig. fam.) aver voglia di menarle | pizzicarsi v. rifl.    • 1 •   scambiarsi dei pizzichi    • 2 •   (fig.) stuzzicarsi, punzecchiarsi: stanno sempre a pizzicarsi con battute ironiche. 
pizzicarolo   s.m.  [f. -a] (roman.) pizzicagnolo.
pizzicata   s.f.  (region.) pizzico.
pizzicato   part. pass.  di pizzicare  s. m.  (mus.) particolare maniera di far vibrare le corde di uno strumento, toccandole con le punte delle dita; la musica che si esegue con tale tecnica.
pizzicheria   s.f.  (region.) bottega in cui si vendono salumi, formaggi e altri generi alimentari.
pizzichino   agg.  (fam.) piccante; frizzante: un vinello dal gusto pizzichino. 
pizzico   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   lo stringere con il pollice e l'indice una parte molle del corpo; l'atto del pizzicare: dare un pizzico a qualcuno  accr. pizzicotto    • 2 •   (estens.) quantità di roba che si può prendere con i polpastrelli delle dita: aggiungere un pizzico di sale alla minestra  | (fig.) quantità minima di qualcosa: mangiare un pizzico di formaggio; non avere un pizzico di buonsenso, non averne affatto; ridursi un pizzico, farsi piccolo piccolo. dim. pizzichino    • 3 •   puntura di insetto: i pizzichi delle zanzare. 
pizzicore   s.m.    • 1 •   prurito. dim. pizzicorino    • 2 •   (scherz.) voglia capricciosa; desiderio improvviso.
pizzicottare   v. tr.  [io pizzicòtto ecc] (fam.) stringere con pizzicotti.
pizzicotto   s.m.    • 1 •   accr.  di pizzico    • 2 •   pizzico dato per scherzo o con intenzione affettuosa: dare un pizzicotto sulle guance a un bambino.  dim. pizzicottino. 
pizzo   s.m.    • 1 •   parte estrema e appuntita di qualcosa: il pizzo di un fazzoletto    • 2 •   cima aguzza di un monte    • 3 •   foggia di barba tagliata a punta che ricopre il solo mento. dim. pizzetto    • 4 •   merletto, trina: una vestaglia con i pizzi    • 5 •   (gerg) somma estorta da un'organizzazione mafiosa a commercianti e imprenditori.
pizzocchero   s.m.    • 1 •   [f. -a] (region.) pinzochero    • 2 •   pl.  sorta di tagliatelle fatte con farina di grano saraceno, tipiche della valtellina.
pizzutello   s.m.  (roman.) varietà di uva da tavola con acini duri, lunghi e assottigliati | anche come agg.  : uva pizzutella. 
pizzuto   agg.  (region.) puntuto, aguzzo ' faccia pizzuta, imbronciata.
placabile   agg.  che si può placare: un'ira difficilmente placabile. 
placabilità   s.f.  (non com.) l'essere placabile.
placamento   s.m.  (non com.) il placare, il placarsi, l'essere placato.
placare   v. tr.  [io placo, tu plachi ecc.] calmare, sopire, tranquillizzare; ricondurre allo stato di quiete: placare la collera, lo sdegno  | placare la fame, la sete, soddisfarle | placarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   acquietarsi, tranquillizzarsi: si placò solo al ritorno del figlio    • 2 •   diventare calmo: il mare si è placato. 
placca   s.f.    • 1 •   lamina di metallo o di altro materiale usata per lo più come rivestimento: rivestire una superficie con placche d'acciaio.  dim. placchetta    • 2 •   sorta di distintivo che si porta sul vestito o sul berretto per rendere riconoscibile la propria appartenenza a una determinata categoria | targhetta accanto o sopra una porta d'ingresso con l'indicazione del nome e di altre informazioni relative a chi vi abita    • 3 •   in alpinismo, tratto di parete di roccia compatto e poco articolato    • 4 •   (med.) nome generico di alcune strutture anatomiche o patologiche appiattite, spesso tondeggianti, e di formazioni di vario genere che possono prodursi in leggero rilievo sulla cute, sulle mucose o su altri tessuti: placca ateromasica, ateroma; placche di peyer, formazioni rotondeggianti linfatiche della mucosa intestinale; placca motrice, zona rotondeggiante in cui le terminazioni nervose motrici si uniscono alle fibre muscolari; placca (batterica), accumulo di batteri, di sostanze chimiche di origine alimentare ecc. che aderisce allo smalto dentario e favorisce l'insorgere della carie | nel linguaggio corrente, piccole formazioni biancastre e purulente che si producono sulle tonsille in alcune malattie infiammatorie    • 5 •   (geol.) zolla continentale    • 6 •   (fis.) elettrodo positivo (anodo) di un tubo elettronico.
placcaggio   s.m.  nel rugby, l'azione del placcare un avversario.
placcare   v. tr.  [io placco, tu placchi ecc.]    • 1 •   applicare uno strato di metallo o di legno su un altro materiale (metallo, legno, vetro, ceramica) a scopo di abbellimento o protezione: placcare di  (o con) oro una cornice di legno, d'ottone; placcare con rame un serbatoio d'acciaio; placcare di noce un mobile d'abete, impiallacciarlo    • 2 •   stirare a caldo, con una piastra di acciaio cromato, una pelle conciata per spianarla e renderla brillante    • 3 •   nel rugby, bloccare un avversario afferrandolo alle gambe o alla vita.
placcato   part. pass.  di placcare  agg.  nei sign. del verbo | (fig. lett.) impreziosito, abbellito  s.m.  oggetto di metallo placcato.
placcatura   s.f.  l'operazione e il risultato del placcare un oggetto o una pelle: placcatura metallica, non metallica; placcatura a foglia d'oro. 
placchetta   s.f.    • 1 •   dim.  di placca    • 2 •   piccolo bassorilievo in avorio, bronzo o argento usato come ornamento di oggetti d'uso (p. e.  cofanetti, fermagli)    • 3 •   (non com.) opuscolo, plaquette.
placebo   s.m. invar.  denominazione generica di preparato privo di sostanze medicamentose, che si somministra per ottenere un effetto terapeutico basato sull'autosuggestione | usato anche come agg. invar.  solo in effetto placebo, il risultato ottenuto con la somministrazione di un placebo.
placenta   s.f.    • 1 •   (anat.) formazione spugnosa e tondeggiante, ricca di vasi sanguigni, che in gravidanza si costituisce sulla parete interna dell'utero e, attraverso il cordone ombelicale, consente gli scambi necessari alla nutrizione e alla respirazione del feto    • 2 •   (bot.) parte dell'ovario sulla quale stanno attaccati gli ovuli.
placentali   s.m. pl.  (zool.) placentati.
placentare   agg.  (ant. bot.) che si riferisce alla placenta.
placentati   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di mammiferi dotati di placenta e privi di cloaca e marsupio | sing.  [-o] ogni mammifero di tale sottoclasse.
placentazione   s.f.    • 1 •   (anat.) processo di formazione della placenta    • 2 •   (bot.) disposizione degli ovuli sulla placenta.
placentografia   s.f.  (med.) radiografia della placenta.
placer   s.m. invar.  (min.) terreno alluvionale contenente sabbie aurifere o altri minerali preziosi.
placet   s.m. invar.  (dir.) termine che esprimeva approvazione dell'autorità civile all'assunzione di benefici ecclesiastici vacanti da parte di chi ne fosse stato nominato titolare dall'autorità ecclesiastica | (estens.) approvazione, permesso: dare, ricevere il placet. 
placidezza   s.f.  (non com.) placidità.
placidità   s.f.  l'essere placido.
placido   agg.    • 1 •   che è profondamente calmo, sereno, tranquillo: un uomo placido; un carattere, un temperamento placido  | (lett.) detto di cosa o di condizione naturale, che è in una quiete profonda, che è privo di qualsiasi perturbazione: mare placido; notte placida; fiume placido, che scorre lentamente    • 2 •   (fig. lett.) di colore tenue, sfumato, soffuso: stoffe placide  (d'annunzio) § placidamente avv. 
placitare   v. tr.  [io plàcito ecc.] (ant.) approvare mediante decreto.
placitazione   s.f.  (dir.) il sottoporre le delibere dell'autorità ecclesiastica al placet dell'autorità civile; era un istituto del diritto preconcordatario.
placito   s.m.    • 1 •   nei regni romano-barbarici, assemblea generale del popolo convocata periodicamente dal sovrano con funzioni consultive e giurisdizionali; per estens., corte giudicante    • 2 •   sentenza di un'autorità giudiziaria medievale: placiti cassinesi, che contengono i più antichi documenti del volgare italiano | per estens., sentenza, opinione espressa da persona autorevole.
placo-  placo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. pláx plakós  'superficie piana, piastra'; indica 'formazione piatta, squama' (placodermi, placofori).
placodermi   s.m. pl.  (zool.) classe di pesci fossili vissuti nel periodo devoniano e caratterizzati da una corazza di placche dermiche | sing.  [-a] ogni fossile che appartiene a tale classe.
placofori   s.m. pl.  (zool.) classe di molluschi marini con conchiglia ovale formata da otto piastre; vivono aderenti alle rocce | sing.  [-o] ogni mollusco che appartiene a tale classe.
placoide   agg.  (zool.) si dice della squama dei pesci elasmobranchi.
plafonatura   s.f.  (edil.) costruzione di un plafone.
plafond   s.m. invar.    • 1 •   (non com.) soffitto    • 2 •   in aeronautica, la massima altezza raggiungibile da un aereo    • 3 •   nel linguaggio commerciale, limite massimo: avere raggiunto il plafond del credito. 
plafone   s.m.  adattamento it. del fr. plafond. 
plafoniera   s.f.  apparecchio di illuminazione costituito da una calotta o altra struttura di configurazione piatta che si applica direttamente al soffitto e contiene una o più lampade.
plafonnier   s.m. invar.  plafoniera.
plaga   s.f.  [pl. -ghe; ant. -ge] (lett.) regione piuttosto vasta della superficie terrestre, con determinate caratteristiche; anche, distesa marina: plaghe desertiche; la plaga vivida del mare  (gatto) | parte della volta celeste: così la donna mia stava eretta / e attenta, rivolta inver' la plaga / sotto la quale il sol mostra men fretta  (dante par.  xxiii, 10-12).
plagale   agg.  (mus.)    • 1 •   nella musica gregoriana, si dice di ciascuno dei quattro modi pari degli otto che compongono il sistema    • 2 •   si dice di cadenza armonica nella quale si giunge all'accordo risolutivo di tonica movendo da quello di sottodominante.
plagere   e deriv.   ⇨ piagere    • 1 •   e deriv. 
plagiare   v. tr.  [io plàgio ecc.]    • 1 •   contraffare un'opera altrui presentandola come propria    • 2 •   soggiogare psicologicamente una persona.
plagiario   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona che commette un plagio.
plagiato   part. pass.  di plagiare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi ha subìto un plagio    • 2 •   chi dipende totalmente dall'altrui volontà.
plagiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi compie un plagio.
plagio   s.m.    • 1 •   illecita appropriazione e divulgazione sotto proprio nome di un'opera o parte di un'opera che è frutto dell'ingegno altrui, soprattutto in campo artistico e letterario    • 2 •   (dir.) nell'ordinamento penale italiano fino al 1981, il reato consistente nell'assoggettare una persona al proprio volere in modo da annullarne l'autonomia e la personalità.
plagio-  plagio- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. plághios  'obliquo'; indica 'inclinazione, posizione obliqua' (plagioclasio).
plagiocefalia   s.f.  (med.) malformazione cranica conseguente a un'inclinazione eccessiva dell'asse centrale.
plagioclasio   s.m.  (min.) nome generico dei silicati di sodio e calcio del gruppo dei feldspati.
plagiotropismo   s.m.  (bot.) fenomeno per cui una pianta o un suo organo assumono posizioni particolari in relazione alla direzione della luce.
plaid   s.m. invar.  coperta di lana o di fibra sintetica simile alla lana, di solito con frange e a riquadri di vari colori.
planamento   s.m.  (aer.) il planare; planata.
planare   (1) agg.  che ha forma piana, struttura piatta: elemento planare. 
planare   (2) v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (aer.) compiere un volo discendente ma quasi orizzontale, sfruttando la sola forza di sostentamento delle superfici alari: l'aereo stava planando sulla pista di atterraggio; il volo planato è tipico degli alianti    • 2 •   (mar.) procedere a forte velocità con la carena quasi completamente fuori dell'acqua: gli aliscafi planano. 
planaria   s.f.  (zool.) nome generico di vermi platelminti a forte capacità rigenerativa.
planata   s.f.  (aer.) il planare, l'operazione del planare | rapporto di planata, rapporto fra la distanza orizzontale percorsa in volo planato e la corrispondente variazione di quota.
plancia   s.f.  [pl. -ce] (mar.)    • 1 •   ponte di comando della nave, ove sono situati la ruota del timone e gli altri strumenti per il governo della nave stessa e la condotta della navigazione    • 2 •   passerella per l'imbarco e lo sbarco di merci e passeggeri.
planctobio   s.m.  (biol.) organismo animale o vegetale che costituisce il plancton.
planctologia   s.f.  settore della biologia che studia il plancton.
plancton   s.m. invar.  (biol.) complesso di organismi animali e vegetali che vivono sospesi nelle acque, in balia delle correnti; è nutrimento di molti animali acquatici.
planctonico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di plancton; che costituisce, forma il plancton: massa planctonica; invertebrato planctonico. 
planctovoro   agg.  (biol.) si dice di organismo che si nutre di plancton.
planetario   agg.    • 1 •   (astr.) di pianeta; che concerne i pianeti: sistema planetario    • 2 •   (fis.) si dice del movimento che risulta dalla rotazione di un corpo intorno al proprio asse e contemporaneamente intorno a un altro asse; per estens., di meccanismo dotato di tale movimento: rotismo planetario    • 3 •   che è proprio della terra: la popolazione planetaria  | che si estende a tutta la terra: un fenomeno di dimensioni planetarie   s.m.    • 1 •   macchina che riproduce, a scopo didattico, il movimento dei pianeti intorno al sole    • 2 •   proiettore speciale che riproduce l'immagine del cielo e degli astri in movimento all'interno di una cupola rappresentante la volta celeste | l'edificio in cui si effettua tale proiezione    • 3 •   (mecc.) rotismo planetario: il planetario del differenziale. 
planetoide   s.m.    • 1 •   (astr.) asteroide    • 2 •   pianeta artificiale.
planetologia   s.f.  (astr.) lo studio dei pianeti.
planetologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla planetologia.
planetologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] astronomo esperto in planetologia.
plangere   v. intr.  [io plango, tu plangi ecc. ; aus. avere] (ant.) piangere.
plani-  plani- o plano-, primo elemento di parole scientifiche composte modernamente, dal lat. pla¯ni-, che è da pla¯nus  'piano'; indica struttura piana di un organo vegetale o animale (planipenni) o rappresentazione, riproduzione in piano di un oggetto (planimetria).
planimetria   s.f.    • 1 •   in topografia, studio dell'andamento della superficie del terreno riferita a un piano orizzontale    • 2 •   parte della geometria che studia le figure piane    • 3 •   nel disegno tecnico, lo stesso che pianta. 
planimetrico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla planimetria: rilievo planimetrico. 
planimetro   s.m.  strumento che consente di misurare l'area di una planimetria percorrendone il perimetro.
planipenni   s.m. pl.  (zool.) altro nome dei neurotteri  | sing.  [-e] neurottero.
planirostro   agg.  si dice di uccello che ha il becco appiattito.
planisfero   antiq. planisferio, s.m.    • 1 •   rappresentazione cartografica della sfera celeste    • 2 •   carta geografica che rappresenta in piano tutta la superficie terrestre.
planitudine   s.f.  (scient.) condizione di una superficie perfettamente piana.
planivolumetrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla planimetria e al volume.
planning   s.m. invar.    • 1 •   piano di lavoro dettagliato in tutti i suoi aspetti    • 2 •   pianificazione economica.
plano-  plano-  ⇨ plani-.
planogamete   s.m.  (bot.) gamete capace di movimento.
planografia   s.f.    • 1 •   (med.) stratigrafia    • 2 •   tecnica tipografica che prevede l'utilizzazione di matrici piane.
plantageneto   agg.  dei plantageneti, dinastia che regnò in inghilterra dal 1154 al 1485.
plantaginacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee dicotiledoni a cui appartiene la piantaggine | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
plantare   agg.  (anat.) di, relativo alla pianta del piede: arteria, muscolo plantare; arcata plantare   s.m.  strumento ortopedico costituito da una suoletta rigida appositamente modellata che si introduce nella scarpa per correggere malformazioni della pianta del piede.
plantigrado   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   si dice di mammifero che, camminando, poggia a terra l'intera pianta del piede (p. e.  l'orso)    • 2 •   (fig. non com.) si dice di persona molto lenta nei movimenti o intellettualmente ottusa.
plantula   s.f.  (bot.) piantina appena germinata dal seme.
planula   s.f.  larva marina dei celenterati, piccola e di forma ovoidale.
plaquette   s.f. invar.    • 1 •   pubblicazione costituita da un piccolo opuscolo tirato in poche copie, spesso accuratamente stampato e per lo più fuori commercio    • 2 •   piccola targa commemorativa.
-plasia  -plasia secondo elemento di parole scientifiche composte modernamente, dal gr. plásis  'formazione'; indica alterazione o trasformazione di tessuti animali o vegetali (displasia, neoplasia).
plasma   s.m.  [pl. -smi]    • 1 •   (anat.) parte liquida del sangue nella quale sono sospesi gli elementi corpuscolari (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine)    • 2 •   (fis.) stato della materia i cui atomi hanno subito un processo di parziale o totale ionizzazione | display al plasma, visualizzatore, usato in genere per i computer e le calcolatrici portatili, costituito da un doppio vetro contenente nell'intercapedine una miscela gassosa di argon e neon che, ionizzata, appare luminescente.
plasmabile   agg.  che può essere plasmato (anche fig.): la creta è un materiale plasmabile; il carattere, la personalità sono plasmabili. 
plasmabilità   s.f.  qualità di chi o di ciò che è plasmabile.
plasmacellula   s.f.  (biol.) particolare cellula del connettivo che contribuisce alla produzione degli anticorpi.
plasmacellulare   agg.  (biol.) di plasmacellula.
plasmaferesi   s.f.  (med.) procedimento di separazione del plasma dagli altri elementi che costituiscono il sangue.
plasmalemma   s.f.  (biol.) membrana citoplasmatica delle cellule di origine vegetale.
plasmare   v. tr.    • 1 •   lavorare una materia informe e malleabile per farle assumere la forma voluta; per estens., dar forma concreta a un'idea concepita in astratto: plasmare la cera, una statuetta di creta    • 2 •   (fig.) modellare il carattere, l'indole, la cultura di una persona attraverso l'educazione, l'insegnamento, l'esempio: plasmare la personalità, i gusti dei giovani. 
plasmasfera   s.f.  in geofisica, la zona della magnetosfera più vicina alla superficie terrestre.
plasmatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che si riferisce al plasma sanguigno.
plasmatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi plasma (anche fig.): un'educazione plasmatrice delle coscienze. 
plasmidio   s.m.  in genetica, struttura citoplasmatica cellulare che si replica sempre come unità ereditaria autonoma.
plasmocito   o plasmocita, s.m.  (biol.) cellula ematica e del midollo osseo che svolge una funzione essenziale nella produzione degli anticorpi.
plasmodesma   s.m.  [pl. -smi] (biol.) filamento citoplasmatico che costituisce il collegamento tra due cellule.
plasmodiale   agg.  (biol.) del plasmodio.
plasmodio   s.m.  (biol.) formazione cellulare che si origina quando in una cellula si verificano divisioni nucleari successive, e il citoplasma, pur accrescendosi in proporzione, non si suddivide | plasmodio della malaria, protozoo parassita dei globuli rossi che, inoculato dalla zanzara anofele, provoca la malaria.
plasmodiofora   s.f.  (bot.) genere di funghi parassiti che producono galle sul fusto e sulla radice dei vegetali (cl.  ficomiceti).
plasmodioforacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi ficomiceti a cui appartiene la plasmodiofora | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
plasmopoiesi   s.f.  (biol.) processo di formazione dei plasmociti.
plastica   s.f.    • 1 •   l'arte del plasmare, del modellare materiali plastici, creando figure, oggetti e immagini in rilievo    • 2 •   (med.) operazione di chirurgia plastica: plastica facciale, nasale    • 3 •   materia plastica: un modellino in plastica; un recipiente di plastica. 
plasticare   v. tr.  [io plàstico, tu plàstichi ecc.]    • 1 •   lavorare materiali plastici (cera, argilla, creta ecc.) modellando statue, oggetti; plasmare immagini in rilievo    • 2 •   ricoprire di materia plastica: tessuto plasticato. 
plasticatore   s.m.  [f. -trice] chi modella figure di materiale plastico.
plasticismo   s.m.  in pittura, la tendenza a conseguire gli effetti del rilievo, come nella scultura; in letteratura, effetto di particolare espressività e concretezza.
plasticità   s.f.    • 1 •   la qualità, propria dei materiali plastici, di essere facilmente modellabili: la plasticità dell'argilla  | (fig.) plasmabilità, malleabilità, duttilità: la plasticità di un carattere    • 2 •   nelle arti figurative e, per estens., nelle altre arti, l'evidenza delle qualità plastiche di un'opera, cioè l'effetto, l'impressione del rilievo che un'opera riesce a suggerire: la plasticità dei particolari di una statua; la plasticità di una descrizione. 
plastico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di materiale molto malleabile, che può essere facilmente plasmato: l'argilla è plastica  | materie plastiche, materiali sintetici a struttura di polimeri organici, spesso derivati da monomeri idrocarburici, che possono essere facilmente stampati o modellati a caldo o a freddo | esplosivi plastici, miscugli di composti esplosivi che formano una massa plasmabile    • 2 •   che plasma, che dà una forma: arte plastica, la scultura | chirurgia plastica, chirurgia ricostruttiva ed estetica    • 3 •   che rappresenta in rilievo, che dà l'effetto del rilievo; scultoreo: una rappresentazione plastica dei rilievi alpini    • 4 •   si dice di dipinto in cui le immagini abbiano forte rilievo, o di scultura in cui le masse siano definite con vigore e slancio: una scena plastica  | (estens.) atteggiato con eleganza degna di una scultura: star seduto in posa plastica  | (fig.) in letteratura, si dice di ciò che produce un effetto di particolare espressività e concretezza: la plastica descrizione di un paesaggio   s.m.    • 1 •   rappresentazione in rilievo e in scala di una determinata porzione della superficie terrestre | modello in scala ridotta di un'opera architettonica    • 2 •   esplosivo plastico: bomba al plastico  § plasticamente avv. 
plastidio   s.m.  (bot.) corpuscolo presente nel citoplasma delle cellule vegetali.
plastificante   part. pres.  di plastificare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che, incorporata a materie plastiche, ne migliora le caratteristiche di morbidezza, elasticità e plasticità.
plastificare   v. tr.  [io plastìfico, tu plastìfichi ecc.]    • 1 •   rendere plastico un materiale    • 2 •   ricoprire con uno strato di plastica.
plastificazione   s.f.  il plastificare, l'essere plastificato.
plastilina   ® s.f.  materiale plastico a base di argilla, cera, olio vegetale, zolfo e ossido di zinco, usato per modellare.
plastimetro   s.m.  strumento che valuta la compattezza di un terreno misurando la sua penetrabilità da parte di uno stantuffo che agisce sempre con la stessa forza.
plastisol   s.m. invar.  (chim. fis.) sol di polimeri dispersi in un plastificante liquido di natura oleosa, utilizzato come materiale da stampaggio (p. e.  per la fabbricazione di recipienti plastici) o per rivestimenti.
-plasto  -plasto secondo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. plastós  'formato'; vale 'plastidio' (leucoplasto).
plastomero   s.m.  (chim.) polimero dotato di notevole plasticità.
plastometro   s.m.  strumento per la misurazione della viscosità di materiali plastici allo stato pastoso (p. e.  impasti di argille o di gomme, metalli ad alta temperatura).
plastron   s.m. invar.  nell'abbigliamento maschile, parte anteriore della camicia da sera, inamidata e talora staccabile; sparato | all'inizio del novecento, sorta di grossa cravatta a nodo piatto, che copriva tutto lo sparato.
platanacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene il platano | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
platanaria   s.f.  albero con corteccia grigia, foglie seghettate e fiori giallognoli in corimbo (fam.  aceracee).
plataneto   s.m.  terreno piantato a platani; bosco di platani.
platano   s.m.  (bot.) genere di piante arboree d'alto fusto con corteccia grigiastra, grandi foglie palmate caduche, glomeruli fruttiferi penduli su lunghi peduncoli (fam.  platanacee); si coltivano a scopo ornamentale per viali, giardini e sim.
platea   s.f.    • 1 •   nei teatri e nei cinematografi, la superficie della sala antistante il palcoscenico, dove prendono posto gli spettatori: una platea gremita; un posto di platea    • 2 •   (estens.) il pubblico della platea: gli applausi della platea  | (fig.) l'insieme di coloro che osservano qualcosa o prestano ascolto a qualcuno: trova sempre una platea disposta a prestargli orecchio    • 3 •   (edil.) elemento delle fondazioni degli edifici, costituito da una piattaforma in calcestruzzo posta a contatto del terreno    • 4 •   (geog.) rilievo sottomarino con sommità pianeggiante    • 5 •   (mar.) il fondo di un bacino di carenaggio.
plateale   agg.  che avviene in piazza | (estens.) molto evidente; ostentato; fin troppo evidente: gesto, offesa plateale  § platealmente avv.  in modo ostentato; volgarmente: ridere platealmente. 
platealità   s.f.  qualità di ciò che è plateale.
plateatico   s.m.  [pl. -ci] tassa che un tempo si corrispondeva al comune per l'utilizzazione temporanea del suolo pubblico.
plateau   s.m.    • 1 •   vassoio | cassetta bassa per frutta o verdura    • 2 •   (geog.) altopiano | platea sottomarina.
platelminti   s.m. pl.  (zool.) tipo di animali parassiti dal corpo allungato e appiattito, diviso in segmenti | sing.  [-a] ogni animale appartenente a tale tipo.
platense   agg.  (geog.) della regione attraversata dal rio de la plata, nell'america meridionale.
plateresco   agg.  [pl. m. -schi] si dice di uno stile architettonico particolarmente ricco e fantasioso, ridondante di elementi decorativi, che si sviluppò in spagna dalla fine del sec. xv a tutto il xvi.
platessa   s.f.  pesce di mare simile alla sogliola, detto anche passera di mare. 
platforming   ® s.m. invar.  processo al quale si sottopongono alcune frazioni petrolifere, trattate con catalizzatori al platino, per migliorarne le proprietà antidetonanti.
platicerco   s.m.  [pl. m. -chi] (zool.) genere di pappagalli australiani.
platina   (1) s.f.    • 1 •   piano mobile del torchio per la stampa, che s'abbassa e preme sul foglio di carta; anche, la macchina munita di tale piano    • 2 •   la piastra metallica che costituisce il corpo principale del movimento degli orologi meccanici a bilanciere, su cui sono montati tutti i componenti.
platina   (2)  ⇨ platino.
platinare   v. tr.  [io plàtino ecc.]    • 1 •   ricoprire con uno strato di platino    • 2 •   trattare chimicamente i capelli in modo da conferire loro il colore e la lucentezza del platino.
platinato   part. pass.  di platinare  agg.    • 1 •   ricoperto di platino: un bracciale in oro platinato    • 2 •   che ha il colore del platino: capelli platinati. 
platinatura   s.f.  il platinare, l'essere platinato.
platinifero   agg.  che contiene, che produce platino: minerale platinifero. 
platinite   s.f.  lega di ferro e nichel che ha lo stesso coefficiente di dilatazione del vetro e del platino, e perciò è usata in sostituzione di quest'ultimo nella fabbricazione di fili da saldare al vetro in componenti elettrici (p. e.  nelle lampadine).
platino   s.m. , ant. platina s.f. , elemento chimico il cui simbolo è pt; metallo nobile raro, di color bianco lucente, malleabile e resistente agli agenti chimici, con densità e punto di fusione elevati, è usato per lo più in lega per fabbricare utensili da laboratorio, in elettrotecnica, in gioielleria e come catalizzatore spec. di idrogenazione | anche come agg. invar.  del colore del platino: biondo platino. 
platirrine   s.f. pl.  (zool.) sottordine di scimmie americane con naso largo e schiacciato e coda generalmente prensile | sing.  [-a] ogni scimmia di tale sottordine.
platonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   del filosofo greco platone (427-347 a. c.), o che si riferisce al suo pensiero, alla sua opera: accademia platonica; dialoghi platonici  | amore platonico, (filos.) l'amore che, dalla contemplazione della bellezza sensibile, assurge alla verità e alla bellezza ideale e immutabile; nell'uso corrente, l'amore spirituale, contrapposto all'amore sensuale    • 2 •   (estens.) che rimane puramente intenzionale; che non ha possibilità di tradursi in realtà: desiderio platonico   s.m.  [f. -a] seguace della filosofia di platone § platonicamente avv.    • 1 •   alla maniera di platone    • 2 •   spiritualmente, non sensualmente: amare platonicamente    • 3 •   (estens.) senza alcuna concretezza; accademicamente.
platonismo   s.m.  la dottrina filosofica di platone; per estens., ogni atteggiamento di pensiero che, ispirandosi a platone, ammette l'esistenza di un ordine ideale di essenze e di valori trascendenti | in filosofia della matematica, concezione secondo cui gli enti matematici sono provvisti di esistenza autonoma, indipendentemente dal soggetto conoscente.
plaudente   part. pres.  di plaudere  o plaudire   agg.  (lett.) che applaude: folla, pubblico plaudente  | (fig.) che approva entusiasticamente: il campione fu accolto dalla folla plaudente. 
plaudere   v. intr.  [io plàudo ecc. ; aus. avere] (lett.) plaudire, applaudire.
plaudire   v. tr.  [io plàudo ecc.] (lett.)    • 1 •   applaudire    • 2 •   (fig.) approvare con entusiasmo: plaudire un'iniziativa. 
plausibile   agg.    • 1 •   che può essere accettato come vero, possibile, logico: argomento plausibile; addurre ragioni poco plausibili    • 2 •   (lett.) degno di plauso, di approvazione § plausibilmente avv.  con plausibilità.
plausibilità   s.f.  l'essere plausibile; qualità di ciò che è plausibile: la plausibilità degli argomenti addotti. 
plauso   s.m.    • 1 •   (lett.) applauso, battimano: ricevere il plauso della folla    • 2 •   (estens.) approvazione, consenso generale: ottenere il plauso della maggioranza delle persone. 
plaustro   s.m.    • 1 •   in roma antica, tipo di carro a due o quattro ruote, solitamente destinato al trasporto di merci pesanti    • 2 •   (poet.) l'orsa maggiore.
plautino   agg.  del commediografo latino t. maccio plauto (250 ca - 184 a. c.), o che si riferisce alla sua opera, al suo stile: teatro plautino; metrica plautina  § plautinamente avv.  alla maniera di plauto.
play   inter.  nel tennis, richiamo usato dal battitore per avvertire l'avversario che sta per iniziare il gioco.
play-back  play-back s.m. invar.  tecnica cinematografica consistente nel registrare i dialoghi e i suoni separatamente dalla ripresa delle immagini, incidendo successivamente la colonna sonora sul film; in televisione, messa in onda di un brano musicale o canoro precedentemente registrato, mentre l'esecutore o gli esecutori simulano un'esecuzione in diretta: cantare in play-back. 
playboy   s.m. invar.  giovanotto, o anche uomo maturo, la cui vita è dedicata esclusivamente alla frequentazione di località alla moda e di donne note, ricche, eleganti | (estens.) grande amatore, conquistatore di donne.
playgirl   s.f. invar.  ragazza bella ed elegante che si accompagna a uomini importanti per suo piacere o, più spesso, per interesse.
playmaker   s.m. invar.  (sport) in giochi di squadra, spec. nella pallacanestro, chi imposta e guida le azioni di attacco.
play-off  play-off s.m. invar.  (sport) in certi campionati (pallacanestro, pallanuoto), girone di spareggio per l'assegnazione del titolo finale che si disputa tra le squadre classificatesi ai primi posti di un girone o di più gironi di qualificazione.
playout   s.m. invar.  (sport) in certi campionati (pallacanestro, pallanuoto ecc.), girone di spareggio tra le squadre ultime classificate che si disputano la permanenza nella serie maggiore.
plazer   s.m. invar.  componimento poetico originario della poesia provenzale, ma diffuso anche in quella italiana dei primi secoli, in cui l'autore enumera le cose piacevoli che desidererebbe; in italiano è per lo più in forma di sonetto.
plebaglia   s.f.  (spreg.) plebe, marmaglia.
plebano   agg.  (non com.) di pieve, appartenente alla circoscrizione di una pieve: territorio plebano; chiesa plebana, pieve.
plebe   s.f.    • 1 •   nell'antica roma, la parte della popolazione libera che non faceva parte della classe patrizia e che in origine era priva di molti diritti politici e civili: i tribuni della plebe    • 2 •   (spreg.) la parte del popolo socialmente e culturalmente meno evoluta: la plebe cittadina; aizzare la plebe; temere il furore della plebe  | (estens. lett.) moltitudine di persone di bassa condizione: oh sovra tutte mal creata plebe / che stai nel luogo onde parlare è duro  (dante inf.  xxxii, 13-14).
plebeio    ⇨ plebeo.
plebeismo   s.m.    • 1 •   (ling.) voce o locuzione di origine popolare    • 2 •   (lett.) volgarità, grossolanità.
plebeo   ant. plebeio, agg.    • 1 •   della plebe: origine, gente plebea    • 2 •   (spreg.) volgare, grossolano: modi plebei   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, chi apparteneva alla plebe: le lotte tra i patrizi e i plebei    • 2 •   (spreg. lett.) popolano § plebeamente avv.  volgarmente, rozzamente.
plebiscitario   agg.    • 1 •   di plebiscito, fondato su un plebiscito; espresso attraverso un plebiscito: voto plebiscitario; decisione plebiscitaria    • 2 •   (fig.) che nasce o è espresso dalla volontà generale: consenso plebiscitario  § plebiscitariamente avv.  unanimemente.
plebiscito   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, deliberazione presa dall'assemblea della plebe    • 2 •   (dir.) consultazione diretta del popolo, chiamato a pronunciarsi, in termini di approvazione o di rigetto, su specifiche scelte demandate al suo giudizio    • 3 •   (fig.) consenso generale, unanime: un plebiscito di approvazioni. 
plecotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine d'insetti a metamorfosi incompleta che vivono nei pressi delle acque ove depongono le uova; dotati di quattro ali membranose, sono di piccole dimensioni e hanno livrea poco appariscente | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
plectomiceti   s.m. pl.  (bot.) sottoclasse di funghi ascomiceti a cui appartiene l'aspergillo | sing.  [-e] ogni fungo di tale sottoclasse.
-plegia  -plegia secondo elemento di parole composte della terminologia medica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -plìghía, deriv. di plìghé  'percossa'; significa 'paralisi' (emiplegia).
-plegico  -plegico secondo elemento di aggettivi corrispondenti ai composti in -plegia  (paraplegico).
pleiade   s.f.    • 1 •   (lett.) gruppo di persone che si distinguono per qualità insigni: una pleiade di scrittori  | (iron.) insieme di persone accomunate da una caratteristica negativa o che non vale la pena di citare singolarmente: una pleiade di scocciatori    • 2 •   (chim.) gruppo di elementi radioattivi che hanno lo stesso numero e peso atomico.
plein-air  plein-air loc. sost. m. invar.  nel linguaggio artistico, teoria e pratica pittorica (in partic., degli impressionisti) che prediligono l'esecuzione di quadri all'aria aperta, per ottenere la massima spontaneità nella resa della luce naturale e degli effetti atmosferici e paesistici.
pleistocene   non com. plistocene, s.m.  (geol.) primo periodo dell'era neozoica o quaternaria, caratterizzato dalle grandi glaciazioni e dalla comparsa dei primi ominidi.
pleistocenico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) del pleistocene; che si riferisce al pleistocene: glacialismo pleistocenico. 
plenario   agg.    • 1 •   (lett.) pieno, completo, totale: raggiungere un intero e plenario concetto del diritto  (cattaneo) ' indulgenza plenaria, nella teologia cattolica, remissione totale della pena temporale dovuta per i peccati già rimessi quanto alla colpa    • 2 •   che non è soggetto ad alcun vincolo o restrizione: mandato plenario; amnistia plenaria  | riferito a un organo collegiale, a cui partecipano o hanno il diritto di partecipare tutti i membri: riunione, assemblea plenaria  § plenariamente avv. 
plenicorno   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di ogni mammifero ruminante con corna piene (p. e.  il cervo); si contrappone a cavicorno. 
plenilunare   agg.  (lett. rar.) del plenilunio: la grande alba plenilunare  (d'annunzio).
plenilunio   s.m.  la fase lunare durante la quale l'emisfero del pianeta illuminato dal sole è interamente visibile dalla terra, in quanto la luna si trova in opposizione al sole rispetto alla terra.
plenipotenziario   agg.  e s.m.  (dir.) si dice di chi è investito di un mandato che gli attribuisce pieni poteri in merito a una particolare trattativa, spec. in ambito politico o diplomatico ' ministro plenipotenziario, diplomatico, di grado inferiore a quello di ambasciatore, preposto a una legazione, generalmente straordinaria.
plenitudine   s.f.  (lett.)    • 1 •   pienezza, perfezione: tutto / era plenitudine e pace  (d'annunzio)    • 2 •   (ant.) abbondanza, gran quantità.
plenum   s.m. invar.  riunione plenaria, soprattutto degli organi dirigenti di stati o partiti.
pleocroismo   s.m.  fenomeno ottico presentato dai minerali colorati birifrangenti, per cui variano di colore in rapporto alla direzione di osservazione.
pleonasmo   s.m.  (ling.) espressione di un concetto caratterizzata dalla presenza di uno o più elementi che nulla aggiungono al significato dell'enunciato (p. e. a me mi piace il formaggio; l'aria della vita viva, se mi sia permesso il pleonasmo,  carducci).
pleonastico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di pleonasmo; che costituisce pleonasmo: espressione pleonastica  | (estens.) superfluo: una puntualizzazione pleonastica  § pleonasticamente avv. 
pleroma   (1) s.m.  (filos.) termine dello gnosticismo indicante la perfezione divina, intesa come pienezza comprendente in sé tutti gli esseri che da dio emanano.
pleroma   (2) s.m.  (bot.) tessuto interno meristematico all'apice della radice e del fusto delle piante fanerogame, che genera la stele.
plesiosauri   s.m. pl.  (zool.) sottordine di rettili sauropterigi, di grandi dimensioni e adattati alla vita marina, vissuti durante il mesozoico nei periodi giurassico e cretaceo | sing.  [-o] ogni rettile di tale sottordine.
plessimetro   s.m.    • 1 •   (med.) strumento diagnostico costituito da una piastrina che viene applicata alla superficie del corpo e percossa col dito medio    • 2 •   (mus.) metronomo.
plesso   s.m.    • 1 •   (anat.) formazione costituita da un intreccio di elementi affini: plesso nervoso, vascolare  | plesso cardiaco, quello formato dai nervi cardiaci nella regione compresa tra l'arco aortico e il ramo destro dell'arteria polmonare | plesso solare, celiaco, quello formato dai nervi del gran simpatico, a ridosso dell'aorta, che innervano i visceri addominali    • 2 •   (burocr.) struttura funzionale costituita da un insieme di organi che svolgono attività affini: plesso scolastico. 
pletora   s.f.    • 1 •   sovrabbondanza, eccesso rispetto alle necessità o alla norma: la pletora dei dipendenti pubblici    • 2 •   (med.) anormale aumento della massa sanguigna: pletora arteriosa, venosa  | abito costituzionale caratterizzato da aspetto florido, sanguigno    • 3 •   (bot.) produzione eccessiva e quindi patologica di succhi in una pianta.
pletorico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   eccessivo, sovrabbondante: una burocrazia pletorica    • 2 •   (med.) affetto o caratterizzato da pletora: stato, soggetto pletorico  § pletoricamente avv. 
plettro   s.m.  piccola lamina di osso, di avorio o di altro materiale, a forma di mandorla, con cui si fanno vibrare le corde di certi strumenti (nel mondo greco-romano, la lira; oggi, la chitarra, il mandolino ecc.): strumento a plettro. 
pleura   s.f.  (anat.) membrana sierosa che riveste il polmone (pleura viscerale) e la superficie interna della cavità che lo contiene (pleura parietale).
pleurale   agg.  (anat.) della pleura.
pleurico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , med.) della pleura: versamento pleurico; cavità pleurica, lo spazio compreso tra la pleura parietale e la pleura viscerale.
pleurite   s.f.  (med.) infiammazione della pleura: pleurite infettiva, tubercolare. 
pleuritico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a pleurite: affezione pleuritica   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da pleurite.
pleuro-  pleuro- primo elemento di parole della terminologia scientifica formate modernamente, dal gr. pleurá  'fianco'; indica posizione su un fianco o relazione con la pleura (pleuronettiformi, pleurocentesi).
pleurocentesi   s.f.  (med.) lo stesso che toracentesi. 
pleurodinia   s.f.  (med.) dolore pungente al torace, caratteristico ma non esclusivo della pleurite.
pleuronettidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci ossei con entrambi gli occhi situati su un lato del corpo (ord.  pleuronettiformi) | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
pleuronettiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci ossei dal corpo appiattito e pigmentato da un solo lato, a cui appartengono tra gli altri il rombo, la sogliola e la passera | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
pleuroperitonite   s.f.  (med.) processo infiammatorio a carico della pleura e del peritoneo.
pleuropolmonare   agg.  (anat.) che si riferisce alla pleura e al polmone.
pleuropolmonite   s.f.  (med.) pleurite con infiammazione polmonare.
pleuroscopia   s.f.  (med.) esame della cavità pleurica; toracoscopia.
pleurotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica della pleura.
pleuston   s.m. invar.  (bot.) insieme di organismi vegetali macroscopici che vivono in sospensione nell'acqua o alla sua superficie.
plexiglas   ® s.m.  materia plastica costituita da polimeri del metacrilato di metile; molto trasparente e infrangibile, è usata per la fabbricazione di vetri di sicurezza e altri articoli.
plica   s.f.    • 1 •   (ant.) piega    • 2 •   (anat.) termine generico con cui si designa qualsiasi ripiegatura in un tessuto: plica cutanea; pliche semilunari dell'intestino  | plica polonica, (med.) degenerazione dei capelli, che si arricciano e assumono un aspetto opaco; è dovuta all'azione di parassiti e a sporcizia e si designa anche come tricoma. 
plicativo   agg.    • 1 •   (bot.) plicato    • 2 •   (geol.) si dice di formazione rocciosa stratificata e poi ripiegata.
plicato   agg.    • 1 •   (ant.) piegato    • 2 •   (anat.) caratterizzato da una o più pliche    • 3 •   (bot.) ripiegato, pieghettato.
plico   s.m.  [pl. -chi] busta per lo più sigillata contenente documenti, carte, lettere.
plicometria   s.f.  (med.) misurazione dello spessore delle pliche cutanee che vengono prodotte manualmente sul dorso del paziente per valutarne lo stato di nutrizione (magrezza od obesità).
plicometro   s.m.  (med.) strumento per effettuare la plicometria.
pliniano   agg.    • 1 •   di uno dei due scrittori latini plinio il vecchio (23-79 d. c.) o plinio il giovane (61-113 ca d. c.), o che si riferisce all'opera di uno dei due    • 2 •   (geol.) si dice di eruzione vulcanica caratterizzata da emissione violenta di vapori e frammenti di lava, dopo una fase di quiescenza.
plinto   s.m.    • 1 •   (arch.) base quadrangolare su cui poggia la colonna    • 2 •   attrezzo ginnico, costituito da più cassoni sovrapponibili a forma di tronco di piramide rettangolare, su cui si eseguono esercizi di salto e volteggio    • 3 •   (arald.) figura rettangolare simile nella forma a un mattone.
pliocene   s.m.  (geol.) seconda e ultima epoca geologica del neogene e quindi ultima dell'era cenozoica o terziaria.
pliocenico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) del pliocene: roccia pliocenica. 
plissé   agg.  e s.m. invar.  si dice di tessuto lavorato a macchina con pieghe fitte e ben segnate.
plissettare   v. tr.  [io plissétto ecc.] realizzare una serie di piccole pieghe ben segnate su un tessuto.
plissettato   agg.  pieghettato: stoffa plissettata. 
plissettatrice   s.f.  macchina per plissettare.
plissettatura   s.f.  operazione e risultato del plissettare.
plistocene    ⇨ pleistocene.
-plo  -plo suffisso che serve a formare gli aggettivi numerali moltiplicativi, ricavato dalle forme lat. du°plu(m), tri°plu(m)  ecc., parallele a du°plex  'doppio', tri°plex  'triplo' ecc. (quadruplo, multiplo).
ploceo   s.m.  piccolo uccello con robusto becco conico nero e piumaggio variopinto, rosso sulla sommità del capo; abilissimo nella costruzione del nido, è detto com. uccello tessitore  (ord.  passeriformi).
ploia   s.f.  (ant.) pioggia.
plombiemia   s.f.  (med.) presenza di piombo nel sangue; si riscontra nel saturnismo.
plop   inter.  pluf.
plorare   v. intr.  [io plòro ecc. ; aus. avere] (poet.) lamentarsi, piangere: rispuosi in guisa d'uom che piange e plora  (petrarca trionfi) | v. tr.  (poet.) compiangere, rimpiangere: guiglielmo fu, cui quella terra plora / che piagne carlo e federigo vivo  (dante par.  xx, 62-63).
ploro   s.m.  (poet.) pianto: il corale / ploro de' flauti alati  (d'annunzio).
plot   s.m. invar.  trama, intreccio di un romanzo, di un racconto, di un film.
ploto   s.m.  uccello esotico dal lungo collo serpentino, che vive lungo i fiumi nutrendosi di pesci (ord.  pelecaniformi).
plotone   s.m.    • 1 •   (mil.) suddivisione di una compagnia, costituita a sua volta da più squadre e comandata da un ufficiale subalterno: il plotone fucilieri | plotone d'esecuzione, reparto militare che esegue una condanna a morte mediante fucilazione. dim. plotoncino    • 2 •   nel ciclismo, gruppo di corridori: il plotone di testa, degli inseguitori. 
plotter   s.m. invar.  negli elaboratori elettronici, terminale scrivente in grado di eseguire grafici, disegni ecc.
pluf   inter.  riproduce il rumore di un piccolo corpo che cade in acqua.
plugo   s.m.  [pl. -ghi] esca artificiale che imita la forma di un pesciolino, usata nella pesca sportiva.
plumbaginacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee o arbustacee dicotiledoni con frutto a capsula, tra cui la piombaggine | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
plumbeo   agg.    • 1 •   (rar.) di piombo    • 2 •   (lett.) del color del piombo: cielo plumbeo  | (fig.) opprimente, pesante: atmosfera plumbea; sonno plumbeo, profondissimo e prostrante insieme.
plum-cake  plum-cake s.m. invar.  dolce a base di farina, uova, burro, zucchero, uva passa e canditi, cotto al forno in stampi rettangolari.
plurale   agg.  (gramm.) che si riferisce a più cose o persone: sostantivo plurale   s.m.  (gramm.) forma della flessione del nome e del verbo che indica la pluralità: un nome usato solo al plurale; il plurale di dio è dei  | plurale maiestatico, uso della prima persona plurale in luogo della prima singolare da parte di personalità di grande importanza nei discorsi ufficiali | plurale di modestia, uso della prima persona plurale in uno scritto o in un discorso in cui, per modestia, non si voglia insistere sul carattere personale delle opinioni espresse, facendole così apparire comuni anche ai destinatari.
pluralis maiestatis   loc. sost. m. invar.  plurale maiestatico.
pluralismo   s.m.    • 1 •   ogni concezione filosofica che consideri l'universo composto da una pluralità originaria di enti, non riducibili a un unico principio    • 2 •   dottrina politica che, contro il totalitarismo, sostiene l'opportunità della distribuzione dei pubblici poteri fra lo stato e altri enti a esso coordinati, nel rispetto delle autonomie delle diverse comunità e gruppi sociali    • 3 •   condizione per cui in una società sono consentite e favorite l'espressione e la divulgazione di una pluralità di opinioni, di credenze, anche se diverse da quelle professate dalla maggioranza dei cittadini o dalle pubbliche autorità.
pluralis modestiae   loc. sost. m. invar.  plurale di modestia.
pluralista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del pluralismo, in filosofia o in politica  agg.  pluralistico: società pluralista. 
pluralistico   agg.  [pl. m. -ci] che attiene, s'ispira al pluralismo, in filosofia o in politica § pluralisticamente avv.  con criterio pluralistico.
pluralità   s.f.    • 1 •   molteplicità: pluralità di opinioni, di concetti  | (non com.) maggioranza: la pluralità dei presenti si astenne dal voto    • 2 •   (gramm.) categoria del plurale.
pluralizzare   v. tr.  (ling.) volgere al plurale: pluralizzare un aggettivo, una forma verbale. 
pluri-  pluri- primo elemento di parole composte derivate dal latino o di formazione moderna, dal lat. plu¯s plu¯ris  'più'; indica molteplicità numerica (pluridecorato, plurivalente).
pluriaggravato   agg.  (dir.) si dice di reato caratterizzato da più di una circostanza aggravante: omicidio pluriaggravato. 
pluriarma   agg. invar.  (mil.) si dice di manovra o unità militare alla quale partecipano elementi provenienti dalle diverse armi: ronda pluriarma. 
pluriarticolato   agg.  dotato di più articolazioni: organo pluriarticolato. 
pluriatomico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di molecola composta di più atomi o di elemento composto da molecole di questo tipo.
pluricellulare   agg.  (biol.) composto di più cellule: organismo pluricellulare. 
pluricentrico   agg.  [pl. m. -ci] che fa riferimento a più centri, che ha relazione con più centri.
pluriclasse   s.f.  nella scuola elementare, gruppo di più classi riunite insieme per l'insegnamento in comune | usato anche come agg. invar.  : scuola pluriclasse. 
pluricolore   agg.  (rar.) multicolore.
pluricoltura   s.f.  (agr.) coltivazione di più specie vegetali nella stessa zona o nella stessa azienda.
pluridecennale   agg.  che dura da più decenni o è durato per più decenni.
pluridecorato   agg.  e s.m.  che, chi ha avuto più di una decorazione: bandiera pluridecorata; combattente pluridecorato. 
pluridimensionale   agg.  che ha più dimensioni: spazio pluridimensionale. 
pluridimensionalità   s.f.  l'essere pluridimensionale.
pluridirezionale   agg.  orientato, espanso in più direzioni.
pluridirezionalità   s.f.  l'essere pluridirezionale.
pluriennale   agg.  che dura parecchi anni: esilio pluriennale; esperienza pluriennale, che è frutto di molti anni.
plurienne   agg.  (bot.) si dice di pianta che fiorisce dopo alcuni anni dalla semina.
plurietnico   agg.  [pl. m. -ci] caratterizzato da più etnie: stato plurietnico. 
plurifase   agg. invar.  (scient.) costituito da più fasi; relativo a più fasi.
plurigemellare   agg.  (med.) che dà luogo alla nascita di più di due gemelli: parto, gravidanza plurigemellare. 
plurigemino   agg.  (med.) plurigemellare.
plurilaterale   agg.  si dice di relazione che interessa più di due parti contemporaneamente: contrattazione, accordo, patto plurilaterale. 
plurilateralità   s.f.  l'essere plurilaterale.
plurilingue   agg.  detto di luogo, in cui si parlano più lingue: territorio plurilingue  | di persona, che parla più lingue: interprete plurilingue. 
plurilinguismo   s.m.  compresenza di più lingue in una stessa zona: il plurilinguismo svizzero. 
plurilinguistico   agg.  [pl. m. -ci] del plurilinguismo.
plurimandatario   agg.  e s.m.  si dice di agente di vendita che lavora per conto di più ditte; si contrappone a monomandatario. 
plurimiliardario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi possiede più miliardi.
plurimilionario   agg.  e s.m.  [f. -a] (antiq.) che, chi possiede più milioni.
plurimillenario   agg.  che è durato più millenni o dura da più millenni.
plurimo   agg.  molteplice.
plurimotore   agg.  e s.m.  si dice di aeromobile che ha più di un apparato motore.
plurinazionale   agg.  che concerne o comprende più nazioni o nazionalità: organismo, associazione plurinazionale. 
plurinominale   agg.  si dice di sistema elettorale in cui le votazioni danno luogo all'elezione di più candidati per ciascun collegio: collegio plurinominale. 
plurinucleato   agg.  (biol.) fornito di più nuclei: cellula plurinucleata. 
pluriomicida   s.m.  e f.  [pl. m. -di] chi ha commesso più omicidi.
pluripara   agg.  e s.f.  che, chi ha partorito più di una volta: donna, gatta pluripara  | gravidanza pluripara, (rar.) plurigemellare.
pluripartitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda contemporaneamente più di due partiti: accordo pluripartitico; commissione pluripartitica    • 2 •   che prevede l'esistenza di più partiti politici: stato pluripartitico. 
pluripartitismo   s.m.  sistema politico che prevede l'esistenza di più partiti.
pluriplano   agg.  e s.m.  si dice di velivolo dotato di più ali sovrapposte (p. e.  biplano).
pluripolide   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi ha più cittadinanze.
pluriposto   agg.  e s.m. invar.  si dice di veicolo o aeromobile a più posti.
pluripotente   agg.  (biol.) in embriologia, si dice di tessuto indeterminato o plastico, cioè aperto a una serie di diversi possibili destini.
plurireattore   agg.  e s.m. invar.  si dice di aeromobile dotato di più reattori.
plurisecolare   agg.  che dura da più secoli o è durato più secoli: tradizione plurisecolare. 
plurisillabo   agg.  polisillabo.
pluristadio   agg. invar.  che ha più stadi: missile pluristadio. 
pluristilismo   s.m.  compresenza in un testo di differenti registri di stile: il pluristilismo dantesco. 
pluristilistico   agg.  [pl. m. -ci] che presenta pluristilismo: testo pluristilistico. 
pluriuso   agg. invar.  che ha più usi: coltello pluriuso. 
plurivalente   agg.  polivalente.
plurivoco   agg.  [pl. m. -ci] (mat.) polidromo.
plus   s.m.  (non com.) surplus | in funzione di agg.  (inform.) si usa per definire la versione più completa di un software.
plusia   s.f.  farfalla crepuscolare o notturna le cui ali anteriori recano, sul fondo grigio, una macchiolina argentea che ha la forma della lettera greca 'gamma' (ord.  lepidotteri).
plusvalenza   s.f.  (econ.) incremento del valore di un bene | componente positiva del reddito di un'impresa, derivante dal realizzo di un bene (diverso da quelli che sono oggetto dell'attività dell'impresa stessa) a un prezzo maggiore di quello d'acquisto: il problema della tassazione delle plusvalenze. 
plusvalore   s.m.  nell'economia marxiana, differenza tra il valore prodotto dal lavoratore e il valore del suo salario.
pluteo   s.m.    • 1 •   (mil.) riparo mobile usato anticamente come macchina da guerra per proteggere gli assedianti durante l'attacco alle mura delle città    • 2 •   (arch.) balaustra a lastre rettangolari massicce, in metallo o più spesso in legno o in pietra, che divide i vari settori di una chiesa, in particolare il presbiterio e la cantoria    • 3 •   in alcune biblioteche, sorta di armadio-leggio sul quale si conservano i codici di maggior valore in modo che possano essere consultati: i plutei della biblioteca laurenziana di firenze. 
plutocrate   s.m.  (antiq.) termine polemico con cui si designa chi, grazie alle sue ricchezze, esercita un potere politico e sociale.
plutocratico   agg.  [pl. m. -ci] (antiq.) che si riferisce alla plutocrazia e ai plutocrati: regime plutocratico  § plutocraticamente avv. 
plutocrazia   s.f.  (antiq.)    • 1 •   predominio politico dei plutocrati ovvero dell'alta finanza e della grande industria    • 2 •   l'insieme dei plutocrati.
plutodemocrazia   s.f.  demoplutocrazia.
plutone   s.m.    • 1 •   plutone, (astr.) il nono e ultimo pianeta noto del sistema solare, il più distante dal sole    • 2 •   (geol.) massa rocciosa di origine magmatica consolidatasi in profondità nella crosta terrestre.
plutoniano   agg.    • 1 •   (geol.) plutonico    • 2 •   (astr.) che si riferisce al pianeta plutone: orbita plutoniana   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di ipotetico abitante del pianeta plutone.
plutonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (lett.) infernale | (estens.) profondo, sotterraneo | (fig.) tetro, scuro    • 2 •   (geol.) si dice di ciò che ha relazione con il fenomeno delle intrusioni magmatiche: rocce plutoniche, intrusive.
plutonio   agg.  (lett.) di plutone, dio greco degli inferi: sul varco fatale / della plutonia sede  (leopardi dello stesso  22-23)  s.m.  elemento chimico transuranico il cui simbolo è pu; l'isotopo più diffuso, il plutonio-239, con vita media di 24. 000 anni, viene prodotto nei reattori nucleari ed è usato sia come esplosivo termonucleare sia come combustibile nei reattori nucleari autofertilizzanti (o veloci).
plutonismo   (1) s.m.  (geol.)    • 1 •   insieme di fenomeni provocati dalle intrusioni magmatiche    • 2 •   teoria secondo la quale tutte le rocce hanno origine da magmi.
plutonismo   (2) s.m.  (med.) insieme delle lesioni, soprattutto a carico del fegato e delle ossa, provocate dalle radiazioni emesse dal plutonio.
pluvia   s.f.  (ant.) pioggia.
pluviale   agg.  (scient.) della pioggia: acqua pluviale, piovana | foresta pluviale, la foresta fittissima e sempreverde tipica della zona equatoriale, dove l'umidità è altissima | regime pluviale, quello delle acque di un fiume il cui bacino è alimentato quasi esclusivamente dalle piogge.
pluvio   agg.  (ant. , lett.) piovoso: aere pluvio  (boccaccio elegia di madonna fiammetta) | come epiteto di giove, a cui si attribuiva l'elargizione delle piogge, si usa ancora oggi in espressioni scherz.: partiremo se giove pluvio lo consentirà. 
pluvio-  pluvio- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, deriv. del lat. pluvi°a  'pioggia' (pluviografo).
pluviografo   s.m.  pluviometro registratore.
pluviometria   s.f.  misurazione della quantità di pioggia per mezzo del pluviometro.
pluviometrico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla pluviometria: livello pluviometrico  | effettuato col pluviometro: misurazioni pluviometriche. 
pluviometro   s.m.  strumento per misurare la quantità di pioggia che cade in una località in un dato periodo; viene calcolata in cm per unità di superficie.
pluvioscopio   s.m.  in meteorologia, strumento con cui si misura la durata della pioggia.
pluvioso   agg.  (lett.) piovoso.
pluvirrigazione   s.f.  (agr.) irrigazione con distribuzione dell'acqua a pioggia.
pneuma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (filos.) secondo i presocratici, l'anima in quanto principio vitale; secondo gli stoici, lo spirito divino animatore del mondo | nella teologia cristiana, lo spirito santo    • 2 •   (mus.) nel canto cristiano liturgico dei primi secoli, passaggio melismatico di ampie proporzioni cantato su una sola sillaba.
pneumatica   s.f.  (filos. , teol.) pneumatologia.
pneumatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos. , teol.) che si riferisce allo pneuma | uomo pneumatico, nella teologia di san paolo, chi possiede lo spirito di dio    • 2 •   (fis.) che si riferisce all'aria; che utilizza l'aria come fluido operativo: pompa pneumatica; freno pneumatico; posta pneumatica; macchina pneumatica, apparecchio che produce il vuoto in un recipiente aspirando l'aria in esso contenuta | che funziona ad aria compressa: martello, fucile pneumatico   s.m.  rivestimento delle ruote dei veicoli, costituito da un involucro elastico di gomma dura, rinforzata da tele, reti metalliche o altro.
pneumatoforo   s.m.    • 1 •   (bot.) radice aerea che serve per la respirazione di piante che vegetano in terreni paludosi    • 2 •   (zool.) polipo che nelle colonie pelagiche di celenterati idrozoi assicura il galleggiamento di tutto il complesso, grazie alla sua capacità di formare delle vescicole gassose.
pneumatologia   s.f.    • 1 •   (filos.) scienza degli spiriti e delle sostanze semplici in generale | (antiq.) psicologia    • 2 •   (teol.) dottrina sullo spirito santo.
pneumatorace    ⇨ pneumotorace.
pneumectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica parziale o totale del polmone; pneumonectomia.
pneumico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) polmonare.
pneumo-  pneumo- (1) primo elemento di parole composte della moderna terminologia medica, dal gr. pnêuma  'soffio, respiro'; indica riferimento con l'attività respiratoria o presenza di aria o di un altro gas in una cavità del corpo (pneumotorace, pneumopericardio).
pneumo-  pneumo- (2) primo elemento di parole composte della moderna terminologia medica, deriv. del gr. pnéumo¯n  'polmone' (pneumococco, pneumopatia).
pneumococco   s.m.  [pl. -chi] (biol.) microrganismo patogeno, principale agente delle polmoniti batteriche.
pneumoconiosi   s.f.  (med.) qualsiasi malattia polmonare causata dall'inalazione prolungata di polveri.
pneumogastrico   agg.  e s.m.  [pl. -ci] solo in nervo pneumogastrico, (anat.) nervo vago.
pneumografia   s.f.  (med.) registrazione grafica della frequenza e della profondità dei movimenti respiratori.
pneumografo   s.m.  (med.) apparecchio con il quale si effettua la pneumografia.
pneumologia   s.f.  scienza che studia anatomia, fisiologia e patologia dei polmoni.
pneumonectomia   s.f.  (med.) pneumectomia.
pneumonia   s.f.  (med.) termine usato in passato per polmonite. 
pneumonico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) polmonare.
pneumonite   s.f.  (med.) termine disusato per polmonite. 
pneumopatia   s.f.  (med.) qualsiasi affezione del polmone.
pneumopericardio   s.m.  (med.) penetrazione di aria nel sacco pericardico.
pneumoperitoneo   s.m.  (med.) penetrazione di aria nel cavo peritoneale.
pneumorragia   s.f.  (med.) emorragia dal polmone.
pneumotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica del polmone a scopo terapeutico.
pneumotorace   o pneumatorace, s.m.  (med.) presenza di gas nella cavità pleurica, di natura traumatica o provocata artificialmente per la cura della tubercolosi polmonare.
po'   (1)  ⇨ poco.
po'   (2)  ⇨ poi.
poa   s.f.  pianta erbacea da foraggio con foglie distiche e infiorescenze a pannocchia (fam.  graminacee).
poana    ⇨ poiana.
pochade   s.f. invar.  commedia leggera, senza pretese d'arte, maliziosa e salace, fatta di intrighi e avventure galanti; è stato un genere in voga soprattutto fra otto e novecento.
pocher   s.m. invar.  adattamento it. dell'ingl. poker. 
pocherino    ⇨ pokerino.
pocherista    ⇨ pokerista.
pochette   s.f. invar.    • 1 •   borsetta femminile da portare in mano    • 2 •   (mus.) piccolo strumento ad arco derivato dalla ribeca, un tempo usato dai maestri di danza per accennare i motivi che accompagnavano i balli.
pochezza   s.f.    • 1 •   scarsità, esiguità: pochezza di mezzi    • 2 •   (fig.) modestia, povertà: pochezza di ingegno. 
pocket   agg. invar.  tascabile: formato pocket  | usato come s.m.  e f. invar.  per indicare qualsiasi oggetto tascabile (p. e.  libro, macchina fotografica, registratore).
pocket-book  pocket-book s.m. invar.  libro economico in brossura, di formato tascabile.
poco   tronc. po' (errato pò), agg. indef.  [pl. m. -chi; si elide com. solo in poc'anzi] che è in piccola quantità o misura, in piccolo numero: poco vino; poco denaro; poca pazienza; c'era poca gente; per pochi minuti; fra pochi mesi; in poche parole, riassumendo; essere di poche parole, essere una persona riservata; poche chiacchiere, pochi discorsi  e sim., espressioni usate per tagliar corto | scarso, debole, insufficiente (con riferimento all'intensità): c'era poco vento; lo fa con poco entusiasmo; ho poca memoria; ha poca voglia di studiare  | breve, corto: mi ci vorrà poco tempo; c'è poca strada da fare; c'è poco spazio qui  | piccolo, esiguo: con poca spesa; essere poca cosa, essere scarso di quantità, qualità, valore, importanza e sim. | nella loc. avv. un po', meno com. un poco, ha valore attenuativo: è un po' più corto; sta un po' meglio di ieri; sono un po' stanca; mi ha fatto inquietare un poco  | con valore enfatico: guarda un po' che cosa hai combinato!; dimmi un po', che intenzioni hai?; considera un po' tu se ti conviene  | un bel po', parecchio, molto: è cresciuto un bel po'  | un po'... un po'..., in parte... in parte...: un po' per il caldo, un po' per il rumore, si sentiva frastornato  | un po' po', per antifrasi, notevole quantità: che po' po' d'impertinenza; che po' po' d'imbroglione, che grande imbroglione | niente po' po' di meno, nientedimeno | nella loc. agg. da poco, dappoco | nella loc. sost. m. e f. invar. poco di buono, persona poco raccomandabile, di dubbia onestà: quella lì è una poco di buono; sono dei poco di buono   pron. indef.  [f. -a]    • 1 •   ha gli stessi sign. dell'agg. e sottintende un sostantivo precedentemente espresso: «hai del pane?» «sì, ma ne ho poco»; «c'è ancora spazio nel baule?» «poco»    • 2 •   pl.  non molte persone: eravamo in pochi; pochi, poche di noi; tu, io e pochi altri    • 3 •   con valore neutro, in espressioni ellittiche: è poco che gli ho scritto, è poco tempo; sarà qui fra poco, fra poco tempo; da qui alla stazione c'è poco, poca distanza; oggi ho speso poco, poco denaro; ci corre poco, c'è poca distanza o poca differenza; ogni poco, ogni poco tempo, molto spesso | con lo stesso uso della loc. un po', meno com. un poco : aspettava da un bel po'; s'è spostato di un po'; avrebbe bisogno di guadagnare un poco di più.  dim. pochetto, pochettino, pochino    • 4 •   con valore neutro, nel sign. di poca cosa, poche cose : oggi c'è poco da fare; per stasera mi rimane poco da studiare; se l'è presa per così poco!; e questo ti pare poco?  | volerci poco a, per esprimere la facilità con cui può accadere o si può fare qualcosa: ci vuol poco a far succedere un guaio; ci voleva poco a capirlo  | mancarci poco che, per indicare che un fatto sta per accadere (sempre seguito da frase negativa): mancò poco che non venisse  | per poco non, quasi: per poco non cadeva  | per poco, (ant.) quasi, pressappoco: ogni cosa cusì particularmente de' fatti d'andreuccio le disse, come avrebbe per poco detto egli stesso  (boccaccio dec.  ii, 5)    • 5 •   con valore neutro, nel sign. di piccole quantità : un po' di pane; un po' di vino; «vuoi ancora zucchero?» «sì, un poco; prendine un po' per volta; facciamo un po' per uno   s.m.  ciò che è poco; in partic., pochi beni, poche sostanze: mi contento di poco; vive con quel poco che le ha lasciato il marito; il poco è molto a chi non ha che il poco  (pascoli).
poculo   s.m.  (lett.) calice, coppa.
podagra   s.f.  (med.) gotta localizzata nell'alluce.
podagrico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di podagra.
podagroso   agg.  (med.) di podagra, dovuto a podagra  agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da podagra.
podalgia   s.f.  (med.) mal di piedi.
podalico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) si dice della presentazione del feto al collo dell'utero quando avviene con la parte inferiore (piedi o natiche); anche, del parto quando il feto si presenta di podice.
podalirio   s.m.  grande farfalla gialla striata di nero, con sottili prolungamenti neri alle ali posteriori (ord.  lepidotteri).
podargidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli dal becco piatto uncinato, con piumaggio soffice e lunga coda, che vivono in australia e nell'asia meridionale | sing.  [-e] ogni uccello di tale famiglia.
podaria   s.f.  (mat.) curva che è costituita dai punti di intersezione delle perpendicolari abbassate da un punto dato alle tangenti alla curva stessa.
-pode  -pode  ⇨ -podo.
poderale   agg.  del podere, proprio di un podere: casa, conduzione poderale  | strada poderale, che attraversa un podere o collega più poderi.
poderante   agg.  e s.m.  e f.  si dice di chi è proprietario o ha la conduzione di un podere.
podere   (1)  ⇨ potere 2.
podere   (2) s.m.  fondo rustico coltivato, di solito formato di più campi e con annessa casa colonica, così da costituire una piccola unità produttiva agricola: un podere di pianura, di collina; un podere tenuto a grano, a frutteto.  dim. poderetto, poderino, poderuccio  accr. poderone. 
poderoso   agg.  che ha forza, potenza, gagliardia (anche fig.): braccia poderose; dare un pugno poderoso; una voce poderosa; una mente, un'eloquenza poderosa  § poderosamente avv. 
podestà  1 podestà 1; ⇨ potestà 1.
podestà  2 podestà 2;lett. potestà, s.m.  (st.)    • 1 •   nelle città italiane durante i secc. xiii-xiv, magistrato che era a capo del comune cittadino, assommando in sé il potere giurisdizionale e quello militare; solitamente era forestiero e durava in carica per un breve periodo    • 2 •   durante il fascismo, il capo dell'amministrazione comunale, nominato dall'autorità di governo.
podestade    ⇨ potestà 1.
podestariato   s.m.  la carica, l'ufficio di podestà il periodo della sua durata.
podestarile   agg.  del podestà, che riguarda il podestà: dignità, autorità podestarile. 
podesteria   lett. potesteria, s.f.  podestariato | la residenza del podestà.
podiatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] (antiq.) medico specializzato nella cura delle affezioni dei piedi.
podice   s.m.    • 1 •   (lett.) sedere, deretano    • 2 •   (anat.) estremità caudale del tronco fetale.
podio   s.m.    • 1 •   nell'architettura classica, zoccolo su cui s'innalza un edificio, in partic. un tempio | nell'anfiteatro romano, sorta di alto parapetto a terrazze corrente tutt'intorno all'arena    • 2 •   sorta di pedana su cui sale il direttore d'orchestra | il palco soprelevato da cui l'oratore si rivolge al pubblico o le autorità assistono a cerimonie ufficiali.
podismo   s.m.  lo sport della marcia e della corsa a piedi.
podista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] atleta specializzato nella marcia o nella corsa a piedi | (estens.) persona particolarmente resistente nel camminare.
podistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il podismo o i podisti: gara podistica. 
podo-  podo- -podo, o -pode, primo e secondo elemento di parole composte della terminologia dotta, dal gr. póus podós  'piede'; vale 'piede, zoccolo, peduncolo, appendice' e sim. (podocarpo, podologia; apodo, decapode, tripode).
podocarpo   s.m.  (bot.) genere di piante arboree tropicali con fiori sostenuti da un peduncolo carnoso (ord.  conifere).
podofillina   s.f.  resina che si estrae dalle radici e dal fusto del podofillo; trova impiego in farmacia per la sua azione purgativa.
podofillo   s.m.  pianta erbacea americana con germogli aerei che terminano con due foglie a forma di piede d'anitra; il rizoma ha proprietà medicinali (fam.  berberidacee).
podoflemmatite   s.f.  (vet.) infiammazione dei tessuti molli del piede degli ungulati.
podologia   s.f.    • 1 •   branca della veterinaria che si occupa del piede degli animali, spec. equini e bovini    • 2 •   attività professionale del podologo.
podologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la podologia.
podologo   s.m.  [f. -a] specialista nella cura esterna, nell'igiene e nella cosmesi del piede.
podometro   s.m.  strumento che misura il piede del cavallo per la ferratura.
poema   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   narrazione poetica di notevole ampiezza, generalmente ripartita in canti o libri, di stile e argomento vario; il genere letterario dei poemi: poema didascalico, epico, cavalleresco, eroicomico; i poemi omerici; il poema ariostesco; il poema cinquecentesco; poema in prosa, opera in prosa di contenuto lirico. dim. poemetto  accr. poemone  | poema sinfonico, (mus.) composizione per orchestra di ispirazione letteraria o pittorica; forma tipica del sec. xix, è caratterizzata da un'assoluta libertà strutturale: i poemi sinfonici di r. strauss    • 2 •   (scherz.) si dice di scritto molto più lungo di quanto sarebbe necessario: questo articolo è un poema!  | (fig. fam.) si dice di cosa straordinaria, meravigliosa o anche curiosa, stravagante, ridicola: questo pasticcio di lepre è un vero poema; la sua vita è un poema; il cappello di quella signora è tutto un poema!. 
poemetto   s.m.  dim. di poema  | in partic., componimento in versi, per tono e contenuto simile al poema, ma molto più breve, e a volte brevissimo: poemetto didascalico, lirico. 
poesia   poet. poesì, s.f.    • 1 •   l'arte e la tecnica di comporre versi o, più generalmente, di esprimere in forme ritmiche estranee alla prosa idee, sentimenti e realtà secondo la propria visione del mondo: poesia lirica, epica, satirica; la poesia dantesca, leopardiana; la «vita nuova» di dante è parte in prosa parte in poesia; poesia / è il mondo l'umanità la propria vita / fioriti dalla parola  (ungaretti) | il complesso delle opere poetiche appartenenti a un periodo storico, a una nazione, a una letteratura, a una scuola, a un poeta: la poesia antica, moderna; la poesia italiana; la poesia petrarcheggiante, romantica; la poesia in romanesco del belli    • 2 •   componimento in versi: scrivere poesie.  dim. poesiola  pegg. poesiaccia    • 3 •   capacità di impressionare la mente e la fantasia propria di ogni opera d'arte: la poesia dei film di rené clair; la «primavera» di botticelli è un dipinto di grande poesia  | qualità di ciò che produce emozione, commozione: la poesia del tramonto, del primo amore    • 4 •   (estens.) attitudine a provare sentimenti, a commuoversi, a idealizzare la realtà sensibilità: una ragazza sentimentale, piena di poesia    • 5 •   (fig.) illusione, fantasticheria: questi progetti sono pura poesia. 
poeta   s.m.  [pl. -ti]    • 1 •   chi compone poesie: poeta lirico, epico; poeta classico, romantico  | (estens.) chi, scrivendo in versi, esprime una forte originalità artistica: c'è differenza tra un verseggiatore e un poeta!  dim. poetino  pegg. poetaccio, poetastro, poetucolo    • 2 •   chi ha ricca fantasia ed è ammiratore delle cose belle ed elevate: avere un animo, una sensibilità da poeta  | essere un poeta, fare il poeta, (iron.) si dice di chi ha scarso senso pratico e si abbandona facilmente a fantasticherie.
poetabile   agg.  (rar.) che è degno di essere argomento di poesia.
poetare   v. intr.  [io poèto ecc. ; aus. avere] comporre poesie | v. tr.  (ant.) mettere in versi; trattare, cantare in poesia: quelli ch'anticamente poetaro / l'età de l'oro e suo stato felice  (dante purg.  xxviii, 139-140).
poetastro   s.m.  (spreg.) poeta di nessun valore; autore di versi scadenti.
poeteggiare   v. intr.  [io poetéggio ecc. ; aus. avere] (spreg.) mettersi a far versi; assumere tono da poeta.
poetessa   s.f.    • 1 •   donna che scrive poesie    • 2 •   (ant.) indovina.
poetica   s.f.    • 1 •   l'arte del poetare | trattato che si occupa del poetare e ne fissa le regole: la «poetica» di aristotele    • 2 •   la concezione della poesia propria di un artista, di una scuola, di un'epoca; teoria dell'arte: la poetica di orazio, di foscolo, di stravinskij; la poetica neoclassica, del verismo; la poetica dei surrealisti. 
poeticare   v. intr.  [io poètico ecc. ; aus. avere] (ant.) poetare.
poeticheria   s.f.  (spreg. rar.) fantasticheria, assurdità da poeta.
poeticità   s.f.  l'essere poetico; carattere poetico: poeticità di linguaggio. 
poeticizzare   v. tr.  rendere poetico.
poetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, della poesia; di poeta: immagine, immaginazione poetica; il mondo poetico leopardiano; il valore poetico di un testo  | parola poetica, che si usa prevalentemente in poesia; anche, il linguaggio poetico di un autore: ermo è una parola poetica; la parola poetica del petrarca  | licenza poetica, l'occasionale discostarsi del poeta, a fini espressivi, dalle abituali norme della lingua    • 2 •   che dimostra disposizione alla poesia; sensibile, delicato, (estens.) che è fonte d'ispirazione per la poesia: un tramonto poetico   s.m.  ciò che ispira la poesia: il poetico della vita  § poeticamente avv. 
poetizzare   v. tr.    • 1 •   (ant.) poetare, mettere in versi    • 2 •   poeticizzare | v. intr.  [aus. avere] (ant.) poetare.
poetria   s.f.  (ant.) poetica.
poffarbacco   inter.  (scherz.) esclamazione di meraviglia.
poffardio   inter.  (ant.) esclamazione di meraviglia.
poffare   inter.  (rar. scherz.) esclamazione di meraviglia; anticamente unita anche ad altre parole: poffare il cielo!; poffare il mondo!. 
poggia   s.f.  [pl. -ge] (mar.)    • 1 •   lato della nave o dell'imbarcazione opposto a quello dal quale arriva il vento    • 2 •   il cavo per tesare la vela dal lato di sottovento.
poggiacapo   s.m. invar.  appoggiacapo.
poggiaferro   s.m. invar.  appoggiaferro.
poggiamano   s.m. invar.  appoggiamano.
poggiapiedi   s.m. invar.  panchetto per appoggiarvi i piedi.
poggiare   (1) v. tr.  [io pòggio ecc.]    • 1 •   (lett.) appoggiare    • 2 •   (ant.) scalare, salire | v. intr.  [aus. essere  nel sign. 1, avere  nel sign. 2]    • 1 •   appoggiarsi, fondarsi, basarsi (anche fig.): la casa poggia sulla roccia; un'argomentazione che poggia su dati certi    • 2 •   (ant.) salire, innalzarsi: chi scese al mare, e chi poggiò su al monte  (ariosto o. f.  xx, 94) | poggiarsi v. rifl.  (lett.) appoggiarsi.
poggiare   (2) o puggiare, v. intr.  [io pòggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (mar.) allontanare la prora della nave o dell'imbarcazione a vela dalla direzione onde spira il vento | (estens.) il rifugiarsi di una nave in un porto a causa di maltempo o avaria    • 2 •   spostarsi lateralmente accostando a qualcosa: poggiare a destra, a sinistra    • 3 •   (ant.) detto di vento, soffiare.
poggiata   s.f.  (mar.) il poggiare.
poggiatesta   s.m. invar.  appoggiatesta, spec. come accessorio o parte del sedile di veicoli.
poggiero    ⇨ puggiero.
poggio   s.m.  modesta altura o collina tondeggiante. dim. poggerello, poggetto, poggiolo. 
poggiolo   lett. poggiuolo, s.m.    • 1 •   dim.  di poggio    • 2 •   (sett.) terrazzino, balconcino: stavamo a prendere il fresco sul poggiolo della mia stanza  (pavese).
pogrom   s.m. invar.  sollevazione di popolo, con massacri e saccheggi, contro una minoranza, soprattutto ebraica (propr. si dice dei massacri perpetrati contro gli ebrei nella russia zarista, tra il 1881 e il 1921).
poh   inter.  esclamazione che esprime disgusto o disprezzo: poh, che faccia tosta!. 
poi   ant. o poet. po', avv.    • 1 •   in seguito, dopo, appresso: poi verrò a casa vostra; poi sarà troppo tardi; poi poi, adesso ho da fare!  | unito pleonasticamente a un altro avv. di tempo: poi in seguito si vedrà  | usato per indicare successione: prima entrò il padre poi la madre; per ora facciamo così, poi studieremo meglio la cosa  | prima o poi, un giorno o l'altro | a poi, a più tardi: arrivederci a poi | in poi, in avanti: d'ora in poi; da domani in poi  | per poi, per dopo: lo lascio per poi    • 2 •   inoltre, in secondo luogo: non sarebbe onesto, e poi non ne vedo la necessità    • 3 •   usato in posposizione, serve a riprendere il discorso o a introdurre un altro argomento: quando poi videro che non c'era nulla da fare...; quanto poi all'argomento di cui si trattava... ' con valore conclusivo: che ha detto poi di male?; partirai domani, poi?  | con valore avversativo (anche unito a ma): lui poi che colpa ne ha?; questo è il mio consiglio, tu poi fai come credi; ma poi non so se sia vero  | in espressioni enfatiche: questa poi!; questo poi no!; e poi hai il coraggio di fare la predica a me!; no e poi no!   prep.  (ant.)    • 1 •   dopo: po' compieta sto a veghiare  (iacopone)    • 2 •   dietro: si vol po' me venire  (iacopone)  cong.  (ant.) poiché (con valore temporale o causale): poi fummo dentro al soglio de la porta  (dante purg.  x, 1); pregollo, poi verso toscana andava, gli piacesse d'essere in sua compagnia  (boccaccio dec.  ii, 3)  s.m.  l'avvenire: pensiamo al poi | il giorno del poi, (scherz.) mai | il senno di  (del) poi, la facile saggezza di chi ragiona a cose fatte: del senno di poi son piene le fosse. 
poiana   region. poana, poia [pò-ia], puia, puiana, s.f.  uccello rapace diurno di color bruno-rossiccio, simile al falco; è diffuso in italia (ord.  falconiformi).
poiché   lett. poi che, cong.    • 1 •   perché, giacché (introduce una prop. causale col verbo all'indic. che, di norma, precede la principale): poiché le cose stanno così, non insisto; noi pregheremmo lui de la tua pace, / poi c'hai pietà del nostro mal perverso  (dante inf.  v, 92-93)    • 2 •   (lett.) dopo che (introduce una prop. temporale col verbo all'indic.; in questo caso è più comune la grafia poi che): poi che fu uscito, si mise a piovere; poi ch'èi posato un poco il corpo lasso, / ripresi via per la piaggia diserta  (dante inf.  i, 28-29).
poichilocito   o poichilocita, s.m.  [pl. m. -ti] (med.) globulo rosso di forma diversa dal normale.
poichilocitosi   s.f.  (med.) presenza di poichilociti nel sangue.
poiesi   s.f.  (filos.) la facoltà creativa dell'uomo e il momento in cui essa si realizza, soprattutto nell'attività artistica.
-poiesi  -poiesi secondo elemento di parole composte della terminologia dotta, dal gr. póiìsis  'produzione, creazione' (emopoiesi, mitopoiesi).
poietico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) che attiene alla poiesi.
-poietico  -poietico secondo elemento di agg. composti deriv. da nomi che hanno come secondo elemento -poiesi  (emopoietico, mitopoietico).
poinsettia   s.f.  (bot.) altro nome della stella di natale. 
pointer   s.m. invar.  cane da caccia di origine inglese, snello ed elegante, con muso allungato, orecchie pendenti, mantello dal pelo raso bianco, pezzato in nero o marrone.
pointillisme   s.m.  (pitt.) puntinismo, divisionismo.
pois   s.m. invar.  solo nella loc. a pois, a pallini: stoffa, abito a pois. 
poise   s.m. invar.  (fis.) nel sistema cgs, unità di misura di viscosità pari a una dina per secondo su centimetro quadrato.
poker   s.m. invar.  gioco di carte di origine americana, di cui è tipica la combinazione di quattro carte dello stesso valore; per estens., la combinazione stessa.
pokerino   o pocherino, s.m.  poker giocato fra amici, con poste basse.
pokerista   o pocherista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] giocatore di poker.
pola   s.f.  nome veneto di uccelli, come la mulacchia, la beccaccia, il gracchio, la taccola: le pole insieme, al cominciar del giorno, / si movono a scaldar le fredde piume  (dante par.  xxi, 35-36).
polacca   (1) s.f.    • 1 •   (mus.) danza e forma musicale di origine polacca, di carattere maestoso in tempo moderato e ritmo di 3/4    • 2 •   stivaletto a punta con fitta allacciatura a stringa. dim. polacchetta, polacchina, polacchino  (m.)    • 3 •   giacchetta corta femminile in uso nell'ottocento, che scendeva alla cintura senza stringerla ed era ornata di galloni e alamari.
polacca   (2) s.f.  (mar.) veliero da trasporto, con due o tre alberi e il bompresso, in uso un tempo nel mediterraneo.
polacco   agg.  [pl. m. -chi] della polonia  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della polonia    • 2 •   lingua del gruppo slavo parlata in polonia.
polaccone   s.m.  (mar.) vela triangolare più ampia del fiocco usata da piccoli velieri nel mediterraneo.
polare   agg.    • 1 •   (geog. , astr.) del polo; che si riferisce al polo, ai poli: latitudine polare; terre polari; freddo polare, molto intenso | circolo polare, parallelo terrestre che delimita l'area intorno al polo, entro la quale, in un periodo dell'anno, si verifica il fenomeno della permanenza del sole sull'orizzonte per più di 24 ore | calotta polare, l'area delimitata dal circolo polare | stella polare, stella dell'orsa minore visibile a occhio nudo, molto vicina al polo nord celeste    • 2 •   nel linguaggio scientifico, si dice di ente che stabilisca con altri rapporti di simmetria o opposizione o abbia qualifica di polo  | coordinate polari di un punto nel piano, (geom.) la distanza di esso da un secondo punto (polo) e l'angolo che la retta congiungente questi due punti forma con una retta di riferimento | rilevamento polare, (mar.) l'angolo formato dall'asse longitudinale della nave, la quale fa da vertice, e la visuale verso un oggetto (altra nave, astro, isola ecc)    • 3 •   (chim.) si dice di molecole in cui le cariche elettroniche siano disposte asimmetricamente formando come due poli elettrici § polarmente avv.    • 1 •   (scient.) relativamente a un polo    • 2 •   (fig.) diametralmente: polarmente opposto. 
polarimetria   s.f.  (fis.) misurazione del potere posseduto da sostanze otticamente attive di far ruotare il piano della luce polarizzata.
polarimetrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla polarimetria o al polarimetro.
polarimetro   s.m.  (fis.) apparecchio ottico usato per la polarimetria.
polarità   s.f.    • 1 •   (fis.) esistenza, in una sostanza, di proprietà fisiche opposte e localizzate in punti opposti tra loro, detti poli; se le proprietà si riferiscono a cariche elettriche, nella molecola si crea un momento dipolare    • 2 •   (fig.) l'essere opposto, in antitesi: la polarità di due concezioni. 
polarizzabile   agg.  (fis.) che può essere polarizzato.
polarizzabilità   s.f.  (fis.) l'essere polarizzabile.
polarizzare   v. tr.    • 1 •   (fis.) provocare un fenomeno di polarizzazione    • 2 •   (fig.) orientare verso uno scopo; far convergere, accentrare su qualcuno o su qualcosa: polarizzare il proprio interesse; polarizzare su di sé l'attenzione del pubblico  | polarizzarsi v. rifl.  orientarsi, accentrarsi verso uno scopo, su una persona.
polarizzato   part. pass.  di polarizzare   agg.  (fis.) che ha subito polarizzazione: luce polarizzata. 
polarizzatore   agg.  e s.m.  (fis.) si dice di ciò che provoca la polarizzazione della luce o polarizzazione ottica.
polarizzazione   s.f.    • 1 •   (fis.) proprietà di alcuni fenomeni fisici di presentare orientamenti ben definiti in condizioni determinate | polarizzazione ottica, della luce, fenomeno per cui le vibrazioni di un'onda elettromagnetica, in partic. di un'onda luminosa, avvengono costantemente in un determinato piano o secondo un'elica circolare o ellittica | polarizzazione della pila, insieme di fenomeni elettrochimici che si verificano vicino agli elettrodi durante il passaggio di corrente continua in una pila chimica, e che si oppongono a esso | polarizzazione magnetica, magnetizzazione permanente o temporanea di un corpo immerso in un campo magnetico | polarizzazione dielettrica, elettrizzazione di un dielettrico per mezzo di un campo elettrico induttore    • 2 •   (fig.) il polarizzare o il polarizzarsi verso uno scopo o una persona: la polarizzazione dell'attenzione. 
polarografia   s.f.  (chim.) metodo di analisi elettrochimica basato sulla misura del potenziale di un elettrodo a mercurio su cui si ossidano o si riducono le sostanze organiche o inorganiche da analizzare.
polarografo   s.m.  (chim.) strumento con cui si eseguono misurazioni di polarografia.
polaroid   ® agg.  e s.f. invar.  nome commerciale di un materiale in lastre trasparenti che ha la proprietà di polarizzare la luce e viene usato per eliminare gli effetti di riflessione e di abbagliamento | si dice anche di macchina fotografica, e della pellicola che essa utilizza, in grado di fornire il positivo dopo pochi secondi dallo scatto.
polaroide   s.f.  e agg.  lo stesso che polaroid. 
polca   o polka, s.f.  danza veloce a ritmo binario, di origine boema.
polder   s.m. invar.  (geog.) nei paesi bassi, estensione di terreno isolata dal mare mediante una diga, prosciugata e coltivata.
poledro    ⇨ puledro.
poleggia    ⇨ puleggia.
polemarco   s.m.  [pl. -chi] uno dei nove arconti dell'antica atene, con funzioni dapprima militari quindi amministrative.
polemica   s.f.    • 1 •   controversia accesa e prolungata, fatta a voce o per iscritto: essere, entrare in polemica con qualcuno    • 2 •   (spreg.) discussione, contestazione che è fine a sé stessa, fatta per puro spirito di contraddizione: non amo la polemica; fare polemiche. 
polemicità   s.f.  l'essere polemico; carattere polemico.
polemico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio della polemica, che ha carattere di polemica: scritto polemico    • 2 •   si dice di persona che difende con aggressività il proprio punto di vista; combattivo, battagliero: scrittore polemico; spirito, temperamento polemico    • 3 •   (spreg.) che critica, contesta per puro spirito di contraddizione: obiezioni polemiche; tono polemico  § polemicamente avv. 
polemista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   autore di scritti polemici    • 2 •   chi ha tendenza a essere polemico.
polemizzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   dar vita a una polemica; essere in polemica con qualcuno, opponendo attraverso scritti o discorsi le proprie idee a quelle dell'avversario    • 2 •   (spreg.) sostenere una discussione fine a sé stessa, per puro spirito di contraddizione.
polemologia   s.f.    • 1 •   studio della guerra dal punto di vista militare    • 2 •   studio sociologico delle cause e delle condizioni di guerra.
polemologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla polemologia.
polemologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di polemologia.
polemoniacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni erbacee, annue o perenni, diffuse soprattutto nell'america nordoccidentale e nella regione andina del cile e del perú comprendono diverse specie ornamentali | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
polemonio   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee perenni con fiori azzurri in pannocchia o in racemi (fam.  polemoniacee).
polena   s.f.  figura o busto di legno che si poneva come ornamento sulla prora delle navi.
polenda   e deriv.   ⇨ polenta e deriv. 
polenta   ant. polenda, tosc. pulenda, s.f.    • 1 •   cibo rustico preparato con farina di granturco cotta a lungo in acqua dentro un paiolo, dove viene rimestata in continuazione: versare la polenta; polenta con salsicce.  dim. polentina  accr. polentona  pegg. polentaccia    • 2 •   (estens. spreg.) sostanza, spec. minestra, di consistenza densa e appiccicosa.
polentaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (non com.) chi fa la polenta per venderla    • 2 •   (scherz.) chi ama mangiare polenta.
polentata   s.f.  gran mangiata di polenta.
polentina   ant. polendina, tosc. pulendina, s.f.    • 1 •   dim.  di polenta    • 2 •   nella medicina popolare, empiastro di farina di lino che si applica al petto e serve come emolliente nelle forme catarrali.
polentone   ant. polendone, tosc. pulendone, s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona fiacca e lenta nel muoversi    • 2 •   (scherz.) gran mangiatore di polenta, spec. come epiteto dato dai meridionali ai settentrionali.
poleografia   s.f.  parte della geografia che studia la genesi e lo sviluppo delle città.
poleografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla poleografia.
poleografo   s.m.  [f. -a] studioso di poleografia.
pole position   loc. sost. f. invar.  (sport) nelle gare motoristiche, la posizione di partenza in prima fila e interna rispetto alla curva, quindi la più vantaggiosa, che viene assegnata a chi ha conseguito il miglior tempo nei giri di prova | (estens.) primo posto, prima posizione.
polesano   agg.    • 1 •   di pola, città istriana    • 2 •   del polesine, zona del veneto  s.m.  [f. -a]    • 1 •   nativo, abitante di pola    • 2 •   nativo, abitante del polesine.
polese   agg.  di pola, città istriana  s.m.  e f.  abitante, nativo di pola.
polesine   s.m.  zona pianeggiante, d'aspetto insulare, compresa tra due bracci di un fiume, spec. nella zona del delta | il polesine, per antonomasia, la zona del veneto compresa tra l'adige a nord e il po a sud.
polfer   s.f.  (burocr.) abbr. di polizia ferroviaria. 
-poli  -poli secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. pólis  'città' (metropoli, tendopoli).
poli-  poli- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. poly/s  'molto'; indica molteplicità numerica o quantitativa (poliglotta, politeismo).
poliachenio   s.m.  (bot.) frutto formato da tanti acheni.
poliacrilato   s.m.  (chim.) sale dell'acido poliacrilico o polimero di un estere: poliacrilato di metile, di butile ecc. , resine acriliche.
poliacrilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di prodotto ottenuto per polimerizzazione di composti acrilici: acido poliacrilico; resine poliacriliche. 
poliaddizione   s.f.  (chim.) reazione di addizione di gruppi attivi di composti diversi, senza liberazione di alcun componente.
poliade   agg.  (relig.) protettrice della città: divinità poliade. 
poliadelfo   agg.  (bot.) si dice di stame i cui filamenti siano concresciuti in più fasci.
poliadico   agg.  in logica matematica, si dice di predicato o relazione a tre o più termini.
polialite   s.f.  (min.) solfato idrato di calcio, magnesio e potassio, che si presenta in masse granulari di colore grigio, giallino o rossastro ed è frequente nei giacimenti salini.
poliambulatorio   s.m.  ambulatorio attrezzato per la cura di diverse malattie.
poliammide   s.f.  (chim.) ciascuno dei composti polimerici la cui molecola comprende gruppi ammidici, formati per reazione di policondensazione tra una diammina e un acido carbossilico; sono usati per la preparazione di materie plastiche e fibre sintetiche (p. e.  il nylon).
poliammidico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di poliammide: fibre poliammidiche. 
poliandria   s.f.    • 1 •   (etnol.) unione coniugale di una donna con più uomini    • 2 •   (zool.) poligamia della femmina.
poliandro   agg.    • 1 •   (bot.) si dice di fiore che ha un numero considerevole di stami    • 2 •   (archeol.) si dice di sepolcro in cui si trovano i resti di più persone.
poliantea   s.f.  (lett.) antologia, florilegio.
poliarchia   s.f.  tipo di governo in cui i poteri sono concentrati nelle mani di molti cittadini.
poliarchico   agg.  [pl. m. -ci] di poliarchia: governo, sistema poliarchico. 
poliartrite   s.f.  (med.) artrite che colpisce più articolazioni | poliartrite cronica primaria, reumatismo articolare cronico.
poliatomico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di molecola formata da più atomi.
poliboro   s.m.  (zool.) genere di uccelli rapaci simili al falco e all'avvoltoio, diffusi nell'america meridionale (ord.  accipitridi).
policarbonato   s.m.  (chim.) ciascuno dei composti appartenenti a un gruppo di resine sintetiche termoplastiche formate per policondensazione tra fosgene e polifenoli con eliminazione di acido cloridrico, dotate di buone proprietà meccaniche ed elettriche, trasparenti, facilmente lavorabili.
policarpico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) si dice di pianta che fiorisce e fruttifica più volte nella sua vita | fiore policarpico, avente il gineceo formato da più carpelli liberi, ciascuno dei quali costituisce un pistillo.
policarpio   s.m.  (bot.) frutto indeiscente formato da più carpelli (p. e.  l'achenio del grano saraceno).
policeman   s.m. invar.  nei paesi anglosassoni, agente di polizia.
policentrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che ha più centri    • 2 •   (arch.) si dice di arco il cui intradosso è formato da più archi di cerchio.
policentrismo   s.m.  l'avere più centri; in partic., l'esistenza di più centri di decisione in un sistema economico, amministrativo, politico ecc.
policheti   s.m. pl.  (zool.) classe di anellidi acquatici dal corpo provvisto di numerose setole | sing.  [-e] ogni anellide di tale classe.
policitemia   s.f.  (med.) aumento del numero dei globuli rossi nel sangue.
policlinico   s.m.  [pl. -ci] ospedale suddiviso in più reparti o cliniche per le diverse specialità mediche e chirurgiche.
policoltura   s.f.  (agr.) pluricoltura.
policondensazione   s.f.  (chim.) processo di formazione di polimeri mediante successive reazioni di condensazione (con eliminazione di molecole d'acqua o di altre molecole semplici) tra molecole che abbiano due gruppi funzionali, p. e.  un gruppo amminico e un gruppo carbossilico.
policorale   agg.  (mus.) si dice di composizione polifonica che prevede la suddivisione del coro in più gruppi, ciascuno con una parte diversa; anche, di complesso corale così articolato.
policristallino   agg.  (min.) si dice di solido composto da un'aggregazione casuale di cristalli singoli della stessa sostanza o di sostanza diverse.
policristallo   s.m.  solido policristallino.
policroismo   s.m.  (fis.) lo stesso che pleocroismo. 
policromare   v. tr.  [io polìcromo ecc.] (non com.) decorare in policromia; rendere policromo: policromare una statua, una parete. 
policromatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (non com.) multicolore, policromo    • 2 •   (fis.) si dice di luce o, in generale, di qualsiasi radiazione elettromagnetica costituita da più componenti monocromatiche.
policromato   part. pass.  di policromare   agg.  decorato in policromia; policromo.
policromia   s.f.  molteplicità di colori, spec. in una pittura o in altra opera d'arte | tecnica di impiego di più colori a fini decorativi o artistici.
policromo   agg.  di più colori, multicolore: intarsio policromo. 
polidattilia   s.f.  (med.) malformazione congenita delle mani o dei piedi che presentano un numero di dita superiore a cinque.
polidattilismo   s.m.  (med.) polidattilia.
polidattilo   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da polidattilia.
polidemonismo   s.m.  forma di religione che crede nell'esistenza di una molteplicità di demoni che animano e popolano l'universo.
polidipsia   s.f.  (med.) sensazione continua di sete; può essere un sintomo di diabete o di stati nevrotici.
polidromia   s.f.  (mat.) proprietà di una funzione matematica di assumere più valori per uno stesso valore della variabile indipendente.
polidromo   agg.  (mat.) che gode della proprietà della polidromia: funzione polidroma. 
poliedricità   s.f.  l'essere poliedrico (spec. fig.): poliedricità di sentimenti, di interessi. 
poliedrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (geom.) di poliedro: forma poliedrica    • 2 •   (fig.) che ha capacità, aspetti molteplici: mente, intelligenza poliedrica  § poliedricamente avv. 
poliedro   s.m.  (geom.) solido limitato da facce poligonali: poliedro regolare, quello le cui facce, uguali fra loro, sono poligoni regolari.
polielettrolito   s.m.  (chim.) polimero solubile in acqua, usato nel consolidamento dei terreni, nella preparazione di prodotti cosmetici, di vernici ecc.
poliembrionia   s.f.  (biol.) formazione di più embrioni dalla segmentazione di un unico uovo.
poliene   s.m.  (chim.) ogni composto organico contenente due o più doppi legami distanziati tra loro da un semplice legame (legami coniugati).
poliennale   agg.  di più anni, che dura più anni: buoni del tesoro poliennali; insegnamento poliennale. 
poliestere   s.m.  (chim.) ogni composto polimerico risultante dalla policondensazione di un acido e di un alcol polivalenti; i poliesteri costituiscono la base di un gran numero di materie plastiche  agg.  di poliestere: resina poliestere; fibre poliesteri. 
poliestesia   s.f.  (med.) anomalia della sensibilità tattile per la quale si crede di sentire in diversi punti un contatto che in realtà avviene in un punto solo.
polietilene   s.m.  (chim.) materia plastica ottenuta per polimerizzazione dell'etilene, impiegata nella fabbricazione di rivestimenti isolanti, di sacchetti, recipienti ecc.
polietilenico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di polietilene: resine polietileniche. 
polifagia   s.f.    • 1 •   (biol.) carattere degli organismi polifagi    • 2 •   (med.) ingestione di quantità abnormi di alimenti determinata da un aumento patologico del senso della fame | morbosa sensazione di fame.
polifago   agg.  e s.m.  [pl. m. -gi]    • 1 •   (biol.) detto di organismo caratterizzato da un regime alimentare vario e non specializzato    • 2 •   (med.) si dice di chi presenta polifagia.
polifase   agg. invar.  (elettr.) si dice di grandezze alternate che hanno periodo, frequenza e ampiezza uguali ma fasi diverse.
polifenile   s.m.  (chim.) ciascuno dei composti formati da molecole costituite da più unità di benzene unite tra loro, e usati come fluidi di scambio termico.
polifenolo   s.m.  (chim.) ogni composto organico di struttura aromatica contenente più ossidrili.
polifito   agg.  (agr.) si dice di zona agricola sottoposta a policoltura: prato polifito. 
polifonia   s.f.  (mus.) insieme simultaneo di più combinazioni di suoni, eseguite da voci o strumenti, che svolgono ciascuno un proprio disegno melodico distinto: polifonia vocale, strumentale. 
polifonico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) di polifonia: canto polifonico  § polifonicamente avv.  secondo la tecnica polifonica.
polifonismo   s.m.  (mus.) l'uso e la tecnica della polifonia.
polifonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi compone musica polifonica.
polifosfato   s.m.  (spec. pl.) denominazione di un gruppo di composti chimici derivati dall'anidride fosforica e da un ossido, usati nel trattamento delle acque industriali, nella preparazione di detergenti, come conservanti alimentari ecc.
polifunzionale   agg.    • 1 •   che può svolgere più funzioni; che può dar vita ad attività diverse: complesso, centro, struttura polifunzionale    • 2 •   (chim.) si dice di composto che ha più gruppi funzionali di natura uguale o diversa (p. e.  alcol contenente più gruppi ossidrilici).
poligala   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee con foglie lanceolate e fiori di vario colore disposti a spiga; dalle radici si estrae una sostanza medicinale usata come espettorante (fam.  poligalacee).
poligalacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, erbacee o arbustive, con fiori pentameri e frutto a capsula; vi appartiene la poligala | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
poligamia   s.f.    • 1 •   (etnol.) unione coniugale di un individuo con più individui di sesso opposto; comprende sia la poliandria sia la poliginia, ma è comunemente riferita a quest'ultima    • 2 •   (zool.) tendenza di un animale ad accoppiarsi con più individui del sesso opposto    • 3 •   (bot.) presenza di fiori ermafroditi e unisessuati sullo stesso individuo o su individui diversi della stessa specie.
poligamico   agg.  [pl. m. -ci] di poligamia; che concerne la poligamia.
poligamo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è in stato di poligamia.
poligene   s.m.  in genetica, gene che partecipa con altri diversi alla formazione di un solo carattere.
poligenesi   s.f.  origine plurima: poligenesi delle lingue, delle razze. 
poligenetico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla poligenesi § poligeneticamente avv.  per poligenesi.
poligenico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) di poligene, costituito da poligeni: sistema poligenico, quello di più geni che concorrono alla determinazione di un solo carattere.
poligenismo   s.m.  dottrina fondata sulla poligenesi | poligenismo geografico, teoria biologica secondo la quale le razze umane derivano da più ceppi originari, in diversi centri di diffusione; si contrappone a monogenismo. 
poliginia   s.f.    • 1 •   (etnol.) unione coniugale di un uomo con più donne    • 2 •   (zool.) poligamia del maschio.
poliglobulia   s.f.  (med.) policitemia.
poliglotta   non com. poliglotto, agg.  [pl. m. -ti] si dice di persona che conosce e parla molte lingue o di comunità in cui si parlano più lingue | si dice di libro scritto in molte lingue o che riguarda molte lingue: dizionario poliglotta   s.m.  e f.  persona poliglotta.
poliglottico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) di più lingue: area, zona poliglottica, dove si parlano più lingue; fenomeno poliglottico, comune a più lingue.
poliglottismo   s.m.  l'essere poliglotta: il poliglottismo di una regione. 
poliglotto    ⇨ poliglotta.
poligonacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee dicotiledoni con infiorescenze complesse e frutto ad achenio; vi appartiene il poligono | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
poligonale   agg.  di poligono, che ha forma di poligono: sezione poligonale di un pilastro   s.f.  (geom.) linea spezzata composta di segmenti di retta | in topografia, rilevamento del terreno a forma di linea spezzata.
poligonato   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee rizomatose che crescono nelle regioni temperate dell'emisfero boreale (fam.  liliacee).
poligonazione   s.f.  in topografia, complesso di operazioni che permettono di individuare una poligonale.
poligono   (1) s.m.    • 1 •   (geom.) ogni figura piana chiusa, limitata da segmenti di retta: poligono regolare, concavo, convesso    • 2 •   poligono di tiro, superficie di terreno adibita a esercitazioni di tiro con armi da fuoco.
poligono   (2) s.m.  (bot.) genere di piante erbacee annue o perenni dai fiori piccoli con perigonio colorato (fam.  poligonacee).
poligrafare   v. tr.  [io polìgrafo ecc.] riprodurre in più copie per mezzo del poligrafo: poligrafare uno scritto, un disegno. 
poligrafia   s.f.    • 1 •   riproduzione in più copie di scritti, disegni ecc. per mezzo del poligrafo o, per estens., di altri strumenti | ogni copia così ottenuta    • 2 •   (non com.) lo scrivere molto e di vari argomenti.
poligrafico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di poligrafia; che è ottenuto con la poligrafia: inchiostro poligrafico; riproduzione poligrafica    • 2 •   che stampa con vari sistemi d'impressione: stabilimento poligrafico; istituto poligrafico dello stato   s.m.  [f. -a] operaio di uno stabilimento poligrafico: il sindacato dei poligrafici. 
poligrafo   s.m.    • 1 •   apparecchio usato un tempo per la riproduzione in più copie di uno scritto, un disegno ecc.    • 2 •   [f. -a] chi scrive su svariati argomenti.
polimastia   s.f.  (med.) spec. nella donna, anomalia congenita consistente nella presenza, in prossimità delle mammelle normali, di una o più mammelle soprannumerarie, allo stato di abbozzo o anche completamente sviluppate; è detta anche ipermastia. 
polimaterico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di opera plastica o pittorica realizzata con l'impiego di materiali diversi | usato anche come s.m.  : un polimaterico di burri. 
polimaterismo   s.m.  uso di materiali diversi nella realizzazione di un'opera d'arte, plastica o pittorica.
polimeria   s.f.    • 1 •   (chim.) fenomeno per cui molecole semplici, o monomere, si uniscono l'una all'altra mediante reazioni di poliaddizione o di policondensazione, a formare molecole complesse con proprietà anche totalmente diverse; proprietà delle sostanze polimere    • 2 •   in genetica, partecipazione di più geni alla determinazione di un solo carattere.
polimerico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (chim.) che ha struttura di polimero, che è costituito da polimeri: composto polimerico    • 2 •   (biol.) poligenico: sistema polimerico. 
polimerismo   s.m.  (chim.) l'essere polimero; polimeria.
polimerizzare   v. tr.  (chim.) sottoporre a polimerizzazione | polimerizzarsi v. rifl.  (chim.) subire la polimerizzazione.
polimerizzazione   s.f.  (chim.) il processo che dà luogo alla polimeria.
polimero   agg.  e s.m.    • 1 •   (chim.) si dice di composto, per lo più organico, costituito da macromolecole e ottenuto per mezzo di polimerizzazione    • 2 •   gene polimero, (biol.) poligene.
polimetacrilato   s.m.  (chim.) polimero dell'acido metacrilico: polimetacrilato di metile. 
polimetria   s.f.  l'alternarsi di metri differenti in un medesimo componimento poetico.
polimetrico   agg.  [pl. m. -ci] caratterizzato da polimetria: ditirambo polimetrico. 
polimetro   agg.  e s.m.  si dice di componimento poetico che alterna al suo interno versi di varia misura.
polimorfia   s.f.  polimorfismo.
polimorfico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a polimorfismo.
polimorfismo   s.m.    • 1 •   (biol.) esistenza contemporanea di due o più forme distinte negli organismi di una stessa specie    • 2 •   (min.) proprietà di alcuni minerali di cristallizzare in sistemi di simmetria diversi.
polimorfo   agg.  che presenta polimorfismo.
polinesiano   agg.  della polinesia: le isole polinesiane   s.m.  [f. -a] abitante, nativo della polinesia.
polinevrite   o polineurite [po-li-neu-rì-te], s.f.  (med.) processo infiammatorio che interessa più nervi e ha di solito andamento bilaterale.
polinomiale   agg.  (mat.) di polinomio, che ha struttura di polinomio.
polinomio   s.m.  (mat.) somma algebrica di più monomi non simili.
polinucleato   agg.  (biol.) plurinucleato.
polio   (1) s.f. invar.  (fam.) abbr. di poliomielite. 
polio   (2) s.m.  (bot.) erba perenne con foglie e fiori biancastri in capolini, comune nei luoghi aridi della regione mediterranea; viene usata in erboristeria (fam.  labiate).
poliolefina   s.f.  (chim.) composto ottenuto per polimerizzazione delle olefine.
poliolefinico   agg.  (chim.) di poliolefina: resina poliolefinica. 
poliomielite   s.f.  (med.) malattia infettiva virale caratterizzata da infiammazione della sostanza grigia del midollo spinale; provoca la paralisi e, in seguito, l'atrofia di alcuni gruppi muscolari.
poliomielitico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di poliomielite; causato da poliomielite: epidemia poliomielitica   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è o è stato affetto da poliomielite.
poliopia   o poliopsia [po-li-o-psì-a], s.f.  (med.) visione multipla degli oggetti, dovuta a un difetto di convergenza.
poliorama   s.f.  (lett.)    • 1 •   cosmorama    • 2 •   (fig.) insieme vario di immagini, pensieri, fantasie e sim.
poliorcetica   s.f.  (lett.) l'arte di assediare città e fortezze per espugnarle.
poliorcetico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) relativo a poliorcetica.
polioso   o poliosio [po-li-ò-sio], s.m.  (chim.) polisaccaride.
poliossietilene   s.m.  (chim.) polimero dell'ossido di etilene, usato nella preparazione di detersivi.
poliossimetilene   s.m.  (chim.) polimero della formaldeide con buone proprietà tecniche.
poliovirus   s.m. invar.  (med.) denominazione generica dei virus poliomielitici.
polipaio   s.m.  (zool.) colonia di polipi marini.
polipeptidasi   s.f.  (chim. biol.) peptidasi.
polipeptide   s.m.  (chim. biol.) prodotto di scissione parziale delle proteine, composto da una catena di peptidi.
polipeptidico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. biol.) di, relativo ai polipeptidi.
polipetalo   agg.  (bot.) si dice di fiore o corolla che ha più petali.
poliploide   agg.  (biol.) caratterizzato da poliploidia: cellula, nucleo poliploide. 
poliploidia   s.f.  (biol.) presenza nel nucleo cellulare di un numero di cromosomi superiore a quello normale.
polipnea   s.f.  (med.) tachipnea.
polipo   s.m.    • 1 •   (zool.) piccolo animale acquatico dei celenterati con corpo a forma di calice, munito di tentacoli nell'estremità superiore; vive spec. in colonie    • 2 •   termine diffuso ma improprio per polpo.  dim. polipetto    • 3 •   (med.) tumore benigno, molle e peduncolato, che si sviluppa sulle mucose.
polipodio   s.m.  (bot.) genere di felci che include la felce dolce.
polipolio   s.m.  (non com.) in economia, situazione di mercato in cui un bene o un servizio viene prodotto o fornito da un numero elevato di soggetti.
poliporacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi basidiomiceti, a cui appartiene il poliporo | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
poliporo   s.m.  (bot.) genere di funghi con imenio formato da tubicini e con cappello a forma di ventaglio; crescono in gruppi sul legno morto o sugli alberi (fam.  poliporacee).
poliposi   s.f.  (med.) affezione caratterizzata dalla presenza di numerosi polipi: poliposi intestinale. 
poliposo   agg.  (med.) che presenta più polipi.
polipropilene   s.m.  (chim.) materia plastica con ottime proprietà generali, prodotta per polimerizzazione stereoorientata del propilene.
polipsonio   s.m.  (non com.) in economia, situazione di mercato in cui esistono numerosi acquirenti di uno stesso bene o servizio.
poliptoto   non com. polittoto, s.m.  figura retorica che consiste nell'usare lo stesso vocabolo a breve distanza con funzioni morfo-sintattiche differenti (p. e. io, vecchio, parlai a un vecchio della vecchiaia).
polire   v. tr.  [io polisco, tu polisci ecc] (lett.)    • 1 •   lisciare, levigare una superficie    • 2 •   (fig.) rifinire, perfezionare, spec. un'opera d'arte.
polirematico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di espressione linguistica di due o più parole, non modificabile, che ha nel lessico l'autonomia di una parola singola; locuzione.
polireme   s.f.  (mar.) nome generico delle antiche navi da guerra a più ordini di remi.
poliritmia   s.f.  (mus) impiego simultaneo di parti vocali o strumentali con ritmi diversi: la poliritmia del jazz. 
poliritmico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) che presenta poliritmia: andamento poliritmico di una composizione. 
polis   s.f. invar.  la forma di organizzazione politica e civile tipica del mondo greco (secc. viii-iv a. c.); la città-stato.
polisaccaride   s.m.  (chim.) composto organico derivante dalla condensazione di monosaccaridi (p. e.  l'amido e la cellulosa).
poliscafo   s.m.  (mar.) ogni imbarcazione costituita da un sistema di più scafi (p. e.  il catamarano).
polisemantico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) polisemico.
polisemia   s.f.  (ling.) molteplicità di significati di una parola o di un'espressione.
polisemico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che ha più significati, che presenta polisemia; polisemantico.
polisenso   agg.  che ha più significati; che può essere variamente interpretato  s.m.    • 1 •   (lett.) molteplicità di significati: la poesia moderna è ricca di polisensi    • 2 •   gioco enigmistico basato su una parola che abbia più significati radicalmente differenti.
polisillabico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) costituito di due o più sillabe.
polisillabo   agg.  e s.m.  (ling.) si dice di parola che abbia più sillabe (il termine è riferito spec. a parole con più di quattro sillabe).
polisillogismo   s.m.  (filos.) catena di due o più sillogismi, nella quale la conclusione del sillogismo che precede è la premessa maggiore di quello che segue.
polisindetico   agg.  [pl. m. -ci] (gramm.) caratterizzato da polisindeto: coordinazione polisindetica  § polisindeticamente avv.  mediante polisindeto.
polisindeto   s.m.  (gramm.) tipo di coordinazione caratterizzato dalla ripetizione della medesima congiunzione (p. e. e sempre corsi, e mai non giunsi il fine; / e dimani cadrò, carducci).
polisolfuro   s.m.  (chim.) solfuro organico o inorganico contenente un numero di atomi di zolfo superiore alla massima valenza del metallo con cui sono combinati (p. e.  il disolfuro di ferro, o pirite).
polispasto   s.m.  (mecc.) paranco.
polispermia   s.f.  (biol.)    • 1 •   presenza nel liquido seminale di un numero di spermatozoi superiore alla norma    • 2 •   penetrazione di più spermatozoi in uno stesso uovo.
polisportiva   s.f.  società polisportiva.
polisportivo   agg.  che permette la pratica di molti sport: campo polisportivo  | che cura la pratica di più sport: società polisportiva. 
polista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) chi pratica il polo.
polistadio   agg. invar.  pluristadio.
poliste   s.f.  piccola vespa nera con cerchi gialli sull'addome; costruisce nidi su alberi e travi (ord.  imenotteri).
polistico   agg.  [pl. m. -ci] (sport) relativo al polo, ai polisti.
polistilo   agg.  (arch.) si dice di pilastro costituito da più colonne, caratteristico spec. dell'arte gotica.
polistirene   s.m.  (chim. ind.) materiale termoplastico ottenuto per polimerizzazione dello stirene, usato per imballaggi, per articoli tecnici e casalinghi, nell'arredamento ecc.; correntemente è detto anche polistirolo. 
polistirenico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di polistirene: resine polistireniche. 
polistirolico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di polistirolo: resine polistiroliche. 
polistirolo   s.m.  (chim. ind.) polistirene | polistirolo espanso, poliuretano espanso.
politeama   s.m.  [pl. -mi] edificio destinato a spettacoli di vario genere, teatrali, cinematografici, musicali ecc.
politecnico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne più arti e scienze, spec. nelle loro applicazioni pratiche: istituto politecnico   s.m.  istituto universitario per l'insegnamento delle scienze fisiche, chimiche e matematiche e delle loro applicazioni, spec. ingegneristiche e architettoniche.
politeismo   s.m.  forma di religione caratterizzata dalla credenza in una molteplicità di dei.
politeista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi segue e pratica il politeismo | usato anche come agg.  : popolazioni politeiste. 
politeistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al politeismo, ai politeisti: religione politeistica; culti politeistici  § politeisticamente avv.  secondo il politeismo.
politematico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) costituito da molti temi; che sviluppa più temi: composizione politematica; contrappunto politematico. 
politene   s.m.  (chim.) polietilene.
politetrafluoroetilene   s.m.  (chim.) polimero dell'etilene fluorurato, molto resistente agli agenti chimici e alla temperatura, usato in nastro per guarnizioni idrauliche e come rivestimento antiaderente di pentolame da cucina; è noto con il nome commerciale di teflon. 
politezza   (1) s.f.  (lett.)    • 1 •   l'essere liscio, levigato: la politezza del marmo    • 2 •   (fig.) eleganza, perfezione formale: politezza del verso, dello stile. 
politezza   (2) s.f.  (non com.) raffinatezza nel comportamento: politezza di modi. 
politica   s.f.    • 1 •   teoria e pratica che hanno per oggetto l'organizzazione e il governo dello stato; insieme dei fini cui tende uno stato e dei mezzi impiegati per raggiungerli | politica interna, attività di governo che si esercita entro i confini dello stato; politica estera, attività di governo che si esercita nei rapporti con altri stati sovrani; politica economica, insieme di misure (di un governo nazionale, di un'autorità sovranazionale, di un ente regionale ecc.) che influiscono sulle condizioni in cui avviene l'attività economica; politica industriale, aspetto della politica economica che incide sulle condizioni in cui opera il sistema industriale di uno stato; politica dei redditi, regolazione della dinamica dei salari e degli altri redditi, messa in atto specialmente per controllare l'inflazione; politica fiscale, manovra discrezionale del bilancio pubblico; politica monetaria, controllo della massa monetaria in circolazione e dei tassi d'interesse    • 2 •   l'attività di chi prende parte alla vita pubblica; modo di governare, di gestire: la politica di cavour; politica saggia, onesta; fare della politica; darsi alla politica; ritirarsi dalla politica; politica sindacale, aziendale    • 3 •   (estens.) tutto ciò che riguarda la vita pubblica: parlare, intendersi di politica    • 4 •   (fig.) comportamento abile e astuto per raggiungere un determinato fine; accortezza o diplomazia nell'agire, nel parlare: ci vuole un po' di politica; è un uomo che ha molta politica; ho dovuto parlare con un po' di politica, per non dire in pubblico i fatti miei  (manzoni p. s.  xiv).
politically correct   loc. agg. invar.  politicamente corretto; si dice per sottolineare che un'opinione è conforme ai principi di rispetto della parità dei diritti dei sessi o di qualsiasi minoranza politica o sociale.
politicante   s.m.  e f.  (spreg.) chi si dà alla politica senza sufficiente preparazione o per trarne vantaggi personali.
politicastro   s.m.  (spreg.) uomo politico intrigante e di poco valore.
politichese   s.m.  (spreg.) nell'uso giornalistico, il linguaggio dei politici, spec. in quanto caratterizzato da perifrasi, tecnicismi e complicazioni che lo rendono stereotipato e incomprensibile ai più.
politichino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (non com.) politicante    • 2 •   (fam.) chi agisce con accortezza e diplomazia, riuscendo a ottenere tutto ciò che vuole.
politicismo   s.m.  tendenza a far prevalere le esigenze politiche su tutte le altre (scientifiche, artistiche, morali ecc.).
politicità   s.f.  l'essere politico; l'avere tendenza o carattere politico: un'arte aliena da ogni politicità. 
politicizzare   v. tr.    • 1 •   dare carattere politico a qualcosa che potrebbe o dovrebbe esserne privo: politicizzare una commemorazione funebre    • 2 •   sensibilizzare qualcuno alle esigenze politiche, indurlo a una più attiva partecipazione alla vita politica: politicizzare gli addetti alla ricerca scientifica, le masse contadine, i disoccupati  | politicizzarsi v. rifl.  sensibilizzarsi alla politica, indursi a partecipare alla vita politica | v. rifl.  assumere valore politico; entrare nella sfera della politica: la questione si è politicizzata. 
politicizzato   part. pass.  di politicizzare   agg.    • 1 •   che ha contenuti politici; che viene caricato di valore politico: uno sciopero politicizzato    • 2 •   che mostra viva sensibilità politica; che si occupa attivamente di politica: uno studente, un lavoratore politicizzato. 
politicizzazione   s.f.  il politicizzare, il politicizzarsi, l'essere politicizzato.
politico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) dello stato, che concerne lo stato: la dottrina politica di hegel    • 2 •   della politica, che riguarda la politica, che si occupa della politica: indirizzo, ordinamento politico; partito, giornale politico; attività, vita politica; opinioni, discussioni, lotte politiche; diritti politici, quelli di eleggere, di essere eletti e di rivestire cariche pubbliche; uomo politico, che si dedica professionalmente alla politica | reato politico, quello commesso per ragioni politiche o rivolto contro gli interessi dello stato | prigioniero politico, quello arrestato o detenuto per reati politici | elezioni politiche, quelle con le quali si elegge il parlamento nazionale | prezzo politico, (econ.) che è imposto in misura inferiore al costo, per ragioni di natura sociale e politica | scienze politiche, l'insieme delle scienze che si occupano della politica | economia politica, teoria economica, in partic. quella che pone l'accento sulle specifiche condizioni storico-politiche in cui si svolge l'attività economica; anche, l'economia come scienza sociale | geografia politica, che studia le condizioni geografiche degli stati    • 3 •   (non com.) che ha una vita sociale e civile: l'uomo è un animale politico   s.m.    • 1 •   uomo politico: il linguaggio dei politici    • 2 •   (fig.) persona astuta, che agisce con accortezza e diplomazia: voi volete fare il politico; ma io ho capito tutto  (manzoni p. s.  vii)    • 3 •   [solo sing.] sfera pubblica, sociale di una persona: il privato e il politico  § politicamente avv.    • 1 •   dal punto di vista politico    • 2 •   (fig.) con abilità, con astuzia.
politicone   s.m.  [f. -a] (spreg.) persona che si destreggia abilmente per raggiungere i suoi fini.
politipo   s.m.  (tip.) carattere di stampa costituito di più lettere (p. e. æ).
polito   part. pass.  di polire  agg.  nei sign. del verbo | (lett.) raffinato, forbito: eloquenza polita. 
politologia   s.f.  disciplina che studia le realtà politiche e i loro sviluppi.
politologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla politologia.
politologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di politologia; esperto di politica.
politonale   agg.  caratterizzato da politonalità.
politonalità   s.f.    • 1 •   (mus.) impiego simultaneo di due o più tonalità diverse nella medesima composizione    • 2 •   (fig.) varietà di toni, in un autore o in un'opera letteraria.
politopico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) si dice di specie che si suppone abbia avuto origine in più luoghi, distanti tra loro; anche, dell'origine stessa.
politopo   s.m.  (mat.) spazio matematico a n  dimensioni.
politrasfuso   agg.  e s.m.  (med.) si dice di paziente che è stato sottoposto a molte trasfusioni di sangue.
politrico   s.m.  [pl. -chi] (bot.) genere di muschi con fusto gracile e molte foglioline.
politropo   agg.  (lett.) d'ingegno versatile; astuto, scaltro: il politropo ulisse  (d'annunzio).
polittico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   dipinto o rilievo composto di tre o più tavole, incernierate fra loro in modo da potersi richiudere l'una sull'altra; anche, pala d'altare composta di più pannelli (in genere, cinque)    • 2 •   (fig.) composizione letteraria o musicale composta di più parti collegate fra loro, ma provviste ciascuna di una certa autonomia.
polittoto    ⇨ poliptoto.
politura   s.f.  (lett.) il polire (anche fig.).
poliuretano   s.m.  (chim.) resina polimerica usata per rivestimenti protettivi o per preparare colle, vernici ecc. | poliuretano espanso, materiale solido a struttura spugnosa, prodotto di reazione di un poliestere, usato come isolante termico o acustico e negli imballaggi; è detto anche, nell'uso corrente, polistirolo espanso. 
poliuria   s.f.  (med.) aumento della quantità di urina emessa nelle 24 ore.
polivalente   agg.    • 1 •   (chim.) si dice di ogni elemento capace di variare la valenza e di combinarsi con uno stesso elemento in proporzioni differenti, dando origine a composti diversi    • 2 •   (estens.) che serve o si adatta a diversi usi; che produce più effetti: un centro culturale polivalente; una legge, un rimedio polivalente; siero, vaccino polivalente. 
polivalenza   s.f.  l'essere polivalente (anche fig.).
polivinilcloruro   s.m.  (chim.) polimero del cloruro di vinile; costituisce una delle materie plastiche più diffuse.
polivinile   s.m.  (chim.) ogni prodotto di polimerizzazione del vinile o di composti contenenti il radicale vinilico, impiegato nella produzione di vernici, adesivi ecc.
polivinilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di polivinile.
polivinilpirrolidone   s.m.  (chim.) polimero del vinilpirrolidone che, secondo il grado di polimerizzazione, è usato come materia plastica e collante o, in soluzione salina acquosa, come sostituto del plasma per trasfusioni.
polizia   s.f.    • 1 •   azione svolta dallo stato per prevenire i reati, individuare i loro autori e tutelare l'ordine pubblico: disposizioni, provvedimenti di polizia  | stato di polizia, situazione in cui, in uno stato, i poteri sono concentrati nell'esecutivo e i diritti e le libertà sono limitati, spec. per fronteggiare una situazione d'emergenza o per reprimere le attività delle opposizioni    • 2 •   il complesso dei servizi e degli agenti impiegati dallo stato con compiti di polizia (in italia, denominato ufficialmente polizia di stato); le forze di polizia; chiedere l'intervento della polizia; essere ricercato dalla polizia; chiamare la polizia | polizia  giudiziaria, complesso delle forze (polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza, agenti di custodia) a disposizione dell'autorità giudiziaria con le finalità di scoprire i reati, ricercarne i colpevoli e assicurarne le prove | polizia scientifica, ramo della polizia giudiziaria che si avvale di metodi scientifici per le indagini sui reati | polizia tributaria, che ha il compito di accertare le evasioni fiscali e combattere il contrabbando; guardia di finanza | polizia sanitaria, che ha per fine la tutela della sanità pubblica | polizia stradale, addetta alla sorveglianza del traffico | polizia ferroviaria, con compiti di sorveglianza delle stazioni e di scorta ai treni    • 3 •   (pop.) questura, commissariato di polizia: andare alla polizia  | automobile della polizia: è passata la polizia a sirene spiegate    • 4 •   organizzazione privata con funzioni di sorveglianza o investigazione.
poliziano   agg.  (lett.) di montepulciano, comune in provincia di siena  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di montepulciano | il poliziano, per antonomasia, il poeta e filologo agnolo ambrogini (1454-1494).
poliziesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   di, della polizia: inchiesta poliziesca  | (spreg.) inquisitorio, arbitrario, violento: metodo, governo poliziesco    • 2 •   si dice di opera letteraria o cinematografica che ha per argomento un delitto e le relative indagini della polizia: racconto, romanzo, film poliziesco. 
poliziotto   s.m.  [f. -a]    • 1 •   agente della polizia di stato | poliziotto privato, chi svolge privatamente indagini poliziesche, detective    • 2 •   (estens.) chi governa in maniera repressiva: quella... prigione su la cui vetta, poliziotto e carnefice d'europa, stava l'imperatore d'asburgo  (carducci) | usato anche come agg. invar.  : donna poliziotto, poliziotta | cane poliziotto, addestrato per essere di aiuto alla polizia.
polizza   s.f.    • 1 •   scrittura privata attestante una convenzione, un contratto o l'avvenuto ricevimento di merce o denaro: polizza del lotto, del monte dei pegni; polizza di assicurazione, documento che prova la stipulazione di un contratto di assicurazione; polizza di carico, titolo rappresentativo di merci, emesso in seguito alla conclusione di un contratto di trasporto marittimo o aereo | polizza di cambio, (antiq.) cambiale    • 2 •   (ant.) biglietto. dim. polizzina. 
polizzario   s.m.  registro di polizze.
polizzino   s.m.  nel gergo di banca, fede di credito | nel gergo di borsa, fissato bollato.
polka    ⇨ polca.
polla   s.f.  vena d'acqua che scaturisce dal terreno.
pollachiuria   s.f.  (med.) eccessiva frequenza delle minzioni.
pollaio   s.m.    • 1 •   locale rustico o recinto in cui si tengono i polli | (estens.) l'insieme dei polli di un pollaio    • 2 •   (fig. fam.) luogo sporco e disordinato | riunione di persone schiamazzanti; gran chiasso.
pollaiolo   lett. pollaiuolo, dial. pollarolo, s.m.  [f. -a] chi alleva e vende polli.
pollame   s.m.  denominazione generica di polli, capponi, tacchini, anatre e oche allevati per l'alimentazione umana.
pollanca   s.f.  (region.) pollastra o tacchina giovane | (fig. scherz.) ragazza attraente. dim. pollanchella, pollanchetta. 
pollare   v. intr.  [io póllo ecc. ; aus. essere] (ant.) germogliare, scaturire.
pollarolo    ⇨ pollaiolo.
pollastra   s.f.    • 1 •   gallina giovane, che non ha ancora fatto uova. dim. pollastrella, pollastrina    • 2 •   (fig. scherz.) ragazza piacente e sempliciotta.
pollastro   s.m.    • 1 •   pollo giovane. dim. pollastrello    • 2 •   (fig. scherz.) uomo inesperto e credulone.
polledro    ⇨ puledro.
polleria   s.f.  negozio in cui si vende pollame.
pollice   s.m.    • 1 •   il primo e più grosso dito della mano, opponibile alle altre dita e costituito di due sole falangi | avere il pollice verde, (fig.) essere molto portati per il giardinaggio    • 2 •   impropriamente, alluce    • 3 •   antica unità di misura di lunghezza, corrispondente a 1/12 di piede, cioè a 25,4 mm; è tuttora in vigore nel sistema anglosassone e, per le misure di tecnologia meccanica, si usa tradizionalmente anche dove vige il sistema metrico decimale | (estens.) misura minima, spazio piccolissimo: non muoversi, non indietreggiare di un pollice. 
pollicoltore   o pollicultore, s.m.  [f. -trice] chi si occupa di pollicoltura.
pollicoltura   o pollicultura, s.f.  pratica e tecnica di allevare il pollame; l'allevamento stesso.
pollina   s.f.  concime costituito dagli escrementi dei polli.
polline   s.m.  (bot.) polvere, per lo più gialla, che si forma sulle antere di un fiore; è costituita da granellini che contengono l'elemento fecondatore della pianta.
pollinico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) di polline, relativo al polline.
pollino   (1) agg.  del pollo, dei polli: pidocchio pollino  | occhio pollino, callo situato tra due dita dei piedi, occhio di pernice.
pollino   (2) s.m.  (antiq.) terreno paludoso; sabbie mobili.
pollinosi   s.f.  (med.) complesso delle manifestazioni allergiche conseguenti alla sensibilizzazione dell'organismo verso i pollini dei fiori.
pollivendolo   s.m.  [f. -a] chi vende polli.
pollo   s.m.    • 1 •   nome generico del gallo e della gallina giovani: polli d'allevamento; pollo lesso, arrosto; brodo di pollo | pollo d'india, tacchino | pollo sultano, uccello di medie dimensioni con piumaggio azzurro, zampe e becco rosso e placca frontale (ord.  ralliformi) | andare a letto coi polli, (fig.) prestissimo | conoscere i propri polli, (fig. fam.) le persone con cui si ha a che fare | far ridere i polli, (fig. fam.) comportarsi in modo ridicolo, balordo    • 2 •   (fig.) semplicione, gonzo.
pollone   s.m.    • 1 •   germoglio che si sviluppa dal rizoma o dal tronco di una pianta    • 2 •   (estens. lett.) rampollo, discendente: salve, o pollone de la mista razza / che dee la terra cristiana aduggiare  (carducci).
polluto   agg.  (lett.) imbrattato; contaminato.
polluzione   s.f.    • 1 •   (fisiol.) eiaculazione involontaria che ha luogo durante il sonno    • 2 •   (non com.) contaminazione, inquinamento: polluzione atmosferica, radioattiva. 
polmonare   agg.  (anat. , med.) del polmone, dei polmoni: arteria, enfisema polmonare. 
polmonaria   s.f.  pianta erbacea perenne con foglie pelose macchiate di bianco e fiori tubolari in cime di colore azzurro-violaceo (fam.  borraginacee).
polmonati   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di molluschi gasteropodi terrestri o d'acqua dolce, caratterizzati dal fatto che la cavità del mantello funziona come un polmone; vi appartengono la chiocciola e la lumaca | sing.  [-o] ogni mollusco di tale sottoclasse.
polmone   s.m.    • 1 •   (anat.) ciascuno dei due organi della respirazione dei vertebrati (esclusi i pesci), che si trovano nella cavità toracica: respirare a pieni polmoni, inspirando ed espirando profondamente; gridare a pieni polmoni, con tutta la forza del proprio fiato; avere buoni polmoni, (scherz.) si dice di chi parla o canta a voce altissima | polmone d'acciaio, (med.) apparecchio che determina movimenti passivi della cassa toracica, in soggetti affetti da paralisi dei muscoli dell'apparato respiratorio. dim. polmoncino    • 2 •   (fig.) zona verde che purifica l'aria in centri urbani: i parchi sono il polmone della città  | (estens.) elemento propulsore, centro vitale: il turismo è il polmone dell'economia italiana; milano è il polmone industriale del nord    • 3 •   (fig. pop.) persona fiacca, incapace; cosa vecchia che funziona male: quest'automobile è un polmone. 
polmonite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica dei polmoni.
polmonitico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a polmonite.
polo   (1) s.m.    • 1 •   (geom.) ciascuno dei due punti di una sfera equidistanti da tutti i punti di un circolo massimo    • 2 •   (astr.) ciascuno dei due punti in cui l'asse di rotazione di un pianeta o di una stella interseca la sua superficie; in partic., ciascuno dei due punti in cui l'asse di rotazione terrestre interseca la superficie del globo: polo nord, nell'emisfero artico; polo sud, nell'emisfero antartico | polo celeste, ciascuno dei due punti in cui i prolungamenti dell'asse di rotazione della terra incontrano la sfera celeste    • 3 •   (estens.) regione geografica situata nei pressi di uno dei due poli terrestri: una spedizione scientifica al polo | da un polo all'altro, dall'uno all'altro polo, dappertutto, in tutto il mondo    • 4 •   (ant. , poet.) regione della terra | emisfero o volta celeste: tutte le stelle già de l'altro polo / vedea la notte  (dante inf.  xxvi, 127-128)    • 5 •   (fig.) posizione, situazione antitetica: io e lui siamo ai due poli opposti    • 6 •   (scient.) punto dotato di particolari caratteristiche (p. e.  punto singolare di una funzione) | polo magnetico, ciascuna delle due estremità di una calamita lineare; anche, punto verso cui si dirige l'ago magnetico della bussola | polo positivo, negativo, le estremità degli elettrodi di una pila o di un accumulatore | polo nord, sud, in un magnete, le estremità che si dirigono verso i poli geografici omonimi    • 7 •   (fig.) punto, centro d'attrazione e di irradiazione | polo di sviluppo, (econ.) concentrazione di investimenti industriali e infrastrutturali in un punto di un'area depressa, favorita dai poteri pubblici per avviarvi lo sviluppo economico    • 8 •   (mat.) punto rispetto al quale si calcolano le distanze nel sistema di coordinate polari    • 9 •   (biol.) l'estremità di un asse di simmetria di un organismo, di una cellula ecc.: i poli dell'uovo. 
polo   (2) s.m.  (sport) gioco che si disputa fra due squadre di quattro cavalieri che cercano di mandare nella porta avversaria una palla rigida colpendola con una mazza | s.f. invar.  indumento di maglia con collo piccolo e allacciatura a due bottoni, come quello indossato dai giocatori di polo.
polonaise   s.f. invar.  (mus.) polacca.
polonese   agg.  e s.m.  si dice di un tipo di tessuto a righe trasversali in rilievo, usato spec. per tappezzeria  s.f.  (mus.) polacca.
polonico   agg.  [pl. m. -ci] (ant.) polacco; usato oggi solo nelle espressioni: grano polonico, grano duro dalle lunghe glume; influenza polonica, malattia infettiva trasmessa dai pidocchi.
polonio   s.m.  elemento chimico di simbolo po; è un metallo radioattivo derivante dalla disintegrazione del radio.
polono   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant.) polacco.
polpa   s.f.    • 1 •   la carne senza ossa e senza grasso degli animali macellati: polpa di manzo, di vitello; un taglio tutta polpa  | nell'uomo, le carni, in opposizione alle ossa: mentre ch'io forma fui d'ossa e di polpe / che la madre mi diè  (dante inf.  xxvii, 73-74)    • 2 •   la parte molle e succosa di un frutto: la polpa di un'albicocca    • 3 •   polpa dentale, dentaria, (anat.) la parte interna del dente, costituita essenzialmente da tessuto connettivo ricco di vasi sanguigni e di terminazioni nervose    • 4 •   pl.  (ant.) polpacci: calzoni che arrivano alle polpe  | pl.  (scherz.) calze (dette anche polpette) che mettono in evidenza i polpacci, indossate da servitori e valletti quando sono in livrea con calzoni fermati sotto il ginocchio: maggiordomo in polpe    • 5 •   (fig.) la parte essenziale, la sostanza di un discorso, di uno scritto, di una dottrina.
polpaccio   s.m.    • 1 •   la massa muscolosa e tondeggiante nella parte posteriore della gamba, sotto il ginocchio: un polpaccio ben tornito.  dim. polpaccetto  accr. polpaccione    • 2 •   (rar.) il polpastrello del pollice.
polpacciolo   s.m.  (tosc.)    • 1 •   polpastrello    • 2 •   pezzo di polpa magra di carne macellata.
polpacciuto   agg.  (non com.)    • 1 •   che ha molta polpa    • 2 •   che ha polpacci molto grossi.
polpara   s.f.  (merid.) attrezzo per la pesca dei polpi, costituito da un blocchetto di piombo a forma cilindrica o conica con una serie di robusti ami disposti a corona, che si cala sul fondo con un cavetto.
polpastrello   s.m.  la parte carnosa e tondeggiante dell'ultima falange di ogni dito.
polpetta   s.f.    • 1 •   pietanza di carne o altra sostanza tritata, aromatizzata con condimenti e preparata in piccole forme rotonde e schiacciate che vengono fritte o cotte in umido: polpette di manzo, di pollo, di tonno  | far polpette di qualcuno, (fig. scherz.) conciarlo in malo modo; stravincere su di lui. dim. polpettina  accr. polpettona    • 2 •   boccone avvelenato che si getta ai cani o ad altri animali per ucciderli    • 3 •   (fig.) libro farraginoso e tedioso    • 4 •   pl.  (scherz.) le calze (dette anche polpe).
polpettone   s.m.    • 1 •   impasto di carne tritata e condimenti diversi, al quale si dà la forma di un grosso cilindro; si cucina lesso, in umido o fritto e si serve tagliato a fette    • 2 •   (fig.) discorso, scritto, opera farraginosi e tediosi: quel libro, quel film è un polpettone. 
polpo   s.m.  mollusco cefalopodo marino privo di conchiglia, con corpo carnoso a sacco, testa larga munita di becco, grossi occhi sporgenti e otto lunghi tentacoli provvisti di ventose; è comune nel mediterraneo e nell'atlantico.
polposo   agg.    • 1 •   ricco di polpa: frutto polposo    • 2 •   simile a polpa: consistenza polposa. 
polputo   agg.  che ha molta polpa, detto di parti del corpo: fianchi polputi; gambe polpute  | vino polputo, (fig. non com.) forte, gagliardo.
polsino   s.m.    • 1 •   dim.  di polso    • 2 •   striscia di stoffa, chiusa da bottoni o da gemelli, con cui terminano le maniche delle camicie o di abiti femminili: polsini inamidati, di ricambio. 
polso   s.m.    • 1 •   parte dell'arto superiore dell'uomo in cui la mano si congiunge con l'avambraccio: un polso sottile, fragile, robusto; orologio da polso; stringere, afferrare qualcuno per i polsi; mettere le manette ai polsi.  dim. polsino    • 2 •   (estens.) nell'abbigliamento maschile e femminile, la parte terminale della manica lunga di una giacca, un abito, un cappotto e sim.: polso stretto, largo, rovesciato    • 3 •   (fisiol.) battito ritmico che è prodotto dalla dilatazione delle arterie per l'afflusso del sangue sospinto dalle contrazioni cardiache; risulta particolarmente avvertibile nel polso: polso regolare, irregolare; polso debole, piccolo, frequente, affrettato, impercettibile; sentire il polso a un malato  | tastare il polso a qualcuno, (fig.) tentare, con accorte domande, di scoprirne le intenzioni o di individuarne le capacità, le possibilità    • 4 •   (fig. non com.) la forza vitale; la salute: tanto ch'i' ne perde' li sonni e' polsi  (dante inf.  xiii, 63)    • 5 •   (fig.) energia, vigoria, forza fisica e morale; autorità, autorevolezza: un uomo, un insegnante di polso; genitori privi di polso; reggere una situazione, un'azienda con polso fermo, ferreo; un lavoro di polso, impegnativo, difficile    • 6 •   (tosc.) nome di un taglio di carne ricavato dalla spalla del bue.
polsonetto   s.m.  recipiente metallico a fondo concavo, provvisto di manico, usato per cuocere salse e creme.
polstrada   s.f.  (burocr.) abbr. di polizia stradale. 
polta   s.f.  presso gli antichi romani, sorta di polenta preparata con farina di frumento o di fave in uso quando ancora non si faceva il pane, in seguito cibo comune dei poveri e degli schiavi: dato alla plebe fu cacio con polta  (leopardi paralipomeni) | oggi, cibo per animali da cortile.
poltaceo   ant. pultaceo, agg.  (rar.) che ha la consistenza della polenta.
poltiglia   ant. pultiglia, s.f.    • 1 •   miscuglio semiliquido di sostanze varie, in genere di aspetto disgustoso: la minestra è diventata una poltiglia | ridurre qualcuno in poltiglia, (fig.) annientarlo    • 2 •   fanghiglia: la pioggia ha trasformato la neve in una poltiglia. 
poltiglioso   agg.  (non com.) che è o sembra poltiglia; pieno di poltiglia.
poltrire   v. intr.  [io poltrisco, tu poltrisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   indugiare pigramente nel letto, senza dormire: poltrire sotto le coperte    • 2 •   (estens.) condurre una vita oziosa; stare senza far niente.
poltro   agg.  (ant.)    • 1 •   si dice di puledro, o altro animale giovane, non ancora domato: come fan bestie spaventate e poltre  (dante purg.  xxiv, 135)    • 2 •   pigro, apatico  s.m.  (ant.) letto.
poltrona   s.f.    • 1 •   sedia ampia e comoda, per lo più imbottita e provvista di braccioli: poltrona di pelle, di velluto; un divano e due poltrone | poltrona letto, poltrona che si può allungare e distendere in modo che serva da letto | starsene in poltrona, (fig.) oziare. dim. poltroncina  pegg. poltronaccia    • 2 •   in teatro, posto situato nel settore anteriore della platea: due poltrone di terza fila    • 3 •   (fig.) posto di potere, incarico di prestigio: ambire alla poltrona di presidente; non voler lasciare la poltrona. 
poltronaggine   s.f.  l'esser poltrone.
poltroncina   s.f.    • 1 •   dim.  di poltrona    • 2 •   in teatro, posto di platea situato immediatamente dietro le file delle poltrone.
poltrone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona pigra, che ama poltrire, stare in ozio: alzati, poltrone!; su, non fare il poltrone!    • 2 •   (antiq.) uomo pauroso, vigliacco    • 3 •   (ant.) uomo di bassa condizione    • 4 •   (zool.) bradipo.
poltroneggiare   v. intr.  [io poltronéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) fare il poltrone; oziare, poltrire.
poltroneria   s.f.  l'essere poltrone; poltronaggine.
poltronesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da poltrone: vita poltronesca  § poltronescamente avv. 
poltroniero   o poltroniere, s.m.  (ant.)    • 1 •   poltrone, vigliacco    • 2 •   uomo di vile condizione | mascalzone, ribaldo: poltronieri e gaglioffi che voi sete a voler infamar una donna da bene  (bandello).
poltronissima   s.f.  nei teatri, poltrona di primissima fila.
poltronite   s.f.  (scherz.) poltronaggine, intesa quasi come una malattia.
polve   s.f.  (ant. , poet.) polvere: or qui sotterra / polve e scheletro sei  (leopardi sopra il ritratto di una bella donna  1-2).
polveraccio   s.m.    • 1 •   (non com.) polverume; insieme di cose ridotte in polvere    • 2 •   (ant.) sterco di pecora, di capra e sim., seccato e ridotto in polvere per concimare.
polveraio   agg.  (rar.) che solleva molta polvere; per estens., secco, asciutto | prov.  : gennaio polveraio empie il granaio. 
polveratrice   s.f.  macchina agricola per lo spargimento di sostanze antiparassitarie sotto forma di polveri.
polvere   s.f.    • 1 •   [solo sing.] l'insieme dei minutissimi e impalpabili frammenti o minuzzoli di terra arida che, sollevati dal vento, si depositano sulle cose: strade piene di polvere; libri coperti di polvere; c'è un dito di polvere su questa scrivania; levare, pulire la polvere; alzare la polvere, sollevarla | gettar la polvere negli occhi a qualcuno, (fig.) ingannarlo con false apparenze | far mangiare la polvere a qualcuno, (fig.) sopravanzarlo, vincerlo | scuotersi di dosso la polvere, (fig.) liberarsi di preoccupazioni, fastidi e sim.; non voler avere più nulla a che fare con qualcuno o qualcosa | scuotere la polvere di dosso a qualcuno, (fig. iron.) bastonarlo. dim. polverino  (m.), polvericcio  (m.) accr. polverone  (m.)    • 2 •   (fig. lett.) disuso, abbandono; oblio: trarre, dissotterrare dalla polvere    • 3 •   (estens.) qualsiasi sostanza naturale o artificiale che ha l'aspetto di polvere: latte, cacao in polvere; polveri meteoriche, farmaceutiche  | ridurre in polvere, macinare; (fig.) fare a pezzi, annientare. dim. polverina, polveretta    • 4 •   nome generico di sostanze deflagranti impiegate nella confezione di esplosivi e di proiettili per armi da fuoco: polvere da sparo, pirica  (o nera); polvere senza fumo, quella che brucia con poco fumo ed è poco sensibile agli urti | innescare le polveri, applicare un mezzo d'accensione alla carica di scoppio o di lancio | fiutare odor di polvere, (fig.) presentire una battaglia o una grave contesa | avere le polveri bagnate, (fig.) essere nell'impossibilità di sfruttare le proprie capacità | dar fuoco alle polveri, (fig.) provocare disordini, una ribellione    • 5 •   (lett.) la polvere di terra del campo di battaglia o di esercitazioni agonistiche; il campo stesso: convien ch'i' sudi in questa polver io  (poliziano) | mordere la polvere, cadere sul campo di battaglia; (fig.) essere battuto, sconfitto, umiliato    • 6 •   (fig. lett.) sconfitta, umiliazione: due volte nella polvere, / due volte sull'altar  (manzoni il cinque maggio).
polveriera   s.f.    • 1 •   deposito di esplosivi    • 2 •   nell'uso corrente, polverificio    • 3 •   (fig.) luogo in cui l'accumularsi di tensioni sociali, politiche o militari lascia prevedere l'esplosione di violenti conflitti.
polverificio   s.m.  stabilimento dove si producono e si lavorano gli esplosivi.
polverina   s.f.    • 1 •   dim.  di polvere    • 2 •   sostanza medicinale in polvere | (gerg.) stupefacente in polvere    • 3 •   (pop.) additivo per sofisticare sostanze alimentari: vino fatto con le polverine. 
polverino   s.m.    • 1 •   dim.  di polvere    • 2 •   polvere pirica fine con cui si innescava la carica di lancio nelle armi da fuoco ad avancarica con accensione a focone    • 3 •   la sabbia o la polvere di legno che si usava per asciugare l'inchiostro sugli scritti.
polverio   s.m.  quantità di polvere sollevata dal vento, da un veicolo o da altro.
polverizzabile   agg.  che può essere polverizzato.
polverizzamento   s.m.  (non com.) polverizzazione.
polverizzare   v. tr.    • 1 •   ridurre in polvere o in minuti frammenti: polverizzare il sale, il tabacco  | (fig.) annientare, stravincere: polverizzare l'avversario; polverizzare un record, superarlo, batterlo con largo margine    • 2 •   (estens.) ridurre in minutissime goccioline un liquido    • 3 •   (non com.) ricoprire con una sostanza in polvere: polverizzare una torta con zucchero vanigliato  | polverizzarsi v. rifl.  ridursi in polvere | (fig.) ridursi a niente: il mio stipendio si è polverizzato in un batter d'occhio. 
polverizzatore   agg.  [f. -trice] (non com.) che polverizza  s.m.    • 1 •   apparecchio usato per polverizzare sostanze solide    • 2 •   nebulizzatore.
polverizzazione   s.f.  il polverizzare, il polverizzarsi, l'essere polverizzato.
polverone   s.m.    • 1 •   accr.  di polvere    • 2 •   grande quantità di polvere sollevata dal vento, da veicoli o da altro | alzare, sollevare un polverone, (fig.) creare confusione; suscitare una gran quantità di polemiche, discussioni, commenti.
polveroso   agg.    • 1 •   pieno di polvere, coperto di polvere: scaffali polverosi    • 2 •   (lett.) detto di vento, che solleva polvere: dinanzi polveroso va superbo, / e fa fuggir le fiere e li pastori  (dante inf.  ix, 71-72)    • 3 •   che ha natura di polvere, che è simile a polvere: neve polverosa, asciutta e fine.
polverulento   o pulverulento, agg.    • 1 •   che è in polvere, che ha la consistenza e l'aspetto della polvere: polline polverulento    • 2 •   (lett.) coperto di polvere    • 3 •   (lett.) che solleva polvere: il pulverulento / scalpitamento de' cavalli ansanti  (pascoli).
polverume   s.m.  (spreg.)    • 1 •   grande quantità di polvere, spec. quella che ricopre i mobili e gli oggetti di una casa trascurata    • 2 •   insieme di oggetti polverosi, di cose vecchie e disusate: butta via questo polverume!. 
polviglio   s.m.  (ant. , lett.)    • 1 •   polvere sottile: molle polviglio d'argento  (d'annunzio)    • 2 •   cuscinetto contenente spigo tritato, adoperato per profumare la biancheria.
polviscolo    ⇨ pulviscolo.
poma   s.f.  (ant.) pomo o frutto in genere.
pomacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni che hanno per frutto un pomo | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
pomaio    ⇨ pomario.
pomarancia   s.f.  (rar.) melarancia, arancia dolce.
pomario   o pomaio, s.m.  (lett.) frutteto.
pomata   s.f.  preparato cosmetico o farmaceutico, molle e untuoso, da applicarsi sulla pelle.
pomato   agg.    • 1 •   (ant.) si dice di terreno coltivato ad alberi da frutto    • 2 •   (non com.) pomellato.
pome    ⇨ pomo.
pomellato   agg.  si dice di cavallo dal mantello grigio, con macchie tondeggianti più chiare o più scure.
pomellatura   s.f.  l'insieme delle macchie che caratterizzano il mantello dei cavalli pomellati.
pomello   s.m.    • 1 •   la parte rilevata e tondeggiante della gota, corrispondente allo zigomo: avere i pomelli rossi per il freddo    • 2 •   oggetto sferico o tondeggiante, usato come maniglia, come impugnatura o anche come ornamento: il pomello di un cassetto, di uno sportello; il pomello della leva del cambio; il pomello di un bastone da passeggio.  dim. pomellino. 
pomelo   s.m.  (bot.) varietà di pompelmo.
pomerano   agg.  della pomerania, regione dell'europa centro-settentrionale  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della pomerania.
pomeridiano   agg.  del pomeriggio; che avviene o si fa nel pomeriggio: ore pomeridiane; sonnellino pomeridiano; riunione pomeridiana. 
pomeriggio   s.m.  la parte del giorno compresa tra il mezzogiorno e la sera: primo, tardo pomeriggio; le trasmissioni del pomeriggio; oggi, domani, sabato pomeriggio. 
pomerio   s.m.  nell'antica roma, lo spazio di terreno immediatamente esterno e interno alle mura urbane, considerato sacro e mantenuto libero da costruzioni.
pometo   s.m.  (non com.) frutteto.
pomettato   agg.  (arald.) detto di croce patente con tre pomelli a ogni estremità.
pomfo   o ponfo, s.m.  (med.) rigonfiamento circoscritto della pelle, arrossato e pruriginoso, caratteristico di alcune dermatosi e allergie.
pomice   s.f.  varietà porosa e leggerissima di ossidiana, di color bianco grigiastro e di lucentezza serica; polverizzata, è usata per levigare e lucidare metalli, marmi ecc. o per formare un ottimo calcestruzzo insieme col cemento | anche in funzione di agg.  : pietra pomice. 
pomiciare   v. tr.  [io pómicio ecc.] (non com.) levigare, lucidare con pomice in polvere | v. intr.  [aus. avere] (pop.) scambiarsi effusioni intime.
pomiciata   s.f.  (pop.) lo scambiarsi effusioni intime.
pomiciatura   s.f.    • 1 •   levigatura di pelli, marmi o metalli con pomice in polvere    • 2 •   rasatura dei feltri con cilindri ricoperti di materiale abrasivo, in genere pomice macinata.
pomicione   s.m.  [f. -a] (pop.) chi ama pomiciare.
pomicioso   agg.  (non com.)    • 1 •   simile alla pomice    • 2 •   detto di terreno, ricco di pomice.
pomicoltore   o pomicultore, s.m.  [f. -trice] (non com.) frutticoltore.
pomicoltura   o pomicultura, s.f.  (non com.) frutticoltura.
pomidoro   e deriv.   ⇨ pomodoro e deriv. 
pomifero   agg.    • 1 •   (lett.) che produce pomi, frutti: al pomifero autunno, al freddo verno  (alamanni)    • 2 •   (arald.) si dice del melo fruttifero di smalto diverso.
pomo   poet. pome, s.m.  [pl. -mi; ant. anche le poma, le pomora]    • 1 •   (lett. , pop.) mela | melo    • 2 •   (lett.) qualsiasi frutto d'albero, spec. se simile alla mela: quel dolce pome che per tanti rami / cercando va la cura de' mortali  (dante purg.  xxvii, 115-116) | pomo della discordia, nella mitologia greca, la mela d'oro destinata alla dea più bella, che paride assegnò a venere provocando l'ira di giunone e minerva e indirettamente la guerra di troia; (fig.) ogni cosa o persona che sia causa di un contrasto, di una lite    • 3 •   (bot.) falso frutto indeiscente in cui la polpa che circonda i semi deriva dalla trasformazione del ricettacolo (p. e.  mela, pera, nespola)    • 4 •   (estens.) elemento sferico o sferoidale, di solito collocato all'estremità di un oggetto, come impugnatura o come motivo ornamentale: il pomo del bastone, della spada; un letto con pomi di ottone  | estremità superiore, a forma di globo schiacciato, degli alberetti di un veliero e dell'asta della bandiera    • 5 •   pomo d'adamo, (anat.) sporgenza formata dalla laringe nella parte mediana anteriore del collo.
pomodorata   pop. pomidorata, s.f.  lancio di un pomodoro contro qualcuno o qualcosa in segno di disprezzo o di protesta: l'oratore fu preso a pomodorate. 
pomodoro   pop. pomidoro, s.m.  [pl. pomodori, pop. pomidori, region. pomidoro]    • 1 •   pianta erbacea annuale con foglie composte imparipennate, fiori gialli piccoli in grappoli e frutto a bacca (fam.  solanacee)    • 2 •   il frutto rosso, carnoso e commestibile di tale pianta, usato come vivanda e come condimento: salsa di pomodoro; pomodori con riso; pizza al pomodoro; insalata di pomodori  | rosso come un pomodoro, molto rosso. dim. pomodoretto, pomodorino  accr. pomodorone  pegg. pomodoraccio    • 3 •   pomodoro di mare, (zool.) nome con cui è nota l'attinia. 
pomogranato   o pomo granato, s.m.  (region.) melagrana | melograno.
pomolo   s.m.  (region.) maniglia, impugnatura tondeggiante; pomello: il pomolo del cassetto, del bastone.  dim. pomolino. 
pomologia   s.f.  lo studio scientifico degli alberi fruttiferi e della loro coltivazione.
pomologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la pomologia.
pomologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di pomologia.
pomoso   agg.  (lett.) ricco di frutti.
pompa   (1) s.f.    • 1 •   (mecc.) macchina o apparecchio che si usa per sollevare o spingere un liquido, oppure per comprimere o rarefare un gas: pompa idraulica, pneumatica; pompa aspirante, aspirante-premente; pompa volumetrica, alternativa; pompa rotativa, centrifuga  | pompa da bicicletta, piccola pompa alternativa, azionata a mano o a pedale, usata per comprimere aria nei pneumatici di biciclette, ciclomotori e sim. dim. pompetta    • 2 •   pompa di calore, (fis.) apparecchio termodinamico che preleva da un sistema una certa quantità di calore a una data temperatura e la cede a un altro sistema a temperatura più alta    • 3 •   distributore di carburante per autoveicoli: una pompa di benzina. 
pompa   (2) s.f.    • 1 •   apparato solenne e fastoso, in occasione di cerimonie, feste e sim.: celebrare le nozze con grande pompa | impresa di pompe funebri, quella che provvede a organizzare le cerimonie per il seppellimento di un defunto    • 2 •   (estens.) sfarzo, lusso: vestire con gran pompa | mettersi in pompa magna, (scherz.) vestirsi sfarzosamente, mettersi gli abiti delle grandi occasioni    • 3 •   vanità, superbia: montare in grande pompa, darsi grandi arie | ostentazione, sfoggio: far pompa di sé, della propria cultura    • 4 •   (ant.) cerimonia di carattere religioso; processione.
pompaggio   s.m.  operazione del pompare.
pompare   v. tr.  [io pómpo ecc.]    • 1 •   aspirare o comprimere un fluido mediante una pompa: pompare acqua da un pozzo; pompare gas in una tubatura; pompare aria in un pneumatico  | mettere in pressione mediante una pompa; gonfiare: pompare una camera d'aria; pompare le ruote, le gomme della bicicletta  (anche, pompare la bicicletta) | (assol.) azionare una pompa: pompa forte, altrimenti l'acqua non viene!    • 2 •   (fig.) assorbire, prosciugare: i debiti contratti avevano pompato tutte le riserve finanziarie  | (fam.) esagerare ad arte l'importanza di qualcosa: pompare un avvenimento, una notizia, un incidente. 
pompata   s.f.  breve pompaggio: dare una pompata al pallone.  dim. pompatina. 
pompeano    ⇨ pompeiano 2.
pompeggiare   v. intr.  [io pompéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) far pompa, esibire qualità o privilegi | pompeggiarsi v. rifl.  pavoneggiarsi.
pompeiana   s.f.  (non com.) vasca da bagno nella quale si può stare soltanto seduti.
pompeiano   (1) agg.  di pompei: scavi, affreschi pompeiani pompeiano | rosso pompeiano, rosso vivo, tipico dello sfondo di molti affreschi rinvenuti negli scavi di pompei  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di pompei.
pompeiano   (2) o pompeano [pom-pe-à-no], agg.  di cneo pompeo (106-48 a. c.), generale e uomo politico romano: esercito pompeiano   s.m.  soldato o seguace di pompeo.
pompelmo   s.m.    • 1 •   albero sempreverde degli agrumi, con foglie ovali e frutti a esperidio (fam.  rutacee)    • 2 •   il frutto di tale albero, simile a una grossa arancia, con scorza gialla e polpa di sapore agrodolce: succo, spremuta di pompelmo. 
pompiere   s.m.    • 1 •   (pop.) vigile del fuoco: chiamare i pompieri    • 2 •   (fig.) chi agisce in modo da placare le tensioni, smorzare gli ardori: fare da pompiere    • 3 •   (fig.) scrittore o artista che, per ottenere grandi effetti, si vale d'artifici grossolani.
pompieristico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (non com.) di pompiere, dei pompieri    • 2 •   (fig.) si dice di opera letteraria o artistica retorica e grossolana.
pompilo   s.m.  (ven.) tonno.
pompino   s.m.  (volg.) coito orale, fellatio.
pompista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] persona addetta a un distributore di carburante per autoveicoli.
pompon   s.m. invar.  fiocco o nappa di lana, seta o altri filati, usata per ornamento nell'abbigliamento o nell'arredamento: un cappellino, un berretto col pompon  | ragazze pompon, sorta di majorettes che sostengono le squadre americane di football o di baseball, agitando vistosi pompon ai bordi del campo.
pomposità   s.f.  l'essere pomposo.
pomposo   agg.    • 1 •   che è fatto con molta appariscenza: una cerimonia pomposa    • 2 •   ampolloso, vanaglorioso, tronfio: discorsi pomposi; atteggiamento pomposo  § pomposamente avv. 
ponce   s.m.  (antiq.) adattamento it. dell'ingl. punch.  dim. poncino, poncetto. 
poncho   s.m. invar.  indumento tradizionale dell'america latina, costituito da un pezzo quadrangolare di stoffa forato nel centro per passarvi la testa, usato come mantello.
poncio   rar. puncio, s.m.  adattamento it. dello sp. poncho : al collo leonino avvoltosi / il puncio,... / stiè garibaldi  (carducci).
poncione   s.m.  (lomb.) punta rocciosa, nelle prealpi lombarde.
ponciro   s.m.  arbusto affine agli agrumi, con foglie trifogliate caduche, spine robuste, frutto piccolo non commestibile; è usato per siepi e come portainnesto per gli agrumi (fam.  rutacee).
ponderabile   agg.    • 1 •   (rar.) che si può pesare    • 2 •   (fig.) che si può ponderare, meditare.
ponderabilità   s.f.  l'essere ponderabile.
ponderale   agg.  (scient.) che si riferisce al peso: unità, sistema ponderale; accrescimento ponderale, aumento di peso.
ponderare   v. tr.  [io pòndero ecc.]    • 1 •   (rar.) pesare    • 2 •   (fig.) considerare, valutare con attenzione: ponderare una situazione, una decisione; ponderare il pro e il contro, i vantaggi e gli svantaggi  | (assol.) riflettere bene su qualcosa prima di agire    • 3 •   (stat.) nel calcolo di medie, attribuire ai singoli valori coefficienti proporzionali alla frequenza con la quale si presentano | v. intr.  [aus. avere] riflettere: ponderare bene prima di agire. 
ponderatezza   s.f.  qualità, abitudine di chi pondera, di chi riflette a fondo prima di prendere una decisione.
ponderato   part. pass.  di ponderare   agg.    • 1 •   fatto con ponderazione, ben meditato: una decisione ponderata    • 2 •   che riflette attentamente prima di agire e di decidere: un uomo ponderato  § ponderatamente avv.  con ponderatezza.
ponderazione   s.f.    • 1 •   il ponderare; riflessione, attento esame: una faccenda delicata che richiede molta ponderazione; agire con, senza ponderazione    • 2 •   nella statuaria greca, equilibrata distribuzione del peso d'una figura sugli arti inferiori.
ponderosità   s.f.  (non com.) l'essere ponderoso.
ponderoso   agg.    • 1 •   pesante, di grande mole: un carico ponderoso    • 2 •   (fig.) difficile e gravoso, che richiede impegno e fatica: uno studio, un incarico ponderoso  § ponderosamente avv. 
pondo   s.m.  (lett.)    • 1 •   peso, onere, gravezza: per troppo pondo / con tutto il carco andò il legnetto al fondo  (ariosto o. f.  xli, 19) | di gran pondo, (fig.) di grande importanza    • 2 •   la cosa stessa che pesa | il corpo, spec. contrapposto all'anima: e tu, figliuol, che per lo mortal pondo / ancor giù tornerai  (dante par.  xxvii, 64-65).
ponente   part. pres.  di porre  e agg.  (rar.) nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   la parte dell'orizzonte dove tramonta il sole; occidente: navigare verso ponente  | riviera di ponente, la costa ligure a ovest di genova    • 2 •   vento che spira da occidente    • 3 •   il ponente, (lett.) i paesi occidentali nel loro insieme; l'occidente.
ponentino   agg.  (non com.) di ponente, che viene da ponente  s.m.  (region.) brezza di mare che spira nelle ore pomeridiane sulle coste del lazio.
ponere    ⇨ porre.
ponfo    ⇨ pomfo.
pongidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di scimmie antropomorfe comprendente il gorilla, lo scimpanzé e l'orango | sing.  [-e] ogni scimmia appartenente a tale famiglia.
pongo   (1) s.m.  (zool.) genere di scimmie antropomorfe cui appartiene l'orango (fam.  pongidi).
pongo   (2) s.m.  denominazione commerciale di un materiale plastico usato da bambini e ragazzi per giochi e attività creative.
ponitore   s.m.  (ant.) chi pone; impositore | ponitore di leggi, legislatore.
ponsò   agg.  e s.m.  (non com.) si dice di colore rosso vivo, scarlatto: con un pelliccio di rare bestiuole, coperto d'un drappo di seta color ponsò  (c. gozzi).
pontaggio   s.m.  (dir.) pontatico.
pontaio   o pontaiolo [pon-ta-iò-lo], s.m.  (edil.) ponteggiatore.
pontare    ⇨ puntare 1.
pontatico   s.m.  nel medioevo, il diritto di imporre un pedaggio a chi passava per un ponte; il pedaggio stesso.
pontato   agg.  (mar.) si dice di imbarcazione o galleggiante il cui scafo sia dotato di ponte di coperta.
pontatore   s.m.  (edil.) ponteggiatore.
ponte   s.m.    • 1 •   struttura architettonica in muratura, acciaio o legno che consente il passaggio da una sponda all'altra di un corso d'acqua o il superamento di una depressione del terreno: ponte stradale, ferroviario; gettare, costruire un ponte; ponte girevole, che si apre per lasciar passare le imbarcazioni; ponte levatoio, quello sollevabile, all'ingresso di castelli e fortezze medievali; ponte di chiatte, di barche, di zattere, amovibile e poggiato su imbarcazioni galleggianti | fare (da) ponte, (fig.) fungere da sostegno; servire da collegamento | fare i ponti d'oro a qualcuno, (fig.) offrirgli patti vantaggiosissimi | tagliare, rompere i ponti con qualcuno, (fig.) troncare ogni rapporto | bruciarsi i ponti alle spalle, (fig.) togliersi ogni possibilità di ripensamento | ne è passata di acqua sotto i ponti!, (fig.) è trascorso tanto tempo | prov.  : le acque chete rovinano i ponti, un'azione lenta e tenace ottiene a lungo andare risultati impensati. dim. ponticello, ponticino    • 2 •   (estens.) qualsiasi mezzo o struttura che serva di collegamento o comunicazione | ponte aereo, collegamento tra due località mediante una serie continua di voli aerei, realizzato spec. in situazioni di emergenza | ponte radio, collegamento tra due località mediante comunicazioni radiofoniche; anche, collegamento via radio costituente un tratto di un più vasto sistema di telecomunicazione servito da cavo o da linea aerea    • 3 •   (mar.) ciascuno dei piani orizzontali che dividono l'interno di una nave: ponte di coperta  | ponte di volo, quello da cui prendono il volo e dove poi atterrano gli aeroplani delle navi portaerei e gli elicotteri delle portaelicotteri    • 4 •   (edil.) ciascuna delle strutture provvisorie di legno e ferro che costituiscono un ponteggio    • 5 •   (mecc.) gruppo posteriore o anteriore dell'autoveicolo, che comprende il differenziale e i due semiassi che trasmettono il moto alle ruote    • 6 •   in odontoiatria, protesi che sostituisce i denti mancanti fissandosi agli altri    • 7 •   esercizio ginnico che consiste nell'arcuare il corpo all'indietro fino a poggiare le mani o la testa in terra, dietro i piedi | nella lotta, posizione che assume l'atleta quando, per evitare di essere messo con le spalle a terra, inarca il corpo toccando il tappeto solo con la testa e i piedi    • 8 •   (fig.) periodo di vacanza che si ottiene collegando, con uno o più giorni di ferie, una festa infrasettimanale con la domenica precedente o successiva: fare il ponte    • 9 •   ponte di varolio, (anat.) parte dell'encefalo dei vertebrati    • 10 •   (mus.) nella forma sonata, transizione che collega il primo al secondo tema; passaggio    • 11 •   (rar.) bridge | usato come agg. invar.  si dice di ciò che, spec. in ambito legislativo o politico, è messo in atto per un periodo limitato di tempo, in attesa di una soluzione definitiva: legge, governo ponte. 
ponteficale    ⇨ pontificale.
ponteficato    ⇨ pontificato.
pontefice   s.m.    • 1 •   presso gli antichi romani, ciascuno dei membri del collegio sacerdotale che vigilava sul culto: pontefice massimo, il capo di questo collegio    • 2 •   (sommo) pontefice, nella chiesa cattolica, il papa.
ponteggiatore   s.m.  (edil.) operaio addetto alla messa in opera dei ponteggi.
ponteggio   s.m.  (edil.) l'insieme dei ponti su cui lavorano gli operai nella costruzione di un edificio: ponteggio tubolare, a elementi tubolari metallici.
ponticello   s.m.    • 1 •   dim.  di ponte    • 2 •   (mus.) negli strumenti a corda, assicella di legno, convessa nella parte centrale e fornita di apposite intaccature, che tiene sollevate le corde e ne trasmette le vibrazioni alla cassa armonica    • 3 •   la parte curva dell'impugnatura della spada    • 4 •   negli occhiali, elemento di raccordo centrale tra i due alloggiamenti delle lenti    • 5 •   (elettr.) elemento di collegamento mobile tra due parti di un circuito.
pontico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (lett.) del ponto, del mar nero.
pontico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (ant.) amarognolo, aspro, detto di alcuni frutti e del vino: cotogna pontica. 
pontiere   s.m.    • 1 •   (mil.) soldato del genio addetto alla costruzione di ponti    • 2 •   (ant.) pontonaio.
pontificale   ant. ponteficale, agg.    • 1 •   nell'antica roma, di pontefice o del pontefice massimo: insegne pontificali; autorità pontificale    • 2 •   nella chiesa cattolica, del sommo pontefice o dei vescovi: abito, sedia pontificale; dignità pontificale    • 3 •   (fig. scherz.) pieno di ostentata solennità: assumere un'aria, un tono pontificale   s.m.    • 1 •   funzione solenne celebrata da un vescovo: assistere al pontificale    • 2 •   libro contenente le preghiere e il rituale per le funzioni celebrate dal papa o dai vescovi § pontificalmente avv.  (scherz.) in modo ostentatamente solenne.
pontificare   v. intr.  [io pontìfico, tu pontìfichi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   celebrare un pontificale, detto del papa o di un vescovo    • 2 •   (fig. scherz.) assumere, spec. nel parlare, un tono di ostentata superiorità: il nuovo direttore pontifica tutto il giorno. 
pontificato   ant. ponteficato, s.m.    • 1 •   nell'antica roma, titolo e ufficio del pontefice    • 2 •   nella chiesa cattolica, dignità di sommo pontefice; papato: essere elevato al pontificato; assumere il pontificato; succedere nel pontificato    • 3 •   il periodo di tempo durante il quale il papa esercita la sua suprema autorità: sotto il pontificato di sisto v; il brevissimo pontificato di giovanni paolo i. 
pontificio   agg.  [pl. f. -cie]    • 1 •   nell'antica roma, del pontefice    • 2 •   nella chiesa cattolica, del papa: autorità, bolla pontificia; la roma pontificia, dell'epoca in cui regnavano i papi; lo stato pontificio, organismo statale governato dal papa, sorto nell'alto medioevo e durato fino al 1870.
pontile   s.m.    • 1 •   costruzione in legno, acciaio o cemento armato, costituita da un ripiano sorretto da pali o colonne, che sporge perpendicolarmente dalla riva per agevolare l'attracco di imbarcazioni e consentirne l'ormeggio    • 2 •   (arch.) in alcune chiese romaniche, balconata adorna di statue del presbiterio soprelevato.
pontino   agg.  che appartiene o si riferisce alla regione pontina, nel lazio meridionale: agro pontino; paludi pontine. 
pontista   s.m.  [pl. -sti] (edil.) ponteggiatore.
ponto   s.m.  (poet.) mare.
pontonaio   s.m.  (ant.)    • 1 •   traghettatore con un pontone    • 2 •   addetto alla custodia di un ponte e alla riscossione del pontatico.
pontone   s.m.  grosso e robusto galleggiante a fondo piatto, di pianta quasi rettangolare, usato un tempo per traghettare passeggeri e oggi per trasporto di grossi pesi o anche come sostegno di ponti provvisori: pontone gru, dotato di gru; pontone armato, dotato di artiglierie e usato in guerra.

pontoniere   s.m.  (rar.)    • 1 •   marinaio addetto ai pontoni    • 2 •   (mil.) pontiere.
pony   s.m. invar.    • 1 •   cavallo di piccola taglia dal pelo ruvido e lungo, di indole mite e molto resistente alla fatica, originario della scozia e dell'irlanda; è usato spec. per i lavori alle miniere e come cavallo da sella per i bambini    • 2 •   fattorino motorizzato che lavora per conto di una società privata di recapiti postali urbani celeri.
ponzamento   s.m.  (non com.) il ponzare, l'essere ponzato.
ponzare   v. intr.  [io pónzo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (tosc.) esercitare uno sforzo muscolare; sforzarsi    • 2 •   (fig. scherz.) fare uno sforzo mentale, spremersi il cervello | v. tr.  ponderare, elucubrare | produrre dopo una lunga e faticosa meditazione, spec. con pessimi risultati.
ponzatura   s.f.  (non com.) il ponzare; ponzamento.
pool   s.m. invar.    • 1 •   (econ.) cartello    • 2 •   organismo internazionale che gestisce un fondo: pool dell'oro    • 3 •   gruppo di persone che si dedica allo stesso lavoro; team, équipe: pool giornalistico, di segretari    • 4 •   pool genetico, (biol.) l'insieme dei geni che caratterizzano tutti gli individui di una popolazione.
pop   agg. invar.    • 1 •   popolare, di massa: cultura pop    • 2 •   che aderisce alla pop-art o alla pop-music: pittore, cantante pop. 
pop-art  pop-art loc. sost. f. invar.  movimento artistico sviluppatosi negli stati uniti intorno al 1960, caratterizzato dall'interesse per la comunicazione di massa e la produzione di immagini a essa collegate, e perciò incline a usare come materiali dell'opera d'arte oggetti comuni, componendoli in modo da formare un insieme iperrealistico, vistosamente provocatorio.
pop-corn  pop-corn loc. sost. m. invar.  granoturco soffiato, che si ottiene ponendo i chicci con poco olio in un recipiente coperto su fuoco vivacissimo.
pope   s.m. invar.  appellativo (che significa 'padre') del sacerdote nella chiesa russa.
popelin   s.m. invar.  forma parzialmente italianizzata del fr. popeline. 
popelina   s.f.  adattamento it. del fr. popeline. 
popeline   s.f.  o m. invar.  tessuto di lana, seta o cotone, in cui l'ordito è più fitto della trama; si usa per camicie e, nel tipo più pesante, per abiti e impermeabili.
pop-jazz  pop-jazz loc. sost. m. invar.  musica in cui si mescolano elementi del jazz e della pop-music, in particolare del rock.
poplite   s.m.    • 1 •   (anat.) regione posteriore al ginocchio    • 2 •   (lett.) polpaccio.
popliteo   agg.  (anat.) che si riferisce alla regione del poplite.
pop-music  pop-music loc. sost. f. invar.  negli anni '60, la musica giovanile che ha rotto con gli schemi formali della canzone tradizionale, dando maggior risalto al ritmo e alle sonorità rispetto alla melodia | negli anni '80 in italia, musica leggera non tradizionale ma di largo consumo.
popò   s.f.  nel linguaggio infantile, le feci | s.m.  nel linguaggio infantile, il sedere.
popolaglia   s.f.  (rar.) gentaglia, plebaglia.
popolamento   s.m.  il popolare, il popolarsi, l'essere popolato.
popolano   agg.  che appartiene al popolo, che è proprio del popolo: fierezza popolana; usanze popolane   s.m.    • 1 •   [f. -a] persona che appartiene al popolo, alle classi popolari    • 2 •   (ant.) parrocchiano: furono nella chiesa di san paolo sepelliti, della quale per avventura eran popolani  (boccaccio dec.  iv, 7) § popolanamente avv.  (non com.) da popolano.
popolare   (1) v. tr.  [io pòpolo ecc.]    • 1 •   rendere abitato un luogo insediandovisi o mandandovi gente: popolare una regione disabitata  | abitare: si diceva che il castello fosse popolato da fantasmi    • 2 •   riempire, affollare: migliaia di tifosi hanno popolato lo stadio in pochi minuti  | popolarsi v. rifl.  divenire abitato, popoloso; riempirsi di gente: a settembre le città si popolano di nuovo. 
popolare   (2) ant. populare, agg.    • 1 •   del popolo, inteso come l'insieme di tutti i cittadini: sovranità, referendum popolare  | linguaggio popolare, quello comune e quotidiano dei ceti sociali meno colti    • 2 •   del popolo, inteso come l'insieme delle classi meno abbienti e socialmente meno elevate; fatto in favore di tali classi, destinato a esse: lotte, rivendicazioni popolari; prezzi popolari; quartiere, rione popolare; case popolari    • 3 •   che trae origine dal popolo, che ne esprime idee e sentimenti: tradizioni popolari; detto, leggenda popolare; arte, poesia popolare    • 4 •   che è molto noto o diffuso tra il popolo, che ne gode le simpatie: attore, canzone popolare; un uomo politico molto popolare  § popolarmente avv.  da parte del popolo, presso il popolo; in modo popolare, in forme popolari.
popolareggiante   agg.  si dice di artista o di prodotto artistico che nello stile si ispira alla semplicità dell'arte popolare: scrittore, romanzo popolareggiante. 
popolaresco   agg.  [pl. m. -schi] che è proprio del popolo, che è caratteristico dei gusti e della mentalità del popolo: semplicità, schiettezza popolaresca; maniere popolaresche  § popolarescamente avv. 
popolarismo   s.m.    • 1 •   (non com.) carattere di ciò che mira a essere popolare    • 2 •   la componente politica di ispirazione popolare dei partiti e dei movimenti cattolici succedutisi in italia.
popolarità   s.f.    • 1 •   l'essere popolare: popolarità di modi, di linguaggio    • 2 •   l'avere il favore del popolo: godere di una vasta popolarità. 
popolarizzare   v. tr.  (non com.) rendere accessibile al popolo; diffondere tra il popolo, divulgare: popolarizzare la scienza, l'arte. 
popolato   part. pass.  di popolare   agg.    • 1 •   che è abitato, frequentato da un buon numero di persone: quartiere, ritrovo popolato    • 2 •   (lett.) pieno, folto: le convalli / popolate di case e d'oliveti  (foscolo sepolcri  170-171).
popolatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi popola o ha popolato un luogo.
popolazione   ant. populazione, s.f.    • 1 •   (rar.) il popolare    • 2 •   il complesso degli abitanti di un luogo: la popolazione delle isole; la densità della popolazione  | popolo, nazione in genere: una popolazione molto civile    • 3 •   (estens.) l'insieme degli animali o delle piante di un dato luogo o ambiente: popolazione ittica, boschiva    • 4 •   insieme di individui che hanno caratteristiche comuni: la popolazione scolastica, militare, turistica    • 5 •   (stat.) insieme finito o infinito di unità, casi, elementi classificati secondo uno o più caratteri    • 6 •   popolazione stellare, (astr.) ognuno dei due grandi gruppi in cui si dividono le stelle.
popolazionismo   e deriv.   ⇨ populazionismo e deriv. 
popolesco   agg.  [pl. m. -schi] (ant.) popolare; popolaresco.
popolino   s.m.  (spreg.) il popolo socialmente e culturalmente meno evoluto: le chiacchiere, le superstizioni del popolino. 
popolo   (1) o populo, s.m.  (ant. , lett.) pioppo.
popolo   (2) ant. populo, s.m.    • 1 •   insieme degli abitanti di una regione geografica o politica o anche di una città, una circoscrizione amministrativa: il popolo italiano; il popolo di milano.  pegg. popolaccio, popolazzo    • 2 •   il complesso dei cittadini di uno stato, spec. in quanto si contrappongono al sovrano, al governo: rivolta di popolo; un re amato dal popolo  | popolo grasso, minuto, nell'età dei comuni e anche più tardi, rispettivamente la borghesia e il proletariato cittadino | a furor di popolo, per volere unanime dei cittadini | prov.  : voce di popolo voce di dio    • 3 •   l'insieme delle classi sociali di più modeste condizioni economiche e civili: una donna del popolo; gli interessi del popolo    • 4 •   complesso di persone accomunate da lingua, origini, tradizioni, credenze comuni: i popoli barbari; il popolo ebreo; il popolo di dio, i cristiani    • 5 •   (antiq.) l'insieme dei fedeli, dei parrocchiani; la parrocchia stessa    • 6 •   (estens.) moltitudine, folla; gente: un accorrere di popolo. 
popoloso   agg.  che ha molti abitanti: città popolosa. 
poponaia   s.f.  (tosc.) terreno coltivato a poponi.
poponaio   s.m.  [f. -a] (tosc.) venditore di poponi.
popone   s.m.  (tosc.) melone.
poppa   (1) s.f.    • 1 •   la parte posteriore di un'imbarcazione o di una nave | navigare col vento in poppa, navigare nella stessa direzione in cui spira il vento, ricevendone quindi la massima spinta; (fig.) procedere senza difficoltà nel lavoro e sim.    • 2 •   (poet.) nave: alla poppa raminga le ritolse / l'onda incitata dagl'inferni dei  (foscolo sepolcri  224-225).
poppa   (2) s.f.    • 1 •   mammella | (fig.) il latte che il bambino succhia dalla madre. dim. poppina  accr. poppona    • 2 •   (poet.) petto in genere: voltando pesi per forza di poppa  (dante inf.  vii, 27).
poppante   part. pres.  di poppare   agg.  e s.m.  e f.  lattante | (fig. iron.) si dice di persona molto giovane e inesperta che si atteggia a persona adulta.
poppare   v. tr.  e intr.  [io póppo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   succhiare il latte (dal seno materno o dal poppatoio)    • 2 •   (estens.) succhiare: popparsi il dito  | (scherz.) bere con avidità: popparsi un fiasco di vino. 
poppata   s.f.  ogni singolo pasto del lattante; anche, la quantità di latte poppato o da poppare: l'ora della poppata; una poppata di cento grammi.  dim. poppatina. 
poppatoio   s.m.  bottiglia munita di tettarella di gomma, usata nell'allattamento artificiale.
poppavia   s.f.  (mar.) posizione, orientamento di ciò che, sopra un'imbarcazione o all'esterno di essa, si trova nella direzione della poppa, rispetto a un punto della stessa imbarcazione preso a riferimento: a poppavia. 
poppetta   s.f.  (mar.) nelle imbarcazioni, lo spazio tra il sedile poppiero e l'estrema poppa, destinato al timoniere che governi con la barra.
poppiere   s.m.  marinaio che sta a poppa.
poppiero   agg.  (mar.)    • 1 •   di poppa, che si trova a poppa o è rivolto verso poppa: la parte, l'estremità poppiera di una nave; fumaiolo poppiero    • 2 •   si dice di bastimento che navighi a poppavia di un altro, sulla medesima rotta.
popputo   agg.  (lett.  o scherz.) che ha grandi mammelle.
popstar   s.f. invar.  cantante, musicista pop di grande successo.
populare    ⇨ popolare 2.
populazione    ⇨ popolazione.
populazionismo   o popolazionismo, s.m.  movimento politico e sociale tendente a favorire l'incremento demografico.
populazionista   o popolazionista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore del populazionismo | usato anche come agg.  : un demografo populazionista. 
populazionistico   o popolazionistico, agg.  [pl. m. -ci] relativo al populazionismo: indirizzo populazionistico. 
populeo   agg.  (lett.) di pioppo; ornato di pioppi: e su'l populeo po pe'l verde paese i carrocci / tutte le trombe reduci suonavano  (carducci).
populismo   s.m.    • 1 •   atteggiamento o movimento politico, sociale o culturale che tende genericamente all'elevamento delle classi più povere, senza riferimento a una specifica forma di socialismo e a una precisa impostazione dottrinale    • 2 •   (st.) il movimento rivoluzionario russo della seconda metà del sec. xix, anteriore al diffondersi del marxismo, che teorizzava il dovere degli intellettuali di mettersi al servizio del popolo.
populista   agg.  [pl. m. -sti] del populismo: partito, movimento populista   s.m.  e f.  sostenitore, seguace del populismo.
populistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il populismo, che ha caratteri di populismo § populisticamente avv. 
populit   ® s.m. invar.  miscuglio di fibre legnose e cemento, usato per fare lastre coibenti e isolanti termico-acustici per l'edilizia.
populo    ⇨ popolo.
porca   s.f.  striscia rilevata di terra tra un solco e l'altro.
porcacchia   s.f.  (bot.) porcellana.
porcaccione   s.m.  [f. -a] (non com.) chi fa porcherie, sudicione (spec. fig.).
porcaio   (1) s.m.    • 1 •   luogo molto sporco    • 2 •   (fig.) ambiente corrotto; situazione immorale.
porcaio   (2) o porcaro, s.m.  guardiano di porci.
porcareccia   o porchereccia, s.f.  [pl. -ce] stalla, recinto in cui si allevano i maiali.
porcaro    ⇨ porcaio 2.
porcata   s.f.  (volg.) azione indegna, sleale, disonesta.
porcellana   (1) s.f.    • 1 •   mollusco dei mari temperati dalla caratteristica conchiglia traslucida (cl.  gasteropodi)    • 2 •   materiale ceramico di grande finezza, bianco, compatto, traslucido, duro, ottenuto mediante cottura di sostanze argillose, successiva copertura con vetrina e cottura finale; è usato per stoviglie, oggetti ornamentali, strumenti chimici, sanitari ecc.    • 3 •   (estens.) ogni oggetto, per lo più pregiato, fabbricato con questo materiale: una porcellana di meissen. 
porcellana   (2) s.f.  pianta erbacea commestibile, con fusto ramoso e piccoli fiori gialli (fam.  portulacacee) | porcellana di mare, alimo.
porcellanare   v. tr.  ricoprire di uno smalto bianco e traslucido, simile a porcellana: porcellanare una vasca metallica. 
porcellanato   part. pass.  di porcellanare   agg.  rivestito di materiale ceramico simile alla porcellana: pentole porcellanate. 
porcellino   s.m.  [f. -a, nei sign.    • 1 •   e 2]    • 1 •   dim.  di porcello    • 2 •   (fig. scherz.) bambino sporco    • 3 •   in zoologia: porcellino d'india, cavia; porcellino di terra, piccolo crostaceo terrestre, simile all'onisco.
porcello   s.m.  [f. -a  nei sign.    • 1 •   e 2]    • 1 •   maiale giovane. dim. porcellino  accr. porcellone    • 2 •   (fig. fam.) persona sporca o dal comportamento morale riprovevole    • 3 •   porcello acquatico, (zool.) capibara.
porcellone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   accr.  di porcello    • 2 •   (fig. , scherz.) persona sudicia, fisicamente o moralmente; sporcaccione.
porchereccia    ⇨ porcareccia.
porcheria   s.f.    • 1 •   sudiciume; cosa sporca. dim. porcheriola    • 2 •   (fig.) atto, detto indecente, che offende la morale, il pudore: fare, dire porcherie    • 3 •   (fig. fam.) cosa riprovevole fatta a danno di qualcuno: gli hanno combinato una bella porcheria    • 4 •   (fig. fam.) cosa fatta male, opera mal riuscita: che porcheria quel film!  | cibo, bevanda disgustosi: questa minestra, questo vino è una porcheria. 
porchetta   s.f.  maiale di latte svuotato delle interiora, riempito di sale, pepe, lardo, aglio, rosmarino e sim., e cotto intero allo spiedo; è una specialità della cucina romana.
porchettaio   o porchettaro, s.m.  [f. -a] venditore di porchetta al taglio.
porciglione   s.m.  uccello di palude di media grandezza dal piumaggio bruno olivastro a macchie nere con strisce bianche sui fianchi (ord.  gruiformi).
porcilaia   s.f.  porcile | insieme di porcili.
porcile   s.m.    • 1 •   stalla per i maiali    • 2 •   (fig.) luogo molto sudicio: questa stanza è un porcile!. 
porcinello   s.m.  fungo non velenoso, con gambo carnoso biancastro e cappello di colore marrone-rossastro (fam.  poliporacee).
porcino   agg.  di porco: carne porcina | occhi porcini, simili a quelli del porco, piccoli e tondi  s.m.  fungo commestibile assai pregiato con gambo grosso biancastro e cappello spugnoso bruno-castano (fam.  poliporacee).
porco   s.m.  [f. -a; pl. m. -ci]    • 1 •   maiale: allevare, ingrassare, macellare il porco; mangiare come un porco; grasso come un porco; sudicio come un porco  | gettare le perle ai porci, (fig.) fare favori o dare cose pregiate a chi non le sa apprezzare o non le merita | piede di porco, (fig.) leva d'acciaio che nella punta ricorda il piede del maiale, usata per piccoli spostamenti di oggetti molto pesanti; è l'attrezzo classico degli scassinatori. dim. porchetto  accr. porcone  pegg. porcaccio    • 2 •   (non com.) carne di maiale: salsicce di porco    • 3 •   (fig.) persona che fa o dice cose oscene | con funzione di agg.  in imprecazioni o bestemmie, o anche come rafforzativo di tono pop. o volg.: porco mondo!; porco demonio!; «povero giorgio», biascicò sceriffo. «che porca ultima notte si è passato»  (fenoglio) | un lavoro porco  (o anche un porco lavoro), che costa una tremenda fatica e dà scarsa soddisfazione | fare i propri porci comodi, essere totalmente incurante degli altri § porcamente avv.  da porco; in modo orribile, repellente.
porcocervo   s.m.  (zool.) babirussa.
porcospino   rar. porco spino, s.m.  [pl. porcospini, ant. porci spini]    • 1 •   istrice | riccio    • 2 •   (fig.) persona chiusa e scontrosa    • 3 •   (mar. mil.) arma subacquea, installata nella parte prodiera di unità leggere di superficie, atta a lanciare simultaneamente numerosi siluri antisommergibile.
porcume   s.m.  insieme di cose sporche; sudiciume | (fig.) insieme di cose sozze, di discorsi sconci, di persone immorali; porcaio.
porfido   s.m.  (geol.) roccia durissima di origine vulcanica a struttura porfirica e composizione variabile, di colore violetto, rosso grigio o verde, usata per pavimentazioni stradali, per monumenti ecc.
porfireo   agg.  (lett.) di porfido.
porfiria   s.f.  (med.) denominazione di un gruppo di malattie che hanno tutte origine da un alterato metabolismo delle porfirine: porfiria epatica; porfiria congenita, che si manifesta nell'infanzia.
porfirico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (min.) si dice di roccia formata da grossi cristalli immersi in una matrice cristallina o vetrosa: struttura porfirica, quella propria di tali rocce.
porfirico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a porfiria.
porfirina   s.f.  (biol.) ognuno dei composti organici eterociclici contenenti nuclei di pirrolo; sono pigmenti colorati che entrano nella costituzione dell'emoglobina, della clorofilla, dei citocromi.
porfirione   s.m.  (zool.) pollo sultano.
porfirite   s.f.  (geol.) nome comune a un gruppo di rocce effusive o filoniane a struttura porfirica, con grossi cristalli feldspatici, analoghe alla diorite.
porfirizzare   v. tr.  (farm.) triturare una sostanza fino a ottenerne una polvere finissima e impalpabile.
porfirizzazione   s.f.  (farm.) il porfirizzare, l'essere porfirizzato.
porfiro   s.m.  (ant. , lett.) porfido.
porfiroide   s.m.  (geol.) roccia metamorfica formata da cristalli di ortoclasio, quarzo e sericite  agg.  (geol.) si dice di struttura simile a quella dei porfidi: granito porfiroide. 
porgere   v. tr.  [pres. io pòrgo, tu pòrgi ecc. ; pass. rem. io pòrsi, tu porgésti ecc. ; part. pass. pòrto]    • 1 •   tendere qualcosa a qualcuno: gli porse il bicchiere; porgimi il libro; porgere il braccio a qualcuno, perché si appoggi camminando; porgere la mano a qualcuno, perché la stringa; porgere orecchio, ascolto, ascoltare con attenzione    • 2 •   (lett.) offrire occasione, suggerire: o imaginativa, /... / chi move te, se 'l senso non ti porge?  (dante purg.  xvii, 13-16)    • 3 •   (lett.) drizzare, indirizzare: appresso porse a me l'accorto passo  (dante inf.  xxxiv, 87)    • 4 •   (lett.) dire, riferire qualcosa | (assol.) pronunziare parole accompagnandole con gesti appropriati da oratore o da attore: porgere con eleganza  | porgersi v. rifl.  (lett.) presentarsi: l'ombra d'anchise si porse  (dante par.  xv, 25).
porgimento   s.m.  (rar.) il porgere.
porgitore   s.m.  (non com.)    • 1 •   [f. -trice] chi porge | chi parla con garbo ed eloquenza: essere un buon, un abile porgitore    • 2 •   (mil.) chi porge il proietto in batteria.
poricida   agg.  [pl. m. -i] (bot.) detto della deiscenza di alcuni frutti a capsula che espellono i semi mediante l'apertura di pori; anche, di capsula che presenta tale deiscenza (p. e.  quella del papavero e della bocca di leone).
poriferi   s.m. pl.  (zool.) tipo di animali marini o d'acqua dolce a struttura semplice, con corpo sacciforme, costituito da un insieme di fori e canali attraverso cui circola l'acqua | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale tipo.
porno   agg. invar.  pornografico: film, rivista porno   s.m. invar.  il genere pornografico: il mondo del porno. 
porno-  porno- primo elemento di parole composte di formazione moderna, tratto da pornografico; significa 'pornografico' o indica relazione con la pornografia (pornorivista, pornostampa).
pornocassetta   s.f.  videocassetta pornografica.
pornodiva   s.f.  pornostar.
pornofilm   s.m. invar.  film pornografico.
pornografia   s.f.  trattazione o rappresentazione, in scritti, disegni, fotografie, spettacoli, di temi o soggetti osceni, fatta senza altro intento che quello di stimolare eroticamente i fruitori.
pornografico   agg.  [pl. m. -ci] che ha rapporto con la pornografia, che ha carattere di pornografia: film pornografico; stampa pornografica  § pornograficamente avv. 
pornografo   s.m.  [f. -a] autore di opere pornografiche.
pornorivista   s.f.  rivista pornografica.
pornoshop   s.m. invar.  negozio che vende materiale pornografico e strumenti per pratiche erotiche.
pornoshow   s.m. invar.  spettacolo teatrale pornografico.
pornostampa   s.f. invar.  insieme delle pubblicazioni pornografiche, spec. periodiche.
pornostar   s.f. invar.  attrice che si esibisce in spettacoli pornografici di successo.
poro   s.m.    • 1 •   (anat.) nome generico di vari orifizi, per lo più di dimensioni microscopiche, che si aprono sulla superficie di un organo; in partic., ciascuno dei piccoli orifizi della cute in cui sboccano le ghiandole sudoripare e sebacee: pori cutanei | schizzare veleno, rabbia da tutti i pori, (fig.) essere molto cattivo, arrabbiato | sprizzare felicità, salute da tutti i pori, (fig.) essere felicissimo, sanissimo    • 2 •   ciascuno dei piccoli spazi vuoti nell'interno o sulla superficie di corpi apparentemente compatti: i poro del legno, del marmo. 
poro-  poro- -poro primo o secondo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, dal gr. póros  'passaggio, poro'.
poroadenite   s.f.  (med.) adenite.
poroforo   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza facilmente volatilizzabile atta a rendere porosi materiali solidi a cui sia mescolata.
poromerico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di un materiale costituito da un tessuto leggero, generalmente sintetico, impermeabilizzato mediante applicazione di uno strato di materia plastica sufficientemente porosa da non eliminare la traspirazione.
porosimetro   s.m.  (tecn.) strumento per misurare la porosità dei materiali.
porosità   s.f.  l'essere poroso | coefficiente di porosità, rapporto tra il volume dei vuoti e il volume totale di un materiale.
poroso   agg.  che ha molti pori: pelle, ceramica porosa. 
porpora   s.f.    • 1 •   sostanza colorante rossa ottenuta nell'antichità da un mollusco marino (porpora di cassio) o prodotta mescolando cloruro aurico con cloruro stannoso (porpora di tiro)    • 2 •   colore rosso vermiglio | diventare, farsi di porpora, (fig.) arrossire violentemente | come agg. invar.  vermiglio: rosso porpora    • 3 •   stoffa pregiata tinta di porpora; anche, la veste di tale stoffa, gener. simbolo di una particolare dignità: porpora regia, cardinalizia    • 4 •   (fig.) titolo, dignità di cardinale: esser elevato alla porpora    • 5 •   (med.) presenza, sulla cute e sulle mucose, di macchie rosse dovute a emorragia spontanea.
porporato   agg.  (rar.) vestito, ricoperto di porpora; insignito della porpora  s.m.  cardinale.
porporeggiare   o purpureggiare, v. intr.  [io porporéggio ecc. ; aus. avere] (lett.) tendere al color porpora | v. tr.  (ant.) tingere di porpora.
porporina   s.f.    • 1 •   pigmento rosso di tipo antrachinonico    • 2 •   colorante a base di polvere metallica, che dà una tinta dorata o argentata.
porporino   agg.  del colore della porpora: labbra porporine. 
porraccio   o porraio, porrazzo, s.m.  asfodelo.
porre   ant. ponere, v. tr.  [pres. io póngo, tu póni, egli póne, noi poniamo, ant. pognamo, pogniamo, voi ponéte, essi póngono; fut. io porrò, ant. ponerò ecc. ; pass. rem. io pósi, ant. puòsi, tu ponésti, egli póse, ant. puòse, noi ponémmo, voi ponéste, essi pósero, ant. puòsero, pósono, puòsono; pres. congiunt. io pónga, ant. pógna,... noi poniamo, ant. pognamo, pogniamo, ponghiamo, voi poniate, ant. pognate, pogniate, ponghiate, essi póngano; condiz. io porrèi, ant. ponerèi ecc. ; part. pass. pósto, ant. pòsito, ponuto; dal tema pon-  le altre forme: ponévo, ponèndo ecc.]    • 1 •   mettere, collocare (anche fig.): porre i vestiti nell'armadio; porre la firma su un documento; porre giù, a terra; porre in dubbio, in salvo, in croce, a confronto, al riparo, a frutto; porre le basi, le fondamenta  | porre gli occhi addosso a qualcuno, a qualcosa, guardarlo intensamente; (fig.) farne oggetto di particolari mire | porre un termine, fissare un limite | porre termine, fine, terminare, finire | porre mano a, iniziare | porre piede in un luogo, entrarvi, arrivarvi | porre in essere, realizzare    • 2 •   (assol.) con lo stesso significato nelle formule dedicatorie di lapidi sepolcrali o commemorative, di monumenti e sim.: i familiari dolenti posero; la città grata e memore pose    • 3 •   rivolgere: porre una domanda; porre mente, rivolgere l'attenzione | porre una questione, impostarla | porre una candidatura, presentarla    • 4 •   supporre, ammettere: ponendo che a sia il doppio di b; poniamo che tu ti sia sbagliato    • 5 •   (non com.) piantare: porre un terreno a vigna    • 6 •   (ant.) smettere, deporre | porsi v. rifl.  mettersi, collocarsi (anche fig.): porsi a sedere; porsi in salvo; porsi in contatto con qualcuno. 
porridge   s.m. invar.  (gastr.) preparazione molto densa a base di fiocchi d'avena o altri cereali, bolliti in acqua o latte e per lo più conditi con zucchero, molto usata nei paesi anglosassoni per la prima colazione.
porro   s.m.    • 1 •   pianta erbacea commestibile, con bulbo bianco e foglie tubolari (fam.  gigliacee)    • 2 •   (pop.) verruca.
porroso   agg.  (non com.) pieno di porri, di escrescenze: un naso porroso. 
porta   s.f.    • 1 •   apertura attraverso la quale si entra in una stanza, in un edificio, in un luogo recintato, in una città, o se ne esce; serramento, per lo più a uno o due battenti, che si applica a tale apertura: passare, entrare, uscire per la porta; chiudere, aprire, accostare la porta  | porta di sicurezza, quella prescritta nei pubblici locali per consentire un rapido sfollamento in caso di incendio | porta stagna, in una paratia di nave, la chiusura apribile a tenuta ermetica, che separa un locale da quello contiguo | fuori porta, fuori della cinta muraria della città e, per estens., nella sua periferia, nei suoi dintorni: abitare fuori porta | essere alle porte, essere vicino alla città (fig.) essere prossimo: il nemico è alle porte; gli esami sono alle porte | infilare, prender la porta, uscire, andarsene | indicare a qualcuno la porta, invitarlo ad andarsene | mettere alla porta, licenziare bruscamente, scacciare | battere a tutte le porte, (fig.) chiedere supplicando | andare di porta in porta, elemosinare di casa in casa; (fig.) andare chiedendo da una persona all'altra | vendere porta a porta, offrendo la propria merce a clienti privati, direttamente nelle loro case | abitare porta a porta, vicinissimi, accanto | aprire la porta a qualcuno, (fig.) accoglierlo, ammetterlo in un gruppo, in un ambiente | aprire molte porte, tutte le porte, (fig.) facilitare molto, far ottenere tutto ciò che si vuole: il denaro apre tutte le porte | chiudere la porta in faccia a qualcuno, (fig.) respingerlo con durezza | trovare la porta chiusa, (fig.) vedersi rifiutare qualcosa | sfondare una porta aperta, (fig.) indirizzare i propri sforzi a superare difficoltà inconsistenti | uscire dalla porta e rientrare dalla finestra, (fig.) trovare un nuovo modo di farsi valere. dim. portina, porticina  accr. portone  (m) portona    • 2 •   (sport) in alcuni giochi a squadre, intelaiatura di varia grandezza, posta ai due estremi del campo, entro la quale le squadre cercano vicendevolmente di spedire la palla o il disco per ottenere il punto: tirare in porta; area di porta, nel calcio, l'area più piccola, situata all'interno di quella di rigore, dalla quale si battono le rimesse dal fondo | nello sci, passaggio obbligato che i concorrenti devono attraversare, nelle varie gare di slalom    • 3 •   portello, portiera: le porte del treno, dell'automobile    • 4 •   apertura nella parte inferiore della fronte di un ghiacciaio, dalla quale esce un torrentello originato dallo scioglimento del ghiaccio | stretto varco tra rocce e dirupi    • 5 •   in elettronica, interfaccia esterna dell'unità centrale di un elaboratore che consente il collegamento con una periferica; è costituita in genere da un connettore a molti pin | porta parallela, interfaccia del computer che consente il trasferimento di più bit contemporaneamente; viene usata sopprattutto per il collegamento alla stampante | porta seriale, interfaccia del computer che consente il trasferimento di un bit per volta; in genere viene usata per il collegamento al mouse | usato anche come agg. invar.  nella loc. (vena) porta, (anat.) vena che convoglia al fegato il sangue proveniente dall'intestino.
portaacqua   meno com. portacqua, s.m.  e f. invar.  (non com.) chi porta acqua, acquaiolo | portaborracce.
portaaghi   meno com. portaghi, s.m. invar.  (med.) pinza chirurgica che serve ad afferrare e manovrare gli aghi da sutura.
portabagagli   s.m. invar.    • 1 •   facchino    • 2 •   struttura generalmente metallica che, applicata esternamente a un veicolo, serve a sostenere i bagagli durante il viaggio    • 3 •   (fam.) bagagliaio di un autoveicolo  agg.  che serve a contenere i bagagli nei trasporti: vano portabagagli di un'automobile  | che serve a trasportare bagagli: carrello portabagagli. 
portabandiera   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi porta la bandiera in una sfilata | anche come agg. invar.  : ufficiale portabandiera    • 2 •   (fig.) il principale esponente di un movimento politico o culturale: marinetti fu il portabandiera del futurismo. 
portabastoni   s.m. invar.    • 1 •   rastrelliera per bastoni da passeggio    • 2 •   nel golf, ragazzo che porta la sacca con le mazze per il giocatore.
portabiancheria   s.m. invar.  mobiletto adibito a contenere la biancheria, spec. quella da lavare | usato anche come agg. invar.  : mobile, cesto portabiancheria. 
portabiglietti   s.m.  tipo di portafoglio per la custodia di carte di credito e biglietti da visita.
portabile   agg.    • 1 •   che si può portare: carico portabile  | che si può indossare: giacca portabile tutte le stagioni    • 2 •   (lett.) che si può sopportare: ma il poco onesto e non portabil patto / che il popolo a riceverti costrinse  (leopardi paralipomeni).
portabiti   s.m. invar.  struttura su cui si appendono gli abiti.
portabollo   s.m. invar.  custodia trasparente entro cui si espone il bollo di circolazione su auto e motoveicoli.
portabombe   s.m. invar.  (aer. mil.) vano di un aeromobile in cui si collocano le bombe da sganciare | usato anche come agg. invar.  : vano portabombe. 
portaborracce   s.m.  e f. invar.  nelle corse ciclistiche, il gregario che provvede a rifornire d'acqua il caposquadra | (estens.) chi lavora facendo da gregario.
portaborse   s.m.  e f. invar.  collaboratore di una persona importante che si comporta servilmente nei suoi confronti.
portabottiglie   s.m. invar.  scaffale in cui si dispongono le bottiglie per conservarle | cesto a scompartimenti per trasportare bottiglie | usato anche come agg. invar.  : cesto, cassetta portabottiglie. 
portaburro   s.m. invar.  burriera.
portacappelli   s.m. invar.  (non com.) cappelliera.
portacaratteri   agg. invar.  si dice dell'elemento rotante delle macchine per scrivere elettroniche sul quale sono situati i caratteri: testina portacaratteri. 
portacarta   s.m. invar.  contenitore o supporto per carta in rotoli o in risme; in partic., accessorio della stanza da bagno in cui si inserisce il rotolo della carta igienica.
portacarte   s.m. invar.  nome generico di buste, cartelle e sim., in cui si custodiscono in ordine carte di varia natura | usato anche come agg. invar.  : astuccio portacarte. 
portacassette   s.m. invar.  contenitore per raccogliere cassette per registrazioni sonore.
portacatino   s.m.  [pl. invar.  o -ni] struttura in metallo che un tempo serviva a sorreggere il catino per lavarsi.
portacenere   s.m. invar.  recipiente di varia forma e materiale che serve per raccogliere la cenere e i mozziconi di sigarette e di sigari.
portaceste   o portacesta, s.m.  e f. invar.  inserviente del teatro addetto al trasporto del bagaglio degli attori.
portachiatte   s.f. invar.  nave mercantile per il trasporto di chiatte già cariche di merci che possono essere imbarcate e sbarcate al largo; viene utilizzata per gli scambi con paesi non dotati di grandi porti navali o per trasporti misti marittimo-fluviali.
portachiavi   s.m. invar.  anello o custodia di foggia e materiali vari in cui si tengono raccolte le chiavi | usato anche come agg.  : anello portachiavi. 
portacipria   s.m. invar.  astuccio per borsetta che contiene cipria, un piumino e un piccolo specchio | anche in funzione di agg. invar.  : scatola portacipria. 
portacolori   s.m. invar.  (sport) atleta che gareggia per i colori di una società.
portacontainers   agg.  e s.m.  o f. invar.  si dice di mezzo di trasporto attrezzato per portare container: vagone ferroviario portacontainers; una (nave) portacontainers. 
portacovoni   s.m. invar.  parte della macchina mietilegatrice su cui si accatastano i covoni prima di scaricarli a terra.
portacqua    ⇨ portaacqua.
portacravatte   s.m. invar.  sostegno fisso o mobile per appendere le cravatte nell'armadio | contenitore rigido per trasportare le cravatte senza sgualcirle.
portadischi   s.m. invar.  album, mobiletto per riporre dischi fonografici | usato anche come agg.  : mobile portadischi | piatto portadischi, parte del giradischi, di forma circolare e con perno centrale, sulla quale si colloca il disco per la riproduzione sonora.
portadocumenti   s.m. invar.  custodia per patenti, carte di credito, tessere e sim., di solito a forma di busta o piccola borsa pieghevole, in pelle o altro materiale.
portadolci   s.m. invar.  vassoio o serie di vassoi sovrapposti per servire dolci | usato anche come agg.  : piatto portadolci. 
portaelicotteri   s.f. invar.  nave da guerra attrezzata per il trasporto, il decollo e l'atterraggio di elicotteri destinati alla caccia dei sommergibili e a operazioni di sbarco | usato anche come agg.  : nave portaelicotteri. 
portaerei   s.f. invar.  nave da guerra di grande tonnellaggio, dotata di un ampio ponte di volo che permette il decollo e l'atterraggio dei vari tipi di aeroplani che costituiscono il suo armamento: portaerei di scorta, di medio tonnellaggio, destinata alla scorta di convogli di navi da carico, in guerra | s.m.  aeroplano di grandi dimensioni che può portare uno o più aviogetti di piccola mole | usato anche come agg.  : aereo, nave portaerei. 
portaferiti   s.m. invar.  militare addetto al trasporto dei feriti.
portafiaccole   s.m. invar.  sostegno metallico a braccio per fiaccole, torce ecc., di solito fissato al muro.
portafiammiferi   s.m. invar.  scatola o astuccio per contenere i fiammiferi | usato anche come agg.  : astuccio portafiammiferi. 
portafiaschi   s.m.  contenitore per trasportare più fiaschi.
portafiasco   s.m.  [pl. -schi] sorta di cestello che si usa per tenere un fiasco in tavola.
portafilo   o portafili, s.m. invar.  organo del telaio e delle macchine per maglieria che serve a mantenere nella posizione voluta l'ordito.
portafinestra   o porta-finestra, s.f.  [pl. portefinestre  (o porte-finestre)] finestra aperta sino a terra, che consente sia l'illuminazione dell'ambiente interno, sia il passaggio delle persone.
portafiori   s.m. invar.  recipiente per tenervi i fiori recisi | usato anche come agg.  : vaso portafiori. 
portafoglio   meno com. portafogli solo nei sign.    • 1 •   e 2, s.m.    • 1 •   custodia tascabile di pelle con scompartimenti interni, per tenervi denaro, documenti di identità ecc.: mettere mano al portafoglio, pagare; avere il portafoglio gonfio, essere ricco; alleggerire qualcuno del portafoglio, rubarglielo | gonna a portafoglio, quella che si avvolge intorno ai fianchi e, allacciandosi in vita, rimane doppia sul davanti o sul dietro    • 2 •   borsa piatta in cui si ripongono documenti; portacarte, portadocumenti    • 3 •   (fig.) la carica e le funzioni di ministro; ministero: il portafoglio degli esteri | ministro senza portafoglio, membro del governo che non ha la titolarità di un ministero, ma è incaricato di compiti speciali    • 4 •   (econ.) insieme delle attività e delle passività detenute da un individuo, un'impresa, un'istituzione finanziaria ecc. a una certa data | portafoglio cambiali, l'insieme delle cambiali scontate detenute da un istituto di credito | portafoglio titoli, l'insieme dei titoli in cui si è investito | portafoglio ordini, l'insieme di ordinativi ricevuti | portafoglio clienti, la clientela di un agente | portafoglio estero, l'ammontare delle valute estere possedute da un istituto finanziario o di credito.
portafortuna   s.m. invar.  oggetto, ma anche animale o persona, a cui si attribuisce la facoltà di portare fortuna | usato anche come agg. invar.  : ciondoli portafortuna. 
portafotografie   s.m. invar.  custodia in cui si tengono una o più fotografie.
portafrutta   s.m. invar.  fruttiera | usato anche come agg. invar.  : piatto portafrutta. 
portafusibili   s.m. invar.  (elettr.) dispositivo atto a contenere una o più valvole fusibili collegate a un circuito.
portaghi    ⇨ portaaghi.
portaghiaccio   s.m. invar.  contenitore per ghiaccio in cubetti | usato anche come agg. invar.  : secchiello portaghiaccio. 
portagioie   s.m. invar.  cofanetto, custodia per riporre o trasportare gioielli | usato anche come agg. invar.  : valigetta portagioie. 
portagioielli   agg.  e s.m. invar.  portagioie: un (cofanetto) portagioielli. 
portagiornali   s.m. invar.  piccolo mobile, per lo più a forma di doppia cesta, per contenere giornali e riviste; anche, sacca piatta, di tela o sim., da appendere al muro, con la stessa funzione.
portagomitoli   o portagomitolo, s.m. invar.  scatola che contiene i gomitoli durante la lavorazione della lana, provvista di un foro da cui fuoriesce il filo.
portaimmondizie   s.m. invar.  recipiente per la spazzatura | usato anche come agg. invar.  : bidone portaimmondizie. 
portaimpronta   s.m. invar.  strumento odontotecnico di forma arcuata sul quale si distribuisce la pasta per rilevare l'impronta dentaria.
portaincenso   o portincenso, s.m. invar.  (lit.) scatola per conservare l'incenso.
portainnesto   o portinnesto, s.m. invar.  (agr.) il vegetale che riceve l'innesto.
portainsegna   o portinsegna, s.m.  e f.  e agg. invar.  portabandiera.
portalampada   o portalampade, s.m. invar.  dispositivo su cui si fissa una lampadina elettrica in modo da stabilire un contatto elettrico fra essa e il circuito d'alimentazione | (estens.) l'intero apparecchio d'illuminazione, spec. se da tavolo.
portalapis   s.m. invar.    • 1 •   portamatita    • 2 •   portamatite.
portale   (1) agg.  (anat.) che si riferisce alla vena porta.
portale   (2) s.m.    • 1 •   porta monumentale di chiese e palazzi    • 2 •   (mecc.) struttura statica ottenuta, nella forma più semplice, collegando rigidamente una trave orizzontale con due ritti verticali.
portalettere   s.m.  e f. invar.  dipendente delle poste che è addetto al recapito a domicilio della corrispondenza.
portamatita   s.m. invar.  tubetto, generalmente metallico, nel quale si adatta una matita consumata per poterla usare agevolmente anche se è corta.
portamatite   s.m. invar.  astuccio per contenere matite.
portamento   s.m.    • 1 •   (ant.) il portare; la cosa portata    • 2 •   (lett.) modo di comportarsi: la laude o biasimo degli uomini ha a nascere da' portamenti loro  (guicciardini)    • 3 •   modo di atteggiare la persona, spec. nel muoversi e nel camminare: un portamento maestoso, elegante, sgraziato; avere un bel portamento    • 4 •   (mus.) tecnica di esecuzione vocale o strumentale consistente nel passare da un suono all'altro toccando rapidamente tutti i suoni intermedi.
portamina   o portamine, s.m. invar.  matita automatica | parte del compasso in cui si fissa la punta di grafite.
portamissili   s.m. invar.  attrezzatura bellica adibita al trasporto e al lancio di missili, installata spec. su unità aeree e navali; per estens., l'aereo, la nave dotati di tale attrezzatura | usato anche come agg.  : attrezzatura, nave, aereo portamissili. 
portamonete   s.m. invar.  contenitore tascabile di forma e materiale vari per tenervi monete metalliche.
portamorso   s.m. invar.  ognuna delle cinghie di cuoio che sostengono dai due lati il morso dei cavalli.
portampolle   s.m. invar.  ampolliera.
portamunizioni   s.m. invar.  militare addetto al trasporto delle munizioni.
portamusica   s.m. invar.  (non com.)    • 1 •   leggio su cui si appoggiano gli spartiti musicali    • 2 •   mobiletto che serve a contenere spartiti e carta da musica.
portante   part. pres.  di portare   agg.  si dice di elemento o struttura che ha funzione di sostegno: fune portante, fune d'acciaio alla quale è sospeso un elemento fisso o mobile (p. e.  il cavo di contatto di una linea elettrica, la cabina di una teleferica); muro portante, quello su cui grava il peso dell'edificio | superficie portante, (aer.) la superficie alare degli aeromobili a sostentazione dinamica (p. e.  delle ali degli aeroplani o delle pale del rotore degli elicotteri) | (onda) portante, (telecom.) l'onda elettromagnetica che viene modulata secondo la legge del segnale da trasmettere  s.m.  ambio del cavallo.
portantina   s.f.    • 1 •   sorta di sedia o cabina per il trasporto di persone, fissata a lunghe stanghe e portata da uomini, usata un tempo per brevi tragitti    • 2 •   lettiga per il trasporto degli infermi.
portantino   s.m.    • 1 •   uomo di fatica addetto un tempo al trasporto delle portantine e delle bussole    • 2 •   negli ospedali, inserviente addetto al trasporto dei malati in lettiga o ad altri lavori di fatica; barelliere    • 3 •   in alcune industrie, operaio addetto al trasporto di semilavorati da un reparto a un altro.
portanza   s.f.    • 1 •   (ing.) capacità massima di carico: portanza di una struttura    • 2 •   (aer.) la componente verticale, verso l'alto, della forza aerodinamica che agisce su una superficie portante | portanza statica, in un aerostato, la forza sostentatrice.
portaobiettivi   o portaobbiettivi, s.m. invar.  dispositivo che si monta su apparecchi per riprese cinematografiche o su microscopi, al quale sono applicati più obiettivi intercambiabili.
portaoggetti   s.m.  contenitore o supporto per oggetti diversi | usato anche come agg.  : vano, ripiano portaoggetti  | vetrino portaoggetti, lastrina rettangolare di vetro sulla quale si dispone il materiale da sottoporre a esame microscopico.
portaombrelli   o portombrelli, s.m. invar.  sorta di grande vaso, in cui si pongono gli ombrelli | contenitore o supporto con funzione analoga, fornito alla base di una vaschetta, posto all'ingresso di uffici o negozi | usato anche come agg.  : vaso portaombrelli. 
portaordini   s.m. invar.  militare che ha l'incarico di portare ordini e messaggi.
portaovo    ⇨ portauovo.
portapacchi   s.m. invar.    • 1 •   fattorino addetto alla consegna a domicilio dei pacchi    • 2 •   sostegno montato su biciclette e altri veicoli per il trasporto di pacchi.
portaparola   s.m.  e f. invar.  (non com.) persona incaricata di riferire il pensiero di altri; portavoce.
portapenne   s.m. invar.    • 1 •   asticella di legno o altro materiale su cui si infila il pennino per scrivere    • 2 •   contenitore per penne da scrivere | usato anche come agg. invar.  : astuccio portapenne. 
portapennoni   s.m. invar.  (mar.) sostegno che accoglie i pennoni degli alberi, una volta ammainati.
portapezzo   s.m. invar.  nelle macchine utensili, piano su cui viene collocato il pezzo da lavorare | usato anche come agg. invar.  : piano portapezzo. 
portapiatti   s.m. invar.    • 1 •   sostegno a scomparti per riporre o far scolare i piatti    • 2 •   grande vassoio che serve per portare i piatti in tavola | usato anche come agg.  : rastrelliera, vassoio portapiatti. 
portapipe   s.m. invar.  rastrelliera per pipe.
portaposate   s.m. invar.  cassetta a scomparti in cui si ripongono le posate.
portapranzi   o portapranzo, s.m.  [pl. invar.  o -zi] lo stesso che portavivande. 
portapunta   s.m. invar.    • 1 •   dispositivo che in alcune macchine utensili sostiene una punta da trapano | usato anche come agg. invar.  : mandrino portapunta    • 2 •   asticella cui si fissa la punta d'acciaio o di diamante per incisioni a puntasecca.
portarazzi   agg. invar.  e s.m.  portamissili.
portare   v. tr.  [io pòrto ecc.]    • 1 •   reggere, sostenere un oggetto o un peso, spostandolo o trasferendolo da un luogo a un altro: portare un pacco, un fagotto; portare lo zaino sulle spalle; portare un bambino in braccio, a cavalluccio; portare le valigie alla stazione; il camion portava un carico di frutta  | portare in tavola, servire il pranzo | portare in seno, in grembo un bimbo, essere incinta    • 2 •   recare, consegnare, dare (anche fig.): il fattorino ha portato un telegramma; portare qualcosa in dono, in regalo; portare soccorso, aiuto, soccorrere, aiutare; portare guerra, farla, dichiararla; portare qualcosa a conoscenza di qualcuno, rendergliela nota, fargliela sapere    • 3 •   reggere, sostenere su di sé (senza l'idea del movimento): lo stelo porta il fiore  | essere in grado di sostenere un peso, avere una determinata capacità di carico: camion che porta cinquanta quintali; la mia auto porta fino a cinque persone    • 4 •   recare su di sé o indosso; avere: portava un vestito rosso; portare gli occhiali, la barba; il libro portava una litografia sulla copertina, un titolo curioso; portare sul volto i segni della fatica; il francobollo non porta il timbro; portare un nome onorato, un cognome illustre  | riferito a parti del corpo, tenerle in una determinata posizione: portare la testa alta, bassa, il busto eretto    • 5 •   accompagnare, scortare: portare i bambini a spasso; fu subito portato in prigione | che il diavolo ti porti!, espressione di dispetto rivolta a qualcuno che ci arreca fastidio    • 6 •   condurre: dove porta questa strada?; portare alla rovina, alla disperazione; portare a termine, a compimento  | portare avanti, svolgere, far progredire: portare avanti un'azione, un discorso  | portare via, togliere, levare, trasportare altrove: ho portato via tutti i miei libri; sottrarre, rubare: in autobus mi hanno portato via il portafoglio; far morire: la malattia l'ha portato via in pochi giorni    • 7 •   guidare, pilotare: portare bene l'automobile; portare la nave in porto  | (assol.) guidare il ballo: in genere è l'uomo che porta    • 8 •   indurre: tutto porta a pensare che tu abbia ragione; la logica porterebbe a concludere questo    • 9 •   apportare; produrre; causare: il sacrificio portò i suoi frutti; guarda cosa ha portato la tua testardaggine; portare danno, bene, male, fortuna, sfortuna  | addurre: portò delle scuse ridicole; portare delle prove, degli argomenti, delle testimonianze    • 10 •   sostenere, favorire: portare la candidatura di qualcuno; è molto portato dal direttore generale    • 11 •   nutrire nell'animo: gli porta un odio implacabile; portare rancore, affetto verso qualcuno | portare rispetto, rispettare | portare pazienza, pazientare    • 12 •   sopportare: portare con dignità la propria sventura  | portare bene, male gli anni, dimostrarne meno o più di quelli che si hanno    • 13 •   nelle operazioni aritmetiche, fare il riporto, riportare:8+7 fa 15, scrivo 5 e porto 1    • 14 •   (mil.) di una bocca da fuoco, avere una determinata portata: quel cannone porta 26 chilometri    • 15 •   (assol. , mar.) prendere bene il vento: le vele portano; far portare le vele  | portarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   trasferirsi, andare, recarsi: portarsi sul luogo del disastro; il grosso delle truppe si portò sul fronte orientale  | spostarsi: il furgone si portò sulla corsia di emergenza    • 2 •   comportarsi: portarsi da gentiluomo, da farabutto; portati bene!    • 3 •   stare di salute: portarsi bene, male. 
portarifiuti   agg.  e s.m. invar.  portaimmondizie.
portarinfuse   s.f. invar.  (mar.) nave mercantile per il trasporto di materiali non imballati e incoerenti (p. e.  terra, pietrame).
portaritratti   s.m. invar.  cornice o custodia in cui si tengono ritratti o fotografie.
portariviste   s.m. invar.  mobiletto di forma e materiale vari in cui si tengono giornali e riviste | usato anche come agg. invar.  : mobile portariviste. 
portarocchetto   s.m.  [pl. invar.  o -ti] nella macchina per cucire, il perno in cui s'infila il rocchetto.
portarossetto   s.m. invar.  custodia per il rossetto cosmetico | usato anche come agg. invar.  : astuccio portarossetto. 
portasapone   s.m. invar.  contenitore o supporto per saponette | contenitore per sapone liquido o in polvere | usato anche come agg. invar.  : scatoletta portasapone. 
portascalmo   s.m. invar.  (mar.) tavoletta di legno con un foro in cui viene fissato lo scalmo.
portasci   s.m. invar.  ognuna delle rastrelliere che si montano in coppia sul tetto di un autoveicolo per fissarvi gli sci durante il trasporto | usato anche come agg.  per indicare la custodia o il fodero che si può usare per proteggere gli sci.
portasciugamano   o portasciugamani, s.m.  [pl. invar.  o -ni] accessorio della stanza da bagno costituito da un supporto di forma e materiali vari per reggere gli asciugamani.
portasigarette   s.m. invar.  astuccio tascabile o da tavolo per tenervi le sigarette: un portasigarette d'argento, di cuoio  | usato anche come agg. invar.  : scatola portasigarette. 
portasigari   s.m. invar.  scatola da tasca o da tavolo per conservare i sigari | usato anche come agg.  : astuccio portasigari. 
portaspazzolini   s.m. invar.  accessorio della stanza da bagno adatto a contenere più spazzolini da denti e talora anche il dentifricio.
portaspazzolino   s.m.  [pl. invar.  o -ni] astuccio, per lo più di materia plastica, in cui si conserva lo spazzolino da denti.
portaspilli   s.m. invar.    • 1 •   contenitore metallico per spilli    • 2 •   puntaspilli.
portastanghe   s.m. invar.  ognuna delle grosse cinghie di cuoio munite di fibbia per fissare le stanghe di un carro al dorso dell'animale.
portastecchini   s.m. invar.  piccolo contenitore per tenere gli stuzzicadenti in tavola.
portastuzzicadenti   s.m. invar.  portastecchini.
portata   s.f.    • 1 •   in un pranzo, ognuna delle vivande che vengono servite in tavola: un banchetto di dieci portate    • 2 •   il valore massimo misurabile da uno strumento di misura: quella bilancia ha una portata di 50 kg  | la capacità di carico di un mezzo di trasporto: la portata di un bastimento, di un vagone    • 3 •   (mil.) la massima distanza alla quale può essere lanciato un proietto; gittata: un cannone a grandissima portata    • 4 •   il punto dove si può giungere con la vista, la mano, la voce: era ormai fuori della portata della mia vista; essere a portata di mano, di voce | la portata di un cannocchiale, la massima distanza visuale alla quale può giungere la potenza delle sue lenti    • 5 •   (fig.) possibilità, capacità di arrivare a qualcosa: il suo discorso era alla portata di tutti, tutti potevano capirlo; quella pelliccia è troppo cara, non è alla mia portata, non sono in grado di acquistarla    • 6 •   (fig.) valore, importanza: un avvenimento, una scoperta di grande portata; danni di una portata incalcolabile    • 7 •   (fis.) massa di liquido in movimento che, nell'unità di tempo, attraversa una data sezione perpendicolare alla direzione del liquido: la portata del po. 
portatessere   o portatessera, s.m. invar.  custodia, per lo più trasparente, in cui si ripongono una o più tessere o altri documenti.
portatico   s.m.  [pl. -ci] nel medioevo, tributo da pagarsi all'ingresso nella città o nel porto.
portatile   agg.  che si può portare con sé, che si trasporta con facilità: radio, televisione, macchina per scrivere portatile; un'arma portatile; scala portatile. 
portato   part. pass.  di portare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   (fig.) che ha inclinazione, disposizione: portato alla, per la matematica    • 3 •   già usato, già indossato: un cappotto portato   s.m.  (lett.)    • 1 •   il risultato, l'effetto: il portato della civiltà, dei tempi    • 2 •   il frutto del concepimento: dove sponesti il tuo portato santo  (dante purg.  xx, 24)    • 3 •   (mus.) modo particolare di azionare l'arco sulle corde, consistente nel produrre note successive separandole lievemente l'una dall'altra ma nella continuità di uno stesso movimento.
portatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi porta; latore (anche fig.): i portatori di lettighe; portatore di sventura | portatore di handicap, handicappato    • 2 •   chi è addetto al trasporto di carichi, in alta montagna o in zone spopolate e selvagge    • 3 •   possessore di un titolo di credito non nominativo: titoli al portatore; le banconote sono pagabili a vista al portatore    • 4 •   (med.) individuo che ospita, trasmettendoli ad altri, bacilli di malattie infettive senza contrarre la malattia o dopo esserne guarito: portatore sano. 
portatovagliolo   s.m.  [pl. invar.  o -li] custodia o anello di varia forma in cui si ripone il tovagliolo perché si possa poi distinguerlo da quello degli altri.
portatura   s.f.  (ant.)    • 1 •   il portare; trasporto    • 2 •   abito, tipo di vestito: giovani ornati di diverse e strane portature  (m. villani)    • 3 •   acconciatura    • 4 •   portamento, contegno.
portauova   s.m. invar.  recipiente a più vaschette, di materiale vario, che serve a contenere più uova da trasportare o da conservare nel frigorifero, senza pericolo che si rompano.
portauovo   non com. portaovo, s.m. invar.  contenitore di materiale vario, a forma di piccolo calice, in cui si pone l'uovo cotto alla coque per mangiarlo.
portautensili   s.m. invar.  nelle macchine utensili, supporto al quale viene fissato l'utensile con cui si lavora il pezzo | usato anche come agg.  : barra portautensili. 
portavalori   s.m. invar.  chi è incaricato del trasporto di valori per conto di una banca, di un'azienda e sim. | usato come agg.  adibito al trasporto di valori: furgone portavalori. 
portavasi   s.m.  recipiente o sostegno, da appartamento o da balcone, in cui vengono sistemati uno o più vasi di fiori | vaso di ceramica, metallo o altro materiale nel quale si pone un vaso da fiori di terracotta.
portavivande   s.m. invar.  contenitore, generalmente di metallo, spesso a chiusura ermetica, che serve per tenere in caldo ed eventualmente trasportare piatti già pronti | in funzione di agg. invar.  : cesta, carrello portavivande. 
portavoce   s.m. invar.    • 1 •   (antiq.) lo stesso che megafono    • 2 •   [anche f.] chi è incaricato di esprimere il punto di vista di un ente, di un uomo politico e sim.: il portavoce del governo  | (spreg.) chi riferisce cose dette da altri: è portavoce di tutti i pettegolezzi    • 3 •   (mus.) chiave tipica del clarinetto posta sotto il barilotto nella parte posteriore.
porte-enfant  porte-enfant s.m. invar.  sorta di sacchetto di tessuto, spesso adorno di ricami e guarnizioni, con una parte posteriore simile a un cuscino leggermente imbottito e una parte anteriore chiusa su tre lati, nel quale si pone un neonato per tenerlo in braccio; oggi si usa solo in particolari occasioni, p. e. nella cerimonia del battesimo.
portella   s.f.  (non com.) piccola porta; sportello, portello.
portelleria   s.f.  (mar.) l'insieme dei portelli e dei portellini di una nave.
portellino   s.m.    • 1 •   dim.  di portello    • 2 •   (mar.) foro circolare sulle murate di una nave, per arieggiare e dar luce ai locali; oblò.
portello   s.m.    • 1 •   piccola porta praticata in un portone    • 2 •   imposta di un armadio; sportello    • 3 •   apertura rettangolare nella murata di una nave o nella fusoliera di un aeroplano. dim. portellino  accr. portellone. 
portellone   s.m.    • 1 •   accr.  di portello    • 2 •   portello attraverso cui si imbarcano merci e passeggeri su navi o aerei.
portento   s.m.  prodigio, miracolo: un chirurgo che fa portenti  | (estens.) persona dalle qualità eccezionali, straordinarie: quell'attore è un portento. 
portentoso   agg.  prodigioso, miracoloso, straordinario: medicina portentosa; un artista portentoso   s.m.  ciò che ha carattere di portento: un'impresa che ha del portentoso  § portentosamente avv. 
porteria   s.f.  (non com.) locale all'ingresso dei collegi e dei conventi, dove sta il portinaio e dove si fanno attendere gli estranei.
portfolio   s.m. invar.    • 1 •   nel linguaggio pubblicitario, raccolta di testi e immagini destinati alla promozione di un nuovo prodotto o di una linea di prodotti    • 2 •   (estens.) inserto illustrato di un quotidiano, un periodico e sim. su un particolare argomento.
porticale   s.m.  (ant.) portico.
porticato   s.m.  portico lungo e largo; complesso di portici  agg.  fornito di portici: una strada porticata. 
portico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   fabbricato aperto su almeno un lato, costruito al piano del suolo e sorretto da pilastri. dim. portichetto    • 2 •   nelle fattorie, tettoia su pilastri usata come ricovero di carri e attrezzi agricoli.
portiera   s.f.    • 1 •   sportello di autoveicolo    • 2 •   tenda pesante che si pone davanti alle porte per ornamento o riparo    • 3 •   portinaia.
portierato   s.m.  mansione, funzione di portiere di uno stabile: spese, contratto di portierato. 
portiere   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi vigila l'ingresso di edifici pubblici o privati e svolge talora altri servizi accessori: il portiere di uno stabile; fare il portiere d'albergo    • 2 •   (sport) in alcuni giochi di squadra (p. e.  il calcio, la pallanuoto), il giocatore che difende la porta.
portinaia   s.f.  donna che custodisce l'ingresso di uno stabile privato; anche, la moglie del portinaio; portiera.
portinaio   ant. portinaro, portonaio, s.m.  chi custodisce l'ingresso di uno stabile privato e talvolta è adibito ad altri servizi accessori, come la pulizia degli spazi condominiali; portiere: ritirare le chiavi dal portinaio   agg.  si dice di religioso che custodisce la porta di un convento: frate portinaio; suora portinaia. 
portincenso    ⇨ portaincenso.
portineria   s.f.  locale posto all'ingresso di edifici, in cui abita o svolge le sue funzioni il portiere.
portinfante   s.m.  (non com.) adattamento it. di porte-enfant. 
portinnesto    ⇨ portainnesto.
portinsegna    ⇨ portainsegna.
portland   s.m. invar.  cemento idraulico a lenta presa, naturale, ottenuto cuocendo ad alta temperatura marne di particolare composizione, o artificiale, prodotto con miscugli di calcare, argilla e altri componenti | usato anche come agg. invar.  : cemento portland. 
porto   (1) s.m.    • 1 •   luogo sulla riva del mare, di un lago o di un fiume che, per configurazione naturale o per le opere artificiali costruite dall'uomo, può dare sicuro ricovero alle navi e permettere operazioni di imbarco e di sbarco di merci e passeggeri; anche, la città che vi sorge accanto: porto naturale, artificiale; porto militare, mercantile; porto fluviale, marittimo; capitaneria di porto; genova è un grande porto | porto canale, che si trova nel punto di sbocco in mare di un canale | porto franco, zona portuale dove le merci possono sostare ed essere rispedite all'estero senza dover pagare imposte doganali | porto di mare, (fig.) luogo frequentatissimo, in cui c'è un gran viavai di gente. dim. porticciolo    • 2 •   (fig.) meta, conclusione; rifugio sicuro e tranquillo: condurre in porto un affare, concluderlo favorevolmente; giungere, essere in porto, al sicuro o alla fine di un lavoro, di un'impresa.
porto   (2) s.m.    • 1 •   il portare | porto d'armi, licenza di portare con sé armi, rilasciata dal questore    • 2 •   prezzo dovuto per il trasporto di merci | porto assegnato, a carico del destinatario.
porto   (3) part. pass.  di porgere  e agg.  nei sign. del verbo.
porto   (4) s.m.  vino rosso pregiato, da aperitivo o da dessert, secco, semisecco o dolce, prodotto nei dintorni di oporto (portogallo).
portogallo   s.m.  (region.) arancia.
portoghese   agg.  del portogallo: il popolo, la lingua portoghese   s.m.    • 1 •   [anche f] chi abita, chi è nato in portogallo    • 2 •   lingua neolatina parlata in portogallo, in brasile e in altri paesi    • 3 •   (fig.) chi, con sotterfugi o con altri espedienti, riesce a entrare in un teatro o in altro luogo di spettacolo senza pagare il biglietto; per estens., chi viaggia su mezzi pubblici di trasporto senza pagare il biglietto: fare il portoghese. 
portolania   s.f.  (ant.) l'ufficio del portolano.
portolano   ant. portulano, s.m.    • 1 •   libro marittimo che descrive coste, porti, condizioni idrografiche e meteorologiche    • 2 •   (ant) guardiano di un porto, incaricato di riscuotere i dazi e controllare il traffico delle merci.
portolato   o portolatto, s.m.  motobarca adibita al trasporto a terra del pesce pescato dalle barche ancora al largo.
portombrelli    ⇨ portaombrelli.
portonaio    ⇨ portinaio.
portoncino   s.m.    • 1 •   dim.  di portone    • 2 •   portello che si apre in un portone.
portone   s.m.    • 1 •   accr.  di porta    • 2 •   porta di notevoli dimensioni, che costituisce l'ingresso principale di un edificio. dim. portoncino. 
portoricano   agg.  di portorico: caffè portoricano   s.m.  [f. -a] chi abita, chi è nato a portorico.
portoro   s.m.  marmo nero, venato di giallo, che si trova a portovenere (la spezia).
portuale   agg.  di porto, attinente al porto: lavori portuali   s.m.  chi lavora in un porto: sindacato dei portuali. 
portuario   agg.  relativo al porto: norme portuarie. 
portuense   agg.  dell'antica città di porto, alle foci del tevere: via portuense. 
portulaca   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee proprie delle regioni calde, con foglie carnose e fiori di vario colore (fam.  portulacacee).
portulacacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, comprendente la portulaca | sing.  [-e] ogni pianta di tale famiglia.
portulano    ⇨ portolano.
portuoso   agg.  ricco di porti: costa portuosa. 
porzione   s.f.    • 1 •   parte di un tutto (anche fig.): una porzione di terreno, di patrimonio; ognuno ha la sua porzione di guai    • 2 •   quantità di cibo servita a un commensale: una porzione di dolce; fare le porzioni; porzioni piccole, abbondanti.  dim. porzioncina. 
posa   s.f.    • 1 •   il porre: la posa della prima pietra; la posa degli impianti idraulici; la posa in opera di tubazioni    • 2 •   (lett.) riposo, quiete: non spero del mio affanno aver mai posa  (petrarca canz.  cxcv, 9) | senza posa, ininterrottamente    • 3 •   il posare per essere ritratti; l'atteggiamento assunto da chi deve essere ritratto: una posa di un'ora; mettersi in posa | teatro di posa, stabilimento in cui vengono filmate scene cinematografiche    • 4 •   (fig.) atteggiamento studiato, affettato: assumere una posa da superuomo; fare qualcosa solo per posa    • 5 •   (foto.) esposizione del materiale sensibile alla luce; tecnica di fotografare tenendo l'obiettivo aperto per un periodo abbastanza lungo; anche, la fotografia così ottenuta e ciascuna immagine che si può ricavare da una striscia di pellicola di determinata lunghezza: tempo di posa; posa lunga, breve; una posa non riuscita; pellicola per 12 pose    • 6 •   deposito, sedimento che rimane sul fondo di un recipiente quando si lascia decantare un liquido: la posa del vino. 
posacavi   s.f. invar.  nave attrezzata per la posa e la riparazione dei cavi telegrafici e telefonici sottomarini | usato anche come agg. invar.  : nave posacavi. 
posacenere   s.m. invar.  portacenere.
posaferro   s.m. invar.  supporto sul quale si appoggia il ferro da stiro caldo perché resti isolato dalla superficie sottostante.
posamine   s.f. invar.  nave da guerra attrezzata per la posa in mare di mine o torpedini | usato anche come agg. invar. : nave posamine.
posamolle   s.m. invar.  bacinella rettangolare di lamiera su cui si appoggiano le molle, l'attizzatoio e la paletta del camino.
posapiano   s.m.  e f. invar.  (scherz.) persona lenta e placida.
posare   v. tr.  [io pòso ecc.]    • 1 •   mettere giù, deporre; appoggiare: posare a terra la valigia; posare un piatto sul tavolo; gli posó la mano sulla spalla  | posare lo sguardo su qualcosa, fermarlo, fissarlo | posare le armi, (fig.) cessare le ostilità, smettere di guerreggiare    • 2 •   (fig.  lett.) placare, sedare: posare l'ira, l'odio  | v.intr.  [aus. essere  nei sign. 1,    • 2 •   e 3, avere  nei sign.    • 4 •   e 5]    • 1 •   poggiare su qualcosa: la cupola posa su quattro pilastri  | (fig.) avere per fondamento: un ragionamento che non posa su solide basi    • 2 •   (lett.) riposare; giacere: il monumento /... ove posa il corpo di quel grande  (foscolo sepolcri  154-155)    • 3 •   di liquido, depositare sul fondo del recipiente le particelle contenute in sospensione: lasciar posare il vino    • 4 •   restare immobile in un atteggiamento per farsi ritrarre; mettersi in posa: posare per un quadro, per un disegno    • 5 •   (fig.) comportarsi in modo affettato, non naturale: quanto posa quella ragazza!; posare a intellettuale  | posarsi v.rifl.  o intr.pron.    • 1 •   fermarsi cadendo o scendendo dall'alto: la neve si posa sui monti; il passero si posò sul ramo    • 2 •   (ant., poet.) riposare: a guisa di leon quando si posa  (dante purg.  vi, 66).
posareti   s.f. invar.  nave da guerra attrezzata per la posa di ostruzioni costituite da reti | usato anche come agg. invar.  : nave posareti. 
posata   (1) s.f.  (non com.)    • 1 •   il posare, il posarsi    • 2 •   sosta, fermata; il luogo in cui ci si ferma    • 3 •   posatura, sedimento.
posata   (2) s.f.    • 1 •   ciascuno degli utensili (cucchiaio, forchetta, coltello ecc.) che servono per mangiare: un servizio di posate d'argento; cambiare le posate.  dim. posatina    • 2 •   (estens.) posto a tavola; coperto: aggiungere una posata per l'ospite. 
posateria   s.f.  insieme di posate; servizio di posate.
posatezza   s.f.  l'essere posato; calma, riflessività.
posato   part. pass.  di posare   agg.  si dice di persona calma, riflessiva o di cosa che denota equilibrio, ponderatezza: un ragazzo posato; un discorso, un contegno posato  § posatamente avv. 
posatoio   s.m.  ramo, bastone, bacchetta su cui si posano gli uccelli in gabbia e i polli nel pollaio.
posatore   s.m.    • 1 •   operaio incaricato della messa in opera di cavi, tubi ecc.    • 2 •   [f. -trice] (fig.) chi ostenta atteggiamenti studiati, non naturali.
posatubi   agg. invar.  si dice di macchina attrezzata per la posa di tubi o condutture, a terra o in acqua.
posatura   s.f.  deposito che alcuni liquidi lasciano sul fondo del recipiente: la posatura dell'olio. 
posbellico    ⇨ postbellico.
posca   s.f.  (lett.) miscuglio d'acqua e aceto.
poscia   avv.  (lett.) poi, dopo, in seguito (con valore temporale): non vorreste o poscia od ante / esser giunti al cammin  (petrarca canz.  cciv, 5-6) | nella loc. cong. poscia che, con valore temporale, dopo che; con valore causale, poiché: poscia che m'ebbe ragionato questo  (dante inf.  ii, 115); non vissi indarno, / poscia che quella bocca alla mia bocca / premer fu dato  (leopardi consalvo  96-98).
posciadesco   agg.  [pl. m. -schi] della pochade; che ha i caratteri della pochade: il genere posciadesco; situazione posciadesca. 
posciadistico   agg.  [pl. m. -ci] posciadesco.
posconsonantico    ⇨ postconsonantico.
poscritto   s.m.  ciò che si aggiunge a una lettera già firmata (si abbrevia p. s.).
posdatare   e deriv.   ⇨ postdatare e deriv. 
posdentale    ⇨ postdentale.
posdiluviano    ⇨ postdiluviano.
posdomani   ant. posdomane, avv.  (reg. , lett.) dopodomani.
posidonia   s.f.  (bot.) genere di piante marine monocotiledoni, comprendente numerose specie, presenti spesso nei bassi fondali costieri; hanno un grosso rizoma da cui si dipartono ciuffi di foglie nastriformi che, essiccate, costituiscono il cosiddetto crine vegetale marino, utilizzato per imbottiture (fam.  potamogetonacee).
positiva   s.f.  (foto.) immagine fotografica in cui le luci, le ombre e i colori corrispondono direttamente a quelle dell'oggetto reale fotografato.
positivismo   s.m.    • 1 •   movimento filosofico della seconda metà del sec. xix, che rifiutava ogni forma di metafisica e poneva i dati scientifici come unico fondamento della conoscenza | positivismo logico, neopositivismo    • 2 •   spirito pratico, senso della realtà, concretezza.
positivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (filos.) seguace del positivismo    • 2 •   persona concreta, attenta agli aspetti pratici delle cose; anche, persona che persegue realisticamente i propri interessi.
positivistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al positivismo: scuola, corrente, teoria positivistica  § positivisticamente avv. 
positività   s.f.  l'essere positivo: la positività di un giudizio  | risultato positivo: la positività di un esame clinico. 
positivo   agg.    • 1 •   che esiste di fatto o si basa su elementi certi; reale, effettivo: fatto positivo; certezza positiva  | religione positiva, quella che è stabilita come complesso di istituzioni, di credenze, di pratiche del culto, in opposizione alla religione naturale | diritto positivo, espressione che indica l'insieme delle norme giuridiche in vigore in un determinato stato e in un determinato momento; si distingue dal diritto naturale | scienze positive, le scienze sperimentali (fisica, scienze naturali) e le scienze esatte (matematiche)    • 2 •   utile, fecondo, favorevole: gli aspetti positivi e negativi di una situazione; avere un esito positivo; dare un giudizio positivo    • 3 •   affermativo: risposta positiva    • 4 •   (med.) si dice del risultato di un'analisi di laboratorio o di un esame clinico quando conferma la presenza degli elementi ricercati    • 5 •   si dice di persona che bada al concreto: mi pare un tipo positivo    • 6 •   (mat.) si dice di ogni numero reale maggiore dello zero, contrassegnato dal segno + (più)    • 7 •   si dice per caratterizzare convenzionalmente un fatto, un oggetto, un fenomeno, in opposizione ad altri detti negativi: elettricità positiva; polo positivo    • 8 •   in grammatica: aggettivo positivo  (o di grado positivo), che presenta la qualità pura e semplice di una cosa, in contrapposizione al comparativo  e al superlativo  (p. e. bello  in contrapposizione a più bello  e bellissimo)  s.m.  ciò che è sicuro, certo | di positivo, con certezza: lo so di positivo   avv.  certamente, sicuramente: «credi che verrà?» «positivo!»  § positivamente avv. 
positrone   o positone, s.m.  (fis.) particella elementare che ha massa uguale a quella dell'elettrone, ma carica opposta (positiva).
positronio   o positonio, s.m.  (fis.) corpuscolo instabile, costituito da un elettrone e un positrone legati insieme.
positura   s.f.  (lett.) modo in cui è posta una cosa | posizione del corpo, modo in cui sono atteggiate le membra: padre, lei non deve stare in codesta positura  (manzoni p. s.  iv).
posizionale   agg.  relativo alla posizione, dipendente dalla posizione: forza posizionale; valore posizionale di una cifra. 
posizionamento   s.m.  il posizionare, l'essere posizionato.
posizionare   v. tr.  [io po sizióno ecc.] mettere in posizione, disporre nella posizione più opportuna.
posizionatore   s.m.  (tecn.) apparecchio per posizionare automaticamente un interruttore, un dispositivo ecc.
posizione   s.f.    • 1 •   il luogo in cui è posta una cosa, per lo più in relazione ad altre cose o a un punto di riferimento: la posizione di una stella; posizione centrale, periferica; la posizione infelice di un edificio  | luci di posizione, (aut.) che servono a segnalare la presenza di un veicolo | prendere posizione, (fig.) assumere un determinato atteggiamento a proposito di una controversia    • 2 •   il posto occupato in una classifica, in una graduatoria o nel corso di una gara, da un atleta, un concorrente ecc.: essere nelle prime, nelle ultime posizioni  (o nelle posizioni di testa, di coda)    • 3 •   (ling.) il posto occupato da un fonema nel corpo di una parola: posizione intervocalica di una consonante  | vocale lunga per posizione, nella prosodia classica, la vocale breve che viene a trovarsi davanti a due o più consonanti o a consonante doppia e si considera quindi lunga    • 4 •   (fig.) stato, situazione, condizione in cui uno si trova: posizione giuridica, sociale; posizione delicata, imbarazzante  | condizione sociale ed economica: avere una posizione solida, una buona posizione; farsi una posizione, riuscire nella vita, avere successo    • 5 •   modo di stare di una persona, atteggiamento del corpo o di una parte di esso: mettersi in una posizione comoda; posizione corretta; posizione d'attenti, di riposo, di soldati, ginnasti ecc.    • 6 •   (mil.) luogo, terreno fortificato o difeso: attaccare, prendere una posizione; posizione strategica, luogo fornito di difese naturali | guerra di posizione, in cui i due avversari si fronteggiano per lungo tempo restando al riparo di trincee o di opere fortificate    • 7 •   (fig.) convinzione, opinione, principio: difendere le proprie posizioni ideologiche; essere fermo su posizioni antiquate    • 8 •   (comm.) l'importo esatto di tutti i rapporti di debito o credito di un cliente o di un corrispondente con l'azienda    • 9 •   (econ.) quantità di titoli acquistata o venduta allo scoperto: liquidare le posizioni, rivendere titoli precedentemente acquistati.
posliminio    ⇨ postliminio.
posludio    ⇨ postludio.
posola   s.f.  striscia di cuoio che lega lo straccale al basto del cavallo.
posolino   s.m.  sottocoda, nei finimenti del cavallo.
posologia   s.f.  (farm. , med.) determinazione e indicazione delle dosi e delle modalità di somministrazione dei medicinali.
pospasto   s.m.  (ant.) l'ultima portata di un pranzo.
posponimento   s.m.  (non com.) posposizione.
posporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   mettere dopo: posporre il cognome al nome  | (fig.) subordinare, considerare meno importante: posporre gli interessi personali a quelli della collettività    • 2 •   differire, posticipare, ritardare: posporre la data della partenza. 
pospositivo   agg.  (gramm.) che si pospone: parti-  celle pospositive.
posposizione   s.f.  il posporre, l'essere posposto.
posposto   part. pass.  di posporre   agg.  che è posto, che viene dopo; (fig.) che viene tenuto in minore considerazione rispetto ad altro.
possa   s.f.  (lett.) forza, potenza, vigore | a tutta possa, con tutte le forze disponibili.
possanza   s.f.  (ant. , lett.) potere, potenza; vigore, forza: quivi è la sapienza e la possanza  (dante par.  xxiii, 37).
posse   s.f. pl.  gruppo musicale che esegue canzoni di protesta nello stile del rap.
possedere   v. tr.  [coniugato come sedere]    • 1 •   avere in possesso, in proprietà, in dominio: possedere case, terreni; l'inghilterra possedeva un vastissimo impero coloniale  | possedere una donna, unirsi carnalmente con lei    • 2 •   (assol.) avere beni, ricchezze: una persona che possiede    • 3 •   (fig.) avere in sé, riferito a qualità, doti astratte o caratteristiche particolari: possedere ingegno, senso artistico; il diamante possiede straordinaria durezza    • 4 •   (fig.) tenere in proprio potere, dominare: lasciarsi possedere dall'ira; essere posseduto dal demonio, dalla passione  | conoscere a fondo: possedere un'arte, una scienza, una lingua    • 5 •   (lett.) occupare: ch'orrevol gente possedea quel loco  (dante inf.  iv, 72).
possedimento   s.m.    • 1 •   (non com.) il possedere; possesso    • 2 •   la cosa posseduta; in partic., le terre possedute da un privato, i domini posseduti da uno stato: i possedimenti olandesi. 
posseditore   s.m.  [f. -trice] (non com.) possessore: com'esser puote ch'un ben, distributo / in più posseditor, faccia più ricchi...?  (dante purg.  xv, 61-62).
posseduto   part. pass.  di possedere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è posseduto dal demonio.
possente   agg.  potente, forte: un possente esercito; una voce possente  § possentemente avv. 
possessione   s.f.  (non com.)    • 1 •   il possedere; possesso | (fig.) invasamento di una persona da parte di una forza occulta, sovrumana: possessione demoniaca  | delirio di possessione, (psich.) lo stato patologico di chi si crede posseduto da una potenza maligna (p. e.  in soggetti schizofrenici)    • 2 •   possedimento, proprietà terriera.
possessivo   agg.    • 1 •   (gramm.) che indica possesso: (aggettivi) possessivi, gli aggettivi mio, tuo, suo, nostro, vostro, loro  e anche proprio, altrui    • 2 •   che tende al possesso, al dominio, spec. morale: un carattere, un amore possessivo  § possessivamente avv. 
possesso   s.m.    • 1 •   il possedere; nel linguaggio giuridico, il potere di fatto sulla cosa che non implica necessariamente il diritto di proprietà, ma si esprime in attività corrispondenti all'esercizio della proprietà stessa: avere, godere, ottenere, perdere, un possesso; entrare in possesso  | prendere possesso di un ufficio, di una carica, assumerne le funzioni attraverso la necessaria procedura    • 2 •   (fig.) padronanza, dominio: avere il perfetto possesso di una lingua, di una tecnica; essere nel pieno possesso delle proprie facoltà    • 3 •   spec. pl.  possedimento, terra posseduta.
possessore   s.m.  [f. posseditrice, pop. non com. possessora] chi ha il possesso di un bene, chi è in possesso di qualcosa.
possessorio   agg.  (dir.) che si riferisce al possesso: azione possessoria, stabilita per riottenere o tutelare il possesso di un bene; giudizio possessorio, nel quale viene esercitata un'azione possessoria.
possibile   agg.    • 1 •   che può accadere o che può esser fatto: tutte le possibili conseguenze di un fatto; questa è una soluzione possibile; cerca di venire il più presto possibile  | in frasi interrogative per esprimere dubbio o incredulità: possibile?; è mai possibile?; come è possibile una cosa simile?    • 2 •   si dice di ciò che può essere vero, in quanto di per sé non implica contraddizione; pensabile, concepibile: è una spiegazione possibile, ma non probabile    • 3 •   (fam.) tollerabile, passabile, accettabile: un film, un albergo, un pranzo possibile | equazione, problema possibile, (mat.) che ammette soluzioni  s.m.  ciò che si può fare: faremo il possibile per aiutarvi; nei limiti del possibile, cercherò di accontentarti  § possibilmente avv.  potendo, se è possibile: cerca possibilmente di non arrivare in ritardo. 
possibilismo   s.m.  disponibilità a rinunciare realisticamente all'intransigenza delle proprie posizioni ideologiche per trovare un accordo con altri e ottenere risultati che si giudicano utili.
possibilista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi dà prova di possibilismo | usato anche come agg.  in luogo di possibilistico : politica possibilista. 
possibilistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da possibilista; che non esclude l'eventualità di compromessi: tendenze possibilistiche. 
possibilità   s.f.    • 1 •   l'essere possibile: c'è qualche possibilità di riuscire    • 2 •   capacità, potere, occasione di fare qualcosa: non ho la possibilità di farti questo favore; avrai la possibilità d'incontrarlo    • 3 •   pl.  mezzi materiali o morali di cui si dispone: possibilità economiche; è una spesa che va al di là delle nostre possibilità; farò secondo le mie possibilità, per quanto sta in me, per quanto posso.
possidente   s.m.  e f.  chi possiede beni, spec. immobili: un piccolo, un grosso possidente. 
possidenza   s.f.  (non com.)    • 1 •   il possedere qualcosa di diritto    • 2 •   la cosa posseduta; possedimento    • 3 •   il ceto dei possidenti.
post-  post- primo elemento di parole composte di origine latina o, più spesso, di formazione moderna, dal lat. po°st  'dopo'; indica posteriorità nel tempo (postbellico) e più raramente nello spazio (postdentale); davanti a consonante, la t  spesso cade, spec. nelle forme di origine antica (posporre) o nell'uso popolare (posdatare).
posta   (1) s.f.    • 1 •   (ant.  o region.) il porre, il mettere: la posta delle uova, il porre le uova sotto la chioccia perché le covi; la posta di un filare di pioppi, il piantarli    • 2 •   (ant.) impronta, orma: dietro a le poste de le care piante  (dante inf.  xxiii, 148).
posta   (2) s.f.    • 1 •   (non com.) posto assegnato per fermarvisi temporaneamente o definitivamente: darsi la posta, fissare un luogo in cui incontrarsi | il posto assegnato a ogni animale nella stalla: i cavalli normanni alle lor poste  (coli) | (mar.) il luogo in cui si ormeggia una nave: àncora di posta, ognuna delle due o tre àncore che le navi tengono a prora, pronte per essere calate; stare alla posta, di nave, stare all'àncora    • 2 •   luogo dove il cacciatore attende il passaggio della selvaggina: mettersi, stare, aspettare alla posta  | fare la posta a una persona, (fig.) attenderne il passaggio, sorvegliarla    • 3 •   stazione a cui si fermavano per il cambio dei cavalli le diligenze che trasportavano viaggiatori, merci, corrispondenza; anche, la diligenza stessa e il servizio che compiva: stazione di posta; cavalli di posta; mastro di posta, chi dirigeva la stazione | correr le poste, spostarsi rapidamente da una posta all'altra    • 4 •   servizio pubblico per la spedizione e il recapito della corrispondenza : spedire, ricevere per posta; spese di posta, per l'affrancatura della corrispondenza | posta pneumatica, basata sull'inoltro all'interno di tubi percorsi da aria compressa | posta elettronica, sistema telematico che consente a tutti i computer collegati a una rete di spedire e ricevere messaggi in tempo reale; e-mail | fermo posta, fermoposta    • 5 •   spec. pl.  l'amministrazione che cura il servizio postale; il complesso degli uffici e del personale che a essa fa capo: essere impiegato alle poste; sciopero delle poste; ministero delle poste e telecomunicazioni  | l'edificio in cui hanno sede gli uffici postali: andare alla posta    • 6 •   la corrispondenza che viene recapitata attraverso il servizio postale: posta ordinaria, espressa, raccomandata, aerea; posta in arrivo, in partenza; distribuire la posta; ricevere molta posta    • 7 •   (estens.) titolo di alcune rubriche di giornali e periodici, o anche di trasmissioni radiofoniche e televisive, costituite dalle lettere dei lettori o degli ascoltatori e dalle relative risposte: la posta dei lettori; la posta del direttore; piccola posta    • 8 •   ciò che si arrischia al gioco o in una scommessa (anche fig.): posta alta, bassa, minima, massima; raddoppiare la posta; è in gioco una posta troppo grossa    • 9 •   registrazione contabile    • 10 •   (region.) ognuna delle soste che si fanno compiendo il rito della via crucis | ciascuna delle parti del rosario composta di dieci avemmaria    • 11 •   (ant.) volontà, piacere: felice te se sì parli a tua posta!  (dante inf.  xvi, 81) | a bella posta, (lett.) di proposito, deliberatamente.
postacelere   s.m.  servizio delle poste italiane che garantisce la consegna della corrispondenza nel giorno successivo a quello di spedizione; riguarda solo le città capoluogo di provincia.
postagiro   s.m. invar.  operazione con la quale chi ha un conto corrente postale ordina il trasferimento di fondi a favore di altro correntista.
postale   agg.  della posta, attinente alla posta: ufficio, servizio, impiegato postale; buoni postali; conto corrente, vaglia postale; cartolina, biglietto postale, che vengono messi in vendita con affrancatura stampata; pacco postale, spedito per posta; cassetta postale, in cui viene imbucata la corrispondenza  s.m.  nave mercantile, treno, corriera, aeroplano adibiti al servizio postale.
postappello   s.m.  nel sistema universitario, appello straordinario fissato dopo l'appello o gli appelli normali della sezione.
postare   v. tr.  [io pòsto ecc.] (non com.) disporre, collocare in luogo opportuno (riferito a soldati e artiglierie): postare i cannoni sull'altura  | postarsi v. rifl.  (non com.) prendere posto, fermarsi in un luogo: quelli poterono arrivare, e postarsi... davanti alla porta della bottega  (manzoni p. s.  xii).
postatomico   agg.  [pl. m. -ci] successivo a un'eventuale guerra atomica; successivo all'era atomica (anche fig.): un paesaggio postatomico, caratterizzato da distruzione, desolazione assoluta.
postazione   s.f.    • 1 •   (mil.) luogo riparato e difeso in cui si collocano armi pesanti (mitragliatrici, cannoni ecc.): una postazione di obici    • 2 •   (estens.) luogo di osservazione per cronisti radiofonici o televisivi, oppure per operatori cinematografici o televisivi.
postbellico   pop. posbellico [po-sbèl-li-co], agg.  [pl. m. -ci] del periodo che segue immediatamente una guerra: crisi postbellica. 
postbruciatore   s.m.  (tecn.) parte di un turbomotore, compresa tra la turbina e l'ugello di scarico, dove viene bruciato combustibile aggiuntivo per incrementare la potenza del getto.
postcoitale   agg.  successivo al coito, che avviene dopo il coito: contraccezione postcoitale  | test postcoitale, (med.) serie di esami di laboratorio eseguiti dopo il coito per accertare le cause della sterilità di una coppia.
postcommotivo   agg.  (med.) successivo a, derivante da una commozione cerebrale: sindrome postcommotiva, insieme di disturbi (p. e.  vertigini, cefalea) che il soggetto continua per un certo tempo ad avvertire come postumi di una commozione cerebrale.
postcommunio   s.m.  (lit.) orazione di ringraziamento che il sacerdote recita durante la messa dopo la comunione.
postcomunismo   s.m.  situazione politica successiva al crollo del comunismo.
postcomunista   agg.  [pl. m. -sti] di, relativo al postcomunismo.
postconciliare   agg.  successivo a un concilio; in partic., avvenuto in seguito al concilio vaticano ii: le riforme liturgiche postconciliari. 
postcongressuale   agg.  successivo a un congresso.
postconsonantico   rar. posconsonantico, agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di suono che viene dopo una consonante e della posizione di tale suono.
postdatare   pop. posdatare [po-sda-tà-re], v. tr.    • 1 •   apporre su un documento, su un assegno ecc. una data posteriore a quella della sua stesura effettiva    • 2 •   attribuire a un'opera o a un avvenimento una data posteriore a quella generalmente accettata.
postdatato   pop. posdatato [po-sda-tà-to], part. pass.  di postdatare   agg.  che ha, che porta una data posteriore a quella reale: assegno postdatato. 
postdatazione   pop. posdatazione [po-sda-ta-zió-ne], s.f.  il postdatare, l'essere postdatato: postdatazione di uno scritto, di un documento. 
postdentale   rar. posdentale [po-sden-tà-le], agg.  e s.f.  (ling.) si dice di articolazione realizzata appoggiando la punta della lingua contro la superficie interna degli incisivi superiori: (consonanti) postdentali, in italiano, le consonanti t  (come in toro) e d  (come in dote), dette anche dentali. 
postdibattimentale   agg.  (dir.) relativo al postdibattimento: fase postdibattimentale. 
postdibattimento   s.m.  (dir.) fase del processo penale, successiva al dibattimento, durante la quale viene deliberata, enunciata e depositata la sentenza.
postdiluviale   agg.  e s.m.  (geol.) olocenico, olocene.
postdiluviano   rar. posdiluviano [po-sdi-lu-vià-no], agg.  successivo al diluvio universale: il periodo postdiluviano. 
posted price   loc. sost. m. invar.  (econ.) prezzo fittizio del petrolio greggio su cui si basa il calcolo delle royalties dovute dalle compagnie petrolifere ai paesi produttori.
posteggiare   (1) v. tr.  [io postéggio ecc.] (non com.) fare la posta a un animale o a una persona.
posteggiare   (2) v. tr.  [io postéggio ecc.] lasciare cicli, motocicli, autoveicoli in un posteggio o in altro luogo (anche assol.): posteggiare l'auto in via manzoni; non so dove posteggiare. 
posteggiatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   custode di un posteggio: posteggiatore autorizzato, abusivo    • 2 •   (region.) suonatore ambulante    • 3 •   (region.) rivenditore che ha il posteggio presso una piazza, un mercato ecc.
posteggio   s.m.    • 1 •   spazio riservato alla sosta di autoveicoli, motoveicoli, biciclette: posteggio pubblico, privato; posteggio gratuito, a pagamento; lasciare l'automobile al posteggio    • 2 •   in un mercato, spazio riservato a un rivenditore: tassa di posteggio. 
postelegrafico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce ai servizi postali e telegrafici  s.m.  [f. -a] chi è addetto a tali servizi.
postelegrafonico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce ai servizi postali, telegrafici e telefonici  s.m.  [f. -a] chi è addetto a tali servizi.
postelementare   agg.  si dice di corso di studio che segue quello elementare: triennio postelementare. 
postema   o apostema, s.f.  (ant.) ascesso.
poster   s.m. invar.  manifesto illustrato da appendere alle pareti: il poster di un cantante famoso. 
postergare   v. tr.  [io postèrgo, tu postèrghi ecc.]    • 1 •   (lett.) gettarsi una cosa dietro le spalle | (fig.) trascurare, disprezzare: così le invidie / de' pastor neghittosi si postergano  (sannazaro)    • 2 •   posporre una cosa a un'altra; in partic., cambiare di grado nella iscrizione ipotecaria: postergare due ipoteche, due creditori ipotecari    • 3 •   contrassegnare un documento, un atto e sim. con una nota a tergo.
postergazione   s.f.  il postergare, l'essere postergato.
posteria   s.f.  (lomb.) negozio di generi alimentari.
posteriore   agg.    • 1 •   che viene dietro o dopo, che segue nello spazio o nel tempo: la parte posteriore dell'automobile; gli arti posteriori di un animale; apporre una data posteriore; in epoca posteriore; gli scrittori posteriori al manzoni    • 2 •   (ling.) si dice di suono il cui punto di articolazione è situato nella parte più interna della cavità orale | vocali posteriori, le vocali ò, ó, u   s.m.  (scherz.) il sedere § posteriormente avv.    • 1 •   nella parte posteriore, dietro    • 2 •   dopo, in seguito.
posteriorità   s.f.  l'essere posteriore, spec. nel tempo: la posteriorità di un fatto, di un fenomeno rispetto a un altro. 
posterità   s.f.    • 1 •   l'insieme di tutti i posteri: tramandare alla posterità    • 2 •   la discendenza, i discendenti: continuarsi nella posterità. 
posterla    ⇨ postierla.
postero   agg.  (lett.) che viene o verrà dopo nel tempo  s.m.  (spec. pl.) chi verrà nel tempo molto dopo di noi; i nostri lontani discendenti: ai posteri l'ardua sentenza  (manzoni il cinque maggio) | passare ai posteri, si dice di evento o persona memorabile la cui fama arriverà sino alle più lontane discendenze (talvolta anche in tono scherz.).
postero-  postero- primo elemento di aggettivi composti, spec. del linguaggio medico, tratto da posteriore; indica appunto posizione posteriore (posteroinferiore).
posteroanteriore   agg.  (anat.) che ha direzione da dietro in avanti.
posteroinferiore   agg.  (anat.)    • 1 •   che ha direzione da dietro verso il basso    • 2 •   che è collocato dietro in basso.
posterolaterale   agg.  (anat.)    • 1 •   che ha direzione da dietro verso un lato    • 2 •   che è collocato dietro di lato.
posteromediale   agg.  (anat.)    • 1 •   che ha direzione da dietro verso il centro    • 2 •   che è collocato dietro al centro.
posterosuperiore   agg.  (anat.)    • 1 •   che ha direzione da dietro verso l'alto    • 2 •   che è collocato dietro in alto.
post factum   loc. avv.  a cose fatte, a fatto avvenuto  loc. sost. m. invar.  (dir.) ciò che avviene dopo un fatto giuridicamente rilevante, in quanto possano essere accaduti altri fatti giuridicamente rilevanti.
postfatore   s.m.  autore di una postfazione.
postfazione   s.f.  commento a un libro, analogo alla prefazione ma posto dopo il testo.
postglaciale   agg.  (geol.) che è successivo all'ultima glaciazione quaternaria.
posticcia   s.f.  [pl. -ce] (agr.) insieme di alberi piantati a filare, spesso a rinforzo e difesa di argini.
posticciare   v. tr.  [io postìccio ecc.] (agr.) piantare alberi a filare.
posticciata   s.f.  (agr.) piantata di posticce.
posticcio   agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   si dice di ciò che sostituisce qualcosa che manca; artificiale, finto: dente posticcio; baffi, capelli posticci  | un finale posticcio, in un testo, in uno spettacolo ecc., finale che sembra aggiunto, che non si fonde bene con quanto precede    • 2 •   (non com.) provvisorio: una tettoia, una costruzione posticcia   s.m.    • 1 •   ciuffo di capelli per acconciature; toupet    • 2 •   terreno in cui si tengono le piantine in attesa di trapianto    • 3 •   (mar.) l'insieme delle lunghe assi di legno che, nelle galee, correvano su ciascun bordo da prora a poppa e sopra le quali si posavano i remi § posticciamente avv. 
posticino   s.m.  luogo, ambiente particolarmente gradevole, accogliente.
posticipare   v. tr.  [io postìcipo ecc.] rinviare, rimandare a un tempo successivo a quello consueto o prestabilito: posticipare il pranzo di un'ora; posticipare la data delle nozze. 
posticipato   part. pass.  di posticipare   agg.  che si fa o avviene dopo il tempo stabilito o normale; in partic., si dice di pagamento, compenso corrisposto dopo la prestazione: stipendio, affitto posticipato  § posticipatamente avv.  dopo il tempo stabilito.
posticipazione   s.f.  il posticipare, l'essere posticipato: posticipazione di una scadenza, di un programma. 
postico   agg.  [pl. m. -chi] (arch.) si dice di elemento architettonico situato nella parte posteriore di un edificio: parete, porta postica   s.m.  la parte posteriore di un edificio.
postiere   s.m.  in passato, chi organizzava il servizio postale delle diligenze.
postieri   avv.  (ant.) l'altro ieri, il giorno precedente a ieri.
postierla   o posterla, sett. pustierla, s.f.  un tempo, porticina segreta nelle mura di una città o di una fortezza.
postiglione   s.m.  chi guidava i cavalli delle vetture di posta; anche, il cocchiere che cavalcava uno dei cavalli delle carrozze signorili.
postilla   s.f.    • 1 •   breve nota scritta sul margine di un libro o di un documento | (dir.) aggiunta al testamento che, se compiuta nelle forme di legge, ne integra o modifica le disposizioni    • 2 •   (fig.) osservazione, precisazione: fare una postilla a un discorso. 
postillare   v. tr.  annotare con postille, apporre postille.
postillatore   s.m.  [f. -trice] autore di postille.
postillatura   s.f.  (non com.) il postillare, l'essere postillato | insieme di postille.
postime   s.m.  (tosc.) in agricoltura, insieme di piantine da trapianto; vivaio.
postimpressionismo   s.m.  indirizzo pittorico che, negli anni a cavallo tra otto e novecento, reagì al naturalismo impressionista opponendovi geometrie più essenziali di forme e di colori.
postindustriale   agg.  che è successivo alla civiltà industriale; in partic., si dice della società industriale avanzata e di ciò che la caratterizza.
postinfartuale   agg.  (med.) successivo a un infarto miocardico: decorso postinfartuale. 
postino   s.m.  [f. -a] (pop.) portalettere.
post-it  post-it ® s.m. invar.  biglietto autoadesivo rimovibile, usato per promemoria.
postite   s.f.  (med.) infiammazione del prepuzio.
postliminio   rar. posliminio [po-sli-mi-nio], s.m.  (dir.) il diritto riconosciuto al cittadino romano, al suo rientro in patria dopo un periodo di prigionia, di riacquistare il precedente stato giuridico.
postludio   o posludio, s.m.  (mus.) pezzo, in forma libera, che conclude una composizione | brano organistico eseguito alla fine di una funzione religiosa per accompagnare l'uscita dei fedeli dalla chiesa.
postmaturo   agg.  (med.) si dice di bambino nato dopo un periodo di gravidanza più lungo del normale.
postmilitare   agg.  successivo al servizio militare di leva: istruzione postmilitare. 
postmodernismo   s.m.  complesso delle tendenze culturali postmoderne.
postmoderno   agg.    • 1 •   in generale, si dice di pratiche, tendenze, atteggiamenti culturali che considerano inaccettabili e superate le certezze ideali, filosofiche, scientifiche che, a torto o a ragione, si ritengono proprie della modernità    • 2 •   in particolare, si dice di ricerche e sperimentazioni architettoniche che, dalla metà degli anni settanta, hanno contestato le sicurezze tecnologiche e gli esiti consumistici del movimento moderno, mirando a superare i principi di razionalità e funzionalità in nome di un'eclettica libertà di soluzioni stilistiche | in ambito letterario e artistico, si dice di tendenze che, in polemica con l'ideologia del progresso e muovendo da una visione pessimistica dell'età postindustriale, perseguono la commistione di modi e forme eterogenee del passato con elementi e spunti innovativi  s.m.  lo stile, le tendenze, l'ideologia postmoderni.
posto   (1) s.m.    • 1 •   luogo in cui si trova o potrebbe o dovrebbe trovarsi una persona o una cosa; spazio, sito: c'è posto per tutti; non c'è posto per questo mobile, qui; ogni cosa al suo posto; fate un po' di posto; mettere, rimettere a posto i pezzi di un congegno; un avvenimento che occupa un posto notevole nella storia; essere al primo, all'ultimo posto in classifica; occupare il primo posto nel cuore di qualcuno, essere per lui la persona più cara | essere a posto, in ordine | mettere le cose a posto, rimettere ordine; (fig.) ristabilire la verità | mettere a posto qualcuno, rimproverarlo, dargli una lezione; anche, procurargli un buon impiego | mettersi a posto, trovare un buon impiego, una buona sistemazione economica | stare al proprio posto, (fig.) comportarsi come si deve, non prevaricare | essere a posto con la propria coscienza, (fig.) non avere nulla da rimproverarsi | tenere le mani a posto, non toccare ciò che non si deve; (fig.) non essere manesco | tenere la lingua a posto, (fig.) non parlare; anche, non fare pettegolezzi | avere la testa a posto, (fig.) essere assennato, equilibrato | essere una persona a posto, (fig.) una persona onesta, perbene | al posto di, in luogo, in vece di: cosa faresti al mio posto?  dim. posticino  pegg. postaccio    • 2 •   luogo stabilito o assegnato per lo svolgimento di un particolare compito: posto avanzato, di combattimento; abbandonare il proprio posto; posto di guardia, luogo da cui vengono distaccate le sentinelle    • 3 •   spazio limitato fornito di particolari attrezzature: posto telefonico pubblico; posto di pronto soccorso, di ristoro; posto di guida, di pilotaggio    • 4 •   luogo o spazio destinato ad accogliere qualcuno; in partic., sedile, poltrona: un'automobile a cinque posti; uno stadio con ottantamila posti; prenotare due posti a teatro; posto libero, occupato; posto di prima fila, di tribuna; posti a sedere, in piedi; il posto di qualcuno a tavola, quello in cui abitualmente si siede; posto d'onore, quello riservato alla persona di maggior riguardo | posto macchina, in autorimesse, parcheggi e sim., spazio riservato a un'autovettura | posti-letto, la disponibilità in letti di un albergo, un ospedale, una clinica ecc. | i posti di un'aula, i banchi riservati agli scolari: interrogare dal posto, nel linguaggio scolastico, fare un'interrogazione senza chiamare l'alunno alla cattedra    • 5 •   impiego, occupazione, carica: un posto di segretario, di dattilografo; cercare, trovare un posto; perdere il posto; avere un buon posto; un posto di responsabilità; concorso a venti posti    • 6 •   luogo in genere; in partic., località, paese: andare in un posto; un posto tranquillo, incantevole; la gente del posto, i nativi; i costumi, gli usi, i prodotti del posto, locali; acquistare sul posto, sul luogo di produzione | conquistarsi un posto al sole, (fig.) riuscire a sistemarsi bene nella vita    • 7 •   (estens.) locale pubblico: conosco un posto dove si mangia bene. 
posto   (2) part. pass.  di porre   agg.  nei sign. del verbo | ciò posto, posto ciò, premesso, stabilito questo | posto che, ammesso, supposto che.
posto-auto  posto-auto loc. sost. m.  [pl. posti-auto] in cortili o garage condominiali, spazio riservato al parcheggio di un'autovettura.
postonico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di sillaba che segue nella parola la sillaba tonica (p. e.  in ràpido  la sillaba postonica è -pi-); in senso più lato, di qualsiasi suono che viene dopo la sillaba tonica (p. e.  in dìto, i suoni t  e o).
postoperatorio   agg.  che viene dopo un'operazione chirurgica: trattamento postoperatorio. 
postprandiale   agg.    • 1 •   (lett.) che segue il pranzo    • 2 •   (med.) che si verifica dopo un pasto: sonnolenza postprandiale. 
post-produzione  post-produzione s.f.  insieme delle operazioni eseguite dopo la fine delle riprese di un film, di uno spettacolo televisivo e sim. (come il montaggio, il missaggio ecc.), fino alla realizzazione dell'opera compiuta.
postraumatico   agg.  [pl. m. -ci] che viene dopo un trauma, che è provocato da un trauma: shock postraumatico. 
post rem   loc. avv.  e agg. invar.  nella filosofia scolastica, si dice dell'esistenza dei concetti universali in quanto derivati dalle cose mediante un processo di astrazione o come puri nomi convenzionali; si oppone ad ante rem  e a in re. 
postremo   agg.  (lett.) ultimo.
postribolare   agg.  di, da postribolo: esprimersi con un linguaggio postribolare. 
postribolo   s.m.  (lett.) casa di prostituzione.
postridentino   agg.  posteriore al concilio di trento (sec. xvi).
postrisorgimentale   agg.  che si svolge nel periodo immediatamente successivo al risorgimento; che concerne tale periodo: età postrisorgimentale. 
post scriptum   loc. sost. m. invar.  poscritto.
postulante   part. pres.  di postulare   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi chiede con insistenza; in partic., che, chi domanda benefici, cariche e sim.    • 2 •   (eccl.) che, chi ha chiesto di essere ammesso in un ordine religioso e non ha ancora intrapreso il noviziato.
postulare   v. tr.  [io pòstulo ecc.]    • 1 •   chiedere insistentemente; in partic., domandare, fare istanza per ottenere benefici, cariche e sim.    • 2 •   (eccl.) chiedere di essere ammesso in un ordine religioso    • 3 •   (filos. , mat.) ammettere per vero: postulare un principio    • 4 •   presupporre, implicare: il progresso scientifico postula la libertà di ricerca. 
postulato   (1) s.m.  in matematica e in filosofia, proposizione non dimostrata e non dimostrabile che viene ammessa come vera, in quanto necessaria ai fini di una dimostrazione filosofica o scientifica.
postulato   (2) s.m.  il periodo che va da quando un aspirante chiede di essere ammesso in un ordine religioso sino al suo noviziato.
postulatore   s.m.    • 1 •   (non com.) chi postula    • 2 •   in diritto canonico, l'ecclesiastico che sostiene, presso il tribunale competente, una causa di beatificazione o di canonizzazione.
postulatorio   agg.  (rar.) che riguarda il postulare, il chiedere.
postulazione   s.f.  (non com.) il postulare, l'essere postulato.
postumo   agg.    • 1 •   si dice di figlio nato dopo la morte del padre    • 2 •   (estens.) si dice di opera, composizione pubblicata dopo la morte dell'autore: scritto postumo  | che si consegue dopo la morte: fama postuma    • 3 •   (estens.) che avviene in ritardo: pentimenti postumi   s.m.  (spec. pl.)    • 1 •   disturbo lasciato da una malattia: i postumi di una bronchite    • 2 •   (estens.) conseguenza, ripercussione di un avvenimento: i postumi della crisi di governo. 
postuniversitario   agg.  successivo al corso di studi universitario: specializzazione postuniversitaria. 
postura   s.f.    • 1 •   (non com.) posizione    • 2 •   (scient.) posizione del corpo o di parti di esso; in zoologia, l'atteggiamento abituale di un animale, in quanto determinato dall'attività dei gruppi muscolari    • 3 •   (ant.) congiura, accordo segreto.
posturale   agg.  (scient.) della postura, che si riferisce alla postura: tono posturale, tono muscolare | attività posturale, in fisiologia, adattamento dei gruppi muscolari a determinate situazioni.
postutto   (non com.) solo nella loc. avverbiale al postutto, insomma, alla fin fine.
postvocalico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di suono che viene subito dopo una vocale, e anche della posizione di tale suono.
postvulcanico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice di fenomeno che ha luogo nella fase finale di un ciclo vulcanico.
potabile   agg.  che si può bere senza danno per la salute: acqua potabile. 
potabilità   s.f.  l'essere potabile.
potabilizzare   v. tr.  rendere potabile: potabilizzare l'acqua di un pozzo. 
potabilizzazione   s.f.  il potabilizzare; ogni processo di depurazione e correzione cui si sottopone l'acqua per renderla potabile.
potage   s.m. invar.  minestra, passato di verdura.
potaggio   s.m.  adattamento it. del fr. potage. 
potagione   o potazione, s.f.  (ant.) potatura.
potaiolo   s.m.  (non com.) potatoio.
potamento   s.m.  (ant.) potatura.
potamo-  potamo- -potamo primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. potamós  'fiume' (potamologia, ippopotamo).
potamochero   s.m.  mammifero selvatico africano simile a un piccolo cinghiale con lunghe orecchie terminanti in due ciuffetti di setole (ord.  artiodattili).
potamogetonacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante acquatiche monocotiledoni con foglie nastriformi | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
potamologia   s.f.  lo studio dei fiumi e del loro ambiente biologico.
potamonidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di crostacei brachiuri, cui appartengono i più comuni granchi d'acqua dolce delle regioni mediterranee | sing.  [-e] ogni individuo di tale famiglia.
potamotoco   agg.  [pl. m. -chi] (zool.) si dice di pesce che vive prevalentemente in mare, ma depone le sue uova nelle acque dei fiumi, di cui risale il corso (p. e.  il salmone, lo storione).
potare   v. tr.  [io póto ecc.]    • 1 •   (agr.) tagliare i rami degli alberi o degli arbusti per favorirne la crescita o modificarne la forma: potare la vite, il pesco; potare a corona, a ombrello; potare le rose    • 2 •   (fig.) tagliare, sfrondare: potare il testo di un articolo. 
potassa   s.f.  carbonato di potassio, usato per la fabbricazione di detersivi, ceramiche, smalti ecc. | potassa caustica, idrato di potassio, che costituisce una delle basi più forti ed è usato anche come disidratante per la sua proprietà di assorbire acqua.
potassico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di potassio; composto di potassio: sale potassico. 
potassiemia   s.f.  (med.) concentrazione del potassio nel sangue.
potassio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è k; è un metallo alcalino, bianco argenteo, leggerissimo, facilmente fusibile, presente nella maggior parte degli organismi viventi, nel mare e in molti minerali.
potatoio   s.m.  tipo di roncola usato per la potatura.
potatore   s.m.  [f. -trice] (agr.) chi pota; lavoratore addetto alla potatura.
potatura   s.f.    • 1 •   (agr.) il potare; il modo di potare: la potatura delle viti; potatura a cono, a piramide  | l'insieme dei rami potati    • 2 •   (fig.) taglio sfrondatura.
pot-au-feu  pot-au-feu loc. sost. m. invar.  piatto francese consistente in un bollito di manzo cotto con alcune verdure in una pentola che impedisce la dispersione degli aromi.
potazione    ⇨ potagione.
potentato   s.m.  (lett.) governo, stato; anche, sovrano, signore che è a capo di uno stato: i potentati italiani del sec. xv. 
potente   agg.    • 1 •   che esercita un grande potere; che ha notevole autorità o influenza: un personaggio, un funzionario potente; uno stato potente; un'industria, un'organizzazione potente, che dispone di grandi mezzi    • 2 •   che ha grande forza o vigoria: muscoli potenti; il carro era tirato da due potenti buoi; una voce potente; un pugno potente    • 3 •   che ha molta efficacia, che produce effetti notevoli: un motore, una macchina potente; un aiuto, un farmaco potente  | relazioni, amicizie potenti, con persone autorevoli e influenti    • 4 •   (non com.) capace, atto a qualcosa: questo veleno è potente a uccidere un cavallo   s.m.  persona che ha grande potere e autorità: i potenti della terra; cercare il favore dei potenti  § potentemente avv. 
potentilla   s.f.  pianta erbacea somigliante alla fragola, ma con fiori di color giallo (fam.  rosacee).
potentino   agg.  di potenza  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di potenza.
potenza   ant. potenzia, s.f.    • 1 •   l'essere potente; forza, energia, efficacia: potenza economica, militare; la potenza del vento, di un esplosivo; la potenza del denaro; la potenza dell'odio, dell'amore  | aver potenza di, (non com.) essere in grado, essere capace di: temer si dee di sole quelle cose / c'hanno potenza di fare altrui male  (dante inf.  ii, 88-89)    • 2 •   persona, cosa, ente che esercita un potere, che è potente: le potenze celesti, infernali; nel suo campo è una potenza  | in partic., ogni stato sovrano, e spec. quelli che hanno rilevante importanza internazionale: le potenze in guerra    • 3 •   nella filosofia aristotelica, la virtualità insita nelle cose di realizzarsi in forme determinate (si contrappone ad atto) | in potenza, che è nello stato di pura possibilità potenziale, virtuale | potenze dell'anima, facoltà    • 4 •   (fis.) lavoro compiuto nell'unità di tempo o energia erogata nell'unità di tempo: potenza di una macchina  | nelle macchine semplici, in partic. nella leva, forza che agisce per equilibrare, o per vincere, la resistenza; per estens., il punto di applicazione della forza stessa | potenza elettrica, in un circuito percorso da corrente, prodotto della tensione per l'intensità di corrente | negli autoveicoli: potenza specifica, la potenza sviluppata dal motore in rapporto alla cilindrata; potenza fiscale, quella assegnata in modo convenzionale al fine di determinare la tassa di circolazione o di proprietà    • 5 •   (mat.) prodotto di un numero (base) moltiplicato per sé stesso tante volte quante sono indicate da un secondo numero (esponente): elevare un numero alla terza potenza | all'ennesima potenza, a una potenza indeterminata; (fig.) al massimo grado: è un bugiardo all'ennesima potenza    • 6 •   (geol.) spessore di uno o più strati rocciosi, misurato perpendicolarmente alle loro superfici.
potenziale   agg.    • 1 •   che è in potenza, che ha la possibilità di realizzarsi: energia, pericolo potenziale  | essere allo stato potenziale, non essersi ancora realizzato    • 2 •   (gramm.) si dice di modo o tempo verbale che esprime la possibilità di un'azione: congiuntivo potenziale   s.m.    • 1 •   (fis.) in un campo di forze conservativo, gravitazionale o elettrostatico, il lavoro necessario per spostare l'unità di massa o di carica positiva da un punto all'infinito: potenziale intermolecolare, quello che interviene tra due molecole; differenza di potenziale elettrico, lavoro necessario per trasferire l'unità di carica da un punto all'altro di un circuito o di un campo elettrico    • 2 •   (fig.) insieme di mezzi, capacità, possibilità di cui dispone una persona, un ente, un organismo: potenziale atomico, bellico; il potenziale industriale di uno stato  § potenzialmente avv.  in potenza, in modo potenziale: nel seme è potenzialmente presente la pianta. 
potenzialità   s.f.    • 1 •   l'essere potenziale: la potenzialità di un evento  | (estens.) capacità, disponibilità, possibilità: potenzialità finanziaria    • 2 •   (mecc.) capacità di una macchina o di un impianto di produrre nell'unità di tempo una certa quantità di lavoro.
potenziamento   s.m.    • 1 •   il potenziare, l'essere potenziato: il potenziamento di una struttura    • 2 •   (farm.) sinergismo.
potenziare   v. tr.  [io potènzio ecc.] rendere potente o più potente: potenziare il commercio, un'industria. 
potenziato   part. pass.  di potenziare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   (arald.) si dice di croce i cui bracci finiscono a forma di t.
potenziometro   s.m.  (elettr.)    • 1 •   apparecchio per la misurazione di differenze di potenziale fra due punti di un circuito elettrico    • 2 •   reostato.
potere   (1) v. intr.  [pres. io pòsso, tu puòi  (pop. pòi), egli può  (pop. pò; ant. e poet. puòte, pòte), noi possiamo  (ant. o pop. potiamo; ant. o region. potémo), voi potéte, essi pòssono  (ant. puònno; ant. o region. pònno); imperf. io potévo, tu potévi, egli potéva, noi potevamo, voi potevate, essi potévano  (ant. possévano; ant. o poet. potìeno, potièno); pass. rem. io potéi  (meno com. potètti; ant. possètti), tu potésti ecc. ; fut. io potrò, tu potrai ecc.  (ant. io poterò ecc.  e io porò ecc.); pres. congiunt. io pòssa, tu pòssa  (pop. pòssi), egli pòssa, noi possiamo, voi possiate, essi pòssano  (pop. pòssino); imperf. congiunt. io potéssi ecc. ; cond. io potrèi, tu potrésti ecc.  (ant. io poterèi ecc.  e io porèi ecc. ; ant. o region. io potrìa  o porìa, egli potrìa  o porìa, essi potrìano  o potrìeno  o porìano); ger. potèndo  (ant. possèndo); part. pres. potènte  (lett. possènte); part. pass. potuto  (ant. possuto). come verbo indipendente, si coniuga con l'ausiliare avere; come verbo servile, con l'ausiliare richiesto dal verbo cui si accompagna (p. e. avrebbe voluto, ma non ha potuto; ho potuto mangiare; non sono potuto venire), ma con eccezioni, spec. in area sett. o, in generale, nei casi in cui si vuole dare maggior risalto all'idea di possibilità (non ha potuto venire)]    • 1 •   avere la forza, la facoltà, la capacità, la possibilità, la libertà di fare qualcosa, mancando ostacoli di ordine materiale o non materiale che lo impediscano: posso camminare a lungo senza stancarmi; potete entrare quando volete; in casa mia posso fare quello che voglio; non si può continuare di questo passo; ormai posso dirvi tutto; faremo tutto quello che potremo fare; non può aver fatto questo; non poter vedere, non poter soffrire qualcuno, qualcosa, provare verso di essi antipatia, rancore, avversione, odio; a più non posso, con tutte le forze, con grande impegno (gridare, lavorare a più non posso); non poterne più, non essere più in grado, non aver più la forza di resistere, di sopportare (dopo quella faticaccia non ne potevo più; non ne posso più di questo lavoro, di voi) | è usato assol. quando si può facilmente sottintendere il verbo che sia già stato espresso o che risulti chiaramente dal contesto: si salvi chi può!; si arrangia come può; lavora più che può; ho fatto ciò che ho potuto  | si usa per chiedere cortesemente un favore, un permesso: posso adoperare la tua bicicletta?; posso entrare?; posso?, si può?, è permesso?, sottintendendo entrare, vedere ecc.  ' preceduto dalla negazione indica talora una certa difficoltà a fare qualcosa: non posso credere una cosa simile; qui non si può respirare per il fumo; non poté trattenersi dal piangere; stanotte non ho potuto dormire; non poter vivere senza qualcuno, qualcosa, soffrire moltissimo per la lontananza o la perdita di una persona o di una cosa | a volte ha quasi il sign. di dovere : potevi dirmelo subito; le sentinelle non possono lasciare il loro posto | prov.  : volere è potere, una volontà tenace riesce a superare ogni ostacolo    • 2 •   aver motivo, aver ragione di: puoi essere contento di quello che hai; non ci si può lamentare    • 3 •   essere lecito, permesso, conveniente: queste cose non si possono dire; mi dispiace, ma non si può; si potrebbe fare così    • 4 •   (assol.) avere potere, forza, capacità, disponibilità, efficacia e sim.; in partic., di persona, avere autorità, influenza: l'esempio del padre può molto sul figlio; tanto può la forza della disperazione!; è un uomo che può; lui sì che può!    • 5 •   avere probabilità essere possibile, verosimile: potrebbe mettersi a piovere; cosa pensi che possa accadere?; tutti possiamo sbagliare; non può essere stato lui!; può darsi, può essere, è possibile, probabile | spesso conferisce un valore dubitativo o ottativo alla frase: chi può essere a quest'ora?; potrà avere la tua età; che io possa morire all'istante se non è vero quello che dico. 
potere   (2) ant. podere, s.m.    • 1 •   facoltà di fare o di non fare qualcosa: ho il potere di prendere la decisione che voglio  | (estens.) potenza, virtù: il potere di dio si vede in tutto il creato; la lampada di aladino era dotata di potere magico    • 2 •   autorità, diritto di compiere determinati atti: dare, conferire un potere; compiere un abuso di potere; i poteri del giudice; avere pieni poteri, disporre di un'autorità piena    • 3 •   (estens.) capacità di influire sulla volontà, sulle azioni di qualcuno: le vostre parole non hanno ormai nessun potere su di me; un esempio autorevole ha un grande potere; essere in potere di qualcuno, dipendere dalla sua volontà | dominio, padronanza, balia: la regione era caduta in potere del nemico; è riuscito a tenere tutti gli avversari in suo potere    • 4 •   ciascuna delle grandi funzioni esercitate dallo stato e il complesso degli organi che le assolvono: potere legislativo, esecutivo, giudiziario; conflitto di poteri; il principio della divisione dei poteri nello stato moderno | quarto potere, (fig.) la stampa, in quanto influisce grandemente sulla formazione dell'opinione pubblica; quinto potere, (fig.) la radio e la televisione, in quanto capaci di influire sull'opinione pubblica    • 5 •   esercizio dell'autorità in un determinato campo; le persone e gli organi che esplicano tale esercizio: potere politico, economico, finanziario, ideologico; conservare, perdere il potere  | per antonomasia, l'esercizio della suprema autorità politica dello stato: impadronirsi del potere; andare al potere; salire, essere al potere; potere centrale, periferico, l'amministrazione centrale, periferica dello stato | potere temporale, autorità esercitata dalla chiesa in ambito non spirituale | potere nero, (st.) movimento rivoluzionario nero sviluppatosi negli stati uniti dopo il 1966    • 6 •   capacità, proprietà di qualcosa di produrre un determinato effetto: potere d'acquisto di una moneta  | (fis.) proprietà di un corpo o di un sistema di produrre effetti o fenomeni: potere calorifico; potere rotatorio, proprietà delle sostanze otticamente attive di far ruotare il piano di polarizzazione della luce che le attraversa; potere emissivo, quantità di energia raggiante emessa da un centimetro quadrato di superficie nell'unità di tempo.
potestà  2 potestà 2; ⇨ podestà 2.
potestà  1 potestà 1;lett. podestà, ant. podestade o potestade o potestate, s.f.    • 1 •   potere: avere, non avere la potestà di fare qualcosa; essere, venire in potestà di qualcuno, in suo dominio | potestà dei genitori, (dir.) il complesso di poteri e doveri attribuiti ai genitori a protezione e tutela dei figli minori (sostituisce la patria potestà, attribuita solamente al padre, abolita nel 1975) | potestà tributaria, il diritto di imporre e riscuotere tributi | potestà di sciogliere e di legare, nella teologia cattolica, il potere di assolvere e condannare che è proprio dei ministri del culto in quanto rappresentanti di cristo    • 2 •   (lett.) potenza: la divina potestate  (dante inf.  iii, 5) | (estens.) persona investita di un potere, di un'autorità: due potestà, due canizie, due esperienze consumate si trovavano a fronte  (manzoni p. s.  xix)    • 3 •   pl.  nome del quarto coro degli angeli.
potestade   potestate  ⇨ potestà 1.
potestativo   agg.  nella loc. diritto potestativo, quello proprio delle situazioni giuridiche che prevedono l'esercizio di determinate facoltà cui altri soggetti non possono opporsi.
potesteria    ⇨ podesteria.
potissimo   agg.  (ant. , lett.) il più importante, il principale § potissimamente avv.  (ant.) soprattutto, specialmente.
poto   (1) s.m.  (ant. , lett.) bevanda.
poto   (2) s.m.  (bot.) potus.
potorio   agg.  (lett.) che si riferisce al bere: vaso potorio, (archeol.) usato per bere.
pot-pourri  pot-pourri s.m. invar.    • 1 •   (non com.) pietanza composta di carni e verdure mescolate e cotte insieme    • 2 •   (estens.) miscuglio di varie cose    • 3 •   (fig.) testo letterario composto di brani eterogenei raccolti insieme | (mus.) selezione antologica di motivi tratti da opere, operette, uniti fra loro da passaggi modulanti.
potta   s.f.  (ant. , dial.) vulva.
pottiniccio   s.m.  (tosc.)    • 1 •   fanghiglia    • 2 •   (fig.) confusione, pasticcio.
potus   s.m. invar.  pianta ornamentale con fusto ricadente e foglie cuoriformi macchiate di giallo (fam.  aracee).
pouf   s.m. invar.  sorta di sgabello basso e di forma cilindrica, la cui struttura è completamente nascosta dall'imbottitura.
poujadismo   o pugiadismo [pu-gia-dì-smo], s.m.  movimento politico francese, attivo tra il 1953 e il 1956, che rappresentava la protesta dei negozianti e degli artigiani contro la politica fiscale del governo; per estens., qualsiasi movimento politico che esprima una rivolta antifiscale qualunquistica e corporativa.
poujadista   o pugiadista [pu-gia-dì-sta], agg.  [pl. m. -sti] del poujadismo  agg.  e s.m.  e f.  che, chi è fautore, sostenitore del poujadismo.
poulain   s.m. invar.  nel linguaggio sportivo, giovane atleta particolarmente promettente; anche, l'allievo che si prepara a una determinata gara.
poule   s.f. invar.    • 1 •   nel gioco, somma puntata da un giocatore o l'insieme delle somme puntate dai vari giocatori partecipanti | (estens.) gioco il cui premio è costituito dall'insieme delle varie puntate    • 2 •   tipo di gioco al biliardo in cui si utilizzano le buche ma non i birilli    • 3 •   in una gara a eliminazione, girone.
poundiano   agg.  dello scrittore americano ezra pound (1885-1972) o che si riferisce alla sua opera, al suo stile: la poetica poundiana. 
pouponniè  re pouponnière;s.f. invar.  asilo per bambini molto piccoli.
pour cause   loc. avv.  a ragione, giustamente.
pourparler   s.m. invar.  colloquio preliminare per arrivare a un accordo.
poventa   s.f.  (tosc.) usato solo nella loc. a poventa, al riparo dal vento.
poveraccio   s.m.  [f. -a; pl. f. -ce]    • 1 •   pegg.  di povero    • 2 •   persona misera, disgraziata, infelice: poveraccio, come farà a cavarsela?. 
poveraglia   s.f.  (spreg. rar.) moltitudine di gente povera.
poverello   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   dim.  di povero    • 2 •   indigente (con una sfumatura di simpatia o di affetto) | il poverello d'assisi, per antonomasia, san francesco.
poveretto   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   dim.  di povero    • 2 •   indigente; misero, infelice: cerchiamo di aiutare quel poveretto. 
poverino   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   dim.  di povero    • 2 •   misero, infelice (con sfumatura di compatimento): quel poverino ha sofferto fin troppo nella vita. 
povero   agg.    • 1 •   che non possiede mezzi per vivere o ne possiede scarsamente; che possiede un reddito molto inferiore a quello medio della collettività a cui appartiene (in questo sign. è sempre posposto al nome): un uomo povero; una nazione povera; è nato ricco, è diventato povero; la famiglia più povera del paese; vivere, morire povero; essere povero in canna, come giobbe, poverissimo. dim. poverello, poveretto, poverino    • 2 •   (estens.) che denota miseria, scarsità di mezzi: una casa, una vita povera; un pranzo, un abito povero  | che scarseggia; manchevole, insufficiente: un paese povero di acque; un ragazzo povero di fantasia; un'opera povera di idee profonde | dire in parole povere, con parole semplici, senza fronzoli | stile povero, disadorno | arte povera, movimento artistico sviluppatosi negli anni sessanta in diversi paesi e con diversi nomi, caratterizzato dall'impoverimento dei segni ai loro minimi termini e dall'uso di materiali semplici come gli stracci, la paglia, il legno, il gesso ecc. | cucina povera, che utilizza ingredienti di basso costo    • 3 •   che è in una condizione tale da suscitare un sentimento di compassione, pietà, rimpianto (in questo sign. è sempre preposto al nome): un pover'uomo; un povero cieco; povera bestia; i poveri morti; la mia povera nonna; un povero diavolo, un povero cristo, (fam.) un poveraccio, un infelice | per esprimere disprezzo, ironia, minaccia e sim.: è un povero illuso; lui, povero ingenuo, è sempre all'oscuro di tutto; povero te, se non finisci questo lavoro!    • 4 •   che contiene in bassa percentuale una sostanza o delle sostanze specifiche essenziali: concime povero, scarso di sostanze fertilizzanti; gas povero, gas combustibile a basso potere calorifico; miscela povera, miscela combustibile in cui la percentuale d'aria è in eccedenza rispetto a quella del combustibile vero e proprio  s.m.  [f. -a] chi non ha mezzi per vivere; mendicante: l'ospizio dei poveri; fare la carità a un povero  | povero di spirito, nel linguaggio evangelico, uomo semplice, umile; nell'uso com., persona sciocca, stupida. pegg. poveraccio  § poveramente avv.    • 1 •   da povero, in povertà: morì poveramente com'era vissuto    • 2 •   (estens.) scarsamente, limitatamente: guadagnare poveramente. 
poveromo    ⇨ poveruomo.
povertà   s.f.    • 1 •   l'essere povero; condizione di chi ha scarsezza delle cose necessarie per vivere: vivere, morire in povertà; cadere in povertà; una dignitosa povertà  | povertà evangelica, la povertà di chi rinuncia ai beni del mondo per seguire i dettami evangelici | voto di povertà, quello pronunciato da religiosi, con il quale si rinuncia al possesso di qualsiasi bene | povertà assoluta, secondo una definizione della banca mondiale, condizione di vita così limitata da impedire la realizzazione del pieno potenziale del patrimonio genetico presente alla nascita    • 2 •   (estens.) scarsità, limitatezza: povertà di mezzi; povertà di idee, di fantasia. 
poveruomo   o pover uomo, pop. poveromo, s.m.  [pl., non com., poveruomini]    • 1 •   uomo che suscita compassione: è finito proprio male, poveruomo!    • 2 •   (spreg.) uomo di qualità molto modeste o di animo gretto, meschino.
powellite   s.f.  (min.) minerale costituito da molibdato di calcio di color giallo verdiccio, in cristalli minuti.
pozione   s.f.    • 1 •   bevanda medicinale: pozione soporifera    • 2 •   (lett.) filtro magico: la pozion che già incantata bebbe  (ariosto o. f.  xxxii, 89).
poziore   agg.  nel linguaggio giuridico, prevalente, preferito: titolo poziore; credito poziore. 
pozza   s.f.    • 1 •   piccola fossa del terreno piena d'acqua: una strada piena di pozze.  dim. pozzetta    • 2 •   quantità di liquido versato in terra: una pozza di sangue. 
pozzanghera   s.f.    • 1 •   pozza d'acqua fangosa    • 2 •   (fig.) situazione o ambiente immorale.
pozzetta   s.f.    • 1 •   dim.  di pozza    • 2 •   piccolo incavo fatto nella farina per versarvi l'acqua o le uova con cui si impasta    • 3 •   fossetta nelle guance, nel mento o nel dorso della mano.
pozzetto   s.m.    • 1 •   dim.  di pozzo    • 2 •   piccola cavità per contenere liquidi | sedia, poltroncina a pozzetto, a forma di semicerchio, con schienale concavo    • 3 •   ciascuna delle aperture che danno accesso alle fognature    • 4 •   nelle imbarcazioni pontate da diporto, posto protetto nella parte centro-poppiera per i passeggeri ed eventualmente per il timoniere.
pozzo   s.m.    • 1 •   scavo praticato verticalmente nel terreno, di solito a sezione circolare e rivestito in muratura, per estrarre acqua dal sottosuolo: attingere acqua dal pozzo; pozzo artesiano  | mostrare la luna nel pozzo, (fig.) far credere cose impossibili | un pozzo di scienza, (fig.) un uomo molto dotto ' guadagnare un pozzo di soldi, (fig.) moltissimo ' essere come il pozzo di san patrizio, (fig.) di persona o attività che richiede continuamente denaro. dim. pozzetto    • 2 •   qualsiasi foro, più o meno lungo e profondo, naturale o artificiale, nel terreno: pozzo carsico, scavato dalle acque; pozzo petrolifero, per l'estrazione del petrolio; pozzo di miniera, che collega verticalmente i vari punti di una miniera tra loro o con l'esterno, per la ventilazione o l'estrazione del minerale ' pozzo nero, fossa coperta che raccoglie gli escrementi e i rifiuti liquidi negli edifici sprovvisti di fognatura    • 3 •   nelle costruzioni navali, qualsiasi apertura fatta nel ponte di coperta o nelle sovrastrutture: pozzo delle catene, cassone dove sono contenute le catene delle ancore; pozzo di bordo, cassone in cui è raccolta la provvista d'acqua della nave.
pozzolana   s.f.  roccia formata da lapilli e ceneri vulcaniche cementati in modo incoerente, di color grigio o bruno rossastro; si usa mescolata con calce nella preparazione di malte idrauliche.
pozzolanicità   s.f.  la proprietà caratteristica dei materiali a comportamento pozzolanico: saggio di pozzolanicità, procedimento di verifica dei requisiti tecnici dei cementi pozzolanici.
pozzolanico   agg.  [pl. m. -ci] di pozzolana; che contiene pozzolana: cemento pozzolanico  ' comportamento pozzolanico, quello dei materiali di origine vulcanica che, mescolati con la calce, danno un prodotto analogo alla malta pozzolanica.
pracrito   s.m.  (ling.) denominazione di ciascuno dei dialetti medio-indiani (indoarii), sviluppatisi accanto al sanscrito | anche come agg.  : dialetti pracriti. 
praghese   agg.  di praga  s.m.  e f.  chi è nato o abita a praga.
pragmatica   s.f.  settore della semiotica che studia le relazioni tra i segni (messaggi, codici) e chi li usa.
pragmatico   meno com. prammatico, agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce all'azione, all'attività pratica; caratterizzato dal prevalere degli interessi pratici sui principi, i valori ideali: atteggiamento pragmatico  x pragmaticamente avv. 
pragmatismo   meno com. prammatismo, s.m.    • 1 •   (filos.) ogni indirizzo di pensiero che pone al centro dell'interesse l'attività dell'uomo; in partic., la corrente filosofica, sviluppatasi spec. negli stati uniti tra la fine dell'ottocento e gli inizi del novecento (ne furono principali esponenti ch. s. peirce e w. james), secondo la quale qualsiasi teoria o speculazione non ha un valore teoretico, oggettivo, bensì un valore pratico, vale cioè, e in questo senso è vera, se è utile, se serve alla vita, all'azione, alla libera creatività dello spirito umano    • 2 •   (estens.) comportamento, atteggiamento motivato da esigenze pratiche più che da principi o valori ideali.
pragmatista   meno com. prammatista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del pragmatismo | anche come agg.  : la scuola pragmatista; un filosofo pragmatista. 
pragmatistico   meno com. prammatistico, agg.  [pl. m. -ci] del pragmatismo, dei pragmatisti § pragmatisticamente avv. 
praho   s.m. invar.  imbarcazione a vela e a remi, molto maneggevole e veloce, tipica della malesia.
pralina   s.f.  mandorla tostata rivestita di zucchero caramellato; anche, cioccolatino ripieno: praline al caffè, al liquore. 
pralinare   v. tr.  rivestire di uno strato esterno di zucchero caramellato o di cioccolato: mandorle pralinate. 
prammatica   s.f.  regola, costumanza stabilita dalle consuetudini: una risposta di prammatica; a quella festa era di prammatica l'abito da sera. 
prammatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (non com.) pragmatico    • 2 •   prammatica sanzione, disposizione edittale adottata dagli imperatori del basso impero per corrispondere a esigenze di urgenza; poi, anche da imperatori e sovrani dell'età medievale e moderna.
prammatismo   e deriv.   ⇨ pragmatismo e deriv. 
prandere   v. intr.  [part. pass. pranso; aus. avere] (ant. , lett.) pranzare | v. tr.  (ant. , lett.) nutrire: laudando il cibo che là sù li prande  (dante par.  xxv, 24).
prandio   s.m.  (ant. , lett.) pranzo: sospeser le gioie dei prandi festosi  (manzoni adelchi).
pranoterapeuta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] chi esercita la pranoterapia.
pranoterapeutico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a pranoterapia.
pranoterapia   s.f.  pratica di medicina eterodossa che consiste nell'imporre le mani sulla parte malata di una persona nel presupposto che queste emanino un fluido benefico.
pranoterapico   agg.  [pl. m. -ci] pranoterapeutico.
pranoterapista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pranoterapeuta.
pranso   part. pass.  di prandere   agg.  (ant. , lett.) che ha mangiato; pasciuto: quali si stanno ruminando manse / le capre, state rapide e proterve / sovra le cime avante che sien pranse  (dante purg.  xxvii, 76-78).
pranzare   v. intr.  [aus. avere] consumare il pranzo: pranzare a casa, al ristorante, da amici. 
pranzetto   s.m.    • 1 •   dim.  di pranzo    • 2 •   pranzo senza formalità, semplice ma gustoso: un pranzetto delizioso; un pranzetto tra amici. 
pranzo   s.m.    • 1 •   il pasto principale della giornata, consumato in certe regioni a mezzogiorno e in altre la sera: pranzo abbondante, frugale; sala, tavolo da pranzo.  dim. pranzetto  accr. pranzone    • 2 •   pasto lauto, per lo più con molti convitati: pranzo di nozze    • 3 •   l'ora del giorno in cui normalmente si pranza: prima di pranzo; dopo pranzo. 
praseodimio   s.m.  elemento chimico di simbolo pr; è un metallo delle terre rare.
prasinite   s.f.  (geol.) roccia metamorfica di colore verde, derivante da rocce eruttive basiche.
prasino   agg.  (lett.) di color verde scuro, come le foglie del porro.
prasio   s.m.  varietà di quarzo traslucido di colore verde, usata come gemma di scarso valore.
prasma   s.f.  nome antico del prasio.
prassi   s.f.    • 1 •   (filos.) l'attività pratica dell'uomo, distinta da quella teorica o speculativa | filosofia della prassi, la concezione marxista della storia nella terminologia e nell'interpretazione di a. gramsci (1891-1937)    • 2 •   (estens.) procedura abituale, consueta, spec. di uffici e organi amministrativi: seguire la prassi. 
prassia   s.f.  (med.) capacità di eseguire correttamente e di coordinare i movimenti intenzionali.
prassiterapia   s.f.  (med.) psicoterapia consistente nel far svolgere opportune attività manuali a soggetti deficitari mentalmente o fisicamente.
prataiola   s.f.  (bot.) pratolina.
prataiolo   lett. prataiuolo, agg.  dei prati | (fungo) prataiolo, fungo commestibile con cappello biancastro o bruno e gambo corto (fam.  agaricacee).
pratellina   s.f.  (bot.) pratolina.
pratense   agg.  (lett.) di prato, prataiolo: fiore pratense. 
prateria   s.f.    • 1 •   vasta distesa erbosa    • 2 •   (geog.) associazione vegetale in cui prevalgono le piante erbacee, come graminacee e leguminose, caratteristica delle regioni continentali a clima temperato secco.
pratese   agg.  di prato  s.m.  e f.  nativo, abitante di prato.
pratica   s.f.    • 1 •   (filos.) l'attività del volere che si manifesta in azioni aventi per fine l'utile o il bene morale | filosofia della pratica, comprendente l'etica, la politica, l'economia e il diritto    • 2 •   atto o insieme di atti con cui si realizza una volontà, si attua un principio, si dà luogo a una procedura e sim.: mettere in pratica un consiglio; una pratica comune, insolita; una pratica lecita, illecita; pratica devota, pia, atto di culto religioso | pratica (burocratica), l'insieme degli atti e dei documenti concernenti un affare o necessari per chiedere e ottenere concessioni, autorizzazioni e sim.: sbrigare, archiviare, insabbiare una pratica; fare le pratiche per sposarsi  | in pratica, in realtà, nella sostanza: mancano solo dei ritocchi, ma in pratica il lavoro è già finito    • 3 •   (estens.) consuetudine che nasce dall'operare, dall'agire sempre allo stesso modo; prassi: è pratica fare così; un procedimento richiesto dalla pratica corrente    • 4 •   conoscenza di qualcosa o abilità nel fare qualcosa che derivano dall'esperienza e dall'esercizio: non ho pratica di questa città; ha una lunga pratica del mestiere; teoricamente è molto preparato, ma gli manca la pratica; aver pratica di un autore, conoscerne profondamente l'opera | far pratica, compiere il proprio apprendistato, esercitarsi: far pratica in uno studio notarile | avere pratica di qualcuno, essere in consuetudine con lui, frequentarlo abitualmente | prov.  : altro è la pratica, altro la grammatica, spesso le cose sono facili solo in teoria    • 5 •   (mar.) permesso di attraccare che viene concesso alle navi dall'ufficiale sanitario del porto.
praticabile   agg.    • 1 •   che si può praticare: lo sci d'acqua è uno sport praticabile solo d'estate    • 2 •   si dice di luogo per cui si può passare: un valico praticabile anche d'inverno   s.m.    • 1 •   passerella, passaggio intorno a grandi macchinari, grandi serbatoi e sim.    • 2 •   piano, piattaforma, mobili o fissi, su cui gli attori possono agire o su cui possono essere collocati elementi della scena.
praticabilità   s.f.  l'essere praticabile.
praticaccia   s.f.  (fam.) capacità, abilità acquisita grazie a una lunga esperienza, ma priva di approfondite cognizioni teoriche: non è un genio, ma ha una certa praticaccia del mestiere. 
praticale   agg.  (ant.) che si fa usualmente per semplice pratica.
praticantato   s.m.  periodo di pratica che precede l'esercizio effettivo di una professione: praticantato notarile. 
praticante   part. pres.  di praticare   agg.  si dice di persona che osserva le pratiche religiose: un cattolico praticante   s.m.  e f.    • 1 •   chi fa tirocinio in una professione: fa il praticante presso un notaio    • 2 •   (spreg.) chi è abile nel fare qualcosa per averne acquisito la pratica, ma senza possederne un'approfondita conoscenza teorica.
praticare   v. tr.  [io pràtico, tu pràtichi ecc.]    • 1 •   mettere in atto, in pratica: praticare una virtù, una cura; una tribù che pratica la poligamia    • 2 •   esercitare, per lo più abitualmente o con assiduità: praticare una professione, uno sport  ' (assol.) esercitare una professione: è medico, ma non pratica    • 3 •   frequentare una persona o un luogo; bazzicare: praticare gente disonesta  | prov.  : chi pratica lo zoppo impara a zoppicare, chi frequenta una persona con vizi o difetti facilmente la imita    • 4 •   fare, realizzare: praticare un taglio, un foro; praticare la respirazione artificiale    • 5 •   (comm.) offrire, concedere: praticare un forte sconto  | v. intr.  [aus. avere] essere in dimestichezza con qualcuno, vedersi abitualmente con lui: non mi piacciono le persone con cui pratica. 
praticismo   s.m.  tendenza a basarsi più sulla consuetudine e sulla pratica che sulla teoria (spec. con senso limitativo).
praticistico   agg.  [pl. m. -ci] di praticismo; che nasce da praticismo (spec. con senso limitativo).
praticità   s.f.    • 1 •   l'essere pratico: praticità di un sistema    • 2 •   l'essere comodo a usarsi | per praticità, per comodità pratica.
pratico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne la pratica: esercizio pratico | metodo pratico, che unisce all'insegnamento teorico esercitazioni pratiche    • 2 •   che è facilmente attuabile, realizzabile: un consiglio pratico  | riferito a un oggetto, che è facile a usarsi, a portarsi: un apriscatole, un abito pratico    • 3 •   che tiene conto della realtà di una situazione o delle situazioni; che non si perde in questioni astratte: un uomo pratico; non avere senso pratico | all'atto pratico, in pratica: all'atto pratico il programma si mostrò irrealizzabile    • 4 •   si dice di persona che ha pratica, esperienza, competenza in qualcosa: un operaio pratico del mestiere; essere pratico di una città, conoscerla bene    • 5 •   (filos.) che riguarda l'azione e serve di norma all'azione: scienza pratica; filosofia pratica  | ragion pratica, quella che regola la vita morale dell'uomo § praticamente avv.    • 1 •   in modo pratico, pragmaticamente: affrontare praticamente un problema    • 2 •   in pratica, in concreto, nella sostanza: abbiamo detto praticamente le stesse cose; l'opera è praticamente finita. 
praticolo   agg.    • 1 •   di, della praticoltura | riferito a pianta che alligna nei terreni prativi    • 2 •   detto di animale, che vive nelle praterie.
praticoltura   s.f.  coltivazione dei prati attuata con sistemi razionali.
praticona   s.f.  (fam.) donna che esercita pratiche abortive clandestine.
praticone   s.m.  [f. -a] (spreg.) chi, privo della necessaria preparazione teorica, esercita un'arte o una professione valendosi del semplice apprendimento acquisito con la pratica.
pratile   s.m.  nome del nono mese del calendario rivoluzionario francese, dal 20 maggio al 18 giugno.
pratio   agg.  (lett.) tenuto a prato; prativo.
pratista   s.m.  (sport) giocatore di hockey su prato.
pratito   agg.  (non com.) tenuto a prato; prativo.
prativo   agg.    • 1 •   tenuto, coltivato a prato: terreno prativo    • 2 •   che cresce nei prati: erbe prative. 
prato   s.m.  [pl. i prati; ant. le prata, le pràtora] tratto di terreno coperto d'erba, spontanea o seminata: tenere un terreno a prato; prato naturale, artificiale; giocare su un prato.  dim. praticello. 
pratolina   s.f.  margheritina dei prati (fam.  composite).
pratolino   agg.  e s.m.  altro nome del fungo detto più com. prataiolo. 
pratoso   agg.  (non com.) che ha prati, che è ricco di prati; prativo: zona pratosa. 
pravità   s.f.  (lett.) l'essere pravo, malvagità; anche, azione prava, malvagia: un frate minore inquisitore della eretica pravità  (boccaccio dec.  i, 6).
pravo   agg.  (ant. , lett.) malvagio, perverso: guai a voi, anime prave!  (dante inf.  iii, 84) | usato anche come s.m.  : la vostra avarizia il mondo attrista, / calcando i buoni e sollevando i pravi  (dante inf.  xix, 104-105) § pravamente avv. 
pre-  pre- primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. prae¯  'prima, innanzi'; indica per lo più anteriorità nel tempo (predestinare, prebellico) o, più raramente, nello spazio (preporre). in composti di origine latina può anche esprimere superiorità, preminenza o preferenza (preclaro, predominio, predilezione).
prémaman   o pré-maman, agg.  e s.m. invar.  si dice di abito o indumento di foggia ampia, adatta alle gestanti.
prêt-à-porter  prêt-à-porter loc. agg.  e sost. m. invar.  si dice di abito femminile confezionato in serie su modelli di sartoria.
preaccennare   v. tr.  [io preaccénno ecc.] (burocr.) accennare, nominare prima.
preaccennato   part. pass.  di preaccennare   agg.  e s.m.  [f. -a] (burocr.) di persona o cosa cui si è accennato in precedenza.
preaccensione   s.f.  combustione prematura, dovuta ad autoaccensione della miscela nel cilindro di un motore a carburazione.
preadamita   s.m.  [pl. -ti] uomo che, secondo talune leggende ebraiche, sarebbe vissuto prima di adamo.
preadamitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di chi o di ciò che si ritiene sia esistito in un tempo precedente a quello in cui sarebbe vissuto adamo    • 2 •   (fig. scherz.) antiquato, sorpassato: idee preadamitiche. 
preadattamento   s.m.  (biol.) secondo una teoria superata, capacità non palese di adattamento che una specie animale o vegetale esplicita quando deve vivere in un ambiente diverso dal suo habitat naturale.
preadolescente   agg.  e s.m.  e f.  si dice di ragazzo o di ragazza tra gli 11 e i 14 anni.
preadolescenza   s.f.  periodo della vita umana compreso tra gli 11 e i 14 anni di età.
preagonico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che precede, che preannuncia l'agonia: stato preagonico. 
preallarme   s.m.  segnale che, in caso di incursione aerea o di altro pericolo, precede quello di allarme vero e proprio | essere in stato di preallarme, tenersi pronto per affrontare un pericolo incombente: l'esercito è in stato di preallarme. 
prealpeggio   s.m.  breve periodo di tempo durante il quale gli animali, rimasti a lungo nelle stalle, vengono tenuti all'aperto per abituarli al pascolo.
prealpino   agg.  delle prealpi, relativo alle prealpi: la zona prealpina. 
preambolare   v. intr.  [io preàmbolo ecc. ; aus. avere] (ant.) fare un preambolo.
preambolo   ant. preambulo, s.m.    • 1 •   parte introduttiva di un discorso, di uno scritto: fare un breve preambolo | preamboli della fede, (teol.) l'insieme di quelle verità che l'uomo può conoscere con la sola ragione e che lo predispongono all'accettazione delle verità rivelate (l'esistenza di dio, l'immortalità dell'anima ecc.)    • 2 •   spec. pl.  (estens.) premessa cerimoniosa e inutile: su, vieni al sodo senza tanti preamboli. 
preamplificatore   s.m.  (elettron.) amplificatore di tensione collocato fra l'entrata del sistema e l'amplificatore di potenza.
preanestesia   s.f.  (med.) somministrazione di sostanze sedative praticata prima di un'anestesia generale.
preanestetico   s.m.  [pl. -ci] (med.) sedativo somministrato al paziente prima dell'anestesia generale.
preannunciare   o preannunziare, v. tr.  [io preannùncio ecc.] dire, annunciare in precedenza (anche fig.): preannunciare una visita; i fiori preannunciano la primavera  | lasciar prevedere: si preannuncia una giornata difficile. 
preannunciatore   o preannunziatore, agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi preannuncia.
preannuncio   o preannunzio, s.m.  il preannunciare; annuncio dato prima.
preannunzio   e deriv.   ⇨ preannuncio e deriv. 
preappenninico   agg.  [pl. m. -ci] del preappennino, relativo al preappennino: zona preappenninica. 
preario   agg.  si dice di fenomeno linguistico precedente alla fase delle lingue arie; anche, di popolazione presente in un'area prima che vi si diffondesse una lingua aria.
preatletica   s.f.  ginnastica preatletica.
preatletico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di esercizio ginnico eseguito come preparazione a una determinata specialità atletica.
preatletismo   s.m.  l'insieme degli esercizi ginnici che servono di preparazione a una determinata specialità atletica.
preavvertimento   s.m.  avvertimento dato prima, in anticipo.
preavvertire   v. tr.  [io preavvèrto ecc.] avvertire in precedenza: preavvertire qualcuno del proprio arrivo. 
preavvisare   v. tr.  avvisare in precedenza.
preavviso   s.m.    • 1 •   il preavvisare; avviso preventivo: preavviso di pagamento; segnale di preavviso; arrivare senza preavviso    • 2 •   nei rapporti di lavoro, la comunicazione del licenziamento o delle dimissioni che avranno effetto dopo un intervallo di tempo previsto da apposite norme; il periodo di tempo che intercorre tra tale comunicazione e la fine del rapporto di lavoro: dare, ricevere il preavviso; essere in preavviso | indennità sostitutiva del preavviso, equivalente all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso.
prebarba   agg.  e s.m. invar.  si dice di lozione o altro preparato che si applica sul viso per facilitare la rasatura.
prebarocco   agg.  [pl. m. -chi] che anticipa, preannuncia il barocco, i suoi caratteri, il suo stile: ornamentazione prebarocca; gli elementi prebarocchi dell'arte rinascimentale. 
prebellico   agg.  [pl. m. -ci] del periodo che precede immediatamente una guerra.
prebenda   s.f.    • 1 •   reddito derivante da un beneficio ecclesiastico; il beneficio stesso    • 2 •   (estens.) guadagno, per lo più conseguito con poca fatica.
prebendario   s.m.  chi gode di una prebenda ecclesiastica.
prebendato   agg.  (ant.) che gode di una prebenda ecclesiastica  s.m.  prebendario.
prebiotico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al periodo durante il quale si sono formati sulla terra i composti organici fondamentali, destinati in seguito a originare i primi veri e propri organismi viventi.
precambriano   agg.  e s.m.  (geol.) archeozoico.
precampionato   s.m. invar.  nel linguaggio sportivo, periodo che precede un campionato, durante il quale si svolgono partite amichevoli di preparazione | anche come agg. invar.  : preparazione, incontro precampionato. 
precanceroso   agg.  (med.) che precede la comparsa di un tumore maligno; che tende a evolversi in tumore maligno.
precare    ⇨ pregare.
precaria   s.f.  nel medioevo, concessione temporanea del godimento di beni immobili.
precariato   s.m.  la condizione di lavoratore precario | l'insieme dei precari: il precariato scolastico. 
precarietà   s.f.  l'essere precario; carattere precario: la precarietà di una situazione. 
precario   (1) agg.  non stabile, di incerta durata, provvisorio: impiego precario  | instabile, malsicuro: una situazione economica precaria; salute precaria, cagionevole  agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi ha un lavoro con contratto provvisorio § precariamente avv.  in modo precario; senza sicurezza.
precario   (2) s.m.  (dir.)    • 1 •   comodato del quale non è stato stabilito il termine di scadenza e che prevede quindi che il bene dato in godimento possa essere chiesto in restituzione in qualsiasi momento    • 2 •   tipo di contratto agrario medievale.
precarista   s.m.  [pl. -sti] (dir.) concessionario di un precario.
precarolino   agg.  precedente l'epoca di carlo magno | (scrittura) precarolina, (paleogr.) si dice di un tipo di scrittura medievale propria dell'europa centrale, antecedente la carolina.
precauzionale   agg.  che è dettato da precauzione; che ha lo scopo di prevenire un pericolo, un danno e sim.: provvedimento precauzionale; misure precauzionali  § precauzionalmente avv.  per precauzione.
precauzione   s.f.    • 1 •   cautela, circospezione, prudenza: agire con precauzione    • 2 •   provvedimento, misura tendente a evitare un danno, un pericolo, un rischio: prendere delle precauzioni; agire con le debite precauzioni; precauzioni igieniche, sanitarie. 
prece   s.f.  (lett.) preghiera, spec. di carattere religioso.
precedente   part. pres.  di precedere  agg.  immediatamente anteriore: il giorno precedente alla festa  s. m.    • 1 •   fatto, evento che si è verificato prima di un altro analogo, e rispetto al quale costituisce un antefatto: un episodio senza precedenti, mai accaduto prima ' creare un precedente, in una data occasione, fare o concedere qualcosa che possa poi servire come norma o pretesto in casi analoghi    • 2 •   spec. pl.  la condotta tenuta da una persona nel passato, in quanto utilizzabile come elemento di giudizio su di lui: avere dei pessimi precedenti | precedenti penali, condanne riportate in precedenza da chi è sottoposto a processo | precedenti giurisprudenziali, le sentenze già pronunciate su un argomento che è oggetto di un processo o di una discussione giuridica § precedentemente avv.  in precedenza; in un tempo anteriore, prima.
precedenza   s.f.    • 1 •   il precedere | in precedenza, prima, precedentemente    • 2 •   diritto di precedere, di passare prima rispetto ad altri (spec. in riferimento al traffico stradale): si dà la precedenza ai veicoli provenienti da destra; segnale di precedenza    • 3 •   (fig.) priorità: i problemi sociali hanno la precedenza su quelli economici; sbrigare una pratica con precedenza assoluta. 
precedere   v. tr.  e intr.  [pres. io precèdo ecc. ; pass. rem. io precedéi  o precedètti  (ant. precèssi), tu precedésti ecc. ; part. pass. preceduto  (ant. precèsso); aus. dell'intr. avere] andare innanzi, star prima, venir prima rispetto ad altro o ad altri (anche fig.): precedimi, io ti seguo subito; la proiezione del film sarà preceduta da una breve presentazione; l'alba precede il  (o al) giorno; per prontezza ci precede tutti | far precedere, mandare avanti; porre prima di altro o di altri | farsi precedere, inviare, mandare avanti prima di sé.
precelso   agg.  (lett.) eccelso sopra ogni altro.
preceltico   agg.  si dice di fenomeno linguistico proprio dell'area celtica, ma risalente a un'epoca precedente allo stanziamento delle popolazioni celtiche: sostrato preceltico. 
precessione   s.f.  (fis.) lento movimento conico dell'asse di rotazione di un corpo dotato di forte moto rotatorio (p. e.  trottola, giroscopio), che si compie in senso contrario a quello di rotazione | precessione degli equinozi, (astr.) movimento conico dell'asse terrestre che provoca un lieve anticipo annuo degli equinozi e lo spostamento dei poli celesti.
precesso   part. pass. ant.  di precedere   agg.  (rar.) accaduto in precedenza; passato, trascorso: i fatti precessi. 
precessore   s.m.  (ant.) predecessore, precursore.
precettare   v. tr.  [io precètto ecc.]    • 1 •   (burocr.) ordinare per mezzo di un precetto scritto    • 2 •   (mil.) richiamare alle armi i militari in congedo; anche, disporre la requisizione di automezzi o altri beni per le necessità dell'esercito in guerra    • 3 •   (estens.) obbligare gli addetti a un servizio di pubblica utilità in sciopero a interrompere l'agitazione e a riprendere l'attività: il prefetto ha precettato gli scioperanti. 
precettazione   s.f.    • 1 •   il precettare, l'essere precettato    • 2 •   (mil.) compilazione degli elenchi di persone da mobilitare e di materiale da requisire in caso di guerra.
precettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (non com.) chi dà precetti | scrittore di precetti; moralista    • 2 •   (spreg.) chi riduce l'insegnamento a un'arida esposizione di precetti.
precettistica   s.f.    • 1 •   insieme di precetti relativi a una particolare materia    • 2 •   (spreg.) tipo di insegnamento basato soltanto sull'esposizione di precetti, di regole.
precettistico   agg.  [pl. m. -ci] da precettista, relativo alla precettistica: metodi precettistici  § precettisticamente avv. 
precettivo   agg.  (non com.) che mira a dare precetti; che serve all'insegnamento ' norma precettiva, (dir.) quella che contiene già di per sé un precetto, cosicché non vi è bisogno di ulteriori norme per la sua applicazione § precettivamente avv.  (non com.)    • 1 •   in forma di insegnamento    • 2 •   in forma di comando.
precetto   s.m.    • 1 •   norma, regola, comandamento: i precetti della retorica; precetto di legge, norma imposta dalla legge | precetto (della chiesa), obbligo imposto dalla chiesa cattolica ai fedeli: festa di precetto, quella in cui c'è l'obbligo di assistere alla messa; precetto pasquale, obbligo che ha il cristiano di ricevere la comunione nel periodo pasquale    • 2 •   intimazione di adempiere un obbligo, emessa dall'autorità giudiziaria o militare ' cartolina precetto, ordine scritto di chiamata alle armi | atto di precetto, (dir.) intimazione che il creditore, munito di titolo esecutivo, rivolge al debitore perché adempia l'obbligazione entro un dato termine, con l'avvertimento che in difetto si procederà all'esecuzione forzata.
precettore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (lett.) chi impartisce precetti, chi dà istruzioni    • 2 •   insegnante privato, istitutore, spec. in collegi o famiglie signorili.
precettoria   s.f.  (ant.) governo, prefettura.
precidere   v. tr.  [pass. rem. io preci si, tu precidésti ecc. ; part. pass. preci so] (lett.) tagliare, troncare | (fig.) interrompere, impedire: dal primo giorno ch'i' vidi il suo viso / in questa vita, infino a questa vista, / non m'è il seguire al mio cantar preciso  (dante par.  xxx, 28-30).
precingere   v. tr.  [coniugato come cingere] (ant. , lett.) cingere intorno | precingersi v. rifl.  (rar.) mettersi la cintura | v. rifl.  (ant.) accingersi.
precinto   part. pass.  di precingere  s. m.  (ant. , lett.) recinto, cinta, cerchio: da quel precinto / più che da l'altro era la costa corta  (dante inf.  xxiv, 34-35).
precinzione   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) il precingere, il precingersi    • 2 •   (archeol.) nel teatro greco e romano, ripiano fra due ordini di gradi.
precipitabile   agg.  (chim.) che può precipitare, essere precipitato.
precipitabilità   s.f.  (chim.) l'essere precipitabile.
precipitando   s.m. invar.  (mus.) annotazione dinamica sullo spartito che indica un rapido e graduale passaggio da un movimento lento o moderato a uno veloce.
precipitante   part. pres.  di precipitare   s.m.  (chim.) reagente che, mescolato a un composto in soluzione, lo fa precipitare.
precipitanza   s.f.  (ant.) precipizio.
precipitare   v. intr.  [io precìpito ecc. ; aus. essere]    • 1 •   cadere rovinosamente dall'alto (anche fig.): precipitare dal tetto, dalle scale; la valanga gli precipitò addosso; l'aereo è precipitato in mare; precipitare in disgrazia, in miseria; appresa la notizia, precipitò nella più profonda depressione    • 2 •   (fig.) evolvere rapidamente verso una conclusione negativa: gli eventi ormai precipitano; la situazione sta precipitando    • 3 •   (chim.) detto di una sostanza, separarsi dalla soluzione in cui era sciolta, o in cui si forma, e depositarsi in basso | v. tr.    • 1 •   gettare, far cadere dall'alto con impeto: lo precipitarono giù dalla rupe  | (fig. ant.) mandare in rovina    • 2 •   (fig.) affrettare, risolvere troppo rapidamente (anche assol.): precipitare una decisione, la partenza; precipitare un racconto; pensaci bene, non precipitare | precipitare gli indugi, (lett.) troncarli    • 3 •   (chim.) separare una sostanza dalla soluzione in cui è sciolta mediante l'aggiunta di opportuni reagenti | precipitarsi v. rifl.    • 1 •   gettarsi dall'alto: precipitarsi nel vuoto    • 2 •   nel linguaggio corrente, dirigersi precipitosamente verso un luogo: si precipitò alla finestra; precipitarsi a casa, alla stazione; tutti si precipitarono a vedere lo spettacolo  | precipitarsi addosso a qualcuno, su qualcuno, gettarglisi contro con impeto.
precipitato   part. pass.  di precipitare  agg.    • 1 •   caduto a precipizio    • 2 •   (fig.) fatto o detto troppo in fretta: una decisione precipitata §  precipitatamente avv.  (non com.) con precipitazione  s.m.  (chim.) sostanza che si deposita sul fondo di un recipiente separandosi da una soluzione in seguito a una reazione o a una riduzione di solubilità per abbassamento di temperatura, o all'aggiunta di un secondo solvente.
precipitatore   s.m.  apparecchio elettrostatico per filtrare fumi e polveri in sospensione gassosa.
precipitazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il precipitare, l'essere precipitato: morte per precipitazione, per caduta dall'alto | precipitazione atmosferica, (meteor.) il fenomeno per cui l'acqua contenuta nell'atmosfera si condensa e cade al suolo sotto forma di pioggia, neve o grandine    • 2 •   (fig.) fretta eccessiva: agire con precipitazione    • 3 •   (chim.) reazione per cui in una soluzione si forma una sostanza insolubile la quale, per gravità, si deposita in basso; la sostanza stessa che precipita.
precipite   agg.  (lett.)    • 1 •   che cade a testa in giù che precipita con impeto: vola / precipite a gran salti  (monti)    • 2 •   ripido, scosceso: monte precipite  (d'annunzio).
precipitevole   agg.  (lett.) precipitoso § precipitevolmente avv. 
precipitevolissimevolmente   avv.  (scherz.) a precipizio, in modo molto precipitoso (è la parola più lunga della lingua italiana non scientifica) | prov.  : chi troppo in alto sale, cade sovente precipitevolissimevolmente, l'ambizione porta spesso alla rovina.
precipitoso   agg.    • 1 •   che scende a precipizio; per estens., che si verifica o si muove con grande rapidità: torrente precipitoso; corsa, fuga precipitosa; attraversò precipitoso la strada    • 2 •   di persona, che agisce affrettatamente, senza riflettere; di cosa, che è detta o fatta con precipitazione, con fretta eccessiva: non essere precipitoso nel giudicare!; una decisione precipitosa    • 3 •   (lett.) detto di monte, che scende a precipizio; di pendio, assai scosceso § precipitosamente avv.  in modo precipitoso: fuggire precipitosamente  | senza riflettere: decidere precipitosamente. 
precipiziare   v. intr.  [io precipìzio ecc. ; aus. essere] (ant.) precipitare: ogni regno precipizia  (pulci).
precipizio   s.m.    • 1 •   luogo scosceso e profondo in cui si può precipitare ' a precipizio, con grande scoscendimento, con fortissima pendenza; anche, precipitando dall'alto con violenza; (fig.) precipitosamente, con grande fretta e impeto: il monte scendeva a precipizio sul mare; il masso cadde giù a precipizio; correre a precipizio    • 2 •   (fig.) baratro, rovina: il precipizio del vizio. 
precipuo   agg.  di primaria importanza; peculiare, caratteristico, essenziale: scopo, interesse precipuo  § precipuamente avv. 
precisabile   agg.  che si può precisare: una data non precisabile. 
precisare   v. tr.  determinare chiaramente, specificare con esattezza: precisare una domanda, un fatto, una notizia. 
precisazione   s.f.  il precisare, l'essere precisato; parole con cui si precisa: fornire le precisazioni richieste. 
precisione   s.f.  l'essere preciso; grande esattezza, estrema accuratezza: la precisione di un orologio; strumenti, armi di precisione; lavorare con precisione. 
preciso   agg.    • 1 •   calcolato, fatto o detto con esattezza: indicare l'ora precisa; sono le otto precise; peso, tiro preciso; una risposta precisa  | chiaro, ben determinato; non generico: un'idea, un'opinione precisa; parlare con linguaggio preciso  | (estens.) specifico, peculiare: è tuo preciso dovere    • 2 •   detto di persona, che agisce con accuratezza; di cosa, che funziona con esattezza: un impiegato preciso; un orologio preciso.  dim. precisino    • 3 •   identico, uguale: questo ombrello è preciso al mio; sono le sue precise parole  avv.  (ant. , lett.) in modo preciso, esatto: sì preciso di sopra si favella  (dante par.  v, 48) § precisamente avv.    • 1 •   proprio, esattamente: le cose stanno precisamente così  | nelle risposte, come conferma recisa: «e' questo il libro che volevi?» «precisamente»    • 2 •   in modo preciso, con precisione; accuratamente: rispondere precisamente; lavora molto precisamente. 
precitato   agg.  (non com.) citato sopra o in precedenza.
preclarità   s.f.  (lett.) l'essere preclaro, illustre.
preclaro   agg.  (lett.) illustre, insigne, celebre: e del suo grembo l'anima preclara / mover si volle, tornando al suo regno  (dante par.  xi, 115-116).
precludere   v. tr.  [pass. rem. io preclu si, tu precludésti ecc. ; part. pass. preclu so] chiudere, ostacolare, impedire (spec. fig.): precludere il cammino, la carriera a qualcuno; precludersi ogni possibilità di successo. 
preclusione   s.f.    • 1 •   il precludere, l'essere precluso: tutti possono partecipare, senza alcuna preclusione    • 2 •   (dir.) l'impossibilità di compiere un determinato atto giuridico, per averne o non averne compiuto un altro precedentemente.
preclusivo   agg.  che preclude, che è atto a precludere.
preco   s.m.  [pl. -chi] (ant. , lett.) preghiera.
precoce   agg.    • 1 •   che si sviluppa e matura prima del tempo: pianta, frutto precoce; un ragazzo, un'intelligenza precoce    • 2 •   che avviene innanzi tempo: morte precoce  § precocemente avv. 
precocità   s.f.  l'essere precoce: precocità d'ingegno. 
precognitivo   agg.  relativo alla precognizione.
precognito   agg.  (lett.) conosciuto prima.
precognizione   s.f.  conoscenza di fatti futuri, attribuita a facoltà metapsichiche.
precoio    ⇨ procoio.
precolombiano   agg.  riferito all'america, si dice di tutto ciò che è anteriore alla scoperta di cristoforo colombo (1492): arte, civiltà precolombiana. 
precompressione   s.f.  tecnica industriale consistente nel produrre artificialmente una tensione nella struttura dei materiali da costruzione, allo scopo di migliorarne le caratteristiche di resistenza: la precompressione del cemento armato. 
precompresso   part. pass.  di precomprimere   agg.  e s.m.  (tecn.) si dice di materiale da costruzione che ha subito precompressione.
precomprimere   v. tr.  [coniugato come comprimere] (tecn.) sottoporre a precompressione.
preconcetto   agg.  si dice di idea, opinione concepita irrazionalmente, per partito preso, che impedisce una valutazione obiettiva e serena: avversione, antipatia preconcetta   s.m.  idea preconcetta; pregiudizio: giudicare sulla base di un preconcetto; combattere i preconcetti. 
preconciliare   agg.  anteriore a un concilio, e in partic. al concilio vaticano ii: la liturgia preconciliare. 
preconcordatario   agg.  precedente a un concordato: legislazione preconcordataria. 
precone   s.m.  (ant. , lett.) pubblico banditore.
preconfezionamento   s.m.  operazione e risultato del preconfezionare.
preconfezionare   v. tr.  [io preconfezióno ecc.] confezionare in precedenza.
preconfezionato   part. pass.  di preconfezionare   agg.  confezionato in precedenza: cibi preconfezionati. 
precongressuale   agg.  che precede un congresso; che si fa in vista o in preparazione di un congresso: incontri precongressuali. 
preconio   s.m.    • 1 •   (ant.) annuncio, proclamazione, bando: incominciando / l'alto preconio che grida l'arcano / di qui là giù sovra ogne altro bando  (dante par.  xxvi, 43-45)    • 2 •   (lett.) encomio, elogio: non sono quello a cui si debbono sì magnifici preconi  (carducci)    • 3 •   (lit.) preghiera di lode che viene cantata il sabato santo durante la veglia pasquale.
preconizzare   v. tr.    • 1 •   annunciare pubblicamente e con solennità | detto del papa, annunciare in concistoro la nomina di un vescovo o di un cardinale    • 2 •   (lett.) prevedere, predire, profetizzare: preconizzare una brillante carriera. 
preconizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi preconizza.
preconizzazione   s.f.  (lett.) il preconizzare, l'essere preconizzato.
preconoscenza   s.f.  il preconoscere; conoscenza anticipata di cose che debbono avvenire.
preconoscere   v. tr.  [coniugato come conoscere] (lett.) conoscere in precedenza, prevedere.
preconoscimento   s.m.  (non com.) il conoscere prima; prescienza | presentimento.
preconscio   s.m.  (psicoan.) l'insieme dei contenuti psichici assenti dal campo attuale della coscienza (p. e.  un ricordo, un'emozione), ma che possono riaffiorare in qualsiasi momento, per un'associazione mentale o per uno stimolo esterno.
preconsonantico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di suono che si articola prima di una consonante.
precordiale   agg.  (anat.) relativo al precordio: regione precordiale. 
precordio   s.m.    • 1 •   (anat.) la regione anteriore del torace in corrispondenza del cuore    • 2 •   pl.  (lett.) membrana che avvolge il cuore e gli altri organi interni del torace, anticamente ritenuta sede dei sentimenti e degli affetti | (fig.) la parte più intima dell'animo: commuoversi fino ai precordi. 
precorrere   v. tr.  [coniugato come correre]    • 1 •   (lett.) precedere correndo avanti: qualche galantuomo precorse di galoppo la folla  (manzoni p. s.  xiii)    • 2 •   (estens.) anticipare, prevenire: precorrere un desiderio; precorrere i tempi, essere all'avanguardia; precorrere gli eventi, agire prima del tempo | v. intr.  [aus. essere] (lett.)    • 1 •   correre avanti    • 2 •   venire prima nel tempo: giorno chiaro, sereno, / che precorre alla festa di tua vita  (leopardi il sabato del villaggio  46-47).
precorritore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi precorre: l'aurora precorritrice del giorno; un precorritore dei nuovi tempi. 
precostituire   v. tr.  [io precostituisco, tu precostituisci ecc.] costituire, disporre, approntare in precedenza: precostituirsi un alibi. 
precostituito   part. pass.  di precostituire   agg.  nei sign. del verbo | maggioranza precostituita, accertata prima di una votazione.
precotto   agg.  e s.m.  si dice di cibo preparato industrialmente e venduto già cotto o parzialmente cotto.
precottura   s.f.  operazione industriale con cui si preparano cibi precotti.
precristiano   agg.  che è antecedente all'epoca o alla diffusione del cristianesimo: religioni precristiane; basilica precristiana. 
precritico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) si dice del periodo che, nell'evoluzione del pensiero di kant (1724-1804), precede l'inizio della filosofia critica.
precuoio    ⇨ procoio.
precursore   agg.  [f. precorritrice, non com.]    • 1 •   che precorre, precede, preannunzia: i segni precursori del temporale    • 2 •   (chim. biol.) si dice di sostanza che interviene nella fase preliminare di un fenomeno e che successivamente si trasforma in un'altra più attiva: il carotene è un idrocarburo precursore della vitamina a   s.m.    • 1 •   chi precede altri nel formulare idee o teorie destinate ad affermarsi pienamente in un tempo successivo; antesignano: il petrarca è un precursore dell'umanesimo    • 2 •   (lett. rar.) chi corre avanti agli altri: quivi da i precursori a noi vien detto / ch'alto strepito d'arme avean sentito  (tasso g. l.  viii, 14).
preda   s.f.    • 1 •   ciò di cui ci si impadronisce con la violenza: preda di guerra; navi corsare cariche di preda; i rapinatori abbandonarono la preda | fare preda, fare razzia, trafugare    • 2 •   animale catturato o ucciso: l'aquila teneva la preda tra gli artigli; preda di caccia | uccello da preda, rapace    • 3 •   (fig.) balìa, potere: darsi in preda ai creditori | essere preda di qualcuno, di qualcosa, esserne soggiogato, padroneggiato ' essere in preda a qualcosa, esserne invaso, violentemente dominato: la casa era in preda alle fiamme; essere in preda alla disperazione, alla rabbia. 
predace   agg.  (ant. , lett.) predatore; per estens., avido, rapace: ahi sordo e di pietà nemico, / destin predace e reo  (bembo).
predare   v. tr.  [io prèdo ecc.] prendere come preda; sottrarre con la violenza: i nemici predarono tutto il raccolto; i pirati vivevano predando | predare un paese, metterlo a sacco.
predatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi preda: i predatori del mare  | uccelli predatori, rapaci.
predatorio   agg.  di, da predatore: atto predatorio. 
predazione   s.f.  (biol.) il fenomeno per cui una data specie ricerca come alimento gli animali di un'altra specie; è un fattore rilevante per l'equilibrio interno a un dato biosistema.
predecessore   s.m.  [f. -a, non com.] chi ha tenuto prima di un altro un ufficio, una carica, una dignità: il predecessore dell'attuale ministro | i predecessori, per antonomasia, gli antenati.
predefinito   agg.  definito in precedenza, preventivamente.
predella   (1) s.f.    • 1 •   largo gradino posto sotto la cattedra dell'insegnante o davanti all'altare. dim. predelletta, predellina, predellino  (m.)    • 2 •   parte inferiore di un polittico o di una pala d'altare, divisa in più formelle dipinte o scolpite che raffigurano episodi relativi al soggetto soprastante.
predella   (2) s.f.  (ant.) parte della briglia a cui si attacca il morso del cavallo.
predellino   s.m.    • 1 •   dim.  di predella    • 1 •    • 2 •   il gradino su cui si poggia il piede per salire o scendere in carrozze ferroviarie, vetture tranviarie e sim.
predestinare   v. tr.  [io predestìno  (alla latina, rar., predèstino) ecc.] (lett.) destinare molto tempo prima; prestabilire (spec. riferito ai disegni imperscrutabili di dio): predestinata fosti sola / a questo officio tra le tue consorte  (dante par.  xxi, 77-78).
predestinativo   agg.  (rar.) che predestina, che può predestinare.
predestinato   part. pass.  di predestinare   agg.  destinato, designato in precedenza: un uomo predestinato a un grande avvenire  | con valore di neutro sost., prestabilito: era predestinato che dovesse finire male. 
predestinaziano   agg.  relativo al predestinazionismo  s.m.  seguace del predestinazionismo.
predestinazione   s.f.    • 1 •   il predestinare, l'essere predestinato | destino già stabilito in precedenza    • 2 •   (teol.) termine usato nel nuovo testamento per indicare la decisione con cui dio dall'eternità ordina gli eletti alla salvezza; secondo alcune correnti, prevalentemente calviniste, dio destina imperscrutabilmente una parte degli uomini alla salvezza e un'altra alla dannazione; secondo altre correnti che si rifanno al pensiero biblico, il disegno divino è finalizzato alla salvezza universale.
predestinazionismo   s.m.  (teol.) dottrina secondo la quale dio avrebbe destinato alla salvezza solo una parte degli uomini.
predeterminare   v. tr.  [io predetèrmino ecc.] determinare anticipatamente: un esito predeterminato. 
predeterminazione   s.f.  il predeterminare, l'essere predeterminato.
predetto   part. pass.  di predire   agg.  detto in precedenza: le ragioni, le cose predette. 
prediale   agg.  (dir.) che si riferisce a un podere, a un fondo rustico: imposta prediale | servitù prediale, diritto di servitù gravante sui terreni agricoli  s.f.  imposta fondiaria.
predibattimento   s.m.  (dir.) nel processo penale, fase preparatoria del dibattimento durante la quale si citano l'imputato, le parti private e i testi.
predica   s.f.    • 1 •   discorso su un testo sacro, un argomento religioso o anche su temi di morale, di costume che il sacerdote tiene in chiesa ai fedeli, generalmente nel corso della messa: fare, ascoltare una predica | da che pulpito vien la predica!, (iron.) si dice di chi vuole impartire insegnamenti dei quali avrebbe bisogno lui stesso. dim. predichetta, predichina, predicuccia  accr. predicona, predicone  (m.)    • 2 •   (fam.) discorso di esortazione o di ammonimento lungo e noioso: sono stanco delle vostre prediche!; è sempre la solita predica!    • 3 •   (ant.) l'insieme dei fedeli che ascoltano la predica in chiesa: la predica comincia a ridere  (sacchetti).
predicabile   agg.  (lett.) che si può predicare, che può essere argomento di predica: un tema predicabile   s.m.  (filos.) ciò che può essere riferito come predicato a un soggetto | pl.  le nozioni universali (p. e.  genere, specie, accidente), che possono essere predicati di più soggetti; in kant, i concetti puri dell'intelletto.
predicamento   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) il predicare; predica | opinione, fama    • 2 •   (filos.) lo stesso che categoria. 
predicare   v. tr.  [io prèdico, tu prèdichi ecc.]    • 1 •   dire pubblicamente, annunciare, illustrare: predicare il vangelo  ' (assol.) tenere una predica; per estens., fare discorsi in tono di esortazione o di ammonimento: il sacerdote predicava dal pulpito; predicare bene e razzolare male, si dice di chi è prodigo di consigli a cui egli stesso non si attiene; predicare al vento, al deserto, parlare invano    • 2 •   (estens.) insegnare agli altri con la parola o anche con l'esempio: predicare la virtù, il perdono  | esaltare, lodare pubblicamente: predicare i meriti altrui    • 3 •   (ant.) perorare (una causa, una tesi ecc); parlare in favore di qualcuno (usato anche assol.): disonesto le pareva che essa, a guisa d'una ruffiana, predicasse per lo figliolo  (boccaccio dec.  ii, 8)    • 4 •   (filos.) in un giudizio o in una proposizione, attribuire un predicato a un soggetto; affermare o negare una qualità o un attributo di un soggetto: di dio si predica l'onnipotenza. 
predicativo   agg.  (ling. , filos.) di predicato, che è un predicato: la funzione predicativa del verbo «essere»; la parte predicativa di un enunciato  ' in grammatica: verbo predicativo, che da solo costituisce il predicato della proposizione (p. e. passeggia, canta; si contrappone a verbo copulativo); complemento predicativo, aggettivo o sostantivo che costituisce il predicato del soggetto o del complemento oggetto (p. e.  trascorro i giorni sereno; lo elessero senatore) § predicativamente avv.  in modo predicativo, in funzione di predicato: usare un verbo predicativamente. 
predicato   s.m.    • 1 •   (ling.) parte della frase che costituisce ciò che si dice del soggetto | in grammatica: predicato verbale, costituito da un verbo predicativo (p. e.  noi studiamo; essi viaggiano); predicato nominale, costituito da una copula e un elemento nominale (p. e.  franca è buona; tu sei la consolazione della famiglia)    • 2 •   (filos.) in logica, ciò che si afferma o si nega a proposito di un soggetto    • 3 •   titolo onorifico attribuito a personalità eminenti (p. e. eccellenza, santità, maestà, magnifico, serenissimo) | predicato nobiliare, specificazione che segue il titolo nobiliare, costituita in genere dal nome del luogo a cui il titolo è connesso (p. e.  giuseppe tomasi, principe di lampedusa)    • 4 •   essere in predicato, essere tra i probabili candidati a un ufficio, una carica, un titolo: è in predicato di essere nominato sindaco. 
predicatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi tiene una predica o delle prediche in chiesa; anche, sacerdote che predica abitualmente: un celebre predicatore | fare il predicatore, atteggiarsi a predicatore, (fig.) parlare con tono sentenzioso, moraleggiare    • 2 •   (estens.) chi si fa banditore di un'idea: essere un predicatore della pace    • 3 •   (non com.) lodatore, celebratore  agg.  (non com.) che predica | frati predicatori, i domenicani.
predicatorio   agg.  da predica, da predicatore (per lo più spreg.): parla sempre con un tono predicatorio. 
predicazione   s.f.    • 1 •   genere di oratoria che è inteso a illustrare un testo sacro o un tema religioso con fini di edificazione o di evangelizzazione: la predicazione degli apostoli; predicazione quaresimale; dedicarsi alla predicazione  | (ant.) predica    • 2 •   (filos.) l'attribuzione di un predicato a un soggetto.
predicitore   s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) chi predice, chi fa predizioni.
predicozzo   s.m.  (scherz.) ammonimento, ramanzina, per lo più in tono bonario.
predigerito   agg.  si dice di alimento sottoposto a predigestione.
predigestione   s.f.    • 1 •   trattamento per rendere più facilmente digeribili alcuni alimenti, destinati soprattutto a bambini molto piccoli; si attua per mezzo di enzimi che decompongono gli amidi e le proteine complesse in sostanze più semplici    • 2 •   (med.) le prime fasi del processo digestivo.
prediletto   part. pass.  di prediligere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è amato più di tutti gli altri o preferito a tutti gli altri: figlio prediletto; il mio sport prediletto è il tennis. 
predilezione   s.f.    • 1 •   il prediligere; spiccata preferenza: ha una predilezione per il figlio maggiore    • 2 •   la cosa prediletta: la pittura è la sua predilezione. 
prediligere   v. tr.  [coniugato come diligere; manca il part. pres] amare più di ogni altro o di ogni altra cosa: ha sempre prediletto la lettura dei gialli. 
predio   s.m.  (ant.) podere, fondo: predio urbano, rustico. 
predire   v. tr.  [coniugato come dire]    • 1 •   dire, annunciare fatti che dovrebbero accadere nel futuro: predire una sciagura; gli predisse un brillante avvenire    • 2 •   (ant.) stabilire, assegnare, fissare: venuto il dì che alle nozze predetto avea, gualtieri in sulla mezza terza montò a cavallo  (boccaccio dec.  x, 10).
predisponente   part. pres.  di predisporre  e agg.  (non com.) nei sign. del verbo | fattori predisponenti, (med.) che predispongono un soggetto a contrarre determinate malattie.
predisporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   disporre, preparare in anticipo in vista di un fine: predisporre un piano di difesa; predisporre il programma di una cerimonia    • 2 •   determinare in un organismo una disposizione a contrarre certe malattie: l'alimentazione insufficiente predispone all'anemia    • 3 •   mettere in uno stato d'animo o in una condizione psicologica favorevole a qualcosa: predisporre gli animi alla pietà; la solitudine predispone alla meditazione  ' predisporre qualcuno a qualcosa, prepararlo psicologicamente ad affrontarla | predisporsi v. rifl.  prepararsi psicologicamente: predisporsi a un rischio, alla morte, al peggio. 
predisposizione   s.f.    • 1 •   il predisporre, l'essere predisposto: la predisposizione di misure di sicurezza    • 2 •   (estens.) spiccata tendenza, inclinazione: dimostrare predisposizione alla pittura    • 3 •   (med.) particolare attitudine a contrarre determinate malattie.
predisposto   part. pass.  di predisporre   agg.    • 1 •   che è stato preparato, disposto in precedenza: attuare il piano predisposto  | detto di un'apparecchiatura, che è fatta in modo da poter essere eventualmente utilizzata per altri scopi: un televisore predisposto per i servizi telematici    • 2 •   propenso, incline: animo predisposto al bene  | (med.) si dice di organismo che ha predisposizione a contrarre determinate malattie.
predistorsione   s.f.  (elettron.) distorsione voluta di un segnale all'ingresso di un canale di trasmissione, per compensare la distorsione propria del canale.
predito   agg.  (lett.) fornito, dotato.
predittivo   agg.    • 1 •   (non com.) che è in grado di prevedere, in base a metodi scientifici    • 2 •   (ling.) si dice di grammatica in grado di descrivere, attraverso un sistema di regole, non soltanto tutte le frasi realizzate di una lingua, ma anche quelle potenzialmente realizzabili.
predizione   s.f.  il predire; la cosa predetta: una tremenda predizione; fare predizioni. 
prednisolone   s.m.  (chim. farm.) ormone steroideo sintetico prodotto per deidrogenazione dell'idrocortisone, rispetto al quale ha un'azione simile ma più efficace.
prednisone   s.m.  (chim. farm.) ormone steroideo sintetico prodotto per deidrogenazione del cortisone, rispetto al quale ha un'azione simile ma più efficace.
predominante   part. pres.  di predominare   agg.    • 1 •   che domina sugli altri: idea, pensiero predominante    • 2 •   che è più frequente, più abbondante: una vegetazione in cui sono predominanti gli alberi ad alto fusto  § predominantemente avv. 
predominanza   s.f.  (non com.) il predominare; predominio.
predominare   v. intr.  [io predòmino ecc. ; aus. avere]    • 1 •   avere maggiore dominio; esercitare una supremazia: predominare su tutti; in lui predomina l'ambizione    • 2 •   manifestarsi con maggior frequenza; essere in quantità maggiore: nei paesi nordici predominano i tipi biondi  | v. tr.  (non com.) sopraffare, dominare, soggiogare: lasciarsi predominare dall'ira. 
predominazione   s.f.  (rar.) il predominare; predominio.
predominio   s.m.  il predominare; superiorità, supremazia: i greci esercitarono per molti secoli il predominio sul mediterraneo; il predominio della ragione sull'istinto. 

predone   s.m.  chi vive di rapine e saccheggi: predone del mare, pirata.
preedipico   agg.  [pl. m. -ci] (psicoan) si dice del periodo dello sviluppo psicosessuale che precede la fase edipica.
preeleggere   v. tr.  (ant.) eleggere di preferenza; preferire.
preellenico   agg.  [pl. m. -ci] anteriore all'insediamento dei popoli greci o al manifestarsi della civiltà greca: civiltà preellenica; culti preellenici. 
preesame   s.m.  nelle università, prova che precede l'esame vero e proprio.
preesistente   part. pres.  di preesistere   agg.  che esisteva precedentemente: riportare la situazione alle condizioni preesistenti. 
preesistenza   s.f.  il preesistere: la preesistenza dell'anima. 
preesistere   v. intr.  [aus. essere] esistere prima, ancor prima di manifestare la propria esistenza.
prefabbricare   v. tr.  [io prefàbbrico, tu prefàbbrichi ecc.]    • 1 •   fabbricare industrialmente elementi destinati a essere messi in opera nella costruzione di edifici    • 2 •   (fig.) preordinare, precostituire artatamente prove, documenti e sim. per potersene poi servire al momento opportuno.
prefabbricato   part. pass.  di prefabbricare   agg.    • 1 •   si dice di elemento edile fabbricato in precedenza in un luogo diverso da quello in cui verrà messo in opera; anche, di costruzione risultante dal montaggio di tali elementi: casa, scuola prefabbricata    • 2 •   (fig.) si dice di prova, documento e sim. approntati ad arte in precedenza  s.m.  costruzione prefabbricata.
prefabbricazione   s.f.  il prefabbricare, l'essere prefabbricato | tecnologia edilizia basata sull'impiego di elementi prefabbricati: prefabbricazione leggera, su vasta scala (per case d'abitazione, edifici scolastici, capannoni industriali); prefabbricazione pesante, su piccola scala (per ponti, viadotti).
prefato   agg.  (lett.) predetto, suddetto: e questo voglio basti quanto a' prefati popoli  (machiavelli).
prefatore   s.m.  (lett.) autore di una prefazione.
prefazio   s.m.    • 1 •   (lit.) solenne preghiera di lode in forma di dialogo tra il celebrante e i fedeli, che serve di introduzione al canone della messa    • 2 •   (ant.) anticipazione, preambolo: il fiume e li topazi /... / son di lor vero umbriferi prefazi  (dante par.  xxx, 7678).
prefazionare   v. tr.  [io prefazióno ecc.] (non com.) scrivere la prefazione di un libro.
prefazione   s.f.  breve scritto che l'autore o altra persona premette a un'opera per illustrarne ai lettori i caratteri o gli intendimenti.
preferenza   s.f.  il preferire, l'essere preferito: dare, accordare la preferenza a qualcuno, a qualcosa; avere preferenze, distinguere secondo il maggiore o minor gradimento; usare preferenze verso qualcuno, favorirlo | titolo di preferenza, quello che nei concorsi pubblici, a parità di merito, dà a un concorrente il diritto di essere anteposto ad altri nella graduatoria | (voto di) preferenza, nelle elezioni a scrutinio di lista, voto dato a uno o più candidati della lista prescelta | di, a preferenza, preferibilmente, più volentieri, piuttosto.
preferenziale   agg.  di preferenza, che denota o comporta una preferenza: trattamento preferenziale; titolo, voto preferenziale  | corsia preferenziale, quella che nelle vie urbane è riservata ai mezzi di trasporto pubblico; itinerario, percorso preferenziale  § preferenzialmente avv. 
preferibile   agg.  che si può o si deve preferire: una soluzione, un progetto preferibile  | essere preferibile, con valore di neutro sost., essere meglio: è preferibile rimandare ogni decisione  § preferibilmente avv.  più volentieri, meglio se: vorrei un po' d'acqua, preferibilmente fresca. 
preferibilità   s.f.  l'essere preferibile.
preferire   v. tr.  [io preferisco, tu preferisci ecc.] anteporre nel proprio giudizio, o negli affetti, nella simpatia, nei gusti, una persona o una cosa a un'altra o ad altre; scegliere, volere qualcuno o qualcosa invece di altro: preferire la musica alla pittura; con il pesce si preferisce il vino bianco; preferirebbe morire piuttosto che cedere. 
preferito   part. pass.  di preferire   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è amato più di ogni altro, anteposto a tutti gli altri: il nipote preferito; il calcio è lo sport preferito degli italiani; in famiglia è lei la preferita. 
prefestivo   agg.  che precede un giorno festivo: giorno prefestivo  | che si riferisce a giorno prefestivo: orario prefestivo; messa prefestiva. 
prefettizia   s.f.  abito maschile da cerimonia a doppio petto e a lunghe falde in uso nel sec. xix.
prefettizio   agg.  di prefetto, del prefetto: decreto prefettizio; carica prefettizia  | commissario prefettizio, funzionario, nominato dal prefetto, che amministra temporaneamente un comune al posto degli organi elettivi.
prefetto   s.m.    • 1 •   funzionario, dipendente dal ministero dell'interno, che rappresenta il governo nell'ambito di una provincia; ha compiti di controllo sugli organi amministrativi locali, tutela l'ordine pubblico e sovrintende alla pubblica sicurezza: il prefetto di pavia; un'ordinanza del prefetto    • 2 •   in roma antica, titolo attribuito a funzionari che svolgevano mansioni diverse per delega di un magistrato    • 3 •   titolo che spetta ai cardinali preposti alle congregazioni e ad altri uffici della curia romana | prefetto apostolico, ecclesiastico che è a capo di una prefettura apostolica    • 4 •   istitutore in collegi, seminari e sim.
prefettura   s.f.    • 1 •   ufficio, carica di prefetto; il complesso degli uffici che dipendono da un prefetto; l'edificio in cui tali uffici hanno sede: richiedere l'autorizzazione della prefettura; andare in prefettura    • 2 •   nell'antica roma, in età repubblicana, nome che si dava alle città italiche sottoposte alla giurisdizione di un magistrato romano; in età imperiale, da diocleziano in poi, designò ciascuna delle quattro grandi circoscrizioni in cui fu suddiviso l'impero    • 3 •   nell'ordinamento della curia romana, ufficio a cui è preposto un prefetto | prefettura apostolica, territorio di missione non ancora eretto in diocesi.
prefica   s.f.    • 1 •   donna che, presso gli antichi romani, veniva pagata per piangere e lamentarsi durante i funerali; l'usanza sopravvive in alcune aree europee    • 2 •   (scherz.) persona che si lamenta per nulla.
prefiggere   v. tr.  [coniugato come figgere; part. pass. prefisso]    • 1 •   prestabilire, fissare prima: prefiggere un termine; prefiggersi uno scopo    • 2 •   (rar.) premettere: preposizione che si prefigge a un verbo  | prefiggersi v. rifl.  proporsi, ripromettersi di fare qualcosa, di raggiungere un determinato obbiettivo: prefiggersi uno scopo. 
prefiggimento   s.m.  (lett.) il prefiggere; la cosa prefissa.
prefiguramento   s.m.  (rar.) prefigurazione.
prefigurare   v. tr.    • 1 •   rappresentare simbolicamente eventi, cose, persone che si attueranno ed esisteranno in futuro: il sacrificio di isacco nella bibbia prefigura quello di cristo    • 2 •   (estens.) precorrere, anticipare: in verga si prefigurano alcuni motivi del neorealismo. 
prefigurativo   agg.  si dice di fase della rappresentazione grafica precedente a quella figurativa, in relazione sia alla storia dell'arte, sia all'apprendimento infantile del disegno.
prefigurazione   s.f.  il prefigurare; la cosa prefigurata; indica spec. quei fatti dell'antico testamento che costituiscono una raffigurazione simbolica e un preannuncio di fatti del nuovo.
prefinanziamento   s.m.  concessione di un prestito a breve termine da parte di una banca a un'impresa che abbia in corso la concessione di un mutuo e sia appaltatrice di lavori pubblici.
prefinanziare   v. tr.  [io prefinànzio ecc.] concedere un prefinanziamento.
prefinire   v. tr.  [io prefinisco, tu prefinisci ecc.] (lett.) predestinare.
prefinizione   s.f.  (lett.) predeterminazione.
prefiorire   v. intr.  [coniug. come fiorire; aus. essere] fiorire in anticipo; manifestare una prefioritura.
prefioritura   s.f.  (bot.) fioritura che si verifica prima dell'epoca consueta.
prefissale   agg.  (ling.) di, relativo a prefisso: formazione prefissale. 
prefissare   v. tr.    • 1 •   fissare, stabilire in precedenza    • 2 •   (ling.) aggiungere un prefisso a una parola.
prefissato   part. pass.  di prefissare   agg.  fissato, stabilito in precedenza  agg.  e s.m.  (ling.) si dice di parola formata mediante un prefisso.
prefissazione   s.f.    • 1 •   il prefissare, l'essere prefissato    • 2 •   (ling.) il fenomeno per cui, data una parola, se ne forma un'altra mediante l'aggiunta di un prefisso (p. e. preesistere).
prefisso   part. pass.  di prefiggere   agg.  fissato in precedenza; prestabilito, prefissato: nella circostanza, nell'ora prefissa; riunirsi nel giorno prefisso   s.m.    • 1 •   (ling.) elemento formativo che, preposto alla radice o al tema, contribuisce alla costituzione di una parola (p. e. de- correre, anti- pasto, an- alfabeta) | (estens.) primo elemento di una parola    • 2 •   nella teleselezione, gruppo di cifre da comporre prima del numero telefonico quando si debba chiamare un abbonato appartenente a un settore diverso da quello di chi chiama.
prefissoide   s.m.  (ling.) primo elemento di parole composte derivante dall'abbreviazione di una parola autonoma (p. e. auto-  nel significato di 'automobile' in autocisterna, autorimessa, autocolonna).
preflorazione   s.f.  (bot.) disposizione reciproca degli elementi che compongono il fiore (sepali e petali) all'interno del bocciolo; estivazione.
prefogliazione   s.f.  (bot.) la struttura interna della gemma, da cui ha origine la disposizione delle foglie.
preforma   s.f.  nell'industria delle materie plastiche, prodotto intermedio che ha le stesse dimensioni del prodotto finito ma una forma semplificata, e che agevola la successiva operazione di stampaggio.
preformare   v. tr.  [io prefórmo ecc.] formare prima, in anticipo.
preformatrice   s.f.  nella lavorazione industriale delle materie plastiche, macchina per ottenere la preforma.
preformatura   s.f.  nella lavorazione industriale delle materie plastiche, operazione con cui si ottiene la preforma per mezzo della preformatrice.
preformazione   s.f.    • 1 •   il formare, l'essere formato prima    • 2 •   (biol.) secondo una teoria embriologica diffusa nei secc. xvii e xviii, presenza già nelle cellule germinali, prima che vengano fecondate, di tutte le caratteristiche particolari del nascituro.
prefrontale   agg.  (anat.) si dice della parte anteriore del lobo frontale del cervello.
pregadio   o pregaddio, s.m.  (region.) altro nome della mantide. 
pregado   s.m.  (st.) ciascuno dei membri del senato della repubblica veneta, così chiamati perché venivano pregati dal doge di dare il proprio parere al maggior consiglio sulle deliberazioni più importanti.
pregare   lett. ant. precare, v. tr.  [io prègo, tu prèghi ecc. ; ant. o poet. anche io priègo, tu prièghi ecc. , col dittongo solo in posizione tonica]    • 1 •   chiedere umilmente con parole o con atti: pregò suo padre che l'aiutasse; ti prego di ascoltarmi; farsi pregare, non concedere facilmente ciò di cui si viene richiesti; non farsi pregare, acconsentirvi subito | nell'uso lett. si costruisce talvolta col compl. ogg. della cosa che si chiede: e prego anch'io nel tuo porto quiete  (foscolo sonetti)    • 2 •   invitare cortesemente qualcuno a fare qualcosa: la prego, si accomodi; ti prego di uscire    • 3 •   rivolgere la mente o la parola a dio per adorarlo, ringraziarlo, chiedere perdono, invocare grazie, o anche alla madonna o ai santi perché intercedano presso di lui; recitare una preghiera (anche assol.): prego dio che mi aiuti; pregava la madonna per il figlio malato; pregare mentalmente. 
pregatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi prega.
pregenitale   agg.  (psicoan.) si dice di ogni fase dello sviluppo sessuale che precede quella genitale.
pregevole   agg.  che ha pregio, che è prezioso; ammirevole: una pregevole incisione  | che è di qualità, di valore: un uomo, un lavoro pregevole  § pregevolmente avv. 
pregevolezza   s.f.  l'essere pregevole; pregio.
preghiera   s.f.    • 1 •   il pregare; le parole con cui si prega: rivolgere una preghiera  | a, dietro, su preghiera di qualcuno, su sua istanza, per sua intercessione | con preghiera di risposta, di restituzione, di pubblicazione ecc. , espressioni di cortese richiesta o invito    • 2 •   il pregare dio; la formula, il testo che si recita nel pregare: raccogliersi in preghiera; dire le preghiere; recitare una preghiera alla madonna. 
pregiabile   agg.  (lett.) che si può o si deve pregiare; pregevole.
pregiabilità   s.f.  (lett.) l'essere pregevole, apprezzabile.
pregiare   v. tr.  [io prègio ecc.] (lett.)    • 1 •   avere in pregio, tenere in grande stima    • 2 •   (rar.) celebrare, lodare: de l'un dirò, però che d'amendue / si dice l'un pregiando  (dante par.  xi, 40-41)    • 3 •   (ant.) assegnare un prezzo, un valore a qualcosa; apprezzare | pregiarsi v. rifl.    • 1 •   ritenersi, sentirsi onorato: mi pregio di essere suo amico; ci pregiamo di comunicarle, formula di cortesia usata nelle lettere commerciali    • 2 •   (non com.) vantarsi.
pregiato   part. pass.  di pregiare   agg.  che ha pregio, che vale molto: vino, metallo pregiato; valuta pregiata  | in formule epistolari di cortesia (anche pregiatissimo): in risposta alla vostra pregiata del...; pregiatissima ditta,. 
pregiatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi sa apprezzare; intenditore, conoscitore.
pregio   s.m.    • 1 •   considerazione, stima: avere, tenere in pregio una persona, una cosa  | farsi (un) pregio di qualcosa, pregiarsene, sentirsi onorato    • 2 •   qualità positiva per cui qualcuno o qualcosa è tenuto in considerazione: un oggetto di pregio, di scarso, nessun pregio; il suo pregio è la sincerità; avere più difetti che pregi    • 3 •   (ant.) prezzo; compenso: disposta per picciol pregio a compiacere a qualunque uomo  (boccaccio dec.  ii, 5).
pregione    ⇨ prigione.
pregiudicante   part. pres.  di pregiudicare   agg.  (non com.) pregiudizievole.
pregiudicare   v. tr.  [io pregiùdico, tu pregiùdichi ecc.]    • 1 •   (ant.) giudicare prima, anticipatamente    • 2 •   compromettere il buon esito di qualcosa con un giudizio o un atto prematuro o inopportuno: il tuo atteggiamento ha pregiudicato la riuscita dell'affare  | (estens.) mettere in pericolo, danneggiare: il guasto pregiudica la sicurezza dell'impianto. 
pregiudicativo   agg.  (rar.) che pregiudica, che può pregiudicare.
pregiudicato   part. pass.  di pregiudicare   agg.    • 1 •   (ant.) giudicato in precedenza    • 2 •   destinato all'insuccesso, compromesso: una situazione pregiudicata    • 3 •   (ant.) basato su un pregiudizio; infondato, errato: malgrado la pregiudicata opinione generalmente radicata negli animi dei più  (verri)  s.m.  [f. -a] chi ha riportato in passato condanne penali.
pregiudicio    ⇨ pregiudizio.
pregiudiziale   agg.    • 1 •   (rar.) che reca pregiudizio, danno; pregiudizievole    • 2 •   si dice di ciò che dev'essere esaminato prima di prendere una decisione intorno a qualcosa; in partic., nel linguaggio giuridico, si dice di questione che nel processo penale deve essere risolta prima della questione principale  s.f.  questione, condizione pregiudiziale: sollevare, porre una pregiudiziale  § pregiudizialmente avv.  prima di giudicare d'altro: un caso da esaminare pregiudizialmente. 
pregiudizialità   s.f.  l'essere pregiudiziale | (dir.) rapporto di interdipendenza fra questioni giuridicamente diverse (p. e.  una questione di diritto penale e una questione di diritto civile), per cui la soluzione di una influisce sulla decisione dell'altra.
pregiudizievole   agg.  che può recare pregiudizio, danno: un'azione pregiudizievole  § pregiudizievolmente avv. 
pregiudizio   ant. pregiudicio, s.m.    • 1 •   giudizio, opinione errata che dipende da scarsa conoscenza dei fatti o da accettazione non critica di convinzioni correnti: avere dei pregiudizi nei confronti di qualcuno; essere pieno di pregiudizi; giudicare senza pregiudizi; pregiudizi morali, sociali  | credenza superstiziosa: è un pregiudizio popolare che i gatti neri portino sfortuna    • 2 •   danno: recare pregiudizio; il fumo è di grave pregiudizio alla salute; ha ceduto con pregiudizio per il suo onore. 
pregnano   s.m.  (chim.) idrocarburo policiclico a ventuno atomi di carbonio, la cui struttura si ritrova negli ormoni del corpo luteo.
pregnante   agg.  si dice di parola o frase densa di significati  agg.  o s.f.  (lett.) che, chi deve generare; che, chi è gravida, incinta (di donna o femmina di animale): una pregnante annosa  (manzoni il nome di maria) § pregnantemente avv.  con pregnanza; con particolare densità di significati.
pregnanza   s.f.    • 1 •   di parola o frase, l'essere pregnante, densa di significati    • 2 •   (rar.) gravidanza.
pregnezza   s.f.  (ant.) l'essere pregna; gravidanza: quanto più potuto avea, la sua pregnezza tenuta aveva nascosa  (boccaccio dec.  v, 7).
pregno   agg.    • 1 •   gravido (detto delle femmine degli animali; nell'uso pop. detto anche di donna)    • 2 •   (estens.) impregnato, saturo, pieno (anche fig.): parete pregna di umidità; un avvenimento pregno di conseguenze, di implicazioni. 
prego   (1) o priego, s.m.  [pl. -ghi] (poet.) preghiera: le donne accorate, tornanti all'addio, / a preghi e consigli che il pianto troncò  (manzoni adelchi).
prego   (2) inter.  si usa in formule di cortesia per rispondere a persona che ringrazia o chiede scusa, o per invitare ad accomodarsi, a entrare, a prendere qualcosa ecc.: prego, si sieda!; «grazie!» «prego»  | si usa con tono interrogativo quando, non avendo capito quello che una persona ha detto, la si invita a ripetere.
pregrafismo   s.m.  condizione precedente l'apprendimento della scrittura.
pregrammaticale   agg.  (ling.) si dice di atto linguistico non assoggettato o solo parzialmente assoggettato all'ordinamento grammaticale di una lingua.
pregreco   agg.  [pl. m. -ci] lo stesso che preellenico. 
pregresso   agg.  avvenuto o compiuto in un periodo precedente a quello cui ci si riferisce; si usa soprattutto nel linguaggio medico e burocratico: malattie pregresse; il servizio pregresso di un funzionario. 
pregustamento   s.m.  (non com.) il pregustare.
pregustare   v. tr.  gustare, godere in anticipo: pregustare il piacere di una bella dormita; pregustare una vendetta. 
pregustatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi pregusta    • 2 •   presso gli antichi romani, lo schiavo che doveva assaggiare le vivande all'inizio dei banchetti, per togliere ai commensali ogni sospetto di veleno.
pregustazione   s.f.  (lett.) il pregustare.
preindeuropeo    ⇨ preindoeuropeo.
preindicato   agg.  (non com.) sopraindicato.
preindoeuropeo   o preindeuropeo, agg.  si dice di fenomeno linguistico che risale a una fase precedente a quella della diffusione in una regione di una lingua indoeuropea; si dice anche di gruppo etnico insediato in un territorio prima del sopravvenire di una popolazione indoeuropea  s.m.  appartenente a una popolazione preindoeuropea.
preindustriale   agg.  precedente l'industrializzazione; non ancora industrializzato: civiltà, società preindustriale. 
preingresso   s.m.  vano d'abitazione che precede l'ingresso vero e proprio.
preire   v. intr.  [coniugato come ire] (ant.) andare avanti; precedere.
preiscrizione   s.f.  (burocr.) iscrizione anticipata a un corso di studi, richiesta, a scopo organizzativo, prima ancora che l'allievo abbia acquisito il titolo che darà diritto all'iscrizione vera e propria.
preislamico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di epoca o cultura che, in una certa area geografica, ha preceduto l'avvento dell'islam.
preistoria   s.f.    • 1 •   il periodo delle più antiche manifestazioni culturali della specie umana, del quale non esiste documento scritto | il complesso degli studi e delle cognizioni che riguardano tale periodo    • 2 •   (estens.) le origini lontane di un fatto, un fenomeno, una disciplina e sim.: le ricerche degli alchimisti rappresentano la preistoria della chimica moderna. 
preistorico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della preistoria: età preistoriche    • 2 •   (fig. scherz.) vecchissimo, molto antiquato: un cappello, un vestito preistorico  § preistoricamente avv.    • 1 •   relativamente alla preistoria    • 2 •   (fig. scherz.) in modo molto antiquato.
preistruttoria   s.f.  (dir.) fase del processo penale che comprende tutti gli atti preistruttori.
preistruttorio   agg.  (dir.) si dice di ciascuno degli atti preliminari, compiuti dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero, che possono precedere la fase istruttoria del processo penale.
prelatesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.  o scherz.) da prelato; prelatizio: un fare prelatesco. 
prelatino   agg.  anteriore all'insediamento dei latini o al manifestarsi della civiltà latina o al diffondersi della lingua latina.
prelatizio   (1) agg.  di, da prelato: dignità prelatizia; messa prelatizia, celebrata con particolari solennità.
prelatizio   (2) agg.  (dir.) relativo a prelazione.
prelato   s.m.  sacerdote investito di cariche o funzioni superiori nella gerarchia cattolica: prelati maggiori, i cardinali, gli arcivescovi e i vescovi; prelati minori, i generali di ordini, gli abati, i priori.
prelatura   s.f.    • 1 •   dignità di prelato    • 2 •   territorio su cui il prelato ha giurisdizione | prelatura personale, associazione formata da laici e religiosi, con a capo un prelato, e retta da uno statuto speciale approvato dalla santa sede: prelatura personale della santa croce, l'opus dei.
prelavaggio   s.m.  leggero lavaggio che le lavatrici automatiche e le lavastoviglie possono effettuare prima del lavaggio vero e proprio.
prelazione   s.f.    • 1 •   (ant.) il preferire, l'essere preferito; privilegio    • 2 •   (dir.) diritto di priorità nell'acquisto di un bene o nell'esercizio di un diritto: patto di prelazione; cause di prelazione. 
prelegato   s.m.  (dir.) legato del quale è beneficiario uno dei coeredi.
prelegge   s.f.  (dir.) disposizione sulla legge in generale, premessa al codice civile.
preletterario   agg.  anteriore al formarsi della civiltà letteraria di un popolo: manifestazioni preletterarie. 
prelevamento   s.m.    • 1 •   il prelevare, l'essere prelevato; in partic., il ritirare dalla banca parte di una somma depositata in precedenza    • 2 •   la cosa, la somma prelevata.
prelevare   v. tr.  [io prelèvo ecc.]    • 1 •   prendere e portar via: prelevare la merce in dogana, i documenti dall'ufficio; prelevare un campione; prelevare il sangue, per analizzarlo o per utilizzarlo a scopo trasfusionale o altro    • 2 •   prendere o ritirare parte di una somma di denaro o di una quantità di merce che sia stata accumulata, accantonata o immagazzinata: prelevare denaro in banca    • 3 •   prendere e portare via una persona da un luogo, con la forza o d'autorità: lo prelevarono come ostaggio; sono venuti i carabinieri a prelevarlo  | (scherz.) passare a prendere: questa sera verrò a prelevarti per andare al cinema. 
prelezione   s.f.  (ant.) lezione introduttiva a un corso accademico o universitario; prolusione.
preliare   v. intr.  [io prèlio, tu prèlii; aus. avere] (lett.) guerreggiare, battagliare.
prelibare   v. tr.  (lett.)    • 1 •   gustare, assaggiare in anticipo: se per grazia di dio questi preliba / di quel che cade de la vostra mensa  (dante par.  xxiv, 4-5)    • 2 •   (fig.) trattare brevemente, in via preliminare: prelibare un argomento. 
prelibatezza   s.f.  l'essere prelibato; cosa prelibata.
prelibato   part. pass.  di prelibare   agg.    • 1 •   squisito, eccellente, raffinato: un cibo, un vino, un pranzo prelibato    • 2 •   (fig. lett.) accennato prima; trattato brevemente: l'argomento prelibato  § prelibatamente avv. 
prelievo   s.m.    • 1 •   il prelevare, l'essere prelevato; prelevamento: fare un prelievo in banca | prelievo fiscale, operato dallo stato sui redditi dei contribuenti    • 2 •   (med.) il prelevare da un organismo una certa quantità di tessuto o di liquido organico, per sottoporla a esame diagnostico o altro: prelievo di sangue, dell'orina  | prelievo di un organo, espianto.
preliminare   agg.  che ha funzione o valore di premessa; che viene fatto in preparazione, come preambolo di qualcos'altro: nozioni preliminari; riunione, incontro preliminare; discutere un problema in via preliminare  | contratto preliminare, (dir.) quello mediante il quale le parti si impegnano a concludere un altro contratto futuro; nell'uso com. è detto compromesso  | questioni preliminari, (dir.) quelle che nel processo penale devono essere proposte subito dopo le formalità di apertura del dibattimento  s.m.  (spec. pl.) ciò che è preparatorio o introduttivo: abbreviamo i preliminari; i preliminari di pace, i primi accordi § preliminarmente avv.  inizialmente; anzitutto.
prelodato   agg.  (lett.) sullodato; menzionato prima.
prelogico   agg.  [pl. m. -ci] (psicol.) si dice di pensiero che non segue schemi logici e che, secondo alcuni studiosi, caratterizzerebbe la mentalità dei primitivi e quella infantile.
prelogismo   s.m.  (psicol.) il carattere che, secondo alcuni studiosi, sarebbe proprio della mentalità primitiva.
preludere   v. intr.  [pass. rem. io prelù si, tu preludésti ecc. ; part. pass. prelù so; aus. avere]    • 1 •   far da preludio, da introduzione: il malcontento popolare preludeva a una sommossa    • 2 •   introdurre un argomento; fare una breve premessa a un argomento che si tratterà poi più estesamente.
preludiare   v. intr.  [io prelùdio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (mus.) fare da preludio | eseguire un preludio    • 2 •   (non com.) preludere.
preludio   s.m.    • 1 •   (mus.) brano strumentale che introduce una composizione, un'opera | brano autonomo di forma libera, caratterizzato da un intenso lirismo: i preludi di chopin    • 2 •   (estens.) discorso introduttivo, breve presentazione    • 3 •   (fig.) indizio di cosa che accadrà, segno premonitore: il preludio di una crisi. 
prematrimoniale   agg.  che è precedente al matrimonio: visita medica prematrimoniale; rapporti prematrimoniali. 
prematurità   s.f.  l'essere prematuro, soprattutto con riferimento a neonati venuti alla luce prima del nono mese di gravidanza.
prematuro   agg.  che avviene innanzi tempo; che si fa o si dice prima del momento giusto: decisione prematura; una morte prematura; è prematuro parlare di conclusioni  | parto prematuro, che avviene prima del nono mese di gravidanza | neonato prematuro, venuto alla luce prima del nono mese di gravidanza  s.m.  [f. -a] neonato prematuro § prematuramente avv.  anzitempo, prima del previsto: un giovane studioso prematuramente scomparso. 
premeditare   v. tr.  [io premèdito ecc.] preordinare, predisporre entro di sé (per lo più un'azione illecita o delittuosa): premeditare un delitto. 
premeditato   part. pass.  di premeditare   agg.  preordinato, predisposto; si dice spec. di delitto che sia stato coscientemente pensato e preparato in precedenza § premeditatamente avv. 
premeditazione   s.f.  il premeditare, l'essere premeditato: omicidio con premeditazione. 
premente   part. pres.  di premere   agg.  che agisce esercitando una pressione, detto per lo più di macchina o dispositivo meccanico: pompa aspirante e premente  | (fig.) pressante, urgente: una necessità premente. 
premenzionato   agg.  (non com.) summenzionato.
premere   v. tr.  [pres. io prèmo ecc. ; pass. rem. io preméi  o premètti  (ant. prèssi), tu premésti ecc. ; part. pass. premuto  (ant. prèsso)]    • 1 •   esercitare una pressione, gravare su qualcosa: premere il pulsante, un tasto; la folla premeva il palco delle autorità da ogni lato    • 2 •   (estens.) incalzare: i soldati premevano il nemico  | (fig.) insistere: premere per ottenere qualcosa    • 3 •   (lett.) spremere: io premerei di mio concetto il suco  (dante inf.  xxxii, 4)    • 4 •   (fig. lett.) angustiare, tormentare, opprimere: tu vuo' ch'io rinovelli / disperato dolor che 'l cor mi preme  (dante inf.  xxxiii, 4-5) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   gravare, fare forza, esercitare una spinta: premere con la mano su un fianco; il peso preme tutto sulla destra    • 2 •   (fig.) importare, stare a cuore: mi premeva arrivare in tempo    • 3 •   (fig.) far pressione: preme su di lui perché si impegni di più. 
premessa   s.f.    • 1 •   asserzione, osservazione, che si formula prima del discorso principale per chiarimento o per informazione o come punto di partenza di un'argomentazione: fare una premessa; entrare in argomento senza alcuna premessa, senza tante premesse | premessa di un libro, introduzione    • 2 •   (filos.) ciascuna delle due prime proposizioni del sillogismo, dalle quali si ricava la conclusione    • 3 •   (gramm.) lo stesso che protasi. 
premestruale   agg.  che precede la mestruazione: febbre, sindrome premestruale. 
premettere   v. tr.  [coniugato come mettere] mettere innanzi, far precedere (a un discorso o a uno scritto): premettere alcune considerazioni di carattere generale; premise al suo libro una breve introduzione; premetto che non lo conoscevo  | premesso che, si dice introducendo una o più premesse al discorso principale.
premiabile   agg.  (non com.) che si può premiare, che merita un premio.
premiale   agg.  si dice di legislazione penale che accorda sconti di pena o altri vantaggi agli imputati che collaborano con la giustizia.
premiando   s.m.  [f. -a] (non com.) persona designata, prescelta per un premio.
premiare   v. tr.  [io prèmio ecc.] ricompensare con un premio: premiare i vincitori; premiare un film, un romanzo; premiare l'onestà, il coraggio; i suoi sacrifici sono stati premiati. 
premiato   part. pass.  di premiare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha ricevuto un premio.
premiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi premia.
premiazione   s.f.  il premiare, l'essere premiato; cerimonia in cui vengono distribuiti dei premi: la premiazione dei vincitori; assistere a una premiazione. 
premice   agg.  si dice di guscio o nocciolo che si schiaccia facilmente con la pressione delle dita: una mandorla premice. 
premiè  re première;s.f. invar.    • 1 •   (non com.) prima rappresentazione di un'opera teatrale o cinematografica    • 2 •   sarta che dirige un laboratorio di sartoria.
premier   s.m. invar.  titolo dato al presidente del consiglio dei ministri inglese e, per estens., a chi riveste analoga carica in altri paesi.
premilitare   agg.  e s.f.  si dice dell'istruzione ginnico-sportiva destinata a preparare i giovani al servizio militare; in partic., di quella resa obbligatoria in italia in epoca fascista  s.m.  giovane che seguiva tale istruzione.
preminente   agg.  che ha maggiore spicco o rilievo; che è superiore agli altri per importanza, meriti, onori ecc.: posizione preminente; un problema di preminente interesse  § preminentemente avv. 
preminenza   s.f.  l'essere preminente; superiorità sugli altri: ottenere, conservare la preminenza; occupare una posizione di preminenza. 
premio   s.m.    • 1 •   dono che si concede come riconoscimento di un merito o per la vittoria riportata in una gara; per estens., ricompensa in genere: assegnare un premio al vincitore; la cerimonia della consegna dei premi; un atleta che ha ottenuto molti premi; il successo dell'impresa è il miglior premio alle nostre fatiche    • 2 •   competizione, per lo più di carattere sportivo o culturale, in cui è in palio un premio: premio letterario, di pittura; il gran premio automobilistico di monza  | l'opera, la persona premiata: un premio nobel    • 3 •   somma di denaro o altro bene che si vince in giochi, lotterie e sim.: il primo premio è un'automobile; l'estrazione dei premi | premio di consolazione, piccolo premio che si dà a chi non ha vinto nessuno dei premi importanti in palio    • 4 •   speciale indennità, sussidio o altro vantaggio economico concesso al fine di incoraggiare o incrementare un'attività: premio di produzione, concesso al lavoratore dipendente a seguito di un incremento della produttività premio d'ingaggio, in alcuni sport, la somma concessa all'atleta dalla società per la quale si è impegnato a gareggiare; premio (di) partita, somma che i componenti di una squadra sportiva ottengono in caso di risultato positivo di un incontro    • 5 •   nel contratto di assicurazione, somma che si paga per ottenere dall'assicuratore la copertura di un rischio    • 6 •   in determinati contratti di borsa (contratti a premio), corrispettivo dell'opzione a comperare o a vendere una certa quantità di titoli a un certo prezzo in una data futura    • 7 •   nei sistemi monetari a base aurea, quando la convertibilità non è perfetta, maggior valore dell'unità monetaria aurea rispetto a quella cartacea | far premio, si dice di moneta il cui cambio a termine è maggiore del cambio a pronti: il dollaro fa premio sulla lira  | in funzione di agg. invar.  si dice di ciò che è concesso a titolo di premio: viaggio, licenza premio. 
premistoffa   agg.  e s.m. invar.  si dice del dispositivo che nella macchina per cucire tiene premuti l'uno all'altro i lembi di tessuto intorno al punto in cui opera l'ago: (piedino) premistoffa. 
premistoppa   s.m. invar.  (tecn.) ghiera metallica filettata che serve per comprimere una guarnizione di tenuta per tubi o per alberi rotanti, costituita da un anello di materiale deformabile (filacce di stoppa, corda d'amianto, gomma ecc.): serrare, allentare il premistoppa  | a premistoppa, si dice di diversi dispositivi di tenuta: una guarnizione a premistoppa. 
premito   s.m.  (med.) contrazione, spasmo dei muscoli dell'addome, dell'intestino o dell'utero: premiti uterini, quelli che si verificano durante il travaglio del parto.
premitura   s.f.  (rar.) il premere; pressione, pigiatura.
premolare   agg.  e s.m.  si dice di ciascuno degli otto denti che nell'uomo adulto sono posti tra i canini e i molari.
premonire   v. tr.  [io premonisco, tu premonisci ecc.] (lett.) avvertire, ammonire anticipatamente.
premonitore   agg.  [f. -trice] che avverte, ammonisce, mette sull'avviso in anticipo: sogno premonitore; i segni premonitori di una guerra. 
premonitorio   agg.  che premonisce; che costituisce un avvertimento.
premonizione   s.f.    • 1 •   (ant.) avvertimento anticipato    • 2 •   in metapsichica, fenomeno per il quale si acquista conoscenza di eventi futuri per vie paranormali.
premorienza   s.f.  (dir.) il fatto di morire prima di un'altra persona o prima di un termine prefissato, considerato nelle sue conseguenze giuridiche.
premorire   v. intr.  [coniugato come morire; aus. essere] (burocr.) morire prima di un'altra persona o prima di un dato termine: il figlio è premorto al padre. 
premorte   s.f.  (burocr.) il premorire; premorienza.
premorto   part. pass.  di premorire   agg.  (burocr.) morto prima di altri o di un termine prefissato.
premostrare   v. tr.  [io premóstro ecc.] (rar.) mostrare, far vedere prima.
premunire   v. tr.  [io premunisco, tu premunisci ecc.] munire preventivamente: premunire una fortezza  | (fig.) provvedere di ciò che serve di difesa: premunire l'organismo contro le infezioni; premunire i giovani contro i pericoli della vita  | premunirsi v. rifl.  provvedersi di opportuni mezzi di difesa e di protezione (anche fig.): premunirsi di un fucile; premunirsi contro il freddo, contro le insidie. 
premunizione   s.f.    • 1 •   (non com.) il premunire, il premunirsi    • 2 •   (med.) aumentata resistenza dell'organismo nei confronti di una malattia infettiva.
premura   s.f.    • 1 •   fretta, urgenza: ho premura di partire; non c'è premura | far premura a qualcuno, sollecitarlo a far presto    • 2 •   cura, sollecitudine: sarà mia premura avvisarla; ha sempre dimostrato molte premure per me. 
premurare   v. tr.  (non com.) sollecitare | premurarsi v. rifl.  darsi cura, farsi sollecito; affrettarsi: si premurò di avvertirlo. 
premurosità   s.f.  l'essere premuroso.
premuroso   agg.  pieno di premure, attenzioni, riguardi; che mostra premura, sollecitudine: una madre, una moglie premurosa; un interessamento premuroso  § premurosamente avv. 
prenarcosi   s.f.  (med.) preanestesia.
prenascere   v. intr.  [coniug. come nascere] (burocr.) nascere prima di un'altra persona o di un certo termine.
prenatale   agg.  che precede la nascita: la vita prenatale del bambino. 
prenato   part. pass.  di prenascere   agg.  (burocr.) nato prima di un'altra persona o di un certo termine.
prence   rar. prenze, s.m.  (ant. , poet.) principe: i prenci argivi  (foscolo sepolcri  290).
prendere   v. tr.  [pres. io prèndo ecc. ; pass. rem. io prési  (ant. o pop. prendéi  o prendètti), tu prendésti ecc. ; part. pass. préso  (ant. priso)]    • 1 •   afferrare, pigliare, stringere, sollevare: prendere un pacco, una valigia; prendere il martello, una bottiglia; prendere una persona per il braccio, per il bavero; prendere una gallina per le zampe; prendere un tizzone con le molle; l'elefante prende il cibo con la proboscide; prendere un sacco sulle spalle    • 2 •   (fig.) trattare una persona in un certo modo: prendere qualcuno con le buone, con le cattive; i bambini vanno presi per il verso giusto; prendere qualcuno in simpatia; prendere a calci, a parolacce; prendere di petto, affrontare in modo deciso; prendere di punta, affrontare in modo diretto, con risolutezza, con aggressività (qualcuno o, anche, qualcosa); prendere di mira qualcuno, prenderlo come bersaglio, perseguitarlo    • 3 •   acciuffare, acchiappare un oggetto in movimento: prendere a volo il pallone  | riferito a persona, arrestare, catturare: la polizia ha preso un ladro; molti soldati furono presi prigionieri  | riferito ad animale, catturare, colpire, pescare: prendere un orso, un fagiano, un dentice  | conquistare, espugnare; (fig.) invadere, occupare: prendere una città, una fortezza nemica; prendere il potere; essere preso dai dubbi, dal rimorso  | sottrarre con la forza o con l'astuzia; asportare, rubare: nella ressa gli hanno preso il portafoglio; l'assalirono prendendogli tutto  | conquistare, guadagnare nel corso di un gioco: prendere una pedina all'avversario; chi ha preso l'ultima carta?; anche assol.  : chi prende gioca per primo  | (fig.) cogliere di sorpresa, sorprendere: prendere qualcuno nel sonno, con le mani nel sacco  | (fig.) conquistare, sedurre; anche, possedere sessualmente: mi ha preso con la dolcezza dei suoi modi  | (fig.) intendere, interpretare: prendere una parola nel giusto senso  | (fig.) stimare, considerare: tutti lo prendono per quello che è; prendere qualcosa per buono, riconoscerne la veridicità, l'attendibilità prendere una persona, una cosa per un'altra, scambiarle | prenderla bene, male, reagire bene, male a qualcosa    • 4 •   ritirare, prelevare qualcosa per averla con sé, per utilizzarla: andare a prendere i bagagli alla stazione; uscire prendendo l'ombrello; prendere dei soldi in banca; prendere in affitto un'auto; prendere del denaro in prestito; prendere le armi, armarsi; prendere l'abito, abbracciare la vita ecclesiastica | acquistare, comprare: prendere le sigarette dal tabaccaio; ho preso una macchina nuova  | assumere attraverso la bocca o il naso; mangiare, bere, ingoiare, respirare: prendere un dolce, un caffè; oggi a pranzo prenderò solo della frutta; «prendi una sigaretta?» «no, grazie. non fumo»; uscire a prendere una boccata d'aria  | utilizzare un mezzo di trasporto: prendere l'autobus, il treno, l'aereo  | in altri usi particolari e figurati: prendere tempo, aspettare, indugiare; prendere spazio, occuparlo; prendere un appuntamento, fissarlo; prendere una licenza, un permesso, usufruirne; prendere servizio, cominciare un'attività; prendere colore, colorirsi; prendere terra, approdare; prendere il volo, decollare, involarsi; prendere quota, innalzarsi; prendere parte, partecipare; prendere posto, sedersi;prendere pratica, impratichirsi; prendere la mano, detto di cavallo, sfuggire al controllo di chi lo monta o guida; (fig.) sottrarsi a una disciplina; prendere piede, affermarsi, aver successo, diffondersi; prendere atto, constatare e accettare; prendere una decisione, decidere; prendere un abbaglio, sbagliare; prendersi cura, pensiero, occuparsi, preoccuparsi; prendersi gioco, burlarsi; prendersela, aversene a male; anche, preoccuparsi; prendersela con qualcuno, sfogare su di lui la propria ira; prendersela calda, fare qualcosa con troppo entusiasmo; anche, preoccuparsi eccessivamente    • 5 •   riprendere, ritrarre, fotografare: prendere di profilo; lo ha preso in una posa assai buffa    • 6 •   mettersi per una strada, imboccarla: prendere il sentiero del villaggio; prendere l'autostrada per torino; prendere un cammino sconosciuto; prendere il mare, salpare; prendere il largo, navigare verso il mare aperto; (fig.) allontanarsi, fuggire    • 7 •   rilevare una persona per accompagnarsi con lei: mi passarono a prendere a casa; andò a prendere il figlio a scuola  | ricevere presso di sé, ospitare; riferito ad animale, tenere con sé: prenderemo in casa la nonna; ho preso un cane da guardia  | prescegliere una persona per un determinato fine; assumere: prendere in  (per, come) moglie, marito; prendere una nuova segretaria; prendere un collaboratore molto esperto    • 8 •   subire (un'azione, un evento, per lo più negativi): prendere uno schiaffo, un calcio; prendere una sgridata, una partaccia; prenderle, essere picchiato | essere colpito da una malattia; subire un contagio: prendere il raffreddore, l'influenza, la tosse    • 9 •   ricevere, guadagnare, percepire: prendere un dono, un premio; prendere lo stipendio, una pensione  | esigere, richiedere come compenso: quanto ti prende il sarto per un cappotto?    • 10 •   ricevere, trarre, acquisire: una stanza che prende luce da due finestre; l'impianto prende energia da un generatore autonomo  | (fig.) accogliere nel proprio animo una sensazione, un sentimento: prendere coraggio, ardire; prendere amore, gusto, piacere a qualcosa; prendere paura, impaurirsi | in altri usi particolari e figurati: prendere aria, acqua, vento, sole, esporsi, essere esposto a essi; prendere fuoco, incendiarsi; prendere freddo, esporsi a freddo eccessivo o prolungato; prendere fiato, riposarsi dopo uno sforzo; prendere origine, derivare | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   muoversi andando in una certa direzione, dirigersi: prendere a destra, a sinistra; renzo prende in fretta dall'altra parte  (manzoni p. s.  xxxiv)    • 2 •   attecchire, detto di piante: le rose hanno preso bene  | accendersi, detto di fuoco: se la legna è umida, la fiamma non prende  | rapprendersi, legare, detto di colla, cemento e sim.: un mastice che prende anche sott'acqua    • 3 •   incominciare, dare inizio a qualcosa (seguito da a  + infinito): prendere a dire, a fare    • 4 •   (fig.) succedere, capitare addosso all'improvviso: gli prese un infarto; che ti prenda un accidente! | che ti prende?, che cosa gli ha preso?, per esprimere stupore di fronte a un contegno inesplicabile altrui | prendersi v. rifl.  afferrarsi, attaccarsi con le mani: si prese alla maniglia per non cadere  | v. rifl.    • 1 •   (fam.) andare d'accordo (per lo più in frasi negative): sono fratelli ma non si prendono    • 2 •   con significati diversi, a seconda dell'elemento che lo determina: prendersi a sberle, per i capelli; prendersi in simpatia, a ben volere. 
prendibile   agg.  che si può prendere, catturare, conquistare.
prendibilità   s.f.  (non com.) l'essere prendibile.
prendisole   agg.  e s.m. invar.    • 1 •   si dice di abito femminile estivo, senza maniche e molto scollato, usato soprattutto per prendere il sole    • 2 •   nelle imbarcazioni da diporto, si dice di zona specificamente destinata ad accogliere coloro che si stendono a prendere il sole.
prenditore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi prende    • 2 •   (sport) nel gioco del baseball, il giocatore che ha il compito di prendere le palle mancate dal battitore    • 3 •   (dir.) colui a favore del quale è emessa una cambiale o una tratta | prenditore a riporto, nel linguaggio di borsa, riportatore    • 4 •   (ant.) ricevitore del lotto.
prenditoria   s.f.  (ant.) ricevitoria del lotto.
prenegoziato   s.m.  preliminare di un negoziato | incontro informale che precede il negoziato vero e proprio, al fine di valutarne la fattibilità.
prenestino   agg.  di preneste, antica città laziale, o della moderna palestrina, comune in provincia di roma  s.m.  [f. -a] dell'antica preneste o della moderna palestrina.
prenome   s.m.    • 1 •   presso i romani, il nome personale che precedeva quello della gente: caio è il prenome di giulio cesare    • 2 •   (rar.) il nome di battesimo di una persona.
prenominato   agg.  (lett.) nominato prima.
prenotare   v. tr.  [io prenòto ecc.] fissare, riservarsi in anticipo qualcosa, prendendo o facendo prendere nota: prenotare un posto a teatro, una camera in albergo  | prenotarsi v. rifl.  mettersi in nota per riservarsi qualcosa: prenotarsi per un viaggio in giappone. 
prenotato   part. pass.  di prenotare   agg.    • 1 •   riservato con prenotazione: posti prenotati; l'albergo è già tutto prenotato    • 2 •   che è in possesso di prenotazione: chi non è prenotato non riuscirà a partire. 
prenotazione   s.f.  il prenotare, il prenotarsi, l'essere prenotato; il documento attestante che si è prenotato: fare, disdire, annullare una prenotazione; treno con prenotazione obbligatoria; ritirare le prenotazioni. 
prensile   agg.  si dice di organo animale atto a prendere, ad afferrare: molte scimmie hanno la coda prensile. 
prensilità   s.f.  carattere prensile, attitudine alla presa.
prensione   s.f.  (scient.) il prendere, la funzione del prendere | organi di prensione, organi prensili.
prenunziare   v. tr.  [io prenùnzio ecc.] (rar.) preannunciare.
prenunziatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] preannunciatore.
prenunziazione   s.f.  (rar.) preannuncio.
prenunzio   s.m.  (lett.)    • 1 •   preannuncio    • 2 •   preannunciatore.
prenze    ⇨ prence.
preoccupante   part. pres.  di preoccupare   agg.  che desta preoccupazione: situazione, previsione preoccupante  § preoccupantemente avv. 
preoccupare   v. tr.  [io preòccupo ecc.]    • 1 •   mettere, tenere in preoccupazione, in ansia, in pensiero: le ultime notizie mi preoccupano    • 2 •   (ant.) occupare prima | (fig.) predisporre, organizzare in anticipo: s'attendeva a dar gli ordini che parevan più atti a preoccupare il giorno seguente  (manzoni p. s.  xv) | preoccuparsi v. rifl.  essere in preoccupazione; stare in ansia, in pensiero: mi preoccupo per il tuo avvenire. 
preoccupato   part. pass.  di preoccupare   agg.  ansioso, impensierito: sono molto preoccupato per la sua salute. 
preoccupazione   s.f.    • 1 •   pensiero che occupa l'animo destandovi ansia, apprensione, inquietudine: avere molte preoccupazioni    • 2 •   la persona o la cosa che desta ansia, che impensierisce: quel ragazzo è la mia preoccupazione; sua preoccupazione principale è il lavoro    • 3 •   (ant.) l'occupare in precedenza; (fig.) preconcetto, pregiudizio: aveva per massima... di stare in guardia contro le preoccupazioni  (manzoni p. s.  x).
preolimpico   agg.  [pl. m. -ci] preolimpionico.
preolimpionico   agg.  [pl. m. -ci] che precede le olimpiadi, detto in partic. di gara che ha lo scopo di scegliere gli atleti da inviare alle olimpiadi.
preomerico   agg.  [pl. m. -ci] anteriore a omero: civiltà preomeriche. 
preominide   s.m.  (antrop.) primate già differenziato dalla scimmia, ma ancora privo di caratteristiche umane nettamente definite.
preopinante   agg.  e s.m.  e f.  (rar.) in una riunione, un'assemblea e sim., si dice di chi ha già manifestato la propria opinione.
preorale   agg.  (zool.) si dice di organo posto anteriormente all'apertura boccale.
preordinamento   s.m.    • 1 •   il preordinare, l'essere preordinato; preordinazione    • 2 •   (mat.) relazione binaria riflessiva e transitiva.
preordinare   v. tr.  [io preórdino ecc.]    • 1 •   mettere in ordine in anticipo o provvisoriamente    • 2 •   predisporre in vista di un fine.
preordinato   part. pass.  di preordinare   agg.  predisposto, prestabilito, organizzato § preordinatamente avv. 
preordinazione   s.f.  il preordinare, l'essere preordinato; predisposizione.
prepagamento   s.m.  pagamento anticipato.
prepagato   agg.  pagato in precedenza: biglietto prepagato. 
prepalatale   agg.  (ling.) si dice di suono che si articola prima di un suono palatale.
preparamento   s.m.  (non com.) il preparare, il prepararsi; preparazione.
preparare   v. tr.    • 1 •   mettere in ordine, approntare qualcosa perché sia pronta all'uso, serva al suo scopo: preparare gli strumenti, la tavola, il letto; preparare il pranzo, la cena, allestirli; preparare un esame, studiare per superarlo | predisporre tutto ciò che è necessario al buon esito di qualcosa: preparare un viaggio, una spedizione, una guerra    • 2 •   addestrare, esercitare qualcuno in modo che possa affrontare una prova; mettere qualcuno o qualcosa in grado di sostenere una difficoltà: preparare un atleta a una gara; preparare l'animo a ricevere una notizia    • 3 •   (fig.) tenere in serbo, riservare: non si sa che cosa ci prepara il futuro |  prepararsi v. rifl.    • 1 •   accingersi, predisporsi a fare qualcosa: prepararsi a uscire    • 2 •   mettersi nelle condizioni di fare, sostenere qualcosa: prepararsi a un esame  | prepararsi al peggio, essere pronto ad accettare anche le cose più spiacevoli | v. rifl.  stare per accadere, essere imminente: si prepara un temporale; si preparano anni difficili. 
preparativo   agg.  (non com.) che serve a preparare; che si fa in preparazione: lavoro preparativo   s.m.  (spec. pl.) ciò che serve a preparare, a predisporre; ciò che si fa in vista di qualcosa: fare i preparativi per la partenza; preparativi di guerra. 
preparato   part. pass.  di preparare   agg.    • 1 •   disposto, pronto, apparecchiato: tavola preparata    • 2 •   dotato di una preparazione che lo mette in grado di svolgere bene le sue mansioni: un alunno preparato; un medico, un professionista preparato   s.m.  prodotto di laboratorio pronto per un determinato uso: preparato farmaceutico; un preparato in polvere, in granuli  | preparato anatomico, sezione anatomica conservata per uso didattico o scientifico | preparato microscopico, piccola porzione di tessuto organico conservato per l'osservazione al microscopio.
preparatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi prepara qualcosa | preparatore atletico, (sport) chi cura la preparazione fisica di un atleta o di una squadra    • 2 •   nell'industria, chi manipola i vari materiali per renderli atti a essere successivamente lavorati: preparatore chimico   agg.  che prepara: assistente, tecnico preparatore. 
preparatorio   agg.  che è di preparazione, che serve a preparare: fase preparatoria; lavoro, esercizio preparatorio; lavori preparatori, per antonomasia, il complesso degli atti parlamentari che precedono l'elaborazione di un testo di legge.
preparazione   s.f.    • 1 •   il preparare, il prepararsi, l'essere preparato: un piatto di difficile preparazione    • 2 •   addestramento in vista dell'esercizio di un'attività o dell'espletamento di una prova: preparazione professionale, tecnica; preparazione atletica    • 3 •   complesso di cognizioni o di esperienze in un determinato campo: avere un'ottima preparazione in una disciplina, in un mestiere. 
prepensionamento   s.m.  l'andare o il mandare in pensione prima del tempo stabilito.
preponderante   part. pres.  di preponderare   agg.  che prevale numericamente: il partito preponderante  | che ha maggior forza, peso, importanza: un'opinione preponderante  § preponderantemente avv. 
preponderanza   s.f.  superiorità numerica: la preponderanza delle forze nemiche. 
preponderare   v. intr.  [io prepòndero ecc. ; aus. avere] (non com.) avere maggior peso, importanza, forza; prevalere: opinioni, punti di vista che preponderano. 
preponderazione   s.f.  (ant. , rar.) preponderanza.
preporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   mettere prima, porre innanzi: preporre il nome al cognome  | (fig.) anteporre, preferire: preporre lo studio al gioco, il piacere al dovere    • 2 •   mettere a capo: preporre qualcuno all'amministrazione di una ditta. 
prepositale   agg.  (non com.) prepositurale.
prepositivo   agg.  (gramm.)    • 1 •   che si prepone (si dice di parti del discorso che si mettono di regola innanzi ad altre) | che ha funzione di preposizione: locuzione prepositiva    • 2 •   (caso) prepositivo, in russo, uno dei casi della declinazione, in cui si pongono i nomi accompagnati dalla maggior parte delle preposizioni.
preposito   s.m.    • 1 •   titolo dato un tempo a diversi magistrati che esercitavano cariche temporanee, fuori dei quadri ordinari dell'amministrazione    • 2 •   (eccl.) in alcune congregazioni religiose, denominazione del superiore generale: il preposito generale dei gesuiti. 
prepositura   s.f.  (eccl.) la dignità, l'ufficio del prevosto; anche, la sua sede.
prepositurale   agg.  (eccl.) di prepositura; di competenza di un prevosto: chiesa prepositurale. 
preposizionale   agg.  (gramm.) di preposizione; che ha funzione di preposizione: locuzione preposizionale. 
preposizione   s.f.    • 1 •   (gramm.) parte invariabile del discorso che, preposta a sostantivi, aggettivi, pronomi, infiniti di verbi, indica la relazione che passa tra quelli e altri nomi e verbi, serve cioè a formare complementi: preposizioni proprie, sono di, a, da, in, con, su, per, tra, fra  | preposizioni improprie, sono davanti, dopo, lungo ecc.  ' preposizioni articolate, sono quelle che risultano dalla fusione di una preposizione propria con un articolo determinativo (dello, della, degli, delle ecc.)    • 2 •   (rar.) il preporre, l'essere preposto.
prepossente   agg.  (lett.) che ha grandissimo potere.
preposto   part. pass.  di preporre  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   (eccl.) prevosto    • 2 •   (rar.) chi dirige una determinata attività.
prepotente   agg.    • 1 •   che vuole imporsi a tutti i costi sugli altri; che fa valere con la forza e l'arroganza la propria volontà: un uomo, un ragazzo prepotente    • 2 •   che si impone per la sua intensità e urgenza; irresistibile, impellente: un bisogno prepotente di bere; un desiderio, un impulso prepotente    • 3 •   (lett.) molto potente  s.m.  e f.  persona prepotente § prepotentemente avv. 
prepotenza   s.f.    • 1 •   l'essere prepotente; carattere prepotente: la prepotenza di una persona, di un gesto    • 2 •   azione da prepotente; sopruso: non sopporto prepotenze  | di prepotenza, con un atto di forza: l'ottenne di prepotenza. 
prepotere   s.m.  potere eccessivo, preponderanza esagerata: il prepotere della nobiltà. 
preprint   s.m. invar.  estratto anticipato di una rivista o parte di un volume stampata e diffusa anticipatamente, e per lo più in forma provvisoria, rispetto all'edizione dell'opera.
preprocessuale   agg.  (dir.) si dice di atto preparatorio di un processo.
prepuberale   o prepubere [pre-pù-be-re], agg.  che si riferisce alla prepubertà: età prepuberale. 
prepubertà   s.f.  periodo che precede la pubertà.
prepuziale   agg.  (anat.) del prepuzio.
prepuzio   s.m.  (anat.) piega cutanea che ricopre il glande.
prequoio    ⇨ procoio.
preraffaellismo   s.m.  movimento pittorico e letterario sorto in inghilterra verso la metà del sec. xix, che si proponeva un ritorno a tradizioni ritenute proprie dell'arte europea anteriore all'avvento di raffaello.
preraffaellita   meno com. preraffaellista, agg.  [pl. m. -ti] relativo al preraffaellismo: arte, movimento preraffaellita   s.m.  pittore o letterato seguace del preraffaellismo.
preraffreddamento   s.m.  (tecn.) raffreddamento preventivo di una sostanza, spec. alimentare, soprattutto allo scopo di prepararne il trasporto frigorifero.
preraffreddare   v. tr.  [io preraffréddo ecc.] (tecn.) sottoporre a preraffreddamento.
preregistrato   agg.  registrato in precedenza: un programma televisivo in diretta con inserti preregistrati. 
prerinascimentale   agg.  precedente il rinascimento: arte prerinascimentale. 
preriscaldamento   s.m.  (tecn.) riscaldamento preventivo cui vengono sottoposti liquidi o gas circolanti in un impianto | nell'industria alimentare, riscaldamento di prodotti alimentari effettuato prima che siano chiusi in scatola e sterilizzati.
preriscaldare   v. tr.  (tecn.) sottoporre a preriscaldamento.
preriscaldatore   s.m.  apparecchio per eseguire il preriscaldamento.
prerogativa   s.f.    • 1 •   diritto speciale, privilegio riconosciuto per legge a determinati organi o a chi ricopre una determinata carica: le prerogative del senato, dei deputati    • 2 •   (estens.) qualità che appare propria di qualcuno o di qualcosa; dote particolare, caratteristica: la sua principale prerogativa è la sincerità; un farmaco che ha la prerogativa di essere ben tollerato dall'organismo. 
preromanico   agg.  [pl. m. -ci] si dice delle manifestazioni artistiche che, tra il sec. vi e l'xi, precedettero l'avvento dello stile romanico.
preromano   agg.  si dice di tutto ciò che si manifestò in una regione prima della sua conquista da parte dei romani: le lingue preromane della gallia. 
preromanticismo   s.m.  corrente di gusto e di cultura che, nella seconda metà del sec. xviii, anticipò alcuni aspetti del romanticismo, come l'opposizione al classicismo e al razionalismo, il culto del sentimento, il mito della natura selvaggia e delle società primitive e barbariche.
preromantico   agg.  [pl. m. -ci] del preromanticismo: gusto preromantico   s.m.  esponente del preromanticismo: i preromantici inglesi. 
preromanzo   agg.  (ling.) si dice di ciò che è precedente alla nascita delle lingue romanze.
preruolo   agg.  e s.m.  (burocr.) si dice del servizio prestato dal dipendente pubblico prima del suo inserimento nel ruolo ordinario.
presa   s.f.    • 1 •   il prendere, l'afferrare: allentare, lasciare la presa | cane da presa, cane da caccia addestrato alla cattura della preda | presa di posizione, (fig.) l'assumere un atteggiamento deciso | presa di possesso, (fig.) l'entrare in possesso di un bene | presa in giro, (fig.) canzonatura | far presa, detto di sostanze adesive o leganti, aderire; detto di piante, mettere radici nel terreno; detto di un oggetto, fissarsi, attaccarsi; (fig.) impressionare, colpire: un mastice che non fa presa sul legno; l'àncora fa presa sul fondo; le sue parole fecero presa sul pubblico | venire alle prese con qualcuno, (fig.) scontrarsi a fatti o a parole | essere alle prese con qualcosa, (fig.) essere impegnato in qualcosa, spec. di molto difficile | dar presa alle critiche, (fig.) fornire motivo, dare appiglio alle critiche    • 2 •   la parte per cui si afferra un oggetto: la presa di un coperchio  | pezzo di stoffa imbottita o di tessuto lavorato all'uncinetto che serve per maneggiare utensili molto caldi: le prese di cucina.  dim. presina    • 3 •   conquista, espugnazione di una città, di una fortezza: la presa della bastiglia    • 4 •   la quantità di una sostanza in polvere o in grani che si può prendere in una volta tra i polpastrelli uniti: una presa di sale, di tabacco    • 5 •   apertura, regolabile con un rubinetto o altro dispositivo, che serve a prelevare un liquido o un gas da una conduttura: presa d'acqua  | presa (di corrente), dispositivo di collegamento di un circuito elettrico con la rete di distribuzione, nel quale viene inserita la corrispondente spina | presa di terra, il punto in cui la struttura metallica di sostegno di un'apparecchiatura elettrica viene messa in contatto con la terra per motivi di sicurezza | presa d'aria, apertura attraverso la quale viene convogliata l'aria all'interno di impianti | in (presa) diretta, (auto.) si dice della posizione degli ingranaggi del cambio di velocità in cui l'albero di trasmissione è innestato direttamente sull'albero motore, e quindi gira alla sua stessa velocità    • 6 •   (cine.) complesso di operazioni con cui vengono fissate le immagini sulla pellicola: macchina da presa | presa diretta dei suoni, registrazione sonora contemporanea alla ripresa delle immagini | in presa diretta, (tv) si dice di avvenimento che viene ripreso e trasmesso televisivamente nel corso del suo svolgimento    • 7 •   (sport) nei vari tipi di lotta, mossa con cui si afferra l'avversario | nel calcio, l'azione del portiere che blocca con le mani il pallone tirato da un avversario: presa alta, a terra    • 8 •   nei giochi di carte, ciascuna mano di carte conquistata; nel gioco della dama o degli scacchi, mossa con cui si prende una pedina o un pezzo dell'avversario.
presagibile   agg.  (non com.) che si può presagire; prevedibile.
presagimento   s.m.  (lett.) presagio.
presagio   s.m.    • 1 •   predizione, profezia: gli àuguri traevano presagi dal volo degli uccelli    • 2 •   indizio di eventi futuri, segno premonitore: tristi presagi di guerra    • 3 •   presentimento: avere un presagio. 
presagire   v. tr.  [io pre sagisco, tu pre sagisci ecc.]    • 1 •   profetizzare, predire: presagire il futuro    • 2 •   presentire ciò che avverrà: gli pareva di presagire la disgrazia. 
presago   agg.  [pl. m. -ghi] (lett.) che presagisce, che prevede o presente il futuro.
presalario   s.m.  somma di denaro che lo stato corrisponde agli studenti universitari meritevoli e bisognosi.
presame   s.m.  caglio.
presantificato   agg.  (non com.) santificato prima | ostie presantificate, (lit.) consacrate nei giorni che precedono il venerdì santo e con le quali si comunicano i fedeli nella messa del venerdì santo.
presbiacusia   s.f.  (med.) diminuzione dell'udito caratteristica dell'età senile.
presbiopia   s.f.  (med.) disturbo visivo legato all'età, dovuto alla diminuita elasticità del cristallino e caratterizzato da incapacità di mettere a fuoco gli oggetti vicini.
presbite   agg.  e s.m.  e f.  (med.) che, chi è affetto da presbiopia.
presbiterale   agg.  (eccl.) che riguarda il presbitero, il presbiterato o i preti in genere.
presbiterato   s.m.  (eccl.) l'ordine sacro che conferisce la facoltà di celebrare la messa.
presbiteriale   agg.  che riguarda il presbiterio.
presbiterianesimo   o presbiterianismo, s.m.  dottrina e struttura di alcune chiese protestanti non episcopali di origine calvinista, in cui il governo è affidato a consigli di presbiteri, cioè di pastori e anziani laici.
presbiteriano   agg.  di, relativo al presbiterianesimo: ordinamento presbiteriano   s.m.  [f. -a] membro delle chiese protestanti che aderiscono al presbiterianesimo.
presbiterio   s.m.    • 1 •   (arch.) spazio attorno all'altare un tempo riservato al clero officiante; è separato dal resto della chiesa da plutei e transenne o, dall'età rinascimentale in poi, da colonne e pilastrini    • 2 •   la casa in cui abita il parroco o il rettore di una chiesa    • 3 •   nelle chiese presbiteriane, il consiglio di governo di una comunità, composto di ministri del culto e laici anziani.
presbitero   s.m.    • 1 •   nome con cui nel nuovo testamento si designano gli anziani incaricati del governo delle comunità cristiane    • 2 •   (estens.) persona investita della dignità sacerdotale.
presbitismo   s.m.  (med.) presbiopia.
prescegliere   v. tr.  [coniugato come scegliere] scegliere fra più persone o cose: è stato prescelto fra molti concorrenti. 
prescelto   part. pass.  di prescegliere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato scelto fra tanti.
prescia   s.f.  (roman.) fretta.
presciente   agg.  che conosce in anticipo il futuro; è attributo di dio.
prescienza   s.f.    • 1 •   conoscenza che dio ha di tutto ciò che dovrà accadere    • 2 •   (estens.) conoscenza anticipata del futuro; capacità di prevedere l'avvenire.
prescindere   v. intr.  [pass. rem. io prescindéi  (raro prescissi), tu prescindésti ecc. ; non com. il part. pass. prescisso; aus. avere] fare astrazione da qualcosa, non considerarla, lasciarla da parte: prescindiamo da questi particolari | prescindendo da, a prescindere da, eccettuando, non tenendo conto: prescindendo  (o a prescindere) dalle tue responsabilità. 
prescioloso   agg.  (roman.) frettoloso.
presciutto    ⇨ prosciutto.
prescolare   agg.  prescolastico.
prescolastico   agg.  [pl. m. -ci] precedente l'età in cui ha inizio la scuola obbligatoria: età prescolastica; esperienze prescolastiche. 
prescrittibile   agg.  (dir.) che è soggetto a prescrizione: diritto prescrittibile. 
prescrittibilità   s.f.  (dir.) l'essere prescrittibile.
prescritto   part. pass.  di prescrivere   agg.    • 1 •   ordinato, stabilito: attenersi alle regole prescritte    • 2 •   (dir.) estinto per prescrizione: diritto, reato prescritto. 
prescrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere] stabilire, ordinare: un obbligo che è prescritto dalla legge; prescrivere una medicina, una cura  | prescriversi v. rifl.  (dir.) cadere in prescrizione: un reato che si prescrive dopo vent'anni. 
prescrivibile   agg.  che può essere prescritto: farmaco prescrivibile. 
prescrizionale   agg.  (dir.) di prescrizione: termine prescrizionale, quello che segna il cadere in prescrizione di un delitto o di una pena.
prescrizione   s.f.    • 1 •   il prescrivere; norma, disposizione: prescrizione medica; le prescrizioni di legge; attenersi alle prescrizioni    • 2 •   (dir.) in materia civile, estinzione di un diritto che non venga esercitato durante il periodo di tempo previsto dalla legge; in materia penale, estinzione di un reato o di una pena per il trascorrere di un determinato periodo di tempo: andare, cadere in prescrizione. 
presedere    ⇨ presiedere.
presegnalamento   s.m.  il presegnalare; presegnalazione.
presegnalare   v. tr.  segnalare in precedenza, in anticipo.
presegnalazione   s.f.  segnalazione anticipata (soprattutto con riferimento a segnali stradali).
presegnale   s.m.  segnale stradale che ne precede e preannuncia un altro (p. e.  quello che avverte della vicinanza di una uscita autostradale o di un incrocio).
preselettore   s.m.  organo di selezione usato nella tecnica della commutazione telefonica automatica.
preselezionare   v. tr.  [io preselezióno ecc.] sottoporre a preselezione: preselezionare dei candidati. 
preselezione   s.f.    • 1 •   selezione preliminare: gare di preselezione    • 2 •   nella tecnica della commutazione telefonica automatica, il primo stadio del collegamento che precede la scelta vera e propria dell'utente chiamato    • 3 •   incanalamento del traffico in differenti corsie di marcia prima di una deviazione o di un incrocio.
presella   s.f.    • 1 •   la parte delle briglie che si tiene in pugno nel cavalcare    • 2 •   attrezzo a forma di scalpello con il tagliente smussato che permette di battere in un punto dove il martello non arriva direttamente; cianfrino    • 3 •   grappa metallica a due punte, che serve a unire provvisoriamente due pezzi di legno    • 4 •   dispositivo di accoppiamento di due cavi metallici che consiste in due piastrine scanalate serrate da bulloni    • 5 •   appezzamento in cui è diviso un terreno incolto messo da poco a coltura.
presellare   v. tr.  [io presèllo ecc.] (tecn.) lo stesso che cianfrinare. 
presellatura   s.f.  (tecn.) lo stesso che cianfrinatura. 
presenile   agg.  proprio, tipico dell'età che precede la senilità.
presentabile   agg.  che si può presentare, in quanto ha un aspetto sufficientemente decoroso o un discreto grado di finitezza: una persona vestita in modo presentabile; un lavoro non presentabile. 
presentabilità   s.f.  l'essere presentabile.
presentaneo   agg.  (ant.) che ha azione immediata, che opera istantaneamente.
presentare   v. tr.  [io pre sènto ecc.]    • 1 •   mostrare, esibire qualcosa a qualcuno perché l'esamini, l'osservi, la giudichi: presentare il biglietto al controllore; presentare all'incasso, al pagamento un assegno, una cambiale; presentare una domanda, inoltrarla; presentare una candidatura, proporla; presentare le dimissioni, dimettersi; presentare le proprie scuse, esprimerle; presentare i propri auguri, i propri omaggi, porgerli (presenterò, formula con cui si risponde a chi chiede a qualcuno di porgere i propri saluti a una terza persona) | presentare le armi, portare l'arma nella posizione prescritta dai regolamenti militari per rendere gli onori    • 2 •   esporre, far apparire, mostrare: la città presentava un aspetto primaverile; presentò la cosa come un grosso affare  | (fig.) prospettare; implicare, comportare: un problema che presenta diverse soluzioni; l'offerta presenta degli svantaggi    • 3 •   far conoscere, illustrare: presentare un progetto, una proposta; presentare un libro, uno spettacolo teatrale, un nuovo tipo di automobile  | far fare la conoscenza di una persona a un'altra o ad altre, dicendone nome e cognome o, più in generale, introducendola in un gruppo, in un ambiente: mi ha presentato sua moglie; il fidanzato fu presentato in famiglia    • 4 •   fare da presentatore a uno spettacolo, a una manifestazione: presentare un varietà televisivo |  presentarsi v. rifl.    • 1 •   andare, venire di persona: presentarsi in questura; a cena si sono presentati in cinque    • 2 •   farsi vedere, mostrarsi: non ti vergogni di presentarti in queste condizioni?  | presentarsi bene, male, si dice di persona che fa una buona o una cattiva impressione    • 3 •   farsi conoscere dicendo il proprio nome: permetta che mi presenti  | v. rifl.    • 1 •   apparire, mostrarsi: la situazione si presenta difficile; la vendita si presenta come un grosso affare  | presentarsi alla mente, si dice di idea o ricordo che viene, si affaccia all'improvviso | presentarsi al fuoco, (mil.) si dice di nave che manovra per assumere la posizione più adatta all'impiego delle proprie armi    • 2 •   offrirsi, capitare: se si presenta l'occasione, non me la lascerò sfuggire. 
presentat'arm   loc. sost. m.  comando militare con cui si ordina di presentare le armi; la posizione che si assume e il movimento che si compie in seguito a tale ordine: ordinare, eseguire il presentat'arm; stare sul presentat'arm. 
presentatore   s.m.  [f. -trice] chi presenta; in partic., chi presenta al pubblico i numeri di uno spettacolo: presentatore radiofonico, televisivo. 
presentazione   s.f.    • 1 •   il presentare, il presentarsi, l'essere presentato: la presentazione di un dono; la presentazione di una domanda, di un ricorso; scritto, discorso di presentazione  | lettera di presentazione, con cui si segnala qualcuno a una persona influente | fare le presentazioni, far sì che due o più persone facciano reciprocamente conoscenza dichiarando i loro nomi e cognomi | presentazione di maria vergine, festa che ricorda l'andata di maria vergine al tempio di gerusalemme per esservi istruita secondo la legge mosaica; si celebra il 21 novembre    • 2 •   (estens.) discorso o scritto introduttivo: la presentazione di un libro. 
presente   (1) agg.    • 1 •   che è nel luogo di chi parla o lo è, lo era in quello di cui si parla: le persone presenti in sala; alla riunione era presente anche lui; non ero presente al fatto; gli alunni erano tutti presenti all'appello  | presente!, formula di risposta positiva a un appello | essere presente a sé stesso, (fig.) essere cosciente, lucido | avere presente qualcuno  o qualcosa, (fig.) ricordarlo con precisione | tenere presente qualcuno  o qualcosa, (fig.) non dimenticarlo, tenerne conto | far presente qualcosa, (fig.) proporla all'attenzione, farla notare    • 2 •   attuale, contemporaneo: gli avvenimenti, le circostanze presenti; la presente situazione; al momento presente, ora, attualmente    • 3 •   con valore dimostrativo, equivale a questo : il presente libro; la presente lettera   s.m.    • 1 •   il tempo, il momento attuale: dimenticare il passato e pensare al presente | per il presente, al presente, attualmente, per ora    • 2 •   [anche f.] persona presente in un luogo: mi rivolgo ai presenti | esclusi i presenti, si dice per lasciar fuori da una critica le persone con cui si sta parlando    • 3 •   (gramm.) tempo del verbo indicante che l'azione espressa si realizza al momento in cui si parla: il presente dell'indicativo, del congiuntivo  | s.f.  nello stile epistolare, la lettera che si sta scrivendo: con la presente vi comunichiamo che... § presentemente avv.  attualmente, in questo periodo, al presente.
presente   (2) s.m.  dono, regalo: fare un presente. 
presentimento   s.m.  il presentire; sensazione di qualcosa che sta per accadere: avere un presentimento; presentimento di morte. 
presentire   v. tr.  [io presènto ecc.] avere la sensazione di qualcosa che sta per accadere: presentivo quello che sarebbe successo. 
presenza   ant. presenzia, s.f.    • 1 •   l'essere presente in un luogo: nessuno aveva notato la sua presenza; fare atto di presenza, intervenire a una riunione, una cerimonia e sim. per breve tempo o solo formalmente | in  (o alla) presenza di, al cospetto di: la cerimonia si è svolta alla presenza del capo dello stato; prestare giuramento in presenza di testimoni; in mia, tua, sua ecc. presenza, dinanzi a me, a te, a lui ecc. | di presenza, (non com.) di persona, personalmente: fare qualcosa di presenza | presenza di spirito, (fig.) prontezza nell'agire, nel decidere    • 2 •   aspetto esteriore, figura: un uomo di bella presenza | non avere presenza, si dice di chi ha un aspetto che non produce un'impressione favorevole, che non è adatto a un determinato ruolo e sim.    • 3 •   esistenza: la presenza di gas tossici nell'atmosfera; è stata segnalata la presenza di banchi di nebbia    • 4 •   fenomeno misterioso attribuito alla presenza di uno spirito, un fantasma: in questa casa ci sono, si sentono delle presenze. 
presenziale   agg.  (non com.) presente § presenzialmente avv.  (ant.) di presenza, di persona.
presenzialismo   s.m.  tendenza a esser presenti, a partecipare a ogni tipo di avvenimento, di manifestazione, soprattutto da parte di personaggi noti: i politici peccano spesso di presenzialismo. 
presenzialista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi dimostra presenzialismo.
presenzialità   s.f.  (non com.) l'essere presente.
presenziare   v. tr.  e intr.  [io pre sènzio ecc.; aus. dell'intr. avere] assistere di persona, essere presente: presenziare una cerimonia; presenziare agli esami. 
presepio   meno com. presepe, s.m.    • 1 •   rappresentazione plastica della nascita di gesù che si fa tradizionalmente a natale, con statuette raffiguranti i personaggi principali dell'evento descritto dai vangeli, collocate su uno sfondo paesaggistico convenzionale che ha al suo centro la grotta di betlemme; anche, dipinto, scultura che rappresenta la nascita di gesù    • 2 •   (lett.) stalla, mangiatoia; in partic., quella in cui nacque gesù: in poveri / panni il figliuol compose, / e nell'umil presepio / soavemente il pose  (manzoni il natale).
preservamento   s.m.  (non com.) preservazione.
preservare   v. tr.  [io presèrvo ecc.] tenere lontano da un male, da un pericolo, da un danno: che dio ci preservi da una disgrazia simile!; la naftalina preserva i vestiti dalle tarme. 
preservativo   agg.  (non com.) atto a preservare, a proteggere: provvedimento preservativo   s.m.    • 1 •   (non com.) rimedio o dispositivo preventivo    • 2 •   guaina di gomma sottilissima da applicare al pene; è usata nel rapporto sessuale a scopo antifecondativo o profilattico.
preservatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi preserva.
preservazione   s.f.  il preservare, l'essere preservato.
preside   s.m.    • 1 •   [anche f.] capo di un istituto scolastico di istruzione secondaria: il preside di un liceo  | preside di facoltà, professore universitario che sovrintende all'andamento di una facoltà    • 2 •   nella roma imperiale, governatore di una provincia.
presidentato   s.m.  (non com.) dignità, carica di presidente; il periodo durante cui si è presidente.
presidente   s.m.  [anche s.f. , in concorrenza con la forma presidentessa] chi dirige, sovrintende, coordina l'attività di un organo, di un ente, di un'istituzione, di una società, con o senza poteri di rappresentanza: presidente della camera dei deputati, di un tribunale; il presidente di una società, di una giuria, di un'associazione sportiva | presidente onorario, chi ha il titolo per onore, senza esercitarne le funzioni | presidente effettivo, chi esercita effettivamente le funzioni di presidente | presidente della repubblica, il capo dello stato negli stati ordinati a repubblica.
presidentessa   s.f.    • 1 •   donna che esercita l'ufficio di presidente    • 2 •   (scherz.) moglie di un presidente.
presidenza   s.f.    • 1 •   ufficio, carica di presidente o di preside; la durata della carica    • 2 •   sede di chi ricopre tale carica    • 3 •   complesso di persone che assiste il presidente o il preside nello svolgimento delle sue mansioni.
presidenziale   agg.  di, da presidente, o di, da preside (si dice soprattutto in riferimento al presidente della repubblica): seggio, carica, ufficio presidenziale  | repubblica presidenziale, in cui il presidente della repubblica è anche capo del governo | decreto presidenziale, decreto del presidente della repubblica.
presidenzialismo   s.m.  sistema politico-costituzionale in cui i poteri del presidente della repubblica sono molto accentuati.
presidiale   agg.  (non com.) di presidio.
presidiare   v. tr.  [io presìdio ecc.]    • 1 •   munire di presidio per garantire una sicurezza, un possesso, per esercitare una vigilanza e sim.: presidiare una fortezza, una città  | (estens.) sorvegliare, controllare con un presidio: i cancelli dello stabilimento sono presidiati dalle maestranze    • 2 •   (fig.) difendere, proteggere, tutelare: presidiare la pace. 
presidiario   agg.  (non com.) di presidio: contingente presidiario. 
presidio   s.m.    • 1 •   reparto armato o gruppo di vigilanza che garantisce la sicurezza, il controllo di un luogo: presidio militare, di polizia; un presidio di volontari; il comandante, il capo di un presidio  | (estens.) luogo, generalmente fortificato, in cui è attestato un presidio: uscire dal presidio    • 2 •   (estens.) guardia, protezione armata, o comunque fisica: essere, stare di presidio  | (fig.) salvaguardia, tutela: un provvedimento a presidio della salute pubblica    • 3 •   (mil.) circoscrizione territoriale sottoposta a un'unica autorità militare    • 4 •   ausilio, sostegno: presidi  (o ausili) didattici; presidi diagnostici, terapeutici; presidio ortopedico, protesi.
presiedere   ant. presedere, v. tr.  [io presièdo ecc. ; il dittongo -ie-  si mantiene anche in posizione atona] dirigere con la funzione di presidente o di preside; sovrintendere, dirigere: presiedere un'assemblea, un consiglio; presiedere un tribunale, una giuria; presiedere una scuola | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   essere a capo con il titolo di presidente o di preside: presiedere ai lavori di una commissione    • 2 •   (fig.) avere un ruolo preminente nello svolgimento di un'attività: il cuore presiede alla funzione circolatoria. 
presina   s.f.  in cucina, cuscinetto di stoffa imbottita che consente di afferrare i manici molto caldi.
presistole   s.f.  (med.) la contrazione degli atri del cuore che precede la sistole ventricolare.
preso   part. pass.  di prendere  e agg.  nei sign. del verbo.
presocratico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di ciò che nella filosofia greca appartiene all'epoca precedente la diffusione del pensiero di socrate (469-399 a. c.): dottrine presocratiche   agg.  e s.m.  si dice di ognuno dei pensatori greci che vissero prima di socrate, o anche furono suoi contemporanei ma non assorbirono l'impostazione radicalmente innovatrice del suo pensiero: talete, eraclito, parmenide sono dei presocratici. 
presontuoso    ⇨ presuntuoso.
pressa   s.f.    • 1 •   (non com.) il pressare, l'essere pressato    • 2 •   (ant. , lett.) calca, ressa, folla di persone: a cui porge la man, più non fa pressa  (dante purg.  vi, 8)    • 3 •   (dial.) fretta, premura    • 4 •   (tecn.) macchina che esercita una pressione, utilizzata per comprimere, deformare, spianare ecc. un materiale posto fra due elementi di cui almeno uno mobile: pressa meccanica, idraulica, a seconda che la pressione sia esercitata con organi meccanici o mediante un liquido che agisce su uno stantuffo | filtro pressa, (chim.) apparecchio usato per filtrare sospensioni dense, che vengono fatte passare sotto pressione attraverso una serie di tele.
pressacarte   s.m. invar.  oggetto che serve a tener ferme le carte su un tavolo.
pressafieno   s.m. invar.  lo stesso che pressaforaggio. 
pressaforaggio   o pressaforaggi, s.m. invar.  macchina che comprime in balle il fieno o la paglia per ridurne il volume e facilitarne il trasporto e la conservazione.
press-agent  press-agent s.m.  e f. invar.  chi si occupa delle relazioni con la stampa e con gli altri mezzi di comunicazione di massa per conto di una persona influente, di un'organizzazione e sim.
pressainsilatrice   s.f.  macchina agricola per comprimere e insilare il foraggio, previamente trinciato, in grandi sacchi di plastica cilindrici.
pressante   part. pres.  di pressare   agg.  che pressa, urgente, impellente: affare, impegno pressante  § pressantemente avv. 
pressapaglia   s.m. invar.  imballatrice.
pressappochismo   s.m.  tendenza ad agire o giudicare con approssimazione, in modo impreciso o superficiale; faciloneria: peccare di pressappochismo. 
pressappochista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi indulge al pressappochismo.
pressappoco   meno com. press'a poco, avv.  all'incirca, più o meno; approssimativamente: hanno pressappoco la stessa età; ci saranno pressappoco tre chilometri. 
pressare   v. tr.  [io prèsso ecc.]    • 1 •   calcare con forza, comprimere fortemente: pressare la paglia in un sacco  | (estens.) stringere da ogni parte: essere pressato dalla folla    • 2 •   (tecn.) comprimere con una pressa: pressare una lamiera; pressare il fieno in balle    • 3 •   (fig.) incalzare, assillare: un lavoro che ci pressa eccessivamente  | sollecitare con insistenza: lo pressava con continue richieste. 
pressaschede   s.m. invar.  negli schedari metallici, dispositivo a molla che tiene le schede premute l'una contro l'altra perché occupino meno spazio.
pressato   part. pass.  di pressare   agg.  nei sign. del verbo | (tecn.) prodotto o rifinito mediante pressatura: cartone pressato. 
pressatore   s.m.  operaio addetto a operazioni di pressatura.
pressatrice   s.f.  macchina usata in orticoltura e in floricoltura per formare, mediante compressione, cubetti di terra in cui viene inserito un seme, così che la messa a dimora della futura piantina risulti agevolata.
pressatura   s.f.  (tecn.) compressione di un materiale mediante una pressa.
pressazolle   s.m. invar.  termine improprio ma comune per pressatrice. 
pressibile   agg.  (rar.) che si può pressare; comprimibile.
pressibilità   s.f.  (rar.) l'essere pressibile.
pressing   s.m. invar.  (sport) nella pallacanestro, nel calcio e in altri giochi, azione incalzante con cui si contrasta l'avversario per sottrargli la palla.
pressione   s.f.    • 1 •   il premere su qualcosa e l'effetto che ne consegue; forza, spinta esercitata premendo, comprimendo: fare pressione col dito; la pressione esercitata da una molla in compressione    • 2 •   (fis.) rapporto tra l'intensità di una forza che si esercita perpendicolarmente su una superficie e l'area della superficie stessa interessata | pressione (atmosferica), (meteor.) la pressione esercitata dall'atmosfera terrestre sull'unità di superficie: alta, bassa pressione  | pressione (sanguigna  o arteriosa), (med.) la pressione esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie: pressione alta, bassa; misurare la pressione  | a pressione, si dice di macchine o procedimenti tecnici che utilizzano la forza sviluppata da un movimento di compressione o dalla tensione del vapore acqueo | essere sotto pressione, si dice di macchine a vapore quando la pressione di questo è tale da permettere il loro funzionamento; (fig.) di persona, che ha molto da fare, che è molto impegnata in un'attività: è sotto pressione tutto il giorno    • 3 •   (fig.) insistenza, sollecitazione: subire forti pressioni politiche; fare pressione su qualcuno, insistere per indurlo a fare qualcosa | pressione fiscale, tributaria, (econ.) rapporto fra l'ammontare dei tributi pagati da tutti i contribuenti e il reddito nazionale.
presso   avv.  (lett.) vicino, accanto: abitano qui presso; lì presso c'è un fiume; farsi, stare più presso  | preceduto dalle prep. di  o da : incalzare, esaminare da presso qualcosa; vedere la morte da presso; la risposta / farem noi a chirón costà di presso  (dante inf.  xii, 64-65) | a un di presso  (o a un dipresso), all'incirca, approssimativamente | presso a, di, (ant.) quasi, circa  prep.    • 1 •   vicino a; nei dintorni, in prossimità di (si unisce ai nomi direttamente, ai pron. pers. per mezzo della prep. di): in un paesino presso roma; abita in una casa presso il fiume; venne a sedersi presso di me  | nell'uso ant. o lett. si unisce ai nomi per mezzo della prep. a : sì come quando il colombo si pone / presso al compagno  (dante par.  xxv, 19-20); circe, che sottrasse / me più d'un anno là presso a gaeta  (dante inf.  xxvi, 91-92) | essere presso a qualcosa, in prossimità, nelle vicinanze    • 2 •   con valore di stato in luogo figurato, indica relazione con un luogo, un ambiente, un gruppo, un'istituzione e sim.: è stato ambasciatore presso la santa sede; lavora presso il comune; è impiegato presso una ditta; gode di molta stima presso i giovani; ha assunto informazioni presso di noi  | con il valore più specifico di in casa di : vive presso i nonni; lo tenne presso di sé; anche come indicazione di recapito negli indirizzi: signor mario rossi, presso giovanni bianchi  | negli scritti, nelle opere, nel pensiero di: i particolari della congiura di catilina si possono leggere presso cicerone e sallustio  | nella civiltà, negli usi, nei costumi, nelle credenze e sim. di un popolo, di un gruppo etnico, sociale ecc.: presso gli antichi l'ospite era sacro; presso i cattolici l'infallibilità del papa in materia dottrinale è dogma di fede    • 3 •   (ant. , lett.) vicino, intorno a (con valore temporale; è per lo più unito ai nomi per mezzo della prep. a): uscì presso a sera; ed è già presso al giorno, ond'io son desto  (petrarca canz.  cv, 6); lo scolare, il quale in sul fare della notte, col suo fante tra salci e altri alberi presso della torricella nascoso s'era  (boccaccio dec.  viii, 7) | essere presso a fare qualcosa, sul punto di  agg.  (ant.) vicino  s.m. pl.  le vicinanze, i dintorni: abita nei pressi della stazione. 
pressoché   o presso che, avv.  (lett.) quasi, circa: erano pressoché mille persone. 
pressocolata   s.f.  (metall.) pressofusione.
pressoflessione   s.f.  (fis.) sollecitazione composta che risulta dalla sovrapposizione delle due sollecitazioni semplici di compressione e flessione.
pressofonditore   s.m.  operaio addetto alle operazioni di pressofusione.
pressofusione   s.f.  (metall.) procedimento di colata mediante introduzione a pressione del metallo fuso nella forma.
pressoiniezione   s.f.  (tecn.) procedimento, analogo alla pressofusione, per la produzione di oggetti in resina termoplastica, consistente nell'iniettare sotto pressione nello stampo il materiale fluidificato per riscaldamento.
pressoio   s.m.  strumento per pressare.
pressore   agg.  si dice di organo meccanico che esercita una pressione: rullo pressore. 
pressorio   agg.  (med.) di pressione, che riguarda la pressione.
pressostatare   v. tr.  [io pressòstato ecc.] (tecn.) mantenere costante la pressione di un fluido all'interno di un recipiente o di un condotto mediante un pressostato.
pressostato   s.m.  (tecn.) dispositivo regolatore atto a mantenere costante la pressione di un fluido all'interno di un recipiente o di un condotto.
pressura   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   pressione    • 2 •   (fig.) oppressione: vieni, crudel, vieni, e vedi la pressura / d'i tuoi gentili  (dante purg.  vi, 109-110).
pressurizzare   v. tr.  (tecn.) rendere la pressione interna di un ambiente superiore a quella esterna: pressurizzare la cabina di un aereo. 
pressurizzato   part. pass.  di pressurizzare   agg.  (tecn.) sottoposto a pressurizzazione: camera pressurizzata. 
pressurizzazione   s.f.  (tecn.) operazione e risultato del pressurizzare.
prestabilire   v. tr.  [io prestabilisco, tu prestabilisci ecc.] stabilire prima: prestabilire un piano; prestabilire una serie di provvedimenti. 
prestabilito   part. pass.  di prestabilire   agg.  stabilito, fissato prima: giorno prestabilito; scadenza, data prestabilita. 
prestampato   agg.  e s.m.  si dice di modulo con alcune parti già stampate da completare a mano con dati specifici.
prestanome   s.m.  e f. invar.  chi firma obbligazioni, contratti o altri atti al posto di una persona che non può o non vuole prendere impegni col proprio nome.
prestante   agg.    • 1 •   (lett.) che spicca sugli altri; di singolare qualità: un uomo di ingegno prestante  | il superl. prestantissimo  veniva usato come appellativo onorifico    • 2 •   di bell'aspetto; gagliardo, vigoroso, robusto: un giovane, un fisico prestante  § prestantemente avv. 
prestantino   s.m.  (mar.) ognuna delle due estremità del paramezzale rialzate rispettivamente verso prora e verso poppa.
prestanza   (1) s.f.  l'essere prestante: prestanza fisica. 
prestanza   (2) s.f.  (ant.) prestito: presi dal lavoratore in prestanza due mantellacci vecchi  (boccaccio dec.  vi, 5).
prestare   v. tr.  [io prèsto ecc.]    • 1 •   dare qualcosa col patto che sia restituita: prestare un libro, una penna  | con riferimento a somme di denaro: prestare a interesse, a usura; prestare senza interesse; prestare sulla parola    • 2 •   concedere, dare, porgere: prestare aiuto, soccorso, assistenza, aiutare, soccorrere, assistere; prestare giuramento, giurare; prestare attenzione, fare attenzione; prestare fede, credere; prestare orecchio, ascoltare; prestare obbedienza, obbedire; prestare man forte, una mano, aiutare; prestare delle cure, curare; prestare il fianco alle critiche, esporsi a esse; prestare la propria opera, lavorare per altri; prestare servizio, lavorare | prestarsi v. rifl.  dare il proprio aiuto: nel bisogno si presta sempre volentieri  | v. rifl.  essere adatto: l'alluminio si presta a molti usi. 
prestaria   s.f.  nel medioevo, documento con cui si concedeva la precaria.
prestatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tóra] chi presta | prestatore di lavoro, d'opera, chi svolge un'attività alle dipendenze di altri.
prestavoce   s.m.  e f. invar.  (non com.) chi presta la propria voce, nel doppiaggio di film, telefilm e sim.
prestazione   s.f.    • 1 •   il prestare la propria opera nell'esecuzione di un lavoro, nell'espletamento di un impegno: prestazioni ordinarie, straordinarie; prestazione professionale    • 2 •   rendimento che una persona, un insieme di più persone, o anche un animale, dà o può dare nello svolgere una determinata attività: le brillanti prestazioni di un atleta, di una squadra; il purosangue ha fornito una prestazione da record  | (spec. pl.) rendimento di una macchina, di un dispositivo: le prestazioni di un motore, di un computer    • 3 •   (dir.) il contenuto di un'obbligazione; la cosa che l'obbligato deve dare o il comportamento che deve tenere.
prestezza   s.f.  (non com.) rapidità, celerità sollecitudine.
prestidigitatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) prestigiatore.
prestidigitazione   s.f.  l'arte, la tecnica del prestigiatore.
prestigiare   v. tr.  e intr.  [io prestìgio ecc. ; aus. dell'intr. avere] (ant.) illudere, ingannare con false apparenze.
prestigiatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi fa giochi di prestigio    • 2 •   (fig.) chi con disinvolta sicurezza fa vedere una cosa per l'altra.
prestigio   s.m.    • 1 •   credito, reputazione che si acquista per le proprie doti o qualità: avere molto prestigio; godere di un certo prestigio; perdere il prestigio; guadagnarsi gran prestigio presso qualcuno; il prestigio di un nome, di un blasone    • 2 •   illusione provocata con destrezza di mano o con trucchi ingegnosi: gioco di prestigio. 
prestigioso   agg.  che gode di grande prestigio; che esercita un notevole fascino, un'irresistibile attrattiva: un artista, un risultato prestigioso; avere un nome prestigioso; ottenere risultati prestigiosi  § prestigiosamente avv. 
prestinaio   s.m.  (milan.) fornaio, panettiere.
prestino   s.m.  (milan.) mulino | forno.
prestissimo   agg. superl.  di presto   s.m.  (mus.) indicazione dinamica sullo spartito che prescrive un movimento più veloce del presto.
prestito   s.m.    • 1 •   il prestare, l'essere prestato: fare, chiedere un prestito | dare in prestito; prendere, ricevere in prestito  (anche fig.): idee prese in prestito, derivate da altri    • 2 •   la cosa prestata; in partic., somma di denaro ottenuta o concessa per un periodo di tempo determinato, con impegno di restituzione da parte del debitore, con o senza interessi: chiedere, ottenere un prestito; prestito bancario, ipotecario, su pegno    • 3 •   (ling.) fenomeno per cui una lingua trae da un'altra un elemento linguistico (di solito lessicale), assumendolo nella sua forma originaria (p. e. bar, film) o adattandolo al proprio sistema fonomorfologico (p. e. tranvai  dall'ingl. tramway); anche, l'elemento stesso così assunto o adattato.
presto   (1) avv.    • 1 •   entro breve tempo, tra poco; subito: ritornerò presto; ti scriverò assai presto; più presto che puoi; ben presto lo saprai; presto o tardi se ne accorgerà; arrivederci presto, a presto, formule di commiato | al più presto, quanto prima, nel più breve tempo possibile: te lo farò avere al più presto; fra un anno al più presto, non prima    • 2 •   in fretta, rapidamente (anche come comando, esortazione): cercate di far presto; vieni presto al dunque; ha fatto presto a cambiar idea; presto, aiutatemi!; presto, presto, venite!; si fa presto a dire, a fare, ci vuol poco, è facile | più presto, (ant.) più volentieri, piuttosto | prov.  : presto e bene raro avviene, fare le cose richiede tempo    • 3 •   di buon'ora: al mattino presto; alzarsi presto; dormi, è ancora presto  | in anticipo, prima del tempo stabilito, di un termine fissato: arrivai presto e i negozi erano ancora chiusi; te ne vai così presto?; è ancora troppo presto per decidere.  dim prestino   agg.  (ant.)    • 1 •   spedito, veloce: quell'anima gentil fu così presta /... / di fare al cittadin suo quivi festa  (dante purg.  vi, 79-81) | (estens.) agile, lesto: una lonza leggera e presta molto  (dante inf.  i, 32)    • 2 •   (fig.) pronto, preparato: a la fortuna, come vuol, son presto  (dante inf.  xv, 93)  s.m.  (mus.) indicazione dinamica sullo spartito che prescrive un movimento assai vivace, più veloce dell'allegro e meno veloce del prestissimo § prestamente avv.  presto, prontamente.
presto   (2) s.m.  (ant.) prestito | (estens.) monte di pietà.
presule   s.m.  vescovo, prelato.
presumere   ant. presummere o prosumere, v. tr.  [coniugato come assumere]    • 1 •   congetturare, supporre, immaginare: dalle tue parole presumo che non verrai  | (dir.) trarre da un dato che si conosce argomenti in base ai quali indurre l'esistenza di un dato ignoto    • 2 •   credere, confidare senza fondamento; pretendere oltre il possibile o il dovuto: presumere di giudicare chiunque, di sapere ogni cosa; presumeva di compiere tutto il lavoro in un'ora; presumere (troppo) di sé, delle proprie doti. 
presumibile   agg.  che si può presumere, presupporre: danno, torto presumibile  | è presumibile che, si può supporre che § presumibilmente avv.  per quanto si può presumere; con buona probabilità.
presumibilità   s.f.  (non com.) l'essere presumibile.
presummere    ⇨ presumere.
presuntivo   agg.  che si può presumere, calcolare in anticipo; che viene previsto sulla base di una supposizione, di una congettura: spesa presuntiva; calcolo, conto presuntivo | bilancio presuntivo, di previsione § presuntivamente avv. 
presunto   part. pass.  di presumere   agg.  supposto, ritenuto tale in base a un calcolo o per congettura: il presunto assassino | morte presunta, (dir.) non accertata, ma dichiarata dal tribunale nei confronti di una persona di cui non si abbiano più notizie da almeno dieci anni.
presuntuosaggine   s.f.  (non com.) presuntuosità.
presuntuosità   s.f.  l'essere presuntuoso; presunzione: presuntuosità di carattere. 
presuntuoso   ant. o pop. presontuoso, prosontuoso, prosuntuoso, agg.  che presume troppo di sé, che crede di poter fare cose superiori alle proprie capacità: una persona presuntuosa  | che rivela presunzione: un discorso presuntuoso  s. m.  [f. -a] persona presuntuosa: è un gran presuntuoso  § presuntuosamente avv.  con presunzione, da presuntuoso.
presunzione   ant. o pop. prosunzione, s.f.    • 1 •   il presumere; congettura, opinione | (dir.) il risalire con un'argomentazione logica da un dato conosciuto a un dato che si ignora, traendone conseguenze giuridiche: presunzione legale, quando la legge stabilisce quali conseguenze si devono trarre dalla conoscenza di date circostanze; presunzione semplice, quando la valutazione di tali conseguenze è lasciata all'apprezzamento del giudice    • 2 •   l'essere presuntuoso; opinione troppo alta di sé: peccare di presunzione. 
presuola   s.f.  (bot.) caglio.
presupporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   immaginare, supporre prima, in anticipo: tutto è avvenuto come avevo presupposto    • 2 •   richiedere, comportare come condizione necessaria: fare il concertista presuppone una lunghissima preparazione. 
presupposizione   s.f.  il presupporre; la cosa presupposta: una presupposizione legittima; una presupposizione errata. 
presupposto   s.m.    • 1 •   ciò che viene assunto come premessa di un'argomentazione: un ragionamento che si fonda su un presupposto certo    • 2 •   condizione necessaria: mancano i presupposti per poter ottenere la vittoria. 
presura   s.f.  (ant.) il prendere; cattura.
pretaglia   s.f.  (spreg.) insieme di preti.
pretaiolo   agg.  (spreg.) che frequenta i preti, che è amico dei preti.
pretattica   s.f.  nel linguaggio sportivo, l'atteggiamento di un allenatore che, alla vigilia di una gara, mantiene il massimo riserbo sul tipo di formazione che schiererà in campo: fare pretattica. 
prete   s.m.    • 1 •   termine generico per indicare il ministro di un culto; sacerdote: prete cattolico, ortodosso, protestante, buddhista  | in partic., membro delle gerarchie inferiori del clero secolare cattolico: un prete di paese, di campagna; i preti vivono in casa, i frati in convento; fare il prete; farsi prete, ricevere gli ordini sacri; chiamare il prete, perché dia l'estrema unzione a un moribondo; morire senza prete, senza i conforti religiosi; prete operaio, sacerdote che lavora come operaio per condividere la condizione sociale e di vita della classe operaia; governo di preti, clericale ' scherzo da prete, (fam.) inatteso e che, perciò, non si accetta volentieri; tiro birbone ' boccone del prete, (scherz.) cibo particolarmente ghiotto, gustoso | prov.  : sbaglia anche il prete all'altare, tutti vanno soggetti a errori. dim. pretino  accr. pretone  pegg. pretaccio, pretonzolo, pretucolo    • 2 •   (pop.) intelaiatura di legno entro la quale si pone lo scaldino riempito di brace e che s'infila tra le lenzuola un certo tempo prima di coricarsi, per trovare poi il letto caldo; è detto anche scaldaletto    • 3 •   pesce prete, altro nome del pesce lucerna  o uranoscopo; nel veneto, il merluzzo.
pretella   s.f.  stampo di pietra in cui si fanno colare metalli fusi ' gettare in pretelle, (fig.) fare, eseguire in fretta.
pretendente   part. pres.  di pretendere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  chi aspira a qualcosa, avanza pretese su qualcosa: pretendente al trono, membro di una dinastia che aspira a riprendere il trono appartenuto un tempo alla sua casa o che rivendica a sé i diritti di successione | (assol.) chi aspira alla mano di una ragazza; corteggiatore: avere molti pretendenti. 
pretendere   v. tr.  [coniugato come tendere]    • 1 •   volere per forza, con ostinazione, o anche autoritariamente, con arroganza: pretende di dare ordini a tutti; pretende di fare i propri comodi    • 2 •   sostenere con ostinata fermezza una tesi priva di fondamento: ancora nel xvii secolo si pretendeva che il sole girasse intorno alla terra    • 3 •   richiedere più del dovuto o del giusto; esigere una cosa che non spetta: pretende una cifra astronomica per un lavoro da nulla    • 4 •   esigere in base a un preciso diritto, chiedere con energia e fermezza (anche assol.): pretendo di essere rispettato; un professore che pretende molto dai suoi allievi    • 5 •   avere la presunzione di poter fare cose superiori alle proprie forze: pretendere di sapere tutto, di essere infallibile | pretenderla a, atteggiarsi a    • 6 •   (tecn.) mettere in tensione preventivamente | v. intr.  [aus. avere] aspirare, ambire a qualcosa più o meno fondatamente: pretendere al trono; io sono un povero pecoraio e non posso pretendere alla figlia di un massaro come sei tu  (verga).
pretensione   s.f.    • 1 •   il pretendere, esigendo cose che non spettano o volendo fare cose superiori alle proprie possibilità    • 2 •   (estens.) ricercatezza, ostentazione eccessiva di eleganza o di lusso: un salotto arredato con pretensione    • 3 •   (tecn.) tensione preventiva; in partic., in un sistema per la costruzione di strutture di cemento armato precompresso, l'operazione di tiro dei ferri prima del getto del calcestruzzo.
pretensiosità   o pretenziosità, s.f.  l'essere pretensioso.
pretensioso   o pretenzioso, agg.  che ha molte pretese, che rivela pretensione: una persona pretensiosa; un discorso, uno stile, un arredamento pretensioso, che vogliono apparire ricercati, che denotano goffa ostentazione § pretensiosamente avv. 
preteribile   agg.  (rar.) che si può preterire; trascurabile.
preterintenzionale   agg.  che va oltre l'intenzione di chi agisce | (dir.) si dice di evento delittuoso le cui conseguenze sono più gravi di quanto fosse nell'intenzione dell'autore: omicidio preterintenzionale, lesioni preterintenzionali  § preterintenzionalmente avv. 
preterintenzionalità   s.f.  l'essere preterintenzionale; carattere preterintenzionale.
preterintenzione   s.f.  (dir.) l'atteggiamento psicologico di chi commette un reato preterintenzionale.
preterire   v. tr.  [io preterisco, tu preterisci ecc.] (lett.)    • 1 •   tralasciare, trascurare, omettere    • 2 •   non mantenere, trasgredire: una causa ed un'altra sì lo trasse, / che gli fu forza preterire il patto  (ariosto o. f.  xxx, 86).
preterito   part. pass.  di preterire  agg.  (lett.) trascorso, passato  s.m.    • 1 •   (lett.) il tempo passato: quand'io udi' questa proferta, degna / di tanto grato, che mai non si stingue / del libro che 'l preterito rassegna  (dante par.  xxiii, 52-54)    • 2 •   (gramm.) termine poco comune per indicare un tempo passato    • 3 •   (scherz.) il sedere, il deretano.
preterizione   s.f.  figura retorica consistente nel fingere di passar sotto silenzio una cosa che in realtà si dice, così da dare a essa maggior rilievo (p. e. cesare taccio, che per ogni piaggia / fece l'erbe sanguigne / di lor vene; petrarca canz.  cxxviii, 49-51).
pretermesso   part. pass.  di pretermettere   agg.  (lett.) omesso, tralasciato.
pretermettere   v. tr.  [coniugato come mettere] (lett.) tralasciare, omettere.
pretermine   agg. invar.  (med.) si dice di parto che avviene prima del termine normale.
pretermissione   s.f.  (lett.) omissione.
preternaturale   agg.    • 1 •   che non appartiene, non rientra nell'ordine naturale delle cose: fenomeni preternaturali  | doni preternaturali, (teol.) quelli concessi da dio al primo uomo e persi col peccato originale (p. e.  l'integrità fisica, l'immortalità)    • 2 •   ano preternaturale, (med.) apertura artificiale che consente la comunicazione con l'esterno, generalmente a livello addominale, dell'ultimo tratto dell'intestino quando non sia possibile l'evacuazione naturale.
pretesa   s.f.    • 1 •   il pretendere; ciò che si pretende: pretesa legittima, infondata, assurda; avanzare, accampare pretese  | avere la pretesa di, avere la presunzione, pretendere di: ha la pretesa di essere infallibile    • 2 •   (estens.) esigenza, aspirazione: un uomo di molte, poche pretese  | senza pretese, semplice, alla buona: un discorso senza pretese. 
pretesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) da prete, che è proprio dei preti: maniere pretesche; un'ipocrisia pretesca. 
preteso   part. pass.  di pretendere  agg.  supposto, ritenuto: un diritto preteso  | (estens.) supposto, opinabile: una pretesa superiorità. 
pretessere   v. tr.  [io pretèsso ecc.] (ant.) prendere come pretesto, addurre a pretesto.
pretesta   s.f.    • 1 •   nell'antica roma, toga con orlo listato di porpora indossata dai giovani fino ai diciassette anni e anche da sacerdoti e magistrati    • 2 •   tragedia romana di argomento nazionale, così detta perché gli attori indossavano la pretesta.
pretestata   s.f.  lo stesso che (tragedia) pretesta. 
pretestato   agg.  (lett.) vestito con la pretesta: pretestato nume  (carducci).
pretesto   s.m.    • 1 •   ragione, motivo non vero che si adduce per mascherare qualcosa: cercare, trovare un pretesto; il suo malessere è solo un pretesto; se ne andò con un pretesto; un pretesto futile, sciocco, ridicolo | col pretesto di, con la scusa di: col pretesto di fare un assaggio ha mangiato quasi tutto    • 2 •   (estens.) motivo, occasione: l'incontro sarà un buon pretesto per parlargli dell'affare; dare, fornire pretesti di critica; la trama del film è un semplice pretesto per una serie di inquadrature del deserto. 
pretestuosità   s.f.  l'essere pretestuoso; carattere pretestuoso: la pretestuosità di una scusa. 
pretestuoso   agg.  che si fonda su pretesti; che costituisce un pretesto: ragioni, giustificazioni pretestuose  § pretestuosamente avv. 
pretino   s.m.    • 1 •   prete giovane    • 2 •   (estens.) chierichetto  agg.  (rar.) pretesco: un libro un po' pretino. 
pretonico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) lo stesso che protonico. 
pretore   s.m.    • 1 •   (dir.) magistrato che esercita le sue funzioni nell'ambito della circoscrizione giudiziaria, denominata mandamento, con competenza in materia civile o penale relativamente a cause che di norma sono di entità minore di quelle di competenza del tribunale    • 2 •   in roma antica, titolo che originariamente spettava ai supremi magistrati della repubblica, detentori anche del comando militare; poi, il magistrato che aveva la funzione di amministrare la giustizia.
pretoria   s.f.  (ant.) pretura.
pretoriano   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, in origine, soldato che faceva parte della guardia del corpo di capi militari (detta coorte pretoria) | in età imperiale, soldato della guardia ufficiale dell'imperatore: la rivolta dei pretoriani    • 2 •   (fig.) sgherro al servizio di un personaggio potente.
pretorile   agg.  (dir.) del pretore: una causa di competenza pretorile. 
pretorio   (1) agg.    • 1 •   (dir.) del pretore, proprio di un pretore: sentenza pretoria; competenza pretoria    • 2 •   (amm.) del municipio, proprio di un municipio: albo pretorio, albo sul quale l'autorità municipale affigge atti ufficiali da esporre al pubblico; palazzo pretorio, palazzo medievale in cui aveva sede il podestà    • 3 •   (st.) del magistrato che nella roma repubblicana aveva titolo di pretore: editto pretorio  | nella roma imperiale, dell'imperatore: coorti pretorie. 
pretorio   (2) s.m.    • 1 •   nell'antico accampamento militare romano, spazio su cui sorgeva la tenda del pretore; anche, sede, residenza del pretore    • 2 •   il corpo dei pretoriani; l'edificio in cui aveva sede    • 3 •   nel linguaggio giudiziario, la parte dell'aula di udienza posta immediatamente davanti al banco dei giudici.
pretto   agg.  (non com.) genuino, puro, schietto: un bicchiere di vino pretto; parlare con pretto accento siciliano  § prettamente avv.  schiettamente, tipicamente.
pretura   s.f.    • 1 •   (dir.) l'ufficio di pretore e l'edificio dove egli amministra la giustizia; anche, la circoscrizione di sua competenza    • 2 •   nella roma antica, carica e dignità di pretore.
preumanesimo   s.m.  movimento culturale precursore dell'umanesimo.
preumanista   s.m.  [pl. m. -sti] esponente del preumanesimo.
preumanistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al preumanesimo.
preunitario   agg.  che è anteriore all'unità d'italia: il diritto preunitario. 
prevalente   part. pres.  di prevalere   agg.  che prevale su altri; che è più numeroso di altri: l'opinione prevalente; un paese di montagna in cui le persone anziane sono prevalenti su quelle giovani  § prevalentemente avv.  in prevalenza, per lo più: alimentazione prevalentemente liquida. 
prevalenza   s.f.    • 1 •   il prevalere; l'essere prevalente: in svezia c'è una netta prevalenza di individui biondi; dare la prevalenza alle ragioni del cuore; avere la prevalenza, prevalere | essere in prevalenza, in maggioranza: gli intervenuti erano in prevalenza favorevoli al progetto    • 2 •   in idraulica, la resistenza che una pompa deve superare per sollevare un liquido da un serbatoio a un altro situato a livello superiore.
prevalere   v. intr.  [coniugato come valere; aus. essere  o avere]    • 1 •   valere di più, essere di maggior valore, avere maggior forza; avere la meglio, vincere: la ragione è prevalsa sulla collera; alla fine ha prevalso la sua opinione; i nostri soldati riuscirono a prevalere    • 2 •   essere di più, in maggioranza: i consensi prevalgono sulle critiche  | prevalersi v. rifl.  (non com.) valersi, servirsi a proprio vantaggio di qualcosa: prevalersi di un'occasione, della bontà di qualcuno. 
prevaricamento   s.m.  (non com.) il prevaricare; prevaricazione.
prevaricare   v. intr.  [io prevàrico, tu prevàrichi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   oltrepassare i limiti del giusto; trasgredire | (estens.) prevalere nei confronti di altri abusando della propria forza o abilità    • 2 •   abusare di un potere, di una carica per trarne vantaggi illeciti | v. tr.  (ant. , lett.) violare, trasgredire: e s'io le leggi al tuo signor prevarico  (sannazaro).
prevaricatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi prevarica.
prevaricazione   s.f.    • 1 •   il prevaricare    • 2 •   (dir.) il reato del patrocinatore o del consulente tecnico che viene meno ai propri doveri professionali allo scopo di recare danno alla parte da lui assistita.
prevedere   v. tr.  [coniugato come vedere]    • 1 •   supporre in anticipo, prefigurare un evento futuro: prevedere l'esito di un'impresa; tutto è andato come avevo previsto; per domani si prevede bel tempo | era da prevedere!, era facile immaginarlo    • 2 •   contemplare, prendere in considerazione: il caso non è previsto nel codice. 
prevedibile   agg.  che si può prevedere: un risultato, una conclusione prevedibile  § prevedibilmente avv. 
prevedibilità   s.f.  l'essere prevedibile.
preveggente   agg.  (lett.) che è in grado di prevedere quanto accadrà.
preveggenza   s.f.  (lett.) l'essere preveggente.
prevelare   agg.  e s.m.  e f.  (ling.) si dice di suono velare articolato in avanti verso il palato (p. e.  in it. l'articolazione di ch-, gh-  in chiave, ghiro).
prevendita   s.f.  vendita anticipata rispetto al momento in cui si utilizzerà la cosa venduta (p. e.  di biglietti di ingresso a uno spettacolo; anche, delle unità di un immobile ancora in costruzione).
prevenire   v. tr.  [coniugato come venire]    • 1 •   precedere qualcuno arrivando prima; fare o dire qualcosa prima di altri: quando arrivò, si accorse di essere stato prevenuto; stavo per rispondere, ma mi hanno prevenuto; prevenire un desiderio, soddisfarlo prima che venga espresso; prevenire una domanda, un'obiezione, anticiparla prima che venga formulata    • 2 •   prendere in anticipo i provvedimenti necessari a evitare un evento dannoso: prevenire uno scandalo, una disgrazia, un reato; è meglio prevenire che reprimere    • 3 •   avvertire, avvisare in precedenza: vi prevengo che non potrete entrare  | influenzare una persona in modo da disporla sfavorevolmente verso qualcuno o qualcosa: ho avuto l'impressione che fosse stato prevenuto contro di noi. 
preventivabile   agg.  che si può preventivare: spese preventivabili. 
preventivare   v. tr.    • 1 •   prevedere una spesa e calcolarne in anticipo l'entità fare un preventivo    • 2 •   (estens.) prevedere, pronosticare.
preventivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto a calcolare preventivi.
preventivo   agg.    • 1 •   diretto a prevenire un'eventualità negativa, dannosa: adottare misure preventive; cura preventiva, per la prevenzione di una malattia ' medicina preventiva, denominazione generica dei vari rami della medicina che si occupano della prevenzione delle malattie | censura preventiva, che si esercita sulla stampa e gli altri mezzi di comunicazione di massa e sugli spettacoli prima ancora che vengano divulgati ' carcerazione preventiva, quella imposta all'imputato prima e durante il processo a scopo cautelare; nel linguaggio giuridico è detta custodia cautelare    • 2 •   che si calcola in anticipo, che si fonda su una previsione: calcolo preventivo delle spese; bilancio preventivo   s.m.  previsione del costo o del prezzo di un lavoro prima che esso venga iniziato: fare un preventivo | mettere in preventivo, preventivare § preventivamente avv.    • 1 •   in modo da prevenire    • 2 •   in anticipo.
preventorio   s.m.  istituto in cui si ricoveravano le persone predisposte alla tubercolosi o ad altre malattie perché venissero sottoposte a cure preventive adeguate.
prevenuto   part. pass.  di prevenire  agg.    • 1 •   (non com.) preavvisato, preavvertito: non eravamo prevenuti del vostro arrivo    • 2 •   che ha delle prevenzioni, dei preconcetti nei confronti di qualcuno o qualcosa: è prevenuto nei nostri riguardi   s.m.  (dir.) accusato, imputato.
prevenzione   s.f.    • 1 •   il predisporre misure utili a evitare eventi dannosi: la prevenzione degli infortuni  ' misure di prevenzione, (dir.) provvedimenti giudiziari adottati nei confronti di persone pericolose per impedirne eventuali attività antisociali; (med.) l'insieme degli interventi igienico-sanitari che hanno lo scopo di evitare l'insorgenza e la diffusione delle malattie    • 2 •   disposizione d'animo ostile verso qualcuno o qualcosa che non si conosce direttamente o a fondo; preconcetto, pregiudizio: ha delle prevenzioni nei miei riguardi; giudicare senza prevenzioni. 
prevenzionistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla prevenzione.
preverbio   o preverbo, s.m.  (gramm.) prefisso verbale (p. e. pre-mettere).
previdente   agg.  che pensa a quel che può accadere e prende in anticipo provvedimenti utili a evitare danni o inconvenienti: una persona previdente; è difficile che un ragazzo sia previdente  § previdentemente avv. 
previdenza   s.f.    • 1 •   il prevedere i casi futuri e il provvedervi opportunamente; l'essere previdente    • 2 •   previdenza sociale, complesso delle assicurazioni sociali, finanziate mediante contribuzione obbligatoria, che garantiscono il lavoratore dal rischio di trovarsi privo di mezzi in caso di invalidità, vecchiaia, malattia, disoccupazione; per estens., la generalizzazione di analoghe misure a favore di tutti i cittadini; sicurezza sociale | previdenza integrativa, quella che si aggiunge alla previdenza sociale sulla base di contratti collettivi o individuali.
previdenziale   agg.  che riguarda la previdenza sociale: istituto, legislazione previdenziale; contributi, oneri previdenziali. 
previo   agg.  (burocr.) fatto, preso, dato in precedenza (per lo più in loc. assolute): l'autorizzazione sarà concessa previo riconoscimento di idoneità; si delibererà previo esame approfondito della documentazione; l'accordo sarà operativo previa ratifica degli organi di controllo  § previamente avv.  precedentemente.
previsibile   agg.  (non com.) che si può prevedere; prevedibile.
previsionale   agg.  di previsione, concernente una previsione.
previsione   s.f.  il prevedere, il supporre quello che accadrà sulla base di certi elementi, indizi e sim.: la previsione del futuro; una previsione che non si è avverata; bilancio di previsione, bilancio preventivo | in previsione di, prevedendo: accaparrarsi una merce in previsione di un rialzo dei prezzi  | previsione meteorologica  (o del tempo), studio delle condizioni atmosferiche di un'area geografica al fine di prevedere l'andamento delle precipitazioni e della temperatura nell'immediato futuro; anche, le condizioni meteorologiche previste.
previso   agg.  (ant.) previsto: ché saetta previsa vien più lenta  (dante par.  xvii, 27).
previsto   part. pass.  di prevedere  agg.  conosciuto, saputo in anticipo; preveduto, pronosticato: un evento previsto; era previsto che le cose sarebbero andate così  s. m.  ciò che si è supposto, immaginato precedentemente: tutto si è svolto secondo il previsto  ' prima, dopo del previsto, del tempo, del momento in cui si prevede che qualcosa accada: è tornato prima del previsto. 
prevocalico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di suono posto davanti a vocale.
prevosto   s.m.    • 1 •   titolo di vari dignitari ecclesiastici, in partic. di membri autorevoli in capitoli o monasteri; anche, vicario foraneo | (sett.) parroco    • 2 •   nella francia medievale e moderna, titolo di vari ufficiali e magistrati, con competenze diverse a seconda delle epoche.
prevostura   s.f.  carica, ufficio di prevosto.
preziario   agg.  (non com.) di, dei prezzi: tabella preziaria  s. m.  prezzario.
preziosismo   s.m.    • 1 •   ricerca di un'eleganza preziosa, raffinata: il preziosismo dell'arte dannunziana  | (estens.) elemento di estrema raffinatezza ed eleganza: un'arte ricca di preziosismi    • 2 •   fenomeno sociale, letterario e linguistico sviluppatosi in francia nel sec. xvii, caratterizzato dalla ricerca dell'eleganza, della raffinatezza, dell'insolito nella vita come nell'arte.
preziosità   s.f.    • 1 •   l'essere prezioso, di gran valore: la preziosità di un gioiello  | (fig.) eleganza ricercata, artificiosa: preziosità di stile; una prosa ricca di preziosità linguistiche    • 2 •   (estens.) ciò che è prezioso.
prezioso   agg.    • 1 •   di gran pregio o valore; che ha un prezzo elevato: un oggetto prezioso; l'oro è un metallo prezioso; pietre preziose, gemme | (estens.) raro e squisito: un cibo prezioso; una preziosa bottiglia di vino    • 2 •   (fig.) che si tiene in gran conto per l'importanza, la qualità, l'utilità e sim.: un consiglio prezioso; un'amicizia preziosa; perdere del tempo prezioso    • 3 •   (fig. fam.) si dice di persona che si fa desiderare, che non si fa vedere o trovare facilmente: farsi, diventare prezioso    • 4 •   (fig.) ricercato, raffinato, di squisitezza soprattutto formale: uno stile prezioso; un'eleganza preziosa   s.m.    • 1 •   oggetto prezioso; gioiello: commerciare in preziosi; furto di preziosi    • 2 •   (fig. fam.) persona che si fa desiderare: non fare il prezioso!  § preziosamente avv.    • 1 •   in modo prezioso: un vassoio d'argento preziosamente lavorato    • 2 •   (fig.) come cosa preziosa, gelosamente: conservare, custodire preziosamente. 
prezza   s.f.  (ant.) apprezzamento, stima.
prezzare   v. tr.  [io prèzzo ecc]    • 1 •   (ant. , lett.) apprezzare, stimare il valore di qualcosa | (fig.) aver cura, far conto: un magnanimo cor morte non prezza  (ariosto o. f.  xvii, 15)    • 2 •   applicare l'etichetta o il cartellino indicanti il prezzo su una merce da esporre al pubblico.
prezzario   s.m.  catalogo in cui sono elencate le merci in vendita con i relativi prezzi.
prezzatrice   s.f.  strumento per la prezzatura meccanica delle merci da mettere in vendita.
prezzatura   s.f.  operazione e risultato del prezzare la merce in vendita.
prezzemolo   s.m.  pianta erbacea biennale, rustica, dicotiledone, largamente coltivata per le sue foglioline composte di colore verde lucente a margini frastagliati, usate in cucina per le proprietà aromatiche (fam.  ombrellifere) ' essere come il prezzemolo, (fig.) si dice di persona che è sempre dappertutto.
prezzo   s.m.    • 1 •   quantità di moneta necessaria all'acquisto di un bene o all'utilizzazione di un servizio: prezzo di vendita, d'acquisto; il prezzo della carne, di un libro, di un vestito; il prezzo di un biglietto, di una fornitura; fissare, diminuire, alzare il prezzo; fare prezzi alti, bassi; prezzo all'ingrosso, al dettaglio; vendere a prezzo di costo; vendere sotto prezzo, sotto costo; prezzo fisso, non contrattabile; ultimo prezzo, al di sotto del quale non si è disposti a concludere la trattativa; prezzo di favore, particolarmente vantaggioso, fatto per amicizia o per riguardo; prezzo di mercato, quello determinato dal libero gioco della domanda e dell'offerta; prezzo amministrato, quello determinato da un ente pubblico per beni di prima necessità o da un'impresa in grado di imporsi al mercato; prezzo politico, quello deliberatamente inferiore al costo del prodotto o del servizio fornito; prezzo sorvegliato, quello che i produttori possono aumentare solo documentando il rincaro dei relativi prodotti al cip; prezzi costanti, prezzi riferiti a un anno base in modo da poter misurare le variazioni reali, cioè depurate dall'inflazione, di grandezze economiche | non avere prezzo, (fig.) si dice di cosa che ha un valore inestimabile: la libertà non ha prezzo  | a caro prezzo, (fig.) a costo di grandi sforzi, sacrifici, dolori e sim.: ha pagato il successo a caro prezzo; venderemo la pelle a caro prezzo  | a prezzo di, (fig.) dando, sopportando in contraccambio: si è affermato a prezzo di enormi sacrifici  | far prezzo di qualcosa, mettere a prezzo qualcosa, (fig.) farne commercio, barattarla: mettere a prezzo il proprio onore    • 2 •   (estens.) cartellino che si pone accanto alla merce per indicarne il prezzo: attaccare, esporre il prezzo    • 3 •   (fig. non com) stima, pregio, conto: tenere in gran prezzo qualcuno, qualcosa. 
prezzolare   v. tr.  [io prèzzolo ecc.] pagare, assoldare qualcuno perché compia atti, attività delittuose, illecite, o comunque contrarie alla sua etica professionale: prezzolare un sicario; prezzolare la critica, la stampa. 
prezzolato   part. pass.  di prezzolare   agg.  nei sign. del verbo | soldato prezzolato, mercenario.
pria   avv.  (poet.) prima: poi caramente mi prese per mano / e disse: «pria che noi siam più avanti...»  (dante inf.  xxxi 28-29).
priamo   s.m.  bellissima farfalla indiana di notevoli dimensioni, con ali colorate in nero e verde smeraldo (ord.  lepidotteri).
priapeo   agg.  relativo a priapo, dio greco della fecondità sessuale maschile e della fertilità della natura  s.m.    • 1 •   nella letteratura greca e latina, componimento poetico di carattere licenzioso e scurrile; in origine, sorta di mimo in onore del dio priapo    • 2 •   verso della metrica classica risultante dall'unione di un gliconeo e di un ferecrateo, divisi dalla cesura.
priapismo   s.m.  (med.) erezione prolungata e dolorosa del pene, senza eccitazione sessuale né eiaculazione.
priapulidi   s.m. pl.  (zool.) gruppo di animali marini vermiformi, lunghi pochi centimetri, provvisti di proboscide retrattile munita di uncini; sono diffusi nei fondali fangosi dei mari freddi artici e antartici | sing.  [-e] ogni animale di tale gruppo.
pricing   s.m. invar.  funzione aziendale consistente nel definire i prezzi dei prodotti in base ai costi e alla situazione di mercato.
priego    ⇨ prego 1.
prigione   (1) ant. pregione, s.f.    • 1 •   carcere: andare, finire in prigione; uscire di prigione  | carcerazione: scontare la prigione    • 2 •   (fig.) luogo chiuso e opprimente: questa casa è una prigione    • 3 •   in vari giochi di ragazzi, il punto dove devono sostare i giocatori fatti prigionieri; nel gioco dell'oca, una delle caselle dove si deve sostare per uno o più turni.
prigione   (2) ant. pregione, s.m.  [f. -a] (ant. , lett.) prigioniero: e già le pare esser prigiona e serva  (tasso g. l.  xx, 68).
prigionia   s.f.    • 1 •   la condizione di chi è prigioniero (spec. di guerra): ha fatto tre anni di prigionia    • 2 •   (fig. lett.) soggezione, schiavitù: la prigionia del peccato. 
prigioniero   ant. prigioniere, agg.    • 1 •   che è privato della libertà personale ed è rinchiuso sotto sorveglianza (per essere stato catturato in un'azione militare o di tipo militare): prigioniero di guerra; è stato fatto prigioniero in battaglia; essere prigioniero di una banda di sequestratori  | (rar.) detenuto, carcerato (per essere stato arrestato in un'operazione di polizia)    • 2 •   (estens.) che è chiuso, intrappolato in un ambiente da cui non ha possibilità di uscire: restare prigioniero nell'ascensore    • 3 •   (fig.) che è soggetto a vincoli psicologici o morali, tanto da non godere di completa autonomia e padronanza di sé che è schiavo di un'abitudine, di un vizio: vivere prigioniero dei propri pregiudizi; avere l'animo prigioniero delle passioni    • 4 •   detto di animale, che vive in cattività: un canarino prigioniero in gabbia    • 5 •   palla prigioniera, gioco di ragazzi in cui ogni componente delle due squadre, a turno, lancia la palla verso gli avversari; se questa viene afferrata al volo, il lanciatore deve disporsi come prigioniero dietro lo schieramento avversario, dove cercherà di farsi raggiungere dal tiro di un compagno per potersi liberare; si gioca finché una squadra avrà preso prigionieri tutti gli avversari    • 6 •   (mecc.) si dice di un tipo di vite di collegamento, filettata da ambedue le parti  s.m.    • 1 •   [f. -a] persona prigioniera: prigioniero di guerra; lo scambio dei prigionieri; dichiararsi prigioniero politico    • 2 •   [f. -a] in vari giochi di ragazzi, il giocatore che viene catturato e deve astenersi dal giocare fino a che non viene liberato    • 3 •   (ant.) carceriere    • 4 •   (mecc.) vite prigioniera.
prillare   v. intr.  [aus. avere] (region.) girare su sé stesso con rapidità: far prillare la trottola. 
prillo   s.m.  (region.) il prillare.
prima   (1) avv.    • 1 •   nel tempo anteriore, in precedenza: questo palazzo prima non c'era; avresti dovuto pensarci prima; prima finisci il tuo lavoro, poi andiamo al cinema; due giorni prima; l'anno, un'ora prima; un po', immediatamente prima; ne so quanto prima; ci capisco meno di prima; sono stanco come prima; non è più quello di prima | le usanze di prima, di un tempo, di una volta ' prima o poi, una volta o l'altra ' quanto prima, il più presto possibile: ci vedremo quanto prima; quanto prima potrò  | far prima, far più presto degli altri ' arrivare prima, per primo | da prima, dapprima    • 2 •   in un luogo, in uno spazio precedente; avanti, davanti: prima c'è un giardino, poi la casa; un paragrafo prima    • 3 •   in primo luogo: non vengo, prima perché sono stanco e poi perché non ho tempo; prima lo studio, poi il divertimento    • 4 •   (ant.) per la prima volta: ricorro al tempo ch'io vi vidi prima / tal che null'altra fia mai che mi piaccia  (petrarca canz.  xx, 3-4)  prep.  indica anteriorità nel tempo o precedenza nello spazio (si unisce ai nomi per mezzo della prep. di): rincasò prima di sera; prima della casa c'è un ponte; prima d'ora, d'oggi; finire prima del tempo, del tempo previsto o dovuto | nelle loc. cong. prima di, prima che  introduce una prop. temporale indicante anteriorità: prima di partire; prima che sia troppo tardi; prima che posso, potrò ecc. , appena posso, potrò ecc. | prima di, piuttosto che (introduce una prop. comparativa con il verbo all'inf.): morirebbe, prima di darsi per vinto | come prima, (ant. , lett.) appena: mi scriverà come prima le sia comodo. 
prima   (2) s.f.    • 1 •   prima rappresentazione di un'opera teatrale o cinematografica: presenziare a una prima    • 2 •   la prima marcia nel cambio di velocità di motoveicoli e autoveicoli: partire in prima    • 3 •   la prima classe di un corso di studi: frequentare la prima    • 4 •   (sport) una delle posizioni della scherma e della ginnastica | nel gioco del calcio: tiro, punizione di prima, punizione per cui si può tirare il pallone direttamente contro la porta avversaria; giocare (la palla) di prima, colpire la palla al volo    • 5 •   prima comandata, (mar.) il turno di guardia che, a bordo di una nave in navigazione, va dalle ore 20 alle 24; in porto, dalle 16 alle 24    • 6 •   (lit.) l'ora dell'ufficio divino che si recitava al sorgere del sole, cioè alla prima ora del giorno.
primaccio   s.m.  (ant.) materasso di piuma.
primadonna   o prima donna, s.f.  [pl. primedonne]    • 1 •   attrice o cantante a cui è affidata la parte femminile più importante di uno spettacolo teatrale    • 2 •   (estens.) persona, anche di sesso maschile, che vuole primeggiare e cerca perciò di mettersi in mostra: fare la primadonna. 
primaio   agg.  (ant.)    • 1 •   primo: così discesi del cerchio primaio / giù nel secondo  (dante inf.  v, 1-2)    • 2 •   primitivo, originario, precedente: or, come ai colpi de li caldi rai / de la neve riman nudo il suggetto / e dal colore e dal freddo primai  (dante par.  ii, 106-108).
primale   agg.  (rar.) principale.
primalità   s.f.    • 1 •   (rar.) l'essere primale; cosa principale    • 2 •   nella filosofia di tommaso campanella (1568-1639), ognuno dei principi costitutivi dell'essere.
primamente   avv.  (lett.) prima, per primo: o voce di colui che primamente / conosce il tremolar della marina!  (d'annunzio).
primariato   s.m.  la carica, l'ufficio di medico primario.
primario   agg.    • 1 •   che è primo in una successione ' scuola primaria, elementare ' era primaria, (geol.) era paleozoica ' attività primaria, (econ.) l'agricoltura | industrie primarie, l'agricoltura, l'allevamento, la caccia e la pesca, l'industria mineraria    • 2 •   che è primo per rilevanza, interesse, valore: un problema di primaria importanza | qualità primarie, (filos.) quelle qualità dei corpi, come l'estensione, la forma geometrica ecc., che hanno valore oggettivo e sono suscettibili di misura    • 3 •   (chim.) si dice di composti organici in cui il gruppo funzionale caratteristico è legato al termine di una catena idrocarburica: ammina primaria, in cui è presente un solo gruppo idrocarburico collegato all'azoto dell'ammina    • 4 •   (bot.) si dice di organo che si sviluppa direttamente dai tessuti embrionali    • 5 •   (med.) si dice di fenomeno morboso non conseguente ad altri fatti patologici: disturbi primari   s.m.    • 1 •   medico che dirige un reparto ospedaliero    • 2 •   (econ.) il settore dell'agricoltura, dell'allevamento, della caccia e della pesca (talvolta, anche quello dell'industria mineraria) § primariamente avv.    • 1 •   prima di tutto    • 2 •   principalmente.
primate   s.m.  nelle chiese a struttura episcopale, il vescovo della sede principale o più antica di una nazione: l'arcivescovo di varsavia è il primate della chiesa di polonia. 
primati   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi i cui componenti sono considerati i più evoluti del regno animale per il livello di organizzazione morfologica e fisiologica raggiunto; viene comunemente suddiviso in due sottordini, scimmie e proscimmie | sing.  [-e] ogni mammifero di tale ordine.
primaticcio   agg.  [pl. f. -ce] si dice di frutto o di ortaggio che matura prima di altre varietà della stessa specie o prima della stagione normale: fico primaticcio. 
primatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) atleta che detiene un primato in una specialità sportiva: primatista di salto in lungo; primatista italiano, del mondo. 
primato   s.m.    • 1 •   l'esser primo, l'essere superiore agli altri in una determinata attività, in un dato campo: primato morale, artistico, letterario, scientifico; il brasile ha il primato mondiale nella produzione del caffè  | (relig.) la supremazia sugli altri apostoli conferita da cristo a pietro; primato papale, la preminenza del vescovo di roma su tutti gli altri vescovi, in quanto successore di pietro    • 2 •   (sport) il miglior risultato ottenuto in una specialità sportiva; record: conquistare, migliorare, battere un primato; primato italiano, europeo, mondiale, olimpico  (dei cento metri, del salto in alto ecc.).
primatologia   s.f.  branca della zoologia che studia i primati, soprattutto in relazione ai rapporti biologici che intercorrono tra quest'ordine di mammiferi e la specie umana.
primatologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla primatologia o ai primatologi.
primatologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di primatologia.
primattore   o primo attore, s.m.  [pl. primattori] attore che interpreta la parte maschile principale di un'opera teatrale o cinematografica.
primavera   s.f.    • 1 •   stagione intermedia fra l'inverno e l'estate; nell'emisfero boreale inizia intorno al 21 marzo e termina intorno al 21 giugno, nell'emisfero australe inizia il 23 settembre e termina intorno al 21 dicembre ' avere molte primavere sulle spalle, (fig.) avere molti anni ' prov.  : una rondine non fa primavera, un caso isolato non consente di trarre conclusioni generali    • 2 •   (estens.) clima mite, sereno: certi paesi godono di una eterna primavera    • 3 •   (fig. lett.) la giovinezza, come inizio della vita denso di speranze    • 4 •   (bot.) altro nome della primula  | usato come agg. invar.  nel linguaggio del calcio, si dice della squadra giovanile di una società e del campionato a cui essa partecipa.
primaverile   agg.  di, della primavera: clima, giornata primaverile; fiori primaverili. 
primazia   s.f.    • 1 •   dignità e autorità di primate    • 2 •   (lett.) superiorità, preminenza su altri o su altre cose: la primazia delle lettere. 
primaziale   agg.  si dice di chiesa o sede vescovile che abbia a capo un primate.
primeggiare   v. intr.  [io priméggio ecc. ; aus. avere] essere il primo o tra i primi: per cultura primeggia su tutti; ha l'ambizione di primeggiare in tutti i campi. 
prime rate   loc. sost. m. invar.  (banc.) tasso primario; tasso di interesse di maggior favore su prestiti a breve termine, accordato dalle banche ai migliori clienti.
prime time   loc. sost. m. invar.  fascia oraria della programmazione televisiva caratterizzata dai più alti livelli giornalieri di ascolto (e quindi con tariffe pubblicitarie più alte).
primevo   agg.  (lett.)    • 1 •   delle origini del mondo, di tempi antichissimi: erano, là, le tenebre primeve, / il peso bruto, il muto oblio  (pascoli)    • 2 •   della prima età dell'uomo.
primiceriale   agg.  di primicerio.
primiceriato   s.m.  la dignità di primicerio.
primicerio   s.m.  nel medioevo, nome del dignitario che occupava il primo posto in un determinato ordinamento; in partic., il capo dei notai pontifici e il prefetto della cancelleria apostolica | oggi, titolo di chi ha mansioni direttive nel capitolo di una cattedrale o in una confraternita.
primiera   s.f.    • 1 •   gioco d'azzardo nel quale vince il giocatore che somma il maggior numero di punti con quattro carte di quattro semi diversi    • 2 •   nel gioco della scopa e dello scopone, combinazione di carte dei quattro semi che dà diritto a un punto.
primiero   agg.  (poet.)    • 1 •   primo: io mirava colei ch'a questo core / primiera il varco ed innocente aprissi  (leopardi il primo amore  5-6)    • 2 •   (estens.) di un tempo, di prima; primitivo, originario: spiar ne' guardi medici / speranza lusinghiera / della beltà primiera  (foscolo odi)  s.m.  in enigmistica, il primo termine di una sciarada § primieramente avv.    • 1 •   in principio | (ant.) per la prima volta    • 2 •   anzitutto, in primo luogo.
primigenio   agg.  (lett.) che è proprio delle origini; che appartiene ai tempi più lontani, più remoti: l'ordine primigenio; l'umanità primigenia; forze primigenie, istinti primigeni, di origine oscura, potenti e incontrollabili | lingua primigenia, quella da cui derivano altre lingue.
primina   s.f.  (fam.) prima classe della scuola elementare, frequentata privatamente da un alunno che non ha ancora compiuto sei anni di età.
primipara   s.f.  donna che è al primo parto.
primipilo   s.m.  nell'esercito romano, centurione che comandava la prima centuria della prima schiera dei triarii.
primitiva   s.f.    • 1 •   (inform.) funzione elementare di base per mezzo della quale si possono costruire funzioni più complesse    • 2 •   primitiva di una funzione, (mat.) funzione, definita in un certo intervallo, la cui derivata coincide con la funzione di riferimento.
primitivismo   s.m.  tendenza di alcuni movimenti artistici o di pensiero a rivalutare le manifestazioni del costume e dell'arte delle culture cosiddette primitive, e a ispirarsi a esse.
primitività   s.f.  l'essere primitivo; qualità, condizione di ciò che è primitivo.
primitivo   agg.    • 1 •   di prima, di un'epoca anteriore | delle origini, di un periodo iniziale; originario: ridare a un oggetto il suo primitivo splendore; il significato primitivo di una parola  | concetto primitivo, nelle scienze sistemate assiomaticamente, che sta all'inizio e che non può essere definito da altri concetti; fondamentale    • 2 •   (ling.) si dice di nome che non proviene da un altro della stessa lingua mediante derivazione o alterazione (p. e. mano  nei riguardi di manata  e manina)    • 3 •   (etnol.) che appartiene all'età, alle popolazioni della preistoria: le culture primitive  | nell'uso corrente, si riferisce anche a popolazione extraeuropea, vivente o estintasi di recente, che si riteneva fosse rimasta agli stadi primari dello sviluppo della civiltà: i popoli primitivi dell'africa    • 4 •   (fig.) rozzo, incivile: una persona di modi primitivi  s. m.  [f. -a]    • 1 •   spec. pl.  individuo della preistoria o appartenente a una civiltà ritenuta primitiva    • 2 •   (fig.) persona rozza e incivile    • 3 •   nella storia dell'arte, ciascun artista europeo attivo tra il sec. xiii e il sec. xv, al quale si attribuiva, spec. nel periodo romantico, purezza e semplicità di stile, corrispondenti a una visione morale ingenua e incorrotta, in contrasto perciò con le caratteristiche dell'arte rinascimentale § primitivamente avv.  in modo primitivo | all'inizio, alle origini.
primizia   s.f.    • 1 •   frutto, ortaggio che matura agli inizi o fuori della stagione, ed è quindi considerato più pregiato: le ciliegie nel mese di aprile sono una primizia    • 2 •   (relig.) presso vari popoli antichi, offerta alla divinità costituita dai primi prodotti della terra e dai primi nati degli animali    • 3 •   (fig.) notizia ricevuta in anticipo sugli altri | testo letterario, brano musicale inediti, conosciuti anticipatamente rispetto alla loro diffusione: queste pagine sono una primizia. 
primiziale   agg.  (relig.) di, della primizia: offerta primiziale. 
primo   agg. num.    • 1 •   che in una serie occupa il posto numero uno, che precede tutti gli altri in ordine di tempo o di spazio; è rappresentato da 1° nella numerazione araba, da i in quella romana: il primo piano di un palazzo; il primo capitolo di un libro; il primo uomo; i nostri primi ricordi; la prima ora del giorno  | aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): carlo i; leone i | materia prima, che sta alla base di un procedimento di produzione ' costo primo, quello delle materie prime e della manodopera ' di primo grado, del grado più basso, inferiore: ustioni di primo grado | minuto primo, sessantesima parte di un'ora    • 2 •   indica la parte iniziale, il principio: la prima giovinezza; il primo pomeriggio  | in un primo tempo, in un primo momento, dapprima, da principio ' sulla prima, a tutta prima, sulle prime, inizialmente    • 3 •   principale, fondamentale; che occupa un posto preminente, una posizione di rilievo: la causa prima di un evento; la prima attrice della compagnia  | il primo cittadino, il presidente della repubblica o, in un comune, il sindaco ' primo ufficiale, a bordo dei mercantili, l'ufficiale di coperta che, nella gerarchia, viene subito dopo il comandante ' il primo ministro, il presidente del consiglio ' in primo luogo, per prima cosa, anzitutto ' di prim'ordine, di prima qualità, di prima scelta, eccellente ' di prima mano, (fig.) si dice di cosa avuta direttamente dalla fonte e non attraverso intermediari: notizie di prima mano | numero primo, (mat.) numero divisibile solamente per sé stesso e per l'unità ' prima persona, (gramm.) quella che, nella flessione dei verbi e dei pronomi personali, si riferisce all'«io» se è singolare, al «noi» se è plurale  avv.  in primo luogo; principalmente, soprattutto (in correlazione con secondo, poi  e sim.): quell'appartamento non mi piace, primo perché è lontano dal centro e poi perché è a pianterreno   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è al primo posto in un ordine, in una graduatoria: sono arrivato tra i primi; il primo della classe | il primo venuto, (fig.) persona qualsiasi, che capita casualmente ' il primo che capita, (fig.) persona qualsiasi, che s'incontra per caso    • 2 •   la prima portata di un pasto, costituita per lo più da minestra in brodo o asciutta: cosa vuoi a pranzo per primo?    • 3 •   il primo giorno o, al pl., i primi giorni della settimana, del mese, dell'anno: oggi è il primo di settembre; partirò ai primi di agosto    • 4 •   minuto primo, sessantesima parte di un'ora: un primo e tre secondi. 
primogenito   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   si dice del figlio nato per primo ' ramo primogenito di una famiglia, che discende dal figlio primogenito    • 2 •   (fig. lett.) preferito, prediletto.
primogenitore   s.m.  [f. -trice] (rar.) progenitore, antenato: i primogenitori dell'umanità, adamo ed eva.
primogenitura   s.f.    • 1 •   la condizione di chi è primogenito; l'insieme dei privilegi e dei diritti spettanti un tempo al primogenito    • 2 •   (fig.) l'essere stato il primo a fare qualcosa: rivendicare la propria primogenitura nella scelta di un metodo. 
primola    ⇨ primula.
primordiale   agg.  dei primordi, delle origini: l'aspetto primordiale della terra  | (estens.) primitivo, iniziale; non sviluppato o progredito: stadio di sviluppo primordiale; impulso, istinto primordiale; il progetto è ancora allo stato primordiale  § primordialmente avv. 
primordio   s.m.    • 1 •   spec. pl.  il primo manifestarsi di una realtà, di un fenomeno, di un processo e sim.: i primordi della civiltà; i primordi della lingua italiana    • 2 •   (bot.) stadio iniziale dello sviluppo di un organo.
primula   meno com. primola, s.f.  (bot.) genere di piante erbacee annuali o perenni, dicotiledoni, con foglie basali a rosetta di colore verde chiaro e fiori gialli, rosa o violacei che sbocciano all'inizio della primavera; comprende oltre 500 specie (fam.  primulacee) ' primula rossa, (fig.) persona inafferrabile, introvabile.
primulacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartengono, fra gli altri generi, la primula e il ciclamino | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
primus inter pares   loc. sost. m.  [solo sing.] capo di un gruppo di persone tutte di pari dignità o rango fra loro.
princeps   s.f. invar.  (filol.) lo stesso che editio princeps. 
princesse   s.f. invar.  nel linguaggio della moda, abito femminile di tono elegante, tagliato diritto, senza cintura o cuciture in vita.
principale   agg.  che ha maggiore importanza, rilievo, valore: il motivo principale di una scelta; la città principale della regione; la piazza, la strada principale di un paese; la porta principale di un palazzo; i principali scrittori italiani | registro principale, (mus.) il registro fondamentale dell'organo ' proposizione principale, (gramm.) la proposizione indipendente di un periodo, dalla quale dipendono le altre proposizioni  s.m.  e f.    • 1 •   (antiq.) chi ha più importanza e autorità degli altri: volle mischiarsi coi principali della sua città  (manzoni p. s.  iv)    • 2 •   (fam.) datore di lavoro; la persona alle cui dipendenze si lavora | s.f.  (gramm.) proposizione principale § principalmente avv.  soprattutto, massimamente, specialmente.
principato   s.m.    • 1 •   ufficio e dignità di principe; il governo che il principe esercita; lo stato, il territorio retto da un principe: aspirare, rinunziare al principato; la città di montecarlo è nel principato di monaco; i principati rinascimentali    • 2 •   (estens.) potere supremo esercitato da un sovrano; dominio, signoria: il principato di traiano    • 3 •   (fig. lett.) primato, supremazia: nel mondo antico i romani tennero il principato dell'eloquenza e del diritto    • 4 •   principati, (teol.) uno dei nove cori angelici.
principe   s.m.    • 1 •   il più alto dei titoli nobiliari, proprio dei membri di una famiglia regnante: i principi di casa savoia; principe ereditario, designato alla successione al trono; principe consorte, il marito della regina, quando non sia re; principe di sangue, parente prossimo del re | nella gerarchia araldica, titolo superiore a quello di duca: i principi torlonia  | i principi della chiesa, i cardinali | vivere come un principe, far vita da principe, vivere nel lusso, negli agi | principe azzurro, nelle fiabe, il figlio del re, giovane e bello, che salva e sposa la protagonista; (fig.) lo sposo ideale sognato dalle giovinette: sorride lo sposo / promesso, il principe azzurro / lo sposo dei sogni sognati  (gozzano)    • 2 •   (st.) titolo di sovranità dei più alti feudatari dell'impero, soggetti solo all'autorità imperiale; poi, sovrano di uno stato territoriale: i principi del sacro romano impero; i principi rinascimentali italiani    • 3 •   (lett.) signore, dominatore: il principe delle tenebre, il demonio | (fig.) persona che gode di altissimo prestigio e autorità in un determinato ambito (per lo più in loc. enfatiche): un principe del foro, un avvocato di grande notorietà | il principe degli apostoli, san pietro    • 4 •   nell'antica roma, soldato della fanteria pesante    • 5 •   principe di galles, nome di un tessuto dal classico disegno a linee incrociate che formano riquadri di varia grandezza  agg.  (lett.)    • 1 •   primo; il più antico: l'edizione principe di un'opera    • 2 •   principale, più importante: l'argomento principe di una dimostrazione. 
principesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da principe; sontuoso, sfarzoso: un ricevimento principesco; abiti principeschi  § principescamente avv. 
principessa   s.f.  sovrana di un principato; moglie o figlia di un principe; figlia di un re.
principessina   s.f.  giovane figlia di un re o di un principe.
principiamento   s.m.  (rar.) il principiare.
principiante   part. pres.  di principiare  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  e f.  si dice di chi solo da poco tempo si è applicato a uno studio, a un'arte, a un mestiere, e quindi è ancora inesperto: un impiegato principiante; un lavoro da principiante. 
principiare   v. tr.  [io princìpio ecc.] (non com.) dare principio, cominciare: principiare un lavoro  | v. intr.  [aus. avere  se il sogg. è animato, essere  se il sogg. è inanimato] (non com.) avere inizio: il bambino ha principiato a parlare; l'anno è principiato male | a principiare da, a iniziare da, partendo da.
principiatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) iniziatore, promotore.
principino   s.m.  giovane figlio di un re o di un principe.
principio   s.m.    • 1 •   il cominciare; inizio, avvio: avere, dare principio; il principio dell'anno; il principio del viaggio, della strada; il principio di un capitolo, di un pezzo musicale  | in principio, al principio, inizialmente ' dal principio, dall'inizio    • 2 •   origine, causa: la morte della madre fu il principio di ogni sua disgrazia  | principio attivo, (chim.) in una droga o in un preparato, il costituente che conferisce le specifiche proprietà farmacologiche    • 3 •   ciò che rappresenta il fondamento di un ragionamento, di una dottrina, di una scienza: un'opinione che si fonda su un principio sbagliato; i principi della meccanica, della chimica, della logica; il principio di archimede, di pascal  | norma generale che sta alla base di una convinzione, di un comportamento; in partic., norma morale: principio etico, religioso; un uomo di sani principi; vivere senza alcun principio  | questione di principio, che concerne i fondamenti della conoscenza o della morale; basilare, pregiudiziale ' per principio, per una convinzione personale a cui ci si attiene costantemente: io, per principio, non faccio giuramenti    • 4 •   (estens.) precetto, insegnamento: impartire buoni principi. 
princisbecco   s.m.  bronzo con elevato tenore di zinco, lega di rame, zinco e stagno, di aspetto simile all'oro ' restare di princisbecco, (fig. rar.) rimanere di stucco, stupefatto.
priora   s.f.  superiora di un convento o di un monastero (nell'ordine benedettino è sottoposta alla badessa).
priorale   agg.  (non com.) di priore, di priora: titolo priorale. 
priorato   s.m.    • 1 •   ufficio, dignità di priore o di priora; la durata di tale ufficio    • 2 •   circoscrizione territoriale sottoposta alla giurisdizione di un ordine cavalleresco; la sede del priore.
priore   s.m.    • 1 •   superiore di una comunità di monaci o di frati con poteri diversi a seconda degli ordini religiosi (nell'ordine benedettino è sottoposto all'abate)    • 2 •   capo di una confraternita religiosa    • 3 •   titolo di dignità con giurisdizione territoriale di alcuni ordini cavallereschi    • 4 •   nella firenze medievale, ciascuno dei magistrati che esercitavano il potere esecutivo per due mesi.
prioria   s.f.    • 1 •   titolo e dignità di priore    • 2 •   la chiesa parrocchiale retta da un priore.
priorità   s.f.    • 1 •   l'essere anteriore, precedente nel tempo: la priorità di una scoperta    • 2 •   il venire prima rispetto ad altro, il diritto di precedere per urgenza, importanza, valore e sim.: la priorità di una riforma, dei principi morali; la priorità di una decisione, di un concetto; avere la priorità, la precedenza; diritto di priorità, di precedenza.
prioritario   agg.  che ha o deve avere la priorità: scelta prioritaria; obiettivo prioritario  § prioritariamente avv. 
priscillianesimo   s.m.  (relig.) movimento ereticale di tipo ascetico rigorista sorto in spagna intorno al 370 d. c. per iniziativa del vescovo priscilliano; attribuiva al demonio la creazione dei corpi e negava la risurrezione della carne.
priscillianista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (relig.) seguace del priscillianesimo.
prisco   agg.  [pl. m. -schi] (ant. , poet.) molto antico: le rocche e le cadenti mura / de' prischi feudi  (parini).
prisma   s.m.  [pl. -smi]    • 1 •   (geom.) poliedro limitato da due poligoni uguali e paralleli (basi) e dai parallelogrammi (facce) che uniscono i lati corrispondenti dei poligoni di base    • 2 •   sistema ottico rifrangente limitato da due piani non paralleli; è caratterizzato dall'angolo formato dai due piani e dall'indice di rifrazione ed è utilizzato per scomporre un raggio di luce nei suoi componenti (dispersione della luce)    • 3 •   (fig. lett.) si dice di ciò che è in grado di scomporre una realtà nei suoi multiformi aspetti e così presentarla all'osservatore: i tuoi concetti, per tradur te stesso, / rendi svisati nel prisma dell'arte  (giusti).
prismatico   agg.  [pl. m. -ci] di prisma, che ha forma di prisma | coppia prismatica, (mecc.) coppia cinematica elementare, costituita da un pattino che scorre entro una guida.
prismoide   s.m.  (geom.) poliedro che ha due basi parallele e con lo stesso numero di lati, e le facce che possono essere trapezi o parallelogrammi.
prispolone   s.m.  uccello di bosco somigliante a una grossa allodola con becco e occhi bruni; ha canto melodioso (ord.  passeriformi).
pristino   agg.  (lett.) di prima; precedente, anteriore | restituire in pristino, (non com.) ricondurre al primitivo aspetto, allo stato di prima; restaurare.
pritane    ⇨ pritano.
pritaneo   s.m.  nell'antica grecia, edificio pubblico nel quale si custodiva il fuoco sacro di estia e si facevano sacrifici solenni; in esso risiedevano i pritani, si accoglievano gli ambasciatori e si ospitavano a spese dello stato i cittadini più degni.
pritania   s.f.  nell'antica atene, il periodo di tempo corrispondente alla decima parte dell'anno, durante il quale durava in carica ciascuna delle dieci sezioni della bulè.
pritano   o pritane, s.m.  nell'antica atene, ciascuno dei cinquanta consiglieri della bulè, che duravano in carica per un periodo corrispondente alla decima parte dell'anno.
privacy   s.f. invar.  nella vita di una persona, la dimensione più privata, che essa ha diritto di salvaguardare: difendere la propria privacy; violare la privacy di qualcuno. 
privado   s.m.  (ant.) latrina: sterco / che da li uman privadi parea mosso  (dante inf.  xviii, 113-114).
privare   v. tr.  levare, togliere qualcosa a qualcuno, lasciare senza qualcosa: privare qualcuno di un'eredità, della libertà; privare un frutto della buccia  | privarsi v. rifl.  rinunciare a qualcosa, togliere a sé stesso volontariamente qualcosa: per i figli si priva di tutto. 
privatezza   s.f.  carattere strettamente personale; la dimensione più privata, la privacy.
privatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi frequenta una scuola privata; chi si presenta agli esami in una scuola dopo essersi preparato privatamente    • 2 •   studioso di diritto privato.
privatistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, da privato; in partic., si dice di attività pubblica ma gestita secondo criteri (di efficienza, di profitto) caratteristici dell'iniziativa privata: la gestione privatistica di un'azienda pubblica    • 2 •   che si riferisce al diritto privato o agli studi di diritto privato.
privativa   s.f.    • 1 •   facoltà esclusiva di esercitare alcune attività economiche (p. e.  vendita di determinate merci), che lo stato riserva a sé o attribuisce ad altri mediante concessione: privativa del sale, dei tabacchi, delle lotterie | privativa industriale, protezione della titolarità e dell'utilizzazione esclusive che lo stato accorda a chi ha fatto nuove invenzioni suscettibili di applicazione industriale ' diritto di privativa, facoltà esclusiva di realizzare una invenzione e di trarne profitto    • 2 •   (region.) negozio autorizzato a vendere generi sottoposti a monopolio di stato, spec. sale e tabacchi    • 3 •   (fig.) proprietà esclusiva; cosa su cui si esercita un diritto esclusivo.
privativo   agg.    • 1 •   che ha potere di privare    • 2 •   (ling.) si dice di elemento che in parole composte indica negazione o assenza, mancanza: prefissi privativi  (p. e. in-fedele; a-morale)    • 3 •   (ant.) negativo.
privatizzare   v. tr.  rendere privato; cedere a privati ciò che era proprietà pubblica: privatizzare un'azienda. 
privatizzazione   s.f.  il privatizzare, l'essere privatizzato.
privato   agg.    • 1 •   si dice di tutto ciò che attiene al singolo o ai singoli individui, considerati indipendentemente dalla collettività, dallo stato; che non ha relazione con la sfera pubblica: agire da privato cittadino; violenza privata; il centro storico è chiuso al traffico privato; diritto privato, l'insieme delle norme giuridiche che regolano i rapporti istituiti dai singoli tra loro, tanto civili quanto commerciali; lo studio istituzionale di tali norme | (estens.) che non è di pubblica proprietà o a cui il pubblico non è ammesso: casa, strada privata    • 2 •   si dice di ciò che appartiene a un singolo (un individuo o anche un'impresa) in contrapposizione a ciò che appartiene allo stato o ad altri enti pubblici: proprietà, iniziativa, industria, finanza privata; scuola privata; rete radiofonica, televisiva privata    • 3 •   personale, riservato; a cui gli altri non hanno diritto di partecipare: faccenda, questione privata; proteggere la propria vita privata; leggere la corrispondenza privata; richiedere un colloquio privato; i funerali si svolgeranno in forma privata  | segretario, cameriere privato, che lavora per una singola persona e non per un ufficio, una casa ecc.  s.m.    • 1 •   il cittadino in quanto privo di responsabilità pubbliche o in quanto agisca al di fuori della sfera pubblica: un'azienda gestita da privati  | il cittadino quando opera nell'ambito della sua sfera personale o familiare: un grossista che non vende a privati    • 2 •   la sfera della vita privata di una persona: essere geloso del proprio privato  | in privato, non pubblicamente; nell'ambito della famiglia, degli amici § privatamente avv.  da privato; in forma, in via privata: studiare privatamente; comunicare delle notizie privatamente. 
privatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi priva.
privazione   s.f.  il privare, il privarsi, l'essere privato: la privazione dei diritti civili; imporsi privazioni. 
privigno   s.m.  (ant.) figliastro.
privigno   s.m.  (ant.) figliastro.
privilegiare   v. tr.  [io privilègio ecc.]    • 1 •   accordare un privilegio, un trattamento di favore a qualcuno: privilegiare una categoria di cittadini    • 2 •   (estens.) tenere qualcosa in maggiore considerazione rispetto ad altre: privilegiare la famiglia rispetto alla carriera. 
privilegiato   part. pass.  di privilegiare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è fornito di un privilegio o di privilegi; favorito, avvantaggiato: le classi privilegiate; condizione, situazione privilegiata; essere un privilegiato della sorte | azioni privilegiate, (econ.) che assicurano una partecipazione prioritaria o più elevata agli utili della società, ma non danno diritto di voto nelle assemblee ordinarie ' credito, creditore privilegiato, (dir.) che ha diritto di prelazione rispetto ad altri.
privilegio   s.m.    • 1 •   diritto, vantaggio particolare di cui gode qualcuno rispetto ad altri: privilegi sociali, economici; la rivoluzione francese mirò ad abbattere i privilegi della nobiltà e del clero    • 2 •   documento attestante la concessione di un privilegio: privilegio reale, pontificio    • 3 •   onore, distinzione: ebbe il privilegio di consegnare il premio al vincitore  | pregio, merito: un libro che ha il privilegio della chiarezza    • 4 •   (dir.) diritto di prelazione che la legge accorda a un creditore rispetto agli altri.
privo   agg.  che manca di qualcosa di utile, di necessario: rimanere privo di denaro; un uomo privo d'iniziativa; frasi prive di senso; cadere privo di sensi, svenuto.
pro'    ⇨ prode 1.
pro   (1) prep.  per, in favore di: votare pro o contro una proposta; raccogliere offerte pro alluvionati  | seguito da parole latine, o anche italiane, serve a formare denominazioni di società, istituzioni che operano a vantaggio di qualcuno o di qualcosa: pro loco; pro infanzia abbandonata  | compare in diverse locuzioni latine passate nell'uso italiano: pro bono pacis; pro capite; pro forma. 
pro-  pro- (1) primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. pro¯; può esprimere successione o estensione nel tempo e nello spazio (proclamare, procrastinare, propagare), indicare parentela indiretta (prozio, pronipote), oppure sostituzione (proconsole).
pro   (2) non com. prò, ant. prode, s.m.  giovamento, utilità, vantaggio: a che pro affaticarsi tanto?; valutare il pro e il contro, ciò che è favorevole e ciò che è contrario; non saprei dir quant'el mi fece prode  (dante purg.  xxi, 75) ' tornare in pro, riuscire utile | senza pro, inutilmente ' far pro, giovare alla salute: buon pro ti faccia!  | buon pro!, augurio che si rivolge a chi sta mangiando o bevendo.
pro-  pro- (2) primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, spec. della terminologia scientifica, dal gr. pró  'davanti, prima'; esprime anteriorità, priorità, preferenza (profase, profillo, proventriglio).
proavo   s.m.  [f. -a] bisnonno ' i proavi, gli antenati.
probabile   agg.  che si considera verosimile in base a prove e argomenti attendibili; che si ammette possa accadere o sia accaduto: è probabile che sia così; un evento, una congettura probabile  § probabilmente avv.  con un certo, con un notevole grado di probabilità verosimilmente: probabilmente hai ragione tu; probabilmente verranno domani. 
probabiliorismo   s.m.  (teol.) dottrina sostenuta da alcuni moralisti cattolici (in opposizione al probabilismo) secondo la quale l'obbligatorietà della legge morale sussiste in ogni caso, a meno che la libertà, nel caso singolo, non sia molto più probabile dell'obbligazione.
probabilismo   s.m.    • 1 •   (filos.) dottrina scettica che, riconoscendo irraggiungibile la certezza assoluta, ammette che nella vita pratica ci si attenga solo alla conoscenza probabile    • 2 •   (teol.) dottrina sostenuta da alcuni moralisti cattolici secondo la quale, quando si tratti della liceità di un'azione e la legge appaia incerta o dubbia, ci si può attenere ai dettami della propria coscienza, purché suffragati da un parere autorevole.
probabilista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del probabilismo.
probabilistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo al probabilismo    • 2 •   (mat.) che si riferisce al calcolo delle probabilità.
probabilità   s.f.    • 1 •   l'essere probabile, verosimile, ammissibile: ammettere, negare la probabilità di una tesi    • 2 •   (filos. , mat.) secondo la teoria classica (enunciata da p. -s. de laplace nel 1814), il rapporto fra il numero dei casi favorevoli al verificarsi di un evento e il numero di tutti i casi possibili in pari grado ' calcolo delle probabilità, branca della matematica che studia le regole per calcolare i valori di probabilità complesse, fondandosi sulla teoria classica o su teorie a essa alternative elaborate nel novecento    • 3 •   il grado, la misura in cui si considera che un evento possa accadere, sia probabile: avere una probabilità su mille; ci sono molte, scarse probabilità di riuscita; con ogni, con tutta probabilità, assai probabilmente, quasi certamente.
probandato   s.m.  (non com.) il periodo che precede il noviziato.
probando   s.m.  (non com.) giovane che aspira a essere accolto in un ordine religioso.
probante   agg.  che costituisce una prova, che è valido a dimostrare: elemento, argomento probante. 
probatico   agg.  [pl. m. -ci] si dice della piscina dove, in gerusalemme, si lavavano gli animali prima del sacrificio; anche, della porta della città vicina a questa piscina.
probativo   agg.  che costituisce prova, che è atto a provare: argomento probativo; asserzione probativa. 
probatorio   agg.  (dir.) attinente alle prove, che ha valore di prova: documento probatorio | istruzione probatoria, la fase del processo durante la quale si raccolgono le prove.
probionte   s.m.  (biol.) ciascuno dei sistemi plurimolecolari organici che si sarebbero formati nel periodo prebiotico.
probità   s.f.  l'essere probo; integrità morale: un funzionario di grande probità; probità di vita  | (ant.) valore guerriero.
problema   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   quesito con cui si chiede di trovare, mediante un procedimento di calcolo, uno o più dati sconosciuti, partendo dai dati noti contenuti nell'enunciato del quesito stesso: problema di aritmetica, di geometria, di fisica; risolvere un problema, trovarne la soluzione | (estens.) questione di cui si cerca la soluzione: problema filosofico, morale, scientifico    • 2 •   (fig.) caso complicato, difficile da risolvere; situazione preoccupante: la disoccupazione è un problema sociale; ognuno ha i suoi problemi; che problema!, esclamazione di chi non sa che partito prendere | essere un problema, si dice anche di persona che è fonte di preoccupazione: quel ragazzo è un problema  | non c'è problema, espressione diffusa nel linguaggio corrente con cui si afferma che non ci sono ostacoli, che non sussiste alcuna difficoltà (a fare qualcosa, a soddisfare una richiesta e sim.). dim. problemino, problemuccio  accr. problemone  pegg. problemaccio. 
problematica   s.f.  l'insieme dei problemi relativi a una determinata questione, a una data disciplina; anche, la particolare impostazione dei problemi propri di una dottrina, di un movimento filosofico, di un pensatore: la problematica filosofica, scientifica; la problematica dell'empirismo, di kant. 
problematicismo   rar. problematismo, s.m.  (filos.) si dice di quelle posizioni filosofiche (p. e.  il pragmatismo, lo storicismo ecc) che rifiutano un sapere di tipo metafisico e ogni pretesa dogmatica di attingere a verità assolute.
problematicità   s.f.  l'essere problematico.
problematico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (rar.) che attiene a un problema di ordine matematico: i dati problematici    • 2 •   che è, che costituisce un problema, un caso difficile da risolvere: una situazione problematica  | (estens.) incerto, poco probabile: per ora l'intesa resta problematica; un'impresa il cui buon esito appare problematico    • 3 •   si dice di ipotesi, teoria o anche esposizione, saggio e sim., che esprime dei contenuti in maniera non definitiva o non schematica: un discorso problematico; il libro è preceduto da un'introduzione problematica; il pensiero moderno è problematico; un critico, un pensatore problematico, che pone dei problemi, che individua aspetti complessi | giudizio problematico, (filos.) giudizio che esprime la possibilità § problematicamente avv. 
problematismo    ⇨ problematicismo.
problematizzare   v. tr.    • 1 •   rendere problematico, complesso ciò che non è tale per sua natura o che non è presentato come tale: problematizzando ogni cosa si rischia di paralizzare le proprie energie    • 2 •   considerare in forma di problema; esaminare qualcosa in modo approfondito e articolato per appurarne cause, sviluppi ed effetti.
probo   agg.    • 1 •   (lett.) onesto, retto, moralmente integro    • 2 •   (ant.) valoroso, prode § probamente avv. 
pro bono pacis   loc. avv.  per amor di pace, per conservare la tranquillità generale: accettare, tacere pro bono pacis. 
proboscidati   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi ungulati forniti di proboscide, che comprende attualmente la sola famiglia degli elefanti | sing.  [-o] ogni mammifero di tale ordine.
proboscidato   agg.  fornito di proboscide: gli elefanti sono animali proboscidati. 
proboscide   s.f.    • 1 •   (zool.) organo prensile allungato e tubolare proprio degli elefanti, costituito dal prolungamento del naso e del labbro superiore | organo tubolare prolungato di altri animali, con varie caratteristiche e funzioni    • 2 •   termine con cui si indica l'appendice boccale di alcuni insetti (p. e.  farfalle, mosche)    • 3 •   (scherz.) naso molto pronunciato, particolarmente lungo e grosso.
proboviro   s.m.  [pl. probiviri] membro di un collegio di persone di particolare prestigio e autorità, chiamato a esercitare funzioni consultive, giudicanti, di controllo in seno a società, partiti, istituzioni e sim.
procaccevole   agg.  (lett.) che procaccia; industrioso.
procaccia   s.m.  e f. invar.  persona che recapita merci, pacchi, lettere e sim., ed esegue commissioni per conto di terzi.
procacciamento   s.m.  (non com.) il procacciare, il procacciarsi qualcosa.
procacciante   part. pres.  di procacciare   agg.    • 1 •   (ant.) industrioso: la costa d'amalfi, piena... d'uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia  (boccaccio dec.  ii, 4)    • 2 •   (spreg. non com.) che cerca con ogni espediente di far guadagni; trafficone.
procacciare   v. tr.  [io procàccio ecc.] fare in modo di avere, di ottenere: procacciare il sostentamento alla famiglia; procacciarsi dei guai, procurarseli | (ant.) cercare, darsi da fare per raggiungere un fine: procacciate di farmi venire un santo e valente frate  (boccaccio dec.  i, 1).
procacciatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi procaccia: procacciatore d'affari. 
procaccino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   procaccia    • 2 •   procacciatore, faccendiere | (spreg.) traffichino.
procaccio   s.m.  (ant.)    • 1 •   il procacciare | far procaccio, procurare    • 2 •   acquisto, profitto, vantaggio.
procace   agg.    • 1 •   (lett.) insolente, sfacciato    • 2 •   provocante, eccitante: una donna procace; forme, movenze procaci  § procacemente avv. 
procacia   s.f.  (lett.) procacità.
procacità   s.f.  l'essere procace.
procaina   ® s.f.  (chim.) alcaloide sintetico costituito dall'estere di un derivato azotato dell'acido benzoico; è usato sotto forma di cloridrato per la sua attività anestetica locale.
procanico   s.m.  vitigno della toscana e dell'elba che dà grappoli grandi con acini sferici dalla polpa dolce | il vino bianco che se ne ricava, di color paglierino, brillante, di sapore asciutto, con sottile profumo di zafferano.
pro capite   loc. avv.  e agg. invar.  a testa, per ciascuno: pagare pro capite; un'indennità pro capite. 
procariote   s.m.  (biol.) microrganismo nel quale il materiale nucleare, non essendo racchiuso in una specifica membrana, è morfologicamente indistinto.
procedenza   s.f.  (rar.) il procedere, il derivare.
procedere   v. intr.  [pres. io procèdo ecc. ; pass. rem. io procedètti  (meno com. procedéi; ant. procèssi), tu procedésti ecc. ; part. pass. proceduto  (ant. procèsso); aus. essere  nei sign. 1,    • 3 •   e 5, avere  nei sign. 2, 4,    • 6 •   e 7]    • 1 •   andare avanti, muoversi avanzando: procedere nella bufera; procedere lentamente, a passo d'uomo    • 2 •   (fig.) seguitare, continuare, progredire in ciò che si è intrapreso: procedere nel discorso, in un'attività, in una ricerca; procedere con ordine    • 3 •   (fig.) detto di cosa, svolgersi, seguire il proprio corso: come procedono gli studi?; gli affari procedono bene    • 4 •   agire, comportarsi, operare: non mi piace il suo modo di procedere    • 5 •   derivare, avere origine: tutto questo procede dalla vostra dabbenaggine  | (lett.) essere generato ab aeterno: nella trinità il figlio procede dal padre    • 6 •   dare avvio a qualcosa: procedere all'appello, alla votazione    • 7 •   (dir.) iniziare un'azione legale: procedere contro ignoti; non c'è luogo a procedere, non esistono le condizioni per aprire un procedimento.
procedibile   agg.  (dir.) si dice di azione legale che si può intraprendere, a cui si può dare corso.
procedibilità   s.f.  (dir.) esistenza delle condizioni processuali indispensabili perché possa aver corso un'azione giudiziaria.
procedimento   s.m.    • 1 •   il procedere, il modo di procedere    • 2 •   metodo con cui si risolve un problema, si esegue un'operazione, si conduce un'esperienza: procedimento di raffinazione del petrolio; i calcoli sono giusti ma il procedimento è sbagliato    • 3 •   (dir.) complesso di atti giuridici collegati secondo un meccanismo stabilito dalla legge e rivolti a uno stesso fine: procedimento legislativo, amministrativo, giurisdizionale  | procedimento penale, civile, processo.
procedura   s.f.    • 1 •   (dir.) il complesso delle norme da seguire nello svolgimento di un procedimento giudiziario o amministrativo: procedura penale, civile; errore, vizio di procedura  | l'insieme dei comportamenti che tali norme impongono: procedure burocratiche    • 2 •   (inform.) breve sottoprogramma | sequenza di operazioni necessarie a svolgere una funzione complessa (in questo senso indica qualcosa di più ampio di un programma).
procedurale   agg.    • 1 •   (dir.) che concerne la procedura: questioni procedurali; incidente procedurale    • 2 •   (inform.) che riguarda le procedure per la soluzione di problemi: programmazione, linguaggio procedurale  § proceduralmente avv.  dal punto di vista della procedura.
procedurista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] giurista studioso di diritto processuale.
proceleusmatico   s.m.  [pl. -ci] figura metrica classica costituita da quattro sillabe brevi.
procella   s.f.  (lett.)    • 1 •   tempesta: l'orribil procella /... / la vela contro l'arbore flagella  (ariosto o. f.  xli, 13)    • 2 •   (fig.) sventura, sciagura: le procelle della vita. 
procellaria   s.f.  nome comune di varie specie di uccelli marini, diffusi in quasi tutto il mondo, con dorso bruno, ventre bianco, becco adunco, ali lunghe e strette; conducono vita prevalentemente notturna e sono volatori instancabili, capaci di affrontare anche le tempeste (ord.  procellariformi).
procellariformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli comprendente i grandi volatori transoceanici come gli albatri; vi appartiene la procellaria | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
procelloso   agg.  (lett.)    • 1 •   tempestoso: mare procelloso    • 2 •   (fig.) tumultuoso, minaccioso: una moltitudine irritata e procellosa  (manzoni p. s.  xiii) § procellosamente avv. 
proceri   s.m. pl.  (rar.) nell'antichità classica, i cittadini più ragguardevoli; patrizi.
processabile   agg.  che può essere processato.
processare   v. tr.  [io procèsso ecc.] sottoporre a processo: processare qualcuno per omicidio colposo. 
processionale   agg.  di processione, delle processioni: canti processionali  § processionalmente avv.  in processione.
processionare   v. intr.  [io processióno ecc. ; usato solo all'indic. pres., al ger. processionando  e al part. pres. processionante] (non com.) andare in processione.
processionaria   s.f.  nome comune di varie specie di farfalle, caratterizzate da abitudini notturne, con corpo grosso e peloso e ali brevi e scure; i loro bruchi, voracissimi e rivestiti di peli urticanti, procedono in lunghe file ininterrotte quando escono dai nidi a procurarsi cibo (ord.  lepidotteri).
processione   s.f.    • 1 •   (non com.) il procedere, il muoversi in avanti    • 2 •   corteo religioso che, accompagnando il ss. sacramento o una statua della madonna o di un santo, percorre l'interno di una chiesa o, più spesso, le strade di una città o di un paese | (estens.) lunga fila di persone, animali o veicoli che si muovono lentamente: una processione di alunni, di automobili | andare, camminare in processione, in fila e lentamente    • 3 •   (teol.) la relazione che, secondo il dogma trinitario, intercorre tra le prime due persone della trinità (padre e figlio) e lo spirito santo.
processo   s.m.    • 1 •   manifestazione, svolgimento nel tempo di un insieme di fatti o fenomeni che hanno connessione tra loro e che dànno luogo a un'evoluzione organica: processo storico, psichico; processo di maturazione, d'invecchiamento  | processo morboso, (med.) successione di manifestazioni tipiche di una malattia    • 2 •   serie di operazioni che si compiono per conseguire un determinato fine; procedimento, metodo: processo produttivo, industriale; processo di stampa; il processo di estrazione del petrolio  | processo primario, secondario  (psicoan.) modalità di funzionamento dell'apparato psichico corrispondenti, rispettivamente, al principio del piacere e al principio di realtà | processo all'infinito, procedimento logico che tende a confutare il valore di un'argomentazione attraverso la dimostrazione che ogni prova addotta ha bisogno di altra prova e questa di altra prova, e così all'infinito    • 3 •   (dir.) il complesso delle attività svolte dagli organi giurisdizionali e dalle parti, attraverso cui si pone in essere, si sviluppa e si risolve una causa giudiziaria: processo civile, penale; istruire un processo; mettere, essere sotto processo; assistere a un processo, al dibattimento pubblico; esaminare, studiare un processo, gli incartamenti relativi a una causa | il processo verbale  (di una seduta, di un interrogatorio), il verbale | fare il processo alle intenzioni, (fig.) giudicare una persona non per quello che ha detto o fatto realmente, ma sulla base di ciò che si presume volesse dire o fare    • 4 •   (anat.) sporgenza, escrescenza di varia natura    • 5 •   (inform.) esecuzione di un programma.
processore   s.m.  (inform.) unità centrale di elaborazione.
processuale   agg.  (dir.) del processo, relativo al processo: atti, spese processuali | diritto processuale, l'insieme delle norme che regolano lo svolgimento del processo; anche, lo studio relativo: diritto processuale civile, penale  § processualmente avv.  per quanto concerne il diritto processuale.
processualista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di diritto processuale.
procheilia   s.f.  (ling.) protrusione e arrotondamento contemporanei delle labbra nell'articolazione di un suono.
procheilo   agg.  (ling.) si dice di suono caratterizzato da procheilia (p. e.  in italiano u).
procidenza   s.f.  (med.) durante il parto, prematura fuoruscita del cordone ombelicale o di un arto | (estens.) fuoriuscita o sporgenza di strutture anatomiche interne dalla sede naturale.
procima   s.f.  (bot.) ramo prossimo alla cima che assume uno sviluppo così rigoglioso da uguagliare in altezza la cima stessa.
procimato   agg.  (bot.) che presenta procima: albero procimato  | che costituisce procima: ramo procimato. 
procimatura   s.f.  (bot.) il fenomeno per cui si formano una o più procime.
procinto   s.m.  usato solo nella loc. in procinto di, sul punto di fare qualcosa: sono in procinto di partire. 
procione   s.m.  (zool.) genere di piccoli mammiferi carnivori dal corpo corto e massiccio, con lunga coda ad anelli neri e grigi, pelliccia grigio-giallognola e mascherina nera sugli occhi; sono diffusi nel continente americano e la specie più nota è il procione lavatore od orsetto lavatore (così chiamato perché lava il cibo prima di mangiarlo).
proclama   s.m. , ant. anche s.f. , [pl. -mi] appello, dichiarazione solenne, fatto da persona investita di alta autorità in occasioni di particolare importanza o gravità.
proclamare   v. tr.    • 1 •   pubblicare, annunziare, render noto con solennità: proclamare una legge    • 2 •   affermare, dichiarare con fermezza: proclamare la propria innocenza  | proclamarsi v. rifl.  affermare, dichiarare qualcosa di sé stesso apertamente e con decisione: si è proclamato innocente. 
proclamatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi proclama qualcosa.
proclamazione   s.f.  il proclamare; l'atto col quale si porta a conoscenza del pubblico in modo ufficiale una notizia di generale interesse: la proclamazione dei risultati elettorali, dello stato d'assedio. 
proclisi   s.f.  (ling.) fenomeno che si produce quando una parola priva d'accento si appoggia alla parola seguente formando con essa un'unità fonetica (p. e. la strada, pr. lastràda; ti parlo, pr. tipàrlo).
proclitico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di parola priva d'accento che nella pronuncia si appoggia alla parola seguente: pronome proclitico  | usato anche come s.f.  : le proclitiche  § procliticamente avv.  in posizione di proclisi.
proclive   agg.  (lett.) che ha tendenza verso qualcosa: proclive alla benevolenza. 
proclività   s.f.  (lett.) l'essere proclive.
proco   s.m.  [pl. -ci, ant. -chi] (lett.) pretendente (si usa quasi esclusivamente al pl., per indicare gli aspiranti alla mano di penelope che, secondo il racconto dell'odissea, si erano insediati nella casa di ulisse durante la sua assenza).
procoio   o precoio, precuoio, prequoio, proquoio, s.m.  nella campagna romana, recinto per il bestiame, spec. ovino.
procombente   part. pres.  di procombere   agg.  (bot.) si dice di ramo o fusto che si piega verso terra.
procombere   v. intr.  [io procómbo ecc. ; non usati il part. pass. e i tempi composti] (lett.) cadere in avanti, bocconi; in partic., cadere mentre si affronta in combattimento il nemico: l'armi, qua l'armi: io solo combatterò, procomberò sol io  (leopardi all'italia  37-38).
proconsolare   agg.  (st.) di proconsole: provincia proconsolare, governata da un proconsole.
proconsolato   s.m.  (st.) ufficio del proconsole; durata di tale ufficio.
proconsole   s.m.  in roma antica, il magistrato al quale, dopo che aveva ricoperto il consolato, era prorogato il potere consolare in vista di un comando militare o del governo di una provincia.
proconsolo   s.m.    • 1 •   (ant.) proconsole    • 2 •   nel medioevo, magistrato della repubblica fiorentina che aveva l'incarico di esaminare e approvare gli aspiranti al notariato.
procrastinabile   agg.  (lett.) che si può procrastinare: decisione procrastinabile. 
procrastinamento   s.m.  (lett.) procrastinazione.
procrastinare   v. tr.  [io procràstino ecc.] (lett.) rimandare a un prossimo futuro: procrastinare una data, una scadenza  | v. intr.  [aus. avere] (lett.) indugiare, temporeggiare.
procrastinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi procrastina.
procrastinazione   s.f.  (lett.) il procrastinare, l'essere procrastinato.
procreabile   agg.  (non com.) che può essere procreato.
procreamento   s.m.  (non com.) procreazione.
procreare   v. tr.  [io procrèo ecc.] generare, partorire; dar vita (spec. nel linguaggio scient. e giuridico): procreare dei figli; incapacità di procreare, impossibilità biologica di dare la vita, di avere figli.
procreatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi procrea.
procreazione   s.f.  il procreare, l'essere procreato.
proctalgia   s.f.  (med.) dolore localizzato all'intestino retto.
proctite   s.f.  (med.) infiammazione dell'intestino retto.
proctologia   s.f.  ramo della medicina che studia le malattie dell'intestino retto.
proctorragia   s.f.  (med.) emorragia dall'intestino retto.
proctoscopia   s.f.  (med.) rettoscopia.
procura   s.f.    • 1 •   (dir.) atto con cui una persona conferisce a un'altra il potere di rappresentarla, ossia di compiere atti giuridici in suo nome: procura notarile; dare, revocare una procura; sposarsi per procura, quando uno o entrambi i contraenti si fanno rappresentare da altri nella celebrazione del matrimonio; procura generale, speciale, a seconda che riguardi tutti gli affari del rappresentato o uno o più affari determinati; procura alle liti, atto mediante il quale la parte conferisce il mandato di rappresentarla in giudizio | l'atto notarile con cui si conferisce una procura: firmare la procura    • 2 •   procura (della repubblica), l'ufficio che esercita la funzione del pubblico ministero presso un tribunale; l'edificio in cui ha sede tale ufficio.
procurare   v. tr.    • 1 •   aver cura, provvedere che una cosa sia fatta; trovare il modo di avere, di ottenere qualcosa per sé o per altri: procura di fare in fretta; procurate che nulla manchi; procurarsi il necessario per vivere; procurare un impiego a qualcuno    • 2 •   causare, provocare, apportare: il figlio gli ha procurato solo guai. 
procuratela   s.f.  (non com.) l'incarico e la funzione di chi ha ricevuto una procura.
procuratessa   s.f.  (st.) nella repubblica veneta, la moglie di un procuratore di san marco.
procuratia   s.f.  (st.) nella repubblica veneta, ufficio e carica dei procuratori di san marco; la loro residenza a venezia: le procuratie vecchie, nuove. 
procuratorato   s.m.  carica, ufficio di procuratore; la durata di tale ufficio.
procuratore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (dir.) chi, sulla base di una procura, è autorizzato a rappresentare una persona o un altro soggetto giuridico e a compiere atti in sua vece: il procuratore di una società, di un'azienda; patrimonio amministrato da un procuratore; agire come procuratore  | procuratore (legale), libero professionista munito di laurea in giurisprudenza che, dopo un periodo di pratica professionale e il superamento di un esame di stato, è abilitato a rappresentare una parte in giudizio; ha funzioni e competenze più ristrette rispetto a quelle dell'avvocato | procuratore (della repubblica), magistrato che esercita le funzioni di pubblico ministero presso un tribunale, personalmente o a mezzo dei suoi sostituti; procuratore generale (della repubblica), magistrato che esercita le stesse funzioni presso la corte di cassazione o una corte d'appello, personalmente o a mezzo dei suoi sostituti    • 2 •   nella roma imperiale, funzionario con compiti amministrativi | procuratore di san marco, nella repubblica veneta, magistrato che amministrava le entrate dello stato    • 3 •   (banc.) funzionario direttivo di grado inferiore, a cui è demandata la responsabilità di un servizio all'interno di una banca | in borsa, chi rappresenta l'agente di cambio    • 4 •   (eccl.) religioso che rappresenta il proprio ordine presso la santa sede    • 5 •   (sport) manager: il procuratore di un pugile, di un calciatore    • 6 •   (ant.) chi procura qualcosa o è causa di qualcosa: i procuratori di tanto male  (compagni).
procuratoria   s.f.  (non com.) procuratia.
procuratorio   agg.  di, da procuratore; che proviene dal procuratore: causa procuratoria. 
procurazione   s.f.  (ant.)    • 1 •   il procurare, il provvedere; cura, intervento    • 2 •   attività di procuratore    • 3 •   nel medioevo, obbligo del vassallo di fornire ospitalità al signore quando passava per le sue terre.
procureria   s.f.  (ant.) negozio, mediazione.
procuro   s.m.  (ant.) il procurare.
proda   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) prora, prua: chi ribatte da proda e chi da poppa  (dante inf.  xxi, 13)    • 2 •   (lett.) la parte della riva che corre lungo la linea dell'acqua: toccare la proda, approdare | (estens.) estremità, orlo, margine: vero è che 'n su la proda mi trovai / de la valle d'abisso dolorosa  (dante inf.  iv, 7-8)    • 3 •   (tosc.) striscia di terreno in pendio ai margini di un campo.
prode   (1) ant. pro', agg.  e s.m.  e f.  (lett.) si dice di persona valorosa, coraggiosa: io so che voi siete divenuto un pro' cavaliere  (boccaccio dec.  ii, 10); in maratona / ove atene sacrò tombe a suoi prodi  (foscolo sepolcri  199-200).
prode   (2)  ⇨ pro (2).
prodecano   s.m.  sostituto di un decano.
prodeggiare   v. intr.  [io prodéggio ecc. ; aus. avere] (ant.) prueggiare; bordeggiare.
prodese   s.m.  (mar.) cavo che si fa sporgere fuori bordo da prora e serve per ormeggio o per tonneggio.
prodezza   s.f.    • 1 •   l'essere prode; qualità di chi è prode: mostrare la propria prodezza; divenne bellissimo giovane, e famoso in prodezza ed in cortesia  (boccaccio dec.  iv, 4)    • 2 •   atto di valore, di coraggio o di grande bravura: compiere prodezze; le prodezze di un atleta  | bella prodezza!, (iron.) si dice a chi ha commesso un atto vile, prepotente, o a chi ha superato una difficoltà solo apparente.
prodiere   s.m.  (mar.) marinaio che svolge le sue mansioni a prua dell'imbarcazione.
prodiero   agg.  (mar.)    • 1 •   di prua, del lato di prua: la parte prodiera della nave; cannone, fumaiolo prodiero | onda prodiera, che si alza davanti alla prua durante la navigazione    • 2 •   detto di nave, che naviga anteriormente a un'altra, seguendo la medesima rotta.
prodigalità   s.f.    • 1 •   l'essere prodigo    • 2 •   azione da prodigo: le sue prodigalità sono proverbiali. 
prodigalizzare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (rar.) spendere con troppa prodigalità scialacquare.
prodigalmente   avv.  con prodigalità, in modo prodigo: vivere prodigalmente; dispensare, donare qualcosa prodigalmente. 
prodigare   v. tr.  [io pròdigo, tu pròdighi ecc.]    • 1 •   spendere senza misura; donare con eccessiva generosità: prodigare tutti i propri averi    • 2 •   (fig.) distribuire, dispensare largamente: prodigare lodi e consigli  | prodigare tutto sé stesso, prodigarsi | prodigarsi v. rifl.  dedicarsi con tutte le forze, adoperarsi con grande impegno: prodigarsi per soccorrere chi ha bisogno; prodigarsi nella ricerca dei dispersi. 
prodigio   s.m.    • 1 •   fatto, fenomeno che esce dal corso ordinario delle cose naturali: un prodigio di natura; nell'antichità si interpretavano i prodigi    • 2 •   (iperb.) fatto, evento che suscita meraviglia per il suo carattere eccezionale, fuori del comune; anche, la persona o la cosa che abbia doti, caratteristiche eccezionali: un chirurgo che compie prodigi; essere un prodigio di bravura, di memoria; un prodigio della tecnica  | usato anche come agg. invar.  nelle loc. bambino, bambina prodigio. 
prodigiosità   s.f.  l'essere prodigioso; carattere prodigioso: la prodigiosità di un evento. 
prodigioso   agg.    • 1 •   che ha del prodigio, che costituisce un prodigio: fatto, fenomeno prodigioso    • 2 •   (iperb.) straordinario, miracoloso, portentoso: un medicinale prodigioso; memoria, cultura prodigiosa  | che ha doti, capacità eccezionali: un atleta prodigioso  § prodigiosamente avv. 
prodigo   agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   si dice di persona che spende o dona con eccessiva larghezza o che sperpera denaro senza metodo o riflessione; si oppone ad avaro | figliol prodigo, si dice di chi, dopo un periodo di traviamento e dissolutezza, ritorna pentito sulla via del bene o di chi, ammettendo di aver aderito a idee sbagliate, ritorna alle sue convinzioni precedenti (con riferimento alla nota parabola evangelica)    • 2 •   (fig.) che distribuisce, dispensa generosamente (cose non materiali): prodigo di aiuti, di consigli, di lodi  s. m.  [f. -a] chi spende o dona senza misura: gli avari e i prodighi dell'«inferno» dantesco  § prodigamente avv.  (non com.) prodigalmente.
proditore   s.m.  (ant. , lett.) traditore.
proditorio   agg.  di, da traditore, fatto a tradimento: azione proditoria; assassinio proditorio  § proditoriamente avv. 
prodittatore   s.m.  chi fa le veci di un dittatore.
prodizione   s.f.  (ant. , lett.) tradimento.
prodomo   s.m.  (arch.) pronao.
prodotto   part. pass.  di produrre  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   ciò che costituisce il risultato di un processo naturale o di un'operazione umana: i prodotti dei campi, del sottosuolo; prodotto agricolo, industriale, artigianale; prodotto dell'ingegno, opera, creazione intellettuale; prodotto dell'immaginazione, creazione fantastica, fantasia | in partic., il risultato di una produzione industriale: prodotto grezzo, semilavorato, finito; prodotti alimentari, chimici, farmaceutici; prodotti di bellezza, cosmetici    • 2 •   (econ.) il risultato del processo di produzione: prodotto medio, produttività media; prodotto marginale, incremento di prodotto che risulta da un incremento di un fattore di produzione | nella contabilità nazionale: prodotto interno lordo, valore monetario dei beni e dei servizi prodotti in un anno sul territorio nazionale, al lordo degli ammortamenti; prodotto nazionale lordo, l'insieme costituito dal prodotto interno lordo e dal reddito di residenti che deriva da investimenti all'estero, sottratto il reddito prodotto all'interno ma che spetta a operatori esteri; prodotto netto, prodotto lordo sottratti gli ammortamenti (è sin. di valore aggiunto)    • 3 •   (mat.) il risultato di una operazione di moltiplicazione; per estens., l'operazione stessa: invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia; fare un prodotto. 
prodromo   s.m.  indizio che precede e preannuncia qualcosa: i prodromi di una guerra, della malattia. 
producente   part. pres.  di produrre   agg.  che produce buoni risultati, che ha effetti positivi: una tattica molto, poco producente; fare un altro tentativo può essere producente. 
producer   s.m. invar.  chi definisce il progetto di un spettacolo cinematografico, televisivo ecc. e lo sottopone al produttore per la realizzazione.
producere    ⇨ produrre.
producibile   agg.  che si può produrre.
producibilità   s.f.  l'essere producibile.
producimento   s.m.  (ant.) il produrre; produzione.
product manager   loc. sost. m. invar.  nell'organizzazione aziendale, chi gestisce la vendita di un prodotto decidendo i modi della distribuzione, le campagne pubblicitarie ecc.
produrre   ant. producere, v. tr.  [pres. io produco, tu produci ecc. ; pass. rem. io produssi, tu producésti ecc. ; fut. io produrrò  (ant. producerò) ecc. ; cond. io produrrèi  (ant. producerèi) ecc. ; part. pass. prodótto  (ant. produtto)]    • 1 •   far nascere, far germogliare, fruttare: un terreno che produce grano; questo albero non produce più frutti; produrre molto, poco    • 2 •   (estens.) fornire le condizioni ambientali adatte alla nascita e allo sviluppo di animali o vegetali: la spagna produce razze pregiate di ovini  | (fig.) essere luogo natale, patria di qualcuno: la toscana ha prodotto grandissimi artisti    • 3 •   fabbricare, fare: un impianto che produce laminati  | essere sede della fabbricazione, della lavorazione di qualcosa: l'italia produce vino    • 4 •   elaborare, secernere: le ghiandole endocrine producono ormoni    • 5 •   dare luogo a un'opera dell'ingegno, a una creazione intellettuale (anche assol.): balzac ha prodotto un numero molto elevato di romanzi; un musicista che non produce più da molto tempo  | produrre un film, uno spettacolo teatrale, esserne il produttore    • 6 •   causare, provocare: l'incendio produsse molti danni; cadendo si è prodotto una ferita alla testa    • 7 •   nel linguaggio giuridico, presentare, addurre, allegare: produrre una prova, un documento  | produrre un testimonio, farlo comparire in giudizio    • 8 •   (lett.) protrarre, prolungare: troppo hai del viver tuo l'ore prodotte  (foscolo sonetti) | prodursi v. rifl.  presentarsi in pubblico, esibirsi: prodursi in uno spettacolo. 
produttivistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la produzione, la produttività: politica produttivistica. 
produttività   s.f.  l'essere produttivo; capacità o attitudine a produrre | in economia: produttività (media), rapporto tra il prodotto totale e la quantità di fattore variabile impiegata per produrlo (p. e.  il lavoro); produttività marginale, rapporto tra l'incremento del prodotto totale e l'incremento del fattore variabile.
produttivo   agg.    • 1 •   che produce; che è atto a produrre: terreno produttivo    • 2 •   relativo a una produzione: fattori produttivi | ciclo produttivo, periodo di tempo in cui si compie il processo di produzione    • 3 •   che permette di conseguire risultati positivi, di realizzare un utile: investimento produttivo  § produttivamente avv. 
produttore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi produce un determinato bene: la grecia è un paese produttore di olio; i produttori brasiliani di caffè; la distribuzione commerciale consente il passaggio delle merci dal produttore al consumatore    • 2 •   che, chi si assume la responsabilità finanziaria della realizzazione di un film, di un disco e sim.: la casa produttrice    • 3 •   (biol.) si dice di organismo (p. e. batterio) capace di produrre sostanze organiche a partire da sostanze inorganiche  s.m.  agente che procura clienti, contratti, affari per conto di un'azienda, di una società.
produttoria   s.f.  (mat.) moltiplicazione di infiniti fattori.
produzione   s.f.    • 1 •   il produrre, l'essere prodotto | (econ.) azione diretta a trasformare dei beni in altri dotati di maggiore utilità complessiva : la produzione della seta; la produzione automobilistica; sistema, costo di produzione    • 2 •   (estens.) opera prodotta dall'ingegno; il risultato dell'attività artistica, letteraria e sim.: la produzione  (teatrale, narrativa) di c-echov    • 3 •   l'insieme delle attività di ordine finanziario e tecnico dirette alla creazione di un film, all'incisione di un disco e sim.; anche, l'opera prodotta    • 4 •   nel linguaggio giuridico, presentazione di prove o testimoni in giudizio.
proedria   s.f.    • 1 •   nel teatro greco antico, la prima fila di posti    • 2 •   (rar.) diritto di sedere ai primi posti in teatro.
proeggiare   v. intr.  [io proéggio ecc. ; aus. avere] (ant.) prodeggiare.
proemiale   agg.  di proemio; che fa da proemio: scritto proemiale  § proemialmente avv.  con funzione di proemio.
proemiare   v. intr.  [io proèmio ecc. ; aus. avere] (non com.) scrivere un proemio, una parte introduttiva.
proemio   s.m.  parte di un testo scritto o di un discorso che serve di introduzione all'argomento: il proemio dell'iliade, dell'odissea. 
proenzima   s.m.  [pl. -mi] (chim. biol.) la forma inattiva di un enzima, prodotta dall'organismo e in grado di trasformarsi nel corrispondente enzima attivo (p. e.  il tripsinogeno, precursore della tripsina); è detto anche zimogeno. 
prof   s.m.  e f. invar.  nel gergo studentesco, professore, professoressa.
profanamento   s.m.  (non com.) profanazione.
profanare   v. tr.    • 1 •   violare ciò che è sacro: profanare un tempio    • 2 •   venir meno al rispetto dovuto a qualcosa: profanare la memoria dei defunti. 
profanatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi profana: una mano profanatrice; i profanatori di una chiesa. 
profanazione   s.f.  il profanare, l'essere profanato; violazione di cosa o persona sacra | (estens.) grave irriverenza.
profanità   s.f.  l'essere profano; atto, discorso profano.
profano   agg.    • 1 •   che è estraneo o contrario a ciò che è sacro; che è terreno, mondano: arte, musica profana; l'amor sacro e l'amor profano    • 2 •   indegno di accostarsi a ciò che è sacro; mancante del rispetto dovuto alle cose sacre: mano profana  s. m.    • 1 •   ciò che non è sacro: mescolare il sacro e il profano, (fig.) mettere insieme cose tra loro contrastanti    • 2 •   [f. -a] (non com.) chi non è iniziato ai misteri religiosi    • 3 •   [f. -a] persona incompetente, inesperta: essere un profano di musica  § profanamente avv. 
profase   s.f.  (biol.) prima fase della mitosi, durante la quale si evidenziano morfologicamente i cromosomi.
profenda   s.f.  (rar.) la razione di biada che costituisce il pasto di un animale in una stalla.
proferibile   agg.  che si può proferire (usato per lo più in frasi negative): parole non proferibili, che non è decoroso pronunciare.
proferimento   s.m.  (non com.) l'atto di proferire.
proferire   v. tr.  [pres. io proferisco, tu proferisci ecc. ; pass. rem. io proferìi, tu proferisti ecc. ; part. pass. proferito]    • 1 •   (lett.) dire, esprimere: proferendo queste parole, non sapeva nemmen lui se faceva una promessa, o un complimento  (manzoni p. s.  i) | articolare: proferire un suono; proferire distintamente un termine, un nome    • 2 •   (ant.) manifestare.
proferta    ⇨ profferta.
professante   part. pres.  di professare   agg.  che vive in conformità con i precetti della religione cui appartiene: un cattolico professante. 
professare   v. tr.  [io profèsso ecc.]    • 1 •   dichiarare, mostrare apertamente un sentimento, un'idea; in partic., seguire una confessione religiosa: professare il proprio amore a qualcuno; professare una convinzione politica; professare il cattolicesimo | professare i voti, fare atto di ingresso in un ordine religioso    • 2 •   esercitare una professione (anche assol.): professare l'insegnamento; è medico, ma non professa  | professarsi v. rifl.  proclamarsi, dichiararsi apertamente: professarsi cristiano, socialista; professarsi amico di qualcuno; professarsi innocente. 
professionale   agg.    • 1 •   della professione; che riguarda la professione: competenza, preparazione professionale; serietà, correttezza, gelosia professionale  | albo professionale, pubblico registro in cui sono iscritti gli abilitati all'esercizio di una data professione ' malattia professionale, causata o favorita dalle condizioni in cui è svolto un determinato lavoro ' segreto professionale, quello che i professionisti di alcune categorie hanno il diritto e il dovere di mantenere circa dati e informazioni da loro acquisiti nel corso del proprio lavoro ' scuola professionale, che prepara i giovani all'esercizio di un'attività di tipo esecutivo nei vari settori economici    • 2 •   si dice di macchina, attrezzatura ad alto grado di perfezione tecnologica, destinata a essere usata nell'esercizio di una professione: cinepresa professionale    • 3 •   (dir.) si dice di delinquente abituale che dalla sua attività criminosa trae, anche soltanto in parte, i mezzi per vivere § professionalmente avv.    • 1 •   in relazione alla professione: un lavoro professionalmente qualificato    • 2 •   come professione, da professionista: fare sport professionalmente. 
professionalità   s.f.    • 1 •   il carattere professionale di un'attività, cioè il fatto che chi la esercita ne tragga un guadagno continuativo    • 2 •   capacità professionale, competenza; serietà e rigore nell'esercitare un'attività: avere professionalità; mancare di professionalità    • 3 •   professionalità nel reato, (dir.) la condizione del delinquente professionale.
professionalizzare   v. tr.  rendere professionale, conferire professionalità: professionalizzare un'attività, un lavoratore  | professionalizzarsi v. rifl.  acquisire professionalità: un settore in cui bisogna professionalizzarsi per aspirare a buoni risultati. 
professionalizzazione   s.f.  il professionalizzare, l'essere professionalizzato.
professione   s.f.    • 1 •   il professare un sentimento, un'idea; aperta dichiarazione di una fede politica, religiosa ecc.: far professione di amicizia; professione di fede  | professione religiosa, emissione di voti semplici o solenni con cui si entra in un ordine religioso    • 2 •   lavoro, attività che si svolge stabilmente allo scopo di trarne un guadagno; in senso più ristretto, si dice delle sole attività intellettuali, e in questo caso si contrappone a mestiere : fare di professione il falegname; la professione di medico, di ingegnere; esercitare la professione; scegliere una buona professione  | libera professione, quella che non è svolta alle dipendenze di altri | essere un bugiardo, un imbroglione ecc. di professione, (iron.) essere tale abitualmente ' la professione più antica del mondo, (eufem.) la prostituzione.
professionismo   s.m.    • 1 •   lo stato di professionista | la caratteristica di chi ha professionalità, competenza specifica: ha dato una prova esemplare di professionismo    • 2 •   l'esercizio di un'attività sportiva per professione: passare al professionismo. 
professionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi esercita una professione: un libero professionista    • 2 •   chi esercita un'attività sportiva per professione: i professionisti del calcio    • 3 •   (estens.) persona molto esperta in qualcosa: i ladri si sono dimostrati dei professionisti  | usato anche come agg.  : un pugile, un ladro professionista. 
professionistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda i professionisti: associazione professionistica    • 2 •   che riguarda il professionismo sportivo.
professo   agg.  e s.m.  [f. -a] (eccl.) si dice di religioso che ha fatto la professione dei voti.
professorale   agg.    • 1 •   di, da professore: esperienza professorale    • 2 •   (spreg.) pedantesco, saccente: aria, tono professorale  § professoralmente avv.  in modo, con tono cattedratico.
professorato   s.m.  (non com.) ufficio di professore; durata di tale ufficio.
professore   s.m.  [f. -essa]    • 1 •   chi insegna in una scuola di grado superiore all'elementare: professore di scuola media, di liceo, di università; professore di scienze, d'italiano, di filosofia; professore ordinario, straordinario, incaricato  | saperne quanto un professore, essere molto dotto o versato in un particolare campo; fare il professore, darsi arie di professore, parlare come un professore, si dice per indicare una persona che ama ostentare dottrina, che è saccente, pedante. dim. professorino, professoruccio  accr. professorone  pegg. professorucolo    • 2 •   (estens.) insegnante in genere: professore di musica, di danza    • 3 •   titolo di chi suona in un'orchestra, spec. sinfonica: professore d'orchestra. 
professorino   s.m.    • 1 •   dim.  di professore    • 2 •   professore giovane e inesperto | (estens.) persona che pretende di insegnare qualcosa senza averne esperienza, cadendo quindi nella petulanza e nella saccenteria.
professorone   s.m.    • 1 •   accr.  di professore    • 2 •   professore o persona di grande notorietà e dottrina (anche iron.).
profeta   s.m.  [pl. -ti, ant. -te]    • 1 •   chi, per ispirazione di dio, parla in suo nome manifestandone la volontà o annunciando avvenimenti futuri: i profeti dell'antico testamento; il profeta geremia | il profeta di allah, maometto    • 2 •   (estens.) chi prevede o crede di poter prevedere il futuro; veggente: fare il profeta; in questo sei stato un profeta  | cattivo profeta, chi prevede cose che poi non si avverano: vorrei essere cattivo profeta, si dice quando si prevede qualcosa che si desidera non accada ' profeta di sciagure, di sventure, chi fa previsioni catastrofiche ' prov.  : nessuno è profeta in patria, una persona di valore è raramente apprezzata nel proprio ambiente.
profetare   v. tr.  o intr.  [io profèto ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   esercitare la funzione profetica, annunciare il futuro per ispirazione di dio    • 2 •   (estens.) predire, presagire il futuro.
profetessa   s.f.  nell'antichità greco-romana o nelle sacre scritture, donna dotata di spirito profetico | in senso generico, donna alla quale si attribuiscono capacità divinatorie | nell'uso letterario e poetico, la sibilla.
profetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, da profeta; dei profeti: spirito profetico; i libri profetici dell'antico testamento  | che si richiama allo spirito e alla funzione dei profeti: missione profetica della chiesa    • 2 •   (estens.) che preannuncia il futuro: fare un sogno profetico  § profeticamente avv. 
profetismo   s.m.    • 1 •   il fenomeno del profetare, inteso in varie religioni come manifestazione della volontà divina: il profetismo ebraico    • 2 •   carattere, tono profetico: il profetismo dell'opera dantesca. 
profetizzare   v. tr.  o intr.  [aus. dell'intr. avere] fare profezie, profetare; dire, prevedere cose future: profetizzare la rovina di qualcuno; profetizzare un evento felice, luttuoso. 
profettizio   agg.  (dir. antiq.) si dice di bene che si eredita dal padre o da un altro ascendente diretto.
profezia   s.f.    • 1 •   il contenuto dell'annuncio di un profeta; la predizione di avvenimenti futuri per ispirazione divina: le profezie dell'antico testamento, della sibilla cumana    • 2 •   (estens.) ogni predizione, vera o falsa, fatta per intuito personale o tratta da elementi quali i sogni, l'osservazione degli astri e sim.: le profezie degli indovini, degli astrologhi; fare delle facili profezie. 
profferire   v. tr.  [pres. io profferisco, tu profferisci ecc. ; pass. rem. io profferìi  o proffèrsi, tu profferisti ecc. ; part. pass. proffèrto] (lett.) offrire: profferire i propri servigi  | profferirsi v. rifl.  (lett.) offrirsi: profferirsi per soccorrere qualcuno. 
profferta   ant. proferta, s.f.  (lett.) offerta, proposta: profferte amorose; quand'io udi' questa proferta, degna / di tanto grato  (dante par.  xxiii, 52-53).
proffilare   e deriv.   ⇨ profilare e deriv. 
proficuità   s.f.  (non com.) l'essere proficuo.
proficuo   agg.  che dà profitto materiale o spirituale: un'attività proficua, uno studio proficuo  § proficuamente avv. 
profilamento   s.m.  (non com.) il profilare, il profilarsi, l'essere profilato.
profilare   ant. proffilare, v. tr.    • 1 •   delineare, disegnare il profilo di una persona o di una cosa, tracciarne la linea di contorno    • 2 •   (fig.) rappresentare, descrivere nei tratti essenziali: profilare un personaggio    • 3 •   guarnire, orlare un abito o altro con un bordo sottile, per lo più di diverso colore o tessuto    • 4 •   lavorare un oggetto metallico al laminatoio in modo che il suo profilo trasversale assuma una forma caratteristica | profilarsi v. rifl.    • 1 •   delinearsi, mostrarsi di profilo: la nave si profilò all'orizzonte    • 2 •   (fig.) presentarsi, lasciarsi intravvedere; apparire probabile o imminente: si profila una buona occasione, una sfuriata. 
profilassi   s.f.  prevenzione, spec. delle malattie infettive.
profilato   part. pass.  di profilare   agg.    • 1 •   delineato nel profilo: una figura ben profilata    • 2 •   guarnito di un orlo: abito profilato di raso   agg.  e s.m.  si dice di semilavorato metallico a forma di barra con sezione complessa (non circolare o poligonale), prodotto mediante laminazione oppure estrusione, trafilatura o profilatura a freddo; per estens. si dice anche di semilavorati non metallici: profilati a u, a t, a l; profilati di legno, di plastica. 
profilatoio   s.m.  cesello speciale che si usa in oreficeria per profilare figure in bassorilievo.
profilatrice   s.f.    • 1 •   macchina per produrre profilati metallici mediante piegatura a freddo di lamiera    • 2 •   macchina per produrre profilati di legno con una sola passata del pezzo.
profilattico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la profilassi; che mira a proteggere da malattie infettive: prendere misure profilattiche   s.m.  preservativo § profilatticamente avv.  dal punto di vista della profilassi; a scopo profilattico.
profilatura   s.f.  il profilare, il sagomare secondo un determinato profilo | in sartoria, l'eseguire una orlatura con tessuto diverso da quello dell'abito; l'orlatura così ottenuta.
profillo   s.m.  (bot.) piccola brattea.
profilo   ant. proffilo, s.m.    • 1 •   linea di contorno di qualcosa: il profilo dei monti, di una nave | profilo alare, contorno della sezione dell'ala di un aereo, sagomato in modo da produrre la massima portanza e la minima resistenza aerodinamica | di alto, basso profilo, (fig.) di grande, scarso valore, qualità, importanza: progetto di alto profilo    • 2 •   la linea del viso osservato esattamente di fianco, che va dalla sommità della fronte al collo, seguendo il contorno del naso, della bocca e del mento: un profilo regolare, perfetto | di profilo, di fianco    • 3 •   disegno o dipinto che ritrae una persona di profilo: eseguire un profilo    • 4 •   linea che rappresenta in proiezione verticale il contorno di un oggetto; in geologia, disegno che riproduce una sezione verticale del terreno, e mette in evidenza l'andamento del rilievo e la giacitura degli strati rocciosi    • 5 •   (fig.) breve saggio critico che illustra in modo sintetico un autore, un personaggio, un periodo; più genericamente, descrizione dei tratti essenziali di qualcuno o di qualcosa: un profilo del leopardi, dell'illuminismo; scrivere i profili degli alunni | sotto il profilo, sotto l'aspetto, dal punto di vista: sotto il profilo tecnico, morale, giuridico    • 6 •   in sartoria, orlatura fatta con tessuto di diverso colore.
profime   s.m.  pezzo dell'aratro che unisce la bure allo zoccolo.
profiterole   s.m. invar.  (gastr.) sorta di piccolo bignè alla crema | (estens.) dolce fatto di tanti piccoli bignè ricoperti con crema alla vaniglia o con crema al cioccolato o con panna montata.
profittabile   agg.  (ant.) profittevole.
profittare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   far profitto, progredire: a scuola profitta abbastanza    • 2 •   trarre profitto, vantaggio: profittare dell'amicizia, degli altrui consigli. 
profittatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi approfitta di situazioni eccezionali o delle necessità altrui per trarne vantaggi; che, chi sfrutta l'opera, il lavoro degli altri: una persona profittatrice; essere un profittatore. 
profittevole   agg.  (lett.) che dà profitto materiale o spirituale: in ogni cosa onesta e profittevole esercitò come un primato d'esempio  (manzoni p. s.  xxii) § profittevolmente avv. 
profitto   s.m.    • 1 •   giovamento, utilità, beneficio: trarre profitto dai consigli ricevuti; mettere a profitto qualcosa, servirsene per trarne utilità    • 2 •   (fig.) avanzamento, progresso negli studi, in un'attività: studiare, lavorare con profitto; voto di profitto, nella scuola, il voto che rispecchia i risultati raggiunti nelle singole materie    • 3 •   (econ.) differenza tra i ricavi dell'impresa e i costi di produzione e di vendita dei suoi prodotti: saggio di profitto, rapporto tra il totale dei profitti ottenuti in un dato periodo e il capitale anticipato; conto perdite e profitti, quello che registra tutti i costi e i ricavi dell'esercizio; partecipazione ai profitti, accesso dei lavoratori alla distribuzione di una quota dei profitti di un'impresa.
profluvio   s.m.    • 1 •   flusso abbondante, spec. di umori e sostanze che scaturiscono dal corpo umano: un profluvio di sangue    • 2 •   (fig.) grande abbondanza: un profluvio di parole. 
profondamento   s.m.  (non com.) il profondare, il profondarsi, l'essere profondato.
profondare   v. tr.  [io profóndo ecc.] (non com.)    • 1 •   immergere, affondare: profondare le radici nel terreno    • 2 •   approfondire | v. intr.  [aus. essere] (rar.) sprofondare, cadere nel fondo | profondarsi v. rifl.  o intr. pron.  (lett.)    • 1 •   immergersi: la terra sfuma e si profonda / dentro la notte fulgida del cielo  (pascoli)    • 2 •   (fig.) addentrarsi, penetrare col pensiero: profondarsi nello studio. 
profondere   v. tr.  [coniugato come fondere] dare, spendere senza misura: profondere tesori, grandi ricchezze; profondere lodi, complimenti  | profondersi v. rifl.  dire o fare qualcosa con calore, con effusione: profondersi in ringraziamenti, in elogi, in scuse. 
profondimetro   s.m.    • 1 •   strumento usato dai subacquei per la misurazione della profondità    • 2 •   lo stesso che spessimetro. 
profondità   s.f.    • 1 •   l'essere profondo; qualità, condizione di ciò che è profondo (anche fig.): la profondità del mare, delle tenebre, della notte; profondità di voce, di pensiero | in profondità, molto addentro, a fondo (anche fig.): il proiettile si è conficcato in profondità nella coscia; esaminare un problema in profondità; lancio, passaggio in profondità, nel calcio e in altri sport di squadra, lancio, passaggio del pallone effettuato lungo l'asse verticale del campo    • 2 •   la distanza tra il fondo di una cavità e la sua estremità superiore; l'altezza di una massa d'acqua: misurare la profondità di un pozzo, di un lago  | bomba di profondità, arma antisommergibile che esplode dopo aver raggiunto una determinata profondità    • 3 •   la distanza tra i diversi piani in cui si può immaginare scomposta un'immagine: la pittura medievale manca di profondità; il cinema tridimensionale dà l'impressione della profondità  | profondità di campo, (foto. , cine.) la zona compresa fra la distanza minima e quella massima da un obiettivo alle quali l'immagine risulta nitida    • 4 •   luogo profondo: le profondità inesplorate degli oceani  | (fig.) la parte più intima, più segreta: la profondità dell'animo umano. 
profonditore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi profonde, chi spende senza misura.
profondo   agg.    • 1 •   che presenta una notevole distanza tra la superficie e il fondo; che penetra molto addentro (anche fig.): acque profonde; mare, lago profondo; una profonda voragine; una ferita profonda; un inchino profondo, fatto curvando molto la schiena | sospiro profondo, che sale dal fondo del petto | voce profonda, di timbro grave | sonno profondo, molto intenso, pesante | silenzio profondo, totale | notte profonda, avanzata | buio profondo, cupo, denso | occhi profondi, dall'espressione intensa | azzurro profondo, carico, intenso | il profondo significato di qualcosa, il più riposto e il più vero | il profondo sud, la parte più meridionale delle terre situate a sud | ingegno profondo, mente profonda, che penetra acutamente le cose | esame profondo, che approfondisce tutti gli aspetti di una questione | pensieri, concetti, discorsi profondi, non superficiali, che fanno meditare | una profonda verità, assoluta    • 2 •   (fig.) si dice di sentimento, affetto radicato nell'animo, vivamente sentito: un amore, un odio profondo; provare un profondo dolore    • 3 •   (fig.) molto grande, vasto: un uomo di profonda cultura; essere un profondo conoscitore di qualcosa, conoscerla a fondo  s.m.    • 1 •   la parte più profonda, più interna (anche fig.): il profondo del mare; nel profondo del cuore; dal profondo dell'animo    • 2 •   (psicol.) l'inconscio: psicologie del profondo, in generale, gli indirizzi di impostazione psicoanalitica, cioè, oltre alla psicoanalisi freudiana, la psicologia analitica junghiana (detta anche, specificamente, psicologia del profondo) e la psicologia individuale, elaborata da a. adler § profondamente avv.  molto addentro, a fondo, in profondità in modo profondo (anche fig.): piantare profondamente un palo nel terreno; respirare, dormire profondamente; essere profondamente addolorato. 
pro forma   loc. agg. invar.  e avv.  per pura formalità: rivolgere delle domande pro forma | fattura pro forma, provvisoria, usata per consentire di svolgere le pratiche burocratiche necessarie allo scambio effettivo  s.m. invar.  formalità: l'esame è soltanto un pro forma. 
profrase   s.f.  (ling.) elemento linguistico che equivale al contenuto di una frase (p. e. gli avv. sì, no : vieni con noi? sì, dove sì  sta per vengo con voi).
profugo   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ghi] che, chi è costretto ad abbandonare il proprio paese in seguito a calamità naturali, a eventi militari, a persecuzioni politiche.
profumare   v. tr.  cospargere di profumo: profumare la biancheria  | v. intr.  [aus. essere] emanare profumo: le rose profumano  | profumarsi v. rifl.  mettersi del profumo, cospargersi di profumo: vestirsi, pettinarsi e profumarsi. 
profumato   part. pass.  di profumare   agg.    • 1 •   cosparso, impregnato di profumo; che emana profumo: capelli profumati; aria profumata; fiore profumato    • 2 •   (fig.) caro, costoso: prezzi profumati  | generoso, lauto: paga profumata  § profumatamente avv.    • 1 •   (rar.) in modo profumato    • 2 •   a un prezzo molto alto: pagare profumatamente qualcosa. 
profumazione   s.f.  profumo caratteristico; varietà di profumo: un deodorante disponibile in tre profumazioni diverse. 
profumeria   s.f.    • 1 •   l'arte di preparare profumi; il laboratorio in cui si preparano    • 2 •   assortimento di profumi e cosmetici; il negozio in cui essi vengono venduti.
profumiera   s.f.  vaso in cui si conservano o si bruciano profumi.
profumiere   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende profumi e cosmetici.
profumiero   agg.  che riguarda la fabbricazione dei profumi: industria profumiera. 
profumista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] operaio o tecnico addetto alla manipolazione dei prodotti di profumeria e cosmesi.
profumo   s.m.    • 1 •   odore gradevole emanato da sostanze naturali, artificiali o sintetiche: il profumo dei fiori, dell'acqua di colonia  | (fig. lett.) sentore, indizio: il profumo dello scandalo  | alone delicato e gradevole che sembra emanare da una virtù: il profumo dell'innocenza    • 2 •   miscela liquida di essenze odorose opportunamente dosate: una boccetta di profumo; profumo per donna, per uomo; spruzzare, versare, mettersi un profumo. 
profusione   s.f.    • 1 •   spargimento cospicuo: profusione di lacrime    • 2 •   (fig.) sovrabbondanza: una profusione di parole, di complimenti  | eccessiva larghezza nel donare, nello spendere: profusione di ricchezze | a profusione, in grande abbondanza, con prodigalità.
profuso   part. pass.  di profondere   agg.    • 1 •   sparso, versato in gran quantità: sudore profuso    • 2 •   (fig.) elargito con troppa larghezza: lodi, ricchezze profuse | discorso profuso, (rar.) prolisso § profusamente avv.    • 1 •   in abbondanza    • 2 •   diffusamente, a lungo.
progenerare   v. tr.  [io progènero ecc.] (ant. , lett.) generare, procreare: chi progenerò gli estensi illustri, / dovea d'ogni laudabile costume... / splender non men che fra le stelle il sole  (ariosto o. f.  xli, 3).
progenie   s.f. invar.  (lett.)    • 1 •   discendenza, prole, stirpe: la progenie d'adamo, il genere umano | (scherz.) la figliolanza: è questa la tua progenie?    • 2 •   (spreg.) genia: una vile progenie; progenie malnata. 
progenitore   s.m.  [f. -trice] colui dal quale ha origine una famiglia o una stirpe; più in generale, antenato, avo | i progenitori del genere umano, adamo ed eva.
progesterone   s.m.  (chim. biol.) ormone steroide femminile secreto dal corpo luteo dell'ovaio; favorisce l'impianto dell'uovo fecondato modificando la struttura della mucosa uterina.
progestina   s.f.  (chim. biol.) sostanza ormonale ad azione simile a quella del progesterone.
progestinico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. biol.)    • 1 •   relativo a progestina    • 2 •   si dice della seconda fase del ciclo mestruale, caratterizzata da abbondante produzione di progesterone.
progettare   v. tr.  [io progètto ecc.]    • 1 •   pensare, ideare qualcosa e studiare il modo di realizzarla: progettare una spedizione, una fuga; progettare di partire    • 2 •   ideare la costruzione di una macchina, di un edificio o di un'altra struttura, e compiere gli studi, i calcoli, i disegni necessari alla sua realizzazione: progettare un ponte, un motore elettrico. 
progettatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi fa un progetto o dei progetti; progettista.
progettazione   s.f.  il progettare; in partic., l'elaborazione tecnica di un progetto: progettazione industriale; concorso per la progettazione di un ospedale. 
progettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   autore di un progetto per la costruzione di qualcosa: il progettista di una macchina, del viadotto    • 2 •   chi per professione fa progetti edili o industriali | anche come agg.  : ingegnere progettista    • 3 •   (fig. non com.) chi idea piani difficilmente realizzabili.
progettistica   s.f.  l'attività e la tecnica del fare progetti nel campo delle costruzioni: la progettistica edile, industriale, navale. 
progettistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce ai progetti, alla progettistica.
progetto   s.m.    • 1 •   tutto ciò che ci si propone di compiere; ideazione di un lavoro, di un'attività anche, proposito vago, fantastico, difficilmente realizzabile: fare il progetto di un viaggio; è in progetto la ristrutturazione dell'organico; ha sempre la mente piena di progetti | progetto di legge, proposta per una nuova legge, presentata al parlamento    • 2 •   il complesso degli studi, dei calcoli e dei disegni che determinano la forma e le caratteristiche di una macchina, di un edificio o di un'altra struttura: fare il progetto di un ponte; progetto di massima, esecutivo. 
progettuale   agg.  di progetto, che riguarda la progettazione: fase, attività progettuale. 
progettualità   s.f.  carattere progettuale | attitudine a progettare, a ideare.
proginnasma   s.m.  [pl. -mi] (lett.) esercitazione letteraria.
proglottide   s.f.  (zool.) ciascuno dei segmenti in cui è diviso il corpo di alcuni vermi piatti (p. e.  della tenia).
prognatismo   s.m.  (anat.) prominenza di una mandibola o di entrambe, che determina la sporgenza in avanti della parte inferiore della faccia: prognatismo superiore, inferiore, totale. 
prognato   agg.  si dice di viso che presenta prognatismo.
prognosi   s.f.  (med.) previsione sul decorso clinico e sull'esito di uno stato patologico: prognosi fausta, infausta | prognosi riservata, che viene rinviata per la gravità e l'incertezza del caso | sciogliere la prognosi, pronunciarsi sul decorso di una malattia, generalmente per dichiarare fuori pericolo il paziente.
prognosticare    ⇨ pronosticare.
prognostico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la prognosi, utile per la formulazione della prognosi: giudizio prognostico; elementi prognostici   s.m.  (rar.)    • 1 •   prognosi    • 2 •   pronostico.
programma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   esposizione ordinata e particolareggiata di ciò che si vuole o si deve fare: programma di lavoro; il programma politico di un partito    • 2 •   nel linguaggio scolastico, piano di lavoro da svolgersi entro un determinato periodo di tempo in un corso di lezioni: programma annuale, trimestrale; svolgere il programma; essere preparato su tutto il programma, su tutta la materia; programma d'esame, elenco degli argomenti che sono materia d'esame; programma ministeriale, quello stabilito dal ministero della pubblica istruzione per i diversi ordini di scuole    • 3 •   elenco delle varie parti che compongono una manifestazione, uno spettacolo, o di tutte le manifestazioni, gli spettacoli che fanno parte di un ciclo, di una stagione; anche, singolo spettacolo radiofonico o televisivo : il programma di un concerto; il programma della stagione lirica; la trasmissione di un bel programma | essere in programma, si dice di spettacolo o parte di spettacolo di cui è prevista la presentazione al pubblico; (fig.) si dice di tutto ciò che ci si propone di fare o si prevede possa accadere | fuori programma, si dice di una rappresentazione straordinaria, non compresa nel programma; (fig.) si dice di avvenimento non previsto    • 4 •   opuscolo o foglio che contiene ragguagli attinenti a uno spettacolo, a una manifestazione e sim.: il programma di un convegno | programma di sala, opuscolo distribuito nei teatri o nelle sale da concerto e contenente note critiche sull'opera che si rappresenta o sui brani che si eseguono, completate talora da un'informazione essenziale sugli interpreti    • 5 •   progetto, piano: fare dei programmi per il futuro; abbiamo in programma di andare al cinema questa sera    • 6 •   (inform.) serie di istruzioni, scritta per mezzo di uno specifico linguaggio e formalizzata secondo un determinato ordine logico, che guida un elaboratore elettronico a risolvere un problema, eseguire operazioni, trattare dati ecc.
programmabile   agg.  che si può programmare.
programmare   v. tr.    • 1 •   mettere in programma, stabilire come programma: programmare una produzione, uno sviluppo, un piano d'investimenti  | proporsi, progettare: programmare un viaggio  | comprendere in un programma: programmare un viaggio; programmare un piano di lavoro  | programmare un film, proiettarlo in una sala pubblica    • 2 •   preparare il programma per un elaboratore elettronico.
programmatico   agg.  [pl. m. -ci] di un programma, che segue un programma: dichiarazioni, scelte programmatiche  § programmaticamente avv. 
programmato   part. pass.  di programmare   agg.  che si attua secondo un programma, una programmazione: economia programmata. 
programmatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi prepara i programmi per gli elaboratori elettronici    • 2 •   comando per la selezione dei programmi di elettrodomestici e sim.    • 3 •   in politica economica, chi sostiene la necessità della programmazione.
programmatorio   agg.  di programmazione, relativo a programmazione.
programmazione   s.f.    • 1 •   il programmare, l'essere programmato: la programmazione del lavoro; un film di prossima programmazione  | programmazione matematica, metodo per la soluzione di problemi di ottimizzazione    • 2 •   (econ.) attività di coordinamento e di controllo, da parte del governo, delle decisioni relative alla produzione e alla distribuzione del reddito, al consumo e agli investimenti; pianificazione economica    • 3 •   (inform.) preparazione di un programma.
programmista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   persona addetta alla stesura di programmi    • 2 •   chi espone e commenta i programmi radiotelevisivi.
progredire   v. intr.  [io progredisco, tu progredisci ecc. ; aus. avere  con sogg. di persona, per lo più essere  con sogg. di cosa] avanzare, inoltrarsi: progredire nel cammino, negli anni  | procedere verso un fine, verso il compimento: i lavori sono progrediti  | (fig.) fare progressi, migliorare: progredire in un'arte; nell'ultimo anno ha progredito molto negli studi. 
progredito   part. pass.  di progredire   agg.  avanzato, di alto livello: una tecnica progredita  | caratterizzato da un grado elevato di civiltà, di sviluppo: popoli, paesi progrediti. 
progressione   s.f.    • 1 •   il progredire; accrescimento regolare e continuo, avanzamento graduale: la difficoltà degli esercizi aumenta con una certa progressione    • 2 •   (mat.) successione di numeri ordinati secondo una determinata legge | progressione aritmetica, successione di numeri tale che sia costante la differenza tra ogni numero e l'antecedente | progressione geometrica, successione di numeri tale che sia costante il rapporto tra ogni numero e l'antecedente | in progressione geometrica, nel linguaggio corrente, in rapidissimo aumento    • 3 •   (mus.) procedimento compositivo per cui una stessa formula viene ripetuta più volte a partire da note diverse.
progressismo   s.m.  atteggiamento, posizione, tendenza di chi è progressista.
progressista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi ha tendenze innovatrici in politica o in altri campi.
progressistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) che è fautore del progresso § progressisticamente avv. 
progressività   s.f.  l'essere progressivo: la progressività di una numerazione, dell'imposizione fiscale. 
progressivo   agg.    • 1 •   che aumenta o diminuisce gradatamente: crescita progressiva, riduzione progressiva; esercizi in ordine progressivo di difficoltà  | imposta progressiva, caratterizzata da aliquote crescenti all'aumentare della base imponibile    • 2 •   (lett.) che costituisce, comporta un progresso: atteggiamento progressivo; dell'umana gente / le magnifiche sorti e progressive  (leopardi la ginestra, 50-51)    • 3 •   (mus.) si dice di un tipo di jazz sperimentale, d'avanguardia    • 4 •   (ling.) si dice di aspetto verbale che indica un'azione nel suo svolgimento (p. e. sto viaggiando) | assimilazione progressiva, in fonetica, assimilazione di un suono a quello che lo precede nel corpo della parola § progressivamente avv. 
progresso   s.m.    • 1 •   il progredire; processo di avanzamento, di sviluppo: il progresso dei lavori; l'infezione è in progresso | in progresso di tempo, col passare del tempo    • 2 •   perfezionamento, miglioramento: i progressi della tecnica, della civiltà; la medicina è in continuo progresso; far progressi nello studio    • 3 •   il miglioramento delle condizioni di vita, dell'organizzazione economica, delle strutture politiche e sociali: un paese sulla via del progresso; non si può arrestare il progresso. 
proibire   v. tr.  [io proibisco, tu proibisci ecc.]    • 1 •   ordinare che qualcosa non venga fatta: proibire una manifestazione; ti proibisco di alzarti; è proibito fumare    • 2 •   (estens.) impedire: la frana proibiva il passaggio. 
proibitivo   agg.    • 1 •   atto a proibire, che tende a proibire: leggi proibitive    • 2 •   (estens.) che impedisce od ostacola qualcosa che si vorrebbe fare: prezzo proibitivo, talmente alto da rendere l'acquisto difficile o impossibile; tempo proibitivo, tanto brutto da ostacolare un'attività § proibitivamente avv. 
proibito   part. pass.  di proibire   agg.  che è vietato: armi proibite, che la legge non permette di portare con sé | libri proibiti, quelli messi all'indice dalla chiesa | tempi proibiti, quelli in cui la chiesa proibisce di celebrare le nozze in forma solenne | frutto proibito, quello che, per ordine divino, adamo ed eva non dovevano mangiare; (fig.) cosa vietata e per questo maggiormente desiderata | colpo proibito, nel pugilato e in altri sport, colpo non ammesso dal regolamento | sogni proibiti, progetti, desideri non realizzabili.
proibitore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi proibisce, chi vieta.
proibitorio   agg.  (non com.) che proibisce, che vieta.
proibizione   s.f.  il proibire, l'essere proibito.
proibizionismo   s.m.    • 1 •   (st.) regime di divieto di produzione e di vendita delle bevande alcoliche, introdotto negli stati uniti dopo la prima guerra mondiale e abolito nel 1933    • 2 •   legislazione che proibisce lo spaccio e l'assunzione di droga.
proibizionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (st.) che, chi sostiene il proibizionismo: movimento proibizionista    • 2 •   che, chi è favorevole a una legislazione che proibisce lo spaccio e l'assunzione di droga.
proibizionistico   agg.  relativo al proibizionismo: regime proibizionistico. 
proiciente   agg.  e s.m.  (ant.) si dice di un corpo che imprime una spinta a un altro corpo.
proiettare   v. tr.  [io proiètto ecc.]    • 1 •   spingere, lanciare fuori o avanti con forza; scagliare: il pilota fu proiettato dal veicolo in corsa  | (fig.) protendere lontano, oltre il presente: proiettare le proprie speranze nel futuro    • 2 •   emettere (detto di raggi luminosi): una lampada che proietta luce sul soffitto | proiettare ombra, si dice di un corpo che intercetta i raggi provenienti da una sorgente luminosa così da disegnare la propria ombra sulla superficie opposta: l'albero proietta la sua ombra sulla terrazza    • 3 •   (foto. , cine.) inviare su uno schermo, per mezzo di un proiettore, immagini impresse su lastre, diapositive o film; in partic., fare la proiezione di un film: proiettare una pellicola; che cosa proiettano oggi al capitol?    • 4 •   (geom.) effettuare una proiezione, rappresentare un solido su una superficie piana | proiettarsi v. rifl.  lanciarsi, gettarsi: i paracadutisti si proiettano nel vuoto  | v. rifl.    • 1 •   indirizzarsi, rivolgersi, andare a cadere (detto di luce od ombra): l'ombra del campanile si proiettava sulla piazza    • 2 •   (fig.) protendersi lontano, oltre il proprio tempo: una scoperta scientifica che si proietta nel futuro. 
proiettificio   s.m.  fabbrica di proiettili.
proiettile   s.m.  ogni corpo lanciato con violenza nello spazio; in partic., corpo lanciato con forte velocità da un'arma da fuoco leggera: scagliare delle pietre come proiettili; proiettile di pistola, di fucile, di mitragliatrice; proiettile dirompente, esplosivo; essere colpito da un proiettile. 
proiettività   s.f.  l'essere proiettivo.
proiettivo   agg.    • 1 •   (non com.) che è atto a proiettare    • 2 •   (geom.) che riguarda le proiezioni: geometria proiettiva, che studia le relazioni tra figure ottenute mediante proiezioni e sezioni    • 3 •   (psicol.) si dice di una tecnica psicodiagnostica consistente nel sottoporre a un soggetto una serie di immagini da interpretare e nel ricavare, dalle interpretazioni date, indicazioni sulle sue condizioni psichiche e sulla sua personalità: test proiettivi    • 4 •   (psicoan.) basato sulla, relativo alla proiezione: atteggiamenti, meccanismi proiettivi. 
proietto   s.m.    • 1 •   (geol.) frammento solido che un vulcano lancia fuori dal cratere durante un'eruzione    • 2 •   (mil.) corpo lanciato da un pezzo d'artiglieria o da un'altra bocca da fuoco (nell'uso com. è sostituito da proiettile).
proiettore   s.m.    • 1 •   apparecchio ottico per la proiezione di film o diapositive    • 2 •   fonte luminosa assai potente che proietta un fascio illuminante a grande distanza: un proiettore militare; i proiettori dell'automobile    • 3 •   proiettore acustico, apparecchio che serve a proiettare in una determinata direzione un'onda sonora.
proiettura   s.f.  (ant.) parte sporgente di una struttura architettonica; aggetto.
proiezione   s.f.    • 1 •   il proiettare, il proiettarsi, l'essere proiettato: la proiezione di un corpo nello spazio; la proiezione di un fascio di luce; la proiezione dell'ombra di un campanile    • 2 •   (foto. , cine.) il proiettare su uno schermo, mediante un proiettore, immagini impresse su lastra, diapositive o film: la lezione è stata accompagnata da interessanti proiezioni; assistere alla proiezione di un western    • 3 •   (geom.) immagine piana di un oggetto, che si ottiene congiungendo tutti i suoi punti con il centro di proiezione mediante sistemi particolari; anche, l'operazione stessa | proiezione geografica  o cartografica, metodo con il quale si rappresenta graficamente la superficie terrestre o una sua porzione, secondo una scala opportuna e con la massima esattezza possibile    • 4 •   (stat.) previsione formulata sulla base di dati relativi a epoche precedenti o di dati parziali interpretati mediante un modello statistico: proiezione demografica; proiezione elettorale, previsione dei risultati elettorali effettuata sulla base dei primi dati parziali    • 5 •   (psicoan.) meccanismo di difesa per cui il soggetto non accetta come propri determinati impulsi, desideri o pensieri che lo disturbano, e li attribuisce ad altri o li scarica su un oggetto esterno.
proiezionista   s.m.  [pl. -sti] operatore cinematografico.
project manager   loc. sost. m. invar.  nell'organizzazione aziendale, chi è responsabile dell'esecuzione di un programma.
prolabio   s.m.  (anat.) la parte anteriore delle labbra, che si distingue per una più viva colorazione rosa.
prolammina   s.f.  (chim. biol.) ciascun appartenente a una classe di proteine vegetali semplici solubili in alcol, presenti p. e.  nell'avena e nell'orzo.
prolassato   agg.  (med.) si dice di organo che ha subito un prolasso: utero prolassato. 
prolasso   s.m.  (med.) abbassamento e fuoruscita di un viscere, o di una sua parte, da un'apertura naturale a causa del rilassamento dei tessuti di sostegno: prolasso rettale, uterino. 
prolattina   s.f.  (chim. biol.) ormone ipofisario che promuove la secrezione lattea dopo il parto.
prolazione   s.f.  (ant.) il parlare, il modo di parlare; loquela.
prole   s.f.  [solo sing. ; ant. anche pl.]    • 1 •   l'insieme dei figli di una famiglia: ha una prole numerosa; essere sposato senza prole  | (lett.  o scherz.) si dice anche con riferimento a un unico figlio: generosa erculea prole  (ariosto o. f.  i, 3)    • 2 •   (lett.) i piccoli di un animale o i germogli di una pianta    • 3 •   (lett.) stirpe, discendenza: uom che non nacque, / dannando sé, dannò tutta sua prole  (dante par.  vii, 26-27) | la prole umana, il genere umano.
prolegato   s.m.  vicario di un legato pontificio.
prolegomeni   s.m. pl.  introduzione a un testo, allo studio di un autore o di una scienza.
prolessi   rar. prolepsi, s.f.    • 1 •   (ret.) figura consistente nel dare una risposta anticipata a una prevista obiezione | figura consistente nel porre sullo stesso piano cronologico due azioni di cui l'una è in realtà conseguente all'altra    • 2 •   (ling.) nel discorso, anticipazione di uno o più elementi che verranno ripresi successivamente (p. e. codesto solo oggi possiamo dirti / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo, montale)    • 3 •   (filos.) nella logica degli epicurei e degli stoici, denominazione dei concetti generali che si formano da percezioni passate e sono anticipazioni di esperienze future.
proletariato   s.m.  la condizione di proletario | classe sociale costituita da tutti coloro che traggono il proprio reddito esclusivamente da lavoro salariato.
proletario   s.m.  [f. -a]    • 1 •   nella roma antica, chi apparteneva all'ultima delle classi in cui era diviso il popolo    • 2 •   nella teoria di marx ed engels, chi non è proprietario dei mezzi di produzione e non possiede altro che la propria forza-lavoro  agg.  dei proletari, relativo ai proletari: classe, lotta proletaria. 
proletarizzare   v. tr.  ridurre a condizione proletaria: proletarizzare la piccola borghesia  | proletarizzarsi v. rifl.  assumere condizione proletaria.
proletarizzazione   s.f.  il proletarizzare, il proletarizzarsi, l'essere proletarizzato.
prolettico   agg.  [pl. m. -ci] di prolessi, che costituisce prolessi: un pronome in posizione prolettica; costrutto prolettico  § proletticamente avv.  in posizione prolettica.
proliferare   v. intr.  [io prolìfero ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (biol.) riprodursi per proliferazione    • 2 •   (fig.) espandersi, moltiplicarsi con rapidità: iniziative che proliferano. 
proliferazione   s.f.    • 1 •   (biol.) processo per cui da cellule animali o vegetali si generano, per divisione, altre cellule; anche, il complesso di cellule così prodotte    • 2 •   (fig.) espansione, moltiplicazione rapida e per lo più incontrollata: la proliferazione dell'associazionismo sportivo; trattato per la non proliferazione delle armi nucleari. 
prolifero   agg.    • 1 •   (biol.) che prolifera, che genera altri organismi: cellule prolifere    • 2 •   (non com.) prolifico.
prolificare   v. intr.  [io prolìfico, tu prolìfichi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (biol.) dare vita ad altri organismi della stessa specie; generare prole: animali che prolificano molto  | detto di piante, germogliare, produrre germogli    • 2 •   (fig.) moltiplicarsi, espandersi: le missioni cristiane hanno prolificato soprattutto in africa. 
prolificazione   s.f.  il prolificare.
prolificità   s.f.  l'essere prolifico; qualità di chi, di ciò che è prolifico (anche fig.).
prolifico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che ha generato o che può generare molti figli: una donna prolifica; il coniglio è un animale molto prolifico    • 2 •   (fig.) fecondo, che ha prodotto o produce molto: uno scrittore prolifico. 
prolina   s.f.  (chim. biol.) amminoacido presente nelle proteine vegetali e negli organismi animali (p. e.  nel collagene).
prolissità   s.f.  l'essere prolisso: la prolissità di un oratore; un discorso che pecca di prolissità. 
prolisso   agg.    • 1 •   si dice di scritto o discorso troppo lungo e particolareggiato: un romanzo, un saggio prolisso; una conversazione prolissa    • 2 •   di persona che parla o scrive con troppe parole: uno scrittore, un predicatore prolisso    • 3 •   (fig. lett.) riferito alla barba, ai capelli, agli abiti o ad altro, che è lungo, fluente, abbondante più del normale o del necessario: bei capei prolissi  (d'annunzio)    • 4 •   (ant.) che si prolunga nel tempo § prolissamente avv. 
pro loco   loc. agg.  e sost. f. invar.  denominazione di enti attivi in località di villeggiatura di secondaria importanza, che hanno il compito di valorizzarne le risorse paesaggistiche e artistiche, favorire il turismo, promuovere manifestazioni culturali ecc.: associazione pro loco; le iniziative della pro loco. 
prologare   v. intr.  [io pròlogo, tu pròloghi ecc. ; aus. avere] (ant.)    • 1 •   comporre un prologo; fare prologhi    • 2 •   raccontare qualcosa con un gran giro di parole.
prologo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   nelle opere drammatiche, scena iniziale, di solito un monologo, in cui si spiega l'antefatto dell'azione; è tipico del teatro classico, e poi di quello rinascimentale; anche, il personaggio che recita tale scena: i prologhi plautini; il prologo della «mandragola» di machiavelli    • 2 •   (estens.) introduzione a un'opera in genere    • 3 •   (fig.) la prima parte di una lunga serie di avvenimenti, o un fatto che li preannuncia: questo non era che il prologo delle nostre avventure. 
proludere   v. intr.  [pass. rem. io prolu si, tu proludésti ecc. ; part. pass. prolu so; aus. avere] (lett.) cominciare a parlare, a esporre, a narrare | nel linguaggio accademico, pronunciare una prolusione.
prolunga   s.f.    • 1 •   nome generico di qualsiasi elemento mobile utilizzato per allungare un attrezzo, una macchina e sim., in modo da estenderne le possibilità d'uso: la prolunga di un tavolo, di una scala, di un braccio meccanico  | in partic., tratto di filo elettrico terminante a un'estremità con una spina e all'altra con una presa, usato per prolungare il cavo di alimentazione di un apparecchio: la prolunga dell'aspirapolvere, del televisore    • 2 •   negli eserciti di un tempo, carro militare a traino animale per trasportare bagagli dei reparti di cavalleria o artiglieria.
prolungabile   agg.  che si può prolungare.
prolungabilità   s.f.  l'essere prolungabile.
prolungamento   s.m.    • 1 •   il prolungare, il prolungarsi, l'essere prolungato: il prolungamento della ferrovia; un prolungamento della convalescenza    • 2 •   ciò che serve a prolungare, che costituisce un'aggiunta, una continuazione: il prolungamento di una corda; ottenere un prolungamento delle vacanze. 
prolungare   v. tr.  [io prolungo, tu prolunghi ecc]    • 1 •   rendere più lungo nello spazio: l'autobus ha prolungato il suo percorso; la strada è stata prolungata oltre il fiume    • 2 •   far durare di più nel tempo; prorogare: prolungare la validità di un documento, la scadenza di un contratto, l'orario di un negozio    • 3 •   (ant.) differire, rimandare ad altro tempo: il medico, prolungata nella seguente mattina la cura della gamba,... n'andò ad amalfi  (boccaccio dec.  iv, 10) | prolungarsi v. rifl.    • 1 •   estendersi nello spazio o nel tempo: il sentiero si prolunga nel bosco; la conversazione si è prolungata oltre il previsto    • 2 •   detto di persona, dilungarsi parlando o scrivendo: prolungarsi su particolari poco importanti. 
prolungativo   agg.  (non com.) che prolunga, che serve a prolungare.
prolungato   part. pass.  di prolungare   agg.  esteso, reso più lungo nello spazio o nel tempo: un percorso prolungato; sosta prolungata; prolungati applausi  § prolungatamente avv.  per un tempo prolungato; a lungo.
prolungazione   s.f.  (rar.) prolungamento.
prolusione   s.f.    • 1 •   discorso introduttivo a una serie di lezioni o conversazioni    • 2 •   lezione inaugurale che un professore universitario tiene nell'assumere la cattedra o nell'iniziare il suo insegnamento in una nuova sede | discorso che apre il nuovo anno accademico.
proluvie   s.f.  (lett.) inondazione | (estens.) profluvio, flusso | (fig.) grande abbondanza.
promanare   v. intr.  [aus. essere] (lett.) emanare: dal giardino promana un soave profumo di fiori  | v. tr.  (lett.) diffondere, emettere: il fosso promana un odore nauseante. 
promemoria   s.m. invar.  breve scritto o annotazione per ricordare qualcosa a sé o ad altri.
promere   v. tr.  (poet.) manifestare, svelare: fai come quei che la cosa per nome / apprende ben, ma la sua quiditate / veder non può se altri non la prome  (dante par.  xx, 91-93).
promessa   s.f.    • 1 •   il promettere; le parole con cui si promette; ciò che è stato promesso: promessa di matrimonio; fare, mantenere una promessa; venir meno a una promessa | promessa di marinaio, (fig.) della quale non ci si può fidare | prov.  : ogni promessa è debito, chi promette ha il dovere di mantenere    • 2 •   (fig.) chi dimostra notevoli attitudini a una data attività e fa prevedere una sua piena affermazione futura: un giovane attore che è considerato una promessa del teatro italiano    • 3 •   (dir.) dichiarazione di volontà con la quale ci si obbliga all'adempimento di una prestazione | promessa unilaterale, che obbliga soltanto chi la dichiara, non i suoi possibili destinatari.
promessione    ⇨ promissione.
promesso   part. pass.  di promettere   agg.  che è oggetto di una promessa, che è stato promesso: un dono promesso  | terra promessa, quella che dio aveva promesso agli ebrei come loro patria; (fig.) qualsiasi luogo lungamente e ardentemente desiderato | il promesso sposo, la promessa sposa, (lett.) il fidanzato, la fidanzata  s.m.    • 1 •   [f. -a] (lett.) chi è stato promesso in matrimonio: camminando di mala voglia, per la prima volta, verso la casa della sua promessa  (manzoni p. s.  ii)    • 2 •   (non com.) ciò che è stato promesso; promessa.
prometabolo   agg.  (zool.) si dice di insetto che presenta due paia d'ali.
prometeico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.)    • 1 •   di prometeo, il mitico gigante che rubò il fuoco agli dei e lo donò agli uomini, e per questo fu incatenato da zeus sul caucaso, dove un'aquila doveva rodergli il fegato in eterno    • 2 •   (fig.) che esprime sfida e ribellione contro un'autorità superiore, pur sapendosi impotente rispetto a essa: spirito, atteggiamento prometeico  § prometeicamente avv.  con spirito di fiera ribellione, di nobile sfida.
prometeo   (1) agg.  (lett.) di prometeo; prometeico.
prometeo   (2) s.m.  (chim.) promezio.
promettente   part. pres.  di promettere   agg.  nei sign. del verbo | che fa sperare bene di sé, che promette di dare buon esito: uno scrittore promettente; un inizio promettente. 
promettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   impegnarsi con altri a fare o a dare qualcosa: promettere un aiuto, un regalo; ti prometto che verrò; ha promesso di aiutarmi; promettere una figlia in matrimonio, impegnarsi formalmente a concederla | promettere mari e monti, (fig.) fare promesse eccessive, difficili a mantenersi    • 2 •   (fig.) far sperare, lasciar intravedere (anche assol.): la campagna quest'anno promette un buon raccolto; il tempo non promette nulla di buono; è un ragazzo che promette bene; oggi promette di essere una bella giornata  | il cielo promette pioggia, un temporale, fa temere, minaccia    • 3 •   (ant) assicurare, affermare | promettersi v. rifl.  impegnarsi, offrirsi, votarsi: promettersi in sposa; promettersi a dio. 
promettitore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi fa o ha fatto una promessa; in partic., chi fa grandi promesse senza avere la possibilità o il desiderio di mantenerle: tutti siete così gran promettitori, e poscia non attenete altrui nulla  (boccaccio dec.  viii, 2).
promezio   s.m.  elemento chimico a carattere metallico, di simbolo pm; è presente nelle terre rare.
prominente   agg.    • 1 •   che sporge notevolmente in fuori: avere il mento prominente  | che si eleva su ciò che lo circonda: un luogo prominente    • 2 •   (fig.) importante, eminente: una figura prominente della cultura novecentesca  § prominentemente avv. 
prominenza   s.f.  l'essere prominente; parte che è prominente: prominenza ossea; una parete rocciosa piena di prominenze. 
promiscuità   s.f.    • 1 •   l'essere promiscuo: promiscuità di lingue, di razze    • 2 •   presenza, in uno stesso luogo, di maschi e di femmine.
promiscuo   agg.    • 1 •   costituito dalla mescolanza di persone diverse o di cose eterogenee: merce promiscua  | scuola promiscua, frequentata da maschi e femmine | matrimonio promiscuo, contratto tra persone di razza o religione diversa | colture promiscue, di diversi generi di piante nello stesso terreno | trasporto promiscuo, di persone e cose sullo stesso mezzo    • 2 •   (gramm.) si dice di nome di animale che, possedendo un unico genere grammaticale, si riferisce sia al maschio sia alla femmina (p. e. pantera, scoiattolo) § promiscuamente avv. 
promissario   s.m.  (dir.) chi è destinatario di una promessa unilaterale.
promissione   o promessione, s.f.  (ant.) promessa: né credo che 'l mio dir ti sia men caro, / se oltre promession teco si spazia  (dante purg.  xxviii, 137-138) | terra di promissione, terra promessa.
promissivo   agg.  (non com.) che serve a promettere, che contiene una promessa.
promissorio   agg.  (non com.) che contiene, che conferma una promessa.
promittente   s.m.  e f.  (dir.) chi si obbliga verso terzi mediante una promessa unilaterale.
promontorio   s.m.    • 1 •   (geog.) sporgenza montuosa della costa: il promontorio di azio    • 2 •   (estens.) sporgenza di una struttura anatomica: il promontorio dell'osso sacro, del timpano. 
promosso   part. pass.  di promuovere   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi, alla fine di un anno di studi, è ammesso a frequentare una classe superiore: gli alunni promossi; l'elenco dei promossi e dei bocciati. 
promoter   s.m. invar.  chi si occupa della promozione commerciale di un prodotto o del lancio di un cantante, di un attore e sim.
promotion   s.f. invar.  promozione commerciale.
promotore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi promuove, dà impulso a qualcosa: associazione promotrice di un'iniziativa; agente promotore delle vendite; i promotori di una mostra, di una sottoscrizione | promotore della fede, l'ufficiale ecclesiastico che, nei processi di beatificazione e di canonizzazione, ha il compito di sollevare tutte le obiezioni possibili sulla santità della persona di cui si discute; avvocato del diavolo    • 2 •   (chim.) additivo di alcuni catalizzatori che rende più specifica la loro azione.
promovere    ⇨ promuovere.
promovimento   s.m.  (non com.) il promuovere, l'essere promosso: il promovimento di un'impresa. 
promozionale   agg.  che riguarda la promozione commerciale: attività, campagna promozionale. 
promozionare   v. tr.  [io promozióno ecc.] effettuare una promozione commerciale.
promozione   s.f.    • 1 •   il promuovere, l'avviare: promozione del giudizio, (dir.) attività che fa iniziare un processo    • 2 •   passaggio di un alunno a una classe superiore; più in generale, avanzamento, miglioramento nella carriera: conseguire la promozione a pieni voti; ottenere la promozione a dirigente; ha avuto la promozione da capitano a maggiore    • 3 •   (sport) passaggio di una squadra da una serie inferiore a una superiore: squadre che lottano per la promozione; la città festeggiò la promozione della sua squadra in serie a    • 4 •   nel gioco degli scacchi, la mossa con cui un giocatore mette il suo pedone nell'ultima fila della scacchiera, acquistando così il diritto di cambiarlo con un pezzo di maggior valore    • 5 •   (econ.) complesso di attività (distribuzione di campioni gratuiti, offerte speciali, concorsi a premi, dimostrazioni pratiche ecc.) dirette a incentivare le vendite di un prodotto; il complesso delle tecniche relative.
prompt   s. m. invar. (inform.) carattere o serie di caratteri che indica che il computer è pronto a ricevere istruzioni:    [pr. / prompt /] s. m. invar. (inform.) carattere o serie di caratteri che indica che il computer è pronto a ricevere istruzioni.
promulgamento   s.m.  (non com.) promulgazione.
promulgare   v. tr.  [io promulgo, tu promulghi ecc.]    • 1 •   pubblicare una legge o un regolamento imponendone l'osservanza: promulgare un decreto    • 2 •   (estens.) diffondere, divulgare: promulgare una teoria. 
promulgativo   agg.  (non com.) che serve a promulgare: atto promulgativo. 
promulgatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi promulga.
promulgazione   s.f.    • 1 •   il promulgare, l'essere promulgato | atto con cui il presidente della repubblica attesta l'avvenuta approvazione di una legge da parte del parlamento, ne dispone la pubblicazione e ne impone l'osservanza    • 2 •   (estens.) diffusione, divulgazione.
promuovere   pop. o lett. promovere, v. tr.  [coniugato come muovere]    • 1 •   far avanzare, far progredire: promuovere le arti, la cultura    • 2 •   avviare, iniziare: promuovere il giudizio, (dir.) dare avvio al processo | farsi iniziatore di qualcosa: promuovere una sottoscrizione benefica; promuovere un'azione legale    • 3 •   nelle scuole, far passare a una classe superiore; più in generale, fare avanzare di grado: essere promosso in quinta elementare; lo hanno promosso da operaio a caporeparto    • 4 •   (non com.) provocare, eccitare, stimolare: promuovere il vomito; farmaco che promuove la traspirazione. 
promutare   v. tr.  (ant.) permutare.
promutazione   s.f.  (ant.) permutazione.
pronao   s.m.  (arch.) nel tempio greco, lo spazio fra il colonnato e la parte antistante della cella o naos, in seguito, elemento architettonico a sé stante, delimitato da colonne e pilastri, all'esterno o all'interno della facciata di un edificio, in partic. di una chiesa.
pronatore   agg.  e s.m.  (anat.) si dice di ciascuno dei due muscoli dell'avambraccio che determinano il movimento di pronazione.
pronazione   s.f.  (fisiol.) movimento dell'avambraccio che porta il palmo della mano verso il basso.
pronefro   s.m.  (biol.) abbozzo embrionale del rene che compare nello sviluppo dei vertebrati.
pronipote   lett. pronepote, s.m.  e f.    • 1 •   figlio, figlia del nipote o della nipote    • 2 •   spec. pl.  discendente.
pronità   s.f.  (rar.) l'essere prono, incline, sottomesso.
prono   agg.  (lett.)    • 1 •   volto verso terra, chino    • 2 •   (fig.) incline, propenso, disposto: le donne più facili e prone / a creder son  (ariosto o. f.  xxxiv, 14)    • 3 •   (fig.) pronto a cedere, ad assoggettarsi.
pronome   s.m.  (gramm.) parte variabile del discorso che ha nella frase la funzione di sostituire il nome, designando persona o cosa non nominata: pronomi personali, possessivi, dimostrativi, indefiniti, relativi, interrogativi. 
pronominale   agg.  di, del pronome: declinazione pronominale; uso, valore pronominale | particella pronominale, forma atona del pronome personale | verbi pronominali  (o intransitivi pronominali), verbi che si coniugano come i verbi riflessivi, cioè mediante le particelle pronominali mi, ti, si, ci ecc. , ma non hanno significato riflessivo (p. e. pentirsi, arrabbiarsi ecc.) | pronominale apparente, si dice di forma verbale in cui la particella pronominale non abbia funzione di complemento diretto (come nei verbi riflessivi), ma di complemento indiretto (p. e. lavarsi  nella frase lavarsi le mani) § pronominalmente avv.  in funzione di pronome.
pronosticamento   s.m.  (non com.) il pronosticare; pronostico.
pronosticare   non com. prognosticare, v. tr.  [io pronòstico, tu pronòstichi ecc.]    • 1 •   prevedere, presagire, predire: pronosticare una vittoria; pronosticare una lunga vita    • 2 •   detto di cosa, far prevedere, lasciar presagire: nuvole che pronosticano cattivo tempo. 
pronosticatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi pronostica.
pronosticazione   s.f.  (non com.)    • 1 •   il pronosticare    • 2 •   indizio di eventi futuri.
pronostico   rar. prognostico, s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   previsione del futuro, per lo più basata su indizi o ipotesi: fare pronostici; formulare, azzardare un pronostico | godere il favore del pronostico, essere dato come probabile vincitore di una gara, un concorso e sim.    • 2 •   (non com.) indizio, segno, presagio.
prontare   v. tr.  [io prónto ecc.] (ant.) spingere, sollecitare; stimolare importunamente.
prontezza   s.f.  l'essere pronto; rapidità, sveltezza: prontezza di riflessi, di memoria, di spirito; ubbidire con prontezza. 
prontitudine   s.f.  (ant.)    • 1 •   prontezza    • 2 •   improntitudine.
pronto   agg.    • 1 •   si dice di cosa preparata per l'uso: il pranzo è pronto; tutto era pronto per l'esperimento; la nave era pronta a salpare | avere, tenere pronta una cosa  o avere, tenere una cosa in pronto, fare in modo di poterne disporre non appena occorra: tieni pronto il denaro    • 2 •   si dice di persona che è in condizione di poter fare subito qualcosa o che è risoluta, disposta a fare qualcosa: tienti pronto per uscire; non era pronto per l'interrogazione; sarei pronto a giurarlo!; era pronto a tutto, anche a morire | pronti!, comando dato prima del via in gare, competizioni e sim. | pronto!, all'inizio di una telefonata    • 3 •   rapido, sollecito, immediato: pronta guarigione; un lavoro a pronta consegna; dare una risposta pronta, un pronto aiuto  | pronto intervento, servizio di intervento immediato su chiamata garantito da istituzioni pubbliche (forze di polizia, vigili del fuoco ecc.) o da privati (medici, artigiani ecc.) per sopperire a una necessità urgente | pronto soccorso, luogo nel quale malati o feriti trovano immediata assistenza medica in qualsiasi momento | a pronti (contanti), (fin.) con denaro contante; pronti contro termine, (fin.) duplice operazione consistente nel vendere titoli a pronti e nello stesso tempo riacquistarli a termine, oppure nell'acquistarli a pronti e venderli a termine | pagamento a pronta cassa, all'atto della consegna della merce | cemento a pronta presa, che si solidifica in brevissimo tempo | intelligenza pronta, vivace, brillante | memoria pronta, agile, svelta | riflessi pronti, scattanti    • 4 •   incline, propenso, facile: un uomo pronto al riso; essere sempre pronto al perdono    • 5 •   (ant.) desideroso: qual costume / le fa di trapassar parer sì pronte  (dante inf.  iii, 73-74) § prontamente avv.  con immediatezza, con risolutezza.
prontuario   s.m.  opuscolo, libretto che contiene le nozioni principali di una disciplina, le notizie più importanti di una materia, di un argomento, ordinate in modo da renderne agevole la consultazione: prontuario medico; il prontuario dell'ingegnere; un prontuario per il contribuente. 
pronuba   s.f.  presso gli antichi romani, matrona che assisteva la sposa durante la cerimonia nuziale: si celebrò... / il matrimonio, ch'auspice ebbe amore, / e pronuba la moglie del pastore  (ariosto o. f.  xix, 33).
pronubo   agg.  e s.m.    • 1 •   presso gli antichi romani, si diceva di chi assisteva lo sposo nella cerimonia nuziale    • 2 •   (estens. lett.) si dice di persona che favorisce una relazione amorosa    • 3 •   (biol.) si dice di insetto che favorisce l'impollinazione.
pronucleo   s.m.  (biol.) nucleo aploide dello spermatozoo e della cellula uovo.
pronuncia   o pronunzia, s.f.  [pl. - ce]    • 1 •   l'articolazione dei suoni di una lingua e il modo di articolarli; il proferire le parole di una lingua secondo determinate norme: la pronuncia della «z» sorda e della «z» sonora; la pronuncia della «u» francese; difetto di pronuncia; la pronuncia corretta di una parola, di una frase    • 2 •   il complesso degli elementi caratteristici che costituiscono la fonetica di una lingua (o di una parlata regionale o individuale): la pronuncia italiana, spagnola, francese; pronuncia settentrionale, meridionale, milanese, fiorentina, sarda; si sente dalla pronuncia che è bolognese    • 3 •   (estens.) la maniera di parlare: una pronuncia chiara, lenta, nasale; una pronuncia ottima, difettosa    • 4 •   (dir.) decisione del giudice.
pronunciabile   o pronunziabile, agg.  che si può pronunciare: parola, suono difficilmente pronunciabile. 
pronunciabilità   o pronunziabilità, s.f.  l'essere pronunciabile.
pronunciamento   (1) o pronunziamento, s.m.  (rar.) il pronunciare, l'essere pronunciato.
pronunciamento   (2) s.m.    • 1 •   sedizione militare che si propone un colpo di stato    • 2 •   (estens.) dichiarazione, presa di posizione pubblica.
pronunciare   o pronunziare, v. tr.  [io pronùncio ecc.]    • 1 •   articolare per mezzo della voce: pronunciare una parola; pronuncia male il tedesco    • 2 •   dire, proferire, esporre, dichiarare, spec. in pubblico e con una certa solennità: pronunciare un discorso, un voto, un giuramento | pronunciare un giudizio, esprimerlo | pronunciare una decisione, formularla, emetterla | pronunciare una verità, enunciarla | pronunciarsi v. rifl.  manifestare la propria opinione, il proprio giudizio: non è facile pronunciarsi sull'argomento; pronunciarsi a favore, contro  | detto di un organo giudicante, emettere una sentenza: la corte non si è ancora pronunciata. 
pronunciato   o pronunziato, part. pass.  di pronunciare   agg.    • 1 •   prominente, rilevato, marcato: naso, mento pronunciato    • 2 •   (fig.) accentuato, spiccato: una tendenza pronunciata   s.m.    • 1 •   (dir.) sentenza: il pronunciato del tribunale    • 2 •   (non com.) assioma, affermazione.
pronunciatore   o pronunziatore, agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi pronuncia.
pronunziare   e deriv.   ⇨ pronunciare e deriv. 
propagabile   agg.  che può propagarsi o essere propagato.
propagabilità   s.f.  l'essere propagabile.
propagamento   s.m.  il propagare, il propagarsi; propagazione.
propaganda   s.f.  attività, opera volta a far conoscere e apprezzare determinate idee o teorie, o a presentare al pubblico prodotti commerciali per favorirne la vendita: fare propaganda; svolgere un'intensa propaganda; propaganda politica, elettorale, religiosa; propaganda commerciale, televisiva, radiofonica, pubblicità | è tutta propaganda, è solo propaganda, (fam.) si dice per sottolineare il carattere interessato, non imparziale di discorsi, informazioni ecc., il cui fine recondito è quello di indurre a qualcosa.
propagandare   v. tr.  diffondere, divulgare con mezzi propagandistici; pubblicizzare, sostenere pubblicamente: propagandare un prodotto, un'idea. 
propagandista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa propaganda; in partic., chi propaganda i prodotti di una ditta: propagandista politico; propagandista scientifico, rappresentante di un'azienda farmaceutica.
propagandistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la propaganda; fatto a scopo di propaganda: mezzi, sistemi propagandistici; campagna, montatura propagandistica  § propagandisticamente avv. 
propagare   v. tr.  [io propago, tu propaghi ecc.]    • 1 •   moltiplicare mediante la riproduzione (riferito ad animali e piante): propagare una specie, una varietà    • 2 •   (fig.) diffondere, divulgare: propagare una notizia, un'idea, una dottrina  | propagarsi v. rifl.    • 1 •   moltiplicarsi, riprodursi: le piante si propagano naturalmente e artificialmente    • 2 •   diffondersi (anche fig.): la luce si propaga ad altissima velocità; il panico si propagò tra la folla. 
propagatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi propaga (anche fig.): propagatore di false notizie. 
propagazione   s.f.    • 1 •   il propagare, il propagarsi, l'essere propagato (anche fig.): la propagazione di una dottrina, di una malattia contagiosa    • 2 •   (fis.) trasporto di energia nello spazio, per lo più mediante trasmissione di onde    • 3 •   (biol.) diffusione di una specie animale o vegetale.
propagginamento   s.m.  (rar.) propagginazione.
propagginare   v. tr.  [io propàggino ecc.]    • 1 •   far riprodurre le piante per propagginazione    • 2 •   giustiziare mediante propagginazione.
propagginazione   s.f.    • 1 •   sistema di riproduzione delle piante, consistente nell'interrarne un ramo (propaggine), che viene reciso dalla pianta madre solo dopo che ha messo le radici    • 2 •   nel medioevo, supplizio consistente nel seppellire il reo con la testa all'ingiù.
propaggine   ant. propagine, s.f.    • 1 •   (bot.) ramo di pianta che viene piegato e parzialmente interrato, affinché metta radici e costituisca, dopo essere stato staccato dalla pianta madre, un nuovo individuo    • 2 •   (fig.) diramazione: le ultime propaggini delle alpi; le propaggini di un nervo    • 3 •   (ant. , lett.) lignaggio, stirpe, discendenza: propaggine principesca. 
propago   s.f.  (ant. lett.) propaggine, stirpe, discendenza.
propagolazione   o propagulazione, s.f.  (bot.) moltiplicazione per propagoli.
propagolo   o propagulo, s.m.  (bot.) organo vegetativo delle piante briofite, capace di riprodurre una nuova pianta.
propalare   v. tr.  (lett.) diffondere, divulgare (soprattutto cose che dovrebbero rimanere segrete): propalare una notizia  | propalarsi v. rifl.  divulgarsi, diventare di pubblico dominio.
propalatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi propala.
propalazione   s.f.  (lett.) il propalare, il propalarsi, l'essere propalato.
propanale   s.m.  (chim.) composto organico saturo a tre atomi di carbonio.
propano   s.m.  (chim.) idrocarburo paraffinico a tre atomi di carbonio, uno dei più noti gas petroliferi; liquefatto per compressione, viene commercializzato in bombole miscelato con butano e si usa come combustibile.
propanolo   s.m.  (chim.) alcol saturo a tre atomi di carbonio; si presenta in due forme isomere, usate soprattutto come solventi.
propanone   s.m.  (chim.) nome ufficiale dell'acetone.
propantriolo   s.m.  (chim.) nome ufficiale della glicerina. 
propargile   s.m.  (chim.) radicale derivato dal propano per sottrazione di un atomo di idrogeno al gruppo metilico.
proparossitonia   s.f.    • 1 •   (gramm.) carattere di una parola proparossitona    • 2 •   (ling.) caratteristica di una lingua in cui predominano le parole proparossitone.
proparossitonico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) caratterizzato da proparossitonia: lingua proparossitonica. 
proparossitono   agg.  nella grammatica greca, si dice di parola che ha l'accento sulla terzultima sillaba; per estens., nella grammatica italiana, si dice di parola sdrucciola.
prope   prep.  (poet.) presso, vicino: molti gridan 'cristo, cristo!', / che saranno in giudicio assai men prope / a lui  (dante par.  xix, 106-108).
propedeutica   s.f.  complesso di nozioni introduttive e preparatorie allo studio di una scienza, di una disciplina: propedeutica filosofica. 
propedeutico   agg.  [pl. m. -ci] che serve di preparazione allo studio di una scienza, di una disciplina: corso propedeutico; lezioni propedeutiche  § propedeuticamente avv. 
propellente   part. pres.  di propellere   agg.  che dà la spinta in avanti: carica propellente   s.m.  sostanza combustibile, liquida o solida, utilizzata nella propulsione a getto o a razzo: il propellente di un aviogetto, di un missile. 
propellere   v. tr.  [pres. io propèllo ecc. ; pass. rem. io propulsi, tu propellésti ecc. ; part. pass. propulso] (rar.) spingere in avanti, scagliare (riferito quasi esclusivamente a veicoli aerei o a vettori spaziali).
propendere   v. intr.  [coniugato come pendere; aus. avere] essere favorevole, incline, ben disposto: propendere per una soluzione, per il sì, per il no; propendere per un candidato piuttosto che per un altro; propendo a credere che non sia stato lui. 
propene   s.m.  (chim.) nome ufficiale del propilene. 
propensione   s.f.    • 1 •   il propendere; inclinazione, favore: avere propensione per qualcuno, avere simpatia per lui    • 2 •   naturale disposizione, attitudine: avere propensione per la matematica; dimostrare propensione per l'insegnamento  | propensione al consumo, (econ.) nella teoria keynesiana, rapporto tra la spesa complessiva dei consumatori e il reddito nazionale    • 3 •   (non com.) tendenza naturale di un corpo inanimato, di una sostanza: la propensione del cotone ad assorbire acqua. 
propenso   part. pass.  di propendere   agg.  che è disposto o ben disposto verso qualcuno o qualcosa: mostrarsi propenso verso qualcuno; essere propenso a partire. 
properispomeno   agg.  nella grammatica greca, si dice di parola che ha l'accento circonflesso sulla penultima sillaba.
propile   s.m.  (chim.) radicale monovalente saturo derivato dal propano per sottrazione di un atomo di idrogeno.
propilene   s.m.  (chim.) idrocarburo gassoso della serie olefinica, a tre atomi di carbonio, che costituisce la sostanza di partenza per la sintesi di vari prodotti chimici (materie plastiche, glicerina ecc.); il suo nome ufficiale, ma meno comune, è propene. 
propilenico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) derivato dal propilene: resina propilenica. 
propileo   s.m.  (spec. pl.) nell'architettura classica, colonnato posto alla sommità di una gradinata, che costituisce il porticato, esterno o interno, attraverso cui si accede a un edificio monumentale; anche, edificio monumentale di ingresso a piazze e città: i propilei dell'acropoli di atene. 
propilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto o radicale che contenga il gruppo propile | alcol propilico, alcol alifatico usato come solvente e come reagente in molte sintesi organiche.
propina   s.f.    • 1 •   (burocr.) indennità, compenso per determinate attività: propina d'esame, quella che spetta ai membri di commissioni esaminatrici    • 2 •   (ant.) regalo, mancia.
propinare   v. tr.    • 1 •   somministrare qualcosa di nocivo o di sgradito o che ha cattivo sapore: propinare un veleno; ci hanno propinato un pessimo caffè  | (fig.) dare a credere: propinare un mucchio di fandonie    • 2 •   (ant. , lett.) dare da bere, mescere: propinando i vin bianchi e leggeri  (carducci) | v. intr.  [aus. avere] (rar.) fare un brindisi: propinare alla salute di qualcuno. 
propinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi propina.
propinquità   s.f.  (lett.) vicinanza; parentela, affinità.
propinquo   agg.  (lett.) vicino (anche fig.): di questa luculenta e cara gioia / del nostro cielo che più m'è propinqua  (dante par.  ix, 37-38) | (estens.) congiunto per parentela  s.m.  [f. -a] (lett.) parente, congiunto: a' miei propinqui tu ben mi rinfami  (dante purg.  xiii, 150).
propio   e deriv.   ⇨ proprio e deriv. 
propionico   agg.  (chim.) si dice di due composti organici a tre atomi di carbonio: acido propionico, liquido oleoso incoloro, di odore pungente, che si forma in certe fermentazioni; è il primo di una serie di acidi che presentano le caratteristiche proprie dei grassi | aldeide propionica, propanale.
propiteco   s.m.  [pl. -chi  e -ci] proscimmia del madagascar con lunga coda sottile, capo piccolo dai grandi occhi obliqui, arti anteriori più corti dei posteriori (ord.  primati).
propiziare   v. tr.  [io propìzio ecc.] rendere propizio, benigno: propiziare gli dei con sacrifici  | ben disporre, ingraziare: propiziarsi l'animo di qualcuno. 
propiziativo   agg.  (non com.) propiziatorio.
propiziatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi propizia | nel linguaggio religioso, che, chi intercede presso dio a favore degli uomini, riferito spec. alla madonna.
propiziatorio   agg.  atto a propiziare: sacrificio, rito propiziatorio  § propiziatoriamente avv. 
propiziazione   s.f.  il propiziare, l'essere propiziato | (relig.) cerimonia o sacrificio che, soprattutto nelle religioni primitive, si celebrano per propiziarsi la divinità.
propizio   agg.    • 1 •   ben disposto, benigno: rendersi propizi gli dei; la sorte non fu propizia    • 2 •   opportuno, adatto: un momento propizio; aspettare l'occasione propizia  § propiziamente avv. 
propoli   s.f.  o m.  sostanza resinosa e vischiosa che le api prelevano da gemme e cortecce di vari alberi per rivestire e proteggere l'alveare.
proponente   part. pres.  di proporre  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  (burocr.) chi presenta all'esame di un organo, per l'eventuale approvazione, una proposta, una candidatura: il proponente di un disegno di legge. 
proponere    ⇨ proporre.
proponibile   agg.  che può essere proposto.
proponibilità   s.f.  (non com.) l'essere proponibile.
proponimento   s.m.  impegno preso con sé stesso: fare proponimento di smettere di fumare; venire meno ai proponimenti. 
proponitore   s.m.  [f. -trice] (non com.) proponente.
proporre   ant. proponere, v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   presentare qualcosa all'esame di qualcuno: proporre un dubbio, un quesito  | consigliare come utile, opportuno, idoneo: proporre un affare, un rimedio; proporre di fare una vacanza; proporre qualcosa come esempio; proporre qualcuno come direttore    • 2 •   decidere, stabilire: proporsi il raggiungimento di un fine; proporsi di tacere    • 3 •   (ant.) mettere innanzi; offrire | proporsi v. rifl.  prefiggersi, ripromettersi di fare qualcosa, di raggiungere un determinato obbiettivo: proporsi uno scopo. 
proporzionabile   agg.  (non com.) che si può proporzionare.
proporzionale   agg.    • 1 •   che è in proporzione, che mantiene un rapporto di proporzione: pena proporzionale alla gravità del reato  | grandezze direttamente, inversamente proporzionali, (scient.) gli elementi di due classi in corrispondenza biunivoca fra loro, quando il rapporto di due elementi qualsiasi della prima classe è uguale al rapporto diretto o inverso degli elementi corrispondenti della seconda | imposta proporzionale, che ha un'aliquota costante | sistema, rappresentanza proporzionale, sistema elettorale in base al quale si assegna alle varie liste un numero di seggi che è in proporzione ai voti ottenuti    • 2 •   in editoria elettronica, si dice di sistema di stampa che assegna a ogni carattere uno spazio corrispondente alla sua larghezza, in modo da ottimizzare l'impiego della riga e migliorare l'aspetto estetico del risultato finale  s.f.  sistema elettorale proporzionale § proporzionalmente avv.  in proporzione, in misura proporzionale.
proporzionalismo   s.m.  sistema elettorale proporzionale.
proporzionalità   s.f.  l'essere proporzionale; il rapporto che intercorre tra grandezze proporzionali: la proporzionalità dell'imposta al reddito. 
proporzionare   v. tr.  [io proporzióno ecc.] fare in modo che una cosa sia proporzionale a un'altra: proporzionare le spese ai guadagni. 
proporzionato   agg.  di giusta proporzione; adeguato, conveniente: un corpo ben proporzionato; un tenore di vita proporzionato alla posizione sociale  § proporzionatamente avv. 
proporzione   s.f.    • 1 •   rapporto di misura fra due elementi, o tra le diverse parti che costituiscono un insieme, tale da produrre un effetto di armonia: la proporzione tra il naso e il volto; una statua di proporzioni perfette; non c'è proporzione tra la chiesa e il campanile; non avere il senso delle proporzioni, (fig.) non saper valutare equilibratamente le situazioni | (estens.) giusta rispondenza: deve esserci proporzione tra la pena e la colpa  | in proporzione, in misura proporzionale; in rapporto, in confronto: i cittadini sono tassati in proporzione al reddito; ha guadagnato poco in proporzione al lavoro svolto    • 2 •   pl.  grandezza, dimensione: un'industria, un incendio di notevoli proporzioni    • 3 •   (mat.) uguaglianza fra due rapporti: in una proporzione il prodotto dei termini medi è uguale a quello degli estremi. 
propositivo   agg.  che propone qualcosa, che contiene una proposta: un atteggiamento propositivo. 
proposito   s.m.    • 1 •   idea deliberata di fare qualcosa; ciò che ci si propone di fare: ho il fermo proposito di riuscire; studia col proposito di giungere alla laurea; ha parlato col proposito di offendermi | di proposito, seriamente, d'impegno; apposta, intenzionalmente: s'è messo a lavorare di proposito; l'ha fatto di proposito | un uomo di proposito, serio e fermo nel carattere    • 2 •   argomento, tema: a questo proposito dirò alcune cose; vorrei spiegazioni in proposito | giungere a proposito, nel momento giusto, opportuno | parlare a proposito, in modo opportuno | dire cose fuor di proposito, che non c'entrano col discorso che si sta facendo | a proposito!, formula con cui, durante una conversazione o un dialogo, si richiama l'attenzione e si porta il discorso su un determinato argomento | a proposito di, riguardo a.
propositura   s.f.  (ant. , tosc.) prepositura.
proposizionale   agg.  (ling.) relativo a una proposizione.
proposizione   s.f.    • 1 •   il contenuto di un'asserzione; concetto, pensiero espresso con parole    • 2 •   (gramm.) espressione di senso compiuto formata da un soggetto, un predicato e gli eventuali complementi: proposizione principale, reggente, dipendente; proposizione subordinata, coordinata    • 3 •   (ret.) inizio di un'orazione o di un poema, in cui si enuncia l'argomento che sarà trattato    • 4 •   (mat.) enunciato di un teorema o di un problema    • 5 •   (ant.) proposta: la qual proposizione a tutti piacque  (boccaccio dec.  iv conclusione) | sopravvive nel linguaggio giuridico: proposizione di legge. 
proposta   s.f.    • 1 •   il proporre e ciò che si propone: fare, avanzare, accettare una proposta; proposta di pace, di matrimonio, d'impiego  | proposta di legge, progetto di legge presentato alla camera per iniziativa parlamentare o di un consiglio regionale    • 2 •   (ant.) proposito, intenzione: qual è quei che disvuol ciò che volle / e per novi pensier cangia proposta  (dante inf.  ii, 37-38)    • 3 •   (ant.) argomento, tema proposto.
proposto   (1) part. pass.  di proporre  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (ant.)    • 1 •   soggetto, tema proposto: a dire una novella, senza uscir del proposto,... si dispose  (boccaccio dec.  iv, 2)    • 2 •   proponimento, proposito.
proposto   (2) s.m.  (ant.)    • 1 •   prevosto: era questo proposto d'anni già vecchio  (boccaccio dec.  viii, 4)    • 2 •   capo, comandante.
propretore   s.m.  nella roma antica, pretore riconfermato alla scadenza del mandato annuale e inviato ad amministrare una provincia, senza responsabilità militari.
propretura   s.f.  (st.) ufficio del propretore.
proprietà   pop. propietà, s.f.    • 1 •   qualità, carattere che è particolare e distintivo di qualcosa: proprietà fisiche, matematiche; le proprietà dei solidi, dei fluidi; la malleabilità è una proprietà dell'oro; un'erba che ha proprietà medicinali    • 2 •   l'essere appropriato, adeguato; per estens., eleganza, decoro: vestire con proprietà  | in partic., precisione nell'uso delle parole che conferisce eleganza al discorso: avere proprietà di linguaggio; parlare, scrivere con proprietà    • 3 •   diritto di godere e disporre di una cosa in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti fissati dalla legge: proprietà edilizia, fondiaria; un bene di proprietà pubblica, privata; acquistare la proprietà di un bene; la legge tutela il diritto di proprietà; avere il possesso, ma non la proprietà di un bene; abitare in una casa di proprietà, di cui si è proprietari | proprietà letteraria, artistica, il diritto, spettante all'autore o all'editore di un'opera letteraria o artistica, di sfruttarne in esclusiva i proventi    • 4 •   (estens.) la cosa di cui si gode e dispone in modo pieno ed esclusivo; si dice soprattutto di case o terreni: proprietà immobiliari, terriere; acquistare una piccola proprietà; amministra egli stesso le sue proprietà    • 5 •   chi detiene una proprietà; la categoria dei proprietari: il direttore di un giornale è nominato dalla proprietà; le pretese della proprietà. 
proprietario   pop. propietario, s.m.  [f. -a] chi ha la proprietà di qualcosa: il proprietario della casa, di una macchina, del libro  | usato anche come agg.  : gestione proprietaria. 
proprio   pop. propio, agg.    • 1 •   che appartiene in maniera caratteristica o particolare a una persona, a una cosa, a un gruppo; tipico, peculiare: la dolcezza è propria del suo carattere; il linguaggio è proprio soltanto dell'uomo    • 2 •   (gramm.) si dice di nome con cui si indica un singolo individuo o una singola cosa (p. e. luigi, adige, firenze)    • 3 •   (estens.) che esprime esattamente ciò che si desidera dire: parola, locuzione propria  | senso proprio, significato primo, letterale di una parola, in opposizione ai significati derivati o figurati | con valore più generico, come rafforzativo dell'aggettivo vero : questo è un vero e proprio furto; questa è sfortuna vera e propria    • 4 •   (antiq.) decoroso, garbato, elegante: maniere molto proprie   avv.    • 1 •   veramente, davvero; precisamente: è un lavoro fatto proprio bene; sei proprio alto; sto proprio meglio; sono proprio quelle che voglio; è arrivato proprio adesso  | sì, per l'appunto (come risposta affermativa): «siete stati voi?» «proprio»    • 2 •   assolutamente, affatto (come rafforzativo di una negazione): non ho proprio sonno; non è proprio vero!; non ne sapevo proprio nulla   agg. poss.    • 1 •   che appartiene solamente a una persona o a delle persone e non ad altri; di lui, di lei, di loro (può sostituire suo  e loro  riferendosi al soggetto della proposizione, spec. quando il soggetto è un pron. indef.; è d'obbligo nelle prop. con soggetto impers.): rimettete le cose ciascuna al proprio posto; ciascuno arriverà con i propri mezzi; è uno che si fida troppo della propria memoria; bisogna ascoltare la propria coscienza; non si deve essere troppo indulgenti con le proprie colpe; in casa propria si può fare ciò che si vuole  | anche con valore di pron.  : vedendo che non trovava la penna, gli offrì la propria    • 2 •   come rafforzativo degli aggettivi possessivi: l'ho visto con i miei propri occhi  | sue proprie mani, formula (di solito abbreviata in s.p. m.) che si scrive sulla busta di una lettera per sottolinearne il carattere riservato, per cui si desidera che sia consegnata direttamente al destinatario  s.m.    • 1 •   ciò che è proprietà di qualcuno: rimetterci del proprio | lavorare in proprio, senza essere alle dipendenze di nessuno | rispondere di qualcosa in proprio, personalmente, assumendosi tutta la responsabilità    • 2 •   (rar.) ciò che è peculiare, caratteristico di qualcuno o di qualcosa    • 3 •   (filos.) nella logica aristotelica, carattere o insieme di caratteri appartenenti a tutti gli esseri di una classe e a essi soli    • 4 •   (lit.) ogni elemento della preghiera della messa o dell'ufficio divino che appartiene alla liturgia di un giorno e completa quindi quotidianamente le parti ordinarie e comuni § propriamente avv.    • 1 •   proprio, veramente: le cose non sono andate propriamente così  | in realtà, a dire il vero: propriamente, io non ho mai detto le parole che tu citi    • 2 •   in senso proprio: «occaso» significa propriamente «occidente» e per traslato «morte»; il proletario propriamente detto non è necessariamente il lavoratore salariato    • 3 •   in modo proprio, appropriato; con proprietà di linguaggio: parlare, esprimersi propriamente. 
propriocettore   s.m.  (anat.) recettore che raccoglie gli stimoli provenienti dall'interno di un organo.
propugnacolo   s.m.  (lett.) fortificazione, baluardo (anche fig.): propugnacolo della fede. 
propugnare   v. tr.  (non com.) difendere combattendo; sostenere con impegno, con tenacia: propugnare l'uguaglianza dei diritti. 
propugnatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi propugna.
propugnazione   s.f.  (lett.) il propugnare; difesa.
propulsare   v. tr.    • 1 •   (lett.) respingere, rintuzzare (anche fig.)    • 2 •   (tecn.) determinare una propulsione.
propulsione   s.f.    • 1 •   azione con cui si imprime a un corpo la spinta necessaria per vincere le cause che si oppongono al suo moto oppure alla variazione di questo: propulsione aerea, spaziale, navale; propulsione a elica, a getto, a razzo; treno a propulsione elettrica; sommergibile a propulsione atomica    • 2 •   (fig.) spinta, impulso: una serie di provvedimenti per dare propulsione all'edilizia. 
propulsivo   agg.  che determina una propulsione (anche fig.): forza, energia propulsiva; mezzi propulsivi dello sviluppo economico. 
propulsore   s.m.    • 1 •   apparato, dispositivo che, applicato a un veicolo, gli comunica la spinta, ne provoca il movimento: propulsore elettrico, a getto  | usato anche come agg.  : apparato propulsore    • 2 •   (fig.) persona o cosa che dà, favorisce un incremento, uno sviluppo: il propulsore di una nuova tecnica. 
propulsorio   agg.  che determina una propulsione; propulsivo.
proquestore   s.m.  in roma antica, il funzionario che nelle province faceva le veci del questore.
proquestura   s.f.  (st.) l'ufficio del proquestore.
proquoio    ⇨ procoio.
prora   s.f.    • 1 •   la parte anteriore di una nave o di un'imbarcazione: albero, ancora di prora  | (estens. lett.) nave: arma la prora e salpa verso il mondo  (d'annunzio)    • 2 •   (estens.) la parte anteriore di un aeromobile    • 3 •   direzione dell'asse longitudinale di una nave o di un aeromobile, che in assenza di deriva e di scarroccio coincide con la direzione di avanzamento: prora (alla) bussola, quella indicata dalla bussola; prora magnetica, quella riferita al meridiano magnetico, desunta dalla precedente corretta della deviazione magnetica; prora vera, quella riferita al meridiano geografico, desunta dalla precedente corretta della declinazione magnetica.
proravia   solo nella loc. a proravia, (mar.) verso prora, nella direzione della prora.
prorettore   s.m.  chi fa le veci del rettore.
proroga   s.f.    • 1 •   il prorogare, l'essere prorogato: concedere una proroga; un mese di proroga    • 2 •   (banc.) anticipazione su titoli a brevissima scadenza attuata fra banche.
prorogabile   agg.  che può essere prorogato: contratto prorogabile; una scadenza non prorogabile. 
prorogabilità   s.f.  l'essere prorogabile.
prorogare   v. tr.  [io pròrogo, tu pròroghi ecc.] rinviare nel tempo (una scadenza, un impegno stabilito e sim.): prorogare un pagamento, i termini di un contratto. 
prorogazione   s.f.  (non com.) il prorogare, l'essere prorogato; proroga.
prorompente   part. pres.  di prorompere   agg.  incontenibile, impetuoso (anche fig.): acque prorompenti; entusiasmo, gioia prorompente  § prorompentemente avv. 
prorompere   v. intr.  [coniugato come rompere; aus. avere, ma i tempi composti sono rari] (lett.)    • 1 •   uscir fuori con impeto: il fiume prorompeva dagli argini nella campagna    • 2 •   (fig.) manifestarsi con forza incontenibile: l'ira della folla proruppe d'improvviso  | lasciarsi andare improvvisamente a sfoghi violenti: prorompere in lacrime, in singhiozzi, in invettive; prorompere in un riso convulso    • 3 •   (fig.) intervenire bruscamente in un discorso: «non starlo a sentire!», proruppe la madre. 
prorompimento   s.m.  (non com.) il prorompere.
prosa   s.f.    • 1 •   espressione linguistica che non ubbidisce a misure e ritmi regolari (si contrappone a poesia): prosa letteraria, scientifica, tecnica; una prosa agile, limpida, forbita, ampollosa; uno scrittore in prosa; «la vita nuova» di dante è un'opera mista di prosa e di poesia; nell'umanesimo si imitò la prosa di cicerone, il suo stile di scrittura | prosa d'arte, scrittura in prosa caratterizzata da una particolare cura stilistica e animata da un'interiore liricità | prosa ritmica, che nelle clausole dei periodi è organizzata secondo determinate cadenze | prosa poetica, che arieggia i modi della poesia    • 2 •   (estens.) scritto, opera in prosa; il complesso delle opere in prosa di un autore, di un'epoca, di un genere: le prose del leopardi; la prosa italiana del cinquecento; una raccolta di prose critiche  | (teatro di) prosa, quello in cui i testi sono recitati anziché cantati (si contrappone a teatro lirico): stagione di prosa; attore di prosa, che recita in teatro, non nel cinema    • 3 •   (fig.) la realtà quotidiana, gli aspetti della vita di tutti i giorni, in quanto dimessi e privi di idealità: accettare la prosa della vita. 
prosaicismo   s.m.  prosaicità.
prosaicità   s.f.  l'essere prosaico (anche fig.).
prosaico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di prosa, che concerne la prosa    • 2 •   (fig.) privo di idealità e di poesia: un discorso, un tipo prosaico  § prosaicamente avv. 
prosapia   s.f.  (lett.) stirpe, schiatta, lignaggio.
prosare   v. intr.  [io prò so ecc.; aus. avere]    • 1 •   (rar.) scrivere in prosa    • 2 •   (ant.) parlare con prosopopea.
prosasticità   s.f.  l'essere prosastico; tono prosastico: la prosasticità delle satire di orazio. 
prosastico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   scritto in prosa: le opere poetiche e prosastiche del tasso    • 2 •   che ha tono dimesso, discorsivo, più vicino alla prosa che alla poesia: versi prosastici  § prosasticamente avv. 
prosatore   s.m.  [f. -trice] scrittore in prosa.
proscenio   s.m.    • 1 •   nel teatro greco, la parte anteriore della scena, verso l'orchestra    • 2 •   nel teatro moderno, la parte anteriore del palcoscenico, lasciata scoperta dal sipario | palchi di proscenio, quelli laterali, posti a destra e a sinistra della ribalta.
proscimmie   s.f. pl.  (zool.) sottordine di mammiferi simili alle scimmie, generalmente notturni e arboricoli, con muso appuntito, occhi grandissimi, cinque dita per ogni estremità, tutt'e quattro con pollice opponibile (ord.  primati) | sing.  [-a] ogni mammifero di tale sottordine.
prosciogliere   v. tr.  [coniugato come sciogliere] liberare, sciogliere (da impegni, contratti e sim.) | nel linguaggio giudiziario, non rinviare a giudizio un imputato al termine della fase istruttoria, o assolverlo al termine del dibattimento.
proscioglimento   s.m.  il prosciogliere, l'essere prosciolto: il proscioglimento di un debito; sentenza di proscioglimento. 
prosciolto   part. pass.  di prosciogliere  e agg.  nel sign. del verbo.
prosciugamento   s.m.  il prosciugare, il prosciugarsi, l'essere prosciugato.
prosciugare   v. tr.  [io prosciugo, tu prosciughi ecc.]    • 1 •   rendere interamente asciutto; liberare da acque stagnanti: prosciugare un lago, un terreno paludoso    • 2 •   (fig.) esaurire, consumare completamente: ha prosciugato tutti i risparmi  | v. intr.  [aus. essere], prosciugarsi v. rifl.  diventare asciutto: formaggi appesi a prosciugarsi. 
prosciuttato   agg.  preparato alla maniera del prosciutto; lardellato di prosciutto.
prosciutto   pop. presciutto, s.m.  coscia di maiale salata e parzialmente prosciugata perché si conservi a lungo: prosciutto crudo  | prosciutto cotto, affumicato, preparato con metodi diversi dalla salatura | (estens.) affettato di prosciutto: mangiare pane e prosciutto; antipasto di prosciutto e melone | levarsi la sete col prosciutto, (fig.) far cosa che peggiora il danno | avere gli orecchi foderati di prosciutto, (fig.) si dice di chi è duro d'udito o finge di non sentire | avere gli occhi foderati di prosciutto, (fig.) non rendersi conto delle cose più evidenti.
proscritto   part. pass.  di proscrivere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è colpito da proscrizione: la lista dei proscritti. 
proscrittore   s.m.  (non com.) chi proscrive, chi è autore di una proscrizione.
proscrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere]    • 1 •   nell'antica roma, colpire un cittadino con la proscrizione    • 2 •   (estens.) esiliare: i ribelli furono proscritti    • 3 •   (fig.) abolire, vietare, eliminare: proscrivere un uso. 
proscrizione   s.f.    • 1 •   nell'antica roma, avviso pubblico con cui si comunicava ai cittadini la messa in vendita dei beni di un debitore; in seguito, l'esilio o qualsiasi pena che comportasse la confisca e la vendita dei beni: liste di proscrizione, quelle che contenevano i nomi dei proscritti    • 2 •   (estens.) esilio, bando    • 3 •   (fig.) eliminazione, abolizione, divieto.
prosecco   s.m.  vitigno, diffuso in alcune zone del veneto, che produce il vino bianco omonimo, asciutto o amabile, anche spumante.
prosecutore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi prosegue una cosa cominciata da altri.
prosecuzione   s.f.  il proseguire, l'essere proseguito; ciò che costituisce il seguito di qualcosa: la prosecuzione dell'opera. 
proseggiare   v. intr.  [io pro séggio ecc.; aus. avere] (lett.) scrivere in prosa; usare i modi e lo stile propri della prosa.
prosegretario   s.m.  vicesegretario: prosegretario di stato, nella cancelleria pontificia, l'ecclesiastico che durante la vacanza dell'ufficio di segretario di stato ne svolge le mansioni.
proseguimento   s.m.  il proseguire, l'essere proseguito: il proseguimento del viaggio, del discorso | buon proseguimento!, formula con cui si augura la buona continuazione di un'attività, di un viaggio e sim.
proseguire   v. tr.  [io proséguo ecc.] continuare: proseguire il viaggio, il cammino  | v. intr.  [aus. avere  se riferito a persona, essere  o avere  se riferito a cosa] procedere, andare avanti: proseguire negli studi; proseguire a parlare; loro si sono fermati, noi invece abbiamo proseguito; le ricerche della polizia sono proseguite per tutta la notte. 
proseguo    ⇨ prosieguo.
proselite    ⇨ proselito.
proselitismo   s.m.  l'azione di chi fa o cerca di fare proseliti.
proselitista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (rar.) chi fa del proselitismo.
proselito   rar. proselite, s.m.  [f. -a] nuovo seguace di una religione, di una dottrina, di un partito e sim.: fare proseliti. 
prosenchima   s.m.  [pl. -mi] (bot.) tessuto fibroso di sostegno.
prosettore   s.m.  assistente di un istituto anatomico, addetto ad allestire i preparati anatomici a scopo dimostrativo.
prosieguo   non com. proseguo, s.m.  (burocr.) proseguimento, continuazione | in prosieguo di tempo, in seguito.
prosillogismo   s.m.  in logica, sillogismo la cui conclusione costituisce la premessa di un sillogismo successivo.
prosindaco   s.m.  [pl. -ci] componente della giunta comunale che fa le veci del sindaco.
prosit   inter.  sia di giovamento, faccia buon pro (è formula d'augurio che si fa al sacerdote quando ritorna in sagrestia dopo la celebrazione della messa; in generale, si usa come augurio quando qualcuno starnutisce, in occasione di un brindisi ecc.).
prosobranchi   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di molluschi gasteropodi, generalmente marini, nei quali la cavità palleale è rivolta anteriormente | sing.  [-chio] ogni mollusco di tale sottoclasse.
prosodia   s.f.    • 1 •   nella metrica classica, l'insieme delle norme concernenti la quantità delle sillabe; nella poesia italiana, le regole che governano la corretta accentazione dei versi    • 2 •   (ling.) lo studio dei fenomeni d'intonazione, d'intensità e di durata che caratterizzano il discorso.
prosodiaco   (1)  ⇨ prosodico.
prosodiaco   (2) s.m.  nella metrica classica greca, verso che costituiva la base dei canti corali di processione.
prosodico   rar. prosodiaco, agg.  [pl. m. -ci] di prosodia, che riguarda la prosodia: regole prosodiche  § prosodicamente avv.  per quanto riguarda la prosodia, dal punto di vista prosodico.
prosodio   s.m.  nell'antica grecia, canto corale di processione.
prosodista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) studioso di prosodia.
pro soluto   loc. agg. invar.  (dir.) si dice di ciò che si considera come pagato anche se il pagamento non è ancora effettivamente avvenuto: cessione pro soluto, trasferimento di un credito senza alcuna garanzia da parte di chi lo cede in caso di mancato pagamento da parte del terzo obbligato.
pro solvendo   loc. agg. invar.  (dir.) si dice di ciò che deve essere pagato da un terzo in futuro: cessione pro solvendo, trasferimento di un credito con garanzia da parte del cedente che il pagamento sarà effettuato dal terzo obbligato, e quindi con l'obbligo per il cedente di pagare in caso di inadempimento del terzo.
prosontuoso    ⇨ presuntuoso.
prosopografia   s.f.    • 1 •   descrizione del volto o della figura di una persona    • 2 •   raccolta delle immagini di persone vissute in un'epoca antica.
prosopopea   s.f.    • 1 •   figura retorica per cui si introducono a parlare persone assenti o morte, o si personificano cose inanimate o astratte (p. e.: piangi, che ben hai donde, italia mia, leopardi all'italia  18)    • 2 •   (fig.) sussiego, presunzione: parlare con prosopopea; ha una gran prosopopea. 
prosopopeico   agg.  [pl. m. -ci] di prosopopea.
prospaltella   s.f.  piccolo insetto molto utile all'agricoltura, perché parassita della cocciniglia del gelso (ord.  imenotteri).
prosperare   v. intr.  [io pròspero ecc. ; aus. avere] crescere bene, essere florido: in questa regione prospera la vite; una città in cui prospera il commercio; prosperare in salute, star bene | v. tr.  (rar.) far crescere felicemente; favorire.
prosperità   s.f.  l'essere prospero: prosperità economica di un paese, di una famiglia. 
prospero   agg.    • 1 •   favorevole: sorte, fortuna prospera; vento prospero    • 2 •   fiorente, florido: commercio prospero; salute prospera; condizioni economiche prospere  § prosperamente avv. 
prosperosità   s.f.  l'essere prosperoso.
prosperoso   agg.    • 1 •   fiorente: commercio prosperoso    • 2 •   pieno di salute: avere un aspetto prosperoso; una donna prosperosa, formosa § prosperosamente avv. 
prospettare   v. tr.  [io prospètto ecc.]    • 1 •   (rar.) essere volto verso un luogo: il balcone prospetta la vallata    • 2 •   (fig.) presentare, esporre: prospettare un'ipotesi, una soluzione; prospettare i lati positivi e negativi di una situazione  | v. intr.  [aus. essere] avere la vista su un luogo: il palazzo prospetta sulla  (o verso la) via principale  | prospettarsi v. rifl.  presentarsi, mostrarsi: il caso si prospetta difficile; non si prospettava nessuna via d'uscita. 
prospettazione   s.f.  (non com.) presentazione, esposizione: prospettazione di una difficoltà, di una soluzione. 
prospettico   agg.  [pl. m. -ci] della prospettiva; disegnato in prospettiva: effetto prospettico; rappresentazione prospettica  | che impiega, che elabora la prospettiva: un pittore prospettico  | errore prospettico, sbaglio o improprietà nella raffigurazione prospettica; (fig.) errore di valutazione, previsione rivelatasi poi errata § prospetticamente avv.  in prospettiva, secondo le leggi della prospettiva: rappresentare prospetticamente una figura. 
prospettiva   s.f.    • 1 •   parte della geometria che insegna a rappresentare una figura tridimensionale su una superficie piana, in modo che osservando la rappresentazione si riceva la stessa impressione che la figura reale dà all'occhio: prospettiva aerea, quella ottenuta mediante la gradazione del colore e dei toni; prospettiva lineare, ottenuta mediante il solo disegno | in prospettiva, secondo le leggi di questa disciplina; (fig.) in considerazione di fatti, di sviluppi futuri: fare una scelta in prospettiva | errore di prospettiva, (fig.) errore di valutazione    • 2 •   rappresentazione, dipinto eseguito secondo le leggi della prospettiva: dipingere una bella prospettiva    • 3 •   veduta, panorama: dal terrazzo si gode una magnifica prospettiva della città    • 4 •   (fig.) insieme di circostanze future che si possono prevedere: la triste prospettiva di una guerra; avere davanti a sé una bella prospettiva | essere senza prospettive, senza possibilità di cambiamenti o miglioramenti.
prospettivismo   s.m.  (pitt.) considerazione dello spazio in funzione esclusivamente prospettica.
prospettivo   agg.  (non com.) che riguarda la prospettiva.
prospetto   s.m.    • 1 •   vista di ciò che sta di fronte; la cosa o il luogo visto di fronte: la casa ha un magnifico prospetto sul lago; il prospetto di un palazzo, di una chiesa, la facciata | di prospetto, di fronte: ritrarre qualcuno di prospetto; palco di prospetto, diametralmente opposto alla scena    • 2 •   (geom.) rappresentazione grafica in proiezione ortogonale della superficie esterna di una struttura: fare il prospetto di un edificio    • 3 •   tabella, quadro, descrizione sintetica di una situazione, tale che a colpo d'occhio se ne comprenda la portata: il prospetto delle spese, delle entrate. 
prospettore   s.m.  chi compie ricerche minerarie sul terreno.
prospezione   s.f.  (geol.) complesso dei metodi usati per studiare la composizione litologica e la struttura del sottosuolo; anche, il grafico che raffigura il risultato di tali studi.
prospiciente   diffuso ma meno corretto prospicente, agg.  che è volto verso qualcosa: villino prospicente il mare. 
prossemica   s.f.  parte della semiologia che studia il significato che possono assumere, nella comunicazione umana, i gesti e le posizioni del corpo, i rapporti spaziali ecc. (p. e.  il dare la destra a qualcuno).
prossemico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla prossemica.
prosseneta   s.m.  [pl. -ti] (lett.) sensale, mediatore | (spreg.) ruffiano.
prossenetico   s.m.  [pl. -ci] (lett.) compenso per la mediazione, spec. matrimoniale.
prossenetismo   s.m.  (lett.) azione, attività di prosseneta.
prosseno   s.m.  nell'antica grecia, cittadino incaricato di tutelare gli interessi dei forestieri.
prossimale   agg.  (anat.) si dice della parte di un organo più vicina al centro o al punto d'origine: la falange è il segmento prossimale del dito. 
prossimano   agg.  (ant.) prossimo  s.m.  parente, consanguineo: un suo prossimano / che 'l tradimento insieme con lui fece  (dante inf.  xxxiii, 146-147).
prossimità   s.f.  l'essere prossimo: la prossimità delle montagne, di una ricorrenza  | in prossimità di, presso, vicino a: una casa in prossimità dell'autostrada; in prossimità delle vacanze, poco tempo prima di esse.
prossimo   agg.    • 1 •   molto vicino nello spazio o nel tempo: la scuola è prossima alla stazione; il lavoro è prossimo alla fine; sono prossimo a partire; natale è ormai prossimo | parente prossimo, legato da uno stretto vincolo di parentela    • 2 •   il più vicino nel tempo futuro: il mese, l'anno prossimo; arriverà lunedì prossimo; la prossima occasione, la prima che ci sarà    • 3 •   (non com.) il più vicino nel tempo passato; trascorso da poco, recente: un'epoca a noi prossima | passato prossimo, (gramm.) tempo del verbo che indica un'azione avvenuta in un recente passato o anche avvenuta in un passato lontano ma i cui effetti perdurano nel presente (contrapposto a passato remoto) | causa prossima, immediata  s.m.    • 1 •   ogni uomo rispetto a un altro uomo; per estens., gli altri: ama il prossimo tuo come te stesso; parlare male del prossimo    • 2 •   (rar.) congiunto, parente § prossimamente avv.    • 1 •   in un futuro prossimo, tra breve: si sposeranno prossimamente    • 2 •   (ant.) di recente, poco fa.
prostaferesi   s.f.  (mat.) metodo usato in trigonometria per trasformare la somma di due funzioni trigonometriche in un prodotto calcolabile con i logaritmi.
prostaglandina   s.f.  (biol.) sostanza presente soprattutto nella prostata, che produce effetti sull'apparato genitale, su quello respiratorio, sul metabolismo ecc.
prostata   s.f.  (anat.) ghiandola a forma di cono, che avvolge la parte iniziale dell'uretra maschile.
prostatectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica della prostata.
prostatico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , med.) della prostata: ipertrofia prostatica   agg.  e s.m.  che, chi è affetto da malattia della prostata.
prostatismo   s.m.  (med.) l'insieme dei disturbi causati da ipertrofia della prostata.
prostatite   s.f.  (med.) infiammazione della prostata.
prostendere   v. tr.  [coniugato come stendere] (lett.) stendere avanti | prostendersi v. rifl.  (lett.) prosternarsi.
prosternare   v. tr.  [io prostèrno ecc.] (lett.) stendere a terra, abbattere | prosternarsi v. rifl.  inchinarsi, piegarsi a terra, in segno di venerazione, di sottomissione e sim.: prosternarsi ai piedi dell'altare. 
prosternazione   s.f.  (non com.) il prosternare, il prosternarsi.
prosternere   v. tr.  [io prostèrno ecc. ; non usati il pass. rem., il part. pass. e i tempi composti] (ant.)    • 1 •   buttare a terra, abbattere    • 2 •   (fig.) avvilire, prostrare | prosternersi v. rifl.  (ant.)    • 1 •   prosternarsi    • 2 •   (fig.) umiliarsi.
prostesi   s.f.  (ling.) lo stesso che protesi. 
prostetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (ling.) protetico    • 2 •   (chim. biol.) si dice di ciascuno dei gruppi chimici che costituiscono i coenzimi.
prostilo   s.m.  (arch.) tempio con portico a colonne sulla facciata anteriore.
prostituire   v. tr.  [io prostituisco, tu prostituisci ecc.]    • 1 •   fare commercio di cosa che sia strettamente legata alla libertà e alla dignità umana: prostituire il proprio corpo; prostituire l'ingegno    • 2 •   indurre alla prostituzione: prostituire la propria figlia  | prostituirsi v. rifl.  fare commercio di sé stessi, della propria persona (anche fig.).
prostituta   s.f.  donna che si prostituisce, che esercita la prostituzione.
prostituto   s.m.  (non com.) uomo che si prostituisce.
prostituzione   s.f.  il prostituire, il prostituirsi; in partic., attività di chi fa commercio abituale del proprio corpo: prostituzione femminile, maschile; darsi alla prostituzione; favoreggiamento della prostituzione. 
prostramento   s.m.  (non com.) prostrazione.
prostrare   v. tr.  [io pròstro ecc.]    • 1 •   (lett.) abbattere, stendere a terra: prostrare il nemico    • 2 •   (fig.) rendere fiacco, indebolire: la lunga malattia l'ha prostrato  | umiliare, mortificare: prostrare la superbia di qualcuno  | prostrarsi v. rifl.    • 1 •   piegarsi, gettarsi a terra, in segno di venerazione, di sottomissione e sim.: prostrarsi davanti all'altare; si prostrò ai suoi piedi    • 2 •   (fig.) abbassarsi, umiliarsi: prostrarsi davanti ai potenti. 
prostrato   part. pass.  di prostrare   agg.    • 1 •   profondamente inchinato a terra: prostrato in atto di omaggio    • 2 •   (fig.) che è in stato di debolezza fisica; psichicamente o moralmente depresso: essere, sentirsi prostrato. 
prostrazione   s.f.    • 1 •   il prostrare, il prostrarsi    • 2 •   stato di grande debolezza fisica o di profonda depressione psichica o morale: essere in preda a una grave prostrazione. 
prosumere    ⇨ presumere.
prosuntuoso    ⇨ presuntuoso.
prosunzione    ⇨ presunzione.
prosuocero   s.m.  [f. -a] (non com.) il genitore del suocero o della suocera.
protagonismo   s.m.  lo svolgere un ruolo di spicco, di primo piano (in una vicenda, una situazione particolare) | (spreg.) tendenza ad assumere il ruolo del protagonista, a primeggiare, a mettere in risalto i propri meriti, veri o presunti: un personaggio pubblico malato di protagonismo. 
protagonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   l'attore o l'attrice che interpreta la parte principale in un'opera teatrale, cinematografica, televisiva e sim.: essere, fare il protagonista    • 2 •   il personaggio principale di un'azione drammatica, di una narrazione e sim.    • 3 •   chi ha la parte principale in una vicenda, in un avvenimento della vita reale: raccontò un episodio del quale era stato protagonista    • 4 •   muscoli protagonisti, (med.) quelli la cui contrazione provoca un determinato movimento (a molti di essi si contrappone un muscolo antagonista).
protagonistico   s.m.  di, da protagonista: atteggiamenti protagonistici. 
protallo   s.m.  (bot.) gametofito che deriva dalla germinazione di una spora.
protantropo    ⇨ protoantropo.
protasi   s.f.    • 1 •   la parte introduttiva di un poema, quella in cui l'autore espone l'argomento: la protasi dell'iliade    • 2 •   (gramm.) la proposizione secondaria del periodo ipotetico, nella quale si pone la condizione di cui l'apodosi esprime la conseguenza (p. e.: se continuerà a piovere, resteremo a casa).
protattinio    ⇨ protoattinio.
proteasi   s.f.  (chim. biol.) l'insieme degli enzimi che promuovono la scissione delle proteine; comprende le proteinasi e le peptidasi.
proteggere   v. tr.  [pres. io protèggo, tu protèggi ecc. ; pass. rem. io protèssi, tu proteggésti ecc. ; part. pass., protètto]    • 1 •   difendere, aiutare, favorire: proteggere i propri figli, una persona bisognosa; fa carriera perché qualcuno lo protegge  | che dio ti protegga!, esclamazione di augurio    • 2 •   promuovere, appoggiare un'attività: proteggere le scienze, le arti    • 3 •   riparare: l'ombrello protegge dalla pioggia; il minio protegge il ferro dalla ruggine    • 4 •   (inform.) adottare opportuni accorgimenti, di tipo hardware o software, per salvaguardare dati e memorie da tentativi volontari o accidentali di modifica o cancellazione, oppure da accessi non desiderati: proteggere un file, un dischetto, un programma  | proteggersi v. rifl.  ripararsi, difendersi: proteggersi dal freddo con indumenti di lana. 
proteggitore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi protegge; protettore.
proteico   agg.  [pl. m. -ci] di proteine, che contiene proteine: alimenti ad alto contenuto proteico; alimenti proteici. 
proteiforme   agg.  che assume diverse forme o aspetti (spec. fig.): intelligenza proteiforme. 
proteina   s.f.  (biol.) sostanza organica di struttura complessa, composta da lunghe catene di amminoacidi variamente collegati fra loro; è costituente fondamentale dei tessuti animali e vegetali ' proteine coniugate, quelle costituite da proteine semplici collegate con gruppi non proteici.
proteinasi   s.f.  (chim. biol.) ciascuna delle proteasi che catalizzano la scissione delle molecole proteiche.
proteinico   agg.  [pl. m. -ci] proteico.
proteinoterapia   s.f.  (med.) metodo preventivo o terapeutico che consiste nell'introduzione di sostanze proteiche nell'organismo per via parenterale, allo scopo di esaltare le difese naturali e le capacità di reazione dell'organismo.
proteismo   s.m.  (lett.) tendenza a presentarsi sotto molteplici forme.
protele   s.m.  mammifero carnivoro africano simile a una piccola iena con mantello ondulato e ispido giallo-grigio a striature nere, che forma sul dorso una criniera.
pro tempore   loc. avv.  e agg. invar.  per un periodo limitato di tempo: essere designato pro tempore; un presidente pro tempore. 
protendere   v. tr.  [coniugato come tendere] tendere, spingere in avanti: protendere le braccia verso qualcuno  | protendersi v. rifl.  o intr. pron.  tendersi, spingersi in avanti: protendersi nel vuoto; una lingua di terra che si protende nel mare. 
proteo   s.m.  anfibio che vive esclusivamente nelle acque sotterranee del carso e della dalmazia; ha corpo sottile, lungo fino a 30 cm, di colore bianco rosato, con occhi rudimentali ricoperti di pelle, zampe ridotte, branchie permanenti esterne, rosse e frangiate (ord.  urodeli).
proteolisi   s.f.  (chim. biol.) la scomposizione delle proteine in sostanze più semplici, a opera di enzimi.
proteolitico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. biol.) di proteolisi.
proterandria   s.f.  (biol.) fenomeno per cui, in individui ermafroditi, i gameti maschili maturano prima di quelli femminili.
proterandro   agg.  (biol.) si dice di individuo ermafrodita che presenta proterandria.
proteranto   agg.  (bot.) si dice di pianta che presenta proteranzia.
proteranzia   s.f.  (bot.) caratteristica delle piante in cui si sviluppano prima i fiori delle foglie (p. e.  il mandorlo).
protero-  protero- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica formate modernamente, dal gr. próteros  'anteriore' (proterandria).
proteroginia   s.f.  (biol.) fenomeno per cui, in individui ermafroditi, i gameti femminili maturano prima di quelli maschili.
proterogino   agg.  (biol.) si dice di individuo ermafrodita che presenta proteroginia.
protervia   s.f.  l'essere protervo.
protervo   agg.    • 1 •   superbo e arrogante: un individuo, un atteggiamento protervo    • 2 •   (ant.) ardito, altero: regalmente ne l'atto ancor proterva  (dante purg.  xxx, 70, descrivendo beatrice) § protervamente avv. 
protesi   s.f.    • 1 •   (med.) sostituzione di un organo del corpo umano, mancante o difettoso, con un apparecchio o un dispositivo artificiale; l'apparecchio o il dispositivo stesso: protesi dentaria; protesi valvolare    • 2 •   (ling.) aggiunta di un elemento non etimologico all'inizio di parola (p. e. per istrada  anziché per strada)    • 3 •   (arch.) in alcune basiliche paleocristiane, piccolo ambiente, per lo più di forma quadrata, situato sul fianco sinistro dell'abside.
protesico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) di protesi.
protesista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi costruisce protesi, spec. dentarie.
protesizzare   v. tr.  [io protesìzzo  ecc.] applicare una protesi.
protesizzazione   s.f..  applicazione di una protesi.
proteso   part. pass.  di protendere   agg.  teso in avanti: mano protesa; corpo proteso nel vuoto. 
protesta   s.f.    • 1 •   disapprovazione, opposizione nei confronti di qualcosa o qualcuno; le parole o gli atti con cui tale disapprovazione si esprime: nota, lettera, manifestazione di protesta; abbandonare l'aula per protesta, in segno di protesta; la sua protesta fu accolta    • 2 •   (non com.) dichiarazione, attestazione di un proprio sentimento, di una propria convinzione: dopo mille proteste di rispetto  (manzoni p. s.  iv).
protestante   agg.  e s.m.  e f.  che, chi appartiene al protestantesimo e ne segue la dottrina.
protestantesimo   s.m.    • 1 •   l'insieme delle confessioni religiose cristiane che hanno avuto origine dalla riforma (luteranesimo, calvinismo ecc.)    • 2 •   la concezione religiosa propria dei protestanti.
protestantico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) del protestantesimo, dei protestanti.
protestare   v. intr.  [io protèsto ecc. ; aus. avere] esprimere la propria disapprovazione o opposizione nei confronti di qualcosa: protestare contro l'ingiustizia, contro il governo  | v. tr.    • 1 •   dichiarare, attestare un proprio sentimento, una propria condizione: protestare amore, stima per  (o verso) qualcuno; protestò di essere in buona fede    • 2 •   accertare il mancato pagamento di un titolo di credito; fare, levare un protesto: protestare una cambiale    • 3 •   (comm.) rifiutare una fornitura come non conforme al convenuto: protestare una partita di merce  | protestarsi v. rifl.  dichiararsi: protestarsi innocente. 
protestatario   agg.  che esprime protesta: atteggiamento protestatario. 
protestatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (rar.) chi esprime una protesta o protesta abitualmente    • 2 •   (dir.) chi fa un protesto.
protestatorio   agg.  (rar.) che vale a protestare.
protestazione   s.f.  (rar.) il protestare, l'essere protestato; protesta.
protesto   s.m.    • 1 •   (ant.) protesta    • 2 •   (dir.) atto con il quale un pubblico ufficiale accerta il mancato pagamento di un titolo di credito: mandare in protesto una cambiale, un assegno. 
protetico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che riguarda la protesi, che costituisce protesi: le «i» protetiche di «istesso» e «istrada». 
protettivo   agg.  che serve a proteggere: muro, rivestimento protettivo  | che esprime, ostenta protezione: atteggiamento protettivo  § protettivamente avv. 
protetto   part. pass.  di proteggere  agg.  munito di difese; posto al riparo: strada protetta dalle valanghe | ponte protetto, in navi da guerra, ponte corazzato contro i proiettili | animale protetto, di cui la legge vieta o limita la caccia  s.m.  [f. -a] chi gode di un particolare favore o appoggio: è un suo protetto, un suo favorito.
protettorale   agg.  (rar.) di, da protettore.
protettorato   s.m.  forma di tutela politica e militare esercitata, in base a un accordo internazionale, da uno stato nei confronti di uno stato minore, il quale consente in cambio determinate forme di ingerenza nei propri affari allo stato protettore: esercitare un protettorato  | lo stato posto sotto tale tutela: l'uganda era un protettorato inglese. 
protettore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi protegge: san crispino è il protettore dei calzolai; un protettore delle arti e delle lettere    • 2 •   chi mantiene una donna con la quale ha una relazione amorosa | chi esercita una sorta di tutela o protezione su una prostituta, in realtà sfruttandola  agg.    • 1 •   che protegge: santo protettore, santa protettrice, il patrono o la patrona di una nazione, di una città, di una categoria professionale ecc.    • 2 •   che esercita un protettorato: stato protettore. 
protezione   s.f.    • 1 •   il proteggere, il riparare da eventuali danni: involucro, rivestimento di protezione    • 2 •   attività di chi protegge o difende: protezione civile; protezione della natura, dei beni artistici; società per la protezione degli animali; prendere qualcuno sotto la propria protezione; mettersi sotto la protezione di qualcuno  | favoritismo: far carriera a forza di protezioni    • 3 •   (inform.) il proteggere, l'essere protetto; accorgimento hardware o software che serve a proteggere.
protezionismo   s.m.  politica economica che mira a proteggere i prodotti nazionali dalla concorrenza straniera mediante dazi doganali, crediti alle esportazioni e altre misure dirette a scoraggiare le importazioni o a promuovere le esportazioni o altri interventi.
protezionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore del protezionismo | usato anche come agg.  : politica protezionista. 
protezionistico   agg.  [pl. m. -ci] del protezionismo: regime protezionistico  § protezionisticamente avv.  con criterio protezionistico, applicando forme di protezionismo.
protide   s.m.  (chim. biol.) proteina.
protiro   s.m.  (arch.)    • 1 •   piccolo portico su due colonne addossato alla facciata delle antiche basiliche cristiane e delle chiese romaniche    • 2 •   nella casa romana, vestibolo.
proto   s.m.    • 1 •   capotecnico di una tipografia che cura l'impostazione e la composizione del lavoro; genericamente, tipografo    • 2 •   a venezia, architetto preposto ai lavori di manutenzione e restauro della basilica di san marco dal gr. prôtos  'primo'.
proto-  proto- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. pro¯to-, da pro¯tos  'primo'; indica anteriorità nel tempo o nello spazio (protomartire) oppure primato (protofisico); nel linguaggio scientifico assume significati particolari: in biologia, zoologia e botanica, indica le strutture più semplici di un organismo (protoplasma, protottero, protofillo); in antropologia, paleontologia e paletnologia indica appartenenza al periodo preistorico (protoantropo); nella vecchia terminologia chimica indica i composti in cui un elemento compare nella valenza più bassa (protossido di azoto).
protoantropo   o protantropo, s.m.  (antrop.) nome che designa gli ominidi superiori fossili vissuti prevalentemente nel pleistocene medio e classificati come homo erectus. 
protoattinio   o protattinio, s.m.  elemento chimico di simbolo pa; è un metallo radioattivo assai raro.
protobranchi   s.m. pl.  (zool.) ordine di molluschi lamellibranchi, a diffusione cosmopolita, comprendente forme dai caratteri spiccatamente primitivi | sing.  [-chio] ogni mollusco di tale ordine.
protocanonico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di libro dell'antico testamento riconosciuto da tutti i cristiani come ispirato da dio e perciò entrato nel canone.
protocollare   (1) v. tr.  [io protocòllo ecc.] (burocr.) registrare in un protocollo: protocollare un documento. 
protocollare   (2) agg.    • 1 •   che riguarda le norme del protocollo: uso protocollare    • 2 •   (fig.) conforme alle norme della debita procedura, del comportamento prescritto: risposta protocollare    • 3 •   (filos.) nella terminologia del neopositivismo, si dice di ciascuna delle proposizioni che registrano osservazioni empiriche elementari, sulle quali si costruisce il sistema di una scienza, e che sono lo strumento di verifica di tutte le altre enunciazioni di quel sistema.
protocollista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] impiegato addetto al protocollo in un ufficio pubblico o privato.
protocollo   s.m.    • 1 •   in diplomatica, l'insieme delle formule iniziali di un documento, che precedono il testo vero e proprio    • 2 •   registro dove i notai trascrivono gli estremi degli atti da loro stilati | (estens.) libro dove si registrano in ordine cronologico lettere o altri documenti in partenza e in arrivo; timbro mediante il quale si attesta sul documento la sua registrazione: ufficio del protocollo; mettere a protocollo, registrare; numero di protocollo, il numero progressivo che accompagna ogni registrazione ' foglio di carta protocollo, foglio di carta da stampa o da scrivere di formato particolare (gener. cm 64 x 88 per la carta da stampa, cm 31 x 42 per la carta da scrivere)    • 3 •   documento attestante un accordo fra stati: firmare il protocollo    • 4 •   l'insieme delle norme che regolano lo svolgimento di manifestazioni, visite, ricevimenti ufficiali: rispettare il protocollo; capo del protocollo, in diplomazia, chi è a capo del servizio riguardante il cerimoniale    • 5 •   (filos.) nella terminologia del neopositivismo, la registrazione di un dato dell'esperienza immediata in una proposizione protocollare    • 6 •   (inform.) insieme di regole che governano la successione e lo scambio di informazioni fra due dispositivi comunicanti fra loro.
protofillo   s.m.  (bot.) cotiledone.
protofisico   s.m.  [pl. -ci] (ant.) protomedico: il protofisico ludovico settala, che non solo aveva veduta quella peste, ma n'era stato uno... de' più riputati curatori  (manzoni p. s.  xxxi).
protogermanico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice della protolingua indoeuropea capostipite delle lingue germaniche.
protogino   s.m.  (geol.) tipo di granito a grossi cristalli di feldspato, caratteristico delle alpi occidentali.
protoindoeuropeo   agg.  e s.m.  (ling.) si dice della protolingua capostipite delle lingue indoeuropee.
protolingua   s.f.  (ling.) fase linguistica non attestata, ipoteticamente ricostruita, dalla quale si ritiene abbia avuto origine un gruppo di lingue storicamente documentate: protolingua germanica. 
protomartire   s.m.  appellativo di santo stefano, il primo dei cristiani che subì il martirio.
protomateria   s.f.  materia indifferenziata primordiale che in origine costituiva l'universo.
protome   s.f.  nell'arte antica, elemento decorativo a forma di testa umana o animale.
protomedico   s.m.  [pl. -ci] (ant.) il medico principale di un istituto, di una corte, di un ospedale.
protomorfo   agg.  e s.m.  in antropologia, si dice di tipo umano che per i suoi caratteri morfologici si considera tra i più primitivi.
protomoteca   s.f.  raccolta di protomi.
protone   s.m.  (fis.) particella elementare di carica elettrica positiva e massa circa duemila volte più grande di quella dell'elettrone; con il neutrone è il costituente fondamentale dei nuclei atomici.
protonico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (fis.) di, relativo a protone: massa protonica. 
protonico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di suono o di sillaba che nella parola viene immediatamente prima della vocale o sillaba tonica.
protonio   s.m.  (fis.) particella costituita dal legame, estremamente instabile, di un protone e di un antiprotone.
protonotariato   s.m.  dignità e ufficio di protonotario.
protonotario   o protonotaro, s.m.    • 1 •   (st.) segretario del governatore bizantino di una provincia | nel regno di sicilia, uno dei sette grandi ufficiali del regno, primo segretario del re    • 2 •   protonotario apostolico, (eccl.) ognuno dei sette primi notai della curia romana, che registrano tutti gli atti da essa emanati.
protoplasma   s.m.  [pl. -smi] (biol.) il complesso del materiale, a struttura colloidale, che costituisce le cellule viventi animali e vegetali.
protoplasmatico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) del protoplasma.
protorace   s.m.  (zool.) il primo dei tre segmenti di cui si compone il torace degli insetti.
protoromantico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] in letteratura e nelle arti, che, chi manifesta caratteristiche che preludono al romanticismo: vittorio alfieri è considerato dalla critica un protoromantico. 
protoromanzo   agg.  e s.m.  (ling.) si dice del latino volgare che costituisce il fondamento delle varie lingue romanze.
protosincrotrone   s.m.  (fis.) macchina acceleratrice di protoni.
protoslavo   agg.  e s.m.  (ling.) si dice della protolingua indoeuropea capostipite delle lingue slave.
protospatario   s.m.  titolo dato a governatori militari e ad altissimi funzionari della corte bizantina.
protossido   s.m.  nella vecchia terminologia chimica, ossido in cui un elemento compare nella valenza più bassa: protossido di azoto, ossido di azoto, detto anche gas esilarante.
protostella   s.f.  (astr.) addensamento di idrogeno che, per ulteriore condensazione, potrebbe dar luogo alla formazione di una stella.
protostoria   s.f.  la più antica fase della storia di una civiltà, di un popolo | in paletnologia, il periodo che costituisce la fase di passaggio dalla preistoria alla storia.
protostorico   agg.  [pl. m. -ci] della protostoria.
prototipo   s.m.    • 1 •   primo esemplare; tipo originario da cui derivano gli altri: il prototipo di una macchina    • 2 •   (fig.) chi possiede al massimo grado determinate caratteristiche: è il prototipo dei galantuomini, degli imbroglioni   agg.  che costituisce un prototipo: missile prototipo. 
protottero   s.m.  pesce delle paludi africane, con corpo allungato e fornito, oltre che di branchie, di un polmone bilobo (ord.  lepidosireniformi).
protovangelo   s.m.  passo della genesi in cui, secondo l'esegesi cattolica, è contenuto il primo annuncio della redenzione dell'umanità dal peccato originale.
protozoario   agg.  relativo ai protozoi.
protozoi   s.m. pl.  (zool.) sottoregno animale comprendente tutti gli organismi microscopici unicellulari | sing.  [-zoo] ogni organismo di tale sottoregno.
protozoico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) archeozoico.
protrarre   v. tr.  [coniugato come trarre] prolungare nel tempo, far durare a lungo o più a lungo: protrarre la discussione  | spostare nel tempo, prorogare: protrarre la data di chiusura di una mostra  | protrarsi v. rifl.  continuare, durare: questa situazione si protrae da tempo. 
protrattile   agg.  che può essere spinto in avanti, in fuori: le unghie protrattili del gatto. 
protrazione   s.f.  il protrarre, il protrarsi, l'essere protratto: la protrazione dell'orario di chiusura. 
protrombina   s.f.  (chim. biol.) proenzima presente nel sangue circolante, che si trasforma in trombina quando il sangue viene a contatto con l'aria (p. e.  nel caso di ferite), mettendo in moto il meccanismo della coagulazione.
protrudere   v. tr.  [pass. rem. io protru si, tu protrudésti ecc. ; part. pass. protru so] (scient.) far sporgere in fuori: protrudere le labbra  | v. intr.  [aus. essere] detto di organo anatomico, formare una sporgenza, naturale o patologica.
protrusione   s.f.  (med.) prominenza di un organo anatomico: protrusione dei globi oculari | protrusione labiale, avanzamento delle labbra nella fonazione.
protuberante   agg.  che costituisce una protuberanza; che sporge.
protuberanza   s.f.  sporgenza, prominenza, escrescenza: le protuberanze del terreno; avere una piccola protuberanza sulla fronte | protuberanze solari, (astr.) nubi di gas incandescenti che si elevano dalla cromosfera solare, estendendosi anche fino a centinaia di migliaia di km entro la corona solare.
proturi   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli insetti senza ali, privi di occhi e con antenne ridotte | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
protutela   s.f.  (dir.) ufficio del protutore.
protutore   s.m.  [f. -trice] (dir.) chi fa le veci del tutore in caso di suo impedimento o rappresenta il minore in caso di conflitto di interessi tra questi e il tutore.
proustiano   agg.  dello scrittore francese marcel proust (1871-1922), o che si riferisce alla sua opera, al suo stile.
prova   ant. pruova, s.f.    • 1 •   ciò che si fa per conoscere, dimostrare, verificare la qualità, la natura di una cosa, le attitudini e i sentimenti di una persona, il funzionamento di una macchina: sottoporre a una serie di prove; periodo di prova; prendere, tenere in prova  | prova di stampa, (tip.) la bozza su cui è possibile apportare correzioni e aggiunte, prima di tirare la stampa definitiva ' mettere un abito in prova, farlo indossare per vedere se va bene e per apportarvi eventualmente le modifiche necessarie | a prova di bomba, di cosa solidissima, resistente a tutti gli attacchi (anche fig.): fedeltà a prova di bomba | a tutta prova, sperimentato, che non lascia dubbi: onestà a tutta prova    • 2 •   nel linguaggio scolastico, esame: prove scritte, orali    • 3 •   (mat.) operazione di verifica di un calcolo: prova del nove    • 4 •   competizione, gara sportiva: vincere la prova di salto in alto    • 5 •   (teat.) esecuzione parziale o totale di uno spettacolo a scopo di esercizio e di messa a punto: fare le prove; la prova generale, l'ultima prima della rappresentazione    • 6 •   cimento affrontato volontariamente o imposto da altri o dalle circostanze: vedere qualcuno alla prova; una prova molto dura; fi°alte ha nome, e fece le gran prove / quando i giganti fer paura a' dei  (dante inf.  xxxi, 94-95)    • 7 •   tentativo: rinunciò dopo alcune prove; una prova riuscita    • 8 •   elemento che dimostra la verità di un'affermazione, di un fatto; argomento, testimonianza o documento che si adduce a questo fine: essere assolto per insufficienza di prove; le prove dell'immortalità dell'anima; fino a prova contraria, fino a che sia dimostrato il contrario | onere della prova, (dir.) obbligo di fornirla, perché in assenza di essa viene riconosciuta valida la tesi opposta | prova legante, (dir.) che vincola il giudice a ritenere vero quanto con essa si attesta    • 9 •   dimostrazione concreta di qualcosa: dare prova d'essersi pentito; il suo aiuto è una prova d'amicizia    • 10 •   a prova  (ant. , lett.) a gara: a prova / vien fuor la femminetta a còr dell'acqua / della novella piova  (leopardi la quiete dopo la tempesta  13-15).
provabile   agg.  che si può provare.
provabilità   s.f.  l'essere provabile; possibilità di essere provato.
provacircuiti   s.m. invar.  dispositivo atto a controllare se un circuito elettrico è interrotto o no.
provanatura   s.f.  (agr.) tipo di propaggine multipla usato un tempo in viticoltura per sostituire un ceppo vecchio.
provano   agg.  (ant.) caparbio.
provapile   s.m. invar.  apparecchio per misurare l'efficienza delle pile.
provare   v. tr.  [io pròvo  (ant. pruòvo) ecc.]    • 1 •   sottoporre a prova, a verifica: provare un motore; provare un cibo, assaggiarlo; provare un abito, indossarlo per vedere se va bene    • 2 •   (teat.) fare le prove di uno spettacolo (anche assol.): provare una commedia; domani si prova    • 3 •   cimentare, mettere alla prova: la sventura lo ha duramente provato    • 4 •   fare una prova, un tentativo (anche assol.): proviamo a entrare; provare non costa niente | provaci!, si dice in tono di minaccia a chi mostra di voler fare qualcosa che non ci è gradita    • 5 •   dimostrare con prove la verità di un'affermazione, di un fatto: provare un'accusa; l'imputato riuscì a provare la sua innocenza    • 6 •   conoscere per esperienza: provare la miseria, la fame; tu proverai sì come sa di sale / lo pane altrui  (dante par.  xvii, 58-59)    • 7 •   avvertire in sé stessi; sentire: provare avversione per qualcuno; provare piacere, dolore, paura, rabbia, stupore  | provarsi v. rifl.  cimentarsi, misurarsi: provarsi con un avversario più forte. 
provativo   agg.  (rar.) probativo, probante.
provato   part. pass.  di provare  agg.    • 1 •   che è stato sottoposto a una dura prova: pugile, corridore provato    • 2 •   che è dimostrato con prove: accusa provata; uomo di provata fedeltà. 
provatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi prova, chi mette alla prova.
provatransistori   s.m. invar.  (elettr.) strumento per controllare l'efficienza di transistori e diodi.
provatura   s.f.  formaggio fresco di latte di bufala, a pasta filata, simile alla mozzarella; si produce nell'agro romano.
provavalvole   s.m. invar.  apparecchio per misurare le caratteristiche elettriche dei tubi elettronici.
provedenza    ⇨ provvidenza.
provedere    ⇨ provvedere.
provenda   s.f.  antica misura italiana di capacità, equivalente a circa    • 9 •   litri.
proveniente   part. pres.  di provenire  agg.  che proviene (anche fig.): turisti provenienti dalla germania; una notizia proveniente da fonti attendibili. 
provenienza   s.f.  il provenire; il luogo da cui qualcuno o qualcosa proviene: città, paese di provenienza; merci di provenienza sicura; una notizia di dubbia provenienza. 
provenire   v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere, ma i tempi composti sono rari]    • 1 •   venire da un luogo: limoni che provengono dalla sicilia    • 2 •   (fig.) avere origine, derivare: proviene da una famiglia benestante; molti termini scientifici provengono dal greco. 
provento   s.m.  entrata, guadagno, rendita: i proventi del lavoro, di una proprietà; scarsi, lauti proventi. 
proventriglio   s.m.  (zool.) porzione anteriore dello stomaco degli uccelli, provvista di ghiandole gastriche.
provenzale   agg.  della provenza, regione della francia sud-orientale: letteratura, poesia provenzale  s. m.    • 1 •   [anche f.] abitante, nativo della provenza    • 2 •   la lingua della provenza: provenzale antico, moderno. 
provenzaleggiante   part. pres.  di provenzaleggiare   agg.  che si rifà ai modi dell'antica poesia provenzale: stile, lingua, lirica provenzaleggiante. 
provenzaleggiare   v. intr.  [io provenzaléggio ecc. ; aus. avere] imitare i poeti provenzali.
provenzalismo   s.m.  (ling.) parola, locuzione tratta dalla lingua provenzale.
provenzalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di lingua e letteratura provenzale.
proverbiale   agg.    • 1 •   che ha natura di proverbio: frase, detto proverbiale    • 2 •   (fig.) che è passato in proverbio, che è noto a tutti: la sua ignoranza è proverbiale  § proverbialmente avv. 
proverbiare   v. tr.  [io provèrbio ecc.] (ant.)    • 1 •   rimbrottare, schernire: la moglie il proverbia ed egli turbato la batte  (boccaccio dec.  viii, 3)    • 2 •   (assol.) inveire.
proverbio   s.m.    • 1 •   detto popolare, generalmente breve, che fissa in una forma tradizionalmente codificata una regola di vita, una credenza, un dato dell'esperienza: citare un proverbio; «val più uno a fare che cento a comandare» dice il proverbio  | passare in proverbio, si dice di persona o di cosa che sia portata a esempio per qualche caratteristica posseduta in grado eminente    • 2 •   proverbi, uno dei libri del vecchio testamento    • 3 •   (ant.) rimbrotto | ingiuria.
proverbioso   agg.    • 1 •   (non com.) infarcito di proverbi, sentenzioso: linguaggio proverbioso    • 2 •   (ant.) che contiene un rimprovero; offensivo.
provetta   s.f.    • 1 •   tubetto di vetro chiuso e arrotondato a un'estremità, usato per le analisi chimiche | concepimento in provetta, fecondazione artificiale dell'ovulo femminile, che viene successivamente impiantato nell'utero    • 2 •   (tecn.) campione di materiale (cemento, metalli ecc.) da sottoporre a prove.
provetto   agg.    • 1 •   che ha grande conoscenza o esperienza di una professione, un'arte, uno sport e sim.: un pianista, un alpinista provetto    • 2 •   (lett.) di persona, avanti negli anni; di età avanzata, matura: e te german di giovinezza, amore, / sospiro acerbo de' provetti giorni  (leopardi il passero solitario  20-21).
provianda   s.f.  (ant.) vettovaglia; anche, reparto addetto al trasporto delle vettovaglie.
provicariato   s.m.  (eccl.) ufficio, dignità di provicario.
provicario   s.m.  (eccl.) chi fa le veci di un vicario.
providenza   providenzia  ⇨ provvidenza.
provider   s.m. invar.  sistema collegato allo snodo di una rete telematica che consente ad altri computer, a esso connessi tramite modem, l'accesso alla rete stessa.
provido    ⇨ provvido.
provigione   e deriv.   ⇨ provvisione e deriv. 
provincia   s.f.  [pl. -ce  o -cie]    • 1 •   (st.) territorio conquistato dai romani e governato da un magistrato romano    • 2 •   circoscrizione amministrativa del territorio dello stato, costituita da un insieme di comuni limitrofi, il più importante dei quali è il capoluogo: la provincia di milano  | l'ente che amministra tale circoscrizione; la sede dove si trovano i suoi uffici: essere impiegato alla provincia; recarsi alla provincia    • 3 •   (estens.) termine con cui si definiscono complessivamente i piccoli centri minori, considerati in contrapposizione alle grandi città (anche con sfumatura spreg. , in riferimento a una loro presunta arretratezza culturale e sociale): vivere in provincia; vita, gente di provincia; città di provincia    • 4 •   (eccl.) circoscrizione territoriale costituita da più diocesi, retta da un arcivescovo | insieme di conventi o case religiose dello stesso ordine dipendenti da un medesimo superiore.
provincialato   s.m.  (eccl.) l'ufficio, la dignità del padre provinciale.
provinciale   agg.    • 1 •   della provincia, come ente territoriale amministrativo: consiglio, giunta provinciale; medico provinciale; strade provinciali    • 2 •   tipico della provincia, della gente che vive in provincia (per lo più spreg.): gusti provinciali; mentalità provinciale    • 3 •   (padre) provinciale, (eccl.) in alcuni ordini religiosi, colui che presiede ai conventi situati in una stessa provincia  s.m.  e f.  chi è nato o vive in provincia; che rivela abitudini, mentalità, gusti, cultura tipici della provincia (anche con sign. spreg.). pegg. provincialotto  | s.f.  strada provinciale § provincialmente avv.    • 1 •   per quanto riguarda la provincia    • 2 •   (spreg.) al modo dei provinciali.
provincialesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) da provinciale.
provincialismo   s.m.    • 1 •   (ling.) parola, locuzione propria di una zona, di una regione    • 2 •   (spreg.) l'essere provinciale; l'avere modi, mentalità, gusti da provinciale.
provincialità   s.f.  caratteristica di chi o di ciò che è provinciale: provincialità di modi, di gusti. 
provincializzare   v. tr.  (burocr.) trasferire all'amministrazione provinciale | provincializzarsi v. rifl.  (spreg.) acquisire modi, mentalità, cultura provinciali: si è completamente provincializzato; dopo un periodo di grande splendore, l'arte cominciò a provincializzarsi. 
provincializzazione   s.f.    • 1 •   (burocr.) il provincializzare, l'essere provincializzato | la formazione di province, come unità amministrative locali    • 2 •   (spreg.) il provincializzarsi.
provino   s.m.    • 1 •   breve prova filmata di recitazione a cui si suole sottoporre un aspirante attore per saggiarne le capacità interpretative, le doti di fotogenia ecc.; per estens., disco di prova inciso per saggiare le capacità di un aspirante cantante    • 2 •   nome generico di strumenti che servono a determinare la densità dei liquidi, la resistenza dei materiali ecc.    • 3 •   campione di un materiale da sottoporre a prove.
provisione   e deriv.   ⇨ provvisione e deriv. 
provitamina   s.f.  (chim. biol.) ogni composto organico contenuto negli alimenti che all'interno dell'organismo si trasforma in vitamina.
provo   o pruovo, (ant.) solo nella loc. avv. a provo, vicino, a lato: un de' tuoi, a cui noi siamo a provo  (dante inf.  xii, 93).
provocabile   agg.  (non com.) che si può provocare.
provocante   part. pres.  di provocare  agg.    • 1 •   che provoca sentimenti di ribellione, di sdegno    • 2 •   che suscita interesse, desiderio erotico: ragazza provocante; un atteggiamento, un vestito provocante  § provocantemente avv. 
provocare   v. tr.  [io pròvoco, tu pròvochi ecc]    • 1 •   essere causa di qualcosa; produrre, determinare, causare: il fumo provoca la tosse; quella battuta provocò una risata generale; il terremoto ha provocato gravi danni | provocare un decreto, richiederne l'emanazione    • 2 •   eccitare una persona, spec. a sentimenti di ribellione, di sdegno; irritare, sfidare: provocare qualcuno all'ira, all'indignazione; ha reagito perché era stato provocato  | eccitare interesse e desiderio erotico: una ragazza che si diverte a provocare gli uomini. 
provocativo   agg.  (lett.) provocante, provocatorio: un non so che di petulante e di provocativo  (manzoni p. s.  v).
provocatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi provoca; in partic., che, chi induce a reazioni violente con parole o atti offensivi, irritanti | (agente) provocatore, persona che, venuta a conoscenza di un disegno criminoso, si finge complice e ne provoca l'attuazione, al solo scopo di fare arrestare i colpevoli; non è punibile purché non abbia istigato a delinquere.
provocatorio   agg.  che tende a provocare una ribellione, una reazione violenta; che costituisce una provocazione, una sfida: discorsi provocatori; tono, atteggiamento provocatorio  § provocatoriamente avv. 
provocazione   s.f.    • 1 •   il provocare qualcuno o qualcosa; le parole, gli atti che provocano, che inducono a una reazione violenta: subire delle provocazioni; respingere una provocazione  | raccogliere la provocazione, accettare una sfida    • 2 •   (dir.) attenuante riconosciuta al reo per aver agito in reazione a un'offesa o un'ingiustizia subite.
provola   s.f.  formaggio a pasta filata semidura, per lo più di latte di bufala, che si mangia fresco o affumicato; è specialità dell'italia meridionale. dim. provolina, provoletta. 
provolone   s.m.  formaggio a pasta filata dura, dolce o piccante, prodotto con latte di vacca intero; è tipico dell'italia meridionale.
provvedenza    ⇨ provvidenza.
provvedere   ant. provedere, v. intr.  [coniugato come vedere, ma sono regolari il fut. io provvederò ecc. , e il condiz. io provvederèi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   disporre quanto è necessario affinché qualcosa non manchi o non subisca danni o avvenga felicemente; in partic., disporre il necessario per soddisfare un pubblico bisogno o per garantire un pubblico servizio: provvedere al mantenimento della famiglia, alla sicurezza dei cittadini; provvedere a riparare un guasto    • 2 •   fare ciò che è necessario per risolvere una situazione; prendere i dovuti provvedimenti: se continuate così, sarò costretto a provvedere; provvedere severamente nei confronti dei colpevoli | prov.  : dio vede e provvede, nulla sfugge all'azione della provvidenza divina | v. tr.    • 1 •   preparare in tempo cose che si prevede saranno utili o necessarie: provvedere quanto occorre per la partenza; provvedere il combustibile necessario all'impianto; provvedi che tutto sia pronto entro sera    • 2 •   fornire, dotare: provvedere l'automobile degli accessori; provvedere gli operai di apposite tute; provvedere i terremotati di viveri e medicinali  | provvedersi v. rifl.  prendere con sé qualcosa che si pensa di dover usare: provvedersi in tempo dei documenti. 
provvedimento   s.m.    • 1 •   (lett.) il provvedere; rimedio: non valendo né alcuno senno, né umano provvedimento  (boccaccio dec.  introduzione)    • 2 •   la misura, la disposizione con cui si fa fronte a determinate situazioni e necessità, spec. da parte di un'autorità competente: provvedimenti legislativi, amministrativi, giudiziari; provvedimenti igienici, finanziari; provvedimento disciplinare; prendere provvedimenti contro qualcuno, punirlo.
provveditorato   s.m.    • 1 •   la carica, l'ufficio, il grado di provveditore    • 2 •   l'ente, dipendente da un ministero, che coordina nell'ambito di una provincia i vari uffici che si occupano di una data attività anche, il luogo, l'edificio nel quale ha sede: provveditorato agli studi, alle opere pubbliche; andare al provveditorato. 
provveditore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi provvede a qualcuno o a qualcosa | in passato e in luoghi diversi, titolo di governatori o amministratori locali    • 2 •   titolo di chi ha la responsabilità del settore amministrativo di un'associazione o di un ente    • 3 •   titolo di chi è a capo di un provveditorato: provveditore agli studi. 
provveditoria   s.f.  l'ufficio di provveditore nell'antica repubblica veneta.
provveduto   part. pass.  di provvedere  agg.    • 1 •   fornito, dotato (ma è più com. la forma provvisto): provveduto di qualità intellettuali; ben provveduto di denaro    • 2 •   (non com.) attento, accorto, esperto: un lettore provveduto. 
provvidente   agg.  (antiq.) provvido; accorto, prudente.
provvidenza   ant. providenza, provvidenzia, providenzia, provedenza, provvedenza, s.f.    • 1 •   il provvedere; ogni atto concreto con cui si provvede a qualcosa: provvidenze in favore dei senzatetto    • 2 •   nella religione cristiana, l'ordine concepito da dio per dirigere ciascuna delle cose create al proprio fine; l'azione costante che dio esercita nella natura e nella storia: sperare, confidare nella provvidenza; ringraziare la divina provvidenza; le vie della provvidenza sono infinite; la provedenza, che governa il mondo  (dante par.  xi, 28)    • 3 •   (estens.) dono, favore, avvenimento che giunge inaspettato quando più è necessario: la pioggia fu una vera provvidenza per la campagna. 
provvidenziale   agg.    • 1 •   della provvidenza divina; che deriva, emana da essa: ordine provvidenziale    • 2 •   (estens.) assai opportuno, favorevole: il provvidenziale intervento di un medico  § provvidenzialmente avv. 
provvidenzialismo   s.m.  concezione filosofico-religiosa che riconosce l'esistenza di una provvidenza divina nel mondo.
provvidenzialità   s.f.  l'essere provvidenziale: la provvidenzialità di un aiuto. 
provvido   ant. o poet. provido, agg.  (lett.) che provvede con benevolenza, con lungimiranza: te collocò la provida / sventura in fra gli oppressi  (manzoni adelchi) § provvidamente avv. 
provvigionare    ⇨ provvisionare.
provvigione   s.f.    • 1 •   compenso in denaro dato al mediatore o ad altro intermediario (agente, venditore) che ha procacciato, concluso un affare: lavorare a provvigione, per un compenso variabile in ragione degli affari conclusi    • 2 •   (ant.) provvisione.
provvisionale   s.f.  (dir.) somma il cui pagamento viene imposto dal giudice come anticipo della liquidazione definitiva.
provvisionare   o provisionare, provvigionare, provigionare, v. tr.  (ant.) dare uno stipendio, un appannaggio a qualcuno.
provvisionato   part. pass.  di provvisionare  s. m.  nel rinascimento, soldato stipendiato in pianta stabile.
provvisione   o provisione, provvigione, provigione, s.f.  (ant.)    • 1 •   il provvedere    • 2 •   stipendio, paga; appannaggio, pensione: ma parendo all'angiulieri... mal dimorare in siena della provvisione che dal padre donata gli era  (boccaccio dec.  ix, 4)    • 3 •   provvista, approvvigionamento: si fecero provvisioni di viveri, della qualità e nella quantità che si poté  (manzoni p. s.  xxviii).
provvisore   s.m.  (ant.) provveditore.
provvisorietà   s.f.  l'essere provvisorio; carattere provvisorio, precario: la provvisorietà di una sistemazione. 
provvisorio   agg.  che non è definitivo, duraturo, stabile; che dovrà essere sostituito o modificato: governo, impiego, confine provvisorio; concedere all'imputato la libertà provvisoria  | in via provvisoria, temporaneamente § provvisoriamente avv. 
provvista   s.f.    • 1 •   il provvedere quanto è necessario per le esigenze materiali proprie o della propria famiglia, di una comunità ecc.: far (la) provvista di pasta, di olio, di legna    • 2 •   ciò che si è messo da parte per necessità future: avere abbondanti provviste; la provvista d'acqua stava per finire    • 3 •   (dir.) rapporto di interesse fra il traente e il trattario di una cambiale    • 4 •   (banc.) insieme delle operazioni (depositi, conti correnti ecc.) grazie alle quali le banche si procurano i mezzi finanziari da impiegare in operazioni di credito | il deposito esistente presso la banca: l'ammontare della provvista. 
provvisto   part. pass.  di provvedere  agg.  che ha, che possiede qualcosa: una casa provvista di ogni comodità; un ragazzo provvisto di buon senso  | essere ben provvisto, avere beni, denaro.
prozio   (1) s.m.  [f. -a] zio del padre o della madre.
prozio   (2) s.m.  (chim.) l'isotopo più abbondante dell'idrogeno, con numero di massa uno.
prua   s.f.    • 1 •   (mar.) prora    • 2 •   (estens.) la parte anteriore di un aereo o altro velivolo.
pruavia   solo nella loc. avv. a pruavia, (mar.) a proravia.
prude   agg. invar.  si dice di chi tiene eccessivamente e ostentatamente al rispetto formale della decenza e del pudore; anche, di ciò che rivela tale atteggiamento di pruderie: un tipo molto prude; un atteggiamento prude. 
prudente   agg.    • 1 •   che agisce con prudenza: un automobilista prudente; essere prudente nel parlare    • 2 •   fatto, detto con prudenza; improntato a prudenza: discorso, atteggiamento prudente  § prudentemente avv. 
prudenza   s.f.    • 1 •   qualità di chi si comporta in modo da non correre inutili rischi e da evitare a sé e ad altri qualsiasi possibile danno: avere, usare prudenza nel fare qualcosa; agire, guidare con prudenza; la prudenza non è mai troppa    • 2 •   (teol.) una delle quattro virtù cardinali, quella che fa discernere il bene dal male e fa seguire la retta ragione nell'operare.
prudenziale   agg.  ispirato, dettato da prudenza: atteggiamento prudenziale; misure prudenziali  § prudenzialmente avv.  per precauzione, per cautela.
prudere   v. intr.  [rar. il pass. rem. prudé  o prudètte; mancano il part. pass. e i tempi composti] dare prurito, pizzicare: mi prude la schiena  | sentirsi prudere le mani, (fig.) avere voglia di menare le mani, di picchiare ' sentirsi prudere la lingua, (fig.) avere voglia di parlare, di rispondere a tono, polemicamente ' toccare uno dove gli prude, (fig.) irritarlo con argomenti verso cui si dimostra suscettibile.
pruderie   s.f.  moralismo ostentato e superficiale.
prudore   s.m.  (non com.) prurito, pizzicore.
prueggiare   v. intr.  [io pruéggio ecc. ; aus. avere] (mar.) governare una nave a velocità ridotta, tenendo la prua contro vento; di nave, procedere in tal modo.
prueggio   s.m.  (mar.) il prueggiare: andare a prueggio, con la prua rivolta contro il vento; stare a prueggio, di nave ancorata con la prua contro vento.
prugna   s.f.  frutto del susino  agg. invar.  di colore violaceo cupo, come una varietà di questo frutto: un vestito (color) prugna. 
prugno   s.m.    • 1 •   nome generico delle piante del genere pruno    • 2 •   lo stesso che susino. 
prugnola   s.f.  il frutto del prugnolo; susina selvatica.
prugnolo   (1) s.m.  arbusto spinoso con fiori bianchi e piccoli frutti commestibili, rotondeggianti, di color nero bluastro (fam.  rosacee).
prugnolo   (2) s.m.  nome di diversi funghi mangerecci di bosco e di prato (gen.  tricoloma).
pruina   s.f.    • 1 •   (poet.) brina: e quando 'l verno sparge le pruine  (petrarca canz.  lxxii, 13)    • 2 •   (bot.) sottilissimo strato di sostanza cerosa che ricopre alcuni frutti (susine, uva ecc.), rendendoli impermeabili all'acqua.
pruinoso   agg.    • 1 •   (poet.) coperto di brina; che porta la brina    • 2 •   (bot.) coperto di pruina.
pruna   s.f.  (ant.) prugna.
prunaio   s.m. , o prunaia s.f.    • 1 •   terreno ricoperto da pruni    • 2 •   (fig.) faccenda ingarbugliata, intrigo; ginepraio.
prunalbo   s.m.  (poet.) biancospino: del prunalbo l'odorino amaro / senti nel cuore  (pascoli).
prunella   (1) s.f.    • 1 •   tessuto lucido di colore scuro, simile a quello delle prugne    • 2 •   liquore che si distilla dalle prugne.
prunella   (2) s.f.  pianta erbacea con foglie ovali e fiori porporini riuniti in una densa spiga (fam.  labiate).
pruneto   s.m.  luogo pieno di pruni; prunaio.
pruno   s.m.    • 1 •   (bot.) genere di piante arboree o arbustacee, a foglia caduca, dicotiledoni, diffuse nelle zone temperate; alcune varietà vengono coltivate a scopo ornamentale (p. e.  il lauroceraso), altre per i frutti eduli, come l'albicocco, il ciliegio, il pesco (fam.  rosacee)    • 2 •   nome generico di arbusti selvatici spinosi: una siepe di pruni    • 3 •   spina di pruno ' essere un pruno in un occhio, (fig.) si dice di persona o cosa che causa fastidio, irritazione    • 4 •   (region.) susino.
pruova    ⇨ prova.
pruovo    ⇨ provo.
prurigine   s.f.    • 1 •   (lett.) prurito (anche fig.)    • 2 •   (med.) prurigo.
pruriginoso   agg.    • 1 •   che causa prurito: eruzione cutanea pruriginosa    • 2 •   (fig.) che eccita, che stuzzica, spec. dal punto di vista sensuale: scena pruriginosa. 
prurigo   s.f.  (med.) affezione cutanea cronica, caratterizzata da forte prurito ed eruzione di piccole papule: prurigo nodulare; prurigo di hebra. 
prurito   s.m.    • 1 •   sensazione molesta di irritazione cutanea che induce a grattarsi: sentire prurito; provocare, dare prurito    • 2 •   (fig.) voglia improvvisa e intensa: pruriti erotici  | stimolo improvviso, capriccio: gli è venuto il prurito di viaggiare. 
prussianesimo   s.m.  lo spirito militaristico prussiano.
prussiano   agg.    • 1 •   della prussia: la tradizione militaristica prussiana; dialetto prussiano    • 2 •   (fig.) che dimostra una rigidezza, un autoritarismo intransigente: mentalità prussiana   s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della prussia    • 2 •   lingua germanica parlata un tempo in prussia.
prussiato   s.m.  (chim.) cianuro: prussiato giallo, ferrocianuro di potassio.
prussico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) cianidrico.
ps    ⇨ pss.
psalmodia    ⇨ salmodia.
psalterio   psaltero  ⇨ salterio.
psammitico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice di roccia sedimentaria clastica originatasi dal disfacimento di rocce preesistenti e costituita da detriti sabbiosi sciolti o cementati.
psammo-  psammo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica formate modernamente dal gr. psámmos  'sabbia' (psammofilo).
psammofilo   agg.  (biol.) si dice di organismo animale o vegetale che vive in terreni sabbiosi.
psammofita   s.f.  (bot.) pianta psammofila.
psammografia   s.f.  (geol.) lo studio delle sabbie e della loro composizione chimica e fisica.
psammon   s.m. invar.  (biol.) l'insieme degli organismi vegetali e animali che vivono nelle sabbie costiere.
psammoterapia   s.f.  (med.) cura consistente nell'applicazione di sabbia calda sull'organo malato.
psammoterapico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla psammoterapia: applicazioni psammoterapiche. 
psefitico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) si dice di roccia sedimentaria clastica, originatasi dal disfacimento di rocce preesistenti e costituita da detriti sassosi sciolti o cementati.
psefologia   s.f.  lo studio delle elezioni, del comportamento e degli spostamenti dell'elettorato.
pselafidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti coleotteri di colore tendente al rosso o al giallo, che comprende numerose varietà, parte delle quali provviste di forti palpi mascellari; vivono nei nidi delle formiche, sotto le cortecce degli alberi o nelle zone muscose | sing.  [-e] ogni insetto appartenente a tale famiglia.
pseudo-  pseudo- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. pseudo-, da pseudés  'falso' (affine a psêudos  'menzogna', pséudesthai  'mentire'); vale generalmente 'falso' (pseudonimo); in taluni casi indica affinità fittizia, analogia esteriore (pseudoparalisi, pseudomembrana, pseudoconcetto).
pseudoacido   s.m.  (chim.) ogni composto che, pur essendo privo di gruppi acidi, si comporta come un acido.
pseudoartrosi   s.f.  (med.) falsa articolazione che si forma tra i due monconi di un osso fratturato in seguito al mancato consolidamento del callo osseo.
pseudocarpo   s.m.  (bot.) corpo globoso che ha l'aspetto di frutto.
pseudoconcetto   s.m.  nella filosofia di b. croce, gruppo di rappresentazioni aventi tra loro somiglianze estrinseche, designato con un unico nome (p. e.  casa, gatto, triangolo ecc.).
pseudocultura   s.f.  insieme di conoscenze superficiali che non configurano una preparazione culturale solida.
pseudoermafroditismo   s.m.  (biol.) anomalia per cui in un individuo di un determinato sesso sono presenti caratteri sessuali secondari del sesso opposto.
pseudoestesia   s.f.  (med.) disturbo della sensibilità per cui si hanno percezioni fisiche immaginarie, senza stimolo, o non corrispondenti allo stimolo reale.
pseudofrutto   s.m.  (bot.) falso frutto.
pseudogravidanza   s.f.  (med.) complesso di sintomi che simulano una gravidanza: pseudogravidanza isterica. 
pseudoletterato   s.m.  [f. -a] (spreg.) chi si atteggia a letterato senza esserlo.
pseudomembrana   s.f.  (med.) formazione patologica che ha l'apparenza ma non la struttura di una membrana.
pseudomorfismo   s.m.  (min.) pseudomorfosi.
pseudomorfo   agg.  (min.) si dice di minerale che, pur mantenendo invariata la forma cristallina esterna, genera internamente una struttura cristallina diversa.
pseudomorfosi   s.f.  (min.) il fenomeno che dà origine ai minerali pseudomorfi; può essere dovuto a trasformazione chimica di un minerale in un altro o al successivo deposito di minerali diversi in una stessa cavità.
pseudonimo   s.m.  nome fittizio; in partic., quello con cui un autore firma le sue opere: aldo palazzeschi è lo pseudonimo di aldo giurlani   agg.  (non com.) si dice di opera conosciuta o pubblicata sotto un nome diverso da quello vero dell'autore: scritto pseudonimo. 
pseudoparalisi   s.f.  (med.) complesso di sintomi che simulano una paralisi.
pseudopo   s.m.  rettile dal lungo corpo serpentiforme, privo di arti anteriori e con quelli posteriori rudimentali, di color giallo-bruno (ord.  squamati).
pseudopodio   s.m.  (biol.) protuberanza transitoria e variabile emessa da alcuni organismi unicellulari o da cellule mobili a scopo di locomozione e nutrizione.
pseudoprofeta   s.m.  [pl. -ti] (spreg.) chi si finge profeta; chi pretende di avere capacità profetiche.
pseudoscorpione   s.m.  piccolo aracnide a diffusione cosmopolita spesso confuso con lo scorpione.
pseudosoluzione   s.f.  (chim.) sorta di soluzione che non si comporta come una vera soluzione; soluzione colloidale, sospensione.
psi   s.m.  o f. invar.  nome della ventitreesima lettera dell'alfabeto greco.
psicagogia   s.f.    • 1 •   (relig.) antica pratica consistente nell'evocare l'anima di un defunto    • 2 •   (psicol.) attività rivolta a guidare la personalità nel suo sviluppo.
psicagogico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla psicagogia: terapia psicagogica  § psicagogicamente avv. 
psicagogo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   sacerdote che evocava le anime dei defunti    • 2 •   (rar.) persona abile nell'indirizzare ed educare gli spiriti e le menti    • 3 •   psicopompo.
psicanalisi   e deriv.   ⇨ psicoanalisi e deriv. 
psicastenia   e deriv.   ⇨ psicoastenia e deriv. 
psiche   (1) s.f.  (psicol.) l'insieme delle funzioni sensitive, affettive e mentali grazie alle quali l'individuo ha esperienza di sé e della realtà esterna.
psiche   (2) s.f.  grande specchio mobile con cornice e montanti in legno, per camera da letto.
psichedelico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di ciò che provoca dilatazione della coscienza, disinibizioni comportamentali, allucinazioni ecc.: farmaci psichedelici    • 2 •   si dice di fasci luminosi colorati, lampeggianti e in movimento, collegati con un impianto di amplificazione del suono in modo da accompagnare visivamente il ritmo; per estens., colorato, vivace, eccitante: luci psichedeliche. 
psichiatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] medico specializzato in psichiatria; studioso di psichiatria.
psichiatria   s.f.  branca della medicina che ha per oggetto la diagnosi, la terapia e la prevenzione delle malattie mentali | psichiatria sociale, studio dei rapporti che intercorrono tra la salute mentale e i fattori socioculturali | psichiatria legale, studio psichiatrico del disadattamento sociale nei malati di mente che commettono delitti.
psichiatrico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la psichiatria: clinica psichiatrica; malattie psichiatriche  § psichiatricamente avv.  dal punto di vista psichiatrico; con criteri o procedimenti psichiatrici.
psichiatrizzare   v. tr.  trattare con metodi psichiatrici: psichiatrizzare i tossicomani. 
psichiatrizzazione   s.f.  lo psichiatrizzare, l'essere psichiatrizzato.
psichico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della psiche, che ha attinenza con la psiche; non corporeo, non fisico: turbamento, trauma psichico  | fatti, processi psichici, i fatti interiori, percepiti dalla coscienza individuale, e anche i fenomeni del subcosciente e dell'inconscio    • 2 •   (non com.) che concerne i fenomeni paranormali (telepatia, medianismo ecc) § psichicamente avv.  dal punto di vista psichico.
psichismo   s.m.  (psicol.) l'attività psichica nel suo insieme: psichismo conscio, inconscio. 
psico-  psico- primo elemento di parole composte del linguaggio filosofico e scientifico, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. psyché  'anima'; vale in genere 'psiche' (psicologia, psicometria).
psicoanalettico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che stimola le attività psichiche, in particolare l'attenzione e il tono.
psicoanalisi   o psicanalisi, s.f.  disciplina fondata da s. freud (1856-1939) sia come psicologia generale dell'attività mentale normale e patologica, sia come forma di psicoterapia volta soprattutto a interpretare i processi inconsci attraverso l'analisi delle libere associazioni prodotte dal paziente e del rapporto di transfert che si instaura tra questi e l'analista : psicoanalisi freudiana, postfreudiana; la psicoanalisi e la cultura contemporanea. 
psicoanalista   o psicanalista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] psicoterapeuta che segue metodi psicoanalitici.
psicoanalitico   o psicanalitico, agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la psicoanalisi: trattamento psicoanalitico; terapia, interpretazione psicoanalitica  § psicoanaliticamente avv.  per quanto riguarda la psicoanalisi; con metodi e procedimenti psicoanalitici.
psicoanalizzare   o psicanalizzare, v. tr.  sottoporre a trattamento psicoanalitico.
psicoastenia   o psicastenia, s.f.  (med.) psiconevrosi caratterizzata da stanchezza, malinconia, depressione, fobie.
psicoastenico   o psicastenico, agg.  [pl. m. -ci] (med.) di psicoastenia: sintomi psicoastenici  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da psicoastenia.
psicoattivo   agg.  psicotropo.
psicobiologia   s.f.  scienza che ricerca le motivazioni organiche del comportamento umano e animale.
psicochimica   s.f.  lo studio dei processi chimici che influenzano i processi psichici.
psicochirurgia   s.f.  [pl. -gie] (med) chirurgia cerebrale con finalità terapeutiche, in casi di gravi malattie mentali; è oggi sostituita da terapie farmacologiche.
psicodiagnostica   s.f.  metodo d'indagine e di analisi della personalità, fondato sulle tecniche proiettive.
psicodiagnostico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla psicodiagnostica.
psicodidattica   s.f.  studio dei metodi di insegnamento rapportati alle condizioni psicologiche e ambientali dei soggetti dell'apprendimento.
psicodinamica   s.f.  lo studio dei processi mentali dal punto di vista dinamico, cioè con riferimento alla loro origine, alle loro relazioni e ai fattori molteplici e spesso inconsci che li determinano.
psicodinamico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla psicodinamica.
psicodislettico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che provoca alterazioni psichiche transitorie.
psicodramma   s.m.  [pl. -mi] tipo di psicoterapia che consiste nel far partecipare il soggetto in cura a un'azione scenica e nel fargli assumere un ruolo significativo in rapporto ai suoi disturbi psichici.
psicofarmaco   s.m.  [pl. -ci] ogni farmaco che agisce sulla psiche di un individuo modificandone l'umore, lo stato d'animo, il comportamento: psicofarmaci sedativi, tranquillanti, antidepressivi. 
psicofisica   s.f.  parte della psicologia scientifica che studia le relazioni fra l'intensità degli stimoli e quella delle sensazioni a essi corrispondenti; in senso lato, psicologia sperimentale.
psicofisico   agg.  [pl. m. -ci] psichico e fisico nello stesso tempo; riguardante i rapporti tra processi psichici e fenomeni fisici: equilibrio psicofisico. 
psicofisiologia   s.f.  disciplina che studia le relazioni tra l'attività psichica e le funzioni fisiologiche dell'uomo.
psicofisiologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla psicofisiologia; psicologico e fisiologico nello stesso tempo.
psicogenesi   s.f.  l'origine e lo sviluppo delle funzioni psichiche; anche, il loro studio.
psicogenetico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla psicogenesi.
psicogeno   agg.  (med.) si dice di fenomeno di origine psichica.
psicografia   s.f.    • 1 •   descrizione dei processi psichici e della personalità di un individuo    • 2 •   tecnica che consiste nel registrare graficamente determinate reazioni del corpo umano che corrispondono a fenomeni psichici.
psicografo   s.m.  strumento usato per praticare la psicografia.
psicogramma   s.m.  [pl. -mi] registrazione grafica ottenuta per mezzo dello psicografo.
psicolabile   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è soggetto a turbe psichiche; che, chi è psicologicamente instabile.
psicolettico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che diminuisce la tensione psichica.
psicolinguista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di psicolinguistica.
psicolinguistica   s.f.  disciplina che studia i comportamenti verbali nei loro aspetti psicologici, con particolare attenzione al problema della comunicazione e dell'apprendimento delle lingue.
psicolinguistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla psicolinguistica.
psicolisi   s.f.  psicoterapia condotta su un soggetto trattato con farmaci psicotropi.
psicologia   s.f.    • 1 •   scienza che studia i fenomeni della vita affettiva e mentale dell'uomo (istinti, emozioni, sentimenti, percezioni, memoria, volontà, intelligenza) e il comportamento degli animali ' psicologia analitica  o psicologia del profondo, la dottrina psicologica di c. g. jung (1875-1961) che distingue un inconscio personale da un inconscio collettivo | psicologia individuale, la teoria psicologica di a. adler (1870-1937) che, rispetto alla psicoanalisi freudiana, assegna un ruolo più decisivo alla coscienza rispetto a quello attribuito alla sfera dell'inconscio | psicologia della forma, teoria psicologica contemporanea che critica l'associazionismo e mette in rilievo l'originaria organicità e globalità di tutte le percezioni; è detta più com. gestaltismo | psicologia dell'età evolutiva, disciplina che studia lo sviluppo delle strutture psichiche fra la nascita e l'adolescenza ' psicologia sociale, disciplina che indaga gli aspetti sociali del comportamento umano ' psicologia applicata, utilizzazione sistematica e articolata delle teorie e dei metodi della psicologia per la soluzione di problemi posti dalla vita quotidiana ' psicologia filosofica, nella filosofia classica, parte della metafisica che tratta della realtà sostanziale dell'anima    • 2 •   la capacità di penetrare l'anima umana, di intuirne i moti e le reazioni: mancare di psicologia; usare un po' di psicologia nel convincere gli altri    • 3 •   il modo di pensare e di reagire di una determinata persona o di una categoria di persone: la psicologia dei bambini, delle masse. 
psicologico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di psicologia, che concerne la psicologia: indagine psicologica    • 2 •   relativo all'anima | problema psicologico, nella filosofia classica, il problema metafisico dell'anima come sostanza    • 3 •   che riguarda l'esperienza interna dell'individuo; che si fonda sull'introspezione | romanzo psicologico, che dà particolare rilievo alla descrizione degli stati d'animo dei personaggi § psicologicamente avv.  dal punto di vista psicologico.
psicologismo   s.m.    • 1 •   (filos.) la tendenza ad assumere come punto di partenza dell'indagine filosofica la riflessione interiore, la coscienza individuale, e a far dipendere la validità della conoscenza dalle condizioni soggettive in cui essa si manifesta; in partic., tendenza a ricondurre le relazioni logiche e matematiche all'attività psichica    • 2 •   nella critica letteraria, la preponderanza di fattori e interessi psicologici in un'opera o in un autore; la tendenza di un critico a dare eccessiva importanza all'analisi di tali fattori.
psicologista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) fautore dello psicologismo.
psicologistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) relativo allo psicologismo.
psicologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi]    • 1 •   studioso di psicologia    • 2 •   (estens.) chi ha profonda conoscenza dell'animo umano e sa intuirne i moti e le reazioni: dimostrarsi ottimo psicologo. 
psicomanzia   s.f.  pratica di occultismo che consiste nell'evocare le anime dei defunti per avere da esse previsioni sul futuro.
psicometria   s.f.  parte della psicologia sperimentale che si occupa della misurazione dei fenomeni psichici, in relazione alla loro intensità, durata e frequenza.
psicometrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla psicometria: test psicometrico. 
psicomimetico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che esplica un'azione eccitante sulle attività psichiche.
psicomotorio   agg.  (med.) che riguarda la componente psichica dell'attività motoria: turbe psicomotorie; farmaco psicomotorio. 
psicomotricista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (med.) specialista nella rieducazione di persone affette da disturbi della psicomotricità.
psicomotricità   s.f.  (med.) la capacità di muovere il proprio corpo, considerata nelle sue componenti psichiche.
psiconeuroendocrinologia   s.f.  ramo della psicobiologia che studia le interazioni fra attività ormonali, del sistema nervoso e psichiche.
psiconevrosi   o psiconeurosi, s.f.  (psicoan.) nevrosi caratterizzata da netta prevalenza dei sintomi psichici su quelli somatici.
psiconevrotico   o psiconeurotico, agg.  [pl. m. -ci] (psicoan.) di psiconevrosi  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da psiconevrosi.
psicopatia   s.f.  termine generico che indica qualsiasi forma di disturbo psichico | più specificamente, anomalia del comportamento caratterizzata da apatia morale e asocialità.
psicopatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a psicopatia: manifestazioni psicopatiche   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da psicopatia.
psicopatologia   s.f.  (psicol. , psich.) disciplina, distinta dalla psicologia ma a essa collegata, che ha per oggetto il funzionamento anormale dell'attività psichica e mira soprattutto a individuare, in una prospettiva sistematica, le cause specifiche delle diverse malattie mentali e dei diversi disturbi comportamentali.
psicopatologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a psicopatologia: anomalie psicopatologiche. 
psicopatologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di psicopatologia.
psicopedagogia   s.f.  parte della psicologia applicata che tende a formulare adeguati metodi pedagogici e didattici.
psicopedagogico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla psicopedagogia.
psicopedagogista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, esperto di psicopedagogia.
psicoplegia   s.f.  blocco psichico che insorge in conseguenza di una forte reazione emozionale.
psicoplegico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che deprime l'attività mentale.
psicopompo   agg.  nella religione greca antica, epiteto di divinità (quali ermes o caronte) che accompagnano le anime dei morti nell'oltretomba | anche come s.m.  : lo psicopompo, per antonomasia, il dio ermes.
psicoprofilassi   s.f.  (med.) profilassi realizzata prevalentemente con metodi psichici.
psicoprofilattico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di psicoprofilassi.
psicopubblicismo   s.m.  psicologia applicata alle tecniche di persuasione, propaganda e pubblicità.
psicosensoriale   agg.  si dice di fenomeno psichico connesso con l'attività sensoriale.
psicosessuale   agg.  si dice di fenomeno psichico relativo alla sessualità.
psicosi   s.f.    • 1 •   (psich.) complesso di disturbi psichici gravi, di origine organica o funzionale, di cui fanno parte la schizofrenia, le forme maniaco-depressive e il delirio cronico: psicosi endogene, esogene; psicosi maniaco-depressiva    • 2 •   (estens.) ogni fenomeno di eccitazione psichica che assuma aspetti quasi morbosi: psicosi di guerra; la psicosi dell'esame. 
psicosico    ⇨ psicotico.
psicosociologia   s.f.  psicologia sociale.
psicosomatica   s.f.  disciplina medica che si occupa dell'influenza degli stati psichici sulla funzionalità di organi e apparati del corpo, e delle disfunzioni e lesioni che hanno come causa o concausa fattori psicologici.
psicosomatico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce nello stesso tempo all'attività della psiche e alla funzionalità degli organi e degli apparati del corpo: medicina psicosomatica; malattie psicosomatiche. 
psicosomatizzare   v. tr.  (med.) somatizzare.
psicostasia   s.f.  in varie religioni antiche e orientali, forma di giudizio divino in cui l'anima viene pesata su una bilancia per misurarne i meriti e i demeriti.
psicotecnica   s.f.  parte della psicologia sperimentale che si occupa dei problemi del lavoro, e in particolare dell'orientamento e della selezione professionale.
psicotecnico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla psicotecnica: questionario psicotecnico   s.m.  chi si occupa di psicotecnica.
psicoterapeuta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] medico, psicologo, psicoanalista specializzato nel praticare forme di psicoterapia.
psicoterapeutico   agg.  [pl. m. -ci] psicoterapico.
psicoterapia   s.f.  trattamento sistematico dei disturbi psichici che può avvalersi di procedimenti diversi, ma si fonda essenzialmente sul dialogo e sull'interazione verbale tra paziente e terapeuta (contrariamente a quanto avviene nelle terapie somatiche o farmacologiche): psicoterapie di ispirazione psicoanalitica, quelle fondate sull'interpretazione dei conflitti inconsci che stanno alla base dei disturbi del soggetto; psicoterapie direttive, d'appoggio, quelle in cui il terapeuta esercita un ruolo più attivo attraverso consigli, suggerimenti ecc.
psicoterapico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla psicoterapia: metodo psicoterapico; cura psicoterapica. 
psicoterapista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] psicoterapeuta.
psicotico   o psicosico [psicòsico], agg.  [pl. m. -ci] relativo a psicosi: manifestazioni psicotiche  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da psicosi.
psicotizzante   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che produce uno stato temporaneo di psicosi.
psicotonico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che stimola le attività psichiche.
psicotropo   agg.  e s.m.  (med.) si dice di farmaco che agisce sui processi psichici.
psicrofilo   agg.  (biol.) si dice di organismo che vive a temperature basse.
psicrometro   s.m.  apparecchio che serve a misurare l'umidità dell'aria.
psilla   s.f.  (zool.) genere di piccoli insetti con due paia di ali trasparenti; sono parassiti di alberi da frutta, sui quali, con le loro secrezioni zuccherine, favoriscono lo sviluppo delle fumaggini (ord.  omotteri).
psilosi   s.f.    • 1 •   (ling.) nel greco, la scomparsa dell'aspirazione all'inizio di parola (spirito aspro), fenomeno che anticamente si verificò in alcuni dialetti e in seguito caratterizzò via via la lingua greca nel suo complesso    • 2 •   (med.) lo stesso, ma meno com., che alopecia. 
psilotico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) nella grammatica greca antica, si diceva di pronuncia tendente ad addolcire i suoni (e quindi a trascurare l'aspirazione, a non far sentire lo spirito aspro) | oggi, si dice soprattutto di dialetto greco caratterizzato da psilosi.
psittaciformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli comprendente i pappagalli | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
psittacismo   s.m.  tendenza a parlare a sproposito, ripetendo le parole altrui come un pappagallo.
psittacornitosi   s.f.  (vet. , med.) malattia infettiva dovuta a una pararickettsia che colpisce prevalentemente i pappagalli ma anche altri uccelli (p. e.  piccioni e anatre selvatiche), dai quali può essere trasmessa all'uomo, in cui assume una forma molto grave e altamente contagiosa; è detta correntemente psittacosi. 
psittacosi   s.f.  (vet. , med.) psittacornitosi.
psoco   s.m.  piccolo insetto con lunghe antenne e ali trasparenti; vive sui tronchi degli alberi, sotto le pietre o tra le vecchie carte (ord.  psocotteri).
psocotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti di piccole dimensioni, a metamorfosi incompleta, con apparato boccale masticatore; vi appartiene lo psoco | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
psoriasi   s.f.  (med.) malattia della pelle caratterizzata da macchie rosso-biancastre coperte da squame secche.
pss   o ps, pst, inter.  voce onomatopeica che riproduce il suono emesso per richiamare l'attenzione altrui o per invitare qualcuno al silenzio.
ptarmica   o tarmica, s.f.  pianta erbacea con fiori bianchi raccolti in corimbi; le foglie e le radici, ridotte in polvere, sono usate per far starnutire (fam.  composite).
pteridofite   s.f. pl.  (bot.) divisione del regno vegetale comprendente piante con alternanza di generazione, dotate di radici, fusto e foglie, ma prive di fiori e semi; ne fanno parte le felci e gli equiseti | sing.  [-a] ogni pianta di tale divisione.
pterigio   s.m.  (med.) ispessimento della congiuntiva bulbare, che è per lo più l'esito di processi infiammatori cronici.
pterigoideo   agg.  (anat.) si dice di parti anatomiche che ricordano la forma di un'ala: apofisi pterigoidea; muscoli pterigoidei. 
pterigoti   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di insetti che comprende tutte le forme provviste di ali e quelle nelle quali la mancanza di ali è dovuta a riduzione secondaria | sing.  [-o] ogni insetto di tale sottoclasse.
pterilosi   s.f.  (zool.) distribuzione delle penne sul corpo di un uccello.
-ptero  -ptero  ⇨ -ttero.
ptero-  ptero- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, derivate dal greco o formate modernamente, dal gr. pterón  'ala' (pteropo).
pterobranchi   s.m. pl.  (zool.) gruppo di animali marini molto piccoli, simili nell'aspetto ai briozoi, non classificati con sicurezza dalla tassonomia zoologica | sing.  [-chio] ogni animale appartenente a tale gruppo.
pterodattili   s.m. pl.  (zool.) genere di rettili fossili (ord.  pterosauri) | sing.  [-o] ogni rettile appartenente a tale genere.
pteroglosso   s.m.  uccello brasiliano con piumaggio dai colori vivaci e becco enorme, giallastro superiormente, nero inferiormente (ord.  piciformi).
pteropo   s.m.  (zool.) genere di grandissimi pipistrelli diffusi in asia e in australia (ord.  chirotteri).
pterosauri   s.m. pl.  (zool.) ordine di rettili fossili provvisti di organi atti al volo, che vissero nell'era mesozoica | sing.  [-o] ogni rettile di tale ordine.
ptialina   s.f.  (chim. biol.) enzima digestivo contenuto nella saliva, che scinde gli amidi in zuccheri solubili.
ptialismo   s.m.  (med.) eccessiva secrezione di saliva.
ptilosi   s.f.  (med.) caduta delle ciglia.
ptisi    ⇨ tisi.
ptomaina   s.f.  (chim.) ciascuna delle diammine fortemente tossiche che si formano nei processi putrefattivi per decomposizione degli amminoacidi costituenti le proteine (p. e. la cadaverina e la putrescina).
ptosi   s.f.  (med.) lo spostarsi verso il basso di un organo, spec. dei visceri addominali.
puah   inter.  espressione di disgusto, disprezzo, derisione e sim.
pub   s.m. invar.  nei paesi anglosassoni, locale pubblico dove in determinate ore è possibile consumare bevande alcoliche; in altri paesi, tipo di bar arredato alla maniera dei pub inglesi.
pubalgia   s.f.  (med.) dolore alla regione pubica, determinato da stiramento dei muscoli che si inseriscono sul pube; colpisce soprattutto chi pratica intensa attività sportiva.
pubblicabile   agg.  che si può pubblicare, che ha i requisiti necessari per la pubblicazione: un manoscritto non pubblicabile. 
pubblicano   lett. publicano, s.m.    • 1 •   nell'antica roma, chi prendeva in appalto la riscossione delle imposte pubbliche    • 2 •   (estens. non com.) gabelliere, doganiere | (spreg.) persona interessata, avida di guadagno.
pubblicare   lett. publicare, v. tr.  [io pùbblico, tu pùbblichi ecc.] divulgare, rendere pubblico, spec. per mezzo della stampa: pubblicare un articolo, un romanzo; pubblicare una legge, una notizia. 
pubblicatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi pubblica.
pubblicazione   lett. publicazione, s.f.    • 1 •   il pubblicare, l'essere pubblicato: la pubblicazione di un libro, di una legge, di una notizia; sospendere, riprendere la pubblicazione, le pubblicazioni | pubblicazioni (di matrimonio), esposizione in municipio e, se si tratta di matrimonio religioso, anche in chiesa dei dati anagrafici degli sposi prima della celebrazione del matrimonio    • 2 •   lo scritto, il libro, il periodico pubblicato: il catalogo delle ultime pubblicazioni; una pubblicazione mensile. 
pubblicismo   s.m.  (non com.) il complesso dei mezzi che servono a informare il pubblico e a fare propaganda (p. e.  giornali, radio, televisione, manifesti ecc.).
pubblicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi collabora a giornali e periodici, senza essere giornalista di professione    • 2 •   studioso, esperto di diritto pubblico.
pubblicistica   s.f.    • 1 •   attività dei giornalisti e scrittori di opuscoli, articoli e sim.; anche, l'insieme delle pubblicazioni aventi carattere d'attualità    • 2 •   studio, dottrina del diritto pubblico.
pubblicistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio della pubblicistica: linguaggio pubblicistico    • 2 •   che si riferisce al diritto pubblico.
pubblicità   s.f.    • 1 •   l'essere pubblico; l'essere aperto, accessibile al pubblico: la pubblicità di un'udienza    • 2 •   divulgazione, diffusione tra il pubblico: dare pubblicità a una notizia | fare pubblicità, richiamare l'attenzione degli altri su fatti privati: cerchiamo di non fare pubblicità    • 3 •   insieme degli strumenti con i quali un'impresa richiama l'attenzione del pubblico sul proprio prodotto, nell'intento di incrementarne le vendite; per estens., qualsiasi forma di annuncio indirizzato al pubblico con fine analogo : agenzia di pubblicità; pubblicità giornalistica, radiofonica, televisiva; fare pubblicità a un nuovo modello di automobile  | piccola pubblicità, nei giornali, rubrica composta di avvisi economici, prevalentemente utilizzata da privati o da piccole imprese.
pubblicitario   agg.  che riguarda la pubblicità, che tende a far pubblicità: cartellone, annuncio pubblicitario; campagna pubblicitaria   s.m.  [f. -a] chi si occupa professionalmente di pubblicità.
pubblicizzare   v. tr.  far conoscere al pubblico un prodotto commerciale o altro per mezzo della pubblicità: pubblicizzare un detersivo, un film. 
pubblicizzazione   s.f.  il pubblicizzare, l'essere pubblicizzato.
pubblico   lett. publico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda l'intera collettività che rientra nell'interesse dello stato: il bene pubblico; salute pubblica; tutelare l'ordine pubblico; disturbare la quiete pubblica; pubblica calamità; pericolo pubblico  | ente pubblico, ente che svolge un'attività di pubblico interesse, dotato di poteri autoritativi nei confronti dei privati | scuola pubblica, quella statale o dipendente da altri enti pubblici (comuni, regioni) ' forza pubblica, la polizia ' pubblico ufficiale, chi esercita una funzione legislativa, amministrativa o giudiziaria, con o senza rapporto di impiego con lo stato o con altro ente pubblico, permanentemente o temporaneamente ' vita pubblica, quella di chi partecipa al governo dello stato; vita politica ' opere pubbliche, quelle a carico dello stato o degli enti locali ' diritto pubblico, complesso delle norme che disciplinano le attività rilevanti per la vita dello stato ' atto pubblico, redatto da un notaio o da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato | pubblico ministero, magistrato che ha l'obbligo di promuovere i processi penali quando ha notizia dell'esistenza di reati e che sostiene la pubblica accusa nei processi penali    • 2 •   che è di tutti; noto a tutti, fatto davanti a tutti: opinione pubblica; notizia di dominio pubblico; dare pubblico scandalo; rendere un pubblico omaggio; fare una pubblica confessione    • 3 •   che tutti possono frequentare o utilizzare: luogo pubblico; giardini pubblici; asta pubblica; pubblici esercizi, negozi, ristoranti ecc. | servizi pubblici, quelli di rilevante interesse collettivo, forniti e gestiti sia da enti pubblici sia da privati (p. e.  trasporti, sanità, telecomunicazioni) | beni pubblici, (econ.) beni che possono essere consumati simultaneamente da più individui  s.m.    • 1 •   la gente, la massa della popolazione: un avviso al pubblico; un giardino aperto al pubblico  | in pubblico, in luogo pubblico, di fronte a tutti: mostrarsi, recitare in pubblico; mettere un fatto in pubblico, divulgarlo    • 2 •   l'insieme di coloro che leggono libri, giornali, assistono a spettacoli, seguono trasmissioni televisive o radiofoniche ecc.: uno scrittore che ha ottenuto un grande consenso di pubblico; il pubblico applaudì a lungo gli attori; al concerto c'è stata una grande affluenza di pubblico    • 3 •   la sfera della vita pubblica: il pubblico e il privato  § pubblicamente avv.    • 1 •   in pubblico, davanti a tutti: lo ringraziò pubblicamente    • 2 •   a tutti, fra tutti: è un fatto pubblicamente noto. 
pube   s.m.  (anat.) osso che forma la parte anteriore del bacino; anche, regione anatomica dei tessuti molli anteriore a tale osso.
puberale   agg.  della pubertà: età puberale. 
pubere   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è nella pubertà.
pubertà   s.f.    • 1 •   (fisiol.) periodo della vita, gener. compreso tra gli 11 e i 15 anni, in cui nell'uomo e nella donna hanno inizio le funzioni sessuali e si sviluppano i caratteri sessuali secondari    • 2 •   (estens.) adolescenza.
pubescente   agg.    • 1 •   (bot.) si dice di organo vegetale ricoperto di fitta e corta peluria    • 2 •   (ant.) della pubertà, giovanile: età pubescente. 
pubescenza   s.f.  (bot.) la peluria che copre alcuni organi vegetali.
pubico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) del pube: sinfisi pubica. 
publicano    ⇨ pubblicano.
public company   loc. sost. m. invar.  (econ.) società quotata in borsa caratterizzata da azionariato diffuso.
publico   e deriv.   ⇨ pubblico e deriv. 
public relations   loc. sost. f. pl.  pubbliche relazioni.
pucciniacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi basidiomiceti comprendente specie parassite di molte piante erbacee, spec. graminacee; sono agenti della ruggine | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
pucciniano   agg.  del musicista italiano giacomo puccini (1858-1924) o che si riferisce al suo stile, alla sua opera  s.m.  [f. -a] ammiratore, seguace, imitatore di g. puccini.
puddellaggio   o pudellaggio, s.m.  (metall.) processo, oggi in disuso, per trasformare la ghisa in acciaio dolce mediante rimescolamento continuo della massa fusa in un forno con atmosfera ossidante, fino a eliminazione pressoché completa di silicio e carbonio.
puddellare   o pudellare, v. tr.  [io puddèllo ecc.] (metall.) sottoporre a puddellaggio.
puddellatura   o pudellatura, s.f.  (metall.) puddellaggio.
puddellazione   o pudellazione, s.f.  (metall.) puddellaggio.
pudding   s.m. invar.  budino.
puddinga   s.f.  (geol.) roccia formata dalla cementazione di ciottoli arrotondati.
pudellare   e deriv.   ⇨ puddellare e deriv. 
pudende   s.f. pl.  (lett.) gli organi genitali esterni.
pudendo   agg.    • 1 •   (lett.) si dice di parte del corpo che deve essere coperta per pudore: parti pudende    • 2 •   (anat.) che si riferisce agli organi genitali esterni: arteria pudenda; nervo pudendo. 
pudibondo   agg.  (lett.) che ha o dimostra grande pudore (anche scherz.): fanciulla pudibonda; sorriso pudibondo. 
pudicizia   s.f.  atteggiamento riservato o istintivamente ritroso verso ciò che concerne la sfera sessuale.
pudico   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   che ha o mostra pudicizia: uomo, sguardo pudico    • 2 •   (lett.) riservato; umile: vid'io muovere a venir la testa / di quella mandra fortunata allotta, / pudica in faccia e ne l'andare onesta  (dante purg.  iii, 85-87) § pudicamente avv. 
pudore   s.m.    • 1 •   sentimento di riservatezza o di ritrosia verso ciò che concerne l'àmbito sessuale: il comune senso del pudore; oltraggio al pudore    • 2 •   (estens.) ritegno, misura: mentire senza pudore. 
pudu   s.m. invar.  mammifero artiodattilo ruminante, alto al garrese 35 cm, che vive sulle ande cilene e argentine (fam.  cervidi).
pueblo   s.m. invar.  tipo di villaggio primitivo, con piccole case terrazzate cui si accede dall'alto per mezzo di scale, tipico dell'arizona e del nuovo messico.
puericultore   o puericoltore, s.m.  [f. -trice]    • 1 •   medico pediatra che si occupa di puericultura    • 2 •   infermiere diplomato, o più spesso infermiera, specializzati nell'assistenza ai neonati o ai bambini nella prima infanzia, spec. presso nidi, asili e sim.
puericultura   o puericoltura, s.f.  ramo della pediatria che si occupa della cura e dell'allevamento del bambino, sia nel periodo prenatale, attraverso le cure prestate alla madre, sia nel periodo immediatamente successivo alla nascita e nella prima infanzia.
puerile   agg.    • 1 •   di, da fanciullo; proprio dei fanciulli: età puerile; linguaggio puerile    • 2 •   (spreg.) che rivela immaturità o eccessiva ingenuità: comportamento, capriccio puerile; discorsi puerili  § puerilmente avv.  in modo puerile, immaturo.
puerilità   s.f.  (spreg.)    • 1 •   l'essere puerile: la puerilità di un ragionamento    • 2 •   atto, frase puerile: dire delle puerilità. 
puerizia   s.f.  (lett.) l'età puerile, dall'infanzia all'adolescenza: aveva varcata la puerizia  (manzoni p. s.  ix).
puerpera   s.f.  donna che ha partorito da poco.
puerperale   agg.  relativo al puerperio: febbre puerperale. 
puerperio   s.m.  periodo di tempo immediatamente successivo al parto.
puf   s.m. invar.  forma italianizzata del fr. pouf. 
puff   inter.  voce onomatopeica che riproduce il rumore di un corpo che cade in acqua o su qualcosa di soffice; ripetuto più volte, imita lo sbuffare delle locomotive a vapore o di altre macchine simili.
puffino   s.m.  (zool.) berta.
puggiare    ⇨ poggiare 2.
puggiero   o poggiero, agg.  (mar.) si dice di nave o barca a vela che tende a venire spontaneamente alla poggia, cioè a volgere la prora in senso contrario a quello del vento.
pugiadismo   e deriv.   ⇨ poujadismo e deriv. 
pugilato   s.m.    • 1 •   sport di combattimento in cui due atleti si affrontano su un quadrato, o ring, colpendosi con i pugni protetti da appositi guantoni secondo determinate regole : un incontro di pugilato    • 2 •   (estens.) scontro a pugni.
pugilatore   s.m.  pugile.
pugile   s.m.  atleta che pratica il pugilato.
pugilista   s.m.  [pl. -sti] (antiq.) pugile.
pugilistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il pugilato, i pugili: incontro pugilistico; attività, riunione pugilistica  § pugilisticamente avv.  per quanto concerne il pugilato, la boxe.
pugio   s.m.  in roma antica, pugnale a due tagli che gli imperatori o gli alti ufficiali portavano alla cintura.
puglia   s.f.  nel gioco delle carte, e spec. nel poker, l'insieme dei gettoni di cui dispone un giocatore; anche, il gettone o i gettoni che un giocatore punta.
pugliese   agg.  della puglia  s.m.  [anche f.] chi abita o è nato in puglia.
pugna   s.f.  (lett.) battaglia, combattimento (anche fig.): corrusche / d'armi ferree vedea larve guerriere / cercar la pugna  (foscolo sepolcri  205-207).
pugnace   agg.  (lett.)    • 1 •   battagliero, combattivo: co' due d'antenore / pugnaci figli, archiloco e acamante  (monti)    • 2 •   che sprona a combattere: sognante su l'albe gelide / le diane e il rullo pugnace  (carducci) § pugnacemente avv. 
pugnalare   v. tr.  ferire, uccidere con un pugnale: pugnalare alle spalle, colpire a tradimento (anche fig.).
pugnalata   s.f.    • 1 •   colpo dato con un pugnale: cadde trafitto da una pugnalata    • 2 •   (fig.) colpo doloroso e inaspettato: quel voltafaccia fu per lui una pugnalata. 
pugnalatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi pugnala.
pugnale   s.m.  arma bianca con lama corta a due tagli e punta acuta: vibrare un colpo di pugnale.  dim. pugnaletto, pugnalino. 
pugnare   v. intr.  [aus. avere] (lett.) combattere (anche fig.): ti rinfranca, / diomede, e co' troi pugna securo  (monti); quando noi fummo là 've la rugiada / pugna col sole  (dante purg.  i, 121-122).
pugnatore   s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) chi combatte, chi lotta (anche fig.).
pugnello   s.m.  (rar.) quantità di roba che può essere contenuta in un pugno chiuso: un pugnello di riso. 
pugnere    ⇨ pungere.
pugnitopo    ⇨ pungitopo.
pugno   s.m.  [pl. i pugni; ant. o lett. le pugna]    • 1 •   la mano con le dita serrate e piegate sul palmo: aprire, stringere il pugno  | tenere, avere in pugno qualcuno, (fig.) averlo in proprio potere, dominarlo ' avere la vittoria in pugno, (fig.) aver quasi vinto, stare per vincere ' mostrare i pugni, in segno di minaccia | battere i pugni sul tavolo, in segno di collera, di rabbia | pugno di ferro, tirapugni ' avere il pugno di ferro, (fig.) essere severo, rigido ' scrivere una lettera di proprio pugno, di propria mano ' correzioni di pugno dell'autore, fatte da lui stesso. dim. pugnetto    • 2 •   colpo che si dà con le dita serrate a pugno: affibbiare, assestare, sferrare un pugno a qualcuno; prendere a pugni  | avere il pugno proibito, avere un pugno così potente da essere considerato pericoloso come un'arma; (fig.) essere fortissimo ' fare a pugni, lottare coi pugni, azzuffarsi; (fig.) essere in assoluto contrasto, essere del tutto incompatibile con qualcosa: i suoi atti fanno a pugni con i suoi principi; questi due colori fanno a pugni | fare a pugni per qualcosa, (fig.) contenderla ad altri in modo strenuo    • 3 •   la quantità di roba che si stringe nella mano serrata: un pugno di riso, di farina | rimanere con un pugno di mosche, (fig.) rimanere deluso per non aver ottenuto nulla, nessun vantaggio    • 4 •   (estens.) numero limitato, piccola quantità: un pugno di eroi difese la città; possedere un pugno di terra, un piccolo appezzamento.
puh   inter.  espressione di disgusto, fastidio e sim.
pui   avv.  (ant. , poet.) poi.
puia   puiana  ⇨ poiana.
pula   s.f.    • 1 •   sottoprodotto della trebbiatura del grano e dell'avena, costituito dalle glume e dalle glumelle, usato nell'alimentazione del bestiame    • 2 •   sottoprodotto della sbramatura del riso, costituito dalle glumelle polverizzate, usato nella produzione del furfurolo e, allo stato di cenere, nella produzione di materiali refrattari.
pulca   o pulka, s.f.  slitta da viaggio dei lapponi, trainata da una renna, usata anche in siberia.
pulce   s.f.    • 1 •   nome comune di varie specie di insetti saltatori, parassiti di animali, cui possono trasmettere gravi malattie; di dimensioni minuscole, sono privi di ali e di occhi; tra le specie più note, la pulce comune dell'uomo, cosmopolita e trasmettitrice della peste, e quella del cane (ord.  afanitteri) | pulce d'acqua, nome comune di alcuni piccoli crostacei d'acqua dolce | essere noioso come una pulce, molto noioso | mettere la pulce nell'orecchio, (fig.) insinuare un dubbio, un sospetto in qualcuno | gioco della pulce, gioco per due o più giocatori consistente nel far saltare piccoli gettoni su quelli degli avversari, che vengono così eliminati | mercato delle pulci, in cui si vendono oggetti d'occasione di ogni genere. dim. pulcetta  accr. pulciona    • 2 •   (gerg.) microfono miniaturizzato nascosto in un luogo per ascoltare i discorsi di chi vi soggiorna | usato anche come agg. invar.  : color pulce, colore tra il marrone e il grigio.
pulcella   o pulzella, s.f.  (ant. , lett.) fanciulla non sposata; giovane donna vergine: e pulcella partitami da casa mia, al papa andava che mi maritasse  (boccaccio dec.  ii, 3) | la pulcella d'orléans, per antonomasia, giovanna d'arco.
pulcellaggio   o pulzellaggio, s.m.  (ant. , lett.) verginità.
pulcesecca   o pulce secca, s.f.  [pl. pulcisecche] (non com.) schiacciamento di una piccola zona di pelle che provoca un'ecchimosi.
pulciaio   s.m.  (non com.) luogo pieno di pulci; per estens., luogo sporco, sudicio.
pulcinaio   s.m. , o pulcinaia s.f. , luogo dove si allevano i pulcini.
pulcinella   s.m. invar.    • 1 •   pulcinella, maschera napoletana della commedia dell'arte, dal caratteristico naso adunco e dalla doppia gobba, che rappresenta il popolano pigro e furbo, ma all'occasione anche saggio; indossa un lungo camiciotto bianco, un berretto bianco a forma di cono e una mascherina nera | segreto di pulcinella, (fig.) si dice di cosa che tutti sanno    • 2 •   (fig.) persona poco seria e assai volubile    • 3 •   pulcinella di mare, uccello dei paesi costieri freddi; abile nuotatore, ha corpo tozzo e goffo, zampe palmate, grosso becco multicolore, piumaggio nero, bianco e grigio (ord.  caradriformi).
pulcinellata   s.f.  (non com.) buffonata, pagliacciata.
pulcinellesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da pulcinella; buffonesco, poco serio.
pulcino   s.m.    • 1 •   il piccolo della gallina e, per estens., di qualsiasi altro uccello, ma spec. dei gallinacei: pulcino di tacchino  | bagnato come un pulcino, (fig.) bagnato fradicio | essere un pulcino bagnato, (fig.) si dice di persona assai timida e impacciata | sembrare un pulcino nella stoppa, (fig.) si dice di chi non sa trarsi d'impaccio. dim. pulcinetto    • 2 •   (estens. fam.) bambino molto piccolo: una madre con i suoi pulcini    • 3 •   (sport) giocatore di calcio d'età inferiore ai quindici anni, che fa parte del vivaio di una società calcistica.
pulcioso   agg.  pieno di pulci: animale pulcioso. 
pulcro   agg.  (lett.) bello: mal dare e mal tener lo mondo pulcro / ha tolto loro  (dante inf.  vii, 58-59).
puledro   lett. poledro, polledro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   cavallo, o altro animale equino, giovane: un branco di puledri selvaggi.  dim. puledrino    • 2 •   (fig.) persona giovane e piena di vita.
puleggia   ant. poleggia, s.f.  [pl. -ge] (mecc.)    • 1 •   ruota scannellata che serve a innalzare carichi mediante una fune o una catena    • 2 •   organo a forma di ruota, montato su un albero rotante, usato nella trasmissione del moto a un organo analogo mediante un elemento flessibile (cinghia, fune, catena).
pulenda   e deriv.   ⇨ polenta e deriv. 
pulesco   s.m.  [pl. -schi] sorta di terriccio prodotto dalla carie nei tronchi degli alberi, spec. di castagno; è usato in fioricoltura come concime.
pulica   o puliga, s.f.  minuscola bollicina che si forma nel vetro durante la sua lavorazione.
pulicaria   s.f.  pianta erbacea con foglie lineari e infiorescenze a spiga (fam.  plantaginacee).
puliga    ⇨ pulica.
pulimentare   v. tr.  [io puliménto ecc.] levigare, lucidare la superficie di materiali e oggetti di pietra, marmo, metallo.
pulimentatore   s.m.  operaio specializzato in lavori di pulimento.
pulimentatura   s.f.  pulimentazione.
pulimentazione   s.f.  pulimento.
pulimento   s.m.  il pulimentare, l'essere pulimentato.
pulire   v. tr.  [io pulisco, tu pulisci ecc.]    • 1 •   togliere lo sporco; liberare da ciò che è inutile, nocivo: pulire il pavimento, le scarpe; pulirsi le mani, i denti; pulire il viso; pulire un'aiola delle erbacce  | pulire il piatto, (fig.) mangiarsi tutto, non lasciare niente | pulire (le tasche a) qualcuno, (fig.) portargli via tutti i soldi    • 2 •   (non com.) levigare; polire: pulire una lastra di marmo  | (fig.) perfezionare, limare: pulire uno scritto. 
pulisciorecchi   s.m. invar.  bastoncino sottile, di legno o di plastica, alle cui estremità è applicato del cotone per togliere il cerume dagli orecchi.
puliscipiedi   s.m. invar.  (non com.) stoino, tappetino che si stende a terra davanti a un ingresso perché chi entra vi si pulisca la suola delle scarpe; zerbino.
pulita   s.f.  l'operazione del pulire rapidamente, senza tanta cura: dare una pulita al tavolo.  dim. pulitina. 
pulitezza   s.f.  (non com.)    • 1 •   pulizia    • 2 •   politezza.
pulito   part. pass.  di pulire   agg.    • 1 •   senza macchie, senza sporco; netto: lenzuola, mani pulite; tenere pulita la casa; una persona pulita, che cura la pulizia personale; un animale pulito, che non sporca | far piazza pulita, (fig.) cacciar via tutti da un luogo; portarsi via tutto quello che c'è | farla pulita, (fig.) farla franca | finire completamente pulito, (fig. scherz.) senza soldi, avendo speso o perso tutto. dim. pulitino    • 2 •   (estens.) si dice di energia la cui produzione e utilizzazione non determinano l'inquinamento dell'ambiente    • 3 •   (non com.) lustro, levigato, polito (anche fig.): bianco marmo era sì pulito e terso, / ch'io mi specchiai in esso qual io paio  (dante purg.  ix, 95-96) | una scrittura pulita, ordinata | un parlare pulito, forbito    • 4 •   (fig.) onesto: un affare poco pulito  | incontaminato, immune da colpe: avere la coscienza pulita  | conveniente, decente: discorsi puliti; una barzelletta poco pulita    • 5 •   nel gioco della canasta, l'apertura fatta senza jolly o pinelle; la canasta formata da sette carte tutte eguali, senza jolly o pinelle  avv.  in modo pulito; senza volgarità: parlare pulito   s.m.    • 1 •   luogo pulito: camminare sul pulito    • 2 •   (non com.) bella copia: mettere al pulito un compito  § pulitamente avv. 
pulitore   s.m.  [f. -trice] chi pulisce.
pulitrice   s.f.    • 1 •   macchina per levigare e lucidare marmo, legno o altri materiali    • 2 •   macchina per liberare il grano da pula, paglia ecc.
pulitura   s.f.  il pulire | dare l'ultima pulitura a un lavoro, (fig.) gli ultimi ritocchi.
pulivetri   s.m.  e f.  chi per mestiere pulisce vetrate.
pulizia   s.f.    • 1 •   l'essere pulito (anche fig.): tenere alla pulizia personale; un uomo di un'assoluta pulizia morale    • 2 •   spec. pl.  l'operazione, il lavoro di pulire: fare le pulizie, mettere in ordine la casa scopando, spolverando ecc.; donna, uomo delle pulizie, addetti a fare le pulizie (spec. in stabili, uffici ecc.) | far pulizia, (anche fig.) sgombrare, portare via tutto    • 3 •   (non com.) politezza.
pulka    ⇨ pulca.
pull   s.m.  nel linguaggio della moda, abbr. di pullover. 
pullman   s.m. invar.    • 1 •   autopullman    • 2 •   carrozza ferroviaria di lusso, con poltrone, divani e servizi vari.
pullover   s.m. invar.  indumento a maglia, con o senza maniche, per lo più con scollatura a v, che si porta sopra una camicia. dim. pulloverino. 
pullulamento   s.m.  (non com.) il pullulare.
pullulare   v. intr.  [io pùllulo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   spuntare, apparire in gran quantità: una città in cui pullulano le iniziative culturali    • 2 •   essere pieno, gremito: la città pullulava di turisti    • 3 •   (ant.) mettere fuori i germogli dalle radici o dal seme    • 4 •   (ant.) detto dell'acqua, gorgogliare formando bollicine: che sotto l'acqua è gente che sospira, / e fanno pullular quest'acqua al summo  (dante inf.  vii, 118-119).
pullulazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il pullulare    • 2 •   (ant.) germinazione.
pulmentario   s.m.  (ant.) vivanda cotta, companatico.
pulmento   s.m.  nell'antica roma, qualsiasi cibo che si mangiava assieme al pane.
pulmino   s.m.  piccolo pullman, in genere utilizzato per servizio privato o su particolari percorsi.
pulone   s.m.  pula del riso.
pulp   agg. invar.  di una produzione editoriale americana di consumo, confezionata con carta così scadente da lasciare ancora visibili le tracce della pasta di cellulosa | di un genere cinematografico che parodizza, esasperandoli, i temi propri della letteratura pulp.
pulpare   agg.  (anat. , med.) della polpa dentaria.
pulper   s.m. invar.  nell'industria cartaria, macchina per lo spappolamento della carta.
pulpite   s.f.  (med.) infiammazione della polpa dentaria.
pulpito   s.m.    • 1 •   nelle chiese cristiane, struttura a balcone autonoma o addossata a una colonna o a un pilastro, elevata e isolata, in pietra o in legno spesso artisticamente lavorati, cui si accede mediante una scaletta e dalla quale il predicatore si rivolgeva ai fedeli: pulpito scolpito, a tarsie marmoree; il pulpito di san miniato al monte | un pulpito famoso, una chiesa nota per l'importanza delle prediche che vi si tengono | salire sul pulpito, (fig.) parlare sentenziosamente; moraleggiare | da che pulpito viene la predica!, (fig.) frase ironica rivolta a chi pretende d'insegnare o consigliare ad altri cose che egli stesso non mette in pratica    • 2 •   nell'antica roma, il palcoscenico del teatro situato davanti alla scena; ogni tipo di palco o tribuna da cui parlava un oratore    • 3 •   (ant.) tribuna dell'organo    • 4 •   in alpinismo, piccolo terrazzo a strapiombo in una parete rocciosa.
pulque   s.m. invar.  bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione dell'agave americana; è tipica del messico.
pulsante   part. pres.  di pulsare   agg.    • 1 •   che pulsa    • 2 •   (fis.) si dice di grandezza periodica che ha sempre lo stesso segno  s.m.  parte di un congegno che, premuta, mette in funzione il congegno stesso: il pulsante del cronometro; un'interruttore a pulsante; il pulsante del campanello. 

pulsantiera   s.f.  pannello che contiene vari pulsanti.
pulsar   s.f.  (astr.) radiostella che presenta una rapida variazione periodica dell'energia emessa, sotto forma di brevi impulsi (gener. un impulso al secondo).
pulsare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   battere, palpitare, spec. riferito al cuore e alle arterie: il cuore pulsa regolarmente    • 2 •   (fig.) essere pieno di vitalità, di fervida attività: la vita pulsa anche sul fondo marino    • 3 •   (ant.) battere, picchiare alla porta    • 4 •   (ant.) suonare uno strumento a corde.
pulsatile   agg.  (non com.) che pulsa: arteria pulsatile. 
pulsatilla   s.f.  pianta erbacea perenne, dicotiledone, con foglie laciniate e fiori violacei (fam.  ranuncolacee).
pulsazione   s.f.    • 1 •   (fisiol.) l'espansione ritmica di un vaso arterioso a seguito delle sistoli cardiache che spingono il sangue alla periferia: controllare le pulsazioni di un malato, di un atleta; avere sessanta pulsazioni al minuto    • 2 •   oscillazione della corda di uno strumento musicale    • 3 •   (fis.) nel moto circolare uniforme, la velocità angolare; in qualsiasi altro fenomeno periodico a esso analogo (p. e.  corrente alternata, moto armonico ecc.), il numero di volte in cui si ripete il fenomeno in    • 2 •   pi-greco secondi.
pulsionale   agg.  di pulsione.
pulsione   s.f.  (non com.) impulso, spinta | (psicoan.) stimolo psicofisico, energia libidica che preme verso una meta, che tende a scaricarsi su un oggetto o attraverso un oggetto; si differenzia dall'istinto in quanto non è predeterminata ereditariamente: pulsione sessuale; pulsione di autoconservazione; pulsioni di vita, di morte. 
pulsogetto   s.m.  pulsoreattore.
pulsometro   s.m.  (fis.) apparecchio nel quale si utilizza la pressione del vapore acqueo per sollevare un liquido.
pulsoreattore   s.m.  (aer.) tipo particolare di motore a getto discontinuo, in cui l'ingresso dell'aria necessaria alla combustione è controllato da un sistema di valvole automatiche; adottato dai tedeschi come motore delle bombe razzo v1 nella seconda guerra mondiale, è caduto in disuso per lo scarso rendimento e l'elevatissima rumorosità.
pultaceo    ⇨ poltaceo.
pultiglia    ⇨ poltiglia.
pulverulento    ⇨ polverulento.
pulvinare   s.m.    • 1 •   nella roma antica, letto adorno di sontuosi drappi su cui si posavano le immagini degli dei durante i banchetti sacri    • 2 •   (estens.) letto degli imperatori romani | palco riservato all'imperatore nei circhi e nei teatri.
pulvino   s.m.  (arch.) elemento della colonna a forma di piramide tronca rovesciata, in genere decorato con motivi animali o vegetali, tra il capitello e l'imposta dell'arco; è tipico dello stile bizantino.
pulviscolare   agg.  di pulviscolo e, per estens., simile a polvere finissima.
pulviscolo   non com. polviscolo, s.m.  polvere finissima | pulviscolo atmosferico, insieme di minutissime particelle di natura vegetale, animale e minerale, sospese nell'aria in quantità variabile e trasportate dal vento.
pulzella   e deriv.   ⇨ pulcella e deriv. 
pum   inter.  voce onomatopeica che riproduce il rumore prodotto da un corpo pesante che cade, oppure da uno sparo, da un'esplosione e sim.
puma   s.m. invar.  felino presente in tutta l'america, caratterizzato da corpo snello, testa piccola priva di criniera, mantello bruno-rossiccio; ottimo arrampicatore, saltatore e corridore, si adatta a tutti i climi e ambienti (ord.  carnivori).
punch   (1) s.m. invar.  bevanda calda composta di acqua, zucchero, rum o altri alcolici.
punch   (2) s.m. invar.  nel pugilato, pugno secco e potente.
punching ball   s.m. invar.  (sport) palla di cuoio o di gomma sospesa tra il pavimento e il soffitto mediante cordoni elastici, usata dai pugili in allenamento come bersaglio.
puncio    ⇨ poncio.
punctum dolens   loc. sost. m.  [solo sing.] il punto cruciale, il punto più delicato di un problema o anche di una situazione.
punga   s.f.  (ant.) pugna: pur a noi converrà vincer la punga  (dante inf.  ix, 7).
pungente   part. pres.  di pungere   agg.    • 1 •   che punge: ago pungente    • 2 •   (estens.) che produce la sensazione di una puntura: odore, freddo pungente    • 3 •   (fig.) che offende o ferisce moralmente: rimprovero, satira pungente  § pungentemente avv. 
pungere   ant. o poet. pugnere, v. tr.  [pres. io pungo, tu pungi ecc. ; pass. rem. io punsi, tu pungésti ecc. ; part. pass. punto]    • 1 •   trafiggere leggermente con una punta sottile la pelle o altra superficie: pungersi il dito con uno spillo; mi ha punto una vespa    • 2 •   (estens.) produrre una sensazione irritante (spec. assol.): una lana che punge la pelle; il freddo pungeva    • 3 •   (lett.) stimolare, spronare: e così divisati i destrier pungono / tanto ch'alla nimica schiera giungono  (poliziano) | (fig.) sollecitare: mi punge una curiosità; mi punge vaghezza di sapere, (scherz.) desidero sapere    • 4 •   (fig.) punzecchiare, offendere, ferire moralmente con atti o parole: pungere qualcuno sul vivo; i canti / che il lombardo pungean sardanapalo  (foscolo sepolcri  57-58) | pungersi v. rifl.  ferirsi leggermente con un oggetto a punta: mi sono punto cogliendo le rose. 

pungiglione   s.m.    • 1 •   appendice appuntita e penetrante con cui api, vespe, scorpioni e altri animali inoculano il veleno    • 2 •   (ant.) pungolo.
pungitoio   s.m.  (tosc.) strumento per uccidere i maiali colpendoli al cuore.
pungitopo   tosc. pugnitopo, s.m. invar.  pianta cespugliosa sempreverde, monocotiledone, rizomatosa, con rametti appiattiti trasformati in cladodi simili a lamine fogliari con estremità pungenti, fiori verdastri e frutti a bacche scarlatte; è coltivato come pianta ornamentale, soprattutto per addobbare le case durante le feste natalizie (fam.  liliacee).
pungitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi punge (anche fig.).
pungolare   v. tr.  [io pùngolo ecc.]    • 1 •   colpire col pungolo: pungolare i buoi    • 2 •   (fig.) stimolare, sollecitare, incitare: perché s'impegni occorre pungolarlo. 
pungolo   s.m.    • 1 •   lungo bastone terminante con una punta di ferro, usato dai contadini per stimolare i buoi al lavoro    • 2 •   (fig.) sprone, incitamento, stimolo: il pungolo del bisogno, dell'ambizione. 
punibile   agg.  che può essere punito: reato punibile con la reclusione. 
punibilità   s.f.    • 1 •   l'essere punibile    • 2 •   (dir.) possibilità giuridica di applicare una pena a un soggetto che ha commesso un reato.
punicacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni arboree o arbustive, originarie delle regioni tropicali; vi appartiene il melograno | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
puniceo   agg.  (lett.) di color rosso scuro: la pampinea vite, /... a sé.. / tira il puniceo strascico di foglie  (pascoli).
punico   agg.  [pl. m. -ci] cartaginese: guerre puniche, le tre guerre combattute dai romani contro i cartaginesi tra il 264 e il 146 a. c.  s.m.  lingua di origine fenicia parlata dai cartaginesi.
punire   v. tr.  [io punisco, tu punisci ecc.]    • 1 •   colpire con una pena, con un castigo: punire il colpevole; punire un tradimento, un reato    • 2 •   (estens.) danneggiare, penalizzare: una tassa che punisce i commercianti. 
punitivo   agg.  che punisce, che tende a punire: provvedimento punitivo; spedizione punitiva  § punitivamente avv. 
punitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi punisce: mano punitrice. 
punizione   s.f.    • 1 •   il punire, l'essere punito: infliggere una punizione; una punizione severa, esemplare    • 2 •   nel calcio e in altri sport, tiro concesso dall'arbitro a favore della squadra che ha subito un fallo: battere una punizione; massima punizione, calcio di rigore.
punk   s.m. invar.    • 1 •   genere musicale sviluppatosi negli anni '70, basato sul gusto della parodia feroce e della provocazione spettacolare    • 2 •   [anche f.] chi appartiene a un movimento giovanile di protesta che segue uno stile di vita provocatorio e anticonformistico, caratterizzato esteriormente da un modo di vestirsi e di acconciarsi con colori violenti nel trucco e nei capelli, abiti eccentrici e talora simboli nazisti | usato anche come agg. invar.  : musica, movimento, moda punk. 
punta   (1) s.f.    • 1 •   l'estremità assottigliata e aguzza di qualsiasi cosa o oggetto: la punta dello spillo; la punta della lingua; camminare in punta di piedi; danzare sulle punte (dei piedi)  | avere qualcosa sulla punta delle dita, (fig.) conoscerla molto bene | avere qualcosa sulla punta della lingua  (fig.), essere lì lì per ricordarla, per dirla | prendere di punta qualcuno, (fig.) affrontarlo o trattarlo bruscamente | mettersi di punta a fare qualcosa, (fig.) con tutto l'impegno, con ostinazione e accanimento | parlare in punta di forchetta, (fig.) in modo scelto e cerimonioso | scrivere in punta di penna, (fig.) con eleganza ricercata. dim. puntarella, punterella, puntina    • 2 •   (tecn.) nome di utensili e attrezzi con diverse funzioni: punta da trapano, da tornio; punta elicoidale, a lancia; punta centrante  | nome generico di tutti i chiodi da legno, cuoio ecc. caratterizzati da un'estremità appuntita, opposta alla testa    • 3 •   (poet.) ferita: poscia ch'io ebbi rotta la persona / di due punte mortali  (dante purg.  iii, 118-119)    • 4 •   (rar.) dolore acuto e improvviso; fitta: sentire una punta al fegato    • 5 •   (fig.) la massima intensità o frequenza di un fenomeno: la punta massima del caldo  | le ore di punta, quelle di traffico o affollamento più intenso    • 6 •   (fig.) la parte più avanzata di un gruppo, di uno schieramento: pattuglia di punta  | uomo di punta, che si distingue per il suo impegno e al quale è affidato lo sforzo maggiore e decisivo in un'impresa, un partito politico, un'organizzazione e sim.    • 7 •   (sport) nel calcio e in altri giochi di palla a squadre, giocatore di prima linea, attaccante    • 8 •   quantità minima di qualcosa (anche fig.): una punta di sale, d'aceto; una punta d'ironia, d'invidia    • 9 •   in macelleria, nome di particolari tagli di carne: punta di petto    • 10 •   (geog.) piccola sporgenza di una costa: oltre la punta si apre il golfo  | cima di monte: scalare la punta    • 11 •   (arald.) pezza onorevole di forma triangolare con il vertice sotto la linea del centro.
punta   (2) s.f.  l'atteggiamento del cane che punta la selvaggina: cane da punta. 
puntaglia   s.f.  (ant.) combattimento, zuffa: l'abate liber sia lasciato in pace / dalla tua gente senz'altra puntaglia  (pulci).
puntale   s.m.    • 1 •   elemento di rinforzo o protezione, per lo più metallico, che si pone all'estremità di un oggetto, in partic. di un bastone: il puntale dell'ombrello  | puntale del violoncello, corto bastone di legno con punta di ferro, infisso nella parte inferiore della cassa per sostenere lo strumento. dim. puntaletto, puntalino    • 2 •   (mar.) altezza di una nave o di un'imbarcazione, misurata, a metà distanza tra prora e poppa, dalla faccia superiore della chiglia alla linea che unisce gli estremi del baglio di coperta  agg.  (med.) che si riferisce alla punta del cuore: itto puntale. 
puntamento   s.m.  l'operazione con cui si volge un'arma da fuoco verso il bersaglio: puntamento di un'arma da fuoco, di un pezzo d'artiglieria; congegni di puntamento  l'insieme dei dispositivi ottici che consentono di dirigere il puntamento; puntamento diretto, indiretto, secondo che il bersaglio sia visibile o non visibile.
puntapiedi   s.m. invar.    • 1 •   (mar.) pedagna    • 2 •   travetto di legno che, in certi tipi di tavolo, unisce tra loro in basso le gambe e sul quale possono essere poggiati i piedi.
puntare   (1) ant. pontare, v. tr.    • 1 •   appoggiare con forza su una superficie un oggetto appuntito: puntare il bastone in terra; puntare la spada nel petto    • 2 •   dirigere, volgere verso un punto determinato: puntare il dito, lo sguardo; puntare il cannocchiale; puntare un'arma da fuoco, un pezzo di artiglieria, volgerlo verso il bersaglio    • 3 •   scommettere una somma di denaro al gioco (anche assol.): puntare diecimila lire sul cavallo favorito; puntare sul rosso    • 4 •   (assol. fig.) contare, fare assegnamento su qualcosa per raggiungere un risultato: puntare sulla pubblicità per aumentare le vendite; ha puntato sul fascino personale per aver successo    • 5 •   (fam.) appuntare: puntare un nastro, un fiore finto su un cappello, fissarli con degli spilli | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   dirigersi, avviarsi verso un luogo: l'esercito puntò verso la capitale    • 2 •   (fig.) aspirare a qualcosa e cercare in ogni modo di conseguirla: puntare alla vittoria, a una carica. 
puntare   (2) v. tr.    • 1 •   detto del cane da caccia, volgere il muso in direzione della selvaggina, fermandosi o strisciando verso di essa: il cane punta la beccaccia    • 2 •   (estens.) guardare fissamente, con insistenza: puntare una ragazza. 
puntare   (3) v. tr.    • 1 •   segnare con un punto: puntare le abbreviazioni    • 2 •   (ant.) apporre i segni d'interpunzione.
puntarelle   s.m. pl.  (roman.) varietà di cicoria che si mangia cruda con condimento di una salsa a base di olio, aglio e pasta d'acciughe.
puntasecca   s.f.  [pl. puntesecche]    • 1 •   tecnica di incisione diretta, con un attrezzo a punta di acciaio o di diamante, su una lastra di rame o di zinco non preparata con acidi    • 2 •   la stampa ottenuta con tale tecnica    • 3 •   l'attrezzo usato per questo tipo di incisione.
puntaspilli   s.m. invar.  cuscinetto imbottito in cui si appuntano spilli e aghi.
puntata   (1) s.f.    • 1 •   colpo dato con la punta di un'arma | nel gioco del calcio, tiro effettuato colpendo il pallone con la punta del piede    • 2 •   incursione veloce in un territorio occupato dal nemico a scopo esplorativo o offensivo; per estens., breve escursione in un luogo: fare una puntata in città.  dim. puntatina    • 3 •   nel calcio e in altri giochi sportivi a squadre, azione d'attacco rapida e penetrante: effettuare una pericolosa puntata a rete    • 4 •   il puntare al gioco; la somma di denaro che si punta: fare una puntata sul rosso, su un cavallo; raddoppiare la puntata. 
puntata   (2) s.f.    • 1 •   parte di un'opera pubblicata separatamente dalle altre, in fascicolo o su un numero di periodico; articolo giornalistico facente parte di una serie sullo stesso argomento: romanzo a puntate; la prima puntata di un'inchiesta su milano    • 2 •   ciascuna delle parti di una trasmissione televisiva o radiofonica, mandata in onda in più riprese successive: l'ultima puntata di un teleromanzo. 
puntato   (1) agg.  (ant.) munito di punta, puntuto.
puntato   (2) part. pass.  di puntare    • 3 •   agg.  segnato con un punto, seguito da un punto: lettera, abbreviazione puntata  | nota puntata, (mus.) nota che, seguita da un punto, risulta aumentata di metà del suo valore  s.m.  (med.) prelievo in un organo effettuato mediante un ago, a scopo diagnostico: puntato sternale. 
puntatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi punta    • 2 •   in artiglieria, il servente incaricato del puntamento del pezzo    • 3 •   chi scommette al gioco    • 4 •   nel gioco delle bocce a coppie, chi s'incarica di fare il punto tirando la boccia il più vicino possibile al pallino, mentre il compito della bocciata viene lasciato al compagno    • 5 •   (inform.) variabile che contiene indicazioni relative a un'altra variabile o a una locazione di memoria | il cursore del monitor, spec. se viene spostato col mouse.
puntazione   s.f.  (ling.)    • 1 •   interpunzione    • 2 •   nella scrittura delle lingue semitiche, sistema di rappresentazione convenzionale delle vocali che utilizza punti e trattini.
puntazza   s.f.    • 1 •   punta di acciaio che si applica all'estremità inferiore dei pali di legno da conficcare nel terreno    • 2 •   punta di ferro che si conficca nel terreno per la messa a terra di linee elettriche.
punteggiamento   s.m.  (non com.) il punteggiare; per estens., insieme di piccoli punti disegnati.
punteggiare   v. tr.  [io puntéggio ecc.]    • 1 •   segnare con una serie di punti | cospargere di piccole macchie di colore diverso: punteggiare il fondo di un dipinto    • 2 •   praticare una serie di piccoli fori: punteggiare una lamiera; punteggiare le suole delle scarpe    • 3 •   mettere i segni di interpunzione in uno scritto    • 4 •   (fig.) intercalare, inframmezzare; costellare: punteggiare un discorso di citazioni; uno scritto punteggiato da esclamazioni inutili. 
punteggiato   part. pass.  di punteggiare   agg.    • 1 •   segnato con punti o con una serie di piccoli fori: linea punteggiata  | che presenta piccole macchie di colore diverso da quello del fondo: vestito rosso punteggiato di nero    • 2 •   provvisto di segni di interpunzione: un periodo mal punteggiato    • 3 •   (fig.) intercalato, inframmezzato; costellato: un racconto punteggiato di lacrime e sospiri   s.m.  nella tecnica artistica, metodo di incisione nel quale la lastra di rame viene coperta da un fitta trama di piccolissimi punti praticati con il bulino | usato anche come agg.  : maniera punteggiata. 
punteggiatura   s.f.    • 1 •   il punteggiare, l'essere punteggiato    • 2 •   l'insieme dei segni che indicano i rapporti sintattici fra le parti di un testo scritto e suggeriscono le pause e l'intonazione della voce nella lettura: correggere la punteggiatura; una punteggiatura sbagliata    • 3 •   (bot.) piccola depressione di forma circolare sulla membrana delle cellule vegetali.
punteggio   s.m.    • 1 •   (non com.) il punteggiare; punteggiamento    • 2 •   numero dei punti ottenuti da chi partecipa a una gara, a un gioco, a un concorso: raggiungere il massimo punteggio | punteggio pieno, senza diminuzioni causate da sconfitte o penalità.
puntellamento   s.m.  il puntellare, l'essere puntellato: procedere al puntellamento di un edificio pericolante. 
puntellare   v. tr.  [io puntèllo ecc.]    • 1 •   rinforzare con puntelli di sostegno o con altri mezzi adeguati qualcosa che altrimenti potrebbe cedere: puntellare un muro, un edificio    • 2 •   (fig.) rendere più sicuro, più convincente: puntellare una tesi con argomentazioni valide  | puntellarsi v. rifl.  sostenersi, reggersi.
puntellatura   s.f.  il puntellare, l'essere puntellato; l'insieme dei puntelli messi in opera: una solida puntellatura. 
puntello   s.m.    • 1 •   grossa trave di legno o di ferro, o anche opera muraria posta come sostegno per impedire crolli o frane: mettere un puntello a una parete; l'armatura della galleria è sorretta da puntelli    • 2 •   bastone obliquo che impedisce a una porta di aprirsi o di chiudersi    • 3 •   (mar.) ciascuno degli elementi che servono di appoggio allo scafo della nave in costruzione o in riparazione    • 4 •   (fig.) sostegno, appoggio: essere il puntello della famiglia; un ragionamento che richiede dei puntelli, che ha bisogno di migliori argomentazioni.
punteria   s.f.    • 1 •   (mecc.) nei motori a scoppio, ciascuna delle aste d'acciaio, azionate dalle camme dell'albero della distribuzione, che comandano l'apertura delle valvole dei cilindri    • 2 •   (mil.) il complesso dei congegni che servono allo spostamento della bocca da fuoco per effettuare il puntamento di un pezzo d'artiglieria.
punteruolo   pop. punterolo, s.m.    • 1 •   attrezzo costituito da una barretta d'acciaio appuntita, con o senza manico, usato per praticare fori    • 2 •   nome comune degli insetti appartenenti alla famiglia dei curculionidi | punteruolo del grano, calandra del grano.
puntiforme   agg.  che ha forma di un punto, che è piccolo come un punto: macchioline puntiformi; sorgente di luce puntiforme. 
puntigliare   v. intr.  [io puntìglio ecc. ; aus. essere] (rar.) impuntarsi, ostinarsi; fare il puntiglioso.
puntiglio   s.m.    • 1 •   ostinazione caparbia di chi sostiene un'idea o compie un'azione più per orgoglio che per vera convinzione: prolungare la discussione per puro puntiglio    • 2 •   grande impegno e volontà: mettersi di puntiglio; studiare, lavorare con puntiglio. 
puntigliosità   s.f.  l'essere puntiglioso.
puntiglioso   agg.  che agisce per puntiglio; che è incline al puntiglio: una persona puntigliosa; avere un carattere puntiglioso; un ragazzo puntiglioso nello studio   s.m.  [f. -a] persona puntigliosa: fare il puntiglioso  § puntigliosamente avv.  con, per puntiglio.
puntillismo   s.m.  (mus.) corrente della musica contemporanea che utilizza i suoni come eventi timbrici e temporali isolati.
puntillista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mus.) seguace del puntillismo | usato anche come agg.  : la musica puntillista. 
puntillistico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) del puntillismo, dei puntillisti.
puntina   s.f.    • 1 •   dim.  di punta    • 1 •    • 2 •   sorta di chiodo a gambo corto e sottile, con testa larga e piatta, usato dai disegnatori per fissare i fogli di carta    • 3 •   nel giradischi, l'elemento di diamante o di zaffiro fissato sul pick-up che scorre nel solco del disco    • 4 •   spec. pl.  pasta da minestra a forma di piccole punte    • 5 •   puntine platinate, (mecc.) i due elementi che costituiscono il contatto mobile del ruttore dello spinterogeno.
puntinato   agg.  nel disegno, si dice di chiaroscuro ottenuto con una serie di puntini di cui si varia opportunamente la densità sul foglio; anche, di disegno in cui il chiaroscuro è realizzato con tale tecnica.
puntinatore   s.m.  strumento di precisione, meccanico o a laser, che serve a segnare dei punti, forando o incidendo in luoghi determinati materiali fotografici, nastri magnetici, carta ecc.
puntinismo   s.m.  divisionismo.
puntinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del puntinismo | usato anche come agg.  : la pittura puntinista. 
puntinistico   agg.  [pl. m. -ci] del puntinismo, dei puntinisti.
puntino   s.m.  dim. di punto  | puntini di sospensione, serie di punti (di regola tre, più rar. cinque) posti alla fine di un periodo per indicare che il discorso è stato lasciato volutamente sospeso | a puntino, benissimo, esattamente, precisamente: fare le cose a puntino. 
punto   s.m.    • 1 •   (geom.) il più semplice degli enti geometrici, privo di dimensioni: punto d'intersezione di due rette | punti cardinali, (astr.) i quattro punti fondamentali dell'orizzonte, ai quali si riferiscono tutte le direzioni possibili (nord, sud, est, ovest) | punto materiale, (fis.) corpo le cui dimensioni sono trascurabili rispetto alle distanze che intervengono nel fenomeno considerato | punto morto, (mil.) luogo dove non giunge il tiro nemico; (mecc.) posizione nella quale una forza cessa di agire; (fig.) intrico o difficoltà che non si riesce a superare, situazione di stallo: la discussione era giunta a un punto morto  | di punto in bianco, (mil.) nell'artiglieria antica, detto di tiro senza elevazione, caso in cui l'indice del congegno di puntamento non segnava alcun valore (punto in bianco, dalla loc. fr. de but en blanc); questo tiro, avendo una traiettoria orizzontale, era possibile solo a distanza ravvicinata e aveva il vantaggio di essere improvviso e imprevedibile, poiché non richiedeva preparazione e calcoli preliminari; di qui l'uso fig. della loc. col sign. di 'a un tratto, all'improvviso': di punto in bianco decise di partire  | punto di vista, quello dal quale si osserva un oggetto; (fig.) modo di giudicare le cose; idea, criterio, principio: ognuno ha i suoi punti di vista    • 2 •   (mar.) posizione geografica di una nave in mare determinata dalla longitudine e dalla latitudine: punto stimato, quello ottenuto calcolando la distanza percorsa e la rotta, e stimando le deviazioni dovute al vento e alla corrente | fare il punto, rilevare la posizione della nave; (fig.) stabilire i termini, lo stato di una questione, di una situazione    • 3 •   segno grafico, simile a una minuscola macchia, che ha diverse funzioni: figura sulla i  min. e dopo un'abbr.; posto al centro fra due numeri indica la moltiplicazione; nell'uso anglosassone, sostituisce la virgola nei numeri decimali; posto in alto o in basso segnala le migliaia (1. 000. 000, 1. 000. 000, ma nel sistema internazionale è sostituito da uno spazio); in musica, posto di fianco a una nota ne aumenta di metà il valore, posto sopra ne suggerisce l'esecuzione staccata | come segno d'interpunzione: punto (fermo), segno che indica la fine di un periodo; punto e virgola, segno che indica una pausa intermedia tra quella lunga del punto e quella breve della virgola; punto esclamativo  (!), interrogativo  (?), segni che si pongono dopo una frase o un'espressione per indicarne il tono e il valore esclamativo, interrogativo; due punti, segno che introduce un discorso diretto, un'enumerazione, una spiegazione e sim. | mettere i punti  (o i puntini) sulle i, (fig.) precisare scrupolosamente qualcosa | far punto, (fig.) fermarsi, porre termine a ciò che si sta facendo | essere un punto interrogativo, (fig.) si dice di cosa poco chiara, di situazione aggrovigliata o di persona dal comportamento imprevedibile. dim. puntino, puntolino  pegg. puntaccio    • 4 •   (estens.) oggetto o segno piccolissimo, o che appaia tale; macchiolina: l'aereo era ormai un punto nel cielo; il vestito era pieno di punti scuri  | punto nero, (pop.) comedone; (fig.) fatto, episodio che costituisce una macchia nella condotta, nella vita di qualcuno    • 5 •   luogo determinato; posto (anche fig.): punto di ritrovo; la villa è situata nel punto più suggestivo del paese; la strada è pianeggiante, tranne in pochi punti; tornare al punto di partenza; a che punto sei?; ormai siamo a buon punto  | punto franco, in un porto, zona esente da imposte doganali | punto di vendita, ogni luogo dove venga effettuata la vendita di qualcosa (negozio, bancarella, edicola ecc.) | punto di articolazione, (ling.) la zona del canale fonatorio in cui si articola un suono | punto di vita, la zona compresa tra il busto e i fianchi, dove il corpo si restringe; anche, la parte corrispondente di un vestito, di un indumento | punto dolente, (med.) zona della superficie corporea in cui si manifesta un dolore; (fig.) l'aspetto critico, preoccupante di una situazione, di un fatto | punto di partenza, (fig.) quello da cui ha inizio un lavoro, un discorso, un'indagine ecc.    • 6 •   passo di uno scritto o di un discorso; per estens., argomento, questione: un punto controverso, poco chiaro; la novella è stata corretta in più punti; non eravamo d'accordo solo su un punto; veniamo al punto, all'argomento principale | qui sta il punto, l'aspetto più difficile | raccontare qualcosa punto per punto, dettagliatamente | punto d'onore, questione d'onore; puntiglio    • 7 •   tempo determinato, momento, istante: arrivare al punto giusto; a un certo punto decise di andarsene  | essere in punto di morte, prossimo a morire | essere sul punto di, stare per: erano sul punto di partire | in punto, esattamente: arrivò alle due in punto | in un punto, (rar.) contemporaneamente, nello stesso momento: arrivarono tutti in un punto    • 8 •   livello, grado, limite (anche fig.): è presuntuoso a tal punto che non ammette di poter sbagliare; punto di cottura, di ebollizione, di fusione; punto di rottura; punto critico, quello in cui un fenomeno raggiunge l'intensità massima | (fig.) momento critico, condizione estrema: non ne può più, ha superato il punto di sopportazione  | punto di colore, gradazione: un bel punto di rosso, di blu  | punto di pareggio, (econ.) livello delle vendite di un'impresa in corrispondenza del quale i ricavi totali uguagliano i costi totali | punto triplo, (fis.) la pressione e la temperatura particolare a cui i tre stati (solido, liquido e gassoso) di una sostanza possono coesistere in equilibrio reciproco | mettere a punto, in grado di operare al meglio: mettere a punto una macchina, un motore; mettere a punto una strategia di vendita  | di tutto punto, interamente    • 9 •   ciascuna delle unità che costituiscono l'elemento di valutazione nel voto scolastico, nelle quotazioni di borsa, in un gioco, in alcuni sport, nei concorsi a premi ecc.: si è diplomato col massimo dei punti; ieri le azioni sono salite di due punti; una carta che vale un punto; la nostra squadra ha trenta punti in classifica  | vincere ai punti, nel pugilato, vincere al termine dell'incontro, senza avere messo l'avversario fuori combattimento, ma in base alla valutazione dei giudici di gara | dare dei punti a qualcuno, (fig.) essergli superiore | punto di contingenza, nel sistema di adeguamento automatico dei salari al costo della vita (in vigore fino all'86), somma che si aggiungeva alla retribuzione per ogni un per cento di aumento dell'indice del costo della vita    • 10 •   nel cucito, tratto di filo teso tra due fori successivi fatti dall'ago nella stoffa; anche, ciascuno degli avvolgimenti o nodi fatti con un filo nei lavori all'uncinetto o a maglia; l'atto, il modo di eseguire lavori di cucito, di ricamo, a maglia e sim.: punto lungo, corto; calare, aumentare i punti; un ricamo a punto erba; un bel punto all'uncinetto  | dare un punto, (fam.) fare una piccola cucitura | punto (metallico), fermaglio metallico applicabile con apposite macchinette meccanicheo ad aria compressa su carta, stoffa, legno ecc.    • 11 •   (med.) elemento della sutura di una ferita: mettere, togliere i punti; gli hanno dato tre punti    • 12 •   (tip.) unità di misura dell'altezza e del corpo del carattere, equivalente alla dodicesima parte della riga tipografica (di valore diverso secondo il sistema di misura)  agg.  (tosc.) preceduto da negazione, alcuno, nessuno: non ne ho punta voglia   avv.  preceduto da negazione, per niente, affatto: senza pensarci né punto né poco  | nell'uso tosc., anche senza negazione: «sei stanco?» «punto.». 
puntone   s.m.  nella tecnica delle costruzioni, trave sottoposta a pressione in un solo senso.
puntorio   agg.  si dice di dolore pungente, ben localizzato, generalmente al torace.
puntuale   agg.    • 1 •   che arriva all'ora stabilita, che non giunge in ritardo: essere, arrivare puntuale a un appuntamento; treno puntuale  | che è preciso negli impegni presi: essere puntuale nei pagamenti    • 2 •   (fig.) fatto con precisione: una relazione molto puntuale; osservazioni puntuali    • 3 •   (mat. , fis.) del punto, relativo al punto: proprietà, caratteristica puntuale, che dipende dai punti    • 4 •   (ling.) si dice di aspetto verbale che esprime l'azione in modo temporalmente indeterminato § puntualmente avv.    • 1 •   all'ora, al momento stabilito; con puntualità: arrivare puntualmente; pagare puntualmente l'affitto  | essere puntualmente in ritardo, (iron.) abitualmente, immancabilmente    • 2 •   (non com.) punto per punto: rispose puntualmente a tutte le obiezioni. 
puntualità   s.f.  l'essere puntuale: puntualità nelle consegne, nei pagamenti; la puntualità di una critica, la sua pertinenza, la sua precisione.
puntualizzare   v. tr.  definire con precisione i termini di una questione, di una situazione e sim. (anche assol.): puntualizzare una controversia; avere la mania di puntualizzare, eccedere in precisazioni, chiarimenti, dettagli.
puntualizzazione   s.f.  il puntualizzare, l'essere puntualizzato.
puntura   s.f.    • 1 •   il pungere; ferita superficiale provocata dalla penetrazione nella pelle di un corpo sottile e acuminato: la puntura di un'ape, di una zanzara; una puntura d'ago, di spillo    • 2 •   (pop.) iniezione: punture ricostituenti; fare una puntura    • 3 •   (med.) intervento chirurgico che consiste nell'introdurre un ago in una parte dell'organismo per estrarne o immettervi sostanze liquide o semiliquide, a scopo diagnostico o terapeutico: puntura esplorativa; puntura lombare  (o rachicentesi), puntura che si esegue penetrando con un ago tra le lamine di due vertebre contigue, gener. la quarta e la quinta lombare, per prelevare un campione di liquido cefalorachidiano o per iniettare sostanze medicamentose    • 4 •   fitta, dolore acuto e improvviso (anche fig.): una puntura al cuore    • 5 •   (fig.) battuta maligna, frecciata.
puntuto   agg.  appuntito, che finisce a punta: un ferro puntuto; un naso puntuto. 
punzecchiamento   s.m.  punzecchiatura (spec. fig.).
punzecchiare   v. tr.  [io punzécchio ecc.]    • 1 •   pungere leggermente più volte: essere punzecchiato dalle zanzare    • 2 •   (fig.) molestare, irritare con parole pungenti, dispetti ecc.: smettila di punzecchiarlo!  | punzecchiarsi v. rifl.  molestarsi reciprocamente con frecciate, allusioni maligne e sim.
punzecchiatura   s.f.  il punzecchiare, l'essere punzecchiato (anche fig.).
punzecchio   (1) s.m.  in equitazione, la rosetta dello sperone.
punzecchio   (2) s.m.  (non com.) un punzecchiare insistente (anche fig.).
punzello   s.m.  (ant.) pungolo, istigazione.
punzonare   v. tr.  [io punzóno ecc.]    • 1 •   imprimere con un punzone: punzonare una lettera, un marchio    • 2 •   applicare a un oggetto un marchio che garantisca l'assenza di manomissioni; nel ciclismo, nell'automobilismo ecc., applicare particolari contrassegni ai veicoli che partecipano a una corsa: punzonare le bilance; far punzonare le biciclette    • 3 •   forare con un punzone: punzonare una lamiera. 
punzonatore   s.m.  [f. -trice] chi esegue la punzonatura.
punzonatrice   s.f.  macchina per eseguire fori nelle lamiere.
punzonatura   s.f.  l'operazione del punzonare.
punzone   s.m.    • 1 •   attrezzo d'acciaio che si usa manualmente o montato su una macchina (punzonatrice); è costituito da un'asticella con un'estremità sagomata in modo da imprimere una lettera o un numero o altri segni su una superficie metallica o di cuoio, oppure per coniare monete o medaglie    • 2 •   attrezzo simile al precedente, con un'estremità piatta o arrotondata per forare semilavorati metallici di piccolo spessore o cuoio, oppure per imbutire o stampare lamiere    • 3 •   (ant. , tosc.) pugno.
punzonista   s.m.  [pl. -sti] operaio addetto all'incisione dei punzoni.
pupa   (1) s.f.    • 1 •   bambola    • 2 •   (fam.) bambina | (gerg.) ragazza, giovane donna.
pupa   (2) s.f.  (zool.) stadio di sviluppo degli insetti a metamorfosi completa, intermedio tra lo stadio larvale e quello adulto; ninfa.
pupario   s.m.  (zool.) involucro della pupa di alcuni ditteri.
puparo   s.m.  (sicil.) burattinaio che fa agire i pupi siciliani.
pupattola   s.f.    • 1 •   bambola    • 2 •   (fig.) ragazza, giovane donna dalla bellezza alquanto leziosa o inespressiva.
pupazzettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi disegna caricature, pupazzetti.
pupazzetto   s.m.    • 1 •   dim.  di pupazzo    • 2 •   figurina umana disegnata e talvolta ritagliata: pupazzetti di carta  | figura umana rappresentata in modo elementare o caricaturale.
pupazzo   s.m.    • 1 •   fantoccio: un pupazzo di stoffa.  dim. pupazzetto    • 2 •   (fig. spreg.) persona debole e indecisa, senza una volontà propria.
pupilla   s.f.    • 1 •   (anat.) apertura di forma circolare situata al centro dell'iride, dal cui bordo libero è delimitata; mette in comunicazione la camera anteriore dell'occhio con quella posteriore e ha la funzione di regolare la quantità di luce che giunge alla retina | essere la pupilla degli occhi, essere caro come la pupilla degli occhi, (fig.) si dice di qualcuno o qualcosa che è particolarmente caro e prezioso    • 2 •   (estens.) l'iride, l'occhio stessi: pupille azzurre; che cosa vedono le mie pupille?; avere le pupille asciutte, non piangere.
pupillare   (1) agg.  (anat.) della pupilla: dilatazione pupillare. 
pupillare   (2) agg.  (dir.) del pupillo, relativo al pupillo: gestione dei beni pupillari. 
pupillo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (dir.) il minorenne sottoposto a tutela rispetto a colui che gli fa da tutore    • 2 •   (estens.) chi gode di particolare protezione o preferenza: quel bambino è il pupillo della maestra. 
pupinizzare   v. tr.  (telecom.) sottoporre a pupinizzazione.
pupinizzazione   s.f.  (telecom.) inserzione a distanza regolare di bobine d'induttanza sui circuiti di un cavo telefonico, per ridurre l'attenuazione dei segnali.
pupo   s.m.    • 1 •   (fam.) bambino: che bel pupo!    • 2 •   marionetta popolare siciliana che generalmente rappresenta un personaggio dell'epopea cavalleresca: il teatro dei pupi. 
purché   rar. pur che, cong.  a patto che, a condizione che (introduce una prop. condizionale con il verbo al congiunt.): verrò anch'io, purché mi accompagniate con l'automobile; purché tu prometta di non farlo più ti perdono. 
purchessia   rar. pur che sia, agg. indef.  (non com.) qualsiasi, qualunque (sempre posposto al sostantivo): dammi un giornale purchessia. 
pure   cong.  [troncamento pur]    • 1 •   quand'anche; sebbene (introduce una prop. concessiva con il verbo al ger. o al congiunt.): pur volendo non riuscirei a farlo; pur non essendo un angelo, non è tuttavia un cattivo ragazzo; fosse pure d'oro, non lo vorrei; lo troverò, dovessi pur cercarlo per mare e per terra | sia pure, anche se: ha bisogno di un aiuto, sia pure modesto; sia pur a malincuore ha dovuto farlo    • 2 •   tuttavia, nondimeno, eppure (con valore avversativo): quello che dici è vero, pure hai anche tu la tua parte di torto; è giovane, pure ha molto buon senso; non si è visto, pure sa che lo aspetto  | in correlazione con una cong. concessiva: benché fossero avversari, pure si stimavano reciprocamente  | rafforzato con un'altra cong. avversativa: non era d'accordo, pur tuttavia non si oppose; è strano, ma pure è così    • 3 •   pur di, al fine di (introduce una prop. finale implicita con il verbo all'inf.): pur di farla finita, gli diede ragione; pur di averlo pagherei qualunque prezzo; farò di tutto pur di accontentarlo   avv.    • 1 •   anche (con valore aggiuntivo): ci saremo noi tutti e spero che verrai pure tu; lui parte oggi e io pure; un divano di velluto e due poltrone pure di velluto; mi sono pure ammalato; se pure, quando pure me l'avessero detto, che cosa avrei potuto fare?  | (lett.) preceduto da negazione con valore di neppure : senza pure fiatare; non li fu onore / ferir me de saetta in quello stato, / a voi armata non mostrar pur l'arco  (petrarca canz.  iii, 12-14)    • 2 •   con valore rafforzativo in espressioni di incoraggiamento o di rimprovero, o con valore concessivo: andiamo pure; resta pure seduto; fa' pure; vieni, entra pure; ammesso pure che tu non lo sapessi; bisognerà pure che ti decida; bisogna pur campare!    • 3 •   (lett.) proprio, davvero (con valore asseverativo): è pur tempo d'andare    • 4 •   (ant. , lett.) soltanto, solamente: disperato dolor che 'l cor mi preme / già pur pensando, pria ch'io ne favelli  (dante inf.  xxxiii, 5-6); queste si percotean non pur con mano, / ma con la testa  (dante inf.  vii, 112-113)    • 5 •   (ant.) sempre, continuamente (indica la persistenza in un'azione): che hai che pur inver' la terra guati?  (dante purg.  xix, 52).
purè   s.m.  passato di verdure o di legumi lessati; quando non si specifichi, si intende di solito di patate: purè di piselli; cotechino con purè. 
purea   s.f.  lo stesso, ma oggi meno com., che purè. 
purezza   s.f.    • 1 •   l'essere puro: purezza dell'aria; purezza di un minerale | purezza di linee, semplicità, sobria bellezza | grado di purezza, (chim.) rapporto fra la quantità di un determinato composto e la massa eterogenea che lo contiene    • 2 •   (fig.) onestà, dirittura morale: purezza di intenzioni  | castità: purezza di costumi. 
purga   s.f.    • 1 •   medicamento che provoca l'evacuazione del contenuto intestinale: prendere la purga    • 2 •   l'operazione del purgare, del liberare da impurità: la purga dei filati; la purga delle lumache    • 3 •   (fig.) drastica eliminazione degli avversari politici da parte di un regime autoritario; per estens., brusco allontanamento di elementi indesiderati da un ambiente.
purgagione    ⇨ purgazione.
purgamento   s.m.  (rar.) il purgare, il purgarsi, l'essere purgato (anche fig.).
purgante   part. pres.  di purgare   agg.    • 1 •   che purga, che serve a purgare: medicina purgante; il potere, l'azione purgante di un preparato farmaceutico    • 2 •   (teol.) che si purifica, che espia i peccati nell'aldilà: chiesa purgante, l'insieme delle anime che espiano le loro colpe nel purgatorio (si contrappone a chiesa militante  e a chiesa trionfante); anime purganti, quelle del purgatorio  s.m.  medicina purgativa: prendere un purgante. 
purgare   v. tr.  [io purgo, tu purghi ecc.]    • 1 •   somministrare una purga a qualcuno: purgare un bambino    • 2 •   liberare da impurità (anche fig.): purgare le fibre tessili, le pelli; purgare il sangue; purgare il proprio stile, uniformarlo scrupolosamente alle regole linguistiche; purgare un testo, emendarlo da tutto ciò che è osceno o sconveniente    • 3 •   (fig.) purificare l'anima; espiare una colpa: purgare i propri peccati  | purgarsi v. rifl.    • 1 •   prendere la purga    • 2 •   (fig.) mondarsi, purificarsi: nel purgatorio le anime si purgano delle loro colpe | purgarsi di un'accusa, (non com.) dimostrare la propria innocenza.
purgata   s.f.  (non com.) il purgare, il purgarsi.
purgatezza   s.f.  (lett.) l'essere linguisticamente o stilisticamente purgato, corretto.
purgativo   agg.  che serve a purgare, che contiene sostanze purganti: confetto, cioccolatino purgativo. 
purgato   part. pass.  di purgare   agg.  libero da impurità, puro; scrupolosamente corretto: edizione purgata, dalla quale è stato eliminato ogni elemento osceno o sconveniente; stile purgato, in cui sono attentamente rispettate le regole linguistiche § purgatamente avv.  in modo purgato (nel sign. fig.).
purgatore   agg.  [f. -trice] (rar.) che purga  s.m.    • 1 •   operaio addetto a lavori di purgatura    • 2 •   parte della cisterna in cui si purificano le acque piovane.
purgatorio   s.m.    • 1 •   (teol.) secondo la dottrina cattolica tradizionale, lo stato temporaneo di espiazione cui sono assogettate le anime di coloro che, pur morendo in stato di grazia, debbono espiare i peccati veniali e le pene conseguenti ai peccati mortali, di per sé già perdonati; anche, uno dei tre regni dell'oltretomba cristiano, dove si espiano le colpe commesse sulla terra prima di poter passare in paradiso | sembrare un'anima del purgatorio, (fam.) si dice di persona inquieta, sempre preoccupata    • 2 •   (fig.) stato di tormento, di pena: la vita per quella poveretta è un purgatorio   agg.  (rar.) che serve a purgare (spec. fig.): giuramento purgatorio, in diritto canonico, il giuramento d'innocenza pronunziato da un ecclesiastico accusato di aver commesso un reato.
purgatura   s.f.    • 1 •   il purgare qualcosa da scorie, impurità    • 2 •   le impurità, le scorie rimosse.
purgazione   ant. purgagione, s.f.    • 1 •   (rar.) purificazione; espiazione: quel ch'avarizia fa, qui si dichiara / in purgazion de l'anime converse  (dante purg.  xix, 115-116)    • 2 •   purgazione dalle ipoteche, (dir.) liberazione dalle ipoteche.
purgo   s.m.  [pl. -ghi] luogo in cui si purgano lana, panni, pelli e sim.
purificamento   s.m.  (non com.) il purificare, il purificarsi, l'essere purificato.
purificare   v. tr.  [io purìfico, tu purìfichi ecc.]    • 1 •   rendere puro, liberare da scorie o impurità: purificare il vino, un metallo    • 2 •   (fig.) rendere spiritualmente puro: purificare l'anima dal peccato    • 3 •   (relig.) rendere qualcosa degno della divinità o del rapporto con le cose sacre, compiendo uno specifico atto rituale: purificare la vittima prima del sacrificio  | (lit.) sottoporre al rito della purificazione: il sacerdote purifica il calice  | purificarsi v. rifl.  o intr. pron.  diventare puro (anche fig.).
purificativo   agg.  atto a purificare: un lavacro purificativo. 
purificatoio   s.m.  (lit.) piccolo panno o fazzoletto di lino che il sacerdote adopera durante la messa per asciugare il calice e le labbra.
purificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi purifica: fuoco, rito purificatore. 
purificatorio   agg.  (relig.) che purifica: rito purificatorio; pratiche purificatorie. 
purificazione   s.f.    • 1 •   il purificare, il purificarsi, l'essere purificato (anche fig.): la purificazione dell'acqua piovana; la purificazione dell'anima    • 2 •   (relig.) atto o rito con cui si libera una persona o una cosa dallo stato d'impurità per renderla degna della divinità, di accostarsi alle cose sacre | purificazione di maria vergine, festa (detta ora presentazione del signore) che si celebra il    • 2 •   febbraio, per ricordare la purificazione compiuta dalla madonna quaranta giorni dopo il parto, secondo l'uso ebraico    • 3 •   (lit.) cerimonia compiuta dal sacerdote che celebra la messa detergendo i vasi sacri (pisside, calice, patena) dagli eventuali resti delle sacre specie.
purillo   s.m.  (region.) il rotolino di stoffa che sta sulla sommità del berretto basco; per estens., il copricapo stesso.
purina   s.f.  (chim.) composto organico eterociclico a cinque atomi di carbonio e quattro di azoto, che entra nella costituzione di diverse sostanze di grande importanza biologica (p. e.  la guanina) e farmacologica (p. e.  caffeina, teobromina, teofillina).
purinico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) derivato dalla purina: basi puriniche. 
purino   s.m.  il colaticcio del letame.
purismo   s.m.  indirizzo linguistico-letterario che tende a conservare i caratteri tradizionali della lingua, rifiutando neologismi e forestierismi e assumendo per modelli alcuni scrittori il cui stile è ritenuto puro: purismo intransigente, moderato; il purismo dell'accademia della crusca, di b. puoti. 
purista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, seguace del purismo; per estens., chi cura scrupolosamente la correttezza della lingua | usato anche come agg.  : il movimento purista. 
puristico   agg.  [pl. m. -ci] del purismo, dei puristi; da purista: tendenze, teorie puristiche; atteggiamento puristico; pedanterie puristiche  § puristicamente avv.  secondo le norme, i principi del purismo.
purità   s.f.  (lett.) l'essere puro, spec. in senso morale.
puritanesimo   s.m.    • 1 •   movimento religioso, sorto nel sec. xvi all'interno dell'anglicanesimo, che si proponeva di riformare la chiesa d'inghilterra secondo i principi rigoristi del calvinismo    • 2 •   (estens.) moralismo intransigente.
puritano   agg.    • 1 •   del puritanesimo, dei suoi seguaci: le correnti puritane del seicento    • 2 •   (estens.) ispirato a un rigido moralismo: mentalità puritana   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (st.) seguace del puritanesimo    • 2 •   (estens.) rigido moralista § puritanamente avv. 
puro   agg.    • 1 •   si dice di materia che non è mescolata ad altre sostanze che ne mutino le caratteristiche o ne diminuiscano i pregi: seta, lana pura; oro puro | acqua pura, limpida | vino puro, senza aggiunta di acqua | cielo puro, terso, senza nubi | aria pura, sana, non inquinata | luce pura, chiara | linea pura, semplice, armoniosa, elegante | animale di razza pura, risultante dall'accoppiamento di individui della stessa razza | lingua pura, priva di elementi dialettali o provenienti da altre lingue    • 2 •   si dice di disciplina non applicata ad attività pratiche: matematica, fisica pura    • 3 •   semplice, solo: è la pura verità; l'ho visto per puro caso; te lo chiedo per pura e semplice curiosità    • 4 •   non contaminato da colpa o peccato; innocente, casto: cuore puro; anima pura; mani, labbra pure    • 5 •   (filos.) libero da qualsiasi componente estranea alla sua natura essenziale: atto puro, nella concezione aristotelica, l'atto non contaminato da alcuna potenzialità o passività, e quindi privo di rapporto con la materia; s'identifica con dio, primo motore immobile | nella dottrina kantiana, si dice di ogni conoscenza che è assolutamente a priori, priva di qualsiasi elemento empirico: intuizione pura; concetto puro; ragion pura, la ragione considerata per sé stessa, come fonte di tutti gli elementi a priori del conoscere  s.m.  [f. -a] chi professa le proprie idee con assoluta coerenza, senza accettare compromessi | persona semplice e innocente § puramente avv.    • 1 •   in modo puro, con purezza: vivere puramente    • 2 •   semplicemente, soltanto: ogni riferimento è puramente casuale. 
purosangue   agg. invar.    • 1 •   si dice di animale e in particolare di cavallo pregiato, spec. da corsa, che discende da soggetti della stessa razza    • 2 •   (scherz.) si dice di una persona che discende da una famiglia stabilitasi in una certa località da molto tempo: è un milanese, un romano purosangue   s.m.  e f. invar.  animale, in particolare cavallo, purosangue.
purpureggiare    ⇨ porporeggiare.
purpureo   agg.  (lett.) del colore della porpora; rosso vivo: labbra purpuree. 
purtroppo   rar. pur troppo, avv.  sfortunatamente, malauguratamente: speravo che venisse, ma purtroppo non ha potuto; purtroppo è così; purtroppo è vero; «hai vinto?» «purtroppo no»; «e' stato licenziato?» «purtroppo!». 
purulento   agg.  di pus, costituito da pus; che contiene pus: materia, piaga purulenta. 
purulenza   s.f.    • 1 •   l'essere purulento    • 2 •   materia purulenta.
pus   s.m. invar.  (med.) liquido viscoso bianco-giallastro o verdastro che si forma in seguito a processi infiammatori determinati da microrganismi piogeni ed è costituito da globuli bianchi più o meno degenerati, microrganismi patogeni e frammenti di tessuto demolito.
pusher   s.m. invar.  spacciatore di droga.
pusignare   v. intr.  [aus. avere] (ant.) mangiare a ora tarda, dopo cena, cose ghiotte e appetitose.
pusigno   s.m.  (ant.) spuntino fatto la sera tardi, dopo cena.
pusillanime   ant. pusillanimo, agg.  si dice di chi è d'animo debole, meschino, pauroso, o di ciò che denota viltà, mancanza di coraggio e di forza d'animo: un uomo, un combattente pusillanime; comportamento pusillanime   s.m.  e f.  persona pusillanime.
pusillanimità   s.f.  l'essere pusillanime; debolezza, meschinità d'animo, viltà.
pusillanimo    ⇨ pusillanime.
pusillità   s.f.  (non com.) piccolezza, grettezza; viltà, debolezza.
pusillo   agg.    • 1 •   piccolino    • 2 •   (fig.) umile, povero: piacque di trarlo suso a la mercede / ch'el meritò nel suo farsi pusillo  (dante par.  xi, 110-111).
pusta   s.f.  forma italianizzata dell'ungherese puszta. 
pustierla    ⇨ postierla.
pustola   s.f.  (med.) vescicola della pelle contenente pus.
pustoloso   agg.  di pustola; che produce pustole: infiammazione pustolosa  | che è ricoperto di pustole: pelle pustolosa. 
puszta   s.f. invar.  nome della steppa ungherese, costituita prevalentemente da graminacee.
put   s.m. invar.  (fin.) contratto di borsa a premio che dà al venditore dei titoli la facoltà di recedere dal contratto stesso pagando solo il premio convenuto.
putacaso   o puta caso, loc. avv.  per ipotesi, per caso: se, putacaso, lo incontrassi, salutalo da parte mia | putacaso che, metti il caso che: putacaso che lui non risponda, tu cosa farai?. 
putativo   agg.  che è ritenuto tale pur senza esserlo veramente, spec. nella loc. padre putativo : san giuseppe fu padre putativo di gesù. 
puteale   s.m.  (arch.) parapetto circolare o poligonale del pozzo, generalmente di marmo con rilievi scolpiti o in altro modo decorato.
puteolano   agg.  di pozzuoli, comune in provincia di napoli  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di pozzuoli.
putido   agg.  (lett.) puzzolente, fetido.
putiferio   s.m.    • 1 •   grande strepito di gente che schiamazza altercando: è successo un putiferio    • 2 •   (fig.) grande confusione, disordine: che putiferio con tutte queste nuove disposizioni!. 
putipù   s.m.  tamburo a frizione usato nella musica popolare napoletana, costituito da un recipiente di terracotta o di latta con un foro al centro, dentro il quale è introdotto un bastone che, sfregato con la mano inumidita, fa vibrare la membrana, producendo così un suono cupo; caccavella.
putire   v. intr.  [io putisco, tu putisci ecc.  (anche io puto ecc.); aus. avere] (lett.) puzzare: non potremo noi trovar modo che costui si lavasse un poco... che egli non putisse così fieramente?  (boccaccio dec.  ii, 5).
putizza   s.f.  emanazione di idrogeno solforato e di anidride solforosa da spaccature naturali del suolo, in terreni con vulcanismo residuo o secondario.
putre   agg.  (ant. , poet.) putrido (anche fig.): se stessa obblia, né delle putri e lente / ore il danno misura  (leopardi a un vincitore nel pallone  62-63).
putredine   s.f.  (lett.)    • 1 •   il putrefarsi, l'essere putrefatto: i primi segni della putredine    • 2 •   sostanza organica putrefatta o in putrefazione    • 3 •   (fig.) grave corruzione morale.
putredinoso   agg.  (rar.) che presenta putredine; putrido, marcio.
putrefare   v. intr.  [io putrefàccio, tu putrefài, egli putrefà ecc. ; coniugato come fare; aus. essere], putrefarsi v. rifl.  andare in putrefazione, decomporsi, detto di sostanze organiche: il pesce (si) putrefà rapidamente  | v. tr.  (non com.) far andare in putrefazione.
putrefattibile   agg.  (non com.) che è soggetto a putrefazione.
putrefattivo   agg.  di putrefazione: processo putrefattivo. 
putrefatto   part. pass.  di putrefare   agg.    • 1 •   andato in putrefazione, marcito: carne putrefatta    • 2 •   (fig.) corrotto irrimediabilmente: una società putrefatta. 
putrefazione   s.f.    • 1 •   decomposizione con produzione di gas delle sostanze organiche, dovuta a processi enzimatici e microbici: andare in putrefazione; stato di putrefazione avanzata    • 2 •   (fig.) grave corruzione morale: una società in putrefazione. 
putrella   s.f.  trave profilata d'acciaio con sezione a doppia t, usata nelle costruzioni.
putrescente   agg.  che si sta putrefacendo, che è in via di putrefazione (anche fig.): carni, corpi putrescenti; una società putrescente. 
putrescenza   s.f.  il putrefarsi; stato di ciò che si sta putrefacendo.
putrescibile   agg.  (non com.) che è soggetto a putrefazione.
putrescina   s.f.  (chim.) diammina alifatica della classe delle ptomaine, che si origina nella putrefazione di sostanze proteiche.
putridità   s.f.  (non com.) l'essere putrido.
putrido   agg.    • 1 •   che è in stato di putrefazione; marcio: pesce putrido  | proprio della putrefazione, prodotto da putrefazione: odore putrido    • 2 •   (fig.) moralmente corrotto, guasto: ambiente putrido   s.m.  corruzione, marciume: una società in cui c'è del putrido. 
putridume   s.m.    • 1 •   quantità di cose putride: il putridume delle fogne    • 2 •   (fig.) corruzione morale: vi è del putridume in quell'ambiente. 
putrire   v. intr.  [io putrisco, tu putrisci, egli putrisce  o putre, noi putriamo, voi putrite, essi putrìscono  o pùtrono; aus. essere] (lett.) imputridire.
putsch   s.m. invar.  complotto, sedizione per lo più militare, mirante ad attuare un colpo di stato.
putta   (1) s.f.  (lett.) meretrice: or ti conosco io tutta, / o barattiera svergognata putta  (carducci).
putta   (2) s.f.  (ant. , region.) ragazza, fanciulla. dim. puttina. 
puttana   s.f.  (volg.)    • 1 •   prostituta, meretrice | andare a puttane, frequentare prostitute | figlio di puttana, (fig.) individuo scaltro, infido, corrotto. dim. puttanella  accr. puttanona, puttanone  (m) pegg. puttanaccia    • 2 •   (fig.) persona di bassa moralità, intrigante, disposta a ogni compromesso; ruffiano: fare la puttana, usare modi ruffianeschi, comportarsi da ruffiano | usato anche come agg.  in bestemmie o in imprecazioni molto volgari e pesanti.
puttanaio   s.m.  (volg.)    • 1 •   luogo frequentato da prostitute    • 2 •   (fig.) grande confusione, disordine, caos.
puttanata   s.f.  (volg.)    • 1 •   stupidaggine, sciocchezza    • 2 •   azione subdola, perfida.
puttaneggiare   v. intr.  [io puttanéggio ecc. ; aus. avere] (volg.) comportarsi come una puttana.
puttanella   s.f.    • 1 •   dim.  di puttana    • 2 •   nel meridione, nome pop. di una varietà di uva | anche come agg.  : uva puttanella. 
puttanesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (volg.) di, da puttana    • 2 •   spaghetti alla puttanesca, spaghetti conditi con pomodoro, acciughe tritate, olive nere e capperi § puttanescamente avv. 
puttanesimo   s.m.  (volg.) meretricio.
puttaniere   s.m.  (volg.) uomo che frequenta le puttane; per estens., donnaiolo da strapazzo.
putter   s.m. invar.  nel gioco del golf, mazza speciale usata per far rotolare la palla in buca.
putto   (1) s.m.    • 1 •   (ant. , region.) bambino, fanciullo    • 2 •   pittura o scultura che rappresenta un bambino, generalmente nudo: un putto di marmo.  dim. puttino. 
putto   (2) agg.  (ant.) di, da meretrice; corrotto, venduto: la rabbia fiorentina, che superba / fu a quel tempo sì com'ora è putta  (dante purg.  xi, 113-114).
puzza   s.f.  (lett. , region.) puzzo: cloaca / del sangue e de la puzza  (dante par.  xxvii, 25-26) | avere la puzza sotto il naso, (fig. fam.) darsi arie di superiorità, essere esigente, schizzinoso.
puzzacchiare   o puzzicchiare, v. intr.  [io puzzàcchio  o io puzzìcchio ecc. ; aus. avere] (fam.) emanare un certo puzzo, puzzare leggermente | (iron.) puzzare alquanto.
puzzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   emanare puzzo: questa carne puzza; puzzare di sudore    • 2 •   (fig.) dare sentore, indizio: una storia che puzza di losco  | anche assol.  : la sua improvvisa generosità mi puzza, m'insospettisce    • 3 •   (fig.) costituire una preoccupazione, un pericolo e sim.: la faccenda comincia a puzzare    • 4 •   (fig. fam.) dare fastidio, noia; non stare a cuore, non interessare nel modo dovuto: a quello gli puzzano i quattrini; ti puzza la salute?. 
puzzicchiare    ⇨ puzzacchiare.
puzzle   s.m. invar.    • 1 •   gioco di pazienza che consiste nel ricostruire un'immagine o un oggetto con i pezzi in cui essi sono stati precedentemente scomposti    • 2 •   (estens.) gioco enigmistico in genere    • 3 •   (fig.) problema di difficile soluzione; rompicapo.
puzzo   s.m.    • 1 •   odore cattivo: un puzzo insopportabile, nauseante; puzzo di aglio, di fumo, di chiuso; zaffate di puzzo; un puzzo che appesta la stanza    • 2 •   (fig.) indizio, sentore: in tutta questa faccenda c'è puzzo d'imbroglio. 
puzzola   s.f.  piccolo mammifero carnivoro dalle abitudine notturne, con corpo allungato e pelliccia bruno-rossastra; è predatrice e, se aggredita, emana un liquido fetido (fam.  mustelidi).
puzzolente   agg.    • 1 •   che emana puzzo: un liquido puzzolente; una stanzaccia puzzolente    • 2 •   (fig. rar.) laido, moralmente lurido.
puzzonata   s.f.  (roman.)    • 1 •   azione vile e disonesta    • 2 •   cosa fatta male, non riuscita; boiata, porcheria.
puzzone   s.m.  [f. -a] (roman.)    • 1 •   chi ha puzzo addosso    • 2 •   (fig.) persona spregevole e dappoco; anche, persona capace di azioni disoneste.
pycnite   s.f.  (min.) varietà di topazio in cristalli striati.
pyrex   ® o pirex, s.m. invar.  vetro pirofilo usato per confezionare casseruole, stoviglie da cucina e contenitori da laboratorio.
pyrosclerite   s.f.  (min) varietà di vermiculite, di color verde smeraldo, con lucentezza perlacea.
q   s.f.  o m.  diciassettesima lettera dell'alfabeto (quindicesima dell'alfabeto italiano tradizionale) il cui nome è cu  o qu; in it. rappresenta la consonante occlusiva velare sorda e si trova sempre davanti a u  semiconsonantica, con la quale forma il nesso labiovelare / kw /. si raddoppia solo in soqquadro; negli altri casi la forma raddoppiata si esprime con il nesso cq  (acqua, tacque) | q come quarto, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in numerose abbreviazioni: q. , per i nomi propri di persona come quinto, quintilia  ecc. | q, nelle misure di superficie è simbolo di quadro, quadrato (p. e. mq, kmq, che però vanno scritti, correttamente, m 2, km 2) | in metrologia rappresenta il quintale | q  o q, (fis.) simbolo della quantità di carica elettrica | q, (elettr.) indica il fattore di qualità | q, simbolo della regina nelle carte da gioco francesi (è abbr. dell'ingl. queen  'regina').
qu   s.f.  o m.  nome della lettera q. 
qua   (1) avv.    • 1 •   in questo luogo (indica il luogo dov'è chi parla o un luogo molto vicino a chi parla; è meno determinato di qui): mettilo qua; eccolo qua; venite qua; eccomi qua; sono rimasti qua da noi alcuni giorni; son qua io, siamo qua noi, per offrire aiuto | talvolta si usa come rafforzativo di questo : questa sedia qua è più comoda; dammi questo qua  | con valore enfatico o rafforzativo: dammi qua!; date qua i soldi!; guarda qua che disastro!; ecco qua cosa ha combinato; anche ellitticamente: qua i soldi!; qua la mano!, per chiedere una stretta di mano amichevole | spesso in contrapposizione o in correlazione con là : qua non c'è, guarda un po' là; per indicare un luogo indeterminato: un po' qua, un po' là; qua e là c'erano zone erbose; correre di qua e di là; guardare in qua e in là; andare in qua e in là; cerca di qua, cerca di là; in alcune espressioni familiari: chiama sempre mamma qua, mamma là; dice che è pieno di preoccupazioni, che non ha soldi, e qua e là, e tante altre cose del genere | unito ad avv. o ad altre determinazioni di luogo: qua dentro; qua fuori; qua intorno; qua sotto; qua sopra; qua dietro; qua, su questo tavolo; qua dove mi hai detto  | preceduto da prep.: di qua non mi mandano via!, da questo luogo; stiamo di qua, vieni di qua, in questa stanza | di qua, (ant.) in questo mondo; si usa tuttora nell'espressione essere più di là che di qua, essere vicini a morire | di qua, per di qua, da questa parte: prendete, seguitemi di qua, per di qua  | di qua da, al di qua di, dalla parte dove si trova chi parla: di qua dal fiume; al di qua dei monti  | in qua, verso, dalla parte dove si trova chi parla: voltarsi, farsi, tirarsi in qua; abita più in qua della stazione; con valore temporale: da un anno, da un mese, da alcuni giorni, da qualche tempo in qua    • 2 •   (fig.) ha gli stessi usi e sign. di qui, rispetto a cui rappresenta una variante regionale.
qua   (2) inter.  voce onomatopeica che, ripetuta, imita il verso delle oche e delle anatre.
quaccherismo   meno com. quacquerismo, s.m.    • 1 •   il movimento religioso dei quaccheri    • 2 •   (fig.) moralismo, puritanesimo eccessivo e intransigente.
quacchero   meno com. quacquero, s.m.  [f. -a]    • 1 •   seguace di un movimento religioso protestante (società degli amici) sorto in inghilterra nel sec. xvii e diffusosi negli stati uniti, che pone l'accento sull'ispirazione e sull'illuminazione divina, esprimendosi in un culto di tipo pentecostale; i quaccheri si caratterizzano per lo zelo caritativo e missionario, per il rifiuto di ogni violenza, per l'egualitarismo e la semplicità di vita    • 2 •   (fig.) chi ostenta un moralismo o un puritanesimo eccessivo e intransigente  agg.  di, da quacchero; dei quaccheri | alla quacchera, (fig.) senza cerimonie, alla buona.
quacquaraquà   o quaquaraquà, s.m.  (gerg.) persona che parla troppo, che non sa tenere la bocca chiusa.
quad   s.m. invar.  (fis.) unità di misura anglosassone dell'energia, pari a 1015 unità termiche britanniche, cioè a 1,055 x 1018 joule.
quadernare   v. tr.  [io quadèrno ecc.] (ant.) ridurre a quaderni.
quadernario   agg.  (non com.) formato da quattro elementi; quaternario  s.m.  strofa di quattro versi; quartina.
quaderno   s.m.    • 1 •   fascicolo di fogli cuciti o incollati insieme e raccolti in una copertina, destinato per lo più all'uso scolastico o impiegato per prendere appunti, fare conti e sim.: quaderno a righe, a quadretti; quaderno di stenografia | quaderno di cassa, registro per la contabilità. dim. quadernetto, quadernino, quadernuccio  accr. quadernone  pegg. quadernaccio    • 2 •   in codicologia, fascicolo ottenuto da un foglio piegato due volte, in modo da risultare di quattro carte    • 3 •   unità di suddivisione della superficie agraria, considerata ai fini dell'aratura e delle colture ortive.
quado   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi apparteneva a un antico popolo germanico stanziato originariamente in una regione corrispondente all'odierna moravia.
quadra   s.f.  (ant.)    • 1 •   quadrante: come 'l sol muta quadra  (dante par.  xxvi, 142)    • 2 •   tagliere, mensa quadrata: n'empiêr le quadre e ne colmâr gli altari  (caro)    • 3 •   fetta di pane, focaccia.
quadrabile   agg.    • 1 •   (rar.) che si può ridurre a quadrato; squadrabile    • 2 •   in contabilità, che si può far quadrare: conti non quadrabili. 
quadragenario   agg.  (lett.) di quarant'anni  s.m.  [f. -a] (rar.) persona che ha quarant'anni.
quadragesima   s.f.  (ant.) quaresima | domenica di quadragesima, nel vecchio calendario liturgico, la prima domenica di quaresima.
quadragesimale   agg.  (ant.) di quaresima, quaresimale: tempo, predica quadragesimale. 
quadragesimo   agg.  (lett.) quarantesimo: quadragesimo anniversario. 
quadramento   s.m.  (non com.) il quadrare; quadratura.
quadrangolare   agg.    • 1 •   di quadrangolo, a forma di quadrangolo: superficie quadrangolare    • 2 •   (sport) si dice di incontro o riunione a cui partecipano squadre di quattro paesi o di quattro società sportive | usato anche come s.m.  : un quadrangolare di atletica leggera. 
quadrangolo   agg.  che ha quattro angoli: figura quadrangola  s. m.  (geom.) poligono con quattro angoli.
quadrantale   agg.  relativo a un quadrante: deviazione quadrantale, spostamento angolare, rispetto al nord magnetico, che l'ago di una bussola subisce per effetto delle strutture metalliche della nave o dell'aeromobile su cui è installata.
quadrante   s.m.    • 1 •   (mat.) ciascuna delle quattro regioni in cui due assi ortogonali dividono il piano; ciascuna delle quattro parti in cui due diametri perpendicolari dividono un cerchio | quadrante della bussola, ciascuno dei quattro settori di 90° compresi tra due punti cardinali contigui: primo quadrante, da nord a est; secondo quadrante, da est a sud; terzo quadrante, da sud a ovest; quarto quadrante, da ovest a nord    • 2 •   scala graduata di uno strumento di misura; la mostra su cui, in uno strumento di misura, si leggono i valori: il quadrante dell'orologio  | quadrante solare, meridiana [ill. meridiana]    • 3 •   strumento astronomico a forma di quarto di cerchio, usato per misurare la distanza angolare    • 4 •   moneta romana di bronzo, equivalente a un quarto dell'asse    • 5 •   in legatoria, ciascuno dei due riquadri di cartone che formano la copertina di un libro.
quadrantectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di una massa tumorale col tessuto sano circostante; si esegue soprattutto su neoformazioni della mammella allo stato iniziale.
quadrare   v. tr.    • 1 •   ridurre a forma quadrata: quadrare un foglio  | quadrare il cervello, la testa a qualcuno, (fig.) abituarlo a ragionare    • 2 •   (estens.) misurare un'area dai contorni irregolari scomponendola in unità quadrate    • 3 •   (geom.) costruire un quadrato di area uguale a quella di una figura data: quadrare il cerchio    • 4 •   (non com.) in matematica, elevare al quadrato    • 5 •   quadrare il bilancio, in contabilità, verificare l'esatta corrispondenza tra il totale delle attività e il totale delle passività più il netto, individuando e correggendo eventuali errori | v. intr.  [aus. essere  o avere]    • 1 •   corrispondere esattamente: le uscite devono quadrare con le entrate  | (assol.) essere esatto, tornare: i conti non quadrano; il bilancio deve quadrare    • 2 •   essere pertinente; adattarsi, conformarsi a qualcos'altro: un esempio che non quadra molto; una qualifica che non gli quadra    • 3 •   (fam.) piacere, garbare; apparire, risultare soddisfacente, convincente: il tuo comportamento non mi quadra; buona idea! mi quadra; una dimostrazione che non quadra. 
quadratico   agg.  [pl. m. -ci] (mat.) che si riferisce all'elevazione al quadrato: equazione quadratica, di secondo grado; media quadratica, effettuata estraendo la radice quadrata della media dei quadrati delle grandezze.
quadratino   s.m.    • 1 •   dim.  di quadrato    • 2 •   2 sulle navi da guerra, il locale d'alloggio dei guardiamarina    • 3 •   (tip.) spazio bianco di larghezza uguale alla metà del corpo tipografico della composizione.
quadrato   (1) part. pass.  di quadrare  agg.    • 1 •   che ha forma di quadrato geometrico: un tavolo quadrato | metro quadrato, quadrato con lato di un metro, assunto come unità di misura di superficie (simbolo m 2); analogamente i multipli e i sottomultipli: chilometro, centimetro quadrato, quadrato con lato di un chilometro, di un centimetro | radice quadrata di un numero, numero che, moltiplicato per sé stesso, produce il numero dato: la radice quadrata di    • 9 •   è    • 3 •   | croce quadrata, croce greca    • 2 •   (estens.) largo, solido, robusto: petto quadrato; spalle quadrate  | avere le spalle quadrate, (fig.) sopportare bene la fatica, essere temprato alle difficoltà    • 3 •   (fig.) che ragiona bene: mente, persona quadrata    • 4 •   (anat.) si dice di elemento di forma appiattita quadrangolare: osso, muscolo quadrato. 
quadrato   (2) s.m.    • 1 •   (geom.) figura piana delimitata da quattro lati uguali formanti, a due a due, angoli retti    • 2 •   (mat.) numero che si ottiene moltiplicando un numero per sé stesso; seconda potenza: il quadrato di    • 4 •   è 16; elevare un numero al quadrato    • 3 •   oggetto o superficie di forma più o meno quadrata: un quadrato di terra, di tela, di cartone.  dim. quadratino  accr. quadratone    • 4 •   pannolino di forma quadrata, usato per la fasciatura dei neonati o come traversa nelle culle    • 5 •   antica misura italiana di superficie, corrispondente a ca 35 are; era usata soprattutto in toscana    • 6 •   (mil.) schieramento difensivo che i fanti assumevano contro attacchi della cavalleria provenienti da diverse direzioni | far quadrato, (fig.) riunire tutte le proprie forze per difendersi da un avversario    • 7 •   nelle navi da guerra, sala di mensa e di ritrovo degli ufficiali e dei sottufficiali    • 8 •   (sport) palco, recintato da un triplice ordine di funi, sul quale si disputano gli incontri di pugilato; ring [ill. pugilato]    • 9 •   (tip.) lo stesso che quadratone    • 10 •   quadrato magico, in numerologia, disposizione di numeri su una tabella quadrata, tale che la somma dei valori di ciascuna riga, colonna o diagonale risulti sempre uguale | (estens.) in enigmistica, gioco che consiste nel disporre una sotto l'altra parole composte di un ugual numero di lettere o sillabe, in modo che poi esse siano leggibili sia orizzontalmente sia verticalmente: quadrato letterale, sillabico. 
quadratone   s.m.    • 1 •   accr.  di quadrato    • 2 •   2 (tip.) spazio bianco di larghezza uguale al corpo tipografico della composizione.
quadratrice   s.f.  (mat.) curva trascendente mediante la quale è possibile risolvere il problema della quadratura del cerchio.
quadratura   s.f.    • 1 •   il ridurre a forma quadrata; la divisione di una superficie in quadrati: la quadratura di un foglio  | (estens.) il riquadro o i singoli riquadri che risultano da tali operazioni: le quadrature di un soffitto | quadratura mentale, (fig.) chiarezza e concretezza d'idee    • 2 •   (mat.) procedimento per la definizione di un quadrato di area uguale a quella di una determinata superficie | quadratura del cerchio, operazione non eseguibile con i metodi della geometria elementare; (fig.) problema insolubile    • 3 •   (mat.) detto di un numero, la sua elevazione alla seconda potenza    • 4 •   (astr.) configurazione planetaria che si determina quando le longitudini geocentriche di due astri differiscono di 90° (p. e. , rispetto al sole, la luna nelle fasi di primo e ultimo quarto)    • 5 •   nella critica d'arte, decorazione murale illusionistica, che simula un'architettura    • 6 •   in contabilità, l'operazione di far quadrare un bilancio.
quadraturismo   s.m.  genere pittorico consistente nella rappresentazione di prospettive architettoniche illusionistiche; sviluppatosi in italia tra il sec. xvi e il xviii, veniva applicato nella decorazione di pareti, volte e soffitti.
quadraturista   s.m.  [pl. -sti] pittore specializzato nell'eseguire quadrature.
quadraturistico   agg.  [pl. m. -ci] del quadraturismo, da quadraturista.
quadrellatura   s.f.  reticolato geometrico regolare che viene tracciato su una superficie sulla quale si voglia riprodurre un disegno.
quadrello   s.m.    • 1 •   [pl. le quadrèlla] (ant. , lett.) dardo della balestra; per estens., freccia: tosto al suo dire ognuno arco e quadrella / riprende  (poliziano)    • 2 •   pugnale a lama quadrangolare usato nel medioevo    • 3 •   mattonella quadrata per pavimentazione    • 4 •   pezzetto di stoffa o di pelle che si cuce nei punti in cui le dita dei guanti si biforcano    • 5 •   lombo di agnello, maiale o vitello macellato [ill. carne]    • 6 •   grosso ago per cucire stuoie o tessuti di un certo spessore    • 7 •   tipo di lima a sezione quadrangolare.
quadreria   s.f.  galleria, collezione di quadri; pinacoteca.
quadrettare   v. tr.  [io quadrétto ecc.] dividere una superficie in quadretti tracciando delle linee incrociate a 90°.
quadrettato   part. pass.  di quadrettare  agg.  suddiviso in quadretti: carta quadrettata. 
quadrettatura   s.f.  il quadrettare; l'insieme dei quadretti in cui è suddivisa una superficie quadrettata.
quadretto   s.m.    • 1 •   dim.  di quadro    • 2 •   | oggetto o figura di piccole dimensioni e di forma quadrata: un quadretto di stoffa; tessuto, carta a quadretti.  dim. quadrettino    • 2 •   piccolo quadro dipinto o disegnato: un quadretto a matita, ad acquerello    • 3 •   (fig.) scenetta graziosa o comunque caratteristica: un quadretto di vita familiare    • 4 •   spec. pl.  tipo di pasta alimentare per brodo, costituita da piccoli quadrati; quadruccio.
quadri-  quadri- primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. qua°dri-, connesso con quattu°or  'quattro'; vale 'di quattro, costituito di quattro, avente quattro' (quadrilatero, quadrimotore, quadripartito).
quadrica   s.f.  (mat.) superficie rappresentata da un'equazione di secondo grado in coordinate cartesiane nello spazio.
quadricipite   s.m.  (anat.) muscolo della parte anteriore della coscia [ill. muscolare, sistema].
quadricromia   s.f.  (tip.) procedimento fotomeccanico che riproduce un originale usando i tre colori fondamentali (giallo, blu, rosso) più il nero; anche, immagine ottenuta con tale procedimento.
quadridimensionale   agg.  che ha quattro dimensioni | spazio quadridimensionale, spazio matematico astratto in cui ogni punto è determinato da quattro coordinate; nella teoria della relatività, la quarta coordinata corrisponde al tempo.
quadridimensionalità   s.f.  proprietà di ciò che è quadridimensionale.
quadriennale   agg.    • 1 •   che dura quattro anni: corso quadriennale di studi    • 2 •   che ha luogo ogni quattro anni: celebrazioni quadriennali  s. f.  esposizione d'arte che si fa ogni quattro anni § quadriennalmente avv.  (non com.) ogni quattro anni.
quadriennalità   s.f.    • 1 •   durata quadriennale    • 2 •   periodicità quadriennale.
quadriennio   s.m.  periodo di quattro anni: un quadriennio di attività professionale. 
quadrifido   agg.  (bot.) si dice di organo diviso in quattro settori: foglia quadrifida. 
quadrifoglio   s.m.  pianta di trifoglio che, per anomalia, ha foglie divise in quattro foglioline anziché in tre; popolarmente si crede che porti fortuna | raccordo a quadrifoglio, nelle costruzioni stradali, sistema di raccordo fra strade che s'incrociano fatto in modo da evitare gli attraversamenti; è detto così perché la disposizione delle rampe di svincolo ricorda per la forma un quadrifoglio.
quadrifonia   s.f.  sistema stereofonico di registrazione e riproduzione dei suoni che usa quattro canali anziché due come la normale stereofonia, ottenendo effetti di maggior fedeltà.
quadrifonico   agg.  [pl. m. -ci] di quadrifonia: effetto quadrifonico  § quadrifonicamente avv.  in quadrifonia; per mezzo della quadrifonia.
quadrifora   agg.  e s.f.  (arch.) si dice di finestra divisa in quattro settori da tre colonne [ill. finestra].
quadriforme   agg.  (rar.) che è di forma quadra | che ha quattro forme; che offre quattro aspetti.
quadrifronte   agg.  (rar.) che ha quattro facce e quattro fronti.

quadriga   s.f.    • 1 •   nell'antichità classica, cocchio o carro da corsa a due ruote tirato da quattro cavalli affiancati: la corsa delle quadrighe    • 2 •   (estens.) gruppo di quattro cavalli o altri animali da tiro, impiegati insieme per uno stesso lavoro.
quadrigario   agg.  di, relativo a quadriga: cavallo quadrigario, da tiro a quattro  s.m.  guidatore di quadriga.
quadrigato   s.m.  antica moneta romana del valore di dieci assi, che portava sul rovescio una quadriga.
quadrigemino   agg.    • 1 •   si dice di parto in cui vengono alla luce quattro figli    • 2 •   lamina quadrigemina, (anat.) la regione dorsale del mesencefalo dei mammiferi; corpi quadrigemini, sporgenze rotondeggianti, in numero di quattro, sulla lamina quadrigemina.
quadrigetto   agg.  e s.m.  si dice di aeroplano dotato di quattro gruppi propulsori a getto.
quadriglia   s.f.    • 1 •   danza figurata di società, in voga nel sec. xix; la musica, in tempo moderato, con cui si balla: comandare, ballare la quadriglia    • 2 •   (ant.) drappello di quattro o più cavalieri che partecipavano insieme a un torneo indossando le stesse vesti.
quadrigliati   s.m. pl.  gioco simile al tressette, ma nel quale le due coppie si formano all'inizio di ogni mano e per un certo tempo rimangono segrete.
quadriglio   s.m.  altro nome del gioco di carte detto quadrigliati. 
quadrilatero   agg.  che ha quattro lati: edificio quadrilatero  s. m.    • 1 •   (geom.) figura piana limitata da quattro lati | il quadrilatero, (st.) sistema di fortificazioni austriache, creato dopo il 1815, che aveva come capisaldi mantova, verona, peschiera e legnago    • 2 •   in uno degli schemi tattici del gioco del calcio, il blocco formato dai due mediani laterali e dalle due mezze ali [ill. calcio].
quadrilingue   agg.  (non com.)    • 1 •   che parla quattro lingue: interprete quadrilingue    • 2 •   che è scritto in quattro lingue: testo quadrilingue. 
quadrilione   s.m.  in italia, francia e stati uniti, il numero rappresentato dall'unità seguita da quindici zeri; in gran bretagna, il numero rappresentato dall'unità seguita da ventiquattro zeri.
quadrilobato   agg.  che ha quattro lobi: foglia quadrilobata. 
quadrilobo   agg.  e s.m.  si dice di motivo ornamentale composto da quattro lobi inscritti in un quadrato.
quadrilungo   agg.  [pl. m. -ghi] (non com.) si dice di figura quadrilatera più lunga che larga.
quadrilustre   agg.  (lett.) di quattro lustri, ventennale: a lui non valse / merito quadrilustre  (parini).
quadrimensionale   agg.  quadridimensionale.
quadrimensionalità   s.f.  proprietà di ciò che è quadrimensionale.
quadrimestrale   agg.    • 1 •   di, relativo a un quadrimestre: periodo quadrimestrale    • 2 •   che dura un quadrimestre: abbonamento quadrimestrale    • 3 •   che si compie, che si fa ogni quadrimestre: pubblicazione quadrimestrale  § quadrimestralmente avv.  ogni quadrimestre.
quadrimestralità   s.f.    • 1 •   durata quadrimestrale    • 2 •   periodicità quadrimestrale.
quadrimestre   s.m.    • 1 •   periodo di quattro mesi; in partic., ciascuno dei due periodi in cui può dividersi l'anno scolastico    • 2 •   somma che si paga ogni quattro mesi: pagare il quadrimestre dell'affitto  agg.  (rar.) quadrimestrale: interesse quadrimestre. 
quadrimotore   s.m.  aeroplano con quattro gruppi motori  agg. invar.  che è mosso da quattro gruppi motori: aereo quadrimotore. 
quadrinato   agg.  (mil.) si dice di armi da fuoco automatiche montate a gruppi di quattro su uno stesso affusto, oppure aventi quattro canne l'una, così da sviluppare un notevole volume di fuoco.
quadrinomio   s.m.  (mat.) somma algebrica di quattro monomi non simili.
quadripartire   v. tr.  [io quadripartisco, tu quadripartisci ecc.] (non com.) dividere in quattro parti.
quadripartitico   agg.  [pl. m. -ci] formato da quattro partiti: coalizione quadripartitica. 
quadripartito   part. pass.  di quadripartire  agg.    • 1 •   diviso in quattro parti: scudo quadripartito    • 2 •   prodotto dal concorso di quattro parti: patto, accordo quadripartito  | governo quadripartito, che nasce dall'alleanza di quattro partiti  s.m.  governo quadripartito: il programma del nuovo quadripartito  § quadripartitamente avv.  (non com.) mediante suddivisione in quattro parti.
quadripartizione   s.f.  divisione in quattro parti.
quadripetalo   agg.  (bot.) che ha quattro petali: fiore quadripetalo. 
quadriplano   agg.  e s.m.  (aer.) si dice di velivolo che ha quattro piani alari.
quadriplegia   s.f.  (med.) paralisi contemporanea di tutti e quattro gli arti.
quadriplegico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di quadriplegia  agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da quadriplegia.
quadripolare   agg.  (elettr.) di quadripolo, che ha struttura di quadripolo.
quadripolarità   s.f.  (elettr.) caratteristica di ciò che è quadripolare.
quadripolo   o quadrupolo, s.m.  (elettr.) circuito elettrico fornito di quattro morsetti, due di entrata, ai quali è applicata la tensione di alimentazione, e due di uscita, ai quali è applicato il carico (p. e.  un modulatore, un filtro elettrico).
quadriportico   s.m.  [pl. -ci] (arch.) portico costruito sui quattro lati di un cortile; il cortile stesso: il quadriportico che precede una basilica paleocristiana. 
quadrireattore   agg.  e s.m.  quadrigetto.
quadrireme   s.f.  nell'antichità classica, nave da guerra con quattro ordini di remi.
quadrirotore   agg.  (aer.) che è dotato di quattro rotori: elicottero quadrirotore. 
quadrisillabico   agg.  [pl. m. -ci] composto da quattro sillabe: verso quadrisillabico. 
quadrisillabo   agg.  formato da quattro sillabe: nome quadrisillabo  s. m.    • 1 •   parola di quattro sillabe    • 2 •   verso quaternario.
quadrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico addetto a un quadro comandi o di controllo.
quadrittongo   s.m.  [pl. -ghi] (ling.) gruppo di quattro vocali o semivocali contigue.
quadrivettore   s.m.  (mat. , fis.) vettore in uno spazio a quattro dimensioni.
quadrivio   s.m.    • 1 •   luogo al quale fanno capo quattro strade o nel quale si incrociano due strade    • 2 •   (arti del) quadrivio, delle sette arti liberali che costituivano nel medioevo l'intero ciclo educativo, le quattro appartenenti al gruppo scientifico (aritmetica, geometria, musica, astronomia).
quadro   (1) agg.  che ha la forma di un quadrato: piastrelle quadre | (vela) quadra, vela a forma di rettangolo o di trapezio, sospesa a un pennone per il lato orizzontale superiore [ill. vela] | n quadro, numero elevato al quadrato | metro quadro, metro quadrato | parentesi quadre, costituite da una lineetta verticale con le estremità rientranti ad angolo retto: [] | punto quadro, punto di ricamo che forma sul diritto del lavoro tanti piccoli quadretti accostati | spalle quadre, spalle larghe, robuste, non spioventi | testa quadra, (fig.) persona dal ragionamento solido, dalla mente quadrata, dalla volontà tenace; (spreg.) persona ostinata o tarda nel capire.
quadro   (2) s.m.    • 1 •   dipinto su tela, legno o altro supporto, per lo più di piccole e medie dimensioni: quadro a olio, a tempera; un quadro di manet; una galleria di quadri  | sembrare un quadro, si dice di una scena reale che per bellezza e armonicità sembra frutto dell'abilità di un pittore. dim. quadretto, quadruccio  accr. quadrone  pegg. quadraccio    • 2 •   vista, spettacolo, scena che suscita particolari sentimenti o reazioni: un quadro di desolante miseria    • 3 •   rappresentazione, descrizione efficace: tracciare un quadro della situazione; uno scrittore che ci dà un quadro divertente della vita odierna    • 4 •   ciascuna delle parti in cui si può dividere l'atto di un'opera teatrale, con cambiamento di tempo e di luogo    • 5 •   spazio, superficie di forma quadrata: tessuto a quadri | quadro svedese, attrezzo da ginnastica costituito da aste che, incrociate, formano un insieme di quadrati [ill. palestra]    • 6 •   schema, tabella contenente dati di vario genere: quadro riassuntivo, sinottico; il quadro dei risultati delle elezioni; quadri degli scrutini, fogli con l'elenco dei voti riportati dagli studenti alla fine dell'anno scolastico    • 7 •   pannello su cui sono raccolti gli strumenti di misura e gli organi di comando di un'apparecchiatura complessa    • 8 •   nei cinematografi, il perimetro dell'immagine proiettata sullo schermo | quadro!, esclamazione di protesta del pubblico quando l'immagine appare male inquadrata    • 9 •   pl.  i ruoli degli ufficiali; per estens., gli ufficiali stessi: radiare dai quadri    • 10 •   spec. pl.  chi ha funzioni di responsabilità e di guida all'interno di un'organizzazione: i quadri del partito, di un'azienda; quadri intermedi, il personale tecnico e i capi che, nella gerarchia aziendale, si collocano tra i dipendenti e i dirigenti    • 11 •   pl.  uno dei quattro semi delle carte da gioco francesi [ill. carte da gioco] | usato anche come agg. invar.  nella loc.: legge quadro, (dir.) provvedimento normativo che indica i principi fondamentali relativi all'ordinamento di una determinata materia.
quadrotta   agg.  e s.f.  si dice di carta da scrivere di formato poco più lungo che largo.
quadruccio   s.m.    • 1 •   dim.  di quadro    • 2 •   2 apertura rettangolare che nelle macchine da presa e nei proiettori delimita esattamente il formato dei fotogrammi    • 3 •   spec. pl.  pasta alimentare per brodo a forma di piccoli quadrati; quadretto.
quadrumane   (antiq.) agg.  e s.m.  si dice della scimmia, in quanto ha i piedi adatti alla presa come le mani.
quadrunvirato   o quadrumvirato, s.m.    • 1 •   magistratura o collegio di quattro membri; dignità, carica di quadrumviro; la durata di tale carica; quattuorvirato: il quadrunvirato degli edili nell'antica roma; il quadrunvirato fascista    • 2 •   (estens.) gruppo dirigente formato da quattro persone.
quadrunviro   o quadrumviro, s.m.  membro di un quadrunvirato; quattuorviro.
quadrupede   agg.  e s.m.  in zoologia, si dice di ogni animale a quattro zampe, sia esso mammifero, anfibio o rettile; nell'uso comune, soltanto di ogni mammifero.
quadrupla   s.f.  moneta d'oro, coniata a partire dal sec. xvi, il cui valore corrispondeva a due doppie o a quattro scudi d'oro.
quadruplicare   v. tr.  [io quadrùplico, tu quadrùplichi ecc.] moltiplicare per quattro, aumentare di quattro volte: quadruplicare un numero  | (estens.) aumentare di molto: quadruplicare gli sforzi  | quadruplicarsi v. rifl.  divenire quattro volte maggiore: gli interessi si sono quadruplicati  | (estens.) accrescersi grandemente.
quadruplicazione   s.f.  il quadruplicare, il quadruplicarsi, l'essere quadruplicato.
quadruplice   agg.  che consta di quattro elementi; che risulta dalla composizione di quattro parti: un testo in quadruplice copia | quadruplice alleanza, (st.) accordo stipulato nel 1718 fra inghilterra, francia, austria e olanda contro la spagna.
quadruplicità   s.f.  l'essere quadruplice.
quadruplo   agg.    • 1 •   quattro volte maggiore: una spesa quadrupla di quella prevista    • 2 •   formato da quattro elementi o parti: filo quadruplo  s. m.  quantità, misura quattro volte maggiore: questo cappellino costa il quadruplo di quello  § quadruplamente avv.  (non com.) quattro volte; in misura quadrupla.
quadrupolo    ⇨ quadripolo.
quaestio   s.f.  [pl. quaestiones; pr.  / kwesti'ones /]    • 1 •   nelle università medievali, digressione su un dato argomento; anche, dibattito su un tema teologico, giuridico ecc.    • 2 •   in roma antica, commissione d'inchiesta su specifici reati, presieduta da un pretore.
quagga   s.m. invar.  mammifero dell'ordine dei perissodattili, diffuso un tempo in sudafrica ed estinto intorno al 1880; simile a una zebra, con mantello bruno giallastro a strisce scure sul capo e sul collo, viveva in grandi mandrie, nutrendosi prevalentemente di piante grasse (fam.  equidi) [ill. equidi].
quaggiù   antiq. qua giù, ant. quaggiuso o qua giuso, avv.    • 1 •   in questo luogo, qui in basso: era quaggiù nella valle; vieni quaggiù un minuto; da quaggiù la vista è migliore  | con riferimento a luogo situato al sud: quaggiù gli inverni sono miti    • 2 •   su questa terra, nel mondo (contrapposto a lassù, in cielo): guarda qua giuso a la nostra procella!  (dante par.  xxxi, 30) | le cose di quaggiù, di questo mondo.
quaglia   s.f.  nome comune di varie specie di uccelli migratori diffusi nelle regioni temperate, di piccole dimensioni, variamente screziati e colorati; tra le specie più note, la quaglia comune, che nidifica in italia, ed è cacciata e allevata per le sue carni prelibate (ord.  galliformi) [ill. galliformi].
quagliare   v. intr.  [io quàglio ecc. ; aus. essere]    • 1 •   (ant. , region.) cagliare    • 2 •   (fig.) venire a una conclusione, a un risultato positivo: un affare che non quaglia. 
quagliere   s.m.  strumento usato dai cacciatori per riprodurre il canto delle quaglie e attirarle.
quaglio    ⇨ caglio.
quagliodromo   s.m.  terreno su cui si allenano i cani per la caccia alla quaglia.
quai   s.m. invar.    • 1 •   lungofiume; banchina su un lungofiume | quai d'orsay, denominazione con cui è noto il ministero degli esteri francese (che si trova, a parigi, lungo la senna)    • 2 •   (rar.) marciapiede ferroviario; banchina (ferroviaria o di un porto).
qualche   agg. indef.  e f.  [solo sing.]    • 1 •   alcuni, più d'uno (indica quantità, numero indefinito e non grande, e si riferisce sia a persona sia a cosa): qualche anno fa; fra qualche minuto; c'era solo qualche altra persona; si fermerà con noi qualche giorno; gli diedi qualche consiglio; ho qualche buon motivo per crederlo; ho ancora qualche speranza; deve avere qualche soldo da parte  | può indicare anche una sola persona o cosa indeterminata: deve essere stato qualche suo amico a informarlo; troverò qualche scusa; l'ho già visto in qualche altro luogo; qualche giorno lo verrà a sapere, un giorno o l'altro; qualche volta si romperà l'osso del collo, una volta o l'altra; deve pur essere in qualche posto, da qualche parte, in un posto o nell'altro; in qualche modo si farà, in un modo o nell'altro | preceduto dall'art. indeterm., ha valore rafforzativo e significato affine a qualsiasi, quale che sia : un qualche rimedio dovrà pur esserci    • 2 •   un certo (davanti a un sostantivo astratto, per indicare una quantità indefinita): un film di qualche interesse; un'opera di qualche rilievo; accettai non senza qualche esitazione; rimarrà con noi per qualche tempo  | anche preceduto dall'art. indeterm.: non privo di un qualche fascino  avv.  (ant. , region.) circa: mancherà qualche paio di chilometri. 
qualcheduno    ⇨ qualcuno.
qualcosa   o qualche cosa, pron. indef.  [solo sing.] indica in modo indeterminato una o alcune cose; qualcosa si può ottenere; fammi sapere qualcosa prima di partire; posso fare qualcosa per te?; vuoi bere qualcosa?; c'è qualcosa in lui che non va; spero di ottenere qualcosa; meglio qualcosa che nulla  | seguito da altro  o da un compl. partitivo: hai qualcos'altro da dirmi?; ho qualcosa di meglio da proporti; c'è qualcosa di poco chiaro nel suo comportamento; mi ha già detto qualcosa del genere; è uno sceneggiatore o qualcosa di simile; qualcosa mi dice che non verrà, ho un presentimento; è già qualcosa che abbia ammesso di aver torto, non è poco; sono riuscito a incassare solo due milioni, ma è già qualcosa, è meglio che niente; ha pagato il suo appartamento qualcosa come cento milioni, nientemeno che; anche, all'incirca | essere qualcosa di bello, divertente, disgustoso ecc. , essere particolarmente tale: quel bambino è qualcosa di straordinario  | qualcosa meno (di), qualcosa più (di), un po' meno (di), un po' più (di): è costato qualcosa meno (di ventimila lire); ha speso un milione e qualcosa, sottintendendo di più.  dim. qualcosetta, qualcosina, qualcosuccia   s.m.  cosa vaga, di aspetto indefinibile (sempre preceduto dall'art. indeterm.): c'è un qualcosa che mi attrae nel suo comportamento. 
qualcuno   meno com. qualcheduno, pron. indef.  [solo sing. ; si tronca davanti ad altro  e si elide davanti ad altra : qualcun altro, qualcun'altra; nell'uso tosc. o lett. si tronca anche davanti a consonante] indica numero indeterminato ma di solito non grande; si riferisce sia a persone sia a cose: ho letto qualcuno dei suoi romanzi; se ti occorrono delle matite puoi trovarne qualcuna sul mio tavolo; conosci qualcuno dei suoi amici?; solo qualcuno riuscì a salvarsi, pochi; qualcuno è del nostro parere, altri no, alcuni, certi | può indicare anche una sola persona o riferirsi a una cosa sola: qualcuno ha bussato; c'è qualcuno che ti aspetta; se telefonasse qualcuno, avvertimi; deve avergli giocato qualcuno dei suoi soliti scherzi; c'è qualcuno?, entrando in una stanza o chiamando dall'esterno; qualcuno di famiglia, una persona di famiglia; ne ha combinata qualcuna delle sue, una delle sue solite azioni | seguito da altro, altra : ne hai qualcun altro da darmi?; qualcun altro, qualcun'altra potrebbe farlo  s. m.  e f.  persona importante: essere, diventare, credersi qualcuno   agg. indef.  (ant.) qualche: i' son pregion; ma se pietà ancor serba / l'arco tuo saldo e qualcuna saetta  (petrarca canz.  cxxi, 7-8).
quale   agg. interr.  e f.  [pl. quali, ant. o poet. davanti a consonante quai  e qua'; la forma tronca qual  è comune davanti alle voci del verbo essere  che cominciano con e-  (qual è, qual ero ecc.) e, davanti a consonante, in talune locuzioni particolari (qual fosse; per la qual cosa; nel qual caso; in certo qual modo; qual mai) o nell'uso letterario] si usa nelle proposizioni interrogative dirette o indirette e nelle dubitative per chiedere la qualità, l'identità di qualcosa o di qualcuno (è forma concorrente con che, ma quast'ultimo è di gran lunga prevalente nell'uso parlato): quali libri preferisci?; quale motivo l'avrà indotto a far ciò?; quali novità ci sono?; con quali amici hai cenato?; a quale medico ti sei rivolto?; quale dimensione deve avere?; a quale velocità andavate?; a quale ora è accaduto il fatto?; in quale anno è nato?; dimmi quali libri ti piacciono; non so quale decisione prendere; chissà per quale motivo non si è fatto più vedere; voglio sapere quali persone hai invitato | non so quale, un certo (con valore indeterminato): mi prese una non so quale nostalgia; sentii non so quale desiderio di andarmene  | agg. escl. m.  e f.  si usa per sottolineare enfaticamente la qualità di qualcuno o di qualcosa (nell'uso parlato è più frequente che): quale gioia provo nel rivederti!; anche in espressioni ellittiche: quale onore!; quale disastro!; quali tristi pensieri!  | agg. rel. m.  e f.    • 1 •   come quello che, (così) come, nelle condizioni in cui (equivale a come, ma è di uso più elevato; è in correlazione implicita o esplicita con tale): ha fatto una carriera quale non avremmo mai immaginato; il quadro, quale tu lo vedi, è ancora incompiuto; fece tali cose quali nessuno si sarebbe aspettato da lui  | nelle enumerazioni: città quali venezia e firenze sono tra le più ricche d'arte nel mondo  | tale quale  (o tal quale, tale e quale), somigliantissimo, identico: è tal quale sua sorella; questo ombrello è tale e quale il mio; ne vorrei uno tale e quale; è suo padre tale e quale; per noi è tale e quale, è la stessa cosa    • 2 •   (lett.) introduce il primo termine di una similitudine: e qual è quei che volentieri acquista, / e giugne 'l tempo che perder lo face, /... / tal mi fece  (dante inf.  i, 55-58); quali fioretti dal notturno gelo /... /... / tal mi fec'io di mia virtude stanca  (dante inf.  ii, 127-130)    • 3 •   (lett.) usato all'inizio di un periodo stabilisce un collegamento con quello precedente (continua il nesso relativo latino): al quale alessandro ogni suo stato liberamente aperse  (boccaccio dec.  ii, 3) | agg. indef.  e f.    • 1 •   (lett.) qualunque, qualsivoglia (seguito da che): mi comporterò così quale che sia la tua opinione    • 2 •   quale... quale, (lett.) uno... un altro: qual fior cadea sul lembo, / qual su le trecce bionde  (petrarca canz.  cxxvi, 46-47)    • 3 •   con valore pleonastico: c'era una certa quale amarezza nelle sue parole; in certo qual modo   pron. interr. m.  e f.    • 1 •   si usa nelle proposizioni interrogative dirette o indirette e nelle dubitative per chiedere la qualità, l'identità di qualcosa o di qualcuno: quale vuoi?; quali di questi quadri preferisci?; quale dei due sarà stato?; non so quale scegliere; «dammi un disco»«quale?»    • 2 •   (ant.) chi: qual se' tu che così rampogni altrui?  (dante inf.  xxxii, 87)    • 3 •   (rar. ant.) quale delle due cose: io non so quale io mi dica, che io faccia più il mio piacere, o il tuo  (boccaccio dec.  viii, 10) | pron. rel. m.  e f.    • 1 •   si riferisce a cose o a persone (è sempre preceduto dall'art. determ. ed equivale a che  o cui, rispetto ai quali è di uso più elevato, oppure serve a conferire una certa enfasi o lo si usa per evitare ambiguità): la persona della quale tutti parlano; ho incontrato tua madre e tuo fratello, il quale mi ha detto... ' nell'uso antico, anche non preceduto dall'art.: e come questa imagine rompeo / sé per sé stessa, a guisa d'una bulla / cui manca l'acqua sotto qual si feo  (dante purg.  xvii, 31-33) | nell'uso lett. si usa enfaticamente all'inizio di periodo per stabilire un collegamento con quello precedente: a le qua' poi se tu vorrai salire / anima fia a ciò più di me degna  (dante inf.  i, 121-122)    • 2 •   per la quale, (fam.) come dev'essere, come si richiede: un pranzo proprio per la quale; una persona non tanto per la quale, di dubbia moralità, di cui è meglio non fidarsi | pron. indef. m.  e f.    • 1 •   quale... quale, quali... quali, (lett.) chi... chi, alcuni... altri: fra i testimoni interrogati, quali confermarono, quali negarono il fatto; qual se ne andò in contado e qual qua e là  (boccaccio dec.  ii, 3)    • 2 •   (ant. , lett.) chiunque, qualunque (anche seguito da che): ivi fa che 'l tuo vero, / qual io mi sia, per la mia lingua s'oda  (petrarca canz.  cxxviii, 15-16); miserere di me... / qual che tu sii, od ombra od omo certo!  (dante inf.  i, 65-66)  s.m.  (ant.) la qualità: la vista mia ne l'ampio e ne l'altezza / non si smarriva, ma tutto prendeva / il quanto e 'l quale di quella allegrezza  (dante par.  xxx, 118-120)  avv.  in qualità di, come: quale ministro; quale rappresentante della legge. 
qualifica   s.f.    • 1 •   appellativo, titolo che specifica le qualità positive o negative di una persona: meritarsi la qualifica di galantuomo, di imbecille    • 2 •   un tempo, giudizio sintetico sulle capacità e il rendimento di un impiegato statale, dato ogni anno dai suoi superiori diretti: qualifica di ottimo, di valente; note di qualifica    • 3 •   (dir.) termine che definisce il carattere specifico dell'opera prestata dal lavoratore dipendente; si differenzia dalla categoria  che ne definisce il livello gerarchico e retributivo: qualifica di impiegato, di operaio    • 4 •   titolo professionale: qualifica di ingegnere  | in partic., titolo scolastico che si consegue per esame pubblico negli istituti professionali: qualifica di ottico, di odontotecnico; esami di qualifica. 
qualificabile   agg.  che si può qualificare, definire, caratterizzare.
qualificante   part. pres.  di qualificare   agg.  che qualifica; che dà prestigio: un lavoro qualificante. 
qualificare   v. tr.  [io qualìfico, tu qualìfichi ecc.]    • 1 •   contraddistinguere con una qualità designare; caratterizzare: l'aggettivo qualifica il nome; un'opera che lo qualifica tra i più grandi scrittori del nostro tempo; il linguaggio qualifica l'uomo    • 2 •   definire una persona o una cosa con un giudizio che ne mette in risalto le qualità positive o negative: qualificare qualcuno un genio, un incapace; non so come qualificare il suo modo di fare    • 3 •   far conseguire una qualifica, una preparazione professionale: occorre qualificare la manodopera  | (burocr.) attribuire una qualifica: è stato qualificato come impiegato di concetto    • 4 •   (sport) selezionare i concorrenti che passano al turno successivo di una gara: i quarti di finale qualificano gli atleti che parteciperanno alle semifinali  | qualificarsi v. rifl.    • 1 •   dire il proprio nome, il proprio titolo: si è qualificato per il signor rossi; qualificarsi come giornalista    • 2 •   meritarsi una qualifica mediante una prova: all'esame si è qualificato idoneo    • 3 •   (sport) superare prove di selezione per poter partecipare a determinate gare: qualificarsi per le finali. 
qualificativo   agg.  che è adatto a qualificare, che serve a esprimere una qualità: aggettivo qualificativo. 
qualificato   part. pass.  di qualificare  agg.    • 1 •   fornito di qualità: una persona ben qualificata  | delitto qualificato, (dir.) aggravato o attenuato da circostanze previste dal codice    • 2 •   dotato di titoli, di attitudini, di una particolare preparazione professionale: un medico qualificato; un operaio qualificato; essere qualificato per un lavoro | lavoro qualificato, che richiede specifiche capacità.
qualificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi qualifica.
qualificazione   s.f.    • 1 •   il qualificare, il qualificarsi, l'essere qualificato: corsi di qualificazione professionale, che hanno lo scopo di fornire ai lavoratori una specifica capacità tecnica    • 2 •   (sport) gara o serie di gare che un atleta o una squadra devono superare per poter partecipare ad altre gare di livello superiore.
qualità   s.f.    • 1 •   qualsiasi caratteristica, proprietà o condizione di una persona o di una cosa che serva a determinarne la natura e a distinguerla dalle altre: qualità positiva, negativa; qualità fisica, morale; le qualità chimiche della materia; una persona con molte buone qualità; nelle grandi città la qualità della vita tende a peggiorare; merce di prima, di seconda qualità; un prodotto di buona, di cattiva qualità  | controllo di qualità, analisi statistica delle caratteristiche di un prodotto, attuata mediante la verifica di un campione | complemento di qualità, (gramm.) che indica una qualità di qualcuno o qualcosa; è introdotto dalle prep. di, da, con, a  (p. e.  uno scienziato di grande valore) | in qualità di, in funzione, nella veste di: in qualità di ambasciatore    • 2 •   caratteristica o proprietà positiva: una merce, uno spettacolo di qualità; non mi interessa la quantità, ma la qualità; una persona piena di qualità, di pregi, di doti    • 3 •   specie, varietà (detto di cosa): mele di qualità diverse; fiori di tutte le qualità    • 4 •   (filos.) la proprietà di un giudizio di essere affermativo o negativo.
qualitativo   agg.  che riguarda la qualità: trasformazione qualitativa  | analisi chimica qualitativa, che determina la natura dei componenti di una sostanza  s.m.  (comm.) la qualità (in opposizione a quantitativo): il qualitativo di una merce  § qualitativamente avv.  per quanto concerne la qualità: una merce qualitativamente superiore. 
qualmente   avv.  (ant.) come, in che modo: il libro insegnerà... / qualmente in essa governar v'abbiate  (berni) | oggi quasi esclusivamente nella loc. enfatica come qualmente, che ricorre con valore interr. indiretto in certi usi pop. o in frasi di tono scherzoso: mi riferì per filo e per segno come qualmente la faccenda si fosse risolta in una burla. 
qualora   cong.    • 1 •   se mai, se avvenisse che (con valore ipotetico, seguita dal verbo al congiunt.): qualora tu non potessi venire, avvisami    • 2 •   (lett.) quando, allorché, tutte le volte che (con valore temporale, seguita dal verbo all'indic.): cresce qualor s'invia / per partirsi da noi l'eterna luce  (petrarca canz.  l, 13-14).
qualsia   agg. indef.  e f.  (ant.) qualsiasi.
qualsiasi   agg. indef.  e f.  [pl. invar. , se posposto al sostantivo; se premesso, qualsiansi, il cui uso è comunque raro] qualunque, quale che sia: farei qualsiasi cosa per lui; verrò con qualsiasi tempo; telefonami in qualsiasi momento; la pagherei a qualsiasi prezzo; un giorno qualsiasi della prossima settimana; chiedere a delle persone qualsiasi  | con valore limitativo: è un libro qualsiasi, come tanti altri, di nessun valore | agg. rel. indef. m.  e f.  qualunque, l'uno o l'altro che (è seguito dal verbo al congiunt. o, nell'uso ant., anche all'indic.): farò qualsiasi cosa tu voglia. 
qualsisia   rar. qual si sia, agg. indef.  e f.  [pl. rar. qualsisìano] (ant. , lett.) qualsiasi.
qualsivoglia   agg. indef.  e f.  [pl. rar. qualsivògliano] (lett.) qualunque, qualsiasi.
qualunque   agg. indef.  e f.  [solo sing.] l'uno o l'altro che sia, non importa quale; ogni: qualunque persona agirebbe così; farebbe qualunque cosa pur di aiutarlo; telefonami a qualunque ora; partirò domani con qualunque mezzo; qualunque altra avrebbe risposto così; sarebbe capace di qualunque inganno; l'otterrò a qualunque costo; dammi un giornale qualunque; uno qualunque di voi potrebbe farlo; una ragione, un motivo qualunque  | con valore limitativo: un uomo, un impiegato qualunque, comune, come tanti altri; l'uomo qualunque, l'uomo medio, l'uomo della strada | agg. rel. indef. m.  e f.  l'uno o l'altro che; quale che (è seguito dal verbo al congiunt. o, nell'uso ant., anche all'indic.): qualunque persona telefonasse, avvertimi; qualunque cosa egli dica, ha torto; qualunque sia il motivo che lo ha spinto a ciò, sono pronto a capirlo  | nell'uso ant., anche riferito a plurale: qualunque essi siano   pron. rel. indef. m.  e f.  (ant.) chiunque: ed è mestier ch'el senta / qualunque passa, come pesa, pria  (dante inf.  xxiii, 119-120).
qualunquismo   s.m.    • 1 •   movimento politico italiano dei primi anni del secondo dopoguerra, polemico nei confronti della democrazia, del regime partitico, di ogni ideologia    • 2 •   (estens.) atteggiamento di indifferenza o sfiducia nei confronti della politica e del sistema dei partiti, che si manifesta in prese di posizioni semplicistiche nei confronti dello stato o del governo.
qualunquista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   sostenitore del qualunquismo    • 2 •   (estens.) chi dimostra qualunquismo | usato anche come agg.  in luogo di qualunquistico : mentalità qualunquista. 
qualunquistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il qualunquismo; di, da qualunquista: idee qualunquistiche  § qualunquisticamente avv.  in modo qualunquistico, generico, semplicistico.
qualvolta   o qual volta, cong.  (rar.) ogni volta che (con valore temporale).
quando   avv.    • 1 •   in quale tempo, in quale momento: quando partirai?; quando finirà questo lavoro?; «me ne andrò!» «quando?»; non so quando partiremo; non mi ha detto quando ritornerà; non si sa quando verrà; dimmi quando e come è successo '  preceduto da prep.: da quando in qua si fa così?; di quando è questo film?; per quando pensi di poterlo consegnare?; fino a quando durerà?; a quando la laurea?    • 2 •   quando... quando, ora... ora, a volte... a volte: viaggio quando in treno, quando in aereo; ha sempre ragione lui, quando per un motivo, quando per un altro | quando sì, quando no, non sempre | di quando in quando, a quando a quando, una volta ogni tanto  cong.    • 1 •   nel tempo in cui, nel momento in cui (con valore temporale): verrò quando avrò finito; lo sapremo quando ci scriverà; vuol fare il medico quando sarà grande; tutto era rimasto come quando era bambino; quando si nasce fortunati!  | preceduto da prep.: da quando è partito non ha più scritto; cerca di finire per quando tornerò; rimarrà con la nonna fino a quando andrà in collegio  | quand'ecco (che), quando all'improvviso: stavamo per uscire quand'ecco (che) squilla il telefono  (o quand'ecco squillare il telefono) | quando che sia, quando che fosse, una volta o l'altra | allor quando, lo stesso che allorquando    • 2 •   ogni volta che, tutte le volte che (con valore iterativo): quando ragiona così, è irritante; quando mangia legge sempre il giornale    • 3 •   giacché, dal momento che (con valore causale): è sciocco insistere, quando sai benissimo di aver torto; quando ti dico che è così, è così    • 4 •   mentre (con valore avversativo): non ha detto una parola, quando proprio lui avrebbe dovuto parlare    • 5 •   se, qualora (con valore condizionale, seguito dal verbo al congiunt.): quando non ci fossero altri motivi, fallo per me; potrai essere ammesso, quando tu ne faccia domanda; quand'anche fosse così, non potrei farci nulla   s.m. invar.  il tempo, il momento, la circostanza in cui ha luogo un evento: raccontare il come e il quando di un fatto. 
quandunque   cong.  (ant.) tutte le volte che: quandunque l'una d'este chiavi falla  (dante purg.  ix, 121).
quantametro   s.m.  (fis.) strumento per misurare l'energia convogliata da un fascio di fotoni.
quantasoma   s.m.  [pl. -i] (bot.) quantosoma.
quantico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) lo stesso che quantistico. 
quantificabile   agg.  che si può quantificare.
quantificare   v. tr.  [io quantìfico, tu quantìfichi ecc.] determinare la quantità di qualcosa: quantificare i costi, un danno. 
quantificatore   s.m.    • 1 •   ciascuno dei due operatori usati in logica e in matematica per indicare che una proprietà vale per tutti gli elementi di un insieme (quantificatore universale) o solo per qualche elemento (quantificatore esistenziale)    • 2 •   (ling.) determinante che indica una quantità (p. e. due, tutti, pochi).
quantificazione   s.f.    • 1 •   il quantificare, l'essere quantificato    • 2 •   in logica e in matematica, l'operazione con cui si precisa, mediante quantificatori, in quale misura sia verificata una certa proprietà.
quantile   s.m.  (stat.) ciascuno dei valori che ripartiscono una distribuzione statistica in gruppi contenenti la stessa percentuale fissa di dati.
quantistico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) dei quanti, relativo alla teoria dei quanti: meccanica quantistica. 
quantità   s.f.    • 1 •   grandezza, massa, misura, numero di qualcosa: una grande quantità di oggetti; una piccola quantità di cemento; consumare zucchero in gran quantità; disporre di una certa quantità di denaro; badare più alla qualità che alla quantità    • 2 •   moltitudine, abbondanza, gran numero: una quantità di gente  | avere qualcosa in quantità, in abbondanza    • 3 •   (mat. , fis.) grandezza che può essere misurata o numerata: quantità aritmetiche, geometriche; quantità di moto, di elettricità, di luce    • 4 •   (ling.) durata delle vocali, che può essere maggiore o minore, e in alcune lingue (p. e.  il latino, l'inglese) ha valore distintivo | quantità sillabica, nella prosodia e nella metrica latina e greca, la caratteristica delle sillabe di essere lunghe se contengono vocale lunga o dittongo o terminano in consonante, brevi se contengono vocale breve    • 5 •   (filos.) la proprietà dei giudizi di essere universali o particolari o singolari.
quantitativo   agg.    • 1 •   che riguarda la quantità o esprime una quantità: valori, dati quantitativi; differenze quantitative | analisi chimica quantitativa, che determina la quantità dei componenti di una miscela di sostanze diverse, oppure la quantità degli elementi o dei gruppi caratteristici presenti in una sostanza pura | teoria quantitativa della moneta, (fin.) teoria della domanda di moneta, secondo la quale le variazioni della quantità di moneta determinano le variazioni del livello dei prezzi    • 2 •   (ling.) che riguarda la quantità delle vocali e delle sillabe | metrica quantitativa, quella regolata dalla quantità sillabica, come nella poesia greca e latina (in contrapposizione a metrica accentuativa)  s.m.  quantità, partita: un grosso quantitativo di tessuti  § quantitativamente avv.  per quanto concerne la quantità: quantitativamente superiore, inferiore. 
quantizzare   v. tr.  [io quantizzo ecc.]    • 1 •   determinare la quantità di qualcosa    • 2 •   (fis.) interpretare secondo i principi della meccanica quantistica.
quantizzato   part. pass.  di quantizzare  agg.  (fis.) si dice di grandezza fisica che può variare solo per quanti.
quantizzazione   s.f.    • 1 •   il quantizzare, l'essere quantizzato    • 2 •   (fis.) fenomeno per cui una grandezza può assumere solo valori discreti, multipli di una quantità elementare (quanto).
quanto   (1) agg. interr.  quale misura di, che numero di, che quantità di: quante persone sono intervenute?; quanto denaro hai speso?; quanti libri hai?; non so quanto tempo ci vorrà; gli domandai quanti anni avesse  | in espressioni ellittiche, riferito a tempo: quanto dovrai lavorare ancora?; quanto è che non lo vedi?; fra quanto sarà pronto?; quanto ci corre fra te e lui?, quanti anni di differenza ci sono? | riferito a spazio: quanto c'è da qui a casa tua?, quanta strada | riferito a costo, prezzo: a quanto li vende?; quanto costa?; quanto chiede?  | in altri usi: quanti ne abbiamo oggi?, che giorno è? | quante me ne ha dette!, quanti rimproveri; quante me ne ha combinate!, quanti guai | agg. escl.  si usa per sottolineare enfaticamente la quantità di qualcosa: quanti giorni sono passati! '  con ellissi del verbo: quanto tempo sprecato!; quante parole inutili! '  con ellissi del sostantivo: quanto ci sarebbe da dire sul suo conto!  | agg. rel.    • 1 •   (tutto) quello che, (tutti) quelli che: lo puoi tenere quanto tempo vuoi; prendi pure quanto denaro ti occorre    • 2 •   in correlazione con tanto : c'erano tanti posti quanti erano gli invitati; possiede tanto denaro quanto non si può credere; ho tante preoccupazioni quante non immagini '  come rafforzativo di tutto : partirono tutti quanti; ha perso tutto quanto; si è sporcato tutto quanto   pron. interr.  ha gli stessi usi e sign. dell'agg. corrispondente: quanto ne vuoi?; quanti ne hai presi?; quanti hanno accettato?; non so quanti aderiranno alla tua proposta; quanti di voi sono d'accordo?  | pron. escl.  ha gli stessi usi e sign. dell'agg. corrispondente: quanto ne hai preso!; che bei libri e quanti!; quanti sono intervenuti!  | pron. rel.    • 1 •   (tutti) coloro che; (tutti) quelli che: quanti desiderano iscriversi, possono inviare richiesta; puoi averne quanti ne vuoi    • 2 •   (tutto) quello che, (tutto) ciò che: ho quanto basta; hanno fatto quanto potevano; c'è molto di vero in quanto afferma '  seguito da un compl. partitivo: è quanto di meglio si possa trovare; questo è quanto ho di più caro '  preceduto da prep.: ho fatto più di quanto pensassi; l'ho dedotto da quanto mi ha detto '  con valore limitativo: da quanto posso capire, per quanto io ne sappia, non è vero; a quanto dicono, è così  | con valore concessivo: per quanto egli faccia, non è mai abbastanza '  in espressioni ellittiche: questo è quanto, tutto ciò che c'era da dire; in risposta a quanto sopra, a ciò che si è detto precedentemente    • 3 •   in correlazione con tanto : ne ho tanto quanto, tanti quanti ne hai tu. 
quanto   (2) avv.    • 1 •   interr.  in che misura, in che quantità: quanto sei alto?; quanto bevi di solito?; gli chiesi quanto si fosse divertito; non so quanto l'abbia apprezzato  | in espressioni ellittiche: è assai scaltro, non ti posso dire quanto; si è pentito e dio sa quanto    • 2 •   con valore esclamativo: quanto sono contento di rivederti!; quanto mi piace!; chissà quanto lo desiderava!  | ellitticamente: ho pianto, e quanto!    • 3 •   nella misura, nella quantità in cui: ti aiuterò quanto sarà necessario; ha resistito quanto ha potuto; impegnarsi quanto basta  | con analoga funzione, come rafforzativo del superlativo rel.: quanto più velocemente, il più velocemente possibile | quanto prima, il più presto possibile; quanto meno  (o quantomeno), al minimo, almeno    • 4 •   per ciò che riguarda: quanto al chiedere scusa, non ci penso neppure; (in) quanto a me, non ho nulla da aggiungere    • 5 •   in correlazione con tanto : quanto più cara diventa la produzione, tanto minore è il guadagno; quanto più si studia, tanto più ci si accorge di non sapere; (quanto) più lo conosco, (tanto) meno mi piace '  nei compar. di uguaglianza o in proposizioni compar.: è tanto studioso quanto intelligente; non è tanto sciocco quanto tu immagini; è buono quanto te '  nei paragoni enfatici, per affermare la veridicità di ciò che si dice: quant'è vero dio; quant'è vero che mi chiamo, che sono... | quanto mai, si usa ellitticamente per 'tanto quanto mai': ho riso quanto mai, moltissimo; anche come rafforzativo di agg.: una persona quanto mai colta, assai colta    • 6 •   in locuzioni particolari: in quanto (che), per il fatto che, perché (con valore causale): non sono venuto prima in quanto (che) pensavo tu non fossi in casa | in quanto, in qualità di: in quanto medico  | per quanto, nonostante che (con valore concessivo): per quanto indaffarato tu sia; per quanto egli camminasse velocemente, non lo raggiunse  | per quanto, (assol.) tuttavia: per quanto, si tratta pur sempre di un affare  | tanto quanto, tanto o quanto, pressappoco, più o meno: «credo che sia costato poche migliaia di lire» «sì, tanto quanto» | da quanto, per quanto, (fam.) tanto: non ci si può discutere, da quanto è nervoso. 
quanto   (3) s.m. invar.    • 1 •   (solo sing.) quantità, entità (spec. di denaro o di altri beni): fissare un quanto    • 2 •   (fis.) valore minimo, definito e indivisibile, di una grandezza fisica che può variare soltanto per multipli di tale valore: quanto di energia, di carica; teoria dei quanti. 
quantomeccanica   s.f.  (fis.) meccanica quantistica.
quantomeno   o quanto meno, avv.  al minimo, almeno: costerà quantomeno centomila lire; dovevi scrivergli o quantomeno telefonargli. 
quantometro   s.m.  apparecchio spettrografico per determinare quali elementi sono presenti nel campione di una lega metallica, e in quale percentuale.
quantosoma   s.m.  [pl. -i] (bot.) ognuna delle centinaia di particelle sferoidali che ricoprono le lamelle dei cloroplasti, e che si ritiene collaborino alla fotosintesi.
quantum   s.m.  [pl. quanta] lo stesso che quanto 3.
quantunque   cong.  benché, per quanto (con valore concessivo e il verbo al congiunt.): quantunque sia tardi, continuerò a lavorare; quantunque avessi ragione, tacqui  | usato ellit.: quantunque irato, riuscì a dominarsi; quantunque a malincuore, me ne devo andare   agg. invar.  (ant.) quanti; per quanti: cignesi con la coda tante volte / quantunque gradi vuol che giù sia messa  (dante inf.  v, 11-12)  pron. rel. invar.  (ant.) tutto ciò che; qualunque cosa che: in te s'aduna / quantunque in creatura è di bontate  (dante par.  xxxiii, 20-21)  avv.  (ant.) quanto: e quantunque più poté il raccomandò ad un nobile uomo  (boccaccio dec.  x, 8).
quaquaraquà    ⇨ quacquaraquà.
quaranta   agg. num.    • 1 •   numero naturale che corrisponde a quattro decine; nella numerazione araba è rappresentato da 40, in quella romana da xl: un uomo di quaranta anni  | sottintendendo il sostantivo: alla riunione erano presenti in quaranta    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: abita al numero quaranta di corso cavour; gli anni quaranta, per antonomasia, quelli compresi tra il 1940 e il 1949 | sottintendendo il sostantivo: dov'è la fermata del quaranta?, riferendosi ad autobus, tram e sim.  s.m.    • 1 •   il numero quaranta    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il quaranta.
quarantana   s.f.  la seconda edizione dei promessi sposi di a. manzoni, iniziata a pubblicare nel 1840.
quarantena   s.f.    • 1 •   periodo di quaranta giorni | periodo obbligatorio di isolamento e di osservazione medica, un tempo di quaranta giorni, al quale vengono sottoposte le persone provenienti da zone in cui sono diffuse malattie contagiose di una certa gravità: fare la quarantena | mettere qualcuno in quarantena, (fig.) tenerlo isolato, in disparte | mettere in quarantena una notizia, (fig.) non pubblicarla in attesa di conferma    • 2 •   (ant.) digiuno penitenziale di quaranta giorni.
quarantennale   agg.    • 1 •   che dura quarant'anni: periodo quarantennale    • 2 •   che ricorre ogni quarant'anni: celebrazioni quarantennali  s. m.  il quarantesimo anniversario: il quarantennale della fondazione della repubblica. 
quarantenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha quarant'anni.
quarantennio   s.m.  periodo di quarant'anni.
quarantesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero quaranta; è rappresentato da 40° nella numerazione araba, da xl in quella romana: arrivare, classificarsi quarantesimo   s.m.    • 1 •   la quarantesima parte dell'unità: un quarantesimo del totale    • 2 •   [f. -a] chi è al quarantesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
quarantina   s.f.    • 1 •   insieme di quaranta o circa quaranta unità: una quarantina di persone | essere sulla quarantina, avere circa quarant'anni    • 2 •   (antiq.) quarantena.
quarantino   agg.  (agr.) si dice di pianta coltivata che ha un ciclo vegetativo breve (110-120 giorni ca).
quarantore   o quarant'ore, s.f. pl.  pratica devota cattolica consistente nell'esposizione solenne e nell'adorazione del ss. sacramento, originariamente per quaranta ore, in ricordo del tempo trascorso da gesù nel sepolcro.
quarantottata   s.f.  (non com.) manifestazione politica clamorosa ma dai risultati scarsi (con riferimento ai moti insurrezionali del 1848).
quarantottesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   del 1848, proprio dei moti di quell'anno: tumulti quarantotteschi    • 2 •   (fig.) confuso, sconclusionato.
quarantottesimo   s.m.  in tipografia e in legatoria: in quarantottesimo, si dice del formato di un libro che sia ottenuto piegando il foglio di stampa in modo da ottenere quarantotto carte, cioè novantasei pagine.
quarantotto   s.m. invar.  (fam.) scombussolamento, subbuglio, confusione, baccano: fare un quarantotto; è successo un quarantotto  | con valore di agg.  : mandare a carte quarantotto, mandare all'aria, sconvolgere; andare a carte quarantotto, andare all'aria, finir male.
quarantottore   s.f. invar.  valigetta rigida più capiente di una ventiquattrore, con scomparti sia per documenti sia per indumenti; è usata in viaggi brevi.
quare   avv.  (ant.) perché, per quale motivo: e come e quare, voglio che m'intenda  (dante inf.  xxvii, 72).
quaresima   s.f.  il periodo liturgico penitenziale di quaranta giorni che ha inizio il mercoledì delle ceneri (nel rito ambrosiano, la domenica seguente) e termina il giovedì santo; è dedicato alla penitenza: fare, osservare la quaresima, rispettare i precetti | lungo come una quaresima, (fig. fam.) si dice di persona o cosa prolissa e noiosa.
quaresimale   agg.  di quaresima, adatto al tempo di quaresima: digiuno quaresimale   s.m.    • 1 •   (relig.) serie di prediche tenute durante la quaresima; raccolta scritta di prediche per la quaresima    • 2 •   (fig. fam.) predicozzo, paternale, ramanzina    • 3 •   (gastr.) sorta di maritozzo condito con olio, zibibbo e pinoli; è una specialità romana.
quaresimalista   s.m.  [pl. -sti] sacerdote che predica il quaresimale.
quark   s.m. invar.  (fis.) ciascuna delle ipotetiche particelle i cui aggregati costituirebbero tutte le particelle elementari note.
quarta   s.f.    • 1 •   la quarta classe di un corso di studi: la quarta elementare    • 2 •   la quarta parte della circonferenza dell'orizzonte    • 3 •   (mar.) la trentaduesima parte della rosa dei venti, pari a 11° 15'    • 4 •   (mus.) intervallo di quattro gradi della scala diatonica    • 5 •   nei cambi di velocità di autoveicoli e motoveicoli, la quarta marcia: innestare la quarta  | partire in quarta, (fig.) intraprendere qualcosa con baldanza, con irruenza    • 6 •   una delle posizioni di guardia della scherma; anche, una posizione della danza classica    • 7 •   (dir.) nel diritto romano, quarta parte dell'eredità del marito che spettava alla vedova priva di dote.
quartabuono   pop. quartabono, s.m.  squadra di legno a forma di triangolo rettangolo, usata in falegnameria | a quartabuono, ad angolo di 45°; giunto a quartabuono, quello ottenuto facendo combaciare due angoli di 45° così da ottenere un angolo retto, come avviene negli angoli delle cornici.
quartana   s.f.  (med.) forma malarica in cui la crisi febbrile si manifesta ogni quarto giorno.
quartara   s.f. , o quartaro s.m. , antica misura di capacità per vino e per aridi, di valore variabile a seconda dei luoghi (da    • 4 •   a più di 100 litri).
quartarolo   o quartaruolo, s.m.  antica misura di capacità per liquidi, in uso a roma, equivalente a poco più di 14,5 litri.
quartato   agg.  (non com.) di corporatura robusta, forte: cavallo ben quartato. 
quartazione   s.f.  (metall.) affinamento di una lega d'oro o d'argento mediante acido nitrico.
quarteria   s.f.  (agr.) rotazione quadriennale di una coltura agraria, con un anno a riposo o a maggese.
quarteruolo   s.m.  (ant.) pezzo di metallo a forma di moneta; gettone.
quartettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mus.)    • 1 •   chi compone musica per quartetti    • 2 •   chi fa parte di un quartetto vocale o strumentale.
quartetto   s.m.    • 1 •   (mus.) nella musica strumentale, composizione destinata a quattro esecutori: i quartetti di boccherini, di haydn, di béla bartók  | nella musica vocale, composizione per quattro voci soliste | il complesso, la formazione che esegue tali composizioni: quartetto d'archi, formato da due violini, una viola, un violoncello; quartetto di legni, formato da flauto, clarino, oboe e fagotto    • 2 •   gruppo di quattro persone molto affiatate o ben assortite: formano proprio un bel quartetto!. 
quartica   agg.  e s.f.  (mat.) si dice di curva o superficie rappresentata da un'equazione algebrica di quarto grado.
quarticino   s.m.  (tip.) carticino.
quartiere   s.m.    • 1 •   in origine, ciascuno dei quattro rioni in cui per lo più si suddividevano le città oggi, zona circoscritta di una città, avente particolari caratteristiche storiche, topografiche o urbanistiche: quartiere residenziale; un vecchio quartiere popolare  | quartieri alti, la zona più elegante della città; quartieri bassi, la zona più popolare | quartiere satellite, agglomerato urbano contiguo a una grande città, autonomo quanto a servizi ma non amministrativamente    • 2 •   (mil.) complesso di edifici o di attendamenti dove alloggia un reparto dell'esercito: quartiere d'inverno, d'estate | quartier generale, il complesso degli ufficiali, dei soldati e dei mezzi necessari al funzionamento del comando di una grande unità mobilitata; il luogo dove esso ha sede | lotta senza quartiere, (fig.) senza esclusione di colpi, spietata | chiedere, dare quartiere, (fig.) chiedere, concedere una tregua, la resa    • 3 •   (region.) appartamento: un quartiere di tre stanze.  dim. quartierino    • 4 •   (arald.) quarto    • 5 •   (mar.) ciascuna delle tre parti in cui si considera divisa una nave nel senso della lunghezza    • 6 •   nel gioco del biliardo, la parte del tavolo da cui ha inizio la partita    • 7 •   nelle scarpe, la parte posteriore della tomaia [ill. calzatura].
quartiermastro   s.m.  negli eserciti dei secc. xvi e xvii, l'ufficiale addetto all'amministrazione e agli alloggiamenti.
quartigliere   s.m.  (mar.) marinaio incaricato della pulizia e della sorveglianza di un locale sotto coperta.
quartiglio   s.m.  lo stesso che quadriglio. 
quartile   s.m.  (stat.) ciascuno dei valori ordinati che ripartiscono una distribuzione statistica in quattro gruppi ugualmente numerosi.
quartina   s.f.    • 1 •   strofa di quattro versi variamente rimati    • 2 •   in filatelia, blocco di quattro francobolli uniti, disposti due sopra e due sotto    • 3 •   formato grande di carta da lettere    • 4 •   (mus.) gruppo di quattro note uguali che, quando il ritmo è ternario, va eseguito nello stesso tempo richiesto da un gruppo di tre o di sei note.
quartino   s.m.    • 1 •   strumento musicale simile al clarino, di suono più alto    • 2 •   misura di un quarto di litro; in partic., un quarto di litro di vino: ordinare, bersi un quartino  | recipiente bollato che ha la capacità di un quarto di litro    • 3 •   (tip.) l'insieme delle quattro pagine stampate di un foglio piegato in due    • 4 •   (gerg.) dose minima di stupefacente; in partic., quarto di grammo di eroina.
quartirolo   agg.  si dice del fieno ottenuto al quarto taglio dei prati  s.m.  formaggio piuttosto magro e asciutto prodotto in lombardia.
quarto   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero quattro; è rappresentato da 4° nella numerazione araba, da iv in quella romana: aprile è il quarto mese dell'anno; il corridore italiano è arrivato quarto; frequenta la quarta (classe); elevare un numero alla quarta (potenza) '  aggiunto al nome di sovrano o papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): enrico iv; innocenzo iv | il quarto potere, la stampa | il quarto stato, il proletariato | la quarta dimensione, nella teoria della relatività, il tempo | quarta malattia, malattia infantile infettiva di tipo esantematico, così chiamata perché individuata e descritta dopo rosolia, morbillo e scarlattina  s.m.    • 1 •   la quarta parte dell'unità: ho mangiato un quarto di torta; abbiamo speso un quarto del previsto; un quarto di bue, di pollo, ciascuna delle quattro parti in cui viene diviso l'animale macellato | un quarto (di chilo), 250 grammi | un quarto (di litro), metà di mezzo litro, detto spec. del vino; anche, la bottiglia, legalmente bollata e contenente un quarto di litro, in cui si serviva il vino sfuso | un quarto (d'ora), periodo di tempo di quindici minuti, quarta parte di un'ora: l'orologio è indietro di un quarto; sono le quattro e un quarto; le quattro e tre quarti, lo stesso che le cinque meno un quarto; avere un quarto d'ora di celebrità, (fig.) una notorietà improvvisa ed effimera; passare un brutto quarto d'ora, (fig.) venire a trovarsi in una situazione molto difficile; quarto d'ora accademico, l'intervallo di quindici minuti che, nelle università, intercorre tra la fine di una lezione e l'inizio di un'altra | giacca, soprabito tre quarti  (anche un tre quarti), lunghi una quarta parte meno del normale    • 2 •   [f. -a] chi viene al quarto posto in un ordine, in una graduatoria; la persona che si considera dopo altre tre: il quarto non ha ricevuto nessun premio; ci manca il quarto per giocare a scopa    • 3 •   quarto proporzionale, (mat.) il quarto termine di una proporzione    • 4 •   primo, ultimo quarto, (astr.) le fasi della luna che seguono rispettivamente al novilunio e al plenilunio, durante le quali appare illuminata metà della faccia lunare    • 5 •   (arald.) ciascuna delle parti in cui è diviso uno stemma inquartato | quarto franco, pezza onorevole di forma rettangolare posta nell'angolo destro del capo dello scudo [ill. araldica]    • 6 •   in quarto, in tipografia, formato di libro ottenuto piegando due volte, cioè in quattro, il foglio di stampa, così da ricavarne otto pagine; ma oggi, per convenzione, si considerano in quarto tutti i libri alti dai 28 ai 38 cm    • 7 •   nelle ruote di legno di un carro, ognuna delle quattro parti di cui solitamente si compone la corona    • 8 •   quarti di finale, (sport) nelle gare a eliminazione, la terzultima prova, che viene disputata tra i vincitori degli ottavi di finale per qualificare coloro che dovranno partecipare alle semifinali    • 9 •   (mar.) turno di guardia di quattro ore a bordo delle navi.
quartodecimano   agg.  e s.m.  [f. -a] (relig.) appartenente a una corrente del cristianesimo delle origini che celebrava la pasqua alla stessa data degli ebrei, il 14° giorno del mese di nisan (ossia della luna di marzo).
quartodecimo   agg. num.  (lett.) quattordicesimo.
quartogenito   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di figlio nato dopo il terzo.
quartuccio   s.m.    • 1 •   (region.) misura di capacità equivalente a un quarto di litro    • 2 •   (fam.) un quarto di litro, spec. di vino; quartino.
quartultimo   o quart'ultimo, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi occupa il quarto posto a partire dall'ultimo.
quarzifero   agg.  che contiene quarzo: rocce quarzifere. 
quarzite   s.f.  (geol.) roccia dura e compatta di origine metamorfica, costituita essenzialmente da quarzo.
quarzo   s.m.  minerale costituito da biossido di silicio, molto diffuso nelle rocce; si presenta in grossi cristalli trasparenti, incolori se puri, oppure variamente colorati, che vengono spesso usati come gemme (p. e.  l'ametista); per le sue proprietà piezoelettriche ha numerose applicazioni tecniche: orologio al quarzo; oscillatori al quarzo. 
quarzoso   agg.  che contiene quarzo.
quasar   s.f. invar.  (astr.) radiosorgente molto intensa con aspetto ottico di stella, situata a enorme distanza dalla terra, individuabile per mezzo dei radiotelescopi.
quasi   avv.    • 1 •   circa, pressappoco, pressoché (indica una quantità o una qualità leggermente in difetto): costa quasi mille lire; sono quasi le sei; sono venuti quasi tutti; mi sembrano quasi uguali; non lo incontro quasi mai; «hai finito?» «quasi»; «e' quasi in miseria?» «senza quasi», è proprio in miseria    • 2 •   talora indica incertezza, dubbio e si usa per attenuare un'osservazione, una proposta e sim.: oserei quasi affermare che era migliore prima; potremmo quasi avviarci  | anche raddoppiato: quasi quasi verrei anch'io    • 3 •   accompagnato da un verbo ha spesso il valore di mancò, mancava poco che... : quasi mi faceva cadere; quasi quasi si metteva a ridere  cong.  come se (sempre seguito dal verbo al congiunt.): era molto preoccupato, quasi sapesse quello che stava per accadere    • 4 •   come prefisso attenuativo di sostantivo, concorre a formare locuzioni sostantivali, stabili o occasionali (p. e. quasi-particella, quasi-moneta, un quasi gol) | nella loc. cong. quasi che, come se: insisteva, quasi che avesse ragione lui. 
quasiconduttore   o quasi-conduttore, agg.  [f. -ttrice] (fis.) quasimetallico.
quasi-cristallino  quasi-cristallino agg.  in cristallografia, si dice di struttura intermedia fra quella dei cristalli e quella dei liquidi; mesomorfo.
quasiflagranza   loc. sost. f.  (dir.) condizione in cui si trova chi, immediatamente dopo aver commesso un reato, è inseguito dalla forza pubblica, dall'offeso o da altre persone, ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia chiaramente che egli ha commesso poco prima il reato.
quasimente   avv.  (ant.) quasi.
quasimetallico   o quasi-metallico, agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di ossido metallico dotato di conducibilità elettrica dello stesso ordine di grandezza di quella dei metalli puri.
quasi-moneta  quasi-moneta s.f.  (econ.) bene economico diverso dalla moneta ma dotato di un grado di liquidità prossimo a questa (p. e.  depositi a risparmio, buoni del tesoro a breve termine).
quasi-particella  quasi-particella s.f.  (fis.) entità che, sotto l'azione di un potenziale, si propaga come una particella libera, ma ha massa diversa da questa.
quasiusufrutto   loc. sost. m.  (dir.) forma di usufrutto che attribuisce il godimento di denaro o di derrate, con l'obbligo di restituire alla scadenza pattuita l'equivalente monetario o in natura.
quassù   antiq. qua su, ant. quassuso o qua suso, avv.  in questo luogo, qui in alto (anche preceduto da prep.): quassù in montagna; vieni quassù un minuto; di quassù si vede un panorama magnifico  | con riferimento a luogo situato a settentrione: quassù gli inverni sono rigidi. 
quassazione   s.f.  in farmacia, l'operazione del ridurre in frammenti i materiali secchi vegetali (foglie, radici ecc.) da cui si vogliono ottenere infusi, oli, essenze.
quassia   s.f.  piccolo albero dell'america dal cui legno si ricava la quassina, una sostanza amara usata in medicina (fam.  simarubacee).
quassina   s.f.  sostanza amara, cristallina, solubile in alcol, che si ricava dalla quassia ed è usata come insetticida (in partic. contro gli afidi) e in farmacia come tonico e stimolante.
quassio   s.m.  lo stesso che quassia. 
quaterna   s.f.    • 1 •   nel gioco del lotto, serie di quattro numeri estratti sulla stessa ruota; nella tombola, quattro numeri estratti nella stessa fila di una cartella: giocare, vincere una quaterna    • 2 •   lista di quattro nomi di persone da cui dovrà farsi una scelta ulteriore.
quaternario   agg.    • 1 •   che è composto di quattro elementi: lega quaternaria, formata di quattro metalli diversi | verso quaternario, formato di quattro sillabe    • 2 •   (geol.) che appartiene al neozoico: era quaternaria    • 3 •   (chim.) si dice di atomi di azoto uniti a quattro gruppi organici | sali di ammonio quaternari, composti a carattere salino in cui la carica positiva sull'azoto è bilanciata da un anione  s.m.    • 1 •   verso quaternario    • 2 •   (geol.) lo stesso che neozoico    • 3 •   (econ.) settore produttivo al confine tra industria e servizi che comprende ricerca scientifica, informatica, telecomunicazioni, istruzione e rappresenta lo sviluppo del terziario avanzato.
quaternione   s.m.  (mat.) numero ipercomplesso, definito attraverso una generalizzazione dei numeri complessi; scoperti dal matematico irlandese w. r. hamilton (1805-1856), i quaternioni hanno fornito il primo sistema numerico in cui il prodotto non gode della proprietà commutativa: algebra dei quaternioni. 
quatriduano   o quattriduano, agg.  (lett.) di quattro giorni: ragionamenti quatriduani  (galilei).
quatto   agg.  che sta chinato a terra, raccolto in sé stesso (spesso ripetuto): se ne stava quatto dietro un cespuglio; o tu che siedi / tra li scheggion del ponte quatto quatto  (dante inf.  xxi, 88-89) | (estens.) silenzioso, zitto, quieto: andarsene quatto quatto  § quattamente avv. 
quattoni   avv.  (non com.) di nascosto, in silenzio, senza far rumore; anche nella loc. quatton quattoni. 
quattordicenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha quattordici anni d'età.
quattordicesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero quattordici; è rappresentato da 14° nella numerazione araba, da xiv in quella romana: il quattordicesimo capitolo di un libro  | aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): luigi xiv | secolo xiv, gli anni dal 1° gennaio 1300 al 31 dicembre 1399 | quattordicesima (mensilità), indennità, pari a una mensilità, corrisposta a certe categorie di lavoratori oltre la tredicesima  s.m.    • 1 •   la quattordicesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi viene al quattordicesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
quattordici   agg. num.    • 1 •   numero naturale che corrisponde a una diecina più quattro unità nella numerazione araba è rappresentato da 14, in quella romana da xiv: un ragazzo di quattordici anni  | sottintendendo il sostantivo: alla cena eravamo in quattordici, persone    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: l'appuntamento è per il giorno quattordici  | sottintendendo il sostantivo: le (ore) quattordici, le due dopo mezzogiorno  s.m.    • 1 •   il numero quattordici    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il quattordici.
quattriduano    ⇨ quatriduano.
quattrinaio   agg.  e s.m.  [f. -a] (fam.) che, chi possiede molti quattrini ed è avido di averne sempre di più.
quattrinella   s.f.  pianta erbacea con fusto e rami allungati e sdraiati, piccoli fiori gialli e foglie rotonde; cresce spontanea in europa, ma talora viene anche coltivata a scopo ornamentale (fam.  primulacee).
quattrino   s.m.    • 1 •   moneta di rame del valore di quattro denari coniata più volte in italia fra il xiii e il xix sec.    • 2 •   (estens.) moneta di poco valore: non ho un quattrino; gli ho restituito fino all'ultimo quattrino; è rimasto senza il becco di un quattrino | non valere un quattrino, non valere nulla | bastare un quattrino, (fig.) un'inezia, pochissimo: basta un quattrino perché dia in escandescenze    • 3 •   pl.  denaro: essere a corto di quattrini; buttare via tempo e quattrini; guadagnare fior di quattrini; star bene, male a quattrini. 
quattrinoso   agg.  (fam.) ricco, danaroso.
quattro   agg. num.    • 1 •   numero naturale che corrisponde a tre unità più una; nella numerazione araba è rappresentato da 4, in quella romana da iv: le quattro stagioni; i quattro vangeli; i quattro punti cardinali; animali a quattro zampe; le quattro operazioni aritmetiche  | sottintendendo il sostantivo: mettersi in fila per quattro, persone; un servizio da caffè per quattro, persone; rompere, dividere in quattro, parti; bob a quattro, posti; carrozza, tiro a quattro, cavalli    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: l'articolo quattro della costituzione; la citazione è a pagina quattro  | sottintendendo il sostantivo: le (ore) quattro, antimeridiane o pomeridiane    • 3 •   indica un numero indeterminato, col significato di alcuni, pochi : lavorare per quattro soldi; ho venduto quelle quattro cianfrusaglie per liberare la casa | farsi in quattro per qualcuno, (fig.) adoperarsi in ogni modo per essergli utile | dirne quattro a qualcuno, (fig.) sgridarlo, trattarlo duramente | fare il diavolo a quattro, (fig.) fare gran baccano, buttare tutto sottosopra  s.m. invar.    • 1 •   il numero quattro | in quattro e quattr'otto, in poco tempo, in un attimo, alla svelta, su due piedi: ha fatto tutto in quattro e quattr'otto | essere vero come due e due fanno quattro, essere assolutamente vero | prov.  : non dire quattro se non l'hai nel sacco, non ritenere ben riuscito o risolto ciò che non è ancora giunto a termine    • 2 •   la cifra o le lettere che rappresentano il numero quattro    • 3 •   voto scolastico di grave insufficienza: prendere quattro in latino    • 4 •   nel canottaggio, imbarcazione a remi per quattro vogatori: quattro con, senza, a seconda che vi sia o no il timoniere    • 5 •   la carta da gioco contrassegnata da quattro segni; nei dadi, la faccia segnata con quattro punti.
quattrocchi   o quattr'occhi, s.m.    • 1 •   (scherz.) persona che porta gli occhiali    • 2 •   anatra selvatica dal piumaggio variopinto, verde sul capo, con due caratteristiche macchie bianche ovali sotto gli occhi (ord.  anseriformi)    • 3 •   a quattr'occhi, da solo a solo, senza testimoni; per estens., in confidenza, in segreto: parlare con qualcuno a quattr'occhi; raccontare qualcosa a quattr'occhi. 
quattrocentesco   agg.  [pl. m. -schi] del quattrocento (sec. xv): la pittura quattrocentesca. 
quattrocentesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero quattrocento; è rappresentato da 400° nella numerazione araba, da cd in quella romana  s.m.    • 1 •   la quattrocentesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi viene al quattrocentesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
quattrocentino   agg.  in bibliografia, del quattrocento: (edizione) quattrocentina, incunabolo.
quattrocentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   scrittore, artista del quattrocento    • 2 •   chi studia o è esperto della storia, della civiltà, dell'arte del quattrocento    • 3 •   (sport) atleta specializzato nella corsa dei 400 metri piani; nuotatore dei 400 metri stile libero.
quattrocentistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del quattrocento, dei quattrocentisti.
quattrocento   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a quattro centinaia; nella numerazione araba è rappresentato da 400, in quella romana da cd: un libro di quattrocento pagine; la gara dei quattrocento metri    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: l'indice del volume è a pagina quattrocento   s.m. invar.    • 1 •   il numero quattrocento    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero quattrocento    • 3 •   il quattrocento, il sec. xv.
quattrofoglie   s.m. invar.  (arald.) figura che rappresenta un fiore di quattro petali senza bottone.
quattromila   agg. num.  numero naturale che corrisponde a quattro migliaia; nella numerazione araba è rappresentato da 4000, in quella romana da iv quattromila: un monte che supera i quattromila metri   s.m.    • 1 •   il numero quattromila    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il quattromila.
quattuorvirato   s.m.  in roma antica, magistratura dei quattuorviri; quadrunvirato.
quattuorviro   s.m.  in roma antica, magistrato appartenente a un collegio di quattro membri che amministrava la giustizia nei municipi | quadrunviro.
quebracho   s.m. invar.    • 1 •   albero originario dell'america meridionale, che dà un legno durissimo usato per fabbricare bocce, mobili e altri oggetti resistenti, e per estrarne tannino (fam.  apocinacee)    • 2 •   il legno che si ricava da tale albero    • 3 •   estratto ricco di tannino che si ricava dal legno dell'albero ed è impiegato nella concia delle pelli.
quechua   agg.  e s.m. invar.  si dice di una popolazione amerindia degli alti paesi andini (perù, bolivia, ecuador) le cui città-stato furono unificate dal clan degli incas a partire dal sec. xiv, e di tutto ciò che a essa appartiene o si riferisce: lingua quechua, importante gruppo linguistico della regione andina.
queen   s.f. invar.  la donna, nelle carte da gioco francesi.
quegli   ant. quelli, pron. dimostr. m. sing.  (lett.) quella persona, con riferimento a qualcuno che è lontano da chi parla (si usa quasi esclusivamente come sogg.): don abbondio gli andò dietro, e, mentre quegli girava la chiave nella toppa, se gli accostò... (manzoni p. s.  ii).
quei   pron. dimostr. m. sing.  (lett.) lo stesso che quegli  (si usa solo davanti ai vocaboli che cominciano per consonante): ché non soccorri quei che t'amò tanto  (dante inf.  ii, 104).
quel    ⇨ quello.
quelli    ⇨ quegli.
quello   o quel (davanti ai vocaboli che cominciano per consonante che non sia s  impura, gn, ps, x, z), agg. dimostr.  [pl. m. quegli  (ant. quelli) o quei  (lett. o tosc. que') negli stessi casi in cui si usa quel; precede sempre il sostantivo]    • 1 •   indica persona o cosa lontana, nel tempo o nello spazio, sia da chi parla sia da chi ascolta: dammi quel libro; quelle chiavi sono mie; quei ragazzi sono troppo indisciplinati; che cosa vuoi che sappiano fare quegli sciocchi!  | può essere determinato da un avv., da un agg. o da una propr. relativa: quell'uomo laggiù; quel quaderno là dentro; vorrei quel portafoglio rosso; potrei vedere quel cappotto che è in vetrina?  | con valore enfatico ed ellissi della relativa o del sostantivo: ho preso uno di quegli spaventi!; ha detto tante di quelle sciocchezze!; me ne ha dette di quelle!, di tutti i colori | può essere rafforzato da stesso, medesimo, tale : in quello stesso punto; in quel medesimo istante    • 2 •   indica persona o cosa nominata precedentemente e nota a chi ascolta: allora arrivò quel ragazzo; non so come fare per ottenere quella dichiarazione; quella signora è sempre là che aspetta '  in espressioni ellittiche: per quello puoi star sicuro, quanto a quella faccenda; una di quelle, (eufem.) una prostituta    • 3 •   (lett. , fam.) per chiamare una persona di cui non si conosce il nome: ehi, quella donna, quell'uomo!  pron. dimostr.  [f. -a; la forma quel  è d'obbligo nell'espressione in quel di..., facoltativa davanti a che  e rara in altri casi; la forma quei  si usa solo nell'espressione di uso lett. quei di...]    • 1 •   indica persona o cosa lontana da chi parla e da chi ascolta, o persona o cosa non presente della quale si sta parlando: quello è il nuovo direttore; preferirei quello in vetrina; vorrei quello, mostrando col gesto | per indicare una persona che non si conosce o non si vuole chiamare per nome: quello del piano di sotto, chi abita al piano di sotto; quello del gas, della luce, l'esattore, il controllore, l'operaio del gas, della luce; è tornata quella di ieri, la signora, la donna che era venuta ieri; buono quello!, alludendo a persona dalla quale bisogna stare in guardia | per evitare ripetizioni: il libro di storia e quello di geografia '  spesso contrapposto o in correlazione con questo : preferisci questo o quello?; farò prima questo, poi quello; di due persone o cose già menzionate, può indicare quella menzionata per prima: maria e teresa sono sorelle, ma quella è bionda e questa è bruna; con valore più generico: questo correva, quello passeggiava, l'uno... l'altro    • 2 •   colui, ciò (seguito da una propr. relativa): non è quello che cerco; quelli che non ti conoscono diranno che sei pazzo; tutto quello che dice è vero; per quel che ne so io, non è ancora partito    • 3 •   in quel di..., nel territorio di: in quel di milano, di genova    • 4 •   quelli di... (lett. quei di...), gli abitanti di: quelli di roma, di torino. 
querce    ⇨ quercia.
querceto   s.m. , non com. querceta s.f. , bosco di querce.
quercia   tosc. querce, s.f.  [pl. -ce; tosc. -ci]    • 1 •   albero di alto fusto con foglie a margine lobato o dentato (fam.  fagacee) | quercia da sughero, sughera | essere una quercia, (fig.) si dice di persona molto forte. dim. querciola, querciolo  (m.) accr. quercione  (m.)    • 2 •   il legno di tale albero, molto duro, usato in falegnameria e come materiale da costruzione    • 3 •   nell'uso giornalistico, il partito democratico della sinistra, che ha come simbolo una quercia.
quercino   agg.  (non com.) di quercia: legno quercino. 
querciola   lett. querciuola, s.f.    • 1 •   dim.  di quercia    • 2 •   altro nome del camedrio. 
querciolo   lett. querciuolo, s.m.    • 1 •   dim.  di quercia    • 2 •   quercia giovane.
quercite   s.f.  (chim.) quercitolo.
quercitolo   s.m.  (chim.) alcol pentavalente a sei atomi di carbonio; è un solido cristallino, di sapore dolce, presente nelle ghiande e nella corteccia della quercia e usato in farmacologia.
quercitrone   s.m.  corteccia, ricca di tannino, di una quercia propria dall'america.
querciuola    ⇨ querciola.
querciuolo    ⇨ querciolo.
querela   s.f.    • 1 •   (dir.) atto con il quale la persona che si ritiene offesa da un reato non perseguibile d'ufficio, manifesta la sua volontà che si proceda penalmente a carico del colpevole: querela per diffamazione, per ingiurie; sporgere, ritirare una querela; remissione di querela; querela di falso, impugnazione che tende a disconoscere l'efficacia probatoria e la verità delle attestazioni di un atto pubblico    • 2 •   (lett.) lamento; parole lamentose: quante querele e lacrime / sparsi  (leopardi il risorgimento  9-10) | (poet.) verso lamentoso di animali: echeggiano le rane / con la querela sempre ugual  (pascoli).
querelabile   agg.  (dir.) si dice di persona nei cui confronti può essere sporta querela.
querelante   part. pres.  di querelare   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi sporge o ha sporto querela.
querelare   v. tr.  [io querèlo ecc.] (dir.) denunciare mediante querela: lo querelò per ingiurie  | querelarsi v. rifl.    • 1 •   (dir.) sporgere, presentare querela contro qualcuno: si querelò contro il diffamatore    • 2 •   (lett.) lamentarsi, rammaricarsi: con eolo mi querelo / e le lor fraudi accuso  (marino).
querelato   part. pass.  di querelare  agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) si dice di colui contro il quale viene sporta una querela.
querelle   s.f. invar.  polemica, discussione, soprattutto culturale o politica.
querente   agg.  e s.m.  e f.  (lett.) che, chi chiede; interrogante: così m'armava io d'ogne ragione / mentre ch'ella dicea, per esser presto / a tal querente e a tal professione  (dante par.  xxiv, 49-51).
querimonia   s.f.    • 1 •   (lett.) lamentela, lagnanza, insistente e per lo più inopportuna, per un torto ricevuto | (poet.) lamento di un animale: [le mandrie]... tutte queste foreste e questi colli / di querimonie e di muggiti empiero  (caro)    • 2 •   (ant.) reclamo: gabella delle querimonie, tassa che i fiorentini erano tenuti a pagare quando presentavano reclamo contro l'opera di pubblici ufficiali.
querimonioso   agg.  (lett.) che si lamenta spesso; che esprime un lamento: una persona querimoniosa  | voce querimoniosa, che ha tono lamentoso § querimoniosamente avv. 
querulo   agg.  (lett.)    • 1 •   che ha un tono, un suono lamentoso: voce querula; già sento / la querula tromba che geme  (pascoli)    • 2 •   che si lamenta spesso: un vecchio querulo  § querulamente avv.  lamentosamente.
querulomania   s.f.  (psich.) tendenza, caratteristica di soggetti paranoici, a rivendicare diritti inesistenti e a perseguire con ogni mezzo la riparazione di pretese ingiustizie subite.
quesito   (1) s.m.    • 1 •   domanda, questione che si pone perché venga risolta: un quesito facile, difficile, insolubile; un quesito di fisica, di matematica; proporre, sciogliere un quesito    • 2 •   (burocr.) richiesta avanzata a un organo amministrativo dello stato perché si pronunci in caso di incerta interpretazione di leggi o regolamenti    • 3 •   (ant. , lett.) supplica, richiesta: il buon troiano / a le giuste preghiere, a i lor quesiti, /... / grazioso mostrossi  (caro).
quesito   (2) agg.  (dir.) acquisito: diritti quesiti. 
questi   pron. dimostr. m. sing.  (lett.) questa persona, con riferimento a persona presente o della quale si sia appena parlato (si usa quasi esclusivamente come sogg.): questi è il mio signore, questi veramente è messer torello  (boccaccio dec.  x, 9) | nell'uso ant., riferito anche ad animali: la vista che m'apparve d'un leone. / questi parea che contra me venisse  (dante inf.  i, 45-46).
questionabile   agg.  (non com.) discutibile.
questionare   tosc. o lett. quistionare, v. intr.  [io questióno ecc. ; aus. avere]    • 1 •   discutere, disputare: questionare di politica    • 2 •   venire a diverbio: questionare per futili motivi. 
questionario   s.m.    • 1 •   serie di quesiti scritti su un dato argomento: preparare un questionario; rispondere a un questionario    • 2 •   il foglio stesso o il modulo che li riporta: distribuire i questionari. 
questionatore   ant. o tosc. quistionatore, s.m.  [f. -trice] (non com.) chi ama le dispute, le discussioni; chi litiga con facilità.
questione   tosc. o lett. quistione, s.f.    • 1 •   controversia, disputa, discussione: questione giuridica, filologica, morale; sorse una questione sull'interpretazione del testo | i termini di una questione, la sua precisa formulazione; i punti che la caratterizzano | il caso in questione, di cui si sta parlando, disputando | questione di lana caprina, (fig.) inutile    • 2 •   materia, argomento che richiede un esame accurato; problema: una questione semplice, complessa, spinosa, intricata; porre, esaminare, trattare, risolvere una questione; andare al nocciolo  (o al nodo) della questione  | lasciare una questione impregiudicata, non risolverla con un giudizio | mettere qualcosa in questione, in dubbio; sottoporre a esame critico | è questione di, si tratta di: è soltanto una questione di tempo, poi le cose cambieranno; è questione di vita o di morte, è in gioco la vita. dim. questioncella, questioncina    • 3 •   problema di notevole interesse culturale, storico, politico o sociale, che è stato dibattuto a lungo e ha avuto diverse proposte di soluzione: la questione della lingua; la questione meridionale  | questione morale, il problema della moralità nella vita politica e nell'amministrazione della cosa pubblica    • 4 •   lite, vertenza: venire a questione; questione d'onore, che mette in gioco l'onore e che un tempo richiedeva un duello per essere risolta | discussione, litigio: non fate questioni ora    • 5 •   (ant. , lett.) domanda, interrogazione: questa question fec'io; e quei... /... mi rispuose  (dante inf.  ix, 19-20).
questo   agg. dimostr.  [precede sempre il sostantivo]    • 1 •   indica persona o cosa vicina, nel tempo o nello spazio, a chi parla: quest'ombrello è mio; questa lettera è appena arrivata; queste tue lamentele sono fuori posto; questa rivista è migliore di quella; questa sera, questa mattina, stasera, stamattina; questo mese, il mese in corso; questa vita, questo mondo, contrapposti all'aldilà | può essere determinato da un avv., da un agg. o da una prop. relativa: questo libro qui; questo quaderno rosso; questa matita che ho in mano  | può essere rafforzato da stesso, medesimo : mi disse queste stesse, medesime parole  | con valore enfatico, equivale all'agg. poss. di prima persona sing.: l'ho visto con questi occhi, con i miei occhi | unito a giorni, mesi, anni  e sim., può indicare quelli in corso o quelli immediatamente a venire: le vicende di questi anni; uno di questi giorni ne riparleremo    • 2 •   indica persona o cosa di cui si sta parlando: questa osservazione lo colpì; questo avvocato è piuttosto noto in città  | in espressioni ellittiche: questa è bella!, per esprimere meraviglia e sdegno o per sottolineare qualcosa di strano e di inaspettato; questa non me l'aspettavo!; prendi queste!, botte; in questa, in questo, (lett.) in questo frattempo    • 3 •   simile, siffatto, di questo genere: non uscire con questo freddo; lo sai che questi discorsi mi irritano  pron. dimostr.  [f. -a]    • 1 •   indica persona o cosa vicina a chi parla, o persona o cosa della quale si sta parlando: questo è il nuovo segretario; questo è il mio ombrello; ne vorrei cinque di queste; prendi questo vicino a me  | spesso contrapposto o in correlazione con quello : vuoi questo o quello?; mangerei prima questo, poi quello; di due persone o cose già menzionate, può indicare quella menzionata per seconda: luigi e giovanni hanno la stessa età, quello è nato in giugno, questo in novembre; con valore più generico: lo va dicendo a questo e a quello, all'uno e all'altro, a chiunque    • 2 •   ciò, la cosa di cui si parla: questo mi preoccupa; a questo penseremo poi; per questo non ti ho scritto; con questo ho finito | con (tutto) questo, nonostante ciò | e con questo?, e allora?: ha sbagliato, e con questo?. 
questore   s.m.    • 1 •   funzionario di polizia preposto a una questura    • 2 •   parlamentare che collabora col presidente dell'assemblea nel mantenere l'ordine durante le sedute, e si occupa inoltre del buon funzionamento dei servizi relativi all'assemblea stessa    • 3 •   nella roma antica, ciascuno dei magistrati che amministravano l'erario pubblico.
questorio   agg.  di questore (con riferimento soltanto al magistrato di roma antica): dignità questoria. 
questua   s.f.  il chiedere l'elemosina; la raccolta delle elemosine: andare alla questua; fare la questua. 
questuante   part. pres.  di questuare  agg.  e s.m.  e f.  che, chi fa la questua: frati questuanti, incaricati della questua.
questuare   v. intr.  [io quèstuo ecc. ; aus. avere] fare la questua | v. tr.  elemosinare (anche fig.): questuare favori. 
questura   s.f.    • 1 •   ufficio dell'amministrazione statale che in ogni provincia svolge compiti di pubblica sicurezza    • 2 •   la sede degli uffici della questura: sporgere denunzia in questura    • 3 •   nell'antica roma, ufficio, dignità di questore.
questurino   s.m.  (pop.) agente della polizia di stato.
quetanza    ⇨ quietanza.
quetare    ⇨ quietare.
queto    ⇨ quieto.
quetzal   s.m. invar.    • 1 •   uccello dell'america centrale, con piumaggio verde e rosso, ciuffo di piume sul capo e due lunghe penne caudali (ord.  trogoniformi)    • 2 •   unità monetaria del guatemala.
qui   avv.    • 1 •   in questo luogo (indica il luogo dov'è chi parla o luogo a esso molto vicino; è più determinato di qua): qui non c'è; erano qui poco fa; vieni, mettiti qui; abito qui da anni; rimani qui ad aspettarmi; eccolo qui; eccomi qui; ho preso un colpo qui al braccio, in questo punto | talvolta si usa come rafforzativo di questo : questo libro qui; questa cosa qui; dammi questo qui '  anche con valore enfatico o rafforzativo: prendi qui!; ecco qui, guarda qui che ha combinato!  | spesso in contrapposizione o in correlazione con lì  o là : da qui a lì; di qui a lì; ora qui ora là; uno qui e uno lì '  unito ad avv. o ad altre determinazioni di luogo: qui dentro; qui fuori; qui sopra; qui accanto; è qui dove l'avevi messo; è qui in tavola; vieni qui da me; qui a destra; qui a due passi  | preceduto da prep.: di qui, da qui, da questo luogo: sono andati via ora di qui; vai fuori di qui; da qui alla stazione non c'è molta strada; non è molto lontano da qui; si va giù di qui, su di qui; di qui in poi (di qui in giù, di qui in avanti) la strada è proprietà privata  | è di qui, è originario di questo paese, di questa regione | di qui, per qui, per di qui, per, attraverso questo luogo: si entra di qui; passa, esci di qui; sono passato di qui  (per qui) l'anno scorso; per andare a firenze si deve passare per di qui  | per qui, indica anche movimento entro luogo circoscritto: sono andato per qui a fare due passi; oppure un luogo, un punto approssimativo: non lo vedo, ma deve essere per qui, qui intorno | fin qui, fino a questo luogo: sono arrivato fin qui    • 2 •   (fig.) a questo punto; in questo punto: qui comincia il bello; qui hai torto; la storia finisce qui; è stata una ragazzata e tutto finisce qui, non vi sarà alcun seguito; non finirà qui!, in tono di minaccia | preceduto da prep.: fin qui tutto va bene, fin qui hai ragione tu, fino a questo punto, fino a questo momento; di qui nacque il malinteso, da questo fatto; di qui deriva che..., da ciò di qui in avanti, da questo momento, d'ora in avanti; di qui a un anno, a un mese, fra un anno, fra un mese a partire da ora    • 3 •   (fig.) in questa situazione, in questo caso: qui ci vuole molta calma; qui bisogna prender tempo; qui ci vuole una radiografia. 
quia   s.m. invar.  (lett.) argomento principale, punto fondamentale: tornare, venire al quia, al dunque | stare al quia, stare ai fatti, accontentarsi della loro constatazione (senza volerne ricercare le cause): state contenti, umana gente, al quia  (dante purg.  iii, 37).
quiche   s.f. invar.  torta salata di pasta sfoglia farcita con salame, formaggi, verdure o altro; è una specialità della lorena.
quici   avv.  (ant.) qui: poco allungati c'eravam di lici, / quand'io m'accorsi che 'l monte era scemo, / a guisa che i vallon li sceman quici  (dante purg.  vii, 64-66).
quid   s.m. invar.  qualcosa, alcunché indica qualche cosa di indeterminato, di indefinibile: in lui c'è un quid che non mi piace; nella sua ultima opera, manca quel quid che dava sapore alla sua prosa. 
quidam   s.m. invar.  (non com.) una persona sconosciuta; un tizio | una persona qualsiasi (con sfumatura spreg.): un quidam che pretende di insegnare a tutti. 
quiddità   ant. quidditate, s.f.  nella filosofia medievale, l'essenza, la forma di una cosa; il prodotto dell'astrazione operata dall'intelletto sulla realtà sensibile.
quidditativo   agg.  (filos.) che si riferisce alla quiddità, all'essenza di una cosa.
quidsimile   o quid simile, quissimile, s.m.  (rar. lett.) qualcosa di simile: con un'indigena / giubba a tagliere / ecco il quissimile / d'un cancelliere  (giusti).
quiescente   agg.    • 1 •   (scient.) che è in stato di riposo, di inattività: vulcano quiescente; piante quiescenti, in stato di quiescenza    • 2 •   (fig.) acquiescente.
quiescenza   s.f.    • 1 •   stato di riposo, di inattività: vulcano in quiescenza  | trattamento di quiescenza, che spetta al lavoratore dipendente spec. pubblico al termine della sua attività lavorativa e che comprende l'indennità di fine rapporto e la pensione | quiescenza di un diritto, sospensione del suo godimento determinata da una causa che ne impedisce temporaneamente l'esercizio    • 2 •   (bot.) stato di sospensione o di forte rallentamento delle funzioni vitali di una pianta o di un suo organo, che si verifica periodicamente come fase del suo ciclo biologico.
quiescere   v. intr.  [io quièsco, tu quièsci ecc. ; aus. essere] (ant.) riposare, trovar pace.
quietanza   ant. o pop. quetanza, quitanza, quittanza s.f.  (dir.) attestazione dell'avvenuto adempimento di una obbligazione rilasciata dal creditore al debitore: rilasciare quietanza  | per quietanza, formula che precede la firma di un documento valido come ricevuta di pagamento.
quietanzare   v. tr.  attestare, su un documento relativo a un credito vantato, che questo è stato soddisfatto; firmare per quietanza: quietanzare una fattura. 
quietanzatrice   s.f.  macchina per l'emissione automatica di quietanze.
quietare   lett. quetare, v. tr.  [io quièto ecc.]    • 1 •   riportare alla quiete: quietare gli animi; quietare una smania; quietare l'appetito, la sete, appagarli    • 2 •   far star tranquillo: quietare i ragazzi scatenati  | quietarsi v. rifl.    • 1 •   ritornare in uno stato di quiete; placarsi, calmarsi: finita la tempesta, il mare si quietò; quietati!, si dice a chi è irrequieto o agitato    • 2 •   (fig. lett.) trovare appagamento, pace: nel vero in che si queta ogne intelletto  (dante par.  xxviii, 108).
quiete   s.f.    • 1 •   assenza di moto; immobilità: lo stato di quiete di un corpo; la quiete del mare, dell'aria, quando non c'è vento | verbi di quiete, (gramm.) quelli che non indicano movimento, ma stato (p. e. stare, trovarsi, abitare)    • 2 •   calma esterna; stato di silenzio, di tranquillità, di ordine: la quiete della campagna; disturbare la quiete pubblica  | calma dell'animo; pace, tranquillità: dopo tanti affanni, finalmente un po' di quiete!  | eterna, fatal quiete, (lett.) il riposo della morte.
quietezza   s.f.  (non com.) l'essere quieto.
quietismo   s.m.    • 1 •   concezione mistico-religiosa, sviluppatasi in particolare nel cattolicesimo del sec. xvii, mirante all'unione con dio attraverso uno stato di passività e contemplazione, fino all'annullamento di ogni volontà e responsabilità umana    • 2 •   (estens.) amore per il quieto vivere | stato di inerzia, di accettazione passiva della realtà.
quietista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   seguace del quietismo    • 2 •   (estens.) chi ama il quieto vivere; persona di temperamento passivo e inerte | usato anche come agg.  in luogo di quietistico : il pensiero quietista. 
quietistico   agg.  [pl. m. -ci] del quietismo, che concerne i quietisti: movimento quietistico  § quietisticamente avv.  con atteggiamento quietistico; in modo passivo.
quieto   lett. queto, agg.    • 1 •   che non si muove; fermo, tranquillo: un ragazzo che non sta mai quieto; oggi il mare è quieto | acque quiete, immobili, quasi stagnanti    • 2 •   (estens.) non turbato da rumori, da confusione, da frastuono; silenzioso, tranquillo: un paesino quieto; una zona quieta  | quieto vivere, una vita senza seccature, rischi, contrasti con il prossimo    • 3 •   (fig.) che è di temperamento pacifico; che non si agita, non si ribella: gente quieta, che ama la vita regolare e ordinata; cerca di star quieto, di conservare la calma § quietamente avv. 
quietudine   s.f.  (ant.) quiete, serenità.
quinario   agg.  costituito di cinque elementi: sistema quinario   agg.  e s.m.  (metr.) si dice di verso di cinque sillabe | quinario doppio, verso costituito da due quinari.
quinci   avv.  (ant. , lett.)    • 1 •   da qui, da questo luogo (con valore di moto da luogo o di moto per luogo): e se io quinci esco vivo, e scampo... (boccaccio dec.  iii, 7); con lieta voce disse: «intrate quinci»  (dante purg.  xv, 35) | quinci e quindi, di qua e di là, da una parte e dall'altra (anche fig.): due principi ordinò in suo favore, / che quinci e quindi le fosser per guida  (dante par.  xi, 35-36); e quinci il mar da lungi, e quindi il monte  (leopardi a silvia  25); parlar in quinci e quindi, star sul quinci e quindi, (scherz.) parlare, comportarsi con affettazione    • 2 •   in seguito; da questo momento (con valore temporale): quinci rivolse inver' lo cielo il viso  (dante par.  i, 142); da quinci innanzi, d'ora in poi; da quinci addietro, finora    • 3 •   (fig.) da ciò, da questo: quinci nascon le lagrime e i martiri  (petrarca canz.  ccclx, 72).
quinconce   o quincunce, s.f.    • 1 •   nella numerazione romana, frazione corrispondente a 5/12 dell'unità, che era rappresentata con un simbolo analogo a quello che oggi indica il numero cinque sulla faccia del dado; anche, moneta pari a    • 5 •   once, cioè a 5/12 dell'asse    • 2 •   (estens.) in arboricoltura, la disposizione delle piante secondo lo schema della quinconce romana.
quinconciale   agg.  a forma di quinconce: disposizione quinconciale. 
quincunce    ⇨ quinconce.
quindecenvirato   o quindecemvirato, s.m.  magistratura o collegio di quindici membri; dignità, carica di quindecenviro; la durata di tale carica.
quindecenviro   o quindecemviro, s.m.  nella roma antica, membro del collegio di quindici sacerdoti istituito da tarquinio prisco per la custodia dei libri sibillini e per le funzioni del culto.
quindecimo   agg. num.  (lett.) quindicesimo.
quindi   avv.    • 1 •   (ant.) di lì, da quel luogo (con valore di moto da luogo o moto per luogo): quindi giù nel fosso / vidi gente attuffata  (dante inf.  xviii, 112-113); e quindi uscimmo a riveder le stelle  (dante inf.  xxxiv, 139) | quinci e quindi, di qua e di là, da una parte e dall'altra (anche fig.); parlar in quinci e quindi, star sul quinci e quindi, (scherz.) parlare, comportarsi con affettazione    • 2 •   poi, in seguito: prima fa ciò che non dovrebbe, quindi si pente  | da quindi, (lett.) da allora, da quel momento: il che da quindi innanzi ciascun fece  (boccaccio dec.  x, 9)  cong.  perciò, di conseguenza (con valore conclusivo): ero molto stanco, quindi andai a dormire. 
quindicennale   agg.    • 1 •   che dura o è durato quindici anni: mutuo quindicennale    • 2 •   che ricorre ogni quindici anni: celebrazione quindicennale  s. m.  il quindicesimo anniversario di un avvenimento: il quindicennale della vittoria. 
quindicenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha quindici anni di età.
quindicennio   s.m.  periodo di quindici anni.
quindicesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero quindici; è rappresentato da 15° nella numerazione araba, da xv in quella romana: il quindicesimo capitolo di un libro; è arrivato quindicesimo '  aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): luigi xv; benedetto xv  | il secolo xv, gli anni dal 1° gennaio 1400 al 31 dicembre 1499  s.m.    • 1 •   la quindicesima parte dell'unità: un quindicesimo del totale    • 2 •   [f. -a] chi viene al quindicesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
quindici   agg. num.    • 1 •   numero naturale che corrisponde a una diecina più cinque unità nella numerazione araba è rappresentato da 15, in quella romana da xv: un ragazzo di quindici anni  | sottintendendo il sostantivo: oggi a quindici (giorni), fra due settimane    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: l'articolo è a pagina quindici  | sottintendendo il sostantivo: le (ore) quindici, le tre dopo mezzogiorno  s.m.    • 1 •   il numero quindici | gioco del quindici, rompicapo consistente nel ricollocare in ordine quindici tessere numerate che scorrono verticalmente e orizzontalmente in una tabella quadrata di sedici posti    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il quindici    • 3 •   (sport) squadra di rugby (composta appunto di quindici giocatori): un quindici molto forte e ben affiatato    • 4 •   gioco di carte in cui vince chi, mettendo insieme più carte, raggiunge i 15 punti o più si avvicina a questo punteggio.
quindicina   s.f.    • 1 •   insieme di quindici o circa quindici unità: una quindicina di persone    • 2 •   periodo di quindici o circa quindici giorni: verrò da te nella prima quindicina di novembre    • 3 •   la paga di quindici giorni: riscuotere la quindicina. 
quindicinale   agg.    • 1 •   di quindici giorni, che dura quindici giorni: ferie quindicinali    • 2 •   che avviene, si verifica, si fa ogni quindici giorni: scadenza, turno quindicinale   s.m.  rivista, periodico che viene pubblicato ogni quindici giorni § quindicinalmente avv.  ogni quindici giorni.
quinquagenario   agg.  (lett.) che ha cinquant'anni; cinquantenne  s.m.  (non com.) cinquantenario.
quinquagesima   s.f.  nel calendario liturgico anteriore alla riforma del 1971, la domenica precedente la prima domenica di quaresima.
quinquagesimo   agg. num.  (lett.) cinquantesimo.
quinquatrie   s.f. pl.  nella roma antica, feste che si celebravano in onore di minerva.
quinquennale   agg.    • 1 •   che dura cinque anni: piano quinquennale    • 2 •   che si verifica ogni cinque anni: celebrazione quinquennale  s. m.  (non com.) il quinto anniversario di un avvenimento § quinquennalmente avv.  (non com.) ogni cinque anni.
quinquennalità   s.f.    • 1 •   durata quinquennale    • 2 •   periodicità quinquennale    • 3 •   (rar.) contributo, pagamento con scadenza quinquennale.
quinquenne    ⇨ cinquenne.
quinquennio   non com. cinquennio, s.m.  periodo di cinque anni.
quinquereme   o cinquereme, s.f.  antica nave da guerra con cinque ordini di remi, in uso nel mediterraneo dal iii al i sec. a. c.
quinquevirato   s.m.  in roma antica, magistratura, collegio di cinque membri; dignità, ufficio di quinqueviro; durata di tale carica.
quinqueviro   s.m.  in roma antica, componente di uno dei vari quinquevirati.
quinta   s.f.    • 1 •   (teat.) armatura rettangolare alta e stretta, rivestita di carta o tela dipinta, disposta ai lati della scena per chiuderla [ill. teatro] | stare dietro le quinte, (fig.) ispirare le azioni altrui senza darlo a vedere | agire, manovrare dietro le quinte, (fig.) di nascosto, senza comparire    • 2 •   la quinta classe di un corso di studi: frequentare la quinta elementare    • 3 •   nei cambi di velocità degli autoveicoli e dei motoveicoli, la quinta marcia: innestare la quinta    • 4 •   (mus.) nella scala diatonica, intervallo fra due note all'interno del quale se ne interpongono altre tre: quinta giusta, diminuita, eccedente    • 5 •   (sport) una delle posizioni di guardia della scherma.
quintadecima   s.f.  (ant. , pop.) il quindicesimo giorno dopo il novilunio; per estens., la luna piena.
quintale   s.m.  misura di peso corrispondente a 100 kg.
quintana   (1) s.f.    • 1 •   una delle vie trasversali dell'accampamento romano, che correva tra le tende delle due legioni in modo da separare il quinto dal sesto manipolo    • 2 •   gara cavalleresca di origine medievale, consistente nel colpire con la lancia lo scudo imbracciato da un fantoccio girevole, cercando di evitare il colpo della mazza fissata all'altro braccio del fantoccio.
quintana   (2) s.f.  secondo l'antica medicina, febbre che si manifesta con una fase acuta ogni quinto giorno.
quinterno   s.m.  insieme di cinque fogli doppi di carta inseriti l'uno nell'altro, così da formare dieci carte o venti pagine.
quintessenza   meno com. quint'essenza o quinta essenza, s.f.    • 1 •   (filos.) nella fisica aristotelica, l'elemento di cui sono composti i cieli, cioè l'etere, distinto dagli altri quattro elementi (acqua, aria, terra, fuoco) di cui sono composti i corpi terrestri    • 2 •   essenza purissima, ottenuta mediante cinque distillazioni, che gli alchimisti ritenevano la sostanza intima e fondamentale di un corpo    • 3 •   (fig.) caratteristica essenziale, intima natura: scoprire la quintessenza di qualcosa  | grado massimo di qualcosa, per lo più in senso morale: il suo comportamento è la quintessenza dell'ipocrisia. 
quintessenziale   agg.  (non com.) di quintessenza; che costituisce la quintessenza (spec. fig.).
quintessenziare   v. tr.  [io quintessènzio ecc.] (non com.) ridurre alla quintessenza.
quintetto   s.m.    • 1 •   (mus.) composizione per cinque strumenti o cinque voci soliste | complesso di cinque strumenti o cinque voci: quintetto d'archi, vocale    • 2 •   gruppo di cinque persone molto affiatate o ben assortite    • 3 •   (sport) i cinque giocatori che costituiscono una squadra di pallacanestro; la prima linea di una squadra di calcio.
quintigliati   s.m. pl.  altro nome del gioco quintiglio. 
quintiglio   rar. quintilio, s.m.  gioco di carte simile ai quadrigliati, ma che si gioca in cinque persone.
quintile   s.m.  quinto mese dell'anno romano, corrispondente al nostro luglio.
quintilio    ⇨ quintiglio.
quintilione   s.m.  numero corrispondente a un milione di quadrilioni inglesi, cioè all'unità seguita da 30 zeri.
quintina   s.f.    • 1 •   (mus.) gruppo di cinque note di uguale durata che va eseguito nello stesso tempo richiesto da un gruppo di quattro o sei note dello stesso valore    • 2 •   (rar.) cinquina.
quintino   s.m.  la quinta parte di un litro; il recipiente bollato che ha tale capacità.
quinto   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero cinque; è rappresentato da 5° nella numerazione araba, da v in quella romana: il quinto piano di un palazzo; il quinto capitolo di un libro; frequentare la quinta (classe); elevare un numero alla quinta (potenza)  | aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): carlo v; pio v  | quinta colonna, l'insieme delle persone che, in un paese, agiscono clandestinamente a favore di una potenza nemica | quinta malattia, malattia infettiva esantematica non grave, così chiamata perché individuata e descritta dopo quella che è detta quarta malattia  | quinto potere, la radio e la televisione, in quanto capaci di influire sull'opinione pubblica  s.m.    • 1 •   la quinta parte dell'unità: un quinto dell'eredità; la cessione del quinto dello stipendio  | un quinto (di litro), la quinta parte di un litro; il recipiente che ha tale capacità    • 2 •   [f. -a] chi viene al quinto posto in un ordine, in una graduatoria; la persona che si considera dopo altre quattro: essere il quinto della fila; sei il quinto a cui mi rivolgo    • 3 •   (mar.) ciascuna delle coste sulla chiglia della nave.
quintodecimo   agg. num.  (lett.) quindicesimo.
quintogenito   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è nato quinto dopo altri quattro figli.
quintultimo   o quint'ultimo, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi occupa il quinto posto a partire dall'ultimo: la squadra quintultima in classifica. 
quintuplicare   v. tr.  [io quintùplico, tu quintùplichi ecc.] rendere cinque volte maggiore, moltiplicare per cinque: quintuplicare una rendita  | quintuplicarsi v. rifl.  diventare cinque volte più grande.
quintuplice   agg.  che è formato di cinque parti; che ha cinque aspetti.
quintuplo   agg.  cinque volte maggiore  s.m.  quantità cinque volte maggiore.
quipo   o quipu [pr.  / 'kipu /], s.m.  [pl. quipos] nel perù precolombiano e probabilmente anche nel messico, insieme di cordicelle provviste di nodi e applicate a un sostegno, usato per calcoli e computi di vario genere; le diverse specie di nodi indicavano i numeri, mentre la loro diversa posizione indicava le decine, le centinaia ecc.
quiproquò   o qui pro quo, s.m.  scambio di una parola o di una cosa con un'altra: c'è stato un quiproquò. 
quipu    ⇨ quipo.
quiritario   agg.  dei quiriti: diritto quiritario, il diritto romano arcaico.
quirite   s.m.  il cittadino di roma antica; antico romano: il reduce quirite  (carducci) | usato anche come agg.  : la virtù quirite  (carducci).
quiritta   rar. quiritto, avv.  (ant.) qui, in questo luogo: perché assiso / quiritto se'?  (dante purg.  iv, 124-125) | ora, in questo momento: tu sai ch'io son quiritto sbandito  (boccaccio).
quisling   s.m. invar.  durante la seconda guerra mondiale, capo di un governo fantoccio asservito ai tedeschi | (estens.) uomo di stato asservito agli interessi dello straniero invasore; collaborazionista.
quisquilia   s.f.    • 1 •   cosa di poca o nessuna importanza: litigare per delle quisquilie    • 2 •   (ant.) impurità: così de li occhi miei ogne quisquilia / fugò beatrice col raggio d'i suoi  (dante par.  xxvi, 76-77).
quissimile    ⇨ quidsimile.
quistione   e deriv.   ⇨ questione e deriv. 
quitanza   quittanza  ⇨ quietanza.
quivi   avv.  (lett.)    • 1 •   lì, nel luogo di cui si parla (lontano da chi parla e da chi ascolta)    • 2 •   in quel momento: peccatori infino a l'ultima ora; / quivi lume del ciel ne fece accorti  (dante purg.  v, 53-54).
quiviritta   avv.  (ant.) quiritta.
quiz   s.m. invar.  domanda, quesito che si pone ai partecipanti a un gioco, a un concorso e anche, da qualche tempo, ai candidati a un esame per valutarne la preparazione; talvolta al quesito si fanno seguire diverse risposte, tra le quali il concorrente o candidato deve indicare quella esatta: i quiz dell'esame di guida; gioco, concorso a quiz '  il gioco, il concorso stesso basato su una serie di quesiti a cui il concorrente deve dare la risposta esatta: partecipare a un quiz radiofonico, televisivo; un quiz a premi. 
quodlibet   o quolibet, s.m.  [pl. invar.  o quodlìbeti, quolìbeti]    • 1 •   denominazione delle questioni (quaestiones) che nel medioevo venivano discusse pubblicamente nelle università su argomenti proposti dagli ascoltatori    • 2 •   (mus.) composizione di carattere scherzoso, fiorita soprattutto nei secc. xvi-xvii, in cui si succedevano o si fondevano melodie contrastanti sia per il tono sia formalmente.
quodlibetale   agg.  relativo ai quodlibet.
quolibet    ⇨ quodlibet.
quondam   avv.  una volta, un tempo, in passato (spec. scherz.): il tal dei tali, quondam direttore generale  | davanti al nome di un defunto di cui si menziona il figlio (come l'it. fu): luigi rossi, del quondam giuseppe. 
quorum   s.m. invar.  quota minima, calcolata numericamente o in percentuale, dei voti espressi o dei votanti, richiesta perché una elezione o una delibera sia valida.
quota   s.f.    • 1 •   parte di un tutto, in quanto spetta o si riferisce a qualcuno o a qualcosa: in partic., somma che ciascun membro di un gruppo di persone legate da un interesse comune deve pagare o riscuotere: le quote di una proprietà; versare la propria quota; quota d'iscrizione, di partecipazione, di abbonamento; quota capitale  | quota di ammortamento, (econ.) misura in cui il costo di un bene capitale concorre alla determinazione dei costi di esercizio | quota parte, (dir.) quota di una cifra da pagare che resta a carico di una delle parti contrattualmente obbligate a pagare insieme l'intera cifra    • 2 •   (dir.) ciascuna delle parti in cui è diviso il capitale di una società a responsabilità limitata    • 3 •   (fin.) certificato emesso dai fondi comuni di investimento    • 4 •   in topografia, distanza tra un punto e la sua proiezione su un piano orizzontale di riferimento, che in genere è il livello del mare: un rifugio di montagna a quota 3000; raggiungere quota 2500  | (estens.) altezza dal suolo: volare ad alta, bassa quota; prendere, perdere quota, si dice, rispettivamente, di aereo che si alza in volo o che si abbassa; (fig.) si dice di attività in progresso o, rispettivamente, in regresso | (estens.) zona, località collocata a una certa altezza sul livello del mare, spec. se sprovvista di denominazione specifica: si combatté a quota 335    • 5 •   (fig.) livello, altezza di una valutazione, di un valore; in borsa, il singolo corso o più spesso l'insieme dei singoli corsi: la quota (azionaria) è salita  | essere a quota 20, nel calcolo di un punteggio; essere a quota zero, essere al punto di partenza    • 6 •   nei concorsi come totocalcio, totip e sim., la somma spettante a ciascun vincitore, che risulta dalla divisione del montepremi per il numero di tutti i vincitori | nelle scommesse sui cavalli o su altro, cifra che esprime il multiplo della posta che sarà pagato in caso di vincita: le quote del totalizzatore. 
quotalite   o quota lite, s.f.  [pl. quotelite] (dir.) patto, vietato dalla legge, tra il cliente e l'avvocato, per cui il primo promette come compenso della prestazione professionale una parte di ciò che è oggetto della contestazione, se vincerà la causa.
quotalizio   s.m.  (dir.) quotalite.
quotare   v. tr.  [io quòto ecc]    • 1 •   stabilire la quota che ciascuno deve pagare: i soci furono quotati per diecimila lire    • 2 •   fissare il prezzo in borsa e nel mercato dei cambi: quotare un titolo    • 3 •   assegnare a un cavallo, a un concorrente la quota per le scommesse, in base alle probabilità che si ritiene abbia di vincere    • 4 •   valutare, stimare: quotare un dipinto, un oggetto prezioso    • 5 •   in un rilevamento topografico, misurare e segnare le quote dei vari punti del terreno: quotare la cima di un colle  | quotarsi v. rifl.  partecipare a una contribuzione fissando la propria quota: quotarsi per una data somma. 
quotato   part. pass.  di quotare  agg.    • 1 •   che ha una quotazione: titoli quotati in borsa | cavallo quotato a tre, a cinque, a dieci, cavallo che in caso di vittoria frutterà, a chi ha scommesso una posta su di esso, una somma tre, cinque, dieci volte maggiore    • 2 •   (fig.) stimato, apprezzato: uno studioso molto quotato. 
quotatura   s.f.  nel disegno tecnico, operazione consistente nel segnare tutte le quote relative alle singole parti rappresentate.
quotazione   s.f.    • 1 •   il quotare, l'essere quotato; valutazione, stima | prezzo di un titolo o di una merce risultante dalle contrattazioni di borsa; ammissione alla quotazione, ammissione in borsa di un titolo, di una società | nel mercato dei cambi, tasso di cambio quotidiano delle diverse monete    • 2 •   livello di valore, di valutazione: quotazione di mercato  | (fig.) grado di considerazione e di stima di cui qualcuno gode in relazione alla sua attività: la quotazione di un artista; un cantante che ha una buona quotazione. 
quotidianità   s.f.    • 1 •   l'essere quotidiano, abituale; il verificarsi quotidianamente    • 2 •   la vita, la realtà di tutti i giorni.
quotidiano   lett. cotidiano, agg.    • 1 •   che è di ogni giorno; che avviene ogni giorno: lavoro quotidiano; una distribuzione quotidiana di viveri; stampa quotidiana, i giornali che si pubblicano ogni giorno | il pane quotidiano, (fig.) quanto è necessario per vivere, anche in senso spirituale (l'espressione deriva da un versetto della preghiera del «padre nostro»)    • 2 •   (fig.) normale, usuale: la lingua quotidiana, il parlar familiare; gli abiti quotidiani, che si indossano tutti i giorni  s.m.  giornale che si pubblica ogni giorno: i quotidiani del mattino, della sera; un quotidiano d'informazione, sportivo; un importante quotidiano indipendente  [ill. giornale] § quotidianamente avv.  ogni giorno.
quotista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] socio di una società a responsabilità limitata.
quotizzare   v. tr.  dividere in quote, in parti determinate: quotizzare un terreno, lottizzarlo.
quotizzazione   s.f.  il quotizzare, l'essere quotizzato.
quoto   s.m.  (mat.) quoziente di una divisione senza resto | (estens.) quoziente di una divisione qualsiasi.
quoziente   s.m.    • 1 •   (mat.) risultato della divisione, cioè il numero che moltiplicato per il divisore e sommato al resto dà il dividendo; numero che indica quante volte il divisore è contenuto nel dividendo    • 2 •   indice numerico che esprime un rapporto statistico: quoziente di mortalità  | quozienti finanziari, indicatori della situazione finanziaria dell'impresa usati nell'analisi dei bilanci | quoziente elettorale, numero di voti validi necessario perché una lista ottenga un seggio | quoziente d'intelligenza, quoziente intellettuale, (psicol.) il rapporto tra l'età mentale, determinata mediante particolari prove psicologiche, e l'età cronologica di un soggetto | quoziente respiratorio, (med) rapporto tra l'ossigeno assunto e l'anidride carbonica emessa nel corso della respirazione.
r   s.f.  o m.  diciottesima lettera dell'alfabeto (sedicesima dell'alfabeto italiano tradizionale) il cui nome è erre; in it. rappresenta la consonante liquida vibrante | r come roma, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. r  è sigla automobilistica della romania) e abbreviazioni (p. e. r.  può stare per regio, reale, reverendo, raccomandata, ricevuta ecc. ; r. , per nomi propri di persona come rodolfo, ruggero, rita ecc.) | r, (fis.) simbolo della resistenza elettrica | r, (mat.) simbolo del raggio di un cerchio | r, nei manoscritti e nelle antiche stampe, indica il recto di un foglio; in numismatica, la faccia anteriore della moneta.
ra-  ra-  ⇨ ri-.
rabarbaro   ant. o pop. rabarbero, reobarbaro, s.m.    • 1 •   pianta erbacea originaria dell'asia, con infiorescenze giallastre e grandi foglie; dal rizoma si ricava una sostanza amara medicinale (fam.  poligonacee)    • 2 •   liquore amaro, digestivo, preparato con il rizoma polverizzato del rabarbaro.
rabattino   s.m.  (fam.) chi si arrabatta per vivere.
rabazza   meno com. rabbazza, s.f.  (mar.) nei velieri, la parte inferiore di un albero di gabbia o di un alberetto.
rabbaruffare   v. tr.  (tosc. non com.) scompigliare, mettere in disordine.
rabbaruffato   part. pass.  di rabbaruffare   agg.  (tosc. non com.)    • 1 •   arruffato, disordinato    • 2 •   si dice di persona o di animale che rechi le tracce visibili di una baruffa recente.
rabbattere   v. tr.  (non com.) socchiudere i battenti di una porta, di una finestra | rabbattersi v. rifl.  (non com.) imbattersi, incontrarsi di nuovo.
rabbazza    ⇨ rabazza.
rabbellire    ⇨ riabbellire.
rabberciamento   s.m.  il rabberciare, l'essere rabberciato.
rabberciare   v. tr.  [io rabbèrcio ecc.] accomodare, mettere a posto alla meglio: rabberciare un vestito  | (fig.) correggere e sistemare in qualche modo: rabberciare un articolo, un testo; un'opera rabberciata, raffazzonata.
rabberciatura   s.f.  l'effetto del rabberciare; la cosa rabberciata.
rabbi   s.m.  termine di rispetto, usato soprattutto nell'antichità, per designare il rabbino. 
rabbia   s.f.    • 1 •   (vet., med.) grave malattia infettiva di origine virale, che colpisce vari animali (cani, gatti, lupi, volpi ecc.) e dal morso di questi può essere trasmessa all'uomo; si manifesta con spasmi laringo-faringei a contatto con l'acqua (idrofobia), stato di agitazione, paralisi dei muscoli della respirazione e della deglutizione    • 2 •   violenta irritazione, provocata da gravi contrarietà e spesso esacerbata da un senso d'impotenza; ira, collera: essere divorato dalla rabbia; parole piene di rabbia; essere in preda alla rabbia; rispondere, reagire con rabbia  | prov.  : chi tutto vuole, di rabbia muore.  dim. rabbietta, rabbiuccia  pegg. rabbiaccia    • 3 •   dispetto, disappunto, stizza: sono atteggiamenti che fanno rabbia; mi fa una rabbia!    • 4 •   (lett.) furia, violenza sfrenata: la rabbia del mare, dei venti; ben provide natura al nostro stato, / quando de l'alpi schermo / pose fra noi e la tedesca rabbia  (petrarca canz.  cxxviii, 33-35)    • 5 •   accanimento: lavorare con rabbia    • 6 •   (non com.) grande desiderio, avidità: rabbia di denaro. 
rabbico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) della rabbia, che concerne la rabbia.
rabbinato   s.m.    • 1 •   dignità di rabbino    • 2 •   l'insieme dei rabbini di una data regione: il rabbinato italiano. 
rabbinico   agg.  [pl. m. -ci] di rabbino, dei rabbini: seminario rabbinico. 
rabbinismo   s.m.  l'insieme delle dottrine, trasmesse dai rabbini, che riguardano l'interpretazione della legge tradizionale del giudaismo.
rabbino   s.m.  presso gli ebrei, titolo di dottore della legge e guida spirituale e religiosa di una comunità rabbi.
rabbio   s.m.  rete a forma di sacco, usata per pescare in prossimità della spiaggia.
rabbioso   agg.    • 1 •   (vet. , med.) che è malato di rabbia: un cane rabbioso    • 2 •   che si lascia trasportare facilmente dall'ira; pieno di rabbia, in preda alla rabbia: un uomo rabbioso; se ne stava rabbioso in disparte  | riferito ad atti, che rivela, che manifesta uno stato di collera: un gesto rabbioso; lanciare occhiate rabbiose.  dim. rabbiosetto, rabbiosino, rabbiosuccio  pegg. rabbiosaccio    • 3 •   furioso, accanito, violento: rabbiose raffiche di vento; amore, odio rabbioso; è riuscito a vincere con uno scatto rabbioso  § rabbiosamente avv. 
rabboccare   v. tr.  [io rabbócco, tu rabbócchi ecc.] riempire un recipiente fino alla bocca, fino all'orlo; in partic., colmare di liquido un recipiente non completamente pieno: rabboccare una bottiglia di vino, un fiasco d'olio  | (estens.) ripristinare il livello iniziale di un liquido parzialmente consumato: rabboccare l'olio del motore. 
rabboccatura   s.f.  l'operazione del rabboccare (fiaschi, bottiglie, recipienti).
rabbocco   s.m.  [pl. -chi] rabboccatura.
rabbonacciare   v. tr.  [io rabbonàccio ecc.] (non com.)    • 1 •   riportare in bonaccia    • 2 •   (fig.) calmare | rabbonacciarsi v. rifl.  (non com.)    • 1 •   tornare in bonaccia: il mare si rabbonacciò    • 2 •   (fig.) calmarsi, placarsi, distendersi; quietarsi.
rabbonire   v. tr.  [io rabbonisco, tu rabbonisci ecc.] far tornare tranquillo, buono: nessuno riuscì a rabbonirlo  | rabbonirsi v. rifl.  calmarsi, placarsi, distendersi: era molto arrabbiato, ma poi si è rabbonito. 
rabbracciare    ⇨ riabbracciare.
rabbriccicare   v. tr.  [io rabbrìccico, tu rabbrìccichi ecc.] (non com.) accomodare, riunire, raccogliere alla meglio.
rabbrividire   v. intr.  [io rabbrividisco, tu rabbrividisci ecc. ; aus. essere, rar. avere] avere, sentire i brividi, per una sollecitazione fisica oppure per un senso di orrore o di ripulsione: rabbrividire per il freddo, di paura; un racconto che fa rabbrividire. 
rabbruscare   v. intr.  [io rabbrusco, tu rabbruschi ecc. ; aus. essere], rabbruscarsi v. rifl.  (tosc.)    • 1 •   del tempo, turbarsi, rannuvolarsi    • 2 •   (fig.) di persona, perdere il buon umore, rabbuiarsi, incupirsi.
rabbuffamento   s.m.  (non com.) il rabbuffare, l'essere rabbuffato.
rabbuffare   ant. rabuffare v. tr.    • 1 •   scompigliare, sconvolgere, arruffare: il vento gli rabbuffò i capelli    • 2 •   (fig.) fare un rabbuffo; sgridare | rabbuffarsi v. rifl.  minacciare tempesta (detto del tempo, del mare) | v. rifl.  (ant.) azzuffarsi, accapigliarsi: per che l'umana gente si rabuffa  (dante inf.  vii, 63).
rabbuffata   s.f.  (fam.) rabbuffo.
rabbuffato   part. pass.  di rabbuffare  agg.    • 1 •   disordinato, scompigliato, arruffato: capelli rabbuffati    • 2 •   che minaccia tempesta: cielo, mare rabbuffato    • 3 •   accigliato, corrucciato: viso rabbuffato. 
rabbuffo   s.m.  forte rimprovero, severa sgridata: fare un rabbuffo a qualcuno. 
rabbuiarsi   v. rifl.  [io mi rabbùio ecc.]    • 1 •   diventare buio, farsi scuro: il cielo si sta rabbuiando    • 2 •   (fig.) farsi scuro in viso; assumere un'espressione accigliata, corrucciata: sentendo quelle parole si rabbuiò. 
rabdoceli   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli vermi turbellari che vivono nell'acqua o nel terreno umido; alcuni sono parassiti degli echinodermi | sing.  [-o] verme di tale ordine.
rabdomante   s.m.  e f.    • 1 •   chi esercita l'arte divinatoria servendosi di una bacchetta    • 2 •   (estens.) radioestesista.
rabdomantico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del rabdomante o della rabdomanzia: facoltà rabdomantica. 
rabdomanzia   s.f.    • 1 •   l'arte divinatoria del rabdomante    • 2 •   (estens.) radioestesia.
rabdomioma   s.m.  tumore benigno costituito da fibre muscolari lisce.
rabelesiano   o rabelaisiano [pr.  / rabele'zjano /], agg.  dello scrittore francese françois rabelais (1494-1553) o che si riferisce al suo stile, alla sua opera.
rabescare   v. tr.  [io rabésco, tu rabéschi ecc.] (non com.) arabescare: un fucile dalle canne rabescate. 
rabescatura   s.f.  (non com.) il rabescare; lavoro di rabeschi.
rabesco   s.m.  [pl. -schi] (non com.) arabesco.
rabicano   agg.  si dice del mantello del cavallo sauro, morello o baio, che abbia ciuffi di peli bianchi sparsi qua e là anche, del cavallo stesso che abbia un tale mantello  s.m.  cavallo rabicano.
rabido   agg.  (poet.) irato, rabbioso: sel vider pria giacer disteso avanti, / poi sorger, digrignar, rabido farsi  (caro).
rabuffare    ⇨ rabbuffare.
racano    ⇨ ragano.
raccapezzare   v. tr.  [io raccapézzo ecc.]    • 1 •   recuperare, raccogliere, mettere insieme con diligenza e fatica: raccapezzare una somma, delle notizie    • 2 •   trovare a stento, con difficoltà riuscire a capire: raccapezzare la via giusta; raccapezzare il senso di uno scritto  | raccapezzarsi v. rifl.  riuscire a orientarsi, a capire (usato spec. in frasi negative): in questo disordine non mi ci raccapezzo. 
raccapigliarsi   o riaccapigliarsi [ri-ac-ca-pi-gliàr-si], v. rifl.  [io mi raccapìglio ecc.] (non com.) accapigliarsi, azzuffarsi, litigare di nuovo.
raccapricciante   part. pres.  di raccapricciare   agg.  che suscita raccapriccio, ripugnanza: una visione, uno spettacolo, una scena raccapricciante. 
raccapricciare   tosc. raccapriccire, v. intr.  [io raccaprìccio ecc. ; aus. essere] sentire, provare raccapriccio: uno spettacolo che fa raccapricciare; raccapricciare di ribrezzo  | v. tr.  (ant.) provocare raccapriccio: fuor de la selva un picciol fiumicello, / lo cui rossore ancor mi raccapriccia  (dante inf.  xiv, 77-78).
raccapriccio   s.m.  turbamento profondo misto a orrore e ripugnanza: provare raccapriccio; pensare con raccapriccio a qualcosa. 
raccapriccire    ⇨ raccapricciare.
raccare   v. intr.  [io racco, tu racchi ecc. ; aus. avere] nel gergo marinaresco, vomitare a causa del mal di mare.
raccartocciare   v. tr.  [io raccartòccio ecc.] accartocciare | raccartocciarsi v. rifl.  accartocciarsi.
raccattacenere   s.m. invar.    • 1 •   (non com.) portacenere, posacenere    • 2 •   vassoio di lamiera posto sotto la griglia di un focolare o di una stufa per raccogliere le ceneri; ceneratoio.
raccattacicche   s.m. invar.  chi, nelle strade, raccoglie mozziconi di sigarette o sigari per usarne nuovamente il tabacco; ciccaiolo.
raccattafieno   s.m. invar.  sorta di rastrello meccanico che si usa per raccogliere il fieno sui prati.
raccattapalle   s.m. invar.  chi raccoglie le palle sul campo di tennis o il pallone durante una partita di calcio per restituirli ai giocatori.
raccattare   v. tr.    • 1 •   raccogliere da terra una cosa gettata o caduta: raccattare le cicche; raccattare le noci sotto l'albero    • 2 •   (fig.) raccogliere, mettere insieme a stento: raccattare un po' di soldi; raccattare firme, voti; raccattare notizie, malignità. 
raccattaticcio   s.m.  (tosc.) insieme di cose raccattate, trovate qua e là.
raccattatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi raccatta (anche fig.).
raccattatura   s.f.  l'operazione del raccattare; la cosa o l'insieme delle cose raccattate.
raccenciare   v. tr.  [io raccéncio ecc.] (tosc.) rattoppare, aggiustare alla meglio: raccenciare un vecchio cappotto  | (estens.) mettere insieme in qualche modo; comporre malamente: raccenciare una lettera  | raccenciarsi v. rifl.  (tosc.) rimettersi in sesto; riacquistare energia.
raccendere    ⇨ riaccendere.
raccerchiare   o riaccerchiare [ri-ac-cer-chià-re], v. tr.  [io raccérchio ecc.]    • 1 •   circondare di nuovo; accerchiare completamente    • 2 •   mettere di nuovo i cerchi alle ruote o alle botti.
raccertare   non com. riaccertare [ri-ac-cer-tà-re], v. tr.  [io raccèrto ecc.] accertare meglio, rendere più certo | raccertarsi v. rifl.  o intr. pron.  acquistare maggiore certezza; assicurarsi: a guisa d'uom che 'n dubbio si raccerta  (dante purg.  ix, 64).
racchetare   v. tr.  [io racchéto ecc.] (lett.) chetare, calmare, placare.
racchetta   (1) s.f.    • 1 •   attrezzo per il gioco del tennis, formato da un lungo manico e da un telaio ovale su cui è fissata una cordatura a rete; attrezzo più piccolo per il gioco del ping-pong, con manico corto e con il piano battente in legno ricoperto di gomma o di sughero ' racchetta da neve, telaio di legno con cordatura da applicarsi sotto le scarpe per camminare sulla neve | racchetta da sci, bastoncino da sci, provvisto, nella parte terminale, di un dischetto o altra espansione che gli impedisce di affondare nella neve. dim. racchettina  accr. racchettona, racchettone  (m.) pegg. racchettaccia    • 2 •   (estens.) tennista: essere un'abile racchetta. 
racchetta   (2) s.f.  sistema di segnalazione luminosa, mediante razzi, usato in guerra nel secolo scorso.
racchettare   v. intr.  [io racchétto ecc. ; aus. avere] nel gergo degli sciatori, avanzare spingendosi con i bastoncini.
racchettone   s.m.    • 1 •   accr.  di racchetta  | particolare racchetta da tennis di dimensioni più grandi del normale    • 2 •   sorta di grossa racchetta di legno, per giocare a rilanciarsi una palla.
racchio   (1) s.m.  (tosc.) piccolo grappolo stentato che resta sulla vite dopo la vendemmia.
racchio   (2) agg.  e s.m.  [f. -a] (fam.) che, chi è brutto, sgraziato.
racchiocciolarsi   v. rifl.  [io mi racchiòcciolo ecc.] (rar.) raggomitolarsi quasi in forma di chiocciola.
racchiudere   v. tr.  [coniugato come chiudere]    • 1 •   chiudere in sé, contenere (anche fig.): i gioielli erano racchiusi nello scrigno; un'espressione che racchiude molti significati    • 2 •   (ant.) imprigionare; trattenere: e son più anni / poscia passati ch'el fu sì racchiuso  (dante inf.  xxxiii, 137-138).
racciabattare   v. tr.  (non com.) acciabattare, accomodare alla meglio.
raccoccare   v. tr.  [io raccòcco, tu raccòcchi ecc.] (ant.) assestare un nuovo colpo.
raccoglibriciole   s.m. invar.  utensile costituito da una scatolina che contiene una piccola spazzola rotante incorporata; a fine pasto si passa sulla tovaglia per raccogliere le briciole di pane.
raccogliere   pop. o poet. raccorre, v. tr.  [coniugato come cogliere]    • 1 •   prendere, sollevare qualcosa, o anche qualcuno, da terra: raccogliere un cappello, il fazzoletto; raccogliere i feriti | raccogliere il guanto, (fig.) accettare una sfida    • 2 •   prendere qualcosa da terra, dove nasce o si trova abitualmente: raccogliere le castagne, le margherite, i funghi    • 3 •   (fig.) trarre, ottenere: raccogliere il frutto delle proprie fatiche; raccogliere consensi, approvazioni    • 4 •   radunare, riunire, mettere insieme (anche fig.): raccogliere le proprie cose prima di partire; raccogliere fondi, firme; raccogliere le proprie energie, le proprie idee  | collezionare: raccogliere monete antiche, francobolli    • 5 •   restringere, ripiegare: raccogliere le ali; raccogliere le vele, per entrare in porto, al termine della navigazione; raccogliere le gambe, tenerle unite, spec. nel nuoto    • 6 •   ricevere, accettare, accogliere: raccogliere un invito, una preghiera; un istituto che raccoglie l'infanzia abbandonata; non raccogliere un insulto, non prestarvi orecchio (anche assol.) | raccogliersi v. rifl.  radunarsi, riunirsi, stringersi attorno a qualcuno: raccogliersi intorno all'oratore  | detto di cose, ammassarsi, addensarsi: la nebbia si raccolse nella valle  | v. rifl.    • 1 •   concentrare, ripiegare, contrarre le proprie membra: il gatto si raccolse prima di spiccare il balzo    • 2 •   (fig.) volgere la mente, l'attenzione su qualcosa, evitando ogni distrazione; concentrarsi: raccogliersi in sé stesso; raccogliersi nella preghiera, nella meditazione. 
raccoglimento   s.m.  il raccogliersi spiritualmente; concentrazione, meditazione: pregare con raccoglimento; un minuto di raccoglimento, come forma di commemorazione di defunti.
raccogliticcio   agg.  [pl. f. -ce] raccolto a caso, qua e là (anche fig.): un esercito raccogliticcio; un libro messo insieme con materiale raccogliticcio; cultura raccogliticcia  s. m.  (non com.) insieme di persone o cose raccolte a caso; accozzaglia: non si tratta di un saggio, ma di un raccogliticcio di spunti disparati. 
raccoglitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi raccoglie, spec. per una collezione o per un'antologia: un raccoglitore di francobolli, di canti popolari    • 2 •   cartella per tenere documenti, schede, lettere e sim.  agg.  che raccoglie | popolo raccoglitore, (etnol.) che integra con la raccolta diretta di frutti della terra l'alimentazione offerta dalla caccia e dalla pesca.
raccoglitrice   s.f.  macchina per la raccolta automatica di prodotti agricoli.
raccolta   s.f.    • 1 •   il raccogliere i frutti della terra; i frutti raccolti: la raccolta delle mele, delle castagne; una raccolta abbondante, scarsa    • 2 •   (estens.) il raccogliere cose; l'insieme delle cose raccolte, spec. se a scopo di collezione: organizzare la raccolta di fondi, di firme; fare la raccolta di francobolli, di monete; una grande raccolta di quadri fiamminghi    • 3 •   (med.) accumulo di materiali organici patologici in una cavità o nei tessuti: raccolta di pus    • 4 •   riunione, adunata: sonare a raccolta | chiamare a raccolta, far convenire, riunire, raccogliere (anche fig.): chiamare a raccolta tutte le proprie forze    • 5 •   (banc.) l'insieme del denaro che una banca riceve in deposito    • 6 •   (sport) il restringere le gambe prima del tuffo o nel nuoto.
raccolto   part. pass.  di raccogliere  agg.    • 1 •   stretto, tenuto insieme: capelli raccolti sulla nuca    • 2 •   rannicchiato: stare tutto raccolto    • 3 •   (fig.) concentrato, intento: stare raccolto in preghiera  | contenuto, composto: atteggiamento raccolto; allegrezza raccolta    • 4 •   (fig.) tranquillo, appartato, intimo: un ambiente molto raccolto   s.m.  il complesso dei frutti, la quantità di cereali o foraggio raccolti nel corso dell'annata: raccolto buono, cattivo, abbondante, scarso  § raccoltamente avv.  con raccoglimento, con concentrazione | con compostezza.
raccomandabile   agg.  che si può raccomandare, che è da raccomandarsi: una lettura raccomandabile; un soggetto poco raccomandabile, di cui è bene non fidarsi.
raccomandare   v. tr.    • 1 •   affidare alla protezione o all'aiuto altrui: ti raccomando mio figlio  | raccomandare l'anima a dio, prepararsi a morire    • 2 •   (lett.) affidare, assicurare: raccomandare alla memoria    • 3 •   intercedere a favore di qualcuno perché venga agevolato: raccomandare un candidato al concorso    • 4 •   (non com.) spedire una lettera o un pacco per raccomandata    • 5 •   (non com.) attaccare, assicurare saldamente: raccomandare la corda agli ormeggi    • 6 •   consigliare, suggerire; sollecitare: è un ottimo albergo, te lo raccomando; raccomandare l'ubbidienza, la disciplina, il silenzio  | mi raccomando!, formula esortativa: non lo dire a nessuno, mi raccomando!  | raccomandarsi v. rifl.  chiedere, implorare protezione, aiuto, favore e sim.; affidarsi, rimettersi: raccomandarsi alla madonna; raccomandarsi alla clemenza dei giudici  | raccomandarsi alle proprie gambe, (scherz.) fuggire | un prodotto, un'opera ecc. che si raccomanda da sé, che s'impone al pubblico per le sue qualità intrinseche.
raccomandata   s.f.  lettera o plico che le poste registrano contro pagamento di una speciale tassa, rilasciandone ricevuta al mittente e assicurandone l'inoltro al destinatario; anche, la forma di spedizione postale che avviene in questo modo: fare una raccomandata; inviare, spedire una lettera per raccomandata  | raccomandata con avviso di ricevimento  (o raccomandata a. r.), per la quale il destinatario firmerà ricevuta che sarà rispedita al mittente.
raccomandatario   s.m.  [f. -a] colui al quale è stata raccomandata o affidata qualcosa; in partic., nel diritto della navigazione, chi rappresenta un armatore fuori dalla sua sede.
raccomandatizia   agg.  e s.f.  (non com.) solo in (lettera) raccomandatizia, lettera di raccomandazione; commendatizia.
raccomandato   part. pass.  di raccomandare  agg.  spedito per raccomandata: lettera raccomandata; pacco raccomandato  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi gode di una particolare protezione che lo pone in condizioni di privilegio rispetto agli altri: un concorrente raccomandato | un raccomandato di ferro, (scherz.) chi ha protettori potenti e riesce perciò ad affermarsi comunque.
raccomandatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi raccomanda.
raccomandatorio   agg.  (non com.) che raccomanda, che contiene una raccomandazione: lettera raccomandatoria. 
raccomandazione   s.f.    • 1 •   il raccomandare, il raccomandarsi, l'essere raccomandato: rivolgere ai giudici una raccomandazione di clemenza | raccomandazione dell'anima, le preghiere che il sacerdote recita per un agonizzante dopo avergli somministrato l'unzione degli infermi    • 2 •   segnalazione di una persona a chi si ritiene possa agevolarla: lettera di raccomandazione; fare carriera a forza di raccomandazioni.  dim. raccomandazioncella, raccomandazioncina    • 3 •   consiglio affettuoso e sollecito; anche, esortazione autorevole, pressante: le raccomandazioni della mamma, del medico    • 4 •   spedizione di una lettera o di un pacco per raccomandata; l'affrancatura a ciò necessaria: tassa di raccomandazione    • 5 •   compimento delle operazioni collegate alla partenza e all'arrivo delle navi nei porti    • 6 •   (dir.) fonte del diritto comunitario europeo che non comporta la nascita di obblighi giuridici internazionali; pertanto, perché abbia efficacia negli stati interessati, necessita di una norma attuativa interna ai singoli stati.
raccomandigia   s.f.  [pl. -gie  o -ge] (ant.) raccomandazione.
raccomodamento   s.m.  il raccomodare, l'essere raccomodato (anche fig.).
raccomodare   v. tr.  [io raccòmodo ecc.] rimettere una cosa in buono stato, in ordine, a posto (anche fig.): raccomodare un orologio; raccomodare le calze, rammendarle; raccomodarsi la cravatta, riassestarsela; raccomodare un guaio, una malefatta, porvi riparo.
raccomodatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi raccomoda.
raccomodatura   s.f.  il raccomodare, l'essere raccomodato: una buona, una cattiva raccomodatura  (di un oggetto).
raccompagnare    ⇨ riaccompagnare.
raccomunare   v. tr.  (non com.) accomunare di nuovo; riaccomunare | raccomunarsi v. rifl.  (ant.) riunirsi.
racconciamento   s.m.  (rar.) il racconciare, il racconciarsi, l'essere racconciato.
racconciare   v. tr.  [io raccóncio ecc.] (non com.) acconciare di nuovo, rimettere a posto, riparare (anche fig.): che val perché ti racconciasse il freno / iustiniano, se la sella è vota?  (dante purg.  vi, 88-89) | racconciarsi v. rifl.  del tempo, tornare bello, rasserenarsi | v. rifl.  (ant.) rappacificarsi.
racconciatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi racconcia; riparatore.
racconciatura   s.f.  (rar.) il racconciare, l'essere racconciato; la cosa stessa racconciata.
racconcio   agg.  [pl. f. -ce] (ant.) racconciato, aggiustato: salì sulla scala già presso che racconcia dal lavoratore  (boccaccio dec.  viii, 7).
racconsolare   v. tr.  [io racconsólo ecc.] (lett.) riconfortare, consolare.
raccontabile   agg.  che si può raccontare: una storiella non raccontabile, perché salace, spinta.
raccontafavole   s.m. invar.  (non com.) chi racconta frottole, cose immaginarie; bugiardo.
raccontare   v. tr.  [io raccónto ecc.] esporre a voce o per iscritto un fatto, un evento, reale o immaginario; narrare: raccontare una favola, la trama di un film; raccontare i propri guai, balle, frottole; raccontare per filo e per segno, non tralasciando il più piccolo particolare ' saperla raccontare bene!, (iron.) si dice di chi inventa e racconta frottole sfacciatamente | non la racconti bene!, (iron.) si dice a chi racconta frottole in modo non credibile ' raccontarne delle belle  (o di tutti i colori), riferire cose insolite, sorprendenti ' a me la vieni a raccontare?, (fam.) proprio a me vieni a dire queste cose? (a me che non c'entro nulla, o che so già tutto, o che so bene trattarsi di una menzogna) | vai a raccontarla altrove!, non credo affatto a ciò che riferisci.
raccontatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi racconta; narratore.
racconto   s.m.    • 1 •   il raccontare: fare un racconto dettagliato dell'accaduto; cominciare, terminare il racconto; all'inizio, a metà del racconto    • 2 •   il fatto raccontato: racconto popolare, storico, leggendario    • 3 •   componimento in prosa che descrive una vicenda inventata, ma per lo più di carattere realistico, di estensione minore rispetto al romanzo: un volume di racconti. 
raccorciamento   s.m.  il raccorciare, il raccorciarsi, l'essere raccorciato.
raccorciare   non com. riaccorciare [ri-ac-cor-cià-re], tosc. raccorcire, v. tr.  [io raccórcio ecc.] rendere più corto o più breve; accorciare, abbreviare: raccorciare le maniche; raccorciare i tempi di lavoro  | raccorciarsi v. rifl.  diventare più corto o più breve: le giornate si sono raccorciate. 
raccorcio   agg.  (lett.) raccorciato.
raccorcire    ⇨ raccorciare.
raccordare   (1) v. tr.  [io raccòrdo ecc.] mettere in comunicazione, collegare per mezzo di un raccordo (due strade, due linee ferroviarie, due tubi ecc.).
raccordare   (2) v. tr.  [io raccòrdo ecc.]    • 1 •   munire di corde il telaio di una racchetta da tennis    • 2 •   rifare l'accordatura di uno strumento musicale.
raccordatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi raccorda.
raccordatura   s.f.    • 1 •   il raccordare una racchetta da tennis; le corde stesse montate    • 2 •   il raccordare uno strumento musicale.
raccorderia   s.f.  (mecc.) insieme, corredo di raccordi.
raccordo   s.m.  elemento, braccio, tratto che serve di collegamento; in partic., elemento tubolare, gener. filettato alle estremità, impiegato per collegare due o più tratti non allineati di una tubazione, oppure due tratti di diverso diametro: raccordo a gomito, a croce, a t, a y  | raccordo (stradale, ferroviario), tronco di strada o di binario che collega tra loro due altre strade o binari immettendosi in essi tangenzialmente | raccordo anulare, strada di circonvallazione ad anello, che raccorda tutte le strade che si diramano da una città.
raccorgersi   v. rifl.  [coniugato come accorgersi] (ant.) riconoscere l'errore, ravvedersi: al cui dire / lo popol disviato si raccorse  (dante par.  xii, 44-45).
raccorre    ⇨ raccogliere.
raccosciarsi   v. rifl.  [io mi raccòscio ecc.] (ant.) lo stesso che accosciarsi : ond'io tremando tutto mi raccoscio  (dante inf.  xvii, 123).
raccostamento   s.m.  il raccostare, il raccostarsi, l'essere raccostato (anche fig.).
raccostare   v. tr.  [io raccòsto ecc.]    • 1 •   avvicinare: raccostare la sedia alla parete    • 2 •   (fig.) mettere a confronto, paragonare: raccostare due tinte, due voci    • 3 •   (non com.) riaccostare | raccostarsi v. rifl.    • 1 •   accostarsi, avvicinarsi    • 2 •   (non com.) riaccostarsi.
raccozzamento   s.m.  (non com.) il raccozzare, il raccozzarsi, l'essere raccozzato.
raccozzare   v. tr.  [io raccòzzo ecc.] mettere insieme, come capita o con difficoltà: riuscì a raccozzare pochi soldi  | raccozzarsi v. rifl.    • 1 •   (rar.) radunarsi in fretta    • 2 •   (ant.) incontrarsi casualmente, imbattersi    • 3 •   (ant.) trovarsi o mettersi d'accordo.
racemato   agg.  (chim.) racemico  s.m.  (chim.) composto racemico.
racemico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di ogni composto che non fa ruotare il piano della luce polarizzata perché formato dalle due forme otticamente attive (destro- e levo-) della stessa sostanza.
racemifero   agg.  (poet.) che produce, che porta racemi.
racemizzare   v. tr.  (chim.) produrre un composto racemico mediante una racemizzazione.
racemizzazione   s.f.  (chim.) passaggio di una sostanza allo stato di composto racemico.
racemo   s.m.    • 1 •   (bot.) grappolo, spec. d'uva    • 2 •   (arch.) motivo ornamentale in forma di grappolo    • 3 •   (chim.) composto racemico.
racemoso   agg.  (bot.) che porta racemi; che ha forma di racemo.
racer   s.m. invar.    • 1 •   cavallo da corsa    • 2 •   motoscafo da competizione.
rachi   s.m.  liquore tipico di alcune zone della penisola balcanica, che si ricava dalla distillazione delle fecce.
rachi-  rachi- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica e medica, formate modernamente, dal gr. rháchis  'spina dorsale' (rachicentesi).
rachialgia   s.f.  (med.) dolore localizzato alla colonna vertebrale.
rachianestesia   s.f.  (med.) anestesia spinale che si realizza iniettando l'anestetico nel liquido rachideo all'altezza del quarto spazio intervertebrale lombare.
rachicentesi   s.f.  (med.) puntura lombare.
rachide   s.f.    • 1 •   (anat.) colonna vertebrale    • 2 •   (zool.) l'asse delle penne degli uccelli dal quale partono le barbe    • 3 •   (bot.) l'asse principale di un'infiorescenza; la nervatura centrale di una foglia; nelle foglie composte, la parte distale del picciolo.
rachideo   agg.  (anat.) della rachide, della colonna vertebrale: liquido rachideo. 
rachidiano   agg.  (anat.) rachideo.
rachischisi   s.f.  (med.) malformazione congenita della colonna vertebrale, che presenta una fessura verticale nell'arco posteriore di una o più vertebre; è detta anche spina bifida. 
rachitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) che è affetto da rachitismo, che presenta postumi di rachitismo: un bambino rachitico; torace rachitico    • 2 •   (estens.) poco sviluppato: un albero rachitico   s.m.  [f. -a] (med.) chi è affetto da rachitismo.
rachitide   s.f.  (med.) rachitismo.
rachitismo   s.m.  (med.) malattia dell'infanzia dovuta a un difetto di calcificazione delle ossa per deficienza di vitamina d.
racimolare   tosc. gracimolare, v. tr.  [io racìmolo ecc.]    • 1 •   (non com.) raccogliere i racimoli dopo la vendemmia    • 2 •   (fig.) raccogliere a poco a poco, a fatica e con poco frutto: racimolare una piccola somma; racimolare notizie. 
racimolatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi racimola (anche fig.).
racimolatura   s.f.  (non com.) l'operazione del racimolare, dopo la vendemmia.
racimolo   tosc. gracimolo, s.m.    • 1 •   ciascun rametto di un grappolo d'uva; piccolo grappolo d'uva. dim. racimoletto, racimolino    • 2 •   (fig. rar.) piccolo residuo di qualcosa.
raciniano   agg.  del tragediografo francese jean racine (1639-1699) o che si riferisce al suo stile, alla sua opera.
rack   s.m. invar.  mobiletto a più ripiani che contiene gli apparecchi di un impianto stereofonico ad alta fedeltà.
racket   s.m. invar.  organizzazione della malavita che controlla determinati settori di attività economica, estorcendo denaro o altri beni con la violenza, l'intimidazione e il ricatto: il racket della prostituzione, delle case da gioco. 
racquetare   non com. racquietare, v. tr.  [io racquèto ecc.] (lett.) rendere quieto, calmare | racquetarsi v. rifl.  calmarsi, quietarsi: e si racqueta poi che 'l pasto morde  (dante inf.  vi, 29).
racquistare   e deriv.   ⇨ riacquistare e deriv. 
rad   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della dose di radiazione ionizzante assorbita per unità di massa di materia irradiata; corrisponde a un'energia ionizzante di un centesimo di joule per chilogrammo di sostanza ionizzata; nel sistema internazionale è sostituita dal gray, che corrisponde a 100 rad.
rada   s.f.  larga insenatura riparata, naturale o artificiale, adatta all'ancoraggio delle navi.
radar   s.m. invar.  apparecchio che, generando e utilizzando microonde, serve per la ricerca e la localizzazione di oggetti o bersagli fissi o semoventi, per la radioguida di aeromobili ecc. ' radar nautico, usato dalle navi per la navigazione di notte, con nebbia o in avverse condizioni di visibilità, allo scopo di evitare collisioni  agg. invar.  di, relativo al radar: schermo radar | uomini radar, nell'uso giornalistico, controllori di volo.
radarabile   agg.  radarriflettente.
radaraltimetro   s.m.  altimetro che effettua rilevamenti sfruttando un radar a impulsi.
radarassistenza   s.f.  assistenza mediante radar alla navigazione aerea o marittima.
radarastronomia   s.f.  settore della radioastronomia che prevede l'impiego di radar.
radarfaro   s.m.  tipo speciale di radiofaro per radarassistenza aerea o marittima, che emette segnali che consentono di localizzarlo solo quando lo si cerchi espressamente per mezzo di un particolare radar di bordo.
radargeodesia   s.f.  settore della geodesia che usa i radar a fini di indagine.
radargeodetico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla radargeodesia.
radarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] operatore del radar.
radaristica   s.f.  complesso delle tecniche di costruzione e uso dei radar: radaristica militare, civile. 
radarlocalizzazione   s.f.  localizzazione di un oggetto mediante radar.
radarmeteorologia   s.f.  branca della meteorologia che utilizza apparecchiature radar per lo studio del comportamento dei venti in quota, della dinamica dei cicloni ecc.
radarmeteorologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla radarmeteorologia.
radarnavigazione   s.f.  navigazione aerea e marittima con l'ausilio del radar.
radar-relè  radar-relè s.m. invar.  (mil.) sistema per la sorveglianza di vasti territori che utilizza radar istallati su aeromobili o su satelliti artificiali.
radarriflettente   agg.  che riflette i segnali radar e quindi è localizzabile mediante un radar.
radarsonda   s.f.  aerostato dotato di radar per rilevamenti meteorologici.
radarspoletta   s.f.  dispositivo d'innesco usato nei missili antiaerei, basato sul principio del radar, che emette un radiosegnale continuo e viene azionato dall'eco prodotto dal bersaglio; è detta anche, impropriamente, radiospoletta. 
radartachimetro   s.m.  piccolo radar per misurare la velocità di avvicinamento o di allontanamento di un corpo in moto, spec. di un veicolo.
radartecnica   s.f.  parte della radiotecnica che studia la progettazione dei radar in relazione ai loro possibili impieghi.
radarterapia   s.f.  (med.) fisioterapia che sfrutta la capacità di penetrazione delle onde radar all'interno del corpo.
radartopografia   s.f.  settore della topografia che si avvale dei radar a scopi di rilevamento.
radartopografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla radartopografia.
radazza    ⇨ redazza.
raddensamento   s.m.  (non com.) il raddensare, il raddensarsi, l'essere raddensato.
raddensare   v. tr.  [io raddènso ecc.] rendere più denso, più fitto; addensare | raddensarsi v. rifl.  diventare più denso, più fitto: fumo, vapore che si raddensa; le nuvole incominciavano a raddensarsi nel cielo. 
raddensatore   agg.  [f. -trice] che raddensa  s.m.  ciò che serve a raddensare.
raddimandare    ⇨ raddomandare.
raddirizzare   e deriv.   ⇨ raddrizzare e deriv. 
raddobbare   v. tr.  [io raddòbbo ecc.] (mar.) riparare una nave dai danni e dalle avarie subite.
raddobbo   s.m.  (mar.) riparazione delle avarie di una nave ' bacino di raddobbo, bacino di carenaggio.
raddolcimento   s.m.    • 1 •   (non com.) il raddolcire, il raddolcirsi, l'essere raddolcito    • 2 •   (ling.) palatalizzazione.
raddolcire   v. tr.  [io raddolcisco, tu raddolcisci ecc.]    • 1 •   rendere dolce o più dolce, addolcire (spec. fig.): raddolcire il tono della voce; raddolcire una pena    • 2 •   diminuire la durezza e la fragilità di un acciaio o di una lega con opportuni trattamenti termici | raddolcirsi v. rifl.  divenire più dolce, meno aspro (spec. fig.): l'aria si è raddolcita; con gli anni il suo carattere si è raddolcito. 
raddomandare   o raddimandare, v. tr.  (ant.) richiedere ciò che una volta era in nostro possesso; ridomandare.
raddoppiamento   s.m.    • 1 •   il raddoppiare, l'essere raddoppiato    • 2 •   (ling.) iterazione di un elemento lessicale o morfologico (p. e.  nell'italiano in loc. come piano piano, sotto sotto; in greco, la ripetizione della sillaba iniziale del verbo per formare il perfetto) | raddoppiamento sintattico  o fonosintattico, fenomeno per cui la consonante iniziale di una parola, quando viene a trovarsi nella frase dopo determinate parole che finiscono in vocale, si pronunzia come se fosse doppia (p. e.  a casa, pr.  / ak'kasa /)    • 3 •   gioco enigmistico che consiste nel raddoppiare la consonante di una parola in modo da ottenere una parola di diverso significato (p. e. polo - pollo).
raddoppiare   v. tr.  [io raddóppio ecc.] rendere doppio; per estens., accrescere, aumentare: raddoppiare la paga; raddoppiare gli sforzi, l'attenzione  | v. intr.  [aus. essere  nel sign. 1, avere  nei sign.    • 2 •   e 3]    • 1 •   diventare doppio; per estens., accrescersi, aumentare: il capitale è raddoppiato; l'impeto del vento raddoppiò    • 2 •   andare di raddoppio, detto di cavallo    • 3 •   nel gioco del biliardo, fare il raddoppio.
raddoppiato   part. pass.  di raddoppiare  agg.    • 1 •   aumentato fino a diventare doppio; per estens., accresciuto notevolmente: capitali raddoppiati; ricominciare con raddoppiate energie    • 2 •   che è ripiegato su sé stesso, o formato da due strati: tessuto raddoppiato  § raddoppiatamente avv. 
raddoppiatura   s.f.  (non com.) il raddoppiare, l'essere raddoppiato.
raddoppio   s.m.    • 1 •   raddoppiamento: il raddoppio di una linea ferroviaria, la costruzione di un secondo binario per consentire il transito contemporaneo di due treni    • 2 •   l'andatura del cavallo che muove insieme prima i piedi anteriori e poi quelli posteriori    • 3 •   (sport) nella scherma, ripresa d'attacco sull'avversario che ha parato un primo attacco senza rispondere o arretrando    • 4 •   (mus.) ripetizione di un suono all'unisono o alla distanza di un'ottava    • 5 •   nel gioco del biliardo, colpo per cui la palla batte contro due sponde opposte, percorrendo due volte la stessa linea    • 6 •   nel linguaggio del teatro, doppione.
raddrizzabile   agg.  che si può raddrizzare.
raddrizzamento   non com. raddirizzamento, s.m.    • 1 •   il raddrizzare, il raddrizzarsi, l'essere raddrizzato    • 2 •   (fis.) conversione di corrente alternata in corrente continua o pulsante.
raddrizzare   non com. raddirizzare, v. tr.    • 1 •   far tornare diritto; rimettere in posizione verticale o orizzontale: raddrizzare una lama; raddrizzare un palo caduto, un quadro che pende da un lato | voler raddrizzare le gambe ai cani, (fig.) tentare un'impresa impossibile e inutile ' raddrizzare le ossa a qualcuno, (iron.) picchiarlo, bastonarlo di santa ragione    • 2 •   (fig.) correggere: raddrizzare una frase zoppicante; raddrizzare le idee a qualcuno  | accomodare, comporre: raddrizzare una lite, una questione    • 3 •   (fis.) trasformare corrente alternata in corrente continua o pulsante | raddrizzarsi v. rifl.    • 1 •   ritornare, rimettersi diritto    • 2 •   (fig.) tornare a comportarsi bene, rimettersi sulla buona strada | detto del tempo, rimettersi al bello.
raddrizzatore   non com. raddirizzatore, s.m.  (fis.) dispositivo che consente il passaggio di corrente elettrica in una sola direzione, usato spec. per convertire la corrente alternata in corrente continua o pulsante.
raddrizzatrice   non com. raddirizzatrice, s.f.  macchina per raddrizzare lamiere, barre, tubi e sim.
raddrizzatura   non com. raddirizzatura, s.f.  raddrizzamento.
raddurre   v. tr.  [coniugato come addurre] (lett.) ricondurre | raddursi v. rifl.  (lett.) ritornare, raccogliersi in un luogo: a xanto, a simoenta, / fa'ti prego, signor, che si radduca / questa gente infelice  (caro).
radente   part. pres.  di radere  agg.    • 1 •   che percorre una traiettoria vicina al suolo: volo, tiro radente    • 2 •   attrito radente, (fis.) forza d'attrito che agisce tangenzialmente rispetto alla superficie di contatto di un corpo che si muove strisciando su un altro corpo.
radenza   s.f.  (scient.) l'essere radente.
radere   v. tr.  [pass. rem. io rasi, tu radésti ecc. ; part. pass. raso]    • 1 •   tagliar via il pelo col rasoio: radere la barba, i baffi; radere i capelli a zero; radere il mento, le guance; radere qualcuno, fargli la barba    • 2 •   (non com.) togliere via raschiando; raschiare    • 3 •   abbattere al suolo, tagliare fino alla base: radere a terra un bosco; radere al suolo una città, distruggerla interamente: ilio raso due volte e due risorto / splendidamente su le mute vie  (foscolo sepolcri  285-286)    • 4 •   (fig.) rasentare, sfiorare: le rondini volavano radendo la superficie dell'acqua  | radersi v. rifl.  farsi la barba.
radezza   s.f.  l'essere rado: radezza di vegetazione. 
radiale   (1) agg.  (mat.) che è nella direzione del raggio di un cerchio; che ha la direzione del raggio di un cerchio o a esso si riferisce: linea radiale | velocità radiale, (astr.) velocità di allontanamento o avvicinamento di un astro rispetto alla terra ' pneumatico radiale, in cui i fili delle tele che costituiscono la carcassa sono disposti in piani passanti per l'asse di rotazione del pneumatico  s.f.    • 1 •   linea radiale    • 2 •   linea tranviaria che collega il centro della città con la periferia | s.m.  pneumatico radiale § radialmente avv.  nella direzione del raggio, dei raggi.
radiale   (2) agg.  (anat.) del radio, osso dell'avambraccio; relativo al radio: nervo radiale; arteria radiale. 
radiante   (1) part. pres.  di radiare    • 1 •   agg.    • 1 •   (ant.) che manda raggi; splendente, pieno di luce: et ellu è bellu et radiante cum grande splendore  (san francesco cantico di frate sole)    • 2 •   che emette luce o calore per irraggiamento: pannello radiante | terapia radiante, (med.) che usa radiazioni ionizzanti  s.m.  (astr.) ciascuno dei punti della volta celeste da cui sembrano divergere le traiettorie degli sciami di stelle cadenti.
radiante   (2) s.m.  (mat.) unità di misura degli angoli piani nel sistema internazionale, pari all'angolo con il vertice nel centro di una circonferenza e che sottende un arco uguale al raggio della circonferenza.
radiantistico   agg.  [pl. m. -ci] radioamatoriale: associazione radiantistica. 
radianza   s.f.  (fis.) densità di flusso di radiazione emesso da una sorgente, cioè il flusso emesso dall'unità di superficie.
radiare   (1) v. intr.  [io ràdio ecc. ; aus. avere] (ant.) mandare raggi, raggiare.
radiare   (2) v. tr.  [io ràdio ecc.] (burocr.) cancellare da un elenco di persone aventi determinate facoltà o diritti, per lo più come sanzione disciplinare; espellere: radiare un ufficiale dall'esercito; radiare un medico dall'albo professionale  | radiare una nave, (mar.) toglierla dal servizio cancellandola dall'elenco del naviglio navigante, destinandola alla demolizione, alla trasformazione in pontone ecc.
radiativo   agg.  proprio di una radiazione.
radiato   (1) agg.    • 1 •   disposto a raggi; raggiato    • 2 •   contornato di raggi: immagine radiata, immagine pittorica coronata di raggi di luce simbolici    • 3 •   (bot.) nelle infiorescenze a ombrella, si dice dei fiori che, posti alla periferia, sono più grandi di quelli centrali.
radiato   (2) part. pass.  di radiare    • 2 •   e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è stato cacciato, espulso, cassato (da una comunità, da un'associazione e sim.): i radiati dall'albo professionale dei medici. 
radiatore   s.m.    • 1 •   (fis.) corpo atto a emettere radiazioni    • 2 •   (tecn.) dispositivo atto a disperdere il calore, formato in genere da un fascio di tubi nei quali circola un liquido che si raffredda cedendo calore all'aria circostante; in partic., nei motori a combustione interna, elemento per mezzo del quale viene ceduto all'esterno il calore che il liquido refrigerante ha sottratto al motore percorrendo il circuito di raffreddamento | negli impianti di riscaldamento domestico, elemento che trasmette all'aria dell'ambiente il calore posseduto dal fluido caldo (acqua o vapore) in esso circolante.
radiatorista   s.m.  [pl. -sti] operaio specializzato nel montaggio e nella riparazione di radiatori per autoveicoli.
radiazione   (1) s.f.  (fis.) fenomeno per cui dalla materia viene emessa energia sotto forma di particelle o di onde elettromagnetiche, che si propagano nello spazio circostante; anche, le particelle e le onde stesse: radiazione solare, luminosa  | radiazione cosmica  o dei raggi cosmici, radiazione di alta energia che investe la terra da tutte le direzioni dello spazio | radiazione ionizzante, radiazione di alta energia che produce fenomeni di ionizzazione quando attraversa la materia.
radiazione   (2) s.f.  (burocr.) il radiare, l'essere radiato; cancellazione da un ruolo, da un albo professionale, da un pubblico registro, dall'elenco degli iscritti a un'organizzazione.
radica   s.f.    • 1 •   (pop.) radice ' radica gialla, la carota ' radica amara, la scorzonera ' radica saponaria, la radice della saponaria, usata come detersivo    • 2 •   legno pregiato, che si ricava dalla radice del noce e serve per lavori di falegnameria | il legno della radice dell'erica arborea, usato per fabbricare pipe.
radical-chic  radical-chic loc. agg.  e sost. m.  e f. invar.  (iron.) che, chi manifesta con snobismo tendenze politiche radicali.
radicale   agg.    • 1 •   (bot.) della radice: apparato radicale  | assorbimento radicale, che avviene per mezzo dei peli della radice    • 2 •   (fig.) che rinnova fin dalle basi; che agisce in profondità: cura, riforma radicale; rimedi radicali | partito radicale, che propugna le dottrine del radicalismo politico o, più genericamente, che sostiene la necessità di fondamentali innovazioni politiche e sociali  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi aderisce al partito radicale    • 2 •   (ling.) la radice di una parola    • 3 •   (mat.) il simbolo della radice con l'indice e col radicando    • 4 •   (chim.) atomo o gruppo atomico con un elettrone non accoppiato e generalmente incapace di esistenza indipendente, ma che si comporta come individuo chimico nelle reazioni § radicalmente avv.  dalle radici, alla base: estirpare radicalmente un male sociale  | completamente, totalmente: idee radicalmente diverse. 
radicaleggiante   part. pres.  di radicaleggiare  agg.  che mostra simpatia per il partito radicale o, più generalmente, tende verso riforme radicali.
radicaleggiare   v. intr.  [io radicaléggio ecc. ; aus. avere] in politica, propendere verso le idee radicali, simpatizzare per i partiti di ispirazione radicale.
radicalismo   s.m.    • 1 •   orientamento politico di ispirazione laica sorto in europa nel sec. xix con l'intento di superare i limiti del liberalismo classico in nome di un più ampio sviluppo delle istituzioni democratiche e dei diritti civili: il radicalismo inglese, francese    • 2 •   (estens.) orientamento politico favorevole a un programma di riforme radicali | (fig.) atteggiamento intellettuale estremistico, che rifiuta ogni mediazione.
radicalità   s.f.  (non com.) qualità di ciò che è radicale; radicalismo.
radicalizzare   v. tr.  spingere alle posizioni estreme, alle ultime conseguenze: radicalizzare la lotta politica, l'opposizione  | radicalizzarsi v. rifl.  assumere posizioni estreme; diventare drastico, intransigente: le posizioni si sono ormai radicalizzate. 
radicalizzazione   s.f.  il radicalizzare, il radicalizzarsi, l'essere radicalizzato: la radicalizzazione di un conflitto, di un dissenso. 
radicamento   s.m.  (non com.) il radicare, il radicarsi (anche fig.).
radicando   s.m.  (mat.) espressione o numero di cui si estrae la radice.
radicare   v. intr.  [io ràdico, tu ràdichi ecc. ; aus. essere] mettere radici, attecchire (anche fig.): una pianta che radica bene nel terreno sabbioso; pregiudizi che sono radicati nella maggioranza delle persone  | radicarsi v. rifl.  inserirsi, penetrare profondamente, in modo definitivo: un dubbio atroce si era radicato nel suo animo; una persona troppo radicata nelle sue abitudini. 
radicato   part. pass.  di radicare   agg.  che ha messo, affondato le radici nel terreno (detto di pianta) | (fig.) penetrato e fissato saldamente; tenace, profondo: idee, opinioni radicate; vizio, difetto radicato. 
radicazione   s.f.    • 1 •   il mettere le radici    • 2 •   l'insieme e la disposizione delle radici di una pianta.
radicchio   s.m.  varietà di cicoria, che si mangia cruda come insalata o anche cotta (fam.  composite).
radice   s.f.    • 1 •   (bot.) organo delle piante cormofite che solitamente si addentra nel terreno e ha funzione di sostegno e di assorbimento degli alimenti : le radici della quercia, del tiglio  | radice a fittone, che ha la radice principale più lunga delle sue ramificazioni | radici fascicolate  o affastellate, con le radici secondarie uguali o più lunghe della principale | radice aerea, quella che si forma fuori del terreno | radice a tubero, che presenta ingrossamento costituito da sostanze di riserva | mettere radice  (o radici  o le radici), attecchire; (fig.) detto di un'idea, di un sentimento, di un'usanza, penetrare in profondità, affermarsi saldamente; detto di persona, sistemarsi in modo stabile in un luogo | strappare, svellere dalle radici, sradicare, estirpare completamente (anche fig.)    • 2 •   (estens.) la parte più bassa di qualcosa: le radici del monte, i piedi | la parte da cui ha origine qualcosa: la radice dell'unghia, dei capelli    • 3 •   (fig.) origine, causa: andare alla radice delle cose, di un problema; trovare la radice del male; stroncare il malcostume alla radice; ma s'a conoscer la prima radice / del nostro amor tu hai cotanto affetto  (dante inf.  v, 124-125)    • 4 •   (poet.) progenitore, capostipite: io fui radice de la mala pianta / che la terra cristiana tutta aduggia  (dante par.  xx, 43-44)    • 5 •   (anat.) la parte che costituisce il tratto iniziale di un organo o serve a tenerlo fermo: la radice del dente  | radici nervose, fasci di fibre nervose che emergono dal sistema nervoso centrale, in partic. dal midollo spinale, e si uniscono a formare un nervo    • 6 •   (geol.) la zona da cui sembrano essersi originate le falde di ricoprimento    • 7 •   (ling.) l'elemento irriducibile, presente in tutta una famiglia di parole, portatore dell'idea comune fondamentale (p. e. am-  in amore, amico, amare, amicizia ecc.)    • 8 •   (mat.) la quantità che, elevata alla potenza espressa dall'indice del radicale, riproduce la quantità data o radicando: radice quadrata; estrarre la radice cubica di un numero. 
radichetta   s.f.  abbozzo della radice nella piantina giovane.
radicicolo   agg.  (biol.) si dice di organismo che vive sulle radici delle piante: fungo, batterio radicicolo. 
radiciforme   agg.  che ha forma di radice.
radicolare   agg.  (med.)    • 1 •   relativo alle radici nervose    • 2 •   inerente alla radice del dente.
radicolite   s.f.  (med.) infiammazione delle radici dei nervi spinali.
radicoma   s.m.  [pl. -mi] (bot.) organo vegetale che ha struttura simile alla radice, ma non ha la stessa funzione.
radiestesia   e deriv.   ⇨ radioestesia e deriv. 
radifero   agg.  si dice di involucro di metallo o di vetro, di varia foggia, destinato a contenere prodotti radioattivi per la radioterapia.
radimadia   s.f. invar.  arnese metallico usato per raschiare la madia dopo l'impastatura del pane.
radimento   s.m.  (non com.) l'operazione, l'atto del radere, del raschiare.
radio   (1) s.m. invar.  (anat.) osso lungo che, insieme all'ulna, costituisce lo scheletro dell'avambraccio.
radio-  radio- (1) primo elemento di parole composte della terminologia tecnica e scientifica, dal lat. radi°u(m)  'raggio'; indica relazione con energia raggiante o radiazioni; in partic., indica relazione con l'elemento chimico radio (radioattività), con i raggi roentgen (radiografia), con le onde elettromagnetiche (radiofonia, radiogoniometro) [ ⇨ tele-].
radio   (2) s.m.  (ant.) raggio.
radio-  radio- (2) forma abbreviata di radiofonia, radiofonico, frequentemente usata come primo elemento di parole composte nelle quali indica appunto attinenza con le trasmissioni radiofoniche o con apparecchi radiofonici riceventi e trasmittenti (radioascoltatore, radiotaxi).
radio   (3) meno com. radium [rà-dium], s.m.  elemento chimico di simbolo ra, presente nei minerali di uranio; è un metallo fortemente radioattivo, usato in molti campi scientifici e un tempo in medicina nella terapia dei tumori.
radio   (4) s.f. invar.    • 1 •   radiofonia; l'organizzazione che provvede alle trasmissioni radiofoniche: i programmi della radio; lavorare alla radio    • 2 •   apparecchio radiofonico: accendere, spegnere la radio; comprare una radio.  dim. radiolina    • 3 •   stazione trasmittente di radiofonia ' radio fante, nel gergo militare, la diffusione di orecchio in orecchio, tra i soldati, delle notizie più disparate e riservate | usato anche come agg. invar.  : onda radio, radioonda; collegamento radio  o via radio, realizzato per mezzo di radioonde; giornale radio, notiziario trasmesso per radio; apparecchio radio, radioricevitore.
radioabbonato   s.m.  [f. -a] chi è abbonato alle trasmissioni radiofoniche.
radioaltimetro   s.m.  strumento, funzionante secondo il principio del radar, che misura la distanza di un aeromobile dal suolo.
radioamatore   s.m.  [f. -trice] chi si occupa per diletto di tecnica radiofonica; chi utilizza una radio ricetrasmittente per comunicare con altre persone fornite di analoga apparecchiatura.
radioamatoriale   agg.  di, da radioamatore; dei radioamatori: attività radioamatoriale. 
radioascoltatore   s.m.  [f. -trice] chi ascolta le trasmissioni della radio.
radioascolto   s.m.    • 1 •   ascolto di una radiotrasmissione    • 2 •   periodo di tempo in cui una stazione radio sta in ascolto per l'intercettazione di messaggi.
radioassistenza   s.f.  assistenza per via radio alla navigazione aerea e marittima.
radioassistere   v. tr.  fornire radioassistenza a navi e aerei in navigazione.
radioastronomia   s.f.  ramo dell'astronomia che studia la natura dei corpi celesti analizzando l'intensità e la frequenza delle radioonde che essi emettono.
radioastronomico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla radioastronomia.
radioastronomo   s.m.  [f. -a] chi si occupa di radioastronomia.
radioattivazione   s.f.  (fis.) processo per cui un corpo normalmente inerte diventa radioattivo.
radioattività   s.f.  (fis.) emissione di radiazioni di natura corpuscolare (raggi alfa e beta) e talvolta elettromagnetica (raggi gamma) da parte di certi elementi detti, perciò, radioattivi; può essere spontanea oppure indotta artificialmente attraverso il bombardamento di un nucleo stabile con radiazioni quali neutroni, protoni ecc.; ha varie e importanti applicazioni, ma al di sopra di certi livelli è biologicamente dannosa e in alcuni casi può attentare al ciclo vitale di intere zone del nostro pianeta.
radioattivo   agg.  dotato di radioattività: elemento, minerale radioattivo  § radioattivamente avv. 
radioaudizione   s.f.  ascolto per mezzo di apparecchi radiofonici.
radioautore   s.m.  [f. -trice] chi scrive opere letterarie appositamente per le trasmissioni della radio.
radiobiologia   s.f.  ramo della biofisica che studia gli effetti prodotti dalle radiazioni sugli organismi.
radiobussola   s.f.  (aer. , mar.) radiogoniometro di bordo.
radiocanale   s.m.  banda di frequenza assegnata a una determinata stazione emittente.
radiocarbonico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al radiocarbonio: analisi radiocarboniche, per la datazione di reperti archeologici di materia organica.
radiocarbonio   s.m.  isotopo radioattivo del carbonio, avente numero di massa 14, contenuto anche nei vegetali; poiché la sua radioattività diminuisce in modo costante con il passare del tempo, è possibile, misurandone la quantità presente in un resto vegetale, anche antichissimo, ricavare una precisa datazione di questo.
radiocentro   s.m.  l'insieme delle attrezzature (antenne, trasmettitori ecc.) che formano un centro di radiodiffusione.
radiochimica   s.f.  ramo della chimica che studia o usa i radioelementi e tutto ciò che è connesso con le reazioni e le radiazioni nucleari.
radiocobalto   s.m.  isotopo radioattivo del cobalto, con numero di massa 60, usato nella terapia dei tumori.
radiocollare   s.m.  collare dotato di un apparecchio che trasmette impulsi radio, che si mette a esemplari di animali selvatici per seguirne gli spostamenti a scopo di controllo o di studio.
radiocollegamento   s.m.  collegamento a distanza effettuato per mezzo di onde radio.
radiocollegare   v. tr.  [coniugato come collegare] collegare via radio | radiocollegarsi v. rifl.  collegarsi via radio.
radiocomandare   v. tr.  comandare a distanza un dispositivo elettromeccanico per mezzo di onde elettromagnetiche.
radiocomandato   part. pass.  di radiocomandare   agg.  comandato, azionato, manovrato a distanza mediante onde elettromagnetiche: aereo, missile radiocomandato. 
radiocomando   s.m.  comando a distanza mediante onde elettromagnetiche.
radiocommedia   s.f.  commedia scritta per essere trasmessa alla radio.
radiocomunicazione   s.f.  sistema di comunicazione a distanza mediante radioonde.
radiocontaminazione   s.f.  contaminazione radioattiva di un ambiente o di una sostanza.
radioconversazione   s.f.  conversazione radiofonica.
radiocorona   s.f.  (astr.) la corona solare in quanto è fonte di radioemissioni.
radiocorrente   s.f.  corrente elettrica a radiofrequenza presente in un apparecchio radio.
radiocronaca   s.f.  cronaca di un avvenimento trasmessa per radio: radiocronaca di una seduta parlamentare, di un dibattimento giudiziario, di un incontro sportivo. 
radiocronista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa radiocronache: radiocronista sportivo. 
radiocronologia   s.f.  metodo di datazione geologica basato sul processo di decadimento degli elementi radioattivi.
radiodermite   o radiodermatite [ra-dio-der-ma-tì-te], s.f.  (med.) alterazione della pelle provocata dall'azione dei raggi x o di radiazioni di altro tipo.
radiodiagnostica   s.f.  (med.) il complesso delle tecniche di diagnosi che si fondano sull'uso delle radiazioni.
radiodiagnostico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla radiodiagnostica § radiodiagnosticamente avv.  mediante una tecnica radiodiagnostica.
radiodiffondere   v. tr.  [coniugato come diffondere] diffondere mediante impianti radiofonici; radiotrasmettere.
radiodiffusione   s.f.  diffusione, mediante onde elettromagnetiche, di programmi radiofonici o televisivi.
radiodilettante   s.m.  e f.  (non com.) radioamatore.
radiodilettantistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) radioamatoriale.
radiodisturbo   s.m.  perturbazione nelle radiocomunicazioni.
radiodramma   s.m.  [pl. -mi] dramma scritto appositamente per essere trasmesso alla radio.
radiodrammaturgia   s.f.  il genere dei radiodrammi.
radioeco   s.m.  [pl. -chi] segnale radioelettrico che, in presenza di un ostacolo, si riflette e ritorna alla stazione emittente.
radioecologia   s.f.  studio degli effetti prodotti sull'ambiente dalle radiazioni naturali o artificiali.
radioelemento   s.m.  (chim.) elemento radioattivo.
radioelettricità   s.f.  studio e uso delle radioonde, in particolare allo scopo di trasmettere segnali a distanza.
radioelettrico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alle comunicazioni attuate per mezzo di radioonde: segnale radioelettrico. 
radioemanazione   s.f.    • 1 •   emanazione radioattiva    • 2 •   (chim. antiq.) radon.
radioemissione   s.f.    • 1 •   emissione di radiazioni    • 2 •   emissione di onde radio; radiotrasmissione.
radioestesia   o radiestesia [ra-die-ste-sì-a], s.f.  sensibilità alle radiazioni emesse da oggetti, anche distanti; tale facoltà sarebbe posseduta da alcuni individui e da essi utilizzata per scoprire, con l'ausilio di un pendolo o di una bacchetta, acque o minerali sotterranei, persone od oggetti scomparsi o nascosti, come pure per diagnosticare malattie.
radioestesico   o radiestesico [ra-die-stè-sico], agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla radioestesia.
radioestesista   o radiestesista [ra-die-ste-sì-sta], s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica la radioestesia.
radiofaro   s.m.  stazione trasmittente di segnali radio a sequenza determinata che, da solo o con altri opportunamente disposti, permette a navi e aeroplani transitanti in prossimità di definire la loro posizione geografica.
radioflusso   s.m.  in radioastronomia, l'intensità energetica di una radiosorgente.
radiofonia   s.f.  trasmissione di suoni mediante onde radio.
radiofonico   agg.  [pl. m. -ci] di radiofonia; che avviene mediante radiofonia: apparecchio radiofonico; stazione radiofonica; trasmissioni radiofoniche  § radiofonicamente avv.  per mezzo della radiofonia, per via radiofonica: un discorso trasmesso radiofonicamente. 
radiofonista   s.m.  [pl. -sti] militare del genio trasmissioni addetto ai collegamenti radiofonici.
radiofonobar   s.m. invar.  mobiletto che contiene un radiogrammofono e un vano per bottiglie, bicchieri ecc., oggi poco in uso.
radiofonografo   s.m.  radiogrammofono.
radiofoto   s.f. invar.  fotografia trasmessa mediante radiotelefotografia.
radiofotografia   s.f.    • 1 •   radiotelefotografia    • 2 •   radiofoto.
radiofrequenza   s.f.  ogni frequenza utilizzata per le radiocomunicazioni.
radiofurgone   s.m.  autoveicolo contenente attrezzature per trasmissioni radio.
radiogalassia   s.f.  (astr.) ogni galassia in cui il rapporto fra l'emissione di radioonde e l'emissione di luce è molto superiore a quello proprio delle galassie normali.
radiogenetica   s.f.  settore della genetica che studia gli effetti delle radiazioni sul patrimonio genetico.
radiogeno   agg.  che genera radiazioni, raggi.
radiogoniometria   s.f.  parte della radiotecnica che riguarda la costruzione e l'impiego dei radiogoniometri.
radiogoniometrico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce al radiogoniometro.
radiogoniometro   s.m.  strumento di bordo di navi e aeromobili che serve a determinare la direzione di provenienza dei segnali di un radiofaro e quindi, mediante l'intersecazione dei segnali di due radiofari, a stabilire la propria posizione.
radiografare   v. tr.  [io radiògrafo ecc.]    • 1 •   sottoporre a radiografia    • 2 •   (fig.) esaminare, analizzare in profondità: radiografare una situazione, un conflitto. 
radiografia   s.f.    • 1 •   procedimento di analisi usato in medicina a scopo diagnostico o anche in ambito tecnico, consistente nel sottoporre una parte del corpo o un oggetto ai raggi x per ottenere l'immagine fotografica delle sue parti interne; la fotografia ottenuta in questo modo: fare una radiografia; interpretare una radiografia    • 2 •   (fig.) analisi, esame molto approfondito: fare la radiografia di un fenomeno, delle fasi di un evento. 
radiografico   agg.  [pl. m. -ci] di, della radiografia; ottenuto per mezzo della radiografia: pellicola radiografica; esame radiografico  § radiograficamente avv.  per mezzo della radiografia.
radiogramma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   telegramma trasmesso via radio    • 2 •   pellicola radiografica impressionata.
radiogrammofono   s.m.  apparecchio radioricevente corredato di giradischi; radiofonografo.
radioguida   s.f.  il radioguidare, l'essere radioguidato.
radioguidare   v. tr.  guidare un veicolo, spec. un aeromobile, mediante trasmissione a distanza di radioonde.
radiointerferometro   s.m.  in radioastronomia, apparecchiatura per l'individuazione di radiosorgenti e per determinarne l'esatta ubicazione, costituita da un complesso di radiotelescopi opportunamente dislocati.
radiointervista   s.f.  intervista radiofonica.
radioisotopo   s.m.  (chim.) isotopo radioattivo.
radioisotopoterapia   s.f.  (med.) terapia effettuata con radioisotopi, che vengono somministrati oralmente, per via endovenosa o mediante applicazioni radioterapiche.
radiolari   s.m. pl.  (zool.) ordine di protozoi tipici delle alte profondità marine, provvisti, in genere, di gusci silicei, i cui accumuli contribuiscono alla formazione dei fanghi pelagici | radiolari fossili, i principali costituenti delle radiolariti e, insieme con la diatomee fossili, della farina fossile o tripoli | sing.  [-rio] ogni protozoo di tale ordine.
radiolarite   s.f.  (geol.) roccia silicea sedimentaria, dura e compatta, variamente colorata, costituita prevalentemente da gusci fossili di radiolari.
radiolina   s.f.  dim. di radio    • 4 •   | piccolo apparecchio radioricevente portatile, gener. alimentato a pile.
radiolocalizzare   v. tr.  localizzare mediante radiolocalizzatori.
radiolocalizzatore   s.m.  apparecchiatura che serve a localizzare un'emissione di radioonde, sia per generazione locale sia per riflessione di un'onda secondo il principio del radar; si usa spec. nelle operazioni di ricerca di un natante o di un aeromobile.
radiolocalizzazione   s.f.  il radiolocalizzare, l'essere radiolocalizzato.
radiologia   s.f.    • 1 •   (fis.) l'insieme delle discipline che si occupano delle sostanze radioattive, dei raggi x e delle altre radiazioni di alta energia    • 2 •   (med.) teoria e tecnica dell'applicazione dei raggi x e delle sostanze radioattive a scopo diagnostico e curativo.
radiologico   agg.  [pl. m. -ci] di, della radiologia; ottenuto per mezzo della radiologia: laboratorio, esame radiologico  § radiologicamente avv.  per mezzo della radiologia, di tecniche radiologiche.
radiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] specialista in radiologia.
radioluminescenza   s.f.  emanazione di luce prodotta da radiazioni elettromagnetiche o corpuscolari.
radiomessaggio   s.m.  messaggio diffuso per radio.
radiometallografia   s.f.  settore della metallografia che sfrutta le proprietà dei raggi x per esami riguardanti la qualità, la composizione e la struttura di leghe e lavorati metallici.
radiometallografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a radiometallografia.
radiometeorografo   s.m.  meteorografo montato su un pallone-sonda e collegato a una radiotrasmittente che invia a terra i dati raccolti.
radiometeorologia   s.f.  branca della meteorologia che utilizza le radioonde per lo studio dei fenomeni atmosferici.
radiometria   s.f.  (fis.) misurazione dell'energia delle radiazioni.
radiometro   s.m.  (fis.) strumento per misurare le radiazioni.
radiomicrofono   s.m.  microfono radiotrasmittente, utilizzato per stabilire un contatto audio tra due punti prossimi senza cavo di collegamento.
radiomicrometro   s.m.  (fis.) radiometro ad alta sensibilità.
radiomisura   s.f.    • 1 •   misura relativa a grandezze radioelettriche    • 2 •   nel linguaggio militare, azione volta a disturbare i sistemi radioelettrici del nemico o a proteggere i propri.
radiomobile   s.f.  veicolo munito di una radio ricetrasmittente; autoradio.
radiomontaggio   s.m.  trasmissione radiofonica che comprende spezzoni registrati in occasioni diverse opportunamente montati in una sequenza coerente.
radiomontatore   s.m.  [f. -trice] tecnico specializzato nel montaggio di apparecchiature radioelettriche o elettroniche.
radiomutazione   s.f.  (biol.) mutazione del patrimonio genetico di una cellula o di un organismo, indotta da radiazioni a cui sia stato esposto.
radionavigazione   s.f.  navigazione aerea o marittima che si serve di apparecchiature radioelettriche per determinare la posizione e la rotta.
radionovella   s.f.  racconto scritto per essere letto alla radio.
radionuclide   s.m.  (fis.) nuclide radioattivo.
radioonda   s.f.  (fis.) onda elettromagnetica la cui frequenza è compresa fra una decina e qualche milione di chilocicli al secondo; è detta anche onda hertziana. 
radioopaco   e deriv.   ⇨ radiopaco e deriv. 
radioorizzonte   s.m.  in radiotecnica, luogo dei punti direttamente raggiungibili dalla radioemissione di un'antenna.
radiooscillatore   s.m.  oscillatore a radiofrequenza.
radiopacità   o radioopacità [ra-dio-o-pa-ci-tà], s.f.  caratteristica delle sostanze radiopache.
radiopaco   o radioopaco [ra-dio-o-pà-co], agg.  [pl. m. -chi] che non si lascia attraversare dai raggi x: sostanze radiopache, (med.) usate in radiologia come mezzo di contrasto.
radiopilota   s.m.  [pl. -ti] dispositivo di pilotaggio automatico che, collocato su un aeromobile, ne permette il radiocomando da terra o da bordo di un altro aeromobile.
radiopolarimetro   s.m.  strumento per misurare la polarizzazione delle onde radio.
radiopropagazione   s.f.  processo per cui onde elettromagnetiche vengono emesse da una stazione radiotrasmittente e si propagano a distanza fino a una stazione radioricevente, dando così luogo a un radiocollegamento.
radioprotettore   agg.  [f. -trice] si dice di ciò che è capace di proteggere gli organismi viventi dagli effetti delle radiazioni.
radioprotezione   s.f.  insieme di misure per ridurre e controllare i danni da radiazioni di qualunque genere.
radioregistratore   s.m.  apparecchio costituito da un registratore magnetico e da una radioricevente che hanno in comune l'amplificatore e gli altoparlanti.
radioricevente   agg.  si dice di stazione o di apparecchio che riceve segnali trasmessi mediante radioonde  s.f.  radioricevitore.
radioricevitore   s.m.  apparecchio per ricevere segnali trasmessi mediante radioonde.
radioricezione   s.f.  ricezione di segnali trasmessi mediante radioonde.
radioriflettente   agg.  che è in grado di riflettere radioonde.
radiorilevamento   s.m.  rilevamento effettuato per mezzo di apparecchi radioelettrici (radiogoniometro, radar ecc), spec. nella navigazione marittima e aerea.
radioriparatore   s.m.  tecnico che ripara apparecchi radio.
radioripetitore   s.m.  apparecchio che amplifica i radiosegnali e li rinvia a un'altra stazione.
radioscandaglio   s.m.  radiolocalizzatore per esplorazioni subacquee.
radioscintillazione   s.f.  in radioastronomia, variazione casuale di un radioflusso dovuta a fenomeni che avvengono nella ionosfera terrestre.
radioscopia   s.f.  (med.) esame visivo di parti del corpo per mezzo dei raggi x.
radioscopico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, della radioscopia; ottenuto per mezzo della radioscopia: esame radioscopico  § radioscopicamente avv.  per mezzo della radioscopia.
radioscrivente   s.f.  radiotelescrivente.
radiosegnalatore   s.m.  apparecchio trasmittente di piccola potenza usato per comunicazioni tra navi a breve distanza.
radiosegnale   s.m.  segnale trasmesso da una stazione radiotrasmittente.
radiosensibilità   s.f.  (med.) sensibilità dei tessuti patologici al trattamento con terapia radiante.
radiosentiero   s.m.  rotta aerea delimitata da una serie di radiofari dislocati a intervalli tali che l'apparato ricevente istallato a bordo dell'aeromobile si trovi sempre nel raggio d'azione di uno di essi.
radiosità   s.f.  l'essere radioso (anche fig.): la radiosità del mattino; la radiosità di uno sguardo. 
radioso   agg.  luminoso, splendente, raggiante (anche fig.): sole radioso; volto, sorriso radioso  § radiosamente avv. 
radiosonda   s.f.    • 1 •   meteorografo che, portato nell'atmosfera da un pallone-sonda, invia a terra i rilevamenti effettuati ai diversi livelli; radiometeorografo, telesonda    • 2 •   veicolo spaziale dotato di strumenti rivelatori di radiazioni.
radiosondaggio   s.m.  sondaggio effettuato con sistemi radioelettrici: radiosondaggio atmosferico. 
radiosorgente   s.f.  sorgente di radioonde | radiosorgente discreta, radiostella.
radiospettrografo   s.m.  in radioastronomia, particolare tipo di radiotelescopio che consente di registrare l'intensità energetica, cioè il radioflusso, di una radiosorgente in funzione della frequenza.
radiospia   s.f.  radiotrasmittente miniaturizzata che, occultata in apparecchi telefonici, sulla persona o in determinati ambienti, consente di ascoltare a distanza telefonate o conversazioni.
radiospoletta   s.f.    • 1 •   spoletta elettrica che può essere innescata da terra mediante impulsi radio; si usa spec. per comandare l'autodistruzione di missili    • 2 •   impropriamente, radarspoletta.
radiostazione   s.f.  stazione radiotrasmittente.
radiostella   s.f.  (astr.) zona molto ristretta del cielo dalla quale proviene una intensa emissione radioelettrica; è detta anche radiosorgente discreta. 
radiostellare   agg.    • 1 •   di radiostella, che si riferisce alla radiostella    • 2 •   (estens.) relativo alla radioastronomia.
radiostereofonia   s.f.  sistema di radiotrasmissione che consente la ricezione stereofonica dei suoni.
radiostereofonico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla radiostereofonia § radiostereofonicamente avv.  per mezzo della radiostereofonia.
radiosveglia   s.f.  apparecchio costituito da una radio e da un orologio che provoca la sua accensione all'ora voluta, in modo che possa funzionare anche da sveglia.
radiotaxi   o radiotassì [ra-dio-tas-sì], s.m.  taxi con radiotelefono a bordo, mediante il quale è in collegamento con una centrale che riceve le chiamate dei clienti e indirizza nei luoghi richiesti le vetture libere che si trovano nelle vicinanze.
radioteatro   s.m.  radiodrammaturgia.
radiotecnica   s.f.  ramo dell'elettrotecnica che studia la produzione, trasmissione e ricezione di onde elettromagnetiche e le relative applicazioni pratiche.
radiotecnico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la radiotecnica  s.m.  chi si occupa di radiotecnica.
radiotelecomandare   v. tr.  radiocomandare.
radiotelecomandato   part. pass.  di radiotelecomandare   agg.  radiocomandato.
radiotelecomando   s.m.  radiocomando: accensione mediante radiotelecomando. 
radiotelefonia   s.f.  comunicazione telefonica ottenuta per mezzo di radioonde.
radiotelefonico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la radiotelefonia; ottenuto per mezzo della radiotelefonia: collegamento radiotelefonico  § radiotelefonicamente avv.  per mezzo della radiotelefonia.
radiotelefono   s.m.  apparecchio che permette le comunicazioni telefoniche mediante radioonde.
radiotelefotografia   s.f.  trasmissione a distanza di immagini fotografiche per mezzo di radioonde.
radiotelegrafare   v. tr.  [io radiotelègrafo ecc.] trasmettere mediante il radiotelegrafo.
radiotelegrafia   s.f.  sistema di comunicazioni telegrafiche con radioonde.
radiotelegrafico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la radiotelegrafia; ottenuto mediante radiotelegrafia: trasmissioni radiotelegrafiche  § radiotelegraficamente avv.  per mezzo della radiotelegrafia.
radiotelegrafista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto alla trasmissione e ricezione di messaggi radiotelegrafici.
radiotelegrafo   s.m.  apparecchio telegrafico che trasmette i segnali per mezzo di radioonde.
radiotelegramma   s.m.  [pl. -mi] telegramma trasmesso mediante radiotelegrafia.
radiotelemetria   s.f.  misurazione di una distanza mediante radiotelemetro.
radiotelemetro   s.m.  dispositivo che utilizza un'apparecchiatura radar per determinare a quale distanza si trova un oggetto.
radiotelescopio   s.m.  strumento usato in radioastronomia, costituito essenzialmente da un radioricevitore collegato con un'antenna direttiva di grande potenza che capta le onde radio provenienti dallo spazio stellare.
radiotelescrivente   s.f.  telescrivente che trasmette e riceve messaggi per mezzo di radioonde.
radiotelevisione   s.f.    • 1 •   sistema di trasmissione dell'immagine mediante radioonde    • 2 •   l'insieme dei servizi radiofonici e televisivi; l'organizzazione che cura le trasmissioni radiofoniche e televisive: la radiotelevisione italiana, francese. 
radiotelevisivo   agg.  della radiotelevisione; che riguarda la radio e la televisione insieme: ente radiotelevisivo; trasmissioni radiotelevisive. 
radioterapeutico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) radioterapico.
radioterapia   meno com. radiumterapia [ra-dium-te-ra-pì-a], s.f.  (med.) cura medica per mezzo di raggi x o di sostanze radioattive.
radioterapico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che riguarda la radioterapia: gabinetto, trattamento radioterapico  § radioterapicamente avv.  per mezzo della radioterapia.
radioterapista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (med.) radiologo specializzato in radioterapia.
radiotrasmettere   v. tr.  [coniugato come mettere] trasmettere mediante radioonde.
radiotrasmettitore   s.m.  apparecchio per radiotrasmettere.
radiotrasmissione   s.f.    • 1 •   il radiotrasmettere    • 2 •   ciò che si radiotrasmette; trasmissione radiofonica: ascoltare una radiotrasmissione. 
radiotrasmittente   part. pres.  di radiotrasmettere   agg.  si dice di stazione o di apparecchio che permette di trasmettere segnali mediante radioonde  s.f.  stazione o apparecchio radiotrasmittente.
radiotrasparente   agg.  in radiologia, si dice di tessuto che viene facilmente attraversato dai raggi e perciò non viene individuato dagli esami radiologici.
radioulnare   o radio-ulnare, agg.  (anat.) che riguarda contemporaneamente il radio e l'ulna: articolazione radioulnare. 
radioutente   s.m.  e f.  utente della radio.
radiovento   s.m.  apparecchio che serve a misurare, per mezzo di radiosonde, la direzione e la velocità dei venti ad alta quota.
radiovisione   s.f.  (non com.) radiotelevisione, nel sign. 1.
radità   s.f.  (non com.) l'essere rado.
raditura   s.f.  (non com.)    • 1 •   il radere; rasatura    • 2 •   il raschiare | ciò che si asporta raschiando.
radium    ⇨ radio 3.
radiumterapia    ⇨ radioterapia.
rado   (1) agg.    • 1 •   che non ha compattezza: tessuto rado; maglia rada    • 2 •   non folto, non fitto; distanziato: capelli radi; alberi radi; pettine a denti radi    • 3 •   non frequente: le occasioni si fanno rade; visite rade | di rado, raramente ' non di rado, abbastanza spesso  avv.  (poet.) raramente: sì che buon frutto rado se ne schianta  (dante purg.  xx, 45) § radamente avv.    • 1 •   in modo rado    • 2 •   (non com.) di rado, raramente.
rado   (2)  ⇨ radon.

radome   s.m. invar.  struttura protettiva, gener. a forma di cupola, per antenne radar, costruita in materiale permeabile alle radioonde.
radon   o rado, s.m.  elemento chimico di simbolo rn; è un gas nobile che si forma per disintegrazione del radio; inizialmente fu denominato radioemanazione, o semplicemente emanazione. 
radore   s.m.  (non com.)    • 1 •   l'essere rado; radezza    • 2 •   (lett.) radura.
radula   s.f.  (zool.) organo presente nella bocca di molti molluschi, costituito da una lamina cornea dentellata; serve per triturare il cibo.
radunabile   agg.  che si può radunare.
radunamento   s.m.  (non com.) il radunare, il radunarsi, l'essere radunato.
radunanza   ant. ragunanza e raunanza, s.f.  (non com.)    • 1 •   accumulo, ammassamento di cose    • 2 •   accolta di persone, adunanza: infra me stesso / dico: o nerina, a radunanze, a feste / tu non ti acconci più, tu più non movi  (leopardi le ricordanze  159-161).
radunare   ant. ragunare e raunare, v. tr.    • 1 •   riunire, raccogliere, mettere insieme: radunare il bestiame; radunare gli amici, dei volontari    • 2 •   (estens.) accumulare: radunare tesori  | radunarsi v. rifl.  raccogliersi in uno stesso luogo: i dimostranti si radunarono in piazza. 
radunata   ant. ragunata e raunata, s.f.    • 1 •   il radunare, il radunarsi    • 2 •   le persone radunate | radunata sediziosa, di persone che turbano la tranquillità e l'ordine pubblico    • 3 •   (mil.) schieramento strategico delle unità dopo la mobilitazione, per l'inizio delle operazioni belliche.
radunatore   ant. ragunatore e raunatore, s.m.  [f. -trice] (non com.) chi raduna.
radunista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) chi partecipa a un raduno, spec. sportivo.
raduno   s.m.  il radunare, il radunarsi; in partic., riunione di molte persone convenute da più parti in uno stesso luogo per partecipare a una manifestazione, a una competizione sportiva ecc.: il raduno nazionale degli alpini; raduno motociclistico, velico. 
radura   s.f.    • 1 •   spazio prativo in un bosco o in una foresta    • 2 •   (non com.) il punto in cui una cosa è rada.
rafanello    ⇨ ravanello.
rafano   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee, annuali, biennali o perenni, dicotiledoni, originarie delle zone temperate; vengono coltivate per la radice, gustosa e a volte piccante; tra le specie più note, il ravanello e il cren o barbaforte (fam.  crocifere).
rafe   s.m.    • 1 •   (bot.) sporgenza lineare a forma di cresta che si rileva in certi semi e sul guscio di alcune alghe    • 2 •   (anat.) linea leggermente rilevata derivante dal naturale congiungimento di due strutture uguali in origine separate: rafe dello scroto. 
raffa   solo nella loc. avv. di riffa o di raffa, in un modo o nell'altro.
raffacciare   v. tr.  [io raffàccio ecc.] (ant.) rinfacciare.
raffaccio   s.m.  (ant. , lett.) rinfaccio.
raffaella   solo nella loc. avv. alla raffaella, alla maniera di raffaello: capelli alla raffaella, lunghi fino alle spalle; cappello alla raffaella, basco largo come quello che compare nei ritratti del pittore.
raffaellesco   agg.  [pl. m. -schi] di raffaello sanzio (1483-1520); che è conforme all'arte, allo stile pittorico di raffaello: composizione raffaellesca; profilo, volto raffaellesco, la cui purezza di linee richiama quella delle figure di raffaello.
raffagottare   v. tr.  [io raffagòtto ecc.] avvolgere in un fagotto, infagottare in qualche modo.
raffare   v. tr.  (ant.) rapire, portar via a forza | v. intr.  [aus. avere] nel gioco delle bocce, colpire la boccia avversaria o il boccino con la propria boccia fatta rotolare con forza sul terreno.
raffazzonamento   s.m.  il raffazzonare, l'essere raffazzonato; raffazzonatura.
raffazzonare   v. tr.  [io raffazzóno ecc.]    • 1 •   aggiustare, in modo approssimativo e frettoloso, una cosa mal fatta; correggere, abbellire alla meglio: raffazzonare un vestito, un lavoro '  mettere insieme in fretta, senza cura: raffazzonare un pranzo, un discorso    • 2 •   (ant.) adornare, riassettare.
raffazzonatore   s.m.  [f. -trice] chi raffazzona; in partic., scrittore o artista che compone opere in fretta e senza cura.
raffazzonatura   s.f.  il raffazzonare, l'essere raffazzonato | la cosa stessa raffazzonata: quella commedia è un'insulsa raffazzonatura. 
rafferma   s.f.    • 1 •   conferma in un incarico, in un ufficio    • 2 •   (mil.) rinnovo volontario della ferma da parte di un militare.
raffermare   (1)  ⇨ riaffermare.
raffermare   (2) v. tr.  [io rafférmo ecc.] riconfermare in una carica, in un ufficio: raffermare un impiegato | raffermare un patto, un impegno, (tosc.) riconfermarlo, rinnovarlo | v. intr.  [aus. essere], raffermarsi v. rifl.  (tosc.) rassodare, rassodarsi; diventare duro: il budino (si) sta raffermando; il pane (si) è raffermato troppo  | v. rifl.  (mil.) rinnovare la ferma: si è raffermato per un anno. 
raffermo   agg.  indurito, non fresco (detto spec. di pane).
raffia    ⇨ rafia.
raffica   s.f.    • 1 •   improvviso e violento colpo di vento: vento a raffiche, vento che soffia in modo incostante, con frequenti e repentine variazioni di intensità raffica di pioggia, di neve, pioggia, neve portata trasversalmente dal vento    • 2 •   successione rapida di colpi di arma automatica: una raffica di mitra    • 3 •   (fig.) serie continua e veloce: l'ha investito con una raffica di domande; scioperi a raffica. 
raffievolire   v. tr.  [io raffievolisco, tu raffievolisci ecc.] (non com.) affievolire.
raffigurabile   agg.  che si può raffigurare.
raffiguramento   s.m.  (non com.) raffigurazione.
raffigurare   v. tr.    • 1 •   (non com.) riconoscere dalla figura, dall'aspetto: alla fisionomia, gli parve di raffigurar quel povero mezzo scemo di gervaso  (manzoni p. s.  xxxiii)    • 2 •   rappresentare per immagini, in forme figurative: un quadro che raffigura la caduta di troia  | rappresentare nella mente; immaginare, figurare: si era raffigurato una realtà ben diversa    • 3 •   simboleggiare: il leone di san marco raffigura venezia. 
raffigurazione   s.f.  il raffigurare, l'essere raffigurato | la cosa stessa raffigurata.
raffilare   v. tr.    • 1 •   affilare di nuovo: raffilare il rasoio    • 2 •   rifilare.
raffilatoio   s.m.  tagliacarte; taglierina.
raffilatrice   s.f.  rifilatrice.
raffilatura   s.f.    • 1 •   il raffilare, l'essere raffilato    • 2 •   rifilatura.
raffinal   ® s.m. invar.  alluminio con titolo superiore al 99,99%.
raffinamento   s.m.  il raffinare, il raffinarsi (spec. fig.): raffinamento del gusto. 
raffinare   v. tr.    • 1 •   rendere più fine, purificare; sottoporre a un processo di raffinazione: raffinare l'olio, lo zucchero    • 2 •   (fig.) ingentilire, dirozzare, perfezionare: raffinare i costumi, il gusto    • 3 •   (non com.) rendere più sottile | v. intr.  [aus. essere], raffinarsi v. rifl.    • 1 •   (ant.) purificarsi: a' miei portai l'amor che qui raffina  (dante purg.  viii, 120)    • 2 •   (fig.) ingentilirsi, dirozzarsi, perfezionarsi; affinarsi: i suoi modi si sono raffinati; si è raffinato nel parlare    • 3 •   (non com.) diventare più sottile.
raffinatezza   s.f.    • 1 •   l'essere raffinato (solo fig.): raffinatezza di maniere, di gusti    • 2 •   cosa ricercata, squisita: raffinatezze formali, stilistiche; questi cibi sono autentiche raffinatezze. 
raffinato   part. pass.  di raffinare  agg.    • 1 •   si dice di sostanza che ha subito il processo di raffinazione, in particolare di liquido che residua da un'estrazione con solvente: zucchero raffinato    • 2 •   (fig.) fine, ricercato, squisito: una donna raffinata; gusti, modi raffinati; arte, educazione raffinata; cibo, pranzo raffinato  | sottile: crudeltà, perfidia raffinata   s.m.  [f. -a] persona di gusti raffinati § raffinatamente avv. 
raffinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi raffina  s.m.  nelle cartiere, tipo di vasca in cui si raffinano le paste.
raffinatura   s.f.  raffinazione.
raffinazione   s.f.  processo di purificazione di sostanze allo stato grezzo, per liberarle da componenti secondari o per renderne più fine la grana: raffinazione del petrolio, dello zucchero, del sale. 
raffineria   s.f.    • 1 •   stabilimento per la raffinazione di prodotti industriali: una raffineria di petrolio    • 2 •   laboratorio chimico clandestino per la raffinazione delle droghe.
raffinire   v. intr.  [io raffinisco, tu raffinisci ecc. ; aus. essere] (ant.) diventare più fine, più sottile | (fig.) raffinarsi; divenire più arguto, più intelligente.
raffio   s.m.  uncino d'acciaio, per lo più munito di impugnatura o manico di legno; si usa per afferrare e spostare oggetti | arnese analogo usato per rastrellare il fondo del mare.
raffittire   v. tr.  [io raffittisco, tu raffittisci ecc.] (non com.) rendere più fitto; rendere più frequente | v. intr.  [aus. essere], raffittirsi v. rifl.  diventare più fitto, più denso: la nebbia (si) è raffittita. 
rafforzamento   s.m.  il rafforzare, il rafforzarsi, l'essere rafforzato (anche fig.): rafforzamento delle opere di difesa; rafforzamento del carattere. 
rafforzare   v. tr.  [io raffòrzo ecc.] rinforzare, rendere più forte, più saldo (anche fig.): rafforzare un palo di sostegno, le difese; le sventure rafforzano il carattere  | rafforzarsi v. rifl.  divenire più forte, più saldo (anche fig.): l'esercito si rafforzò; rafforzarsi in un'idea. 
rafforzativo   agg.    • 1 •   che rafforza, atto a rafforzare    • 2 •   (gramm.) si dice di elemento che serve a rafforzare il significato, l'intensità espressiva di una frase, di una locuzione, di una parola (p. e. qui  e là  in espressioni come: questo qui, quello là).
rafforzato   part. pass.  di rafforzare   agg.  reso più forte (anche fig.): consonante rafforzata, raddoppiata.
raffratellare   v. tr.  [io raffratèllo ecc.] affratellare di nuovo, o più strettamente | raffratellarsi v. rifl.  tornare a essere come fratelli.
raffreddamento   s.m.    • 1 •   il raffreddare, il raffreddarsi, l'essere raffreddato (anche fig.): il raffreddamento di un motore; un raffreddamento nell'amicizia    • 2 •   (tecn.) asportazione di calore da un motore o da una macchina in modo da mantenerne gli organi entro limiti di temperatura che assicurino le migliori condizioni di funzionamento: raffreddamento ad acqua, ad aria. 
raffreddare   v. tr.  [io raffréddo ecc.]    • 1 •   rendere freddo o più freddo: raffreddare nell'acqua un ferro rovente; raffreddare una bibita con cubetti di ghiacchio    • 2 •   (fig.) rendere meno ardente, meno fervido; attenuare, smorzare: le difficoltà hanno raffreddato il loro entusiasmo  | raffreddarsi v. rifl.    • 1 •   divenire freddo o più freddo: l'aria si è raffreddata dopo il temporale    • 2 •   (fig.) divenire meno ardente, meno intenso; intiepidirsi: la loro amicizia si è molto raffreddata    • 3 •   (fam.) prendere un raffreddore: con questo tempo è facile raffreddarsi. 
raffreddato   part. pass.  di raffreddare   agg.  che ha preso freddo; che ha il raffreddore: essere un po' raffreddato, molto raffreddato. 
raffreddatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi raffredda  s.m.    • 1 •   (tecn.) apparecchio o ambiente destinato al raffreddamento di materiali in fase di lavorazione    • 2 •   in fonderia, pezzo metallico inserito nelle forme per accelerare la solidificazione del metallo fuso.
raffreddatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   il raffreddare, il raffreddarsi, l'essere raffreddato    • 2 •   raffreddore, infreddatura.
raffreddore   s.m.  nel linguaggio corrente, rinite acuta che colpisce le prime vie respiratorie; coriza: prendere, avere il raffreddore. 
raffrenabile   agg.  (non com.) che si può raffrenare (spec. fig.): passione, desiderio difficilmente raffrenabile. 
raffrenamento   s.m.  (non com.) il raffrenare, il raffrenarsi, l'essere raffrenato.
raffrenare   v. tr.  [io raffréno  o raffrèno ecc.] (lett.) frenare (anche fig.): ristringe al corridor la briglia, / e lo raffrena sovra alla verdura  (poliziano); raffrenare la lingua, l'ira, la passione  | raffrenarsi v. rifl.  (non com.) trattenersi, padroneggiarsi, contenersi: raffrenarsi nel bere. 
raffrescare   v. intr.  [io raffrésco, tu raffréschi ecc. ; aus. essere] (tosc.) diventare fresco, rinfrescare (detto del tempo) | usato anche impersonalmente: oggi è raffrescato. 
raffrettare   v. tr.  [io raffrétto ecc.] (ant.) affrettare ancora di più: raffrettò suo passo  (dante purg.  xxiv, 68).
raffrontabile   agg.  che si può raffrontare.
raffrontamento   s.m.  (non com.) il raffrontare, l'essere raffrontato.
raffrontare   v. tr.  [io raffrónto ecc.]    • 1 •   confrontare, porre a raffronto due persone o cose allo scopo di rilevarne le somiglianze o le differenze: raffrontare due testi, due testimonianze    • 2 •   (ant.) incontrare di nuovo.
raffrontatore   s.m.  [f. -trice] chi raffronta.
raffronto   s.m.  il raffrontare, l'essere raffrontato; confronto: fare, istituire un raffronto; mettere a raffronto. 
rafia   o raffia [ràf-fia], s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante arboree monocotiledoni originarie dell'africa e dell'america tropicale, con fusto grosso e breve e foglie gigantesche raccolte sulla sommità di esso (fam.  palme)    • 2 •   la fibra molto resistente che si ricava da tali piante, usata per lavori di intreccio, di ricamo e per la fabbricazione di reti, corde, stuoie ecc.
raficero   s.m.  (zool.) genere di antilopi nane, alte al garrese non più di 60 cm, con coda corta e corpo snello, che vivono isolate o in piccoli branchi nelle savane dell'africa centromeridionale.
rafide   s.m.  (chim.) cristallo aghiforme di ossalato di calcio presente nelle cellule epidermiche di varie piante; è detto anche rafidio. 
rafididi   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti di piccola e media grandezza, con lungo torace mobilissimo e quattro ali membranose | sing.  [-e] ogni insetto di tale ordine.
rafidio   s.m.  (chim.) rafide.
rafting   s.m. invar.  la pratica sportiva della discesa in gommone lungo le rapide di un fiume.
ragù   s.m.  condimento per paste asciutte, risotti e sim. che si ottiene facendo cuocere a fuoco lento un pezzo di carne o della carne tritata con aggiunta di cipolla, erbe aromatiche e altri ingredienti.
ragade   s.f.  (med.) piccola ulcerazione della pelle o delle mucose, che si presenta come una screpolatura sottile ma profonda e si forma per lo più nella zona delle labbra, del capezzolo e dell'ano.
raganella   s.f.    • 1 •   nome comune di varie specie di anfibi diffusi nelle regioni temperate, di piccole dimensioni, con livrea di colore variabile a seconda dell'ambiente, e zampe terminanti con cuscinetti adesivi, indispensabili alla vita arboricola che questi animali conducono (ord.  anuri)    • 2 •   (mus.) strumento di legno costituito da un telaio con una ruota dentata che striscia su una lamella producendo un suono caratteristico, secco e crepitante.
ragano   o racano, s.m.  (region.)    • 1 •   altro nome della rana verde    • 2 •   ramarro    • 3 •   [f. -a] (fig.) persona molto brutta.
ragas   s.m. pl.  il gonnellino del costume maschile regionale sardo.
ragastina    ⇨ ravastina.
ragazza   s.f.    • 1 •   donna di giovane età, adolescente: una bella, una brava ragazza.  dim. ragazzetta, ragazzina  accr. ragazzona, ragazzotta  pegg. ragazzaccia    • 2 •   donna nubile, non sposata: firmare con il cognome da ragazza    • 3 •   (fam.) innamorata, fidanzata: avere, farsi la ragazza. 
ragazzaglia   s.f.  (spreg.) insieme di ragazzi turbolenti e maleducati.
ragazzata   s.f.  azione da ragazzo, cioè compiuta con leggerezza, senza criterio.
ragazzesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) da ragazzo (per lo più spreg.): un modo di agire ragazzesco. 
ragazzo   s.m.    • 1 •   giovinetto, adolescente: un ragazzo vivace, studioso; non è più un bambino, ma un ragazzo fatto!  | giovane uomo: ha sposato un ragazzo in gamba; animo, ragazzi!, può essere riferito anche a uomini adulti ' da ragazzo, da giovane. dim. ragazzetto, ragazzino  accr. ragazzone, ragazzotto  pegg. ragazzaccio    • 2 •   commesso, lavorante, garzone: ragazzo di bottega    • 3 •   (ant.) mozzo di stalla, servitore    • 4 •   (fam.) innamorato, fidanzato: avere, farsi il ragazzo. 
ragazzume   s.m.  (spreg. non com.) ragazzaglia.
raggelare   v. tr.  [io raggèlo ecc.] gelare (spec. fig.): le sue parole raggelarono l'ambiente  | v. intr.  [aus. essere], raggelarsi v. rifl.  divenire gelido, di ghiaccio (spec. fig.): a quella notizia si sentì raggelarsi, gli si raggelò il sangue. 
raggentilire   v. tr.  [io raggentilisco, tu raggentilisci ecc.] (non com.) ingentilire.
raggera    ⇨ raggiera.
ragghiare   e deriv.   ⇨ ragliare e deriv. 
raggiamento   s.m.  (rar.) il raggiare.
raggiante   part. pres.  di raggiare  agg.    • 1 •   che manda raggi; radioso, luminoso, splendente: un sole raggiante    • 2 •   (fig.) che lascia trasparire apertamente la propria gioia; esultante: avere il volto raggiante (di gioia); essere raggiante per una vittoria    • 3 •   (fis.) che emana, che irradia da un corpo; radiante: calore raggiante. 
raggiare   v. intr.  [io ràggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (lett.) mandare, diffondere raggi: fra i rami intricati e i folti tronchi / a pena il sol vi raggia  (parini) | (estens.) splendere, risplendere    • 2 •   (fig.) essere raggiante; esultare: raggiare di gioia    • 3 •   (fis.) propagarsi, irradiarsi, detto della luce, del calore e sim. | v. tr.  (lett.)    • 1 •   emanare qualcosa come fa il sole con i raggi: raggiare contentezza da tutto il viso    • 2 •   illuminare.
raggiato   agg.  disposto a raggi ' mollusco raggiato, (zool.) con struttura radiale.
raggiera   meno com. raggera, s.f.    • 1 •   fascio di raggi che si dipartono da un punto: la raggiera dell'ostensorio | a raggiera, a forma di raggiera: strade a raggiera    • 2 •   nel costume delle contadine della brianza, l'insieme degli spilloni (o spadine) d'argento che venivano infissi nelle trecce e disposti intorno al capo a guisa di raggiera.
raggio   pop. ant. razzo, s.m.    • 1 •   ciascuna delle linee lungo le quali la luce sembra propagarsi da un corpo luminoso: i raggi del sole, della luna  | raggio verde, raggio luminoso di color verde smeraldo, che si vede talora al sorgere e al tramontare del sole    • 2 •   assol.  la luce del sole o del giorno: gli ultimi raggi si spensero dietro i monti; e nell'incerto raggio / del sol vederla io mi credeva ancora  (leopardi il sogno  99-100)    • 3 •   (fig.) momento d'illuminazione spirituale; lampo, slancio: un raggio di intelligenza, di speranza, di bontà    • 4 •   (fis.) ogni radiazione, ondulatoria o corpuscolare, che si propaga nello spazio emessa da una sorgente: raggi infrarossi, ultravioletti  | raggi x, radiazioni elettromagnetiche di elevato potere penetrante, capaci di attraversare i corpi opachi e rivelarne la struttura interna, usati in medicina a scopo diagnostico e terapeutico, e impiegati anche in varie ricerche fisiche e chimiche | raggi cosmici, radiazioni corpuscolari ed elettromagnetiche che giungono nell'atmosfera terrestre dagli spazi cosmici    • 5 •   (geom.) ciascuno dei segmenti condotti dal centro alla circonferenza di un cerchio o alla superficie di una sfera    • 6 •   (estens.) distanza intorno a un determinato punto: la zona fu battuta per un raggio di tre chilometri | raggio d'azione, il percorso massimo (incluso anche il ritorno al punto di partenza) che un mezzo di trasporto a propulsione meccanica può compiere senza rifornimento di combustibile o carburante; con riferimento ad armi o ordigni bellici, la distanza massima alla quale sono ancora efficaci; (fig.) l'ambito entro cui si risentono gli effetti di qualcosa o a cui si estende l'attività, l'autorità di qualcuno: avere un ampio raggio d'azione  | azione a largo raggio, (fig.) molto estesa, di vasta portata | corto raggio, nello sci, tecnica di cambi molto ravvicinati di direzione realizzati a sci uniti; scodinzolo    • 7 •   elemento della ruota che congiunge il mozzo al cerchione    • 8 •   raggio midollare, (bot.) striscia di tessuto parenchimatico compresa tra i vasi legnosi della radice e del fusto; raggi midollari, (anat.) strutture a cono dell'interno del rene che dalle basi delle piramidi di malpighi si dirigono verso la corteccia    • 9 •   (zool.) negli animali a simmetria raggiata, ciascuno degli assi perpendicolari all'asse principale bipolare.
raggiornare   v. intr.  [io raggiórno ecc. ; aus. essere] (poet.) tornar giorno, tornar chiaro: pensa che questo dì mai non raggiorna  (dante purg.  xii, 84) | v. intr. impers.  [aus. essere] rifarsi giorno | v. tr.  (tosc.) aggiornare, rimandare a un altro giorno.
raggiramento   s.m.    • 1 •   (non com.) raggiro    • 2 •   (ant.) l'aggirarsi intorno a un luogo.
raggirare   v. tr.  trarre qualcuno in inganno; abbindolare, truffare: farsi, lasciarsi raggirare  | raggirarsi v. rifl.  (non com.)    • 1 •   aggirarsi, girare intorno    • 2 •   (fig.) vertere, incentrarsi: argomentazioni che si raggirano sul medesimo punto centrale. 
raggiratore   s.m.  [f. -trice] chi raggira.
raggiro   s.m.  il raggirare; inganno, imbroglio: essere vittima di un raggiro. 
raggirone   s.m.  [f. -a] (tosc.) chi è abile nei raggiri.
raggiungere   ant. raggiugnere, v. tr.  [coniugato come giungere]    • 1 •   arrivare ad allinearsi, a riunirsi con qualcuno che ci preceda: correva forte ma lo raggiunsi ugualmente  | (estens.) arrivare a toccare, a cogliere, a colpire: la pallottola lo raggiunse al petto    • 2 •   (estens.) arrivare in un luogo: raggiungere la vetta    • 3 •   (fig.) ottenere, conseguire, conquistare: raggiungere la meta, lo scopo; raggiungere una buona posizione sociale    • 4 •   (ant.) ricongiungere.
raggiungibile   agg.  che si può raggiungere (anche fig.): una meta facilmente raggiungibile. 
raggiungimento   s.m.  il raggiungere, l'essere raggiunto (spec. fig.): il raggiungimento dei propri ideali. 
raggiuntare   v. tr.  aggiuntare; aggiuntare di nuovo: raggiuntare due fili. 
raggiunto   part. pass.  di raggiungere  e agg.  nei sign. del verbo.
raggiustamento   s.m.  il raggiustare, il raggiustarsi, l'essere raggiustato (spec. fig.).
raggiustare   v. tr.    • 1 •   aggiustare; riaggiustare    • 2 •   (fig.) comporre, conciliare; rappacificare: raggiustare un dissidio; raggiustare due contendenti  | raggiustarsi v. rifl.  far pace, riconciliarsi.
raggomitolamento   s.m.  (non com.) il raggomitolare, il raggomitolarsi.
raggomitolare   v. tr.  [io raggomìtolo ecc.] aggomitolare: raggomitolare il filo, la lana  | raggomitolarsi v. rifl.  rannicchiarsi, ripiegarsi su di sé come un gomitolo: raggomitolarsi in una poltrona. 
raggomitolato   part. pass.  di raggomitolare  agg.  rannicchiato: il gatto dormiva raggomitolato in fondo al letto. 
raggranchiare   v. tr.  [io raggrànchio ecc.] (non com.) aggranchire; rattrappire, intirizzire | v. intr.  [aus. essere], raggranchiarsi v. rifl.  aggranchiare, aggranchiarsi.
raggranchire   v. tr.  e intr.  [io raggranchisco, tu raggranchisci ecc. ; aus. dell'intr. essere], raggranchirsi v. rifl.  raggranchiare.
raggranellare   v. tr.  [io raggranèllo ecc.] mettere insieme a stento, poco alla volta; racimolare: riuscire a raggranellare un po' di soldi. 
raggravare   v. tr.  (non com.) rendere più grave, aggravare | raggravarsi v. rifl.  (non com.) diventare più grave, aggravarsi maggiormente.
raggricciare   meno com. raggricchiare, v. intr.  [io raggrìccio ecc. ; aus. essere], raggricciarsi v. rifl.  (lett.) rannicchiarsi, contrarsi, restringersi | rabbrividire; aggricciarsi.
raggrinzamento   s.m.  raggrinzimento.
raggrinzare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. essere], raggrinzarsi v. rifl.  raggrinzire, raggrinzirsi.
raggrinzimento   s.m.  il raggrinzire, il raggrinzirsi, l'essere raggrinzito.
raggrinzire   v. tr.  [io raggrinzisco, tu raggrinzisci ecc.] riempire di grinze, rendere grinzoso: il freddo raggrinzisce la pelle  | v. intr.  [aus. essere], raggrinzirsi v. rifl.  divenire grinzoso: un tessuto che (si) raggrinzisce facilmente. 
raggrottare   v. tr.  [io raggròtto ecc.] aggrottare, aggrottare più fortemente: raggrottare la fronte. 
raggrovigliare   v. tr.  [io raggrovìglio ecc.] aggrovigliare di nuovo | aggrovigliare molto strettamente.
raggrumare   v. tr.  condensare in grumi | raggrumarsi v. rifl.  condensarsi in grumi: il latte si è raggrumato. 
raggrumolare   v. tr.  [io raggrùmolo ecc.] (non com.) raccogliere in grumoli | raggrumolarsi v. rifl.  di piante, raccogliersi in grumoli.
raggruppamento   s.m.    • 1 •   il raggruppare, il raggrupparsi, l'essere raggruppato    • 2 •   complesso di persone o cose riunite in gruppo: un raggruppamento di ribelli  | raggruppamento tattico, (mil.) insieme di più battaglioni e reparti di varie armi, posti sotto un unico comando per l'espletamento di un'azione tattica.
raggruppare   v. tr.  riunire in uno o più gruppi: raggruppare i candidati secondo il titolo di studio  | raggrupparsi v. rifl.  riunirsi in gruppo: tutti si raggrupparono intorno al nuovo venuto. 
raggruppato   part. pass.  di raggruppare   agg.    • 1 •   nel sign. del verbo    • 2 •   (sport) si dice di tuffo effettuato portando entrambe le gambe piegate verso il petto e cingendole con le braccia.
raggruzzolare   v. tr.  [io raggrùzzolo ecc.] mettere insieme un gruzzolo; raggranellare: a stento riuscì a raggruzzolare una sommetta. 
ragguagliabile   agg.  (non com.) che si può ragguagliare, paragonare.
ragguagliamento   s.m.  (non com.) il ragguagliare.
ragguagliare   v. tr.  [io ragguàglio ecc.]    • 1 •   (non com.) pareggiare: ragguagliare una superficie; ragguagliare le discrepanze    • 2 •   mettere a confronto, paragonare: ragguagliare due risultati, due situazioni    • 3 •   informare minutamente, mettere bene al corrente: ragguagliare qualcuno sull'accaduto  (o dell'accaduto).
ragguagliativo   agg.  (rar.) atto a ragguagliare.
ragguaglio   s.m.    • 1 •   confronto, paragone ' tavola di ragguaglio, prospetto in cui le diverse misure sono poste a confronto    • 2 •   informazione, notizia particolareggiata: dare, fornire ragguagli sulla  (o della) situazione. 
ragguardamento   s.m.  (ant.) il ragguardare.
ragguardare   v. tr.  (ant.) guardare, considerare con attenzione: le dipinture e ogni altra cosa notabile... cominciò a ragguardare  (boccaccio dec.  ii, 9).
ragguardevole   agg.    • 1 •   meritevole di considerazione, degno di riguardo: persona ragguardevole    • 2 •   notevole, considerevole, cospicuo: una somma ragguardevole  § ragguardevolmente avv. 
ragguardevolezza   s.f.  (non com.) l'essere ragguardevole.
ragia   s.f.  [pl. -gie  o -ge] resina che cola da alcune conifere ' acqua (di) ragia, acquaragia | acqua ragia minerale, nome commerciale di un solvente idrocarburico a medio punto di ebollizione.
-ragia  -ragia secondo elemento di parole composte della terminologia medica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -(r)raghía, corradicale di rhìgny/nai  'rompere, sgorgare'; indica anormale fuoruscita del liquido designato dal primo elemento della parola (emorragia) o, se questo si riferisce a un organo, indica un fatto emorragico (metrorragia).
ragià   s.m.  principe indiano.
ragionacchiare   v. intr.  [io ragionàcchio ecc. ; aus. avere] (non com.) ragionare senza impegno, senza logica, senza concludere nulla.
ragionamento   s.m.  operazione della mente per cui, partendo da alcuni giudizi noti assunti come premesse, se ne scoprono i reciproci legami e si giunge a una conclusione; discorso logicamente condotto; argomentazione, dimostrazione: ragionamento chiaro, oscuro, confuso; ragionamento induttivo, deduttivo; fare, seguire un ragionamento. 
ragionare   (1) v. intr.  [io ragióno ecc. ; aus. avere]    • 1 •   usare la ragione, riflettere; argomentare in base alla logica, pensando o parlando: ragionare è proprio dell'uomo; ragionare per induzione, per deduzione, per assurdo; chi è adirato non ragiona; non c'è modo di farlo ragionare    • 2 •   trattare, discutere di un argomento; parlare, conversare: ragionare di politica, di letteratura; ragionare del più e del meno, di argomenti vari | v. tr.  (ant.)    • 1 •   trattare, discutere, analizzare: molte e varie cose cominciarono a ragionare  (boccaccio dec.  introduzione) | esporre, dire    • 2 •   (ant.) calcolare | considerare    • 3 •   (lett.) sostenere con ragionamenti, con prove: ragionare una tesi con dotte argomentazioni. 
ragionare   (2) s.m.  (ant.) ragionamento, discorso.
ragionativo   agg.    • 1 •   (ant.) della ragione; razionale: facoltà, disposizione ragionativa    • 2 •   (lett.) fondato sulla ragione, sulla logica: metodo, criterio ragionativo  § ragionativamente avv.  con procedimento ragionativo.
ragionato   part. pass.  di ragionare   agg.  meditato, logico, razionale: un'obiezione ragionata | bibliografia ragionata, accompagnata da giudizi e osservazioni § ragionatamente avv.  in base a un ragionamento, a una riflessione; con raziocinio: agire, fare una mossa ragionatamente. 
ragionatore   s.m.  [f. -trice] chi ragiona; chi ha la capacità di fare ragionamenti logici e coerenti: un forte, un abile ragionatore. 
ragione   s.f.  [subisce il troncamento in alcune locuzioni del tipo ragion di stato, ragion d'essere, a ragion veduta]    • 1 •   la capacità del pensiero di stabilire rapporti e connessioni logiche tra le idee, che è a fondamento del conoscere e dell'agire (spesso in contrapposizione a sentimento, istinto): l'età della ragione; lasciarsi guidare dalla ragione; ascoltare la voce della ragione; riacquistare l'uso della ragione | perdere il lume della ragione, uscire di senno    • 2 •   (filos.) tradizionalmente, la facoltà conoscitiva di tipo discorsivo e dimostrativo, di solito contrapposta alla sensibilità e all'intuizione    • 3 •   argomento che vuole provare o difendere qualcosa; diritto, buon diritto: le sue ragioni sono infondate; esporre, far valere le proprie ragioni  | non sentir ragione  (o ragioni), non lasciarsi persuadere | dare ragione a qualcuno, approvare le sue argomentazioni | avere ragione, essere dalla parte della ragione, essere nel giusto ' a chi di ragione, a chi spetta di diritto ' rendere di pubblica ragione, divulgare, portare a conoscenza di tutti ' aver ragione di qualcuno, vincerlo, sottometterlo ' aver ragione in, sopra qualcuno  o qualcosa, (ant.) vantare diritti su qualcuno o su qualcosa ' è ragione, (ant.) è giusto: e chi m'acqueta è ben ragion ch'i' brami  (petrarca canz.  cclv, 13) ' a ragione, a buon diritto, giustamente; a maggior ragione, con argomenti ancora più validi ' a ragion veduta, dopo aver ben vagliato la situazione ' di santa ragione, sacrosantamente, abbondantemente: lo bastonò di santa ragione | ragion di stato, l'interesse superiore dello stato in nome del quale si sacrifica ogni altra considerazione, anche di natura morale | ragion fattasi, (dir.) locuzione che designa l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni | ragione canonica, civile, (ant.) il diritto canonico, civile    • 4 •   (ant.) luogo in cui si amministra la giustizia; tribunale: il palazzo della ragione | far ragione a uno, (lett.) rendergli giustizia: messer, voi fate villania a non farmi ragione  (boccaccio dec.  viii, 5)    • 5 •   il fondamento oggettivo e intelligibile di qualcosa; causa, motivo: le ragioni di un fenomeno; la ragione del suo comportamento; la tua irritazione non ha ragion d'essere; avevo ragione di diffidare; li punì senza ragione; non c'è ragione di preoccuparsi; è assente per ragioni di famiglia, di salute | farsi una ragione di qualcosa, rassegnarsi a essa ' ragion per cui, (fam.) e per questo motivo, e perciò: non è venuto, ragion per cui me ne vado | far ragione, (ant.) pensare, ritenere, considerare: e fa' ragion che sia / la vista in te smarrita e non defunta  (dante par.  xxvi, 8-9)    • 6 •   (ant.) calcolo, conto; in questa accezione sopravvive ancora in alcune loc. fig.: chiedere ragione di un'offesa, chiedere soddisfazione; dare ragione della propria condotta, giustificarla    • 7 •   rapporto, proporzione, misura: in ragione del dieci per cento; in ragione inversa, in misura inversamente proporzionale; in ragione geometrica, in proporzione geometrica    • 8 •   ragione sociale, (dir.) nome commerciale con il quale opera una società di persone    • 9 •   ragione di scambio, (econ.) confronto tra la media dei prezzi dei beni esportati da un paese e la media dei prezzi dei beni importati    • 10 •   (ant.) qualità, genere: largo spazio concedono ad erbe di mille ragioni  (boccaccio ameto).
ragioneria   s.f.    • 1 •   disciplina che si occupa della rilevazione dei fenomeni aziendali e della loro traduzione in scritture contabili, allo scopo di fornire alle direzioni delle aziende o ad altri soggetti interessati le informazioni necessarie per esercitare le funzioni di controllo e di decisione    • 2 •   ufficio preposto al controllo della contabilità di una società, di un ente e sim. | ragioneria generale dello stato, organo del ministero del tesoro preposto al controllo della gestione delle spese e delle entrate dello stato    • 3 •   nome corrente dell'istituto tecnico commerciale, scuola media superiore che conferisce il diploma di ragioniere: iscriversi a ragioneria. 
ragionevole   agg.    • 1 •   che ha l'uso della ragione, dotato di ragione: l'uomo è un animale ragionevole    • 2 •   che si lascia guidare dalla ragione, che agisce con equilibrio e buon senso: una persona ragionevole; essere, mostrarsi ragionevole    • 3 •   conforme al buon senso, fondato su giuste ragioni: discorso ragionevole; ipotesi, sospetto ragionevole    • 4 •   conveniente, giusto, non eccessivo e non scarso: prezzo, compenso ragionevole  § ragionevolmente avv.    • 1 •   conformemente alla ragione    • 2 •   in giusta misura.
ragionevolezza   s.f.  l'essere ragionevole: una persona piena di ragionevolezza; la ragionevolezza di una richiesta. 
ragioniere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi ha conseguito il diploma presso un istituto tecnico commerciale; chi esercita la ragioneria    • 2 •   (ant.) contabile.
ragionieristico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio della ragioneria, dei ragionieri    • 2 •   (estens.) eccessivamente attento ai particolari; pignolo, pedante: mentalità ragionieristica. 
raglan   agg.  e s.f. invar.  si dice di un tipo di manica con ampia attaccatura alla base del collo mediante cuciture a raggio, usato in origine soprattutto per soprabiti, oggi anche per abiti, pullover e sim.: manica raglan  (o a raglan, alla raglan).
ragliamento   s.m.  un ragliare forte e prolungato.
ragliare   ant. o pop. tosc. ragghiare, v. intr.  [io ràglio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere ragli: l'asino raglia    • 2 •   (fig.) cantare o parlare con voce sgradevole: senti come raglia quel tenore. 
ragliata   s.f.  raglio prolungato (anche fig.).
raglio   ant. o pop. tosc. ragghio, s.m.    • 1 •   il verso dell'asino    • 2 •   (fig.) canto disarmonico, sgradevole.
ragna   s.f.    • 1 •   (ant.) ragno    • 2 •   (lett.) ragnatela    • 3 •   (tosc.) ragnatura    • 4 •   rete sottile per catturare uccelli    • 5 •   (fig.) insidia, tranello: tendere la ragna; cadere nella ragna    • 6 •   (pop.) bava emessa dal baco da seta all'inizio della formazione del bozzolo.
ragnaia   s.f.    • 1 •   caccia agli uccelli effettuata mediante ragne tese fra gli alberi    • 2 •   boschetto in cui si tendono le ragne.
ragnare   v. intr.  [aus. essere  e avere  nei sign.    • 1 •   e 2, avere  nel sign. 3]    • 1 •   (tosc.) di tessuto, consumarsi, diventare tanto liso da lasciar trasparire la trama    • 2 •   (tosc.) del cielo, essere velato da nuvole rade e leggere come ragnatele    • 3 •   (non com.) tendere la ragna per gli uccelli.
ragnatela   s.f. , non com. ragnatelo s.m.    • 1 •   tela di ragno: un soffitto pieno di ragnatele    • 2 •   (fig.) tessuto sottile e logoro: quella camicia è ormai una ragnatela    • 3 •   (fig.) intreccio di inganni, raggiri e sim.
ragnateloso   agg.  (lett.) pieno di ragnatele: un andito ragnateloso. 
ragnato   part. pass.  di ragnare   agg.  (lett.) esile e rado come una tela di ragno: e questa ragnata tessitura di grame parole l'avrà a leggere «lui»?  (pascoli).
ragnatura   s.f.  (tosc.)    • 1 •   zona logora, quasi trasparente, di un tessuto: un grembiulaccio pieno di ragnature    • 2 •   tratto di cielo velato da nuvole rade.
ragno   s.m.    • 1 •   nome generico degli artropodi della classe degli aracnidi, diffusi in tutto il mondo, dal corpo generalmente breve e diviso in due parti (capotorace e addome), con otto zampe e particolari apparati all'estremità dell'addome (filiere) che secernono il caratteristico filo (ord.  araneidi) | ragno crociato, con un disegno bianco a forma di croce sul dorso ' non cavare un ragno da un buco, (fig.) non concludere nulla. dim. ragnetto, ragnettino, ragnino    • 2 •   (tosc.) spigola | usato anche come agg. invar.  : pesce ragno, (region.) trachino | uomo ragno, nel linguaggio del circo, contorsionista; anche, abile scalatore.
ragnola   lett. ragnuola, s.f.  rete sottile e leggera, usata per catturare uccelli piccoli.
ragnolo   s.m.  (ant. , tosc.) ragno.
ragnuola    ⇨ ragnola.
ragtime   s.m. invar.  (mus.) stile pianistico negro-americano, in voga negli ultimi decenni del sec. xix; caratterizzato da forte sincopazione ritmica, è considerato un'anticipazione del jazz.
ragunare   e deriv.   ⇨ radunare e deriv. 
ragusano   agg.  di ragusa, città della sicilia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di ragusa.
raguseo   agg.  di ragusa, città della dalmazia (in serbo-croato dubrovnik)  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di ragusa.
rai   s.m. pl.  (poet.) raggi di luce | (fig.) sguardi luminosi; gli occhi stessi: costei, ch'è tra le donne un sole, / in me, movendo de' begli occhi i rai  (petrarca canz.  ix, 10-11); chinati i rai fulminei  (manzoni il cinque maggio).
raia   s.f.  (zool.) razza.
raiare   v. intr.  [io ràio ecc. ; aus. avere] (ant. poet.) raggiare: vedi l'albor che per lo fummo raia  (dante purg.  xvi, 142).
raid   s.m. invar.    • 1 •   incursione navale o aerea; scorreria a scopo bellico    • 2 •   (sport) prova motoristica su percorso lungo e accidentato.
raidista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi partecipa a un raid motoristico.
raiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci con scheletro cartilagineo e grandi pinne pettorali; vi appartiene la razza | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
raion    ⇨ rayon.
rais   (1) s.m. invar.  nel mondo arabo, capo, guida, comandante | titolo del presidente della repubblica egiziana.
rais   (2) s.m. invar.  (sicil.) il capo delle operazioni di pesca nelle tonnare.
raitro   s.m.  nel cinquecento, soldato tedesco a cavallo.
rajah   o raja [pr.  / ra'za /] s.m. invar.  ragià.
ralenti   s.m. invar.  (cine. , tv) rallentatore: sequenza al ralenti. 
ralinga   s.f.  (mar.) corda cucita ai bordi di una vela, per rafforzarla.
ralingare   v. tr.  [io ralingo, tu ralinghi ecc.] (mar.)    • 1 •   cucire la ralinga agli orli di una vela    • 2 •   tendere la vela in modo che si incurvi il meno possibile.
ralla   s.f.    • 1 •   supporto metallico che sostiene un perno ad asse verticale    • 2 •   untume nero che si raccoglie attorno al mozzo delle ruote.
rallacciare    ⇨ riallacciare.
rallargare   o riallargare [ri-al-lar-gà-re], v. tr.  [io rallargo, tu rallarghi ecc.] allargare; ampliare (spec. fig): la mente mia, che prima era ristretta, / lo 'ntento rallargò  (dante purg.  iii, 12-13) | rallargarsi v. rifl.  dilatarsi; distanziarsi.
rallegramento   s.m.  il rallegrarsi; usato spec. al pl. per esprimere il sentimento di gioia o il compiacimento con cui si partecipa alla felicità, al successo altrui: i miei rallegramenti per il brillante esito degli esami; rallegramenti!. 
rallegrare   v. tr.  [io rallégro ecc] rendere allegro o più allegro; destare in altri un sentimento di gioia, di contentezza: rallegrare la compagnia con qualche barzelletta; la bella notizia rallegrò tutti  | rendere più vivace, più gaio: un fuoco scoppiettante rallegrava la stanza  | rallegrarsi v. rifl.    • 1 •   diventare allegro o più allegro; provare gioia, contentezza: vedendolo, si rallegrò    • 2 •   congratularsi, felicitarsi: mi rallegro con te per la promozione. 
rallegrata   s.f.  salto improvviso del cavallo, quasi per esprimere allegria.
rallegratore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi rallegra.
rallentamento   s.m.    • 1 •   il rallentare (anche fig.): rallentamento della corsa; segnale di rallentamento; c'è un rallentamento nella produzione    • 2 •   (tecnica di) rallentamento, (cine. tv) la tecnica del rallentare il movimento, che consiste nel proiettare a velocità normale una scena ripresa a velocità superiore oppure nel proiettare a velocità ridotta una scena ripresa a velocità normale.
rallentando   s.m. invar.  (mus.) didascalia musicale che prescrive una diminuzione di velocità nell'esecuzione di un brano.
rallentare   v. tr.  [io rallènto ecc.]    • 1 •   rendere più lento: rallentare il passo, la corsa  | (assol.) diminuire la velocità, andare più lentamente: l'automobile rallentò in curva    • 2 •   (fig.) diminuire di intensità: rallentare lo studio, la vigilanza  | rendere meno frequente; diradare: rallentare le visite    • 3 •   (mus.) suonare a ritmo più lento: rallentare la battuta  | rallentarsi v. rifl.  divenire più lento, meno intenso: il ritmo di lavoro si è rallentato. 
rallentatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi rallenta    • 2 •   al rallentatore, (cine. , tv) si dice di proiezione effettuata con la tecnica del rallentamento; (fig.) molto lentamente: fare le cose al rallentatore. 
rallevare   v. tr.  [io rallèvo ecc.] (tosc.) allevare.
ralliformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli, per lo più palustri, con zampe, becco e collo lunghi; vi appartengono la gru, l'otarda, il pollo sultano, la gallinella d'acqua | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
rallignare   v. intr.  [aus. essere], rallignarsi v. rifl.  (non com.) allignare di nuovo | (fig.) rinascere: quando in bologna un fabbro si ralligna?  (dante purg.  xiv, 100).
rallista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] membro dell'equipaggio di una vettura che partecipa a un rally.
rallistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a rally: raduno rallistico. 
rallo   s.m.  (zool.) porciglione.
ralluminare   v. tr.  [io rallùmino ecc.] (ant.) illuminare (anche fig.): ma gesù cristo nostro... / veggo ch'alfin m'ha pur ralluminato  (pulci).
rallungare   v. tr.  [io rallungo, tu rallunghi, ecc.] (non com.) allungare di più.
rally   s.m. invar.  gara automobilistica su percorsi lunghi e accidentati, con tappe di avvicinamento e prove speciali, per vetture di serie dotate di particolari accorgimenti e con equipaggio di due persone: il rally di montecarlo. 
ram   agg.  e s.f. invar.  (inform.) si dice della memoria di lavoro di un elaboratore, nella quale vengono di volta in volta caricati i programmi necessari all'elaborazione.
rama   s.f.  (tosc.) ramo, spec. quello non molto grosso che esce dal ramo principale e porta attaccati i frutti; anche, l'insieme dei rami di un albero. dim. rametta. 
ramadan   s.m. invar.  nono mese del calendario islamico, durante il quale vi è l'obbligo del digiuno dall'alba al tramonto.
ramages   s.m. pl.  disegni di rami, foglie, fiori su carta o stoffa; usato spec. nella loc. aggettivale a ramages, a fiorami: tessuto a ramages. 
ramaglia   s.f.    • 1 •   insieme di rami e di frasche tagliati da un albero    • 2 •   la chioma di una pianta dai rami bassi.
ramagliatura   s.f.  (non com.) operazione che consiste nel tagliare la ramaglia agli alberi.
ramaio   s.m.  [f. -a] artigiano che fa e vende oggetti di rame; calderaio.
ramaiolata   o romaiolata, s.f.    • 1 •   quantità che si può prendere col ramaiolo    • 2 •   colpo dato col ramaiolo.
ramaiolo   o romaiolo, lett. ramaiuolo, ant. romaiuolo, s.m.    • 1 •   cucchiaio grande e fondo di metallo o di legno, con lungo manico, usato in cucina per rimestare e schiumare, o in tavola per versare minestre e sim.; mestolo. dim. ramaiolino    • 2 •   (ant. , region.) pentola di rame, secchio.
ramanzina   antiq. o pop. romanzina, s.f.  sgridata, lungo rimprovero: dare, fare una bella ramanzina; prendersi una ramanzina. 
ramare   v. tr.    • 1 •   rivestire di un sottile strato di rame    • 2 •   (agr.) irrorare con una soluzione di solfato di rame: ramare le viti    • 3 •   unire, legare con fili di rame    • 4 •   (ind. tessile) far passare un tessuto attraverso una rameuse.
ramarro   s.m.  grossa lucertola col dorso color verde smeraldo a macchie brune o bianche e addome giallo-verdastro; è comune in europa (ord.  squamati) | essere verde come un ramarro, si dice di persona dal colorito verdastro | usato anche come agg. invar.  : verde ramarro, verde vivo, brillante.
ramata   s.f.  arnese a forma di pala intessuta di giunchi, con lungo manico, usato nella caccia col frugnolo per uccidere gli uccelli abbagliati dalla luce.
ramato   part. pass.  di ramare   agg.    • 1 •   del colore del rame: capelli ramati    • 2 •   rivestito di rame: filo ramato; il fondo ramato di una pentola    • 3 •   che contiene rame o solfato di rame: acqua ramata   s.m.  la soluzione di solfato di rame per le viti.
ramatura   (1) s.f.    • 1 •   il ricoprire di rame una superficie metallica    • 2 •   deposito di ossido di rame che tende a formarsi sulla rigatura di un cannone per effetto dello sfregamento delle corone di forzamento dei proiettili, e che rende impreciso il tiro    • 3 •   l'irrorazione delle piante con una soluzione di solfato di rame    • 4 •   operazione di finissaggio di un tessuto effettuata con una rameuse.
ramatura   (2) s.f.  (non com.) il complesso dei rami di un albero.
ramazza   s.f.  scopa rozza fatta di rami sottili, usata per pulire stanze rustiche, cortili ecc.; il termine è usato soprattutto nel linguaggio dei militari: essere (comandato) di ramazza, nelle caserme, si dice di chi è addetto ai servizi di pulizia.
ramazzare   v. tr.  spazzare con la ramazza: ramazzare il cortile della caserma. 
rambismo   s.m.  atteggiamento di chi esibisce scioccamente la propria forza fisica ritenendo che con la violenza sia possibile risolvere qualsiasi situazione.
rambo   s.m.  persona atletica che ama esibire il proprio vigore fisico o si rende protagonista di azioni di forza spettacolari.
rame   s.m.    • 1 •   elemento chimico di simbolo cu, metallo rossastro che si trova in natura anche allo stato puro; è malleabile, tenace, ottimo conduttore del calore e dell'elettricità, usato per impianti elettrici, monete, recipienti e nella preparazione di vari composti chimici, in cui esplica valenza due e talvolta uno: filo di rame; un secchio di rame battuto; rame sbalzato, lavorato a sbalzo ' età del rame, la terza delle ere preistoriche ' solfato di rame, usato nell'agricoltura come anticrittogamico ' leghe di rame, bronzo, ottone, packfong ecc.    • 2 •   pl.  i vasi e gli utensili di rame: i rami di cucina; una collezione di rami antichi    • 3 •   incisione su rame: un rame del piranesi  | usato anche come agg. invar.  : biondo rame, di un biondo che tende al rossiccio.
rameggiare   v. tr.  [io raméggio ecc.] (non com.) piantare in terra ramoscelli o bastoncini per sostenere piante piccole | v. intr.  [aus. avere] (lett.) ramificarsi, aprirsi in rami, detto delle piante o delle corna dei cervi: ride sepolta a l'imo una foresta / breve, e rameggia immobile  (carducci).
rameico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto che contiene il rame allo stato bivalente.
ramengo   s.m.  (sett.) usato nelle loc. andare, mandare a ramengo, in rovina, in malora; con altro significato, andare a ramengo, andare a spasso, vagabondare, essere disoccupato: gli si eran messi tutti contro, i sindacati e la questura, e per tutto l'autunno era andato a ramengo  (pavese).
rameoso   agg.  (chim.) si dice di composto in cui il rame è contenuto allo stato monovalente.
ramerino   s.m.  (tosc.) rosmarino.
rameuse   s.f. invar.  macchina usata nell'industria tessile per operazioni di finissaggio.
ramia   s.f.    • 1 •   pianta erbacea dal cui fusto si estrae una fibra tessile (fam.  orticacee)    • 2 •   la fibra tessile stessa.
ramiè   s.m.  ramia.
ramifero   (1) agg.  (non com.) che contiene rame: giacimento ramifero. 
ramifero   (2) agg.  ramoso, ricco di rami: pianta ramifera. 
ramificare   v. intr.  [io ramìfico, tu ramìfichi ecc. ; aus. avere] produrre rami: dopo la potatura gli alberi ramificano meglio  | v. tr.  (chim.) trasformare una sostanza a struttura lineare, spec. un idrocarburo, in un'altra con catene laterali di atomi di carbonio | ramificarsi v. rifl.  dividersi in rami; per estens., suddividersi verso varie direzioni, articolarsi in unità minori: i fiumi si ramificano alla foce; l'atletica leggera si ramifica in numerose specialità. 
ramificato   part. pass.  di ramificare  agg.    • 1 •   munito di rami: un tronco molto ramificato    • 2 •   (estens.) diviso in rami, in elementi secondari che si sviluppano in varie direzioni: il po è molto ramificato presso la foce  | idrocarburo ramificato, (chim.) sostanza con catene di atomi di carbonio che si dipartono da una catena principale § ramificatamente avv. 
ramificazione   s.f.    • 1 •   il dipartirsi di rami da un fusto o da altri rami    • 2 •   (estens.) il ramificarsi di qualsiasi cosa che si stacchi da un corpo principale; diramazione: la ramificazione dei bronchi; le ramificazioni di una galleria. 
ramifico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) che produce rami.
ramina   s.f.    • 1 •   la scaglia che cade nella lavorazione del rame lavorato col martello    • 2 •   paglietta di acciaio per la pulitura delle pentole    • 3 •   (region.) piccolo orcio di rame; anche, pentola di qualsiasi metallo.
ramingare   v. intr.  [io ramingo, tu raminghi ecc. ; aus. avere] (lett.) andare ramingo, vagare senza una meta e una direzione: senti raspar fra le macerie e i bronchi / la derelitta cagna ramingando / su le fosse  (foscolo sepolcri  78-80).
ramingo   agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   (ant.) detto di uccello appena uscito dal nido che, non sapendo ancora volare, salta di ramo in ramo    • 2 •   (estens.) che va errando senza meta: andarsene ramingo per il mondo  | proprio di chi va errando senza meta: unico spirto a mia vita raminga  (foscolo sepolcri  12).
ramino   (1) s.m.  (region.)    • 1 •   pentolino di rame o altro metallo con manico e lungo becco, in cui si scalda l'acqua    • 2 •   tipo di ramaiolo bucherellato che serve per togliere la panna al latte.
ramino   (2) s.m.  gioco di carte che si fa con due mazzi di 52 carte francesi più quattro matte.
rammagliare   v. tr.  [io rammàglio ecc.] aggiustare un tessuto lavorato a maglia: rammagliare le calze. 
rammagliatrice   s.f.    • 1 •   donna che esegue lavori di rammagliatura    • 2 •   macchina per rammagliare.
rammagliatura   s.f.  l'operazione del rammagliare.
rammarcare   e deriv.   ⇨ rammaricare e deriv. 
rammarginare    ⇨ rimarginare.
rammaricare   poet. rammarcare, v. tr.  [io rammàrico, tu rammàrichi ecc.] affliggere, amareggiare: quel ricordo lo rammaricava ancora  | rammaricarsi v. rifl.  dolersi, rincrescersi; esprimere il proprio dispiacere: è inutile ormai rammaricarsi; si rammaricò di non averlo potuto aiutare. 
rammaricazione   s.f.  (non com.) afflizione, rammarico, lamento.
rammarichevole   agg.  (ant.) che dà rammarico, amarezza; lamentevole: fredda, rammarichevole vecchiezza  (bembo).
rammarichio   s.m.  (rar.) il rammaricarsi di continuo, spec. con lamenti noiosi e reiterati: rammarichio d'infermi  (manzoni p. s.  xxxiv).
rammarico   poet. rammarco, s.m.  [pl. -chi] il rammaricarsi; dispiacere, rincrescimento, rimpianto: il rammarico di non aver più incontrato una persona, di non aver manifestato un sentimento; provare, sentire, esprimere rammarico; non è senza rammarico che vi lascio. 
rammassare   v. tr.    • 1 •   (non com.) ammassare, accumulare    • 2 •   (rar.) ammassare di nuovo.
rammattonare   v. tr.  [io rammattóno ecc.] (non com.) ammattonare di nuovo.
rammemorare   v. tr.  [io rammèmoro ecc.] (lett.) riportare alla memoria; rammentare, ricordare: de' suoi malanni si consolava rammemorando la gracile giovinezza di cartesio  (gadda) | rammemorarsi v. rifl.  (lett.) ricordarsi.
rammendare   tosc. rimendare, v. tr.  [io rammèndo ecc.] raccomodare uno strappo, un buco o la parte logorata di un tessuto per mezzo di fili passati a intreccio: rammendare una camicia, un calzino. 
rammendatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tóra]    • 1 •   chi rammenda; chi fa lavori di rammendo    • 2 •   operaio tessile addetto alla rammendatura.
rammendatura   s.f.    • 1 •   rammendo    • 2 •   nell'industria tessile, operazione di apparecchiatura eseguita su tessuti di lana, cotone, seta ecc. per togliere e riparare i difetti di orditura e tessitura.
rammendo   s.m.  il rammendare; anche, la parte rammendata: fare un rammendo perfetto; una tenda piena di rammendi | rammendo invisibile, che ricostruisce perfettamente la trama della stoffa | usato anche come agg. invar.  : punto rammendo, nel ricamo a rete, punto assai semplice che si esegue passando e ripassando il filo nei forellini fino a riempirli.
rammentare   v. tr.  [io ramménto ecc.]    • 1 •   aver presente nella mente, nella memoria; ricordare: conosco il fatto, ma non rammento i particolari    • 2 •   richiamare alla memoria propria o di altri: non riesco a rammentare dove l'ho visto; ti rammento la promessa che mi hai fatto | rammentare qualcuno nei lineamenti, assomigliargli | rammentarsi v. rifl.  ricordarsi di qualcuno o di qualcosa: si rammentava d'averlo incontrato. 
rammentatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi rammenta    • 2 •   (teat.) suggeritore.
rammeschinire   v. intr.  [io rammeschinisco, tu rammeschinisci ecc. ; aus. essere] (lett.) diventare meschino.
rammodernamento   s.m.  il rammodernare, l'essere rammodernato.
rammodernare   v. tr.  [io rammodèrno ecc.] ammodernare, rimodernare.
rammollimento   s.m.    • 1 •   il rammollire, il rammollirsi, l'essere rammollito (anche fig.): rammollimento dei costumi    • 2 •   (med.) malacia | rammollimento cerebrale, necrosi del tessuto cerebrale dovuta ad alterazioni circolatorie, con conseguente grave indebolimento dell'attività intellettiva; (fig. scherz.) stato di rimbambimento, di imbecillimento.
rammollire   v. tr.  [io rammollisco, tu rammollisci ecc.]    • 1 •   rendere molle: rammollire la cera    • 2 •   (fig.) indebolire, infiacchire: gli eccessivi agi rammolliscono il carattere  | v. intr.  [aus. essere], rammollirsi v. rifl.    • 1 •   diventare molle    • 2 •   (fig.) divenire fiacco, debole; rimbambirsi: s'è rammollito per l'ozio, con l'età. 
rammollito   part. pass.  di rammollire   agg.    • 1 •   diventato molle: un cioccolatino tutto rammollito    • 2 •   (fig.) infiacchito, svigorito; rimbambito: animi rammolliti; un vecchio rammollito   s.m.  [f. -a] persona priva di vigore, di carattere, di forza d'animo: un gruppo di rammolliti. 
rammorbidire   v. tr.  [io rammorbidisco, tu rammorbidisci ecc.] rendere morbido o più morbido: rammorbidire il cuoio  | (fig.) rendere meno aspro, meno duro; addolcire, mitigare: rammorbidire il carattere di una persona  | v. intr.  [aus. essere], rammorbidirsi v. rifl.  diventare morbido o più morbido (spec. fig.): il suo stile s'è rammorbidito. 
ramnacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, in genere arboree o arbustacee, spesso rampicanti, con fiori piccoli in infiorescenze ascellari e frutti a capsula o a drupa | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
ramno   s.m.  (bot.) genere di piante arbustacee con piccoli fiori bianchi o giallastri e foglie ovali; comprende la cascara sagrada (fam.  ramnacee) ' ramno dei tintori, pianta da cui si estraggono sostanze coloranti.
ramnosio   s.m.  (chim.) monosaccaride naturale a sei atomi di carbonio, presente in vari glucosidi.
ramo   s.m.    • 1 •   ciascuna delle parti legnose dell'albero, che hanno origine dal fusto e portano fiori, foglie e frutti : rami lunghi, diritti, nodosi, secchi, verdi; ramo carico di frutti | avere un ramo di pazzia, (fig.) essere strambo, stravagante ' ramo secco, (fig.) persona o cosa inutile, infruttifera. dim. rametto, ramicello, ramettino  pegg. ramaccio    • 2 •   (estens.) tutto ciò che si diparte da un corpo principale: il fiume si divide in due rami; i rami dei coralli, delle corna dei cervi  | i due rami del parlamento, camera e senato    • 3 •   (mat.) ciascuna delle parti disgiunte di cui si compone una curva: ramo di iperbole    • 4 •   (anat.) diramazione, con riferimento ad arterie, vene e nervi    • 5 •   settore di un'attività branca di studi: un'azienda di primaria importanza nel ramo dei prodotti chimici; i rami della medicina    • 6 •   linea di parentela: il ramo lorenese degli asburgo. 
ramogna   s.f.  (ant.) augurio: a sé e noi buona ramogna / quell'ombre orando  (dante purg.  xi, 25-26).
ramolaccio   s.m.  pianta erbacea con radice bianca globosa, dal sapore piccante, commestibile (fam.  crocifere).
ramoruto   o ramoluto, agg.  (ant.) ramoso.
ramoscello   lett. ramuscello, s.m.  piccolo ramo.
ramosità   s.f.  l'essere ramoso.
ramoso   agg.  che ha molti rami; ramificato: un albero ramoso; le corna ramose del cervo. 
rampa   s.f.    • 1 •   tratto di scala compreso tra due ripiani successivi    • 2 •   (estens.) salita breve e molto ripida    • 3 •   rampa di lancio, struttura fissa o mobile che sostiene i missili al momento del lancio    • 4 •   nell'anatomia dell'orecchio: rampa timpanica, la parte inferiore del canale della chiocciola; rampa vestibolare, la parte superiore dello stesso canale    • 5 •   (arald.) zampa anteriore di animali munita di unghie.
rampante   part. pres.  di rampare  agg.    • 1 •   (arald.) si dice dell'animale raffigurato di profilo, ritto sulla zampa posteriore sinistra, in atto di arrampicarsi o di attaccare la preda: leone rampante    • 2 •   arco rampante, (arch.) arco a collo d'oca, cioè con le due imposte a diversa altezza; ha funzione di contrafforte ed è tipico dell'architettura gotica    • 3 •   (fig.) si dice di persona ambiziosa che mira a raggiungere un'elevata posizione sociale  s.m.    • 1 •   rampa di scala    • 2 •   pl.  strisce speciali che si attaccano sotto gli sci per superare più facilmente le salite.
rampantismo   s.m.  atteggiamento da persona rampante, eccessivamente ambiziosa.
rampare   v. intr.  [aus. avere] (rar.)    • 1 •   arrampicarsi: era l'ultimo quarto, quando gli elettricisti tornarono a rampare sul tetto di fronte  (calvino)    • 2 •   (arald.) detto di animale, alzare le zampe per afferrare o ferire la preda.
ramparo   s.m.  massa di terra addossata alle mura di una fortificazione per proteggerla dal tiro d'artiglieria.
rampata   s.f.  (non com.)    • 1 •   colpo di zampa artigliata    • 2 •   percorso di strada in salita.
rampicante   part. pres.  di rampicare  agg.  e s.m.  si dice di pianta a fusto lungo e sottile, che si appoggia su muri o altri sostegni attaccandovisi con viticci, radichette, cuscinetti adesivi  s.m. pl.  (zool.) gruppo di uccelli arrampicatori, caratterizzati dall'avere i piedi con due dita rivolte in avanti e due rivolte indietro (p. e.  pappagallo e picchio).
rampicare   v. intr.  [io ràmpico, tu ràmpichi ecc. ; aus. essere  e avere] (non com.) arrampicarsi.
rampicatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) arrampicatore.
rampichino   s.m.    • 1 •   uccellino bruno a macchie bianche e rossicce, con lungo becco sottile e arcuato; si arrampica sugli alberi in cerca di insetti (ord.  passeriformi)    • 2 •   pianta rampicante | usato anche come agg.  : melone rampichino. 
rampicone   s.m.  (ant.) rampone, arpione.
rampinare   v. tr.  colpire o agganciare con un rampino | dragare con un rampino: rampinare il fondo di uno stagno. 
rampinata   s.f.  colpo dato con un rampino; il segno che ne resta.
rampinismo   s.m.  (vet.) difetto d'appiombo dell'arto degli equini a causa del quale l'animale procede poggiando prevalentemente sulle punte degli zoccoli.
rampino   s.m.    • 1 •   ferro, chiodo, gancio fatto a uncino che serve ad afferrare o a sostenere qualcosa ' a rampino, ricurvo    • 2 •   (fig. non com.) appiglio, pretesto: attaccarsi a tutti i rampini  agg.  (vet.) che presenta rampinismo: piede, cavallo rampino. 
rampista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (aer.) chi è addetto alle operazioni di assistenza a un aeromobile durante il suo scalo in un aeroporto.
rampogna   s.f.  (lett.) duro, severo rimprovero.
rampognare   v. tr.  [io rampógno ecc.] (lett.) rimproverare duramente, severamente.
rampollamento   s.m.  (rar.) il rampollare (anche fig.).
rampollare   v. intr.  [io rampóllo ecc. ; aus. essere] (lett.)    • 1 •   di acqua, scaturire, zampillare    • 2 •   di pianta o ramo o gemma, germogliare, nascere    • 3 •   (fig.) di famiglia o di stirpe, avere origine, discendere | (estens.) di idea, pensiero ecc., sorgere, derivare    • 4 •   (poet.) rinascere, risorgere continuamente: il nome / che nella mente sempre mi rampolla  (dante purg.  xxvii, 41-42).
rampollo   s.m.    • 1 •   (non com.) vena d'acqua    • 2 •   (lett.) germoglio di una pianta    • 3 •   (fig.) discendente in linea retta di una famiglia: l'ultimo rampollo di un'antica e nobile famiglia  | (scherz.) figlio: questo è il mio rampollo. 
ramponare   v. tr.  [io rampóno ecc.] colpire con un rampone; fiocinare: ramponare un capodoglio. 
rampone   s.m.    • 1 •   grossa fiocina che si usa nella pesca dei cetacei    • 2 •   attrezzo per alpinisti costituito da grossi chiodi d'acciaio sporgenti da un'intelaiatura che si applica alla suola dello scarpone per far presa su ghiaccio e neve dura    • 3 •   attrezzo a forma di falce dentata sul bordo interno che gli addetti alla manutenzione delle linee elettriche o telefoniche aeree si fissano alle scarpe per arrampicarsi sui pali di legno    • 4 •   nei ferri da cavallo, ripiegatura ad angolo retto verso il basso, fatta alle due estremità per ottenere una migliore presa sul terreno.
ramponiere   s.m.  chi, nella caccia alla balena, è addetto al lancio del rampone; fiocinatore.
ramuscello    ⇨ ramoscello.
ramuto   agg.  (rar.) ramoso; che ha molti rami.
rana   s.f.    • 1 •   anfibio dal corpo tozzo privo di coda, con occhi sporgenti, pelle verde e gialla, lunghe zampe posteriori atte al salto; vive presso le acque stagnanti ed emette un caratteristico verso, consistente in una rapida successione di suoni striduli (ord.  anuri): il gracidio delle rane  | (nuoto a) rana, (sport) stile di nuoto con movimenti simili a quelli della rana | cantare come una rana, (fig.) si dice di chi è stonato | gonfio come una rana, (fig.) si dice di persona boriosa, tronfia (con allusione alla nota favola di esopo in cui la rana, per raggiungere la grossezza del bove, si gonfiò fino a scoppiare)    • 2 •   rana pescatrice, pesce dei fondi marini, commestibile, voracissimo, con corpo schiacciato, ampia bocca armata di denti ricurvi e una caratteristica appendice mobile sulla testa (ord.  lofiformi) | usato anche come agg. invar.  nella loc.: uomo rana, sommozzatore che esegue lavori subacquei.
ranatra   s.f.  (zool.) genere di insetti che abitano le acque stagnanti; esili, con ali iridate, possiedono un sifone respiratorio al termine dell'addome (fam.  nepidi).
rancare   v. intr.  [io ranco, tu ranchi ecc. ; aus. avere] (non com.) arrancare.
ranch   s.m. invar.  negli stati uniti d'america e in canada, fattoria per l'allevamento del bestiame.
rancho   s.m. invar.  grande fattoria con allevamento di bestiame, nel sud degli stati uniti d'america e nel messico.
rancia   s.f.  [pl. -ce] sulle navi da guerra, la lista quotidiana dei militari che prendono parte ai pasti.
ranciato   agg.  (non com.) arancione.
rancico   agg.  [pl. m. -chi] (region.) rancido, acido  s.m.  [solo sing.] (region.) sensazione di acidità, di sapore sgradevole e di irritazione alla gola che si prova quando si sono ingeriti cibi rancidi o indigesti, o quando si è ecceduto nel mangiare.
rancidezza   s.f.  l'essere rancido (anche fig.).
rancidire   v. intr.  [io rancidisco, tu rancidisci ecc. ; aus. essere] diventare rancido.
rancidità   s.f.  rancidezza.
rancido   agg.    • 1 •   si dice di sostanza grassa che si è alterata e ha preso un odore e un sapore forte e sgradevole: burro rancido    • 2 •   (fig.) antiquato, sorpassato: dottrine, idee rancide  s. m.  sapore, odore forte e sgradevole, proprio delle sostanze irrancidite (anche fig.): la pancetta sa di rancido; modi di pensare che ormai sanno di rancido. 
rancidume   s.m.    • 1 •   puzzo di rancido; insieme di cose rancide    • 2 •   (fig.) ciò che appare antiquato, sorpassato.
ranciere   s.m.  il militare che distribuisce il rancio.
rancio   (1) s.m.    • 1 •   il pasto distribuito nella caserma ai militari e graduati di truppa: preparare il rancio; suonare il rancio, annunciare con il suono della tromba che il pasto è pronto    • 2 •   (mar.) ciascuno dei gruppi in cui è diviso l'equipaggio di una nave per la consumazione dei pasti.
rancio   (2) agg.  [pl. f. -ce] (ant.) di color arancione: le cappe rance / son di piombo sì grosse  (dante inf.  xxiii, 100-101).
rancio   (3) agg.  [pl. f. -ce] (ant.) rancido.
ranco   agg.  [pl. m. -chi] (rar.) che arranca, che cammina arrancando.
rancore   s.m.  sentimento di odio nascosto; forte risentimento, malanimo: avere, nutrire, serbare rancore contro, verso qualcuno; dimenticare i vecchi rancori; lasciarsi senza rancore. 
rancoroso   agg.  (non com.) che cova rancore; pieno di rancore.
rancura   s.f.  (ant.) penoso rammarico; afflizione, angoscia: la qual fa del non ver vera rancura / nascere 'n chi la vede  (dante purg.  x, 133-134).
rancurarsi   v. rifl.  (ant.) rammaricarsi, affliggersi, angosciarsi: son perduto, / e sì vestito, andando, mi rancuro  (dante inf.  xxvii, 128-129).
rand   s.m. invar.  unità monetaria della repubblica sudafricana.
randa   s.f.    • 1 •   (mar.) vela di taglio che nelle imbarcazioni più grandi ha generalmente forma trapezoidale e che viene inserita superiormente al picco e tenuta distesa inferiormente mediante il boma, mentre nelle più piccole può essere una vela al terzo o a tarchia    • 2 •   regolo di legno con un'estremità munita di punta tracciante e l'altra imperniata al centro di un'assicella, usato come rudimentale compasso    • 3 •   (ant.) bordo, orlo, margine | a randa a randa, sull'estremo margine: quivi fermammo i passi a randa a randa  (dante inf.  xiv, 12).
randagio   agg.  [pl. f. -gie  o -ge]    • 1 •   (lett.) si dice di chi va errando; ramingo, vagabondo    • 2 •   si dice di animale senza padrone o fuori dal branco: cane randagio; pecora randagia. 
randagismo   s.m.  condizione degli animali randagi, spec. di quelli domestici senza padrone.
randeggiare   v. intr.  [io randéggio ecc. ; aus. avere] (mar.) navigare in prossimità della costa alla minima distanza consentita dalla sicurezza.
randellare   v. tr.  [io randèllo ecc.] percuotere, colpire con il randello; bastonare.
randellata   s.f.  colpo di randello: prendere a randellate. 
randello   s.m.  bastone corto e tozzo, usato spec. come tortore di funi o appeso al collo di bovini al pascolo per impacciarne i movimenti e impedirne la corsa. dim. randelletto, randellino. 
random   agg. invar.  in alcune discipline tecniche (p. e.  statistica, informatica), casuale, aleatorio, fortuito.
randomizzare   v. tr.  (stat.) costruire una distribuzione controllata che simuli una distribuzione casuale.
randomizzazione   s.f.  (stat.) l'operazione del randomizzare.
randonné  e randonnée;s.f. invar.  (sport) gara di gran fondo.
ranetta    ⇨ renetta.
ranfia   s.f.  (pop.) granfia.
ranfio   s.m.  (pop.) uncino.
ranforinco   s.m.  [pl. -chi] rettile volatore fossile simile ai pipistrelli, vissuto nel giurassico.
ranfoteca   s.f.  (zool.) astuccio corneo che riveste le mascelle degli uccelli; becco.
range   s.m. invar.    • 1 •   (fis.) cammino che una particella subatomica può compiere penetrando in una sostanza fino a quando la sua energia cinetica si riduce tanto da non produrre più effetti di ionizzazione    • 2 •   nelle discipline a base matematica (p. e.  economia, informatica), insieme di valori che una variabile può assumere, compreso tra un valore massimo e uno minimo | (estens.) intervallo di variazione; scarto, oscillazione.
ranger   s.m. invar.  esploratore; guardia forestale | soldato addestrato per incursioni.
ranghinatore   s.m.  macchina a rastrelli multipli che effettua il rivoltamento e la rastrellatura del foraggio, con scarico laterale continuo.
ranghinatura   s.f.  l'operazione agricola di raccolta e ammucchiamento del foraggio effettuata col ranghinatore.
rangifero   s.m.  (lett.) renna.
rango   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   (mil.) schiera, fila, riga di soldati: rompere i ranghi, sciogliere lo schieramento | serrare i ranghi, (fig.) impegnarsi con convinzione e tutti insieme in qualcosa ' uscire dai ranghi, (fig.) contravvenire alle regole, alle direttive ricevute | rientrare nei ranghi, (fig.) tornare ad accettare le regole, le direttive ricevute, rinunziando a ogni forma di opposizione; anche, rinunziare a una carica, a una posizione di comando per tornare a occupare un posto di minor rilievo    • 2 •   (mar.) termine per classificare le navi da guerra dell'epoca velica: vascello di secondo rango    • 3 •   (estens.) grado, condizione, ceto sociale: una donna di (alto) rango  | uno scrittore, un artista di rango, (fig.) di notevoli qualità    • 4 •   numero, novero: essere nel rango di coloro che contano    • 5 •   (ling.) ciascuno dei diversi livelli, gerarchicamente subordinati gli uni agli altri, in cui risulta strutturata la lingua: il rango della frase, del sintagma, del morfema  | la posizione che una parola occupa in una lista di frequenza ordinata; il numero che indica tale posizione.
rangola   s.f.  (ant.) affanno (anche fig.).
ranista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) nuotatore specializzato nello stile a rana.
rannaiola   s.f.  (non com.) colatoio per il ranno.
rannata   s.f.  (non com.)    • 1 •   bollitura, lavatura nel ranno    • 2 •   il ranno dopo la lavatura.
rannerare   v. intr.  [io rannéro ecc. ; aus. essere], rannerarsi v. rifl.  (non com.) diventare nuovamente nero, o più nero.
rannerire   v. tr.  [io rannerisco, tu rannerisci ecc.] (non com.) far diventare nero o più nero; annerire, scurire | v. intr.  [aus. essere], rannerirsi v. rifl.  (non com.) diventare nero o più nero, scuro o più scuro: il cielo (si) rannerì all'improvviso. 
rannicchiare   v. tr.  [io rannìcchio ecc.] restringere, ripiegare in un piccolo spazio, come in una nicchia: rannicchiare le gambe  | rannicchiarsi v. rifl.  raccogliersi su sé stesso come in una nicchia: rannicchiarsi per il freddo. 
rannidare   v. tr.  (non com.) annidare di nuovo o più profondamente (spec. fig.) | rannidarsi v. rifl.  annidarsi di nuovo o più intimamente (spec. fig.).
ranno   s.m.  miscuglio di cenere e acqua bollente usato in passato per lavare i panni ' buttar via il ranno e il sapone, (fig.) perdere tempo e fatica.
rannobilire   v. tr.  [io rannobilisco, tu rannobilisci ecc.] (lett.) rendere nobile; annobilire.
rannodamento   s.m.  (non com.) il rannodare, l'essere rannodato (spec. fig.): il rannodamento di antiche amicizie. 
rannodare   v. tr.  [io rannòdo ecc.] annodare; riannodare.
rannoso   agg.  (non com.) che contiene ranno; che è simile a ranno.
rannuvolamento   s.m.  il rannuvolare, il rannuvolarsi (anche fig.).
rannuvolare   v. tr.  [io rannùvolo ecc.]    • 1 •   coprire di nuvole    • 2 •   (fig.) offuscare, annebbiare, turbare | rannuvolarsi v. rifl.    • 1 •   coprirsi di nuvole: il cielo si è rannuvolato  | costruito impers.: tra poco si rannuvola  (nell'uso tosc., senza la particella pron.: tra poco rannuvola)    • 2 •   oscurarsi in volto, rattristarsi d'un tratto: a quella notizia si rannuvolò. 
rannuvolata   s.f.  (non com.) il rannuvolarsi improvviso del cielo.
rannuvolato   part. pass.  di rannuvolare  agg.    • 1 •   coperto di nuvole: cielo rannuvolato    • 2 •   (fig.) cupo, accigliato: viso rannuvolato. 
ranocchia    ⇨ ranocchio.
ranocchiaia   s.f.    • 1 •   (non com.) posto pieno di rane | (fig. spreg.) posto umido e paludoso, dove potrebbero vivere le rane    • 2 •   airone dal piumaggio variopinto, rosso-bruno sui fianchi, che si nutre di rane.
ranocchiesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da ranocchio (per lo più spreg.).
ranocchio   s.m. , o ranocchia s.f.    • 1 •   la rana comune. dim. ranocchietto, ranocchino  accr. ranocchione  pegg. ranocchiaccio    • 2 •   (fig.) persona piccola e di aspetto sgraziato    • 3 •   (fig. scherz.) bambino.
rantolare   v. intr.  [io ràntolo ecc. ; aus. avere] emettere rantoli; per estens., agonizzare.
rantolio   s.m.  un rantolare prolungato.
rantolo   s.m.    • 1 •   il respiro affannoso dei moribondi: il rantolo dell'agonia; gli ultimi rantoli    • 2 •   (med.) il rumore prodotto dalla respirazione resa difficile dal materiale fluido o vischioso presente nei bronchi in diverse malattie polmonari.
rantoloso   agg.  (non com.) che ha il rantolo.
ranula   s.f.  (med.) cisti che si sviluppa sotto la lingua ai lati del frenulo.
ranuncolacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni diffuse nelle regioni temperate e fredde dell'emisfero boreale; vi appartengono l'anemone e il ranuncolo | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
ranuncolo   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee annue o perenni con fiori gialli, bianchi o rossi; molte specie sono coltivate a scopo ornamentale (fam.  ranuncolacee).
ranz des vaches   loc. sost. m. invar.  (mus.) melodia cantata o suonata con un corno dai mandriani delle alpi svizzere per richiamare il bestiame; è imitata nella musica colta che intende evocare il colore locale.
rap   s.m.  genere musicale nato alla fine degli anni settanta come espressione di protesta dei giovani neri americani; è caratterizzato dal prevalere della voce, una sorta di parlato molto ritmato, su una base musicale uniforme e cadenzata.
rapa   s.f.    • 1 •   pianta erbacea con fiori gialli, coltivata per la radice commestibile, bianca, carnosa, di forma tondeggiante e per le foglie giovani e gli steli fioriferi (broccoli o cime di rapa), anch'essi commestibili (fam.  crocifere) ' valere una rapa, (fig.) non valere nulla ' voler cavare sangue da una rapa, (fig.) richiedere a qualcuno ciò che non può dare ' testa di rapa, (fig.) persona ottusa, sciocca ' avere la testa come una rapa, (fig.) essere rapato a zero, o completamente calvo. dim. rapetta, rapettina, rapina    • 2 •   (fig. scherz.) testa rapata o calva | (estens.) testa, cervello: ma che cos'hai nella rapa?    • 3 •   (fig.) persona di scarsa intelligenza: quel ragazzo è una rapa.  accr. rapone  (m.).
rapace   agg.    • 1 •   che vive di rapina, di preda: animali, uccelli rapaci    • 2 •   che si impadronisce con la forza o con l'inganno di ciò che appartiene ad altri: amministratori rapaci; mano rapace, pronta a ghermire, a rubare | che esprime avidità, bramosia di possesso: occhi rapaci  § rapacemente avv.  con rapacità.
rapaci   s.m. pl.  (zool.) denominazione antiquata di un gruppo di uccelli predatori dalla vista acutissima, con becco ricurvo (rostro) e forti artigli adunchi | sing.  [-e] ogni uccello appartenente a tale gruppo.
rapacità   s.f.  l'essere rapace (anche fig.).
rapaiola   s.f.  farfalla dalle ali bianche con qualche macchia nera, simile a una piccola cavolaia; i bruchi vivono sulle foglie di rapa (ord.  lepidotteri).
rapanello    ⇨ ravanello.
rapare   v. tr.  tagliare a zero i capelli a qualcuno | raparsi v. rifl.  tagliarsi o farsi tagliare i capelli a zero.
rapata   s.f.  il rapare: farsi dare una rapata (ai capelli).  dim. rapatina. 
rapato   part. pass.  di rapare  agg.  rasato, tosato: testa rapata. 
rapatura   s.f.  il rapare, il raparsi, l'essere rapato.
rapé   agg.  e s.m.  si dice di un tipo di tabacco scuro da fiuto, usato spec. nel sec. xviii.
raperella    ⇨ riparella 2.
raperino   s.m.  (zool.) verzellino.
raperonzolo   o raponzolo, s.m.  pianta erbacea con fiori violetti, foglie ovali e piccole radici carnose commestibili (fam.  campanulacee).
rapida   s.f.  tratto di fiume in forte pendenza dove l'acqua scorre rapidissima formando vortici impetuosi.
rapidezza   s.f.  (non com.) rapidità.
rapidità   s.f.  l'essere rapido; celerità, prontezza: fuggì via con la rapidità di un fulmine; rapidità di intuizione, di decisione. 
rapidizzare   v. tr.  rendere più rapido; velocizzare, sveltire.
rapido   agg.    • 1 •   che si muove, si sposta velocemente: partire con il mezzo più rapido    • 2 •   detto di persona, che impiega pochissimo tempo per fare qualcosa: un uomo rapido nel decidere    • 3 •   che si compie o avviene in breve tempo: fare un rapido calcolo; dare una rapida scorsa al giornale; riso di rapida cottura   s.m.  denominazione, oggi non più ufficiale, di treno a lungo percorso che ferma solo nelle stazioni di primaria importanza § rapidamente avv. 
rapimento   s.m.    • 1 •   il rapire, l'essere rapito: il rapimento di un bambino  | (dir.) ratto; sequestro di persona    • 2 •   (fig.) l'essere completamente ed emotivamente assorto; estasi: ascoltare una musica con rapimento. 
rapina   s.f.    • 1 •   (dir.) reato commesso da chi si impossessa con la violenza o con la minaccia di una cosa mobile altrui: rapina a mano armata; fare, commettere una rapina    • 2 •   (estens.) appropriazione illecita, estorsione, ruberia: un paese impoverito dalle rapine dei governanti; vendere a prezzi così alti è una rapina!  | goal di rapina, (sport) realizzato astutamente approfittando di un errore dell'avversario    • 3 •   detto di animali, il cacciare e catturare altri animali: animali che vivono di rapina; uccelli di rapina, rapaci    • 4 •   (non com.) il bottino, il ricavato di una rapina    • 5 •   (poet.) violenza travolgente, detto spec. di elementi naturali: la bufera infernal, che mai non resta, / mena li spirti con la sua rapina  (dante inf.  v, 31-32).
rapinare   v. tr.    • 1 •   derubare qualcuno mediante rapina: lo rapinarono della borsa che aveva con sé    • 2 •   sottrarre, portare via con la violenza o la minaccia: gli rapinarono due milioni  | (estens.) appropriarsi illecitamente qualcosa: ha rapinato i fondi che gli erano stati affidati    • 3 •   (lett.) trascinare via con violenza (detto di venti, acque e sim.).
rapinatore   s.m.  [f. -trice] chi rapina, chi commette una rapina: i rapinatori di una banca. 
rapinoso   agg.  (lett.) violento, travolgente: corrente rapinosa  § rapinosamente avv. 
rapire   v. tr.  [io rapisco, tu rapisci ecc.]    • 1 •   effettuare un ratto, un sequestro di persona: i banditi rapirono il bambino  | portare via con la forza o con la frode | essere rapito dalla morte, (fig.) morire improvvisamente    • 2 •   (fig.) attrarre fortemente, avvincere, estasiare: una musica che rapisce l'animo    • 3 •   (lett.) trascinare, travolgere.
rapito   part. pass.  di rapire  agg.    • 1 •   portato via con la violenza o con l'inganno    • 2 •   (fig.) assorto in contemplazione, estasiato: lo ascoltava rapito, con l'animo rapito. 
rapitore   s.m.  [f. -trice] chi rapisce o ha rapito una persona  agg.  (lett.) che rapisce.
raponzolo    ⇨ raperonzolo.
rappa   (1) s.f.  (non com.) cima di finocchio o di altre piante.
rappa   (2) s.f.  (ant.) ruga, grinza.
rappaciare   rar. riappaciare, v. tr.  [io rappàcio ecc.] mettere, rimettere pace tra persone in disaccordo: rappaciare due avversari  | rappaciarsi v. rifl.  o rifl. rec.  fare pace, tornare in pace: rappaciarsi con la suocera; dopo anni di liti, finalmente si sono rappaciati. 
rappacificamento   s.m.  (non com.) rappacificazione.
rappacificare   meno com. riappacificare, v. tr.  [io rappacìfico, tu rappacìfichi ecc.] far tornare in pace; riconciliare: rappacificare due rivali; rappacificare il padre col figlio  | (estens.) calmare, placare: rappacificare le contese fra i partiti, gli animi dei contendenti  | rappacificarsi v. rifl.  tornare in pace, fare pace con qualcuno: rappacificarsi con la moglie, con il marito  | v. rifl.  fare pace; riconciliarsi: chiarito ogni malinteso, si sono rappacificati. 
rappacificazione   s.f.  il rappacificare, il rappacificarsi, l'essere rappacificato; riconciliazione: la loro rappacificazione fu opera degli amici. 
rappallottolare   v. tr.  [io rappallòttolo ecc.] appallottolare | rappallottolarsi v. rifl.  appallottolarsi.
rappattumare   v. tr.  riconciliare, rappacificare in modo provvisorio, superficiale | rappattumarsi v. rifl.  o rifl. rec.  riconciliarsi provvisoriamente, superficialmente: per il momento, si sono rappattumati. 
rappellare   v. tr.  [io rappèllo ecc.] (ant. , lett.) richiamare: rappella lei da la sfrenata voglia / subita vista  (petrarca canz.  xxix, 11-12).
rapper   s.m.  e f. invar.  cantante di rap | (estens.) chi è appassionato di musica rap.
rappezzamento   s.m.  il rappezzare, l'essere rappezzato.
rappezzare   v. tr.  [io rappèzzo ecc.]    • 1 •   aggiustare sostituendo un pezzo, mettendo una pezza: rappezzare un tetto, un lenzuolo    • 2 •   (fig.) aggiustare, mettere insieme alla meglio: rappezzare un articolo | rappezzarla, rimediare alla meglio a un errore: sono riuscito in qualche modo a rappezzarla. 
rappezzatore   s.m.  [f. -trice] chi rappezza (anche fig.): un rappezzatore di scritti altrui. 
rappezzatura   s.f.    • 1 •   il rappezzare    • 2 •   la cosa rappezzata.
rappezzo   s.m.    • 1 •   l'operazione del rappezzare: fare un rappezzo  | la cosa, la parte rappezzata; il pezzo usato per rappezzare: una coperta con rappezzi    • 2 •   (fig. non com.) rimedio di poco o nessun effetto.
rappiccare   v. tr.  [io rappicco, tu rappicchi ecc.] (non com.) attaccare di nuovo.
rappiccicare   v. tr.  [io rappìccico, tu rappìccichi ecc.] appiccicare; riappiccicare.
rappiccinire   v. tr.  [io rappiccinisco, tu rappiccinisci ecc.] (non com.) rimpiccolire.
rappiccolire   v. tr.  [io rappiccolisco, tu rappiccolisci ecc.] (non com.) rimpiccolire.
rappigliare   v. tr.  [io rappìglio ecc.] (non com.) coagulare, rapprendere | rappigliarsi v. rifl.  (non com.) coagularsi, rapprendersi.
rapportabile   agg.  che si può rapportare: un valore, un fenomeno rapportabile a un altro. 
rapportare   v. tr.  [io rappòrto ecc.]    • 1 •   (non com.) riferire, ridire qualcosa: anche questa gli hanno rapportata le chiacchierone  (manzoni p. s.  xxvi)    • 2 •   mettere a raffronto due grandezze, due valori stabilendo un certo rapporto: rapportare i salari al costo della vita    • 3 •   riprodurre disegni su scala diversa, senza alterarne le proporzioni: rapportare la pianta della città sulla scala di 1:25. 000  | rapportarsi v. rifl.    • 1 •   riferirsi: dati che si rapportano all'attuale situazione economica    • 2 •   (tosc.) rimettersi: rapportarsi al giudizio di qualcuno. 
rapportatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi rapporta    • 2 •   (tecn.) strumento da disegno per la misura degli angoli.
rapporto   s.m.    • 1 •   scritto in cui si riferiscono dei fatti; ragguaglio, informazione, resoconto: un rapporto particolareggiato, dettagliato, esauriente; fare rapporto a un superiore; stendere un rapporto  | nel linguaggio militare: mettersi a rapporto, si dice di inferiore che chiede di essere ricevuto da un superiore per comunicazioni attinenti al servizio, per esporre questioni personali, per ricorrere contro provvedimenti che ritiene ingiusti ecc.; chiamare a rapporto, si dice di superiore che chiama gli inferiori a riferire; gran rapporto, riunione di tutti gli ufficiali convocata dal comandante per comunicare ordini, disposizioni o altro    • 2 •   relazione tra persone: rapporto di amicizia, di parentela, di lavoro; essere in buoni rapporti con qualcuno; rompere, troncare ogni rapporto; riallacciare i rapporti; rapporto epistolare, quello tra persone lontane che si tengono in contatto scrivendosi; rapporto giuridico, ogni relazione di rilevanza giuridica che intercorra tra due o più soggetti e tra costoro e le cose; rapporto sessuale, intimo, unione sessuale    • 3 •   legame, connessione tra cose: rapporto di causa ed effetto; fatti che non hanno rapporto tra loro  | in rapporto a, per quanto riguarda ' sotto ogni rapporto, sotto tutti i rapporti, da ogni punto di vista    • 4 •   (mat.) risultato della divisione tra due grandezze; è un puro numero reale se le grandezze sono omogenee, oppure un numero reale dotato di dimensioni se le grandezze non sono omogenee; anche quoto, quoziente: calcolare il rapporto tra gli abitanti e la superficie di uno stato; essere in (un) rapporto di tre a uno, di cinque a uno, per indicare che qualcosa è più grande di un'altra di tre o cinque volte | rapporto di trasmissione, (mecc.) rapporto tra il numero di giri della ruota o dell'albero che riceve il moto e quello della ruota o dell'albero che lo trasmette; cambiare rapporto, riferito spec. a biciclette, agire sulla leva del cambio per modificare il rapporto di trasmissione | rapporto di trasformazione, (elettr.) quello che sussiste tra il numero di spire dell'avvolgimento primario di un trasformatore e quello dell'avvolgimento secondario    • 5 •   (fig.) paragone, confronto: non c'è rapporto tra la sua preparazione e quella degli altri candidati    • 6 •   rapporto d'intreccio, (ind. tessile) il disegno che rappresenta, col minor numero di fili d'ordito e di trama, l'intreccio di tutto il tessuto.
rapprendere   v. tr.  [coniugato come prendere] coagulare, far divenire più denso | v. intr.  [aus. essere], rapprendersi v. rifl.  coagularsi: il latte acido (si) rapprende. 
rappresaglia   s.f.  azione intrapresa per ritorsione contro chi abbia recato danno, spec. in guerra: compiere, fare una rappresaglia; incendiare un villaggio per rappresaglia. 
rappresentabile   agg.  che si può rappresentare: un dramma difficilmente rappresentabile. 
rappresentante   part. pres.  di rappresentare  s. m.  e f.    • 1 •   chi rappresenta un'altra persona o un ente: rappresentante diplomatico, sindacale    • 2 •   chi simboleggia un'epoca, un'idea e sim.; persona, figura in cui si possono riconoscere i caratteri salienti di un movimento, di una corrente: heine è un tipico rappresentante del romanticismo tedesco    • 3 •   (dir.) chi agisce in nome e nell'interesse di altro soggetto: rappresentante processuale    • 4 •   rappresentante (di commercio), chi promuove la conclusione di affari agendo per conto e in nome di un'azienda.
rappresentanza   s.f.    • 1 •   il rappresentare, operando in nome di altri; il curare affari altrui, soprattutto sostituendosi all'interessato nel compimento di attività di rilievo giuridico: rappresentanza legale; rappresentanza volontaria; rappresentanza processuale | rappresentanza politica, sistema per cui il popolo elegge suoi rappresentanti e delega loro l'esercizio della propria sovranità ' sposarsi per rappresentanza, mediante l'intervento di rappresentanti degli sposi ' spese di rappresentanza, sostenute per tenere alto il prestigio dell'ente rappresentato o anche il proprio prestigio ' sala di rappresentanza, adibita a ricevimenti, riunioni e sim. | in rappresentanza di, per conto, a nome di: in rappresentanza del governo, del capo dello stato    • 2 •   la persona o l'insieme delle persone che rappresentano altri: ricevere la rappresentanza diplomatica; la rappresentanza nazionale, il parlamento | rappresentanza sindacale aziendale, rappresentanza di un sindacato nazionale istituita dai lavoratori all'interno di un'unità produttiva    • 3 •   il rapporto che sussiste tra rappresentante e rappresentato; l'attività che ne deriva; l'azienda che compie tale attività: avere la rappresentanza di una ditta straniera. 
rappresentare   v. tr.  [io rappre sènto ecc.]    • 1 •   (non com.) far presente, far manifesto; esporre, illustrare: fu incaricato... di rappresentare al governo lo spaventoso pericolo che sovrastava  (manzoni p. s.  xxviii)    • 2 •   riprodurre la realtà mediante figure, immagini materiali: un dipinto che rappresenta una scena campestre  | rappresentarsi qualcosa, (fig.) immaginarla, figurarsela: si rappresentava nella fantasia tutti i particolari della scena  | (estens.) riferito a opere letterarie, descrivere: manzoni nei «promessi sposi» rappresenta la milano del seicento    • 3 •   simboleggiare: il virgilio dantesco rappresenta la ragione umana  | rappresentare un'idea, un'epoca, una civiltà, esserne un esempio tipico, riassumerne in sé i caratteri peculiari    • 4 •   operare in nome di altri, farne le veci: rappresentare una ditta, una società; rappresentare il popolo in parlamento; il sindaco si è fatto rappresentare dall'assessore anziano    • 5 •   recitare pubblicamente; portare sulla scena o sullo schermo: rappresentare una parte, una commedia; al cinema oggi si rappresenta un film di avventure    • 6 •   costituire, essere: quei pochi soldi rappresentavano tutti i suoi averi; quella persona non rappresenta nulla per me. 
rappresentativa   s.f.    • 1 •   (sport) squadra rappresentativa: la rappresentativa italiana di atletica leggera    • 2 •   gruppo di persone che rappresentano enti, partiti e sim.: rappresentativa parlamentare. 
rappresentatività   s.f.  l'essere rappresentativo.
rappresentativo   agg.    • 1 •   che rappresenta, che è atto a rappresentare: gesto rappresentativo  | squadra rappresentativa, l'insieme degli atleti scelti a rappresentare una città, una nazione e sim. in una competizione sportiva ' campione rappresentativo, (stat.) che riflette le caratteristiche della popolazione da cui è stato tratto    • 2 •   che simboleggia un'idea, un'epoca e sim., che ne riassume in sé i caratteri principali: uno scrittore, un artista rappresentativo    • 3 •   basato sulla rappresentanza: sistema politico rappresentativo    • 4 •   (dir.) si dice di documento che contiene il diritto cui si riferisce, così che la trasmissione del documento trasmette il diritto stesso    • 5 •   (psicol.) relativo alla sfera della conoscenza, a un atto conoscitivo: contenuto rappresentativo  § rappresentativamente avv. 
rappresentatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi rappresenta, spec. in teatro: un ottimo rappresentatore di personaggi goldoniani. 
rappresentazione   s.f.    • 1 •   il rappresentare; la cosa rappresentata: la rappresentazione di una figura, di un paesaggio; rappresentazione simbolica    • 2 •   (filos.) l'atto con il quale la coscienza riproduce in sé un oggetto esterno o uno stato d'animo; nella tradizione filosofica, è stata spesso intesa come forma di conoscenza intermedia tra la pura sensazione e il concetto | il contenuto stesso della rappresentazione: rappresentazioni confuse, distinte    • 3 •   (psicol.) il ripresentarsi alla mente di una percezione o di una sensazione in assenza dell'oggetto che le ha originate; immagine mentale    • 4 •   spettacolo teatrale o cinematografico: la rappresentazione ha avuto un grande successo di critica | sacra rappresentazione, sorta di dramma religioso, tipico del medioevo e del rinascimento    • 5 •   (mat.) modo di definire o descrivere un ente matematico secondo determinate convenzioni    • 6 •   (dir.) istituto del diritto delle successioni che fa subentrare i discendenti al loro ascendente quando questi non vuole o non può accettare l'eredità o il legato.
rappreso   part. pass.  di rapprendere  e agg.  nei sign. del verbo.
rapsodia   s.f.    • 1 •   l'arte, la poesia del rapsodo | (estens.) componimento poetico di contenuto epico recitato pubblicamente    • 2 •   testo basato sulla raccolta di brani di uno o più autori    • 3 •   (mus.) componimento musicale nel quale temi popolari sono collegati e svolti in libere interpretazioni: le «rapsodie ungheresi» di liszt. 
rapsodico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dei rapsodi; di rapsodia: poema rapsodico    • 2 •   (fig.) frammentario, saltuario: narrazione rapsodica  § rapsodicamente avv. 
rapsodista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (non com.) compositore di testi ottenuti collegando brani di opere altrui    • 2 •   compositore di rapsodie musicali.
rapsodo   s.m.  nell'antica grecia, cantore che recitava in pubblico composizioni epiche | (estens.) chi recita o canta composizioni poetiche popolaresche; cantastorie.
raptatorio   agg.  (zool.) si dice di organo adatto ad afferrare e trattenere una preda: arto raptatorio; zampe raptatorie. 
raptus   s.m. invar.    • 1 •   (psicol. , psich.) impulso improvviso e incontrollabile a compiere azioni violente: raptus omicida, suicida    • 2 •   (estens.) momento improvviso e folgorante di ispirazione, di illuminazione interiore: raptus poetico. 
rara avis   loc. sost. f. invar.  persona o cosa fornita di caratteri fuori del comune.
rarefare   v. tr.  [io rarefàccio  o rarefò, tu rarefai, egli rarefà ecc. ; coniugato come fare]    • 1 •   rendere meno denso: rarefare un gas    • 2 •   (non com.) rendere meno frequente o intenso: rarefare le visite  | rarefarsi v. rifl.    • 1 •   diventare meno denso: l'aria, a questa altezza, si rarefà    • 2 •   (non com.) diventare meno frequente o intenso: nelle ore serali il traffico tende a rarefarsi. 
rarefattibile   agg.  che si può rarefare: gas rarefattibile. 
rarefattivo   agg.  che produce, che favorisce la rarefazione.
rarefatto   part. pass.  di rarefare  agg.    • 1 •   meno denso: aria rarefatta    • 2 •   (fig.) raffinato, sottile: un umorismo rarefatto. 
rarefazione   s.f.  il rarefare, il rarefarsi, l'essere rarefatto: rarefazione di un gas. 
rarezza   s.f.  (non com.) l'essere raro, rado.
rarificare   v. tr.  [io rarìfico, tu rarìfichi ecc.] (non com.) rarefare, diradare.
rarità   s.f.    • 1 •   l'essere raro: la rarità di una pietra preziosa  | cosa rara: un vero amico è una rarità; una rarità bibliografica, un libro raro    • 2 •   (non com.) radezza.
raro   agg.    • 1 •   non comune, non frequente; scarso, difficile a trovarsi: un esempio raro; rare eccezioni; un caso più unico che raro, rarissimo; le rare volte che l'ho incontrato, le poche volte; è raro trovare persone oneste come lui, avviene raramente ' una bestia rara, (fig.) si dice di persona fuori del comune ' terre rare, (chim.) gruppo di minerali (ossidi, fosfati, silicati) di una quindicina di elementi, comprendenti scandio, ittrio, lantanio e i cosiddetti elementi lantanidi, tutti simili nel comportamento chimico ' gas raro, (chim.) gas nobile    • 2 •   prezioso per la sua rarità: monete rare; francobolli rari  | eccellente: un uomo d'intelligenza rara    • 3 •   non denso, non fitto; rado: vi sono rari alberi intorno alla casa  | polso raro, (med.) con pulsazioni non frequenti  avv.  (ant.) raramente; sopravvive nel prov. presto e bene raro avviene, è difficile che si possano conciliare in un lavoro qualità e rapidità di esecuzione § raramente avv.  rare volte, non frequentemente, di rado: ci vediamo raramente. 
ras   s.m. invar.    • 1 •   in etiopia, originariamente, titolo di governatore di provincia; in seguito, titolo del più alto dignitario dopo il negus    • 2 •   (fig. spreg.) piccola autorità locale che assume atteggiamenti dispotici.
rasamento   s.m.    • 1 •   (rar.) rasatura    • 2 •   (edil.) operazione con cui si rendono regolari le murature mediante un corso di mattoni, sui quali poi si traccia lo spiccato dei muri relativi al piano sovrastante; anche, il corso stesso di mattoni.
rasare   v. tr.    • 1 •   radere: rasare la barba    • 2 •   rendere liscia una superficie; pareggiare: rasare l'erba di un giardino  | rasarsi v. rifl.  radersi i peli, spec. della barba.
rasatello   s.m.  tessuto di cotone simile al raso, ma più leggero e ordinario.
rasato   part. pass.  di rasare  agg.    • 1 •   che ha subito la rasatura; liscio, senza peli    • 2 •   spianato    • 3 •   si dice di tessuto liscio come raso: velluto rasato | maglia rasata, maglia che si ottiene lavorando alternatamente un ferro a punto diritto e uno a punto rovescio  s.m.  tessuto liscio di cotone, simile al raso.
rasatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi rasa    • 2 •   (ind. tessile) operaio addetto alla rasatura.
rasatrice   s.f.  (ind. tessile) macchina per rasare iuta, feltro ecc.
rasatura   s.f.  il rasare, il rasarsi, l'essere rasato | ciò che si asporta rasando.
raschiabile   agg.  che si può raschiare.
raschiamento   s.m.  il raschiare, l'essere raschiato | (med.) intervento chirurgico consistente nel raschiare un osso o la cavità di un organo: raschiamento dell'utero. 
raschiaolio   s.m. invar.  (mecc.) fascia elastica di ghisa o d'acciaio applicata ai pistoni dei motori a scoppio per regolare la quantità di olio lubrificante sulla superficie dei cilindri | usato anche come agg.  : anello raschiaolio. 
raschiare   v. tr.  [io ràschio ecc.]    • 1 •   fregare una superficie con uno strumento ruvido o tagliente per spianarla, levigarla o pulirla: raschiare la parete, la ruggine    • 2 •   (med.) asportare tessuti e materiali organici a scopo diagnostico o terapeutico: raschiare un osso, l'utero    • 3 •   raschiarsi la gola  (o assol. raschiare), fare un rumore con la gola nel tentativo di liberarsi da catarro o da prurito o per richiamare l'attenzione di qualcuno.
raschiata   s.f.  il raschiare alla meglio, in fretta.
raschiatoio   s.m.  raschietto; raschiatore.
raschiatore   s.m.  [f. -trice] (non com.)    • 1 •   chi raschia    • 2 •   raschietto  agg.  si dice di attrezzo o dispositivo che raschia una superficie: anello raschiatore. 
raschiatura   s.f.    • 1 •   il raschiare, l'essere raschiato | la traccia che resta nella parte raschiata    • 2 •   ciò che si asporta raschiando.
raschiello   s.m.  utensile costituito da una lama d'acciaio stretta e piegata ad angolo retto, con un bordo tagliente, usato per la slupatura degli olivi; raschino.
raschiettare   v. tr.  [io raschiétto ecc.] eseguire una raschiettatura.
raschiettatura   s.f.  (mecc.) finitura di grande precisione di una superficie metallica eseguita manualmente con il raschietto.
raschietto   s.m.    • 1 •   utensile di varia forma il cui elemento essenziale è una lama d'acciaio a bordo tagliente, usato per raschiare superfici diverse | (mecc.) barra d'acciaio a spigoli affilati con cui si esegue la raschiettatura    • 2 •   lamina di ferro infissa nel muro o nel terreno presso la porta di ingresso delle case, per pulirsi le scarpe infangate.
raschino   s.m.  raschiello.
raschio   (1) s.m.  il raschiare in modo continuato e il rumore che ne deriva.
raschio   (2) s.m.  il raschiarsi la gola; il prurito causato da un'irritazione della gola.
rascia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   (ant. , lett.) tessuto spigato di lana grossolana    • 2 •   ciascuno dei drappi neri con i quali si parano le chiese in occasione dei funerali.
rasciugamento   s.m.  (non com.) rasciugatura.
rasciugare   v. tr.  [io rasciugo, tu rasciughi ecc.] (non com.) asciugare; prosciugare | rasciugarsi v. rifl.  diventare asciutto.
rasciugatura   s.f.  (non com.) il rasciugare, il rasciugarsi, l'essere rasciugato.
rasciutto   part. pass.  di rasciugare   agg.  (non com.) rasciugato, asciutto.
rasentare   v. tr.  [io ra sènto ecc.]    • 1 •   passare rasente a qualcosa: rasentare un muro    • 2 •   (fig.) accostarsi, essere vicino a qualcosa; sfiorare: rasentare la vittoria, la sconfitta, la quarantina; rasentare il ridicolo | rasentare il codice penale, commettere azioni illecite, che sono quasi reati ' rasentare la galera, rischiarla.
rasente   prep.  molto vicino a qualcosa o a qualcuno, fin quasi a sfiorarlo (si usa con verbi di movimento e si unisce ai sostantivi per mezzo della prep. a  e talvolta direttamente): avanzarono rasente al muro; la palla passò rasente alla traversa; volare rasente terra; il proiettile gli passò rasente. 
rash   s.m. invar.  (med.) eruzione cutanea transitoria a rapida insorgenza.
rasiccia   s.f.  [pl. -ce] (tosc.) terreno preparato per la semina, su cui sono state tagliate e bruciate le erbe secche e gli sterpi per renderlo fertile.
rasiera   s.f.    • 1 •   regolo di legno usato per scolmare il contenuto di uno staio    • 2 •   lama rettangolare d'acciaio a spigoli vivi usata per raschiare e levigare superfici di legno e, in legatoria, per levigare il taglio dei libri.
rasierare   v. tr.  [io rasièro ecc.] (non com.) raschiare con la rasiera.
rasile   agg.  (ant.) che si può radere, che si può pulire facilmente.
raso   (1) part. pass.  di radere  agg.    • 1 •   rasato, liscio: capelli rasi; cane dal pelo raso  | fare tabula rasa, (fig.) eliminare, abolire tutto ' punto raso, nel ricamo, punto piatto, rasato ' vascello raso, (mar.) nelle costruzioni navali dell'800, vascello da guerra con la coperta bassa sull'acqua    • 2 •   pieno fino all'orlo: un bicchiere raso    • 3 •   (poet.) privo: le ciglia avea rase / d'ogne baldanza  (dante inf.  viii, 118-119) | usato anche con valore di prep.  nella loc. avv. e agg. invar. raso terra, rasente la terra: l'aereo volava raso terra; fare un tiro raso terra  | un ragionamento, un discorso ecc. raso terra, (fig.) di basso livello.
raso   (2) s.m.  una delle tre armature fondamentali dei tessuti (le altre sono la saia e la tela), con meno punti di incrocio fra trama e ordito rispetto alle altre due, e quindi di aspetto più piatto e lucente; per estens., tessuto realizzato con tale armatura: un vestito di raso  | raso operato, con trama a disegni.
rasoiata   s.f.  colpo di rasoio.
rasoio   s.m.  strumento per radere la barba, costituito nel tipo tradizionale da una lunga e affilatissima lama d'acciaio inserita in un manico: affilare il rasoio; tagliare come un rasoio, essere taglientissimo; avere la lingua (tagliente) come un rasoio, (fig.) essere sferzante, pungente, maligno | rasoio di sicurezza, munito di lametta a doppio taglio o a taglio singolo, protetto, così da evitare ferite ' rasoio elettrico, elettrodomestico per la rasatura senz'acqua e senza sapone. dim. rasoietto  pegg. rasoiaccio. 
rasoterra   s.m. invar.  (sport) tiro rasente il terreno: segnare con un rasoterra  | usato anche come agg. invar.  e come avv.  con gli stessi sign. di raso terra. 
raspa   (1) s.f.  attrezzo simile a una lima, ma con denti più grossi e più radi, usato soprattutto nella lavorazione del legno.
raspa   (2) s.f.  ballo di origine messicana, affine al samba, in voga negli anni '50.
raspamento   s.m.  il raspare, l'essere raspato.
raspare   v. tr.    • 1 •   spianare, ridurre di spessore con la raspa: raspare un'asse di legno    • 2 •   (estens.) irritare: questo vino raspa la gola    • 3 •   di animali, grattare la terra con le zampe o con le unghie (anche assol.): senti raspar tra le macerie e i bronchi / la derelitta cagna  (foscolo sepolcri  78-79)    • 4 •   (fig. pop.) rubare, portar via | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   grattare, raschiare: una spazzola, un tessuto che raspa    • 2 •   (estens.) frugare, armeggiare: ti ho visto raspare nel cassetto. 
raspatoio   s.m.  arnese agricolo simile al rastrello, usato per raspare il terreno e asportare le erbacce.
raspatura   s.f.  il raspare | ciò che si asporta raspando.
rasperello   s.m.  (bot.) coda di cavallo, equiseto.
raspino   s.m.  utensile costituito da una barretta d'acciaio con le due estremità ricurve, appiattite e dentate a forma di piccole raspe.
raspio   s.m.  un raspare continuo.
raspo   s.m.  grappolo di uva privo dei chicchi.
raspollamento   s.m.  il raspollare.
raspollare   v. tr.  [io raspóllo ecc.] cogliere i raspolli rimasti dopo la vendemmia.
raspollatura   s.f.  il raspollare | l'insieme dei raspolli colti.
raspollo   s.m.  piccolo grappolo d'uva con pochi chicchi.
rasposo   agg.  ruvido.
rassegamento   s.m.  (tosc.) il rassegare, il rassegarsi.
rassegare   v. intr.  [io rasségo, tu rasséghi ecc. ; aus. essere], rassegarsi v. rifl.  (tosc.) rapprendersi, diventare simile al sego raffreddandosi (detto di brodo, di liquidi grassi, di condimenti ecc.).
rassegna   s.f.    • 1 •   (mil.) ispezione fatta da un superiore a un reparto militare schierato; rivista: passare in rassegna le truppe    • 2 •   (estens.) esame minuzioso di cose o persone: passare in rassegna tutti i mobili di casa    • 3 •   resoconto ordinato di avvenimenti, manifestazioni, opere e sim.; pubblicazione periodica: fare la rassegna dell'attività parlamentare; scrivere una rassegna di studi danteschi    • 4 •   mostra, concorso, festival: rassegna della pittura contemporanea; rassegna musicale, cinematografica. 
rassegnamento   s.m.  (rar.) il rassegnare, il rassegnarsi.
rassegnare   v. tr.  [io rasségno ecc.]    • 1 •   presentare, consegnare: rassegnare le dimissioni | rassegnare un mandato, una carica, rinunciarvi    • 2 •   (ant.) passare in rassegna: rassegnare le truppe  | rassegnarsi v. rifl.  accettare con sopportazione la volontà altrui o qualcosa di doloroso, di inevitabile: si rassegnò al volere del padre; rassegnarsi al destino, alla cattiva sorte. 
rassegnato   part. pass.  di rassegnare  agg.  che accetta con sopportazione un dolore, una prova, la volontà altrui § rassegnatamente avv.  con rassegnazione.
rassegnatore   s.m.  (non com.)    • 1 •   [f. -trice] chi rinuncia a un incarico, a una funzione    • 2 •   (mil.) chi passa in rassegna le truppe.
rassegnazione   s.f.  il rassegnarsi; disposizione d'animo di chi accetta pazientemente un dolore, una sventura e sim.: sopportare, accettare qualcosa con rassegnazione. 
rassembranza   s.f.  (ant. , lett.) somiglianza.
rassembrare   v. tr.  [io rassémbro ecc.] (ant. , lett.) somigliare.
rasserenamento   s.m.  il rasserenare, il rasserenarsi, l'essere rasserenato (anche fig.).
rasserenante   part. pres.  di rasserenare   agg.  che infonde serenità, tranquillità: parole rasserenanti. 
rasserenare   v. tr.  [io rasseréno ecc.] rendere sereno (anche fig.): quella notizia lo rasserenò  | rasserenarsi v. rifl.  diventare sereno (anche fig.): il cielo si è rasserenato; a quelle parole si rasserenò. 
rasserenato   part. pass.  di rasserenare  agg.  diventato sereno (spec. fig.): viso, animo rasserenato  § rasserenatamente avv. 
rasserenatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi rasserena (spec. fig.): un sorriso rasserenatore. 
rassestamento   s.m.  il rassestare, l'essere rassestato.
rassestare   v. tr.  [io rassèsto ecc.] assestare; assestare di nuovo.
rassettamento   s.m.  rassettatura.
rassettare   v. tr.  [io rassètto ecc.]    • 1 •   assettare, mettere in ordine: rassettare una stanza, un cassetto    • 2 •   accomodare, aggiustare (anche fig.): rassettare un abito; rassettare una situazione ingarbugliata  | rassettarsi v. rifl.  mettersi in ordine nella persona e nell'abito.
rassettatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi rassetta.
rassettatura   s.f.  il rassettare, il rassettarsi, l'essere rassettato.
rassetto   s.m.  (region.) rassettamento, rassettatura.
rassicurante   part. pres.  di rassicurare  agg.  che infonde sicurezza, fiducia: espressione rassicurante  § rassicurantemente avv. 
rassicurare   v. tr.    • 1 •   rendere sicuro, liberare da dubbi, sospetti, timori: con la sua calma ci ha rassicurati    • 2 •   (non com.) assicurare di nuovo, riassicurare | rassicurarsi v. rifl.  acquistare sicurezza e tranquillità, liberarsi da ogni dubbio o timore, riprendere animo: alle parole del medico si rassicurò. 
rassicurato   part. pass.  di rassicurare  agg.  divenuto sicuro; tranquillizzato, rincuorato: se ne andò via tutta rassicurata. 
rassicuratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi rassicura: parole rassicuratrici. 
rassicurazione   s.f.  il rassicurare, l'essere rassicurato; parola, discorso rassicurante: ebbi da loro le più ampie rassicurazioni. 
rassimigliare    ⇨ rassomigliare.
rassodamento   s.m.  il rassodare, il rassodarsi, l'essere rassodato.
rassodante   part. pres.  di rassodare   agg.  che rassoda, spec. i muscoli o i tessuti cutanei: crema rassodante. 
rassodare   v. tr.  [io rassòdo ecc.]    • 1 •   rendere sodo o più sodo: rassodare la pelle    • 2 •   (non com.) far diventare sodo di nuovo    • 3 •   (fig.) consolidare, rafforzare: rassodare un legame  | v. intr.  [aus. essere], rassodarsi v. rifl.    • 1 •   diventare sodo o più sodo: con la ginnastica i muscoli si rassodano    • 2 •   (fig.) consolidarsi, diventare più sicuro, più stabile: la loro amicizia si è rassodata. 
rassodatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi rassoda.
rassomigliante   part. pres.  di rassomigliare  agg.  somigliante: un ritratto poco rassomigliante. 
rassomiglianza   s.f.  il rassomigliare; somiglianza: la rassomiglianza tra padre e figlio è notevole. 
rassomigliare   lett. rassimigliare, v. intr.  [io rassomìglio ecc. ; aus. essere  e avere] essere simile, somigliante: rassomigliare al padre | v. tr.  (non com.) paragonare: rassomigliare due fratelli tra loro  | rassomigliarsi v. rifl.  somigliare l'un l'altro: si rassomigliano come due gocce d'acqua. 
rassottigliamento   s.m.  (non com.) il rassottigliare, il rassottigliarsi, l'essere rassottigliato.
rassottigliare   v. tr.  [io rassottìglio ecc.] assottigliare | rassottigliarsi v. rifl.  assottigliarsi.
rassumere   v. tr.  (ant.) riassumere, riepilogare.
rassummare   v. tr.  (ant.) fare, rifare una somma: or, se di nuovo il conto ne rassummo / c'è a pena il terzo, e tutto 'l resto è morto  (ariosto o. f.  xxxviii, 53).
rasta   agg.  e s.m. invar.  appartenente a un culto nato negli anni trenta in giamaica, che propugna il ritorno della popolazione nera nella madrepatria africana; i suoi adepti rifiutano il taglio dei capelli.
rastello    ⇨ rastrello.
rastrellamento   s.m.  il rastrellare, l'essere rastrellato (spec. fig.): fu arrestato in un rastrellamento della polizia. 
rastrellare   v. tr.  [io rastrèllo ecc.]    • 1 •   raccogliere col rastrello; ripulire col rastrello: rastrellare il fieno; rastrellare il giardino    • 2 •   (fig.) sottoporre una zona a controlli militari o di polizia allo scopo di catturare forze nemiche, individui pericolosi, o di ricuperare refurtiva, armi e sim.: rastrellare un territorio, un quartiere  | catturare: rastrellare i disertori    • 3 •   (mar.) percorrere il fondo del mare con rampini e ganci allo scopo di ricercare e ricuperare oggetti vari    • 4 •   nel linguaggio giuridico, appropriarsi le erbe falciate lasciate su un fondo altrui, commettendo così un furto    • 5 •   nel linguaggio di borsa, comperare sistematicamente un titolo: rastrellare le azioni di una società per acquisirne il controllo. 
rastrellata   s.f.    • 1 •   il rastrellare, spec. in fretta, alla meglio | la quantità d'erba o di fieno raccolta col rastrello    • 2 •   colpo dato con un rastrello.
rastrellatrice   s.f.  macchina per raccogliere il fieno essiccato.
rastrellatura   s.f.  il rastrellare, l'essere rastrellato.
rastrelliera   s.f.    • 1 •   intelaiatura a pioli, fissata al muro delle stalle sopra la mangiatoia, in modo da consentire alle bestie di strappare a piccole boccate il fieno che vi è stato messo    • 2 •   (estens.) ogni intelaiatura analoga, adatta a sostenere oggetti vari; in partic., quella usata in cucina per riporvi a sgocciolare le stoviglie lavate e quella in cui si dispongono in fila fucili, stecche per biliardo, biciclette ecc.
rastrello   ant. o pop. rastello, s.m.    • 1 •   arnese costituito da un lungo manico che reca all'estremità un'asta trasversale munita di denti (rebbi); serve per raccogliere erba, fieno, paglia e per ripulire il terreno da sassi, ghiaia e sim. | macchina agricola usata per raccogliere il fieno. dim. rastrelletto, rastrellino    • 2 •   (estens.) qualsiasi attrezzo simile per forma o funzione al rastrello agricolo; in partic., l'attrezzo con cui nelle case da gioco il croupier raccoglie dal tavolo le puntate perdenti    • 3 •   (ant.) sorta di cancello che un tempo si calava di notte davanti alle porte delle città    • 4 •   (region.) cancello; steccato: dal rastrello spalancato... venivano le risate di alessio e della serva  (verga)    • 5 •   (mar.) operazione di ricerca effettuata da due o più navi di superficie che procedono parallelamente.
rastremare   v. tr.  [io rastrèmo ecc.] assottigliare o restringere gradualmente, dal basso verso l'alto (riferito a un elemento architettonico): rastremare un pilastro, una finestra  | (fig. lett.) affinare, rendere più sobrio ed essenziale: montale, nelle ultime poesie, ha sempre più rastremato il suo stile  | rastremarsi v. rifl.  farsi più sottile dal basso verso l'alto (detto di colonne, pilastri e sim.).
rastremato   part. pass.  di rastremare   agg.  si dice di elemento architettonico, per lo più colonna o pilastro, che si assottigli verso l'alto | (fig. lett.) affinato, reso sobrio, essenziale: la poesia rastremata di sbarbaro. 
rastremazione   s.f.  il rastremare, il rastremarsi, l'essere rastremato: rastremazione di una colonna, la progressiva diminuzione del suo diametro a partire dalla base.
rastro   s.m.    • 1 •   (lett.) rastrello: or si vede il villan domar col rastro / le dure zolle  (poliziano)    • 2 •   (agr.) coltivatore multiplo che effettua un lavoro complementare a quello dell'aratro mediante lunghi denti arcuati    • 3 •   (mus.) strumento per tracciare il pentagramma musicale.
rasura   s.f.    • 1 •   (non com.) il radere | ciò che si toglie radendo    • 2 •   negli antichi manoscritti, spec. pergamenacei, raschiatura per cancellare una o più parole del testo.
rata   s.f.  ciascuna delle parti in cui viene divisa una somma da pagare dilazionata nel tempo, a scadenze prefissate: rata annuale, semestrale, trimestrale, mensile; le rate di un mutuo; vendere, comprare a rate | rata di caricazione, di discarico, quantità di merce che deve essere caricata su una nave, o scaricata da essa, in un giorno.
ratafià   s.m.  liquore prodotto con alcol, zucchero e succo di frutta, spec. di ciliegie selvatiche.
rataplà  n rataplàn;inter.  voce onom. che imita il rullo del tamburo.
ratatouille   s.f. invar.  (gastr.) piatto di verdure miste (melanzane, zucchine, patate, peperoni ecc.) tagliate in piccoli pezzi e cotte in salsa di pomodoro.
rate   s.f.  (lett.) zattera.
rateale   agg.  di rata, relativo alle rate: scadenza rateale  | che si effettua a rate: vendita, pagamento rateale  § ratealmente avv.  a rate.
ratealista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi per conto altrui promuove e conclude vendite a rate.
rateare   v. tr.  [io ràteo ecc.]    • 1 •   dividere in rate; rateizzare: rateare un pagamento    • 2 •   (estens.) suddividere nel tempo.
rateazione   s.f.  il rateare, l'essere rateato.
rateizzare   non com. ratizzare, v. tr.  dividere in rate; stabilire il numero, l'importo e la scadenza delle rate: rateizzare un pagamento. 
rateizzazione   non com. ratizzazione, s.f.  l'operazione del rateizzare.
rateizzo   s.m.  (burocr.) rateizzazione.
ratele   o ratelo, s.m.  (zool.) mellivora.
rateo   s.m.    • 1 •   rateizzazione    • 2 •   rettifica apportata al bilancio per tener conto dei costi (ratei passivi) o dei ricavi (ratei attivi) che maturano nell'esercizio in corso ma che verranno sostenuti o riscossi nell'esercizio successivo | rateo d'interessi, gli interessi giornalieri su titoli a reddito fisso maturati dal giorno di scadenza dell'ultima cedola fino a quello di negoziazione    • 3 •   l'ammontare degli interessi maturati in un periodo di tempo inferiore a quello di normale chiusura dei conteggi e liquidazione degli interessi.
ratiera   s.f.  dispositivo del telaio che fa alzare i fili dell'ordito permettendo il passaggio della navetta.
ratifica   s.f.    • 1 •   nel diritto civile, atto con cui un soggetto approva un negozio giuridico concluso in nome suo da chi non era investito di poteri per compierlo o è andato oltre i poteri che gli erano stati conferiti | nel diritto pubblico, approvazione definitiva da parte dell'organo competente del deliberato, con validità provvisoria, di un organo esecutivo    • 2 •   (estens.) conferma, convalida: ratifica di una nomina. 
ratificare   v. tr.  [io ratìfico, tu ratìfichi ecc.]    • 1 •   (dir.) approvare mediante ratifica: ratificare un contratto, un trattato    • 2 •   (estens.) confermare, convalidare: ratificare una promozione, una nomina. 
ratificatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi ratifica.
ratificazione   s.f.  (non com.) ratifica.
ratina   tosc. rattina, s.f.  tessuto ratinato, molto voluminoso per la superficie a pelo arricciato.
ratinare   v. tr.  sottoporre a ratinatura.
ratinatrice   s.f.  macchina per effettuare la ratinatura.
ratinatura   s.f.  nell'industria tessile, operazione di finitura di tessuti a pelo lungo, consistente nell'arricciatura e nella piegatura del pelo per produrre speciali effetti di disegno.
rating   s.m.  valutazione comparata della qualità dei titoli emessi da una società o della solidità finanziaria della società stessa.
ratio   s.f. invar.  ragione, motivazione, logica: qual è la ratio dei loro comportamenti?. 
ratio legis   loc. sost. f. invar.  locuzione usata per indicare lo scopo di una legge o di una norma giuridica.
ratire   v. intr.  [io ratisco, tu ratisci ecc. ; aus. avere] (ant.) rantolare; emettere l'ultimo respiro.
ratiti   s.m. pl.  nella vecchia classificazione zoologica, sottoclasse di uccelli caratterizzati dallo sterno privo di carena (p. e.  struzzo, casuario) | sing.  [-e] ogni uccello di tale sottoclasse.
ratizzare   e deriv.   ⇨ rateizzare e deriv. 
rat musqué   loc. sost. m. invar.  la pelle conciata del topo muschiato, usata in pellicceria.
rato   agg.    • 1 •   (dir.) ratificato, legalmente compiuto | matrimonio rato e non consumato, in diritto canonico, il matrimonio regolarmente celebrato nel quale non abbia avuto luogo l'atto coniugale e che quindi può essere dichiarato nullo    • 2 •   (lett.) confermato, sancito: or fa', padre, che 'l patto / sia fermo e rato e sacro  (caro).
ratta   s.f.  (arch.) ciascuna delle due estremità rastremate di una colonna: ratta di sopra, estremità superiore, sommoscapo; ratta di sotto, estremità inferiore, imoscapo.
rattacconare   v. tr.  [io rattaccóno ecc.] (non com.) accomodare con tacconi le scarpe.
rattemperare   v. tr.  [io rattèmpero ecc.] (lett.) temperare, moderare: rattemperare lo sdegno, l'ardore  | rattemperarsi v. rifl.  (lett.) moderarsi, temperarsi: io avrei fatto il diavolo, ma pure mi sono rattemperata  (boccaccio dec.  iii, 3).
rattenere   v. tr.  [coniugato come tenere] (lett.)    • 1 •   arrestare, frenare il corso di qualcosa: qui si rivolse, e qui rattenne il passo  (petrarca canz.  cxii, 10)    • 2 •   (fig.) contenere, trattenere: rattenere il pianto, lo sdegno  | rattenersi v. rifl.  o intr. pron.  (lett.)    • 1 •   arrestarsi, fermarsi    • 2 •   (fig.) trattenersi, contenersi, dominare i propri sentimenti.
rattenimento   s.m.  (non com.) il rattenere, il rattenersi.
rattento   s.m.  (ant. , lett.) ostacolo, impedimento: un vento / impetuoso... / che fier la selva e sanz'alcun rattento / li rami schianta, abbatte e porta fori  (dante inf.  ix, 67-70).
rattenuta   s.f.    • 1 •   (ant.) ritegno, freno    • 2 •   (non com.) ritenuta, trattenuta.
rattepidire    ⇨ rattiepidire.
rattezza   s.f.  (lett.)    • 1 •   l'essere ratto; velocità, rapidità    • 2 •   ripidezza: di questa costa, la dov'ella frange / più sua rattezza, nacque al mondo un sole  (dante par.  xi, 49-50).
ratticida   s.m.  [pl. -i] topicida.
rattiepidire   meno com. rattepidire, v. tr.  [io rattiepidisco, tu rattiepidisci ecc.] (lett.) intiepidire | v. intr.  [aus. essere], rattiepidirsi v. rifl.  (lett.) intiepidirsi: l'amoroso caldo per lo spiacevole tempo era nel cuor rattiepidito  (boccaccio filocolo).
rattina    ⇨ ratina.
rattizzare   v. tr.  attizzare; attizzare di nuovo (anche fig.): rattizzare il fuoco; rattizzare i rancori sopiti. 
ratto   (1) s.m.    • 1 •   (lett.) rapimento, spec. di una donna: il ratto delle sabine | ratto a fine di matrimonio  o di libidine, (dir.) reato commesso da chi, con violenza, minaccia o inganno, rapisce o comunque trattiene una persona per costringerla al matrimonio o a subire atti di libidine    • 2 •   (ant.) rapina: animale di ratto; vivere di ratto    • 3 •   (ant.) estasi, rapimento.
ratto   (2) s.m.  (zool.) genere di mammiferi roditori simili ai topi, ma di dimensioni più grandi, dannosi sia per la loro voracità sia per le malattie che possono trasmettere | ratto di chiavica, topo di fogna; surmolotto.
ratto   (3) agg.  (lett.)    • 1 •   rapido, veloce: ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti  (foscolo sonetti)    • 2 •   ripido, in forte pendenza: così s'allenta la ripa che cade / quivi ben ratta da l'altro girone  (dante purg.  xii, 106-107)  avv.  (lett.) presto, velocemente: amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende  (dante inf.  v, 100) | nella loc. cong. ratto che, non appena (introduce una prop. temporale con il verbo all'indic.): ma quell'anime, ch'eran lasse e nude, / cangiar colore e dibattero i denti, / ratto che 'inteser le parole crude  (dante inf.  iii, 100-102).
rattoppamento   s.m.  l'operazione del rattoppare.
rattoppare   v. tr.  [io rattòppo ecc.]    • 1 •   aggiustare con toppe: rattoppare i calzoni; rattoppare un libro, raccomodare le pagine strappate o danneggiate; rattoppare un muro, restaurare le parti di intonaco o i mattoni mancanti    • 2 •   (fig.) accomodare alla meglio, rimediare in qualche modo: rattoppare uno scritto; rattoppare una situazione, un errore. 
rattoppato   part. pass.  di rattoppare   agg.  accomodato con toppe, pieno di toppe: calzoni rattoppati  | si dice di persona che indossa vestiti rattoppati: va in giro tutto rattoppato. 
rattoppatore   s.m.  [f. -trice] chi rattoppa.
rattoppatura   s.f.  rattoppo.
rattoppo   s.m.    • 1 •   il rattoppare, l'essere rattoppato; la parte rattoppata e la toppa stessa: fare un rattoppo a un vestito; un paio di calzoni pieno di rattoppi    • 2 •   (fig.) rimedio trovato alla meglio.
rattorcere   v. tr.  [coniugato come torcere] (lett.) attorcere, torcere con forza molte volte.
rattore   s.m.  (ant. , lett.) rapitore: io non venni come rattore a tôrle la sua virginità  (boccaccio dec.  x, 8).
rattralciare   v. tr.  [io rattràlcio ecc.] in viticoltura, appaiare e legare i tralci della vite alla sommità.
rattralciatura   s.f.  operazione del rattralciare.
rattrappare   v. tr.  (ant.) rattrappire | rattrapparsi v. rifl.  (ant.) rattrappirsi.
rattrappimento   s.m.  il rattrappire, il rattrappirsi, l'essere rattrappito: il rattrappimento di un arto. 
rattrappire   v. tr.  [io rattrappisco, tu rattrappisci ecc.] far contrarre le membra, in modo che sia faticoso il distenderle di nuovo: il freddo mi ha rattrappito le mani  | rattrappirsi v. rifl.  contrarsi (detto del corpo o di una parte di esso): mi si è rattrappita una gamba. 
rattrappito   part. pass.  di rattrappire  agg.  contratto, impedito nel movimento: avere gli arti rattrappiti. 
rattrarre   v. tr.  [coniugato come trarre] (lett.) rattrappire.
rattratto   part. pass.  di rattrarre  agg.  (lett.) rattrappito, contratto.
rattristamento   s.m.  (non com.) il rattristare, il rattristarsi.
rattristante   part. pres.  di rattristare   agg.  che suscita tristezza: una vista, uno spettacolo rattristante  § rattristantemente avv. 
rattristare   v. tr.  rendere triste; affliggere, addolorare: la sua lettera mi ha rattristato  | rattristarsi v. rifl.  diventare triste, addolorarsi: a quella vista tutti si rattristarono. 
rattristato   part. pass.  di rattristare  agg.  addolorato, afflitto: un volto rattristato  § rattristatamente avv. 
rattristire   v. tr.  [io rattristisco, tu rattristisci ecc.] rattristare, intristire: questa giornata grigia mi rattristisce  | rattristirsi v. rifl.  diventare triste.
raucedine   s.f.  abbassamento o alterazione della voce, in genere legati ad affezioni delle prime vie aeree.
rauco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   affetto da raucedine (detto di persona): sono rauco perché ho parlato troppo    • 2 •   basso, cupo, roco (detto di voce, suono e sim.): rispondere con voce rauca; chiama gli abitator de l'ombre eterne / il rauco suon de la tartarea tromba  (tasso g. l.  iv, 3) § raucamente avv.  con voce rauca, con suono rauco.
raumiliare   v. tr.  [io raumìlio ecc.] (lett. rar.) placare, ammansire, rendere mite: per che, cominciando con dolcissime parole a raumiliarla, tanto disse e tanto pregò  (boccaccio dec.  iii, 6) | raumiliarsi v. rifl.  placarsi: la vita sembra rallentare il suo battito, illanguidirsi, raumiliarsi  (d'annunzio).
raunare   e deriv.   ⇨ radunare e deriv. 
rauwolfia   o rauvolfia, s.f.  (bot.) genere di piante legnose dicotiledoni, diffuse nelle regioni tropicali; da alcune specie si estraggono alcaloidi ad azione sedativa e ipotensiva (fam.  apocinacee).
ravagliare   v. tr.  [io ravàglio ecc.] (agr.) sottoporre un terreno alla ravagliatura.
ravagliatore   s.m.  (agr.) tipo particolare di aratro, con versoio molto sviluppato in altezza, che consente, approfondendo il solco, di portare in superficie strati di terreno più profondi.
ravagliatura   s.f.  (agr.) la lavorazione particolarmente profonda del terreno effettuata per mezzo del ravagliatore.
ravanare   v. intr.  [aus. avere] (dial.) cercare disordinatamente, frugando qua e là: aveva ravanato in tutti i cassetti, scompigliando la casa  | (fig.) darsi da fare in tutti i modi per un dato scopo, provocando in altri fastidio e agitazione: è tutto il giorno che continui a ravanare!. 
ravanello   region. rafanello, pop. rapanello, s.m.  pianta erbacea che si coltiva per la radice commestibile rotondeggiante di colore rosso o bianco, dal sapore forte (fam.  crocifere).
ravaneto   s.m.  nelle cave di pietra o di marmo, luogo dove si fa scivolare il pietrame di scarto.
ravastina   o ragastina, s.f.  (region.) rete del tipo della sciabica usata nella pesca notturna con le lampare.
rave   s.m. invar.  forma abbr. di rave party   agg.  adatto a un rave party, a esso ispirato: musica, moda rave. 
raveggiolo   o raviggiolo, lett. raveggiuolo, raviggiuolo, s.m.  (tosc.) latticino tenero fatto con i residui in sospensione nel siero del latte di pecora o di capra dopo che è stata prodotta la ricotta; si mangia fresco.
ravegnano   o ravignano, agg.  e s.m.  [f. -a] (ant. , lett.) ravennate.
ravennate   agg.  di ravenna: l'arte ravennate   s.m.  e f.  chi è nato o abita a ravenna.
rave party   loc. sost. m. invar.  festa notturna semiclandestina di giovani, lontano dai centri abitati, in cui si balla al ritmo della technomusic e si assumono sostanze stupefacenti.
raviera   s.f.  (non com.) piccolo piatto per antipasti, generalmente di forma oblunga.
raviggiolo   raviggiuolo  ⇨ raveggiolo.
ravignano    ⇨ ravegnano.
raviolatore   s.m.  stampo per preparare più ravioli in una sola volta.
raviolatrice   s.f.  macchina per fare i ravioli.
raviolo   lett. raviuolo, s.m.  (spec. pl.) porzione di pasta all'uovo ripiena di carne o di ricotta e verdura: ravioli al sugo | ravioli dolci, tipo di dolci simili ai ravioli, ma più grandi, riempiti di impasti vari, cotti al forno o fritti.
ravizzone   s.m.  pianta erbacea con fiori gialli, dai cui semi si ricava un olio usato per l'alimentazione e come lubrificante; colza (fam.  crocifere).
ravvalorare   v. tr.  [io ravvalóro ecc.] avvalorare, dare maggior valore: un fatto che ravvalora le precedenti ipotesi. 
ravvedersi   v. rifl.  [fut. io mi ravvedrò  o ravvederò ecc. ; part. pass. ravveduto  (antiq. ravvisto); il resto è coniugato come vedere]    • 1 •   riconoscere i propri errori e correggersi: dopo tanti sbagli, si è ravveduto    • 2 •   (ant.) accorgersi.
ravvedimento   s.m.  il ravvedersi: ha avuto un improvviso ravvedimento  | ravvedimento operoso, (dir.) quello di chi, mentre sta commettendo un reato, desiste dal compierlo e impedisce che si verifichi l'evento criminoso.
ravveduto   part. pass.  di ravvedersi  agg.  (non com.) che si è pentito, che ha riconosciuto i propri errori.
ravvenamento   s.m.  aumento della ricchezza idrica di una falda freatica, che si ottiene mediante canali d'irrigazione o scavo di pozzi o infiltrazione delle acque di un fiume deviato artificialmente.
ravvenare   v. tr.  [io ravvéno ecc.] procedere al ravvenamento di una falda freatica | v. intr.  [aus. essere] (lett.) di una sorgente, rianimarsi, rampollare di nuovo: spuntava l'erba, verdicava il salcio, / e ravvenate ora mescean le polle  (pascoli).
ravviamento   s.m.  (non com.) il ravviare, il ravviarsi, l'essere ravviato.
ravviare   v. tr.  [io ravvìo ecc.]    • 1 •   (ant. , lett.) rimettere sulla buona strada    • 2 •   (non com.) avviare di nuovo, rimettere in moto o in funzione: ravviare i lavori    • 3 •   rimettere a posto, in ordine; riordinare: ravviarsi i capelli  | ravviare il fuoco, rattizzarlo | ravviarsi v. rifl.    • 1 •   (ant. , lett.) rimettersi sulla buona strada    • 2 •   riordinarsi nella persona.
ravviata   s.f.  il ravviare, il ravviarsi rapidamente: darsi una ravviata ai capelli.  dim. ravviatina. 
ravvicinamento   s.m.  il ravvicinare, il ravvicinarsi (anche fig.): c'è stato un ravvicinamento tra i due partiti. 
ravvicinare   v. tr.    • 1 •   avvicinare di più o di nuovo: ravvicinare il tavolo alla parete    • 2 •   (fig. non com.) mettere a confronto, raffrontare: ravvicinare due teorie    • 3 •   (fig.) riconciliare: far ravvicinare due persone  | ravvicinarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   avvicinarsi di più o di nuovo: con il trasferimento si è ravvicinato alla famiglia    • 2 •   (fig.) riconciliarsi con qualcuno: ravvicinarsi a un vecchio amico | v. rifl. rec.  rappacificarsi, tornare in reciproco accordo: erano nemici, ma ora si stanno ravvicinando. 
ravvigorire   v. tr.  [io ravvigorisco, tu ravvigorisci ecc.] (non com.) rinvigorire.
ravviluppamento   s.m.  il ravviluppare, il ravvilupparsi | la cosa o l'insieme delle cose ravviluppate.
ravviluppare   v. tr.  avvolgere strettamente; avviluppare: lo ravviluppò in una coperta; ravviluppare una matassa  | ravvilupparsi v. rifl.  o intr. pron.  avvolgersi strettamente; avvilupparsi: ravvilupparsi in un ampio scialle. 
ravvio   s.m.  (rar.) il ravviare.
ravvisabile   agg.  che si può ravvisare; riconoscibile: in questo libro è chiaramente ravvisabile il suo stile. 
ravvisare   v. tr.    • 1 •   riconoscere dal viso, dalla fisionomia, dall'aspetto: appena l'ho visto, l'ho subito ravvisato    • 2 •   (estens.) riconoscere, distinguere: nelle sue opere si ravvisa il tocco del grande artista | ravvisare l'utilità, l'urgenza di fare qualcosa, ritenere utile, urgente farla.
ravvivamento   s.m.  il ravvivare, il ravvivarsi, l'essere ravvivato.
ravvivare   v. tr.    • 1 •   rinvigorire, rianimare (anche fig.): ravvivare una pianta appassita; la sua presenza ravvivò la festa; ravvivare il fuoco, attizzarlo; ravvivare un colore, accentuarlo    • 2 •   ravvivare il taglio di un coltello, di una mola, ripristinarne l'originaria efficienza | ravvivarsi v. rifl.  riprendere vita, vigore (anche fig.): dopo la pioggia, la campagna si è ravvivata; lo spettacolo si ravvivò verso la fine. 
ravvivatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi ravviva (spec. fig.)  s.m.  utensile meccanico con punta di materiale molto duro mediante il quale si ravviva il taglio di una mola, di un coltello e sim.
ravvivatura   s.f.  l'operazione meccanica con cui si ravviva il taglio di una mola, di un coltello e sim.
ravvolgere   v. tr.  [coniugato come volgere] avvolgere in modo da coprire interamente; avvolgere più volte: ravvolgere i bicchieri nella carta  | ravvolgersi v. rifl.  avvolgersi ben bene: ravvolgersi in un mantello. 
ravvolgimento   s.m.    • 1 •   il ravvolgere, il ravvolgersi, l'essere ravvolto    • 2 •   (non com.) tortuosità (anche fig.): la sua prosa è piena di ravvolgimenti. 
ravvolgitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi ravvolge.
ravvolgitura   s.f.  (non com.) ravvolgimento.
ravvoltolare   v. tr.  [io ravvòltolo ecc.] avvolgere rigirando più volte: ravvoltolare un libro in un foglio di carta  | ravvoltolarsi v. rifl.  avvolgersi più volte in qualcosa: ravvoltolarsi in un mantello  | voltolarsi, rotolarsi: ravvoltolarsi nella polvere, nel fango. 
rayograph   s.m. invar.  tecnica fotografica con cui si realizzano composizioni astratte in bianco e nero, impressionando la carta sensibile senza far uso di macchina fotografica.
rayon   o raion, s.m.  fibra tessile artificiale ricavata dalla cellulosa e usata come imitazione della seta.
raz   s.m. invar.    • 1 •   corrente marina violenta che si produce in uno stretto    • 2 •   corrente marina prodotta dalla marea, di cui conserva la direzione.
raz de maré  e raz de marée;loc. sost. m. invar.  onda marina molto alta e isolata che si produce in mare aperto o si abbatte sulla costa a causa di un maremoto.
raziale    ⇨ razziale.
raziocinante   part. pres.  di raziocinare   agg.  che è dotato di raziocinio: l'uomo è un essere raziocinante  | che concerne la ragione, il raziocinio: facoltà raziocinante. 
raziocinare   v. intr.  [io raziocìnio ecc. ; aus. avere] (non com.) usare raziocinio; ragionare | v. tr.  (tosc.) ponderare, pensare bene: raziocinare una decisione. 
raziocinativo   agg.  (non com.) che serve a raziocinare; che sviluppa il raziocinio: facoltà raziocinativa; esercizio raziocinativo. 
raziocinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi esercita il raziocinio; ragionatore.
raziocinio   s.m.    • 1 •   capacità di ragionare, di riflettere con buon senso e criterio: mancare di raziocinio; avere molto, poco raziocinio    • 2 •   (non com.) ragionamento, argomentazione.
razionabile   (1) agg.  che può essere razionato: viveri razionabili. 
razionabile   (2) agg.  (ant.) che è proprio degli esseri dotati di ragione, che deriva da volontà razionale: nullo effetto mai razionabile, / per lo piacere uman che rinnovella / seguendo il cielo, sempre fu durabile  (dante par.  xxvi, 127-129).
razionabilità   s.f.  (ant.) l'essere razionabile, razionale.
razionale   (1) agg.    • 1 •   dotato di ragione, fornito di superiori capacità conoscitive: l'uomo è un essere razionale | anima razionale, (filos.) nella dottrina platonica, l'anima dove ha sede la facoltà raziocinante dell'uomo    • 2 •   conforme alla ragione, che deriva dalla ragione; fondato su basi scientifiche, su principi rigorosamente logici: metodo, ordine razionale    • 3 •   elaborato o costruito in modo perfettamente corrispondente al suo scopo, alla sua funzione: architettura razionale    • 4 •   in matematica: numeri razionali, i numeri interi, frazionari, decimali finiti e decimali periodici; operazioni razionali, le quattro operazioni fondamentali dell'aritmetica (addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione); funzioni razionali, quelle che si esprimono come quoziente di due polinomi, in una o più variabili § razionalmente avv.  secondo principi, criteri razionali: nutrirsi razionalmente; sistemare razionalmente un ufficio. 
razionale   (2) s.m.  drappo rettangolare, adorno di dodici pietre preziose simboleggianti le dodici tribù d'israele, che il sommo sacerdote ebraico portava sul petto quando entrava nel santuario o quando doveva decidere di questioni importanti.
razionalismo   s.m.    • 1 •   ogni dottrina filosofica che consideri la struttura della realtà come intimamente razionale, tale cioè da poter essere compresa dagli schemi logici umani | ogni dottrina filosofica che consideri la ragione come la fonte principale, o esclusiva, di tutte le nostre conoscenze    • 2 •   (teol.) la tendenza ad ammettere che dio e le verità religiose siano conoscibili con la sola ragione    • 3 •   (estens.) ogni atteggiamento dettato da criteri eminentemente razionali    • 4 •   movimento architettonico affermatosi nel primo novecento, caratterizzato dalla ricerca della funzionalità delle forme, dall'impiego delle nuove acquisizioni tecnologiche e dal rifiuto degli elementi puramente decorativi.
razionalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   seguace del razionalismo    • 2 •   (estens.) chi si affida alla ragione più che all'intuizione o al sentimento | usato anche come agg.  in luogo di razionalistico. 
razionalistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il razionalismo o i razionalisti: movimento razionalistico  § razionalisticamente avv.  con criterio, con atteggiamento razionalistico: concepire, interpretare, argomentare razionalisticamente. 
razionalità   s.f.    • 1 •   l'esser dotato di ragione; facoltà, capacità di ragionare: la razionalità dell'uomo    • 2 •   la proprietà di ciò che è razionale: la razionalità di un sistema, di un arredamento. 
razionalizzare   v. tr.    • 1 •   rendere razionale, più rispondente a criteri di funzionalità o di efficienza economica: razionalizzare un sistema di produzione    • 2 •   (psicol.) operare una razionalizzazione | trasferire in termini razionali ciò che era sentito o espresso in termini emotivi: razionalizzare la ribellione, un rifiuto    • 3 •   (mat.) operare una razionalizzazione.
razionalizzazione   s.f.    • 1 •   il razionalizzare, l'essere razionalizzato: la razionalizzazione dell'agricoltura    • 2 •   (psicol.) la tendenza o il processo consistenti nel giustificare razionalmente i propri moti istintivi e gli atti di origine emotiva    • 3 •   (mat.) eliminazione dei radicali dai denominatori di un'espressione matematica.
razionamento   s.m.  limitazione del consumo di un bene effettuata assegnandone a ciascuno una quantità prestabilita, per far fronte a situazioni di scarsità che potrebbero alzare i prezzi ed escludere i consumatori più poveri.
razionare   v. tr.  [io razióno ecc.] dividere in razioni | effettuare un razionamento: razionare il pane, la carne, la benzina. 
razione   s.f.    • 1 •   parte, porzione spettante a ciascuno volta per volta: una razione di carne, di frutta; razioni scarse, abbondanti | prendersi una bella razione di legnate, (fig. scherz.) una bella dose. dim. razioncina    • 2 •   la quantità di un bene di consumo assegnata a ciascun cittadino in caso di razionamento    • 3 •   la quantità di cibo, di sigarette ecc. che viene assegnata ogni giorno ai militari; anche, la quantità di foraggio assegnata a ciascun animale in dotazione all'esercito    • 4 •   nella scienza dell'alimentazione, quantitativo di cibo necessario giornalmente a un individuo in rapporto al sesso, all'età, al lavoro svolto ecc.
razza   (1) s.f.    • 1 •   (zool.) complesso di individui appartenenti alla stessa specie e aventi una serie di caratteri ereditari comuni che li differenziano dagli altri: razze bovine, ovine, canine | incrocio di razze, accoppiamento fra individui appartenenti a due razze diverse ' animale di razza (pura), che possiede tutte le qualità della sua razza, che non deriva da incroci ' passare a razza, si dice di animale campione che viene tolto dalle competizioni per essere adibito alla riproduzione; bestia da razza, l'animale così adibito | far razza, riprodursi    • 2 •   (antrop.) tipo umano avente alcuni caratteri morfologici che lo differenziano dagli altri tipi: razza europoide, australoide, mongoloide | far razza con qualcuno, (fig.) frequentarlo, andarci d'accordo ' far razza a sé, (fig.) si dice di persona che sta per conto suo, che non cerca la compagnia degli altri o che è del tutto diverso dagli altri ' gentiluomo, gentildonna di razza, che rivela nel tratto e nell'aspetto la sua origine nobile ' scrittore, attore, atleta di razza, (fig.) molto dotato    • 3 •   (estens.) famiglia, discendenza (anche spreg.): una razza di persone oneste; è stravagante come tutti quelli della sua razza; sono una razza di ladri!  pegg. razzaccia    • 4 •   tipo, sorta, qualità di persone o di cose (per lo più per esprimere una connotazione spreg.): che razza di balordaggini vai dicendo?; con che razza di gente tratti!; razza di imbecille, non vedi cosa fai?. 
razza   (2) s.f.  pesce di mare con corpo piatto romboidale e lunga coda; raia (ord.  raiiformi).
razza   (3) s.f.  (tecn.) raggio di una ruota: le razze del volante. 
razzamaglia    ⇨ razzumaglia.
razzare   v. tr.  (non com.)    • 1 •   raggiare; disegnare un tessuto, un foglio di carta o altro con figure simili a raggi    • 2 •   razzare una ruota, (antiq.) fissare con una fune o una catena il raggio della ruota alla parte fissa del veicolo, per tenerla frenata | v. intr.  [aus. essere  nel sign. 1, avere  nel sign. 2], razzarsi v. rifl.    • 1 •   detto della pelle, ricoprirsi di strisce rosse simili a raggi a causa di una infiammazione    • 2 •   (ant. , region.) mandare raggi, raggiare, risplendere: una vetrata / a mezzo il poggio razza ed abbarbaglia  (pascoli).
razzatore   s.m.  in zootecnia, animale destinato alla riproduzione.
razzatura   s.f.  (non com.) insieme di linee o segni disposti come raggi | (med.) serie di strisce rosse simili a raggi che compaiono sulla pelle per un'infiammazione.
razzente   agg.  (non com.) frizzante, pungente (detto di vino).
razzia   s.f.    • 1 •   spedizione armata a scopo di preda e saccheggio: le razzie compiute da tribù nomadi    • 2 •   (estens.) ruberia, spec. di animali: far razzia di polli | fare razzia, (fig.) prendere in gran quantità, più che si può: i turisti fanno razzia di souvenir. 
razziale   non com. raziale, agg.  che concerne la razza; che si basa sulla razza (spec. con riferimento a ideologie e forme di comportamento razzistiche): caratteristiche razziali; pregiudizi, discriminazioni, persecuzioni razziali  § razzialmente avv.  dal punto di vista razziale, in base alla razza.
razziare   v. tr.  [io razzìo ecc.] fare razzia di qualcosa; rubare: razziare bestiame | razziare un pollaio, saccheggiarlo.
razziatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi fa razzie: una tribù razziatrice. 
razziera   s.f.  (mil.) rampa di lancio multipla, che consente la partenza simultanea di più missili.
razzimato   agg.  (ant.) azzimato.
razzismo   s.m.    • 1 •   tendenza a considerare la razza come fattore determinante dello sviluppo civile di una società e quindi a evitare mescolanze con altri popoli, considerati di razza inferiore, mediante la discriminazione o, in casi estremi, mediante la persecuzione e la loro distruzione    • 2 •   (fig.) ogni tendenza che favorisca o determini discriminazioni sociali.
razzista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore del razzismo | usato anche come agg.  in luogo di razzistico : teorie razziste. 
razzistico   agg.  [pl. m. -ci] del razzismo; di, da razzista: ideologie razzistiche; politica razzistica  § razzisticamente avv.  secondo i principi del razzismo.
razzo   (1) s.m.  (ant.) arazzo.
razzo   (2) s.m.    • 1 •   fuoco artificiale costituito da un tubo di cartone pieno di polvere pirica che, acceso, si innalza nell'aria lasciando una scia luminosa ' razzi di segnalazione, quelli usati, spec. di notte, per effettuare una segnalazione ' partire a razzo, come un razzo, (fig.) fulmineamente    • 2 •   (aer.) endoreattore | (estens.) missile azionato da uno o più razzi.
razzo   (3)  ⇨ raggio.
razzolamento   s.m.  (non com.) razzolatura.
razzolare   v. intr.  [io ràzzolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   raspare il terreno per trovare cibo (detto spec. di pollame) ' predicare bene e razzolare male, (fig.) comportarsi bene solo a parole ' prov.  : chi di gallina nasce, convien che razzoli, nei figli si ritrovano i difetti dei genitori    • 2 •   (estens. fam.) rovistare, frugare: razzolare fra le carte. 
razzolata   s.f.  il razzolare, spec. in fretta o una sola volta.
razzolatura   s.f.  il razzolare.
razzolio   s.m.  (tosc.) un razzolare continuato.
razzumaglia   meno com. razzamaglia, s.f.  (spreg.) marmaglia, gentaglia.
re-  re- prefisso di verbi e di derivati verbali, dal lat. re-; è variante di ri-, del quale ha gli stessi significati, ma è di uso più limitato e di livello per lo più letterario o scientifico (recedere, reintegrare, reidratare). si presenta anche nella forma red-, già esistente in latino (redarguire, redigere, redimere).
rétro   agg. invar.    • 1 •   retrospettivo: mostra rétro    • 2 •   ispirato al recente passato, ma non all'antico: moda rétro. 
réclame   s.f. invar.    • 1 •   appello rivolto al pubblico mediante i giornali, la radio, la televisione e altri mezzi di diffusione, per invogliarlo ad acquistare un prodotto, a recarsi a uno spettacolo ecc.; propaganda, pubblicità: réclame efficace, azzeccata | è tutta réclame, si dice di cosa che vale poco, nonostante la pubblicità ' far réclame a qualcosa, a qualcuno, farne conoscere le qualità    • 2 •   il mezzo con cui si reclamizza qualcosa (cartellone, opuscolo pubblicitario, comunicato commerciale ecc.) | réclame luminosa, insegna al neon.
re   (1) s.m.    • 1 •   capo di uno stato retto a monarchia; monarca, sovrano ' il re dei cieli, dio ' il re del mare, dei venti, nella mitologia classica, rispettivamente poseidone ed eolo ' felice come un re, molto felice ' vita da re, molto agiata, comoda | prov.  : in casa sua ciascuno è re    • 2 •   (estens.) persona che ha una posizione preminente, che eccelle in qualche attività (anche iron.): il re dell'acciaio, del petrolio; il re dei cuochi; era il re della festa; essere il re degli imbroglioni    • 3 •   animale o cosa che primeggia sugli altri animali o sulle altre cose: il leone è il re della foresta; il re dei vini    • 4 •   nel gioco degli scacchi, il pezzo principale dello schieramento: re bianco, nero; dare scacco al re  | nel gioco delle carte, la figura che rappresenta un re e costituisce nella successione numerica l'ultima carta (la decima o la tredicesima): re di bastoni, di coppe; re di cuori, di quadri    • 5 •   seguito da specificazione, forma la denominazione comune di alcune specie animali: re delle aringhe, pesce marino di profondità, dal corpo molto allungato di colore grigio-argenteo, con pinne rosse e appendici filiformi (ord.  lampridiformi); re di quaglie, uccello con piumaggio simile a quello della quaglia (ord.  ralliformi); re di triglie, pesce teleosteo diffuso nel mediterraneo (ord.  perciformi); re di macchia, scricciolo.
re   (2) s.m.  nota musicale, la seconda della scala diatonica.
-rea  -rea secondo elemento (con r  iniziale sempre raddoppiata) di parole composte della terminologia medica, dal gr. rhêin  'scorrere, fluire'; indica produzione, secrezione di umori, per lo più eccessiva o patologica (diarrea, leucorrea).
readership   s.m. invar.  indagine di mercato volta a conoscere la composizione del pubblico di un certo giornale per poter orientare più precisamente la pubblicità che comparirà su di esso.
reading   s.m. invar.    • 1 •   lettura pubblica di poesie da parte degli autori    • 2 •   volume che raccoglie brani scelti di più autori, già autonomamente pubblicati, relativi a un unico argomento scientifico.
ready-made  ready-made s.m. invar.  oggetto d'uso comune che un artista assume come opera d'arte senza operare su di esso alcun intervento di carattere estetico.
reaganiano   agg.  di ronald reagan, presidente degli usa dal 1981 al 1988; caratteristico della sua ideologia o della sua prassi politica.
reagentario   s.m.  dotazione, assortimento di reagenti di un laboratorio chimico | il luogo, il mobile, lo scaffale in cui vengono conservati tali reagenti.
reagente   part. pres.  di reagire  agg.  che reagisce (spec. nei sign. scientifici)  s.m.  (chim.) reattivo.
reagire   v. intr.  [io reagisco, tu reagisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   rispondere, replicare a una violenza, a un'ingiustizia, a un'offesa: reagire agli insulti; sopportare senza reagire    • 2 •   agire sotto lo stimolo di un'altra azione: le pupille reagiscono alla luce; un organismo che reagisce bene alle cure    • 3 •   (fis.) di forza, operare in direzione e verso contrari ad altra forza    • 4 •   (chim.) detto di sostanza o miscela di sostanze, subire trasformazioni a contatto di altre sostanze o in conseguenza di particolari trattamenti di attivazione.
reale   (1) agg.    • 1 •   che appartiene alla realtà, che esiste veramente; effettivo, concreto: esperienza, vantaggio reale; un'intenzione reale; un fatto reale, veramente accaduto    • 2 •   (mat.) si dice di numero razionale o irrazionale (si contrappone a immaginario)    • 3 •   diritto reale, (dir.) che si riferisce al diritto su una cosa, il quale attribuisce a chi ne è titolare un potere pieno (proprietà) o limitato (possesso, usufrutto, servitù ecc.) su di essa    • 4 •   (econ.) detto di reddito, salario e sim., che è considerato nel suo effettivo potere d'acquisto e non nel suo valore nominale, monetario, soggetto a inflazione | detto di imposta, che si riferisce e si proporziona ai cespiti, indipendentemente dal soggetto che ne gode  s.m.  la realtà: osservare, interpretare il reale  § realmente avv.  in realtà davvero: sono fatti realmente accaduti. 
reale   (2) agg.    • 1 •   di, del re: famiglia, palazzo reale; sua altezza reale | la (galera) reale, (mar.) nave da guerra dell'epoca remiera, con l'insegna del monarca o sulla quale si trovava imbarcato un luogotenente del re    • 2 •   (antiq.) che per il suo essere, la sua qualità, la sua importanza è degno di un re; regale: real natura, angelico intelletto  (petrarca canz.  ccxxxviii, 1) | pasta reale, pasta a base di mandorle che si usa, spec. nell'italia meridionale, per confezionare dolci di vario tipo; anche, tipo di pasta da minestra costituita da pallottole di pasta all'uovo molto leggere, che si mettono nel brodo senza cuocerle    • 3 •   aquila reale, specie di aquila dal piumaggio bruno-fulvo, con grande apertura d'ali; vive in italia nelle zone di alta montagna | cigno reale, la specie più nota del genere cigno; lungo circa    • 2 •   m dalla testa alla coda, ha becco arancione con tubercolo nero alla base  s.m. pl.  il re e la regina, la loro famiglia: i reali del belgio  § realmente avv.  (ant.) regalmente: fece venire la donna realmente vestita  (boccaccio dec.  ii, 3).
reale   (3) s.m.  moneta d'oro fatta coniare da carlo i d'angiò a barletta nel sec. xiii; anche, antica moneta d'argento spagnola.
reale   (4) s.m.  in lombardia, taglio di carne bovina nella zona del collo.
realgar   s.m.  minerale di color rosso arancio costituito da solfuro di arsenico; è detto anche rubino d'arsenico. 
realismo   s.m.    • 1 •   ogni dottrina filosofica che ritenga l'oggetto della nostra conoscenza, il mondo esterno, come esistente in sé, indipendentemente dalla nostra attività conoscitiva (si contrappone a idealismo) | in particolare, nella scolastica medievale, dottrina che, in contrapposizione al concettualismo e al nominalismo, attribuisce ai concetti universali un'esistenza propria ed esterna al pensiero    • 2 •   atteggiamento di chi considera la realtà nella sua concretezza, senza lasciarsi guidare dal sentimento o da considerazioni astratte: affrontare una situazione con realismo    • 3 •   in arte e in letteratura, ogni indirizzo che ispira la rappresentazione alla realtà, evitando di deformarla o idealizzarla: il realismo di courbet; il realismo della narrativa francese dell'ottocento  | realismo magico, corrente letteraria e artistica del novecento italiano, che mirava a conciliare le due opposte esigenze del realismo e della trasfigurazione.
realista   (1) agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   che, chi è seguace del realismo in filosofia, arte e letteratura    • 2 •   che, chi considera la realtà nella sua concretezza e agisce basandosi soprattutto sull'esperienza pratica, senza cedere a idealismi o illusioni.
realista   (2) agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi sostiene il sistema monarchico e in particolar modo la persona di un re ' essere più realista del re, (fig.) si dice di chi si batte per una causa più del ragionevole e persino più di coloro che ne sono direttamente interessati.
realistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne il realismo filosofico, letterario e artistico    • 2 •   che riproduce fedelmente la realtà: scene realistiche; una descrizione fin troppo realistica    • 3 •   fondato sui fatti, sulla concretezza: atteggiamento realistico; politica realistica  § realisticamente avv.  in modo realistico | secondo una concezione realistica.
realità   s.f.  valore, carattere reale (con sign. specifici, soprattutto in matematica e diritto).
realizzabile   agg.    • 1 •   che si può realizzare: progetto realizzabile    • 2 •   (comm.) che si può convertire in denaro liquido.
realizzabilità   s.f.  l'essere realizzabile.
realizzare   v. tr.    • 1 •   attuare, tradurre in realtà mandare a effetto: realizzare un proposito, un piano    • 2 •   (comm.) convertire in moneta un bene, venderlo: realizzare un immobile  | ricavare: realizzare una discreta somma    • 3 •   (sport) segnare un punto o dei punti (anche assol.): realizzare un goal, un canestro; realizzare su calcio di punizione    • 4 •   capire bene, rendersi bene conto (anche assol.): realizzò la gravità della situazione  | realizzarsi v. rifl.  diventare reale, avverarsi: il mio sogno si è realizzato  | v. rifl.  riuscire a esprimere compiutamente sé stesso, la propria personalità: realizzarsi nel lavoro. 
realizzatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi realizza: il realizzatore di un'impresa    • 2 •   (sport) chi segna un goal, un canestro e sim.
realizzazione   s.f.  il realizzare, il realizzarsi, l'essere realizzato: vedere la realizzazione dei propri sogni; un progetto di difficile realizzazione | realizzazione scenica, insieme di operazioni necessarie alla messa in scena di un'opera; la rappresentazione stessa | il problema della realizzazione, nell'economia di marx, la trasformazione del valore prodotto nella sua forma monetaria.
realizzo   s.m.  (comm.) conversione in moneta di un bene ' vendita, liquidazione a prezzi di realizzo, quella con cui il venditore si propone di recuperare solo il capitale investito.
realpolitik   s.f. invar.  politica ispirata ad assoluto realismo, che subordina le questioni di principio alle situazioni di fatto.
realtà   s.f.    • 1 •   tutto ciò che esiste: l'osservazione, la conoscenza della realtà | realtà esterna, il mondo che ci circonda ' realtà interiore, il mondo degli affetti, la psicologia di un individuo    • 2 •   cosa vera, concreta; il complesso delle cose concrete, materiali, in opposizione alle cose immateriali, non tangibili: il sogno è divenuto realtà; è preferibile guardare alla realtà e non perdersi dietro le fantasie  | realtà virtuale, simulazione con tecniche elettroniche multimediali di una realtà che dà la sensazione di essere effettiva    • 3 •   la qualità di essere reale, cioè di esistere effettivamente, e di non essere soltanto apparente o immaginario o possibile: la realtà di una situazione | in realtà, veramente, effettivamente.
reame   s.m.  (ant. , lett.) regno (com. nel linguaggio delle fiabe).
reatino   agg.  di rieti  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di rieti.
reato   s.m.    • 1 •   (dir.) fatto commesso in violazione di una norma penale per il quale l'ordinamento giuridico prevede una sanzione penale: reati comuni, politici; commettere un reato; il fatto non costituisce reato | corpo del reato, l'oggetto che è servito a commettere un reato o il bottino del reato; anche, ogni prova materiale del reato    • 2 •   (scherz.) mancanza grave: se ho fatto tardi non sarà mica un reato. 
reattanza   s.f.  (elettr.) resistenza dovuta all'autoinduzione e alla capacità che si manifesta in un circuito a corrente alternata dove l'induttore e il condensatore siano in serie.
reattino   s.m.  (zool.) scricciolo.
reattività   s.f.  l'essere reattivo.
reattivo   agg.  che ha capacità di reagire; che si riferisce a reazione: forze reattive; fenomeni reattivi | circuito reattivo, (elettr.) caratterizzato da un elevato grado di reattanza  s.m.    • 1 •   (chim.) sostanza che ha la proprietà di reagire al contatto con un'altra o altre    • 2 •   (psicol.) prova a cui viene sottoposto un individuo per studiare le sue caratteristiche psicologiche; test § reattivamente avv. 
reattore   s.m.    • 1 •   organo propulsivo che sfrutta la spinta prodotta da una massa di gas che fuoriesce ad alta velocità da un ugello in direzione opposta a quella di movimento del mezzo; motore a getto | (estens.) aereo azionato da questo sistema propulsivo; aereo a reazione, aviogetto, jet    • 2 •   reattore nucleare, dispositivo o impianto capace di produrre e mantenere in modo controllabile, nei nuclei di materiali radioattivi, reazioni nucleari a catena che producono energia termica; pila atomica    • 3 •   reattore chimico, apparecchio, a funzionamento continuo o discontinuo, in cui si effettuano le reazioni chimiche.
reazionario   agg.  e s.m.  [f. -a] fautore della reazione politica; sostenitore di idee conservatrici; retrogrado, codino: governo reazionario; un gruppo di reazionari. 
reazionarismo   s.m.  l'essere reazionario; atteggiamento da reazionario.
reazione   s.f.    • 1 •   il reagire: la sua reazione all'offesa fu violenta    • 2 •   in politica, opposizione a ogni programma riformatore e progressista, e a ogni rivendicazione di libertà politica; anche le forze politiche che la attuano    • 3 •   (fis.) forza che si genera per applicazione di un'altra forza ed è uguale e opposta a quest'ultima ' aeroplano a reazione, reattore ' reazione nucleare, processo di mutazione del nucleo atomico, indotto artificialmente per bombardamento o determinatosi spontaneamente per radioattività    • 4 •   (chim.) trasformazione che modifica la composizione delle sostanze    • 5 •   (med.) risposta dell'organismo a uno stimolo esterno.
rebbiare   v. tr.  [io rébbio ecc.] (non com.) battere con i rebbi di una forca; per estens., bastonare.
rebbiata   s.f.  (non com.) colpo assestato con i rebbi di una forca; per estens., bastonata.
rebbio   s.m.    • 1 •   ciascuna delle punte della forca, del forcone, della forchetta e sim.    • 2 •   ciascuno dei due bracci del diapason.
rebellare   e deriv.   ⇨ ribellare e deriv. 
rebelle   rebello  ⇨ ribelle.
reboante   o roboante, agg.    • 1 •   (lett.) rimbombante: voce reboante    • 2 •   (fig. spreg.) che è altisonante, che è espresso con concetti e parole grandiosi, ma di poca sostanza (detto di stile, versi, oratoria e sim): un discorso reboante. 
reboato   s.m.  (lett.) suono cupo, rimbombante.
rebuffo   s.m.  (mar.)    • 1 •   artiglieria da nave a canna corta, simile all'obice, in uso nei secc. xvi-xvii    • 2 •   inversione di una manovra    • 3 •   (mar.) distensione di una corda da ormeggio tra un punto di presa e una nave per mezzo di un'imbarcazione.
rebus   s.m. invar.    • 1 •   gioco enigmistico nel quale determinate lettere poste su figure di persone, animali o cose di una scenetta disegnata permettono di comporre una parola o una frase: risolvere un rebus    • 2 •   (estens.) cosa o persona difficile da comprendere: il nostro caso è un rebus; quell'uomo per me è un rebus. 
rebus sic stantibus   loc. avv.  stando così le cose, in queste condizioni | loc. agg. invar.  (dir.) in un contratto o in un trattato internazionale, si dice di clausola che impegna le parti all'osservanza finché la situazione di fatto non subisca mutamenti di rilievo.
rebussistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.)    • 1 •   di rebus, relativo a rebus    • 2 •   (scherz.) complicato come un rebus; enigmatico.
recalcitrare   e deriv.   ⇨ ricalcitrare e deriv. 
recamento   s.m.  (ant.) il recare.
recapitare   rar. ricapitare, v. tr.  [io recàpito ecc.] far pervenire a un recapito, consegnare al destinatario: recapitare un plico. 
recapito   rar. ricapito, s.m.    • 1 •   luogo dove è possibile trovare qualcuno, o dove gli si può far giungere qualcosa; indirizzo, spec. non abituale: non so il suo recapito; vi lascio il mio recapito; recapito provvisorio | fare recapito in un luogo, andarvi ogni tanto per ricevere comunicazioni o persone    • 2 •   atto del recapitare; consegna: recapito a domicilio; provvedere al recapito della merce. 
recapitolare    ⇨ ricapitolare.
recare   v. tr.  [io rèco, tu rèchi ecc.]    • 1 •   portare (anche fig.): recare un dono; recare una notizia, riferirla | portare su di sé, avere: il libro recava sulla copertina la fotografia dell'autore    • 2 •   arrecare, causare, produrre: recare danno, disturbo, sollievo    • 3 •   (lett.) ricondurre, ridurre: recare in proprio potere, in servitù; recare alla memoria, alla mente, rammentare; ed è qui perché fu presuntuoso / a recar siena tutta a le sue mani  (dante purg.  xi, 122-123) | attribuire, ascrivere: recare a lode, a onore, a biasimo    • 4 •   (lett. non com.) tradurre: recare un'opera da una lingua in un'altra  | recarsi v. rifl.    • 1 •   andare: recarsi in città, in ufficio, a scuola, dal medico    • 2 •   (ant.) indursi, disporsi: mai ad amar lui né a compiacergli mi recherei  (boccaccio dec.  x, 5).
recchia   (1) s.f.  (tosc.) pecora che non ha ancora figliato.
recchia   (2) s.f.  (ant. , dial.) orecchia.
recchione   o ricchione, s.m.  (merid. volg.) omosessuale maschile; orecchione.
recedere   v. intr.  [coniugato come cedere; aus. avere]    • 1 •   (non com.) tornare indietro, ritirarsi    • 2 •   (fig.) ritornare su una decisione, su una posizione; rinunciare, desistere: non recedere di un passo dai propri programmi    • 3 •   (dir.) liberarsi dagli obblighi derivanti da un rapporto giuridico avvalendosi di una facoltà preventivamente riconosciuta: recedere da un contratto. 
recensio   s.f. invar.  (filol.) recensione.
recensione   s.f.    • 1 •   presentazione critica, in forma di articolo più o meno esteso, di un'opera letteraria o scientifica pubblicata di recente; per estens., sintetico commento o esame di un nuovo spettacolo, una mostra d'arte, un concerto e sim.: recensione di un romanzo, di un'antologia poetica, di una nuova storia della scienza; fare, scrivere una recensione; avere una recensione favorevole, negativa    • 2 •   (filol.) nella critica testuale, il momento preparatorio di un'edizione critica, consistente nel raccogliere e nell'esaminare tutti gli elementi della tradizione del testo che deve essere edito.
recensire   v. tr.  [io recensisco, tu recensisci ecc.]    • 1 •   fare la recensione di un libro, di uno spettacolo ecc.    • 2 •   (filol.) esaminare un testo per restituirlo alla esatta lezione.
recensore   s.m.  [f. recensitrice, raro recensora]    • 1 •   autore di una recensione; chi scrive recensioni per un giornale o una rivista    • 2 •   (filol.) chi cura l'edizione critica di un testo.
recente   agg.  avvenuto o fatto da poco tempo: una casa, un avvenimento recente; una scoperta recente | di recente, poco tempo fa, da poco tempo: un libro pubblicato di recente  § recentemente avv.  di recente.
recentissime   s.f. pl.  nel linguaggio giornalistico, le ultime notizie pubblicate.
recenziore   agg.  (non com.) più recente (usato spec. nel linguaggio della filologia e della critica testuale): la stesura recenziore di un testo; una forma grammaticale recenziore. 
recepere   v. tr.  [io recèpo ecc. ; part. pass. recètto] (ant. , lett) ricevere: per entro sé l'etterna margarita / ne ricevette, com'acqua recepe / raggio di luce permanendo unita  (dante par.  ii, 34-36).
recepire   v. tr.  [io recepisco, tu recepisci ecc] accogliere, far proprio: il governo ha recepito le istanze popolari. 
reception   o réception [pr.  / rese'psjon /], s.f. invar.  ufficio di un albergo in cui si ricevono i clienti all'arrivo.
receptionist   s.m.  e f. invar.  chi riceve i clienti in arrivo in un albergo.
recere   v. intr.  [si usa all'inf. e in qualche altra forma, come la terza pers. del pres. indic. rèce; raro il part. pass. reciuto  con qualche forma dei tempi composti; aus. avere] (ant.) vomitare.
recessione   s.f.    • 1 •   il recedere ' recessione delle galassie, (astr.) fenomeno per cui le galassie si allontanano l'una dall'altra con velocità proporzionale alla distanza; costituisce per la maggior parte degli astronomi la prova delle teorie sull'espansione dell'universo    • 2 •   (econ.) rallentamento della crescita e caduta dell'attività economica.
recessività   s.f.  (biol.) la condizione dei caratteri recessivi.
recessivo   agg.    • 1 •   (biol.) si dice di carattere ereditario che rimane in genere latente e che si manifesta soltanto quando il gene che lo trasmette è identico nei cromosomi di entrambi i genitori    • 2 •   (econ.) che concerne la recessione § recessivamente avv. 
recesso   s.m.    • 1 •   (lett.) luogo solitario, appartato, nascosto: i tranquilli / del palagio recessi  (parini) ' i più intimi recessi dell'anima, (fig.) la parte più segreta    • 2 •   il recedere, il ritirarsi: accesso e recesso dell'onda, flusso e riflusso    • 3 •   in diritto: recesso da un contratto, scioglimento dal vincolo contrattuale; recesso da un reato, l'abbandono dell'attività criminosa intrapresa; recesso attivo, ravvedimento operoso    • 4 •   (anat.) cavità a fondo cieco: recesso frontale, duodenale. 
recettacolo    ⇨ ricettacolo.
recettare    ⇨ ricettare 1.
recettivo   e deriv.   ⇨ ricettivo e deriv. 
recettore   meno com. ricettore, agg.  [f. -trice] (non com.) che riceve: funzione recettrice   s.m.    • 1 •   (non com.) chi, ciò che riceve    • 2 •   (anat.) struttura periferica sensibile all'azione degli stimoli e capace di trasmetterli ai centri nervosi.
recezione    ⇨ ricezione.
recidere   ant. ricidere, v. tr.  [pass. rem. io reci si, tu recidésti ecc. ; part. pass. reci so]    • 1 •   tagliare netto, mozzare, troncare: recidere i rami di un albero; recidere una fune; recidere una mano, la testa    • 2 •   (ant.) intersecare, attraversare: noi ricidemmo il cerchio a l'altra riva  (dante inf.  vii, 100) | recidersi v. rifl.  (non com.) tagliarsi, screpolarsi.
recidiva   s.f.    • 1 •   (dir.) la condizione di chi, essendo già stato in precedenza condannato per un reato, ne commette uno o più altri: recidiva specifica, se il nuovo reato è della stessa natura del precedente; recidiva reiterata, se il nuovo reato è commesso da chi è già recidivo    • 2 •   (med.) ricomparsa o riacutizzazione di una malattia apparentemente guarita o in via di guarigione; ricaduta.
recidivante   part. pres.  di recidivare   agg.  (med.) si dice di processo morboso caratterizzato da recidiva.
recidivare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (non com.) essere recidivo    • 2 •   (med.) ricomparire, riacutizzarsi (detto di malattia).
recidività   s.f.  l'essere recidivo: recidività in una colpa. 
recidivo   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   (dir.) che, chi dopo essere stato condannato per un reato ne commette un altro: un imputato recidivo; i benefici di legge non si applicano per i recidivi    • 2 •   (estens.) che, chi è ricaduto nella stessa colpa, nello stesso errore e sim.    • 3 •   (med.) chi è ricaduto nella stessa malattia; di malattia che si ripresenta o si riacutizza § recidivamente avv.  con recidività.
recingere   tosc. ricingere, v. tr.  [coniugato come cingere] cingere tutt'intorno (anche fig.): recingere un giardino con una siepe; più belli del sole i miei sogni / ricingean la persona gentile  (carducci).
recingimento   s.m.  (non com.) il recingere; recinzione.
recintare   v. tr.  chiudere, circondare con un recinto: recintare l'orto, il giardino. 
recinto   lett. o pop. ricinto, s.m.    • 1 •   spazio circondato da uno steccato, una siepe, un muro e sim. ' recinto delle grida, nei locali della borsa, spazio riservato agli agenti di cambio ' recinto del peso, negli ippodromi, il luogo in cui si pesano, prima della corsa, cavalli e fantini    • 2 •   ciò che serve per recingere uno spazio (palizzata, steccato, muro, siepe e sim.)    • 3 •   box per bambini.
recinzione   s.f.    • 1 •   il recingere, il recintare: fare la recinzione di un campo    • 2 •   ciò che serve per recingere; recinto: una recinzione in muratura, di rete metallica. 
recioto   s.m.  vino rosso ricavato da uve passite, prodotto nella zona di verona.
recipe   s.m. invar.  (antiq. , scherz.) ricetta, prescrizione (dall'uso proprio dei medici di un tempo di far precedere le ricette da questa parola).
recipiente   s.m.  termine generico indicante ogni involucro che possa contenere liquidi o materiali incoerenti: recipiente di vetro, di alluminio; un recipiente pieno di olio, di sale. 
reciprocare   v. tr.  [io recìproco, tu recìprochi ecc.]    • 1 •   (non com.) avvicendare, alternare    • 2 •   nel linguaggio commerciale, contraccambiare, offrire un trattamento analogo a quello ricevuto | reciprocarsi v. rifl.  (geom.) essere in proporzione reciproca.
reciprocazione   s.f.  (non com.) l'alternarsi di movimenti in senso opposto.
reciprocità   s.f.    • 1 •   qualità, condizione di ciò che è reciproco: reciprocità di aiuti | politica di reciprocità, quella per cui uno stato concede ad altri particolari agevolazioni per ottenere concessioni analoghe    • 2 •   (filos.) rapporto tra due entità, di cui una agisce sull'altra.
reciproco   agg.  [pl. m. -ci] vicendevole, scambievole: stima reciproca; affetto, favore reciproco | verbo riflessivo reciproco, (gramm.) quello che indica un'azione reciproca (p. e.  accapigliarsi) ' numeri reciproci, (mat.) due numeri il cui prodotto è l'unità (p. e.    • 5 •   e 1/5) § reciprocamente avv.  l'un l'altro, a vicenda: si amano reciprocamente. 
recirculare   v. tr.  (poet. ant.) girare intorno, in circolo: menava io li occhi per li gradi, / mo su, mo giù e mo recirculando  (dante par.  xxxi, 47-48).
recisione   s.f.    • 1 •   il recidere, l'essere reciso    • 2 •   (fig.) franchezza; decisione, risolutezza: rifiutare con recisione. 
reciso   part. pass.  di recidere  agg.    • 1 •   troncato, tagliato: un ramo reciso di netto  | fiori recisi, messi in commercio dopo essere stati tagliati dalla pianta    • 2 •   (fig.) brusco, risoluto, netto: risposta recisa  § recisamente avv.  con la massima risolutezza e decisione: una risposta recisamente negativa. 
recisura   s.f.  (non com.) screpolatura sulla pelle lungo le pieghe naturali, causata dal freddo o altro.
recita   s.f.  rappresentazione di un lavoro teatrale: una recita di beneficenza. 
recital   s.m. invar.  manifestazione musicale in cui un interprete si esibisce da solo | recitazione di monologhi, poesie e sim. da parte di un attore.
recitante   part. pres.  di recitare   agg.  si dice di voce che recita con l'accompagnamento di una musica  s.m.  e f.  (ant.) attore.
recitare   v. tr.  [io rècito ecc.]    • 1 •   ripetere ad alta voce una cosa studiata a memoria; dire o leggere declamando: recitare una poesia, il rosario, un'arringa | recitare la lezione, (iron.) ripetere pedissequamente cose suggerite, imbeccate da altri    • 2 •   sostenere una parte in uno spettacolo teatrale, cinematografico e sim. (anche assol.): recitare amleto; recitare bene, male | recitare la commedia, (fig.) fingere ' recitare la parte dell'offeso, dell'ingenuo ecc. , (fig.) fingersi offeso, ingenuo ecc.    • 3 •   (assol.) assumere atteggiamenti improntati a simulazione e ipocrisia; parlare con eccessiva affettazione: smettila di recitare!; guarda come recita!    • 4 •   affermare, dire, riferito a leggi, norme e sim.: l'articolo    • 3 •   della costituzione recita: tutti i cittadini...    • 5 •   (ant.) narrare, esporre.
recitativo   agg.  che si può, si deve recitare; che concerne la recitazione  s.m.  (mus.) stile di canto che tende a riprodurre, attraverso una recitazione intonata, la naturalezza e la flessibilità della lingua parlata | recitativo semplice  (o secco), in cui la voce è sostenuta dal solo basso continuo (per lo più, nel melodramma sette-ottocentesco, dal clavicembalo) | recitativo accompagnato  (o obbligato  o strumentato), di carattere più disteso e arioso, nel quale alla voce si accompagnano più strumenti o, più spesso, l'intera orchestra.
recitatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi recita.
recitazione   s.f.  il recitare, l'essere recitato; in partic., interpretazione, mimica e vocale, di un personaggio eseguita da un attore: recitazione enfatica; scuola di recitazione. 
reclamabile   agg.  (dir.) che può essere soggetto a reclamo: un'ordinanza reclamabile. 
reclamare   v. intr.  [aus. avere] esporre lagnanze, reclami a chi di ragione, lamentandosi per un torto o un'ingiustizia subita: reclamare presso la direzione; reclamare contro qualcosa  o qualcuno  | v. tr.    • 1 •   esigere, richiedere qualcosa che spetta per diritto: reclamare la propria parte di eredità    • 2 •   (estens.) detto di cose inanimate, avere urgente bisogno: i vigneti reclamano un'abbondante pioggia. 
reclamista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (antiq.) chi si occupa di pubblicità    • 2 •   (estens.) chi fa propaganda a sé stesso o alle cose proprie, chi sa mettersi in mostra.
reclamistico   agg.  [pl. m. -ci] che serve a fare pubblicità, che ha carattere pubblicitario: la campagna reclamistica di un prodotto. 
reclamizzare   v. tr.  fare réclame a qualcosa o a qualcuno; divulgare mediante la pubblicità: reclamizzare un nuovo prodotto. 
reclamizzazione   s.f.  il reclamizzare, l'essere reclamizzato.
reclamo   s.m.  protesta, lamentela con cui si reclama, a voce o per iscritto: presentare un reclamo; fare reclamo; ufficio reclami  | (dir.) richiesta di modificare una decisione o un atto ritenuti ingiusti che generalmente si presenta allo stesso organo da cui sono stati adottati.
reclinabile   agg.  che si può reclinare: sedile reclinabile. 
reclinare   v. tr.  piegare verso il basso: reclinare il capo. 
reclino   agg.  (lett.) chinato, inclinato, chino: volto reclino. 
recludere   v. tr.  [pass. rem. io reclu si, tu recludésti ecc. ; part. pass. reclu so] (lett.) rinchiudere; imprigionare.
reclusione   s.f.    • 1 •   l'essere, lo stare rinchiuso in prigione o come in prigione: la vita in collegio fu una vera reclusione per il ragazzo    • 2 •   (dir.) pena temporanea (da 15 giorni a 24 anni) restrittiva della libertà personale, prevista per i delitti, da scontarsi in stabilimenti appositi con l'obbligo del lavoro e dell'isolamento notturno: essere condannato a tre anni di reclusione. 
recluso   part. pass.  di recludere  agg.  (non com.) rinchiuso  s.m.  [f. -a] chi sta scontando la pena della reclusione ' fare una vita da recluso, isolata, segregata | una reclusa, anche, suora di clausura.
reclusorio   s.m.    • 1 •   (non com.) luogo di pena in cui i condannati scontano la reclusione; prigione    • 2 •   (ant.) ricovero per i mendicanti e gli accattoni.
recluta   s.f.    • 1 •   soldato appena arruolato, agli inizi della vita militare    • 2 •   (estens.) chi è entrato da poco a far parte di un partito, di un'associazione o è agli inizi di una determinata attività: le nuove reclute del cinema, del calcio    • 3 •   (ant.) arruolamento; l'insieme dei soldati arruolati | (estens.) accrescimento, supplemento.
reclutamento   s.m.    • 1 •   il reclutare; il complesso delle operazioni di leva: il reclutamento dei volontari    • 2 •   (estens.) assunzione di personale: il reclutamento di nuovi collaboratori. 
reclutare   v. tr.  [io rècluto ecc.]    • 1 •   scegliere e arruolare cittadini per il servizio militare: furono reclutati tutti gli uomini abili    • 2 •   (estens.) assumere qualcuno per un lavoro, per un'attività ingaggiare: reclutare mano d'opera stagionale; reclutare calciatori stranieri  | raccogliere seguaci, proseliti: il nuovo partito ha reclutato molti giovani. 
reclutatore   s.m.  negli antichi eserciti, sottufficiale incaricato delle operazioni di reclutamento.
recondito   agg.    • 1 •   (lett.) lontano, nascosto, appartato: luogo, angolo recondito    • 2 •   (fig.) occulto, misterioso, segreto: un pensiero recondito; una speranza recondita; mi confidò i suoi più reconditi propositi  § reconditamente avv.  (non com.).
reconditorio   s.m.  (eccl.) piccola cavità posta nel mezzo della mensa dell'altare, in cui sono conservate reliquie di santi.
record   s.m. invar.  (sport)    • 1 •   il miglior risultato ottenuto in una specialità sportiva: record europeo, mondiale; battere un record, superarlo ' a tempo di record, (fig.) in un tempo brevissimo    • 2 •   (non com.) elenco delle gare disputate da un atleta con i dati relativi    • 3 •   (inform.) ciascun elemento di un data base, costituito da un certo numero di informazioni, le quali, pur essendo ciascuna dotata di individualità, sono coordinate e trattate come un'unità  agg.  si dice di ciò che costituisce un primato: incasso record. 
recordare    ⇨ ricordare.
recordista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (cine.) operatore addetto alla registrazione dei suoni.
recordman   s.m. invar.  (sport) detentore di un record; primatista.
recotto   s.m.  cascame di seta.
recriminare   v. intr.  [io recrìmino ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) ritorcere l'accusa contro l'accusatore    • 2 •   lamentarsi di ciò che si è fatto o che è stato fatto da altri; riconsiderare con stizza e rammarico avvenimenti o sentimenti del recente o del lontano passato: ormai è inutile recriminare. 
recriminatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi recrimina.
recriminatorio   agg.  di recriminazione: atteggiamento, tono recriminatorio. 
recriminazione   s.f.  il recriminare; lagnanza per un danno sofferto: fare inutili recriminazioni. 
recrudescenza   s.f.  aggravamento o ripresa di un male che sembrava in via di guarigione, di miglioramento (anche fig.): recrudescenza di una malattia; recrudescenza del freddo, della delinquenza. 
recto   s.m. invar.  la parte anteriore di un foglio, di una moneta o di una medaglia, contrapposta al verso  o rovescio. 
recuperare   e deriv.   ⇨ ricuperare e deriv. 
recusare   e deriv.   ⇨ ricusare e deriv. 
reda   s.f.  (ant.) erede: questi è 'l pregio e l'onore / de la casa da calboli, ove nullo / fatto s'è reda poi del suo valore  (dante purg.  xiv, 88-90).
redamare   v. tr.  (ant. , lett.) l'amare a propria volta, il corrispondere nell'amore; riamare.
redan   s.m. invar.  gradino che interrompe la continuità del fondo della carena di un motoscafo, diminuendone la resistenza al moto, a vantaggio della velocità.
redancia   s.f.  [pl. -ce] (tecn.) anello scanalato esternamente che si inserisce nell'occhiello di una fune per evitarne il logorio.
redare   v. tr.  [io rèdo ecc.] (ant.  o pop.) ereditare: tal ch'io non credomi maggior ribaldo / redasse l'anima del maramaldo  (carducci).
redarguibile   agg.  (non com.) che si può o si deve redarguire.
redarguire   v. tr.  [io redarguisco, tu redarguisci ecc.]    • 1 •   rimproverare energicamente qualcuno mostrandogli la sua colpa    • 2 •   (ant.) controbattere, confutare.
redarguizione   s.f.  (rar.) il redarguire, l'essere redarguito; rimprovero severo: quelle redarguizioni in pubblico erano veramente oltraggiose  (svevo).
redarre    ⇨ redigere.
redatto   part. pass.  di redigere  e agg.  nei sign. del verbo.
redattore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi redige un atto, un documento, una relazione o un qualsiasi altro testo    • 2 •   chi lavora nella redazione di un giornale, di una rivista; nelle case editrici, chi cura la stesura e la messa a punto dei testi da pubblicare ' redattore capo, chi coordina il lavoro redazionale, secondo le indicazioni fornite dalla direzione (sia in campo giornalistico sia nelle case editrici); caporedattore.
redazionale   agg.  di, da redattore; di, della redazione: ufficio redazionale; articolo redazionale, non firmato, di cui la redazione di un giornale si assume la responsabilità pubblicità redazionale, quella scritta sotto forma di articolo § redazionalmente avv.    • 1 •   per ciò che riguarda la redazione: un libro redazionalmente ultimato, pronto per la stampa    • 2 •   a opera della redazione: una rubrica curata redazionalmente, non da un collaboratore specifico.
redazione   s.f.    • 1 •   il redigere; compilazione, stesura: la redazione di un articolo, di un documento    • 2 •   attività di redattore: essere assunto con mansioni di redazione  | l'insieme dei redattori; anche, la sede in cui essi lavorano: sciopero della redazione; andare in redazione    • 3 •   (filol.) ciascuna delle stesure, spesso con notevoli varianti di forma e di contenuto, in cui ci è stata tramandata un'opera letteraria: le tre redazioni dell'«orlando furioso» di l. ariosto. 
redazza   o radazza, retazza, s.f.  (mar.) fascio di filacce di canapa legate a un'estremità e unite a un manico, per asciugare i ponti di legno delle navi dopo il lavaggio.
redde rationem   loc. sost. m. invar.  giudizio finale, con implicita un'idea di condanna; resa dei conti: arriverà anche per lui il redde rationem. 
reddire    ⇨ redire.
reddita    ⇨ redita.
redditiere   s.m.  [f. -a] chi percepisce redditi non guadagnati, cioè rendite.
redditività   s.f.  capacità di produrre un reddito.
redditivo   agg.  (non com.) redditizio § redditivamente avv.  per ciò che concerne la redditività.
redditizio   agg.  che dà reddito, frutto, guadagno: un lavoro, un affare redditizio. 
reddito   s.m.  (econ.) complesso delle entrate monetarie e in natura conseguite da una persona fisica o giuridica in un periodo di tempo: reddito di lavoro, di capitale, d'impresa; reddito annuo; reddito fondiario; reddito disponibile, al netto delle imposte dirette; denuncia dei redditi, dichiarazione annua resa dal contribuente all'ufficio delle imposte per la determinazione del proprio imponibile; reddito nazionale, l'insieme dei redditi ottenuti dai cittadini di un paese in un dato periodo di tempo, all'interno o all'estero, con il proprio lavoro o grazie alla proprietà di capitali, immobili ecc.; categorie a reddito fisso, salariati, stipendiati, pensionati; titoli a reddito fisso, titoli di stato e obbligazioni | valore complessivo dei beni finali prodotti in un dato periodo di tempo in un paese: l'andamento del reddito in italia negli anni ottanta | reddito pro capite, quello ottenuto dividendo il reddito nazionale totale per il numero dei residenti ' distribuzione del reddito, ripartizione del reddito tra i componenti di un sistema economico oppure tra salario, profitto e rendita.
redditometro   s.m.  (econ.) insieme di indici e di coefficienti usati dal fisco per attribuire ai contribuenti un reddito presuntivo in relazione al possesso di beni quali aerei da turismo, cavalli da corsa, riserve di caccia ecc.
reddituale   agg.  relativo al reddito.
redemption   s.f. invar.  (comm.) il rendimento in termini di vendite di una campagna pubblicitaria effettuata per corrispondenza o con un mezzo analogo.
redento   part. pass.  di redimere  agg.  liberato: terre redente, ricongiunte alla madrepatria dopo una dominazione straniera; l'umanità redenta, nel cristianesimo, il genere umano che gesù cristo ha riscattato dal peccato originale.
redentore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi redime ' il redentore, gesù cristo che, col suo sacrificio, ha redento l'umanità.
redentorista   s.m.  [pl. -sti] religioso della congregazione del ss. redentore, fondata da sant'alfonso de' liguori (1696-1787) per la predicazione nelle classi sociali più povere.
redenzione   s.f.    • 1 •   il redimere, l'essere redento; liberazione, riscatto: lottare per la redenzione dei popoli oppressi; redenzione dal vizio    • 2 •   nella dottrina cristiana, la liberazione dell'uomo dal peccato originale e la sua riconciliazione con dio per mezzo dell'incarnazione, passione, morte e resurrezione di gesù cristo    • 3 •   (non com.) rimedio, riparo, scampo.
redibitorio   agg.  (dir.) che può dar luogo alla rescissione di un contratto di compravendita: vizio redibitorio; azione redibitoria, azione concessa al compratore per ottenere la risoluzione del contratto di compravendita nel caso in cui la cosa acquistata risulti affetta da vizi che la rendano inidonea all'uso cui è destinata.
redigere   errato redarre, v. tr.  [pres. io redigo, tu redigi ecc. ; pass. rem. io redassi  (meno bene redigéi  o redigètti), tu redigésti ecc. ; part. pass. redatto]    • 1 •   raccogliere dati intorno a un argomento e metterli per iscritto coordinandoli ed elaborandoli; stendere, compilare: redigere un verbale, un articolo, una sentenza; redigere le voci di un'enciclopedia    • 2 •   curare in qualità di redattore: redigere una rivista. 
redimere   v. tr.  [pass. rem. io redènsi, tu redimésti ecc. ; part. pass. redènto]    • 1 •   affrancare, liberare da una condizione negativa (politica, sociale, morale, religiosa): redimere dalla schiavitù, dal vizio; l'umanità è stata redenta da gesù cristo    • 2 •   (non com.) estinguere un debito | redimersi v. rifl.  liberarsi, riscattarsi, riabilitarsi: redimersi da una colpa. 
redimibile   agg.  che si può redimere ' prestito redimibile, debito pubblico a medio e a lungo termine che lo stato si impegna a rimborsare a una data scadenza.
redimibilità   s.f.  l'essere redimibile.
redimire   v. tr.  [usati quasi soltanto il part. pass. redimito  e i tempi composti] (lett.) cingere, incoronare: di seconda corona redimita / fu per onorio da l'etterno spiro / la santa voglia d'esto archimandrita  (dante par.  xi, 97-99).
redimito   part. pass.  di redimire   agg.  (lett.) cinto, incoronato: te redimito di fior purpurei / april te vide su 'l colle emergere  (carducci).
redine   s.f.  [usato quasi solo al pl. redini  (ant. redine)]    • 1 •   ciascuna delle due strisce di cuoio attaccate al morso del cavallo per guidarlo; briglia: tenere, allentare le redini; con ambo gli sproni il destrier spinge, / e le redine inanzi gli abandona  (ariosto o. f.  xvi, 45)    • 2 •   (fig.) direzione, guida: avere le redini della famiglia; tenere le redini dello stato. 
redingote   s.f. invar.    • 1 •   elegante soprabito maschile, stretto in vita e lungo fino al ginocchio, in voga dal settecento fino ai primi del novecento; finanziera    • 2 •   (estens.) soprabito, cappotto o abito da donna allacciato sul davanti, aderente alla vita e ampio e svasato nella parte inferiore: un abito a redingote; una redingote. 
redintegrare    ⇨ reintegrare.
redire   o reddire, v. intr.  [io rièdo ecc. ; in posizione tonica sempre rie-  in luogo di re-; alcune forme (come il fut. riederò  e una forma dell'inf., rièdere) sono state impropriamente ricostruite sul pres. rièdo; aus. essere] (poet.) ritornare, tornare indietro: e lo sbandarsi, e il rapido / redir dei veltri ansanti  (manzoni adelchi).
redistribuire   e deriv.   ⇨ ridistribuire e deriv. 
redita   o reddita, s.f.  (ant.) ritorno: poscia non sia di qua vostra reddita  (dante purg.  i, 106).
redivivo   agg.    • 1 •   tornato in vita; che ha le doti, le qualità di una persona estinta: quel ragazzo sembra suo nonno redivivo    • 2 •   (scherz.) si dice di persona che si rifà viva dopo tanto tempo.
redo   s.m.  (tosc. , lett.) vitello, puledro, agnello ancora da latte: la vedo / andare come vaccherella stanca / va col suo redo  (pascoli).
redola   s.f.  (tosc.) viottolo, sentiero erboso che taglia un podere; viale di giardino coperto di ghiaia fine.
redolente   part. pres.  di redolire   agg.  (lett.) intensamente profumato: il forte e redolente vino matura  (carducci).
redolire   v. intr.  [io redolisco, tu redolisci ecc. ; aus. avere] (lett.) olezzare, mandare un intenso profumo: ogni cosa redoliva della fertile estate, redolivano i pomi per terra sparsi  (sannazaro) | usato anche transitivamente con il compl. dell'oggetto interno: nel giallo de la rosa sempiterna, / che... redole / odor di lode  (dante par.  xxx, 124-126).
redova   s.f.  danza d'origine boema, in tre tempi, molto simile alla mazurca.
redox   agg. invar.  (chim.) si dice di reazione di ossidoriduzione | sistema redox, l'insieme di due forme diverse di ossidazione dello stesso elemento presenti in una soluzione (p. e.  ferro bivalente e trivalente).
reduce   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è ritornato da poco nei suoi luoghi dopo aver svolto o essere stato coinvolto in un'attività, una situazione rischiosa lontano da essi; in partic., che, chi è ritornato da una guerra: essere reduce da una brutta avventura; i reduci dalla prigionia; un raduno di reduci (di guerra)  | (estens.) che, chi è uscito da una esperienza difficile, sgradevole: essere reduce da una serie di malattie. 
reducere    ⇨ ridurre.
reducismo   s.m.  condizione di reduce; i problemi del riadattamento alla vita civile dei reduci di guerra.
reduplicare   v. tr.  [io redùplico, tu redùplichi ecc.] (lett.) raddoppiare, ripetere.
reduplicativo   agg.  (filos.) si dice di proposizione in cui il soggetto o un altro termine viene ripetuto o precisato mediante l'espressione in quanto  (p. e. l'uomo in quanto uomo è ragionevole).
reduplicazione   s.f.    • 1 •   (lett.) il reduplicare, l'essere reduplicato    • 2 •   (biol.) replicazione.
redurre    ⇨ ridurre.
reduttasi   s.f.  (chim. biol.) enzima capace di catalizzare un processo di riduzione.
refe   s.m.  filo molto robusto costituito da fibre vegetali (canapa, lino, iuta ecc.) e ottenuto per ritorcitura di due o più filati semplici.
refendu   s.m. invar.  materiale per la costruzione di canne da pesca, costituito da listelli di bambù incollati fra loro in sezione esagonale.
referee   s.m. invar.    • 1 •   (sport) arbitro    • 2 •   nell'editoria, esperto che valuta il valore di un testo ai fini della sua pubblicazione.
referendario   s.m.    • 1 •   nel tardo impero romano, funzionario che trasmetteva le suppliche dei cittadini all'imperatore fungendo da tramite tra lui e i magistrati | nel medioevo, coadiutore di un principe, un sovrano ecc.: referendari di palazzo    • 2 •   in italia, qualifica iniziale dei magistrati della corte dei conti e del consiglio di stato | nella curia romana, membro del tribunale della segnatura apostolica    • 3 •   (rar. scherz.) spia  agg.  relativo al referendum: voto referendario  § referendariamente avv.  per mezzo di un referendum.
referendum   s.m. invar.    • 1 •   (dir.) consultazione diretta del popolo, che viene chiamato a pronunciarsi mediante votazione, in termini di approvazione o di rigetto, su una specifica legge o su un atto normativo: referendum istituzionale, consultivo, sospensivo; referendum nazionale, regionale    • 2 •   (estens.) votazione diretta di un gruppo specifico di persone su una singola questione: referendum dei lavoratori sull'autoregolamentazione del diritto di sciopero    • 3 •   indagine condotta a fini statistici raccogliendo l'opinione di una determinata comunità intorno a qualcosa.
referente   agg.  che si limita a riferire, a informare mediante una relazione: commissione referente | sede referente, fase della procedura legislativa nella quale una commissione parlamentare discute preliminarmente una proposta di legge che sarà poi sottoposta in aula all'approvazione dell'assemblea  s.m.    • 1 •   (ling.) l'entità extralinguistica a cui fa riferimento un segno linguistico; la realtà, la situazione che una data comunicazione linguistica esprime o alla quale rinvia    • 2 •   (estens.) punto di riferimento.
referenza   s.f.    • 1 •   (spec. pl.) informazione sulle capacità e sulla condotta di una persona; anche, la persona che fornisce tali informazioni: dare, presentare referenze; avere referenze altolocate    • 2 •   (ling.) funzione in base alla quale un segno linguistico rinvia a un'entità extra-linguistica.
referenziale   agg.  (ling.) relativo al referente, alla referenza: funzione referenziale. 
referenziare   v. tr.  [io referènzio ecc.] dare buone referenze sul conto di qualcuno.
referenziato   part. pass.  di referenziare   agg.  fornito, corredato di buone referenze (spec. nella pubblicità economica): cercasi segretaria referenziata; si richiedono domande referenziate. 
referto   s.m.    • 1 •   relazione scritta dal medico sullo stato clinico del paziente    • 2 •   (dir.) denuncia che deve essere presentata all'autorità giudiziaria da chi, nell'esercizio di un'attività sanitaria, ha avuto notizia di un reato perseguibile d'ufficio.
refettoriale   agg.  di refettorio.
refettorio   s.m.    • 1 •   sala molto vasta di collegi, conventi e sim., dove si consumano i pasti in comune    • 2 •   (ant.) qualsiasi luogo in cui si mangia.
refezione   s.f.  ristoro dato dal cibo; per estens., pasto semplice | refezione scolastica, il pasto fornito agli alunni nei collegi e in varie scuole, spec. in quelle in cui l'attività continua nel pomeriggio; mensa.
reficiare   o refiziare, v. tr.  [io refìcio ecc.] (ant.) ristorare; rinvigorire, spec. con il cibo.
refill   s.m. invar.  flacone contenente un liquido da usare come ricarica (di una penna, un accendino ecc.); ricambio.
refiziare    ⇨ reficiare.
reflazione   s.f.  (econ.) aumento della domanda, spec. per effetto di una politica monetaria espansiva dopo un periodo di recessione.
reflazionistico   agg.  [pl. m. -ci] (econ.) di reflazione: periodo, fenomeno reflazionistico. 
reflettere   e deriv.   ⇨ riflettere e deriv. 
reflex   s.m.  o f. invar.  apparecchio fotografico in cui l'immagine è proiettata nel mirino direttamente dall'obiettivo attraverso specchi e prismi rifrangenti | usato anche come agg. invar.  : macchina fotografica reflex. 
refluire    ⇨ rifluire.
refluo   agg.  (scient.) che rifluisce; che subisce un flusso di ritorno | sangue refluo, (fisiol.) che ritorna al cuore | acque reflue, quelle provenienti da scarichi urbani e industriali che, opportunamente depurate, possono essere reimmesse in un normale corso d'acqua.
reflusso   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) riflusso    • 2 •   (med.) il passaggio di un liquido da un organo a un altro in senso contrario a quello normale: reflusso della bile nello stomaco. 
refocillare    ⇨ rifocillare.
refolo   s.m.  soffio di vento di intensità mutevole, ma con direzione costante.
reforming   s.m. invar.    • 1 •   processo catalitico per mezzo del quale una frazione petrolifera, p. e. una benzina, passa da un numero di ottano basso a uno più elevato; è usato anche per produrre composti aromatici    • 2 •   processo attraverso il quale un miscuglio di gas o di idrocarburi aumenta di volume e perde di potere calorifico.
refosco   s.m.  [pl. -schi] vitigno coltivato nel friuli e nella dalmazia | il vino rosso asciutto, di colore e sapore intenso, ottenuto da tale vitigno.
refosso    ⇨ rifosso.
refrain   s.m. invar.    • 1 •   (mus.) ripetizione di una frase musicale identica tra l'uno e l'altro periodo in cui si articola una forma compositiva; ritornello, ripresa    • 2 •   (metr.) nella ballata, ritornello di pochi versi la cui ultima rima si deve ripetere nell'ultimo verso delle strofe | usato anche come agg. invar.  : rima refrain, in una poesia a più strofe identiche, rima che si ripete nello stesso verso di tutte le strofe.
refrangere   e deriv.   ⇨ rifrangere e deriv. 
refrattarietà   s.f.  l'essere refrattario: la refrattarietà di un materiale; refrattarietà alle malattie. 
refrattario   agg.    • 1 •   si dice di materiale che resiste a temperature elevate senza alterarsi: mattoni refrattari    • 2 •   si dice di organismo resistente all'azione di microrganismi patogeni, farmaci o veleni    • 3 •   (fig.) insensibile, che non reagisce a sollecitazioni: refrattario a ogni sentimento  | (scherz.) che non ha predisposizione; che non è versato: essere refrattario a parlare le lingue straniere   s.m.  materiale refrattario § refrattariamente avv. 
refrattometro    ⇨ rifrattometro.
refrigeramento   s.m.    • 1 •   (rar.) refrigerazione    • 2 •   (ant.) ristoro.
refrigerante   part. pres.  di refrigerare   agg.    • 1 •   che dà refrigerio: un bagno refrigerante    • 2 •   che raffredda, che abbassa la temperatura: miscela, fluido refrigerante   s.m.  apparecchio, parte di apparecchio o fluido che serve per refrigerare; frigorifero.
refrigerare   ant. rifrigerare, v. tr.  [io refrìgero ecc.]    • 1 •   (lett.) dare refrigerio, rinfrescare    • 2 •   sottoporre a refrigerazione | refrigerarsi v. rifl.  rinfrescarsi.
refrigerativo   agg.    • 1 •   relativo a refrigerazione: procedimento refrigerativo    • 2 •   (rar.) atto a refrigerare: medicamento refrigerativo. 
refrigeratore   agg.  [f. -trice] che refrigera  s.m.  fluido o apparecchio che serve a refrigerare | nei frigoriferi, comparto dove si ha la temperatura più bassa; freezer.
refrigerazione   s.f.    • 1 •   il refrigerare, il refrigerarsi, l'essere refrigerato    • 2 •   raffreddamento artificiale di corpi, ambienti ecc.    • 3 •   sistema di conservazione temporanea delle derrate alimentari mediante abbassamento artificiale della temperatura al di sopra del loro punto di congelamento.
refrigerio   ant. rifrigerio, s.m.    • 1 •   ristoro dato da qualcosa che mitiga il caldo, l'arsura, il bruciore; sensazione piacevole di fresco: la brezza dà un po' di refrigerio    • 2 •   (fig.) conforto in una situazione penosa; sollievo: le sue parole gli furono di refrigerio. 
refugio   e deriv.   ⇨ rifugio e deriv. 
refugium peccatorum   loc. sost. m. invar.  (scherz.)    • 1 •   persona molto indulgente alla quale si ricorre in caso di bisogno    • 2 •   (estens.) istituzione che assicura una sistemazione tranquilla: l'impiego statale è ancora un refugium peccatorum. 
refulgere    ⇨ rifulgere.
refurtiva   s.f.  il bene o i beni rubati: recuperare la refurtiva. 
refuso   s.m.  (tip.) lettera errata usata nella composizione al posto di quella giusta; errore di stampa.
refutare   v. tr.  (rar.) confutare.
refutazione   s.f.  (rar.) il refutare; confutazione.
reg   s.m. invar.  (geog.) deserto a falde alluvionali di ciottoli isolati dalla sabbia.
regaglia    ⇨ rigaglia.
regalabile   agg.  che si può regalare.
regalare   v. tr.    • 1 •   dare liberamente qualcosa di utile o di gradito; donare: regalare un libro a un amico | regalarsi qualcosa, (scherz.) concedersela: regalarsi una breve vacanza    • 2 •   (iperb.) vendere a un prezzo molto basso: questa stoffa, a diecimila lire al metro è regalata    • 3 •   (lett.) favorire con un regalo, ricompensare: con intenzione di regalar generosamente don abbondio  (manzoni p. s.  ix).
regale   agg.  di, da re; per estens., magnifico, solenne: scettro regale; una bellezza regale; un incedere regale   s.m.  (mus.) piccolo organo portatile, con pochi registri, ad ancia semplice battente, in uso nei secc. xv- xvi | nell'organo grande, nome generico di registri di canne piccole ad ancia § regalmente avv. 
regalia   s.f.    • 1 •   regalo in denaro; mancia: regalia natalizia    • 2 •   nel medioevo, ciascuno dei diritti considerati di pertinenza del sovrano, spec. quelli di riscuotere imposte su terre, strade, caccia, pesca ecc.    • 3 •   pl.  doni in natura che in certi contratti agrari il colono doveva al proprietario del fondo.
regalismo   s.m.  (st.) la forma di giurisdizionalismo adottata in spagna nel sec. xviii.
regalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del regalismo | usato anche come agg.  in luogo di regalistico : dottrina regalista. 
regalistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da regalista.
regalità   s.f.    • 1 •   l'essere regale; maestosità: regalità di portamento    • 2 •   l'essere re: la regalità di cristo. 
regalo   s.m.    • 1 •   ciò che si regala; dono, omaggio: fare, ricevere un regalo; dare in regalo un libro.  dim. regaletto, regalino, regaluccio  accr. regalone  pegg. regalaccio    • 2 •   (fig.) cosa gradita, favore: se vieni, mi fai un regalo    • 3 •   (iperb.) ciò che costa così poco da sembrare regalato: a un tale prezzo questa moto è un regalo   agg. invar.    • 1 •   adatto a un dono, a esser regalato: pacco, confezione regalo    • 2 •   (iperb.) che comporta una spesa molto bassa: prezzo regalo. 
regamo   o regano, rigamo, s.m.  (region.) origano: con grande odor di regamo e di salvia  (pascoli).
regata   s.f.  gara di velocità tra imbarcazioni a remi, a vela o a motore.
regatante   part. pres.  di regatare   s.m.  e f.  (non com.) concorrente di una regata.
regatare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) partecipare a una regata.
rege   s.m.  (ant. , poet.) re: né senno astuto né favor di regi / all'itaco le spoglie ardue serbava  (foscolo sepolcri  222-223).
regesto   s.m.    • 1 •   nel medioevo, registro, repertorio, raccolta di atti pubblici o privati, riassunti o trascritti nelle parti giudicate essenziali    • 2 •   riassunto, copia non integrale di un singolo documento storico.
reggae   s.m. invar.  musica giamaicana di origine popolare il cui ritmo, affine al calipso, risente di echi africani e di elementi del rhythm and blues e del rock; si è diffusa internazionalmente negli anni '70, mescolando elementi religiosi e sociopolitici | anche come agg. invar.  : musica  reggae.
regge   s.f.  un tempo, porta che, nelle chiese, metteva in comunicazione lo spazio riservato al celebrante con quello in cui si trovavano i fedeli | (estens. ant.) porta in genere: li spigoli di quella regge sacra, / che di metallo son sonanti e forti  (dante purg.  ix, 134-135).
reggente   part. pres.  di reggere   agg.  e s.m.  e f.  che, chi esercita provvisoriamente funzioni altrui, al posto del titolare impedito o non ancora nominato, detto per la carica regia, ma anche per le cariche pubbliche in genere: il reggente la questura; il (principe) reggente  | i capitani reggenti, i due magistrati a capo della repubblica di san marino  agg.  (gramm.) si dice di elemento che regge dopo di sé un costrutto sintattico: verbo reggente; la (proposizione) reggente di un periodo. 
reggenza   s.f.    • 1 •   dignità, ufficio, funzione di reggente; la sua durata: consiglio di reggenza  | reggenza, nella storia francese, il periodo (1715-1723) in cui filippo d'orléans fu reggente: stile reggenza, nell'arredamento, stile francese di transizione tra il luigi xiv e il luigi xv    • 2 •   (gramm.) il costrutto sintattico retto da un elemento: la reggenza di un verbo. 
reggere   v. tr.  [io règgo, tu règgi ecc. ; pass. rem. io rèssi, tu reggésti ecc. ; part. pass. rètto]    • 1 •   tener ritto, sorreggere; tener sollevato da terra, tenere in mano: reggere un bambino per le braccia; reggere una scala; le gambe, le forze non mi reggono; i paggetti reggono lo strascico; reggere una borsa | reggersi la pancia (dalle risa), (fig.) ridere a più non posso | reggere il sacco a qualcuno, (fig.) essere suo complice    • 2 •   sostenere, sopportare, resistere a una forza, a un'azione contraria: reggere una prova | reggere il mare, si dice di un'imbarcazione abbastanza solida da resistere al mare grosso | reggere il vino, poterne bere molto senza ubriacarsi | reggere l'acqua, di stoffa, essere impermeabile; di vino, conservare forza anche se annacquato    • 3 •   trattenere, frenare: reggere un cavallo imbizzarrito  | reggere l'anima coi denti, (fig.) essere mal ridotto, in fin di vita    • 4 •   (estens.) guidare: reggere il timone  | (fig.) dirigere, governare: reggere uno stato    • 5 •   (gramm.) richiedere un determinato costrutto sintattico: il verbo «amare» regge l'accusativo  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   resistere, sostenere, sopportare (anche fig.): reggere al freddo, alla fame, alla fatica; non reggere a un attento esame | non reggere al confronto, al paragone, sfigurare al confronto con altre cose o persone | non reggere allo scherzo, offendersi | non mi regge l'animo, il cuore di fare, dire qualcosa, non ho il coraggio | la testa, la memoria non gli regge, non resiste a uno sforzo intellettuale | l'obiezione, l'accusa, il ragionamento non regge, non ha consistenza, non resiste a un esame    • 2 •   mantenersi costante; durare: partiremo se il tempo reggerà  | reggersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   star saldo, star ritto; sostenersi (anche fig.): reggersi in piedi, sulle gambe; reggersi a una maniglia; non mi reggo più dalla stanchezza; il nostro commercio per ora si regge; reggersi a galla, galleggiare e, per estens., nuotare a malapena    • 2 •   trattenersi, frenarsi: non mi ressi più e gli dissi quel che pensavo    • 3 •   governarsi (detto di un paese, di una nazione): reggersi a monarchia, a repubblica  | v. rifl.  sostenersi l'un l'altro.
reggetta   s.f.  nastro di metallo o di altro materiale usato per tenere unite travi, legare imballaggi, cerchiare botti e sim.
reggettatrice   s.f.  apparecchio usato per applicare reggette.
reggia   ant. regia, s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   complesso di più fabbricati, con cortili e giardini, racchiuso entro un recinto murario e destinato a residenza del re: la reggia di versailles, di caserta    • 2 •   (fig.) casa grande e lussuosa: vive in una reggia. 
reggiano   agg.  della città di reggio nell'emilia  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante di reggio nell'emilia    • 2 •   formaggio parmigiano reggiano.
reggibile   agg.  che può essere retto.
reggibraca   s.m. invar.  nei finimenti del cavallo, cinghia che passando sulla groppa regge la braca.
reggicalze   s.m. invar.  indumento femminile composto da una fascetta che si porta attorno ai fianchi, alla quale sono fissate quattro giarrettiere con mollette che sostengono le calze.
reggicoda   s.m. invar.  chi è disposto ad assumersi gli incarichi più umilianti per procurarsi il favore di una persona influente.
reggifreno   s.m. invar.  nei finimenti del cavallo, cinghia che passando sul corpo regge il morso.
reggilibro   o reggilibri, s.m. invar.  lamiera metallica piegata ad angolo retto, che serve a sorreggere una fila di libri su un tavolo o su uno scaffale che non sia completamente pieno.
reggilume   s.m. invar.  arnese che serve a sostenere un lume, una lampada: reggilume a braccio, applicato a una parete; reggilume a sospensione, pendente dal soffitto.
reggimentale   agg.  di, del reggimento: comando reggimentale; compagnia reggimentale, la compagnia addetta ai servizi in un reggimento.
reggimento   s.m.    • 1 •   (ant.) il reggere; governo, guida, direzione: la chiesa di roma / per confondere in sé due reggimenti / cade nel fango  (dante purg.  xvi, 127-129) | comportamento, atteggiamento: la doppia fiera dentro vi raggiava, / or con altri, or con altri reggimenti  (dante purg.  xxxi, 122-123)    • 2 •   (mil.) unità organica dell'esercito formata di più reparti coordinati; in italia, dal 1975, è stato sostituito dalla brigata costituita di battaglioni: un reggimento di fanteria, di artiglieria    • 3 •   (fig. fam.) gran numero, moltitudine: c'era un reggimento di bambini. 
reggino   agg.  di reggio di calabria  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di reggio di calabria.
reggipalo   s.m.  [pl. reggipali] basamento di cemento armato per pali di legno di linee elettriche o telefoniche.
reggipancia   s.m. invar.  (pop.) busto, panciera.
reggipenne   s.m. invar.  sostegno su cui si appoggia o si infila la penna quando non si sta scrivendo.
reggipetto   s.m.  [pl. -ti, non com. invar.]    • 1 •   reggiseno    • 2 •   nei finimenti del cavallo, cinghia che sostiene il pettorale.
reggipiccozza   s.m. invar.  laccio, fissato a un anello scorrevole lungo il manico, che serve per tenere legata la piccozza al polso dell'alpinista.
reggiseno   s.m.  [pl. -ni, non com. invar.] indumento intimo femminile che sostiene il seno.
reggispinta   agg.  e s.m. invar.  (mecc.) si dice di qualsiasi elemento, generalmente cuscinetto, che serve a sopportare la spinta assiale di un albero rotante.
reggistanga   s.f. invar.  nei finimenti del cavallo, il punto della selletta nel quale si fissa la stanga del veicolo trainato.
reggitesta   s.m. invar.  appoggiacapo, poggiatesta.
reggitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (lett.) chi regge, chi governa: gli artefici delle città e i reggitori delle corti  (boccaccio dec.  vii, 5) | il sommo reggitore, dio    • 2 •   (region.) capo della famiglia colonica; capoccia | deriv. di reggere. 
regia   (1)  ⇨ reggia.
regia   (2) s.f.    • 1 •   direzione dell'allestimento di un'opera teatrale, cinematografica o radiotelevisiva; per estens., la professione di regista: curare la regia di uno spettacolo; dedicarsi alla regia    • 2 •   (estens.) organizzazione, coordinamento (di manifestazioni, attività ecc.): la cerimonia si svolse con una regia perfetta    • 3 •   (sport) organizzazione delle azioni di gioco di una squadra: la regia di una squadra di calcio    • 4 •   (rar.) monopolio, privativa: la regia dei tabacchi. 
regicida   s.m.  e f.  [pl. m. -di] chi ha commesso un regicidio  agg.    • 1 •   (lett.) che ha commesso un regicidio: mano regicida    • 2 •   favorevole al regicidio: teorie regicide. 
regicidio   s.m.  l'uccisione del re o della regina.
regimare   v. tr.  [io regìmo, rar. règimo ecc.]    • 1 •   (mecc.) portare un motore a funzionare al regime ottimale    • 2 •   in idraulica, regolare la portata di un corso d'acqua.
regimazione   s.f.  il regimare, l'essere regimato.
regime   s.m.    • 1 •   sistema politico, forma di governo, organizzazione statuale: regime monarchico, repubblicano; regime democratico, totalitario  | (spreg.) sistema di governo autoritario, dittatoriale; per antonomasia, il regime fascista in italia: la caduta del regime    • 2 •   (dir.) complesso organico di norme che regolamentano un istituto o un settore del diritto: il regime delle acque pubbliche    • 3 •   (econ.) modo di organizzare un sistema economico: regime collettivistico; regime di mercato  | meccanismo che regola il funzionamento del sistema monetario o del sistema dei cambi: regime aureo; regime dei cambi fissi, dei cambi fluttuanti    • 4 •   complesso di regole per governare il proprio corpo secondo determinati principi igienici e dietetici: regime alimentare, tipo di alimentazione; regime latteo, vegetariano, alimentazione a base di latte, di verdura; essere a regime, seguire una dieta speciale | mettere qualcuno a regime, (fig.) farlo rigare diritto ricorrendo a maniere forti    • 5 •   (geog.) andamento di un fenomeno in particolari periodi e in determinate condizioni: regime dei venti; fiumi a regime torrentizio    • 6 •   funzionamento di una macchina: andare, funzionare a pieno regime  | regime di giri di un motore, numero dei giri di un motore nell'unità di tempo.
regimental   agg. invar.  nella moda maschile, stile che richiama la foggia delle divise militari inglesi: cravatta regimental, a strisce larghe colorate, che in origine rappresentavano i colori del reggimento di appartenenza.
regina   ant. reina, s.f.    • 1 •   moglie del re; donna che è a capo di uno stato a regime monarchico: la regina d'olanda | la regina madre, la madre del sovrano regnante. dim. reginella, reginetta    • 2 •   (fig.) donna che primeggia in un ambiente o fra altre donne: considerare la donna la regina della casa; la regina della festa, la donna più ammirata in una festa    • 3 •   (fig.) cosa che primeggia fra altre: la rosa è la regina dei fiori | la regina dell'adriatico, venezia | regina dei prati, (bot.) olmaria | regina claudia, varietà di susine    • 4 •   (zool.) la femmina feconda degli insetti organizzati in forme di vita sociali (api, vespe, formiche, termiti)    • 5 •   nel gioco degli scacchi, il pezzo più potente posto a difesa del re: scacco alla regina  | nel gioco delle carte, la figura che rappresenta una regina ed è di valore immediatamente inferiore al re: regina di picche   agg.    • 1 •   che è regina: ape regina    • 2 •   (fig.) che primeggia tra altre cose simili: uva regina, qualità di uva bianca a grossi acini.
reginetta   s.f.    • 1 •   dim.  di regina    • 2 •   titolo che si conferisce alla vincitrice di un concorso di bellezza.
regio   agg.  [pl. f. -gie]    • 1 •   del re, che appartiene al re: potere regio; regia maestà  | si dice di istituti, organismi ed enti che, in un regime monarchico, sono posti sotto il controllo dello stato: la regia università; il regio esercito    • 2 •   (ant. fig.) di cosa che si distingue per la sua grandezza: scala regia, lo scalone principale di un palazzo; strada regia, strada maestra    • 3 •   acqua regia, miscela di tre parti di acido cloridrico e una di acido nitrico che ha la proprietà di attaccare i metalli nobili, compreso l'oro  s.m.    • 1 •   (tosc.) nei giochi di carte, il re    • 2 •   pl.  i soldati del re, in contrapposizione ad altri reparti § regiamente avv.  (non com.)    • 1 •   regalmente    • 2 •   per decreto del re: le accademie regiamente istituite  (carducci).
regionale   agg.    • 1 •   della regione, che concerne una regione o le varie regioni: autonomia regionale; consiglio regionale; campionati regionali; piatto regionale, tipico di una regione; voce, locuzione regionale, regionalismo | treno regionale, treno che ferma in tutte le stazioni percorrendo distanze brevi all'interno di una regione o toccando regioni limitrofe    • 2 •   che riguarda una determinata area geopolitica: patti militari regionali; analisi economica regionale   s.m.  treno regionale § regionalmente avv.    • 1 •   nell'ambito di una regione: un fatto noto regionalmente    • 2 •   regione per regione: statitistica condotta regionalmente. 
regionalismo   s.m.    • 1 •   attaccamento, spesso eccessivo, alla propria regione e a tutto ciò che ha relazione con essa    • 2 •   tendenza politica a concedere forme di autonomia politico-amministrativa alle regioni    • 3 •   (ling.) particolarità linguistica propria di una regione.
regionalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi è eccessivamente attaccato agli usi e alle cose della propria regione    • 2 •   in politica, chi sostiene il regionalismo | chi si occupa di questioni politiche o economiche di ambito regionale | usato anche come agg.  : deputato regionalista; scrittore regionalista, che si ispira a una regione.
regionalistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da regionalista; del regionalismo: spirito regionalistico; tendenze politiche regionalistiche  § regionalisticamente avv. 
regionalizzare   v. tr.  (burocr.) rendere di proprietà o di competenza della regione.
regionalizzazione   s.f.  (burocr.) il regionalizzare, l'essere regionalizzato.
regione   s.f.    • 1 •   (geog.) ampia zona della superficie terrestre in cui si abbia una distribuzione omogenea di certe caratteristiche, quali clima, forme del terreno, fauna, flora ecc.: la regione alpina, tropicale; la regione delle tundre, delle nevi perenni; la regione medio-orientale; regione urbana, insieme di città vicine legate da un complesso di scambi socio-economici | zona del cielo, dello spazio: regione boreale, interstellare    • 2 •   (estens.) territorio, plaga: una ridente regione  | (fig. , lett.) campo, dominio: le più intime regioni dell'animo; nelle regioni della fantasia    • 3 •   territorio con caratteri storici, linguistici e culturali suoi propri: il salento è una regione della puglia  | ente territoriale autonomo previsto dalla costituzione italiana con poteri amministrativi e in parte anche legislativi: regioni a statuto ordinario, speciale    • 4 •   (st.) ciascuna delle circoscrizioni territoriali dell'antica città di roma    • 5 •   (anat.) ciascuno dei settori in cui si suddivide il corpo umano: la regione lombare. 
regista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi cura la regia di uno spettacolo: regista teatrale, cinematografico, televisivo | aiuto regista, il primo collaboratore del regista    • 2 •   (estens.) organizzatore, coordinatore di manifestazioni, attività ecc. | (sport) nei giochi di squadra, giocatore che imposta le azioni e coordina i vari reparti della squadra.
registico   agg.  [pl. m. -ci] di, della regia; del regista: attività, capacità registica  § registicamente avv.  dal punto di vista registico: uno spettacolo registicamente perfetto. 
registrabile   agg.  che si può registrare, che è degno d'essere registrato: musica registrabile; avvenimento registrabile. 
registrare   v. tr.    • 1 •   annotare, scrivere in un apposito libro: registrare una spesa  | iscrivere in un pubblico registro: registrare un contratto; registrare un veicolo, immatricolarlo    • 2 •   ricordare per iscritto; più in generale, annotare, prender nota, rilevare: il bilancio registra un passivo; una voce che nessun dizionario registra; nell'ultimo anno si è registrato un calo demografico  | ottenere, riscuotere: un film che ha registrato un buon successo    • 3 •   rilevare e rappresentare l'andamento di un fenomeno mediante gli apparecchi opportuni: il sismografo ha registrato alcune lievi scosse sismiche    • 4 •   raccogliere suoni e immagini per riprodurli: registrare una conferenza con il magnetofono, un programma televisivo con il videoregistratore    • 5 •   (tecn.) mettere a punto un meccanismo, una macchina: registrare un orologio, i freni della bicicletta | registrare un organo, accordarne i registri.
registrata   s.f.  trasmissione televisiva non in diretta; differita.
registratore   agg.  [f. -trice] che registra  s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi registra    • 2 •   strumento che fornisce, oltre al valore istantaneo di una grandezza fisica, anche la sua evoluzione nel tempo, tracciando grafici su superfici in movimento    • 3 •   apparecchio che serve per registrare e riprodurre suoni o immagini con sistemi meccanici, ottici o magnetici: incidere una musica sul registratore; registratore a nastro, a cassette    • 4 •   registratore di cassa, macchina scrivente, utilizzata in negozi, bar e sim., che provvede alla stampa e all'emissione di uno scontrino fiscale per ogni incasso e alla registrazione contemporanea di tutti gli incassi giornalieri    • 5 •   registratore di volo, su un aeromobile, apparecchio che registra momento per momento i dati strumentali relativi alle attività di volo; scatola nera    • 6 •   (non com.) cartella in cui si conservano lettere, fatture, documenti e sim.; classificatore.
registratura   s.f.    • 1 •   (rar.) il registrare; registrazione    • 2 •   (mus.) l'insieme dei registri di uno strumento musicale.
registrazione   s.f.    • 1 •   il registrare, l'essere registrato: registrazione delle spese; registrazione fonografica; registrazione di un movimento tellurico; registrazione delle punterie di un motore    • 2 •   (dir.) annotazione su pubblici registri o su libri appositi di atti, dichiarazioni e sim.: registrazione di un contratto    • 3 •   in radiotelevisione, programma trasmesso non in diretta | (sala, studio di) registrazione, il luogo nel quale il programma viene registrato    • 4 •   (mus.) l'arte di scegliere e combinare i vari registri di cui dispongono alcuni strumenti a tastiera, per ottenere una corretta resa dei valori strutturali, espressivi, stilistici di una determinata composizione.
registro   s.m.    • 1 •   libro o quaderno in cui si registra qualcosa: registro delle spese; i registri della parrocchia; l'insegnante segnò il voto sul registro    • 2 •   (dir.) documento pubblico, in forma di fascicolo, sul quale si registrano atti contrattuali perché abbiano validità legale anche nei confronti di terzi; anche, l'ufficio che detiene e compila tale documento: registri immobiliari; ufficio del registro; imposta di registro; procuratore del registro  | registro navale, (mar.) ente che controlla la costruzione delle navi mercantili, le classifica e le sottopone a periodica revisione per garantirne l'efficienza e la sicurezza    • 3 •   dispositivo di regolazione di meccanismi, strumenti ecc. | registro dell'orologio, quello che ne aumenta o diminuisce la velocità di movimento    • 4 •   (mus.) estensione melodica degli strumenti o delle voci umane: registro di basso, di soprano '  nell'organo o nel clavicembalo, serie di canne o di corde di ugual tipo con effetto omogeneo che permettono di produrre suoni di un particolare timbro; anche, la leva, il tirante, il pedale con il quale si azionano tali registri    • 5 •   (ling.) modo di parlare o scrivere, livello espressivo proprio di una data situazione comunicativa: registro familiare, giornalistico, burocratico  | mutare, cambiare registro, (fig.) mutare tono, atteggiamento, contegno: con me dovete cambiar registro!    • 6 •   (tip.) sovrapposizione perfetta di righe, immagini e colori stampati in tempi diversi sullo stesso foglio; anche, il segno convenzionale che la indica    • 7 •   (inform.) dispositivo ad alta velocità di un elaboratore elettronico capace di memorizzare temporaneamente minime quantità di dati; cella di memoria.
regiudicata   agg.  e s.f.  (dir.) si dice di sentenza definitiva, che non può più essere soggetta a impugnazione.
regnante   part. pres.  di regnare   agg.  che regna: il principe regnante  | (fig.) dominante, prevalente: opinioni regnanti   s.m.  e f.  (spec. pl.) chi regna, sovrano: i regnanti di spagna. 
regnare   v. intr.  [io régno ecc. ; aus. avere]    • 1 •   essere re; essere a capo di uno stato con autorità sovrana: carlo v regnò in, sulla spagna; la casa savoia ha regnato in italia dal 1861 al 1946    • 2 •   (estens.) dominare: gli arabi regnarono a lungo sul bacino mediterraneo    • 3 •   (fig.) prevalere; essere diffuso e predominante: nell'aula regnava il più assoluto silenzio; in questa casa regna il disordine; ahi, nerina! in cor mi regna / l'antico amor  (leopardi le ricordanze  157-158)    • 4 •   (non com.) allignare, attecchire: sulle coste regnano i pinastri; il grano qui non ci regna, non resiste | v. tr.  (lett.) dominare, governare: regina fu, citera / e cipro... /... / regnò beata  (foscolo odi).
regnatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi regna: temprando lo scettro ai regnatori, / gli allor ne sfronda  (foscolo sepolcri  156-157).
regnicolo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è nato o abita in un regno; in partic., nell'ottocento, si diceva dei cittadini del regno di napoli e, in seguito, di quelli del regno d'italia.
regno   s.m.    • 1 •   stato a regime monarchico; il territorio dello stato stesso: il regno di spagna; i confini del regno; i sudditi di un regno; il regno unito, la gran bretagna | l'autorità, la dignità di re e il tempo durante il quale egli regna: aspirare al regno; abdicare al regno; sotto, durante il regno di carlo alberto.  dim. regnetto  spreg. regnuccio, regnucolo    • 2 •   (estens.) il potere di una divinità e il luogo dove esso si estende: il regno di giove; i mari erano il regno di nettuno | regno di dio, dei cieli, il paradiso; nella concezione ebraico-cristiana, la condizione del creato redento da dio alla fine dei tempi | regno di satana, del maligno, del male, delle tenebre, l'inferno; per estens., il predominio del male sulla terra | i tre regni dell'oltretomba, l'inferno, il purgatorio e il paradiso    • 3 •   (fig.) luogo in cui domina qualcuno o qualcosa: sentirsi nel proprio regno, nell'ambiente più congeniale; il regno delle nevi perenni, della savana, le regioni dove la neve è perpetua, dove prevale la savana; il regno della fantasia, il mondo della fantasia, l'universo fantastico    • 4 •   ciascuna delle tre grandi partizioni in cui viene suddiviso il mondo naturale: regno animale, vegetale, minerale    • 5 •   (ant.) corona dei re e, per estens., dei papi.
regola   s.f.    • 1 •   l'ordine costante che si riscontra nello svolgimento di una certa serie di fatti: fenomeni che si ripetono con, senza regola; un caso che fa eccezione alla regola    • 2 •   qualsiasi formula che prescriva ciò che si deve fare in un caso determinato o in una particolare attività norma: attenersi alla regola; contravvenire alle regole di comportamento; questo non fa regola, non può servire da norma | cosa fatta a regola (d'arte), in modo perfetto | fare qualcosa con tutte le regole, secondo le regole, con estrema diligenza | è buona regola, è buona consuetudine, è opportuno | per tua norma e regola, per tua (buona) regola, perché tu ti sappia regolare | essere in regola, nella condizione prescritta: essere in regola con la legge, non averla trasgredita; essere in regola con la propria coscienza, non avere nulla da rimproverarsi; essere in regola con qualcuno, essersi comportato irreprensibilmente verso di lui | cambiali in regola, (comm.) con possibilità di essere protestate | avere le carte in regola, avere i documenti richiesti; (fig.) avere i requisiti necessari per un incarico, per un ufficio ecc. | mettere in regola, mettere in ordine, regolarizzare: mettere in regola i propri affari | di regola, normalmente, di solito. dim. regoletta, regolina, regoluccia    • 3 •   in grammatica, norma che prescrive un determinato uso linguistico: le regole della sintassi latina  | nella grammatica generativa, istruzione mediante la quale si passa da una fase a un'altra di un processo linguistico: regole di riscrittura; regole trasformazionali    • 4 •   (mat.) metodo pratico per la soluzione di problemi o l'esecuzione di calcoli: regola del tre semplice    • 5 •   moderazione, misura, freno: bere, mangiare, parlare senza regola, smodatamente    • 6 •   l'insieme delle norme che governano la vita di un ordine religioso, generalmente fissate dal suo fondatore: la regola dei benedettini; l'obbedienza alla regola    • 7 •   pl.  (pop.) mestruazioni.
regolabile   agg.  che può essere regolato: freno regolabile; altezza regolabile. 
regolamentare   (1) agg.  del regolamento; conforme a regolamento, prescritto dal regolamento: procedura regolamentare; potestà, potere regolamentare, la facoltà di emanare regolamenti.
regolamentare   (2) v. tr.  [io regolaménto ecc.] (burocr.) sottoporre a un regolamento, a una disciplina; disciplinare formalmente: regolamentare la circolazione stradale. 
regolamentazione   s.f.  (burocr.)    • 1 •   il regolamentare, l'essere regolamentato: la costituzione prevede la regolamentazione del diritto di sciopero    • 2 •   il complesso delle norme che regolano una data materia.
regolamento   s.m.    • 1 •   il regolare, l'essere regolato: regolamento di un corso d'acqua    • 2 •   complesso di norme intese a regolare un determinato settore di attività o a disciplinare il funzionamento di enti od organi pubblici o privati: il regolamento del senato; regolamento di condominio; regolamento aziendale; attenersi, contravvenire al regolamento; punire a norma di regolamento  | un uomo tutto regolamento, (fam.) strettamente osservante delle regole    • 3 •   (comm.) pagamento, estinzione di un debito: regolamento di un conto; regolamento cambiario  | regolamento di conti, (fig.) soluzione violenta di un conflitto, spec. nel mondo della malavita; vendetta: un regolamento di conti tra bande rivali    • 4 •   (dir.) fonte del diritto comunitario europeo che ha efficacia generale per gli stati membri, avendo prevalenza sulle stesse leggi nazionali.
regolare   (1) v. tr.  [io règolo ecc.]    • 1 •   ordinare, far procedere secondo una regola; disciplinare: regolare il traffico urbano, gli scambi commerciali; la legge regola i rapporti sociali tra i soggetti    • 2 •   ridurre, moderare: regolare un consumo, l'erogazione del gas, il riscaldamento    • 3 •   agire con particolari dispositivi o impianti per modificare un fenomeno o un processo secondo determinate esigenze, per ottenere il miglior rendimento da un apparecchio ecc.: regolare il corso di un fiume, la pressione di un gas; regolare il volume del televisore, alzarlo o abbassarlo, secondo i casi; regolare il cannocchiale, metterlo a fuoco; regolare l'orologio, rimetterlo all'ora giusta    • 4 •   pagare, estinguere (un debito, un conto, una cambiale)    • 5 •   (fig.) sistemare, definire: al mio ritorno regolerò la questione | regolare l'avversario  o gli avversari, nel linguaggio sportivo, si dice di atleta che batte un avversario o gli avversari senza eccessivo sforzo: regolare gli avversari in salita, in volata  | regolarsi v. rifl.    • 1 •   comportarsi in modo adeguato, conveniente: non so come regolarmi con lui; adesso che sai come stanno le cose, regolati tu!    • 2 •   moderarsi, limitarsi: regolarsi nel mangiare, nel bere, nello spendere. 
regolare   (2) agg.    • 1 •   che è conforme alla regola; che non contrasta con le norme stabilite, col regolamento; che non presenta irregolarità: la seduta ha avuto uno svolgimento regolare | unione regolare, unione matrimoniale, legittima | naso, profilo regolare, lineamenti regolari, che non presentano imperfezioni, sproporzioni evidenti | statura regolare, media | passo regolare, né lento né affrettato | polso regolare, che ha il ritmo normale | atleta regolare, il cui rendimento è costante | essere regolare nei pagamenti, puntuale | essere regolare nello studio, applicarvisi con costanza e metodo | superficie regolare, piana, senza sporgenze o rientranze | verbi regolari, (gramm.) quelli che si coniugano come la maggioranza degli altri verbi della stessa classe | poligono regolare, (geom.) che ha i lati e gli angoli uguali | esercito regolare, esercito reclutato secondo la legge e sottoposto all'autorità di uno stato    • 2 •   si dice del clero sottoposto a una regola, cioè appartenente a ordini o congregazioni religiose, in contrapposizione al clero secolare dipendente dal vescovo § regolarmente avv.    • 1 •   secondo una regola, una norma: le cose procedono regolarmente; verbi coniugati regolarmente; l'automobile era parcheggiata regolarmente entro le strisce    • 2 •   con regolarità: pagare regolarmente le rate del mutuo  | (iron.) come sempre, di regola: sbagliare regolarmente    • 3 •   secondo un determinato ordine; simmetricamente: oggetti disposti regolarmente. 
regolarista   s.m.  [pl. -sti] (sport) chi partecipa a gare di regolarità | (estens.) atleta molto regolare.
regolarità   s.f.    • 1 •   l'essere regolare: regolarità di svolgimento; regolarità nei pagamenti; regolarità di un profilo; regolarità del funzionamento di un meccanismo    • 2 •   gara di regolarità, (sport) gara motoristica in cui i concorrenti devono rispettare la tabella di marcia compiendo il percorso di gara nel tempo stabilito dal regolamento.
regolarizzare   v. tr.  mettere in regola; rendere regolare: regolarizzare la propria posizione; regolarizzare una relazione col matrimonio. 
regolarizzazione   s.f.  il regolarizzare, l'essere regolarizzato.
regolata   s.f.    • 1 •   il regolare, spec. in fretta, alla meglio: dare una regolata ai freni    • 2 •   (fam.) il regolarsi, spec. cambiando comportamento: darsi una regolata. 
regolatezza   s.f.  l'essere abitualmente regolato: regolatezza nel bere, nel mangiare; regolatezza di vita. 
regolativo   agg.  (rar.) che regola e ordina, che serve di regola (spec. nel linguaggio filosofico): l'uso regolativo delle idee, della ragione. 
regolato   part. pass.  di regolare   agg.    • 1 •   conforme alle regole; ben ordinato, ben organizzato: economia regolata; una casa regolata a dovere    • 2 •   temperato, senza eccessi: vita regolata; un uomo regolato nel bere  § regolatamente avv. 
regolatore   agg.  [f. -trice] che regola | piano regolatore, complesso di norme che regolano lo sviluppo edilizio dei centri abitati  s.m.    • 1 •   [f. -trice] (rar.) chi regola    • 2 •   dispositivo automatico o a comando esterno che regola il funzionamento di un meccanismo, di un impianto o di una sua parte.
regolazione   s.f.  il regolare, l'essere regolato; l'insieme delle operazioni che servono a regolare: la regolazione del traffico, della temperatura. 
regolizia   s.f.  (pop.) liquirizia.
regolo   (1) s.m.    • 1 •   asta di legno o altro materiale rigido, a sezione quadrata o rettangolare, usata per tirare linee rette, controllare la planarità di una superficie ecc.; righello. dim. regoletto, regolino    • 2 •   regolo calcolatore, strumento, ormai disusato, composto di due scale numerate logaritmiche, scorrevoli l'una sull'altra, impiegato per eseguire rapidamente certe classi di calcoli matematici    • 3 •   nel gioco degli scacchi, filare di otto caselle.
regolo   (2) s.m.    • 1 •   (rar. spreg.) re a capo di un piccolo stato e perciò dotato di limitato potere    • 2 •   piccolo uccello dal canto melodioso con lungo becco aguzzo e coda bipartita (ord.  passeriformi).
regredire   v. intr.  [io regredisco, tu regredisci ecc. ; part. pres. regrediènte; part. pass. regredito, non com. regresso; aus. essere]    • 1 •   tornare indietro, retrocedere (spec. fig.): regredire negli studi; il male è regredito    • 2 •   (psicol.) subire una regressione: nel sogno i pensieri regrediscono allo stato di immagini sensoriali. 
regressione   s.f.    • 1 •   il regredire    • 2 •   (geol.) lento ritiro delle acque marine da bacini precedentemente occupati    • 3 •   (stat.) dipendenza di una variabile da una o più altre variabili | la tecnica statistica usata per analizzare tale dipendenza    • 4 •   (astr.) retrogradazione    • 5 •   (psicol.) ritorno, per lo più temporaneo, a comportamenti, affetti, stati d'animo tipici di uno stadio meno maturo dello sviluppo psichico | (psicoan.) ritorno a fasi precedenti dell'organizzazione libidica.
regressivo   agg.    • 1 •   che regredisce; che tende a regredire: sviluppo regressivo; fenomeni, aspetti regressivi; concezioni, ideologie regressive, (fig.) che ostacolano il progresso (in contrapposizione a progressive) | assimilazione, dissimilazione regressiva, (ling.) quella per cui un suono rende rispettivamente simile o dissimile da sé un suono che lo precede (p. e.  nella pronuncia tosc. tennico  per tecnico; nella forma del lat. mediev. gilium, 'giglio', per il class. lili°um) | imposta regressiva, (econ.) quella la cui aliquota diminuisce al crescere del reddito imponibile    • 2 •   (filos.) si dice del metodo analitico e induttivo, che va dal composto al semplice, dagli effetti alle cause § regressivamente avv.  con movimento regressivo; in senso regressivo.
regresso   s.m.    • 1 •   il regredire (spec. fig.): il regresso di una malattia; avere un regresso nello studio; regresso culturale, artistico; un paese, un'economia in regresso    • 2 •   (dir.) diritto spettante a chi, essendo tenuto ad adempiere un'obbligazione in solido con altri e avendola soddisfatta da solo per intero, può rivalersi sui condebitori di quanto pagato per essi: azione di regresso. 
regurgitare   e deriv.   ⇨ rigurgitare e deriv. 
reich   s.m. invar.  (st.) termine indicante varie formazioni statali in germania: il terzo reich, il regime instaurato dal nazismo tra il 1933 e il 1945.
reidratare   v. tr.  idratare di nuovo ciò che era stato disidratato | (med.) somministrare acqua a organismi disidratati.
reidratazione   s.f.  il reidratare, l'essere reidratato.
reietto   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) che, chi è stato respinto, ripudiato: un figlio reietto; i reietti della società. 
reiezione   s.f.    • 1 •   (non com.) il respingere    • 2 •   (dir.) atto con cui si respinge una domanda, un ricorso: reiezione di una proposta di legge    • 3 •   (med.) rigetto.
reificare   v. tr.  [io reìfico, tu reìfichi ecc.] sottoporre a reificazione.
reificazione   s.f.    • 1 •   (psicol.) il processo mentale con cui si traduce in termini concreti qualcosa di astratto: reificazione di un'idea, di un concetto    • 2 •   nella filosofia di marx, processo per cui una persona o un rapporto sociale diventano simili a una cosa, acquistano, cioè un carattere materiale, perdendo ogni valore umano (affettivo, morale ecc.).
reiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli inetti al volo, simili agli struzzi, ma con collo piumato e tre dita per ogni piede; vi appartiene il nandù | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
reimbarcare   o rimbarcare [rim-bar-cà-re], v. tr.  [io reimbarco, tu reimbarchi ecc.] imbarcare di nuovo: i turisti furono reimbarcati dopo una breve sosta  | reimbarcarsi v. rifl.  imbarcarsi di nuovo; risalire a bordo | ottenere un nuovo imbarco; riprendere servizio a bordo come parte dell'equipaggio.
reimbarco   o rimbarco [rim-bàr-co], s.m.  [pl. -chi] il reimbarcare, il reimbarcarsi, l'essere reimbarcato: il reimbarco dei turisti; il reimbarco di dunkerque. 
reimmatricolare   v. tr.  [io reimmatrìcolo ecc.] immatricolare di nuovo; attribuire un nuovo numero di matricola.
reimpaginare   v. tr.  [io reimpàgino ecc.] (tip.) impaginare nuovamente | (assol.) rifare l'impaginazione.
reimpaginatura   s.f.  (non com.) reimpaginazione.
reimpaginazione   s.f.  (tip.) nuova impaginazione; rifacimento dell'impaginazione.
reimpiantare   v. tr.  in chirurgia, impiantare un organo o un tessuto dopo un espianto o un distacco traumatico.
reimpiegare   o rimpiegare [rim-pie-gà-re], v. tr.  [io reimpiègo, tu reimpièghi ecc.] impiegare di nuovo: reimpiegare un capitale in nuovi investimenti. 
reimpiego   o rimpiego [rim-piè-go], s.m.  [pl. -ghi] il reimpiegare, l'essere reimpiegato.
reimpostare   v. tr.  [io reimpòsto ecc.] impostare di nuovo, in modo diverso: reimpostare un problema, un lavoro. 
reimpostazione   s.f.  il reimpostare, l'essere reimpostato.
reimpressione   s.f.  nuova impressione tipografica effettuata utilizzando le stesse matrici di quella precedente; ristampa.
reina    ⇨ regina.
reincarico   s.m.  [pl. -chi] nuovo incarico; rinnovo dell'incarico | in politica, incarico di formare il governo affidato al presidente del consiglio dimissionario.
reincarnare   non com. rincarnare [rin-car-nà-re], v. tr.  far rivivere, riprodurre fedelmente nelle fattezze, nel carattere, nel modo di agire: quel ragazzo sembra reincarnare la figura del padre  | reincarnarsi v. rifl.  assumere un nuovo corpo in virtù di una reincarnazione.
reincarnazione   non com. rincarnazione [rin-car-na-zió-ne], s.f.    • 1 •   (relig.) credenza secondo cui, dopo la morte, l'anima torna a vivere in un altro corpo, dimenticando la vita passata    • 2 •   (fig.) persona che ne ricorda molto un'altra o ne ripete le gesta: mio figlio è la reincarnazione del nonno. 
reincorporare   v. tr.  [io reincòrporo ecc.] incorporare di nuovo.
reinfettare   v. tr.  [io reinfètto ecc.] infettare di nuovo.
reinfezione   s.f.  (med.) nuova infezione, infezione successiva a un'altra.
reingaggiare   v. tr.  [io reingàggio ecc.] ingaggiare di nuovo; effettuare un reingaggio.
reingaggio   s.m.  nuovo ingaggio, spec. di atleta riassunto in una società sportiva dopo che è scaduto il primo ingaggio; anche, la somma pagata per il nuovo ingaggio.
reingresso   s.m.  nuovo ingresso; il ritorno in una comunità o nella vita pubblica di qualcuno che se ne era allontanato.
reinnestare   o rinnestare [rin-ne-stà-re], v. tr.  [io reinnèsto ecc.]    • 1 •   (agr.) fare un nuovo innesto, quando il primo non è riuscito    • 2 •   (fig. rar.) reinserire.
reinnesto   o rinnesto [rin-nè-sto], s.m.  il reinnestare, l'essere reinnestato.
reinscrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere] inscrivere di nuovo.
reinscrizione   s.f.  il reinscrivere, l'essere reinscritto.
reinserimento   s.m.  nuovo inserimento di qualcuno o di qualcosa perché torni a far parte di un sistema a cui era divenuto estraneo: il reinserimento degli ex-detenuti nella vita sociale; le autostrade hanno favorito il reinserimento di alcuni centri nella corrente dei traffici. 
reinserire   v. tr.  [io reinserisco, tu reinserisci ecc.] inserire di nuovo; tornare a immettere in un sistema: reinserire la scheda; reinserire un emarginato, un handicappato nella vita sociale  | reinserirsi v. rifl.  inserirsi di nuovo; tornare a far parte di un ambiente da cui ci si era o si era stati estraniati: reinserirsi nella società, nel mondo del lavoro. 
reinstallare   v. tr.  installare di nuovo.
reintegra    ⇨ reintegro.
reintegrabile   agg.  che può essere reintegrato.
reintegrabilità   s.f.  l'essere reintegrabile.
reintegramento   s.m.  (non com.) reintegrazione.
reintegrare   lett. rintegrare [rin-te-grà-re], rar. redintegrare [re-din-te-grà-re], v. tr.  [coniugato come integrare]    • 1 •   riportare qualcosa a una condizione di interezza: il riposo aiuta a reintegrare le forze    • 2 •   riportare qualcuno nella pienezza dei suoi diritti: fu reintegrato nella sua carica | reintegrare qualcuno, risarcirlo dei danni subiti | reintegrarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   reinserirsi: reintegrarsi nella società, nell'ambiente di lavoro    • 2 •   (ant.) ritornare intero: s'in cento pezzi ben l'avesse fatto / redintegrarsi il vedea astolfo a un tratto  (ariosto o. f.  xv, 82)    • 3 •   (ant.) riconciliarsi: reintegrarsi con qualcuno. 
reintegrativo   agg.  atto a reintegrare.
reintegratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi reintegra.
reintegrazione   lett. rintegrazione [rin-te-gra-zió-ne], s.f.  il reintegrare, il reintegrarsi, l'essere reintegrato; in partic., il ricollocare qualcuno in una posizione già precedentemente occupata, facendo cessare gli effetti dannosi di avvenimenti sopraggiunti che ne avevano determinato l'allontanamento: reintegrazione in un impiego, in una carica; reintegrazione nel grado | azione di reintegrazione nel possesso, (dir.) azione diretta a riacquistare il possesso di qualcosa di cui si è stati privati in modo violento od occulto | nel restauro di opere architettoniche, di scultura e di pittura, procedimento che tende a ricostruire o integrare le zone mancanti.
reintegro   s.m. , o reintegra s.f. , (burocr.) reintegrazione: reintegro di un bene. 
reintrodurre   v. tr.  [coniugato come introdurre] introdurre di nuovo, rintrodurre; inserire o mettere in uso qualcosa che era stato tolto o abolito: abbiamo reintrodotto i criteri che si seguivano all'inizio del lavoro  | reintrodursi v. rifl.  o intr. pron.  entrare, penetrare, inserirsi di nuovo: si è reintrodotto nel nostro gruppo; una moda che si è reintrodotta negli ultimi anni. 
reinventare   v. tr.  [io reinvènto ecc.] inventare nuovamente.
reinvestimento   meno com. rinvestimento [rin-ve-sti-mén-to], s.m.  (fin.) il reinvestire; nuovo investimento.
reinvestire   meno com. rinvestire [rin-ve-stì-re], v. tr.  [io reinvèsto ecc.]    • 1 •   (fin.) investire di nuovo: reinvestire gli interessi, i profitti    • 2 •   (non com.) investire di nuovo di una carica, di una dignità    • 3 •   investire, urtare di nuovo.
reinvestitura   s.f.  (non com.) nuova investitura.
reinvitare    ⇨ rinvitare 1.
reità   s.f.  l'essere reo; colpevolezza.
reiterabile   agg.  (non com.) che si può reiterare, ripetere.
reiterare   v. tr.  [io reìtero ecc.] (lett.) fare, dire di nuovo una cosa che è già stata fatta, detta: reiterare una promessa, una domanda; «vinum non habent» altamente disse, / e dietro noi l'andò reiterando  (dante purg.  xiii, 29-30).
reiterato   part. pass.  di reiterare   agg.  (lett.) ripetuto nuovamente: reiterate scuse, preghiere  § reiteratamente avv. 
reiterazione   s.f.    • 1 •   (lett.) il reiterare, l'essere reiterato    • 2 •   procedimento stilistico per cui la stessa idea è variata e ripetuta (p. e.  attraverso sinonimi o perifrasi); ripetizione.
reiziano   s.m.  verso della metrica classica greco-latina di origine popolare e di carattere rituale, che può assumere una grande varietà di forme e viene spesso combinato con altri metri anche per formare versi maggiori.
relais   s.m. invar.  (elettr.) dispositivo elettromagnetico che utilizzando le variazioni di corrente di un circuito ne modifica le condizioni (p. e.  lo apre o lo chiude).
relapso   agg.  e s.m.  [f. -a] con riferimento al cristianesimo delle origini, si dice di cristiano che, per effetto delle persecuzioni, ritornava al paganesimo | nel medioevo, si diceva di chi ricadeva nell'eresia dopo averla abiurata.
relativa   s.f.  (gramm.) proposizione relativa.
relativismo   s.m.  ogni concezione filosofica che considera la realtà non conoscibile in sé stessa, ma soltanto in relazione alle particolari condizioni in cui, volta per volta, i suoi fenomeni vengono osservati, e perciò non ammette verità assolute nel campo della conoscenza o principi immutabili in sede morale: il relativismo di protagora; il relativismo nel pensiero contemporaneo. 
relativista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del relativismo.
relativistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio del relativismo    • 2 •   proprio della teoria della relatività § relativisticamente avv.  con criteri relativistici.
relatività   s.f.    • 1 •   la proprietà di essere relativo, cioè non assoluto, ma condizionato da un rapporto con altro o definito in rapporto ad altro | relatività della conoscenza, la dottrina del relativismo    • 2 •   (teoria della) relatività, teoria fisico-matematica, elaborata da a. einstein (1879-1955), che assume come costante fondamentale la velocità della luce nel vuoto e secondo la quale le misure delle grandezze fisiche (p. e.  intervalli di tempo, distanze e masse) sono relative allo stato di moto dell'osservatore, mentre le leggi fisiche mantengono l'identica forma per tutti gli osservatori inerziali (relatività ristretta o speciale); la teoria fu estesa anche agli osservatori non inerziali, cioè dotati di moto accelerato, per tener conto degli effetti gravitazionali (relatività generale).
relativizzare   v. tr.  (non com.) rendere, considerare relativo.
relativizzazione   s.f.  (non com.) il relativizzare, l'essere relativizzato.
relativo   agg.    • 1 •   che è in proporzione con altra cosa; che è condizionato da un rapporto con altro o definito in rapporto ad altro; che è termine di una relazione: il risultato è relativo allo sforzo fatto; tutto è relativo, ogni cosa può assumere un valore diverso a seconda del punto di vista di chi la consideri | incremento relativo, proporzionale, percentuale, non in termini assoluti | numeri relativi, i numeri positivi e negativi | moto relativo, velocità relativa, moto, velocità di un corpo rispetto a un altro, dei quali almeno uno in movimento | prezzo relativo, (econ.) prezzo di un bene espresso in termini di altri beni | termini relativi, quelli che acquistano un significato preciso solo mediante il riferimento a un altro termine (p. e. maggiore, minore, doppio)    • 2 •   che è sottoposto a limiti, condizioni; parziale, discreto: godere di una relativa libertà, di un relativo benessere    • 3 •   che si riferisce a qualcosa, che è in relazione con qualcosa; attinente: il denaro relativo alle spese di vitto e alloggio; presentare una domanda con la relativa documentazione  | in grammatica: proposizione relativa, quella che si riferisce a un elemento di un'altra proposizione da cui dipende (p. e.  il libro che ho letto  è della biblioteca); pronome relativo, quello che serve a introdurre una proposizione relativa (p. e. che, il quale, cui)    • 4 •   (mus.) si dice di scale o di tonalità che hanno tra loro precisi rapporti prestabiliti: scala relativa minore di una scala maggiore   s.m.  (gramm.) pronome relativo § relativamente avv.  in modo relativo; limitatamente, parzialmente: un discorso relativamente interessante; essere relativamente soddisfatto  | relativamente a, in relazione a, per quanto concerne: relativamente alla vostra proposta possiamo dirvi che ne stiamo discutendo. 
relato   agg.  (non com.) che è in relazione; correlato, riferito.
relatore   agg.  [f. -trice] che riferisce: giudice relatore   s.m.  chi riferisce ad altri su un determinato argomento: il relatore di una proposta di legge  | il professore universitario che segue il laureando nelle ricerche per la elaborazione della tesi, presenta quest'ultima alla commissione di laurea e ne discute col candidato in sede di esame.
relax   s.m. invar.  rilassamento, distensione fisica e psichica; stato di riposo totale: avere bisogno di un po' di relax; concedersi un pomeriggio di relax; fare un po' di relax, rilassarsi per un certo periodo.
relazionale   agg.  attinente a una relazione.
relazionalità   s.f.  l'essere relazionale.
relazionare   v. tr.  [io relazióno ecc.]    • 1 •   informare mediante una relazione: relazionare i superiori sull'indagine svolta    • 2 •   (non com.) mettere in relazione: relazionare due fatti  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) avere una relazione amorosa: relazionare con qualcuno. 
relazione   s.f.    • 1 •   il modo d'essere di una cosa rispetto a un'altra; legame, rapporto intercorrente tra due concetti: relazione di causa ed effetto; mettere in relazione due fatti | in relazione a, con riferimento a: in relazione alle vostre richieste, vi comunico che...    • 2 •   legame, vincolo tra persona e persona, spec. d'affetto, d'amicizia o d'affari: essere in buona, in ottima relazione con qualcuno; stringere, troncare una relazione; tra loro non corrono buone relazioni, non vanno molto d'accordo; avere una relazione con qualcuno, un legame amoroso | relazione sociale, connessione tra due o più soggetti, individuali o collettivi, tale che dalla conoscenza del comportamento di uno di essi è possibile inferire il comportamento corrispondente dell'altro o degli altri | relazioni sociali, l'insieme dei rapporti con le altre persone che costituiscono la società in cui si vive | relazioni umane, l'insieme delle attività tendenti a migliorare i rapporti tra i membri di un gruppo che lavorano insieme | pubbliche relazioni, l'insieme dei mezzi che tendono a migliorare i rapporti e le opinioni del pubblico nei confronti di una persona, di una struttura sociale, di un'azienda ecc. dim. relazioncella    • 3 •   pl.  le persone con cui si hanno relazioni sociali; amicizie, conoscenze: avere molte relazioni; essere privo di relazioni    • 4 •   resoconto orale o scritto su argomenti conosciuti o esaminati: fare, presentare una relazione; relazione su un disegno di legge, sui lavori di una commissione    • 5 •   (mat.) legge o criterio o predicato che associa a elementi di un insieme elementi di un altro insieme | in logica matematica, predicato che connette due o più termini: relazione diadica, triadica, poliadica, a due, a tre, a più termini.
relazionismo   s.m.  (filos.) dottrina filosofica che, opponendosi a ogni sostanzialismo, risolve l'essere nelle sue relazioni.
relazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace del relazionismo.
relè   s.m. invar.  adattamento it. del fr. relais. 
release   s.f. invar.  (inform.) versione di un software o di una componente hardware.
releasing factor   loc. sost. m. invar.  (chim. biol.) ormone prodotto dall'ipotalamo che agisce sull'ipofisi stimolandola a liberare ormoni propri; fattore di rilascio.
relegare   ant. rilegare, v. tr.  [io rèlego, tu rèleghi ecc.  (ant. io relégo ecc.)] allontanare qualcuno da un luogo costringendolo a risiedere in un altro non di sua scelta; confinare: fu relegato in un paesino montano  | (fig.) isolare da un gruppo, lasciare in disparte: l'hanno relegato nell'ultima fila; relegare una cosa in soffitta, metterla da parte tra le cose inutili, inservibili.
relegato   part. pass.  di relegare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è sottoposto a relegazione.
relegazione   s.f.  il relegare, l'essere relegato.
reliability   s.f. invar.  (tecn.) affidabilità, sicurezza di funzionamento (p. e.  di un'apparecchiatura complessa, di un elaboratore elettronico).
religionario   s.m.  [f. -a] (rar.)    • 1 •   chi professa una religione    • 2 •   correligionario.
religione   s.f.    • 1 •   il complesso di credenze e di atti di culto che esprime il riconoscimento da parte dell'uomo di un ordine superiore, in partic. della divinità, intesa per lo più come creatrice, reggitrice e fine supremo dell'universo: religione monoteistica, politeistica; religione rivelata, quella che si fonda su una rivelazione divina; religione naturale, quella che si basa esclusivamente sulla ragione umana; pratiche di religione, i diversi riti del culto; libertà di religione, diritto civile di professare liberamente la propria fede religiosa esercitandone il culto    • 2 •   ciascun complesso di credenze e riti storicamente e teologicamente determinato: religione ebraica, cristiana, buddista, musulmana  | guerre di religione, causate da motivi di contrasto religioso tra appartenenti a religioni o confessioni diverse; in partic., quelle tra cattolici e protestanti seguite alla riforma | religione di stato, quella che uno stato segue ufficialmente | morire con i conforti della religione, avendo ricevuto i sacramenti | la materia scolastica che concerne l'educazione religiosa: professore di religione    • 3 •   (estens.) sentimento profondo di riverenza e di devozione per qualcuno o qualcosa e il conseguente comportamento di coerente rispetto; culto: la religione della famiglia, del dovere  | non c'è più religione!, (scherz.) si dice per deplorare le cattive abitudini del proprio tempo | con religione, con devozione, con profondo rispetto e raccoglimento (anche scherz.): ascoltò con religione le parole del padre; bevete questo champagne con religione    • 4 •   (eccl.) società, riconosciuta dalla chiesa, i cui membri pronunciano voti pubblici; congregazione religiosa: religione di voti solenni, di voti semplici; entrare in religione, farsi religioso | (ant.) convento, monastero: se n'andarono ad una religione di frati  (boccaccio dec.  i, 1).
religiosità   s.f.    • 1 •   l'essere religioso: una persona di profonda religiosità  | sacralità: la religiosità di un luogo    • 2 •   ossequio alle regole formali e cultuali di una religione: religiosità interiore, esteriore    • 3 •   maniera soggettiva di sentire i rapporti col divino, non necessariamente legata a una particolare religione storica: la religiosità di giuseppe mazzini    • 4 •   (fig.) attenzione minuziosa e rispettosa; scrupolo, zelo: osservava con religiosità le istruzioni impartitegli. 
religioso   agg.    • 1 •   proprio di una religione; che è ispirato dal sentimento della religione; che concerne la religione: verità religiosa; insegnamento religioso; poesia religiosa  | festa religiosa, in cui si celebra un evento importante per la religione    • 2 •   che crede in una determinata religione e si comporta secondo i suoi insegnamenti: è un uomo molto religioso    • 3 •   che è conforme ai riti della religione (in contrapposizione a civile): matrimonio religioso    • 4 •   che è proprio o si riferisce a una società riconosciuta dall'autorità ecclesiastica: ordine religioso; congregazione religiosa; vestire l'abito religioso    • 5 •   (fig.) devoto, rispettoso: ha un affetto religioso per il padre; ascoltare in religioso silenzio  | scrupoloso: religioso attaccamento al dovere   s.m.  [f. -a] chi è membro di una congregazione religiosa o di un ordine religioso: un istituto diretto da religiosi  § religiosamente avv.    • 1 •   in modo religioso, secondo la religione: vivere religiosamente    • 2 •   (fig.) devotamente, rispettosamente; scrupolosamente: custodire religiosamente un segreto. 
relinquere   v. tr.  [dif., usato solo nel pres. indic. e congiunt., nel part. pass. relitto  e nei tempi composti] (poet.) lasciare, abbandonare: vedi se far si dee l'omo eccellente, / sì ch'altra vita la prima relinqua  (dante par.  ix, 41-42).
reliquario    ⇨ reliquiario.
reliquato   agg.  (rar.) rimanente  s.m.  (rar.) ciò che resta; residuato, rimanenza: reliquati bellici  | (med.) postumo: i reliquati di una bronchite. 
reliquia   ant. pop. orliquia [or-lì-quia], s.f.    • 1 •   (lett.) ciò che resta di qualcosa; vestigio: le reliquie di un passato glorioso; e l'uomo e le sue tombe / e l'estreme sembianze e le reliquie / della terra e del ciel traveste il tempo  (foscolo sepolcri  20-22)    • 2 •   (relig.) corpo o parte del corpo o oggetto che sia appartenuto a un santo o a un beato e del quale la chiesa abbia autorizzato il culto pubblico | tenere, conservare qualcosa come una reliquia, (fig.) con grande cura, con venerazione.
reliquiario   pop. reliquario, s.m.  custodia, urna in cui si conservano una o più reliquie.
relitto   part. pass.  di relinquere   agg.    • 1 •   (poet.) lasciato, abbandonato    • 2 •   che resta, residuo; si usa nel linguaggio scient. per indicare ciò che rimane di un fenomeno anteriore più ampio: lago relitto, formatosi in una zona depressa in seguito al ritiro delle acque; fauna, flora relitta, la cui attuale area di distribuzione rappresenta soltanto una piccola parte dell'area passata  s.m.    • 1 •   avanzo, rottame di un natante naufragato o di un aereo caduto    • 2 •   (fig.) persona decaduta e misera: un relitto della società    • 3 •   (ling.) elemento di una lingua scomparsa che sopravvive in quella che l'ha sostituita.
reluttare    ⇨ riluttare.
rem   agg. invar.  denominazione di una fase del sonno caratterizzata dall'insorgenza dei sogni e, a livello fisiologico, da atonia muscolare, da irregolarità del ritmo respiratorio e da rapidi movimenti degli occhi: fase, sonno, periodo rem. 
rem   s.m. invar.  unitià di misura della dose biologica efficace di radiazioni ionizzanti assorbite da un organismo vivente, pari agli effetti prodotti sull'uomo dalla dose di un rad di raggi x o gamma; è oggi sostituita dal sievert,  che corrisponde a 100 rem.
rema   (1) s.f.  (region.) la corrente impetuosa che si genera per effetto delle maree nello stretto di messina.
rema   (2) s.m.  [pl. -i] (ling.) parte di un enunciato che rappresenta il predicato, ciò che si dice di qualcuno o di qualcosa; si contrappone a tema. 
remainder   s.m. invar.  copia di un volume che costituisce una giacenza di magazzino e che viene messa in vendita a prezzo ridotto; anche, libreria specializzata nella vendita di tali libri.
remake   s.m. invar.  rifacimento, nuovo allestimento; in partic., nuova versione di uno spettacolo teatrale, di un film e sim.
remare   v. intr.  [io rèmo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   manovrare i remi in modo da imprimere il movimento a un'imbarcazione; vogare    • 2 •   (fig.) muoversi come vogando: remando con le mani, come se facesse a mosca cieca, era arrivato all'uscio  (manzoni p. s.  viii).
remata   s.f.    • 1 •   il remare per un certo tempo: fare una bella remata  | il modo di manovrare il remo: remata lunga, energica    • 2 •   colpo di remo nell'acqua: con poche remate raggiunse la riva    • 3 •   colpo dato col remo contro qualcuno o qualcosa.
rematore   s.m.  [f. -trice] chi rema; vogatore.
rembata   s.f.  (mar.) ciascuno dei due palchi che formavano il castello di prora delle galee.
remeabile   agg.  (lett.) che si può percorrere ritornando (anche fig.).
remedio   e deriv.   ⇨ rimedio e deriv. 
remeggiare   v. intr.  [io reméggio ecc. ; aus. avere] (lett.) remare | (fig.) battere le ali con movimento simile a quello dei remi: l'aquila ruota remeggiando lenta  (pascoli).
remeggio   s.m.    • 1 •   (lett.) il remeggiare, il remare | (fig.) il movimento delle ali degli uccelli in volo, paragonabile a quello dei remi: con remeggio di bianche ali di cigno  (pascoli)    • 2 •   (mar.) l'insieme dei remi e dei rematori di un'imbarcazione; anche, la loro disposizione.
remico   agg.  [pl. m. -ci] a remi, per mezzo dei remi (opposto a velico): navigazione remica. 
remiero   agg.  (non com.) delle imbarcazioni, della navigazione a remi; remico.
remigamento   s.m.  (non com.) il remigare.
remigante   part. pres.  di remigare   agg.  nei sign. del verbo | (penne) remiganti, (zool.) penne lunghe e forti poste a ventaglio sul margine posteriore delle ali degli uccelli e particolarmente importanti per il volo  s.m.  (poet.) rematore: fia d'uopo avanti / stancar più volte i remiganti e i remi  (caro).
remigare   v. intr.  [io rèmigo, tu rèmighi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (lett.) remare    • 2 •   di uccelli, battere lentamente e ritmicamente le ali volando.
remigatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi remiga; rematore.
remigino   s.m.  [f. -a] (antiq.) bambino che frequenta per la prima volta la prima elementare.
reminiscenza   s.f.    • 1 •   il riaffiorare alla memoria di una cosa quasi dimenticata; la cosa ricordata: lontane reminiscenze dell'infanzia    • 2 •   passo, brano di un'opera d'arte in cui l'autore riecheggia, più o meno consapevolmente, temi o motivi tratti da altre opere o altri autori: la musica del primo ottocento è ricca di reminiscenze mozartiane    • 3 •   nella filosofia platonica, ricordo di conoscenze acquisite in precedenti vite che riaffiora nell'anima all'atto del conoscere attuale; anamnesi.
remisier   s.m. invar.  chi raccoglie ordini di borsa e li trasmette all'agente di cambio per l'esecuzione.
remissibile   agg.  che si può rimettere, perdonare: errore, colpa remissibile; pena remissibile, da condonare.
remissione   s.f.    • 1 •   il condonare in tutto o in parte una colpa, un debito, una pena: la remissione dei peccati | remissione di querela, (dir.) atto con cui chi ha presentato querela la ritira, determinando così l'estinzione del reato | remissione del debito, (dir.) estinzione del debito in seguito alla volontà dichiarata del creditore di rinunciare ai suoi diritti nei confronti del debitore    • 2 •   (fig.) rimedio, scampo: un male senza remissione    • 3 •   il rimettersi alla volontà altrui; sottomissione: la sua remissione al padre è totale    • 4 •   (tosc.) perdita in un affare economico: dove non c'è guadagno, la remissione è certa; andare in remissione, rimetterci, andare in perdita    • 5 •   (med.) superamento dello stato acuto di una malattia.
remissività   s.f.  l'essere remissivo; condiscendenza, sottomissione: accettare la volontà degli altri con troppa remissività. 
remissivo   agg.    • 1 •   che si rimette facilmente alla volontà altrui; sottomesso: carattere remissivo; un ragazzo remissivo    • 2 •   che vale a rimettere, a condonare una pena e sim.: atto remissivo  § remissivamente avv. 
remissoria   s.f.  atto, documento dell'autorità ecclesiastica che attesta la remissione di una pena canonica, o la concessione di un permesso.
remittente   agg.  (med.) si dice della febbre che si abbassa almeno una volta al giorno, senza però scomparire.
remittenza   s.f.  (med.) il momentaneo attenuarsi dei sintomi o delle manifestazioni di una malattia.
remo   s.m.  asta, per lo più di legno, recante un'impugnatura a un'estremità e terminante in forma di pala all'altra; imperniata su uno scalmo, alla murata di un'imbarcazione, la si fa agire come leva, immergendola in acqua, per imprimere il movimento all'imbarcazione stessa: barca a remi; andare, procedere a remi; vincere la corrente a forza di remi; colpo di remo, ogni immersione in acqua di un remo e la conseguente azione di spinta su di esso per far muovere l'imbarcazione | remo da bratto, remo unico che si manovra da poppa tenendolo sempre immerso e muovendolo nei due sensi | armare i remi, disporli sugli scalmi, pronti alla voga | filare i remi, lasciare che si orientino liberamente nell'acqua, senza fare forza su di essi | rientrare i remi, ritirarli momentaneamente a bordo, lasciandone sporgere le pale | spalare il remo, farlo ruotare opportunamente, durante la voga, in modo che la pala non faccia resistenza contro l'acqua mentre il remo è riportato in avanti | farsi mangiare i remi, immergerli con le pale troppo inclinate cosicché affondano | condannare qualcuno al remo, (ant.) a vogare sulle galere | tirare i remi in barca, (fig.) ritirarsi da un'impresa troppo rischiosa; smettere di dedicarsi intensamente a un'attività, spec. lavorativa.
remolino   s.m.  (non com.)    • 1 •   mulinello d'acqua o di vento    • 2 •   nel mantello degli animali, ciuffo di peli disposti irregolarmente, spec. a spirale.
remolo   s.m.  (region.) vortice, mulinello d'acqua o di vento.
remora   (1) s.f.    • 1 •   indugio, ritardo: senza remora; le remore della burocrazia  | freno: porre una remora al malcostume; non avere remore    • 2 •   (mar.) zona di mare calma nella scia poppiera d'una nave, o anche nella scia laterale se la nave scarroccia.
remora   (2) s.f.  pesce dei mari tropicali provvisto, sul capo, di una ventosa con la quale si attacca a pesci più grossi, alle tartarughe o alle navi e si lascia trasportare (ord.  echeneiformi).
remoto   ant. o poet. rimoto, agg.    • 1 •   molto lontano nel tempo: avvenimenti remoti e dimenticati | passato, trapassato remoto, (gramm.) tempi dell'indicativo che indicano un fatto, un'azione considerati come definitivamente compiuti rispetto al momento in cui si parla (p. e. io amai, io ebbi amato)    • 2 •   molto lontano nello spazio; appartato, solitario: un luogo remoto; il canto / della rana rimota alla campagna  (leopardi le ricordanze  12-13) § remotamente avv. 
removibile    ⇨ rimovibile.
remozione    ⇨ rimozione.
remunerare   e deriv.   ⇨ rimunerare e deriv. 
rena   s.f.  sabbia | (estens.) deserto: più non si vanti libia con sua rena  (dante inf.  xxiv, 85).
renaio   s.m.    • 1 •   falda renosa di mare o di fiume; secca    • 2 •   cava di rena.
renaiola   s.f.  pianta erbacea con foglie sottili e pannocchie di fiori bianchi, diffusa nei luoghi sabbiosi; spergola (fam.  cariofillacee).
renaiolo   s.m.  operaio che lavora in una cava di rena, in un renaio.
renale   agg.  (anat.) del rene, che riguarda i reni: arteria, vena renale  | blocco renale, (med.) arresto della funzione del rene.
renano   agg.  del reno, fiume che scorre in svizzera, germania e paesi bassi; delle regioni bagnate dal reno: bacino renano; vini renani  | bottiglia renana, quella verde da vino con caratteristica forma snella e allungata.
renard   s.m. invar.  pelle conciata di volpe.
renare   v. tr.  [io réno ecc.] (non com.) pulimentare con la sabbia; arrenare.
renatura   s.f.  (non com.) operazione, risultato del renare.
rendere   v. tr.  [io rèndo ecc. ; pass. rem. io rési  (antiq. rendéi  o rendètti), tu rendésti ecc. ; part. pass. réso  (antiq. renduto)]    • 1 •   ridare, riconsegnare a qualcuno ciò che ha perduto, gli è stato tolto o che egli ci ha dato; restituire: gesù rendeva la vista ai ciechi; ti rendo il libro che mi avevi prestato | rendere l'anima a dio, morire | rendere giustizia a qualcuno, riconoscerne e farne valere i diritti | vuoto a rendere, bottiglia che va restituita al rivenditore dopo averne consumato il contenuto (in contrapposizione a vuoto a perdere)    • 2 •   tributare, dare, offrire: rendere un servizio, una testimonianza; rendere grazie, ringraziare; rendere onore, onorare; rendere gli estremi onori, celebrare le esequie | rendere conto, ragione, spiegare, giustificare | rendersi conto di qualcosa, spiegarsene le ragioni | rendere le armi, arrendersi    • 3 •   contraccambiare: rendere il saluto  | a buon rendere, si dice a chi ci ha fatto un favore, promettendo di restituirlo    • 4 •   fruttare; dare come reddito: un podere che rende cinquanta quintali di grano  | (assol.) dare frutto; svolgere bene le proprie funzioni o mansioni: un'attività che rende; il motore rende; un impiegato che non rende, che rende poco    • 5 •   esprimere, manifestare, rappresentare, riprodurre: rendere un pensiero con parole adeguate; rendere il carattere del personaggio con un'interpretazione magistrale; rendere l'espressione del volto in un quadro | rendere l'idea, riuscire a spiegarsi, a farsi capire bene    • 6 •   fare, far diventare; ridurre: rendere padre, madre; rendere triste, felice; l'amore lo rendeva cieco, ridicolo  | rendere di pubblica ragione, far conoscere a tutti | rendersi v. rifl.    • 1 •   comportarsi in modo da essere, diventare: rendersi utile, prezioso  | rendersi frate, monaca, (ant.) farsi frate, monaca: in un monistero... essa e la sua fante monache si renderono  (boccaccio dec.  iv, 6)    • 2 •   (rar.) recarsi: a levante mi rendei  (dante purg.  xxix, 12)    • 3 •   (lett.) arrendersi, affidarsi, rivolgersi: io mi rendei, / piangendo, a quei che volentier perdona  (dante purg.  iii, 119-120).
rendevole   agg.  (ant.) arrendevole.
rendez-vous  rendez-vous loc. sost. m. invar.    • 1 •   appuntamento; incontro    • 2 •   (aer.) incontro preordinato e controllato tra due aeromobili o tra due astronavi: rendez-vous spaziale. 
rendibile   agg.  (non com.) che si può rendere, restituire.
rendicontare   v. tr.  [io rendicónto ecc.] presentare un rendiconto | (estens.) fare una relazione su qualcosa di cui si era stati incaricati.
rendicontazione   s.f.  il rendicontare.
rendiconto   s.m.    • 1 •   rendimento dei conti | consuntivo effettuato alla chiusura di ogni esercizio sociale dai soci amministratori di una società di persone; il documento contabile che si redige effettuando tale consuntivo    • 2 •   relazione, rapporto su un determinato argomento: i rendiconti dell'accademia delle scienze. 
rendimento   s.m.    • 1 •   (non com.) il rendere; resa: rendimento dei conti | rendimento di grazie, (antiq.) ringraziamento    • 2 •   rapporto tra quanto ottenuto e quanto impiegato, tra risultato e sforzo compiuto, tra prodotto e fattori di produzione utilizzati e sim.; capacità di lavoro, produttività: il rendimento di un terreno, di un materiale; il rendimento di un impiegato, di uno scolaro, di un atleta; scarso, alto rendimento; dare, offrire un buon, un ottimo rendimento; rendimento crescente, decrescente | rendimento di scala, che varia col variare del livello di produzione    • 3 •   (fis.) in una macchina, rapporto tra il lavoro utile che essa compie in un dato tempo, e il lavoro motore totale fornitole nello stesso tempo    • 4 •   (chim.) in una reazione, rapporto tra la quantità di prodotto utile ottenuto e la quantità di reagente usato, se la reazione è condotta con un solo reagente; oppure la quantità di un reagente di riferimento, se la reazione è condotta con più reagenti; è detto anche resa    • 5 •   (fin.) reddito di un titolo di credito in relazione al suo prezzo di mercato determinato dalle contrattazioni di borsa: rendimento (immediato), nei titoli a reddito fisso, rapporto tra la cedola e il corso del titolo; rendimento medio effettivo, quello che tiene anche conto della variazione del valore capitale e della vita del titolo nell'ipotesi di rimborso alla scadenza media    • 6 •   rendimento funzionale, (ling.) la quantità di coppie di parole che un'opposizione fonologica è in grado di distinguere in una data lingua (p. e. l'opposizione t-d  ha in it. un alto rendimento funzionale perché distingue molte coppie di parole: prete-prede, dato-dado, rito-rido, tare-dare ecc.).
rendita   s.f.    • 1 •   provento che deriva dal semplice possesso di una risorsa produttiva, quindi né da lavoro né da attività imprenditoriali: rendita fondiaria; vivere di rendita  | rendita differenziale, il vantaggio derivante ai proprietari di terreni più fertili dal fatto che il prezzo dei prodotti si determina in ragione dei costi dei terreni meno fertili    • 2 •   titolo irredimibile del debito pubblico    • 3 •   (dir.) contratto che comporta la corresponsione periodica di una somma di denaro o di una determinata quantità di cose fungibili: rendita vitalizia. 
rene   s.m.  (anat.) ciascuno dei due organi a forma di fagiolo posti ai lati della colonna vertebrale, nella regione lombare, che hanno il compito di filtrare il sangue depurandolo dalle sostanze in eccesso o di rifiuto e di produrre l'urina | rene artificiale, (med.) apparecchio atto a sostituire temporaneamente il rene nella funzione della dialisi.
renella   (1) s.f.  (med.) concrezione dall'aspetto di sabbia rossiccia che si forma nei reni in seguito ad alcune malattie del ricambio e che viene eliminata con le urine.
renella   (2) s.f.  (bot.) asaro.
renetta   o ranetta, s.f.  varietà pregiata di mela precoce con buccia gialla macchiettata di marrone | usato anche come agg.  : mela renetta. 
reni   s.f. pl.  la regione lombare: avere un dolore alle reni | aver le reni rotte, (fig.) essere molto stanco e affaticato | spezzare le reni a qualcuno, (fig.) vincerlo, batterlo | il fil delle reni, la spina dorsale | dar le reni, (ant.) fuggire: che, vinta, mia virtute diè le reni  (dante par.  iv, 141).
reniccio   s.m.  (non com.) ammasso, deposito di rena.
reniforme   agg.  (bot.) che ha la forma di un rene: foglia reniforme. 
renina   s.f.  (chim. biol.) enzima proteolitico, prodotto dal rene, che regola la secrezione dell'aldosterone; quando il rene è ischemico, si forma in grande quantità e determina ipertensione.
renio   s.m.  elemento chimico di simbolo re; è un metallo rarissimo di aspetto simile al platino.
renitente   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi rifiuta di fare ciò che gli è detto o comandato: persona renitente ai consigli, alla legge | renitente (alla leva), chi non si presenta alla chiamata per il servizio militare obbligatorio    • 2 •   (ant.) detto di contribuente moroso.
renitenza   s.f.  l'essere renitente; il sottrarsi a un obbligo: renitenza a ubbidire | renitenza alla leva, reato commesso dal cittadino che, iscritto nelle liste di leva, non si presenta alla chiamata senza giustificato motivo.
renminbi   s.m. invar.  denominazione ufficiale dell'unità monetaria della repubblica popolare cinese, più nota come yu°an. 
renna   s.f.    • 1 •   mammifero ruminante delle regioni polari euroasiatiche, simile al cervo, ma più tozzo, con corna ramificate e caduche, pelame corto e folto, zoccoli larghi; viene allevato come animale da tiro, da soma e da latte (ord.  artiodattili)    • 2 •   la pelle conciata di tale animale, molto pregiata, con cui si fanno giacche, guanti, borse ecc.
rennina   s.f.  (chim. biol.) altro nome della chimosina o lab-fermento.
renografia   s.f.  (med.) analisi radiologica della funzionalità renale.
renosità   s.f.  (non com.) l'essere renoso.
renoso   agg.  che è costituito da rena, che contiene rena, che è simile a rena: un terreno renoso; materia renosa. 
renovare   v. tr.  [io renòvo ecc.] (ant.) rinnovare.
rensa   s.f.  tela operata di lino assai fine, detta anche tela di rensa. 
rentier   s.m. invar.  (fin.) chi percepisce rendite o interessi su titoli; redditiere.
renting   s.m. invar.  (econ.) servizio e relativo contratto di affitto di un bene, spec. uno strumento di lavoro, che, a differenza del leasing, non è indirizzato a forme di investimento aziendale.
rentré  e rentrée;s.f. invar.  ritorno in pubblico dopo un periodo di assenza: la rentrée di un attore, di un uomo politico. 
reo   s.m.    • 1 •   [f. -a] autore di un reato; colpevole: reo di furto; reo confesso, che ha confessato il proprio delitto | (ant.) persona iniqua, cattiva    • 2 •   (ant.) colpa, malizia: tu vedrai anteo /... / che ne porrà nel fondo d'ogne reo  (dante inf.  xxxi, 100-102)  agg.    • 1 •   colpevole: essere riconosciuto reo    • 2 •   (lett.) malvagio, cattivo: la mala condotta / è la cagion che 'l mondo ha fatto reo  (dante purg.  xvi, 103-104) | triste, infelice § reamente avv.  (lett.) malvagiamente.
reo-  reo- primo elemento di termini scientifici composti, di formazione moderna, dal gr. rhéos  'corrente, flusso, scorrimento', che è da rhêin  'scorrere' (reografo, reometro).
reobarbaro    ⇨ rabarbaro.
reoencefalografia   s.f.  (med.) esame che registra in modo continuo, mediante il passaggio di una corrente elettrica, le variazioni del flusso sanguigno nell'encefalo.
reoencefalografico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo a reoencefalografia: esame reoencefalografico. 
reoencefalografo   s.m.  (med.) strumento per effettuare la reoencefalografia.
reoencefalogramma   s.m.  [pl. -i] (med.) registrazione grafica dei risultati di una reoencefalografia.
reofase   s.f.  in fisiologia, l'intensità minima che una corrente elettrica deve avere per eccitare un muscolo o un nervo.
reoforo   s.m.  (elettr.) filo metallico con funzioni di conduttore di corrente elettrica.
reografia   s.f.  (med.) analisi, basata su reazioni elettriche, che consente di individuare eventuali alterazioni nella circolazione sanguigna.
reografo   s.m.  (elettr.) strumento che misura la corrente elettrica.
reologia   s.f.  branca della fisica che studia le caratteristiche di deformazione dei corpi sotto l'azione di forze esterne.
reometro   s.m.    • 1 •   in idraulica, strumento per misurare la velocità delle correnti nei fluidi; mulinello    • 2 •   (elettr.) nome generico degli strumenti per misurare l'intensità delle correnti elettriche o altre loro caratteristiche (amperometri, galvanometri, wattmetri ecc.).
reoscopio   s.m.  (elettr.) strumento che segnala la presenza di corrente elettrica.
reostatico   agg.  [pl. m. -ci] (elettr.) di reostato, relativo a reostato.
reostato   s.m.  (elettr.) resistore a resistenza variabile che si inserisce in un circuito elettrico per regolare l'intensità della corrente.
reotassi   s.f.  (zool.) tendenza della maggioranza degli animali acquatici a nuotare contro corrente.
reotomo   s.m.  (antiq.) interruttore elettrico.
reotropismo   s.m.    • 1 •   (bot.) tendenza a incurvarsi di un organo vegetale in accrescimento, determinata da una corrente d'acqua    • 2 •   (zool.) reotassi.
reovirus   s.m. invar.  gruppo di virus formati da rna a doppia elica.
rep   s.m. invar.  unità di misura della dose assorbita di radiazioni corpuscolari.
reparare    ⇨ riparare.
reparto   s.m.    • 1 •   (rar.) ripartizione    • 2 •   parte di un complesso, di un'azienda e sim. che ha fisionomia e funzioni sue proprie: il reparto confezioni di un grande magazzino; il reparto chirurgico di un ospedale    • 3 •   (mil.) unità organica costitutiva di un'altra unità di ordine superiore; anche, qualsiasi contingente di truppa: i reparti della compagnia, del battaglione; reparti d'assalto    • 4 •   (sport) gruppo di giocatori che in una squadra hanno funzioni analoghe: reparto difensivo, d'attacco, l'insieme dei difensori, degli attaccanti.
repatriare   v. tr.  e intr.  [io repàtrio ecc. ; aus. dell'intr. essere] (ant.) rimpatriare.
repatriazione   s.f.  (ant.) rimpatrio.
repê  chage repêchage;s.m. invar.    • 1 •   (non com.) il ripescare; recupero    • 2 •   (sport) gara che si disputa tra i concorrenti eliminati nelle batterie; chi vince o si piazza viene recuperato e può passare al turno successivo.
repellente   part. pres.  di repellere   agg.    • 1 •   che respinge    • 2 •   (fig.) che provoca una sensazione di disgusto; ripugnante: aspetto, odore repellente. 
repellenza   s.f.    • 1 •   l'essere repellente (anche fig.)    • 2 •   (scient.) proprietà di una sostanza di impedire la penetrazione di un certo liquido.
repellere   v. tr.  [io repèllo ecc. ; pass. rem. io repulsi, tu repellèsti; part. pass. repulso] (lett.) respingere, rifiutare; allontanare: fu repulso dal re, ch'in grande stato / maritar disegnava la figliuola  (ariosto o. f.  xxxiv, 19) | v. intr.  [aus. avere] (non com.) ripugnare.
repentaglio   s.m.  grave rischio o pericolo; usato spec. nella loc. mettere a repentaglio, mettere in pericolo: mettere a repentaglio la vita, la propria reputazione. 
repente   (1) agg.  (lett.) improvviso: repente tempesta / oriental turbò sì l'aere e l'onde  (petrarca canz.  cccxxiii, 19-20) | di repente, all'improvviso  avv.  (lett.) all'improvviso: la tenera / alle donzelle il volto / volgea repente  (manzoni adelchi).
repente   (2) agg.  (bot.) si dice di fusto strisciante e tortuoso.
repentinità   s.f.  l'essere repentino: la repentinità di un movimento. 
repentino   agg.  che avviene, si manifesta inaspettatamente e in brevissimo tempo; improvviso, subitaneo: fare un gesto repentino; caldo, freddo repentino; un repentino mutamento d'idea  § repentinamente avv. 
repenza   s.f.  (lett.) repentinità.
repere   v. intr.  [io rèpo ecc. ; dif. del pass. rem., del part. pass. e dei tempi comp.] (ant.) serpeggiare, strisciare come una serpe; insinuarsi.
reperibile   agg.  che si può reperire, trovare, rintracciare: un testo facilmente, difficilmente reperibile; il medico di turno dev'essere reperibile a qualsiasi ora. 
reperibilità   s.f.  l'essere reperibile: reperibilità di fondi  | (burocr.) condizione per cui il personale addetto a un servizio pubblico continuo deve rendersi reperibile a turno.
reperimento   s.m.  il reperire; ritrovamento: reperimento del corpo del reato. 
reperire   v. tr.  [io reperisco, tu reperisci ecc. ; part. pass. reperito  (lett. repèrto)] trovare, ritrovare: reperire i fondi per un'impresa; reperire dati, indizi, prove; fede e innocenza son reperte / solo ne' parvoletti  (dante par.  xxvii, 127-128).
repertare   v. tr.  [io repèrto ecc.] (dir.) produrre come reperto: repertare l'arma del delitto. 
reperto   part. pass.  di reperire  e agg.  (lett.) nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   l'oggetto trovato nel corso di una ricerca scientifica, di un'indagine, di una perquisizione ecc.: reperto archeologico, giudiziario    • 2 •   ciò che viene rilevato nel corso di un esame clinico, di una prova diagnostica o di un'indagine scientifica: reperto radiologico. 
repertoriare   v. tr.  [io repertòrio ecc.] (non com.) mettere, includere in un repertorio.
repertorio   s.m.    • 1 •   l'insieme dei lavori teatrali che vengono rappresentati da una compagnia; l'insieme delle interpretazioni preferite di un attore, di un cantante e sim., o dei brani che un'orchestra è in grado di eseguire disponendo delle relative partiture: avere un repertorio vasto, ricco, scarso, modesto  | l'insieme delle opere di un autore, spec. di teatro o di cinema: il repertorio goldoniano    • 2 •   insieme delle risorse disponibili; assortimento: il repertorio dei caratteri di una stampante  | (fig.) l'insieme delle risorse di cui una persona dispone in un determinato settore: il pugile ha sfoderato tutti i colpi del suo repertorio    • 3 •   elenco, registro di notizie e informazioni varie di facile consultazione: repertorio bibliografico  | (fig.) raccolta: questo film è un repertorio di gag    • 4 •   immagini di repertorio, (cine. , tv) sequenze d'archivio girate in precedenti occasioni e utilizzate per nuovi filmati, a cui si adattano per la genericità o la pertinenza del soggetto.
repetere    ⇨ ripetere.
repetio   o repitio, ripetio, ripitio, s.m.  (ant.) contesa, disputa, replica verbale.
replay   s.m. invar.  (tv) ripetizione di una fase saliente di un avvenimento (spec. sportivo) trasmessa subito dopo il suo compimento.
repleto   agg.  (poet.) ripieno, ricolmo: fu repleta / sì la sua mente di viva vertute  (dante par.  xii, 58-59).
replezione   s.f.  (ant.  o med.) riempimento, pienezza: replezione della vescica. 
replica   s.f.    • 1 •   il replicare; ripetizione: replica di una cura  | la cosa replicata: è una replica senza nulla d'originale    • 2 •   (teat.) ogni rappresentazione successiva alla prima: lo spettacolo ebbe molte repliche    • 3 •   riproduzione di un'opera d'arte eseguita dall'autore stesso (in contrapposizione a copia, riproduzione fatta da autore diverso)    • 4 •   risposta; obiezione: la replica del ministro alle interrogazioni parlamentari; parlare in tono che non ammette repliche; lettera senza replica, che non attende risposta | in replica, (burocr.) in risposta.
replicabile   agg.  (non com.) che si può o si deve replicare.

replicamento   s.m.  (rar.) il replicare; replica.
replicante   part. pres.  di replicare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  nel linguaggio della fantascienza, automa che riproduce fedelmente fattezze e comportamenti umani; androide.
replicare   v. tr.  [io rèplico, tu rèplichi ecc]    • 1 •   fare, dire di nuovo; ripetere: replicare un esperimento, una richiesta; la commedia si replica da più di un anno    • 2 •   dare una risposta, scritta od orale; rispondere obiettando, contraddicendo (anche assol.): ascoltò senza replicare (parola); replicare a una lettera, a qualcuno; aver sempre qualcosa da replicare. 
replicativo   agg.  (non com.) che serve a replicare.
replicato   part. pass.  di replicare   agg.  ripetuto: sforzi replicati  | rime replicate  (o ripetute), quelle che si ripetono nello stesso ordine in strofe successive, come nelle terzine del sonetto in cui il nono verso rimi col dodicesimo, il decimo col tredicesimo, l'undecimo col quattordicesimo § replicatamente avv.  (non com.) ripetutamente.
replicazione   s.f.    • 1 •   (ant.) il replicare    • 2 •   figura retorica consistente nel ripetere spesso una parola per dare enfasi al discorso    • 3 •   (biol.) processo per cui un elemento biologico si riproduce tale e quale; in partic., formazione di una molecola di dna esattamente uguale a un'altra che funge da modello.
replicone   s.m.  in genetica, unità di dna in grado di duplicarsi.
replo   s.m.  (bot.) nelle crucifere, setto della siliqua cui sono attaccati i semi.
reportage   s.m. invar.  servizio giornalistico scritto o realizzato da un reporter: un reportage di guerra; reportage televisivo, radiofonico. 
reporter   s.m. invar.  corrispondente, inviato speciale; anche, cronista: il reporter di un quotidiano; reporter radiofonico, televisivo. 
repositorio   s.m.    • 1 •   (rar.) ripostiglio; mobile dove si ripone qualcosa    • 2 •   (lit.) nell'arredamento delle chiese cattoliche, contenitore dove si ripongono gli oggetti sacri o il ss. sacramento, quando non lo si debba conservare nel tabernacolo.
reposizione   s.f.    • 1 •   (ant.) riposizione    • 2 •   (lit.) cerimonia con la quale si ripone nel tabernacolo il ss. sacramento dopo averlo esposto solennemente o dopo la cerimonia del giovedì santo.
repremere    ⇨ ripremere.
reprensibile    ⇨ riprensibile.
reprensione    ⇨ riprensione.
repressione   s.f.    • 1 •   il reprimere, il venire represso, spec. in senso sociale e politico: la repressione di una rivolta; repressione poliziesca, militare; politica di repressione    • 2 •   (psicoan.) processo consapevole attraverso il quale il soggetto esclude dal proprio campo di coscienza un contenuto psichico (idea, sentimento, giudizio) vissuto come sgradevole, censurabile o imbarazzante.
repressivo   agg.  che reprime, che tende a reprimere: governo repressivo; mezzi repressivi; pene repressive  § repressivamente avv. 
represso   part. pass.  di reprimere   agg.    • 1 •   tenuto a freno, soffocato: un grido represso; contestazione repressa    • 2 •   (psicoan.) che è o è stato oggetto di repressione: istinti, sentimenti repressi  | si dice di individuo che reprime i propri impulsi.
repressore   agg.  e s.m.  [f., non com., reprimitrice] che, chi reprime.
reprimenda   s.f.  grave rimprovero; riprensione.
reprimere   v. tr.  [pass. rem. io reprèssi, tu reprimésti ecc. ; part. pass. reprèsso]    • 1 •   raffrenare, contenere qualcosa che tende a prorompere, a venir fuori impetuosamente: reprimere uno sbadiglio, le lacrime, l'ira    • 2 •   domare, impedire con la forza ciò che tende a sovvertire uno stato di cose e spec. un ordine sociale o politico: reprimere una sommossa, un tumulto  | reprimersi v. rifl.  contenersi, dominarsi, frenarsi.
reprimibile   agg.  che si può reprimere: impulsi difficilmente reprimibili. 
reprint   s.m. invar.  ristampa anastatica di un libro, di una rivista e sim.
reprobare    ⇨ riprovare 2.
reprobo   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) che, chi è riprovato, condannato da dio | (estens.) cattivo, malvagio.
reprocessing   s.m. invar.  ritrattamento del combustibile nucleare in una centrale atomica.
reprografia   e deriv.   ⇨ riprografia e deriv. 
reprovare    ⇨ riprovare 2.
reps   s.m. invar.  tessuto derivato dall'armatura tela, caratterizzato da un rilievo a coste, detto anche cordonato  o canneté. 
reptatorio   agg.  (zool.) che si riferisce alla reptazione: movimenti reptatori. 
reptazione   s.f.  (zool.) locomozione strisciante propria dei rettili.
repubblica   ant. republica, s.f.    • 1 •   (ant.) la cosa pubblica; stato, governo | (lett.) comunità, collettività: la repubblica dei letterati, delle lettere    • 2 •   ordinamento statuale della roma antica nel periodo compreso tra la fine della monarchia e l'inizio dell'impero (509-31 a. c); per estens., nome di analoghi ordinamenti antichi: la repubblica ateniese  | nel tardo medioevo, organismo statuale a governo più o meno rappresentativo, non concentrato nelle mani di un monarca: le repubbliche marinare    • 3 •   sistema politico in cui la carica di capo dello stato non è ereditaria ma elettiva e temporanea, e il potere è esercitato da tutti i cittadini direttamente o per mezzo di rappresentanti liberamente scelti: la repubblica si contrappone alla monarchia; repubblica democratica, socialista; la repubblica italiana, francese; repubblica parlamentare, in cui il governo è condizionato dal parlamento, che rappresenta la sovranità popolare; repubblica presidenziale, in cui il presidente dispone di ampi poteri    • 4 •   il territorio di uno stato repubblicano; la popolazione di uno stato repubblicano. dim. repubblichetta, repubblichina    • 5 •   (fig. fam) disordine, confusione: qui dentro è sempre una repubblica. 
repubblicanesimo   non com. repubblicanismo [re-pub-bli-ca-nì-smo], s.m.  aspirazione, tendenza a un governo repubblicano.
repubblicano   agg.    • 1 •   di repubblica, che costituisce repubblica: governo, stato repubblicano    • 2 •   che è favorevole alla repubblica: movimento, partito repubblicano    • 3 •   relativo a un partito repubblicano, in partic. a quello italiano: congresso repubblicano   s.m.  [f. -a]    • 1 •   fautore, sostenitore della repubblica    • 2 •   chi appartiene a un partito repubblicano o è favorevole a esso § repubblicanamente avv.  in forma repubblicana, con spirito repubblicano.
repubblichino   agg.  (spreg.) della repubblica sociale italiana, che fu creata dal fascismo nell'italia centro-settentrionale durante l'occupazione nazista (dicembre 1943 - aprile 1945): esercito repubblichino   s.m.  [f. -a] (spreg.) appartenente, aderente alla repubblica sociale italiana.
republica    ⇨ repubblica.
repudiare    ⇨ ripudiare.
repugnare   e deriv.   ⇨ ripugnare e deriv. 
repulisti   pop. ripulisti, s.m.  usato solo nella loc. fam. e scherz. fare (un) repulisti, portare via tutto, fare piazza pulita, spec. rubando o mangiando: i ladri hanno fatto (un) repulisti in casa mia. 
repulsa    ⇨ ripulsa.
repulsione   s.f.    • 1 •   ripulsione    • 2 •   (fis.) forza che si esercita fra due enti fisici così da favorirne l'allontanamento reciproco.
repulsivo   agg.    • 1 •   ripulsivo    • 2 •   (chim. fis.) si dice di un potenziale che prevede la repulsione tra due cariche elettriche o tra due masse (p. e.  due atomi) in funzione della loro distanza.
repulsore   s.m.  (rar.) respingente.
reputare   non com. riputare, v. tr.  [io rèputo, ant. repùto ecc.] ritenere, credere, stimare: lo reputavo un bravo ragazzo; reputo utile che si faccia così  | reputarsi v. rifl.  ritenersi, considerarsi: si reputa una persona importante. 
reputato   non com. riputato, part. pass.  di reputare   agg.  tenuto in considerazione, apprezzato, stimato: li altri clari e reputati cittadini  (machiavelli).
reputazione   non com. riputazione, s.f.  stima, considerazione in cui si è tenuti dagli altri: avere una buona, una cattiva reputazione; godere di un'ottima, di una pessima reputazione; usava molto maggior compiacenza con quelli che avessero riputazione o sembianza di birboni  (manzoni p. s.  vii) | usato assol., ha sempre valore di 'buona reputazione': difendere la propria reputazione; perdere, rovinarsi la reputazione. 
requiare   v. intr.  [io rèquio ecc. ; aus. avere] (ant. , region.) aver requie; trovare pace, riposo.
requie   s.f.  calma, riposo, pace: avere, trovare requie; un pensiero che non dà requie; senza requie, senza sosta.
requiem   s.m. invar.    • 1 •   preghiera cattolica per i defunti: dire un requiem per qualcuno  | funzione in suffragio di un defunto: celebrare una messa di requiem    • 2 •   (mus.) esecuzione musicale e corale dei testi della messa in suffragio dei defunti: il «requiem» di verdi. 
requirente   agg.  in diritto: organo requirente, il pubblico ministero, in quanto presenta le sue richieste all'organo giudicante; magistratura requirente, il complesso dei magistrati che svolgono funzioni di pubblico ministero.
requisire   v. tr.  [io requi sisco, tu requi sisci ecc.] prendere d'autorità sottoporre a requisizione: requisire alloggi, veicoli | requisire una persona, (fig. scherz.) impedirle di allontanarsi, di andarsene; monopolizzarne la compagnia.
requisito   s.m.  qualità, dote o condizione necessaria per poter accedere o aspirare a una carica, sostenere un esame e sim.: possiede tutti i requisiti per diventare un bravo medico; i requisiti per l'ammissione a un concorso  | qualità, dote, pregio in genere: un giovane con molti requisiti. 
requisitoria   s.f.    • 1 •   (dir.) atto mediante il quale il pubblico ministero formula le proprie richieste nel processo penale | nel linguaggio corrente, arringa del pubblico accusatore    • 2 •   (estens.) discorso di accusa o di denuncia; rimprovero severo: mi ha fatto una lunga requisitoria per una cosa da nulla. 
requisizione   s.f.    • 1 •   (dir.) provvedimento che dispone coattivamente il trasferimento della proprietà o del godimento temporaneo di un bene mobile o immobile da un privato alla pubblica amministrazione, dietro indennizzo, in casi di grave e urgente necessità pubblica    • 2 •   (ant.) richiesta, domanda.
resa   s.f.    • 1 •   l'arrendersi al nemico: intimare la resa; resa incondizionata, a discrezione; una resa onorevole  | (estens.) il cedere, il darsi per vinto in una disputa, in una competizione e sim.: costringere l'avversario, il rivale alla resa    • 2 •   il rendere, il restituire: resa dei vuoti di bottiglia | resa dei conti, rendiconto delle spese fatte per conto di altri; (fig.) il render conto del proprio operato; il pagare per il male fatto ' termine di resa, il periodo di tempo entro cui deve aver luogo la consegna di una merce al suo destinatario    • 3 •   quantitativo di libri, giornali o altra merce che viene resa al produttore perché invenduta; anche, la restituzione di tale merce    • 4 •   ciò che una cosa rende; rendimento: la resa di una coltura agricola; dare una buona resa; un materiale, un prodotto di ottima resa. 
rescindere   v. tr.  [coniugato come scindere]    • 1 •   (lett.) fare a pezzi    • 2 •   (dir.) annullare, sciogliere; effettuare una rescissione: rescindere un contratto. 
rescindibile   agg.  (dir.) che si può rescindere.
rescindibilità   s.f.  (dir.) l'essere rescindibile.
rescissione   s.f.  (dir.) dichiarazione di invalidità di un contratto bilaterale che il giudice pronuncia quando una parte ha accettato condizioni contrattuali inique per cause di necessità note alla controparte e quando vi è sproporzione eccessiva tra le prestazioni a carico delle due parti, accettate dalla parte sfavorita per stato di bisogno.
rescissorio   agg.  (dir.) che mira a rescindere: azione rescissoria. 
rescritto   s.m.    • 1 •   (st.) risposta scritta che gli imperatori romani davano a quesiti posti da magistrati    • 2 •   (dir.) pronunciamento scritto di un sovrano, avente valore di legge o di decisione inappellabile    • 3 •   nel diritto canonico, decisione dell'autorità ecclesiastica su questioni teologiche: rescritto pontificio. 
resecare   v. tr.  [io rèseco, tu rèsechi ecc.]    • 1 •   risecare    • 2 •   (med.) tagliare, sottoporre a resezione.
reseda   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee diffuse nelle regioni mediterranee (fam.  resedacee) | reseda (odorata), erba annua con fiori profumati color giallo-verdognolo, raccolti in grappolo; amorino.
resedacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee dicotiledoni con frutto a capsula e fiori in grappoli; vi appartiene la reseda | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
reserpina   s.f.  (chim.) alcaloide estratto dalla rauwolfia serpentina, usato in medicina per le sue proprietà sedative e ipotensive.
reset   s.m. invar.  (inform.) ripristino delle condizioni iniziali del computer, dopo aver interrotto i programmi in esecuzione e aver azzerato la memoria di lavoro: tasto di reset. 
resettare   v. tr.  [io resétto ecc.] (inform.) fare il reset; riavviare il computer.
resezione   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di un organo o di parte di esso: resezione gastrica. 
resia   s.f.  (ant. , region.) eresia | (fig.) bestemmia, enormità.
residence   s.m. invar.  albergo con appartamentini completi di bagno e cucina, affittati per medie e lunghe permanenze, con la possibilità di fruire di alcuni servizi centralizzati (p. e.  lavanderia, stireria).
residente   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi risiede; che, chi ha una fissa dimora: essere residente a milano; i residenti italiani all'estero | popolazione residente, quella costituita dalle persone che abitano permanentemente o per più di un anno all'interno del territorio di uno stato    • 2 •   (ministro) residente, agente diplomatico di grado immediatamente inferiore al ministro plenipotenziario | nei paesi soggetti a protettorato, alto funzionario rappresentante dello stato protettore (si tratta di una figura oggi scomparsa)  agg.  (inform.) si dice di programma che, durante la sessione di lavoro, viene memorizzato in permanenza nella memoria centrale dell'elaboratore.
residenza   s.f.    • 1 •   il risiedere; soggiorno: una piacevole residenza di alcuni giorni in montagna    • 2 •   luogo, registrato nel registro anagrafico comunale, in cui una persona vive, dimora abitualmente (si distingue dal domicilio  e dalla dimora): avere la residenza a padova; fissare la propria residenza in un piccolo comune; cambiare residenza; certificato di residenza    • 3 •   luogo, città in cui risiede un'autorità, un ente e sim.: roma è la residenza del governo italiano    • 4 •   (estens.) l'edificio, l'appartamento in cui si abita: una lussuosa residenza  | (burocr.) abitazione assegnata d'ufficio a un funzionario o a chi eserciti una mansione pubblica: la residenza del prefetto    • 5 •   deposito ferroviario.
residenziale   agg.  di residenza ' quartiere, zona residenziale, che comprende solo edifici, generalmente eleganti, adibiti ad abitazione.
residuale   agg.  di residuo, che costituisce un residuo: parte residuale; debito residuale. 
residuare   v. intr.  [io resìduo ecc. ; aus. essere] essere il residuo, costituire un residuo; rimanere: gli utili che residuano dopo il pagamento dei dividendi. 
residuato   part. pass.  di residuare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  ciò che avanza; resto, residuo | residuato di guerra, bellico, materiale bellico riciclabile avanzato o recuperato alla fine della guerra; anche, bomba inesplosa riaffiorata in epoca successiva a una guerra.
residuo   agg.  che avanza; rimanente, restante: le ultime forze residue; somma residua   s.m.    • 1 •   ciò che rimane di quanto è impiegato in un'attività, in un processo produttivo o in un'erogazione    • 2 •   pl.  (fin.) nei bilanci pubblici, entrate accertate ma non incassate (residui attivi) e spese impegnate ma non pagate (residui passivi) nel corso dello stesso esercizio finanziario    • 3 •   (estens.) ciò che resta di qualcosa (anche fig.): spegnere i residui di un incendio; c'è sempre un residuo di umanità anche nel più malvagio degli uomini    • 4 •   (chim.) gruppo atomico incapace di esistenza libera | residuo insolubile, precipitato solido da una soluzione o parte rimanente di una massa solida, non solubile in acidi, basi e solventi    • 5 •   metodo dei residui, (stat.) metodo di stima dei parametri di una funzione, che esprime una variabile in dipendenza di una o più altre e si basa sulle differenze fra i valori osservati della variabile dipendente e quelli teorici forniti dalla funzione.
resilienza   s.f.  (fis.) rapporto tra il lavoro necessario per rompere una barretta di un certo materiale e la sezione della barretta stessa; rappresenta la proprietà dei materiali di resistere agli urti senza spezzarsi.
resina   s.f.  sostanza organica di varia composizione, viscosa, plastica, translucida, prodotta per secrezione da molte piante, utilizzata nella fabbricazione di vernici, mastici, materiali isolanti ecc.: resina naturale; la resina dei pini, degli abeti  | resine sintetiche, polimeri organici sintetici, detti correntemente materie plastiche | resine scambiatrici di ioni, sostanze capaci di scambiare i propri ioni con quelli di una soluzione in cui sono immerse, usate per depurare acque e soluzioni acquose in genere.
resinaceo   agg.  di resina; che contiene resina.
resinare   v. tr.  [io rèsino ecc.] sottoporre a resinatura una pianta.
resinato   (1) agg.  profumato di resina, preparato con resina: (vino) resinato, vino bianco aromatizzato con resina di pino; è comune in grecia.
resinato   (2) s.m.  (chim.) sale di un acido resinico.
resinatura   s.f.  operazione di estrazione e raccolta della resina dagli alberi resinosi, soprattutto dalle conifere: resinatura a morte, a vita, che prelude o no all'eliminazione della pianta.
resinazione   s.f.    • 1 •   resinatura    • 2 •   trattamento al quale si sottopongono le piante resinose per stimolarne la produzione.
resinico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) detto di acido contenuto nelle resine naturali.
resinifero   agg.  che produce o dà resina; che contiene resina: canale resinifero. 
resinificare   v. tr.  [io re sinìfico, tu re sinìfichi ecc.] rendere simile a resina | v. intr.  [aus. essere], resinificarsi v. rifl.  assumere le proprietà o l'aspetto di resina.
resinificazione   s.f.  processo mediante il quale si giunge alla formazione di una resina.
resinite   s.f.  (min.) varietà di opale di aspetto simile alla resina.
resinoso   agg.  di resina, proprio della resina; che contiene, produce resina: sostanza resinosa; aspetto, odore resinoso; albero resinoso; bosco resinoso, di conifere ' elettricità resinosa, (fis.) elettricità negativa che si produce strofinando un pezzo di resina.
resipiscente   agg.  (lett.) che prova resipiscenza.

resipiscenza   s.f.  (lett.) il rinsavire riconoscendo il proprio errore; ravvedimento, pentimento.
resipola    ⇨ erisipela.
resistente   part. pres.  di resistere  agg.    • 1 •   che resiste; tenace, durevole: un fisico resistente (alle fatiche); tessuto, colore resistente | lavoro resistente, (fis.) lavoro compiuto spostando il punto di applicazione di una forza in una direzione contraria al senso della forza stessa    • 2 •   (biol.) si dice di specie o ceppo batterico dotati di resistenza  s.m.  e f.  (st.) chi ha partecipato alla resistenza § resistentemente avv. 
resistenza   s.f.    • 1 •   il resistere; sforzo per opporsi a qualcosa, per contrastare qualcuno: fare resistenza al nemico; incontrare resistenza alle proprie proposte; vincere la resistenza dei familiari | resistenza passiva, opposizione che si realizza come non collaborazione | resistenza all'autorità, (dir.) opposizione ingiustificata a un'autorità affinché non compia un atto proprio del suo ufficio    • 2 •   capacità di tollerare, reggere; robustezza, solidità: resistenza alla fatica, al calore, agli urti; la resistenza di una stoffa, di un ponte  | capacità di sostenere sforzi fisici prolungati: doti, gare di resistenza    • 3 •   (fis.) ogni forza che si oppone a una forza agente; la forza che si vuol vincere in una macchina semplice per mezzo di un'altra forza (detta potenza) ' resistenza elettrica, grandezza caratteristica di un resistore percorso da corrente continua; è definita come il rapporto fra la tensione applicata ai capi del resistore e l'intensità di corrente che lo attraversa; in partic., espressione quantitativa dell'impedimento che la struttura materiale del conduttore presenta al passaggio della corrente ' resistenza specifica, resistività elettrica    • 4 •   (elettr.) resistore: cambiare la resistenza del ferro da stiro    • 5 •   (biol.) capacità naturale o acquisita di alcune specie o ceppi batterici di sopravvivere a sostanze antibiotiche o a batteriofagi    • 6 •   (st.) movimento di lotta politico-militare contro l'occupazione tedesca e le forze filonaziste, sorto durante la seconda guerra mondiale nei vari paesi europei; anche, il periodo in cui tale lotta si svolse: la resistenza italiana, francese, greca; aver fatto la resistenza, avervi partecipato | (estens.) qualunque movimento di opposizione armata a un invasore straniero o a un regime dittatoriale    • 7 •   (psicoan.) opposizione inconscia del paziente sottoposto ad analisi psicoanalitica, per impedire che i contenuti psichici rimossi vengano riportati sul piano della coscienza.
resistenziale   agg.  (st.) della resistenza: movimento resistenziale. 
resistere   v. intr.  [pass. rem. io resistéi  o resistètti, tu resistésti ecc. ; part. pass. resistito; aus. avere]    • 1 •   contrastare con la propria l'altrui forza; non lasciarsi smuovere o abbattere: resistere all'assalto dei nemici, agli attacchi dell'avversario; la nave resistette alla tempesta  | (fig.) non cedere, non essere conquistato: è difficile resistere al suo fascino    • 2 •   (estens.) tollerare, sostenere: resistere alle fatiche, alla fame, al dolore; a quelle parole non resistette e scoppiò a piangere; piante che non resistono al caldo intenso; materiali che resistono agli urti    • 3 •   (fig.) conservare la propria validità, non perdere valore: un capolavoro che ha resistito nei secoli. 
resistibile   agg.  (lett.) cui si può resistere.
resistività   s.f.  (fis.) resistenza elettrica specifica di ciascuna sostanza, misurata su un conduttore di quella sostanza, di lunghezza e sezione unitarie.
resistivo   agg.  (fis.) detto di circuito elettrico o di parte di esso in cui la resistenza prevale nettamente sulla capacità e sull'induttanza.
resistore   s.m.  (fis.) dispositivo che realizza una resistenza elettrica definita.
resite   s.f.  (chim.) solido insolubile e infusibile ottenuto per completamento della polimerizzazione di un resitolo.
resitolo   s.m.  (chim.) solido a basso punto di fusione ottenuto per ulteriore polimerizzazione di un resolo.
res nullius   loc. sost. f. invar.  (dir.) bene di cui nessuno è proprietario.
reso   (1) part. pass.  di rendere  e agg.  nei sign. del verbo.
reso   (2) s.m.  scimmia asiatica dal corpo tozzo, con testa arrotondata, pelame grigio-giallastro, natiche callose; in base a esperienze condotte su di essa fu scoperto il fattore rh del sangue (ord.  primati).
resocontista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa un resoconto giornalistico.
resoconto   s.m.    • 1 •   relazione scritta dettagliata di un avvenimento: i resoconti parlamentari  | (estens.) descrizione, racconto minuzioso: fare il resoconto di un viaggio    • 2 •   rendiconto: fare il resoconto delle entrate e delle uscite. 
resolo   s.m.  (chim.) liquido viscoso a basso peso molecolare ottenuto come intermedio nella polimerizzazione tra fenolo e formaldeide per la produzione di bacheliti.
resolvere   e deriv.   ⇨ risolvere e deriv. 
resorcina   s.f.  (chim.) fenolo bivalente solubile in acqua, che ha applicazioni nell'industria chimica come materia prima per la fabbricazione di coloranti, e in medicina come antisettico dermatologico.
resorgere   e deriv.   ⇨ risorgere e deriv. 
respettivo    ⇨ rispettivo.
respetto    ⇨ rispetto.
respignere    ⇨ respingere.
respingente   part. pres.  di respingere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  dispositivo ammortizzatore situato in coppia sulle due testate dei vagoni e dei locomotori ferroviari per conferire elasticità al collegamento fra i diversi elementi del treno.
respingere   ant. respignere, v. tr.  [coniugato come spingere]    • 1 •   cacciare indietro, spingere lontano da sé: respingere i nemici, la folla    • 2 •   mandare indietro, rimandare, rinviare: respingere il pallone a pugni chiusi; respingere una lettera al mittente    • 3 •   non accettare, non accogliere; rifiutare: respingere le proposte di qualcuno; respingere un ricorso, una domanda; respingere un'offerta, un aiuto; respingere le accuse, le insinuazioni  | bocciare: respingere un candidato agli esami. 
respingimento   s.m.  (non com.) il respingere, l'essere respinto.
respingitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi respinge    • 2 •   (rar.) respingente.
respinta   s.f.    • 1 •   spinta in senso contrario    • 2 •   in numerosi sport, rinvio del pallone da parte di un difensore verso la zona di campo dell'avversario: respinta di pugno del portiere. 
respinto   part. pass.  di respingere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è stato bocciato: quest'anno ci sono stati molti respinti. 
respirabile   agg.  che si può respirare, che è buono da respirare: aria respirabile. 
respirabilità   s.f.  l'essere respirabile.
respiramento   s.m.  (ant.) respirazione | (fig.) alleviamento, sollievo.
respirare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   compiere il processo della respirazione: respirare con la bocca, con il naso; respirare a pieni polmoni; respirare bene, male, a fatica; i pesci respirano con le branchie  | (estens.) vivere: non respirare più, essere morto; cessare di respirare, morire    • 2 •   godere di una benefica condizione ambientale, con riferimento a luogo dove ci sia aria buona o comoda disponibilità di spazio: in questa stanza non si respira; la calca s'è diradata e finalmente si può respirare    • 3 •   (fig.) avere un po' di pace, di riposo, di sollievo; prendere, riprendere fiato: finiti gli esami, finalmente respiro; un lavoro così frenetico che non lascia respirare  | v. tr.  inspirare ed espirare l'aria: in montagna si respira aria pura | respirare l'aria nativa, (fig.) vivere, tornare nel luogo in cui si è nati | essere stufo di respirare sempre la stessa aria, (fig.) di stare sempre nello stesso luogo | necessario come l'aria che si respira, indispensabile.
respirativo   agg.  (non com.) respiratorio.
respiratore   s.m.  qualsiasi dispositivo che permetta di respirare quando si è in condizioni di non poterlo fare normalmente | nell'immersione subacquea, tubo di plastica inserito nella maschera che, emergendo, permette il passaggio dell'aria; anche, il dispositivo costituito da un boccaglio collegato con un tubo a bombole portatili che contengono una miscela gassosa ossigenata | respiratore artificiale, (med.) apparecchio che consente la respirazione meccanica a chi è incapace di respirare autonomamente.
respiratorio   agg.  (anat. , fisiol.) che riguarda la respirazione: apparato respiratorio; vie respiratorie. 
respirazione   s.f.  (fisiol.) il processo mediante il quale un organismo assume dall'ambiente esterno ossigeno ed elimina anidride carbonica ' respirazione artificiale, l'insieme dei movimenti coi quali si tenta di riattivare la respirazione naturale nei casi di asfissia; anche, quella che si realizza con l'ausilio del respiratore artificiale.
respiro   s.m.    • 1 •   il respirare; ogni singolo movimento della respirazione: avere il respiro affannoso; trattenere il respiro per la paura, per non far rumore; fare un respiro profondo; emettere un respiro di sollievo | rendere, emettere l'ultimo respiro, morire ' fino all'ultimo respiro, fino alla morte. accr. respirone    • 2 •   (fig.) sollievo, riposo; pausa, tregua: non avere un attimo, un minuto di respiro; un'attività che non dà respiro; lavorare senza respiro  | dilazione, spec. dei termini di un pagamento: chiedere qualche giorno di respiro    • 3 •   (fig.) ampiezza di vedute, vastità di impianto, complessità di temi: un'opera di largo respiro    • 4 •   (mus.) segno in forma di apostrofo posto sopra il pentagramma che indica a un cantante o a un suonatore di strumento a fiato quando può respirare senza interrompere la continuità di una frase musicale.
respitto    ⇨ rispitto.
respo   s.m.  (ant.) cespuglio.
responsabile   agg.    • 1 •   che deve rendere ragione delle azioni proprie o altrui: ciascuno è responsabile di sé stesso; non sono responsabile delle tue pazzie; essere responsabile dell'amministrazione di una ditta | direttore responsabile, direttore di un giornale o di un'altra pubblicazione periodica che si assume la responsabilità giuridica degli scritti pubblicati    • 2 •   conscio delle proprie responsabilità: essere una persona responsabile    • 3 •   colpevole: rendersi responsabile di un efferato delitto    • 4 •   che causa, che origina un processo negativo: agente responsabile di una malattia   s.m.  e f.    • 1 •   chi ha la responsabilità di qualcosa: chi è il responsabile di questo ufficio?    • 2 •   colpevole, reo: i responsabili della truffa sono stati scoperti    • 3 •   (dir.) chi è tenuto a risarcire il danno provocato da un atto illecito § responsabilmente avv.  con senso di responsabilità: agire responsabilmente. 
responsabilità   s.f.    • 1 •   l'essere responsabile: avere la responsabilità di un ufficio, di un reparto | responsabilità civile, obbligo di risarcire un danno derivante da un atto illecito ' responsabilità penale, (dir.) imputazione di un reato a un soggetto e conseguente applicazione a suo carico di una sanzione penale ' responsabilità politica, rapporto che si stabilisce tra il titolare di una carica pubblica elettiva e i suoi elettori e che lo impegna a tener fede al programma in base al quale è stato eletto; anche, impegno del governo verso il parlamento ad attuare il programma sul quale è stata espressa la fiducia    • 2 •   consapevolezza di dover rispondere degli effetti di azioni proprie o altrui: un uomo di grande responsabilità; dimostrare scarso senso di responsabilità  | l'azione concreta, l'impegno derivante da tale consapevolezza: l'educazione dei giovani è una grave responsabilità    • 3 •   colpevolezza: assumersi la responsabilità di un accaduto; avere la responsabilità morale di un fatto, non esserne stato la causa materiale, ma averne moralmente la colpa.
responsabilizzare   v. tr.  rendere responsabile; spingere ad assumere delle responsabilità: responsabilizzare i giovani  | responsabilizzarsi v. rifl.  prendere consapevolezza delle proprie responsabilità assumersi delle responsabilità.
responsabilizzazione   s.f.  il responsabilizzare, il responsabilizzarsi, l'essere responsabilizzato.
responsione   rar. risponsione, s.f.  (ant.)    • 1 •   risposta    • 2 •   tributo.
responsivo   agg.  (lett.) che serve a rispondere | (lettera) responsiva, (burocr.) lettera di risposta.
responso   s.m.    • 1 •   (lett.) risposta data da un oracolo: testimonianza a' fasti eran le tombe, /... e uscìan quindi i responsi / de' domestici lari  (foscolo sepolcri  97-99)    • 2 •   (estens.) risposta data per lo più in forma ufficiale: il responso del medico, della giuria; il responso delle urne, il risultato di una votazione.
responsoriale   agg.  che ha carattere, forma di responsorio: salmo responsoriale  s. m.  il libro dove sono raccolti i responsori.
responsorio   s.m.  canto liturgico nel quale al versetto intonato dal solista risponde un ritornello corale.
responsura   s.f.  (ant.) responso, risposta.
ressa   s.f.    • 1 •   affollamento di gente che preme e spinge; calca: in piazza c'è una gran ressa; fare ressa al botteghino del teatro    • 2 •   (ant.) violenza, rissa.
resta   (1) s.f.    • 1 •   (bot.) arista    • 2 •   (region.) lisca, spina di pesce.
resta   (2) s.f.    • 1 •   nelle antiche armature da cavaliere, uncino applicato sulla parte destra della corazza, usato per appoggiarvi il calcio della lancia in combattimento: mettere la lancia in resta | partire (con la) lancia in resta, (fig.) partire all'attacco con tutte le proprie forze    • 2 •   (ant.) arresto, sosta.
resta   (3) s.f.    • 1 •   filza di agli o di cipolle legati insieme a treccia, o anche di fichi o pomodori infilati a catena    • 2 •   canapo per la manovra della rete a strascico.
restante   part. pres.  di restare  agg.  che resta; residuo, rimanente: il denaro restante  s. m.  ciò che resta: il restante dell'anno. 
restare   v. intr.  [io rèsto ecc. ; aus. essere]    • 1 •   fermarsi, trattenersi in un luogo; rimanere: restare in ufficio fino a tardi; restare in casa tutto il giorno; restare in città, al mare, in campagna per un intero mese; resti con noi a pranzo!; che resti tra noi!, che non si sappia ' restare sulla breccia, (fig.) avere ancora importanza dopo molti anni, nell'attività che si svolge; anche, essere molto attivo, efficiente nonostante l'età avanzata    • 2 •   permanere in un determinato stato, posizione, condizione: nonostante tutto, siamo restati amici; l'ufficio resterà chiuso in agosto; restò in piedi, seduto tutto il tempo; restare nel dubbio | resta comodo!, invito a stare seduto, a non incomodarsi    • 3 •   divenire: restare vedovo, cieco; restare sorpreso | restare  (o restarci) male, essere dispiaciuto di qualcosa ' restare senza parole, per la sorpresa, la delusione ' restare di sasso, di stucco, di sale, (fig.) per la meraviglia | restare sul colpo, secco  (o restarci), morire di morte improvvisa | restare (intesi, d'accordo), accordarsi: allora restiamo (d'accordo) così    • 4 •   avanzare, esserci ancora: mi restano poche lire; le restava molta strada da percorrere; togli tre da dieci e resta sette | resta a, da vedere se, per esprimere dubbio o riserva: resta da vedere se partirò | non resta che, non si può far altro che: non mi resta che andarmene    • 5 •   stare, essere situato: la sua casa resta in fondo alla strada; dove resta piazza cavour?    • 6 •   (lett.) cessare: la bufera infernal, che mai non resta  (dante inf.  v, 31).
restaurabile   ant. ristaurabile, agg.  che può essere restaurato.
restaurant   s.m. invar.  ristorante.
restaurare   ant. ristaurare, v. tr.  [io restàuro ecc.]    • 1 •   rifare parti mancanti o rimettere a nuovo parti deteriorate di oggetti antichi, opere d'architettura, scultura, pittura e sim.: restaurare un vaso, un palazzo, un dipinto, un libro  | restaurarsi il viso, (scherz.) truccarsi, rifarsi il trucco    • 2 •   rimettere qualcosa nello stato di prima; ripristinare: restaurare leggi, usanze    • 3 •   (non com.) ridare forza e vigore a un organismo animale o vegetale.

restaurativo   ant. ristaurativo, agg.  (non com.) che serve a restaurare.
restauratore   ant. ristauratore, agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi fa lavori di restauro, spec. di opere d'arte: restauratore di quadri    • 2 •   (lett.) che, chi ripristina: il restauratore di un'antica usanza; governo restauratore della libertà. 
restaurazione   ant. ristaurazione, s.f.    • 1 •   (non com.) operazione di restaurare; restauro    • 2 •   ristabilimento di una dinastia, di un governo e sim.: la restaurazione della monarchia '  per antonomasia, periodo della storia europea successivo al congresso di vienna (1815-1830), durante il quale si ebbe il ripristino delle condizioni politiche precedenti al periodo napoleonico.
restauro   ant. ristauro, s.m.    • 1 •   la tecnica e l'operazione del restaurare edifici, oggetti antichi, opere d'arte e sim.: lavori di restauro  | la cosa, la parte restaurata: il restauro non si vede    • 2 •   (lett.) ristoro, sollievo: dato restauro a' corpi esausti e voti  (ariosto o. f.  xl, 12).
restio   agg.    • 1 •   che non vuole procedere, non vuole andare avanti, detto di animali da soma o da tiro    • 2 •   (estens.) si dice di persona che è riluttante a fare qualcosa: quel ragazzo è restio a ubbidire  s. m.  (non com.) il difetto degli animali restii.
restituibile   agg.  che si può restituire: somma restituibile in rate mensili. 
restituire   v. tr.  [io restituisco, tu restituisci ecc.]    • 1 •   ridare a qualcuno ciò che gli si è tolto, ciò che egli ci ha dato o ciò che ha perduto; rendere: restituire un libro, una somma; restituire a un popolo la libertà; il sonno restituisce le forze; il mare ha restituito i corpi delle vittime | restituire la parola, liberare qualcuno da una promessa    • 2 •   (fig.) contraccambiare, ricambiare: restituire una visita, uno sgarbo    • 3 •   (lett.) rimettere nello stato di prima, ristabilire: restituire qualcuno nel proprio grado  | restituirsi v. rifl.  o intr. pron.  (ant. , lett.)    • 1 •   ritornare: restituirsi in una città    • 2 •   darsi, dedicarsi nuovamente: restituirsi alla pittura. 
restitutio in integrum   loc. sost. f. invar.  (dir.) modo di risarcimento che consiste nel ripristinare la situazione di fatto esistente prima che il danno fosse prodotto.
restitutivo   agg.  che ha la funzione di restituire alla condizione originaria, precedente: un intervento di chirurgia plastica restitutiva. 
restitutore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi restituisce    • 2 •   (lett.) che, chi restaura, ripristina: restitutore della libertà   s.m.  apparecchio usato per la preparazione di carte geografiche partendo da aerofotogrammi.
restitutorio   agg.  (dir.) che vale a far restituire; che riguarda la restituzione di un bene.
restituzione   s.f.    • 1 •   il restituire, l'essere restituito: restituzione di un prestito, di un deposito; la restituzione di un favore    • 2 •   (lett.) ristabilimento: restituzione sul trono di un re | restituzione di un testo, (filol.) ristabilimento della lezione originaria.
resto   s.m.    • 1 •   quello che resta di un tutto una volta che ne è stata sottratta una parte; ciò che deve ancora essere fatto o detto per completare qualcosa; rimanenza, residuo: bere il resto del vino; rimase con il resto della compagnia; a casa finiremo il resto del lavoro; domani saprai il resto della storia | del resto, per il resto, quanto al resto, per quanto riguarda il resto; per altro, d'altronde: per il resto è un bravo ragazzo; del resto non ho di che lamentarmi    • 2 •   la differenza in denaro che deve ricevere chi ha dato in pagamento una somma superiore al prezzo della cosa acquistata: non ho da darle il resto; dimenticare di prendere il resto; lasciare il resto di mancia  | rifare il resto a qualcuno, (fig. iron.) beneficiarlo nuovamente, benché non lo meriti: quando n'hanno fatta una più grossa del solito, camminano a testa più alta, che par che gli s'abbia a rifare il resto  (manzoni p. s.  xiv)    • 3 •   (mat.) il risultato della sottrazione | nella divisione di due numeri interi di cui uno non sia multiplo dell'altro, il numero che aggiunto al prodotto del divisore per il quoziente dà il dividendo    • 4 •   pl.  avanzi: i resti del pranzo, della cena; i miseri resti di un esercito; i resti mortali, la spoglia, il cadavere | vestigia, rovine, ruderi: i resti delle civiltà antiche; i resti di un teatro greco. 
restringere   ant. restrignere, v. tr.  [coniugato come stringere]    • 1 •   stringere, raccogliere in più breve spazio; ridurre a minor larghezza o misura: il freddo fa restringere i corpi; dobbiamo restringere il vestito  | infittire, addensare: far restringere il sugo  | (pop.) avere potere astringente    • 2 •   (fig.) ridurre, contenere, limitare: restringere le spese, il disavanzo  | restringersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   accostarsi strettamente a qualcuno per occupare uno spazio minore: restringetevi!    • 2 •   (fig.) contenersi, limitarsi: s'è ristretto a questo, per non andar lontano dal soggetto principale del racconto  (manzoni p. s.  xxvi)    • 3 •   diminuire di misura, di estensione, di ampiezza: una stoffa che, lavata, si restringe; più avanti la strada si restringe. 
restringimento   s.m.  il restringere, il restringersi, l'essere ristretto: lavare gli indumenti di lana con acqua tiepida per evitare il restringimento  | punto o parte in cui qualcosa si restringe: il restringimento di una conduttura. 
restringitivo   agg.  (non com.) restrittivo.
restrittivo   agg.  che restringe, che serve a restringere, a limitare: formula restrittiva; dare a un termine un significato restrittivo  | in diritto: interpretazione restrittiva della legge, quella che riduce il significato letterale della norma; clausola restrittiva, clausola contrattuale che contiene limitazioni per uno dei contraenti § restrittivamente avv. 
restrizione   s.f.  il restringere, l'essere ristretto (spec. fig.): restrizione dei consumi, della libertà; imporre restrizioni doganali | restrizione mentale, riserva mentale su quanto si afferma o si promette.
restyling   s.m. invar.  modifica del disegno di un prodotto industriale per migliorarne l'estetica, senza cambiamenti sostanziali alla sua funzionalità.
resultare   e deriv.   ⇨ risultare e deriv. 
resupino   agg.  (lett.) supino: resupino il travolse nella polve  (monti).
resurgere    ⇨ risorgere.
resurressi   o resurresso, risurresso, s.m.  (ant.) resurrezione di cristo: pasqua di resurressi. 
resurressire   v. intr.  [aus. essere] (ant.) risorgere: allora io, riposato alquanto, e resurressiti li morti spiriti miei,... dissi  (dante vita nuova).
resurresso    ⇨ resurressi.
resurrezione   o risurrezione, s.f.    • 1 •   il ritornare alla vita dopo la morte: la resurrezione di cristo, di lazzaro; pasqua di resurrezione, la domenica in cui si commemora cristo risorto | la resurrezione della carne, nelle principali religioni monoteiste, credenza secondo la quale i corpi dei defunti risorgeranno alla fine dei tempi    • 2 •   (estens.) il rivivere, il ricostituirsi, il riapparire: la resurrezione di una tendenza, di un'ideologia, di un mito. 
resuscitare    ⇨ risuscitare.
retablo   s.m. invar.  grande ancona con scomparti dipinti alternati a scomparti in rilievo, inquadrata in una cornice architettonica molto elaborata e ricca di figure intagliate; si diffuse a partire dal sec. xiv in europa e soprattuto in spagna.
retaggio   s.m.  (lett.) eredità spirituale: il glorioso retaggio di roma; il retaggio politico della resistenza; iacomo e federigo hanno i reami; / del retaggio miglior nessun possiede  (dante purg.  vii, 119-120).
retare   (1) v. tr.  [io réto ecc.] (non com.) disegnare un reticolo sopra un'immagine per riprodurla nelle stesse dimensioni o in dimensioni diverse.
retare   (2) v. tr.  [io réto ecc.] (ant.) ereditare.
retata   s.f.    • 1 •   gettata di rete; quantità di pesce che si prende in una sola gettata: una retata di sogliole    • 2 •   (fig.) cattura di più persone, da parte della polizia, in un'unica, rapida operazione: fare una retata. 
retazza    ⇨ redazza.
rete   s.f.    • 1 •   attrezzo costituito da fili più o meno grossi di fibre tessili intrecciati a maglia, usato per catturare uccelli, pesci, animali selvatici: rete da pesca; le maglie della rete; gettare, tendere, tirare le reti  | (fig.) inganno, insidia, agguato: la rete delle lusinghe; cadere nella rete dell'avversario.  dim. reticella, retina, retino  (m.)    • 2 •   (estens.) qualunque oggetto costituito da un intreccio di maglie di qualunque materiale | rete per la spesa, sacchetto a maglie larghe di filato tessile, usato per portare la spesa | rete per i capelli, retina | rete metallica, formata di fili metallici intrecciati in vari modi, usata spec. per ripari e recinzioni | la rete del letto, quella a maglie d'acciaio su cui poggia il materasso | rete da ostruzione, fatta di cavi d'acciaio e posta a difesa di porti, basi navali ecc. per impedire il passaggio di mezzi subacquei    • 3 •   barriera di filato tessile intrecciato a maglie larghe, di forma rettangolare, che viene usata in alcuni sport (tennis, pallavolo ecc.) per dividere le due metà del campo e al di sopra della quale deve passare la palla | nel calcio, nell'hockey ecc., quella collocata dietro ciascuna delle due porte; per estens., punto realizzato, goal: tirare a, in rete, tirare in porta; fare, segnare una rete; vincere per tre reti a una  | nei circhi equestri, quella che si tende sotto i trapezi degli acrobati, per trattenerli in caso di caduta: senza rete, senza protezione di sorta (anche fig.)    • 4 •   (fig.) insieme di linee reali o ideali che s'incrociano: la rete dei meridiani e dei paralleli; la rete stradale, ferroviaria, aerea di un paese, l'insieme delle vie di comunicazione; rete idrografica, l'insieme dei fiumi    • 5 •   (fig.) struttura complessa, articolata in più punti, facente capo a un centro: l'azienda ha una rete di vendita molto estesa; una rete di spionaggio, di spacciatori; rete elettrica, insieme combinato di sistemi di generazione, trasporto e distribuzione della corrente elettrica in un edificio o in un territorio; rete telefonica, complesso di circuiti atti a collegare gli apparecchi telefonici degli utenti alle centrali di commutazione; rete di telecomunicazioni, insieme di apparecchiature di trasmissione, ritrasmissione e ricezione di informazioni a distanza collegate con cavi elettrici, fibre ottiche, onde elettromagnetiche | rete di comunicazioni radio-televisive: le reti nazionali, estere, private; la rete    • 1 •   ,    • 2 •   ,    • 3 •   della rai    • 6 •   (inform.) collegamento di dispositivi hardware (elaboratori, terminali ecc.) interconnessi mediante software opportuni; il sistema integrato che ne deriva | rete locale, rete informatica privata limitata a una piccola area, organizzata in modo che gli elaboratori connessi possano, oltre che comunicare, condividere risorse (memorie, programmi, dispositivi d'uscita ecc.) | rete telematica, sistema di interconnessione a distanza, per ricevere e trasmettere dati; network    • 7 •   (gastr.) omento di animali macellati, usato per avvolgere i fegatelli di maiale cucinati allo spiedo o in padella.
retentire   v. intr.  [io retentisco, tu retentisci ecc. ; aus. essere] (poet.) risuonare, riecheggiare: il cantar novo e 'l pianger delli augelli / in sul dì fanno retentir le valli  (petrarca canz.  ccxix, 1-2).
retentiva    ⇨ ritentiva.
retenzione    ⇨ ritenzione.
reticella   s.f.    • 1 •   dim.  di rete    • 2 •   sorta di cuffia traforata di filo di cotone o altro materiale che un tempo le donne e gli uomini portavano per ornamento o per trattenere i capelli: avevano entrambi intorno al capo una reticella verde, che cadeva sull'omero sinistro, terminata in una gran nappa  (manzoni p. s.  i)    • 3 •   rete metallica a maglie molto fitte, sostenuta da un telaietto di forma quadrata o circolare, usata negli esperimenti di laboratorio o in cucina per evitare il contatto diretto di un recipiente con la fiamma.
reticente   agg.  si dice di persona che tace con intenzione qualcosa che sa e che dovrebbe dire; più genericamente, di chi non è esplicito e franco nelle sue dichiarazioni: il testimone reticente è punito dalla legge; mostrarsi reticente sui propri progetti  | (estens.) proprio di chi è reticente; riluttante: risposta reticente; mi diede il denaro ma con un gesto quasi rabbioso, e al tempo stesso reticente  (moravia) § reticentemente avv. 
reticenza   s.f.    • 1 •   l'essere reticente; atteggiamento, comportamento di chi è reticente: rispondere con reticenza; parlare senza reticenze, schiettamente, esplicitamente    • 2 •   figura retorica che consiste nell'interrompere una frase, lasciando il seguito all'immaginazione dell'ascoltatore (p. e. se dici ancora una bugia... beh, mi hai capito!).
retico   agg.  [pl. m. -ci] della rezia o dei reti, antica popolazione stanziata nella regione delle alpi centrali  s.m.  la lingua dei reti.
reticolamento   s.m.  (non com.) il reticolare, l'essere reticolato.
reticolare   (1) agg.  che è fatto a reticolo, che ha forma di reticolo: tessuto, volta reticolare | sostanza reticolare, (anat.) parte del cervello, formata da un reticolo di sostanza grigia e sostanza bianca, che costituisce una sorta di griglia deputata alla selezione degli stimoli dolorosi.
reticolare   (2) v. tr.  [io retìcolo ecc.] (non com.) disporre a forma di reticolo; disegnare a reticolo.
reticolato   part. pass.  di reticolare   agg.  disegnato, fatto a forma di reticolo: tessuto reticolato   s.m.    • 1 •   riparo, graticcio di fili metallici intrecciati a rete; in partic., il groviglio di filo spinato posto a difesa di trincee, postazioni ecc.: circondare il giardino con un reticolato; il soldato riuscì a tagliare il reticolato    • 2 •   disegno a forma di rete: reticolato geografico, la rete dei meridiani e dei paralleli, quale appare sulle carte geografiche | reticolato delle parole incrociate, lo schema formato dalle caselle nelle quali si scrivono le lettere.
reticolatura   s.f.  (foto.) rigonfiamento della gelatina provocato da un brusco sbalzo di temperatura che determina sull'immagine la comparsa di un reticolo molto fitto e pronunciato.
reticolazione   s.f.  (chim.) reazione che, nel processo di produzione dei polimeri, crea legami nelle tre direzioni dello spazio, dando luogo a strutture molto resistenti.
reticolo   s.m.    • 1 •   intreccio di fili o di linee a forma di rete; reticolato: reticolo geografico | reticolo cristallino, disposizione spaziale, geometricamente determinata, di atomi e molecole nei cristalli    • 2 •   insieme di tratti verticali e orizzontali impressi su una lastra di vetro, o sistema di fili sottilissimi incrociati che, negli strumenti ottici, servono di riferimento ai punti dell'immagine    • 3 •   (zool.) la seconda delle quattro cavità dello stomaco dei ruminanti    • 4 •   (mat.) insieme parzialmente ordinato nel quale, per ogni coppia di elementi a  e b, sia possibile definire un elemento unione  e un elemento intersezione. 
reticoloendoteliale   agg.  (med.) si dice del sistema costituito principalmente di fibre reticolari e di istiociti che è diffuso in tutti gli organi e tessuti, in partic. nel fegato, nella milza, nei linfonodi, nel midollo osseo.
reticoloendoteliosi   o reticolosi [re-ti-co-lò-si], s.f.  (med.) proliferazione delle cellule del sistema reticoloendoteliale, tipico di alcune malattie.
reticolopatia   s.f.  (med.) qualsiasi malattia a carico del sistema reticoloendoteliale.
reticolosarcoma   s.m.  (med.) tumore formato da cellule del sistema reticoloendoteliale.
reticolosi    ⇨ reticoloendoteliosi.
retiforme   agg.  (non com.) fatto a forma di rete.
retina   (1) s.f.  (anat.) tunica interna del globo oculare; consiste in una membrana trasparente sottilissima formata da cellule nervose e dai recettori della vista che si collegano al nervo ottico.
retina   (2) s.f.    • 1 •   dim.  di rete    • 2 •   sottile rete di nylon o d'altro materiale, usata per tenere a posto i capelli    • 3 •   reticella.
retinale   s.m.  (chim.) retinene.
retinare   v. tr.    • 1 •   (tecn.) fornire di rete ' vetri retinati, contenenti una rete metallica che, in caso di rottura, impedisce la loro completa frantumazione    • 2 •   (tip.) riprodurre mediante retino un'immagine in bianco e nero da cui verrà tratto il cliché per la stampa, in modo che alle varie tonalità di grigio corrisponda una distribuzione più o meno fitta di punti completamente neri: retinare una fotografia. 
retinatura   s.f.  operazione del retinare.
retinene   s.m.  (chim.) aldeide della vitamina a, presente come pigmento proteico nella retina dell'occhio; è detto anche retinolo. 
retinenza   s.f.  (ant.) capacità, forza di ritenere; ritentiva.
retinico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) della retina.
retinite   s.f.  (med.) infiammazione della retina.
retino   s.m.    • 1 •   dim.  di rete  | piccola rete a sacco, a maglie strette, che serve alla cattura di piccoli animali e alla raccolta di organismi per ricerche biologiche: retino per la pesca del plancton; retino da farfalle, per insetti    • 2 •   (tip.) dispositivo composto da due cristalli le cui superfici, finemente incise, sono accoppiate in modo da costituire un reticolo che, interposto tra la lastra fotomeccanica e l'obiettivo, permette di ottenere un negativo retinato, utile per la preparazione del rispettivo cliché a mezzatinta.
retinografia   s.f.  (med.) esame ai raggi x della retina.
retinolo   s.m.  (chim.) lo stesso, ma meno corretto, che retinene. 
retore   s.m.    • 1 •   nel mondo greco-romano, chi esercitava la professione di oratore; anche, maestro di retorica    • 2 •   (spreg.) chi, nel parlare e nello scrivere, usa espressioni ampollose ed enfatiche, preoccupandosi solo della forma e dell'esteriorità.
retorica   antiq. rettorica, s.f.    • 1 •   l'arte del parlare e dello scrivere in modo da persuadere un uditorio; eloquenza    • 2 •   (spreg.) modo di parlare e di scrivere vuoto e ampolloso che ricerca solo effetti formali: un discorso pieno di retorica  | (estens.) atteggiamento, comportamento che mira solo all'effetto esteriore e non è determinato da un'autentica esigenza spirituale: la retorica del bel gesto. 
retorico   antiq. rettorico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della retorica; conforme ai dettami della retorica: insegnamento retorico | figura retorica, procedimento stilistico che serve ad accrescere l'efficacia di un discorso ' interrogativa retorica, (gramm.) frase interrogativa posta in modo che la risposta sia scontata    • 2 •   (spreg.) ampolloso, ridondante, vacuo: stile retorico; ornamenti retorici  s. m.  (non com.) retore § retoricamente avv. 
retoricume   antiq. rettoricume, s.m.  (spreg.) uso eccessivo di artifici retorici | discorso o scritto vuoto e ampolloso.
retoromanzo   s.m.  (ling.) raggruppamento di lingue neolatine comprendente il romancio, il ladino e il friulano | usato anche come agg.  : lingue retoromanze. 
retorta   s.f.  (ant.) recipiente usato per le distillazioni chimiche; storta.
retour match   loc. sost. m. invar.  nel linguaggio del giornalismo sportivo, partita di ritorno.
retrarre   v. tr.  [coniugato come trarre, ma usato spec. nel part. pass. retratto  e nei tempi composti] variante di ritrarre, che ricorre soprattutto nel linguaggio scientifico e tecnico: l'aeroplano ha retratto il carrello. 
retrattazione    ⇨ ritrattazione.
retrattile   agg.  che si può retrarre: gli artigli retrattili dei gatti; carrello retrattile, (aer.) quello che, durante il volo, si ripiega dentro la fusoliera per diminuire la resistenza aerodinamica.
retrattilità   s.f.  l'essere retrattile.
retratto   s.m.  (dir.) rivendicazione, riscatto, riacquisto.
retrazione   s.f.  variante di ritrazione, usata soprattutto nel linguaggio scientifico e tecnico: retrazione degli artigli  | (med.) accorciamento di organi o tessuti, determinato in genere da fatti infiammatori o cicatriziali.
retribuire   v. tr.  [io retribuisco, tu retribuisci ecc.] dare un compenso per una prestazione d'opera; pagare, rimunerare: retribuire adeguatamente il personale; una professione ben retribuita  | (fig.) ricompensare, rimeritare: il signore vi retribuisca secondo i vostri meriti. 
retributivo   agg.  della retribuzione: aumento retributivo  § retributivamente avv.  per quanto riguarda la retribuzione.
retributore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi retribuisce.
retribuzione   s.f.    • 1 •   il retribuire | il compenso spettante a chi svolge un lavoro per conto di altri: chiedere un aumento delle retribuzioni    • 2 •   (fig.) ricompensa, premio.
retrivo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è insensibile al progresso culturale e sociale, o vi si oppone soprattutto per ignoranza; retrogrado: idee retrive; un (uomo) retrivo  § retrivamente avv. 
retro   avv.  (poet.) dietro, indietro; anche preceduto dalle preposizioni a  e di : vidi demon cornuti con gran ferze, / che li battìen crudelmente di retro  (dante inf.  xviii, 35-36) | nelle loc. prep. retro a, retro di, dietro a: poi per lo vento mi restrinsi retro / al duca mio  (dante inf.  xxxiv, 8-9)  s.m.  la parte posteriore di qualcosa: il retro della medaglia; sul retro della casa; vedi retro, sul rovescio del foglio ' il retro, abbreviazione di retrobottega. 
retro-  retro- primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. re°tro  'dietro, indietro'; indica movimento all'indietro o posizione arretrata nello spazio o nel tempo (retroattivo, retrobottega, retrogrado).
retroagire   v. intr.  [coniugato come agire; aus. avere]    • 1 •   (dir.) avere effetto retroattivo    • 2 •   eseguire retroattivamente operazioni, interventi, modifiche (p. e.  su un testo scritto).
retroattività   s.f.  (dir.) l'essere retroattivo.
retroattivo   agg.  che estende i suoi effetti al passato: avere efficacia retroattiva, effetto retroattivo | legge retroattiva, (dir.) che disciplina anche situazioni sorte prima della sua entrata in vigore § retroattivamente avv.  con effetto retroattivo.
retroazione   s.f.    • 1 •   (non com.) retroattività    • 2 •   (scient.) lo stesso che feed-back    • 3 •   operazione, intervento, modifica eseguita retroattivamente (p. e.  su un testo scritto).
retrobocca   s.m. invar.  parte posteriore della cavità orale; faringe.
retrobottega   s.m.  o f.  [pl. m. invar. ; pl. f. retrobotteghe] stanza dietro una bottega, un negozio, adibita gener. a deposito di materiale o a laboratorio | (fig. spreg.) luogo in cui si trama, si ordisce: i retrobottega dei partiti politici. 
retrocamera   s.f.  piccola stanza che si apre in una camera più grande e serve di solito al disimpegno di essa o al disbrigo di servizi a essa attinenti; retrostanza.
retrocarica   s.f.  solo nella loc. avv. a retrocarica, detto di armi che si caricano dalla culatta, cioè dalla parte posteriore della canna.
retrocedere   v. intr.  [io retrocèdo ecc. ; pass. rem. io retrocèssi  o retrocedèi  o retrocedètti, tu retrocedésti ecc. ; part. pass. retrocèsso  o retroceduto; aus. essere, rar. avere] tornare indietro, indietreggiare, recedere (anche fig.): il nemico fu costretto a retrocedere; non retrocedere dalle proprie decisioni; la squadra rischia di retrocedere in serie b  | v. tr.    • 1 •   far tornare indietro nel grado, nella posizione, come forma di punizione: il capitano fu retrocesso a tenente    • 2 •   (dir.) restituire qualcosa a chi in precedenza l'aveva ceduta    • 3 •   (comm.) abbuonare, bonificare | far partecipe il cliente degli utili conseguiti su un affare concluso con lui: retrocedere una somma, pagarla come tangente.
retrocedimento   s.m.  (rar.) retrocessione.
retrocessione   s.f.    • 1 •   il retrocedere, il venire retrocesso | punizione inflitta ai militari di truppa per gravi mancanze, consistente nel retrocederli al grado inferiore    • 2 •   (sport) passaggio di una squadra da una serie superiore a una inferiore    • 3 •   (dir.) restituzione di qualcosa a chi prima ne aveva la titolarità o la disponibilità.
retrocucina   s.m.  o f.  [pl. m. invar. ; pl. f. retrocucine] locale retrostante la cucina e in comunicazione con essa, adibito spec. a dispensa.
retrodatare   v. tr.    • 1 •   (burocr.) contrassegnare con una data anteriore a quella reale: retrodatare un documento, un contratto, una nomina    • 2 •   attribuire a un'opera letteraria, artistica, a un fenomeno linguistico ecc., una data anteriore a quella fino ad allora ritenuta vera.
retrodatazione   s.f.  il retrodatare, l'essere retrodatato.
retrofit   s.m. invar.  filtro applicabile alle normali marmitte degli autoveicoli, che ha la funzione ecologica di catalizzare i gas di scarico nocivi convertendoli in ossigeno e azoto.
retroflessione   s.f.    • 1 •   flessione all'indietro | retroflessione dell'utero, (med.) posizione anomala dell'utero per cui il suo corpo forma con il collo un angolo con apertura rivolta all'indietro    • 2 •   (ling.) rivolgimento all'indietro della lingua, con sollevamento dell'apice verso il palato; si ha nell'articolazione di suoni sia vocalici sia consonantici (p. e.  della l).
retroflesso   agg.    • 1 •   caratterizzato da retroflessione: utero retroflesso    • 2 •   (ling.) si dice di suono articolato mediante retroflessione.
retroformazione   s.f.  (ling.) processo di formazione di una parola, per cui questa viene ricavata da un'altra che sembrerebbe essere la forma derivata e non la forma base; la parola stessa formata in tale modo (p. e.  il verbo requisire  è ricavato dal part. pass. requisito, che deriva direttamente dal lat. requisi¯tus).
retrofrontespizio   s.m.  il rovescio del frontespizio in un libro, dove si trova di solito l'indicazione della proprietà letteraria e il numero dell'edizione.
retrogradare   v. intr.  [io retrògrado ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) retrocedere    • 2 •   (astr.) muoversi con moto retrogrado.
retrogradazione   s.f.    • 1 •   il retrogradare, l'essere retrogradato: retrogradazione dei pianeti  | retrogradazione dei nodi, (astr.) spostamento in senso orario dei nodi di un'orbita planetaria ' rime a retrogradazione, in una poesia a più strofe, ritorno in strofe successive dello stesso gruppo di rime nel medesimo ordine, ma scalate ogni volta di un posto all'indietro (p. e.  abcd bcda cdab dabc)    • 2 •   (mus.) imitazione in cui il disegno melodico è ripreso a ritroso dall'ultima nota alla prima.
retrogrado   agg.    • 1 •   che cammina, che va all'indietro ' moto retrogrado, (astr.) moto apparente dei pianeti che avviene in senso contrario a quello del sole sull'eclittica    • 2 •   (fig.) contrario al progresso e attardato su posizioni e modi di vita del passato; retrivo: idee retrograde; un uomo retrogrado  | usato anche come s.m.  [f. -a]: essere un retrogrado. 
retrogressione   s.f.  (rar.) retrocessione, regressione.
retroguardia   s.f.    • 1 •   (mil.) reparto armato di un esercito in marcia, del quale rappresenta la riserva e la difesa in caso di attacchi da tergo | (sport) nel calcio, l'insieme dei giocatori della difesa    • 2 •   (fig.) posizione di arretratezza ideologica, politica, culturale; il complesso delle persone che si trovano in tale posizione | stare, essere alla retroguardia, essere arretrati rispetto ai tempi; anche, seguire gli altri senza mai prendere l'iniziativa.
retrogusto   s.m.  il sapore, il gusto lasciato in bocca da un cibo o da una bevanda, diverso da quello percepito al momento dell'assaggio; retrosapore: la saccarina ha un retrogusto amaro; un vino dal retrogusto fruttato. 
retroilluminato   agg.  illuminato da dietro: schermo retroilluminato, utilizzato in alcuni elaboratori portatili.
retromarcia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   marcia all'indietro di un veicolo; il rotismo del cambio che la comanda: innestare la retromarcia | fare retromarcia, fare marcia indietro (anche fig.)    • 2 •   (estens.) scorrimento all'indietro di un nastro, una pellicola e sim.; anche, il meccanismo che lo comanda.
retromutazione   s.f.  (biol.) fenomeno per cui un carattere ereditario che era scomparso per mutazione riappare nel fenotipo a causa di una nuova mutazione.
retronebbia   agg.  e s.m. invar.  (aut.) si dice del fanalino posteriore rosso che viene acceso in caso di nebbia per segnalare la posizione del veicolo agli automobilisti che seguono.
retropalco   s.m.  [pl. -chi] in un teatro, spazio situato dietro il palcoscenico.
retrorazzo   s.m.  razzo sistemato su un veicolo spaziale per produrre una spinta opposta alla direzione del moto; razzo frenante.
retrorso   avv.  (ant.) all'indietro: iordan volto retrorso / più fu  (dante par.  xxii, 94-95)  agg.  (bot.) si dice di peli, aculei ecc., rivolti verso la base dell'organo che li sostiene.
retrosapore   s.m.  retrogusto.
retroscena   s.f.  (teat.) parte del palcoscenico che sta dietro la scena ed è invisibile agli spettatori | s.m. invar.    • 1 •   ciò che accade dietro la scena    • 2 •   (fig.) maneggio occulto, operazione segreta che si nasconde dietro un fatto noto: i retroscena della politica; svelare i retroscena. 
retroscritto   agg.  (non com.) che è scritto nella facciata posteriore di un foglio, di una pagina.
retroso    ⇨ ritroso.
retrospettiva   s.f.  mostra o rassegna che mira a illustrare i momenti evolutivi di un fenomeno o di una personalità della cultura, dell'arte e sim.: una retrospettiva (dei film) di chaplin. 
retrospettivo   agg.  volto all'indietro: uno sguardo, un giudizio retrospettivo; un'indagine retrospettiva, che riesamina fatti del passato per individuare le possibili connessioni col presente | mostra, rassegna retrospettiva, retrospettiva § retrospettivamente avv. 
retrostante   agg.  si dice di luogo che sta dietro a un altro: il giardino retrostante la  (o alla) casa. 
retrostanza   s.f.  retrocamera.
retroterra   s.m. invar.    • 1 •   regione che si trova immediatamente nell'interno rispetto a una determinata zona costiera; anche, la regione che gravita su un porto: il retroterra di genova    • 2 •   (fig.) l'insieme degli interessi che fanno da sfondo a una determinata attività | complesso di elementi, di fattori che costituiscono i precedenti, le basi di un evento, di un fenomeno, di un processo: il retroterra culturale dei movimenti giovanili. 
retrotreno   s.m.  complesso delle ruote e delle sospensioni posteriori di un autoveicolo; treno posteriore.
retrovendere   v. tr.  [coniugato come vendere] (dir.) cedere in retrovendita.
retrovendita   s.f.  (dir.) vendita di una cosa a colui dal quale la si era in precedenza acquistata.
retroversione   s.f.    • 1 •   rivolgimento all'indietro ' retroversione dell'utero, (med.) rivolgimento all'indietro del collo e del corpo dell'utero    • 2 •   traduzione nella lingua originale di un testo già tradotto in altra lingua: esercizio di retroversione. 
retrovia   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   (mil.) zona retrostante al fronte, nella quale si organizzano i servizi e dalla quale affluiscono rifornimenti e rinforzi    • 2 •   negli sport di squadra, la zona del campo dove opera la difesa | nelle gare di corsa con molti concorrenti, zona in cui si trovano gli ultimi.
retrovirus   s.m. invar.  (biol.) virus il cui materiale genetico è composto da rna invece che da dna; può essere oncogeno o provocare stati di immunodepressione (come nel caso del retrovirus dell'aids).
retrovisivo   agg.  che serve a vedere all'indietro: specchietto retrovisivo, nei veicoli, lo specchio che serve al guidatore per vedere ciò che accade dietro senza volgere la testa.
retrovisore   s.m.  nei veicoli, specchietto retrovisivo: retrovisore esterno, interno  | usato anche come agg.  : specchietto retrovisore. 
retta   (1) s.f.  solo nella loc. dar retta, prestare ascolto, attenzione: mi vuoi dar retta un minuto?  | prestare fiducia, credito: a dar retta a quel che si dice, tutto va a rotoli  | seguire gli ammonimenti, i consigli: dai retta a tuo padre!. 
retta   (2) s.f.  somma che si paga, per lo più ogni mese, per il vitto e l'alloggio in collegi, pensioni e sim.: retta alta, bassa; pagare la retta; stare a mezza retta, pagare per concessione speciale solo metà della somma dovuta.
retta   (3) s.f.  (geom.) la linea più breve che unisce due punti, indefinitamente prolungata nei due sensi.
rettale   agg.  (anat. , med.) che riguarda l'intestino retto: mucosa, spasmo rettale. 
rettangolare   agg.  che ha forma di rettangolo: stanza, tavolo rettangolare. 
rettangolo   agg.  si dice di ogni figura geometrica che ha uno o più angoli retti: triangolo rettangolo   s.m.    • 1 •   (geom.) quadrangolo che ha i quattro angoli retti; in partic., quadrangolo con i quattro angoli retti e ogni lato uguale al suo opposto, ma diverso dal consecutivo    • 2 •   rettangolo di gioco, (sport) il campo su cui si gioca.
rettangoloide   s.m.  (geom.) prisma rettangolo.
rettifica   s.f.    • 1 •   il rettificare, l'essere rettificato: rettifica di un percorso, di un documento    • 2 •   atto che serve a correggere, modificare un atto precedente; in partic., nell'uso giornalistico, correzione di una notizia inesatta pubblicata precedentemente: mandare una rettifica al giornale    • 3 •   (mecc.) operazione di molatura cui si sottopongono pezzi meccanici ai quali si voglia conferire un grado molto elevato di precisione    • 4 •   (chim.) rettificazione.
rettificabile   agg.  che si può rettificare.
rettificamento   s.m.  (rar.) rettifica, rettificazione.
rettificare   v. tr.  [io rettìfico, tu rettìfichi ecc.]    • 1 •   rendere retto; dare a qualcosa l'aspetto di una retta; raddrizzare: rettificare il corso di un fiume    • 2 •   (fig.) correggere, modificare precisando: rettificare una data, un'affermazione; rettificare il tiro delle artiglierie    • 3 •   (mecc.) sottoporre a rettifica: rettificare un pezzo    • 4 •   (chim.) sottoporre a rettificazione.
rettificato   part. pass.  di rettificare  agg.  e s.m.  (chim.) si dice di prodotto ottenuto mediante rettificazione: benzina rettificata. 
rettificatore   agg.  [f. -trice] che rettifica  s.m.    • 1 •   operaio addetto alla rettificatrice    • 2 •   (elettr.) raddrizzatore.
rettificatrice   s.f.  macchina utensile che, per mezzo di una mola, opera la rettifica di pezzi metallici.
rettificatura   s.f.  (mecc.) rettifica.
rettificazione   s.f.    • 1 •   il rettificare, l'essere rettificato    • 2 •   (chim.) purificazione di liquidi ottenuta con la distillazione in un'apparecchiatura munita di colonna con riflusso    • 3 •   (mat.) costruzione di un segmento di lunghezza uguale a quella di un dato arco di curva al fine di calcolare la lunghezza di quest'ultimo.
rettifilo   s.m.  tratto di strada rettilineo: accelerare sul rettifilo. 
rettilario   s.m.  complesso di vetrine, opportunamente attrezzate, in cui si conservano rettili vivi per lo studio o l'osservazione; edificio o reparto dello zoo in cui sono allestite tali vetrine.
rettile   (1) agg.  (bot.) si dice di organo che striscia sul terreno.
rettile   (2) s.m.    • 1 •   ciascun animale appartenente alla classe dei rettili    • 2 •   (fig. spreg.) persona malvagia, ipocrita e infida; serpente: è un vigliacco, una belva, un sanguinario, un rettile che va schiacciato senza pietà  (cassola).
rettili   s.m. pl.  (zool.) classe di vertebrati eterotermi, per lo più terrestri, diffusi nei climi caldi e temperati, con corpo ricoperto di squame cornee o placche ossee; sono privi di arti o hanno quattro zampe corte, e si muovono strisciando; hanno respirazione polmonare e possono essere ovipari, ovovivipari o vivipari | sing.  [-e] ogni vertebrato appartenente a tale classe.
rettilineo   agg.    • 1 •   che è in linea retta, che procede in linea retta: una pista rettilinea; andamento rettilineo di una funzione matematica    • 2 •   (fig.) retto, onesto, coerente: una condotta rettilinea  s. m.  tratto di strada rettilineo; rettifilo | rettilineo d'arrivo, (sport) dirittura in fondo alla quale è collocato il traguardo.
rettitudine   s.f.    • 1 •   (rar.) l'essere diritto: la rettitudine della sua ossatura  (d'annunzio)    • 2 •   (fig.) l'essere retto; onestà, dirittura morale: rettitudine di principi; agire, giudicare con rettitudine. 
retto   agg.    • 1 •   diritto: procedere in linea retta    • 2 •   (fig.) onesto, leale: un animo, un uomo retto; seguire la retta via, comportarsi onestamente    • 3 •   (fig.) esatto, corretto: la retta pronuncia di una parola    • 4 •   in geometria: angolo retto, quello di 90 gradi; parallelogrammo retto, rettangolo; prisma retto, in cui le facce laterali sono perpendicolari alle basi    • 5 •   casi retti, (gramm.) il nominativo e l'accusativo, contrapposti a tutti gli altri casi detti complessivamente obliqui    • 6 •   intestino retto, l'ultimo tratto dell'intestino crasso che si estende dal sigma allo sfintere anale; (muscoli) retti dell'addome, i due muscoli nastriformi che decorrono appaiati lungo la linea mediana della parte anteriore dell'addome; (muscoli) retti dell'occhio, quelli che consentono di muovere il globo oculare; (muscolo) retto interno, muscolo nastriforme della regione posteriore della coscia  s.m.    • 1 •   ciò che è giusto, onesto    • 2 •   la faccia anteriore di un foglio, di una moneta; recto    • 3 •   (anat.) intestino retto § rettamente avv.    • 1 •   con rettitudine: vivere rettamente    • 2 •   in modo corretto: interpretare rettamente il senso di un discorso. 
rettocele   s.m.  (med.) protrusione dell'intestino retto nella vagina in seguito a lesione del setto che divide i due organi.
rettorale   agg.  (burocr.) del rettore: decreto rettorale. 
rettorato   s.m.  dignità, ufficio del rettore; durata della sua carica | edificio in cui hanno sede gli uffici rettorali.
rettore   s.m.  [f. non com. -trice]    • 1 •   chi dirige una comunità, un istituto; in partic., il professore che è a capo di un'università: il rettore di un seminario; il rettore dell'università di milano    • 2 •   (eccl.) sacerdote a cui è affidata una chiesa non parrocchiale: il rettore di un santuario  | anche, il laico che presiede una confraternita    • 3 •   (lett.) chi regge, chi governa: rettor del cielo, così petrarca designa dio (canz.  cxxviii, 7)    • 4 •   (ant.) titolo attribuito ad alcuni magistrati e alti funzionari governativi.
rettoria   s.f.    • 1 •   (eccl.) la chiesa e la mansione del rettore    • 2 •   (ant.) l'ufficio, la dignità di rettore.
rettorico   e deriv.   ⇨ retorico e deriv. 
rettoscopia   s.f.  (med.) ispezione del retto mediante rettoscopio; è detta anche, meno comunemente, proctoscopia. 
rettoscopio   s.m.  (med.) sonda con sistema ottico per osservare le pareti interne dell'intestino retto.
reuccio   s.m.    • 1 •   nelle fiabe, re bambino    • 2 •   (scherz.) persona di sesso maschile che primeggia in un'attività considerata futile, di scarsa importanza: il reuccio della canzone italiana. 
reuchliniano   agg.  di johannes reuchlin (1455-1522), umanista tedesco | pronuncia reuchliniana, la pronuncia del greco antico conforme a quella bizantina e neogreca, sostenuta da reuchlin in contrapposizione alla pronuncia erasmiana; itacismo.
reuma   s.m.  [pl. -mi] (med.) dolore di natura reumatica.
reumatest   s.m. invar.  test di laboratorio per la diagnosi dell'artrite reumatoide attraverso l'analisi del sangue.
reumatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) del reumatismo; che causa il reumatismo: dolori reumatici; agenti reumatici  | malattia reumatica, reumatismo articolare acuto.
reumatismo   s.m.  (med.) termine generico usato per indicare un complesso di affezioni dolorose che colpiscono le articolazioni, i muscoli, i tendini, le ossa | reumatismo articolare acuto, malattia determinata da uno streptococco che colpisce soprattutto le articolazioni e il cuore; è detto anche malattia reumatica | reumatismo articolare cronico, malattia cronica delle articolazioni che provoca deformazioni | reumatismo cronico evolutivo, malattia cronica che colpisce tutte le articolazioni, anchilosandole progressivamente; è detto anche artrite reumatoide  o poliartrite cronica primaria. 
reumatizzare   v. tr.  (non com.) causare un reumatismo | reumatizzarsi v. rifl.  prendersi un reumatismo.
reumato-  reumato- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. rhêuma -atos  'corrente, flusso', poi 'reuma'; significa 'reuma, reumatismo' (reumatologia).
reumatoide   agg.  (med.) che ha natura, origine reumatica: artrite reumatoide, reumatismo cronico evolutivo.
reumatologia   s.f.  branca della medicina che studia le patologie reumatiche e le terapie relative.
reumatologico   agg.  (med.) di reumatologia; che concerne la reumatologia: clinica reumatologica. 
reumatologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] (med.) specialista in reumatologia.
revanscismo   s.m.  atteggiamento politico nazionalistico che persegue una rivincita dopo una guerra perduta: il revanscismo della francia nei confronti della germania alla fine dell'ottocento; il revanscismo tedesco dopo la prima guerra mondiale. 
revanscista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, sostenitore del revanscismo | usato anche come agg.  in luogo di revanscistico. 
revanscistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del revanscismo o dei revanscisti: atteggiamento, spirito revanscistico  § revanscisticamente avv. 
revelare    ⇨ rivelare.
revellino    ⇨ rivellino.
reverendo   agg.    • 1 •   (ant. , lett.) degno di riverenza: nel segno / che fe' i romani al mondo reverendi  (dante par.  xix, 101-102)    • 2 •   (eccl.) titolo attribuito ai membri del clero e degli ordini religiosi; il superl. reverendissimo  (abbr. rev. mo) è titolo riservato ai prelati: il reverendo parroco; il reverendo padre; la reverenda madre superiora   s.m.  (fam.) sacerdote: vorrei parlare al reverendo. 
reverente    ⇨ riverente.
reverenza    ⇨ riverenza.
reverenziale   non com. riverenziale, agg.  che esprime riverenza; dato, fatto per riverenza: titolo, omaggio reverenziale  | provocato da un sentimento di riverenza, di rispetto: avere un timore reverenziale per qualcuno  § reverenzialmente avv. 
revers   s.m. invar.  nel linguaggio di sartoria, risvolto di una giacca da uomo e, per estens., di ogni indumento maschile o femminile simile.
reversale   s.f.  (burocr.) documento in base al quale viene assunta la responsabilità di qualcosa all'atto della consegna: reversale di cassa; reversale ferroviaria, duplicato della lettera di vettura ferroviaria, rilasciato a chi spedisce la merce.
reversibile   non com. riversibile, agg.    • 1 •   si dice di rapporto o fenomeno che può essere invertito: reazione, processo, ciclo reversibile; ragionamento reversibile, in cui la conclusione può essere assunta come premessa | si dice di indumento double-face: soprabito reversibile    • 2 •   (dir.) si dice di beni che possono ritornare a chi li aveva ceduti; di pensione che alla morte del beneficiario può continuare a essere corrisposta a suoi congiunti    • 3 •   (fis.) si dice di processi fisici che possono verificarsi in senso temporale inverso    • 4 •   (med.) si dice di stato patologico che può regredire § reversibilmente avv. 
reversibilità   non com. riversibilità, s.f.  l'essere reversibile | pensione di reversibilità, (dir.) pensione reversibile.
reversina   o riversina, s.f.  parte alta del lenzuolo che si ripiega sulle coperte.
reversino   s.m.  (region.) gioco di carte in cui vince chi fa meno punti.
reversione   o riversione, s.f.    • 1 •   (dir.) ritorno di beni o di diritti a chi li possedeva in precedenza    • 2 •   (biol.) ricomparsa di alcuni caratteri che appartengono a stadi di sviluppo precedenti.
revertigine   s.f.  (ant.) vortice.
revisionare   v. tr.  [io revi sióno ecc.] sottoporre a revisione (usato per lo più nel linguaggio tecnico o burocratico): revisionare una macchina, un motore; revisionare una pratica. 
revisione   s.f.    • 1 •   esame fatto allo scopo di correggere o di controllare qualcosa: revisione delle bozze di stampa; revisione di una legge, di un trattato; revisione di un motore  | revisione contabile, (comm.) controllo della regolare tenuta della contabilità di società per azioni: società di revisione (contabile), società di auditing    • 2 •   (dir.) mezzo straordinario di impugnazione delle sentenze penali di condanna divenute definitive, esperibile in alcuni casi previsti dalla legge    • 3 •   (mus.) insieme degli interventi necessari per adeguare un testo musicale antico alle convenzioni grafiche e alle necessità esecutive moderne.
revisionismo   s.m.    • 1 •   tendenza a rivedere, a modificare almeno in parte i trattati che regolano la situazione politica internazionale    • 2 •   (estens.) tendenza a cambiare uno stato di cose, un ordine precostituito, i principi o le applicazioni di un'ideologia | revisionismo storico, reinterpretazione di fatti del passato che modificano la loro valutazione corrente    • 3 •   (st.) tendenza moderata sviluppatasi in seno al marxismo alla fine del sec. xix, in opposizione all'estremismo rivoluzionario.
revisionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene il revisionismo | usato anche come agg.  in luogo di revisionistico. 
revisionistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il revisionismo o i revisionisti: attività, tendenza revisionistica  § revisionisticamente avv.  con criterio revisionistico.
revisore   s.m.  [f. rar. -a] chi è addetto a una revisione: revisore di conti, di bozze. 
revival   s.m. invar.  ritorno in voga, ritorno di attualità di usi, costumi, tendenze della moda o dell'arte di un passato non remoto: il revival degli anni sessanta; il revival dello stile liberty. 
revivalismo   s.m.    • 1 •   tendenza al revival    • 2 •   (relig.) movimento religioso di rinnovamento spirituale mirante a un recupero di fervore e di interiorità fiorì soprattutto nel protestantesimo del sec. xix.
revivalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, sostenitore del revivalismo | usato anche come agg.  in luogo di revivalistico. 
revivalistico   agg.  [pl. m. -ci] del revivalismo, dei revivalisti.
reviviscente   rar. riviviscente, agg.  caratterizzato da reviviscenza.
reviviscenza   rar. riviviscenza, s.f.    • 1 •   (biol.) anabiosi    • 2 •   (fig.) il riprendere vita, il divenire di nuovo attuale: la reviviscenza di un sentimento, di una tradizione    • 3 •   nella teologia cattolica, il ritorno di efficacia di un merito o di un sacramento dopo l'interruzione determinata dal peccato grave.
revoca   s.f.  il revocare, l'essere revocato: revoca di un decreto, di una nomina. 
revocabile   rar. rivocabile, agg.  che può essere revocato.
revocabilità   rar. rivocabilità, s.f.  l'essere revocabile.
revocamento   rar. rivocamento, s.m.  (non com.) revoca.
revocare   rar. rivocare, v. tr.  [io rèvoco, tu rèvochi ecc. ; ant. io revòco, tu revòchi ecc.]    • 1 •   (ant. , lett.) richiamare (anche fig.): e in sogno e altrimenti / lo rivocai  (dante purg.  xxx, 134-135) | revocare in dubbio, in forse, mettere in dubbio    • 2 •   disdire, annullare: revocare un decreto, un ordine  | (burocr.) rimuovere qualcuno da un ufficio, da un incarico che gli era stato affidato: revocare un funzionario da una carica. 
revocativo   rar. rivocativo, agg.  atto a revocare; che costituisce una revoca: provvedimento revocativo. 
revocatore   rar. rivocatore, agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi revoca.
revocatorio   rar. rivocatorio, agg.  che serve a revocare o a ottenere la revoca: atto, provvedimento revocatorio  | azione revocatoria, (dir.) azione promossa dal creditore per ottenere dal giudice la dichiarazione di inefficacia degli atti di disposizione dei propri beni con i quali il debitore abbia recato pregiudizio ai suoi diritti.
revocazione   rar. rivocazione, s.f.    • 1 •   (non com.) revoca    • 2 •   (dir.) mezzo straordinario di impugnazione delle sentenze civili pronunciate in appello o in unico grado.
revoluto   agg.  (lett.) che ha compiuto il suo ciclo, il suo giro.
revolver   s.m. invar.  rivoltella.
revolverare   v. tr.  [io revòlvero ecc.] (rar.) ferire, uccidere a revolverate: sposarla non ne volle sapere: piuttosto si sarebbe lasciato revolverare  (gadda).
revolverata   s.f.  colpo di revolver; rivoltellata: prendere a revolverate qualcuno. 
revulsione   o rivulsione, s.f.  (med.) aumento di afflusso sanguigno nei tessuti superficiali di una regione del corpo, provocato con particolari sostanze (revulsivi) allo scopo di attivare i processi reattivi o decongestionare organi sottostanti.
revulsivo   o rivulsivo, agg.  e s.m.  (med.) si dice di medicamento che provoca vasodilatazione e revulsione.
rexismo   s.m.  (st.) movimento politico belga di ispirazione cattolico-fascista, sorto negli anni trenta; durante la seconda guerra mondiale collaborò con gli invasori tedeschi.
rexista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (st.) seguace, sostenitore del rexismo.
reziario   s.m.  nell'antica roma, gladiatore armato di rete e tridente.
rezza   s.f.  (region.)    • 1 •   rete a maglie fittissime, usata per lavori di ricamo    • 2 •   rete da pesca.
rezzaglio   o rizzaglio, s.m.  (region.) giacchio.
rezzo   s.m.  (poet.) aria fresca; ombra, frescura: chiamano al rezzo, alla quiete, al santo / desco fiorito d'occhi di bambini  (pascoli).
rh   s.m. invar.  (biol.) fattore antigene che può essere presente o assente sulla membrana dei globuli rossi del sangue: rh positivo, negativo. 
rho   o ro, s.m.  e f. invar.  nome della diciassettesima lettera dell'alfabeto greco, corrispondente alla r  latina.
rhodesiano   agg.  della rhodesia, oggi zimbabwe  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della rhodesia.
rhum    ⇨ rum.
rhythm and blues   loc. sost. m. invar.  musica popolare afroamericana che si richiama al blues e al boogie woogie e dalla quale è derivato il rock and roll.
rhytòn   o rytòn, s.m.  [pl. rhytà  o rytà] (archeol.) recipiente o coppa piegati a guisa di corno, per lo più modellati nella parte inferiore in forma di protome animalesca: un rhytòn cretese, attico; un rhytòn di metallo sbalzato a testa di cane, di ariete. 
ri-  ri- o ra-, ria-, rin-, prefisso di verbi e deverbali derivati dal latino o di formazione italiana, che continua il prefisso latino re-  'di nuovo, all'indietro'. esprime ripetizione, duplicazione e sim. (rivedere, riaccendere) o ritorno a una fase anteriore e quindi azione opposta (riacquistare, riguadagnare, risanare, ritrovare); può avere valore intensivo (ricercare, ritornare) o dare un significato nuovo al verbo originario (ricavare, rifrangere); in alcuni casi ha solo funzione derivativa (ribassare  da basso). può alternarsi con re-, che allora dà luogo a una forma più dotta e letteraria (rimunerare  e remunerare). davanti a vocale ri-  può ridursi a r-; davanti al prefisso a-, può ridursi a ra-  (raffreddare, raccendere), o fondersi in -ria  (riaccendere); davanti al prefisso in-  può ridursi a rin-  (rimpiangere, rinchiudere). [ ⇨ re-].
rìverie   s.f. invar.    • 1 •   sogno, fantasticheria    • 2 •   opera artistica di carattere sognante, fantastico: una rêverie musicale. 
ria   s.f.  [pl. invar. o rias] (geog.)    • 1 •   insenatura lunga e stretta, costituita da un tratto di valle fluviale che le acque marine invadono per bradisismo del litorale; è tipica delle coste della spagna nord-occidentale e della dalmazia    • 2 •   pl.  costa caratterizzata da molte di queste insenature.
ria-  ria-  ⇨ ri-.
riabbaiare   v. intr.  [io riabbàio ecc. ; aus. avere] abbaiare di nuovo.
riabbandonare   v. tr.  [io riabbandóno ecc.] abbandonare di nuovo.
riabbassare   v. tr.  abbassare di nuovo | riabbassarsi v. rifl.  o intr. pron.  spostarsi di nuovo verso il basso: l'aereo si riabbassò. 
riabbattere   v. tr.  abbattere di nuovo | riabbattersi v. rifl.    • 1 •   abbattersi, avvilirsi di nuovo    • 2 •   (ant.) imbattersi di nuovo; rabbattersi.
riabbellire   non com. rabbellire, v. tr.  [io riabbellisco, tu riabbellisci ecc.] abbellire di nuovo | riabbellirsi v. rifl.  farsi bello di nuovo.
riabbonare   v. tr.  [io riabbòno ecc.] abbonare di nuovo | riabbonarsi v. rifl.  abbonarsi di nuovo: riabbonarsi a una rivista. 
riabbottonare   v. tr.  [io riabbottóno ecc.] abbottonare di nuovo: riabbottonarsi la giacca  | riabbottonarsi v. rifl.  abbottonarsi di nuovo: fa freddo, riabbottónati!. 
riabbracciare   non com. rabbracciare, v. tr.  [io riabbràccio ecc.]    • 1 •   abbracciare di nuovo    • 2 •   (estens.) rivedere, spec. dopo una lunga assenza: spero di riabbracciarvi presto  | riabbracciarsi v. rifl.    • 1 •   abbracciarsi di nuovo    • 2 •   (estens.) rivedersi, riunirsi, spec. dopo lungo tempo: dopo tanti anni poterono finalmente riabbracciarsi. 
riabilitante   part. pres.  di riabilitare   agg.  di riabilitazione, che serve a riabilitare: terapia riabilitante. 
riabilitare   v. tr.  [io riabìlito ecc.]    • 1 •   abilitare di nuovo    • 2 •   rieducare, rendere nuovamente capace di normale attività: riabilitare un arto leso; riabilitare un invalido    • 3 •   (dir.) ridare a qualcuno i diritti che aveva perduto per effetto di una condanna, cancellandone le conseguenze    • 4 •   (fig.) rendere la stima, l'onore a chi li abbia perduti; redimere: il suo comportamento lo ha riabilitato    • 5 •   ricostruire, ripristinare: riabilitare una fonderia, un impianto  | riabilitarsi v. rifl.  riacquistare la pubblica stima; redimersi: con questa azione si è riabilitato agli occhi di tutti. 
riabilitativo   agg.  atto a riabilitare: trattamento riabilitativo; cura riabilitativa. 
riabilitazione   s.f.  il riabilitare, il riabilitarsi, l'essere riabilitato.
riabitare   v. tr.  e intr.  [io riàbito ecc. ; aus. dell'intr. avere] abitare di nuovo: riabitare la casa, nella casa dell'infanzia. 
riabituare   v. tr.  [io riabìtuo ecc.] far abituare di nuovo: riabituare qualcuno al lavoro, alla vita in comune  | riabituarsi v. rifl.  abituarsi di nuovo, riprendere un'abitudine: riabituarsi a fare del moto. 
riaccadere   v. intr.  [coniugato come cadere; aus. essere] accadere di nuovo.
riaccampare   v. tr.  accampare di nuovo | riaccamparsi v. rifl.  accamparsi di nuovo.
riaccaparrare   v. tr.  accaparrare di nuovo.
riaccapigliarsi    ⇨ raccapigliarsi.
riaccasare   v. tr.  accasare di nuovo | riaccasarsi v. rifl.  accasarsi di nuovo.
riaccendere   lett. raccendere, v. tr.  [coniugato come accendere] accendere di nuovo (anche fig.): riaccendere il fuoco; riaccendere una vecchia rivalità, un antico rancore  | riaccendersi v. rifl.  accendersi di nuovo (anche fig.): nel ventre tuo si raccese l'amore  (dante par.  xxxiii, 7).
riaccennare   v. tr.  e intr.  [io riaccénno ecc. ; aus. dell'intr. avere] accennare di nuovo: mi pregò di riaccennargli gli aspetti principali del problema; riaccennare a una vecchia questione. 
riaccensione   s.f.  il riaccendere, il riaccendersi, l'essere riacceso.
riaccerchiare    ⇨ raccerchiare.
riaccertare    ⇨ raccertare.
riaccettare   v. tr.  [io riaccètto ecc.] accettare di nuovo.
riacchiappare   v. tr.  acchiappare di nuovo.
riacciuffare   v. tr.  acciuffare di nuovo: il ladro fu subito riacciuffato. 
riacclimatare   v. tr.  [io riacclìmato ecc.] acclimatare di nuovo | riacclimatarsi v. rifl.  acclimatarsi di nuovo.
riaccogliere   v. tr.  [coniugato come cogliere] accogliere di nuovo qualcuno che si era allontanato.
riaccomodare   v. tr.  [io riaccòmodo ecc.] accomodare di nuovo | riaccomodarsi v. rifl.  accomodarsi di nuovo: riaccomodarsi a sedere  | v. rifl.  riconciliarsi, rappacificarsi: dopo tante contese, si sono finalmente riaccomodati. 
riaccompagnare   rar. raccompagnare, v. tr.  accompagnare di nuovo; accompagnare a propria volta la persona da cui si era stati accompagnati: ti riaccompagno a casa. 
riaccoppiare   v. tr.  [io riaccòppio ecc.] accoppiare di nuovo | riaccoppiarsi v. rifl.  accoppiarsi di nuovo.
riaccorciare    ⇨ raccorciare.
riaccordare   v. tr.  [io riaccòrdo ecc.] accordare di nuovo (spec. strumenti musicali) | riaccordarsi v. rifl.  e rifl. rec.  mettersi di nuovo d'accordo: riaccordarsi con qualcuno; i cinque partiti si sono riaccordati per la formazione del nuovo governo. 
riaccordatura   s.f.  operazione del riaccordare strumenti musicali.
riaccorgersi   v. rifl.  [io mi riaccòrgo ecc.] accorgersi di nuovo.
riaccorpamento   s.m.  nuovo accorpamento di elementi, strutture in precedenza uniti e poi scorporati.
riaccostare   v. tr.  [io riaccòsto ecc.] accostare di nuovo: riaccostare la porta, la finestra  | riaccostarsi v. rifl.  o intr. pron.  accostarsi di nuovo (anche fig.): riaccostarsi alla fede. 
riaccreditare   v. tr.  [io riaccrédito ecc.] accreditare di nuovo.
riaccredito   s.m.  in contabilità, nuova registrazione tra i crediti di una partita precedentemente stornata.
riaccusare   v. tr.  accusare di nuovo.
riacquistabile   rar. racquistabile, agg.  che si può riacquistare.
riacquistare   rar. racquistare, v. tr.    • 1 •   acquistare di nuovo: ha riacquistato la casa che aveva venduto    • 2 •   recuperare ciò che si era perduto: riacquistare la salute, le forze, la libertà; riacquistare l'affetto di qualcuno. 
riacquisto   ant. racquisto, s.m.  il riacquistare; ciò che si riacquista.
riacutizzare   v. tr.  acutizzare di nuovo: riacutizzare una crisi, un contrasto  | riacutizzarsi v. rifl.  acutizzarsi nuovamente: il male si è riacutizzato. 
riacutizzazione   s.f.  il riacutizzare, il riacutizzarsi, l'essere riacutizzato.
riadagiare   v. tr.  [io riadàgio ecc.] adagiare di nuovo | riadagiarsi v. rifl.  adagiarsi nuovamente.
riadattamento   s.m.  il riadattare, il riadattarsi: riadattamento al lavoro. 
riadattare   v. tr.  adattare di nuovo | adattare, sistemare in vista di un nuovo uso: riadattare un vestito  | riadattarsi v. rifl.  adattarsi nuovamente: riadattarsi a un ambiente. 
riaddentare   v. tr.  [io riaddènto ecc.] addentare nuovamente.
riaddormentare   v. tr.  [io riaddorménto ecc.] addormentare di nuovo | riaddormentarsi v. rifl.  addormentarsi di nuovo dopo essersi svegliati.
riadoperare   v. tr.  [io riadòpero ecc.] adoperare di nuovo | riadoperarsi v. rifl.  adoperarsi nuovamente.
riaffacciare   v. tr.  [io riaffàccio ecc.] affacciare di nuovo (anche fig.): riaffacciare una proposta  | riaffacciarsi v. rifl.  o intr. pron.  affacciarsi di nuovo (anche fig.): riaffacciarsi alla finestra; quel ricordo gli si riaffacciava spesso alla mente. 
riaffermare   non com. raffermare, v. tr.  [io riafférmo ecc.] affermare di nuovo e con più forza: riaffermare un rifiuto  | riaffermarsi v. rifl.  dare nuovamente prova delle proprie capacità: si è riaffermato come uno dei migliori attori. 
riaffermazione   s.f.  nuova affermazione.
riafferrare   v. tr.  [io riaffèrro ecc.] afferrare di nuovo (anche fig.) | riafferrarsi v. rifl.  afferrarsi, attaccarsi di nuovo.
riaffiorare   v. intr.  [io riaffióro ecc. ; aus. essere] affiorare di nuovo | rivelarsi nuovamente; tornare alla memoria.
riaffittare   v. tr.  affittare di nuovo.
riaffogliare   v. tr.  [io riaffòglio ecc.] (fin.) munire un titolo di un nuovo foglio cedole.
riaffondare   v. tr.  e intr.  [io riaffóndo ecc. ; aus. dell'intr. essere] affondare di nuovo.
riaffratellare   v. tr.  [io riaffratèllo ecc.] affratellare di nuovo | riaffratellarsi v. rifl.  affratellarsi di nuovo.
riaffrontare   v. tr.  [io riaffrónto ecc.] affrontare di nuovo | riaffrontarsi v. rifl.  affrontarsi di nuovo.
riagganciare   v. tr.  [io riaggàncio ecc.] agganciare di nuovo | riagganciarsi v. rifl.  o intr. pron.  agganciarsi di nuovo; riallacciarsi: il suo stile si riaggancia alla tradizione classica. 
riaggiogare   v. tr.  [io riaggiógo, tu riaggióghi ecc.] aggiogare di nuovo.
riaggiustare   v. tr.  aggiustare di nuovo; risistemare (anche fig.): riaggiustare un meccanismo; riaggiustare una questione. 
riaggravare   v. tr.  aggravare di nuovo | riaggravarsi v. rifl.  aggravarsi di nuovo: le condizioni del malato si sono riaggravate. 
riaggregare   v. tr.  [io riaggrègo, tu riaggrèghi ecc.] aggregare di nuovo | riaggregarsi v. rifl.  aggregarsi di nuovo.
riagguantare   v. tr.  agguantare di nuovo, riacchiappare.
riaiutare   v. tr.  aiutare di nuovo | riaiutarsi v. rifl.  e rifl. rec.  aiutarsi di nuovo.
riallacciare   meno com. rallacciare, v. tr.  [io riallàccio ecc.] allacciare di nuovo (anche fig.): riallacciarsi le scarpe; riallacciare una relazione  | riallacciarsi v. rifl.  o intr. pron.  riconnettersi, ricollegarsi: queste teorie si riallacciano a quelle dei positivisti. 
riallargare    ⇨ rallargare.
riallattare   v. tr.  allattare di nuovo.
riallineamento   s.m.  (econ.) in un sistema di cambi fissi, nuovo allineamento tra le monete, rispetto a una moneta base, in conseguenza del mutamento di valutazione di una di esse.
rialloggiare   v. tr.  e intr.  [io riallòggio ecc. ; aus. dell'intr. avere] alloggiare di nuovo.
riallungare   v. tr.  allungare di nuovo | riallungarsi v. rifl.  allungarsi di nuovo.
rialto   s.m.    • 1 •   luogo rialzato rispetto al terreno circostante; più gener., altura, prominenza: la villa era situata sopra un rialto; salirono su un rialto per vedere il panorama    • 2 •   (tosc.) aggiunta che si fa al pasto ordinario per festeggiare l'arrivo di un ospite o una particolare ricorrenza.
rialzamento   s.m.  (rar.)    • 1 •   il rialzare, il rialzarsi, l'essere rialzato    • 2 •   rialzo.
rialzare   v. tr.    • 1 •   alzare di nuovo    • 2 •   sollevare qualcosa o qualcuno che sia caduto a terra o che si trovi in basso (anche fig.): rialzare la sedia, la bicicletta; rialzare un ferito; rialzare qualcuno da terra; rialzare qualcuno dalla miseria | rialzare la testa, (fig.) riprendere coraggio, ardire    • 3 •   rendere più alto: rialzare una casa di due piani    • 4 •   far aumentare: rialzare i prezzi | v. intr.  [aus. essere] aumentare, crescere di quantità, di prezzo e sim.: la temperatura è rialzata; l'oro tende a rialzare  | rialzarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   alzarsi di nuovo    • 2 •   sollevarsi (anche fig.): rialzarsi da terra; rialzarsi dal vizio, da una disgrazia    • 3 •   aumentare, crescere: la febbre si è rialzata di qualche linea. 
rialzato   part. pass.  di rialzare  agg.  sollevato dal suolo: piano rialzato, il piano di un edificio di poco sopraelevato rispetto al livello stradale; mezzanino, ammezzato.
rialzista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   nel linguaggio della borsa, chi gioca al rialzo, chi promuove il rialzo delle quotazioni dei titoli; anche, chi prevede un fenomeno di rialzo    • 2 •   in politica, chi avanza sistematicamente proposte o richieste superiori a quelle altrui, anche se non realistiche.
rialzo   s.m.    • 1 •   (rar.) operazione del rialzare, del sollevare qualcosa    • 2 •   aumento di prezzo, di valore (opposto a ribasso): rialzo dei generi alimentari; rialzo dei titoli in borsa | le sue azioni sono in rialzo, (fig.) si dice di chi viene acquistando credito e prestigio | giocare al rialzo, nel linguaggio della borsa, acquistare a termine, anche allo scoperto, confidando di poter vendere alla scadenza a un prezzo maggiore; (fig.) avanzare proposte o richieste superiori a quelle della controparte    • 3 •   parte rialzata, elemento sporgente: un rialzo del terreno    • 4 •   elemento aggiuntivo che serve a rialzare, a tenere alto qualcosa.
riamare   v. tr.    • 1 •   amare di nuovo    • 2 •   contraccambiare l'amore di qualcuno: amare ed essere riamati. 
riamicare   v. tr.  [io riamico, tu riamichi ecc.] (non com.) rendere di nuovo amico; rappacificare; riconciliare | riamicarsi v. rifl.  e rifl. rec.  (non com.) ridiventare amico, amici; rappacificarsi, riconciliarsi: si riamicò con la famiglia; dopo lunghi anni si riamicarono. 
riammalare   v. intr.  [aus. essere], riammalarsi v. rifl.  cadere nuovamente malato.
riammettere   v. tr.  [coniugato come mettere] ammettere di nuovo, spec. dopo un periodo di allontanamento: riammettere alle lezioni uno studente sospeso. 
riammissione   s.f.  il riammettere, l'essere riammesso: ottenere la riammissione in un circolo, in una squadra. 
riammobiliare   v. tr.  [io riammobìlio ecc.] ammobiliare di nuovo; rinnovare l'arredamento.
riammogliare   v. tr.  [io riammóglio ecc.] ridare moglie, far risposare | riammogliarsi v. rifl.  riprendere moglie.
riammonire   v. tr.  [io riammonisco, tu riammonisci ecc.] ammonire di nuovo.
riandamento   s.m.  (rar.) il riandare; movimento di ritorno.
riandare   v. intr.  [coniugato come andare; aus. essere] andare di nuovo (anche fig.): riandare in campagna; riandare con la memoria al passato  | v. tr.    • 1 •   (lett.) percorrere di nuovo: ancor non sei tu paga / di riandare i sempiterni calli?  (leopardi canto notturno  5-6)    • 2 •   (fig.) ripercorrere con la memoria: riandava con sé, con maraviglia, ciò che aveva inteso  (manzoni p. s.  iv).
rianimare   v. tr.  [io riànimo ecc.]    • 1 •   far rinvenire, restituire le forze a qualcuno: quel sorso di liquore lo ha rianimato    • 2 •   (fig.) infondere di nuovo coraggio e fiducia: le sue parole lo rianimarono |  rianimarsi v. rifl.    • 1 •   riprendere i sensi, riaversi    • 2 •   (fig.) riprendere vita e movimento: alla fine dell'estate la città si rianima  | riprendere coraggio, fiducia: parlando con gli amici, si rianimò. 
rianimatologia   s.f.  branca della medicina che studia le cause di declino delle funzioni vitali e gli interventi utili alla rianimazione.
rianimatore   s.m.  [f. -trice] (med.) medico specializzato nelle terapie di rianimazione di pazienti in stato critico per grave malattia o per traumi da incidenti, interventi operatori ecc.
rianimatorio   agg.  che concerne la rianimazione: tecniche rianimatorie. 
rianimazione   s.f.    • 1 •   il rianimare, il rianimarsi, l'essere rianimato (anche fig.)    • 2 •   (med.) insieme di interventi (respirazione artificiale, stimolazione cardiaca ecc.) atti a ristabilire o sostituire funzioni vitali compromesse: praticare la rianimazione; centro, reparto, camera di rianimazione. 
riannaffiare   v. tr.  [io riannàffio ecc.] annaffiare di nuovo.
riannessione   s.f.  il riannettere, l'essere riannesso: riannessione di una regione. 
riannettere   v. tr.  [coniugato come annettere] annettere di nuovo: la città fu riannessa al territorio nazionale. 
riannodare   v. tr.  [io riannòdo ecc.] annodare di nuovo (anche fig.): riannodare un'amicizia  | riannodarsi v. rifl.  riallacciarsi.
riannuvolare   v. intr.  [io riannùvolo ecc. ; aus. essere], riannuvolarsi v. rifl.  annuvolare di nuovo, tornare ad annuvolarsi: il cielo si è riannuvolato. 
riano   s.m.  (lett.) rigagnolo; specchio d'acqua: la tua forma / passò di qui, si posò sul riano / tra le nasse atterrate  (montale).
riapertura   s.f.    • 1 •   il riaprire, il riaprirsi, l'essere riaperto    • 2 •   momento in cui un luogo, un istituto riapre al pubblico; ripresa di un'attività: riapertura delle scuole, della stagione lirica, della caccia; riapertura pomeridiana dei negozi. 
riappaciare    ⇨ rappaciare.
riappacificare    ⇨ rappacificare.
riappaltare   v. tr.  appaltare di nuovo | dare in subappalto.
riappaltatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi riappalta, dà in subappalto.
riappalto   s.m.  subappalto.
riapparecchiare   v. tr.  [io riapparécchio ecc.] apparecchiare di nuovo | riapparecchiarsi v. rifl.  o intr. pron.  (rar.) apparecchiarsi di nuovo.
riapparigliare   v. tr.  [io riapparìglio ecc.] apparigliare di nuovo.
riapparire   v. intr.  [coniugato come apparire; aus. essere] apparire di nuovo; ricomparire: le luci dei fari sparivano e riapparivano. 
riapparizione   s.f.  il riapparire; ricomparsa: riapparizione in pubblico. 
riappassionare   v. tr.  [io riappassióno ecc.] appassionare nuovamente | riappassionarsi v. rifl.  appassionarsi di nuovo.
riappendere   v. tr.  [io riappèndo ecc.] appendere di nuovo.
riappianare   v. tr.    • 1 •   rendere di nuovo piano; spianare nuovamente    • 2 •   (fig.) riportare in piano un bilancio o un conto che erano in deficit.
riappiccicare   v. tr.  [io riappìccico, tu riappìccichi ecc.] appiccicare di nuovo | riappiccicarsi v. rifl.  o intr. pron.  appiccicarsi nuovamente.
riappigionare   v. tr.  [io riappigióno ecc.] appigionare di nuovo, riaffittare | subaffittare.
riappisolarsi   v. rifl.  [io mi riappìsolo ecc.] appisolarsi di nuovo dopo essersi svegliati.
riapplaudire   v. tr.  e intr.  [coniugato come applaudire; aus. dell'intr. avere] applaudire di nuovo.
riapplicare   v. tr.  [io riàpplico, tu riàpplichi ecc.] applicare di nuovo | riapplicarsi v. rifl.  applicarsi nuovamente.
riappoggiare   v. tr.  [io riappòggio ecc.] appoggiare nuovamente | riappoggiarsi v. rifl.  appoggiarsi di nuovo.
riappressare   v. tr.  [io riapprèsso ecc.] appressare di nuovo | riappressarsi v. rifl.  appressarsi nuovamente.
riappropriarsi   v. rifl.  [io mi riappròprio ecc.] riprendere materialmente o moralmente ciò di cui si era stati privati: riappropriarsi di un bene; riappropriarsi della libertà  | usato anche transitivamente: riappropriarsi un podere, un titolo. 
riappropriazione   s.f.  il riappropriarsi di qualcosa.
riaprire   v. tr.  [coniugato come aprire]    • 1 •   aprire di nuovo | riaprire gli occhi, tornare in sé (fig.) perdere le illusioni e vedere le cose come stanno realmente | riaprire una piaga, (fig.) rinnovare un dolore, un ricordo doloroso    • 2 •   rendere di nuovo accessibile al pubblico un luogo, un istituto; riprendere, ricominciare un'attività dopo un periodo di interruzione: riaprire una strada, un cinema, un museo; riaprire le scuole; riaprire un'inchiesta, le indagini  | riaprire bottega, riprendere un'attività commerciale interrotta | v. intr.  [aus. avere] riprendere l'attività: a che ora riaprono le banche nel pomeriggio?  | riaprirsi v. rifl.  aprirsi di nuovo | riprendere: le trattative si sono riaperte ieri. 
riardere   v. tr.  [coniugato come ardere] ardere di nuovo; ardere con intensità e violenza | (estens.) disseccare, inaridire: il sole riarse la campagna  | v. intr.  [aus. essere] bruciare, ardere di nuovo; riaccendersi (anche fig.): l'incendio riarse con maggior violenza; riardere d'ira, d'invidia. 
riarginare   v. tr.  [io riàrgino ecc.] arginare di nuovo.
riarmamento   s.m.  il riarmare, il riarmarsi; riarmo.
riarmare   v. tr.    • 1 •   armare di nuovo: riarmare l'esercito    • 2 •   provvedere nuovamente di armatura: riarmare un edificio, un ponte    • 3 •   attrezzare di nuovo, rimettere in efficienza: riarmare una nave, una fabbrica, una linea ferroviaria  | v. intr.  [aus. avere], riarmarsi v. rifl.  armarsi di nuovo, provvedersi nuovamente di armi: le grandi potenze (si) riarmano. 
riarmatura   s.f.  l'operazione del riarmare (solo con riferimento a costruzioni edilizie): riarmatura di una volta, di un ponte. 
riarmo   s.m.  il riarmare, il riarmarsi, spec. in senso militare (contrapposto a disarmo): il riarmo di una nazione, la ricostituzione delle sue forze armate; corsa al riarmo, l'aumento progressivo dei mezzi militari offensivi e difensivi, che uno stato attua al fine di acquisire una posizione di vantaggio | riarmo morale, (fig.) impegno collettivo assunto in circostanze particolari per combattere il malcostume e per rinnovare la coscienza morale della società.
riarso   part. pass.  di riardere   agg.  bruciato; secco, arido: pianura riarsa. 
riasciugare   v. tr.  [io riasciugo, tu riasciughi ecc.] asciugare di nuovo | riasciugarsi v. rifl.  o intr. pron.  asciugarsi nuovamente.
riascoltare   v. tr.  [io riascólto ecc.] ascoltare di nuovo.
riassaggiare   v. tr.  [io riassàggio ecc.] assaggiare di nuovo.
riassalire   v. tr.  [coniugato come assalire] assalire di nuovo.
riassaltare   v. tr.  assaltare di nuovo.
riassaporare   v. tr.  [io riassapóro ecc.] assaporare di nuovo (anche fig.): riassaporare la libertà. 
riassegnare   v. tr.  [io riasségno ecc.] assegnare di nuovo.
riassestamento   s.m.  il riassestare, il riassestarsi, l'essere riassestato.
riassestare   v. tr.  [io riassèsto ecc.] assestare di nuovo; rimettere in sesto, in ordine: riassestare il bilancio di un'azienda  | riassestarsi v. rifl.  o intr. pron.  rimettersi in sesto; subire un nuovo assestamento.
riassettare   v. tr.  [io riassètto ecc.] rimettere in assetto, in ordine: riassettare una stanza, la casa  | riassettarsi v. rifl.  rimettersi in ordine nella persona o nell'abbigliamento.
riassetto   s.m.  il riassettare; nuovo assetto, nuovo ordinamento: riassetto delle carriere. 
riassicurare   v. tr.    • 1 •   assicurare di nuovo, rinnovare una polizza di assicurazione    • 2 •   (dir.) assicurare con un contratto di riassicurazione | riassicurarsi v. rifl.    • 1 •   assicurarsi di nuovo    • 2 •   (dir.) assicurarsi con un contratto di riassicurazione.
riassicuratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (dir.) che, chi riassicura: società riassicuratrice. 
riassicurazione   s.f.    • 1 •   il riassicurare, il riassicurarsi, l'essere riassicurato    • 2 •   (dir.) contratto in base al quale l'assicuratore si garantisce presso un altro assicuratore di tutti o di parte dei rischi assunti nei confronti dell'assicurato.
riassociare   v. tr.  [io riassòcio ecc.] associare di nuovo | riassociarsi v. rifl.  associarsi nuovamente.
riassoggettare   v. tr.  [io riassoggètto ecc.] assoggettare nuovamente | riassoggettarsi v. rifl.  assoggettarsi di nuovo.
riassoldare   v. tr.  [io riassòldo ecc.] assoldare di nuovo.
riassolvere   v. tr.  [io riassòlvo ecc.] assolvere di nuovo.
riassopire   v. tr.  [io riassopisco, tu riassopisci ecc.] assopire nuovamente | riassopirsi v. rifl.  assopirsi di nuovo.
riassorbibile   agg.  che si può riassorbire.
riassorbimento   s.m.  il riassorbire, il riassorbirsi, l'essere riassorbito (anche fig.): riassorbimento dell'umidità; riassorbimento della manodopera qualificata. 
riassorbire   v. tr.  [io riassòrbo ecc.  (o io riassorbisco, tu riassorbisci ecc.)]    • 1 •   assorbire di nuovo; assorbire completamente (anche fig.): il terreno ha riassorbito la pioggia; l'industria riassorbirà i disoccupati dell'agricoltura    • 2 •   (sport) riprendere, raggiungere uno o più corridori in fuga: il gruppo ha riassorbito i fuggitivi  | riassorbirsi v. rifl.  essere assorbito di nuovo o completamente: l'acqua delle pozzanghere si è riassorbita. 
riassottigliare   v. tr.  [io riassottìglio ecc.] assottigliare di nuovo | riassottigliarsi v. rifl.  assottigliarsi di nuovo.
riassumere   v. tr.    • 1 •   assumere di nuovo: riassumere una carica; riassumere il potere, il comando  | riprendere alle proprie dipendenze: la ditta ha riassunto gli operai licenziati    • 2 •   condensare in poche parole; riepilogare, compendiare: riassumere un discorso, un libro; riassumere i fatti; riassumere brevemente, per sommi capi; riassumere con chiarezza, con efficacia  | riassumendo, formula conclusiva di un discorso o di uno scritto.
riassumibile   agg.    • 1 •   che si può assumere di nuovo    • 2 •   di scritto o discorso, che si può riassumere: libro riassumibile in poche pagine. 
riassuntivo   agg.  che riassume, compendia; che contiene un riassunto: fare un quadro riassuntivo della situazione; capitolo riassuntivo; tavole riassuntive; cenni riassuntivi  § riassuntivamente avv. 
riassunto   part. pass.  di riassumere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  esposizione in forma sintetica di uno scritto, di un discorso, di un fatto e sim.: riassunto orale, scritto; fare il riassunto della trama di un romanzo.  dim. riassuntino. 
riassunzione   s.f.  l'assumere nuovamente, l'essere riassunto: riassunzione di una carica; riassunzione del personale licenziato  | riassunzione della causa, (dir.) atto con cui si fa proseguire un processo civile rimasto sospeso.
riattabile   agg.  che si può riattare.
riattaccare   v. tr.  [io riattacco, tu riattacchi ecc.]    • 1 •   attaccare di nuovo: riattaccare un bottone  | riattaccare (il telefono), (fam.) mettere giù il ricevitore interrompendo la comunicazione    • 2 •   (fam.) riprendere un'azione momentaneamente interrotta: riattaccare a parlare; ha riattaccato a nevicare  | riprendere un turno di lavoro: gli operai riattaccheranno all'una  | riattaccarsi v. rifl.  o intr. pron.  attaccarsi nuovamente.
riattamento   s.m.  (non com.) l'operazione del riattare e il suo risultato.
riattare   v. tr.  rimettere una cosa in condizione di essere usata di nuovo, o apportarvi i cambiamenti e le migliorie necessari per adeguarla a nuove esigenze: riattare un vestito, una strada; riattare la casa. 
riattingere   v. tr.  [coniugato come tingere] attingere nuovamente (anche fig.): riattingere notizie alle stesse fonti. 
riattivare   v. tr.  attivare di nuovo, rimettere in funzione: riattivare un tronco ferroviario; riattivare la circolazione del sangue. 
riattivazione   s.f.  il riattivare, l'essere riattivato.
riattizzare   v. tr.  attizzare di nuovo (anche fig.): riattizzare il fuoco; riattizzare una passione. 
riattraversare   v. tr.  [io riattravèrso ecc.] attraversare di nuovo.
riavere   v. tr.  [io riò, tu riai, egli rià,... essi rianno; nelle altre forme coniugato come avere]    • 1 •   avere di nuovo: ho riavuto l'influenza; riavere fame, paura    • 2 •   riacquistare, recuperare: riavere la vista, l'udito; ha riavuto il suo impiego  | avere indietro, in restituzione: devo ancora riavere il libro che gli avevo prestato    • 3 •   in un costrutto causativo, rianimare, far riprendere i sensi: lo fece riavere spruzzandogli dell'acqua  | riaversi v. rifl.    • 1 •   riacquistare le forze, la salute; riprendere i sensi: mi sono finalmente riavuto dalla malattia; riaversi da uno svenimento  | (fig.) riprendere coraggio: non riesce a riaversi dallo spavento; riaversi da un brutto colpo    • 2 •   ritornare in buone condizioni economiche: riaversi da un dissesto. 
riavolo   s.m.  lunga asta di ferro che viene usata per rimescolare il vetro o il metallo fuso o per agitare il carbone in combustione nei forni.
riavvallarsi   v. rifl.  (non com.) avvallarsi di nuovo.
riavvampare   v. intr.  [aus. essere] avvampare di nuovo (anche fig.).
riavventare   v. tr.  [io riavvènto ecc.] avventare di nuovo | riavventarsi v. rifl.  avventarsi di nuovo: riavventarsi sull'avversario. 
riavvertire   v. tr.  [io riavvèrto ecc.] avvertire di nuovo.
riavvicinamento   s.m.  il riavvicinare, il riavvicinarsi, l'essere riavvicinato.
riavvicinare   v. tr.  avvicinare di nuovo (anche fig.): riavvicinare la sedia al tavolo; riavvicinare due amici dopo una lite  | riavvicinarsi v. rifl.  tornare vicino (anche fig.): si è riavvicinato ai vecchi compagni  | v. rifl.  avvicinarsi di nuovo l'un l'altro | (fig.) riconciliarsi, almeno in parte: pare che si siano riavvicinati. 
riavvisare   v. tr.  avvisare di nuovo.
riavvolgere   v. tr.  [coniugato come volgere] avvolgere nuovamente: riavvolgere una bobina; riavvolgere un pacco. 
riavvolgimento   s.m.    • 1 •   l'avvolgere di nuovo    • 2 •   detto di nastro registrato, pellicola cinematografica e sim., l'avvolgere all'indietro, in modo da essere pronto per un nuovo uso.
riazzuffarsi   v. rifl.  azzuffarsi di nuovo.
ribaciare   v. tr.  [io ribàcio ecc.] baciare nuovamente | restituire il bacio | ribaciarsi v. rifl.  baciarsi di nuovo.
ribadimento   s.m.  (non com.) il ribadire, l'essere ribadito (anche fig.): il ribadimento di un principio. 
ribadire   v. tr.  [io ribadisco, tu ribadisci ecc.]    • 1 •   deformare, manualmente o mediante una ribaditrice, l'estremità di un elemento di collegamento (chiodo per lamiera, perno, spina ecc) in modo da formare una testa o una controtesta e rendere così inamovibile il collegamento | (estens.) ripiegare e ribattere una punta o altro elemento metallico che abbia oltrepassato lo spessore del materiale in cui è stato conficcato, perché faccia maggior presa o non rechi danno: ribadire un chiodo  | ribadire le catene, (fig.) rendere più pesante la schiavitù | ribadire un'idea in testa a qualcuno, (fig.) continuare a ripetergliela o a spiegargliela, perché la capisca e la ricordi bene    • 2 •   (fig.) avvalorare, rafforzare con nuove ragioni o prove: ribadire un'affermazione, un'accusa  | confermare, ripetere: ribadire le proprie tesi. 
ribaditoio   s.m.  strumento usato per ribadire i chiodi.
ribaditrice   s.f.  macchina per ribadire a caldo o a freddo chiodi, ribattini, perni ecc.
ribaditura   s.f.    • 1 •   l'operazione del ribadire    • 2 •   la parte ripiegata e ribadita.
ribadocchino   s.m.  antica arma da fuoco che lanciava palle di ferro del peso di circa una libbra | antica macchina da guerra costituita da un carro sul quale erano montati più pezzi di artiglieria di piccolo calibro.
ribalda   o rubalda, s.f.  nel medioevo, tipo di armatura che copriva la testa.
ribaldaggine   s.f.  (ant.) ribalderia.
ribaldeggiare   v. intr.  [io ribaldéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) comportarsi, agire da ribaldo.
ribalderia   s.f.    • 1 •   l'essere ribaldo: la ribalderia dei bravi di don rodrigo  | azione da ribaldo: commettere una ribalderia    • 2 •   (fig. rar.) opera letteraria di nessun valore.
ribaldo   ant. rubaldo, s.m.    • 1 •   nel medioevo, soldato di bassa condizione o servo che seguiva gli eserciti, dedicandosi soprattutto a saccheggi    • 2 •   (estens.) chi vive di attività disoneste, di truffe, rapine ecc.; briccone, furfante, mascalzone: un ribaldo, / distruggitor di sé e di sue cose  (dante inf.  xxii, 50-51) | usato anche come agg.  : costoro eran generalmente de' più abbietti e ribaldi soggetti del loro tempo  (manzoni p. s.  i).
ribalenare   v. intr.  [io ribaléno ecc. ; aus. essere] balenare di nuovo (spec. fig.): gli ribalenò il dubbio, il sospetto che. 
riballare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] ballare di nuovo.
ribalta   s.f.    • 1 •   sportello o piano incernierato orizzontalmente, che si può alzare o abbassare: chiusura a ribalta, con uno sportello ribaltabile; scrivania a ribalta, con un piano ribaltabile; letto a ribalta, ribaltabile per mezzo di una rete incernierata orizzontalmente a un muro o all'intelaiatura di un mobile. dim. ribaltina    • 2 •   (teat.) asse che, ruotando su perni, veniva alzata per coprire le luci del proscenio e fare buio sulla scena; per estens., proscenio: chiamare, presentarsi alla ribalta  | venire, salire alla ribalta, (fig.) divenire noto, aver successo | le luci della ribalta, (fig.) l'attività, la vita teatrale.
ribaltabile   agg.  che si può ribaltare: piano, sedile, cassone ribaltabile   s.m.  pianale o cassone di un autocarro che può essere ribaltato per scaricare rapidamente il materiale trasportato; anche, l'autocarro provvisto di tale pianale o cassone.
ribaltamento   s.m.  il ribaltare, il ribaltarsi, l'essere ribaltato.
ribaltare   v. tr.  far assumere una posizione opposta a quella normale; capovolgere, rovesciare, mandare sottosopra: ribaltare un tavolo, un secchio; ribaltare il sedile di un'automobile, abbassarne lo schienale fino a ottenere un piano orizzontale; ribaltare il pianale, il cassone di un autocarro, inclinarlo quasi verticalmente, per scaricare velocemente il materiale trasportato | (fig.) modificare completamente: ribaltare la situazione  | v. intr.  [aus. essere], ribaltarsi v. rifl.  rivoltarsi, andare sottosopra (detto spec. di veicoli): l'automobile (si) è ribaltata. 
ribaltatura   s.f.  (non com.) ribaltamento.
ribaltina   s.f.    • 1 •   dim.  di ribalta    • 2 •   piccola scrivania a ribalta    • 3 •   parte della sovraccoperta di un libro che viene ripiegata all'interno della coperta; risvolto.
ribaltone   s.m.  (fam.)    • 1 •   rovesciamento improvviso di un veicolo    • 2 •   (fig.) improvviso rovescio o dissesto: ribaltone economico, politico  | nel linguaggio giornalistico, cambio delle alleanze politiche che determina la sostituzione di una maggioranza con un'altra.
ribalzare   v. intr.  [aus. essere] (non com.)    • 1 •   balzare di nuovo    • 2 •   rimbalzare.
ribandire   v. tr.  [io ribandisco, tu ribandisci ecc.]    • 1 •   bandire di nuovo    • 2 •   (ant.) richiamare persone che erano state bandite.
ribarattare   v. tr.  barattare di nuovo.
ribassamento   s.m.  il ribassare, l'essere ribassato; ribasso.
ribassare   v. tr.  abbassare, ridurre, diminuire (spec. riferito a prezzi e valori): ribassare l'affitto, le tariffe; ribassare il prezzo della benzina  (o ribassare la benzina) | v. intr.  [aus. essere] diventare più basso, diminuire di prezzo, di valore: le quotazioni ribassano; l'oro tende a ribassare. 
ribassato   part. pass.  di ribassare   agg.  nei sign. del verbo | arco (a sesto) ribassato, (arch.) arco scemo.
ribassista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nel linguaggio della borsa, chi gioca al ribasso; chi prevede o promuove il ribasso delle quotazioni dei titoli.
ribasso   s.m.  il ribassare, l'essere ribassato; diminuzione di prezzo, di valore (opposto a rialzo): ribasso del grano, dell'oro; ribasso dei titoli in borsa; fare un ribasso, praticare uno sconto sul prezzo di una merce | essere in ribasso, calare di prezzo; (fig.) perdere notorietà, prestigio, seguito: le azioni siderurgiche sono in ribasso; un uomo politico, un'ideologia in ribasso  | giocare al ribasso, nel linguaggio della borsa, vendere a termine e allo scoperto, confidando in una diminuzione del corso dei titoli.
ribastonare   v. tr.  [io ribastóno ecc.] bastonare di nuovo.
ribattere   v. tr.    • 1 •   battere di nuovo o ripetutamente: ribattere un tappeto  | ribattere una nota, (mus.) ripeterla    • 2 •   riscrivere a macchina: ribattere una parola, una pagina    • 3 •   battere di rimando, respingere: ribattere la palla; ribattere un colpo, rintuzzarlo    • 4 •   ribadire: ribattere un chiodo  | ribattere una cucitura, rinforzarla con una seconda cucitura dopo avere ripiegato in dentro l'orlo    • 5 •   confutare, contraddire: ribattere gli argomenti dell'avversario  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   battere di nuovo: ribattere sullo stesso punto    • 2 •   insistere: a forza di ribattere l'ho convinto; batti e ribatti l'ho spuntata    • 3 •   replicare, rimbeccare: è sempre pronto a ribattere  | ribattersi v. rifl.  e rifl. rec.  battersi nuovamente.
ribattezzare   v. tr.  [io ribattézzo ecc.]    • 1 •   battezzare di nuovo    • 2 •   (fig.) chiamare con un nuovo nome: la città di littoria fu ribattezzata latina nel 1945. 
ribattimento   s.m.  (rar.) il ribattere, l'essere ribattuto.
ribattino   s.m.    • 1 •   denominazione del chiodo per lamiere quando è di piccolo diametro e viene ribadito a freddo    • 2 •   in selleria, pelletteria e sim., elemento metallico di giunzione costituito da due parti a testa larga, maschio e femmina, che vengono serrate a freddo.
ribattitura   s.f.    • 1 •   operazione del ribattere: la ribattitura dei chiodi; la ribattitura di una cucitura    • 2 •   punto con cui si cuciono due lembi di stoffa sovrapposti.
ribattuta   s.f.    • 1 •   il ribattere    • 2 •   (sport) nei giochi con la palla, colpo con cui si rinvia la palla | nel tennis, colpo di risposta al servizio    • 3 •   ribattuta di gola, (mus.) sorta di trillo, usato come abbellimento musicale.
ribeca   ant. ribeba, rubeca, s.f.  (mus.) strumento ad arco medievale, probabilmente introdotto in europa dagli arabi e usato soprattutto da menestrelli e trovatori: recata la ribeba, con gran diletto di tutta la brigata cantò più canzoni con essa  (boccaccio dec.  ix, 5).
ribechista   s.m.  [pl. -sti] sonatore di ribeca.
ribellagione    ⇨ ribellazione.
ribellamento   s.m.  (ant. , lett.) ribellione: la vita dell'italia... era un ribellamento a quell'azione  (carducci).
ribellante   part. pres.  di ribellare   agg.  (ant. , lett.) ribelle: perch'io fu' ribellante alla sua legge  (dante inf.  i, 125).
ribellare   ant. rebellare, rubellare, v. tr.  [io ribèllo ecc] (rar.) indurre qualcuno a disobbedire all'autorità costituita, a sollevarsi contro di essa: ghino di tacco... ribellò radicofani alla chiesa di roma  (boccaccio dec.  x, 2) | ribellarsi v. rifl.    • 1 •   insorgere, sollevarsi contro un'autorità costituita: i nobili si ribellarono al re; i milanesi si ribellarono contro gli austriaci    • 2 •   (estens.) opporsi risolutamente o violentemente; rifiutare di sottomettersi: ribellarsi alle prepotenze, alle ingiustizie  | dissentire aspramente; rivoltarsi: sentendo quelle calunnie mi ribellai. 
ribellazione   o ribellagione, rubellazione, s.f.  (ant.) ribellione.
ribelle   ant. rebelle, rebello, ribello, rubello, agg.    • 1 •   che si ribella, che insorge: la città, la popolazione ribelle  | gli angeli ribelli, quelli che, secondo la tradizione biblica, si ribellarono a dio; i demoni    • 2 •   che rifiuta di sottomettersi; insofferente di ogni costrizione; indocile: carattere, ragazzo ribelle    • 3 •   (fig.) che resiste a ogni trattamento, a ogni cura: un ciuffo ribelle, che non si lascia pettinare; malattia ribelle, che non si lascia curare    • 4 •   (ant.) nemico, ostile: io feci il padre e 'l figlio in sé ribelli  (dante inf.  xxviii, 136)  s.m.  e f.  chi si ribella: i ribelli furono puniti. 
ribellione   ant. rebellione, s.f.  il ribellarsi contro un'autorità costituita; insurrezione, rivolta: ribellione a un tiranno; ribellione contro il regime; reprimere, domare una ribellione con la forza  | (estens.) deciso rifiuto di obbedienza, di sottomissione; atteggiamento di protesta: ribellione ai genitori; ribellione contro il destino. 
ribellismo   s.m.  tendenza a ribellarsi, soprattutto sul piano politico o anche sociale: il ribellismo giovanile del sessantotto. 
ribellista   agg.  [pl. m. -sti] (non com.) ribellistico: atteggiamento ribellista. 
ribellistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) di ribellione; dei ribelli; da ribelle: manovre ribellistiche. 
ribello    ⇨ ribelle.
ribenedire   v. tr.  [coniugato come benedire] benedire di nuovo.
ribere   v. tr.  [coniugato come bere] bere di nuovo o bere dell'altro.
ribes   s.m. invar.  (bot.) genere di piante con foglie palmate e dentate e frutti raccolti in grappolo, spontaneo nelle regioni temperate (fam.  sassifragacee) | il frutto commestibile di tale pianta, piccolo, rotondo e per lo più rosso: marmellata, sciroppo di ribes. 
ribobolaio   agg.  (non com.) che fa uso di riboboli: letteratura ribobolaia. 
ribobolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) chi fa uso di riboboli, nel parlare o nello scrivere.
ribobolo   s.m.    • 1 •   (tosc.) frase, motto popolare ed espressivo    • 2 •   nel linguaggio della critica letteraria, idiotismo toscano usato nello scrivere: una prosa infarcita di riboboli. 
riboccare   v. intr.  [io ribócco, tu ribócchi ecc. ; aus. essere  nel sign. 1, avere  nel sign. 2]    • 1 •   (ant.) traboccare, detto di liquido    • 2 •   (fig. non com.) essere pieno zeppo; traboccare: le strade riboccavano di folla. 
riboflavina   s.f.  (chim. biol.) nome chimico della vitamina b2; lattoflavina.
ribollimento   s.m.  il ribollire (anche fig.): il ribollimento del vino; ribollimento d'ira. 
ribollio   s.m.  (non com.) ribollimento intenso e continuato; lo spumeggiare e il rumore del liquido che bolle: il ribollio delle uve pigiate che fermentano. 
ribollire   v. intr.  [coniugato come bollire; aus. avere]    • 1 •   bollire di nuovo    • 2 •   bollire intensamente; per estens., fermentare, agitarsi in superficie: il mosto ribolle nei tini  | sentirsi ribollire il sangue, (fig.) essere in preda all'ira, allo sdegno    • 3 •   (fig.) manifestarsi in modo tumultuoso: gli ribollivano in testa mille pensieri    • 4 •   (fig) essere in preda a una passione o a un sentimento violento: ribollire d'ira, di rabbia, di sdegno  | v. tr.  bollire di nuovo: ribollire il latte. 
ribollita   s.f.  zuppa che si prepara con cavolo nero, fagioli secchi e altre verdure, prima cotti separatamente e poi bolliti insieme e versati su fette di pane condito con olio, sale e pepe; è un piatto popolare toscano.
ribolliticcio   s.m.  (fam.) cibo che ha assunto un sapore disgustoso per essere stato bollito più volte.
ribollitura   s.f.  il ribollire, l'essere ribollito.
ribombare    ⇨ rimbombare.
ribonucleico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. biol.) si dice dell'acido organico più noto come rna.
ribosio   s.m.  (chim. biol.) monosaccaride a cinque atomi di carbonio presente nell'acido ribonucleico.
ribosoma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) uno dei corpuscoli contenuti nel citoplasma delle cellule, che intervengono nella sintesi cellulare delle proteine.
ribotta   s.f.  (non com.) allegra riunione conviviale; baldoria, bisboccia: far ribotta. 
ribovirus   s.m. invar.  (biol.) termine generico indicante tutti i virus caratterizzati dalla presenza di rna.
ribrezzo   ant. riprezzo, s.m.    • 1 •   vivo moto di repulsione causato da una sgradevole impressione fisica o morale; intensa ripugnanza: aver ribrezzo dei serpenti, dei ragni, dei topi; provare ribrezzo alla vista del sangue; un delitto che desta, suscita, fa ribrezzo    • 2 •   (ant.) brivido: colui che... ha 'l riprezzo / de la quartana  (dante inf.  xvii, 85-86).
ribruciare   v. tr.  e intr.  [io ribrùcio ecc. ; aus. dell'intr. essere] bruciare di nuovo | ribruciarsi v. rifl.  o intr. pron.  bruciarsi di nuovo.
ribruscolare   v. tr.  [io ribrùscolo ecc.] (tosc.)    • 1 •   cogliere gli ultimi frutti rimasti sull'albero dopo la raccolta    • 2 •   (fig.) raggranellare, racimolare.
ribucare   v. tr.  e intr.  [io ribuco, tu ribuchi ecc. ; aus. dell'intr. avere] bucare di nuovo | ribucarsi v. rifl.  o intr. pron.  bucarsi nuovamente.
ribuffare   v. tr.  (ant. , lett.) percuotere; assalire violentemente: troppo è ruggier pigro a menar le mani, / troppo rinaldo il giovine ribuffa  (ariosto o. f.  xxxix, 3).
ribuscare   v. tr.  [io ribusco, tu ribuschi ecc.] (fam.) buscare di nuovo: se non la smetti, le ribuschi. 
ribussare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   bussare di nuovo    • 2 •   nel gioco del tressette, bussare due volte per avvertire il compagno che si ha il due del seme appena giocato.
ributtante   part. pres.  di ributtare   agg.  che suscita ribrezzo, repulsione; repellente: uno spettacolo ributtante; un uomo ributtante  § ributtantemente avv. 
ributtare   v. tr.    • 1 •   buttare di nuovo: ributtare la palla    • 2 •   vomitare (anche assol.): ributtare il pasto, la medicina; dopo mangiato ha immediatamente ributtato    • 3 •   (fig.) restituire: il mare ha ributtato i corpi dei naufraghi    • 4 •   respingere violentemente (anche fig.): ributtare i nemici; ributtare un'accusa  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto di pianta, rimettere germogli: l'oleandro non ha ancora ributtato  | detto di piaghe, secernere altro pus    • 2 •   (fig.) suscitare un senso di ribrezzo, di repulsione; ripugnare: la volgarità mi ributta  | ributtarsi v. rifl.  buttarsi di nuovo: ributtarsi a, sul letto per la stanchezza; ributtarsi in mare per fare un altro bagno  | ributtarsi giù, (fig.) perdersi di nuovo d'animo, ricadere nell'avvilimento.
ribuzzare   v. tr.  battere con il ribuzzo.
ribuzzo   s.m.  sorta di scalpello con punta ottusa e testa piana.
ricacciare   v. tr.  [io ricàccio ecc.]    • 1 •   cacciare, mandar via di nuovo: ricacciare di casa  | respingere con la forza: ricacciare il nemico    • 2 •   mandar giù, indietro (spec. fig.): ricacciare un urlo in gola; gli ricaccerò in gola tutti i suoi insulti, lo costringerò a ritrattarli, lo farò pentire di avermi insultato    • 3 •   rimettere: ricacciarsi le mani in tasca    • 4 •   (gerg.) tirar fuori di nuovo; restituire: dovrà ricacciare tutti i soldi che si è preso  | v. intr.  [aus. avere] detto di pianta, rimettere i germogli | ricacciarsi v. rifl.  cacciarsi, entrare di nuovo (anche fig.): ricacciarsi nel folto del bosco; ricacciarsi nei guai. 
ricadere   v. intr.  [coniugato come cadere; aus. essere]    • 1 •   cadere di nuovo (anche fig.): tentò di rialzarsi, ma ricadde sul letto; ricadere nella miseria, in una malattia, in un errore    • 2 •   cader giù, scendere verso il basso (detto di capelli o di abiti, tendaggi e sim.): i capelli le ricadevano sulle spalle; il manto ricadeva in ampie pieghe    • 3 •   tornare a terra dopo essere stato lanciato in alto: la palla ricadde oltre la siepe    • 4 •   (fig.) riversarsi, gravare su qualcuno: tutte le responsabilità ricadono su di me; il peso della famiglia ricade tutto sulle sue spalle    • 5 •   (ant.) toccare in eredità.
ricadimento   s.m.  (rar.) il ricadere; ricaduta.
ricaduta   s.f.    • 1 •   il ricadere | ricaduta radioattiva, caduta al suolo di polveri e detriti radioattivi che vengono a trovarsi sospesi nell'aria in seguito a un'esplosione nucleare o per altre cause; è lo stesso che fall out    • 2 •   (fig.) conseguenza indiretta: la ricaduta tecnologica delle ricerche spaziali    • 3 •   (med.) la ripresa di una malattia quando sembrava già prossima la guarigione: fare, avere una ricaduta; un'altra ricaduta potrebbe essergli fatale. 
ricagnato    ⇨ rincagnato.
ricalare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. essere] calare di nuovo: ricalare il secchio nel fosso; i montanari sono ricalati a valle. 
ricalcabile   agg.  che si può ricalcare: disegno ricalcabile. 
ricalcamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il ricalcare, l'essere ricalcato    • 2 •   (tecn.) ricalcatura.
ricalcare   v. tr.  [io ricalco, tu ricalchi ecc.]    • 1 •   calcare di nuovo o di più: ricalcare le scene; ricalcarsi il cappello in testa  | ricalcare le orme di qualcuno, mettere i piedi dove un altro li ha già messi; (fig.) seguirne l'esempio    • 2 •   ricopiare un disegno per mezzo della carta carbone, passando una matita o altra punta sopra i contorni    • 3 •   (fig.) seguire fedelmente un modello, un esemplare: una tragedia che ricalca la trama dell'«edipo re»    • 4 •   (tecn.) eseguire una ricalcatura.
ricalcatoio   s.m.  strumento, di solito a forma di pestello, usato in fonderia per le operazioni di formatura.
ricalcatura   s.f.    • 1 •   il ricalcare, l'essere ricalcato | copia di un disegno ottenuta per ricalco    • 2 •   (tecn.) operazione con la quale si preme un pezzo metallico nel senso della lunghezza in modo da ripiegarne le fibre e ottenere un rigonfiamento.
ricalcificare   v. tr.  [io ricalcìfico, tu ricalcìfichi ecc.] arricchire di calcio ciò che ne era impoverito | ricalcificarsi v. rifl.  ritornare ad avere il normale tenore di calcio: l'osso deve ricalcificarsi. 
ricalcificazione   s.f.  il ricalcificare, il ricalcificarsi, l'essere ricalcificato.
ricalcitramento   o recalcitramento, s.m.  (non com.) il ricalcitrare.
ricalcitrante   part. pres.  di ricalcitrare   agg.  che ricalcitra: mulo ricalcitrante  | (fig.) restio, contrario: era ricalcitrante alla proposta di partire  § ricalcitrantemente avv. 
ricalcitrare   o recalcitrare, v. intr.  [io ricàlcitro ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto di animali e spec. degli equini, impuntarsi indietreggiando o tirando calci    • 2 •   (fig.) fare opposizione, resistere ostinatamente: ricalcitrare a ogni disciplina; ho cercato di persuaderlo, ma lui ricalcitra. 
ricalco   s.m.  [pl. -chi] l'operazione del ricalcare: carta da ricalco, carta carbone | contabilità a ricalco, nella quale, per mezzo di un sistema autocopiante, le registrazioni si effettuano simultaneamente nel libro giornale e nel mastro.
ricalibrare   v. tr.  [io ricàlibro ecc.] sottoporre a ricalibratura.
ricalibratura   s.f.  operazione mediante la quale si ripristina il calibro originario dei bossoli d'artiglieria già usati.
ricalpestare   v. tr.  [io ricalpésto ecc.] calpestare di nuovo.
ricamare   v. tr.    • 1 •   decorare con motivi ornamentali un tessuto, usando ago e filo (anche assol.): ricamare un lenzuolo, un fazzoletto; ricamare a mano, a macchina; ricamare in bianco, in seta    • 2 •   (fig.) eseguire un lavoro, un'opera con particolare finezza, talora eccedendo nella cura degli aspetti formali: ricamare una miniatura, una poesia; ricamare la frase, la pagina    • 3 •   (fig.) aggiungere particolari inventati a un racconto, a una notizia ecc. (spec. assol.): ricamare su un fatto. 
ricamatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora]    • 1 •   chi ricama; chi esegue lavori di ricamo: una brava ricamatrice    • 2 •   (fig.) chi esegue un lavoro con particolare finezza o con eccessiva cura: un ricamatore di versi. 
ricamatura   s.f.  operazione del ricamare | il ricamo eseguito.
ricambiare   v. tr.  [io ricàmbio ecc.]    • 1 •   cambiare di nuovo: ricambiare l'automobile    • 2 •   contraccambiare: ricambiare l'affetto, un complimento, gli auguri  | v. intr.  [aus. essere] mutare nuovamente: il tempo ricambia  | ricambiarsi v. rifl.  cambiarsi nuovamente d'abito: vai a ricambiarti  | v. rifl.  scambiarsi: ricambiarsi le cortesie. 
ricambio   s.m.    • 1 •   il ricambiare, l'essere ricambiato: il ricambio dell'aria in un ambiente; il ricambio di una gentilezza; | dare, ricevere qualcosa in ricambio, in contraccambio | di ricambio, si dice di parti di oggetti o meccanismi che si sostituiscono in caso di usura o avaria: colletto, polsini di ricambio; pezzi di ricambio  (anche, semplicemente, ricambi : ricambi per auto)    • 2 •   scambio: ricambio del lavoro, l'insieme degli spostamenti della manodopera nei vari paesi | ricambio sociale, processo di ascesa delle classi inferiori e di decadenza delle classi superiori | ricambio politico, avvicendamento di politici ai vertici di un'organizzazione    • 3 •   (med.) l'insieme delle trasformazioni chimiche che avvengono nell'organismo, assicurando la conservazione, l'attività e il rinnovamento dei tessuti; metabolismo: malattie del ricambio, quelle che derivano dall'incompleta eliminazione dei materiali inutili o dannosi da parte dell'organismo.
ricambista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi vende pezzi di ricambio, spec. per autoveicoli o motoveicoli.
ricamminare   v. intr.  [aus. avere] camminare di nuovo | riprendere il cammino.
ricamo   s.m.    • 1 •   l'operazione, l'attività, l'arte del ricamare: scuola, corsi di ricamo; cotone da ricamo; punti di ricamo    • 2 •   lavoro eseguito su un tessuto per ornamento, seguendo un dato disegno: ricamo in bianco su tela; tovaglia con, a ricami.  dim. ricamino    • 3 •   (fig.) lavoro artistico eseguito con particolare finezza: la facciata del duomo di siena è un ricamo di marmo    • 4 •   pl.  particolari, per lo più inventati, che vengono aggiunti a una descrizione, a un resoconto e sim.: riferire una notizia con molti ricami. 
ricanalizzare   v. tr.    • 1 •   canalizzare nuovamente    • 2 •   (med.) ripristinare la pervietà di un organo cavo che si era occluso: ricanalizzare l'uretra. 
ricanalizzazione   s.f.  il ricanalizzare, l'essere ricanalizzato.
ricancellare   v. tr.  [io ricancèllo ecc.] cancellare di nuovo.
ricandidare   v. tr.  [io ricàndido ecc.] ripresentare come candidato | ricandidarsi v. rifl.  ripresentarsi come candidato: ricandidarsi per le elezioni. 
ricantare   v. tr.    • 1 •   cantare di nuovo    • 2 •   (fam.) dire e ridire con insistenza: gliel'ho ricantata in tutti i toni |  v. intr. (ant.) ritrattare; fare una palinodia, una ricantazione.
ricantazione   s.f.  (ant.) palinodia, ritrattazione.
ricapitalizzare   v. tr.  (econ.) incrementare il capitale di una società per adeguarlo all'incremento dell'attività o per ricostituirlo dopo una riduzione determinata dall'esigenza di coprire delle perdite.
ricapitalizzazione   s.f.  (econ.) il ricapitalizzare, l'essere ricapitalizzato.
ricapitare   (1) v. intr.  [io ricàpito ecc. ; aus. essere] capitare di nuovo: speriamo che non ricapiti più; se ricapiti a milano, vieni a trovarmi. 
ricapitare   (2) e deriv.   ⇨ recapitare e deriv. 
ricapitolare   rar. recapitolare, v. tr.  [io ricapìtolo ecc.] riassumere per sommi capi; riepilogare: ricapitolare gli argomenti trattati. 
ricapitolazione   s.f.  il ricapitolare; riepilogo: fare una breve ricapitolazione della materia. 
ricardiano   agg.  che si riferisce all'economista inglese david ricardo (1772-1823) o alle sue teorie, ai suoi scritti  s.m.  [f. -a] seguace delle teorie economiche di ricardo.
ricarica   s.f.  il ricaricare, l'essere ricaricato: la ricarica di un fucile; orologio a ricarica automatica. 
ricaricamento   s.m.  il ricaricare, l'essere ricaricato; ricarica.
ricaricare   v. tr.  [io ricàrico, tu ricàrichi ecc.] caricare di nuovo: ricaricare i pacchi sul furgone; ricaricare un'arma da fuoco; ricaricare l'orologio, la pipa  | ricaricare un accumulatore, (elettr.) collegarlo a una sorgente di corrente continua che induca nel suo interno una serie di reazioni elettrochimiche atte a rimetterlo in grado di fornire autonomamente corrente elettrica | (fig.) dare nuova forza, nuova energia: la buona notizia l'ha ricaricato  | ricaricarsi v. rifl.  o intr. pron.  caricarsi di nuovo (anche fig.): ricaricarsi di lavoro; dopo il successo s'è ricaricato. 
ricarico   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il ricaricare; ciò che è stato ricaricato    • 2 •   (comm.) il valore percentuale aggiuntivo del costo di una merce che costituisce l'utile del venditore.
ricascare   v. intr.  [io ricasco, tu ricaschi ecc. ; aus. essere] (fam.) cascare di nuovo; ricadere (anche fig.): ricascare sul tappeto; ricascare in un errore, nel proprio vizio; ricascare negli stessi discorsi  | ricascarci, (fig.) ricadere nello stesso errore; anche, farsi ingannare di nuovo: nonostante l'avessimo avvertito, ci è ricascato. 
ricasco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   (non com.) ciò che ricasca; drappeggio che si lascia pendere per ornamento: i ricaschi di una tenda    • 2 •   essere, stare, vivere a ricasco di qualcuno, (region.) vivere alle sue spalle, sfruttandolo; anche, seguirne passivamente le direttive.
ricasso   s.m.  parte dell'impugnatura della spada da scherma o del fioretto che è tenuta dalle prime tre dita della mano.
ricattabile   agg.  che può essere ricattato.
ricattare   v. tr.    • 1 •   estorcere a qualcuno denaro, favori, vantaggi con la minaccia di rivelazioni compromettenti o di altre azioni che lo danneggino    • 2 •   (scherz.) chiedere qualcosa in modo che non si possa rifiutare    • 3 •   (ant.) riscattare | ricattarsi v. rifl.  (lett.) vendicarsi: ricattarsi delle sofferte prepotenze  (nievo).
ricattato   part. pass.  di ricattare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è fatto oggetto di un ricatto.
ricattatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi ricatta.
ricattatorio   agg.  che costituisce un ricatto; che ha il fine di ricattare: lettera ricattatoria; discorso ricattatorio  § ricattatoriamente avv. 
ricatto   s.m.    • 1 •   il ricattare, l'essere ricattato (anche scherz.): fare, subire un ricatto; cedere a un ricatto; ricatto morale    • 2 •   (ant. , pop.) riscatto.
ricavabile   agg.  che può essere ricavato.
ricavalcare   v. tr.  e intr.  [io ricavàlco, tu ricavalchi ecc. ; aus. dell'intr. avere] cavalcare di nuovo.
ricavare   v. tr.    • 1 •   (non com.) cavare di nuovo    • 2 •   cavare fuori; trarre, produrre, ottenere attraverso un intervento, un'operazione, una modifica: alberi da cui si ricava la gomma; ricavare una stanzetta da un sottoscala; ricavare un cunicolo nella roccia    • 3 •   far derivare; dedurre: ricavare una regola; ricavare una conclusione da una premessa    • 4 •   ottenere un ricavo, un provento, un utile (anche fig.): ho ricavato poco dalla vendita dei libri usati; che cosa hai ricavato da tanti anni di attesa?. 
ricavato   part. pass.  di ricavare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   somma, denaro che si ricava da una vendita o da altre iniziative    • 2 •   (fig.) frutto, ricavo: ecco il ricavato di tante fatiche!. 
ricavo   s.m.    • 1 •   (non com.) operazione del cavare fuori: impianti di ricavo, per cavare pietre, argilla ecc.    • 2 •   l'ammontare dei pagamenti che l'impresa ottiene dalla vendita di beni e servizi: ricavo totale; ricavo unitario; ricavo marginale, aumento del ricavo totale dell'impresa derivante dall'aumento di un'unità della quantità venduta    • 3 •   (fig.) utilità, provento.
ricchezza   s.f.    • 1 •   l'essere ricco; la condizione di chi è ricco di beni materiali: un uomo di eccezionale ricchezza; aspirare alla ricchezza  | (fig.) abbondanza di beni non materiali, di doti morali, intellettuali: ricchezza interiore, dello spirito; ricchezza di fantasia, di idee, di linguaggio    • 2 •   (econ.) ogni bene materiale e immateriale che può essere scambiato con altri beni o con denaro e che è atto a produrre reddito; anche, il possesso di una grande quantità di tali beni    • 3 •   (estens.) ciò che una persona possiede e a cui attribuisce gran valore: questa casetta è tutta la mia ricchezza; i figli sono la sua ricchezza    • 4 •   patrimonio naturale o spirituale di un luogo, di un paese: le ricchezze minerarie del sudafrica; le ricchezze artistiche dell'italia    • 5 •   abbondanza; varietà: ricchezza di materie prime; narrare un fatto con ricchezza di particolari. 
ricchione    ⇨ recchione.
ricciaia   s.f.    • 1 •   luogo dove vengono raccolte le castagne, ancora racchiuse nei ricci, perché maturino    • 2 •   mucchio di ricci di castagno.
ricciarello   s.m.  piccolo dolce senese di pasta di mandorle a forma di losanga.
riccio   (1) agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   che è avvolto su sé stesso in modo da formare anelli: capelli ricci; cane a pelo riccio  | ricciuto: un bambino riccio    • 2 •   (estens.) ondulato, increspato, non liscio: insalata riccia, varietà di indivia con foglie crespe  s.m.    • 1 •   ciocca di capelli o di peli avvolti a forma di stretta voluta: ha la testa piena di ricci  | prov.  : ogni riccio un capriccio, si dice riferendosi a persona molto capricciosa. dim. ricciolo    • 2 •   (estens.) ogni cosa a forma di riccio: ricci di legno, trucioli; ricci di burro, pezzetti di burro arricciati con un apposito utensile, usati per colazioni, antipasti ecc.; i ricci della grattugia, i rialzi intorno ai buchi | (mus.) estremità superiore del manico degli strumenti della famiglia del violino, a forma di voluta; codolo    • 3 •   pl.  confetti coperti di uno strato ottenuto con gocce di zucchero    • 4 •   riccio di dama, (bot.) martagone.
riccio   (2) s.m.    • 1 •   piccolo mammifero insettivoro col dorso ricoperto di aculei, che si arrotola a palla in caso di pericolo; porcospino | (fig.) persona chiusa, diffidente, sempre pronta a difendersi: essere un riccio; chiudersi come un riccio, a riccio    • 2 •   riccio (di mare), animale marino commestibile dal corpo globoso ricoperto di piastre calcaree irte di aculei (cl.  echinoidei)    • 3 •   involucro spinoso delle castagne.
ricciola   s.f.  (zool.) pesce di colore bruno argenteo con pelle non squamata, comune nei nostri mari; ha carni di buona qualità (ord.  perciformi).
ricciolina   s.f.    • 1 •   (fam.) bambina dai capelli ricci    • 2 •   indivia riccia.
ricciolino   s.m.    • 1 •   dim.  di ricciolo    • 2 •   (fam.) bambino dai capelli ricci  agg.  riccio, ricciuto: indivia ricciolina; bimbo ricciolino. 
ricciolo   s.m.  riccio di capelli. dim. riccioletto, ricciolino  accr. ricciolone   agg.  (non com.) ricciuto.
ricciolone   s.m.  [f. -a] bambino o ragazzo che ha i cappelli lunghi e ricci.
riccioluto   agg.    • 1 •   riccio: capelli riccioluti; testa riccioluta    • 2 •   ricciuto: un bambino riccioluto. 
ricciotto   (1) agg.  (non com.) alquanto riccio.
ricciotto   (2) s.m.  (non com.) il piccolo del riccio.
ricciuto   agg.  che ha i capelli ricci: testa ricciuta; bimbo ricciuto  | riccio: capelli ricciuti; barba ricciuta; indivia ricciuta, ricciolina. dim. ricciutello. 
ricco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   che possiede beni e mezzi di sussistenza in misura superiore alla media, in abbondanza (si oppone a povero): un ricco possidente; una famiglia ricca; ricco a milioni, a miliardi  | città ricca, fiorente per attività industriali e commerciali | paese ricco, stato economicamente prospero    • 2 •   che ha abbondanza di qualcosa: giornale ricco di notizie; paese ricco di bellezze naturali, di materie prime; un ragazzo ricco di fantasia, d'ingegno, di cuore  | gonna ricca, ampia | terra ricca, assai fertile | vegetazione ricca, lussureggiante | fantasia, immaginazione ricca, vivace, fervida    • 3 •   che è segno di ricchezza; lussuoso, sfarzoso: un ricco palazzo; un ricco addobbo; una ricca festa  | in loc. dell'uso fam.: fare un ricco pranzo, abbondante e gustoso; farsi una ricca dormita, lunga e indisturbata    • 4 •   che ha grande valore: un ricco gioiello  | lauto: una ricca mancia    • 5 •   che procura ricchezza; lucroso: un ricco matrimonio; una professione ricca   s.m.  [f. -a] persona ricca economicamente. accr. riccone  pegg. riccaccio, riccastro  § riccamente avv.  con ricchezza | lussuosamente, magnificamente: una mensa riccamente imbandita. 
riccometro   s.m.  nel linguaggio giornalistico, serie di indici e parametri che definiscono il tenore di vita del contribuente, consentendo al fisco di attribuire a lui un reddito presunto.
ricedere   v. tr.  e intr.  [coniugato come cedere; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   cedere di nuovo    • 2 •   cedere a qualcuno ciò che ci è stato ceduto da altri.
ricelebrare   v. tr.  [io ricèlebro ecc.] celebrare nuovamente: ricelebrare un matrimonio con diverso rito. 
ricenare   v. intr.  [io ricéno ecc. ; aus. avere] cenare nuovamente.
ricensurare   v. tr.  censurare di nuovo.
ricentrare   v. tr.  [io ricèntro ecc.] centrare nuovamente: ricentrare il bersaglio. 
riceppare   v. tr.  [io ricéppo ecc.] in arboricoltura, tagliare le piante al colletto.
riceppatura   s.f.  in arboricoltura, l'operazione del riceppare.
ricerca   s.f.    • 1 •   il ricercare, l'essere ricercato: fare, svolgere una ricerca; ricerca accurata, lunga, vana, infruttuosa; essere, mettersi alla ricerca di qualcuno, di qualcosa    • 2 •   indagine sistematica volta ad accrescere le cognizioni che si posseggono in una disciplina: ricerca storica, filologica, scientifica  | ricerca di mercato, condotta per valutare le possibilità di vendita di un prodotto | ricerca sul campo, che si svolge raccogliendo direttamente i dati nelle situazioni concrete su cui si indaga e non traendoli da precedenti ricerche o teorie | ricerca operativa, metodologia che applica modelli matematici all'analisi dei processi di decisione nella gestione aziendale, in campo militare ecc.
ricercamento   s.m.  (rar.) il ricercare.
ricercare   v. tr.  [io ricérco, tu ricérchi ecc.]    • 1 •   cercare di nuovo: cerca e ricerca, qualcosa si è trovato    • 2 •   cercare con cura, con particolare impegno per trovare, per scoprire, per conoscere; indagare: ricercare una persona scomparsa; ricercare la refurtiva, le ragioni del delitto; ricercare le cause di un fenomeno; ricercare la verità; ricercare dentro di sé  | ricercare le parole, sceglierle con molta cura    • 3 •   (lett.) cercar dentro, penetrare, frugare: per colmarmi di doglia e di desire / e ricercarmi le medolle e gli ossi  (petrarca canz.  clv, 7-8)    • 4 •   (lett.) di corde di strumenti, toccarle per trarne suoni: ei le corde / ne ricercava con maestre dita  (pindemonte)    • 5 •   (ant.) chiedere per sapere    • 6 •   (ant.) esigere, volere, richiedere: non si possono governare i sudditi sanza severità perché la malignità degli uomini ricerca così  (guicciardini)  s.m.  (mus.) composizione strumentale di forma libera, in stile contrappuntistico, tipica dei secc. xvi e xvii.
ricercatezza   s.f.    • 1 •   l'essere ricercato; raffinatezza, eleganza, anche eccessiva e leziosa: ricercatezza nel vestire, nel parlare; ricercatezza di modi, di espressione    • 2 •   spec. pl.  atto, modo di dire ricercato: le ricercatezze salottiere; un discorso pieno di ricercatezze. 
ricercato   part. pass.  di ricercare   agg.    • 1 •   che è oggetto di ricerca, di indagini: la polizia arrestò due persone ricercate    • 2 •   apprezzato, richiesto da molti per le sue qualità: un medico, un avvocato ricercato; un prodotto ricercato    • 3 •   che è scelto con cura, talora eccessiva; elegante, raffinato; anche, manierato, affettato: essere ricercato nel vestire; esprimersi in modo ricercato; maniere, frasi ricercate  s. m.  [f. -a] persona cercata dalle autorità giudiziarie in relazione a crimini: il ricercato è riuscito a sottrarsi alla cattura  § ricercatamente avv.  con ricercatezza.
ricercatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi ricerca; chi fa ricerche, spec. scientifiche | specifica figura prevista dall'ordinamento universitario italiano, con prevalenti compiti di ricerca; la persona che lo ricopre    • 2 •   apparecchio per ricercare: ricercatore di mine. 
ricernere   v. tr.  [coniugato come cernere] (lett.)    • 1 •   cernere di nuovo    • 2 •   chiarire, illustrare: hai voler che si ricerna /... / lo dicer mio  (dante par.  xi, 22-24).
ricetrasmettitore   s.m.  (telecom.) apparecchio radio in grado sia di ricevere sia di trasmettere segnali | usato anche come agg.  [f. -trice]: apparecchio ricetrasmettitore. 
ricetrasmissione   s.f.  (telecom.) ricezione e trasmissione di segnali mediante un ricetrasmettitore.
ricetrasmittente   agg.  e s.f.  si dice di apparecchio radio capace di ricevere e trasmettere; ricetrasmettitore.
ricetta   s.f.    • 1 •   prescrizione scritta con cui il medico indica la medicina che il paziente deve prendere e la relativa posologia: fare, scrivere una ricetta; un farmaco da vendersi solo dietro presentazione di ricetta medica    • 2 •   (estens. , fig.) rimedio: una prodigiosa ricetta per la tosse; un buon libro è un'ottima ricetta contro la noia    • 3 •   indicazione degli ingredienti, del loro dosaggio e del modo di impiegarli per preparare una vivanda o altro: ricette di cucina; la ricetta per la torta di mele; la ricetta dell'anitra all'arancia; chiedere, farsi dare una ricetta.  dim. ricettina. 
ricettacolo   ant. recettacolo, s.m.    • 1 •   luogo, oggetto in cui si raccoglie o si annida qualcosa: tutti quei ninnoli nella bacheca sono un ricettacolo per la polvere  | luogo di raccolta di persone, generalmente poco raccomandabili: quel quartiere è un ricettacolo di malviventi    • 2 •   (bot.) parte ingrossata dell'asse fiorale su cui sono inseriti sepali, petali, stami e pistilli.
ricettare   (1) ant. recettare, v. tr.  [io ricètto ecc.]    • 1 •   (ant. , lett.) dare ricetto; accogliere, ospitare: e bella / e santa fanno al peregrin la terra / che le ricetta  (foscolo sepolcri  152-154)    • 2 •   (dir.) venire in possesso di qualcosa mediante ricettazione.
ricettare   (2) v. tr.  [io ricètto ecc.] (non com.) prescrivere con ricetta medica: ricettare un ricostituente. 
ricettario   s.m.    • 1 •   raccolta di ricette: ricettario di pasticceria    • 2 •   blocchetto di fogli su cui i medici scrivono le ricette.
ricettatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (ant.) chi dà ricetto    • 2 •   (dir.) chi commette il reato di ricettazione.
ricettazione   (1) s.f.    • 1 •   (ant.) il dare ricetto    • 2 •   (dir.) reato commesso da chi acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, al fine di ricavarne un profitto.
ricettazione   (2) s.f.  (non com.) compilazione di ricette mediche.
ricettività   o recettività, s.f.    • 1 •   (filos.) capacità del soggetto di ricevere impressioni tramite i sensi    • 2 •   (estens.) capacità di imparare, inclinazione all'apprendimento: una scolaresca dotata di molta ricettività    • 3 •   (med.) attitudine di un individuo a contrarre un'infezione    • 4 •   (telecom.) attitudine di un apparecchio o di un'antenna ricevente a captare le onde elettromagnetiche: televisore ad alta ricettività    • 5 •   capacità di un paese, una regione o una località di accogliere e ospitare forestieri, visitatori, turisti: ricettività alberghiera. 
ricettivo   o recettivo, agg.  atto a ricevere; dotato di ricettività: capacità, intelligenza ricettiva  § ricettivamente avv. 
ricetto   s.m.    • 1 •   (lett.) casa, abitazione: avendo un suo ricetto vicino ad una strada  (boccaccio dec.  x, 3) | (estens.) ricovero, rifugio; accoglienza: dare ricetto, accogliere, ospitare    • 2 •   nel medioevo, complesso di costruzioni recintate da mura, in cui si rifugiavano gli abitanti delle campagne in casi di pericolo; se ne conservano esempi soprattutto in piemonte.
ricettore    ⇨ recettore.
ricevente   part. pres.  di ricevere   agg.    • 1 •   che riceve    • 2 •   (telecom.) si dice di apparecchio atto a ricevere e rivelare segnali elettromagnetici  s.m.  e f.    • 1 •   (burocr.) chi riceve; destinatario: firma del ricevente    • 2 •   (ling.) nella comunicazione, chi riceve e decodifica un messaggio espresso secondo le regole di un determinato codice.
ricevere   v. tr.  [io ricévo ecc.]    • 1 •   prendere, accettare o subire ciò che viene dato o fatto da altri: ricevere un pacco; ricevere una cattiva notizia; i tessuti ricevono un trattamento antitarmico; ricevere i sacramenti; ricevere un favore, un'ingiustizia; ricevere in consegna, in cambio, in prestito, in dono    • 2 •   trarre: ricevere conforto, giovamento, danno    • 3 •   recepire in sé qualcosa che venga dall'esterno: il mare riceve le acque dei fiumi; la stanza riceve luce da due grandi finestre    • 4 •   accogliere; in partic., far entrare in casa o nel proprio ufficio chi viene in visita o chiede di conferire (anche assol.): andarono a riceverlo alla stazione; lo ricevette a braccia aperte; ricevere gli ospiti in salotto; il direttore la riceverà subito; il medico oggi non riceve, non visita | ammettere: essere ricevuto in un circolo    • 5 •   (telecom.) trasformare in segni grafici, in immagini visive o in vibrazioni sonore l'energia elettromagnetica (anche assol.): questa radio riceve bene. 
ricevibile   agg.  (non com.) che si può ricevere.
ricevimento   s.m.    • 1 •   il ricevere, l'essere ricevuto: l'orario di ricevimento di un ufficio; raccomandata con avviso di ricevimento, con ricevuta di ritorno    • 2 •   accoglienza onorevole a persone di riguardo: il ricevimento di un capo di stato estero  | ammissione di un nuovo membro in una comunità: presenziare al ricevimento dei nuovi soci    • 3 •   trattenimento a cui si invitano più persone: dare, offrire un ricevimento; invitare a un ricevimento; un ricevimento per, di cinquanta persone. 
ricevitore   agg.  [f. -trice] che riceve  s.m.    • 1 •   (burocr.) chi ha il compito di riscuotere somme di denaro per conto di enti pubblici o privati: ricevitore del lotto, del totocalcio    • 2 •   (telecom.) apparecchio ricevente | ricevitore telefonico, quello che ritrasforma gli impulsi elettrici generati dal microfono in vibrazioni sonore percepibili dall'orecchio umano | ricevitore telegrafico, dispositivo atto a ricevere e a trasformare in segni grafici convenzionali gli impulsi elettrici | ricevitore radar, elemento di un impianto radar, caratterizzato da altissima sensibilità, al quale vengono avviati gli echi riflessi dal bersaglio    • 3 •   nel baseball, giocatore che prende la palla mancata dal battitore; catcher, prenditore [ill. baseball].
ricevitoria   s.f.  (burocr.) sede di chi svolge funzioni di ricevitore: ricevitoria del lotto, dove si accettano le giocate.
ricevuta   s.f.  scritto con cui si attesta di aver ricevuto una prestazione o un oggetto o una somma: firmare, rilasciare una ricevuta; la ricevuta di una raccomandata, di un versamento; ricevuta fiscale; ricevuta di ritorno, nel linguaggio postale, cartoncino allegato a una lettera raccomandata che, firmato dal destinatario, torna al mittente come prova dell'avvenuta ricezione; avviso di ricevimento | accusare ricevuta di qualcosa, dichiarare di averla ricevuta. dim. ricevutina. 
ricevuto   part. pass.  di ricevere   agg.  nei sign. del verbo | per grazia ricevuta, iscrizione che viene apposta solitamente sugli ex voto  s.m.    • 1 •   (non com.) ciò che è stato ricevuto    • 2 •   nelle trasmissioni via radio, formula che indica l'avvenuto ricevimento di un messaggio: dare il ricevuto. 
ricezione   meno com. recezione, s.f.    • 1 •   (non com.) il ricevere: la ricezione di una merce    • 2 •   (telecom.) il ricevere un segnale elettromagnetico emanato da un'emittente: ricezione telefonica, televisiva    • 3 •   (sport) nella pallavolo, il tocco di palla con cui si riceve la battuta della squadra avversaria    • 4 •   assimilazione di un elemento culturale | fortuna di un'opera artistica o letteraria presso un determinato pubblico.
richiamabile   agg.  che può essere richiamato.
richiamare   v. tr.    • 1 •   chiamare di nuovo: prova a richiamarlo, forse ti sentirà  | richiamare alle armi, chiamare nuovamente in servizio chi ha già compiuto il servizio di leva    • 2 •   chiamare indietro; far tornare (anche fig.): richiamare in patria; richiamare alla mente, alla memoria; richiamare qualcuno all'ordine, alla disciplina  | richiamare in vita, (fig.) far tornare a vivere: richiamare in vita antiche usanze  | richiamare una cambiale, ordinare alla banca, cui la cambiale è stata presentata per l'incasso, di non chiederne il pagamento e di restituirla | richiamare le truppe, (mil.) ritirarle da una data località    • 3 •   far accorrere; attirare (anche fig.): uno spettacolo che richiama un gran pubblico; la luce richiama le falene; richiamare l'attenzione di qualcuno (su qualcosa)    • 4 •   rimproverare: richiamare un dipendente, un alunno    • 5 •   citare, riportare, ricordare: mi si conceda di richiamare dante  | richiamarsi v. rifl.    • 1 •   fare riferimento, rifarsi a qualcosa: richiamarsi alle disposizioni di legge    • 2 •   (lett.) dolersi: la sposa ecco di tereo / canta tra i verdi rami / né par che omai del barbaro / marito si richiami  (carducci).
richiamata   s.f.    • 1 •   (rar.) il richiamare; richiamo    • 2 •   (aer.) manovra con cui un aeroplano si rimette in linea di volo dopo una picchiata.
richiamato   part. pass.  di richiamare   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi, avendo già compiuto il normale servizio di leva, viene nuovamente chiamato sotto le armi.
richiamo   s.m.    • 1 •   il richiamare (anche fig.): richiamo alle armi; richiamo alla realtà, all'obbedienza, all'ordine  | (iniezione di) richiamo, (med.) nelle vaccinazioni, somministrazione di una dose successiva alla prima, necessaria per consolidare la condizione immunitaria    • 2 •   suono, voce, segno, gesto con cui si richiama l'attenzione di qualcuno: udire un disperato richiamo; accorrere ai richiami di qualcuno    • 3 •   attrazione, allettamento: il richiamo della natura, della terra d'origine; fare, servire da richiamo  | uccelli di richiamo  (o richiami), quelli usati nell'uccellagione per attirare gli altri uccelli | il richiamo della foresta, (scherz.) desiderio di evadere dalla civiltà e di vivere in modo primitivo a contatto della natura (dal titolo di un famoso romanzo di j. london)    • 4 •   riferimento: fare richiamo alle norme vigenti    • 5 •   in un testo, segno che rimanda a una nota: un asterisco di richiamo  | nei manoscritti e nelle prime stampe, chiamata.
richiedente   part. pres.  di richiedere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  (burocr.) chi fa una richiesta, per lo più scritta, di documenti o altro.
richiedere   v. tr.  [coniugato come chiedere]    • 1 •   chiedere di nuovo; chiedere con premura e risolutezza; chiedere con insistenza: gliel'ho chiesto e richiesto inutilmente; richiedere aiuto, soccorso    • 2 •   chiedere, ricercare per comprare: le calzature italiane sono richieste all'estero    • 3 •   chiedere per sapere; domandare: mi hanno richiesto nome e cognome    • 4 •   chiedere in restituzione: gli ho richiesto il denaro che gli avevo prestato    • 5 •   (burocr.) fare una richiesta, spec. di documenti: richiedere il passaporto, una licenza    • 6 •   volere, esigere: un lavoro che richiede grande impegno; i requisiti che si richiedono per un concorso    • 7 •   (ant.) citare in tribunale.
richieditore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi richiede; richiedente.
richiesta   s.f.    • 1 •   il richiedere; domanda in genere: fare, accettare, rifiutare una richiesta; richiesta di matrimonio, di manodopera, di aumenti salariali  | a, dietro, su richiesta di, in seguito alla domanda di: si rilascia la presente dichiarazione a richiesta dell'interessato; lo spettacolo sarà replicato a richiesta del pubblico, a generale richiesta  | fermata a richiesta, dove il conducente di un mezzo pubblico è obbligato a fermarsi soltanto se lo richiede qualcuno dei passeggeri    • 2 •   ciò che si vuole in cambio di un servizio; ciò che si richiede come prezzo di una merce: la sua richiesta mi sembra eccessiva    • 3 •   (burocr.) domanda scritta rivolta a ottenere il rilascio di un documento o l'autorizzazione per qualcosa; anche, il foglio che la contiene: presentare una richiesta in carta bollata. 
richiesto   part. pass.  di richiedere   agg.  che è oggetto di richiesta: un prodotto assai richiesto, che molti desiderano acquistare; molto ricercato.
richinare   v. tr.  (non com.)    • 1 •   chinare di nuovo: richinare il capo    • 2 •   far chinare: quella reverenza... /... / mi richinava come l'uom ch'assonna  (dante par.  vii, 13-15) | richinarsi v. rifl.  (non com.) chinarsi nuovamente.
richino   agg.  (lett.) chinato, inclinato; incurvato.
richiudere   v. tr.  [coniugato come chiudere]    • 1 •   chiudere di nuovo: aprì gli occhi e li richiuse  | chiudere qualcosa che normalmente non è aperto: richiudere il cassetto    • 2 •   (lett.) racchiudere; delimitare: e ciò non pensa la turba presente / che tagliamento e adice richiude  (dante par.  ix, 43-44) | richiudersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   chiudersi di nuovo (anche fig.): la porta si richiuse dietro di lui; si richiuse in sé stesso    • 2 •   detto di ferita, rimarginarsi.
richiudimento   s.m.  (rar.) il richiudere.
richiusura   s.f.  (non com.) il richiudere, il richiudersi, l'essere richiuso.
riciclabile   agg.  che si può riciclare: rifiuti riciclabili. 
riciclabilità   s.f.  l'essere riciclabile.
riciclaggio   s.m.    • 1 •   (tecn.) ricupero di materiali o di sostanze di scarto o di rifiuto riutilizzabili in un nuovo ciclo produttivo: il riciclaggio della carta, del vetro, dei rifiuti solidi urbani  | riciclaggio dell'acqua, la riutilizzazione di quella già usata in operazioni di lavaggio, di raffreddamento ecc. | riciclaggio dei gas di combustione, il loro sfruttamento per produrre altro calore ed energia    • 2 •   (estens.) insieme di politiche che mirano a reimpiegare risorse altrimenti inutilizzate: il riciclaggio della manodopera in eccedenza  | riciclaggio dei petrodollari, insieme di politiche dirette a favorire l'impiego delle eccedenze valutarie accumulate dopo il 1973 dai paesi esportatori di petrolio nei paesi in deficit | riciclaggio del denaro (sporco), nel linguaggio giornalistico, l'insieme delle operazioni con le quali la criminalità organizzata impiega in attività economico-finanziarie legali il denaro ricavato da attività criminose.
riciclare   v. tr.  sottoporre a riciclaggio; rimettere in circolazione, riutilizzare | riciclarsi v. rifl.  adattarsi a condizioni mutate in modo da mantenere intatti posizione e vantaggi.
riciclato   part. pass.  di riciclare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] persona che è riuscita a riciclarsi: i riciclati della politica. 
riciclo   s.m.  (non com.) riciclaggio.
ricidere    ⇨ recidere.
ricimatura   s.f.  (agr.) operazione consistente nel recidere i piccoli rami che rispuntano talora dopo la cimatura di una pianta: ricimatura della vite. 
ricingere   v. tr.  [coniugato come cingere]    • 1 •   cingere di nuovo: ricingere la spada    • 2 •   (tosc.) recingere.
ricinina   s.f.  (chim.) alcaloide derivato dalla piridina, presente nei semi e nelle foglie del ricino comune.
ricino   s.m.  pianta arborea o arbustacea originaria dell'africa tropicale, con larghe foglie palmate e fiori in racemi; dai semi si estrae un olio usato un tempo come purgante e oggi in varie lavorazioni industriali (fam.  euforbiacee).
ricinoleico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un ossiacido organico alifatico insaturo a diciotto atomi di carbonio, presente in natura sotto forma di gliceride nell'olio di ricino: acido ricinoleico. 
ricinto    ⇨ recinto.
ricircolare   v. intr.  [io ricìrcolo ecc. ; aus. avere] tornare nuovamente a circolare.
ricircondare   v. tr.  [io ricircóndo ecc.] circondare di nuovo.
rickettsia   s.f.  (biol.) genere di batteri patogeni cui appartiene l'agente del tifo esantematico.
rickettsiosi   s.f.  (med.) malattia provocata da un microrganismo del genere rickettsia.
riclassificazione   s.f.  nuova classificazione, fatta in base a criteri diversi dalla precedente.
ricocere    ⇨ ricuocere.
ricocitura   s.f.  (non com.) ricottura.
ricogliere   v. tr.  [coniugato come cogliere]    • 1 •   cogliere di nuovo, sorprendere una seconda volta: se ti ricolgo a rubare, te ne pentirai!    • 2 •   (ant. , lett.) raccogliere: ricogliendo le sue sparte fronde, / dietro le vo pur così passo passo  (petrarca canz.  cccxxxiii, 7-8) | (fig.) comprendere, capire: queste parole, se ricolte / l'hai come dei, è l'argomento casso  (dante par.  iv, 88-89)    • 3 •   (ant.) accogliere: benignamente fu' da lui ricolto  (dante purg.  ii, 102) | ricogliersi v. rifl.  (ant.) rifugiarsi.
ricoglimento   s.m.  (ant.) raccoglimento.
ricoglitore   s.m.  [f. -trice] (ant.)    • 1 •   raccoglitore    • 2 •   esattore.
ricoglitura   s.f.  (ant. , lett.) raccolta.
ricognitivo   agg.    • 1 •   di ricognizione: spedizione ricognitiva    • 2 •   (dir.) che ha per scopo il riconoscimento; che effettua un riconoscimento: atto ricognitivo  § ricognitivamente avv.  a scopo di ricognizione.
ricognitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi va in ricognizione    • 2 •   aereo da ricognizione.
ricognizione   s.f.    • 1 •   (non com.) riconoscimento    • 2 •   (mil.) azione aerea, terrestre o navale che ha lo scopo di accertare l'entità e la dislocazione delle forze nemiche: aereo da ricognizione; andare, mandare in ricognizione  | (estens.) esame, accertamento: fare un'attenta ricognizione    • 3 •   nel diritto civile, atto con cui si conferma e si comprova una situazione giuridica preesistente: ricognizione di debito  | nel processo penale, atto con cui si accerta l'identità di una persona o di una cosa    • 4 •   (ant.) ricompensa, premio.
ricollegare   v. tr.  [io ricollégo, tu ricolléghi ecc.]    • 1 •   collegare di nuovo: ricollegare una linea elettrica    • 2 •   (fig.) stabilire una relazione, fare un accostamento tra due o più fatti: ricollegare due eventi lontani nel tempo  | ricollegarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   nel linguaggio dei giornalisti radiotelevisivi, collegarsi di nuovo: ci ricollegheremo per trasmettere le fasi finali della corsa    • 2 •   (fig.) fare riferimento a qualcuno o a qualcosa; collegarsi idealmente, avere legami con qualcuno o qualcosa: la poesia dantesca si ricollega a quella virgiliana; un delitto che si ricollega ad altri delitti | v. rifl. rec.  avere legami vicendevoli, essere in reciproca relazione: i due fatti si ricollegano. 
ricollocamento   s.m.  (non com.) il ricollocare, l'essere ricollocato.
ricollocare   v. tr.  [io ricòlloco, tu ricòllochi ecc.] collocare di nuovo: ricollocare un libro nello scaffale. 
ricolmamento   s.m.  (non com.) il ricolmare, l'essere ricolmato.
ricolmare   v. tr.  [io ricólmo ecc.]    • 1 •   colmare di nuovo    • 2 •   colmare completamente, riempire, saturare (spec. fig.): ricolmare qualcuno di favori, di gentilezze, di lodi. 
ricolmatura   s.f.  (non com.) il ricolmare, l'essere ricolmato.
ricolmo   agg.  riempito completamente (anche fig.): un vaso ricolmo d'acqua; animo ricolmo di tristezza. 
ricolorare   v. tr.  [io ricolóro ecc.] colorare di nuovo | ricolorarsi v. rifl.  colorarsi di nuovo.
ricolorire   v. tr.  [io ricolorisco, tu ricolorisci ecc.] colorire di nuovo | ricolorirsi v. rifl.  colorirsi di nuovo.
ricolta   s.f.  (ant.)    • 1 •   raccolta dei frutti della terra    • 2 •   pegno, deposito; malleveria.
ricoltivare   v. tr.  coltivare di nuovo.
ricolto   part. pass.  di ricogliere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (ant.) raccolto.
ricomandare   v. tr.  comandare di nuovo, tornare a comandare.
ricombattere   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] combattere di nuovo.
ricombinare   v. tr.  combinare di nuovo | ricombinarsi v. rifl.  combinarsi nuovamente insieme.
ricombinazione   s.f.    • 1 •   il ricombinare, il ricombinarsi, l'essere ricombinato    • 2 •   (fis.) processo per cui un elettrone libero e una lacuna si neutralizzano all'interno di un semiconduttore    • 3 •   (biol.) meccanismo enzimatico che permette lo scambio di materiale genetico tra cellule di diversa origine.
ricominciamento   s.m.  (non com.) il ricominciare.
ricominciare   v. tr.  [io ricomìncio ecc.] cominciare di nuovo; anche, ripigliare a fare qualcosa dal punto nel quale ci si era interrotti: ricominciare una lettera, un lavoro, un discorso; ricominciare a parlare, a scrivere  | in usi assol., gener. sottintendendo 'a parlare, a disturbare ecc. ': tacque per qualche istante, poi ricominciò; si ricomincia!  | v. intr.  [aus. essere  o avere] avere nuovamente inizio; riprendere dopo una pausa: la partita ricominciò tra l'entusiasmo generale; è ricominciato l'inverno; ha ricominciato a nevicare. 
ricommettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   commettere di nuovo: ricommettere sempre gli stessi sbagli    • 2 •   rimettere insieme le parti disgiunte di qualcosa: ricommettere i pezzi di una scatola. 
ricommettitura   s.f.  operazione con cui si ricongiungono nuovamente parti che si sono staccate; il punto in cui più parti o più pezzi sono stati ricongiunti.
ricommuovere   v. tr.  [coniugato come commuovere] commuovere di nuovo | ricommuoversi v. rifl.  commuoversi di nuovo.
ricompaginare   v. tr.  [io ricompàgino ecc.]    • 1 •   rimettere in ordine ciò che era scompaginato    • 2 •   (tip.) impaginare di nuovo; reimpaginare.
ricomparire   v. intr.  [coniugato come comparire; aus. essere] comparire di nuovo: è ricomparso il sole. 
ricomparsa   s.f.  il ricomparire; riapparizione, ritorno: la ricomparsa della febbre. 
ricompattare   v. tr.  rendere nuovamente compatto | ricompattarsi v. rifl.  tornare di nuovo compatto: il gruppo si è ricompattato. 
ricompensa   s.f.  ciò che si dà a qualcuno in cambio di un favore ricevuto, di un lavoro compiuto, o come riconoscimento di un'azione meritevole (anche iron.): per aver studiato tanto, ti meriti una ricompensa; come ricompensa farai un bel viaggio; dare, ricevere una ricompensa in denaro; bella ricompensa per tutto quello che ho fatto per lui!  | ricompensa al valore, segno di onore conferito a chi abbia dimostrato eccezionale coraggio in un atto militare o civile.
ricompensabile   agg.  che si può ricompensare.
ricompensare   v. tr.  [io ricompènso ecc.] dare una ricompensa; ripagare, premiare: essere ricompensato per il lavoro svolto; la vostra umanità sarà ricompensata. 
ricompensatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi ricompensa.
ricompensazione   s.f.  (ant.)    • 1 •   ricompensa, contraccambio    • 2 •   risarcimento.
ricompenso   s.m.  (ant.)    • 1 •   ricompensa    • 2 •   compensazione; risarcimento.
ricomperare   e deriv.   ⇨ ricomprare e deriv. 
ricompiere   v. tr.  [coniugato come compiere]    • 1 •   compiere di nuovo    • 2 •   (ant.) compensare: o gente in cui fervore aguto adesso / ricompie forse negligenza e indugio  (dante purg.  xviii, 106-107).
ricompilare   v. tr.  compilare di nuovo: ricompilare una richiesta di documenti. 
ricomponimento   s.m.  (non com.) ricomposizione.
ricomporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   comporre di nuovo, da capo: ricomporre una lettera, uno scritto  | (tip.) rifare la composizione: ricomporre una riga, una pagina    • 2 •   riunire, rimettere insieme: ricomporre i pezzi di un congegno    • 3 •   rimettere in ordine; ricostruire: ricomporre le idee, una sequenza di fatti; ricomporre le fasi del processo  | ricomporre il viso, ridargli compostezza | ricomporsi v. rifl.  riprendere il dominio, il controllo di sé: ricomporsi dopo un attimo di smarrimento  | riprendere l'espressione naturale, dopo un turbamento e sim.: muori, e la faccia esanime / si ricomponga in pace  (manzoni adelchi).
ricomposizione   s.f.    • 1 •   il ricomporre, l'essere ricomposto: la ricomposizione tipografica di un testo    • 2 •   (ling.) restituzione della forma originaria a uno degli elementi di una parola composta che nella composizione aveva subito una modificazione fonetica (p. e.  il lat. reclude°re  venne ricomposto nel basso lat. in reclaude°re, sulla base della forma originaria claude°re).
ricompra   o ricompera, s.f.    • 1 •   il ricomprare, l'essere ricomprato    • 2 •   (ant.) riscatto: venuti certi ambasciatori al saladino per la ricompera di certi lor cittadini  (boccaccio dec.  x, 9)    • 3 •   (ant.) redenzione.
ricomprare   o ricomperare, v. tr.  [io ricómpro ecc.]    • 1 •   comprare di nuovo: ricomprare le azioni vendute in borsa    • 2 •   (ant.) riscattare, liberare: e come il re luis, e' suo' baroni furono ricomperati, e pagato la detta moneta, si ritornarono in ponente  (g. villani)    • 3 •   (ant.) redimere dal peccato.
ricompratore   s.m.  [f. -trice] chi ricompra.
ricomprimere   v. tr.  [coniugato come comprimere] comprimere di nuovo.
ricomunica   s.f.  (ant.) assoluzione dalla scomunica.
ricomunicare   v. tr.  [io ricomùnico, tu ricomùnichi ecc.]    • 1 •   comunicare di nuovo: vi ricomunico le norme del concorso    • 2 •   (relig.) amministrare di nuovo la comunione    • 3 •   (ant.) assolvere dalla scomunica: papa giovanni appo vignone ricomunicò i melanesi  (g. villani) | v. intr.  [aus. avere] riprendere a comunicare, ad avere contatti, relazioni con qualcuno | ricomunicarsi v. rifl.  (relig.) ricevere di nuovo la comunione.
riconcedere   v. tr.  [coniugato come concedere] concedere di nuovo.
riconcentrare   v. tr.  [io riconcèntro ecc.]    • 1 •   concentrare di nuovo: riconcentrare una soluzione chimica    • 2 •   riunire di nuovo in un punto (anche fig.): riconcentrare le truppe lungo il confine; riconcentrare la mente, l'attenzione  | riconcentrarsi v. rifl.  riportarsi con la mente su qualcosa, riprendere la concentrazione; concentrarsi di nuovo in sé stesso, nei propri pensieri.
riconcepire   v. tr.  [io riconcepisco, tu riconcepisci ecc.] concepire di nuovo.
riconciare   v. tr.  [io ricóncio ecc.]    • 1 •   conciare di nuovo    • 2 •   (ant.) preparare, cucinare cibi    • 3 •   (ant.) restaurare.
riconciliabile   agg.  che si può riconciliare.
riconciliabilità   s.f.  l'essere riconciliabile.
riconciliamento   s.m.  (non com.) riconciliazione.
riconciliare   v. tr.  [io riconcìlio ecc.]    • 1 •   rimettere d'accordo, far tornare in buona armonia; rappacificare: riconciliare due avversari; riconciliare padre e figlio  (o riconciliare il padre con il figlio) | riconciliare con dio, assolvere dai peccati    • 2 •   procurare nuovamente, far riacquistare: la sua generosità gli riconciliò la simpatia di tutti  | riconciliarsi v. rifl.  e rifl. rec.  tornare in pace, in armonia: riconciliarsi con la famiglia; riconciliarsi con sé stessi, con la propria coscienza; i due sposi si sono riconciliati  | riconciliarsi con la vita, ritrovare fiducia nella vita.
riconciliatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi riconcilia: fare da riconciliatore tra due litiganti. 
riconciliazione   s.f.    • 1 •   il riconciliare, il riconciliarsi, l'essere riconciliato; rappacificazione: fare, svolgere opera di riconciliazione tra due persone  | riconciliazione dei coniugi, (dir.) ristabilimento dei normali rapporti di convivenza tra i coniugi, che fa decadere automaticamente ogni richiesta di separazione    • 2 •   (relig.) riconciliazione di una chiesa, di un cimitero, nella liturgia cattolica, atto con cui si riconsacrano una chiesa o un cimitero che abbiano subito una profanazione | sacramento della riconciliazione, quello della confessione, che riammette alla comunione con dio e con i fratelli.
riconcio   agg.  [pl. f. -ce] (ant.) preparato, cucinato.
ricondannare   v. tr.  condannare di nuovo.
ricondensare   v. tr.  [io ricondènso ecc.] condensare di nuovo | ricondensarsi v. rifl.  condensarsi di nuovo.
ricondire   v. tr.  [io ricondisco, tu ricondisci ecc.] condire di nuovo.
ricondizionare   v. tr.  [io ricondizióno ecc.] condizionare nuovamente o in una nuova forma.
ricondotta   s.f.    • 1 •   (rar.) il ricondurre    • 2 •   (ant.) riconferma in un incarico retribuito | rinnovo della condotta a un condottiero: faceva ogni diligenza per indurre l'alviano alla ricondotta  (guicciardini).
riconducibile   agg.  che si può ricondurre (spec. fig.): un effetto riconducibile a una causa precisa; un complesso riconducibile a un trauma infantile. 
ricondurre   v. tr.  [coniugato come condurre]    • 1 •   condurre di nuovo    • 2 •   riportare qualcuno o qualcosa nel luogo da cui si era allontanato: l'evaso fu catturato e ricondotto in carcere    • 3 •   (fig.) riportare allo stato, alla condizione di prima: ricondurre la classe alla disciplina; ricondurre qualcuno alla ragione, farlo ragionare, riportarlo alla ragionevolezza    • 4 •   (fig.) far risalire, attribuire: ricondurre dei fenomeni alla loro causa    • 5 •   (ant.) ridurre: né mai si posa né s'arresta o torna / fin che v'ha ricondotti in poca polve  (petrarca trionfi)    • 6 •   (ant.) riconfermare in un incarico retribuito o in una condotta | ricondursi v. rifl.  (ant.) tornare in un luogo.
riconduzione   s.f.  (dir.) rinnovo tacito di un contratto di conduzione per effetto della mancata disdetta.
riconferma   s.f.  il riconfermare, il riconfermarsi, l'essere riconfermato: riconferma di un incarico; riconferma in un ufficio, in servizio; addurre ulteriori prove a riconferma di quanto sostenuto. 
riconfermabile   agg.  che si può riconfermare.
riconfermare   v. tr.  [io riconférmo ecc.] confermare di nuovo: ti riconfermerò l'ora del mio arrivo  | confermare in un incarico: è stato riconfermato ministro anche nel nuovo governo; riconfermare un giocatore, rinnovargli il contratto di ingaggio | riconfermarsi v. rifl.  o intr. pron.  confermarsi, dichiararsi, manifestarsi nuovamente: riconfermarsi amico, alleato; si è riconfermata la tendenza già in corso. 
riconfermazione   s.f.  (ant.) riconferma.
riconfessare   v. tr.  [io riconfèsso ecc.] confessare di nuovo | riconfessarsi v. rifl.  tornare a confessarsi.
riconficcare   v. tr.  [io riconficco, tu riconficchi ecc.] conficcare di nuovo.
riconfiscare   v. tr.  [io riconfìsco, tu riconfìschi ecc.] confiscare nuovamente.
riconfortare   v. tr.  [io riconfòrto ecc.] confortare di nuovo | rincorare, dar conforto: riconfortare qualcuno con buone parole; la fede riconforta  | riconfortarsi v. rifl.  prendere conforto, rincorarsi; consolarsi.
riconfrontare   v. tr.  [io riconfrónto ecc.] confrontare di nuovo | riconfrontarsi v. rifl.  rimettersi a confronto.
ricongedare   v. tr.  [io ricongèdo ecc.] congedare di nuovo.
ricongelare   v. tr.  [io ricongèlo ecc.] congelare di nuovo | ricongelarsi v. rifl.  congelarsi nuovamente.
ricongiungere   v. tr.  [coniugato come giungere] congiungere di nuovo: ricongiungere le parti staccate |  ricongiungersi v. rifl.  e rifl. rec.  congiungersi di nuovo; riunirsi: ricongiungersi alla famiglia, ai compagni; ricongiungersi in matrimonio, risposarsi.
ricongiungimento   s.m.  il ricongiungere, il ricongiungersi, l'essere ricongiunto: il ricongiungimento di due eserciti, di due spedizioni. 
ricongiunzione   s.f.  ricongiungimento, detto spec. di cose: la ricongiunzione di due strade. 
ricongratularsi   v. rifl.  [io mi ricongràtulo ecc.] congratularsi, complimentarsi di nuovo.
riconnettere   v. tr.  [coniugato come connettere] connettere di nuovo o in modo migliore; ricollegare (anche fig.): riconnettere due elementi; riconnettere le idee  | riconnettersi v. rifl.  connettersi di nuovo o meglio; ricollegarsi: questo fatto si riconnette al precedente. 
riconoscente   part. pres.  di riconoscere   agg.  che prova, dimostra riconoscenza; grato: animo riconoscente; essere riconoscente a qualcuno per i  (o dei) piaceri ricevuti  § riconoscentemente avv.  con riconoscenza.
riconoscenza   s.f.  sentimento di chi mostra apprezzamento e gratitudine per il bene ricevuto: profonda, viva, infinita riconoscenza; debito di riconoscenza; avere, sentire riconoscenza per, verso qualcuno; mostrare riconoscenza per quanto uno ha fatto. 
riconoscere   v. tr.  [coniugato come conoscere]    • 1 •   ravvisare, individuare una cosa o una persona conosciuta: riconoscere qualcuno al passo, alla voce; riconoscere un pezzo musicale dalle prime battute; lo riconoscerei tra mille; non si riconosce più, di persona che sia molto cambiata    • 2 •   individuare, identificare; distinguere: non c'era nessuno che fosse in grado di riconoscerlo; riconoscere il vero dal falso  | farsi riconoscere, fornire gli elementi per la propria identificazione (p. e.  esibendo un documento) | farsi riconoscere  per quello che si è, (fig.) si dice di chi si fa giudicare negativamente per il proprio comportamento: agendo così, ti sei fatto riconoscere da tutti!    • 3 •   ammettere, dichiarare; confessare: riconoscere un errore; riconoscere i meriti di un avversario; riconosco di aver sbagliato    • 4 •   accettare come legittimo; approvare pubblicamente e ufficialmente; riconoscere l'autorità di qualcuno; lo riconobbero come loro capo; riconoscere il fatto compiuto; riconoscere un'opera come propria; riconoscere uno stato, ammetterne la legittimità riconoscere un figlio naturale, dichiarare di esserne il genitore nelle forme stabilite dalla legge    • 5 •   (ant.) esaminare con attenzione, ispezionare: la mattina fu spesa in giri, per riconoscere il paese  (manzoni p. s.  vii) | oggi solo nel linguaggio militare: riconoscere la zona, perlustrarla    • 6 •   (ant.) ammettere di essere debitore a qualcuno di qualcosa: o lume pregno / di gran virtù, dal quale io riconosco / tutto, qual che si sia, il mio ingegno  (dante par.  xxii, 112-114)    • 7 •   (comm.) computare a favore della controparte quanto da essa richiesto: riconoscere le spese di trasporto  | riconoscere in conto, accreditare | riconoscersi v. rifl.  ammettere di essere in una determinata condizione; confessarsi, dichiararsi: riconoscersi in errore; riconoscersi colpevole di qualcosa  | v. rifl.  riconoscersi vicendevolmente: si sono incontrati e si sono riconosciuti. 
riconoscibile   agg.  che si può riconoscere; individuabile, identificabile: un tratto, un elemento riconoscibile senza incertezze  § riconoscibilmente avv. 
riconoscibilità   s.f.  l'essere riconoscibile.
riconoscimento   s.m.    • 1 •   il riconoscere, l'essere riconosciuto; identificazione: effettuare un riconoscimento; il riconoscimento delle salme; segno di riconoscimento, tessera di riconoscimento, che servono a identificare una persona | (inform.) identificazione mediante procedure computerizzate: riconoscimento di caratteri; riconoscimento ottico, scannerizzazione; riconoscimento vocale, capacità di un computer di riconoscere ed eseguire comandi vocali | segnale di riconoscimento, (mar.) breve segnale luminoso, fatto di punti e linee, con il quale una nave da guerra si fa riconoscere da altra nave o da opera militare situata a terra    • 2 •   accettazione; ammissione: riconoscimento di uno stato straniero; riconoscimento di un diritto; riconoscimento dei propri errori  | (dir.) atto con cui il genitore attribuisce certezza allo stato di figlio naturale, dichiarando di esserne il padre o la madre    • 3 •   riconoscenza, ricompensa: offrire una medaglia a qualcuno in riconoscimento dei servizi resi al paese  | attestato che sancisce un merito; giudizio positivo: meritare un alto riconoscimento; il film ha ottenuto molti riconoscimenti dalla critica    • 4 •   (psicol.) uno degli aspetti della memoria, consistente nell'avvertire consapevolmente che un oggetto o una situazione sono già stati conosciuti, sono già noti.
riconoscitivo   agg.  (non com.) che serve a far riconoscere: segno riconoscitivo, segno di riconoscimento.
riconquista   s.f.  il riconquistare, l'essere riconquistato: la riconquista della libertà. 
riconquistare   v. tr.  conquistare di nuovo; conquistare ciò che si era perduto: riconquistare un paese, una posizione; riconquistare la fiducia, la libertà. 
riconsacrare   v. tr.  consacrare di nuovo: riconsacrare una chiesa. 
riconsacrazione   s.f.  il riconsacrare, l'essere riconsacrato.
riconsegna   s.f.  il riconsegnare, l'essere riconsegnato.
riconsegnare   v. tr.  [io riconségno ecc.] consegnare di nuovo | restituire a qualcuno ciò che aveva dato in custodia o aveva smarrito o gli era stato tolto: riconsegnare un portafoglio al proprietario. 
riconsiderare   v. tr.  [io riconsìdero ecc.] considerare di nuovo o più attentamente: riconsiderare un problema, una proposta. 
riconsigliare   v. tr.  [io riconsìglio ecc.] rinnovare un consiglio, consigliare di nuovo | riconsigliarsi v. rifl.  (poet.) risolversi, decidersi di nuovo; rinnovare il proposito: ogni animal d'amar si riconsiglia  (petrarca canz.  cccx, 8).
riconsolare   v. tr.  [io riconsólo ecc.] consolare di nuovo; confortare, sollevare | riconsolarsi v. rifl.  consolarsi di nuovo; riconfortarsi.
riconsultare   v. tr.  consultare di nuovo.
ricontare   v. tr.  [io ricónto ecc.]    • 1 •   contare di nuovo    • 2 •   (ant.) raccontare, narrare: ma non è chi lor duol riconti o scriva  (petrarca canz.  ccxciv, 8).
ricontattare   v. tr.  contattare di nuovo.
ricontrarre   v. tr.  [coniugato come trarre] contrarre di nuovo.
ricontrattare   v. tr.  contrattare di nuovo: ricontrattare un patto. 
riconvalidare   v. tr.  [io riconvàlido ecc.] convalidare di nuovo.
riconvenire   v. tr.  [coniugato come venire] (dir.) detto di chi sia stato citato in giudizio, citare a sua volta per altro titolo e nello stesso giudizio la controparte | v. intr.  [aus. avere] convenire di nuovo.
riconvenzionale   agg.  (dir.) che concerne la riconvenzione: domanda riconvenzionale. 
riconvenzione   s.f.  (dir.) nel processo civile, richiesta che il convenuto può avanzare a sua volta contro chi lo ha chiamato in giudizio: agire in riconvenzione. 
riconversione   s.f.  il riconvertire, il riconvertirsi, l'essere riconvertito | (econ.) trasformazione di un apparato industriale volta a orientare diversamente la produzione, in conseguenza di un cambiamento nel mercato o negli obiettivi perseguiti.
riconvertire   v. tr.  [coniugato come convertire]    • 1 •   convertire di nuovo | (estens.) persuadere, convincere di nuovo    • 2 •   (econ.) compiere una riconversione industriale | riconvertirsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   convertirsi nuovamente    • 2 •   (econ.) subire una riconversione industriale.
riconvincere   v. tr.  [coniugato come vincere] convincere di nuovo | riconvincersi v. rifl.  convincersi di nuovo.
riconvocare   v. tr.  [io ricònvoco, tu ricònvochi ecc.] convocare di nuovo: riconvocare l'assemblea. 
riconvocazione   s.f.  il riconvocare, l'essere riconvocato.
ricoperchiare   v. tr.  [io ricopèrchio ecc.] (ant.) ricoprire col coperchio: bevendo il lasciò cadere nella coppa... e poco vino lasciatovi, quella ricoperchiò  (boccaccio dec.  x, 9) | (fig.) rinchiudere, racchiudere: fia vinto in apparenza da la carne / che tutto dì la terra ricoperchia  (dante par.  xiv, 56-57).
ricoperta   s.f.  (ant.)    • 1 •   copertura | luogo coperto, occulto    • 2 •   (fig.) giustificazione, discolpa: la badessa, avvedutasi del suo medesimo fallo, e vedendo che da tutte veduto era né aveva ricoperta, mutò sermone  (boccaccio dec.  ix, 2).
ricoperto   part. pass.  di ricoprire   agg.  coperto, tutto coperto: un dolce ricoperto di cioccolato. 
ricopertura   s.f.    • 1 •   il ricoprire, l'essere ricoperto; la cosa con cui si ricopre: una ricopertura di tegole    • 2 •   (econ.) lo stesso che copertura. 
ricopiare   v. tr.  [io ricòpio ecc.]    • 1 •   copiare di nuovo | mettere in bella copia: ricopiare il compito in classe    • 2 •   (non com.) imitare, ritrarre, riprodurre: ricopiare dal vero. 
ricopiatura   s.f.  il ricopiare, l'essere ricopiato.
ricoprente   part. pres.  di ricoprire   agg.  (chim.) si dice di pigmenti e vernici capaci di formare un rivestimento protettivo continuo.
ricopribile   agg.  che può essere ricoperto.
ricoprimento   s.m.    • 1 •   il ricoprire, l'essere ricoperto    • 2 •   mezzo, materiale, struttura che ricopre o con cui si ricopre qualcosa    • 3 •   (geol.) processo di traslazione di uno strato, che viene sospinto a ricoprirne un altro: falda di ricoprimento. 
ricoprire   ant. o poet. ricovrire, v. tr.  [coniugato come coprire]    • 1 •   coprire di nuovo: a primavera le foglie ricoprono gli alberi    • 2 •   coprire, rivestire: ricoprire una torta di glassa; ricoprire una poltrona, un divano    • 3 •   (fig.) colmare, riempire: ricoprire di carezze, di attenzioni  | ricoprire d'oro una persona, (fig.) farle molti regali preziosi, offrirle una vita piena di agi    • 4 •   (fig.) assumere, occupare, esercitare: ricoprire un posto di grande responsabilità; ricoprire una cattedra, una carica    • 5 •   (fig.) nascondere, celare, dissimulare: ricoprire le intenzioni, le magagne; e coll'altrui colpe guatate di ricoprir i vostri falli  (boccaccio dec.  v, 10) | ricoprirsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   coprirsi di nuovo, rivestirsi: i prati si ricoprono di verde    • 2 •   (econ.) proteggersi dal rischio di variazione futura dei prezzi; assicurare i propri crediti; rifarsi di una spesa | nel linguaggio della borsa, provvedersi di titoli già venduti allo scoperto.
ricopritore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi ricopre; operaio addetto, in alcune industrie, a operazioni di ricopertura.
ricorcare    ⇨ ricoricare.
ricordabile   agg.  che può essere ricordato; memorabile.
ricordanza   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   il ricordare, ricordo: e pur mi giova / la ricordanza, e il noverar l'etate / del mio dolore  (leopardi alla luna  10-12)    • 2 •   facoltà della memoria    • 3 •   pegno.
ricordare   ant. recordare, v. tr.  [io ricòrdo ecc.]    • 1 •   aver presente nella memoria: ricordare un motivo musicale; ricordare di aver fatto una promessa; non ricordare più nulla; non mi ricordo più cosa dovevo dirti    • 2 •   richiamare alla memoria altrui: ricordare a qualcuno una promessa, un impegno; ti ricordo di essere puntuale; la lapide che ricorda i caduti    • 3 •   (estens.) rassomigliare: ricordare la madre nei lineamenti    • 4 •   menzionare, citare: ricordare i meriti del premiato; sarà opportuno ricordare alcuni dati biografici dell'autore  | ricordarsi v. rifl.  aver presente nel ricordo, richiamare alla propria memoria: ricordarsi del passato, dei giorni felici; mi ricordo perfettamente che dovevamo vederci ieri; me ne ricorderò per un pezzo!, per lo più di cosa spiacevole | ricordarsi di qualcuno in un testamento, lasciargli qualcosa in eredità | non ricordarsi dal naso alla bocca, (fig. fam.) essere smemorato.
ricordativo   agg.  (rar.)    • 1 •   che fa ricordare: capacità ricordativa    • 2 •   che ricorda, che è destinato a ricordare, a commemorare: giorno ricordativo, commemorativo.
ricordazione   s.f.  (ant. , lett.) il ricordare, il ricordarsi; ricordo: la dolorosa ricordazione della pestifera mortalità trapassata  (boccaccio dec.  introduzione).
ricordevole   agg.  (lett.)    • 1 •   che ricorda o si ricorda; memore    • 2 •   che può o deve essere ricordato; memorabile.
ricordino   s.m.    • 1 •   dim.  di ricordo    • 2 •   piccolo oggetto che si dona in ricordo di qualcosa o di qualcuno    • 3 •   immaginetta sacra con cui si usa ricordare il giorno della prima comunione o della cresima, o persone care scomparse.
ricordo   s.m.    • 1 •   il ricordare, il ricordarsi; ciò che si ricorda; la memoria di cose o persone che rimane impressa nella nostra mente: avere, lasciare, serbare un ricordo; conservare un buon ricordo di qualcuno, dei giorni passati; il tuo ricordo è vivo in me; ricordi d'infanzia; vivere di ricordi    • 2 •   oggetto che serve a conservare o a rinnovare la memoria di qualcuno o di qualcosa: questo gioiello è un ricordo di famiglia.  dim. ricordino    • 3 •   (estens.) segno lasciato da un evento, per lo più negativo: la cicatrice è un ricordo dell'incidente    • 4 •   pl.  vestigia: nell'italia meridionale ci sono molti ricordi della civiltà greca    • 5 •   (ant.) ammaestramento, avvertimento: differire ogni lite è buon ricordo  (ariosto o. f.  xxvi, 113).
ricoricare   ant. o poet. ricorcare, v. tr.  [io ricòrico, tu ricòrichi ecc.] coricare di nuovo, sdraiare nuovamente: ricoricare il ferito sulla barella  | ricoricarsi v. rifl.  tornare a coricarsi, ad adagiarsi (anche fig.).
ricorreggere   v. tr.  [coniugato come correggere] correggere di nuovo: ricorreggere i compiti; correggere e ricorreggere, correggere accuratamente.
ricorrente   part. pres.  di ricorrere   agg.    • 1 •   che ricorre nel tempo: fatti ricorrenti | motivo ricorrente, che si ripete con una certa frequenza nel corso di un'opera musicale o letteraria, di un discorso e sim. | febbre ricorrente, (med.) che si ripresenta a intervalli periodici sempre con gli stessi caratteri | nervo ricorrente, (anat.) ramo del nervo vago che innerva i muscoli della laringe    • 2 •   (mat.) ricorsivo  agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi fa o ha fatto ricorso § ricorrentemente avv.  a certi intervalli, con una data frequenza.
ricorrenza   s.f.    • 1 •   il ricorrere costante, periodico di un fatto nel tempo: la ricorrenza di un fenomeno, della febbre    • 2 •   (estens.) festa che ritorna ogni anno; anniversario: celebrare una ricorrenza; lieta, fausta ricorrenza. 
ricorrere   v. intr.  [coniugato come correre; aus. essere]    • 1 •   (non com.) correre di nuovo    • 2 •   correre indietro, riandare al punto di partenza (anche fig.): ricorrere a casa; ricorrere col pensiero all'infanzia    • 3 •   rivolgersi a qualcuno o a qualcosa per ottenere aiuto, informazioni e sim.: ricorrere a un medico, ai consigli di un amico; ricorrere a dio, pregare, spec. in una situazione di necessità | fare uso, servirsi di qualcosa per raggiungere uno scopo: ricorrere alle minacce, alla violenza, alle maniere forti; ricorrere alle lusinghe, alle lacrime, alle preghiere    • 4 •   (dir.) proporre ricorso a un'autorità giudiziaria o amministrativa: ricorrere in giudizio; ricorrere al tribunale amministrativo regionale | ricorrere in cassazione, impugnare una sentenza che si ritiene viziata da errore di diritto    • 5 •   ritornare, ripetersi nel tempo: oggi ricorre l'anniversario del nostro matrimonio  | tornare, comparire di frequente: nelle dichiarazioni del ministro ricorrono numerosi spunti polemici. 
ricorrezione   s.f.  nuova correzione; anche, la parte ricorretta di un testo, di uno scritto e sim.
ricorrimento   s.m.  (rar.) il ricorrere; ricorso.
ricorsività   s.f.  (mat. , ling.) proprietà di ciò che è ricorsivo | teoria della ricorsività, settore della logica matematica che determina e studia la classe di problemi per i quali esiste un procedimento di risoluzione o di calcolo effettivo, detto algoritmo. 
ricorsivo   agg.    • 1 •   (mat.) si dice di una successione di funzioni ognuna delle quali si ricavi dalla precedente    • 2 •   (ling.) nella grammatica generativa, si dice di regola che può essere applicata un numero teoricamente infinito di volte.
ricorso   s.m.    • 1 •   il ricorrere a qualcuno o a qualcosa per ricevere aiuto, informazioni, consigli, per raggiungere uno scopo ecc.: fare ricorso a un avvocato, a un medico, a un amico; fare ricorso alla consulenza di un legale, alle cure di uno specialista; fare ricorso all'astuzia, alla violenza, alle armi    • 2 •   (ant.  o poet.) persona o luogo dove trovare soccorso: porti e foci, ove dal mar ricorsi / per ria fortuna avea la gente estrana  (ariosto o. f.  xx, 26)    • 3 •   (dir.) richiesta indirizzata a un'autorità giudiziaria o amministrativa allo scopo di ottenere la revoca o la modifica di un provvedimento ritenuto lesivo di un diritto o di un interesse; la domanda scritta che contiene tale richiesta: far ricorso all'autorità competente; presentare un ricorso in appello; ricorso gerarchico, tipo di ricorso amministrativo rivolto all'autorità gerarchicamente superiore a quella che ha emanato l'atto da cui il ricorrente si ritiene leso    • 4 •   (lett.) il ripetersi di fatti nella storia: dottrina dei corsi e ricorsi storici, formula che riassume la concezione ciclica della storia elaborata da g. b. vico (1668-1744).
ricorsoio   agg.  (ant.) che ricorre, che va avanti e indietro: canapo ricorsoio, scorsoio | bere a ricorsoio, in gran quantità.
ricospargere   v. tr.  [coniugato come spargere] cospargere di nuovo.
ricostituente   part. pres.  di ricostituire   agg.  (fig.) che rinvigorisce: cura ricostituente  s. m.  (fig.) preparato medicinale che si somministra allo scopo di rimediare al deperimento fisico e all'affaticamento psichico: prescrivere un ricostituente. 
ricostituire   v. tr.  [io ricostituisco, tu ricostituisci ecc.]    • 1 •   costituire di nuovo: ricostituire una società, il governo; ricostituire il nucleo familiare, un patrimonio    • 2 •   (fig.) rinvigorire, corroborare: fare una cura per ricostituire l'organismo  | ricostituirsi v. rifl.    • 1 •   costituirsi di nuovo: l'esercito si ricostituì dopo la disfatta    • 2 •   tornare in buone condizioni di salute; rimettersi, ristabilirsi.
ricostituito   part. pass.  di ricostituire   agg.  nei sign. del verbo | (chim.) si dice di preparati ottenuti da derivati o da sottoprodotti della sostanza originaria, e che spesso la sostituiscono nell'uso: legno, latte, smeraldo ricostituito. 
ricostituzione   s.f.  il ricostituire, il ricostituirsi, l'essere ricostituito: la ricostituzione di un partito. 
ricostringere   v. tr.  [coniugato come stringere] costringere di nuovo.
ricostruire   v. tr.  [io ricostruisco, tu ricostruisci ecc.]    • 1 •   costruire di nuovo (anche fig.): ricostruire la città distrutta dal terremoto; gli hanno ricostruito il viso con una plastica facciale; ricostruirsi una vita    • 2 •   ricreare, riprodurre lo svolgimento di un fatto, di una vicenda ecc., servendosi degli elementi noti e di ipotesi: ricostruire un delitto; ricostruire la dinamica di un incidente  | ricostruire un testo, (filol.) ricondurlo alla lezione originaria, cercando di integrarne le lacune e di correggerne le alterazioni.
ricostruttivo   agg.  che ha il fine di ricostruire: tecnica ricostruttiva; intervento ricostruttivo, in chirurgia plastica.
ricostruttore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi ricostruisce: opera, politica ricostruttrice. 
ricostruzione   s.f.    • 1 •   il ricostruire, l'essere ricostruito (anche fig.): la ricostruzione di una città distrutta dal terremoto; la ricostruzione economica del paese; la ricostruzione di un delitto  | ricostruzione storica, ambientale, descrizione o rappresentazione di fatti storici o ambienti in un'opera letteraria, teatrale o cinematografica | ricostruzione linguistica, processo attraverso il quale si ricostruiscono forme linguistiche non attestate | ricostruzione della carriera, (burocr.) il rideterminare la qualifica e la retribuzione di un dipendente, spec. pubblico, tenendo conto dell'anzianità e dei cambiamenti intervenuti nelle funzioni o mansioni svolte    • 2 •   la cosa o la parte ricostruita: non è l'edificio originale, ma una ricostruzione    • 3 •   l'insieme delle iniziative economiche, politiche, sociali volte a riparare i danni causati da una guerra: politica di ricostruzione. 
ricotta   s.f.  latticino molle e bianco, che si ottiene facendo bollire il siero di latte rimasto dopo la lavorazione del formaggio | è un uomo di ricotta, (fig.) debole, senza carattere | aver le mani di ricotta, (fig.) lasciar cadere frequentemente le cose che si hanno in mano | avere le gambe di ricotta, (fig.) deboli, che non reggono. dim. ricottina  accr. ricottona, ricottone  (m.).
ricottaio   region. ricottaro, s.m.  [f. -a] chi vende ricotta.
ricotto   part. pass.  di ricuocere  agg.  che ha subito una nuova cottura | acciaio ricotto, che è stato sottoposto a ricottura.
ricottura   s.f.    • 1 •   nuova cottura    • 2 •   (metall.) trattamento consistente nel riscaldare un metallo o una lega a una temperatura inferiore a quella di fusione, lasciandoli poi raffreddare lentamente, allo scopo di conferire omogeneità alla loro struttura molecolare e diminuirne la durezza.
ricoverare   ant. ricovrare, v. tr.  [io ricóvero  o ricòvero ecc.]    • 1 •   far entrare in un luogo di cura o di assistenza: ricoverare un ammalato in ospedale; ricoverare un vecchio in una casa di riposo; ricoverare d'urgenza  | dare, offrire riparo, asilo, protezione: ricoverare un pellegrino in casa    • 2 •   (ant.) ricuperare: mi crederrei gran parte del mio stato ricoverare in cicilia  (boccaccio dec.  ii, 6) | v. intr.  [aus. essere] (ant. , lett.) ripararsi, rifugiarsi: come il vide correre al pozzo, così ricoverò in casa e serrossi dentro  (boccaccio dec.  vii, 4) | ricoverarsi v. rifl.  o intr. pron.  entrare in un istituto di cura o di assistenza: ricoverarsi in una clinica specializzata  | trovare riparo, rifugiarsi: ricoverarsi in una capanna, sotto una tettoia. 
ricoverato   part. pass.  di ricoverare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è accolto in un ospedale, in un ospizio e sim.
ricovero   s.m.    • 1 •   il ricoverare, il ricoverarsi, l'essere ricoverato: disporre il ricovero in clinica; provvedere al ricovero di un vecchio; ricovero d'urgenza, in ospedale, quando si tratti di caso molto grave    • 2 •   rifugio, riparo, asilo; luogo dove si può trovare riparo dalle intemperie o protezione e difesa dai pericoli: cercare, trovare ricovero in una caverna; dare ricovero a un viandante; ricovero alpino; ricovero antiaereo    • 3 •   istituto di beneficenza dove si ospitano i poveri o le persone anziane: ricovero di mendicità; ricovero dei vecchi. 
ricovrare    ⇨ ricoverare.
ricovrire    ⇨ ricoprire.
ricreamento   s.m.  (non com.) ricreazione, spec. spirituale.
ricreare   ant. ricriare, v. tr.  [io ricrèo ecc.]    • 1 •   creare di nuovo; rifare, riorganizzare, rifondare: ricreare un partito    • 2 •   rinvigorire, ristorare; rallegrare e insieme ritemprare (anche assol.): un cibo che ricrea le forze; un venticello fresco che ricrea; uno spettacolo, una lettura che ricrea  (l'animo, lo spirito) | ricrearsi v. rifl.    • 1 •   svagarsi, distrarsi, divertirsi: ricrearsi ascoltando della musica    • 2 •   (lett.) riprendere vigore, ritemprarsi: ricrearsi dalle fatiche. 
ricreativo   agg.  che serve a ricreare, che ha lo scopo di ricreare il corpo e svagare o ritemprare la mente: attività ricreative; circolo ricreativo  § ricreativamente avv. 
ricreatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi ricrea: lucia... sentì in cuore una tenerezza ricreatrice  (manzoni p. s.  xxiv).
ricreatorio   agg.  (non com.) che ricrea  s.m.  luogo in cui vengono accolti i ragazzi perché possano giocare e divertirsi dopo le ore di studio.
ricreazione   ant. ricriazione, s.f.    • 1 •   (non com.) il ricreare; nuova creazione    • 2 •   riposo dal lavoro; distrazione, svago: prendersi un po' di ricreazione  | nelle scuole, pausa di riposo e svago tra le lezioni: gli alunni hanno dieci minuti di ricreazione    • 3 •   ciò che serve a ricreare il fisico e lo spirito: lo sport è una sana ricreazione; la sua ricreazione preferita è la lettura. 
ricredere   v. intr.  [aus. avere] (non com.) credere di nuovo, tornare a credere | ricredersi v. rifl.    • 1 •   cambiare opinione su qualcuno o su qualcosa convincendosi d'aver sbagliato: si è ricreduto sul nostro conto    • 2 •   (ant.) smettere di meravigliarsi, non riuscire a convincersi: della bellezza della lor nipote non si potevano ricredere  (boccaccio filocolo).
ricrescere   v. intr.  [coniugato come crescere; aus. essere]    • 1 •   crescere di nuovo: farsi ricrescere la barba, i baffi; nella folla ricresce lo scontento    • 2 •   (region.) aumentare di peso, di volume: una pasta che cuocendo ricresce | v. tr.  (non com.) far crescere di nuovo.
ricrescimento   s.m.  (non com.) ricrescita.
ricrescita   s.f.    • 1 •   nuova o ulteriore crescita: la ricrescita dei capelli, dell'erba    • 2 •   (region.) aumento di volume: la ricrescita dell'impasto lievitato. 
ricriare   e deriv.   ⇨ ricreare e deriv. 
ricristallizzazione   s.f.    • 1 •   (min.) processo naturale o artificiale di formazione di nuovi cristalli    • 2 •   (metall.) mutamento della struttura cristallina in un metallo sottoposto a riscaldamento.
ricromatizzato   agg.  si dice di vecchia pellicola cinematografica di cui sia stato restaurato il colore.
ricsciò   ricsò  ⇨ risciò.
rictus   s.m. invar.  (med.) contrazione spasmodica dei muscoli del volto; per estens., smorfia, ghigno.
ricucire   v. tr.  [coniugato come cucire]    • 1 •   cucire di nuovo: ricucire i punti cuciti male  | cucire accuratamente, rammendare: ricucire uno strappo  | unire i margini di una ferita, di un taglio; suturare    • 2 •   (fig.) mettere insieme alla bell'e meglio parole, discorsi, scritti; raccozzare: ha ricucito insieme cose già scritte e ne ha fatto un libro    • 3 •   (fig.) ricomporre, ricostituire (sanando motivi di contrasto, appianando una polemica e sim.): ricucire una relazione; ricucire i buoni rapporti, l'armonia familiare  | nel linguaggio giornalistico: ricucire il dialogo tra ebrei e palestinesi; ricucire la spaccatura tra i due schieramenti. 
ricucitore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] (rar.) chi ricuce.
ricucitura   s.f.  il ricucire, l'essere ricucito (anche fig.) | la cosa, la parte ricucita.
ricuocere   pop. ricocere, v. tr.  [coniugato come cuocere]    • 1 •   cuocere di nuovo: ricuocere la carne    • 2 •   (metall.) sottoporre un metallo a ricottura.
ricupera   s.f.  (burocr.) il ricuperare; ricupero.
ricuperabile   o recuperabile, agg.  che si può ricuperare (anche fig.): un bene ricuperabile; ritardo, distacco ricuperabile | malato ricuperabile, che ha buone probabilità di guarire.
ricuperabilità   o recuperabilità, s.f.  l'essere ricuperabile.
ricuperamento   o recuperamento, s.m.  (non com.) ricupero.
ricuperare   o recuperare, v. tr.  [io ricùpero ecc.]    • 1 •   tornare in possesso di una cosa perduta, rubata o tolta; riacquistare, riottenere: ricuperare la refurtiva; ricuperare la libertà, la serenità, il controllo dei nervi  | ricuperare le spese, rifarsi di quanto si è speso    • 2 •   (fig.) inserire o reinserire nella società, nel mondo del lavoro una persona disabile o socialmente disadattata: ricuperare i tossicodipendenti, gli ex detenuti    • 3 •   ritrovare, riprendere; riportare a galla, in superficie: ricuperare il relitto di una nave  | mettere in salvo, al sicuro, sottraendo a una situazione di pericolo: ricuperare i naufraghi    • 4 •   riguadagnare, rimontare uno svantaggio (anche assol.): ricuperare il tempo perduto; alle ultime elezioni, la sinistra ha ricuperato    • 5 •   riutilizzare, detto di rifiuti o di prodotti di scarto    • 6 •   (sport) disputare un incontro che non è stato possibile disputare nel giorno prestabilito: ricuperare una partita. 
ricuperatore   o recuperatore, s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi ricupera; in partic., chi esegue le operazioni di ricupero di una nave    • 2 •   (tecn.) meccanismo, apparecchio per il ricupero e la trasformazione di energia: ricuperatore di calore, negli impianti termici, apparecchio trasformatore di calore in lavoro; ricuperatore di rinculo, in artiglieria, congegno elastico che riporta la bocca da fuoco in posizione normale dopo il rinculo; ricuperatore di gas, in alcuni tipi di armi automatiche o semiautomatiche, meccanismo che permette il caricamento automatico dell'arma, sfruttando l'energia dei gas che si sviluppano a ogni sparo.
ricuperatorio   o recuperatorio, agg.  (dir.) che tende a ricuperare il possesso di un bene di cui si è stati illegittimamente privati: giudizio ricuperatorio. 
ricuperazione   o recuperazione, s.f.  (lett. non com.) ricupero.
ricupero   o recupero, s.m.    • 1 •   il ricuperare cose perdute, disperse, rubate (anche fig.): il ricupero del bottino; il ricupero delle forze  | avere capacità di ricupero, essere in grado di tornare in piena efficienza in breve tempo | ricupero crediti, attività volte a ottenere l'effettivo incasso del credito vantato | classe, corso, lezione di ricupero, classe, corso, lezione speciale per alunni che sono in ritardo rispetto al corso o programma degli studi    • 2 •   (fig.) inserimento o reinserimento nella società, nel mondo del lavoro di persone disabili o socialmente disadattate    • 3 •   nuovo e più esteso impiego; rivalorizzazione: il ricupero del verde nei centri urbani  | materiali di ricupero, (tecn.) quelli riutilizzabili in un ciclo produttivo    • 4 •   oggetto ricuperato; in partic., la parte di una nave o di un aereo che sia stata ricuperata    • 5 •   riduzione di uno svantaggio; miglioramento rispetto a una precedente situazione negativa: il ricupero di un partito nelle elezioni    • 6 •   (sport) disputa di un incontro che non era stato possibile giocare nella data stabilita: partita di ricupero  | minuti di ricupero, quelli, aggiunti al tempo regolamentare, durante i quali si gioca per ricuperare i minuti persi a causa di interruzioni durante la partita.
ricurvare   v. tr.  curvare di nuovo o di più | rendere curvo, incurvare | ricurvarsi v. rifl.  o intr. pron.  curvarsi di nuovo o di più | diventare curvo, incurvarsi.
ricurvo   agg.    • 1 •   curvo, molto curvo: bastone ricurvo; schiena ricurva    • 2 •   (fig.) si dice di persona vecchia e malferma: un uomo ricurvo per l'età. 
ricusa   antiq. recusa, s.f.  (lett.) rifiuto, ripulsa: un'ostinata ricusa. 
ricusabile   lett. recusabile, agg.  che si può ricusare.
ricusante   part. pres.  di ricusare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  (dir.) nel processo penale, parte che richiede l'esclusione di un giudice dal processo stesso.
ricusare   lett. recusare, v. tr.  non accettare, rifiutare; non acconsentire a far qualcosa: ricusare un regalo; ricusare di partire  | ricusare un giudice, (dir.) effettuarne la ricusazione | v. intr.  [aus. avere] (mar.) detto di vento, scarseggiare, non consentire la manovra della vela | detto di nave, non riuscire a virare perché il vento è dalla parte contraria | ricusarsi v. rifl.  rifiutarsi, non acconsentire: si ricusò di presentarsi. 
ricusazione   lett. recusazione, s.f.    • 1 •   (lett.) ricusa, rifiuto    • 2 •   (dir.) nel processo penale, l'atto con cui una parte richiede la sostituzione di un giudice, quando ritiene che sussistano una o più circostanze, previste dalla legge, per cui questi non può svolgere le sue funzioni.
ridacchiare   v. intr.  [io ridàcchio ecc. ; aus. avere] ridere non apertamente, ma a fior di labbra e a tratti, per lo più con intenzione canzonatoria, ironica o spregiativa: invece di rispondere, si limitò a ridacchiare. 
ridanciano   agg.    • 1 •   si dice di persona che ride di gusto e con facilità    • 2 •   che fa ridere: storiella ridanciana. 
ridare   v. tr.  [pres. io ridò, tu ridai, egli ridà ecc. ; imp. ridà  o rida'  o ridai; le altre forme coniugate come dare]    • 1 •   dare di nuovo: ridare acqua alle piante; ridare le carte; ridare fiducia, coraggio | dagli e ridagli, insistendo, perseverando con tenacia: dagli e ridagli, l'ha spuntata    • 2 •   dare indietro, rendere, restituire: ridammi la penna che ti ho prestato | ridare fuori il cibo, vomitare | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (pop.) ricomparire, manifestarsi di nuovo: gli ha ridato fuori l'orticaria    • 2 •   (non com.) ricadere, incappare di nuovo: ridare nel solito errore. 
ridarella   o riderella, s.f.  (fam.) continua voglia di ridere; risata irrefrenabile: questi ragazzi oggi hanno la ridarella. 
ridarello   o riderello, agg.  che ride facilmente, con grande spontaneità e gaiezza: un bambino ridarello; bocca ridarella, sempre pronta al riso | che mostra, esprime gioia, brio: occhi ridarelli. 
ridda   s.f.    • 1 •   antica danza molto veloce, che si eseguiva tenendosi per mano, girando in tondo e cantando: menare la ridda    • 2 •   movimento agitato e scomposto di molte cose o persone (anche fig.): una ridda di veicoli, di ragazzi; una ridda di pensieri, di illazioni. 
riddare   v. intr.  [aus. avere] (ant.) fare una ridda; per estens., girare in tondo: così convien che qui la gente riddi  (dante inf.  vii, 24).
ridefinizione   s.f.  nuova definizione, fatta in base a criteri diversi dalla precedente.
ridente   part. pres.  di ridere   agg.    • 1 •   che ride, che esprime gioia: un volto ridente    • 2 •   che dà letizia; gradevole, ameno: paesaggio ridente  § ridentemente avv. 
rideporre   v. tr.  [coniugato come porre] deporre di nuovo.
ridere   v. intr.  [pass. rem. io risi, tu ridésti ecc. ; part. pass. riso; aus. avere]    • 1 •   esprimere giocondità, letizia, allegria con particolari variazioni della mimica facciale e l'emissione dalla gola di un suono caratteristico; esprimere con analoghe manifestazioni altri sentimenti, come ironia, scherno, compatimento e sim.: ridere sommessamente, sguaiatamente; scoppiare a ridere; ridere di cuore, da matti, a crepapelle, ridere forte, senza ritegno; ridere a fior di labbra, leggermente; ridere a denti stretti, forzatamente, nascondendo solo in parte la propria contrarietà ridere sotto sotto, sotto i baffi, quasi di nascosto, spesso per compiacimento o con benevola malizia; ridere in faccia a qualcuno, apertamente e a suo dispetto | ridere di qualcuno  (o alle spalle di qualcuno), deriderlo, canzonarlo | ridere di qualcosa, farsene beffe: ridere di una disavventura altrui | tutto da ridere, ridicolo, buffo | che c'è da ridere?, di tanto ridicolo o buffo; c'è poco, non c'è niente da ridere, detto bruscamente a chi scherza a sproposito su cose o fatti seri, gravi | si fa per ridere, per scherzare | far ridere i polli, (fig.) essere ridicolo o sciocco, inutile, di nessun effetto: discorsi da far ridere i polli; le tue intimidazioni fan solo ridere i polli! | ma non farmi ridere!, intimazione rivolta a chi ci irrita per quello che dice o per come si comporta | ridendo e scherzando, (fig.) tra una cosa e l'altra: ridendo e scherzando s'è fatto tardi  | ridi, ridi, detto con tono di rimprovero o di minaccia a chi ride a sproposito o con malizia | ridere per non piangere, si dice di chi reagisce con spirito alle avversità | prov.  : chi ride il venerdì, piange la domenica; ride bene chi ride ultimo    • 2 •   (fig.) luccicare, risplendere, brillare: le ridono gli occhi  | (lett.) mostrare viva bellezza, apparire luminoso (detto spec. di aspetti della natura): quale ne' plenilunii sereni / trivia ride tra le ninfe etterne / che dipingon lo ciel per tutti i seni  (dante par.  xxiii, 25-27)    • 3 •   (lett.) arridere, essere propizio: molte volte è da sperar meglio quando la fortuna si mostra molto turbata, che quando ella falsamente ride a qualcuno  (boccaccio filocolo) | v. tr.  (ant.) accogliere con risa: la novella di panfilo fu in parte risa e tutta commendata dalle donne  (boccaccio dec.  i, 2) | irridere, schernire | ridersi v. rifl.  non curarsi, non preoccuparsi minimamente di qualcosa; beffarsi, burlarsi di qualcuno: mi rido di lui e delle sue minacce | ridersela, non essere afflitto da preoccupazione alcuna: se la ride di tutte le insinuazioni sul suo conto  s. m.  l'atto di ridere: morire, crepare dal ridersi. 
riderella    ⇨ ridarella.
riderello    ⇨ ridarello.
ridestare   v. tr.  [io ridésto ecc.]    • 1 •   destare di nuovo; risvegliare: lo squillo del telefono mi ridestò    • 2 •   (fig.) ravvivare, rinfocolare, far rinascere: ridestare la gelosia, la passione  | ridestarsi v. rifl.    • 1 •   destarsi di nuovo; risvegliarsi    • 2 •   (fig.) ravvivarsi: la nostra attenzione si ridestò immediatamente. 
rideterminare   v. tr.  [coniugato come determinare] determinare di nuovo: rideterminare il senso di una frase; rideterminare i confini di un podere. 
ridettare   v. tr.  [io ridétto ecc.] dettare di nuovo: ridettare una lettera. 
ridevole   agg.  (non com.)    • 1 •   che fa ridere: con ridevol motto lui e gli altri poltroni aveva morsi  (boccaccio dec.  i, 6)    • 2 •   (estens.) che suscita scherno, irrisione; ridicolo § ridevolmente avv. 
ridicolaggine   s.f.    • 1 •   l'essere ridicolo: la ridicolaggine di un discorso, di un individuo    • 2 •   cosa ridicola; atto, detto ridicolo: dire ridicolaggini. 
ridicoleggiare   v. tr.  [io ridicoléggio ecc.] (non com.) ridicolizzare.
ridicolezza   s.f.    • 1 •   l'essere ridicolo; ridicolaggine    • 2 •   atto, detto ridicolo | inezia, cosa da nulla.
ridicolizzare   v. tr.  rendere ridicolo, mettere in ridicolo; prendere in giro: ridicolizzare ogni cosa seria; ridicolizzare un avversario, battendolo, avendo ragione di lui con grande facilità.
ridicolo   agg.    • 1 •   che fa ridere perché sciocco, goffo o strano: fare una figura ridicola; comportarsi in modo ridicolo; non essere ridicolo!    • 2 •   (estens.) meschino, insignificante: un prezzo, un compenso ridicolo   s.m.  il fatto di essere ridicolo; aspetto, carattere ridicolo; comicità: cadere nel ridicolo; non comprende il ridicolo della situazione; non avere il senso del ridicolo | gettare il ridicolo su qualcuno, mettere in ridicolo qualcuno, farne oggetto di scherno, prenderlo in giro; fare in modo che appaia ridicolo § ridicolmente avv. 
ridicoloso   agg.  (ant.) ridicolo.
ridimandare    ⇨ ridomandare.
ridimensionamento   s.m.  il ridimensionare, il ridimensionarsi, l'essere ridimensionato (anche fig.): il ridimensionamento di una struttura, di un apparato burocratico; il ridimensionamento di un personaggio di successo, del significato di un evento. 
ridimensionare   v. tr.  [io ridimensióno ecc.] riorganizzare, ristrutturare in base a nuove esigenze, per lo più riducendo le precedenti dimensioni: ridimensionare un'azienda, un'industria  | (fig.) riportare alle giuste proporzioni, ridurre a proporzioni minori; valutare in maniera più realistica: ridimensionare la portata di un avvenimento; ridimensionare le proprie ambizioni; ridimensionare uno scrittore, un artista  | ridimensionarsi v. rifl.  ridursi a proporzioni minori, ma più realistiche: le sue pretese si sono ridimensionate. 
ridiminuire   v. tr.  [io ridiminuìsco, tu ridiminuìsci ecc.] diminuire di nuovo, ulteriormente.
ridipingere   v. tr.  [coniugato come dipingere] dipingere di nuovo.
ridipintura   s.f.  il ridipingere; ciò che è stato ridipinto.
ridire   v. tr.  [imp. ridì  o ridi'; le altre forme coniugate come dire]    • 1 •   dire di nuovo; ripetere: dire e ridire le stesse cose; glielo puoi ridire mille volte, non capirà mai    • 2 •   riferire: non andate a ridire quello che vi ho detto    • 3 •   raccontare, narrare, esprimere: non si possono ridire le accoglienze che ho ricevuto; e vidi cose che ridire / né sa né può chi di là su discende  (dante par.  i, 5-6)    • 4 •   biasimare, censurare; criticare esponendo il proprio punto di vista (anche assol.): su di lui non c'è nulla da ridire; trovare sempre da ridire  | ridirsi v. rifl.  (ant.) disdirsi: ridicendosi, non può più se non perdere di riputazione  (guicciardini).
ridirizzare    ⇨ ridrizzare.
ridiscendere   v. tr.  e intr.  [coniugato come discendere; aus. dell'intr. essere] discendere di nuovo: ridiscendere le scale; ridiscendere dal piano superiore. 
ridisciogliere   v. tr.  [coniugato come sciogliere] (non com.) sciogliere di nuovo | (chim.) sciogliere in un solvente un composto ottenuto per precipitazione da una precedente soluzione | ridisciogliersi v. rifl.  sciogliersi di nuovo.
ridiscorrere   v. intr.  [coniugato come discorrere; aus. avere] discorrere di nuovo.
ridisegnare   v. tr.  [io ridiségno ecc.] disegnare di nuovo.
ridisfare   v. tr.  [coniugato come disfare] disfare di nuovo.
ridisporre   v. tr.  [coniugato come porre] disporre di nuovo o in altra maniera: ridisporre i libri sullo scaffale; ridisporre i mobili. 
ridissoluzione   s.f.  (chim.) il ridisciogliere, il ridisciogliersi, l'essere ridisciolto.
ridistaccare   v. tr.  [io ridistàcco, tu ridistàcchi ecc.] distaccare di nuovo | ridistaccarsi v. rifl.  o intr. pron.  distaccarsi di nuovo.
ridistanziare   v. tr.  [coniugato come distanziare] distanziare di nuovo.
ridistendere   v. tr.  [coniugato come tendere] distendere di nuovo | ridistendersi v. rifl.  o intr. pron.  distendersi di nuovo.
ridistinguere   v. tr.  [coniugato come distinguere] distinguere di nuovo.
ridistribuire   o redistribuire, v. tr.  [io ridistribui sco, tu ridistribuisci ecc.] distribuire di nuovo o in modo diverso: ridistribuire gli incarichi. 
ridistribuzione   o redistribuzione, s.f.  il ridistribuire, l'essere ridistribuito; distribuzione diversa da quella precedente: ridistribuzione dei redditi. 
ridistruggere   v. tr.  [coniugato come distruggere] distruggere nuovamente.
ridivenire   v. intr.  [coniugato come divenire; aus. essere] divenire di nuovo.
ridiventare   v. intr.  [io ridivènto ecc. ; aus. essere] diventare di nuovo: ridiventare allegro. 
ridividere   v. tr.  [coniugato come dividere] dividere di nuovo: ridividere il bottino  | ridividersi v. rifl.  dividersi nuovamente.
ridolere   v. intr.  [coniugato come dolere; aus. essere  e avere] dolere di nuovo | ridolersi v. rifl.  affliggersi, penare di nuovo.
ridomandare   antiq. o region. ridimandare, v. tr.    • 1 •   domandare di nuovo: ridomandare l'orario di partenza del treno; quante volte mi ridomanderai le stesse cose?  | domanda e ridomanda, a furia di domandare: domanda e ridomanda, ha ottenuto finalmente una risposta    • 2 •   chiedere in restituzione: ridomandare i soldi prestati. 
ridonare   v. tr.  [io ridóno ecc.]    • 1 •   dare, donare di nuovo (anche fig.): ridonare speranza    • 2 •   dare, donare ad altri ciò che si è ricevuto in dono.
ridondante   part. pres.  di ridondare   agg.  sovrabbondante, eccessivamente ricco: un discorso ridondante di citazioni  | gonfio, ampolloso: stile ridondante  § ridondantemente avv. 
ridondanza   s.f.    • 1 •   l'essere ridondante: ridondanza di ornamenti; la ridondanza di una prosa    • 2 •   nella teoria della comunicazione, parte di un messaggio che può essere eliminata senza perdita sostanziale di informazione.
ridondare   v. intr.  [io ridóndo ecc. ; aus. essere]    • 1 •   sovrabbondare; eccedere in qualcosa: una prosa che ridonda di metafore    • 2 •   (lett.) risultare, riuscire: ridondare in  (a) danno, in  (a) favore di qualcuno, tornargli dannoso o favorevole    • 3 •   (mar.) detto del vento, prendere una direzione diversa, favorevole a chi naviga | v. tr.  (ant.) soverchiare, oltrepassare in quantità.
ridormire   v. intr.  [io ridòrmo ecc. ; aus. avere] dormire di nuovo.
ridossare   v. tr.  [io ridòsso ecc.] (mar.) condurre una nave o una barca in zona riparata dal vento e dalla forza del mare | ridossarsi v. rifl.  (mar.) mettersi al riparo.
ridosso   s.m.  ciò che s'innalza dietro ad altra cosa e la ripara | a ridosso, al riparo; (fig.) vicino nello spazio o nel tempo (spesso con l'idea di qualcosa che incombe, che incalza): mettersi, stare a ridosso del vento, delle onde; avere gli inseguitori a ridosso; siamo ormai a ridosso dell'inverno. 
ridotare   v. tr.  [io ridòto ecc.] dotare di nuovo.
ridotta   s.f.  (mil.) piccola opera, stabile o provvisoria, di fortificazione campale.
ridottare   v. tr.  [io ridótto ecc.] (ant.) temere molto: questo carlo fu savio, di sano consiglio, prode in armi, e aspro, e molto temuto, e ridottato da tutti li re del mondo  (g. villani).
ridotto   ant. ridutto, part. pass.  di ridurre   agg.  che ha subito una riduzione, un rimpicciolimento; più piccolo rispetto ad altra cosa dello stesso genere ma di dimensioni normali: cartolina in formato ridotto; ferrovia a scartamento ridotto; film a passo ridotto; biglietto ridotto, biglietto d'entrata in un pubblico locale a prezzo ridotto | marcia ridotta, (aut.) rapporto di marcia ridotto rispetto al normale, ottenuto mediante un opportuno sistema di ingranaggi supplementari | forma ridotta di una parola, la forma più breve di una parola che nella stessa lingua ha anche una forma più lunga (p. e. san  rispetto a santo)  s.m.    • 1 •   (antiq.) luogo di riunione di più persone; anche, la riunione stessa    • 2 •   nei teatri, sala in cui si trattengono gli spettatori negli intervalli tra un atto e l'altro    • 3 •   teatro minore annesso a un altro    • 4 •   ridotta: veggonsi ancora le tracce d'un ridotto dove fu combattuto  (carducci).
ridovere   v. intr.  [coniugato come dovere; aus. avere  o essere] dovere di nuovo.
ridrizzare   o ridirizzare, v. tr.  (non com.) drizzare, raddrizzare di nuovo.
riducente   part. pres.  di ridurre   agg.  che riduce, che opera una riduzione: crema riducente, crema dimagrante | (sostanza, reagente, agente) riducente, (chim.) che è in grado di operare una riduzione.
riducere    ⇨ ridurre.
riducibile   agg.  che può essere ridotto: costi non ulteriormente riducibili. 
riducibilità   s.f.  l'essere riducibile.
ridurre   ant. redurre, reducere [re-dù-ce-re], riducere, v. tr.  [pres. io riduco, tu riduci ecc. ; pass. rem. io ridussi, tu riducésti ecc. ; part. pass. ridótto]    • 1 •   ricondurre, far ritornare al luogo di partenza; (fig.) riportare nelle condizioni dovute: ridurre le pecore all'ovile; ridurre qualcuno alla ragione  | raccogliere, riunire: il ciel gli diè favore, e sotto a i santi / segni ridusse i suoi compagni erranti  (tasso g. l.  i, 1)    • 2 •   imporre con la forza una situazione, una condizione; far pervenire a uno stato diverso, generalmente peggiore di quello precedente: ridurre all'obbedienza, al silenzio, alla disperazione; ridurre una famiglia sul lastrico; ridurre qualcuno in fin di vita; ridurre in catene un popolo, privarlo della libertà ridurre in, a pezzi, frantumare    • 3 •   trasformare, adattare: ridurre un albergo in appartamenti; ridurre un romanzo per il cinema  | (rar.) tradurre: ridurre un saggio in francese    • 4 •   restringere un capo di vestiario: ridurre una giacca    • 5 •   far diminuire, limitare: ridurre le spese, gli sprechi; ridurre i tempi di consegna    • 6 •   (chim.) sottoporre una sostanza a riduzione    • 7 •   (mat.) effettuare un calcolo per semplificare un'espressione o in preparazione d'altro calcolo: ridurre due frazioni allo stesso denominatore  | ridurre una frazione ai minimi termini, in modo che il numeratore e il denominatore non siano ulteriormente riducibili; ridurre qualcosa ai minimi termini, (fig.) nella minore dimensione possibile o anche in cattivo stato    • 8 •   (med.) sottoporre a riduzione un viscere o un osso fratturato | ridursi v. rifl.    • 1 •   scadere a una condizione peggiore: ridursi in miseria, a chiedere l'elemosina; ridursi male  | ridursi pelle e ossa, (fig.) dimagrirsi molto | ridursi uno straccio, (fig.) in condizioni di salute malandate | ridursi all'ultimo (momento), fare le cose all'ultimo momento, senza il minimo anticipo    • 2 •   diminuire di quantità, di dimensioni e sim.: la camicia si è ridotta lavandola    • 3 •   ritirarsi, rifugiarsi: ridursi a vita privata; ridursi in campagna. 
riduttivo   agg.    • 1 •   che determina una riduzione    • 2 •   (estens.) che tende a ridurre, a limitare, a sminuire: giudizio riduttivo; interpretazione riduttiva  § riduttivamente avv.  in modo, con criterio riduttivo, limitativo.
ridutto    ⇨ ridotto.
riduttore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi riduce; chi trasforma adattando: il riduttore di un romanzo    • 2 •   (mecc.) ingranaggio usato per trasmettere un movimento rotatorio con riduzione del numero dei giri | riduttore di pressione, dispositivo impiegato per ridurre la pressione di un fluido all'uscita da un recipiente    • 3 •   (elettr.) dispositivo che regola la tensione della corrente    • 4 •   (chim.) agente riducente.
riduzione   s.f.    • 1 •   il ridurre, l'essere ridotto (anche fig.): ottenere una riduzione sul prezzo; riduzione del capitale sociale; riduzione all'obbedienza  | adattamento: la riduzione cinematografica di un romanzo    • 2 •   (med.) intervento con cui si riaccostano in posizione corretta i segmenti di un osso fratturato    • 3 •   (filos.) trasformazione di una proposizione in un'altra più semplice o più schematica, tale da rivelare la verità o la falsità di quella originaria | traduzione dei termini e dei concetti di una disciplina scientifica in quelli di un'altra disciplina considerata più fondamentale, secondo i criteri della tesi epistemologica del riduzionismo: riduzione della chimica alla fisica    • 4 •   (chim.) reazione con la quale diminuisce il grado di ossidazione o di valenza di un elemento per acquisto di elettroni    • 5 •   (mus.) trascrizione di un pezzo musicale perché possa essere eseguito da un organico più ristretto rispetto a quello previsto dall'originale, o anche da un solo strumento    • 6 •   in matematica: riduzione di una frazione ai minimi termini, procedimento per ottenere da una frazione un'altra frazione a essa equivalente, ma con numeratore e denominatore che siano primi tra loro; riduzione di due o più frazioni allo stesso denominatore, procedimento per ottenere frazioni equivalenti alle frazioni assegnate, ma aventi denominatore uguale    • 7 •   (raccordo di) riduzione, (tecn.) elemento tubolare di limitata lunghezza, usato per raccordare due tubi di sezione diversa    • 8 •   in una osservazione astronomica, correzione che si apporta ai dati tenendo conto degli errori determinati da alcuni fenomeni (rifrazione, parallasse ecc)    • 9 •   azione di riduzione, nel diritto delle successioni, azione accordata agli eredi lesi per effetto di donazioni o di disposizioni testamentarie, per ridurre le disposizioni lesive e reintegrare la quota di eredità loro riservata dalla legge.
riduzionismo   s.m.  (filos.) nell'epistemologia contemporanea, tesi che postula un ordine gerarchico delle discipline scientifiche a partire dalla fisica, alla quale vengono subordinate, in ordine di importanza decrescente, la chimica, la biologia, la psicologia e la sociologia.
riduzionistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al riduzionismo.
rieccitare   v. tr.  [io rièccito ecc.] eccitare, stimolare di nuovo | rieccitarsi v. rifl.  o intr. pron.  eccitarsi di nuovo.
riecco   avv.  ecco di nuovo: riecco la pioggia!; rieccoci alle solite!; rieccolo!. 
riecheggiamento   s.m.  (lett.) il riecheggiare, l'essere riecheggiato.
riecheggiare   v. intr.  [io riechéggio ecc. ; aus. essere] echeggiare di nuovo o a lungo, ripetutamente: il tuono riecheggiò per le valli  | (fig.) essere presente, essere percepibile: un romanzo in cui riecheggiano motivi manzoniani  | v. tr.  rendere l'eco | (fig.) ripetere, imitare; richiamare: una prosa che riecheggia lo stile del verga. 
riedere   v. intr.  [io rièdo ecc. ; aus. essere] (poet.) redire, ritornare.
riedificare   v. tr.  [io riedìfico, tu riedìfichi ecc.] edificare di nuovo: riedificare una casa crollata. 
riedificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi riedifica.
riedificazione   s.f.  il riedificare, l'essere riedificato.
riedito   agg.  edito nuovamente.
riedizione   s.f.    • 1 •   nuova edizione di un'opera già pubblicata    • 2 •   rappresentazione teatrale secondo criteri testuali o registici rinnovati | rilancio, ristampa di un vecchio film; realizzazione di un nuovo film su un soggetto già utilizzato cinematograficamente    • 3 •   (fig.) ripresentazione, riproposizione di qualcosa di già noto: la riedizione aggiornata di una vecchia politica. 
rieducabile   agg.  che può essere rieducato.
rieducare   v. tr.  [io rièduco, tu rièduchi ecc.]    • 1 •   educare di nuovo, cercando di eliminare gli effetti di un'educazione carente o sbagliata    • 2 •   (med.) far riacquistare la funzionalità parziale o totale a un soggetto, a un organo o a una facoltà che hanno subito una menomazione: rieducare un poliomielitico, uno spastico; rieducare un arto paralizzato; rieducare il linguaggio. 
rieducazione   s.f.  il rieducare, l'essere rieducato; in partic., l'opera di reintegrazione funzionale di arti o di organi lesi, mediante opportuna terapia.
rielaborare   v. tr.  [io rielàboro ecc.] elaborare di nuovo; rifare con nuovi criteri: rielaborare un testo, un trattato. 
rielaborazione   s.f.  il rielaborare, l'essere rielaborato.
rieleggere   v. tr.  [coniugato come eleggere] eleggere di nuovo; riconfermare in un ufficio, in una carica: il presidente è stato rieletto all'unanimità. 
rieleggibile   agg.  che può essere rieletto.
rieleggibilità   s.f.  l'essere rieleggibile; possibilità di essere rieletto.
rielezione   s.f.  il rieleggere, l'essere rieletto.
riemergere   v. intr.  [coniugato come emergere; aus. essere] risalire alla superficie; emergere di nuovo (anche fig.): il sommozzatore è riemerso dopo venti minuti; riemergono i problemi irrisolti  | (fig.) tornare alla mente: dal passato riemersero dolorosi ricordi. 
riemersione   s.f.  il riemergere: la riemersione di un sommergibile. 
riemettere   v. tr.  [io riemétto ecc.] emettere di nuovo: riemettere una tratta scaduta. 
riemigrare   v. intr.  [aus. essere] emigrare nuovamente.
riempibile   agg.  che può essere riempito (anche fig.).
riempibottiglie   s.f. invar.  macchina per riempire automaticamente le bottiglie.
riempiere    ⇨ riempire.
riempimento   s.m.  il riempire, il riempirsi, l'essere riempito | materiali di riempimento, (edil.) quelli usati per livellare un terreno, riempire uno scavo ecc. | corpi di riempimento, (chim.) cilindretti, sfere e sim. introdotti nelle torri di assorbimento o di distillazione per aumentare la superficie di scambio tra il gas o il vapore e il liquido.
riempire   meno com. riempiere [ri-ém-pie-re], v. tr.  [io riémpio ecc.]    • 1 •   rendere pieno; empire, colmare (anche fig.): riempire un fiasco di vino; le sue parole mi riempirono di gioia | riempire un panino, imbottirlo | riempire la pancia, lo stomaco, mangiare abbondantemente    • 2 •   compilare un modulo, una scheda e sim. scrivendo nelle parti in bianco: riempire un vaglia, un assegno, un questionario  | riempirsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   diventare pieno (anche fig.): lo stadio si è riempito; riempirsi di impegni    • 2 •   (fam.) saziarsi, rimpinzarsi: mi sono riempito di dolci. 
riempita   s.f.  (fam.) il riempire, spec. in fretta, alla meglio: dare una riempita alla botte. 
riempitivo   agg.  che serve a riempire: materiali riempitivi   s.m.  parola, frase che non aggiunge nulla al concetto espresso | fare da riempitivo, essere un riempitivo, (fig.) si dice di persona o di cosa che contano solo perché fanno numero, quantità.
riempitore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi riempie.
riempitrice   s.f.  nell'industria, macchina per riempire automaticamente bottiglie, flaconi e altri recipienti.
riempitura   s.f.  il riempire, l'essere riempito | ciò che serve a riempire.
rientrabile   agg.  che si può far rientrare; retrattile: carrello, scaletta, tavolino rientrabile. 
rientramento   s.m.    • 1 •   (non com.) il rientrare; rientro    • 2 •   punto, tratto dove qualcosa rientra; rientranza, concavità: un rientramento della costa; un rientramento nella parete. 
rientrante   part. pres.  di rientrare   agg.  che presenta concavità: superficie rientrante  | (fam.) incavato: guance rientranti   s.m.  in una linea difensiva o una cinta bastionata, l'angolo che volge il vertice verso l'interno.
rientranza   s.f.  parte che rientra rispetto all'andamento di una linea, di una superficie e sim.; concavità: la costa era tutta sporgenze e rientranze. 
rientrare   v. intr.  [io riéntro ecc. ; aus. essere]    • 1 •   ritornare nel luogo da cui si era usciti o da cui ci si era allontanati: rientrare (in casa) dopo una passeggiata; l'aereo è rientrato alla base    • 2 •   (fig.) ritornare nella condizione o situazione d'origine: rientrare in possesso di qualcosa; rientrare in gioco, in gara | rientrare nelle grazie di qualcuno, riacquistarne il favore | rientrare in sé, in sé stesso, riprendere l'autocontrollo | rientrare nel discorso, in argomento, riparlare di qualcosa    • 3 •   (non com.) ritirarsi, restringersi: se lavato, questo tessuto rientra molto    • 4 •   (fig.) non avere realizzazione, essere annullato: il progetto è rientrato    • 5 •   di linee, corpi e sim., presentare una concavità: qui il muro rientra    • 6 •   far parte, essere compreso: rientrare nella graduatoria dei vincitori; la questione non rientra nelle nostre competenze; un risultato che rientrava nelle previsioni    • 7 •   nel linguaggio corrente, ricuperare il denaro speso, investito o dato in prestito: avevo impegnato una bella somma, ma ora sono rientrato  | v. tr.  (rar.) ritirare all'interno, ricuperare: rientrare i remi nella barca; rientrare il capitale, ricuperare le spese sostenute in un'impresa, in una iniziativa.
rientrata   s.f.  (non com.) il rientrare; rientro.
rientrato   part. pass.  di rientrare  agg.  che non è riuscito, che non si è sviluppato o realizzato: un progetto rientrato; un tentativo di fuga rientrato. 
rientro   s.m.    • 1 •   il rientrare: il rientro dalle vacanze | rientro nell'atmosfera, in astronautica, la prima fase del ritorno sulla terra di un veicolo spaziale    • 2 •   (non com.) restringimento, spec. di tessuti bagnati per la prima volta    • 3 •   (non com.) rientranza, concavità.
riepilogamento   s.m.  (non com.) il riepilogare, l'essere riepilogato; riepilogo col. pref. ri -.
riepilogare   v. tr.  [io riepìlogo, tu riepìloghi ecc.] fare un riepilogo; ricapitolare, riassumere: riepilogare un discorso; riepilogare i fatti | riepilogando..., espressione usata per introdurre una ricapitolazione di quanto si era precedentemente esposto.
riepilogativo   agg.  che serve a riepilogare: lezione riepilogativa  § riepilogativamente avv. 
riepilogo   s.m.  [pl. -ghi] riassunto per sommi capi del contenuto di un discorso, di uno scritto o delle varie fasi di una situazione, di un avvenimento; ricapitolazione: un riepilogo dei fatti; fare un riepilogo della lezione. 
riequilibrare   v. tr.  riportare, rimettere in equilibrio (anche fig.): riequilibrare i piatti della bilancia; riequilibrare i conti con l'estero  | riequilibrarsi v. rifl.  e rifl. rec.  ritrovare l'equilibrio, rimettersi in assetto più stabile (anche fig.): le forze in campo si sono riequilibrate. 
riequilibrio   s.m.  il riequilibrare, il riequilibrarsi, l'essere riequilibrato (anche fig.): il riequilibrio della bilancia dei pagamenti. 
riesame   s.m.  nuovo esame: sottoporre un problema a un attento riesame. 
riesaminare   v. tr.  [io rie sàmino ecc.] esaminare di nuovo o dal principio: riesaminare una questione, un problema. 
riescire    ⇨ riuscire.
riescludere   v. tr.  escludere di nuovo, un'altra volta.
rieseguire   v. tr.  [io rie seguìsco o rie séguo, tu rie seguìsci o rie ségui ecc.] eseguire di nuovo, daccapo: rieseguire un esercizio, un lavoro. 
riesercitare   v. tr.  [io rie sèrcito ecc.] esercitare di nuovo: riesercitare la professione  | riesercitarsi v. rifl.  esercitarsi di nuovo.
riesiliare   v. tr.  [io rie sìlio ecc.] esiliare di nuovo.
riesling   s.m. invar.  vitigno dalle cui uve si ricava l'omonimo vino bianco secco da pasto | usato anche come agg. invar.  : uve riesling. 
riespellere   v. tr.  [coniugato come espellere] espellere di nuovo.
riesplodere   v. tr.  [coniugato come esplodere] esplodere di nuovo: il fucile riesplose alcuni colpi  | v. intr.  [aus. essere] esplodere, scoppiare nuovamente (anche fig.): sono riesplose delle bombe; di fronte a una nuova provocazione, riesplose la collera popolare. 
riesporre   v. tr.  [coniugato come esporre] esporre di nuovo | riesporsi v. rifl.  esporsi di nuovo: riesporsi inutilmente al pericolo. 
riesportare   v. tr.  [io riespòrto ecc.] esportare merci importate | esportare manufatti che sono stati prodotti con materie prime di importazione.
riesportazione   s.f.  il riesportare, l'essere riesportato.
riesposizione   s.f.    • 1 •   il riesporre, l'essere riesposto    • 2 •   (mus.) nella fuga, parte che riproduce in tonalità differente e in modo più succinto gli elementi iniziali della composizione.
riespugnare   v. tr.  espugnare di nuovo: riespugnare una città. 
riessere   v. intr.  [coniugato come essere; aus. essere] essere, trovarsi di nuovo: qui risiamo al punto di prima | ecco, ci risiamo!, si dice al ripresentarsi di una situazione spiacevole.
riestendere   v. tr.  [coniugato come tendere] estendere di nuovo | riestendersi v. rifl.  estendersi di nuovo.
riestrarre   v. tr.  [coniugato come estrarre] estrarre di nuovo.
riesumare   v. tr.  [io rie sùmo o riè sumo ecc.]    • 1 •   disseppellire, togliere dalla tomba: riesumare una salma    • 2 •   (fig.) riportare alla luce; rimettere in uso, rendere di nuovo attuale: riesumare manoscritti antichi; riesumare usanze ormai dimenticate. 
riesumazione   s.f.  il riesumare, l'essere riesumato (anche fig.).
rievocare   v. tr.  [io rièvoco, tu rièvochi ecc.]    • 1 •   evocare di nuovo; richiamare alla memoria, ricordare: rievocare il passato    • 2 •   (estens.) commemorare: l'oratore rievocò la figura dello scomparso. 
rievocativo   agg.  che rievoca, che ha il fine di rievocare: film rievocativo; cerimonia rievocativa  § rievocativamente avv. 
rievocazione   s.f.  il rievocare, l'essere rievocato | la cosa rievocata.
rifabbricare   v. tr.  [io rifàbbrico, tu rifàbbrichi ecc.] fabbricare di nuovo; ricostruire: rifabbricare le case distrutte. 
rifacibile   agg.  (non com.) che si può rifare.
rifacimento   s.m.    • 1 •   il rifare, l'essere rifatto; ricostruzione o rielaborazione di un'opera: il rifacimento interno di una chiesa; il rifacimento di un romanzo, di un film  | l'opera stessa che è stata rifatta: una farsa che è il rifacimento di una commedia di plauto    • 2 •   (ant.) risarcimento.
rifacitore   s.m.  [f. -trice] chi rifà in partic., chi rielabora un'opera letteraria.
rifacitura   s.f.  l'operazione del rifare: la rifacitura dell'orlo di un abito. 
rifalciare   v. tr.  [io rifàlcio ecc.] falciare di nuovo.
rifallire   v. tr.  [io rifallisco, tu rifallisci ecc.] fallire di nuovo.
rifare   v. tr.  [pres. io rifàccio  o rifò, tu rifai, egli rifà ecc. ; imp. rifà  o rifa ' o rifai; coniugato come fare]    • 1 •   fare di nuovo una cosa malfatta o non perfettamente riuscita o deteriorata o consumata: rifare un compito, un lavoro; rifare il pavimento di una stanza, i tacchi delle scarpe; rifare di sana pianta, da capo, da cima a fondo  | rifare la stanza, il letto, riordinarli | rifarsi la bocca, gli occhi, (fig.) cancellare un gusto o una vista sgradevole, assaporando o guardando qualcosa di gradevole    • 2 •   (fig.) ricuperare uno stato, una condizione che era compromessa: rifarsi una vita; rifarsi una credibilità | rifarsi una famiglia, costituirne una nuova    • 3 •   compiere di nuovo, ripetere: rifare un gesto, un tentativo; rifare la strada, percorrerla di nuovo | rieleggere: lo hanno rifatto sindaco    • 4 •   contraffare, imitare: rifare la voce di qualcuno; rifare il verso a qualcuno, riprodurne per scherzo la voce o gli atteggiamenti più caratteristici    • 5 •   indennizzare, risarcire: rifare qualcuno di un danno    • 6 •   ricucinare, ripassare: rifare il bollito al forno  | rifarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   farsi nuovamente, diventare di nuovo: rifarsi bello | rifarsi vivo, ricomparire, tornare a farsi vedere o sentire dopo molto tempo    • 2 •   tornare come prima: il tempo si rifece sereno    • 3 •   rimettersi in salute: in montagna si è presto rifatto    • 4 •   recuperare le perdite: rifarsi di un danno; continuava a giocare sperando di rifarsi    • 5 •   rivalersi, prendere la rivincita: rifarsi di un'umiliazione subita; rifarsi con, su chi è debole    • 6 •   prendere le mosse da qualcosa, spec. in un discorso o in uno scritto; richiamarsi: rifarsi a quanto già detto; rifarsi da principio, da lontano, esporre, raccontare partendo dall'inizio o da fatti lontani.
rifasamento   s.m.  (elettr.) operazione del rifasare.
rifasare   v. tr.  (elettr.) in un circuito a corrente alternata, ridurre la differenza di fase fra corrente e tensione mediante adatti condensatori.
rifasatore   s.m.  (elettr.) dispositivo adatto a rifasare un circuito.
rifasciare   v. tr.  [io rifàscio ecc.] fasciare di nuovo.
rifascio   s.m.  (non com.) usato solo nella loc. avv. a rifascio, alla rinfusa, in gran quantità e confusamente | andare a rifascio, andare in rovina, a catafascio.
rifattibile   agg.  (non com.) che può essere rifatto; rifacibile.
rifatto   part. pass.  di rifare   agg.  fatto di nuovo | essere un villano rifatto, (fig.) una persona ignorante e rozza che, divenuta ricca, si dà arie di gran signore.
rifattura   s.f.  (non com.) rifacitura.
rifavorire   v. tr.  [io rifavorisco, tu rifavorisci ecc.] favorire nuovamente.
rifecondare   v. tr.  [io rifecóndo ecc.] fecondare nuovamente.
rifenditura   s.f.  in emilia, lavorazione del terreno consistente in un'aratura preliminare cui segue, dopo un certo intervallo di tempo, una seconda aratura.
riferibile   agg.    • 1 •   che si può riferire, ripetere: i suoi suggerimenti sono riferibili senza commettere alcuna indiscrezione | parole, discorsi non riferibili, sconvenienti, irriferibili    • 2 •   che può concernere, riguardare: fatti riferibili allo stesso problema. 
riferimento   s.m.    • 1 •   il riferire o il riferirsi; relazione, connessione, rapporto | con, in riferimento alla vostra del..., formula in uso nella corrispondenza commerciale | punto di riferimento, punto del terreno od oggetto cui ci si riferisce per orientarsi (anche fig.): iniziare una ricerca senza alcun punto di riferimento preciso | sistema di riferimento, (fis. , mat.) ente o insieme di enti rispetto ai quali si considera un fenomeno fisico o una forma geometrica; si rappresenta in genere con tre assi cartesiani | testimone di riferimento, (dir.) quello a cui si è riferito un testimone già sentito e che perciò è necessario ascoltare    • 2 •   in logica e in linguistica, lo stesso che denotazione  | l'entità extralinguistica designata da un'espressione    • 3 •   accenno, allusione; richiamo, reminiscenza: nella sua relazione non c'è alcun riferimento ai precedenti accordi; in leopardi si trovano molti riferimenti petrarcheschi    • 4 •   (mecc.) nelle lavorazioni in serie, dispositivo che permette di fissare in una determinata posizione ciascuno dei pezzi in lavorazione rispetto agli utensili.
riferire   (1) v. tr.  [io riferisco, tu riferisci ecc.]    • 1 •   comunicare ad altri quanto è a propria conoscenza; far sapere, riportare fatti, notizie, discorsi e sim. (spesso con l'idea di scarsa riservatezza, d'indiscrezione): riferire l'accaduto; riferire un pettegolezzo; è andato a riferire tutto al direttore | riferire grazie, (ant.) rendere grazie    • 2 •   mettere in relazione, collegare: riferire un effetto alla sua causa  | v. intr.  [aus. avere] informare attraverso un rapporto o una relazione scritta: la commissione riferì al ministro; riferirò a chi di dovere  | riferirsi v. rifl.    • 1 •   essere in rapporto, avere attinenza; concernere, riguardare: l'aggettivo concorda col nome cui si riferisce; questi dati si riferiscono all'anno passato    • 2 •   richiamarsi, alludere: mi riferisco a quanto detto in precedenza; a che cosa vi riferite?. 
riferire   (2) v. tr.  [io riferisco, tu riferisci ecc.] ferire di nuovo.
rifermare   v. tr.  [io riférmo ecc.]    • 1 •   fermare di nuovo    • 2 •   (ant.) confermare | rifermarsi v. rifl.  fermarsi di nuovo: fece due passi, e poi si rifermò. 
rifermentare   v. intr.  [io riferménto ecc. ; aus. essere  o avere] fermentare di nuovo.
rifermentazione   s.f.  ripresa della fermentazione alcolica di certi vini, ottenuta mediante l'aggiunta di zucchero, mosto o fermenti selezionati, allo scopo di migliorarne la qualità o di mutarne le caratteristiche.
riferrare   v. tr.  [io rifèrro ecc.] ferrare di nuovo.
rifesteggiare   v. tr.  e intr.  [io rifestéggio ecc. ; aus. dell'intr. avere] festeggiare di nuovo.
riff   s.m. invar.  nel jazz, breve frase melodica orecchiabile e incisiva, ostinatamente ripetuta.
riffa   (1) s.f.  lotteria privata i cui premi consistono in oggetti.
riffa   (2) s.f.  (tosc.) sopruso, violenza; si usa quasi esclusivamente nell'espressione di riffa o di raffa, a ogni costo, con qualsiasi mezzo: di riffa o di raffa, ha ottenuto quello che voleva. 
riffoso   agg.  (tosc.) rissoso, prepotente.
rifiancare    ⇨ rinfiancare.
rifiatare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   respirare, ripigliar fiato | (fig.) avere, prendersi un po' di riposo, di ristoro: un lavoro che non lascia il tempo di rifiatare; senza rifiatare, senza un attimo di sosta, di pausa    • 2 •   (estens.) pronunciare una parola: non ha neppure rifiatato. 
rificcare   v. tr.  [io rificco, tu rificchi ecc]    • 1 •   ficcare di nuovo (anche fig.): però che tu rificchi / la mente pur alle cose terrene  (dante purg.  xv, 64-65)    • 2 •   (tosc.) riferire, riportare facendo la spia | rificcarsi v. rifl.  ficcarsi di nuovo (anche fig.): rificcarsi sotto le coperte; rificcarsi nei guai. 
rificolona   s.f.  (tosc.) palloncino di carta colorata contenente una candelina accesa, che si porta in cima a un bastone in occasione di alcune feste popolari.
rifiggere   v. tr.  [coniugato come figgere] (lett.) infiggere di nuovo: poi la spada gli fisse e gli rifisse / ne la visiera  (tasso g. l.  xix, 26).
rifigliare   v. tr.  e intr.  [io rifìglio ecc. ; aus. dell'intr. avere] (ant.) generare altri figli: ben fa bagnacaval, che non rifiglia  (dante purg.  xiv, 115).
rifilare   v. tr.    • 1 •   tagliare a filo i bordi; rifinire e pareggiare i margini di qualcosa, con una rifilatrice, una taglierina o altro attrezzo manuale: rifilare le pagine di un libro, l'orlo di un vestito; rifilare una lamiera    • 2 •   (fam.) dire tutto d'un fiato: gli rifilò tutti i nomi    • 3 •   (fam.) affibbiare, appioppare: rifilare un pugno, un calcio; rifilare a qualcuno un incarico sgradevole, antipatico; rifilare a qualcuno delle monete false. 
rifilatore   agg.  [f. -trice] (rar) che rifila, che affibbia  s.m.  operaio specializzato addetto a lavori di rifilatura o alla sorveglianza di macchine rifilatrici.
rifilatrice   s.f.  macchina utensile con cui si esegue la rifilatura.
rifilatura   s.f.  operazione mediante la quale si pareggiano i margini di qualcosa; in particolare, rifinitura dei bordi di pezzi meccanici.
rifiltrare   v. tr.  filtrare di nuovo.
rifinanziamento   s.m.  il rifinanziare, l'essere rifinanziato | la somma di denaro fornita per rifinanziare qualcosa; ulteriore finanziamento: è stato richiesto un rifinanziamento di due miliardi. 
rifinanziare   v. tr.  [io rifinànzio ecc.] finanziare di nuovo.
rifinare   v. intr.  [aus. avere] (ant.) smettere: né in tutta notte di sospirare né di piagnere... non rifinò  (boccaccio dec.  v, 3).
rifinire   v. tr.  [io rifinisco, tu rifinisci ecc.]    • 1 •   finire di nuovo: anche questo mese il denaro è già bell'e rifinito    • 2 •   perfezionare, ritoccare curando tutti i dettagli: rifinire un vestito, un mobile; rifinire un romanzo, un'opera d'arte    • 3 •   (tosc.) ridurre in cattive condizioni, spec. di salute o economiche: gli stenti lo avevano rifinito. 
rifinitezza   s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è rifinito; compiutezza, perfezione    • 2 •   (tosc.) spossatezza.
rifinito   part. pass.  di rifinire  agg.    • 1 •   condotto a termine in tutti i particolari, perfettamente elaborato: ricamo, disegno (ben) rifinito    • 2 •   (tosc.) sfinito, esausto: tu mi pari ben rifinito: devi aver bisogno di mangiare  (manzoni p. s.  xxxv) | ridotto in cattive condizioni economiche: essere rifinito dai debiti    • 3 •   si dice di tessuto che è stato sottoposto a rifinizione.
rifinitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi è addetto a operazioni di rifinitura (nell'industria, in attività artigianali)    • 2 •   chi è incline a rifinire, chi è abile nel perfezionamento di un'opera, propria o altrui: un sapiente rifinitore di testi  | nel linguaggio sportivo, il giocatore che sa elaborare in modo creativo ed efficace le azioni di attacco, mettendo un compagno nella condizione di concluderle.
rifinitura   s.f.    • 1 •   il rifinire, il completare un lavoro: dare l'ultima rifinitura    • 2 •   elemento decorativo che rifinisce un'opera: rifinitura in argento, di lusso; le rifiniture del mobile    • 3 •   nell'industria tessile, rifinizione; guarnizione.
rifinizione   s.f.  nell'industria tessile, serie di operazioni alle quali si sottopongono i tessuti, al fine di migliorarne le caratteristiche.
rifiorimento   s.m.  (rar.) il rifiorire (spec. fig.).
rifiorire   v. intr.  [io rifiorisco, tu rifiorisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   fiorire di nuovo: gli alberi rifioriscono  | (fig.) riprendere vigore; tornare prospero, in auge: la sua salute è rifiorita; le lettere e le arti rifiorirono    • 2 •   riapparire, riaffiorare in superficie, riferito a macchie che erano state precedentemente eliminate: l'umidità rifiorisce sui muri  | v. tr.  (lett.) far rifiorire; ravvivare.
rifiorita   s.f.  nuova fioritura.
rifioritura   s.f.    • 1 •   nuova fioritura (anche fig.): la rifioritura dei peschi; la rifioritura delle iniziative    • 2 •   (estens.) abbellimento, aggiunta ornamentale: discorso pieno di rifioriture    • 3 •   ricomparsa, su una superficie, di macchie che erano state eliminate.
rifischiare   v. tr.  [io rifìschio ecc.]    • 1 •   fischiare di nuovo    • 2 •   (fam.) riferire, ridire, per lo più con malevolenza; fare la spia: va sempre a rifischiare tutto ai vicini. 
rifiutabile   agg.  che può o deve essere rifiutato: invito non rifiutabile. 
rifiutare   (1) v. tr.    • 1 •   non accettare, respingere: rifiutare un invito, un consiglio; rifiutare il cibo    • 2 •   non dare, non concedere; negare: rifiutare il proprio consenso; rifiutare un permesso, un favore    • 3 •   non acconsentire a fare qualcosa: rifiutare di rispondere, di partire | rifiutare l'ostacolo, nell'ippica, si dice del cavallo che si blocca davanti all'ostacolo e non vuole superarlo    • 4 •   (ant. , lett.) rinnegare, ripudiare: rifiutare il padre, un figlio  | non riconoscere come autentico; non accettare, disconoscere, sconfessare: rifiutare il proprio passato; rifiutare un proprio scritto  | rifiutarsi v. rifl.  non voler fare o accettare o concedere qualcosa: si rifiutò di riceverlo; anche mastro nunzio s'era rifiutato ad andare col figliuolo  (verga).
rifiutare   (2) v. tr.  (non com.) fiutare di nuovo.
rifiutato   part. pass.  di rifiutare    • 1 •   agg.  sconfessato, non riconosciuto più per proprio: scritti rifiutati, quelli che un autore vuole siano esclusi dalle sue opere.
rifiutatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi rifiuta.
rifiuto   s.m.    • 1 •   il rifiutare, l'essere rifiutato; diniego: un rifiuto secco, deciso; rispondere con un rifiuto; ricevere, opporre un rifiuto  | nell'ippica, l'azione del cavallo che si rifiuta di saltare l'ostacolo    • 2 •   (edil.) nelle fondazioni, la resistenza che il terreno oppone all'affondamento dei pali    • 3 •   scarto, residuo da eliminare; immondizia: secchio, cassetta dei rifiuti; raccolta dei rifiuti solidi; acque di rifiuto, di scarico; merce di rifiuto, di scarto | un rifiuto della società, (fig.) persona respinta, abbandonata da una comunità.
riflessibile   agg.  (rar.) che può riflettersi: raggi di luce riflessibili. 
riflessibilità   s.f.  l'essere riflessibile.
riflessione   ant. reflessione, s.f.    • 1 •   il riflettere, il riflettersi    • 2 •   (fis.) fenomeno per cui un raggio di luce, incidendo su una superficie riflettente, viene rinviato secondo determinate leggi; per estens., lo stesso fenomeno riferito al suono, alle onde elettromagnetiche, agli elettroni ecc.    • 3 •   (fig.) il ripiegarsi della mente su sé stessa; il considerare e valutare attentamente: una decisione che richiede riflessione; agire con, senza riflessione  | la considerazione, l'osservazione che ne scaturisce: una riflessione giusta, sbagliata; fare a voce alta le proprie riflessioni    • 4 •   (filos.) momento del processo conoscitivo in cui l'intelletto non soltanto conosce, ma anche sa di conoscere e assume a oggetto sé stesso.
riflessività   s.f.  (non com.) l'essere riflessivo; tendenza alla riflessione.
riflessivo   agg.    • 1 •   (rar.) che è atto a riflettere    • 2 •   che è solito considerare e valutare attentamente le cose, che è dotato della facoltà di riflessione; assennato, posato: un ragazzo riflessivo; avere una mente riflessiva    • 3 •   (gramm.) si dice di forma verbale in cui il complemento oggetto si identifica col soggetto ed è rappresentato da un pronome riflessivo (p. e. io mi lavo) | verbo riflessivo apparente, quello che ha forma simile al riflessivo ma nel quale il pronome personale rappresenta il complemento di termine anziché l'oggetto; corrisponde al cosiddetto falso pronominale  (p. e. io mi lavo le mani) | pronome riflessivo, quello che entra nella forma riflessiva del verbo (p. e.  i pronomi personali atoni mi, ti, si  ecc. e le forme toniche me, te, sé  ecc.)    • 4 •   proprietà riflessiva, (mat.) una delle proprietà delle relazioni binarie, per cui ogni elemento di un dato insieme ha con sé stesso la stessa relazione che ha con gli altri elementi dell'insieme § riflessivamente avv. 
riflesso   (1) ant. reflesso, s.m.    • 1 •   il riflettersi; riverbero: il riflesso del sole    • 2 •   (fig.) conseguenza, ripercussione: i riflessi negativi di un avvenimento  | di riflesso, di rimbalzo, indirettamente    • 3 •   (fisiol.) reazione nervosa involontaria provocata da uno stimolo esterno | riflesso condizionato  (o acquisito), quello provocato da un determinato stimolo di per sé neutro dopo che, in una serie ripetuta di esperimenti, è stato associato a uno stimolo naturalmente idoneo a suscitare quel riflesso.
riflesso   (2) part. pass.  di riflettere   agg.    • 1 •   che ha subìto una riflessione: raggio riflesso | brillare di luce riflessa, (fig.) avere fama, notorietà non per meriti propri, ma per essere in relazione con persone celebri o in vista    • 2 •   che nasce da riflessione: arte riflessa, frutto di studio e ragionamento più che di spontanea ispirazione.
riflessografia   s.f.  (foto.) riproduzione di documenti mediante luce riflessa.
riflessologia   s.f.  (fisiol.) studio dei riflessi | in psicologia sperimentale, la dottrina che si fonda sul condizionamento, sui riflessi condizionati.
riflessoterapia   s.f.  (med.) terapia di disturbi fisiologici o stati patologici che si attua stimolando opportunamente alcune parti del corpo, allo scopo di indurre riflessi benefici.
riflettente   part. pres.  di riflettere   agg.  che riflette: superficie riflettente | potere riflettente, (fis.) potere di riflessione di una sostanza | giudizio riflettente, nella filosofia di kant, il giudizio del sentimento, che giudica gli oggetti secondo il criterio del bello o secondo il criterio della finalità.
riflettere   ant. reflettere, v. tr.  [pres. io riflètto ecc. ; part. pass. riflèsso  nella forma tr., riflettuto  in quella intr.]    • 1 •   riprodurre un'immagine per riflessione: lo specchio rifletteva la sua figura  | (fig.) manifestare esteriormente: gli occhi riflettono i sentimenti dell'animo    • 2 •   (fis.) rinviare per riflessione (onde, raggi luminosi ecc.) | v. intr.  [aus. avere] applicarsi con la mente; considerare con attenzione, ponderare: riflettere su un problema, su una situazione; riflettere prima di rispondere; agire senza riflettere  | riflettersi v. rifl.    • 1 •   essere riflesso; rispecchiarsi, riverberarsi: le nuvole si riflettevano nell'acqua    • 2 •   (fig.) ripercuotersi, influire: l'aumento delle importazioni si riflette sulla bilancia commerciale; uno scritto in cui si riflette un'esperienza realmente vissuta. 
riflettometro   s.m.  (fis.) strumento per misurare il coefficiente di riflessione di superfici solide relativo alle onde elettromagnetiche.
riflettore   s.m.    • 1 •   apparecchio costituito da una sorgente luminosa e da uno specchio concavo, per lo più di forma parabolica, che proietta i raggi luminosi a grande distanza    • 2 •   (telecom.) dispositivo di un'antenna che ne potenzia le capacità    • 3 •   (astr.) telescopio che capta i raggi luminosi di un oggetto celeste per mezzo di uno specchio parabolico    • 4 •   riflettore nucleare, (fis.) ognuno dei dispositivi impiegati nei reattori nucleari per evitare l'evasione di neutroni dal nucleo del reattore.
riflettorizzare   v. tr.  migliorare la capacità di riflessione della luce di un oggetto o di una superficie mediante l'applicazione di catarifrangenti o vernici fluorescenti: riflettorizzare i paracarri di una strada di montagna. 
riflettorizzazione   s.f.  l'operazione consistente nel riflettorizzare (un oggetto, una superficie).
rifluire   rar. refluire, v. intr.  [io rifluisco, tu rifluisci ecc. ; aus. essere, non com. avere]    • 1 •   fluire, scorrere di nuovo: l'acqua rifluì nelle condutture; il traffico cominciò a rifluire normalmente    • 2 •   fluire, scorrere indietro: dal corpo il sangue rifluisce al cuore    • 3 •   tornare ad affluire (anche fig.): cessato il pericolo, la folla rifluiva sulle piazze. 
riflusso   ant. o lett. reflusso, s.m.    • 1 •   il rifluire; movimento in senso contrario (anche fig.): il riflusso del sangue; il flusso e il riflusso degli emigranti | colonna con riflusso, (chim.) apparecchiatura di assorbimento di gas o di distillazione in cui un flusso di liquido verso il basso incontra un flusso di vapore o di gas verso l'alto    • 2 •   l'abbassamento del livello del mare durante la bassa marea; la corrente che essa produce alle foci dei fiumi e che rifluisce al mare    • 3 •   (fig.) calo, diminuzione: le vendite fanno registrare un riflusso    • 4 •   (fig.) ritorno a concezioni e comportamenti ritenuti in precedenza superati: un periodo di riflusso culturale  | nel linguaggio giornalistico, l'abbandono dell'impegno politico e sociale e il ritorno al privato che hanno caratterizzato in particolare gli anni ottanta rispetto al decennio precedente.
rifocillamento   s.m.  il rifocillare, il rifocillarsi, l'essere rifocillato.
rifocillare   ant. refocillare, v. tr.  ristorare con cibi e bevande: rifocillare un mendicante; rifocillarsi lo stomaco  | rifocillarsi v. rifl.  ristorarsi mangiando o bevendo.
rifoderare   v. tr.  [io rifòdero ecc.] foderare di nuovo.
rifolgorare   v. intr.  [io rifólgoro ecc. ; aus. avere] folgorare nuovamente, con maggiore intensità.
rifondare   v. tr.  [io rifóndo ecc.] fondare di nuovo o su nuove basi; per estens., ricostruire, riedificare: rifondare un partito; rifondare una città. 
rifondazione   s.f.  il rifondare, l'essere rifondato.
rifondere   v. tr.  [coniugato come fondere]    • 1 •   fondere di nuovo    • 2 •   (fig.) ricomporre con modifiche; rifare in parte: rifondere uno scritto    • 3 •   (dir.) rimborsare, risarcire: rifondere i danni    • 4 •   (ant.) riversare: altri attende alle trombe, e a tor di nave / l'acque importune, e il mar nel mar rifonde  (ariosto o. f.  xix, 49) | rifondersi v. rifl.  (ant.) riflettersi: indi l'altrui raggio si rifonde  (dante par.  ii, 88).
rifondita   s.f.  nuova fusione.
riforare   v. tr.  [io rifóro ecc.] forare di nuovo.
riforbire   v. tr.  [io riforbisco, tu riforbisci ecc.] (non com.) forbire di nuovo.
riforestazione   s.f.  rimboschimento.
riforma   s.f.    • 1 •   il riformare, il modificare uno stato di cose, un'istituzione ecc. per migliorarli; in partic., legge o complesso organico di leggi che ha l'obiettivo di trasformare un ordinamento legislativo o una struttura amministrativa: riforma sociale, agraria, fiscale; la riforma della scuola; la politica delle riforme    • 2 •   (st.) movimento religioso, sorto nel sec. xvi per opera di martin lutero e di altri teologi, che propugnava un rinnovamento della prassi e della dottrina cristiana, rivendicando un ritorno alla chiesa primitiva e alla scrittura; si diffuse soprattutto nell'europa centrale e settentrionale, dando origine a nuove chiese cristiane, dette protestanti  | la riforma cattolica, movimento che, in seno alla chiesa cattolica, mirava a una purificazione dei costumi del clero, all'eliminazione degli abusi e a un rinnovamento teologico; si manifestò nei decenni precedenti la controriforma    • 3 •   (dir.) modificazione totale o parziale di una sentenza, in sede di riesame    • 4 •   (mil.) giudizio di non idoneità al servizio militare.
riformabile   agg.  che può o che deve essere riformato.
riformagione   s.f.  (ant.) atto di modifica di una norma in vigore da parte di una magistratura comunale.
riformare   v. tr.  [io rifórmo ecc.]    • 1 •   formare di nuovo; ricostituire, ricomporre: riformare un partito politico disciolto    • 2 •   trasformare, modificare adeguando a nuove esigenze; sottoporre a riforma: riformare un ordine religioso; riformare le leggi pensionistiche, la scuola    • 3 •   (dir.) sottoporre a riforma una sentenza    • 4 •   dichiarare qualcuno permanentemente inabile al servizio militare | riformarsi v. rifl.  formarsi nuovamente: nella ferita si è riformato il pus. 
riformativo   agg.  (non com.) di riforma; tendente, diretto a riformare: decreti riformativi. 
riformato   part. pass.  di riformare   agg.    • 1 •   che è stato modificato in seguito a una riforma, detto spec. di ordini religiosi: frati riformati, che seguono una regola modificata, gener. in senso più rigoroso, rispetto a quella originaria | chiesa riformata, chiesa protestante di tendenza calvinista    • 2 •   (tecn.) sottoposto a processo di reforming: benzina riformata   s.m.  [f. -a]    • 1 •   seguace della riforma protestante; appartenente a una chiesa riformata    • 2 •   chi è stato giudicato inabile al servizio militare.
riformatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi introduce una riforma: provvedimento riformatore. 
riformatorio   s.m.  soltanto in riformatorio (giudiziario), (dir.) luogo di reclusione per i minorenni condannati a pene detentive, caratterizzato da finalità di rieducazione e di ricupero sociale.
riformazione   s.f.    • 1 •   nuova formazione    • 2 •   (ant.) riforma.
riformismo   s.m.  tendenza a modificare gradualmente e con mezzi legali l'ordinamento della società e dello stato, rifiutando ipotesi e metodi rivoluzionari; per estens., politica di riforme.
riformista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, fautore del riformismo | usato anche come agg.  : socialismo riformista, forma di socialismo che tende al rinnovamento della società attraverso riforme graduali.
riformistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al riformismo; di, da riformista: politica riformistica  § riformisticamente avv. 
rifornimento   s.m.    • 1 •   il rifornire, il rifornirsi, l'essere rifornito: rifornimento di viveri, d'acqua; fare rifornimento di benzina; stazione di rifornimento, dove gli automobilisti possono provvedersi di carburante e di altri prodotti e accessori; stazione di servizio | rifornimento in volo, in navigazione, operazione mediante la quale un aeromobile o una nave vengono riforniti di carburante da parte di un altro velivolo o di un'altra nave lontano da uno scalo | rifornimento volante, nel ciclismo e nelle corse podistiche, distribuzione di bevande e cibo ai corridori senza che essi interrompano la gara    • 2 •   pl.  provviste; cose di cui ci si rifornisce o si è riforniti: inviare, ricevere rifornimenti; esaurire i rifornimenti. 
rifornire   v. tr.  [io rifornisco, tu rifornisci ecc.] fornire di nuovo; provvedere di cose necessarie: rifornire l'aereo di carburante; rifornire il guardaroba  | rifornirsi v. rifl.  provvedersi di qualcosa: rifornirsi di viveri; rifornirsi di benzina, propriamente, rifornirne l'automobile.
rifornitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi rifornisce | velivolo rifornitore, destinato a rifornire di carburante un aeromobile in volo.
rifornitura   s.f.  (non com.) rifornimento.
rifosso   o refosso, s.m.  fosso secondario in una fortificazione; controfosso.
rifrangente   part. pres.  di rifrangere  agg.  che dà luogo a rifrazione: corpi rifrangenti. 
rifrangenza   s.f.  (fis.) proprietà di alcuni corpi di dar luogo a rifrazione.
rifrangere   ant. refrangere, v. tr.  [coniugato come frangere; ma part. pass. rifranto  nel sign. 1, rifratto  nel sign. 2]    • 1 •   (lett.) frangere, spezzare di nuovo; infrangere    • 2 •   (fis.) far subire a un raggio luminoso, o ad altra radiazione, una rifrazione; deviare: l'acqua rifrange i raggi del sole  | rifrangersi v. rifl.    • 1 •   (lett.) spezzarsi, infrangersi: le onde si rifrangevano sulla scogliera    • 2 •   (fis.) subire una rifrazione attraverso un mezzo.
rifrangibile   ant. refrangibile, agg.  (non com.) che può rifrangersi.
rifrangibilità   s.f.  (non com.) proprietà di ciò che è rifrangibile.
rifrangimento   s.m.  (lett.) il rifrangere; rifrazione.
rifratto   part. pass.  di rifrangere   agg.    • 1 •   (fis.) deviato per effetto della rifrazione: luce rifratta    • 2 •   dosi rifratte, (farm.) dosi medicinali piccole e frequenti.
rifrattometro   o refrattometro, s.m.  strumento ottico per misurare l'indice di rifrazione dei corpi trasparenti.
rifrattore   s.m.    • 1 •   dispositivo di alcuni tipi di lampade che sfrutta la rifrazione delle onde luminose per migliorare l'illuminazione    • 2 •   (astr.) telescopio che capta i raggi luminosi di un oggetto celeste per mezzo di lenti.
rifrazione   s.f.  (fis.) fenomeno ottico per cui un raggio di luce, passando da un mezzo a un altro, devia in corrispondenza della superficie di separazione dei due mezzi; per estens., l'analogo fenomeno che si verifica nella propagazione delle onde sonore, elettromagnetiche e sim.: angolo di rifrazione, quello formato dal raggio rifratto e dalla normale alla superficie di separazione dei due mezzi nel punto d'incidenza | rifrazione atmosferica, (astr.) fenomeno dovuto all'atmosfera terrestre che devia i raggi luminosi dei corpi celesti, spec. quando sono bassi sull'orizzonte.
rifreddare   v. tr.  [io rifréddo ecc.] freddare di nuovo | rifreddarsi v. rifl.  diventare freddo di nuovo.
rifreddo   s.m.  cibo cotto che viene conservato per essere mangiato freddo | usato anche come agg.  : vitello rifreddo. 
rifrequentare   v. tr.  [io rifrequènto ecc.] frequentare nuovamente.
rifrigerare   e deriv.   ⇨ refrigerare e deriv. 
rifriggere   v. tr.  [coniugato come friggere]    • 1 •   friggere di nuovo    • 2 •   (fig.) ripetere le medesime cose cercando di farle sembrare nuove: rifriggere sempre gli stessi argomenti  | v. intr.  [aus. avere] cuocere in troppo olio e molto a lungo.
rifritto   part. pass.  di rifriggere   agg.    • 1 •   fritto di nuovo: pesce rifritto    • 2 •   (fig.) detto molte volte, ben noto: un discorso rifritto; idee fritte e rifritte   s.m.    • 1 •   (ant.) soffritto    • 2 •   sapere di rifritto, si dice di cibo o di tegame che abbiano il sapore o l'odore sgradevoli del grasso cotto più volte; (fig.) privo di originalità, ripetuto fino alla noia (detto di idea, ragionamento, discorso e sim.).
rifrittume   s.m.    • 1 •   insieme di cibi rifritti    • 2 •   (fig. non com.) quantità di cose già note e scontate.
rifrittura   s.f.    • 1 •   cibo rifritto    • 2 •   (fig.) scritto, discorso che è un rifacimento di cose vecchie, già note.
rifronzire   o rifrondire, rinfronzire, v. intr.  [io rifronzisco, tu rifronzisci ecc.] [aus. avere] (ant.) mettere nuove fronde.
rifrugare   v. tr.  e intr.  [io rifrugo, tu rifrughi ecc. ; aus. dell'intr. avere] frugare di nuovo, ripetutamente: fruga e rifruga, finalmente lo trovò. 
rifrustare   v. tr.    • 1 •   frustare di nuovo | (estens.) percuotere di nuovo    • 2 •   (fam. tosc.) rovistare dappertutto; scartabellare.
rifrusto   s.m.  (ant.)    • 1 •   colpo dato con una frusta    • 2 •   (fig.) danno, sconfitta.
rifuggire   v. intr.  [coniugato come fuggire; aus. essere]    • 1 •   fuggire di nuovo: il prigioniero è riuscito a rifuggire  | (non com.) rifugiarsi    • 2 •   (fig.) essere contrario a qualcosa, evitarla; provare avversione per qualcosa: rifuggire dai pettegolezzi, dai compromessi, dalla violenza  | v. tr.  (non com.) evitare, scansare: rifuggire le feste mondane; rifugge qualsiasi fatica. 
rifugiarsi   ant. refugiarsi, v. rifl.  [io mi rifùgio ecc.] cercare, trovare rifugio; mettersi al riparo, al sicuro: rifugiarsi sotto un albero; rifugiarsi sui monti, all'estero  | (fig.) ricercare aiuto, conforto, sollievo: rifugiarsi nella preghiera, nella lettura. 
rifugiato   part. pass.  di rifugiarsi  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi, per ragioni politiche, ha dovuto abbandonare il proprio paese per rifugiarsi in un altro stato.
rifugio   ant. refugio, s.m.    • 1 •   riparo, protezione, difesa: dare rifugio a un perseguitato; trovare rifugio in una grotta    • 2 •   luogo che offre riparo e protezione: cercare un rifugio per passare la notte; rifugio alpino, costruzione in alta montagna per alloggiare o ristorare alpinisti ed escursionisti; rifugio antiaereo, antiatomico, locali sotterranei predisposti per la protezione di persone in caso di bombardamento aereo o esplosione nucleare    • 3 •   (estens.) luogo di ritrovo abituale: quel cortile è il rifugio di tutti i gatti della zona    • 4 •   (fig.) persona, ambiente, ambito, attività in grado di offrire aiuto, protezione o tranquillità, distensione: la famiglia è il suo unico rifugio; trovare rifugio nella lettura    • 5 •   beni (di) rifugio, (econ.) quelli nei quali, soprattutto in periodi di inflazione, si tende a convertire la ricchezza monetaria (p. e.  preziosi, oggetti d'arte, immobili).
rifulgere   ant. refulgere, v. intr.  [coniugato come fulgere; poco com. il part. pass. rifulso  e i tempi composti; aus. essere  o avere] mandare luce viva e brillante, risplendere (spec. fig.): al suo dito rifulgeva uno splendido smeraldo; gli occhi gli rifulgevano di gioia. 
rifumare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] fumare di nuovo.
rifusibile   agg.  (non com.) che può essere rifuso.
rifusione   s.f.  il rifondere, l'essere rifuso.
rifuso   part. pass.  di rifondere  agg.  fuso di nuovo | a rifuso, (rar.) in abbondanza, a profusione.
riga   s.f.    • 1 •   linea segnata o impressa su una superficie: le righe di un foglio; tessuto a righe  | farsi la riga, la scriminatura dei capelli. dim. righetta, righina  accr. rigona  pegg. rigaccia    • 2 •   sequenza di parole scritte su una stessa linea orizzontale; rigo: uno scritto di poche righe  | leggere tra le righe, (fig.) capire anche quello che non viene espresso apertamente    • 3 •   (estens.) scritto di poche parole, per lo più buttato giù in modo sbrigativo; rigo: mandare due righe di ringraziamento, di congratulazioni, di saluto; in tutto questo tempo non mi ha scritto neppure una riga    • 4 •   allineamento di persone (spec. soldati e atleti) l'una di fianco all'altra; anche, la serie delle persone così disposte: mettersi in riga; la prima, l'ultima riga di un reparto  | rompete le righe!, comando dato a soldati (o anche ad atleti) perché sciolgano l'allineamento | stare in riga, rimettersi in riga, (fig.) obbedire, riprendere a comportarsi come si deve | mettersi in riga con qualcuno, (fig.) emularlo, mettersi sullo stesso livello | di prima riga, (fig. non com.) di ottima qualità, di prim'ordine | sopra le righe, (fig.) si dice di atteggiamento, comportamento enfatico, caricato    • 5 •   stecca piatta, con bordo graduato, usata spec. nel disegno geometrico per tracciare linee diritte e per misurazioni    • 6 •   (tip.) insieme dei caratteri che in una composizione tipografica occupano una deteminata giustezza; rigo | nella metrica tipografica, unità di misura che si suddivide in dodici punti.
rigabello   s.m.  piccolo organo portatile usato nel medioevo per le funzioni sacre; regale.
rigaggio   s.m.    • 1 •   (tip.) l'impressione di righe su carta    • 2 •   numero, quantità di righe: un rigaggio non inferiore alle cinquanta per pagina. 
rigaglia   rar. regaglia, s.f.    • 1 •   pl.  le interiora del pollo, del piccione o di altro volatile, usate in varie preparazioni culinarie: riso in brodo con rigaglie di pollo    • 2 •   cascame di seta    • 3 •   (ant.) avanzo, rimasuglio.
rigagno   s.m.  (ant.) piccolo rivo; rigagnolo.
rigagnolo   s.m.    • 1 •   piccolo ruscello    • 2 •   (estens.) piccolo corso d'acqua che scorre ai lati delle strade quando piove.
rigalleggiare   v. intr.  [io rigalléggio ecc. ; aus. avere, meno com. essere] galleggiare di nuovo, ritornare a galla.
rigame   s.m.  la scanalatura degli stipiti entro la quale scorre la saracinesca.
rigamo    ⇨ regamo.
rigare   (1) v. tr.  [io rigo, tu righi ecc.]    • 1 •   segnare con righe; tracciare su una superficie una o più righe: rigare un foglio  | incidere, graffiare tracciando delle righe: rigare un muro    • 2 •   (fig.) solcare con rivoli: le lacrime gli rigavano il volto  | v. intr.  [aus. avere] solo nella loc. rigare diritto, fare il proprio dovere, comportarsi come si deve.
rigare   (2) v. tr.  (ant.) solcare bagnando; irrigare: in sul paese ch'adice e po riga  (dante purg.  xvi, 115).
rigata   s.f.    • 1 •   (non com.) colpo dato con la riga    • 2 •   (ant.) rigo musicale.
rigatino   s.m.    • 1 •   tessuto di lino o cotone, a piccole righe di colore diverso, usato per grembiuli e camicie; bordatino    • 2 •   pl.  tipo di pasta da brodo, a forma di piccoli cilindri cavi rigati esternamente | biscotti dolci con la superficie rigata    • 3 •   (tosc.) pancetta di maiale salata.
rigato   part. pass.  di rigare    • 1 •   agg.    • 1 •   segnato, solcato da righe: tessuto, quaderno rigato  | cannone rigato, con la canna internamente scanalata    • 2 •   (fig.) solcato da rivoli; bagnato: volto rigato di lacrime. 
rigatone   s.m.  (spec. pl.) tipo di pasta per minestre asciutte a forma di piccoli cilindri rigati esternamente.
rigatrice   s.f.  macchina per rigare la carta.
rigatteria   s.f.  (non com.)    • 1 •   bottega di rigattiere    • 2 •   la merce venduta dal rigattiere; per estens., roba vecchia, cianfrusaglia (anche fig.): ciarpe della rigatteria romantica  (carducci).
rigattiere   s.m.  [f. -a] chi compra e rivende roba usata di scarso valore.
rigatura   s.f.    • 1 •   il rigare, l'essere rigato; l'insieme delle righe segnate o impresse: la rigatura di un foglio    • 2 •   l'insieme delle scanalature ad andamento elicoidale praticate nell'interno della canna di un'arma da fuoco al fine di imprimere un moto rotatorio ai proietti.
rigaudon   s.m. invar.  danza vivace originaria della provenza, diffusasi in francia e in inghilterra nei secc. xvii e xviii.
rigelare   v. tr.  [io rigèlo ecc.] far gelare di nuovo | v. intr.  [aus. essere] gelare di nuovo: lo stagno è rigelato  | v. intr. impers.  [aus. essere  o avere] gelare di nuovo: durante la notte ha  (o è) rigelato. 
rigelo   s.m.  (geog.) fenomeno per cui il ghiaccio, fuso per un aumento di pressione, si riforma quando tale pressione viene a mancare, senza che vi siano mutamenti di temperatura.
rigenerabile   agg.  che si può rigenerare.
rigenerare   v. tr.  [io rigènero ecc.]    • 1 •   generare di nuovo    • 2 •   (fig.) far nascere a nuova vita; riportare alla primitiva integrità: rigenerare l'umanità dal peccato; rigenerare alla libertà un popolo; un farmaco che rigenera le forze    • 3 •   (biol.) ricostituire parti lese o amputate di un organismo animale o vegetale    • 4 •   (ind.) ricostituire le proprietà, le caratteristiche originali di un materiale o un prodotto logorato e impoverito dall'uso o dal tempo: rigenerare la lana, la gomma, un catalizzatore  | rigenerarsi v. rifl.    • 1 •   (biol.) riprodursi, ricostituirsi, detto di tessuto animale o vegetale    • 2 •   (fig.) nascere a nuova vita; rinnovarsi spiritualmente: rigenerarsi nella preghiera. 
rigenerativo   agg.  che concerne la rigenerazione: processo rigenerativo. 
rigenerato   part. pass.  di rigenerare   agg.  che ha subìto una rigenerazione, detto spec. di prodotto industriale: lana rigenerata   s.m.  prodotto ottenuto mediante rigenerazione: un rigenerato di caucciù. 
rigeneratore   agg.  [f. -trice] che rigenera (anche fig.): l'opera rigeneratrice della fede   s.m.    • 1 •   chi rigenera    • 2 •   (mecc.) apparecchiatura che effettua la rigenerazione del calore negli impianti termodinamici a turbina    • 3 •   (foto.) componente che si aggiunge alla soluzione di sviluppo per mantenerne costante l'effetto.
rigenerazione   s.f.    • 1 •   il rigenerare, il rigenerarsi, l'essere rigenerato (anche fig.): la rigenerazione morale della società    • 2 •   in tecnologia, complesso di operazioni per rigenerare un materiale o un prodotto: la rigenerazione della lana, di un catalizzatore    • 3 •   (biol.) ricostruzione, da parte di un organismo animale o vegetale, di tessuti od organi che hanno subito lesioni, perdite di sostanza o anche amputazione    • 4 •   (fis.) particolare processo di ricupero del calore.
rigente   agg.  (poet.) freddo, gelido: e a le rigenti / sere accogliersi intorno al focolare!  (carducci).
rigermogliare   v. intr.  [io rigermóglio ecc. ; aus. essere, rar. avere] (non com.) germogliare di nuovo, rinascere (anche fig.): rigermoglia la speranza. 
rigettare   v. tr.  [io rigètto ecc.]    • 1 •   gettare di nuovo: rigettare le reti    • 2 •   gettare fuori, indietro: il mare rigettò a riva il corpo del naufrago  | (fig.) rifiutare, respingere: rigettare un consiglio, un'idea; rigettare una domanda, un ricorso    • 3 •   (fam.) vomitare (anche assol.): rigettare il pranzo; mi viene da rigettare  | v. intr.  [aus. avere] detto di piante, germogliare di nuovo, ributtare | rigettarsi v. rifl.  gettarsi di nuovo: rigettarsi nella mischia. 
rigetto   s.m.    • 1 •   il rigettare, l'essere rigettato | (fig.) mancato accoglimento, rifiuto, bocciatura: il rigetto di un'istanza, di un ricorso    • 2 •   fenomeno biologico di tipo immunitario per cui chi riceve mediante trapianto le cellule di un individuo geneticamente diverso, reagisce formando anticorpi che impediscono la sopravvivenza delle cellule stesse; in partic., fenomeno di intolleranza organica verso un organo trapiantato (cuore, rene ecc.): crisi di rigetto    • 3 •   (fig.) rifiuto totale o allontanamento di idee o comportamenti nuovi sentiti come estranei: un processo di rigetto psicologico, sociale. 
righello   s.m.    • 1 •   asticella usata per tracciare righe, che può avere uno o due bordi graduati; un tempo, tipico quello di legno a sezione quadrata    • 2 •   (inform.) nei sistemi di videoscrittura, striscia numerata che consente di impostare i margini del documento.
righermire   v. tr.  [io righermisco, tu righermisci ecc.] (non com.) ghermire di nuovo.
righettare   v. tr.  [io righétto ecc.] tracciare su una superficie righe sottili a brevi intervalli: righettare un foglio di carta. 
righettato   part. pass.  di righettare  agg.  disegnato a righe sottili: tessuto righettato. 
righino   s.m.    • 1 •   dim.  di rigo    • 2 •   righello    • 3 •   (mar.) regolo di legno o di ferro, applicato sulla superficie esterna di una nave per indicare l'orlo del ponte di coperta e per proteggere il fasciame dagli urti    • 4 •   (tip.) riga di stampa incompleta, dopo la quale si trova un capoverso.
rigidezza   s.f.    • 1 •   l'essere rigido (spec. fig.): rigidezza di clima; rigidezza di principi, di costumi    • 2 •   (fis.) tendenza di un corpo a non subire deformazioni se assoggettato a una sollecitazione esterna.
rigidismo   s.m.  atteggiamento di eccessiva rigidità nell'osservare norme, precetti.
rigidità   s.f.    • 1 •   qualità e condizione di ciò che non si piega né si torce: la rigidità del marmo  | lo stato del corpo umano (o animale) o di parte di esso che abbia perduto la capacità di movimento: rigidità muscolare; rigidità cadaverica, quella delle membra dopo la morte    • 2 •   (fig.) rigidezza: rigidità di clima    • 3 •   (fis.) la proprietà di un corpo di non deformarsi se sottoposto a una forza esterna | negli organi flessibili di trasmissione (funi, cinghie ecc), la resistenza da essi opposta all'avvolgimento e allo svolgimento    • 4 •   (econ.) carattere di una grandezza economica che non varia al variare di un'altra grandezza, o varia in proporzione minore: rigidità della domanda rispetto al prezzo; rigidità dei salari rispetto al calo dell'occupazione    • 5 •   rigidità delle norme costituzionali, (dir.) la loro non modificabilità da parte delle leggi ordinarie.
rigido   agg.    • 1 •   che non si può piegare né deformare; duro, non elastico: un materiale rigido; statica, dinamica dei corpi rigidi  | riferito al corpo umano o a sue parti, incapace di movimento, di articolazione; teso, immobile: avere una gamba rigida; stare rigido sull'attenti    • 2 •   detto di clima, stagione, assai freddo: è un inverno rigido    • 3 •   (fig.) austero, severo, inflessibile: un insegnante, un giudice rigido; disciplina, educazione rigida    • 4 •   (econ.) che presenta rigidità: domanda rigida; salari rigidi  § rigidamente avv. 
rigiocare   lett. rigiuocare, v. intr.  e tr.  [io rigiuòco  o rigiòco, tu rigiuòchi  o rigiòchi ecc. ; in posizione atona, meglio -o-  che -uo-; aus. dell'intr. avere] giocare nuovamente: rigiocare contro lo stesso avversario; rigiocare il denaro vinto. 
rigirare   v. tr.    • 1 •   girare di nuovo o più volte; girare continuamente: rigirare un assegno, una cambiale; rigirare la scena di un film; rigirare qualcosa tra le mani; tutti giravano e rigiravano gli occhi da quella parte    • 2 •   (fig.) volgere abilmente a proprio vantaggio: rigirare il discorso, una questione  | rigirarla, saperla rigirare, rigirare la frittata, (fam.) far apparire le cose nel modo che risulta più vantaggioso, anche travisando la realtà | rigirare bene il denaro, saperlo usare con accortezza e intelligenza    • 3 •   (fig.) ingannare, raggirare; indurre a fare tutto quello che si vuole: ti hanno rigirato come un bambino    • 4 •   girare intorno a qualcosa; cingere, circondare; anche, percorrere in tutti i sensi: il muro rigirava tutto il giardino; salendo e rigirando la montagna / che drizza voi che 'l mondo fece torti  (dante purg.  xxiii, 125-126) | v. intr.  [aus. avere] andare in giro, continuare a girare (anche fig.): rigirare a lungo per la città; gira e rigira, si parla sempre della stessa cosa  | rigirarsi v. rifl.  girare su sé stesso, voltarsi: si rigirò a salutare; rigirarsi nel letto senza riuscire a prender sonno  | (iperb.) avere spazio sufficiente per muoversi agevolmente: qui dentro non mi rigiro. 
rigirata   s.f.  (non com.) il rigirare, il rigirarsi.
rigirio   s.m.  un rigirare continuo e sospetto di persone:... seguitando a almanaccar tra sé che cosa mai potesse essere tutto quel rigirio  (manzoni p. s.  xxiii).
rigiro   s.m.    • 1 •   il rigirare; andirivieni: dopo tanti giri e rigiri perdemmo il treno    • 2 •   (fig.) discorso poco chiaro, intricato; viluppo, garbuglio: raccontò il fatto con molti rigiri di parole; parla chiaro, senza tanti rigiri    • 3 •   (fig. , non com.) inganno, intrigo, imbroglio: qui sotto c'è un rigiro  | (non com.) tresca amorosa.
rigiudicare   v. tr.  [io rigiùdico, tu rigiùdichi ecc.] giudicare di nuovo | (dir.) sottoporre a un nuovo giudizio.
rigiungere   ant. rigiugnere, v. intr.  [coniugato come giungere; aus. essere] giungere di nuovo: lo scemo de la luna / rigiunse al letto suo per ricorcarsi  (dante purg.  x, 14-15) | v. tr.  (ant.) raggiungere: e poi rigiugnerò la mia masnada  (dante inf.  xv, 41).
rigiuocare    ⇨ rigiocare.
rigiurare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] giurare di nuovo.
rignare   e deriv.   ⇨ ringhiare e deriv. 
rigo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   riga, nel significato di linea segnata o impressa su un foglio; anche, linea di scrittura o di stampa e, per estens., il suo contenuto: sottolineare con un rigo; saltare un rigo leggendo; scrivimi almeno un rigo, poche parole, una breve lettera. dim. righino    • 2 •   rigo musicale, pentagramma.
rigodon   s.m. invar.  forma italianizzata del fr. rigaudon. 
rigoglio   s.m.    • 1 •   pieno sviluppo della fioritura o del fogliame di una pianta | andare in rigoglio, si dice di pianta in cui questa fase è troppo esuberante e tale da non consentire la fruttificazione    • 2 •   (fig.) esuberanza, floridezza, pieno vigore: essere nel rigoglio della giovinezza    • 3 •   (non com.) gorgoglio: il rigoglio della pentola che bolle    • 4 •   (tosc. ant.) orgoglio, presunzione, eccessiva sicurezza di sé.
rigogliosità   s.f.  (non com.) l'essere rigoglioso.
rigoglioso   agg.    • 1 •   che è in rigoglio, in pieno sviluppo, detto di pianta    • 2 •   (fig.) che è pieno di vigore, di salute; esuberante: crescere sano e rigoglioso; avere un ingegno rigoglioso    • 3 •   (ant.) orgoglioso § rigogliosamente avv. 
rigogolo   s.m.  uccello cantatore e migratore, diffuso in europa e in asia, che, nel maschio, ha piumaggio giallo con ali e coda nere e, nella femmina, giallo-verdastro con strie brune sul ventre; in italia, è di passo e nidifica nelle regioni settentrionali (ord.  passeriformi).
rigola   s.f.  (region.) nelle pareti e nei canaloni ghiacciati, il solco che viene creato dalle slavine e dalle acque di fusione.
rigoletto   s.m.    • 1 •   antica danza, ballata da un gruppo di persone che si tenevano per mano girando in tondo    • 2 •   (estens. ant.) cerchio di persone.
rigolo   s.m.  nel gioco delle bocce, tiro rasoterra di una boccia che va a colpirne un'altra o il pallino.
rigonfiamento   s.m.    • 1 •   il rigonfiare, il rigonfiarsi, l'essere rigonfiato    • 2 •   parte rigonfia di qualcosa; gonfiore.
rigonfiare   v. tr.  [io rigónfio ecc.] gonfiare di nuovo: rigonfiare un pallone  | v. intr.  [aus. essere] divenire gonfio: l'impasto deve rigonfiare prima della cottura  | rigonfiarsi v. rifl.  divenire o ridivenire gonfio: la caviglia gli si è rigonfiata. 
rigonfiatura   s.f.  rigonfiamento, gonfiore.
rigonfio   agg.  gonfio, molto gonfio (anche fig.): nubi rigonfie di pioggia; essere rigonfio d'ira, d'invidia   s.m.  parte gonfia di qualcosa; rigonfiamento.
rigore   s.m.    • 1 •   rigidezza, freddo intenso: il rigore, i rigori della stagione invernale    • 2 •   rigorosità, austerità: una persona di grande rigore morale    • 3 •   durezza, inflessibilità, asprezza: il rigore di una sentenza; temperare, mitigare il rigore della pena | di rigore, (mil.) si dice di punizioni che, in base al regolamento di disciplina, sono ritenute gravi: arresti di rigore, punizione inflitta agli ufficiali che comporta il divieto di lasciare il proprio alloggio; consegna di rigore, punizione che consiste nell'obbligo di non lasciare la caserma per i militari di truppa e che comporta il prolungamento della ferma obbligatoria di leva se inflitta dopo il sesto mese di servizio | (calcio  o tiro di) rigore, nel gioco del calcio e in altri sport di squadra, il tiro di punizione inflitto contro la squadra che ha commesso, con un suo giocatore, un fallo grave nella propria area di rigore: tirare, battere un rigore; segnare su rigore  | essere di rigore, (fig.) essere indispensabile, essere rigorosamente prescritto: è di rigore l'abito da sera    • 4 •   precisione, esattezza, scrupolosità: una ricerca svolta con grande rigore | a rigor di termini, secondo l'esatto significato delle parole | a rigor di logica, secondo logica.
rigorismo   s.m.    • 1 •   eccessivo rigore nell'applicazione di una regola, di una legge; atteggiamento di assoluta intransigenza    • 2 •   (filos.) ogni dottrina che prescriva la perentoria attuazione della legge morale, senza alcuna indulgenza verso le debolezze della natura umana: il rigorismo kantiano. 
rigorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi è estremamente o eccessivamente rigoroso    • 2 •   (filos.) seguace del rigorismo    • 3 •   (sport) calciatore specializzato nel tirare i calci di rigore.
rigoristico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce al rigorismo; di, da rigorista: morale rigoristica  § rigoristicamente avv. 
rigorosità   s.f.    • 1 •   l'essere rigoroso: rigorosità di un provvedimento    • 2 •   (non com.) atto, comportamento improntato a rigore e severità.
rigoroso   agg.    • 1 •   si dice di chi si comporta con rigore, con severità: essere rigoroso con sé e con gli altri; un professore molto rigoroso    • 2 •   di cosa fatta con rigore, con scrupolo, con precisione: uno studio rigoroso  | di assoluta consequenzialità: un ragionamento rigoroso    • 3 •   che è improntato a rigidità, che non ammette deroghe; duro, severo: una disciplina rigorosa; ordini rigorosi | contrappunto rigoroso, (mus.) non libero, che segue le regole tradizionali § rigorosamente avv. 
rigoso   agg.  (poet.) irriguo, che irriga: ida, di belve e di rigosi / fonti altrice  (monti).
rigovernare   v. tr.  [io rigovèrno ecc.]    • 1 •   lavare, asciugare e rimettere in ordine le stoviglie (anche assol.): rigovernare i piatti; aiutare a rigovernare    • 2 •   accudire gli animali, dar loro da mangiare: rigovernare il bestiame. 
rigovernata   s.f.  (non com.) il rigovernare in fretta.
rigovernatura   s.f.  il rigovernare le stoviglie | (estens.) l'acqua che è servita a rigovernarle: sapere di rigovernatura, avere il cattivo odore dell'acqua usata per lavare i piatti.
rigraffiare   v. tr.  [io rigràffio ecc.] graffiare di nuovo.
rigrandinare   v. intr. impers.  [rigràndina; aus. essere  o avere] grandinare nuovamente.
rigrattare   v. tr.  grattare di nuovo | gratta e rigratta, (fig. fam.) a furia di grattare, cioè di frugare, di indagare: gratta e rigratta, ha finito per scoprire come stavano le cose. 
rigridare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] gridare di nuovo: rigridò forte il proprio nome finché l'udirono  | come rafforzativo di gridare, in espressioni enfatiche: gridava e rigridava di non aver fatto nulla, ma nessuno gli dava retta. 
riguadagnare   v. tr.    • 1 •   guadagnare di nuovo, riconquistare; ricuperare, di solito con impegno e fatica, ciò che si era perduto (anche fig.): riguadagnare il tempo perduto; riguadagnarsi la stima, l'affetto di qualcuno    • 2 •   raggiungere nuovamente un luogo: andò allora lungo le capanne, con la mira di riguadagnar l'assito  (manzoni p. s.  xxxv).
riguardamento   s.m.  (ant.)    • 1 •   il riguardare; sguardo    • 2 •   considerazione, rispetto, riguardo.
riguardare   v. tr.    • 1 •   guardare di nuovo: guardò e riguardò, ma non vide anima viva    • 2 •   (non com.) guardare attentamente, intensamente: ma vedi là un'anima che, posta / sola soletta, inverso noi riguarda  (dante purg.  vi, 58-59)    • 3 •   rivedere, controllare: riguardare un lavoro; riguardare i conti  | considerare attentamente: se tu riguardi ben questa sentenza  (dante inf.  xi, 85)    • 4 •   (non com.) ritenere, stimare: riguardare qualcuno come amico, come fratello    • 5 •   concernere, spettare: per quel che mi riguarda, l'affare è combinato; lascia stare le cose che non ti riguardano; il caso riguarda ormai la magistratura    • 6 •   custodire, conservare con riguardo; aver riguardo della salute di qualcuno: questa piantina è molto delicata, riguardala  | riguardarsi v. rifl.  stare in guardia, tenersi lontano da un male; aver cura della propria salute (anche assol.): riguardati dai primi freddi; sei ancora debole, devi riguardarti!. 
riguardata   s.f.  il riguardare una volta e alla svelta qualcosa: dare una riguardata alla lezione.  dim. riguardatina. 
riguardatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi riguarda    • 2 •   (ant.) conoscitore: iddio, giusto riguardatore degli altrui meriti  (boccaccio dec.  ii, 8)    • 3 •   (ant.) custode: sì come pietoso riguardatore della mia giovinezza  (boccaccio dec.  ii, 10).
riguardevole   agg.  (non com.) ragguardevole; degno di riguardo e ammirazione per virtù e dignità, o anche per l'aspetto esteriore: sopra tutti / leggiadro, riguardevole ed altero / sembrommi anchise  (caro) § riguardevolmente avv. 
riguardo   s.m.    • 1 •   attenzione, cautela, cura: trattare, usare qualcosa con ogni riguardo; avere riguardo, molti riguardi per la propria salute  | senza riguardo, senza preoccupazione o ritegno: strapazzarsi senza riguardo; spendere senza riguardo    • 2 •   premura, cortesia, deferenza: trattare qualcuno con riguardo, con i dovuti riguardi; mancare di riguardo verso qualcuno; non l'ho denunciato per riguardo a suo padre  | parlare, dire le cose senza (tanti) riguardi, con franchezza, apertamente | farsi riguardo, non osare, per delicatezza o timidezza | di riguardo, che merita considerazione: ospite, personaggio di riguardo; abito di riguardo, (antiq.) che non si usa abitualmente, che è riservato a occasioni speciali    • 3 •   relazione, rapporto, attinenza: quanto s'è detto non ha riguardo con le decisioni prese  | a questo riguardo, a questo proposito | riguardo a, in relazione a, per quello che si riferisce a: riguardo a questo problema, non ho le idee chiare  | nei riguardi di, nei confronti di: non posso dir nulla nei suoi riguardi, contro di lui    • 4 •   (ant.) sguardo: questi onde a me ritorna il tuo riguardo  (dante par.  x, 133)    • 5 •   (ant.) confine, limite: quando venimmo a quella foce stretta / dov'ercule segnò li suoi riguardi  (dante inf.  xxvi, 107-108)    • 6 •   in legatoria, risguardo.
riguardoso   agg.    • 1 •   che ha, che usa riguardo; pieno di rispetto, di deferenza: essere riguardoso con, verso qualcuno    • 2 •   (ant.) cauto, guardingo § riguardosamente avv. 
riguarire   v. tr.  e intr.  [io riguarisco, tu riguarisci ecc. ; aus. dell'intr. essere] guarire di nuovo.
riguastare   v. tr.  guastare di nuovo | riguastarsi v. rifl.  guastarsi di nuovo.
riguidare   v. tr.  tornare a guidare.
rigurgitare   antiq. regurgitare, v. intr.  [io rigùrgito ecc. ; aus. avere  o essere]    • 1 •   detto di una massa liquida, scorrere all'indietro o uscire fuori con forza dal luogo in cui è contenuta, per aver incontrato un ostacolo o per ristrettezza di spazio: l'acqua rigurgitava dal lavandino    • 2 •   (fig.) essere pieno, affollato; traboccare: la piazza rigurgitava di folla  | v. tr.  far uscire dalla bocca: il bambino ha rigurgitato un po' di latte. 
rigurgito   antiq. regurgito, s.m.    • 1 •   il rigurgitare; ciò che rigurgita, che trabocca: il rigurgito della grondaia; un rigurgito di acqua    • 2 •   (fig.) moto, impulso violento e improvviso: un rigurgito di rabbia    • 3 •   (fig.) breve e improvviso ritorno di qualcosa di spregevole che ha fatto parte del passato e che si riteneva definitivamente scomparso: un rigurgito di razzismo    • 4 •   (med.) il reflusso dei cibi dalla faringe o dall'esofago per effetto di un ostacolo anatomico o funzionale | rigurgito del lattante, emissione di un po' di latte subito dopo la poppata.
rigustare   v. tr.  gustare di nuovo.
rilacrimare   v. intr.  [io rilàcrimo ecc. ; aus. avere] (non com.) lacrimare di nuovo.
rilamentare   v. tr.  [io rilaménto ecc.] lamentare di nuovo | rilamentarsi v. rifl.  lamentarsi, lagnarsi nuovamente.
rilanciare   v. tr.  [io rilàncio ecc.]    • 1 •   lanciare di nuovo; lanciare a propria volta, di rimando: rilanciare la palla    • 2 •   (fig.) ridare attualità, importanza, interesse a qualcosa: rilanciare un'idea, una moda    • 3 •   nelle aste, fare un'offerta più alta di quella degli altri partecipanti; nel gioco del poker, aumentare la posta stabilita dal giocatore precedente (anche assol.): rilanciare (di) diecimila lire; nessuno rilancia?  | rilanciarsi v. rifl.  lanciarsi nuovamente: rilanciarsi all'assalto. 
rilancio   s.m.    • 1 •   il rilanciare, l'essere rilanciato (anche fig.): rilancio della palla; rilancio di una moda    • 2 •   nelle aste e nel gioco del poker, offerta o puntata più alta di quella degli altri concorrenti o giocatori: fare un rilancio. 
rilasciamento   s.m.  il rilasciare, il rilasciarsi; allentamento, rilassamento (anche fig.): il rilasciamento del tessuto muscolare; un rilasciamento di costumi. 
rilasciare   v. tr.  [io rilàscio ecc.]    • 1 •   lasciare di nuovo: rilasciare a casa la patente    • 2 •   lasciare libero, rimettere in libertà: la persona sospettata è stata rilasciata dalla polizia dopo pochi giorni; gli ostaggi sono stati rilasciati  | nel linguaggio scientifico, lasciare andare, liberare, emettere: la cistifellea rilascia la bile    • 3 •   dare, concedere, consegnare: rilasciare il passaporto; rilasciare un attestato, una ricevuta; rilasciare una dichiarazione, un'intervista    • 4 •   allentare la tensione; distendere, rilassare: rilasciare i muscoli, i nervi    • 5 •   (ant.) condonare | v. intr.  [aus. avere] (mar.) si dice di nave che interrompe il viaggio in corso a causa di un'avaria o sim. | rilasciarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   allentarsi, perdere di tono: invecchiando i tessuti si rilasciano    • 2 •   distendersi, in senso fisico o psicologico; rilassarsi: solo in campagna riesce a rilasciarsi  | v. rifl.  lasciarsi, separarsi di nuovo: avevano fatto pace, ma poi si sono rilasciati. 
rilascio   s.m.    • 1 •   il lasciar libero, il liberare: il rilascio dei prigionieri  | fattore di rilascio, (chim. biol.) releasing factor    • 2 •   (burocr.) consegna: il rilascio di un certificato    • 3 •   rilascio forzato, (dir.) provvedimento di esecuzione forzata, volto a riottenere la disponibilità piena di un bene immobile    • 4 •   porto di rilascio, (mar.) porto dove la nave sosta per far riposare l'equipaggio, per rifornimenti e sim. | navigare di rilascio, detto di nave che ha rilasciato, cioè che ha interrotto il viaggio in corso.
rilassamento   s.m.  il rilassare, il rilassarsi; distensione, allentamento (anche fig.): il rilassamento della tensione nervosa; il rilassamento della disciplina. 
rilassare   v. tr.    • 1 •   allentare, distendere, diminuire la tensione fisica o psichica: rilassare i nervi con una camomilla; rilassare la mente ascoltando la musica    • 2 •   (fig.) rendere meno rigido, meno severo; alleggerire: rilassare la disciplina, la sorveglianza  | rilassarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   diventare meno teso, distendersi fisicamente o psicologicamente: i muscoli si rilassano con i massaggi; cerca di rilassarti    • 2 •   (fig.) farsi meno rigoroso, meno rigido; indebolirsi moralmente: i costumi si erano molto rilassati. 
rilassatezza   s.f.  l'essere rilassato (spec. fig.): rilassatezza della disciplina, dei costumi. 
rilassato   part. pass.  di rilassare   agg.    • 1 •   che è in stato di rilassamento; disteso, privo di tensione: sentirsi rilassato    • 2 •   (fig.) privo di rigore, infiacchito moralmente: disciplina, moralità rilassata; costumi rilassati. 
rilastricare   v. tr.  [io rilàstrico, tu rilàstrichi ecc.] lastricare di nuovo.
rilavare   v. tr.  lavare di nuovo: la macchia c'è ancora, prova a rilavarla. 
rilavatura   s.f.    • 1 •   il rilavare, l'essere rilavato    • 2 •   l'acqua nella quale si è rilavato o lavato qualcosa: la rilavatura dei piatti. 
rilavorare   v. tr.  [io rilavóro ecc.] lavorare di nuovo o lavorare apportando modifiche.
rileccare   v. tr.  [io rilécco, tu rilécchi ecc.]    • 1 •   leccare di nuovo    • 2 •   (fig.) rifinire, perfezionare con eccessiva cura e minuzia: rileccare una poesia, un dipinto. 
rilegare   (1) v. tr.  [io rilégo, tu riléghi ecc.]    • 1 •   legare di nuovo    • 2 •   procedere alla nuova legatura di un libro quando la normale si sia rovinata, o anche legarlo per la prima volta, spec. se si applica una copertina di materiale pregiato o comunque rigido e consistente: rilegare un libro in pelle, in pergamena    • 3 •   incastonare una pietra preziosa: rilegare uno smeraldo in oro. 
rilegare   (2)  ⇨ relegare.
rilegatore   s.m.  [f. -trice] chi rilega libri.
rilegatura   s.f.  il rilegare un libro; il modo e il materiale con cui un libro viene rilegato; legatura: una bella rilegatura in cuoio. 
rileggere   v. tr.  [coniugato come leggere] leggere di nuovo.
rilento   avv.  solo nella loc. a rilento, con grande lentezza; (fig.) con cautela e scrupolo: le trattative procedono a rilento; devi andare a rilento nel giudicare il prossimo. 
rilettura   s.f.  seconda, nuova lettura: un'attenta rilettura rivelò diversi errori. 
rilevabile   agg.  che può essere rilevato, messo in evidenza: in questo scritto è rilevabile una certa trascuratezza; dati, difetti, caratteristiche difficilmente, a stento rilevabili. 
rilevamento   s.m.    • 1 •   il rilevare; in partic., l'insieme delle operazioni con cui si tende a determinare qualcosa: rilevamento statistico; rilevamento topografico, operazione con cui si determina la posizione relativa di vari punti d'un terreno e la si riporta sulla carta mediante segni convenzionali; rilevamento geologico, esplorazione di un territorio per determinarne la configurazione geologica    • 2 •   (mar.) angolo compreso tra la direzione di un determinato oggetto e un'altra di riferimento    • 3 •   (non com.) rilievo, sporgenza.
rilevante   part. pres.  di rilevare   agg.  di considerevole rilievo; importante, notevole: spesa, danno rilevante. 
rilevanza   s.f.  l'essere rilevante; l'avere importanza, spec. per un determinato fine: la rilevanza di un fenomeno, di una perdita. 
rilevare   v. tr.  [io rilèvo ecc.]    • 1 •   levare di nuovo: rilevarsi la giacca, il cappello    • 2 •   (lett.) alzare, sollevare: rilevare gli occhi al cielo    • 3 •   ricavare (anche fig.): rilevare un calco; ha rilevato un magro frutto dalle sue fatiche    • 4 •   mettere in evidenza; notare, rimarcare: rilevare un pregio, un difetto; rilevare gli errori    • 5 •   raccogliere i dati inerenti a un fenomeno, a un fatto per darne una descrizione, una rappresentazione completa o a fini statistici ecc.: rilevare la posizione dei veicoli dopo l'incidente; rilevare la natalità e la mortalità    • 6 •   subentrare ad altri in un onere, in una responsabilità acquistare: rilevare un debito; rilevare un negozio    • 7 •   dare il cambio a qualcuno, avvicendarlo: rilevare una sentinella    • 8 •   (estens.) andare a prendere: andate a rilevarlo alla stazione  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   avere rilievo, sporgere, stagliarsi    • 2 •   (fig.) avere importanza; contare: poco rileva che venga o no    • 3 •   (ant.) giovare: il pianger morti non rileva  (ariosto o. f.  ix, 45).
rilevatario   s.m.  [f. -a] chi subentra ad altri in un impegno, in un contratto, nell'esercizio di un'attività.
rilevato   part. pass.  di rilevare   agg.  che è in rilievo rispetto a un piano di base, a una superficie di fondo; rialzato, sporgente: un punto rilevato del terreno; una figura dai contorni rilevati   s.m.    • 1 •   rialzo del terreno    • 2 •   [f. -a] la persona alla quale subentra il rilevatario § rilevatamente avv. 
rilevatore   s.m.  persona o strumento che effettua un rilevamento, una rilevazione.
rilevatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   il rilevare    • 2 •   parte in rilievo, sporgenza.
rilevazione   s.f.  il rilevare; raccolta sistematica di informazioni a fini conoscitivi, di gestione ecc.: rilevazione statistica; rilevazione contabile. 
rilievo   s.m.    • 1 •   lo sporgere, lo staccarsi rispetto a una superficie, a un piano di fondo: un ricamo, una decorazione in rilievo; il contrasto di ombra e luce dà rilievo agli oggetti    • 2 •   ciò che è in rilievo, che sporge da una superficie: il rilievo di una medaglia  | nella scultura, tecnica di rappresentazione di figure aggettanti su un fondo con maggiore o minore stacco (rispettivamente alto  e basso rilievo); la composizione, l'opera così ottenuta    • 3 •   (fig.) risalto, spicco, importanza: fenomeni, fatti di grande, scarso, poco rilievo; un personaggio di rilievo; dare rilievo a un avvenimento, a una notizia; porre, mettere qualcosa in rilievo    • 4 •   (geog.) sopraelevazione naturale della superficie terrestre; l'insieme delle montuosità di una regione: i rilievi dell'italia settentrionale; il rilievo appenninico    • 5 •   l'insieme delle osservazioni che hanno lo scopo di rilevare e rappresentare un fenomeno; rilevamento: rilievo topografico, fotografico, fotogrammetrico; fare, prendere un rilievo, accertare posizione, altitudine ecc. di un terreno    • 6 •   osservazione; nota critica, appunto: fare un rilievo su un argomento; muovere dei rilievi a qualcuno. 
rilievografia   s.f.  sistema speciale di stampa che permette di ottenere particolari effetti di bassorilievo.
rilievografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla rilievografia.
rilimare   v. tr.  limare di nuovo | (fig.) rifinire, spec. un'opera letteraria.
rilisciare   v. tr.  [io rilìscio ecc.] (non com.) lisciare di nuovo | rilisciarsi v. rifl.  curare meticolosamente il proprio aspetto.
rilitigare   v. intr.  [io rilìtigo, tu rilìtighi; aus. avere] litigare di nuovo.
rille   s.m. invar.  formazione caratteristica del suolo lunare costituita da un solco sinuoso che si trova nel fondo di una vallata, analogo a quelli scavati dai fiumi sulla terra.
rilocare   v. tr.  [io rilòco, tu rilòchi ecc.] (inform.) spostare un programma da un'area all'altra della memoria centrale, attribuendogli una nuova allocazione.
rilocazione   s.f.  (inform.) l'operazione di rilocare.
riloga   s.f.  sostegno di tendaggi dotato di guida per il loro scorrimento.
rilottare   v. intr.  [io rilòtto ecc. ; aus. avere] tornare a lottare.
riluccicare   v. intr.  [io rilùccico, tu rilùccichi ecc. ; aus. essere  o avere] luccicare di nuovo.
rilucente   part. pres.  di rilucere   agg.  che ha splendore, lucentezza: stelle, occhi rilucenti. 
rilucere   v. intr.  [coniugato come lucere; dif. del part. pass. e dei tempi composti] essere luminoso; risplendere.
riluttante   part. pres.  di riluttare   agg.  che non vuole, che esita a fare qualcosa o la fa malvolentieri; restio, ritroso: essere, mostrarsi riluttante  § riluttantemente avv. 
riluttanza   s.f.    • 1 •   l'essere riluttante; ritrosia, esitazione a fare qualcosa: accettò dopo qualche riluttanza    • 2 •   (fis.) misura della resistenza opposta da un circuito magnetico al passaggio di un flusso d'induzione magnetica.
riluttare   lett. reluttare, v. intr.  [aus. avere] essere restio, ritroso a fare qualcosa; esitare: riluttava ad accettare. 
riluttività   s.f.  (fis.) riluttanza specifica, per unità di lunghezza e di sezione di un conduttore magnetico.
rima   (1) s.f.    • 1 •   identità di suono tra due o più parole dalla vocale accentata in poi; se ne fa uso in poesia secondo schemi prefissati : rima piana, sdrucciola, tronca, a seconda che la parola in rima sia piana, sdrucciola o tronca; rima alternata, di versi che rimano alternativamente; rima baciata, di due versi consecutivi; rima incrociata, legata secondo lo schema abba; rima imperfetta, se l'identità dei suoni non è perfetta; rima incatenata, con struttura a catena, secondo lo schema aba, bcb, cdc ecc.; rima interna, rimalmezzo; terza rima, terzina; sesta rima, sestina; ottava rima, ottava; nona rima, strofa di nove versi endecasillabi; decima rima, strofa di dieci endecasillabi | mettere in rima, scrivere in versi | rispondere per le rime, in versi, usando le stesse rime che ha usato l'interlocutore; (fig.) rispondere in modo risentito, ribattendo punto per punto    • 2 •   pl.  (estens.) versi: scrivere poche rime; rime d'amor usar dolci e leggiadre  (dante purg.  xxvi, 99) | componimenti poetici: le rime di dante. 
rima   (2) s.f.    • 1 •   (anat.) apertura, fenditura: rima palpebrale    • 2 •   (non com.) fessura, spaccatura; crepaccio.
rimacinare   v. tr.  [io rimàcino ecc.] macinare di nuovo.
rimagliatrice   s.f.  nell'industria tessile, macchina per ripristinare l'esatta successione delle maglie di un tessuto.
rimalmezzo   o rima al mezzo, s.f.  rima che cade alla metà di un verso, detta anche rima interna  (p. e. mai non vo' più cantar com'io soleva, / ch'altri no m'intendeva: ond'ebbi scorno  (petrarca canz.  cv, 1-2).
rimandare   v. tr.    • 1 •   mandare di nuovo: se lo perdi, te lo rimandano    • 2 •   mandare indietro; respingere, restituire: rimandare la palla; rimandare una lettera al mittente    • 3 •   mandare via, facendo fare ritorno al luogo d'origine, di partenza: dopo un'ora di lezione li hanno rimandati a casa    • 4 •   differire, procrastinare: rimandare un appuntamento di qualche giorno; rimandare la partenza | prov.  : non rimandare a domani quello che puoi fare oggi    • 5 •   far sostenere a uno studente esami di riparazione nella sessione autunnale: rimandare (a settembre); è stato rimandato in matematica    • 6 •   mandare da un punto a un altro; fare riferimento ad altro luogo di un testo, a cosa già detta: questa nota rimanda alla pagina precedente. 
rimandato   part. pass.  di rimandare   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice dello studente che deve sostenere esami di riparazione nella sessione autunnale.
rimando   s.m.    • 1 •   il rimandare, l'essere rimandato; rinvio: il rimando della palla  | di rimando, di ritorno, in replica    • 2 •   (non com.) differimento ad altra data; rinvio: un inatteso rimando della riunione    • 3 •   in uno scritto, parola o segno di richiamo che invita il lettore a consultare un'altra parte del testo, o anche un'altra opera; rinvio.
rimaneggiamento   s.m.    • 1 •   il rimaneggiare, l'essere rimaneggiato; rielaborazione: il rimaneggiamento di un romanzo    • 2 •   (geol.) fenomeno per il quale i fossili contenuti in una roccia sedimentaria, sgretolatasi per l'azione di agenti esogeni, passano in un nuovo deposito sedimentario.
rimaneggiare   v. tr.  [io rimanéggio ecc.]    • 1 •   maneggiare di nuovo    • 2 •   rielaborare, riordinare; modificare: rimaneggiare uno scritto, un testo teatrale  | rimaneggiare un ufficio, riordinarlo con mutamenti e spostamenti di incarichi    • 3 •   (tip.) ricomporre un testo per ovviare a errori di composizione.
rimaneggiato   part. pass.  di rimaneggiare   agg.  modificato, rielaborato: giocare in formazione rimaneggiata. 
rimanente   part. pres.  di rimanere   agg.  che rimane; restante, residuo: accantonare il denaro rimanente   s.m.    • 1 •   ciò che rimane: il rimanente della merce  | del rimanente, (ant.) del resto, peraltro: del rimanente, non ci sarebbe stato verso di fargli accettare nessuna ricompensa  (manzoni p. s.  xxiv)    • 2 •   spec. pl.  [anche f.] chi rimane.
rimanenza   s.f.  ciò che rimane; in partic., avanzo di magazzino, merce in giacenza: le rimanenze di un articolo. 
rimanere   v. intr.  [pres. io rimango, tu rimani, egli rimane, noi rimaniamo, voi rimanéte, essi rimàngono; fut. io rimarrò ecc. ; pass. rem. io rimasi  (o rima si), tu rimanésti ecc. ; pres. congiunt. io rimanga ecc. ; cond. io rimarrèi, tu rimarrèsti ecc. ; part. pass. rimasto  (ant. rima so); aus. essere]    • 1 •   fermarsi in un luogo; restare, trattenersi: rimanere a pisa; non rimarrò più qui; rimanere a pranzo; rimani a farmi compagnia  | (estens.) essere giunto, detto di chi sta leggendo o parlando, oppure riferito a una lettura, a un discorso, a un ragionamento: a che punto eravamo rimasti?; a che punto è rimasto il racconto?    • 2 •   essere, mantenersi in un particolare stato, condizione, situazione: rimanere stordito; la situazione rimane incerta  | rimanere (o rimanerci) male, restare deluso, mortificato | rimanerci, (fam.) restare ingannato; anche, morire: è furbo, ma ci è rimasto anche lui; ha avuto un incidente e c'è rimasto  | rimanere (o rimanerci) di stucco, restare sbalordito, attonito | rimanere (o rimanerci) secco, (fam.) morire sul colpo | rimanere (d'accordo), accordarsi: come siete rimasti per l'appuntamento di stasera?    • 3 •   durare nel tempo; per estens., avere un valore non effimero: una moda destinata a rimanere a lungo; un libro che rimarrà    • 4 •   divenire, ritrovarsi: rimanere vedovo; rimanere solo  | rimanere indietro, farsi distanziare da chi precede; (fig.) essere in arretrato: rimanere indietro nel lavoro    • 5 •   avanzare, restare: mi sono rimaste poche lire; cosa è rimasto del tuo coraggio?; non mi rimane altro da fare  | mancare: rimane solo mezz'ora alla partenza    • 6 •   sopravvivere, essere superstite: le è rimasto solo un figlio  | prov.  : chi muore giace, chi rimane si dà pace    • 7 •   toccare, spettare: l'ultima parola rimane sempre a lui; quel podere rimarrà agli eredi, resterà in proprietà    • 8 •   essere situato, trovarsi: dove rimane piazza cavour?  | rimanersi v. rifl.  (ant. , lett.)    • 1 •   trattenersi, fermarsi: rimanti, e i rei fantasmi oh non seguire  (carducci)    • 2 •   essere, mantenersi in una determinata condizione: quella viva luce... /... / etternalmente rimanendosi una  (dante par.  xiii, 55-60)    • 3 •   avanzare, restare in più: sangue perfetto... /... si rimane / quasi alimento che di mensa leve  (dante purg.  xxv, 37-39)    • 4 •   cessare, smettere: ma quei che le procelle avean già deste / non rimaneansi ancor da l'arti loro  (tasso g. l.  viii, 1)    • 5 •   astenersi, trattenersi dal fare qualcosa: questo è mal fatto, e del tutto egli ve ne conviene rimanere  (boccaccio dec.  vii, 5).
rimangiare   v. tr.  [io rimàngio ecc.]    • 1 •   mangiare di nuovo    • 2 •   (fig.) ritrattare, non mantenere: rimangiarsi la promessa, la parola. 
rimante   part. pres.  di rimare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   (metr.) parola in rima    • 2 •   (ant.) rimatore, poeta.
rimarcabile   agg.  (non com.) rimarchevole § rimarcabilmente avv. 
rimarcare   (1) v. tr.  [io rimarco, tu rimarchi ecc.] (non com.) marcare di nuovo: rimarcare visita. 
rimarcare   (2) v. tr.  [io rimarco, tu rimarchi ecc.] fare delle osservazioni, degli appunti; notare, rilevare: non c'è nulla da rimarcare al riguardo; rimarcare un errore, una contraddizione. 
rimarchevole   agg.  che è degno di essere notato, rimarcato; importante: un fatto rimarchevole  § rimarchevolmente avv.  notevolmente, considerevolmente.
rimarco   s.m.  [pl. -chi] (non com.) il rimarcare; critica, osservazione, appunto, spec. nel linguaggio burocratico.
rimare   v. intr.  [aus. avere] detto di parola, fare rima con un'altra: «gatto» rima con «matto»  | v. tr.    • 1 •   accostare parole che facciano rima: rimare «cuore» con «dolore»    • 2 •   (non com.) mettere in rima, versificare | (assol.) comporre versi, poetare: i poeti che rimarono prima di dante. 
rimarginare   ant. rammarginare, v. tr.  [io rimàrgino ecc.]    • 1 •   ricongiungere i margini di una ferita; cicatrizzare: unguento per rimarginare le ferite    • 2 •   (fig.) lenire: un dolore che solo il tempo potrà rimarginare  | v. intr.  [aus. essere], rimarginarsi v. rifl.    • 1 •   detto di ferita, cicatrizzarsi    • 2 •   (fig.) detto di un dolore morale, mitigarsi, passare.
rimario   s.m.  prontuario alfabetico delle parole di una lingua che rimano tra loro o delle rime contenute in un'opera poetica, raccolte seguendo l'ordine alfabetico.
rimaritare   v. tr.    • 1 •   maritare di nuovo    • 2 •   (fig. poet.) ricongiungere, riconciliare: l'ora / del buon dolor ch'a dio ne rimarita  (dante purg.  xxiii, 80-81) | rimaritarsi v. rifl.  maritarsi di nuovo.
rimascherare   v. tr.  [io rimàschero ecc.] mascherare di nuovo | rimascherarsi v. rifl.  tornare a mascherarsi.
rimasticare   v. tr.  [io rimàstico, tu rimàstichi ecc.]    • 1 •   masticare di nuovo    • 2 •   (fig.) ripensare insistentemente e con cruccio ad avvenimenti passati: rimasticare un'offesa    • 3 •   (fig.) ripetere meccanicamente; riprendere senza alcuna originalità cose già dette o scritte da altri: rimasticava un discorsetto imparato a memoria; rimasticare argomenti triti e ritriti. 
rimasticaticcio   s.m.  cosa rimasticata (spec. fig.): un romanzo che sa di rimasticaticcio, che è scontato, privo di originalità.
rimasticatura   s.f.  il rimasticare, ciò che è rimasticato; rimasticaticcio (spec. fig.): quel saggio non è che una rimasticatura di vecchi studi. 
rimastico   s.m.  [pl. -chi] (non com.) il rimasticare; rimasticatura: il sordo rimastico mite / dei bovi  (pascoli).
rimasto   part. pass.  di rimanere  e agg.  nei sign. del verbo.
rimasuglio   pop. tosc. rimasugliolo [ri-ma-sù-glio-lo], s.m.  ciò che rimane; avanzo, gener. piccolo e di poco valore (anche fig.): i rimasugli del pranzo; un rimasuglio d'orgoglio, di onestà. 
rimato   part. pass.  di rimare   agg.  in rima: versi rimati  | prosa rimata, prosa contenente rime o assonanze.
rimatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   compositore di versi rimati | chi compone poesie tecnicamente ineccepibili ma povere di ispirazione    • 2 •   poeta delle origini della poesia volgare: i rimatori della scuola siciliana. 
rimbacuccare   v. tr.  [io rimbacucco, tu rimbacucchi ecc.] imbacuccare di nuovo o di più | rimbacuccarsi v. rifl.  imbacuccarsi di nuovo o di più.
rimbaldanzire   v. tr.  [io rimbaldanzisco, tu rimbaldanzisci ecc.] far imbaldanzire di nuovo o di più rendere baldanzoso: il successo lo rimbaldanzì  | v. intr.  [aus. essere], rimbaldanzirsi v. rifl.  riprendere, riacquistare baldanza; farsi tutto baldanzoso.
rimballare   v. tr.  imballare di nuovo o meglio.
rimbalzare   v. intr.  [aus. essere  e avere]    • 1 •   balzare, essere respinto in direzione opposta dopo aver urtato contro un ostacolo (anche assol.): il pallone ha  (o è) rimbalzato sul palo della porta; questa palla rimbalza poco; l'automobile urtò contro il muro e rimbalzò nel centro della strada    • 2 •   (estens.) riflettersi, detto di onde sonore o di raggi luminosi: il suono rimbalzava sulle pareti della casa vuota    • 3 •   (fig.) passare da un luogo a un altro; essere comunicato velocemente: la notizia rimbalzò di bocca in bocca. 
rimbalzello   s.m.  gioco consistente nel lanciare un ciottolo piatto sul pelo dell'acqua così da farlo rimbalzare più volte.
rimbalzino   s.m.  gioco che consiste nel gettare una moneta contro un muro in modo da farla rimbalzare e cadere il più vicino possibile a una linea tracciata sul terreno.
rimbalzo   s.m.    • 1 •   il rimbalzare | di rimbalzo, durante, dopo il rimbalzo; (fig.) indirettamente, di riflesso: colpire la palla di rimbalzo, subito dopo che questa ha toccato terra e ha iniziato il rimbalzo; essere colpito da un proiettile di rimbalzo, dopo che questo ha già urtato contro un ostacolo; la vicenda, di rimbalzo, danneggia anche noi    • 2 •   (sport) nella pallacanestro, l'azione del giocatore che si impadronisce della palla subito dopo che questa ha battuto contro il tabellone o il cerchio e la fa entrare nel canestro.
rimbambimento   s.m.  il rimbambire, il rimbambirsi; la condizione di chi è rimbambito: è così sconvolto che sembra vivere in uno stato di rimbambimento. 
rimbambinire   v. intr.  [io rimbambinisco, tu rimbambinisci ecc. ; aus. essere] (non com.) ridiventare come un bambino; per estens., rimbambirsi.
rimbambire   v. intr.  [io rimbambisco, tu rimbambi sci ecc.; aus. essere], rimbambirsi v. rifl.  (spreg.) perdere la capacità di ragionare lucidamente; rimbecillire, rincretinire: rimbambire con l'età  | v. tr.  stordire: rimbambire qualcuno di chiacchiere. 
rimbambito   part. pass.  di rimbambire   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha perso la capacità di ragionare; rimbecillito.
rimbarbarire   v. intr.  [io rimbarbarisco, tu rimbarbarisci ecc. ; aus. essere] (non com.) ritornare alla barbarie (spec. fig.): i costumi sono rimbarbariti  | v. tr.  (rar.) far ritornare barbaro, determinare un imbarbarimento (spec. fig.).
rimbarcare   e deriv.   ⇨ reimbarcare e deriv. 
rimbastire   v. tr.  [io rimbastisco, tu rimbastisci ecc.] imbastire di nuovo (anche fig.): rimbastire un lavoro, un discorso. 
rimbeccare   v. tr.  [io rimbécco, tu rimbécchi ecc.]    • 1 •   (non com.) detto di uccelli, beccare in risposta a una beccata ricevuta    • 2 •   (fig.) contraddire, ribattere prontamente: non può dire una parola che subito il marito la rimbecca  | rimbeccarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) detto di uccelli, lottare a colpi di becco    • 2 •   (fig.) discutere vivacemente, a botta e risposta: quei due non fanno che rimbeccarsi. 
rimbecco   s.m.  [pl. -chi] (non com.) il rimbeccare (anche fig.) | di rimbecco, di rimando, rimbeccando prontamente.
rimbecillire   v. tr.  [io rimbecillisco, tu rimbecillisci ecc.] rendere imbecille; per estens., confondere, stordire: questo frastuono mi ha rimbecillito  | v. intr.  [aus. essere], rimbecillirsi v. rifl.  diventare imbecille; rincretinire.
rimbecillito   part. pass.  di rimbecillire   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è diventato imbecille.
rimbellire   v. tr.  [io rimbellisco, tu rimbellisci ecc.] rendere più bello, abbellire: rimbellire la stanza con dei fiori  | v. intr.  [aus. essere], rimbellirsi v. rifl.  ridiventare bello, o diventare più bello di prima: crescendo (si) è rimbellito. 
rimbiancare   v. tr.  [io rimbianco, tu rimbianchi ecc.] imbiancare di nuovo.
rimbiondire   v. tr.  [io rimbiondisco, tu rimbiondisci ecc.] far ridiventare biondo; rendere biondo: rimbiondirsi i capelli  | v. intr.  [aus. essere], rimbiondirsi v. rifl.  imbiondire di nuovo; diventare biondo: il grano rimbiondisce. 
rimboccamento   s.m.  (non com.) il rimboccare, l'essere rimboccato.
rimboccare   v. tr.  [io rimbócco, tu rimbócchi ecc.]    • 1 •   (non com.) imboccare di nuovo    • 2 •   ripiegare la parte estrema, l'orlo di qualcosa: rimboccare un sacco; rimboccare il lenzuolo, ripiegarne l'estremità superiore sulla coperta; rimboccare la coperta, infilarne i bordi esterni sotto il materasso | rimboccarsi le maniche, (fig.) accingersi di buona lena a eseguire un lavoro; darsi da fare con decisione    • 3 •   nei lavori di cucito, ripiegare un lembo di tessuto per fare un orlo alto e piatto    • 4 •   (ant.) rovesciare.
rimboccatura   s.f.    • 1 •   il rimboccare, l'essere rimboccato; la parte che si rimbocca: la rimboccatura del lenzuolo, delle maniche    • 2 •   nei lavori di cucito, orlo alto e piatto.
rimbocco   s.m.  [pl. -chi] (non com.) rimboccatura.
rimbombante   part. pres.  di rimbombare   agg.  che rimbomba, fragoroso: voce rimbombante  | frasi, discorsi rimbombanti, (fig.) di facile effetto, ma sostanzialmente vuoti di contenuto § rimbombantemente avv. 
rimbombare   rar. ribombare, v. intr.  [io rimbómbo ecc. ; aus. essere  o avere] risonare in modo cupo e fragoroso; rintronare: il cannone rimbombava in lontananza; la stanza rimbombava di violenti colpi | v. tr.  (lett.) far risuonare: e se quassù la fama il ver rimbomba  (poliziano).
rimbombio   s.m.  (non com.) un rimbombare continuo.
rimbombo   s.m.    • 1 •   il rimbombare; suono che echeggia in modo cupo e fragoroso: il rimbombo del tuono; udire un rimbombo lontano    • 2 •   (fis.) fenomeno che si manifesta in un luogo chiuso per cui il suono, a causa della riflessione sulle pareti, persiste per un certo tempo, anche dopo che la sorgente sonora ha cessato di emetterlo.
rimborsabile   agg.  che si può rimborsare.
rimborsabilità   s.f.  l'essere rimborsabile.
rimborsamento   s.m.  (non com.) rimborso.
rimborsare   v. tr.  [io rimbórso ecc.] restituire a qualcuno il denaro che ha speso per incarico, per conto o per colpa di altri, oppure che ha pagato per beni o servizi dei quali non ha poi beneficiato: rimborsare le spese del viaggio; rimborsare gli spettatori del prezzo del biglietto  (o rimborsare agli spettatori il prezzo del biglietto).
rimborso   s.m.  il rimborsare, l'essere rimborsato: il rimborso delle spese  | rimborso su banca, modo di pagamento della merce acquistata per il quale il venditore (in partic. l'esportatore) spicca tratta non sul compratore, ma su una banca.
rimboscamento    ⇨ rimboschimento.
rimboscare   v. tr.  [io rimbòsco, tu rimbòschi ecc.] piantare ad alberi un terreno per ricostituire l'ambiente boschivo naturale | rimboscarsi v. rifl.  (lett.) penetrare, inoltrarsi un'altra volta in un bosco.
rimboschimento   meno com. rimboscamento, s.m.  il rimboscare, l'essere rimboscato.
rimboschire   v. tr.  [io rimboschisco, tu rimboschisci ecc.] rimboscare | v. intr.  [aus. essere] (lett.) ridiventare boscoso.
rimbottare   v. tr.  [io rimbótto ecc.] (ant.) imbottare di nuovo vino o altri liquidi.
rimbricconire   v. intr.  [io rimbricconisco, tu rimbricconisci ecc. ; aus. essere] (non com.) diventare briccone.
rimbrodolare   v. tr.  [io rimbròdolo ecc.] (non com.) imbrodolare di nuovo o di più | (fig.) cercare di nascondere una colpa o un difetto con giri di parole e confondendo le idee.
rimbrogliare   v. tr.  [io rimbròglio ecc.] imbrogliare di nuovo.
rimbrottare   v. tr.  [io rimbròtto ecc.] rimproverare con una certa asprezza, spesso rinfacciando con insistenza qualcosa; redarguire in modo brusco.
rimbrotto   s.m.  rimprovero aspro e risentito.
rimbrunire   v. intr.  [io rimbrunisco, tu rimbrunisci ecc. ; aus. essere] (tosc.) imbrunire.
rimbruttire   v. tr.  [io rimbruttisco, tu rimbruttisci ecc.] imbruttire; rendere nuovamente brutto, o più brutto: si era abbigliata in modo carino, ma quella pettinatura la rimbruttiva  | v. intr.  [aus. essere] ridiventare brutto; farsi brutto o più brutto: crescendo (si) è rimbruttito. 
rimbucare   v. tr.  [io rimbuco, tu rimbuchi ecc.] imbucare di nuovo | rimbucarsi v. rifl.  rientrare nella buca, rintanarsi (detto spec. di animali).
rimbussolare   v. tr.  [io rimbùssolo ecc.] rimettere in un bossolo, in un'urna qualcosa che ne era stato tolto, e spec. schede, palline numerate e sim. per un'elezione o per un sorteggio da rifare.
rimbustare   v. tr.  introdurre nuovamente in una busta.
rimbuzzare   v. tr.  (fam. tosc.) rimpinzare | rimbuzzarsi v. rifl.  rimpinzarsi.
rimediabile   agg.  che si può rimediare: un danno rimediabile. 
rimediare   ant. o dial. remediare, v. intr.  [io rimèdio ecc. ; aus. avere] porre rimedio; ovviare, riparare: rimediare a un inconveniente; come si può rimediare?  | v. tr.    • 1 •   accomodare, aggiustare, riparare: un errore che si rimedia facilmente    • 2 •   (fam.) procurarsi, ottenere, spec. con difficoltà e fatica (anche iron.): rimediare i soldi per il viaggio; rimediare un invito a cena; rimediare un ceffone  | ricavare alla meglio: rimediare una giacca da un vecchio cappotto    • 3 •   (ant.) medicare, curare    • 4 •   (ant.) impedire: non fu piccola fatica al pontefice rimediare non la saccheggiassero  (guicciardini).
rimedicare   v. tr.  [io rimèdico, tu rimèdichi ecc.] medicare di nuovo | rimedicarsi v. rifl.  medicarsi di nuovo.
rimedio   ant. o dial. remedio, s.m.    • 1 •   medicamento, cura in grado di alleviare o eliminare un male: un rimedio per la tosse    • 2 •   (estens.) misura, provvedimento che riesce a porre riparo o a risolvere una situazione difficile: escogitare dei rimedi per combattere la disoccupazione  | prov.  : a mali estremi, estremi rimedi; a tutto c'è rimedio fuorché alla morte. 
rimeditare   v. tr.  e intr.  [io rimèdito ecc. ; aus. dell'intr. avere] meditare di nuovo, a fondo: rimeditare (su) un problema. 
rimeggiare   v. intr.  [io riméggio ecc. ; aus. avere] (non com.) comporre versi.
rimema   s.m.  [pl. -mi] (metr.) parola in rima; rimante.
rimembranza   s.f.  (lett.) il rimembrare; ciò che si rimembra; il ricordo: trovò, con l'indicazioni avute e con le proprie rimembranze, la porta del borgo  (manzoni p. s.  xx); e fia compa gna / d'ogni mio vago immaginar /... / la rimembranza acerba (leopardi le ricordanze  170-173).
rimembrare   v. tr.  [io rimèmbro ecc.] (lett.) ricordare: silvia, rimembri ancora / quel tempo della tua vita mortale  (leopardi a silvia  1-2) | rimembrarsi v. rifl.  ricordarsi: ancor men duol pur ch'i' me ne rimembri  (dante inf.  xvi, 12).
rimemorare   v. tr.  [io rimèmoro ecc.] (lett.) ricordare | rimemorarsi v. rifl.  ricordarsi.
rimemorazione   s.f.  (lett.) il rimemorare; ricordo.
rimenare   v. tr.  [io riméno ecc.]    • 1 •   (lett.) ricondurre, riportare    • 2 •   (non com.) agitare, rimescolare.
rimenata   s.f.    • 1 •   (non com.) il rimenare, l'agitare una volta    • 2 •   (fig. region.) sgridata.
rimendare    ⇨ rammendare.
rimenio   s.m.  (non com.) rimescolio.
rimeria   s.f.  (non com.) produzione poetica, spec. quella di scarso valore artistico.
rimeritabile   agg.  (non com.) che si può rimeritare, ricompensare.
rimeritare   v. tr.  [io rimèrito ecc.] (lett.) ricompensare: che dio ve ne rimeriti, formula con cui si ringrazia chi ci ha fatto del bene.
rimescolamento   s.m.  il rimescolare, il rimescolarsi, l'essere rimescolato | (fig.) turbamento improvviso: la notizia provocò un rimescolamento in tutti noi. 
rimescolanza   s.f.  (non com.) il rimescolare; mescolanza.
rimescolare   v. tr.  [io riméscolo ecc.]    • 1 •   mescolare di nuovo: rimescolare le carte dopo ogni mano    • 2 •   mescolare più volte: rimescolare la polenta  | rimescolare il sangue, (fig.) provocare viva agitazione, profondo turbamento: ingiustizie che rimescolano il sangue; in usi assol.: sentirsi rimescolare dalla rabbia, dall'emozione    • 3 •   (fig.) rivangare: rimescolare il passato  | rimescolarsi v. rifl.    • 1 •   confondersi, mischiarsi: rimescolarsi tra la folla    • 2 •   agitarsi, sconvolgersi (anche fig.): il mare in tempesta si rimescolava furiosamente; a quella vista gli si rimescolò il sangue, si sentì preso da una forte agitazione, da un violento turbamento.
rimescolata   s.f.  il rimescolare in fretta.
rimescolio   s.m.  un rimescolare continuato | (fig.) turbamento, emozione: vedendolo provò un gran rimescolio. 
rimessa   s.f.    • 1 •   il rimettere, l'essere rimesso    • 2 •   nel calcio, nella pallacanestro, nel tennis e sim., il rilancio della palla in campo dopo che il gioco è stato interrotto: rimessa in gioco; rimessa laterale, dal fondo; effettuare una rimessa; gioco di rimessa, che si limita a contrastare le azioni offensive dell'avversario    • 3 •   nella scherma, colpo portato allo stesso bersaglio subito dopo una parata dell'avversario    • 4 •   il riporre derrate in magazzino; il magazzino stesso, e anche le derrate che vi sono riposte | fare una buona rimessa, un buon raccolto | avere poco fieno in rimessa, (fig.) avere poche risorse, non avere soldi da parte    • 5 •   edificio, locale adibito a deposito di veicoli: la rimessa dei tram, degli autobus; portare l'automobile in rimessa  | vettura da rimessa, da noleggio    • 6 •   invio di merce, di denaro; l'importo del denaro inviato: accreditare una rimessa; le rimesse degli emigrati | rimessa telegrafica, invio di denaro per mezzo di vaglia telegrafico    • 7 •   nel linguaggio commerciale, il rimetterci; scapito, perdita: avere una forte rimessa    • 8 •   riferito a piante, il mettere nuovi germogli; anche, il germoglio stesso    • 9 •   (ant.) risposta.
rimessaggio   s.m.    • 1 •   deposito di imbarcazioni da diporto, roulotte o altri veicoli usati solo in certi periodi dell'anno, in ambienti attrezzati per la custodia e la manutenzione    • 2 •   (estens.) il lavoro di manutenzione che si effettua durante il periodo di deposito di questi veicoli.
rimessione   s.f.    • 1 •   (non com.) il rimettere; remissione    • 2 •   nel diritto processuale, la trasmissione di un procedimento da un organo giudicante a un altro di sede diversa.
rimessiticcio   agg.  [pl. f. -ce] (spreg.) rimesso, messo dopo; posticcio  s.m.  pollone che ripullula alla base delle piante tagliate.
rimesso   part. pass.  di rimettere   agg.    • 1 •   messo di nuovo    • 2 •   condonato: un peccato rimesso    • 3 •   (ant.) dimesso, umile: le presenti novellette... scritte... in istilo umilissimo e rimesso  (boccaccio dec.  iv, introduzione)  s.m.    • 1 •   (ant.) intarsio    • 2 •   parte del tessuto che si ripiega per fare l'orlo.
rimestamento   s.m.  il rimestare, l'essere rimestato (spec. fig.).
rimestare   v. tr.  [io rimésto ecc.]    • 1 •   rimescolare: rimestare la minestra    • 2 •   (fig.) rimettere in discussione; frugare, rivangare, fare oggetto di indagine eccessivamente minuziosa o inutile (anche assol.): rimestare una faccenda; rimestare la  (o nella) vita passata dell'imputato; è superfluo rimestare. 
rimestatore   s.m.  [f. -trice] chi rimesta (spec. fig.).
rimestatura   s.f.  lo stesso, ma meno com., che rimestamento. 
rimestio   s.m.  un rimestare continuato o ripetuto.
rimettaggio   s.m.  (ind. tessile) introduzione dei fili di ordito nelle maglie dei licci.
rimettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   mettere di nuovo: rimettere qualcosa al suo posto; rimettersi il cappotto; rimettere in libertà, in ordine, in funzione  | rimettere in carne, in salute, riportare in buone condizioni di salute | rimettere l'orologio, regolarlo sull'ora esatta | rimettere mano a qualcosa, ricominciarla | rimettere piede in un luogo, tornarci | rimettere in piedi qualcosa, ricostruirla; ricominciarla, darle nuovo impulso | rimettere in piedi qualcuno, rinvigorirlo, ridargli la salute    • 2 •   demandare, affidare, lasciare: rimettere una questione al giudizio di altri    • 3 •   condonare, perdonare: rimettere i peccati    • 4 •   spedire, far pervenire: rimettere al cliente la merce ordinata; rimettere una fattura, un assegno    • 5 •   vomitare (anche assol.): rimettere il pasto; mi viene da rimettere    • 6 •   rimetterci, (fam.) perdere; avere un danno: rimetterci dei soldi; è sempre lui che ci rimette    • 7 •   rimandare, rinviare, rilanciare: rimettere la palla  | (assol.) fare una rimessa: rimettere da fondo campo    • 8 •   (non com.) differire, procrastinare: rimettere una riunione a data da destinarsi  | rimettersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   mettersi di nuovo: rimettersi in viaggio; rimettersi a dormire    • 2 •   tornare in buona salute, in buone condizioni; ristabilirsi: rimettersi in forze; rimettersi da uno spavento, da una malattia; si è rimesso in meno di una settimana  | detto del tempo, tornare sereno: il tempo si è rimesso (al bello)    • 3 •   riconoscere a priori valide conclusioni o decisioni altrui; affidarsi: rimettersi alla volontà di dio; rimettersi alla clemenza dei giudici. 
rimettina   s.f.  operaia dell'industria tessile addetta al rimettaggio; rimettitora.
rimettitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi rimette    • 2 •   [f. -tora] nell'industria tessile, operaio addetto al rimettaggio.
rimettitura   s.f.  (non com.) il rimettere; riparazione.
rimico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla rima, al sistema delle rime: l'assetto rimico del canzoniere del petrarca. 
riminese   agg.  di rimini  s.m.  e f.  chi è nato o abita a rimini.
rimirare   v. tr.    • 1 •   mirare, guardare di nuovo    • 2 •   guardare con attenzione, con ammirazione: rimirare un paesaggio, un'opera d'arte  | v. intr.  [aus. avere] prendere di nuovo la mira | rimirarsi v. rifl.  guardarsi con compiacimento: rimirarsi allo specchio. 
rimischiare   v. tr.  mischiare di nuovo | rimischiarsi v. rifl.  mischiarsi, confondersi di nuovo: le due folle rattenute dalle parti, si ricadevano addosso e si rimischiavano  (manzoni p. s.  xiii).
rimisurare   v. tr.  misurare di nuovo.
rimmel   ® s.m. invar.  cosmetico, liquido o in pasta, nero, marrone o anche di altri colori, che si applica sulle ciglia per dar loro risalto e per scurirle: mettersi, darsi il rimmel. 
rimmelensire   v. intr.  [io rimmelensisco, tu rimmelensisci ecc. ; aus. essere] ridiventare melenso, o diventare più melenso di prima.
rimminchionire   v. tr.  e intr.  [io rimminchionisco, tu rimminchionisci ecc. ; aus. dell'intr. essere] (volg.) rimbecillire, istupidire.
rimodellare   v. tr.  [io rimodèllo ecc.] modellare di nuovo.
rimodernamento   s.m.  il rimodernare, il rimodernarsi, l'essere rimodernato; rinnovamento, miglioria.
rimodernare   v. tr.  [io rimodèrno ecc.] rendere moderno; dare a qualcosa un aspetto più moderno: rimodernare le macchine, i sistemi di lavorazione; rimodernare la casa  | (estens.) rinnovare, aggiornare: rimodernare le proprie idee  | rimodernarsi v. rifl.    • 1 •   detto di persona, adattare le proprie idee e abitudini ai tempi moderni; aggiornarsi    • 2 •   detto di cosa, diventare moderno; assumere un aspetto di maggiore modernità: il vecchio quartiere si va rimodernando. 
rimodernatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi rimoderna.
rimodernatura   s.f.  rimodernamento.
rimonda   s.f.  potatura che elimina i rami secchi o eccedenti degli alberi.
rimondare   v. tr.  [io rimóndo ecc.]    • 1 •   mondare di nuovo; pulire accuratamente, a fondo: rimondare un albero, effettuarne la rimonda    • 2 •   (fig.) purificare.
rimondatura   s.f.  il rimondare, l'essere rimondato | rimonda (di alberi).
rimondo   agg.  (non com.) mondo, pulito.
rimonta   s.f.    • 1 •   (sport) in una gara o in un campionato, il progressivo annullamento di uno svantaggio: fare una rimonta    • 2 •   (mil.) sostituzione degli animali in dotazione all'esercito    • 3 •   ricambio della parte anteriore della tomaia delle scarpe    • 4 •   comunicazione inclinata fra due livelli di una miniera    • 5 •   (zool.) viaggio di ritorno degli uccelli migratori.
rimontaggio   s.m.    • 1 •   l'operazione del rimontare: rimontaggio di pezzi meccanici, di un orologio    • 2 •   pratica enologica per aerare il mosto, consistente nello spillarlo dal basso del tino per poi reintrodurlo dall'alto.
rimontare   v. tr.  [io rimónto ecc.]    • 1 •   montare di nuovo: rimontare un orologio, un motore    • 2 •   risalire il corso di un fiume: rimontarono il po  | rimontare la corrente, il vento, navigare contro corrente, contro vento | rimontare un capo, doppiarlo    • 3 •   (sport) recuperare uno svantaggio: rimontare due goal    • 4 •   (mil.) sostituire gli animali in dotazione all'esercito    • 5 •   riparare la tomaia delle scarpe | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   salire di nuovo: rimontare a cavallo; rimontare sulla sedia    • 2 •   (fig.) risalire, avere origini: tradizioni che rimontano al medioevo. 
rimontatura   s.f.  il rimontare, l'essere rimontato.
rimorchiare   (1) v. tr.  [io rimòrchio ecc.]    • 1 •   trainare un veicolo o un natante agganciandolo a un altro    • 2 •   (fig.) trascinare con sé, portarsi dietro; indurre qualcuno a fare qualcosa: farsi, lasciarsi rimorchiare dai compagni    • 3 •   (fig. fam.) fare un approccio a qualcuno con successo; agganciare: rimorchiare una ragazza. 
rimorchiare   (2) v. tr.  [io rimòrchio ecc.] (ant.) sgridare: per amorevolezza la rimorchiava  (boccaccio dec.  ii, 8).
rimorchiatore   s.m.    • 1 •   (mar.) nave piccola e robusta, dotata di apparato motore potente, usata per manovrare le grandi navi nelle acque di porti o di canali, per rimorchiare chiatte, per il salvataggio e il rimorchio di navi danneggiate o in pericolo    • 2 •   (aer.) piccolo aeroplano che rimorchia alianti | usato anche come agg.  : aereo rimorchiatore. 
rimorchio   s.m.    • 1 •   il rimorchiare, l'essere rimorchiato: rimorchio aereo, l'operazione che consiste nel rimorchiare un aeromobile (p. e.  un aliante); prendere a rimorchio, agganciare un veicolo o un natante per rimorchiarlo ' essere, andare a rimorchio, (fig.) seguire supinamente | trascinarsi, portarsi dietro qualcuno a rimorchio, (fig.) indurlo a fare qualcosa anche contro la sua volontà    • 2 •   ciò che si rimorchia; in partic., il veicolo privo di motore che si aggancia a una motrice e serve per il trasporto di merci o di persone: autocarro, autobus, camion con rimorchio; staccare il rimorchio  | rimorchio ferroviario, veicolo usato in coppia con un'automotrice. dim. rimorchietto    • 3 •   (mar.) l'insieme di cavi o catene che si usano per rimorchiare un natante.
rimordere   v. tr.  [coniugato come mordere]    • 1 •   mordere di nuovo    • 2 •   mordere chi abbia morso    • 3 •   (fig.) tormentare con il ricordo del male fatto: ti rimorderà la coscienza per questo delitto. 
rimordimento   s.m.  (lett.) rimorso.
rimorire   v. intr.  [coniugato come morire; aus. essere] (lett.) morire di nuovo (spec. fig.).
rimormorare   v. tr.  e intr.  [io rimórmoro ecc. ; aus. dell'intr. avere] mormorare di nuovo.
rimorso   s.m.  sentimento di dolore che si prova per le colpe commesse: sentire rimorso per il  (o del) male fatto; avere un rimorso; essere preso, tormentato dai rimorsi. 
rimorto   part. pass.  di rimorire   agg.  (lett.) morto di nuovo | (fig.) abbattuto, macilento: l'ombre, che parean cose rimorte  (dante purg.  xxiv, 4).
rimosso   part. pass.  di rimuovere  s. m.  [solo sing.  e solo con l'art. determ.] (psicoan.) l'oggetto della rimozione, il contenuto di un processo di rimozione | ritorno del rimosso, nel linguaggio psicoanalitico, processo per cui, in presenza di determinati stimoli o condizioni favorevoli, un impulso o un affetto rimosso riaffiorano alla coscienza e si manifestano nel comportamento, sia pure per via indiretta o in modo mascherato.
rimostranza   s.f.  espressione di rimprovero, di biasimo; protesta per un torto subito: fare le proprie rimostranze. 
rimostrare   v. tr.  [io rimóstro ecc.] mostrare di nuovo | v. intr.  [aus. avere] fare le proprie rimostranze; protestare: rimostrare presso il direttore. 
rimoto    ⇨ remoto.
rimovere    ⇨ rimuovere.
rimovibile   meno com. removibile, agg.  che si può rimuovere.
rimozione   non com. remozione, s.f.    • 1 •   il rimuovere, l'essere rimosso: la rimozione di un ostacolo, di un impedimento; rimozione di un veicolo in sosta vietata    • 2 •   destituzione: rimozione da una carica, da un impiego | rimozione dal grado, (mil.) provvedimento punitivo preso a carico di un ufficiale o di un sottufficiale che si rende colpevole di una mancanza grave per cui è considerato indegno del grado ricoperto    • 3 •   (psicoan.) processo inconscio (e quindi distinto dalla repressione) attraverso il quale il soggetto censura ed esclude dalla coscienza idee, ricordi, affetti legati a una pulsione il cui soddisfacimento sarebbe in contrasto con le esigenze dell'io e del super-io: rimozione di un impulso sessuale, aggressivo; un meccanismo di difesa che ha origine nella rimozione    • 4 •   (estens.) rifiuto psicologico di un impulso, un sentimento, un comportamento.
rimpacchettare   v. tr.  [io rimpacchétto ecc.] impacchettare di nuovo.
rimpaciare   v. tr.  [io rimpàcio ecc.] (tosc.) far tornare in pace, mettere d'accordo due persone che hanno bisticciato; rappacificare, rappaciare | v. intr.  [aus. avere] (tosc.) impattare di nuovo (nei giochi di carte, negli scacchi, nella dama) | rimpaciarsi v. rifl.  e rifl. rec.  (tosc.) fare la pace, rimettersi d'accordo; rappacificarsi.
rimpadronirsi   v. rifl.  [io mi rimpadronisco, tu ti rimpadronisci ecc.] impadronirsi nuovamente.
rimpaginare   v. tr.  [io rimpàgino ecc.] (tip.) impaginare di nuovo; reimpaginare.
rimpaginatura   s.f.  (tip.) reimpaginatura.
rimpaginazione   s.f.  (tip.) reimpaginazione.
rimpagliare   v. tr.  [io rimpàglio ecc.] impagliare di nuovo.
rimpagliatore   s.m.  [f. -trice] artigiano che rifà o riaccomoda impagliature.
rimpagliatura   s.f.  il rimpagliare, l'essere rimpagliato.
rimpallare   v. intr.  [aus. avere] fare il rimpallo.
rimpallo   s.m.  nel gioco del calcio e in altri sport, rimbalzo della palla verso chi l'ha calciata, dopo che questa ha colpito un avversario o un palo | nel gioco del biliardo, ritorno della palla su quella che l'ha appena colpita.
rimpalmare   v. tr.  (ant.) spalmare di nuovo la pece sul fasciame esterno di una nave.
rimpanare   (1) v. tr.  (gastr.) impanare di nuovo.
rimpanare   (2) (mecc.) rifare il pane di una vite.
rimpannucciare   v. tr.  [io rimpannùccio ecc.] (non com.) rivestire qualcuno di panni migliori | (fig.) migliorare le condizioni economiche di qualcuno che si trova in difficoltà | rimpannucciarsi v. rifl.  migliorare le proprie condizioni economiche; passare da uno stato di bisogno all'agiatezza.
rimpantanarsi   v. rifl.  impantanarsi di nuovo o peggio (anche fig.).
rimparare   v. tr.  imparare di nuovo.
rimparentarsi   v. rifl.  imparentarsi di nuovo con una stessa famiglia.
rimpastare   v. tr.    • 1 •   impastare di nuovo    • 2 •   (fig.) rimaneggiare: rimpastare un romanzo | rimpastare un governo, effettuarne un rimpasto.
rimpasticciare   v. tr.  [io rimpastìccio ecc.] impasticciare di nuovo (anche fig.).
rimpasto   s.m.  il rimpastare; la cosa rimpastata (spec. fig.): rimpasto ministeriale, rimpasto del governo, rimaneggiamento che comporta sostituzioni e scambi di cariche nell'ambito della stessa compagine.
rimpatriare   v. intr.  [io rimpàtrio ecc. ; aus. essere] tornare in patria: rimpatriare dopo un'assenza di molti anni | v. tr.  fare tornare in patria o nel luogo d'origine: rimpatriare i prigionieri di guerra. 
rimpatriata   s.f.  (fam.) il ritrovarsi e lo stare insieme di amici che non si incontravano da lungo tempo: fare una rimpatriata. 
rimpatrio   s.m.  il rimpatriare, l'essere rimpatriato: il rimpatrio delle truppe, degli emigrati. 
rimpazzire   v. intr.  [io rimpazzisco, tu rimpazzisci ecc. ; aus. essere] impazzire di nuovo.
rimpegnare   v. tr.  [io rimpégno ecc.] impegnare di nuovo | rimpegnarsi v. rifl.  impegnarsi di nuovo.
rimpellicciare   v. tr.  [io rimpellìccio ecc.] ricoprire di pelliccia; impellicciare.
rimpennare   v. tr.  [io rimpénno ecc.] (non com.) rimettere le penne | rimpennarsi v. rifl.    • 1 •   detto degli uccelli, coprirsi di nuove penne    • 2 •   (fig. non com.) detto di persona, migliorare le proprie condizioni economiche; rimpannucciarsi.
rimpettinare   v. tr.  [io rimpèttino ecc.] nell'industria tessile, introdurre di nuovo nel pettine del telaio i fili usciti.
rimpettirsi   v. rifl.  [io mi rimpettisco, tu ti rimpettisci ecc.] (non com.) stare con il petto in fuori in atteggiamento di boria o per mostrare la propria forza: camminava tutto rimpettito. 
rimpetto   avv.  (rar.) di fronte, di faccia | più com. nelle loc.: a rimpetto di, di rimpetto (a), con lo stesso significato: la casa di rimpetto alla scuola. 
rimpiagnere    ⇨ rimpiangere.
rimpiallacciare   v. tr.  [io rimpiallàccio ecc.] impiallacciare di nuovo.
rimpiangere   antiq. rimpiagnere, v. tr.  [coniugato come piangere]    • 1 •   (non com.) ricordare piangendo    • 2 •   ricordare con desiderio, con malinconia o nostalgia cose o persone che non si hanno più rammaricarsi di qualcosa, ricordare con rincrescimento: rimpiangere la giovinezza, un figlio morto; rimpiangeva la decisione presa    • 3 •   (ant.) compiangere.
rimpianto   part. pass.  di rimpiangere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  il rimpiangere; rammarico: avere il rimpianto del passato. 
rimpiattare   v. tr.  nascondere in un luogo angusto | rimpiattarsi v. rifl.  nascondersi, rincantucciarsi ' giocare a rimpiattarsi, a rimpiattino.
rimpiattino   s.m.  gioco di ragazzi, in cui uno deve cercare i compagni che si sono nascosti; nascondino, nascondarello: giocare a rimpiattino. 
rimpiazzare   v. tr.  sostituire, prendere il posto, fare le veci: rimpiazzare un operaio con un altro; un nuovo edificio rimpiazzerà quello demolito. 
rimpiazzo   s.m.  il rimpiazzare; la persona, la cosa che rimpiazza: essere messo di rimpiazzo, per rimpiazzare.
rimpiccinire   v. tr.  [io rimpiccinisco, tu rimpiccinisci ecc.] (non com.) far diventare, far sembrare piccolo o più piccolo (anche fig.): rimpiccinire i meriti di un avversario  | v. intr.  [aus. essere], rimpiccinirsi v. rifl.  diventare o cercare di sembrare piccolo o più piccolo.
rimpicciolimento   s.m.  il rimpicciolire, il rimpicciolirsi, l'essere rimpicciolito.
rimpicciolire   v. tr.  [io rimpicciolisco, tu rimpicciolisci ecc.] rimpiccolire | v. intr.  [aus. essere], rimpicciolirsi v. rifl.  rimpiccolirsi.
rimpiccolimento   s.m.  il rimpiccolire, il rimpiccolirsi, l'essere rimpiccolito.
rimpiccolire   v. tr.  [io rimpiccolisco, tu rimpiccolisci ecc.] rendere, far sembrare piccolo o più piccolo | v. intr.  [aus. essere], rimpiccolirsi v. rifl.  (non com.) diventare o cercare di sembrare piccolo o più piccolo.
rimpiegare   e deriv.   ⇨ reimpiegare e deriv. 
rimpigrire   v. tr.  e intr.  [io rimpigrisco, tu rimpigrisci ecc. ; aus. dell'intr. essere], rimpigrirsi v. rifl.  impigrire di nuovo.
rimpinguamento   s.m.  il rimpinguare, il rimpinguarsi, l'essere rimpinguato.
rimpinguare   v. tr.  [io rimpìnguo ecc.] impinguare di nuovo o di più (spec. fig.): rimpinguare le proprie finanze  | rimpinguarsi v. rifl.  impinguarsi di nuovo o di più.
rimpinzamento   s.m.  il rimpinzare, il rimpinzarsi, l'essere rimpinzato.
rimpinzare   v. tr.  riempire eccessivamente, spec. di cibo (ma anche fig.); imbottire: aveva rimpinzato i bambini di frittelle; gli aveva rimpinzato la testa di storie assurde  | rimpinzarsi v. rifl.  riempirsi eccessivamente: rimpinzarsi di cibo. 
rimpiumare   v. intr.  [aus. essere], rimpiumarsi v. rifl.  mettere di nuovo le piume.
rimpolpare   v. tr.  [io rimpólpo ecc.]    • 1 •   impolpare di nuovo, rimettere in polpa    • 2 •   (fig.) arricchire, irrobustire: rimpolpare uno scritto di citazioni  | rimpolparsi v. rifl.  rimettersi in carne, ingrassare.
rimpolpettare   v. tr.  [io rimpolpétto ecc.] (non com.)    • 1 •   ricucinare in polpette    • 2 •   (fig. spreg.) modificare alla meglio mediante aggiunte e rimaneggiamenti; raffazzonare: rimpolpettare uno scritto. 
rimpoltronire   v. intr.  [io rimpoltronisco, tu rimpoltronisci ecc. ; aus. essere], rimpoltronirsi v. rifl.  ridiventare o diventare poltrone.
rimpossessarsi   v. rifl.  impossessarsi di nuovo.
rimpoverire   v. tr.  [io rimpoverisco, tu rimpoverisci ecc.] far diventare o ridiventare povero | v. intr.  [aus. essere], rimpoverirsi v. rifl.  diventare o ridiventare povero.
rimpratichire   v. tr.  [io rimpratichìsco, tu rimpratichìsci ecc.] impratichire di nuovo | rimpratichirsi v. rifl.  impratichirsi di nuovo.
rimpresciuttire    ⇨ rimprosciuttire.
rimprigionare   v. tr.  [io rimprigióno ecc.] imprigionare di nuovo.
rimprimere   v. tr.  [coniugato come imprimere] imprimere nuovamente.
rimprocciare   v. tr.  [io rimpròccio ecc.] (ant.) rimproverare rinfacciando; rampognare.
rimproccio   s.m.  (ant.) rimprovero; rinfaccio: grosse parole e rimprocci  (g. villani).
rimprontare   v. tr.  (non com.) improntare nuovamente.
rimprosciuttire   tosc. rimpresciuttire, v. intr.  [io rimprosciuttisco, tu rimprosciuttisci ecc. ; aus. essere] (pop.) improsciuttire, rinsecchirsi: una vecchietta rimprosciuttita. 
rimproverabile   agg.  (non com.) che può essere rimproverato, che è degno di rimprovero; riprovevole.
rimproverare   v. tr.  [io rimpròvero ecc.]    • 1 •   riprendere con parole; biasimare, sgridare: rimproverare un ragazzo per la sua indolenza; fu rimproverato per i suoi errori    • 2 •   rinfacciare: rimproverare a qualcuno la sua maleducazione; mi rimprovera anche il poco aiuto che mi dà. 
rimprovero   s.m.  il rimproverare, l'essere rimproverato; le parole o gli atti di biasimo rivolti a chi ha commesso un errore: un rimprovero aspro, giusto; fare, muovere, ricevere un rimprovero; gli occhi esprimevano un muto rimprovero. 
rimpulizzire   v. tr.  [io rimpulizzisco, tu rimpulizzisci ecc.] (scherz.) ripulire nella persona, nel vestire, nei modi | rimpulizzirsi v. rifl.  (scherz.) mettersi elegante, agghindarsi: vedi che si è tutta rimpulizzita per l'occasione. 
rimputridire   v. intr.  [io rimputridìsco ecc. ; aus. essere] imputridire nuovamente o maggiormente.
rimugghiare   v. intr.  [io rimùgghio ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   mugghiare di nuovo; rispondere muggendo    • 2 •   (fig.) riecheggiare con suono simile a muggito: squillar s'ode da lunge un suon di trombe, / un dare a l'arme ed un gridar di genti / tal, che ne tuona e ne rimugghia il cielo  (caro).
rimuggire   v. intr.  [coniugato come muggire; aus. avere]    • 1 •   muggire di nuovo; rispondere con muggiti    • 2 •   (fig.) riecheggiare con suono simile a muggito.
rimuginare   v. tr.  e intr.  [io rimùgino ecc. ; aus. avere]    • 1 •   rimescolare agitando; frugare, rovistare: rimuginare fra le carte    • 2 •   (fig.) agitare nella mente qualcosa, pensarci e ripensarci cercando di non trascurare nessun particolare, a volte in modo quasi ossessivo: rimuginare il passato; continuò a rimuginare idee di vendetta; da allora non fa che rimuginare. 
rimuneramento   s.m.  (non com.) rimunerazione.
rimuneranza   s.f.  (ant.) rimunerazione.
rimunerare   o remunerare, v. tr.  [io rimùnero ecc.]    • 1 •   (lett.) ricompensare, ripagare (per lo più per un beneficio ricevuto): rimunerare un sacrificio; rimunerare con denaro, con lodi    • 2 •   (assol.) dare profitto; rendere: attività, professione che rimunera bene. 
rimuneratività   s.f.  l'essere rimunerativo.
rimunerativo   o remunerativo, agg.  che rimunera; che dà un compenso adeguato o notevole: lavoro rimunerativo  § rimunerativamente avv. 
rimuneratore   o remuneratore, agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi remunera: dio è rimuneratore di chi soffre. 
rimuneratorio   o remuneratorio, agg.  (non com.) che serve, che vale a rimunerare: donazione remuneratoria, data a titolo di rimunerazione.
rimunerazione   o remunerazione, s.f.  il rimunerare, l'essere rimunerato; la cosa con cui si rimunera: la rimunerazione di un lavoro; ricevere una rimunerazione adeguata. 
rimungere   v. tr.  [coniugato come mungere] mungere nuovamente.
rimunire   v. tr.  [coniugato come munire] munire nuovamente.
rimuovere   lett. rimovere, v. tr.  [coniugato come muovere]    • 1 •   muovere di nuovo: quel mobile è stato mosso e rimosso più volte    • 2 •   togliere via, levare, allontanare (anche fig.): rimuovere un ostacolo; non riuscii a rimuoverlo dalla sua idea    • 3 •   destituire: rimuovere da un incarico    • 4 •   (psicoan.) effettuare una rimozione | rimuoversi v. rifl.  cambiare parere, allontanarsi da un'idea.
rimurare   v. tr.  murare di nuovo; chiudere di nuovo ricostruendo un muro.
rimutare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. essere] mutare di nuovo: il vento è rimutato  | rimutarsi v. rifl.  (non com.) cambiare parere, decisione.
rin-  rin-  ⇨ ri-. 
rinacciare   v. tr.  (region.) rammendare.
rinalgia   s.f.  [pl. -gie] (med.) dolore al naso.
rinarrare   v. tr.  narrare, raccontare di nuovo.
rinascenza   s.f.  (lett.) rinascita (spec. delle arti, delle lettere): la rinascenza carolingia | l'età della rinascenza, per antonomasia, il rinascimento.
rinascere   v. intr.  [coniugato come nascere]    • 1 •   nascere di nuovo: uomini come quelli non rinascono più  | nascere a nuova vita; riacquistare la serenità, la gioia di vivere: sentirsi, sembrare rinato  | (fig.) ridestarsi, riacquistare vigore: rinascono le forze    • 2 •   germogliare, svilupparsi di nuovo; rifiorire (anche fig.): rinascono le rose; rinascono gli studi, le arti  | spuntare di nuovo: gli sono rinati i capelli. 
rinascimentale   agg.  del rinascimento: periodo, stile rinascimentale. 
rinascimento   s.m.    • 1 •   (non com.) rinascita, ripresa: il rinascimento delle arti    • 2 •   (st.) civiltà letteraria, filosofica e artistica fiorita in italia dalla fine del sec. xiv a tutto il xvi sulla base di un rinnovato culto della classicità diffusasi presto in tutta europa, segna la fine del medioevo e l'inizio della civiltà moderna: l'umanesimo e il rinascimento; gli artisti del rinascimento italiano    • 3 •   stile decorativo ispirato all'arte rinascimentale | usato anche come agg. invar.  : una cassapanca rinascimento. 
rinascita   s.f.  il rinascere, il rifiorire, l'essere restituito a nuova vita: la rinascita degli studi; la rinascita economica del mezzogiorno | la rinascita, (rar.) il rinascimento.
rinascondere   v. tr.  [io rinascóndo ecc.] nascondere di nuovo | rinascondersi v. rifl.  nascondersi di nuovo.
rinavigare   v. tr.  e intr.  [io rinàvigo, tu rinàvighi ecc. ; aus. dell'intr. avere] navigare nuovamente.
rincagnarsi   v. rifl.  (non com.) detto del viso, prendere forma o espressione simile al muso di un cane.
rincagnato   ant. ricagnato, part. pass.  di rincagnarsi  agg.  si dice di viso o di naso un po' schiacciati, appiattiti: una faccia tutta rincagnata. 
rincalcare   v. tr.  [io rincalco, tu rincalchi ecc.] calcare con forza, fino in fondo: rincalcare il coperchio sulla scatola. 
rincalzamento   s.m.  (non com.) rincalzatura.
rincalzare   v. tr.    • 1 •   (agr.) vangare attorno alle piante, accumulando terra alla loro base per rinvigorirle: rincalzare la vite  | (estens.) mettere terra o sassi attorno a una cosa conficcata nel terreno, per assicurarne l'equilibrio o la solidità: rincalzare un palo con delle pietre | rincalzare un tavolo, mettergli un tassello di legno o altro sotto un piede perché non barcolli ' rincalzare il letto, infilare le estremità delle lenzuola e delle coperte tra il materasso e la rete    • 2 •   (fig. lett.) sorreggere, rinforzare: tu vedi ben com'io innalzo / la mia matera, e però con più arte / non ti maravigliar s'io la rincalzo  (dante purg.  ix, 70-72)    • 3 •   (lett.) inseguire implacabilmente; incalzare.
rincalzata   s.f.  il rincalzare in fretta, alla meglio: dare una rincalzata al letto. 
rincalzatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi rincalza    • 2 •   (agr.) aratro a due versoi, usato per rincalzare le piante coltivate in filari.
rincalzatura   s.f.  il rincalzare le piante.
rincalzo   s.m.    • 1 •   il rincalzare, l'essere rincalzato; ciò che serve a rincalzare; aiuto, rinforzo, appoggio, sostegno: porre un rincalzo sotto il pianoforte; truppe di rincalzo | per, di rincalzo, in aggiunta: e io, di rincalzo, aggiunsi che aveva torto    • 2 •   (sport) giocatore di riserva.
rincamminarsi   v. rifl.  incamminarsi di nuovo; riprendere il cammino.
rincanalare   v. tr.  incanalare nuovamente | rincanalarsi v. rifl.  incanalarsi nuovamente.
rincantucciare   v. tr.  [io rincantùccio ecc.] mettere, nascondere in un cantuccio | rincantucciarsi v. rifl.  nascondersi, rifugiarsi in un cantuccio.
rincantucciato   part. pass.  di rincantucciare   agg.  nascosto come in un cantuccio: stare sempre rincantucciato in casa. 
rincappare   v. intr.  [aus. essere] incappare di nuovo.
rincarare   v. tr.  rendere più caro, aumentare di prezzo: il padrone di casa ha rincarato l'affitto  | rincarare la dose, (fig.) aumentare qualcosa che già prima era gravoso, spiacevole | v. intr.  [aus. essere] diventare più costoso, salire di prezzo: la benzina tende a rincarare. 
rincarcerare   v. tr.  [io rincàrcero ecc.] incarcerare di nuovo.
rincarire   v. intr.  (non com.) rincarare.
rincarnare   e deriv.   ⇨ reincarnare e deriv. 
rincaro   s.m.  il rincarare; aumento dei prezzi: il rincaro dei generi alimentari. 
rincartare   v. tr.  incartare di nuovo.
rincarto   s.m.  (tip.) incarto.
rincasare   v. intr.  [aus. essere] tornare a casa: rincasare presto, tardi; rincaserò per le sette, alle otto. 
rincatenare   v. tr.  [io rincaténo ecc.] incatenare di nuovo.
rincattivire   v. intr.  [io rincattivisco, tu rincattivisci ecc. ; aus. essere], rincattivirsi v. rifl.  ridiventare cattivo, o diventare più cattivo.
rincentrare   v. tr.  [io rincèntro ecc.] rimettere nel centro qualcosa che ne sia stata spostata; rimettere qualcosa in equilibrio intorno al giusto centro.
rinchinare   v. tr.  inchinare di nuovo, o di più | rinchinarsi v. rifl.  inchinarsi di nuovo, o inchinarsi più profondamente (anche fig.).
rinchiodare   v. tr.  [io rinchiòdo ecc.] inchiodare di nuovo.
rinchite   s.m.  insetto del gruppo dei punteruoli, con corpo ovale fornito di un prolungamento boccale atto a rodere; parassita delle foglie, che arrotola per deporvi le uova, è detto anche sigaraio  (ord.  coleotteri).
rinchiudere   v. tr.  [coniugato come chiudere] chiudere dentro, in un luogo donde non si possa uscire; tener chiuso per proteggere, per punire: rinchiudere un prigioniero, una belva; rinchiudere il denaro nella cassaforte  | rinchiudersi v. rifl.  chiudersi dentro, segregarsi: si è rinchiuso in camera sua per studiare; rinchiudersi in convento. 
rinchiuso   part. pass.  di rinchiudere  agg.  chiuso dentro ' aria rinchiusa, aria viziata propria di luoghi tenuti a lungo chiusi  s.m.  recinto, luogo chiuso: un rinchiuso di assi; il rinchiuso delle pecore | puzzo di rinchiuso, proprio dei luoghi non ben aerati.
rinciampare   v. intr.  [aus. essere  o avere] inciampare di nuovo.
rincitrullire   v. tr.  [io rincitrullisco, tu rincitrullisci ecc.] incitrullire, istupidire completamente | v. intr.  [aus. essere], rincitrullirsi v. rifl.  diventare citrullo; rimbecillire, rincretinire.
rinciuchire   v. intr.  [io rinciuchisco, tu rinciuchisci ecc. ; aus. essere] inciuchire di nuovo o maggiormente.
rincivilimento   s.m.  il rincivilire, l'essere rincivilito.
rincivilire   v. tr.  [io rincivilisco, tu rincivilisci ecc.] (non com.) rendere civile o più civile; incivilire | v. intr.  [aus. essere], rincivilirsi v. rifl.  diventare più civile; acquistare modi meno rozzi: «villano rincivilito!» proseguì don rodrigo  (manzoni p. s.  vi).
rincobdellidi   s.m. pl.  (zool.) ordine di anellidi che comprende varie specie parassite, fornite di una proboscide in corrispondenza della ventosa boccale | sing.  [-e] ogni anellide di tale ordine.
rincocefali   s.m. pl.  (zool.) ordine di rettili dal corpo lacertiforme, comprendente forme fossili del giurassico e del triassico e oggi rappresentato da un'unica specie, il tuatara o sfenodonte, presente in alcune isole della nuova zelanda | sing.  [-o] ogni rettile di tale ordine.
rincofori   s.m. pl.  (zool.) altro nome dei curculionidi  | sing.  [-o] curculionide.
rincoglionire   v. tr.  (volg.) rendere coglione; rincretinire | v. intr.  [aus. essere], rincoglionirsi v. rifl.  (volg.) rincretinirsi, rimbecillirsi.
rincollare   v. tr.  [io rincòllo ecc.] incollare di nuovo.
rincollerire   v. intr.  [io rincollerisco, tu rincollerisci ecc. ; aus. essere] andare in collera di nuovo.
rincollo   s.m.  ingorgo di acque correnti causato da un ostacolo.
rincolpare   v. tr.  [io rincólpo ecc.] incolpare di nuovo.
rincominciare   v. tr.  [io rincomìncio ecc.] incominciare da capo; ricominciare.
rincontrare   v. tr.  [io rincóntro ecc.]    • 1 •   incontrare di nuovo    • 2 •   (ant. , pop.) incontrare.
rincontro   s.m.    • 1 •   (ant.) il rincontrare; incontro, scontro | a, di rincontro, dirimpetto, di fronte, a paragone: il vagabondo passo / di rincontro alle ville soffermando  (leopardi la vita solitaria  61-62)    • 2 •   pl.  segni, tagli che gli artigiani tracciano per controllare se due o più pezzi combaciano: segnare i rincontri    • 3 •   (agr.) palo di rinforzo usato in vigneti, frutteti ecc.
rincoraggiare   v. tr.  [io rincoràggio ecc.]    • 1 •   dare nuovo coraggio o coraggio maggiore di prima    • 2 •   (fam.) incoraggiare | rincoraggiarsi v. rifl.  riprendere coraggio o più coraggio.
rincoramento   o rincuoramento, s.m.  (non com.) il rincorare, il rincorarsi.
rincorare   o rincuorare, v. tr.  [io rincòro  o rincuòro ecc.] dare animo; infondere nuovo coraggio | rincorarsi v. rifl.  riprendere coraggio, fiducia.
rincorniciare   v. tr.  [io rincornìcio ecc.] incorniciare di nuovo; rimettere in cornice: rincorniciare un dipinto. 
rincoronare   v. tr.  incoronare di nuovo.
rincorporare   v. tr.  [io rincòrporo ecc.] incorporare di nuovo.
rincorrere   v. tr.  [coniugato come correre] inseguire chi si allontana o fugge: rincorrere un ladro  | rincorrersi v. rifl.  inseguirsi l'un l'altro: giocare a rincorrersi. 
rincorsa   s.f.  breve corsa per acquistare slancio, spec. per saltare: prendere la rincorsa | di rincorsa, di slancio.
rincospermo   s.m.  pianta arbustiva rampicante, sempreverde, dicotiledone, con fiori stellari bianchi profumati e foglie lucide (fam.  apocinacee).
rincoti   s.m. pl.  (zool.) altro nome degli emitteri  | sing.  [-a] emittero.
rincrescere   v. intr.  [coniugato come crescere; aus. essere]    • 1 •   arrecare dispiacere, noia: cose che rincrescono; mi rincresce di non poter venire  | in formule di cortesia, con lo stesso sign. di dispiacere : ti rincresce aspettarmi fuori?; se non ti rincresce, me ne vado    • 2 •   (ant.) venire a noia: io farò sì che tu la vedrai ancor tanto che ti rincrescerà  (boccaccio dec.  v, 6).
rincrescevole   agg.  (ant. , lett.) che reca dispiacere, noia o disagio § rincrescevolmente avv. 
rincrescimento   s.m.  il rincrescere; dispiacere, rammarico: mostrare, provare rincrescimento; con mio grande rincrescimento hanno deciso di partire. 
rincrescioso   agg.    • 1 •   (non com.) che è causa di rincrescimento; increscioso, spiacevole    • 2 •   (ant.) che prova rincrescimento.
rincresciuto   part. pass.  di rincrescere   agg.  dispiaciuto: è molto rincresciuto di essersi comportato così. 
rincrespamento   s.m.  (non com.) il rincrespare, il rincresparsi.
rincrespare   v. tr.  [io rincréspo ecc.] increspare; increspare di nuovo | rincresparsi v. rifl.  incresparsi; incresparsi di nuovo: l'umido cuoio... / già suda e si rincrespa  (tasso g. l.  xviii, 84).
rincretinire   v. tr.  [io rincretinìsco, tu rincretinìsci ecc.] rendere cretino; per estens., confondere, stordire | v. intr.  [aus. essere], rincretinirsi v. rifl.  diventare cretino; rimbecillire.
rincretinito   part. pass.  di rincretinire   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è divenuto cretino; per estens., si dice di persona confusa, stordita: dopo un simile viaggio, sono totalmente rincretinito. 
rincrociare   v. tr.  e intr.  [io rincrócio ecc. ; aus. dell'intr. avere] incrociare nuovamente | rincrociarsi v. rifl.  incrociarsi nuovamente.
rincrudelire   v. intr.  [io rincrudelisco, tu rincrudelisci ecc. ; aus. essere], rincrudelirsi v. rifl.  incrudelire di nuovo.
rincrudimento   s.m.  il rincrudire, il rincrudirsi, l'essere rincrudito: il rincrudimento del clima, di un accesso febbrile. 
rincrudire   v. tr.  [io rincrudisco, tu rincrudisci ecc.] rendere più crudo, più aspro (spec. fig.): il temporale ha rincrudito la temperatura; le tristi esperienze hanno rincrudito la sua sofferenza  | v. intr.  [aus. essere], rincrudirsi v. rifl.  diventare più aspro, più rigido: la temperatura è rincrudita. 
rinculare   v. intr.  [aus. avere, non com. essere]    • 1 •   indietreggiare senza voltarsi: il cavallo si spaventò e rinculò    • 2 •   di un'arma da fuoco, arretrare bruscamente per effetto dello sparo.
rinculata   s.f.  il rinculare.
rinculo   s.m.  arretramento brusco di un'arma da fuoco al momento dello sparo, come reazione alla pressione dei gas.
rincuorare   e deriv.   ⇨ rincorare e deriv. 
rincupire   v. tr.  [io rincupisco, tu rincupisci ecc.] rendere cupo, rendere di nuovo cupo | v. intr.  [aus. essere], rincupirsi v. rifl.  rabbuiarsi, diventare di nuovo cupo in volto: rincupirsi in volto. 
rincurvare   v. tr.  (non com.) incurvare di nuovo | rincurvarsi v. rifl.  (non com.) diventare di nuovo curvo; incurvarsi.
rincurvire   v. tr.  [io rincurvisco, tu rincurvisci ecc.] (non com.) incurvire, incurvire di nuovo | v. intr.  [aus. essere], rincurvirsi v. rifl.  (non com.) diventare curvo: è tutto rincurvito per l'artrosi. 
rindebitare   v. tr.  [io rindébito ecc.] indebitare di nuovo | rindebitarsi v. rifl.  indebitarsi di nuovo.
rindirizzare   v. tr.  indirizzare nuovamente | rindirizzarsi v. rifl.  indirizzarsi di nuovo.
rindolcire   v. tr.  e intr.  [io rindolcisco, tu rindolcisci ecc. ; aus. dell'intr. essere] (non com.) addolcire di nuovo o di più.
rindossare   v. tr.  [io rindòsso ecc.] indossare di nuovo.
rindurire   v. tr.  [io rindurisco, tu rindurisci ecc.] indurire di nuovo | v. intr.  [aus. essere], rindurirsi v. rifl.  ridiventare duro o diventare più duro.
rinegoziabile   agg.  che si può rinegoziare.
rinegoziabilità   s.f.  possibilità di essere rinegoziato.
rinegoziare   v. tr.  [io rinegòzio ecc] negoziare nuovamente: rinegoziare un trattato. 
rinegoziato   part. pass.  di rinegoziare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  (non com) trattativa per addivenire a un nuovo accordo su qualcosa che è già stata oggetto di precedente negoziato.
rinegoziazione   s.f.  il rinegoziare; rinegoziato.
rinencefalo   s.m.  (anat.) parte dell'encefalo ove si trovano i bulbi olfattori.
rinettare   v. tr.  [io rinétto ecc.] (non com.) nettare di nuovo; pulire bene.
rinevicare   v. intr. impers.  [rinévica] nevicare di nuovo.
rinfacciamento   s.m.  l'atto del rinfacciare.
rinfacciare   v. tr.  [io rinfàccio ecc.]    • 1 •   gettare in faccia a qualcuno parole di rimprovero: mi rinfaccia di essere un fannullone    • 2 •   ricordare con risentimento a qualcuno i benefici a lui fatti: rinfacciare un favore  | con valore reciproco: si sono rinfacciati torti e offese. 
rinfaccio   s.m.  rinfacciamento.
rinfagottare   v. tr.  [io rinfagòtto ecc.] infagottare o infagottare di nuovo | rinfagottarsi v. rifl.  infagottarsi o infagottarsi di nuovo.
rinfamare   v. tr.  (lett.) restituire buona fama a qualcuno: e cheggioti... /... / che a' miei propinqui tu ben mi rinfami  (dante purg.  xiii, 148-150).
rinfangare   v. tr.  [io rinfàngo, tu rinfànghi ecc.] infangare di nuovo | rinfangarsi v. rifl.  infangarsi di nuovo.
rinfarciare   v. tr.  [io rinfàrcio ecc.] (non com.) rinfarcire.
rinfarcire   v. tr.  [io rinfarcisco, tu rinfarcisci ecc.] infarcire di nuovo o di più inzeppare (spec. fig.): rinfarcire un discorso di citazioni. 
rinfarinare   v. tr.  infarinare di nuovo.
rinfervorare   v. tr.  [io rinfèrvoro ecc.] infervorare di nuovo | rinfervorarsi v. rifl.  infervorarsi di nuovo.
rinfiammare   v. tr.  infiammare di nuovo (anche fig.): rinfiammare lo zelo dei neofiti. 
rinfiancare   meno com. rifiancare, v. tr.  [io rinfianco, tu rinfianchi ecc.]    • 1 •   rinforzare qualcosa irrobustendone i fianchi: rinfiancare un edificio, una nave    • 2 •   (fig.) irrobustire, rafforzare: rinfiancare un'argomentazione con una prova. 
rinfianco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il rinfiancare, l'essere rinfiancato    • 2 •   opera muraria che serve a rinfiancare; contrafforte | (fig.) rinforzo, sostegno.
rinfierire   v. intr.  [io rinfierisco, tu rinfierisci ecc. ; aus. avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2]    • 1 •   detto di persona, infierire di nuovo    • 2 •   detto di elemento naturale o di malattia, diventare nuovamente violento, riacutizzarsi.
rinfilare   v. tr.  infilare di nuovo: rinfilare le perle della collana. 
rinfiorare   v. tr.  [io rinfióro ecc.] infiorare di nuovo | v. intr.  [aus. essere], rinfiorarsi v. rifl.  (poet.) rifiorire: né perché faccia indietro april ritorno, / si rinfiora ella mai, né si rinverde  (tasso g. l.  xvi, 15).
rinfittire   v. intr.  [io rinfittisco, tu rinfittisci ecc.], rinfittirsi v. rifl.  infittire, infittirsi di nuovo.
rinfocare   v. tr.  [io rinfuòco  o rinfòco, tu rinfuòchi  o rinfòchi ecc. ; in tutta la coniugazione è preferibile -uò-  in posizione tonica] infocare di nuovo o di più.
rinfocolamento   s.m.  il rinfocolare, il rinfocolarsi.
rinfocolare   v. tr.  [io rinfòcolo ecc.]    • 1 •   riattizzare il fuoco    • 2 •   (fig.) riaccendere, istigare nuovamente una passione: rinfocolare un risentimento, un odio, un desiderio  | rinfocolarsi v. rifl.  riaccendersi (anche fig.): la sua passione si è rinfocolata. 
rinfoderare   v. tr.  [io rinfòdero ecc.]    • 1 •   rimettere nel fodero: rinfoderare la spada | rinfoderare gli artigli, ritirarli    • 2 •   (fig.) rinunciare a dire o a sostenere qualcosa: essere costretto a rinfoderare i propri argomenti. 
rinfornare   v. tr.  [io rinfórno ecc.] rimettere nel forno.
rinforzamento   s.m.  il rinforzare, il rinforzarsi; rinforzo.
rinforzando   s.m. invar.  (mus.) indicazione su un testo musicale che segnala un accrescimento progressivo dell'intensità sonora all'interno di una frase.
rinforzare   v. tr.  [io rinfòrzo ecc.] rendere più forte; dare maggiore stabilità e vigore (anche fig.): rinforzare un muro, con puntelli o strutture in cemento; rinforzare una tesi, con nuovi argomenti; rinforzare un presidio, un drappello, con l'aggiunta di altre truppe | v. intr.  [aus. essere], rinforzarsi v. rifl.  diventare più forte; rinvigorirsi.
rinforzata   s.f.  il rinforzare; rinforzo: dare una rinforzata a un muro. 
rinforzato   part. pass.  di rinforzare  agg.  reso più forte, provvisto di rinforzo: ormeggio rinforzato; pullover con i gomiti rinforzati | fucile rinforzato, dotato di canna più spessa e meccanismi più resistenti.
rinforzo   s.m.    • 1 •   il rinforzare; ciò che serve a rinforzare: venire in rinforzo a qualcuno; il muro ha bisogno di un rinforzo; essere di rinforzo, di sostegno, di aiuto | riferito a un indumento, stoffa o pelle sovrapposta nei punti di maggiore usura    • 2 •   pl.  (mil.) truppe mandate in aiuto a un'unità già operante: inviare rinforzi    • 3 •   in apicoltura, operazione tendente ad aumentare la produttività delle varie famiglie dell'alveare, rinforzando le più deboli con api attive prelevate all'interno dell'alveare stesso.
rinfoschire   v. tr.  [io rinfoschisco, tu rinfoschisci ecc.] rendere di nuovo fosco | rinfoschirsi v. rifl.  infoschirsi di nuovo.
rinfrancamento   s.m.  il rinfrancare, il rinfrancarsi, l'essere rinfrancato.
rinfrancare   v. tr.  [io rinfranco, tu rinfranchi ecc.]    • 1 •   (lett.) rendere di nuovo saldo e sicuro: le piagate membra in lui rinfranca  (tasso g. l.  xx, 84)    • 2 •   ridare coraggio: il successo lo rinfrancò; parole che rinfrancano    • 3 •   (antiq.) risarcire: rinfrancare le spese  | rinfrancarsi v. rifl.    • 1 •   riprendere sicurezza    • 2 •   (non com.) rinvigorirsi    • 3 •   (antiq.) ottenere un risarcimento.
rinfrancato   part. pass.  di rinfrancare   agg.  rassicurato, tranquillizzato; che ha ripreso vigore e coraggio: essere tutto rinfrancato. 
rinfrangere   v. tr.  [coniugato come frangere] (non com.) infrangere | rinfrangersi v. rifl.  infrangersi: le onde si rinfrangevano sugli scogli  | (non com.) rifrangersi.
rinfrescamento   s.m.  il rinfrescare, il rinfrescarsi, l'essere rinfrescato.
rinfrescante   part. pres.  di rinfrescare  agg.  che rinfresca, che disseta: bevanda rinfrescante  s. m.  (fam.) preparato leggermente lassativo: prendere un rinfrescante. 
rinfrescare   v. tr.  [io rinfrésco, tu rinfréschi ecc.]    • 1 •   rendere fresco: il temporale ha rinfrescato l'aria    • 2 •   restaurare, riportare alla primitiva freschezza: rinfrescare un dipinto; rinfrescare le pareti, dipingerle di nuovo; rinfrescare un abito, lavarlo, smacchiarlo, stirarlo ' rinfrescare la memoria a qualcuno, richiamargli alla mente qualcosa che avrebbe preferito non ricordare più    • 3 •   (fam.) ridurre uno stato infiammatorio; anche, somministrare un purgante leggero    • 4 •   (ant. , lett.) ristorare con cibi, con bevande, con riposo ecc.    • 5 •   (fig. lett.) rinnovare: achille allora, con acerbi detti / rinfrescando la lite, assalse atride  (monti) | v. intr.  [aus. essere, non com. avere]    • 1 •   diventare fresco: l'aria rinfresca  | usato anche impersonalmente: oggi è rinfrescato    • 2 •   (mar.) detto del vento, aumentare di intensità | rinfrescarsi v. rifl.  ristorarsi con bevande fresche e dissetanti | di persona accaldata, lavarsi, rimettersi in ordine.
rinfrescata   s.f.    • 1 •   il rinfrescare, il rinfrescarsi: dopo la pioggia ci fu una rinfrescata; dare una rinfrescata alle pareti; darsi una rinfrescata, lavarsi, rimettersi in ordine. dim. rinfrescatina    • 2 •   (mar.) aumento dell'intensità del vento.
rinfrescativo   agg.  (non com.) rinfrescante.
rinfrescatoio   s.m.  (ant.) recipiente che serviva a tenere in fresco le bevande.
rinfresco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   (non com.) rinfrescamento    • 2 •   ricevimento in occasione di nozze, cerimonie, festeggiamenti e sim., che si tiene in ora diversa da quelle dei pasti principali e durante il quale si offrono cibi leggeri, dolci o salati, e bevande di vario genere: dare un rinfresco  | pl.  i cibi e le bevande offerte in queste occasioni: furon serviti molti rinfreschi    • 3 •   (ant.) ristoro, rifornimento.
rinfronzire    ⇨ rifronzire.
rinfronzolare   v. tr.  [io rinfrónzolo ecc.] (non com.) rinfronzolire.
rinfronzolire   v. tr.  [io rinfronzolisco, tu rinfronzolisci ecc.] adornare con molti fronzoli, in modo eccessivo e inelegante | rinfronzolirsi v. rifl.  mettersi in fronzoli.
rinfurbire   v. intr.  [io rinfurbisco, tu rinfurbisci ecc. ; aus. essere] (fam. tosc.) acquistare furbizia; diventare più furbo.
rinfusa   s.f.    • 1 •   nella loc. alla rinfusa, confusamente, senz'ordine: gettare gli abiti alla rinfusa; parlare alla rinfusa, a caso, a vanvera | merci alla rinfusa  (o anche carico alla rinfusa), nella pratica commerciale, merci senza imballaggio, che per il trasporto devono essere perciò messe in contenitori    • 2 •   pl.  le merci o i carichi alla rinfusa (con riferimento ai trasporti marittimi): rinfuse solide, carbone, cereali ecc.; rinfuse liquide, petrolio, olio ecc.; naviglio per il trasporto di rinfuse, costruito e attrezzato per questo tipo di trasporto.
rinfuso   agg.  si dice del minerale nello stato in cui viene estratto dalla miniera, cioè costituito da componente utile e ganga | anche come s.m. 
ring   s.m. invar.    • 1 •   palco di forma quadrata cinto da un triplice ordine di corde, sul quale si disputano gli incontri di pugilato e di lotta | i campioni del ring, del pugilato    • 2 •   recinto posto all'interno dell'ippodromo nel quale vengono esibiti i cavalli dopo la corsa    • 3 •   (econ.) accordo tra imprese per far salire il prezzo di un prodotto diminuendo l'offerta    • 4 •   nell'industria tessile, filatoio continuo per il cotone e la lana; propr. l'anello attraverso il quale passa il lucignolo di questo filatoio.
ringabbiare   v. tr.  [io ringàbbio ecc.] ingabbiare di nuovo.
ringaggiare   v. tr.  [io ringàggio ecc.] ingaggiare di nuovo; reingaggiare.
ringagliardimento   s.m.  il ringagliardire, il ringagliardirsi, l'essere ringagliardito.
ringagliardire   v. tr.  [io ringagliardisco, tu ringagliardisci ecc.] rendere gagliardo; irrobustire | v. intr.  [aus. essere], ringagliardirsi v. rifl.  diventare gagliardo, forte.
ringalluzzire   v. tr.  [io ringalluzzisco, tu ringalluzzisci ecc.] (scherz.) rendere vivace, allegro e baldanzoso come un galletto: la primavera lo ha ringalluzzito  | v. intr.  [aus. essere], ringalluzzirsi v. rifl.  (scherz.) diventare vispo, baldanzoso.
ringalluzzito   part. pass.  di ringalluzzire  agg.  allegro, vivace e baldanzoso.
ringarbugliare   v. tr.  [io ringarbùglio ecc.] ingarbugliare di nuovo, ulteriormente.
ringavagnare   v. tr.  (ant.) riprendere, riacquistare: poi riede, e la speranza ringavagna, / veggendo 'l mondo aver cangiata faccia / in poco d'ora  (dante inf.  xxiv, 12-14).
ringentilire   v. tr.  [io ringentilisco, tu ringentilisci ecc.] ingentilire; conferire maggiore grazia a qualcosa | v. intr.  [aus. essere], ringentilirsi v. rifl.  ingentilirsi, acquisire maggiore grazia.
ringhiare   pop. tosc. rignare, v. intr.  [io rìnghio ecc.]    • 1 •   emettere un verso sordo e minaccioso, proprio dei cani o dei lupi quando sono irritati    • 2 •   (fig.) si dice di persona che parla irosamente fra i denti, in tono minaccioso: ma che cosa vai ringhiando?. 
ringhiera   s.f.    • 1 •   parapetto generalmente metallico di cui sono forniti balconi, ballatoi, scale, terrazze ecc.: appoggiarsi, affacciarsi alla ringhiera  | casa di ringhiera, (sett.) vecchio edificio d'abitazione ai cui appartamenti si accede da un ballatoio con ringhiera e che originariamente aveva i servizi all'esterno e in comune. dim. ringhierina    • 2 •   (ant.) tribuna.
ringhio   pop. tosc. rigno, s.m.  il ringhiare; il verso dell'animale che ringhia.
ringhioso   agg.    • 1 •   che ringhia: un cane ringhioso    • 2 •   (fig.) si dice di persona che si irrita facilmente e parla con tono iroso: un vecchio ringhioso  § ringhiosamente avv. 
ringhiottire   v. tr.  [io ringhiótto  o ringhiottisco, tu ringhiótti  o ringhiottisci ecc.] (non com.) ringoiare.
ringinocchiarsi   v. rifl.  [io mi ringinòcchio ecc.] inginocchiarsi di nuovo.
ringiovanimento   s.m.  il ringiovanire | ringiovanimento del paesaggio, (geog.) fenomeno per cui, in una regione montuosa spianata dall'erosione, si origina un nuovo sistema montuoso e ha quindi inizio un nuovo ciclo erosivo.
ringiovanire   lett. ringiovinire, v. tr.  [io ringiovanisco, tu ringiovanisci ecc.] far riprendere aspetto e vigore giovanili; rendere giovane ' ringiovanire un prato, metterlo a nuova coltura, dopo averlo disfatto | v. intr.  [aus. essere] ritornare giovane; apparire più giovane.
ringiovanito   part. pass.  di ringiovanire   agg.  ridiventato di aspetto giovane e vigoroso.
ringiovinire    ⇨ ringiovanire.
ringiucchire   v. intr.  [io ringiucchisco, tu ringiucchisci ecc.] (tosc.) rincitrullire, rimbecillire.
ringoiare   v. tr.  [io ringóio ecc.]    • 1 •   ingoiare di nuovo    • 2 •   (fig.) rimangiarsi; ritrattare: gli fece ringoiare le sue calunnie. 
ringolfare   v. tr.  [io ringólfo ecc.] ingolfare di nuovo | ringolfarsi v. rifl.  ingolfarsi di nuovo.
ringorgamento   s.m.  il ringorgare, il ringorgarsi; ringorgo.
ringorgare   v. tr.  [io ringórgo, tu ringórghi ecc.] ingorgare di nuovo | ringorgarsi v. rifl.  ingorgarsi di nuovo: il tubo si è ringorgato. 
ringorgo   s.m.  [pl. -ghi] (non com.) ingorgo.
ringranare   (1) v. tr.  (agr.) seminare nuovamente in un campo un cereale che già vi era stato coltivato l'anno precedente.
ringranare   (2) v. tr.  (mecc.) ingranare di nuovo: ringranare la marcia  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (mecc.) riprendere a ingranare e, per estens., a trasmettere il moto: il motore sta ringranando    • 2 •   (fig.) riprendere la propria attività ricominciare a funzionare, a rendere: dopo la pausa natalizia, stento a ringranare; il lavoro non ringrana. 
ringrandire   v. tr.  [io ringrandisco, tu ringrandisci ecc.] ingrandire di nuovo | v. intr.  [aus. essere], ringrandirsi v. rifl.  diventar di nuovo grande; ingrandirsi | (fig. rar.) insuperbirsi; vantarsi.
ringrassare   v. tr.  ingrassare di nuovo | v. intr.  [aus. essere], ringrassarsi v. rifl.  diventare di nuovo grasso.
ringravidare   v. tr.  e intr.  [io ringràvido ecc. ; aus. dell'intr. essere] ingravidare di nuovo.
ringraziamento   s.m.  il ringraziare; le parole con cui si ringrazia: biglietto, visita di ringraziamento; un breve ringraziamento. 
ringraziare   v. tr.  [io ringràzio ecc.] esprimere, dimostrare con parole la propria gratitudine: ringraziare di, per qualcosa; ti ringrazio di tutto cuore | sia ringraziato dio!, esclamazione che esprime sollievo, contentezza.
ringrinzire   v. tr.  [io ringrinzìsco, tu ringrinzìsci ecc.] raggrinzire | v. intr.  [aus. essere], ringrinzirsi v. rifl.  diventare grinzoso; raggrinzire, raggrinzirsi: le mele si sono tutte ringrinzite. 
ringrossamento   s.m.  ringrosso.
ringrossare   v. tr.  [io ringròsso ecc.] ingrossare; ingrossare di nuovo | v. intr.  [aus. essere], ringrossarsi v. rifl.  diventar grosso di nuovo.
ringrosso   s.m.  il ringrossare o l'essere ringrossato; la parte ringrossata.
ringrullire   v. tr.  e intr.  [io ringrullisco, tu ringrullisci ecc. ; aus. dell'intr. essere] (tosc.) ingrullire; ingrullire di nuovo.
ringuainare   v. tr.  [io ringuaìno ecc.] mettere di nuovo nella guaina, nel fodero: ringuainare il pugnale. 
rinite   s.f.  (med.) processo infiammatorio delle cavità nasali, di natura infettiva o allergica: rinite acuta, raffreddore, coriza.
rinnalzare   v. tr.  innalzare di nuovo; rialzare | rinnalzarsi v. rifl.  innalzarsi; crescere di grado, d'importanza.
rinnamoramento   s.m.  il rinnamorarsi; nuovo innamoramento.
rinnamorare   v. tr.  [io rinnamóro ecc.] innamorare di nuovo | rinnamorarsi v. rifl.  innamorarsi di nuovo.
rinnegamento   s.m.  (non com.) il rinnegare, l'essere rinnegato.
rinnegare   v. tr.  [io rinnégo  o rinnègo, tu rinnéghi  o rinnèghi ecc.] dichiarare di non voler più riconoscere come propria una fede, un'idea che prima si professava: rinnegare la propria religione  | sconfessare, non riconoscere più una persona che prima si amava e rispettava, o alla quale si era fedeli: rinnegare un amico. 
rinnegato   part. pass.  di rinnegare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha sconfessato o tradito la propria patria o la propria fede.
rinnegatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi rinnega.
rinnegazione   s.f.  (ant. , lett.) rinnegamento.
rinnervarsi   v. rifl.  [io mi rinnèrvo ecc.] innervarsi di nuovo | (fig.) riprendere forza, nerbo.
rinnestare   e deriv.   ⇨ reinnestare e deriv. 
rinnovabile   agg.  che si può rinnovare: contratto rinnovabile; una cambiale non rinnovabile. 
rinnovabilità   s.f.  l'essere rinnovabile.
rinnovamento   s.m.  il rinnovare, il rinnovarsi, l'essere rinnovato (anche fig.): rinnovamento degli studi, rinnovamento morale, civile; il rinnovamento di una società. 
rinnovanza   s.f.  (ant. , lett.) rinnovamento: parve che una brama di rinnovanza dalla terra escisse  (d'annunzio).
rinnovare   v. tr.  [io rinnòvo  (rar. rinnuòvo) ecc. ; -uo-  mai in posizione atona, raro in sillaba tonica]    • 1 •   far di nuovo una cosa; ripeterla: rinnovare un giuramento, un tentativo, una richiesta, una promessa; rinnovare i saluti, i ringraziamenti    • 2 •   rendere nuovo, rimettere a nuovo: rinnovare un appartamento; (fig.) rinnovare la scuola, la società, riformarla; rinnovare l'aria, cambiare l'aria in un ambiente chiuso, facendone entrare di nuova    • 3 •   sostituire a una cosa vecchia una nuova: rinnovare il mobilio del salotto | rinnovare una cambiale, sostituirla con un'altra a scadenza prorogata    • 4 •   (region.) mettere per la prima volta un capo di vestiario: rinnovare un cappotto  | rinnovarsi v. rifl.    • 1 •   diventare nuovo (anche fig.): gli si è rinnovato l'entusiasmo    • 2 •   accadere nuovamente, ripetersi: si rinnovarono i timori di una guerra. 
rinnovativo   agg.  che rinnova o tende a rinnovare.
rinnovatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi rinnova (spec. in senso spirituale): idea, opera rinnovatrice; quando su te lo spirito / rinnovator discese  (manzoni la pentecoste).
rinnovazione   s.f.  (non com.) rinnovamento.
rinnovellamento   s.m.  (lett.) il rinnovellare, l'essere rinnovellato; rinnovamento.
rinnovellare   ant. rinovellare, v. tr.  [io rinnovèllo ecc.] (lett.)    • 1 •   rinnovare, rimettere a nuovo, come a nuovo: questa sì ridente e vaga / stagion che 'nfiora e rinnovella il mondo  (guarini)    • 2 •   ripetere, provare di nuovo: tu vuo' ch'io rinovelli / disperato dolor che 'l cor mi preme  (dante inf.  xxxiii, 4-5) | rinnovellarsi v. rifl.  (lett.) rinnovarsi.
rinnovellatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi rinnovella; rinnovatore.
rinnovo   non com. rinnuovo, s.m.  il rinnovare, l'essere rinnovato: il rinnovo di un abbonamento, di un contratto. 
rino-  rino- -(r)rino primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. rhís rhinós  'naso'; vale 'naso' o indica relazione col naso (rinoceronte, rinoiatria, mesorrino, platirrine).
rinoceronte   s.m.  grosso mammifero erbivoro, diffuso nelle zone tropicali dell'asia e dell'africa, con pelle spessissima priva di peli e a grandi pieghe, fornito di uno o due corni sul naso; di corporatura massiccia, raggiunge    • 4 •   m di lunghezza e    • 2 •   m di altezza (ord.  perissodattili): rinoceronte africano, con due corni; rinoceronte indiano, con un solo corno.
rinofaringe   s.f.  (anat.) la parte superiore della faringe, situata a livello delle cavità nasali.
rinofaringite   s.f.  (med.) infiammazione della rinofaringe, che coinvolge contemporaneamente le cavità nasali e la faringe.
rinofima   s.m.  [pl. -mi] (med.) ipertrofia del naso che ne risulta uniformemente ingrossato o presenta sporgenze globulose di colore rosso-violaceo.
rinofonia   s.f.  (med.) rinolalia.
rinoiatria   s.f.  (med.) cura delle malattie nasali.
rinolalia   s.f.  (med.) carattere nasale della voce determinato da difetti anatomici o affezioni del palato o del naso.
rinolofo   s.m.  (zool.) nome scient. del ferro di cavallo. 
rinologia   s.f.  disciplina medica che ha come oggetto di studio il naso e le sue affezioni.
rinomanza   s.f.  l'essere molto rinomato; notorietà, fama, celebrità: uno scienziato di rinomanza mondiale; acquistare, avere una grande rinomanza; salire in rinomanza. 
rinomare   v. tr.  [io rinòmo ecc.] (ant.) nominare lodando, celebrando.
rinomato   agg.  molto conosciuto e apprezzato; famoso, celebre: un pittore rinomato; vino, formaggio rinomato. 
rinomea   s.f.  (ant.) rinomanza, celebrità.
rinominare   v. tr.  [io rinòmino ecc.] nominare nuovamente.
rinopiteco   s.m.  [pl. -chi] grossa e massiccia scimmia asiatica con caratteristico naso rivolto all'insù e pelame dai colori vivaci (ord.  primati).
rinoplastica   s.f.  (med.) operazione di chirurgia plastica al naso.
rinorragia   s.f.  (med.) emorragia proveniente dalle cavità nasali; epistassi.
rinorrea   s.f.  (med.) secrezione nasale abbondante.
rinoscleroma   s.m.  (med.) malattia endemica diffusa nell'europa orientale, provocata da un bacillo e caratterizzata dalla formazione di noduli duri sul naso e sul labbro.
rinosclerosi   s.f.  (med.) atrofia della mucosa nasale.
rinoscopia   s.f.  (med.) esame delle cavità nasali mediante il rinoscopio.
rinoscopio   s.m.  specchietto per l'esame medico delle fosse nasali.
rinotite   s.f.  (med.) infiammazione contemporanea del naso e dell'orecchio.
rinovellare    ⇨ rinnovellare.
rinovirus   s.m. invar.  (biol.) ciascuno dei virus che causano nell'uomo le affezioni delle prime vie respiratorie, comunemente denominate raffreddori.
rinquadrare   v. tr.  inquadrare di nuovo.
rinquartare   v. tr.    • 1 •   (rar.) moltiplicare per quattro | dividere per quattro    • 2 •   (agr.) ripetere la stessa piantagione nello stesso terreno per quattro anni di seguito | v. intr.  [aus. avere] nel gioco del biliardo, fare un rinquarto.
rinquarto   s.m.  nel gioco del biliardo, colpo che consiste nel far toccare tre sponde alla propria palla o a quella dell'avversario, descrivendo così un quadrilatero.
rinsaccamento   s.m.  (non com.) il rinsaccare, il rinsaccarsi, l'essere rinsaccato.
rinsaccare   v. tr.  [io rinsacco, tu rinsacchi ecc.]    • 1 •   (non com.) insaccare di nuovo    • 2 •   battere contro il terreno un sacco pieno perché il contenuto venga compresso | (estens.) battere contro il terreno il fondo di un recipiente, per ottenere un effetto analogo | v. intr.  [aus. essere], rinsaccarsi v. rifl.    • 1 •   far rientrare, affondare la testa nelle spalle o stare con le spalle alzate e strette: camminava tutto rinsaccato; mi guardò perplesso e si rinsaccò nelle spalle    • 2 •   battere violentemente nel senso della lunghezza, così da subire un accorciamento: l'auto è uscita di strada e si è rinsaccata contro un platano    • 3 •   in equitazione, battere violentemente il sedere contro la sella, per imperizia o anche per andatura difettosa del cavallo.
rinsaldamento   s.m.  il rinsaldare, il rinsaldarsi, l'essere rinsaldato (spec. fig.).
rinsaldare   v. tr.    • 1 •   rendere più saldo; consolidare (anche fig.): rinsaldare un'amicizia    • 2 •   dare di nuovo la salda, inamidare nuovamente: rinsaldare la biancheria  | rinsaldarsi v. rifl.  consolidarsi, confermarsi: rinsaldarsi nelle proprie opinioni. 
rinsalvatichire    ⇨ rinselvatichire.
rinsanguamento   s.m.  il rinsanguare, il rinsanguarsi, l'essere rinsanguato.
rinsanguare   v. tr.  [io rinsànguo ecc.] infondere nuovo sangue; per estens., dare nuova energia | (fig.) rifornire di denaro: rinsanguare le casse dello stato  | rinsanguarsi v. rifl.  riprendere forza, vigore; acquisire nuova energia: le nuove cure lo hanno rinsanguato  | (fig.) rimettersi in sesto: era sull'orlo del fallimento, ma ora si è rinsanguato. 
rinsanguinare   v. tr.  [io rinsànguino ecc.] insanguinare di nuovo | v. intr.  [aus. avere] (ant.) sanguinare di nuovo.
rinsanire   v. intr.  [io rinsanisco, tu rinsanisci ecc. ; aus. essere] ritornare sano di mente; rinsavire.
rinsaponare   v. tr.  [io rinsapóno ecc.] insaponare di nuovo | rinsaponarsi v. rifl.  insaponarsi di nuovo.
rinsaporire   v. tr.  [io rinsaporìsco ecc.] insaporire nuovamente | rinsaporirsi v. rifl.  insaporirsi di nuovo.
rinsavire   v. intr.  [io rinsavisco, tu rinsavisci ecc. ; aus. essere] riacquistare la ragione; per estens., tornare giudizioso, mettere giudizio | v. tr.  (non com.) far tornare savio.
rinsecchire   v. intr.  [io rinsecchisco, tu rinsecchisci ecc. ; aus. essere], rinsecchirsi v. rifl.  diventare secco: dopo qualche giorno il pane rinsecchisce  | detto di persona, diventare magro: invecchiando, si era tutto rinsecchito. 
rinseccolito   agg.  insecchito, rinsecchito: un pezzo di pane rinseccolito. 
rinsegnare   v. tr.  [io rinségno ecc.]    • 1 •   insegnare di nuovo    • 2 •   (ant.) palesare, indicare: chi il conte di anguersa o alcuno de' figlioli gli rinsegnasse, maravigliosamente da lui per ogn'uno guiderdonato sarebbe  (boccaccio dec.  ii, 8).
rinselvare   v. tr.  (non com.)    • 1 •   rimboscare: rinselvare una montagna    • 2 •   respingere nelle selve: rinselvare le fiere  | rinselvarsi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   rifugiarsi in una selva: poi che sazia ti vede omai la belva / del suo latte, ella parte e si rinselva  (tasso g. l.  xii, 31)    • 2 •   detto di terreno, coprirsi di nuovo di vegetazione; rimboschire.
rinselvatichire   tosc. rinsalvatichire, v. tr.  [io rinselvatichisco, tu rinselvatichisci ecc.] rendere di nuovo selvatico | v. intr.  [aus. essere], rinselvatichirsi v. rifl.  diventare di nuovo selvatico, ritornare allo stato selvatico: la siepe rinselvatichisce; un animale rinselvatichito. 
rinserramento   s.m.  (non com.) il rinserrare, il rinserrarsi, l'essere rinserrato.
rinserrare   v. tr.  [io rinsèrro ecc.] serrare di nuovo; rinchiudere: rinserrare l'uscio; rinserrare le galline nel pollaio  | rinserrarsi v. rifl.  chiudersi dentro: rinserrarsi in casa. 
rinsozzare   v. tr.  [io rinsózzo ecc.] insozzare nuovamente | rinsozzarsi v. rifl.  insozzarsi nuovamente.
rinsudiciare   v. tr.  [io rinsùdicio ecc.] insudiciare di nuovo | rinsudiciarsi v. rifl.  insudiciarsi di nuovo.
rintanamento   s.m.  (non com.) il rintanare o il rintanarsi.
rintanare   v. tr.  (non com.) respingere nella tana | rintanarsi v. rifl.    • 1 •   rientrare nella tana; intanarsi: la lepre si è rintanata    • 2 •   (fig.) rifugiarsi, nascondersi, chiudersi: stare sempre rintanato in casa. 
rintasamento   s.m.  nuovo intasamento.
rintasare   v. tr.  intasare di nuovo | v. intr.  [aus. essere], rintasarsi v. rifl.  intasarsi di nuovo: il tubo del lavabo si è rintasato. 
rintascare   v. tr.  [io rintasco, tu rintaschi ecc.] intascare di nuovo: rintascare il portafoglio. 
rintavolare   v. tr.  [io rintàvolo ecc.] intavolare di nuovo: rintavolare una discussione. 
rintegrare   e deriv.   ⇨ reintegrare e deriv. 
rintelaiare   v. tr.  [io rintelàio ecc.] intelaiare di nuovo; fornire di un nuovo telaio: rintelaiare un dipinto. 
rintelaiatura   s.f.  il rintelaiare, l'essere rintelaiato; sostituzione del telaio, spec. nel restauro di quadri su tela.
rintelare   v. tr.  [io rintélo ecc.] intelare di nuovo; in partic., fare la rintelatura di un dipinto.
rintelatura   s.f.  operazione di restauro che consiste nel rinforzare la tela di un dipinto incollando sul retro una tela nuova o un foglio di carta.
rintenerire   v. tr.  [io rintenerisco, tu rintenerisci ecc.] intenerire di nuovo | rintenerirsi v. rifl.  intenerirsi di nuovo.
rinterramento   s.m.  nuovo interramento; rinterro.
rinterrare   v. tr.  [io rintèrro ecc.]    • 1 •   interrare di nuovo: rinterrare le radici di una pianta    • 2 •   riempire di terra: rinterrare una buca    • 3 •   in floricoltura, cambiare la terra in un vaso asportando il vecchio terriccio fino alle radici | rinterrarsi v. rifl.  riempirsi di terra: la foce del po si rinterra progressivamente. 
rinterro   s.m.  l'operazione del rinterrare; il materiale che serve a rinterrare | lavoro di rinterro, operazione di riempimento di una cavità con terra di riporto.
rinterrogare   v. tr.  [io rintèrrogo, tu rintèrroghi ecc.] interrogare nuovamente.
rinterzare   v. tr.  [io rintèrzo ecc.]    • 1 •   (lett.) moltiplicare (o dividere) per tre; fare tre strati, o anche, genericamente, rinforzare aggiungendo altri strati: per tutto riforbire, auzzar ferri, / annestar maglie, rinterzar corazze  (caro)    • 2 •   (agr.) seminare il grano per tre anni di seguito nello stesso terreno | piantare gli alberi su tre file | v. intr.  [aus. avere] nel gioco del biliardo, fare il rinterzo.
rinterzato   part. pass.  di rinterzare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   in metrica: rima rinterzata, rima che ogni volta che compare in uno schema metrico viene immediatamente ripetuta nel verso successivo, così da modificare e ampliare lo schema metrico di base; sonetto rinterzato, sonetto di endecasillabi in cui vengono introdotti otto settenari, rispettivamente dopo il primo e terzo verso di ciascuna quartina e dopo il primo e secondo verso di ciascuna terzina, ognuno in rima con l'endecasillabo immediatamente precedente (p. e.  aabaab, aabaab; ccddc, ddccd).
rinterzo   s.m.  nel gioco del biliardo, colpo che consiste nel far toccare due sponde alla propria palla o a quella dell'avversario, descrivendo un quadrilatero aperto.
rintiepidire   v. tr.  [io rintiepidisco, tu rintiepidisci ecc.] intiepidire di nuovo | rintiepidirsi v. rifl.  diventare di nuovo tiepido.
rintoccare   v. intr.  [io rintócco, tu rintócchi ecc. ; aus. avere  e essere] produrre suoni staccati e ripetuti: la campana rintocca. 
rintocco   s.m.  [pl. -chi] ciascuno dei suoni staccati e ripetuti di una campana, della suoneria di un orologio e sim.
rintombare   v. intr. impers.  [rintómba; aus. essere] (tosc.) detto del cielo o del tempo, oscurarsi di nuovo, rincupire: e' mezzodì. rintomba. / tacciono le cicale  (pascoli).
rintonacare   v. tr.  [io rintònaco, tu rintònachi ecc.] intonacare di nuovo, ridare, rimettere l'intonaco.
rintonacatura   s.f.  nuova intonacatura.
rintonare   (1) v. tr.  [io rintòno  (ant. rintuòno) ecc. ; in tutta la coniugazione ant. -uò-  in posizione tonica] intonare di nuovo: rintonare una canzone. 
rintonare   (2) v. tr.  e intr.  [io rintòno  o rintuòno ecc. ; aus. avere] (non com.) rintronare: qui senza balenar l'aria rintuona  (pulci).
rintonico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del poeta greco rintone (secc. iv-iii a. c.) o relativo alla sua opera | favola, commedia rintonica, nome dato dai grammatici latini a un genere teatrale di parodia mitologica.
rintontimento   s.m.  il rintontire, l'essere rintontito.
rintontire   v. tr.  [io rintontisco, tu rintontisci ecc.] intontire fortemente: quel colpo alla testa lo ha rintontito  | rintontirsi v. rifl.  diventare come tonto: con questo lavoro mi rintontisco ogni giorno di più. 
rintontito   part. pass.  di rintontire   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è divenuto come tonto; per estens., confuso, stordito.
rintoppare   v. tr.  [io rintòppo ecc.]    • 1 •   (region.) incontrare di nuovo; imbattersi o rimbattersi in qualcuno o qualcosa    • 2 •   (ant.) rattoppare: chi terzeruolo e artimon rintoppa  (dante inf.  xxi, 15) | v. intr.  [aus. essere  o avere], rintopparsi v. rifl.  (region.) imbattersi di nuovo (anche fig.): rintopparsi nello stesso errore. 
rintoppo   s.m.  (non com.) intoppo, ostacolo, impedimento: e 'l duol che truova in su li occhi rintoppo  (dante inf.  xxxiii, 95) | di rintoppo, di rimando, al contrario: alichin non si tenne e, di rintoppo / a li altri, disse  (dante inf.  xxii, 112-113).
rintorbidare   v. tr.  [io rintórbido ecc.] intorbidare di nuovo o di più | rintorbidarsi v. rifl.  intorbidarsi di nuovo.
rintorbidire   v. tr.  [io rintorbidisco, tu rintorbidisci ecc.] (non com.) rintorbidare | rintorbidirsi v. rifl.  rintorbidarsi.
rintorpidire   v. tr.  [io rintorpidisco, tu rintorpidisci ecc.] intorpidire di nuovo (anche fig.) | rintorpidirsi v. rifl.  diventare torpido; intorpidirsi di nuovo: mi si sono rintorpidite le membra. 
rintracciabile   agg.  che si può rintracciare, ritrovare: il suo indirizzo è facilmente rintracciabile. 
rintracciamento   s.m.  (non com.) il rintracciare, l'essere rintracciato.
rintracciare   v. tr.  [io rintràccio ecc.] trovare qualcosa o qualcuno seguendo una traccia; per estens., trovare dopo lunga ricerca: il cane ha rintracciato la lepre; rintracciare una persona, un documento. 
rintrecciare   v. tr.  [io rintréccio ecc.] intrecciare nuovamente.
rintristire   v. intr.  [io rintristisco, tu rintristisci ecc. ; aus. essere], rintristirsi v. rifl.  intristire di nuovo; intristire: il bambino si è rintristito dopo la partenza della madre; le piante, all'ombra, rintristiscono. 
rintrodurre   v. tr.  [coniugato come introdurre] introdurre di nuovo; reintrodurre.
rintronamento   s.m.  il rintronare, l'essere rintronato.
rintronare   v. tr.  [io rintròno  (ant. rintruòno) ecc. ; in tutta la coniugazione ant. -uò-  in posizione tonica]    • 1 •   rendere sordo, stordire: mi ha rintronato con le sue grida    • 2 •   scuotere con un grande rumore: lo scoppio ha rintronato tutta la casa  | v. intr.  [aus. essere  o avere]    • 1 •   rimbombare, detto del rumore del tuono: il tuono rintronò a lungo    • 2 •   (estens.) risonare, echeggiare come un tuono; mandare un suono cupo e fragoroso: la sala rintronò di applausi; da la chiusa al pian rintrona / solitario un suon di corno  (carducci).
rintronato   part. pass.  di rintronare  agg.  (fam.) stordito per il rumore o per la stanchezza.
rintrono   s.m.  (non com.) rimbombo.
rintuzzamento   s.m.  (non com.) il rintuzzare, l'essere rintuzzato.
rintuzzare   v. tr.    • 1 •   rendere ottuso, spuntare: rintuzzare un chiodo, la spada    • 2 •   (fig.) respingere: rintuzzare un assalto  | reprimere: rintuzzare l'orgoglio. 
rinumerare   v. tr.  [io rinùmero ecc.] numerare nuovamente.
rinuncia   o rinunzia s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   il rinunciare; l'atto, il documento con cui si rinuncia: rinuncia a un diritto, all'eredità, a una carriera; firmare la rinuncia    • 2 •   sacrificio imposto dalle circostanze, dalla necessità, dalla povertà privazione: fare una vita di rinunce    • 3 •   nel linguaggio religioso, la soppressione dei desideri terreni per tendere esclusivamente alla perfezione spirituale    • 4 •   (dir.) manifestazione di volontà con cui si abbandona un diritto senza trasferirlo ad altri ' rinuncia agli atti del giudizio, nel processo civile, atto unilaterale con il quale chi ha promosso il processo dichiara di rinunciare alla sua prosecuzione.
rinunciabile   o rinunziabile, agg.  si dice di cosa cui è possibile rinunciare: un diritto dei cittadini che non può considerarsi rinunciabile. 
rinunciare   o rinunziare, v. intr.  [io rinùncio ecc. ; aus. avere] non volere, rifiutare, cedere qualcosa che è propria o che spetterebbe; astenersi dal fare quanto sarebbe nel proprio diritto o nelle proprie possibilità: rinunciare al trono, all'eredità, a un privilegio; rinunciare a partire, a studiare; rinunciare ai piaceri mondani, abbandonarli per dedicarsi a dio.
rinunciatario   o rinunziatario, agg.  che rinuncia a un suo diritto o rinuncia a difenderlo: carattere rinunciatario, incline alla rinuncia; politica rinunciataria, debole, propria di chi non si fa adeguatamente valere | anche come s.m.  [f. -a] persona rinunciataria: comportarsi da rinunciatario; quell'uomo è un rinunciatario. 
rinunciazione   s.f.  (ant.) rinuncia.
rinunziare   e deriv.   ⇨ rinunciare e deriv. 
rinuotare   v. intr.  [io rinuòto ecc. ; aus. avere] nuotare nuovamente.
rinutrire   v. tr.  [coniugato come nutrire] nutrire nuovamente.
rinvangare    ⇨ rivangare.
rinvasare   v. tr.  trasferire una pianta da un vaso a un altro più grande.
rinvasatura   s.f.  il rinvasare, l'essere rinvasato.
rinvenibile   agg.  che si può rinvenire.
rinvenimento   (1) s.m.  il rinvenire, l'essere rinvenuto; scoperta: il rinvenimento di un tesoro; rinvenimenti archeologici. 
rinvenimento   (2) s.m.    • 1 •   il riprendere i sensi dopo uno svenimento    • 2 •   (tecn.) processo attraverso cui si fa riacquistare a un prodotto freschezza, morbidezza, restituendogli in parte l'umidità che ha perduto    • 3 •   (metall.) trattamento termico consistente in un riscaldamento seguito da lento raffreddamento, cui possono venire sottoposti acciai e leghe leggere, spec. per ridurne l'eccessiva durezza acquisita con la tempra.
rinvenire   (1) v. tr.  [coniugato come venire] ritrovare, scoprire: rinvenire un oggetto smarrito, il corpo del reato; rinvenire le vestigia di un'antica civiltà. 
rinvenire   (2) v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere]    • 1 •   riprendere i sensi, riacquistare coscienza dopo uno svenimento    • 2 •   recuperare la freschezza, la morbidezza, la flessibilità originarie, perdute in seguito ad appassimento o essiccazione: far rinvenire i fiori in molta acqua; i funghi rinvengono nell'acqua tiepida    • 3 •   detto di un metallo, essere sottoposto a rinvenimento.
rinvenitore   s.m.  nell'industria metallurgica, operaio addetto alle operazioni di rinvenimento.
rinverdimento   s.m.    • 1 •   il rinverdire, l'essere rinverdito    • 2 •   in conceria, trattamento con acqua delle pelli secche per renderle di nuovo morbide ed elastiche prima della concia.
rinverdire   v. tr.  [io rinverdisco, tu rinverdisci ecc.  (poet. io rinvérdo ecc.)]    • 1 •   far tornare verde: l'acquazzone ha rinverdito il giardino    • 2 •   (fig. lett.) far tornar giovane; dare nuovo vigore, ravvivare: s'anco un dio /... mi prometta / rinverdir le mie membra, e ritornarmi / giovinetto  (monti)    • 3 •   in conceria, eseguire l'operazione del rinverdimento | v. intr.  [aus. essere] ritornare verde: il prato è tutto rinverdito  | (fig. lett.) riprendere vigore, rifiorire: le speranze rinverdiscono. 
rinverginare   v. tr.  [io rinvérgino ecc.] rendere nuovamente vergine; risanare moralmente.
rinvermigliare   v. tr.  [io rinvermiglio ecc.] (lett.) rendere di nuovo vermiglio | rinvermigliarsi v. rifl.  (lett.) tornare vermiglio: il giorno... all'occaso rinvermigliasi  (sannazaro).
rinverniciare   v. tr.  [io rinvernìcio ecc.] inverniciare nuovamente; riverniciare.
rinvertere    ⇨ rivertere.
rinverzare   v. tr.  [io rinvérzo ecc.] (non com.) chiudere, turare le fessure del legno per mezzo di schegge lunghe e sottili di legno o di altro materiale (sverze).
rinvescare   v. tr.  [io rinvésco, tu rinvéschi ecc.] (lett.) invescare di nuovo.
rinvestire   e deriv.   ⇨ reinvestire e deriv. 
rinviabile   agg.  che può essere rinviato.
rinviare   v. tr.  [io rinvìo ecc.]    • 1 •   mandare indietro o mandare di nuovo; respingere, rispedire: rinviare il plico al mittente    • 2 •   differire ad altro tempo o altrove: rinviare una decisione  | rinviare una causa, nel linguaggio giudiziario, rinviarne la trattazione ad altra udienza    • 3 •   (sport) eseguire un rimando, un rinvio; rimandare: rinviare la palla, il pallone    • 4 •   rimandare (a un'altra opera, oppure a un'altra parte di un'opera): la citazione rinvia al primo capitolo. 
rinvigorimento   s.m.  il rinvigorire, il rinvigorirsi.
rinvigorire   v. tr.  [io rinvigorisco, tu rinvigorisci ecc.] rendere vigoroso; rinforzare: la montagna lo ha rinvigorito  | v. intr.  [aus. essere], rinvigorirsi v. rifl.  riacquistare vigore; diventare vigoroso (anche fig.): forze che rinvigoriscono; le nostre speranze rinvigorirono. 
rinvilire   v. tr.  [io rinvilisco, tu rinvilisci ecc.] (rar.) far diminuire (un prezzo) | v. intr.  [aus. essere] (rar.) scemare di prezzo.
rinviluppare   v. tr.  inviluppare di nuovo.
rinvio   s.m.    • 1 •   il rinviare, l'essere rinviato | (calcio, tiro di) rinvio, nel gioco del calcio e in altri sport con la palla, quello effettuato dal fondo del campo, per rimettere in gioco la palla: calciare il rinvio    • 2 •   in uno scritto, rimando ad altro luogo del testo o ad altra opera ' voce di rinvio, in un dizionario, voce che rimanda a un'altra ' segno di rinvio, nell'uso tipografico, segno fatto nel testo e ripetuto in margine a indicare che in quel punto deve essere fatta una correzione, un'inserzione, un'aggiunta ecc.    • 3 •   differimento, proroga: il rinvio della seduta ad altra data; chiedere un rinvio del pagamento | udienza di rinvio, (dir.) di semplice differimento della trattazione di un processo, senza che vi debbano essere compiute attività rilevanti    • 4 •   (dir.) il fatto che una norma rimandi ad altra norma per disciplinare una determinata materia ' rinvio a giudizio, provvedimento emesso dal giudice istruttore quando, al termine dell'istruttoria formale, risultino prove sufficienti per sottoporre a giudizio l'imputato ' giudice di rinvio, quello cui la cassazione sottopone l'esame di una causa dopo che il ricorso è stato ritenuto fondato    • 5 •   (tecn.) qualsiasi dispositivo che cambia il verso o la direzione di un moto | albero di rinvio, albero di trasmissione interposto fra due alberi rotanti per rinviare il moto dal primo al secondo senza cambiare il verso di rotazione.
rinviperire   v. intr.  [io rinviperisco, tu rinviperisci ecc. ; aus. essere], rinviperirsi v. rifl.  inviperirsi nuovamente.
rinvischiare   v. tr.  [io rinvischio ecc.] invischiare nuovamente | rinvischiarsi v. rifl.  invischiarsi nuovamente.
rinvitare   (1) o reinvitare [re-in-vi-tà-re], v. tr.  invitare di nuovo.
rinvitare   (2) v. tr.  avvitare, stringere di nuovo con viti.
rinvivire   non com. rivivire, v. intr.  [io rinvivisco, tu rinvivisci ecc. ; aus. essere] (tosc.) rivivere, risuscitare; tornare a vivere.
rinvolgere   v. tr.  [coniugato come volgere] involgere o involgere di nuovo, più volte | rinvolgersi v. rifl.  ravvolgersi, rinvoltarsi.
rinvoltare   v. tr.  [io rinvòlto ecc.] involtare di nuovo o più volte: rinvoltare le pantofole in un pezzo di carta  | rinvoltarsi v. rifl.  ravvolgersi.
rinvolto   part. pass.  di rinvolgere  s. m.  (non com.) involto.
rinvoltolare   v. tr.  [io rinvòltolo ecc.] rinvoltare più volte: il bambino era rinvoltolato in uno scialle  | rinvoltolarsi v. rifl.  ravvoltolarsi.
rinvoltura   s.f.    • 1 •   il rinvolgere, l'essere rinvolto    • 2 •   il materiale che serve per rinvolgere; in partic., coperta grossa e ordinaria che serve a ricoprire merce da spedire.
rinzaffare   v. tr.  (edil.) ricoprire con il primo strato di intonaco; riempire con malta fessure e crepe nei muri.
rinzaffatura   s.f.  (edil.) rinzaffo.
rinzaffo   s.m.  (edil.) strato di malta che forma il rivestimento più grossolano delle murature.
rinzeppare   v. tr.  [io rinzéppo ecc.] (fam.) inzeppare di nuovo: rinzeppare un compito di errori  | rimpinzare: rinzeppare qualcuno di cioccolatini  | rinzepparsi v. rifl.  (fam.) rimpinzarsi.
rinzuppare   v. tr.  inzuppare nuovamente | rinzupparsi v. rifl.  inzupparsi nuovamente.
rio   (1) s.m.    • 1 •   (poet.) ruscello: narcisso al rio si specchia come suole  (poliziano) | ricorrente in toponomastica come primo elemento di nomi composti: rio marina; riomaggiore    • 2 •   a venezia, nome dei canali di città | rio terrà, strada o slargo ottenuti coprendo un rio.
rio   (2) agg.  (poet.) malvagio, avverso: e nella fausta sorte e nella ria  (leopardi all'italia  20)  s.m.  (ant.)    • 1 •   reo, peccatore: or dì: de li altri rii / conosci tu alcun che sia latino / sotto la pece?  (dante inf.  xxii, 64-66)    • 2 •   peccato, colpa: per tai difetti, non per altro rio, / semo perduti  (dante inf.  iv, 40-41).
riobbligare   v. tr.  [io riòbbligo, tu riòbblighi ecc.] obbligare di nuovo.
rioccupare   v. tr.  [io riòccupo ecc.] occupare di nuovo: rioccupare una postazione perduta  | rioccuparsi v. rifl.  tornare a occuparsi.
rioccupazione   s.f.  il rioccupare un luogo; il suo essere rioccupato.
rioffendere   v. tr.  [coniugato come offendere] (non com.) offendere di nuovo o a propria volta.
rioffrire   v. tr.  [coniugato come offrire] offrire di nuovo | rioffrirsi v. rifl.  offrirsi nuovamente.
riolite   s.f.  (geol.) liparite.
rionale   agg.  di, del rione; che è in un rione: mercato, cinema rionale  § rionalmente avv.  (non com.) nel rione, limitatamente al rione.
rione   s.m.  quartiere cittadino: un rione molto popoloso; un rione periferico. 
rioperare   v. tr.  [io riòpero ecc.] operare di nuovo; sottoporre a un nuovo intervento chirurgico.
riordinamento   s.m.  nuovo ordinamento, nuovo assetto: il riordinamento di un archivio, di un ufficio, di un settore. 
riordinare   v. tr.  [io riórdino ecc.]    • 1 •   rimettere in ordine: riordinare una camera    • 2 •   dare nuovo assetto, nuovo ordinamento; riorganizzare: riordinare l'esercito, un museo, una biblioteca    • 3 •   (comm.) fare una nuova ordinazione    • 4 •   (non com.) dare nuovamente un ordine | riordinarsi v. rifl.  rassettarsi: riordinarsi i capelli, il vestito. 
riordinatore   s.m.  [f. -trice] chi riordina.
riordinazione   s.f.    • 1 •   (comm.) nuova ordinazione: la riordinazione di una merce    • 2 •   (non com.) riordinamento.
riordino   s.m.  (burocr.) riordinamento: riordino amministrativo. 
riorganizzare   v. tr.  organizzare di nuovo: riorganizzare un'azienda  | riorganizzarsi v. rifl.  organizzarsi di nuovo.
riorganizzatore   s.m.  [f. -trice] chi riorganizza.
riorganizzazione   s.f.  il riorganizzare, il riorganizzarsi, l'essere riorganizzato.
riosservare   v. tr.  [io riossèrvo ecc.] osservare di nuovo.
riotta   s.f.  (ant.) contesa, disputa, lite: prima con parole grave e dura riotta incominciarono  (boccaccio dec.  ii, 7).
riottare   v. intr.  [io riòtto ecc.] (ant. , lett.) questionare, contendere, litigare: ulivi... / loquaci / di riottanti uccelli  (montale).
riottosità   s.f.  (lett.) l'essere riottoso.
riottoso   agg.  (lett.) litigioso | (estens.) indocile: un ragazzo riottoso alla disciplina  § riottosamente avv. 
riotturare   v. tr.  [io riottùro ecc.] otturare di nuovo | riotturarsi v. rifl.  otturarsi di nuovo.
ripa   s.f.  (lett.)    • 1 •   riva, sponda ' uccelli di ripa, nel linguaggio venatorio, i palmipedi che stazionano lungo la riva del mare o di laghi, di stagni, di fiumi    • 2 •   pendio, dirupo: in su l'estremità d'un'alta ripa / che facevan gran pietre rotte in cerchio  (dante inf.  xi, 1-2).
ripacificare   v. tr.  [io ripacìfico, tu ripacìfichi ecc.] pacificare nuovamente; rappacificare | ripacificarsi v. rifl.  e rifl. rec.  pacificarsi di nuovo.
ripagare   v. tr.  [io ripago, tu ripaghi ecc.]    • 1 •   pagare di nuovo: ripagare il conto    • 2 •   pagare per rimborsare; indennizzare, risarcire: ripagare un danno    • 3 •   (fig.) ricompensare, rimunerare: il bene che si fa verrà ripagato  | ripagare qualcuno con la stessa moneta, trattarlo nello stesso modo in cui si è stati trattati da lui.
riparabile   agg.  che si può riparare: errori, danni riparabili. 
riparabilità   s.f.  l'essere riparabile.
riparametrare   v. tr.  [io riparàmetro ecc.] (burocr.) riproporzionare, rivedere secondo nuovi parametri: riparametrare i livelli retributivi. 
riparametrazione   s.f.  (burocr.) modifica dei parametri; adeguamento a nuovi parametri.
riparare   (1) ant. reparare, v. tr.    • 1 •   dar riparo, proteggere: la lana ci ripara dal freddo; il casco ripara la testa    • 2 •   porre riparo, rimedio a qualcosa (anche assol.): riparare un'offesa, un torto; quando sbaglia, tocca sempre a me riparare  | riparare (a settembre), un tempo, dare un esame di riparazione | (dir.) risarcire: riparare un danno    • 3 •   rimettere in sesto, in buono stato, eliminando guasti o difetti; accomodare, aggiustare: riparare un motore, un orologio, le scarpe    • 4 •   (tosc.) fare ciò che è utile, necessario | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   aver cura di qualcosa, provvedere: riparare a un danno; quella carità, che ripara al passato, che assicura l'avvenire  (manzoni p. s.  xxvi)    • 2 •   (fam. tosc.) riuscire, farcela a compiere qualcosa: una coda lunghissima che niobe non riparava a distendere  (palazzeschi) | ripararsi v. rifl.  mettersi al riparo, difendersi: ripararsi dalla pioggia; cercare di ripararsi dai colpi. 
riparare   (2) ant. reparare, v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   rifugiarsi: per la pioggia ripararono in una cascina; i partigiani ripararono in montagna    • 2 •   (ant.) prendere dimora | ripararsi v. rifl.  (ant.) soggiornare: alla sua casa in parigi si riparava  (boccaccio dec.  i, 1).
riparata   s.f.  riparazione affrettata: dare una riparata al tetto. 
riparato   (1) part. pass.  di riparare    • 1 •   agg.  che è al riparo: un luogo riparato dai venti  § riparatamente avv.  in modo riparato; al riparo.
riparato   (2) part. pass.  di riparare    • 2 •   agg.  che ha riparato in qualche posto; rifugiato.
riparatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi ripara: provvedimento riparatore; un riparatore di macchine calcolatrici. 
riparazione   s.f.    • 1 •   il riparare, l'essere riparato; risarcimento: la riparazione di un torto; riparazioni di guerra, risarcimento che i vincitori impongono agli sconfitti ' esame di riparazione, un tempo, quello che si sosteneva in settembre limitatamente alle materie in cui si era stati bocciati agli scrutini di fine anno | riparazione degli errori giudiziari, (dir.) risarcimento da parte dello stato spettante a chi sia stato assolto con un processo di revisione nel quale sia emerso un errore giudiziario commesso nei suoi confronti    • 2 •   lavoro fatto per riparare qualcosa; aggiustatura: la riparazione del tetto, delle scarpe. 
ripareggiare   v. tr.  e intr.  [io riparéggio ecc. ; aus. dell'intr. avere] pareggiare nuovamente.
riparella   (1) s.f.  pianta che alligna lungo le rive dei corsi d'acqua; salcerella.
riparella   (2) o raperella, s.f.    • 1 •   (region.) rondella    • 2 •   tassello di pietra con cui si otturano fori nelle pietre lavorate.
riparia   s.f.  tipo di vitigno resistente alla fillossera.
ripario   agg.  (lett.) che nasce o vive sulle rive (di fiume, lago ecc.): erbe, piante riparie; popolazioni riparie. 
riparlare   v. intr.  [aus. avere] parlare di nuovo: riparlare a qualcuno di un progetto | ne riparleremo!, formula con cui si conclude un colloquio facendo intendere all'interlocutore che quanto gli preme potrà essere ripreso in considerazione solo in futuro e a certe condizioni; se proferita in tono minaccioso, equivale a la cosa non finisce qui!  o non finirà così!  o sim. | riparlarsi v. rifl.  rivolgersi di nuovo la parola dopo un litigio; per estens., rappacificarsi: si sono riparlati dopo due anni. 
riparo   s.m.    • 1 •   il riparare, il ripararsi; ciò che serve a riparare; difesa, protezione: cercare un riparo sicuro; trovare riparo in una grotta; l'argine fa da riparo alle acque    • 2 •   rimedio: mettere riparo a un'ingiustizia; porre riparo al malcostume. 
ripartibile   agg.  che si può ripartire: un bene non ripartibile. 
ripartimentale   agg.  che riguarda un ripartimento: direzione ripartimentale. 
ripartimento   s.m.    • 1 •   (non com.) scomparto    • 2 •   (burocr.) sezione: ripartimento stradale. 
ripartire   (1) v. intr.  [io riparto ecc. ; aus. essere] partire di nuovo; ritornar via: ripartì dopo pochi giorni dal suo arrivo  | riavviarsi: la moto stentava a ripartire. 
ripartire   (2) v. tr.  [io ripartisco, tu ripartisci ecc.]    • 1 •   dividere in parti per lo più uguali; spartire: ripartire il tempo tra gioco e studio '  suddividere qualcosa secondo un certo criterio, seguendo un ordine: ripartire i libri negli scaffali    • 2 •   distribuire qualcosa fra più persone: ripartire le incombenze, un bottino; ripartirsi un'eredità. 
ripartitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi ripartisce    • 2 •   negli uffici delle poste, chi è addetto a smistare la corrispondenza secondo i quartieri postali    • 3 •   (tecn.) qualsiasi dispositivo che ripartisce qualcosa da distribuire (acqua, elettricità e sim.).
ripartizione   s.f.    • 1 •   il ripartire, l'essere ripartito; ciascuna delle parti ripartite; distribuzione, suddivisione: la ripartizione degli incarichi, di un patrimonio    • 2 •   in talune amministrazioni, ufficio, reparto a cui è assegnata una specifica funzione.
riparto   s.m.    • 1 •   ripartizione, suddivisione: il riparto degli utili    • 2 •   nel collocamento di titoli di borsa di nuova emissione per i quali le richieste superino le disponibilità, la suddivisione di essi fra i sottoscrittori, che si effettua per lo più in proporzione all'entità delle richieste.
ripartorire   v. tr.  [io ripartorìsco, tu ripartorìsci ecc.] partorire nuovamente.
ripassare   v. tr.    • 1 •   passare di nuovo; riattraversare: ripassare la frontiera, le alpi    • 2 •   far passare di nuovo: ripassare la farina nello staccio; ripassare il filo nell'ago  | passare sopra nuovamente (con l'inchiostro, con colori o con attrezzi e sim.): ripassare un disegno; ripassare le persiane con la vernice; ripassare un vestito col ferro da stiro, stirarlo    • 3 •   rivedere, esaminare, per controllare, aggiustare, mettere in efficienza: ripassare la biancheria; ripassare un motore | ripassare la lezione, ripeterla per controllare quanto si è appreso | v. intr.  [aus. essere] passare di nuovo da un luogo; ritornare: passare e ripassare per la stessa via; l'avvocato non c'è, ripassi domani. 
ripassata   s.f.    • 1 •   il ripassare in fretta, alla meglio: dare una ripassata al motore, alla lezione    • 2 •   (fam.) rimprovero, rabbuffo, ramanzina: prendersi una solenne ripassata.  dim. ripassatina. 
ripassatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto a operazioni di ripassatura.
ripassatura   s.f.  verifica, controllo per accertare il buon funzionamento di un dispositivo, di una macchina; nell'industria tessile, l'operazione di controllo dei tessuti.
ripasso   s.m.    • 1 •   il ripassare, il passare di nuovo: il ripasso degli uccelli    • 2 •   il rivedere una materia di studio: fare il ripasso prima degli esami. 
ripatico   s.m. , o ripatica s.f. , [pl. m. -ci, f. -che] nel diritto medievale, tassa per l'uso della riva di fiumi o di laghi, per l'attracco di natanti o per operazioni di sbarco.
ripatriare   v. tr.  e intr.  [io ripàtrio ecc. ; aus. dell'intr. essere] rimpatriare.
ripatrio   s.m.  (non com.) rimpatrio.
ripatteggiare   v. tr.  e intr.  [io ripattéggio ecc. ; aus. dell'intr. avere] (non com.) patteggiare di nuovo.
ripeccare   v. intr.  [io ripècco, tu ripècchi ecc. ; aus. avere] peccare di nuovo.
ripeggiorare   v. tr.  e intr.  [io ripeggióro ecc. ; aus. dell'intr. essere] peggiorare di nuovo: dopo una breve ripresa il malato è ripeggiorato. 
ripenetrare   v. intr.  [io ripènetro ecc. ; aus. essere] penetrare di nuovo.
ripensamento   s.m.    • 1 •   il ripensare: decidere dopo un lungo ripensamento    • 2 •   mutamento di proposito, di opinione: si era deciso, ma poi ebbe un ripensamento; un testo che tradisce un'infinità di ripensamenti. 
ripensare   v. intr.  [io ripènso ecc. ; aus. avere]    • 1 •   pensare di nuovo, tornare a riflettere: pensa e ripensa, finalmente ricordò ogni particolare; prima di decidere, è bene ripensarci    • 2 •   tornare col pensiero: ripensare alla giovinezza, alla patria lontana    • 3 •   cambiare parere: ci ho ripensato, resto a casa  | v. tr.  (lett.) rievocare: e ripensò le mobili / tende, e i percossi valli  (manzoni il cinque maggio).
ripense   agg.  (lett.) si dice di un territorio posto lungo una riva di un fiume o di un lago.
ripentimento   s.m.  il ripentirsi; il ritornare su una decisione presa.
ripentirsi   v. rifl.  [io mi ripènto ecc.] pentirsi di nuovo: ripentirsi di una promessa. 
ripercorrere   v. tr.  [coniugato come correre] percorrere di nuovo (anche fig.): ripercorrere una via; ripercorrere col pensiero la propria vita. 
ripercossa   s.f.  (non com.) ripercussione.
ripercotere    ⇨ ripercuotere.
ripercotimento   s.m.  (non com.) ripercussione.
ripercuotere   pop. o poet. ripercotere, v. tr.  [coniugato come percuotere]    • 1 •   percuotere di nuovo, o più volte: percosse e ripercosse la porta sprangata    • 2 •   respingere, rifrangere, detto di onde sonore o di radiazioni luminose: lo specchio ripercuote i raggi del sole  | ripercuotersi v. rifl.    • 1 •   tornare indietro, essere riflesso: l'eco si ripercosse da monte a monte    • 2 •   (fig.) causare un effetto, un contraccolpo: la crescita del dollaro si ripercuote sul costo dei prodotti petroliferi. 
ripercussione   s.f.  il ripercuotere, il ripercuotersi, l'essere ripercosso (anche fig.): la ripercussione delle onde sonore; l'eccessiva fatica ha gravi ripercussioni sulla salute; le ripercussioni di un evento storico. 
ripercussivo   agg.  (non com.) che ripercuote, che respinge; atto a ripercuotere.
riperdere   v. tr.  [coniugato come perdere] perdere di nuovo.
riperdonare   v. tr.  [io riperdóno ecc.] perdonare ancora.
ripesare   v. tr.  [io ripéso ecc.] pesare di nuovo.
ripescaggio   s.m.  recupero.
ripescare   v. tr.  [io ripésco, tu ripéschi ecc.]    • 1 •   pescare di nuovo | (estens.) recuperare, riprendere qualcosa caduta in acqua: ripescare una vecchia ancora    • 2 •   (fig.) riscoprire, scovare: ripescare una notizia in un documento d'archivio  | recuperare, rilanciare: ripescare un progetto. 
ripestare   v. tr.  [io ripésto ecc.] pestare di nuovo.
ripetente   part. pres.  di ripetere  agg.  e s.m.  e f.  si dice di un alunno che ripete l'anno scolastico.
ripetenza   s.f.  il ripetere un anno scolastico: non sono ammesse più di due ripetenze  | (non com.) il complesso degli alunni che, in una scuola, ripetono un anno scolastico.
ripetere   ant. repetere, v. tr.  [io ripèto ecc.]    • 1 •   eseguire di nuovo, rifare: ripetere un esperimento, un tentativo, un esercizio; ripetere un successo, riottenerlo ' ripetere (l'anno), nel linguaggio scolastico, rifrequentare la stessa classe in seguito a bocciatura ' paganini non ripete, (scherz.) si dice di chi non desidera dire o fare due volte la stessa cosa, alludendo all'abitudine del famoso violinista di non concedere bis    • 2 •   dire, pronunciare di nuovo: una cosa che è stata detta e ripetuta cento volte  | ridire, riferire quanto si è ascoltato da altri o si è letto: ripetere qualcosa come un pappagallo, in modo assolutamente passivo; ripetere parola per parola, riferire qualcosa tale e quale; ripetere a memoria, senza leggere ' ripetere la lezione, detto dell'insegnante, rispiegarla; dell'alunno, dirla, esporla o, anche, ripassarla | (tecn.) riprodurre, ritrasmettere: ripetere un segnale    • 3 •   (tosc. , lett.) contraddire, contrastare: una volontà con la quale non c'era da ripetere  (manzoni p. s.  xxiv)    • 4 •   in diritto: ripetere i danni, chiedere il risarcimento dei danni; ripetere l'indebito, chiedere la restituzione di ciò che si è pagato senza motivo | ripetersi v. rifl.  replicare troppo spesso i propri discorsi, le proprie azioni, i propri atteggiamenti ecc. | v. rifl.  tornare ad accadere; avvenire più volte: gli incidenti stradali si ripetono con troppa frequenza  | susseguirsi: il ripetersi delle stagioni. 
ripetibile   agg.    • 1 •   che si può ripetere: un'espressione non ripetibile | danno ripetibile, (dir.) del quale si può chiedere il risarcimento    • 2 •   (scient.) si dice di esperimento o misurazione che, nelle stesse condizioni, dà sempre i medesimi risultati.
ripetibilità   s.f.  l'essere ripetibile.
ripetio    ⇨ repetio.
ripetitività   s.f.  l'essere ripetitivo.
ripetitivo   agg.  che si ripete molto, che si presenta sempre uguale: un lavoro ripetitivo; una discussione ripetitiva  § ripetitivamente avv. 
ripetitore   agg.  [f. -trice] che ripete | stazione ripetitrice, stazione radiotelevisiva che ritrasmette i segnali e le immagini che riceve da un'altra stazione ' nave ripetitrice, ai tempi della marina velica, nave che ripeteva i segnali di una nave a un'altra, lontana o comunque non in grado di scorgerli bene  s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi ripete; in partic., insegnante privato che aiuta uno scolaro nelle materie in cui è debole    • 2 •   (tecn.) apparecchio che ripete o ritrasmette suoni, segnali ecc. | (telecom.) stazione ripetitrice    • 3 •   (mar.) guidone che, nei segnali marittimi a bandiere, ripete la bandiera invergata sopra di esso    • 4 •   nel gergo teatrale, suggeritore.
ripetitrice   s.f.  (foto.) macchina che consente di riprodurre più di una volta la stessa fotografia su un'unica lastra.
ripetizione   s.f.    • 1 •   il ripetere, l'essere ripetuto: la ripetizione di un tentativo, di un discorso | a ripetizione, si dice di meccanismi che ripetono lo stesso movimento: arma a ripetizione, arma da fuoco che non deve essere ricaricata dopo ogni sparo, alloggiando al suo interno più cartucce    • 2 •   lezione privata in cui l'insegnante aiuta l'alunno nello studio degli argomenti già affrontati a scuola: dare, prendere ripetizioni; andare a ripetizione  | ripasso di una o più lezioni già studiate: fare la ripetizione di storia    • 3 •   frase, parola o concetto che si ripetono con noiosa insistenza: un discorso, un tema pieno di ripetizioni  | in retorica, anafora    • 4 •   ripetizione dell'indebito, (dir.) richiesta di restituzione che compete a chi ha pagato ciò che non era dovuto.
ripettinare   v. tr.  [io ripèttino ecc.] pettinare di nuovo, più accuratamente | ripettinarsi v. rifl.  pettinarsi di nuovo o meglio.
ripetuto   part. pass.  di ripetere  agg.  che è fatto, replicato più volte; per estens., numeroso: fare ripetute domande; subire assalti ripetuti  § ripetutamente avv.  in modo ripetuto; più volte, spesso.
ripezzare   v. tr.  [io ripèzzo ecc.] (ant. , dial.) rammendare, rappezzare.
ripezzatura   s.f.  (ant. , dial.) rappezzatura, rammendo.
ripiacere   v. intr.  [coniugato come piacere; aus. essere] piacere nuovamente.
ripiagare   v. tr.  [io ripiàgo, tu ripiàghi ecc.] piagare nuovamente.
ripianamento   s.m.  il ripianare, l'essere ripianato (spec. fig.): il ripianamento di un debito. 
ripianare   v. tr.    • 1 •   (non com.) rendere piana una superficie    • 2 •   (econ.) coprire, pareggiare: ripianare il disavanzo, il deficit, le perdite  | estinguere: ripianare un debito. 
ripiangere   v. tr.  e intr.  [io ripiango, tu ripiangi ecc. ; aus. avere] piangere di nuovo.
ripiano   s.m.    • 1 •   piccola zona pianeggiante che interrompe un pendio    • 2 •   (estens.) qualsiasi superficie piana orizzontale; in partic., ciascuno degli elementi orizzontali di uno scaffale, un armadio ecc.: mensola a tre ripiani    • 3 •   (non com.) pianerottolo di una casa.
ripiantare   v. tr.  piantare di nuovo.
ripicca   s.f.  [pl. -che] ciò che si fa per puntiglio, per picca; dispetto.
ripicchiare   v. tr.  [io ripìcchio ecc.] picchiare di nuovo | ripicchiarsi v. rifl.  (tosc.) mettersi in ghingheri, aggiustarsi con attenzione esagerata l'abito, la pettinatura, il trucco; imbellettarsi in modo eccessivo | v. rifl.  picchiarsi di nuovo l'un l'altro: i bambini si sono ripicchiati. 
ripicchiata   s.f.    • 1 •   il ripicchiare    • 2 •   (tosc.) l'atto del ripicchiarsi in fretta: darsi una ripicchiata prima di uscire. 
ripicco   s.m.  ripicca.
ripicolo   agg.  (biol.) si dice di organismo che vive sulle rive marine o di acque dolci, o anche in completa immersione.
ripidezza   s.f.  l'essere ripido.
ripidità   s.f.    • 1 •   (non com.) ripidezza    • 2 •   in oceanografia, rapporto tra altezza e lunghezza di un'onda marina.
ripido   agg.  che ha molta pendenza, è molto erto: un pendio ripido; strada, scala ripida  § ripidamente avv. 
ripiegamento   s.m.  il ripiegare, il ripiegarsi, l'essere ripiegato (anche fig.): un ripiegamento dell'esercito; fu costretto a un ripiegamento su una soluzione diversa. 
ripiegare   v. tr.  [io ripiègo, tu ripièghi ecc.] piegare di nuovo o più volte: ripiegare un foglio di carta, la giacca, la tovaglia  | v. intr.  [aus. avere] ritirarsi, detto spec. di un esercito: le truppe ripiegarono in disordine  | (fig.) deviare da un proposito, da una mira, accontentandosi di una soluzione di ripiego: ripiegare su un'altra proposta  | ripiegarsi v. rifl.  (non com.) rifugiarsi in sé stesso; isolarsi: ripiegarsi nel silenzio  | v. rifl.  flettersi: canne che si ripiegano al vento. 
ripiegata   s.f.  il ripiegare una sola volta o in fretta.
ripiegatura   s.f.  il ripiegare, il ripiegarsi, l'essere ripiegato.
ripiego   s.m.  [pl. -ghi] espediente, via d'uscita, mezzo ingegnoso per cavarsela: cercare un ripiego; vivere di ripieghi | di ripiego, si dice di cosa che ne sostituisca un'altra più soddisfacente: una soluzione di ripiego. 
ripiena   s.f.  in ingegneria mineraria, l'operazione e il materiale con cui si riempiono i vuoti prodotti in miniera con l'estrazione del minerale utile.
ripienatrice   s.f.  in ingegneria mineraria, macchina con cui si realizza una ripiena.
ripienezza   s.f.  (non com.) l'essere, il sentirsi pieno, ripieno.
ripieno   agg.    • 1 •   completamente pieno; colmo (anche fig.): i cassetti sono tutti ripieni; animo ripieno di gioia    • 2 •   riempito; farcito: un materasso ripieno di lana; peperoni ripieni  s. m.    • 1 •   ciò che si usa per riempire un recipiente, un contenitore: quel cuscino ha il ripieno di piume  | (gastr.) l'insieme degli ingredienti che, mescolati in una pasta omogenea, servono a farcire qualcosa: il ripieno del pollo, dei tortellini    • 2 •   (mus.) nel concerto dei secc. xvii e xviii, il grosso dell'orchestra, contrapposto al piccolo gruppo degli strumenti solisti | nell'organo, effetto particolare ottenuto mediante un complesso di registri che dà un suono particolarmente maestoso.
ripigiare   v. tr.  [io ripìgio ecc.] pigiare di nuovo o in senso contrario: pigia, ripigia, incalza di qua e di là  (manzoni p. s.  xiii).
ripigliare   v. tr.  [io ripìglio ecc.] (fam.)    • 1 •   pigliare di nuovo; riprendere, riguadagnare, ricatturare: ripigliare fiato; ripigliare un evaso    • 2 •   riprendere, rimproverare: se tu di queste cose ti crucci, io non me ne meraviglio né te ne so ripigliare  (boccaccio dec.  iii, 3) | v. intr.  [aus. 2avere] riprendersi (detto spec. di piante): dopo la siccità i fiori non hanno più ripigliato  | ripigliarsi v. rifl.  (fam.) riaversi, riprendersi.
ripigliata   s.f.  (non com.) il ripigliare.
ripiglino   s.m.  gioco di bambini che consiste nel ripigliare a vicenda, l'uno dall'altro, un lungo filo avvolto sulle mani, e nel disporlo in modo da formare sempre nuove figure.
ripiglio   s.m.  (lett. non com.) riprensione.
ripingere   o ripignere, v. tr.  [coniugato come spingere] (ant.) respingere: mi ripigneva là dove 'l sol tace  (dante inf.  i, 60).
ripiombare   v. tr.  e intr.  [io ripiómbo ecc. ; aus. dell'intr. essere] piombare di nuovo (anche fig.).
ripiovere   v. intr. impers.  [pres. ripiòve; aus. essere  o avere] detto della pioggia, cadere nuovamente | v. intr.  [aus. essere] cadere di nuovo dall'alto e in abbondanza (anche fig.) | v. tr.  far cadere di nuovo.
ripire   v. intr.  [io ripisco, tu ripisci ecc. ; dif. dei tempi composti] (ant. , poet.) arrampicarsi aiutandosi con le mani: tra rupi e cespi / di stipe in fiore essi ripìano, muti  (pascoli).
ripitio    ⇨ repetio.
riplasmare   v. tr.  plasmare di nuovo (anche fig.): questo è soltanto passato che la vita riplasma come giochi di nubi  (pavese).
ripopolamento   s.m.  il ripopolare, il ripopolarsi, l'essere ripopolato: il ripopolamento di una riserva di caccia. 
ripopolare   v. tr.  [io ripòpolo ecc.] popolare di nuovo: ripopolare una regione  | ripopolarsi v. rifl.  tornare a popolarsi: con la riapertura delle fabbriche la città si è ripopolata. 
ripopolazione   s.f.  ripopolamento.
riporgere   v. tr.  [coniugato come porgere] porgere di nuovo o porgere a propria volta.
riporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   mettere qualcosa al posto dov'era prima o nel posto che le è proprio: riporre la biancheria nei cassetti    • 2 •   (fig.) collocare: riporre in qualcuno le proprie speranze    • 3 •   (fig.) presentare di nuovo: riporre una domanda, una candidatura  | riporsi v. rifl.  porsi nuovamente ' andare a riporsi, (fig. fam.) ritirarsi, mettersi da parte, nascondersi (per lo più scherz.): ma vada a riporsi!. 
riportabile   agg.  (non com.) che può essere riportato.
riportare   v. tr.  [io ripòrto ecc.]    • 1 •   portare di nuovo: ha riportato con sé i figli    • 2 •   ricondurre, portare indietro: riportare l'auto in garage  | restituire: riportare una cosa avuta in prestito    • 3 •   ripetere cose dette o scritte da altri; rapportare, citare: riportare un passo, una citazione; una notizia riportata dai giornali; riportare a qualcuno una confidenza    • 4 •   (fig.) ricevere, ottenere: riportare un premio, la vittoria  | trarre, ricavare: riportare una buona impressione di qualcuno  | conseguire, subire: riportare danni, ferite    • 5 •   trasferire, riprodurre: riportare un disegno su una scala più piccola; riportare in bronzo un modello in creta    • 6 •   nei calcoli numerici, fare il riporto | riportare a nuovo, in contabilità, trasferire i saldi relativi a un esercizio nei conti dell'esercizio successivo | nel linguaggio della borsa, stipulare un riporto, prendere titoli a riporto | riportarsi v. rifl.  ricondursi col pensiero o col discorso; riferirsi, richiamarsi: riportarsi ai tempi passati; riportarsi all'origine. 
riportato   part. pass.  di riportare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (borsa) nel contratto di riporto, chi vende a pronti e acquista a termine.
riportatore   s.m.  (borsa) nel contratto di riporto, chi acquista a pronti e vende a termine.
riporto   s.m.    • 1 •   il riportare, l'essere riportato ' materiale di riporto, (edil.) detriti o materiale di scavo che servono a riempire una depressione, a formare un rialzo, a bonificare zone paludose ' cane da riporto, cane da caccia addestrato a riportare la selvaggina    • 2 •   (mat.) nell'addizione, la cifra delle decine o delle centinaia, delle migliaia ecc., che si aggiunge alla colonna delle cifre ancora da sommare    • 3 •   in contabilità, il conteggio su altro esercizio e l'importo così conteggiato: riporto a nuovo    • 4 •   (fin.) operazione di finanziamento mediante la quale chi necessita di disponibilità liquida vende titoli a pronti impegnandosi a ricomprarli a termine a un prezzo maggiorato    • 5 •   (dir.) contratto di borsa mediante il quale una parte detta riportato  (solitamente un operatore che desidera prorogare la conclusione di un'operazione speculativa) cede a pronti dei titoli a un'altra parte detta riportatore, che alla scadenza del termine stabilito li renderà a un prezzo aumentato o diminuito nella misura convenuta: giorno dei riporti, quello del calendario di borsa in cui si concludono tali contratti    • 6 •   ricamo, ornamento o altra applicazione sopra un abito, un tessuto e sim.    • 7 •   ciocca di capelli pettinata in modo da nascondere una parziale calvizie.
riposante   part. pres.  di riposare  agg.  che dà riposo; distensivo: una vacanza riposante | una persona riposante, calma, tranquilla § riposantemente avv.  (non com.).
riposanza   s.f.  (ant.) riposo.
riposare   (1) v. tr.  [io ripòso ecc.] posare di nuovo, un'altra volta: riposare un pacco a terra  | riposarsi v. rifl.  posarsi di nuovo.
riposare   (2) v. intr.  [io ripòso ecc. ; aus. avere, ant. essere]    • 1 •   interrompere la fatica, prendendo riposo: riposare dopo il lavoro; non disturbarlo, sta riposando  | riposare sugli allori, (fig.) accontentarsi dei successi ottenuti    • 2 •   (estens.) dormire: non ha riposato tutta la notte  | (eufem.) essere morto: riposare nella pace del signore  | nelle epigrafi sepolcrali, essere sepolto: qui riposa    • 3 •   poggiare, poggiarsi; essere fondato (anche fig.): la costruzione riposa su sicure fondamenta; un ragionamento che riposa su solide basi    • 4 •   detto di terreno agricolo, rimanere senza coltura per un certo tempo    • 5 •   detto di un liquido, essere in uno stato di quiete per consentire ai sedimenti di depositarsi sul fondo del recipiente | v. tr.  far riposare; dar quiete: un colore che riposa la vista; riposare la mente, le braccia, le gambe  | riposarsi v. rifl.  prendere riposo: riposarsi dopo una fatica  | v. rifl.  (ant.) finire, terminare.
riposata   s.f.  (non com.) il riposarsi; riposo.
riposato   part. pass.  di riposare  agg.    • 1 •   ristorato dal riposo    • 2 •   (lett.) sereno, tranquillo: a così riposato, a così bello / viver di cittadini  (dante par.  xv, 130-131) § riposatamente avv.  (lett.) serenamente, tranquillamente: riposatamente e con letizia cenarono  (boccaccio dec.  vii, conclusione).
riposino   s.m.    • 1 •   dim.  di riposo    • 2 •   breve riposo; sonnellino.
ripositorio   s.m.  (ant.) ripostiglio, deposito.
riposizione   s.f.  (non com.)    • 1 •   il riporre, il porre via per conservare    • 2 •   il rimettere a posto.
riposo   s.m.    • 1 •   il riposare, il riposarsi; cessazione dell'attività, della fatica: concedersi un riposo; prendersi un'ora di riposo; lavorare senza riposo, ininterrottamente ' collocare, mettere a riposo, in pensione; (scherz.) non usar più, riferito a cosa | riposo!, (mil.) comando in due tempi e posizione corrispondente per cui, a partire dalla posizione di attenti, si porta il piede sinistro in avanti e le mani dietro la schiena con la sinistra che impugna il polso della destra. dim. riposino    • 2 •   (estens.) sonno: il riposo notturno; buon riposo!, modo con cui si augura a qualcuno di dormire bene | l'estremo, l'ultimo riposo, (eufem.) la morte    • 3 •   (fig. lett.) quiete, pace: la vista della campagna dà riposo    • 4 •   (lett.) luogo in cui ci si riposa: la collina è il riposo ideale    • 5 •   in agricoltura, stato del terreno quando non è sfruttato per un certo periodo | riferito a un liquido, stato di quiete che permette alle particelle in sospensione di depositarsi sul fondo del recipiente | riferito a una macchina o a un dispositivo, non funzionamento    • 6 •   (mus.) momento che, rispetto ad altri più mossi, risulta particolarmente piano, disteso: accordo di riposo    • 7 •   (arch.) parte del pilastro su cui è poggiato l'arco.
ripossedere   v. tr.  [coniugato come sedere] possedere nuovamente.
riposta   s.f.  (non com.) provvista.
ripostiglio   s.m.  piccolo ambiente (stanzino, sottoscala, armadio a muro e sim.) per riporvi cose varie.
riposto   part. pass.  di riporre  agg.  appartato; recondito: un luogo riposto; i più riposti pensieri   s.m.    • 1 •   (merid.) ripostiglio, dispensa    • 2 •   a bordo di una nave, locale ove vengono rigovernate e conservate le stoviglie § ripostamente avv.  in luogo riposto, appartato.
ripotare   v. tr.  [io ripòto ecc.] potare di nuovo.
ripotere   v. intr.  [coniugato come potere; aus. avere] potere di nuovo.
ripranzare   v. intr.  [aus. avere] pranzare di nuovo.
ripraticare   v. tr.  [coniugato come praticare] praticare nuovamente.
riprecipitare   v. tr.  e intr.  [coniugato come precipitare; aus. dell'intr. essere]    • 1 •   precipitare di nuovo    • 2 •   (chim.) eseguire una riprecipitazione | riprecipitarsi v. rifl.  o intr. pron.  precipitarsi nuovamente.
riprecipitazione   s.f.    • 1 •   (metall.) precipitazione in forma submicroscopica di un nuovo componente strutturale che conferisce a una lega metallica migliori proprietà meccaniche    • 2 •   (chim.) precipitazione di un composto da una soluzione in cui era stato ridisciolto dopo una precedente precipitazione.
ripredicare   v. tr.  [io riprèdico, tu riprèdichi ecc.] predicare nuovamente.
ripregare   v. tr.  [io riprègo, tu riprèghi ecc.] pregare di nuovo.
ripremere   ant. repremere, v. tr.  [coniugato come premere] premere di nuovo o premere a propria volta.
ripremiare   v. tr.  [io riprèmio ecc.] premiare di nuovo.
riprendere   v. tr.  [coniugato come prendere]    • 1 •   prendere di nuovo: riprendere in mano un libro; riprendere un bambino in braccio; riprendere qualcuno al proprio servizio; riprendere possesso di qualcosa; riprendere la febbre, il raffreddore; riprendere le vecchie abitudini  | riprendere marito, moglie, risposarsi | riprendere le armi, ricominciare a combattere    • 2 •   prendere indietro una cosa data, lasciata, deposta, o prenderla di ritorno, di rimando; anche, riportare via con sé qualcuno condotto precedentemente in qualche luogo: riprendere il cappotto dal guardaroba; riprendere la palla lanciata in aria; il negoziante non riprende la merce venduta; riprendere il figlio all'uscita della scuola  | riprendere una maglia, nella lavorazione a maglia, quando è caduta, rimetterla sul ferro    • 3 •   riconquistare, rioccupare: i nemici ripresero la città    • 4 •   (fig.) riacquistare, ricuperare: riprendere forza, vigore, fiato, coraggio; riprendere i sensi, rinvenire    • 5 •   colpire di nuovo: mi riprende la febbre, la malinconia; lo ha ripreso una crisi    • 6 •   ricominciare, continuare dopo un'interruzione: riprendere la lettura, il viaggio; riprendere sonno; riprendere il discorso interrotto  | (assol.) ricominciare a parlare (per introdurre un discorso diretto): l'oratore riprese: «...»    • 7 •   ammonire, correggere, rimproverare: riprendere uno scolaro ribelle; riprendere lo scarso impegno di qualcuno    • 8 •   riprodurre in immagini fotografiche o cinematografiche: riprendere una scena con la cinepresa; riprendere un paesaggio, un gruppo di persone con la macchina fotografica    • 9 •   in sartoria, ritoccare la cucitura di un abito per stringerlo: riprendere una giacca sui fianchi    • 10 •   (aer.) riportare un aeromobile nel normale assetto di volo | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   ricominciare: ecco che il rumore ha ripreso; la trasmissione riprenderà appena possibile; riprendere a parlare, a scrivere    • 2 •   (fig.) rinvigorire, ravvivarsi: la pianta appassita sta riprendendo    • 3 •   detto di un veicolo a motore, avere ripresa: un'auto che riprende bene  | riprendersi v. rifl.    • 1 •   riacquistare energia, vigore fisico o morale: riprendersi dopo una malattia; riprendersi da un dissesto finanziario    • 2 •   correggersi: sbagliò all'inizio, ma si riprese immediatamente. 
riprendimento   s.m.  (ant.) il riprendere, l'essere ripreso.
riprensibile   meno com. reprensibile, agg.  (lett.) degno di riprensione, di rimprovero; biasimevole § riprensibilmente avv.  in modo riprovevole.
riprensione   meno com. reprensione, s.f.  (lett.) rimprovero ' riprensione giudiziale, ammonizione che il giudice può infliggere in luogo di una lieve pena pecuniaria o detentiva.
riprensivo   agg.  (lett.) atto a rimproverare; che contiene un rimprovero: parlare con un'intonazione riprensiva  § riprensivamente avv.  con intento, in tono riprensivo.
riprensore   s.m.  [f. riprenditrice] (lett.) chi riprende, chi biasima: dicono adunque alquanti de' miei riprensori che io fo male  (boccaccio dec.  iv, introduzione).
ripreparare   v. tr.  preparare di nuovo | riprepararsi v. rifl.  prepararsi nuovamente.
ripresa   s.f.    • 1 •   il riprendere, il ricominciare: la ripresa delle trattative, dei lavori, delle ostilità  | nel linguaggio teatrale, ripresentazione di uno spettacolo già presentato al pubblico in un'altra stagione o in altro teatro; si dice anche di film che viene rimesso in circolazione dopo un certo periodo di tempo dalla sua prima uscita: nel cartellone di quest'anno sono più le riprese che i nuovi allestimenti    • 2 •   (aut.) capacità di un motore di acquistare o riacquistare velocità: ripresa lenta, brillante; un'automobile con una buona ripresa    • 3 •   (sport) la seconda parte di una partita di calcio; ogni parte in cui è diviso un incontro di pugilato | lezione di equitazione    • 4 •   (cine.) il riprendere con la macchina da presa; la scena ripresa: un lunga ripresa    • 5 •   (metr.) nella ballata antica, lo stesso che ritornello    • 6 •   (mus.) ripetizione letterale o variata di un'intera parte di un brano musicale; anche, il punto in cui comincia questa ripetizione    • 7 •   fase del ciclo economico che segue la recessione e precede una nuova fase di espansione    • 8 •   (mar.) fase della voga durante la quale il remo, uscito dall'acqua, viene spostato in aria prima di venire nuovamente immerso    • 9 •   in sartoria, piccolissima piega, rientrante e cucita, fatta negli abiti per modellarli o restringerli; pince.
ripresentare   v. tr.  [io ripre sènto ecc.]    • 1 •   presentare di nuovo: ripresentare una proposta di legge    • 2 •   (ant.) rappresentare: quello che veggono e odono ci ripresentano  (dante convivio) | ripresentarsi v. rifl.  presentarsi di nuovo | candidarsi di nuovo: ripresentarsi alle elezioni. 
ripreso   part. pass.  di riprendere  agg.  che è stato preso di nuovo ' abito ripreso sulle spalle, in vita, ritoccato spostando le cuciture perché si adatti meglio al corpo | punti ripresi, nei lavori a maglia, quelli che si lavorano dopo averli lasciati in sospeso per un certo numero di ferri, oppure quelli che si avviano fissandoli al margine di una parte già lavorata.
riprestare   v. tr.  [io riprèsto ecc.] prestare di nuovo (anche fig.): a la mia mente / ripresta un poco di quel che parevi  (dante par.  xxxiii, 68-69).
ripretendere   v. tr.  [coniugato come tendere] pretendere nuovamente | pretendere indietro: chi fa dei regali non può ripretenderli. 
riprezzo    ⇨ ribrezzo.
riprincipiare   v. tr.  e intr.  [io riprincìpio ecc. ; aus. dell'intr. avere] (lett.) ricominciare.
ripristinamento   s.m.  il ripristinare, l'essere ripristinato (anche fig.).
ripristinare   v. tr.  [io riprìstino ecc.] rimettere nelle condizioni originarie; restaurare, reintegrare: ripristinare un muro abbattuto  | (fig.) ristabilire, rimettere in vigore o in uso: ripristinare una legge, l'ora solare. 
ripristinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi ripristina.
ripristinazione   s.f.  (non com.) ripristinamento.
ripristino   s.m.  il ripristinare, l'essere ripristinato; ripristinamento (anche fig.): il ripristino di una linea telefonica; il ripristino di un edificio; il ripristino di una tradizione. 
riprivatizzare   v. tr.  restituire alla proprietà privata un bene in precedenza statalizzato.
riprivatizzazione   s.f.  il riprivatizzare, l'essere riprivatizzato.
riprodotto   part. pass.  di riprodurre  e agg.  nei sign. del verbo.
riproducibile   agg.  che può essere riprodotto: stampa, disegno riproducibile  | in economia: bene riproducibile, quello che, una volta usato, può essere nuovamente prodotto; beni non riproducibili, le risorse primarie; anche, le opere d'arte.
riproducibilità   s.f.  l'essere riproducibile.
riprodurre   v. tr.  [coniugato come produrre]    • 1 •   produrre di nuovo    • 2 •   fare una o più copie di un originale: riprodurre a stampa, in gesso; riprodurre a colori, in bianco e nero  | (estens.) stampare, pubblicare o ristampare, ripubblicare: il comunicato è stato riprodotto sui giornali  | riprodursi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   dare vita a organismi della stessa specie (detto di animali o vegetali): riprodursi per germinazione    • 2 •   formarsi di nuovo: sul vaso si è riprodotta la muffa    • 3 •   (fig.) riaccadere, ripetersi: è un evento che non dovrebbe riprodursi. 
riproduttivo   agg.  che si riferisce alla riproduzione; atto a riprodurre: cellula riproduttiva. 
riproduttore   agg.  [f. -trice] che riproduce: organo riproduttore  s. m.    • 1 •   chi riproduce | (tecn.) apparecchio capace di riprodurre suoni o immagini    • 2 •   animale selezionato e destinato alla riproduzione.
riproduttrice   s.f.    • 1 •   macchina che serve a riprodurre un campione in più esemplari    • 2 •   nell'elaborazione elettronica dei dati su supporti meccanici, macchina per la riproduzione automatica di schede o bande perforate.
riproduzione   s.f.    • 1 •   il riprodurre, il riprodursi, l'essere riprodotto; la copia riprodotta: la riproduzione di un disegno; riproduzione fotografica  | (estens.) pubblicazione o ripubblicazione a stampa    • 2 •   (biol.) funzione, propria degli organismi viventi, di generare individui della stessa specie | riproduzione agamica, quella asessuata, che avviene per divisione dei singoli organismi ed è tipica degli animali inferiori ' riproduzione sessuata, quella che avviene per fusione di due cellule germinative, una maschile e una femminile ' riproduzione vegetativa, quella che si verifica mediante il distacco di parti del tallo o del cormo capaci di riprodurre un intero organismo vegetale    • 3 •   (tecn.) operazione mediante la quale si riproducono copie a stampa o suoni registrati.
riprofondare   v. tr.  e intr.  [io riprofóndo ecc. ; aus. dell'intr. essere] (lett.) profondare di nuovo: riprofondavan sé nel miro gurge  (dante par.  xxx, 68) | v. intr.  [aus. essere], riprofondarsi v. rifl.  o intr. pron.  (lett.) tornare a profondarsi.
riprografia   o reprografia, s.f.  qualsiasi tecnica di duplicazione di documenti con procedimenti automatici più rapidi di quelli fotografici.
riprografico   o reprografico, agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a reprografia: procedimenti riprografici  § riprograficamente avv.  con metodo riprografico.
ripromettere   v. tr.  [coniugato come promettere] promettere di nuovo | ripromettersi v. rifl.  prefiggersi: ripromettersi di fare qualcosa. 
riproporre   v. tr.  [coniugato come proporre] proporre di nuovo: riproporre un quesito irrisolto, un problema accantonato  | riproporsi v. rifl.  o intr. pron.  proporsi, presentarsi nuovamente: riproporsi come rappresentante sindacale; situazioni che si ripropongono immutate  | come rafforzativo di proporre : che cosa mai si ripropone facendo tale offerta?. 
riprova   s.f.  nuova prova; conferma, verifica: dare, avere la riprova di qualcosa | a riprova, a conferma: a riprova di quanto già è stato detto. 
riprovamento   s.m.  (non com.) riprovazione.
riprovare   (1) v. tr.  [io ripròvo ecc.] provare di nuovo: riprovare una sensazione  | v. intr.  [aus. avere], riprovarsi v. rifl.  provare di nuovo a fare qualcosa.
riprovare   (2) ant. reprovare e reprobare, v. tr.  [io ripròvo ecc.]    • 1 •   (lett.) disapprovare, biasimare, censurare: riprovare il comportamento di qualcuno    • 2 •   (non com.) nel linguaggio scolastico, non promuovere, respingere, bocciare: riprovare agli esami    • 3 •   (ant.) dimostrare l'erroneità di un'opinione; confutare: di bella verità m'avea scoverto, / provando e riprovando, il dolce aspetto  (dante par.  iii, 2-3).
riprovato   part. pass.  di riprovare    • 2 •   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è bocciato a scuola o a un esame.
riprovatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi riprova, chi biasima.
riprovazione   s.f.    • 1 •   il disapprovare, il biasimare; censura, condanna: incontrare la riprovazione generale    • 2 •   bocciatura scolastica.
riprovevole   agg.  (lett.) che merita riprovazione; biasimevole: condotta riprovevole. 
ripuario   agg.  (non com.) che vive o si trova sulle rive di un fiume o di un lago: un insediamento ripuario. 
ripubblicare   v. tr.  [io ripùbblico, tu ripùbblichi ecc.] pubblicare di nuovo.
ripubblicazione   s.f.  il ripubblicare, l'essere ripubblicato; nuova pubblicazione.
ripudiabilità   s.f.  possibilità di essere ripudiato.
ripudiare   meno com. repudiare, v. tr.  [io ripùdio ecc.]    • 1 •   disconoscere come propria una cosa che ci appartenga; non voler più considerare un parente o un amico come tale: uno scrittore che ha ripudiato i suoi scritti giovanili; un padre che ripudiò i propri figli  | ripudiare la moglie, fare atto di ripudio    • 2 •   (estens.) rinnegare, sconfessare: ripudiare una fede, un'idea  | respingere, rifiutare: ripudiare ogni compromesso. 
ripudiatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi ripudia.
ripudio   s.m.    • 1 •   il ripudiare, l'essere ripudiato; disconoscimento, sconfessione | (estens.) rifiuto: il ripudio della violenza    • 2 •   nell'ordinamento di taluni popoli, sia antichi sia moderni, deliberazione unilaterale di divorzio presa dal marito.
ripugnante   part. pres.  di ripugnare  agg.    • 1 •   che suscita viva avversione o profondo disgusto; repellente: vista, odore ripugnante    • 2 •   (non com.) contrastante, contraddittorio: opinioni ripugnanti tra di loro. 
ripugnanza   o repugnanza, s.f.    • 1 •   intenso disgusto, ribrezzo: provare, sentire ripugnanza per qualcosa  | (estens.) riluttanza: vincere la ripugnanza a fare qualcosa    • 2 •   (non com.) contrasto, opposizione, inconciliabilità: la ripugnanza di due tesi. 
ripugnare   o repugnare, v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   suscitare avversione o disgusto profondi: un sapore che ripugna; mi ripugna vedere una simile bassezza    • 2 •   (non com.) essere contrario, contrastare: un'affermazione che ripugna alla verità. 
ripulimento   s.m.  (non com.) il ripulire, l'essere ripulito.
ripulire   v. tr.  [io ripulisco, tu ripulisci ecc.]    • 1 •   pulire di nuovo: lo pulì e ripulì, ma senza risultato    • 2 •   rendere di nuovo pulito; rimettere in ordine: ripulire una stanza, un pavimento insudiciato; ripulire un terreno dalle erbacce | ripulire il piatto, mangiare tutto quanto vi è contenuto | ripulire (le tasche di) qualcuno, portargli via tutto il suo denaro, spec. vincendolo al gioco ' ripulire la casa a qualcuno, rubargli tutto    • 3 •   (fig.) limare, rifinire, perfezionare: ripulire uno scritto  | ripulirsi v. rifl.    • 1 •   mettere in ordine la propria persona lavandosi e indossando abiti puliti | (estens.) vestirsi in modo più accurato che in passato    • 2 •   (fig.) dirozzarsi, ingentilirsi nei modi.
ripulisti    ⇨ repulisti.
ripulita   s.f.  il ripulire o il ripulirsi una volta e in fretta: si diede una ripulita e uscì | dare, fare una ripulita, (fig.) eliminare in una sola volta e in modo radicale tutto ciò che è inutile o superfluo. dim. ripulitina. 
ripulitore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi ripulisce (anche fig.).
ripulitura   s.f.    • 1 •   il ripulire, l'essere ripulito    • 2 •   ciò che si toglie da qualcosa nel ripulirla.
ripullulare   v. intr.  [aus. essere] pullulare di nuovo (anche fig.): le strade ripullulano di turisti. 
ripulsa   meno com. repulsa, s.f.    • 1 •   (lett.) l'opporre un diniego a una richiesta; rifiuto: quell'annunzio lo trovava già... esacerbato, in quel momento, dalle ripulse di lucia  (manzoni p. s.  vii)    • 2 •   (ant.) confutazione, replica.
ripulsione   o repulsione, s.f.    • 1 •   ripugnanza; profondo disgusto, ribrezzo: sentire, provare ripulsione per qualcuno, per qualcosa    • 2 •   (non com.) il respingere, l'essere respinto.
ripulsivo   o repulsivo, agg.    • 1 •   che provoca ripulsione, ripugnanza: un viso ripulsivo    • 2 •   (fis.) che respinge, repellente § ripulsivamente avv. 
ripungere   v. tr.  [coniugato come pungere] pungere di nuovo.
ripuntare   v. tr.  puntare di nuovo: ripuntare la piccozza nel ghiaccio; ripuntare il fucile; ripuntare su un cavallo. 
ripuntatore   s.m.  (agr.) tipo di aratro, privo di orecchio e a vomere acuminato, che rimuove il terreno sul fondo del solco senza rimescolarlo, per aumentarne la permeabilità.
ripuntatura   s.f.  (agr.) aratura eseguita con il ripuntatore.
ripurgare   v. tr.  [io ripurgo, tu ripurghi ecc.]    • 1 •   purgare di nuovo    • 2 •   (non com.) purificare (anche fig.) | ripurgarsi v. rifl.  purgarsi di nuovo.
riputare   e deriv.   ⇨ reputare e deriv. 
riquadramento   s.m.  (non com.) riquadratura.
riquadrare   v. tr.  ridurre in forma quadrata; squadrare: riquadrare una lastra, un blocco di marmo | riquadrare una stanza, dipingerne i fregi e lo zoccolo dopo averla tinteggiata | riquadrare il cervello, la testa a qualcuno, (fig.) insegnargli a ragionare in modo più concreto | v. intr.  [aus. essere  o avere] (non com.)    • 1 •   misurare in superficie: un salotto che riquadra dieci metri    • 2 •   (fig.) tornare giusto, soddisfare: questa storia non mi riquadra. 
riquadrato   part. pass.  di riquadrare   s.m.  in un giornale, testo pubblicato all'interno di una cornice.
riquadratore   s.m.  [f. -trice] chi riquadra, chi esegue riquadri.
riquadratura   s.f.    • 1 •   il riquadrare, l'essere riquadrato: la riquadratura di un locale, di un blocco di pietra    • 2 •   (tip.) operazione con cui i lati di una composizione vengono inquadrati mediante fili.
riquadro   s.m.    • 1 •   parte di forma quadrangolare in cui è divisa una superficie; spazio quadrato: i riquadri del soffitto    • 2 •   elemento dipinto, disegnato o in rilievo, che racchiude uno spazio quadrato o quadrangolare: un bassorilievo delimitato da un riquadro aggettante    • 3 •   (non com.) riquadratura.
riqualificare   v. tr.  qualificare nuovamente; in partic., dare una nuova qualifica professionale o aggiornarne una precedente | riqualificarsi v. rifl.  qualificarsi nuovamente o meglio.
riqualificazione   s.f.  il riqualificare, il riqualificarsi, l'essere riqualificato: corso di riqualificazione professionale. 
risacca   s.f.  il rifluire dell'onda verso il mare dopo che si è franta sulla riva | nei porti, il movimento delle onde dietro i moli e i frangiflutti.
risaccheggiare   v. tr.  [io risacchéggio ecc.] saccheggiare nuovamente.
risaia   s.f.  terreno coltivato a riso: risaia permanente, coltivata sempre a riso; risaia in vicenda, dove la coltura del riso si alterna con altre colture.
risaiolo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   mondariso    • 2 •   chi è addetto alla direzione dei lavori di una risaia e alla sua irrigazione.
risaldamento   s.m.  (non com.) il risaldare, il risaldarsi, l'essere risaldato (anche fig.).
risaldare   v. tr.    • 1 •   saldare di nuovo    • 2 •   (non com.) risanare una ferita | risaldarsi v. rifl.  risanarsi, detto di una ferita.
risaldatura   s.f.  il risaldare, l'essere risaldato; anche, la parte risaldata di un oggetto.
risalire   v. tr.  [coniugato come salire] salire di nuovo; tornare nel luogo da cui si era discesi: risalire il pendio di un monte | risalire un fiume, navigare contro corrente o camminare lungo le rive verso la sorgente | risalire la china, (fig.) tornare a migliorare, avere di nuovo successo dopo un periodo negativo | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   salire di nuovo: scendo e risalgo in pochi minuti    • 2 •   (fig.) rincarare, aumentare di valore: i prezzi tendono a risalire    • 3 •   (fig.) ritornare col pensiero o attraverso un'indagine a fatti lontani: risalire alle origini, alla causa prima di un fatto    • 4 •   essere avvenuto un certo tempo prima: la sua morte risale a dieci giorni fa  | (estens.) rimontare, ascendere: il campanile risale al quattrocento. 
risalita   s.f.  azione del risalire: la risalita del monte  | impianti, mezzi di risalita, nelle stazioni sciistiche, quelli che riportano lo sciatore all'inizio della pista (skilift, seggiovie ecc.).
risaltare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere  o essere] saltare di nuovo: risaltare il fossato  | v. intr.  [aus. avere] sporgere da una superficie; staccarsi, mettersi in evidenza, spiccare (anche fig.): figure che risaltano sullo sfondo; far risaltare i propri meriti  | (fig.) distinguersi, emergere (detto di persona): risaltava per la sua intelligenza. 
risalto   s.m.    • 1 •   il risaltare; spicco, evidenza: un quadro che fa risalto sulla parete; la notizia ha avuto un risalto eccessivo | dare risalto, mettere in risalto, far risaltare: dare risalto a un'iniziativa    • 2 •   (arch.) particolare architettonico che sporge da una superficie; aggetto, rilievo: il risalto del fregio sul cornicione    • 3 •   in alpinismo, gradino, breve ripiano aggettante su una parete rocciosa.
risalutare   v. tr.  salutare di nuovo o salutare a propria volta restituendo il saluto.
risanabile   agg.  che si può risanare, detto spec. di luogo o quartiere malsano.
risanabilità   s.f.  l'essere risanabile.
risanamento   s.m.    • 1 •   il risanare, il risanarsi, l'essere risanato | risanamento edilizio, demolizione di quartieri malsani e loro ricostruzione secondo moderni criteri igienici e urbanistici    • 2 •   riduzione dell'indebitamento di un'impresa, dello stato, di un ente pubblico ecc.; ripristino delle condizioni di economicità di gestione in un'impresa, in un settore: risanamento di bilancio; risanamento dell'industria chimica. 
risanare   v. tr.    • 1 •   rendere nuovamente sano; guarire: l'aria di montagna lo ha risanato    • 2 •   rendere salubre mediante lavori di bonifica: risanare un terreno paludoso | risanare un quartiere, compiervi interventi urbanistici atti a migliorarne le condizioni ambientali e igieniche | risanare un'impresa, riportarla in attivo | risanare le finanze dello stato, ridurne, renderne meno oneroso l'indebitamento | v. intr.  [aus. essere], risanarsi v. rifl.  ritornare sano; guarire: è risanato in breve tempo; una ferita che non si risana. 
risanatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi risana  agg.  che risana (anche fig.): l'azione risanatrice del tempo. 
risanguinare   v. intr.  [io risànguino ecc. ; aus. avere] sanguinare nuovamente: la ferita risanguina. 
risapere   v. tr.  [io risò, tu risai, egli risà ecc. ; coniugato come sapere] venire a sapere, a conoscere: un fatto che si è risaputo. 
risaputo   part. pass.  di risapere  agg.  noto a tutti: la cosa è ormai risaputa. 
risarcibile   agg.  che si può risarcire, detto di danno.
risarcimento   s.m.  il risarcire, l'essere risarcito; la somma con cui si risarcisce: il risarcimento di un danno, di una spesa; chiedere, ricevere un risarcimento | risarcimento in forma specifica, (dir.) forma di risarcimento che consiste nella sostituzione della cosa danneggiata con altra uguale.
risarcire   v. tr.  [io risarcisco, tu risarcisci ecc.]    • 1 •   riparare, compensare con denaro o altro un danno materiale o morale arrecato ad altri; dare l'equivalente della prestazione ineseguita o imperfettamente eseguita; ripagare, rifondere: risarcire i danni, le spese; risarcire qualcuno di un'offesa, di un'ingiuria    • 2 •   (non com.) restaurare, raccomodare: risarcire un edificio, un tetto. 
risarella   s.f.  (fam.) voglia incontenibile di ridere: avere la risarella. 
risata   s.f.  il ridere in modo sonoro e prolungato: una risata fragorosa; finire a risate, in una risata, avere una lieta conclusione; fare una risata in faccia a qualcuno, in segno di scherno, di derisione | risata omerica, intensa e rumorosa, come quella degli dei omerici. dim. risatina  accr. risatona  pegg. risataccia. 
risbadigliare   v. intr.  [io ri sbadìglio ecc.; aus. avere] sbadigliare di nuovo.
risbagliare   v. tr.  sbagliare di nuovo | v. intr.  [io ri sbàglio ecc.; aus. dell'intr. avere], risbagliarsi v. rifl.  sbagliarsi di nuovo.
risbaldire   v. intr.  [io ri sbaldisco, tu ri sbaldisci ecc.; aus. essere] (ant. , poet.) far festa, rallegrarsi: qui non se sente risbaldire oselli  (pascoli).
risc   s.m. invar.  in elettronica, microprocessore che utilizza solo le istruzioni di uso più frequente, in modo da ridurre i tempi di esecuzione di un programma.
riscaldamento   s.m.    • 1 •   il riscaldare, l'essere riscaldato | impianto che serve a riscaldare (un'abitazione, un edificio ecc): riscaldamento a gas, a carbone, a nafta; spese di riscaldamento; riscaldamento autonomo, impianto per riscaldare un solo appartamento; riscaldamento centrale, alimentato da un'unica caldaia, per servire un intero edificio    • 2 •   aumento di temperatura in un corpo: riscaldamento per attrito, per induzione  | (fam.) leggera alterazione febbrile; anche, riscaldo, incalorimento    • 3 •   (fig. lett.) eccitazione, ira: un riscaldamento di passione  (manzoni p. s.  xiii)    • 4 •   (sport) serie di esercizi che si compiono immediatamente prima di una gara per sciogliere e scaldare i muscoli.
riscaldare   v. tr.    • 1 •   scaldare di nuovo ciò che si era raffreddato: riscaldare la minestra    • 2 •   rendere caldo, scaldare: riscaldare l'acqua; il sole riscalda l'aria    • 3 •   (fam.) provocare riscaldo: i cibi piccanti riscaldano l'intestino    • 4 •   (fig.) eccitare, infiammare: la discussione ha riscaldato gli animi  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   produrre, apportare caldo: una stufa che non riscalda bene  | usato impers., far caldo: riscalda ogni giorno di più    • 2 •   (tecn.) surriscaldare: il motore riscalda  | riscaldarsi v. rifl.  riacquistare calore: riscaldarsi al caminetto  | v. rifl.    • 1 •   divenire caldo: l'aria comincia a riscaldarsi  | (tecn.) surriscaldarsi    • 2 •   (fig.) infiammarsi, eccitarsi, adirarsi: non riscaldarti tanto!, si dice a chi si adira per un nonnulla.
riscaldata   s.f.  il riscaldare o il riscaldarsi un poco, alla meglio: occorre dare una riscaldata alle stanze.  dim. riscaldatina. 
riscaldatore   s.m.  apparecchio per riscaldare.
riscaldatura   s.f.  (non com.) riscaldamento.
riscaldo   s.m.    • 1 •   (fam.) leggera irritazione della pelle o infiammazione dell'intestino: avere un po' di riscaldo    • 2 •   tipo di ovatta che i sarti mettono sotto la fodera dei vestiti per imbottirli o per renderli caldi.
riscappare   v. intr.  [aus. essere] scappare di nuovo.
riscaricare   v. tr.  [io riscàrico, tu riscàrichi ecc.] scaricare di nuovo.
riscattabile   agg.  che si può riscattare: appartamento riscattabile; un periodo riscattabile ai fini della pensione. 
riscattare   v. tr.    • 1 •   riacquistare, mediante consegna di denaro o di beni, quanto è caduto in potere o in mano di altri: riscattare i prigionieri; riscattare i gioielli perduti al gioco    • 2 •   (fig.) liberare; redimere: riscattare un popolo dalla tirannide; riscattare l'umanità dal peccato  | compensare: un romanzo in cui la ricchezza dell'intreccio riscatta solo in parte la trascuratezza della forma    • 3 •   (dir.) eliminare gli obblighi derivanti da un contratto corrispondendo quanto previsto a tale scopo: riscattare un'assicurazione, un pegno; riscattare un appartamento, acquistare l'appartamento che in precedenza si aveva in locazione | riscattare un periodo di lavoro ai fini pensionistici, versare i contributi corrispondenti al periodo stesso, in modo che esso possa essere conteggiato a tutti gli effetti ai fini della pensione | riscattarsi v. rifl.  liberarsi, redimersi da uno stato, una condizione negativi: riscattarsi dal disonore, dal vizio; riscattarsi col sacrificio della vita. 
riscattatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi riscatta; liberatore.
riscatto   s.m.    • 1 •   il riscattare, il riscattarsi, l'essere riscattato (anche fig.): il riscatto dei prigionieri; il riscatto di una nazione dalla servitù    • 2 •   il prezzo richiesto per riscattare: pagare un grosso riscatto    • 3 •   (dir.) atto mediante il quale ci si libera, a determinate condizioni, da un obbligo precedentemente assunto | case a riscatto, delle quali gli inquilini acquistano la proprietà dopo un certo numero di anni | patto di riscatto, con il quale il venditore può riservarsi il diritto di riavere la proprietà della cosa venduta mediante la restituzione della somma incassata.
riscegliere   v. tr.  [coniugato come scegliere] scegliere di nuovo; scegliere fra più cose scelte precedentemente.
riscendere   v. tr.  e intr.  [coniugato come scendere; aus. dell'intr. essere] scendere di nuovo.
rischiacciare   v. tr.  [io rischiàccio ecc.] schiacciare di nuovo.
rischiaramento   s.m.  il rischiarare, il rischiararsi, l'essere rischiarato (anche fig.): il rischiaramento del cielo. 
rischiarare   v. tr.  rendere chiaro, più chiaro (anche fig.): rischiarare la via | rischiarare la voce, renderla più nitida | rischiarare le idee, renderle meno confuse | rischiarare un colore, attenuarne l'intensità | rischiarare un albero, sfoltirlo | rischiarare la vista, fare in modo che percepisca più nitidamente le immagini | v. intr.  [aus. essere], rischiararsi v. rifl.  diventar chiaro o più chiaro: il tempo, il cielo (si) rischiara, diventa sereno | rischiararsi in volto, assumere un'espressione lieta, rasserenarsi.
rischiare   v. tr.  [io rìschio ecc.]    • 1 •   mettere a rischio, a repentaglio; azzardare (anche assol.): rischiare la vita; è preferibile non rischiare  | rischiare forte, brutto, (fam.) correre un rischio molto serio    • 2 •   (estens.) correre il pericolo di qualcosa: rischiare la morte, il licenziamento; rischiò di far tardi  | v. intr. impers.  [aus. avere  o essere] c'è pericolo, c'è rischio: rischia di piovere. 
rischiarimento   s.m.  il rischiarire, l'essere rischiarito.
rischiarire   v. tr.  [io rischiarisco, tu rischiarisci ecc.] (non com.) rendere chiaro, rischiarare | v. intr.  [aus. essere] farsi chiaro o più chiaro: il cielo rischiarisce. 
rischio   s.m.    • 1 •   possibilità di subire un danno, una perdita, come eventualità generica o per il fatto di esporsi a un pericolo; per estens., il pericolo stesso al quale ci si espone o in cui ci si può imbattere: il rischio di morte cresce con il passare degli anni; mettere a rischio la propria vita; affrontare un rischio; un rischio coperto da assicurazione; rischio calcolato, tenuto in considerazione, previsto | correre il rischio di, rischiare: ha corso il rischio di avvelenarsi  | a rischio di, correndo il rischio di: mi opporrò a rischio di rimetterci tutto  | agire a proprio rischio e pericolo, fare qualcosa assumendone tutte le possibili conseguenze negative | a rischio, esposto a condizioni di rischio, di pericolo: soggetto a rischio, si dice in medicina di chi, per le sue condizioni, è predisposto a contrarre una determinata malattia    • 2 •   condizione in cui si trova un soggetto economico quando a ogni sua scelta sono associabili diverse conseguenze, ognuna con un determinato grado di probabilità | capitale di rischio, il capitale proprio dell'azienda, ossia il finanziamento fornito dal titolare o dai soci; si contrappone a capitale di credito  | spedizione a rischio del committente, del mittente, (comm.) a seconda che l'eventuale danno subito dalla merce nel corso della spedizione sia a carico del committente o del mittente    • 3 •   nella tecnica delle assicurazioni, il grado, la percentuale di probabilità che un dato evento si verifichi.
rischiosità   s.f.  l'essere rischioso.
rischioso   agg.  che comporta rischio, dei rischi; pericoloso, azzardato: impresa rischiosa; gioco rischioso  § rischiosamente avv. 
risciacquamento   s.m.  (non com.) risciacquatura.
risciacquare   v. tr.  [io risciàcquo ecc.]    • 1 •   sciacquare di nuovo o accuratamente: risciacquare un bicchiere    • 2 •   passare in acqua pulita cose già lavate per togliere ogni residuo di sapone o di altro detersivo: risciacquare i panni, le stoviglie | risciacquare i propri cenci in arno, (fig.) fiorentinizzare la propria lingua, così come fece il manzoni nell'edizione definitiva dei «promessi sposi».
risciacquata   s.f.    • 1 •   il risciacquare alla svelta, alla meglio o una sola volta. dim. risciacquatina    • 2 •   (fam.) sgridata, lavata di capo.
risciacquatoio   s.m.  (ant.) nei mulini ad acqua, condotto di scarico delle acque non utilizzate o di quelle di scolo.
risciacquatura   s.f.    • 1 •   il risciacquare; risciacquamento: la risciacquatura del bucato    • 2 •   acqua in cui si è risciacquato qualcosa: vuotare la risciacquatura  | (estens.) bevanda insipida, troppo diluita: questo caffè è una risciacquatura. 
risciacquo   s.m.    • 1 •   l'operazione del risciacquare: il risciacquo del bucato    • 2 •   (med.) il risciacquare la bocca con un liquido medicinale; per estens., il liquido stesso usato    • 3 •   fase di funzionamento della lavatrice e della lavastoviglie, durante la quale si effettua la risciacquatura.
riscintillare   v. intr.  [aus. avere] scintillare di nuovo o di più.
risciò   meglio che ricsciò e ricsò, s.m.  carrozzino leggero a due ruote tirato da un uomo, in uso in estremo oriente.
risciogliere   v. tr.  [coniugato come sciogliere] sciogliere di nuovo.
riscolare   v. tr.  [io riscólo ecc.] scolare di nuovo.
riscolo   s.m.  pianta erbacea con foglie allungate, carnose, cilindriche, che si mangiano cotte (fam.  chenopodiacee).
riscommettere   v. tr.  [coniugato come scommettere] scommettere di nuovo.
riscontare   v. tr.  [io riscónto ecc.] praticare, effettuare il risconto.
risconto   s.m.    • 1 •   operazione finanziaria mediante la quale la banca centrale acquista cambiali e tratte dalle banche (che ne sono venute in possesso attraverso lo sconto ai propri clienti), applicando il tasso ufficiale di sconto    • 2 •   in contabilità, rettifica mediante la quale costi o ricavi registrati in un esercizio, ma riferiti in tutto o in parte al successivo, sono attribuiti a quest'ultimo nella misura corrispondente; l'importo così attribuito.
riscontrabile   agg.  che si può riscontrare: documenti, testi riscontrabili; un errore facilmente riscontrabile. 
riscontrare   v. tr.  [io riscóntro ecc.]    • 1 •   confrontare tra loro due o più elementi, dati, fatti ecc., per esaminarne le corrispondenze o le differenze: riscontrare la copia con l'originale    • 2 •   controllare l'esattezza, il funzionamento, lo stato di qualcosa: riscontrare un conto, il peso    • 3 •   trovare, rilevare: riscontrare molti errori    • 4 •   nel linguaggio burocratico e commerciale, rispondere per iscritto a una lettera, un ordine ricevuto: riscontrare la corrispondenza    • 5 •   (tosc.) incontrare; andare incontro | v. intr.  [aus. avere] corrispondere: dichiarazioni che non riscontrano  | riscontrarsi v. rifl.  (tosc.) imbattersi, incontrare.
riscontrata   s.f.  il riscontrare in fretta, una sola volta; rapido controllo: dare una riscontrata ai conti.  dim. riscontratina. 
riscontratore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi riscontra.
riscontro   s.m.    • 1 •   il riscontrare, l'essere riscontrato: fare il riscontro di due documenti; mettere a riscontro due cose, confrontarle; fare il riscontro dei conti, verificarli | far riscontro, corrispondere: un fenomeno che fa riscontro con un altro  | trovar riscontro, aver rapporto, trovare conferma: l'ipotesi ha trovato riscontro nell'esperimento  | di riscontro, a riscontro, in corrispondenza simmetrica: a riscontro della finestra c'è una grande porta    • 2 •   (tecn.) corrispondenza di sporgenze e incavature predisposte perché si incastrino    • 3 •   (non com.) corrente d'aria fra due aperture corrispondenti    • 4 •   (comm.) lettera di risposta; ricevuta    • 5 •   (banc.) ufficio che controlla le operazioni di versamento e prelievo    • 6 •   (tosc.) incontro.
riscoperta   s.f.  il riscoprire, l'essere riscoperto: la riscoperta della cultura contadina. 
riscoppiare   v. intr.  [io riscòppio ecc. ; aus. essere]    • 1 •   scoppiare di nuovo: si temeva che riscoppiasse un'altra guerra; l'epidemia, che sembrava cessata, riscoppiò poco dopo    • 2 •   (bot.) avere nuovi germogli.
riscoprire   v. tr.  [coniugato come scoprire] scoprire di nuovo | riscoprirsi v. rifl.  scoprirsi di nuovo.
riscorrere   v. tr.  [coniugato come scorrere] scorrere, percorrere di nuovo.
riscossa   s.f.    • 1 •   riconquista di luoghi, cose o persone conquistati dal nemico: l'esercito partì alla riscossa    • 2 •   riconquista dei propri diritti conculcati da un oppressore: l'ora della riscossa  | alla riscossa!, come grido d'incitamento.
riscossione   s.f.  il riscuotere del denaro, il suo essere riscosso: la riscossione di un credito, dello stipendio. 
riscosso   part. pass.  di riscuotere  e agg.  nei sign. del verbo.
riscossone   s.m.    • 1 •   scossa violenta, scossone: dare un riscossone a qualcuno    • 2 •   il riscuotersi forte: si svegliò con un riscossone. 
riscotere    ⇨ riscuotere.
riscotibile   meno com. riscuotibile, agg.  che si può riscuotere: assegno riscotibile. 
riscotibilità   meno com. riscuotibilità, s.f.  (non com.) l'essere riscotibile.
riscotimento   meno com. riscuotimento, s.m.    • 1 •   il riscuotere, il riscuotersi, l'essere riscosso: riscotimento dal sonno, dal torpore, dall'apatia    • 2 •   (non com.) riscossione.
riscotitore   meno com. riscuotitore, s.m.  [f. -trice] chi riscuote; esattore.
riscrittura   s.f.  il riscrivere, l'essere riscritto | testo, opera riscritti, aggiornati: questo saggio è la riscrittura di un lavoro precedente. 
riscrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere]    • 1 •   scrivere di nuovo    • 2 •   scrivere in risposta: ti ho già riscritto. 
riscuotere   pop. o poet. riscotere, v. tr.  [coniugato come scuotere]    • 1 •   scuotere di nuovo o con più energia: scuotere e riscuotere l'albero  | risvegliare più o meno bruscamente chi dorme; far uscire qualcuno da uno stato d'inerzia, di torpore: nulla riesce a riscuoterlo    • 2 •   ritirare, ricevere una somma di denaro: riscuotere lo stipendio, il canone di affitto    • 3 •   (fig.) ottenere, conseguire: riscuotere ammirazione, lodi, applausi    • 4 •   (ant.) liberare; riscattare | riscuotersi v. rifl.    • 1 •   tornare in sé, riaversi; per estens., trasalire, ricuperare i sensi: riscuotersi da una lunga inoperosità; a quel rumore si riscosse    • 2 •   (ant.) riscattarsi.
riscuotibile   e deriv.   ⇨ riscotibile e deriv. 
riscuotimento    ⇨ riscotimento.
riscuotitore    ⇨ riscotitore.
riscurire   v. tr.  [io riscurisco, tu riscurisci ecc.] scurire di nuovo o di più | v. intr.  [aus. essere], riscurirsi v. rifl.  diventare più scuro.
risdegnarsi   v. rifl.  [io mi ri sdégno ecc.] sdegnarsi di nuovo.
risecare   o resecare, v. tr.  [io riséco, tu riséchi ecc.] (non com.) tagliar via ciò che è superfluo (anche fig.): risecare i rami di un albero; risecare le spese inutili. 
riseccare   v. tr.  [io risécco, tu risécchi ecc.] seccare di nuovo e di più | v. intr.  [aus. essere], riseccarsi v. rifl.    • 1 •   divenir secco, asciugarsi    • 2 •   infastidirsi di nuovo.
risecchire   v. intr.  [io risecchisco, tu risecchisci ecc. ; aus. essere] diventare secco, perdere umidità: il pane risecchisce  | risecchirsi v. rifl.  diventare secco.
risecchito   part. pass.  di risecchire  agg.  secco, arido: pelle risecchita. 
risecco   agg.  [pl. m. -chi] (pop. tosc.) risecchito: ramo risecco, pelle risecca. 
risedere   v. intr.  [coniugato come sedere; aus. essere], risedersi v. rifl.  sedere, sedersi di nuovo: s'alzò e si risedette. 
risega   s.f.    • 1 •   (edil.) rientranza in una struttura muraria per riduzione del suo spessore    • 2 •   rientranza di una parete rocciosa o di una scarpata a forma di dente di sega    • 3 •   (non com.) segno lasciato sulla pelle da un legaccio che sia stato stretto troppo.
risegare   v. tr.  [io riségo, tu riséghi ecc.] segare di nuovo | risegarsi v. rifl.  (non com.) ridursi di spessore, formare una risega: noi eravamo al sommo de la scala / dove secondamente si risega / lo monte  (dante purg.  xiii, 1-3).
risegnare   v. tr.  [io riségno ecc.] segnare di nuovo.
riseguitare   v. intr.  [io riséguito ecc. ; aus. avere] seguitare di nuovo.
riselciare   v. tr.  [io risélcio ecc.] selciare di nuovo.
risemina   s.f.  (agr.) nuova semina effettuata quando la prima risulta rovinata da insetti o dal maltempo.
riseminare   v. tr.  [io risémino ecc.] seminare di nuovo (anche fig.).
risensare   v. intr.  [io risènso ecc. ; aus. essere], risensarsi v. rifl.  (ant. , lett.) rinvenire, riprendere i sensi: intanto che tu ti risense / de la vista che hai in me consunta  (dante par.  xxvi, 4-5).
risentimento   s.m.    • 1 •   il risentirsi; dispetto, irritazione, sdegno contro qualcuno a causa di una ingiuria, un'offesa: un risentimento giusto, eccessivo; provare, mostrare risentimento verso, contro qualcuno    • 2 •   sensazione di dolore che è la conseguenza di un trauma subito o di una malattia in corso | (med.) effetto prodotto su un organo dalla malattia di un altro organo: risentimento pleurico. 
risentire   v. tr.  [io risènto ecc.]    • 1 •   sentire di nuovo, più volte: risentire lo stesso discorso  | avvertire nuovamente: risentire un grande dolore    • 2 •   provare le conseguenze di qualcosa: risentire giovamento da una cura; risentire la mancanza dei genitori | v. intr.  [aus. avere] essere soggetto alle conseguenze di qualcosa: risentire di uno sforzo; non tutte le piante risentono del freddo  | risentirsi v. rifl.  sentirsi di nuovo, detto di chi parla al telefono o alla radio: a risentirci!, come formula di commiato | v. rifl.    • 1 •   (lett.) destarsi, tornare in sé (anche fig.): io era come quei che si risente / di visione oblita  (dante par.  xxiii, 49-50)    • 2 •   offendersi: si risentì per quelle parole ingiuriose; si è risentito con me senza motivo. 
risentitezza   s.f.  (non com.) la disposizione d'animo di chi è vivamente risentito.
risentito   part. pass.  di risentire   agg.    • 1 •   sentito di nuovo: lagnanze sentite e risentite    • 2 •   pieno di risentimento, irritato; sdegnoso: parole risentite; ha sempre atteggiamenti risentiti    • 3 •   vivo, forte, intenso: polso risentito  | (lett.) ben rilevato: il contegno, le mosse, la durezza risentita de' lineamenti  (manzoni p. s.  xx) | (lett.) espressivo, vivace: una scrittura, una prosa risentita  § risentitamente avv.  in modo risentito, con risentimento.
riseppellimento   s.m.  il riseppellire, l'essere riseppellito.
riseppellire   v. tr.  [io riseppellisco, tu riseppellisci ecc.] seppellire di nuovo.
risequestrare   v. tr.  [io risequèstro ecc.] sequestrare di nuovo.
riserbare   e deriv.   ⇨ riservare e deriv. 
riserbo   ant. riservo, s.m.    • 1 •   discrezione e prudenza nei propri sentimenti, nell'esprimere le proprie opinioni: una persona piena di riserbo  | (estens.) riservatezza: mantenere il massimo riserbo su una questione    • 2 •   (ant.) guardia: e sotto buon riservo / seguìal de' fedel can la schiera stretta  (poliziano).
riseria   s.f.  stabilimento dove si lavora il riso; risificio.
riserrare   v. tr.  [io risèrro ecc] (lett.) serrare di nuovo | riserrarsi v. rifl.  (lett.) rinchiudersi.
riserva   s.f.    • 1 •   il riservare o l'essere riservato a uno scopo determinato; privilegio, esclusiva: riserva di posti  | riserva di caccia, di pesca, diritto esclusivo di cacciare o pescare in un luogo; anche, il luogo dove si esercita tale diritto | riserva naturale, area, per lo più forestale, al cui interno sono proibite tutte le attività che comporterebbero un danno per la sua integrità ecologica; riserva naturale marina, area marina di rilevante interesse ecologico o economico nella quale la pesca, il transito e la balneazione sono soggetti a limitazioni    • 2 •   (estens.) zona, territorio di un paese colonizzato nel quale sono state confinate le popolazioni indigene: le riserve indiane del nordamerica    • 3 •   il mettere in serbo qualcosa in vista di un'utilizzazione futura; l'insieme delle cose messe in serbo; provvista, scorta: fare riserva di farina, di carbone; materiali di riserva; consumare le riserve  | quantitativo minimo residuo di carburante nel serbatoio di un veicolo a motore che permette un'autonomia limitata di funzionamento: viaggiare in riserva; la spia luminosa della riserva  | parte della produzione di un'annata vinicola che viene accantonata per l'invecchiamento: vino riserva 1984  | riserva aurea, nei sistemi monetari in cui la moneta era convertibile in oro, la quantità di metallo ottenuta dalle banche a garanzia del valore dei biglietti in circolazione | riserve valutarie, quantità di oro, valuta estera, diritti speciali di prelievo sul fondo monetario internazionale, crediti internazionali in valuta ecc. tenuta dalle banche centrali per garantire agli operatori nazionali i pagamenti all'estero, ossia per finanziare eventuali disavanzi della bilancia dei pagamenti | riserva obbligatoria, (banc.) quota dei depositi che le banche sono obbligate a non impiegare ma a tenere sotto forma di biglietti o di depositi a vista presso la banca centrale, a garanzia della liquidità dei depositi dei propri clienti | in diritto: riserva sociale, somma dedotta per legge dagli utili delle società e collocata al passivo del bilancio al fine di salvaguardare il capitale sociale da eventuali perdite di esercizio; riserva statutaria, quella prevista dallo statuto delle società riserva facoltativa, quella deliberata dall'assemblea ordinaria dei soci; riserva occulta, quella vietata dalla legge, ottenuta intenzionalmente mediante sopravvalutazione del passivo o sottovalutazione dell'attivo | riserva matematica, nell'assicurazione sulla vita, somma che l'assicuratore, a ogni data epoca successiva alla stipulazione del contratto, deve accantonare per far fronte ai suoi impegni    • 4 •   (mil.) aliquota di truppe a disposizione del comandante di una grande unità per essere impiegata in caso di emergenza a rinforzo dei reparti ordinari; più in generale, l'insieme delle classi in congedo che possono essere richiamate in caso di guerra: nella battaglia fu impiegata anche la riserva; un ufficiale della riserva | nave di riserva, nave da guerra che non fa parte delle forze attive    • 5 •   condizione posta all'accettazione di qualcosa; restrizione, limitazione: gli permise di andare, ma con la riserva che tornasse presto; una stima senza riserve; esprimere delle riserve su qualcuno, un giudizio limitativo | riserva mentale, difformità tra quanto si dichiara e ciò di cui si è intimamente convinti: finì per accettare l'accordo, ma con riserva mentale  | riserva di legge, (dir) principio costituzionale per il quale alcune materie possono essere regolate soltanto da leggi    • 6 •   persona che, in caso di necessità, è pronta a sostituirne un'altra in un incarico, una funzione | (sport) atleta che sostituisce il titolare nella formazione di una squadra quando questi non può scendere in campo.
riservare   non com. riserbare, v. tr.  [io risèrvo ecc.]    • 1 •   destinare a una persona o a uno scopo determinato: mi ha riservato il posto migliore!  | prenotare: riservare dei posti a teatro    • 2 •   tenere in serbo, serbare: riserva la tua allegria per un'occasione migliore!    • 3 •   rimandare, rinviare qualcosa con l'intenzione di farla in seguito: mi riservo di rispondere. 
riservatario   s.m.  [f. -a] (dir.) erede al quale è riservata di diritto una parte di eredità.
riservatezza   non com. riserbatezza, s.f.  l'atteggiamento di chi è riservato; riserbo, discrezione: notizia, persona di grande riservatezza. 
riservato   non com. riserbato, agg.    • 1 •   che ha riserbo; schivo, discreto: carattere riservato | prognosi riservata, (med.) sospensione del giudizio, da parte del medico, circa la possibilità di guarigione di un malato grave    • 2 •   che è destinato a una determinata persona, che non è cedibile ad altri; privato: posto riservato; lettera riservata, che deve essere aperta solo dal destinatario; notizia riservata, da non divulgare | patto di riservato dominio, (dir.) clausola per cui il venditore di un bene non interamente pagato ne rimane proprietario fino all'estinzione del credito, benché il compratore ne sia entrato in possesso    • 3 •   destinato a uno specifico uso o funzione: canale riservato  | parola riservata, (inform.) parola che può essere impiegata solo in determinati programmi (in partic., nei sistemi operativi)    • 4 •   prenotato § riservatamente avv.  in modo riservato, con riservatezza.
riservetta   s.f.  (mil.) locale interno alla caserma destinato alla riserva delle munizioni e dei proiettili | negli accampamenti, luogo riparato dove sono custodite le munizioni.
riservire   v. tr.  [io risèrvo ecc.] servire di nuovo.
riservista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   militare in congedo che può essere mobilitato in caso di guerra    • 2 •   (burocr.) in un concorso pubblico, chi ha diritto a un numero di posti riservato.
riservo    ⇨ riserbo.
risfavillare   v. intr.  [io risfavillo ecc. ; aus. avere] sfavillare di nuovo.
risforzare   v. tr.  [io risfòrzo ecc.] sforzare di nuovo | risforzarsi v. rifl.  (ant.) sforzarsi di nuovo: orlando di levarlo si risforza / tre volte e quattro, e con sproni e con mano  (ariosto o. f.  xli, 70).
risforzo   s.m.  (ant.) nuovo sforzo.
risgorgare   v. tr.  e intr.  [io ri sgórgo, tu ri sgórghi ecc.; aus. dell'intr. essere] sgorgare nuovamente.
risguardare   v. tr.  (ant.) riguardare.
risguardevole   agg.  (ant.) riguardevole.
risguardo   s.m.    • 1 •   all'inizio e alla fine di un libro, foglio bianco piegato in due parti di cui una è incollata all'interno della copertina, l'altra costituisce la prima o l'ultima pagina del libro    • 2 •   in legatoria, risvolto    • 3 •   (ant.) sguardo: poi la garisenda / torre miraro co' risguardi belli  (dante rime)    • 4 •   (ant.) riguardo, considerazione.
risibile   agg.    • 1 •   (non com.) che fa ridere | (estens.) che merita di essere deriso; ridicolo: atteggiamento, proposta risibile    • 2 •   (ant.) disposto al riso § risibilmente avv. 
risibilità   s.f.  l'essere risibile.
risicare   v. tr.  [io rì sico, tu rì sichi ecc.] (tosc.) rischiare | prov.  : chi non risica non rosica, non c'è guadagno senza rischio.
risicato   part. pass.  di risicare  agg.    • 1 •   minimo, estremamente ridotto: un margine di tempo risicato    • 2 •   (tosc.) che ama il rischio § risicatamente avv. 
risico   s.m.  [pl. -chi] (tosc.) rischio.
risicolo   agg.  che riguarda la coltivazione del riso; che produce riso: paese risicolo. 
risicoltore   o risicultore, s.m.  [f. -trice] coltivatore di riso.
risicoltura   o risicultura, s.f.  coltivazione del riso.
risiedere   v. intr.  [io risièdo ecc. ; coniugato col dittongo -ie-  in tutta la flessione; aus. avere]    • 1 •   avere sede; avere residenza: risiedere a roma    • 2 •   (fig.) stare, consistere: il fondamento dell'economia capitalistica risiede nella libertà degli scambi. 
risiere   s.m.  [f. -a] denominazione generica di chi è addetto alle varie fasi di lavorazione del riso.
risiero   agg.  del riso, relativo al riso: industria risiera. 
risificio   s.m.  riseria.
risiforme   agg.  che ha la forma di un chicco di riso.
risigillare   v. tr.  sigillare nuovamente o meglio.
risiko   ® s.m.  gioco di società da tavolo o da computer che simula un conflitto internazionale e prevede strategie di guerra.
risimigliare    ⇨ risomigliare.
risina   (1) s.f.  lo scarto della lavorazione del risone, utilizzato come mangime o per estrarne amido.
risina   (2) s.f.  sorta di canalone fatto di tronchi d'albero o in terra battuta che viene usato per far scendere a valle il legname diboscato.
risipola    ⇨ erisipela.
risipoloso   agg.  (ant.) affetto da erisipela.
risma   s.f.    • 1 •   unità convenzionale dei fogli di carta da stampa, comprendente 500 fogli | confezione di carta da cancelleria da 400 fogli    • 2 •   (fig. spreg.) genere, qualità: gente d'ogni risma, della peggior risma. 
riso   (1) s.m.  [pl. -si, per indicare più qualità di riso]    • 1 •   pianta erbacea annuale con foglie lineari e infiorescenze a pannocchia formate da un numero vario di spighette con frutti a cariosside commestibili, bianchi, duri, ricchi di amido (fam.  graminacee)    • 2 •   le cariossidi stesse della pianta: minestra di riso; riso in brodo, al sugo; riso comune, fino, superfino, in relazione alla minore o maggiore durezza dei chicchi | punto (grano di) riso, nei lavori a maglia, quello che, alternando un diritto e un rovescio, imita la forma dei granelli di riso.
riso   (2) s.m.  [pl. le risa]    • 1 •   il ridere, il modo di ridere: frenare, trattenere il riso; scoppiare in un riso sfrenato; sbellicarsi, sganasciarsi dalle risa; un riso schietto, sguaiato, beffardo, canzonatorio, sardonico; volgere, mettere la cosa in riso, in burla; muovere il riso, suscitarlo | prov.  : il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi; il riso fa buon sangue    • 2 •   (estens. lett.) sorriso: forse la speme, o povero / mio cor, ti volse un riso?  (leopardi il risorgimento  105-106)    • 3 •   (fig. lett.) aspetto allegro, gioioso: gli occhi le brillavano di riso  | riferito a cose della natura, splendore, gioia: i fiori sono il riso della primavera; ciò ch'io vedeva mi sembiava un riso / de l'universo  (dante par.  xxvii, 4-5)    • 4 •   (ant. poet.) volto, bocca: quando leggemmo il disiato riso / esser basciato da cotanto amante  (dante inf.  v, 133-134).
risocializzazione   s.f.  reinserimento nella società civile di un ex-detenuto.
risoffiare   v. intr.  [io risóffio ecc. ; aus. avere] soffiare di nuovo | v. tr.  (fam.) riferire di nascosto: ascolta e risoffia ogni cosa al capufficio. 
risognare   v. tr.  [io risógno ecc.] sognare di nuovo | v. intr.  [aus. avere], risognarsi v. rifl.  tornare a sognare, a sognarsi: ha risognato  (o si è risognato) di lei. 
risolare   o risuolare, v. tr.  [io risuòlo  (pop. risòlo) ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  (pop. -ò-) in posizione tonica, -o-  (meglio che -uo-) in posizione atona] rifare le suole: risolare un paio di scarpe. 
risolatura   o risuolatura, s.f.  il risolare, l'essere risolato: la risolatura delle scarpe; una risolatura in cuoio. 
risolino   s.m.  riso a fior di labbra, appena accennato (per esprimere sentimenti non favorevoli): un risolino amaro, ironico, canzonatorio. 
risollevare   v. tr.  [io risollèvo ecc.]    • 1 •   sollevare di nuovo: risollevare un peso  | (fig.) rialzare da una condizione negativa: risollevare una famiglia dalla miseria | risollevare una questione, riproporla    • 2 •   ricreare, rallegrare, confortare: risollevare il morale, gli animi  | risollevarsi v. rifl.  sollevarsi di nuovo (anche fig.): dopo la disgrazia non si è più risollevato. 
risolto   part. pass.  di risolvere   agg.  che è giunto a soluzione; sciolto: problema, enigma risolto  | detto di malattia, che è venuta a guarigione: la bronchite è ormai risolta. 
risolubile   antiq. resolubile, agg.    • 1 •   che può essere risolto, che può avere una risoluzione    • 2 •   (dir.) che può essere sciolto.
risolutezza   s.f.  l'essere risoluto; decisione, determinazione: agire, rispondere con risolutezza. 
risolutivo   antiq. resolutivo, agg.    • 1 •   che risolve, che è atto a risolvere; di risoluzione: formula risolutiva  | clausola risolutiva espressa, (dir.) clausola per cui in un contratto, quando una delle parti sia inadempiente, l'altra ha facoltà di scioglierlo immediatamente e senza il ricorso al giudice | potere risolutivo, (fis.) per uno strumento ottico, il reciproco della distanza minima a cui possono trovarsi fra loro due punti per poter essere percepiti come distinti attraverso lo strumento stesso    • 2 •   che determina l'esito, la conclusione; decisivo: l'evento risolutivo di una situazione; la guerra è giunta nella sua fase risolutiva  § risolutivamente avv. 
risoluto   antiq. resoluto, part. pass.  di risolvere  e risolversi   agg.    • 1 •   pronto nel decidere e nell'agire; fermo, determinato, sicuro: carattere risoluto; un'azione risoluta; essere risoluto ad andarsene    • 2 •   (ant.) sciolto: le membra de' guerrier robuste, /... / ch'or risolute e dal calore aduste / giacciono a se medesme inutil peso  (tasso g. l.  xiii, 61) § risolutamente avv.  con risolutezza, con decisione; fermamente: agire, muoversi risolutamente. 
risolutore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi risolve, chi riesce a risolvere: è un abile risolutore delle situazioni più intricate    • 2 •   nel linguaggio sportivo (con partic. riferimento al calcio), il giocatore che sa concludere efficacemente le azioni d'attacco.
risoluzione   antiq. resoluzione, s.f.    • 1 •   il risolvere, l'essere risolto; soluzione, scioglimento: la risoluzione di una questione, di un problema | risoluzione di una crisi, (med.) superamento della sua fase acuta    • 2 •   il risolversi; decisione, deliberazione: prendere una risoluzione  | enunciato solenne degli intendimenti di un'assemblea, che non necessariamente si tradurrà in un atto esecutivo: una risoluzione dell'onu    • 3 •   (dir.) scioglimento    • 4 •   (chim.) ridissoluzione    • 5 •   (mus.) procedimento armonico che consiste nel passare da un accordo dissonante alle note consonanti di un accordo successivo    • 6 •   nelle tecniche di riproduzione dell'immagine (fotografia, cinematografia, videografica ecc.), livello di dettaglio della riproduzione, che si misura in base al numero di punti che vengono impiegati per rappresentarla; ha corrispondenza con la qualità dell'immagine: alta, bassa risoluzione. 
risolvente   part. pres.  di risolvere  agg.  nei sign. del verbo | (farmaco) risolvente, che pone fine a uno stato morboso | potere risolvente di un obiettivo, (foto.) la sua capacità di proiettare sulla pellicola un'immagine nitida degli oggetti più minuti.
risolvere   antiq. resolvere, v. tr.  [pres. io risòlvo ecc. ; pass. rem. io risolvéi  o risolvètti  o risòlsi, tu risolvésti ecc. ; part. pass. risòlto  (non com. risoluto)]    • 1 •   scomporre, separare qualcosa nei suoi elementi costitutivi: risolvere un composto chimico; risolvere un numero nei suoi fattori; risolvere una struttura, (chim. fis.) definire la posizione spaziale di tutti gli atomi costituenti una molecola | (estens.) trasformare, modificare: il freddo risolve la rugiada in brina    • 2 •   trovare la soluzione di qualcosa che è oscuro, difficile, incerto o che richiede l'applicazione di un procedimento più o meno complesso: risolvere un rebus, un indovinello; risolvere un problema, un'equazione  | far venire a un esito, concludere: risolvere un'intricata situazione familiare    • 3 •   decidere, deliberare, determinare: risolvemmo di tornare in città    • 4 •   (dir.) sciogliere: risolvere un contratto  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) combinare, concretare: è un bravo ragazzo, ma risolve poco  | risolversi v. rifl.    • 1 •   (non com.) trasformarsi: le nubi si risolsero in pioggia    • 2 •   ridursi, andare a finire, concludersi: tutto quell'affare si risolse in nulla  | detto di una malattia, guarire: l'influenza si risolverà in pochi giorni    • 3 •   prendere una decisione: mi risolsi ad andargli in aiuto; cerca di risolverti presto. 
risolvibile   agg.    • 1 •   che si può risolvere; risolubile: un problema risolvibile    • 2 •   (dir.) che si può sciogliere, estinguere: un contratto risolvibile. 
risolvibilità   s.f.  l'essere risolvibile.
risolvimento   s.m.  (non com.) il risolvere; risoluzione: in quel risolvimento della natura sentiva... quello che s'era fatto nel suo destino  (manzoni p. s.  xxxvii).
risomigliare   o risimigliare, v. tr.  e intr.  [io risomìglio ecc. ; aus. dell'intr. essere  o avere] (ant.) rassomigliare: voi risomigliate, più che un uomo che noi vedessimo mai risomigliare un altro, un nostro compagno  (boccaccio dec.  iii, 7).
risommare   (1) v. tr.  [io risómmo ecc.] sommare di nuovo.
risommare   (2) v. intr.  [io risómmo ecc. ; aus. essere] (non com.) tornare a galla.
risommergere   v. tr.  [coniugato come sommergere] sommergere di nuovo.
risonante   part. pres.  di risonare  agg.    • 1 •   che risuona; sonoro: voce risonante    • 2 •   (fis.) che entra in risonanza; dotato di risonanza § risonantemente avv.  in modo risonante, sonoro.
risonanza   s.f.    • 1 •   (fis.) amplificazione dell'ampiezza delle oscillazioni di un sistema ottenuta somministrando energia sotto forma di impulsi periodici anche di minima intensità, ma con la stessa frequenza di oscillazione del sistema oscillante; l'amplificarsi dei suoni per effetto di detto fenomeno: risonanza acustica, meccanica, elettrica, nucleare; tutti gli strumenti musicali sfruttano il principio della risonanza  | cassa di risonanza, (mus.) cassa armonica, propria degli strumenti a corda; (fig.) si dice di persona o ambiente che enfatizza e diffonde ampiamente una notizia, un punto di vista    • 2 •   (estens.) eco, rimbombo: in questa stanza c'è una forte risonanza  | (fig.) interesse suscitato da eventi, fatti, notizie: una vicenda che ha avuto vasta risonanza    • 3 •   (chim. fis.) fenomeno per cui gli elettroni di legame appartenenti a una molecola possono assumere più distribuzioni diverse; mesomeria    • 4 •   risonanza magnetica (nucleare), (med.) tecnica diagnostica basata sulla frequenza di risposta (risonanza) che hanno i nuclei atomici sottoposti a un campo magnetico.
risonare   o risuonare, v. tr.  [io risuòno  (pop. risòno) ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  (pop. -ò-) in posizione tonica, -o-  (meglio che -uo-) in posizione atona] sonare di nuovo: sonare e risonare il campanello  | v. intr.  [aus. essere  o avere]    • 1 •   sonare di nuovo    • 2 •   mandare un suono profondo e prolungato; echeggiare, rimbombare (detto di corpi, oggetti, ambienti, luoghi ecc.): la campana percossa risonò a lungo; la sala risonava di applausi    • 3 •   diffondersi ed echeggiare (detto di suoni): uno squillo di tromba risonò nella piazza  | in usi fig.: mi risuonano nella mente le sue parole    • 4 •   (fis.) entrare in risonanza.
risonatore   o risuonatore, s.m.  (fis.) dispositivo atto a produrre una risonanza | risonatore a cavità, dispositivo che realizza la risonanza delle onde elettromagnetiche | risonatore acustico, sistema formato da elementi acustici che serve per eliminare frequenze non volute o per aumentare la pressione acustica nel campo sonoro.
risone   s.m.  il prodotto grezzo del riso come esce dalla trebbiatrice.
risorgente   part. pres.  di risorgere   s.f.  risorgiva.
risorgere   ant. resorgere, resurgere, risurgere, v. intr.  [coniugato come sorgere; aus. essere]    • 1 •   sorgere, nascere di nuovo: il sole risorge ogni mattina; ogni volta risorgono gli stessi problemi    • 2 •   tornare in vita: gesù cristo risorse il terzo giorno dopo la sua morte  | risorgere da morte a vita, (fig.) uscire da una situazione disperata    • 3 •   (fig.) riprendere vigore, rifiorire: nell'umanesimo risorsero gli studi classici    • 4 •   (poet.) levarsi in piedi: cade, risorge, e più e più s'affretta  (leopardi canto notturno  30).
risorgimentale   agg.  del risorgimento, che riguarda il risorgimento: età, storia, letteratura risorgimentale. 
risorgimentista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di storia del risorgimento.
risorgimento   s.m.    • 1 •   il risorgere, il rinascere, il rifiorire (spec. fig.): il risorgimento delle lettere    • 2 •   risorgimento, il periodo storico compreso tra gli inizi dell'800 e il 1870, in cui l'italia riacquistò l'indipendenza e conquistò la sua unità: i moti, le guerre, gli eroi del risorgimento. 
risorgiva   meno com. resorgiva, s.f.  (geol.) sorgente d'acqua che ritorna alla superficie in pianura dopo un percorso sotterraneo.
risorsa   s.f.    • 1 •   mezzo con cui si provvede a fronteggiare un bisogno, una necessità: risorse materiali, economiche; le risorse dell'ingegno, della fantasia; una persona di grandi risorse, che ha grandi capacità, possibilità o che è molto abile nell'uscire dalle situazioni più difficili    • 2 •   insieme di mezzi disponibili; ciò che costituisce fonte di ricchezza: risorse petrolifere, minerarie; un paese dalle enormi risorse  | risorse rinnovabili, fonti energetiche non soggette a esaurimento (p. e.  il vento, il sole).
risorto   part. pass.  di risorgere  agg.  risuscitato, rinato: una effigie di cristo risorto  | (fig.) risollevato, tornato in condizioni floride: la città è risorta dopo la guerra  s. m. il risorto, il cristo risorto: sacerdote in bianca stola, / esci ai grandi ministeri, / tra la luce dei doppieri, / il risorto ad annunziar  (manzoni la resurrezione).
risospingere   v. tr.  [coniugato come spingere]    • 1 •   sospingere di nuovo    • 2 •   sospingere indietro; respingere.
risospirare   v. intr.  [aus. avere] sospirare di nuovo | v. tr.  (fig.) desiderare nuovamente: risospirava il ritorno. 
risotterrare   v. tr.  [io risottèrro ecc.] sotterrare di nuovo.
risotto   s.m.  (gastr.) riso che viene cotto nel brodo, destinato a essere completamente assorbito nel corso della cottura, e che può essere condito in vario modo: risotto con i funghi, alla pescatora. 
risottomettere   v. tr.  [coniugato come mettere] sottomettere di nuovo.
risovvenire   v. tr.  [coniugato come sovvenire] (lett.) sovvenire, soccorrere di nuovo | v. intr.  [aus. essere], risovvenirsi v. rifl.  ricordarsi: di voi per certo / risovverrommi  (leopardi le ricordanze  99-100).
risparmiare   v. tr.  [io rispàrmio ecc.]    • 1 •   consumare con misura, con parsimonia; limitare l'uso di qualcosa all'indispensabile: risparmiare il gas, la luce, l'olio; risparmiare gli occhi, non affaticarli; risparmiare tempo, guadagnarlo; risparmiare le forze, tenerle in serbo, dosarle oculatamente; risparmiare il fiato, la voce, non parlare inutilmente o parlare il minimo indispensabile | (assol.) limitare le spese: è una congiuntura in cui conviene risparmiare    • 2 •   spendere meno di quanto si guadagna; accantonare disponibilità (finanziarie o in natura) non utilizzate per spese o consumi correnti: riesce a risparmiare una discreta somma ogni mese  | spendere comparativamente di meno rispetto al passato o a quanto preventivato: quest'anno non ho certo risparmiato; comprando all'ingrosso si risparmia notevolmente    • 3 •   fare a meno di qualcosa o di fare qualcosa che è inutile, sgradevole o dannosa; evitare: puoi risparmiarti di venire fin qui; risparmiò un dolore ai genitori  | riferito a persona, evitare di impegnarla, di affaticarla: risparmia un poco tua madre!    • 4 •   evitare di togliere; conservare: risparmiare la vita a qualcuno  | evitare di toccare, di cogliere; escludere: è un maldicente, non risparmia nessuno, parla male di tutti | risparmiarsi v. rifl.  evitare di affaticarsi; avere riguardo di sé, conservarsi: non risparmiarsi nel lavoro. 
risparmiatore   s.m.  [f. -trice] chi risparmia; in partic., chi risparmia denaro, chi fa economia.
risparmio   s.m.    • 1 •   il risparmiare, l'essere risparmiato; economia: risparmio di fatica, di tempo; prodigarsi senza risparmio  | ciò che si risparmia o si è risparmiato. dim. risparmiuccio    • 2 •   (econ.) il reddito non utilizzato per spese correnti ma tesaurizzato o impiegato in qualche forma di investimento finanziario: risparmio bancario, postale, depositato in banca o presso un ufficio postale.
rispaventare   v. tr.  [io rispavènto ecc.] spaventare di nuovo | rispaventarsi v. rifl.  spaventarsi di nuovo: «no no,» disse lucia, cominciando a rispaventarsi  (manzoni p. s.  vii).
rispazzare   v. tr.  spazzare di nuovo o meglio.
rispecchiamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il rispecchiare, l'essere rispecchiato    • 2 •   (filos.) nell'estetica marxista, particolare rapporto di aderenza che deve esistere tra la rappresentazione artistica e la realtà sociale assunta come oggetto.
rispecchiare   v. tr.  [io rispècchio ecc.]    • 1 •   specchiare di nuovo    • 2 •   riprodurre, riflettere un'immagine: il lago rispecchia le luci della città  | (fig.) esprimere, rendere: i suoi occhi rispecchiano la dolcezza del suo animo  | rispecchiarsi v. rifl.  specchiarsi di nuovo | riflettersi (anche fig.).
rispedire   v. tr.  [io rispedisco, tu rispedisci ecc.]    • 1 •   spedire di nuovo    • 2 •   spedire, rimandare indietro: rispedire una lettera al mittente; fu rispedito a casa in tutta fretta. 
rispedizione   s.f.  lo spedire di nuovo o lo spedire indietro.
rispegnere   v. tr.  [coniugato come spegnere] spegnere di nuovo | rispegnersi v. rifl.  tornare a spegnersi.
rispendere   v. tr.  [coniugato come spendere] spendere di nuovo.
rispettabile   agg.    • 1 •   che impone rispetto, che è degno di rispetto: una persona rispettabile    • 2 •   (estens.) considerevole, ragguardevole: una rendita rispettabile  § rispettabilmente avv.  (non com.) considerevolmente.
rispettabilità   s.f.  l'essere rispettabile; qualità di chi è rispettabile: un'azione che offende la sua rispettabilità. 
rispettare   v. tr.  [io rispètto ecc.]    • 1 •   considerare con rispetto; onorare: rispettare i genitori, i vecchi | una persona che si rispetti, che sia degna di rispetto    • 2 •   riconoscere i diritti, la dignità degli altri, delle loro cose; riferito ad animale, non molestarlo; riferito a cosa, non rovinarla, non sciuparla: rispettare il prossimo; rispettare le opinioni, la proprietà altrui; rispettare la natura, il patrimonio artistico; rispettare un quadro, un monumento, non alterarne le caratteristiche nel restaurarli | rispettare sé stesso, astenersi dal fare ciò che offende il proprio onore o la propria dignità | farsi rispettare, far valere la propria autorità o dignità non tollerare offese, soprusi    • 3 •   osservare scrupolosamente: rispettare la legge, le usanze, le tradizioni; rispettare l'orario, essere puntuale; rispettare il programma, non apportarvi variazioni; rispettare le feste, trascorrerle secondo i precetti religiosi; rispettare una promessa, un impegno, mantenerli.
rispettato   part. pass.  di rispettare  agg.  che gode del rispetto altrui, di buona reputazione.
rispettivo   ant. respettivo, agg.    • 1 •   che si riferisce a ciascuna delle persone o delle cose che si sono nominate in precedenza: due scatole con i rispettivi coperchi    • 2 •   (ant.) rispettoso, riguardoso: soleva essere un uomo, grave, resoluto, respettivo  (machiavelli) § rispettivamente avv.  relativamente a ciascuno degli elementi nominati in precedenza: i biglietti per il primo e il secondo ordine di posti costano rispettivamente ventimila e quindicimila lire. 
rispetto   ant. respetto, s.m.    • 1 •   sentimento di deferenza e di stima nei confronti di una persona ritenuta degna: nutrire, provare rispetto per qualcuno; incutere, ispirare rispetto; parlare col dovuto rispetto; salutare con rispetto, manifestando esteriormente la propria deferenza; i miei rispetti, formula che esprime un saluto ossequioso | (lett.) ritegno, riserbo: ad abbracciar ruggier vien la sorella; / con più rispetto sta l'altra donzella  (ariosto o. f.  xliv, 30)    • 2 •   sentimento che induce a riconoscere i diritti, il ruolo, la dignità, il decoro di persone o di cose e fa astenere dal recare loro offesa; l'atteggiamento o gli atteggiamenti che ne derivano: il rispetto di un luogo, della natura; portare rispetto a qualcuno, comportarsi educatamente nei suoi confronti; mancare di rispetto a qualcuno, offenderlo | tenere in rispetto, farsi rispettare, tenere a freno | uomo di rispetto, nel gergo della mafia, personaggio autorevole dell'organizzazione | con rispetto parlando, locuzione con cui ci si scusa di dover pronunciare una parola o un'espressione poco riguardosa o poco pulita | rispetto umano, eccessivo timore del giudizio, delle opinioni altrui    • 3 •   osservanza scrupolosa di ordini, regole ecc.: rispetto del codice della strada | zona di rispetto, (urban.) area in cui è vietata o limitata la costruzione di edifici o esistono altri vincoli    • 4 •   punto di vista, aspetto, riguardo: un affare vantaggioso sotto ogni rispetto  | rispetto a, riguardo, in relazione a: rispetto alla tua domanda; anche, in confronto, a paragone: rispetto a lui è molto piccolo    • 5 •   breve componimento in versi di carattere popolare e contenuto amoroso, composto di quattro o sei endecasillabi a rima alternata e di una ripresa formata da una o più coppie di versi a rima baciata    • 6 •   (mar.) riserva, ricambio: i pezzi di rispetto dell'apparato motore. 
rispettoso   agg.  che prova o dimostra rispetto; deferente, riguardoso: un gesto rispettoso; una persona rispettosa con tutti; essere rispettoso dei diritti altrui  § rispettosamente avv.  in modo rispettoso, con rispetto.
rispianare   v. tr.  spianare di nuovo; spianare meglio: spianare e rispianare la pasta. 
rispiegare   v. tr.  [io rispiègo, tu rispièghi ecc.]    • 1 •   spiegare di nuovo: rispiegare il tappeto    • 2 •   (fig.) chiarire di nuovo o meglio: vorrei tu mi rispiegassi la regola. 
rispifferare   v. tr.  [io rispìffero ecc.] spifferare di nuovo | (fig.) riferire ad altri notizie che si dovrebbero tacere.
rispingere   v. tr.  [coniugato come spingere]    • 1 •   spingere di nuovo    • 2 •   (non com.) respingere.
rispitto   o respitto, s.m.  (ant.)    • 1 •   rispetto: volsimi a la sinistra col respitto / col quale il fantolin corre a la mamma  (dante purg.  xxx, 43-44)    • 2 •   indugio; riposo.
risplendente   part. pres.  di risplendere  agg.  che risplende, che manda splendore; smagliante, radioso, fulgido (anche fig.): sole, gemma risplendente; un viso risplendente di gioia. 
risplendere   v. intr.  [coniugato come splendere; aus. essere  o avere, ma è raro nei tempi composti]    • 1 •   avere, mandare splendore; brillare: le stelle risplendono; la piazza risplendeva di luci    • 2 •   (fig.) segnalarsi per qualche dote fisica o spirituale; rifulgere: risplendere per bellezza, per intelligenza. 
rispogliare   v. tr.  [io rispòglio ecc.] spogliare di nuovo | rispogliarsi v. rifl.  spogliarsi nuovamente.
rispolverare   v. tr.  [io rispólvero ecc.] spolverare di nuovo (anche fig.): rispolverare la scrivania; rispolverare le proprie nozioni, rinfrescarle; rispolverare vecchie idee, riproporle.
rispondente   part. pres.  di rispondere  agg.  corrispondente, conforme, adatto: parole non rispondenti al vero; arredamento rispondente all'ambiente  § rispondentemente avv.  (non com.) corrispondentemente.
rispondenza   s.f.  l'essere rispondente; correlazione, conformità: la rispondenza di un attrezzo all'uso cui è destinato; non c'è rispondenza fra ciò che dice e ciò che fa. 
rispondere   v. intr.  [pres. io rispóndo ecc. ; pass. rem. io rispósi  (ant. rispuòsi), tu rispondésti ecc. ; part. pass. rispósto; aus. avere]    • 1 •   parlare o scrivere a chi si è rivolto a noi in modo diretto o indiretto, parlando o scrivendo: rispondere a una lettera, al telefono; rispondere a voce, per iscritto; rispondere con un sì, con un no; gli fu risposto di aspettare; risposi che non sarei andato; l'ho chiamato ma non mi ha risposto | rispondere a tono, prontamente e nel modo più adeguato al tono usato dall'interlocutore; per estens., rimbeccare | rispondere per le rime, rispondere in modo risentito, ribattendo punto per punto | rispondere in giudizio, presentarsi in udienza    • 2 •   far seguire un'azione in risposta all'azione di un altro: rispondere con un gesto, con un sorriso, con un'alzata di spalle; rispondere ammiccando | rispondere al fuoco, sparare a propria volta    • 3 •   ribattere confutando o reagendo in modo energico, o con arroganza e impertinenza: non si risponde ai genitori!    • 4 •   rendere conto di un'azione; assumersi la responsabilità di qualcuno o qualcosa: rispondere a qualcuno del proprio operato; rispondo io di quel ragazzo; non rispondo di quanto potrebbe accadere; non rispondere più di sé, essere fuori di sé    • 5 •   obbedire a uno stimolo, a un comando: il cavallo risponde al freno; l'ammalato risponde alle cure; il motore non risponde bene    • 6 •   (fig.) essere corrispondente, adatto: una dichiarazione che risponde al vero; lo strumento risponde allo scopo; il suo merito non risponde alla fama  | rispondere al nome di..., chiamarsi...    • 7 •   aprirsi, dare, sboccare (detto di aperture): la finestra risponde nel cortile    • 8 •   (pop.) riflettersi, ripercuotersi: il dolore risponde sulla schiena    • 9 •   (comm.) far fronte a un obbligo, a un impegno    • 10 •   in alcuni giochi, gettare una carta dello stesso seme di quello giocato dal compagno o dall'avversario: rispondere a fiori, a cuori  | v. tr.  parlare o scrivere per soddisfare una richiesta: rispondere poche righe; non rispose una parola | rispondere picche, (fam.) negare recisamente; anche, eludere una domanda.
risponditore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi risponde    • 2 •   in aeronautica militare, dispositivo elettronico che modifica opportunamente i segnali radar che riceve in modo da confondere i radar nemici    • 3 •   radarfaro che risponde automaticamente alle interrogazioni dei radar di bordo    • 4 •   tipo di segreteria telefonica semplificata che trasmette alcuni messaggi prestabiliti senza registrare le comunicazioni di chi chiama.
risponsione    ⇨ responsione.
risposare   v. tr.  [io rispò so ecc.] sposare di nuovo | risposarsi v. rifl.  sposarsi di nuovo.
risposta   s.f.    • 1 •   il rispondere, il modo di rispondere; ciò che si risponde; le parole, lo scritto con cui si risponde: dare una risposta; una risposta scritta, orale; una risposta gentile, sgarbata; scrivere due righe di risposta; non ho ancora ricevuto la risposta  | comparsa di risposta, (dir.) nel processo civile, l'atto con cui il convenuto si costituisce ed espone le sue ragioni | in, per risposta, rispondendo a. dim. rispostina  pegg. rispostaccia    • 2 •   azione che segue a un'altra, spec. come reazione ad atti o parole ostili: la miglior risposta è far finta di niente  | nella scherma e nel pugilato, battuta, colpo di rimando: dare una risposta all'attacco avversario  | botta e risposta, (fig.) battuta a cui segue una replica pronta e pungente dell'interlocutore    • 3 •   modo di reagire a una sollecitazione, a uno stimolo, a un impegno | (tecn.) reazione funzionale di apparati, dispositivi, organi meccanici e sim.: il motore ha una risposta troppo lenta; la risposta del congegno ai comandi è perfetta    • 4 •   (mus.) nel responsorio e nella salmodia responsoriale, ritornello con il quale il coro risponde ai versetti sempre nuovi del solista | nella fuga, ripresentazione del tema fondamentale da parte delle voci che l'intonano per seconda e per quarta    • 5 •   risposta in frequenza, capacità di un apparecchio fonoriproduttore di riprodurre correttamente una gamma di frequenze.
risprangare   v. tr.  [io risprango, tu rispranghi ecc.] sprangare di nuovo o meglio: risprangare la porta. 
rispuntare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   spuntare di nuovo, rimettere fuori la punta: comincia a rispuntare l'erba; dopo la pioggia sta rispuntando il sole    • 2 •   (fig.) di persona, ricomparire: prima o poi ce lo vedremo rispuntare davanti  | v. tr.  (lett.) far germogliare: il canneto rispunta i suoi cimelli  (montale).
risputare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] sputare di nuovo.
risquillare   v. intr.  [aus. avere] squillare di nuovo: il telefono risquillò. 
rissa   s.f.  lite violenta con scambio di ingiurie e percosse: la rissa finì tragicamente  | (estens.) diverbio molto acceso: rissa ideologica. 
rissante   s.m.  chi partecipa a una rissa.
rissare   v. intr.  [aus. avere] fare rissa; per estens., litigare, questionare | rissarsi v. rifl.  (ant.) fare rissa: per poco che teco non mi risso  (dante inf.  xxx, 132).
rissatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) chi rissa facilmente.
rissosità   s.f.  l'essere rissoso; carattere di chi è rissoso.
rissoso   agg.  incline alle risse, che litiga con facilità proprio di chi fa spesso risse: una persona rissosa; un carattere rissoso  § rissosamente avv. 
ristabilimento   s.m.  il ristabilire, il ristabilirsi, l'essere ristabilito.
ristabilire   v. tr.  [io ristabilisco, tu ristabilisci ecc.]    • 1 •   stabilire di nuovo; rendere di nuovo stabile, certo: ristabilire l'ordine; ristabilire la propria autorità; ristabilire la verità dei fatti    • 2 •   rimettere in buone condizioni fisiche: le cure e la tranquillità ristabiliscono la salute  | ristabilirsi v. rifl.  rimettersi in salute: finalmente si è ristabilito. 
ristabilito   part. pass.  di ristabilire  agg.  che si è rimesso in salute: tornò dalle vacanze completamente ristabilito. 
ristaccare   v. tr.  [coniugato come staccare] staccare di nuovo | ristaccarsi v. rifl.  staccarsi di nuovo.
ristagnamento   s.m.  (non com.) il ristagnare delle acque o di altri liquidi; ristagno.
ristagnare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   arrestare il proprio flusso, cessare di scorrere, impaludarsi (detto di acque correnti e in genere di liquidi): il fiume ristagna in più punti    • 2 •   (fig.) ridursi d'intensità fin quasi ad arrestarsi; subire una forte crisi: le attività, le vendite ristagnano  | ristagnarsi v. rifl.  fermarsi, cessare di defluire: il sangue si ristagna. 
ristagnatura   s.f.  il ristagnare, l'essere ristagnato.
ristagno   s.m.  il ristagnare (anche fig.): il ristagno delle acque, nella produzione. 
ristampa   s.f.  il ristampare; il testo, l'opera ristampata: pubblicare una ristampa; un romanzo giunto alla quarta ristampa; ristampa anastatica. 
ristampabile   agg.  che si può ristampare.
ristampare   v. tr.  stampare di nuovo impiegando le stesse matrici usate per la stampa dell'edizione prec.; ripubblicare un'opera già pubblicata ed esaurita.
ristampatore   s.m.  [f. -trice] chi ristampa.
ristare   v. intr.  [pres. io ristò, tu ristai, egli ristà ecc. ; imp. ristà  o rista'  o ristai; le altre forme coniugate come stare; aus. essere]    • 1 •   (lett.) cessare di muoversi, fermarsi: perché non scendi? perché non ristai?  (carducci)    • 2 •   (fig. lett.) cessare: non ristare dal guardare ammirato  | ristarsi v. rifl.  (lett.) fermarsi, rimanere: e 'l dolce duca meco si ristette  (dante inf.  xviii, 44).
ristarnutire   o risternutire, v. intr.  [io ristarnutìsco, tu ristarnutìsci ecc. ; aus. avere] starnutire di nuovo.
ristata   s.f.  in un dipinto, ispessimento del colore che si forma dove si arresta il pennello.
ristaurare   e deriv.   ⇨ restaurare e deriv. 
ristendere   v. tr.  [coniugato come stendere] stendere di nuovo | ristendersi v. rifl.  tornare a stendersi.
risternutire    ⇨ ristarnutire.
ristillare   v. tr.  stillare di nuovo.
ristirare   v. tr.  stirare di nuovo | ristirarsi v. rifl.  stirarsi di nuovo.
ristoppare   v. tr.  [io ristóppo ecc.] (mar.) chiudere di nuovo o meglio le fessure con la stoppa: chi fa suo legno novo e chi ristoppa / le coste a quel che più viaggi fece  (dante inf.  xxi, 11-12).
ristoppiare   v. tr.  [io ristóppio ecc.] seminare un cereale senza lasciare riposare il terreno che ha ancora le stoppie dell'anno precedente.
ristoppio   s.m.  ripetizione della coltivazione di un cereale, dopo altra identica coltura, sullo stesso appezzamento.
ristoramento   s.m.    • 1 •   (non com.) il ristorare; rifocillamento    • 2 •   (ant.) compenso, risarcimento.
ristorante   s.m.  locale pubblico nel quale si servono i pasti (rispetto a trattoria  rappresenta un esercizio di qualità superiore): andare, mangiare al ristorante.  dim. ristorantino  | in funzione di agg. invar.  : bar, albergo ristorante, con annesso servizio di ristorante.
ristorare   v. tr.  [io ristòro ecc.]    • 1 •   dare ristoro, far tornare le forze; rinvigorire: ristorare lo stomaco con il cibo  | (fig.) riconfortare, ritemprare: un'arietta che ristora; letture che ristorano l'animo    • 2 •   (ant.) restaurare, ripristinare: ristorare la disciplina    • 3 •   (lett.) compensare, risarcire: io son venuta a ristorarti de' danni li quali tu hai già avuti per me  (boccaccio dec.  v, 9) | ristorarsi v. rifl.  riprendere energia con cibo, bevande, sonno: aver bisogno di ristorarsi; ristorarsi con una buona tazza di caffè. 
ristorativo   agg.  e s.m.  (non com.) si dice di cosa che è atta a ristorare (anche fig.): quella così inaspettata esibizione del vecchio era stata un gran ristorativo per lui  (manzoni p. s.  vi).
ristoratore   agg.  [f. -trice] che ristora, che è atto a ristorare: uno spuntino ristoratore; una dormita ristoratrice  s. m.    • 1 •   gestore di un ristorante o di altro esercizio di ristoro    • 2 •   (antiq.) ristorante    • 3 •   (ant.) restauratore.
ristorazione   s.f.    • 1 •   settore commerciale comprendente tutte le attività connesse con la fornitura di pasti in pubblici esercizi | ristorazione collettiva, produzione e fornitura su scala industriale di pasti preconfezionati a collettività (scuole, aziende ecc.)    • 2 •   (ant.) restaurazione.
ristornare   v. intr.  [io ristórno ecc. ; aus. essere]    • 1 •   (tosc.) rimbalzare indietro    • 2 •   in contabilità, stornare di nuovo.
ristorno   s.m.    • 1 •   (tosc.) rimbalzo all'indietro    • 2 •   in contabilità, il ristornare.
ristoro   s.m.    • 1 •   il ristorare, il ristorarsi, l'essere ristorato; sollievo fisico o spirituale: il ristoro del sonno, della lettura; dare, trovare, concedersi ristoro | posto di ristoro, nelle stazioni ferroviarie o in luoghi di transito, locale attrezzato in modo da offrire cibi e bevande    • 2 •   (ant.) compenso, contraccambio: dunque che render puossi per ristoro?  (dante par.  v, 31)    • 3 •   (ant.) restauro.
ristrettezza   s.f.    • 1 •   l'essere ristretto: la ristrettezza di una stanza    • 2 •   (fig.) scarsità, limitatezza: ristrettezza di tempo  | spec. pl.  condizione economica disagiata; povertà: vivere in ristrettezze    • 3 •   (fig.) grettezza, meschinità: ristrettezza d'idee; ristrettezza mentale. 
ristretto   part. pass.  di restringere  e ristringere   agg.    • 1 •   racchiuso, stretto: il sentiero corre ristretto tra due argini  | (mercato) ristretto, (fin.) quello parallelo alla borsa, ma anch'esso regolamentato, nel quale vengono negoziati titoli non quotati ufficialmente    • 2 •   limitato, angusto: un ristretto numero di amici; un locale ristretto    • 3 •   scarso, inadeguato: vivere con mezzi ristretti    • 4 •   (fig.) gretto, meschino: essere di idee ristrette; avere una mente ristretta    • 5 •   concentrato, condensato: caffè, brodo ristretto; un concetto ristretto in poche parole | in ristretto, (non com.) riassumendo: in ristretto, la questione sta così    • 6 •   (ant. , lett.) raccolto in sé assorto: ristretto in guisa d'uom ch'aspetta guerra  (petrarca canz.  cx, 2) § ristrettamente avv. 
ristringere   v. tr.  [coniugato come stringere; part. pass. ristrétto, pop. ristrinto]    • 1 •   stringere di nuovo    • 2 •   (fam.) stringere di più ridurre: far ristringere un ragù a fuoco lento  | ristringersi v. rifl.  diventare stretto o più stretto | v. rifl.    • 1 •   raccogliersi in uno spazio più piccolo: si ristrinsero per farmi posto    • 2 •   (lett.) accostarsi stretto a qualcuno: poi per lo vento mi ristrinsi retro / al duca mio  (dante inf.  xxxiv, 8-9).
ristringimento   s.m.  restringimento.
ristringitura   s.f.  (tosc.) taglio di carne che corrisponde al petto dell'animale macellato.
ristrisciare   v. intr.  [io ristrìscio ecc. ; aus. avere] strisciare di nuovo.
ristrutturare   v. tr.    • 1 •   strutturare di nuovo o diversamente; organizzare secondo nuovi criteri: ristrutturare un'azienda    • 2 •   (edil.) restaurare una costruzione modificandone le strutture esterne o interne: ristrutturare un palazzo, un appartamento. 
ristrutturazione   s.f.  il ristrutturare, l'essere ristrutturato.
ristuccare   v. tr.  [io ristucco, tu ristucchi ecc.]    • 1 •   stuccare di nuovo    • 2 •   (fig. non com.) saziare fino alla nausea; annoiare terribilmente: sentire sempre le stesse cose ristucca. 
ristuccatura   s.f.  il ristuccare, l'essere ristuccato (solo nel sign. proprio): la ristuccatura della finestra. 
ristucchevole   agg.  (non com.) molto stucchevole, che dà la nausea (anche fig.).
ristudiare   v. tr.  [io ristùdio ecc.] studiare di nuovo o con più attenzione.
risucchiare   v. tr.  [io risùcchio ecc.]    • 1 •   succhiare di nuovo    • 2 •   attirare in un risucchio.
risucchio   s.m.  movimento vorticoso di una massa liquida o gassosa che attrae i corpi vicini e li trascina con sé verso il fondo; mulinello, gorgo: il risucchio di una tromba d'aria. 
risudare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   sudare di nuovo    • 2 •   (non com.) trasudare.
risuggellare   v. tr.  [io risuggèllo ecc.] suggellare di nuovo.
risulta   s.f.  (tecn.) solo nella loc. agg. di risulta, si dice di materiale residuato dalla lavorazione di una materia prima, dalla depurazione delle acque, da una demolizione, da uno scavo e sim.
risultamento   s.m.  (rar.) il risultare; risultato.
risultante   meno com. resultante, part. pres.  di risultare  agg.  che risulta, che deriva: effetto risultante   s.f.    • 1 •   [anche s.m.] (fis.) vettore che si ottiene come risultato della somma di più vettori    • 2 •   (fig.) il risultato definitivo di un complesso di azioni, operazioni o procedimenti che avvengano in concomitanza: la risultante di una serie di esperimenti. 
risultanza   meno com. resultanza, s.f.  (spec. pl.) ciò che risulta, risultato: le risultanze dell'inchiesta; le risultanze processuali. 
risultare   meno com. resultare, v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   derivare, provenire come effetto; conseguire: l'armonia risulta dall'accordo dei suoni; da una leggerezza risultò un gran danno    • 2 •   derivare come conclusione; essere accertato: dalle indagini non è risultata alcuna irregolarità  | apparire chiaro, essere evidente: non mi risulta che siano partiti    • 3 •   dimostrarsi, rivelarsi: sfortunatamente i nostri sforzi sono risultati insufficienti  | riuscire: risultare vincitore. 
risultativo   agg.    • 1 •   (non com.) che esprime un risultato    • 2 •   (ling.) si dice di verbo o di aspetto verbale che esprime una condizione presente che è il risultato di un'azione passata (p. e. possedere  rispetto a guadagnare; oppure, nel greco classico, l'aspetto verbale del perfetto indicativo).
risultato   meno com. resultato, part. pass.  di risultare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   ciò che risulta come conclusione o come esito finale di un processo, di una serie di operazioni e sim.: il risultato di un'indagine; il risultato delle votazioni, di una partita; ottenere un buon risultato; un'iniziativa che ha dato ottimi risultati  | risultato operativo, margine di profitto che esprime la redditività dell'azienda prescindendo dagli oneri finanziari e dalle imposte    • 2 •   in matematica, il numero o la formula che risolve un'operazione o un problema: il risultato di una divisione. 
risuolare   e deriv.   ⇨ risolare e deriv. 
risuonare   e deriv.   ⇨ risonare e deriv. 
risurgere    ⇨ risorgere.
risurresso    ⇨ resurressi.
risurrezione    ⇨ resurrezione.
risurriscaldatore   s.m.  in un generatore di vapore, apparecchio accessorio in grado di ridurre le perdite di calore.
risuscitamento   s.m.  (non com.) il risuscitare, l'essere risuscitato.
risuscitare   o resuscitare, v. tr.  [io risùscito ecc.]    • 1 •   far ritornare in vita | un vino, un cibo, un'aria che risuscita, (iperb.) particolarmente buoni e atti a ristorare, a dar vigore    • 2 •   (fig.) suscitare di nuovo, ravvivare: risuscitare le discordie, le antiche speranze  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   tornare in vita, risorgere: cristo risuscitò da morte    • 2 •   (fam.) riaversi, tornare a uno stato di salute e di vigore: la cura l'ha fatto risuscitare. 
risuscitatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi risuscita, chi riporta a nuova vita: dio risuscitatore. 
risuscitazione   s.f.  (rar.) risuscitamento.
risvegliamento   s.m.  (non com.) il risvegliare; il risvegliarsi (spec. fig.).
risvegliare   v. tr.  [io ri svéglio ecc.]    • 1 •   svegliare di nuovo; ridestare    • 2 •   (fig.) suscitare, stimolare: un'aria che risveglia l'appetito  | ravvivare, riaccendere: risvegliare le illusioni, i desideri  | risvegliarsi v. rifl.    • 1 •   svegliarsi di nuovo; ridestarsi    • 2 •   (fig.) riscuotersi dall'inerzia, dal torpore.
risveglio   s.m.    • 1 •   il risvegliarsi dal sonno    • 2 •   (fig.) il ritornare a uno stato di fervore dopo un periodo di inerzia, di torpore: il risveglio degli studi, del commercio; il risveglio delle coscienze    • 3 •   (st.) movimento di rinascita religiosa sviluppatosi all'interno delle chiese protestanti nel sec. xviii  agg.  (lett.) ridesto, risvegliato: una coscienza risveglia. 
risvenire   v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere] svenire di nuovo.
risvolta   s.f.  (non com.)    • 1 •   svolta; in partic., svolta che segue a un'altra    • 2 •   risvolto di un indumento.
risvoltare   v. tr.  e intr.  [io ri svòlto ecc.; aus. dell'intr. avere] svoltare di nuovo.
risvolto   s.m.    • 1 •   parte di un indumento ripiegata all'infuori: i risvolti del colletto, dei calzoni    • 2 •   in un libro, parte stampata interna della copertina o della sovraccoperta; per estens., il testo ivi riportato, che di solito presenta il libro, l'autore o la collana    • 3 •   (edil.) la facciata secondaria di una costruzione che prosegue in angolo la volumetria e gli aspetti architettonici della facciata principale    • 4 •   aspetto secondario di una questione, di un problema    • 5 •   nel linguaggio giornalistico, articolo di prima pagina che termina sulla seconda.
ritagliare   v. tr.  [io ritàglio ecc.]    • 1 •   tagliare di nuovo    • 2 •   tagliare tutt'intorno seguendo i contorni di un disegno: ritagliare le figure da un giornale    • 3 •   ritagliarsi uno spazio, (fig.) riuscire a riservarsi un ambito nel quale fare qualcosa di proprio interesse.
ritagliatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi ritaglia    • 2 •   (ant.) commerciante di stoffe al minuto.
ritaglio   s.m.  ciò che si toglie via ritagliando; il pezzetto ritagliato: un ritaglio di carta; i ritagli della carne | ritaglio di confezione, nell'industria tessile, avanzo di tessuto usato per la confezione di fibre rigenerate | ritaglio di tempo, breve tratto di tempo libero | vendere al ritaglio, al minuto: schiacciava noci e vendeva i gusci a ritaglio  (boccaccio dec.  vi, 10).
ritappare   v. tr.  tappare di nuovo.
ritardabile   agg.  che si può ritardare; differibile.
ritardamento   s.m.  (lett.) il ritardare; indugio, ritardo.
ritardando   s.m. invar.  (mus.) lo stesso che rallentando. 
ritardante   part. pres.  di ritardare   agg.  che ritarda, che rallenta; in partic., si dice di sostanza o dispositivo che rallenta lo svolgersi di un fenomeno o di un processo.
ritardanza   s.f.  (ant.) ritardo.
ritardare   v. intr.  [aus. avere] tardare: ritardò a rispondere  | (assol.) tardare a venire, essere in ritardo: il treno ritarda; l'orologio ritarda, va più lento del giusto | v. tr.  far tardare, rallentare; differire: ritardare il moto; ritardare il pagamento  | ritardarsi v. rifl.  (ant.) attardarsi, indugiare: orlando sopra lui non si ritarda  (ariosto o. f.  xlii, 9).
ritardatario   s.m.  chi arriva in ritardo; chi indugia a far qualcosa oltre il limite stabilito.
ritardativo   agg.  (non com.) atto a ritardare; ritardante.
ritardato   part. pass.  di ritardare   agg.  differito, procrastinato: un appuntamento ritardato  | rallentato: moto ritardato   s.m.  [f. - a] (psicol.) chi presenta ritardo mentale § ritardatamente avv.  (non com.).
ritardazione   s.f.  (non com.) ritardo, rallentamento: ritardazione del moto. 
ritardista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] paracadutista specializzato in lanci in caduta libera nei quali si ritarda al massimo l'apertura del paracadute.
ritardo   s.m.    • 1 •   il ritardare, l'essere ritardato: il ritardo del treno; arrivare in ritardo, dopo il tempo previsto o stabilito; riguadagnare il ritardo, ricuperare il tempo precedentemente perduto | ritardo mentale, (psicol.) sviluppo psichico al di sotto della norma    • 2 •   (estens.) indugio: ogni ritardo poteva essere fatale    • 3 •   (miccia a) ritardo, miccia a combustione molto lenta    • 4 •   (mus.) il prolungamento di una o più note di un accordo in quello successivo | con valore di agg. invar.  : preparato, soluzione ritardo, (farm.) quelli che, introdotti nell'organismo, rilasciano i principi attivi a poco a poco.
ritassare   v. tr.  tassare di nuovo.
ritassazione   s.f.  il ritassare, l'essere ritassato.
ritegno   s.m.    • 1 •   capacità di trattenere i propri impulsi; giusta misura, discrezione, riserbo: comportarsi con ritegno; non avere ritegno, essere sfacciato    • 2 •   (non com.) ritenzione, trattenimento: muro di ritegno    • 3 •   (ant.) aiuto, appoggio: lui ne vedeva andare che suo sostegno e ritegno era lungamente stato  (boccaccio dec.  i, 1).
ritemere   v. tr.  [coniugato come temére]    • 1 •   temere di nuovo    • 2 •   (ant.) temere | ritemersi v. rifl.  (ant.) avere ritegno; vergognarsi: perché non ti ritemi / sì di rodermi il core a scorza a scorza  (dante rime).
ritemprare   v. tr.  [io ritèmpro ecc.] ridare la tempra | (fig.) rafforzare, rinvigorire: ritemprare le forze  | ritemprarsi v. rifl.  rinvigorirsi, riprendere forza: ritemprarsi dalle fatiche. 
ritendere   v. tr.  [coniugato come tèndere] tendere di nuovo.
ritenere   v. tr.  [coniugato come tenére]    • 1 •   trattenere a sé o per sé non dare, non corrispondere: le rate del mutuo saranno ritenute dallo stipendio  | (med.) non eliminare una sostanza dall'organismo o eliminarla in modo insufficiente: ritenere le orine  | (fig.) conservare nella mente; ricordare: non riesce a ritenere ciò che impara    • 2 •   frenare, impedire, reprimere: ritenere i sospiri, le lacrime, la passione    • 3 •   pensare, credere, giudicare: ritenerlo intelligente. 
ritenitivo   agg.  (non com.) ritentivo.
ritentare   v. tr.  [io ritènto ecc.]    • 1 •   tentare di nuovo; provare un'altra volta: ritentare l'impresa    • 2 •   esercitare nuovamente una tentazione.
ritentiva   pop. retentiva, s.f.  (non com.) la facoltà di ritenere a memoria: avere molta, poca ritentiva. 
ritentività   s.f.  (fis.) la capacità dei materiali ferromagnetici di ritenere un residuo di magnetizzazione dopo essere stati esposti a un campo magnetico.
ritentivo   agg.  (non com.) atto a ritenere, a contenere | facoltà, capacità ritentiva, quella della memoria  s.m.  (med.) bendaggio che favorisce la saldatura di una ferita tenendone i labbri accostati.
ritenuta   s.f.    • 1 •   (dir.) importo dedotto a vario titolo (imposta sul reddito, contributi sociali, rimborsi ecc.) da un pagamento: ritenuta alla fonte, prelievo fiscale operato sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti da parte del datore di lavoro, in qualità di sostituto d'imposta; ritenuta d'acconto, prelievo fiscale operato da chi deve pagare un compenso a qualcuno come acconto dell'imposta che il beneficiario del pagamento dovrà versare sul complesso dei suoi redditi    • 2 •   (mar.) cavo che serve a guidare o a trattenere un corpo da caricare o scaricare da una nave; legatura per fissare un corpo a bordo.
ritenutezza   s.f.  (non com.) riservatezza; ritegno, cautela.
ritenuto   part. pass.  di ritenere  agg.  (lett.) che ha ritegno; cauto: sii ritenuto nel giudicare!  § ritenutamente avv.  con ritenutezza, con cautela  s.m.  (mus.) riduzione improvvisa della velocità di esecuzione di un brano; ritardando, rallentando.
ritenzione   ant. retenzione, s.f.    • 1 •   il ritenere, l'essere ritenuto; nel linguaggio medico, il non espellere dal corpo ciò che è destinato all'eliminazione: ritenzione idrica, urinaria, fecale    • 2 •   diritto di ritenzione, (dir.) quello spettante al creditore di trattenere a titolo di garanzia un bene del debitore fino a quando questi non abbia adempiuto alle proprie obbligazioni.
ritessere   v. tr.  [io ritèsso ecc.] tessere di nuovo.
ritidectomia   s.f.  operazione di chirurgia plastica con cui si eliminano le rughe del volto.
ritidoma   s.m.  [pl. -mi] (bot.) scorza del fusto e della radice delle piante legnose.
ritina   s.f.  mammifero marino, ormai estinto, con corpo tozzo, muso allungato, linea vertebrale percorsa da una cresta, tronco terminante in una pinna forcuta (ord.  sirenii).
ritingere   v. tr.  [coniugato come tingere]    • 1 •   tingere di nuovo    • 2 •   tingere con altro colore: ritingere un vestito di nero. 
ritintura   s.f.  il ritingere, l'essere ritinto.
ritiramento   s.m.  (ant.) il ritirare, il ritirarsi, l'essere ritirato.
ritirare   v. tr.    • 1 •   tirare di nuovo: ritirare la palla    • 2 •   tirare indietro; ritrarre: sporse la testa e subito la ritirò    • 3 •   richiamare, far tornare indietro: le sentinelle sono state ritirate dal confine  | prendere, farsi consegnare: ritirare lo stipendio, un pacco  | togliere dalla circolazione: le vecchie banconote sono state ritirate    • 4 •   (fig.) dichiarare come non detto o non fatto; ritrattare, disdire: ritirare una promessa, la parola data  | ritirarsi v. rifl.    • 1 •   tirarsi indietro; indietreggiare: i soldati si sono ritirati dal fronte    • 2 •   rientrare in casa: ritirarsi presto la sera  | andare a vivere in un posto isolato; appartarsi in luogo solitario: si è ritirato nella sua villa di campagna  | ritirarsi in sé stesso, raccogliersi in sé    • 3 •   interrompere un'attività rinunziare a partecipare o a portare a termine un concorso, una gara: ritirarsi da un impiego, dalla politica; molti ciclisti si sono ritirati a metà corsa  | venir meno a un impegno: prima ha promesso, poi si è ritirato  | v. rifl.    • 1 •   accorciarsi, restringersi: la tela si ritira quando viene bagnata    • 2 •   arretrare, defluire: cessata la piena, le acque cominciarono a ritirarsi. 
ritirata   s.f.    • 1 •   arretramento, ripiegamento di truppe in guerra per evitare lo scontro col nemico: ritirata tattica, strategica; essere, battere in ritirata; tagliare la ritirata al nemico    • 2 •   (fig.) il rinunciare, il cedere: ha fatto una prudente ritirata di fronte alle difficoltà  | ritirata strategica, (fig.) l'evitare di andare incontro a un sicuro insuccesso recedendo abilmente dalle proprie posizioni    • 3 •   il rientro dei soldati in caserma alla sera; il segnale che annuncia l'ora del rientro: suona la ritirata    • 4 •   gabinetto, latrina, spec. sulle vetture ferroviarie.
ritiratezza   s.f.  (rar.) lo starsene ritirato, appartato.
ritirato   part. pass.  di ritirare  agg.  solitario, appartato: far vita ritirata; vivere in un luogo ritirato | persona ritirata, che vive appartata § ritiratamente avv.  (non com.) in modo, in luogo ritirato.
ritiro   s.m.    • 1 •   il ritirare richiamando, riprendendo o annullando: il ritiro delle truppe; il ritiro della patente; il ritiro del provvedimento  | riscossione: ritiro dello stipendio    • 2 •   il ritirarsi in luogo appartato: un ritiro di studio  | ritiro spirituale, il ritirarsi presso un eremo o una comunità religiosa per un periodo di istruzione e meditazione; anche, il tempo e il luogo in cui ci si ritira | ritiro collegiale, (sport) periodo di preparazione atletica e tattica di una squadra    • 3 •   il ritirarsi da un'attività pubblica, da un impiego, da un concorso, una gara e sim.: il ritiro dalla vita politica    • 4 •   luogo appartato dove si possa vivere in solitudine: un ritiro di campagna    • 5 •   (metall.) contrazione volumetrica che si verifica nei materiali metallici quando, dopo la fusione, si solidificano.
ritisma   s.m.  (bot.) genere di funghi ascomiceti parassiti delle foglie di alcune piante.
ritmare   v. tr.  scandire secondo un ritmo; adattare a un determinato ritmo: ritmare la marcia, il passo. 
ritmato   part. pass.  di ritmare  agg.  che ha, che segue un ritmo; scandito secondo un certo ritmo: passo ritmato. 
ritmica   s.f.  (mus. , metr.) teoria del ritmo.
ritmicità   s.f.  l'essere ritmico; il carattere di un movimento che si svolge secondo un ritmo.
ritmico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si svolge secondo un ritmo, che è caratterizzato da ritmo: movimento ritmico; andatura ritmica | poesia ritmica, quella che si basa sugli accenti e non sull'elemento quantitativo delle sillabe | (ginnastica) ritmica, disciplina intermedia tra la danza e la ginnastica artistica    • 2 •   che dà, imprime un ritmo: accento ritmico    • 3 •   (estens.) armonico nei movimenti o nelle linee: l'andamento ritmico di una facciata architettonica  § ritmicamente avv.  in modo ritmico, secondo un ritmo.
ritmico-melodico  ritmico-melodico  ⇨ ritmomelodico.
ritmo   s.m.    • 1 •   successione regolare, periodica, cadenzata: il ritmo delle stagioni; il ritmo cardiaco; un passo di marcia dal ritmo sostenuto  | (estens.) andamento di un fenomeno, di un'attività: il ritmo della vita moderna; il ritmo delle nascite continua a decrescere; un ritmo di lavoro impossibile    • 2 •   (metr.) ciò che contraddistingue formalmente la poesia dalla prosa, e che è dato dall'alternarsi, secondo determinati schemi, di sillabe lunghe e brevi nella metrica quantitativa, di sillabe toniche e atone nella metrica accentuativa: il ritmo dell'esametro, dell'endecasillabo  | (estens.) andamento generale di un periodo, di una frase o di un intero testo: il ritmo narrativo di un romanzo    • 3 •   componimento poetico delle origini, per lo più in lasse monorime, che segna il passaggio dalla metrica dei ritmi basso-latini alla metrica italiana accentuativa: ritmo laurenziano, ritmo cassinese    • 4 •   (mus.) l'organizzazione della durata delle note e delle pause; più comunemente, la cadenza propria degli elementi di una composizione che costituiscono l'accompagnamento: ritmo di valzer, di mazurka, di samba  | nella musica leggera, composizione in cui il fattore ritmico prevale sulla melodia: ballare un ritmo lento    • 5 •   (fig.) successione armonica di forme nello spazio: il ritmo simmetrico di una struttura architettonica. 
ritmografia   s.f.  (cine. , tv) nella tecnica di doppiaggio, rappresentazione oscillografica delle battute da tradurre, in modo da consentire ai doppiatori di emettere la voce secondo lo stesso ritmo degli attori.
ritmologia   s.f.  (mus.) studio dei ritmi.
ritmomelodico   o ritmico-melodico [rìt-mi-co-me-lò-di-co], agg.  [pl. m. -ci] si dice di musica leggera che elabora melodie classiche o tradizionali su basi ritmiche moderne derivate dal jazz o dal rock; anche, di complesso strumentale che esegue tale musica.
rito   s.m.    • 1 •   ogni atto o complesso di atti che deve essere eseguito secondo norme rigorosamente codificate; in partic., cerimonia religiosa svolta secondo una norma e una forma prescritta: rito di iniziazione; rito battesimale  | (estens.) la norma, la forma stessa secondo cui devono svolgersi tali atti o cerimonie    • 2 •   complesso delle cerimonie di un dato culto; liturgia: rito romano, bizantino, ambrosiano    • 3 •   (antiq.) grado di solennità di una cerimonia religiosa: rito semplice, doppio    • 4 •   (estens.) usanza, costume: il rito del tè  | essere di rito, essere d'uso    • 5 •   (dir.) procedura: rito civile, penale; rito sommario, formale. 
ritoccamento   s.m.  (non com.) ritoccatura.
ritoccare   v. tr.  [io ritócco, tu ritócchi ecc.]    • 1 •   toccare di nuovo    • 2 •   apportare a qualcosa una variazione per correggere o abbellire: ritoccare un disegno; ritoccare una fotografia, eliminare i difetti della negativa nella stampa | ritoccarsi le labbra, gli occhi, ravvivarne il trucco | ritoccare i prezzi, aumentarli | ritoccarsi v. rifl.  di cavalli in corsa o al passo, battere lo zoccolo posteriore contro quello anteriore.
ritoccata   s.f.  il ritoccare rapidamente. dim. ritoccatina. 
ritoccatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto a operazioni di ritocco fotografico.
ritoccatura   s.f.  (non com.) ritocco.
ritocco   s.m.  [pl. -chi] il ritoccare, l'essere ritoccato, per lo più apportando miglioramenti o correzioni; leggera variazione: apportare ritocchi a un testo.  dim. ritocchino. 
ritogliere   poet. ritorre, v. tr.  [coniugato come tògliere] togliere di nuovo; riprendere quel che si era dato o ci era stato preso.
ritondare   v. tr.  [io ritóndo ecc.] (ant.) arrotondare.
ritondo   e deriv.   ⇨ rotondo e deriv. 
ritone   s.m.  (archeol.) sorta di bicchiere a forma di corno in uso presso gli antichi greci.
ritorcere   v. tr.  [coniugato come torcere]    • 1 •   torcere di nuovo o con maggior forza    • 2 •   (fig.) rivolgere quanto viene detto o fatto contro chi ne è stato l'autore: ritorcere un'accusa    • 3 •   nell'industria tessile, eseguire la ritorcitura.
ritorcibile   agg.  (non com.) che si può ritorcere.
ritorcimento   s.m.  (non com.) il ritorcere; ritorsione.
ritorcitoio   s.m.  nell'industria tessile, macchina che esegue la ritorcitura.
ritorcitrice   s.f.  ritorcitoio.
ritorcitura   s.f.  nell'industria tessile, operazione consistente nel torcere insieme due o più fili già torti singolarmente, in modo da ottenere filati più grossi e resistenti.
ritormentare   v. tr.  [io ritorménto ecc.] tormentare di nuovo.
ritornare   v. intr.  [io ritórno ecc.]    • 1 •   tornare, far ritorno: ritornare indietro; ritornare a casa da un viaggio; ritornare ogni giorno in ufficio  | ritornare su un argomento, riparlarne, ripensarci    • 2 •   ripresentarsi, ripetersi: un'immagine che ritorna con frequenza    • 3 •   riacquistare una qualità o uno stato precedente; ridiventare: ritornare buono; il tempo ritorna sereno    • 4 •   (non com.) derivare: ne ritornerà uno svantaggio  | v. tr.    • 1 •   (region.) restituire, ricambiare: ritornare il denaro prestato    • 2 •   (ant.) far tornare: pregheremo iddio che in questa vita il ritorni  (boccaccio dec.  iii, 8) | ritornarsene, ant. o lett. ritornarsi, v. rifl.  ritornare, fare ritorno.
ritornata   s.f.  (ant.) ritorno.
ritornello   s.m.    • 1 •   (mus.) parte di una composizione che viene ripetuta periodicamente, di solito intercalata ad altre | segno sullo spartito che indica la ripetizione di un brano    • 2 •   (metr.) verso o gruppi di versi che nel corso di un componimento si ripetono alla fine di ogni strofa, spec. nella ballata antica; ripresa    • 3 •   (fig.) discorso ripetuto troppo spesso e perciò fastidioso: il tuo non è un ragionamento, è il solito ritornello!. 
ritorno   s.m.    • 1 •   il tornare, il venire di nuovo: viaggio di ritorno; il ritorno delle rondini, della primavera | essere di ritorno, ritornare | biglietto di andata e ritorno, valido per il viaggio di andata e per quello di ritorno | girone di ritorno, (sport) in un campionato, la serie di incontri che contrappongono per la seconda volta, a campi invertiti, le varie squadre | ritorno di fiamma, propagazione di una combustione in senso inverso al flusso di alimentazione del combustibile; in partic., il fenomeno che si verifica in un motore a scoppio quando, per la difettosa chiusura di una valvola, la combustione dei gas risale lungo il condotto di alimentazione e raggiunge il carburatore; (fig.) improvvisa rinascita di una passione, spec. amorosa | leva del ritorno, nelle macchine per scrivere, quella che permette di andare a capo | tasto del ritorno, nelle macchine per scrivere, quello che fa retrocedere il carrello di una battuta | analfabetismo di ritorno, quello di chi, avendo imparato a leggere e a scrivere, ma trascurandone la pratica, torna analfabeta; per estens., l'ignoranza di chi ha studiato ma ha smesso di aggiornarsi    • 2 •   restituzione: fiasco di ritorno, che si rende vuoto al venditore o al produttore | conto di ritorno, (banc.) distinta degli importi (capitale, spese di protesto, commissioni bancarie, interessi legali) di cui chi ha pagato una cambiale protestata può chiedere il rimborso agli obbligati anteriori | ricevuta di ritorno, nel linguaggio postale, tagliando che torna al mittente di un plico raccomandato e che attesta l'avvenuta ricezione del plico da parte del destinatario    • 3 •   (econ.) rendimento di un investimento | (estens.) effetto, risultato positivo che si ottiene come conseguenza indiretta di un'azione, un'operazione: le sponsorizzazioni culturali comportano sempre un ritorno d'immagine. 
ritorre    ⇨ ritogliere.
ritorsione   s.f.    • 1 •   il ritorcere, l'essere ritorto; in partic., comportamento vendicativo nei riguardi di chi ha arrecato un danno materiale o morale | nel commercio internazionale, atto discriminatorio che un paese compie nei confronti di un altro paese in risposta a misure applicate dal secondo e giudicate dal primo come pregiudizievoli allo svolgimento dei normali rapporti commerciali preesistenti    • 2 •   (dir.) causa di giustificazione speciale per cui, in caso di reciprocità di ingiurie, il giudice può dichiarare non punibili uno o entrambi gli offensori.
ritorta   tosc. ritortola, s.f.    • 1 •   ramoscello flessibile usato per legare fascine e altro simile    • 2 •   (ant.) legaccio, cordicella con cui si legano i polsi o i piedi a un prigioniero: sì forte guizzavan le giunte, / che spezzate averien ritorte e strambe  (dante inf.  xix, 26-27).
ritorto   part. pass.  di ritorcere  agg.    • 1 •   contorto: rami ritorti    • 2 •   si dice di filato formato da due o più capi, torti, uniti insieme e sottoposti a una nuova torsione: cotone ritorto  s. m.    • 1 •   filato di fili ritorti    • 2 •   pl.  (mus.) nei secc. xviii e xix, tubi ricurvi che si inserivano nel canneggio dei corni e delle trombe per modificare la lunghezza della colonna di aria vibrante.
ritortola    ⇨ ritorta.
ritosare   v. tr.  [io ritò so ecc.] tosare di nuovo.
ritossire   v. intr.  [io ritossisco, tu ritossisci ecc. ; aus. avere] tossire di nuovo.
ritradire   v. tr.  [io ritradisco, tu ritradisci ecc.] tradire di nuovo.
ritradurre   v. tr.  [coniugato come tradurre] tradurre di nuovo; anche, tradurre un testo che è a sua volta frutto di traduzione.
ritraduzione   s.f.  nuova traduzione; anche, traduzione di una traduzione.
ritrapiantare   v. tr.  trapiantare nuovamente.
ritrarre   non com. retrarre, v. tr.  [coniugato come trarre]    • 1 •   tirare indietro, ritirare; allontanare, distogliere: ritrarre la mano dal fuoco; la mente si ritrae da quel pensiero    • 2 •   (non com.) trarre, ricavare, percepire: ritrarre buoni guadagni dal commercio    • 3 •   riprodurre, rappresentare con un disegno, una pittura, una fotografia, una ripresa cinematografica: ritrarre un paesaggio, una scena dal vivo  | ritrarre con la parola, descrivere    • 4 •   (ant.) riesportare una merce | v. intr.  [aus. avere] (non com.) somigliare a qualcuno: spesso i figli ritraggono dalla madre  | ritrarsi v. rifl.    • 1 •   tirarsi indietro | recedere da un impegno o da un'iniziativa    • 2 •   raffigurare sé stesso: quel pittore era solito ritrarsi in vesti secentesche. 
ritrasformare   v. tr.  [io ritrasfórmo ecc.] trasformare di nuovo; restituire l'aspetto, la forma precedente | ritrasformarsi v. rifl.  o intr. pron.  riacquistare l'aspetto, la forma precedente.
ritrasmettere   v. tr.  [io ritra smétto ecc.] trasmettere di nuovo; in partic., ripetere una trasmissione radiofonica o televisiva.
ritrasmissione   s.f.  (non com.) trasmissione radiofonica o televisiva diffusa per una seconda volta.
ritratta   s.f.  (ant.)    • 1 •   il ritrarsi, ritirata    • 2 •   il riesportare una merce.
ritrattabile   agg.  che si può ritrattare, che può essere disdetto: un'accusa ritrattabile. 
ritrattamento   s.m.    • 1 •   nuovo trattamento    • 2 •   in una centrale atomica, speciale trattamento cui viene sottoposto il combustibile nucleare usato al fine di poterlo riutilizzare; reprocessing.
ritrattare   (1) v. tr.  (non com.) fare il ritratto a qualcuno.
ritrattare   (2) v. tr.    • 1 •   trattare di nuovo: ritrattare un argomento; ritrattare un metallo con altri reagenti    • 2 •   riconoscere errata e smentire una propria affermazione precedente; disdire: ritrattare un giudizio, un'accusa; ritrattare a voce, per lettera  | ritrattarsi v. rifl.  disdirsi.
ritrattazione   ant. retrattazione, s.f.    • 1 •   il ritrattare, il disdire; la dichiarazione con cui si ritratta qualcosa    • 2 •   (dir.) in un processo, dichiarazione veritiera che ritratta una falsa testimonianza precedentemente resa; dà luogo a non punibilità se avviene prima che sia pronunciata la sentenza.
ritrattista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pittore o scultore specializzato in ritratti | (estens.) scrittore che sa descrivere con efficacia i caratteri dei personaggi.
ritrattistica   s.f.    • 1 •   in pittura o scultura, l'arte, la tecnica del ritratto    • 2 •   il genere del ritratto; il complesso dei ritratti eseguiti in una determinata epoca o propri di un autore, di una corrente artistica: la ritrattistica antica, rinascimentale; la ritrattistica di ingres. 
ritrattistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'arte del ritratto: tecnica ritrattistica. 
ritratto   part. pass.  di ritrarre  agg.  che è rappresentato, raffigurato  s.m.    • 1 •   immagine fotografica, pittorica o scultoria del viso, del busto o dell'intera figura di una persona: ritratto di profilo, a mezzo busto; ritratto a olio; il ritratto di leone x di raffaello  | (estens.) descrizione letteraria dell'aspetto fisico o del carattere di una persona, o anche di un luogo: il «gattopardo» è un romanzo ricco di ritratti ben riusciti.  dim. ritrattino    • 2 •   (fig.) si dice di persona che assomiglia molto a qualcuno o sembra la personificazione di qualcosa: è il ritratto del nonno; sembra il ritratto della miseria. 
ritraversare   v. tr.  [io ritravèrso ecc.] traversare di nuovo o in senso inverso.
ritrazione   o retrazione, s.f.  il ritirare, il ritirarsi, l'essere ritirato; restringimento, diminuzione di volume.
ritrecine   s.m.  organo motore dei mulini ad acqua costituito da una ruota di legno con palette.
ritrito   agg.  (non com.) tritato più volte | trito e ritrito, (fig.) ripetuto più volte fino alla noia: un argomento trito e ritrito. 
ritroncare   v. tr.  [io ritrónco, tu ritrónchi ecc.] troncare di nuovo.
ritrosaggine   s.f.  ritrosia.
ritrosia   s.f.  l'esser ritroso; qualità di chi è ritroso; qualità di chi sta in disparte o difficilmente acconsente alla volontà altrui | (estens.) scontrosità.
ritrosità   s.f.  (non com.) l'atteggiamento di chi è ritroso; ritrosia.
ritroso   ant. retroso, agg.    • 1 •   poco socievole per timidezza o per modestia | che è restio a dire o a fare qualcosa: essere ritroso a parlare in pubblico    • 2 •   nella loc. avv. a ritroso, all'indietro, in senso opposto a quello normale: procedere a ritroso  § ritrosamente avv.  con ritrosia.
ritrovabile   agg.  che si può ritrovare; reperibile.
ritrovamento   s.m.  il ritrovare, l'essere ritrovato; invenzione, scoperta: il ritrovamento di documenti antichi. 
ritrovare   v. tr.  [io ritròvo ecc.]    • 1 •   trovare qualcosa smarrita o nascosta; scoprire in seguito a ricerche, a indagini: ritrovare gli occhiali; ritrovare un documento in archivio    • 2 •   (fig.) riacquistare, ricuperare: ritrovare le forze, la serenità    • 3 •   trovare di nuovo: ritrovare tutti i giorni le stesse persone  | (fam.) trovarsi ad avere (con la particella pron.): si è ritrovato una bella casetta    • 4 •   (lett.) inventare: i sacri arnesi / che prima ritrovâr cerere e pale  (parini) | ritrovarsi v. rifl.  essere, capitare in un luogo, in una situazione, per lo più involontariamente o inaspettatamente: dopo vari giri ci ritrovammo nel luogo da cui eravamo partiti; ritrovarsi nei guai  | v. rifl.    • 1 •   raccapezzarsi, trovarsi a proprio agio: in mezzo alla confusione non mi ritrovo    • 2 •   incontrarsi nuovamente: ritrovarsi con qualcuno; si ritrovarono dopo tanti anni. 
ritrovato   part. pass.  di ritrovare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  ogni cosa che s'inventi, si scopra attraverso ricerche, studi: l'ultimo ritrovato della scienza  | (estens.) invenzione, espediente: se l'è cavata con un bel ritrovato. 
ritrovatore   s.m.  [f. -trice] chi ritrova; scopritore, inventore.
ritrovo   s.m.    • 1 •   il ritrovarsi insieme; riunione, convegno: il ritrovo degli alpini    • 2 •   locale pubblico in cui ci si ritrova o ci si riunisce per chiacchierare o divertirsi: ritrovo notturno. 
ritto   agg.    • 1 •   dritto in piedi, levato in alto; che è in posizione verticale: stare ritto; mettere la bottiglia ritta | per ritto, in posizione verticale    • 2 •   (ant.) destro: a man ritta, a destra  s.m.    • 1 •   struttura verticale con funzione di sostegno | nell'atletica leggera, ciascuno dei due supporti graduati verticali a cui si appoggia orizzontalmente l'asticella per il salto in alto e il salto con l'asta    • 2 •   nell'alzo delle armi da fuoco portatili, la piastrina che reca indicata la tacca di mira    • 3 •   la parte o il verso diritto di qualcosa: un foglio scritto al ritto e al rovescio. 
rittochino   s.m.  (agr.) particolare tipo di sistemazione dei terreni collinari, con gli acquidocci disposti secondo la linea di massima pendenza.
rituale   agg.    • 1 •   che segue il rito; conforme ai riti: preghiere rituali | libri rituali, che contengono le norme riguardanti lo svolgimento dei riti    • 2 •   (estens.) conforme all'abitudine, alle consuetudini; secondo la regola, la procedura: domanda rituale   s.m.    • 1 •   l'insieme delle formule e degli atti propri di un rito: rispettare, seguire il rituale; il rituale della pasqua    • 2 •   nella chiesa cattolica, libro liturgico che contiene le norme e le formule relative ai vari sacramenti, sacramentali o benedizioni che un sacerdote può amministrare    • 3 •   (estens.) insieme di norme che regolano lo svolgimento di una cerimonia; cerimoniale: osservare il rituale  § ritualmente avv.  secondo il rito: procedere ritualmente. 
ritualismo   s.m.  tendenza religiosa che dà più importanza alle manifestazioni rituali del culto che al sentimento che dovrebbe ispirarle (per lo più spreg.) | corrente della chiesa anglicana che rivaluta gli aspetti liturgici tradizionali propri dell'antica chiesa inglese e del cattolicesimo.
ritualista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   esperto delle norme rituali    • 2 •   (spreg.) chi riduce la pratica religiosa alla pura osservanza del rituale prescritto.
ritualistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al rito o al rituale § ritualisticamente avv. 
ritualità   s.f.  qualità, caratteristica delle cose rituali.
ritualizzare   v. tr.    • 1 •   rendere rituale, considerare come elemento di un rito: la corrida è uno spettacolo ritualizzato    • 2 •   stabilire l'insieme delle norme secondo le quali si deve svolgere un rito.
ritualizzazione   s.f.  il ritualizzare, l'essere ritualizzato.
rituffare   v. tr.  tuffare di nuovo | rituffarsi v. rifl.  tuffarsi di nuovo (anche fig.): rituffarsi negli studi. 
riturare   v. tr.  turare di nuovo.
riubriacare   v. tr.  [io riubriàco, tu riubriàchi ecc.] ubriacare di nuovo | riubriacarsi v. rifl.  ubriacarsi di nuovo.
riudire   v. tr.  [coniugato come udire] udire di nuovo: riudire il suono delle campane. 
riungere   v. tr.  [coniugato come ungere] ungere di nuovo.
riunificare   v. tr.  [io riunìfico, tu riunìfichi ecc.] unificare di nuovo | riunificarsi v. rifl.  unificarsi di nuovo.
riunificazione   s.f.  il riunificare, il riunificarsi, l'essere riunificato.
riunione   s.f.    • 1 •   il riunire, il riunirsi, l'essere riunito: la riunione di due parti staccate  | riferito a persone, il tornare riunite dopo un periodo di lontananza, di separazione: la riunione di una famiglia    • 2 •   il riunirsi di più persone in un luogo; adunanza, convegno: riunione politica, religiosa; andare, partecipare a una riunione  | (estens.) insieme di persone riunite: tutta la riunione scoppiò in un applauso    • 3 •   (sport) serie di gare che si svolgono in una stessa seduta: riunione di pugilato, di ciclismo. 
riunire   v. tr.  [io riunisco, tu riunisci ecc.]    • 1 •   unire di nuovo: riunire i pezzi di una collezione    • 2 •   mettere insieme, radunare, raccogliere nello stesso luogo: riunire alcuni amici a cena  | (fig.) riconciliare, far tornare uniti: l'antico amore riunì i due sposi  | riunirsi v. rifl.    • 1 •   raccogliersi, radunarsi: riunirsi in salotto    • 2 •   tornare a unirsi: dopo la lunga separazione, si sono finalmente riuniti. 
riunito   part. pass.  di riunire  agg.  nei sign. del verbo | (estens.) associato: cooperative riunite  s. m.  apparecchiatura dentistica che comprende vari strumenti, come il trapano elettrico, lo spruzzatore d'acqua ecc.
riunitore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi riunisce    • 2 •   (ind. tessile) operaio che lavora alla macchina riunitrice.
riunitrice   s.f.  nell'industria tessile, macchina usata per la preparazione dei filati pettinati.
riunto   part. pass.  di riungere  agg.  unto di nuovo; molto unto | villano riunto, (fam.) uomo volgare arricchitosi.
riurtare   v. tr.  urtare di nuovo | riurtarsi v. rifl.  urtarsi di nuovo | v. rifl.  irritarsi nuovamente.
riusare   v. tr.  usare di nuovo.
riuscire   pop. riescire, v. intr.  [coniugato come uscire; aus. essere]    • 1 •   uscire di nuovo: è tornato a casa tardi ed è subito riuscito    • 2 •   uscire, sboccare; mettere capo, arrivare (anche fig.): questo vicolo riesce nella piazza; non capisco dove voglia riuscire con questo discorso    • 3 •   (fig.) detto di cosa, avere un determinato esito o compimento; risultare: riuscire bene, male; riuscire utile, dannoso  | (assol.) avere buon esito: la festa è riuscita    • 4 •   ottenere qualcosa avendovi profuso un certo impegno; realizzare i propri intenti: è riuscito ad avere la meglio; riuscire (nella vita), avere successo, realizzare le proprie aspirazioni | essere capace, essere in grado di far qualcosa: non riesco a leggere senza occhiali  | usato impersonalmente: non mi riesce di fare ciò che dovrei; non gli è riuscito di entrare    • 5 •   rivelare una particolare attitudine, abilità: riuscire bene in matematica    • 6 •   apparire, sembrare: quell'uomo mi riesce antipatico. 
riuscita   s.f.    • 1 •   il riuscire, l'essere riuscito; modo in cui una cosa si attua o una persona realizza i suoi intenti: un prodotto che ha fatto una pessima riuscita; ottenere una brillante riuscita negli studi  | (assol.) buona riuscita: la riuscita di un tentativo    • 2 •   (non com.) sbocco; punto d'arrivo o d'uscita: il viale ha una riuscita in fondo al giardino. 
riuso   s.m.    • 1 •   nuova utilizzazione    • 2 •   in urbanistica, recupero di un'area o di un edificio abbandonato, a uso abitativo o ad altro scopo.
riutilizzare   v. tr.  utilizzare cosa che sia già stata usata, spec. per uno scopo diverso dal precedente: riutilizzare un vecchio cappotto per fare una gonna. 
riutilizzazione   s.f.  nuova utilizzazione; riciclaggio.
riutilizzo   s.m.  riutilizzazione.
riva   s.f.    • 1 •   l'estremo lembo di terreno bagnato dalle acque del mare, di un lago o di un fiume; anche, la zona di terreno retrostante, se si presenta pianeggiante e facile all'approdo | toccare la riva, giungere a riva, approdare (anche fig.)    • 2 •   (estens.) orlo, estremità    • 3 •   (region.) tratto di terreno in pendio; ripa, balza: per comprare la riva di bosco che aveva sopra il vallone  (pavese)    • 4 •   a riva, (mar.) si dice di tutto ciò che, a bordo di una nave, è posto in alto | andare a riva, salire in cima a un albero.
rivaccinare   v. tr.  vaccinare di nuovo contro la stessa malattia.
rivaccinazione   s.f.  ripetizione di una vaccinazione per assicurare uno stato immunitario adeguato contro una malattia infettiva.
rivaggio   s.m.  (ant.) riva | la superficie d'acqua più vicina a riva.
rivale   (1) agg.  e s.m.  e f.  che, chi compete con altri; antagonista, concorrente: le città rivali | non avere rivali, essere superiore a tutti.
rivale   (2) s.m.  (tosc.) striscia di terreno che corre ai margini di un campo | sistemazione a rivale, particolare tipo di sistemazione di terreni a campi pianeggianti, alberati lungo le prode.
rivale   (3) s.m.  rete da pesca del tipo della sciabica.
rivaleggiare   v. intr.  [io rivaléggio ecc. ; aus. avere] essere rivale e competere, contendere con altri.
rivalersi   v. rifl.  [coniugato come valere]    • 1 •   valersi, servirsi di nuovo: si rivalse degli stessi mezzi    • 2 •   farsi valere a propria volta; rifarsi, vendicarsi: mi rivarrò su di voi del danno subito. 
rivalicare   v. tr.  [io rivàlico, tu rivàlichi ecc.] valicare di nuovo.
rivalità   s.f.  l'essere rivale; sentimento, atteggiamento reciproco di invidia ed emulazione: tra i due paesi esiste un'antica rivalità. 
rivalorizzare   v. tr.  valorizzare di nuovo o di più | rivalorizzarsi v. rifl.  o intr. pron.  valorizzarsi di nuovo o di più: quei terreni si sono rivalorizzati. 
rivalorizzazione   s.f.  il rivalorizzare, il rivalorizzarsi, l'essere rivalorizzato.
rivalsa   s.f.    • 1 •   il rivalersi, il procurarsi il risarcimento di un danno, di una perdita; rivincita: cercare una rivalsa; fare qualcosa per rivalsa    • 2 •   (dir.) tratta che il beneficiario o giratario di una cambiale non pagata spicca, alla scadenza, su un obbligato precedente al fine di ottenere il pagamento della somma che gli spetta | nel diritto tributario, principio in base al quale in materia di iva il soggetto che effettua la cessione di beni o la prestazione di servizi deve addebitare la relativa imposta al cessionario o al committente.
rivalutare   v. tr.  [io rivalùto  (meno bene rivàluto) ecc.]    • 1 •   valutare di nuovo    • 2 •   considerare di maggior valore; in partic., riconoscere i pregi di un'opera o di un artista reagendo a precedenti giudizi negativi: la critica recente ha rivalutato la poesia di d'annunzio  | rivalutare (la moneta), (fin.) aumentare il valore della moneta nazionale rispetto a un'altra moneta | rivalutarsi v. rifl.  valutarsi di nuovo o di più.
rivalutativo   agg.  di rivalutazione; proprio del rivalutare: giudizio rivalutativo. 
rivalutazione   s.f.  il rivalutare, il rivalutarsi, l'essere rivalutato: la rivalutazione critica di uno scrittore; la rivalutazione della lira rispetto al dollaro  | rivalutazione contabile, aumento di valore di una o più voci (immobilizzi, impianti, scorte) costituenti l'attivo di un'azienda per adeguarlo al valore corrente: rivalutazione dei cespiti patrimoniali. 
rivangare   meno com. rinvangare, v. tr.  [io rivango, tu rivanghi ecc.]    • 1 •   (non com.) vangare di nuovo: rivangare un terreno    • 2 •   (fig.) ricordare, rievocare cose passate, fatti lontani che sarebbe più opportuno dimenticare; riaprire inutili discussioni: rivangare vecchie liti. 
rivarcare   v. tr.  [io rivarco, tu rivarchi ecc.] varcare di nuovo; varcare ritornando.
rivedere   v. tr.  [coniugato come vedere]    • 1 •   vedere di nuovo, spec. dopo lungo tempo: quando lo rividi non lo riconobbi, tanto era cambiato | non rivedere più qualcosa, si dice di cosa prestata che non sarà più restituita | chi non muore si rivede, (scherz.) a proposito di persona che non si faceva viva da molto tempo    • 2 •   ripassare, rileggere: rivedere la lezione    • 3 •   riprendere in esame; riscontrare, revisionare, correggere: rivedere uno scritto, le bozze; rivedere un giudizio espresso affrettatamente  | riferito a un meccanismo, verificarne il funzionamento: far rivedere il motore dell'automobile | rivedere i prezzi, aggiornarli | rivedersi v. rifl.  vedersi, trovarsi, incontrarsi di nuovo: ci rivedemmo dopo molto tempo | a rivederci, arrivederci | ci rivedremo!, espressione che minaccia una vendetta, una ritorsione e sim.
rivedibile   agg.    • 1 •   che si può o si deve rivedere    • 2 •   si dice di militare di leva che, dichiarato momentaneamente inabile, deve ripresentarsi in seguito per una nuova visita.
rivedibilità   s.f.  l'essere rivedibile, detto di militare di leva.
riveditore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi rivede, revisore.
riveduta   s.f.  il rivedere una volta e rapidamente.
riveduto   part. pass.  di rivedere  agg.  nei sign. del verbo | sottoposto a revisione: edizione riveduta e corretta. 
rivelabile   agg.  che si può rivelare.
rivelamento   s.m.  (non com.) rivelazione.
rivelare   ant. revelare, v. tr.  [io rivélo ecc.]    • 1 •   dire, far conoscere una cosa segreta o che prima non era ben conosciuta; svelare, confidare: gli rivelò le circostanze del delitto; rivelare una confidenza in gran segreto    • 2 •   essere indizio di qualcosa; mostrare con evidenza, apertamente: la risposta rivela la sua ignoranza    • 3 •   rendere percepibile, per mezzo di particolari congegni o procedimenti, un fenomeno non direttamente osservabile coi sensi: rivelare un campo magnetico  | rivelarsi v. rifl.  farsi conoscere, mostrarsi per ciò che si è: si è rivelato un uomo colto. 
rivelato   part. pass.  di rivelare  agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   (teol.) si dice di religione che non si presenta come elaborazione della riflessione dell'uomo, ma che fa risalire la propria origine a una rivelazione divina.
rivelatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi rivela  s.m.    • 1 •   denominazione generica di strumenti atti a segnalare e a misurare fenomeni di varia natura; in partic., dispositivo che rivela la presenza di corpi estranei o di gas tossici: rivelatore di mine; rivelatore di ossido di carbonio    • 2 •   in fisica: rivelatore di particelle, strumento o apparecchio che rivela il passaggio di particelle subatomiche; rivelatore di radiazioni, strumento che rivela la presenza e spesso misura l'intensità delle radiazioni ionizzanti    • 3 •   apparecchio che rivela e riceve le onde elettromagnetiche, in particolare le onde radio    • 4 •   (foto.) soluzione chimica che rende visibile l'immagine latente della pellicola impressionata; sviluppatore.
rivelazione   s.f.    • 1 •   il rivelare, il rivelarsi, l'essere rivelato; la cosa rivelata    • 2 •   persona o cosa o aspetto che si rivela in modo inaspettato, producendo una viva sorpresa: un attore che è stato la rivelazione dell'anno; la sua abilità in cucina è stata una rivelazione    • 3 •   (teol.) l'atto con cui dio manifesta sé stesso all'uomo; il contenuto di tale manifestazione (verità rivelata): rivelazione naturale, la manifestazione di dio attraverso l'universo creato e la coscienza morale | nell'ebraismo e nel cristianesimo, la sacra scrittura, in quanto contiene tutto ciò che dio ha voluto rivelare agli uomini per mezzo degli scrittori da lui ispirati.
rivellino   o revellino, s.m.  opera fortificata eretta come copertura avanzata dinanzi alle porte di una piazzaforte.
rivendere   v. tr.  [io rivéndo ecc.]    • 1 •   vendere di nuovo | vendere ciò che si è comprato    • 2 •   (fig. fam.) superare di molto qualcuno in qualcosa: in chiacchiere rivende tutti. 
rivendibile   agg.  che si può rivendere.
rivendicare   v. tr.  [io rivéndico, tu rivéndichi ecc.]    • 1 •   vendicare di nuovo    • 2 •   richiedere la restituzione di un bene di cui si sia stati ingiustamente privati; riaffermare un diritto, esigere il suo riconoscimento: rivendicare un'eredità; rivendicare libertà di coscienza; rivendicare la paternità di una scoperta    • 3 •   (estens.) chiedere perentoriamente, adducendo un diritto: rivendicare aumenti di stipendio    • 4 •   (lett.) restituire: rivendicare un popolo a libertà    • 5 •   dichiararsi autore di un'azione, attribuirsela: rivendicare la primogenitura di un'idea; rivendicare un attentato, un rapimento. 
rivendicativo   agg.  di rivendicazione; che contiene delle rivendicazioni: piattaforma rivendicativa sindacale. 
rivendicatore   s.m.  [f. -trice] chi rivendica, chi sostiene delle rivendicazioni: il rivendicatore di un popolo oppresso. 
rivendicazione   s.f.  il rivendicare, l'essere rivendicato: rivendicazione sindacale. 
rivendicazionismo   s.m.  tendenza a fare continue rivendicazioni o a far prevalere gli aspetti rivendicativi in un'attività politica o sindacale.
rivendita   s.f.    • 1 •   il rivendere, l'essere rivenduto    • 2 •   spaccio in cui si vendono merci al minuto: rivendita di generi alimentari, di tabacchi. 
rivenditore   s.m.  [f. -trice] chi rivende quanto acquistato presso altri | chi vende al minuto.
rivendugliolo   s.m.  [f. -a] rivenditore al minuto di generi alimentari o di oggetti di poco valore.
rivenire   v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere] venire di nuovo, ritornare | rivenire in sé, (ant.) rinvenire.
rivera    ⇨ riviera.
riverberamento   s.m.  (non com.) il riverberare; riverberazione.
riverberare   v. tr.  [io rivèrbero ecc.] riflettere, irradiare di riflesso (la luce, il calore o il suono) | riverberarsi v. rifl.  riflettersi, tornare indietro: i raggi del sole si riverberano sullo stagno  | (fig.) ripercuotersi, cadere di riflesso: la sua gioia si riverbera sui familiari. 
riverberatoio   s.m.  schermo posto all'imboccatura dei forni a legna perché la fiamma si riverberi all'interno del forno stesso.
riverberazione   s.f.    • 1 •   il riverberare, il riverberarsi; riflessione della luce o del calore | forno a riverberazione, nel quale il calore, riverberato da un'apposita superficie, ritorna sul materiale da cuocere o da fondere    • 2 •   effetto acustico d'ambiente dovuto alla riflessione delle onde sonore; rimbombo.
riverbero   s.m.    • 1 •   il riverberare, il riverberarsi; luce, calore o suono che si riverbera: il riverbero del sole | di riverbero, (fig.) di riflesso, di conseguenza    • 2 •   (tecn.) dispositivo che permette di regolare la riverberazione acustica negli strumenti elettronici    • 3 •   superficie concava usata per riverberare la luce: lampada a riverbero    • 4 •   forno a riverbero, lo stesso che forno a riverberazione. 
riverente   meno com. reverente, agg.  che nutre rispetto, che mostra riverenza: mostrarsi riverente a qualcuno; parole riverenti  § riverentemente avv.  con riverenza.
riverenza   meno com. reverenza, s.f.    • 1 •   sentimento di profondo rispetto e di viva considerazione: un dolore contenuto che ispira riverenza | con riverenza parlando, lo stesso, ma meno com., di con rispetto parlando    • 2 •   inchino fatto in segno di deferenza: fare una riverenza. 
riverenziale    ⇨ reverenziale.
riverire   v. tr.  [io riverisco, tu riverisci ecc.]    • 1 •   rispettare profondamente: riverire i genitori    • 2 •   salutare con particolare deferenza; ossequiare: la riverisco!. 
riverito   part. pass.  di riverire  agg.  ossequiato, profondamente rispettato | come espressione antiq. di saluto: riverito, signor padrone!; anche, in formule epistolari antiq.: riverito signore, con questa lettera mi rivolgo alla sua cortesia. 
riverniciare   v. tr.  [io rivernìcio ecc.] verniciare di nuovo.
riverniciata   s.f.  riverniciatura sommaria. dim. riverniciatina. 
riverniciatura   s.f.  operazione e risultato del riverniciare.
riversamento   s.m.  operazione tecnica con cui si fanno passare suoni o immagini da un supporto (disco, nastro, pellicola) a un altro.
riversare   v. tr.  [io rivèrso ecc.]    • 1 •   versare di nuovo: riversò il vino nel bicchiere    • 2 •   spargere, effondere: il vulcano continua a riversare lava sulle sue pendici  | (fig.) far ricadere: riversare tutto l'affetto sui figli; riversare la propria colpa su altri    • 3 •   (tecn.) operare un riversamento | riversare una registrazione, trascriverla o trasferirla su altro supporto | riversarsi v. rifl.  traboccare, spargersi: la piena del fiume si è riversata nei campi  | (estens.) irrompere disordinatamente: la folla si riversò nella piazza. 
riversato   part. pass.  di riversare  agg.    • 1 •   girato sottosopra, rovesciato    • 2 •   (ant.) supino: la gelata / ruvidamente un'altra gente fascia, / non volta in giù, ma tutta riversata  (dante inf.  xxxiii, 91-93).
riversibile   e deriv.   ⇨ reversibile e deriv. 
riversina    ⇨ reversina.
riversione    ⇨ reversione.
riverso   agg.  rovesciato all'indietro; supino: cadere riverso  s. m.  (ant.)    • 1 •   il riversarsi; rivolgimento, franamento: questa vecchia roccia, / qui e altrove, tal fece riverso  (dante inf.  xii, 44-45)    • 2 •   colpo di rovescio.
rivertere   o rinvertere, v. tr.  [io rivèrto ecc.] (ant.) rivoltare, rivolgere: l'un verso 'l mento e l'altro in sú rinverte  (dante inf.  xxx, 57).
rivestimentista   s.m.  [pl. -sti] nell'edilizia, operaio che esegue lavori decorativi o mette in opera rivestimenti.
rivestimento   s.m.  il rivestire, il rivestirsi, l'essere rivestito | il materiale usato per rivestire; anche, il risultato dell'operazione: il rivestimento di questa stanza non è omogeneo allo stile dell'appartamento. 
rivestire   v. tr.  [io rivèsto ecc.]    • 1 •   vestire di nuovo; rifornire di nuovi vestiti: rivestire qualcuno da capo a piedi    • 2 •   coprire, foderare una superficie per protezione o per ornamento: rivestire con carta i cassetti di un armadio; rivestire una parete di piastrelle    • 3 •   (fig.) coprire, mascherare, ammantare: rivestirono il loro egoismo di falsa generosità    • 4 •   vestire, indossare: rivestire un camice, la toga; rivestire un'armatura | rivestire grande importanza, (fig.) averne molta: la questione riveste grande importanza    • 5 •   (fig.) ricoprire una carica, una dignità, un ufficio: riveste il grado di capitano  | rivestirsi v. rifl.    • 1 •   vestirsi di nuovo; ricoprirsi: si alzò dal letto e si rivestì; gli alberi si rivestono di foglie    • 2 •   procurarsi nuovi abiti; abbigliarsi diversamente da prima: rivestirsi da capo a piedi    • 3 •   indossare: si rivestì dell'armatura | rivestirsi delle armi, cingerle.
rivestito   part. pass.  di rivestire   agg.    • 1 •   ricoperto di abiti o di altro rivestimento (anche fig.): rivestito di seta; una parete rivestita di marmo; avvenimenti rivestiti di un'atmosfera leggendaria    • 2 •   vestito a nuovo.
rivestitura   s.f.  il rivestire, l'essere rivestito; il materiale con cui si riveste: una rivestitura di paglia. 
rivettare   v. tr.  congiungere mediante rivetti.
rivettatrice   s.f.  utensile a tenaglia usato per ribattere rivetti.
rivettino   s.m.    • 1 •   dim.  di rivetto    • 2 •   (ant.) ripiegatura verso l'esterno apportata intorno alla coccia della spada per meglio proteggere la mano.
rivetto   s.f.  lo stesso che ribattino.  dim. rivettino. 
riviera   ant. rivera, s.f.    • 1 •   tratto costiero; fascia di terra lungo il mare (usato spec. nelle denominazioni geografiche): riviera di levante, riviera di ponente, quelle in cui si suole dividere la costa ligure    • 2 •   (ant.) corso d'acqua; ruscello, fiume: e vidi lume in forma di rivera / fulvido di fulgore, intra due rive / dipinte di mirabil primavera  (dante par.  xxx, 61-63)    • 3 •   (sport) ostacolo dei concorsi ippici consistente in una siepe larga oltre    • 5 •   m cui segue un fossato pieno d'acqua.
rivierasco   agg.  [pl. m. -schi] di, della riviera; costiero: popolazione, vegetazione rivierasca. 
rivincere   v. tr.  [coniugato come vincere] vincere di nuovo | ricuperare vincendo ciò che si era perduto, spec. al gioco: ho rivinto tutto il mio denaro. 
rivincita   s.f.    • 1 •   nei giochi e negli sport, la seconda partita, concessa dal vincente all'avversario; la vittoria riportata in questa competizione: dare, chiedere, ottenere la rivincita    • 2 •   (estens.) successo riportato dopo una precedente affermazione altrui; il rifarsi di una sconfitta subita; rivalsa: prendersi la rivincita. 
rivisitare   v. tr.  [io rivì sito ecc.] visitare di nuovo | rivisitare un'opera, un autore, un periodo storico ecc. , (fig.) studiarli o considerarli da un nuovo punto di vista, diverso da quello tradizionale.
rivisitazione   s.f.  il rivisitare, l'essere rivisitato (spec. fig.).
rivista   s.f.    • 1 •   il rivedere, il passare nuovamente in visione; in partic., il rileggere, il revisionare: dare una rivista agli appunti    • 2 •   (mil.) ispezione compiuta dagli ufficiali per accertarsi del buon assetto dei singoli soldati o di interi reparti; rassegna che, in determinate ricorrenze, le autorità pubbliche compiono di reparti schierati o di truppe in sfilata: rivista all'equipaggiamento, alle armi; passare in rivista    • 3 •   pubblicazione periodica che raccoglie studi scientifici o dà informazioni in un determinato campo: rivista medica, letteraria; rivista di caccia e pesca  | rassegna ragionata di pubblicazioni | periodico illustrato che tratta argomenti d'attualità rotocalco: comprare una rivista in edicola  | rivista elettronica, periodico pubblicato in forma di videocassetta, videodisco o immesso in rete telematica    • 4 •   spettacolo di varietà in cui numeri musicali e di balletto si alternano a numeri comici, di illusionismo, di abilità e sim.
rivistaiolo   agg.  di, da rivista; che ha il carattere superficiale, leggero e un po' volgare degli spettacoli di rivista: comicità rivistaiola. 
rivisto   part. pass.  di rivedere  agg.  che è stato visto di nuovo; che è stato sottoposto a revisione.
rivitalizzare   v. tr.  rendere di nuovo vivo, vitale; rivivificare | rivitalizzarsi v. rifl.  acquistare nuova vitalità rivivificarsi.
rivitalizzazione   s.f.  il rivitalizzare, il rivitalizzarsi, l'essere rivitalizzato.
rivivenza   s.f.  (non com.) il rivivere (spec. fig.) | reviviscenza.
rivivere   v. intr.  [coniugato come vivere; aus. essere  e, meno com., avere]    • 1 •   vivere di nuovo, tornare a vivere: una moda che rivive    • 2 •   (fig.) riprendere le forze; riacquistare nuovo vigore: sentirsi rivivere    • 3 •   (fig.) perpetuarsi, continuare: nel figlio rivivono le stesse qualità del padre  | v. tr.  vivere di nuovo: come vorrei rivivere quegli anni felici!. 
rivivificare   v. tr.  [io rivivìfico, tu rivivìfichi ecc.] vivificare di nuovo (spec. fig.) | rivivificarsi v. rifl.  acquistare nuova vitalità rivitalizzarsi.
rivivificazione   s.f.  il rivivificare, il rivivificarsi, l'essere rivivificato.
rivivire    ⇨ rinvivire.
riviviscente    ⇨ reviviscente.
riviviscenza    ⇨ reviviscenza.
rivo   s.m.  (lett.) piccolo corso d'acqua, ruscello: tu sol mi ascolti, o solitario rivo  (foscolo sonetti) | (estens.) qualsiasi liquido che scorre: un rivo di lacrime. 
rivocare   e deriv.   ⇨ revocare e deriv. 
rivolare   v. intr.  [io rivólo ecc. ; aus. essere  o avere] volare di nuovo; tornare a volo (anche fig.): il pensiero rivola agli anni felici. 
rivolere   v. tr.  [coniugato come volere]    • 1 •   volere di nuovo    • 2 •   volere la restituzione di qualcosa che ci appartiene: rivoglio quel libro. 
rivolgere   v. tr.  [coniugato come volgere]    • 1 •   volgere o volgere di nuovo; dirigere, indirizzare (anche fig.): rivolgere i propri passi verso casa; rivolgere la parola, il saluto; rivolgere il pensiero, l'animo    • 2 •   volgere da un'altra parte: rivolgere lo sguardo altrove  | distogliere, allontanare: rivolgere qualcuno da una cattiva azione    • 3 •   rovesciare, rivoltare: rivolgere un sacco  | (fig.) agitare nella mente, nell'animo: rivolgeva nel suo intimo propositi di vendetta    • 4 •   (non com.) far ribellare, eccitare alla rivolta | rivolgersi v. rifl.    • 1 •   volgersi indietro in una determinata direzione, verso una determinata persona: rivolgersi a guardare; si rivolse verso di me con aria minacciosa    • 2 •   (fig.) indirizzarsi, ricorrere per aiuto, per informazioni ecc.: se avete bisogno di aiuto, rivolgetevi a noi. 
rivolgimento   s.m.    • 1 •   il rivolgere, il rivolgersi, l'essere rivolto    • 2 •   (fig.) mutamento di un ordine, di un assetto costituito; sconvolgimento: un periodo storico caratterizzato da profondi rivolgimenti    • 3 •   (med.) in ostetricia, manovra manuale che modifica la posizione del feto per favorire il parto.
rivolo   s.m.  piccolo rivo; ruscello (per lo più iperb.): un rivolo di sangue, di sudore.  dim. rivoletto. 
rivolta   s.f.    • 1 •   il rivoltarsi di più individui contro un ordine costituito; ribellione, insurrezione, sommossa: reprimere, sedare una rivolta; una rivolta politica    • 2 •   (non com.) estremità di una manica, di un guanto o di uno stivale che si ripiega in fuori; rovescia    • 3 •   (ant.) parte di una strada o di un fiume che s'incurva a gomito    • 4 •   (lett.) avvolgimento, giro: 'n se stesso volubil si raggira / con mille rapidissime rivolte  (tasso g. l.  xviii, 22).
rivoltamento   s.m.  (non com.) il rivoltare, il rivoltarsi, l'essere rivoltato.
rivoltante   part. pres.  di rivoltare  agg.  che ripugna al gusto o alla coscienza; stomachevole, ributtante: un intruglio rivoltante; disonestà rivoltante. 
rivoltare   v. tr.  [io rivòlto ecc.]    • 1 •   voltare di nuovo, rigirare: rivoltare un guanto  | voltare dall'altra parte: rivoltare una bistecca sulla graticola    • 2 •   voltare più volte rimestando: rivoltare l'insalata nell'insalatiera | rivoltare un abito, rifarlo sostituendo il rovescio al diritto    • 3 •   causare un senso di repulsione, di disgusto; nauseare (anche fig.): un cibo che rivolta lo stomaco; il suo contegno mi rivolta    • 4 •   (non com.) indurre a ribellarsi | rivoltarsi v. rifl.  volgersi all'indietro, da un'altra parte: se ne andò senza rivoltarsi  | v. rifl.  ribellarsi, opporsi con violenza: rivoltarsi a un ordine, all'autorità. 
rivoltata   s.f.  il rivoltare: dare una rivoltata alla frittata. 
rivoltatura   s.f.  il rivoltare, l'essere rivoltato: rivoltatura di un cappotto. 
rivoltella   s.f.  pistola a ripetizione le cui cartucce sono inserite in un tamburo rotante; revolver.
rivoltellata   s.f.  colpo di rivoltella; revolverata.
rivolto   part. pass.  di rivolgere  agg.  volto, girato: rivolto indietro, da un lato  s. m.  (mus.) inversione dell'ordine dei suoni che costituiscono un intervallo o un accordo.
rivoltolamento   s.m.  (non com.) il rivoltolare, il rivoltolarsi, l'essere rivoltolato.
rivoltolare   v. tr.  [io rivòltolo ecc.] voltolare di nuovo; voltolare più volte | rivoltolarsi v. rifl.  voltolarsi di nuovo; voltolarsi più volte: rivoltolarsi nel letto. 
rivoltolio   s.m.  un rivoltolare o un rivoltolarsi frequente e continuato.
rivoltolone   s.m.  il rivoltolarsi all'improvviso e con violenza; sobbalzo.
rivoltoso   agg.  detto di persona, che è in rivolta, che partecipa a una rivolta | (non com.) riferito a cosa, che costituisce rivolta: moti rivoltosi   s.m.  [f. -a] persona che promuove o è coinvolta in una rivolta: i rivoltosi si sono arresi. 
rivoluzionamento   s.m.  cambiamento improvviso e radicale.
rivoluzionare   v. tr.  [io rivoluzióno ecc.]    • 1 •   promuovere, realizzare una rivoluzione    • 2 •   (fig.) trasformare, rinnovare radicalmente un ordine preesistente: un'idea che rivoluzionerà il mondo    • 3 •   (fig.) mettere sottosopra, in disordine: rivoluzionò tutta la casa. 
rivoluzionario   agg.    • 1 •   di, relativo a una rivoluzione: capo rivoluzionario  | tribunale rivoluzionario, operante durante una rivoluzione    • 2 •   (fig.) che rinnova profondamente, o mira a rinnovare radicalmente, un ordine prestabilito: atteggiamento rivoluzionario; idee rivoluzionarie   s.m.  [f. -a] fautore di una rivoluzione (anche fig.).
rivoluzionarismo   s.m.  l'ideologia e la pratica politica di chi si propone di modificare l'assetto politico e sociale mediante una rivoluzione.
rivoluzione   s.f.    • 1 •   rivolgimento violento dell'ordine politico-sociale vigente: lo scoppio di una rivoluzione | rivoluzione francese  (o dell'89), quella che in francia abbatté l'assolutismo monarchico e creò le premesse del moderno stato borghese | rivoluzione russa  (o d'ottobre), quella che nel 1917 portò all'abbattimento del potere zarista e all'instaurazione di un regime socialista | rivoluzione dei garofani, rivoluzione incruenta che nel 1974 ristabilì le libertà democratiche in portogallo    • 2 •   (estens.) trasformazione rapida e radicale di un assetto, di un sistema (per effetto di nuove scoperte, dell'applicazione di nuove metodologie ecc.): rivoluzione industriale, tecnologica, informatica    • 3 •   profondo rinnovamento scientifico, culturale, del comportamento, del costume e sim.: la rivoluzione romantica  | rivoluzione copernicana, la nuova concezione cosmologica fondata sul sistema eliocentrico copernicano | rivoluzione culturale, per antonomasia, movimento di rinnovamento politico-culturale sviluppatosi in cina tra il 1966 e il 1969, ispirato al pensiero di mao dzedong    • 4 •   (fig.) confusione, scompiglio: che rivoluzione in casa quando giocano i bambini!    • 5 •   (fis.) movimento di un corpo che gira intorno al proprio asse: la rivoluzione della ruota  | (astr.) movimento di un corpo celeste che compie un'orbita ellittica intorno a un altro: la rivoluzione della terra intorno al sole    • 6 •   rivoluzione cardiaca, (med.) successione ciclica dei movimenti del cuore.
rivolvere   v. tr.  [io rivòlvo ecc.] (ant. , lett.)    • 1 •   rivolgere    • 2 •   distogliere, allontanare: la qual  [la viltà] molte fi°ate l'omo ingombra / sí che d'onrata impresa lo rivolve  (dante inf.  ii, 46-47)    • 3 •   (fig.) ripensare, rimuginare.
rivomitare   v. tr.  e intr.  [io rivòmito ecc. ; aus. dell'intr. avere] vomitare nuovamente.
rivotare   (1) v. tr.  e intr.  [io rivóto ecc. ; aus. dell'intr. avere] votare nuovamente | rivotarsi v. rifl.  tornare a votarsi, a dedicarsi.
rivotare   (2)  ⇨ rivuotare.
rivularia   s.f.  (bot.) genere di alghe cianoficee, costituite da filamenti pluricellulari.
rivulsione    ⇨ revulsione.
rivulsivo    ⇨ revulsivo.
rivuotare   o rivotare, v. tr.  [coniugato come vuotare] vuotare nuovamente.
riya¯  l riya¯l;s.m. invar.  unità monetaria dell'iran, dell'arabia, dello yemen, dell'oman e di alcuni emirati arabi.
-riza  -riza secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. rhíza  'radice'; indica 'radice' o relazione con le radici (coleorriza).
rizatono    ⇨ rizoatono.
rizena   s.f.  mammifero carnivoro simile alla mangusta; viene addomesticato per cacciare topi e serpenti.
rizina   s.f.  (bot.) rizoide.
rizo-  rizo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. rhíza  'radice'; vale 'radice', in senso proprio o in accezione linguistica (rizoatono, rizoma).
rizoatono   o rizatono, agg.  (ling.) si dice di vocabolo che non reca l'accento sulla parte radicale, ma sul prefisso o sul suffisso; si contrappone a rizotonico. 
rizobio   s.m.  (biol.) genere di batteri capaci di fissare l'azoto atmosferico: il rizobio delle leguminose. 
rizoforacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni tropicali che contribuiscono alla formazione delle mangrovie | sing.  [-a] ogni pianta appartenente a tale famiglia.
rizoide   s.m.  (bot.) organo vegetale che, nel tallo delle piante inferiori (alghe, muschi, felci), assume forma e funzione di radice.
rizoma   s.m.  [pl. -mi] (bot.) fusto allungato di piante erbacee perenni, strisciante sul terreno o sotterraneo, ricco di sostanze di riserva.
rizomatoso   agg.  (bot.) che ha rizomi o che ha natura di rizoma.
rizomorfo   agg.  (bot.) che ha forma di radice.
rizopodi   s.m. pl.  (zool.) classe di protozoi provvisti di pseudopodi con cui si muovono e si alimentano | sing.  [-e] ogni protozoo di tale classe.
rizostomee   s.f. pl.  (zool.) ordine di celenterati scifozoi che vivono a piccola profondità nei mari caldi e temperati | sing.  [-a] ogni celenterato appartenente a tale ordine.
rizotassi   s.f.  (bot.) disposizione dei rami nelle radici delle piante.
rizotonico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di vocabolo che reca l'accento su una vocale della sillaba radicale; si contrappone a rizoatono. 
rizza   s.f.  sistema di freni, catene o puntelli che sulle navi serve a tener dritto e fermo un oggetto mobile (p. e.  ancore, scialuppe).
rizzaculo   agg. invar.  si dice di una varietà di formiche, comuni nelle regioni mediterranee, che quando devono difendersi rizzano l'addome verso l'alto incurvandolo in avanti | anche come s.m.  : i rizzaculi. 
rizzaglio    ⇨ rezzaglio.
rizzare   (1) v. tr.    • 1 •   mettere ritto, alzare: rizzare una tenda | rizzare gli orecchi, (fig.) mettersi in ascolto | rizzare la testa, (fig.) mostrar risentimento; farsi valere | rizzare la cresta, (fig.) divenire arrogante, insuperbire    • 2 •   innalzare, costruire: rizzare un muro, un edificio  | rizzarsi v. rifl.  levarsi in piedi; mettersi in posizione eretta: rizzarsi a sedere sul letto  | v. rifl.  innalzarsi | riferito ai capelli, divenire irto.
rizzare   (2) v. tr.  (mar.) legare solidamente gli oggetti a bordo, per evitarne gli spostamenti con mare grosso.
rizzatura   s.f.  (mar.) l'operazione del rizzare.
rna   s.m. invar.  (biol.) acido ribonucleico di struttura simile a quella del dna e avente analoghe funzioni | rna messaggero, tipo di rna che trasporta l'informazione genetica dal dna ai sistemi deputati alla sintesi delle proteine.
ro    ⇨ rho.
röntgenscopia  röntgenscopia o roentgenscopia, s.f.  (med.) radioscopia.
röntgendiagnostica  röntgendiagnostica o roentgendiagnostica, s.f.  (med.) osservazione radiologica di organi e apparati.
röntgenterapia  röntgenterapia o roentgenterapia, s.f.  (med.) terapia basata sull'impiego dei raggi roentgen.
röntgenluminescenza  röntgenluminescenzao roentgenluminescenza, s.f.  luminescenza provocata dai raggi x; radioluminescenza.
röntgen  röntgen o roentgen, s.m. invar.  (fis.) unità di misura della dose di esposizione a una radiazione x o gamma | anche come agg. invar.  : raggi ro°ntgen, radiazioni elettromagnetiche di alta frequenza (inferiore a quella dei raggi gamma e superiore a quella degli ultravioletti), che hanno diverse applicazioni scientifiche, tra le quali la radiologia medica; sono detti anche raggi x.
roano   agg.  e s.m.  si dice di cavallo dal mantello a peli bianchi, neri e rossicci.
roarrr   inter.    • 1 •   esprime il ruggito del leone e di altri animali feroci    • 2 •   riproduce il rumore del motore di un aereo o di un'automobile in piena corsa.
roast beef   loc. sost. m. invar.  carne di manzo arrostita a fuoco molto sostenuto, in modo da essere ben rosolata all'esterno e sanguinolenta all'interno.
roba   (1) ant. o pop. robba, s.f.    • 1 •   termine generico che può indicare qualsiasi oggetto o insieme di oggetti; anche, il materiale di cui qualcosa è fatto: che roba è questa?; non toccare quella roba; di che roba è quel soprammobile? | roba di valore, oggetti preziosi | roba da mangiare, cibi in genere | roba da chiodi, da matti, (fam.) si dice di cosa che suscita grande meraviglia, soprattutto perché fuori del comune, incredibile | questa non è roba tua, non puoi averla scritta, ideata, eseguita tu | questa non è roba per te, non è adatta a te; (fig.) non è questione che ti riguardi. dim. robina, robetta  accr. robona  pegg. robaccia    • 2 •   l'insieme dei possedimenti, dei beni; anche, mobili e suppellettili di casa, effetti personali ecc.: questa terra è tutta roba mia; ha lasciato la sua roba al nipote; radunò la sua roba e se ne andò; la roba vuol stare con chi sa tenerla e non la sciupa  (verga)    • 3 •   stoffa, tessuto; anche, capo di vestiario, indumento: roba da lavare, da stirare; quella ragazza ha molta roba    • 4 •   merce in genere: roba usata, di scarto; un negozio che vende roba di qualità a buon prezzo    • 5 •   (gerg.) droga.
roba   (2) s.f.  (ant.) abito, veste | roba lunga, toga.
robba    ⇨ roba 1.
robbia   s.f.  pianta erbacea perenne originaria delle regioni temperate, con foglie lanceolate e infiorescenze a grappolo; è coltivata per la radice, da cui si estrae una sostanza colorante (fam.  rubiacee).
robbio   agg.  (ant.) roggio, rosso.
robe-manteau  robe-manteau loc. sost. f.  abito da donna di linea semplice, con allacciatura completa sul davanti, simile a un soprabito.
robetta   s.f.    • 1 •   dim.  di roba    • 1 •    • 2 •   (fam.) cosa scadente, di poco valore: in quel negozio trovi solo robetta; i romanzi di quello scrittore sono robetta. 
robiglia    ⇨ rubiglio.
robinetto   e deriv.   ⇨ rubinetto e deriv. 
robinia   s.f.  (bot.) genere di piante arboree o arbustacee, con foglie imparipennate e fiori bianchi profumati raccolti in grappoli (fam.  leguminose).
robiola   s.f.  formaggio di pasta grassa e molle e di sapore delicato, tipico del piemonte e della lombardia; si consuma per lo più fresco.
robivecchi   s.m.  chi compra e rivende roba usata; rigattiere.
roboante    ⇨ reboante.
robone   s.m.  veste da uomo lunga e abbondante, in tessuto pregiato, spesso imbottita, portata un tempo da gentiluomini, dottori e magistrati; oggi sopravvive nella divisa di alcuni ordini cavallereschi.
robot   s.m. invar.    • 1 •   macchina automatica capace di svolgere, con opportuni comandi, alcune funzioni o attività proprie dell'uomo; automa meccanico | robot industriale, macchina in grado di sostituire l'uomo in complesse attività di tipo produttivo    • 2 •   (fig.) persona che agisce ubbidendo ciecamente e passivamente.
robotica   s.f.    • 1 •   in cibernetica, la teoria e la tecnica della costruzione dei robot    • 2 •   tipo di automazione industriale in cui robot molto sofisticati sostituiscono l'uomo nelle lavorazioni di montaggio e assemblaggio più faticose, nocive e monotone.
robotico   agg.  [pl. m. -ci] di robot, relativo alla robotica: tecnologia robotica. 
robotizzare   v. tr.  dotare di robot: robotizzare un'industria, una produzione  | robotizzarsi v. rifl.    • 1 •   detto di un'industria o di una produzione industriale, automatizzarsi coll'introduzione di robot    • 2 •   (fig.) diventare come un robot; disumanizzarsi.
robotizzazione   s.f.  il robotizzare, il robotizzarsi, l'essere robotizzato.
robustezza   s.f.    • 1 •   l'essere robusto; qualità di ciò che è robusto: robustezza di braccia; la robustezza di una struttura    • 2 •   (fig.) forza, vigore morale, intellettuale, espressivo e sim.: la robustezza dell'ispirazione dantesca. 
robusto   agg.    • 1 •   che ha forza e resistenza, vigoroso, gagliardo; detto di cose, solido, resistente: uomo robusto; braccia robuste; una parete robusta | piante robuste, saldamente radicate e resistenti all'impeto del vento | pasto robusto, abbondante | vino robusto, asciutto e di gradazione alcolica alta    • 2 •   (fig.) detto di doti morali e intellettuali, saldo, solido: un uomo di robusta intelligenza | discorso, stile robusto, efficacemente espressivo § robustamente avv. 
robustoso   agg.  (ant.) robusto: frate focu... è bellu et jocundo et robustoso et forte  (san francesco).
rocaggine   s.f.  carattere roco della voce o di un suono.
rocaille   agg.  e s.f.  tipo di decorazione usata in francia nel sec. xviii; originata da certe architetture da giardino estrose e bizzarre (come grotte artificiali e sim.), venne poi estesa a mobili e altri oggetti di arredamento.
rocambolesco   agg.  [pl. m. -schi] si dice di azione difficile e rischiosa, condotta con incredibile audacia e astuzia: fuga, evasione rocambolesca  § rocambolescamente avv. 
rocca   (1) s.f.    • 1 •   fortezza che nei centri abitati d'età medievale e rinascimentale era costruita nel luogo più elevato, per lo più naturalmente difeso da pareti scoscese; era la sede del signore e il luogo di rifugio della popolazione in caso di assalti esterni o di assedi: essere forte, saldo come una rocca, essere molto resistente | nei toponimi designa borgate o piccole città sorte intorno a fortezze o costruite in luogo elevato: rocca sinibalda, rocca di papa.  dim. rocchetta    • 2 •   (ant.) roccia; sopravvive solo nelle loc.: cristallo di rocca, varietà di quarzo purissimo; allume di rocca, solfato doppio di alluminio e potassio    • 3 •   cima isolata di monte, con pareti ripide e nude    • 4 •   (anat.) parte dell'osso temporale nella quale è alloggiato l'orecchio interno.
rocca   (2) s.f.  attrezzo per la filatura a mano delle fibre tessili in fiocco (lana, canapa ecc), costituito per lo più da una canna o da un bastone che a un'estremità presenta una rigonfiatura attorno alla quale si avvolge il fiocco da filare | (estens.) supporto cilindrico su cui si avvolge il filato pronto per la tessitura; il filato stesso: una rocca di cotone. 
roccaforte   meno com. rocca forte, s.f.  [pl. roccheforti, meno com. roccaforti  e rocche forti]    • 1 •   fortezza; cittadella fortificata    • 2 •   (fig.) punto, luogo di maggior forza, di maggior sostegno, in cui si è particolarmente sicuri: ginevra fu la roccaforte del calvinismo. 
roccatrice   s.f.  (ind. tessile) macchina per l'avvolgimento del filato su rocche o su rocchetti.
roccatura   s.f.  (ind. tessile) l'operazione con la quale si riunisce in una sola rocca il filato svolto da più bobine.
rocchettaro    ⇨ rockettaro.
rocchettiera   s.f.  roccatrice.
rocchetto   (1) s.m.    • 1 •   piccolo cilindro di legno, forato e sagomato alle due estremità, su cui è avvolto il filo per cucire; per estens., l'avvolgimento così ottenuto | in elettrotecnica, lo stesso che bobina : rocchetto d'induzione    • 2 •   (mecc.) la ruota dentata più piccola fra le due di un ingranaggio    • 3 •   (teat.) carrucola di legno per tirare le funi che manovrano gli elementi della scena.
rocchetto   (2) s.m.  sopravveste di lino bianco con pizzo, lunga fino a mezza gamba, riservata al papa, ai cardinali, ai vescovi, ai prelati e, in qualche caso, anche a canonici e parroci.
rocchigiano   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   (ant.) custode di una rocca    • 2 •   nome degli abitanti di molti paesi nel cui nome compare la parola rocca. 
rocchio   s.m.    • 1 •   (arch.) blocco di pietra di forma cilindrica che compone il fusto di una colonna    • 2 •   (estens.) pezzo cilindrico di qualcosa: un rocchio di salsiccia, ogni porzione compresa fra due nodi; un rocchio di carne, un pezzo di carne magra, senza osso.
roccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   (geol.) aggregato minerale di massa cospicua, costituente una unità geologica, che rappresenta l'elemento costitutivo principale della crosta terrestre : roccia ignea  o eruttiva; roccia sedimentaria  o stratificata; roccia metamorfica  | nell'uso corrente, blocco grosso e scosceso di pietra viva affiorante sulla superficie terrestre: strada scavata nella roccia    • 2 •   in alpinismo, parete rocciosa molto scoscesa | scarpe da roccia, per ascensioni alpinistiche    • 3 •   (fig.) persona fisicamente robusta o moralmente, psicologicamente molto salda: un uomo che è una roccia. 
rocciatore   s.m.  [f. -trice] scalatore che pratica l'alpinismo su roccia.
roccioso   agg.    • 1 •   costituito da roccia o prevalentemente di rocce: terreno roccioso    • 2 •   (fig.) saldo, immodificabile, inespugnabile: carattere, atteggiamento roccioso    • 3 •   (fam. tosc.) coperto da incrostazioni di sudiciume § rocciosamente avv.  in modo duro, solido, immodificabile.
rocco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   bastone pastorale degli arcivescovi che reca in cima una piccola torre sormontata da una croce    • 2 •   (ant.) la torre, nel gioco degli scacchi.
roccocò    ⇨ rococò.
roccolo   s.m.    • 1 •   (sett.) appostamento fisso per la caccia agli uccelli, in cui le reti verticali, disposte a semicerchio, sono nascoste sotto un pergolato di fronde    • 2 •   (fig. pop.) inganno, tranello.
rochezza   s.f.  (non com.) l'essere roco; rocaggine.
rock   s.m. invar.  genere musicale derivato dal rock and roll con l'introduzione di tecniche elettroniche | usato anche come agg. invar.  : musica, cantante rock. 
rockabilly   s.m. invar.  genere musicale statunitense che fonde elementi del rock and roll e della musica popolare bianca, caratteristica delle regioni montane del sudovest.
rock and roll   o rock'n roll, loc. sost. m. invar.  genere di musica leggera originario degli stati uniti d'america, caratterizzato da una forte accentuazione del ritmo | ballo a tempo di rock and roll, molto movimentato e talora acrobatico.
rocker   s.m.  e f. invar.  chi compone o esegue musica rock.
rockettaro   o rocchettaro, s.m.  [f. -a]    • 1 •   compositore, esecutore di musica rock; usato per lo più iron. o spreg. per indicare gli imitatori nostrani dei musicisti rock degli stati uniti    • 2 •   fanatico di musica rock.
rock jazz   loc. sost. m. invar.  (mus.) tipo di jazz che adotta moduli compositivi e tecniche rock.
rock'n roll    ⇨ rock and roll.
rock-star  rock-star loc. sost. f. invar.  cantante, musicista rock di grande successo.
roco   agg.  [pl. m. -chi] si dice di voce bassa e poco limpida o, anche, di suono poco chiaro; rauco § rocamente avv. 
rococò   meno com. roccocò, s.m.  stile architettonico e decorativo apparso in francia agli inizi del sec. xviii come evoluzione complessa e raffinata del barocco; diffusosi poi in tutta europa, trovò la sua massima espressione nell'architettura d'interni e nelle arti applicate  agg.  si dice di ciò che appartiene a questo stile; per estens., di cosa bizzarra, lambiccata, ma non priva di una certa grazia: una specchiera rococò; un'acconciatura molto rococò. 
rodaggio   s.m.    • 1 •   (mecc.) periodo iniziale del funzionamento di una macchina, durante il quale le varie parti degli organi in moto relativo tendono a raggiungere il mutuo adattamento; in partic., si dice del periodo iniziale di funzionamento dei motori a combustione interna, che vengono spinti a regimi progressivamente crescenti: un'automobile in rodaggio, il cui motore è in rodaggio    • 2 •   (fig.) periodo di allenamento o di adattamento fisico, psicologico.
rodammina   s.f.  (chim.) ogni appartenente a una classe di coloranti sintetici usati per tingere lana, seta, cotone in rosso e blu.
rodanato   agg.  (chim.) si dice di sale dell'acido tiocianico.
rodanina   s.f.  (chim.) composto eterociclico colorato contenente zolfo.
rodare   v. tr.  [io ròdo ecc.]    • 1 •   sottoporre a rodaggio un motore, una macchina    • 2 •   (fig.) mettere alla prova; adattare a un nuovo uso, a un nuovo ambiente.
rodense   agg.    • 1 •   di rho, comune in provincia di milano    • 2 •   (lett.) rodiese  s.m.  e f.    • 1 •   abitante, nativo di rho    • 2 •   (lett.) rodiese.
rodenticida   s.m.  [pl. -di] prodotto chimico usato per uccidere i roditori infestanti.
rodeo   s.m.  negli usa e in messico, esibizione di cow-boy che cavalcano senza sella e domano cavalli selvatici o torelli.
rodere   v. tr.  [pres. io ródo ecc. ; pass. rem. io rósi, tu rodésti ecc. ; part. pass. róso]    • 1 •   rosicchiare con i denti: i topi hanno roso la fune; se le mie parole esser dien seme / che frutti infamia al traditor ch'i' rodo, / parlare e lagrimar vedrai insieme  (dante inf.  xxxiii, 7-9)    • 2 •   (scherz.) mangiare: datemi qualcosa da rodere    • 3 •   consumare lentamente; corrodere (anche fig.): la lima rode il ferro; il sospetto rode l'animo  | rodersi v. rifl.  consumarsi interiormente per pensieri tormentosi, assillanti; struggersi.
rodiare   v. tr.  [io ròdio ecc] con riferimento a metalli, rivestire di uno strato di rodio mediante elettrolisi.
rodiatura   s.f.  operazione e risultato del rodiare.
rodibile   agg.  (non com.) che si può rodere.
rodiese   agg.  della moderna rodi, isola della grecia  s.m.  e f.  abitante, nativo di rodi.
rodiggio   s.m.  nei vagoni ferroviari, le ruote, i cerchioni, gli assi e, più in generale, il complesso degli organi che stanno tra il binario e la sospensione elastica.
rodigino   agg.  di rovigo  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di rovigo.
rodilegno   s.m. invar.  (zool.) larva del cosso che, grazie alle forti mandibole, rode il legno scavandovi gallerie.
rodimento   s.m.  il rodere o il rodersi (spec. fig): quel pensiero era un continuo rodimento. 
rodio   (1) s.m.  elemento chimico il cui simbolo è rh; metallo raro, chimicamente inerte, è più duro del platino ed è usato per catalizzatori, per rivestire apparecchi speciali e, in lega con il platino, per costruire termocoppie; gli orefici ne ricoprono i gioielli di platino per renderli più resistenti all'usura.
rodio   (2) agg.  dell'antica rodi, isola greca nel mar egeo | scuola rodia, celebre scuola di oratoria dell'antichità.
rodio   (3) s.m.  un rodere o un rodersi continuato (spec. fig.): rodio dell'animo. 
rodite   s.f.    • 1 •   piccolo insetto imenottero parassita dei rosai, sui quali produce caratteristiche galle    • 2 •   minerale costituito da una lega naturale di rodio e oro.
roditore   agg.  [f. -trice] (lett.) che rode (anche fig.)  s.m.  (zool.) animale appartenente all'ordine dei roditori: il topo è un roditore. 
roditori   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi di piccole o medie dimensioni, caratterizzati dalla presenza di forti denti incisivi a crescita continua, atti a rodere (p. e.  coniglio, ghiro, scoiattolo, castoro) | sing.  [-e] ogni animale di tale ordine.
roditrice   s.m.  attrezzo da lattoniere, simile a una cesoia ma con il taglio frontale, che serve ad asportare piccole quantità di materiali dai bordi di una lamiera.
rodocrosite   s.f.  (min.) carbonato di manganese, di colore rosa, da cui si estrae il manganese.
rododendro   s.m.  pianta arborea o arbustacea con fiori rossi o rosei in corimbi, comune sulle alpi (fam.  ericacee).
rodoficee   s.f. pl.  (bot.) classe di alghe, per lo più marine, con tallo di color rosso | sing.  [-a] ogni alga appartenente a tale classe.
rodomontata   s.f.  (scherz.) azione, discorso da rodomonte; spacconata.
rodomonte   s.m.  (scherz.) chi si vanta con arroganza di imprese straordinarie o affronta imprese rischiose solo per ostentare la propria forza e bravura; spaccone, smargiasso.
rodomontesco   agg.  [pl. m. -schi] (scherz.) da rodomonte, proprio di un rodomonte § rodomontescamente avv. 
rodonite   s.f.  (min.) silicato di manganese, ferro e calcio, di colore rosso chiaro, usato come pietra ornamentale.
rodopsina   s.f.  pigmento fotosensibile, costituito da una proteina il cui gruppo prostetico è il retinene, presente nei bastoncelli della retina; svolge un compito fondamentale nel meccanismo della visione.
rodotamno   s.m.  arbusto molto ramificato, con foglie ovali sempreverdi e fiori di color rosa (fam.  ericacee).
roentgen   e deriv.   ⇨ ro°ntgen e deriv. 
roffia   s.f.  (ant.  o tosc.)    • 1 •   ripulitura di pelli conciate    • 2 •   (estens.) rifiuto, immondezza | (fig.) nebbia, caligine: come rimane splendido e sereno / l'emisperio de l'aere, quando soffia / borea... / per che si purga e risolve la roffia / che pria turbava  (dante par.  xxviii, 79-83).
rogante   part. pres.  di rogare   s.m.  (dir.) la parte per iniziativa della quale viene steso un atto notarile.
rogare   v. tr.  [io rògo, tu ròghi ecc.] (dir.)    • 1 •   stendere un atto (da parte di un notaio)    • 2 •   chiedere a un'autorità giudiziaria l'espletamento di determinati atti processuali (da parte di un altro organo giudiziario).
rogatario   s.m.  (dir.) il notaio che stende un atto su richiesta del rogante.
rogatore   s.m.  (dir.) negli atti notarili, il rogante.
rogatoria   s.f.  (dir.) la richiesta di un giudice a un altro giudice di interrogare testimoni o di compiere altri atti processuali che esulano dalla sua giurisdizione o per i quali egli non è territorialmente competente.
rogatorio   agg.  (dir.) si dice di atto compiuto mediante rogatoria.
rogazione   s.f.    • 1 •   nell'antica roma repubblicana, proposta di legge presentata per l'approvazione al popolo adunato nei comizi; la legge così approvata    • 2 •   (spec. pl.) nella liturgia cattolica, rito penitenziale, costituito da preghiere e da una processione, per ottenere da dio benedizioni per la fecondità dei campi; si celebrava in alcuni giorni della primavera.
roggia   s.f.  [pl. -ge] in lombardia, termine con cui si designano piccoli canali o fosse d'irrigazione.
roggio   agg.  [pl. f. -ge] (ant. , lett.) rosso: al campo dove roggio nel filare / qualche pampano brilla  (pascoli).
rogitare   v. intr.  [io rògito ecc. ; aus. avere] (dir.) nel linguaggio corrente, perfezionare un accordo preliminare raggiunto dalle parti dandogli forma di atto notarile.
rogito   s.m.  (dir.) atto notarile.
rogna   s.f.    • 1 •   (med.) malattia cutanea di natura parassitaria; scabbia    • 2 •   (bot.) malattia provocata da un fungo che intacca il tronco di alcune piante: la rogna dell'olivo    • 3 •   (fig. fam.) cosa o persona che dà molto fastidio | cercar rogne, andare in cerca di guai.
rognonata   s.f.  pietanza a base di rognone.
rognone   s.m.    • 1 •   il rene dell'animale macellato    • 2 •   nel linguaggio degli alpinisti, roccia che si innalza in mezzo a un ghiacciaio.
rognoso   agg.    • 1 •   malato di rogna    • 2 •   (fig. fam.) si dice di persona difficile da trattare o che è fastidiosa, noiosa; di lavoro, che comporta fastidi, rischi, difficoltà § rognosamente avv.  in maniera fastidiosa.
rogo   (1) s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   catasta di legna su cui si bruciavano i cadaveri, o anche delle persone vive condannate a morte | (estens.) la pena prevista nel medioevo e in età rinascimentale per alcuni delitti: condannare al rogo    • 2 •   violento incendio: in pochi istanti la casa divenne un rogo. 
rogo   (2)  ⇨ rovo.
role game   loc. sost. m. invar.  gioco da tavolo, video-gioco o libro gioco in cui i partecipanti assumono uno specifico ruolo sociale.
rolfing   s.m. invar.  in fisioterapia, tecnica di massaggio profondo che agisce sul tono dei muscoli e delle fasce connettive.
rolino    ⇨ ruolino.
rollare   (1) v. tr.  [io ròllo ecc.] (mar.) arrotolare strettamente (tende, brande e sim.).
rollare   (2) v. intr.  [io ròllo ecc. ; aus. avere] detto di nave o di aereo, oscillare nel rollio.
rollata   s.f.  ciascuna delle oscillazioni laterali della nave o dell'aereo soggetti a rollio.
rollatura    ⇨ rullatura.
roll-ball  roll-ball s.m. pl.  pattini che hanno due sfere al posto delle tradizionali rotelle e montano una speciale scarpetta plastificata.
roll-bar  roll-bar s.m. invar.  negli autoveicoli fuoristrada, dispositivo di sicurezza costituito da una struttura tubolare ad arco, impiantata sulla scocca, che passa sopra le teste dei passeggeri proteggendoli in caso di ribaltamento del mezzo.
rollè   agg.  e s.m.  si dice di petto di vitello o di carne di pollo, di tacchino farcita, arrotolata e arrostita.
rollino   o rullino, s.m.    • 1 •   piccolo rullo | chiave a rollino, (mecc.) chiave regolabile in cui l'apertura delle ganasce è comandata da un dispositivo a vite senza fine e cremagliera    • 2 •   rotolo di pellicola fotografica.
rollio   s.m.  movimento di oscillazione attorno al proprio asse longitudinale, cui sono soggetti navi e aerei | alette di rollio, strutture metalliche a forma di ali o pinne, fissate alla carena di una nave, a dritta e a sinistra, per diminuire il rollio.
rollometro   o rullometro, s.m.  strumento che serve a misurare l'intensità del rollio di una nave o di un aereo.
rom   (1) s.m.  e f. invar.  zingaro | usato anche come agg.  : accampamento rom. 
rom   (2) agg.  e s.f. invar.  (inform.) si dice di memoria a sola lettura.
romagnolo   agg.    • 1 •   della romagna    • 2 •   (ant.) si diceva di uno speciale panno grossolano e pesante, di lana non tinta, usato dai contadini  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della romagna    • 2 •   dialetto della romagna.
romaico   o romeico, agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla lingua o alla cultura neogreca.
romaiolata    ⇨ ramaiolata.
romaiolo   romaiuolo  ⇨ ramaiolo.
romancio   agg.  [pl. f. -ce] che è proprio della lingua neolatina parlata nel cantone svizzero dei grigioni  s.m.  lingua romancia.
romando   agg.  che appartiene o si riferisce alla lingua franco-provenzale, diffusa nella svizzera occidentale | (estens.) della zona della svizzera dove si parla tale lingua: cantoni romandi  | svizzera romanda, nell'uso corrente, l'intera parte della svizzera dove il francese costituisce la prima lingua  s.m.  lingua romanda.
romanella   s.f.  canto popolare romagnolo, di soli quattro endecasillabi, simile al rispetto toscano: un lontano suon di romanelle  (carducci).
romanesca   s.f.  (mus.) sorta di antica melodia popolare di origine spagnola, che nei secc. xvi e xvii fu assunta nella musica d'arte come base di variazioni.
romanesco   agg.  [pl. m. -schi] si dice di ciò che è tipico della cultura popolare e delle usanze di roma medievale, moderna e contemporanea: dialetto romanesco; proverbi romaneschi; poeti romaneschi, che scrivono nel dialetto locale | si dice anche di cosa tipica della città o del territorio che la circonda: carciofi romaneschi   s.m.  dialetto parlato a roma § romanescamente avv.  in romanesco.
romanico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] termine che definisce l'arte dell'europa occidentale dalla fine del sec. x all'inizio del xiii, soprattutto in riferimento all'architettura e alla scultura; sue caratteristiche sono la complessa organizzazione delle masse e degli spazi e un senso di robustezza e di grandiosa severità: la basilica di sant'ambrogio a milano è un esempio di architettura romanica; nell'arte europea al romanico seguì il gotico. 
romanismo   s.m.    • 1 •   (ling.) voce o locuzione propri del dialetto di roma    • 2 •   (lett.) amore per roma, la sua storia e la sua cultura.
romanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   studioso di diritto romano    • 2 •   studioso di lingue e letterature romanze    • 3 •   studioso di storia romana    • 4 •   cultore di roma, delle sue opere d'arte, delle sue tradizioni    • 5 •   tifoso della squadra di calcio della roma.
romanistica   s.f.    • 1 •   complesso degli studi di diritto romano    • 2 •   disciplina che studia le lingue e letterature romanze; filologia romanza.
romanistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si riferisce allo studio del diritto romano    • 2 •   che si riferisce allo studio delle lingue romanze.
romanità   s.f.    • 1 •   l'essere romano | lo spirito, la civiltà di roma antica: romanità e germanesimo    • 2 •   l'insieme dei popoli influenzati dalla civiltà romana: il cristianesimo si diffuse in tutta la romanità. 
romanizzare   v. tr.  rendere romano; infondere i caratteri della civiltà di roma antica | romanizzarsi v. rifl.  diventare romano; acquisire i caratteri della civiltà di roma antica.
romanizzazione   s.f.  il romanizzare, il romanizzarsi, l'essere romanizzato.
romano   (1) agg.    • 1 •   dell'antica roma: la conquista romana; diritto romano; storia, cultura romana | numeri romani, quelli rappresentati simbolicamente da lettere (i, v, x, l, c, d, m) | carattere romano, tipo di carattere tipografico di forma tonda, che trae origine dalla scrittura umanistica | passo romano, passo di parata, rigido e cadenzato, in uso nel periodo fascista    • 2 •   dell'odierna roma: la periferia romana | gnocchi alla romana, di semolino o, anche, di patate | pagare alla romana, ognuno la sua parte    • 3 •   della chiesa di roma: rito romano; la curia romana   s.m.  [f. -a  nei sign.    • 1 •   e 2]    • 1 •   cittadino di roma antica    • 2 •   nativo, abitante di roma moderna. dim. romanino  pegg. romanaccio    • 3 •   (non com.) dialetto di roma; romanesco § romanamente avv.  secondo i costumi o le tradizioni di roma antica; con spirito romano.
romano   (2) s.m.  il peso della stadera che scorre lungo il braccio maggiore.
romano-barbarico  romano-barbarico agg.  [pl. m. -ci] (st.) che si riferisce alla civiltà, alle istituzioni stabilitesi in europa in seguito alle invasioni barbariche dei territori dell'impero romano: arte romano-barbarica. 
romano-germanico  romano-germanico agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla civiltà, alle istituzioni sorte dall'incontro del mondo romano con quello germanico.
romanticheria   s.f.  atteggiamento, comportamento caratterizzato da un eccesso di sentimentalismo, da smancerie e fantasticherie; romanticismo deteriore: le romanticherie di molta letteratura ottocentesca. 
romanticismo   s.m.    • 1 •   complesso movimento culturale sorto in germania alla fine del sec. xviii e affermatosi poi in tutta europa; contrapponendosi all'illuminismo in filosofia e al classicismo nel campo letterario e artistico, ripudiava tutto ciò che è schematico, astrattamente razionale, formale per esaltare la spontaneità e l'originalità della creazione individuale, la libera fantasia, il sentimento e le forze istintive della vita; nella sfera politica difendeva l'identità, le tradizioni e il patrimonio spirituale dei singoli popoli    • 2 •   l'atteggiamento spirituale proprio dei romantici; l'insieme dei caratteri peculiari della letteratura e dell'arte romantica    • 3 •   (estens.) eccessiva sentimentalità sentimentalismo.
romantico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è proprio dei romantici, del romanticismo: arte, letteratura romantica    • 2 •   che segue il romanticismo, che s'ispira al romanticismo: scrittore romantico    • 3 •   incline al sentimentalismo, alla malinconia; che ha un temperamento appassionato e sognante: un animo, un temperamento romantico    • 4 •   che ispira sentimenti malinconici, o anche effusioni amorose: una passeggiata romantica   s.m.  [f. -a]    • 1 •   esponente, seguace del romanticismo    • 2 •   persona incline al sentimentalismo, alla malinconia; sognatore: essere un incorreggibile romantico  | fare il romantico, (scherz.) assumere toni affettatamente sentimentali § romanticamente avv.    • 1 •   al modo dei romantici    • 2 •   con romanticismo, sentimentalmente.
romanticume   s.m.  (spreg.) carattere o insieme di caratteri peculiari di opera letteraria o artistica ispirata agli aspetti deteriori del romanticismo | (estens.) atteggiamento o comportamento dettati da un sentimentalismo deteriore.
romantizzare   v. tr.  (non com.) rendere, far diventare romantico.
romanza   s.f.    • 1 •   nella poesia romantica, componimento poetico di varia forma metrica e di contenuto epico-leggendario, meglio noto come ballata: le romanze di berchet    • 2 •   (mus.) composizione per canto e accompagnamento strumentale, di carattere lirico | aria di carattere lirico-patetico propria del melodramma ottocentesco.
romanzamento   s.m.  (non com.) rielaborazione in forma di romanzo di un'opera cinematografica o televisiva.
romanzare   v. tr.  dare carattere di romanzo a un evento, un soggetto storico, una biografia ecc., elaborandolo liberamente e aggiungendovi particolari di fantasia.
romanzato   part. pass.  di romanzare   agg.  si dice di opera che presenti qualcuno dei caratteri tipici del romanzo: storia, biografia romanzata. 
romanzatore   s.m.  (lett.)    • 1 •   (rar.) romanziere    • 2 •   scrittore di biografie romanzate.
romanzeggiare   v. intr.  [io romanzéggio ecc. ; aus. avere] (lett.) raccontare vicende simili a quelle di un romanzo; alternare notizie vere con altre del tutto inventate | v. tr.  (non com.) romanzare.
romanzero   o romanziero, s.m.  scrittore o, anche, raccolta di romances, componimenti poetici spagnoli di carattere epico-lirico: lascia aperto a mezzo il libro / del romanziero  (carducci).
romanzesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   che concerne i romanzi medievali, il mondo cavalleresco del medioevo: un poema romanzesco    • 2 •   che riguarda i romanzi moderni: scrittore romanzesco; letteratura romanzesca    • 3 •   (fig.) si dice di fatti o situazioni che, per il loro carattere strano, eccezionale o avventuroso, non sembrano accaduti nella realtà, ma tratti da un romanzo: vicenda, vita, storia romanzesca  § romanzescamente avv. 
romanziere   s.m.  [f. -a] scrittore, autore di romanzi.
romanziero    ⇨ romanzero.
romanzina    ⇨ ramanzina.
romanzo   (1) agg.  che è proprio o si riferisce alle lingue derivate dal latino o a una, a un gruppo di esse | filologia romanza, la disciplina che studia le lingue derivate dal latino e le letterature scritte in queste lingue.
romanzo   (2) s.m.    • 1 •   nelle letterature medievali in volgare, componimento narrativo di argomento amoroso-cavalleresco; anche, il genere al quale appartengono questi componimenti: il romanzo di tristano; il romanzo francese del xii secolo    • 2 •   in epoca moderna, componimento narrativo in prosa, di ampio respiro, imperniato sulle vicende, storiche o inventate, di uno o più personaggi; anche, il genere proprio di questi componimenti: i romanzi di swift, di balzac, di svevo; il romanzo inglese del settecento | romanzo storico, in cui le vicende dei personaggi sono calate in un'epoca o in una situazione storica | romanzo psicologico, che descrive soprattutto le vicende interiori del personaggio | romanzo d'appendice, che si pubblica a puntate in appendice a giornali; (spreg.) si dice di romanzo dalle tinte forti, perciò rispondente al gusto del grosso pubblico | romanzo a fumetti, narrato e illustrato mediante fumetti | romanzo epistolare, in cui la vicenda viene narrata attraverso una serie di lettere che si immaginano scritte dai protagonisti della vicenda | romanzo ciclico, che narra le vicende di una famiglia per diverse generazioni | romanzo fiume, molto lungo. dim. romanzetto  accr. romanzone  pegg. romanzaccio    • 3 •   (estens.) si dice anche di opera letteraria in prosa, dalla trama avventurosa e complessa, appartenente alle letterature antiche: il romanzo alessandrino    • 4 •   (fig.) vicenda complessa e avvincente come quelle dei romanzi; anche, storia inventata, fantasticheria, fandonia: il romanzo d'amore di due giovani; la sua vita è un romanzo; la storia della rapina era tutta un romanzo. 
romba   (1) s.f.  (non com.) rumore cupo, confuso e prolungato: la romba del terremoto. 
romba   (2) s.f.  (ant.) fionda, frombola: per trar discosto al sicuro la romba  (pulci).
rombare   v. intr.  [io rómbo ecc. ; aus. avere] produrre un rumore forte e cupo, che rintrona a lungo: romba il cannone. 
rombazzo   s.m.  (ant. , lett.) frastuono, fracasso, fragore: il fragor cresce / il rombazzo il frastorno il rovinio  (parini).
rombencefalo   s.m.  (anat.) la parte posteriore dell'encefalo embrionale dei vertebrati, da cui si originano il midollo allungato e il cervelletto.
rombico   agg.  [pl. m. -ci] di rombo, a forma di rombo | sistema rombico, (min.) uno dei sette sistemi di simmetria dei cristalli.
rombo   (1) s.m.    • 1 •   rumore cupo e forte, per lo più di breve durata: il rombo dei cannoni    • 2 •   (ant.) ronzio, strepito: 'l rimbombo / de l'acqua... / simile a quel che l'arnie fanno rombo  (dante inf.  xvi, 1-3).
rombo   (2) s.m.    • 1 •   (geom.) parallelogramma con tutti i lati uguali e le cui diagonali ne bisecano gli angoli e sono perpendicolari fra loro; è detto com. anche losanga    • 2 •   (mar.) ciascuna delle trentadue parti in cui si può dividere la rosa dei venti | (estens.) qualsiasi direzione indicata dalla bussola; anche, la linea direttrice seguita dalla rotta    • 3 •   (mus. , etnol.) strumento aerofono a cui sono attribuiti significati rituali e magici, costituito da una tavoletta di legno che si lega all'estremità di una cordicella e viene fatta ruotare dal suonatore sopra la testa, così da produrre un suono di intensità oscillante; presente nella grecia antica, è tuttora diffuso presso numerose popolazioni primitive e nel folclore    • 4 •   in enigmistica, gioco che consiste nel disporre delle parole di diversa lunghezza una sotto l'altra in modo tale che le loro lettere iniziali e finali disegnino un rombo e le parole stesse siano leggibili in senso sia verticale sia orizzontale.
rombo   (3) s.m.  (zool.) nome comune di alcuni pesci marini teleostei, commestibili, affini alla sogliola con corpo appiattito romboidale ed entrambi gli occhi sul lato sinistro (ord.  pleuronettiformi).
rombododecaedro   s.m.  (geom.) poliedro con dodici facce rombiche uguali.
romboedrico   agg.  [pl. m. -ci] che ha forma di romboedro: cristallo romboedrico | classe romboedrica, in cristallografia, la classe del sistema trigonale che ha per tipo il romboedro.
romboedro   s.m.  (geom.) poliedro avente come facce sei rombi uguali.
romboidale   agg.  che ha forma di romboide.
romboide   s.m.  (geom.) parallelogramma che non sia un quadrato, un rettangolo o un rombo  agg.  e s.m.  (anat.) denominazione di ciascuno dei muscoli dorsali, a forma di romboide, inseriti lateralmente sulle scapole.
rombola   s.f.  (ant.) romba, frombola.
romeaggio   s.m.  (ant.) pellegrinaggio a roma o in terrasanta: una borghese di bari andò in romeaggio  (novellino) | (estens. lett.) pellegrinaggio in genere.
romeico    ⇨ romaico.
romeno   o rumeno, agg.  della romania  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della romania    • 2 •   lingua neolatina parlata in romania.
romeo   s.m.  nome che nel medioevo si dava ai pellegrini che si recavano a roma o in terrasanta | (estens. lett.) pellegrino in genere | usato anche come agg.  : strada romea, quella percorsa dai pellegrini che si recavano a roma.
romice   s.f.  (bot.) acetosa.
romitaggio   s.m.  (ant. , pop.) eremitaggio.
romitico   agg.  [pl. m. -ci] (ant.) eremitico.
romito   agg.  (lett.) solitario, appartato: veggiola, in sé raccolta e sì romita, / ch'i' grido: «ell'è ben dessa...»  (petrarca canz.  cccxxxvi, 6-7)  s.m.  (ant. , pop.) eremita.
romitorio   s.m.    • 1 •   eremitaggio, eremo    • 2 •   (fig.) luogo isolato e solitario.
romore   e deriv.   ⇨ rumore e deriv. 
rompere   v. tr.  [pres. io rómpo ecc. ; pass. rem. io ruppi, tu rompésti ecc. ; part. pass. rótto]    • 1 •   fare a pezzi, mandare in frantumi; spezzare, spaccare: rompere un vetro, un piatto, un giocattolo; rompere un pezzo di legno, il pane  | rompersi un braccio, una gamba  | rompersi l'osso del collo, fare una brutta caduta; (fig.) subire un grave danno | rompersi la schiena, (fig.) faticare molto | rompersi il capo, (fig.) scervellarsi | rompere le file, le righe, detto di militari schierati, mettersi in libertà | rompere gli argini, detto di fiume, straripare | rompere gli indugi, (fig.) passare all'azione | rompere i timpani, (fig.) fare molto rumore | rompere la testa, il muso, la faccia a qualcuno, picchiarlo di santa ragione | rompere l'incanto, (fig.) guastare, distruggere qualcosa che sembrava perfetto | rompere il ghiaccio, (fig.) in un rapporto interpersonale, fare o dire qualcosa che vinca l'esitazione e la freddezza iniziale | rompere un uovo, aprirlo; rompere le uova nel paniere, (fig.) guastare i progetti di qualcuno, quando parevano ormai vicini a realizzarsi | rompere i ponti, (fig.) troncare qualsiasi rapporto | rompere il capo, l'anima, (fam.) infastidire, seccare | prov.  : chi rompe paga e i cocci sono suoi, chi ha commesso un errore ne subisce le conseguenze    • 2 •   interrompere: rompere il digiuno, il silenzio, i rapporti  | rompere il trotto, si dice di cavallo che a un certo punto di una gara di trotto prenda a galoppare (anche assol.)    • 3 •   non rispettare, non osservare; violare: rompere i patti, la tregua, un giuramento; l'altra è colei che s'ancise amorosa, / e ruppe fede al cener di sicheo  (dante inf.  v, 61-62, detto di didone)    • 4 •   (lett.) sconfiggere: fu tanta la loro temerità e insolenza, che i romani, di disuniti, diventarono uniti, e venendo alla zuffa, li vinsero e ruppero  (machiavelli) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   interrompere i rapporti con qualcuno: ha rotto con il fidanzato    • 2 •   naufragare, frangersi: la nave ruppe sugli scogli  | rompere (in mare), (ant.) far naufragio    • 3 •   (lett.) prorompere, erompere: rompere in pianto; ecco il sereno / rompe là da ponente, alla montagna  (leopardi la quiete dopo la tempesta  4-5)    • 4 •   (fam.) annoiare, seccare: non rompermi con queste faccende!; papà, quanto rompi!    • 5 •   detto di un fiume, allagare rompendo gli argini; straripare: il po ha rotto in più punti  | rompersi v. rifl.    • 1 •   andare in pezzi: il vaso cadde e si ruppe    • 2 •   guastarsi, non funzionare più: il televisore si è rotto    • 3 •   (fam.) seccarsi, non poterne più: mi sto rompendo di tutta questa storia. 
rompi   s.m.  e f.  nel gergo giovanile, rompiscatole.
rompiballe    ⇨ rompipalle.
rompibile   agg.  che si può rompere.
rompicapo   s.m.  [pl. -pi]    • 1 •   fastidio, preoccupazione che assilla: ho sempre dei rompicapi    • 2 •   gioco enigmistico di difficile soluzione | (estens.) questione, problema che non si riesce a risolvere.
rompicoglioni   agg.  e s.m.  e f. invar.  (volg.) rompiscatole.
rompicollo   s.m.  [pl. -li]    • 1 •   [anche f. ; pl. invar.] persona scapestrata, sconsiderata, avventata    • 2 •   (non com.) luogo scosceso e pericoloso    • 3 •   nella loc. avv. a rompicollo, a rotta di collo, precipitosamente: correre a rompicollo. 
rompifiamma   s.m. invar.  (mil.) nelle armi portatili, parte terminale della canna che serve a ridurre la vampa | agg. invar.  (mil.) che serve a ridurre la vampa: fori rompifiamma. 
rompigetto   s.m. invar.  dispositivo meccanico che si applica alla bocca di un rubinetto per rompere il getto dell'acqua e ridurre così gli schizzi.
rompighiaccio   s.m. invar.    • 1 •   nave con scafo molto robusto attrezzata per aprirsi la rotta in mari o laghi ghiacciati    • 2 •   grosso punteruolo usato per rompere i blocchi di ghiaccio.
rompimento   s.m.  il rompere, il rompersi, l'essere rotto.
rompipalle   o rompiballe, agg.  e s.m.  e f. invar.  (volg.) che, chi infastidisce; rompiscatole.
rompiscatole   agg.  e s.m.  e f. invar.  (fam.) si dice di persona molesta e importuna.
rompitasche   agg.  e s.m.  e f. invar.  (fam.) rompiscatole.
rompitore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi rompe | rompitore della pace, dei patti, (ant.) trasgressore.
rompitura   s.f.    • 1 •   operazione consistente nel rompere, nel ridurre di dimensioni un materiale: rompitura di un rottame di ghisa; rompitura delle zolle    • 2 •   (non com.) rottura (anche fig.): rompitura di scatole, rottura di scatole.
romuleo   agg.  (lett.) di romolo, fondatore di roma: la città romulea, roma; la romulea gente, i romani.
romulide   s.m.  (lett.) discendente di romolo; romano.
ronca   s.f.  (non com.) roncola. dim. ronchetto  (m.).
roncare   v. tr.  [io rónco, tu rónchi ecc.] (non com.) tagliare i rami con la ronca; estirpare erbe infestanti; sarchiare (anche assol.): ne' monti di luni, dove ronca / lo carrarese  (dante inf.  xx, 47-48).
roncaso   s.m.  (zool.) altro nome del francolino di monte e della pernice bianca di montagna.
roncatura   s.f.  il roncare; sarchiatura.
roncheggiare   v. intr.  [io ronchéggio ecc. ; aus. avere] (ant.) roncare.
ronchetto   s.m.    • 1 •   dim.  di ronca    • 2 •   (non com.) roncolo.
ronchio   s.m.    • 1 •   bernoccolo    • 2 •   sporgenza rocciosa.
ronchione   s.m.  (lett.) grosso macigno; sporgenza rocciosa: così, levando me su ver' la cima / d'un ronchione  (dante inf.  xxiv, 27-28).
ronchioso   agg.  (lett.) pieno di sporgenze: su per lo scoglio prendemmo la via, / ch'era ronchioso, stretto e malagevole  (dante inf.  xxiv, 61-62).
roncigliare   v. tr.  [io roncìglio ecc.] (ant.) prendere con i roncigli.
ronciglio   o runciglio, s.m.  (lett.) ferro adunco per uncinare; rampino, raffio, uncino: e volser contra lui tutt'i runcigli  (dante inf.  xxi, 71).
roncinato   agg.    • 1 •   ripiegato a uncino; uncinato    • 2 •   (bot.) si dice di foglia con margine a lobi acuti e rivolti verso la base (p. e.  la foglia del radicchio).
roncione    ⇨ ronzone 2.
ronco   (1) s.m.  [pl. -chi] (med.) rumore secco che si produce nei bronchi in caso di bronchite, percepibile all'auscultazione; rantolo.
ronco   (2) s.m.  [pl. -chi] (tosc.) via senza uscita | esser nel ronco, (fig.) trovarsi in una situazione difficile.
ronco   (3) s.m.  [pl. -chi] grosso squalo commestibile di colore bruno violaceo sul dorso e giallastro sul ventre (ord.  squaliformi).
roncola   s.f.  attrezzo per potare e tagliare rami, consistente in una lama ricurva fissata a un manico.
roncolare   v. tr.  [io róncolo ecc.] tagliare o potare le piante con la roncola.
roncolata   s.f.  colpo dato con la roncola o con il roncolo.
roncolo   s.m.  coltello a lama ricurva con chiusura a scatto, usato soprattutto nel giardinaggio. dim. roncoletto, roncolino  accr. roncolone. 
roncone   s.m.  antica arma composta da una lunga asta di legno con punta di ferro e due uncini volti in basso.
ronda   s.f.  servizio di vigilanza o di ispezione territoriale svolto da militari al comando di un graduato di truppa; la pattuglia che compie tale servizio: essere, andare di ronda; cammino di ronda, spazio stretto e protetto che gira tutt'attorno a una fortezza | fare la ronda a una ragazza, (scherz.) corteggiarla assiduamente.
rondare   v. intr.  [io róndo ecc. ; aus. avere] (non com.) fare la ronda, andare in ronda.
ronde   s.f. invar.  canzone a ballo di origine francese che si eseguiva disponendosi in un cerchio via via allargantesi per consentire l'ingresso di nuove coppie di partecipanti.
rondeau   s.m.  (mus.) lo stesso che rondò. 
rondella   s.f.  (mecc.) piastrina metallica a forma di anello che si pone tra il dado di un bullone o la testa della vite e i pezzi da collegare; rosetta | rondella di appoggio, per ripartire la pressione di serraggio su una superficie più ampia | rondella elastica, quella che impedisce l'allentamento mantenendo in tensione il dado | rondella di sicurezza, in grado di bloccare il dado mediante il ripiegamento di un lembo su una faccia del dado stesso.
rondello   (1) s.m.  (mus.)    • 1 •   rondò    • 2 •   forma del contrappunto medievale a carattere imitativo.
rondello   (2) s.m.  nelle opere di fortificazione, cammino di ronda.
rondicchio   s.m.  (zool.) balestruccio.
rondine   s.f.    • 1 •   uccello migratore con dorso nero-azzurro, petto bianco, lunghe ali appuntite e coda forcuta; diffuso in quasi tutto il mondo, nidifica con nidi di paglia e fango che appende sotto tetti di edifici, grondaie e sim. (ord.  passeriformi) | a coda di rondine, si dice di ciò che termina a due punte: giacca, incastro a coda di rondine | nido di rondine, nido di salangana, considerato cibo prelibato dai cinesi | prov.  : una rondine non fa primavera, un fatto isolato non consente di trarre conclusioni generali. dim. rondinella, rondinina    • 2 •   rondine di mare, uccello con corpo slanciato, ali appuntite, coda biforcuta, becco rosso, piumaggio grigio e bianco (ord.  lariformi); anche, nome pop. del dattilottero  | rondine riparia, nome com. del topino  | in funzione di agg. invar.  : pesce rondine, dattilottero.
rondinotto   s.m.  il piccolo della rondine.
rondismo   s.m.  movimento letterario che tra il 1919 e il 1923 si raccolse intorno alla rivista romana «la ronda», propugnando un ritorno alla misura e allo stile della tradizione classica italiana (in partic. per la prosa, prese come modello le «operette morali» di g. leopardi).
rondista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, seguace del rondismo.
rondò  2 rondò 2;s.m.  piazzale con al centro un'aiuola o uno spartitraffico di forma circolare.
rondò  1 rondò 1;s.m.    • 1 •   nella musica medievale francese, strofa di sei od otto versi cantati su uno schema musicale precostituito; rondeau    • 2 •   nella musica moderna, indicò inizialmente una ripetizione di strofe musicali, spec. nelle composizioni per clavicembalo; più tardi, un movimento conclusivo del concerto e della sonata, costruito su un tema principale ripetuto e alternato con altri temi da esso derivati.
rondone   s.m.  uccello migratore di aspetto simile alla rondine, ma più grosso; ha testa piccola e becco breve, piumaggio bruno-nero con macchia bianca sul petto, ali aguzze, zampe cortissime, coda forcuta (ord.  apodiformi).
ronfamento   s.m.  (non com.) il ronfare.
ronfare   non com. ronfiare, v. intr.  [io rónfo ecc. ; aus. avere] (fam.)    • 1 •   russare molto forte    • 2 •   (estens.) detto del gatto, fare le fusa.
ron ron   inter.  imita il russare, o anche il ronfare del gatto quando fa le fusa.
ronzamento   s.m.  (non com.) ronzio.
ronzare   v. intr.  [io rónzo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto di insetti come api, mosche, vespe ecc., emettere un rumore vibrante, sordo e prolungato, in conseguenza del loro volare soprattutto in cerchio; per estens., si dice di tutto ciò che produce un rumore sordo e vibrante: il ronzare di un motore; un aereo ronzava nel cielo; sentirsi ronzare le orecchie    • 2 •   (fig.) girare intorno a un luogo o a una persona: ronzare intorno a una donna, farle la corte    • 3 •   (fig.) mulinare, affollarsi: mille pensieri mi ronzavano nella testa. 
ronzinante   s.m.  (non com.) cavallo sfiancato o vecchio, o comunque di poco pregio.
ronzino   s.m.  cavallo di poco pregio o malconcio, sfiancato.
ronzio   s.m.    • 1 •   il ronzare prolungato: il ronzio del calabrone    • 2 •   (estens.) rumore di sottofondo; brusio: il ronzio della strada. 
ronzo   s.m.  (ant. , lett.) ronzio.
ronzone   (1) s.m.  (pop.) ogni insetto che ronza.
ronzone   (2) o roncione, s.m.  (ant.) cavallo grande e robusto.
rood   s.m. invar.  unità di misura inglese di superficie, pari a ca m2 1011.
roof-garden  roof-garden anche abbreviato in roof [pr.  / ruf /], loc. sost. m. invar.  giardino pensile o terrazza molto ampia ornata di piante e fiori, collocati all'ultimo piano di un edificio e adibiti di solito a ristorante, con bar e orchestra annessi, spesso con pista da ballo.
ropalico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] nella poesia classica, tipo di verso formato da una successione di parole crescenti via via di una sillaba.
ropaloceri   s.m. pl.  (zool.) nell'antica sistematica dei lepidotteri, gruppo di farfalle diurne caratterizzate dalla forma a clava delle antenne, rigonfie verso l'esterno | sing.  [-o] ogni farfalla appartenente a tale gruppo.
roquefort   s.m. invar.  formaggio pastoso simile al gorgonzola.
rorare   v. tr.  [io ròro ecc.] (poet.) irrorare: la vaga opra fatale / rorò d'ambrosia  (foscolo le grazie).
rorido   agg.  (lett.) bagnato, cosparso di rugiada: bella / sei tu, rorida terra  (leopardi ultimo canto di saffo  19-20) | (estens.) bagnato: un viso rorido di lacrime; rorida / di morte il bianco aspetto  (manzoni adelchi, dove vale 'bagnata del sudore della morte').
rosa   (1) s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante arbustive, cespugliose o sarmentose, con foglie alterne caduche imparipennate e fiori più o meno profumati che variano per dimensioni, forma e colore (fam.  rosacee): rosa canina  o di macchia, rosa selvatica con fiori di color rosa, a cinque petali; rosa di natale, elleboro; rosa delle alpi, rododendro    • 2 •   il fiore di tale genere di piante: cogliere una rosa; offrire un mazzo di rose rosse; la stagione delle rose, la primavera; pasqua di rose, (pop.) la pentecoste | bocciolo di rosa, (fig.) si dice di fanciulla fresca e leggiadra | essere fresco come una rosa, avere un aspetto fresco e riposato | essere in un letto di rose, (fig.) trovarsi in una situazione di grande agiatezza, di straordinario favore | non sono tutte rose e fiori, (fig.) si dice di situazione che, con aspetti positivi, ne presenta anche di negativi | acqua di rose, profumo, essenza di rose; all'acqua di rose, (fig.) si dice di cose fatte o considerate con superficialità, in modo semplicistico, riduttivo: una preparazione all'acqua di rose | legno di rose, nome dato ad alcuni legni pregiati dal caratteristico colore rosato | prov.  : non c'è rosa senza spine, non c'è mai una situazione così felice da non contenere qualche contrarietà se son rose fioriranno, prima o poi una cosa si rivela per quello che è. dim. rosetta, rosettina, rosellina    • 3 •   nel linguaggio tecnico e scientifico, figura o formazione che ha una certa somiglianza con il fiore o con la distribuzione dei petali intorno agli stami del fiore; in partic., foro di risonanza praticato sulla tavola armonica degli strumenti a corda; in gioielleria, forma di taglio del diamante, chiamata più com. rosetta : una rosa di cristalli | rosa di pallini, area approssimativamente circolare in cui si espandono i pallini sparati da un fucile da caccia | rosa di tiro, l'insieme dei punti di arrivo dei colpi sparati da un'arma con lo stesso puntamento | rosa dei venti, (geog.) disegno a forma di stella dalle molte punte che rappresenta le varie direzioni da cui può provenire il vento; si usa in partic. nelle carte nautiche    • 4 •   (fig.) cerchia, gruppo di persone considerate in relazione alla loro possibilità di essere prescelte per un compito, un incarico, un premio e sim.: la rosa dei candidati, dei favoriti | rosa (dei titolari), (sport) l'insieme degli atleti titolari di una squadra    • 5 •   (region.) taglio di bue corrispondente alla parte superiore della coscia; soccoscio    • 6 •   (poet.) colore rosato: fiorir sul caro viso / veggo la rosa  (foscolo odi)    • 7 •   (ant. , pop.) macchia rossa sulla pelle: gli vide nel petto una gran macchia di vermiglio,... a guisa che quelle sono che le donne qua chiamano rose  (boccaccio dec.  v, 7) | s.m.  colore intermedio fra il bianco e il rosso, che è quello più comune delle rose: dipingere una facciata di rosa; a lei non sta bene il rosa  | in funzione di agg. invar.  che è color rosa: un foglio di carta rosa | maglia rosa, la maglia indossata dal corridore ciclista che occupa il primo posto nella classifica del giro d'italia; per estens., il ciclista stesso | letteratura, romanzo rosa, di argomento amoroso, sentimentale | film, romanzo giallo-rosa, poliziesco a sfondo sentimentale | veder tutto rosa, (fig.) essere ottimista, disposto a vedere il lato bello della vita.
rosa   (2) s.f.  (tosc.)    • 1 •   prurito, pizzicore    • 2 •   (ant.) erosione.
rosacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni arboree, arbustive o erbacee, di grande importanza economica come piante fruttifere (melo, pero, nespolo, ciliegio, pesco, fragola, lampone ecc.), piante ornamentali (rosa, spirea ecc.), piante da legno, e utilizzate nelle industrie cosmetica e farmaceutica (alchemilla, agrimonia ecc.) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
rosaceo   agg.  (non com.) di rosa; di color rosa | acne rosacea, (med.) nome che si dà all'acne caratterizzata da eruzioni rosso-violacee.
rosaio   s.m.  pianta o piantagione di rose.
rosalia    ⇨ rosolia.
rosanilina   s.f.  (chim.) fucsina.
rosario   s.m.    • 1 •   esercizio di devozione alla vergine maria consistente nella recita di un padre nostro, dieci ave maria e un gloria al padre, il tutto ripetuto quindici volte, e accompagnato dalla meditazione di cinque misteri gaudiosi, cinque dolorosi e cinque gloriosi della vita di gesù e della madonna: dire, recitare il rosario | la corona del rosario  (o il rosario), catenella di metallo con cinquanta grani piccoli intercalati da quattro più grandi, recante a un'estremità una crocetta o una medaglietta; si usa per tenere il conto delle preghiere che compongono il rosario | una posta del rosario, un padre nostro, dieci ave maria e un gloria    • 2 •   (fig.) insieme di cose che si susseguono come i grani della corona; sequela: un rosario di insulti. 
rosatello   s.m.  vino dal colore rosato.
rosato   agg.    • 1 •   di color rosa: labbra rosate    • 2 •   che contiene essenza di rose: acqua rosata    • 3 •   delle rose: pasqua rosata, pasqua di rose, pentecoste  s.m.    • 1 •   vino di color rosso chiaro    • 2 •   (ant.) panno di color rosato.
rosbif   s.m.  adattamento it. dell'ingl. roast beef. 
roscido   agg.  (ant.) rugiadoso, rorido | (estens.) umido.
rosé   agg.  e s.m. invar.  rosato, soprattutto con riferimento a un tipo di vino rosso chiaro.
rosellina   s.f.    • 1 •   dim.  di rosa    • 1 •    • 2 •   nome comune di alcune piante da fiore; in partic., rosa di macchia.
roseo   agg.  di color rosa (anche fig.): colorito roseo; un roseo avvenire, che si preannuncia sereno, felice.
roseola   s.f.  (med.) lesione cutanea tondeggiante, di color rosso, che scompare alla pressione; è tipica del tifo, delle malattie esantematiche e della sifilide.
roseto   s.m.  piantagione di rose; rosaio.
rosetta   s.f.    • 1 •   dim.  di rosa    • 1 •    • 2 •   in gioielleria, forma speciale di taglio dei diamanti e delle pietre preziose    • 3 •   distintivo in forma di piccola coccarda proprio di talune onorificenze    • 4 •   piccolo panino rotondo, dalla superficie intagliata a forma di rosa    • 5 •   (bot.) in molte specie erbacee, la particolare disposizione delle foglie, unite a raggiera alla base del fusticino, di solito a livello del suolo    • 6 •   (mecc.) rondella    • 7 •   (mus.) apertura circolare praticata al centro della tavola armonica di alcuni antichi strumenti a corde pizzicate, come il liuto o il clavicembalo.
rosicanti   s.m. pl.  (zool.) altro nome dei roditori. 
rosicare   v. tr.  [io rósico, tu rósichi ecc.]    • 1 •   rodere a poco a poco; rosicchiare    • 2 •   (fig. scherz.) mangiare; guadagnare ' prov.  : chi non risica non rosica, non c'è guadagno senza rischio.
rosicatura   s.f.  (non com.) il rosicare, l'essere rosicato.
rosicchiamento   s.m.  (non com.) il rosicchiare, l'essere rosicchiato; anche, il rumore del rosicchiare.
rosicchiare   v. tr.  [io rosìcchio ecc.]    • 1 •   rodere di continuo, a poco a poco: rosicchiare una carota    • 2 •   in una gara, un campionato e sim., guadagnare punti, migliorare la propria posizione, annullando a poco a poco lo svantaggio rispetto agli avversari.
rosicchiolo   meno com. rosicchio, s.m.  (non com.) pezzo di pane secco.
rosichio   s.m.  (non com.) rosicchiamento continuato e insistente.
rosicoltore   o rosicultore, s.m.  chi coltiva rose.
rosignolo   o rosignuolo, rusignolo, rusignuolo, s.m.  (ant. , lett.) usignolo: quel rosignuol, che sì soave piagne  (petrarca canz.  cccxi, 1).
rosmarino   s.m.  pianta arbustiva con piccole foglie lineari persistenti e fortemente aromatiche e fiori in spiga violacei, profumati; viene coltivata per le foglie, usate come aromatizzante in cucina, e per le infiorescenze, da cui si estrae un olio essenziale impiegato in profumeria.
rosminiano   agg.    • 1 •   del filosofo antonio rosmini (1797-1855), o che si riferisce al suo pensiero, alle sue opere    • 2 •   seguace del rosminianismo  s.m.  [f. -a] religioso appartenente all'istituto della carità, ordine fondato da antonio rosmini.
roso   part. pass.  di rodere  e agg.  nei sign. del verbo.
rosolaccio   s.m.  pianta erbacea annuale, rustica, dicotiledone, diffusa in europa e in asia allo stato selvatico nei luoghi incolti o nei campi di messi; ha grandi fiori rosso scarlatto e foglie pelose; è detta com. papavero  (fam.  papaveracee).
rosolare   v. tr.  [io rò solo ecc.]    • 1 •   far cuocere a fuoco vivace la carne o altra vivanda finché prenda un colore rossiccio: rosolare le patate, le salsicce    • 2 •   (tosc. scherz.) criticare qualcuno, sparlarne; anche, conciarlo male, ridurlo a mal partito | rosolarsi v. rifl.  cuocersi a fuoco lento: l'arrosto si sta rosolando. 
rosolata   s.f.  rosolatura rapida.
rosolatura   s.f.  il rosolare, il rosolarsi, l'essere rosolato.
rosolia   pop. rosalia, s.f.  (med.) malattia infettiva e contagiosa di natura virale, propria dell'infanzia, che si manifesta con piccole macchie rosse sulla pelle.
rosolida   s.f.  (bot.) drosera.
rosoliera   s.f.  bottiglia di vetro o di cristallo usata per contenere e servire il rosolio.
rosolio   s.m.  qualsiasi liquore a bassa gradazione alcolica, molto zuccherato, e aromatizzato con essenze.
rosolo   s.m.  il colore del cibo rosolato; la rosolatura stessa.
rosone   s.m.  (arch.)    • 1 •   nelle chiese romaniche e gotiche, grande finestra circolare posta al centro della facciata sopra la porta principale    • 2 •   elemento decorativo a forma di rosa.
rospo   s.m.    • 1 •   nome comune di alcune specie di piccoli anfibi dal corpo tozzo, con la pelle viscida coperta di verruche contenenti ghiandole a secrezione irritante; vivono in luoghi umidi, hanno abitudini notturne e si nutrono di insetti; diffusi in italia il rospo comune, il rospo verde  o smeraldino, più piccolo, il rospo ostetrico  o alite; (ord.  anuri) | ingoiare un rospo, (fig.) essere costretti a tollerare una cosa sgradita | fuori il rospo!, sputa il rospo!, (fig.) si dice per invitare una persona a dire qualcosa che vorrebbe tacere. dim. rospetto, rospicino  pegg. rospaccio    • 2 •   (fig.) persona brutta o scontrosa    • 3 •   pesce rospo, coda di rospo, (region.) altri nomi della rana pescatrice. 
rossastro   agg.  di colore tendente al rosso, ma un po' spento o non uniforme: un bagliore rossastro. 
rosseggiante   part. pres.  di rosseggiare  agg.  (lett.) di color rosso o che tende al rosso.
rosseggiare   v. intr.  [io rosséggio ecc. ; aus. avere] (lett.) essere di color rosso, tendere al rosso: dal libano trema e rosseggia / su 'l mare la fresca mattina  (carducci).
rossello   s.m.  (non com.) macchia rossa sulle guance.
rossetta   s.f.  nome comune di vari pipistrelli originari dell'india e delle isole della sonda, caratterizzati dal folto pelame rossiccio (ord.  chirotteri).
rossetto   s.m.    • 1 •   sostanza che colora di rosso | in cosmesi, pasta, matita o bastoncino usati per ravvivare i colori delle labbra e delle guance    • 2 •   piccolo pesce di mare vivente in grandissimi branchi (ord.  perciformi).
rossezza   s.f.  (non com.) l'essere rosso; la qualità di ciò che è rosso.
rossicare   v. intr.  [io róssico, tu róssichi ecc. ; aus. avere] (lett.) rosseggiare.
rossiccio   agg.  [pl. f. -ce] che tende al rosso; di colore rosso sbiadito: pelo rossiccio. 
rossigno   agg.  (non com.) rossiccio.
rossiniano   agg.  del musicista gioacchino rossini (1792-1868); che è proprio della sua musica, del suo stile: il crescendo rossiniano  s. m.  imitatore o ammiratore di gioacchino rossini.
rossino   agg.  nella loc. mal rossino, (med.) grave malattia infettiva che colpisce piante e animali (in partic. il maiale) e può trasmettersi anche all'uomo.
rosso   agg.    • 1 •   uno dei sette colori dell'iride; è il colore del sangue vivo, della porpora, del ferro incandescente: rosso ciliegia, rosso rubino; un inchiostro rosso; vino rosso | bianco e rosso, si dice del colorito di una persona sana e, per estens., di chi gode buona salute ' aver gli occhi rossi, per pianto, collera, commozione ecc. | diventare rosso, arrossire, manifestare vergogna o imbarazzo ' locale a luci rosse, che proietta film pornografici ' le camicie rosse, i garibaldini ' bandiera rossa, quella dei partiti di ispirazione marxista | amministrazione, giunta rossa, dove sono in maggioranza i partiti di sinistra ' carne rossa, bovina, equina o suina | linea rossa, telefono rosso, (fig.) canale di comunicazione di emergenza fra due capi di governo e sim. | prov.  : rosso di sera, buon tempo si spera    • 2 •   (comm.) si dice di cifra o numero che si riferisce a un debito ' clausola rossa, (banc.) quella che consente all'esportatore di ottenere da una banca autorizzata un anticipo su un credito documentario (è detta così perché solitamente dattilografata in rosso)  s.m.    • 1 •   il colore rosso: un rosso cupo  | vedere rosso, (fig.) essere accecato dall'ira    • 2 •   [f. -a] persona di capelli rossi    • 3 •   (fam.) il tuorlo dell'uovo    • 4 •   (pop.) aderente a un partito di ispirazione marxista    • 5 •   il colore di metà dei numeri della roulette, sul quale si può effettuare la puntata: giocare sul rosso    • 6 •   nei semafori, luce che impone l'obbligo di fermarsi: passare col rosso '  (estens.) segnale di pericolo    • 7 •   (comm.) posizione di debito in un conto: andare in rosso, passare alla posizione di debitore    • 8 •   vino rosso: una bottiglia di rosso. 
rossola   o russola o russula, s.f.  nome di diverse varietà di funghi dai colori vivaci (fam.  agaricacee).
rossore   s.m.    • 1 •   colore acceso della pelle in seguito a infiammazione o congestione; in partic., arrossamento del viso, come manifestazione esteriore di vergogna, di pudore, di imbarazzo: non riuscire a nascondere il proprio rossore    • 2 •   (ant.) l'essere rosso: un picciol fiumicello, / lo cui rossore ancor mi raccapriccia  (dante inf.  xiv, 77-78).
rosso-verde  rosso-verde loc. agg. invar.  (polit.) che contempera l'ideologia tradizionale della sinistra con istanze ecologiste | alleanza, giunta rosso-verde, costituita da partiti socialisti e verdi.
rosta   s.f.    • 1 •   (ant.) insieme di frasche disposte a ventaglio che fanno da riparo | (estens.) ammasso di frasche; ostacolo d'arbusti o sterpi: fuggendo sì forte, / che de la selva rompieno ogne rosta  (dante inf.  xiii, 116-117)    • 2 •   (arch.) inferriata o transenna di legno a forma di ventaglio, posta al di sopra di una porta principale.
rosticcere    ⇨ rosticciere.
rosticceria   s.f.  locale in cui si preparano, si vendono, e spesso si consumano vivande calde, spec. arrosti e fritture.
rosticciana   s.f.  (gastr.) costola di maiale arrostita.
rosticciere   meno com. rosticcere, s.m.  [f. -a] chi gestisce una rosticceria.
rosticcio   s.m.    • 1 •   scoria che si forma nelle fornaci    • 2 •   calcina secca che resta sui muri non intonacati    • 3 •   (non com.) persona rinsecchita e malfatta.
rostire   v. tr.  [io rostìsco, tu rostìsci ecc.] (ant.) arrostire.
rosto   s.m.  (ant.) arrosto.
rostrale   agg.  (lett.) rostrato ' corona rostrale, nella roma antica, la corona che si assegnava al soldato che per primo avesse arpionato una nave nemica e vi fosse balzato dentro.
rostrato   agg.  munito di rostro: navi rostrate | colonna rostrata, innalzata dai romani in occasione di una vittoria navale e ornata coi rostri delle navi nemiche.
rostro   s.m.    • 1 •   (zool.) becco ricurvo degli uccelli rapaci | formazione anatomica sporgente e uncinata tipica degli insetti    • 2 •   (edil.) elemento aggettante a sprone, posto alla base dei ponti per facilitare il flusso dell'acqua    • 3 •   sprone di bronzo o di ferro che armava la prora delle navi antiche | (aut.) elemento sporgente del paraurti, per lo più in lamiera stampata, situato in corrispondenza dei punti di attacco alla carrozzeria o ai longheroni del telaio    • 4 •   pl.  in roma antica, la tribuna nel foro da cui parlavano gli oratori.
rosura   s.f.  (non com.) cavità prodotta dall'erosione delle acque, del vento ecc.
rota   s.f.    • 1 •   (lett.) ruota    • 2 •   sacra rota, tribunale supremo dello stato della chiesa e massimo organo giudicante nelle materie disciplinate dal diritto canonico; è composto di dodici prelati nominati dal sommo pontefice, e presieduto da un decano.
rotabile   agg.  e s.f.  si dice di strada che si può percorrere con veicoli a ruote ' materiale rotabile, quella parte del materiale ferroviario che non è fissa (locomotrici, carrozze ecc.)  s.m.  veicolo ferroviario o tranviario.
rotacismo   s.m.  in linguistica, il passaggio di un suono a erre. 
rotacizzare   v. tr.  (ling.) modificare un suono per rotacismo | rotacizzarsi v. rifl.  (ling.) detto di suono, modificarsi per rotacismo, trasformarsi in erre. 
rotacizzazione   s.f.  il rotacizzare, il rotacizzarsi, l'essere rotacizzato.
rotaia   s.f.    • 1 •   ciascuna delle due guide d'acciaio su cui si muovono treni, tram e sim. | terza rotaia, conduttore metallico rigido situato fra le due rotaie o lateralmente al binario, usato per alimentare dal basso i veicoli ferroviari a motore elettrico dove non sia possibile o conveniente impiegare una linea aerea | uscire dalle rotaie, deragliare; (fig.) non stare alle regole, alle convenzioni    • 2 •   guida metallica che costituisce un piano di rotolamento    • 3 •   il solco lasciato da una ruota nel terreno.
rotale   agg.  (dir.) relativo alla sacra rota: causa, sentenza rotale; avvocato rotale, che può esercitare presso la sacra rota.
rotametro   s.m.  (fis.) flussometro per la misura della portata di un fluido.
rotang   s.m. invar.  palma asiatica dal fusto lungo e sottile.
rotante   part. pres.  di rotare  agg.  che ruota ' velivoli ad ala rotante, aerodine in cui le superfici portanti sono costituite dalle pale di un rotore, come l'autogiro e l'elicottero; rotodina.
rotare   non com. ruotare, v. intr.  [io ruòto  (lett. ròto) ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  (lett. -ò-) in posizione tonica, -o-  (meglio che -uo-) in posizione atona]    • 1 •   girare intorno al proprio asse o intorno a un altro corpo: la luna ruota intorno alla terra    • 2 •   volare in circolo: il falco rotava sopra la preda | v. tr.  far compiere un giro o un mezzo giro a qualcosa, spec. con forza e rapidità: rotare il busto, le braccia. 
rotariano   agg.  del rotary club  s.m.  [f. -a] socio del rotary club.
rotativa   s.f.  (tip.) macchina per la stampa in cui l'elemento stampante è costituito da un cilindro dotato di moto rotatorio continuo; si usa per le pubblicazioni a elevata tiratura (giornali, riviste ecc.).
rotativista   s.m.  [pl. -sti] in tipografia, operaio addetto alla macchina rotativa.
rotativo   agg.    • 1 •   dotato di movimento rotatorio    • 2 •   che avviene per rotazione, per avvicendamento: sistema agrario rotativo, sistema di avvicendamento delle colture    • 3 •   credito rotativo, (banc.) quello che, una volta rimborsato, può essere nuovamente utilizzato per un certo periodo.
rotato   part. pass.  di rotare  agg.    • 1 •   (non com.) fornito di ruote    • 2 •   (ling.) si dice del suono vibrante della erre    • 3 •   a forma di ruota: corolla rotata, (bot.) che ha petali regolari e distesi.
rotatore   agg.  [f. -trice] che ruota.
rotatoria   s.f.  circolazione di un veicolo intorno a un'isola rotazionale; il segnale stradale che prescrive tale circolazione.
rotatorio   agg.  si dice del moto di un corpo celeste intorno a un asse o di un corpo intorno a un punto fisso: il moto rotatorio degli astri | muscoli rotatori, (anat.) quelli che permettono la rotazione di un arto.
rotazionale   agg.    • 1 •   di rotazione, spec. in senso astronomico: moto rotazionale    • 2 •   isola rotazionale, zona rialzata che si trova al centro di un incrocio stradale multiplo e intorno alla quale i veicoli devono girare.
rotazione   s.f.    • 1 •   il rotare, l'essere rotato | (astr.) movimento di un corpo celeste intorno a un asse che attraversa il proprio baricentro: la rotazione della terra, della luna  | (mat.) trasformazione geometrica che sposta punti corrispondenti nello stesso verso e di angoli uguali: simmetria di rotazione  | moto di rotazione, (fis.) movimento di un corpo rigido intorno a un punto fisso | solido di rotazione, (mat.) figura solida ottenuta facendo rotare un'area piana intorno a un asse giacente sullo stesso suo piano ' regime di rotazione, (mecc.) numero di giri dell'albero di una macchina in un minuto primo    • 2 •   in ginnastica, movimento circolare di un arto o di altra parte del corpo: rotazione delle braccia, della testa    • 3 •   (fig.) avvicendamento, ricambio: rotazione delle cariche | rotazione agraria, sistema agricolo che consiste nell'alternare su un terreno colture diverse    • 4 •   (ling.) mutamento nel luogo di articolazione di una serie di consonanti; è fenomeno caratteristico del passaggio dall'indoeuropeo al germanico e dal germanico al tedesco.
roteamento   s.m.  (non com.) roteazione.
roteare   v. tr.  [io ròteo ecc.] volgere intorno con rapidità: roteare gli occhi  | v. intr.  [aus. avere] volare in cerchio descrivendo larghe ruote: l'aquila si abbassava roteando. 
roteazione   s.f.  il roteare, l'essere roteato.
rotella   s.f.    • 1 •   piccola ruota, soprattutto come parte di un congegno o di un meccanismo: una poltrona a rotelle; pattini a rotelle; le rotelle dell'orologio | mancare di qualche rotella, avere qualche rotella in meno, (fig.) essere bizzarro, comportarsi in modo stravagante. dim. rotellina, rotelletta    • 2 •   (anat.) rotula    • 3 •   (mil.) piccolo scudo rotondo, in uso nei secc. xv e xvi    • 4 •   rotella metrica, strumento per misurazioni lineari costituito da un nastro centimetrato che si avvolge intorno a un rullino ed è racchiuso in una custodia.
rotellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) giocatore di hockey a rotelle.
rotello   s.m.  (non com.) rotolo di tela.
rotiferi   s.m. pl.  (zool.) gruppo di piccolissimi animali acquatici, visibili solo al microscopio, che hanno l'apertura boccale circondata da una corona di ciglia e si spostano grazie a un piede retrattile posteriore | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale gruppo.
rotino   o ruotino, s.m.  qualsiasi piccola ruota: i rotini laterali della bicicletta del bambino; il rotino di coda dell'aeroplano. 
rotismo   o ruotismo, s.m.  meccanismo costituito da un sistema di ruote dentate ingrananti fra loro in modo che il moto di una comporta necessariamente e determina il moto di tutte le altre.
roto-  roto- primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal lat. ro°ta  'ruota'; indica presenza di ruote, di rotismi o movimento rotatorio (rotocompressore, rotocalcografia).
rotocalco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   rotocalcografia    • 2 •   periodico stampato in rotocalco.
rotocalcografia   s.f.  procedimento di stampa per grandi tirature, derivato dalla calcografia, nel quale l'incisione, invece che su una lastra, è fatta su un cilindro di rame.
rotocalcografico   agg.  [pl. m. -ci] di, per la rotocalcografia: macchina rotocalcografica. 
rotocompressore   s.m.  (mar.) motore elettrico a turbina, che nei sommergibili immette aria nei doppi fondi per farne uscire l'acqua.
rotodina   s.f.  (aer.) aerodina ad ala rotante.
rotoidale   agg.  (mecc.) si dice di coppia cinematica in cui le superfici di contatto siano anche superfici di rotazione.
rotoide   s.m.  (mecc.) ciascuno dei due elementi di una coppia rotoidale.
rotolamento   s.m.  il rotolare, il rotolarsi, l'essere rotolato.
rotolare   v. tr.  [io ròtolo  (ant. ruòtolo) ecc. ; in tutta la coniugazione antica si ha -uò-  in posizione tonica] spingere in avanti un corpo di forma tondeggiante, facendolo ruotare su sé stesso: rotolare una botte, un tronco d'albero  | v. intr.  [aus. essere] avanzare girando su sé stesso: la palla rotola; rotolare giù per le scale  | rotolarsi v. rifl.  girare su sé stesso stando disteso: rotolarsi per terra. 
rotolata   s.f.    • 1 •   il rotolare, il rotolarsi rapidamente    • 2 •   (sport) nella lotta, azione dell'atleta che, messo a terra, cerca di rotolarsi su un lato per evitare di poggiare sul pavimento entrambe le spalle, ed essere così dichiarato sconfitto.
rotolio   s.m.  un rotolare continuato.
rotolo   (1) ant. ruotolo, s.m.    • 1 •   involto di forma cilindrica: portare un rotolo sotto il braccio    • 2 •   il materiale, la cosa stessa che è arrotolata: rotolo di cartone, di stoffa; rotolo fotografico, rullino. dim. rotolino  accr. rotolone    • 3 •   nome del libro antico, che consisteva in una lunga striscia di papiro arrotolata; volume | documento medievale su pergamena o su carta avvolte in forma di rotolo    • 4 •   (gastr.) pietanza costituita da una sfoglia di pasta ricoperta di determinate vivande e arrotolata, così da risultare farcita, quindi cotta al forno e servita a fette: rotolo di spinaci, farcito con spinaci    • 5 •   a rotoli, (fam.) a precipizio, in rovina, in malora: mandare tutto a rotoli; l'azienda è andata a rotoli. 
rotolo   (2) s.m.  antica unità di misura di peso, pari nell'italia meridionale a 0,80 kg ca, a genova a 0,50 kg ca.
rotolone   s.m.    • 1 •   accr.  di rotolo    • 1 •    • 2 •   il cadere rotolando; anche, il rotolarsi: fare un rotolone per le scale; fare rotoloni sulla neve. 
rotoloni   avv.  rotolando: cadere rotoloni | andare a rotoloni, (fig.) malissimo, rovinosamente: gli affari vanno a rotoloni. 
rotonave   s.f.  tipo di nave progettato per sfruttare, come propulsione, l'azione esercitata dal vento su cilindri verticali rotanti; fu sperimentato in germania nel 1925, ma senza risultati apprezzabili.
rotonda   s.f.    • 1 •   edificio o costruzione di forma più o meno circolare: la rotonda, a roma, il pantheon    • 2 •   piattaforma, terrazza, padiglione di forma circolare    • 3 •   capo d'abbigliamento femminile, in voga verso la fine dell'ottocento, costituito da una mantelletta di pelliccia o foderata di pelliccia che copriva tre quarti del corpo.
rotondare   v. tr.  [io rotóndo ecc.] (non com.) arrotondare.
rotondeggiante   antiq. ritondeggiante, part. pres.  di rotondeggiare  agg.  che ha forma più o meno rotonda.
rotondeggiare   antiq. ritondeggiare, v. intr.  [io rotondéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) avere, prendere una forma più o meno rotonda; tondeggiare.
rotondetto   agg.  di conformazione che tende al tondo, al pingue; pienotto: un viso rotondetto; fianchi rotondetti. 
rotondezza   s.f.  (non com.) qualità di ciò che è rotondo; rotondità.
rotondità   antiq. ritondità, s.f.    • 1 •   l'essere rotondo: la rotondità di una cupola    • 2 •   pl.  (scherz.) le forme o le parti tondeggianti di un corpo; curve: le rotondità femminili. 
rotondo   antiq. ritondo, agg.    • 1 •   che ha forma circolare, sferica o cilindrica, o approssimativamente tale; tondo: la terra è rotonda; viso, mento rotondo, tondeggiante; punta rotonda, arrotondata ' scrittura rotonda, a tratteggio diritto, con i caratteri ben proporzionati fra altezza e larghezza    • 2 •   (fig.) che ha un giro largo, armonico, compiuto: un periodare, uno stile rotondo    • 3 •   (non com.) detto di numero, intero, non decimale; anche, di cifra che abbia uno o più zeri finali  s.m.  ciò che ha forma rotonda o rotondeggiante; rotondità.
rotore   s.m.    • 1 •   parte rotante di una macchina elettrica    • 2 •   (aer.) organo di sostentazione delle rotodine, costituito da due o più pale rotanti e dal mozzo che le collega; nell'elicottero ha anche funzione di propulsore    • 3 •   (mat.) operatore che fa corrispondere a un vettore un altro vettore che ha come componenti le differenze tra le derivate parziali delle componenti cartesiane del vettore originario.
rotovia   s.f.  tipo antiquato di funicolare per il trasporto di persone su percorsi con forte dislivello, costituito da un carrello con ruote fornite di pneumatici corrente su un'apposita pista.
rotta   (1) s.f.    • 1 •   (ant.) rottura | oggi solo in alcune loc.: a rotta di collo, a precipizio, di gran fretta; essere in rotta con qualcuno, non avere più rapporti amichevoli con lui    • 2 •   breccia prodotta negli argini di un fiume dalla pressione delle acque in piena: il po minaccia una rotta    • 3 •   grave disfatta; sconfitta: la rotta di caporetto; l'esercito fu messo in rotta, battuto e disperso.
rotta   (2) s.f.    • 1 •   percorso lungo il quale procede una nave o un aeromobile: seguire una rotta; fare rotta per un luogo, esservi diretti, andarvi; cambiare, mutare, invertire (la) rotta, (fig.) cambiare radicalmente il proprio modo di essere, di pensare, di comportarsi ecc. | ufficiale di rotta, (mar.) ufficiale incaricato di fissare e controllare la rotta da seguire ' giornale di rotta, negli aerei, il registro sul quale viene annotato tutto ciò che concerne l'andamento della navigazione ' rotta di sicurezza, quella che consente di attraversare senza pericolo tratti di mare minati ' rotta di collisione, quella che, se non modificata, porta a una collisione (p. e.  tra due navi o tra due aerei)    • 2 •   il tracciato che sulle carte di navigazione indica la direzione seguita o da seguire: tracciare la rotta    • 3 •   l'angolo, misurato in gradi, tra la prua dell'imbarcazione o del velivolo e il nord.
rotta   (3) s.f.  (mus.) crotta.
rottamaggio   s.m.  raccolta e selezione di rottami da riutilizzare; il relativo commercio.
rottamaio   s.m.  [f. -a] chi svolge l'attività del rottamaggio.
rottamare   v. tr.  smantellare una struttura o smontare un macchinario, un'automobile e sim. per recuperarne i pezzi come rottami.
rottamazione   s.f.  il rottamare, l'essere rottamato; rottamaggio.
rottame   s.m.    • 1 •   cosa o parte di una cosa rotta e inutilizzabile: rottami di ferro    • 2 •   (fig.) si dice di persona moralmente distrutta o fisicamente mal ridotta: quell'uomo è ormai un rottame. 
rottamista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] rottamaio.
rotto   part. pass.  di rompere  agg.    • 1 •   ridotto in pezzi; non più utilizzabile o funzionante: un vaso rotto; scarpe rotte '  (fig.) stanco, fiaccato, indebolito: avere le gambe rotte per il troppo camminare; ossa rotte dalla fatica; essere rotto dagli anni    • 2 •   si dice di persona che ha resistenza o ha fatto l'abitudine a qualcosa: essere rotto alle fatiche; un uomo rotto a ogni vizio    • 3 •   (fig.) interrotto: silenzio rotto da un urlo '  inframmezzato: voce rotta dal pianto  s. m.    • 1 •   (ant.) rottura | oggi solo nella loc.: per il rotto della cuffia, a mala pena, a fatica, a stento    • 2 •   pl.  entità o quantità trascurabile e non precisamente misurata, che si aggiunge a un numero determinato: i convenuti erano novecento e rotti; ho pagato un milione e rotti  § rottamente avv.  in modo rotto, frammentario, a tratti interrotto.
rottura   s.f.    • 1 •   il rompere, il rompersi, l'essere rotto; la parte dove una cosa è rotta: la rottura di un vaso; la rottura degli argini di un fiume; saldare la rottura del tubo | carico di rottura, in scienza delle costruzioni, sollecitazione limite di un sistema, oltre la quale si provoca il suo cedimento | rottura del tempo, rapido peggioramento delle condizioni atmosferiche ' rottura di scatole, (fig. fam.) seccatura, noia    • 2 •   frattura: la rottura di un braccio    • 3 •   brusca cessazione, troncamento (di rapporti, di relazioni, accordi ecc.): la rottura di un'amicizia, di un fidanzamento; rottura diplomatica    • 4 •   nell'ippica, interruzione dell'andatura al trotto e passaggio a quella di galoppo.
rotula   s.f.  (anat.) osso piatto di forma rotondeggiante situato nella parte anteriore del ginocchio.
rotuleo   agg.  della rotula, che riguarda la rotula: tendine, legamento rotuleo; riflesso rotuleo. 
rough   s.m. invar.  primo schizzo di un'idea pubblicitaria.
roulette   s.f. invar.    • 1 •   gioco d'azzardo che si fa gettando una pallina su un piatto girevole diviso in scomparti numerati da 0 a 36 e colorati alternatamente di rosso e di nero (a eccezione dello 0, che non ha colore); la pallina, fermandosi in uno scomparto al rallentare del piatto, indica il numero e il colore vincente: giocare, vincere alla roulette    • 2 •   roulette russa, gesto temerario per cui ci si punta alla tempia una pistola a rotazione caricata con un solo colpo e si preme il grilletto dopo aver fatto girare a caso il tamburo; in origine, era una forma di duello praticata da ufficiali e nobili della russia zarista.
roulotte   s.f. invar.  rimorchio trainato da un'autovettura, attrezzato per servire da abitazione nei campeggi o per lunghi viaggi; può anche fungere da ufficio o ambulatorio mobile.
roulottista   o rulottista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa uso di roulotte per viaggiare o campeggiare.
roulottopoli   o rulottopoli, s.f.  agglomerato di roulotte in prossimità di un centro urbano, che ne alloggia provvisoriamente gli abitanti impediti da una calamità naturale di abitare nelle loro case, o che ospita stabilmente senzatetto, nomadi e sim.
round   s.m. invar.  (sport) ciascuna delle parti in cui si divide un incontro di pugilato; ripresa, tempo.
rousseauiano   o russoiano, russoviano, agg.  del filosofo ginevrino j. -j. rousseau (1712-1778) o relativo al suo pensiero, alle sue opere  s.m.  [f. -a] seguace del pensiero di rousseau.
routier   s.m. invar.  nel ciclismo, corridore specializzato nelle corse su strada; stradista.
routinario   o rutinario, agg.  di routine, fatto secondo una routine: procedimento routinario. 
routine   s.f. invar.    • 1 •   ritmo monotono e ripetitivo di vita o di lavoro: ogni giorno è la solita routine    • 2 •   abitudine, pratica, esperienza: quell'impiegato ha fatto una certa routine  | essere di routine, si dice di qualcosa che si fa comunemente, e che non dovrebbe pertanto creare imprevisti o problemi    • 3 •   (inform.) serie di istruzioni che assolvono a un compito specifico e che la macchina ripete automaticamente ogni volta.
routiniero   o rutiniero, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi segue una routine.
rovaio   s.m.  (lett.) vento di settentrione, tramontana: da questi monti, / che dànno a' toschi il vento di rovaio  (ariosto satire).
rovano   agg.  (ant. , dial.) roano.
rovello   s.m.  (lett.) rabbia, stizza, tormento interiore.
roventare   v. tr.  [io rovènto ecc.] (non com.) arroventare.
rovente   agg.  detto di metallo, scaldato fino a diventare rosso: ferro rovente  | (estens.) caldissimo, infocato (anche fig.): sabbia rovente; sole rovente; passione rovente. 
roventino   s.m.  (gastr.) frittata di sangue di maiale; è una specialità toscana.
rover   s.m. invar.  boy-scout di età superiore ai diciassette anni che addestra i ragazzi più giovani.
rovere   s.m.    • 1 •   [anche f.] varietà di quercia dal legno pregiato, alta fino a 50 m, presente in grandi estensioni boschive in europa e in asia (fam.  cupulifere)    • 2 •   il legname di tale albero: una botte di rovere. 
roverella   s.f.  varietà di quercia con tronco molto nodoso e foglie pelose nella parte interna.
rovereto   s.m.  bosco di roveri.
rovescia   s.f.  [pl. -sce] (non com.) la parte rovesciata di un abito; il risvolto: la rovescia della manica. 
rovesciamento   s.m.  il rovesciare, il rovesciarsi, l'essere rovesciato (anche fig.): il rovesciamento di un'automobile; un rovesciamento della situazione. 
rovesciare   v. tr.  [io rovèscio ecc.]    • 1 •   voltare sottosopra, capovolgere; mettere all'esterno ciò che è interno: rovesciare le zolle con la vanga; rovesciare le tasche, le maniche | rovesciare una situazione, (fig.) farla mutare completamente ' rovesciare il sacco, (fig.) raccontare tutto quello che si sa    • 2 •   far cadere ciò che stava ritto, in piedi (anche fig.): rovesciare un bicchiere, una valigia; rovesciare il governo, costringerlo alle dimissioni | volgere, piegare all'indietro: rovesciare la testa sul cuscino    • 3 •   versare, far cadere un liquido o un materiale incoerente: rovesciare il vino sulla tavola; rovesciare un pacco di farina  | (non com.) vomitare (anche assol.): rovesciare il latte; ha mangiato tanto e così di furia che poi ha rovesciato    • 4 •   (fig.) riversare su qualcuno (accuse, insulti, improperi e sim.): non rovesciate sempre la colpa su di lui    • 5 •   (non com.) abbattere, espugnare: rovesciare le difese nemiche  | rovesciarsi v. rifl.    • 1 •   capovolgersi: la barca si è rovesciata    • 2 •   cadere giù: la pioggia si rovesciò sulla campagna riarsa  | detto di un liquido o un materiale incoerente, versarsi    • 3 •   (fig.) affluire, convergere tumultuosamente: i dimostranti si rovesciarono in piazza. 
rovesciata   s.f.    • 1 •   (non com.) rovesciamento    • 2 •   nel calcio, tiro al volo effettuato da un giocatore che, distendendosi orizzontalmente, calcia il pallone inviandolo dietro le proprie spalle.
rovesciato   part. pass.  di rovesciare  agg.  nei sign. del verbo | foglia rovesciata, (bot.) con la pagina superiore rivolta verso il basso.
rovesciatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi rovescia.
rovescino   s.m.  nel lavoro a maglia, serie di maglie lavorate a punto rovescio.
rovescio   agg.  [pl. f. -sce] voltato in modo contrario al normale: maglia rovescia; cadere rovescio sul pavimento, disteso; tenere il capo rovescio, riverso | punto rovescio, nel lavoro a maglia, punto che appare sul diritto nel modo in cui di solito è sull'altro lato | a rovescio, alla rovescia, in modo inverso, contrario a quello giusto, solito, usuale: capire tutto alla rovescia; fare tutto alla rovescia; si è messo il golf alla rovescia; il mondo alla rovescia   s.m.    • 1 •   (non com.) il rovesciarsi, spec. all'improvviso o violentemente | (fig.) dissesto, rovina finanziaria: rovescio di fortuna    • 2 •   la parte opposta a quella diritta; il lato di sotto o di dietro: il rovescio della mano, di una carta  | in un tessuto, il lato meno pregiato della lavorazione, quello che nella confezione rimarrà all'interno | il rovescio della medaglia, (fig.) l'aspetto negativo di una situazione ' prov.  : ogni diritto ha il suo rovescio, non vi è nulla che sia tutto e soltanto positivo    • 3 •   nel lavoro a maglia, punto rovescio: un diritto e un rovescio    • 4 •   nel tennis, colpo vibrato alla palla con la faccia esterna della racchetta    • 5 •   un cadere violento e improvviso (anche fig.): un rovescio di pioggia; un rovescio di improperi    • 6 •   (mil.) il lato di una fortificazione da cui è meno probabile ricevere un attacco.
rovescione   (1) s.m.    • 1 •   colpo dato col rovescio della mano o di un'arma; manrovescio    • 2 •   rovescio violento e improvviso di pioggia.
rovescione   (2) o rovescioni, avv.  a rovescio, supino: lo fece cadere rovescioni. 
roveto   s.m.  luogo pieno di rovi; insieme di rovi.
rovigliare   v. tr.  [io rovìglio ecc.] (ant.) rovistare, frugare.
rovigotto   agg.  e s.m.  [f. -a] (pop.) rodigino.
rovina   lett. ruina, s.f.    • 1 •   il rovinare, il rovinarsi, l'essere rovinato; crollo, caduta, distruzione: il terremoto provocò la rovina di molti edifici; la grandine ha provocato la rovina del raccolto; una casa in rovina, abbandonata, cadente    • 2 •   cosa che è crollata; materiale rovinato al suolo: dopo il terremoto la città era tutta una rovina | pl.  i resti di ciò che è crollato, caduto; macerie, ruderi: le rovine di troia    • 3 •   (fig.) grave disgrazia, danno irreparabile; sfacelo: con le sue sregolatezze ha mandato in rovina la famiglia; la battaglia di waterloo segnò la definitiva rovina di napoleone  | persona o cosa che è causa di grave danno, di perdizione: quella persona è la sua rovina; il gioco è stato la rovina di molti    • 4 •   (lett.) furia, impeto travolgente: la rovina del fiume trascinava tutto con sé    • 5 •   (ant.) frana, scoscendimento del terreno: quando giungon davanti a la ruina, / quivi le strida, il compianto, il lamento  (dante inf.  v, 34-35).
rovinaccio   s.m.  materiale composto di pietre, calcinacci, mattoni rotti proveniente da opere di demolizione.
rovinamento   s.m.  (ant.) rovina, frana.
rovinare   lett. ruinare, v. tr.    • 1 •   recare rovina a qualcuno o qualcosa; danneggiare, guastare, distruggere: rovinarsi la salute; l'umidità rovina i muri    • 2 •   far crollare; demolire, abbattere: la furia delle acque ha rovinato il ponte    • 3 •   (fig.) mandare in miseria, in fallimento: il gioco lo ha rovinato  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   crollare; andare in rovina: la casa rovinò al suolo    • 2 •   (ant.) cadere in basso; precipitare: mentre ch' i' ruinava in basso loco  (dante inf.  i, 61) | rovinarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   procurarsi un danno irreparabile: continuando a fumare ti rovinerai    • 2 •   guastarsi, sciuparsi irrimediabilmente: i libri con l'umidità si rovinano. 
rovinaticcio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.) piuttosto rovinato.
rovinato   lett. ruinato, part. pass.  di rovinare  agg.    • 1 •   che è andato in rovina; diroccato: un campanile tutto rovinato    • 2 •   che ha subìto un danno; guastato: un abito rovinato; un uomo rovinato, che ha perso ogni avere o anche la reputazione.
rovinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi rovina.
rovinio   s.m.  un cadere continuato e rumoroso: rovinio di pietre. 
rovinismo   o ruinismo, s.m.  tendenza della pittura e della letteratura del sec. xviii a rappresentare o a descrivere paesaggi in cui compaiono rovine, spec. dell'età classica.
rovinista   o ruinista, s.m.  [pl. -sti] pittore specializzato nel dipingere rovine di antichi edifici.
rovinografia   s.f.  genere letterario che, ispirandosi a una visione pessimistica del mondo contemporaneo, indulge alla descrizione di future catastrofi.
rovinografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a rovinografia.
rovinografo   s.m.  [f. -a] scrittore che coltiva il genere della rovinografia.
rovinologia   s.f.  studio dei danni prodotti dall'uomo sull'ambiente.
rovinoso   lett. ruinoso, agg.    • 1 •   che produce rovina; funesto, disastroso: un affare rovinoso    • 2 •   furioso, impetuoso: una pioggia rovinosa; fiumi rovinosi, che quando s'adirano, allagano e' piani, ruinano li arberi e li edifizi  (machiavelli) § rovinosamente avv.    • 1 •   in modo rovinoso, disastroso    • 2 •   impetuosamente, violentemente.
rovistare   v. tr.  cercare minutamente e diligentemente; frugare (anche assol.): rovistare i cassetti, nella spazzatura. 
rovistatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi rovista, chi fruga.
rovistio   s.m.    • 1 •   un rovistare continuo e minuzioso    • 2 •   il rumore prodotto dal rovistare.
rovo   pop. tosc. rogo, s.m.  (bot.) genere di piante erbacee o arbustacee con fusto spinoso, foglie composte pennate e frutto costituito da un insieme di minuscole drupe; tra le specie più note, il lampone e il cosiddetto rovo di macchia, i cui frutti sono chiamati more  (fam.  rosacee).
royalties   s.f. pl.  (dir.) compenso pagato al proprietario di risorse naturali (p. e.  giacimento minerario, petrolifero) o all'autore di un'opera dell'ingegno (p. e.  un'invenzione industriale) per il diritto di sfruttamento commerciale.
rozza   s.f.  cavallo vecchio e malandato, senza più vigore. accr. rozzone  (m.).
rozzezza   s.f.  l'essere rozzo; grossolanità, zotichezza.
rozzo   agg.    • 1 •   si dice di cosa ancora ruvida, non ben levigata o rifinita: pietra rozza; lana rozza, grezza; muro rozzo, non intonacato | (estens.) non finito di lavorare, ancora in abbozzo: mobile, disegno rozzo    • 2 •   (fig.) non ingentilito, non raffinato, non dirozzato: un uomo rozzo; parole rozze; una civiltà ancora rozza  | sgarbato, maleducato: avere modi molto rozzi  § rozzamente avv. 
rozzume   s.m.  (non com.) l'essere molto rozzo (spec. fig.).
ruba   s.f.  solo nelle loc.: andare a ruba, essere molto richiesto (detto di merce); mettere a ruba, (ant.) saccheggiare.
rubacchiamento   s.m.  (non com.) il rubacchiare, l'essere rubacchiato.
rubacchiare   v. tr.  [io rubàcchio ecc.] rubare qua e là, poco per volta ma con frequenza.
rubacchiatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi rubacchia.
rubacuori   pop. rubacori, s.m.  e f. invar.  (scherz.) persona che fa innamorare di sé molti o molte; persona che si accattiva la simpatia e l'amore di tutti: essere un rubacuori; fare il rubacuori  | usato anche come agg. invar.  : un sorriso rubacuori. 
rubalda    ⇨ ribalda.
rubaldo    ⇨ ribaldo.
rubamazzetto   s.m.  lo stesso che rubamazzo. 
rubamazzo   s.m.  gioco di carte in cui chi detiene una carta uguale alla prima del mazzo dell'avversario fa proprio il mazzo dell'avversario.
rubamento   s.m.  (non com.) il rubare, l'essere rubato; ruberia, furto.
rubare   v. tr.    • 1 •   appropriarsi in modo illecito di beni altrui; sottrarre ad altri qualcosa, spec. con l'astuzia o con la frode (anche assol.): rubare il portafoglio a qualcuno; mi hanno rubato l'automobile; essere sorpreso a rubare  | detto di animale: il gatto ha rubato la salsiccia; l'anello della regina fu rubato dalla gazza  | rubare lo stipendio, percepirlo senza meritarselo | rubare sulla spesa, sul prezzo, sul peso, aumentarli indebitamente ' rubare a man salva, senza misura    • 2 •   (fig.) sottrarre, portar via quanto appartiene ad altri: ha rubato il fidanzato all'amica; rubare l'affetto di una persona  | rubare un'idea, metterla in opera spacciandola per propria | rubare il tempo a qualcuno, farglielo perdere | rubare ore al sonno, al riposo, dormire, riposare meno del necessario | rubare il mestiere a qualcuno, fare indebitamente o inopportunamente ciò che compete ad altri | rubare il posto a qualcuno, soppiantarlo in quel posto | rubare qualcosa con gli occhi, mostrare di desiderarla molto ' rubare la vista, si dice di edificio che si innalza davanti a un altro, riducendo di molto la vista che si godeva da quest'ultimo | rubarsi v. rifl.  contendersi: le amiche si rubavano la sposa  (manzoni p. s.  ii).
rubasca   s.f.  camicia caratteristica del costume maschile russo, allacciata al collo da una parte e stretta in vita da una cintura.
rubato   part. pass.  di rubare  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  (mus.) indicazione sul testo musicale con la quale si prescrive un'esecuzione svincolata dalla rigidità del tempo: eseguire un rubato; una battuta in tempo rubato. 
rubatore   s.m.  [f. -trice] (antiq.) ladro, rapinatore: rubatore delle strade  (boccaccio dec.  x, 2).
rubber   s.m. invar.  nel bridge, partita costituita da tre manches.
rubbio   s.m.  [pl. i rubbi  o le rubbia] antica misura di capacità degli aridi equivalente a ca 290 litri, usata nell'italia centrale; anche, unità di misurazione agraria, pari a 18,48 m2.
rubbo   s.m.  antica unità di misura di peso usata in varie città italiane, con valore tra gli    • 8 •   e i    • 9 •   kg.
rubeca    ⇨ ribeca.
rubecchio   agg.  (ant.) rosseggiante: tu vedresti il zodiaco rubecchio / ancora a l'orse più stretto rotare  (dante purg.  iv, 64-65).
rubefacente   agg.  e s.m.  (non com.) si dice di medicamento che applicato sulla pelle produce arrossamento: la farina di senape è un rubefacente. 
rubellare   e deriv.   ⇨ ribellare e deriv. 
rubellite   s.f.  (min.) varietà di tormalina di colore rosa-rosso usata in gioielleria con il nome di rubino di siberia  o del madagascar. 
rubello    ⇨ ribelle.
rubeola   s.f.  (med. non com.) rosolia.
ruberia   s.f.    • 1 •   il rubare; ladreria, ladroneccio    • 2 •   (ant.) rapina, estorsione    • 3 •   (ant.) preda, bottino.
rubesto   agg.  (ant.) robusto, fortissimo | (estens.) impetuoso: lo corpo mio gelato in su la foce / trovò l'archian rubesto  (dante purg.  v, 124-125).
rubiacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, per lo più arboree o arbustive, con foglie intere, fiori piccoli e frutti di vario tipo; vi appartengono, tra le altre, il caffè e la china | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
rubicondo   agg.  si dice di viso o guance dal colorito rosso intenso; anche, di persona che ha tali caratteristiche.
rubidio   s.m.  elemento chimico di simbolo rb; è un metallo alcalino piuttosto raro, simile al potassio, usato nella produzione del vetro e della ceramica.
rubigine   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) ruggine    • 2 •   (med.) macchia della cornea.
rubiglio   s.m. , o robiglia s.f. , sorta di pisello dai fiori di colore azzurrognolo, coltivato in montagna come biada.
rubinetteria   meno com. robinetteria, s.f.  insieme di rubinetti di un impianto per l'erogazione di liquidi o di gas e di tutto ciò che occorre per regolarne il flusso: una fabbrica di rubinetterie. 
rubinetto   meno com. robinetto, s.m.  dispositivo che si inserisce in una tubazione di piccolo diametro, o si applica alla sua estremità, per interrompere e regolare il flusso di un liquido o di un gas: aprire, chiudere il rubinetto. 
rubino   s.m.    • 1 •   pietra preziosa di colore rosso vivo, trasparente; è una varietà pregiata di corindone | rubino di siberia, o del madagascar, rubellite | rubino d'arsenico, realgar    • 2 •   piccolo cuscinetto in cui girano i perni del rotismo degli orologi meccanici, originariamente costituito da un dischetto forato di rubino naturale (poi di zaffiro o granato), in seguito di corindone sintetico e infine di vetro: orologio a quindici rubini. 
rubizzo   agg.  si dice di persona, spec. anziana, ancora florida e prestante: un vecchio rubizzo. 
rublo   s.m.  unità monetaria russa.
rubrica   s.f.    • 1 •   titolo o sommario dei capitoli di un libro, così detto dal nome dell'argilla rossa che si adoperava anticamente per scrivere i titoli delle opere e le iniziali dei capitoli nei codici | nei messali, nota scritta per lo più con inchiostro rosso, con l'indicazione delle regole da osservare nella celebrazione delle funzioni liturgiche ' essere di rubrica, (non com.) essere di regola, di prammatica    • 2 •   quaderno con margini a scaletta contrassegnati dalle lettere dell'alfabeto, sul quale si scrivono indirizzi, appunti ecc.: rubrica telefonica.  dim. rubrichetta    • 3 •   sezione di un giornale o di una trasmissione radiotelevisiva riservata a un particolare argomento: rubrica settimanale; una rubrica letteraria, sportiva. 
rubricare   v. tr.  [io rubrìco  (errato rùbrico), tu rubrìchi ecc.]    • 1 •   annotare in una rubrica; dividere in rubriche, in paragrafi: rubricare un pagamento, una pratica    • 2 •   (ant.) scrivere in rosso le lettere iniziali o i titoli dei capitoli o delle opere trascritte in un codice: una grande o rubricata. 
rubricario   s.m.  nei libri antichi, prospetto contenente le rubriche, equivalente a un indice degli argomenti.
rubricatore   s.m.  amanuense che, negli antichi codici, scriveva le rubriche e le altre parti in rosso.
rubricazione   s.f.  il rubricare, l'essere rubricato.
rubricista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   [anche f.] redattore di una rubrica di giornale, di radio o di televisione: rubricista sportivo    • 2 •   (eccl.) liturgista.
rubro   agg.  (poet.) rosso: con costui corse infino al lito rubro  (dante par.  vi, 79).
ruca   s.f.    • 1 •   ruchetta    • 2 •   (non com.) bruco verde peloso.
ruche   s.f. invar.  striscia di tessuto increspato che s'impiega come guarnizione di indumenti femminili; gala.
ruchetta   s.f.  erba aromatica lievemente piccante che si mescola con l'insalata cruda (fam.  crocifere).
rucola   s.f.  (region.) ruchetta.
rude   agg.  (lett.)    • 1 •   duro, faticoso: un lavoro rude  | scomodo, disagevole: vita rude    • 2 •   forte e risoluto: piglio rude  | (estens.) rozzo, scortese, brusco: un uomo rude ma schietto  § rudemente avv. 
rudentato   agg.  (arch.) si dice di colonna ornata di rudente.
rudente   s.f.  o m.    • 1 •   (poet.) fune: e la sottil rudente / quella quarta recise alla bipenne  (monti)    • 2 •   (arch.) nella colonna scanalata, motivo a forma di fune in rilievo che talora occupa la parte inferiore di ogni scanalatura.
ruderale   agg.  (non com.) di rudere; che vive tra i ruderi: pianta, animale ruderale. 
rudere   meno com. rudero, s.m.  (spec. pl.) avanzo, rovina di edifici o di statue antiche: i ruderi di roma | sembrare, essere un rudere, si dice di persona assai malandata fisicamente.
rudezza   s.f.  l'essere rude.
rudimentale   agg.    • 1 •   limitato ai primi rudimenti; elementare: una conoscenza rudimentale dell'inglese    • 2 •   appena abbozzato, informe: lavoro rudimentale    • 3 •   (biol.) si dice di organo non ben sviluppato rispetto a quelli omologhi di specie affini § rudimentalmente avv. 
rudimentazione   s.f.  (biol.) il progressivo ridursi delle dimensioni o delle funzionalità di un organo attraverso le generazioni.
rudimento   s.m.    • 1 •   spec. pl.  primo ammaestramento in una disciplina; principio elementare di un'arte o di una scienza: apprendere i primi rudimenti del latino    • 2 •   ciò che è appena abbozzato.
rudista   s.f.  (zool.) mollusco fossile bivalve (con una valva lunga e ricurva a corno, e l'altra ridottissima) vissuto durante l'era mesozoica ed estinto alla fine del cretacico (cl.  lamellibranchi).
ruere   v. intr.  [dif. del pass. rem., del part. pass. e dei tempi composti] (ant.) precipitare; correre precipitosamente: dove rui, / anfiarao? perché lasci la guerra?  (dante inf.  xx, 33-34).
ruffa   s.f.  (non com.) confusione, calca di più persone che si pigiano per arraffare qualcosa, spec. nella loc.: fare a ruffa raffa, contendere, lottare con violenza per il possesso di qualcosa.
ruffello   s.m.  (pop. tosc.) nodo di matassa aggrovigliata; ciuffo di capelli arruffati.
ruffianare   v. tr.  (non com.) arruffianare.
ruffianata   s.f.  azione da ruffiano.
ruffianeggiare   v. intr.  [io ruffianéggio ecc. ; aus. avere] fare il ruffiano, comportarsi da ruffiano.
ruffianeria   s.f.  l'essere ruffiano; azione, modo da ruffiano.
ruffianesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da ruffiano.
ruffianesimo   s.m.  (non com.) ruffianeria: segretamente gli mandò una sua femina la quale ottimamente l'arte sapeva del ruffianesimo  (boccaccio dec.  viii, 10).
ruffiano   s.m.  [f. -a]    • 1 •   mezzano degli amori altrui. dim. ruffianello  pegg. ruffianaccio    • 2 •   (estens.) chi aiuta altri in un intrigo    • 3 •   persona che ricorre all'adulazione e ostenta modi servili per ottenere il favore altrui.
rufola   s.f.  (pop.) grillotalpa.
ruga   (1) s.f.    • 1 •   grinza, solco che si forma sulla pelle, soprattutto del viso, per la contrazione dei muscoli o per vecchiaia: un volto segnato dalle rughe.  dim. rughetta, rughettina, rughina  accr. rugone  (m.) pegg. rugaccia    • 2 •   (ant. , dial.) strada in un centro abitato; via, vicolo: una via chiamata la ruga catalana  (boccaccio dec.  ii, 5) | a venezia, strada che ha sui due lati case e negozi.
ruga   (2) s.f.  (sett.) ruchetta.
rugantino   s.m.  (region.) persona arrogante, facilmente irritabile, pronta alla rissa.
rugare   v. tr.  [io rugo, tu rughi ecc.] (dial. volg.) infastidire, seccare | brontolare in tono minaccioso.
rugbista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] giocatore di rugby.
rugbistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il rugby.
rugby   s.m. invar.  (sport) gioco che si svolge tra due squadre di quindici giocatori, che devono portare con le mani una palla ovale oltre una linea di meta o devono calciarla fra i pali della porta avversaria | rugby americano, gioco simile al rugby, detto anche football americano. 
ruggente   part. pres.  di ruggire  agg.  che ruggisce (spec. fig.) ' anni ruggenti, negli stati uniti, gli anni tra la fine della prima guerra mondiale e la grande crisi del 1929, caratterizzati da una febbrile ricerca di benessere economico (l'espressione è dall'ingl. the roaring twenties  'i ruggenti anni venti').
rugghiamento   s.m.  (rar.) ruggito.
rugghiare   v. intr.  [io rùgghio ecc. ; aus. avere] (lett.) si dice spec. a proposito del verso del cinghiale | (estens.) emettere un rumore cupo e prolungato: poscia che 'l foco alquanto ebbe rugghiato / al modo suo  (dante inf.  xxvii, 58-59).
rugghio   s.m.  (lett.) ruggito, mugghio: il rugghio del mare in burrasca. 
ruggine   s.f.    • 1 •   sostanza di colore bruno-rossastro, costituita da ossidi idrati di ferro, che si forma per ossidazione sulla superficie del ferro e di leghe ferrose esposte all'aria e all'umidità la sua formazione è continua e prosegue sempre più in profondità, disgregando il materiale | usato anche come agg.  e s.m. invar.  del colore della ruggine: un tessuto ruggine; un cancello dipinto di ruggine  | mela, pera ruggine, con la buccia color ruggine    • 2 •   (fig.) malanimo, astio, rancore: avere della ruggine con qualcuno; c'è una vecchia ruggine tra loro    • 3 •   (agr.) malattia che colpisce i cereali, dovuta a un fungo parassita; si manifesta con macchie rossicce sulle foglie.
rugginire   v. intr.  [io rugginisco, tu rugginisci ecc. ; aus. avere] (ant. , region.) arrugginire.
rugginosità   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere rugginoso    • 2 •   (bot.) alterazione della buccia di alcuni frutti (mele, pere, pesche ecc) che si copre di chiazze marroni.
rugginoso   agg.    • 1 •   coperto di ruggine: ferro rugginoso    • 2 •   che ha il colore della ruggine: macchia rugginosa    • 3 •   (poet.) trascurato, non esercitato: l'ora da ripor mano alla virtude / rugginosa dell'itala natura  (leopardi ad angelo mai  24-25).
ruggire   v. intr.  [io ruggisco, tu ruggisci, egli ruggisce  (lett. rugge), noi ruggiamo, voi ruggite, essi ruggìscono  (lett. rùggono); aus. avere]    • 1 •   emettere un ruggito o dei ruggiti, detto del leone, della tigre e altre belve    • 2 •   (estens.) detto dell'uomo, emettere grida rauche e irose, con voce profonda; anche, parlare concitatamente e con ira: ruggire di rabbia '  (fig. lett.) fremere: quello spirto guerrier ch'entro mi rugge  (foscolo sonetti)    • 3 •   (fig.) riferito a elementi o fenomeni naturali, rumoreggiare minacciosamente: il vento ruggiva tra le gole dei monti  | v. tr.  (rar.) emettere voci, suoni, rumori simili a ruggiti: ruggì parole incomprensibili. 
ruggito   s.m.    • 1 •   il verso sonoro, profondo e prolungato che emette il leone    • 2 •   (estens.) grido di rabbia: il ruggito della folla inferocita    • 3 •   (fig.) fragore di elementi infuriati: il ruggito del mare in tempesta. 
rugiada   s.f.  insieme di goccioline che si formano di notte per effetto della condensazione del vapore acqueo atmosferico a contatto con oggetti posti sul terreno: erba umida di rugiada. 
rugiadoso   agg.  (lett.)    • 1 •   di, della rugiada: il rugiadoso umor che, quasi gemma, / i nascenti del sol raggi rifrange  (parini)    • 2 •   bagnato di rugiada: foglie rugiadose  | (poet.) detto degli occhi, bagnati di lacrime: vedemmo oscurar l'alta bellezza, / e tutti rugiadosi li occhi suoi  (petrarca canz.  ccxxii, 13-14)    • 3 •   (fig.) rigoglioso, fresco: frutto rugiadoso; un giovinetto /... ch'a pena avea la rugiadosa guancia / del primo fior di gioventude aspersa  (caro)    • 4 •   (spreg.) che è espressione di ipocrita gentilezza; falso, untuoso: un testo, un tono rugiadoso; una devozione rugiadosa  § rugiadosamente avv.  (non com.) in modo untuoso.
rugliare   v. intr.  [io rùglio ecc.] (non com.) emettere un sordo brontolio, detto di animali o anche di rumori naturali sordi e continui.
ruglio   s.m.  il rugliare; brontolio sordo e cupo.
rugosità   s.f.    • 1 •   l'essere rugoso; grinzosità: la rugosità della pelle, di un terreno    • 2 •   (tecn.) scabrosità.
rugoso   agg.  coperto di rughe: un volto rugoso  | (estens.) coperto di pieghe, di grinze; grinzoso: la scorza rugosa di un tronco  § rugosamente avv. 
rugumare   v. intr.  [io rùgumo ecc. ; aus. avere] (ant. , tosc.) ruminare: 'l pastor che procede, / rugumar può, ma non ha l'unghie fesse  (dante purg.  xvi, 98-99).
ruina   e deriv.   ⇨ rovina e deriv. 
rullaggio   s.m.    • 1 •   (aer.) corsa di un velivolo con le ruote a contatto del suolo, prima del decollo o dopo l'atterraggio: pista di rullaggio    • 2 •   in atletica, la spinta impressa dal piede che consente al corpo di staccarsi da terra in alcuni tipi di salto.
rullamento   s.m.  (non com.) il rullare.
rullante   part. pres.  di rullare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (mus.) nella batteria, tamburo con spirali metalliche che aumentano l'effetto di rullio.
rullare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto di tamburo battuto a colpi rapidissimi, emettere un caratteristico suono cupo e cadenzato    • 2 •   (aer.) eseguire il rullaggio    • 3 •   di nave, oscillare sull'asse longitudinale; rollare    • 4 •   (ant.) rotolare | v. tr.  spianare con un rullo: rullare un terreno. 
rullata   s.f.    • 1 •   il rullare, detto spec. di aereo    • 2 •   in atletica, rullaggio.
rullatrice   s.f.  (mecc.) macchina con cui si esegue la filettatura di viti per deformazione plastica del materiale.
rullatura   o rollatura, s.f.    • 1 •   (agr.) lavorazione del terreno per mezzo di rulli allo scopo di frantumare le zolle dopo l'aratura, per interrare concimi, per rompere la crosta superficiale ecc.    • 2 •   (mecc.) curvatura di lamiere secondo un raggio prestabilito, mediante una macchina a rulli d'acciaio    • 3 •   (mecc.) filettatura di viti effettuata mediante rullatrice.
rullino    ⇨ rollino.
rullio   s.m.    • 1 •   un rullare prolungato di tamburi    • 2 •   (mar.) rollio.
rullo   s.m.    • 1 •   il rullare del tamburo    • 2 •   qualsiasi attrezzo, strumento, parte di macchina e sim., di forma cilindrica, troncoconica o conica, che agisce ruotando intorno al proprio asse | rullo inchiostratore, nelle macchine da stampa, organo rotante che stende l'inchiostro sulla matrice ' rulli di corsa, quelli su cui scorrono i cingoli del carro armato ' rullo porta carta, parte della macchina per scrivere intorno a cui si avvolge e scorre la carta | rullo compressore, grosso cilindro di ghisa o di calcestruzzo colato entro un tubo d'acciaio, trainato o montato come ruota di un apposito veicolo, usato per rassodare pavimentazioni stradali, compattare terreni ecc.; (fig.) chi travolge ogni sorta di ostacoli pur di realizzare i propri scopi. dim. rulletto  accr. rullone    • 3 •   in alcuni giochi, grosso birillo cilindrico, di legno, che viene colpito e abbattuto con una grossa boccia di legno    • 4 •   rotolo di carta usato per la stampa di giornali    • 5 •   (cine. , foto.) rotolo di pellicola; rollino    • 6 •   (mus.) rotolo di carta con perforazioni, che si svolge sui cilindri di una pianola facendone muovere i tasti e riproducendo così brani musicali    • 7 •   pl.  (sport) attrezzatura costituita da cilindri girevoli su cui è possibile pedalare con la bicicletta senza spostamento del mezzo; sono usati dai ciclisti per l'allenamento invernale al coperto.
rullometro    ⇨ rollometro.
rulottista    ⇨ roulottista.
rulottopoli    ⇨ roulottopoli.
rum   o rhum, s.m.  acquavite ottenuta per lo più dalla distillazione della melassa di canna da zucchero fermentata.
rumare   v. tr.    • 1 •   (ant.) ruminare    • 2 •   (tosc.) mescolare.
rumba   s.f.  danza di origine afro-cubana, in ritmo binario, caratterizzata dal movimento ondulatorio del bacino.
rumble   s.m. invar.  nella riproduzione fonografica ad alta fedeltà, valore del rapporto tra l'intensità del segnale utile e quella del rumore indesiderato prodotto dai circuiti e dalla meccanica dei componenti; si misura in decibel.
rumeno    ⇨ romeno.
rumigare   v. tr.  [io rùmigo, tu rùmighi ecc.] (non com.) ruminare.
ruminanti   s.m. pl.  (zool.) sottordine di mammiferi erbivori dallo stomaco diviso in quattro cavità e atto a ruminare; vi appartengono numerose specie, molte delle quali allevate dall'uomo come animali da lavoro o per utilizzarne la carne, la pelle o il pelo, il latte, p. e.  il bue, la pecora, il cammello ecc. (ord.  artiodattili) | sing.  [-e] ogni animale appartenente a tale sottordine.
ruminare   v. tr.  [io rùmino ecc.]    • 1 •   detto degli animali ruminanti, far tornare il cibo dal rumine alla bocca per una nuova masticazione    • 2 •   (fig.) meditare a lungo; agitare nella mente; rimuginare: [don abbondio] ruminò pretesti da mettere in campo  (manzoni p. s.  ii).
ruminazione   s.f.  (zool.) il ruminare.
rumine   s.m.  (zool.) la prima delle quattro cavità dello stomaco dei ruminanti.
rummy   s.m. invar.  gioco simile al ramino che si fa con un mazzo da 52 carte e un numero di partecipanti che varia da    • 2 •   a 6; è diffusissimo negli stati uniti.
rumore   ant. o lett. romore, s.m.    • 1 •   denominazione generica di qualsiasi fenomeno acustico dovuto a vibrazioni irregolari, che produce una sensazione sgradevole: il rumore del tuono, del treno; un rumore assordante, secco, cupo; fare, sentire un rumore | rumori molesti, quelli che la legge punisce perché disturbano la quiete pubblica ' inquinamento da rumore, presenza di rumori eccessivi per frequenza o intensità, tali da danneggiare la salute di chi vive o lavora in un determinato ambiente. dim. rumoretto, rumorino  pegg. rumoraccio    • 2 •   fruscio, ronzio emesso da un altoparlante per effetto di segnali elettrici generati all'interno del sistema, e che provoca un effetto di disturbo | nella teoria della comunicazione, qualsiasi elemento che produce un effetto di disturbo sul messaggio, impedendone la ricezione nella forma in cui è stato emesso    • 3 •   (fig.) scalpore, risonanza: un fatto che farà molto rumore  | (ant. , lett.) fama: non è il mondan romore altro ch'un fiato / di vento  (dante purg.  xi, 100-101)    • 4 •   (mus.) sonorità inarmonica utilizzabile per precise finalità espressive    • 5 •   (med.) fenomeno acustico interno all'organismo, percepibile con l'auscultazione: rumori cardiaci    • 6 •   (elettr.) fluttuazione della corrente o della tensione in un circuito o in un sistema    • 7 •   (ant.) tumulto, sollevazione, disordine pubblico.
rumoreggiamento   ant. o lett. romoreggiamento, s.m.  il rumoreggiare (anche fig.).
rumoreggiare   ant. o lett. romoreggiare, v. intr.  [io rumoréggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   produrre un rumore prolungato: il ruscello scorreva rumoreggiando  | (estens.) far tumulto, manifestare rumorosamente: la folla rumoreggiava minacciosa    • 2 •   (ant.) diffondere dicerie, spargere una voce.
rumoreggiatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi rumoreggia.
rumorio   ant. o lett. romorio, s.m.  rumore sordo, prolungato e confuso, non molto forte oppure attutito dalla distanza: in ogni lato / risorge il romorio, / torna il lavoro usato  (leopardi la quiete dopo la tempesta  8-10).
rumorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico addetto alla produzione di determinati rumori durante rappresentazioni teatrali, trasmissioni radiofoniche, registrazioni sonore di film e sim.
rumorosità   s.f.  l'essere rumoroso; condizione di ciò che è rumoroso: la rumorosità di un motore, di un ambiente. 
rumoroso   ant. o lett. romoroso, agg.    • 1 •   che fa gran rumore: un fiume rumoroso; risate rumorose    • 2 •   che è pieno di rumori: strade rumorose  § rumorosamente avv. 
runa   s.f.  (ling.) ciascuno dei segni che costituivano l'antico alfabeto germanico, diffusosi in area scandinava.
runciglio    ⇨ ronciglio.
runico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che si riferisce alle rune: alfabeto runico; iscrizione runica, scritta in rune.
ruolino   non com. rolino, s.m.  piccolo ruolo, piccolo registro | ruolino di marcia, in cui sono segnati i nomi dei militari che formano una colonna in marcia e il loro compito; (fig.) elenco dei compiti da assolvere e dei relativi tempi.
ruolizzato   agg.    • 1 •   (sociol.) indotto dalla posizione sociale che occupa a svolgere il ruolo a essa connesso; con sfumatura negativa, integrato    • 2 •   (burocr.) immesso in ruolo dopo un periodo di precariato, straordinariato o sim.
ruolizzazione   s.f.  (burocr.) immissione in ruolo dopo un periodo di precariato, straordinariato o sim.
ruolo   s.m.    • 1 •   elenco ufficiale e completo di persone facenti parte dell'organico di un'impresa, un ente, un'amministrazione e sim.: i ruoli dell'esercito; essere iscritto nei ruoli di un'azienda  | di ruolo, (assol.) si dice di dipendente dello stato che ricopre stabilmente un posto previsto in organico: professore, impiegato di ruolo    • 2 •   registro in cui sono iscritte le cause giudiziarie secondo l'ordine in cui devono essere trattate: iscrizione di una causa a ruolo    • 3 •   atto emesso da un ufficio tributario contenente l'elenco delle imposte dovute da ciascun contribuente    • 4 •   funzione o atteggiamento assunto da un individuo all'interno di un gruppo sociale: il fratello maggiore ha assunto il ruolo di capo della famiglia; il ruolo dell'intellettuale nelle società avanzate; un conflitto di ruoli  | (fig.) parte, funzione: le importazioni di petrolio giocano un ruolo di primo piano nell'indebitamento italiano con l'estero    • 5 •   il personaggio interpretato da un attore in un'opera teatrale, in un film, in uno spettacolo: recitare nel ruolo di medea, di re lear; in quel film il protagonista incarna il ruolo dell'antieroe  | la parte sostenuta da un personaggio in un'opera letteraria: la lucia dei «promessi sposi» impersona il ruolo della virtuosa perseguitata    • 6 •   (sport) compito che in una squadra è attribuito al singolo giocatore: giocare nel ruolo di portiere. 
ruota   lett. rota, s.f.    • 1 •   organo meccanico a forma di disco che gira attorno a un asse passante per il suo centro; costituisce l'elemento portante o motore dei veicoli e trova svariatissime applicazioni in un gran numero di meccanismi: le ruote del carro, dell'automobile, del treno; un veicolo a due, a quattro ruote; le ruote dentate di un ingranaggio; la ruota del mulino, quella, per lo più mossa dall'acqua, che fa girare la macina; la ruota della nave, ruota a pale, simile a quella del mulino, che faceva da propulsore alle prime navi a vapore; la ruota del timone, per mezzo della quale si manovra il timone di una nave | ruota idraulica, ruota di grandi dimensioni, munita di cassette, palette o altri dispositivi, usata per sollevare acqua ad uso irriguo, o per produrre forza motrice sfruttando un salto d'acqua | ruota libera, meccanismo che permette il movimento della ruota posteriore di una bicicletta, anche tenendo fermi i pedali; a ruota libera, (fig.) in modo incontrollato, senza alcun freno: parlare a ruota libera  | la vita è una ruota, (fig.) è un succedersi più o meno regolare e immutabile di cose buone e cattive | la ruota della fortuna, (fig.) il mutare continuo della fortuna, anticamente simboleggiata da una ruota | mettere il bastone tra le ruote, (fig.) procurare intralci | essere l'ultima ruota del carro, (fig.) contare poco o nulla | ungere le ruote, (fig.) dare mance, doni o favori per ottenere qualcosa | tenere la ruota di uno, seguire a ruota, arrivare a ruota, si dice di un ciclista che segue un altro a brevissima distanza; (fig.) si dice di chiunque segue un altro da vicino. dim. r(u)otina, r(u)oticina, rotella    • 2 •   urna girevole da cui si estraggono i numeri del lotto; per estens., le sedi di estrazione: la ruota di napoli, di venezia    • 3 •   nei conventi di clausura, cilindro girevole di legno situato in un'apertura del muro, mediante il quale si passa roba dall'esterno all'interno e viceversa | ruota degli esposti, un tempo, apparecchio analogo all'ingresso dei brefotrofi, che permetteva l'abbandono di neonati senza che si fosse riconosciuti    • 4 •   antica forma di pena di morte in cui il condannato, con braccia e gambe spezzate, veniva legato a una ruota posta poi in cima a un palo    • 5 •   ogni cosa avente forma circolare: le stellate ruote, così dante chiama (purg.  xi, 36) i cieli, nell'antica cosmologia immaginati come superfici sferiche concentriche rotanti ' fare la ruota, si dice del pavone e del tacchino che spiegano le penne della coda a forma di ventaglio; (fig.) si dice di persona che si pavoneggia ' a ruota, che descrive un cerchio o è fatto in forma di cerchio: il volo a ruota degli uccelli; gonna, mantello a ruota    • 6 •   (mar.) fascia di legname o metallica, di forma arrotondata, che collega la chiglia con l'estremità prodiera della nave, conferendo robustezza alla prora.
ruotare    ⇨ rotare.
ruotino    ⇨ rotino.
ruotismo    ⇨ rotismo.
ruotolo    ⇨ rotolo 1.
rupe   s.f.  balza rocciosa, ripida e scoscesa di un monte: cadere, gettarsi da una rupe. 
rupestre   agg.    • 1 •   di rupe, costituito di rupi: paesaggio rupestre | arte rupestre, il complesso delle manifestazioni artistiche, in genere d'età preistorica, che utilizzano una parete rocciosa come supporto per rappresentare immagini: pittura rupestre    • 2 •   (bot.) rupicolo: piante rupestri. 
rupia   (1) s.f.  unità monetaria di india, pakistan, indonesia e altri paesi asiatici e africani.
rupia   (2) s.f.  (med.) crosta di forma conica, che si forma su una superficie ulcerosa.
rupicola   s.f.  uccello sudamericano di medie dimensioni di cui si conoscono tre varietà, tutte caratterizzate da un ciuffo di penne a forma di cresta che arriva all'estremità del becco, e dal piumaggio vistoso (ord.  passeriformi).
rupicolo   agg.  che vive sulle rocce: animale rupicolo; pianta rupicola. 
ruptile    ⇨ ruttile.
rurale   agg.  della campagna: ambiente, popolazione rurale  | architettura rurale, l'insieme delle realizzazioni edilizie al di fuori dell'ambiente urbano, le cui tipologie rispondono alle caratteristiche delle tradizioni culturali locali  s.m.  e f.  chi vive in campagna o vi lavora.
ruralità   s.f.  carattere rurale: la ruralità di una popolazione, di un'usanza. 
ruscellare   v. intr.  [io ruscèllo ecc. ; aus. avere] (ant.) scorrere come un ruscello.
ruscello   s.m.  piccolo corso d'acqua. dim. ruscelletto. 
rusco   s.m.  (bot.) pungitopo.
rush   s.m. invar.    • 1 •   (sport) scatto finale di un atleta o di un cavallo in una gara    • 2 •   (fig.) l'impegno finale profuso per completare un lavoro.
rusignolo   rusignuolo  ⇨ rosignolo.
ruspa   s.f.  macchina usata per lavori di scavo superficiale, sollevamento e trasporto di terreno; è costituita da un cassone a pala dentata o a benna, generalmente montato sulla parte frontale di un trattore e azionato idraulicamente.
ruspante   part. pres.  di ruspare  agg.  si dice di pollo libero di razzolare sul terreno, non allevato industrialmente | (fig. fam.) naturale, genuino, non artefatto.
ruspare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   rastrellare il terreno per cercare le castagne dopo la raccolta    • 2 •   detto di polli, razzolare | v. tr.  spianare il terreno con la ruspa.
ruspista   s.m.  [pl. -sti] operaio addetto alla manovra di una ruspa.
ruspo   agg.  (ant. , region.) ruvido, scabro | (moneta) ruspa, nuova, non ancora levigata dall'uso  s.m.  ducato d'oro in uso a firenze fino agli inizi del sec. xix | pl.  (estens.) quattrini, denaro.
russamento   s.m.  (non com.) il russare.
russare   v. intr.  [aus. avere] respirare rumorosamente nel sonno.
russificare   v. tr.  [io russìfico, tu russìfichi ecc.] adeguare agli usi e costumi della russia | sottoporre al dominio della russia.
russificazione   s.f.  il russificare, l'essere russificato.
russo   agg.  della russia, dei suoi abitanti, della sua cultura: la narrativa russa dell'ottocento  | alfabeto russo, l'alfabeto cirillico | in gastronomia: insalata russa, piatto freddo costituito da varie verdure cotte, tagliate a piccoli pezzi e amalgamate con maionese; uova alla russa, sode, guarnite di maionese  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della russia    • 2 •   lingua del gruppo slavo parlata in russia.
russoiano    ⇨ rousseauiano.
russola    ⇨ rossola.
russoviano    ⇨ rousseauiano.
russula    ⇨ rossola.
rusticaggine   s.f.  (non com.) l'essere di modi rustici.
rusticale   agg.  (ant. , lett.) rustico, rusticano | letteratura, poesia rusticale, di argomento campagnolo.
rusticano   agg.  di, da persona rustica, campagnola | cavalleria rusticana, il tradizionale codice d'onore vigente tra popolazioni contadine dell'italia meridionale | duello rusticano, duello tra contadini, secondo regole rozze e primitive.
rustichezza   s.f.  l'essere rustico nel carattere, nei modi.
rusticità   s.f.  l'essere rustico | (fig.) grossolanità, rozzezza: rusticità di modi, di carattere. 
rustico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di campagna: fondo rustico  | stile rustico, che arieggia quello campagnolo | pizza rustica, pasticcio ripieno di formaggi, carne, salumi e aromi vari    • 2 •   (fig.) riferito a persona, poco socievole, scontroso, rozzo: un uomo dal carattere rustico; avere modi rustici  | (estens.) semplice, alla buona: una cena rustica    • 3 •   detto di cose, grezzo, non rifinito: facciata rustica, senza intonaco  s.m.    • 1 •   [f. -a] (lett.) contadino    • 2 •   costruzione annessa a una villa o a una fattoria, usata come deposito per attrezzi agricoli o come alloggio per i contadini    • 3 •   (edil.) edificio in costruzione e non ancora rifinito    • 4 •   pl.  (gastr.) pasticcini salati di pasta sfoglia farcita § rusticamente avv. 
ruta   s.f.  pianta erbacea con foglie composte aromatiche e fiori color giallo verdastro; se ne ricava un olio essenziale impiegato in medicina e in liquoreria (fam.  rutacee).
rutacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni con foglie alterne ricche di ghiandole oleifere, fiori regolari e frutti di vario tipo; vi appartengono gli agrumi | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
rutenico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto del rutenio esavalente.
rutenio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è ru; metallo raro del gruppo del platino, duro, difficilmente fusibile, poco reattivo, è usato in gioielleria, nella fabbricazione di leghe per contatti elettrici e nella preparazione di catalizzatori; nei suoi composti può esplicare la rara valenza di otto.
ruteno   agg.  e s.m.    • 1 •   della rutenia, nome medievale della russia, poi adottato ai tempi dell'impero austroungarico per designare il territorio carpatico di nord-est    • 2 •   (lett.) russo: morian per le rutene / squallide spiagge,... / gl'itali prodi  (leopardi sopra il monumento di dante  139-141)    • 3 •   (relig.) cattolico di rito bizantino.
rutherford   s.m.  (fis.) unità di intensità di emissione radioattiva, pari a un milione di disintegrazioni al secondo.
rutherfordio   s.m.  (chim.) elemento transattinico di numero atomico 104, detto anche kurciatovio  o unnilquadio. 
rutilante   agg.  (lett.) rosso splendente; fiammeggiante.
rutilare   v. intr.  [io rùtilo ecc. ; aus. avere] (lett.) rosseggiare, fiammeggiare, risplendere.
rutilo   (1) agg.  (lett.) rosso acceso; fulvo.
rutilo   (2) s.m.  (chim.) ossido di titanio, di colore rossastro, da cui si estrae il titanio.
rutina   s.f.  (chim.) glucoside estratto da una varietà di ruta; ha azione terapeutica contro la fragilità capillare.
rutinario    ⇨ routinario.
rutiniero    ⇨ routiniero.
ruttare   v. intr.  [aus. avere] fare rutti | v. tr.  (lett.) eruttare: i tuoni orrendi / che facean... /... / al ciel ruttando insieme il mare e 'l monte / fiamme, fumo, faville, arene e schiuma  (caro).
ruttile   o ruptile [rùp-ti-le], agg.  (bot.) detto di frutto, lo stesso che dirompente. 
rutto   s.m.  aria emessa bruscamente e rumorosamente dalla bocca. dim. ruttino. 
ruttore   s.m.  (elettr.) dispositivo per interrompere automaticamente i circuiti elettrici.
rutulo   agg.    • 1 •   che è proprio o si riferisce a una popolazione che, con capitale ardea, abitava le coste laziali prima dell'espansione romana    • 2 •   (lett.) romano  s.m.  [f. -a] appartenente alla popolazione rutula: turno era il re dei rutuli. 
ruvidezza   s.f.  l'essere ruvido: la ruvidezza di una superficie  | (fig.) bruschezza, rozzezza: ruvidezza di modi, di carattere. 
ruvidità   s.f.  (lett.) ruvidezza (spec. fig.).
ruvido   agg.    • 1 •   che ha una superficie non levigata; scabro: pietra, pelle ruvida    • 2 •   (fig.) brusco, scontroso, poco cortese: un uomo ruvido; maniere ruvide  | (lett.) rozzo, non rifinito: ennio di quel cantò ruvido carme  (petrarca canz.  clxxxvi, 12) § ruvidamente avv. 
ruzzare   v. intr.  [aus. avere] correre e saltare per gioco (detto spec. di animali e di bambini).
ruzzo   s.m.    • 1 •   il ruzzare, il desiderio di ruzzare    • 2 •   (fig.) capriccio, voglia: domani, domani vedrete se gli sarà passato il ruzzo  (manzoni p. s.  xv).
ruzzola   s.f.  piccola ruota di legno che si fa rotolare per gioco su una strada, a mano o con l'aiuto di una cordicella avvolta lungo il bordo.
ruzzolare   v. tr.  [io rùzzolo ecc] far girare come una ruzzola: ruzzolare pietre  | v. intr.  [aus. essere] cadere rotolando; precipitare: ruzzolare per le scale. 
ruzzolata   s.f.    • 1 •   il ruzzolare: fare una ruzzolata sulla neve    • 2 •   colpo di ruzzola: ha preso una ruzzolata in un ginocchio. 
ruzzolio   s.m.  (tosc.) un ruzzolare prolungato.
ruzzolone   s.m.  caduta fatta ruzzolando ' fare un ruzzolone, (fig) subire un grave rovescio di fortuna.
ruzzoloni   avv.  ruzzolando: cader ruzzoloni. 
rytòn    ⇨ rhytòn.
s   s.f.  o m.  diciannovesima lettera dell'alfabeto (diciassettesima dell'alfabeto italiano tradizionale), il cui nome è esse; in it. rappresenta la fricativa dentale sorda (sale, naso, rosso, pasto) o la fricativa dentale sonora (viso, cosmo, sgombro). entra inoltre come componente nel digramma sc  e nel trigramma sci, che rappresentano il suono fricativo palatale sordo rispettivamente davanti a e, i  (scena, sci) e a, o, u  (sciame, fascio, sciupio) | s impura, si dice com. quando all'interno della stessa sillaba precede un altro suono consonantico (p. e. in strada, fisco, stoffa) | curva a s, serie di due curve, prima a destra poi a sinistra o viceversa; tubo a s, a doppio gomito | s come savona, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. s  è sigla automobilistica della svezia) e abbreviazioni (p. e. s.  o s. , santo; s.s.  o ss. , santi; ss. , santissimo; s.s. , sua santità s.v. , signoria vostra; s.a. , sua altezza; s.m. , sua maestà; s. , per nomi propri di persona come salvatore, sabina, silvano  ecc. | s, (geog.) sta per sud | s, (chim.) simbolo dello zolfo | s, (fis.) simbolo del secondo ' s, (mat.) superficie.
s-  s- prefisso che rappresenta generalmente la continuazione del prefisso lat. e°x-, il quale indicava 'uscita, allontanamento'; può formare aggettivi, sostantivi e verbi (leale - sleale; fiducia - sfiducia; colpa - scolpare; vecchio - svecchiare; fasciare - sfasciare  e, mediante sostituzione di prefisso, allacciare  - slacciare); all'interno dei valori fondamentali negativo-privativo (sgonfiare, sleale, sbucciare, sgrammaticato, sragionare) e intensivo (sgraffiare, sbeffeggiare), può assumere diverse sfumature di significato; talora ha funzione semplicemente derivativa (doppio - sdoppiare; cadere - scadere). in alcuni casi s-  è la riduzione del prefisso dis-  (disperdere - sperdere).
s.s  s.s s.f.  (st.) formazione militarizzata del partito nazista tedesco con funzioni di polizia politica | spec. pl.  milite appartenente a tale organizzazione.
sabadiglia   s.f.  pianta erbacea bulbosa con fiori gialli e frutto a capsula ricco di semi che contengono sostanze irritanti (fam.  gigliacee).
sabatico    ⇨ sabbatico.
sabatino   agg.  (rar.) di, del sabato | cena sabatina, un tempo, cena di grasso consumata dopo la mezzanotte del venerdì, giorno di magro.
sabato   ant. o region. sabbato, s.m.  il sesto giorno della settimana, quello che segue il venerdì e precede la domenica; nella settimana ebraica è l'ultimo giorno, consacrato al riposo ' sabato santo, quello che precede la pasqua ' sabato grasso, l'ultimo sabato di carnevale | dio non paga il sabato, il castigo divino può tardare ma è immancabile (con riferimento all'uso di pagare i salari il sabato sera).
sabaudo   agg.  di casa savoia: stemma, stato sabaudo. 
sabba   s.m.  [pl. sabba  o sàbbati] nella tradizione germanica medievale, periodici convegni notturni di streghe e demoni per celebrare un rito in onore del diavolo.
sabbatico   o sabatico, agg.  [pl. m. -ci] solo nella loc. anno sabbatico, quello, ricorrente ogni sette anni, in cui presso gli antichi ebrei si prescriveva la cessazione del lavoro nei campi e il condono generale dei debiti | nella organizzazione universitaria anglosassone (oggi accolta in vari paesi), anno di congedo retribuito cui hanno diritto periodicamente i docenti per dedicarsi allo studio o alla ricerca scientifica.
sabbato    ⇨ sabato.
sabbia   s.f.    • 1 •   insieme incoerente di granuli, contenenti quarzo, silice, calcare e altri minerali, provenienti dalla disgregazione di rocce sedimentarie: granelli di sabbia; la sabbia della spiaggia, del deserto | sabbie mobili, massa di sabbia instabile, in cui si affonda e da cui si può difficilmente uscire; (fig.) situazione di difficoltà in cui si rimane sempre più coinvolti e da cui è difficile tirarsi fuori ' costruire, fondare qualcosa sulla sabbia, (fig.) appoggiarla su fragili basi, compiere un lavoro di durata precaria ' seminare nella sabbia, (fig.) fare un lavoro inutile ' essere scritto sulla sabbia, (fig.) si dice di cosa che sarà presto dimenticata. dim. sabbietta, sabbiolina    • 2 •   (tv) disturbo dovuto a mancanza di definizione di un segnale, per cui un'immagine televisiva si presenta velata da minuti puntini luminosi    • 3 •   spec. pl.  (med.) concrezioni granulose che possono formarsi nelle vie biliari e urinarie | in funzione di agg. invar.  si dice di colore beige chiaro con sfumature grigie.
sabbiare   v. tr.  [io sàbbio ecc.]    • 1 •   (non com.) insabbiare; coprire di sabbia    • 2 •   (tecn.) sottoporre a sabbiatura.
sabbiato   part. pass.  di sabbiare  agg.    • 1 •   (tecn.) si dice di materiale che, sottoposto a sabbiatura, ha acquistato una caratteristica opacità: vetro, oro sabbiato    • 2 •   (tv) si dice di immagine caratterizzata dal disturbo della sabbia.
sabbiatore   s.m.  (metall.) operaio addetto alla sabbiatrice.
sabbiatrice   s.f.  (tecn.) macchina usata per la sabbiatura di pezzi metallici o di lastre di vetro.
sabbiatura   s.f.    • 1 •   metodo terapeutico consistente nel ricoprire il corpo, o una parte di esso, con sabbia calda e asciutta: fare le sabbiature    • 2 •   (tecn.) finitura superficiale di pezzi metallici per mezzo di un getto di sabbia silicea o di graniglia metallica | in oreficeria e nell'arte vetraria, procedimento per rendere opaca la superficie di un oggetto in metallo prezioso, di un vetro e sim.
sabbiera   s.f.  nelle locomotive e nelle motrici, serbatoio, collocato vicino alle ruote, contenente sabbia che, in caso di emergenza, viene sparsa sulle rotaie per evitare slittamenti.
sabbione   s.m.    • 1 •   distesa di sabbia    • 2 •   sabbia grossolana mista a terra.
sabbioniccio   s.m.  terra mista a sabbia o a marna.
sabbioso   agg.    • 1 •   ricco di sabbia; costituito da sabbia: terreno sabbioso; spiaggia sabbiosa    • 2 •   simile alla sabbia; che ha la consistenza della sabbia: materiale sabbioso; roccia sabbiosa. 
sabeismo   s.m.  religione dell'antica arabia sudoccidentale preislamica, caratterizzata dal culto di divinità astrali.
sabellianismo   o sabellianesimo [sa-bel-lia-né-si-mo], s.m.  (relig.) eresia cristiana trinitaria del sec. iii che riduceva le persone della trinità a semplici modi della manifestazione divina.
sabelliano   agg.  (relig.) di sabellio o del sabellianesimo: eresia sabelliana. 
sabellico   agg.  [pl. m. -ci] dei sabelli, antica popolazione dell'italia centrale.
sabeo   agg.  del regno, della città di saba, nell'arabia sudoccidentale  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di saba    • 2 •   lingua dell'antica arabia meridionale, detta anche sudarabico. 
sabina   s.f.  arbusto simile al ginepro, dai cui rametti e dalle cui foglie squamiformi si estrae un olio un tempo usato in medicina come stimolante, oggi ritenuto troppo tossico (fam.  cupressacee).
sabiniano   agg.  e s.m.  appartenente a una scuola giuridica romana (secc. i-ii d. c.) legata al potere imperiale e attenta alle grandi esposizioni sistematiche del diritto.
sabino   agg.  della sabina, regione storica dell'italia centrale (attuale lazio nord orientale), o dei suoi abitanti  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della sabina: il ratto delle sabine. 
sabir   s.m. invar.  (ling.) lingua franca con lessico misto (a base italiana, spagnola e in minor misura araba) e grammatica semplificata, usata dalle popolazioni mediterranee soprattutto negli scambi commerciali.
sabot   s.m. invar.    • 1 •   nei giochi di carte, cassetta per la distribuzione a una a una delle carte di un mazzo, utilizzata soprattutto nei casinò per evitare il sospetto di trucchi    • 2 •   tipo di scarpa femminile, aperta sul tallone e chiusa in punta, con tacco piuttosto alto nei modelli più sofisticati.
sabotaggio   s.m.    • 1 •   (dir.) reato commesso da chi in un'azienda compie azioni di rappresaglia contro il datore di lavoro, danneggiando impianti, edifici, scorte, macchine destinati alla produzione | azione di chi, per ragioni politiche o anche durante una guerra, distrugge o rende inservibili mezzi di trasporto, edifici, impianti ecc. adibiti al servizio delle forze armate    • 2 •   (estens.) qualsiasi azione che abbia il fine di ostacolare l'attività di qualcuno o la realizzazione di qualcosa: sabotaggio parlamentare, ostruzionismo.
sabotare   v. tr.  [io sabòto ecc.]    • 1 •   (dir.) compiere atti di sabotaggio: sabotare un impianto industriale, una linea ferroviaria    • 2 •   (estens.) danneggiare, ostacolare intenzionalmente: sabotare l'opera del governo. 
sabotatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi compie un sabotaggio.
sabra   s.m.  e f. invar.  ebreo nato e vivente in israele, distinto da quelli immigrati in israele ma nati altrove.
saburrale   agg.  (med.) si dice della lingua quando si presenta ricoperta da una particolare patina gialla o bruna.
sacca   s.f.    • 1 •   borsa o sacco, grande e capace, di pelle, di tessuto o altro materiale flessibile, per trasportare o anche riporre viveri, biancheria e sim.: sacca da viaggio; la sacca dei frati questuanti, dei contadini.  dim. sacchetta    • 2 •   (fig.) insenatura, rientranza: le sacche di un fiume | sacca d'aria, (aer.) vuoto d'aria    • 3 •   (mil.) spazio in cui, in seguito a una manovra di aggiramento, viene accerchiato l'esercito nemico: sacche di resistenza    • 4 •   cavità a forma di sacco, spec. in organi o tessuti animali o vegetali | sacche polliniche, (bot.) ricettacoli in cui è suddivisa l'antera, contenenti il polline    • 5 •   (region.) tasca; saccoccia    • 6 •   nell'altoforno, struttura di forma troncoconica con svasatura verso l'alto, unita al crogiolo nella parte inferiore.
saccaia   s.f.  nelle fattorie, locale in cui si conservano i sacchi vuoti; anche, il bastone a cui questi sacchi vengono appesi.
saccapane   s.m.  (ant.) tascapane.
saccarasi   s.f.  (chim.) lo stesso che invertasi. 
saccardo   s.m.    • 1 •   negli eserciti medievali, chi era addetto alle salmerie    • 2 •   (lett.) saccheggiatore, brigante.
saccari-  saccari-  ⇨ saccaro-.
saccaride   s.m.  (chim.) carboidrato, zucchero.
saccarifero   agg.    • 1 •   che contiene zucchero: bietola saccarifera    • 2 •   inerente alla produzione dello zucchero: industria saccarifera. 
saccarificare   v. tr.  [io saccarìfico, tu saccarìfichi ecc.] (chim.) trasformare i polisaccaridi in zuccheri semplici.
saccarificazione   s.f.  (chim.) operazione del saccarificare.
saccarimetria   o saccarometria, s.f.  (chim.) insieme di metodi analitici per determinare la quantità di zuccheri contenuta in una soluzione.
saccarimetrico   o saccarometrico, agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo alla saccarimetria: esame saccarimetrico. 
saccarimetro   o saccarometro, s.m.  (chim.) strumento ottico usato per valutare la quantità di zucchero contenuta in una soluzione.
saccarina   s.f.  (chim.) composto organico a sette atomi di carbonio, con un nucleo benzenico e uno eterociclico, contenente zolfo e azoto; è una polvere cristallina bianca, inodore, con potere dolcificante assai superiore a quello del saccarosio, molto usata nell'industria farmaceutica.
saccarinato   agg.  (chim.) che contiene saccarina, misto a saccarina: zucchero saccarinato. 
saccaro-  saccaro- o saccari-, primo elemento di parole scientifiche composte di formazione moderna, dal lat. saccha°rum, che è dal gr. sákcharon  'zucchero'; indica presenza di zucchero o relazione con lo zucchero (saccaromicete, saccarifero).
saccaroide   agg.  (geol.) si dice di calcari cristallini che hanno aspetto simile a quello dello zucchero: marmo saccaroide. 
saccarometria   e deriv.   ⇨ saccarimetria e deriv. 
saccarometro    ⇨ saccarimetro.
saccaromicete   s.m.  (biol.) fungo microscopico che, nei liquidi zuccherini, provoca la fermentazione alcolica (cl.  ascomiceti).
saccarosio   s.m.  (chim.) denominazione scientifica dello zucchero comune, disaccaride a dodici atomi di carbonio costituito da glucosio e fruttosio.
saccata   s.f.  (non com.) quantità di roba che può essere contenuta in un sacco: una saccata di patate. 
saccatura   s.f.  (meteor.) zona di bassa pressione che presenta una caratteristica forma allungata.
saccente   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi presume di sapere e in realtà non sa; che, chi ostenta presuntuosamente ciò che sa: un ragazzo saccente; fare il saccente.  dim. saccentello, saccentuzzo  accr. saccentone    • 2 •   (ant.) sapiente; furbo: con un saccente barattiere si convenne del prezzo  (boccaccio dec.  ix, 8) § saccentemente avv.  con tono saccente, con saccenteria.
saccenteria   s.f.  l'essere saccente; modo di fare da saccente.
saccheggiamento   s.m.  (rar.) saccheggio.
saccheggiare   v. tr.  [io sacchéggio ecc.]    • 1 •   predare portando scompiglio e rovina; mettere a sacco: i soldati saccheggiarono la città    • 2 •   (estens.) derubare, rapinare: saccheggiare un negozio  | (scherz.) prendere da un luogo quanto è in esso contenuto: eravamo affamati e così abbiamo saccheggiato la dispensa    • 3 •   (fig.) appropriarsi senza ritegno di idee, espressioni altrui; copiare sfacciatamente: saccheggiare un libro, un autore. 
saccheggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi saccheggia (anche fig.).
saccheggio   s.m.  il saccheggiare, l'essere saccheggiato (anche fig.): darsi, abbandonarsi al saccheggio; saccheggio di idee | saccheggio delle api, aggressione che le api compiono a danno di alveari vicini.
saccheria   s.f.  fabbrica di sacchi | reparto di uno stabilimento dove si confezionano sacchi.
sacchettatrice   s.f.  macchina per confezionare sacchetti.
sacchettificio   s.m.  fabbrica di sacchetti.
sacchetto   s.m.    • 1 •   dim.  di sacco    • 2 •   piccolo sacco di carta, tela o plastica usato per conservare o trasportare cose varie; anche, il suo contenuto: comprare un sacchetto di caramelle  | a sacchetto, a forma di piccolo sacco: abito, giacca a sacchetto, di taglio diritto, non aderente | sacchetto a terra, (mil.) sacchetto di iuta, riempito di sabbia o terra, usato come protezione dal tiro nemico. dim. sacchettino    • 3 •   (region.) borsetta; borsellino.
sacchificio   s.m.  fabbrica di sacchi; saccheria.
sacciforme   agg.  (scient.) a forma di sacco.
sacco   s.m.  [pl. -chi; ant. o pop. tosc. le sacca  f.]    • 1 •   recipiente di tela, carta o plastica, lungo e stretto, aperto in alto, usato per conservare o trasportare materiali incoerenti, o comunque sciolti: un sacco di grano, di cemento; la bocca, il fondo del sacco; riempire, chiudere, caricare i sacchi  | corrispondenza fuori sacco, fuorisacco ' corsa nei sacchi, nelle sagre paesane, gara di velocità in cui i concorrenti procedono a balzi, chiusi sino al busto entro un sacco ' essere, sembrare un sacco, si dice di persona dalla linea goffa ' linea a sacco, nella moda, si dice di indumento dal taglio diritto, con la vita non segnata ' mettere nel sacco, (fig.) ingannare ' vuotare il sacco, (fig.) dire senza riserve quello che si pensa, sfogarsi; confessare ' colmare il sacco, (fig.) passare i limiti ' far qualcosa con la testa nel sacco, (fig.) agire con sventatezza, alla cieca, senza cognizione di causa ' cogliere qualcuno con le mani nel sacco, (fig.) sorprenderlo in flagrante ' reggere, tenere il sacco a qualcuno, (fig.) favorirlo in qualcosa di illecito, esserne complice | prov.  : non dire quattro se non l'hai nel sacco, non trarre conclusioni se non a fatto compiuto; sacco vuoto non sta in piedi, chi non mangia non è in grado di reggersi. dim. sacchetto  accr. saccone  pegg. saccaccio    • 2 •   la quantità di roba contenuta in un sacco: comperare due sacchi di patate  | un sacco d'ossa, (fig.) si dice di persona eccessivamente magra ' un sacco di stracci, (fig.) si dice di persona vestita molto male ' un sacco di patate, (fig.) si dice di persona goffa nei movimenti | sacchi di carbone, (astr.) regioni della via lattea apparentemente prive di stelle    • 3 •   (fig. fam.) grande quantità: un sacco di soldi, di guai, di fandonie; volere un sacco di bene a qualcuno; gliene ho dette, ho date un sacco  (o rafforzato un sacco e una sporta) | un sacco, (fam.) molto: un sacco bello, simpatico; mi piace un sacco    • 4 •   tela ruvida, grossolana con cui si fanno i sacchi; per estens., abito confezionato con tela molto rozza e indossato per penitenza, oggi solo dagli appartenenti ad alcuni ordini religiosi: vestire il sacco | tessuto a (trama di) sacco, a trama rada ed evidente    • 5 •   (estens.) nome dato a recipienti od oggetti che ricordano la foggia di un sacco comune, o che sono adibiti a uso analogo: sacco da montagna, alpino, zaino di tela impermeabile usato dagli alpinisti, e anche da gitanti e turisti, per trasportare indumenti, viveri, attrezzi e oggetti di prima necessità sacco da bivacco, sacco di tela gommata, leggerissimo e poco ingombrante, in cui l'alpinista si infila per passare le notti all'addiaccio durante un'ascensione lunga e difficile; sacco a piuma, a pelo, sacco da bivacco foderato di pelliccia oppure imbottito di piume o di altro materiale che trattiene il calore corporeo, spesso con involucro esterno in tessuto impermeabile, così da permettere di dormire in tenda o all'aperto ' colazione al sacco, quella consumata all'aperto, durante una gita, un'escursione ecc., con i viveri generalmente portati in un sacco da montagna    • 6 •   (sport) nel pugilato, attrezzo da allenamento, costituito da un involucro gener. in pelle riempito di sabbia, che, sospeso da terra, viene colpito per rafforzare la potenza dei pugni    • 7 •   scherzo diffuso in collegi, caserme ecc., che consiste nel formare nel letto, con il lenzuolo di sotto, una specie di sacco invisibile all'esterno, in modo da impedire di infilarvisi completamente8 (scient.) nome di vari organi a forma di sacco; cavità, anatomica o patologica, in tessuti od organismi animali o vegetali: sacco lacrimale; sacco amniotico, delle acque, il complesso delle membrane che racchiudono il liquido amniotico e il feto    • 9 •   (pop.) stomaco, ventre    • 10 •   saccheggio: il sacco di roma; mettere a sacco una città    • 11 •   antica misura per aridi, in uso in italia, con valore oscillante tra i 73 e i 130 litri circa    • 12 •   (gerg.) mille lire.
saccoccia   s.f.  [pl. -ce] (region.) larga tasca d'abito o di soprabito: mettere qualcosa in saccoccia, intascarla ' mettersi qualcuno in saccoccia, (fig.) raggirarlo ' rompere le saccocce a qualcuno, (fig.) importunarlo, infastidirlo.
saccocciata   s.f.  (region.) quantità di roba che può essere contenuta in una saccoccia: una saccocciata di castagne. 
saccolo   s.m.    • 1 •   (lett.) sacchetto    • 2 •   borsetta a sacchetto, usata un tempo dalle donne per mettervi piccole cose, fatta di rete, raso ecc., a ricami e a trine.
saccomannare   v. tr.  (ant.) saccheggiare.
saccomanno   s.m.  (ant.)    • 1 •   saccardo    • 2 •   saccheggio: far saccomanno. 
saccone   s.m.    • 1 •   accr.  di sacco    • 2 •   grosso sacco imbottito di paglia o di foglie di granturco, che si metteva un tempo sotto il materasso o si usava talvolta in sua vece. pegg. sacconaccio. 
saccopelista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi dorme in un sacco a pelo; in partic., turista estivo che dorme all'aperto facendo uso di un sacco a pelo.
sacculo   s.m.    • 1 •   (lett.) sacchetto    • 2 •   (anat.) vescicola fibrosa a forma di sacchetto, situata nell'orecchio interno che, assieme all'otricolo e ai canali semicircolari, presiede al senso dell'equilibrio.
sacello   s.m.    • 1 •   presso i romani, recinto all'aperto con un'ara consacrata a una divinità    • 2 •   piccola chiesa isolata, per lo più costruita in memoria di qualcosa o di qualcuno; anche, cappella isolata o inglobata in un edificio maggiore, ma con caratteri ben distinti: il sacello del milite ignoto. 
sacerdotale   agg.  di, da sacerdote; relativo al suo ufficio: dignità sacerdotale; paramenti sacerdotali  § sacerdotalmente avv.  alla maniera dei sacerdoti.
sacerdote   s.m.    • 1 •   (relig.) ministro di un culto, la cui funzione, conferitagli espressamente o ereditaria, è quella di celebrare i riti rappresentando la divinità presso i fedeli o, viceversa, la comunità dei fedeli presso la divinità: il sommo sacerdote, il capo dei sacerdoti ebrei | nell'ebraismo, secondo l'antico testamento, ministro del culto pubblico, appartenente alla tribù di levi e alla famiglia di aronne, i cui compiti erano quelli di istruire nella legge, eseguire i sacrifici e gli altri riti negli antichi santuari e in seguito nel tempio di gerusalemme | nel cattolicesimo, nelle chiese orientali e in parte nell'anglicanesimo, chi ha ricevuto il sacramento dell'ordine e perciò può, in nome di cristo, proclamare la parola di dio, celebrare il culto e amministrare i sacramenti    • 2 •   nel linguaggio corrente, prete cattolico    • 3 •   (fig.) chi esercita un'attività o coltiva una disciplina con grande passione, sentendosi come investito di una missione sacra: i sacerdoti della giustizia, dell'arte | sacerdote delle muse, poeta ' sacerdote di temi, magistrato ' sacerdote di esculapio, medico.
sacerdotessa   s.f.  nelle religioni pagane, donna investita di dignità sacerdotale: tre vaghissime donne... /... all'ara vostra / sacerdotesse, o care grazie, io guido  (foscolo le grazie).
sacerdozio   s.m.    • 1 •   ufficio e dignità di sacerdote | nel cattolicesimo, il sacramento dell'ordine sacro: impartire, ricevere il sacerdozio    • 2 •   (fig.) missione, vocazione: fare l'educatore per lui è un sacerdozio. 
sacertà   s.f.  (lett.)    • 1 •   sacralità    • 2 •   nel diritto romano arcaico, l'essere consacrato alla vendetta divina, come sanzione contro chi si era reso colpevole di gravi delitti contro la religione o lo stato.
sacher   agg.  e s.f. invar.  (gastr.) nome di una torta a base di cioccolato, alta e soffice, farcita di marmellata di frutta e ricoperta di glassa anch'essa al cioccolato.
sacra    ⇨ sagra.
sacrale   (1) agg.  che ha carattere sacro; relativo a cerimonia sacra: riti sacrali; formula sacrale  § sacralmente avv. 
sacrale   (2) agg.  (anat.) che si riferisce all'osso sacro: vertebre sacrali. 
sacralgia   s.f.  (med.) dolore nella regione sacrale.
sacralità   s.f.  carattere sacro o sacrale: la sacralità di un luogo, di una tradizione. 
sacralizzare   v. tr.  rendere sacro, attribuire carattere sacro.
sacralizzazione   (1) s.f.  il sacralizzare, l'essere sacralizzato.
sacralizzazione   (2) s.f.  (med.) fusione dell'ultima o delle due ultime vertebre lombari con l'osso sacro.
sacramentale   ant. o region. sagramentale, agg.    • 1 •   (teol.) che appartiene, si riferisce a un sacramento o ne deriva: efficacia, grazia sacramentale | parole sacramentali, quelle della formula di un sacramento, di un rito e sim.    • 2 •   (fig. scherz.) abituale, rituale: il suo sacramentale pisolino pomeridiano   s.m.  (relig.) nel cattolicesimo, rito, azione, oggetto particolare (p. e.  la preghiera, la benedizione, l'acqua benedetta) che, senza avere l'efficacia intrinseca e l'origine del sacramento, costituisce un'occasione di benefici spirituali § sacramentalmente avv.  per mezzo dei sacramenti; in modo sacramentale.
sacramentare   ant. o region. sagramentare, v. tr.  [io sacraménto ecc.]    • 1 •   (relig.) amministrare un sacramento a qualcuno: sacramentare i moribondi    • 2 •   (non com.) giurare | (estens.) affermare con forza    • 3 •   (pop.) bestemmiare | sacramentarsi v. rifl.  (relig.) ricevere i sacramenti: si sacramentò e spirò serenamente. 
sacramentario   ant. o region. sagramentario, s.m.    • 1 •   (lit.) antico libro liturgico, usato fino al sec. x, che conteneva le parti della messa riservate al celebrante e le formule da lui usate nell'amministrazione dei sacramenti e in altre celebrazioni    • 2 •   (relig.) protestante seguace della dottrina di calvino (1509-1564) e di zwingli (1484-1531), che consideravano l'eucaristia solo un simbolo.
sacramentato   ant. o region. sagramentato, part. pass.  di sacramentare   agg.  nei sign. del verbo | gesù sacramentato, presente nell'ostia consacrata, secondo il dogma cattolico.
sacramento   ant. o region. sagramento, s.m.    • 1 •   (teol.) nel cristianesimo, rito istituito da gesù cristo per operare la salvezza dell'uomo; secondo alcune chiese (p. e.  orientali e cattolica), conferisce o accresce la grazia; secondo altre, la testimonia nella fede: amministrare, impartire, ricevere i sacramenti  | i sette sacramenti, nella chiesa cattolica, battesimo, cresima, eucaristia, penitenza o riconciliazione, unzione degli infermi, ordine e matrimonio: accostarsi ai sacramenti, confessarsi e fare la comunione | fare qualcosa con tutti i sacramenti, (fig. fam.) con tutte le regole, col massimo scrupolo    • 2 •   in particolare, il sacramento dell'eucaristia | l'ostia consacrata: esporre il sacramento, il ss. sacramento    • 3 •   (ant. , lett.) giuramento solenne: a te guardando, / o bel sole di dio, fo sacramento  (carducci).
sacrare   rar. sagrare, v. tr.  (lett.) consacrare; dedicare solennemente: in maratona / ove atene sacrò tombe a' suoi prodi  (foscolo sepolcri  199-200) | v. intr.  [aus. avere] (pop.) bestemmiare, imprecare: a quella vista, chi si meravigliava, chi sagrava, chi rideva  (manzoni p. s.  xii) | sacrarsi v. rifl.  (lett.) consacrarsi, votarsi.
sacrario   s.m.    • 1 •   presso i romani, luogo dove si custodivano gli arredi sacri; anche, il luogo della casa in cui si custodivano i simulacri dei lari    • 2 •   (estens.) edificio dedicato alla memoria di qualcuno che è fatto oggetto di pubblici onori: sacrario dei caduti    • 3 •   (fig.) intimità gelosamente custodita: nel sacrario delle pareti domestiche, della coscienza. 
sacrato   (1) rar. sagrato, part. pass.  di sacrare   agg.  (lett.)    • 1 •   consacrato    • 2 •   sacro: e così, figurando il paradiso, / convien saltar lo sacrato poema  (dante par.  xxiii, 61-62)  s.m.  (pop.) bestemmia, imprecazione: tirare sacrati. 
sacrato   (2)  ⇨ sagrato 1.
sacrestano   e deriv.   ⇨ sagrestano e deriv. 
sacrestia    ⇨ sagrestia.
sacrificabile   agg.  che si può sacrificare.
sacrificale   agg.  (relig.) relativo a un sacrificio, spec. pagano: rito, ara sacrificale; oggetti sacrificali. 
sacrificare   ant. o region. sagrificare, v. tr.  [io sacrìfico, tu sacrìfichi ecc.]    • 1 •   nelle religioni pagane, offrire in sacrificio: sacrificare un agnello a latona    • 2 •   (estens.) rinunciare a qualcosa per un fine particolare, per un ideale, per una necessità: sacrificare la vita per gli altri; sacrificare gli affetti familiari alle proprie ambizioni    • 3 •   mettere una persona o una cosa in una condizione che non la valorizzi, che ne mortifichi le doti: sacrificare un ingegno in un lavoro molto ripetitivo; sacrificare un quadro in un angolo buio  | costringere una persona in una posizione di disagio materiale: in questa casa stiamo un po' sacrificati  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   nelle religioni pagane, offrire un sacrificio: sacrificare agli dei '  (rar.) nella religione cattolica, celebrare la messa    • 2 •   (estens.) fare atto di devozione manifesta con azioni o discorsi: sacrificare al potere, alla bellezza  | sacrificarsi v. rifl.    • 1 •   offrirsi in sacrificio, immolarsi: cristo si è sacrificato per gli uomini    • 2 •   (estens.) accettare rinunce, disagi per il benessere altrui o per un ideale: le madri si sacrificano per i figli. 
sacrificato   ant. o region. sagrificato, part. pass.  di sacrificare  agg.    • 1 •   offerto in sacrificio    • 2 •   (estens.) pieno di rinunce, di disagi: vita sacrificata  | danneggiato, impiegato male, non valorizzato: una stanza molto sacrificata. 
sacrificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi sacrifica.
sacrificazione   s.f.  (lett.) il sacrificare, l'essere sacrificato; rito sacrificale, spec. pagano.
sacrificio   lett. sacrifizio, ant. o region. sagrificio, sagrifizio, s.m.    • 1 •   (relig. , antrop.) offerta di una cosa, un animale, una persona, fatta dall'uomo a una divinità, a un morto, a un'entità extraumana, o a un uomo vivo in cui si crede incarnata la presenza del sacro; è compiuto in lode, o come espiazione o impetrazione, oppure per appropriarsi le energie divine; anche, la cerimonia, il rito con cui si fa l'offerta: offrire un bue in sacrificio a giove; sacrificio cruento, con spargimento di sangue della vittima; sacrificio umano, in cui la vittima è un essere umano | nella religione cristiana, la morte di gesù cristo sulla croce per la redenzione dell'umanità è l'unico e definitivo sacrificio del cristianesimo | nella terminologia cattolica, la messa in quanto, sotto le specie del pane e del vino, offre a dio la rinnovazione incruenta del sacrificio di cristo: il santo sacrificio dell'altare; il sacrificio eucaristico    • 2 •   (estens.) offerta di cosa non materiale fatta alla divinità: offrire in sacrificio i propri dolori a dio    • 3 •   (estens.) offerta della vita per un fine particolare: le guerre costano l'ingiusto sacrificio di innumerevoli vite; fare sacrificio di sé; l'estremo sacrificio    • 4 •   privazione, rinuncia, disagio imposto da determinate condizioni o sopportato in vista di un dato scopo: fare sacrifici economici per studiare; una vita di sacrificio. 
sacrifico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (lett.) che concerne un sacrificio    • 2 •   presso gli antichi romani, epiteto di chi aveva il compito di offrire un sacrificio agli dei.
sacrifizio    ⇨ sacrificio.
sacrilegio   ant. o region. sagrilegio, s.m.    • 1 •   profanazione, con atti o parole, di persona, cosa o luogo sacri: commettere un sacrilegio    • 2 •   (fig.) grave mancanza di rispetto verso una persona o un essere vivente, oppure nei riguardi di valori culturali, estetici, civili: maltrattare un bambino è un sacrilegio; un grattacielo nel cuore della città vecchia è un sacrilegio!. 
sacrilego   ant. o region. sagrilego, agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   che costituisce un sacrilegio: azione sacrilega    • 2 •   colpevole di sacrilegio: persona sacrilega; mani sacrileghe, che si sono macchiate di sacrilegio; lingua sacrilega, di bestemmiatore e, per estens., di maldicente  s.m.  [f. -a] (non com.) autore di un sacrilegio § sacrilegamente avv. 
sacripante   s.m.  (scherz.)    • 1 •   uomo di robusta corporatura, forte e valoroso | (spreg.) smargiasso    • 2 •   furbo, birbante.
sacrista   non com. sagrista, s.m.  [pl. -sti] sagrestano.
sacristia    ⇨ sagrestia.
sacro   (1) ant. o region. sagro, agg.    • 1 •   che si riferisce, che appartiene alla divinità che riguarda la religione e il culto: luogo sacro; il corano è il testo sacro dei maomettani; fuoco sacro, nell'antica roma, quello tenuto sempre acceso nei templi (anche in espressioni fig.); guerre sacre, nell'antica grecia, quelle combattute in difesa di templi o santuari; arte sacra, quella di soggetto religioso, i cui prodotti sono talora destinati al culto; musica sacra, quella composta per accompagnare i riti religiosi; sacre rappresentazioni, drammi medievali e rinascimentali di soggetto religioso; poema sacro, per antonomasia, e secondo la definizione di dante stesso (par.  xxv, 1), la divina commedia in quanto ha argomento religioso | frequente con riferimento alla religione cristiana e, in partic., a quella cattolica: i libri sacri  o la sacra scrittura, la bibbia; la sacra famiglia, gesù, maria e giuseppe; il sacro fonte, quello battesimale; i sacri bronzi, le campane; le sacre bende, gli abiti monacali; il sacro collegio, quello dei cardinali, il concistoro; il sacro cuore (di gesù), simbolo del suo amore per l'uomo    • 2 •   consacrato: il mirto e la rosa erano sacri a venere    • 3 •   (estens.) inviolabile, intoccabile; degno di rispetto, di onore, di venerazione: le sacre memorie di un popolo; i luoghi sacri alla patria; i più sacri diritti dell'uomo  | in usi scherz.: il sonno per me è sacro! | sacra maestà, corona, titoli dati un tempo ai monarchi    • 4 •   (lett.) che incute un senso di riverenza quasi religioso: il sacro silenzio della notte  s. m.  ciò che è sacro: il sacro e il profano  § sacramente avv. 
sacro   (2) agg.  e s.m.  (anat.) si dice dell'osso formato dall'insieme delle vertebre terminali della colonna vertebrale e situato fra le due ossa iliache.
sacrosanto   agg.    • 1 •   sacro e santo    • 2 •   (estens.) inviolabile: la libertà è un diritto sacrosanto  | certissimo; indubitabile: una verità sacrosanta    • 3 •   (scherz.) appropriato, giusto, ben fatto: quattro sacrosanti ceffoni  § sacrosantamente avv. 
sadduceo   rar. saduceo, s.m.  [f. -a] (relig.) appartenente all'antico partito politico-religioso ebraico che, ai tempi di gesù, era espressione dell'aristocrazia sacerdotale e, in opposizione al partito popolare dei farisei, rifiutava la tradizione orale, la resurrezione e l'esistenza degli angeli | anche come agg.  : un sacerdote sadduceo. 
sadiano   agg.  del romanziere e filosofo francese d. -a. -f. de sade (1740-1814) o che si riferisce al suo pensiero o alla sua opera.
sadico   agg.  [pl. m. -ci] del sadismo; che dimostra sadismo: istinti sadici; piacere, gusto sadico   s.m.  [f. -a] chi è affetto da sadismo | (estens.) chi si diverte a tormentare o stuzzicare gli altri (anche scherz.): non fare il sadico!  § sadicamente avv. 
sadismo   s.m.    • 1 •   in sessuologia, perversione per cui il soggetto prova piacere erotico nell'infliggere maltrattamenti, violenze fisiche e umiliazioni    • 2 •   (estens.) crudeltà sottile e gratuita; piacere di tormentare gli altri con parole o atti che provochino sofferenza.
sadomaso   s.m.  e f. invar.  abbr. di sadomasochista   agg. invar.  abbr. di sadomasochistico. 
sadomasochismo   s.m.  in sessuologia, perversione per cui si associano sadismo e masochismo in uno stesso soggetto.
sadomasochista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (psicol.) chi è affetto da sadomasochismo | usato anche come agg.  in luogo di sadomasochistico. 
sadomasochistico   agg.  [pl. m. -ci] (psicol.) caratterizzato da sadomasochismo, che dimostra sadomasochismo § sadomasochisticamente avv. 
saduceo    ⇨ sadduceo.
saetta   s.f.    • 1 •   (lett.) freccia, dardo, strale: corda non pinse mai da sé saetta / che sì corresse via per l'aere snella  (dante inf.  viii, 13-14). dim. saettina  accr. saettona    • 2 •   folgore, fulmine, soprattutto per indicare quello con percorso a zig-zag | frequente in similitudini: rapido come una saetta; correre come una saetta  | è una saetta, (fig.) si dice di persona molto veloce nel compiere qualcosa    • 3 •   nel gioco del calcio e in altri sport, tiro improvviso e violento    • 4 •   punta a forma piramidale per lavori di alesatura    • 5 •   (antiq.) lancetta dell'orologio | in funzione di agg. solo nella loc. erba saetta, sagittaria.
saettamento   s.m.    • 1 •   (lett.) lancio continuo di saette | (fig.) successione, ripetizione insistente: un saettamento di richieste    • 2 •   (lett.) uccisione per mezzo di saette    • 3 •   (ant.) quantità di frecce di cui si dispone: ove si trovasse modo che agli arcieri del vostro avversario mancasse il saettamento  (boccaccio dec.  v, 2).
saettare   v. tr.  [io saétto ecc.]    • 1 •   (lett.) colpire, uccidere con saette: del legnetto niuna persona, se saettato esser non voleva, poteva discendere  (boccaccio dec.  ii, 4) | (assol.) lanciare saette    • 2 •   (estens.) scagliare, lanciare qualcosa a modo di saette (anche fig.): saettare il pallone in porta; saettare sguardi feroci  | (fig. lett.) raggiare, detto del sole: da tutte parti saettava il giorno / lo sol  (dante purg.  ii, 55-56).
saettato   part. pass.  di saettare  agg.  (bot.) sagittato.
saettatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (lett.) chi scaglia saette: ché non è degno un cor villano, o bella / saettatrice, che tuo colpo il tocchi  (tasso g. l.  xvii, 49)    • 2 •   negli eserciti antichi e medievali, il soldato che tirava d'arco o di balestra.
saettia   (1) s.f.  (lit.) candelabro a forma di triangolo che porta quindici candele; nella settimana santa, durante l'ufficio delle tenebre, le candele vengono spente a una a una alla fine di ogni salmo.
saettia   (2) s.f.  piccola nave a tre alberi, lunga, sottile e velocissima, in uso dal sec. xvi al xviii: sovra una lieve saettia tragitto / vuo' che tu faccia ne la greca terra  (tasso g. l.  i, 68).
saettiera   s.f.  nelle antiche mura, lo spazio tra i merli da cui i difensori potevano tirare con l'arco, la balestra e sim., rimanendo al coperto.
saettiere   s.m.  (lett.) arciere, saettatore.
saettiforme   agg.  (bot.) sagittato.
saettone   s.m.    • 1 •   (zool.) biacco    • 2 •   (arch.) elemento diagonale di rinforzo, in legno, ferro o cemento armato, di travi, puntoni o capriate.
safari   s.m.  spedizione di caccia grossa in africa ' safari fotografico, spedizione in una zona ricca di animali, allo scopo di fotografarli nel loro ambiente naturale.
safarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi partecipa a un safari.
safena   s.f.  (anat.) ciascuna delle due vene sottocutanee degli arti inferiori, che originano dalle vene dorsali del piede: safena interna  (detta grande safena), che sale lungo la faccia interna della gamba e della coscia fino all'inguine; safena esterna  (detta piccola safena), che decorre posteriormente | in funzione di agg. invar.  : vena safena. 
safeno   agg.  (anat.) si dice di nervo o vena degli arti inferiori: nervo safeno esterno  (o safeno tibiale); nervo safeno peroneale  | vena safena, safena.
saffica   s.f.    • 1 •   (metr.) strofa della poesia greco-latina: saffica minore, quella formata da tre endecasillabi saffici minori e un adonio; saffica maggiore, quella formata da due versi costituiti ognuno da un aristofanio e da un saffico maggiore | nella metrica barbara italiana, strofa che riproduce la saffica minore con tre endecasillabi e un quinario piano, rimati o anche senza rima    • 2 •   ode composta in metri saffici.
saffico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di saffo, poetessa greca vissuta nel sec. vii a. c.; relativo alla poesia, allo stile di saffo    • 2 •   (estens.) si dice del metro della lirica eolia prediletto da saffo e ripreso poi dai lirici latini: endecasillabo saffico (minore), verso di undici sillabe risultante forse dall'unione di un ditrocheo con un aristofanio; (verso) saffico maggiore, di 15 sillabe, costituito da un endecasillabo saffico e un coriambo; strofe, ode saffica, saffica    • 3 •   relativo al saffismo; lesbico: amore saffico   s.m.  (metr.) l'endecasillabo saffico ' saffico maggiore, il verso saffico maggiore § safficamente avv.  al modo di saffo.
saffirina   s.f.  (min.) silicato di alluminio, magnesio e talvolta ferro, di colore azzurro-grigio.
saffiro    ⇨ zaffiro.
saffismo   s.m.  omosessualità femminile.
safflorite   s.f.  (min.) arseniuro di cobalto e ferro, di colore bianco con lucentezza metallica.
saffo   s.f.  uccello simile al colibrì, tipico del sudamerica, caratterizzato dalla presenza di due lunghissime penne ai lati della coda (ord.  passeriformi).
safì   s.m. invar.  sciarpa di seta leggera, stampata a disegni vivacemente colorati, tipica dell'abbigliamento tradizionale indiano.
safranale   s.m.  (chim.) aldeide contenuta nell'essenza che si ricava dallo zafferano, a cui conferisce il caratteristico odore.
safranina   ® s.f.  (chim.) colorante sintetico usato anche come indicatore di ossidoriduzione.
safrolo   s.m.  (chim.) composto organico aromatico a dieci atomi di carbonio, presente nell'olio di sassofrasso e di noce moscata, usato in profumeria.
sagù   non com. sago, s.m.  fecola che si ricava dal midollo del tronco del borasso e di altre palme.
saga   (1) s.f.  narrazione epica, leggendaria, propria delle antiche letterature nordiche: la saga dei nibelunghi  | (estens.) ampio racconto della storia di un popolo, di una famiglia, di un gruppo: la saga dei forsyte, dello scrittore inglese john galsworthy.
saga   (2) s.f.  (ant. , lett.) maga, strega: questa è la cruda e avelenata piaga / a cui non val liquor, non vale impiastro / né murmure, né imagine di saga  (ariosto o. f.  xxxi, 5).
sagace   agg.    • 1 •   (lett.) che ha buon fiuto (detto spec. di cani): e qual sagace can, nel monte usato / a volpi o lepri dar spesso la caccia  (ariosto o. f.  viii, 33)    • 2 •   (fig.) astuto e intelligente; accorto, acuto (detto di persona): un sagace investigatore  | che rivela sagacia (detto di cosa): una risposta, una mossa sagace  § sagacemente avv.  con sagacia.
sagacia   s.f.  l'essere sagace (anche fig.).
sagacità   s.f.  (rar.) sagacia.
sagari   s.f.  (lett.) ascia da guerra; in partic., quella usata dalle amazzoni.
sagarzia   s.f.  attinia rosa, spesso parassita di mitili e granchi (cl.  antozoi).
sagena   (1) s.f.    • 1 •   (ant.) nassa    • 2 •   imbarcazione medievale per la navigazione costiera.
sagena   (2) s.f.  antica unità di misura di lunghezza russa, pari alla cinquecentesima parte di una versta.
saggezza   s.f.  virtù, qualità che consiste nella capacità di seguire la retta ragione nella condotta della vita, nell'agire, nel valutare, nel consigliare secondo un criterio di prudenza e di equilibrio; la sapienza che deriva dall'esperienza e si applica all'attività pratica: la saggezza dei vecchi; parlare con grande saggezza. 
saggiare   v. tr.  [io sàggio ecc.]    • 1 •   verificare con procedimenti tecnici la qualità di un prodotto, e in particolare la purezza di un metallo prezioso: saggiare il platino    • 2 •   (fig.) provare, mettere alla prova; cercare di rendersi conto della natura, delle caratteristiche di qualcuno o di qualcosa: saggiare le proprie forze; saggiare il terreno, l'avversario    • 3 •   (ant.  o dial.) assaggiare.
saggiatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi saggia; in partic., chi saggia la purezza dei metalli preziosi    • 2 •   piccola bilancia di precisione per saggiare i metalli preziosi | il saggiatore, titolo di un'opera (1623) di g. galilei.
saggiatura   s.f.    • 1 •   l'operazione di saggiare i metalli preziosi    • 2 •   il segno che resta sul metallo saggiato.
saggiavino   s.m. invar.  in enologia, tubetto di vetro con un rigonfiamento a un'estremità, usato per prelevare del vino da una botte per le prove di assaggio.
saggina   s.f.  pianta erbacea annuale con foglie lineari e infiorescenze rossastre a pannocchia, usate per fabbricare scope e spazzole; alcune varietà sono coltivate per usi alimentari e come foraggio (fam.  graminacee).
sagginale   s.m.    • 1 •   fusto secco della saggina    • 2 •   zufolo ricavato dalla canna della saggina.
sagginare   lett. saginare, v. tr.  (rar.) mettere all'ingrasso animali, spec. maiali e volatili.
sagginato   agg.  (ant. , lett.) di cavallo il cui mantello ha il colore della saggina.
sagginella   s.f.  pianta erbacea con fusti coperti da una peluria biancastra terminanti in grandi pannocchie piramidali (fam.  graminacee).
saggio   (1) agg.  [pl. f. -ge]    • 1 •   di persona, dotato di saggezza: essere, dimostrarsi saggio; un vecchio saggio  | di cosa, fatto con saggezza, che esprime o rivela saggezza: un saggio consiglio; una saggia decisione; parole sagge    • 2 •   (ant.) esperto nella propria arte; pratico, consapevole, edotto: pur su al monte dietro a me acquista, / fin che n'appaia alcuna scorta saggia  (dante purg.  iv, 38-39)  s.m.  [f. -a] persona saggia: comportarsi da saggio  | esperto al di sopra delle parti, chiamato a dare un parere su una questione controversa: la commissione dei saggi è stata insediata  § saggiamente avv.  con saggezza.
saggio   (2) s.m.    • 1 •   prova, esperimento per determinare la qualità, le proprietà, il valore di qualcosa: fare il saggio dell'oro, di un nuovo prodotto | tubo da saggio, (chim.) provetta    • 2 •   parte o esemplare di un tutto da prendere in esame; campione: un saggio di vino; lesse un saggio dei suoi scritti | copia di saggio, esemplare di un libro, di una rivista e sim., inviato gratuitamente dall'editore per propaganda    • 3 •   dimostrazione delle attitudini personali, del profitto scolastico e sim.: dare un saggio della propria bravura; saggio d'italiano, di francese, di matematica, prova scritta in una di tali materie d'insegnamento | saggio ginnico, musicale, manifestazione scolastica in cui gli allievi eseguono pubblicamente esercizi per dare prova di quanto hanno imparato    • 4 •   scritto di carattere critico su un particolare argomento: un saggio su dante; un saggio storico    • 5 •   (econ.) tasso: saggio di interesse. 
saggiolo   s.m.  (non com.) campione di vino o di olio preso per un assaggio.
saggista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] autore di saggi critici, di studi letterari.
saggistica   s.f.    • 1 •   l'attività del saggista; l'arte di scrivere saggi    • 2 •   i saggi considerati nel loro complesso, come genere letterario: la saggistica francese. 
saggistico   agg.  [pl. m. -ci] dei saggi letterari; relativo alla saggistica: letteratura saggistica. 
saginare    ⇨ sagginare.
sagitta   s.f.  (ant. , lett.) saetta, freccia.
sagittale   agg.    • 1 •   (rar.) di saetta    • 2 •   in anatomia: sezione sagittale, quella condotta lungo il piano ideale antero-posteriore che divide il corpo umano in due metà simmetriche; sutura sagittale, quella che unisce le due ossa parietali del cranio § sagittalmente avv.  in modo da dividere qualcosa in due parti simmetriche.
sagittaria   s.f.  pianta erbacea perenne, acquatica, con foglie sommerse nastriformi, foglie emergenti sagittate e fiori a tre petali per lo più bianchi, diffusa nelle regioni temperate; i tuberi di parecchie specie sono commestibili (fam.  alismatacee).
sagittario   s.m.    • 1 •   (ant.) arciere    • 2 •   sagittario, (astr.) costellazione e segno dello zodiaco in cui il sole passa tra il 23 novembre e il 21 dicembre; per estens., persona nata sotto tale segno    • 3 •   (zool.) serpentario.
sagittato   agg.  (bot.) che ha forma di saetta, di freccia: foglia sagittata. 
saglia    ⇨ saia.
saglire    ⇨ salire.
sago   (1) s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   nell'antichità romana, il corto mantello, di stoffa rozza e pesante, in dotazione ai militari    • 2 •   (lett.) saio: su' dischiusi tumuli per quelle / chiese prostesi in grigio sago i padri  (carducci).
sago   (2)  ⇨ sagù.
sagola   s.f.  (mar.)    • 1 •   funicella di canapa bianca o catramata che si usa sulle navi per alzare le bandiere e per filare a mare scandagli o solcometri    • 2 •   cavetto di nylon, canapa e sim. col quale è assicurata la freccia al fucile per caccia subacquea.
sagoma   s.f.    • 1 •   linea, profilo di un mobile, di una vettura, di un'opera architettonica ecc.: la sagoma di un armadio | sagoma di carico, nelle ferrovie, struttura metallica sospesa sopra il binario per verificare se l'ingombro di un carro merci rientra nei limiti di sicurezza    • 2 •   forma di legno, cartone o altro materiale il cui profilo serve da modello per mobili, edifici e sim.    • 3 •   bersaglio il cui contorno stilizza la forma umana, usato per il tiro a segno    • 4 •   (fam. scherz.) persona bizzarra, divertente, piena di trovate; tipo curioso: è proprio una sagoma; che sagoma!    • 5 •   (ant.) romano della bilancia.
sagomare   v. tr.  [io sàgomo ecc.]    • 1 •   foggiare secondo una sagoma prefissata; modellare secondo una determinata linea: sagomare un mobile    • 2 •   (ant.) misurare la capacità di recipienti da olio e da vino.
sagomato   part. pass.  di sagomare  agg.  che ha una determinata sagoma; modellato: cornice ben sagomata; raccordo sagomato a u   s.m.  cartellone pubblicitario montato su intelaiature sagomate.
sagomatore   s.m.    • 1 •   chi esegue lavori di sagomatura; fresatore    • 2 •   (ant.) persona addetta al controllo della capacità dei recipienti da olio e da vino.
sagomatrice   s.f.  macchina per sagomare legnami e pietre da costruzione.
sagomatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del sagomare    • 2 •   sagoma, profilo, contorno.
sagra   ant. sacra, s.f.    • 1 •   (ant.) cerimonia di consacrazione solenne: la sacra di enrico v, titolo di una poesia di g. carducci | festa annuale per celebrare la ricorrenza della consacrazione di una chiesa    • 2 •   (estens.) festa popolare con fiera e mercato: la sagra dell'uva; sagra paesana    • 3 •   (lett.) commemorazione solenne di grandi imprese e avvenimenti: la sagra dei mille. 
sagramento   e deriv.   ⇨ sacramento e deriv. 
sagrare    ⇨ sacrare.
sagrato   (1) lett. sacrato, s.m.    • 1 •   spazio consacrato antistante alla chiesa, spesso sopraelevato di qualche gradino rispetto al livello della strada    • 2 •   (ant.) terra benedetta riservata alla sepoltura dei cristiani, situata per lo più accanto alla chiesa.
sagrato   (2)  ⇨ sacrato 1.
sagrestana   o sacrestana, s.f.    • 1 •   monaca a cui è affidata la cura della sagrestia e della chiesa di un convento o di un monastero    • 2 •   (pop.) moglie del sagrestano.
sagrestano   o sacrestano, s.m.  laico stipendiato che ha l'incarico di tenere in ordine la sagrestia e gli arredi sacri, nonché di curare la pulizia della chiesa.
sagrestia   o sacrestia, non com. sacristia, s.f.    • 1 •   locale annesso alla chiesa, in cui si custodiscono gli addobbi sacri, i paramenti e le vesti liturgiche ' c'è odor di sagrestia!, si dice con riferimento a luoghi, ambienti in cui si rilevano influenze clericali e atteggiamenti bigotti    • 2 •   nelle banche, camera sotterranea corazzata in cui sono custoditi i valori maggiori.
sagrì   s.m.    • 1 •   sagrino    • 2 •   zigrino.
sagrificare   e deriv.   ⇨ sacrificare e deriv. 
sagrificio   sagrifizio  ⇨ sacrificio.
sagrilegio    ⇨ sacrilegio.
sagrilego    ⇨ sacrilego.
sagrinato   agg.  lo stesso che zigrinato. 
sagrino   s.m.  squalo dal corpo snello, nerastro, con pinne dorsali munite di aculei (ord.  squaliformi).
sagrista    ⇨ sacrista.
sagro    ⇨ sacro 1.
sahariana   s.f.  ampia giacca di tela con quattro grandi tasche applicate sul davanti e cintura alla vita, usata un tempo dalle truppe coloniali e oggi come indumento sportivo estivo.
sahariano   agg.  del deserto africano del sahara  s.m.  (antiq.) il periodo quaternario.
sahib   s.m. invar.  in epoca coloniale, titolo di rispetto con il quale gli indiani si rivolgevano agli europei.
saia   region. saglia, s.f.    • 1 •   una delle tre armature fondamentali dei tessuti (le altre sono la tela e il raso), caratterizzata da un tipico effetto diagonale    • 2 •   tessuto dotato di tale armatura; diagonale.
saiga   s.f.  antilope delle regioni steppose asiatiche, con corpo tozzo, muso lungo fortemente convesso sul naso e brevi corna anellate nel maschio (ord.  artiodattili).
saint-honoré  saint-honoré s.m. invar.  dolce di pasta sfoglia ricoperto di crema, panna e talora anche cioccolato, guarnito tutt'intorno di piccoli bignè alla crema.
saintpaulia   s.f.  pianta erbacea perenne con foglie ovate e carnose e fiori turchini, rosa o bianchi; simile alla violetta, viene coltivata per la lunga fioritura (fam.  gesneriacee).
saio   s.m.    • 1 •   tonaca di frati e monache, confezionata con panno rozzo | vestire il saio, (fig.) farsi frate o monaca. accr. saione    • 2 •   presso gli antichi romani, tunica corta con cintura alla vita, indossata dai soldati in guerra e dagli schiavi    • 3 •   nel medioevo, veste militare e cotta d'arme; anche, giubba lunga da uomo.
saione   s.m.    • 1 •   accr.  di saio    • 2 •   antica veste maschile larga e rozza, con quarti lunghi, che copriva solo il busto    • 3 •   (ant.) panno pesante tessuto a lisca di pesce.
saitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di sais, antica città egiziana; originario di sais    • 2 •   che si riferisce all'epoca in cui sais era la capitale dell'egitto (secc. viii-vi a. c.).
sakè   o sake, s.m. invar.  bevanda alcolica distillata dal riso, tipica del giappone.
saktismo   s.m.  (relig.) una delle grandi sette dell'induismo, che incentra il proprio culto in sakti, la potenza cosmica, identificata con la dea kalì, consorte di siva.
sala   (1) s.f.    • 1 •   ampio ambiente interno di edifici o appartamenti, destinato a usi o attività che prevedono o comportano la presenza di numerose persone: sala da pranzo; sala delle conferenze; sala da gioco; sala da ballo, locale pubblico attrezzato per potervi ascoltare musica e danzare; sala da tè, locale, annesso a un bar, dove i clienti vengono serviti al tavolo; sala d'aspetto, per il pubblico in attesa, nelle stazioni o presso uffici e studi pubblici e privati; sala di convegno, locale di ritrovo nelle caserme, nelle università e sim.; sala di lettura, di consultazione, negli archivi o nelle biblioteche, il locale in cui si leggono, si consultano i documenti o i libri richiesti; sala operatoria, quella dove il chirurgo opera i pazienti; sala capitolare, quella in cui i religiosi si riuniscono in capitolo; sala di spettacolo, locale in cui si tengono spettacoli pubblici (rappresentazioni teatrali e cinematografiche, manifestazioni canore ecc.); sala cinematografica, locale destinato alla proiezione di film; sala stampa, locale allestito presso sedi di istituzioni importanti o in occasione di particolari manifestazioni, nel quale i giornalisti possono scrivere i propri articoli e trasmetterli al giornale; sala giochi, locale pubblico attrezzato con biliardini, videogiochi e sim.; sala corse, locale in cui si raccolgono scommesse sui risultati delle corse ippiche. dim. saletta, salettina    • 2 •   sala di spettacolo: è vietato fumare in sala  | il pubblico di una sala di spettacolo: la sala applaudì fragorosamente    • 3 •   (mar.) locale di una nave adibito a determinati usi: sala macchine, in cui si trovano i motori ' sala nautica, locale sul ponte di comando delle navi mercantili, in cui si conservano le carte e gli strumenti nautici    • 4 •   nel diritto longobardo, centro amministrativo e militare di una fara.
sala   (2) s.f.  organo di collegamento rigido tra due ruote ' sala montata, nei veicoli ferroviari, complesso dell'asse e delle ruote montate su di esso.
sala   (3) s.f.  nome generico di diverse piante palustri con infiorescenze a spiga e foglie lineari che vengono usate per impagliare (fam.  tifacee).
salacca   region. saracca, s.f.    • 1 •   (pop.) sarda o aringa o altro pesce simile conservato sotto sale o affumicato | campare con una salacca, (fig.) vivere poveramente ' sembrare una salacca, (fig.) si dice di persona magra e allampanata    • 2 •   (fig. scherz.) sciabola | colpo dato con forza a mano aperta.
salaccaio   s.m.  [f. -a] (rar.) venditore di salacche.
salaccio   s.m.  (chim.) miscela grezza di vari sali che si separa da acque saline naturali.
salace   agg.    • 1 •   (ant.) eccitante, afrodisiaco    • 2 •   (estens.) scurrile, lascivo: battute, storielle salaci    • 3 •   (fig.) mordace, pungente: una battuta salace  § salacemente avv. 
salacità   s.f.  l'essere salace.
salagione   s.f.  (rar.) salatura, spec. del pesce da conservare.
salam   inter.  formula di saluto di origine araba usata talora in tono scherzoso.
salama   s.f.  carne di maiale tritata, aromatizzata con spezie e vino, insaccata come una piccola mortadella, da mangiarsi cotta; è specialità ferrarese (detta propr. salama da sugo).
salamandra   s.f.  (zool.) genere di anfibi urodeli dal corpo allungato provvisto di coda e con quattro corte zampe; anticamente si credeva che potessero sopravvivere nel fuoco: salamandra pezzata  o maculosa, a macchie nere e gialle; salamandra nera  o alpina, nera con sfumature grigie sul ventre; salamandra acquaiola, tritone | essere una salamandra, avere la pelle di salamandra, (fig.) essere capace di resistere al calore del fuoco, dei raggi solari.
salamanna   s.f.  vite e uva bianca da tavola con grossi acini; alamanna.
salame   s.m.    • 1 •   carne di maiale tritata e salata, insaccata con aggiunta di grasso, pepe e talvolta aromi, da consumarsi dopo una certa stagionatura: affettare il salame; un panino col salame.  dim. salamino    • 2 •   (estens.) dolce costituito da un rotolo di pan di spagna ripieno di cioccolato o di frutta cotta    • 3 •   (fig.) persona sciocca o impacciata: suo fratello è un salame.  accr. salamone, salamotto. 
salamelecco   ant. salamelecche, s.m.  [pl. -chi] saluto eccessivamente cerimonioso; complimento esagerato: fare mille salamelecchi. 
salamella   s.f.  salame magro a forma di ferro di cavallo che si consuma, crudo o cotto, quando è ancora poco stagionato.
salamino   s.m.    • 1 •   dim.  di salame  | salame di piccole dimensioni, da mangiarsi crudo e in alcuni tipi anche cotto: salamino alla cacciatora    • 2 •   (tip.) colonna costituita da righe più brevi così da dar posto a una illustrazione; colonnino.
salamoia   s.f.    • 1 •   soluzione acquosa concentrata di sale da cucina, usata per la conservazione di alcuni cibi: olive, pesce, molluschi in salamoia    • 2 •   soluzione salina incongelabile che viene fortemente raffreddata in macchine frigorifere e quindi fatta circolare in un impianto frigorifero affinché, agendo come intermediario, raffreddi o mantenga freddo ciò che in esso è contenuto.
salamoiare   v. tr.  [io salamòio ecc.] (rar.) mettere in salamoia: salamoiare le acciughe. 
salamone    ⇨ salmone.
salangana   s.f.  piccolo uccello asiatico simile al rondone, i cui nidi, fatti di saliva e alghe, costituiscono, per alcuni popoli orientali, un cibo prelibato (ord.  apodiformi).
salante   part. pres.  di salare   agg.    • 1 •   (rar.) nel sign. del verbo    • 2 •   detto delle vasche delle saline in cui si fa depositare il sale: bacini, caselle salanti. 
salare   v. tr.  condire un cibo col sale; cospargere di sale un alimento per conservarlo: salare la minestra; salare il pesce | salare la scuola, (fig. region.) assentarsi dalle lezioni senza giustificazione; marinare la scuola.
salariale   agg.  che si riferisce al salario, ai salari: aumento salariale; rivendicazioni salariali  | differenziale salariale, differenza retributiva tra gruppi di lavoratori, in linea di principio attribuibile a diversa produttività.
salarialismo   s.m.  nel linguaggio sindacale, tendenza a far prevalere, tra le rivendicazioni, quelle che mirano a un miglioramento salariale.
salariare   v. tr.  [io salàrio ecc.] dare un salario per prestazioni continuative di lavoro, per lo più manuale; per estens., assumere, far lavorare a pagamento.
salariato   part. pass.  di salariare  agg.  retribuito con un salario: lavoratore, lavoro salariato '  (spreg.) prezzolato: intellettuale salariato   s.m.  [f. -a] chi periodicamente riceve un salario per le proprie prestazioni d'opera continuative.
salario   s.m.  rimunerazione periodica, spettante al lavoratore dipendente, in particolare all'operaio, computata in base al tempo di lavoro: salario settimanale, mensile; salario nominale, espresso dalla quantità di moneta percepita dal lavoratore per l'unità di tempo; salario reale, espresso in termini di effettivo potere d'acquisto del salario nominale | (estens.) retribuzione, soldo, paga, mercede. dim. salariuccio. 
salassare   v. tr.    • 1 •   (med.) sottoporre a salasso    • 2 •   (fig. scherz.) spillare, far spendere molto denaro: in quel ristorante ti salassano  | salassarsi v. rifl.  (scherz.) spendere molto denaro, esaurire le proprie disponibilità economiche: per comprarsi la macchina nuova si è salassato. 
salassata   s.f.  (scherz.) salasso, esborso di molto denaro.
salassatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi salassa; flebotomo.
salassatura   s.f.  (rar.) il salassare, l'essere salassato; salasso.
salasso   s.m.    • 1 •   (med.) antica operazione terapeutica che consisteva nel far defluire del sangue da una vena mediante l'inserimento di un ago o praticando una incisione; si effettuava anche applicando delle sanguisughe    • 2 •   (fig. scherz.) esborso di molto denaro, spesa eccessiva: il conto è stato un salasso. 
salata   s.f.  il salare, il condire con sale: dare una salata alla verdura.  dim. salatina. 
salatino   s.m.  pasticcino salato che si prende col tè o con l'aperitivo.
salato   part. pass.  di salare  agg.    • 1 •   che contiene sale: acqua salata    • 2 •   condito, insaporito con sale: pane salato; formaggio salato  | si dice di vivanda in cui è stato messo troppo sale: questa minestra è salata    • 3 •   conservato con sale, sotto sale: pesce salato; carne salata    • 4 •   (fig.) mordace, arguto: una risposta salata  | salace, piccante: una storiella salata    • 5 •   (fig.) caro di prezzo: un abito, un conto salato | pagarla salata, scontarla duramente  s.m.    • 1 •   cibo dal sapore salato: preferire il salato al dolce    • 2 •   carne di maiale salata e insaccata; affettato: servire i salati  § salatamente avv.    • 1 •   (non com.) con molto sale    • 2 •   (fig.) in modo pungente; salacemente    • 3 •   (fig.) a caro prezzo: pagare salatamente, pagarla salata.
salatoio   s.m.  locale del caseificio adibito alla salatura dei formaggi.
salatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi sala | nell'industria conserviera, operaio addetto alla salatura.
salatura   s.f.    • 1 •   operazione del salare cibi, spec. per conservarli    • 2 •   (chim.) aggiunta di sali in soluzioni contenenti albuminoidi per ottenerne la precipitazione    • 3 •   nell'industria ceramica, aggiunta di cloruro di sodio nel forno di cottura dei prodotti in gres per ottenerne la vetrificazione superficiale.
salbanda   s.f.  (geol.) ciascuna delle superfici che delimitano i filoni metalliferi.
salbastrella    ⇨ salvastrella.
salce    ⇨ salice.
salcerella   s.f.  pianta erbacea perenne con foglie lanceolate e fiori color rosso vivo raccolti in pannocchie, comune nei luoghi umidi (fam.  litracee).
salceto    ⇨ saliceto.
salciaia   s.f.    • 1 •   siepe, riparo costituito da piccoli salici intrecciati    • 2 •   (non com.) saliceto.
salciaiola   s.f.  piccolo uccello insettivoro di palude dal piumaggio color bruno-oliva; nidifica fra i canneti o le salciaie ed emette un canto somigliante allo stridio delle locuste (ord.  passeriformi).
salciccia   e deriv.   ⇨ salsiccia e deriv. 
salcigno   agg.  (non com.)    • 1 •   di salice    • 2 •   (estens.) si dice di legno scadente, difficile a lavorarsi    • 3 •   (estens.) si dice di cibo tiglioso e stopposo: carne salcigna    • 4 •   (fig. tosc.) si dice di persona dai tratti duri, legnosi, o dal carattere intrattabile, difficile.
salcio    ⇨ salice.
salciolo   s.m.  ramo giovane e flessibile di salice, usato per legare viti, fascine e sim.
salcrauti    ⇨ sarcrauti.
salda   (1) s.f.    • 1 •   soluzione acquosa di amido, gomma arabica o altri materiali viscosi, usata per dare rigidità ai tessuti o alla biancheria stirata    • 2 •   (chim.) soluzione acquosa diluita di amido, usata come indicatore della presenza di iodio in un composto, anche in minime tracce.
salda   (2) s.f.  (tosc.) terreno non lavorato e lasciato a pascolo.
saldabile   agg.  che si può saldare.
saldabilità   s.f.  l'essere saldabile.
saldaconti    ⇨ saldaconto.
saldacontista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (comm.) contabile addetto alla tenuta dei saldaconti.
saldaconto   o saldaconti, s.m.  (comm.)    • 1 •   libro contabile di un'azienda in cui vengono registrati tutti i movimenti relativi ai crediti e ai debiti    • 2 •   in un'azienda, l'ufficio preposto alla contabilità della clientela e, in partic., alle pratiche necessarie all'esazione dei crediti relativi.
saldamento   s.m.  (non com.)    • 1 •   il saldare, il saldarsi, l'essere saldato    • 2 •   (med.) cicatrizzazione.
saldare   v. tr.    • 1 •   congiungere insieme due o più parti in modo da formare un corpo solo: saldare un osso fratturato; saldare i lembi di una ferita  | unire pezzi metallici mediante saldatura: saldare due tubi; saldare con lo stagno, a stagno    • 2 •   (fig.) collegare, connettere le varie parti di un tutto: il terzo atto della commedia non è ben saldato con il resto    • 3 •   pareggiare il dare e l'avere; pagare interamente, pagare l'ultima quota di quanto dovuto: saldare il conto del sarto, un debito, una fattura; saldare una partita, chiudere i conti (anche fig.) | saldarsi v. rifl.    • 1 •   detto di parti o elementi staccati, ricongiungersi, riunirsi | (med.) detto di ferite, rimarginarsi, cicatrizzarsi    • 2 •   (fig.) collegarsi, connettersi.
saldatoio   s.m.  utensile per saldare.
saldatore   s.m.    • 1 •   operaio specializzato nell'eseguire saldature    • 2 •   utensile per eseguire saldature: saldatore elettrico, saldatrice.
saldatrice   s.f.  macchina ad arco o a resistenza per la saldatura elettrica.
saldatura   s.f.    • 1 •   il saldare, il saldarsi, l'essere saldato; in partic., la tecnica del collegare in modo fisso pezzi metallici mediante il calore, con o senza l'apporto di altro metallo: la saldatura di due tubi; saldatura elettrica; saldatura autogena, a pressione, nella quale i pezzi da saldare vengono riscaldati fino al rammollimento e poi uniti a pressione senza materiale d'apporto; saldatura per fusione, ottenuta colando materiale d'apporto tra i pezzi da unire; saldatura a stagno, brasatura dolce; saldatura a ottone, brasatura forte    • 2 •   il punto in cui due parti sono state saldate o si sono congiunte: la catena si è rotta alla saldatura    • 3 •   (fig.) collegamento, connessione tra le parti di un tutto: la saldatura dei vari episodi di un romanzo    • 4 •   (fig.) il periodo intercorrente tra l'esaurirsi di un fenomeno e il riprodursi di uno analogo; ciò che assicura una continuità in tale periodo, e la continuità stessa: il medioevo costituisce la saldatura tra l'antichità e l'epoca moderna | saldatura del bilancio, (econ.) il congiungimento senza fratture di due bilanci consecutivi.
saldezza   s.f.  l'essere saldo (anche fig.): saldezza di una struttura; saldezza di propositi, d'animo. 
saldo   (1) agg.    • 1 •   senza rotture e quindi robusto, resistente: una trave salda  | (estens.) stabile, sicuro: reggersi saldo sulle gambe; una salda presa; tenersi ben saldo, tenersi bene aggrappato o ben equilibrato, in modo da non cadere    • 2 •   (fig.) fermo, costante, irremovibile: essere saldo nei propri principi, nei propri propositi  | solido, valido, inoppugnabile: argomentazioni salde    • 3 •   (poet.) che ha consistenza materiale: trattando l'ombre come cosa salda  (dante purg.  xxi, 136) § saldamente avv. 
saldo   (2) s.m.    • 1 •   (econ.) somma algebrica degli addebiti e degli accrediti di un conto: saldo attivo  (o positivo), passivo  (o negativo) | (stat.) nel bilancio demografico, differenza, in un anno, tra il numero delle unità che entrano a far parte di una popolazione e il numero delle unità che ne escono: saldo naturale, differenza tra il numero delle nascite e quello delle morti; saldo migratorio, differenza tra il numero degli espatri e quello dei rimpatri; saldo globale, comprensivo di quello naturale e di quello migratorio    • 2 •   ultima quota, ultima parte che completa un tutto: spedire tre autocarri di merce e il saldo per ferrovia    • 3 •   spec. pl.  (estens.) rimanenze, merci che si vendono in liquidazione: saldi di fine stagione  | la svendita stessa: per comprare a basso prezzo bisogna aspettare i saldi    • 4 •   importo residuo dopo la corresponsione di acconti; per estens., estinzione di un debito residuo, e anche di un debito nel suo insieme: pagare tre rate mensili e il saldo a fine anno; versare una somma a saldo; provvedere al saldo di una fattura, al suo pagamento.
saldobrasatura   s.f.  (tecn.) brasatura forte.
sale   s.m.    • 1 •   (chim.) composto organico o inorganico risultante dalla combinazione di un acido con una base; i sali sono per la maggior parte solidi cristallini, spesso presenti in natura come minerali : sale marino, salmarino; sale da cucina, da tavola, comune, cloruro di sodio; sale inglese, amaro, solfato idrato di magnesio (epsomite) usato come purgante; sali da bagno, quelli alcalini, solubili in acqua, dotati di proprietà tonificanti e detergenti ' i sali, per antonomasia, quelli ammoniacali, di odore acre, usati per rianimare persone svenute    • 2 •   nel linguaggio corrente, il cloruro di sodio, presente in natura come salgemma o disciolto nelle acque del mare, e usato spec. per dar sapore ai cibi o conservarli: sale grosso, fino; mettere il sale nella minestra; mettere le acciughe sotto sale; essere giusto di sale, detto di una vivanda, averne il sapore nella giusta misura; essere dolce di sale, contenerne troppo poco ' restare di sale, (fig.) restare impietrito, di sasso (con allusione all'episodio biblico della moglie di lot) ' sapere di sale, avere sapore cattivo, essere amaro (anche fig.): tu proverai sì come sa di sale / lo pane altrui  (dante par.  xvii, 58-59)    • 3 •   (fig.) senno, saggezza: il sale della sapienza; non avere sale in zucca, nel cervello, essere sciocco; con un grano di sale, con un po' di discernimento, con buonsenso: simili affermazioni sono da prendere con un grano di sale    • 4 •   (fig.) spirito, arguzia: discorso, scritto senza sale  | spec. pl.  (lett.) battuta spiritosa, facezia: i sali dell'antica commedia fiorentina    • 5 •   (poet.) mare: quando per l'alto sal mise la nave  (pindemonte).
salentino   agg.  del salento, subregione della puglia: penisola salentina   s.m.  [f. -a] nativo, abitante del salento.
salernitano   agg.  della città di salerno  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di salerno.
sales analysis   loc. sost. f. invar.  nel marketing, esame dell'andamento delle vendite che tiene conto anche dei relativi costi.
salesiano   agg.    • 1 •   che è proprio o si riferisce al santo francese francesco di sales (1567-1622)    • 2 •   che appartiene o si riferisce alla congregazione di sacerdoti e laici fondata da s. giovanni bosco nel sec. xix per l'educazione della gioventù, e ispirata alla spiritualità di san francesco di sales: sacerdote salesiano; scuola salesiana | suore salesiane, della corrispondente congregazione femminile fondata da santa maria mazzarello  s.m.  [f. -a] membro di una congregazione salesiana.
salesman   s.m. invar.  (comm.) agente di vendita; commesso viaggiatore.
sales manager   loc. sost. m. invar.  (comm.) direttore commerciale; direttore delle vendite.
sales promotion   loc. sost. f. invar.  nel marketing, complesso delle attività che mirano a incrementare le vendite.
salgemma   s.m.  (min.) cloruro di sodio in cristalli cubici o in masse compatte incolori o giallastre.
saliare   agg.  dei salii, collegio sacerdotale istituito in roma antica nel periodo monarchico e consacrato al culto di marte e di quirino: carme saliare, l'antichissimo inno che essi cantavano in processioni che si svolgevano ogni anno nella prima metà di marzo.
salicacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante arboree dicotiledoni con fiori in amenti e frutto a capsula; vi appartengono il salice e il pioppo | sing.  [-a] ogni pianta appartenente a tale famiglia.
salice   lett. salce, lett. o pop. salcio, s.m.    • 1 •   (bot.) genere di alberi dai rami flessibili, con foglie allungate dal caratteristico colore verde-grigio, frequenti lungo i corsi d'acqua (fam.  salicacee) | salice (bianco), dal legno bianco e con la corteccia screpolata ' salice piangente, con rami penduli dalle foglie color verde tenero, spesso coltivato a scopo ornamentale | salice rosso, brillo ' salice da vimini, quello di cui si utilizzano i rami giovani (pieghevoli e resistenti) per lavori d'intreccio; vetrice    • 2 •   ramo giovane, flessibile e resistente del vetrice; vimine.
saliceto   pop. salceto, s.m.  terreno piantato a salici.
salicilammide   s.f.  (chim.) ammide dell'acido salicilico, usata come sedativo, antireumatico e antimuffa.
salicilato   s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido salicilico; alcuni salicilati sono usati nell'industria conserviera come conservanti, altri in medicina come antireumatici: salicilato di sodio; salicilato di fenile, salolo.
salicile   s.m.  (chim.) radicale monovalente derivato dall'acido salicilico.
salicilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.)    • 1 •   si dice di un ossiacido aromatico a sette atomi di carbonio, cristallino, bianco, presente nel salice e usato in farmacia e nell'industria delle conserve alimentari come antifermentativo    • 2 •   si dice degli esteri dell'acido salicilico.
salicilismo   s.m.  (med.) intossicazione da salicilati, spec. quella provocata da iperdosaggio di medicinali che ne contengono.
salicilizzazione   s.f.  nell'industria, trattamento di una sostanza con salicilati per migliorarne o stabilizzarne le qualità oppure per garantirne una più lunga conservazione.
salicina   s.f.  (chim.) glucoside estratto dalla corteccia del salice e del pioppo; ha proprietà medicinali.
salicionale   s.m.  (mus.) registro di fondo dell'organo, dal timbro dolce con sfumatura nasale e mordente.
salico   agg.  [pl. m. -ci] che appartiene o si riferisce all'antico popolo dei franchi salii: legge salica, raccolta delle consuetudini giuridiche di tale popolo, dalla quale si fece derivare il principio dell'esclusione delle donne dalla successione al trono.
salicornia   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee dal fusto carnoso, commestibile, frequenti nei terreni salini (fam.  chenopodiacee).
saliente   agg.    • 1 •   (scient. , lett.) che sale: arco ogivale saliente; la tenue miro saliente vena  (carducci)    • 2 •   che forma un rilievo, una sporgenza; che risalta    • 3 •   (fig.) notevole, rilevante: i fatti salienti di un periodo storico; i punti salienti di un discorso   s.m.    • 1 •   elemento che sale verso l'alto | facciata a salienti, (arch.) facciata di chiesa che si sviluppa a diverse altezze secondo l'altezza delle navate    • 2 •   prominenza, sporgenza: saliente roccioso    • 3 •   nelle opere di fortificazione, struttura sporgente a pianta triangolare che serviva per la difesa delle mura esterne    • 4 •   (mil.) nello schieramento di un esercito, punta avanzata rivolta verso il nemico.
salienza   s.f.  (non com.)    • 1 •   sporgenza, rilievo    • 2 •   (fig.) importanza.
saliera   s.f.    • 1 •   recipiente in cui si mette il sale per l'uso di cucina o per la tavola. dim. salieretta, salierina, salieruccia  accr. salierona    • 2 •   (ant.) salina.
salifero   agg.  che contiene o produce sale; che riguarda la produzione del sale: giacimento salifero; industria salifera. 
salificabile   agg.  (chim.) che si può salificare.
salificare   v. tr.  [io salìfico, tu salìfichi ecc.] (chim.) trasformare in sale mediante reazione chimica: salificare un acido. 
salificazione   s.f.  (chim.) operazione del salificare.
saligno   agg.  (rar.)    • 1 •   simile a sale; che sembra fatto di sale    • 2 •   che sa di sale    • 3 •   che trasuda salsedine: marmo saligno. 
salina   s.f.    • 1 •   impianto per l'estrazione del sale dalle acque del mare, costituito da una serie di bacini in cui l'acqua, evaporando, deposita le sostanze in essa disciolte    • 2 •   deposito naturale di sali vari, formatosi per evaporazione di acque marine    • 3 •   giacimento, miniera di salgemma.
salinaio   region. salinaro, s.m.  chi lavora in una salina.
salinare   v. intr.  [aus. avere] estrarre il sale dalle saline.
salinaro    ⇨ salinaio.
salinatore   s.m.  salinaio.
salinatura   s.f.  operazione del salinare.
salinella   s.f.  (geol.) sorgente che emette fanghi ricchi di sali minerali e gas vari.
salinità   s.f.  il contenuto di sali disciolti nelle acque di fiumi, laghi e mari, espresso in grammi di sale per chilogrammo o per litro di soluzione.
salino   agg.    • 1 •   di sale, di sali: sapore salino; contenuto salino    • 2 •   che contiene sale, sali: soluzioni, acque saline  s. m.  (region.)    • 1 •   saliera    • 2 •   salsedine.
salinometro   s.m.  apparecchio misuratore della salinità.
salio   s.m.  (spec. pl.) nell'antica roma, sacerdote del dio marte e del dio quirino appartenente a un sacro collegio cui era affidata la custodia degli ancili o scudi sacri, che venivano recati in processione ogni anno nella prima metà di marzo.
salire   ant. o dial. saglire, v. intr.  [io salgo, tu sali, egli sale, noi saliamo, voi salite, essi sàlgono  (pop. io salisco, tu salisci ecc.); pass. rem. io salìi  (ant. salsi), tu salisti ecc. ; pres. congiunt. io salga..., noi saliamo, voi saliate, essi sàlgano  (pop. io salisca ecc.); part. pres. salènte  o saliènte; ger. salèndo; aus. essere]    • 1 •   muoversi, andare, spostarsi dal basso verso l'alto, per lo più con movimento graduale; montare: salire per le scale; salire in cima a un monte, in casa, in terrazzo; salire in macchina, a cavallo, sulla nave; salire su una sedia; salire con l'ascensore, con la funivia, a piedi; il palombaro salì in superficie | salire da qualcuno, in casa sua ' salire in cattedra, sul pulpito, (fig.) assumere atteggiamenti da saccente ' salire al trono, (fig.) diventare re    • 2 •   alzarsi nell'aria, sollevarsi, ascendere: l'aquila sale a grandi altezze; le urla salirono al cielo | salire al cielo, in paradiso, (eufem.) morire    • 3 •   ergersi, raggiungere una certa altezza: il monte bianco sale fino a quasi 5000 metri  | essere in salita: la strada sale ancora    • 4 •   (fig.) pervenire a una condizione migliore, più elevata: salire nella considerazione generale; salire in gran fama | salire agli onori degli altari, essere dichiarato santo    • 5 •   (fig.) crescere, aumentare: la popolazione mondiale continua a salire; la temperatura sale; il livello del fiume sta salendo; i prezzi tendono a salire; la benzina è salita ancora (di prezzo)  | v. tr.  percorrere in salita, scalare: salire il monte; salire le scale. 
salisburghese   agg.  di salisburgo, città dell'austria: il festival musicale salisburghese   s.m.  e f.  chi abita o è nato a salisburgo.
saliscendi   s.m.    • 1 •   congegno di chiusura per porte e finestre, costituito da un'asta metallica imperniata su un battente, che può incastrarsi in un nasello a gancio fissato sull'altro battente    • 2 •   dispositivo applicato a lampade per regolarne a piacere l'altezza dal soffitto    • 3 •   serie continua di salite e discese: il percorso è tutto un saliscendi; una strada, un sentiero a saliscendi | i saliscendi della sorte, (fig.) l'alternarsi della buona e della cattiva sorte; il susseguirsi di periodi propizi e sfavorevoli.
salita   s.f.    • 1 •   il salire: salita delle scale; salita alla fune, alla pertica; salita in ascensore, in aerostato; la salita è stata dura | in salita, che sale, che viene percorso o fatto salendo; (fig.) che comporta delle difficoltà: sentiero in salita; corsa, gara in salita; una vita sempre in salita    • 2 •   qualsiasi tratto o percorso che sale: una salita molto ripida; arrivare in cima alla salita; una strada che è tutta salite e discese.  dim. salitina  pegg. salitaccia. 
salitoio   s.m.  (rar.)    • 1 •   passaggio per cui si sale    • 2 •   attrezzo usato per salire (p. e.  una scala).
saliva   s.f.  liquido prodotto dalle ghiandole salivari contenente sostanze organiche e inorganiche che costituisce un notevole coadiuvante della masticazione, della deglutizione e della digestione.
salivare   (1) o salivale, agg.  della saliva, che concerne la saliva: secrezione salivare; ghiandole salivari, organi ghiandolari, annessi alla cavità orale in numero di tre per lato, che secernono la saliva.
salivare   (2) v. intr.  [aus. avere] (non com.) secernere saliva.
salivaria   s.f.  pianta di origine africana, dalla cui radice si ricava una sostanza usata come eupeptico e antinevralgico; è detta anche piretro romano  (fam.  composite).
salivatorio   agg.  che stimola, che facilita la secrezione di saliva.
salivazione   s.f.  secrezione di saliva: scarsa, abbondante salivazione. 
sallustiano   agg.  dello scrittore latino caio sallustio crispo (86-35 a. c.) o relativo alla sua opera, al suo stile.
salma   s.f.    • 1 •   (ant.) peso, soma    • 2 •   la spoglia mortale dell'uomo, il cadavere: trasporto, inumazione della salma  | (poet.) il corpo di una persona viva, spec. contrapposto all'anima: quasi obliando la corporea salma  (giusti)    • 3 •   misura di capacità per aridi, in uso nell'italia meridionale, corrispondente a 270 litri ca | misura di superficie, in uso in sicilia, pari a 1,7 ha.
salmarino   o sal marino, sale marino, s.m.  cloruro di sodio ricavato dall'acqua del mare.
salmastra   s.f.  (mar.) treccia robusta usata per legature.
salmastraia   s.f.  (non com.) terreno fangoso impregnato d'acque salmastre.
salmastrare   v. tr.  (mar.) legare con una salmastra.
salmastro   agg.  che sa di sale, di salsedine; che contiene sale: acque salmastre, si dice di solito delle acque di laguna, meno salate di quelle marine  s.m.  sapore, odore di salsedine: l'aria sa di salmastro. 
salmastroso   agg.  (non com.) che sa di salmastro; che contiene acqua salmastra.
salmeggiare   v. intr.  [io salméggio ecc. ; aus. avere] (non com.) cantare, recitare salmi; salmodiare.
salmeria   s.f.  (mil.)    • 1 •   spec. pl.  l'insieme dei carri e degli animali da soma usati per rifornire di viveri, di munizioni, di bagagli le truppe; anche, le cose così trasportate: salmerie alpine; soldato addetto alle salmerie    • 2 •   luogo in cui si tengono le salmerie.
salmerino   s.m.  pesce commestibile d'acqua dolce, simile alla trota, ma provvisto di squame più piccole e più numerose (ord.  clupeiformi).
salmerista   s.m.  [pl. -sti] (mil.) addetto alla salmerie.
salmì   s.m.  (gastr.) modo di cucinare la selvaggina (soprattutto la lepre) tagliandone la carne a pezzetti, facendola marinare in vino, verdure e aromi e infine cuocendola lentamente con lo stesso infuso passato al setaccio.
salmista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   chi compone o canta salmi ' il salmista, per antonomasia, il re david    • 2 •   (ant.) libro dei salmi.
salmistrare   v. tr.  (gastr.) trattare la lingua di bue con sale e salnitro, lasciandola poi alcuni giorni a marinare in una salamoia con varie droghe e infine lessandola in modo da assicurarle una lunga conservazione: lingua salmistrata. 
salmo   s.m.    • 1 •   ognuna delle antiche poesie religiose ebraiche, per lo più in forma di inno, supplica o ringraziamento a dio, che sono raccolte in uno dei libri dell'antico testamento; sono dovute a vari autori, il più noto dei quali è il re david: il libro dei salmi; salmo responsoriale '  nella liturgia ebraica, l'antichissima musica che accompagna queste poesie ' prov.  : tutti i salmi finiscono in gloria, si dice di cose che si concludono sempre allo stesso modo    • 2 •   (mus.) composizione vocale per solista o coro, sul testo latino dei salmi, fiorita a partire dal sec. xv.
salmodia   ant. psalmodia, s.f.  il canto o la lettura recitata dei salmi, spec. nella liturgia; il modo di cantarli: salmodia antifonale, in cui si alternano due cori; salmodia responsoriale, quando il coro si alterna al solista; salmodia diretta, se canta solo il coro o il solista.
salmodiale   agg.  relativo a salmodia; salmodico.
salmodiare   v. intr.  [io salmòdio ecc. ; aus. avere] cantare o recitare salmi, di solito in coro.
salmodico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a salmodia; che ha i caratteri dei salmi o delle salmodie: canto salmodico. 
salmografo   s.m.  (lett.) salmista, scrittore di salmi.
salmonare   v. tr.  [io salmóno ecc.] (non com.) conferire alle carni di trote d'allevamento un colore rosato, che ricorda quello del salmone, mediante un'alimentazione a base di crostacei.
salmonato   part. pass.  di salmonare   agg.  detto di trota la cui carne ha la colorazione rosea tipica della carne di salmone.
salmonatura   s.f.  il salmonare, l'essere salmonato; la colorazione rosea propria della carne delle trote salmonate.
salmone   ant. o dial. salamone, sermone, s.m.  grosso pesce dalle carni rosee e prelibate; vive nell'atlantico settentrionale e risale i fiumi all'epoca della riproduzione (fam.  salmonidi). dim. salmoncino  | in funzione di agg. , di colore tra il roseo e l'arancione simile a quello delle carni affumicate di salmone: una camicia (color) salmone. 
salmonella   s.f.  (biol.) genere di batteri patogeni per l'uomo e molti animali, responsabile di vari tipi d'infezione intestinale.
salmonellosi   s.f.  (med. , vet.) nome con cui si indicano le infezioni intestinali dovute a salmonelle, fra cui i paratifi e la febbre tifoide.
salmonicoltore   o salmonicultore, s.m.  chi pratica la salmonicoltura.
salmonicoltura   o salmonicultura, s.f.  allevamento di trote e altri pesci appartenenti ai salmonidi.
salmonidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci a cui appartengono trote e salmoni (ord.  clupeiformi) | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
salnitro   s.m.  nitrato di potassio, dotato di forte potere detonante e perciò usato, spec. un tempo, per preparare la polvere nera; è presente in natura allo stato di minerale (nitro del cile) e si impiega come concime.
salnitroso   agg.  che contiene salnitro.
salodiano   agg.  e s.m.  [f. -a] salodiese.
salodiese   agg.  di salò, comune in provincia di brescia  s.m.  e f.  chi abita o è nato a salò.
salolo   s.m.  (chim.) estere fenilico dell'acido salicilico (salicilato di fenile), usato in medicina come antisettico.
salomonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di salomone, antico re d'israele, uomo di eccezionale sapienza e saggezza    • 2 •   (fig.) perfettamente giusto e imparziale; giudizio salomonico; sentenza, decisione salomonica  § salomonicamente avv.  con assoluta imparzialità.
salone   s.m.    • 1 •   ampio locale di rappresentanza in palazzi o case signorili: salone delle feste, da ballo; salone affrescato  | in appartamenti, stanza più grande delle altre, che fa da salotto. dim. saloncino    • 2 •   mostra, esposizione, per lo più periodica, di prodotti commerciali di uno specifico settore industriale; anche, l'edificio o il locale in cui è allestita tale mostra: il salone dell'automobile, della moda    • 3 •   (region.) negozio di barbiere o parrucchiere | salone di bellezza, locale in cui vengono effettuati vari trattamenti estetici | usato anche come agg. invar.  nella loc.: vettura salone, carrozza ferroviaria di lusso, con tavolini e poltrone.
salonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi vende automobili in un autosalone.
saloon   s.m. invar.  locale pubblico per la vendita e il consumo di alcolici, caratteristico delle città e dei villaggi di frontiera degli stati uniti d'america all'epoca della conquista dell'ovest (sec. xix).
salopette   s.f. invar.  indumento costituito da pantaloni con pettorina e bretelle, in uso nell'abbigliamento da lavoro, in quello sportivo e per bambini piccoli: una salopette imbottita da sciatore. 
salottiero   agg.  che frequenta i salotti mondani, proprio dei salotti mondani; per estens., frivolo, superficiale: scrittore salottiero; pettegolezzi salottieri. 
salotto   s.m.    • 1 •   sala di ricevimento o di conversazione, in appartamenti privati o anche in alberghi, circoli, studi professionali e sim.: ricevere, far passare gli ospiti in salotto; offrire, prendere il caffè in salotto | cane da salotto, da compagnia, spec. se di razza. dim. salottino    • 2 •   (estens.) il mobilio che costituisce l'arredamento di un salotto: comprare un salotto nuovo    • 3 •   riunione che si tiene periodicamente in una casa privata, con scopi di intrattenimento e culturali; anche, la gente che vi partecipa: salotto mondano, letterario; la marchesa teneva salotto tutti i lunedì; far parte di un salotto | da salotto, (spreg.) frivolo, superficiale: discorsi da salotto. 
salpa   s.f.    • 1 •   piccolo invertebrato marino dei tunicati, di forma simile a un bariletto trasparente; comune nel mediterraneo, vive in colonie fosforescenti (cl.  taliacei)    • 2 •   pesce marino commestibile dal corpo ovale allungato di colore argenteo, con strisce dorate sui fianchi, diffuso nel mediterraneo (ord.  perciformi).
salpa ancore   o salpancora, salpa ancora, loc. sost. m. invar.  (mar.) verricello orizzontale usato per salpare l'ancora; normalmente azionato da un motore elettrico, sulle piccole unità da diporto può anche essere manovrato a mano.
salpare   v. tr.  far risalire, sollevare un oggetto trattenuto sul fondo del mare: salpare l'ancora, una boa  | v. intr.  [aus. essere, non com. avere] levare le ancore, sciogliere gli ormeggi; partire, prendere il largo (anche scherz.): la nave è salpata da genova per le havre; è salpato per altri lidi. 
salpinge   s.f.    • 1 •   tromba bronzea diritta, usata dai greci antichi per segnali militari o in cerimonie religiose    • 2 •   (anat.) ciascuno dei due condotti che uniscono l'utero all'ovaia; tuba | condotto uditivo, che unisce l'orecchio medio con la faringe.
salpingectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica di una o di ambedue le salpingi uterine.
salpingite   s.f.  (med.) infiammazione della salpinge uditiva o uterina.
salsa   (1) s.f.  condimento semiliquido, di varia composizione, usato per arricchire le vivande e migliorarne il gusto: salsa piccante; salsa tartara; salsa maionese | salsa (di pomodoro), sugo di pomodoro; anche, conserva di pomodoro passato | salsa verde, a base di olio, prezzemolo e capperi ' la salsa di san bernardo, (fig. scherz.) la fame ' cucinare in tutte le salse, (fig.) presentare sempre la stessa cosa sotto aspetti diversi. dim. salsetta, salsettina, salsina. 
salsa   (2) s.f.  (geol.) eruzione di acqua melmosa, contenente cloruro di sodio, mista a gas; il cono fangoso che essa produce.
salsamentario   s.m.  (region.) salumiere, pizzicagnolo.
salsamenteria   s.f.  (region.) salumeria.
salsapariglia   s.f.  pianta erbacea perenne dell'america centrale e meridionale, la cui radice veniva usata in passato per preparare decotti diuretici e sudoriferi (fam.  gigliacee).
salsedine   s.f.    • 1 •   l'essere ricco di elementi salini | salinità    • 2 •   il sale presente in acque, terreni e anche nell'aria, spec. quando si deposita formando un sottile strato biancastro: fare la doccia per togliersi la salsedine    • 3 •   termine generico usato per indicare alcune eruzioni cutanee.
salsedinoso   agg.  (rar.) ricco di salsedine.
salsese   agg.  di salsomaggiore, comune in provincia di parma  s.m.  e f.  chi abita o è nato a salsomaggiore.
salsezza   s.f.  (rar.) salsedine.
salsiccia   pop. salciccia, s.f.  [pl. -ce] carne suina magra e grassa, tritata, salata, aromatizzata e insaccata nell'intestino del suino stesso: salsiccia fresca, secca; salsiccia di maiale, di cinghiale; salsiccia di fegato; salsicce in umido, in padella, allo spiedo; rocchi di salsiccia, i pezzi in cui viene divisa per mezzo di legature ' far salsiccia, salsicce di qualcuno, (fig. scherz.) malmenarlo violentemente, farlo a pezzi | legare le viti con le salsicce, (fig. ant.) vivere nell'abbondanza. dim. salsiccetta  accr. salsiccione  (m.).
salsicciaio   pop. salcicciaio, s.m.  [f. -a] chi fa o vende salsicce o altri insaccati.
salsiccione   s.m.    • 1 •   accr.  di salsiccia    • 2 •   tipo di salame lombardo di grosso diametro a impasto fine.
salsicciotto   pop. salcicciotto, s.m.  sorta di grossa salsiccia che si mangia cruda ' essere, sembrare un salsicciotto, (fig.) si dice di cosa o persona grossa e tonda. dim. salsicciottino. 
salsiera   s.f.  recipiente di forma e materiale vari usato per portare in tavola le salse.
salso   agg.  che contiene sale; salmastro: terreni salsi; acqua salsa   s.m.  salsedine; sapore di sale: un cibo che sa di salso. 
salsobromoiodico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di acque minerali contenenti cloruro, bromuro e ioduro di sodio, utili contro le artriti e contro i processi infiammatori ginecologici e delle vie respiratorie.
salsoiodico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di acque o fanghi termali che contengono cloruro e ioduro di sodio, utili contro le artriti, le infiammazioni ginecologiche e quelle delle vie respiratorie | si dice di cura praticata con tali acque o fanghi.
salsosolfatoalcalino   agg.  si dice di acque minerali contenenti cloruro e solfato di iodio, utili contro i disturbi della digestione.
salsuggine   s.f.  (lett.) lo stesso che salsedine. 
salsume   s.m.  (rar.)    • 1 •   sapore di sale    • 2 •   (ant.) salume.
saltabecca   s.f.  (pop.) cavalletta.
saltabeccare   v. intr.  [io saltabécco, tu saltabécchi ecc. ; aus. avere] camminare, procedere a salti come una cavalletta.
saltabellare   v. intr.  [io saltabèllo ecc. ; aus. avere] (lett.) saltellare: come egli si fu accorto che messer lo mastro v'era, così cominciò a saltabellare  (boccaccio dec.  viii, 9).
saltafossi   s.m.    • 1 •   (tosc.) sorta di calesse leggero a due ruote    • 2 •   (mar.) piccola e leggerissima imbarcazione fluviale da pesca.
saltafosso   s.m.  (region.) accorgimento astuto (consistente nel dare per certa una cosa soltanto ipotetica) col quale si induce qualcuno a dire o a fare qualcosa che non vorrebbe: mi ha fatto un saltafosso e ci sono cascato. 
saltaleone   s.m.  tipo di molla costituita da un filo metallico avvolto a spirale.
saltamacchione   s.m.  in selvicoltura, particolare tipo di taglio dei boschi cedui.
saltamartino   s.m.    • 1 •   nome popolare di alcuni insetti saltatori (p. e.  grillo, locusta)    • 2 •   (fig.) bambino irrequieto, sempre in moto    • 3 •   giocattolo a molla che raffigura un ranocchio.
saltambanco    ⇨ saltimbanco.
saltare   v. intr.  [aus. essere  nei sign.    • 1 •   e 2; essere  o avere  nel sign. 3; avere  nel sign. 4]    • 1 •   staccarsi di slancio da terra rimanendo per qualche istante sospeso in aria; spostarsi con un balzo (in avanti, lateralmente, dall'alto in basso o viceversa); balzare: saltare sulla sedia, dalla sedia; saltare come un grillo, come un camoscio; saltare a piè pari, tenendo i piedi uniti; saltare in auto, sul treno, salirvi d'un balzo; saltare addosso a qualcuno, aggredirlo fisicamente o verbalmente; saltare al collo di qualcuno, aggredirlo o abbracciarlo; saltare giù dal letto, alzarsi in fretta ' saltare dalla gioia, (fig.) essere felicissimo ' saltare fuori, (fig.) comparire d'un tratto ' saltare su dicendo, saltare fuori a dire, o anche saltare su, saltare fuori, dire all'improvviso, in modo imprevisto ' saltare agli occhi, (fig.) apparire evidente ' saltare in mente, in testa, (fig.) si dice di idee che si manifestano in modo improvviso: ma cosa ti salta in mente?  | gli è saltato il ticchio di..., glien'è venuta la voglia ' gli è saltata la mosca al naso, (fig.) si è arrabbiato, spazientito    • 2 •   schizzar via; rompersi; esplodere: è saltato un bottone; sono saltati i fusibili; è saltata (in aria) la polveriera | far saltare qualcuno, (fig.) fargli perdere il posto che occupava: far saltare il governo, provocare una crisi governativa ' farsi saltare le cervella, uccidersi sparandosi alla testa ' far saltare il banco, sbancare, giocando d'azzardo    • 3 •   (fig.) passare bruscamente da un punto a un altro, non connessi tra loro: saltare dal quarto all'ottavo capitolo | saltare di palo in frasca, cambiare argomento in modo del tutto illogico e imprevedibile    • 4 •   (sport) eseguire l'esercizio ginnico o atletico del salto: correre e saltare; saltare in alto, in lungo, con l'asta  | v. tr.    • 1 •   superare, oltrepassare con un salto (anche fig.): saltare un muro, la cavallina; un ostacolo | saltare il fosso, (fig.) prendere una decisione difficile    • 2 •   (fig.) omettere, tralasciare: saltare una parola, una riga del dettato; saltare i dettagli | saltare il pasto, non mangiare ' saltare una classe, un anno, fare in un solo anno due anni di un corso regolare di studi    • 3 •   (gastr.) cuocere in tegame, con olio o burro, su fiamma viva: saltare gli spinaci, il riso. 
saltarello   e deriv.   ⇨ salterello e deriv. 
saltarupe   s.m. invar.  piccola antilope delle zone montuose africane; ha brevi corna dritte, arti esili e pelame ispido, per lo più di colore grigiastro (ord.  artiodattili).
saltato   part. pass.  di saltare   agg.  nei sign. del verbo ' ballo, passo saltato, ballo, passo di danza veloce eseguito quasi saltando.
saltatoio   s.m.  (non com.) posto, oggetto su cui si salta.
saltatore   agg.  [f. -trice] che salta: animali, insetti saltatori   s.m.    • 1 •   chi salta | (sport) atleta specialista nel salto    • 2 •   (ant. , lett.) acrobata; danzatore    • 3 •   pl.  (zool.) ortotteri | anuri.
saltazione   s.f.    • 1 •   (rar.) il saltare    • 2 •   presso gli antichi greci e romani, danza o esercizio ginnico.
saltellamento   s.m.  il saltellare.
saltellare   v. intr.  [io saltèllo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   procedere a piccoli salti: saltellare qua e là    • 2 •   (fig. lett.) aleggiare, palpitare: va saltellando il riso / tra i muscoli del labro  (parini).
saltellato   part. pass.  di saltellare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (mus.) particolare tecnica esecutiva negli strumenti ad arco, che consiste nel suonare più note successive veloci e di uguale durata, facendo rimbalzare l'arco sulle corde con brevissimi movimenti di andata e ritorno.
saltellio   s.m.  (non com.) un saltellare continuato.
saltello   s.m.  dim. di salto 1; piccolo salto, spec. in quanto ripetuto più volte.
saltelloni   non com. saltellone, avv.  a saltelli: correre (a) saltelloni. 
salterellare   o saltarellare, v. intr.  [io salterèllo ecc. ; aus. avere] fare piccoli e rapidi salti.
salterello   o saltarello, s.m.    • 1 •   piccolo salto    • 2 •   danza popolare dell'italia centrale di movimento vivace, affine alla tarantella    • 3 •   fuoco artificiale che si ottiene inserendo la polvere entro un involucro di carta ripiegato più volte, che esplode ripetutamente saltellando    • 4 •   nel clavicembalo e in strumenti simili, piccola asta di legno applicata all'estremità del tasto che fa risonare le corde mediante un plettro.
salterio   ant. saltero, psalterio, psaltero, s.m.    • 1 •   (mus.) strumento di origine ebraica, costituito da numerose corde tese su una cassa triangolare o trapezoidale che si mettevano in vibrazione direttamente con le dita o con un plettro    • 2 •   (relig.) il libro biblico dei salmi    • 3 •   (ant.) nell'abito monastico femminile, velo che copriva il capo.
salticchiare   v. intr.  [io saltìcchio ecc. ; aus. avere] saltellare, salterellare.
saltico   s.m.  [pl. -ci] piccolo ragno dal corpo bianco e nero; abile saltatore, è frequente su muri e davanzali soleggiati (cl.  aracnidi).
saltimbanco   non com. saltambanco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   chi, in occasione di fiere e feste di paese, si esibisce sulle piazze o nei baracconi in giochi di forza o agilità    • 2 •   (spreg.) chi esercita un'attività o una professione badando solo a mettersi in mostra, ma essendo in realtà sprovvisto di capacità e serietà: quell'avvocato, quell'oratore è un saltimbanco. 
saltimbocca   s.m. invar.  fettina di vitello, guarnita con prosciutto e salvia, cotta in tegame; è specialità della cucina romana.
saltimpalo   s.m.  piccolo uccello con becco corto e piumaggio dai colori vivaci, utile distruttore d'insetti (ord.  passeriformi).
salto   (1) s.m.    • 1 •   il saltare; balzo: spiccare, fare un salto; le rane si muovono a salti | salto nel buio, (fig.) risoluzione presa alla cieca | fare un salto in un luogo, da qualcuno, (fig.) recarvisi in fretta e per breve tempo | fare due, quattro salti, (fig.) ballare un po' e per divertimento, spec. tra amici | essere in un luogo in un salto, (fig.) impiegare poco tempo ad arrivarci. dim. saltello, saltino    • 2 •   (sport) specialità atletica praticata in diverse forme: salto in alto, che consiste nello scavalcare un'asticella orizzontale posta a una certa altezza dal terreno; salto con l'asta, in cui l'atleta per innalzarsi fa leva su un'asta; salto in lungo, consistente nel proiettare il corpo, dopo una lunga rincorsa, oltre una linea di battuta; salto triplo, consistente in tre salti in lungo successivi | nello sci nordico e nautico, salto in lungo con slancio da un trampolino | salto mortale, esercizio consistente nell'eseguire una capriola in aria: doppio salto mortale, eseguendo due capriole; fare i salti mortali, (fig.) fare di tutto, l'impossibile per riuscire in qualcosa    • 3 •   (estens.) brusco dislivello: dal tetto alla strada c'era un bel salto  | in idraulica, dislivello tra le superfici di due bacini idrici o tra due parti di uno stesso corso d'acqua    • 4 •   (fig.) passaggio rapido da un punto a un altro, da una condizione a un'altra: i prezzi hanno fatto un salto nell'ultimo mese; un salto di temperatura; da impiegato a dirigente è un bel salto! | salto di qualità, improvviso e notevole miglioramento qualitativo (di un prodotto industriale, del funzionamento di un'azienda, del rendimento di una persona o di un gruppo ecc.) | salto della quaglia, nel gergo politico, manovra consistente nel tentare di battere un avversario offrendo inaspettatamente più di lui | a salti, in modo discontinuo e irregolare: il lavoro procede a salti    • 5 •   (fig.) omissione, lacuna: nel testo ci dev'essere un salto; salto di una parola, di una riga    • 6 •   al salto, (gastr.) si dice di cibi fatti rosolare in padella    • 7 •   (ant.) ballo: che per salti fu tratto al martiro  (dante par.  xviii, 135).
salto   (2) s.m.  (lett.) bosco; pascolo montano: ma 'l suo peculio di nova vivanda / è fatto ghiotto, si ch'esser non puote / che per diversi salti non si spanda  (dante par.  xi, 124-126).
saltometro   s.m.  (sport) asta graduata che si usa per misurare l'altezza di un salto.
saltrato   ® s.m.  (spec. pl.) sale da bagno profumato con proprietà emollienti e decongestionanti.
saltuarietà   s.f.  l'essere saltuario.
saltuario   agg.  che è senza continuità e regolarità nel tempo; fatto di tanto in tanto: lavoro saltuario; visite saltuarie  § saltuariamente avv.  a intervalli irregolari.
saluberrimo   agg. superl.  di salubre. 
salubre   agg.  [superl. salubèrrimo] che giova alla salute; sano, salutare: clima, aria salubre  § salubremente avv. 
salubrità   s.f.  (non com.) l'essere salubre.
salumaio   s.m.  [f. -a] salumiere.
salume   s.m.  (spec. pl.) denominazione generica di ogni prodotto della lavorazione della carne suina.
salumeria   s.f.  negozio in cui si vendono salumi; pizzicheria.
salumiere   s.m.  [f. -a] chi vende salumi.
salumificio   s.m.  fabbrica di salumi.
saluresi   s.f.  eliminazione fisiologica dei sali minerali attraverso le urine.
saluretico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla saluresi  s.m.  prodotto o farmaco che favorisce la saluresi.
saluta    ⇨ salute.
salutare   (1) agg.    • 1 •   che dà salute; che giova alla salute: una terapia, un clima salutare    • 2 •   (fig.) utile, giovevole: un avvertimento salutare  § salutarmente avv. 
salutare   (2) v. tr.    • 1 •   rivolgere parole o fare un gesto per esprimere affetto o rispetto, quando si incontra o si lascia qualcuno: salutare qualcuno con un cenno del capo; salutare dicendo buongiorno; devo partire, vi saluto; saluto cordialmente, affettuosamente, formule per chiudere una lettera; salutami i tuoi, porgi i miei saluti ai tuoi parenti | (mil.) rendere onore a qualcuno o qualcosa con i gesti regolamentari: salutare la bandiera; salutare al cappello, portando la mano tesa verso di esso; salutare alla voce, con un grido convenzionale, quando più militari sono riuniti in una formazione    • 2 •   (estens.) far visita a qualcuno: una di queste sere verrò a salutarti    • 3 •   (fig.) lasciare un luogo o ritornarvi con commozione: salutare la casa paterna, il paese natio    • 4 •   (estens.) accogliere festosamente qualcuno o qualcosa (anche iron.): salutare l'arrivo dei liberatori; salutare il nuovo giorno; fu salutato con fischi e schiamazzi    • 5 •   (lett.) acclamare, proclamare: salutare qualcuno vincitore  | salutarsi v. rifl.  scambiarsi saluti: salutarsi stringendosi la mano | non salutarsi più, (fig.) essere in lite, avere rotto ogni rapporto.
salutatorio   agg.  (rar.) relativo al salutare  s.m.    • 1 •   piccola cappella in cui il parroco riceve il vescovo invitato a officiare nella sua chiesa | (antiq.) parlatorio di collegi, conventi, seminari    • 2 •   (ant.) sala per ricevimenti.
salutazione   s.f.  (rar.) il salutare; saluto | salutazione angelica, il saluto rivolto a maria dall'arcangelo gabriele, cioè l'ave maria.
salute   ant. saluta, s.f.    • 1 •   stato, condizione di un organismo: salute fisica, mentale; godere ottima salute; essere in buone, cattive condizioni di salute; avere una salute cagionevole; essere assente per motivi di salute    • 2 •   stato di benessere, di efficienza fisica e psichica di un organismo; buona salute: essere, conservarsi in salute; scoppiare di salute, sprizzare salute da tutti i pori, essere sanissimo; essere il ritratto della salute, avere un aspetto sano, florido | quando c'è la salute, c'è tutto, lo star bene fisicamente è la cosa più importante | pensa alla salute!, invito rivolto a qualcuno a non prendersela, a non arrabbiarsi per qualche contrarietà sopravvenuta | casa di salute, (antiq.) clinica per malattie nervose | bere alla salute di qualcuno, fare un brindisi in suo onore    • 3 •   cosa che contribuisce a tenere qualcuno in buone condizioni fisiche: respirare aria buona è salute; fare moto è tanta salute    • 4 •   (lett.) salvezza: la salute dell'anima, della patria  | beatitudine: vede perfettamente onne salute / chi la mia donna tra le donne vede  (dante vita nuova)    • 5 •   (ant.) saluto  inter.  esprime augurio, saluto, meraviglia ecc.: salute, ragazzi!; salute!, a chi starnuta; (alla) salute!, quando si fa un brindisi; ti sei mangiato un pollo intero? salute!. 
salutevole   agg.  (lett.)    • 1 •   salutare, che porta salute    • 2 •   di saluto: volsersi a me con salutevol cenno  (dante inf.  iv, 98) § salutevolmente avv. 
salutifero   agg.  (ant.) che reca salute, anche in senso morale: rimedio salutifero. 
salutismo   s.m.  atteggiamento di attenzione scrupolosa alla conservazione della salute, sia sul piano preventivo sia su quello terapeutico.
salutista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi ha grande cura della propria salute; fautore del salutismo    • 2 •   chi fa parte dell'esercito della salvezza.
salutistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la conservazione della salute § salutisticamente avv. 
saluto   s.m.    • 1 •   il salutare; modo di salutare; le parole o il gesto con cui si saluta: rivolgere il saluto a qualcuno; fare un cenno di saluto; levarsi il cappello in segno di saluto; rendere, restituire, ricambiare il saluto; saluto gentile, caloroso, freddo; saluto militare | togliere il saluto a qualcuno, non salutarlo più, in segno di ostilità o disprezzo; troncare ogni rapporto con lui. dim. salutino  accr. salutone    • 2 •   (spec. pl.) formula di cortesia usata sia a voce, sia per iscritto a chiusura di lettere, cartoline e sim.: porga i miei saluti alla signora; affettuosi, cordiali, distinti saluti | tanti saluti!, (fam.) per troncare una conversazione, per congedarsi bruscamente da qualcuno    • 3 •   breve discorso di accoglienza, di omaggio, spec. in occasione di riunioni pubbliche, di cerimonie ufficiali: il presidente ha rivolto un saluto ai nuovi soci. 
salva   errato salve, s.f.    • 1 •   insieme di più colpi sparati contemporaneamente da più bocche da fuoco contro un medesimo bersaglio; sparo simultaneo di più armi da fuoco caricate solo a polvere, effettuato in segno di saluto, d'onore, di festa: il capo dello stato fu salutato da una salva di quindici colpi; alla prima salva la nave fu colpita e affondata  | sparare a salve, senza proiettili    • 2 •   (fig.) l'esplodere simultaneo di qualcosa: una salva di fischi, di risate, di applausi. 
salvabile   agg.  che si può salvare  s.m.  ciò che può essere salvato: salvare il salvabile. 
salvacondotto   ant. salvocondotto, s.m.  permesso di transito accordato dalle competenti autorità a chi debba recarsi o passare in un luogo nel quale altrimenti non potrebbe entrare; dichiarazione di immunità.
salvadanaio   s.m.  piccolo recipiente di forma e materiale vari, in cui, attraverso una fessura, si introducono monete che si vogliono risparmiare: un salvadanaio di terracotta; rompere, aprire il salvadanaio. 
salvadore    ⇨ salvatore.
salvadoregno   agg.  del salvador  s.m.  [f. -a] nativo, abitante del salvador.
salvagente   s.m.  [pl. invar. ; nel sign. 1, anche -ti]    • 1 •   oggetto galleggiante di forma e materiale vari, usato per imparare a nuotare o come mezzo di salvataggio    • 2 •   piccolo marciapiede costruito nel mezzo di alcune vie di grande traffico per proteggere chi scende dal tram o vi sale, o per facilitare ai pedoni l'attraversamento.
salvaggio   e deriv.   ⇨ selvaggio e deriv. 
salvagocce   s.m. invar.  tappo speciale o collarino che si applica a bottiglie, teiere e sim. per evitare lo scolo delle gocce | anche agg.  : tappo, dispositivo salvagocce. 
salvaguardare   v. tr.  custodire, difendere, tutelare: salvaguardare i propri diritti, la propria reputazione  | salvaguardarsi v. rifl.  difendersi, tutelarsi, cautelarsi.
salvaguardia   s.f.  custodia, tutela, difesa: la salvaguardia dell'ambiente naturale; un'azione sindacale a salvaguardia degli interessi dei lavoratori. 
salvamento   s.m.  (non com.) il salvare, il salvarsi, l'essere salvato: portare, trarre, giungere a salvamento. 
salvamotore   s.m. invar.  organo di protezione di motori elettrici, costituito da valvole fusibili o da un interruttore automatico, che interrompe il circuito di alimentazione in caso di sensibili variazioni di tensione.
salvamuro   s.m.  [pl. invar.  o -ri] rinforzo di materiale vario, gener. in forma di listello, applicato su zone del muro di una stanza sulle quali si producono spesso piccoli urti | battiscopa.
salvapantaloni   s.m. invar.  lo stesso che battitacco. 
salvapunte   s.m. invar.    • 1 •   cappuccio di protezione per la punta di matite o penne    • 2 •   piccola mezzaluna, di gomma o di metallo, che si applica sotto le punte delle scarpe per evitare che si logorino troppo velocemente.
salvare   v. tr.    • 1 •   trarre fuori di pericolo, mettere in salvo; in partic., sottrarre alla morte: salvare la vita a qualcuno; tutti i naufraghi furono salvati | salvare, salvarsi l'anima, (relig.) morire in grazia di dio e quindi evitare la dannazione eterna    • 2 •   difendere da un pericolo, preservare da un danno; mantenere integro, sano: la vernice salva il metallo dalla ruggine; salvare l'onore, la reputazione | salvare le apparenze, commettere un'azione sostanzialmente scorretta riuscendo a non farla apparire tale | salvare la faccia, riuscire, in caso di insuccesso, a non perdere il proprio buon nome e prestigio    • 3 •   (inform.) registrare su supporto magnetico i dati presenti nella memoria di lavoro | salvarsi v. rifl.    • 1 •   mettersi in salvo, scampare a un pericolo; sottrarsi alla morte: riuscirono a salvarsi dall'incendio; si salvi chi può!; salvarsi in extremis, per il rotto della cuffia, per un pelo | salvarsi in corner, nel calcio, evitare una rete deviando in angolo; (fig.) cavarsela proprio all'ultimo momento e a prezzo di qualche rischio    • 2 •   (relig.) evitare la dannazione eterna    • 3 •   difendersi, preservarsi; andare esente: nessuno si salva dalle sue calunnie. 
salvaschermo   s.m. invar.  (inform.) programma che dopo un intervallo di tempo prefissato sostituisce l'immagine presente sul video con un'altra o spegne del tutto il video, al fine di evitare che un'immagine tenuta ferma troppo a lungo possa danneggiare il monitor.
salvastrella   antiq. o region. salbastrella, selvastrella, selbastrella, serbastrella, s.f.  pianta erbacea perenne, con infiorescenza a capolino, frutto ad achenio e foglie aromatiche commestibili (fam.  rosacee).
salvatacco   s.m.  [pl. -chi] copertura di gomma o di metallo che si applica al bordo del tacco delle scarpe per evitare che si logori troppo velocemente.
salvataggio   s.m.    • 1 •   il salvare, l'essere salvato; complesso di operazioni per soccorrere persone o cose in pericolo, spec. naufraghi o navi, aerei in avaria: tentare un salvataggio; lancia, scialuppa di salvataggio; cintura di salvataggio  | salvataggio industriale, risanamento finanziario, spec. da parte dello stato, di aziende in dissesto    • 2 •   (fig.) intervento che evita a una persona, o a un gruppo di persone, una punizione, uno scandalo, un danno e sim.    • 3 •   (sport) nei giochi con la palla, azione difensiva che evita la perdita di un punto: un salvataggio del portiere. 
salvatelecomando   s.m.  involucro di gomma per proteggere da urti e cadute il telecomando del televisore.
salvatico   e deriv.   ⇨ selvatico e deriv. 
salvatore   ant. salvadore, s.m.  [f. -trice] chi salva | il salvatore, per antonomasia, gesù cristo  agg.  (lett.) che può dare la salvezza, in senso spirituale: fede salvatrice. 
salvavita   agg. invar.  che può salvare la vita: farmaci salvavita, p. e. gli antitumorali, i preparati insulinici per diabetici ecc.; cane salvavita, addestrato alla ricerca di persone rimaste vive sotto le macerie di un crollo  ® s.m. invar.  (elettr.) nome commerciale di un interruttore differenziale automatico ad alta sensibilità che, inserito all'ingresso di una rete elettrica, interrompe l'erogazione della corrente quando vi è una piccola scarica verso terra, come accade in caso di contatto accidentale di un corpo umano.
salvazione   s.f.    • 1 •   (rar.) il salvare, il salvarsi, l'essere salvato    • 2 •   (teol.) liberazione dell'uomo dal peccato e sua rinconciliazione con dio.
salve   (1) inter.  (lett.  o fam.) formula di saluto e di augurio: salve, amici!. 
salve   (2)  ⇨ salva.
salveregina   o salve regina, s.f.  (rar. s.m.) [pl. invar.  o -ne] preghiera alla madonna che prende il nome dalle due prime parole del testo.
salvezza   s.f.    • 1 •   l'essere salvo; il salvarsi, l'essere salvato: pensare alla propria salvezza; speranze, possibilità di salvezza  | religioni di salvezza, quelle che perseguono la liberazione dal peccato, dal dolore e dalla morte in una prospettiva escatologica    • 2 •   persona o cosa che salvi o abbia salvato: è stato lui la mia salvezza | àncora di salvezza, (mar.) quella che si usa solo nei casi di estrema necessità (fig.) ultima speranza, rimedio estremo    • 3 •   (sport) nei tornei a squadre con classifiche a punti, il non retrocedere nella serie o divisione inferiore.
salvia   s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante erbacee, arbustacee o suffruticose proprie delle regioni temperate calde (fam.  labiate) | salvia (degli orti), pianta erbacea con foglie vellutate, di color verde pallido e fiori violacei, coltivata per le foglie aromatiche, usate in cucina come condimento e in medicina per le proprietà antisettiche e antisudorifere | salvia dei prati, pianta erbacea perenne con fiori color viola scuro, che cresce nei prati | salvia splendente, pianta erbacea originaria del brasile con fiori rossi, raccolti in spighe, coltivata a scopo ornamentale    • 2 •   le foglie della salvia (degli orti): decotto di salvia; involtini alla salvia. 
salvietta   s.f.    • 1 •   tovagliolo: salvietta di cotone, di carta.  dim. salviettina  accr. salviettona, salviettone  (m)    • 2 •   (ant.  o region.) asciugamano.
salvifico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) atto a procurare la salvezza dell'anima: fede salvifica. 
salvinia   s.f.  piccola felce acquatica con foglie ovali ricoperte di peli scuri (fam.  salviniacee).
salviniacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di felci acquatiche galleggianti, prive di vere radici, comprendente la salvinia | sing.  [-a] ogni felce di tale famiglia.
salvo   agg.    • 1 •   che è scampato a un pericolo rimanendo indenne; incolume, illeso: arrivare sano e salvo; l'incendio è domato e la casa è salva; ha perduto tutto, ma il suo onore è salvo  | che non è più in pericolo di morte; fuori pericolo: i medici dicono che ormai è salva  | aver salva la vita, ottenere di non essere ucciso | rubare a man salva, senza trovare alcuna opposizione, a più non posso    • 2 •   (teol.) che ha ottenuto, che ottiene la salvezza dell'anima: chi ha fede sarà salvo  | in funzione di s.m.  nella loc. in salvo, al sicuro: mettersi in salvo; mettere, tenere in salvo, (region.) tenere da parte, in serbo  prep.  eccetto, tranne: salvo lui, erano tutti presenti | salvo il vero, (non com.) se non sbaglio | salvo errori e omissioni, (comm.) clausola apposta su fatture, estratti conto ecc. per invitare il destinatario a controllare i dati indicati e riservarsi eventuali rettifiche in un secondo tempo | salvo buon fine, (dir. , comm.) con riserva o impegno di annullare l'operazione qualora non avessero luogo le normali conseguenze favorevoli: accreditare una cambiale salvo buon fine, riservandosi di annullare l'accreditamento se il debitore non paga alla scadenza | nelle loc. cong. salvo che, salvo se, a meno che, eccetto che: verrò in treno salvo che (non) ci sia sciopero. 
salvocondotto    ⇨ salvacondotto.
samara   s.f.  (bot.) frutto secco, indeiscente, con pericarpo alato che facilita la disseminazione anemofila.
samario   s.m.  (chim.) elemento chimico di simbolo sm; è un metallo, gener. trivalente, delle terre rare.
samaritano   agg.  della regione o della città di samaria, in palestina  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della regione o della città di samaria | (relig.) appartenente al gruppo etnico-religioso sorto nella palestina centrosettentrionale, alcuni secoli prima di cristo, da uno scisma del giudaismo ufficiale; esso riconosce come libro sacro solo il pentateuco e mosè come unico profeta | il buon samaritano, quello della parabola evangelica che soccorse un giudeo, benché questi appartenesse a un popolo ostile ai samaritani; per estens., persona caritatevole    • 2 •   lingua semitica parlata in samaria.
samarskite   s.f.  minerale di colore nero splendente, costituito da niobio, tantalio, uranio e terre rare, oltre a ferro; è ricercato per l'alto contenuto di elementi rari.
samba   s.f.  o m.  [pl. le sambe  o i samba] danza vivace di origine negro-brasiliana in 4/4 con accompagnamento sincopato, caratterizzata, oltre che dal movimento ondulatorio del bacino, da passi strisciati all'indietro; si diffuse fuori del brasile a partire dagli anni '50.
sambernardo    ⇨ sanbernardo.
sambista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] ballerino di samba | musicista specializzato nella composizione o nell'esecuzione di sambe.
sambuca   (1) s.f.    • 1 •   (mus.) antico strumento musicale a corde, di origine fenicia, simile a un salterio | nel medioevo, nome comune a diversi strumenti a fiato (p. e.  cornamusa, trombone) o a corde (p. e.  ghironda, arpa)    • 2 •   antica macchina da guerra consistente in una specie di ponte levatoio manovrato con corde, che si abbassava dalle torri d'assedio sulle mura delle città nemiche.
sambuca   (2) s.f.  liquore simile all'anisetta, tipico della zona di civitavecchia e di viterbo.
sambuco   (1) s.m.  [pl. -chi] (bot.) genere di piante arbustacee o arboree proprie delle regioni temperate e subtropicali, con foglie imparipennate, fiori raccolti in cime o in pannocchie, frutti a drupa; fiori e frutti vengono usati per preparare liquori o infusi medicinali (fam.  caprifogliacee).
sambuco   (2) s.m.  [pl. -chi] (mar.) grande barca a vele latine usata nel mar rosso e sulle coste africane dell'oceano indiano.
sammarinese   agg.  della repubblica di san marino  s.m.  e f.  chi è nato o abita a san marino.
samoano   agg.  delle isole samoa, nell'oceania  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante delle isole samoa    • 2 •   dialetto polinesiano parlato nelle isole samoa.
samoiedo   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi appartiene a una popolazione uralo-altaica stanziata nella siberia settentrionale    • 2 •   lingua parlata dai samoiedi, appartenente alla famiglia uralica    • 3 •   razza di cani nordici usati per il traino delle slitte  agg.  dei samoiedi, relativo ai samoiedi.
samovar   s.m. invar.  fornelletto a spirito sormontato da un recipiente di metallo, usato dai russi per farvi bollire e tenere in caldo l'acqua per il tè.
sampan    ⇨ sanban.
sampana   s.f.  adattamento it. del cin. sanban. 
sampang    ⇨ sanban.
sampdoriano   agg.  che si riferisce alla squadra di calcio genovese della sampdoria  s.m.    • 1 •   [f. -a] tifoso della sampdoria    • 2 •   calciatore che gioca nella sampdoria.
sampiero    ⇨ sampietro.
sampietrino   o sanpietrino, s.m.    • 1 •   operaio addetto alla manutenzione o all'addobbo della basilica di s. pietro in roma    • 2 •   moneta di rame del valore di    • 2 •   baiocchi e mezzo, in uso tra il 1795 e il 1801 nello stato della chiesa    • 3 •   elemento di pietra lavica dura, a tronco di piramide, usato nella pavimentazione di piazza s. pietro in roma e di altre piazze e strade romane, poi diffusosi anche altrove.
sampietro   o sampiero, s.m.  grosso pesce di mare commestibile, dal corpo ovale e compresso, con una macchia scura sui fianchi e pinna dorsale provvista di lunghe appendici filamentose (ord.  zeiformi).
sampling   s.m. invar.    • 1 •   (stat.) campionamento    • 2 •   (telecom.) sezionamento di un segnale che viene in seguito ricostruito come segnale intero    • 3 •   misurazione di una variabile a intervalli regolari allo scopo di rilevarne l'andamento nel tempo    • 4 •   in pubblicità, offerta gratutita di un campione di prodotto ai potenziali clienti.
sampogna    ⇨ zampogna.
samurai   s.m.  in giappone, termine che indicò in origine le guardie del palazzo imperiale, poi una casta di guerrieri vassalli dei signori feudali e infine i nobili appartenenti alla casta dei guerrieri.
san   agg.  troncamento di santo. 
sanabile   agg.  che si può sanare (anche fig.): ferita sanabile; conflitto sanabile. 
sanabilità   s.f.  l'essere sanabile.
sanamento   s.m.  (rar.) il sanare, l'essere sanato.
sanare   v. tr.    • 1 •   rendere sano, guarire (anche fig.): sanare una ferita; il tempo sana anche i più grandi dolori    • 2 •   porre rimedio a una situazione irregolare o difficile riportandola alle condizioni normali; normalizzare: sanare un dissidio; sanare un bilancio, riportarlo in pareggio    • 3 •   (dir.) rendere nuovamente valido ed efficace: sanare un atto processuale invalido, nullo    • 4 •   bonificare: sanare un terreno paludoso    • 5 •   (ant.  o region.) riparare ciò che è rotto    • 6 •   (ant.  o region.) castrare.
sanativo   agg.  (rar.) che vale a sanare, a guarire.
sanato   s.m.  (sett.) vitello castrato e ingrassato per la macellazione | la carne dell'animale macellato: fettina, costoletta di sanato. 
sanatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi sana.
sanatoria   s.f.  (dir.) atto con cui l'autorità competente rende legittime situazioni che altrimenti sarebbero dichiarate illegali per inosservanza di una o più prescrizioni.
sanatoriale   agg.  (med.) di sanatorio; che ha carattere di sanatorio: ospedale sanatoriale. 
sanatorio   agg.  (dir.) che ha lo scopo di sanare: provvedimento sanatorio   s.m.  (med.) casa di cura per malati di tubercolosi.
sanazione   s.f.    • 1 •   (ant.  o lett.) guarigione    • 2 •   in diritto canonico, convalida di un matrimonio invalido, concessa dalla santa sede.
sanban   o sampang, sampan, s.m. invar.  piccola barca di legno larga e piatta, senza coperta né stiva, manovrata con remo sensile, usata in estremo oriente per la navigazione costiera e fluviale.
sanbernardo   o san bernardo, sambernardo, s.m.  [pl. invar.  o -di] cane grande e massiccio con pelo bruno macchiato di bianco, testa grossa e orecchie pendenti; è impiegato per la ricerca degli alpinisti travolti dalle valanghe e in genere per azioni di soccorso in montagna.
sancire   v. tr.  [io sancisco, tu sancisci ecc]    • 1 •   stabilire, approvare solennemente; rendere operante mediante una legge: sancire un patto, un'alleanza; la costituzione sancisce il diritto al lavoro    • 2 •   rendere stabile, confermare: un uso sancito dalla tradizione. 
sancta sanctorum   loc. sost. m. invar.    • 1 •   nel linguaggio dell'antico testamento, la parte più interna e sacra del tempio di gerusalemme, detta anche 'il santissimo'    • 2 •   cappella dell'antico palazzo papale di san giovanni in laterano    • 3 •   (fig. scherz) luogo in cui solo poche persone possono entrare: il sancta sanctorum degli intellettuali della città. 
sanctificetur   o santificetur, s.m.  [rar. f.] (iron.) persona bigotta che ostenta ipocritamente devozione e pietà religiosa.
sanctus   s.m. invar.    • 1 •   acclamazione cantata o recitata al termine del prefazio della messa    • 2 •   il momento della messa in cui tale preghiera viene pronunciata    • 3 •   la composizione musicale che l'accompagna.
sanculotto   s.m.    • 1 •   durante la rivoluzione francese, termine spregiativo con cui gli aristocratici chiamavano i rivoluzionari, riconoscibili perché non usavano i calzoni corti, tipici delle classi elevate, ma quelli lunghi (fu poi fatto proprio, con orgoglio, dai rivoluzionari stessi)    • 2 •   (estens.) rivoluzionario, estremista | usato anche come agg.  : canaglia sanculotta  (carducci).
sandalino    ⇨ sandolino.
sandalo   (1) s.m.    • 1 •   albero dal legno bianco, originario della malesia (fam.  santalacee) | olio (essenziale) di sandalo, distillato dal legno e dalle radici di questa pianta, usato in profumeria e in medicina    • 2 •   albero dal legno rosso, originario dell'india (fam.  leguminose)    • 3 •   il legno di colore bianco o rosso tratto da tali alberi, assai pregiato in ebanisteria.
sandalo   (2) s.m.  calzatura estiva per uomo e per donna, costituita da una suola fermata al piede da sottili strisce di cuoio o di altro materiale; analoga calzatura propria dell'abito di alcuni ordini religiosi mendicanti. dim. sandaletto. 
sandalo   (3) o sandolo, s.m.  piccola barca a remi dal fondo piatto, in uso nella laguna veneta per il trasporto di merci.
sandaraca   sanderaca  ⇨ sandracca.
sandhi   s.m. invar.  (ling.) temine con cui si indicano i fenomeni di accomodamento fonetico o fonologico tra parole contigue che si producono nella catena parlata e possono riflettersi nello scritto, detti anche fenomeni di fonetica sintattica (p. e.  il fenomeno di assimilazione della nasale in comproprietario  o quello di raddoppiamento fonosintattico in dapprima).
sandinista   s.m.  e f.  e agg.  [pl. m. -sti] appartenente al movimento rivoluzionario al potere in nicaragua dal 1979 al 1990: governo, esercito sandinista. 
sandolino   non com. sandalino, s.m.  piccola e leggera imbarcazione da diporto, stretta, lunga e a fondo piatto, per una o due persone, con remo a battana.
sandolo    ⇨ sandalo 3.
sandracca   ant. sandraca, sandaraca, sanderaca, s.f.  resina di color giallo limone secreta da alcune conifere dell'africa e dell'india e usata per preparare vernici e ceralacca.
sandwich   s.m. invar.  panino imbottito con salumi, formaggio o altro | usato anche come agg. invar.  : uomo sandwich, uomo che gira per le strade recando un cartellone pubblicitario davanti a sé e uno dietro | strutture sandwich, pannelli molto leggeri e resistenti, usati spec. nelle costruzioni aeronautiche, costituiti da due lamiere sottili che racchiudono uno strato di materiale di riempimento.
sanese   agg.  e s.m.  e f.  (ant.) senese: or fu già mai / gente sì vana come la sanese?  (dante inf.  xxix, 121-122)  s.m.  antica moneta d'oro coniata a siena nel sec. xiv.
sanfedismo   s.m.    • 1 •   movimento reazionario guidato dal cardinale f. ruffo, che organizzò i popolani napoletani nell'esercito della santa fede per combattere la repubblica del 1799    • 2 •   associazione a impronta reazionaria e antiliberale sorta nello stato pontificio dopo la restaurazione del 1815    • 3 •   (estens.) tendenza reazionaria, antiliberale e clericale.
sanfedista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (st.) seguace del sanfedismo    • 2 •   (estens.) reazionario, clericale | usato anche come agg.  : le truppe sanfediste. 
sanfedistico   agg.  [pl. m. -ci] del sanfedismo, dei sanfedisti: movimento sanfedistico; tendenze sanfedistiche. 
sanforizzare   v. tr.  sottoporre a sanforizzazione.
sanforizzazione   s.f.  procedimento per rendere irrestringibili i tessuti di cotone.
sangallo   s.m.  tipo di ricamo, con disegni traforati, eseguito a cordoncino; il tessuto così ricamato | usato anche come agg. invar.  : pizzo sangallo. 
sangiaccato   s.m.  (st.) fino al 1921, circoscrizione amministrativa dei territori dell'impero ottomano.
sangiacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (st.) governatore di un sangiaccato    • 2 •   (ant.) sangiaccato.
sangiovese   tosc. sangioveto, s.m.  vitigno coltivato originariamente in toscana e in romagna ma oggi diffuso in quasi tutta l'italia, che produce grappoli con acini ovali, dalla polpa succosa e zuccherina | il vino rosso, asciutto e di sapore aromatico, tratto dalle uve di tale vitigno.
sangria   s.f. invar.  bevanda tipica spagnola composta di vino rosso, spesso rinforzato con un superalcolico (gin o brandy), limone e frutta a pezzetti in infusione con un po' di zucchero; si beve ghiacciata.
sangue   s.m.  [solo sing.]    • 1 •   (anat.) tessuto fluido, viscoso, rosso, che circola nell'apparato cardiovascolare dei vertebrati trasportando gas, principi nutritivi, ormoni e prodotti del metabolismo; è costituito da plasma (siero e fibrinogeno) e corpuscoli (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine): sangue venoso, arterioso; una goccia, un grumo di sangue; trasfusione, prelievo di sangue; grondare, perdere sangue; analisi, banca del sangue; cavar sangue, praticare un salasso | animali a sangue caldo, quelli omeotermi; animali a sangue freddo, quelli eterotermi | al sangue, detto di carne poco cotta: bistecca al sangue    • 2 •   in molte locuzioni è usato per indicare ferimento o uccisione: battere qualcuno a sangue, fino a farlo sanguinare; duello all'ultimo sangue, finché uno dei duellanti non cada ucciso; duello al primo sangue, finché uno dei duellanti non resti ferito; essere assetato di sangue, desideroso di uccidere per vendetta o perché spinto da follia; dare, versare il proprio sangue per qualcuno, per qualcosa, fare olocausto della propria vita; scritto a caratteri di sangue, si dice di avvenimenti che siano stati accompagnati da lotte sanguinose e perdite di vite umane; sporcarsi (le mani) di sangue, uccidere, macchiarsi di un omicidio; pagare col sangue, rimettendoci la vita; lavare un'offesa col, nel sangue, vendicandola in modo cruento; domare, soffocare una rivolta nel sangue, sterminando i rivoltosi; spargere sangue, uccidere, commettere delitti; con, senza spargimento di sangue, in modo cruento o no; delitto, fatto di sangue, ferimento od omicidio; giorno di sangue, funestato da delitti, uccisioni; uomo di sangue, (lett.) uomo sanguinario, violento: io 'l vidi omo di sangue e di crucci  (dante inf.  xxiv, 129)    • 3 •   in alcune locuzioni è simbolo di grande sofferenza, fisica o morale: sudare sangue, sostenere una gran fatica; piangere lacrime di sangue, piangere amaramente; succhiare il sangue a qualcuno, sfruttarlo | può anche assumere il significato di stato d'animo, indole, carattere di una persona: avere qualcosa nel sangue, avere una forte predisposizione a tale cosa; sentirsi qualcosa nel sangue, avere un presentimento; avere il sangue caldo, un temperamento facile all'ira, all'entusiasmo o alla passione amorosa; sangue freddo, perfetta padronanza di sé calma e sangue freddo!, si dice a chi è troppo impaziente, per invitarlo alla calma; fare qualcosa, uccidere a sangue freddo, in modo premeditato, non sotto la spinta di un'emozione immediata; non avere sangue nelle vene, essere freddi, insensibili; guastarsi il sangue, tormentarsi, crucciarsi; farsi cattivo sangue, il sangue cattivo, amareggiarsi, adirarsi; il riso fa buon sangue, fa bene, giova allo spirito, alla salute; il sangue gli andò, gli salì alla testa, si dice in riferimento a persona adiratasi violentemente e all'improvviso; sentirsi rimescolare il sangue, sentirsi prendere dallo sdegno; sentirsi gelare il sangue, restare sbigottiti per lo spavento; non esserci, non correre buon sangue, non esserci buoni rapporti: tra i due fratelli non corre buon sangue    • 4 •   (fig.) discendenza, legame di parentela; razza, stirpe: è sangue del mio sangue, è mio figlio; la voce del sangue, tendenza istintiva a riconoscere e ad amare i propri parenti; essere uniti da vincoli, da legami di sangue, essere dello stesso sangue, essere parenti; essere di sangue nobile, reale, discendere dauna famiglia nobile, reale; nobiltà di sangue, per sangue, cioè per discendenza e non d'acquisto recente; avere il sangue blu, essere di nobile stirpe | prov.  : il sangue non è acqua, il vincolo della parentela si manifesta con forza; buon sangue non mente, si dice di giovane in cui compaiono certe attitudini positive per le quali già si distinguevano i suoi genitori o progenitori    • 5 •   insieme dei caratteri ereditari che si trasmettono in una razza, con riferimento ad animali e, spreg., a persone: puro sangue, di razza pura; sangue misto, mezzo sangue, ibrido tra due razze; bastardo    • 6 •   sangue (di cristo), (relig.) il vino consacrato nell'eucarestia e che, secondo la dottrina della transustanziazione, è il sangue di gesù crocifisso: il preziosissimo sangue    • 7 •   sangue di drago, gommoresina di color rosso, estratta da una pianta rampicante della famiglia delle palme e da piante del genere dracena, utilizzata nell'industria delle vernici    • 8 •   usato in alcune loc. inter. di imprecazione: sangue di bacco!; sangue di giuda!  | usato come agg. invar.  che ha un colore rosso vivo e intenso simile a quello del sangue: rosso sangue. 
sanguemisto   o sangue misto, s.m.  [pl. sanguemisti] individuo che discende da individui appartenenti a due razze diverse; ibrido, meticcio (il termine è usato con riferimento ad animali e, spreg., a persone).
sanguetta   s.f.  (pop. antiq.)    • 1 •   sanguisuga    • 2 •   coppetta per salasso.
sangui-  sangui- primo elemento di parole composte della terminologia dotta, dal lat. sangu°is  'sangue' (sanguifero, sanguivoro).
sanguifero   agg.  (anat.) che porta il sangue, in cui circola il sangue: vasi sanguiferi. 
sanguificare   v. tr.  [io sanguìfico, tu sanguìfichi ecc.] (rar.) irrorare di sangue | v. intr.  [aus. avere] (rar.) stimolare, aiutare la produzione di sangue | sanguificarsi v. rifl.  (rar.) trasformarsi in sangue.
sanguificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (antiq.) emopoietico.
sanguificazione   s.f.  (antiq.) emopoiesi.
sanguigna   rar. sanguina, s.f.  ocra di colore rossastro con cui si fanno pastelli per disegnare; il pastello stesso | il disegno eseguito con questo pastello.
sanguigno   agg.    • 1 •   (anat.) di sangue, del sangue: vaso sanguigno; circolazione sanguigna; gruppo sanguigno    • 2 •   (med.) che contiene sangue; che ha molto sangue: espettorato sanguigno; complessione sanguigna | uomo, temperamento sanguigno, (fig.) focoso, impetuoso    • 3 •   (lett.) di colore simile al sangue: parea sanguigno el cel farsi e la luna  (poliziano) | imbrattato, macchiato di sangue: cesare taccio, che per ogni piaggia / fece l'erbe sanguigne / di lor vene  (petrarca canz.  cxxviii, 49-51)    • 4 •   (ant. , lett.) che costa sangue, perdita di vite umane: la sanguigna vittoria  (tasso g. l.  xix, 27)  s.m.  (ant.) il colore del sangue: noi che tignemmo il mondo di sanguigno  (dante inf.  v, 90).
sanguina    ⇨ sanguigna.
sanguinaccio   s.m.    • 1 •   (region.) salume insaccato composto di sangue, grasso e, a volte, anche cervello di maiale salati e drogati    • 2 •   vivanda a base di sangue di maiale fritto e salato    • 3 •   dolce a base di sangue di maiale, cioccolato e zucchero, con aggiunta di pinoli, canditi o altro.
sanguinamento   s.m.  perdita di sangue da una ferita.
sanguinante   part. pres.  di sanguinare   agg.    • 1 •   che versa sangue, grondante di sangue: piedi, mani sanguinanti  | molto, troppo al sangue: una bistecca sanguinante    • 2 •   (fig.) tormentato da un profondo dolore: cuore, animo sanguinante. 
sanguinare   v. intr.  [io sànguino ecc. ; aus. avere]    • 1 •   versare, buttare sangue: mi sanguina il naso; la ferita continua a sanguinare  | detto di carne macellata poco cotta, al sangue: la bistecca sanguina ancora, bisogna cuocerla di più    • 2 •   (fig.) dare profondo dolore: un'offesa che sanguina | mi sanguina il cuore, provo un grandissimo dolore.
sanguinaria   s.f.  pianta erbacea a fiori bianchi il cui rizoma contiene un latice rosso usato in medicina e come colorante (fam.  papaveracee).
sanguinario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi per natura è portato a ferire o a uccidere: un dittatore sanguinario  § sanguinariamente avv.  in modo cruento; facendo ricorso alla violenza: governare sanguinariamente un paese. 
sanguine   s.m.  sanguinella, nel sign. 1.
sanguinella   s.f.    • 1 •   arbusto simile al corniolo con frutti nerastri, fiori bianchi e rami rossi che si usano per fare canestri (fam.  cornacee)    • 2 •   erba con fusto, foglie e fiori rosso scuri (fam.  graminacee).
sanguinello   s.m.  varietà di arancio coltivato in sicilia che dà arance dalla polpa color rosso.
sanguinente   agg.  (ant. , lett.) sanguinante, sanguinoso: e menommi al cespuglio che piangea / per le rotture sanguinenti  (dante inf.  xiii,131-132).
sanguineo   agg.  (poet.) sanguigno, sanguinoso, insanguinato: dal dì ch'empia licenza e marte / vestivan me del lor sanguineo manto  (foscolo sonetti)  s.m.  [f. -a] (ant.) consanguineo.
sanguinerola   s.f.  pesciolino d'acqua dolce che presenta una striscia dorata sui fianchi e si colora di rosso all'epoca della riproduzione (ord.  cipriniformi).
sanguinità   s.f.  (ant.) consanguineità.
sanguinolento   antiq. sanguinolente, agg.    • 1 •   pieno di sangue; che cola sangue: carne sanguinolenta    • 2 •   (ant.) sanguinario.
sanguinoso   agg.    • 1 •   pieno di sangue; macchiato di sangue: una ferita sanguinosa; tornò col volto sanguinoso    • 2 •   caratterizzato da grande spargimento di sangue: una battaglia sanguinosa    • 3 •   (fig.) che addolora, offende profondamente: un insulto sanguinoso  § sanguinosamente avv. 
sanguisorba   s.f.  pianta erbacea perenne con fiori in capolini e frutti ad achenio; le foglie sono usate in erboristeria per le proprietà astringenti ed emostatiche (fam.  rosacee).
sanguisuga   s.f.    • 1 •   piccolo verme degli anellidi che vive nelle acque stagnanti; ha tozzo corpo cilindrico provvisto alle due estremità di ventose, una per attaccarsi al corpo di vertebrati e l'altra per succhiarne il sangue di cui si nutre; un tempo era usato per fare salassi (cl.  irudinei)    • 2 •   (fig.) persona avida, che spilla continuamente denaro | persona noiosa e indiscreta, di cui è difficile liberarsi    • 3 •   nel gergo ciclistico, succhiaruote.
sanguivoro   agg.  (lett. , scient.) che succhia il sangue; che si nutre di sangue.
sanicola   s.f.  erba perenne rizomatosa con foglie lucide disposte a rosetta, che cresce nei boschi montani europei; le foglie e il rizoma sono usati in erboristeria come astringenti (fam.  ombrellifere).
sanidino   s.m.  (min.) silicato di alluminio e potassio, del gruppo dei feldspati, che si trova nelle rocce eruttive recenti e si presenta in cristalli di aspetto vetroso, incolori o biancastri.
sanie   s.f.  (lett.) sostanza sierosa purulenta e fetida che cola da ferite o ulcere.
sanificante   part. pres.  di sanificare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  prodotto usato per la sanificazione.
sanificare   v. tr.  [io sanìfico, tu sanìfichi ecc.]    • 1 •   sottoporre a sanificazione    • 2 •   (ant.) rendere sano | bonificare.
sanificazione   s.f.  insieme dei procedimenti con i quali si rende igienico un impianto destinato all'industria alimentare | insieme dei trattamenti cui viene sottoposto un prodotto alimentare per renderlo conforme alle norme sanitarie che ne regolano il commercio e il consumo.
sanioso   agg.  (lett.) purulento.
sanità   ant. santà, sanitade, sanitate, s.f.    • 1 •   l'essere sano, dal punto di vista fisico o psichico: la sanità di un organismo; sanità di mente    • 2 •   (estens.) l'essere di giovamento alla salute: la sanità dell'aria di montagna    • 3 •   (fig.) l'essere sano moralmente; integrità: sanità di costumi    • 4 •   l'insieme delle funzioni, delle persone e dei mezzi che hanno il compito di tutelare la salute di una comunità: il ministero della sanità  | corpo militare preposto alla tutela della salute degli appartenenti alle forze armate.
sanitario   agg.    • 1 •   che riguarda la sanità e l'igiene; che tutela la sanità pubblica: assistenza sanitaria; leggi, disposizioni sanitarie; ufficiale sanitario, medico preposto all'ufficio di sanità di un comune; operatore sanitario, appartenente al personale paramedico; azienda sanitaria locale  nuova denominazione dell'unità sanitaria locale, complesso degli organi territoriali del sistema sanitario statale italiano con funzioni amministrative e assistenziali; bollettino sanitario, bollettino medico; cordone sanitario, sistema di controlli sanitari intesi a circoscrivere una malattia infettiva o una contaminazione entro il luogo in cui si sono manifestate    • 2 •   igienico: impianti sanitari, quelli destinati all'igiene personale e all'eliminazione dei rifiuti organici  s.m.    • 1 •   (burocr.) medico: i sanitari di un ospedale    • 2 •   spec. pl.  impianti sanitari, igienici: cambiare i sanitari del bagno  § sanitariamente avv.  dal punto di vista sanitario.
sanitarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fabbrica o vende articoli sanitari.
sanitate    ⇨ sanità.
sanitizzante   part. pres.  di sanitizzare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  sostanza ad azione battericida usata per la sanitizzazione.
sanitizzare   v. tr.  sottoporre a sanitizzazione.
sanitizzazione   s.f.  operazione mediante la quale si sterilizza un impianto destinato all'industria alimentare o anche un prodotto, trattandoli con apposite sostanze battericide.
sanitometro   s.m.  nell'uso giornalistico, serie di indici e parametri riferiti sia al reddito familiare sia al tenore di vita del contribuente, utilizzata per classificare il tipo di prestazioni sanitarie a cui il cittadino ha diritto gratuitamente.
sanna   e deriv.   ⇨ zanna e deriv. 
sannita   lett. sannite, agg.  [pl. m. -ti] del sannio, antica regione italiana comprendente parte dell'abruzzo, il molise e la campania orientale  s.m.  e f.  [pl. m. -i]    • 1 •   appartenente a un'antica popolazione italica di lingua osca stanziata nel sannio    • 2 •   abitante della regione geografica del sannio.
sannitico   agg.  [pl. m. -ci] del sannio, dei sanniti: guerre sannitiche, le tre guerre combattute dai romani contro i sanniti tra il 343 e il 290 a. c.
sano   agg.    • 1 •   che è in buona salute, che non ha malattie o lesioni: un bambino sano; avere i denti, i polmoni sani; certificato di sana e robusta costituzione  | frutto sano, non guasto, non bacato | sano e salvo, illeso | sano e vegeto, si dice per lo più di persona anziana che gode buona salute ed è molto attiva | sano come un pesce, sanissimo | aspetto, colorito sano, di chi è in buona salute | prov.  : chi va piano, va sano e va lontano    • 2 •   che giova alla salute; salutare, salubre: un clima, un cibo sano; condurre una vita sana    • 3 •   (fig.) onesto, moralmente retto: un divertimento sano; un uomo di sani principi    • 4 •   intero, intatto; non rotto, non danneggiato: apri il pacco e guarda se i piatti sono ancora sani; mangiare un pollo sano, (region.) un pollo intero | di sana pianta, interamente, completamente, da cima a fondo: rifare un lavoro di sana pianta  § sanamente avv. 
sanpietrino    ⇨ sampietrino.
sanrocchino   o sarrocchino, s.m.  corto mantello di cuoio o di tela incerata, lungo fino al gomito, un tempo usato dai pellegrini.
sansa   (1) s.f.  residuo della spremitura dell'olio dalle olive, costituito da detriti di buccia, polpa e nocciolo; sottoposto a nuova spremitura e a trattamento con un solvente, fornisce olio di qualità inferiore (olio di sansa).
sansa   (2) s.f.  (mus.) strumento idiofono a pizzico proprio dell'africa, formato da una tavoletta con risonatore cui sono assicurate alcune barrette di metallo o di canna, di lunghezza diversa, in modo che una loro estremità resti libera di vibrare se viene premuta e poi lasciata.
sanscritista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di lingua e letteratura sanscrita.
sanscrito   s.m.  antica lingua dell'india, di ceppo indoeuropeo, che ha avuto grande sviluppo letterario e che è documentata nella sua fase più antica da vari testi (i veda) | usato anche come agg.  : lingua, letteratura sanscrita. 
sansepolcrista   s.m.  [pl. -sti] chi partecipò alla riunione tenutasi in piazza san sepolcro a milano il 23 marzo 1919, durante la quale vennero fondati i fasci italiani di combattimento, poi trasformatisi nel partito nazionale fascista.
sansevieria   s.f.  pianta ornamentale rizomatosa originaria dell'africa, con lunghe foglie carnose, striate di bianco (fam.  liliacee).
sans faç  on sans façon;loc. avv.  in modo raffazzonato; sbrigativamente e senza cura: fare una cosa (alla)  sans façon.
sansificio   s.m.  stabilimento industriale per la lavorazione della sansa.
sansimoniano   agg.  relativo al sansimonismo  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è seguace del sansimonismo.
sansimonismo   s.m.  la dottrina sociale di claude-henri de rouvroy conte di saint-simon (1760-1825) e dei suoi seguaci, che propugnavano, con fervore religioso, un rinnovamento radicale della società sulla base del progresso scientifico e dell'organizzazione industriale.
sansimonista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sansimoniano.
sansino   s.m.  ciò che resta delle olive dopo la spremitura dell'olio di sansa, cioè dopo la seconda spremitura | olio ottenuto dalla terza spremitura delle olive | usato anche come agg.  : olio sansino. 
sansone   s.m.  (fam.) uomo dotato di forza eccezionale | prov.  : muoia sansone con tutti i filistei, si dice a proposito di chi, pur di danneggiare gli altri, non si preoccupa di recare danno anche a sé stesso.
sans souci   agg. invar.  spensierato, senza preoccupazioni.
santà    ⇨ sanità.
santabarbara   s.f.  [pl. santebarbare]    • 1 •   deposito di munizioni sulle navi da guerra    • 2 •   (fig.) situazione critica che può degenerare da un momento all'altro.
santalacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni erbacee o legnose, con frutto a noce o a drupa contenente un unico seme; vi appartengono, tra le altre, il sandalo e il vischio | sing.  [-a] ogni pianta appartenente a tale famiglia.
santerellina   o santarellina, s.f.  (iron.) ragazza o giovane donna che vuole apparire innocente e ingenua, ma che in realtà non lo è.
santerello   o santarello, s.m.  [f. -a]    • 1 •   giovane buono e candido o molto devoto    • 2 •   (iron.) chi ostenta un'ingenuità o una pietà religiosa che in realtà non possiede.
santese   s.m.  (ant.  o region.)    • 1 •   sagrestano    • 2 •   [anche f.] (fig. spreg.) persona bigotta: una di queste santesi, che così d'amore schife si mostrano  (boccaccio dec.  iii, 6).
santiagheno   agg.  di santiago, capitale del cile  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di santiago.
santiddio   o sant'iddio, santo dio, inter.  esclamazione di disappunto, di sorpresa, di spavento: santiddio, quant'è tardi!. 
santificamento   s.m.  (rar.) santificazione.
santificante   part. pres.  di santificare   agg.  che santifica, che rende santo: grazia santificante, grazia abituale.
santificare   v. tr.  [io santìfico, tu santìfichi ecc.]    • 1 •   rendere santo (anche assol.): la preghiera santifica    • 2 •   dichiarare e riconoscere come santo: la chiesa santificò i martiri    • 3 •   osservare, secondo le prescrizioni della chiesa, le solennità religiose: santificare le feste  | onorare, venerare devotamente: sia santificato il nome di dio  | santificarsi v. rifl.  farsi, divenire santo; passare dal peccato alla grazia e progredire nella via della perfezione spirituale.
santificativo   agg.  (rar.) santificante.
santificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi santifica.
santificazione   s.f.  il santificare, il santificarsi, l'essere santificato: la santificazione delle feste; la santificazione di un beato. 
santificetur    ⇨ sanctificetur.
santimonia   s.f.    • 1 •   (ant.) venerabilità di ciò che è sacro; santità    • 2 •   (spreg.) ostentazione di santità di vita.
santino   s.m.    • 1 •   piccolo rettangolo di carta o cartoncino su cui è riprodotta l'immagine di un santo o di altra cosa sacra    • 2 •   (estens.) cartoncino con immagini o simboli sacri, che si stampa a ricordo di una persona cara defunta o del giorno in cui si è ricevuto per la prima volta un sacramento: il santino della prima comunione. 
santippe   s.f.  moglie bisbetica e brontolona.
santissimo   agg.  che è santo in sommo grado; si dice propriamente della trinità e dell'eucaristia, ma anche della madonna (abbr. ss.): il santissimo sacramento, l'eucaristia  s.m.    • 1 •   l'ostia consacrata: esporre, adorare il santissimo    • 2 •   lo stesso che sancta sanctorum. 
santità   s.f.    • 1 •   l'essere santo; qualità propria di dio e di tutte le persone e le cose che gli appartengono o gli sono consacrate: la santità della vergine; la santità della chiesa; la santità della preghiera  | qualità spirituale e morale propria di chi vive in comunione con dio: aspirare alla santità; essere in fama di santità; morire in odore di santità, venendo considerato già santo    • 2 •   qualità che rende degno di onore e di rispetto: la santità della famiglia, della patria, delle leggi    • 3 •   santità, uno dei titoli attribuiti al papa: chiedere un'udienza a sua santità  | titolo attribuito ad alcuni patriarchi e al dalai-lama.
santo   agg.  [al m. conserva la forma piena davanti a nomi propri che cominciano per s  impura, si elide davanti a quelli che cominciano per vocale, in tutti gli altri casi si tronca in san; f. santa, che si elide davanti ai nomi propri che cominciano per vocale]    • 1 •   (teol.) che è degno di venerazione religiosa; che è dotato di santità: la santa eucaristia; la santa croce; la santa messa; anno santo, anno giubilare; settimana santa, quella precedente la pasqua (i cui giorni sono anch'essi detti ognuno santo : venerdì, sabato santo); acqua santa, benedetta; olio santo, consacrato; il santo padre, il papa; il santo sepolcro, quello di cristo a gerusalemme; la terra santa, la palestina; i luoghi santi, i luoghi legati a fondamentali eventi o personaggi di una religione, in partic., quelli dove visse gesù la città santa, gerusalemme | nella terminologia biblica del cristianesimo, si dice di chi è consacrato al culto e al servizio di dio: popolo santo; nazione santa, nell'antico testamento, israele; nel nuovo, i cristiani | nel cristianesimo, si dice di chi è unito spiritualmente a dio perché vive nella sua grazia; in partic., di chi è stato canonizzato dalla chiesa: santo stefano, sant'andrea, san giovanni, sant'anna, santa lucia    • 2 •   (estens.) giusto, onesto, buono, pio: un sant'uomo; una morte santa; le gioie sante della vita | parole sante!, giustissime, verissime    • 3 •   si dice di cose universalmente rispettate, verso cui si ha grandissimo ossequio: il giuramento è santo; venerare la santa memoria dei propri genitori    • 4 •   unito a un nome proprio può indicare, invece del santo, il giorno in cui se ne celebra la festa, la chiesa che gli è intitolata o una sua effigie o raffigurazione: santo stefano è un giorno festivo; visitare santa maria novella; la santa teresa del bernini    • 5 •   si dice di guerre e alleanze politiche motivate, anche apparentemente, da intenti religiosi: le guerre sante islamiche; la santa alleanza    • 6 •   (fam.) si usa in alcune locuzioni con valore puramente rafforzativo: lavorare tutto il santo giorno; fatemi il santo piacere di stare zitti; lasciatemi riposare in santa pace | di santa ragione, con forza, ben bene: lo picchiarono di santa ragione | una mano santa, detto di rimedio efficacissimo: queste pillole sono una mano santa per il mal di testa    • 7 •   (fam.) usato in esclamazioni di disappunto, inquietudine, sorpresa: santa pazienza!; santo cielo, quant'è tardi!   s.m.    • 1 •   (teol.) chi è santo; in partic., nel cattolicesimo, chi è stato canonizzato dalla chiesa: il culto, le litanie dei santi; il santo protettore; la festa dei santi  (o i santi), il primo giorno di novembre, festa d'ognissanti | il santo, per antonomasia, gesù cristo | non sapere a che santo votarsi, (fig.) non sapere a chi rivolgersi in un momento di particolare bisogno | qualche santo t'aiuterà, (fig.) si dice per infondere fiducia a qualcuno che si accinge a un'impresa difficile | raccomandarsi a tutti i santi, (fig.) a chiunque si pensa possa aiutarci in momenti di difficoltà | avere un santo dalla propria, (fig.) si dice di chi riesce a evitare un grave pericolo, di chi ha molta fortuna | avere qualche santo in paradiso, (fig.) qualche persona influente da cui si può essere raccomandati | non c'è santi (che tengano), (fig.) non v'è nulla che possa opporsi o far procedere diversamente una cosa; non c'è niente da fare | prov.  : scherza coi fanti, ma lascia stare i santi, non bisogna scherzare sulle cose sacre    • 2 •   (estens.) persona pia, buona, proba: quel ragazzo è un santo; fare una vita da santo; avere una pazienza da santo | non essere un santo, uno stinco di santo, cedere alle tentazioni; essere spregiudicato, senza scrupoli    • 3 •   (pop.) onomastico: oggi è il mio santo    • 4 •   (ant.) chiesa: il santo, a padova, la basilica di sant'antonio    • 5 •   sanctus    • 6 •   santo dei santi, sancta sanctorum § santamente avv.  in modo santo, degno di un santo; con santità: vivere, morire santamente. 
santocchieria   s.f.  (non com.) l'essere santocchio; atto da santocchio.
santocchio   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) si dice di chi finge ipocritamente una santità di vita che in realtà non pratica.
santola   s.f.  (sett.) madrina.
santolina   s.f.  pianta suffruticosa aromatica con foglie biancastre, lineari e fiori gialli tubulosi in capolini; è usata nella medicina popolare come antielmintico (fam.  composite).
santolo   s.m.  (sett.) padrino: la famegia del santolo, titolo di una commedia in dialetto veneto (1892) di g. gallina.
santone   s.m.    • 1 •   in alcuni paesi orientali, persona, per lo più di età avanzata, dedita a pratiche ascetiche e oggetto di grande venerazione    • 2 •   (fig. spreg.) capo carismatico di una comunità    • 3 •   (fig. spreg.) mago.
santonico   s.m.  [pl. -ci] pianta erbacea aromatica del genere artemisia; i suoi capolini floreali disseccati costituiscono la droga omonima, da cui si estrae la santonina (fam.  composite).
santonina   s.f.  sostanza terpenica a quindici atomi di carbonio estratta dal santonico; è attiva contro i vermi intestinali.
santorale   s.m.  (lit.) parte dei libri liturgici che contiene le messe, gli uffici e altre funzioni proprie delle feste della vergine e dei santi, nell'ordine fissato dal calendario liturgico | usato anche come agg.  : ciclo santorale, che si riferisce ai santi.
santoreggia   s.f.  [pl. -ge] pianta erbacea aromatica con foglie coriacee lineari e fiori rossastri in spighe, usati come condimento e per estrarne un'essenza (fam.  labiate).
santuario   s.m.    • 1 •   luogo sacro | (fig.) luogo reale o ideale in cui si custodiscono i sentimenti più intimi: il santuario della famiglia, della coscienza    • 2 •   chiesa che custodisce reliquie o immagini miracolose o che è sorta in un luogo venerato per apparizioni di gesù, della madonna o di santi, o perché vi nacque od operò un santo: andare in pellegrinaggio a un santuario; il santuario di loreto, di fatima    • 3 •   parte della chiesa cristiana intorno all'altare destinata alle funzioni liturgiche; presbiterio | presso gli antichi ebrei, la parte più interna e recondita del tempio; sancta sanctorum    • 4 •   (estens.) luogo protetto e inaccessibile; rifugio: i santuari del potere    • 5 •   (med.) termine con cui si designa qualsiasi recesso dell'organismo in cui si annidino germi che possono, in determinate condizioni, farsi pericolosi.
sanza    ⇨ senza.
sanzionabile   agg.  (dir.) che può essere sanzionato: condotta sanzionabile. 
sanzionare   v. tr.  [io sanzióno ecc.]    • 1 •   approvare d'autorità: il parlamento ha sanzionato il nuovo disegno di legge  | confermare, convalidare: consuetudini sanzionate dalla tradizione    • 2 •   (non com.) colpire con sanzioni.
sanzionatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sanziona.
sanzionatorio   agg.  (dir.) che si riferisce alla sanzione | che tende a sanzionare.
sanzione   s.f.    • 1 •   approvazione di una legge o di un provvedimento da parte di un'autorità    • 2 •   (fig.) approvazione, consenso: ottenere la sanzione dell'opinione pubblica    • 3 •   (dir.) misura punitiva predisposta da un ordinamento normativo da applicare in caso di inosservanza: sanzione penale, amministrativa, disciplinare; applicare le sanzioni comminate dalla legge  | spec. pl.  in diritto internazionale, misure di ritorsione adottate da uno o più stati nei confronti di un altro stato; prevedono provvedimenti di carattere militare, o l'interruzione dei rapporti diplomatici, o la sospensione o riduzione delle relazioni economiche.
sanzionista   agg.  [pl. m. -sti] si dice di uno stato che applica sanzioni economico-politiche nei confronti di un altro stato.
sapa   s.f.  mosto cotto e concentrato, usato come condimento.
saperda   s.f.  piccolo insetto coleottero dal corpo bruno allungato, ricoperto di fitta peluria gialla; le larve sono nocive perché scavano gallerie nel legno di pioppi, salici e ciliegi, producendo rigonfiamenti nodosi.
sapere   (1) ant. o dial. savere, v. tr.  [io so  (con o  aperta; ant. o dial. sàccio, sappo, sao), tu sai  (ant. o dial. sapi), egli sa  (ant. sape), noi sappiamo  (ant. o dial. sapémo), voi sapéte, essi sanno  (ant. o dial. sàcciono); fut. io saprò  (ant. saperò) ecc. ; pass. rem. io sèppi, tu sapésti, egli sèppe,... essi sèppero; pres. congiunt. io sàppia  (ant. o dial. sàccia),... essi sàppiano  (ant. o dial. sàcciano); pres. cond. io saprèi  (ant. saperèi, sapria) ecc. ; imp. sappi  (ant. o dial. sacci), sappiate  (ant. o dial. sacciate); ger. sapèndo  (ant. sapièndo, sappièndo); part. pres. sapiente; part. pass. saputo]    • 1 •   avere cognizioni e nozioni su qualcosa acquisite attraverso lo studio, l'apprendimento, l'applicazione mentale; essere dotto in una disciplina; conoscere: sapere la lezione, la parte; saper leggere, scrivere e far di conto; sapere la geografia, l'inglese; sapere a mente, a memoria  | sapere qualcosa a menadito, dalla a alla zeta, per filo e per segno, averla imparata molto bene ed essere in grado di ripeterla a memoria, parola per parola    • 2 •   avere cognizioni e nozioni su qualcosa acquisite attraverso l'esperienza, la pratica; conoscere per avere sperimentato personalmente: quell'artigiano sa il suo mestiere; so bene che cos'è la vita; sa per esperienza come vanno queste cose  | sapere dove il diavolo tiene la coda, saperne una più del diavolo, (fig.) essere molto astuto | saperla lunga, essere furbo; anche, conoscere più di ciò che si racconta; la sai lunga ma non la sai raccontare, sei furbo, ma non tanto da riuscire a ingannarmi | sapere il fatto proprio, essere abile nel proprio mestiere; essere una persona valente: quel medico sa il fatto suo  | prov.  : chi sa il gioco non l'insegni, chi conosce un segreto, gli accorgimenti per conseguire qualcosa, non ne faccia partecipi altri    • 3 •   essere, venire a conoscenza; avere notizia di qualcosa; essere informato; apprendere: ho saputo dove abita; come puoi sapere quel che penso?; vorrei saperne di più sul suo conto; lo so benissimo che sei lì: vieni fuori!; lo è venuto a sapere dai giornali; speriamo che non si sappia in giro; sapere vita, morte e miracoli di qualcuno, ogni cosa, tutto; non ho saputo più nulla di lui, non ho più avuto sue notizie; non sappiamo dove sia andato a finire, che fine abbia fatto | far sapere, informare | farò quanto so e posso, quanto è in mio potere | non si sa mai, per esprimere precauzione o incertezza | non volerne sapere di qualcuno o di qualcosa, disinteressarsene, non curarsene | sappi, sappiate che..., formula con cui si introduce un'ammonizione o si esprime con risolutezza la propria posizione in merito a qualcosa: sappiate che non sono più disposto a tollerare soprusi! | sai, sa, sapete, dovete sapere che, usati pleonasticamente per richiamare l'attenzione dell'ascoltatore o introdurre la narrazione di un fatto: dovete dunque sapere che, in quel convento, c'era un nostro padre, il quale era un santo  (manzoni p. s.  iii) | se tu sapessi...!, se sapeste...!, espressioni con cui si vuol far immaginare cose spiacevoli o dolorose, o che servono a introdurre il racconto: se sapeste cosa m'è successo! | (a) saperlo!, (ad) averlo saputo!, frase con cui si esprime rincrescimento o dispiacere per un'occasione perduta: averlo saputo, sarei venuto anch'io! | che io (mi) sappia, per quanto ne so io, per quanto io sappia, per quel che ne so io, per ciò che è in mia conoscenza | per chi non lo sapesse, si dice per sottolineare enfaticamente una cosa che si sta per dire: per chi non lo sapesse parto domani | sai bene, sai meglio di me, si sa, sai com'è, espressioni usate per preannunciare o anche avvalorare l'ovvietà di ciò che si sta per dire: sai com'è, da cosa nasce cosa | dio sa, dio stesso potrebbe garantire: dio sa se è vero quel che dico | dio solo (lo) sa, nessuno lo sa: dio solo (lo) sa dove si sono cacciati    • 4 •   aver chiaro nella mente, nell'animo; essere ben cosciente, rendersi conto di qualcosa: so qual è il mio dovere; ora so che ho fatto male; so io quel che debbo fare; non sa quel che fa, quel che dice; sapere ciò che si vuole, avere le idee ben chiare | non sapere come, che fare, essere incerto sulla via da seguire per trarsi d'impaccio o altro | non so cosa, che dire, dirti, farci, espressioni usate per manifestare incertezza, incapacità riguardo a una risposta da dare, una decisione da prendere ecc. | lo sapevo, si sapeva, espressioni usate per indicare che si poteva o doveva prevedere ciò che è accaduto: si sapeva che sarebbe finita male | non si sa mai, non si può prevedere: non si sa mai cosa può succedere  | un certo non so che, qualcosa di indefinito    • 5 •   essere in grado, essere capace; essere in possesso di un'abilità particolare: non sa scrivere una lettera senza errori; sai descrivermi quella ragazza?; sa dirmi che ore sono?; non sai far altro che piangere  | saperci fare, essere abile; essere capace di trarre vantaggio da ogni situazione | me lo saprai dire!, invito ironico rivolto a qualcuno perché faccia un'esperienza che non risulterà poi così piacevole come immagina | sappimi dire, tienimi informato, riferiscimi, fammi sapere | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   conoscere per avere studiato; essere dotto, esperto: è un uomo che sa | sapere di latino, di pittura, averne nozione, pratica    • 2 •   avere sapore od odore: questa carne sa di bruciato; questi abiti sanno di naftalina; tu proverai sì come sa di sale / lo pane altrui  (dante par.  xvii, 58-59) | sapere di buono, avere un buon sapore; anche, avere un buon odore | non sapere di nulla, non avere alcun sapore, essere scipito; (fig.) avere scarso valore, nessuna dote o pregio che susciti interesse    • 3 •   (fig.) dare una certa impressione; parere, sembrare: mi sa che hai ragione tu; mi sa che pioverà | mi sa male, (tosc.) mi sembra brutto, non mi sembra ben fatto.
sapere   (2) s.m.  [solo sing.] il complesso delle conoscenze; la dottrina, lo scibile: il sapere umano; i campi del sapere; il sapere antico; essere amante del sapere. 
sapidità   s.f.  l'essere sapido (anche fig.).
sapido   agg.    • 1 •   che ha sapore; saporito    • 2 •   (fig.) arguto, spiritoso: scrittore sapido  § sapidamente avv. 
sapiente   agg.    • 1 •   che è dotato di sapienza; dotto, saggio: un uomo molto sapiente | animali sapienti, quelli ammaestrati al punto da sembrare dotati di capacità ragionative    • 2 •   esperto, abile, competente: un sapiente amministratore; un medico sapiente    • 3 •   che rivela dottrina, saggezza o esperienza, abilità: una risposta sapiente; le sapienti mani del chirurgo; un restauro fatto con arte sapiente   s.m.    • 1 •   [anche f.] persona dotata di sapienza; dotto, saggio: i sapienti dell'antichità.  dim. e spreg. sapientello, sapientino, sapientuccio    • 2 •   (st.) membro di antiche magistrature medievali: il consiglio dei sapienti  § sapientemente avv.  con saggezza | abilmente.
sapientone   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi fa sfoggio di una erudizione, di una sapienza che spesso non ha.
sapienza   s.f.    • 1 •   perfetto grado di conoscenza delle cose; il possedere dottrina e sapere, l'essere dotto: la sapienza degli antichi filosofi; mostrare la propria sapienza  | il possedere grandi capacità di discernimento, accompagnate da doti morali; saggezza: intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza  (leonardo)    • 2 •   (teol.) attributo di dio che si manifesta specialmente nella creazione e nel governo dell'universo e che si identifica nel verbo divino, cioè nella seconda persona della trinità: fecemi la divina podestate, / la somma sapi°enza e 'l primo amore  (dante inf.  iii, 5-6) | uno dei sette doni dello spirito santo, che desta l'aspirazione alle cose divine | sapienza, uno dei libri deuterocanonici dell'antico testamento    • 3 •   esperienza, competenza, abilità: la sapienza di un cuoco di fama    • 4 •   denominazione di antiche università sopravvive nel nome dell'università di roma.
sapienziale   agg.  (lett.) che riguarda la sapienza, che tratta della sapienza | libri sapienziali, denominazione di alcuni libri dell'antico testamento, che hanno per argomento la sapienza intesa sia come comportamento retto e avveduto sia come sapienza divina che ispira l'uomo e governa il mondo | letteratura sapienziale, letteratura di ispirazione gnomica e didascalica sviluppatasi anticamente presso egizi, sumeri, accadi, babilonesi.
sapindacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni legnose delle regioni tropicali, di cui fa parte il sapindo | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
sapindo   s.m.  arbusto tropicale sempreverde con foglie alterne, fiori bianchi in racemi e frutti contenenti saponina (fam.  sapindacee).
sapodilla   o sapotiglia, s.f.  albero dell'america centrale da cui si estrae un latice usato nella fabbricazione della gomma da masticare (fam.  sapotacee) | il frutto di tale pianta.
saponaceo   agg.  che ha l'aspetto o le proprietà del sapone: sostanza saponacea. 
saponaia    ⇨ saponaria.
saponaio   dial. saponaro, s.m.  [f. -a] artigiano fabbricante di sapone; venditore ambulante di sapone.
saponaria   o saponaia, s.f.    • 1 •   pianta erbacea rizomatosa, con foglie lanceolate, fiori color rosa e radici contenenti saponina (fam.  cariofillacee)    • 2 •   polvere sgrassante, ricavata dalla radice di saponaria e di piante affini.
saponario   agg.  di sapone, che riguarda il sapone: prodotto saponario | radice saponaria, il rizoma della saponaria.
saponaro    ⇨ saponaio.
saponata   s.f.  soluzione schiumosa di acqua e sapone.
sapone   s.m.    • 1 •   nome dei sali alcalini di acidi grassi, di consistenza pastosa o solida, usati come detergenti: sapone in polvere, a scaglie; sapone da toletta, da barba, da bucato; sapone alla lavanda, neutro; sapone (di) marsiglia, tipo di sapone bianco da bucato; sapone medicinale, con l'aggiunta di disinfettanti o di altre sostanze medicamentose | dare del sapone a qualcuno, (fig. non com.) adularlo    • 2 •   pezzo di sapone: comprare un sapone.  dim. saponetta  (f.)    • 3 •   sapone dei vetrai, pirolusite usata per decolorare la pasta per vetri comuni.
saponeria   s.f.  saponificio.
saponetta   s.f.    • 1 •   dim.  di sapone '  pezzo di sapone profumato per toletta    • 2 •   orologio piatto da tasca in uso spec. nel sec. xix.
saponiera   s.f.  piccola scatola di metallo, vetro o materia plastica usata per tenervi il sapone.
saponiere   s.m.    • 1 •   chi è addetto alla fabbricazione di saponi    • 2 •   fabbricante o commerciante di saponi.
saponiero   agg.  del sapone, che riguarda la produzione industriale del sapone: industria saponiera. 
saponificabile   agg.  che si può saponificare.
saponificabilità   s.f.  l'essere saponificabile.
saponificare   v. tr.  [io saponìfico, tu saponìfichi ecc.] sottoporre al processo di saponificazione; ridurre in sapone.
saponificatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto a operazioni di saponificazione.
saponificazione   s.f.    • 1 •   (chim.) reazione di idrolisi di esteri e ammidi, e in particolare di un grasso per mezzo di alcali, da cui si ottiene sapone e glicerina    • 2 •   (estens.) riduzione di una sostanza a sapone.
saponificio   s.m.  stabilimento in cui si fabbrica il sapone.
saponina   s.f.  (chim.)    • 1 •   ciascuno dei glucosidi estratti da diverse piante in forma di polvere solubile con proprietà detergenti e schiumogene, usati nella preparazione di prodotti per l'igiene personale    • 2 •   polvere grassa, composta da carbonati e silicati alcalini e da sapone, usata un tempo nelle lavanderie.
saponoso   agg.  di sapone, che ha l'aspetto o le proprietà del sapone: sostanza saponosa. 
saporare   v. tr.  [io sapóro ecc.] (ant.) assaporare.
sapore   ant. o region. savore, s.m.    • 1 •   la sensazione prodotta dalle sostanze sugli organi del gusto; la proprietà delle sostanze di produrre tale sensazione : non sentire i sapori; avere sapore; perdere di sapore; un sapore piccante, asprigno, gustoso, sgradevole; il sapore del caffè, dell'aglio, del limone; il rosmarino dà sapore all'arrosto.  dim. saporino  pegg. saporaccio    • 2 •   tono, carattere: parole di sapore amaro; una prosa di sapore arcaico, romantico  | (fig.) capacità di suscitare interesse: un racconto senza sapore, banale, sciocco; dar sapore a qualcosa, renderla interessante, attraente    • 3 •   pl.  (non com.) erbe aromatiche usate in cucina.
saporire   v. tr.  [io saporisco, tu saporisci ecc.] (non com.)    • 1 •   insaporire    • 2 •   assaporare.
saporito   part. pass.  di saporire   agg.    • 1 •   che ha sapore; che ha un buon sapore: uno spezzatino, un intingolo saporito; queste pesche sono molto saporite    • 2 •   si dice di cibo salato più del giusto, ma non sgradevole: questo brodo è piuttosto saporito | un conto saporito, (fig.) caro, abbastanza salato    • 3 •   (fig.) arguto, vivace: una storiella, una prosa saporita  | fatto con gusto, con piacere: un sonno saporito  § saporitamente avv.    • 1 •   con ricchezza di sapori; anche, in modo piuttosto salato: mangiare saporitamente    • 2 •   (fig.) con gusto: dormire saporitamente. 
saporosità   s.f.  (non com.) l'essere saporoso.
saporoso   agg.  (non com.) che ha sapore gradevole, che ha molto sapore (anche fig.): una salsetta molto saporosa; le saporose carni della selvaggina; un aneddoto saporoso, vivace e arguto § saporosamente avv. 
sapotacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni arboree e arbustive con foglie persistenti e frutto a bacca; vi appartiene la sapodilla | sing.  [-a] ogni pianta appartenente a tale famiglia.
sapotiglia    ⇨ sapodilla.
sapro-  sapro- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. saprós  'marcio'; significa 'decomposizione, putrefazione' (saprofito).
saprobio   agg.  e s.m.  (biol.) si dice di organismo animale o vegetale che vive sfruttando sostanze organiche in decomposizione.
saproemia   s.f.  (med.) intossicazione dovuta all'assorbimento nel sangue di tossine prodotte da germi saprofiti dell'organismo, spec. intestinali.
saprofago   agg.  [pl. m. -gi] (biol.) si dice di organismo che si nutre di sostanze organiche in decomposizione.
saprofilo   agg.  (biol.) si dice di organismo che vive di preferenza in ambienti ricchi di sostanze organiche in decomposizione.
saprofita    ⇨ saprofito.
saprofitico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo a saprofito, a saprofitismo.
saprofitismo   s.m.  (biol.) forma di nutrizione propria dei saprofiti.
saprofito   o saprofita, agg.  e s.m.  [pl. m. -ti]    • 1 •   (bot.) si dice di organismo vegetale privo di clorofilla che si nutre a spese di organismi morti o di sostanze organiche in decomposizione: piante saprofite    • 2 •   (biol.) si dice dei batteri, normalmente presenti negli organismi animali, che non determinano effetti patologici.
saprogeno   agg.  (biol.) si dice di organismo che favorisce la decomposizione delle sostanze organiche sulle quali vive.
sapropel   s.m. invar.  (geol.) melma nerastra formata in prevalenza dal deposito, in acque stagnanti, di gusci di microrganismi e di alghe unicellulari in putrefazione; da essa deriva il petrolio.
sapropelico   agg.  (biol.) [pl. m. -ci] si dice di organismo che si sviluppa nel sapropel.
sapropelite   s.f.  (geol.) lo stesso che sapropel. 
saprozoo   agg.  e s.m.  (biol.) si dice di animale saprobio.
saputa   s.f.  (ant. , lett.) il sapere, l'essere a conoscenza di un fatto: usato spec. nelle loc.: a mia, a tua saputa, per quel che ne so io, che ne sai tu; senza mia saputa, senza che io lo sappia; per saputa, per sentito dire.
saputello   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   dim.  di saputo    • 2 •   si dice di bambino o ragazzo che assume arie da grande e presume di sapere tutto.
saputo   part. pass.  di sapere   agg.    • 1 •   (lett.) che sa, che conosce, che ha esperienza: il passero saputo in cor già gode  (pascoli)    • 2 •   (lett.) saggio, avveduto: la scorta mia saputa e fida / mi s'accostò e l'omero m'offerse  (dante purg.  xvi, 8-9)    • 3 •   (spreg.) che presume di sapere tutto, d'intendersi di tutto, o fa sfoggio delle proprie conoscenze: una persona saputa e piena di sé   s.m.  [f. -a] persona saputa: fare il saputo.  dim. saputello  § saputamente avv.  con tono, con aria da persona saputa: sentenziare saputamente. 
sarabanda   s.f.    • 1 •   (mus.) ballo, di probabile origine orientale e diffusosi dalla spagna in europa nel sec. xvi, con carattere sfrenato e licenzioso; in seguito venne stilizzandosi in una danza di movimento lento e grave sopra un caratteristico ritmo ternario | uno dei tempi della suite strumentale    • 2 •   (fig.) movimento disordinato, vivace confusione, chiasso allegro: una sarabanda di bambini. 
saracca    ⇨ salacca.
saracchio   s.m.  erba perenne della macchia mediterranea, affine alla canna; le foglie sono utilizzate per lavori di intreccio (fam.  graminacee).
saracco   s.m.  [pl. -chi] sega a mano, costituita da una lama di forma rettangolare o trapezoidale e da un'impugnatura di legno o di plastica: saracco a costola, con la lama irrigidita da un rinforzo d'acciaio sul bordo opposto a quello dentato. dim. saracchino. 
saraceno   ant. o pop. saracino, dial. sarracino, s.m.  [f. -a] nel medioevo e nel rinascimento, musulmano: le crociate contro i saraceni   agg.    • 1 •   dei saraceni; che appartiene ai saraceni: le incursioni saracene; l'esercito saraceno    • 2 •   grano saraceno, pianta erbacea coltivata in località alpine; con la farina ricavata dai suoi semi si prepara una polenta grigio-bruna (fam.  poligonacee).
saracinesca   s.f.    • 1 •   lamiera o griglia d'acciaio snodabile che si svolge da un tamburo scorrendo entro guide verticali, usata come chiusura di locali a piano terra: alzare, abbassare la saracinesca    • 2 •   nel medioevo, porta di castelli e città, costituita da una cancellata di ferro o da pesanti travi, che veniva calata e sollevata mediante un sistema di catene o funi scorrevoli    • 3 •   in idraulica, dispositivo che serve a regolare il flusso di un liquido in una condotta in pressione.
saracinesco   agg.  [pl. m. -schi] (ant.) di, da saraceno.
saracino   variante ant. o pop. di saraceno, agg.  e s.m.  [f. -a] | giostra del saracino, giostra che si corre in alcune località dell'italia centrale, durante la quale viene innalzato un fantoccio girevole raffigurante un saraceno, che va colpito stando a cavallo senza farsi colpire a propria volta; quintana.
sarago   o sargo, s.m.  [pl. -ghi] pesce marino commestibile, dal dorso ricurvo e dal corpo appiattito di colore argenteo con striature scure; vive nei bassi fondali rocciosi del mediterraneo e dell'atlantico orientale (ord.  perciformi).
saramento   s.m.  (ant.) giuramento.
sarcasmo   s.m.    • 1 •   ironia pungente, amara, rivolta contro qualcuno o qualcosa: una frase, una risposta piena di sarcasmo; fare del sarcasmo    • 2 •   frase, parola sarcastica: non risparmia a nessuno i suoi sarcasmi. 
sarcastico   agg.  [pl. m. -ci] che esprime, che contiene sarcasmo: parole, frasi sarcastiche; ghigno, tono, atteggiamento sarcastico  § sarcasticamente avv. 
sarchiamento   s.m.  (non com.) sarchiatura.
sarchiare   v. tr.  [io sàrchio ecc.] smuovere, rompere il terreno in superficie, sminuzzandone le zolle con il sarchio o altro strumento adatto, per ripulirlo dalle erbacce e attivare la respirazione delle radici.
sarchiata   s.f.  il sarchiare una volta o in fretta, alla meglio: dare una sarchiata ai pomodori.  dim. sarchiatina. 
sarchiatore   s.m.  [f. -trice] chi sarchia.
sarchiatrice   s.f.  macchina agricola che esegue la sarchiatura.
sarchiatura   s.f.  operazione del sarchiare.
sarchiellare   v. tr.  [io sarchièllo ecc.] sollevare leggermente la terra col sarchiello per estirpare le erbacce.
sarchiello   s.m.  piccolo sarchio, usato spec. per lavori di giardinaggio. dim. sarchielletto, sarchiellino. 
sarchio   s.m.  attrezzo agricolo a forma di zappa da un lato, di bidente dall'altro, dotato di un lungo manico di legno, usato per la sarchiatura.
sarcina   s.f.    • 1 •   (ant.) fardello, bagaglio che il soldato portava con sé    • 2 •   (lett.) peso, carico.
sarco-  sarco- primo elemento di parole composte della terminologia dotta o scientifica, dal gr. sárx sarkós  'carne'; significa 'carne, muscolo' (sarcofago, sarcolemma).
sarcodini   o sarcodici, s.m. pl.  (zool.) classe di protozoi in grado di cambiare continuamente la propria forma emettendo pseudopodi; vi appartengono amebe, foraminiferi, radiolari ecc. | sing.  [-o] ogni protozoo di tale classe.
sarcofaga   s.f.  grossa mosca grigia che depone larve vive sulla carne o altre sostanze in decomposizione (ord.  ditteri).
sarcofago   s.m.  [pl. -gi  o -ghi] (archeol.) cassa sepolcrale di particolare solennità e imponenza, in pietra o legno, spesso ornata di pitture, fregi o sculture in rilievo, usata nell'antichità classica e nel medioevo.
sarcofillo   s.m.  (bot.) foglia carnosa succulenta con funzioni di riserva d'acqua.
sarcofilo   s.m.  (zool.) diavolo orsino.
sarcoide   s.m.  (med.) termine con cui si designano i noduli presenti in alcune malattie della pelle.
sarcoidosi   s.f.  (med.) malattia sistemica con manifestazioni cutanee e viscerali a decorso cronico, prodotta da un agente patogeno non identificato.
sarcolemma   s.m.  [pl. -mi] (anat.) membrana sottilissima che avvolge la fibra muscolare striata.
sarcolite   s.f.  minerale di origine eruttiva, costituito da silicato di alluminio, calcio e sodio in cristalli rosa.
sarcoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore maligno del tessuto connettivo.
sarcomatosi   s.f.  (med.) sviluppo contemporaneo di più sarcomi in diversi punti del corpo.
sarcomatoso   agg.  (med.) relativo a sarcoma.
sarcomero   s.m.  (anat.) unità contrattile della fibra muscolare striata.
sarcoplasma   s.m.  [pl. - smi] (anat.) protoplasma delle fibre muscolari.
sarcoptidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di acari parassiti dell'uomo e di animali domestici, alla quale appartiene una specie apportatrice della scabbia | sing.  [-e] ogni acaro appartenente a tale famiglia.
sarcrauti   o salcrauti, s.m. pl.  (antiq.) crauti.
sarda   s.f.  piccolo pesce marino di colore azzurro argenteo che vive in banchi; si consuma fresco o conservato sott'olio (ord.  clupeiformi) | pasta con le sarde, (gastr.) pasta asciutta condita con sarde fresche e altri ingredienti; è una specialità siciliana.
sardagnolo    ⇨ sardegnolo.
sardana   s.f.  danza popolare catalana assai vivace, eseguita da diverse persone che formano un cerchio tenendosi per mano.
sardanapalesco   agg.  [pl. m. -schi] lussuoso e dissoluto come i costumi dell'antico re assiro sardanapalo.
sardanapalo   s.m.  si dice di chi conduce vita fastosa e viziosa.
sardegnolo   non com. sardagnolo, sardignolo, agg.  (pop.) della sardegna, sardo (detto spec. di animali): somarelli sardegnoli. 
sardella   s.f.  (pop.) sarda.
sardigna   s.f.    • 1 •   luogo, nelle vicinanze d'una città, dove in passato si distruggevano le carogne degli animali domestici e i rifiuti della macellazione    • 2 •   (region.) sezione del macello dove vengono distrutte le carni avariate.
sardignolo    ⇨ sardegnolo.
sardina   s.f.  lo stesso che sarda | stare come le sardine, (fig.) pigiati, accalcati.
sardismo   s.m.    • 1 •   movimento politico autonomista o indipendentista sviluppatosi in sardegna a partire dal primo dopoguerra    • 2 •   (ling.) voce, forma, costrutto tipici dei dialetti sardi.
sardista   s.m.  e f.  e agg.  [pl. m. -sti] chi, che aderisce al movimento politico del sardismo o lo sostiene.
sardo   agg.  della sardegna  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della sardegna    • 2 •   lingua neolatina della sardegna, costituita da un insieme di dialetti con caratteri spiccatamente arcaici.
sardonia   o sardonica, s.f.  varietà di ranuncolo velenoso che cresce lungo i fossi e nelle zone paludose, usata un tempo nella medicina popolare e alla quale un'antica credenza attribuiva il potere di provocare brusche contrazioni dei muscoli facciali (il cosiddetto riso  o ghigno sardonico).
sardonica   (1) s.f. , ant. sardonico s.m. , varietà di agata a zone bianche e brune, usata come gemma.
sardonica   (2)  ⇨ sardonia.
sardonico   (1) agg.  [pl. m. -ci] che esprime derisione e sarcasmo: riso, ghigno, sguardo sardonico; aria, espressione sardonica | facies sardonica, (med.) alterazione della fisionomia del volto, che si atteggia a un sorriso spastico, caratteristica del tetano § sardonicamente avv.  con espressione sardonica: ridere sardonicamente. 
sardonico   (2)  ⇨ sardonica 1.
sargasso   s.m.  alga marina dal tallo verde-bruno con espansioni laterali simili a foglie e con piccole vesciche piene d'aria che la fanno galleggiare sull'acqua (fam.  feoficee) | mar dei sargassi, zona dell'oceano atlantico caratterizzata da grandi estensioni di tali alghe.
sargente    ⇨ sergente.
sargia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   tessuto leggero di lino o di lana a colori vivaci, usato nel medioevo e nel rinascimento per tendaggi e coperte    • 2 •   (ant.) coperta da letto di cotone a righe, ornata di frange    • 3 •   denominazione generica di tessuti spigati double-face.
sargo    ⇨ sarago.
sari   s.m.  abito femminile indiano, costituito da una pezza di cotone o seta variamente colorata, che si avvolge intorno al corpo lasciando libera una spalla.
sariga   s.f.  mammifero marsupiale dell'america meridionale, con muso appuntito bianco, lunga coda prensile ricoperta da squame e marsupio ridotto; il corpo è coperto da una pelliccia di colore grigio chiaro.
sarissa   s.f.  lancia lunga e pesante, in uso nella falange macedone.
sarmatico   agg.  [pl. m. -ci] dei sarmati, antico popolo nomade di stirpe iranica, o della sarmazia, regione a nord del mar nero: pianura sarmatica. 
sarmentaceo   agg.  (rar.) di sarmento, simile a sarmento.
sarmento   ant. sermento, s.m.  tralcio della vite, lungo e flessibile | (estens.) ramo di altre piante, lungo, debole e ricadente verso terra.
sarmentoso   agg.    • 1 •   si dice di ramo che ha le caratteristiche del sarmento    • 2 •   si dice di pianta provvista di sarmenti.
sarong   s.m. invar.  veste maschile e femminile della malesia e dell'indonesia, costituita da una fascia di seta o di cotone, per lo più a strisce vivacemente colorate, che cinge il corpo.
saros   s.m. invar.  (astron.) periodo di 18 anni e 11 giorni che intercorre ciclicamente tra un'eclissi di sole o di luna e quella successiva.
sarracenia   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee carnivore originarie delle località umide dell'america settentrionale (fam.  sarraceniacee).
sarraceniacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee carnivore dicotiledoni, proprie dei luoghi paludosi della regione del mississippi, con foglie ad ascidio e frutto a capsula | sing.  [-a] ogni pianta appartenente a tale famiglia.
sarracino    ⇨ saraceno.
sarrocchino    ⇨ sanrocchino.
sarrusofono   o sarrussofono, s.m.  strumento musicale di ottone, ad ancia doppia, con meccanismo simile a quello dell'oboe e del fagotto, usato spec. nelle bande.
sartù   s.m.  (gastr.) sformato di riso al sugo con funghi, mozzarella e uova, specialità della cucina napoletana.
sarta   s.f.    • 1 •   donna che confeziona vestiti, spec. femminili; donna che dirige una sartoria: fare la sarta; lavorare da sarta  | creatrice di moda, stilista: una grande sarta parigina.  dim. sartina    • 2 •   costumista.
sartia   s.f.  [pl. sàrtie, ant. sarte]    • 1 •   (mar.) ciascuno dei cavi fissi di canapa o acciaio che sostengono trasversalmente gli alberi delle navi    • 2 •   pl.  (ant.) corde e cavi in genere.
sartiame   s.m.    • 1 •   (mar.) l'insieme delle sartie e delle altre manovre fisse di una nave    • 2 •   (aer.) l'insieme dei cavi portanti che assicurano la navicella di un aerostato al pallone gonfiato    • 3 •   (ant.) insieme di corde e cavi in genere.
sartiare   v. tr.  [io sàrtio ecc.] (mar.) far scorrere un cavo o una cima attraverso un passaggio.
sarto   s.m.    • 1 •   chi confeziona vestiti da uomo o da donna; chi dirige una sartoria: fare il sarto; andare dal sarto  | chi crea modelli e ne cura la realizzazione: un grande sarto italiano.  dim. e spreg. sartino    • 2 •   costumista.
sartore   s.m.  [f. -tóra  e -toréssa] (ant.) sarto.
sartoria   s.f.    • 1 •   laboratorio di sarto o di sarta: sartoria da uomo, da donna; lavorare in una sartoria; una grande sartoria parigina | sartoria teatrale, specializzata nella confezione di costumi teatrali e cinematografici    • 2 •   arte, lavoro del sarto; l'insieme dei sarti e delle attività che riguardano la confezione degli abiti: le creazioni della sartoria italiana. 
sartoriale   agg.  che concerne la sartoria, l'attività dei sarti.
sartorio   s.m.  (anat.) muscolo flessore della coscia, attaccato in alto alla spina iliaca anteriore e superiore, in basso alla cresta della tibia.
sartotecnica   s.f.  la sartoria, come insieme delle tecniche e delle attività sartoriali.
sartriano   agg.  del filosofo e scrittore francese jean-paul sartre (1905-1980), o che si riferisce al suo pensiero, alle sue opere: l'esistenzialismo sartriano. 
sasanide   o sassanide, agg.  relativo alla dinastia persiana che regnò dal 224 al 636, e alla persia di tale periodo: età sasanide; cultura, burocrazia sasanide. 
sassafrasso    ⇨ sassofrasso.
sassaia   s.f.    • 1 •   luogo sassoso    • 2 •   riparo di grossi massi rocciosi, costruito lungo i fiumi a difesa contro le frane.
sassaiola   lett. sassaiuola, s.f.  fitto lancio di sassi contro qualcuno o qualcosa | battaglia fatta con i sassi, per lo più fra ragazzi.
sassaiolo   lett. sassaiuolo, agg.  che sta, che vive tra i sassi: colombo sassaiolo. 
sassanide    ⇨ sasanide.
sassarese   agg.  di sassari  s.m.  [anche f.] nativo, abitante di sassari.
sassata   s.f.  colpo inferto lanciando un sasso: tirare una sassata; prendere a sassate qualcuno. 
sassella   s.m. invar.  vino rosso asciutto, di media gradazione, prodotto dal vitigno omonimo nella zona di sassella, in valtellina.
sassello   s.m.  varietà di tordo, più piccolo del tordo comune | usato anche come agg.  : tordo sassello. 
sasseo   agg.  (lett.) di sasso, simile a sasso.
sasseto   s.m.  sassaia.
sassicolo   agg.  (biol.) detto di organismo vegetale o animale che vive in luoghi sassosi.
sassifraga   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee perenni, per lo più montane, con foglie carnose e fiori bianchi, gialli, rosa o rossi in grappoli o in cime (fam.  sassifragacee).
sassifragacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, erbacee o legnose, di cui fa parte la sassifraga | sing.  [-a] ogni pianta appartenente a tale famiglia.
sassismo   s.m.  nell'alpinismo sportivo, arrampicata su massi isolati o su formazioni rocciose di limitate proporzioni.
sassista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica il sassismo.
sasso   s.m.    • 1 •   roccia, pietra; anche, blocco di roccia, macigno | cuore di sasso, (fig.) insensibile, spietato | non essere di sasso, (fig.) essere incline alla pietà, alla commozione; anche, essere soggetto alle tentazioni, ai richiami dei sensi | restare di sasso, (fig.) restare immobile, senza parlare, per stupore o paura    • 2 •   parete o cima rocciosa di monte: il gran sasso    • 3 •   piccolo frammento di pietra; ciottolo: tirare un sasso; una via piena di sassi | tirare sassi in piccionaia, (fig.) compiere cose che torneranno poi a proprio danno | far pietà ai sassi, (fig.) si dice di persona che suscita profonda compassione; anche, di cosa, situazione ridicola e penosa | tirare il sasso e nascondere la mano, (fig.) colpire, danneggiare qualcuno o qualcosa cercando di nascondere la propria responsabilità | lanciare un sasso nello stagno, (fig.) suscitare intenzionalmente polemiche, discussioni e sim. dim. sassetto, sassettino, sassolino  accr. sassone    • 4 •   (poet.) lastra tombale: non sempre i sassi sepolcrali a' templi / fean pavimento  (foscolo sepolcri  104-105).
sassofonista   o saxofonista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il sassofono.
sassofono   o saxofono [sa-xò-fo-no], s.m.  (mus.) strumento aerofono ad ancia semplice, con caratteristiche tecniche simili a quelle del clarinetto ma costruito in metallo e con tubo conico, molto usato nel jazz e nella musica leggera; ne esistono sette tipi: sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono, basso e contrabbasso.
sassofrasso   o sassafrasso, s.m.  albero dell'america settentrionale dalla cui radice si estrae un olio essenziale usato in medicina (fam.  lauracee).
sassola   o sessola, s.f.    • 1 •   (mar.) grossa cucchiaia di legno per sgottare le imbarcazioni; gottazza    • 2 •   (estens.) grosso cucchiaio per trasferire da un recipiente all'altro polveri, farine, granaglie ecc.
sassolino   (1) s.m.  (min.) sassolite.
sassolino   (2) s.m.  liquore dolce all'anice.
sassolite   s.f.  (min.) idrossido di boro in scaglie madreperlacee solubili in acqua.
sassone   agg.  relativo alla sassonia, regione storica e geografica della germania centrale, o ai suoi abitanti  s.m.    • 1 •   [anche f.] abitante della sassonia, antica e moderna    • 2 •   lingua degli antichi sassoni | dialetto tedesco parlato oggi in sassonia.
sassoso   agg.  pieno di sassi: terreno sassoso. 
sassotromba   o saxotromba [sa-xo-tróm-ba], s.f.  famiglia di strumenti musicali di ottone con bocchino.
satana   s.m.  il demonio; nel linguaggio comune, il capo dei demoni, lucifero | vade retro satana, (scherz.) si dice a persona alle cui lusinghe non si vuole cedere.
satanasso   s.m.    • 1 •   (pop.) satana    • 2 •   (fig.) persona prepotente, violenta, furiosa: urlare come un satanasso  | persona molto esuberante e dinamica: quel ragazzo è un satanasso    • 3 •   scimmia con barba lunghissima e lunga coda non prensile (ord.  primati).
sataneggiare   v. intr.  [io satanéggio ecc. ; aus. avere] detto di scrittori e artisti, esprimere nelle proprie opere sentimenti di ribellione e di sfida alla divinità, esaltando il male nelle sue forme più crude.
satanico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di satana: il regno satanico del male; tentazione satanica    • 2 •   (estens.) degno di satana: un piano satanico; astuzia satanica; riso, ghigno satanico  § satanicamente avv.  al modo di satana; diabolicamente.
satanismo   s.m.    • 1 •   culto tributato a satana; più in generale, culto delle forze diaboliche    • 2 •   atteggiamento, tipico di alcuni scrittori romantici e decadenti, diretto a esaltare la ribellione dell'uomo contro i vincoli morali e religiosi che impedirebbero la libera espansione della sua potenza creativa.
satanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica il satanismo.
satellitare   agg.  di, relativo a satellite | si dice di qualsiasi sistema di comunicazione che faccia uso di satelliti: telefono, tv satellitare. 
satellite   s.m.    • 1 •   (astr.) corpo celeste che ruota intorno a un pianeta: i satelliti di giove | satellite artificiale, (aer.) qualsiasi oggetto, in genere costituito da un'apparecchiatura più o meno complessa, che viene messo in orbita intorno a un corpo celeste da un razzo vettore, per scopi scientifici, militari ecc. | satellite spia, satellite militare dotato di speciali apparecchiature fotografiche per il rilevamento e la ripresa di istallazioni o movimenti a terra | satellite per (tele)comunicazioni, satellite artificiale in orbita geostazionaria che funziona come ripetitore di segnali trasmessi da terra | via satellite, detto di telecomunicazioni in cui un satellite artificiale fa da ponte    • 2 •   (fig.) stato, paese dominato politicamente da un'altra nazione | centro urbano la cui vita economica è strettamente collegata a quella di una città più importante e sviluppata; quartiere situato nelle vicinanze di una città e da essa economicamente dipendente    • 3 •   (ant. , lett.) guardia del corpo; uomo di fiducia di un potente | (spreg.) persona legata servilmente a un potente da cui dipende la sua fortuna    • 4 •   (mecc.) ruota dentata intermedia di un rotismo planetario (p. e.  il differenziale degli autoveicoli)  agg.  che dipende strettamente da altri, spec. in ambito politico o economico: stato, paese satellite; città, quartiere satellite. 
satellitismo   s.m.  condizione di stretta dipendenza da un centro economico o politico più importante.
satellizzare   v. tr.  sottoporre uno stato, una città ecc. all'influenza politica o economica di un centro che ha potere maggiore.
satellizzazione   s.f.  il satellizzare, l'essere satellizzato.
satelloide   s.m.  (aer.) satellite artificiale munito di un sistema propulsivo a getto discontinuo che consente aggiustamenti automatici di velocità e posizione orbitale.
satem   agg. invar.  (ling.) solo nell'espressione lingue satem, designante il gruppo orientale delle lingue indoeuropee (p. e.  l'iranico, l'armeno, lo slavo, l'albanese), nelle quali le consonanti palatali dell'indoeuropeo diventano sibilanti, mentre le velari e le labiovelari confluiscono in un'unica serie velare; si contrappone a lingue centum. 
satin   s.m. invar.  tessuto di cotone lucido che imita la seta, usato spec. per fodere.
satinare   v. tr.    • 1 •   rendere tessuti, carte ecc., lucidi e lisci come la seta mediante calandratura    • 2 •   (mecc.) rifinire una superficie metallica mediante spazzole d'acciaio rotanti ad alta velocità.
satinato   part. pass.  di satinare   agg.    • 1 •   sottoposto a satinatura: carta satinata; alluminio, oro satinato    • 2 •   (fig.) morbido, liscio e quasi lucente come la seta: pelle satinata. 
satinatrice   s.f.  macchina usata per satinare.
satinatura   s.f.  l'operazione del satinare.
satinella   s.f.  tessuto di seta leggera, usato per fodere.
satira   s.f.    • 1 •   genere letterario che ritrae con intenti critici e morali personaggi e ambienti della realtà e dell'attualità, in toni che vanno dalla pacata ironia alla denuncia, all'invettiva più acre    • 2 •   componimento poetico di genere satirico: le satire di giovenale, di ariosto  | il complesso delle satire di un poeta, di una letteratura, di un determinato periodo: la satira oraziana; la satira latina    • 3 •   (estens.) qualunque scritto, discorso, disegno, rappresentazione, spettacolo che intende mettere in ridicolo comportamenti o concezioni altrui: satira di costume; satira politica; fare qualcuno oggetto di satira; fare la satira di qualcosa  dim. satiretta  pegg. satiraccia. 
satireggiare   v. tr.  [io satiréggio ecc.] fare oggetto di satira; schernire, mettere in ridicolo: satireggiare i costumi dell'epoca  | v. intr.  [aus. avere] fare della satira: satireggiare su tutto e su tutti. 
satiresco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (lett.) di, da satiro: un'espressione satiresca    • 2 •   dramma satiresco, opera teatrale di carattere farsesco dell'antica grecia, che si rappresentava per lo più dopo una trilogia tragica § satirescamente avv.  al modo dei satiri o che ricorda le loro caratteristiche.
satiriasi   s.f.  (med.) pulsione ossessiva dell'uomo a ricercare esperienze sessuali.
satirico   (1) agg.  [pl. m. -ci] di satira; che è proprio della satira; che ha carattere di satira: poesia, opera satirica; tono satirico; spunti satirici  | di satire: scrittore, poeta satirico   s.m.  scrittore di satire: i satirici latini  § satiricamente avv.  in tono, in forma satirica.
satirico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (non com.) di satiro; satiresco.
satirione   s.m.  (bot.) fungo dei gastromiceti con gambo cilindrico biancastro e cappello approssimativamente sferico e alveolato color verde oliva, fetido quando giunge a maturazione.
satirista   s.m.  e f.  (rar.) scrittore di satire; satirico.
satirizzare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (non com.) satireggiare.
satiro   (1) s.m.    • 1 •   (mit.) divinità greco-latina dei boschi rappresentata come un uomo con orecchie, coda ed estremità inferiori caprine o equine; con i sileni e le ninfe, queste divinità erano associate al culto di dioniso. dim. satiretto, satirello    • 2 •   (fig.) uomo morbosamente lascivo o lussurioso (con allusione a una delle caratteristiche dei satiri). accr. pegg. satiraccio    • 3 •   (fig. ant.) uomo zotico, rozzo (anche come agg.): un giovane di grazioso aspetto, benché agreste e satiro  (boccaccio comedia delle ninfe).
satiro   (2) s.m.  (ant.) scrittore di satire; satirico: quelli è omero poeta sovrano; / l'altro è orazio satiro che vene  (dante inf.  iv, 88-89).
satisfare   e deriv.   ⇨ soddisfare e deriv. 
sativo   agg.  (lett.) atto a essere seminato o coltivato.
satolla   s.f.  (tosc.) grande mangiata, scorpacciata: fare una satolla di dolci. 
satollamento   s.m.  (non com.) il satollare, il satollarsi, l'essere satollato.
satollare   v. tr.  [io satóllo ecc.] dare cibo a qualcuno finché sia sazio; saziare | satollarsi v. rifl.  mangiare a sazietà, riempirsi di cibo: satollarsi di leccornie. 
satollo   agg.    • 1 •   che ha mangiato a sazietà, pieno di cibo: essere, sentirsi satollo    • 2 •   (ant. fig.) appagato, contento.
satrapa   satrape  ⇨ satrapo.
satrapessa   s.f.    • 1 •   (st.) moglie del satrapo    • 2 •   (fig. rar.) donna autoritaria.
satrapia   s.f.  provincia dell'antico impero persiano governata da un satrapo | dignità, carica di satrapo; la durata di tale carica.
satrapico   agg.  [pl. m. -ci] (st.) di satrapo, dei satrapi: dignità satrapica. 
satrapo   rar. satrapa, satrape, s.m.  [pl. -pi]    • 1 •   governatore di una provincia dell'antico impero persiano, con poteri amministrativi, giudiziari e militari    • 2 •   (fig.) persona che ha grande potere e ne abusa | persona autoritaria: un satrapo dell'industria cinematografica. 
satura   s.f.  sorta di antica rappresentazione teatrale romana di carattere farsesco e licenzioso, costituita da un insieme di danze, musiche e canti.
saturabile   agg.  che può essere saturato.
saturabilità   s.f.  l'essere saturabile.
saturare   v. tr.  [io sàturo ecc.]    • 1 •   (chim. fis.) portare a saturazione    • 2 •   (fig.) riempire al massimo, rendere saturo: saturare la mente di nozioni; un prodotto che ha saturato il mercato    • 3 •   (ant.) saziare | saturarsi v. rifl.  o intr. pron.  riempirsi al massimo, diventare saturo: saturarsi di medicine; l'aria si è saturata di umidità. 
saturatore   s.m.  (chim.) apparecchio con cui si opera una saturazione.
saturazione   s.f.    • 1 •   (chim. fis.) condizione di massima concentrazione di una fase (p. e.  un liquido) a contatto con un'altra fase (p. e.  un gas): punto, stato di saturazione; saturazione di una soluzione, concentrazione massima di una sostanza in una soluzione; saturazione magnetica, valore limite dell'intensità di magnetizzazione di un corpo ferromagnetico    • 2 •   (chim.) condizione di un elemento che ha raggiunto la sua valenza massima | saturazione di un legame chimico, reazione con cui, per combinazione con altri atomi, un legame insaturo diventa saturo    • 3 •   (fig.) limite estremo di sazietà, di sopportazione: non ne posso più, sono giunto a  (o alla) saturazione    • 4 •   saturazione del mercato, (econ.) esaurimento della capacità di assorbimento di un prodotto.
saturnale   agg.  (lett.) relativo al dio romano saturno e al suo culto  s.m. pl.    • 1 •   solenne festa religiosa che si celebrava nell'antica roma in onore di saturno, durante la quale si tenevano cerimonie religiose e riti di carattere sfrenato e orgiastico    • 2 •   (fig. lett.) periodo o manifestazione di licenza sfrenata, di festa, di tripudio.
saturnia   s.f.  (zool.) genere di grosse farfalle notturne dalle ali castane con macchie rotonde scure (ord.  lepidotteri).
saturniano   agg.  del pianeta saturno  s.m.  [f. -a] immaginario abitante di saturno.
saturnino   agg.    • 1 •   (non com.) del pianeta saturno    • 2 •   (ant.) malinconico, triste    • 3 •   (med.) relativo al piombo: intossicazione saturnina. 
saturnio   agg.  (lett.) del dio saturno, sacro a saturno: terra saturnia, l'italia, su cui, secondo la leggenda, regnò saturno  agg.  e s.m.  si dice di un verso della poesia latina arcaica, di incerta interpretazione metrica.
saturnismo   s.m.  (med.) intossicazione cronica da piombo che si manifesta principalmente con disturbi digestivi, nervosi e renali; è malattia professionale degli operai che lavorano o trattano tale metallo o suoi composti, come verniciatori, vetrai, tipografi ecc.
saturno   s.m.  nel linguaggio degli alchimisti medievali, il piombo: zucchero di saturno, denominazione dell'acetato di piombo.
saturo   agg.    • 1 •   (chim. fis.) portato a saturazione: soluzione satura | composto saturo, composto organico i cui atomi di carbonio sono uniti reciprocamente da un solo legame    • 2 •   (fig.) che contiene qualcosa in grande quantità: stanza satura di gas; parole sature d'odio    • 3 •   (ant.) sazio.
saudade   s.f. invar.  sentimento di rimpianto, di malinconia nostalgica, considerato come tratto tipico dell'animo portoghese.
saudiano   agg.  saudita.
saudita   agg.  [pl. m. -i] relativo alla dinastia di ibn saud (1880-1953); che riguarda il territorio e la popolazione su cui regna tale dinastia: arabia saudita  s. m.  e f.  chi abita o è nato in arabia saudita.
sauna   s.f.  pratica fisioterapica di origine finnica, consistente in un bagno di vapore e quindi in una doccia fredda effettuati in locali appositamente attrezzati | il locale stesso in cui si effettua tale pratica.
sauri   s.m. pl.  (zool.) sottordine di rettili dal corpo allungato coperto di squame cornee, di dimensioni variabili secondo le specie, generalmente provvisti di quattro corti arti con cinque dita e di occhi protetti da palpebre mobili; vi appartengono la lucertola, il ramarro, l'orbettino ecc. | sing.  [-o] ogni rettile di tale sottordine.
saurischi   s.m. pl.  (zool.) gruppo di rettili fossili comprendente alcune specie di dinosauri | sing.  [-schio] ogni rettile appartenente a tale gruppo.
sauro   agg.  si dice di mantello equino di colore rossastro o biondo e, per estens., di cavallo che ha tale mantello  s.m.  cavallo con mantello sauro.
sauropterigi   s.m. pl.  (zool.) ordine di rettili anfibi o marini vissuti dal triassico al cretaceo, caratterizzati da corpo tozzo, collo lungo e testa piccola, arti adattati al nuoto | sing.  [-gio] ogni rettile di tale ordine.
saussuriano   agg.  del linguista svizzero ferdinand de saussure (1857-1913) o che si riferisce alle sue opere, alle sue teorie.
sauté   agg. invar.  (gastr.) rosolato velocemente a fuoco alto: patate sauté. 
sauvignon   s.m. invar.  vitigno di origine francese, ma coltivato anche in varie regioni italiane, dalla cui uva si produce un vino bianco secco pregiato.
savana   s.f.  (geog.) tipo di vegetazione caratteristica delle zone tropicali, costituita da piante erbacee e arbustive a rapido sviluppo, alle quali si accompagnano qua e là gruppi di grandi alberi a foglie caduche | (estens.) ogni regione che presenta tale tipo di vegetazione.
savari   s.m. pl.  reparti di cavalieri libici inquadrati nell'esercito italiano nel periodo in cui la libia era colonia dell'italia (1912-1943).
savarin   s.m. invar.  dolce a forma di grosso budino (ma con un buco al centro, come la ciambella), fatto con un impasto simile a quello del babà.
savere    ⇨ sapere 1.
savetta   s.f.  pesce d'acqua dolce, lungo fino a 35 cm, presente nei fiumi dell'italia settentrionale (fam.  ciprinidi).
saviezza   s.f.  (non com.) l'essere savio.
savio   agg.    • 1 •   che ha integre le facoltà mentali, che è sano di mente (in contrapposizione a pazzo, matto): è savio ma si finge pazzo    • 2 •   dotato di buon senso, avvedutezza, equilibrio: una persona savia '  con riferimento a bambini o ragazzi, assennato, giudizioso    • 3 •   detto di cosa, che denota saggezza, avvedutezza: un savio consiglio; una savia proposta  s. m.    • 1 •   [f. -a] chi è sano di mente: i consigli dei pazzi sono spesso più seguiti di quelli dei savi    • 2 •   [f. -a] uomo sapiente, di grande esperienza e retto giudizio; saggio: i sette savi dell'antica grecia    • 3 •   (st.) nome che si dava nel medioevo e nel rinascimento a magistrati facenti parte di organi collegiali con funzione soprattutto consultiva: consiglio dei savi  § saviamente avv.  con saggezza, con equilibrio, con buon senso: agire saviamente. 
savoiardo   agg.    • 1 •   della savoia, regione delle alpi occidentali    • 2 •   sabaudo  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della savoia    • 2 •   il dialetto di tipo franco-provenzale parlato nella savoia    • 3 •   biscotto di pasta leggera a base di farina, uova e zucchero, di forma lunga e tondeggiante alle estremità    • 4 •   (scherz.) sostenitore della casa savoia.
savoir-faire  savoir-faire loc. sost. m. invar.  capacità di destreggiarsi in ogni circostanza, comportandosi sempre con tatto e diplomazia.
savoir-vivre  savoir-vivre loc. sost. m. invar.  esperienza di vita unita a garbo e buon senso.
savonarola   s.f.  tipo di sedia rinascimentale costituita essenzialmente da due fasce di listelli di legno curvati e incrociati a x, che formano le gambe e le fiancate e sorreggono il sedile.
savonese   agg.  di savona  s.m.  e f.  chi abita o è nato a savona.
savore    ⇨ sapore.
sax   s.m.  forma abbreviata di saxofono. 
saxhorn   s.m. invar.  (mus.) strumento aerofono di ottone, simile al flicorno; ha bocchino a forma di tazza e tubo interamente conico ravvolto su sé stesso, terminante in un ampio padiglione che sbocca sopra la testa dell'esecutore.
saxofono   e deriv.   ⇨ sassofono e deriv. 
saxotromba    ⇨ sassotromba.
saziabile   agg.  (non com.) che si può saziare.
saziabilità   s.f.  (non com.) l'essere saziabile.
saziamento   s.m.  (non com.) il saziare, il saziarsi, l'essere saziato.
saziare   v. tr.  [io sàzio ecc.]    • 1 •   soddisfare l'appetito, la fame di qualcuno; rendere sazio (anche assol.): saziare gli affamati; la polenta sazia    • 2 •   (fig.) appagare, soddisfare pienamente (desideri, aspirazioni, inclinazioni): saziare l'ambizione, l'orgoglio    • 3 •   (fig.) annoiare (anche assol.): saziare gli ascoltatori con lunghe prediche; un tipo di musica che ha saziato  | saziarsi v. rifl.    • 1 •   sfamarsi completamente, mangiare a sazietà: è sempre affamato, non si sazia mai; saziarsi di dolci, di pastasciutta    • 2 •   (fig.) appagarsi, soddisfarsi; stancarsi: non si saziava mai di guardarla. 
sazietà   s.f.  l'essere sazio (anche fig.): provare un senso di sazietà | a sazietà, fino a essere sazio, in grande abbondanza: mangiare, bere a sazietà; avere quattrini a sazietà. 
sazievole   agg.  (lett.)    • 1 •   che sazia facilmente; che si sazia facilmente    • 2 •   (fig.) stucchevole; che dà fastidio, che annoia § sazievolmente avv. 
sazievolezza   s.f.  (lett.)    • 1 •   l'essere sazievole    • 2 •   senso di sazietà (anche fig.).
sazio   agg.    • 1 •   che ha soddisfatto completamente l'appetito, il desiderio di cibo: essere, sentirsi sazio; sazio di pastasciutta, di carne    • 2 •   (fig.) che ha appagato pienamente il desiderio di qualcosa, talora fin quasi a provarne fastidio o nausea; stanco, stufo: i bambini non sono mai sazi di giocare; sazio di divertimenti, di piaceri; ormai sono sazio di questa vita  § saziamente avv. 
sbaccanare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) fare molto baccano, chiasso.
sbaccellare   v. tr.  [io  sbaccèllo ecc.] levare dal baccello: sbaccellare i fagioli. 
sbaccellatura   s.f.  l'operazione dello sbaccellare.
sbacchettare   v. tr.  [io  sbacchétto ecc.] picchiare con una bacchetta o un battipanni per togliere la polvere: sbacchettare un abito, un tappeto. 
sbacchettata   s.f.  (non com.) lo sbacchettare una volta, rapidamente.
sbacchettatura   s.f.  (non com.) l'azione, il risultato dello sbacchettare.
sbacchiare   v. tr.  [io  sbàcchio ecc.] (tosc.) sbattere con violenza.
sbaciucchiamento   s.m.  l'atto dello sbaciucchiare, dello sbaciucchiarsi.
sbaciucchiare   v. tr.  [io  sbaciùcchio ecc.] baciare ripetutamente, continuamente | sbaciucchiarsi v. rifl.  baciarsi ripetutamente, continuamente.
sbaciucchio   s.m.  (non com.) uno sbaciucchiare o sbaciucchiarsi continuo.
sbadataggine   s.f.    • 1 •   l'essere sbadato; disattenzione, distrazione    • 2 •   atto da sbadato.
sbadato   agg.    • 1 •   che agisce e parla senza riflettere, senza fare attenzione a ciò che fa; distratto    • 2 •   che è conseguenza di sbadataggine: una risposta sbadata  s. m.  [f. -a] persona sbadata § sbadatamente avv.  con sbadataggine, da sbadato.
sbadigliamento   s.m.  (non com.) lo sbadigliare frequentemente o a lungo.
sbadigliare   v. intr.  [io  sbadìglio ecc.; aus. avere] fare uno sbadiglio o più sbadigli | v. tr.  (lett.) fare, produrre qualcosa stancamente, senza interesse: sbadigliare qualche parola; quei fanali come s'inseguono /... / sbadigliando la luce sul fango!  (carducci).
sbadiglierella   s.f.  (fam.) serie irrefrenabile di sbadigli.
sbadiglio   s.m.  atto involontario, accessorio della respirazione, caratterizzato da un'abnorme apertura della bocca e, spesso, dallo stiramento degli arti superiori; è segno di sonno, fame, noia: fare uno sbadiglio; uno spettacolo che fa trattenere a stento gli sbadigli. 
sbadire   v. tr.  [io  sbadìsco, tu  sbadìsci ecc.] (tecn.) togliere la ribaditura di chiodi, ganci, punti metallici e sim., limando o raddrizzando la parte ribadita.
sbafare   v. tr.  (fam.)    • 1 •   mangiare avidamente e in abbondanza    • 2 •   mangiare a spese d'altri: sbafare un pranzo  | (estens.) scroccare: sbafare il cinema. 
sbafata   s.f.  (fam.) abbondante mangiata, spec. se fatta a spese altrui.
sbafatore   s.m.  [f. -trice] (fam.) chi è solito sbafare, mangiare a sbafo.
sbaffare   v. tr.  sporcare con uno o più sbaffi: sbaffare un libro di inchiostro  | sbaffarsi v. rifl.  farsi uno o più sbaffi: sbaffarsi di farina, di rossetto. 
sbaffo   s.m.  macchia allungata a forma di baffo.
sbafo   s.m.  lo sbafare, quasi esclusivamente nella loc. a sbafo, a spese altrui.
sbagliare   v. intr.  [io  sbàglio ecc.; aus. avere]    • 1 •   commettere un errore o degli errori; comportarsi in modo errato, inopportuno; giudicare, valutare ingiustamente: sbagliare di grosso, di poco; sbaglia a non accettare quell'offerta; ha sbagliato, ma ora è pentito | sbaglio, sbaglierò, se non (mi) sbaglio, non vorrei sbagliare, formule attenuative per introdurre un'affermazione, un punto di vista personale ' prov.  : sbagliando s'impara    • 2 •   fare qualcosa in modo errato: sbagliare nel calcolo; sbagliare a scrivere  | v. tr.    • 1 •   scambiare, prendere una cosa o una persona per un'altra: sbagliare porta, strada; sbagliare numero, nelle comunicazioni telefoniche, comporre inavvertitamente un numero al posto di un altro | scegliere male: sbagliare professione  | sbagliarla, (fam.) ingannarsi: la sbagli, se credi di convincermi    • 2 •   compiere un'azione che produce un risultato diverso da quello previsto o da quello giusto; fallire: sbagliare la mira, i conti, il pronostico; sbagliare tutto, poco  | sbagliarsi v. rifl.  ingannarsi nel giudizio: lo credevo una persona insensibile, ma mi sono sbagliato. 
sbagliato   part. pass.  di sbagliare  agg.    • 1 •   scambiato con qualcosa d'altro o con altri: strada, persona sbagliata  | (estens.) scelto male: un momento sbagliato    • 2 •   erroneo, non giusto, non esatto: conti sbagliati; giudizio sbagliato    • 3 •   che è fatto o concepito male, che non è conforme alla regola: lavoro sbagliato. 
sbaglio   s.m.    • 1 •   lo sbagliare, lo sbagliarsi; errore: sbaglio di calcolo; fare, commettere uno sbaglio '  scambio di una cosa o d'una persona con un'altra; svista, equivoco: sbaglio di persona; per sbaglio prese il mio cappello    • 2 •   mancanza morale, colpa, fallo: uno sbaglio giovanile. 
sbaionettare   v. tr.  [io  sbaionétto ecc.] (non com.) colpire, trafiggere con la baionetta.
sbaldire   v. intr.  [io  sbaldisco, tu  sbaldisci ecc.; aus. essere] (ant. , lett.) provare grande gioia: ma poi mi riconforta e fa sbaldire / vostro franco coraggio  (guittone).
sbalestramento   s.m.  lo sbalestrare, l'essere sbalestrato.
sbalestrare   v. intr.  [io  sbalèstro ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (ant.) mancare il bersaglio tirando con la balestra    • 2 •   (fig.) sbagliare; in partic., dire cose inesatte, inverosimili o non pertinenti all'argomento di cui si parla: quando parla, spesso sbalestra | v. tr.    • 1 •   (non com.) scagliare, scaraventare lontano: nell'incidente è stato sbalestrato fuori dall'automobile    • 2 •   (fig.) mandare altrove, fare andare lontano; spostare d'autorità: quel funzionario è stato sbalestrato in una sede lontana    • 3 •   (fig.) mettere in difficoltà, in confusione: il chiasso mi sbalestra. 
sbalestrato   part. pass.  di sbalestrare  agg.  (fig.) non equilibrato; smarrito, a disagio: nel nuovo ambiente si sente sbalestrato  | disordinato: una famiglia sbalestrata  | (non com.) in dissesto economico: un'azienda sbalestrata   s.m.  [f. -a] persona spostata, un po' squilibrata § sbalestratamente avv. 
sballare   v. tr.    • 1 •   tirar fuori qualcosa da un imballaggio    • 2 •   (fig. fam.) dire cose non credibili, non assennate: sballare una serie di fandonie; sballarla grossa, raccontare una cosa del tutto inverosimile | proporre un prezzo, una cifra esagerati, inaccettabili    • 3 •   (mecc.) causare guasti, rovinare (un motore, una macchina): è andato troppo forte, e ha finito per sballare il motore  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   in alcuni giochi di carte, perdere oltrepassando il punteggio massimo stabilito    • 2 •   (estens. fam.) uscire dai limiti prestabiliti, sbagliare per eccesso (spec. nel fare un calcolo, nel formulare un'ipotesi) | (pop.) morire    • 3 •   (fig. fam.) dire o fare cose poco assennate: stamane sballa più del solito. 
sballato   part. pass.  di sballare  agg.    • 1 •   tirato fuori da un imballaggio: merci sballate    • 2 •   (mecc.) detto di un organo o di un pezzo, essere scentrato, avere un gioco eccessivo rispetto alla norma: queste ruote sono sballate    • 3 •   (fig. fam.) si dice di ciò che è del tutto sbagliato, fuori dalla ragionevolezza, dal buon senso: un ragionamento, un affare sballato  | si dice di persona spostata, un po' squilibrata, che fa vita irregolare: un tipo sballato  s. m.  [f. -a] persona sballata; sbalestrato.
sballatura   s.f.  il togliere da un imballaggio, l'aprire una balla.
sballo   s.m.    • 1 •   sballatura    • 2 •   (gerg.) l'effetto allucinatorio prodotto da una sostanza stupefacente | (fig.) situazione eccitante e fuori dal comune: ragazzi, che sballo!. 
sballottamento   s.m.  lo sballottare, l'essere sballottato.
sballottare   v. tr.  [io  sballòtto ecc.]    • 1 •   agitare, muovere rapidamente qua e là qualcosa che si tiene tra le mani | scuotere, far sussultare, far traballare: l'autobus in corsa sballottava i passeggeri    • 2 •   spingere ripetutamente in diverse direzioni: la nave era sballottata dalle onde  | trasferire più volte in posti diversi: siamo stati sballottati da un ufficio a un altro. 
sballottio   s.m.  uno sballottare continuo.
sballottolamento   s.m.  (non com.) sballottamento.
sballottolare   v. tr.  [io  sballòttolo ecc.] (non com.) sballottare.
sballottolio   s.m.  (non com.) sballottio.
sbalordimento   s.m.  lo sbalordire, lo sbalordirsi, l'essere sbalordito.
sbalordire   v. tr.  [io  sbalordisco, tu  sbalordisci ecc.]    • 1 •   (non com.) tramortire con una percossa: con un pugno lo ha sbalordito    • 2 •   (fig.) stupire, impressionare vivamente: quella notizia mi ha sbalordito  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (non com.) restare tramortito, stordito    • 2 •   (fig.) restare vivamente impressionato e stupito: a sentire certe cose c'è da sbalordire!  | sbalordirsi v. rifl.  rimanere stupito; impressionarsi: alla mia età non mi sbalordisco più di niente. 
sbalorditaggine   s.f.  (non com.)    • 1 •   condizione di chi è abitualmente sbalordito; balordaggine    • 2 •   atto, discorso da sbalordito.
sbalorditivo   agg.  che fa sbalordire, che stupisce profondamente: un'abilità, una memoria sbalorditiva  | incredibilmente esagerato: un prezzo sbalorditivo  § sbalorditivamente avv. 
sbalordito   part. pass.  di sbalordire  agg.    • 1 •   molto sorpreso, pieno di stupore: rimanere sbalordito    • 2 •   (non com.) sciocco, tonto  s.m.  [f. -a] (non com.) persona sciocca, tonta.
sbaluginare   v. intr.  [io  sbalùgino ecc.; aus. essere  o avere] (non com.) mandare bagliori; scintillare, baluginare.
sbalzamento   s.m.  (non com.) lo sbalzare, l'essere sbalzato.
sbalzare   (1) v. tr.  far balzare lontano; spostare bruscamente da un luogo all'altro: essere sbalzato da cavallo; l'urto dell'on da lo sbalzò in mare | (fig.) rimuovere da una carica, da un incarico | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   fare uno sbalzo improvviso; sobbalzare (anche fig.): sbalzare dal letto; i prezzi sono sbalzati alle stelle    • 2 •   (rar.) cadere rimbalzando.
sbalzare   (2) v. tr.  lavorare a sbalzo (una lastra metallica).
sbalzato   part. pass.  di sbalzare    • 2 •   agg.    • 1 •   lavorato a sbalzo: argento sbalzato    • 2 •   montato di sbalzo: un'auto col cambio sbalzato. 
sbalzatore   s.m.  [f. -trice] chi esegue lavori a sbalzo su lastre metalliche.
sbalzellare   v. tr.  [io  sbalzèllo ecc.] (non com.) far fare piccoli sbalzi a qualcosa o a qualcuno | v. intr.  [aus. avere] fare piccoli sbalzi.
sbalzellio   s.m.  (non com.) uno sbalzellare continuo.
sbalzelloni   avv.  (non com.) balzelloni.
sbalzo   (1) s.m.    • 1 •   movimento brusco e improvviso    • 2 •   (fig.) oscillazione, variazione improvvisa: uno sbalzo di temperatura | a sbalzi, irregolarmente, senza continuità ' di sbalzo, di scatto, da un momento all'altro.
sbalzo   (2) s.m.    • 1 •   elemento architettonico sporgente dal corpo di una struttura | di sbalzo, si dice di un organo meccanico munito di albero rotante che sporge dalla struttura principale, alla quale è collegato con un solo supporto d'estremità    • 2 •   tecnica di lavorazione di lastre metalliche con cui si ottengono figure in rilievo su una faccia mediante abbassamento del fondo sulla faccia opposta; il rilievo sulla lastra e il prodotto artistico nel suo complesso così ottenuti.
sbancamento   s.m.  opera di scavo del suolo, effettuata per lavori edili o stradali.
sbancare   (1) v. tr.  [io  sbanco, tu  sbanchi ecc.]    • 1 •   nei giochi d'azzardo, vincere tutta la somma di cui dispone il banco    • 2 •   (estens.) rovinare economicamente qualcuno: i debiti lo hanno sbancato  | v. intr.  [aus. essere], sbancarsi v. rifl.    • 1 •   nei giochi d'azzardo, si dice del banco che perde tutta la somma di cui dispone    • 2 •   (estens.) spendere o perdere tutto il proprio denaro.
sbancare   (2) v. tr.  effettuare uno sbancamento: sbancare un terreno. 
sbandamento   (1) s.m.    • 1 •   l'azione e l'effetto dello sbandare (detto di un veicolo)    • 2 •   (fig.) l'allontanarsi dalla retta via; deviazione, disorientamento morale, o anche ideologico, culturale ecc.: lo sbandamento delle coscienze. 
sbandamento   (2) s.m.    • 1 •   lo sbandarsi, spec. di truppe, di reparti militari    • 2 •   (fig.) disgregazione di un gruppo sociale; confusione, scompiglio morale, ideologico ecc.: lo sbandamento di una famiglia; un periodo, una fase di sbandamento. 
sbandare   (1) v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   perdere la direzione giusta | detto di navi, inclinarsi su un fianco | detto di veicoli a ruote, deviare dalla traiettoria di moto: sbandare in curva, sul ghiaccio; sbandare per una foratura '  detto di aeromobili, inclinarsi irregolarmente rispetto alla verticale    • 2 •   (fig.) inclinare verso idee, pratiche, metodi diversi e in genere peggiori di quelli seguiti in precedenza; deviare dalla retta via.
sbandare   (2) v. tr.  (ant.) sciogliere una banda armata | (non com.) disperdere un gruppo di persone | sbandarsi v. rifl.    • 1 •   detto di un gruppo di persone, disperdersi, sciogliersi disordinatamente: gli eserciti si sbandarono dopo la resa; la folla si è sbandata in direzioni diverse    • 2 •   (fig.) detto di un nucleo sociale, familiare ecc., dividersi, disgregarsi.
sbandata   s.f.    • 1 •   lo sbandare di un veicolo: la sbandata di una nave, di una motocicletta    • 2 •   (fig.) inclinazione repentina verso idee o comportamenti nuovi, differenti e in genere peggiori di quelli soliti: sbandata politica | prendere una sbandata per qualcuno, (fam.) innamorarsene in modo intenso e improvviso.
sbandato   part. pass.  di sbandare    • 2 •   agg.  e s.m.    • 1 •   che, chi è uscito dal proprio gruppo disperdendosi: un soldato sbandato; raccogliere gli sbandati    • 2 •   (fig.) che, chi ha perso i contatti col proprio gruppo sociale o è confuso, disorientato moralmente, ideologicamente; spostato, sbalestrato § sbandatamente avv.  in modo disperso o confuso.
sbandeggiamento   s.m.  (ant.) lo sbandeggiare, l'essere sbandeggiato; esilio: se mai avviene che tedaldo dal suo lungo sbandeggiamento qui torni  (boccaccio dec.  iii, 7).
sbandeggiare   v. tr.  [io  sbandéggio ecc.] (ant.) mettere al bando, esiliare.
sbandieramento   s.m.  lo sbandierare (anche fig.): lo sbandieramento di un'opinione, di una virtù. 
sbandierare   v. tr.  [io  sbandièro ecc.]    • 1 •   esporre, far sventolare, agitare una bandiera o delle bandiere in segno di festa (anche assol.)    • 2 •   (fig.) ostentare, sfoggiare: sbandierava il suo coraggio. 
sbandierata   s.f.    • 1 •   grande sventolio di bandiere    • 2 •   esibizione spettacolare di un gruppo di sbandieratori, spec. in feste popolari tradizionali.
sbandieratore   s.m.  [f. -trice] chi si esibisce in prove di abilità consistenti nel far volteggiare una o più bandiere a scopo di spettacolo: gli sbandieratori di gubbio. 
sbandimento   s.m.  (ant.) lo sbandire, l'esiliare; anche, il luogo dell'esilio.
sbandire   v. tr.  [io  sbandisco, tu  sbandisci ecc.]    • 1 •   (non com.) mettere al bando; bandire, esiliare    • 2 •   (lett.) allontanare, cacciare: fu ella sbandita / di paradiso, però che si torse / da via di verità  (dante par.  vii, 37-39).
sbando   (1) s.m.  (ant.) bando.
sbando   (2) s.m.  sbandamento morale, ideologico: gioventù allo sbando  | (estens.) caos, disordine; lo sbando degli uffici pubblici. 
sbaraccare   v. tr.  [io  sbaracco, tu  sbaracchi ecc.] (fam.) rimuovere energicamente cose o persone dal loro posto: sbaraccare un accampamento  | (assol.) raccogliere le proprie cose e andarsene: sta per piovere, sarà bene sbaraccare. 
sbaragliamento   s.m.  (non com.) lo sbaragliare, l'essere sbaragliato.
sbaragliare   v. tr.  [io  sbaràglio ecc.] sconfiggere completamente, annientare: sbaragliare il nemico, la squadra avversaria. 
sbaraglino   s.m.  (non com.) gioco che si fa con dadi e pedine e in cui risulta vincitore chi per primo sbarazza la tavola da queste ultime; è detto anche tric-trac  o tavola reale. 
sbaraglio   s.m.    • 1 •   sbaragliamento | andare, buttarsi, mandare allo sbaraglio, (fig.) esporsi, esporre a grave rischio o pericolo senza le necessarie precauzioni    • 2 •   (ant.) gioco simile allo sbaraglino.
sbarattare   v. tr.  (ant.) disperdere; mettere in rotta, sbaragliare | sbarattarsi v. rifl.  (ant.) disperdersi: detta armata... tutta si sbarattò  (g. villani).
sbarazzare   v. tr.  liberare da impacci, ingombri: sbarazzare una stanza troppo ingombra di mobili  | (fig.) liberare da persone moleste e sim.: mi ha sbarazzato da quello scocciatore  | sbarazzarsi v. rifl.  liberarsi di qualcosa di fastidioso: sbarazzarsi dei giornali vecchi '  (fig.) liberarsi da persone fastidiose; anche, mettere qualcuno nell'impossibilità di nuocere, eliminarlo fisicamente ecc.: si è sbarazzato di un importuno; i rapitori si sbarazzarono dell'ostaggio. 
sbarazzina   s.f.  variante del gioco della scopa, nel quale chi ha un asso (detto asso pigliatutto  o sbarazzino) prende tutte le carte in tavola.
sbarazzinata   s.f.  (non com.) atto, discorso da sbarazzino.
sbarazzino   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice benevolmente, e anche talora affettuosamente, di persona, spec. di ragazzo spigliato e vivace, che ne combina di tutti i colori  agg.    • 1 •   di, da sbarazzino: un'aria sbarazzina | alla sbarazzina, con atteggiamento da sbarazzino: portare il cappello alla sbarazzina, un po' all'indietro e di traverso, sulle ventitré    • 2 •   asso sbarazzino, asso pigliatutto, nel gioco della sbarazzina.
sbarbagliare   v. intr.  [io  sbarbàglio ecc.; aus. avere] (non com.) barbagliare, sfavillare: sbarbagliavano al sole i panni stesi ad asciugare  (pirandello).
sbarbare   v. tr.    • 1 •   svellere dalle barbe, strappare dalle radici (anche fig.): sbarbare una pianta; sbarbare una brutta consuetudine    • 2 •   ripulire una radice dalle barbe | nella lavorazione dei cappelli di feltro, togliere le irregolarità del pelo    • 3 •   radere la barba: sbarbarsi il viso  | sbarbarsi v. rifl.  radersi la barba: insaponarsi e sbarbarsi. 
sbarbarire   v. tr.  [io  sbarbarisco, tu  sbarbarisci ecc.] (rar.) togliere dalla barbarie, incivilire.
sbarbatello   s.m.  ragazzo, giovincello pretenzioso che cerca di comportarsi come un adulto, fingendo un'esperienza che non possiede.
sbarbato   part. pass.  di sbarbare  agg.    • 1 •   nei sign. del verbo: una pianta sbarbata; un viso sbarbato    • 2 •   (non com.) privo di barba, imberbe: un giovane sbarbato. 
sbarbatrice   s.f.  macchina utensile usata per la finitura o la manutenzione delle ruote dentate.
sbarbatura   s.f.    • 1 •   lo sbarbare, lo sbarbarsi    • 2 •   (tecn.) operazione di finitura eseguita con la sbarbatrice.
sbarbettare   v. tr.  [io  sbarbétto ecc.] (agr.) effettuare la sbarbettatura.
sbarbettatura   s.f.  (agr.) eliminazione delle radici superficiali che si formano nelle piante al disopra del punto d'innesto.
sbarbicamento   s.m.  (non com.) lo sbarbicare, l'essere sbarbicato.
sbarbicare   v. tr.  [io  sbàrbico, tu  sbàrbichi ecc.] sbarbare; sradicare, estirpare (anche fig.): sbarbicare l'odio dai cuori. 
sbarbificare   v. tr.  [io  sbarbìfico, tu  sbarbìfichi ecc.], sbarbificarsi v. rifl.  (scherz.) sbarbare, sbarbarsi.
sbarbino   s.m.  [f. -a] (sett.) ragazzo o ragazza vivace e intraprendente, ma in realtà senza esperienza: ha delle belle pretese, quella sbarbina!. 
sbarcare   (1) v. tr.  [io  sbarco, tu  sbarchi ecc.]    • 1 •   scaricare, far scendere da una nave o da un'altra imbarcazione: il mercantile ha sbarcato tutto il carico; i passeggeri sono stati sbarcati a genova  | (estens.) far scendere da un qualunque mezzo di trasporto: l'autobus ci sbarca sotto casa    • 2 •   (fig.) trascorrere, passare alla meglio: sbarcare l'inverno | sbarcare il lunario, campare (a stento, giorno per giorno) ' sbarcarla, sbarcarsela, cavarsela | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   lasciare una nave o un'altra imbarcazione; per estens., scendere da un qualsiasi altro mezzo di trasporto: i passeggeri stanno sbarcando dall'aereo    • 2 •   (mil.) detto di truppe, mettere piede sul territorio nemico, giungendo con mezzi navali, per dare luogo a un'operazione offensiva: gli alleati sbarcarono ad anzio nel 1944. 
sbarcare   (2) v. tr.  [io  sbarco, tu  sbarchi ecc.] (non com.) disfare un cumulo di biada e spargerlo sul terreno.
sbarcatoio   s.m.  passerella su cui passano, per giungere a terra, passeggeri e merci sbarcati da una nave.
sbarco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   lo sbarcare, l'essere sbarcato: lo sbarco della merce, dei passeggeri '  (mar.) abbandono della vita di mare alla fine della carriera: lo sbarco del comandante di una nave    • 2 •   (mil.) lo sbarcare, su territorio nemico, di truppe impiegate in un'azione offensiva: lo sbarco dei garibaldini a marsala  | mezzo da sbarco, galleggiante semovente di ridotto pescaggio, messo in mare in prossimità della costa da navi da guerra per portare a terra uomini e materiali.
sbardare   v. tr.  togliere la bardatura.
sbardellare   v. tr.  [io  sbardèllo ecc.] cavalcare un puledro con il bardellone per domarlo.
sbarellamento   s.m.  lo sbarellare (anche fig.).
sbarellare   v. intr.  [io  sbarèllo ecc.; aus. avere] (fam.)    • 1 •   barcollare, barellare    • 2 •   (fig.) agire o parlare in modo incoerente, dar segni di squilibrio.
sbarello   s.m.  sorta di carretto con cassa ribaltabile per facilitare il carico e lo scarico.
sbarra   s.f.    • 1 •   spranga, asta metallica o d'altro materiale: colpire qualcuno con una sbarra; le sbarre di un passaggio a livello, della dogana | dietro le sbarre, (fig.) in prigione. dim. sbarretta    • 2 •   la barriera che nelle aule giudiziarie delimita il luogo in cui stanno gli imputati ' essere, mettere alla sbarra, (fig.) essere sottoposto, sottoporre a giudizio pubblico    • 3 •   (sport) attrezzo usato nel sollevamento pesi, costituito da un'asta con le masse del peso alle estremità | attrezzo della ginnastica artistica che consiste in una barra cilindrica metallica posta a due metri e mezzo di altezza dal suolo per mezzo di due sostegni, sulla quale si eseguono esercizi di appoggio e oscillazione | nella danza, asta orizzontale infissa alla parete, usata spec. per esercizi delle gambe    • 4 •   (arald.) pezza onorevole posta diagonalmente nello scudo dal cantone superiore sinistro all'inferiore destro    • 5 •   linea tracciata per traverso su un foglio per evitare che vi si scriva su, per cancellare quanto vi è scritto e sim. | sbarretta.
sbarramento   s.m.    • 1 •   lo sbarrare: disporre uno sbarramento | mine di sbarramento, (mil.) quelle collocate nella zona antistante un luogo cui si vuole impedire l'accesso ' fuoco di sbarramento, (mil.) concentrazione del tiro dell'artiglieria in una zona di cui si vuole interdire l'accesso al nemico ' diga di sbarramento, in ingegneria idraulica, diga che interrompe il corso di un fiume in modo da formare un lago artificiale    • 2 •   ciò che serve a sbarrare; ostacolo posto a impedire un passaggio o un accesso: superò lo sbarramento di reticolati. 
sbarrare   v. tr.    • 1 •   chiudere con una o più sbarre: sbarrare il portone    • 2 •   (estens.) impedire un passaggio; bloccare con uno sbarramento: una frana sbarra la strada; la polizia ha sbarrato tutti gli accessi alla piazza  | ostacolare, impedire: due uomini le sbarrarono il passo    • 3 •   spalancare, allargare (detto oggi solo degli occhi, un tempo anche delle braccia): sbarrare gli occhi per lo stupore, per la paura; e quanto più sbarrar puote le braccia, / le sbarra sì, ch'in duo pezzi lo straccia  (ariosto o. f.  xxix, 55)    • 4 •   segnare con sbarre, con righe trasversali: sbarrare un foglio, una casella | sbarrare un assegno, (banc.) tracciare su di esso due sbarre parallele per indicare che la banca interessata dovrà pagare solo se l'assegno le sarà presentato da un suo cliente o da un'altra banca.
sbarrato   part. pass.  di sbarrare  agg.    • 1 •   nei sign. del verbo: passaggio, viottolo sbarrato; occhi sbarrati    • 2 •   barrato: assegno sbarrato   s.m.  (arald.) scudo coperto di sei barre alternate di smalto differente.
sbarratura   s.f.    • 1 •   (non com.) l'operazione dello sbarrare, del chiudere mediante sbarre    • 2 •   sbarratura di un assegno, (banc.) l'atto con cui lo si sbarra; le sbarre stesse tracciate su di esso.
sbarretta   s.f.    • 1 •   dim.  di sbarra    • 2 •   lineetta verticale od obliqua usata come segno grafico per indicare separazione.
sbarrista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] atleta specializzato negli esercizi alla sbarra.
sbarro   s.m.  (ant.) sbarramento, ostacolo.
sbassamento   s.m.  (non com.) l'operazione dello sbassare; anche, lo sbassarsi.
sbassare   v. tr.  rendere basso o più basso (anche fig.): sbassare un tavolo; sbassare l'orgoglio  | sbassarsi v. rifl.  diminuire di altezza: con l'usura il tacco si è sbassato. 
sbasso   s.m.  (non com.) abbassamento, ribasso: sbasso dei prezzi. 
sbastire   v. tr.  [io  sbastisco, tu  sbastisci ecc.] togliere, disfare un'imbastitura; scucire e staccare due lembi di stoffa tenuti insieme da un'imbastitura: sbastire un orlo. 
sbatacchiamento   s.m.  lo sbatacchiare, l'essere sbatacchiato.
sbatacchiare   v. tr.  [io  sbatàcchio ecc.]    • 1 •   sbattere, agitare con violenza, ripetutamente: la gallina sbatacchiava le ali; sbatacchiare un tappeto  | lanciare con violenza mandando a sbattere: per la stizza, ha sbatacchiato la bambola contro il muro    • 2 •   (fam.) stravincere, strapazzare: a briscola sbatacchia sempre tutti  | v. intr.  [aus. avere] sbattere violentemente: le finestre sbatacchiano per il vento. 
sbatacchiata   s.f.  lo sbatacchiare una volta, ma con forza.
sbatacchio   (1) s.m.  (non com.) uno sbatacchiare continuo, prolungato: si sentiva lo sbatacchio dell'uscio. 
sbatacchio   (2) s.m.  trave, palo di sostegno usato nei lavori di scavo; puntello.
sbatacchione   s.m.  urto violento con cui si fa sbatacchiare qualcosa: dare uno sbatacchione alla porta. 
sbattagliare   v. intr.  [io  sbattàglio ecc.; aus. avere] (non com.) detto del battaglio delle campane, sbatacchiare continuamente | (estens.) di campana, suonare a distesa.
sbattere   v. tr.    • 1 •   battere con forza o ripetutamente: uscire sbattendo la porta  (anche fig.); sbattere le ali, le palpebre, chiuderle e aprirle più volte rapidamente    • 2 •   scagliare con violenza: la tempesta sbatté la nave sugli scogli | sbattere qualcosa in faccia a qualcuno, (fig.) dirgli apertamente qualcosa di molto sgradevole, con intento provocatorio o recriminatorio ' sbattere qualcuno fuori della porta, cacciarlo via in malo modo (anche fig.) ' sbattere qualcuno in un luogo, (fam.) costringerlo ad andarvi, a restarvi: sbattere un ladro in galera  | sbattere una notizia in prima pagina, pubblicarla sulla prima pagina di un giornale con grande evidenza    • 3 •   agitare sostanze liquide o semisolide per mescolarle, amalgamarle o farle montare; frullare: sbattere le uova, la panna    • 4 •   (fig. fam.) fare apparire pallido, smorto (anche assol.): il colore di quest'abito ti sbatte; una tinta che sbatte    • 5 •   (volg.) possedere sessualmente | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   agitarsi, urtare con violenza: la finestra sbatte per il vento; ha sbattuto contro il muro e si è rotto    • 2 •   (volg.) compiere l'atto sessuale | sbattersene, (fig.) infischiarsene | sbattersi v. rifl.  (fam.) agitarsi, affannarsi: si sbatte tutto il giorno inutilmente. 
sbattezzare   v. tr.  [io  sbattézzo ecc.]    • 1 •   obbligare qualcuno ad abiurare la fede cristiana    • 2 •   (non com.) cambiare nome a qualcuno | sbattezzarsi v. rifl.    • 1 •   abiurare la religione cristiana ' si sbattezzerebbe pur di riuscire!, (scherz.) farebbe qualunque cosa    • 2 •   cambiare nome; farsi chiamare con un nome diverso dal proprio    • 3 •   (scherz.) farsi in quattro, darsi molto da fare.
sbattighiaccio   s.m. invar.  (non com.) shaker.
sbattimento   s.m.  sbattitura.
sbattiova    ⇨ sbattiuova.
sbattitoia   s.f. , o sbattitoio s.m.    • 1 •   qualsiasi arnese per sbattere    • 2 •   oggetto su cui sbattere qualcosa: la sbattitoia del lavatoio, la pietra inclinata su cui si sbattevano i panni.
sbattitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi sbatte    • 2 •   piccolo elettrodomestico, azionato da un motorino e dotato di una o più fruste, che serve per sbattere uova, panna ecc.
sbattitrice   s.f.  in pasticceria, macchina adoperata per sbattere o montare uova, panna ecc.
sbattitura   s.f.  lo sbattere, l'essere sbattuto: la sbattitura delle uova. 
sbattiuova   non com. sbattiova, s.m. invar.  arnese da cucina per amalgamare o montare le uova, la panna ecc.
sbattuta   s.f.  lo sbattere una sola volta o per breve tempo: dare una sbattuta al tappeto. 
sbattuto   part. pass.  di sbattere  agg.    • 1 •   frullato: un uovo sbattuto    • 2 •   (fig.) che mostra stanchezza, abbattimento; sciupato, smorto: un viso sbattuto; una bellezza sbattuta, sfiorita  (manzoni p. s.  ix).
sbavagliare   v. tr.  [io  sbavàglio ecc.] (non com.) privare, liberare del bavaglio.
sbavamento   s.m.  emissione di bava.
sbavare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   emettere bava: la lumaca sbava  | (fig. fam.) provare un desiderio acuto, spasmodico per qualcosa: era un mese che sbavava per quella motocicletta    • 2 •   detto di colore, spandersi oltre la linea di contorno tracciata: la vernice ha sbavato  | v. tr.    • 1 •   sporcare di bava: il cane ha sbavato il tappeto    • 2 •   (metall.) liberare delle bave o sbavature un pezzo fuso o stampato | sbavarsi v. rifl.  sporcarsi di bava.
sbavatrice   s.f.  (metall.) macchina a tamburo rotante per asportare a freddo piccole bave da un pezzo fuso.
sbavatura   s.f.    • 1 •   lo sbavare; traccia di bava: la sbavatura delle lumache    • 2 •   traccia lasciata da un colore che si spande oltre la linea di contorno    • 3 •   (fig.) inutile dispersione o lungaggine in uno scritto, in un discorso | (estens.) imperfezione, lieve difetto    • 4 •   (metall.) bava che resta intorno a un pezzo fuso; anche, l'operazione con cui la si asporta.
sbavone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi sbava, chi fa molta bava.
sbeccare   v. tr.  [io  sbécco, tu  sbécchi ecc.] rompere un recipiente di ceramica o di vetro facendogli perdere il beccuccio o scheggiandone l'orlo.
sbeccucciare   v. tr.  [io  sbeccùccio ecc.] (non com.) sbeccare.
sbeffamento   s.m.  (non com.) sbeffeggiamento, derisione.
sbeffare   v. tr.  [io  sbèffo ecc.] (non com.) sbeffeggiare.
sbeffatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi sbeffa, sbeffeggia.
sbeffeggiamento   s.m.  lo sbeffeggiare, l'essere sbeffeggiato.
sbeffeggiare   v. tr.  [io  sbefféggio ecc.] beffare, irridere con malignità.
sbeffeggiatore   s.m.  [f. -trice] chi sbeffeggia.
sbellicarsi   v. rifl.  [io mi  sbellìco, tu ti  sbellìchi ecc.] solo nella loc. sbellicarsi dalle risa, ridere a crepapelle.
sbendare   v. tr.  [io  sbèndo ecc.] (non com.) liberare da una benda o dalle bende.
sbercia   s.f.  (pop. tosc.) persona incapace, di nessun valore.
sberciare   (1) v. intr.  [io  sbèrcio ecc.; aus. avere] (tosc.)    • 1 •   fare atti, versi di scherno    • 2 •   parlare a voce alta, sguaiatamente; urlare, berciare.
sberciare   (2) v. intr.  [io  sbèrcio ecc.; aus. avere] (tosc.) non colpire nel segno, sbagliare il tiro, fallire.
sbercio   s.m.  (tosc.) urlo sguaiato.
sberla   s.f.  schiaffo, ceffone: prendere a sberle qualcuno; mollare, rifilare una sberla.  accr. sberlona, sberlone  (m).
sberleffo   ant. sberleffe, s.m.    • 1 •   (ant.) cicatrice, sfregio che deturpa il viso    • 2 •   boccaccia, smorfia; gesto di scherno: fare uno sberleffo. 
sbernare    ⇨ svernare 2.
sberrettarsi   v. rifl.  [io mi  sberrétto ecc.] (non com.) togliersi il berretto per salutare.
sberrettata   s.f.  (non com.) lo sberrettarsi.
sbertare   v. tr.  [io  sbèrto ecc.] (tosc. , lett.) beffeggiare, dar la berta.
sbertucciare   v. tr.  [io  sbertùccio ecc.] (non com.)    • 1 •   schernire, deridere    • 2 •   sgualcire, rovinare: un cappello tutto sbertucciato  | sbertucciarsi v. rifl.  (non com.) schernirsi, canzonarsi a vicenda.
sbevacchiare   v. intr.  [io  sbevàcchio ecc.; aus. avere] (non com.) sbevazzare.
sbevazzamento   s.m.  (non com.) lo sbevazzare.
sbevazzare   v. intr.  [aus. avere] bere molto e disordinatamente.
sbevazzatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) ubriacone; chi beve spesso e volentieri.
sbevucchiare   o sbevicchiare, v. intr.  [io  sbevùcchio (o sbevìcchio) ecc. ; aus. avere] bere frequentemente, ma a piccole dosi.
sbiadato   o sbiavato, agg.  (ant.) detto di colore, tenue, sbiadito  s.m.  (ant.) stoffa di colore azzurro.
sbiadire   v. tr.  [io  sbiadisco, tu  sbiadisci ecc.] far perdere il colore: il sole sbiadisce i tessuti delicati | v. intr.  [aus. essere], sbiadirsi v. rifl.  perdere il colore, scolorire (anche fig.): temo che la stoffa sbiadisca; i ricordi si sbiadiscono lentamente. 
sbiadito   part. pass.  di sbiadire   agg.    • 1 •   che ha perduto il suo colore originale: un abito sbiadito; una fotografia sbiadita    • 2 •   (fig.) che manca di brio, di originalità incolore, scialbo: stile sbiadito  § sbiaditamente avv.  in modo inespressivo.
sbianca   s.f.  nell'industria tessile e della carta, candeggio.
sbiancamento   s.m.  lo sbiancare, lo sbiancarsi, l'essere sbiancato | nell'industria tessile e della carta, sbianca.
sbiancante   part. pres.  di sbiancare  agg.  che rende bianco: l'azione sbiancante di un detersivo   s.m.  prodotto per sbiancare.
sbiancare   v. tr.  [io  sbianco, tu  sbianchi ecc.] rendere bianco; candeggiare, imbianchire | sbiancare il riso, raffinarlo, privando i chicchi del pericarpo | v. intr.  [aus. essere], sbiancarsi v. rifl.  diventare bianco | (estens.) impallidire: (si) sbiancò in volto. 
sbiancatore   s.m.  [f. -trice] (ind.) operaio addetto alla pulitura del riso.
sbiancatrice   s.f.  macchina per sbiancare il riso.
sbianchimento   s.m.    • 1 •   lo sbianchire, lo sbianchirsi, l'essere sbianchito    • 2 •   (foto.) immersione in acqua delle immagini negative per ridurne il grado di annerimento    • 3 •   nell'industria tessile e della carta, sbianca.
sbianchire   v. tr.  [io  sbianchisco, tu  sbianchisci ecc.]    • 1 •   rendere bianco, sbiancare    • 2 •   (estens.) lessare, ma senza far raggiungere la cottura completa; sbollentare: sbianchire la carne, i legumi  | v. intr.  [aus. essere], sbianchirsi v. rifl.  diventare bianco.
sbiavato    ⇨ sbiadato.
sbicchierare   v. intr.  [io  sbicchièro ecc.; aus. avere]    • 1 •   (ant.) vendere il vino a bicchieri    • 2 •   bere in allegra compagnia: gli piace sbicchierare con gli amici. 
sbicchierata   s.f.  bevuta fatta in allegra compagnia; bicchierata.
sbiecare   v. tr.  [io  sbièco, tu  sbièchi ecc] (non com.) mettere di sbieco | v. intr.  [aus. avere  ed essere] (non com.) andare di sbieco; non essere perfettamente dritto.
sbieco   agg.  [pl. m. -chi] che non è diritto: linea sbieca; un muro sbieco | di, per sbieco, di traverso, obliquamente ' guardare di sbieco, mettendo gli occhi di traverso; (fig.) guardare con malanimo, con diffidenza  s.m.  in sartoria, lembo di stoffa tagliato obliquamente § sbiecamente avv.  (non com.) di sbieco, per sbieco.
sbiellare   v. intr.  [io sbièllo ecc. ; aus. essere  nel sign. 1, avere  nei sign.    • 2 •   e 3]    • 1 •   detto di motore alternativo, cessare di funzionare per la rottura di una o più bielle    • 2 •   detto di automobilista, mettere fuori uso il motore provocando la rottura di una o più bielle: all'ultimo chilometro ha sbiellato    • 3 •   (fig. scherz.) perdere il controllo dei nervi; uscire di senno.
sbietolare   v. intr.  [io  sbiètolo ecc.; aus. essere], sbietolarsi v. rifl.  (ant. , tosc) intenerirsi, piangere scioccamente: lasci in asso questa ragazza, che si sbietola per amor tuo  (fagiuoli).
sbiettare   v. tr.  [io  sbiétto ecc.] togliere la bietta da qualcosa | v. intr.  [aus. essere  e avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2] (rar.)    • 1 •   detto dei piedi, mancare di un appoggio sicuro    • 2 •   (fig.) andare via alla chetichella, svignarsela.
sbiettatura   s.f.  lo sbiettare; il segno lasciato nel legno dalla bietta.
sbiffare   v. tr.  cancellare con crocette; biffare.
sbigonciare   v. intr.  [io  sbigòncio ecc.; aus. avere  ed essere] traboccare dalla bigoncia (detto di liquidi).
sbigottimento   s.m.  sbalordimento, smarrimento.
sbigottire   v. tr.  [io  sbigottisco, tu  sbigottisci ecc.] turbare, sconcertare, sbalordire: notizie che sbigottiscono  | v. intr.  [aus. essere], sbigottirsi v. rifl.  provare turbamento; rimanere sconcertato, attonito: sbigottirsi al pensiero della morte. 
sbigottito   part. pass.  di sbigottire   agg.  stupito, attonito, sbalordito: restare sbigottito; sguardo sbigottito. 
sbilanciamento   s.m.  lo sbilanciare, lo sbilanciarsi, l'essere sbilanciato (anche fig.).
sbilanciare   v. tr.  [io  sbilàncio ecc.]    • 1 •   far perdere l'equilibrio spostando il peso da una parte: il carico sbilancia l'automobile    • 2 •   (fig.) squilibrare, dissestare: una spesa che ha sbilanciato l'economia familiare  | v. intr.  [aus. avere] essere squilibrato, pendere da un lato: il peso sbilancia a destra  | sbilanciarsi v. rifl.  dire, fare qualcosa oltre i limiti della prudenza: in certi casi, meglio non sbilanciarsi. 
sbilancio   s.m.    • 1 •   (non com.) mancanza di equilibrio    • 2 •   (econ.) differenza negativa, saldo negativo, deficit di bilancio.
sbilancione   s.m.  (rar.) salto scomposto nel quale si perde l'equilibrio | a sbilancioni, a balzi.
sbilenco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   storto, che pende da una parte: un tavolo sbilenco; camminare sbilenco    • 2 •   (fig.) che manca di equilibrio, di logica, bislacco: discorso, ragionamento sbilenco  § sbilencamente avv. 
sbirciare   v. tr.  [io  sbìrcio ecc.]    • 1 •   guardare di sfuggita, in modo da non essere notato, ma cercando di distinguere o capire quanto più possibile di ciò che interessa | guardare di nascosto: sbirciare attraverso le imposte    • 2 •   guardare attentamente, socchiudendo gli occhi per vedere meglio: prima di farlo entrare, lo hanno sbirciato da capo a piedi. 
sbirciata   s.f.  lo sbirciare una sola volta e frettolosamente: diede una sbirciata senza farsi notare.  dim. sbirciatina. 
sbirraglia   s.f.  (spreg.) insieme di sbirri.
sbirreggiare   v. intr.  [io  sbirréggio ecc.; aus. avere] (rar.) comportarsi da sbirro.
sbirreria   s.f.  (ant.) sbirraglia.
sbirresco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) di, da sbirro: metodi sbirreschi, brutali e arbitrari.
sbirro   s.m.    • 1 •   in età medievale e rinascimentale, guardia armata addetta all'ordine pubblico    • 2 •   [f. -a] (spreg.) poliziotto, secondino: metodi da sbirro.  pegg. sbirraccio    • 3 •   (mar.) anello di canapa per sostenere un paranco  agg.    • 1 •   (ant.) sbirresco    • 2 •   (fam.) furbo, malizioso: una ragazza sbirra. 
sbittare   v. tr.  (mar.) togliere da una bitta: sbittare un cavo. 
sbizzarrire   v. tr.  [io  sbizzarrisco, tu  sbizzarrisci ecc.] (non com.) far passare i capricci, la bizzarria a qualcuno | sbizzarrirsi v. rifl.  soddisfare i propri capricci, i propri desideri, il proprio estro: sbizzarrirsi a spendere, a dipingere. 
sbloccaggio   s.m.  sblocco, spec. in usi tecn.
sbloccamento   s.m.  (non com.) lo sbloccare, lo sbloccarsi, l'essere sbloccato; sblocco.
sbloccare   v. tr.  [io  sblòcco, tu  sblòcchi ecc.] liberare da un blocco: sbloccare una città assediata; non riuscire a sbloccare il freno; sbloccare i fitti '  (fig.) risolvere eliminando un impedimento: sbloccare una situazione  | v. intr.  [aus. avere] nel biliardo, si dice della palla che batte sugli orli della buca e poi rimbalza fuori: la palla ha sbloccato  | sbloccarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   tornare a normali condizioni di funzionamento dopo un blocco: la linea telefonica s'è sbloccata  | (fig.) uscire da una situazione di stallo; rimettersi in movimento: la trattativa non si sbloccherà facilmente    • 2 •   (estens.) superare un blocco psicologico, un impaccio, un imbarazzo: era timido, ma adesso si è sbloccato. 
sblocco   s.m.  [pl. -chi] lo sbloccare, lo sbloccarsi, l'essere sbloccato.
sbobba   o sbobbia, sboba, s.f.  (fam.) brodaglia; per estens., minestra o altro cibo disgustoso. pegg. sbobbaccia. 
sbobinamento   s.m.  l'operazione e il risultato dello sbobinare.
sbobinare   v. tr.  riportare per iscritto il contenuto di discorsi, interviste, conferenze registrati su nastro magnetico.
sbobinatura   s.f.  sbobinamento.
sboccamento   s.m.  (non com.) sbocco.
sboccare   v. intr.  [io  sbócco, tu  sbócchi ecc.; aus. essere]    • 1 •   uscire fuori, all'aperto, al largo dopo un percorso al chiuso, al coperto: sboccare in aperta campagna; un passaggio segreto che sbocca oltre le mura  | detto di corsi d'acqua, sfociare, immettersi (nel mare, in laghi, in fiumi): il tevere sbocca nel tirreno; il ticino sbocca nel po  | di strade, aver termine, riuscire: via torino sbocca in piazza duomo  | detto di persona, di gruppi di persone in movimento, giungere in un luogo dopo un determinato percorso: la colonna di ciclisti sboccò nel piazzale    • 2 •   (fig.) trasformarsi, risolversi, concludersi: le proteste sboccarono in un vero e proprio tumulto    • 3 •   (ant.) straripare | v. tr.    • 1 •   togliere un po' di liquido dalla bocca di una bottiglia, di un fiasco e sim.    • 2 •   (non com.) rompere l'imboccatura di recipienti, contenitori e sim.
sboccataggine   s.f.  l'esprimersi in un linguaggio sboccato.
sboccato   agg.    • 1 •   che si esprime in modo triviale, scurrile: una persona sboccata    • 2 •   rotto all'imboccatura: un recipiente sboccato    • 3 •   (ant.) più largo d'imboccatura che di collo (detto spec. di vasi e simili) § sboccatamente avv.  in modo sboccato, scurrile.
sboccatoio   s.m.  (ant.) sbocco di un corso d'acqua o di una conduttura.
sboccatura   s.f.  lo sboccare una bottiglia; il liquido che viene eliminato in questo modo.
sbocciare   (1) v. intr.  [io  sbòccio ecc.; aus. essere]    • 1 •   aprirsi (detto dei fiori): le rose sono sbocciate    • 2 •   (fig.) cominciare a manifestarsi, nascere; fiorire: sbocciano le speranze, gli amori. 
sbocciare   (2) v. tr.  [io  sbòccio ecc.] (non com.) nel gioco delle bocce, bocciare.
sboccio   s.m.  lo sbocciare dei fiori: fiori di sboccio, appena sbocciati.
sbocco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   lo sboccare; il luogo dove sbocca un corso d'acqua, una strada ecc.: il ponte è allo sbocco della valle  | uscita (anche fig.): una strada senza sbocco, chiusa    • 2 •   (estens.) fuoruscita, sfogo: sbocco di sangue, (pop.) emottisi    • 3 •   (fig.) possibilità di soluzione, espansione; conclusione: un'attività che ha molti sbocchi    • 4 •   (econ.) opportunità di vendita: il prodotto italiano cerca nuovi sbocchi all'estero. 
sbocconcellare   v. tr.  [io  sbocconcèllo ecc.]    • 1 •   mangiare a piccoli bocconi, per lo più di malavoglia    • 2 •   (estens.) scheggiare l'orlo di recipienti di ceramica o di vetro    • 3 •   (fig.) separare, dividere in pezzettini: un panino tutto sbocconcellato. 
sbocconcellatura   s.f.  lo sbocconcellare; anche, il pezzetto che si sbocconcella.
sboffo   s.m.  in un abito, arricciatura.
sboglientare   v. tr.  [io  sbogliènto ecc.] (ant.) sbollentare.
sbolinato   agg.  (fam.) trasandato, malmesso, scomposto.
sbollare   v. tr.  [io  sbóllo ecc.] togliere un bollo.
sbollentare   v. tr.  [io  sbollènto ecc.]    • 1 •   scottare, immergere cibi nell'acqua bollente per brevissimo tempo    • 2 •   (ant. , fig.) infiammare | v. intr.  [aus. avere] (ant.) ardere | sbollentarsi v. rifl.  (non com.) scottarsi.
sbollire   v. intr.  [io  sbollisco, tu  sbollisci ecc.; anche io  sbóllo ecc.; aus. avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2]    • 1 •   cessare di bollire    • 2 •   (fig.) attenuarsi, scemare: la sua ira è sbollita. 
sbolognare   v. tr.  [io  sbológno ecc.] (fam.)    • 1 •   appioppare a qualcuno qualcosa che non si vuol tenere, perché non piace o non serve    • 2 •   (fig.) mandar via una persona non gradita: sbolognare un seccatore | sbolognarsela, svignarsela.
sbombone   s.m.  [f -a] (fam.) chi racconta frottole; fanfarone.
sbordare   v. tr.  [io  sbórdo ecc.] (non com.) togliere il bordo a qualcosa: sbordare una tovaglia  | v. intr.  [aus. essere  e avere] (non com.)    • 1 •   sporgere da un bordo, da un orlo    • 2 •   fuoruscire da un bordo; traboccare, straripare: l'acqua sbordava dagli argini. 
sbordatura   s.f.  parte di qualcosa che sporge da un bordo: la sbordatura della suola dalla tomaia. 
sbornia   s.f.    • 1 •   ubriacatura; sbronza: ha preso una bella sbornia.  dim. sbornietta  pegg. sborniaccia    • 2 •   (fam.) infatuazione, cotta.
sborniare   v. tr.  [io  sbòrnio ecc.] (non com.) ubriacare | sborniarsi v. rifl.  prendere una sbornia.
sbornione   s.m.  [f. -a] (pop.) ubriacone, beone.
sborrare   (1) v. intr.  [io  sbórro ecc.; aus. essere  nel sign. 1, avere  nel sign. 2]    • 1 •   (ant.) fuoruscire con forza; sgorgare, traboccare    • 2 •   (volg.) eiaculare.
sborrare   (2) v. tr.  [io  sbórro ecc.] togliere la borra.
sborsamento   s.m.  (non com.) lo sborsare; esborso.
sborsare   v. tr.  [io  sbórso ecc.] versare una somma di denaro: per avere il quadro ha sborsato una cifra molto alta. 
sborso   s.m.  (non com.) lo sborsare, la somma sborsata.
sboscamento   s.m.  (non com.) diboscamento.
sboscare   v. tr.  [io  sbòsco, tu  sbòschi ecc.] (non com.) diboscare.
sbottare   v. intr.  [io  sbòtto ecc.; aus. essere] scoppiare; prorompere: sbottare a ridere, a piangere  | (assol. fam.) dare improvvisamente libero sfogo ai propri sentimenti, dicendo con impeto tutto quello che si pensa: non ha saputo resistere, ed è sbottato. 
sbottata   s.f.  (fam.) lo sbottare; ciò che si dice sbottando: alla sua sbottata tutti rimasero zitti. 
sbotto   s.m.  improvvisa e prorompente manifestazione di sentimenti, impulsi ecc., fino a quel momento trattenuti: dare in uno sbotto di risa. 
sbottonare   v. tr.  [io  sbottóno ecc.] aprire la parte abbottonata di un indumento facendo uscire i bottoni dagli occhielli (anche assol.): sbottonare la giacca; sbottonarsi la camicia; fa caldo, è meglio che ti sbottoni  | sbottonarsi v. rifl.  (fam.) confidare il proprio pensiero; manifestare liberamente ciò che si pensa: non ama sbottonarsi con nessuno. 
sbottonatura   s.f.    • 1 •   lo sbottonare, lo sbottonarsi, l'essere sbottonato    • 2 •   (agr.) rimozione dei bottoni fiorali di una pianta.
sbovo   s.m.  (mar.) argano ad asse orizzontale per salpare le ancore.
sbozzacchire   v. intr.  [io  sbozzacchisco, tu  sbozzacchisci ecc.; aus. essere] (non com.) riacquistare freschezza o vigore, detto di piante e animali | v. tr.  (non com.)    • 1 •   rendere nuovamente fresco, vigoroso    • 2 •   (fig.) dirozzare.
sbozzare   v. tr.  [io  sbòzzo ecc.]    • 1 •   sgrossare (con riferimento a materiale che va poi scolpito, sagomato): sbozzare un blocco di marmo, un pezzo metallico  | (estens.) abbozzare un dipinto, un disegno    • 2 •   (fig.) delineare concisamente la struttura o l'impianto essenziale di un'opera letteraria, di un progetto ecc.: sbozzare una commedia, un piano d'intervento. 
sbozzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sbozza il marmo o altro materiale preparando il pezzo che verrà poi lavorato o rifinito.
sbozzatura   s.f.  lo sbozzare, l'essere sbozzato; in partic., operazione di sgrossamento del materiale, in varie tecniche di lavorazione.
sbozzimare   v. tr.  [io  sbòzzimo ecc.] togliere la bozzima ai filati o ai tessuti.
sbozzimatrice   s.f.  macchina tessile che esegue la sbozzimatura dei tessuti di fibre cellulosiche.
sbozzimatura   s.f.  lo sbozzimare, l'essere sbozzimato.
sbozzo   s.m.  lo sbozzare; abbozzo.
sbozzolare   (1) v. intr.  [io  sbòzzolo ecc.; aus. avere] uscire dal bozzolo, detto della farfalla del baco da seta | v. tr.  raccogliere dalle fascine i bozzoli maturi del baco da seta.
sbozzolare   (2) v. tr.  [io  sbòzzolo ecc.]    • 1 •   (ant.) togliere dalla quantità dei cereali macinati la parte di farina che spettava al mugnaio come compenso per la sua opera    • 2 •   (fig.) appropriarsi di qualcosa; scroccare.
sbozzolato   part. pass.  di sbozzolare    • 1 •   agg.  uscito dal bozzolo | (fig.) uscito dall'infanzia, già esperto.
sbozzolatore   s.m.  [f. -trice] chi fa la sbozzolatura.
sbozzolatura   (1) s.f.  l'uscita delle farfalle dai bozzoli; il tempo in cui avviene tale uscita.
sbozzolatura   (2) s.f.  la raccolta dei bozzoli maturi tessuti dal baco da seta; il periodo in cui avviene tale raccolta.
sbracalato   agg.  (fam.) che ha i calzoni cascanti, non ben fermi alla vita; sbracato; per estens., vestito disordinatamente.
sbracamento   s.m.  (fam.) perdita di compostezza, di ordine, di autocontrollo | perdita di motivazione, di volontà.
sbracare   v. tr.  [io  sbraco, tu  sbrachi ecc.]    • 1 •   (non com.) togliere le brache, i calzoni    • 2 •   liberare dall'imbracatura: sbracare un oggetto, un carico  | v. intr.  [aus. avere] (fam.) sbracarsi (nel sign. 2): lasciato solo, ha completamente sbracato  | sbracarsi v. rifl.  (fam.)    • 1 •   togliersi i calzoni o altri indumenti, o soltanto slacciarseli per star più libero e comodo | sbracarsi per qualcuno, (fig.) darsi da fare in ogni modo per aiutarlo ' sbracarsi dalle risa, (fig.) ridere sgangheratamente    • 2 •   perdere l'autocontrollo, lasciarsi andare.
sbracato   part. pass.  di sbracare  agg.  (fam.)    • 1 •   che non ha indosso i calzoni    • 2 •   che ha i calzoni cascanti | (estens.) che ha gli abiti in disordine e sbottonati    • 3 •   (fig.) sguaiato, sboccato: fare dello spirito sbracato; essere sbracato nel parlare  § sbracatamente avv.  in modo sciatto e disordinato | in modo sguaiato.
sbracciare   v. tr.  [io  sbràccio ecc.] (ant.) togliere dal braccio: sbracciare lo scudo  | sbracciarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   tirarsi su le maniche; indossare abiti senza maniche in modo da avere le braccia scoperte    • 2 •   agitare le braccia con ampi movimenti: sbracciarsi a salutare    • 3 •   (fig.) darsi da fare con grande zelo e intraprendenza: si sbraccia tanto per farsi notare. 
sbracciata   s.f.  (non com.) movimento improvviso e violento del braccio.
sbracciato   part. pass.  di sbracciare  agg.  si dice di persona con le braccia scoperte, o di indumento senza maniche o con maniche molto corte: stare, andare sbracciato; abito sbracciato. 
sbraccio   (1) s.m.    • 1 •   (sport) il movimento del braccio per prepararsi a lanciare il giavellotto, il disco ecc.    • 2 •   (mil.) l'abbassare il fucile portato in spalla.
sbraccio   (2) s.m.    • 1 •   la distanza che può essere raggiunta dal braccio di un uomo o da un braccio meccanico snodabile nella loro estensione massima: lo sbraccio della gru    • 2 •   (tosc.) spazio occorrente a fare un ampio movimento con le braccia.
sbraciare   v. tr.  [io  sbràcio ecc.] smuovere la brace accesa perché bruci meglio: sbraciare il fuoco nello scaldino; sbraciare lo scaldino, rimuoverne la brace | v. intr.  [aus. avere] (tosc.) vantarsi | sbraciarsi v. rifl.  (non com.) derivare, provenire dalle braci: le faville si sbraciano dal fuoco. 
sbraciata   s.f.    • 1 •   (non com.) lo sbraciare il fuoco una sola volta o in fretta    • 2 •   (fig. tosc.) spacconata, vanteria.
sbraciatoio   s.m.  arnese che serve a smuovere la brace nei forni a legna.
sbracionata   s.f.  (region.) spacconata, sbraciata.
sbracione   s.m.  [f. -a] (region.) spaccone, smargiasso.
sbragare   v. tr.  [io sbràgo, tu sbràghi ecc.] (region.) squarciare, strappare; rompere: ha sbragato i calzoni  | sbragarsi v. rifl.  o intr. pron.  (region.) strapparsi; sgangherarsi: si è sbragata la sedia | sbragarsi dalle risate, (fig.) sbellicarsi, scompisciarsi, sbracarsi dalle risa.
sbrago   s.m.    • 1 •   (roman.) squarcio, strappo; sbrego    • 2 •   (gerg.) cosa comica, che fa molto ridere: un film che è uno sbrago. 
sbragoso   agg.  (gerg.) che fa ridere, molto comico.
sbraitamento   s.m.  (non com.) lo sbraitare.
sbraitare   v. intr.  [io  sbràito ecc.; aus. avere] gridare, vociare sguaiatamente, per lo più esprimendo collera, risentimento: a forza di sbraitare ha ottenuto quello che voleva. 
sbraitio   s.m.  (non com.) uno sbraitare continuato e insistente.
sbramare   (1) v. tr.  (lett.) togliere la brama, soddisfare un vivo desiderio.
sbramare   (2) v. tr.  (agr.) togliere ai chicchi di riso la pula con lo sbramino.
sbramatura   s.f.  lo sbramare il riso; prima fase della pilatura.
sbramino   s.m.  macchina per sbramare il riso.
sbranamento   s.m.  (non com.) lo sbranare, lo sbranarsi, l'essere sbranato.
sbranare   v. tr.    • 1 •   fare a brani, a brandelli; dilaniare con i denti, con gli artigli (detto per lo più di animali feroci e di rapaci): il lupo sbranò la pecora  | (fig. lett.) lacerare, distruggere: il dolore gli ha sbranato l'anima    • 2 •   (iperb.) aggredire verbalmente in modo rabbioso | sbranarsi v. rifl.    • 1 •   farsi a brani, lacerarsi, distruggersi (anche fig.): i popoli si sbranano con le guerre    • 2 •   (iperb.) manifestarsi reciproca ostilità, cercando di danneggiarsi l'un l'altro: in quell'ufficio si sbranano. 
sbrancamento   s.m.  dispersione di un branco, di un gruppo.
sbrancare   (1) v. tr.  [io  sbranco, tu  sbranchi ecc.]    • 1 •   far uscire dal branco uno o più capi di bestiame: sbrancare i vitelli migliori    • 2 •   disperdere un branco: il lupo sbrancò le pecore  | (estens. non com.) disperdere un gruppo di persone: sbrancare la folla minacciosa  | sbrancarsi v. rifl.  uscire dal branco: una pecora sbrancata  | (estens. non com.) detto di persone che prima erano in gruppo, disperdersi, sbandarsi: i banditi si sbrancarono per la montagna. 
sbrancare   (2) v. tr.  [io  sbranco, tu  sbranchi ecc.] (ant.) recidere, troncare i rami di un albero | sbrancarsi v. rifl.  detto di albero, articolarsi in branche.
sbrancicare   v. tr.  [io  sbràncico, tu  sbràncichi ecc.] (fam.) brancicare con frequenza, con insistenza.
sbrancicone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi sbrancica.
sbrandellare   v. tr.  [io  sbrandèllo ecc.] (non com.) ridurre in brandelli.
sbrano   s.m.    • 1 •   (non com.) lo sbranare    • 2 •   (tosc.) parte sbranata, lacerata, strappata; grosso strappo, sbrego: avere uno sbrano nel vestito  | (estens.) grossa ferita: farsi uno sbrano nella gamba. 
sbrattare   v. tr.  (non com.) togliere ciò che imbratta o ingombra (anche fig.): sbrattare il ripostiglio; sbrattare un quartiere dai delinquenti. 
sbrattata   s.f.  (non com.) lo sbrattare in fretta e con poca cura: dare una sbrattata alle stanze. 
sbratto   s.m.  (non com.) lo sbrattare ' stanza di sbratto, dove si mettono suppellettili e mobili che non si usano abitualmente; ripostiglio.
sbravazzare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) fare il bravaccio, lo spaccone.
sbravazzata   s.f.  (non com.) azione da bravaccio; smargiassata.
sbreccare   v. tr.  [io  sbrécco, tu  sbrécchi ecc.] rompere l'orlo di un piatto o di un altro recipiente di ceramica.
sbreccato   part. pass.  di sbreccare  agg.  con l'orlo rotto, detto di recipiente di ceramica.
sbrecciare   v. tr.  [io  sbréccio ecc.]    • 1 •   (non com.) rompere qualcosa aprendo delle brecce    • 2 •   sbreccare.
sbrego   s.m.  (sett.) taglio profondo; squarcio, strappo, sbrano; sbrago: farsi uno sbrego in una gamba, nella gonna. 
sbrendolare   v. intr.  [io  sbréndolo (o sbrèndolo) ecc. ; aus. avere] (tosc.) essere ridotto a brandelli.
sbrendolo   s.m.  (tosc.) pezzo di vestito cascante; brandello.
sbrendolone   s.m.  [f. -a] (tosc.) chi ha il vestito pieno di sbrendoli; per estens., persona molto sciatta e trascurata nel vestire.
sbricco   s.m.  [pl. -chi] (ant.) briccone, masnadiere, sgherro.
sbriciare   v. tr.  [io  sbrìcio ecc.] frantumare, sbriciolare | sbriciarsi v. rifl.  andare in frantumi, ridursi in briciole.
sbricio   agg.  [pl. f. -cie, non com. -ce] (tosc.) meschino, ridotto male, malandato.
sbriciolamento   s.m.  lo sbriciolare, lo sbriciolarsi, l'essere sbriciolato.
sbriciolare   v. tr.  [io  sbrìciolo ecc.]    • 1 •   ridurre in briciole, sminuzzare: sbriciolare il pane  | (estens.) distruggere completamente: la bomba ha sbriciolato la casa    • 2 •   (fam.) ricoprire, sporcare di briciole: sbriciolare la tavola, il pavimento  | sbriciolarsi v. rifl.  ridursi, cadere in briciole, in pezzi minutissimi: questa torta si sbriciola tutta. 
sbriciolatura   s.f.  sbriciolamento.
sbrigamento   s.m.  (non com.) lo sbrigare.
sbrigare   v. tr.  [io  sbrigo, tu  sbrighi ecc.] portare a termine un compito; risolvere una questione, una faccenda: sbrigare un affare, una commissione; sbrigare una pratica, eseguirla; sbrigare un cliente, soddisfare la sua richiesta, servirlo ' sbrigare la posta, leggerla ed evaderla ' sbrigarsela, risolvere qualcosa in poco tempo; anche, superare un ostacolo, disimpegnarsi: me la sbrigo in cinque minuti; se la sbrighi da solo  | sbrigarsi v. rifl.    • 1 •   affrettarsi, fare presto: sbrìgati, noi andiamo!    • 2 •   liberarsi: sbrigarsi da un seccatore, di una noia. 
sbrigatività   s.f.  l'essere sbrigativo; speditezza; risolutezza: risolvere una questione con molta sbrigatività  | (estens.) superficialità, scarso approfondimento.
sbrigativo   agg.    • 1 •   che può essere sbrigato rapidamente: un lavoro sbrigativo    • 2 •   che sbriga alla svelta, con risolutezza; energico, deciso: una persona molto sbrigativa; modi sbrigativi, propri di una persona sbrigativa    • 3 •   (estens.) superficiale, poco approfondito: un giudizio sbrigativo; liquidare un problema importante in modo sbrigativo  § sbrigativamente avv. 
sbrigliamento   s.m.  (non com.) lo sbrigliare, lo sbrigliarsi.
sbrigliare   v. tr.  [io  sbrìglio ecc.]    • 1 •   liberare dalle briglie | (fig.) lasciare libero da ogni freno: sbrigliare la fantasia    • 2 •   (med.) liberare da tessuti che comprimono o frenano, intervenendo chirurgicamente: sbrigliare un'arteria, un'ernia  | sbrigliarsi v. rifl.  sfrenarsi, sfogarsi liberamente.
sbrigliata   s.f.  (non com.)    • 1 •   tirata di briglie    • 2 •   (fig.) rimprovero, rabbuffo, ramanzina.
sbrigliatezza   s.f.  l'essere sbrigliato.
sbrigliato   part. pass.  di sbrigliare  agg.  libero da ogni freno: fantasia sbrigliata; ragazzo sbrigliato  § sbrigliatamente avv. 
sbrinamento   s.m.    • 1 •   operazione con cui si eliminano i depositi di brina o di ghiaccio accumulatisi sulle pareti interne degli impianti frigoriferi    • 2 •   (fig.) negli autoveicoli, il disappannare le superfici interne del lunotto e del parabrezza.
sbrinare   v. tr.  compiere l'operazione di sbrinamento: sbrinare il frigorifero. 
sbrinatore   s.m.    • 1 •   dispositivo col quale si comanda lo sbrinamento nei frigoriferi domestici: sbrinatore automatico    • 2 •   negli autoveicoli, dispositivo termico che viene azionato per disappannare le superfici del lunotto e del parabrezza.
sbrinatura   s.f.  sbrinamento.
sbrindellare   v. tr.  [io  sbrindèllo ecc.] ridurre a brandelli, lacerare | v. intr.  [aus. avere  ed essere] pendere a pezzi, cadere a brandelli, detto di indumento: l'abito gli sbrindellava addosso. 
sbrindellato   part. pass.  di sbrindellare  agg.  lacero, stracciato: un abito sbrindellato. 
sbrindello   s.m.  (pop.) brindello, brandello.
sbrindellone   s.m.  [f. -a] sbrendolone.
sbrinz   s.m. invar.  formaggio cotto di latte vaccino, di pasta dura, prodotto in grandi forme circolari; è una specialità svizzera.
sbroccare   v. tr.  [io  sbròcco, tu  sbròcchi ecc.]    • 1 •   tagliare dal tronco di un albero i brocchi precedentemente non potati    • 2 •   pulire la seta dopo la filatura.
sbroccatura   s.f.  l'operazione e il risultato dello sbroccare.
sbrocco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   ramo tronco, potato; brocco    • 2 •   sorta di lesina corta e diritta, munita di manico, detta anche piantastecchi. 
sbrodare   v. tr.  [io  sbròdo ecc.] insudiciare con brodo o untume; sbrodolare | sbrodarsi v. rifl.  insudiciarsi, sbrodolarsi.
sbrodolamento   s.m.  lo sbrodolare, lo sbrodolarsi, l'essere sbrodolato (anche fig.).
sbrodolare   v. tr.  [io  sbròdolo ecc.]    • 1 •   sporcare di brodo, di sugo ecc.    • 2 •   (fig.) tirare in lungo un discorso, uno scritto: sbrodolò un noioso racconto  | sbrodolarsi v. rifl.  insudiciarsi mangiando o bevendo.
sbrodolata   s.f.    • 1 •   sbrodolamento    • 2 •   (fig.) discorso o scritto portato per le lunghe.
sbrodolato   part. pass.  di sbrodolare  agg.    • 1 •   insudiciato, macchiato di brodo, sugo ecc.    • 2 •   (fig.) prolisso, tirato in lungo: un discorso sbrodolato. 
sbrodolatura   s.f.    • 1 •   lo sbrodolare, lo sbrodolarsi | traccia, macchia lasciata da ciò con cui ci si è sbrodolati: hai una sbrodolatura di sugo sulla camicia    • 2 •   (fig.) lungaggine nel parlare o nello scrivere.
sbrodolone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi si macchia gli indumenti mangiando o bevendo    • 2 •   (fig.) chi parla o scrive in modo prolisso o farraginoso.
sbroglia   s.f.  la parte qualitativamente peggiore dello scarto nella lavorazione della lana.
sbrogliamento   s.m.  (non com.) lo sbrogliare, l'essere sbrogliato.
sbrogliare   v. tr.  [io  sbròglio ecc.]    • 1 •   sciogliere nodi, intrichi, grovigli: sbrogliare la matassa, dipanare l'intreccio dei fili | (fig.) risolvere: sbrogliare una questione intricata | sbrogliare le vele, (mar.) scioglierle dagli imbrogli    • 2 •   liberare da ingombri, sgombrare: sbrogliare un cassetto  | sbrogliarsi v. rifl.  togliersi da una situazione intricata ' sbrogliarsela, togliersi d'impaccio.
sbroglio   s.m.  (non com.) sgombro: camera di sbroglio, ripostiglio.
sbronza   s.f.  (fam.) sbornia, ubriacatura: si è preso una sbronza solenne. 
sbronzarsi   v. rifl.  [io mi  sbrónzo (o io mi  sbrónzo) ecc.] (fam.) prendere una sbornia, ubriacarsi.
sbronzo   agg.  (fam.) ubriaco.
sbroscia   s.f.  [pl. -sce] lo stesso che broscia. 
sbrucare   v. tr.  [io  sbruco, tu  sbruchi ecc.]    • 1 •   (non com.) strappare tutte le foglie a un ramo chiudendovi attorno la mano e facendola scorrere    • 2 •   (ant.) strappare, portare via.
sbruffare   v. tr.    • 1 •   spruzzare un liquido dalla bocca o dal naso: ridendo ha sbruffato il vino sulla tovaglia    • 2 •   (fig. , usato assol.) raccontare cose, fatti esagerati    • 3 •   (fig.) corrompere con denaro o regali.
sbruffata   s.f.  lo sbruffare una volta (anche fig.).
sbruffo   s.m.    • 1 •   lo sbruffare; il liquido sbruffato    • 2 •   (fig.) compenso dato per ottenere illecitamente un favore: dare, pigliare lo sbruffo. 
sbruffonata   s.f.  atto, detto da sbruffone.
sbruffone   s.m.  [f. -a] chi racconta fanfaronate.
sbruffoneria   s.f.  carattere di chi è sbruffone | atto da sbruffone; sbruffonata.
sbucare   v. intr.  [io  sbuco, tu  sbuchi ecc.; aus. essere]    • 1 •   uscire fuori da una buca, da una tana e simili (detto di animali): la lepre sbucò dal suo nascondiglio  | (estens.) uscire da un luogo buio o fuori di vista: il treno è sbucato dalla galleria    • 2 •   (fig.) comparire all'improvviso: da dove sei sbucato?  | v. tr.  (ant.) far uscire un animale da una buca, stanarlo.
sbucciamento   s.m.  (non com.) lo sbucciare.
sbucciapatate   s.m. invar.  arnese da cucina che serve a sbucciare le patate.
sbucciare   v. tr.  [io  sbùccio ecc.]    • 1 •   privare della buccia: sbucciare una mela, una patata | sbucciare la palla, nel calcio e in altri giochi, colpirla malamente di striscio    • 2 •   (estens.) produrre una escoriazione: lo scarpone mi ha sbucciato il piede; mi sono sbucciato un ginocchio  | sbucciarsi v. rifl.  uscire dall'involucro, spogliarsi della propria pelle (detto spec. di rettili) ' sbucciarsela, (fam.) sottrarsi a una fatica.
sbucciatore   agg.  [f. -trice] che serve a sbucciare: coltello sbucciatore  s. m.    • 1 •   (rar.) chi sbuccia    • 2 •   coltello sbucciatore.
sbucciatura   s.f.    • 1 •   l'operazione dello sbucciare: la sbucciatura delle patate    • 2 •   escoriazione, abrasione: farsi una sbucciatura al ginocchio. 
sbudellamento   s.m.  lo sbudellare, lo sbudellarsi; l'essere sbudellato.
sbudellare   v. tr.  [io  sbudèllo ecc.]    • 1 •   aprire il ventre a un animale per levarne le viscere    • 2 •   riferito a persona, colpire al ventre producendo una grave ferita | sbudellarsi v. rifl.  sventrarsi | sbudellarsi dalle risa, (fig.) ridere a crepapelle; sbellicarsi, sbracarsi dalle risa.
sbuffante   part. pres.  di sbuffare  agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   detto di abito femminile o di una sua parte, di forma rigonfia, a sbuffo: spalle, maniche sbuffanti. 
sbuffare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   mandar fuori il fiato con impeto, rumorosamente: i cavalli sbuffano; sbuffare per il caldo, per l'impazienza, per la noia    • 2 •   emettere fumo a tratti: la locomotiva sbuffa  | v. tr.  (non com.) mandar fuori a sbuffi, spec. fumo.
sbuffata   s.f.  lo sbuffare (detto spec. di persona).
sbuffo   s.m.    • 1 •   lo sbuffare; l'aria, il fumo o il vapore sbuffato: uno sbuffo di fumo nero  | detto di vento, folata    • 2 •   rigonfiamento tondeggiante di un abito o di una sua parte.
sbugiardare   v. tr.  dimostrare che una persona è bugiarda: lo sbugiardò pubblicamente. 
sbullettare   v. tr.  [io  sbullétto ecc.] togliere le bullette: sbullettare una cassa | v. intr.  [aus. avere] scrostarsi in seguito alla formazione di bolle di umidità (detto dell'intonaco dei muri): le pareti hanno sbullettato  | sbullettarsi v. rifl.  perdere le bullette: gli scarponi si sono sbullettati. 
sbullettatura   s.f.  (non com.) lo sbullettare dell'intonaco di un muro.
sbullonamento   s.m.  sbullonatura.
sbullonare   v. tr.  [io  sbullóno ecc.] privare dei bulloni.
sbullonato   part. pass.  di sbullonare   agg.  nei sign. del verbo | (gerg.) si dice di persona stravagante, bizzarra; svitato.
sbullonatura   s.f.  operazione e risultato dello sbullonare.
sburocratizzare   v. tr.  semplificare, snellire o eliminare le procedure burocratiche.
sburocratizzazione   s.f.  lo sburocratizzare, l'essere sburocratizzato.
sburrare   v. tr.  scremare il latte, per ricavarne burro o panna.
sbuzzare   v. tr.  (pop.)    • 1 •   aprire il ventre di polli, pesci ecc.    • 2 •   (estens.) colpire al ventre, producendo una profonda lacerazione | aprire qualcosa lacerandone l'involucro, gener. con una lama: sbuzzare il materasso. 
scabbia   s.f.    • 1 •   (med.) malattia della pelle, prodotta da un acaro; si manifesta con bollicine e forte prurito | (vet.) analoga malattia che colpisce alcuni animali domestici    • 2 •   (ant.) disseccamento, squamosità.
scabbiosa    ⇨ scabiosa.
scabbioso   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da scabbia.
scabinato   s.m.  carica, dignità di scabino; anche, la durata di tale carica.
scabino   s.m.  nel medioevo, giudice inquisitore di nomina imperiale o regia.
scabiosa   o scabbiosa, s.f.  pianta erbacea con infiorescenza a capolino di color viola chiaro (fam.  dipsacacee); vedovella, vedovina.
scabrezza   s.f.  l'essere scabro, ruvido: la scabrezza di una superficie. 
scabro   agg.    • 1 •   ruvido, aspro, irregolare al tatto: una parete scabra    • 2 •   (fig. lett.) detto di terreno, brullo, desolato, disagevole al cammino    • 3 •   (fig.) conciso, disadorno, essenziale, detto di stile nello scrivere o nel parlare: una prosa scabra  § scabramente avv.  (non com.).
scabrosità   s.f.    • 1 •   l'essere scabroso (anche fig.): la scabrosità di un argomento    • 2 •   sporgenza di una superficie    • 3 •   (tecn.) insieme delle irregolarità che una superficie metallica presenta dopo essere stata lavorata.
scabroso   agg.    • 1 •   scabro, ruvido, non levigato: una superficie scabrosa    • 2 •   (estens.) difficile, malagevole: un sentiero scabroso    • 3 •   (fig.) difficile, delicato a trattarsi; in partic., si dice di ciò che per il suo contenuto può urtare, turbare o offendere la sensibilità, il pudore altrui: un argomento scabroso; le scene scabrose di un film  § scabrosamente avv. 
scacazzamento   s.m.  (volg.) lo scacazzare.
scacazzare   v. intr.  [aus. avere] (volg.) defecare con frequenza o qua e là (detto spec. di animali) | v. tr.  (volg.) insozzare defecando.
scacazzata   s.f.  (volg.) traccia lasciata scacazzando.
scaccato   agg.  (non com.) fatto, disegnato a scacchi: un tessuto scaccato. 
scacchiare   v. tr.  [io scàcchio ecc.] (agr.) compiere l'operazione della scacchiatura.
scacchiatura   s.f.  (agr.) potatura con la quale si asportano dalla vite o da altre piante i germogli infruttiferi.
scacchiera   meno com. scacchiere, s.f.  tavola quadrata, di legno o altro materiale, divisa in 64 riquadri (detti anche case e, rar., scacchi) colorati alternatamente di chiaro e di scuro, su cui si gioca a dama o a scacchi: una scacchiera di onice | a scacchiera, a elementi alternati, come i riquadri della scacchiera.
scacchiere   s.m.    • 1 •   scacchiera    • 2 •   (estens.) vasta regione, strategicamente autonoma, che costituisce un teatro reale o potenziale di azioni belliche: lo scacchiere atlantico    • 3 •   scacchiere, in gran bretagna, l'erario, le casse dello stato: cancelliere dello scacchiere, titolo del ministro delle finanze e del tesoro britannico.
scacchismo   s.m.  il gioco degli scacchi considerato nei suoi molteplici aspetti tecnici, agonistici, organizzativi.
scacchista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] giocatore, giocatrice di scacchi.
scacchistico   agg.  [pl. m. -ci] del gioco degli scacchi; degli scacchisti: convegno scacchistico. 
scaccia   s.m. invar.  chi, nelle battute di caccia, ha il compito di spingere la selvaggina nella direzione prestabilita; battitore.
scacciacani   agg.  e s.m.  e f.  si dice di rivoltella a salve, usata per intimorire o come arma giocattolo.
scacciadiavoli   s.m. invar.  cannone che lanciava granate esplosive, inventato nel sec. xvi.
scacciafumo   s.m. invar.  nei pezzi d'artiglieria, dispositivo automatico che elimina rapidamente, con un getto d'aria compressa, i gas prodottisi nella camera di scoppio.
scacciaguai   agg.  e s.m. invar.  si dice di ciò che si crede possa avere un valore scaramantico nel tener lontano i guai: bambolina scacciaguai. 
scacciamento   s.m.  (rar.) scacciata.
scacciamosche   o cacciamosche, s.m. invar.  qualsiasi arnese o dispositivo che serve per scacciare le mosche.
scaccianeve   s.m.  fenomeno atmosferico di neve battente, non provocata da precipitazioni meteoriche ma da raffiche di vento che sollevano dal suolo la neve precedentemente caduta.
scacciapensieri   s.m. invar.    • 1 •   strumento musicale popolare, caratteristico in italia del folklore siciliano, costituito da una laminetta d'acciaio che si fa vibrare con un dito, appoggiando ai denti il supporto fissato alla lamina    • 2 •   (fig. non com.) passatempo, svago, distrazione.
scacciare   v. tr.  [io scàccio ecc.]    • 1 •   allontanare, cacciare via bruscamente: scacciare di casa    • 2 •   (fig.) far passare, allontanare: un passatempo che scaccia la noia. 
scacciata   s.f.  (non com.) lo scacciare, l'essere scacciato.
scacciatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi scaccia.
scaccino   s.m.  chi è addetto alle pulizie e alla sorveglianza di una chiesa.
scacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   pl.  gioco di antichissima origine che si fa fra due persone che muovono a turno su una scacchiera, secondo determinate regole, uno degli otto pezzi e degli otto pedoni di cui ciascuna inizialmente dispone: partita a scacchi; campionato di scacchi    • 2 •   ciascuno dei 32 pezzi con cui si gioca a scacchi: disporre gli scacchi sulla scacchiera    • 3 •   mossa con cui nel gioco si minaccia direttamente il re o un altro pezzo importante dell'avversario, come la regina; (fig.) sconfitta, insuccesso mortificante: dare scacco alla regina; subire uno scacco | scacco matto  (o scaccomatto), lo scacco che fa vincere la partita, ponendo l'avversario nell'impossibilità di difendere il suo re; (fig.) sconfitta totale: dare scacco matto a qualcuno, vincerlo completamente e in modo definitivo | tenere in scacco qualcuno, (fig.) tenerlo in una condizione di inferiorità, metterlo nell'impossibilità di agire    • 4 •   ciascuno dei 64 quadretti bianchi e neri in cui è divisa la scacchiera; per estens., piccolo riquadro, quadratino: abito a scacchi | vedere il sole a scacchi, (scherz.) essere in prigione.
scaccografia   s.f.  trascrizione grafica, mediante appositi numeri e sigle, delle mosse di una partita a scacchi.
scaccogramma   s.m.  [pl. -mi] disegno, in scala ridotta, di una scacchiera con la posizione degli scacchi a un determinato momento della partita.
scaccolare   v. tr.  [io scàccolo ecc.] (pop.) togliere le caccole dal naso | scaccolarsi v. rifl.  (pop.) togliersi le caccole dal naso.
scaccomatto   s.m.  [solo sing.] scacco matto.
scaciato   agg.    • 1 •   (roman.) che è vestito male o ha un brutto portamento    • 2 •   bianco scaciato, (tosc.) bianchissimo.
scadente   part. pres.  di scadere  agg.  di poco pregio, di cattiva qualità: merce scadente; voto, alunno scadente. 
scadenza   s.f.    • 1 •   compimento del termine di tempo al quale o entro il quale si deve soddisfare un'obbligazione, un impegno ecc., o si può esigerne il soddisfacimento: cambiale in scadenza  | scadenze tecniche, periodo in cui si dà esecuzione ai contratti a termine    • 2 •   (estens.) l'impegno da adempiere entro una determinata scadenza: è assillato da mille scadenze    • 3 •   termine di tempo posto allo svolgimento di un'attività, alla realizzazione di un programma, alla durata di una carica e sim. | a breve, a lunga scadenza, con un termine di tempo vicino, lontano.
scadenzare   v. tr.  [io scadènzo ecc.] nel linguaggio burocratico, porre una scadenza; in partic., fissare una data per il riesame di una determinata pratica o un termine ultimo per il compimento di un determinato atto.
scadenzario   s.m.  (burocr.) registro delle scadenze future nell'ordine in cui si presenteranno | indicazione dei tempi di un programma di attività.
scadere   v. intr.  [coniugato come cadere; aus. essere]    • 1 •   perdere il pregio, il valore, la stima, le forze ecc.: è molto scaduto nell'opinione pubblica; queste usanze stanno scadendo    • 2 •   detto di cambiali, obbligazioni, contratti, giungere al termine fissato per il pagamento o l'estinzione | (estens.) non essere più valido per avere superato i limiti di tempo prefissati: il farmaco è scaduto; domani scadrà il suo permesso; il tempo è scaduto    • 3 •   (mar.) detto di un natante, spostarsi rispetto a un altro o a un punto fisso, per scarroccio o corrente; l'aumentare della distanza tra due navi che procedano all'incirca nella medesima direzione    • 4 •   (ant.) succedere, avvenire.
scadimento   s.m.  lo scadere; decadenza, perdita di qualità: lo scadimento culturale di un'epoca. 
scafa   s.f.    • 1 •   dall'antichità fino al medioevo, piccola barca senza vela al servizio di un bastimento; nel '600 e '700, qualsiasi tipo di battello, mercantile o militare, usato sia in mare sia per la navigazione fluviale    • 2 •   (dial.) baccello.
scafandro   s.m.    • 1 •   indumento-apparecchiatura impermeabile usato dai palombari per le immersioni in profondità, provvisto di un copricapo metallico a visiera di vetro o di plastica e collegato alla superficie con un sistema di cavi che serve sia per la respirazione sia per comunicare    • 2 •   (estens.) ogni equipaggiamento di tipo simile che protegga il corpo in particolari ambienti di lavoro: scafandro astronautico. 
scafare   v. tr.  (roman.)    • 1 •   togliere i legumi dal baccello    • 2 •   (fig. fam.) dirozzare, rendere più sveglio e smaliziato: la città lo ha scafato  | scafarsi v. rifl.  acquistare esperienza, disinvoltura, spigliatezza: crescendo si è scafato molto. 
scafasso   s.m.  involucro di pelle con intelaiatura in legno, nel quale un tempo si spedivano gomma e incenso dall'estremo oriente.
scaffalare   v. tr.    • 1 •   sistemare, disporre degli scaffali lungo le pareti di un ambiente: ho dovuto scaffalare tutto il corridoio    • 2 •   collocare qualcosa negli scaffali: scaffalare i libri. 
scaffalatura   s.f.    • 1 •   lo scaffalare    • 2 •   l'insieme degli scaffali: scaffalatura mobile, metallica, fissa. 
scaffale   s.m.  mobile aperto o struttura consistenti in una serie di ripiani sovrapposti, sui quali si ripongono libri o altri oggetti: scaffale di metallo, di legno; gli scaffali di una vecchia drogheria, di una vasta biblioteca.  dim. scaffaletto, scaffalino  accr. scaffalone. 
scaffare   v. intr.  [aus. avere] (ant.)    • 1 •   giocare a pari e caffo    • 2 •   traboccare; cadere.
scafista   s.m.  [pl. -sti] chi è addetto alla manutenzione e alla riparazione di scafi di navi o di aerei.
scafo   s.m.    • 1 •   l'insieme delle strutture che costituiscono il corpo galleggiante di un natante: lo scafo di una barca, di una nave    • 2 •   il corpo centrale di un idrovolante o di un carro armato.
-scafo  -scafo secondo elemento di parole composte, dal gr. skáphos  'scafo', dove indica un mezzo marino il cui aspetto e le cui caratteristiche sono specificati dal primo elemento (batiscafo, motoscafo).
scafo-  scafo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. skáphos  'scafo', dove indica una conformazione simile a quella di una barca (scafocefalia).
scafocefalia   s.f.  (med.) alterazione della forma del cranio, che si presenta eccezionalmente allungato in alto e compresso ai lati.
scafocefalico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a scafocefalia.
scafocefalo   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) si dice di persona affetta da scafocefalia.
scafoide   agg.  e s.m.  (anat.) si dice di un ossicino presente nel carpo e nel tarso, la cui forma concava ricorda vagamente quella di uno scafo.
scafopodi   s.m. pl.  (zool.) classe di molluschi marini caratterizzati da corpo conico, allungato, protetto all'esterno da una conchiglia tubolare aperta alle estremità | sing.  [-o] ogni mollusco di tale classe.
scaggia   s.f.  (ant.) infermità, malanno.
scaggiale   o scheggiale, s.m.  nel medioevo, cintura di cuoio o tessuto pregiato, per lo più con fibbia d'oro e adorna di pietre preziose, che gli uomini indossavano per sostenere la spada e le donne per assicurare alla vita una piccola borsa o altro.
scagionare   v. tr.  [io scagióno ecc.] liberare da un'accusa, discolpare: scagionare un imputato  | (estens.) scusare, giustificare: puoi ritenerti del tutto scagionato  | scagionarsi v. rifl.  giustificarsi, discolparsi: non gli sarà facile scagionarsi. 
scagionatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi scagiona: indizio scagionatore. 
scaglia   (1) s.f.    • 1 •   squama dei pesci e dei rettili    • 2 •   piastra, piccola lamina lucente di metallo; frammento di metallo, di pietra o altro: le scaglie delle antiche armature; un tetto coperto con scaglie di lavagna; sapone in scaglie | le scaglie della forfora, pellicole che si staccano dal cuoio capelluto    • 3 •   calcare marnoso a frattura scagliosa, di epoca cretaceo-eocenica, affiorante in molte zone tra veneto e marche | scaglia tettonica, (geol.) formazione rocciosa costituita da un insieme di blocchi più o meno paralleli, scivolati gli uni sugli altri.
scaglia   (2) s.f.  (spec. pl.) insieme di schegge ferrose e di pallottole, usato nel passato per caricare i cannoni; mitraglia.
scagliabile   agg.  (non com.) che si può scagliare.
scagliamento   s.m.  (non com.) lo scagliare, lo scagliarsi, l'essere scagliato.
scagliare   (1) v. tr.  [io scàglio ecc.] gettare, lanciare lontano da sé con violenza (anche fig.): scagliare un sasso; scagliare insulti, un anatema  | scagliarsi v. rifl.    • 1 •   avventarsi, buttarsi: scagliarsi contro l'avversario    • 2 •   (fig.) inveire violentemente; assalire con minacce, ingiurie ecc.: si scagliò contro di lui con insulti d'ogni genere. 
scagliare   (2) v. tr.  [io scàglio ecc.]    • 1 •   (non com.) levare le scaglie al pesce    • 2 •   rompere in scaglie | scagliarsi v. rifl.    • 1 •   rompersi in scaglie, in schegge, detto della pietra, delle unghie e sim.    • 2 •   (non com.) disquamarsi, detto del pesce.
scagliatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi scaglia; lanciatore.
scagliola   s.f.    • 1 •   gesso puro, cotto e ridotto in polvere, che fa rapida presa ed è usato soprattutto per stucchi, ingessature e calchi    • 2 •   nella storia dell'arte, tipo di stucco a base di gesso misto a sostanze coloranti, con il quale fin verso la fine del sec. xviii si imitavano superfici marmoree per piani di tavoli e sim.    • 3 •   erba annua, originaria delle canarie, che si coltiva per il seme, adatto come mangime per uccelli (fam.  graminacee) | il mangime stesso costituito da questi semi.
scaglionamento   s.m.  il disporre, il dislocare secondo scaglioni | la disposizione che ne risulta: lo scaglionamento delle ferie. 
scaglionare   (1) v. tr.  [io scaglióno ecc.] disporre a scaglioni; disporre a intervalli determinati nello spazio o nel tempo: scaglionare le truppe; scaglionare i pagamenti. 
scaglionare   (2) v. tr.  [io scaglióno ecc.] (vet.) estrarre gli scaglioni.
scaglione   (1) s.m.    • 1 •   gradino, scalino: là ne venimmo; e lo scaglion primaio / bianco marmo era  (dante purg.  ix, 94-95) | ripiano sul fianco di un monte    • 2 •   gruppo che succede a un altro o ad altri a un determinato intervallo; in partic., ogni gruppo di soldati che, nell'ambito di un'unità tattica, costituisce un reparto operativamente autonomo: inviare sul posto il battaglione a scaglioni    • 3 •   (fig.) ciascuna delle parti in cui si considera suddiviso un insieme: il primo scaglione dei lavori è stato completato    • 4 •   (econ.) ciascuno dei gruppi di valori, compresi tra un minimo e un massimo, e posti in ordine crescente, in cui si considera suddivisa una data grandezza: scaglione di reddito; scaglione di età; scaglione di imponibile, l'insieme dei valori di imponibile cui corrisponde una data aliquota d'imposta; imposta progressiva per scaglioni, quella la cui aliquota più alta colpisce solo la parte di imponibile che supera lo scaglione precedente    • 5 •   (arald.) pezza onorevole formata dall'unione della banda e della sbarra che, movendo dai cantoni della punta, si ricongiungono al centro dello scudo.
scaglione   (2) s.m.  (zool.) ciascuno dei quattro denti canini del cavallo maschio.
scaglioso   agg.    • 1 •   ricoperto di scaglie, squamoso: superficie scagliosa  | (lett. , non com.) ruvido: piove su i pini / scagliosi ed irti  (d'annunzio)    • 2 •   che si scompone in scaglie: roccia scagliosa. 
scagnare   v. intr.  [aus. avere] abbaiare (detto del cane da caccia che insegue la selvaggina).
scagno   s.m.  (ant.)    • 1 •   scanno, panca    • 2 •   (dial.) banca, ufficio.
scagnozzo   s.m.    • 1 •   (spreg.) chi esegue ciecamente gli ordini di un potente    • 2 •   (fig.) persona mediocre, priva di dignità o di capacità    • 3 •   (antiq.) prete con pochi mezzi che si arrangia, senza dignità, a procurarsi del denaro con messe, funerali e sim.
scala   (1) s.f.    • 1 •   struttura architettonica costituita da una o più serie di gradini, che permette di salire o scendere a piedi da un piano a un altro di un edificio, o da una via, piazza e sim. a un'altra, posta a diverso livello: scala in pietra, in legno, in ferro, in cemento armato; salire, scendere le scale; ruzzolare per la scala; scala di servizio, di sicurezza; fare le scale, salirle | prov.  : la vita è fatta a scale, chi le scende e chi le sale, le vicende della vita sono alterne. dim. scaletta, scalettina, scalina  accr. scalona, scalone  (m.) pegg. scalaccia    • 2 •   apparecchio mobile formato da due montanti paralleli collegati da elementi trasversali che fungono da scalini: scala a pioli, di corda | scala a libretto, costituita da due scale uguali incernierate a una estremità, in modo da aprirsi a v rovesciata e da non avere pertanto bisogno di appoggio | scala aerea  (o porta), montata su automezzi e costituita da più elementi che si sfilano l'uno dall'altro per mezzo di un argano, per lo più azionato da un motore | scala mobile, nastro trasportatore a gradini, azionato da un motore, che consente di passare da un piano o da un livello a un altro senza usare le scale    • 3 •   (fig.) successione di elementi dello stesso genere, disposti secondo un ordine di gradazione; in alcuni giochi di carte, successione di un dato numero di carte in ordine progressivo (re, donna, fante, dieci, nove ecc.): scala dei colori, serie di colori posti in gradazione, dal più chiaro al più scuro; scala delle difficoltà, in alpinismo, classificazione dei vari gradi di difficoltà nell'arrampicata su roccia pura | disporre a scala, secondo un ordine crescente o decrescente di altezza | scala reale, nel poker, la scala fatta con carte tutte dello stesso seme | scala quaranta, gioco di carte simile al ramino; si gioca con due mazzi tra due o più giocatori che devono osservare una serie di regole tra cui quella di calare in tavola quaranta punti in tris o scale    • 4 •   nel linguaggio scientifico e tecnico, successione convenzionale di valori che esprimono l'intensità di un fenomeno; spesso prende il nome dal suo ideatore: scala beaufort, dei venti; scala mercalli, richter, dei terremoti; scala di mohs, delle durezze | scala termometrica, delle misure della temperatura: scala (termometrica) celsius, fahrenheit, kelvin | scala musicale, successione di suoni, ordinati secondo intervalli stabiliti, che sta alla base di un sistema musicale: scala diatonica, cromatica | scala mobile, (econ.) sistema di adeguamento automatico dell'importo di stipendi, salari e pensioni all'aumento del costo della vita, sulla base di determinati indici    • 5 •   rapporto tra le misure reali e quelle della rappresentazione cartografica: scala grafica, aritmetica; scala uno a centomila, in base alla quale le distanze riportate sulla carta sono centomila volte più piccole che nella realtà    • 6 •   la rappresentazione delle distanze tra i valori misurati; la parte di uno strumento di misurazione su cui si leggono i valori della grandezza misurata: la scala graduata della bilancia; la scala fissa, mobile del regolo calcolatore | scala parlante, in un radioricevitore, la tabella graduata che indica non solo la lunghezza d'onda, ma anche le principali stazioni trasmittenti    • 7 •   (estens.) misura, dimensione: su larga, vasta scala, in grande, con grande estensione; su, in scala ridotta, in piccolo, con piccola estensione | economie, diseconomie di scala, (econ.) minori o maggiori costi di produzione dipendentidalla dimensione dell'impianto, dell'impresa ecc.
scala   (2) s.f.  (ant.) scalo, porto: né scala in inghelterra né in irlanda / mai lasciò far, né sul contrario lito  (ariosto o. f.  ix, 93).
scalabriniano   agg.  che appartiene o si riferisce alla congregazione missionaria fondata nel 1887 da g. b. scalabrini  s.m.  missionario scalabriniano.
scalabrino   s.m.  (ant.) uomo scaltro, accorto.
scalamento   s.m.  (non com.) scalata.
scalando   s.m. invar.  in borsa, ordine di acquistare o vendere frazionatamente, al fine di ottenere prezzi progressivamente migliori.
scalandrone   s.m.  (mar.) larga passerella mobile con ringhiera che collega la banchina con la nave che vi è attraccata.
scalappiare   v. tr.  [io scalàppio ecc.] (non com.) sciogliere, liberare dal calappio, dal laccio | scalappiarsi v. rifl.  (non com.) snodarsi, sciogliersi, liberarsi: omai veggio la rete / che qui vi 'mpiglia e come si scalappia  (dante purg.  xxi, 76-77).
scalare   (1) agg.    • 1 •   disposto, fatto a scala; graduato: imposte scalari    • 2 •   in contabilità, che presenta determinazione del saldo o degli interessi dopo ogni movimento: metodo, interesse scalare    • 3 •   (fis.) si dice di grandezze determinate da un numero reale che ne dà la misura rispetto a un'unità fissata: la temperatura è una grandezza scalare   s.m.    • 1 •   in contabilità, rappresentazione dei movimenti di un conto seguiti ogni volta dal saldo determinatosi    • 2 •   (fis.) grandezza scalare    • 3 •   (mat.) termine con cui viene indicato ogni elemento di un insieme dotato della struttura di corpo; si contrappone a vettore  § scalarmente avv. 
scalare   (2) v. tr.    • 1 •   salire, per lo più con una scala, sulla sommità di qualcosa; per estens., arrampicarsi: scalare un muro  | fare un'ascensione alpinistica di una certa difficoltà: scalare il monte bianco    • 2 •   disporre in scala, secondo un ordine crescente o decrescente: scalare i colori | scalare i capelli, accorciarli in modo che risulti un taglio graduato, più corto sulla nuca e intorno alle tempie    • 3 •   (estens.) defalcare, detrarre: scalare ventimila lire dal conto | scalare un debito, estinguerlo con pagamenti successivi, anziché saldarlo in blocco.
scalare   (3) v. intr.  [aus. essere] (non com.) fare scalo.
scalaria   s.f.  mollusco dalla conchiglia a spirale lunga e slanciata (cl.  gasteropodi).
scalata   s.f.  lo scalare, l'arrampicarsi su qualcosa (anche fig.): dare la scalata al potere, al successo; scalata in borsa, acquisto sistematico di titoli azionari per assicurarsi il controllo di una società | ascensione alpinistica che presenta una certa difficoltà: la scalata dell'himalaya. 
scalatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi compie scalate; alpinista    • 2 •   corridore ciclista che si distingue particolarmente nei percorsi di montagna.
scalcagnare   (non com.) v. tr.    • 1 •   pestare con il calcagno    • 2 •   rovinare nel calcagno: sono appena tre giorni che hai queste scarpe, e le hai già tutte scalcagnate  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) battere i calcagni l'uno contro l'altro.
scalcagnata   s.f.  colpo di calcagno.
scalcagnato   part. pass.  di scalcagnare   agg.    • 1 •   si dice di scarpa deformata e logora nel calcagno    • 2 •   (estens.) si dice di cosa malridotta o di persona male in arnese § scalcagnatamente avv.  malamente: camminava scalcagnatamente. 
scalcare   v. tr.  [io scalco, tu scalchi ecc.] (st.) nelle corti medievali e rinascimentali, l'arte di trinciare le carni cucinate per servirle ai banchetti (il termine è ancora in uso nel linguaggio gastronomico).
scalcheria   s.f.  (st.) l'arte, la tecnica dello scalco; il luogo dove si scalcavano le carni.
scalciare   v. intr.  [io scàlcio ecc. ; aus. avere] tirare, sferrare calci (detto spec. di animali) | v. tr.  colpire con un calcio.
scalciata   s.f.  lo scalciare, l'essere scalciato.
scalcinare   v. tr.  togliere la calcina: scalcinare un intonaco  | scalcinarsi v. rifl.  perdere la calcina.
scalcinato   part. pass.  di scalcinare   agg.    • 1 •   senza calcina, senza intonaco: muro scalcinato    • 2 •   (fig.) si dice di cosa mal ridotta, logora, in cattivo stato o di persona male in arnese, malandata o priva di capacità § scalcinatamente avv.  malamente, trascuratamente: un lavoro fatto scalcinatamente. 
scalcinatura   s.f.  lo scalcinare; la parte scalcinata: le scalcinature di un muro. 
scalco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (st.) in epoca medievale e rinascimentale, servo che aveva l'incarico di scalcare le carni prima che fossero servite in tavola: e con cenni allo scalco poi commanda / che riponga la mensa e la vivanda  (ariosto o. f.  xxxiii, 124)    • 2 •   (ant.) chi curava i servizi di mensa nei palazzi signorili; maggiordomo | scalco segreto, dignitario della corte pontificia che presiedeva a tutti i servizi della mensa del papa e vi assisteva.
scalco   (2) s.m.  [pl. -chi] (non com.) lo scalcare: coltelli da scalco. 
scaldaacqua   o scaldacqua, s.m. invar.  apparecchio per scaldare acqua: scaldaacqua elettrico, a gas. 
scaldabagno   s.m.  [pl. invar.  o -i] scaldaacqua per il bagno.
scaldabanchi   s.m.  e f. invar.  (scherz.) scolaro fannullone.
scaldacqua    ⇨ scaldaacqua.
scaldaletto   s.m.  [pl. invar.  o -i] arnese, di vario tipo e materiale, che si introduce fra le lenzuola per scaldare il letto; uno dei più noti è quello com. detto prete. 
scaldamani   o scaldamano, s.m.  [pl. invar.  o -i]    • 1 •   scaldino di metallo usato per scaldarsi le mani; molto diffuso un tempo quello a forma di palla che veniva riempito d'acqua calda    • 2 •   gioco infantile nel quale i partecipanti sovrappongono le loro mani aperte fino a formare una pila; poi il primo toglie la mano che sta sotto e la batte su quella che è sopra a tutte riappoggiandola sulla pila, e così gli altri di seguito: fare, giocare a scaldamani. 
scaldamento   s.m.  (non com.) lo scaldare, l'essere riscaldato; riscaldamento.
scaldamuscoli   s.m. invar.  sorta di calza di lana senza il pedule che copre la gamba tra la caviglia e la coscia; viene indossata sopra la calzamaglia da ballerini e ginnasti durante gli allenamenti.
scaldapanche   s.m.  e f. invar.  (antiq.) scaldabanchi.
scaldapiatti   s.m. invar.  apparecchio di vario tipo, autonomo o collegato con cucine a gas o elettriche, col quale si scaldano i piatti o si tengono in caldo le vivande da portare in tavola.
scaldapiedi   s.m. invar.  arnese per tenere caldi i piedi: scaldapiedi a brace, ad acqua bollente. 
scaldarancio   s.m.  [pl. invar.  o -ci] durante la prima guerra mondiale, rotolino di carta imbevuto di paraffina usato come combustibile dai soldati nelle trincee per riscaldare il rancio.
scaldare   v. tr.    • 1 •   far diventare caldo o più caldo: scaldare la minestra; un bel fuoco scaldava la sala  | scaldare il motore, avviarlo e tenerlo acceso per qualche tempo in folle prima di partire | scaldare i banchi, (scherz.) si dice di alunni negligenti | scaldare (o scaldarsi) i muscoli, (sport) fare esercizi di riscaldamento prima dell'inizio di una gara    • 2 •   (assol.) emanare calore: la stufa non scalda bene; un sole che scalda, caldo    • 3 •   (fig.) infiammare, eccitare: quelle idee gli scaldarono la testa  | v. intr.  [aus. avere] diventare troppo caldo, surriscaldarsi (detto spec. di parti meccaniche): un motore che scalda molto  | scaldarsi v. rifl.  procurarsi calore: scaldarsi al sole primaverile, al fuoco  | v. rifl.    • 1 •   diventare caldo o più caldo: l'aria si è scaldata    • 2 •   (fig.) accalorarsi, appassionarsi, eccitarsi: alle prime battute il pubblico si era già scaldato; evitate di scaldarvi e rispondete con calma; ma perché ti scaldi tanto?. 
scaldaseggiole   s.m.  e f. invar.  (scherz.) persona che, pur partecipando a iniziative o attività, non vi porta alcun contributo personale e non ne trae vantaggi; per estens., persona oziosa, poltrona.
scaldata   s.f.  lo scaldare un po', per lo più in fretta: dare una scaldata alla minestra.  dim. scaldatina. 
scaldavivande   s.m. invar.    • 1 •   apparecchio per scaldare le vivande, generalmente annesso a cucine a gas o elettriche    • 2 •   apparecchio di vario tipo usato per tenere in caldo le vivande, soprattutto in tavola.
scaldico   agg.  [pl. m. -ci] di scaldo, degli scaldi | poesia scaldica, poesia epico-encomiastica della norvegia e dell'islanda (secc. ix-xiii).
scaldiglia   s.f.  (non com.) recipiente di metallo che, riempito d'acqua calda, si usava soprattutto un tempo per dar calore alla persona.
scaldino   s.m.  recipiente di rame, di lamiera o di terracotta che, riempito di carboni accesi, veniva usato soprattutto un tempo per scaldarsi le mani o riscaldare il letto.
scaldo   s.m.  presso le corti norvegesi e islandesi del medioevo, chi componeva o recitava saghe poetiche di carattere epico-encomiastico.
scalducciarsi   v. rifl.  [io mi scaldùccio ecc.] (fam.) riscaldarsi; rimanersene al calduccio.
scalea   s.f.  (arch.) scalinata monumentale da cui si accede a edifici di grande rilievo architettonico, a chiese, parchi ecc.
scaleno   agg.    • 1 •   (mat.) si dice di un triangolo con i tre lati disuguali o di un trapezio con i lati a due a due disuguali    • 2 •   (anat.) nome di due muscoli della regione laterale del collo.
scalenoedro   s.m.  solido geometrico che ha come facce dodici triangoli scaleni uguali; in cristallografia, una delle forme semplici di cristalli.
scaleo   s.m.    • 1 •   (ant.) scala: «intrate quinci / ad un scaleo vie men che li altri eretto»  (dante purg.  xv, 35-36)    • 2 •   scala doppia; scala a libretto    • 3 •   sorta di panchetto munito di due o tre gradini, usato spec. nelle biblioteche e nei negozi per raggiungere più facilmente i ripiani più alti    • 4 •   (ant.) scalea.
scalera   s.f.  (arch.) scalea a due rampe semicircolari contrapposte, per lo più raccordate da alcuni scalini centrali comuni.
scaletta   s.f.    • 1 •   dim.  di scala1    • 2 •   elenco schematico degli argomenti da sviluppare in un discorso, una lezione e sim. | (cine.) elaborazione del soggetto di un film, contenente l'indicazione sommaria delle scene e degli ambienti | nelle trasmissioni radiofoniche e televisive, la lista di tutto ciò che deve essere via via mandato in onda    • 3 •   (fam.) taglio di capelli irregolare, non sfumato.
scalettare   v. tr.  [io scalétto ecc.] disporre a scaletta, in successione progressiva: scalettare una rubrica. 
scalfare   (1) v. tr.  (ant. , dial.) riscaldare.
scalfare   (2) v. tr.  in sartoria, ingrandire lo scalfo della manica.
scalferotto   o scalfarotto, s.m.  (region.) sorta di calzerotto di lana, per lo più imbottito e usato come pantofola per tenere caldi i piedi.
scalfire   v. tr.  [io scalfisco, tu scalfisci ecc.] incidere, intaccare leggermente (anche fig.): scalfire l'acciaio; la sua reputazione non è stata mai scalfita  | ferire superficialmente, graffiare: il chiodo mi ha scalfito la pelle. 
scalfittura   s.f.  lo scalfire, l'essere scalfito; ferita leggera, superficiale: nell'incidente ha riportato solo lievi scalfitture. 
scalfo   s.m.  nei vestiti, nelle giacche ecc., apertura all'altezza della spalla a cui è cucita la manica.
scalificio   s.m.  fabbrica di scale.
scaligero   agg.    • 1 •   relativo ai della scala, signori di verona nei secc. xiii e xiv: le arche scaligere, le tombe dei della scala a verona | (estens.) di verona o relativo a essa    • 2 •   del teatro alla scala di milano: la stagione scaligera. 
scalinare   v. tr.  in alpinismo, gradinare.
scalinata   s.f.  scala di notevoli proporzioni, per lo più all'esterno di edifici.
scalinatura   s.f.  operazione e risultato dello scalinare.
scalino   s.m.    • 1 •   ciascuno dei brevi ripiani che si susseguono lungo una rampa di scale | anche, il gradino che segna il dislivello fra due ambienti o due piani: lo scalino del marciapiede    • 2 •   in alpinismo, intaccatura praticata con la piccozza o con la punta dello scarpone su un pendio ghiacciato    • 3 •   (fig.) grado, livello: i primi scalini di una carriera. 
scalmana   ant. scarmana, s.f.    • 1 •   (pop.) malessere provocato da un'infreddatura presa mentre si era accaldati | vampa di calore al viso: in questo periodo va soggetto a improvvise scalmane    • 2 •   (fig.) infatuazione per qualcosa.
scalmanarsi   v. rifl.    • 1 •   affaticarsi molto nel fare qualcosa, correndo e sudando | (estens.) darsi un gran da fare per raggiungere un fine    • 2 •   scomporsi, agitarsi nel parlare.
scalmanata   s.f.  (non com.) lo scalmanarsi: ha fatto una scalmanata per non perdere il treno. 
scalmanato   part. pass.  di scalmanarsi   agg.    • 1 •   tutto sudato e trafelato    • 2 •   (fig.) agitato, turbolento  s.m.  [f. -a] persona esagitata, turbolenta: una folla di scalmanati. 
scalmanatura   s.f.    • 1 •   lo scalmanarsi    • 2 •   scalmana.
scalmiera   s.f. , o scalmiere s.m. , (mar.) apertura rotonda o forcella metallica che trattiene il remo durante la voga.
scalmo   s.m.  (mar.)    • 1 •   ciascuno degli elementi di legno ricurvi che formano le costole delle navi prive di struttura metallica    • 2 •   il cavicchio di legno o di metallo a cui è assicurato lo stroppo che lega il remo durante la voga | scalmiera.
scalo   s.m.    • 1 •   l'insieme degli impianti e delle attrezzature predisposti per l'arrivo e la partenza di merci e passeggeri nei porti, negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie; per estens., il porto, l'aeroporto, la stazione stessi | fare scalo, di nave, che entra o sosta in un porto; di aereo o treno, che compie una fermata intermedia; senza scalo, senza fermate intermedie | scalo merci, parte delle stazioni ferroviarie e marittime riservata alle operazioni di carico e scarico di merci    • 2 •   opera in muratura sulla quale viene impostata la chiglia di una nave da costruire: scalo d'alaggio, opera in muratura e legno ove una barca o una piccola nave vengono tratte in secco per la pulizia della carena e per riparazioni | scalo di montaggio, (aer.) struttura formata da un'incastellatura di tubi d'acciaio, usata per il montaggio dei singoli elementi di un aeromobile.
scaloccio   s.m.  (mar.) nelle antiche galee, scala di non grosse dimensioni | remo a scaloccio, il remo lungo e pesante in uso nelle galee, manovrato da più uomini sistemati in scala.
scalogna   (1) pop. scarogna, s.f.  (fam.) disdetta, sfortuna: avere una scalogna nera. 
scalogna   (2)  ⇨ scalogno.
scalognato   pop. scarognato, agg.  disgraziato, sfortunato.
scalogno   s.m. , o scalogna s.f. , pianta erbacea del tipo della cipolla, coltivata per i bulbi e le foglie commestibili, dall'aroma simile a quello della cipolla ma più delicato (fam.  liliacee).
scalone   s.m.    • 1 •   accr.  di scala    • 1 •    • 2 •   (arch.) scala di notevoli proporzioni e di un certo pregio architettonico, all'interno di edifici monumentali.
scalopo   s.m.  piccolo animale dell'america settentrionale, molto simile alla talpa comune (ord.  insettivori).
scaloppa   s.f.  fettina di carne magra di vitello o vitellone, cotta in tegame a fuoco vivo e condita in vari modi. dim. scaloppina, più com. di scaloppa : scaloppine al limone, al marsala, con funghi. 
scalpare   v. tr.    • 1 •   togliere lo scalpo    • 2 •   (med.) produrre chirurgicamente uno scalpo.
scalpellare   pop. scarpellare, v. tr.  [io scalpèllo ecc.]    • 1 •   lavorare, scheggiare, incidere con lo scalpello: scalpellare il marmo | scalpellare un'iscrizione, cancellarla con lo scalpello    • 2 •   in chirurgia, incidere o asportare parzialmente un osso usando lo scalpello: scalpellare la scatola cranica, aprirla con lo scalpello.
scalpellatore   pop. scarpellatore, s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi scalpella    • 2 •   in siderurgia, chi è addetto ai lavori di sbavatura dei pezzi metallici.
scalpellatura   pop. scarpellatura, s.f.  lavorazione, incisione eseguita con lo scalpello: la scalpellatura del marmo. 
scalpellinare   v. tr.  (tosc.) scalpellare.
scalpellino   pop. scarpellino, s.m.    • 1 •   operaio che lavora la pietra o il marmo per farne scalini, soglie ecc.    • 2 •   (spreg.) scultore di nessun valore.
scalpello   pop. scarpello, s.m.    • 1 •   utensile d'acciaio, con un'estremità affilata, usato per lavorare il legno, la pietra o il metallo | l'arte dello scalpello, la scultura | essere un ottimo scalpello, (fig.) un ottimo scultore    • 2 •   (med.) strumento usato in chirurgia per incidere le ossa    • 3 •   nell'industria estrattiva, attrezzo usato per la perforazione dei terreni rocciosi, spec. per trivellare pozzi petroliferi.
scalpicciamento   s.m.  (non com.) lo scalpicciare; il rumore prodotto dallo scalpiccio.
scalpicciare   v. tr.  [io scalpìccio ecc.] (ant.) pestare più volte con i piedi | v. intr.  [aus. avere] camminare stropicciando i piedi.
scalpiccio   s.m.  uno scalpicciare continuato; il rumore che si fa scalpicciando.
scalpitamento   s.m.  (non com.) lo scalpitare.
scalpitare   v. intr.  [io scàlpito ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto di cavallo, pestare il suolo con gli zoccoli, come manifestazione d'irrequietezza, di nervosismo    • 2 •   (fig.) detto di persona, mostrare viva impazienza, irrequietezza, smania di fare qualcosa | v. tr.  (ant.) calpestare, scalpicciare: ei provide a scalpitar lo suolo / con le sue schiere  (dante inf.  xiv, 34-35).
scalpitio   s.m.  uno scalpitare frequente e continuo.
scalpito   s.m.  (non com.) lo scalpitare.
scalpo   s.m.    • 1 •   (etnol.) cuoio capelluto strappato dal cranio del nemico vinto, che i pellirosse conservavano come trofeo    • 2 •   (med.) la parte di cuoio capelluto incisa chirurgicamente.
scalpore   s.m.  rumorosa manifestazione di risentimento, d'ira, d'indignazione | fare, suscitare, destare scalpore, sollevare molti commenti, avere molta risonanza: una notizia che farà scalpore. 
scaltrezza   s.f.  l'essere scaltro; astuzia, furberia.
scaltrimento   s.m.  (ant.) scaltrezza, astuzia, stratagemma: né mi pare da tacere qui uno scaltrimento militare, che il ferruccio usò contro le genti imperiali  (varchi) | azione scaltra.
scaltrire   v. tr.  [io scaltrisco, tu scaltrisci ecc.] rendere scaltro, avveduto, sagace: la vita fuori casa lo ha scaltrito | scaltrire lo stile, renderlo più elegante, raffinarlo | scaltrirsi v. rifl.  diventare scaltro o più scaltro; acquistare abilità, perizia, sicurezza, spec. nella propria attività o professione.
scaltrito   part. pass.  di scaltrire   agg.  esperto, abile, avveduto, spec. nella propria attività o professione: essere scaltrito nei segreti del mestiere. 
scaltro   agg.    • 1 •   che agisce, parla e si comporta con accortezza, con avvedutezza; per estens., astuto, furbo    • 2 •   che è espressione di scaltrezza: comportamento scaltro  § scaltramente avv. 
scalvare   v. tr.  (agr.) effettuare la scalvatura.
scalvatura   s.f.  (agr.) taglio generale dei polloni di una pianta.
scalzacane   o scalzacani, s.m.  [pl. invar.  o -ni] (spreg.)    • 1 •   persona di bassa condizione; individuo malvestito, male in arnese: «ora,» mormorava un altro, «ogni scalzacane vorrà dir la sua»  (manzoni p. s.  xiv)    • 2 •   chi è incompetente nella sua attività, nella sua professione: quel dentista è uno scalzacane. 
scalzagatto   o scalzagatti, s.m.  (ant.) scalzacane.
scalzamento   s.m.  lo scalzare, l'essere scalzato: lo scalzamento di una pianta, di un muro. 
scalzapelli   s.m. invar.  piccolo attrezzo da manicure per scalzare le pelli delle unghie.
scalzare   v. tr.    • 1 •   togliere le scarpe e le calze dai piedi di qualcuno    • 2 •   (estens.) levare terra o altro materiale intorno a qualcosa, privandola del sostegno; smuovere alla base: scalzare un albero, un muro, le fondamenta  | (fig.) scuotere, indebolire: scalzare l'autorità, la reputazione di qualcuno; scalzare qualcuno da una carica, fargliela perdere | scalzarsi v. rifl.    • 1 •   togliersi le scarpe e le calze    • 2 •   (fig. non com.) entrare in un ordine religioso (spec. quello francescano) che prescrive di portare i sandali senza le calze: scalzasi egidio, scalzasi silvestro  (dante par.  xi, 83).
scalzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi scalza (spec. fig.).
scalzatura   s.f.  scalzamento.
scalzo   agg.    • 1 •   senza scarpe né calze: sulla spiaggia si cammina scalzi; a piedi scalzi, nudi    • 2 •   si dice di ordine religioso la cui regola prescrive di portare i soli sandali, senza le calze; anche, di chi appartiene a tale ordine: carmelitane scalze. 
scamatare   v. tr.  (non com.) battere i materassi, e anche gli abiti, con lo scamato.
scamato   antiq. camato, s.m.  bacchetta per battere la lana o gli abiti.
scambiabile   agg.  che si può scambiare.
scambiabilità   s.f.  l'essere scambiabile.
scambiamento   s.m.  (non com.) scambio.
scambiare   v. tr.  [io scàmbio ecc.]    • 1 •   dare o prendere una cosa in cambio di un'altra: scambiò l'orologio con un anello; l'ordine è di scambiare i prigionieri  | cambiare una banconota con altre di eguale valore ma di taglio inferiore (anche assol.): scambiare centomila lire; avrebbe da scambiare, per favore?  | scambiare due parole, conversare con qualcuno per breve tempo    • 2 •   confondere una cosa o una persona con un'altra; prendere per errore o distrazione qualcosa invece di un'altra: la loro somiglianza è tale che è facile scambiarli; qualcuno ha scambiato il mio ombrello per il suo  | scambiarsi v. rifl.  darsi, farsi a vicenda: scambiarsi delle confidenze, un gesto di intesa; scambiarsi una visita, un bacio; scambiarsi insolenze, insulti. 
scambiatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi scambia    • 2 •   scambiatore di calore, (tecn.) dispositivo che realizza uno scambio di calore tra due fluidi separati da una parete.
scambiettare   v. intr.  [io scambiétto ecc. ; aus. avere] (ant.) fare scambietti danzando.
scambietto   s.m.    • 1 •   piccolo salto che si fa ballando per invertire la posizione dei piedi    • 2 •   (fig.) freddura basata su un gioco di parole.
scambievole   agg.  mutuo, reciproco: favore, affetto scambievole  § scambievolmente avv.  l'un l'altro, reciprocamente.
scambievolezza   s.f.  (non com.) l'essere scambievole.

scambio   s.m.    • 1 •   lo scambiare, lo scambiarsi, l'essere scambiato: scambio di merci, di prigionieri; scambio di saluti, di opinioni; prendere qualcosa in scambio, prenderla per errore o per cambiarla con un'altra; scambio di persona, confusione di una persona con un'altra | in partic., cessione di un bene in cambio di un altro; compravendita, commercio: in borsa si sono registrati scambi sostenuti  | mezzo di scambio, (econ.) bene comunemente accettato in cambio di qualsiasi altro bene | scambio politico, strategia sindacale che offre cooperazione sul piano produttivo in cambio di maggior potere decisionale    • 2 •   congegno che permette di far passare un convoglio ferroviario o tranviario da un binario all'altro, facendo spostare tratti di rotaie mobili    • 3 •   scambio ionico, di ioni, (chim.) reazione per cui si determina il passaggio di ioni da una soluzione elettrolitica a un solido che vi è immerso, e viceversa    • 4 •   (sport) nel calcio, passaggio della palla; nel tennis, l'azione di un giocatore e la risposta dell'avversario    • 5 •   gioco enigmistico che si fa cambiando di posto due lettere di una parola per ottenerne un'altra di significato diverso (p. e. pane - pena).
scambista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi manovra gli scambi nelle ferrovie    • 2 •   (econ.) chi opera nel mercato dei cambi.
scamerare   v. tr.  [io scàmero ecc.] (rar.)    • 1 •   liberare da sequestro    • 2 •   (econ.) scorporare.
scamiciarsi   v. rifl.  [io mi scamìcio ecc.] liberarsi della giacca o di altro indumento che s'indossi sopra la camicia; mettersi in maniche di camicia.
scamiciato   part. pass.  di scamiciarsi   agg.  vestito della sola camicia; in maniche di camicia | (estens.) disordinato, scomposto nel vestire: è venuto al concerto tutto scamiciato   s.m.    • 1 •   [f. -a] (non com.) chi sostiene fanaticamente un partito estremista: atteggiamento da scamiciato    • 2 •   abito femminile a un solo pezzo, abbottonato davanti, con scollatura per lo più a v o quadrata, senza maniche, portato su camicette, pullover ecc.
scammonea    ⇨ scamonea.
scamone   s.m.  (lomb.) taglio di carne di bovino di prima scelta, corrispondente alla parte superiore della natica.
scamonea   o scammonea, s.f.  pianta erbacea da cui si estrae un succo usato un tempo in medicina come purgativo (fam.  convolvulacee).
scamorza   non com. scamozza [sca-mòz-za], s.f.    • 1 •   formaggio, simile alla mozzarella ma più saporito, fatto con latte di vacca o misto di vacca e capra; è prodotto soprattutto nell'abruzzo e in campania    • 2 •   (fig. scherz.) persona che dimostra scarse capacità o che è debole fisicamente.
scamosceria   s.f.  particolare tipo di concia in cui le pelli vengono trattate con speciali miscugli di oli di pesce per renderle morbide; concia all'olio.
scamosciare   non com. camosciare, v. tr.  [io scamòscio  o scamóscio ecc.] lavorare le pelli con speciali miscugli di oli di pesce, per renderle morbide, vellutate, come la pelle di camoscio.
scamosciato   part. pass.  di scamosciare   agg.  si dice di qualsiasi pelle conciata in modo da assomigliare a quella del camoscio: guanti scamosciati. 
scamosciatore   s.m.  [f. -trice] operaio conciario addetto a lavorazioni di scamosciatura.
scamosciatura   s.f.  lo scamosciare, l'essere scamosciato.
scamoscio   agg.  [pl. f. -sce] (non com.) scamosciato.
scamozza    ⇨ scamorza.
scamozzare   v. tr.  [io scamòzzo ecc.] (agr.) recidere la parte superiore di una pianta o di un ramo.
scamozzatura   s.f.  lo scamozzare, l'essere scamozzato; la parte tagliata, scamozzata.
scampagnare   v. intr.  [aus. avere] (rar.) fare una scampagnata.
scampagnata   s.f.  escursione, gita in campagna.
scampanacciare   v. intr.  [io scampanàccio ecc. ; aus. avere] fare un gran rumore con dei campanacci.
scampanacciata   s.f.  gran rumore fatto con campanacci, oggetti metallici o sim. (in alcune tradizioni regionali è una sorta di rituale scherzoso di scherno o di festeggiamento).
scampanamento   s.m.    • 1 •   (non com.) lo scampanare; scampanata    • 2 •   (tecn.) battito aritmico dello stantuffo nel cilindro dei motori a scoppio, dovuto a usura delle parti meccaniche.
scampanare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   sonare a lungo e a distesa (detto di campana)    • 2 •   fare la scampanacciata a qualcuno in segno di scherno    • 3 •   allargarsi verso il basso in forma di campana, detto di abito | v. tr.  in sartoria, modificare facendo assumere una forma a campana: scampanare una gonna. 
scampanata   s.f.    • 1 •   uno scampanare lungo e festoso; il far suonare le campane a distesa    • 2 •   scampanacciata.
scampanato   part. pass.  di scampanare   agg.  si dice di vestito o di gonna allargati verso il basso a forma di campana.
scampanatura   s.f.  forma a campana di un abito o di una parte di esso.
scampanellare   v. intr.  [io scampanèllo ecc. ; aus. avere] suonare forte e a lungo un campanello.
scampanellata   s.f.  squillo forte e prolungato di un campanello.
scampanellio   s.m.  uno scampanellare continuo.
scampanio   s.m.  uno scampanare prolungato.
scampare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   uscire salvo da un pericolo; sfuggire a un rischio mortale: scampare a una strage, al terremoto; scampò alla malattia    • 2 •   trovare rifugio in un luogo: scampare all'estero  | v. tr.    • 1 •   proteggere, liberare, salvare da mali e pericoli: scampare qualcuno dalla morte  | dio ci  (ce ne) scampi!, escl. che esprime la speranza di non incorrere in un pericolo, di non subire un male    • 2 •   evitare, scansare (un male, un danno e sim.): scampare la prigione | scamparla, scamparsela (bella), salvarsi, evitare un grave pericolo: l'hai scampata bella!; me la scampai per un miracolo. 
scampato   part. pass.  di scampare   agg.  detto di rischio, danno e sim., che è stato evitato: ringraziare il cielo per lo scampato pericolo  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi si è salvato: gli scampati al naufragio. 
scampionatura   s.f.  nell'industria tessile, complesso di esami cui viene sottoposto un campione di tessuto per poterne conoscere tutte le caratteristiche, al fine di riprodurlo industrialmente.
scampo   (1) s.m.  lo scampare; il mezzo, il modo per scampare: cercare scampo nella fuga | non c'è scampo  (o via di scampo)!, la situazione è disperata, non c'è via d'uscita.
scampo   (2) s.m.  piccolo crostaceo marino dal corpo bianco-rosato, ricoperto di una corazza divisa in segmenti; le sue carni sono molto pregiate (fam.  omaridi). dim. scampetto. 
scampolo   s.m.    • 1 •   piccolo taglio di tessuto che avanza da una pezza: vendita di scampoli.  dim. scampoletto, scampolino    • 2 •   (fig.) avanzo, rimasuglio: negli scampoli di tempo | uno scampolo d'uomo, (spreg.) un uomo molto piccolo o moralmente meschino.
scamuzzolo   s.m.  (ant. tosc.) piccolo avanzo, rimasuglio, briciola (anche fig.): vorrei della sua grazia uno scamuzzolo  (poliziano).
scana   s.f.  (ant.) zanna: e con l'agute scane / mi parea lor veder fender li fianchi  (dante inf.  xxxiii, 35-36).
scanagliare   v. intr.  [io scanàglio ecc. ; aus. avere] (rar.) tenere comportamenti, avere modi da canaglia, furfanteschi.
scanalare   v. tr.  incavare con uno o più solchi un materiale duro (pietra, metallo e sim.), eseguendo uno o più solchi in senso longitudinale, soprattutto a fini ornamentali (oppure per ricavarvi l'alloggiamento di un elemento fisso o scorrevole): scanalare una colonna; scanalare una lastra metallica  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) uscire, straripare dal canale: le acque scanalano. 
scanalato   part. pass.  di scanalare   agg.  fornito di una o più scanalature: colonna scanalata. 
scanalatrice   s.f.  macchina per eseguire scanalature su metallo o su legno.
scanalatura   s.f.  l'operazione consistente nello scanalare | lo stretto incavo che ne risulta: le scanalature di una colonna; infilare il vetro nella scanalatura della finestra. 
scancellare   v. tr.  [io scancèllo ecc.] (pop. , lett.) cancellare: così mai scancellata la memoria / fia di te, madre, e del tuo figlio amore  (poliziano).
scancellatura   s.f.  (pop. , lett.) cancellatura.
scancio   o schiancio, sguancio [sguan-cì-o], s.m.  (tosc.) linea obliqua, sghemba; si usa nelle loc. a, di, per scancio, di sghembo, di traverso.
scandagliamento   s.m.  lo scandagliare: scandagliamento del fondo marino. 
scandagliare   v. tr.  [io scandàglio ecc.]    • 1 •   misurare la profondità delle acque mediante lo scandaglio: scandagliare il fondo del mare    • 2 •   (fig.) cercare di conoscere, indagare: scandagliare le intenzioni di qualcuno    • 3 •   (ant.) controllare l'esattezza di pesi o misure; misurare.
scandagliata   s.f.  (rar.) lo scandagliare una volta o rapidamente.
scandagliatore   s.m.  [f. -trice] persona addetta a scandagliare la profondità delle acque.
scandaglio   s.m.    • 1 •   strumento per misurare la profondità delle acque; il tipo tradizionale è costituito da un peso di piombo legato a una cordicella graduata: gettare lo scandaglio  | scandaglio acustico, ecometro    • 2 •   (fig.) indagine preventiva: fare uno scandaglio della situazione. 
scandalezzare    ⇨ scandalizzare.
scandalismo   s.m.  tendenza, spec. di certa stampa periodica, a dare particolare rilievo a fatti o notizie che suonino scandalosi, per trarre profitto dalla morbosa curiosità del pubblico.
scandalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suscita scandali con lo scopo di trarre profitto dalla curiosità del pubblico.
scandalistico   agg.  [pl. m. -ci] che tende a sollevare scandali o a diffonderne la notizia: stampa scandalistica  § scandalisticamente avv. 
scandalizzare   ant. scandalezzare, scandolezzare, v. tr.  dare, provocare scandalo: scandalizzare i giovani, il pubblico  | scandalizzarsi v. rifl.  provare scandalo; rimanere profondamente turbato, disorientato: scandalizzarsi alle parole di qualcuno; scandalizzarsi per un gesto spudorato. 
scandalizzatore   s.m.  [f. -trice] (ant.) chi dà scandalo.
scandalo   pop. scandolo, s.m.    • 1 •   turbamento della coscienza causato da azione, comportamento, parola o fatto contrari alla morale, alla decenza, al senso di giustizia; anche, l'azione, la parola, la persona ecc. che dà cattivo esempio, turba la coscienza, offende la sensibilità: dare scandalo; essere motivo di scandalo; quel libro è un vero scandalo! | essere la pietra dello scandalo, loc. di origine evangelica che si riferisce a persona o cosa che è di cattivo esempio    • 2 •   (estens.) evento o incidente che provoca una vivace reazione nell'opinione pubblica: tutti i giornali hanno parlato dello scandalo  | chiasso, clamore indesiderato intorno a un fatto, spec. privato, intimo: fare uno scandalo; soffocare uno scandalo, metterlo a tacere    • 3 •   (ant.) discordia: finita che fu la guerra con l'arcivescovo di milano, non pareva che in firenze alcuna cagione di scandalo fusse rimasa  (machiavelli).
scandaloso   agg.    • 1 •   che dà scandalo, che è motivo di scandalo: spettacolo scandaloso; vita scandalosa    • 2 •   (scherz.) esagerato, eccessivo: una fortuna scandalosa  § scandalosamente avv.  in modo scandaloso: comportarsi scandalosamente  | (scherz.) esageratamente: essere scandalosamente ricco. 
scandente   part. pres.  di scandere  agg.  (bot.) si dice di fusto che si appoggia a un sostegno; rampicante.
scandere   v. tr.    • 1 •   (non com.) scandire    • 2 •   (ant.) salire: lo ben che tutto 'l regno che tu scandi / volge e contenta  (dante par.  viii, 97-98).
scandinavo   agg.  della scandinavia: mentalità scandinava; popoli scandinavi   s.m.  [f. -a] abitante, nativo della scandinavia.
scandio   s.m.  elemento chimico di simbolo sc; è un metallo delle terre rare.
scandire   v. tr.  [io scandisco, tu scandisci ecc.]    • 1 •   analizzare dei versi di tipo quantitativo nella loro composizione metrica: scandire un esametro  | scandire il tempo, segnarlo, marcarlo con l'accento della voce o con il gesto    • 2 •   (estens.) pronunciare le parole in modo distinto, spiccandone le sillabe: parlava scandendo le parole    • 3 •   (tv) analizzare l'immagine da trasmettere, decomponendola in un gran numero di punti.
scandola   s.f.  sottile tavoletta di legno, usata per la copertura di tetti in zone di montagna.
scandolezzare    ⇨ scandalizzare.
scandolo    ⇨ scandalo.
scannafosso   s.m.  [pl. -si]    • 1 •   nelle zone rurali, fosso o altro scavo tracciato intorno a un campo o a una cascina, per dare scolo alle acque    • 2 •   (ant.) condotto che collega le varie parti di un sistema di fortificazione.
scannamento   s.m.  (non com.) lo scannare, lo sgozzare o l'essere scannato, sgozzato.
scannaminestre   s.m.  e f. invar.  (ant.)    • 1 •   fanfarone, millantatore    • 2 •   fannullone.
scannapagnotte   s.m.  e f. invar.  (ant.) fannullone; persona inetta.
scannapane   s.m.  e f. invar.  (ant.) scannapagnotte.
scannare   (1) v. tr.    • 1 •   uccidere recidendo la gola, sgozzare (riferito soprattutto ad animali) | (estens.) ammazzare barbaramente: lo scannarono come un vitello    • 2 •   (fig.) far pagare un prezzo eccessivo: abbiamo mangiato bene, ma ci hanno scannato!    • 3 •   (ant.) aprire uno sbocco in un fossato per farne defluire le acque.
scannare   (2) v. tr.  nell'industria tessile, svolgere il filo dai cannelli.
scannatoio   s.m.    • 1 •   luogo in cui si scannano bestie da macello    • 2 •   (fig.) luogo in cui si vende a prezzi altissimi | bettola di infimo ordine; locale pubblico losco, frequentato da malviventi e persone equivoche.
scannatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi scanna.
scannatura   s.f.  (non com.) lo scannare; il punto del collo reciso a un animale.
scannellamento   s.m.  (non com.) scanalatura.
scannellare   v. tr.  [io scannèllo ecc.]    • 1 •   scanalare    • 2 •   togliere, svolgendolo, il filo dai cannelli.
scannellato   part. pass.  di scannellare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   scanalatura    • 2 •   oggetto, pezzo scannellato (si dice spec. di oggetti in ceramica).
scannellatura   s.f.  scanalatura.
scannello   (1) s.m.  taglio magro e tenero di carne bovina, nella parte interna della coscia tra girello e controgirello.
scannello   (2) s.m.    • 1 •   piccola cassetta con coperchio inclinato ribaltabile, usata spec. un tempo come leggio o per riporvi documenti, carte ecc.    • 2 •   nel carro agricolo, sostegno che collega il cassone all'asse delle ruote.
scanner   s.m. invar.    • 1 •   apparecchio elettronico per l'esplorazione di una zona o di uno strato particolare di un materiale o di un corpo, utilizzato in vari settori della ricerca scientifica    • 2 •   (inform.) periferica di un elaboratore costituita da un dispositivo ottico in grado di riconoscere immagini grafiche e di acquisirle e trasmettere come dati; lettore ottico.
scannerizzare   v. tr.  (inform.) sottoporre a lettura ottica un'immagine grafica, mediante uso dello scanner.
scannerizzazione   s.f.  lo scannerizzare, l'essere scannerizzato: la scannerizzazione di un'immagine. 
scanning   s.m. invar.    • 1 •   (scient.) scansione    • 2 •   (med.) scansioscintigrafia    • 3 •   (inform.) acquisizione di un'immagine grafica mediante scanner.
scanno   s.m.    • 1 •   sedile, seggio, per lo più di grandi dimensioni e di forme severe isolato o facente parte di una serie: gli scanni del coro, del parlamento    • 2 •   (region.) panca, sgabello. dim. scannetto    • 3 •   (fig. lett.) grado, condizione: diverse voci fanno dolci note; / così diversi scanni in nostra vita / rendon dolce armonia tra queste rote  (dante par.  vi, 124-126)    • 4 •   (sett.) banco di sabbia sommerso, in prossimità della costa.
scansabrighe   s.m.  e f. invar.  chi, per amore del quieto vivere, cerca di scansare ogni briga o seccatura.

scansafatiche   s.m.  e f. invar.  chi non ha voglia di lavorare o non fa più dello stretto necessario.
scansamento   s.m.  (non com.) lo scansare, l'essere scansato.
scansare   v. tr.    • 1 •   tirare da parte, spostare, allontanare, per lo più in modo provvisorio: scansare il tavolo dal muro    • 2 •   evitare, schivare, sfuggire: scansare un colpo; scansare le difficoltà, i pericoli; scansare una persona, cercare di non incontrarla | scansarsi v. rifl.  tirarsi da parte: scansatevi, arriva un'automobile!. 
scansia   s.f.  mobile a ripiani per contenere libri o altri oggetti.
scansione   s.f.    • 1 •   lo scandire un verso di tipo quantitativo nei suoi elementi metrici costitutivi o il leggerlo metricamente | (estens.) pronuncia distinta e staccata: la scansione delle sillabe    • 2 •   (scient.) sistema di rilevamento di dati, secondo una determinata sequenza temporale, che utilizza diversi tipi di radiazioni; scanning | (cine. , tv) analisi, lettura di immagini | (inform.) acquisizione di un'immagine mediante lettore ottico; scannerizzazione    • 3 •   microscopio a scansione, microscopio elettronico che mantenendo nitida l'immagine consente soprattutto esami accurati delle superfici; è usato particolarmente nei controlli di qualità.
scansioscintigrafia   s.f.  (med.) tipo di scintigrafia in cui l'apparecchio analizzatore esplora l'organo o il tessuto in esame scorrendo avanti e indietro.
scanso   s.m.  (ant.) lo scansare; scansamento | oggi solo nella loc. a scanso di, per evitare: a scanso di responsabilità, di equivoci. 
scantinare   v. intr.  (non com.)    • 1 •   uscir di tono suonando uno strumento a corda    • 2 •   (fig.) dire o fare cose inopportune: scantinare nel fervore di una discussione. 
scantinato   s.m.  vano situato sotto il pianterreno di un edificio, che si adibisce a cantina, magazzino o altro.
scantonamento   s.m.  (non com.) lo scantonare.
scantonare   v. intr.  [io scantóno ecc. ; aus. avere]    • 1 •   girare rapidamente dietro l'angolo di un edificio, di un corridoio e sim., spec. per evitare qualcuno; per estens., svignarsela, allontanarsi alla chetichella: mi vide e scantonò    • 2 •   (fig.) sottrarsi a una responsabilità, a un compito; eludere una difficoltà: quando si presenta un problema delicato, lui scantona!  | v. tr.  (non com.) smussare qualcosa agli spigoli: scantonare una lastra di pietra, una serie di cartoncini. 
scantonatura   s.f.  (non com.) smussatura; in partic., smussatura dello spigolo di una parete o di un mobile.
scanzonato   agg.  che tratta con sorridente disinvoltura o ironia qualsiasi problema, anche serio; che ha un comportamento disinvolto e non si cura delle formalità: un ragazzo scanzonato  § scanzonatamente avv. 
scapaccionare   v. tr.  [io scapaccióno ecc.] (non com.) prendere a scapaccioni.
scapaccione   s.m.  colpo dato a mano aperta dietro il capo, soprattutto per punire i bambini (e talora con intenzione scherz.): prendere a scapaccioni. 
scapare   v. tr.  (fam.) togliere la testa alle acciughe prima di salarle | scaparsi v. rifl.  (tosc.) scervellarsi, lambiccarsi il cervello.
scapataggine   s.f.    • 1 •   l'essere scapato    • 2 •   azione, frase da scapato; sventataggine.
scapato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha poco giudizio; sventato: è un tipo scapato, ma simpatico. 
scapecchiare   v. tr.  [io scapécchio ecc.] togliere il capecchio del lino e della canapa.
scapestrare   v. tr.  [io scapèstro ecc.] (ant.)    • 1 •   sciogliere, liberare dal capestro    • 2 •   corrompere | v. intr.  [aus. essere], scapestrarsi v. rifl.  o intr. pron.  (ant.)    • 1 •   vivere in modo scapestrato; sfrenarsi    • 2 •   liberarsi da un legame: poi che l'alma dal cor non si scapestra  (petrarca canz.  lxxxvi, 8).
scapestrataggine   s.f.    • 1 •   l'essere scapestrato    • 2 •   azione da scapestrato.
scapestrato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi conduce una vita disordinata, sregolata, senza freni; in senso più attenuato, scavezzacollo: è un individuo scapestrato, non ti puoi fidare di lui; è uno scapestrato, ma è simpatico   agg.  che è proprio di chi è scapestrato: una condotta scapestrata  § scapestratamente avv. 
scapestreria   s.f.  scapestrataggine.
scapezzamento   s.m.  (non com.) lo scapezzare, l'essere scapezzato.
scapezzare   v. tr.  [io scapézzo ecc.] (agr.) potare i rami di una pianta fino al tronco | (estens.) mozzare qualcosa nella parte superiore.
scapicollarsi   v. rifl.  [io mi scapicòllo ecc.] correre a precipizio giù per luoghi ripidi: scapicollarsi per le scale  | (fig.) affannarsi per assolvere un incarico, per raggiungere un determinato scopo: scapicollarsi per finire in tempo un lavoro. 
scapicollo   s.m.  luogo scosceso, in forte pendio | a scapicollo, a precipizio.
scapigliare   v. tr.  [io scapìglio ecc.] spettinare, arruffare i capelli a qualcuno | scapigliarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   spettinarsi, arruffarsi i capelli, scarmigliarsi    • 2 •   (fig.) vivere in modo irregolare, dissolutamente.
scapigliato   part. pass.  di scapigliare   agg.    • 1 •   spettinato, arruffato: testa scapigliata    • 2 •   (fig.) scapestrato  agg.  e s.m.  [f. -a] appartenente al movimento letterario della scapigliatura: poeta scapigliato; gli scapigliati lombardi, piemontesi  § scapigliatamente avv.  da scapigliato.
scapigliatura   s.f.    • 1 •   (tosc. , lett.) vita dissoluta, sfrenata: e 'l danno della sua scapigliatura / s'ha a ristorar or con un buon dotone  (buonarroti il giovane) | scappatella, avventura: e 'l lanternino amico acceso / che sempre ho in tasca pe' casi opportuni / delle scapigliature mie notturne  (buonarroti il giovane)    • 2 •   movimento letterario e artistico fiorito, soprattutto a milano, nella seconda metà dell'ottocento; i suoi esponenti, animati da una forte carica di anticonformismo, operarono per il superamento della tradizione, sia classica sia tardo-romantica, sperimentando temi come il favoloso, l'onirico, il macabro, il patologico, il funereo, e forme realistiche e antiletterarie, attraverso riecheggiamenti di contemporanee esperienze del decadentismo europeo.
scapitare   v. intr.  [io scàpito ecc. ; aus. avere; per lo più usato con la particella ci] subire un danno materiale o morale: non fare questo, perché ci scapiteresti. 
scapito   s.m.  danno materiale o morale; in partic., perdita di denaro: uscirne senza guadagno e senza scapito | a scapito di, con danno, pregiudizio di: lo ha fatto a scapito del suo buon nome. 
scapitozzare   v. tr.  [io scapitòzzo ecc.] capitozzare.
scapo   s.m.    • 1 •   (bot.) stelo privo di foglie, che porta all'estremità superiore un fiore o un'infiorescenza    • 2 •   nei mammiferi e nell'uomo, la parte del pelo non impiantata    • 3 •   (arch.) il fusto di una colonna.
scapocchiare   v. tr.  [io scapòcchio ecc.] togliere la capocchia: scapocchiare un chiodo. 
scapola   antiq. scapula, s.f.  (anat.) osso piatto triangolare che si appoggia posteriormente sulla cassa toracica e si articola con la clavicola e con l'omero a formare la spalla.
scapolaggine   s.f.  (scherz.) la condizione di scapolo; il celibato.
scapolare   (1) agg.  (anat.) della scapola: regione scapolare. 
scapolare   (2) ant. scapulare, s.m.    • 1 •   parte dell'abito di alcuni ordini monastici, costituita da due bande di stoffa riunite attorno al collo e ricadenti sulle spalle e sul petto; è di origine benedettina    • 2 •   segno distintivo portato sotto le vesti dai laici aderenti a un ordine terziario o a una confraternita, costituito da due rettangoli di stoffa uniti da due nastri, pendenti sul petto e sulle spalle | anche, piccola immagine sacra su un nastro, che si porta intorno al collo: scapolare (o abitino) della vergine del carmine. 
scapolare   (3) v. intr.  [io scàpolo ecc. ; aus. avere  ed essere] (fam.) sfuggire a una situazione rischiosa: scapolare da un pericolo  | v. tr.    • 1 •   (fam.) evitare una situazione pericolosa, difficile; scampare: l'ha scapolata per miracolo | scapolarsela, andarsene alla chetichella    • 2 •   (mar.) oltrepassare un'isola, un promontorio, un capo | evitare un ostacolo: scapolare una secca  | liberare un oggetto da un ostacolo che lo trattiene: scapolare l'ancora. 
scapolo   agg.  e s.m.    • 1 •   si dice di uomo non sposato, celibe | scapolo impenitente, (scherz.) che persiste nell'intenzione di non sposarsi    • 2 •   (ant.) libero, senza vincoli.
scapolone   s.m.  (scherz.) uomo non più giovane rimasto celibe.
scapolo-omerale  scapolo-omerale agg.  [pl. scapolo-omerali] (anat.) relativo alla scapola e all'omero: articolazione scapolo-omerale. 
scapotare    ⇨ scappottare 2.
scappamento   s.m.    • 1 •   (mecc.) la fuoruscita dei gas di scarico del motore a combustione interna; anche, il sistema di organi meccanici che regolano e favoriscono l'espulsione di tali gas | (tubo di) scappamento, la tubazione collegante il condotto di scarico con l'ambiente atmosferico    • 2 •   negli orologi meccanici a pendolo e a bilanciere, meccanismo che regola il movimento    • 3 •   nel pianoforte, sistema meccanico per l'immediato ritorno del martelletto dopo la percussione sulle corde.
scappare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   allontanarsi in fretta, fuggire: scappare di casa, dal collegio; il ladro scappò con la refurtiva; i soldati scapparono di fronte al nemico; scappare di prigione, evadere | a scappa e fuggi, si dice di cosa fatta in fretta e furia | di qui non si scappa, (fig.) si dice di situazione che non lascia scelta, che non offre via d'uscita    • 2 •   correre via, andare in fretta: dove stai scappando?; è tardi, devo scappare; scappare a casa, a scuola    • 3 •   (fig.) sfuggire: lasciarsi scappare l'occasione; gli è scappato un errore; scappare di mente, dimenticare; far scappare la pazienza, farla perdere    • 4 •   uscire, sbucar fuori, con riferimento a cosa che non sta al suo posto: la camicia gli scappava dai pantaloni    • 5 •   di stimolo fisico, farsi sentire in modo incontenibile, irresistibile: scappare da ridere; le scappava da piangere  | (assol.) provare un bisogno fisiologico impellente: mi scappa    • 6 •   (fig.) dire, fare qualcosa senza pensarci sopra, inaspettatamente o inopportunamente: gli scappò detto ciò che non avrebbe dovuto dire; è scappato fuori con una battuta divertente. 
scappata   s.f.    • 1 •   l'andare di corsa e per breve tempo in un luogo: fare una scappata a casa.  dim. scappatina    • 2 •   (fam.) l'uscire con una frase o con parole impreviste o poco opportune; la frase stessa o le parole dette: a quella scappata tutti rimasero interdetti    • 3 •   errore commesso per leggerezza o imprudenza: scappate di gioventù.  dim. scappatella, scappatuccia    • 4 •   scoppio simultaneo di razzi, nella fase finale di uno spettacolo pirotecnico    • 5 •   partenza veloce o fuga rapida di cavalli in corsa.
scappatella   s.f.  mancanza non grave fatta trasgredendo a principi comunemente accettati; in partic., breve infedeltà coniugale.
scappato   part. pass.  di scappare   agg.  nei sign. del verbo | uccelli  (o uccellini) scappati, (gastr.) involtini di carne che si infilano su spiedini, spesso alternati con altri ingredienti, e che si cuociono come la cacciagione.
scappatoia   s.f.  via d'uscita, espediente per sottrarsi a una difficoltà, a un pericolo: trovare una scappatoia. 
scappavia   s.f. invar.    • 1 •   (non com.) uscita segreta | (fig.) scappatoia, maniera di liberarsi da un impiccio    • 2 •   imbarcazione a remi, leggera e veloce, caricata sui bastimenti e utilizzata per brevi spostamenti.
scappellare   v. tr.  [io scappèllo ecc.]    • 1 •   privare del cappello, del cappuccio o di altre coperture che abbiano questo aspetto: scappellare un fungo | scappellare il falcone, nella caccia, togliergli il cappuccio prima di lanciarlo all'inseguimento della preda    • 2 •   (non com.) salutare qualcuno levandosi il cappello | scappellarsi v. rifl.  togliersi il cappello per salutare.
scappellata   s.f.  lo scappellarsi; saluto fatto togliendosi il cappello.
scappellatura   s.f.  (rar.) lo scappellarsi.
scappellottare   v. tr.  [io scappellòtto ecc.] (fam.) prendere a scappellotti.
scappellotto   s.m.  lieve scapaccione, dato bonariamente, senza voler far male: prendere a scappellotti | entrare, passare a scappellotto  (o con lo scappellotto), (fig. fam.) per concessione, per favore altrui.
scappiare   v. tr.  [io scàppio ecc.] (ant.) liberare da un cappio.
scappino   (1) s.m.  (ant.) pedule della calza.
scappino   (2) agg. invar.  tipo di nodo di cravatta, oggi in disuso.
scappottare   (1) v. intr.  [io scappòtto ecc. ; aus. avere] in alcuni giochi di carte, evitare il cappotto, segnando almeno un punto.
scappottare   (2) o scapotare, v. tr.  [io scappòtto ecc.] scoprire una macchina togliendo o abbassando la cappotta.
scappucciare   (1) v. tr.  [io scappùccio ecc.] togliere il cappuccio, liberare dal cappuccio: scappucciare la penna. 
scappucciare   (2) v. intr.  [aus. avere] (non com.) inciampare con la punta del piede; (fig.) fare un errore, sbagliare.
scappuccio   s.m.  (non com.) inciampo, passo falso (anche fig.).
scapricciare   v. tr.  [io scaprìccio ecc.] (non com.) far passare un capriccio o i capricci a qualcuno | scapricciarsi v. rifl.  togliersi un capriccio, i capricci: scapricciarsi a fare qualcosa. 
scapsulare   v. tr.  [io scàpsulo ecc.] privare della capsula.
scapula    ⇨ scapola.
scapulare    ⇨ scapolare 2.
scarabattola   (1) s.f. , o scarabattolo s.m.    • 1 •   mobiletto a vetri nel quale si ripongono oggetti di valore, ninnoli ecc.    • 2 •   edicola a vetri che contiene un'immagine sacra.
scarabattola   (2) s.f.  (pop.) carabattola.
scarabattolo    ⇨ scarabattola 1.
scarabeidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti coleotteri con corpo tozzo ricoperto da un tegumento molto duro e ali atte al volo; sono diffusi partic. nelle regioni tropicali | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
scarabeo   (1) s.m.    • 1 •   insetto coleottero dal corpo grosso e tozzo ricoperto da un tegumento durissimo (fam.  scarabeidi) | scarabeo ercole, gigantesco, con due lunghi corni anteriori | scarabeo rinoceronte, provvisto, sul capo, di un corno rivolto all'indietro    • 2 •   (estens.) pietra dura, amuleto o gioiello in forma di scarabeo dalla parte convessa, inciso sulla parte piana; è manufatto caratteristico dell'arte degli antichi egizi, che adoravano come sacro l'insetto.
scarabeo   (2) s.m.  nome commerciale di un gioco nel quale i partecipanti devono deporre a turno sulle caselle di una tavola a scacchi delle tessere su cui è stampata una lettera dell'alfabeto, in modo da formare parole di senso compiuto.
scarabillare   v. tr.  (ant.) toccare con le dita, suonare uno strumento a corde; arpeggiare.
scarabocchiare   v. tr.  [io scarabòcchio ecc.] fare scarabocchi: scarabocchiare un foglio  | (fig.) scrivere male, senza voglia (anche assol.): finiscila di scarabocchiare e lavora seriamente. 
scarabocchiatura   s.f.  lo scarabocchiare; scarabocchio.
scarabocchio   s.m.    • 1 •   macchia, sbavatura d'inchiostro che capita di fare scrivendo; sgorbio, parola illeggibile: questa firma è uno scarabocchio; un quaderno pieno di scarabocchi    • 2 •   disegno brutto, mal fatto: li chiami quadri, questi scarabocchi?  | (psicol.) fase del disegno nell'età evolutiva, che rivela aspetti del carattere e della personalità e pertanto è oggetto di studio: scarabocchio simbolico, controllato    • 3 •   (fig. non com.) persona piccola e sgraziata.
scarabocchione   s.m.  [f. -a] chi fa molti scarabocchi o scrive in modo illeggibile; chi disegna male.
scarabone   s.m.  (ant. region.) calabrone.
scaracchiare   v. intr.  [io scaràcchio ecc. ; aus. avere] (pop.) sputare scatarrando.
scaracchio   s.m.  (pop.) sputo catarroso.
scarafaggio   s.m.  nome con cui è com. nota la blatta. 
scaramantico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a scaramanzia: rito, gesto scaramantico  § scaramanticamente avv.  per scaramanzia.
scaramanzia   s.f.  gesto, formula o, anche, oggetto rituale che, nella credenza popolare, serve ad allontanare il malocchio e la iettatura: dire, fare qualcosa per scaramanzia; toccare ferro per scaramanzia. 
scaramazza   agg.  e s.f.  si dice di perla di forma irregolare.
scaramuccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   breve scontro tra pattuglie o reparti di eserciti nemici    • 2 •   (fig.) scontro di parole, breve polemica, schermaglia: una scaramuccia letteraria. 
scaramucciare   v. intr.  [io scaramùccio ecc. ; aus. avere] (rar.) battersi in una scaramuccia.
scaraventare   v. tr.  [io scaravènto ecc.]    • 1 •   scagliare, gettare con violenza: scaraventare un libro contro il muro; scaraventare qualcuno per terra    • 2 •   (fig.) trasferire improvvisamente in un luogo lontano: l'hanno scaraventato da milano a trapani  | scaraventarsi v. rifl.  scagliarsi, lanciarsi con violenza: si scaraventò giù dalla macchina; scaraventarsi contro qualcuno. 
scarbonare   v. tr.  e intr.  [io scarbóno ecc. ; aus. avere] (non com.) togliere il carbone dalla carbonaia appena spenta.
scarcare    ⇨ scaricare.
scarcassato   agg.  (fam.) sgangherato, sfasciato: un'automobile tutta scarcassata. 
scarceramento   s.m.  (non com.) scarcerazione.
scarcerare   v. tr.  [io scàrcero ecc.] far uscire dal carcere, liberare: scarcerare un detenuto. 
scarcerazione   s.f.  dimissione dal carcere.
scarco    ⇨ scarico.
scardaccione   s.m.  pianta erbacea con foglie allungate e fiori color rosso chiaro (fam.  composite).
scardare   v. tr.  levare le castagne dal riccio.
scardassare   v. tr.    • 1 •   sfioccare con lo scardasso    • 2 •   (fig. non com.) maltrattare, malmenare.
scardassatore   s.m.  [f. -trice] chi scardassa; cardatore.
scardassatura   s.f.  operazione dello scardassare.
scardassiere   s.m.  [f. -a] scardassatore.
scardasso   s.m.    • 1 •   attrezzo a forma di cavalletto in cui due serie di punte d'acciaio, una delle quali montata su una parte mobile azionata a mano, provvedono alla sfioccatura delle fibre tessili    • 2 •   elemento fondamentale della carda, costituito da una serie di aghi d'acciaio ricurvi.
scardinamento   s.m.  lo scardinare, l'essere scardinato.
scardinare   v. tr.  [io scàrdino ecc.]    • 1 •   strappare con violenza dai cardini: scardinare una porta    • 2 •   (fig.) demolire, dimostrare infondato: scardinare le accuse  | sconquassare, sconvolgere nell'assetto: scardinare una famiglia  | scardinarsi v. rifl.    • 1 •   uscire dai cardini: l'imposta si è scardinata    • 2 •   (fig.) sconquassarsi, disgregarsi: l'organizzazione presto si scardinerà. 
scardola   meno com. scardova, s.f.  pesce d'acqua dolce con dorso convesso e grandi occhi rossi, abbastanza comune in italia (ord.  cipriniformi).
scarica   s.f.    • 1 •   sparo simultaneo di più armi da fuoco; rapida successione di colpi sparati da una stessa arma: una scarica di fucileria; una scarica di mitra    • 2 •   gran quantità di colpi o di cose che si abbattono, si riversano in modo violento (anche fig.): una scarica di pugni, di bastonate; scarica di grandine; una scarica di insulti    • 3 •   evacuazione violenta dell'intestino    • 4 •   scarica elettrica, passaggio di corrente fra due corpi a diverso potenziale elettrico.
scaricabarili   o scaricabarile, s.m.  gioco di ragazzi che consiste nel mettersi a coppie schiena contro schiena, intrecciando poi le braccia e sollevandosi a vicenda | fare, giocare a scaricabarili, (fig.) scaricare, riversare uno sull'altro una responsabilità, una colpa.
scaricalasino   s.m. invar.  gioco di ragazzi che consiste nel portarsi a turno a cavalcioni sulle spalle.
scaricamento   s.m.  lo scaricare, l'essere scaricato.
scaricare   poet. scarcare, v. tr.  [io scàrico, tu scàrichi ecc.]    • 1 •   levare il carico, sgravare del carico: scaricare un carro  | deporre a terra un carico: scaricare le casse sul marciapiede  | anche assol.  : cominciarono subito a scaricare    • 2 •   riversare: una fognatura che scarica le sue acque in mare  | (fig.) sfogare: scaricare l'ira    • 3 •   (fig.) liberare qualcuno di un onere, di un peso morale: scaricare qualcuno di una responsabilità  | far ricadere su altri un onere, un gravame: scaricare le responsabilità su qualcuno  | scaricare qualcuno, (fam.) levarselo di torno, liberarsene    • 4 •   togliere la carica a un'arma da fuoco sparando tutti i colpi o togliendo il caricatore: gli scaricò il fucile addosso    • 5 •   far perdere la carica a un apparecchio elettrico: scaricare un accumulatore, una batteria, una pila    • 6 •   scagliare qualcosa contro qualcuno (anche fig.): gli scaricò addosso una gragnuola di pugni; scaricare ingiurie  | scaricarsi v. rifl.    • 1 •   liberarsi di un carico: scaricarsi di un peso  | (fig.) sgravarsi di un carico, di un obbligo morale: scaricarsi di un dovere    • 2 •   (fam.) evacuare l'intestino    • 3 •   (fig.) distendersi, rilassarsi: la pratica sportiva aiuta a scaricarsi  | v. rifl.    • 1 •   riversarsi (detto di fiumi e altri corsi d'acqua)    • 2 •   perdere la carica elettrica: la batteria si è scaricata; il fulmine si scaricò sul campanile. 
scaricatoio   s.m.    • 1 •   spiazzo adibito allo scarico    • 2 •   condotto in cui si riversano acque di rifiuto.
scaricatore   agg.  [f. -trice] che scarica: canale scaricatore   s.m.    • 1 •   operaio addetto al carico e allo scarico delle merci: gli scaricatori del porto    • 2 •   qualsiasi dispositivo che esegue o facilita operazioni di scarico    • 3 •   (elettr.) apparecchio di protezione degli impianti elettrici contro le sovratensioni di origine atmosferica.
scaricatura   s.f.  (non com.) lo scaricare; scarico.
scaricazione   s.f.  (rar.) scarico, spec. di liquidi.
scarico   poet. scarco, agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   privo di carico o di carica: un autocarro scarico; fucile scarico; accumulatore scarico    • 2 •   libero, vuoto, sgombro (spec. fig.): avere l'animo scarico di pensieri; ma poi che furon di stupore scarche  (dante purg.  xxvi, 71) | cielo scarico, sereno, senza nubi: quando 'l ciel fosse più de nebbia scarco  (petrarca canzoniere  cxliv, 2) | capo scarico, (fam.) caposcarico, buontempone  s.m.    • 1 •   operazione del togliere il carico: lo scarico di una nave    • 2 •   lo scaricare rifiuti; il materiale stesso di rifiuto e il luogo in cui si scarica: scarico di rottami; gettare allo scarico; un cartello di divieto di scarico    • 3 •   il riversarsi, spec. di un fluido fuori da un luogo chiuso; il condotto stesso attraverso il quale il liquido si riversa | tubo di scarico, tubo sistemato posteriormente negli autoveicoli a motore a scoppio, attraverso il quale escono i gas | scarico sincrono, dispositivo usato nelle turbine idrauliche a reazione per limitare gli effetti del colpo d'ariete nelle condotte forzate    • 4 •   (comm.) in contabilità, registrazione di un'uscita (p. e.  merci dal magazzino); nella contabilità a partita doppia, variazione in diminuzione della consistenza di un conto, tramite una registrazione in avere, cui corrisponde una registrazione in dare in un altro conto    • 5 •   (fig.) discarico, discolpa, giustificazione: parlare a proprio scarico; testimoni a scarico, in difesa.
scarificare   v. tr.  [io scarìfico, tu scarìfichi ecc.]    • 1 •   (med.) incidere gli strati superficiali della cute    • 2 •   (estens.) in arboricoltura, scalfire la corteccia degli alberi per farne sgorgare la linfa    • 3 •   (agr.) lavorare il terreno con lo scarificatore.
scarificatore   s.m.  macchina agricola costituita da una serie di coltelli lunghi e robusti, che serve a rompere la crosta del terreno senza rivoltarlo.
scarificatura   s.f.    • 1 •   lavorazione del terreno eseguita dallo scarificatore    • 2 •   in arboricoltura, scalfittura che si pratica sulla corteccia degli alberi per farne sgorgare la linfa.
scarificazione   s.f.  (med.) incisione superficiale nella pelle a scopo diagnostico o terapeutico (può anche essere compiuta come pratica rituale).
scariola    ⇨ scarola.
scariolare    ⇨ scarriolare.
scarlattina   s.f.  (med.) malattia infantile contagiosa, epidemica, caratterizzata da febbre alta, mal di gola, intenso arrossamento e successiva desquamazione della pelle.
scarlattinoso   agg.    • 1 •   relativo alla scarlattina    • 2 •   affetto da scarlattina.
scarlatto   agg.  di colore rosso vivo: rose scarlatte   s.m.    • 1 •   colore rosso vivo e splendente, che originariamente si ricavava dalla cocciniglia    • 2 •   (ant.) nel medioevo, qualità di panno finissimo, tinto di tale colore: vestito di scarlatto  (boccaccio dec.  viii, 9).
scarmana    ⇨ scalmana.
scarmigliare   v. tr.  [io scarmìglio ecc.] scompigliare, arruffare i capelli | scarmigliarsi v. rifl.  o intr. pron.  spettinarsi, scompigliarsi i capelli: correndo, ti sei tutta scarmigliata  | v. rifl.  e rifl. rec.  (ant.) azzuffarsi: rinaldo si scarmiglia col leone  (pulci).
scarmigliato   part. pass.  di scarmigliare  agg.  arruffato: capelli scarmigliati  | di persona, che ha i capelli in disordine: si presentò tutto scarmigliato. 
scarmiglione   s.m.  [f. -a] (non com.) chi ha i capelli arruffati, in disordine.
scarnamento   s.m.  (non com.) lo scarnare, l'essere scarnato.
scarnare   v. tr.    • 1 •   levare la carne attaccata alle pelli da conciare    • 2 •   (fig. lett.) graffiare: chi gli ha con l'unghie scarnate le gote  (pulci) | scarnarsi v. rifl.  (ant.) dimagrire, consumarsi: volse in amaro sue sante dolceze, / ond'io già vissi, or me ne struggo e scarno  (petrarca canz.  cccviii, 3-4).
scarnatoio   s.m.  sorta di coltello usato per scarnare le pelli degli animali.
scarnatura   s.f.  nella concia delle pelli, raschiatura dello strato adiposo dalla parte interna delle pelli.
scarnificare   v. tr.  [io scarnìfico, tu scarnìfichi ecc.]    • 1 •   asportare le parti carnose, spolpare: scarnificare un osso    • 2 •   (fig. non com.) ridurre all'essenziale: scarnificare il linguaggio. 
scarnificazione   s.f.  lo scarnificare, l'essere scarnificato.
scarnire   v. tr.  [io scarnisco, tu scarnisci ecc.]    • 1 •   togliere, asportare la carne che sta intorno: scarnire un'unghia    • 2 •   (fig.) rendere scarno, ridurre all'essenziale: scarnire lo stile. 
scarnito   part. pass.  di scarnire  agg.    • 1 •   senza carne; molto magro: un osso scarnito; una vecchia dal volto scarnito    • 2 •   (fig.) scarno, essenziale: una prosa scarnita. 
scarnitura   s.f.  lo scarnire, l'essere scarnito.
scarno   agg.    • 1 •   molto magro: mani scarne    • 2 •   (fig.) insufficiente, scarso: una documentazione un po' scarna    • 3 •   (fig.) senza ornamenti; sobrio, spoglio: uno stile scarno §  scarnamente avv. 
scaro   s.m.  pesce erbivoro marino di medie dimensioni, con corpo ovale dai colori sgargianti; è presente nel mediterraneo e nell'atlantico (ord.  perciformi).
scarogna   e deriv.   ⇨ scalogna    • 1 •   e deriv. 
scarognire   v. tr.  [io scarognisco, tu scarognisci ecc] (non com.) indurre qualcuno a non comportarsi da carogna; far perdere il vizio di fare la carogna | scarognirsi v. rifl.  cessare di agire da carogna.
scarola   o scariola, s.f.  varietà di indivia; anche, in alcune regioni, varietà di lattuga o cicoria.
scarpa   s.f.    • 1 •   calzatura di vario tipo, di cuoio o di altro materiale, che protegge il piede fino alla caviglia o, in certe fogge, anche più su: scarpa di vitello, di capretto, di camoscio; scarpe di gomma, di pezza; scarpe da uomo, da donna; scarpe da sci, da montagna, da tennis; scarpa stretta, calzante, comoda; un paio di scarpe; scarpe con tacco alto, basso; risuolare, rattoppare le scarpe; infilarsi, levarsi le scarpe; scarpe alte, con la tomaia che arriva al di sopra della caviglia; scarpe basse, con la tomaia che ricopre soltanto la parte superiore del piede | non essere degno di lustrare le scarpe a qualcuno, (fig. fam.) essergli di gran lunga inferiore | fare le scarpe a qualcuno, (fig.) mostrarglisi amico e poi danneggiarlo senza che egli se ne avveda per tempo | non avere scarpe ai piedi, (fig.) essere molto povero | avere il giudizio, il cervello sotto la suola delle scarpe, (fig.) non averne affatto | morire con le scarpe ai piedi, (fig.) morire di morte violenta | rimetterci anche le suole delle scarpe, (fig.) uscire da un'impresa economicamente rovinato. dim. scarpetta, scarpettina, scarpina  accr. scarpona, scarpone  (m) pegg. scarpaccia  vezz. scarpuccia    • 2 •   (fig. fam.) persona inetta, incapace: al poker sei proprio una scarpa | essere una scarpa vecchia, si dice di persona che si giudica ormai sorpassata, invecchiata, improduttiva    • 3 •   cuneo che si pone sotto le ruote dei veicoli per tenerli fermi su un pendio    • 4 •   in costruzioni meccaniche, sostegno delle funi portanti    • 5 •   scarpata: una muraglia a scarpa, inclinata sulla verticale.
scarpaio   region. scarparo, s.m.    • 1 •   venditore ambulante di scarpe    • 2 •   (non com.) chi fabbrica o ripara scarpe    • 3 •   (fig.) chi fa male, senza finezza, il proprio lavoro.
scarpata   (1) s.f.  superficie molto inclinata di un terreno; forte pendio | scarpata continentale, tratto di fondo marino in forte pendenza che, in tutti gli oceani, si trova presso le coste dei continenti a partire dai 200 m di profondità.
scarpata   (2) s.f.  colpo dato con una scarpa.
scarpello   e deriv.   ⇨ scalpello e deriv. 
scarpetta   s.f.    • 1 •   dim.  di scarpa  | scarpa da bambino o scarpa femminile elegante; anche, scarpa bassa e leggera che permette una maggiore agilità nei movimenti: scarpetta da ballo; scarpette da ginnastica | scarpette chiodate, quelle fornite di punte d'acciaio, usate dai podisti per correre in pista    • 2 •   fare la scarpetta, (fig. fam.) raccogliere con un pezzo di pane il sugo rimasto nel piatto    • 3 •   scarpetta  (o pantofola) di venere, (bot) nome comune di una delle specie più note di cipripedio, spontanea in europa, dal caratteristico fiore rosso-bruno; è detta anche pianella della madonna  (fam.  orchidacee).
scarpiera   s.f.    • 1 •   custodia o mobiletto in cui si ripongono le scarpe    • 2 •   borsa da viaggio con l'interno suddiviso in scomparti per contenere le scarpe.
scarpinare   v. intr.  [aus. avere] camminare a lungo e faticosamente.
scarpinata   s.f.    • 1 •   camminata in montagna    • 2 •   camminata lunga, disagevole.
scarpino   s.m.  scarpa leggera, bassa, che lascia scoperto il piede fino all'attaccatura delle dita.
scarpone   s.m.    • 1 •   accr.  di scarpa  | grossa scarpa robusta, a tomaia alta, e con suola un tempo chiodata, oggi in gomma profondamente scolpita, che si usa in montagna, a caccia, per marce militari ecc. | scarpone da sci, scarpa molto alta e rigida, per lo più in materiale plastico, provvista di ganci per bloccare il piede e di sporgenze che consentono, mediante appositi attacchi, il fissaggio agli sci. dim. scarponcello, scarponcino    • 2 •   (gerg.) alpino anziano, con una lunga esperienza alle spalle | nel calcio, giocatore dal tiro potente ma falloso e privo di tecnica.
scarriolante   part. pres.  di scarriolare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  manovale che trasporta materiali con la carriola.
scarriolare   pop. scariolare, v. tr.  [io scarriòlo ecc.] trasportare materiali con la carriola.
scarrocciare   v. intr.  [io scarròccio ecc. ; aus. avere] detto di nave o di altro natante, spostarsi lateralmente sotto l'azione del vento.
scarroccio   s.m.  spostamento laterale di una nave o di altro natante sotto l'azione del vento.
scarrozzare   v. tr.  [io scarròzzo ecc.] portare in giro in carrozza, in automobile o con altro veicolo: farsi scarrozzare per la città  | v. intr.  [aus. avere] andare qua e là in carrozza, in automobile o con altro veicolo: ho scarrozzato tutto il giorno per fare acquisti. 
scarrozzata   s.f.  passeggiata in carrozza, in automobile o con altro veicolo.
scarrozzio   s.m.  (non com.) uno scarrozzare continuo, ripetuto.
scarrucolamento   s.m.  (non com.) lo scarrucolare.
scarrucolare   v. intr.  [io scarrùcolo ecc. ; aus. avere] di funi o catene, scorrere rapidamente in una carrucola facendola girare; anche, uscire dalla gola della carrucola | v. tr.  levare dalla gola della carrucola.
scarrucolio   s.m.  uno scarrucolare continuo, e il cigolio che produce.
scarruffare   o scaruffare, v. tr.  (tosc.) spettinare, arruffare i capelli | scarruffarsi v. rifl.  o intr. pron.  spettinarsi, scompigliarsi i capelli.
scarseggiare   v. intr.  [io scarséggio ecc. ; aus. avere] essere, divenire scarso; avere una cosa in misura insufficiente (anche fig.): i viveri scarseggiano; scarseggiare di denaro, di buona volontà. 
scarsella   s.f.  (ant.) borsa di cuoio per il denaro | oggi sopravvive in alcune loc. di uso region.: mettere mano alla scarsella, sborsar denaro, pagare; in scarsella, in tasca, nel borsellino; avere il granchio alla scarsella, (scherz.) essere avaro.
scarsezza   s.f.  l'essere scarso; insufficienza, mancanza: scarsezza di denaro, di manodopera; scarsezza d'ingegno. 
scarsità   s.f.  scarsezza: scarsità d'acqua, di fondi. 
scarso   agg.    • 1 •   manchevole, insufficiente rispetto a quanto sarebbe necessario; privo, povero di qualcosa: raccolto, vitto scarso; scarso di fantasia, di idee; essere scarso a quattrini, con poco denaro; essere scarso in matematica, non sufficientemente preparato; luce scarsa, fioca; vento scarso, debole    • 2 •   inferiore di poco al giusto peso, all'esatta misura: sette etti scarsi; due chilometri scarsi    • 3 •   (ant.) avaro | restio, cauto: siate a' prieghi ed a' pianti che vi fanno, / per questo esempio, a credere più scarse  (ariosto o. f.  x, 6) § scarsamente avv. 
scartabellare   v. tr.  [io scartabèllo ecc.] sfogliare un volume o dei fogli in fretta e disordinatamente, alla ricerca di qualcosa: scartabellare un manuale. 
scartabello   s.m.  (ant.) quaderno, scartafaccio.
scartafaccio   s.m.    • 1 •   grosso quaderno per minute | libro non rilegato o sgualcito    • 2 •   brogliaccio.
scartamento   s.m.  la distanza fra le rotaie di una strada ferrata, misurata dall'uno all'altro dei lati interni ' scartamento ridotto, distanza minore di quella normale ' a scartamento ridotto, (fig.) si dice di cose troppo piccole o poco efficienti: una casa a scartamento ridotto; in questa città i servizi pubblici funzionano a scartamento ridotto. 
scartare   (1) v. tr.    • 1 •   togliere un oggetto dalla carta che lo avvolge: scartare un pacco    • 2 •   nei giochi di carte, eliminare o sostituire una carta con particolari intendimenti a seconda del gioco    • 3 •   mettere da parte, respingere come dannoso o inutile: scartare una proposta; scartare i libri superflui; scartare qualcuno alla visita di leva, dichiararlo non idoneo al servizio militare.
scartare   (2) v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto di animale o di veicolo, fare un brusco spostamento laterale: il cavallo scartava di continuo    • 2 •   nel ciclismo, spostarsi improvvisamente di lato durante la volata | v. tr.  nel calcio, evitare l'intervento di un avversario, spesso ingannandolo con una finta, e superandolo con la palla al piede per mezzo di un rapido spostamento laterale; dribblare: scartare il portiere e fare goal. 
scartata   (1) s.f.  (non com.) l'atto di scartare, di svolgere qualcosa avvolto nella carta.
scartata   (2) s.f.  lo scartare, lo spostarsi di lato all'improvviso (detto di animale o di veicolo).
scartavetrare   v. tr.  [io scartavétro ecc.] cartavetrare, carteggiare.
scartavetrata   s.f.  lo scartavetrare alla meglio, in fretta.
scartavetratura   s.f.  operazione e risultato dello scartavetrare.
scartellamento   s.m.  (comm.) lo scartellare.
scartellare   v. intr.  [io scartèllo ecc. ; aus. avere] (comm.) non attenersi alle disposizioni di un cartello fra aziende, praticando ai clienti condizioni più favorevoli di quelle pattuite (si dice soprattutto di banche).
scartina   s.f.    • 1 •   nei giochi di carte, carta di poco valore    • 2 •   (estens.) cosa di poco pregio o persona di scarse qualità.
scartinare   v. tr.  (tip.) mettere fogli bianchi tra i fogli freschi di stampa per evitare macchie.
scartino   s.m.    • 1 •   lo stesso che scartina    • 2 •   (tip.) foglio bianco che si mette tra i fogli freschi di stampa per evitare macchie.
scarto   (1) s.m.    • 1 •   la scelta e l'eliminazione di una cosa fra le altre; la cosa scartata: lo scarto degli abiti vecchi; scarti di magazzino; roba di scarto, di cattiva qualità | essere uno scarto d'uomo, (fig.) una persona incapace, un buono a nulla    • 2 •   nei giochi di carte, atto dello scartare; la carta scartata: attento agli scarti!    • 3 •   gioco enigmistico in cui, scartando una lettera o una sillaba da una parola, se ne ottiene un'altra di diverso significato (p. e. parete, parte).
scarto   (2) s.m.    • 1 •   improvviso movimento laterale; deviazione: il cavallo ebbe un brusco scarto    • 2 •   distacco, differenza rispetto a un certo punteggio: vincere con uno scarto di due punti  | (stat.) differenza tra il valore assunto da una variabile e un valore preso come riferimento: scarto dalla media; misura di un insieme di tali differenze: scarto quadratico medio. 
scarto   (3) agg.  (region.) scadente, di scarto: merce scarta. 
scartocciamento   s.m.  lo stesso che scartocciatura. 
scartocciare   v. tr.  [io scartòccio ecc.] svolgere, disfare un cartoccio ' scartocciare il granturco, liberare le pannocchie dalle brattee che le avvolgono.
scartocciatura   s.f.  l'operazione dello scartocciare il granturco.
scartoccio   s.m.  (region.) cartoccio.
scartoffia   s.f.  (spec. pl.) carte su cui si studia o si lavora (per lo più spreg.  o scherz.): è sempre immerso nelle sue scartoffie. 
scartometro   s.m.  nei missili teleguidati, sistema che misura istantaneamente lo scarto tra la rotta seguita e quella programmata, consentendo l'immediata correzione.
scaruffare    ⇨ scarruffare.
scarzo   agg.  (ant.) magro, snello: tanto importa lo aver scarze le membra  (parini).
scasare   v. tr.  (region.) mandare via da una casa, da un fondo; sfrattare | v. intr.  [aus. avere] (region.) cambiare alloggio; sloggiare, traslocare.
scassa   s.f.  (mar.) alloggio dell'albero, situato nella parte inferiore dello scafo.
scassaquindici   s.m.  gioco simile alla morra.
scassare   (1) v. tr.  (non com.) togliere qualcosa da una cassa.
scassare   (2) v. tr.    • 1 •   (agr.) lavorare, dissodare il terreno in profondità    • 2 •   (fam.) rompere, rendere inutilizzabile: ha scassato la valigia  | scassarsi v. rifl.  (fam.) rompersi, guastarsi: l'orologio si è scassato. 
scassare   (3) v. tr.  (dial.) cassare, cancellare.
scassato   part. pass.  di scassare    • 2 •   agg.    • 1 •   dissodato    • 2 •   (fam.) guasto, malridotto, reso inservibile: una bicicletta tutta scassata. 
scassatura   s.f.  (non com.) l'operazione dello scassare, del togliere dalle casse.
scassettare   v. tr.  [io scassétto ecc.] (non com.) togliere qualcosa da una cassetta.
scassettatura   s.f.  (non com.) l'operazione dello scassettare.
scassinamento   s.m.  lo scassinare, l'essere scassinato: lo scassinamento della porta. 
scassinare   v. tr.  aprire porte, finestre, cassetti e sim. con la forza o manomettendo la serratura: i ladri hanno scassinato la cassaforte. 
scassinatore   s.m.  [f. -trice] chi scassina a scopo di furto.
scassinatura   s.f.  lo stesso che scassinamento. 
scasso   s.m.    • 1 •   lo scassinare: furto con scasso    • 2 •   dissodamento di un terreno agricolo: lavoro di scasso. 
scat   s.m. invar.  genere di canto jazzistico consistente nell'imitare uno strumento, pronunciando sillabe e parole prive di senso.
scatafascio    ⇨ catafascio.
scatarrare   v. intr.  [aus. avere] (fam.) espellere catarro tossendo.
scatarrata   s.f.  (fam.) lo scatarrare.
scatarro   s.m.  (fam.) sputo catarroso.
scatenacciare   v. tr.  [io scatenàccio ecc.] liberare dal catenaccio | v. intr.  [aus. avere] agitare rumorosamente catene.
scatenamento   s.m.  lo scatenare, lo scatenarsi (spec. fig.): lo scatenamento delle passioni. 
scatenare   v. tr.  [io scaténo ecc.]    • 1 •   (non com.) liberare da catene: scatenare il cane    • 2 •   (fig.) eccitare, aizzare: scatenare l'odio contro il nemico  | scatenarsi v. rifl.    • 1 •   agire, muoversi con violenza, con impeto cieco: la folla si scatenò; si scatena un temporale, comincia a infuriare violentemente    • 2 •   darsi alla pazza gioia, abbandonarsi a manifestazioni di sfrenata euforia: ieri alla festa ci siamo scatenati    • 3 •   (fam.) mettere in atto tutte le proprie capacità anche, eccitarsi, infiammarsi: vista la cosa a portata di mano, si è letteralmente scatenato; quando parla di jazz, si scatena    • 4 •   diventare incontenibile, sfrenarsi: quando viene a mancare la vigilanza della ragione, le passioni si scatenano. 
scatenato   part. pass.  di scatenare   agg.  che non ha freno, che è incontenibile: un gruppo di persone scatenate; passioni scatenate  | essere una furia scatenata, un diavolo scatenato, (fig. scherz.) si dice di persona straordinariamente vivace e intraprendente, o anche agitata, eccitata; essere un pazzo scatenato, (fig. scherz.) una persona che non conosce freni o limiti.
scatenio   s.m.  un rumore continuato di catene.
scatinare    ⇨ schettinare.
scatofagia   s.f.  (med.) perversione dell'istinto della fame che induce a mangiare escrementi.
scatofagidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti ditteri che vivono di preferenza nei luoghi umidi e compiono per lo più il loro sviluppo sugli escrementi dei grandi vertebrati | sing.  [-e] ogni insetto appartenente a tale famiglia.
scatola   s.f.    • 1 •   nome generico di qualsiasi recipiente fornito di coperchio, usato per riporvi, conservarvi o trasportare oggetti vari: scatola di cartone, di vetro, di plastica, di legno, di latta; una scatola di fiammiferi, di caramelle; scatole cinesi, serie di scatole di dimensioni decrescenti che si possono chiudere l'una nell'altra | comperare a scatola chiusa, senza aver controllato la qualità della merce ' cibi in scatola, preparati e conservati in recipienti, gener. metallici, chiusi ermeticamente ' caratteri, lettere di scatola, (fig.) molto grandi, chiari. dim. scatoletta, scatolina, scatolino  (m.) accr. scatolona, scatolone  (m.) pegg. scatolaccia    • 2 •   ciò che è contenuto in una scatola: mangiarsi un'intera scatola di cioccolatini    • 3 •   oggetto, congegno a forma di scatola: la scatola del cambio, in un'automobile; scatola armonica, musicale, carillon ' scatola cranica, (anat.) l'insieme delle ossa che racchiudono il cervello ' scatola nera, negli aerei, l'involucro in cui sono racchiusi gli strumenti che registrano i dati di volo    • 4 •   pl.  (eufem.) testicoli; quasi esclusivamente nelle seguenti loc. fig. di uso popolare: rompere le scatole a qualcuno, infastidirlo, seccarlo molto; levarsi dalle scatole, levarsi di torno, lasciare in pace; averne piene le scatole, non poterne più, non riuscire più a sopportare qualcuno o qualcosa.
scatolaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende scatole.
scatolame   s.m.    • 1 •   assortimento, insieme di scatole    • 2 •   generi alimentari conservati in scatola: un pasto a base di scatolame. 
scatolare   agg.  che ha forma di scatola (usato spec. nel linguaggio dell'edilizia): struttura scatolare. 
scatolata   s.f.  quantità di roba contenuta in una scatola.
scatolato   agg.    • 1 •   confezionato, conservato in scatola: prodotti, cibi scatolati  | usato anche come s.m.  : la vendita degli scatolati; gli scatolati della carrozzeria di una vettura    • 2 •   chiuso, piegato a forma di scatola: lamiera scatolata. 
scatoletta   s.f.    • 1 •   dim.  di scatola    • 2 •   piccola scatola contenente prodotti alimentari conservati: una scatoletta di tonno. 
scatolificio   s.m.  fabbrica di scatole.
scatolo   s.m.  (chim.) composto organico a otto atomi di carbonio con un nucleo aromatico e uno eterociclico contenente azoto; si forma dalle feci, cui conferisce l'odore sgradevole.
scatologia   s.f.    • 1 •   lo scrivere o il parlare scherzosamente degli escrementi o delle funzioni fisiologiche    • 2 •   lo scritto o il discorso stessi che trattano di questi argomenti.
scatologico   agg.  [pl. m. -ci] di, da scatologia: linguaggio scatologico. 
scatorcio    ⇨ catorcio.
scattante   part. pres.  di scattare   agg.  che scatta, che ha i riflessi pronti: un atleta scattante  | detto di auto o motoveicolo, che è dotato di un'ottima ripresa.
scattare   v. intr.  [aus. essere  o avere  nel sign. 1, essere  negli altri sign.]    • 1 •   di molle e congegni vari, liberarsi rapidamente dallo stato di tensione a cui erano sottoposti: fare scattare il grilletto    • 2 •   (estens.) balzare, slanciarsi: scattare in piedi, sull'attenti  | in una corsa, aumentare sensibilmente la velocità in breve spazio: scattare in vista del traguardo    • 3 •   (fig.) avere inizio (con l'idea della rapidità, o fulmineità): l'operazione della polizia è scattata all'alba    • 4 •   (fig.) passare a un livello superiore in una serie progressiva di valori: la scala mobile è scattata di due punti    • 5 •   (fig.) prorompere in un'improvvisa esplosione verbale, in una manifestazione d'ira, d'indignazione e sim.: è un tipo che scatta facilmente  | v. tr.  agire sullo scatto di una macchina fotografica per riprendere un'immagine: scattare una fotografia. 
scattering   s.m. invar.  (fis.) diffusione di un fascio di particelle subatomiche che interagiscono con un nucleo o con altre particelle.
scattista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] atleta dotato di scatto | nell'atletica leggera, specialista nelle gare di velocità su breve percorso.
scattivare   v. tr.  (tosc.) togliere la parte guasta, spec. a frutta e verdura.
scatto   s.m.    • 1 •   lo scattare di molle, congegni ecc.; per estens., il dispositivo, il congegno stesso che funziona scattando e il rumore che esso produce nello scattare: lo scatto di una molla, del grilletto, dell'otturatore; coltello a scatto; udire uno scatto  | il provocare uno scatto, il far scattare: lo scatto di una fotografia    • 2 •   movimento brusco o improvviso, balzo, slancio; nella corsa, rapida accelerazione, e anche la capacità fisica di realizzarla: con uno scatto si alzò in piedi; ebbe uno scatto sulla dirittura d'arrivo; un podista dotato di scatto; uno scatto bruciante, accelerazione improvvisa e rapidissima con cui nella fase finale di una corsa si superano gli altri concorrenti | di scatto, improvvisamente e rapidamente: partire di scatto | a scatti, con movimenti bruschi, con improvvise interruzioni e riprese: procedere, parlare a scatti    • 3 •   (fig.) improvvisa manifestazione di collera, di rabbia, di sdegno e sim.: avere uno scatto d'ira    • 4 •   (fig.) mutamento di livello, salto quantitativo: scatto di anzianità, aumento automatico della retribuzione derivante dal raggiungimento di una data anzianità di servizio    • 5 •   unità tariffaria del servizio telefonico: una telefonata di 20 scatti. 
scaturigine   s.f.  (lett.)    • 1 •   sorgente    • 2 •   (fig.) origine: le profonde scaturigini dell'immaginazione, della poesia. 
scaturire   v. intr.  [io scaturisco, tu scaturisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   zampillare, sgorgare, uscire fuori (detto di liquidi): l'acqua scaturiva dalla roccia; davanti a quella scena gli scaturirono le lacrime dagli occhi    • 2 •   (fig.) avere origine, principio; derivare: dall'inchiesta non sono scaturiti elementi nuovi. 
scautismo   e deriv.   ⇨ scoutismo e deriv. 
scavabuche   s.m.  attrezzo agricolo, montabile su un trattore, che consente di scavare nel terreno piccole buche utili a trattenere l'acqua piovana e a impedire l'erosione.
scavafossi   s.f.  macchina agricola per lo scavo e la manutenzione dei fossi che irrigano i campi.
scavalcamento   s.m.  lo scavalcare, l'essere scavalcato (anche fig.).
scavalcare   v. tr.  [io scavalco, tu scavalchi ecc.]    • 1 •   superare un ostacolo passandogli sopra: scavalcare un muretto    • 2 •   passare avanti agli altri (anche fig.): ha scavalcato tutti e ora è direttore | scavalcare un punto, nei lavori a maglia, farlo passare senza lavorarlo    • 3 •   buttar giù da cavallo; disarcionare: al primo salto, è stato scavalcato    • 4 •   (estens.) in artiglieria, togliere dall'affusto (un cannone) | v. intr.  [aus. essere] (lett.) scendere da cavallo | (estens.) alloggiare: non mancherò di venire a scavalcare in casa vostra  (firenzuola).
scavallare   v. intr.  [aus. avere] (non com.)    • 1 •   correre, muoversi sfrenatamente come un cavallo libero (detto spec. di ragazzi che giocano)    • 2 •   (fig.) condurre una vita sregolata; correre la cavallina | v. tr.  (rar.) gettar giù da cavallo, scavalcare.
scavallatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] macchina agricola per lavorazioni continue di terreni piantati a viti o ad alberi da frutta, in grado di spostare automaticamente l'attrezzo da lavoro quando incontra il fusto di un albero.
scavamento   s.m.  (non com.) lo scavare; scavo.
scavare   v. tr.    • 1 •   formare una cavità nel suolo asportando terra, o in un oggetto eliminando parte del materiale di cui è fatto: scavare un fossato, un pozzo; scavare il tronco di un albero | scavare il collo, le maniche di un abito, in sartoria, allargarne il giro tagliando la stoffa superflua ' scavarsi la fossa con le proprie mani, (fig.) procurare la propria rovina    • 2 •   (fig.) approfondire la conoscenza di qualcuno o di qualcosa, indagare a fondo (per lo più assol.): a forza di scavare, la verità è venuta a galla    • 3 •   dissotterrare, portare alla luce cose sepolte: scavare un tesoro  | (assol.) con riferimento a spedizioni archeologiche, fare degli scavi    • 4 •   (fig.) rintracciare, recuperare nella memoria; escogitare, trovare: scavare una vecchia storia; chissà mai dove andrà a scavare certe idee. 
scavato   part. pass.  di scavare   agg.  smagrito, smunto: volto scavato. 
scavatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi scava: macchina scavatrice  s. m.    • 1 •   operaio addetto a lavori di scavo    • 2 •   lo stesso che escavatore, nel sign. 1.
scavatrice   s.f.  macchina per scavare, generalmente azionata da motori termici o elettrici.
scavatura   s.f.    • 1 •   lo scavare; per estens., la terra o il materiale che si è scavato    • 2 •   scavo, scollo di un vestito.
scavazione   s.f.  (non com.) escavazione.
scavezzacollo   s.m.  [pl. -li, rar. -lo]    • 1 •   (non com.) discesa ripida; per estens., caduta rovinosa ' correre, venir giù a scavezzacollo, in gran fretta, precipitosamente    • 2 •   [anche f.] (fig.) giovane scapestrato e imprudente.
scavezzare   (1) v. tr.  [io scavézzo ecc.]    • 1 •   spezzare la cima degli alberi; scapezzare | (estens.) rompere, spezzare in genere: scavezzarsi il collo    • 2 •   nella lavorazione della canapa, rompere i canapuli per facilitarne la gramolatura | scavezzarsi v. rifl.  (non com.) rompersi, spezzarsi.
scavezzare   (2) v. tr.  [io scavézzo ecc.] togliere la cavezza: scavezzare un cavallo. 
scavezzatrice   s.f.  macchina per la scavezzatura dei canapuli.
scavezzatura   s.f.  l'operazione di scavezzare i canapuli.
scavezzo   agg.  (ant.) smontabile, pieghevole (detto spec. di armi da fuoco portatili)  s.m.  (ant.) pendio, scoscendimento.
scavino   s.m.  arnese usato in cucina per svuotare zucchine, melanzane e altri ortaggi da cucinare ripieni.
scavizzolare   v. tr.  [io scavìzzolo ecc.] (tosc. non com.) cercare qualcosa frugando minuziosamente.
scavo   s.m.    • 1 •   lo scavare: lo scavo di un pozzo, delle fondamenta di una casa    • 2 •   spec. pl.  il luogo dove si scava e le cose scavate: gli scavi archeologici di pompei; visitare gli scavi    • 3 •   in sartoria, incavatura del collo o delle maniche di un abito.
scazonte   agg.  e s.m.  (metr.) altra denominazione del verso coliambo, il cui ritmo presenta alla fine un andamento inverso che lo fa sembrare zoppicante.
scazontico   agg.  [pl. m. -ci] (metr.) di scazonte; coliambico.
scazzarsi   v. rifl.  (volg.)    • 1 •   litigare, arrabbiarsi con qualcuno    • 2 •   avvilirsi, perdere l'entusiasmo, abbattersi.
scazzo   s.m.  (volg.)    • 1 •   litigio, alterco: abbiamo avuto uno scazzo, ma ci siamo subito riconciliati    • 2 •   situazione difficile, logorante: con tutti questi scazzi, non so se potrò farcela. 
scazzottare   o cazzottare, v. tr.  [io scazzòtto ecc.] (pop.) prendere a cazzotti, a pugni | scazzottarsi v. rifl.  (pop.) prendersi a cazzotti: si scazzottarono ben bene. 
scazzottata   o cazzottata, s.f.  (pop.) scontro, rissa a cazzotti, a pugni | scarica di cazzotti.
scazzottatura   o cazzottatura, s.f.  (pop.) lo stesso che scazzottata. 
sceccario   s.m.  nel linguaggio corrente, libretto di assegni; anche, custodia per un libretto di assegni.
sceda   s.f.  (ant.)    • 1 •   beffa, scherno: fare sceda di qualcuno, schernirlo; sanguinose scede  (carducci)    • 2 •   motto, spiritosaggine: ora si va con motti e con iscede / a predicare  (dante par.  xxix, 115-116).
scegliere   poet. scerre, v. tr.  [pres. io scélgo  (ant. o pop. scéglio), tu scégli ecc. ; fut. io sceglierò  (poet. scerrò) ecc. ; pass. rem. io scélsi, tu scegliésti ecc. ; cond. io sceglierèi  (poet. scerrèi) ecc. ; congiunt. pres. io scélga  (ant. o pop. scéglia) ecc. ; part. pass. scélto]    • 1 •   individuare, selezionare tra più persone o cose quella che ha determinati requisiti, che si ritiene la migliore, la più utile: scegliere una cravatta, un appartamento; scegliere il proprio lavoro, i propri amici; scegli pure a tuo piacere!; scegliersi un regalo; ti scelgo un libro divertente | c'è da scegliere!, si dice quando le cose, e anche le persone, sono molte e diverse così da poter accontentare tutti i gusti    • 2 •   separare la parte migliore da quella peggiore prendendo la prima: scegliere la frutta, la lana; una donna soletta che si gia / e cantando e scegliendo fior da fiore  (dante purg.  xxviii, 40-41)    • 3 •   optare: sceglierei di morire piuttosto che vivere in tale abiezione. 
sceglimento   s.m.  (non com.) lo scegliere; scelta.
sceglitore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi sceglie    • 2 •   operaio addetto a un lavoro di scelta, spec. di frutta o verdura da conservare, oppure di prodotti industriali da dividere in gruppi secondo la qualità.
sceiccato   s.m.    • 1 •   grado, dignità di sceicco    • 2 •   territorio che costituisce il dominio di uno sceicco.
sceicco   s.m.  [pl. -chi] nel mondo arabo, titolo dato ai capi delle tribù o a persone notevoli per virtù o dottrina.
scekerare   e deriv.   ⇨ shakerare e deriv. 
scelerato    ⇨ scellerato.
scelleraggine   s.f.  (lett.) scellerataggine, scelleratezza.
scelleranza   s.f.  (ant.) scelleratezza: d'ogni misfatto e d'ogni scelleranza / ardito e frodolente esecutore  (caro).
scellerataggine   s.f.  lo stesso che scelleratezza. 
scelleratezza   s.f.    • 1 •   l'essere scellerato; carattere scellerato: un individuo di una scelleratezza abominevole; la scelleratezza di un misfatto    • 2 •   azione da scellerato: compiere una scelleratezza. 
scellerato   poet. scelerato, agg.  malvagio, che rivela grande malvagità iniquo, nefando: un uomo scellerato; parole, azioni scellerate   s.m.  [f. -a] persona di grande malvagità § scelleratamente avv. 
scellino   s.m.    • 1 •   unità monetaria dell'austria    • 2 •   moneta divisionale inglese, pari alla decima parte della sterlina (prima del 1971, anno in cui nel regno unito entrò in vigore il sistema decimale, era pari alla ventesima parte).
scelta   s.f.    • 1 •   lo scegliere; la possibilità di scegliere: fare una scelta; in quel negozio c'è molta scelta; bisogna far così, non c'è altra scelta | a scelta, con facoltà di scegliere liberamente: prendine uno a scelta | avanzamento, promozione a scelta, (burocr.) in base a titoli e meriti, anziché in base all'anzianità | di prima scelta, di prima qualità di seconda scelta, di qualità meno buona    • 2 •   ciò che è stato scelto; raccolta di cose scelte: una scelta di letture; un disco con una scelta di arie d'opera    • 3 •   (filos.) l'atto della volontà consistente nel decidere consapevolmente e liberamente tra vari e possibili corsi di azione alternativi.
sceltezza   s.f.  (lett.) l'essere scelto; raffinatezza, squisitezza: sceltezza di linguaggio. 
scelto   part. pass.  di scegliere  agg.    • 1 •   che è frutto di una scelta; per estens., che è di qualità superiore alla media: merce scelta    • 2 •   (estens.) elegante, raffinato, distinto: scrivere in lingua scelta; uno scelto pubblico    • 3 •   che è bene addestrato, specializzato in una determinata disciplina o attività: soldato, tiratore scelto  § sceltamente avv.  in modo raffinato, elegante.
scemamento   s.m.  (rar.) lo scemare; diminuzione.
scemare   v. tr.  [io scémo ecc.] (non com.) diminuire, abbassare: scemare il prezzo di vendita di un prodotto  | scemare la botte, il fiasco, togliere parte del liquido che contengono | v. intr.  [aus. essere] diminuire di intensità, di quantità, di qualità e sim.: la pioggia va scemando; le forze scemano; scemare di valore, di prestigio; la sesta compagnia in due si scema  (dante inf.  iv, 148).
scemata   s.f.  (fam.) azione, frase da scemo; cosa scema, insulsa: fare, dire scemate; che scemata questo sceneggiato televisivo!. 
scemenza   s.f.  (fam.)    • 1 •   l'essere scemo, insulso: questa è una prova di scemenza da parte tua    • 2 •   atto, frase da scemo: non diciamo scemenze!. 
scemo   agg.    • 1 •   (fam.) che ha o denota poco senno; sciocco, insulso: una persona scema; un atteggiamento scemo  | che è privo di senso; stupido, insignificante: che scemo questo libro!    • 2 •   (non com.) non pieno, non integro, non intero: fiasco scemo; luna scema  | (ant.) magro, smunto: palida ne la faccia, e tanto scema / che da l'ossa la pelle s'informava  (dante purg.  xxiii, 23-24) | arco scemo, (arch.) arco a sesto ribassato, cioè con altezza minore del raggio    • 3 •   (ant. , lett.) mancante, privo di qualcosa: ma virgilio n'avea lasciati scemi / di sé  (dante purg.  xxx, 49-50)  s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona sciocca, povera di giudizio: fare lo scemo; comportarsi da scemo    • 2 •   (ant.) limitazione, incompletezza: non conosciamo ancor tutti li eletti; / ed ènne dolce così fatto scemo  (dante par.  xx, 135-136) | parte mancante: lo scemo della luna  (dante purg.  x, 14), la parte in ombra, invisibile § scemamente avv.  (non com.) da scemo, da sciocco.
scempiaggine   s.f.    • 1 •   l'essere scempio, sciocco    • 2 •   atto, frase da scempio; sciocchezza.
scempiamento   s.m.  detto di ciò che era doppio, lo scempiarsi, il diventare semplice: lo scempiamento delle consonanti geminate nei dialetti veneti. 
scempiare   (1) v. tr.  [io scémpio ecc.] rendere scempio, semplice: scempiare le consonanti doppie  | scempiarsi v. rifl.  diventare scempio, semplice.
scempiare   (2) v. tr.  [io scémpio ecc.] (non com.) fare scempio; rovinare, massacrare: il restauro ha scempiato l'affresco; non temo già che più mi strazi o scempie  (petrarca canz.  lxxxiii, 5).
scempiataggine   s.f.  (non com.) scempiaggine.
scempiato   part. pass.  di scempiare    • 1 •   agg.    • 1 •   che da doppio è stato ridotto a scempio    • 2 •   scemo, sciocco.
scempietà   s.f.  (non com.) scempiaggine.
scempio   (1) agg.    • 1 •   semplice, non doppio: filo scempio; pronunziare scempie le consonanti doppie; prima era scempio, e ora è fatto doppio  (dante purg.  xvi, 55)    • 2 •   (ant.  o region.) privo di senno: e quel che più ti graverà le spalle, / sarà la compagnia malvagia e scempia  (dante par.  xvii, 61-62) § scempiamente avv.  (non com.) da scempio, sciocco.
scempio   (2) s.m.    • 1 •   (lett.) strazio, massacro: fare scempio dei traditori  | strage: lo strazio e 'l grande scempio / che fece l'arbia colorata in rosso  (dante inf.  x, 85-86) | tormento: ben ché 'l mio crudo scempio / sia scritto altrove  (petrarca canz.  xxiii, 10-11)    • 2 •   (fig.) distruzione, deturpazione: fare scempio delle risorse di un territorio; queste nuove costruzioni sono uno scempio del paesaggio. 
scemunito    ⇨ scimunito.
scena   s.f.    • 1 •   la parte del teatro nella quale recitano gli attori: il fondo, i lati della scena; scena multipla, divisa in ambienti diversi; direttore di scena, chi dirige la rappresentazione teatrale; mettere in scena, rappresentare a teatro; calcare le scene, fare l'attore; ritirarsi dalle scene, abbandonare l'attività teatrale | entrare in scena, dell'attore che vi appare per recitare la sua parte; (fig.) di chi entra a far parte di una realtà, interviene a modificare una situazione e sim. | andare in scena, di un lavoro teatrale, essere rappresentato; di un attore o di una compagnia teatrale, rappresentare qualcosa | essere di scena, dell'attore che è sulla scena; (fig.) di persona che è al centro dell'attenzione | uscire di scena, dalla scena, dell'attore, rientrare tra le quinte; (fig.) ritirarsi da un'attività: uscire dalla scena politica; uscire dalla scena del mondo, (lett.) morire    • 2 •   l'insieme degli elementi che ricostruiscono sul palcoscenico l'ambiente in cui si immagina che si svolga l'azione teatrale: cambiamento di scena    • 3 •   luogo in cui si immagina che accada la vicenda rappresentata sul palcoscenico: la scena del primo atto della traviata è a parigi    • 4 •   l'agire dei personaggi sul palcoscenico: avere, non avere scena, sapersi o non sapersi muovere con disinvoltura sulla scena ' scena muta, senza dialogo: far scena muta, (fig.) non aprir bocca, non saper rispondere    • 5 •   ciascuna delle parti in cui si divide un atto di una rappresentazione teatrale: la scena finale del primo atto | scena madre, quella principale; (fig.) situazione, atteggiamento melodrammatico ' colpo di scena, imprevisto che dà uno sviluppo nuovo all'azione drammatica; (fig.) cambiamento repentino e inatteso di una situazione    • 6 •   (cine.) serie di inquadrature che si svolge nel medesimo luogo e nel medesimo tempo    • 7 •   fatto, evento, spettacolo naturale o della vita reale che si offre alla vista: una scena incantevole, terrificante; assistere a una scena di sangue  | avvenimento, situazione, paesaggio ecc. rappresentati in dipinti o in sculture: raffigurare una scena di caccia    • 8 •   (fig.) cosa che si fa per fingere; finzione, simulazione: non credetegli, è tutta scena | fare scena, si dice di ciò che si fa, si ha, si mostra solo per far colpo: si veste da eccentrico per fare scena    • 9 •   manifestazione eccessiva, esagerata, incontrollata: una scena di gelosia, di disperazione  | pl.  (assol.) lite, diverbio; scenata: smettetela di fare scene!. 
scenario   s.m.    • 1 •   l'insieme del fondale e delle quinte del palcoscenico; apparato scenico    • 2 •   (fig.) paesaggio naturale molto suggestivo, che sembra quasi un fondale teatrale; spettacolo: il grandioso scenario delle alpi  | sfondo, ambiente nel quale avviene un fatto, si realizza un evento: il delitto è maturato su uno scenario di miseria    • 3 •   trama che nella commedia dell'arte serviva da spunto per lo svolgimento dei dialoghi    • 4 •   (cine.) sceneggiatura di un film    • 5 •   nel linguaggio giornalistico, spec. politico, quadro di riferimento, contesto o prospettiva in cui sembrano collocarsi fatti o sviluppi imminenti: con la mozione di sfiducia, si configura uno scenario del tutto diverso; dopo le elezioni si delinearono due possibili scenari. 
scenarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) sceneggiatore.
scenata   s.f.  litigio, alterco, rimprovero violento: fare una scenata a qualcuno; assistere a delle scenate; una scenata disgustosa. 
scendere   v. intr.  [pres. io scéndo ecc. ; pass. rem. io scési, tu scendésti ecc. ; part. pass. scéso]    • 1 •   andare da un luogo più alto a uno più basso; anche, spostarsi dal nord verso il sud: scendere dal monte al piano; scendere in cantina; i barbari scesero in italia; il fiume scende a valle  | smontare: scendere da cavallo, dal treno, di bicicletta | scendere in campo, in lizza, anticamente, scendere dalla città, dall'accampamento nel campo di battaglia o nel recinto del torneo; per estens., disporsi a sostenere una guerra, un combattimento, una gara ' scendere in piazza, partecipare a una manifestazione di protesta che si svolge all'aperto ' scendere a rete, (sport) nel calcio, effettuare una discesa verso la porta avversaria; nel tennis, portarsi dal fondo del campo vicino alla rete    • 2 •   (fig.) piegarsi, indursi: scendere a più miti consigli; scendere a patti, rinunciare in parte alle proprie pretese, accettare un compromesso | abbassarsi: scendere alle suppliche, alle calunnie    • 3 •   (fig.) pervenire a una condizione inferiore, a un livello più basso: scendere di grado; scendere nella stima di qualcuno; non immaginavo che potessero scendere così in basso  | calare, diminuire: la febbre è scesa    • 4 •   fermarsi, prendere alloggio durante un viaggio: scendere al migliore albergo della città    • 5 •   venire giù, ricadere: i capelli le scendono sulla fronte; un abito che scende fino ai piedi; un lampadario che scende sulla tavola    • 6 •   (ant.) discendere, derivare: sceso gernando è da' gran re norvegi  (tasso g. l.  v, 16) | v. tr.    • 1 •   percorrere andando verso il basso: scendere le scale, una china    • 2 •   (region.) calare giù: scendere un cesto dalla finestra. 
scendibagno   s.m. invar.  tappetino che si pone accanto alla vasca da bagno per poggiarvi i piedi uscendo dalla vasca.
scendiletto   s.m. invar.    • 1 •   tappetino che si stende accanto al letto per poggiarvi i piedi quando ci si alza    • 2 •   vestaglia da camera.
sceneggiare   v. tr.  [io scenéggio ecc.] suddividere in scene un soggetto teatrale o un'opera letteraria, scrivendo i dialoghi e dando le indicazioni necessarie per la rappresentazione teatrale, cinematografica o radiotelevisiva.
sceneggiata   s.f.    • 1 •   genere del teatro popolare napoletano che si fonda sul tema di una canzone di successo per sviluppare copioni di stampo melodrammatico    • 2 •   (estens.) messinscena, situazione fittizia creata per confondere, per far colpo e sim.
sceneggiato   part. pass.  di sceneggiare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  rappresentazione televisiva di un soggetto narrativo: uno sceneggiato in quattro puntate. 
sceneggiatore   s.m.  [f. -trice] chi scrive sceneggiature di opere teatrali o cinematografiche, di trasmissioni radiofoniche o televisive.
sceneggiatura   s.f.    • 1 •   lo sceneggiare; suddivisione in scene di un'opera teatrale, cinematografica, radiotelevisiva    • 2 •   copione di un film o di una trasmissione radiotelevisiva, comprendente la suddivisione in scene, i dialoghi, l'indicazione degli ambienti e dei movimenti della macchina da presa.
scenetta   s.f.    • 1 •   breve azione scenica a carattere comico    • 2 •   episodio, situazione della vita reale involontariamente comici: una gustosa scenetta. 
scenico   agg.  [pl. m. -ci] di, della scena: allestimento, apparato scenico   s.m.  (ant.) attore § scenicamente avv.  per ciò che riguarda la scena; sotto l'aspetto scenografico.
scenografia   s.f.    • 1 •   l'arte di creare e di realizzare le scene    • 2 •   l'insieme degli elementi che costituiscono l'ambiente scenico    • 3 •   (ant.) prospettiva.
scenografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, da scenografia: studio scenografico    • 2 •   (fig.) si dice di qualsiasi manifestazione, situazione, evento che colpisca per certi aspetti artificiosi e spettacolari: un tramonto scenografico  § scenograficamente avv. 
scenografo   s.m.  [f. -a] chi disegna o realizza le scene.
scenotecnica   s.f.  l'arte, la tecnica di creare l'ambiente scenico.
scenotecnico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla scenotecnica  s.m.  chi provvede alla realizzazione di particolari effetti in una rappresentazione teatrale, o manovra meccanismi di scena.
scentrare   v. tr.  [io scèntro  o scéntro ecc.] causare una scentratura | (region.) mettere fuori centro, fuori uso; danneggiare, scassare (a causa di un urto, un colpo): ho scentrato il congegno, il motore; ho scentrato la fiancata destra dell'auto contro un muro  | scentrarsi v. rifl.  subire una scentratura | (region.) scontrarsi, cozzare: si è scentrato con un autocarro. 
scentrato   part. pass.  di scentrare   agg.  privo di centro; non esattamente al centro: mi pare che il perno sia scentrato  | (fig.) scriteriato, bislacco: è un tipo simpatico, ma mi sembra un po' scentrato. 
scentratura   s.f.  (tecn.) situazione di un organo rotante di una macchina il cui asse di rotazione reale non coincida con quello ideale.
scepsi   rar. schepsi, s.f.  (filos.) atteggiamento mentale di dubbio conoscitivo, metodico, che può essere anche il punto di partenza per un'ulteriore e più approfondita ricerca.
sceratrice   s.f.  in apicoltura, apparecchio col quale, utilizzando il calore del sole o l'acqua bollente, si ricava la cera vergine dai residui dei favi.
scerbare   v. tr.  [io scèrbo ecc.] (agr.) effettuare la scerbatura.
scerbatura   s.f.  (agr.) l'operazione del mondare una data coltura dalle erbe infestanti.
sceriffo   (1) s.m.    • 1 •   in gran bretagna e in irlanda, magistrato con funzioni amministrative e giudiziarie | negli stati uniti, capo della polizia di una contea    • 2 •   (pop.) agente di una polizia privata.
sceriffo   (2) s.m.  nel mondo musulmano, discendente di maometto.
scernere   v. tr.  [pres. io scèrno ecc. ; pass. rem. (rar.) io scèrsi  o scernéi  o scernètti, tu scernésti ecc. ; part. pass. (rar.) scernito] (ant. , lett.)    • 1 •   distinguere con gli occhi o con l'udito; vedere o udire distintamente: l'onda su cui del misero /... / scorrea la vista a scernere / prode remote invan  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   (fig.) distinguere con la mente; capire, riconoscere: e quant'io l'abbia in grado, mentr'io vivo / convien che ne la mia lingua si scerna  (dante inf.  xv, 86-87)    • 3 •   scegliere, selezionare; fare una cernita.
scernimento   s.m.  (ant.) discernimento; distinzione.
scerpare   ant. scerpere, v. tr.  [io scèrpo ecc.] (lett.) strappare, svellere, schiantare: da che fatto fu poi di sangue bruno, / ricominciò a dir: perché mi scerpi?  (dante inf.  xiii, 34-35).
scerpellato   agg.  (rar.) scerpellino.
scerpellino   o cerpellino, agg.  (tosc.) si dice di occhio con le palpebre rovesciate e arrossate; per estens., di persona che ha questo difetto agli occhi.
scerpellone   o cerpellone, s.m.  (non com.) errore grossolano, strafalcione.
scerpere    ⇨ scerpare.
scerre    ⇨ scegliere.
scervellarsi   v. rifl.  [io mi scervèllo ecc.] pensare intensamente, cercare affannosamente la soluzione di un problema; lambiccarsi il cervello, rompersi la testa: scervellarsi su, intorno a un problema; scervellarsi per ricordare qualcosa. 
scervellato   part. pass.  di scervellare  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è senza cervello, privo di criterio, sbadato: un ragazzo scervellato  § scervellatamente avv. 
scesa   s.f.    • 1 •   lo scendere    • 2 •   luogo in pendio, discesa: una scesa ripida; la casa in fondo alla scesa    • 3 •   (ant.  o tosc.) catarro, flussione ' scesa di testa, (fig.) capriccio.
sceso   part. pass.  di scendere  e agg.  nei sign. del verbo.
scespiriano   o shakespeariano [sha-ke-spea-ria-no; pr.  / sekspi'rjano /] agg.  del poeta e drammaturgo inglese w. shakespeare (1564-1616), o che si riferisce alla sua arte, alle sue opere: le tragedie scespiriane; la critica shakespeariana  § scespirianamente o shakespearianamente avv.  in modo che ricorda le tragedie o lo stile di shakespeare: il nucleo del dramma è concepito scespirianamente. 
scetticismo   s.m.    • 1 •   (filos.) atteggiamento che, negando la possibilità di raggiungere la certezza nella conoscenza della realtà, sospende ogni giudizio o considera tutte le conclusioni come non definitive | nel mondo antico, corrente filosofica che sostenne l'impossibilità di approdare a qualsiasi verità oggettiva; si sviluppò in tre fasi successive, tra il sec. iv a. c. e il ii d. c.    • 2 •   (estens.) tendenza a dubitare di tutto, incredulità abituale.
scettico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) dello scetticismo, attinente allo scetticismo: scuola scettica    • 2 •   (estens.) che dubita di tutto; incredulo per abitudine mentale o in relazione a un singolo fatto: un atteggiamento scettico; essere scettico su un risultato   s.m.    • 1 •   filosofo della scuola scettica; seguace dello scetticismo: la dottrina degli scettici    • 2 •   [f. -a] (estens.) persona scettica: non fare lo scettico | scettico blu, (scherz.) chi ostenta atteggiamenti cinici e disincantati § scetticamente avv.  con scetticismo.
scettrato   agg.  (lett.) che tiene lo scettro; per estens., insignito del potere regale.
scettro   s.m.    • 1 •   bastone di materiale prezioso, simbolo dell'autorità regia; per estens., il potere monarchico: scettro regale; conquistare, usurpare lo scettro    • 2 •   (fig.) predominio, preminenza: lo scettro della bellezza  | nel linguaggio sportivo, titolo, corona di campione del mondo: un pugile che detiene lo scettro dei pesi massimi. 
scevà   s.m.  (ling.) simbolo grafico dell'alfabeto ebraico che, sottoscritto a un segno consonantico, denota assenza di vocale o la presenza della vocale neutra di quantità ridotta.
sceveramento   s.m.  (rar.) lo sceverare; distinzione, separazione.
sceverare   ant. scevrare, v. tr.  [io scévero ecc.] (lett.) separare distinguendo: sceverare il bene dal male. 
scevro   ant. scevero, agg.    • 1 •   (lett.) privo, esente: scevro di colpe    • 2 •   (ant.) separato, lontano: onde beatrice, ch'era un poco scevra  (dante par.  xvi, 13).
scheda   s.f.    • 1 •   rettangolo di carta o di cartoncino usato per trascrivere dati e annotazioni, e disposto con altri di uguale dimensione in uno schedario secondo un determinato ordine (gener. alfabetico), in modo da rendere facile e rapida la sua consultazione: le schede di un archivio, di un catalogo | scheda bibliografica, che contiene i dati bibliografici di un libro, cioè l'autore, il titolo, il luogo, l'editore, l'anno di edizione ecc.; nello schedario di una biblioteca, registra anche la collocazione del libro in quella biblioteca | scheda personale, quella in cui sono registrati i dati amministrativi di un impiegato | scheda segnaletica, quella su cui la polizia registra i dati anagrafici, fisici ed eventualmente fotografici di un ricercato o di un pregiudicato | scheda perforata, cartoncino, forato in determinate posizioni, usato nell'elaborazione meccanografica dei dati | scheda magnetica, supporto di plastica, in parte ricoperto di materiale magnetizzabile, su cui è possibile registrare dei dati: scheda telefonica, scheda magnetica che permette di effettuare conversazioni telefoniche da apparecchi pubblici appositamente predisposti. dim. schedina  accr. schedone  (m.)    • 2 •   modulo stampato usato per svolgere pratiche burocratiche, per raccogliere dati ecc.: scheda per rilevazioni statistiche | scheda (elettorale), usata per votare: scheda bianca, quella sulla quale l'elettore non ha espresso alcuna indicazione; scheda nulla, non valida per l'attribuzione del voto, perché contenente errori o irregolarità | scheda di valutazione, nella scuola dell'obbligo, quella in cui gli insegnanti esprimono il proprio giudizio su un allievo    • 3 •   in un giornale, breve testo stampato e riquadrato che fornisce informazioni essenziali su un argomento, un personaggio ecc. di cui si tratta diffusamente nella stessa pagina    • 4 •   striscia sottile tagliata dal fusto di un papiro che, sovrapposta e incollata ad altre delle stesse dimensioni, costituisce il foglio papiraceo    • 5 •   scheda di domanda, (econ.) tabella indicante le quantità di un bene che si intendono acquistare a diversi livelli di prezzo    • 6 •   (inform.) componente hardware di un elaboratore contenente un circuito stampato dedicato a una particolare funzione: scheda madre, sulla quale sono montati i componenti principali del sistema e a cui sono collegate tutte le altre schede e moduli; scheda di memoria, che costituisce un'espansione della memoria di lavoro; scheda grafica, che consente l'uso della grafica sul monitor del computer; scheda fax, modem, quelle che consentono il collegamento di un fax o di un modem al computer.
schedare   v. tr.  [io schèdo ecc.] trascrivere, registrare su scheda: schedare i libri di una biblioteca; schedare un'opera, un autore, annotarne su schede i passi, i dati che interessano ai fini di una ricerca | trascrivere in uno schedario i nomi delle persone che interessano in vista di un determinato fine, per lo più aggiungendovi brevi note informative: il fisco scheda i contribuenti; la polizia scheda i pregiudicati; i servizi segreti, deviando dai loro compiti istituzionali, hanno schedato tutte le personalità politiche. 
schedario   s.m.    • 1 •   insieme di schede disposte secondo un ordine determinato: consultare lo schedario di una biblioteca; lo schedario degli uffici di polizia    • 2 •   mobile o anche ufficio in cui si conservano le schede.
schedarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto all'ordinamento e all'aggiornamento di uno schedario.
schedaristico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne le schede o lo schedario: sistema schedaristico. 
schedato   part. pass.  di schedare   agg.  registrato, trascritto su scheda: esaminare gli esempi schedati  s. m.  [f. -a] persona le cui generalità risultano negli schedari della polizia perché ha precedenti penali o perché è sospetta.
schedatore   s.m.  [f. -trice] chi compila schede: lo schedatore di una biblioteca. 
schedatura   s.f.  l'operazione dello schedare: fare la schedatura dei libri di una biblioteca. 
schedina   s.f.    • 1 •   dim.  di scheda    • 2 •   (pop.) foglietto predisposto per partecipare ai giochi del totocalcio, totip ed enalotto: fare, giocare la schedina. 
schedone   s.m.    • 1 •   accr.  di scheda    • 2 •   scheda di grandi dimensioni usata per particolari necessità | schedone indicatore, in un blocco di schede, scheda di dimensioni maggiori rispetto alle altre, che viene inserita tra esse per poterle agevolmente distinguere in blocchi diversi.
schedulare   v. tr.  (inform.) effettuare una schedulazione.
schedulatore   s.m. invar.  adattamento it. dell'ingl. scheduler. 
schedulazione   s.f.  (inform.) pianificazione dell'esecuzione di più processi effettuata dallo scheduler.
scheduler   s.m. invar.  (inform.) in un elaboratore elettronico, parte del sistema operativo che seleziona il processo da eseguire nel caso di attivazione in successione di più processi.
scheelite   s.f.  (min.) wolframato di calcio, usato per l'estrazione del tungsteno (wolframio).
scheggia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   frammento irregolare, per lo più appuntito e tagliente, staccatosi da un corpo di materiale solido: scheggia di legno, di vetro; essere colpito da una scheggia di granata.  dim. scheggetta, scheggiolina    • 2 •   (fig.) parte minima, frammento    • 3 •   (lett.) masso irregolare e spigoloso: tra le schegge e tra' rocchi de lo scoglio  (dante inf.  xxvi, 17).
scheggiale    ⇨ scaggiale.
scheggiamento   s.m.  (non com.) lo scheggiare, lo scheggiarsi.
scheggiare   v. tr.  [io schéggio ecc.] far saltar via una o più schegge dalla superficie di un oggetto: scheggiare un piatto  | scheggiarsi v. rifl.  rompersi in schegge; subire una o più scheggiature: il bicchiere si è scheggiato. 
scheggiato   part. pass.  di scheggiare  agg.    • 1 •   che presenta una o più scheggiature: un vaso tutto scheggiato    • 2 •   (lett.) irto, cosparso di rocce aguzze: per lo scheggiato calle / precipitando a valle  (manzoni il natale).
scheggiatura   s.f.    • 1 •   distacco di uno o più frammenti da un oggetto    • 2 •   il punto da cui si è staccata una scheggia.
scheggio   s.m.  (ant.  o region.) macigno, masso roccioso: giù t'acquatta / dopo uno scheggio, ch'alcun schermo t'aia  (dante inf.  xxi, 59-60).
scheggione   s.m.  (ant.  o region.) masso roccioso e spigoloso: o tu che siedi / tra li scheggion del ponte quatto quatto  (dante inf.  xxi, 88-89).
scheggioso   agg.  (non com.) che ha molte schegge; che si scheggia facilmente: legno scheggioso. 
schei   s.m. pl.  (dial.) soldi, quattrini.
scheletogeno    ⇨ scheletrogeno.
scheletrato   s.m.  protesi odontoiatrica mobile che collega due o più denti colmando lo spazio lasciato dai denti mancanti.
scheletrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, dello scheletro: sistema scheletrico    • 2 •   (estens.) simile a uno scheletro; così magro da sembrare uno scheletro: una figura scheletrica; gambe scheletriche    • 3 •   (fig.) ridotto all'essenziale, molto conciso: stile scheletrico; annotazioni scheletriche  § scheletricamente avv. 
scheletrire   v. tr.  [io scheletrisco, tu scheletrisci ecc.] ridurre come uno scheletro: il male lo aveva scheletrito  | scheletrirsi v. rifl.  diventare come uno scheletro, magrissimo.
scheletrito   part. pass.  di scheletrire  agg.    • 1 •   magrissimo: un vecchio scheletrito; una mano scheletrita  | secco, spoglio: un ramo, un albero scheletrito    • 2 •   (fig.) ridotto all'essenziale, molto o troppo conciso: una prosa scheletrita. 
scheletro   poet. scheltro, s.m.    • 1 •   negli animali vertebrati e nell'uomo, l'impalcatura ossea sulla quale appoggiano tutte le parti molli del corpo; dopo la morte, il cadavere di cui non restano che le ossa ' sembrare uno scheletro, si dice di persona magrissima ' tenere uno scheletro nell'armadio, (fig.) tenere nascosto un avvenimento compromettente, riprovevole, della propria vita    • 2 •   (estens.) ossatura, struttura di sostegno: lo scheletro di una nave    • 3 •   (fig.) canovaccio, schema, trama: lo scheletro di un'opera. 
scheletrogeno   o scheletogeno, agg.  (biol.) in embriologia, si dice del tessuto che dà origine alle ossa.
schelmo   s.m.  (ant. , lett.)    • 1 •   piccola barca a remi    • 2 •   fiancata di un'imbarcazione.
scheltro    ⇨ scheletro.
schema   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   figura che costituisce una rappresentazione semplificata e funzionale di un oggetto, di un meccanismo, di un processo: lo schema di un impianto elettrico, di un motore a scoppio  | schema metrico, nella metrica classica, l'indicazione della successione delle sillabe brevi, lunghe o ancipiti di un verso, fatta con segni convenzionali; nella metrica italiana, l'indicazione della successione delle rime di una strofa o anche di un intero componimento, fatta con lettere dell'alfabeto. dim. schemetto, schemino    • 2 •   piano preliminare di un lavoro; abbozzo: uno schema di legge; buttare giù lo schema di un discorso    • 3 •   modello rigido e astratto a cui ci si attiene: non avere schemi mentali; uno scrittore che non esce dagli schemi del classicismo più vieto    • 4 •   nella filosofia di kant, rappresentazione intermedia tra il fenomeno percepito dai sensi e il concetto puro.
schematicità   s.f.  l'essere schematico: un libro che pecca di eccessiva schematicità. 
schematico   agg.  [pl. m. -ci] che rappresenta i tratti essenziali e caratteristici di qualcosa, lasciando da parte l'accessorio e l'accidentale: disegno, progetto schematico  | (spreg.) limitato, angusto: esposizione arida e schematica  x schematicamente avv. 
schematismo   s.m.    • 1 •   l'essere schematico; modo di procedere per schemi, per modelli rigidi e astratti: peccare di schematismo; essere schiavo di un rigido schematismo    • 2 •   nella filosofia di kant, il procedimento mediante il quale si congiunge il molteplice sensibile con il concetto puro attraverso una rappresentazione intermedia, detta schema. 
schematizzare   v. tr.  ridurre a schema, alle linee essenziali; rappresentare in forma schematica: schematizzare un fenomeno. 
schematizzazione   s.f.  lo schematizzare, l'essere schematizzato.
schepsi    ⇨ scepsi.
scherano   agg.  e s.m.  (lett.) sgherro, sicario: gente disperata, empia e scherana  (tassoni); coteste son cose da farle gli scherani e i rei uomini  (boccaccio dec.  i, 1).
scherma   s.f.    • 1 •   arte del combattere con armi bianche (fioretto, spada, sciabola); disciplina sportiva in cui i contendenti si affrontano con una di tali armi: tirare di scherma; maestro di scherma; campionati italiani di scherma    • 2 •   nel pugilato, arte di schivare i colpi dell'avversario cercando nello stesso tempo di mandare a segno i propri.
schermaggio   s.m.  (tecn.) protezione di un dispositivo mediante uno schermo; lo schermo stesso posto a protezione.
schermaglia   s.f.    • 1 •   (ant.) duello, scontro ad armi bianche    • 2 •   serie alterna di colpi, finte e parate in uno scontro all'arma bianca    • 3 •   (fig.) contrasto di opinioni o di sentimenti espressi in modo abile e sottile: c'è stata una vivace schermaglia tra i partecipanti al dibattito; schermaglie amorose. 
schermare   v. tr.  [io schérmo ecc.]    • 1 •   (ant.) riparare, proteggere: che è quel, dolce padre, a che non posso / schermar lo viso...?  (dante purg.  xv, 25-26)    • 2 •   coprire con uno schermo; attenuare o proteggere per mezzo di uno schermo: schermare una lampada, un meccanismo    • 3 •   (fis.) proteggere un'apparecchiatura per mezzo di un dispositivo che impedisca il passaggio di radiazioni di varia natura; in partic., impedire, mediante opportuni involucri metallici, interferenze elettriche e magnetiche fra circuiti diversi.
schermata   s.f.  videata.
schermatura   s.f.    • 1 •   operazione dello schermare; schermaggio    • 2 •   il mezzo usato per schermare qualcosa.
schermidore    ⇨ schermitore.
schermire   v. intr.  [io schermisco, tu schermisci ecc. ; aus. avere] (ant.) combattere all'arma bianca | v. tr.  proteggere, riparare: schermirsi il petto dai colpi dell'avversario  | schermirsi v. rifl.  proteggersi, difendersi: schermirsi da un attacco  | (fig.) sottrarsi, eludere: schermirsi da un complimento, da un invito; anche assol.  : sulle prime si schermì poi finì con l'accettare. 
schermistico   agg.  [pl. m. -ci] della scherma, attinente alla scherma: tecnica schermistica; incontro schermistico. 
schermitore   meno com. schermidore, s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi pratica lo sport della scherma; chi fa un duello all'arma bianca    • 2 •   pugile dotato di una buona scherma.
schermo   s.m.    • 1 •   riparo, difesa, protezione (anche fig.): farsi schermo con la mano; si fa schermo del nome di suo padre | la donna dello schermo, nella poesia cortese d'amore, donna cantata dal poeta per tenere nascosta l'identità della sua vera amata    • 2 •   (ant.) ostacolo, impedimento: sicuro già da tutti vostri schermi  (dante inf.  xxi, 81)    • 3 •   (fis.) nome di alcuni dispositivi atti a impedire il passaggio di un ente fisico: schermo elettrico, magnetico; schermi biologici, per proteggere un organismo dalle radiazioni; schermo ottico, per intercettare alcuni raggi luminosi; schermo giallo antinebbia, applicato ai fari degli autoveicoli per impedire l'abbagliamento    • 4 •   (cine.) riquadro di tela bianca trattata o di plastica, o parte di parete dipinta di bianco, talora leggermente concava, su cui si proiettano le immagini fotografiche o cinematografiche    • 5 •   (estens.) sala di proiezione: il film sarà presto sugli schermi italiani  | cinema, arte cinematografica: adattare una commedia per lo schermo; le dive dello schermo    • 6 •   negli apparecchi televisivi o radioscopici, superficie fluorescente sulla quale appaiono le immagini | il piccolo schermo, la televisione    • 7 •   (mar.) formazione di unità navali leggere o di aerei che procede avanzata rispetto al grosso della squadra, per svolgere esplorazione protettiva.
schermografare   v. tr.  [io schermògrafo ecc.] (med.) sottoporre a schermografia.
schermografia   s.f.  (med.) tecnica radiografica consistente nel fotografare l'immagine che il passaggio dei raggi x attraverso un corpo produce sullo schermo fluorescente di un apparecchio radiologico; anche, la fotografia così ottenuta: fare la schermografia al torace. 
schermografico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo alla schermografia: esame schermografico  § schermograficamente avv.  mediante la schermografia.
schernevole   agg.    • 1 •   (lett.) di scherno, che contiene scherno: parole schernevoli    • 2 •   (ant.) degno di scherno § schernevolmente avv. 
schernire   v. tr.  [io schernisco, tu schernisci ecc.]    • 1 •   farsi beffe di qualcuno con atti o parole sprezzanti: schernire l'avversario    • 2 •   (rar.) ingannare.
schernitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi schernisce: sorriso schernitore. 
scherno   s.m.    • 1 •   lo schernire; le parole, gli atti, i gesti con cui si schernisce: farsi scherno di qualcuno; frasi, grida di scherno; essere oggetto di scherno    • 2 •   la persona o la cosa che viene schernita: essere lo scherno di tutti. 
scherzando   s.m. invar.  (mus.) indicazione, sul testo musicale, che prescrive un'esecuzione leggera e scherzosa.
scherzare   v. intr.  [io schérzo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   giocare con vivacità e allegria: i bambini scherzano volentieri; i gattini scherzavano con la madre    • 2 •   (lett.) muoversi, agitarsi leggiadramente: il vento scherzava tra i suoi capelli    • 3 •   esprimersi e comportarsi senza serietà celiare, fare scherzi, prendersi gioco di qualcuno o qualcosa: scherza su tutto; c'è poco da scherzare, è una cosa seria; questo non è il momento di scherzare; con lui non si può scherzare, se la prende subito a male | non scherzo!, dico davvero, sul serio | scherzare con il fuoco, con la morte, (fig.) esporsi imprudentemente a un pericolo grave, mortale | v. tr.  (region.) schernire, canzonare: i compagni lo scherzano sempre. 
scherzeggiare   v. intr.  [io scherzéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) scherzare frequentemente e amabilmente.
scherzevole   agg.  (lett.) scherzoso § scherzevolmente avv. 
scherzo   s.m.    • 1 •   lo scherzare; il comportarsi in un certo modo per burla, per fare dello spirito, non con intenzioni serie: prendere, volgere qualcosa in scherzo  | saper stare allo scherzo, avere molto spirito, non offendersi facilmente ' senza scherzi, seriamente ' per scherzo, con intenzione di scherzare ' neppure per scherzo, per nessuna ragione, assolutamente no    • 2 •   ciò che è fatto o detto per scherzare: scherzo simpatico, innocente, di cattivo gusto | scherzo da prete, (fam.) poco spiritoso o di cattivo gusto | uno scherzo di natura, (fig.) si dice di cosa e anche di persona fuori del comune, spec. per qualità negative, antiestetiche ' scherzi di luce, singolari effetti ottici dovuti alla reciproca posizione di sorgenti luminose e di corpi riflettenti | scherzi d'acqua, zampilli disposti ad arte nei giardini per creare particolari effetti decorativi ' prov.  : a carnevale ogni scherzo vale.  dim. scherzetto, scherzuccio  pegg. scherzaccio    • 3 •   (estens.) imprevisto poco gradito, sorpresa spiacevole: il vino fa brutti scherzi    • 4 •   (fig.) cosa facile, da nulla: è stato uno scherzo risolvere quel problema    • 5 •   in letteratura, breve componimento poetico di tono scherzoso: gli scherzi di g. giusti    • 6 •   (mus.) nel seicento, breve brano a più voci, di carattere vivace e popolare | dalla fine del sec. xviii, movimento rapido a ritmo ternario che nella sinfonia, nella sonata e nel quartetto sostituì il minuetto | in età romantica, anche composizione autonoma per pianoforte: gli scherzi di chopin; più tardi, composizione autonoma per orchestra: lo scherzo fantastico di stravinskij. 
scherzoso   agg.    • 1 •   che scherza volentieri: un ragazzo scherzoso    • 2 •   detto o fatto per scherzo; che ha tono, valore di scherzo: parole, frasi scherzose; un gesto scherzoso  § scherzosamente avv. 
schettinaggio   s.m.  pattinaggio a rotelle.
schettinare   rar. scatinare, v. intr.  [io schèttino ecc. ; aus. avere] pattinare con i pattini a rotelle.
schettinatore   s.m.  [f. -trice] chi schettina.
schettino   s.m.  (spec. pl.) pattino a rotelle.
schiaccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   trappola nella quale gli animali restano schiacciati sotto una pietra    • 2 •   attrezzo della pasticceria artigianale costituito da due piastre metalliche incernierate a formare una sorta di tenaglia che, scaldate sul fuoco, servono per cuocere cialde e altri dolci schiacciati.
schiacciabiade   s.m. invar.  (agr.) frangibiade.
schiacciaforaggi   s.m. invar.  macchina agricola che serve a schiacciare gli steli dell'erba da foraggio appena tagliata in modo da accelerarne il processo di essiccamento.
schiacciamento   s.m.  lo schiacciare, lo schiacciarsi, l'essere schiacciato ' schiacciamento polare, (astr.) appiattimento dei corpi celesti ai poli, per effetto della rotazione, per cui il loro diametro polare risulta più corto di quello equatoriale.
schiaccianoci   s.m. invar.  arnese da tavola, di varia forma, che si adopera per rompere noci, mandorle e sim.
schiacciante   part. pres.  di schiacciare  agg.  che non lascia possibilità di obiettare, di reagire: una prova schiacciante di colpevolezza; la schiacciante superiorità degli avversari. 
schiacciapatate   s.m. invar.  arnese da cucina di varia forma che serve per schiacciare le patate lesse.
schiacciare   pop. tosc. stiacciare, v. tr.  [io schiàccio ecc.]    • 1 •   comprimere qualcosa con forza, per lo più dall'alto verso il basso, in modo da appiattirlo, romperlo e sim.: ti sei seduto sul cappello e l'hai schiacciato; sta' attento a non schiacciare le uova; schiacciare le patate, le noci; schiacciare un piede a qualcuno, pestarglielo ' schiacciare un sonnellino, un pisolino, (fig.) fare una breve dormita ' schiacciare moccoli, (pop.) bestemmiare ' schiacciare la palla, (sport) nel tennis, nel ping-pong, nella pallavolo e in altri sport, colpire la palla con violenza dall'alto verso il basso    • 2 •   (estens.) spingere, pigiare: schiacciare un pulsante; la folla ci schiacciava  | investire: ha rischiato di farsi schiacciare da un'automobile    • 3 •   (fig.) far apparire basso o privo di rilievo: le scarpe basse schiacciano la figura; questa luce schiaccia le figure del quadro    • 4 •   (fig.) opprimere, sopraffare, annientare; superare, vincere nettamente: essere schiacciato dal peso delle responsabilità; schiacciare l'imputato con prove irrefutabili; schiacciare i nemici, un avversario | schiacciare qualcuno agli esami, (tosc.) bocciarlo | schiacciarsi v. rifl.  perdere la forma originaria appiattendosi, ammaccandosi, rompendosi e sim.: l'auto si è schiacciata contro un albero. 
schiacciasassi   s.m. invar.  rullo compressore usato per costipare lo strato superficiale di sassi delle strade non asfaltate.
schiacciata   pop. tosc. stiacciata, s.f.    • 1 •   lo schiacciare una volta o in fretta, alla meglio. dim. schiacciatina    • 2 •   contusione, pestata    • 3 •   (tosc.) bocciatura    • 4 •   focaccia appiattita che si fa con pasta di pane: schiacciata all'olio, con la pasta condita con olio. dim. schiacciatina    • 5 •   torta rustica a base di farina, latte, zucchero e uova    • 6 •   disco di resina che costituisce la base di un elettroforo    • 7 •   (sport) nel tennis, nella pallavolo e in altri sport, colpo violento inferto alla palla dall'alto in basso; in partic., nella pallacanestro, punto segnato sospingendo dall'alto in basso e violentemente la palla nel canestro.
schiacciato   pop. tosc. stiacciato, part. pass.  di schiacciare  agg.    • 1 •   che ha perduto la sua forma primitiva, ammaccato: una mela tutta schiacciata    • 2 •   appiattito: naso schiacciato    • 3 •   colpo, tiro schiacciato, (sport) schiacciata.
schiacciatore   s.m.  [f. -trice] (sport) giocatore particolarmente abile nell'effettuare schiacciate.
schiacciatrice   s.f.  lo stesso che schiacciaforaggi. 
schiacciatura   s.f.  lo schiacciare, lo schiacciarsi, l'essere schiacciato | punto, parte schiacciata; ammaccatura.
schiaffare   v. tr.  (fam.) porre, gettare senza attenzione o riguardo, alla rinfusa: schiaffare la roba in un sacco | schiaffare qualcuno dentro, in prigione, imprigionarlo | schiaffarsi v. rifl.  (fam.) mettersi, gettarsi, buttarsi: schiaffarsi a letto, in poltrona. 
schiaffeggiare   v. tr.  [io schiafféggio ecc.]    • 1 •   colpire con schiaffi, prendere a schiaffi: il padre lo schiaffeggiò    • 2 •   (estens.) colpire con la mano aperta: schiaffeggiare la palla  | (lett.) battere con violenza (detto di cose): le onde schiaffeggiavano gli scogli. 
schiaffeggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi schiaffeggia.
schiaffo   pop. tosc. stiaffo, s.m.    • 1 •   percossa data sulla faccia a mano aperta: dare, prendere uno schiaffo; prendere qualcuno a schiaffi | misurare uno schiaffo, fare il gesto di darlo | avere una faccia da schiaffi, essere indisponente e irritante ' tiro di schiaffo, nel gioco del biliardo, il colpire la palla dell'avversario facendo prima rimbalzare la propria contro la sponda. dim. schiaffetto, schiaffettino  accr. schiaffone    • 2 •   (estens.) colpo, urto violento: gli schiaffi delle onde sugli scogli    • 3 •   (fig.) grave smacco, umiliazione: ricevere uno schiaffo morale. 
schiamazzare   v. intr.  [aus. avere] emettere gridi confusi e molesti, detto soprattutto di galline o di altri volatili | (estens.) gridare scompostamente e con voce sgraziata, detto di persone: smettetela di schiamazzare!. 
schiamazzatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi schiamazza: schiamazzatori notturni. 
schiamazzio   s.m.  (non com.) uno schiamazzare continuo.
schiamazzo   s.m.    • 1 •   insieme di gridi confusi e molesti prodotti da volatili o persone che schiamazzano: schiamazzo di galline spaventate; schiamazzi notturni | fare schiamazzo, (fig.) agitarsi e gridare in modo scomposto; fare fracasso e confusione    • 2 •   richiamo usato nella caccia ai tordi consistente nel collocare una civetta presso una gabbia di questi uccelli, il cui grido spaventato attira lo stormo dei tordi in volo.
schiancio    ⇨ scancio.
schiantamento   s.m.  (non com.) lo schiantare, lo schiantarsi, l'essere schiantato.
schiantare   pop. tosc. stiantare, v. intr.  [aus. essere] (fam.) scoppiare, crepare, morire (spec. fig.): schiantare dalle risa, dalla fatica  | v. tr.    • 1 •   spezzare, rompere con violenza: il fulmine ha schiantato l'albero    • 2 •   (estens.) far scoppiare, far esplodere: schiantare un pneumatico gonfiandolo troppo  | schiantare il cuore, (fig.) provocare un grande dolore, far morire di crepacuore | schiantarsi v. rifl.  spezzarsi, rompersi violentemente (anche fig.): l'automobile andò a schiantarsi contro un albero; mi si schianta il cuore dal dolore. 
schiantatura   s.f.  (non com.) schiantamento.
schianto   pop. tosc. stianto, s.m.    • 1 •   lo schiantare, lo schiantarsi, l'essere schiantato ' di schianto, all'improvviso, di colpo    • 2 •   il rumore secco di cosa che si schianti o scoppi: lo schianto della bomba    • 3 •   (fig.) dolore acuto, pena lancinante: provare uno schianto al cuore    • 4 •   (fig. fam.) persona, cosa molto bella, che riempie di ammirazione, di stupore: uno schianto di ragazza; quel film è uno schianto. 
schianza   s.f.  (ant.) crosta che si forma sopra piaghe o ferite: dal capo al piè di schianze macolati  (dante inf.  xxix, 75).
schiappa   s.f.    • 1 •   (non com.) scheggia di legno    • 2 •   (fig. fam.) persona inetta, incapace (nel lavoro, nello sport, nel gioco ecc.): a tennis è una schiappa. 
schiarare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (region.  o lett.) rischiarare, schiarire; rischiararsi, schiarirsi.
schiarimento   s.m.    • 1 •   lo schiarire, lo schiarirsi    • 2 •   (fig.) spiegazione, delucidazione, chiarimento: dare, chiedere schiarimenti. 
schiarire   v. tr.  [io schiarisco, tu schiarisci ecc.] rendere chiaro o più chiaro (anche fig.): schiarire i capelli; schiarirsi le idee  | schiarirsi la voce, renderla più nitida, meno velata, per lo più con un leggero colpo di tosse | v. intr.  [aus. essere], schiarirsi v. rifl.  diventare chiaro o più chiaro: un colore che schiarisce facilmente; al sole i capelli si schiariscono  | farsi chiaro, rasserenarsi: il cielo si sta schiarendo  | v. intr. impers.  [aus. essere  e avere] tornare sereno: dopo il temporale ha  (o è) schiarito  | farsi giorno: in estate schiarisce presto. 
schiarita   s.f.    • 1 •   il rasserenarsi del cielo: dopo una breve schiarita ha ricominciato a piovere    • 2 •   (fig.) l'appianarsi di divergenze; distensione: c'è stata una schiarita nei rapporti fra i due stati. 
schiaritoio   s.m.  locale nel quale si lascia l'olio a riposare perché divenga chiaro e trasparente.
schiaritura   s.f.  operazione dello schiarire: schiaritura di un colore; la schiaritura dei capelli. 
schiascopia   s.f.  (med.) accertamento delle caratteristiche di rifrazione dell'occhio, eseguito mediante l'illuminazione del fondo oculare e l'osservazione delle ombre proiettate sul medesimo dai margini del foro pupillare.
schiatta   s.f.  (lett.) stirpe, discendenza.
schiattare   pop. tosc. stiattare, v. intr.  [aus. essere] scoppiare, crepare (spec. fig.): schiattare dalla bile, dalla rabbia; schiattare d'invidia. 
schiattire   v. intr.  [io schiattisco, tu schiattisci ecc. ; aus. avere] (rar.) emettere gridi brevi e acuti (detto spec. di cani): come levrier... / schiattisce indarno, e si dibatte e tira  (ariosto o. f.  xxxix, 10).
schiavacciare   v. tr.  [io schiavàccio ecc.] aprire ciò che era chiuso da un chiavaccio, da un catenaccio.
schiavardare   v. tr.  liberare dalle chiavarde, separare due parti togliendo le chiavarde che le tenevano unite.
schiavare   v. tr.  (ant.) liberare dai chiodi; schiodare, scardinare.
schiavesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da schiavo: sottomissione schiavesca. 
schiavina   s.f.    • 1 •   veste lunga o mantello di tessuto grossolano, con cappuccio e maniche larghissime, portato nel medioevo da pellegrini ed eremiti: il pellegrino... la schiavina gittatasi di dosso e di capo il cappello  (boccaccio dec.  iii, 7)    • 2 •   (non com.) coperta da letto di tessuto pesante.
schiavismo   s.m.    • 1 •   sistema politico e sociale basato sulla schiavitù la dottrina che lo sostiene    • 2 •   (estens.) tendenza a trattare gli altri come schiavi.
schiavista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   sostenitore, difensore dello schiavismo    • 2 •   chi tende a trattare gli altri come schiavi | usato anche come agg.  : stati schiavisti. 
schiavistico   agg.  [pl. m. -ci] dello schiavismo; di, da schiavista: teorie schiavistiche; atteggiamenti schiavistici. 
schiavitù   s.f.    • 1 •   l'essere schiavo; la condizione di chi è schiavo: ridurre in schiavitù; liberarsi, affrancarsi dalla schiavitù    • 2 •   mancanza di libertà politica    • 3 •   (fig.) l'essere soggetto ad altre persone o a vincoli; l'essere vittima di passioni, vizi, consuetudini: la schiavitù dell'orario di lavoro; la schiavitù del fumo, del gioco, della droga. 
schiavizzare   v. tr.  ridurre in schiavitù, rendere schiavo | (iperb.) trattare in modo dispotico e umiliante: con la sua intransigenza ossessiva, ha finito per schiavizzare la figlia. 
schiavizzazione   s.f.  (non com.) lo schiavizzare, l'essere schiavizzato.
schiavo   pop. tosc. stiavo, agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   si dice di chi è privo della libertà personale e dei diritti civili, e appartiene ad altri come una cosa: gli schiavi dell'antichità; la tratta degli schiavi | alla schiava, si dice di braccialetto liscio, alto, pesante, simile all'anello che gli schiavi portavano alla caviglia; anche, di un tipo di sandali legati al piede da lacci che salgono oltre la caviglia. dim. schiavetto    • 2 •   (estens.) si dice di chi è soggetto alla volontà o alla forza altrui e non può disporre liberamente di sé di chi si lascia dominare da una determinata condizione o consuetudine: un popolo schiavo; non voglio essere schiavo di nessuno; essere schiavo delle passioni, delle convenzioni sociali, dell'alcol, della droga | schiavo!, schiavo suo!, antica forma di saluto, da cui il diffusissimo ciao    • 3 •   (ant.) della schiavonia, regione sulla costa orientale dell'adriatico; slavo: sì come neve... /... si congela, / soffiata e stretta da li venti schiavi  (dante purg.  xxx, 85-87).
schiavone   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant.) slavo delle coste orientali dell'adriatico  s.m.  (st.) soldato di un reparto speciale della repubblica di venezia, che era formato soltanto da slavi.
schicchera   s.f.  (region.)    • 1 •   rumore secco che si produce comprimendo il medio o l'indice di una mano contro il pollice e forzandoli di scatto in direzioni opposte; schiocco    • 2 •   (estens.) colpo fulmineo e violento.
schiccherafogli   s.m.  (non com.) chi scrive o pubblica cose di nessun valore; scrittore da strapazzo.
schiccherare   (1) v. tr.  [io schìcchero ecc.] (non com.) scrivere o disegnare malamente; imbrattare, sporcare: e vo come la chiocciola... /... a schiccherar le mura  (pascoli).
schiccherare   (2) v. tr.  e intr.  [io schìcchero ecc. ; aus. dell'intr. avere] (non com.)    • 1 •   versare (anche fig.)    • 2 •   bere vino e liquori spesso e abbondantemente.
schiccheratura   s.f.  (non com.) l'imbrattare fogli | scritto, disegno malfatto; sgorbio.
schidionare   v. tr.  [io schidióno ecc.] (non com.) infilare nello schidione.
schidionata   s.f.  la quantità di carne infilata in uno schidione: una schidionata di tordi. 
schidione   pop. tosc. stidione, s.m.  lungo spiedo per infilare e arrostire a fuoco vivo carni, volatili ecc.
schiena   s.f.    • 1 •   la parte posteriore del tronco, dalle spalle ai fianchi: avere mal di schiena | il filo della schiena, la linea che corrisponde alla spina dorsale ' lavoro di schiena, (fig.) lavoro materiale, duro, faticoso ' curvare la schiena, (fig.) sottomettersi ' voltare la schiena, (fig.) fuggire, andarsene | voltare la schiena a qualcuno, abbandonarlo, tradirlo ' rompersi la schiena, (fig.) lavorare duramente, stancarsi moltissimo ' colpire, pugnalare alla schiena, a tradimento    • 2 •   la groppa degli animali: trasporto a schiena di mulo; strada a schiena d'asino, rialzata nel centro per favorire lo scolo delle acque; ponte a schiena d'asino, più alto nel punto centrale dell'arco ' giocare di schiena, detto del cavallo, alzare bruscamente la groppa e tirare calci    • 3 •   spartiacque di una catena montuosa di forma tondeggiante e con pendii non troppo ripidi: e guarda il bel paese / alta di monti schiena, / cui sormontar non vale / borea con rigid'ale  (parini).
schienale   s.m.    • 1 •   parte di un sedile a cui si appoggia la schiena    • 2 •   parte dell'armatura che ricopriva la schiena    • 3 •   la schiena di un animale, anche come pezzo di carne macellata    • 4 •   pl.  midollo spinale del bue e del vitello macellati    • 5 •   (mar.) tavola posta di traverso nella zona di poppa di una lancia, che serve di spalliera e di separazione dalla poppetta    • 6 •   (ant.) schiena.
schienata   s.f.    • 1 •   colpo dato con la schiena    • 2 •   (sport) colpo della lotta, con il quale si pone l'avversario con la schiena a terra.
schienuto   agg.  (non com.) che ha la schiena larga; che ha forma di schiena.
schiera   pop. tosc. stiera, s.f.    • 1 •   insieme di uomini armati disposti secondo un determinato ordine: una schiera di fanti, di cavalieri; far avanzare le schiere; ordinare le schiere; mettere in schiera, schierarsi    • 2 •   moltitudine di persone o di animali: una schiera di dimostranti; una schiera di api, di uccelli  | a schiera, in gruppo: case a schiera, abitazioni unifamiliari affiancate, così da costituire un unico lungo blocco ' a schiere, in gran numero, in gran quantità    • 3 •   (estens.) gruppo di persone appartenenti a una stessa categoria: la schiera dei giornalisti, dei critici. 
schieramento   s.m.    • 1 •   lo schierare, lo schierarsi, l'essere schierato    • 2 •   disposizione delle truppe di fronte al nemico | (sport) formazione di una squadra, disposizione dei giocatori in campo    • 3 •   (fig.) l'insieme delle persone o delle forze che sostengono un'idea o un interesse: lo schieramento dei partiti democratici. 
schierare   v. tr.  [io schièro ecc.]    • 1 •   disporre in schiere: schierare l'esercito per una parata    • 2 •   (estens.) disporre in un determinato ordine; mettere in fila: schierare in campo i giocatori; schierare le statuine sulla mensola  | schierarsi v. rifl.    • 1 •   disporsi in schiere; assumere un determinato schieramento: schierarsi in ordine di combattimento    • 2 •   (fig.) prendere posizione nei confronti di qualcuno o di qualcosa: schierarsi dalla parte del più debole; schierarsi con i partiti di governo; schierarsi contro la pena di morte. 
schiettezza   s.f.  l'essere schietto (spec. fig.): la schiettezza di un vino; schiettezza di modi, d'animo; parlare con schiettezza. 
schietto   pop. tosc. stietto, agg.    • 1 •   puro, semplice, genuino; che non presenta contaminazioni o imperfezioni: vino schietto, non mescolato con altre sostanze; frutta schietta, non guasta, perfetta; parlare un italiano schietto, privo di inflessioni dialettali o straniere ' architettura schietta, semplice, priva di ornamenti eccessivi ' arme schietta, (arald.) intera, senza rastrello, bisanti, orlo ecc.    • 2 •   (fig.) sincero, franco, leale: un uomo schietto; parole schiette; a dirla, a dirvela schietta, per parlare francamente    • 3 •   (lett.) liscio, diritto: va' dunque, e fa' che tu costui ricinghe / d'un giunco schietto  (dante purg.  i, 94-95) § schiettamente avv.  sinceramente, francamente: parlare schiettamente. 
schifare   v. tr.    • 1 •   disdegnare, disprezzare: schifare una persona; schifare le adulazioni, le ricchezze    • 2 •   fare schifo, disgustare: il suo comportamento ci ha schifato    • 3 •   (ant.) schivare, evitare: li quali tutti il disagio andavan per l'amor di dio schifando  (boccaccio dec.  vi, 10) | schifarsi v. rifl.  (fam.) provare schifo, ribrezzo, disgusto: se non ti schifi, puoi bere dal mio bicchiere; schifarsi di un ambiente. 
schifato   part. pass.  di schifare  agg.  disgustato, nauseato: sono schifato della vostra disonestà. 
schifenza   s.f.  (dial.) schifezza.
schifevole   agg.  (rar.) schifoso.
schifezza   s.f.    • 1 •   l'essere schifoso    • 2 •   cosa che fa schifo: questo libro è una schifezza. 
schifiltà   s.f.  (non com.) ripugnanza eccessiva per qualcosa o per qualcuno; forte ritrosia.
schifiltosità   s.f.  l'essere schifiltoso.
schifiltoso   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha gusti difficili: essere schifiltoso nel mangiare; fare lo schifiltoso  § schifiltosamente avv. 
schifio   s.m.  (scherz.) usato nell'espressione finire a schifio, finire malamente.
schifo   (1) s.m.    • 1 •   senso di disgusto provocato da cosa o persona moralmente o fisicamente ripugnante: quell'individuo mi fa schifo; provare, sentire schifo; mettere schifo | avere a schifo qualcosa, qualcuno, (ant. , lett.) averlo a noia, provare sdegno nei suoi confronti ' fare schifo, (iperb.) si dice di cosa brutta, mal fatta, o di persona sudicia, o di chi ha dato una cattiva prova di sé in qualche attività: un romanzo che fa schifo; làvati, che fai schifo; la nostra squadra ha fatto schifo | che schifo!, esclamazione di disgusto, di riprovazione e sim.    • 2 •   persona o cosa schifosa: questo film è uno schifo  agg.    • 1 •   (region.) disgustoso, che provoca schifo    • 2 •   (ant.) schivo, sdegnoso: queste del gel, quelle del sole schife  (dante purg.  xxvi, 45).
schifo   (2) s.m.    • 1 •   piccola imbarcazione per pesca costiera o per gare sportive | anticamente, piccola imbarcazione adibita al servizio di una nave maggiore    • 2 •   volta a schifo, (arch.) che assomiglia a una chiglia.
schifosaggine   s.f.    • 1 •   l'essere schifoso    • 2 •   cosa schifosa.
schifosità   s.f.  schifosaggine.
schifoso   agg.    • 1 •   che fa schifo: un ambiente schifoso; un individuo schifoso; un vizio schifoso  | (iperb.) pessimo, bruttissimo, molto scadente: un film schifoso    • 2 •   (fam.) eccessivo, esagerato: avere una fortuna schifosa  § schifosamente avv. 
schiniere   s.m.  nelle armature dell'età classica e medievale, la parte che proteggeva la gamba.
schino   s.m.  (bot.) genere di piante arboree sudamericane; dal tronco inciso di alcune specie si estrae una resina gommosa; altre specie sono coltivate a scopo ornamentale (fam.  anacardiacee) dal lat. scient. schinus,  che è dal gr. skînos  'lentisco'.
schioccare   v. intr.  [io schiòcco, tu schiòcchi ecc. ; aus. avere] fare uno schiocco: la frusta schiocca  | v. tr.  agitare, muovere, sfregare in modo da produrre uno schiocco: schioccare le dita; schioccare la lingua, appoggiarla al palato e staccarla di scatto così da produrre un rumore secco; schioccare un bacio, dare un bacio premendo le labbra socchiuse e riaprendole rapidamente.
schioccata   s.f.  lo schioccare; schiocco.
schiocco   s.m.  [pl. -chi] rumore secco, simile a un piccolo e rapido scoppio: uno schiocco di frusta; uno schiocco con le dita, con la lingua; dare un bacio con lo schiocco. 
schiodare   v. tr.  [io schiòdo ecc.] liberare dai chiodi: schiodare il coperchio di una cassa  | schiodarsi v. rifl.    • 1 •   perdere i chiodi, con distacco delle parti connesse: il tavolo si è schiodato    • 2 •   (fig. fam.) cambiare posizione; alzarsi, muoversi: non si schioda dalla sedia per ore e ore. 
schiodatura   s.f.  lo schiodare.
schiomare   v. tr.  [io schiòmo ecc.] (ant. , lett.) mettere in disordine le chiome.
schioppettare    ⇨ scoppiettare.
schioppettata   s.f.  colpo di schioppo, di fucile: sparare una schioppettata | a una schioppettata da qui, a un tiro di schioppo, a poca distanza.
schioppettiere   s.m.  nel primo rinascimento, soldato armato di schioppo; archibugiere.
schioppo   pop. tosc. stioppo, s.m.    • 1 •   antica arma da fuoco portatile ad avancarica, con accensione a miccia    • 2 •   (fam.) fucile da caccia ' a un tiro di schioppo, alla distanza che può essere raggiunta da una schioppettata; per estens., a breve distanza. dim. schioppetto, schioppettino  accr. schioppone. 
schipetaro   agg.  e s.m.  [f. -a] albanese.
schiribilla   s.f.  uccello di palude con gambe lunghe, becco corto rosso e giallo e piumaggio variopinto, striato sui fianchi (ord.  ralliformi).
schiribizzo   s.m.  lo stesso che ghiribizzo. 
schiribizzoso   agg.  (rar.) ghiribizzoso.
schisare   v. tr.    • 1 •   (tosc.) nel gioco del biliardo, colpire lateralmente la palla dell'avversario | (estens.) sfiorare    • 2 •   (ant.) ridurre una frazione ai minimi termini.
schisi   s.f.  (med.) fessura patologica congenita: schisi vertebrale. 
schiso   agg.  (tosc.) obliquo ' di schiso, di fianco, lateralmente  s.m.  (ant.) numero che è stato diviso; frazione ridotta ai minimi termini.
schisto   e deriv.   ⇨ scisto e deriv. 
schistosoma   s.m.  [pl. -mi] (zool.) bilarzia.
schistosomiasi   s.f.  (med.) bilarziosi.
schitarrare   v. intr.  [aus. avere] (spreg.) suonare male e a lungo la chitarra.
schiudere   v. tr.  [coniugato come chiudere] aprire lentamente o in parte (anche fig.): schiudere le labbra, la porta; schiudere il cuore alla speranza  | schiudersi v. rifl.  venir fuori da ciò che chiude; aprirsi, manifestarsi (anche fig.): a maggio si schiudono le rose; per lui si schiude l'avvenire. 
schiudimento   s.m.  lo schiudere, lo schiudersi: schiudimento delle uova. 
schiuma   s.f.    • 1 •   (chim.) dispersione di un gas in un liquido, costituita da bollicine d'aria che si formano sulla superficie del liquido stesso fortemente agitato o in ebollizione: la schiuma del brodo, della birra, delle onde marine; un sapone, un detersivo che fa molta schiuma | estintore a schiuma, schiumogeno    • 2 •   la bava che si forma sulla bocca degli animali | fare schiuma dalla bocca, avere la schiuma alla bocca, (fig.) detto di persona, essere in preda a forte ira    • 3 •   (fig.) la parte peggiore, la feccia: la schiuma della società; i' ero... /... la schiuma di tutti i ribaldi  (pulci)    • 4 •   schiuma di mare, (min.) altro nome della sepiolite  | pipa di schiuma, fabbricata con la sepiolite.
schiumaiola   o schiumarola, lett. schiumaiuola, s.f.  utensile di cucina costituito da una paletta bucherellata, che si usa per schiumare il brodo o altro liquido e anche per togliere il fritto dall'olio bollente.
schiumare   v. tr.  liberare dalla schiuma: schiumare il latte, il brodo | schiumare il mare, (fig. ant.) esercitare la pirateria; anche, liberare il mare dai pirati | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   fare schiuma: un sapone che schiuma molto    • 2 •   emettere bava | schiumare di rabbia, (fig.) essere fuori di sé dalla rabbia.
schiumarola    ⇨ schiumaiola.
schiumatoio   s.m.  (ant.) schiumaiola.
schiumogeno   agg.  che produce schiuma: sostanze schiumogene  s. m.  apparecchio antincendio che a comando emette un getto di schiuma.
schiumosità   s.f.  l'essere schiumoso.
schiumoso   agg.    • 1 •   simile a schiuma: una crema schiumosa    • 2 •   che fa, produce schiuma; ricco, pieno di schiuma: detersivo schiumoso; un liquido schiumoso. 
schiusa   s.f.  lo schiudersi; uscita dall'uovo: la schiusa dei pulcini. 
schiuso   part. pass.  di schiudere   agg.  (lett.) aperto, dischiuso: porta schiusa; fiore schiuso. 
schivabile   agg.  che si può schivare: pericolo schivabile. 
schivafatiche   s.m.  e f. invar.  (non com.) scansafatiche.
schivare   v. tr.    • 1 •   evitare, scansare, eludere: schivare un colpo, un pericolo, una domanda insidiosa; schivare una persona, sfuggirle    • 2 •   (ant.) proteggere, salvare da un male, tenere lontano da un pericolo: se da grandine il ciel sempre ti schivi  (ariosto o. f.  vi, 30)    • 3 •   (ant.) disprezzare, schifare: pregia me, pregia il mondo, a cui se' bella, / né schivar, benché bassi, i merti nostri  (michelangelo).
schivata   s.f.  lo schivare; movimento fatto per schivare: il pugile evitò il colpo con una schivata. 
schivo   agg.    • 1 •   che cerca di evitare qualcosa, che rifugge dal fare qualcosa; schivo di onori, di complimenti; essere schivo di mostrarsi in pubblico    • 2 •   (assol.) ritroso, timido: una ragazza schiva  § schivamente avv. 
schizo-  schizo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. schizo-, che è da schízein  'scindere, dividere, spartire'; indica 'scissione, divisione, spartizione' o anche 'dissociazione' (schizofite, schizofrenia).
schizofasia   s.f.  (psich.) linguaggio incoerente e sconnesso che caratterizza certe forme di schizofrenia e di demenza.
schizoficee   s.f. pl.  (bot.) classe di alghe unicellulari contenenti un pigmento azzurro, dette perciò anche alghe azzurre  | sing.  [-a] ogni alga appartenente a tale classe.
schizofite   s.f. pl.  (bot.) raggruppamento di vegetali unicellulari, che si riproducono rapidissimamente per divisione | sing.  [-a] ogni individuo appartenente a tale raggruppamento.
schizofrenia   s.f.  (psich.) termine con cui si indica un gruppo di psicosi gravi caratterizzate dalla disgregazione della struttura psichica e da profonde alterazioni dei meccanismi affettivi, dell'elaborazione del pensiero (dissociazione) e dei rapporti con la realtà esterna (autismo).
schizofrenico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (psich.) di schizofrenia, relativo alla schizofrenia: sindrome schizofrenica    • 2 •   (fig. iperb.) pazzesco, impossibile a sopportarsi: un ambiente schizofrenico; una situazione schizofrenica   agg.  e s.m.  [f. -a] (psich.) che, chi è affetto da schizofrenia § schizofrenicamente avv. 
schizogenesi   s.f.  (biol.) schizogonia.
schizogonia   s.f.  (biol.) riproduzione cellulare che avviene per scissione di una cellula adulta in più cellule nuove.
schizoide   agg.  (psich.) si dice di una condizione psichica intermedia tra la schizotimia e la schizofrenia | temperamento schizoide, tipo di personalità predisposto alla schizofrenia, caratterizzato da marcata tendenza all'isolamento psichico e da forte oscillazione tra indifferenza affettiva e ipersensibilità  s.m.  e f.  chi presenta caratteri schizoidi.
schizoidia   s.f.  (psich.) le caratteristiche e il comportamento dei soggetti schizoidi.
schizomania   s.f.  (psich.) sindrome episodica di tipo schizoide.
schizomiceti   s.m. pl.  (bot.) classe di organismi vegetali unicellulari privi di clorofilla | sing.  [-e] ogni individuo appartenente a tale classe.
schizotimia   s.f.  (psicol.) stato dell'affettività caratterizzato da introversione e chiusura psichica, che solo nelle forme gravi può configurarsi come sindrome schizoide.
schizzare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   detto di liquido, uscir fuori d'improvviso, con forza; zampillare: lo spumante schizzò dalla bottiglia    • 2 •   (estens.) saltare, balzar via di scatto: schizzare su dal letto come un fulmine; la lepre schizzò fuori dal cespuglio | occhi che schizzano dalle orbite, (fig.) che sembrano fuoruscirne per l'agitazione, per l'ira | v. tr.    • 1 •   lanciare a spruzzo; spruzzare: la seppia schizza il suo inchiostro; l'automobile schizzò fango tutto intorno | schizzare veleno, (fig.) lasciar trasparire un animo maligno, invidioso ' schizzare bile, (fig.) manifestare odio, rancore ' schizzare fuoco dagli occhi, (fig.) lanciare sguardi minacciosi    • 2 •   bagnare, sporcare con schizzi di liquido: schizzare d'inchiostro il grembiule; schizzarsi la cravatta col sugo    • 3 •   (fig.) disegnare a tratti rapidi e sommari; descrivere con poche parole, a grandi linee: schizzare un ritratto; schizzare una scenetta comica  | schizzarsi v. rifl.  o intr. pron.  bagnarsi, sporcarsi con schizzi di liquido: verniciando la ringhiera si è tutto schizzato; la camicia si è schizzata di sangue. 
schizzata   s.f.  lo schizzare di un liquido | ciò che schizza o viene schizzato: una schizzata di fango, di olio.  dim. schizzatina. 
schizzato   agg.  (gerg.) nervoso, stressato: sentirsi schizzato. 
schizzatoio   s.m.  (non com.) arnese usato per schizzare liquidi o gas.
schizzettare   v. tr.  [io schizzétto ecc.]    • 1 •   bagnare, spruzzare con lo schizzetto    • 2 •   (fam.) bagnare, sporcare con molti piccoli spruzzi.
schizzettatura   s.f.  lo schizzettare; il liquido schizzettato.
schizzetto   s.m.    • 1 •   dim.  di schizzo    • 2 •   pompetta a siringa usata per spruzzare liquidi all'interno di cavità    • 3 •   giocattolo dotato di una pompetta per schizzare acqua    • 4 •   (gerg.) fucile piccolo e di scarsa efficacia.
schizzinoso   pop. schizzignoso, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha gusti troppo esigenti e difficili; difficilmente adattabile e contentabile: un bambino molto schizzinoso nel mangiare; non fare tanto lo schizzinoso!  § schizzinosamente avv. 
schizzo   s.m.    • 1 •   lo schizzare; il liquido schizzato; anche, la macchia che esso produce: uno schizzo d'acqua, d'olio, di fango; uno schizzo di vernice sull'abito | caffè con lo schizzo, caffè corretto con un po' di liquore. dim. schizzetto    • 2 •   (fig.) disegno appena abbozzato: uno schizzo a penna, a carboncino; tracciare lo schizzo di un ritratto  | descrizione breve e sintetica: fare lo schizzo di una situazione  | primo abbozzo di un'opera, di un lavoro: lo schizzo di un romanzo; schizzo architettonico, rappresentazione schematica di un edificio o di una sua parte    • 3 •   (non com.) salto, balzo rapido e improvviso    • 4 •   (gerg.) persona molto svelta | cosa velocissima    • 5 •   (gerg.) dose minima di droga.
schnauzer   s.m. invar.  razza di cani da guardia e da difesa, di piccola, media e grossa taglia; hanno testa allungata con orecchie corte ed erette, pelo ispido di colore omogeneo.
schnö  rchel schnörchel;s.m. invar.  dispositivo che permette l'aerazione e il funzionamento dei motori termici del sommergibile durante l'immersione a poca profondità è costituito essenzialmente da un doppio tubo telescopico che viene fatto sporgere di poco oltre la superficie del mare, e da una valvola che evita l'entrata d'acqua.
schola cantorum   loc. sost. f. invar.    • 1 •   scuola corale e coro destinati ad accompagnare le funzioni religiose cattoliche | nome di associazioni e scuole laiche, dedite soprattutto allo studio e alla pratica del canto gregoriano    • 2 •   luogo della chiesa occupato dai cantori durante le funzioni sacre; consiste di solito in un recinto soprelevato posto all'estremità della navata centrale.
schooner   s.m. invar.  brigantino-goletta.
schützen  schützen s.m. pl.  in tirolo e in baviera, appartenenti a organizzazioni che operano per la tutela e la conservazione della cultura e delle tradizioni locali.
schuss   s.m. invar.  nelle piste di sci, tratto diritto e molto ripido.
schwester   s.f. invar.  bambinaia tedesca.
sci   s.m. invar.    • 1 •   attrezzo sportivo consistente in una lunga e sottile assicella di legno o di altro materiale leggero e flessibile, con punta ricurva, che viene fissato allo scarpone mediante un apposito attacco e permette di scivolare sulla neve: un paio di sci; sci metallici | sci d'acqua, attrezzi analoghi, ma più larghi, con cui si scivola sull'acqua trainati da un motoscafo    • 2 •   sport praticato con gli sci : calzoni, guanti da sci; gare di sci | sci alpino, gruppo di specialità sportive che comprende la discesa libera, lo slalom (speciale e gigante) e la combinata | sci nordico, gruppo di specialità che comprende il fondo, il salto, la combinata e il biathlon | sci di fondo, quello che si pratica con sci più sottili, dagli attacchi solo anteriormente bloccati, su percorsi sostanzialmente pianeggianti | sci alpinismo, quello che abbina ascensioni alpinistiche a discese fuori pista con gli sci | sci estremo, genere di sci alpinismo in cui si affrontano le massime difficoltà possibili | sci nautico, lo sport che si pratica con gli sci d'acqua.
scia   s.f.  solco spumeggiante che un natante in movimento lascia sull'acqua dietro di sé per estens., traccia di fumo, di vapore, di odore o sim. che rimane nell'aria dopo il passaggio di qualcosa o di qualcuno: la scia di un reattore; lasciare una scia di profumo | navigare nella scia, mettersi sulla scia, seguire la scia di qualcuno, (fig.) seguirne le orme, imitarlo.
scià   s.m.  titolo del sovrano dell'iran.
sciabecco   s.m.  [pl. -chi] antico veliero a tre alberi | (scherz.) nave piccola e mal fatta, oppure in cattivo stato.
sciabica   s.f.    • 1 •   rete a strascico a maglie, formata da due lunghe ali laterali e da un sacco, per la pesca del pesce minuto    • 2 •   imbarcazione a remi con prua molto slanciata, da cui si cala in mare tale rete    • 3 •   (zool.) gallinella d'acqua.
sciabicare   v. intr.  [io sciàbico, tu sciàbichi ecc. ; aus. avere] trascinare la sciabica | v. tr.  strascinare sul fondo marino: sciabicare un cavo doppio, per recuperare oggetti caduti in mare.
sciabile   agg.  si dice della neve su cui si può sciare agevolmente, con riferimento alla sua quantità e qualità.
sciabilità   s.f.  lo stato della neve sciabile.
sciabola   s.f.  arma da punta e da taglio con lunga lama piatta e un po' ricurva, usata un tempo soprattutto da chi combatteva a cavallo, oggi nello sport della scherma: duello alla sciabola; tirare di sciabola; la specialità schermistica della sciabola: praticare la sciabola. 
sciabolare   v. tr.  [io sciàbolo ecc.] colpire con la sciabola ' sciabolare giudizi, (fig.) dare giudizi aspri, severi, per lo più in modo avventato | v. intr.  [aus. avere] tirare sciabolate.
sciabolata   s.f.    • 1 •   colpo dato con la sciabola: tirare una sciabolata '  (fig.) giudizio aspro, tagliente e per lo più avventato: menare sciabolate a destra e a manca    • 2 •   (sport) nel gioco del calcio, lungo passaggio da un'estremità all'altra del campo.
sciabolatore   s.m.  [f. -trice] chi dà sciabolate; in partic., chi pratica la scherma con la sciabola.
sciabordare   v. tr.  [io sciabórdo ecc.] agitare un liquido scuotendo il recipiente; agitare qualcosa immersa in un liquido: sciabordare il vino; sciabordare la biancheria nell'acqua  | v. intr.  [aus. avere] frangersi contro qualcosa (detto di un liquido e spec. delle piccole onde del mare): lo sciabordare delle onde contro la costa. 
sciabordio   s.m.  uno sciabordare continuo: il lento e lieve sciabordio delle acque sulla spiaggia  (pirandello).
sciacallaggio   s.m.  azione, comportamento da sciacallo: nelle zone del disastro cominciarono a verificarsi episodi di sciacallaggio. 
sciacallesco   agg.  [pl. m. -schi] da sciacallo, di sciacallaggio: azioni sciacallesche. 
sciacallo   s.m.    • 1 •   mammifero carnivoro dal pelame rossiccio, simile al lupo, ma più piccolo e meno audace; ha abitudini notturne e vive in branchi, nutrendosi anche di carogne    • 2 •   (fig.) persona abietta che approfitta di sciagure altrui per rubare: gli sciacalli avevano saccheggiato le case colpite dal terremoto  | nel gergo della malavita, chi ruba merce a chi l'ha rubata a sua volta.
sciacchetrà   s.m.  varietà pregiata di vino delle cinque terre (in liguria).
sciaccò   s.m.  copricapo militare alto, a forma di tronco di cono, in uso nell'ottocento.
sciacquabudella   s.m. invar.  (scherz.) vino leggero, di poco pregio; anche, minestra molto acquosa, brodaglia.
sciacquadita   s.m. invar.  coppa piena d'acqua che si porta in tavola per lavarsi le dita durante o dopo il pranzo.
sciacquamento   s.m.  lo sciacquare, lo sciacquarsi, l'essere sciacquato.
sciacquare   v. tr.  [io sciàcquo ecc.] lavare sommariamente con acqua; lavare con acqua una cosa già lavata per toglierne i residui di detersivo o di sapone: sciacquare i piatti, i panni | sciacquarsi la bocca, fare sciacqui con acqua o con una soluzione medicamentosa; per estens., bere una piccola quantità di qualcosa: beva un goccetto di questo, tanto per sciacquarsi la bocca | sciacquarsi la bocca sul conto di qualcuno, (fig.) sparlarne ' sciacquarsi lo stomaco, le budella, (fig. scherz.) bere a digiuno | v. intr.  [non usate le forme composte] (non com.) frangersi, battere leggermente contro un ostacolo (detto di acqua o altri liquidi); sciabordare | sciacquarsi v. rifl.  lavarsi sommariamente; lavare il corpo con acqua per togliere i residui di sapone.
sciacquata   s.f.  lo sciacquare, lo sciacquarsi una volta e in fretta, senza molta cura: dare una sciacquata ai tegami; darsi una sciacquata.  dim. sciacquatina. 
sciacquatura   s.f.    • 1 •   lo sciacquare    • 2 •   l'acqua usata per sciacquare | sciacquatura di piatti, (fig.) brodo lungo e di sapore poco gradevole; per estens., cosa di poco pregio | sciacquatura di bicchieri, (fig.) vino di poco pregio; anche, bevanda insipida o acquosa.
sciacquetta   s.f.  (region.) donna di poco conto, insignificante, ma che fa di tutto per mettersi in mostra.
sciacquio   s.m.    • 1 •   uno sciacquare continuato    • 2 •   rumore lieve di onde: fra 'l fievole sciacquio della risacca  (pascoli).
sciacquo   s.m.    • 1 •   detersione, lavaggio della bocca con acqua o con soluzioni medicamentose che poi vengono sputate: fare degli sciacqui    • 2 •   liquido con cui ci si sciacqua la bocca: sciacqui medicamentosi. 
sciacquone   s.m.  dispositivo che consente di scaricare a comando l'acqua nei gabinetti; anche, l'impianto completo per tale scarico.
sciafilia   s.f.  (biol.) tendenza di organismi animali e vegetali a vivere in zone o ambienti ombreggiati.
sciafilo   agg.  (biol.) si dice di organismo che presenta sciafilia.
sciafita   s.f.  (bot.) pianta sciafila.
sciaguattamento   s.m.  (non com.) lo sciaguattare.
sciaguattare   v. intr.  [aus. avere] (tosc.)    • 1 •   sguazzare in un liquido    • 2 •   agitarsi in un recipiente semivuoto (detto di liquidi): il vino sciaguatta nella botte  | v. tr.  sciacquare, sbattere più volte nell'acqua: sciaguattare la biancheria. 
sciagura   ant. sciaura, s.f.  grave disgrazia, tragica calamità: una sciagura aerea; recarsi sul luogo della sciagura  | (estens.) cattiva sorte, destino avverso: essere perseguitato dalla sciagura. 
sciagurataggine   s.f.  l'essere sciagurato | azione, comportamento da sciagurato.
sciaguratezza   s.f.  sciagurataggine.
sciagurato   ant. sciaurato, agg.    • 1 •   colpito da sciagura; sventurato, disgraziato: una famiglia sciagurata  | che è causa di sciagura, che comporta sciagure; malaugurato (anche iperb.): una sciagurata coincidenza; un giorno sciagurato; chi ha avuto la sciagurata idea di venire in questo ristorante?    • 2 •   malvagio, empio, scellerato: un padre sciagurato; un pensiero avvezzo a predominare aveva vinto di nuovo nella mente sciagurata di gertrude  (manzoni p. s.  xx)  s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona colpita da una sciagura, sventurata: che farai ora, povero sciagurato?    • 2 •   persona malvagia, scellerata: una banda di sciagurati  | (fam.) persona che dimostra mancanza di serietà, di senso di responsabilità. dim. sciaguratello  § sciaguratamente avv.    • 1 •   per sciagura; disgraziatamente: sciaguratamente non siamo riusciti a trovare un medico    • 2 •   con malvagità scelleratamente: comportarsi, vivere sciaguratamente. 
scialacquamento   s.m.  lo scialacquare, l'essere scialacquato.
scialacquare   v. tr.  [io scialàcquo ecc.]    • 1 •   spendere denaro senza misura (anche assol.): scialacquare un patrimonio; gente abituata a scialacquare    • 2 •   (fig.) dare in abbondanza, dispensare senza risparmio, profondere: ferrer, in mezzo ai saluti che scialacquava al pubblico in massa, ne faceva certi particolari di ringraziamento  (manzoni p. s.  xiii).
scialacquatore   s.m.  [f. -trice] chi scialacqua denaro.
scialacquio   s.m.  uno scialacquare continuato; spreco.
scialacquo   s.m.  (non com.) lo scialacquare (anche fig.): scialacquo di tutti i beni; scialacquo di parole | a scialacquo, con abbondanza eccessiva, senza parsimonia.
scialacquone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi scialacqua; dissipatore, scialacquatore.
scialagogo   agg.  e s.m.  [pl. m. -ghi] (med.) si dice di sostanza o farmaco che aumenta la secrezione salivare.
scialamento   s.m.  (non com.) lo scialare; scialo, sperpero.
scialappa    ⇨ gialappa.
scialare   v. tr.  (non com.) scialacquare, dissipare: scialare un patrimonio, una fortuna  | (in usi assol.) vivere negli agi, nel lusso; spendere con larghezza, senza parsimonia: una famiglia abituata a scialare; c'è poco da scialare!, occorre fare economia, non c'è troppa abbondanza.
scialatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi sciala.
scialbare   v. tr.  (non com.) imbiancare, intonacare: scialbare un muro. 
scialbato   agg.  (lett.) bianco pallido.
scialbatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   lo scialbare; imbiancatura, intonacatura    • 2 •   (fig.) ciò che appare in superficie: ciò che di me sapeste / non fu che la scialbatura  (montale).
scialbo   agg.    • 1 •   smorto, sbiadito, pallido: colore scialbo; uno scialbo sole invernale    • 2 •   (fig.) insignificante, privo di vivacità, di qualità: persona scialba; un romanzo scialbo   s.m.  (ant.) strato di calce e di intonaco, spec. quello che si sovrappone a un affresco per coprirlo; scialbatura § scialbamente avv. 
scialbore   s.m.  (non com.) l'essere scialbo (spec. fig.): lo scialbore di una commedia. 
scialitico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di lampada usata in chirurgia per illuminare molto intensamente il campo operatorio, evitando il formarsi di ombre.
sciallato   agg.  a forma di scialle: collo, bavero sciallato, ampio, senza punte e incrociato sul petto.
scialle   region. sciallo, s.m.  indumento femminile che si porta sulle spalle, di forma quadrata (che viene ripiegata a triangolo), triangolare o semirotonda, tessuto in lana, seta, pizzo o altro materiale, e spesso ornato di frangia | bavero a scialle  (o sciallato), quello i cui risvolti scendono fino a incrociarsi sul petto.
scialo   s.m.    • 1 •   lo scialare; spreco, sperpero: un grande scialo di denaro  | a scialo, in sovrabbondanza, senza economia | far scialo di qualcosa, consumare senza riguardo; (fig.) distribuire in gran quantità, profondere: far scialo di lodi, di sorrisi    • 2 •   sfarzo, lusso smodato.
scialo-  scialo- primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, formate modernamente dal gr. síalon  'saliva'; indica rapporto con la saliva o con le ghiandole e i condotti salivari (scialolitiasi, scialorrea).
scialoadenite   meno com. sialoadenite, s.f.  (med.) infiammazione delle ghiandole salivari.
scialolitiasi   s.f.  (med.) presenza di calcoli nelle ghiandole salivari.
scialone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi sciala, chi è abituato a scialare.
scialorrea   s.f.  (med.) eccessiva salivazione.
sci-alpinismo  sci-alpinismo s.m.  (sport) pratica sportiva che utilizza speciali sci per effettuare escursioni in montagna che comportano il superamento di notevoli dislivelli e discese fuori pista.
scialuppa   s.f.  imbarcazione a remi o a motore di cui si servono le navi all'ancora per le comunicazioni con la terra; anche, imbarcazione di salvataggio in dotazione alle navi.
sciamanesimo    ⇨ sciamanismo.
sciamanico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di sciamano, relativo allo sciamanismo    • 2 •   (fig. lett.) divinatorio, magico: la funzione sciamanica della poesia. 
sciamanismo   o sciamanesimo [scia-ma-nè-si-mo], s.m.  complesso di credenze e pratiche magico-religiose che si incentra sulla figura e l'attività dello sciamano.
sciamannare   v. tr.  (tosc.) sciupare, mettere in disordine: sciamannare le vesti, il letto. 
sciamannato   part. pass.  di sciamannare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è trascurato, sciatto, disordinato nel vestire e nella persona in generale: peccato che quella bella ragazza sia sempre così sciamannata  § sciamannatamente avv. 
sciamanno   s.m.  segno distintivo che un tempo, in molti paesi cristiani, erano costretti a portare gli ebrei; consisteva in un cerchio di tessuto cucito sull'abito o in un nastro portato sul cappello o in uno scialle, gener. di colore giallo.
sciamannone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona abitualmente sciamannata.
sciamano   s.m.    • 1 •   presso varie popolazioni asiatiche o amerindie, individuo dotato di facoltà taumaturgiche e divinatorie, considerato intermediario fra gli uomini e il mondo degli spiriti    • 2 •   (fig.) chi svolge la propria attività circondandosi di un'aura di mistero, come se agisse per influenza di entità soprannaturali.
sciamare   v. intr.  [aus. avere  ed essere]    • 1 •   detto delle api, riunirsi in sciame per abbandonare il vecchio alveare e andare a formare una nuova colonia    • 2 •   (fig.) di persone, trasferirsi in massa da un luogo all'altro; allontanarsi a sciami, a frotte: i bambini sciamavano dalla scuola. 
sciamatura   s.f.  lo sciamare; l'abbandono dell'alveare, al seguito di una nuova regina, da parte di un folto gruppo di api che vanno a formare una nuova colonia.
sciame   s.m.    • 1 •   folto gruppo di api operaie che abbandonano, al seguito d'una nuova regina, un alveare divenuto troppo popoloso, per andare a fondarne un altro; anche, l'insieme delle api di un alveare    • 2 •   (estens.) folto gruppo di insetti volanti: uno sciame di moscerini    • 3 •   (fig.) insieme di molte persone o cose in movimento: uno sciame di ragazzi; uno sciame di barche a vela | a sciami, in gran numero, in gran quantità: in estate i turisti stranieri arrivano a sciami | sciame sismico, serie di scosse sismiche di piccola intensità che si registrano dopo un forte terremoto o che accompagnano un'eruzione vulcanica | sciame meteorico, (astr.) complesso di numerosi meteoriti che, attraversando l'alta atmosfera, divengono incandescenti dando luogo al fenomeno delle cosiddette stelle cadenti    • 4 •   (fis.) fascio di particelle generate da altre particelle dotate di grande energia.
sciamito   s.m.  tipo di tessuto di seta pesante, simile al velluto, per lo più di color rosso amaranto, usato per paramenti e abiti sontuosi.
sciamma   s.m.  [pl. -mi] sorta di scialle amplissimo, per lo più di morbido cotone bianco, usato come toga da alcune popolazioni etiopiche: beveano l'idromele / ravvolti nel purpureo sciamma  (pascoli).
sciampagna   s.m. invar.  [rar. s.f. , pl. -gne] (antiq.) adattamento it. del fr. champagne. 
sciampagnino   s.m.  (fam.) spumante a bassa gradazione alcolica, addizionato con anidride carbonica; per estens., spumante di poco valore.
sciampagnotta   s.f.  caratteristica bottiglia per vini spumanti a fondo cavo, di vetro verde e spesso, particolarmente resistente alla pressione, e con un collo robusto, sagomato in modo da potervi fissare la gabbietta che trattiene il tappo.
sciampiare   v. tr.  [io sciàmpio ecc.] (ant.) stendere, allargare | sciampiarsi v. rifl.  stendersi, allargarsi: perché la stima oltre la veritade si sciampia  (dante convivio).
sciampista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nei negozi di parrucchiere, lavorante addetto al lavaggio dei capelli dei clienti.
sciampo   s.m.  adattamento it. dell'ingl. shampoo. 
sciancare   v. tr.  [io scianco, tu scianchi ecc.] (non com.) rendere storpio, azzoppare | sciancarsi v. rifl.  diventare storpio, zoppo: è caduto dall'albero e si è sciancato. 
sciancato   part. pass.  di sciancare  agg.    • 1 •   si dice di persona storpia, che cammina male per una menomazione alle gambe    • 2 •   (estens.) si dice di oggetto traballante: un mobile sciancato   s.m.  [f. -a] persona sciancata § sciancatamente avv.  da sciancato.
sciancrare   v. tr.  [io sciancro ecc.] (sett.) rendere sciancrato (un abito); sfiancare.
sciancrato   (sett.) part. pass.  di sciancrare   agg.  si dice di abito che segue la linea della vita.
sciancratura   s.f.  (sett.) la linea d'un abito aderente alla vita; anche, il punto in cui un abito aderisce alla vita.
sciangai   s.m.  gioco da tavola che consiste nel lasciar cadere alla rinfusa numerosi bastoncini e nel sollevarli poi, a uno a uno, senza muovere quelli sottostanti o vicini.
sciantosa   s.f.  (napol.) canzonettista di caffè concerto e di locali con spettacoli di varietà (oggi per lo più con lieve sfumatura spreg.).
sciantung   s.m.  adattamento it. dell'ingl. shantung. 
sciapido    ⇨ sciapo.
sciapito    ⇨ scipito.
sciapo   meno com. sciapido, agg.  (region.) senza sapore, scarso di sale.
sciara   s.f.  nella zona dell'etna, deposito di detriti vulcanici.
sciarada   s.f.    • 1 •   gioco enigmistico che consiste nell'indovinare una parola o una frase risultante dall'unione di vari elementi semantici, ciascuno con un proprio significato (p. e. firma-mento)    • 2 •   (fig.) problema di difficile soluzione.
sciaradista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi compone sciarade | chi è abile nel risolvere sciarade.
sciare   (1) v. intr.  [io scìo ecc. ; aus. avere] (mar.) eseguire, con i remi, la manovra inversa a quella del vogare, per fermare l'imbarcazione; anche, eseguire tale manovra con un solo remo, per virare rapidamente e in poco spazio.
sciare   (2) v. intr.  [io scìo ecc. ; aus. avere] percorrere con gli sci un terreno coperto di neve; praticare lo sport dello sci | sciare sull'acqua, praticare lo sci nautico.
sciarpa   s.f.    • 1 •   lunga fascia gener. di lana o seta che si avvolge intorno al collo per ripararsi dal freddo o per ornamento. dim. sciarpetta, sciarpettina, sciarpina  accr. sciarpona, sciarpone  (m.)    • 2 •   fascia che viene portata a tracolla o attorno alla vita in alcuni costumi popolari, o come distintivo di grado o di una carica: la sciarpa tricolore del sindaco; la sciarpa azzurra degli ufficiali italiani in grande uniforme    • 3 •   fasciatura che serve a sorreggere al collo il braccio fratturato o lussato.
sciarra   s.f.  (ant.) rissa violenta e rumorosa | fare  sciarra, far fracasso.

sciarrano   s.m.  (zool.) genere di pesci di mare commestibili, con corpo ovale allungato di color chiaro a strisce brune trasversali; è detto anche serrano  (ord.  perciformi).
sciarrare   v. tr.    • 1 •   (dial.) rimproverare aspramente    • 2 •   (ant.) scompigliare, sbaragliare.
sciata   s.f.  lo sciare; il percorso che si compie sciando: fare una lunga sciata. 
sciatalgia   s.f.  (med.) sciatica.
sciatica   s.f.  (med.) nevralgia del nervo sciatico o ischiatico.
sciatico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) si dice di ciascuno dei nervi dell'ischio.
sciatore   s.m.  [f. -trice] chi scia; chi pratica lo sport dello sci.
sciatorio   agg.  relativo allo sport dello sci, agli sciatori.
sciattaggine   s.f.  (non com.) sciatteria.
sciattare   v. tr.  sciupare, sgualcire, ridurre in malo modo: sciattare il vestito appena stirato. 
sciatteria   s.f.  l'essere sciatto: sciatteria nel vestire; lavoro fatto con sciatteria  | cosa sciatta; anche, atto di persona sciatta.
sciattezza   s.f.  sciatteria.
sciatto   agg.    • 1 •   si dice di chi è trascurato nel vestire, nella persona o nell'attività che svolge: un uomo sciatto; un impiegato, un artigiano sciatto    • 2 •   che è fatto in modo trasandato e approssimativo, che rivela mancanza di cura e di precisione: un lavoro sciatto; una prosa, uno stile sciatti; un modo di vivere sciatto  § sciattamente avv. 
sciattone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona molto sciatta.
sciaura    ⇨ sciagura.
sciaurato    ⇨ sciagurato.
sciavero   s.m.    • 1 •   ciascuna delle due parti, piatte da un lato e convesse dall'altro, che rimangono di un tronco dopo che ne sono state ricavate travi o assi; per estens., qualunque avanzo del taglio di un blocco di legno    • 2 •   ritaglio di pelle o di stoffa.
scibile   s.m.  tutto ciò che la mente umana può conoscere: l'immensità dello scibile; i vari rami dello scibile  agg.  (ant.) che è conoscibile.
scicche   agg.  e s.m. invar.  (pop.) adattamento toscano del fr. chic. 
sciccheria   s.f.  (fam.) eleganza: che sciccheria!  | cosa molto elegante: quest'anello è una sciccheria. 
sciccoso   agg.  (scherz.) elegante § sciccosamente avv. 
sciente   agg.    • 1 •   (lett.) che sa, conscio    • 2 •   (ant.) esperto § scientemente avv.  consapevolmente, di proposito.
scientificità   s.f.  carattere scientifico: la scientificità di un metodo, di un procedimento; la scientificità del sapere. 
scientifico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è proprio della scienza; che tratta di scienza: rigore scientifico; libro scientifico | opera, produzione scientifica, che non ha carattere divulgativo, ma porta dei contributi originali al progresso del sapere in una determinata disciplina    • 2 •   che adotta metodi di ricerca e di studio validi per la scienza: attività scientifica | la (polizia) scientifica, reparto della polizia che per le indagini si avvale dei mezzi tecnici offerti dalle varie scienze    • 3 •   che ha per oggetto le scienze naturali, fisiche e matematiche: studi scientifici; liceo scientifico  § scientificamente avv.  sotto l'aspetto scientifico; con rigore scientifico.
scientifismo   s.m.  la tendenza a dare eccessiva importanza alla scienza nell'ordine dei valori umani.
scientismo   s.m.  (filos.) orientamento di pensiero, sorto in francia nella seconda metà del sec. xix, secondo il quale l'unica valida base della conoscenza è costituita dai principi e dai procedimenti delle scienze, logico-matematiche o empiriche | (estens.) con accezione negativa, l'atteggiamento di chi pretende di applicare i metodi della scienza a qualsiasi aspetto della realtà umana.
scientista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace, fautore dello scientismo.
scientistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) proprio dello scientismo, degli scientisti.
scienza   s.f.    • 1 •   complesso organico e sistematico delle conoscenze che si posseggono intorno a un determinato ordine di fenomeni: i progressi della scienza  | scienza pura, che è fine a sé stessa | scienze applicate, quelle che hanno per oggetto l'applicazione pratica delle scoperte scientifiche | scienza sperimentale, le cui conoscenze sono fondate sull'esperienza    • 2 •   (non com.) conoscenza: tremava anche per quel pudore che non nasce dalla trista scienza del male  (manzoni p. s.  viii) | di certa scienza, con assoluta sicurezza; di propria scienza, per conoscenza diretta    • 3 •   cognizioni, sapere: avere la scienza infusa, (fam.) si dice di chi presume di sapere tutto | essere un'arca di scienza, un pozzo di scienza, (fig. scherz.) una persona molto dotta | uomo di scienza, scienziato | spezzare il pane della scienza, (fig. lett.) insegnare    • 4 •   (relig.) uno dei sette doni dello spirito santo, che consiste nel comprendere le cose naturali nella loro relazione con dio    • 5 •   pl.  insieme di scienze affini per i principi teorici su cui si fondano e i metodi d'indagine che applicano: scienze economiche, giuridiche, teologiche, storiche; scienze matematiche, la matematica e le altre discipline fondate sul calcolo; scienze della natura, che studiano la natura nei suoi vari aspetti (chimici, fisici, biologici, geologici ecc.); scienze naturali, che studiano gli esseri viventi (piante, animali); scienze umane  o sociali, le discipline che studiano l'uomo e i suoi rapporti con l'ambiente e con gli altri soggetti umani, come l'etnologia, l'antropologia, la psicologia, la sociologia e, per certi aspetti, la linguistica; scienze occulte, che studiano fenomeni come lo spiritismo, la magia ecc.; filosofia della scienza, epistemologia    • 6 •   l'insieme delle persone che si dedicano all'attività di ricerca scientifica: le responsabilità morali della scienza    • 7 •   pl.  nell'ordinamento della scuola media secondaria, l'insegnamento che comprende le scienze naturali, la chimica e la geografia; nell'ordinamento universitario, le scienze matematiche, fisiche e naturali.
scienziato   s.m.  [f. -a] chi si dedica alla ricerca scientifica; studioso di una scienza  agg.  (rar.) che ha scienza; dotto, sapiente.
scifo   s.m.  tipo di vaso a forma di tronco di cono rovesciato, con due anse oblique, di solito molto capace, in uso presso gli antichi greci.
scifozoi   s.m. pl.  (zool.) classe di animali celenterati a cui appartengono varie specie di meduse comuni nei nostri mari | sing.  [-zoo] ogni animale di tale classe.
scignere    ⇨ scingere.
sciistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda lo sport dello sci: gara sciistica. 
sciita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] seguace di una frazione dell'islam caratterizzata dal rifiuto della tradizione sunnita e da tendenze esoteriche, che riconosce come califfi soltanto alì, cugino e genero di maometto, e i suoi discendenti in linea maschile e che, di conseguenza, considera usurpatori i califfi saliti al trono dopo maometto.
scilacca   s.f.  (non com.) colpo dato di piatto con una sciabola o con qualsiasi oggetto simile; piattonata.
scilinguagnolo   s.m.    • 1 •   (anat.) legamento della parte inferiore della lingua    • 2 •   (fig.) parlantina: avere lo scilinguagnolo sciolto, si dice di chi parla molto e in fretta; sciogliere lo scilinguagnolo, decidersi a parlare.
scilinguare   v. intr.  [io scilìnguo ecc. ; aus. avere] (ant.) pronunciare suoni o parole non speditamente; farfugliare, balbettare.
scilinguato   part. pass.  di scilinguare   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) si dice di chi ha la pronuncia difettosa; balbuziente § scilinguatamente avv. 
scilinguatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   lo scilinguare | condizione, caratteristica di chi è scilinguato    • 2 •   parola o gruppo di parole pronunciate in modo difettoso.
scilla   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee bulbose che crescono nelle zone temperate dell'europa e dell'asia; hanno foglie basali e fiori a sei petali raccolti in infiorescenze a racemo (fam.  liliacee).
scillaro   s.m.  crostaceo marino commestibile dal corpo tozzo di color bruno a linee e macchie rosse, con antenne appiattite e frangiate all'apice.
scilocco    ⇨ scirocco.
sciloppo    ⇨ sciroppo.
scimia    ⇨ scimmia.
scimiottare    ⇨ scimmiottare.
scimitarra   s.f.  corta sciabola a lama curva, usata dai popoli orientali e in partic. dai turchi.
scimmia   ant. scimia e simia, s.f.    • 1 •   nome generico di mammiferi superiori, per lo più arboricoli, con quattro o due estremità prensili, dentatura completa, occhi frontali, arti anteriori più lunghi dei posteriori; si distinguono in catarrine  e platirrine  (ord.  primati) | dim. scimmietta, scimmiettina, scimmiuccia  accr. scimmiona, scimmione  (m.) pegg. scimmiaccia    • 2 •   (fig.) persona brutta, dispettosa e maligna: è una vera scimmia!  | fare la scimmia a qualcuno, imitarlo in quello che fa, che dice; scimmiottarlo | dire l'orazione della scimmia, (scherz.) brontolare tra sé per protesta    • 3 •   (region.) ubriacatura, sbornia: prendersi una scimmia    • 4 •   nel gergo dei drogati, crisi fisica dovuta ad astinenza o assunzione eccessiva di droga.
scimmieggiare   v. tr.  [io scimmiéggio ecc.] (non com.) imitare pedestremente, in modo goffo; scimmiottare.
scimmieggiatura   s.f.  (rar.) scimmiottatura.
scimmiesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da scimmia (per lo più spreg.): faccia, andatura scimmiesca  § scimmiescamente avv. 
scimmione   s.m.    • 1 •   accr.  di scimmia    • 2 •   [f. -a] (fig.) persona grossa e brutta.
scimmiottamento   s.m.  lo scimmiottare, l'essere scimmiottato; scimmiottatura.
scimmiottare   errato scimiottare, v. tr.  [io scimmiòtto ecc]    • 1 •   imitare malamente, in modo goffo e pedestre: scimmiottare usanze straniere    • 2 •   rifare il verso a qualcuno per beffeggiarlo, per prenderlo in giro: scimmiottare un superiore. 
scimmiottata   s.f.  (non com.) scimmiottatura.
scimmiottatura   s.f.  scimmiottamento.
scimmiotto   s.m.    • 1 •   scimmia giovane; piccola scimmia | fare lo scimmiotto, (fig.) scimmiottare    • 2 •   (fig.) persona brutta, mal fatta    • 3 •   (fig. fam.) bambino (con tono affettuoso): il mio scimmiotto dorme. 
scimpanzé   s.m.    • 1 •   scimmia antropomorfa diffusa nelle foreste africane, piuttosto grossa (alt. fino a 1,30 m), con pelame bruno, testa tondeggiante, muso prominente, labbra e orecchie grandi; ottimo arrampicatore e camminatore, di indole docile e vivace, è facilmente addomesticabile (ord.  primati)    • 2 •   (fig) persona dall'aspetto scimmiesco.
scimunitaggine   s.f.  l'essere scimunito | frase, atto da scimunito.
scimunito   ant. o region. scemunito, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è incapace di ragionare (anche iperb): che scimunito!, ho dimenticato l'ombrello. 
scinauta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] (sport) chi pratica lo sci nautico.
scinco   s.m.  [pl. -chi] (zool.) genere di rettili viventi nelle sabbie del deserto; hanno corpo lacertiforme di colore gialliccio con strisce azzurre o macchie gialle (ord.  squamati).
scindere   v. tr.  [pass. rem. io scissi, tu scindésti ecc. ; part. pass. scisso]    • 1 •   dividere, separare nettamente (spec. fig.): scindere le proprie responsabilità da quelle degli altri    • 2 •   (chim.) frazionare un composto negli elementi che lo compongono, o in altri composti più semplici: scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno  | scindersi v. rifl.  separarsi, dividersi nettamente: il partito si è scisso in due correnti. 
scindibile   agg.  che si può scindere.
scingere   ant. o lett. scignere, v. tr.  [coniugato come cingere] (ant.) slacciare l'abito o la cintura della spada (anche assol.): l'abate,... fattolo scignere e fatta recar acqua fredda  (boccaccio dec.  iii, 8) | scingersi v. rifl.  liberarsi, svincolarsi: tre volte il cavalier la donna stringe / con le robuste braccia, ed altrettante / da que' nodi tenaci ella si scinge  (tasso g. l.  xii, 57).
scintigrafia   s.f.  (med.) esame di un organo (tiroide, fegato, rene ecc.) che si effettua mediante l'introduzione in vena di un isotopo radioattivo; la registrazione dei raggi emessi fornisce una mappa del tessuto funzionante di tale organo.
scintigramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) registrazione grafica dei risultati di una scintigrafia.
scintilla   s.f.    • 1 •   particella infuocata che si stacca dal carbone ardente, dal ferro arroventato e sim.    • 2 •   sprazzo luminoso provocato da una scarica elettrica nell'aria o in un altro gas    • 3 •   (fig.) accensione, illuminazione improvvisa delle facoltà intellettuali o creative: la scintilla del genio, dell'ispirazione poetica    • 4 •   (fig.) motivo, causa determinante: la scintilla che fece scoppiare la guerra. 
scintillamento   s.m.  (fis.) scintillazione.
scintillante   part. pres.  di scintillare   agg.  che risplende: armi, occhi scintillanti  | (fig.) brillante: idee scintillanti  § scintillantemente avv. 
scintillare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   mandare scintille: il ferro incandescente scintilla sotto i colpi del martello    • 2 •   mandare bagliori di luce simili a scintille; risplendere tremolando: le stelle scintillano  | (fig.) sfavillare, luccicare: i suoi occhi scintillavano di gioia. 
scintillatore   s.m.  (fis.) materiale che emette radiazioni luminose quando è colpito da radiazioni ionizzanti.
scintillazione   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) lo scintillare    • 2 •   (fis.) produzione di scintille microscopiche da parte di particelle subatomiche che attraversano un mezzo fluorescente    • 3 •   (astr.) variazione dell'intensità luminosa e della posizione media apparente delle stelle, dovuta a effetti di rifrazione dell'atmosfera.
scintillio   s.m.  uno scintillare intenso e frequente.
scintillografia   s.f.  (med.) scintigrafia.
scintillografo   s.m.  strumento usato per effettuare la scintigrafia.
scintillogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) scintigramma.
scintillometro   s.m.  (astr.) strumento per la misura della scintillazione delle stelle.
scinto   part. pass.  di scingere   agg.  (lett.) slacciato; discinto: la contadinella scinta e scalza  (poliziano).
scintoismo   o shintoismo, s.m.  religione nazionale del giappone, caratterizzata da un politeismo naturalistico, dal culto degli antenati e dal riconoscimento dell'origine divina della dinastia imperiale.
scintoista   o shintoista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace dello scintoismo | usato anche come agg.  : il politeismo scintoista. 
scintoistico   o shintoistico, agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce allo scintoismo e agli scintoisti.
sciò   inter.  voce onom. che si usa, per lo più ripetuta, per allontanare i polli o altri animali e, scherz., per sciogliere crocchi di bambini o anche di adulti.
scioccaggine   s.f.  (non com.) l'essere sciocco, sciocchezza.
scioccante   part. pres.  di scioccare   agg.  che sciocca; impressionante: un'esperienza scioccante. 
scioccare   o shoccare, shockare, v. tr.  [io sciòcco, tu sciòcchi ecc.] provocare uno shock; emozionare fortemente: la notizia l'ha scioccato. 
scioccato   part. pass.  di scioccare   agg.  in stato di shock; fortemente impressionato: restare scioccato. 
scioccheria   s.f.  (non com.) l'essere sciocco; sciocchezza.
sciocchezza   s.f.    • 1 •   l'essere sciocco: è stato di una sciocchezza imperdonabile    • 2 •   atto, frase da sciocco: fare, dire sciocchezze    • 3 •   cosa da nulla, di poco valore: regalare una sciocchezza; per lui fare questo è una sciocchezza; costa una sciocchezza, un prezzo irrisorio. dim. sciocchezzuola. 
sciocchezzaio   s.m.  (non com.) raccolta, insieme di sciocchezze: quel giornale è uno sciocchezzaio. 
sciocco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   poco intelligente, poco accorto: un uomo sciocco  | che denota scarsa intelligenza, mancanza di avvedutezza: una risposta sciocca.  dim. scioccherellino, scioccherello, sciocchino  accr. scioccone    • 2 •   (tosc.) insipido, sciapo: minestra sciocca    • 3 •   (ant.) inefficace  s.m.  [f. -a] persona sciocca: sarebbe da sciocchi rifiutare una simile offerta; non è uno sciocco, si dice di persona intelligente, capace § scioccamente avv. 
scioglibile   agg.  (non com.) che si può sciogliere.
sciogliere   poet. sciorre [sciòr-re], v. tr.  [pres. io sciòlgo, tu sciògli ecc. ; fut. io scioglierò  (poet. sciorrò) ecc. ; pass. rem. io sciòlsi, tu sciogliésti ecc. ; part. pass. sciòlto]    • 1 •   svolgere, disfare un nodo, un legame: sciogliere un cappio, un laccio    • 2 •   slegare; liberare da un legame, da un vincolo (anche fig.): sciogliere i cani; sciogliere i capelli; sciogliere qualcuno da una promessa, da un voto; vi dichiaro sciolta dal voto di verginità  (manzoni p. s.  xxxvi) | sciogliere un voto, adempierlo: e qui l'arme sospende, e qui devoto / al gran sepolcro adora, e scioglie il voto  (tasso g. l.  xx, 144) | sciogliere la lingua a qualcuno, farlo parlare | sciogliere i muscoli, renderli agili ed elastici massaggiandoli o effettuando determinati esercizi | sciogliere il corpo, (fam.) provocare frequenti evacuazioni | sciogliere (le vele), (lett.) salpare: una barca che sciogliea da terra / vide piena di gente da diletto  (ariosto o. f.  xxx, 10) | sciogliere un cantico, (lett.) innalzarlo: e scioglie all'urna un cantico / che forse non morrà  (manzoni il cinque maggio)    • 3 •   liquefare, fondere: il sole fa sciogliere la neve  | portare a soluzione una sostanza immergendola in un liquido: sciogliere lo zucchero nel caffè    • 4 •   far decadere, far venire meno, annullare: sciogliere una riserva; sciogliere un contratto  | far cessare un rapporto associativo, un'unione: sciogliere una società, un partito, un matrimonio; sciogliere le camere, detto del capo dello stato, far cessare l'attività del parlamento indicendo nuove elezioni    • 5 •   far sì che si disperdano persone convenute o comunque raggruppate insieme; porre fine a una riunione: la polizia sciolse la manifestazione; sciogliere il convegno, la seduta, l'assemblea    • 6 •   risolvere, appianare, spiegare: sciogliere un dubbio, un problema, un rebus  | sciogliere una sigla, sostituire a ogni lettera la parola intera corrispondente | sciogliersi v. rifl.  liberarsi, svincolarsi (anche fig.): sciogliersi dalle funi, dai lacci; sciogliersi da un patto  | v. rifl.    • 1 •   slegarsi, slacciarsi: mi si sono sciolti i lacci delle scarpe    • 2 •   liquefarsi, fondersi: il burro si scioglie facilmente | sciogliersi in lacrime, (fig.) piangere a lungo.
scioglilingua   s.m. invar.  serie di parole disposte in modo che risulti difficile il pronunciarle rapidamente (p. e. sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa; tigre contro tigre).
scioglimento   s.m.    • 1 •   lo sciogliere, lo sciogliersi, l'essere sciolto (anche fig.): lo scioglimento delle nevi; lo scioglimento di un voto, di un matrimonio, di un accordo  | scioglimento anticipato delle camere, quello che viene disposto prima del termine naturale della legislatura    • 2 •   (fig.) epilogo, conclusione: lo scioglimento di un dramma. 
scioglitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi scioglie (anche fig.).
sciografia   s.f.  metodo per determinare l'ora in base alle ombre proiettate da oggetti illuminati dal sole o dalla luna.
sciolina   s.f.  miscuglio di sostanze cerose che si spalma sotto gli sci per aumentarne la scorrevolezza.
sciolinare   v. tr.  spalmare la sciolina sotto gli sci.
sciolinatura   s.f.  operazione dello sciolinare.
sciolta   s.f.  (fam.) diarrea.
scioltezza   s.f.    • 1 •   l'essere sciolto, agile nei movimenti: eseguire un esercizio con scioltezza; scioltezza di mano, abilità manuale, spec. nel dipingere o nel sonare uno strumento musicale    • 2 •   (fig.) disinvoltura nel parlare, nello scrivere, nel comportarsi: scioltezza di stile, di modi. 
sciolto   part. pass.  di sciogliere  agg.    • 1 •   disciolto: il sale sciolto nel mare    • 2 •   libero da qualsiasi legame (anche fig.): avere i capelli sciolti sulle spalle; movimenti sciolti, armoniosi e spediti | versi sciolti, non legati fra loro dalla rima, detto gener. di endecasillabi | un abito sciolto, che non impaccia i movimenti | un fare sciolto, disinvolto; a briglia sciolta, di gran galoppo; (fig.) senza freno | nota sciolta, (mus.) non legata nell'esecuzione ad altre note    • 3 •   (comm.) sfuso § scioltamente avv.  in modo sciolto, disinvolto; senza impacci.
scioperaggine   s.f.  (non com.) scioperatezza, scioperataggine.
scioperante   part. pres.  di scioperare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi partecipa a uno sciopero: un corteo di scioperanti. 
scioperare   v. intr.  [io sciòpero ecc. ; aus. avere] fare uno sciopero; prendere parte a uno sciopero.
scioperataggine   s.f.  l'essere scioperato, il non avere voglia di lavorare | atto, comportamento da scioperato.
scioperatezza   s.f.  l'essere scioperato; scioperataggine.
scioperato   agg.    • 1 •   (ant.) sfaccendato, disoccupato: ser ciappelletto, che scioperato si vedea e male agiato delle cose del mondo  (boccaccio dec.  i, 1)    • 2 •   che non vuole lavorare; che conduce una vita inconcludente, disordinata e dissipata: uno studente scioperato; gente scioperata  | usato anche come s.m.  [f. -a]: una vita da scioperato  § scioperatamente avv.  da scioperato.
sciopero   s.m.    • 1 •   astensione volontaria dal lavoro, attuata collettivamente da lavoratori dipendenti come forma di pressione sui datori di lavoro o sul potere pubblico, per ottenere miglioramenti economici o normativi oppure per conseguire obiettivi più generali di ordine sociale o politico: diritto di sciopero; sciopero a oltranza; sciopero contrattuale, di solidarietà; sciopero generale, di categoria; indire, proclamare uno sciopero; entrare, essere in sciopero; revocare, sospendere lo sciopero; sciopero a scacchiera, quello effettuato con turni e tempi diversi nei vari reparti; sciopero articolato | sciopero selvaggio, quello attuato in modi e tempi imprevedibili, così da provocare il maggior danno possibile alla produzione o il maggior disagio possibile agli utenti di un servizio | sciopero bianco, attuato rimanendo ai posti di lavoro e applicando alla lettera i regolamenti, così da rallentare la produzione o peggiorare il servizio senza perdere la retribuzione | sciopero della fame, astensione volontaria dal cibo, per protesta o per attirare l'attenzione e ottenere un determinato provvedimento    • 2 •   (estens.) astensione volontaria dalla propria attività professionale come forma di pressione e protesta: sciopero dei negozianti, degli autotrasportatori  | fare sciopero, (fig.) astenersi dall'assolvere un proprio compito, dal fare qualcosa.
sciorinamento   s.m.  (non com.) lo sciorinare, l'essere sciorinato.
sciorinare   v. tr.    • 1 •   stendere, mettere ad asciugare all'aria aperta: sciorinare il bucato    • 2 •   (fig.) mettere in mostra: sciorinare la propria merce; sciorinare la propria cultura    • 3 •   (fig.) dare, dire, fare in grande quantità: sciorinare consigli, bugie, complimenti, sorrisi  | sciorinarsi v. rifl.  (ant.) liberarsi delle vesti o di qualcosa che copre per provare refrigerio: io mando verso là di questi miei / a riguardar s'alcun se ne sciorina  (dante inf.  xxi, 115-116).
sciorino   s.m.  lo sciorinare | nel linguaggio marinaresco, esposizione all'aria e al sole della biancheria dell'equipaggio, delle vele ecc.
sciorre    ⇨ sciogliere.
sciott   s.m. invar.  (geog.) lago temporaneo, salato e poco profondo, che si forma nei deserti caldi dopo acquazzoni abbondanti; è tipico degli altipiani algerini | il bacino che rimane quando tale lago si asciuga.
sciovia   s.f.  impianto funicolare terrestre per il traino in salita degli sciatori, lungo una pista appositamente preparata.
scioviario   agg.  di sciovia, che concerne la sciovia: impianto scioviario. 
sciovinismo   s.m.  sentimento nazionalistico esaltato, fazioso e fanatico; per estens., ogni forma di particolarismo.
sciovinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi ha un comportamento improntato a sciovinismo | usato anche come agg.  : atteggiamento sciovinista. 
sciovinistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo allo sciovinismo; di, da sciovinista: tendenze sciovinistiche  § sciovinisticamente avv. 
scipare   v. tr.  (ant.) sciupare, guastare: e perché nostra colpa sì ne scipa?  (dante inf.  vii, 21) | sciparsi v. rifl.  (ant.) abortire.
scipitaggine   s.f.  scipitezza | atto, detto scipito.
scipitezza   s.f.  l'essere scipito (anche fig.): la scipitezza di una battuta. 
scipito   region. sciapito, agg.    • 1 •   senza sapore; troppo poco salato, insipido, sciapo: un brodo scipito    • 2 •   (fig.) sciocco, insulso, privo di spirito: un umorismo scipito  § scipitamente avv. 
scippare   v. tr.  nell'uso corrente, rubare o derubare mediante scippo; commettere uno scippo ai danni di qualcuno (anche fig.): scippare una donna della borsetta  (o scippare la borsetta a una donna); scippare la squadra avversaria della vittoria, ottenerla immeritatamente; scippare il popolo dei suoi diritti, toglierglieli a dispetto della costituzione e delle leggi.
scippatore   s.m.  [f. -trice] chi compie uno scippo.
scippo   s.m.    • 1 •   furto compiuto, spec. in una strada, strappando un oggetto a qualcuno e fuggendo poi velocemente: fare uno scippo; essere vittima di uno scippo; subire lo scippo della borsa    • 2 •   (fig.) l'appropriarsi di qualcosa che appartiene o spetta di diritto ad altri.
sciroccale   agg.  di scirocco: vento sciroccale. 
sciroccata   s.f.  burrasca di vento di scirocco; mareggiata provocata dallo scirocco.
sciroccato   agg.  e s.m.  [f. -a] (gerg. region.) si dice di persona balorda, confusa e un po' tonta, come se fosse stata stordita da un forte scirocco.
scirocco   ant. o region. sirocco, scilocco, silocco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   vento caldo umido che spira da sud-est, tipico delle regioni mediterranee. pegg. sciroccaccio    • 2 •   il punto da cui spira questo vento; sud-est: navigare verso scirocco. 
sciroppare   v. tr.  [io sciròppo ecc.] conservare la frutta nello sciroppo: sciroppare le pesche | sciropparsi qualcuno, qualcosa, (fig.) sopportarli, sorbirseli pazientemente: sciropparsi una conferenza noiosa. 
sciroppato   part. pass.  di sciroppare  agg.  conservato nello sciroppo: frutta sciroppata. 
sciroppo   rar. siroppo, ant. sciloppo, s.m.  soluzione molto concentrata di zucchero in acqua o in succhi di frutta; si impiega nella fabbricazione di bibite o in farmaceutica, per composti medicinali: sciroppo di amarene; uno sciroppo per la tosse.  dim. sciroppetto, sciroppino  pegg. sciroppaccio. 
sciropposità   s.f.  l'essere sciropposo.
sciropposo   agg.    • 1 •   denso, dolce come uno sciroppo: un liquore sciropposo    • 2 •   (fig.) caratterizzato da un sentimentalismo lezioso, dolciastro, stucchevole: un racconto sciropposo. 
scirpeto   s.m.  la zona marginale di laghi e paludi coperta di vegetazione palustre.
scirpo   s.m.  (ant. , lett.) giunco.
scirro   s.m.  (med.) carcinoma ricco di tessuto connettivo fibroso e quindi particolarmente duro.
scisma   s.m.  [pl. -smi]    • 1 •   separazione da una chiesa o da una confessione religiosa dovuta non a divergenze di carattere dottrinale, ma a contrasti di natura disciplinare, liturgica o giuridica: scisma d'oriente, d'occidente    • 2 •   (estens.) scissione in un partito politico, in un movimento culturale e sim., per divergenze su questioni fondamentali: lo scisma del socialismo italiano. 
scismatico   agg.  [pl. m. -ci] di scisma; che segue uno scisma: dottrina scismatica  | sette scismatiche; comportamento scismatico   s.m.  chi segue uno scisma o lo promuove § scismaticamente avv. 
scissile   agg.  (scient.) che si può scindere, che si scinde facilmente.
scissione   s.f.    • 1 •   lo scindere, lo scindersi, l'essere scisso (anche fig.): la scissione di un composto; la scissione di un partito | scissione dell'atomo, (fig.) fissione    • 2 •   (biol.) forma di riproduzione cellulare agamica consistente nella divisione della cellula in due parti uguali.
scissionismo   s.m.  tendenza a provocare scissioni ideologiche, politiche.
scissionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi appartiene a una corrente, a un movimento scissionistico, o chi sostiene la necessità di una scissione.
scissionistico   agg.  [pl. m. -ci] di scissionismo, che riguarda lo scissionismo.
scissiparità   s.f.  (zool.) l'essere scissiparo; tipo di riproduzione caratteristica degli animali scissipari.
scissiparo   agg.  (zool.) si dice di animale che si riproduce per scissione, in modo cioè che un individuo genitore si suddivide in due o più individui figli; fissiparo.
scisso   part. pass.  di scindere   agg.  separato, diviso: un partito scisso in diverse correnti; una parola scissa dal contesto. 
scissometro   s.m.  (tecn.) strumento che serve a stabilire quale sia la resistenza al taglio di un terreno, spec. di quelli argillosi.
scissura   s.f.    • 1 •   (non com.) fessura    • 2 •   (fig.) divisione, discordia: una scissura in famiglia, nel partito    • 3 •   (anat.) fenditura, solco più o meno profondo in un organo: scissura cerebrale, epatica. 
scisto   meno com. schisto, s.m.  (geol.) roccia metamorfica che contiene minerali lamellari o fibrosi disposti in piani paralleli e che perciò si sfalda facilmente.
scistosità   meno com. schistosità, s.f.  proprietà di alcune rocce di sfaldarsi secondo piani paralleli: piani di scistosità. 
scistoso   meno com. schistoso, agg.  che ha natura di scisto: rocce scistose. 
scitale   o scitala, s.f.  bastoncino usato dagli spartani per inviare messaggi segreti ai capi militari; su di esso era avvolta una striscia sottile di cuoio o di altro materiale con il testo scritto verticalmente, che per essere letto andava riavvolto su un bastoncino analogo da parte del destinatario.
scitico   agg.  [pl. m. -ci] della scizia, degli sciti, antica popolazione della russia meridionale.
sciugare   v. tr.  (ant.  e region.) variante aferetica di asciugare : nessun vi si mirò, se non un veglio / a cui il sangue l'età, non l'ardir, sciuga  (ariosto o. f.  xii, 82).
sciuntare    ⇨ shuntare.
sciupacchiare   v. tr.  [io sciupàcchio ecc.] (fam.) sciupare un poco.
sciupafemmine   s.m. invar.  (region.) seduttore di donne, dongiovanni.
sciupare   v. tr.    • 1 •   ridurre in cattivo stato, guastare, rovinare: sciupare l'abito nuovo; sciuparsi la salute, la vista    • 2 •   usare male, inutilmente: sciupare tempo, denaro; sciupare un'occasione; sciupare la corrente elettrica  | sciuparsi v. rifl.    • 1 •   rovinarsi, deteriorarsi, sgualcirsi: questa gonna si è tutta sciupata    • 2 •   deperire fisicamente, perdere in floridezza: in questi ultimi tempi si è un po' sciupata    • 3 •   (fam. iron.) fare un grande sforzo o sacrificio: si è proprio sciupato a scrivermi due righe!. 
sciupato   part. pass.  di sciupare  agg.    • 1 •   rovinato, in cattive condizioni: un cappotto logoro e sciupato; mani sciupate dal lavoro    • 2 •   smagrito, smunto: viso sciupato; essere un po' sciupato    • 3 •   usato male, sprecato: tempo sciupato; una bella intelligenza sciupata. 
sciupinio   s.m.  (tosc.) spreco, sciupio: le provvisioni per l'esercito, e lo sciupinio che sempre le accompagna  (manzoni p. s.  xii).
sciupio   s.m.  uno sciupare continuato; spreco inutile: sciupio di energie, di denaro. 
sciupo   s.m.  consumo inutile, eccessivo; spreco: fare sciupo di tempo. 
sciupone   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi sciupa o spreca molto.
sciuscià   s.m.  ragazzo che, nell'immediato dopoguerra, faceva il lustrascarpe o si dedicava a piccoli traffici per vivere.
scivolamento   s.m.  lo scivolare.
scivolare   v. intr.  [io scìvolo ecc. ; aus. essere  e in alcuni usi anche avere]    • 1 •   scorrere agevolmente su una superficie liscia o in declivio: la pattinatrice scivolava sulla pista di ghiaccio; scivolare a valle  | (estens.) spostarsi con movimento uniforme, senza scosse: la barca scivolava sull'acqua; la gondola scivolava silenziosa nel canale    • 2 •   sdrucciolare, cadere a terra: scivolare su una buccia di banana; su quel pavimento appena tirato a cera potresti scivolare    • 3 •   sfuggire, guizzare via: il sapone mi è scivolato di mano  | di persone, allontanarsi senza farsi notare: scivolò via alla chetichella    • 4 •   (fig.) spostarsi a poco a poco da un argomento verso l'altro: il discorso scivolò sulla politica. 
scivolata   s.f.  lo scivolare per un tratto: fare una scivolata  | scivolata d'ala, di coda, (aer.) movimento che l'aeroplano compie inclinandosi sul fianco, a coda in giù, spec. nella manovra di virata.
scivolato   part. pass.  di scivolare  agg.    • 1 •   nel linguaggio della moda, si dice di abito di linea sciolta, morbida, scostata dalla figura    • 2 •   (mus.) si dice di nota di breve durata eseguita facendo scivolare la mano sui tasti o sulle corde di uno strumento.
scivolo   s.m.  piano inclinato di legno, muratura o metallo sul quale si fa scorrere del materiale; in partic., piano inclinato che serve a far scendere in acqua imbarcazioni o idrovolanti; piano inclinato per mezzo del quale una carrozzella per portatori di handicap può superare un dislivello ' scivolo per bambini, piano inclinato, con l'estremità inferiore conformata in modo da rallentare la velocità di discesa, posto in parchi o piscine e sul quale i bambini giocano lasciandovisi scivolare seduti fino a cadere sulla sabbia o in acqua.
scivolone   s.m.    • 1 •   caduta fatta scivolando: fare uno scivolone    • 2 •   (fig.) grave errore, insuccesso e sim. | nel linguaggio sportivo, sconfitta inaspettata.
scivolosità   s.f.  l'essere scivoloso.
scivoloso   agg.    • 1 •   si dice di superficie sulla quale è facile scivolare: piano, terreno scivoloso    • 2 •   che scivola via facilmente: le anguille sono molto scivolose  | (fig.) si dice di persona che mostra una cortesia affettata, smancerosa e poco sincera § scivolosamente avv. 
sclamare   v. tr.  (ant.) variante aferetica di esclamare. 
sclera   s.f.  (anat.) membrana ricca di fibre connettivali ed elastiche, bianca, opaca, che costituisce l'involucro esterno al globo oculare.
sclerale   agg.  (anat.) della sclera, che si riferisce alla sclera: tessuto sclerale. 
sclereide   s.f.  (bot.) cellula vegetale, allungata o stellata, a parete lignificata.
sclerenchima   s.m.  [pl. -mi] (bot.) tessuto vegetale di protezione e sostegno, formato da cellule con membrana ispessita, spesso lignificata; costituisce le parti dure della pianta (legno, spine, nocciolo dei semi ecc.).
sclerenchimatico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) che riguarda lo sclerenchima: tessuto sclerenchimatico. 
sclerite   s.f.  (med.) infiammazione della sclera.
sclero-  sclero- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. sklìrós  'duro'; vale 'durezza, rigidità' (sclerometro), oppure sta per 'sclera' (sclerotomia).
sclerodermia   s.f.  (med.) malattia caratterizzata da indurimento della cute e del tessuto sottocutaneo.
scleroma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (bot.) stereoma    • 2 •   (med.) sclerosi.
sclerometria   s.f.  insieme delle tecniche per la misurazione della durezza dei materiali.
sclerometro   s.m.  apparecchio per misurare la durezza dei materiali, spec. minerali e cristalli.
scleroproteina   s.f.  (chim. biol.) ciascuna delle proteine fibrose costituenti la cheratina dello scheletro degli insetti o il collagene dei tessuti cellulari.
sclerosante   part. pres.  di sclerosare   agg.  (med.)    • 1 •   che produce sclerosi    • 2 •   si dice di particolari sostanze che iniettate nelle vene varicose ne producono la sclerosi, impedendo così una ulteriore dilatazione o deformazione: iniezioni sclerosanti, quelle contenenti tali sostanze | usato anche come s.m.  e f.  : trattamento a base di sclerosanti. 
sclerosare   v. tr.  [io scleròso ecc.] (med.) provocare la sclerosi: sclerosare le vene varicose. 
sclerosi   s.f.    • 1 •   (med.) indurimento patologico delle strutture organiche determinato da ipertrofia del tessuto connettivo, con conseguente compromissione della funzionalità ' sclerosi a placche  o multipla, malattia caratterizzata da lesioni sclerotiche nell'encefalo e nel midollo spinale, con conseguenti alterazioni della motilità e dell'equilibrio    • 2 •   (fig.) irrigidimento, perdita di elasticità: la sclerosi dell'apparato burocratico. 
scleroso   agg.  (bot.) che riguarda lo sclerenchima.
sclerotica   s.f.  sclera.
sclerotico   agg.  [pl. m. -ci] di sclerosi (anche fig.): processi sclerotici   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da sclerosi.
sclerotizzare   v. tr.    • 1 •   (med.) sclerosare    • 2 •   (fig.) irrigidire, privare di elasticità | sclerotizzarsi v. rifl.    • 1 •   (med.) diventare sclerotico, subire un processo di sclerosi    • 2 •   (fig.) irrigidirsi, perdere elasticità.
sclerotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica della sclera.
sclerozio   s.m.  (bot.) corpo duro, tipico di alcuni funghi, costituito da uno spesso intreccio di ife.
scocca   s.f.  l'insieme della struttura e del rivestimento esterno della carrozzeria di un autoveicolo.
scoccare   v. tr.  [io scòcco, tu scòcchi ecc.]    • 1 •   lanciare con impeto e rapidità scagliare con forza: scoccare un dardo, una freccia; scoccare un pugno    • 2 •   (fig.) mandare, indirizzare, rivolgere: scoccare un bacio; scoccare sguardi severi    • 3 •   battere le ore: l'orologio del campanile scoccò le tre  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   allentarsi di scatto (detto dell'arco, di congegni a molla e sim.); scattare    • 2 •   balzare, guizzare, balenare: scoccò una scintilla; il ramarro, se scocca / sotto la grande fersa / dalle stoppie  (montale)    • 3 •   sonare, detto di ore: scoccava il mezzogiorno | è scoccata l'ora della verità, della riscossa, (fig.) è giunta finalmente.
scocciante   part. pres.  di scocciare    • 2 •   agg.  (fam.) che arreca fastidio, noia: una persona scocciante. 
scocciare   (1) v. tr.  [io scòccio ecc.] (region.) rompere cose fragili, delicate: scocciare un vaso. 
scocciare   (2) v. tr.  (fam.) dar noia, fastidio: lo scoccia di continuo |  scocciarsi v. rifl.  (fam.) seccarsi, annoiarsi: mi sono scocciato di aspettarlo. 
scocciare   (3) v. tr.  [io scòccio ecc.] (mar.) sganciare, togliere un gancio da un anello di metallo o di un cavo.
scocciato   part. pass.  di scocciare    • 2 •   agg.  (fam.) seccato, annoiato: essere scocciato; avere un'aria scocciata. 
scocciatore   s.m.  [f. -trice] (fam.) persona molesta e importuna.
scocciatura   s.f.  (fam.) seccatura, noia, fastidio.
scocco   s.m.  [pl. -chi] lo scoccare: lo scocco dell'arco | gancio a scocco, (mar.) tipo di gancio a cerniera fatto in modo che, aprendosi, lasci libera la catena alla quale è applicato.
scoccolatura   s.f.  (agr.) operazione primaverile di asportazione dei fiori del fico d'india per ottenerne una tardiva rifioritura e frutti fuori stagione.
scocuzzolare   v. tr.  [io scocùzzolo ecc.] (non com.) privare del cocuzzolo.
scodare   v. tr.  [io scódo ecc.] tagliare la coda a un animale: scodare un cane, un cavallo. 
scodato   part. pass.  di scodare  agg.  si dice di animale privo di coda o con la coda mozza.
scodella   s.f.    • 1 •   piatto fondo in cui si servono alimenti, spec. liquidi: una scodella di porcellana, di ceramica, di terraglia  | (estens.) la quantità di cibo contenuta in una scodella: mangiarsi due scodelle di minestrone.  dim. scodelletta, scodellina, scodellino  (m.) accr. scodellona, scodellone  (m.) pegg. scodellaccia    • 2 •   tazza tonda, senza manico, adibita a usi vari    • 3 •   cavità scavata nella roccia a forma di scodella.
scodellaio   s.m.  (non com.) chi fabbrica o vende scodelle.
scodellare   v. tr.  [io scodèllo ecc.]    • 1 •   versare nelle scodelle, nei piatti la minestra o altri cibi liquidi o fluidi: scodellare la zuppa; scodellare la polenta sulla grande tafferia  (manzoni p. s.  vi)    • 2 •   (fig. fam.) tirar fuori, dire, fare con prontezza e facilità: scodellare bugie; la moglie gli scodella un figlio all'anno | scodellare la palla, nel linguaggio calcistico, passarla con grande precisione.
scodellata   s.f.  quantità di cibo contenuta in una scodella.
scodellato   part. pass.  di scodellare  agg.  pronto e servito nella scodella, nel piatto ' volere la pappa scodellata, (fig.) pretendere di trovare tutto già pronto e fatto.
scodellino   s.m.    • 1 •   dim.  di scodella    • 2 •   nome di vari elementi o dispositivi a forma di scodella; in partic., nei motori a scoppio, coppetta innestata sulla valvola che serve come appoggio della molla; nelle antiche armi da fuoco, coppetta fissata alla culatta, contenente il polverino che, acceso dal tiratore, comunicava l'accensione alla carica di lancio attraverso il luminello.
scodinzolamento   s.m.    • 1 •   lo scodinzolare    • 2 •   (aut.) sbandamento a zig zag della coda di un autoveicolo, dovuto a scarsa aderenza al terreno del treno di ruote posteriore.
scodinzolare   v. intr.  [io scodìnzolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   dimenare, agitare rapidamente la coda, detto spec. dei cani quando fanno festa    • 2 •   (fig. scherz.) fare festeggiamenti o moine: guardalo come scodinzola intorno al direttore!  | camminare ancheggiando, detto spec. di donna.
scodinzolio   s.m.  uno scodinzolare continuato.
scodinzolo   s.m.  nello sci, serie di cambi molto ravvicinati di direzione che si realizza a sci uniti sulla massima pendenza.
scoffina    ⇨ scuffina.
scoglia   s.f. , ant. scoglio, s.m.    • 1 •   lo strato superficiale della pelle che certi rettili perdono durante la muta annuale: un giovincel serpente / uscito pur mo fuor del vecchio scoglio  (poliziano)    • 2 •   (fig. lett.) impedimento, viluppo: correte al monte a spogliarvi lo scoglio / ch'esser non lascia a voi dio manifesto  (dante purg.  ii, 122-123)  s.m.  (ant.) scoglio.
scogliera   s.f.  serie di scogli vicini tra loro ' scogliera corallina, cordone di scogli, costituiti da colonie di coralli, che si sviluppa parallelamente alle coste, nei mari tropicali; barriera corallina.
scoglio   (1) s.m.    • 1 •   roccia che affiora o emerge dalle acque del mare, di un fiume o di un lago: aggrapparsi a uno scoglio; urtare contro gli scogli.  dim. scoglietto, scogliuzzo  pegg. scogliaccio    • 2 •   (estens. lett.) rupe, roccia scoscesa    • 3 •   (fig.) grave impedimento, ostacolo: superare lo scoglio degli esami. 
scoglio   (2)  ⇨ scoglia.
scoglionarsi   v. rifl.  (volg.) infastidirsi, annoiarsi.
scoglionato   agg.  (volg.)    • 1 •   infastidito, annoiato, seccato    • 2 •   scanzonato, scorbellato.
scoglionatura   s.f.  (volg.) seccatura, noia.
scoglioso   agg.  pieno di scogli; formato di scogli: costa scogliosa. 
scoiamento   o scuoiamento, s.m.  lo scoiare, l'essere scoiato.
scoiare   o scuoiare, v. tr.  [io scuòio  (pop. scòio) ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  (pop. -ò-) in posizione tonica, -o-  o -uo-  in posizione atona] togliere la pelle a un animale ucciso o macellato: scoiare una lepre, un vitello  | (estens.) riferito a esseri umani: graffia li spirti ed iscoia ed isquatra  (dante inf.  vi, 18, detto di cerbero).
scoiatore   o scuoiatore, s.m.  chi è addetto alle operazioni di scoiamento, in macelleria o nella lavorazione delle pelli.
scoiattolo   s.m.    • 1 •   nome comune di varie specie di agilissimi mammiferi arboricoli, con muso appuntito, coda lunga e folta, pelo fulvo; il pelo viene usato in pellicceria (ord.  roditori). dim. scoiattolino    • 2 •   persona dotata di grande agilità.
scola    ⇨ scuola.
scolabottiglie   s.m. invar.  attrezzo costituito da un supporto verticale da cui sporge una serie di asticelle inclinate, sulle quali si infilano capovolte altrettante bottiglie precedentemente lavate, per lasciarle scolare.
scolabrodo   s.m. invar.  (region.) colabrodo.
scolafritto   s.m. invar.  utensile metallico da cucina composto da un recipiente bucherellato, sul quale si pone il fritto, e da un vaso sottostante nel quale cola l'unto.
scolamento   s.m.  (non com.) lo scolare, l'essere scolato.
scolapasta   s.m. invar.  colapasta.
scolapiatti   s.m.  arnese da cucina in cui si mettono a scolare i piatti appena lavati.
scolaposate   s.m. invar.  arnese da cucina forato in cui si mettono a scolare le posate appena lavate.
scolarca   s.m.  [pl. -chi] nell'antichità greca, il capo di una scuola filosofica.
scolarcato   s.m.  la dignità e le funzioni di scolarca | il periodo durante il quale uno scolarca esercitava le sue funzioni.
scolare   (1)  ⇨ scolaro.
scolare   (2) agg.  (rar.) di scuola, relativo alla scuola | età scolare, l'età in cui si deve frequentare la scuola dell'obbligo, in italia dai    • 6 •   ai 14 anni.
scolare   (3) v. tr.  [io scólo ecc.]    • 1 •   fare uscire lentamente il liquido contenuto in recipienti finché non rimangano vuoti: scolare i fiaschi lavati  | far scorrere, far colare il liquido di cui sono impregnati o bagnati cibi o verdure: scolare il riso, l'insalata    • 2 •   (scherz.) bere fino all'ultima goccia: scolarsi una bottiglia di vino  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   di liquido, uscire fuori a poco a poco, defluire lentamente    • 2 •   di oggetto lavato o bagnato, perdere pian piano il liquido che contiene o che ha in superficie: mettere i fiaschi, i piatti a scolare. 
scolaresca   s.f.  il complesso degli scolari di una classe o di una scuola.
scolaresco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da scolaro; scolastico (per lo più spreg.): un'esposizione arida e scolaresca; mero verbalismo scolaresco  (b. croce) § scolarescamente avv. 
scolaretto   s.m.  [f. -a] scolaro delle prime classi elementari ' comportarsi come uno scolaretto, si dice di persona impacciata e timida.
scolarità   s.f.  il frequentare corsi scolastici (spec. della scuola dell'obbligo) come fenomeno sociale: indice di scolarità; aumento, diminuzione della scolarità. 
scolarizzare   v. tr.  mettere in condizione, mediante provvedimenti adeguati, di poter usufruire dell'insegnamento scolastico; sottoporre all'obbligo scolastico.
scolarizzazione   s.f.  lo scolarizzare, l'essere scolarizzato.
scolaro   ant. scolare, s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi frequenta una scuola, spec. elementare o media: una classe di venti scolari; uno scolaro diligente    • 2 •   nella storia dell'arte, della letteratura ecc., allievo, discepolo (generalmente seguito dal nome del maestro): uno scolaro di leonardo. 
scolastica   s.f.  il pensiero filosofico, teologico e scientifico elaborato in età medievale (dapprima nelle scuole monastiche e cattedrali, poi nelle università), incentrato sul tema di fondo del rapporto tra la rivelazione divina e le varie scienze e discipline; si distinguono una prima fase (le scuole fiorite tra il sec. vi e il xii), un periodo di pieno sviluppo (il sec. xiii) e una fase tarda (nel sec. xiv).
scolasticheria   s.f.  (non com.)    • 1 •   pedantismo da maestro di scuola    • 2 •   ragionamento oscuro e cavilloso, ritenuto tipico dei seguaci della scolastica.
scolasticismo   s.m.    • 1 •   carattere di ciò che è scolastico (spec. spreg.)    • 2 •   l'insieme delle tendenze e degli aspetti propri della filosofia scolastica.
scolasticità   s.f.  l'essere scolastico, l'essere troppo legato all'impostazione rigida e un po' schematica dell'insegnamento scolastico.
scolastico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, della scuola; che riguarda la scuola: aula scolastica; anno scolastico; libri scolastici; legislazione, riforma scolastica    • 2 •   (fig. spreg.) troppo legato ai canoni della scuola, agli schemi dell'insegnamento; piuttosto elementare e privo di originalità: una cultura di stampo scolastico    • 3 •   (filos.) della scolastica; proprio delle scuole e delle università medievali: il pensiero scolastico  | (fig. spreg.) eccessivamente categorico e dogmatico: intransigenza scolastica   s.m.    • 1 •   maestro medievale di filosofia o di arti liberali    • 2 •   (filos.) seguace della scolastica § scolasticamente avv.    • 1 •   in modo scolastico (spec. spreg.): esporre troppo scolasticamente  | sotto l'aspetto scolastico, didattico: un metodo scolasticamente errato    • 2 •   secondo i principi della filosofia scolastica.
scolasticume   s.m.  (spreg.) l'irrigidimento, l'esasperazione del metodo e dei procedimenti della scolastica | rigido dogmatismo o cavillosità dei ragionamenti, come aspetti deteriori dei metodi e della mentalità propri della scuola.
scolaticcio   s.m.  colaticcio.
scolatoio   s.m.  ciò che serve per far scolare o attraverso cui scolano dei liquidi; colatoio.
scolatura   s.f.  lo scolare | il liquido scolato.
scoliaste   meno com. scoliasta, s.m.  [pl. -sti] nell'antichità, chi annotava i testi degli scrittori; autore di scoli: scoliaste di omero. 
scolice   s.m.  (zool.) porzione cefalica di una tenia.
scolina   s.f.  piccolo fossato in cui si raccoglie l'acqua di sgrondo dei campi.
scolio   (1) s.m.  nota che gli antichi grammatici scrivevano a commento e illustrazione di un testo, per lo più a margine.
scolio   (2) s.m.  nell'antichità greca, tradizionale canto conviviale, di andamento generalmente moderato.
scolio   (3) s.m.  uno scolare lento e prolungato.
scoliosi   s.f.  (med.) deviazione laterale della colonna vertebrale.
scoliotico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di scoliosi: alterazioni scoliotiche   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da scoliosi.
scolito   s.m.  (zool.) genere di piccoli insetti coleotteri neri, con elitre striate, che scavano gallerie tra la corteccia e il legno di vari alberi.
scollacciarsi   v. rifl.  [io mi scollàccio ecc.] vestirsi con abiti troppo scollati.
scollacciato   part. pass.  di scollacciarsi  agg.    • 1 •   che è scollato in modo eccessivo: abito scollacciato    • 2 •   che indossa vestiti troppo scollati: va in giro sempre scollacciata    • 3 •   (fig.) licenzioso, spinto: racconto scollacciato. 
scollacciatura   s.f.    • 1 •   scollatura eccessiva    • 2 •   (fig. non com.) licenziosità.
scollamento   s.m.    • 1 •   lo scollare, lo scollarsi di parti incollate insieme    • 2 •   (med.) il reciproco distacco, traumatico o chirurgico, di due strati anatomici: scollamento di due muscoli    • 3 •   (fig.) perdita di coesione, di unità: lo scollamento dei partiti della maggioranza. 
scollare   (1) v. tr.  [io scòllo ecc.] tagliare un indumento in modo che si apra sul collo e sul petto, o anche sulla schiena; fare la scollatura a un vestito da donna | scollarsi v. rifl.  portare abiti molto aperti gener. sul davanti.
scollare   (2) v. tr.  [io scòllo ecc.]    • 1 •   staccare due cose, due parti incollate insieme: scollare un francobollo dalla busta    • 2 •   (med.) distaccare chirurgicamente due elementi anatomici uniti | scollarsi v. rifl.  separarsi, detto di cose incollate che si staccano: l'etichetta si è scollata. 
scollato   part. pass.  di scollare    • 1 •   agg.  si dice di vestito o altro indumento femminile aperto sul collo, sul petto o anche sulla schiena; anche, di donna che indossa un abito di tale taglio: una camicetta scollata; una signora molto scollata | scarpa scollata, che lascia scoperto il collo del piede.
scollatura   (1) s.f.    • 1 •   lo scollare un indumento    • 2 •   apertura degli abiti femminili sul collo, sul petto o anche sulla schiena: scollatura a punta, quadrata, rotonda  | (estens.) la parte del collo, del petto o della schiena lasciata scoperta dalla scollatura: avere una bella scollatura    • 3 •   apertura delle scarpe sul collo del piede.
scollatura   (2) s.f.  lo scollare, lo scollarsi, di due parti incollate insieme.
scollegare   v. tr.  [io scollégo, tu scolléghi ecc.] separare, disunire ciò che era collegato.
scollettatrice   s.f.  macchina che effettua il taglio del colletto delle barbabietole da zucchero ancora sul campo, prima dell'estirpazione.
scollettatura   s.f.  asportazione del colletto delle barbabietole da zucchero.
scollo   s.m.  l'apertura degli abiti intorno al collo: scollo a v; uno scollo molto profondo  | (estens.) la parte del collo, del busto o della schiena lasciata scoperta dalla scollatura.
scolmare   v. tr.  [io scólmo ecc.] (non com.) rendere meno colmo ' arare scolmando, (agr.) arare un terreno partendo dai lati del campo verso il centro e rovesciando le zolle verso l'esterno.
scolmatore   agg.  e s.m.  si dice di canale che serve a scaricare in parte le acque di un fiume, perché non straripi.
scolmatura   s.f.  operazione consistente nello scolmare | abbassamento delle acque di piena di un fiume ottenuto mediante canali scolmatori.
scolo   s.m.    • 1 •   lo scolare di liquidi; il luogo dove i liquidi scolano: fossato per lo scolo delle acque piovane; canale di scolo, in cui vengono convogliate le acque di scarico | il liquido stesso che scola: raccogliere lo scolo in una fossa  | servitù di scolo, (dir.) quella che comporta lo scarico delle acque da un terreno a un altro di diverso proprietario, posto in posizione inferiore al primo    • 2 •   (volg.) blenorragia.
scolopendra   s.f.  animale dal morso velenoso, diffuso nei paesi caldi, con corpo allungato diviso in anelli, ognuno provvisto di un paio di arti (cl.  chilopodi).
scolopendrio   s.m.  nome comune delle felci del genere scolopendra, in partic. della specie detta lingua cervina. 
scolopio   s.m.  religioso appartenente alla congregazione delle scuole pie, fondata a roma nel 1617 da san giuseppe calasanzio per l'istruzione della gioventù povera.
scoloramento   s.m.  lo scolorare, lo scolorarsi, l'essere scolorato.
scolorare   v. tr.  [io scolóro ecc.] far perdere il colore; far diventare pallido, sbiadito; scolorire: il sole scolora le tappezzerie più delicate  | v. intr.  [aus. essere], più com. scolorarsi v. rifl.  perdere il colore | diventare pallido; scolorirsi: si scolorò in viso per l'emozione; era il giorno ch'al sol si scoloraro / per la pietà del suo factore i rai  (petrarca canz.  iii, 1-2).
scolorimento   s.m.  lo scolorire, lo scolorirsi, l'essere scolorito.
scolorina   ® s.f.  preparato chimico usato per scolorire macchie d'inchiostro o scritture, costituito da due soluzioni separate, una a base di permanganato di potassio e l'altra a base di bisolfito di sodio, da usarsi nell'ordine.
scolorire   v. tr.  [io scolorisco, tu scolorisci ecc.] far perdere il colore; far diventare pallido, sbiadito (anche fig.): l'acqua di cloro scolorisce i tessuti; il tempo ha scolorito quel lontano ricordo  | v. intr.  [aus. essere], scolorirsi v. rifl.  perdere il colore, sbiadire: un tessuto che non (si) scolorisce  | impallidire: alla notizia (si) scolorì in volto. 
scolorito   part. pass.  di scolorire  agg.  che ha perso colore (anche fig.): un abito scolorito; un ricordo scolorito  | impallidito: un viso scolorito per la paura. 
scolpare   v. tr.  [io scólpo ecc.] liberare qualcuno da una colpa | scolparsi v. rifl.  giustificarsi, difendersi da un'accusa; discolparsi.
scolpimento   s.m.  (non com.) lo scolpire.
scolpire   v. tr.  [pres. io scolpisco, tu scolpisci ecc. ; pass. rem. io scolpii  (poet. sculsi), tu scolpisti ecc. ; part. pass. scolpito  (poet. sculto  e scolto)]    • 1 •   lavorare il marmo, il legno o un altro materiale duro, modellandolo, incidendolo per formarvi figure: scolpire un blocco di marmo  | realizzare un'opera scultoria; effigiare, raffigurare nel marmo o in altro materiale: scolpire una statua    • 2 •   (estens.) incidere: scolpire il proprio nome su un albero    • 3 •   (fig.) imprimere, fissare fortemente: scolpire un ricordo nella mente, nel cuore; il marchio ond'è il cor scolto / lascia apparir nel volto  (parini)    • 4 •   (non com.) scandire, pronunciare chiaramente: scolpire una parola    • 5 •   nel linguaggio dei parrucchieri, fare un taglio scalato ai capelli usando il rasoio invece delle forbici.
scolpitezza   s.f.  (non com.) carattere di ciò che si presenta come scolpito; forte rilievo, grande evidenza: scolpitezza di espressione, di stile. 
scolpito   part. pass.  di scolpire  agg.    • 1 •   decorato con sculture: una colonna scolpita    • 2 •   (fig.) ben impresso: conservare scolpita nella memoria l'immagine di una persona cara    • 3 •   (fig.) forte, incisivo; netto, rilevato: uno stile scolpito; un carattere ben scolpito. 
scolpitrice   s.f.    • 1 •   macchina per la lavorazione del legno usata per realizzare scanalature e mortase    • 2 •   macchina per la lavorazione del legno dotata di più utensili uguali che effettuano lo stesso lavoro su diversi pezzi contemporaneamente, riproducendo in più esemplari uno stesso modello scolpito.
scolpitura   s.f.  (rar.) lo scolpire; scultura.
scolta   ant. ascolta, s.f.  (st. , lett.) vedetta, sentinella: essere di scolta; fare la scolta, fare la guardia.
scolto    ⇨ sculto.
scombaciare   v. tr.  [io scombàcio ecc.] separare due parti che erano unite o aderivano perfettamente.
scombiccherare   v. tr.  [io scombìcchero ecc.] (fam.) scarabocchiare, disegnare o scrivere in fretta e male.
scombinamento   s.m.  (non com.) lo scombinare, l'essere scombinato.
scombinare   v. tr.    • 1 •   mettere in disordine, sottosopra: il vento ha scombinato tutti i fogli    • 2 •   mandare a monte, disdire ciò che s'era combinato: scombinare un affare, un accordo. 
scombinato   part. pass.  di scombinare  agg.  confusionario, sconclusionato, incoerente: una mente, una persona scombinata; un ragionamento scombinato; fare una vita scombinata, disordinata, sregolata  s.m.  [f. -a] persona strana, dalle idee confuse, dalla condotta incoerente.
scombro   o sgombro, s.m.  pesce di mare commestibile dal corpo fusiforme, di media grandezza (20-25 cm), di colore blu o verde metallico a strisce nere sul dorso, argenteo sul ventre (ord.  perciformi).
scombugliare    ⇨ scombuiare.
scombuglio   s.m.  (ant. , region.) scompiglio, confusione; subbuglio.
scombuiare   ant. o region. scombugliare, v. tr.  [io scombùio ecc.] (non com.) mettere in scompiglio; confondere, frastornare: scombuiare le idee, il cervello. 
scombussolamento   s.m.  lo scombussolare, l'essere scombussolato: scombussolamento di stomaco. 
scombussolare   v. tr.  [io scombùssolo ecc.] mettere sottosopra; sconvolgere: i viaggi lo scombussolano; quella notizia mi ha scombussolato; scombussolare le idee, confonderle; scombussolare i piani, i programmi di qualcuno, mandarli all'aria, scombinarli.
scombussolio   s.m.  grossa confusione, grande scombussolamento.
scommessa   s.f.    • 1 •   accordo fra due o più persone, col quale ciascuna si impegna a pagare all'altro una determinata somma di denaro o ad assolvere certi obblighi, se la sua opinione o le sue previsioni risulteranno erronee: fare una scommessa; vincere, perdere una scommessa | fare qualcosa per scommessa, (fig.) per puntiglio ' reggersi in piedi per scommessa, (fig. scherz.) per miracolo, a mala pena    • 2 •   il puntare somme di denaro in giochi d'azzardo, corse di cavalli, incontri sportivi ecc.: il mondo delle scommesse clandestine    • 3 •   la somma, l'obbligo pattuito: una scommessa di due milioni; pagare la scommessa    • 4 •   (fig.) impresa difficile, dall'esito incerto.
scommesso   (1) part. pass.  di scommettere    • 1 •   agg.  disunito, disgregato: assi scommesse. 
scommesso   (2) part. pass.  di scommettere    • 2 •   agg.  che costituisce la posta di una scommessa: la somma scommessa. 
scommettere   (1) v. tr.  [coniugato come mettere] separare, staccare parti commesse, unite fra loro: scommettere un assito. 
scommettere   (2) v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   fare una scommessa: scommettere diecimila lire, una cena  | (assol.) dare per certo, asserire con enfasi: scommetto che oggi verrà    • 2 •   puntare una somma al gioco (anche assol.): scommettere su un cavallo. 
scommettitore   s.m.  [f. -trice] chi fa una scommessa o scommette abitualmente.
scommettitura   s.f.  (non com.) lo scommettere, il disunire parti attaccate | la parte scommessa.
scommovimento   s.m.  (non com.) sconvolgimento, sommovimento.
scommunicare   e deriv.   ⇨ scomunicare e deriv. 
scommuovere   v. tr.  [coniugato come muovere] (non com.) agitare, smuovere fortemente.
scomodare   v. tr.  [io scòmodo ecc.]    • 1 •   mettere qualcuno in una situazione scomoda, disagevole; arrecare fastidio, disturbo, incomodo: scusa se ti ho scomodato    • 2 •   (fig.) rivolgersi a persone importanti per questioni banali; citare personaggi autorevoli o richiamarsi a essi senza necessità: non c'è bisogno di scomodare einstein per fare questo calcolo  | v. intr.  [aus. avere] provocare disagio, spec. economico: se le scomoda pagare subito, può aspettare  | scomodarsi v. rifl.  andare incontro a qualche disagio o sacrificio, prendersi il disturbo di fare qualcosa: la ringrazio del regalo, ma non doveva scomodarsi; è un tipo che non si scomoda per così poco  | muoversi, alzarsi dal posto in cui si è seduti: prego! non si scomodi per  (o ad) accompagnarmi!. 
scomodità   s.f.  l'essere scomodo; situazione scomoda: abitare così lontano è una grande scomodità. 
scomodo   (1) agg.    • 1 •   non comodo, disagevole: un letto scomodo; un viaggio scomodo; se non ti è  (resta, torna) scomodo, possiamo vederci stasera    • 2 •   riferito a persona, che si trova in posizione non comoda, che non è a suo agio: su questa poltrona si sta scomodi    • 3 •   (fig.) si dice di persona dal carattere difficile, poco malleabile o poco condiscendente: un tipo scomodo; un avversario scomodo, che dà filo da torcere § scomodamente avv. 
scomodo   (2) s.m.  disturbo, incomodo: non vorrei che ciò ti fosse di scomodo. 
scompaginamento   s.m.  lo scompaginare, lo scompaginarsi, l'essere scompaginato (anche fig.): lo scompaginamento di un assetto, di un equilibrio, di una struttura. 
scompaginare   v. tr.  [io scompàgino ecc.]    • 1 •   guastare l'ordine, l'equilibrio, l'armonica disposizione di qualcosa; dissestare una struttura, un'organizzazione (anche fig.): scompaginare un progetto; scompaginare l'unità della famiglia    • 2 •   (tip.) disfare l'impaginatura, spaginare    • 3 •   rovinare la legatura di un libro, di un quaderno e sim. | scompaginarsi v. rifl.  scomporsi; disgregarsi: la coalizione di governo si è scompaginata. 
scompaginato   part. pass.  di scompaginare  agg.    • 1 •   si dice di libro, quaderno o sim., con le pagine slegate    • 2 •   (fig.) in disordine, sconvolto: un progetto, un piano scompaginato. 
scompaginatura   s.f.  scompaginazione.
scompaginazione   s.f.  (tip.) scomposizione tipografica.
scompagnamento   s.m.  lo scompagnare.
scompagnare   v. tr.    • 1 •   dividere cose che formano un unico complesso, abitualmente appaiate tra loro: scompagnare un paio di calze    • 2 •   (ant.) separare dal compagno, dai compagni.
scompagnato   part. pass.  di scompagnare  agg.    • 1 •   spaiato, incompleto: guanti scompagnati; un servizio scompagnato di bicchieri    • 2 •   (lett.) disgiunto, separato: da' suoi scompagnato, in sulla riva / del grigio mar s'assise  (monti).
scompagnatura   s.f.  (non com.) l'essere scompagnato.
scompagno   agg.  (fam.) scompagnato, spaiato: un paio di calze scompagne. 
scompannare   v. tr.  (tosc.) togliere i panni; in partic., scoprire chi è a letto togliendo le coperte | scompannarsi v. rifl.  (tosc.) scoprirsi togliendo le coperte dal letto.
scomparire   v. intr.  [nel sign. 1: pres. io scompàio, tu scompari ecc. ; pass. rem. io scomparvi, tu scomparisti ecc. ; part. pass. scomparso; nel sign.    • 2 •   sono più frequenti le forme: pres. io scomparisco, tu scomparisci ecc. ; pass. rem. io scomparìi, tu scomparisti ecc. ; part. pass. scomparito; aus. essere]    • 1 •   sparire, sottrarsi alla vista, non esserci più: improvvisamente sei scomparso; la nave scomparve all'orizzonte; una moneta che è scomparsa dalla circolazione  | (eufem.) morire: scomparve giovanissimo    • 2 •   (fig.) sfigurare, fare brutta figura nei confronti altrui: di fronte a lui io scomparisco  | non avere spicco, risalto: quel quadro, messo nell'angolo, scomparisce. 
scomparsa   s.f.    • 1 •   lo scomparire: la scomparsa di un documento segreto; la scomparsa della febbre, del dolore | letto, scrittoio a scomparsa, che si può ripiegare all'interno di un mobile    • 2 •   (eufem.) morte: la sua scomparsa ci addolora    • 3 •   (dir.) perdita di notizie relative all'esistenza di una persona che dà luogo alla nomina di un curatore.
scomparso   part. pass.  di scomparire   agg.  che non si trova, che non esiste più: una specie di rettili scomparsa  s. m.  [f. -a]    • 1 •   (dir.) persona che non è rintracciabile nel luogo del suo domicilio o della sua residenza e della quale non si hanno più notizie (cosicché si ha motivo di temere sia morta in circostanze misteriose)    • 2 •   (eufem.) persona defunta: l'illustre scomparso. 
scompartimento   s.m.    • 1 •   ogni parte in cui è suddivisa qualcosa: gli scompartimenti di un armadio, di un cassetto  | scompartimento (ferroviario), ciascuna delle parti in cui è suddivisa una carrozza ferroviaria: scompartimento di prima, di seconda classe    • 2 •   (non com.) lo scompartire.
scompartire   v. tr.  [io scompartisco, tu scompartisci ecc.  (anche io scomparto ecc.)] (non com.) dividere in parti.
scomparto   s.m.    • 1 •   scompartimento: un armadio a quattro scomparti    • 2 •   (arch.) ciascuna delle partizioni di una parete muraria, variamente rilevate o colorate.
scompensare   v. tr.  [io scompènso ecc.] alterare, rompere l'equilibrio: scompensare il carico di una nave  | (med.) provocare uno scompenso.
scompensato   part. pass.  di scompensare   agg.  privo di compensazione, non equilibrato  agg.  e s.m.  (med.) che, chi è affetto da scompenso cardiaco.
scompenso   s.m.    • 1 •   mancanza di equilibrio, di compensazione    • 2 •   (med.) insufficienza funzionale di un organo che può essere leggera o anche molto grave: scompenso coronarico, surrenale; scompenso cardiaco, renale, insufficienza cardiaca, renale.
scompiacente   part. pres.  di scompiacere  agg.  (non com.) si dice di persona che non ha garbo né gentilezza, che non fa nulla per compiacere gli altri § scompiacentemente avv.  scortesemente.
scompiacenza   s.f.  (non com.) l'essere scompiacente.
scompiacere   v. intr.  [coniugato come piacere; aus. avere] (non com.) essere scortese verso qualcuno: faccio questo per non scompiacere a tua madre. 
scompigliamento   s.m.  lo scompigliare, lo scompigliarsi, l'essere scompigliato.
scompigliare   v. tr.  [io scompìglio ecc.] mettere in disordine; sconvolgere turbando una disposizione, un ordine (anche fig.): scompigliare i capelli, arruffarli; scompigliare le idee di qualcuno, confonderle | scompigliarsi v. rifl.  scompaginarsi, arruffarsi: i capelli si scompigliano al vento. 
scompigliato   part. pass.  di scompigliare   agg.  messo a soqquadro, pieno di disordine e confusione (anche fig.): una matassa scompigliata; idee scompigliate  § scompigliatamente avv. 
scompiglio   (1) s.m.  lo scompigliare; disordine, confusione, agitazione (anche fig.): mettere in scompiglio la casa; portare lo scompiglio in un ambiente; uno scompiglio di sentimenti e di idee. 
scompiglio   (2) s.m.  (non com.) scompiglio continuo.
scompisciare   v. tr.  [io scompìscio ecc.] (pop.) imbrattare d'orina; pisciare su qualcosa | scompisciarsi v. rifl.  pisciarsi addosso ' scompisciarsi dalle risa, (fig.) ridere a crepapelle, in modo irrefrenabile.
scompletare   v. tr.  [io scomplèto ecc.] (non com.) rendere incompleto.
scompleto   agg.  che manca di qualche parte; incompleto: un servizio di piatti scompleto. 
scomponibile   agg.  che si può scomporre in più parti: mobili scomponibili; grandezza scomponibile. 
scomponibilità   s.f.  l'essere scomponibile.
scomponimento   s.m.  (ant.) lo scomporre.
scomporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   separare le parti che formano un tutto; disfare ciò che è disposto in un dato ordine: scomporre chimicamente una sostanza; scomporre un numero in fattori; scomporre una parola, un periodo; scomporre un armadio, una libreria  | nella stampa a caratteri mobili, disfare una composizione    • 2 •   scompigliare, mettere in disordine: scomporre i capelli    • 3 •   turbare, far perdere la calma: quella notizia non lo scompose  | scomporsi v. rifl.  perdere la compostezza | mostrare turbamento, imbarazzo: è un tipo che non si scompone mai; lo lasciò parlare senza scomporsi. 
scomposizione   s.f.  lo scomporre, l'essere scomposto: scomposizione di un numero in fattori primi  | scomposizione tipografica, nella stampa a caratteri mobili, il disfacimento della forma e la ridistribuzione dei caratteri nella cassa.
scompostezza   s.f.  l'essere scomposto | mancanza di equilibrio, di compostezza formale: la scompostezza di quella pittura, di quel modo di scrivere. 
scomposto   part. pass.  di scomporre  agg.    • 1 •   diviso nei vari elementi che lo compongono: polinomi scomposti  | frattura scomposta, (med.) quella in cui i frammenti hanno preso l'allineamento naturale proprio dell'osso integro    • 2 •   (estens.) scompigliato, disordinato: capigliatura scomposta  | privo di compostezza; sconveniente, sguaiato: posizione scomposta; gesti scomposti    • 3 •   (fig.) privo di organicità, di equilibrio: stile scomposto  § scompostamente avv. 
scomputabile   agg.  che si può scomputare.
scomputare   v. tr.  [io scòmputo ecc.] detrarre, togliere dal computo: scomputare dal totale la caparra versata. 
scomputo   s.m.  lo scomputare, l'essere scomputato; detrazione da un totale.
scomunica   ant. scommunica, s.f.    • 1 •   pena comminata da un'autorità religiosa (spec. cristiana o ebraica) che esclude chi ne è colpito dalla comunione dei fedeli e dalla partecipazione al culto: dare, lanciare la scomunica | avere la scomunica addosso, (fig.) essere sfortunato, pieno di disgrazie    • 2 •   (estens.) intransigente condanna di posizioni ideologiche, politiche; espulsione da un partito o da un'altra organizzazione.
scomunicamento   s.m.  (rar.) scomunica.
scomunicare   ant. scommunicare, v. tr.  [io scomùnico, tu scomùnichi ecc.]    • 1 •   (eccl.) colpire con scomunica: scomunicare un eretico    • 2 •   (estens.) mettere al bando, censurare, sconfessare pubblicamente (anche scherz.): scomunicare un'ideologia. 
scomunicato   ant. scommunicato, part. pass.  di scomunicare  agg.    • 1 •   colpito da scomunica    • 2 •   (estens.) sacrilego    • 3 •   (fig.) losco, turpe: due logori e sudici vestiti rossi, due facce scomunicate, due monatti  (manzoni p. s.  xxxiii)  s.m.  [f. -a] persona colpita da scomunica.
scomunicatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi scomunica.
scomunicazione   ant. scommunicazione, s.f.  (non com.) scomunica.
sconcare   v. tr.  [io scónco, tu scónchi ecc.] (agr.) togliere la terra intorno al piede di un albero per formare una conca destinata a raccogliere acqua o concime.
sconcatenare   v. tr.  [io sconcaténo ecc.] (non com.) separare, staccare cose o parti strettamente collegate tra loro.
sconcatenato   part. pass.  di sconcatenare   agg.  privo di nessi logici; slegato, sconnesso: un discorso, un ragionamento sconcatenato. 
sconcatura   s.f.  operazione dello sconcare | sorta di conca fatta nel terreno intorno al piede di un albero, per raccogliervi l'acqua o il concime.
sconcertamento   s.m.  (non com.) lo sconcertare, lo sconcertarsi, l'essere sconcertato.
sconcertante   part. pres.  di sconcertare  agg.  che sconcerta, che turba, che lascia disorientato: un contegno sconcertante  § sconcertantemente avv. 
sconcertare   v. tr.  [io sconcèrto ecc.]    • 1 •   turbare, sconvolgere l'ordine di qualcosa: sconcertare un piano, un programma    • 2 •   turbare, disorientare, lasciare perplesso: il suo rifiuto lo sconcertò  | sconcertarsi v. rifl.  turbarsi, confondersi, rimanere disorientato: sconcertarsi di fronte alle difficoltà. 
sconcertato   part. pass.  di sconcertare  agg.  turbato, disorientato: restare sconcertato  § sconcertatamente avv. 
sconcerto   s.m.  sconvolgimento, turbamento: a quelle parole, seguì uno sconcerto generale. 
sconcezza   s.f.  l'essere sconcio: la sconcezza di un gesto  | cosa, azione, parola sconcia: fare, dire sconcezze. 
sconciamento   s.m.  (non com.) lo sconciare, l'essere sconciato.
sconciare   v. tr.  [io scóncio ecc.] (non com.) conciare male; guastare, rovinare: un colpo che gli ha sconciato una mano; la bellezza di quella cattedrale era sconciata dalle luci al neon  | sconciarsi v. rifl.  (ant.) abortire: quella fanciulla si è sconcia per se stessa  (machiavelli), ha abortito da sola, spontaneamente.
sconciatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi sconcia.
sconciatura   s.f.    • 1 •   (non com.) sconcio; cosa malfatta, deforme, brutta: ha presentato un lavoro che è una vera sconciatura    • 2 •   (ant.) aborto.
sconcio   agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   brutto, repellente: un animale sconcio    • 2 •   turpe, osceno: un libro sconcio; atti sconci; parole sconce    • 3 •   (iperb.) si dice di ciò che è fatto male, che è impresentabile: un lavoro sconcio    • 4 •   (ant.) disordinato negli abiti, scomposto  s.m.    • 1 •   cosa indecente, vergognosa: è uno sconcio lasciare le strade così sporche    • 2 •   cosa malfatta, brutta: questo tuo compito è un vero sconcio!  § sconciamente avv. 
sconcludere   v. tr.  [coniugato come accludere] (non com.) disfare, mandare a monte ciò che era stato concluso o si era in procinto di concludere.
sconclusionatezza   s.f.  l'essere sconclusionato: sconclusionatezza di un discorso, di un comportamento. 
sconclusionato   agg.    • 1 •   privo di coerenza, di senso: un ragionamento, un discorso sconclusionato    • 2 •   che agisce in modo incoerente o ragiona senza alcuna logica: un individuo sconclusionato  § sconclusionatamente avv. 
sconcordante   part. pres.  di sconcordare  agg.  discordante, privo di concordanza: giudizi sconcordanti. 
sconcordanza   s.f.    • 1 •   l'essere sconcordante: sconcordanza di opinioni    • 2 •   (gramm.) mancanza di accordo fra elementi della frase o del periodo che normalmente dovrebbero concordare.
sconcordare   v. intr.  [io sconcòrdo ecc. ; aus. avere] non essere concorde, conforme: dati che sconcordano. 
sconcorde   agg.  (lett.) non concorde, discorde: pareri sconcordi. 
sconcordia   s.f.  (lett.) l'essere sconcorde, mancanza di concordia.
scondito   agg.  non condito o condito poco: minestra, insalata scondita  | usato come avv.  : mangiare scondito. 
scondizionato   agg.  si dice di pacco spedito il cui involucro si sia deteriorato e aperto, anche con pregiudizio per il contenuto.
sconfacente   agg.  non confacente, non adatto: un atteggiamento sconfacente alla propria posizione. 
sconfessare   v. tr.  [io sconfèsso ecc.] non riconoscere, ritrattare le proprie parole o azioni: sconfessare la propria fede politica  | non confermare le parole o le azioni di qualcuno; disconoscere: l'associazione ha sconfessato l'attività di alcuni suoi membri. 
sconfessione   s.f.  lo sconfessare, l'essere sconfessato.
sconficcamento   s.m.  lo sconficcare, l'essere sconficcato.
sconficcare   v. tr.  [io sconficco, tu sconficchi ecc.] togliere ciò che è conficcato; liberare qualcosa da ciò che lo tiene fissato: sconficcare i chiodi; sconficcare una cassa. 
sconfidarsi   v. rifl.  (ant.) non avere più fiducia in qualcuno o in qualcosa; disperare, essere sfiduciato.
sconfiggere   (1) v. tr.  [pres. io sconfiggo, tu sconfiggi ecc. ; pass. rem. io sconfissi, tu sconfiggésti ecc. ; part. pass. sconfitto]    • 1 •   vincere, sbaragliare in battaglia: annibale sconfisse i romani a canne    • 2 •   (estens.) superare, battere in gare sportive, in competizioni politiche e sim.: sconfiggere un avversario alle elezioni    • 3 •   (fig.) eliminare, debellare (un male, una piaga sociale e sim.): sconfiggere la corruzione; sconfiggere la disoccupazione. 
sconfiggere   (2) v. tr.  [pres. io sconfiggo, tu sconfiggi ecc. ; pass. rem. io sconfissi, tu sconfiggésti ecc. ; part. pass. sconfitto] (non com.) togliere ciò che era confitto, sconficcare: sconfiggere i chiodi dal muro. 
sconfinamento   s.m.  lo sconfinare.
sconfinare   v. intr.  [aus. avere, non com. essere]    • 1 •   oltrepassare i confini, entrare nel territorio di un altro stato, in una proprietà altrui: reparti armati sconfinarono oltre frontiera; le pecore del vicino hanno sconfinato nel mio terreno    • 2 •   (fig.) uscire dai limiti assegnati, varcare i limiti previsti: sconfinare dall'argomento; attenersi ai propri compiti senza sconfinare. 
sconfinatezza   s.f.  l'essere sconfinato.
sconfinato   agg.  che è senza confini, senza limiti; per estens., grandissimo, tale da apparire illimitato: una prateria, una landa sconfinata; avere una cultura sconfinata; amore, orgoglio sconfinato  § sconfinatamente avv. 
sconfitta   s.f.    • 1 •   disfatta di un esercito in battaglia; per estens., insuccesso in una competizione sportiva, politica o di altro genere: infliggere una sconfitta; riportare, subire una pesante sconfitta; la sconfitta di una squadra, di un partito    • 2 •   (fig.) eliminazione di un male, di una piaga sociale o morale: la sconfitta della tubercolosi, dell'analfabetismo. 
sconfitto   (1) part. pass.  di sconfiggere    • 1 •   agg.  vinto, battuto: restare sconfitto  s. m.  [f. -a] chi ha subito una sconfitta.
sconfitto   (2) part. pass.  di sconfiggere    • 2 •   agg.  (non com.) sconficcato.

sconfondere   v. tr.  [coniugato come fondere] (ant.) confondere grandemente.
sconfortamento   s.m.  (rar.) lo sconfortare, lo sconfortarsi, l'essere sconfortato; sconforto.
sconfortante   part. pres.  di sconfortare   agg.  che sconforta, scoraggia: un esito, un risultato sconfortante. 
sconfortare   v. tr.  [io sconfòrto ecc.]    • 1 •   demoralizzare, scoraggiare, deprimere: le avversità lo hanno sconfortato    • 2 •   (ant.) dissuadere | sconfortarsi v. rifl.  abbattersi, avvilirsi, perdersi d'animo: si sconforta facilmente. 
sconfortato   part. pass.  di sconfortare  agg.  colpito da sconforto: animo sconfortato  | che esprime sconforto: un pianto sconfortato  § sconfortatamente avv. 
sconfortevole   agg.  (rar.) sconfortante.
sconforto   s.m.  stato d'animo di chi si sente avvilito e depresso a causa di disgrazie o di gravi avversità: essere preso dallo sconforto; cadere nello sconforto; un momento di sconforto  | ciò che provoca tale stato d'animo: quella scena era uno sconforto. 
scongelamento   s.m.  lo scongelare, l'essere scongelato.
scongelare   v. tr.  [io scongèlo ecc.]    • 1 •   riportare a temperatura ambiente ciò che era stato congelato: scongelare la carne, il pesce    • 2 •   rendere nuovamente disponibile qualcosa: scongelare beni, crediti  | sbloccare: scongelare prezzi, salari. 
scongiuramento   s.m.  (rar.) lo scongiurare, l'essere scongiurato.
scongiurare   v. tr.    • 1 •   (lett.) compiere esorcismi che, secondo una credenza ancora diffusa, servono a liberare persone o cose da uno spirito maligno    • 2 •   (fig.) chiedere con insistenza, supplicare, spec. in nome di chi o di ciò che è grandemente amato, temuto o venerato: scongiurare in nome di dio; lo scongiurò di rimanere    • 3 •   (fig.) evitare, allontanare: scongiurare un danno, un pericolo. 
scongiuratore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi scongiura.
scongiurazione   s.f.    • 1 •   (rar.) lo scongiurare, l'essere scongiurato    • 2 •   (ant.) formula di scongiuro.
scongiuro   s.m.    • 1 •   lo scongiurare spiriti maligni, forze malefiche; invocazione solenne rivolta a forze sovrannaturali | gesto superstizioso, formula magica contro la iettatura o contro l'avverarsi di qualche calamità: fare gli scongiuri    • 2 •   (rar.) preghiera insistente, implorazione    • 3 •   (ant.) giuramento.
sconnessione   s.f.  l'essere sconnesso; mancanza di connessione, spec. dal punto di vista logico.
sconnesso   part. pass.  di sconnettere  agg.    • 1 •   mal connesso: un tavolato sconnesso    • 2 •   (fig.) che manca di connessione logica, di coerenza: parole sconnesse; un ragionamento sconnesso  § sconnessamente avv. 
sconnessura   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere sconnesso; sconnessione    • 2 •   il punto in cui una cosa è sconnessa: le sconnessure del pavimento. 
sconnettere   v. tr.  [coniugato come annettere] disgiungere, disunire cose che formavano un tutto organico e compatto: sconnettere le mattonelle di un pavimento  | v. intr.  [aus. avere] non connettere, sragionare: quell'uomo sconnette  | sconnettersi v. rifl.  disgiungersi, disunirsi: le piastrelle si sono sconnesse. 
sconocchiare   v. tr.  [io sconòcchio ecc.] (non com.)    • 1 •   filare    • 2 •   (tosc.) mangiare con gusto, con avidità    • 3 •   (roman.) ridurre male, fiaccare: la bronchite mi ha sconocchiato. 
sconocchiatura   s.f.  (non com.) la parte del pennecchio che rimane attaccata alla rocca.
sconoscente   part. pres.  di sconoscere  agg.    • 1 •   (non com.) non riconoscente, ingrato    • 2 •   (ant.) incapace di distinguere, di discernere.
sconoscenza   s.f.    • 1 •   (non com.) ingratitudine, mancanza di riconoscenza    • 2 •   (ant.) mancanza di discernimento.
sconoscere   v. tr.  [coniugato come conoscere] (non com.) disconoscere, non voler riconoscere: sconoscere i meriti di qualcuno. 
sconoscimento   s.m.  (non com.) lo sconoscere, il non voler riconoscere; disconoscimento.
sconosciuto   agg.    • 1 •   non conosciuto, ignoto: terre sconosciute; un paese sconosciuto  | privo di notorietà, di fama: un attore, un pittore sconosciuto    • 2 •   non ancora identificato, individuato: una malattia dovuta a un virus sconosciuto  s. m.  [f. -a] persona che non si conosce, di cui si ignora l'identità: parlare con degli sconosciuti  | un illustre sconosciuto, (iron.) persona del tutto oscura, della quale non si è mai sentito parlare.
sconquassamento   s.m.  (non com.) sconquasso.
sconquassare   v. tr.    • 1 •   scuotere violentemente in modo da rovinare, rompere, fracassare: sconquassare l'automobile in uno scontro; i bombardamenti sconquassarono le case    • 2 •   (fig.) causare agitazione o malessere: i viaggi in pullman mi sconquassano  | sconquassarsi v. rifl.  rovinarsi per effetto di colpi o urti.
sconquassato   part. pass.  di sconquassare  agg.    • 1 •   rovinato, rotto, sgangherato: un armadio tutto sconquassato    • 2 •   (fig.) scombussolato, frastornato: sentirsi sconquassato. 
sconquassatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi sconquassa.
sconquasso   s.m.    • 1 •   lo sconquassare, l'essere sconquassato: la bufera ha fatto un grande sconquasso    • 2 •   (fig.) grave disordine, scompiglio: il suo arrivo ha portato uno sconquasso generale. 
sconsacrare   v. tr.  (relig.) privare un luogo o un oggetto del suo carattere sacro: sconsacrare una chiesa, un altare. 
sconsacrazione   s.f.  (relig.) lo sconsacrare, l'essere sconsacrato: la sconsacrazione di una chiesa. 
sconsideratezza   s.f.  l'essere sconsiderato; sventatezza, avventatezza.
sconsiderato   agg.    • 1 •   che agisce senza riflettere, senza discernimento: un ragazzo sconsiderato    • 2 •   fatto o detto senza riflettere, senza prudenza: un atto, un gesto sconsiderato; parole, frasi sconsiderate  s. m.  [f. -a] persona sconsiderata, avventata: comportarsi da sconsiderato  § sconsideratamente avv. 
sconsigliabile   agg.  che non è consigliabile.
sconsigliare   v. tr.  [io sconsìglio ecc.] non consigliare: sconsigliare un albergo  | raccomandare di non dire o fare qualcosa: lo sconsigliai dall'accettare l'incarico. 
sconsigliatezza   s.f.  (non com.) l'essere sconsigliato; mancanza di assennatezza, di ponderazione.
sconsigliato   agg.  (non com.) che agisce o parla senza riflettere; scriteriato, sconsiderato § sconsigliatamente avv. 
sconsolante   part. pres.  di sconsolare  agg.  che toglie conforto o speranza, che rattrista grandemente: una lettera, una notizia sconsolante  § sconsolantemente avv. 
sconsolare   v. tr.  [io sconsólo ecc.] privare di consolazione, conforto o speranza | sconsolarsi v. rifl.  sconfortarsi.
sconsolatezza   s.f.  (non com.) l'essere sconsolato.
sconsolato   part. pass.  di sconsolare  agg.    • 1 •   che non può trovare conforto, che non può essere consolato    • 2 •   che mostra sconforto, afflizione; triste, desolato: un'espressione sconsolata  § sconsolatamente avv. 
sconsolazione   s.f.  (ant.) sconsolatezza.
scontabile   agg.  che si può scontare: cambiale scontabile. 
scontabilità   s.f.  l'essere scontabile (detto di titolo di credito).
scontamento   s.m.  (ant.) lo scontare una pena.
scontante   part. pres.  di scontare   agg.  (banc.) si dice di chi pratica lo sconto di titoli di credito.
scontare   v. tr.  [io scónto ecc.]    • 1 •   anticipare o farsi anticipare il pagamento di un credito non ancora scaduto in cambio della corresponsione di un interesse: scontare cambiali in banca    • 2 •   applicare un saggio di interesse a una somma da ricevere o da pagare in futuro per calcolare il valore attuale: flusso monetario scontato    • 3 •   detrarre da un conto; ribassare: scontare il prezzo di un articolo  | estinguere un debito: scontare una parte della fattura    • 4 •   pagare, espiare la pena per un male o un reato commesso: scontare tre anni di carcere  | (estens.) subire la conseguenza di qualcosa: scontare in vecchiaia i vizi di gioventù; la cultura sconta sempre ogni isolamento provinciale  | scontarla, (fam.) pagarla cara.
scontatario   s.m.  [f. -a] (banc.) chi chiede od ottiene lo sconto di un titolo di credito.
scontato   part. pass.  di scontare  agg.    • 1 •   detratto da un importo: un debito scontato | prezzi scontati, ribassati    • 2 •   espiato: una pena scontata    • 3 •   previsto, prevedibile: un risultato scontato  § scontatamente avv.  in modo prevedibile.
scontentare   v. tr.  [io scontènto ecc.] rendere, lasciare scontento, insoddisfatto; non accontentare, non appagare: non bisogna scontentare i clienti; una decisione che ha scontentato tutti. 
scontentezza   s.f.  la condizione di chi è scontento.
scontento   agg.  non contento, insoddisfatto: essere scontento di tutto; rimanere scontento; avere un'aria scontenta  s. m.  sentimento di insoddisfazione e di disappunto: la crisi economica ha provocato lo scontento generale. 
scontista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (banc.) scontatario.
sconto   s.m.    • 1 •   (dir.) contratto con il quale la banca, previa deduzione dell'interesse, anticipa al cliente l'importo di un credito verso terzi non ancora scaduto che le viene ceduto salvo buon fine; l'entità dell'interesse dedotto; l'operazione finanziaria che dà vita a tale contratto: saggio, tasso ufficiale di sconto, quello praticato dalla banca centrale alle aziende di credito: chiedere, ottenere lo sconto di una cambiale    • 2 •   deduzione di un importo da altro importo: vi invio questa somma a sconto del mio debito    • 3 •   diminuzione del prezzo praticata dal venditore all'acquirente; entità di tale variazione: fare, concedere uno sconto; un piccolo, un forte sconto; acquistare con il 25% di sconto  (o con uno sconto del 25%).
scontorcere   v. tr.  [coniugato come torcere]    • 1 •   contorcere violentemente    • 2 •   (fig. non com.) deformare, travisare | scontorcersi v. rifl.  contorcersi violentemente.
scontorcimento   s.m.  (non com.) lo scontorcere, lo scontorcersi.
scontornare   v. tr.  [io scontórno ecc.] mettere in evidenza il particolare di un'immagine fotografica, eliminando tutto ciò che lo contorna.
scontorto   part. pass.  di scontorcere  agg.  tutto contorto (anche fig.): membra scontorte; un ragionamento scontorto. 
scontrare   v. tr.  [io scóntro ecc.]    • 1 •   (non com.) incontrare, trovarsi di fronte qualcuno    • 2 •   (ant.) attaccare in un combattimento; assalire    • 3 •   (mar.) portare rapidamente la barra e il timone dalla parte opposta per arrestare più prontamente un movimento di accostata della nave | scontrarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) incontrarsi, imbattersi: per avventura si scontrarono in una brigata di belle giovani donne  (boccaccio dec.  introduzione)    • 2 •   cozzare violentemente contro qualcosa (detto spec. di veicoli): l'automobile si scontrò con il tram    • 3 •   (fig.) entrare in conflitto di interessi, di idee: scontrarsi con qualcuno su un problema  | v. rifl.    • 1 •   urtarsi, cozzare l'uno contro l'altro: i due veicoli si sono scontrati a un incrocio    • 2 •   affrontarsi, azzuffarsi; venire a combattimento, a battaglia: i due eserciti si scontrarono nella pianura    • 3 •   (fig.) discordare, divergere profondamente: i nostri pareri si scontrano su un punto essenziale. 
scontrino   s.m.  biglietto di ricevuta che attesta l'adempimento di un obbligo o dà diritto a una prestazione: munirsi dello scontrino alla cassa. 
scontro   s.m.    • 1 •   urto, cozzo violento (detto spec. di veicoli): scontro automobilistico, ferroviario; scontro frontale    • 2 •   combattimento, battaglia: uno scontro a fuoco tra banditi; uno scontro di schiere nemiche    • 3 •   (fig.) discussione, contrasto violento: avere degli scontri coi superiori    • 4 •   spec. pl.  la parte intagliata della mappa di una chiave    • 5 •   (mar.) dispositivo per limitare la corsa di una parte mobile o per fissare quest'ultima in una posizione.
scontrosaggine   s.f.    • 1 •   l'essere scontroso; carattere, temperamento scontroso    • 2 •   azione, discorso da persona scontrosa.
scontrosità   s.f.    • 1 •   l'essere scontroso    • 2 •   azione, discorso da persona scontrosa.
scontroso   agg.  che si imbroncia, si impermalisce facilmente; poco socievole, privo di cordialità: un uomo chiuso e scontroso; avere un carattere scontroso; un modo di fare scontroso.  dim. scontrosetto, scontrosino, scontrosuccio  pegg. scontrosaccio   s.m.  [f. -a] persona scontrosa: non fare lo scontroso!  § scontrosamente avv. 
sconvenevole   agg.  (lett.) sconveniente, disdicevole § sconvenevolmente avv. 
sconvenevolezza   s.f.  (lett.) l'essere sconveniente, disdicevole.
sconveniente   part. pres.  di sconvenire  agg.    • 1 •   che contrasta con la correttezza, con la decenza: discorso, contegno sconveniente    • 2 •   (non com.) che non conviene, non è vantaggioso: un prezzo sconveniente  § sconvenientemente avv. 
sconvenienza   s.f.    • 1 •   mancanza di correttezza, di decoro: la sconvenienza di un gesto, di un'espressione  | atto o detto sconveniente: fare delle sconvenienze    • 2 •   (non com.) il non essere conveniente, vantaggioso.
sconvenire   v. intr.  [coniugato come convenire; aus. essere] (lett.) essere in contrasto con la convenienza, col decoro, con la morale; non essere opportuno, adatto.
sconvolgente   part. pres.  di sconvolgere  agg.  che sconvolge, che impressiona fortemente, che turba profondamente: un'esperienza sconvolgente. 
sconvolgere   v. tr.  [coniugato come volgere]    • 1 •   mettere sottosopra, provocare grande disordine e scompiglio (anche fig.): un forte vento sconvolgeva il mare; l'economia del paese fu sconvolta da una crisi profonda; sconvolgere i piani, i progetti di qualcuno, mandarli all'aria    • 2 •   (fig.) turbare gravemente: sconvolgere la mente, l'animo di qualcuno; la tragica notizia la sconvolse  | sconvolgersi v. rifl.  turbarsi profondamente.
sconvolgimento   s.m.  lo sconvolgere, l'essere sconvolto; grave perturbamento (anche fig.): sconvolgimento tellurico; gli sconvolgimenti dell'animo; gli sconvolgimenti provocati da un evento, un conflitto. 
sconvolgitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi sconvolge.
sconvolto   part. pass.  di sconvolgere  agg.  messo sottosopra, a soqquadro: un paese sconvolto a causa della guerra  | (fig.) gravemente turbato: avere la mente sconvolta. 
scoop   s.m. invar.  notizia sensazionale pubblicata da un giornale in esclusiva o prima di tutti gli altri giornali.
scoordinamento   s.m.  mancanza di coordinamento; scoordinazione.
scoordinato   agg.  che manca di coordinazione, che si muove in modo non coordinato: un atleta scoordinato  § scoordinatamente avv. 
scoordinazione   s.f.  mancanza di coordinazione, spec. con riferimento ai movimenti del corpo.
scooter   s.m. invar.    • 1 •   motoretta    • 2 •   imbarcazione a vela provvista di due chiglie laterali, capace di slittare sul ghiaccio sotto l'azione del vento.
scooterismo   e deriv.   ⇨ scuterismo e deriv.
scopa   (1) s.f.  pianta arbustacea comune nelle macchie e nei boschi, usata per confezionare granate per la pulizia dei pavimenti (fam.  ericacee).
scopa   (2) s.f.  arnese di forma varia per spazzare il pavimento, in genere consistente in una sorta di grossa spazzola fatta di rami di erica o saggina, oppure di setole o di filamenti di materia plastica, su cui si innesta un lungo manico ' aver mangiato il manico della scopa, (fig.) si dice di persona che cammina rigida e impettita | magro come una scopa, (fig.) molto magro. dim. scopetta, scopetto  (m.), scopina, scopino  (m.) pegg. scopaccia. 
scopa   (3) s.f.  gioco di carte che si svolge di solito fra due persone o due coppie con un mazzo di quaranta carte distribuite tre per volta a ciascuno dei giocatori: giocare a scopa; fare una partita a scopa  | la presa di tale gioco con la quale un giocatore si appropria, in una sola volta, della carta o delle carte che sono in tavola e realizza un punto: fare scopa. 
scopaio   s.m.  chi fabbrica o vende scope.
scopamare   s.m.  (mar.) vela da bel tempo, che viene aggiunta, invergata a un buttafuori, lateralmente a entrambe le estremità del pennone di trinchetto.
scopare   v. tr.  [io scópo ecc.]    • 1 •   spazzare con la scopa (anche assol.): scopare una stanza; scopare sotto i mobili    • 2 •   (estens. fam.) portar via, far sparire    • 3 •   (volg.) possedere sessualmente | (assol.) avere un rapporto sessuale    • 4 •   (ant.) colpire, frustare con fusti di scopa (come forma di supplizio).
scopata   s.f.    • 1 •   lo scopare, spec. in fretta, alla meglio: dare una scopata al pavimento.  dim. scopatina    • 2 •   colpo di scopa: prendere a scopate qualcuno    • 3 •   (volg.) coito.
scopatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi scopa | scopatore segreto, cameriere addetto alle stanze private del papa    • 2 •   (volg.) chi ha frequenti rapporti sessuali.
scopatura   s.f.    • 1 •   lo scopare    • 2 •   l'immondizia che si raccoglie scopando.
scopazzo   s.m.  deformazione dei rami dell'abete e di altre piante provocata da piccoli funghi parassiti.
scoperchiare   v. tr.  [io scopèrchio ecc.] scoprire qualcosa togliendo il coperchio; per estens., portare via ciò che fa da copertura: scoperchiare una pentola; il vento scoperchiò il tetto della casa  | scoperchiarsi v. rifl.  rimanere privo del coperchio o, per estens., di ciò che fa da copertura: la casa si è scoperchiata, è rimasta senza tetto.
scoperchiatura   s.f.    • 1 •   lo scoperchiare, l'essere scoperchiato    • 2 •   (tosc.) taglio di carne macellata costituito dai muscoli intercostali.
scoperta   ant. o lett. scoverta, s.f.    • 1 •   lo scoprire, l'essere scoperto, con riferimento soprattutto a verità, cose, paesi e persone prima sconosciuti: una grande scoperta scientifica; la scoperta dell'america; la scoperta del colpevole; la scoperta di un poeta, di un artista | che scoperta!, bella scoperta!, (iron.) si dice a chi proclama come nuove delle cose che sono del tutto ovvie    • 2 •   (mil.) esplorazione, avanscoperta ' segnale di scoperta, quello lanciato da una nave o da un aereo in esplorazione, quando avvista forze navali o aeree presumibilmente ostili.
scoperto   ant. o lett. scoverto, part. pass.  di scoprire   agg.    • 1 •   non coperto, privo o privato di copertura, di riparo, di garanzia: pentola scoperta; carrozza scoperta; postazione scoperta | assegno scoperto, privo della debita copertura finanziaria | giocare a carte scoperte, mettendole in tavola in modo che tutti i giocatori possano vederle; (fig.) agire lealmente, senza sotterfugi    • 2 •   di persona o di parte del corpo, che non è riparato da indumenti: braccia, spalle scoperte; andare a capo scoperto, senza cappello ' andare a viso scoperto, a fronte scoperta, (fig.) si dice di chi, avendo la coscienza a posto, può sostenere senza timore gli sguardi altrui    • 3 •   (fig.) franco, aperto, sincero: comportamento scoperto   s.m.    • 1 •   luogo non riparato, non chiuso, non difeso; usato quasi esclusivamente nella loc. allo scoperto : dormire, marciare allo scoperto | agire allo scoperto, (fig.) alla luce del sole, senza nascondere nulla    • 2 •   scoperto (di conto)  mancanza di fondi in conto corrente, in partic. in assenza di garanzia finanziaria (fido) da parte della banca: uno scoperto di molti milioni; essere, restare allo scoperto  | vendita allo scoperto, effettuata fissando un termine successivo di consegna senza avere ancora la disponibilità di quanto si vende, in partic. riferito a titoli di borsa di cui si attende il ribasso; acquisti allo scoperto, effettuati a termine senza disporre ancora del denaro necessario; commissione di massimo scoperto, provvigione che la banca percepisce in ragione dell'entità del più elevato saldo debitore raggiunto da un cliente in un dato periodo § scopertamente avv.  in modo scoperto, esplicito, palese: parlare, agire scopertamente. 
scopeto   s.m.  terreno in cui crescono piante di scopa.
scopetta   s.f.    • 1 •   dim.  di scopa 2. dim. scopettina    • 2 •   (region.) spazzola.
scopettare   v. tr.  [io scopétto ecc.]    • 1 •   pulire per mezzo di una scopetta    • 2 •   (region.) spazzolare.
scopettone   s.m.    • 1 •   spazzolone per pulire i pavimenti    • 2 •   pl.  lunghe basette che coprono gran parte delle guance, lasciando scoperto il mento.
scopia   s.f.  (med.) abbr.  di radioscopia. 
-scopia  -scopia secondo elemento di parole composte di origine greca, dal gr. -skopía, che è da skopêin  'guardare', nelle quali indica l'osservazione di un organo animale o di un fenomeno naturale compiuta per motivi sacrali o divinatori (epatoscopia); è inoltre presente in termini scientifici formati modernamente, nei quali indica esame compiuto mediante la sola vista o con l'ausilio di mezzi ottici (necroscopia, radioscopia).
scopiazzare   v. tr.  copiare male e senza discernimento (anche assol.): un tema fatto scopiazzando qua e là. 
scopiazzatore   s.m.  [f. -trice] chi scopiazza.
scopiazzatura   s.f.  lo scopiazzare | la cosa, l'opera scopiazzata: questo scritto è una banale scopiazzatura. 
-scopico  -scopico secondo elemento di aggettivi derivati dai nomi in -scopia  e -scopio  (necroscopico, microscopico) [ ⇨ -scopia].
scopinare   v. tr.  sottoporre i bozzoli a scopinatura.
scopinatrice   s.f.  nell'industria della seta, macchina per compiere meccanicamente la scopinatura.
scopinatura   s.f.  nell'industria della seta, operazione con la quale, mediante lo sfregamento di uno spazzolone, si cercano i capi del filo dei bozzoli.
scopino   (1) s.m.  (region.) spazzino.
scopino   (2) s.m.    • 1 •   dim.  di scopa    • 2 •   2 arnese simile a una piccola scopa usato nel gioco del curling.
-scopio  -scopio secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -skópion  o -skópeîon, che è da skopêin  'guardare'; designa strumenti con i quali si possono compiere particolari osservazioni (microscopio, periscopio) [ ⇨ -scopia].
scopista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] giocatore di scopa.
scopo   s.m.    • 1 •   ciò a cui si tende, a cui si vuole giungere, a cui si indirizzano le proprie azioni, i propri sforzi: fare qualcosa con uno scopo, senza uno scopo preciso; avere, prefiggersi uno scopo; mirare a uno scopo; raggiungere il proprio scopo  | persona, cosa a cui è finalizzato tutto un modo di agire: quel bambino è l'unico scopo della sua vita    • 2 •   (ant.) bersaglio | oggi solo nell'espressione falso scopo, bersaglio a cui s'indirizza la mira per potere poi, dopo averne calcolato la distanza angolare dal bersaglio reale non direttamente visibile, indirizzare il tiro su quest'ultimo (anche in usi fig.).
scopofilia   s.f.  perversione sessuale che consiste nel provare piacere alla vista di immagini o di atti erotici.
scopofilo   s.m.  [f. -a] (psicol.) chi è affetto da scopofilia.
scopola    ⇨ scoppola.
scopolamina   s.f.  (chim.) alcaloide azotato presente in alcune solanacee, dotato di azione sedativa e narcotica simile all'atropina, usato nella terapia dell'agitazione motoria.
scopone   s.m.  variante del gioco della scopa; si gioca in quattro distribuendo in una sola volta tutte le carte del mazzo, nove per ogni giocatore e quattro, scoperte, in tavola ' scopone scientifico, in cui non si mettono, all'inizio, le quattro carte scoperte in tavola.
scoppiamento   s.m.  lo spaiare cose, persone o animali che formano una coppia.
scoppiare   (1) v. intr.  [io scòppio ecc. ; aus. essere]    • 1 •   spaccarsi, rompersi con violenza e all'improvviso per effetto di eccessiva tensione: è scoppiato un pneumatico; l'ascesso, giunto a maturazione, scoppiò; è scoppiata una bomba    • 2 •   (fig.) prorompere: scoppiare in lacrime; scoppiare a ridere    • 3 •   (fig.) non poterne più, non poter più resistere: devo parlare, altrimenti scoppio; scoppiare di, dal caldo; scoppiare dalla rabbia, per l'invidia  | scoppiare dalle risa, ridere smodatamente, sbellicarsi; mangiare fino a scoppiare, a crepapelle; scoppiare di salute, essere in condizioni di salute eccellenti | essere sovraffollato: la sala scoppiava di gente    • 4 •   (sport) cedere improvvisamente per la stanchezza: il corridore scoppiò a metà salita    • 5 •   accadere, manifestarsi con subitanea violenza: la prima guerra mondiale scoppiò nel 1914; sta per scoppiare un temporale. 
scoppiare   (2) v. tr.  [io scòppio ecc.] separare cose, persone o animali che formano una coppia.
scoppiatura   s.f.  (region.) screpolatura della pelle.
scoppiettamento   s.m.  (non com.) lo scoppiettare.
scoppiettante   part. pres.  di scoppiettare  agg.  che scoppietta, crepitante (anche fig.): fuoco scoppiettante; una risata scoppiettante. 
scoppiettare   pop. schioppettare, v. intr.  [io scoppiétto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   mandare brevi scoppi secchi, crepitare (detto di ciò che brucia o anche della fiamma): la legna bruciava scoppiettando    • 2 •   (fig.) risonare, riecheggiare ripetutamente: scoppiettavano frizzi e battute. 
scoppiettiere   s.m.  (st.) soldato armato di scoppietto.
scoppiettio   s.m.  uno scoppiettare vivace e frequente: l'allegro scoppiettio della fiamma. 
scoppietto   s.m.  sorta di schioppo costituito da una canna di ferro munita sulla culatta di una piccola incavatura nella quale si metteva la polvere da sparo; fu una delle prime armi da fuoco.
scoppio   s.m.    • 1 •   lo scoppiare, il rompersi violentemente e con gran rumore: lo scoppio di una caldaia, di una mina  | motore a scoppio, che funziona con miscela detonante ' a scoppio ritardato, si dice di proiettile, bomba e sim. la cui esplosione avviene dopo un certo tempo dalla percussione della spoletta; (fig.) con ritardo rispetto al tempo normale, opportuno o conveniente: ridere a scoppio ritardato    • 2 •   (estens.) il rumore prodotto dallo scoppio di qualcosa: sentire uno scoppio    • 3 •   (fig.) l'insorgere, il verificarsi improvviso di eventi negativi o pericolosi, di disgrazie ecc.: lo scoppio della guerra  | il manifestarsi violento di un sentimento, di un moto dell'animo e sim.: uno scoppio d'ira, di pianto    • 4 •   (ant. , dial.) schioppo.
scoppola   o scopola, s.f.    • 1 •   (region.) scappellotto dato con la mano aperta sulla nuca; più in generale, colpo, botta | (fig.) grave perdita o danno, spec. di natura economica    • 2 •   sbalzo improvviso di un aeroplano durante il volo    • 3 •   (roman.) berretto.
scoprimento   s.m.    • 1 •   lo scoprire, il togliere quanto copre: lo scoprimento di una statua    • 2 •   (non com.) scoperta.
scoprire   ant. o lett. scovrire, v. tr.  [coniugato come coprire]    • 1 •   togliere a una cosa ciò che la copre, la nasconde, la ripara; togliere i panni che coprono il corpo o una parte di esso: scoprire la pentola; scoprire il viso, le braccia; scoprirsi il capo, togliersi il cappello in segno di rispetto ' scoprire una statua, inaugurarla togliendole il velo che la copriva, per mostrarla al pubblico    • 2 •   lasciare indifeso, senza protezione (anche fig.): il pugile teneva la guardia alta per non scoprire il mento; scoprire il fianco, esporsi agli attacchi dell'avversario    • 3 •   rendere visibile, lasciar vedere: scoprire una carta  | scoprire le carte, (fig.) render note le proprie intenzioni, i propri piani    • 4 •   (fig.) palesare, manifestare: scoprire i propri sentimenti, le proprie intenzioni    • 5 •   giungere alla conoscenza di fatti, cose, luoghi prima sconosciuti; ritrovare ciò che prima s'ignorava: scoprire la verità, una nuova legge fisica; colombo scoprì l'america nel 1492; scoprire un tesoro | scoprire l'ombrello, l'acqua calda, (fig. iron.) presentare come nuove e originali cose ovvie e banali    • 6 •   individuare, identificare: scoprire il colpevole, l'assassino  | riconoscere in qualcuno qualità, aspetti, valori prima ignorati: ho scoperto in lui un vero amico; scoprire un cantante, un attore  | scoprirsi v. rifl.    • 1 •   liberarsi dei panni che coprono il corpo o una parte di esso; togliersi indumenti pesanti indossandone di più leggeri: è ancora presto per scoprirsi    • 2 •   (fig.) manifestare, rivelare le proprie intenzioni, il proprio modo di pensare e sim.: con noi non ha voluto scoprirsi    • 3 •   uscire dai ripari, allo scoperto; esporsi a un attacco: il pugile si scoprì e fu colpito dall'avversario. 
scopritore   s.m.  [f. -trice] chi scopre, chi fa conoscere cose, fatti, paesi, persone prima ignoti.
scopritura   s.f.  (non com.) lo scoprire, lo scoprirsi, l'essere scoperto.
scoraggiamento   s.m.  stato d'animo di chi è scoraggiato: lasciarsi prendere dallo scoraggiamento; avere un momento di scoraggiamento. 
scoraggiante   part. pres.  di scoraggiare   agg.  che scoraggia, che deprime: una risposta, un risultato scoraggiante. 
scoraggiare   v. tr.  [io scoràggio ecc.]    • 1 •   togliere coraggio; infondere timore, sfiducia: le prime difficoltà lo hanno scoraggiato    • 2 •   (estens.) frenare, sconsigliare: la crisi economica scoraggia gli investimenti  | scoraggiarsi v. rifl.  perdere coraggio, abbattersi, deprimersi: non scoraggiarti per così poco. 
scoraggiato   part. pass.  di scoraggiare  agg.  che ha perduto coraggio o fiducia; abbattuto, avvilito: essere, sentirsi scoraggiato  § scoraggiatamente avv. 
scoraggire   v. tr.  [io scoraggisco, tu scoraggisci ecc.] (tosc.) scoraggiare.
scoramento   s.m.  stato d'animo di chi è privo di fiducia, triste, avvilito: farsi prendere dallo scoramento. 
scorare   v. tr.  [io scuòro  o scòro ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  o -ò-  in posizione tonica, -o-  (meglio che -uo-) in posizione atona] (lett.) scoraggiare, sfiduciare, avvilire.
scorato   part. pass.  di scorare  agg.  (lett.) scoraggiato, sfiduciato.
scorazzare   e deriv.   ⇨ scorrazzare e deriv. 
scorbacchiamento   s.m.  (rar.) lo scorbacchiare, l'essere scorbacchiato.
scorbacchiare   v. tr.  [io scorbàcchio ecc.] (non com.) beffare, svergognare: andava scorbacchiandolo con tutti, amiche e parenti  (verga).
scorbacchiatura   s.f.  (non com.) lo scorbacchiare, l'essere scorbacchiato.
scorbellato   agg.  (pop. , fam.) che si mostra indipendente ed estroso; che ha carattere piuttosto bizzarro e intrattabile.
scorbutico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di scorbuto, relativo allo scorbuto  agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   (med.) che, chi è affetto da scorbuto    • 2 •   (fig.) che, chi ha un carattere scontroso, aspro e scostante; un tipo scorbutico; non fare lo scorbutico!  § scorbuticamente avv.  in modo scontroso.
scorbuto   s.m.  (med.) malattia dovuta a carenza di vitamina c, che si manifesta con dimagramento, ulcerazioni ed emorragie delle gengive e degli organi interni.
scorciamento   s.m.  (non com.) lo scorciare, il rendere più corto.
scorciare   v. tr.  [io scórcio ecc.]    • 1 •   accorciare, rendere più corto: scorciare le maniche di un abito    • 2 •   rappresentare una figura in scorcio; (fig.) rappresentare in modo rapido ed essenziale | scorciarsi v. rifl.  diventare più corto, più breve: in autunno le giornate si scorciano. 
scorciatoia   s.f.    • 1 •   la via che unisce due luoghi con un percorso più breve rispetto alla strada principale: prendere una scorciatoia    • 2 •   (fig.) espediente, mezzo più rapido e sbrigativo per raggiungere uno scopo: ottenne il posto grazie a una scorciatoia. 
scorciatura   s.f.  (non com.) lo scorciare, l'essere scorciato.
scorcio   (1) s.m.    • 1 •   rappresentazione grafica di una figura le cui parti sono poste su piani obliqui rispetto a chi guarda, in modo che alcune appaiano più vicine, altre più lontane; la figura o le parti di essa così rappresentate | di scorcio, con una forte angolazione; (fig.) di sfuggita    • 2 •   spazio limitato di visuale: un paesino da cui si vede uno scorcio delle alpi    • 3 •   ultima parte di un periodo di tempo che si sta concludendo: i temporali in quello scorcio d'estate furono violenti. 
scorcio   (2) agg.  [pl. f. -ce] (tosc.) scorciato, accorciato.
scorcire   v. tr.  [io scorcisco, tu scorcisci ecc.] (tosc.) scorciare.
scordamento   s.m.  (non com.) scordatura.
scordare   (1) v. tr.  [io scòrdo ecc.] lasciar cadere dalla memoria: scordare un'offesa; scordare un appuntamento  | scordarsi v. rifl.  dimenticarsi: scordarsi degli amici; scordarsi di sbrigare una commissione. 
scordare   (2) v. tr.  [io scòrdo ecc.] far perdere, guastare l'accordatura: scordare una chitarra  | scordarsi v. rifl.  perdere l'accordatura: il pianoforte s'è scordato. 
scordato   part. pass.  di scordare   agg.  che ha perso l'accordatura: un violino scordato  § scordatamente avv.  senza accordo, in modo stonato.
scordatura   s.f.  il perdere l'accordatura (detto di uno strumento musicale).
scordeo    ⇨ scordio.
scordevole   agg.  (non com.) facile a dimenticarsi.
scordio   o scordeo, s.m.  pianta erbacea delle zone paludose le cui foglie odorano di aglio; è detta anche erba aglio  (fam.  labiate).
score   s.m. invar.    • 1 •   nel bridge, numero dei punti conseguiti da uno o più giocatori, e anche il taccuino su cui i punti si segnano    • 2 •   (sport) punteggio finale di una gara.
scoreggia   o scorreggia, scureggia, correggia, s.f.  [pl. -ge] (pop.) emissione rumorosa di gas intestinali.
scoreggiare   o scorreggiare, scureggiare, v. intr.  [io scoréggio ecc. ; aus. avere] (pop.) fare scoregge.
scorfano   s.m.    • 1 •   (zool.) altro nome della scorpena    • 2 •   (fig.) persona molto brutta.
scorgere   v. tr.  [pres. io scòrgo, tu scòrgi ecc. ; pass. rem. io scòrsi, tu scorgésti ecc. ; part. pass. scòrto]    • 1 •   riuscire a vedere, a distinguere: scorgere una luce in lontananza; scorgere una persona tra la folla  | farsi scorgere, farsi vedere, notare: entrò in casa senza farsi scorgere    • 2 •   (fig.) discernere, individuare con la mente; accorgersi di qualcosa: scorgere le intenzioni di qualcuno; scorgere un pericolo, un inganno    • 3 •   (lett.) far da guida, da scorta; accompagnare: e dio ti scorga  (manzoni adelchi).
scorgimento   s.m.  (ant.) discernimento.
scoria   s.f.    • 1 •   prodotto di scarto della fusione o dell'affinazione di un metallo; anche, detrito di lavorazione a caldo di metalli e leghe: scorie fuse, secche; scoria d'alto forno, loppa | scoria vulcanica, (geol.) materiale frammentario eruttato dai vulcani durante la fase esplosiva | scorie radioattive, (fis.) i materiali radioattivi che si formano durante una reazione nucleare e non possono più venire utilizzati    • 2 •   (fig.) residuo inutile o dannoso: liberarsi dalle scorie di una cultura libresca  | la parte peggiore; scarto, rifiuto: le scorie della società. 
scorificante   s.m.  (metall.) ogni fondente che rende più facile la formazione e la separazione di scorie.
scorificare   v. tr.  [io scorìfico, tu scorìfichi ecc.] (metall.) liberare un minerale dalla sua ganga; ridurre in scorie.
scorificazione   s.f.  (metall.) operazione e risultato dello scorificare.
scornacchiamento   s.m.  (tosc.) lo scornacchiare.
scornacchiare   v. tr.  [io scornàcchio ecc.] (tosc.) schernire, svergognare.
scornare   v. tr.  [io scòrno ecc.]    • 1 •   rompere un corno o le corna    • 2 •   colpire con le corna    • 3 •   (fig.) svergognare, deridere, beffare | scornarsi v. rifl.    • 1 •   rompersi le corna    • 2 •   (fig.) fallire in un'impresa rimanendo deluso.
scornato   part. pass.  di scornare   agg.    • 1 •   con le corna rotte    • 2 •   (fig.) beffato, svergognato: se ne tornò tutto scornato  § scornatamente avv. 
scornatura   s.f.  lo scornare, lo scornarsi, l'essere scornato (anche fig.): andare incontro a una scornatura. 
scorneggiare   v. tr.  [io scornéggio ecc.] (ant.) scornare.
scorniciamento   s.m.  (rar.) lo scorniciare.
scorniciare   v. tr.  [io scornìcio ecc.]    • 1 •   togliere dalla cornice: scorniciare un ritratto    • 2 •   modellare a forma di cornice.
scorniciatrice   s.f.  macchina utensile per la lavorazione del legno, che consente di ottenere lavorati con scorniciature, sagomature o modanature a profilo costante.
scorniciatura   s.f.  lo scorniciare, l'essere scorniciato.
scorno   s.m.  vergogna, umiliazione, beffa che consegue a un insuccesso o a una sconfitta: avere, oltre al danno, lo scorno | a scorno di qualcuno, per umiliarlo, per beffeggiarlo.
scoronare   v. tr.  [io scoróno ecc.]    • 1 •   (agr.) tagliare gli alberi a corona    • 2 •   togliere o rompere la corona di un dente.
scorpacciata   s.f.  mangiata abbondante e ingorda (anche fig.): farsi una scorpacciata di ciliegie; in vacanza abbiamo fatto una scorpacciata di film. 
scorpena   s.f.  (zool.) genere di pesci teleostei commestibili diffusi nei mari temperati, con corpo tozzo, capo grosso con rilievi e spine, bocca ampia e aculei veleniferi sul dorso (ord.  perciformi).
scorpio   s.m.  (rar.) la costellazione dello scorpione.
scorpioide   agg.  (bot.) si dice di infiorescenza o ramificazione di tipo simpodiale che, sviluppandosi asimmetricamente, assume un aspetto simile a una coda di scorpione.
scorpione   s.m.    • 1 •   artropode dal corpo nero e appiattito, provvisto anteriormente di due pinze e posteriormente di un sottile prolungamento ricurvo verso l'alto (postaddome), terminante in un aculeo velenifero | scorpione d'acqua, lo stesso che nepa    • 2 •   scorpione, (astr.) costellazione e segno dello zodiaco, in cui il sole transita tra il 22 ottobre e il 22 novembre; per estens., persona nata sotto tale segno    • 3 •   (fig.) persona brutta e maligna    • 4 •   antica macchina da guerra, simile alla catapulta e alla balestra, con cui si scagliavano piccole saette.
scorpionidi   s.m. pl.  (zool.) ordine di aracnidi diffusi nei luoghi caldi di tutto il mondo; hanno corpo diviso in cefalotorace e addome | sing.  [-e] ogni aracnide appartenente a tale ordine.
scorporamento   s.m.  lo scorporare, l'essere scorporato: scorporamento dell'iva. 
scorporare   v. tr.  [io scòrporo ecc.]    • 1 •   togliere dei beni da un complesso patrimoniale unitario    • 2 •   (estens.) separare, togliere da un insieme.
scorporo   s.m.  l'operazione dello scorporare; la parte che viene scorporata.
scorrazzamento   diffuso ma errato scorazzamento, s.m.  (non com.) lo scorrazzare.
scorrazzare   diffuso ma errato scorazzare, v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   correre qua e là per gioco, per divertimento: i bambini scorrazzavano in giardino    • 2 •   vagare per un territorio predando: il nemico scorrazzava nelle nostre terre    • 3 •   (fig.) toccare di sfuggita degli argomenti; passare rapidamente da una cosa all'altra | v. tr.    • 1 •   (non com.) percorrere in lungo e in largo: da giovane scorrazzò tutta l'europa    • 2 •   portare in giro: il conducente... abituato a scorrazzare principi e americani  (levi).
scorrazzata   diffuso ma errato scorazzata, s.f.  lo scorrazzare un poco; per estens., breve escursione, gita rapida: abbiamo fatto una scorrazzata in macchina. 
scorredare   v. tr.  [io scorrèdo ecc.] (non com.) privare di elementi di corredo (usato spec. al part. pass.): un'automobile scorredata di accessori. 
scorreggere   v. tr.  [coniugato come correggere] (non com.) rendere scorretto ciò che era corretto; fare correzioni sbagliate.
scorreggia   e deriv.   ⇨ scoreggia e deriv. 
scorrere   v. intr.  [coniugato come correre; aus. essere]    • 1 •   muoversi, spostarsi lungo un tracciato, dentro un condotto, su una superficie; fluire; colare, sgorgare: la fune scorre nella carrucola; il fiume scorreva nel suo letto a fondo valle; il sangue scorre nelle arterie e nelle vene; le lacrime gli scorrevano giù per le guance    • 2 •   (estens.) andare avanti, procedere senza intoppi, agevolmente (anche fig.): oggi il traffico non scorre; una frase che scorre bene    • 3 •   (fig.) trascorrere, passare: le immagini scorrevano sullo schermo; nell'attesa le ore scorrono lente | v. tr.    • 1 •   (non com.) percorrere un territorio depredando; fare scorrerie: i soldati nemici scorrevano in bande la regione    • 2 •   passare rapidamente con gli occhi; leggere in fretta, superficialmente: scorrere il giornale, un elenco    • 3 •   (lett.) percorrere con il pensiero; passare in rassegna, con la memoria: scorrere il passato, la propria esistenza. 
scorreria   s.f.  incursione in un territorio a scopo di saccheggio e di devastazione; anche, incursione condotta con navi veloci contro il traffico mercantile o contro la costa: i soldati allo sbando si abbandonarono a scorrerie; una scorreria di pirati. 
scorrettezza   s.f.    • 1 •   mancanza di correttezza, di precisione: scorrettezza di stile; una traduzione piena di scorrettezze    • 2 •   l'essere scorretto, poco educato: scorrettezza di comportamento  | azione, discorso scorretti, sconvenienti, scortesi: commettere una scorrettezza riprovevole. 
scorretto   agg.    • 1 •   che non è corretto, che presenta errori: una traduzione scorretta    • 2 •   di azione, che manca di correttezza, in quanto è sconveniente, scortese, sleale e sim.: comportamento scorretto; gioco scorretto, falloso    • 3 •   di persona, che si comporta senza correttezza, con grossolanità, indelicatezza, slealtà, immoralità e sim.: un individuo scorretto  § scorrettamente avv. 
scorrevole   agg.    • 1 •   che scorre, che è in grado di scorrere: porta, sportello scorrevole; nastro scorrevole    • 2 •   che scorre facilmente, senza intoppi: traffico poco scorrevole  | (fig.) che si svolge, si sviluppa con fluidità: prosa, stile scorrevole   s.m.  corsoio; cursore: lo scorrevole del regolo calcolatore  § scorrevolmente avv. 
scorrevolezza   s.f.  l'essere scorrevole (anche fig.): la scorrevolezza di un meccanismo; scorrevolezza di stile. 
scorrezione   s.f.  (non com.) errore, scorrettezza: scorrezione grammaticale. 
scorribanda   s.f.    • 1 •   scorreria di una banda di armati | (scherz.) rapida escursione in una zona, una località: fare una scorribanda per la città    • 2 •   (fig.) fugace incursione in un ambito di studi, in un'attività che sono estranei ai propri interessi abituali.
scorribandare   v. intr.  [aus. avere] (rar.) compiere scorribande.
scorridora   s.f.  (mar.) piccola nave usata nei secoli passati come guardacoste.
scorridore   s.m.  soldato che negli eserciti medievali precedeva il grosso delle truppe col compito di esplorare e fare scorrerie.
scorrimento   s.m.    • 1 •   lo scorrere: lo scorrimento delle acque; traffico a scorrimento veloce    • 2 •   (fis.) nelle deformazioni elastiche dei corpi, lo spostamento relativo delle fibre, scorrenti le une sulle altre, per effetto delle forze esterne di taglio o torsione    • 3 •   (elettr.) in un motore elettrico asincrono, la differenza tra la velocità angolare del campo magnetico rotante e quella del rotore, divisa per la velocità angolare del campo magnetico rotante.
scorrucciarsi   v. rifl.  [io mi scorrùccio ecc.] (non com.) adirarsi fortemente.
scorruccio   s.m.  (non com.) lo scorrucciarsi.
scorsa   s.f.    • 1 •   lo scorrere in fretta con gli occhi; rapida lettura: dare una scorsa a un giornale    • 2 •   (non com.) il recarsi in un luogo restandovi per breve tempo.
scorso   part. pass.  di scorrere   agg.  passato, trascorso: l'anno scorso  s. m.  errore involontario dovuto a fretta o disattenzione: uno scorso di penna. 
scorsoio   agg.  solo nella loc. nodo scorsoio, nodo fatto all'estremità di una corda in modo da formare un laccio che si stringe quanto più se ne tira l'altra estremità.
scorta   s.f.    • 1 •   l'azione di scortare per sorvegliare o proteggere; la persona o le persone che compiono tale azione: fare la scorta  ai prigionieri; essere di scorta a un personaggio | sotto la scorta di qualcuno, sotto la sua guida, la sua sorveglianza    • 2 •   (mil.) reparto militare o insieme di navi, aerei da guerra che accompagnano un convoglio difendendolo; l'azione di tali unità: scorta diretta, quella effettuata nelle immediate vicinanze del convoglio da proteggere; scorta indiretta, quella che si basa su un controllo esercitato da lontano | scorta d'onore, reparto in armi che rende onore a un'autorità in cerimonie ufficiali    • 3 •   provvista di denaro, viveri o altri beni accumulati per essere utilizzati in caso di necessità: fare scorta di carbone; esaurire le scorte | ruota di scorta, in un autoveicolo, quella destinata a sostituire un'altra ruota che subisca una foratura o comunque rimanga danneggiata    • 4 •   pl.  nelle aziende, giacenze di materie prime o di beni intermedi in attesa di utilizzazione, oppure giacenze di prodotti finiti da smerciare: scorte di sicurezza, di elasticità, rispettivamente, quelle che garantiscono dai ritardi di consegna e quelle che consentono di far fronte ad aumenti della domanda | in un'azienda agraria, l'insieme dei beni mobili disponibili: scorte vive, animali da lavoro e da latte; scorte morte, attrezzi agricoli, sementi e concimi | usato anche come agg. invar.  : nave scorta, unità da guerra di piccolo o medio dislocamento, destinata a scortare i convogli da carico.
scortare   (1) v. tr.  [io scòrto ecc.] accompagnare per sorvegliare, proteggere, rendere onore: scortare un detenuto; il convoglio era scortato da due cacciatorpediniere; un reparto di militari in alta uniforme scortò il corteo presidenziale. 
scortare   (2) v. tr.  [io scórto ecc.]    • 1 •   (dial.) accorciare, abbreviare    • 2 •   (ant. , lett.) rappresentare, raffigurare in scorcio.
scortecciamento   s.m.  (non com.) lo scortecciare, l'essere scortecciato, col pref. s-. 
scortecciare   v. tr.  [io scortéccio ecc.]    • 1 •   privare della corteccia: scortecciare un tronco d'albero    • 2 •   (estens.) togliere l'intonaco di un muro, la vernice di una parete e sim. | scortecciare il pane, togliergli la crosta | scortecciarsi v. rifl.  perdere la corteccia; per estens., perdere l'intonaco, scrostarsi.
scortecciatoio   s.m.  strumento tagliente, di varia forma, per scortecciare tronchi e rami d'albero.
scortecciatore   s.m.  [f. -trice] lavoratore addetto alla scortecciatura delle piante.
scortecciatrice   s.f.  macchina usata nell'industria della cellulosa per eseguire la scortecciatura delle piante.
scortecciatura   s.f.  lo scortecciare; l'insieme delle cortecce asportate da un tronco o ramo d'albero.
scortese   agg.  privo di garbo, di cortesia: una persona, un gesto scortese; modi scortesi  § scortesemente avv. 
scortesia   s.f.    • 1 •   l'essere scortese    • 2 •   atto, parola scortese: fare, dire scortesie. 
scorticamento   s.m.  lo scorticare, lo scorticarsi, l'essere scorticato.
scorticare   v. tr.  [io scórtico, tu scórtichi ecc.]    • 1 •   strappare la pelle a un animale ucciso | prov.  : la coda è la più difficile a scorticare, l'ultima parte di un'impresa presenta sempre le difficoltà maggiori    • 2 •   (estens.) produrre una lacerazione della pelle: scorticarsi un piede contro un sasso    • 3 •   (fig. fam.) estorcere denaro attraverso prezzi esagerati: in quel negozio ti scorticano    • 4 •   (fig. fam.) sottoporre a critiche spietate; sottoporre a prove molto difficili, interrogare con eccessiva severità: le recensioni lo hanno letteralmente scorticato; all'esame mi hanno scorticato  | scorticarsi v. rifl.  lacerarsi la pelle.
scorticatoio   s.m.    • 1 •   luogo dove si scorticano gli animali uccisi    • 2 •   coltello affilato usato per scorticare.
scorticatore   s.m.  [f. -trice] (non com.)    • 1 •   chi scortica    • 2 •   (fig.) strozzino.
scorticatura   s.f.    • 1 •   lo scorticare    • 2 •   (med.) abrasione.
scortichino   s.m.    • 1 •   chi scortica gli animali macellati    • 2 •   (fig.) strozzino, usuraio    • 3 •   coltello per scorticare.
scortico   s.m.  [pl. m. -chi] (region.) scorticatura.
scorto   (1) part. pass.  di scorgere  agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   avveduto, accorto: parlar facondo e lusinghiero e scorto  (tasso g. l.  ii, 58)    • 2 •   agile, chiaro: così lo sguardo mio le facea scorta / la lingua  (dante purg.  xix, 12-13) § scortamente avv. 
scorto   (2) s.m.  (ant. , lett.) lo stesso che scorcio 1.
scorza   s.f.    • 1 •   rivestimento del fusto e delle radici degli alberi: staccare una scorza di quercia  | buccia grossa di alcuni frutti: la scorza delle castagne; una scorza di limone.  dim. scorzetta    • 2 •   (estens.) pelle di alcuni animali, spec. di pesci e serpenti    • 3 •   (fig.) pelle dell'uomo (spec. in alcune loc. dell'uso fam.): avere la scorza dura, sopportare bene le fatiche, gli strapazzi, i malanni    • 4 •   (fig.) aspetto esteriore, apparenza: non badate alla scorza perché ha il cuore buono. 
scorzare   v. tr.  [io scòrzo ecc.] (region.) togliere la scorza ad alberi o a frutti.
scorzatrice   s.f.  macchina che serve a scortecciare, a sbucciare.
scorzatura   s.f.  il togliere la scorza, spec. ai polloni delle querce; la scorza asportata.
scorzetta   s.f.    • 1 •   dim.  di scorza  | scorza sottile    • 2 •   pezzetto di buccia di un frutto: un aperitivo con una scorzetta di limone. 
scorzone   (1) s.m.  (ant. , region.) denominazione di alcuni serpenti, in partic. del biacco o saettone.
scorzone   (2) s.m.  [f. -a] (non com.) uomo rozzo e scontroso.
scorzonera   s.f.  pianta erbacea con radice amara, biancastra, commestibile (fam.  ombrellifere).
scorzoso   agg.  (non com.) ricoperto da una scorza spessa.
scoscendere   v. tr.  [coniugato come scendere] (lett.) fendere, rompere con violenza: il fulmine piombando / vicine rupi e querce scoscendea / con altissimo suon  (leopardi paralipomeni) | v. intr.  [aus. essere], scoscendersi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   scendere, venire giù a picco, in forte pendio: la costa scoscende rapidamente  | franare, precipitare giù rovinando: massi scoscesi dal monte    • 2 •   aprirsi, fendersi: noi pur venimmo al fine in su la punta / onde l'ultima pietra si scoscende  (dante inf.  xxiv, 41-42).
scoscendimento   s.m.    • 1 •   lo scoscendere, lo scoscendersi; crollo, frana di masse rocciose    • 2 •   luogo scosceso.
scosceso   part. pass.  di scoscendere  agg.  dirupato, erto: pendio scosceso; un picco scosceso  § scoscesamente avv. 
scosciare   v. tr.  [io scòscio ecc.]    • 1 •   provocare lo slogamento delle cosce (detto per lo più iperbolicamente, con riferimento a sforzo o urto violentissimo)    • 2 •   staccare le cosce di un pollo o di altro animale, quando è cucinato o anche prima di cucinarlo | scosciarsi v. rifl.    • 1 •   nelle figure di danza, divaricare al massimo le cosce; eseguire una spaccata    • 2 •   (pop.) detto di donna, accavallare le gambe mostrando le cosce.
scosciata   s.f.  scoscio, spaccata.
scosciato   part. pass.  di scosciare  agg.  nei sign. del verbo | si dice di indumento che lascia molto scoperte le cosce, con un profilo che può montare fino all'anca: un costume da bagno molto scosciato. 
scosciatura   s.f.    • 1 •   rottura accidentale di un ramo in corrispondenza della sua attaccatura al tronco    • 2 •   (non com.) sgambatura.
scoscio   s.m.    • 1 •   nelle figure di danza, lo scosciarsi; spaccata    • 2 •   incavatura dei calzoni, tra le cosce.
scossa   s.f.    • 1 •   lo scuotere, lo scuotersi, l'essere scosso (anche fig.): dare una scossa a un recipiente; la bocciatura è stata la scossa di cui aveva bisogno  | movimento, sussulto improvviso: una scossa di terremoto; sul terreno accidentato la carrozza procedeva a scosse | scossa (elettrica), (fam.) sensazione provocata sull'organismo da una scarica di corrente elettrica: prendere, sentire la scossa | scossa di pioggia, breve e improvviso acquazzone. dim. scosserella, scossetta, scossettina  accr. scossone  (m)    • 2 •   (fig.) dolore, turbamento grave: la tragica notizia le provocò una forte scossa  | danno economico, finanziario: quell'affare andato male è stato una brutta scossa per la ditta. 
scossale   s.m.  (region.) grembiule.
scossalina   s.f.  (edil.) striscia di lamiera posta sopra le giunzioni delle parti esterne di un edificio per impedire le infiltrazioni di acqua piovana.
scossare   v. tr.  [io scòsso ecc.] (non com.) scuotere.
scossatrice   s.f.  gramolatrice che sottopone le fibre a rullature, raschiamenti e scuotimenti.
scosso   part. pass.  di scuotere  agg.    • 1 •   che ha subito una scossa; impressionato: rimanere molto scosso a una notizia | finanze scosse, danneggiate, rovinate    • 2 •   (tosc.) si dice di animale da soma o da tiro che si è liberato del carico, oppure di animale da sella che ha fatto cadere il cavaliere: il palio di siena può essere vinto da un cavallo scosso    • 3 •   (ant.) privato, spogliato.
scossone   s.m.    • 1 •   accr.  di scossa    • 2 •   scossa violenta (anche fig.): gli scossoni del treno; un incontro che ha dato uno scossone alla sua vita. 
scostamento   s.m.    • 1 •   lo scostare, lo scostarsi    • 2 •   (mat. , fis.) differenza dei valori veri di una grandezza rispetto ai valori misurati di essa o ai valori medi calcolati su questi.
scostante   part. pres.  di scostare  agg.  che suscita antipatia; poco socievole: un individuo scostante; gesti, modi scostanti. 
scostare   v. tr.  [io scòsto ecc.]    • 1 •   allontanare una cosa o una persona da un'altra: scostare una sedia dal muro; lo scostò bruscamente da sé    • 2 •   (fig.) evitare, sfuggire: dopo quel fatto tutti lo scostano  | v. intr.  [aus. essere] (non com.) stare discosto: gli alberi scostano  dal ciglio della strada | scostarsi v. rifl.    • 1 •   allontanarsi, farsi da parte: scostarsi dal tavolo; si scostò per lasciarmi passare    • 2 •   (fig.) deviare: scostarsi dalla retta via; scostarsi dal tema della discussione. 
scostolare   v. tr.  [io scòstolo ecc] togliere la costola alle verdure: scostolare i cavoli. 
scostolatura   s.f.  operazione dello scostolare.
scostumatezza   s.f.  l'essere scostumato; detto, atto da scostumato.
scostumato   agg.    • 1 •   che si comporta in modo contrario alle norme della morale e del costume: una persona scostumata  | (estens.) vizioso, immorale: donna, vita scostumata    • 2 •   (region) maleducato  s.m.  [f. -a] persona scostumata § scostumatamente avv. 
scotano   s.m.  arbusto con foglie ovali che forniscono una sostanza usata per la concia (fam.  anacardiacee).
scotch   s.m. invar.    • 1 •   whisky scozzese    • 2 •   nome commerciale di un tipo di nastro autoadesivo.
scotennamento   s.m.  scotennatura.
scotennare   v. tr.  [io scoténno ecc.]    • 1 •   togliere la cotenna ad animali: scotennare il maiale    • 2 •   asportare il cuoio capelluto del nemico ucciso o catturato, come usanza rituale di taluni popoli: i pellirosse scotennavano i nemici. 
scotennatoio   s.m.  strumento per scotennare.
scotennatore   s.m.  [f. -trice] chi scotenna.
scotennatura   s.f.  lo scotennare | (etnol.) l'usanza di scotennare il nemico ucciso o catturato.
scotere    ⇨ scuotere.
scoticare   v. tr.  [io scótico, tu scótichi ecc.] (agr.) lavorare la terra con lo scoticatore.
scoticatore   s.m.  (agr.) tipo di piccolo avanvomere che lavora il terreno in superficie, rompendo la cotica.
scotimento   o anche scuotimento, s.m.  lo scuotere, lo scuotersi, l'essere scosso.
scotio   s.m.  (non com.) uno scotimento prolungato.
scotismo   s.m.  (filos.) indirizzo di pensiero che fa capo alla dottrina del filosofo scozzese giovanni duns scoto (1266-1308), caratterizzata soprattutto dal principio della libertà del volere rispetto all'intelletto e dalla concezione secondo cui gli individui di una stessa specie sono collegati da una natura comune e la singolarità di ciascuno deriva da un incremento formale detto ecceità. 
scotista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace di duns scoto o dello scotismo.
scotistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a duns scoto o allo scotismo.
scotitoio   s.m.    • 1 •   arnese o macchina in cui un materiale viene sottoposto a scosse durante un processo di lavorazione    • 2 •   (non com.) shaker.
scotitore   o anche scuotitore, s.m.  [f. -trice] (rar.) chi scuote | (lett.) come epiteto di nettuno, dio del mare, in quanto agita i flutti col tridente: ma tutti / tu della terra scotitor vincevi, / salvo giove e minerva  (leopardi inno a nettuno).
scoto   o scotto, agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi appartiene all'antico popolo celtico degli scoti, originario dell'irlanda    • 2 •   (lett.) scozzese.
scotofilia   s.f.  (biol.) predilezione di un organismo per gli ambienti con poca luce.
scotofilo   agg.  (biol.) di organismo caratterizzato da scotofilia.
scotofobia   s.f.  paura morbosa dell'oscurità.
scotola   s.f.  larga stecca di legno con cui si batte il lino o la canapa per separare le fibre legnose dalle fibre tessili.
scotolare   v. tr.  [io scòtolo ecc.] battere il lino o la canapa per separare le fibre tessili da quelle legnose.
scotolatura   s.f.  operazione dello scotolare il lino o la canapa.
scotoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) perdita della vista in un'area limitata del campo visivo.
scotomatico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di scotoma | affetto da scotoma.
scotta   (1) s.f.  (mar.) cavo di manovra della parte inferiore della vela, che serve a tenerla distesa al vento.
scotta   (2) s.f.  siero non rappreso che rimane nella caldaia quando si è fatto il formaggio o la ricotta.
scottadito   nella loc. agg. invar. o avv. a scottadito, usata in riferimento a vivande che vanno mangiate caldissime, appena arrostite o sbollentate: polipi a scottadito; costolette di capretto a scottadito  | anche s.m. invar.  : degli scottadito alla brace. 
scottamento   s.m.  lo scottare, lo scottarsi, l'essere scottato.
scottante   part. pres.  di scottare   agg.    • 1 •   che scotta | offesa scottante, (fig.) assai grave    • 2 •   (fig.) che suscita un interesse vivo, che è tale da provocare grande preoccupazione: problema scottante, grave, che va risolto immediatamente.
scottare   v. tr.  [io scòtto ecc.]    • 1 •   causare un'ustione, una bruciatura: scottarsi un dito; il brodo mi ha scottato il palato  | (estens.) far cuocere per brevissimo tempo una vivanda: scottare le uova    • 2 •   (fig.) offendere, irritare vivamente: un giudizio così pesante mi scotta | v. intr.  [aus. avere  nei sign.    • 1 •   e 2, essere  nel sign. 3]    • 1 •   emanare molto calore, tanto da poter causare ustioni, bruciature; essere molto caldo: il sole scotta; gli scotta la fronte | gli scotta la terra sotto i piedi, (fig.) ha fretta di andarsene    • 2 •   (fig.) interessare vivamente, preoccupare: un problema che scotta  | detto di una merce, di un bene, essere di provenienza illecita: denaro che scotta    • 3 •   (fig.) colpire nel vivo, irritare fortemente: la verità gli scotta  | scottarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   prodursi un'ustione, una bruciatura: scottarsi con l'olio bollente    • 2 •   (fig.) avere un'esperienza spiacevole che lascia il segno; soffrire un danno: mi sono già scottato troppe volte. 
scottata   s.f.  lo scottare, spec. una vivanda: dare una scottata alla carne.  dim. scottatina. 
scottato   part. pass.  di scottare  agg.    • 1 •   bruciato, ustionato    • 2 •   cotto per brevissimo tempo: una bistecca scottata    • 3 •   (fig.) danneggiato; deluso, amareggiato: rimanere scottato da una brutta esperienza. 
scottatrice   s.f.  apparecchio usato per scottare prodotti alimentari destinati alla conservazione.
scottatura   s.f.    • 1 •   lo scottare, lo scottarsi: una pomata contro le scottature    • 2 •   (fig.) esperienza negativa, spiacevole; grave danno o delusione.
scottico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) scoto; scozzese.
scotto   (1) part. pass.  di scuocere  agg.  si dice di vivanda troppo cotta, passata di cottura: riso scotto, spaghetti scotti. 
scotto   (2) s.m.  (ant.) il prezzo che si deve pagare per il pasto consumato all'osteria o per l'alloggio | oggi usato solo nella loc. fig. pagare lo scotto, espiare, pagare il fio; subire una conseguenza svantaggiosa.
scotto   (3)  ⇨ scoto.
scout   s.m.  e f. invar. abbr.  di boy-scout   agg. invar.  che si riferisce ai boy-scout: raduno scout; vita scout. 
scoutismo   o scautismo, s.m.  movimento giovanile internazionale, fondato nel 1908 dall'inglese r. baden-powell, che mira all'educazione dei giovani attraverso la loro associazione spontanea, la pratica dell'autogoverno e uno stile di vita attivo, avventuroso, a contatto della natura.
scoutistico   o scautistico, agg.  [pl. m. -ci] dello scoutismo: movimento scoutistico. 
scovamento   s.m.  (non com.) lo scovare, l'essere scovato.
scovare   v. tr.  [io scóvo ecc.]    • 1 •   stanare, far uscire dal covo: scovare una lepre    • 2 •   (fig.) riuscire a trovare; rintracciare qualcuno o qualcosa difficilmente trovabile, in genere dopo lunghe e pazienti ricerche: ho scovato un posticino tranquillo; vedi se riesci a scovarlo!. 
scovolare   v. tr.  [io scóvolo ecc.] pulire con lo scovolo.
scovolino   s.m.  spazzolino costituito da uno stelo rigido o semirigido da cui sporgono lateralmente setole e sim., che si usa per pulire cavità lunghe e strette, come bottiglie, canne di fucili, cannelli di pipe.
scovolo   s.m.  lunga spazzola di forma cilindrica, usata per pulire l'interno delle bocche da fuoco.
scovrire   e deriv.   ⇨ scoprire e deriv. 
scozia   s.f.  (arch.) modanatura formata da una superficie concava simile a un arco di cerchio, compresa tra due listelli piani.
scozzare   v. tr.  [io scòzzo ecc.] mescolare le carte da gioco prima di distribuirle.
scozzata   s.f.  lo scozzare: dare una scozzata alle carte.  dim. scozzatina. 
scozzese   agg.  della scozia | tessuto scozzese, di lana o cotone a riquadri, di dimensioni e colori diversi, del tipo di quelli che simboleggiano i clan nei costumi tradizionali della scozia | doccia scozzese, fatta alternando getti d'acqua calda e fredda; (fig.) violenta e repentina successione di eventi favorevoli e sfavorevoli | scuola scozzese, scuola filosofica del sec. xviii, che sosteneva l'esistenza di un senso comune grazie al quale certe verità sono intuitivamente e infallibilmente riconosciute dall'uomo  s.m.    • 1 •   [anche f.] abitante, nativo della scozia | (fig.) persona molto avara    • 2 •   lingua del gruppo gaelico parlata in scozia | s.f.  antica danza popolare della scozia, di carattere vivace, accompagnata dal suono della cornamusa.
scozzismo   s.m.  la filosofia della scuola scozzese.
scozzo   s.m.  lo scozzare, scozzata; anche, l'usare per la prima volta un mazzo nuovo di carte da gioco.
scozzonare   v. tr.  [io scozzóno ecc.]    • 1 •   domare o ammaestrare cavalli e altri animali da sella e da tiro    • 2 •   (fig.) insegnare i primi elementi di un mestiere, di una disciplina; dirozzare, rendere esperto.
scozzonatore   s.m.  [f. -trice] chi scozzona; scozzone.
scozzonatura   s.f.  lo scozzonare, l'essere scozzonato (anche fig.).
scozzone   s.m.  chi per mestiere scozzona cavalli e altre bestie.
scrambler   s.m.invar.    • 1 •   (sport) moto da cross con ruote distanziate dai parafanghi, robusti ammortizzatori, forcella telescopica e manubrio alto e largo    • 2 •   apparecchio elettronico usato in crittografia per decifrare messaggi in codice | decodificatore del segnale emesso da una pay-tv.
scramblerista   s.m.  e f. [pl.m. -sti] (sport) chi guida uno scrambler.
scranna   s.f.    • 1 •   sedia dottorale con braccioli e spalliera alta | sedere a scranna, (fig.) ergersi, atteggiarsi a giudice: or tu chi se', che vuo' sedere a scranna, / per giudicar di lungi mille miglia  (dante par.  xix, 79-80)    • 2 •   (region.) sedia.
scranno   s.m.  lo stesso che scanno.
scratch   s.m.invar.  nel tennis: vincere per scratch, per la rinuncia o il ritiro dell'avversario.
scratching   s.m.invar.  tecnica di manipolazione del suono dei dischi microsolco usata dai disk-jockey per aggiungere un effetto ritmico di rumore alla musica riprodotta.
screanzato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è senza creanza; maleducato: una persona screanzata; sei uno screanzato!  § screanzatamente avv. 
screditamento   s.m.  lo screditare, lo screditarsi, l'essere screditato.
screditare   v. tr.  [io scrédito ecc.] far perdere il credito, il prestigio; rovinare la reputazione: lo screditò davanti a tutti  | screditarsi v. rifl.  perdere di credito, rovinarsi la reputazione: agendo così si è irrimediabilmente screditato. 
screditato   part. pass.  di screditare  agg.  che ha perso il credito, la stima, la reputazione: un medico, un artista screditato  § screditatamente avv.  (non com.).
scredito   s.m.  (non com.) discredito.
screening   s.m. invar.    • 1 •   (med.) diagnosi precoce di tutti i componenti di una popolazione o di un gruppo che si ritiene soggetto a rischio, al fine di identificare i portatori di malattia e curarli    • 2 •   (estens.) qualsiasi indagine che mira a selezionare, a vagliare preventivamente    • 3 •   (tecn.) schermaggio    • 4 •   (econ.) selezione preliminare che un'impresa fa tra beni o fattori di produzione in mercati caratterizzati da informazione imperfetta.
scremare   v. tr.  [io scrèmo ecc.]    • 1 •   togliere la panna, la crema del latte    • 2 •   (fig.) vagliare, selezionare.
scremato   part. pass.  di scremare   agg.  si dice di latte cui è stata tolta la panna, la crema.
scrematrice   s.f.  macchina che separa la panna dal latte mediante centrifugazione.
scrematura   s.f.  lo scremare, l'essere scremato (anche fig.).
screpolare   v. tr.  [io scrèpolo ecc.] produrre crepe sottili e poco profonde, minute fenditure: l'aria fredda screpola la pelle  | screpolarsi v. rifl.  fendersi in crepe sottili e superficiali: l'intonaco si è screpolato. 
screpolatura   s.f.  lo screpolare, lo screpolarsi; il punto dove una superficie è screpolata: le screpolature di un quadro. 
screpolo   s.m.  (non com.) screpolatura in un muro.
screziare   v. tr.  [io scrèzio ecc.] macchiare, cospargere di vari colori.
screziato   part. pass.  di screziare  agg.  cosparso di vari colori; che presenta macchie o striature di colore diverso da quello del fondo: un garofano screziato; un cavallo dal mantello screziato. 
screziatura   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere screziato    • 2 •   insieme di macchie di vari colori; complesso di chiazze o striature di colore diverso da quello del fondo: le screziature della pelliccia del leopardo. 
screzio   s.m.    • 1 •   disaccordo, dissapore insorto tra persone che erano in buona armonia: c'è stato qualche screzio tra loro    • 2 •   (ant.) varietà di colori.
scria   s.m.  (rar.) l'ultimo nato di una nidiata, di una cucciolata.
scriba   s.m.  [pl. -bi]    • 1 •   precedentemente all'invenzione della stampa, scrivano di professione | (lett.) scrivano in genere    • 2 •   (st.) dotto ebraico seguace del farisaismo, rigido osservante della forma della legge.
scribacchiare   non com. scrivacchiare, v. tr.  [io scribàcchio ecc.] scrivere svogliatamente, senza impegnarsi | scrivere cose di scarso valore (anche assol.).
scribacchino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi scribacchia; scrittore di poco conto    • 2 •   impiegato che svolge mansioni assai modeste.
scricchiare   v. intr.  [io scrìcchio ecc. ; aus. avere] (non com.) scricchiolare.
scricchio   s.m.  (non com.) rumore di cosa che scricchiola.
scricchiolamento   s.m.  lo scricchiolare; rumore di cosa che scricchiola.
scricchiolare   v. intr.  [io scrìcchiolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   produrre un rumore secco e crepitante (detto spec. di cosa dura o secca che si fenda o rompa): il ghiaccio scricchiolava sotto gli scarponi  | mandare un cigolio nel muoversi: la sedia scricchiola sotto il tuo peso    • 2 •   (fig.) dare segni iniziali di incrinatura, di cedimento: un matrimonio che comincia a scricchiolare. 
scricchiolio   s.m.  uno scricchiolare continuato e insistente.
scricchiolo   s.m.  (non com.) rumore di cosa che scricchiola.
scricciolo   s.m.    • 1 •   uccello molto piccolo, comune in italia, con becco sottile e appuntito, coda diritta, piumaggio bruno rossiccio superiormente e biancastro inferiormente; deve il suo nome al caratteristico trillo che emette (ord.  passeriformi) | mangiare quanto uno scricciolo, pochissimo    • 2 •   (fig.) persona molto piccola e mingherlina. dim. scriccioletto, scricciolino. 
scrigno   s.m.    • 1 •   cassetta, forziere per conservare gioielli o altri oggetti preziosi (anche fig.): essere uno scrigno di virtù, di bontà ecc. , una persona virtuosissima, buonissima ecc. dim. scrignetto    • 2 •   (ant.) gobba, spec. del cammello.
scrignuto   agg.  e s.m.  (ant. , lett.) gobbo.
scrima   s.f.  (ant.) scherma.
scriminante   part. pres.  di scriminare  agg.  (dir.) che toglie l'illiceità detto, spec. nel diritto penale, di quelle cause di giustificazione (legittima difesa, stato di necessità ecc.) che tolgono al fatto il carattere di reato.
scriminare   v. tr.  [io scrìmino ecc.] (rar.) discriminare (spec. nel sign. giuridico del verbo).
scriminatura   s.f.  la riga con cui nel pettinarsi si spartiscono i capelli: portare la scriminatura a sinistra. 
scrimolo   s.m.    • 1 •   (non com.) margine estremo; ciglio: lo scrimolo di un burrone    • 2 •   (geog.) cresta montuosa dal profilo angolare assai acuto.
scrinare   v. tr.  (non com.) tagliare, togliere i crini.
scrio   rar. scrivo, agg.  (tosc.)    • 1 •   pretto, puro, integro (si usa quasi sempre ripetuto)    • 2 •   (fig.) tal quale, schietto: quando non posso dire scria scria la mia idea m'impappino  (pratolini).
scripofilia   s.f.  collezionismo di certificati azionari e obbligazionari fuori mercato.
scripofilo   s.m.  [f. -a] chi pratica la scripofilia.
script   s.m. invar.  copione, sceneggiatura di un film utilizzato dal regista durante le riprese.
scripta   s.f.  (paleogr.) l'insieme degli usi scrittori di una certa zona in una certa epoca; è detto soprattutto in relazione alle scritture volgari medievali.
scriptorium   s.m.  [pl. scriptoria] nel medioevo, locale all'interno del monastero in cui i monaci ricopiavano i manoscritti.
scristianamento   s.m.  (non com.) scristianizzazione.
scristianare   v. tr.  (non com.) scristianizzare | scristianarsi v. rifl.  (non com.) scristianizzarsi.
scristianizzare   v. tr.  eliminare progressivamente i fondamenti cristiani di un popolo o di un paese; privare del carattere di cristiano | scristianizzarsi v. rifl.  rinnegare, abbandonare la religione, la fede cristiana.
scristianizzazione   s.f.  lo scristianizzare, lo scristianizzarsi, l'essere scristianizzato.
scriteriato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è senza criterio, senza giudizio; che, chi agisce senza avvedutezza e prudenza: un ragazzo scriteriato; comportarsi da scriteriato  § scriteriatamente avv.  : parlare, agire scriteriatamente. 
scritta   s.f.    • 1 •   parola o frase che figura su un foglio, un cartello, un'insegna e sim.: una scritta pubblicitaria; muri coperti di scritte; una lapide con una scritta in latino    • 2 •   obbligo, contratto messo per iscritto: scritta di vendita. 
scritto   part. pass.  di scrivere  agg.    • 1 •   rappresentato, espresso per mezzo della scrittura: un testo, un ordine scritto | lingua scritta, quella propria della scrittura, più regolata e meno spontanea di quella parlata | legge scritta, quella emanata dall'autorità di uno stato, fissata in una formulazione che viene codificata (si contrappone a legge naturale) | fonte scritta, testimonianza di un fatto del passato pervenutaci attraverso una scrittura    • 2 •   che reca segni di scrittura: un foglio scritto    • 3 •   nel linguaggio scolastico, che si fa mediante scrittura, non oralmente: esami scritti; prova scritta    • 4 •   (fig.) impresso, marcato: portare qualcosa scritto nel cuore  | ben visibile, evidente: ti leggo la bugia scritta in fronte    • 5 •   (fig.) destinato, decretato: era scritto che le cose dovessero andare così   s.m.    • 1 •   l'esprimere per mezzo della scrittura: lo scritto è più impegnativo della parola  | la scrittura stessa: uno scritto illeggibile; mettere per scritto  (o per iscritto), scrivere    • 2 •   ogni cosa espressa mediante la scrittura: decifrare uno scritto  | in partic., qualsiasi opera letteraria, studio, articolo, saggio e sim. redatti mediante la scrittura: gli scritti minori dell'ariosto. 
scrittografico   agg.  [pl. m. -ci] (burocr.) scritto a mano; che si riferisce alla scrittura manuale.
scrittoio   s.m.    • 1 •   tavolo per scrivere; scrivania    • 2 •   (antiq.) stanza in cui si sta a scrivere o a leggere | locale adibito a ufficio.
scrittore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi scrive opere con intento artistico; chi si dedica all'attività letteraria: scrittore di romanzi, di commedie; gli scrittori italiani dell'ottocento; scrittore arguto, monotono, serio, brillante ecc. , con riferimento al contenuto, al tono, alla qualità dei suoi scritti    • 2 •   (non com.) autore, estensore di un determinato scritto: lo scrittore di una relazione    • 3 •   (ant.) scrivano, copista.
scrittorio   agg.    • 1 •   che viene adoperato per scrivere: materiale scrittorio    • 2 •   nel linguaggio paleografico, che si riferisce a un determinato tipo di scrittura  s.m.  nel medioevo, il locale in cui gli amanuensi svolgevano il loro lavoro.
scrittorucolo   s.m.  scrittore scadente, di scarse qualità.
scrittura   s.f.    • 1 •   lo scrivere; la tecnica, il sistema, il modo di scrivere: esercitarsi nella scrittura; avere una bella scrittura; scrittura alfabetica, pittografica, ideografica; scrittura a mano, a macchina    • 2 •   espressione scritta; per estens., qualsiasi testo scritto: affidare i propri ricordi alla scrittura; leggere delle antiche scritture | la sacra scrittura, le scritture, per antonomasia, la bibbia    • 3 •   (dir.) atto, documento scritto in cui si certificano fatti, circostanze, dichiarazioni ecc.: scrittura privata, strumento di documentazione redatto da privati; scrittura privata autenticata, la cui sottoscrizione è apposta in presenza di un pubblico ufficiale che ne attesta l'autenticità scrittura pubblica, redatta da un notaio o da altro pubblico ufficiale    • 4 •   contratto con cui un artista dello spettacolo (attore, cantante, musicista ecc.) viene ingaggiato da un impresario teatrale, televisivo, cinematografico ecc.: offrire, ottenere una scrittura    • 5 •   registrazione su appositi libri amministrativi | scritture contabili, rilevazioni quantitative di fatti economici aziendali.
scritturabile   agg.  che si può scritturare.
scritturale   (1) agg.  di scrittura, che consiste in scritture | moneta scritturale, (fin.) quella costituita da depositi bancari e trasferita mediante registrazioni contabili (p. e.  giroconti)  s.m.  (antiq.) scrivano, copista; soldato addetto agli uffici di un comando in qualità di scrivano.
scritturale   (2) agg.  che è proprio della sacra scrittura; che concerne o richiama la sacra scrittura: tradizione, linguaggio scritturale  s. m.  chi si attiene rigorosamente ai testi della sacra scrittura.
scritturalismo   s.m.  tendenza propria di quelle dottrine teologiche che si attengono all'interpretazione letterale della sacra scrittura.
scritturare   v. tr.    • 1 •   ingaggiare, impegnare un attore o un altro artista dello spettacolo con una scrittura    • 2 •   registrare nei libri contabili.
scritturazione   s.f.    • 1 •   lo scritturare un attore e sim.    • 2 •   lo scritturare dati contabili    • 3 •   lo scrivere un testo per conto d'altri dietro compenso    • 4 •   nel disegno tecnico, l'esecuzione delle parti scritte (lettere, cifre ecc.) che corredano il disegno stesso.
scritturista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, esperto della sacra scrittura.
scritturistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la sacra scrittura: studi scritturistici. 
scrivacchiare    ⇨ scribacchiare.
scrivania   s.f.    • 1 •   mobile per ufficio o per studio, costituito comunemente da un piano orizzontale per scrivere e da uno o più cassetti    • 2 •   (inform.) l'interfaccia dei più recenti sistemi operativi che mostra in ambiente grafico le risorse immediatamente disponibili (programmi, file, utilità ecc.), consentendo all'utente di gestirle come fossero oggetti poggiati su una normale scrivania.
scrivano   s.m.  [f. -a, nei sign.    • 1 •   e 2]    • 1 •   impiegato che si occupa della stesura o della copiatura di atti e documenti    • 2 •   chi scrive o trascrive per conto di altri    • 3 •   (mar.) termine antiquato per indicare l'incaricato della contabilità delle merci a bordo di una nave da carico; anche, secondo ufficiale sui piccoli mercantili o giovane ufficiale diplomato ma che non ha ancora compiuto il periodo minimo di navigazione prescritto per la patente    • 4 •   scrivano della vite, nome comune di un piccolo insetto coleottero di colore nero, così chiamato per le erosioni che produce sulle foglie della vite.
scrivente   part. pres.  di scrivere   agg.  e s.m.  e f.  che, chi scrive (spec. in usi burocr.): lo scrivente di una domanda, di un esposto. 
scrivere   v. tr.  [pass. rem. io scrissi, tu scrivésti ecc. ; part. pass. scritto]    • 1 •   tracciare sulla carta o su un'altra superficie segni grafici convenzionali che rappresentano parole o il contenuto di un pensiero; anche, rappresentare dei suoni mediante un sistema grafico convenzionale: scrivere a mano, a macchina; scrivere con la penna, con la matita; imparare a scrivere; scrivere correttamente, in modo chiaro, illeggibile; scrivere su un muro, sulla sabbia; scrivere le note sul pentagramma    • 2 •   fissare parole e frasi, pensieri e sentimenti mediante la scrittura; comporre un'opera letteraria o musicale: scrivere un indirizzo, una lettera, un articolo; scrivere un romanzo, una sinfonia; scrivere su un argomento  | (assol.) scrivere lettere: sono mesi che non scrive alla famiglia; anche, fare lo scrittore: il mestiere di scrivere    • 3 •   (fig.) fissare profondamente, imprimere: scrivere nella mente, nel cuore    • 4 •   (non com.) registrare in libri di conti: scrivere una partita    • 5 •   (lett.) ascrivere, attribuire: un'impresa da scrivere a lode imperitura    • 6 •   (ant.) arruolare: per tutto 'l regno fa scriver marsilio / gente a piedi e a cavallo, e triste e buona  (ariosto o. f.  xxxii, 4).
scrivibile   agg.  (non com.) che si può scrivere.
scrivicchiare    ⇨ scrivucchiare.
scriviritto   s.m. invar.  mobile a forma di leggio usato per scrivere stando in piedi.
scrivo    ⇨ scrio.
scrivucchiare   o scrivicchiare, v. tr.  e intr.  [io scrivùcchio ecc. ; aus. dell'intr. avere] scrivere a stento, di malavoglia; anche, scrivere cose di scarso valore; scribacchiare.
scrizione   s.f.    • 1 •   (ant.) scrittura    • 2 •   (lett.) modo di scrivere, grafia.
scroccare   (1) v. tr.  [io scròcco, tu scròcchi ecc.] (fam.)    • 1 •   riuscire a ottenere qualcosa a spese altrui (anche assol.): gli ho scroccato un pranzo; costui non fa che scroccare    • 2 •   (estens.) ricevere senza merito: scroccare lo stipendio. 
scroccare   (2) v. intr.  [io scròcco, tu scròcchi ecc. ; aus. essere] (ant.) scoccare, scattare.
scroccatore   s.m.  [f. -trice] chi scrocca; chi abitualmente cerca di scroccare.
scrocchiare   v. intr.  [io scròcchio ecc. ; aus. avere] lo stesso che crocchiare. 
scrocchio   (1) meno com. scrocco, s.m.  rumore prodotto da cose che scrocchiano.
scrocchio   (2) s.m.  forma di usura che si praticava in passato, consistente nel concedere un prestito obbligando il mutuante a ritirare dei beni stimati a un valore superiore a quello effettivo e nell'esigere, oltre alla restituzione della somma mutuata, anche il pagamento di quei beni.
scrocco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (fam.) lo scroccare: bere, vivere a scrocco, a spese altrui    • 2 •   lo stesso che scrocchio 2.
scrocco   (2) s.m.  [pl. -chi] scatto; rumore di uno scatto | coltello a scrocco, a serramanico | serratura a scrocco, in cui la serratura scatta mediante una semplice spinta, senza uso della chiave.
scrocco   (3)  ⇨ scrocchio 1.
scroccone   s.m.  [f. -a] chi è solito scroccare.
scrociare   v. tr.  [io scrócio ecc.] (mar.) far scendere in coperta il pennone di un veliero a vele quadre.
scrofa   s.f.    • 1 •   femmina del maiale. dim. scrofetta    • 2 •   (fig. volg.) sgualdrina, donna di malaffare.
scrofola   lett. scrofula, s.f.  (med.) scrofolosi.
scrofolosi   o scrofulosi, s.f.  (med.) tubercolosi delle linfoghiandole, che un tempo colpiva frequentemente i bambini; oggi è una forma rarissima.
scrofoloso   o scrofuloso, agg.  di, relativo alla scrofolosi  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da scrofolosi.
scrofula   e deriv.   ⇨ scrofola e deriv. 
scrofularia   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee o suffruticose di aspetto vario, per lo più contenenti principi tossici (fam.  scrofulariacee).
scrofulariacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a diffusione cosmopolita, per lo più erbacee o arbustacee, con foglie opposte o a verticillo, fiori ascellari ermafroditi e frutti a bacca o a capsula | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
scrollamento   s.m.  (non com.) lo scrollare, lo scrollarsi.
scrollare   region. sgrollare, v. tr.  [io scròllo ecc.] scuotere energicamente: scrollare un albero | scrollare il capo, muoverlo a destra e a sinistra in segno di diniego | scrollare le spalle, alzarle in segno di indifferenza | scrollarsi di dosso qualcosa, scuoterlo via, liberarsene (anche fig.): finalmente si è scrollata di dosso la paura  | scrollarsi v. rifl.    • 1 •   scuotersi, muoversi con energia    • 2 •   (fig.) scuotersi da uno stato di apatia.
scrollata   s.f.  lo scrollare, lo scrollarsi: scrollata di testa, di spalle.  dim. scrollatina. 
scrollatura   s.f.  (non com.) scrollata, scrollamento.
scrolling   s.m. invar.  (inform.) scorrimento di un testo o di un'immagine sul video del computer.
scrollo   s.m.  scrollata.
scrosciante   part. pres.  di scrosciare  agg.  che scroscia; impetuoso (anche fig.): pioggia scrosciante; applausi scroscianti, calorosi, entusiastici.
scrosciare   v. intr.  [io scròscio ecc. ; aus. essere  e avere]    • 1 •   detto di acqua, cadere o irrompere con impeto e rumorosamente: la pioggia scrosciò tutta la notte    • 2 •   (fig.) succedersi a ritmo continuo e rapido, producendo un rumore simile a quello delle acque che irrompono: gli applausi scrosciarono nella sala; si udivano scrosciare gli spari    • 3 •   (tosc.) bollire molto forte    • 4 •   (tosc.) scricchiolare.
scroscio   s.m.    • 1 •   lo scrosciare (anche fig.): uno scroscio di pioggia, di applausi | piovere a scroscio, con violenza, con impeto    • 2 •   (tv) breve interruzione del segnale video, cui si accompagna un crepitio sonoro dell'audio.
scrostamento   s.m.  (non com.) scrostatura.
scrostare   v. tr.  [io scròsto ecc.]    • 1 •   togliere la crosta a una ferita    • 2 •   (estens.) asportare lo strato superficiale di qualcosa: scrostare l'intonaco di un muro |  scrostarsi v. rifl.  perdere la crosta, lo strato superficiale: il muro si è scrostato. 
scrostato   part. pass.  di scrostare  agg.  rovinato, rotto in superficie: un quadro scrostato. 
scrostatura   s.f.  lo scrostare, lo scrostarsi; la parte scrostata.
scrotale   agg.  (anat.) dello scroto, relativo allo scroto: borsa scrotale. 
scroto   s.m.  (anat.) sacco cutaneo che contiene i testicoli.
scrub   s.m. invar.  formazione vegetale costituita da cespugli fitti e spinosi, caratteristica delle steppe australiane.
scrubber   s.m. invar.  ogni dispositivo che separa particelle solide da correnti gassose che devono immettersi nell'atmosfera; depuratore di scarichi gassosi.
scrupoleggiare   v. intr.  [io scrupoléggio ecc. ; aus. avere] (non com.) fare lo scrupoloso.
scrupolo   ant. scrupulo, s.m.    • 1 •   dubbio, inquietudine che fa temere di agire o di aver agito male, in maniera inopportuna, e fa considerare colpa o mancanza ciò che non lo è incertezza, esitazione di carattere morale: scrupolo religioso, di coscienza; essere pieno di scrupoli; una persona senza scrupoli, disonesta; essere onesto fino allo scrupolo, onestissimo | farsi scrupolo di qualcosa, farsene un motivo di colpa, preoccuparsene (anche in usi iperb.): non vi fate scrupolo di telefonarmi    • 2 •   cura estrema, grande impegno nel fare qualcosa: lavoro eseguito con scrupolo    • 3 •   antica unità di misura pari alla ventiquattresima parte dell'oncia    • 4 •   (ant.) quantità assai piccola.
scrupolosità   s.f.  l'essere scrupoloso.
scrupoloso   agg.    • 1 •   che è pieno di scrupoli, spec. morali o religiosi: una donna scrupolosa    • 2 •   che agisce con scrupolo, con coscienza, con grande senso di responsabilità: un impiegato molto scrupoloso    • 3 •   che è fatto coscienziosamente, molto diligentemente: lavoro scrupoloso  § scrupolosamente avv.  con diligenza, coscienziosamente.
scrupulo    ⇨ scrupolo.
scrutabile   agg.  che si può scrutare.
scrutamento   s.m.  (non com.) lo scrutare, l'essere scrutato.
scrutare   v. tr.    • 1 •   esaminare, osservare con attenzione cercando di capire o scoprire qualcosa; indagare con cura: scrutare il firmamento; scrutare una persona per coglierne le intenzioni    • 2 •   (rar.) scrutinare.
scrutatore   agg.  [f. -trice] che scruta, che indaga: guardare con occhio scrutatore   s.m.    • 1 •   chi scruta    • 2 •   chi, durante le operazioni elettorali, cura la correttezza delle votazioni e al termine di esse compie lo scrutinio dei voti.
scrutinare   v. tr.    • 1 •   fare lo scrutinio dei voti    • 2 •   nel linguaggio scolastico, deliberare circa i voti o i giudizi da attribuire agli alunni    • 3 •   (ant. , lett.) scrutare con attenzione.
scrutinatore   s.m.  [f. -trice] chi scrutina; in partic., chi compie lo scrutinio dei voti in una votazione.
scrutinio   s.m.    • 1 •   il controllo e il computo dei voti espressi in un'elezione | scrutinio segreto, in cui il votante non è identificabile    • 2 •   valutazione del profitto degli alunni di una classe da parte della commissione degli insegnanti, alla fine di un trimestre, di un quadrimestre o di un intero anno scolastico    • 3 •   (ant.) esame accurato, minuzioso.
scucchia   s.f.  (dial.) mento sporgente.
scucchiaiare   v. intr.  [io scucchiàio ecc. ; aus. avere] fare rumore con le posate mentre si mangia.
scucire   v. tr.  [io scùcio ecc.]    • 1 •   togliere una cucitura a un abito o a una sua parte; staccare parti cucite insieme    • 2 •   (gerg.) tirar fuori, estrarre: scucire la grana, tirar fuori i soldi | scucirsi v. rifl.  perdere la cucitura.
scucito   part. pass.  di scucire  agg.    • 1 •   che non è più cucito, che presenta delle scuciture    • 2 •   (fig.) che manca di nesso; slegato, incoerente: discorso scucito. 
scucitura   s.f.  lo scucire, lo scucirsi; la parte scucita: c'è una scucitura nella manica sinistra. 
scudaio   s.m.  chi fabbricava scudi.
scudato   ant. scutato, agg.  armato, munito di scudo.
scuderia   s.f.    • 1 •   complesso di locali adibiti a stalla e a deposito delle attrezzature e di quanto occorre all'allevamento dei cavalli    • 2 •   organizzazione per l'allevamento e l'addestramento dei cavalli da corsa    • 3 •   nell'automobilismo e in altri sport motoristici, organizzazione che riunisce le macchine da corsa concorrenti per una stessa casa e provvede all'assistenza tecnica dei corridori | ordini di scuderia, quelli che la direzione tecnica di una scuderia impartisce ai propri corridori riguardo alla condotta da tenere in gara; (fig.) disposizioni impartite dai vertici di un'organizzazione di cui si è parte.
scudetto   s.m.    • 1 •   distintivo a forma di piccolo scudo; in partic., quello tricolore portato sulla maglia dagli atleti della squadra vincitrice in un campionato nazionale, nelle varie specialità | (estens.) la vittoria in un campionato nazionale e il campionato stesso: puntare allo scudetto; vincere lo scudetto    • 2 •   (bot.) nome del cotiledone delle graminacee; scutello    • 3 •   (zool.) ciascuna delle scaglie cornee di cui sono ricoperti i piedi degli uccelli.
scudiero   ant. scudiere, s.m.    • 1 •   giovane di nobile famiglia che nel medioevo accompagnava un cavaliere assistendolo e reggendogli lo scudo; genericamente, chi accompagnava e serviva un cavaliere | in funzione di agg.  solo nella loc. alla scudiera : calzoni alla scudiera, di pelle, lunghi fin sotto al ginocchio; guanti alla scudiera, con il risvolto di diverso colore    • 2 •   titolo di dignitari di corte che presiedevano alle scuderie di un sovrano.
scudisciare   v. tr.  [io scudìscio ecc.] colpire, percuotere con lo scudiscio; sferzare.
scudisciata   s.f.  colpo di scudiscio.
scudiscio   s.m.  frustino flessibile e robusto, di legno o di cuoio, usato per incitare il cavallo e un tempo anche per punire le persone.
scudo   (1) s.m.    • 1 •   arma difensiva tipica delle antiche armature, di forma e materiale vari, che si imbracciava per difendere la persona dai colpi del nemico: scudo di metallo, di cuoio; scudo tondo, ovale, rettangolare  | portare qualcuno sugli scudi, (fig.) esaltarlo | alzata, levata di scudi, (fig.) atto di aperta ribellione od ostilità, gener. da parte di più persone (da un'usanza militare, in roma antica)    • 2 •   corazza di cui sono munite alcune bocche da fuoco a protezione degli artiglieri    • 3 •   (estens.) struttura di rivestimento, di protezione: scudo termico, rivestimento per proteggere un veicolo spaziale dalle alte temperature prodotte dall'attrito dell'aria durante il rientro nell'atmosfera | scudo spaziale, nel linguaggio giornalistico, sistema difensivo destinato a identificare e neutralizzare i sistemi offensivi missilistici del nemico mediante satelliti spaziali e attrezzature laser    • 4 •   (fig.) difesa, riparo: proteggere qualcuno facendogli scudo col proprio corpo; farsi scudo di qualcuno, di qualcosa    • 5 •   stemma gentilizio, blasone (dall'uso dei cavalieri medievali di raffigurare il proprio stemma sullo scudo): scudo partito, troncato, inquartato  | come emblema di taluni enti e organizzazioni: lo scudo crociato della democrazia cristiana    • 6 •   (zool.) parte dorsale della corazza delle tartarughe; carapace    • 7 •   scudo (continentale), (geogr.) area dei continenti che, formatasi in tempi geologici remoti, è rimasta in seguito sostanzialmente inalterata.
scudo   (2) s.m.    • 1 •   moneta d'argento da cinque lire, di corso legale in italia fino alla seconda guerra mondiale    • 2 •   moneta d'oro o d'argento diffusa in passato in parecchi stati italiani, e recante impresso lo stemma del sovrano o dello stato emittente    • 3 •   denominazione italiana dell'unità monetaria europea detta ecu. 
scudocrociato   agg.  (non com.) che si riferisce al partito politico italiano della democrazia cristiana: la politica scudocrociata. 
scuffia   s.f.    • 1 •   (dial.) cuffia    • 2 •   (pop.) innamoramento, cotta | sbornia    • 3 •   fare scuffia, (mar.) detto di un'imbarcazione, ribaltarsi, capovolgersi.
scuffiare   v. intr.  [io scùffio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (mar.) di imbarcazione, capovolgersi, ribaltarsi    • 2 •   (non com.) emettere rumorosamente aria dalle narici (detto di chi emerge da sott'acqua o di chi mangia con ingordigia ecc.).
scuffina   o scoffina, s.f.  lima a taglio grosso da falegname, con lama larga e corta.
scuffinare   v. tr.  raschiare, limare con la scuffina.
scugnizzo   s.m.  monello napoletano; per estens., ragazzo vivace e irrequieto.
sculacciare   v. tr.  [io sculàccio ecc.] picchiare sul sedere con la mano aperta: sculacciare un bambino. 
sculacciata   s.f.  colpo o insieme di colpi dati sculacciando: prendere a sculacciate. 
sculaccione   s.m.  forte colpo dato sul sedere con la mano aperta.
sculdascio   s.m.  ufficiale longobardo che esercitava funzioni civili e militari in una circoscrizione territoriale ed era alle dipendenze del gastaldo regio.
sculettare   v. intr.  [io sculétto ecc. ; aus. avere] camminare dimenando i fianchi e il sedere.
sculto   o scolto [scól-to], agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   scolpito    • 2 •   (fig. poet.) decretato, stabilito: quando in ciel sia sculto / ch'io vi debba morir  (ariosto o. f.  xviii, 169).
scultore   s.m.  [f. -trice] chi scolpisce, chi esercita l'arte della scultura.
scultoreo   o scultorio, agg.    • 1 •   di scultura, che riguarda la scultura: attività scultorea    • 2 •   (estens.) che sembra opera di scultura: bellezza scultorea; lineamenti scultorei; corpo scultoreo, dalle masse muscolari ben rilevate e armonicamente distribuite    • 3 •   (fig.) di forte rilievo; incisivo, lapidario: stile scultoreo. 
scultura   s.f.    • 1 •   l'arte, la tecnica di formare immagini scavando o plasmando un materiale : scultura in pietra, in legno, in avorio, in metallo, in bronzo; scultura a tuttotondo, ad altorilievo, a bassorilievo    • 2 •   ogni opera che è frutto di quest'arte, di questa tecnica: una scultura di henry moore; una mostra di sculture di età ellenistica  | l'insieme delle opere di un autore, di un'epoca, di un periodo storico: la scultura di canova; scultura greca, rinascimentale, barocca. 
sculturale   agg.  (lett.) che concerne la scultura; scultoreo.
scuna   s.f.  (mar.) adattamento gerg. dell'ingl. schooner. 
scuocere   v. intr.  [coniugato come cuocere; aus. essere], scuocersi v. rifl.  cuocere eccessivamente, passare di cottura (detto di vivande).
scuoiare   e deriv.   ⇨ scoiare e deriv. 
scuola   pop. o poet. scola, s.f.    • 1 •   istituzione educativa avente il compito di trasmettere alle nuove generazioni, attraverso l'insegnamento collettivo, i fondamenti della cultura a cui esse appartengono; per estens., il complesso delle istituzioni scolastiche di un paese, di un'epoca ecc.: scuola elementare  (o primaria); scuola media  (o secondaria), suddistinta, in italia, in scuola media inferiore  o dell'obbligo  e scuola media superiore; scuola superiore  (o universitaria); scuola materna  o dell'infanzia, per i bambini dai tre ai cinque anni; la scuola italiana, americana; la riforma della scuola  | scuola statale, alle dirette dipendenze dello stato; scuola pubblica, quella statale e quella dipendente da altri enti pubblici (comuni, regioni); scuola privata, gestita da privati | scuola dell'obbligo, che per legge deve essere frequentata da tutti i cittadini (in italia, attualmente, la scuola primaria e la secondaria inferiore); scuola a tempo prolungato, che si prolunga nel pomeriggio con attività parascolastiche; scuola a tempo pieno, in cui l'attività didattica è programmata sia nelle ore antimeridiane sia in quelle pomeridiane    • 2 •   (estens.) organizzazione avente lo scopo di insegnare una qualche attività o pratica: scuola di taglio, di ballo, di recitazione; scuola di sci, di roccia    • 3 •   il luogo, l'edificio dove ha sede una scuola: accompagnare i figli a scuola  | il complesso dei docenti e degli alunni di una singola scuola o di un particolare indirizzo o settore del sistema scolastico: fare una gita con la scuola; il liceo classico è sempre una buona scuola; frequentare una scuola; iscriversi a una scuola.  dim. scuoletta  pegg. scuolaccia    • 4 •   insegnamento metodico che mira a far apprendere una disciplina, un'arte e sim.: fare, tenere scuola; quattro ore di scuola; oggi non c'è scuola; a settembre riapre la scuola, riaprono le scuole  | andare a scuola da qualcuno, imparare qualcosa da lui (spec. fig.) | mancare di scuola, essere privo di preparazione, di conoscenze sistematiche    • 5 •   indirizzo di studi: scuola umanistica, scientifica, tecnica  | concezione pedagogica, metodo educativo e didattico: scuola attiva, insieme di dottrine e criteri educativi elaborati nel novecento con la finalità di promuovere, nella scuola, la partecipazione concreta, l'esperienza pratica e la socializzazione dei discenti    • 6 •   (fig.) ammaestramento, pratica, esercizio: la scuola della vita; essere cresciuto alla scuola del sacrificio    • 7 •   insieme di artisti, scrittori, filosofi, scienziati ecc. che seguono un medesimo indirizzo; l'indirizzo stesso: la scuola del dolce stil novo; la scuola medica salernitana; un dipinto della scuola di raffaello  | l'insieme dei discepoli di un grande maestro: la scuola di platone  | un artista, un'opera di scuola, che manca di originalità, che risente troppo dell'influsso di un modello | fare scuola, trovare seguaci, imitatori, continuatori: uno scultore, un poeta che ha fatto scuola    • 8 •   alta scuola, in equitazione, serie di figure (dette anche arie) eseguite da cavallo e cavaliere, che presentano particolare difficoltà | usato anche come agg. invar.  : cantiere, nave scuola. 
scuolabus   s.m.  autobus o pulmino che porta gli scolari da casa a scuola e viceversa.
scuolaguida   s.f.  [pl. scuoleguida] insegnamento della guida automobilistica.
scuotere   pop. o lett. scotere, v. tr.  [io scuòto  (pop. o lett. scòto) ecc. ; pass. rem. io scòssi, tu scotésti ecc. ; part. pass. scòsso; in tutta la coniugazione, -uò-  (pop. o lett. -ò-) in posizione tonica, -o-  (meglio che -uo-) in posizione atona, davanti a -t-; sempre -ò-  davanti a -ss-  (p. e. io scòssi)]    • 1 •   agitare con forza, movendo da una parte all'altra o dall'alto in basso e viceversa: scuotere un ramo, i tappeti; il terremoto scosse la terra  | scuotere la testa, il capo, per esprimere dubbio o diniego | scuotere le spalle, alzarle in segno di indifferenza | scuotere qualcuno, scrollarlo per farlo svegliare o per rianimarlo; (fig.) sollecitarlo ad agire, ad abbandonare uno stato di inerzia, di neghittosità: scuotere dalla paura gli oppressi    • 2 •   (estens.) far cadere agitando fortemente; (fig.) allontanare, togliere qualcosa da qualcuno: scuotere la polvere dal tappeto; scuotersi di dosso la paura; scuotere l'oppressione, rimuoverla, farla finire    • 3 •   (fig.) agitare, turbare: un'attesa che scuote i nervi; la notizia della sua morte mi ha scosso    • 4 •   (ant. , lett.) privare, spogliare: il verno ha scosso i boschi / de le lor verdi chiome  (tasso aminta) | scuotersi v. rifl.    • 1 •   sobbalzare: scuotersi a un rumore; scuotersi dal sonno, risvegliarsi bruscamente | scuotersi dal torpore, dal letargo, (fig.) uscire da uno stato di indifferenza, di abulia    • 2 •   (fig.) agitarsi, turbarsi: è un tipo calmo, che non si scuote per nulla. 
scuotimento    ⇨ scotimento.
scuotipaglia   s.m. invar.  parte della trebbiatrice che, movendosi con moto oscillatorio e sussultorio, convoglia la paglia verso l'uscita, ricuperando contemporaneamente i chicchi residui.
scuotitore    ⇨ scotitore.
scuponato   agg.  (banc.) si dice di titolo di credito da cui sia stata già staccata la cedola di interesse o il dividendo.
scuponatura   s.f.  lo staccare la cedola di interesse o di dividendo da un titolo di credito.
scurare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (ant.) oscurare: ed in un punto n'è scurato il sole  (petrarca canz.  cclxviii, 17).
scure   s.f.    • 1 •   attrezzo da boscaiolo e da carpentiere, simile all'accetta ma più grande, con tagliente diritto o arcuato e manico di legno che si impugna a due mani    • 2 •   antica arma da guerra che nella forma richiama questo utensile    • 3 •   (fig.) provvedimento che riduce fortemente o elimina, impedisce qualcosa: la scure delle tasse si abbatte sui salari. 
scureggia   e deriv.   ⇨ scoreggia e deriv. 
scuretto   s.m.    • 1 •   fascia in rilievo, per lo più di legno, che si colloca alla sommità di una parete per sottolineare la partizione dello spazio    • 2 •   lo stesso che scuro  nel sign. 4.
scurezza   s.f.  (non com.) l'essere scuro.
scuriata   o scuriada, s.f.  (ant. , lett.) sferza di cuoio, frusta: così parlando il percosse un demonio / de la sua scuriada  (dante inf.  xviii, 64-65) | (estens.) sferzata, scudisciata.
scuriccio   agg.  [pl. f. -ce] piuttosto scuro.
scuriosare   v. intr.  [io scurióso ecc. ; aus. avere] (tosc.) curiosare.
scurire   v. tr.  [io scurisco, tu scurisci ecc.] rendere scuro, far diventare più scuro: scurire i capelli  | v. intr.  [aus. essere], scurirsi v. rifl.  diventare scuro o più scuro: l'argento a contatto dell'aria (si) scurisce  | v. intr. impers.  [aus. essere  e avere] venir notte, imbrunire: manca poco a scurirsi. 
scurità   s.f.  (ant. , lett.) oscurità (anche fig.).
scuro   agg.    • 1 •   che è poco o male illuminato; buio, oscuro: un luogo scuro; una notte scura    • 2 •   di colore non chiaro; tendente al nero: carnagione scura; un vestito scuro | rosso, verde, giallo, marrone ecc. scuro, di tonalità cupa    • 3 •   (fig.) fosco, corrucciato: farsi scuro in viso | tempi scuri, tristi, calamitosi    • 4 •   (fig. lett.) difficile a comprendersi, a intendersi  s.m.    • 1 •   buio, oscurità: lo scuro della stanza | essere allo scuro di qualcosa, (fig.) ignorarla    • 2 •   parte scura, in ombra (spec. di quadro, disegno ecc.): i chiari e gli scuri    • 3 •   colore scuro: vestire di scuro    • 4 •   imposta interna, completamente cieca, di finestra o di una porta a vetri, che si chiude per impedire il passaggio della luce.
scurrile   agg.  d'una comicità licenziosa e volgare; triviale: una barzelletta scurrile; parole, gesti scurrili  § scurrilmente avv. 
scurrilità   s.f.  l'essere scurrile; gesto o parola scurrile.
scusa   ant. escusa, s.f.    • 1 •   lo scusare, lo scusarsi: chiedere scusa | chiedo scusa, formula di cortesia che si usa quando si disturba qualcuno o s'interrompe quello che sta dicendo o facendo    • 2 •   le parole o gli atti con cui uno si scusa: fare, accettare le scuse    • 3 •   motivo che rende meno grave una mancanza, che costituisce una parziale discolpa: ha una scusa nella giovane età    • 4 •   motivo fittizio con cui si cerca di nascondere quello vero: ha sempre una scusa pronta; troverò una scusa per parlargli. 
scusabile   agg.  che può essere scusato: un errore, una dimenticanza scusabile. 
scusabilità   s.f.  l'essere scusabile.
scusante   part. pres.  di scusare  agg.  che scusa  s.f.  giustificazione, scusa: avere, non avere scusanti. 
scusare   ant. escusare, v. tr.    • 1 •   discolpare, giustificare un comportamento altrui: si è sempre pronti a scusare i propri figli; non posso scusare la sua disonestà; l'inesperienza lo scusa solo in parte    • 2 •   perdonare (per lo più in formule di cortesia o per mitigare un rimprovero): scusi se disturbo; scusate il mio appunto  | scusa, scusi, scusate se è poco!, (antifr.) per sottolineare qualcosa che è eccessivo | scusarsi v. rifl.  chiedere scusa, giustificarsi: scusarsi per il disturbo, per il ritardo | prov.  : chi si scusa, s'accusa, chi tenta di giustificarsi rivela di essere in qualche modo colpevole.
scusato   part. pass.  di scusare  agg.  giustificato, scagionato: è scusato da ogni colpa | avere qualcuno per scusato, (non com.) giustificarlo.
scusazione   s.f.  (ant.) scusa, giustificazione.
scusso   agg.    • 1 •   (rar.) privato, spogliato di qualcosa    • 2 •   (dial.) semplice, solo: pane scusso, senza companatico.
scutato    ⇨ scudato.
scutellaria   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee dalle foglie grandi e ovali e dai fiori in infiorescenze allungate, con calice a forma di scodella (fam.  labiate).
scutello   s.m.  lo stesso che scudetto, nei sign.    • 2 •   e 3.
scuter   s.m.  adattamento it. dell'ingl. scooter. 
scuterismo   o scooterismo, s.m.  la pratica dell'andare in motoretta.
scuterista   o scooterista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi guida uno scooter.
scutica   s.f.  (lett.) frusta, scudiscio.
scutrettolare   v. intr.  [io scutrèttolo  o scutréttolo ecc. ; aus. avere] (rar.) detto di uccello, dimenare la coda | detto di persona, camminare ancheggiando; sculettare.
sdamare   v. intr.  [aus. avere] nel gioco della dama, muovere una pedina dell'ultima fila, permettendo all'avversario di andare a dama.
sdarsi   v. rifl.  [coniugato come dare]    • 1 •   (tosc. fam.) smettere di dedicarsi a un'attività, a un lavoro, o dedicarvisi con minor passione, con svogliatezza; disamorarsi: al primo ostacolo, si sdava  | (estens.) avvilirsi, abbattersi: ormai si è sdato!    • 2 •   (non com.) profondersi, eccedere in qualcosa: s'è sdato in ringraziamenti e adulazioni. 
sdaziamento   s.m.  lo sdaziare, l'essere sdaziato.
sdaziare   v. tr.  [io  sdàzio ecc.] svincolare dal dazio una merce per farla entrare in un territorio: sdaziare una damigiana di vino. 
sdebitare   v. tr.  [io  sdébito ecc.] liberare dai debiti | sdebitarsi v. rifl.  liberarsi dai debiti | (fig.) disobbligarsi soddisfacendo a un debito morale: non so come sdebitarmi con lui. 
sdebito   s.m.  (ant.) pagamento di un debito.
sdegnamento   s.m.  (non com.) lo sdegnarsi; sdegno.
sdegnare   v. tr.  [io  sdégno ecc.]    • 1 •   respingere cose o persone considerate indegne: sdegnare le lusinghe, gli ipocriti; non sdegna di mescolarsi con gli umili    • 2 •   provocare sdegno, irritazione: le sue parole sdegnarono i presenti  | sdegnarsi v. rifl.    • 1 •   indignarsi, adirarsi, offendersi: si sdegnò con  (contro di) lui    • 2 •   (tosc.) detto di animale, rifiutarsi di mangiare o di adempiere altre funzioni naturali.
sdegnato   part. pass.  di sdegnare  agg.  pieno di sdegno e di corruccio: avere un'aria sdegnata  § sdegnatamente avv. 
sdegno   s.m.    • 1 •   vivo risentimento e irritazione verso qualcosa che offende il senso morale: sentire, provare, nutrire sdegno; un atto, un gesto di sdegno; muovere a sdegno, sdegnare    • 2 •   (lett.) disprezzo | avere a sdegno, disprezzare: avere a sdegno gli onori. 
sdegnosaggine   s.f.  (non com.) l'essere sdegnoso; alterezza, alterigia (con sfumatura spreg.).
sdegnosità   s.f.  l'essere sdegnoso; alterezza.
sdegnoso   agg.    • 1 •   che prova sdegno verso qualcosa; che rifiuta con fermezza e disprezzo quanto non risponda ai propri gusti o principi: un uomo sdegnoso di ogni compromesso  | (assol.) altero, sprezzante: una ragazza sdegnosa    • 2 •   che mostra, esprime sdegno: sguardo sdegnoso  § sdegnosamente avv. 
sdemanializzazione   s.f.  (dir.) atto amministrativo con cui si trasferisce un bene dal demanio pubblico al patrimonio dello stato o di un altro ente territoriale, creando così le premesse per una sua vendita a privati.
sdentare   v. tr.  [io  sdènto ecc.] togliere, rompere i denti, generalmente a un attrezzo, a una macchina | sdentarsi v. rifl.  perdere i denti: la sega si è sdentata. 
sdentati   s.m. pl.  (zool.) ordine della vecchia classificazione dei mammiferi, comprendente animali privi di denti o con denti rudimentali (p. e.  formichiere, armadillo) | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale ordine.
sdentato   agg.  che non ha i denti, che ha perduto i denti: un pettine sdentato; una vecchia sdentata. 
sdiacciare   v. tr.  [io  sdiàccio ecc.] (tosc.) riscaldare un poco cose gelate | v. intr.  [aus. essere  e avere] scaldarsi un poco, diventare meno freddo.
sdifferenziamento   s.m.  (biol.) processo per cui cellule e tessuti che hanno già acquisito peculiari caratteristiche morfologiche e funzionali riacquistano caratteristiche embrionali.
sdigiunarsi   v. rifl.  (non com.) interrompere il digiuno mangiando qualcosa.
sdilinquimento   s.m.  lo sdilinquirsi; smanceria, svenevolezza.
sdilinquire   v. tr.  [io  sdilinquisco, tu  sdilinquisci ecc.] (rar.) indebolire, infiacchire | sdilinquirsi v. rifl.    • 1 •   indebolirsi; andare in deliquio: sdilinquirsi dalla fame    • 2 •   (fig.) intenerirsi, perdersi in smancerie, in effusioni.
sdimenticare   v. tr.  [io  sdiméntico ecc.] (ant. , pop.) lo stesso che dimenticare. 
sdipanare   v. tr.  disfare un gomitolo dipanato.
sdire   v. tr.  [coniugato come dire] (ant.) ritrattare quanto s'era detto; disdire | oggi solo nella loc. fam. dire e sdire, affermare qualcosa e immediatamente il suo contrario; (fig.) fare e disfare a proprio piacimento.
sdirenare   v. tr.  [io  sdiréno ecc.] (region.) rompere le reni, sfiancare | sdirenarsi v. rifl.  (region.) affaticarsi eccessivamente, sfiancarsi.
sdiricciare   v. tr.  [io  sdirìccio ecc.] togliere, levare dal riccio: sdiricciare le castagne. 
sdiricciatura   s.f.  l'operazione di sdiricciare le castagne; l'epoca in cui si compie tale operazione.
sdoganamento   s.m.  l'operazione di sdoganare.
sdoganare   v. tr.    • 1 •   compiere le operazioni doganali prescritte per importare merci estere    • 2 •   (fig.) rendere disponibile, rimettere in circolazione una cosa che in precedenza non era utilizzabile.
sdogare   v. tr.  [io  sdógo, tu  sdóghi ecc.] privare delle doghe: sdogare una botte, disfarla.
sdolcinatezza   s.f.  l'essere sdolcinato; parola, atto sdolcinato.
sdolcinato   agg.    • 1 •   (non com.) troppo dolce    • 2 •   (fig.) lezioso, stucchevole: frasi sdolcinate; sentimentalismo sdolcinato  § sdolcinatamente avv.  in modo sdolcinato, svenevole.
sdolcinatura   s.f.  atto, detto sdolcinato.
sdolere   v. intr.  [coniugato come dolere; aus. essere] (ant.) non dolere più.
sdonneare   v. intr.  [io  sdonnèo ecc.] (ant. , poet.) smettere di rendere omaggio amoroso a una donna: e dì a colui ch'è d'ogni pietà chiave, / avante che sdonnei, / che le saprà contar mia ragion bona  (dante vita nuova).
sdoppiamento   s.m.  lo sdoppiare, lo sdoppiarsi | sdoppiamento della personalità, (psicol.) il comparire, in una persona, di atteggiamenti e comportamenti del tutto diversi da quelli abituali, così che il soggetto sembra includere in sé due diverse personalità.
sdoppiare   (1) v. tr.  [io  sdóppio ecc.] rendere semplice ciò che è doppio: sdoppiare un filo. 
sdoppiare   (2) v. tr.  [io  sdóppio ecc.] dividere in due ciò che è unitario, semplice | sdoppiarsi v. rifl.  dividersi in due.
sdorare   v. tr.  [io  sdòro ecc.] (non com.) togliere la doratura a qualcosa | sdorarsi v. rifl.  perdere la doratura.
sdossare   v. tr.  [io  sdòsso ecc.] (non com.) togliere di dosso.
sdottorare   v. intr.  [io  sdottóro ecc.; aus. avere] (non com.) sdottoreggiare | v. tr.  (ant.) privare del titolo di dottore.
sdottoreggiare   v. intr.  [io  sdottoréggio ecc.; aus. avere] parlare con tono dottorale, ostentando le proprie cognizioni, il proprio sapere.
sdraia   s.f.  sedia costituita da un telaio pieghevole su cui è fissata una tela pesante.
sdraiare   v. tr.  [io  sdràio ecc.] coricare, mettere a giacere: sdraiare qualcuno sul letto  | sdraiarsi v. rifl.  stendersi, mettersi a giacere: sdraiarsi sul prato. 
sdraiata   s.f.  (non com.) lo sdraiare, lo sdraiarsi.
sdraiato   part. pass.  di sdraiare  agg.  che giace disteso; coricato: stava sdraiato sull'erba. 
sdraio   s.m.  lo sdraiarsi, lo stare sdraiato; usato spec. nella loc. a sdraio, in posizione sdraiata: mettersi a sdraio | sedia a sdraio, costruita in modo che ci si possa sdraiare; sdraia.
sdraioni   rar. sdraione, avv.  (non com.) in posizione sdraiata: mettersi sdraioni. 
sdrammatizzare   v. tr.  attenuare la drammaticità, la gravità di un evento, di una situazione; ricondurre a un aspetto, a proporzioni meno drammatiche (anche assol.): sdrammatizzare un incidente, una notizia; vediamo di sdrammatizzare!. 
sdrammatizzazione   s.f.  lo sdrammatizzare, l'essere sdrammatizzato.
sdrucciolamento   s.m.  (non com.) lo sdrucciolare.
sdrucciolare   v. intr.  [io  sdrùcciolo ecc.; aus. essere]    • 1 •   scivolare su una superficie liscia o viscida: sdrucciolare sul ghiaccio  | (estens.) cadere scivolando: sdrucciolò dalle scale    • 2 •   (fig. non com.) incorrere, incappare in qualcosa di sconveniente, di disonesto: sdrucciolare nel vizio, nel male. 
sdrucciolevole   agg.  su cui è facile sdrucciolare; viscido: terreno, strada sdrucciolevole | argomento, discorso sdrucciolevole, (fig.) che può indurre a parole o azioni sconvenienti, imbarazzanti.
sdrucciolevolezza   s.f.  l'essere sdrucciolevole.
sdrucciolio   s.m.  uno sdrucciolare ripetuto.
sdrucciolo   (1) agg.  che ha l'accento sulla terzultima sillaba: parola sdrucciola | verso sdrucciolo, quello che termina con una parola sdrucciola | rima sdrucciola, quella propria del verso sdrucciolo  s.m.  verso sdrucciolo: un poema in sdruccioli. 
sdrucciolo   (2) s.m.  (non com.)    • 1 •   lo sdrucciolare    • 2 •   pendio montuoso con forte pendenza; sentiero ripido | a sdrucciolo, a pendio | mettersi su uno sdrucciolo, (fig.) in un'impresa rischiosa.
sdrucciolone   s.m.  caduta fatta sdrucciolando: prendere, fare uno sdrucciolone. 
sdruccioloni   avv.  sdrucciolando: venir giù sdruccioloni per un pendio. 
sdruccioloso   agg.  (non com.) sdrucciolevole § sdrucciolosamente avv. 
sdrucio   s.m.  (tosc.)    • 1 •   sdrucitura    • 2 •   (estens.) strappo, squarcio; ferita.
sdrucire   v. tr.  [io  sdrucisco, tu  sdrucisci ecc. (anche io  sdrùcio ecc.)]    • 1 •   scucire strappando: sdrucire un vestito    • 2 •   (estens.) lacerare: sdrucirsi la pelle | v. intr.  [aus. essere] (ant.) fendersi, aprirsi in due: sentirono la nave sdrucire  (boccaccio dec.  ii, 7) | sdrucirsi v. rifl.  strapparsi, lacerarsi: ti si sono sdruciti i pantaloni. 
sdrucito   part. pass.  di sdrucire  agg.  lacero, strappato: un cappotto sdrucito. 
sdrucitura   s.f.  lo sdrucire, l'essere sdrucito | la parte sdrucita: una sdrucitura sul dietro della giacca. 
sdurire   v. tr.  [io  sdurisco, tu  sdurisci ecc.] (rar.) rendere più tenero; far perdere la durezza | sdurirsi v. rifl.  (rar.) perdere la durezza.
sdutto   agg.  (ant. , region.) magro, emaciato; esile.
sé  paré séparé;s.m. invar.  nei locali pubblici, camera o salottino isolati dal resto dell'ambiente; parte di un locale isolata mediante paraventi, tramezzi e sim.
sé   pron. pers. rifl. m.  e f. di terza pers. sing.  e pl.  si usa solo quando si riferisce al soggetto della proposizione, altrimenti è sostituito da lui, lei, loro; è sempre sostituito da loro  quando vi sia reciprocità d'azione (si consultarono tra loro  e non tra sé); si usa nei complementi retti da preposizione, spesso rafforzato da stesso  o medesimo  (e in questo caso può essere anche scritto senza l'accento): si preoccupano solo di sé stessi; è soddisfatto di sé; ha fatto molto parlare di sé; attirare a sé; allontanare da sé; avere, portare con sé; serbare per sé  | spesso è preceduto da una prep. composta: lo tenne presso di sé; volle prendere sopra di sé ogni responsabilità; guardare davanti a sé; ha molte persone sotto di sé, alle sue dipendenze | come compl. oggetto, in luogo della forma atona si, acquista particolare risalto, soprattutto nelle contrapposizioni (e per lo più seguito da stesso  o medesimo): considera sé (stesso) più degli altri; agendo così danneggia sé e non giova agli altri; ingannare sé stessi  | essere pieno di sé, avere una grande opinione di sé stessi | pensare soltanto a sé, comportarsi egoisticamente | stare a sé, vivere a sé, si dice di persona che vive appartata, che ama stare per proprio conto | dio lo ha chiamato a sé, espressione eufemistica con cui ci si riferisce alla morte di qualcuno | chiuso in sé, di persona che non ama confidarsi con altri | far parte per sé stesso, non far lega con altri | tenere per sé qualcosa, non rivelarla ad altri | dentro di sé, fra sé e sé, nel proprio intimo: pensare qualcosa dentro di sé, fra sé e sé | in sé, in sé stesso, in sé e per sé, di per sé, (di) per sé stesso, si dice di cosa che viene considerata soltanto nella sua essenza, nella sua singolarità: la cosa in sé  (o di per sé) ha poco valore; è una risposta di per sé abbastanza compromettente | (non) essere in sé, (non) essere nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali | uscire di sé, perdere il controllo dei propri nervi, il possesso delle proprie facoltà mentali | essere fuori di sé, non riuscire a dominarsi per collera, dolore, follia ecc. | rientrare in sé, tornare in sé, rinvenire; riacquistare il possesso delle proprie facoltà mentali, il controllo dei propri nervi | a sé, a parte, separatamente: è un caso a sé; va considerato a sé | da sé, da solo, senza l'aiuto di altri, senza che altri intervengano: vuol fare tutto da sé; si è fatto da sé; farsi giustizia da sé; la cosa va da sé | va da sé che, è naturale, è logico, è fuori discussione che: va da sé che provvederò io a tutto. 
se   (1) cong.    • 1 •   posto che, ammesso che (con valore condizionale; introduce la protasi, cioè la subordinata condizionale, di un periodo ipotetico): se si metterà a parlare, non la finirà più; se fossi in te, andrei in vacanza; se tu avessi studiato di più, saresti stato promosso; se fosse dipeso da me, ora non ci troveremmo a questo punto; se fossi stato più previdente, non ti saresti trovato in quella situazione  (o pop.: se eri più previdente, non ti trovavi in quella situazione) | in espressioni enfatiche, in frasi incidentali che attenuano un'affermazione o in espressioni di cortesia: che mi venga un accidente se non è vero!; tu, se ben ricordo, sostenevi il contrario; anche lei, se vogliamo, è un po' troppo impulsiva; se non disturbo, vorrei...; perché, se è lecito, debbo sempre andarci io?  | può essere rafforzata da avverbi o locuzioni avverbiali: se per caso cambierai idea, fammelo sapere; se invece non è possibile, provvederemo diversamente  | in alcune espressioni enfatiche e nell'uso fam. l'apodosi è spesso sottintesa: ma se non capisce nulla!; se vedessi come è cresciuto!; se sapessi!; se ti prendo...!; e se provassimo di nuovo...?  | se mai  (o semmai), nel caso che: se mai venisse, chiamami; anche, col valore di tutt'al più : siamo noi, semmai, che abbiamo bisogno di te | se non, soltanto, tranne che: non devi far altro se non portare pazienza; non puoi essere stato se non tu, sei stato tu; non lo avrei aiutato se non perché mi faceva pena | se non altro, almeno, per lo meno: se non altro è onesto    • 2 •   fosse che, avvenisse che (con valore desiderativo): se vincessi alla lotteria!; se potessi essere a casa mia!; se lo avessi saputo prima!    • 3 •   dato che, dal momento che (con valore causale): se ne sei proprio sicuro, ti credo; se lo sapeva, perché non ci ha avvertito?    • 4 •   con valore concessivo nelle loc. cong. se anche, se pure : se pure si pentisse, ormai è troppo tardi; se anche ha sbagliato, non per questo lo condanno    • 5 •   preceduto da come, introduce una proposizione comparativa ipotetica: ti comporti come se non te ne importasse nulla; mi guardava come se non avesse capito; come se non si sapesse chi è!    • 6 •   introduce proposizioni dubitative e interrogative indirette: mi domando se sia una buona idea; non sapeva se avrebbe finito in tempo; non so che cosa fare, se partire o restare; si chiedeva se non si fosse per caso sbagliato | se è vero?, se ho pazienza?, sottintendendo 'mi chiedi', 'mi domandi' ecc.  s.m. invar.    • 1 •   incertezza, esitazione: bisogna decidersi, mettendo da parte i se e i ma    • 2 •   condizione: accetto, ma c'è un se. 
se   (2) cong.  (ant.) così, voglia il cielo che (introduce una prop. col verbo al congiunt., in cui si esprime augurio o deprecazione): cotal m'apparve, s'io ancor lo veggia, / un lume per lo mar venir sì ratto  (dante purg.  ii, 16-17).
se   (3) pron. pers. m.  e f. di terza pers. sing.  e pl.  si usa in luogo della forma pronominale atona si  davanti ai pron. pers. lo, la, li, le  e alla particella ne, in posizione sia enclitica sia proclitica: se lo lasciò scappare; se la vide brutta; se li intascò; godersela; se ne andò; andandosene. 
sebaceo   agg.  di sebo, relativo al sebo: secrezione sebacea; cisti sebacea | ghiandole sebacee, (anat.) piccole ghiandole della pelle che secernono sebo.
sebacico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido alifatico bicarbossilico a dieci atomi di carbonio, usato nella produzione di resine e fibre sintetiche.
sebbene   ant. e lett. se bene, cong.  benché, quantunque (introduce prop. concessive con il verbo al congiunt.): sebbene tardasse, lo aspettai; anche, con il verbo sottinteso: sebbene ammalato, lavorava ancora  | nell'uso ant. e lett., anche col verbo all'indic.: fatti memorabili, se ben capitorno a gente meccaniche  (manzoni p. s.  introduzione).
sebo   s.m.  sostanza grassa, secreta dalle ghiandole sebacee, che serve a proteggere la pelle.
seborrea   s.f.  (med.) eccessiva secrezione delle ghiandole sebacee.
seborroico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) relativo o conseguente a seborrea: eczema seborroico. 
sec   agg. invar.  si dice di vino o liquore dal gusto dolce e secco.
secante   part. pres.  di secare  agg.  e s.f.  (geom.) si dice di ogni retta o segmento che taglia una qualsiasi linea  s.f.  (mat.) funzione trigonometrica reciproca del coseno.
secare   v. tr.  [io sèco, tu sèchi ecc.] (lett. ant.) segare, tagliare, fendere: andò stridendo e dritto / l'aura secando il fulminato dardo  (caro).
secca   s.f.    • 1 •   zona di mare poco profondo, dove la navigazione risulta quindi ostacolata; sopraelevazione del fondo marino: urtare, incagliarsi in una secca    • 2 •   (fig.) difficoltà, imbarazzo: restare nelle secche del dubbio    • 3 •   mancanza o scarsità d'acqua: un torrente in secca    • 4 •   (region.) tempo di siccità: la secca estiva. 
seccaggine   s.f.  (non com.)    • 1 •   siccità    • 2 •   (fig.) noia, fastidio, importunità.
seccagione   s.f.  (non com.) l'inaridirsi, il seccarsi delle piante.
seccagna   s.f.  (ant.) grande secca o insieme di numerose secche assai vicine.
seccagno   agg.  (ant.  o dial.) che è alquanto secco, arido (detto spec. di terreno).
seccante   part. pres.  di seccare  agg.    • 1 •   (non com.) che secca, che provoca l'essiccazione    • 2 •   (fig.) importuno, noioso; spiacevole: una persona seccante; una situazione seccante. 
seccare   v. tr.  [io sécco, tu sécchi ecc.]    • 1 •   rendere secco, inaridire: il sole ha seccato l'erba  | far asciugare al sole o al forno frutta, verdura e sim. per conservarle: seccare i funghi, i pomodori, i fichi    • 2 •   prosciugare: seccare uno stagno, un lago    • 3 •   (fig.) importunare, tediare: non mi seccare!  | v. intr.  [aus. essere] diventare secco: i fiori recisi seccano presto  | seccarsi v. rifl.    • 1 •   diventare secco, inaridirsi (anche fig.): l'erba si è seccata; la sua vena poetica si è andata seccando    • 2 •   prosciugarsi, diventare asciutto (anche iperb.): il torrente si è seccato; a forza di parlare mi si è seccata la gola    • 3 •   (fig.) irritarsi, infastidirsi: si secca ad  (o di) aspettare. 
seccarello    ⇨ seccherello.
seccata   s.f.  (non com.)    • 1 •   il seccare    • 2 •   (fig.) noia, fastidio, seccatura.
seccaticcio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.) alquanto secco; rinsecchito  s.m.  (non com.) insieme di cose secche.
seccativo   agg.  (non com.) siccativo.
seccato   part. pass.  di seccare  agg.  annoiato, irritato, infastidito: essere piuttosto seccato; avere un'aria seccata  § seccatamente avv.  : rispondere, reagire seccatamente. 
seccatoio   s.m.    • 1 •   luogo dove si mettono a seccare funghi, frutta o altro | apparecchio usato per essiccare    • 2 •   (mar.) arnese costituito da un raschiatoio di gomma col quale si spazza l'acqua dai ponti delle navi.
seccatore   s.m.  [f. -trice] chi secca, importuna, infastidisce: liberarsi di un seccatore. 
seccatura   s.f.    • 1 •   (non com.) il seccare; essiccatura    • 2 •   (fig.) cosa, situazione seccante: che seccatura!; non voglio seccature. 
seccherello   o seccarello, s.m.  (tosc.) pezzetto di pane secco.
seccheria   s.f.  nelle macchine per la fabbricazione della carta, parte che provvede a essiccare il nastro di materiale prodotto.
secchezza   s.f.  l'essere secco: la secchezza del clima  | (fig.) essenzialità, stringatezza: secchezza di stile; secchezza di modi, maniere sbrigative.
secchia   s.f.    • 1 •   lo stesso che secchio; in partic., quello usato per attingere acqua: una secchia di rame, di zinco; tirare su la secchia dal pozzo.  dim. secchietta, secchiolina  accr. secchiona  pegg. secchiaccia    • 2 •   (estens.) la quantità di liquido contenuta in una secchia | a secchie, in gran quantità, moltissimo: piove a secchie    • 3 •   antica unità di misura per liquidi e aridi    • 4 •   nel gergo scolastico, alunno che perviene a buoni risultati grazie all'ostinata applicazione, pur senza brillare per intelligenza.
secchiata   s.f.    • 1 •   quantità di liquido contenuta in una secchia o in un secchio    • 2 •   (non com.) colpo dato con una secchia o con un secchio    • 3 •   nel gergo scolastico, studio lungo e faticoso.
secchiello   s.m.    • 1 •   dim.  di secchio  | piccolo secchio adibito a vari usi: secchiello per il ghiaccio; secchiello da spiaggia, per giochi di bambini    • 2 •   borsa da donna a forma di secchio, con lunga cinghia, che si porta a tracolla.
secchio   s.m.    • 1 •   recipiente di materiale vario e di forma troncoconica o cilindrica, talora dotato di coperchio, munito di un manico semicircolare, destinato a contenere liquidi o altri materiali: un secchio di alluminio, di legno, di plastica; il secchio della spazzatura; secchio per il latte.  dim. secchiello, secchietto  accr. secchione  pegg. secchiaccio    • 2 •   (estens.) la quantità di liquido o di altro materiale contenuta in un secchio: versare un secchio d'acqua. 
secchione   s.m.  [f. -a] nel gergo scolastico, secchia.
seccia   s.f.  [pl. -ce] (tosc. , lett.) stoppia.
secciaio   s.m.  (tosc.) campo in cui sono rimaste le stoppie.
secco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   privo d'acqua, d'umidità asciutto, essiccato: pozzo secco; terreno secco; pelle, aria secca; clima, vento secco; avere la gola secca per il gran parlare; frutta secca; legna secca; fiori secchi | pane secco, raffermo | pasticceria secca, priva di ripieni come panna, crema o cioccolata | regime secco, quello introdotto negli stati uniti dal proibizionismo, caratterizzato dal divieto di produrre e spacciare bevande alcoliche | analisi, saggio per via secca, (chim.) senza portare in soluzione il composto da analizzare    • 2 •   molto magro: un ragazzo lungo e secco; essere secco come un'acciuga; avere le braccia, le gambe secche.  dim. seccherello, secchetto, seccuccio  pegg. seccaccio    • 3 •   (fig.) risoluto, brusco, deciso: tono secco; risposta secca; ordine secco; una secca frenata; colpo secco  | stile secco, disadorno, essenziale | fare secco qualcuno, (fam.) ucciderlo fulmineamente | restarci secco, (fam.) morire sul colpo    • 4 •   detto di vino o di qualsiasi altra bevanda alcolica, non dolce    • 5 •   che sta o è considerato da solo; senza aggiunte: corso secco, nel linguaggio di borsa, quello che riguarda il solo valore capitale di un titolo, al netto degli interessi maturati | ambo, terno secco, nel gioco del lotto, ambo, terno giocato da solo, senza puntare su altre combinazioni    • 6 •   frutto secco, (bot.) con pericarpo legnoso o coriaceo  s.m.    • 1 •   luogo senz'acqua: tirare in secco una barca  | restare in secco, (fig.) senza risorse, senza mezzi    • 2 •   siccità, mancanza d'acqua: con questo secco i raccolti si rovinano | a secco, senz'acqua o altri liquidi: pile a secco, con elettrolita costituito da una sostanza quasi solida; lavare, lavatura, lavaggio a secco, per immersione in sostanze solventi o mediante procedimenti chimici (analogamente: lavanderia a secco, in cui si pratica questo tipo di lavaggio); murare a secco, senza calcina e, fig. scherz., mangiare senza bere; pittura a secco, fatta su intonaco secco (in contrapposizione alla pittura a fresco) | voltare, frenare a secco, in modo brusco, improvviso § seccamente avv.  in modo secco, brusco, deciso: rispondere seccamente. 
seccore   s.m.  (rar.) secchezza; siccità.
seccume   s.m.  (spreg.) insieme di cose secche.
secentesco   meno com. seicentesco, agg.  [pl. m. -schi] del seicento, del sec. xvii: la letteratura, la pittura secentesca. 
secentesimo   o seicentesimo, agg. num.  che in una serie occupa il posto numero seicento; è rappresentato da 600° nella numerazione araba, da dc in quella romana  s.m.    • 1 •   la secentesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi è al secentesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
secentismo   meno com. seicentismo, s.m.  il gusto tipico della letteratura e dell'arte del seicento, tendente all'artificio, all'illusionismo, alla complicazione, alla bizzarria.
secentista   meno com. seicentista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] scrittore, artista del seicento, del sec. xvii; rappresentante del secentismo.
secentistico   meno com. seicentistico, agg.  [pl. m. -ci] del seicento; del secentismo, dei secentisti: il gusto secentistico. 
secento    ⇨ seicento.
secernere   v. tr.  [pres. io secèrno ecc. ; part. pass. secrèto; ma è usato quasi solo nelle terze pers. dei tempi semplici] (biol.) elaborare ed emettere particolari sostanze: il fegato secerne la bile; certi alberi secernono la resina. 
secessione   s.f.    • 1 •   il distaccarsi di un gruppo dall'unità politica o sociale a cui appartiene: la secessione della plebe romana | guerra di secessione, quella combattuta dal 1861 al 1865 negli stati uniti d'america tra gli stati schiavisti del sud e quelli antischiavisti del nord    • 2 •   (estens.) separazione di un gruppo da una corrente artistica, letteraria e sim.
secessionismo   s.m.  tendenza a distaccarsi dal gruppo sociale o dalla corrente ideologica cui si appartiene.
secessionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore di una secessione | usato anche come agg.  in luogo di secessionistico. 
secessionistico   agg.  [pl. m. -ci] del secessionismo o dei secessionisti.
seco   pron.    • 1 •   (ant. , lett.) con sé: e seco pensa al dì del suo riposo  (leopardi il sabato del villaggio  30) | rafforzato da stesso, medesimo : seco medesmo a suo piacer combatte  (dante par.  v, 84)    • 2 •   (ant.) con lui, con lei, con loro: quel giorno ch'i' lasciai grave e pensosa / madonna, e 'l mio cor seco!  (petrarca canz.  ccxlix, 2-3).
secolare   agg.    • 1 •   che ha uno o più secoli di vita, che dura da secoli: un albero secolare; tradizione secolare    • 2 •   che avviene ogni secolo: celebrazione secolare    • 3 •   che appartiene al secolo, al mondo; laico, non religioso: il potere secolare; braccio secolare, il potere civile | clero secolare, i sacerdoti che non sono vincolati a una regola, cioè non appartengono a un ordine o una congregazione religiosa ma dipendono dal vescovo diocesano: clero secolare, si contrappone a clero regolare    • 4 •   (lett.) mondano, terreno: beni secolari  s. m.  (spec. pl.) laico, non ecclesiastico § secolarmente avv.  nel secolo, nella vita terrena e mondana.
secolaresco   agg.  [pl. m. -schi] (lett.) mondano, frivolo: la vita era attillata con una certa cura secolaresca  (manzoni p. s.  ix).
secolarità   s.f.  l'essere secolare, il durare da secoli: la secolarità di un'istituzione. 
secolarizzare   v. tr.  (eccl.) sottoporre a secolarizzazione un chierico.
secolarizzazione   s.f.    • 1 •   provvedimento con il quale un chierico viene ridotto allo stato laicale, oppure un istituto ecclesiastico viene tolto dallo stato alla giurisdizione ecclesiastica    • 2 •   detto di beni, la loro sottrazione al potere ecclesiastico e il conferimento all'autorità civile.
secolo   s.m.    • 1 •   periodo di tempo di cent'anni: i primi secoli dell'era cristiana; un'istituzione che dura da tre secoli; petrarca visse nel xiv secolo    • 2 •   pl.  tempo lunghissimo indeterminato: un'usanza che dura da secoli; un ricordo che durerà imperituro nei secoli  | alla fine dei secoli, alla fine del mondo | per tutti i secoli, per sempre | all'inizio dei secoli, alle origini del mondo, in un'epoca indeterminata e lontanissima | la notte dei secoli, il passato più lontano    • 3 •   periodo storicamente determinato, ma non connotato con assoluta precisione cronologica: il secolo di dante; il rinascimento è il secolo d'oro della pittura italiana; il secolo dei lumi, l'età dell'illuminismo    • 4 •   per antonomasia, il secolo in cui si vive, l'epoca a cui si appartiene: i costumi del secolo; l'avvenimento del secolo, che è ritenuto il più importante del proprio tempo; figlio del secolo, si dice di chi presenta le caratteristiche che sono proprie dell'età in cui vive; il male del secolo, nel secolo xix la tubercolosi, nel xx i tumori | roba dell'altro secolo, (fig.) in disuso, fuori moda    • 5 •   (iperb.) periodo, intervallo di tempo assai lungo: è un secolo che non ti vedo; non mi diverto così da secoli    • 6 •   il mondo, la vita terrena (considerati in contrapposizione alla vita religiosa): le vanità del secolo; abbandonare, lasciare il secolo, farsi monaco o monaca | al secolo, locuzione usata per introdurre il nome che un religioso aveva prima di entrare in convento o, scherz., per indicare il vero nome di una persona che ha adottato uno pseudonimo: totò, al secolo antonio de curtis. 
seconda   s.f.    • 1 •   la seconda marcia nel cambio degli autoveicoli e dei motocicli: mettere, innestare la seconda; partire in seconda    • 2 •   (sport) una delle posizioni della scherma e della ginnastica | tiro, punizione di seconda, nel calcio, punizione che non può essere battuta direttamente a rete    • 3 •   la seconda classe di un corso di studi: seconda elementare, media, liceo    • 4 •   (mus.) intervallo di due gradi della scala diatonica    • 5 •   in seconda, in seconda posizione, secondo di grado: comandante in seconda    • 6 •   a seconda, (non com.) secondo la corrente o il vento; (fig.) favorevolmente: navigare a seconda; tutto gli va sempre a seconda  | a seconda di, conformemente a, in rapporto a: regolarsi a seconda dei casi  | nella loc. cong. a seconda che, secondo che: ce la può fare, a seconda che lo voglia o no. 
secondamento   s.m.  (med.) espulsione della placenta e degli altri annessi embrionali subito dopo il parto.
secondare   v. tr.  [io secóndo ecc.]    • 1 •   (lett.) assecondare: secondare gli istinti, i desideri di qualcuno; partigiani della pace... secondavano ferrer in cento maniere  (manzoni p. s.  xiii)    • 2 •   (poet.) accompagnare un movimento; seguire un contorno: e co' molli contorni / delle forme che facile / bisso seconda  (foscolo odi)    • 3 •   (ant.) venire dopo qualcuno o qualcosa: dalla prim'ora a quella che seconda  (dante par.  xxvi, 141-142) | (estens.) seguire mentalmente, prestare attenzione a qualcuno: maraviglia udirai, se mi secondi  (dante purg.  xvi, 33) | v. intr.  [aus. avere] (ant.) cedere, piegarsi: però ch'a le percosse non seconda  (dante purg.  i, 105).
secondarietà   s.f.  l'essere secondario.
secondario   agg.    • 1 •   che viene come secondo in una successione: scuola secondaria  (o media), che succede alle elementari e precede l'università    • 2 •   che ha importanza o valore minore; non principale, non fondamentale: una questione secondaria; un problema d'interesse secondario; strada, ferrovia secondaria | proposizione secondaria, (gramm.) dipendente, subordinata | accento secondario, (ling.) in parole di più sillabe, accento più debole che cade su una sillaba diversa da quella su cui cade l'accento principale | qualità secondarie, (filos.) quelle qualità di un oggetto la cui trasformazione o soppressione non modificano la nozione che si ha dell'oggetto stesso    • 3 •   (bot.) si dice di organo o tessuto che si sviluppano da un altro: radici secondarie    • 4 •   (med.) si dice di fatto patologico che insorge come conseguenza di un altro o in relazione alle stesse cause    • 5 •   (chim.) si dice di un atomo di carbonio unito a due altri gruppi | ammine secondarie, quelle in cui l'atomo di azoto è collegato a due gruppi organici    • 6 •   attività secondaria, settore secondario, (econ.) l'industria, in contrapposizione all'agricoltura (primario) e ai servizi (terziario); in partic., l'industria manifatturiera | mercato secondario, l'insieme delle negoziazioni di titoli già collocati sul mercato primario  agg.  e s.m.    • 1 •   (geol.) mesozoico    • 2 •   attività secondaria, settore secondario § secondariamente avv.    • 1 •   in secondo luogo: in primo luogo è un lavoro mal retribuito e secondariamente è molto faticoso  | in grado minore, in modo poco rilevante: questo m'interessa secondariamente    • 2 •   in un secondo tempo, successivamente.
secondatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi seconda.
secondino   s.m.  (spreg.) agente di custodia; guardia carceraria.
secondo   (1) agg. num.    • 1 •   che in una serie occupa il posto numero due; è rappresentato da 2° nella numerazione araba, da ii in quella romana: il secondo piano di un palazzo; il secondo capitolo di un libro; la seconda fila di poltrone '  aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): federico ii  | seconda colazione, il pasto di mezzogiorno | di seconda mano, si dice di cosa che si vende già usata | passare a seconde nozze, sposarsi di nuovo dopo la morte del primo coniuge o lo scioglimento del primo matrimonio | figlio di secondo letto, nato da seconde nozze | innalzare un numero alla seconda (potenza), al quadrato    • 2 •   altro, nuovo (parlando di due cose o persone): non c'è una seconda possibilità; per me è stata una seconda madre | avere un secondo fine, uno scopo nascosto, diverso da quello dichiarato    • 3 •   minore, inferiore per importanza o per grado: una figura di secondo piano; non essere secondo a nessuno; albergo di seconda categoria; merce di seconda qualità | in secondo luogo, enunciando fatti, ragioni, argomenti in ordine decrescente di importanza: quella casa, in primo luogo, è piccola e in secondo luogo costa troppo  | passare in seconda linea, perdere importanza | secondo ufficiale, nella marina mercantile, quello che nella gerarchia viene dopo il primo    • 4 •   (lett.) favorevole: navigare col vento secondo  avv.  in secondo luogo (in correlazione con primo  usato come avv.): non vengo, primo perché ho da fare e secondo perché non mi divertirei   s.m.    • 1 •   unità di misura degli intervalli di tempo nel sistema internazionale, definita in passato come 1/86400 del giorno solare medio e attualmente ridefinita in termini di una particolare frequenza di oscillazione dell'atomo di cesio -133: un primo e due secondi | in un secondo, (fig.) in brevissimo tempo    • 2 •   (mat.) unità di misura degli angoli, corrispondente a 1/3600 di grado    • 3 •   [f. -a] la seconda persona in un ordine, in una serie: essere il secondo della classe; il secondo da destra è mio fratello    • 4 •   la seconda portata di vivande: come secondo prenderò il pollo    • 5 •   il padrino in un duello | (sport) ciascuno dei due assistenti di un pugile durante l'incontro: fuori i secondi!, invito a uscire dal quadrato, rivolto ai secondi all'inizio di ogni ripresa    • 6 •   sulle navi da guerra, l'ufficiale che gerarchicamente viene dopo il comandante.
secondo   (2) prep.    • 1 •   nel modo richiesto da, conformemente a: agire secondo la legge; comportarsi secondo le regole; vestire secondo la moda; andare secondo il vento    • 2 •   stando a: secondo ciò che dice quell'autore; secondo me, la mia opinione, il mio parere; secondo alcuni..., secondo altri..., stando a ciò che dicono, pensano    • 3 •   in dipendenza di, in base a: secondo ciò che mi dirà; secondo l'ora in cui arriverà; secondo il tempo, la stagione; secondo il caso, le circostanze; lo farò secondo dove e secondo quando, perché io lo faccia dovranno darsi il luogo e il tempo opportuni | nelle risposte, usato assol.: ci andrai? secondo, cioè dipende dalle circostanze    • 4 •   in rapporto a, in proporzione a: dare a ciascuno secondo il merito; spendere secondo le proprie possibilità    • 5 •   (ant.) tenuto conto che, considerando che: e quivi, secondo cena sprovveduta, furono assai bene e ordinatamente serviti  (boccaccio dec.  x, 9) | nella loc. cong. secondo che  (o meno com. secondoché), dipendentemente dal caso che (introduce una prop. condizionale con il verbo al congiunt.): può essere promosso, secondo che si impegni o no  | nel modo che (introduce una prop. modale con il verbo all'indic.): parla secondo che gli viene in mente. 
secondogenito   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice del figlio nato per secondo.
secondogenitura   s.f.  l'essere secondogenito; la condizione, lo stato del secondogenito.
secré  taire secrétaire;s.m. invar.  mobile con molti cassetti e un piano ribaltabile per scrivere.
secreta   (1)  ⇨ segreta 1.
secreta   (2) s.f.  (lit.) orazione che pone termine all'offertorio nella messa di rito romano.
secretario    ⇨ segretario.
secretina   s.f.  (chim. biol.) ormone di natura peptidica, secreto dalla mucosa del duodeno, che stimola la secrezione della bile e dei succhi pancreatico e intestinale.
secretivo   agg.  (biol.) che secerne; relativo alla secrezione: organo secretivo; funzione secretiva. 
secreto   (1)  ⇨ segreto.
secreto   (2) s.m.  (biol.) il prodotto di una secrezione.
secretore   agg.  [f. -trice] (biol.) che secerne: apparato secretore. 
secretorio   agg.  (biol.) della secrezione, che concerne la secrezione: attività secretoria. 
secrezione   s.f.    • 1 •   (biol.) attività di determinate cellule e ghiandole che consiste nel produrre particolari sostanze (enzimi, ormoni, muco, sudore, saliva ecc.); può essere endocrina o esocrina | il prodotto di tale attività, la sostanza secreta: una secrezione sierosa  | nel linguaggio comune, sin. di essudato  e trasudato    • 2 •   (ling.) fenomeno per cui una parte di una parola acquista un proprio significato e viene usata autonomamente, oppure impiegata per comporre nuove parole; p. e. auto  da automobile, usato anche come prefisso (autonoleggio, autorimessa).
secure   s.f.  (ant. , lett.) scure.
securitizzazione   s.f.  (econ.) processo di spostamento degli investimenti finanziari dai depositi bancari a titoli azionari.
securo   e deriv.   ⇨ sicuro e deriv. 
sedano   s.m.    • 1 •   pianta erbacea con foglie aromatiche, dalle grosse costole commestibili (fam.  ombrellifere)    • 2 •   spec. pl.  tipo di pasta corta a forma cilindrica per minestra asciutta. dim. sedanino. 
sedare   v. tr.  [io sèdo ecc.] calmare, placare: sedare il dolore  | reprimere: sedare una rivolta, un tumulto. 
sedativo   agg.  che serve a calmare: l'azione sedativa di un farmaco   s.m.  farmaco che esercita un'azione depressiva sul sistema nervoso centrale, con effetto calmante spesso seguito da sopore: prendere un sedativo. 
sedatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi seda.
sede   s.f.    • 1 •   (ant.) seggio | oggi usato solo in alcune locuzioni: santa sede, sede apostolica, sede papale, il luogo nel quale il papa esercita il suo ufficio e, per estens., il governo stesso della chiesa cattolica; sede episcopale, quella del vescovo e, per estens., i mezzi con cui questi esercita la sua giurisdizione | sede vacante, il periodo che va dalla morte o dalla rinuncia del papa o di un vescovo al momento in cui è eletto il successore    • 2 •   luogo di residenza, dimora, domicilio: avere sede a roma; prendere sede in una città del nord  | (dir.) il domicilio della persona giuridica: sede legale    • 3 •   luogo, città, edificio dove risiede ed esplica la propria attività un ente, un ufficio e sim: la sede del governo; padova è sede di università; chiedere il trasferimento ad altra sede    • 4 •   filiale di un'impresa o di un ente che ha autonomia e importanza nell'insieme della sua organizzazione: la sede milanese dell'azienda    • 5 •   luogo in cui si svolge, spec. temporaneamente, una determinata attività: la scuola sarà sede di esami    • 6 •   luogo in cui è normalmente situato un elemento materiale o anche astratto: il cervello è la sede dell'intelligenza; la sede dell'accento di una parola, la sillaba su cui esso cade | sede stradale, carreggiata    • 7 •   ambiente, momento, circostanza considerati in funzione dell'opportunità: non è questa la sede adatta per parlare di certe cose | in separata sede, (dir.) presso un altro magistrato; (fig.) privatamente, a quattr'occhi: te lo dirò in separata sede | in sede di, durante lo svolgimento di una determinata attività o procedura: in sede di trattativa, di consultazioni, di bilancio    • 8 •   (med.) il punto del corpo in cui si manifesta una malattia.
sedentarietà   s.f.  l'essere sedentario.
sedentario   agg.    • 1 •   che si svolge in prevalenza stando seduti; che comporta poco movimento: lavoro sedentario; fare una vita sedentaria | servizi sedentari, (mil.) tutti i servizi compiuti da militari che per le loro condizioni fisiche non possono partecipare al servizio attivo | servizio sedentario, (mar.) ogni ufficio a terra (contrapposto a servizio di bordo)    • 2 •   che ha sede stabile (contrapposto a nomade): tribù, popolazioni sedentarie   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi si muove poco o fa vita poco attiva: è un (uomo) sedentario §  sedentariamente avv. 
sedentarizzazione   s.f.  (antrop.) trasformazione di un gruppo umano da nomade a sedentario.
sedente   part. pres.  di sedere  agg.  (arald.) si dice dell'animale raffigurato in posizione di riposo sulle zampe posteriori.
sedere   (1) v. intr.  [pres. io sièdo  (lett. sèggo, ant. o poet. sèggio), tu sièdi, egli siède, noi sediamo  (ant. o poet. seggiamo), voi sedéte, essi sièdono  (lett. sèggono, ant. o poet. sèggiono); pass. rem. io sedéi  o sedètti, tu sedésti ecc. ; fut. io sederò  (meno bene siederò) ecc. ; pres. congiunt. io sièda  (lett. sègga)..., noi sediamo  (ant. o poet. seggiamo), voi sediate  (ant. o poet. seggiate), essi sièdano  (lett. sèggano); cond. io sederèi  (meno bene siederèi) ecc. ; imp. sièdi, sedéte; ger. sedèndo  (ant. o poet. seggèndo); aus. essere]    • 1 •   appoggiarsi sopra qualcosa con le parti posteriori del corpo, per lo più tenendo le gambe piegate, ma anche incrociate o distese: sedere su una sedia, in poltrona, per terra, sul letto; mettersi a sedere; stare seduto; alzarsi da sedere; invitare qualcuno a sedere; dare da sedere, offrire un posto a chi è in piedi; trovare da sedere, trovare un posto su cui sedere; sedere a tavola, per consumare il pasto | tenere, mettere qualcuno a sedere, (fig.) privare qualcuno di un'occupazione, di un grado, di un'autorità tenerlo in ozio | sedere su due poltrone, (fig.) avere contemporaneamente due incarichi ben retribuiti | mettersi a sedere, (fig.) a riposo | non stare mai a sedere, (fig.) non stare mai in ozio | posti a sedere, in locali e mezzi pubblici, poltrone, sedili su cui sedersi (in contrapposizione a posti in piedi)    • 2 •   (poet.) trovarsi: e 'l po, dove doglioso e grave or seggio  (petrarca canz.  cxxviii, 6)    • 3 •   (estens.) svolgere un ufficio, una funzione; avere sede, governare: sedere in parlamento, in consiglio comunale, al banco del governo; lo loco santo / u' siede il successor del maggior piero  (dante inf.  ii, 23-24) | sedere in tribunale, in giudizio, essere giudice; sedere alla destra di dio padre onnipotente, regnare con lui, detto del cristo; sedere sulla cattedra di san pietro, essere papa; sedere sul trono, regnare; sedere in cattedra, insegnare e, per estens., assumere un tono professorale | detto di organo collettivo, essere riunito per discutere e decidere: la giuria siede da cinque ore in camera di consiglio    • 4 •   (lett.) essere situato, collocato (detto di palazzo, castello, città e sim.): siede la terra dove nata fui / su la marina dove 'l po discende  (dante inf.  v, 97-98) | sedersi v. rifl.  mettersi a sedere: prego, si sieda. 
sedere   (2) s.m.    • 1 •   atto del sedere; posizione di chi è seduto    • 2 •   la parte del corpo su cui si sta seduti; il deretano: è caduto e ha battuto il sedere; prendere qualcuno a calci nel sedere.  dim. sederino  accr. sederone    • 3 •   (ant.) sedia; la parte della sedia su cui ci si siede.
sederino   s.m.    • 1 •   dim.  di sedere    • 2 •   2 (ant.) nelle carrozze, seggiolino ribaltabile.
sedia   s.f.    • 1 •   mobile su cui ci si siede, costituito da un piano orizzontale, che poggia su quattro gambe, e da una spalliera: sedia imbottita, col sedile e anche lo schienale ricoperti di stoffa o pelle e imbottiti; sedia da giardino, in ferro verniciato o in giunco, paglia ecc.; sedia impagliata, col sedile di paglia; sedia impero, di stile impero; sedia a dondolo, che in luogo delle gambe ha un'intelaiatura su cui ci si dondola; sedia di prima, di seconda, di terza fila, in teatri, sale da concerto e sim. | sedia elettrica, dispositivo per l'esecuzione di condanne a morte per mezzo di una scarica elettrica | sedia gestatoria, la sedia a braccioli sulla quale il papa era portato in processione nelle feste solenni, sostenuto dai sediari | sedia curule, nell'antica roma, la sedia dei maggiori magistrati, ornata di intarsi in avorio; era simbolo del potere giudiziario. dim. sedietta, sediola, sediolina, sediuccia  accr. sediona, sedione  (m.) pegg. sediaccia    • 2 •   (ant.) il trono come simbolo del potere temporale o spirituale: mettere in sedia  | sedia (apostolica), la santa sede: la sedia che fu già benigna / più a' poveri giusti  (dante par.  xii, 88-89) | sedia vacante, sede vacante    • 3 •   (ant.) residenza, dimora: onde i mobili popoli pochi rimasi, pensano di nuove sedie  (boccaccio ameto).
sediario   s.m.  chi era incaricato di portare il papa sulla sedia gestatoria, nelle cerimonie solenni.
sedicenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha sedici anni.
sedicente   agg.  si dice di chi si attribuisce titoli e qualifiche che non ha: il sedicente dottore. 
sedicesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero sedici; è rappresentato da 16° nella numerazione araba, da xvi in quella romana: il sedicesimo capitolo di un libro; il secolo sedicesimo   s.m.    • 1 •   la sedicesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi è al sedicesimo posto in un ordine, in una graduatoria    • 3 •   (tip.) foglio di stampa ripiegato a formare sedici pagine | in sedicesimo, formato di un libro che si ottiene piegando il foglio di stampa in sedici parti | un artista in sedicesimo, (fig.) di scarso valore.
sedici   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a una decina più sei unità nella numerazione araba è rappresentato da 16, in quella romana da xvi: un ragazzo di sedici anni    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: alloggia alla camera sedici  | sottintendendo il sostantivo: le (ore) sedici, le ore quattro pomeridiane  s.m.    • 1 •   il numero sedici: otto per due fa sedici    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il sedici    • 3 •   (scherz.) il sedere, il deretano.
sedile   s.m.  qualsiasi oggetto fatto perché ci si possa sedere: sedile di legno, di metallo, di pietra; il sedile della barca, di un tram, di un'automobile; sedile anteriore, posteriore; sedile pieghevole, ribaltabile; sedile imbottito | sedile della botte, il sostegno su cui la botte appoggia; la calastra.
sedime   s.m.  (rar.)    • 1 •   sedimento    • 2 •   basamento.
sedimentare   v. intr.  [io sediménto ecc. ; aus. essere  e avere]    • 1 •   (fis.) depositarsi sul fondo, detto di particelle solide sospese in un liquido    • 2 •   (fig.) godere di una fase di quiete, quasi di incubazione, per potere poi espandersi e agire positivamente: queste idee devono sedimentare a lungo prima di svilupparsi. 
sedimentario   agg.  (geol.) si dice delle rocce formate per accumulo di materiali detritici o residui organici oppure per deposito chimico.
sedimentazione   s.f.    • 1 •   (geol.) processo per cui il materiale in sospensione nelle acque fluviali e marine si deposita sul fondo    • 2 •   (fis.) processo di deposito, sul fondo di un recipiente, delle particelle solide sospese in un liquido | velocità di sedimentazione, (med.) nell'uso corrente, velocità di eritrosedimentazione    • 3 •   (fig.) processo di accumulo e di lenta maturazione che prelude a un'espansione, a uno sviluppo: dopo un periodo di sedimentazione, le nuove concezioni cominciarono ad affermarsi. 
sedimento   s.m.    • 1 •   (fis.) deposito lasciato in fondo a un recipiente da particelle solide in sospensione    • 2 •   (geol.) massa composta di particelle organiche o inorganiche che si accumulano per gravità sul fondo di un bacino    • 3 •   (fig. lett.) ciò che si deposita, che si accumula, concorrendo a caratterizzare un fenomeno, un'opera e sim.: una prosa densa di sedimenti culturali. 
sedimentologia   s.f.  branca della geologia che studia le rocce sedimentarie.
sedimentologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla sedimentologia.
sedimentoso   agg.  (non com.) che produce sedimento; che è costituito da sedimenti.
sedio   s.m.  (ant.)    • 1 •   seggio: ne l'ordine che fanno i terzi sedi, / siede rachel  (dante par.  xxxii, 7-8)    • 2 •   residenza principale; sede.
sediolino   s.m.  (aer.) sedile per piloti in aeroplani e veicoli spaziali: sediolino eiettabile  o a espulsione, che in caso di emergenza può essere espulso insieme col pilota ed è munito di paracadute ad apertura automatica.
sediolo   s.m.  (sport) carrozzino leggerissimo a due ruote per una sola persona, usato nelle corse al trotto.
sedizione   s.f.  sommovimento pericoloso per l'ordine pubblico; tumulto di popolo contro l'autorità costituita: domare, reprimere una sedizione. 
sedizioso   agg.    • 1 •   che è causa o effetto di sedizione: radunata sediziosa; grida, manifestazioni sediziose    • 2 •   detto di persona, che suscita, fomenta o partecipa a sedizioni; per estens., turbolento, rissoso: un cittadino sedizioso  | usato anche come s.m.  [f. -a]: un gruppo di sediziosi  § sediziosamente avv. 
sedotto   part. pass.  di sedurre  e agg.  nei sign. del verbo.
seducente   part. pres.  di sedurre  agg.  che seduce, alletta, piace: persona, sorriso, proposta seducente  § seducentemente avv. 
seducere    ⇨ sedurre.
sedulo   agg.  (lett.) sollecito, alacre, solerte.
sedurre   ant. seducere, v. tr.  [pres. io seduco, tu seduci ecc. ; pass. rem. io sedussi, tu seducésti ecc. ; part. pass. sedótto]    • 1 •   sviare dal bene con lusinghe; indurre in errore qualcuno dopo averlo avvinto con allettamenti: lo sedusse con la speranza di facili guadagni    • 2 •   far innamorare qualcuno con lusinghe e promesse ingannevoli: sedurre una ragazza  | (estens.) affascinare, attrarre: musica, bellezza che seduce. 
seduta   s.f.    • 1 •   (non com.) lo star seduti: votazione per alzata e seduta, quella in cui chi si alza approva e chi resta seduto disapprova (o viceversa)    • 2 •   riunione di un'assemblea o di un gruppo di persone per discutere e deliberare: aprire, chiudere la seduta; sciogliere, sospendere, rimandare la seduta; essere in seduta; seduta pubblica, segreta; seduta ordinaria, straordinaria; seduta del tribunale, pubblica udienza in cui si discutono una o più cause; seduta comune del parlamento, riunione congiunta dei componenti di entrambi i rami del parlamento | seduta stante, nel corso della stessa seduta; (fig.) subito, sul momento: è stato licenziato seduta stante  | seduta spiritica, riunione durante la quale si svolgono pratiche di spiritismo    • 3 •   posa di un modello per un quadro o una scultura: in poche sedute il ritratto fu terminato  | ciascuna delle volte che un cliente s'incontra con un professionista per una consultazione, una visita, un colloquio ecc.: avere una seduta con lo psicoanalista. 
seduttivo   agg.  che tende a sedurre, che esercita seduzione: atteggiamento seduttivo; tendenza seduttiva  § seduttivamente avv. 
seduttore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi seduce; in partic., chi seduce una ragazza, una donna.
seduttorio   agg.    • 1 •   (ant.) seducente, attraente    • 2 •   seduttivo: comportamento seduttorio  § seduttoriamente avv. 
seduzione   s.f.    • 1 •   il sedurre, l'essere sedotto: forza di seduzione  | la cosa stessa che seduce: le seduzioni della vita    • 2 •   capacità di sedurre; fascino, attrattiva: la seduzione della musica, del successo. 
seedling   s.m. invar.  pianticella che è germogliata da un seme e che si trova al primo stadio di vita.
seenne    ⇨ seienne.
seennio   s.m.  (rar.) spazio di tempo di sei anni.
sefardita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] termine con cui si indicano gli ebrei spagnoli e i loro discendenti | usato anche come agg.  : una comunità sefardita. 
sega   s.f.    • 1 •   utensile usato per tagliare materiali diversi, costituito da una lama di acciaio munita di denti, inserita in un telaio o in un manico: sega a mano; sega da falegname, da macellaio; sega chirurgica; sega da meccanico, seghetto per metalli | coltello a sega, con la lama dentata; serve per tagliare pane, dolci e sim. dim. seghetta, seghetto  (m.), seghina  accr. segona, segone  (m.) pegg. segaccia    • 2 •   macchina che ha impieghi simili alla sega a mano: sega elettrica, meccanica; sega a nastro, con la lama costituita da un nastro d'acciaio dentato, chiuso ad anello e teso fra due pulegge; sega circolare, in cui la lama è un disco d'acciaio dentato; sega alternativa, simile a un grosso seghetto per metalli azionato da un motore elettrico    • 3 •   (mus.) strumento idiofono del primo novecento; consiste in una normale sega a mano che, stretta fra le ginocchia, viene posta in vibrazione sfregando il lato non dentato con un archetto di violino, violoncello o contrabbasso    • 4 •   (region.) segatura; mietitura: la sega del grano    • 5 •   (volg.) masturbazione maschile | non valere, non capire una sega, (fig.) niente, nulla; essere una sega, una mezza sega, (fig.) una persona che vale poco    • 6 •   fare sega, (centr.) nel gergo degli studenti, marinare la scuola    • 7 •   pesce sega, grosso pesce marino con un lungo prolungamento della mascella simile alla lama di una sega (fam.  pristidi).
segabile   agg.  (non com.) che può essere segato.
segaccio   s.m.  sega a mano per legno, simile a un grosso saracco con lama trapezoidale e denti più grandi.
segaiolo   agg.  e s.m.  (volg.) si dice di maschio che si masturba abitualmente.
segale   o segala, s.f.  pianta erbacea simile al grano, ma con cariossidi più allungate, da cui si ricava una farina usata per fare un tipo particolare di pane (fam.  graminacee) | segale cornuta, malattia della segale e di altre graminacee provocata da un fungo parassita dell'ovario; il fungo stesso.
segaligno   agg.    • 1 •   (non com.) di segale: pane segaligno    • 2 •   (fig.) magro, asciutto: avere un fisico segaligno. 
segalino   agg.  di segale: paglia segalina. 
segamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il segare, l'essere segato    • 2 •   (ant.) intersezione, intersecazione.
segante   agg.  (ant.) secante.
segantino   s.m.    • 1 •   chi per mestiere sega il legname, per farne legna da ardere, travi, assi ecc.    • 2 •   chi produce, a mano o a macchina, sagomature o modanature per lavori di legno in serie.
segaossa   o segaossi, s.m. invar.    • 1 •   sega da macellaio per segare le ossa degli animali    • 2 •   (scherz. , spreg.) chirurgo.
segare   v. tr.  [io ségo, tu séghi ecc.]    • 1 •   tagliare con una sega: segare un tronco | segare il violino, (scherz.) suonarlo in modo pessimo, usando l'archetto come se fosse una sega    • 2 •   (estens.) recidere, tagliare (anche assol.): segare le vene, la gola; il coltello non sega bene    • 3 •   (iperb.) stringere tanto forte da lasciare il segno sulla pelle: la corda gli segava i polsi    • 4 •   (region.) mietere, falciare.
segata   s.f.    • 1 •   il segare, spec. in fretta, alla meglio. dim. segatina    • 2 •   (fig. volg.) sciocchezza, stupidaggine.
segato   s.m.  (agr.) foraggio tagliato con il trinciaforaggi.
segatore   s.m.    • 1 •   chi è addetto alla segatura meccanica di legnami, marmi o metalli    • 2 •   (region.) mietitore.
segatrice   s.f.  macchina per segare; sega meccanica.
segatura   s.f.    • 1 •   il segare; taglio, recisione: segatura a mano, a macchina    • 2 •   l'insieme dei minuti frammenti che si producono segando un materiale, spec. il legno: asciugare il pavimento con la segatura; stufa a segatura, alimentata con segatura | avere la segatura nel cervello  o il cervello pieno di segatura, (fig.) non ragionare, non capire proprio niente    • 3 •   (region.) mietitura, falciatura.
seggetta   s.f.    • 1 •   sedia contenente un vaso da notte per i bisogni corporali degli infermi; comoda    • 2 •   (ant.) seggiola munita di due stanghe per trasporto; portantina.
seggia   s.f.  [pl. -ge] (ant. , dial.) sedia.
seggio   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) sedia, sedile imponente per alti personaggi: seggio reale, episcopale; in tutte parti impera e quivi regge; / quivi è la sua città e l'alto seggio  (dante inf.  i, 127-128)    • 2 •   sedia riservata a funzionari, a dignitari, a parlamentari nel luogo dove esercitano il loro ufficio: il seggio del presidente; i seggi dei senatori | sbalzare, togliere qualcuno di seggio, (fig.) privarlo della sua carica, della sua autorità    • 3 •   (estens.) ciascuno dei posti di cui si compone un organo collegiale; in partic., ciascuno dei posti che un partito ottiene in parlamento o nel consiglio comunale nelle elezioni politiche o amministrative: aspirare al seggio di deputato; un partito che ha perduto tre seggi    • 4 •   seggio (elettorale), commissione preposta a raccogliere e a scrutinare i voti di un'elezione; l'edificio, il luogo dove si svolgono le operazioni di voto: presidente, segretario di seggio; andare al seggio a votare. 
seggiola   s.f.  sedia. dim. seggioletta, seggiolina, seggiolino  (m.) accr. seggiolona, seggiolone  (m.) pegg. seggiolaccia. 
seggiolaio   s.m.  chi fabbrica, vende o ripara seggiole.
seggiolata   s.f.  colpo dato con una seggiola.
seggiolino   s.m.    • 1 •   dim.  di seggiola    • 2 •   piccola sedia con braccioli per bambini, usata spec. sulle autovetture | sedia pieghevole e trasportabile    • 3 •   sedile basso usato nei mezzi di trasporto; strapuntino    • 4 •   (aer.) sediolino.
seggiolone   s.m.    • 1 •   accr.  di seggiola    • 2 •   sedia alta con piano d'appoggio anteriore ribaltabile che fa anche da riparo e permette ai bambini piccoli di mangiare senza cadere.
seggiovia   s.f.  funivia per il trasporto di persone, costituita da un cavo metallico a corsa continua, che svolge contemporaneamente funzione portante e traente, al quale sono fissati dei sedili opportunamente distanziati; è usata spec. in montagna per raggiungere alte quote.
seghediglia   s.f.  adattamento it. dello sp. seguidilla. 
segheria   s.f.    • 1 •   stabilimento nel quale si segano tronchi d'albero per ricavarne legname da costruzione    • 2 •   reparto o stabilimento per la lavorazione di materiali, spec. legno o marmo, con seghe meccaniche.
seghetta   s.f.    • 1 •   dim.  di sega  | laminetta metallica a bordo dentellato usata per incidere il collo delle fialette di vetro    • 2 •   anello metallico, seghettato all'interno, che si mette nella parte anteriore del muso degli animali da tiro per governarli.
seghettare   v. tr.  [io seghétto ecc.] intagliare qualcosa per renderla dentellata come la lama di una sega.
seghettato   part. pass.  di seghettare  agg.  dentellato come la lama di una sega: foglia seghettata. 
seghetto   s.m.  dim. di sega  | sega a mano per metalli, con lama rigida tesa in un telaio d'acciaio ad archetto munito di impugnatura.
segmentabile   agg.  che si può segmentare.
segmentale   agg.  di segmento; relativo a un segmento.
segmentare   v. tr.  [io segménto ecc.]    • 1 •   dividere in segmenti    • 2 •   (fig.) dividere in parti minori una parte già divisa; suddividere, frazionare | segmentarsi v. rifl.  dividersi in segmenti.
segmentario   agg.  relativo a un segmento.
segmentazione   s.f.    • 1 •   il segmentare, il segmentarsi, l'essere segmentato    • 2 •   (ling.) procedimento che consiste nel segmentare l'enunciato in unità discrete    • 3 •   (biol.) l'inizio dello sviluppo dell'embrione, consistente nella divisione dell'uovo fecondato, in un certo numero di cellule, dette blastomeri    • 4 •   (inform.) tecnica di suddivisione di un programma in parti più piccole    • 5 •   segmentazione di mercato, (econ.) suddivisione dell'intero mercato in gruppi omogenei di consumatori, ognuno dei quali è oggetto di una specifica attività di marketing.
segmento   s.m.    • 1 •   (geom.) tratto di retta compreso fra due punti | segmento circolare, porzione di piano limitata da un arco di circonferenza e dalla sua corda | segmento sferico, ciascuna delle parti in cui una sfera è divisa da un suo piano secante    • 2 •   (zool.) ciascuno degli anelli costituenti il corpo del verme    • 3 •   parte tagliata di qualcosa: un segmento di pelle, di stoffa    • 4 •   (fig.) parte, componente: fondere diversi segmenti culturali    • 5 •   (mecc.) fascia elastica.
segnacarte   s.m. invar.  segnalibro.
segnacaso   s.m.  (ling.) elemento grammaticale che, premesso al nome, ne indica la funzione sintattica, sostituendo le desinenze dei casi proprie delle lingue classiche: la preposizione 'di' è il segnacaso del genitivo. 
segnaccento   o segna accento, s.m.  accento grafico.
segnachiavi   s.m.  piccolo astuccio agganciabile a una chiave e contenente un cartoncino che reca scritto il nome della persona, del locale o della cosa a cui la chiave si riferisce.
segnacolo   ant. signaculo, s.m.    • 1 •   (lett.) insegna, simbolo: il consol dice, e poste ha pria le mani / sopra i santi segnacoli cristiani  (carducci)    • 2 •   (ant.) piccolo nastro posto tra le pagine di libri voluminosi come segnalibro.
segnalamento   s.m.    • 1 •   il segnalare, l'essere segnalato | segnalamento ferroviario, sistema di segnalazioni che vengono trasmesse dalla linea al treno in corsa per garantire la sicurezza della circolazione ferroviaria    • 2 •   (mar.) qualsiasi boa, meda, gavitello ecc., messo a indicare al navigante un pericolo (bassofondo, scoglio subacqueo ecc.) o un passaggio obbligato.
segnalare   v. tr.    • 1 •   indicare, rendere evidente con segnale o segnali: segnalare un pericolo, il passaggio di un treno  | (assol.) comunicare mediante segnali, fare segnalazioni (detto spec. di navi)    • 2 •   (estens.) comunicare, rendere noto: segnalare una perturbazione atmosferica; non si segnalano incidenti    • 3 •   (fig.) indicare all'attenzione, alla stima, alla benevolenza altrui; mettere in evidenza, in luce: segnalare i migliori collaboratori; la mostra di pittura ha segnalato alcuni giovani assai dotati | segnalare un candidato, un concorrente, (eufem.) raccomandarlo | segnalarsi v. rifl.  distinguersi, farsi notare: segnalarsi per particolari capacità. 
segnalato   part. pass.  di segnalare  agg.  (non com.) insigne, famoso: uomo di segnalata dottrina; autore di segnalate imprese  § segnalatamente avv.  specialmente, segnatamente.
segnalatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi segnala qualcosa    • 2 •   persona addetta alle segnalazioni    • 3 •   strumento per segnalazioni: segnalatore acustico  | usato anche come agg.  : strumento segnalatore. 
segnalazione   s.f.    • 1 •   il segnalare, il trasmettere segnali; anche, l'insieme dei segnali (ottici, acustici ecc.) usati per segnalare qualcosa: fare segnalazioni con bandiere, con razzi; segnalazioni ottiche, acustiche; segnalazioni ferroviarie; segnalazioni stradali, semafori, cartelli ecc.    • 2 •   (estens.) la trasmissione di una notizia fatta con qualsiasi mezzo: dare la segnalazione del sopraggiungere di un uragano    • 3 •   (fig.) il mettere in evidenza una persona o una cosa meritevole: la segnalazione di un giovane poeta  | (eufem.) raccomandazione: ricevere la segnalazione per un candidato. 
segnale   s.m.    • 1 •   segno convenzionale per indicare o far conoscere qualcosa: dare, aspettare, ricevere il segnale; fare segnali; il segnale di arrivo del treno; segnale orario, trasmesso per radio e per televisione per dare l'ora esatta; segnali stradali, l'insieme delle segnalazioni per gli utenti della strada, distinte in segnali di pericolo, di divieto, di obbligo, di indicazione  ecc.; segnali di soccorso, segnalazioni ottiche o acustiche con le quali chi si trova in difficoltà chiede soccorso. dim. segnalino    • 2 •   apparecchio o dispositivo ottico o acustico che serve per dare segnali; in partic., il semaforo che regola il traffico ferroviario | segnale d'allarme, dispositivo istallato su tutte le carrozze ferroviarie, che, azionato anche da un viaggiatore, agisce immediatamente sui freni bloccando il convoglio: tirare il segnale d'allarme    • 3 •   in elettrotecnica, termine generico con cui si indica la tensione, la corrente o la radioonda considerata all'entrata o all'uscita di un'apposita apparecchiatura: segnale audio, video | segnale d'immagine, in un tubo da ripresa televisiva, il segnale di uscita    • 4 •   segnacarte: mettere un segnale nel volume    • 5 •   (ant.) segno, indizio.
segnaletica   s.f.  insieme di segnali: segnaletica ferroviaria, nautica, stradale; segnaletica verticale, orizzontale, luminosa. 
segnaletico   agg.  [pl. m. -ci] che serve a segnalare, a far riconoscere | dati segnaletici, misurazioni antropometriche, fotografie ecc., che permettono di riconoscere una persona | cartellini segnaletici, su cui sono conservate le impronte digitali di persone sospette o pericolose.
segnalibro   s.m.  striscia di tela o di plastica o cartoncino che si mette tra le pagine di un libro per ritrovare subito il punto voluto.
segnalimite   s.m.  qualsiasi dispositivo che evidenzi il limite di una carreggiata stradale.
segnalinee   s.m. invar.  (sport) guardalinee.
segnapasso   o segnapassi, s.m.  (chim. biol.) sostanza la cui velocità di reazione regola la velocità di altre reazioni collegate | segnapasso cardiaco, (anat.) lo stesso che pace-maker. 
segnaposto   s.m.  biglietto o targhetta indicante il posto assegnato a qualcuno in riunioni, congressi, pranzi ufficiali e sim.
segnaprezzo   s.m.  cartellino indicante il prezzo di una merce esposta al pubblico.
segnapunti   s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è addetto a segnare i punti di una partita, spec. di pallacanestro    • 2 •   oggetto di varia forma su cui si segnano i punti conseguiti dai concorrenti durante lo svolgimento di un gioco.
segnare   v. tr.  [io ségno ecc.]    • 1 •   notare, distinguere, indicare con uno o più segni: segnare con una matita i punti più importanti di un testo; segnare un itinerario sulla carta  | contrassegnare, marcare: segnare il bestiame con un marchio    • 2 •   (estens.) prendere nota di qualcosa: segnare un numero telefonico sulla propria agenda; segnare una consumazione nel conto; segnare le entrate, le uscite; segnare una somma a debito, a credito, all'attivo, al passivo    • 3 •   indicare, mostrare: una pietra segnava il confine del podere; l'orologio segna le tre | segnare a dito, additare pubblicamente    • 4 •   dare il segnale, annunciare: la campanella segna la fine della lezione  | (fig.) rappresentare, costituire: quell'atto segnò l'inizio della rivolta    • 5 •   lasciare il segno su qualcosa: i pugni ricevuti gli hanno segnato il viso    • 6 •   (ant.) firmare    • 7 •   (ant.) mirare; anche, cogliere nel segno: ermonide d'olanda segnò basso  (ariosto o. f.  xxi, 10)    • 8 •   (sport) nei giochi di squadra, realizzare un punto; nel calcio, fare goal | segnarsi v. rifl.  farsi il segno della croce.
segnasub   agg.  e s.m. invar.  si dice del palloncino galleggiante sormontato da una bandierina che segnala in acqua la presenza di un sub.
segnatario   s.m.  (ant.) chi mette la firma in calce a un documento; firmatario.
segnatasse   s.m. invar.  francobollo che gli uffici postali applicano sulla corrispondenza non sufficientemente affrancata, per l'importo doppio di quello mancante, che il destinatario deve pagare al momento del ritiro.
segnatempo   s.m. invar.  marcatempo.
segnato   part. pass.  di segnare  agg.    • 1 •   che ha, che porta un segno, un marchio: un viso segnato dagli anni, dalle malattie | segnato da dio, (pop.) si dice di persona deforme e di animo cattivo, in quanto superstiziosamente la si ritiene colpita da un castigo divino    • 2 •   stabilito, deciso: la sua sorte è segnata  § segnatamente avv.  in modo particolare; specialmente, principalmente.
segnatoio   s.m.  (tecn.) attrezzo munito di una punta d'acciaio per tracciare linee o segni di riferimento.
segnatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi segna.
segnatura   s.f.    • 1 •   (non com.) il segnare, l'essere segnato    • 2 •   nelle biblioteche, sigla usata per la catalogazione di un libro, riportata nel catalogo e sul libro stesso    • 3 •   (tip.) foglio di stampa piegato, pronto per la legatura; anche, il numero o contrassegno impresso in fondo alla prima pagina di ogni foglio di stampa piegato    • 4 •   nel calcio e in altri giochi, il complesso dei punti ottenuto da una squadra nel corso della partita; anche, ogni singolo punto segnato    • 5 •   (ant.) firma | un tempo, nella curia romana, atto originale della concessione di una grazia, con il provvedimento firmato dal papa stesso    • 6 •   nome di uffici pubblici laici e religiosi con funzioni di cancelleria | suprema segnatura apostolica, il massimo tribunale della santa sede.
segnavento   s.m. invar.  dispositivo di lamiera, raffigurante per lo più una banderuola o il profilo di un gallo, che viene posto sulla sommità di un edificio per indicare in quale direzione spira il vento.
segnavia   s.m. invar.  segno di varia forma e colore, spesso accompagnato da numeri o lettere dell'alfabeto, fatto spec. su rocce e su massi per indicare itinerari e sentieri di montagna ad alpinisti ed escursionisti.
segnico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che concerne il segno.
segno   s.m.    • 1 •   ogni impronta visibile lasciata da qualcosa; oggetto o figura che serve a distinguere o a indicare: i segni delle ruote sulla neve; fare un segno con la penna; porta ancora il segno delle ferite  | segno di riconoscimento, qualsiasi cosa che serva a far riconoscere una persona: come segno di riconoscimento portava una rosa all'occhiello | segno di croce, in forma di croce, tracciato dagli analfabeti in luogo della firma | il segno della croce, gesto in forma di croce, tracciato con la mano destra dai cristiani sulla propria persona o nell'atto di benedire: fare, farsi il segno della croce | segni particolari, connotati fisici peculiari (macchie, nei, cicatrici ecc.) che consentono di identificare più facilmente una persona | lasciare il segno, (fig.) si dice di fatto che ha conseguenze, effetti duraturi, che rimane impresso nella memoria | tenere, perdere il segno, segnare, non trovare più il punto in cui si è arrivati leggendo. dim. segnetto, segnettino, segnino, segnuccio  pegg. segnaccio    • 2 •   ogni figura o espressione grafica usata convenzionalmente per rappresentare qualcosa; simbolo: il segno dell'addizione, della moltiplicazione; il segno del più, del meno; i segni d'interpunzione; la colomba è segno di pace | segni dello zodiaco, i dodici archi di cerchio in cui gli antichi astronomi e astrologi avevano suddiviso lo zodiaco; anche, le figure simboliche che li rappresentano    • 3 •   in semiologia, ciò che in un codice comunicativo serve per capire e trasmettere un'informazione: le luci del semaforo, i segnali stradali, taluni gesti sono segni  | segno linguistico, entità costituita dall'unione di un significante (fonico, grafico ecc) e di un significato: le parole, le frasi sono segni linguistici    • 4 •   fatto da cui si può dedurre qualcosa; indizio: segni premonitori; vi erano chiari segni di un imminente cambiamento; le tue parole sono segno di debolezza; se non parla, è segno che non vuol compromettersi; ha dato segni di pazzia | buon segno!, si dice di indizio favorevole; cattivo segno!, di indizio sfavorevole | in, come segno di, come dimostrazione, come attestazione di: in segno di amicizia; come segno di gratitudine, di riconoscenza | non dare segni di vita, sembrare morto; (fig.) non dare notizie di sé    • 5 •   cenno, gesto: parlare, intendersi a segni; gli fece segno di avvicinarsi; mi fece un segno d'intesa; gli feci segno di no    • 6 •   bersaglio: tiro a segno | colpire, cogliere, dare nel segno, (fig.) indovinare esattamente qualcosa | essere fatto segno a, di, essere oggetto di: essere fatto segno all'ammirazione, all'esecrazione generale; essere fatto segno di insulti, di accuse    • 7 •   limite, punto: sapevo che era un maleducato, ma non fino a questo segno; è presuntuoso a tal segno che non ammette mai di essere in errore | passare il segno, esagerare, superare i limiti della buona creanza | avere la testa a segno, avere la testa a posto | mettere, tenere qualcuno a segno, frenarlo | rimettere l'orologio a segno, riportarlo all'ora esatta | a segno, in marineria, si dice di bandiera alzata fino alla puleggia per la quale passa la drizza, cioè alla massima altezza rispetto al pennone: alzare a segno | raccontare per filo e per segno, con tutti i particolari e con ordine    • 8 •   (ant. , lett.) bandiera, insegna: si move contr' al sacrosanto segno  (dante par.  vi, 32)    • 9 •   (ant. , lett.) segnale: or la squilla dà segno / della festa che viene  (leopardi il sabato del villaggio  20-21)    • 10 •   (ant. , lett.) statua o altra opera di scultura; immagine: o roboam, già non par che minacci / quivi 'l tuo segno  (dante purg.  xii, 46-47).
segnore   e deriv.   ⇨ signore e deriv. 
segnorso    ⇨ signorso.
sego   s.m.    • 1 •   grasso animale giallastro, pastoso, usato come lubrificante, per fabbricare candele, sapone ecc.    • 2 •   albero del sego, pianta coltivata nelle zone tropicali dai cui semi si estrae un grasso usato per fabbricare candele (fam.  euforbiacee).
segolo   s.m.  piccola roncola a lama dentellata usata per potare gli alberi.
segoncino   s.m.  sega a mano con lama stretta e curva, munita di manico, a denti rivolti all'indietro, usata per potare gli alberi.
segoso   agg.  che contiene sego; che ha sapore o aspetto di sego: un brodo segoso. 
segregamento   s.m.  (non com.) segregazione.
segregante   part. pres.  di segregare  agg.  che segrega | (dir.) si dice di sistema carcerario che comporta l'isolamento dei detenuti.
segregare   v. tr.  [io sègrego, tu sègreghi ecc.] allontanare, separare dagli altri: segregare i malati contagiosi; segregare un detenuto pericoloso  | segregarsi v. rifl.  appartarsi, isolarsi: si è segregato dal resto del mondo. 
segregato   part. pass.  di segregare  agg.  separato, diviso dagli altri: vive segregato, senza vedere nessuno  § segregatamente avv. 
segregazione   s.f.  il segregare, il segregarsi, l'essere segregato: vivere in segregazione | segregazione cellulare, pena per cui il condannato deve stare in una cella, separato dagli altri | segregazione razziale, sistema, applicato da governi razzisti in alcuni paesi a popolazione mista, per cui i non bianchi sono tenuti il più possibile separati dai bianchi e vengono esclusi dalla partecipazione alla vita politica e civile; discriminazione razziale, apartheid.
segregazionismo   s.m.  politica di segregazione razziale.
segregazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene, pratica il segregazionismo | usato anche come agg.  : politica segregazionista. 
segregazionistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del segregazionismo, dei segregazionisti: politica segregazionistica. 
segreta   (1) rar. secreta, s.f.    • 1 •   elemento dell'armatura medievale, consistente in una retina d'acciaio che si portava sotto l'elmo per una maggiore protezione del capo    • 2 •   cella isolata e per lo più senza finestre, in cui un tempo si tenevano chiusi i prigionieri che non dovevano comunicare con nessuno.
segreta   (2) s.f.  (lit.) secreta.
segretare   v. tr.  [io segréto ecc] (dir.) disporre, da parte di un magistrato, la segretazione di atti.
segretaria   s.f.  donna che svolge mansioni di segretario: la segretaria di una scuola; la segretaria del direttore. 
segretariale   agg.  di segreteria, proprio del segretario: mansioni segretariali. 
segretariato   s.m.  ufficio, carica di segretario generale di una grande organizzazione; la durata di tale carica; la sede in cui il segretario generale svolge le sue mansioni e il personale che a lui fa capo: il segretariato delle nazioni unite. 
segretariesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) di, da segretario: tono, stile segretariesco, freddo e burocratico.
segretario   ant. o pop. secretario, s.m.    • 1 •   (ant.) persona a cui si affidano incarichi segreti | il segretario fiorentino, per antonomasia, n. machiavelli    • 2 •   chi, in un'azienda, in un ufficio, cura gli affari correnti, spec. di minore entità, svolge incarichi di fiducia come il disbrigo della corrispondenza, il tenere nota degli impegni, il rispondere al telefono ecc.: il segretario del direttore; il segretario particolare del ministro | fare da segretario a qualcuno, aiutarlo in qualche occasione (anche scherz) | il segretario galante, titolo di libri, usati nel passato, che contenevano modelli di lettere amorose    • 3 •   chi ha il compito di redigere i verbali e i resoconti di riunioni, assemblee e sim.: il segretario del collegio dei docenti, dell'assemblea degli azionisti  | chi, in enti pubblici o privati, tiene i registri, comunica le deliberazioni, rilascia documenti, svolge compiti di coordinamento ecc.: il segretario di una scuola; il segretario comunale, provinciale | segretario di edizione, chi, durante la lavorazione di un film, è incaricato di provvedere a tutte le necessità di carattere amministrativo e organizzativo | segretario di redazione, in giornali e riviste, chi cura i rapporti con i collaboratori e gli altri aspetti organizzativi    • 4 •   chi dirige l'attività di un'associazione, di un partito e sim.: il segretario generale dell'onu; il segretario del partito socialista | segretario di stato, in alcuni stati (stati uniti, vaticano), il ministro degli esteri; in italia, titolo che spetta a tutti i ministri.
segretazione   s.f.  (dir.) misura con cui l'autorità giudiziaria dispone, in caso di necessità, la prosecuzione del segreto d'ufficio su atti che di norma potrebbero ormai essere resi pubblici.
segreteria   s.f.    • 1 •   ufficio, carica di segretario; la durata di tale carica: lasciare la segreteria del partito; durante la sua segreteria  | la sede dell'ufficio e il complesso delle persone addette: andare in segreteria; la segreteria è in ferie    • 2 •   segreteria di stato, il dicastero che, in alcuni paesi (stati uniti, vaticano), presiede ai rapporti con l'estero    • 3 •   segreteria telefonica, apparecchio in grado di rispondere automaticamente alle telefonate con un messaggio preregistrato e di registrare a propria volta le comunicazioni di chi chiama; il servizio effettuato con tale dispositivo    • 4 •   mobile antico a cassetti, per lo più segreti, in cui si conservavano lettere, documenti e anche oggetti di valore.
segretezza   s.f.    • 1 •   l'essere segreto: la segretezza di un incontro, di un documento | in tutta segretezza, in gran segreto    • 2 •   la capacità di serbare un segreto: contare sulla segretezza di qualcuno. 
segreto   (1) lett. secreto, agg.    • 1 •   (lett.) appartato, nascosto: ora sen va per un secreto calle  (dante inf.  x, 1) | (fig.) intimo, riposto: sento gli avversi numi, e le secrete / cure che al viver tuo furon tempesta  (foscolo sonetti)    • 2 •   conosciuto da pochi; che va tenuto nascosto: virtù segrete; passaggio segreto; trattato, accordo, colloquio segreto; società segreta  | cameriere segreto, dignitario della corte pontificia    • 3 •   non accessibile o accessibile soltanto a poche persone: archivio segreto    • 4 •   che non rivela ciò che è venuto a sapere o che gli è stato confidato; riservato: un uomo segreto e fidato  | che tiene nascosta la vera identità: un agente segreto  § segretamente avv.  in segreto, di nascosto.
segreto   (2) lett. secreto, s.m.    • 1 •   cosa che si tiene nascosta dentro di sé e non si vuole o non si può rivelare a nessuno; ciò che è conosciuto da pochi e non si deve divulgare: custodire, serbare, svelare un segreto; mettere qualcuno a parte di un segreto; segreto epistolare, professionale, istruttorio, d'ufficio; segreto bancario, quello che la banca è tenuta a osservare riguardo alle operazioni compiute con i suoi clienti, fatta eccezione per alcuni casi previsti dalla legge; segreto sacramentale, quello a cui è obbligato il confessore; segreto di stato, notizia che deve rimanere segreta per la sicurezza dello stato | in segreto, in gran segreto, di nascosto: agire, incontrarsi in segreto  | essere un segreto di pulcinella, (scherz.) si dice di cosa che si fa passare come segreta ma che tutti sanno    • 2 •   ogni espediente, mezzo o artificio che si tiene celato per utilità, per prudenza o per raggiungere determinati scopi: conoscere il segreto del successo; apprendere tutti i segreti del mestiere    • 3 •   congegno complicato e nascosto per il funzionamento di serrature: cassaforte col segreto    • 4 •   (lett.) parte recondita, intima: nel segreto del proprio animo. 
seguace   agg.  (ant.) che segue; successivo: nel polveroso agosto, / o nel mese dinanzi o nel seguace  (ariosto o. f.  x, 105)  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi segue e sostiene una dottrina, una scuola, un maestro e sim.: i seguaci dell'aristotelismo; i seguaci di cristo, di maometto    • 2 •   (fig. poet.) affluente di un fiume: la marina dove 'l po discende / per aver pace co' seguaci sui  (dante inf.  v, 98-99).
seguente   part. pres.  di seguire  agg.  che viene subito dopo nel tempo, nello spazio, in un ordine: il giorno seguente; la pagina, il capitolo seguente  s. m.  e f.  chi segue ad altri; il successivo: si accomodi il seguente!. 
segugio   s.m.    • 1 •   cane da caccia di media taglia, dall'odorato finissimo, con muso lungo, occhi prominenti, ampie orecchie pendenti, pelo raso    • 2 •   (fig.) poliziotto, agente investigativo, spec. in quanto dotato di particolare abilità nel rintracciare i criminali.
seguidilla   s.f. invar.  danza popolare spagnola, d'andamento più o meno vivace e ritmo ternario.
seguimento   s.m.  (rar.) il seguire; seguito.
seguire   v. tr.  [io séguo ecc.  (ant. io seguisco, tu seguisci ecc.); pass. rem. io seguìi  (ant. seguètti), tu seguisti ecc.]    • 1 •   andare, tener dietro a qualcuno o a qualcosa; accompagnare: il cane segue il padrone; il tuono segue il lampo; nell'ordine alfabetico y è seguito da z | seguire di nascosto, pedinare    • 2 •   procedere secondo una determinata direzione, prendendo qualcosa come punto di riferimento: seguire la rotta, un sentiero | seguire la corrente, (fig.) pensare, agire alla maniera dei più    • 3 •   (estens.) accompagnare con lo sguardo, con l'attenzione, per controllare, sorvegliare; non perdere di vista: seguiva la scena con gli occhi; segue i figli nello svolgimento dei compiti; la polizia segue i suoi movimenti  | (fig.) tenersi al corrente, aggiornato su qualcosa: seguire la politica, le novità editoriali    • 4 •   assistere, partecipare, interessarsi a un evento che ha una certa durata nel tempo: seguire una partita di calcio, un film in televisione; seguire una lezione; seguire un corso, frequentarlo    • 5 •   (fig.) aderire, attenersi, conformarsi (a un modello, una dottrina, un'idea e sim.); farsi seguace di qualcuno: platone seguì l'insegnamento di socrate; gli apostoli seguirono cristo; seguire un consiglio, un suggerimento, le prescrizioni del medico, attenervisi; seguire la moda, uniformarsi ai suoi dettami; seguire un sistema, un metodo, applicarlo, metterlo in pratica; seguire un esempio, imitarlo | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   venire dopo nel tempo, nello spazio o in un ordine; accadere successivamente o in conseguenza di qualcosa: il grado di capitano segue a quello di tenente; alla tempesta seguì la bonaccia; ne seguì una lite violenta | con quel che segue, si dice per abbreviare un discorso che in parte almeno si ritiene già noto    • 2 •   continuare, avere séguito: l'articolo segue a pag.    • 5 •    • 3 •   (lett.) avvenire, accadere: due fatti... scelti non come i più atroci tra quelli che seguivano giornalmente  (manzoni p. s.  xxxii).
seguitabile   agg.  (rar.) che si può seguitare.
seguitare   v. tr.  [io séguito ecc.]    • 1 •   (ant.) seguire: or dì a fra dolcin dunque che s'armi, /... / s'ello non vuol qui tosto seguitarmi  (dante inf.  xxviii, 55-57)    • 2 •   continuare: seguitare il discorso  | v. intr.  [aus. essere  e avere]    • 1 •   proseguire, continuare: hanno seguitato a parlare per due ore; la pioggia è seguitata fino a tarda sera    • 2 •   (lett.) venire dopo, seguire: tosto vedrete il cielo / imbiancar novamente, e sorger l'alba: / alla qual poscia seguitando il sole  (leopardi il tramonto della luna  56-58)    • 3 •   (lett.) venire di conseguenza, conseguire: nascendo la sicurtà di tutti ne seguita in gran parte la satisfazione universale  (guicciardini).
seguitatore   s.m.  [f. -trice] (ant.) chi segue; seguace.
seguito   s.m.    • 1 •   l'insieme delle persone che costituiscono l'accompagnamento, la scorta di un alto personaggio: il seguito del re, di un ministro    • 2 •   il complesso di coloro che sono fautori, sostenitori di una teoria, una dottrina, un personaggio e sim.; per estens., il consenso, il favore stesso tributati: idee che trovano largo seguito; un cantante che ha poco seguito    • 3 •   serie di cose che si succedono, sequenza: la sua vita è stata tutta un seguito di disgrazie    • 4 •   la parte seguente; proseguimento, continuazione: leggere il seguito della storia; il seguito al prossimo numero, formula con cui, nei romanzi o racconti pubblicati a puntate su giornali e periodici, il lettore viene avvertito che la narrazione continuerà nel numero successivo | di seguito, subito dopo, senza interruzione | in seguito, poi, più avanti | in seguito a, per conseguenza di, a causa di | far seguito a, (burocr.) rispondere, riferirsi a    • 5 •   (fig.) effetto, conseguenza: l'incidente non ebbe seguito; la discussione restò senza seguito    • 6 •   (non com.) il seguire, inseguimento: cani da seguito, cani segugi capaci di scovare la preda e d'inseguirla; caccia al seguito, fatta con i segugi.
segusino   agg.  di susa, comune in provincia di torino  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di susa.
sei   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a cinque unità più una; nella numerazione araba è rappresentato da 6, in quella romana da vi: un bambino di sei anni  | sottintendendo il sostantivo: i primi sei (concorrenti) classificati    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: il giorno sei del mese  | sottintendendo il sostantivo: le (ore) sei, antimeridiane o pomeridiane  s.m.    • 1 •   il numero sei | come voto scolastico di minima sufficienza: prendere sei in un tema, in un'interrogazione    • 2 •   la cifra o le lettere che rappresentano il sei.
seicentesco    ⇨ secentesco.
seicentesimo    ⇨ secentesimo.
seicentismo   e deriv.   ⇨ secentismo e deriv. 
seicento   tosc. o lett. secento, agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a sei volte cento; nella numerazione araba è rappresentato da 600, in quella romana da dc: un volume di seicento pagine    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: l'anno seicento d. c.   s.m. invar.    • 1 •   il numero seicento    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero seicento    • 3 •   il seicento, per antonomasia, il sec. xvii | s.f.  nome commerciale di un'autovettura utilitaria, originariamente di circa 600 cm3 di cilindrata, prodotta in italia.
seienne   o seenne, agg.  (rar.) che ha sei anni di età che dura da sei anni o ha avuto la durata di sei anni.
seigiorni   o sei giorni, s.f.  (sport) gara ciclistica su pista, della durata di sei giorni, che si disputa a coppie.
seigiornista   s.m.  [pl. -sti] corridore ciclista che partecipa a una seigiorni.
seireme    ⇨ sereme.
selaci   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci cartilaginei marini di notevoli dimensioni, con il corpo fusiforme rivestito di squamette placoidi che rendono la pelle ruvida (zigrino) e con bocca ventrale armata di numerose file di denti aguzzi; vi appartengono gli squali | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
selaginella   s.f.  (bot.) genere di piante delle regioni tropicali e subtropicali, con fusto strisciante coperto di foglie a forma di squama (fam.  selaginellacee).
selaginellacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante pteridofite a cui appartiene la selaginella | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
selbastrella    ⇨ salvastrella.
selce   ant. selice [sè-li-ce], s.f.    • 1 •   (geol.) roccia sedimentaria formata da quarzo microcristallino, generalmente molto dura, usata nelle pavimentazioni stradali, come materiale da costruzione, nella fabbricazione di macine ecc.; nell'antichità si usava anche come pietra focaia    • 2 •   ciottolo di selce | blocchetto di selce o di altra pietra dura, squadrato, per pavimentare strade, rivestire scarpate    • 3 •   (ant.  o poet.) pietra in genere: che 'l petto mi si fe' quasi una selice  (sannazaro).
selciaio   o selciaiolo, s.m.  lo stesso che selciatore. 
selciare   v. tr.  [io sélcio ecc.] ricoprire il suolo di strade, di piazze ecc. con lastre di pietra o di altra pietra dura, con cubetti di porfido e sim.
selciata   s.f.    • 1 •   (region.) colpo dato con un selcio; sassata    • 2 •   (non com.) strada selciata.
selciato   part. pass.  di selciare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  pavimentazione costituita da selci o da altre pietre dure, usata per strade, piazze, cortili | (estens.) pavimentazione stradale in genere.
selciatore   s.m.  operaio specializzato nella selciatura del suolo.
selciatura   s.f.  operazione del selciare; il selciato stesso e il modo in cui è realizzato.
selcino   s.m.  (region.) selciatore.
selcio   s.m.  (region.) selce per pavimentazione stradale.
selcioso   agg.  (non com.) che ha natura o aspetto di selce.
seleniano   s.m.  [f. -a] immaginario abitante della luna  agg.  detto di ipotetiche forme di vita lunari.
seleniato   agg.  (chim.) si dice dei sali dell'acido selenico | idrogeno seleniato, acido selenidrico.
selenico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (lett.) lunare: paesaggio selenico. 
selenico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido formato da un atomo di selenio, due di idrogeno e quattro di ossigeno, i cui sali sono i seleniati.
selenidrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido formato da due atomi di idrogeno e uno di selenio i cui sali sono i seleniuri, detto anche idrogeno seleniato.
selenio   s.m.  elemento chimico di simbolo se; è un non metallo (o metalloide) assai simile allo zolfo, amorfo o cristallino, di lucentezza metallica, buon conduttore dell'elettricità quando è colpito dalla luce; nei suoi composti ha valenze 2,    • 4 •   o 6.
selenioso   agg.  (chim.) si dice dell'acido formato da un atomo di selenio, due di idrogeno e tre di ossigeno, i cui sali sono i seleniti.
selenita   o selenite, s.m.  e f.  [pl. m. -ti] (lett.) immaginario abitante della luna; seleniano.
selenite   s.f.  (min.) varietà di gesso.
selenitico   (1) agg.  [pl. m. -ci] relativo alla luna, lunare: suolo selenitico. 
selenitico   (2) agg.  relativo alla selenite; contenente selenite.
selenito   agg.  si dice dei sali dell'acido selenioso.
seleniuro   agg.  (chim.) si dice dei sali dell'idrogeno seleniato, o di eteri in cui al selenio sono collegati due radicali organici.
seleno-  seleno- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, formate modernamente dal gr. selénì  'luna' (selenografia).
selenodesia   s.f.  branca dell'astronomia che studia la forma della luna e ne cura le misurazioni e la rappresentazione grafica.
selenodonte   agg.  (zool.) si dice dei molari dei ruminanti, la cui corona presenta pliche a forma di mezzaluna.
selenografia   s.f.  studio e descrizione cartografica della luna.
selenografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la selenografia: indagini selenografiche. 
selenografo   s.m.  [f. -a] studioso di selenografia.
selenologia   s.f.  branca dell'astronomia che ha per oggetto di studio la luna.
selenologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la selenologia.
selenologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di selenologia.
selenosi   s.f.  (med.) intossicazione da selenio.
selenotopografia   s.f.  topografia del suolo lunare.
selettività   s.f.    • 1 •   l'essere selettivo    • 2 •   proprietà di sostanze o dispositivi di operare una selezione; in partic., proprietà di un ricevitore di separare il segnale elettrico che si vuole ricevere da quelli a diversa frequenza; proprietà di un risonatore di separare la frequenza che si vuole amplificare dalle altre; proprietà ottica di una sostanza di assorbire determinati colori e non altri.
selettivo   agg.    • 1 •   capace di selezionare: mente selettiva  | basato sulla selezione: criterio selettivo  | incline a selezionare; di gusti difficili: essere selettivo nella scelta degli amici    • 2 •   si dice di apparecchio o sostanza che presenta selettività § selettivamente avv.  con criterio, in modo selettivo.
selettocoltura   s.f.  lo stesso che breeding. 
selettore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi compie una selezione    • 2 •   dispositivo che consente di operare una selezione; in partic., organo che, nella commutazione telefonica automatica, consente di scegliere la linea ricercata dall'abbonato; nella macchina fotografica, dispositivo che seleziona automaticamente tempi d'esposizione e apertura del diaframma; nel televisore, comando per la selezione di sintonia e canali; nella macchina per scrivere, comando per la scelta dello spazio di interlinea.
selezionamento   s.m.  il selezionare; selezione.
selezionare   v. tr.  [io selezióno ecc.] operare una selezione; scegliere il meglio o quanto è richiesto: selezionare i migliori allievi. 
selezionato   part. pass.  di selezionare  agg.  scelto: elementi selezionati | razze selezionate, razze di animali domestici migliorate mediante un processo di selezione § selezionatamente avv. 
selezionatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi seleziona  s.m.  (sport) tecnico che seleziona gli atleti con cui formare una squadra rappresentativa.
selezionatrice   s.f.  macchina che opera una selezione.
selezione   s.f.    • 1 •   scelta degli elementi migliori o che presentano determinate caratteristiche o che appaiono i più adatti per un determinato scopo: fare, operare una selezione; la selezione dei concorrenti; selezione professionale, procedimento, su presupposti scientifici, che mira ad aiutare un individuo nella ricerca del lavoro più adatto alle sue capacità e alle sue attitudini | selezione attitudinale, procedimento inteso a stabilire le qualità psicofisiche dei giovani da arruolare | in biologia: selezione naturale, processo per cui gli animali e vegetali più dotati hanno maggiori probabilità di sopravvivenza; selezione artificiale, la scelta per la riproduzione, da parte dell'allevatore o del coltivatore, di individui che danno migliori garanzie di rendimento | selezione diretta, (telecom.) teleselezione | selezione passante, (telecom.) sistema di selezione telefonica per cui un centralino passa automaticamente a chi chiama dall'esterno i singoli utenti interni, senza intervento del centralinista    • 2 •   insieme di cose o persone scelte con un dato criterio, per un dato scopo: una selezione di candidati; una selezione di brani musicali; la selezione azzurra si è qualificata per la finale. 
selezionistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) che si fonda sulla selezione: procedimento selezionistico. 
self-area  self-area s.f. invar.  stazione di servizio con distributore automatico di carburante.
self-control  self-control s.m. invar.  controllo di sé.
self-government  self-government s.m. invar.  autogoverno.
self-made man  self-made man loc. sost. m. invar.  uomo che si è fatto da sé, che deve il proprio successo sociale o professionale esclusivamente ai meriti e agli sforzi personali.
self-service  self-service s.m. invar.  ristorante o altro esercizio in cui i clienti si servono da sé.
selice    ⇨ selce.
sella   s.f.    • 1 •   sedile, per lo più di cuoio, che si fissa sul dorso della cavalcatura: gli animali da sella; cavallo da sella, atto a essere cavalcato; montare in sella, a cavallo; scendere, cadere di sella, da cavallo; stare in sella, cavalcare | sbalzare di sella qualcuno, (fig.) prendergli il posto in una carica, in un ufficio ecc. | rimettersi in sella, (fig.) riguadagnare una posizione perduta o che si stava per perdere. dim. selletta, sellina, sellino  (m.) accr. sellona    • 2 •   sedile, generalmente molleggiato, della bicicletta o della motocicletta    • 3 •   sella curule, (archeol.) sedile senza schienale e braccioli che in roma antica era prerogativa degli alti magistrati    • 4 •   valico montano ampio e poco profondo    • 5 •   nel linguaggio tecnico e scientifico, termine generico con cui si indica qualsiasi corpo od oggetto che abbia forma di sella o svolga una funzione di sostegno | (mar.) a terra, supporto destinato a sostenere un'imbarcazione durante i lavori di allestimento o di manutenzione; a bordo, sostegno per picchi di carico e imbarcazioni    • 6 •   sella turcica, (anat.) cavità nel corpo dello sfenoide nella quale è contenuta l'ipofisi    • 7 •   (tosc.) parte del dorso dell'agnello macellato.
sellaio   s.m.  artigiano che fabbrica o ripara selle, valigie e altri oggetti di cuoio | cucitura a sellaio, grossa cucitura fatta all'esterno di alcuni tipi di borse e di guanti.
sellare   v. tr.  [io sèllo ecc.] provvedere di sella: sellare un cavallo. 
sellatura   s.f.  l'operazione del sellare.
selleria   s.f.    • 1 •   bottega del sellaio    • 2 •   la tecnica di fabbricazione delle selle, dei finimenti e sim.; anche, l'insieme di tali prodotti | (estens.) il rivestimento interno, di pelle o altro materiale, degli autoveicoli: la selleria dell'automobile    • 3 •   in una scuderia, locale adibito a deposito di selle e finimenti.
selletta   s.f.  nei finimenti da tiro del cavallo, parte superiore della fascia che cinge le reni e continua nel sottopancia.
sellificio   s.m.  stabilimento in cui si fabbricano selle e finimenti.
sellino   s.m.    • 1 •   dim.  di sella  | piccola sella, generalmente molleggiata, di bicicletta o motocicletta    • 2 •   nei finimenti da tiro del cavallo, parte che cinge la schiena    • 3 •   imbottitura che, applicata nella parte posteriore degli abiti femminili di fine ottocento, serviva a tener rialzato il drappeggio della gonna.
sellisternio   s.m.  nella roma antica, banchetto sacro in cui si offrivano vivande alle divinità femminili.
seltz    ⇨ selz.
selva   s.f.    • 1 •   bosco, per lo più fitto ed esteso    • 2 •   (fig.) quantità di cose o di persone fitta come una selva; moltitudine confusa: una selva di capelli; una selva di cifre, di errori; una selva di soldati  | (lett.) denominazione che si dava a raccolte di appunti, o a libri che raccoglievano pensieri, passi di autori intorno a vari argomenti: le selve del poliziano    • 3 •   (poet.) albero, legno: e non se trasformasse in verde selva / per uscirmi di braccia  (petrarca canz.  xxii, 34-35).
selvaggina   ant. salvaggina, s.f.  denominazione generica degli animali selvatici che si cacciano e si mangiano : selvaggina di penna, costituita dagli uccelli; selvaggina di pelo, costituita dai mammiferi.
selvaggio   ant. salvaggio, agg.  [pl. f. -ge]    • 1 •   che vive, che cresce nelle selve: animale selvaggio; fiore selvaggio    • 2 •   (estens.) non coltivato; deserto, disabitato: landa, valle selvaggia  | (fig. lett.) orrido, pauroso: la gola selvaggia di un monte    • 3 •   di persona, che vive lontano dai centri della civiltà moderna; primitivo: tribù selvaggia  | (estens.) rozzo, zotico: natio borgo selvaggio  (leopardi le ricordanze  30)    • 4 •   di cosa, che è l'espressione di una civiltà primitiva: costumi, riti selvaggi    • 5 •   (fig.) crudele, efferato, disumano: un selvaggio omicidio    • 6 •   incontrollato, non regolamentato: inflazione, ristrutturazione selvaggia  | si dice di sciopero attuato da gruppi di lavoratori indipendentemente dal sindacato, oppure di quello attuato da sindacati corporativi in forme particolarmente pesanti; nel linguaggio giornalistico entra in formule espressive come: aquila selvaggia, sciopero dei piloti d'aereo; locomotiva selvaggia, sciopero dei ferrovieri    • 7 •   (poet.) non pratico, inesperto: la turba che rimase lì, selvaggia / parea del loco  (dante purg.  ii, 52-53)  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi non è partecipe della civiltà moderna e conduce una vita ancora primitiva: i selvaggi dell'amazzonia    • 2 •   (fig.) persona ribelle, non socievole o maleducata: quei bambini sono dei piccoli selvaggi  § selvaggiamente avv.  in modo selvaggio; da selvaggio | (fig.) con furia selvaggia: infierire selvaggiamente su qualcuno, su qualcosa. 
selvaggiume   o salvaggiume, s.m.  (ant.) selvaggina.
selvastrella    ⇨ salvastrella.
selvatichezza   meno com. salvatichezza, s.f.    • 1 •   l'essere selvatico    • 2 •   (lett.) rozzezza.
selvatico   pop. tosc. salvatico, agg.  [pl. m. -ci  (ant. o region. -chi)]    • 1 •   si dice di pianta o animale che nasce e cresce liberamente, senza l'intervento dell'uomo: rose selvatiche; coniglio selvatico | porco selvatico, cinghiale    • 2 •   (estens.) di animale, poco docile; di persona, non socievole, ritrosa: non molestare questo gatto, è selvatico; è un bravo ragazzo, ma un po' selvatico    • 3 •   detto di luogo, ricco di vegetazione spontanea; incolto, selvaggio    • 4 •   (rar.) barbaro, rozzo: parole così eteroclite, così bisbetiche, così salvatiche, che l'alfabeto della lingua non ha i segni per indicarne il suono  (manzoni p. s.  xii) § selvaticamente avv. 
selvaticume   s.m.  (spreg.) insieme di cose, persone o animali selvatici.
selvicoltore   o silvicoltore, silvicultore, s.m.  chi si dedica alla selvicoltura.
selvicoltura   o silvicoltura, silvicultura, s.f.  scienza che studia la coltivazione e la conservazione dei boschi.
selvoso   ant. silvoso, agg.  (lett.)    • 1 •   ricco, coperto di selve: in su l'ombroso dosso / del silvoso appennin  (ariosto o. f.  xiv, 99)    • 2 •   (fig.) fitto come una selva: scorrea con giovanile / man pel selvoso mento / del precettor gentile  (parini).
selz   o seltz, s.m.  acqua resa gassosa con l'aggiunta di anidride carbonica, usata per preparare bevande: vermut con selz. 
sema   s.m.  [pl. -mi] (ling.) l'unità minima di significazione; non è autosufficiente e si realizza soltanto all'interno di un semema.
semaforico   agg.  [pl. m. -ci] di semaforo, di semafori: impianto semaforico. 
semaforista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto alla manovra o alla manutenzione di semafori o di altre apparecchiature di segnalazione.
semaforizzare   v. tr.  provvedere di semafori; regolamentare mediante semafori: semaforizzare il traffico. 
semaforizzazione   s.f.  il semaforizzare, l'essere semaforizzato: la semaforizzazione di un incrocio. 
semaforo   s.m.    • 1 •   apparecchio che regola il traffico stradale emettendo luci di colore verde, giallo e rosso: semaforo verde, indica via libera; semaforo rosso, indica obbligo di fermarsi; semaforo giallo, invita a fare attenzione, a procedere con cautela | semaforo ferroviario, quello che regola il traffico ferroviario, detto anche segnale    • 2 •   stazione radiotelegrafica e telefonica, posta in punti ben visibili di una costa, che serve per segnalazioni alle navi e per rilievi meteorologici.
semaio   s.m.  [f. -a] (non com.)    • 1 •   chi vende semi di zucca salati e abbrustoliti    • 2 •   chi vende semi di piante    • 3 •   chi vende uova di bachi da seta.
semantema   s.m.  [pl. -mi] (ling.) in una parola, la parte di segno che porta il significato distinguendosi dalle parti grammaticali, cioè da prefissi, suffissi, desinenze (p. e. corr-, indicante l'idea di 'correre', in corr- erò, corr- ente, pre-corr- ere, ri-corr- ente ecc.).
semantica   s.f.  (ling.) ramo della linguistica e, più in generale, della teoria dei linguaggi (anche artificiali e simbolici), che studia il significato dei simboli e dei loro raggruppamenti; nel caso delle lingue, studia il significato delle parole, delle frasi, dei singoli enunciati : semantica descrittiva, comparativa, storica  | in logica matematica, disciplina che, fissando l'insieme delle regole che presiedono all'interpretazione di un linguaggio formale, studia le relazioni fra le formule del linguaggio e le entità extralinguistiche nei cui termini vengono interpretate | in quanto settore della semiotica, studio della relazione tra i segni e ciò a cui essi si riferiscono, distinto dalla sintattica e dalla pragmatica.
semanticità   s.f.  l'essere semantico; la proprietà di ciò che ha un significato.
semantico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo alla semantica: studio semantico    • 2 •   che riguarda il significato di una parola: mutamento semantico  § semanticamente avv.  dal punto di vista semantico.
semantista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di semantica.
semasiologia   s.f.  semantica; più specificamente, studio del rapporto tra il significato di base di una parola e i suoi molteplici sensi e riferimenti, in contrapposizione all'onomasiologia, che è lo studio delle relazioni tra un certo senso o riferimento e le molte parole che possono esprimerlo.
semasiologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla semasiologia.
semasiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di semasiologia; semantista.
semata   s.f.  bibita rinfrescante a base di semi pestati di orzo, zucca, melone o sim.
sembiante   poet. semblante, sembrante, s.m.  (lett.)    • 1 •   riferito a persona, l'aspetto, l'espressione del volto; sembianza: lo suo tacere e 'l trasmutar sembiante / puoser silenzio al mio cupido ingegno  (dante par.  v, 88-89) | in sembiante  (o in sembianti), in apparenza: giovine di anni e rugoso in sembiante  (foscolo sonetti) | far sembiante  (o far sembianti), mostrare con l'espressione del volto, con l'atteggiamento: senza farne sembiante, o cercando almeno di non farlo, stava in orecchi  (manzoni p. s.  xv) | mostrar sembiante, (ant.) dare a vedere, manifestarsi: tito... sì fortemente, senza alcun sembiante mostrarne, di lei s'accese  (boccaccio dec.  x, 8)    • 2 •   riferito a cosa, aspetto esterno, apparenza: un lago che per gelo / avea di vetro e non d'acqua sembiante  (dante inf.  xxxii, 23-24)  agg.  (ant.) somigliante: e 'l vedean poscia... / a l'acute piramidi sembiante, / sottile invèr la cima, e 'n mezzo grosso  (tasso g. l.  xv, 34).
sembianza   poet. semblanza, sembranza, s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   somiglianza: tutti fatti a sembianza d'un solo, / figli tutti d'un solo riscatto  (manzoni il conte di carmagnola)    • 2 •   aspetto, espressione del volto | far sembianza  (o sembianze), (ant.) manifestare: mi volsi a beatrice, ed essa pronte / sembianze femmi perch'io spandessi / l'acqua di fuor del mio interno fonte  (dante par.  xxiv, 55-57)    • 3 •   l'aspetto esteriore, le fattezze di una persona: una donna di bellissime sembianze    • 4 •   aspetto, apparenza di una cosa: oh dilettose e care / mentre ignote mi fur l'erinni e il fato / sembianze agli occhi miei  (leopardi ultimo canto di saffo  4-6) | falsa apparenza: sotto le sembianze dell'amico si nascondeva il traditore. 
sembiare    ⇨ sembrare.
semblante   e deriv.   ⇨ sembiante e deriv. 
semblare    ⇨ sembrare.
sembraglia   s.f.  (ant.)    • 1 •   adunata di cavalieri    • 2 •   combattimento, mischia.
sembrante   e deriv.   ⇨ sembiante e deriv. 
sembrare   ant. sembiare, semblare, v. intr.  [io sémbro ecc. ; aus. essere] assomigliare, avere l'aspetto o l'apparenza di un'altra persona o di un'altra cosa: sembrava un tipo intelligente; sembra tutto suo padre; non sembri più tu; è un ricamo che sembra fatto a mano; ed una lupa, che di tutte brame / sembiava carca ne la sua magrezza  (dante inf.  i, 49-50) | v. intr. impers.  [aus. essere] dare l'impressione: sembra che il peggio sia passato. 
seme   s.m.    • 1 •   (bot.) parte del frutto, derivata dall'ovulo fecondato e contenente l'embrione, dalla cui germinazione ha origine una nuova pianta: il seme della mela, della viola; il seme del grano, il chicco; il seme della ciliegia, della pesca, il nocciolo | olio di semi, quello non d'oliva, ricavato dai semi oleosi di varie piante | semi di zucca, ovali e appiattiti, che si mangiano salati e leggermente abbrustoliti | seme santo, i fiori disseccati del santonico, da cui si estrae la santonina | seme (da) bachi, le uova del baco da seta. dim. semino    • 2 •   con valore collettivo, semente: spargere, sotterrare il seme; porre a seme il terreno, prepararlo per la semina; grano da seme, conservato per la semina | in loc. fig.: delle persone oneste se n'è perduto il seme!, non ne nascono più tenere qualcosa per seme, (scherz.) custodirla gelosamente    • 3 •   (fig.) origine, principio, causa: il seme dell'odio; gettare il seme di una dottrina; ma se le mie parole esser dien seme / che frutti infamia al traditor ch'i' rodo  (dante inf.  xxxiii, 7-8)    • 4 •   (lett.) antenati, progenitori: bestemmiavano dio e lor parenti, / l'umana spezie e 'l luogo e 'l tempo e 'l seme / di lor semenza  (dante inf.  iii, 103-105) | stirpe, discendenza: similemente il mal seme d'adamo / gittansi di quel lito ad una ad una  (dante inf.  iii, 115-116)    • 5 •   ciascuno dei quattro simboli delle carte da gioco napoletane (denari, bastoni, spade, coppe) o francesi (cuori, quadri, fiori, picche)    • 6 •   sperma: la banca del seme. 
semeiografia    ⇨ semiografia.
semeiologia   e deriv.   ⇨ semiologia e deriv. 
semeiotica   s.f.    • 1 •   parte della medicina che studia i sintomi delle malattie a scopo diagnostico    • 2 •   nelle scienze umane, lo stesso, ma meno com., che semiotica. 
semeiotico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la semeiotica, la semiotica.
semel   pop. tosc. semelle [sè-mel-le], s.m.  panino tondo o allungato di fior di farina, molto leggero, da inzuppare nel caffellatte.
semema   s.m.  [pl. -mi] (ling.) insieme di tratti semantici (semi) che si concretizza in un lessema.
sementa   s.f.    • 1 •   (agr.) l'operazione del seminare, spec. il grano; l'epoca in cui si compie tale operazione: far la sementa; essere prossimi alla sementa    • 2 •   semente: con un largo gesto delle braccia, / spargon li adulti la sementa  (d'annunzio)    • 3 •   (fig.) origine, principio: quinci comprender puoi ch'esser convene / amor sementa in voi d'ogne virtute  (dante purg.  xvii, 103-104).
sementare   v. tr.  [io seménto ecc.] (non com.) seminare.
sementativo   agg.  (non com.) atto a essere seminato; seminativo.
semente   s.f.  (agr.) insieme di semi della stessa specie destinati alla semina.
sementiere   s.m.  [f. -a] selezionatore di sementi.
sementino   agg.  (non com.) adatto alla semina: tempo sementino | aratro sementino, piccolo aratro per tracciare solchi nei quali si sparge la semente.
semenza   s.f.    • 1 •   (agr.) semente    • 2 •   (pop.) semi di zucca salati e abbrustoliti    • 3 •   (fig. lett.) origine, principio: considerate la vostra semenza: / fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza  (dante inf.  xxvi, 118-120)    • 4 •   piccolo chiodo a sezione quadrata e a testa piatta, usato in calzoleria. dim. semenzetta, semenzina    • 5 •   denominazione delle perle di piccolissimo formato.
semenzaio   s.m.    • 1 •   (agr.) vivaio in cui si mettono a coltura i semi per far nascere le piantine destinate al trapianto    • 2 •   (fig.) luogo da cui provengono o in cui abbondano cose o persone di una determinata specie: quella scuola è un semenzaio di tecnici. 
semenzale   s.m.  (agr.) la piantina appena nata dal seme.
semenziero   agg.  (non com.) che riguarda le sementi: produzione semenziera. 
semestrale   agg.    • 1 •   che dura un semestre: corso semestrale; contratto d'affitto semestrale    • 2 •   che avviene ogni semestre: pagamento semestrale  § semestralmente avv.  ogni sei mesi.
semestralità   s.f.  importo dovuto semestralmente; rata semestrale.
semestralizzazione   s.f.  l'attribuire cadenza o durata semestrale.
semestre   s.m.    • 1 •   periodo di sei mesi: il primo, il secondo semestre dell'anno; corso di un semestre  | semestre bianco, nel linguaggio giornalistico, gli ultimi sei mesi di carica del presidente della repubblica italiano, durante i quali il capo dello stato non ha più facoltà di sciogliere le camere    • 2 •   (estens.) somma che si paga o si riscuote ogni sei mesi; semestralità: anticipare un semestre d'affitto. 
semi-  semi- primo elemento di parole composte derivate dal latino o di formazione moderna, dal lat. sìmi-  (corrispondente al gr. hìmi-); vale 'mezzo, per metà' (semicerchio, semidio), oppure 'in parte, quasi' (semilibero, semiserio).
-semia  -semia secondo elemento di parole composte della terminologia linguistica, formate modernamente dal gr. -sìmía, deriv. di sêma  'segno'; vale 'significato' (polisemia).
semiacerbo   agg.  mezzo acerbo, non ancora del tutto maturo.
semiala   s.f.  (aer.) ciascuna delle due parti in cui la fusoliera divide un'ala.
semianalfabeta   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -ti] che, chi sa a malapena leggere e scrivere; per estens., ignorante, illetterato.
semianalfabetismo   s.m.  condizione di semianalfabeta.
semiaperto   agg.  aperto a metà un po' aperto: finestra semiaperta. 
semiasse   s.m.  (mecc.) ognuno degli alberi che negli autoveicoli trasmettono il moto dal differenziale alle ruote.
semiautomatico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di lavorazione di macchina o di meccanismo che sia automatico solo parzialmente: tornio semiautomatico; arma da fuoco semiautomatica, che si ricarica automaticamente, ma richiede che per ogni colpo sia premuto nuovamente il grilletto.
semiautopropulso   agg.  (mil.) si dice di proietto di artiglieria dotato di un proprio motore a razzo, che entra in funzione dopo che il proietto è stato sparato, aumentandone così la velocità e la gittata.
semibarbaro   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è quasi barbaro; rozzo e incivile.
semibarriera   s.f.  barriera di un passaggio a livello, una porta carraia e sim., che occupa solo metà della strada, consentendo il passaggio in una sola direzione di marcia.
semibiscroma   s.f.  (mus.) valore di una nota o di una pausa corrispondente a 1/64 della semibreve.
semibrado   agg.  detto di allevamento di cavalli, o altri animali, brado d'estate e stabulare d'inverno.
semibreve   s.f.  nella moderna notazione musicale, il maggior valore di una nota o di una pausa (ha una durata di 4/4); intero.
semicabinato   agg.  e s.m.  si dice di piccolo motoscafo provvisto di una cabina sufficiente al riparo dei passeggeri ma non al loro pernottamento.
semicapro   s.m.  essere mitologico dal corpo in parte umano, in parte caprino; fauno.
semicatino   s.m.  (arch.) cupola a quarto di sfera che copre l'abside nelle chiese.
semicerchio   s.m.    • 1 •   (geom.) figura piana racchiusa da una semicirconferenza e dal suo diametro    • 2 •   (estens.) mezzo cerchio, mezza circonferenza: gli studenti erano disposti a semicerchio. 
semichiuso   agg.  chiuso a metà quasi chiuso: occhi semichiusi. 
semicingolato   agg.  e s.m.  si dice di autoveicolo militare in cui le ruote posteriori sono sostituite da cingoli.
semicircolare   agg.    • 1 •   in forma di semicirconferenza, di semicerchio: piazza semicircolare    • 2 •   (anat.) si dice di ciascuno dei tre canali dell'orecchio interno che fanno parte del labirinto e che, insieme all'otricolo e al sacculo, presiedono al senso dell'equilibrio.
semicircolo   s.m.  mezzo circolo; semicerchio.
semicirconferenza   s.f.  (geom.) ciascuna delle due parti in cui una circonferenza è divisa da due punti diametralmente opposti.
semico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) relativo al sema: analisi semica. 
semicoke   s.m. invar.  prodotto ottenuto per distillazione secca a bassa temperatura del litantrace; rispetto al coke, ha struttura più porosa e più friabile.
semicolto   s.m.  [f. -a] persona che ha ricevuto un'istruzione insufficiente soprattutto a garantire una pratica corretta della scrittura | anche come agg.  : scrittura semicolta. 
semiconduttore   s.m.  (fis.) sostanza elementare o composta, inorganica od organica, cristallina, la cui resistività è intermedia tra quella dei metalli e quella degli isolanti, diminuisce con l'aumento della temperatura e varia comunque in modo non lineare col variare della tensione della corrente.
semiconsonante   s.f.  (ling.) termine equivalente a semivocale, ma adoperato di preferenza per indicare le semivocali che precedono la vocale formando con essa un dittongo ascendente (p. e. i  di piatto  e u  di uomo).
semiconsonantico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di semiconsonante, che è semiconsonante: un fonema semiconsonantico. 
semiconvitto   s.m.  convitto che ospita gli alunni solo durante le ore diurne.
semiconvittore   s.m.  [f. -trice] allievo di un convitto che vi si trattiene solo durante la giornata, per le ore di lezione e di studio, e la sera rientra in famiglia.
semicoperto   agg.  coperto per metà o in parte.
semicoro   s.m.  nella tragedia greca, ciascuno dei due gruppi che formavano il coro | (mus.) ciascuna delle due parti in cui viene diviso il coro nel canto antifonale.
semicorsiva   s.f.  (paleogr.) varietà di scrittura minuscola corsiva che si riscontra in codici del vi-viii secc.
semicotto   agg.  non perfettamente cotto; semicrudo.
semicroma   s.f.  (mus.) valore di una nota o di una pausa corrispondente a 1/16 della semibreve.
semicrudo   agg.  cotto parzialmente, quasi crudo.
semicuoio   s.m.  tipo di cartone lucido e resistente per uso industriale.
semicupio   s.m.    • 1 •   vasca da bagno in cui ci si immerge parzialmente stando seduti    • 2 •   il bagno fatto in tale vasca: fare un semicupio. 
semidenso   agg.  si dice di liquido che ha una consistenza intermedia tra quella degli oli e quella dei grassi.
semideponente   agg.  e s.m.  nella grammatica latina, si dice di verbo che si coniuga come deponente nel perfetto e nei tempi da esso derivati, e come attivo negli altri tempi.
semidetenuto   agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) che, chi beneficia della semidetenzione.
semidetenzione   s.f.  (dir.) sanzione che può essere inflitta in sostituzione delle pene detentive non superiori a 6 mesi; comporta l'obbligo di trascorrere almeno10 ore al giorno in istituti di pena | la condizione di chi è sottoposto a tale sanzione.
semidiafano   agg.  semitrasparente.
semidiametro   s.m.  la metà del diametro.
semidio   s.m.  [pl. semidèi]    • 1 •   nella mitologia greco-romana, essere umano partecipe della natura divina, in quanto figlio di un dio e di una mortale, oppure di una dea e di un mortale: enea era un semidio    • 2 •   (fig. iron.) persona superiore: credersi un semidio. 
semidisteso   agg.  non completamente disteso.
semidistrutto   agg.  distrutto parzialmente: un palazzo semidistrutto. 
semidotto   agg.    • 1 •   che ha o rivela un'istruzione mediocre, una cultura superficiale    • 2 •   (ling.) si dice di parola che deriva in italiano direttamente dal greco o dal latino, ma ha subito un parziale adattamento fonetico (p. e. cupola, dal lat. cupu°la(m), che se fosse stata di derivazione pop. avrebbe dato  • cuppia, se di derivazione dotta  • cupula)  s.m.  [f. -a] persona semidotta.
semielemento   s.m.  in una pila, l'insieme formato da ciascun elettrodo e dalla soluzione in cui è immerso.
semiellisse   s.m.  (geom.) ciascuna delle due parti in cui è divisa una ellisse dal suo asse maggiore.
semiesonero   s.m.  esonero limitato alla metà dell'obbligo totale | (estens.) esenzione, dispensa parziale.
semifinale   s.f.  (sport) ultima fase di selezione per l'ammissione dei concorrenti alla gara finale: entrare in semifinale; vincere le semifinali. 
semifinalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] concorrente che arriva alle semifinali.
semifluido   agg.  quasi fluido, tra il solido e il fluido.
semifreddo   agg.  e s.m.  si dice di dolce simile al gelato ma che se ne differenzia per alcuni ingredienti e per la temperatura meno bassa a cui è tenuto.
semigotico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (tip.) si dice di carattere di stampa la cui forma richiama quella della scrittura gotica, ma in maniera piuttosto semplificata    • 2 •   (scrittura) semigotica, (paleogr.) scrittura libraria derivata dalla gotica, ma semplificata e arrotondata nel tratto; fu in uso soprattutto nel sec. xiv.
semigrasso   agg.  si dice di prodotto alimentare che contiene una quantità media di grassi: formaggi semigrassi. 
semigratuito   agg.  gratuito solo in parte.
semiinfermo   e deriv.   ⇨ seminfermo e deriv. 
semiinterrato    ⇨ seminterrato.
semilavorato   agg.  e s.m.  si dice di prodotto industriale che necessita di un'ulteriore lavorazione per diventare un prodotto finito: semilavorati metallici, barre, tubi, lamiere ecc.
semilibero   agg.  che non gode di una libertà completa: popolo semilibero  agg.  e s.m.  si dice di chi, presso molti popoli antichi, godeva di diritti sociali e capacità giuridiche limitati, trovandosi in una condizione intermedia tra il libero e lo schiavo (come il liberto in roma antica).
semilibertà   s.f.  (dir.) regime carcerario che consente al detenuto di trascorrere parte del giorno fuori dal carcere per partecipare ad attività di lavoro o di studio utili al suo reinserimento sociale.
semiliquido   agg.  si dice di sostanza che è quasi allo stato liquido.
semiluna   s.f.  (scient.) mezzaluna.
semilunare   agg.  che ha forma di mezzaluna | in anatomia: osso semilunare, piccolo osso del polso; valvole semilunari, formazioni membranose del cuore, che regolano il passaggio del sangue dal ventricolo destro all'arteria polmonare e dal ventricolo sinistro all'aorta.
semilunio   s.m.  l'epoca in cui la luna è al primo o all'ultimo quarto e appare illuminata solo per metà.
semimembranoso   agg.  parzialmente membranoso | muscolo semimembranoso, (anat.) uno dei muscoli posteriori della coscia.
semimetallico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dei composti di un semimetallo.
semimetallo   s.m.  (chim.) elemento fornito, al tempo stesso, di proprietà metalliche (p. e.  conducibilità elettrica) e non metalliche (p. e.  fragilità): l'antimonio è un semimetallo. 
semiminima   s.f.  (mus.) valore di una nota o di una pausa corrispondente a 1/4 della semibreve.
semimorto   agg.  (non com.) mezzo morto; ferito a morte.
semimpermeabile   agg.  parzialmente impermeabile.
semimpermeabilità   s.f.  l'essere semimpermeabile.
semina   s.f.    • 1 •   il seminare: fare la semina    • 2 •   il tempo in cui si semina: si era giunti alla semina. 
seminabile   agg.  che si può seminare: terreno seminabile. 
seminagione   s.f.  (lett.) semina: fumiga la traccia / del ferro aperta alle seminagioni  (d'annunzio).
seminale   agg.    • 1 •   (bot.) del seme; che contiene semi    • 2 •   (anat.) che riguarda il seme, lo sperma: liquido seminale. 
seminare   v. tr.  [io sémino ecc.]    • 1 •   porre il seme di una pianta nella terra per farlo germogliare: seminare il grano nel campo; seminare il campo a grano | prov.  : chi non semina non raccoglie, chi resta inattivo non otterrà mai nulla    • 2 •   (estens.) spargere qua e là: seminare la propria roba dappertutto  | (fig.) diffondere, provocare, suscitare: seminare odio, discordia, zizzania  | prov.  : chi semina vento, raccoglie tempesta, chi compie il male, ne subirà poi le conseguenze    • 3 •   (fam.) in una gara di corsa e, più in generale, in una qualsiasi competizione, lasciare molto indietro gli avversari: il campione è andato in fuga, seminando il gruppo  | far perdere le proprie tracce agli inseguitori: la macchina dei banditi cercava di seminare le gazzelle dei carabinieri. 
seminariale   agg.  di seminario, che si riferisce a un seminario: riunione seminariale. 
seminarile   agg.  di, del seminario: collegio seminarile. 
seminario   s.m.    • 1 •   istituto per la preparazione spirituale e culturale degli aspiranti al sacerdozio: seminario diocesano    • 2 •   esercitazione universitaria su un argomento specialistico tenuta da un docente a un gruppo ristretto di allievi | (estens.) riunione di studio che ha lo scopo di aggiornare un gruppo ristretto di persone su un determinato argomento: un seminario di filologia classica, di bioetica, di marketing. 
seminarista   s.m.  [pl. -sti] allievo di un seminario religioso | essere, sembrare un seminarista, (fig.) si dice di giovane ingenuo, timido, impacciato.
seminaristico   agg.  [pl. m. -ci] di seminario; di, da seminarista: educazione, vita seminaristica. 
seminata   s.f.  (non com.) il seminare; semina.
seminativo   agg.  e s.m.  si dice di terreno agrario atto a essere seminato; anche, di prodotto agricolo destinato alla semina.
seminato   part. pass.  di seminare  agg.    • 1 •   che è stato cosparso di semi: campo seminato a grano    • 2 •   (fig.) disseminato, pieno: una giornata seminata di imprevisti    • 3 •   (arald.) si dice dello scudo e delle pezze cosparsi di figure piccole come gigli, stelle ecc.  s.m.  terreno seminato ' uscire dal seminato, (fig.) uscire dall'argomento in questione; divagare.
seminatore   s.m.  [f. -trice] chi semina.
seminatrice   s.f.  (agr.) macchina per seminare | seminatrice a falcioni, macchina che scava nel terreno piccole buche equidistanti e vi deposita il seme.
seminatura   s.f.  (non com.) l'operazione del seminare; anche, il tempo della semina.
seminfermità   o semiinfermità, s.f.  infermità parziale: seminfermità di mente. 
seminfermo   o semiinfermo, agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi è affetto da infermità parziale.
seminifero   agg.    • 1 •   (bot.) che contiene, che porta il seme    • 2 •   canali  (o tubuli) seminiferi, (anat.) microscopici canali che costituiscono il tessuto del testicolo e hanno la funzione di produrre gli spermatozoi.
seminio   s.m.  un seminare continuato (spec. fig.): che seminio di soldi in quella casa!, che spreco, che sperpero.
semino   s.m.    • 1 •   dim.  di seme    • 2 •   pl.  pastina per brodo che ha forma simile ai semi di zucca.
seminoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore del testicolo.
seminomade   agg.  (antrop.)    • 1 •   si dice di gruppo umano che vive in parte di agricoltura, praticata in sedi fisse, e in parte di allevamento, che comporta spostamenti stagionali della popolazione per la transumanza    • 2 •   proprio, tipico di tali gruppi: abitudini seminomadi   s.m.  e f.  chi appartiene a tali gruppi.
seminomadismo   s.m.  (antrop.) il modo di vivere proprio dei gruppi umani seminomadi.
semintero   agg.  (mat.) si dice di frazione non apparente che ha come denominatore    • 2 •   (p. e.  5/2, 7/2 e così via): l'elettrone ha spin semintero. 
seminterrato   rar. semiinterrato, s.m.  il piano di un edificio che si trova in parte sotto il livello del suolo.
seminudo   agg.  quasi nudo; vestito con indumenti ridottissimi, oppure molto laceri, cadenti.
semio-  semio- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, formate modernamente dal gr. sìmêion  'segno' (semiologia).
semiocclusivo   agg.  (ling.) sinonimo, oggi poco usato, di affricato : consonanti semiocclusive. 
semiografia   meno com. semeiografia [se-me-io-gra-fì-a], s.f.  scrittura che si basa su segni convenzionali, usata per abbreviare.
semiologia   meno com. semeiologia [se-me-io-lo-gì-a], s.f.    • 1 •   nelle scienze umane, lo stesso che semiotica    • 2 •   (med.) lo stesso, ma meno com., che semeiotica. 
semiologico   meno com. semeiologico [se-me-io-lò-gi-co], agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla semiologia.
semiologo   meno com. semeiologo [se-me-iò-lo-go], s.m.  [f. -a; pl. m. -gi]    • 1 •   studioso di semiologia, di semiotica    • 2 •   medico specializzato in semeiotica.
semioncia   s.f.  presso gli antichi romani e altri popoli italici, misura di peso e del sistema monetario pari a metà di un'oncia.
semionciale   agg.  e s.f.  (paleogr.) si dice di scrittura usata nei codici latini dell'alto medioevo, mista di caratteri onciali e di minuscoli corsivi.
semionda   s.f.  (fis.) in una funzione sinusoidale, parte della curva che contiene tutti i valori dello stesso segno della grandezza in esame.
semiopaco   agg.  [pl. m. -chi] parzialmente opaco.
semioscurità   s.f.  parziale oscurità; scarsità di luce.
semioscuro   agg.  quasi buio; male illuminato.
semiosi   s.f.  (ling.) il processo per cui a un'espressione si fa corrispondere un senso, a un significante un significato o viceversa.
semiotica   s.f.  la scienza generale dei segni, linguistici e non linguistici, per mezzo dei quali avviene la comunicazione; secondo la sistemazione del filosofo statunitense ch. morris (1901-1979), si suddivide in semantica, sintattica e pragmatica.
semiotico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla semiosi o alla semiotica.
semiovale   s.m.  (geom.) ciascuna delle due parti in cui è diviso un ovale dal suo asse maggiore  agg.  si dice di figura che abbia tale forma.
semipagano   agg.  quasi pagano; che si avvicina al paganesimo: spiritualità semipagana. 
semiparassita   agg.  [pl. m. -ti] (biol.) si dice di organismo animale o vegetale parzialmente parassita  s.m.  (zool.) animale semiparassita | s.f.  (bot.) pianta semiparassita.
semiperiferia   s.f.  in una città, la zona prossima alla periferia.
semiperiferico   agg.  [pl. m. -ci] di semiperiferia: quartiere semiperiferico. 
semiperimetro   s.m.  (geom.) la metà del perimetro di una figura piana.
semiperiodo   s.m.  (scient.) la metà di un periodo.
semipermeabile   agg.  (fis.) si dice di una membrana che si lascia attraversare da certe sostanze ma non da altre.
semipermeabilità   s.f.  (fis.) proprietà di ciò che è semipermeabile.
semipettinato   agg.  e s.m.  si dice di filato che non passa per l'ultimo stadio di finitura e si impiega soprattutto per stoffe d'arredamento.
semipiano   s.m.  (geom.) ciascuna delle due parti in cui un piano è diviso da una retta in esso giacente.
semipieno   agg.  pieno a metà quasi pieno.
semipoetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   composto in parte di versi e in parte di prosa    • 2 •   (spreg.) di scarso valore poetico.
semipresidenzialismo   s.m.  sistema politico-costituzionale in cui il presidente della repubblica gode di ampi poteri ma non è il capo del governo; è proprio dell'ordinamento costituzionale francese.
semiprò   s.m.  e f. invar.  nel giornalismo sportivo, abbr. di semiprofessionista. 
semiprodotto   s.m.  (mat.) il risultato di una moltiplicazione diviso per due.
semiprofessionismo   s.m.  (sport) la condizione di atleta semiprofessionista.
semiprofessionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) si dice di atleta legato da contratto a una società sportiva, ma libero di esercitare un'altra attività lavorativa.
semipubblico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   aperto solo a una determinata categoria di pubblico: un locale semipubblico    • 2 •   che è noto solo in determinati ambienti; che non è ancora del tutto ufficiale.
semiquinaria   agg. f.  nella metrica greca e latina, si dice della cesura che divide in due il terzo piede dell'esametro, cadendo così dopo il quinto mezzo piede; è detta anche pentemimera. 
semiraffinato   agg.  si dice di prodotto alimentare o industriale che viene commercializzato dopo aver subito un processo parziale di raffinazione: zucchero semiraffinato. 
semiretta   s.f.  (geom.) ciascuna delle due parti in cui una retta è divisa da un punto.
semirigido   agg.    • 1 •   (tecn.) composto di parti rigide e di parti flessibili: struttura semirigida    • 2 •   nel linguaggio comune, quasi rigido, poco flessibile: tessuto semirigido. 
semirimorchio   s.m.  la parte posteriore di un autoarticolato, collegata a snodo con la cabina motrice.
semirotondo   agg.  quasi rotondo.
semiscoperto   agg.  mezzo scoperto, quasi scoperto.
semisecco   agg.  [pl. m. -chi] che è poco dolce, quasi secco (detto di vino).
semisecolare   agg.  (non com.) di mezzo secolo, che dura mezzo secolo: spazio semisecolare  | che ricorre ogni mezzo secolo: celebrazioni semisecolari. 
semiselvaggio   agg.  [pl. f. -ge] quasi completamente selvaggio; assai poco addomesticato o civile: animale semiselvaggio; popoli semiselvaggi  | (fig.) assai poco civile: questo è un comportamento semiselvaggio!. 
semiserio   agg.  che sta tra il serio e lo scherzoso: parlare con tono semiserio  | opera semiseria, opera musicale in parte drammatica e in parte buffa.
semisettenaria   agg. f.  nella metrica greca e latina, si dice della cesura che divide in due il quarto piede dell'esametro, cadendo così dopo il settimo mezzo piede; è detta anche eftemimera. 
semisfera   s.f.  (geom.) ciascuna delle due parti in cui una sfera è divisa da un piano che passa per il suo centro.
semisferico   agg.  [pl. m. -ci] che ha forma di semisfera.
semisolido   agg.  parzialmente solido, non del tutto solido: sostanza semisolida. 
semisomma   s.f.  (mat.) la metà di una somma.
semispazio   s.m.  (geom.) ciascuna delle due parti in cui lo spazio è diviso da un piano.
semispento   agg.  quasi spento, che sta per spegnersi (anche fig.): fuoco semispento; parlare con voce semispenta. 
semisse   s.m.  presso gli antichi romani, misura del sistema ponderale corrispondente a mezza libbra; anche, misura del sistema monetario corrispondente a mezzo asse.
semisvolto   agg.  svolto parzialmente.
semita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] appartenente a un gruppo etnico-linguistico del vicino oriente, il quale, secondo la bibbia, discenderebbe da sem, figlio di noè | usato anche come agg.  in luogo di semitico. 
semitappa   s.f.  nel ciclismo, ciascuna delle due parti in cui talora è divisa una tappa, avente ognuna una propria classifica.
semitendinoso   agg.  parzialmente tendinoso | muscolo semitendinoso, (anat.) uno dei muscoli posteriori della coscia.
semiternaria   agg. f.  nella metrica greca e latina, si dice della cesura che divide in due il secondo piede dell'esametro, cadendo così dopo il terzo mezzo piede; è detta anche tritemimera. 
semitico   agg.  [pl. m. -ci] dei semiti; che si riferisce alla loro storia, alla loro civiltà: popolazioni semitiche; cultura semitica  | lingue semitiche, famiglia di lingue che comprende, tra le altre, l'ebraico, l'aramaico e l'arabo e ha come caratteristiche comuni la radice triconsonantica e un sistema verbale a due tempi  s.m.  la famiglia delle lingue semitiche.
semitista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso della civiltà, delle lingue, delle letterature semitiche.
semitistica   s.f.  disciplina che studia le lingue, la cultura, la storia dei popoli semitici.
semitondo   agg.  mezzo tondo, quasi tondo.
semitonico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice della sillaba che in una parola porta un accento secondario, e non è mai immediatamente vicina alla tonica (p. e.  la sillaba di  in dizionàrio).
semitono   s.m.  intervallo musicale di mezzo tono: semitono cromatico, fra la nota e la sua alterazione; semitono diatonico, fra due note contigue della scala diatonica.
semitrasparente   agg.  parzialmente trasparente.
semitrasparenza   s.f.  caratteristica di ciò che è semitrasparente.
semiufficiale   agg.  quasi ufficiale; che non ha caratteristiche di ufficialità ma proviene da fonte autorevole: un comunicato semiufficiale; una deliberazione, un'investitura semiufficiale  § semiufficialmente avv. 
semivestito   agg.  vestito a metà che non ha finito di vestirsi; seminudo.
semivivo   agg.  (lett.) quasi morto, vicinissimo alla morte (anche fig.).
semivocale   s.f.  (ling.) fonema nella cui articolazione l'attività degli organi fonatori rappresenta un movimento di transizione fra la vocale e la stretta delle fricative (p. e.  la i  di laido  e la u  di aura) oppure fra la stretta delle fricative e la vocale (p. e.  la i  di piatto  e la u  di uomo); in questo secondo caso si preferisce usare il termine semiconsonante. 
semivocalico   agg.  [pl. m. -ci] di semivocale, che è semivocale: fonema semivocalico. 
semivuoto   agg.  mezzo vuoto, quasi vuoto.
semmai   o se mai, cong.  nel caso che, qualora (con valore ipotetico, introduce un verbo al congiunt.): semmai tu non potessi venire, avvisami  avv.  tutt'al più, caso mai: è lui, semmai, che ti deve chiedere scusa. 
semnopiteco   s.m.  [pl. -chi  o -ci] (zool.) genere di scimmie catarrine con arti molto sviluppati, capo piccolo e lunga coda (fam.  cercopitecidi).
semola   s.f.    • 1 •   crusca | prodotto intermedio della macinazione del grano duro, che con successiva rimacinazione si trasforma in farina: pane, pasta di semola    • 2 •   (pop.) lentiggini, efelidi    • 3 •   (dial.) semolino.
semolata   s.f.  beverone rinfrescante per i cavalli, composto di crusca sciolta in acqua.
semolato   agg.  si dice di zucchero raffinato.
semolino   s.m.    • 1 •   prodotto intermedio della macinazione del grano duro, di pezzatura più piccola di quella della semola, usato per minestre e altre pietanze    • 2 •   la minestra fatta con tale prodotto: semolino in brodo. 
semoloso   agg.    • 1 •   che contiene semola    • 2 •   simile a semola    • 3 •   (pop.) pieno di efelidi, lentigginoso: faccia semolosa. 
semovente   agg.  che si muove da sé: macchine semoventi  | (obice) semovente, (mil.) obice montato sullo scafo di un carro armato, in grado di muoversi su qualsiasi terreno | pontone semovente, (mar.) con motore che gli permette una certa autonomia di movimento.
semovenza   s.f.  l'essere semovente.
sempiternare   v. tr.  [io sempitèrno ecc.] (ant. poet.) rendere sempiterno: quando la rota che tu sempiterni / desiderato, a sé mi fece atteso  (dante par.  i, 76-77).
sempiterno   agg.  (lett.) che non ha avuto mai principio e non avrà mai fine: così di quelle sempiterne rose / volgiensi circa noi le due ghirlande  (dante par.  xii, 19-20) ' in sempiterno, in eterno, per l'eternità: ottenebrati e spenti / di febo i raggi al misero non sono / in sempiterno?  (leopardi alla primavera  14-16) § sempiternamente avv.  eternamente.
semplice   (1) ant. simplice, agg.    • 1 •   formato di un solo elemento (si contrappone talora a doppio, talaltra a composto): filo semplice; foglia, forma semplice  | capitalizzazione semplice, quella in cui l'interesse viene capitalizzato alla scadenza, per es. di un prestito, ed è proporzionale alla sua durata | carta semplice, non bollata: certificato in carta semplice  | bancarotta semplice, colposa ' furto semplice, in cui non concorrono circostanze aggravanti | corsa semplice, di sola andata    • 2 •   (fig.) non complicato, facile, elementare: un problema, un ragionamento semplice  | senza ricercatezza, senza affettazione; naturale: abito, stile semplice; abitudini semplici    • 3 •   detto di persona, sincero, schietto, alla buona; anche, ingenuo: un uomo semplice.  dim. semplicetto    • 4 •   che è soltanto ciò che viene detto e null'altro; che non implica nulla di più (sempre preposto al sostantivo): ho un semplice sospetto; rispondi con un semplice sì o no; è un semplice apprendista  | con valore enfatico, si unisce a puro : questa è la pura e semplice verità    • 5 •   che occupa il grado più basso di una gerarchia (posposto al sostantivo): soldato semplice; un operaio, un manovale semplice    • 6 •   in grammatica: consonante semplice, quando non è geminata; parola semplice, non composta, che non è il risultato della composizione di altre parole; tempi semplici, le forme verbali non composte, non costruite mediante l'ausiliare  s.m.  e f.  chi ha l'animo schietto, puro; chi è ingenuo e senza malizia; inesperto: è facile ingannare i semplici  § semplicemente avv.    • 1 •   con semplicità, con naturalezza: vestire semplicemente    • 2 •   soltanto, esclusivamente: volevo semplicemente aiutarlo. 
semplice   (2) s.m.  erba medicinale; medicamento formato di erbe medicinali: orto, giardino dei semplici, quello in cui si coltivano piante medicinali ' lettura dei semplici, nelle antiche università italiane, insegnamento che aveva per oggetto le erbe medicinali.
sempliciario   s.m.  (rar.) libro che descrive le erbe medicinali e le loro proprietà terapeutiche; erbario.
semplicione   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona molto semplice, ingenua, alla buona.
semplicioneria   s.f.  l'essere semplicione; eccessiva ingenuità.
sempliciotto   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è molto ingenuo e sprovveduto: quel sempliciotto di mio fratel gervasio farà quello che gli dirò io  (manzoni p. s.  vi).
semplicismo   s.m.  modo troppo semplice di considerare le cose, senza penetrarne le ragioni profonde, per superficialità, pigrizia o effettiva incapacità: agire così è una prova di semplicismo; risolvere tutto con semplicismo. 
semplicista   (1) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi vede tutto con semplicismo | usato anche come agg.  in luogo di semplicistico : una visione semplicista della realtà. 
semplicista   (2) s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (ant.) raccoglitore e studioso di erbe medicinali    • 2 •   chi vende erbe medicinali, erborista.
semplicistico   agg.  [pl. m. -ci] fatto con semplicismo, che rivela semplicismo: un giudizio, un atteggiamento semplicistico  § semplicisticamente avv. 
semplicità   ant. simplicità, s.f.    • 1 •   l'essere semplice, facile, agevole: un problema della massima semplicità    • 2 •   l'essere di animo semplice; schiettezza, sobrietà: gente di grande semplicità; vestire, comportarsi con semplicità    • 3 •   mancanza di malizia; ingenuità, dabbenaggine: maso del saggio,... udendo alcune cose della semplicità di calandrino, propose di voler prendere diletto... col fargli alcuna beffa  (boccaccio dec.  viii, 3).
semplicizzare   v. tr.  (non com.) rendere semplice, più semplice; semplificare | (estens.) considerare con semplicismo; banalizzare: semplicizzare un problema complesso. 
semplificare   v. tr.  [io semplìfico, tu semplìfichi ecc.] rendere semplice o più semplice: semplificare un procedimento, un servizio; cerchiamo di semplificare la vita, non di complicarla! | semplificare una frazione, (mat.) ridurla a forma più semplice dividendone numeratore e denominatore per un divisore comune | semplificarsi v. rifl.  divenire più semplice, più chiaro: la faccenda si va semplificando. 
semplificativo   agg.  atto a semplificare.
semplificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi semplifica: procedimento, atteggiamento semplificatore; essere un semplificatore. 
semplificazione   s.f.  il semplificare, il semplificarsi, l'essere semplificato: la semplificazione di un procedimento. 
sempre   avv.    • 1 •   senza interruzione, senza fine (indica una continuità ininterrotta nel tempo): è sempre stato così e sarà sempre così; l'amerò ora e sempre; non pensarci sempre; ne avrò sempre un buon ricordo  | per sempre, senza limiti di tempo, per l'eternità | da sempre, fin dalle lontane origini, dall'inizio: è così da sempre | di sempre, di ogni tempo, di ogni occasione: non è cambiato, è quello di sempre | sempre tuo, vostro ecc. , come formula di chiusa nelle lettere    • 2 •   seguito da comparativo, lo rafforza, dando all'espressione un valore di continuità: spero che le cose andranno sempre meglio; ci capisco sempre meno; devi applicarti con sempre maggiore impegno  | talvolta anche con il più  sottinteso, quando il verbo esprima già diminuzione o aumento: la bestia ad ogne passo va più ratto, / crescendo sempre, fin ch'ella il percuote  (dante purg.  xxiv, 85-86)    • 3 •   può indicare semplicemente il perdurare o il ripetersi di un fatto o di una situazione: le sue condizioni sono sempre gravi  | in frasi enfatiche: sei sempre il solito sfacciato!; sempre complicazioni!    • 4 •   con valore simile ad ancora : sei sempre in collera con me?; abita sempre in via roma    • 5 •   con funzione restrittiva: questo si può fare, sempre però con l'aiuto di qualcuno; può cominciare a uscire un po', ma sempre nelle ore più calde    • 6 •   con valore di tuttavia, nondimeno  (in unione con una cong. avversativa): è vecchio, sempre però in ottime condizioni; è un po' bizzarro, ma è pur sempre una persona di valore  | nella loc. cong. sempre che  (rar. sempreché), purché, ammesso che (con valore condizionale e con il verbo al congiunt.): è possibile, sempre che tu lo voglia; la situazione è rimediabile, sempre che tu non insista nello stesso comportamento  | (ant. , lett.) anche col valore di ogni qual volta che  (con il verbo all'indic.): sempre che presso gli veniva, quanto potea con mano,... la lontanava  (boccaccio dec.  ii, 4).
sempreché   cong.  (rar.) sempre che.
sempreverde   agg.  e s.m.  e f.  si dice di pianta che non perde le foglie durante l'inverno e conserva la chioma sempre verde (p. e.  l'alloro, il pino).
semprevivo   s.m.  piccola pianta erbacea perenne con foglie carnose a rosetta (fam.  crassulacee).
sempronio   s.m.  persona qualsiasi che non si sa o non si vuole determinare meglio (è usato solo in unione con tizio  e con caio).
sena   o senna, s.f.  droga costituita dalle foglie di diverse specie di cassia; ha proprietà lassative e purgative.
senale   s.m.  (mar.) asta cilindrica di legno, fissata verticalmente alla parte poppiera del tronco maggiore di mezzana, nei velieri a vele quadre che siano dotati di randa con picco mobile.
senapa    ⇨ senape.
senapato   agg.  che contiene senape: impiastro senapato. 
senape   o senapa, s.f.    • 1 •   genere di piante erbacee annuali comprendente alcune specie i cui semi hanno azione farmacologica (fam.  crocifere)    • 2 •   la droga ricavata dalle specie medicinali di senape: senape bianca, usata come stimolante della secrezione gastrica; senape nera, usata per cataplasmi ad azione congestionante e rivulsivante    • 3 •   la salsa di farina di senape | far venire la senape al naso, (fig.) far stizzire | usato come agg.  per indicare un colore tra il giallo e il marrone, simile a quello della salsa di senape.
senapiera   s.f.  salsiera per senape.
senapismo   s.m.    • 1 •   cataplasma fatto con farina di senape nera impastata con l'acqua    • 2 •   (fig. non com.) cosa assai molesta o persona intollerabile; impiastro.
senario   s.m.    • 1 •   nella metrica greca e latina, verso di sei piedi uguali    • 2 •   nella metrica italiana, verso il cui ultimo accento ritmico cade sulla quinta sillaba | senario doppio, dodecasillabo | usato anche come agg.  : verso senario. 
senato   s.m.    • 1 •   nella roma antica e in vari altri stati dell'età classica, medievale e moderna, l'assemblea degli anziani, che a seconda dei vari ordinamenti poteva avere funzioni consultive, deliberative, legislative e in taluni casi anche giudiziarie: il senato e il popolo di roma; il senato di sparta; il senato della repubblica veneta    • 2 •   negli stati moderni a regime bicamerale uno dei due rami del parlamento; in alcuni stati è detto anche camera alta : il senato della repubblica italiana; l'elezione del senato; l'assemblea, le commissioni del senato    • 3 •   la sede dove i senatori si riuniscono; l'adunanza stessa: l'uccisione di cesare avvenne in senato; tenere un discorso in senato    • 4 •   senato accademico, nell'ordinamento universitario italiano, organo deliberante costituito dall'insieme dei presidi delle varie facoltà, sotto la presidenza del rettore    • 5 •   (scherz.) insieme di persone anziane.
senatoconsulto   s.m.  nell'antica roma, parere espresso formalmente dal senato, che acquistò progressivamente, nel primo periodo imperiale, valore di legge.
senatorato   s.m.  (non com.) carica, ufficio, dignità di senatore.
senatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice, con riferimento agli stati moderni] ciascuno dei membri di un senato: i senatori romani; essere eletto senatore; senatore a vita    • 2 •   nei comuni medievali, capo di talune magistrature cittadine    • 3 •   (scherz.) chi da lungo tempo, e autorevolmente, fa parte di un'organizzazione.
senatoriale   agg.  del senato; di senatore: dignità, iniziativa senatoriale. 
senatorio   agg.  (lett.) del senato; di senatore: ordine senatorio; dignità senatoria | province senatorie, nell'antica roma, le province governate dal senato attraverso i proconsoli.
sene   s.m.  (ant. poet.) vecchio: e'l santo sene: acciò che tu assommi / perfettamente, disse, il tuo cammino... (dante par.  xxxi, 94-95).
senecio   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee, arbustacee o arboree con foglie spesso dotate di peluria nella pagina inferiore e i fiori in capolini o in corimbi di vario colore (fam.  composite).
senegalese   agg.  del senegal  s.m.  e f.  chi è nato o abita nel senegal.
senescente   agg.  (lett.) che invecchia, detto quasi soltanto di persona.
senescenza   s.f.  l'insieme dei processi di involuzione biologica delle cellule e degli organismi, che comporta, dopo l'età matura, un progressivo decadimento delle loro funzioni.
senese   agg.  di siena: il paesaggio senese  s. m.  [anche f.] chi è nato o abita a siena.
senesismo   s.m.  (ling.) particolarità caratteristica del dialetto senese, entrata in un altro dialetto toscano o nella lingua italiana.
senetta   s.f.  (ant. poet.) vecchiaia.
senettute   o senettude, s.f.  (ant. lett.) vecchiaia.
senhal   s.m.  nome fittizio col quale, nell'antica poesia provenzale, si alludeva alla donna amata o ad altra persona di cui non veniva fatto il nome vero.
senile   agg.  di, da vecchio: esperienza, malattia senile  § senilmente avv.  al modo dei vecchi.
senilismo   s.m.    • 1 •   vecchiaia precoce    • 2 •   (fig.) atteggiamento di favore, di fiducia eccessiva nei confronti degli anziani.
senilità   s.f.  vecchiezza, vecchiaia | senilità precoce, senilismo.
senilizzazione   s.f.  invecchiamento generazionale delle persone che operano in un settore produttivo: la senilizzazione dell'artigianato. 
senio   s.m.  (ant. lett.) tarda vecchiaia.
senior   agg. invar.  più anziano, più vecchio; si contrappone a junior  e si usa posposto ai nomi propri di persona, quando si debbano distinguere due membri omonimi della stessa famiglia (l'uso, di origine angloamericana, è limitato ai nomi di personaggi contemporanei; per i nomi storici è invalsa l'espressione il vecchio)  agg.  e s.m.  e f.  [pl. seniòres] (sport) si dice di atleta che per requisiti tecnici particolari o per età fa parte di una categoria superiore.
seniore   s.m.    • 1 •   (ant. lett.) persona molto anziana; vecchio venerando: ventiquattro seniori, a due a due / coronati venien di fiordaliso  (dante purg.  xxix, 83-84)    • 2 •   (st.) grado della milizia fascista, che corrispondeva a quello di maggiore dell'esercito.
senna    ⇨ sena.
sennato   agg.  (ant.  o region.) assennato.
senno   s.m.    • 1 •   la facoltà, la capacità d'intendere | perdere il senno, uscir di senno, impazzire | tornare in senno, rinsavire | da senno, (ant.  e region.) sul serio | prov.  : del senno di poi son piene le fosse, è fin troppo facile sentenziare su ciò che è già avvenuto    • 2 •   la qualità di chi giudica e agisce con avvedutezza e prudenza: un giovane pieno di senno; il senno si acquista con l'esperienza  | a senno di, a mio, tuo senno, (ant.) a volontà, a piacere: lasciali digrignar pur a lor senno  (dante inf.  xxi, 134)    • 3 •   (lett.) ingegno, acume: né senno astuto, né favor di regi / all'itaco le spoglie ardue serbava  (foscolo sepolcri  222-223).
sennò   o se no, ant. se non, avv.  in caso contrario, altrimenti: vieni con me, sennò non vado neanch'io; posasi in esso, come fera in lustra, / tosto che giunto l'ha; e giugner puollo: / se non, ciascun disio sarebbe frustra  (dante par.  iv, 127-129).
sennonché   o se non che, diffuso, ma meno corretto senonché, cong.    • 1 •   ma (con valore avversativo): volevo venire, sennonché me ne è mancato il tempo; è molto bello, sennonché mi sembra troppo caro    • 2 •   eccetto che, fuorché (con valore eccettuativo): non potei far altro, sennonché consigliarlo di venire da te; vedi, in questo io non potrei per te altro adoperare, se non che... (boccaccio dec.  v, 5) | (ant.) se non fosse che: e avrei gridato, se non ch'egli,... mi chiese mercé per dio e per voi  (boccaccio dec.  iii, 3)  avv.  (ant.) altrimenti.
seno   s.m.    • 1 •   petto, soprattutto della donna: la mamma stringeva il figlioletto al seno; il vecchio, quando rivide il figlio, se lo strinse al seno; reclinare, abbandonare il capo sul seno; nascondere qualcosa in seno, tra il vestito e il petto | (estens.) le mammelle femminili; anche, una singola mammella: allattare un bambino al seno; avere una cicatrice a un seno  | il ventre, il grembo femminile: portare un figlio nel seno, durante la gestazione | allevare una serpe in seno, (fig.) dare aiuto e protezione a qualcuno che ricambia facendo del male    • 2 •   (fig.) parte intima, profonda dell'animo, del cuore o, per estens., di un'entità, di una struttura e sim.: nutrire un sentimento in seno; tornare in seno alla famiglia, alla società; forze che si sprigionano dal seno della terra  | nelle loc. prep. in seno a, nel seno di, all'interno di un determinato gruppo, di un determinato ambiente: una proposta nata in seno all'assemblea    • 3 •   (ant.) luogo in grado di accogliere, di contenere; albergo, ricetto (anche fig.): ogne lingua per certo verria meno / per lo nostro sermone e per la mente / c'hanno a tanto comprender poco seno  (dante inf.  xxviii, 4-6) | (lett.) parte, zona, plaga: quale ne' pleniluni°i sereni / trivi°a ride tra le ninfe etterne / che dipingon lo ciel per tutti i seni  (dante par.  xxiii, 25-27)    • 4 •   (lett.) piega, lembo della toga, di una veste: erba e fior' che la gonna / leggiadra ricoverse / co l'angelico seno  (petrarca canz.  cxxvi, 7-9)    • 5 •   (anat.) denominazione generica di varie piccole cavità del corpo umano: seni paranasali    • 6 •   (geog.) insenatura di mare o di lago, molto più piccola del golfo    • 7 •   (mat.) funzione trigonometrica che in un triangolo rettangolo esprime il rapporto tra la misura del cateto opposto a un angolo di ampiezza data e la misura dell'ipotenusa.
seno-  seno-  ⇨ xeno-.
senoatriale   agg.  (anat.) che concerne il seno venoso e l'atrio destro del cuore: nodo senoatriale, struttura fibrosa da cui prende origine il ritmo cardiaco; è detto anche pace-maker. 
senodochio    ⇨ xenodochio.
senofobo   e deriv.   ⇨ xenofobo e deriv. 
senoglossia    ⇨ xenoglossia.
senologia   s.f.  (med.) disciplina che studia fisiologia, anatomia e patologia dell'apparato mammario.
senonché    ⇨ sennonché.
sensale   s.m.  mediatore, intermediario, spec. per la compravendita di prodotti agricoli e di bestiame.
sensaleria   s.f.  (ant.) senseria.
sensatezza   s.f.  l'essere sensato: la sensatezza di un ragionamento. 
sensato   agg.    • 1 •   che ha buon senso; che denota buon senso: un ragazzo sensato; una risposta sensata    • 2 •   (ant.) sensibile, che si coglie con i sensi | fornito di sensi  s.m.  (ant.) cosa, oggetto sensibile § sensatamente avv.  con buon senso, in modo ragionevole.
sensazionale   agg.  che suscita viva impressione, che fa colpo (per lo più iperb.): un avvenimento, uno spettacolo, una notizia sensazionale  § sensazionalmente avv. 
sensazionalismo   s.m.  tendenza a diffondere notizie sensazionali o a far apparire sensazionali o clamorosi notizie o fatti che non sono tali.
sensazionalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa del sensazionalismo.
sensazionalistico   agg.  [pl. m. -ci] che fa del sensazionalismo, ispirato a sensazionalismo: stampa sensazionalistica. 
sensazione   s.f.    • 1 •   modificazione che la coscienza avverte in sé come prodotta da stimoli esterni o interni sugli organi di senso: sensazione tattile, uditiva, visiva, olfattiva, gustativa; sensazione di freddo, di fame, di dolore    • 2 •   (estens.) la coscienza di una modificazione del nostro stato psichico: avere la sensazione di un gran vuoto    • 3 •   (fig.) l'avvertire, il presentire qualcosa; impressione: ho la sensazione di non riuscire | fare sensazione, destare grande interesse, stupore generale | essere a caccia di sensazioni, andare in cerca di nuove emozioni (per lo più con sfumatura negativa) | a sensazione, che suscita impressione, che fa effetto: film, scena a sensazione. 
sense of humour   loc. sost. m. invar.  senso dell'umorismo.
senseria   s.f.  l'opera del sensale; il compenso che spetta al sensale per la sua mediazione.
sensibile   agg.    • 1 •   che può essere percepito attraverso i sensi: mondo sensibile, il mondo dei fenomeni, contrapposto a quello intelligibile, costituito dalle idee e dai concetti della ragione; esperienza sensibile, che si acquisisce con i sensi    • 2 •   che si manifesta ai sensi: un rumore appena sensibile '  (estens.) che si manifesta in modo evidente, che è chiaramente percepibile; notevole, rilevante: un sensibile miglioramento; danno, differenza, perdita sensibile    • 3 •   che ha la capacità di sentire, di percepire; che risponde in modo intenso a uno stimolo: l'occhio è sensibile alla luce; essere sensibile al freddo, al caldo, ai farmaci '  (estens.) di strumento, congegno e sim., che ha la proprietà di registrare le minime variazioni di un fenomeno: termometro sensibile  | (foto.) si dice di supporto (pellicola, lastra, carta ecc.) che si lascia impressionare dalla luce    • 4 •   (fig.) detto di persona, che ha particolare capacità di sentire e di comprendere gli affetti, le emozioni, i sentimenti propri o altrui, le manifestazioni del mondo della natura, le opere artistiche ecc.: una persona sensibile, di animo sensibile; essere sensibile alla musica, alla bellezza, alle ingiustizie   s.m.  [solo sing.] ciò che si può percepire con i sensi, l'oggetto della percezione sensoriale | s.f.  (mus.) settimo grado della scala diatonica, separato dalla tonica di un semitono e da questa attratto nella modulazione armonica § sensibilmente avv.    • 1 •   attraverso i sensi: conoscere sensibilmente    • 2 •   (estens.) notevolmente, consistentemente: è sensibilmente cresciuto    • 3 •   (ant.) corporalmente, fisicamente.
sensibilità   s.f.    • 1 •   (fisiol.) la facoltà, propria degli organismi animali, di percepire gli stimoli esterni o interni mediante le strutture sensoriali e sensitive: sensibilità tattile, termica, dolorifica; la sensibilità di un nervo  | attitudine a reagire, positivamente o no: sensibilità all'umidità, ai farmaci; sensibilità ai complimenti    • 2 •   attitudine a sentire vivamente le emozioni, gli affetti, i sentimenti: sensibilità d'animo; una persona di grande sensibilità; sensibilità artistica, sociale, politica  | finezza, delicatezza: un dipinto di squisita sensibilità    • 3 •   grado in cui un apparecchio o una macchina è capace di registrare le variazioni di un fenomeno o di rispondere a determinati impulsi, segnali ecc.: la sensibilità di un termometro  | (foto.) attitudine di una pellicola a essere impressionata dalla luce; sensibilità cromatica, attitudine di una pellicola a rappresentare la gamma dei colori.
sensibilizzare   v. tr.    • 1 •   rendere sensibile o più sensibile a uno stimolo: sensibilizzare una lastra fotografica  | (biol.) indurre un processo di sensibilizzazione    • 2 •   rendere qualcuno cosciente e partecipe di un fatto, di un'idea ecc.: sensibilizzare l'opinione pubblica a un problema  | sensibilizzarsi v. rifl.  rendersi consapevole, partecipe di un fatto, di un'idea, di un modo di essere o sentire e sim.: sensibilizzarsi al punto di vista altrui; si è sensibilizzato al nuovo clima culturale  | v. rifl.  (biol.) subire un processo di sensibilizzazione.
sensibilizzatore   s.m.  sostanza che, aggiunta a una emulsione fotografica, ne aumenta la sensibilità alla luce.
sensibilizzazione   s.f.  il sensibilizzare, l'essere sensibilizzato | (biol.) complesso di fenomeni che si producono nell'organismo per azione di determinate sostanze e che conducono a una particolare reattività nei confronti delle stesse.
sensiblerie   s.f. invar.  (lett.) sensibilità esagerata che dà luogo a forme di sentimentalismo stucchevole.
sensile   agg.  (non com.) semplice | remo sensile, (mar.) quello unico posteriore tipico delle gondole.
sensismo   s.m.  (filos.) ogni dottrina che fa derivare il contenuto e gli atti del conoscere dalla sensazione, senza postulare alcun intervento di altre facoltà: il sensismo rinascimentale; il sensismo nell'età dell'illuminismo. 
sensista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace del sensismo | usato anche come agg.  in luogo di sensistico : corrente sensista. 
sensistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) del sensismo, relativo al sensismo: le componenti sensistiche del pensiero illuministico  § sensisticamente avv.  secondo una concezione sensistica.
sensitiva   s.f.  (bot.) piccola pianta originaria del brasile, così detta perché le sue foglie si ripiegano su sé stesse al minimo contatto (fam.  mimosacee).
sensitività   s.f.  l'essere sensitivo.
sensitivo   agg.    • 1 •   atto a sentire, a percepire attraverso i sensi; che riguarda l'attività dei sensi: funzione, facoltà sensitiva  | nervo sensitivo, (anat.) ogni nervo che conduca sensazioni dalla periferia ai centri nervosi del midollo spinale e dell'encefalo ' anima sensitiva, nella psicologia aristotelica, il principio che presiede alle funzioni dei sensi, alla sensibilità    • 2 •   detto di persona, facile a commuoversi e a impressionarsi  s.m.  [f. -a] persona dotata di particolari facoltà, grazie alle quali favorisce il prodursi di fenomeni paranormali § sensitivamente avv. 
sensitometria   s.f.  parte dell'ottica fotografica relativa alle misure di sensibilità delle emulsioni.
sensitometrico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la sensitometria.
sensitometrista   agg.  e s.m.  [pl. -sti] perito chimico addetto agli impianti di sviluppo e stampa in aziende che operano nel settore fotografico o cinetelevisivo.
sensitometro   s.m.  apparecchio per misurare la sensibilità delle emulsioni fotografiche.
senso   s.m.    • 1 •   facoltà propria degli organismi animali di avvertire l'azione prodotta da stimoli esterni o interni; per estens., ciascuna delle strutture anatomiche atte a raccogliere tali stimoli (organi di senso): i cinque sensi sono la vista, il gusto, il tatto, l'udito, l'olfatto; un'illusione dei sensi; le cose che cadono sotto i sensi, che possono essere percepite mediante i sensi; avere un sesto senso, avere una straordinaria capacità di previsione o d'intuito; perdere i sensi, perdere la conoscenza, svenire; riacquistare i sensi, riprendere conoscenza, rinvenire    • 2 •   pl.  appetiti carnali, sensualità: i piaceri dei sensi; reprimere, mortificare i propri sensi    • 3 •   percezione, sensazione fisica: provare un profondo senso di benessere, di stanchezza; avvertire un senso di pesantezza  | far senso, provocare disgusto, ribrezzo fisico o turbamento morale: la vista del sangue mi fa senso; simili aberrazioni fanno senso    • 4 •   stato d'animo, sentimento: provare un senso di pietà, di gratitudine; avvertire un senso di gioia, di tristezza, d'amarezza; nutrire un senso di colpa; celeste è questa / corrispondenza d'amorosi sensi  (foscolo sepolcri  29-30) | capacità di sentire, di cogliere, di distinguere (riferito per lo più a fatti o fenomeni di ordine intellettuale o morale): una persona dotata di senso morale; coltivare nell'animo il senso della giustizia; avere senso dell'opportunità, saper giudicare se una cosa è opportuna o inopportuna; avere senso dell'orientamento, saper orientarsi; avere senso pratico, sapersi destreggiare nella vita pratica; mancare di senso critico, essere incapace di vedere i propri difetti, di giudicare obiettivamente | senso comune, il modo di sentire, pensare e giudicare della maggioranza delle persone ' buon senso, equilibrio nel pensare, nel giudicare, nell'agire; assennatezza    • 5 •   il significato di una parola, di una frase, di un discorso, di un testo e sim.: senso proprio, senso figurato; senso positivo, senso negativo; senso stretto, senso lato, esteso; senso chiaro, oscuro; parole senza senso, prive di senso; interpretare qualcosa in altro senso, darle un diverso significato; ripetere qualcosa a senso, ripeterne il contenuto con proprie parole; tradurre a senso, dando il significato generale, non quello letterale; costruzione a senso, che non rispetta formalmente la grammatica; in senso stretto, secondo il significato letterale ' doppio senso, frase che si presta a una duplice interpretazione; la seconda interpretazione, per lo più maliziosa, che se ne dà | in un certo senso, sotto un certo aspetto ' con i sensi della mia viva stima, formula epistolare di commiato ' ai sensi della legge, (burocr.) in conformità alla legge    • 6 •   in linguistica, valore concreto e specifico di una parola o una frase nella singola enunciazione, distinto da significato, inteso come valore generale della parola o della frase; in logica, il significato, il contenuto semantico di un simbolo, in opposizione al suo riferimento    • 7 •   modo, maniera: rispondere in senso affermativo; agire in un senso piuttosto che in un altro    • 8 •   direzione di un movimento; il punto, la parte verso cui il movimento è rivolto: andare in un senso, in senso contrario; senso orario, senso antiorario, che corrisponde o non corrisponde al movimento delle lancette dell'orologio | nel linguaggio della circolazione stradale: senso vietato, in cui non è consentito ai veicoli di procedere; senso unico, l'unico verso in cui è consentito ai veicoli di procedere in una strada.
sensore   s.m.  (tecn.) trasduttore che rileva i valori di una grandezza fisica (p. e.  temperatura, pressione ecc), o i suoi cambiamenti, e li trasmette a un sistema di controllo.
sensoriale   agg.    • 1 •   relativo agli organi di senso e alle loro funzioni: recettori sensoriali; fibre sensoriali    • 2 •   del senso, dei sensi: dati sensoriali  § sensorialmente avv. 
sensorio   agg.  del senso, dei sensi ' apparato sensorio, organo di senso o l'insieme degli organi di senso  s.m.  (med.) il complesso delle capacità sensoriali e psichiche dell'organismo ' sensorio comune, nella filosofia aristotelica, l'organo che unifica e insieme distingue i dati forniti dai vari sensi, consentendo così la conoscenza sensitiva.
sensorizzare   v. tr.  dotare di sensori.
sensuale   agg.    • 1 •   dei sensi, che concerne la soddisfazione dei sensi: appetiti sensuali    • 2 •   incline ai piaceri dei sensi: uomo, donna sensuale    • 3 •   che rivela sensualità, che suscita il desiderio dei sensi: voce sensuale; bellezza sensuale  § sensualmente avv. 
sensualismo   s.m.    • 1 •   (filos.) caratteristica di ogni dottrina che consideri il piacere dei sensi come lo scopo fondamentale dell'agire e come il criterio per distinguere il bene dal male | nel linguaggio filosofico ottocentesco, lo stesso che sensismo : il sensualismo di condillac    • 2 •   in arte e in letteratura, la tendenza a mettere in rilievo gli aspetti sensuali di ciò che si rappresenta o a esprimersi attraverso uno stile di evidenza quasi fisica: il sensualismo dannunziano; il sensualismo di ravel. 
sensualista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, rappresentante del sensualismo.
sensualistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al sensualismo.
sensualità   s.f.  l'essere sensuale: la sensualità di un gesto, di un'immagine, di una rappresentazione. 
sensualizzare   v. tr.  (non com.) rendere sensuale.
sensuoso   agg.  (lett.) raffinatamente sensuale: uno scrittore che ha un gusto sensuoso della parola. 
sentenza   s.f.    • 1 •   (dir.) atto con cui il giudice esprime il proprio potere decisorio: sentenza di condanna, di assoluzione ' giudizio emesso da un magistrato: pronunciare, eseguire una sentenza  | anche, il documento in cui viene scritto tale giudizio    • 2 •   frase, per lo più concisa e incisiva, che enuncia una verità o una norma morale | responso: così al vento ne le foglie levi / si perdea la sentenza di sibilla  (dante par.  xxxiii, 66) | sputar sentenze, (fig.) esprimere giudizi presuntuosi e inopportuni    • 3 •   (non com.) parere, opinione: mutar sentenza    • 4 •   (ant. , lett.) significato, senso, concisamente espresso: sotto la quale rubrica io trovo scritte le parole le quali è mio intendimento assemplare... e se non tutte, almeno la loro sentenzia  (dante vita nuova  i).
sentenziale   agg.  (lett.) di sentenza; che contiene sentenze: letteratura sentenziale  § sentenzialmente avv.  (rar.) sentenziosamente.
sentenziare   v. tr.  e intr.  [io sentènzio ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   emettere una sentenza, decidere mediante sentenza: il giudice sentenziò che l'imputato venisse liberato    • 2 •   esprimere giudizi presuntuosi e inopportuni; parlare in tono sentenzioso: non sopporto la gente sempre pronta a sentenziare. 
sentenziosità   s.f.  l'essere sentenzioso.
sentenzioso   agg.    • 1 •   che contiene sentenze, massime: uno scritto sentenzioso    • 2 •   che ha forma concettosa e tono autorevole: stile sentenzioso    • 3 •   che tende a far largo o anche eccessivo uso di sentenze; che parla con tono cattedratico: un discorso sentenzioso; una persona sentenziosa  § sentenziosamente avv.  con tono sentenzioso.
sentiero   ant. sentiere, s.m.    • 1 •   strada stretta e sommariamente tracciata in zone campestri o montuose: passare per un sentiero; un sentiero che attraversa i campi.  dim. sentieretto, sentierino  pegg. sentieraccio    • 2 •   (fig.) via, cammino: seguire il retto sentiero; il sentiero della virtù. 
sentimentale   agg.    • 1 •   che concerne i sentimenti: vita sentimentale    • 2 •   che prova sentimenti, affetti gentili, teneri, malinconici, o anche languidi, sdolcinati: una persona sentimentale  | che manifesta, ispira tali sentimenti o ne è l'effetto: canzone, commedia sentimentale; atteggiamenti, sguardi sentimentali   s.m.  e f.  persona sentimentale, romantica: essere un sentimentale; fare il sentimentale.  accr. sentimentalone  § sentimentalmente avv.  in modo sentimentale | essere legato sentimentalmente a una persona, avere con lei una relazione amorosa.
sentimentalismo   s.m.    • 1 •   tendenza verso una sentimentalità eccessiva, affettata, sdolcinata | atto, parola sentimentale    • 2 •   (filos.) indirizzo filosofico inglese del sec. xviii che fondava il criterio dell'agire morale sul sentimento, inteso come facoltà conoscitiva innata e comune a tutti gli uomini, anziché sulla ragione; si opponeva all'intellettualismo    • 3 •   (filos.) ogni dottrina che ponga l'origine della religione in un sentimento primordiale e autonomo rispetto alle altre attività spirituali.
sentimentalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi ostentatamente si atteggia a persona sentimentale: fare il sentimentalista    • 2 •   (estens.) chi dà eccessiva importanza ai sentimenti, rivelando scarso senso pratico    • 3 •   (filos.) seguace dell'indirizzo filosofico del sentimentalismo: i sentimentalisti inglesi. 
sentimentalistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del sentimentalismo; da sentimentalista § sentimentalisticamente avv. 
sentimentalità   s.f.  l'essere sentimentale, per lo più in modo affettato o esagerato.
sentimento   s.m.    • 1 •   ogni stato affettivo della coscienza, di segno positivo o negativo; ogni moto soggettivo dell'animo che dia una particolare tonalità affettiva alle nostre sensazioni, rappresentazioni, idee: sentimento di gioia, di pietà; sentimento paterno, materno; essere animati da un sentimento di amicizia, di gratitudine; nutrire un sentimento di odio, sentimenti di vendetta verso qualcuno; provare, nascondere, manifestare i propri sentimenti    • 2 •   l'affettività in generale; la sensibilità, la finezza di sentire: lasciarsi guidare dal sentimento più che dalla ragione; una canzone, una poesia piena di sentimento; suonare, recitare, cantare, parlare con sentimento  | toccare la corda del sentimento, cercare di commuovere gli animi    • 3 •   modo di sentire, di valutare soggettivamente qualcosa: sentimento religioso, estetico; il sentimento del dovere, dell'onore, della giustizia, della natura; nutrire sentimenti buoni, elevati, onesti, egoistici, bassi, malvagi; una persona di nobili sentimenti; l'educazione dei sentimenti    • 4 •   la consapevolezza dei propri atti: sentimento di sé, la coscienza della propria esistenza | perdere i sentimenti, svenire; anche, entrare in agonia | uscire di sentimento, (fam.) uscire di senno, lasciarsi trasportare dall'ira | fare una cosa con tutti i sentimenti, (fam.) molto bene, con ogni cura possibile | avere poco sentimento, (fam.) poco senno, poco giudizio.
sentina   s.f.    • 1 •   il fondo dello scafo di una nave, dove si raccolgono le acque di scolo | pompa di sentina, pompa che scarica i liquidi di scolo fuori bordo    • 2 •   (fig.) ricettacolo di brutture e scelleratezze: una sentina di vizi. 
sentinella   s.f.  soldato armato posto di guardia a un luogo: dare il cambio a una sentinella  | fare la sentinella, montare, stare, essere di sentinella, fare la guardia | mettere qualcuno di sentinella, a fare la guardia, a vigilare (anche fig.).
sentire   (1) v. tr.  [io sènto ecc.]    • 1 •   apprendere, attraverso i sensi, alcuni dati dell'esperienza immediata del mondo esterno; avvertire impressioni suscitate da stimoli interni o esterni e prenderne coscienza: sentire caldo, sete, sonno; sentire un odore, un sapore; sentire un dolore, il solletico; senti se ti piace questo vino; senti com'è ruvida questa stoffa; sentire i brividi lungo la schiena; sentirsi addosso gli sguardi della gente; il cavallo sente la frusta; il cane sente la lepre, ne avverte la presenza all'odore | sentire al sapore, all'odore, al tatto, riconoscere, giudicare qualcosa assaggiandola, annusandola, toccandola | sentire il polso a qualcuno, tenerlo stretto per controllarne le pulsazioni | sentire il tempo, risentire delle condizioni atmosferiche | il freddo si fa sentire, è molto forte    • 2 •   udire, ascoltare, prestare attenzione: sentire un rumore; sentire dire qualcosa; ho sentito qualcuno che gridava; mi sono sentito chiamare; il giudice decide dopo aver sentito le parti; sentire la musica, una conferenza, un richiamo; sentire gente, udire qualcuno che parla, che sta per arrivare ecc.; sentimi un po', stammi ad ascoltare, dammi retta; a sentir quel tale..., se si crede a quel che dice... | sentirci bene, avere l'udito buono | non sentirci, essere sordo; (fig.) far finta di non capire: non ci sente da quell'orecchio!  | ora mi sentirà!, minacciando di rimproverare aspramente qualcuno | non sente ragione, non vuole essere ragionevole, non vuole cambiare idea per quanto si tenti di convincerlo | farsi sentire, affermare con decisione le proprie ragioni | sentire messa, assistervi | sentire il dottore, consultarlo | prov.  : non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire    • 3 •   informarsi, venire a sapere; intendere, avvertire, presentire: senti che cosa vuole, che cosa ne pensa; ho sentito la brutta notizia; in queste parole si sente la sua nobiltà d'animo; sento che tutto andrà bene; lo sentivo che sarebbe accaduto  | sentirne di tutti i colori, ascoltare ogni genere di discorsi, spec. se strani, cervellotici, sconvenienti e sim.; anche, avere notizia dei fatti più sconcertanti, stravaganti, insoliti    • 4 •   provare sentimenti e reazioni emotive intime; avere coscienza di un proprio stato interiore, di una determinata situazione emotiva, sentimentale: sentire simpatia, paura, amicizia, pietà per qualcuno; sentire un rimorso; non sentiva nulla per lei; sento di amarla; sente molto la vostra mancanza; sento degli obblighi verso di loro  | essere in grado di ammirare, comprendere qualcosa: sentire la musica, la natura, il bello  | (non com.) essere di un certo parere; pensare, giudicare: non la sentiamo allo stesso modo  | v. intr.  [aus. avere] (non com.)    • 1 •   avere odore, sapore (anche fig.): questa stanza sente di chiuso; il vino sente di aceto; una faccenda che sente d'imbroglio    • 2 •   (lett.) avere sensibilità: chi non sente, non comprende a fondo l'arte, la musica  | sentire altamente, nobilmente, avere sentimenti alti, nobili | sentirsi v. rifl.    • 1 •   provare una sensazione fisica: sentirsi stanco; sentirsi bene, male; sentirsi svenire    • 2 •   essere in un determinato stato d'animo: sentirsi felice, commosso, turbato; sentirsi ribollire dall'ira  | sentirsela, avere la forza, il coraggio di fare qualcosa: non me la sentodi dargli questa notizia  | sentirsi in debito verso qualcuno, riconoscersi obbligato nei suoi confronti | sentirsi dalla parte della ragione, del torto, essere consapevole o convinto di avere ragione, di avere torto | v. rifl.  (fam.) telefonarsi: sentiamoci domani!. 
sentire   (2) s.m.  (lett.) sentimento morale, sensibilità: un uomo d'alto sentire. 
sentita   s.f.  (ant.) il sentire, l'aver sentito | sopravvive solo in alcune loc. d'uso toscano: camminare a sentita, avanzare con cautela, mettendo avanti le mani in un luogo buio; andare a sentita, agire con prudenza.
sentito   part. pass.  di sentire   agg.    • 1 •   udito: cose sentite e risentite  | per sentito dire, per conoscenza indiretta    • 2 •   vivo, sincero (spec. in formule epistolari): sentiti auguri    • 3 •   (ant.) accorto, giudizioso, assennato § sentitamente avv.  vivamente, sinceramente (spec. in formule epistolari): ringrazio sentitamente. 
sentore   s.m.    • 1 •   sensazione, impressione indistinta; anche, notizia vaga, incerta: avere sentore di qualcosa    • 2 •   (lett.) odore: per casa è un sentore di spigo  (pascoli).
senussia   s.f.  la comunità spirituale dei senussi.
senussismo   s.m.  movimento e dottrina religiosa dei senussi.
senussita   agg.  [pl. m. -ti] dei senussi, della senussia  s.m.  e f.  lo stesso che senusso. 
senusso   s.m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente a una confraternita mistica islamica fondata nel 1842 da muhammad ibn 'ali¯ a¯s-sunusi¯ (detto il gran senusso), che propugnava il ritorno alla purezza dell'islam e che esercitò anche un dominio territoriale in cirenaica fino al 1923    • 2 •   membro della dinastia fondata dal gran senusso.
senza   ant. sanza, prep.    • 1 •   indica mancanza, esclusione, privazione (si unisce ai nomi direttamente e ai pronomi personali o dimostrativi mediante la prep. di): partirò senza valigie; rimase senza soldi; è senza padre e senza madre  (o evitando la ripetizione di senza : è senza padre né madre); resterò senza di voi; che cosa farei senza di te?; mangia tutto senza pane; esce sempre senza cappotto; lo puoi portare con o senza sciarpa; cioccolato con panna o senza?; rimanere senza parole  | in numerose locuzioni che hanno valore aggettivale o avverbiale: un mondo senza pace; un uomo senza scrupoli; un ragazzo senza giudizio; un appartamento senza pretese; un tiranno senza pietà; furono uccisi senza pietà; un discorso senza veli; lo ha detto senza malizia; senza tregua, incessantemente; senza modo, smisuratamente; senza indugio, subito; senza confronto, incomparabilmente; senza dubbio, senza forse, senz'altro, sicuramente; senza più, (lett. rar.) senza indugio | non senza, con: sono partito non senza rimpianti  | essere, rimanere senza qualcosa, esserne, rimanerne sprovvisto | fare senza qualcosa, farne a meno    • 2 •   seguita da un infinito o da che  e il verbo al congiunt., introduce una proposizione con valore modale: uscì senza pagare; è stato due giorni senza mangiare né bere; partì senza dire una parola; partì senza che ne fossi avvertito | senza dire che, senza contare che, tanto più che: senza dire, senza contare che l'avevo avvisato    • 3 •   in espressioni ellittiche: sono 200 km senza il tratto da qui all'autostrada, senza contare; cerca di concludere, senza tanti preamboli, senza divagare; senza cerimonie, non facendo cerimonie, alla buona; senza complimenti, senza far complimenti, per le spicce | due, quattro senza, nel canottaggio, imbarcazione con due o quattro rematori senza timoniere.
senzacasa   agg.  e s.m.  e f. invar.  si dice di chi è privo di una casa dove dormire, per estrema povertà o per scelta volontaria; senzatetto.
senzadio   o senza dio, agg.  e s.m.  e f. invar.  si dice di chi non crede in dio, chi non ha alcun sentimento religioso | (estens.) chi non ha senso morale né rispetto per la legge.
senzalavoro   agg.  e s.m.  e f. invar.  disoccupato.
senzapatria   agg.  e s.m.  e f. invar.    • 1 •   si dice di chi non ha patria; apolide    • 2 •   (spreg.) si dice chi non ha sentimenti patriottici; chi rinnega la propria patria.
senzatetto   o senza tetto, agg.  e s.m.  e f. invar.  si dice di chi è privo di una casa dove dormire; senzacasa.
senziente   agg.  (lett.) che sente; che è dotato di sensi e sensibilità.
sepaiola   o sepaiuola, s.f.  (centr.) nome popolare di diversi uccelli, come lo scricciolo, la capinera e la sterpazzola.
sepalo   s.m.  (bot.) ciascuna delle foglioline che formano il calice del fiore.
separabile   agg.  che si può separare.
separabilità   s.f.  l'essere separabile.
separamento   s.m.  (non com.) separazione.
separare   v. tr.  [io sepàro  (lett. sèparo) ecc.]    • 1 •   dividere, disgiungere, allontanare cose o persone unite o vicine: separare la crusca dalla farina; un fiume separa le due regioni; accorse a separare i litiganti; li separa una diversa ideologia; separare i malati contagiosi, segregarli    • 2 •   distinguere, sceverare: separare il bene dal male, la verità dall'errore  | separarsi v. rifl.  e rifl. rec.  porre termine a una compagnia o a una convivenza, anche matrimoniale: si separò per sempre dagli amici; i coniugi decisero di separarsi  | di cose, dividersi.
separatezza   s.f.  (non com.) la condizione di chi vive separato o escluso dagli altri.
separatismo   s.m.  tendenza di un gruppo etnico o religioso minoritario a sottrarre un territorio alla sovranità dello stato a cui appartiene o a ottenere il riconoscimento di autonomie in campo politico, religioso, amministrativo ecc.: il separatismo basco, còrso. 
separatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, sostenitore del separatismo | usato anche come agg.  in luogo di separatistico : corrente separatista. 
separatistico   agg.  [pl. m. -ci] del separatismo, dei separatisti.
separativo   agg.  (non com.) che separa; che serve a separare.
separato   part. pass.  di separare   agg.  che sta a sé, che vive lontano: dormire in letti separati; un uomo separato dalla moglie, che non convive più con lei; luogo separato dal resto del mondo, (fig.) lontano, quasi inaccessibile | in separata sede, in altro luogo, altrove; anche, in privato, senza testimoni  s.m.  [f. -a] coniuge separato § separatamente avv.  a parte: gli ingredienti vanno preparati separatamente  | uno alla volta: convocare gli aspiranti separatamente. 
separatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi separa: imbuto separatore   s.m.    • 1 •   (chim.) dispositivo che serve a separare sostanze diverse: separatore di liquidi immiscibili    • 2 •   (elettr.) dispositivo che mantiene separati gli elettrodi di una cella elettrolitica o di una pila per impedire cortocircuiti    • 3 •   (agr.) macchina per depurare un prodotto agricolo da materiale estraneo: separatore per semi. 
separazione   s.f.  il separare, il separarsi, l'essere separato: la separazione del grano dal loglio; ritrovarsi dopo una lunga separazione  | separazione legale, (dir.) cessazione della convivenza di due coniugi disposta dal tribunale su richiesta di uno di essi o di entrambi; separazione di fatto, quella attuata dai coniugi senza richiedere l'intervento del tribunale | separazione dei beni, regime patrimoniale della famiglia secondo il quale ciascuno dei due coniugi è titolare dei propri beni; può essere scelto in alternativa a quello legale che prevede la comunione dei beni.
sepiolite   s.f.  (min.) silicato idrato di magnesio presente in masse leggere e compatte entro strati argillosi; per il colore bianco e la sua galleggiabilità sull'acqua è detta anche schiuma  o spuma di mare. 
sepolcrale   ant. sepulcrale, agg.    • 1 •   di, da sepolcro: pietra, monumento sepolcrale; iscrizione sepolcrale  | poesia sepolcrale, genere poetico ispirato alle meditazioni sulle tombe e sui paesaggi cimiteriali, in voga nelle letterature europee nel sec. xviii e all'inizio del xix    • 2 •   (fig.) cupo, pauroso, profondo: voce, silenzio sepolcrale. 
sepolcreto   s.m.    • 1 •   (lett.) luogo in cui sono riuniti molti sepolcri, spec. se di età antica    • 2 •   la parte dell'altare in cui sono conservate le reliquie di un santo, detta anche confessione. 
sepolcro   ant. sepulcro, s.m.    • 1 •   costruzione funebre, scavata nel suolo o eretta sopra di esso, di particolare valore artistico o storico; tomba di un personaggio illustre: il sepolcro di galileo galilei in santa croce a firenze; il santo sepolcro, quello di cristo a gerusalemme | essere con un piede nel sepolcro, (fig.) avere ancora poco da vivere | scendere nel sepolcro, (fig.) morire | sepolcro imbiancato, (fig.) espressione di origine evangelica per indicare chi è ipocrita (benigno all'aspetto e falso nell'animo, come le tombe imbiancate sono pulite fuori e, dentro, piene di ossa e corruzione)    • 2 •   si dice com. del repositorio in cui viene conservato il ss. sacramento per la comunione del venerdì santo | visita ai sepolcri, quella che i fedeli fanno in chiesa tra la sera del giovedì e la mattina del venerdì per compiere una breve adorazione davanti al repositorio.
sepolto   ant. sepulto, part. pass.  di seppellire   agg.    • 1 •   che è posto nella tomba, seppellito | morto e sepolto, (fig.) si dice di persona o cosa completamente dimenticata    • 2 •   travolto sotto qualcosa; sommerso, nascosto (anche fig.): sepolto sotto le macerie; un libro rimasto sepolto in biblioteca; un segreto sepolto nel proprio cuore   s.m.  [f. -a] persona morta e seppellita.
sepoltura   ant. sepultura, s.f.    • 1 •   l'azione del seppellire; anche, la cerimonia che l'accompagna: la sepoltura di una salma  | dar sepoltura, seppellire    • 2 •   luogo in cui si seppellisce un morto; tomba, sepolcro: a noi prescrisse / il fato illacrimata sepoltura  (foscolo sonetti).
sepoy   s.m. invar.  nel periodo del colonialismo, nome dato ai soldati indigeni dell'india che erano al servizio di una potenza europea, in particolare degli inglesi (fino al 1947).
seppellimento   s.m.  il seppellire, l'essere seppellito.
seppellire   v. tr.  [pres. io seppellisco, tu seppellisci ecc. ; part. pass. seppellito  o più com. sepólto  (ant. sepulto)]    • 1 •   deporre nella tomba: seppellire le salme  | (scherz.) sopravvivere agli altri, morire dopo gli altri: nonostante i suoi acciacchi, ci seppellirà tutti    • 2 •   sotterrare, nascondere sotto terra: seppellire un tesoro  | coprire di terra, sabbia o altro; travolgere, sommergere (anche fig.): la campagna è sepolta dalla neve; la valanga ha sepolto il villaggio; è sepolto sotto una montagna di scartoffie    • 3 •   (fig.) dimenticare, non tenere più in alcun conto: seppellire i ricordi, il passato; seppellire vecchi rancori  | occultare, insabbiare: seppellire un processo, un'inchiesta  | seppellirsi v. rifl.  rinchiudersi, appartarsi, isolarsi: seppellirsi vivo, stare chiuso in casa o in altro luogo; seppellirsi in campagna  | sprofondarsi, immergersi: seppellirsi tra i libri. 
seppellitore   s.m.  [f. -trice] chi seppellisce.
seppia   s.f.  mollusco marino dei cefalopodi, commestibile, a forma di sacco ovale e depresso, con bocca munita di tentacoli e provvisto di conchiglia interna (osso di seppia); inchiostro di seppia, sostanza nera secreta dal mollusco | far la seppia, detto di navi da guerra, emettere molto fumo nero dai fumaioli per occultarsi. dim. seppietta, seppiolina   agg.  e s.m. invar.  si dice di colore di tonalità grigio-bruna: tinta seppia; stampare in seppia  | carta seppia, (foto.) carta speciale di tale colore usata per stampare fotografie.
seppiare   v. tr.  [io séppio ecc.] levigare, lucidare con l'osso di seppia: seppiare cornici di quadri. 
seppiato   agg.  di color seppia.
seppietta   s.f.    • 1 •   dim.  di seppia    • 2 •   (mar.) il più piccolo motoscafo di servizio in dotazione a una nave da guerra, così chiamato per la forma che ricorda l'osso di seppia.
seppure   o se pure, cong.  anche se, se (con valore condizionale o dubitativo): voglio finire, seppure dovessi lavorare tutta la notte; ormai, seppure arriverà, sarà troppo tardi. 
sepsi   s.f.  (med.) infezione generalizzata all'intero organismo; nell'uso corrente il termine è usato impropriamente per setticemia. 
sepulcro   e deriv.   ⇨ sepolcro e deriv. 
sepulto    ⇨ sepolto.
sepultura    ⇨ sepoltura.
sequela   s.f.    • 1 •   insieme di cose o fatti, analoghi e per lo più molesti, che si susseguono: una sequela di guai, di disgrazie, di lamenti  | (non com.) successione incessante di persone: una sequela di visitatori    • 2 •   (ant.) continuazione, seguito.
sequenza   (1) s.f.    • 1 •   (lit.) canto, in prosa ritmata o in poesia, che nella messa di rito romano talvolta segue l'alleluia o il tratto    • 2 •   (estens.) composizione poetica in volgare di argomento religioso, rielaborata da precedenti modelli latini.
sequenza   (2) s.f.    • 1 •   serie ordinata di cose o fatti che si susseguono; sequela: una sequenza di disgrazie    • 2 •   (cine.) serie di inquadrature successive sullo stesso episodio o argomento: una bella sequenza; una sequenza drammatica    • 3 •   (estens.) serie unitaria e organica di elementi narrativi in romanzi, opere teatrali e sim.    • 4 •   in alcuni giochi di carte, serie di carte in ordine progressivo; scala    • 5 •   nel linguaggio tecnico e scientifico, seguito, successione di operazioni o di fenomeni: sequenza di lavorazione  | sequenza delle fasi, (elettr.) ordine ciclico delle fasi in un sistema elettrico polifase.
sequenziale   (1) agg.  e s.m.  si dice del libro liturgico in cui sono raccolte le sequenze (o inni).
sequenziale   (2) agg.  relativo a una sequenza, che segue una sequenza: ciclo sequenziale | campionamento sequenziale, (stat.) metodo di controllo di qualità, p. e. di una partita di merci, in cui la dimensione del campione non è prefissata § sequenzialmente avv.  in sequenza.
sequenzialità   s.f.  carattere di ciò che è in sequenza.
sequestrabile   agg.  che si può sequestrare.
sequestrabilità   s.f.  (dir.) la condizione del bene che può essere oggetto di sequestro.
sequestrante   part. pres.  di sequestrare   agg.  e s.m.    • 1 •   che, chi sequestra | parte sequestrante, (dir.) quella in favore della quale viene disposto il sequestro di determinati beni    • 2 •   (chim.) si dice di sostanze organiche o inorganiche che hanno la proprietà di formare composti stabili e poco solubili con ioni quali calcio e magnesio; si usano in chimica analitica, per depurare le acque e per ridurre la quantità di calcio contenuta nei terreni agricoli.
sequestrare   v. tr.  [io sequèstro ecc.]    • 1 •   (dir.) sottoporre a sequestro: sequestrare un bene mobile, un immobile; sequestrare un documento, un'arma; far sequestrare i mobili a un debitore; sequestrare la refurtiva; sequestrare le copie di un libro    • 2 •   (estens.) togliere dalla circolazione; requisire: il professore ha sequestrato una radiolina; suo padre le ha sequestrato le sigarette    • 3 •   privare illegalmente qualcuno della libertà personale: sequestrare una persona a scopo di estorsione    • 4 •   (non com.) segregare, isolare: a molte di quelle finestre, infermi sequestrati guardavan la processione  (manzoni p. s.  xxxii)    • 5 •   (scherz.) bloccare, costringere a rimanere in un luogo: il brutto tempo ci sequestrò in albergo per due giorni. 
sequestratario   s.m.  chi è incaricato di custodire un oggetto sequestrato.
sequestrato   part. pass.  di sequestrare   agg.  si dice di cosa o persona sottoposta a sequestro  s.m.  [f. -a]    • 1 •   (dir.) la persona o la parte a carico della quale è stato disposto il sequestro di determinati beni    • 2 •   chi è vittima di un sequestro di persona.
sequestratore   s.m.  [f. -trice] chi chiede un sequestro o lo esegue per conto dell'autorità | chi compie un sequestro di persona.
sequestro   s.m.    • 1 •   (dir.) nel processo civile, provvedimento cautelare con il quale il giudice sottrae un bene alla disponibilità di chi lo detiene, in attesa di una decisione sulla sorte del bene stesso: chiedere, ordinare, eseguire il sequestro; tenere, conservare sotto sequestro; sequestro conservativo, quello che viene disposto quando il creditore ha il fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito; sequestro giudiziario, quello che viene disposto quando vi è controversia sulla proprietà o sul possesso di beni mobili o immobili ed è opportuno provvedere alla loro custodia e gestione in attesa dello svolgimento del giudizio sul merito della causa | sequestro convenzionale, contratto con il quale due o più persone affidano a un terzo cose rispetto alle quali sia nata fra loro una controversia, perché le custodisca e le restituisca alla persona che ne avrà diritto quando la controversia sarà definita    • 2 •   (dir.) nel processo penale, provvedimento con il quale l'autorità o la polizia giudiziaria dispone il ritiro di cose pertinenti al reato: sequestro di un film, di una rivista    • 3 •   sequestro di persona, (dir.) reato commesso da chi priva illecitamente qualcuno della libertà personale: sequestro di persona a fini di estorsione    • 4 •   (med.) frammento osseo, necrotizzato a causa di un processo infiammatorio (osteomielite), che è rimasto inglobato in una sacca di essudato purulento.
sequoia   s.f.  albero gigantesco (può raggiungere i 110 m di altezza) con foglie persistenti di color verde lucente, originario della california (fam.  taxodiacee).
ser   s.m.  (ant.) troncamento di sere. 
sera   s.f.    • 1 •   l'ultima parte del giorno compresa fra il tramonto e l'inizio della notte: si fa sera; viene, scende la sera  | a sera, di sera, quando è sera | far sera, arrivare alla fine della giornata | sul far della sera, all'imbrunire | lavorare da mattino a sera  (o dalla mattina alla sera), tutta la giornata | mattina e sera, sempre | i giornali della sera, quelli che escono nel pomeriggio | domani sera, questa sera, giovedì sera, la sera di domani, di oggi, di giovedì | una di queste sere, una sera imprecisata, ma prossima    • 2 •   (estens.) lo spazio di tempo compreso tra la cena e la mezzanotte circa: questa sera andiamo a teatro  | abito da sera, adatto a ricevimenti formali | abito da mezza sera, abito elegante ma non troppo importante per cocktail, teatro e sim.    • 3 •   (fig. poet.) il tramonto della vita: tu, solingo augellin, venuto a sera / del viver che daranno a te le stelle  (leopardi il passero solitario  45-46) | l'ultima sera, la morte: questi non vide mai l'ultima sera  (dante purg.  i, 58).
seraccata   s.f.  insieme di seracchi; parte di ghiacciaio coperta di seracchi.
seracco   s.m.  [pl. -chi] blocco o cumulo di ghiaccio prodotto da una fessurazione longitudinale e trasversale del ghiacciaio, nei tratti di più forte pendenza.
seraficità   s.f.  carattere serafico; serenità, imperturbabilità.
serafico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di serafino, dei serafini; da serafino | il (padre) serafico, per antonomasia, san francesco d'assisi, per la sua ardente carità | ordine serafico, ordine francescano | il dottore serafico, per antonomasia, san bonaventura da bagnoregio    • 2 •   (fig.) che non si scompone mai; assolutamente tranquillo: starsene tutto serafico  | candido, ingenuo: espressione serafica  § seraficamente avv.  in modo serafico, senza scomporsi.
serafino   s.m.  nella teologia cattolica, angelo appartenente al più elevato dei cori angelici.
serafo   s.m.  (poet.) serafino: i cerchi primi / t'hanno mostrati serafi e cherubi  (dante par.  xxviii, 98-99).
serale   agg.  di sera, della sera: ore serali  | che avviene, si svolge di sera: spettacolo serale; scuola serale  § seralmente avv.  di sera; tutte le sere.
serapeo   s.m.  (archeol.) tempio eretto in onore del dio greco-egiziano serapi.
serata   s.f.    • 1 •   la sera, con riferimento alla sua durata, al modo di trascorrerla o alle condizioni atmosferiche: un libro che si legge in una serata; passare una bella serata in casa di amici; è una serata afosa.  dim. seratina  pegg. serataccia  | nella programmazione televisiva, la fascia oraria serale, compresa approssimativamente tra le 20 e le 24: prima, seconda serata, la prima, la seconda metà di tale periodo    • 2 •   festa, ricevimento, spettacolo serale; ciascuna delle recite eseguite da una compagnia teatrale: serata danzante; l'incasso della serata  | serata di gala, rappresentazione, ballo e sim. di grande solennità ed eleganza | serata d'onore, rappresentazione teatrale o spettacolo dato in onore di un artista | serata di beneficenza, il cui incasso viene devoluto in beneficenza | serata d'addio, ultima rappresentazione teatrale di una compagnia.
seratante   s.m.  e f.  (teat.) artista a cui viene dedicata una serata d'onore.
serbare   v. tr.  [io sèrbo ecc.]    • 1 •   mettere da parte una cosa perché si ritiene utile per altra occasione o perché particolarmente cara: serbare gli avanzi del pasto; serbare una lettera    • 2 •   (fig.) conservare, custodire, mantenere: serbare un ricordo; serbare un segreto, una promessa; serbare gratitudine, rancore, odio verso qualcuno, continuare a nutrire tenacemente questi sentimenti    • 3 •   (fig. lett.) riservare: eran più dolci / e più nobili cure a te serbate  (parini) | serbarsi v. rifl.  mantenersi, restare: serbarsi giovane, onesto. 
serbastrella    ⇨ salvastrella.
serbatoio   s.m.    • 1 •   cisterna o recipiente per tenere in deposito liquidi o gas: il serbatoio della benzina; il serbatoio dell'inchiostro, quello delle penne stilografiche | (estens. , fig.) ciò che costituisce una fonte cospicua, un ricco deposito di notizie, informazioni e sim.: le opere degli eruditi del settecento sono un serbatoio di notizie storiche e culturali    • 2 •   luogo o bacino artificiale per la raccolta di grandi masse d'acqua destinate all'irrigazione, alla produzione di energia elettrica ecc.    • 3 •   serbatoio magmatico, (geol.) cavità della crosta terrestre piena di masse magmatiche    • 4 •   (mil.) cavità nella cassa o nel calcio del fucile in cui sono allogate le cartucce per il tiro a ripetizione    • 5 •   (lett.) nel linguaggio dell'accademia d'arcadia (sec. xviii), l'archivio in cui si conservavano gli scritti degli arcadi.
serbevole   agg.  (rar.) che si può conservare.
serbevolezza   s.f.  (rar.) l'essere serbevole; conservabilità.
serbico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) della serbia; serbo.
serbo   (1) s.m.  il serbare; usato solo nelle loc. avere, tenere, mettere in serbo, serbare.
serbo   (2) agg.  della serbia: popolo serbo   s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della serbia    • 2 •   lingua della serbia.
serbocroato   agg.  proprio dei serbi e dei croati | lingua serbocroata, lingua slava meridionale distinta in tre varianti regionali (c-akavo, kajkavo e s-tokavo); è scritta in cirillico (serbo) presso gli ortodossi, e in caratteri latini (croato) presso i cattolici  s.m.  lingua serbocroata.
sere   s.m.  (ant.)    • 1 •   sire, signore (davanti a nomi propri, è comune il troncamento ser): siete voi qui, ser brunetto?  (dante inf.  xv, 30)    • 2 •   prete: è forse il meglio che quel cotale che avuto l'avesse, in penitenzia il dica al sere  (boccaccio dec.  viii, 6).
sereme   o seireme, s.f.  nell'antichità, grossa nave a sei ordini di remi.
serena    ⇨ sirena 1.
serenare   v. tr.  [io seréno ecc] (lett.) rasserenare (anche fig.): la qual era possente / cantando d'acquetar li sdegni e l'ire, / di serenar la tempestosa mente  (petrarca canz.  cclxx, 33-35) | v. intr.  [aus. avere] (ant. , lett.) accamparsi di notte e all'aperto; passare la notte all'addiaccio: bisogna serenare dieci notti prima di trovare una capanna  (nievo).
serenata   s.f.    • 1 •   canto d'amore o di omaggio, per lo più accompagnato dal suono di strumenti musicali, che si eseguiva o si faceva eseguire di notte sotto le finestre della donna amata: fare la serenata alla propria bella    • 2 •   (estens.) canti sguaiati, schiamazzi notturni fatti per dileggio sotto la finestra di qualcuno; insieme di versi, di rumori sgradevoli: senti che serenata questi gatti!    • 3 •   (mus.) composizione vocale e strumentale destinata in origine a essere eseguita all'aperto.
serenatore   agg.  [f. -trice] (lett.) che rasserena.
serendipità   s.f.  (non com.) lo scoprire qualcosa di inatteso e importante che non ha nulla a vedere con quanto ci si proponeva di trovare o con i presupposti teorici sui quali ci si basava | l'attitudine a fare scoperte fortunate e impreviste.
serenella   s.f.  (region.) lillà.
serenissimo   agg.  titolo che si dava ai sovrani e ai principi di sangue reale: sua altezza serenissima  | la serenissima, la repubblica di venezia.
serenità   s.f.    • 1 •   l'essere sereno (anche fig.): la serenità del cielo; serenità di spirito, di giudizio    • 2 •   sua serenità, titolo onorifico che si dava ai dogi di venezia e di genova e ai principi.
sereno   agg.    • 1 •   limpido, chiaro, senza nubi: mattino sereno  | a ciel sereno, all'aperto    • 2 •   (fig.) che è esente da preoccupazioni, dolori, turbamenti; quieto, tranquillo: vita, esistenza serena; animo, aspetto, volto sereno  | giudizio sereno, obiettivo, imparziale  s.m.    • 1 •   cielo sereno: torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre / giù da' colli e da' tetti  (leopardi il sabato del villaggio  17-18) | è tornato il sereno, (fig.) è tornata la calma, la quiete    • 2 •   aria aperta: dormire al sereno  | (lett.  o region.) il freddo della notte: lo scolare... né aveva dove porsi a sedere né dove fuggire il sereno  (boccaccio dec.  viii, 7)    • 3 •   (poet.) limpidezza, luminosità del cielo: quindici stelle che 'n diverse plage / lo cielo avvivan di tanto sereno  (dante par.  xiii, 4-5) | (fig) limpidezza, luminosità dello sguardo: dal bel seren de le tranquille ciglia / sfavillan sì le mie due stelle fide  (petrarca canz.  clx, 5-6) § serenamente avv.  con tranquillità interiore; senza turbamenti: vivere serenamente  | imparzialmente: giudicare serenamente. 
sergente   ant. o pop. sargente, s.m.    • 1 •   sottufficiale comandante di squadra: sergente maggiore, sottufficiale di grado immediatamente superiore a sergente    • 2 •   (fig.) persona autoritaria e dispotica: ha una moglie che è un sergente!; il capufficio ora s'è messo a fare il sergente!    • 3 •   (ant.) servitore | soldato a piedi; gendarme: udito questo, ben dodici de' sergenti corsero là dove il misero martellino era senza pettine carminato  (boccaccio dec.  ii, 1)    • 4 •   morsetto da falegname ad apertura regolabile, usato spec. per tenere fermi due pezzi appena incollati    • 5 •   pl.  nel gergo dei tipografi, virgolette basse ( ), così dette perché richiamano il distintivo di grado dei sergenti.
sergentina   s.f.  antica arma simile all'alabarda.
sergozzone   ant. o lett. sorgozzone, s.m.  (ant. , tosc.) colpo forte sotto il mento, dato col pugno chiuso.
serial   s.m. invar.  pubblicazione a puntate, per lo più su riviste, di romanzi o di una serie di episodi che si riferiscono sempre a un dato protagonista | trasmissione radiofonica o film televisivo a episodi nei quali ricorre lo stesso protagonista.
seriale   agg.    • 1 •   relativo a una serie; disposto in serie, ordinato secondo una serie | musica seriale, sistema musicale che si basa su una successione rigorosamente preordinata di suoni    • 2 •   (inform.) si dice di dispositivo che tratta i dati in maniera sequenziale, uno dopo l'altro; si contrappone a parallelo : porta, elaboratore, stampante seriale  § serialmente avv.  in serie.
serialismo   s.m.  carattere della musica seriale.
serialità   s.f.  carattere di ciò che è seriale.
serializzare   v. tr.  seriare.
serializzazione   s.f.  il serializzare, l'essere serializzato.
serial killer   loc. sost. m. invar.  persona che commette una serie di omicidi con modalità che si ripetono ogni volta identiche.
seriare   v. tr.  [io sèrio ecc.] disporre, ordinare secondo una serie (spec. in usi tecnici, p. e.  in statistica).
seriato   part. pass.  di seriare   agg.  (biol. , anat.) disposto in una serie longitudinale (p. e.  certi organi, come le costole).
seriazione   s.f.  (stat.) insieme delle intensità e delle frequenze con cui si è manifestato un fenomeno quantitativo.
sericeo   agg.    • 1 •   (lett.) di seta; simile alla seta: lucentezza sericea    • 2 •   (bot.) si dice di organo vegetale coperto di peli lucidi che danno l'idea di un tessuto di seta.
sericigeno   agg.  (zool.) che produce seta: ghiandole sericigene. 
sericina   s.f.  proteina azotata gommosa che riveste esternamente la fibra della seta.
sericite   s.f.  (min.) varietà di muscovite bianca che si presenta in lamine minutissime, di lucentezza serica.
sericitizzazione   s.f.  (min.) processo di trasformazione dei feldspati con formazione di sericite.
serico   agg.  [pl. m. -ci] di seta, della seta: mantello serico; industria serica. 
sericolite   s.f.  (min.) varietà di gesso e calcite di aspetto serico.
sericolo   agg.  che riguarda la coltura dei bachi da seta.
sericoltore   o sericultore, s.m.  [f. - trice] chi pratica la sericoltura.
sericoltura   o sericultura, s.f.  l'allevamento dei bachi da seta e l'insieme delle operazioni connesse con la lavorazione della seta.
serie   s.f. invar.    • 1 •   successione ordinata e continua di persone, cose, fatti o concetti che siano in relazione tra loro: serie di imperatori, di papi; serie di numeri, di dati, di argomenti; una serie di disgrazie, di colpi di fortuna | serie di francobolli, l'insieme di tutti i francobolli di diverso valore facciale che appartengono alla stessa emissione | serie di biglietti di banca, di biglietti di lotteria, insieme di biglietti appartenenti a un medesimo gruppo, del quale recano il contrassegno, per lo più premesso alla numerazione | in serie, in ordine continuato, senza interruzioni | produzione in serie, produzione di oggetti in grandi quantità e secondo uno stesso modello; prodotti di serie, realizzati industrialmente secondo tale procedimento | collegamento in serie, (elettr.) collegamento elettrico di bipoli, in cui ogni bipolo ha un morsetto collegato al morsetto di opposta polarità del bipolo successivo    • 2 •   l'insieme dei fascicoli di una rivista, contraddistinti da numeri progressivi | serie televisiva, serial    • 3 •   (stat.) successione di valori relativi alla frequenza con cui si manifestano le diverse modalità di un fenomeno qualitativo, o alla intensità con cui si manifesta un fenomeno quantitativo | serie storica  (o serie temporale), l'insieme dei valori assunti da una variabile in successivi periodi di tempo    • 4 •   (mat.) somma di infiniti addendi in una determinata successione    • 5 •   (mus.) successione rigorosamente preordinata di suoni, presa a base di una composizione    • 6 •   (geol.) sovrapposizione di più strati o banchi paralleli, dovuta a un processo di sedimentazione continua, marina o lacustre    • 7 •   (sport) ciascuno dei gruppi in cui vengono suddivisi, in base al loro valore, atleti o squadre: campionato di serie a; retrocedere in serie b  | di serie b, (fig.) si dice di persona o cosa considerata inferiore ad altre per importanza, prestigio, qualità: essere trattati come cittadini di serie b. 
serietà   s.f.    • 1 •   l'essere serio: serietà di costumi, di vita; agire con scarsa serietà    • 2 •   gravità, importanza: la serietà di un problema. 
serigrafia   s.f.  procedimento di stampa a colori in cui si fa passare l'inchiostro attraverso un tessuto di seta a trama rada fissato a un telaio di legno e reso impermeabile nelle parti che non devono essere stampate; consente di operare su materiali diversi dalla carta | la stampa ottenuta con tale procedimento.
serigrafico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla serigrafia: tecnica, opera serigrafica  § serigraficamente avv.  con procedimento serigrafico: un oggetto stampato serigraficamente. 
serimetro   s.m.  apparecchio usato nell'industria tessile per determinare la grossezza (titolo) del filo di seta.
serina   s.f.  (chim. biol.) amminoacido ossidrilato a tre atomi di carbonio, costituente di molte proteine; è usato in cosmesi per la sua azione protettiva sulla pelle.
serio   agg.    • 1 •   che affronta la vita e i suoi problemi con coscienza dei propri diritti, doveri e compiti; che dimostra impegno, ponderatezza, rettitudine: un professionista serio; avere seri propositi, serie intenzioni; una proposta seria  | una donna poco seria, di dubbia moralità | un sentimento serio, profondo e sincero    • 2 •   che ha un'espressione preoccupata, accigliata o anche triste: un volto serio; starsene tutto serio; farsi serio    • 3 •   grave, importante, preoccupante: una malattia seria; un problema serio; la faccenda si fa seria    • 4 •   che non ha carattere o contenuto scherzoso, comico: opera lirica seria, in contrapposizione a opera buffa   s.m.  ciò che è serio: parlare tra il serio e il faceto  | sul serio, davvero, senza scherzi: è bello sul serio; verrai sul serio?; dici sul serio?  | fare sul serio, non scherzare; anche, essere coerenti e decisi nella propria azione | prendere qualcosa sul serio, affrontarla con impegno § seriamente avv.    • 1 •   con serietà: lavorare seriamente    • 2 •   in modo grave, preoccupante: essere ammalato, turbato seriamente. 
seriografia   s.f.  (med.) indagine radiografica di un organo in movimento; si esegue facendo più radiografie dello stesso organo, a brevi intervalli di tempo l'una dall'altra.
seriografo   s.m.    • 1 •   (foto.) macchina da presa per eseguire serie di fotografie che si compongano in un'unica immagine panoramica    • 2 •   accessorio di apparecchiatura radiografica usato per eseguire una seriografia.
seriola   s.f.  o m.  pesce di mare commestibile dal corpo ovale allungato, con pelle liscia grigio-argentea e pinna caudale biloba (ord.  perciformi).
seriore   agg.  posteriore, più tardo (detto spec. di fenomeni linguistici) § seriormente avv.  più tardi nel tempo, posteriormente.
seriorità   s.f.  l'essere seriore.
seriosità   s.f.  carattere serioso; serietà ostentata.
serioso   agg.  serio, grave, spec. in modo ostentato: un'espressione seriosa  § seriosamente avv. 
serir   s.m. invar.  deserto in cui l'erosione eolica ha disseminato frammenti rocciosi a forma di ciottolo.
seritterio   s.m.  (zool.) ghiandola allungata del baco da seta, che secerne la bavella serica; è disposta in numero pari sotto l'apparato digerente.
serizzo   s.m.  nome dato in lombardia a una roccia intrusiva che presenta le caratteristiche del granito; la varietà più nota è il serizzo ghiandone. 
serliana   s.f.  (arch.) apertura tripartita la cui parte centrale culmina in un arco a pieno centro; questo poggia sulle due trabeazioni sostenute da colonne che delimitano le due parti laterali.
sermento    ⇨ sarmento.
sermollino    ⇨ serpollino.
sermonare   v. intr.  [io sermóno ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   fare, tenere un sermone; predicare    • 2 •   (estens.) parlare, discorrere con gravità.
sermoncino   s.m.    • 1 •   dim.  di sermone    • 1 •    • 2 •   poesiola che i bambini recitano a natale davanti al presepio.
sermone   (1) s.m.  (lett.)    • 1 •   (ant.) lingua, linguaggio: il toscano tuo parlar celeste / ognor più stempra nel sermon straniero  (foscolo sonetti) | discorso: cose che torrien fede al mio sermone  (dante inf.  xiii, 21)    • 2 •   discorso sulle verità della fede; predica: ascoltare il sermone durante la messa; il sermone della montagna, il celebre discorso di gesù sulle beatitudini e sulla nuova legge cristiana. dim. sermoncino    • 3 •   (scherz.) discorso lungo e noioso: mi sono dovuto sciroppare un sermone di due ore  | lungo rimprovero, paternale: fare un sermone a qualcuno    • 4 •   componimento poetico di carattere didascalico e di tono moraleggiante: i sermoni del gozzi. 
sermone   (2)  ⇨ salmone.
sermoneggiare   v. intr.  [io sermonéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) fare sermoni, predicare | (scherz.) fare discorsi prolissi, noiosi.
sero-  sero-  ⇨ siero-.
serocchia    ⇨ sirocchia.
serotino   agg.    • 1 •   tardivo, che matura tardi: fichi serotini    • 2 •   (lett.) della sera, vespertino: i raggi serotini e lucenti  (dante purg.  xv, 141) § serotinamente avv.  (non com.)    • 1 •   tardivamente    • 2 •   di sera.
serotonina   s.f.  (chim. biol.) composto derivante dal triptofano, presente in tessuti vegetali e animali, in partic. nel sangue; esplica importanti funzioni nel sistema nervoso e nell'intestino, di cui regola il ciclo; ha anche azione vasocostrittrice.
serpa   tosc. serpe, s.f.    • 1 •   nelle carrozze, cassetta a due posti riservata al cocchiere; nelle diligenze, sedile coperto dietro quello del cocchiere: montare, salire in serpa    • 2 •   nelle costruzioni navali in legno, parte sporgente della prora su cui un tempo venivano installate le latrine.
serpaio   region. serparo, s.m.    • 1 •   luogo pieno di serpi; nido di serpi    • 2 •   cacciatore o addomesticatore di serpenti.
serpante   s.m.  (mar.) il marinaio addetto alla pulizia delle latrine di bordo.
serparo    ⇨ serpaio.
serpe   (1) s.f.  (region. o lett. s.m.)    • 1 •   serpente, spec. se non grande e di specie non velenosa | a serpe, a spirale | scaldarsi, nutrire una serpe in seno, (fig.) beneficare una persona che poi si rivelerà nemica | prov.  : le cose lunghe diventano serpi, non è mai opportuno differire troppo la conclusione di qualcosa dim. serpicella, serpiciattola, serpicina  accr. serpona, serpone  (m.) pegg. serpaccia    • 2 •   (fig.) persona ipocrita e infida.
serpe   (2)  ⇨ serpa.
serpeggiamento   s.m.  il serpeggiare; andamento sinuoso: poi fiume ancora che va a perdersi nel lucido serpeggiamento  (manzoni p. s.  i).
serpeggiante   part. pres.  di serpeggiare   agg.  che serpeggia, che procede in modo tortuoso, sinuoso: strada serpeggiante. 
serpeggiare   v. intr.  [io serpéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   procedere tortuosamente come fanno i serpenti; avanzare con andamento, con percorso sinuoso: il sentiero sale serpeggiando    • 2 •   di nave, procedere su una rotta non rettilinea, con piccole deviazioni dovute per lo più a cattivo governo da parte del timoniere    • 3 •   (fig.) insinuarsi, diffondersi in modo rapido e coperto: il malcontento serpeggiava tra la folla. 
serpeggio   s.m.  andamento sinuoso; serpeggiamento.
serpentaria   s.f.  pianta erbacea con rizoma contorto su sé stesso e fiori rosei, raccolti in spiga (fam.  poligonacee).
serpentario   (1) s.m.  uccello rapace africano con zampe lunghissime e ciuffo di piume sul capo; divora serpenti e altri piccoli vertebrati (ord.  falconiformi).
serpentario   (2) s.m.  istituto dove si allevano serpenti a scopo di studio.
serpente   s.m.    • 1 •   nome generico con cui si designano vari rettili a corpo cilindrico, privi di zampe, che strisciano tortuosamente sul terreno (ord.  squamati): serpenti velenosi, non velenosi | serpente boa, boa | serpente a sonagli, crotalo | serpente dagli occhiali, cobra | velenoso come un serpente, (fig.) si dice di persona maligna e perfida | il serpente antico, il diavolo tentatore | serpente di mare, mostro leggendario di enormi dimensioni; (fig.) notizia incredibile inventata dalla fantasia di un giornalista a corto di argomenti. dim. serpentello  accr. serpentone  pegg. serpentaccio    • 2 •   pelle conciata di serpente, usata in pelletteria: una borsetta, un paio di scarpe di serpente    • 3 •   (fig.) persona maligna e subdola, o anche solamente sveglia e furba    • 4 •   (mus.) lo stesso, ma più raro, che serpentone    • 5 •   serpente monetario europeo, (econ.) denominazione con la quale è conosciuto l'accordo concluso nel 1972 tra i paesi della comunità economica europea per ridurre entro margini ristretti l'oscillazione dei tassi di cambio tra le proprie monete; la fascia di oscillazione stessa.
serpentesco   agg.  [pl. m. -schi] da serpente (solo fig.): astuzia serpentesca. 
serpentifero   agg.  (lett.) che produce serpenti.
serpentiforme   agg.  che ha forma di serpente.
serpentina   (1) s.f.    • 1 •   linea serpeggiante: strada a serpentina  | (sport) nello sci, la serie di curve che lo sciatore descrive durante una discesa; nel calcio, linea sinuosa descritta dal giocatore che si libera degli avversari con una serie di dribbling    • 2 •   tubo a spirale; serpentino: la serpentina dello scaldabagno, del frigorifero. 
serpentina   (2) s.f.  (geol.) roccia metamorfica, solitamente a struttura compatta e di colore verde, costituita principalmente da serpentino.
serpentina   (3) s.f.  bocca da fuoco in uso nel sec. xvi, con canna lunga e di piccolo calibro.
serpentino   (1) agg.  di, da serpente; simile al serpente (anche fig.): denti serpentini; lingua serpentina, malefica.
serpentino   (2) s.m.    • 1 •   piccolo tubo a spirale in cui si fa passare un liquido o un gas affinché si riscaldi o si raffreddi più rapidamente    • 2 •   archibugio dell'età rinascimentale, il cui sistema di accensione si basava sulla rotazione di un braccio a forma di serpente (detto anch'esso serpentino), che portava la miccia accesa a contatto con il polverino    • 3 •   (min.) minerale costituito da silicato di magnesio, di colore per lo più verde, con struttura lamellare o fibrosa; è il principale componente delle rocce serpentine.
serpentinoso   agg.  (min.) che contiene serpentino: roccia serpentinosa, serpentina.
serpentone   s.m.    • 1 •   accr.  di serpente    • 2 •   lungo corteo ad andamento serpeggiante    • 3 •   (mus.) strumento musicale, in uso fino al sec. xix, ricavato da due valve di legno scavato; appartiene alla famiglia dei cornetti    • 4 •   cordolo che delimita una corsia riservata in una strada.
serpere   v. intr.  [io sèrpo ecc. ; manca del part. pass. e dei tempi composti] (lett.) serpeggiare; avanzare, muoversi strisciando (anche fig.): chi può dir come serpa e come cresca / già da più lati il foco?  (tasso g. l.  xii, 45); [il contagio] andò covando e serpendo lentamente  (manzoni p. s.  xxxi).
serpigine   o serpigo, s.f.  (med.) eruzione cutanea ad andamento serpiginoso.
serpiginoso   agg.  (med.) si dice di infiammazione o ulcerazione che si estende con disegno sinuoso, tale da richiamare i movimenti del serpente.
serpigno   agg.  (lett.) di serpe; simile a serpe.
serpigo    ⇨ serpigine.
serpillo   s.m.  varietà di timo con foglie ovali e fusto strisciante, coltivata per l'olio aromatico che se ne ricava (fam.  labiate).
serpollino   tosc. sermollino, s.m.  (bot.) timo.
serposo   agg.  (non com.) pieno di serpi: una pietraia serposa. 
serpulidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di anellidi policheti viventi in tubi calcarei che aderiscono a rocce o corpi sommersi | sing.  [-e] ogni animale di tale famiglia.
serqua   s.f.  (pop.)    • 1 •   dozzina; usato solo in alcune espressioni: una serqua d'uova    • 2 •   (estens.) gran quantità: prendersi una serqua di legnate. 
serra   (1) s.f.    • 1 •   (ant.) luogo chiuso    • 2 •   sbarramento per regolare un corso d'acqua; briglia    • 3 •   costruzione, di solito con pareti e soffitto di vetro, adibita alla coltivazione di fiori o piante in condizioni climatiche controllate: serre fredde, temperate, calde; fiore di serra, (fig.) persona delicata e cagionevole di salute | effetto serra, (geog.) complesso fenomeno naturale per cui l'aumento della concentrazione di gas nell'atmosfera (in partic., anidride carbonica) continua a permettere il passaggio delle radiazioni solari ma trattiene le radiazioni infrarosse che dal suolo e dall'atmosfera tendono a disperdersi nello spazio, impedendo l'equilibrio termico e determinando di conseguenza una crescita delle temperature di superficie    • 4 •   (ant.) calca, mischia, tumulto    • 5 •   (tosc.) la parte superiore dei calzoni e delle mutande, che fascia la vita.
serra   (2) s.f.  catena o costiera montuosa che si allunga per un certo tratto in linea retta e senza avvallamenti.
serrabozze   s.m. invar.  (mar.) catena che tiene sospesa l'ancora durante la navigazione.
serradadi   s.m.  attrezzo per stringere i dadi dei bulloni.
serradella   s.f.  pianta erbacea con foglie imparipennate e piccoli fiori rosei; è usata come foraggio e per sovescio (fam.  leguminose).
serrafila   s.m.  e f.  [pl. -le]    • 1 •   chi viene per ultimo in una fila (detto spec. di militari)    • 2 •   (mar.) nave di coda di una formazione militare che navighi in linea di fila.
serrafilo   s.m.  pinzetta o morsetto per tenere serrati i fili elettrici.
serraforme   s.m. invar.  dispositivo per bloccare la forma di composizione tipografica dentro il telaio.
serraggio   s.m.  (tecn.) l'operazione di serrare, di stringere: serraggio delle viti. 
serraglia   s.f.    • 1 •   (arch.) chiave dell'arco o della volta    • 2 •   (ant.) ciò che serve a serrare, a chiudere; sbarramento.
serraglio   (1) s.m.    • 1 •   (ant.) riparo, sbarramento difensivo; luogo chiuso    • 2 •   il complesso degli animali appartenenti a un circo; il luogo in cui si tengono chiusi.
serraglio   (2) s.m.    • 1 •   palazzo degli antichi sultani di costantinopoli    • 2 •   harem.
serramanico   s.m.  solo nella loc.: coltello a serramanico, coltello la cui lama è ripiegabile nel manico.
serrame   s.m.  (non com.) ogni dispositivo che serve a tenere chiuse porte, finestre e sim.

serramentista   s.m.  [pl. -sti] operaio specializzato nell'istallazione e la manutenzione di serramenti.
serramento   s.m.  [pl. i serramenti  e, con valore collettivo, le serramenta] nome generico di ogni struttura mobile destinata a chiudere un'apertura (finestra, porta, sportello) praticata in una parete esterna o interna, nel pavimento o nel tetto.
serranda   s.f.    • 1 •   chiusura a saracinesca, spec. di porte-finestre, di negozi o di altre larghe aperture: alzare, abbassare la serranda    • 2 •   chiusino dell'apertura del forno.
serrano   s.m.  (zool.) sciarrano.
serranodo   s.m.    • 1 •   attrezzo per stringere i nodi    • 2 •   strumento chirurgico per la sutura dell'osso con filo metallico.
serrapiedi   s.m.  fermapiedi.
serrare   v. tr.  [io sèrro ecc.]    • 1 •   chiudere completamente, con una chiave o con altro mezzo: serrare un baule; serrare il portone col paletto  | serrare bottega, (fig.) sospendere il lavoro che vi si svolgeva; con sign. più generale, cessare un'attività    • 2 •   chiudere stringendo; stringere: serrare i pugni, gli occhi; serrare una vite, un bullone  | sentirsi serrare il cuore, (fig.) sentirlo stringere come in una morsa, per il dolore, per l'emozione | serrare la gola, (fig.) impedire di parlare, di respirare: il pianto le serrava la gola  | serrare le file, diminuire la distanza tra persona e persona; (fig.) stringersi compatti | serrate (il passo)!, comando di stringere le file, di avvicinarsi | serrare le vele, (mar.) arrotolare le vele quadre lungo i pennoni e fissarle per mezzo di cordicelle | serrare il vento, (mar.) stringere il vento con la vela | serrare le distanze, (mar.) portarsi alla distanza normale di navigazione    • 3 •   intensificare, accelerare: serrare il ritmo del lavoro | serrare la voga, (mar.) accelerarne la cadenza    • 4 •   premere, incalzare: serrare il nemico    • 5 •   (non com.) rinchiudere, tenere chiuso: serrare il cane nel canile    • 6 •   (ant.) nascondere: temp'era già che l'aere s'annerava, / ma non sì che tra li occhi suoi e' miei / non dichiarisse ciò che pria serrava  (dante purg.  viii, 49-51) | v. intr.  [aus. avere] (tosc.) combaciare, detto delle parti di un serramento: quest'uscio non serra bene. 
serraschiere   s.m. invar.  (st.) comandante in capo delle forze armate dell'impero turco.
serra serra   loc. sost. m. invar.  l'accalcarsi confuso di molte persone: al primo allarme ci fu un serra serra pauroso. 
serrata   s.f.    • 1 •   (ant.) il serrare; sbarramento    • 2 •   sospensione dell'attività aziendale attuata, in taluni casi illecitamente, dal datore di lavoro come forma di pressione sui lavoratori o sui pubblici poteri, spec. nel corso di un conflitto sindacale | (estens.) sospensione dell'attività di piccoli imprenditori che non hanno dipendenti, a fini di protesta o di tutela dei propri interessi.
serrate   s.m. invar.  (sport) vigorosa azione collettiva d'attacco condotta da una squadra in un momento decisivo per le sorti di una partita; per estens., intenso sforzo in vista di un risultato: i giocatori si produssero in un emozionante serrate finale. 
serrato   part. pass.  di serrare   agg.    • 1 •   chiuso, stretto: pugni serrati    • 2 •   fitto: schiere serrate    • 3 •   stringato, conciso: stile serrato    • 4 •   rapido, concitato: ritmo, galoppo serrato    • 5 •   incalzante, stringente: una requisitoria serrata  § serratamente avv. 
serratula   s.f.  pianta erbacea con foglie a margine seghettato e infiorescenze a capolino di color porpora (fam.  composite).
serratura   s.f.  congegno meccanico o elettromeccanico per chiudere a chiave porte, cancelli, casseforti ecc.: serratura a lucchetto, a catenaccio; serratura a tre, a sei mandate; serratura a leve, a cilindro, elettronica, secondo il tipo di meccanismo che fa uscire o rientrare il catenaccio | il buco della serratura; scassinare, forzare la serratura  | serratura di sicurezza, costruita e applicata in modo da renderne molto difficile l'apertura o il forzamento con grimaldelli o altri arnesi da scasso | serratura a combinazione, tipo di serratura che non ha chiave ma bottoni di comando contrassegnati da lettere o numeri, e si apre premendo i bottoni secondo una determinata combinazione | serratura elettrica, in cui si può provocare lo scatto a distanza mediante un apposito circuito elettrico che comanda uno o più elettromagneti.
serretta   s.f.  (mar.) tavola del fasciame interno delle navi di legno.
serto   s.m.  (lett.) corona, ghirlanda: un serto di fiori | serto nuziale, ghirlanda di fiori d'arancio che la sposa porta in capo; (fig.) raccolta di versi scritti in occasione di un matrimonio | serto regale, corona regale | serto di gloria, aureola.
serva   s.f.    • 1 •   donna priva di libertà, soggetta ad altri; schiava (anche fig.)    • 2 •   donna che svolge lavori umili e generici, soprattutto domestici, al servizio di privati; resta vivo in loc. spreg.: pettegolezzi da serva; essere peggio di una serva, si dice di persona linguacciuta, pettegola | non sono il figlio della serva!, si dice per lamentarsi di essere trascurati o tenuti in nessun conto | fare la serva, sobbarcarsi tutti i lavori di casa, senza essere minimamente considerati e apprezzati | serva padrona, propr. domestica che spadroneggia nella casa dove lavora; per estens., donna di sentimenti e maniere rozzi che spadroneggia approfittando di situazioni favorevoli. dim. servetta  accr. servona  pegg. servaccia  vezz. servotta    • 3 •   (fig. spreg.) persona di mentalità ristretta e meschina; persona intrigante e pettegola    • 4 •   appellativo di religiose appartenenti a congregazioni femminili: serve del santissimo sacramento. 
servaggio   s.m.  (lett.) servitù: cara italia!, dovunque il dolente / grido uscì del tuo lungo servaggio  (manzoni marzo 1821).
servalo   s.m.  felino africano snello e agilissimo, simile a un grosso gatto, con collo lungo, testa piccola, ampie orecchie arrotondate all'apice; viene cacciato per la sua pregiata pelliccia giallastra a macchie scure; è detto anche gattopardo africano  (ord.  carnivori).
servare   v. tr.  [io sèrvo ecc.] (ant.)    • 1 •   serbare, conservare: anzi mi glorio / d'esser servato a la stagion più tarda  (petrarca canz.  cxxxi, 13-14)    • 2 •   osservare; seguire: metter potete ben per l'alto sale / vostro navigio, servando mio solco / dinanzi a l'acqua che ritorna equale  (dante par.  ii, 13-15) | rispettare, non trasgredire: non servammo umana legge, / seguendo come bestie l'appetito  (dante purg.  xxvi, 83-84).
servente   part. pres.  di servire   agg.    • 1 •   (ant.) servizievole: era tanto obbediente al marito e tanto servente  (boccaccio dec.  x, 10) | cavalier servente, cicisbeo    • 2 •   (dir.) si dice di un fondo che è assoggettato a una servitù a vantaggio di un altro, detto dominante   s.m.    • 1 •   [anche f.] (ant.) chi serve; servitore: questa vostra servente / vien per istar con vui  (cavalcanti)    • 2 •   militare adibito al maneggio e al funzionamento di un pezzo d'artiglieria.
serventese    ⇨ sirventese.
server   s.m. invar.  (inform.) personal computer collegato in rete ad altri computer (client), sul quale risiedono i dati che questi utilizzano.
servetta   s.f.    • 1 •   dim.  di serva.  dim. servettina    • 2 •   nella commedia settecentesca, il ruolo della domestica graziosa e civettuola.
serviano   agg.  relativo al re romano servio tullio: mura serviane; costituzione serviana. 
servibile   agg.    • 1 •   utilizzabile    • 2 •   (non com.) che si può servire in tavola.
service   s.m. invar.    • 1 •   struttura che fornisce servizi alle aziende    • 2 •   nel tennis, nella pallavolo e in altri sport, battuta di servizio.
servidore   e deriv.   ⇨ servitore e deriv. 
serviente   s.m.  chierico o laico che serve il sacerdote durante la messa.
servigiale   o serviziale, s.m.  e f.  (ant.) chi serve; servitore: e una delle servigiali della donna, in vista tutta sonnacchiosa, fattasi alla finestra, proverbiosamente disse  (boccaccio dec.  ii, 5).
servigio   s.m.    • 1 •   azione compiuta disinteressatamente in favore di qualcuno: i servigi resi alla patria; prestare, offrire i propri servigi a qualcuno    • 2 •   (ant.) servizio; rapporto di sudditanza, di vassallaggio: tutti i gentiluomini del regno si posero al suo servigio    • 3 •   (ant.) negozio, faccenda.
servile   agg.    • 1 •   di servo, proprio dei servi: condizione servile  | lavori servili, quelli che impegnano essenzialmente le forze fisiche | guerre servili, (st.) le guerre combattute dai romani contro gli schiavi ribelli, di cui la più famosa è quella contro spartaco del 73-71 a. c.    • 2 •   (spreg.) da servo; privo di dignità, vile, meschino: atteggiamento servile; animo servile  | pedissequo, privo di originalità o di iniziativa personale: imitazione servile; esecutore servile    • 3 •   (gramm.) si dice dei verbi che reggono comunemente un altro verbo di modo infinito, esprimendo particolari modalità dell'azione (dovere, potere, volere) § servilmente avv. 
servilismo   s.m.  tendenza a una forma di eccessiva sottomissione ai potenti, determinata per lo più da paura e interesse o da mancanza di personalità e senso della propria dignità.
servilità   s.f.  l'essere servile; lo stato di chi serve senza dignità.
servimento   s.m.  (ant.) il servire; l'essere in stato di servitù asservimento (anche fig.).
servire   v. tr.  [io sèrvo ecc.]    • 1 •   essere assoggettato, asservito completamente alla volontà altrui: servire lo straniero    • 2 •   essere al servizio di qualcuno, detto di domestici (anche assol.): servire per molti anni la  (o presso la) stessa famiglia; servire come guardarobiera, come maggiordomo    • 3 •   prestare la propria opera alle dipendenze o in favore di un ente, di un'istituzione e sim. (anche assol.): servire lo stato, la patria; servire in marina, nell'esercito, prestare servizio militare | servire messa, rispondere alle orazioni e assistere il celebrante | servire il signore, fare vita monastica o anche essere buon cristiano    • 4 •   detto del personale di esercizi commerciali, negozi e sim., soddisfare i clienti nelle loro richieste (anche assol.): il cameriere serviva i caffè; la signora è stata servita?; in quel ristorante sono pochi a servire  | avere come fornitore abituale: quel sarto mi serve da sette anni    • 5 •   portare in tavola vivande o bevande; offrirle, presentarle ai singoli commensali (anche assol.): servire il pranzo, il tè, il caffè; servire in  (o a) tavola, anche sostituendo le stoviglie a seconda delle varie fasi di un pranzo, di un banchetto e sim.    • 6 •   adoperarsi per i bisogni altrui, essere utile agli altri (spec. in formule di cortesia): in cosa posso servirla?; per servirla; l'ho servito a dovere, (iron.) gli ho dato quel che si meritava    • 7 •   garantire, espletare servizi di pubblica utilità: la nuova metropolitana servirà la periferia della città    • 8 •   nel linguaggio del calcio e di altri sport di squadra: servire la palla, passarla a un compagno; servire un compagno, passargli la palla | v. intr.  [aus. essere  nei sign.    • 1 •   e 2, avere  nel sign. 3]    • 1 •   giovare, essere utile: i pettegolezzi non servono a nulla  | svolgere una determinata funzione; fare l'ufficio di: questa chiave serve per aprire il cassetto; le letture servono per arricchire lo spirito; ci servì da interprete    • 2 •   (fam.) occorrere: mi servono mille lire; mi serve una matita rossa    • 3 •   (sport) nel gioco del tennis e del ping-pong, dare inizio al gioco con la battuta di servizio | servirsi v. rifl.    • 1 •   usare, adoperare; valersi, giovarsi di qualcosa o di qualcuno: servirsi dell'automobile; per spiegarmi meglio mi servirò di un esempio; servirsi di una guida; servirsi della proprie gambe, andare a piedi    • 2 •   prendere ciò che viene offerto: prego, si serva; servitevi pure    • 3 •   essere cliente abituale: da anni mi servo in quel negozio. 
servitù   ant. servitude [ser-vi-tù-de] e servitute, s.f.    • 1 •   condizione di servo; schiavitù: servitù della gleba; liberare dalla servitù  | (fig.) ciò che limita fortemente la libertà di azione: la servitù della rima    • 2 •   prigionia, cattività: un tigrotto nato in servitù    • 3 •   il complesso delle persone di servizio: ha una numerosa servitù; trattare bene, male la servitù    • 4 •   (dir.) limitazione del diritto di proprietà su di un bene, a vantaggio o per la necessità di un altro bene: servitù di passaggio, onere, gravante su un fondo, di sopportare il passaggio per gli usi del fondo vicino, se quest'ultimo non abbia altrimenti possibilità o facilità di accesso alla strada pubblica.
servita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] religioso dell'ordine dei servi di maria, fondato a firenze nel sec. xiii con regola agostiniana.
servito   part. pass.  di servire   agg.    • 1 •   detto di persona, che è stato servito; che ha ricevuto quanto ordinato o richiesto: la signora è servita  | resti servito, (non com.) si dice per invitare qualcuno a pranzo    • 2 •   detto di cibo, che è pronto per essere consumato: il pranzo è servito    • 3 •   nel poker e in altri giochi di carte, si dice del giocatore che non desidera cambiare le carte ricevute  s.m.    • 1 •   (ant.) portata di vivande    • 2 •   (tosc.) servizio da tavola.
servitorame   lett. servidorame, s.m.    • 1 •   (non com.) il complesso dei servitori    • 2 •   (fig. spreg.) insieme di persone di animo servile.
servitore   lett. ant. servidore, s.m.  [f. -tora  o -trice  nei sign.    • 1 •   e 2]    • 1 •   chi presta servizio per mestiere presso privati: non sono il suo servitore!; il vecchio servitore si era ormai addormentato.  dim. servitorino  spreg. servitorello    • 2 •   (estens.) chi rende servigi a una causa, un ideale; chi si adopera per essi: un fedele servitore della corona, della patria  | in formule di cortesia usate in passato, spec. nella chiusa delle lettere: servitor suo, vostro; suo umile servitore    • 3 •   nome dato ad alcuni oggetti della casa che servono a vari usi, come attaccapanni mobili, tavolinetti spostabili ecc.
servitoresco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) di, da servitore: ossequio servitoresco  § servitorescamente avv. 
serviziale   (1) s.m.  (ant.) clistere.
serviziale   (2)  ⇨ servigiale.
servizievole   agg.  che fa volentieri servizi, che cerca di rendersi utile: è un tipo servizievole  § servizievolmente avv. 
servizio   s.m.    • 1 •   il lavoro svolto alle dipendenze dello stato, di un ente pubblico o di un'impresa privata: entrare in servizio; prendere servizio; anzianità di servizio; andare in pensione dopo trent'anni di servizio  | il lavoro domestico svolto in casa privata: andare, essere a servizio; donna di servizio; donna a mezzo servizio, domestica che non vive nella casa dei datori di lavoro, ma vi lavora solo per una parte della giornata | porta, scala di servizio, in alberghi, locali pubblici e sim., quella riservata ai fornitori e al personale; nelle case d'abitazione, quella che dà accesso ai locali di servizio    • 2 •   l'attività di chi fa parte di un corpo militare: prestare servizio in aeronautica; fare il servizio militare, adempiere agli obblighi di leva; servizio civile, quello che viene prestato, spec. dagli obiettori di coscienza, in sostituzione del normale servizio militare e che consiste nello svolgimento di attività socialmente utili; ufficiale in servizio permanente effettivo, ufficiale di carriera | ogni singola prestazione a cui è comandato un militare: servizio di ronda, di perlustrazione, di picchetto, di sentinella; essere in servizio, di servizio, durante le ore in cui si è tenuti a svolgere tali prestazioni; fuori servizio, nelle ore libere e, per estens., detto di cose non utilizzabili perché inefficienti | servizi di sicurezza  (o com. servizi segreti), organismi militari preposti alla difesa dello stato e delle sue istituzioni, mediante il reperimento di notizie riservate e la protezione nei confronti di tutto ciò che potrebbe nuocere alla collettività, allo stato e ai suoi rapporti internazionali    • 3 •   prestazione del cameriere in un ristorante e sim.: il conto è di cinquantamila lire, compreso il servizio    • 4 •   atto utile o gradito: fammi questo servizio | mi hai fatto un bel servizio!, (iron.) si dice a chi ci ha procurato dei danni | (fam.) faccenda, affare: fare un viaggio e due servizi, conseguire con una sola azione un duplice risultato. dim. servizietto, serviziuccio  accr. servizione    • 5 •   servizio (pubblico), qualsiasi prestazione fornita da un ente pubblico, direttamente o mediante la concessione o l'appalto a un'impresa privata, che serva a soddisfare un'esigenza della collettività, sia di ordine materiale sia di ordine culturale, sociale ecc.; anche, la struttura, l'impianto, il mezzo o l'ente, il personale che fornisce tale prestazione: servizio postale, telegrafico, telefonico; il servizio di illuminazione delle strade, dell'erogazione del gas; servizi di trasporto comunali, regionali; il servizio sanitario nazionale; i servizi sociali; il servizio oggi non funziona; lavorare in un servizio di linee aeree | interruzione, turbamento, abbandono di pubblico servizio, (dir.) reati commessi da chi interrompe, turba o abbandona individualmente un pubblico servizio, in modo da pregiudicarne la regolarità o la continuità    • 6 •   grande ripartizione nell'organizzazione di un ente o di un'azienda, costituita dall'insieme degli uffici che svolgono una funzione affine: il servizio tecnico, del personale; servizio acquisti, vendite    • 7 •   pl.  insieme composito di attività economiche che non danno luogo alla produzione di nuovi beni ma consistono in prestazioni d'opera (p. e. scuola, trasporti, commercio, telecomunicazioni, pubblica amministrazione, spettacolo); terziario: lavorare nei servizi; la società postindustriale è caratterizzata dallo sviluppo dei servizi    • 8 •   complesso unitario e funzionale di oggetti d'uso, o di impianti, di strutture destinati a un determinato uso: servizio da tavola; servizio di posate, di piatti; servizio da tè, da frutta; servizio da scrittoio | servizi (igienici), gli impianti per i bisogni fisiologici e l'igiene personale: un appartamento con doppi servizi; un appartamento di tre camere e servizi, intendendo in questo caso sia i servizi igienici sia la cucina; servizi igienici pubblici, aperti al pubblico | area, stazione di servizio, lungo le strade e le autostrade, spiazzo munito di attrezzature per il rifornimento e l'assistenza agli autoveicoli    • 9 •   nel linguaggio giornalistico, articolo, filmato su un determinato avvenimento o argomento: servizio sportivo, di cronaca    • 10 •   (sport) il lancio iniziale della palla nel tennis, nel ping-pong, nella pallavolo e in altri sport.
servo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è privo di libertà, soggetto ad altri; schiavo (anche fig.)    • 2 •   termine, oggi in disuso, che indicava chi svolge servizi generici, spec. domestici, alle dipendenze di privati: gli mandò il suo servo  | in formule di cortesia e di saluto ormai disusate: il vostro umilissimo servo; servo vostro!, a vostra disposizione    • 3 •   (estens.) chi si dedica con dedizione o devozione a qualcuno o qualcosa | servo di dio, persona vissuta santamente e morta in fama di santità, per la quale sia stato introdotto il processo di beatificazione | servo dei servi di dio, formula con cui si denomina il papa    • 4 •   nomi di appartenenti a ordini religiosi: servi di maria    • 5 •   servo muto, piccolo mobile, spostabile e maneggevole, sul quale si possono disporre ordinatamente gli indumenti quando ci si spoglia; mobiletto o tavolino a ripiani, collocabile presso la tavola da pranzo per prendervi o riporvi le stoviglie  agg.  (lett.)    • 1 •   schiavo (anche fig.): un popolo servo dello straniero; ahi serva italia, di dolore ostello  (dante purg.  vi, 76); essere servo del denaro, delle passioni    • 2 •   servile: vergin di servo encomio / e di codardo oltraggio  (manzoni il cinque maggio).
servo-  servo- primo elemento di parole composte del linguaggio tecnico, dal fr. servo-, che è dal lat. se°rvus  'servo'; indica che l'oggetto designato dal secondo elemento, in genere un dispositivo o un meccanismo, è in rapporto di asservimento con un'apparecchiatura o con un altro strumento (servofreno, servosterzo).
servocomando   s.m.  comando realizzato attraverso un servosistema.
servocontrollo   s.m.  servosistema per il controllo automatico di una determinata grandezza fisica (temperatura, pressione, umidità ecc.) in un ambiente, tale che la grandezza resti costante al variare delle condizioni ambientali.
servofreno   s.m.  (aut.) meccanismo che serve a ridurre lo sforzo necessario per azionare i freni degli autoveicoli.
servomeccanica   s.f.  parte della meccanica applicata che studia i servomeccanismi.
servomeccanismo   s.m.  dispositivo di autoregolazione di una grandezza meccanica (velocità, posizione, inclinazione ecc.) che ha lo scopo di adeguare tale grandezza alle variazioni di altre, sulla base del principio della retroazione.
servomobile   s.m.  mobiletto a cassetti nei quali il dentista ripone sonde, pinze e altri piccoli strumenti di lavoro.
servomotore   s.m.  (tecn.) motore ausiliario che viene inserito in un meccanismo quando la forza disponibile non sia sufficiente a farlo funzionare, oppure quando si voglia sostituire in parte o del tutto una manovra manuale.
servosistema   s.m.  [pl. -mi] sistema di regolazione di una grandezza variabile in uscita, detta asservita, in dipendenza di una grandezza variabile d'ingresso, detta comando. 
servosterzo   s.m.  (aut.) meccanismo che serve a ridurre lo sforzo necessario per azionare il volante degli autoveicoli.
sesamo   s.m.  pianta erbacea originaria dell'asia tropicale, con fiori rosei dai cui semi si ricava un olio commestibile (fam.  pedaliacee) | apriti sesamo!, secondo una famosa novella delle mille e una notte, formula magica (connessa forse in origine con un potere magico attribuito alle piante di sesamo) capace di aprire la porta che sbarrava una caverna; in senso fig., si usa per indicare un aiuto miracoloso, un intervento prodigioso.
sesamoide   agg.  e s.m.  (anat.) si dice di ciascuna delle piccole ossa, di forma rotondeggiante, che possono trovarsi in prossimità di alcune articolazioni o nella compagine di alcuni tendini.
sesia   s.f.  (zool.) genere di farfalle dal corpo snello con ali parzialmente trasparenti; durante il lungo stadio larvale vivono di solito nel legno di vari alberi, dove scavano gallerie (ord.  lepidotteri).
sesino   s.m.  moneta del valore di sei denari, coniata dal sec. xiv al xvi in numerose zecche italiane.
sesqui-  sesqui- primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. sesqui-, forma abbreviata di semi°sque  'mezzo in più', propr. 'e (-que) metà (sìmis)'; indica un rapporto di tre a due (sesquiossido).
sesquiossido   s.m.  (chim.) termine che nella vecchia nomenclatura chimica indica un ossido nella cui molecola tre atomi di ossigeno sono uniti a due atomi del metallo componente.
sesquipedale   agg.  (lett.) enorme, smisurato: un errore sesquipedale  § sesquipedalmente avv. 
sessa   s.f.  oscillazione del livello dell'acqua in laghi o mari interni, dovuta a variazioni di pressione atmosferica o ai venti.
sessagenario   agg.  e s.m.  (lett.) che, chi ha sessant'anni di età.
sessagesima   s.f.  nel calendario liturgico anteriore alla riforma del 1971, la domenica che precede di due settimane la prima domenica di quaresima.
sessagesimale   agg.  che si esprime in sessantesimi di unità | sistema (di numerazione) sessagesimale, quello a base sessanta, usato nella misurazione degli angoli e nella suddivisione dell'ora e del minuto.
sessagesimo   agg.  (lett.) sessantesimo.
sessaggio   s.m.  in pollicoltura, l'operazione con cui si distinguono i pulcini secondo il sesso.
sessanta   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a sei decine; nella numerazione araba è rappresentato da 60, in quella romana da lx: un uomo di sessant'anni  | sottintendendo il sostantivo: fare i sessanta (km) all'ora    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: leggere a pagina sessanta  | gli anni sessanta, per antonomasia, quelli compresi tra il 1960 e il 1969: le canzoni degli anni sessanta   s.m. invar.    • 1 •   il numero sessanta    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il sessanta.
sessantaquattresimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero sessantaquattro; è rappresentato da 64° nella numerazione araba, da lxiv in quella romana  s.m.    • 1 •   la sessantaquattresima parte dell'unità | in sessantaquattresimo, si dice di libro il cui formato deriva dalla piegatura del foglio da stampa in sessantaquattro pagine, e che è quindi molto piccolo | (fig.) di cosa o persona ridicolmente piccola o di poco valore: è un leonardo in sessantaquattresimo!    • 2 •   [f. -a] chi si trova al sessantaquattresimo posto in un ordine, in una graduatoria.
sessantenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha sessant'anni.
sessantennio   s.m.  periodo di sessant'anni.
sessantesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero sessanta; è rappresentato da 60° nella numerazione araba, da lx in quella romana: il sessantesimo compleanno   s.m.    • 1 •   la sessantesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al sessantesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
sessantina   s.f.  complesso di sessanta o di circa sessanta unità: una sessantina di persone  | essere sulla sessantina, avere circa sessant'anni.
sessantottesco   agg.  [pl. m. -schi] del sessantotto, che si riferisce alla contestazione giovanile iniziata nel 1968: il movimento sessantottesco. 
sessantottino   s.m.  [f. -a] chi ha partecipato al movimento di contestazione giovanile del 1968; anche, con sfumatura iron., chi ne continua i motivi ideologici e gli atteggiamenti.
sessantottismo   s.m.  l'insieme dei motivi ideologici e degli atteggiamenti culturali che caratterizzarono il movimento di contestazione giovanile iniziato nel 1968.
sessantottista   agg.  [pl. m. -sti] relativo al sessantottismo  s.m.  e f.  sessantottino.
sessare   v. tr.  [io sèsso ecc.] in pollicoltura, effettuare il sessaggio.
sessatore   s.m.  [f. -trice] specialista addetto al sessaggio.
sessennale   agg.  (lett.)    • 1 •   che dura sei anni: periodo sessennale    • 2 •   che ricorre ogni sei anni: rinnovo sessennale. 
sessenne   agg.  (lett.) seienne.
sessennio   s.m.  (lett.) periodo di tempo di sei anni.
sessile   agg.    • 1 •   (bot.) si dice di foglia o fiore privo di picciolo o peduncolo, che si attacca direttamente al ramo    • 2 •   (zool.) si dice di organo non peduncolato: occhi sessili  | di animale, che vive fisso al substrato (p. e.  l'ascidia)    • 3 •   (med.) si dice di formazione anatomica o patologica caratterizzata da una larga base d'impianto su un tessuto o su un organo: polipo, verruca sessile. 
sessione   s.f.    • 1 •   periodo in cui, a intervalli più o meno regolari, si riunisce un'assemblea, un collegio, una commissione ecc.; la serie stessa di sedute svolte in tale periodo: sessione estiva, autunnale d'esami; sessione della corte d'assise, del parlamento    • 2 •   (rar.) modo di sedere.
sessismo   s.m.  tendenza a discriminare un sesso rispetto all'altro, e spec. quello femminile.
sessista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi inclina al sessismo.
sessitura   s.f.  (non com.) orlo o balza che si fa in fondo a una veste per poterla poi allungare.
sesso   s.m.    • 1 •   il complesso delle caratteristiche strutturali e funzionali che distinguono in una stessa specie i maschi e le femmine, con particolare riguardo agli organi della riproduzione: individuo di sesso maschile, femminile; determinazione del sesso; il rapporto numerico tra i due sessi in una popolazione; scuola per ragazzi di ambo i sessi  | cambiare sesso, assumere, mediante intervento chirurgico, le caratteristiche anatomiche sessuali dell'altro sesso | il sesso forte, (scherz.) gli uomini; il sesso debole  o il gentil sesso, (scherz.) le donne | discutere sul sesso degli angeli, (fig.) dibattere questioni astruse e irrilevanti o irresolubili    • 2 •   l'insieme dei fenomeni e dei problemi attinenti alla vita e all'attività sessuale: parlare di sesso  | l'attività sessuale stessa: fare del sesso; sesso sicuro, praticato con le necessarie precauzioni igieniche per evitare il rischio di infezioni e con partner non casuale    • 3 •   gli organi genitali: un disegno anatomico che riproduce il sesso maschile, femminile. 
sessodipendente   agg.  e s.m.  e f.  si dice di persona che ha una necessità patologica di avere rapporti sessuali molto frequenti.
sessola    ⇨ sassola.
sessuale   agg.  del sesso, relativo al sesso: caratteri, organi sessuali; apparato sessuale; istinti sessuali; vita sessuale; perversioni sessuali; educazione sessuale; rapporti sessuali  § sessualmente avv.  dal punto di vista sessuale.
sessualità   s.f.    • 1 •   (biol.) l'avere caratteri sessuali: la sessualità dei gameti    • 2 •   complesso dei caratteri sessuali e dei fenomeni relativi al sesso: studi sulla sessualità; la teoria della sessualità nella psicoanalisi freudiana. 
sessualizzazione   s.f.  (biol.) in certi animali inferiori, processo di acquisizione dei caratteri sessuali.
sessuato   agg.    • 1 •   (biol.) si dice di organismo provvisto di organi sessuali di riproduzione (in contrapposizione ad asessuato)    • 2 •   (ling.) che presenta la distinzione tra il genere maschile e quello femminile: sistema nominale sessuato. 
sessuofobia   s.f.  (psicol.) avversione patologica nei riguardi del sesso | (estens.) atteggiamento intransigente di condanna nei confronti del sesso.
sessuofobico   agg.  [pl. m. -ci] (psicol.) relativo a sessuofobia § sessuofobicamente avv. 
sessuofobo   s.m.  [f. -a] (psicol.) chi è affetto da sessuofobia.
sessuologia   s.f.  scienza che studia le manifestazioni della sessualità umana sia sul piano fisiologico che su quello patologico.
sessuologico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la sessuologia.
sessuologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di sessuologia.
sessuomane   agg.  e s.m.  e f.  si dice di chi soffre di sessuomania.
sessuomania   s.f.  interesse morboso verso ciò che riguarda il sesso.
sesta   (1) s.f.    • 1 •   (eccl.) l'ora canonica corrispondente al mezzogiorno; per estens., l'ufficio divino che si recitava a tale ora    • 2 •   (mus.) intervallo di sei gradi della scala diatonica.
sesta   (2) s.f.    • 1 •   (ant.) compasso: il piano che nella valle era, così era ritondo come se a sesta fosse stato fatto  (boccaccio dec.  vi, conclusione) | pl.  con lo stesso significato: disegnare con le seste    • 2 •   pl.  (fig. scherz.) gambe lunghe e magre.
sestante   s.m.    • 1 •   strumento per misurare angoli, in partic. l'altezza apparente degli astri sopra l'orizzonte e la distanza angolare tra due astri; serve a determinare la posizione geografica di una nave    • 2 •   antica moneta romana di bronzo, coniata durante tutta l'età repubblicana, corrispondente alla sesta parte dell'asse intero.
sestario   s.m.  nell'antica roma, misura di capacità corrispondente a un sesto del congio, cioè a 0,545 l.
sesterno   o sesternione [se-ster-nió-ne], s.m.  nei libri e nei manoscritti antichi, gruppo di sei fogli piegati in due e posti uno dentro l'altro, così da formare una sorta di quaderno di 24 pagine.
sesterzio   s.m.  moneta romana originariamente d'argento, più tardi coniata in ottone, del valore di due assi e mezzo e poi, dopo la battaglia del trasimeno (217 a. c.), di quattro assi | mancano i sesterzi, (scherz.) non c'è denaro.
sestetto   s.m.    • 1 •   (mus.) composizione per sei voci o strumenti | complesso musicale di sei voci o strumenti    • 2 •   gruppo di sei persone che fanno qualcosa insieme | sestetto difensivo, in una squadra di calcio, l'insieme di portiere, terzini e mediani.
sestiere   ant. sestiero, s.m.  ciascuno dei sei rioni in cui erano divise alcune città: sestiere di san polo, a venezia.
sestiga   s.f.  cocchio a sei cavalli: la sestiga dell'arco della pace, a milano.
sestile   s.m.  nell'antico calendario romano, che cominciava a marzo, nome del sesto mese, corrispondente ad agosto.
sestina   s.f.    • 1 •   (metr.) strofa di sei versi, per lo più endecasillabi, dei quali i primi quattro a rima alternata e gli ultimi due a rima baciata; sesta rima    • 2 •   componimento lirico con sei strofe di sei versi non rimati in cui la parola finale di ogni verso della prima strofa si ripete, in diverso ordine, nelle altre; è chiuso da tre versi che ripetono, in mezzo e in fine, le sei parole: le sestine di petrarca    • 3 •   (mus.) gruppo di sei note della medesima durata, la cui somma equivale all'unità di tempo assunta dalla misura nella composizione    • 4 •   nel gioco della roulette, serie di sei numeri su due file.
sesto   (1) agg. num.  che in una serie occupa il posto numero sei; è rappresentato da 6° nella numerazione araba, da vi in quella romana: il sesto piano di un palazzo; il sesto capitolo di un libro  | aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): paolo vi  | sesta malattia, (med.) malattia infettiva esantematica dell'infanzia, così chiamata perché individuata e descritta dopo la quinta malattia | sesto grado, secondo la scala tradizionale delle difficoltà alpinistiche (ora arricchita di gradi ulteriori), il grado che designava il limite estremo delle difficoltà | sesta rima, (metr.) sestina  s.m.    • 1 •   la sesta parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al sesto posto in un ordine, in una graduatoria    • 3 •   (ant.) sestiere: nel loco / dove si truova pria l'ultimo sesto / da quei che corre il vostro annual gioco  (dante par.  xvi, 40-42).
sesto   (2) s.m.    • 1 •   ordine, assetto, disposizione normale di qualcosa: mettere in sesto i propri affari, sistemarli; rimettersi in sesto, ritornare in una situazione normale, spec. dal punto di vista economico o della salute; essere, sentirsi fuori (di) sesto, non bene, in condizioni fisiche o psichiche non normali    • 2 •   (arch.) curvatura di un arco: arco a tutto sesto, semicircolare; arco a sesto ribassato, arco il cui intradosso raggiunge una freccia massima inferiore alla metà della corda; arco a sesto acuto, arco con doppio centro, perciò con forma ogivale, tipico dello stile gotico    • 3 •   (ant.) compasso, sesta: colui che volse il sesto / a lo stremo del mondo  (dante par.  xix, 40-41).
sestogradista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] alpinista capace di superare le difficoltà di sesto grado.
sestultimo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi occupa il sesto posto partendo dall'ultimo.
sestuplicare   v. tr.  [io sestùplico, tu sestùplichi ecc.] moltiplicare per sei; rendere sei volte maggiore.
sestuplice   agg.  (lett.) composto di sei parti.
sestuplo   agg.  sei volte più grande  s.m.  quantità sei volte più grande.
set   s.m. invar.    • 1 •   insieme di più elementi che costituiscono un tutto unitario o una gamma completa: un set di chiavi per bulloni    • 2 •   (sport) ciascuna delle partite in cui si divide un incontro di tennis, pallavolo ecc.: vincere il primo set; un incontro al meglio dei tre set, dei cinque set, articolato in tre o cinque partite    • 3 •   (cine.) luogo in cui vengono effettuate le riprese di un film: stare sul set    • 4 •   (psicol.) la disposizione del soggetto a rispondere in modo specifico (sul piano motorio, percettivo ecc.) a una o più stimolazioni provenienti dall'ambiente esterno.
seta   s.f.  filamento sottilissimo e lucente secreto dal baco da seta per costruirsi il bozzolo e usato come fibra tessile; per estens., tessuto fabbricato con tale fibra: seta greggia, cruda; l'industria della seta; camicia, cravatta di seta  | seta artificiale, raion | seta selvaggia, prodotta da bachi che vivono allo stato selvatico | di seta, (fig.) si dice di cosa morbida e lucente come seta: pelle di seta; capelli di seta. 
setacciare   v. tr.  [io setàccio ecc.]    • 1 •   far passare attraverso il setaccio: setacciare la farina    • 2 •   (fig.) esaminare minuziosamente; vagliare: la polizia ha setacciato la zona; setacciare le informazioni. 
setacciata   s.f.  il setacciare, una singola volta o in fretta. dim. setacciatina. 
setacciatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi setaccia.
setacciatura   s.f.  l'operazione del setacciare; vagliatura (anche fig.).
setaccio   s.m.  attrezzo costituito da una rete tesa su un cerchio di materiale rigido, usato per separare le parti più fini o meno dense di qualcosa dalle altre: passare al setaccio la farina | passare al setaccio, (fig.) esaminare minuziosamente | setaccio molecolare, (chim.) struttura inorganica (p. e.  una zeolite) che ha la proprietà di trattenere alcuni composti, spec. organici, più di altri.
setaceo   agg.  (non com.) che è simile alla seta.
setaiolo   lett. setaiuolo, s.m.  chi lavora la seta o la vende; operaio di un setificio.
setale   s.m.  filo che costituisce la parte terminale della lenza e unisce il galleggiante all'amo.
set ball   loc. sost. m. invar.  (sport) nel tennis e nella pallavolo, palla giocando la quale uno dei due contendenti può aggiudicarsi il set.
sete   s.f.    • 1 •   bisogno di bere, che si manifesta con una sensazione di arsura alla bocca e alla gola: avere sete, una gran sete; soffrire la sete  | morire di sete, per iperbole, essere molto assetato    • 2 •   (estens.) riferito a piante, terreni e sim., bisogno di acqua: in agosto i campi hanno sete    • 3 •   (fig.) desiderio intenso, brama, avidità: sete di ricchezze, di gloria, di fama; sete di sangue, di vendetta. 
seteria   s.f.    • 1 •   manifattura di seta    • 2 •   spec. pl.  assortimento di filati e tessuti di seta: un negozio di seterie; commerciare in seterie. 
seticoltura   s.f.  (non com.) sericoltura.
setifero   agg.  (non com.) che produce seta.
setificio   s.m.    • 1 •   stabilimento in cui si lavora la seta    • 2 •   (non com.) l'industria della lavorazione della seta.
setola   (1) s.f.    • 1 •   pelo rigido e resistente del dorso dei maiali e dei cinghiali o della coda dei cavalli, usato per fabbricare spazzole e pennelli | (estens.) filamento duro, cheratinoso o chitinoso, che riveste il tegumento di alcuni animali (p. e.  degli anellidi) | (scherz.) capello o pelo di barba ispido    • 2 •   spazzola di setole che serve in tipografia per ripulire, dopo la stampa, le forme di composizione tipografica.
setola   (2) s.f.  (vet.) screpolatura della pelle o dello zoccolo dei cavalli.
setolare   v. tr.  [io sétolo ecc.]    • 1 •   in tipografia, ripulire con la spazzola i caratteri sporchi d'inchiostro    • 2 •   (ant.) spazzolare, ripulire i panni.
setolinare   v. tr.  (non com.) spazzolare col setolino.
setolino   s.m.  (non com.) spazzola, spazzolino; in partic., spazzolino usato per spazzolare i cappelli.
setoloso   agg.  pieno, coperto di setole: il dorso setoloso del cinghiale  | duro e ispido come setola: capelli setolosi. 
setoluto   agg.  molto setoloso; coperto di peli ispidi come setole.
setoso   (1) agg.  (ant. , lett.) setoloso, peloso: gli omer setosi a polifemo ingombrano / l'orribil chiome  (poliziano).
setoso   (2) agg.  (ant.) assetato.
setoso   (3) agg.  che ha l'aspetto, la consistenza della seta.
set point   loc. sost. m. invar.  (sport) nel tennis e nella pallavolo, il punto finale del set, quello che consente di aggiudicarselo.
setta   s.f.    • 1 •   insieme di persone che seguono una dottrina filosofica, religiosa o politica che si distacca e dissente da una dottrina già diffusa e affermata: sette scismatiche, eretiche  | (spreg.) gruppo politico o ideologico intollerante, chiuso in sé stesso: spirito di setta, spirito intransigente e fazioso    • 2 •   società segreta: le sette della carboneria    • 3 •   (ant.) compagnia, moltitudine: e certo fui / che questa era la setta d'i cattivi  (dante inf.  iii, 61-62).
settaggio   s.m.  l'operazione e il risultato del settare.
settanta   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a sette decine; nella numerazione araba è rappresentato da 70, in quella romana da lxx: settanta giorni  | sottintendendo il sostantivo: una persona che va per i settanta (anni)  | consiglio dei settanta, (st.) organo deliberativo nella firenze dei medici | versione dei settanta, la versione biblica dagli originali ebraici in greco compiuta in età alessandrina da un gruppo di settanta studiosi    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: l'autobus della linea settanta  | anni settanta, per antonomasia, gli anni che vanno dal 1970 al 1979  s.m. invar.    • 1 •   il numero settanta    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il settanta.
settantenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha settant'anni.
settantennio   s.m.  periodo di settant'anni.
settantesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero settanta; è rappresentato da 70° nella numerazione araba, da lxx in quella romana  s.m.    • 1 •   la settantesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al settantesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
settantina   s.f.  complesso di settanta o circa settanta unità: una settantina di invitati  | essere sulla settantina, avere circa settant'anni.
settare   v. tr.  [io sétto ecc.] predisporre un'apparecchiatura a funzionare secondo determinati standard, che è possibile impostare azionando dei dispositivi di controllo | (inform.) specificare i parametri o assegnare i valori alle variabili che regolano il funzionamento di un programma o di un componente hardware.
settario   agg.    • 1 •   di setta, che concerne le sette: movimento settario    • 2 •   (estens.) fazioso, intransigente nel difendere le proprie ideologie, teorie e sim.: spirito settario; mentalità settaria   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (non com.) chi appartiene a una setta    • 2 •   individuo fazioso § settariamente avv. 
settarismo   s.m.  l'essere settario, l'atteggiamento di chi è settario.
settato   agg.  (scient.) provvisto di setti.
settatore   s.m.  (lett.) seguace, partigiano.
sette   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a sei unità più una; nella numerazione araba è rappresentato da 7, in quella romana da vii: i sette giorni della settimana; le sette meraviglie del mondo; i sette sacramenti; portare qualcuno ai sette cieli, (fig.) esaltarlo magnificandone le qualità | sottintendendo il sostantivo: sono stati premiati i primi sette (concorrenti) arrivati    • 2 •   posposto al sostantivo con valore ordinale: l'interno sette di un edificio; le (ore) sette, antimeridiane o pomeridiane  s.m. invar.    • 1 •   il numero sette: moltiplicare per sette; settanta volte sette, nel linguaggio biblico, un numero grandissimo indeterminato | come voto scolastico, indica un punto in più della sufficienza: avere sette in pagella    • 2 •   la cifra o le lettere che rappresentano il sette    • 3 •   (fam.) strappo nella stoffa fatto ad angolo, così da richiamare la forma del numero sette: farsi un sette nei calzoni  | nel calcio e sim., l'incrocio dei pali della porta (ancora con allusione alla forma): un tiro nel sette    • 4 •   la squadra di pallanuoto, composta di sette giocatori: il sette della canottieri napoli. 
settebello   o sette bello, s.m.    • 1 •   nel gioco della scopa, il sette di denari o di quadri che ha il valore di un punto    • 2 •   treno rapido di lusso che collegava roma e milano, composto di sette elettromotrici, attualmente non più in servizio.
settecentesco   agg.  [pl. m. -schi] del settecento (sec. xviii): la società, la letteratura settecentesca. 
settecentesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero settecento; è rappresentato da 700° nella numerazione araba, da dcc in quella romana  s.m.    • 1 •   la settecentesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al settecentesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
settecentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] scrittore o artista del settecento; anche, studioso della cultura di tale secolo.
settecentistico   agg.  [pl. m. -ci] del settecento; dei settecentisti.
settecento   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a sette volte cento; nella numerazione araba è rappresentato da 700, in quella romana da dcc: un volume di settecento pagine; costa settecento lire    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: l'anno settecento d. c.   s.m. invar.    • 1 •   il numero settecento    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero settecento    • 3 •   il settecento, per antonomasia, il sec. xviii.
sette e mezzo   loc. sost. m. invar.  gioco d'azzardo con le carte, in cui si cerca di raggiungere i sette punti e mezzo, evitando di oltrepassarli.
settembre   s.m.  nono mese dell'anno nel calendario giuliano e gregoriano: esami di settembre, quelli di riparazione che gli studenti rimandati dovevano sostenere nella sessione autunnale.
settembrino   agg.  di settembre: sole settembrino  | (bot.) nome comune di alcune specie di aster | fichi settembrini, che maturano in settembre | lana settembrina, di pecore tosate nel mese di settembre.
settembrizzatore   s.m.  (st. , antiq.) nel linguaggio giornalistico e storiografico, chi prese parte, durante la rivoluzione francese, alle stragi dei monarchici del settembre 1792 | (estens. lett.) chi compie feroci crimini politici: le orribili facce dei settembrizzatori  (carducci).
settemplice   agg.  (lett.) di sette parti; di sette strati: il settemplice scudo di aiace, costituito da sette pelli bovine sovrapposte.
settemviro   e deriv.   ⇨ settenviro e deriv. 
settenario   agg.  e s.m.  (metr.)    • 1 •   si dice di verso il cui ultimo accento ritmico cade sulla sesta sillaba | settenario doppio, il verso alessandrino o martelliano    • 2 •   nella metrica latina, si dice di verso trocaico composto di sette piedi interi e di uno catalettico.
settennale   agg.    • 1 •   che dura sette anni: contratto settennale    • 2 •   che accade ogni sette anni: rinnovo settennale della carica. 
settennato   s.m.  settennio; si dice spec. della durata di una carica politica: il settennato del presidente della repubblica. 
settenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha sette anni d'età.
settennio   s.m.  periodo di sette anni.
settentrionale   agg.    • 1 •   che è posto a nord, a settentrione: italia settentrionale; la facciata settentrionale dell'edificio    • 2 •   che proviene dal nord: venti settentrionali    • 3 •   che abita nella parte a nord di un continente, di un paese: popoli settentrionali    • 4 •   che è proprio del settentrione di un paese: usanze settentrionali  s. m.  e f.  chi è nativo del settentrione di un paese § settentrionalmente avv.  a settentrione.
settentrionalismo   s.m.    • 1 •   orientamento politico-economico, delineatosi in italia negli anni successivi all'unità nazionale, che mirava a promuovere la posizione di predominio del nord rispetto al sud, in partic. nel campo industriale    • 2 •   voce o locuzione tipica delle regioni settentrionali d'italia.
settentrionalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] in politica, sostenitore, fautore del settentrionalismo | usato anche come agg.  in luogo di settentrionalistico. 
settentrionalistico   agg.  [pl. m. -ci] tipico, caratteristico del settentrione, dei settentrionalisti; che riguarda il settentrionalismo.
settentrione   s.m.    • 1 •   la costellazione dell'orsa minore o piccolo carro | il punto cardinale rivolto verso questa costellazione: una casa esposta a settentrione    • 2 •   regione situata a nord; anche, l'insieme delle regioni di un paese situate a settentrione: nel settentrione dell'europa; il settentrione d'italia, della spagna  | per antonomasia, l'italia settentrionale: vivere, trasferirsi nel settentrione. 
settenvirato   o settemvirato, s.m.  magistratura collegiale dell'antica roma, formata da sette persone, con attribuzioni varie; anche, la dignità, l'ufficio di questi magistrati, e la durata della loro carica.
settenviro   o settemviro, s.m.  membro di un settenvirato.
sette-ottavi  sette-ottavi s.m.  completo femminile formato da gonna o abito intero, e giacca di un ottavo più corta della gonna.
setter   s.m. invar.  cane da ferma con pelo lungo, morbido e ondulato, di diverso colore secondo le varietà: setter inglese, scozzese, irlandese. 
settereme   s.f.  nell'antichità greco-romana, grossa nave a sette ordini di remi.
setticemia   s.f.  (med.) infezione caratterizzata dalla presenza di germi patogeni nel sangue.
setticemico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a setticemia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da setticemia.
setticlavio   s.m.  (mus.) l'insieme delle sette chiavi musicali in corrispondenza con l'estensione delle voci umane di basso, baritono, tenore, contralto, mezzosoprano, soprano, violino.
settico   agg.  [pl. m. -ci] (med.)    • 1 •   relativo a infezione | stato settico, condizione di un organismo colpito da sepsi    • 2 •   che contiene germi.
settile   agg.    • 1 •   che è tagliato in lamine sottili | opera settile, tipo di mosaico parietale, formato da marmi e pietre di varia forma e colore    • 2 •   si dice di materiale o sostanza che si presta a essere tagliato.
settima   s.f.  (mus.) intervallo di sette gradi della scala diatonica.
settimana   s.f.    • 1 •   periodo di sette giorni consecutivi, spec. quello che intercorre tra il lunedì e la domenica successiva: restare al mare una settimana; partirà fra una settimana; sarò assente la prima settimana del mese; ti darò una risposta in settimana, entro la settimana  | fine settimana, il week-end | settimana santa, quella compresa tra la domenica delle palme e la pasqua | settimana lavorativa, il periodo di sei giorni (settimana lunga) o di cinque giorni (settimana corta) in cui sono distribuite le ore di lavoro settimanali    • 2 •   paga, salario corrispondente a una settimana di lavoro: riscuotere la settimana    • 3 •   periodo di sei o sette giorni in cui si svolgono determinate operazioni o manifestazioni: settimana musicale; settimana bianca, quella che si passa sulla neve in località sciistiche    • 4 •   gioco di ragazzi consistente nel saltare su una sola gamba una serie di caselle tracciate a terra.
settimanale   agg.  di una settimana, della settimana: periodo settimanale; orario settimanale; paga settimanale  | che avviene ogni settimana: partenza settimanale; riunione, incontro settimanale; rivista settimanale, che si pubblica ogni settimana  s.m.  pubblicazione periodica che esce una volta alla settimana: un settimanale illustrato, politico  § settimanalmente avv.  ogni sette giorni: essere pagato settimanalmente. 
settimanile   s.m.  (region.) mobile costituito da cassetti sovrapposti, per lo più sette, che si usa per riporvi la biancheria.
settimino   (1) agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di bambino nato dopo sette mesi di gravidanza.
settimino   (2) s.m.  (mus.) composizione per sette voci o per sette strumenti: il settimino di beethoven, per sette strumenti | complesso di sette esecutori.
settimino   (3) s.m.  (region.) settimanile.
settimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero sette; è rappresentato da 7° nella numerazione araba, da vii in quella romana: il settimo capitolo di un libro; la domenica è il settimo giorno della settimana  | aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): enrico vii  | essere al settimo cielo, (fig.) essere al colmo della gioia, della soddisfazione  s.m.    • 1 •   la settima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al settimo posto in un ordine, in una graduatoria.
setto   (1) s.m.    • 1 •   (anat.) lamina che divide in due parti una cavità o separa fra loro due cavità: setto nasale    • 2 •   (zool.) membrana che divide i vari segmenti del corpo degli anellidi    • 3 •   (bot.) ciascuna delle pareti che dividono un frutto in varie logge    • 4 •   (tecn.) struttura, elemento con funzione di diaframma.
setto   (2) agg.    • 1 •   (ant.) separato, diviso, distinto: ogni forma sustanzial, che setta / è da matera ed è con lei unita  (dante purg.  xviii, 49-50)    • 2 •   (bot.) si dice di foglia lobata quando le incisioni raggiungono le nervature mediane.
settonce   s.m.  o f.  in arboricoltura, sistema di piantagione analogo a quello a quinconce, nel quale però le piante vengono collocate ai vertici di un triangolo equilatero.
settore   (1) s.m.  chi seziona, chi taglia | settore anatomico, chi prepara i cadaveri sezionati per le lezioni di anatomia | usato anche come agg.  : perito settore, medico che fa l'autopsia dei cadaveri per fini legali.
settore   (2) s.m.    • 1 •   in geometria: settore circolare, porzione di cerchio limitata da un arco e da due raggi; settore sferico, solido costituito da un cono che ha il vertice nel centro di una sfera e per base la porzione di superficie sferica su cui insiste    • 2 •   spazio a forma di settore circolare; per estens., spazio o zona in qualche modo delimitata: i posti del settore di destra, di sinistra; settore di tiro, di lancio | settore d'azione, (mil.) la zona destinata all'azione di un reparto    • 3 •   (fig.) ambito, ramo, campo di un'attività: i vari settori di una scienza; il settore industriale, commerciale, tessile; settore pubblico, privato    • 4 •   (inform.) parte di una traccia di un disco magnetico.
settoriale   agg.  che riguarda un determinato settore; relativo a singoli settori: economia settoriale; interessi, questioni settoriali, particolari, non generali | linguaggi settoriali, quelli caratteristici dei vari settori d'attività (il linguaggio della medicina, della politica, dello sport ecc.) § settorialmente avv.  in modo settoriale; per settori.
settorialismo   s.m.  la tendenza a tenere presenti interessi settoriali piuttosto che generali.
settorializzazione   s.f.  il separare, il distinguere in settori: la settorializzazione di un processo produttivo. 
settorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nelle aziende, e spec. nelle banche, il funzionario incaricato di curare i rapporti con la clientela in un determinato settore.
settrice   s.f.  (geom.) curva per mezzo della quale si risolve il problema di dividere un angolo in due o più parti uguali | anche come agg. f.  : curva settrice. 
settuagenario   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) che, chi ha settant'anni di età.
settuagesima   s.f.  nel calendario liturgico anteriore alla riforma del 1971, la domenica che precede di tre settimane la prima domenica di quaresima.
settuagesimo   agg.  (lett.) settantesimo.
settuplicare   v. tr.  [io settùplico, tu settùplichi ecc.] (non com.) moltiplicare per sette; rendere sette volte maggiore.
settuplo   agg.  (non com.) che è sette volte maggiore  s.m.  quantità sette volte maggiore.
severità   s.f.    • 1 •   l'essere severo; in partic., rigore, rigidità di giudizio e di atteggiamento: la severità della commissione d'esame; trattare qualcuno con la massima severità; severità di vita, di costumi; severità di metodo, rigore scientifico    • 2 •   (non com.) gravità, importanza, riferito a cose che arrecano danno: la severità delle perdite militari. 
severo   agg.    • 1 •   che impone con rigore e fermezza il rispetto di norme morali o di comportamento: un padre, un ispettore severo; giudice, esaminatore severo    • 2 •   (estens.) detto di cosa, grave, duro, rigoroso: aspetto, sguardo severo; un regolamento severo, una condanna severa; severa disciplina  | studi severi, seguiti con serietà e rigore scientifico    • 3 •   semplice, sobrio, senza frivolezze: un palazzo severo; una severa bellezza    • 4 •   ingente, rilevante: infliggere severe perdite al nemico; la squadra di casa ha subito una severa sconfitta  § severamente avv. 
sevizia   s.f.  (spec. pl.) maltrattamento fisico e morale di efferata crudeltà: essere sottoposto a sevizie  | (iperb. scherz.) angheria, sopruso: ogni giorno deve subire le sevizie del sergente. 
seviziare   v. tr.  [io sevìzio ecc.]    • 1 •   sottoporre a sevizie, a torture | violentare, usare violenza carnale    • 2 •   (iperb. scherz.) maltrattare, tormentare: la suocera lo sevizia. 
seviziatore   s.m.  [f. -trice] chi sevizia.
sevo   (1) s.m.  (non com.) sego, grasso animale.
sevo   (2) agg.  (ant. , lett.) crudele.
sex-appeal  sex-appeal s.m. invar.  capacità di esercitare, grazie a doti fisiche, o anche gradevolezza di voce, portamento e sim., una forte attrazione erotica: una donna, un'attrice dotata di sex-appeal. 
sex movie   loc. sost. m. invar.  film girato con il fine esclusivo di rappresentare scene erotiche molto spinte.
sex-shop  sex-shop s.m. invar.  negozio specializzato nella vendita di testi, fotografie, film e altro materiale erotico.
sex symbol   loc. sost. m. invar.  personaggio maschile o femminile la cui immagine, diffusa dai mass media, costituisce un modello di attrattiva erotica.
sexy   agg. invar.    • 1 •   provocante, dotato di sex-appeal: un vestito, un'attrice sexy    • 2 •   erotico: rivista, film sexy. 
sezionale   agg.  di sezione, di una sezione.
sezionamento   s.m.  il sezionare, l'essere sezionato (anche fig.).
sezionare   v. tr.  [io sezióno ecc.]    • 1 •   dividere in sezioni | (estens.) spartire, distribuire in varie classi o categorie    • 2 •   (med.) sottoporre ad autopsia; anatomizzare: sezionare un cadavere. 
sezionatore   s.m.  (elettr.) apparecchio per disattivare e attivare un circuito elettrico a vuoto, cioè percorso da corrente di intensità trascurabile rispetto a quella nominale; si usa spec. negli impianti industriali.
sezione   s.f.    • 1 •   (non com.) il tagliare, il dividere    • 2 •   suddivisione, ripartizione: capitolo terzo, sezione prima  | ciascuna delle parti in cui è diviso un complesso, in particolare un'unità amministrativa, giudiziaria, politica ecc.: la quinta sezione del tribunale; sezione civile, penale; la sezione b del liceo; la sezione rionale del partito  | sezione elettorale, parte di una circoscrizione elettorale | sezione d'artiglieria, (mil.) suddivisione della batteria. dim. sezioncina    • 3 •   (med.) taglio eseguito su un cadavere per studio o autopsia    • 4 •   (geom.) operazione geometrica con cui si taglia una figura solida con un piano o una retta: la sezione di una sfera; in disegno, la figura che rappresenta la parte comune tra un solido e il piano che lo taglia | sezione aurea, (mat.) parte di un segmento che è media proporzionale fra l'intero segmento e la parte restante    • 5 •   (mus.) nel jazz, parte dell'orchestra: sezione melodica, gli strumenti a fiato; sezione ritmica, la batteria, il pianoforte, alcuni strumenti a pizzico (chitarra, banjo, contrabbasso) e il bassotuba.
sezzaio   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant.) ultimo: per certo questa fia la sezzaia che tu ci farai mai  (boccaccio dec.  viii, 3).
sezzo   agg.  (ant.) ultimo | da sezzo, per ultimo; in fine: venimmo al piè d'una torre al da sezzo  (dante inf.  vii, 130).
sfaccendare   v. intr.  [io sfaccèndo ecc. ; aus. avere] lavorare attivamente, spec. per sbrigare le faccende domestiche.
sfaccendato   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi non ha nulla da fare: in questi giorni sono sfaccendato    • 2 •   che, chi non ha voglia di far nulla; fannullone: è uno sfaccendato!  § sfaccendatamente avv.  da sfaccendato: vivere sfaccendatamente. 
sfaccettare   v. tr.  [io sfaccétto ecc.] tagliare e lavorare una superficie, spec. di pietra preziosa o di cristallo, in modo da rilevarne vari piani o faccette: sfaccettare una gemma  | sfaccettare un argomento, (fig.) esaminarlo sotto tutti i punti di vista.
sfaccettato   part. pass.  di sfaccettare   agg.    • 1 •   tagliato, lavorato a faccette: un cristallo sfaccettato    • 2 •   (fig.) ricco di aspetti e sfumature: una situazione variamente sfaccettata. 
sfaccettatura   s.f.  lo sfaccettare; la parte sfaccettata (anche fig.): la sfaccettatura di un cristallo, di un brillante; un problema con molte sfaccettature. 
sfacchinare   v. intr.  [aus. avere] (fam.) compiere un lavoro faticoso, da facchino: sfacchinare tutto il giorno. 
sfacchinata   s.f.  (fam.) lavoro pesante, faticoso; per estens., grande sforzo: fare una sfacchinata; arrivare lassù a piedi è una bella sfacchinata. 
sfacciataggine   s.f.  l'essere sfacciato: essere di una sfacciataggine inaudita  | azione sfacciata: che sfacciataggine, mentire in questo modo!. 
sfacciatezza   s.f.  (non com.) sfacciataggine.
sfacciato   agg.    • 1 •   privo di ritegno, di pudore; impudente: un ragazzo sfacciato; un atteggiamento sfacciato; una risposta sfacciata    • 2 •   eccessivamente vivace, vistoso, chiassoso: colore sfacciato    • 3 •   si dice di cavallo che ha una chiazza bianca sulla fronte  s.m.  [f. -a] persona sfacciata: è un bello sfacciato.  dim. sfacciatello  accr. sfacciatone  § sfacciatamente avv.  in modo sfacciato, senza ritegno: comportarsi, mentire sfacciatamente. 
sfacciatura   s.f.  (mecc.) tornitura delle estremità di un pezzo cilindrico o troncoconico; è detta più com. intestatura. 
sfaccio   s.m.  nel gergo dei giocatori di biliardo, uno dei tiri diretti fondamentali.
sfacelo   s.m.    • 1 •   stato e processo di disfacimento, di decadimento fisico o psichico: un corpo in sfacelo; cercare di nascondere lo sfacelo del volto; lo sfacelo della memoria  | (fig.) dissoluzione, rovina: un'azienda, un partito in sfacelo; lo sfacelo dell'impero romano; lo sfacelo morale di una famiglia; che sfacelo!; è uno sfacelo!    • 2 •   (ant.) cancrena.
sfacimento   s.m.  (rar.) disfacimento.
sfagiolare   v. intr.  [io sfagiòlo ecc. ; aus. essere] (fam.) incontrare il gusto di qualcuno; andare a genio, piacere: quel tizio non mi sfagiola; domenica voglio fare solo quello che mi sfagiola. 
sfagliare   meno com. fagliare, v. tr.  e intr.  [io sfàglio ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   nei giochi di carte, scartare    • 2 •   fare uno scarto, un balzo (detto di animali).
sfaglio   meno com. faglio, s.m.    • 1 •   lo scarto delle carte nel gioco    • 2 •   scarto, balzo improvviso di un animale, spec. del cavallo.
sfagno   s.m.  muschio dei luoghi acquitrinosi.
sfalcio   s.m.  (non com.) falciatura; anche, la quantità di erba falciata.
sfalda   s.f.  (non com.) falda.
sfaldabile   agg.  che si sfalda, che può sfaldarsi.
sfaldamento   s.m.  lo sfaldare, lo sfaldarsi (anche fig.).
sfaldare   v. tr.  dividere in falde | sfaldarsi v. rifl.    • 1 •   dividersi in falde: l'ardesia si sfalda con facilità    • 2 •   (fig.) disgregarsi, disunirsi: il partito si sta sfaldando. 
sfaldatura   s.f.    • 1 •   sfaldamento    • 2 •   (min.) proprietà di un minerale di suddividersi facilmente secondo determinate superfici piane: superficie di sfaldatura, il piano lungo il quale un minerale sottoposto a pressione o a urto si sfalda.
sfaldellare   v. tr.  [io sfaldèllo ecc.] sfaldare, dividere in piccole falde.
sfalsamento   s.m.  lo sfalsare, l'essere sfalsato.
sfalsare   v. tr.    • 1 •   mettere due o più oggetti l'uno sopra l'altro o l'uno dietro l'altro, in modo però che non risultino allineati: sfalsare i ripiani di uno scaffale    • 2 •   deviare, scansare: sfalsare un colpo dell'avversario  | sfalsare il tiro, nelle esercitazioni d'artiglieria, mantenerlo esatto quanto a gittata, ma spostarlo lateralmente per non colpire il supposto bersaglio.
sfamare   v. tr.  nutrire in modo da togliere la fame: sfamare una popolazione sottoalimentata  | saziare: sfamare una persona ingorda  | (estens.) mantenere, sostentare soddisfacendo ai bisogni essenziali: sfamare la famiglia  | sfamarsi v. rifl.  togliersi la fame, saziarsi | (estens.) mantenersi, sostentarsi: per sfamarsi dovette accettare qualsiasi lavoro. 
sfangamento   s.m.  nella tecnica mineraria, l'operazione dello sfangare un minerale.
sfangare   v. intr.  [io sfango, tu sfanghi ecc. ; aus. essere  o avere] (rar.) uscire dal fango | v. tr.    • 1 •   (ant.) pulire dal fango    • 2 •   sfangarla, sfangarsela, (fig. fam) cavarsela, sottrarsi a un pericolo, a una difficoltà e sim.: ha rischiato molto, ma se l'è sfangata!    • 3 •   nella tecnica mineraria, sottoporre un minerale a lavaggio per asportarne i detriti terrosi.
sfare   v. tr.  [io sfàccio  (meno com. sfo, con la o  aperta), tu sfai ecc. ; coniugato come fare] disfare | sfarsi v. rifl.    • 1 •   sciogliersi, liquefarsi: la neve si è sfatta al primo sole    • 2 •   perdere di compattezza, di consistenza: il budino s'è tutto sfatto  | riferito a persona o alle fattezze, perdere la freschezza e l'elasticità: il corpo, il viso cominciava a sfarsi. 
sfarfallamento   s.m.  lo sfarfallare (anche fig.).
sfarfallare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto della crisalide, uscire come farfalla dal proprio involucro o bozzolo    • 2 •   svolazzare come una farfalla | (fig.) comportarsi con leggerezza, dimostrarsi incostante, volubile (anche assol.): sfarfallare da un amore a un altro; essere incline a sfarfallare    • 3 •   (fig. fam.) commettere errori grossolani; fare degli sfarfalloni    • 4 •   detto di lampade fluorescenti e sim., avere un tremolio nella luce    • 5 •   detto di motori, avere vibrazioni irregolari.
sfarfallatura   s.f.  (zool.) lo sfarfallare; il periodo in cui le farfalle escono dal bozzolo: la sfarfallatura dei bachi. 
sfarfalleggiare   v. intr.  [io sfarfalléggio ecc. ; aus. avere] andare in giro, di qua e di là.
sfarfallio   s.m.  uno sfarfallare continuato.
sfarfallone   s.m.  (fam.) errore grossolano, spec. linguistico.
sfarinamento   s.m.  lo sfarinare, lo sfarinarsi, l'essere sfarinato.
sfarinare   v. tr.  ridurre in farina, in polvere simile a farina: sfarinare il grano; sfarinare le patate  | v. intr.  [aus. essere], sfarinarsi v. rifl.  ridursi in farina, in polvere simile a farina: questi fagioli, se cuociono troppo, si sfarinano. 
sfarinato   part. pass.  di sfarinare  agg.    • 1 •   ridotto in farina, in polvere simile a farina    • 2 •   si dice di frutta dalla polpa granulosa e cedevole, per cattiva qualità o eccessiva maturazione: pere, mele sfarinate  s. m.  farina (spec. nel linguaggio tecnico della macinazione e dell'industria della pasta).
sfarzo   s.m.  lusso vistoso, appariscente: un salone addobbato con grande sfarzo. 
sfarzosità   s.f.  l'essere sfarzoso: la sfarzosità di un ricevimento  | ostentazione di lusso: rifuggire dalle sfarzosità. 
sfarzoso   agg.  pieno di sfarzo, fatto con sfarzo: un palazzo sfarzoso; una decorazione sfarzosa  § sfarzosamente avv. 
sfasamento   s.m.    • 1 •   (fis.) differenza di fase fra due grandezze alternate di ugual periodo    • 2 •   (fig. fam.) disorientamento, stordimento: attraversare un periodo di sfasamento. 
sfasare   v. tr.    • 1 •   (fis.) mettere fuori fase | variare la fase di una corrente alternata    • 2 •   (fig. fam.) scombussolare, disorientare.
sfasato   part. pass.  di sfasare   agg.    • 1 •   detto di motore, che è fuori fase | correnti sfasate, (elettr.) correnti che hanno uguale periodo ma fase diversa    • 2 •   (fig. fam.) scombussolato, disorientato: sentirsi sfasato  § sfasatamente avv.  in modo irregolare, scoordinato.
sfasatura   s.f.  sfasamento.
sfasciacarrozze   s.m. invar.  chi acquista vecchie automobili per smontarle e rivenderne i pezzi ancora utilizzabili.
sfasciamento   s.m.  lo sfasciare, lo sfasciarsi, l'essere sfasciato.
sfasciare   (1) v. tr.  [io sfàscio ecc.] togliere la fascia o le fasce, liberare dalla fasciatura: sfasciare un neonato; sfasciarsi il braccio ferito, la caviglia slogata. 
sfasciare   (2) v. tr.  [io sfàscio ecc.]    • 1 •   sconquassare, rompere: sfasciare una sedia  | sfasciare la testa a qualcuno, (fig. fam.) picchiarlo violentemente    • 2 •   (fig.) rovinare, distruggere: sfasciare la famiglia  | sfasciarsi v. rifl.    • 1 •   rompersi, fracassarsi: la barca si sfasciò contro la scogliera    • 2 •   (fig.) andare in rovina, crollare: l'azienda si sfasciò rapidamente    • 3 •   (fig. fam.) perdere le giuste proporzioni, il tono muscolare, la snellezza: con gli anni si è sfasciata. 
sfasciato   part. pass.  di sfasciare    • 1 •   e sfasciare    • 2 •   agg.    • 1 •   libero, privo delle fasce: il bambino è ormai sfasciato, non ha più bisogno delle fasce, incomincia a crescere    • 2 •   in pessime condizioni; sconnesso, rovinato: un corpo precocemente sfasciato; un veicolo mezzo sfasciato. 
sfasciatura   s.f.  (non com.) operazione del togliere la fascia o le fasce.
sfascicolare   v. tr.  [io sfascìcolo ecc.] ridurre in fascicoli un libro legato.
sfascio   s.m.    • 1 •   il risultato dello sfasciare; distruzione: mandare allo sfascio una vecchia automobile    • 2 •   (fig.) sfacelo, rovina totale: un partito ormai allo sfascio  | a sfascio, (fam.) in abbondanza, in grande quantità: avere quattrini a sfascio. 
sfascismo   s.m.  nel linguaggio giornalistico, l'atteggiamento di chi non si preoccupa di contribuire coi propri comportamenti allo sfascio delle istituzioni, anzi pensa e agisce come se fossero già allo sfascio.
sfascista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nel linguaggio giornalistico, chi dà prova di sfascismo.
sfasciume   s.m.  (spreg.)    • 1 •   cosa sfasciata, insieme di cose sfasciate (anche fig.)    • 2 •   (fig.) persona fisicamente sfatta.
sfatamento   s.m.  (non com.) lo sfatare, l'essere sfatato.
sfatare   v. tr.  dimostrare falsa o inattendibile una notizia, una credenza ecc.: sfatare una leggenda. 
sfaticare   v. intr.  [io sfatico, tu sfatichi ecc. ; aus. avere] (tosc.) lavorare duramente, affaticarsi molto; sfacchinare, sgobbare: sfaticare dalla mattina alla sera; essere sfaticato, molto affaticato.
sfaticato   agg.  e s.m.  [f. -a] (region.) che, chi non ha voglia di lavorare, di far nulla § sfaticatamente avv.  da sfaticato.
sfatto   part. pass.  di sfare   agg.  disfatto; guasto, sciupato: un letto sfatto; un frutto, un volto sfatto. 
sfavillamento   s.m.  (non com.) lo sfavillare.
sfavillante   part. pres.  di sfavillare   agg.  splendente, raggiante (anche fig.): sole sfavillante; volto sfavillante di gioia. 
sfavillare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   mandare, sprigionare faville: il fuoco sfavilla  | (estens.) risplendere di una luce viva, abbagliante: il sole sfavillava nel cielo    • 2 •   (fig.) illuminarsi, accendersi, come espressione di un intenso stato d'animo: le sfavillavano gli occhi per la gioia  | v. tr.  (lett.) esprimere intensamente (anche fig.): sfavillare desiderio, contentezza. 
sfavillio   s.m.  uno sfavillare continuato.
sfavore   s.m.  danno, svantaggio, nella loc. a, in sfavore di qualcuno, contro di lui, a suo svantaggio: a mio, a suo sfavore; un'iniziativa che va a sfavore dell'interessato. 
sfavorevole   agg.  non favorevole; avverso, contrario: scegliere un momento sfavorevole; essere sfavorevole a un'iniziativa; giudizio, parere sfavorevole; vento sfavorevole  § sfavorevolmente avv. 
sfavorire   v. tr.  [io sfavorisco, tu sfavorisci ecc.] non favorire, danneggiare.
sfebbrare   v. intr.  [io sfèbbro ecc. ; aus. essere] non avere più febbre: il medico assicura che il bambino sfebbrerà tra poche ore; il malato è già sfebbrato. 
sfecidi    ⇨ sfegidi.
sfegatarsi   v. rifl.  [io mi sfégato ecc.] (fam.) darsi da fare per qualcosa con passione, impegno, ardore, anche eccessivi: non ti sfegatare tanto per convincerlo!. 
sfegatato   part. pass.  di sfegatarsi   agg.  (fam.) appassionato, accanito, fanatico: un giocatore, un tifoso, un nazionalista sfegatato  § sfegatatamente avv. 
sfegidi   o sfecidi, s.m. pl.  (zool.) famiglia di grossi insetti simili alle vespe, che scavano nidi nel terreno o nel legno; le larve vengono nutrite con prede immobilizzate (ord.  imenotteri) | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
sfeltrante   part. pres.  di sfeltrare  agg.  si dice di prodotto ammorbidente che si usa nel lavaggio di capi di lana per impedire che infeltriscano.
sfeltrare   v. tr.  [io sféltro ecc.] (ind.) nella lavorazione della lana, prepararla alla pettinatura dopo la cardatura.
sfeltratura   s.f.  (ind.) l'operazione dello sfeltrare.
sfemminellatura   s.f.  (agr.) cimatura o asportazione di germogli secondari della vite (femminelle).
sfenda   s.f.  nome con cui veniva chiamata nel settecento, a venezia, la cascata di trine che i cavalieri portavano sul petto della camicia; jabot.
sfendone   s.m.  fascia di tessuto finemente ricamato, larga nel mezzo e più sottile verso le estremità, usata nell'antica grecia dalle donne per sostenere l'acconciatura dei capelli sulla nuca.
sfenisciformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli marini a cui appartengono i pinguini | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
sfenodonte   s.m.  rettile dell'ordine dei rincocefali, di cui sono note varie forme fossili del triassico e del giurassico, e una sola specie vivente, nella nuova zelanda, caratterizzata da escrescenze spinose sulla coda.
sfenoidale   agg.  (anat.) dello sfenoide, relativo allo sfenoide: seni sfenoidali. 
sfenoide   s.m.  (anat.) osso della base del cranio, formato da un corpo centrale e tre coppie di appendici disposte simmetricamente.
sfera   s.f.    • 1 •   (geom.) solido geometrico la cui superficie esterna ha tutti i punti equidistanti da un punto interno, detto centro    • 2 •   (estens.) corpo di forma sferica: una sfera di vetro, d'acciaio; la sfera di cristallo degli indovini; sfera terrestre, la terra; sfera celeste, il cielo, sfera ideale esterna e concentrica alla terra sulla quale sembrano disposti i corpi celesti | la sfera (di cuoio), nel linguaggio calcistico, il pallone | cuscinetto a sfere, tipo di cuscinetto a rotolamento che contiene sfere di acciaio. dim. sferetta    • 3 •   (fig.) grado e ambiente sociale: rappresentanti delle alte sfere  | ambito, settore: sfera di attività, di competenza, d'influenza; la sfera religiosa, sessuale    • 4 •   (region.) lancetta dell'orologio.
sferiali   s.m. pl.  (bot.) ordine di funghi degli ascomiceti | sing.  [-e] ogni fungo di tale ordine.
sfericità   s.f.  qualità dei corpi sferici; forma, conformazione sferica.
sferico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di sfera, relativo a una sfera: superficie sferica; coordinate, funzioni sferiche  | astronomia sferica, ramo dell'astronomia che studia la posizione degli astri sulla sfera celeste    • 2 •   che ha forma di sfera: corpo, pallone sferico  § sfericamente avv.  in forma sferica.
sferire   v. tr.  [io sferisco, tu sferisci ecc.] (mar.) staccare, slacciare: sferire le vele, toglierle da pennoni, draglie, stralli; sferire un paranco, sfilarne i cavi dai bozzelli.
sferisterio   s.m.  campo per il gioco del pallone a bracciale, del tamburello o della pelota.
sferocristallo   s.m.  (min.) sferolite composta da una sola specie minerale.
sferoidale   agg.  di sferoide; che ha forma di sferoide.
sferoide   s.m.  corpo di forma simile alla sfera: sferoide terrestre, il globo del nostro pianeta.
sferolite   o sferulite, s.f.  (min.) aggregato minerale di forma tondeggiante.
sferometro   s.m.  strumento per la misurazione del raggio di curvatura di una superficie (p. e.  di quella delle lenti ottiche).
sferoscopio   s.m.  (fis.) strumento usato in navigazione per l'identificazione degli astri.
sferra   s.f.  ferro rotto tolto dal piede del cavallo.
sferracavallo   s.m.  pianta erbacea con fiori gialli riuniti in numero di sei o sette su un solo peduncolo (fam.  leguminose).
sferragliamento   s.m.  lo sferragliare; il rumore emesso da cose che sferragliano.
sferragliare   v. intr.  [io sferràglio ecc. ; aus. avere] mandare un rumore forte di ferraglie mosse: s'udiva sferragliare il treno nella galleria. 
sferrare   v. tr.  [io sfèrro ecc.]    • 1 •   togliere i ferri dagli zoccoli di un animale: sferrare un cavallo, un mulo, un asino    • 2 •   (non com.) liberare qualcuno dai ceppi, dalle catene (anche fig.): sferrare un forzato; e non m'ancide amore e non mi sferra  (petrarca canz.  cxxxiv, 7)    • 3 •   (fig.) tirare, lanciare con gran forza: sferrare un calcio, un pugno; sferrare un attacco    • 4 •   (mar.) detto dell'ancora, perdere la presa sul fondo | sferrarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   perdere un ferro o i ferri dagli zoccoli, detto di cavalli e sim.    • 2 •   (non com.) liberarsi dai ceppi, dalle catene    • 3 •   (fig.) slanciarsi, scagliarsi con impeto: sferrarsi contro qualcuno. 
sferratura   s.f.  lo sferrare, lo sferrarsi, spec. riferito a cavalli e sim.
sferruzzare   v. intr.  [aus. avere] lavorare alacremente con i ferri da maglia.
sferulite    ⇨ sferolite.
sfervorato   agg.  (non com.) che non ha o ha perduto il fervore, l'entusiasmo.
sferza   s.f.  scudiscio, frusta | (estens.) frustata, percossa: la sferza del sole; la sferza della critica. 
sferzante   part. pres.  di sferzare   agg.  che colpisce come una sferza: pioggia sferzante  | (fig.) aspro, bruciante: rimproveri sferzanti  § sferzantemente avv. 
sferzare   v. tr.  [io sfèrzo ecc.]    • 1 •   colpire con la sferza: sferzare il cavallo  | (estens.) colpire, battere con violenza: la grandine sferzava i tetti e gli alberi    • 2 •   (fig.) incitare, spronare energicamente: essere sferzato dal bisogno  | biasimare, riprendere aspramente: sferzare i vizi, il malcostume. 
sferzata   s.f.    • 1 •   colpo di sferza    • 2 •   (fig.) rimprovero aspro e pungente; critica severa: quella sferzata gli servì di stimolo. 
sferzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi sferza (anche fig.).
sferzina   s.f.  cavetto di canapa molto resistente, usato soprattutto per rimorchiare le reti da pesca.
sferzino   s.m.  sverzino.
sferzo   s.m.  (mar.)    • 1 •   striscia di tela che, cucita ad altre, forma una vela, una tenda, una cappa per le navi    • 2 •   pezzo di tela che serve a coprire il sedile di un'imbarcazione o, alzato verticalmente, a isolare una parte della coperta di un bastimento.
sfessare   v. tr.  [io sfésso ecc.] (region.) stancare, spossare.
sfiaccolare   v. intr.  [io sfiàccolo ecc. ; aus. avere] (non com.) detto di candele, lumi ecc., fare una fiamma troppo grande.
sfiammare   v. tr.  calmare, eliminare un'infiammazione | v. intr.  [aus. avere] (non com.) bruciare con grandi fiamme | sfiammarsi v. rifl.  diventare meno infiammato, cessare di essere infiammato: il tessuto si è sfiammato e la ferita sta cicatrizzandosi. 
sfiancamento   s.m.  (non com.) lo sfiancare, lo sfiancarsi.
sfiancare   v. tr.  [io sfianco, tu sfianchi ecc.]    • 1 •   urtare e rompere nel fianco: uno scoglio sfiancò la barca    • 2 •   (estens.) stremare, affaticare eccessivamente: sfiancare un cavallo; la fatica aveva sfiancato tutti i concorrenti    • 3 •   tagliare un abito in modo che segua la linea della vita; sciancrare: sfiancare una giacca  | sfiancarsi v. rifl.    • 1 •   rompersi nei fianchi, nelle parti laterali    • 2 •   (fig.) spossarsi, logorarsi per l'eccessivo sforzo: il cuore gli si è sfiancato. 
sfiancato   part. pass.  di sfiancare   agg.    • 1 •   sfinito, spossato; malridotto: un cavallo sfiancato    • 2 •   si dice di abito che segue la linea della vita; sciancrato.
sfiatamento   s.m.  lo sfiatare, lo sfiatarsi.
sfiatare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   emettere vapori, gas ecc.: una tubazione che sfiata    • 2 •   uscire fuori da un'apertura: il gas sfiatava lentamente  | sfiatarsi v. rifl.    • 1 •   perdere il timbro e l'intensità del suono (detto di strumenti a fiato)    • 2 •   (fig. fam.) perdere il fiato parlando, gridando: è inutile che ti sfiati a chiamarlo, tanto non ti sente. 
sfiatato   part. pass.  di sfiatare  agg.  che ha perso il timbro e l'intensità del suono (detto di strumento a fiato): tromba sfiatata  | (fam.) che non ha più fiato, che è senza voce (detto di persona): un cantante sfiatato  § sfiatatamente avv. 
sfiatatoio   s.m.    • 1 •   apertura praticata in un ambiente chiuso per far uscire aria, gas o vapori    • 2 •   (zool.) apertura sul capo dei cetacei attraverso la quale viene espulso il vapore d'acqua prodotto nella respirazione.
sfiatatura   s.f.    • 1 •   sfiatamento    • 2 •   fessura, apertura da cui sfiata un gas.
sfiato   s.m.  sfiatatoio.
sfibbiamento   s.m.  (non com.) sfibbiatura.
sfibbiare   v. tr.  [io sfìbbio ecc.] slacciare sciogliendo la fibbia o le fibbie: sfibbiare le scarpe; sfibbiarsi la cintura. 
sfibbiatura   s.f.  (non com.) l'operazione dello sfibbiare.
sfibramento   s.m.  (non com.) lo sfibrare, lo sfibrarsi, l'essere sfibrato.
sfibrante   part. pres.  di sfibrare   agg.  che logora le forze fisiche o psichiche: un lavoro sfibrante; un'attesa sfibrante  § sfibrantemente avv. 
sfibrare   v. tr.    • 1 •   ridurre in frammenti fibrosi; diminuire la consistenza fibrosa: sfibrare il legno, la canapa    • 2 •   (estens.) indebolire la fibra di un organismo, logorarne le forze fisiche o psichiche: l'intensa attività lo ha sfibrato; quest'attesa mi sfibra  | sfibrarsi v. rifl.  ridursi allo stremo delle forze; sfinirsi.
sfibrato   part. pass.  di sfibrare  agg.  snervato, spossato: sentirsi sfibrato. 
sfibratore   s.m.  sfibratrice.
sfibratrice   s.f.  macchina impiegata in alcune industrie per l'operazione di sfibratura.
sfibratura   s.f.  (ind.) operazione che consiste nel ridurre un materiale (p. e.  il legno) in frammenti fibrosi, o nel diminuire la consistenza o la lunghezza delle fibre di piante tessili (p. e.  della canapa).
sfida   s.f.    • 1 •   invito a battersi in duello o a competere in gare sportive o altre prove (anche fig.): lanciare la sfida; accettare, rifiutare la sfida; sfida elettorale | lettera  (o cartello) di sfida, quella che contiene l'invito a battersi    • 2 •   competizione sportiva; in partic., incontro di pugilato valevole per l'assegnazione di un titolo: un folto pubblico assisteva alla sfida    • 3 •   (fig.) provocazione: tono, sguardo di sfida. 
sfidamento   s.m.  (ant.) lo sfidare.
sfidante   part. pres.  di sfidare  agg.  e s.m.  e f.  che, chi sfida a duello o a una prova sportiva: la squadra, il pugile sfidante; lo sfidante ha rinunciato all'incontro  | sfidante ufficiale, nel pugilato, l'atleta che è stato designato da appositi organismi sportivi ad affrontare il detentore di un titolo.
sfidanza   s.f.  (ant.) diffidenza.
sfidare   v. tr.    • 1 •   invitare un avversario a battersi in duello o a misurarsi in una gara sportiva, in una prova di altro genere: sfidare a duello, a battaglia; il campione europeo sfiderà il campione del mondo; sfidare al biliardo, alle bocce    • 2 •   (estens.) invitare qualcuno a fare qualcosa che si pensa sia impossibile: vi sfido a dimostrarmi il contrario | sfido!, sfido io!, sfido che...!, (fam.) per sottolineare che una cosa è ovvia, inevitabile, e non poteva andare diversamente: sfido io che ti hanno bocciato all'esame di guida!    • 3 •   (fig.) affrontare con audacia una forza avversa, un pericolo: sfidare il mare in tempesta; sfidare la morte  | sfidare i secoli, si dice di opera che sopravvive alle ingiurie del tempo o che per il suo valore resta sempre viva nel tempo    • 4 •   (ant.) scoraggiare, far perdere la fiducia | sfidarsi v. rifl.  invitarsi reciprocamente a battersi con le armi o a misurarsi in una competizione.
sfidato   part. pass.  di sfidare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha ricevuto una sfida.
sfidatore   s.m.  e agg.  [f. -trice] (lett.) chi, che sfida.
sfiducia   s.f.  mancanza di fiducia: avere sfiducia in qualcuno; guardare a un'iniziativa con sfiducia | voto di sfiducia, quello con cui il parlamento toglie il proprio sostegno al governo, mettendolo nella condizione di doversi dimettere; votare la sfiducia, esprimere un voto di sfiducia.
sfiduciare   v. tr.  [io sfidùcio ecc.] far perdere la fiducia: ogni piccola contrarietà lo sfiducia |  sfiduciarsi v. rifl.  perdere la fiducia.
sfiduciato   part. pass.  di sfiduciare  agg.  che ha perso la fiducia: essere, sentirsi sfiduciato  § sfiduciatamente con sfiducia: seguire un consiglio, riprendere un lavoro sfiduciatamente. 
sfiga   s.f.  (volg.) nel gergo giovanile, sfortuna, iella.
sfigato   agg.  e s.m.  [f. -a] (volg.) nel gergo giovanile, che, chi è sfortunato, iellato: gente sfigata  | che, chi ha scarse attrattive o vive ai margini di un gruppo, di una compagnia, godendo quindi di poco credito.
sfigmico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) della pulsazione arteriosa, relativo alle pulsazioni arteriose: onda sfigmica. 
sfigmo-  sfigmo- primo elemento di parole composte della terminologia medica, formate modernamente, dal gr. sphygmós  'polso'; significa 'pulsazione' (sfigmografo).
sfigmografia   s.f.  (med.) registrazione delle pulsazioni delle arterie.
sfigmografo   s.m.  (med.) apparecchio registratore per la sfigmografia.
sfigmomanometro   s.m.  (med.) apparecchio per misurare la pressione arteriosa.
sfigurare   v. tr.  deturpare, rovinare la figura, l'aspetto: la bruciatura gli ha sfigurato il viso  | (iperb.) alterare la fisionomia, l'espressione del volto: l'odio lo sfigurava  | v. intr.  [aus. avere] fare una brutta figura; dare una cattiva impressione: teme di sfigurare al confronto con gli altri; mi raccomando, non farmi sfigurare!. 
sfigurato   part. pass.  di sfigurare  agg.  deturpato, rovinato nell'aspetto: cadavere sfigurato  | (iperb.) stravolto: viso sfigurato dal dolore. 
sfilaccia   s.f.  primo elemento di un cavo vegetale, ricavato dalla filatura della fibra.
sfilacciamento   s.m.  lo sfilacciare, lo sfilacciarsi, l'essere sfilacciato (anche fig.).
sfilacciare   v. tr.  [io sfilàccio ecc.] ridurre in filacce: sfilacciare un pezzo di stoffa  | v. intr.  [aus. essere], sfilacciarsi v. rifl.    • 1 •   ridursi in filacce, perdere i fili dell'ordito: quel tessuto (si) sfilaccia facilmente    • 2 •   (fig.) disgregarsi, scomporsi: le nubi si sono sfilacciate. 
sfilacciato   part. pass.  di sfilacciare  agg.    • 1 •   che perde i fili: maniche sfilacciate    • 2 •   (fig.) privo delle giuste connessioni, disorganico: una prosa sfilacciata   s.m.  fibra tessile ricavata dalla sfilacciatura degli stracci: sfilacciato di cotone. 
sfilacciatrice   s.f.  nell'industria tessile, macchina per eseguire la sfilacciatura.
sfilacciatura   s.f.    • 1 •   lo sfilacciare, lo sfilacciarsi, l'essere sfilacciato | la parte sfilacciata    • 2 •   nell'industria tessile, operazione per ricavare dagli stracci una fibra adatta alla filatura.
sfilaccicare   v. tr.  e intr.  [io sfilàccico, tu sfilàccichi ecc. ; aus. dell'intr. essere], sfilaccicarsi v. rifl.  (non com.) sfilacciare, sfilacciarsi.
sfilamento   (1) s.m.  lo sfilare, lo sfilarsi, l'essere sfilato.
sfilamento   (2) s.m.  (non com.) sfilata.
sfilare   (1) v. tr.    • 1 •   togliere una cosa infilata: sfilare le perle della collana; sfilare le salsicce dallo spiedo | sfilare la corda, nel gergo degli alpinisti, farla uscire, tirandola a sé, da un moschettone o da un anello di cordino | sfilare il rosario, recitarlo; (fig.) dire di qualcuno tutto il male possibile    • 2 •   togliere di dosso: sfilarsi le scarpe, il vestito, i pantaloni    • 3 •   togliere qualche filo da un tessuto, spec. per eseguire lavori di ricamo: sfilare la tela | sfilare la carne, toglierne i filamenti nervosi | sfilarsi v. rifl.    • 1 •   uscire, sfuggire dal filo: le perle si sono sfilate    • 2 •   perdere i fili, sfilacciarsi: un tessuto che si sfila facilmente; mi si è sfilata una calza, mi si è smagliata.
sfilare   (2) v. tr.  (non com.) togliere il filo a una lama | sfilarsi v. rifl.  perdere il filo, detto di lame e sim.
sfilare   (3) v. intr.  [aus. essere  e avere]    • 1 •   procedere in fila; in partic., passare disposti in squadra davanti a superiori o a un pubblico (detto di reparti militari, squadre sportive ecc.): il corteo sfilò nella piazza; sfilare in parata    • 2 •   (fig.) succedersi, susseguirsi: mille ricordi sfilavano nella sua mente. 
sfilata   s.f.    • 1 •   il procedere disposti in fila: la sfilata dei soldati | sfilata di moda, presentazione di modelli portati da indossatori o indossatrici che sfilano davanti al pubblico    • 2 •   serie di cose poste in fila: una sfilata di case, di nomi illustri. 
sfilatino   s.m.  (region.) pane di forma allungata e sottile.
sfilato   s.m.  ricamo ottenuto sfilando una parte dei fili dell'ordito di una tela e coprendo i vuoti con punti decorativi | sfilato siciliano, usato per tovaglieria.
sfilatura   s.f.  lo sfilare, lo sfilarsi | la parte sfilata: una sfilatura nella calza, una smagliatura.
sfilettare   v. tr.  [io sfilétto ecc.] in gastronomia e nell'industria alimentare, ridurre il pesce in filetti: sfilettare una sogliola, degli sgombri. 
sfilza   s.f.  lunga filza, gran quantità: una sfilza di automobili; una sfilza di errori, di spropositi. 
sfilzare   v. tr.  togliere da una filza ciò che è infilzato: sfilzare le quaglie dallo spiedo. 
sfinare   v. tr.  (fam.) far diventare o apparire magro, più magro: il nero la sfina  | sfinarsi v. rifl.  dimagrirsi: crescendo si è sfinato. 
sfinge   s.f.    • 1 •   nella mitologia greca, mostro alato con corpo di leone e volto di donna, che appostato sulla via di tebe divorava i passanti incapaci di risolvere un suo enigma: edipo risolse l'enigma della sfinge  | nell'antico egitto, mostro favoloso con corpo leonino e testa umana che raffigurava il dio ra, personificato nel faraone    • 2 •   (estens.) rappresentazione scultorea o pittorica della sfinge    • 3 •   (fig.) persona enigmatica, che non lascia scorgere i propri pensieri e sentimenti    • 4 •   nome attribuito alla maggior parte delle farfalle appartenenti alla famiglia degli sfingidi (ord.  lepidotteri): sfinge della vite, del ligustro; sfinge testa di morto. 
sfingenina   s.f.  (chim.) sfingosina.
sfingeo   agg.  (lett.) di sfinge | (fig.) misterioso, enigmatico.
sfingidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di farfalle crepuscolari dal corpo grosso fusiforme e dalle ali strette (ord.  lepidotteri) | sing.  [-e] ogni farfalla di tale famiglia.
sfingolipide   s.m.  (chim. biol.) ciascuno dei gliceridi contenenti acido fosforico e sfingosina, costituenti fondamentali dei cerebrosidi del tessuto cerebrale.
sfingomielina   s.f.  (chim.) fosfolipide, insolubile in etere, costituente della guaina mielinica delle fibre nervose.
sfingosina   s.f.  (chim.) sostanza organica ossidrilata di natura ammidica a diciotto atomi di carbonio, costituente degli sfingolipidi.
sfinimento   s.m.  stato di grande stanchezza fisica o psichica.
sfinire   v. tr.  [io sfinisco, tu sfinisci ecc.] far perdere le forze; prostrare: la febbre l'ha sfinito  | v. intr.  [aus. essere], sfinirsi v. rifl.  perdere le forze, la capacità di resistenza fisica o psichica: a forza di lavorare di notte, s'è sfinito. 
sfinitezza   s.f.  l'essere sfinito; stato di grande debolezza.
sfinito   part. pass.  di sfinire  agg.  privo di forze, molto debole: essere, sentirsi sfinito. 
sfintere   s.m.  (anat.) anello muscolare che, contraendosi, provoca la chiusura dell'orifizio a cui sta attorno: sfintere anale, della vescica. 
sfinterico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , med.) relativo a sfintere: apparato, controllo sfinterico. 
sfioccamento   s.m.  operazione preliminare della filatura con la quale si riduce la fibra tessile in fiocchi.
sfioccare   v. tr.  [io sfiòcco, tu sfiòcchi ecc.] ridurre in forma di fiocco; sfilacciare: pennello sfioccato  | sfioccarsi v. rifl.  rompersi in fiocchi: nuvole che si sfioccano al vento. 
sfiondare   v. tr.  [io sfióndo ecc.] (non com.) scagliare con la fionda.
sfioramento   s.m.  lo sfiorare, il toccare appena: interruttore elettrico a sfioramento, che funziona con una pressione leggerissima della mano.
sfiorare   v. tr.  [io sfióro ecc.]    • 1 •   passare vicino toccando appena: mi sfiorò la mano; l'aereo sfiorò la superficie del lago    • 2 •   (fig.) toccare di sfuggita (un argomento e sim.): sfiorare un tema, un problema  | toccare per un attimo (la mente, la coscienza): lo sfiorò un dubbio; essere sfiorato da un sospetto    • 3 •   (fig.) essere sul punto di raggiungere, di conseguire qualcosa: sfiorare la vittoria, il successo    • 4 •   (lett.) raggiungere: franca non fia / costei, se lungi dalla patria, in argo, / nella nostra magion pria non la sfiori / vecchiezza  (monti)    • 5 •   togliere il fiore, la parte più pregiata a qualcosa: sfiorare il latte, scremarlo    • 6 •   (ant.) spogliare del fiore o dei fiori.
sfioratore   s.m.  opera idraulica che ha la funzione di scaricare da un serbatoio o da un canale l'acqua che eccede il livello voluto.
sfioratura   s.f.  operazione dello sfiorare, del togliere la parte migliore: sfioratura del latte. 
sfiorettare   v. intr.  [io sfiorétto ecc. ; aus. avere] (non com.) ricorrere ad abbellimenti linguistici o musicali superflui: scrittore, compositore che sfioretta. 
sfiorettatura   s.f.  lo sfiorettare; abbellimento lezioso e superfluo: un'esecuzione pianistica piena di sfiorettature. 
sfiorire   v. intr.  [io sfiorisco, tu sfiorisci ecc. ; aus. essere]    • 1 •   perdere i fiori; perdere i petali, appassire: le rose sfioriscono rapidamente    • 2 •   (fig.) perdere la freschezza, il rigoglio e lo splendore giovanili: una bellezza che comincia a sfiorire. 
sfiorito   part. pass.  di sfiorire  agg.  appassito (anche fig.): rose sfiorite; una bellezza ormai sfiorita. 
sfioritura   s.f.  lo sfiorire.
sfiossare   v. tr.  [io sfiòsso ecc.] fare il fiosso a una scarpa.
sfiossatura   s.f.  operazione dello sfiossare.
sfirena   s.f.  pesce di mare dal corpo molto allungato, con muso stretto e bocca grande, velocissimo e forte predatore, a volte pericoloso anche per l'uomo (ord.  perciformi).
sfissare   v. tr.  (non com.) disdire quanto si era fissato: sfissare una prenotazione. 
sfitinzia   s.f.  (gerg.) ragazza giovane e graziosa.
sfittare   v. tr.  rendere sfitto | sfittarsi v. rifl.  restare sfitto: l'appartamento si sfitterà a settembre. 
sfittire   v. tr.  [io sfittisco, tu sfittisci ecc.] rendere meno fitto, più rado | sfittirsi v. rifl.  diventare meno fitto, diradarsi: più in là le chiome degli alberi si sfittivano  (calvino).
sfitto   agg.  non affittato: appartamento sfitto. 
sfizio   s.m.  capriccio, voglia: togliersi uno sfizio; levarsi lo sfizio di fare qualcosa  | per sfizio, per puro capriccio, per divertimento.
sfiziosità   s.f.  cosa sfiziosa; in partic., ricercatezza alimentare, mangiarino.
sfizioso   agg.  che soddisfa una voglia, un capriccio; che piace, attrae, perché originale § sfiziosamente avv.  per sfizio.
sfocare   meno bene sfuocare, v. tr.  [io sfuòco  o sfòco, tu sfuòchi  o sfòchi ecc. ; in posizione atona meglio -o-  che -uo-] (foto.) non mettere a fuoco un'immagine, facendola così risultare sbiadita e confusa.
sfocato   meno bene sfuocato, part. pass.  di sfocare  agg.    • 1 •   si dice di immagine non nitida, dai contorni confusi, nebulosa: una fotografia sfocata    • 2 •   (fig.) poco chiaro; non ben definito o delineato: un personaggio un po' sfocato; una critica sfocata  § sfocatamente avv. 
sfocatura   meno bene sfuocatura, s.f.  (foto.) l'essere sfocato; effetto di imprecisione dei contorni di un'immagine dovuto a una non corretta messa a fuoco.
sfociamento   s.m.  (non com.) lo sfociare.
sfociare   v. intr.  [io sfócio ecc. ; aus. essere, non com. avere]    • 1 •   detto di corso d'acqua, mettere foce, sboccare: il po sfocia nell'adriatico    • 2 •   (fig.) avere come esito, andare a finire, risolversi: incidenti diplomatici che possono sfociare in una guerra  | v. tr.  (non com.) allargare, liberare la foce di un fiume.
sfociatura   s.f.  operazione di allargamento o di sgombro della foce di un fiume.
sfocio   s.m.    • 1 •   lo sfociare    • 2 •   (fig.) soluzione, sbocco: una situazione senza sfocio. 
sfoconare   v. tr.  [io sfocóno ecc.] (region.) attizzare il fuoco, sbraciare.
sfoconatoio   s.m.    • 1 •   (region.) attrezzo per sfoconare    • 2 •   sfondatoio.
sfoderabile   agg.  che si può sfoderare: poltrona, divano sfoderabile. 
sfoderamento   s.m.  lo sfoderare (anche fig.).
sfoderare   (1) v. tr.  [io sfòdero ecc.]    • 1 •   estrarre dal fodero: sfoderare la spada, sguainarla    • 2 •   (fig.) tirare fuori, mostrare inaspettatamente o al momento opportuno: ha sfoderato il suo più bel sorriso; sfoderare tutta la propria cultura. 
sfoderare   (2) v. tr.  [io sfòdero ecc.] togliere la fodera, la copertura: sfoderare una giacca, un divano. 
sfoderato   part. pass.  di sfoderare    • 2 •   agg.  senza fodera: un soprabito sfoderato. 
sfogamento   s.m.  (non com.) lo sfogare, lo sfogarsi.
sfogare   v. tr.  [io sfógo, tu sfóghi ecc.] manifestare con atti o con parole sentimenti o stati d'animo precedentemente repressi o controllati: sfogare l'ira, la rabbia, il dolore  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   uscir fuori liberamente: il fumo sfoga dalla cappa del camino    • 2 •   (fig.) manifestarsi apertamente, prorompere (detto di passioni, sentimenti e sim): il dolore sfogò in pianto  | sfogarsi v. rifl.    • 1 •   aprire il proprio animo con qualcuno confidandogli le proprie pene, ansie ecc.: sfogarsi con un amico | sfogarsi su qualcuno, riversare ingiustamente su di lui il proprio malumore    • 2 •   soddisfare un desiderio, un impulso; scaricare un'energia repressa: sfogarsi a bere, a cantare; corre per sfogarsi. 
sfogatello   s.m.  piccolo fungo commestibile, con gambo bianco e cappello grigio (fam.  poliporacee).
sfogatoio   s.m.  apertura di sfogo.
sfoggiamento   s.m.  (rar.) lo sfoggiare.
sfoggiare   v. intr.  [io sfòggio ecc. ; aus. avere] fare sfoggio: sfoggiare nel vestire; sfoggiare in feste  | (assol.) vivere in modo sfarzoso e appariscente: è gente che ha sempre sfoggiato  | v. tr.    • 1 •   mettere in mostra con compiacimento ciò che si ha di bello, di elegante e sim.: sfoggiare un abito nuovo, un regalo ricevuto    • 2 •   (fig.) ostentare le proprie capacità e qualità, vere o presunte: sfoggiare la propria erudizione. 
sfoggio   s.m.    • 1 •   ostentazione di lusso: fare sfoggio di vestiti, di gioielli; una casa arredata con molta eleganza, ma senza nessuno sfoggio    • 2 •   (fig.) ostentazione di doti, di qualità: fare sfoggio di erudizione. 
sfoglia   s.f.    • 1 •   lamina sottile: sfoglia d'oro, d'argento; le sfoglie di una cipolla.  dim. sfoglietta    • 2 •   strato di pasta all'uovo stesa e assottigliata col matterello: fare la sfoglia | pasta sfoglia, pasta dolce o salata, a base di burro e farina, che cuocendo si divide in strati leggeri    • 3 •   (region.) guaina della pannocchia del granturco    • 4 •   (region.) sogliola.
sfogliare   (1) v. tr.  [io sfòglio ecc.] togliere le foglie, i petali: sfogliare un rametto, una margherita  | sfogliarsi v. rifl.  perdere le foglie, i petali: gli alberi si sfogliano ai primi freddi; queste rose si sono già tutte sfogliate. 
sfogliare   (2) v. tr.  [io sfòglio ecc]    • 1 •   voltare le pagine di una pubblicazione scorrendole in fretta; per estens., leggere qua e là, saltando le pagine: sfogliare un album; l'ho appena sfogliato, ma non mi pare un libro interessante    • 2 •   (non com.) tagliare le pagine di un libro | sfogliarsi v. rifl.  ridursi in strati sottili, in sfoglie: questo dolce si sfoglia nel tagliarlo. 
sfoglia-sgranatrice  sfoglia-sgranatrice s.f.  (agr.) macchina che effettua la scartocciatura delle pannocchie del granturco e la successiva separazione delle cariossidi dal tutolo.
sfogliata   (1) s.f.  lo sfogliare una pianta, un fiore: dare una sfogliata alle siepi. 
sfogliata   (2) s.f.  lo scorrere in fretta un libro, una rivista e sim.; lettura frettolosa: dare una sfogliata ai giornali del mattino. 
sfogliata   (3) s.f.  dolce di pasta sfoglia con ripieno di vario genere. dim. sfogliatella, sfogliatina. 
sfogliatella   s.f.    • 1 •   dim.  di sfogliata 3    • 2 •   piccolo dolce napoletano fatto di pasta sfoglia (sfogliatella riccia) o frolla (sfogliatella frolla) avvolta su sé stessa e farcita con crema alla ricotta, canditi e spezie varie.
sfogliatrice   (1) s.f.  macchina per tagliare il legno in fogli dello spessore voluto.
sfogliatrice   (2) s.f.    • 1 •   (agr.) macchina per togliere foglie; in partic., dispositivo che serve a liberare le pannocchie di granturco dalle membrane che le avvolgono    • 2 •   farfalla i cui bruchi distruggono in primavera le gemme e i giovani germogli di alcune piante da frutto; la femmina adulta è completamente priva di ali (ord.  lepidotteri).
sfogliatura   (1) s.f.  operazione che consiste nel togliere le foglie a una pianta, spec. per alimentare il bestiame: sfogliatura del gelso | sfogliatura della vite, per dare luce ai grappoli e favorirne la maturazione | sfogliatura del granoturco, la sua scartocciatura.
sfogliatura   (2) s.f.  alterazione dei formaggi cotti che consiste in sfaldature parallele della loro pasta, dovute a difetto della cagliata o della sua lavorazione.
sfogliazzo   s.m.  (non com.) in tipografia, foglio usato per l'avviamento della stampa.
sfognare   v. intr.  [io sfógno ecc. ; aus. essere] (non com.) sfociare, sboccare, detto delle fognature o del loro contenuto.
sfogo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   lo sfogare; l'apertura attraverso cui qualcosa può sfogare: valvola di sfogo; aprire, creare uno sfogo per il fumo | stanza, cortile senza sfogo, piccoli, angusti    • 2 •   (estens.) sbocco: la svizzera non ha alcuno sfogo sul mare    • 3 •   (fig.) lo sfogarsi; libera manifestazione di sentimenti, stati d'animo ecc.: dare sfogo alle lacrime; uno sfogo di rabbia; avere bisogno di uno sfogo    • 4 •   (pop) eruzione cutanea: avere uno sfogo sul viso. 
sfolgoramento   s.m.  (non com.) lo sfolgorare.
sfolgorante   part. pres.  di sfolgorare  agg.  fulgido, splendente (anche fig.): sole sfolgorante; sguardo, bellezza sfolgorante  § sfolgorantemente avv. 
sfolgorare   v. intr.  [io sfólgoro ecc. ; aus. avere] risplendere come folgore; per estens., risplendere di una luce molto intensa (anche fig.): il sole sfolgorava nel cielo; il suo sguardo sfolgorava di gioia. 
sfolgorato   agg.  (ant.) straordinario, eccezionale.
sfolgoreggiare   v. intr.  [io sfolgoréggio ecc. ; aus. avere] (lett.) sfolgorare.
sfolgorio   s.m.  uno sfolgorare continuo: lo sfolgorio delle stelle; uno sfolgorio di brillanti, di diamanti. 
sfollagente   s.m. invar.  bastone rivestito di gomma, usato dalle forze di polizia per disperdere assembramenti e ristabilire l'ordine.
sfollamento   s.m.    • 1 •   lo sfollare; in partic., l'allontanamento di persone dai centri abitati per misura di sicurezza    • 2 •   riduzione di personale: sfollamento della pubblica amministrazione. 
sfollare   v. intr.  [io sfòllo ecc. ; aus. essere  e avere]    • 1 •   diradarsi (detto di folla ammassata in un luogo): aspettiamo che la gente sfolli    • 2 •   allontanarsi da località abitate per misura di sicurezza (in tempo di guerra, per calamità naturali ecc.): sfollare in campagna  | v. tr.    • 1 •   sgombrare un luogo in cui ci si era ammassati: il pubblico cominciava a sfollare lo stadio  | con valore causativo, far allontanare da un luogo le persone che vi si trovano: sfollare la popolazione dalle zone di guerra    • 2 •   ridurre il personale di amministrazioni pubbliche o di aziende private: sfollare i quadri direttivi    • 3 •   in selvicoltura, diradare un bosco mediante il taglio dei polloni superflui | sfollarsi v. rifl.  svuotarsi di gente: la sala si sta sfollando. 
sfollato   part. pass.  di sfollare  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha dovuto allontanarsi dal proprio luogo di residenza per evitare i pericoli bellici o in seguito a calamità naturali (terremoti, inondazioni ecc.).
sfoltimento   s.m.  lo sfoltire, lo sfoltirsi, l'essere sfoltito.
sfoltire   v. tr.  [io sfoltisco, tu sfoltisci ecc.] rendere meno folto: sfoltire un bosco; farsi sfoltire i capelli  | riferito a persone, ridurre di numero: sfoltire i ranghi, il personale  | sfoltirsi v. rifl.  diventare meno folto; diradarsi.
sfoltita   s.f.  lo sfoltire un po', alla meglio: farsi dare una sfoltita ai capelli. 
sfoltitrice   s.f.  attrezzo da parrucchiere per sfoltire i capelli, costituito da una forbice con lame dentate.
sfondagiaco   s.m.  [pl. -chi] sorta di antico pugnale corto, robusto, variamente sagomato, atto a penetrare attraverso il giaco dell'avversario.
sfondamento   s.m.    • 1 •   lo sfondare, lo sfondarsi, l'essere sfondato: nell'incidente ha riportato lo sfondamento della volta cranica    • 2 •   (mil.) rottura del fronte nemico    • 3 •   (sport) nella pallacanestro, fallo commesso da un attaccante che finisce in corsa contro un difensore fermo | centravanti  o centrattacco di sfondamento, nel calcio, quello che basa il proprio gioco sulla potenza piuttosto che sull'abilità di manovra.
sfondare   v. tr.  [io sfóndo ecc.]    • 1 •   rompere il fondo: sfondare una scatola  | (estens.) sfasciare, sformare: sfondare una valigia | sfondare le scarpe, consumarne la suola    • 2 •   (estens.) schiantare, far cedere con un colpo o un urto violento un elemento di chiusura o di riparo; aprire un varco passando da parte a parte: sfondare il portone, forzarlo; sfondare un muro, abbatterlo | sfondare una porta aperta, (fig.) fare sforzi per superare un ostacolo che in realtà è inesistente    • 3 •   (mil.) spezzare in uno o più punti il fronte dello schieramento nemico | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (non com.) andare a finire, sboccare: questa strada dovrebbe sfondare in piazza    • 2 •   (fig. fam.) affermarsi, avere successo: un cantante che è riuscito a sfondare  | sfondarsi v. rifl.  rompersi, cedere nel fondo: la cesta si sfondò per il troppo peso. 
sfondato   part. pass.  di sfondare  agg.    • 1 •   con il fondo rotto; per estens., rotto, sfasciato: valigia, porta sfondata | ricco sfondato, (fig. fam.) ricchissimo    • 2 •   (fig. fam.) insaziabile, ingordo senza misura | che ha una fortuna sfacciata  s.m.    • 1 •   tecnica di pittura, spec. murale, che per mezzo di un'illusione prospettica simula l'apertura di un vano o di un paesaggio al di là della parete    • 2 •   (med.) recesso anatomico | sfondato (o cavità) del douglas, (anat.) zona a fondo cieco che separa l'intestino retto dalla vescica o, nella donna, dall'utero; culdisacco peritoneale § sfondatamente avv.  senza misura, senza limiti, enormemente: essere sfondatamente ricco; mangiare sfondatamente. 
sfondatoio   s.m.  strumento metallico che serviva a pulire il focone delle antiche armi da fuoco.
sfondatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi sfonda  s.m.  (sport) nel calcio, attaccante che basa il proprio gioco soprattutto sulla potenza.
sfondatura   s.f.    • 1 •   (non com.) sfondamento    • 2 •   (ant.) sfondo.
sfondo   s.m.    • 1 •   la parte più lontana di un dipinto, di una fotografia o di un'altra rappresentazione, rispetto a chi guarda: pittore abilissimo negli sfondi; una madonna dipinta su uno sfondo di montagne  | nella scena teatrale, il fondale    • 2 •   (estens.) la parte più lontana del campo visivo rispetto a chi guarda: un vecchio castello sullo sfondo del mare | sfondo piega, in sartoria, motivo formato da due pieghe che combaciano    • 3 •   (fig.) l'ambiente storico, sociale, culturale che costituisce lo scenario in cui si svolge una determinata azione o si sviluppa la trama di un'opera narrativa, teatrale, cinematografica: un delitto a sfondo politico; un film che ha per sfondo la guerra    • 4 •   sbocco di una strada (in espressioni negative): una via senza sfondo, che non ha sfondo. 
sfondolare   v. tr.  [io sfóndolo ecc.] (ant.) sfondare: ogni cosa del legnetto tolta, quello sfondolarono  (boccaccio dec.  ii, 4).
sfondone   s.m.  (fam.) errore grossolano, sproposito: fare, dire uno sfondone; un compito pieno di sfondoni. 
sforacchiare   v. tr.  [io sforàcchio ecc.] bucherellare, forare qua e là.
sforacchiatura   s.f.  lo sforacchiare, l'essere sforacchiato | la parte sforacchiata.
sforamento   s.m.  lo sforare, l'essere sforato: lo sforamento dei tempi. 
sforare   v. tr.  [io sfóro ecc. ; aus. avere] superare dei limiti quantitativi (di tempo, di spazio, di spesa ecc.) previsti per una determinata attività, operazione, lavoro: sforare il preventivo del 30%; sforare di un'ora. 
sforbiciare   v. tr.  [io sfòrbicio ecc.] tagliare, tagliuzzare con le forbici (anche assol.) | v. intr.  [aus. avere] (sport) eseguire una sforbiciata.
sforbiciata   s.f.    • 1 •   lo sforbiciare, spec. in fretta, alla meglio: dare una sforbiciata ai capelli  | colpo di forbici    • 2 •   (sport) rapido movimento a forbice delle gambe, eseguito con tecnica e scopo diversi nel salto in alto, in alcuni stili del nuoto, nel calcio e nel sollevamento pesi.
sformare   v. tr.  [io sfórmo ecc.]    • 1 •   deformare; far perdere la forma: sformare un cappello, i guanti    • 2 •   togliere dalla forma: sformare un dolce  | sformarsi v. rifl.  perdere la forma, deformarsi: le scarpe si sono sformate  | riferito a persona, perdere la snellezza, l'armonia del corpo: con gli anni si è sformata. 
sformato   part. pass.  di sformare  agg.    • 1 •   che ha perduto la forma: scarpe sformate    • 2 •   deforme nella persona: essendo di persona piccolo e sformato  (boccaccio dec.  vi, 5)    • 3 •   (ant.) eccezionale, straordinario  s.m.  (gastr.) pietanza a base di vari ingredienti, cotta al forno o a bagnomaria in uno stampo: sformato di spinaci, di riso. 
sformatura   s.f.  l'operazione di togliere dalla forma.
sfornaciare   v. tr.  [io sfornàcio ecc.] togliere dalla fornace: sfornaciare i mattoni. 
sfornare   v. tr.  [io sfórno ecc.]    • 1 •   togliere dal forno: sfornare il pane, i biscotti    • 2 •   (fig.) produrre in abbondanza e con velocità: uno scrittore che sforna un romanzo all'anno; l'università continua a sfornare laureati. 
sfornellare   v. intr.  [io sfornèllo ecc. ; aus. avere] (fam.) stare ai fornelli, cucinare.
sfornire   v. tr.  [io sfornisco, tu sfornisci ecc.] privare di ciò che costituisce il rifornimento, la provvista necessaria: sfornire un'officina dei ricambi, delle scorte; sfornire un forte della guarnigione  | sfornirsi v. rifl.  privarsi di cose utili o necessarie: non posso sfornirmi del minimo indispensabile. 
sfornito   part. pass.  di sfornire  agg.  sprovvisto, privo, mancante: essere sfornito di contanti, di argomenti  | (assol.) non fornito, mal fornito: un negozio, un reparto sfornito. 
sforo   s.m.  (teat.) fessura nella scena, dovuta per lo più a montaggio inaccurato, attraverso la quale lo spettatore intravede una parte del retroscena.
sfortuna   s.f.  cattiva fortuna, sorte avversa: avere sfortuna al gioco; portare sfortuna; essere perseguitato dalla sfortuna  | avvenimento, circostanza sfavorevole: è stata una vera sfortuna aver incontrato il brutto tempo. 
sfortunato   agg.    • 1 •   che ha sfortuna, che è perseguitato dalla sfortuna: un uomo sfortunato; essere sfortunato negli affari  | prov.  : sfortunato al gioco, fortunato in amore    • 2 •   che non ha avuto buon esito, successo: un'impresa sfortunata; un tentativo, un matrimonio sfortunato; un film, un libro sfortunato  | malaugurato, infausto: è stato un anno sfortunato; uno sfortunato incidente  § sfortunatamente avv.  per sfortuna, malauguratamente; purtroppo: sfortunatamente l'operazione non è riuscita bene. 
sforzamento   s.m.  (non com.) lo sforzare, lo sforzarsi.
sforzando   s.m.  (mus.) indicazione sullo spartito che prescrive di eseguire con particolare intensità una nota o l'accordo su cui una nota è posta; la nota o l'accordo così eseguiti.
sforzare   (1) v. tr.  [io sfòrzo ecc.]    • 1 •   sottoporre a uno sforzo: sforzare il motore; sforzare la voce | sforzare una pianta, fare in modo che dia più frutti    • 2 •   costringere, far forza su qualcuno: se non ha fame, non sforzarlo a mangiare    • 3 •   usare la forza per aprire o cercare di aprire qualcosa; forzare, scassinare: sforzare una porta, una serratura    • 4 •   (ant.) violentare: se non che io griderò che voi mi vogliate sforzare  (boccaccio dec.  ii, 10)    • 5 •   (ant.) occupare: italia è suta corsa da carlo, predata da luigi, sforzata da ferrando e vituperata da' svizzeri  (machiavelli) | sforzarsi v. rifl.  impegnarsi in ogni modo, fare tutti gli sforzi possibili (anche iron.): sforzarsi di studiare, di non piangere; si è sforzato a farti quel regalo!. 
sforzare   (2) v. tr.  [io sfòrzo ecc.] (ant.) indebolire, privare delle forze: però ch'amor mi sforza / e di saver mi spoglia  (petrarca canz.  cxxv, 14-15).
sforzato   part. pass.  di sforzare    • 1 •   agg.    • 1 •   fatto con sforzo o per forza; non naturale, non spontaneo: un sorriso sforzato    • 2 •   che distorce i dati di fatto: interpretazione sforzata di un testo   s.m.  (mus.) sforzando § sforzatamente avv.  con sforzo, per forza; forzatamente.
sforzatura   s.f.  (non com.) lo sforzare; forzatura.
sforzesco   agg.  [pl. m. -schi] degli sforza, signori di milano: il ducato sforzesco  | castello sforzesco, quello edificato in milano dai visconti (sec. xiv) e completato sotto francesco sforza (1459).
sforzo   (1) s.m.    • 1 •   l'impiego di un grado maggiore di forza, fisica o spirituale, per ottenere un determinato risultato; intensa applicazione e impegno: uno sforzo muscolare, mentale; fare uno sforzo di volontà | fare ogni sforzo  (o tutti i propri sforzi) per..., impegnarsi con tutte le energie | costare molto sforzo, richiedere un grande impegno | senza sforzo, facilmente | che sforzo!, bello sforzo!, hai fatto lo sforzo!, (iron.) si dice a chi ha compiuto un'azione che in realtà non richiedeva alcun impegno, sacrificio, fatica    • 2 •   sollecitazione cui è sottoposto un meccanismo o un organo meccanico: tenere il motore sotto sforzo. 
sforzo   (2) s.m.  (ant.) esercito, milizia | fare sforzo, radunare un esercito: udendo che il re di tunisi faceva grandissimo sforzo a sua difesa  (boccaccio dec.  v, 2).
sfossare   v. tr.  [io sfòsso ecc.] (non com.)    • 1 •   togliere dalla fossa: sfossare le patate    • 2 •   scavare fosse (anche assol.).
sfossatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi sfossa, chi scava fosse.
sfossatura   s.f.  (non com.) lo sfossare, l'essere sfossato.
sfottere   v. tr.  [io sfótto ecc.] (pop.) prendere in giro, deridere: lo sfotteva continuamente  | sfottersi v. rifl.  (pop.) prendersi in giro a vicenda.
sfotticchiare   v. tr.  [io sfottìcchio ecc.] (pop.) sfottere in continuazione ma in maniera amichevole, senza malanimo.
sfottimento   s.m.  (pop.) lo sfottere, l'essere sfottuto; canzonatura, presa in giro.
sfottitore   s.m.  [f. -trice] (pop.) chi sfotte.
sfottitura   s.f.  (pop.) sfottimento; atto, discorso con cui si sfotte.
sfottò   s.m.  (pop.) presa in giro, canzonatura.
sfracassamento   s.m.  (non com.) lo sfracassare, lo sfracassarsi, l'essere sfracassato.
sfracassare   v. tr.  (non com.) fracassare, sconquassare con violenza | sfracassarsi v. rifl.  (non com.) fracassarsi.
sfracellare   ant. o pop. sfragellare, v. tr.  [io sfracèllo ecc.] rompere rovinosamente, ridurre a pezzi o a cosa informe: la macchina gli sfracellò un braccio  | sfracellarsi v. rifl.  andare in pezzi, fracassarsi: l'aereo precipitò al suolo sfracellandosi. 
sfracello   s.m.  (fam.) sconquasso, rottura rovinosa, distruzione completa (spec. in usi iperb.): i tifosi delusi hanno fatto uno sfracello. 
sfragistica   s.f.  disciplina che studia i sigilli dal punto di vista tecnico, artistico e storico.
sfragistico   agg.  [pl. m. -ci] della sfragistica, relativo alla sfragistica.
sfranamento    ⇨ franamento.
sfrancesare   v. tr.  [io sfrancé so ecc.] (non com.) liberare dagli influssi francesi: sfrancesare la lingua  | v. intr.  [aus. avere] parlare male il francese; parlare francese a sproposito.
sfranchire   v. tr.  [io sfranchisco, tu sfranchisci ecc.] (non com.) far diventare più disinvolto, più franco; rinfrancare | sfranchirsi v. rifl.  (non com.) diventare più franco; rinfrancarsi.
sfrangiare   v. tr.  [io sfràngio ecc.] fornire di frangia l'orlo di un tessuto | sfrangiarsi v. rifl.  sfilacciarsi a forma di frangia.
sfrangiato   part. pass.  di sfrangiare  agg.  sfilacciato a forma di frangia | foglia sfrangiata, che termina in piccole punte simili a una frangia § sfrangiatamente avv.  a forma di frangia.
sfrangiatura   s.f.  lo sfrangiare, lo sfrangiarsi | la parte sfrangiata.
sfrascare   v. tr.  [io sfrasco, tu sfraschi ecc.] privare delle frasche, diradare le frasche: sfrascare una siepe  | levare dalle frasche: sfrascare i bozzoli dei bachi da seta  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) agitarsi, muoversi (detto delle frasche).
sfratarsi   v. rifl.  deporre la tonaca di frate; abbandonare un ordine religioso.
sfrattare   v. tr.    • 1 •   estromettere con procedura coattiva da un immobile chi lo ha in locazione; intimare al locatario di lasciare l'immobile locato: sfrattare un inquilino    • 2 •   (estens.) mandare via bruscamente qualcuno da un luogo; far sloggiare (spesso scherz.): aveva sfrattato gli amici prima del solito  (verga) | v. intr.  [aus. avere, non com. essere]    • 1 •   andarsene da un fondo, da un alloggio in seguito a un'intimazione, a una costrizione    • 2 •   (estens.) abbandonare alla svelta un luogo, un posto (spesso scherz.): su, sfratta dalla mia poltrona!. 
sfrattato   part. pass.  di sfrattare  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha subito uno sfratto.
sfratto   s.m.  lo sfrattare, l'essere sfrattato; intimazione di lasciare l'immobile locato: dare lo sfratto; subire uno sfratto. 
sfrecciare   v. intr.  [io sfréccio ecc. ; aus. avere] passare con la velocità di una freccia; correre molto velocemente: le automobili sfrecciavano sull'autostrada. 
sfregamento   s.m.    • 1 •   lo sfregare    • 2 •   (med.) rumore che si rileva all'auscultazione in corrispondenza di membrane sierose infiammate (pleura, pericardio).
sfregare   v. tr.  [io sfrégo, tu sfréghi ecc.]    • 1 •   passare e ripassare la mano o un oggetto sulla superficie di qualcosa: sfregarsi gli occhi; sfregare l'argento per lucidarlo    • 2 •   strisciare facendo una certa pressione: sfregare un fiammifero contro il muro    • 3 •   produrre uno o più freghi su una superficie: sfregare un intonaco  | urtare di striscio (anche assol.): la spalliera del divano sfrega contro la parete. 
sfregata   s.f.  (non com.) lo sfregare una volta: darsi una sfregata agli occhi per vederci meglio.  dim. sfregatina. 
sfregatura   s.f.  lo sfregare | il segno lasciato sfregando.
sfregiare   v. tr.  [io sfrègio  o sfrégio ecc.]    • 1 •   deturpare con uno o più sfregi: sfregiare il viso a qualcuno; sfregiare un monumento, un quadro    • 2 •   (fig.) disonorare, infamare: sfregiare qualcuno nell'onore    • 3 •   (ant. , lett.) privare di una virtù, di un pregio | sfregiarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   farsi, prodursi uno sfregio    • 2 •   (ant. , lett.) privarsi di una virtù: vostra gente onrata non si sfregia / del pregio de la borsa e de la spada  (dante purg.  viii, 128-129).
sfregiato   part. pass.  di sfregiare  agg.  deturpato da uno o più sfregi: viso sfregiato   s.m.  [f. -a] chi ha il viso deturpato da uno sfregio; usato spec. come soprannome di malviventi: jack lo sfregiato. 
sfregiatore   s.m.  [f. -trice] chi sfregia.
sfregio   s.m.    • 1 •   taglio, ferita, bruciatura che deturpano i tratti del viso; anche, la cicatrice che ne rimane: fare uno sfregio a qualcuno; avere uno sfregio sulla guancia  | (estens.) taglio, graffio, macchia fatti su immagini od opere d'arte per deturparle: un manifesto pieno di sfregi    • 2 •   (fig.) grave offesa, insulto: fare, ricevere uno sfregio. 
sfrenamento   s.m.  (non com.) lo sfrenare, lo sfrenarsi (spec. fig.).
sfrenare   v. tr.  [io sfréno  o sfrèno ecc.]    • 1 •   (non com.) togliere il freno, liberare dall'azione del freno: sfrenare la macchina    • 2 •   (fig.) lasciare libero da ogni freno: sfrenare la propria immaginazione  | sfrenarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) liberarsi dal freno    • 2 •   (fig.) scatenarsi, comportarsi senza moderazione o controllo: oggi i bambini si sono sfrenati. 
sfrenatezza   s.f.    • 1 •   l'essere sfrenato, senza alcuna moderazione o controllo    • 2 •   spec. pl.  atto privo di ritegno e misura: abbandonarsi a sfrenatezze di ogni sorta. 
sfrenato   part. pass.  di sfrenare  agg.  privo di ogni freno (anche fig.): galoppo sfrenato; lusso sfrenato; ambizione, passione sfrenata  § sfrenatamente avv.  senza alcun freno o controllo; smodatamente: divertirsi sfrenatamente; un uomo sfrenatamente ambizioso. 
sfrido   s.m.    • 1 •   calo quantitativo che una merce, un materiale, un prodotto subisce durante la lavorazione o il trasporto    • 2 •   l'insieme dei residui di lavorazione di fibre tessili, carta, legname ecc.
sfriggere   v. intr.  [coniugato come friggere; aus. avere] fare un rumore crepitante, come i grassi che friggono: l'olio sfrigge nella padella  | (estens.) scoppiettare: la legna verde sfrigge nel fuoco. 
sfrigolare   v. intr.  [io sfrìgolo ecc. ; aus. avere] sfriggere.
sfrigolio   s.m.  uno sfrigolare continuo.
sfringuellare   v. intr.  [io sfringuèllo ecc. ; aus. avere] (non com.)    • 1 •   cinguettare, cantare    • 2 •   (fig.) cianciare; spettegolare | v. tr.  raccontare cianciando: che vai sfringuellando a destra e a manca?. 
sfrisare   v. tr.    • 1 •   frisare, sfiorare, toccare appena    • 2 •   (region.) sfregiare, rovinare la superficie di qualcosa.
sfrisatura   s.f.  (region.) segno prodotto su una superficie che abbia strisciato contro qualcosa: provocare una sfrisatura sulla carrozzeria. 
sfriso   s.m.    • 1 •   lo sfiorare, il toccare appena | toccare qualcosa di sfriso, sfiorandola appena    • 2 •   (region.) sfrisatura: una macchina coperta di sfrisi. 
sfrittellare   v. tr.  [io sfrittèllo ecc.] (fam.) macchiare, riempire di macchie (spec. d'unto): sfrittellare la tovaglia; sfrittellarsi la cravatta. 
sfritto   agg.  si dice di olio già usato per friggere.
sfrombolare   v. tr.  [io sfrómbolo ecc.] (non com.) frombolare.
sfrombolata   s.f.  (non com.) colpo tirato con la frombola.
sfrondamento   s.m.  (non com.) lo sfrondare, lo sfrondarsi, l'essere sfrondato.
sfrondare   v. tr.  [io sfróndo ecc.]    • 1 •   privare delle fronde: sfrondare un albero, un ramo    • 2 •   (fig.) togliere ciò che è superfluo, non essenziale o non pertinente, non vero: sfrondare un discorso, un articolo; sfrondare un racconto di tutte le esagerazioni  | sfrondarsi v. rifl.  perdere le fronde: alla fine dell'autunno gli alberi si sfrondano. 
sfrondato   part. pass.  di sfrondare  agg.    • 1 •   privo di fronde    • 2 •   (fig.) alleggerito del superfluo, ridotto all'essenziale.
sfrondatura   s.f.  operazione dello sfrondare.
sfrontataggine   s.f.  (non com.) sfrontatezza.
sfrontatezza   s.f.  l'essere sfrontato: non posso tollerare tanta sfrontatezza  | azione da sfrontato: le sue sfrontatezze hanno stancato tutti. 
sfrontato   agg.    • 1 •   di persona, che non prova vergogna; insolente, sfacciato: un ragazzo sfrontato    • 2 •   di cosa, che rivela mancanza di ritegno, di pudore: discorso, comportamento sfrontato   s.m.  [f. -a] persona sfrontata: sei un vero sfrontato!  dim. sfrontatello  pegg. sfrontataccio  § sfrontatamente avv.  senza vergogna, sfacciatamente.
sfruconare   v. tr.  [io sfrucóno ecc.] (non com.) frugare con le dita o con un arnese per cercare qualcosa o per liberare un condotto dall'intasatura.
sfruconata   s.f.  (non com.) lo sfruconare una volta.
sfruculiare   v. tr.  [io sfrucùlio ecc.] (dial.) infastidire, punzecchiare, stuzzicare.
sfrusciare   v. intr.  [io sfrùscio ecc. ; aus. avere] frusciare a lungo.
sfruscio   s.m.  fruscio prolungato.
sfruttabile   agg.  che si può sfruttare.
sfruttamento   s.m.    • 1 •   lo sfruttare, l'essere sfruttato (anche fig.): lo sfruttamento delle risorse del sottosuolo; lo sfruttamento di un'invenzione  | sfruttamento della prostituzione, reato di chi si procura denaro da una donna che esercita la prostituzione, o di chi la induce a tale fine a prostituirsi    • 2 •   (econ.) nella teoria marxiana, caratteristica del rapporto di lavoro salariato per cui l'operaio eroga una quantità di lavoro superiore a quella per la quale viene pagato o, detto in altri termini, produce beni il cui valore è superiore a quello per cui viene pagato.
sfruttare   v. tr.    • 1 •   coltivare, far fruttare un terreno o altro bene naturale: sfruttare razionalmente un fondo agricolo; sfruttare una miniera, un giacimento petrolifero  | forzare le capacità produttive di un terreno, così da pregiudicarne il rendimento futuro    • 2 •   (fig.) trarre profitto dal lavoro altrui senza offrire un'adeguata remunerazione: sfruttare i propri dipendenti  | approfittare senza scrupoli di qualcosa o di qualcuno: sfruttare l'ingenuità altrui; sfruttare una donna, farsi mantenere da lei, spec. inducendola a prostituirsi    • 3 •   (estens.) saper utilizzare, mettere a profitto: sfruttare lo spazio di una stanza; sfruttare un'occasione propizia; sfruttare il vantaggio iniziale, la superiorità numerica. 
sfruttatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sfrutta: sfruttatore di donne. 
sfucatrice   s.f.  trappola che l'apicoltore pone alla porticina dell'alveare per catturare i fuchi in soprannumero.
sfuggente   part. pres.  di sfuggire  agg.    • 1 •   elusivo, evasivo; non chiaro, non leale: sguardo sfuggente; un individuo sfuggente    • 2 •   detto di lineamenti, poco marcato, appena accennato: mento sfuggente; fronte sfuggente, bassa e inclinata all'indietro § sfuggentemente avv.  in modo elusivo, evasivo.
sfuggevole   agg.  che sfugge facilmente (anche fig.): immagine sfuggevole; ricordo sfuggevole  § sfuggevolmente avv.  in modo sfuggevole, di sfuggita.
sfuggevolezza   s.f.  (non com.) l'essere sfuggevole.
sfuggimento   s.m.  (ant.) lo sfuggire.
sfuggire   v. intr.  [io sfuggo, tu sfuggi ecc. ; aus. essere]    • 1 •   sottrarsi a qualcuno o a qualcosa: sfuggire agli inseguitori; sfuggire alla giustizia, alla morte    • 2 •   cadere, scivolare via: il vaso mi è sfuggito di mano e si è rotto  | scappare, uscire inavvertitamente: mentre puliva la pistola gli è sfuggito un colpo; gli sfuggì un commento inopportuno; lasciarsi sfuggire un'occasione, perderla, non approfittarne    • 3 •   passare inosservato: non gli sfugge nulla  | passare di mente, dimenticare: mi è sfuggito che oggi è il tuo onomastico  | v. tr.  evitare, scansare: sfuggire un pericolo; è un seccatore, e tutti lo sfuggono. 
sfuggita   s.f.    • 1 •   (non com.) rapida corsa, visita in un luogo: fare una sfuggita a roma    • 2 •   nella loc. avv. di sfuggita  (rar. alla sfuggita), fuggevolmente, rapidamente, in fretta: l'ho visto solo qualche volta, di sfuggita. 
sfumare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   dileguarsi, dissiparsi: la nebbia cominciava a sfumare  | (fig.) andare in fumo, svanire: l'affare è sfumato all'ultimo momento; un'illusione, una speranza che sfumerà presto    • 2 •   divenire gradatamente più tenue: un rosso che sfuma nel rosa  | divenire meno preciso, meno netto nei contorni: una figura che sfuma sullo sfondo  | v. tr.    • 1 •   diminuire gradatamente la tonalità e l'intensità di segni, linee, colori, suoni: sfumare gli azzurri di un quadro; sfumare una nota  | attenuare gradatamente il volume di una esecuzione discografica fino ad annullare il sonoro per far ascoltare un altro disco    • 2 •   sfumare i capelli, tagliarli con la sfumatura    • 3 •   in sartoria, stirare un tessuto di lana o peloso mediante l'interposizione di una tela umida.
sfumato   part. pass.  di sfumare  agg.    • 1 •   andato in fumo, svanito: affare, progetto sfumato    • 2 •   di colore, che passa gradatamente da un tono all'altro | di figura, che presenta contorni alquanto indistinti    • 3 •   (fig.) vago, non ben definito: un ricordo sfumato; sentimenti sfumati | note sfumate, appena accennate  s.m.  nella tecnica pittorica, procedimento che attenua la nitidezza dei contorni delle figure per mezzo del chiaroscuro § sfumatamente avv.  in modo vago, indefinito.
sfumatura   s.f.    • 1 •   nella tecnica pittorica, passaggio graduale da un colore a un altro o da un tono a un altro dello stesso colore | ciascuna delle varie tonalità di un determinato colore: quest'anno è di moda il viola, in tutte le sfumature    • 2 •   (mus.) esecuzione vocale o strumentale che consiste nel passaggio graduale da una nota a un'altra    • 3 •   taglio di capelli a gradazione, sulla nuca e sul collo: sfumatura alta, bassa    • 4 •   (fig.) differenza marginale, secondaria: i due progetti si differenziano solo per qualche sfumatura    • 5 •   (fig.) valore espressivo secondario; accenno, riferimento velato: c'era una sfumatura di rimprovero nelle sue parole; mi è sembrato di cogliere una sfumatura ironica nel suo sguardo. 
sfumino   s.m.  cilindretto di carta arrotolata usato dai disegnatori per eseguire sfumature.
sfumo   s.m.  lo sfumare una figura disegnata a matita o a carboncino, passandovi sopra con lo sfumino, con un tessuto o con altro materiale: colorire a sfumo. 
sfuocare   e deriv.   ⇨ sfocare e deriv. 
sfuriare   v. tr.  [io sfùrio ecc.] (non com.) manifestare la propria ira con parole o atti violenti | v. intr.  [aus. avere] sfogarsi: lascialo sfuriare. 
sfuriata   s.f.    • 1 •   manifestazione violenta di collera; aspro e violento rimbrotto: fare una sfuriata; prendersi una sfuriata    • 2 •   (estens.) esplosione violenta, ma di breve durata, di fenomeni meteorologici: una sfuriata di vento, di pioggia. 
sfuso   agg.    • 1 •   liquefatto, sciolto: burro sfuso    • 2 •   (estens.) si dice di merce che si trasporta o si vende non confezionata in pacchetti, bottiglie e sim.: caramelle sfuse; olio, vino sfuso. 
sgabellare   v. tr.  [io  sgabèllo ecc.] (ant.) sdaziare.
sgabello   s.m.  piccolo sedile di legno o di altro materiale, senza spalliera né braccioli; panchetto per appoggiarvi i piedi: sedersi, salire su uno sgabello | farsi sgabello di qualcuno, (fig.) servirsene per il proprio utile, per i propri comodi. dim. sgabelletto, sgabellino, sgabelluccio  accr. sgabellone  pegg. sgabellaccio. 
sgabuzzino   s.m.  stanza molto piccola e stretta, generalmente senza finestre, usata per lo più come ripostiglio.
sgagliardire   v. tr.  [io  sgagliardisco, tu  sgagliardisci ecc.] (non com.) rendere meno gagliardo; indebolire.
sgallare   v. tr.  (non com.) produrre galle o vesciche.
sgallatura   s.f.  (non com.) formazione di galle.
sgallettare   v. intr.  [io  sgallétto ecc.; aus. avere] (non com.) fare il galletto; essere vivace e baldanzoso come un galletto.
sgallettato   (1) agg.  e s.m.  [f. -a] (region.) si dice di persona malferma sulle gambe; sciancato, sfiancato.
sgallettato   (2) part. pass.  di sgallettare   agg.  (non com.) vivace e spudorato, ma senza personalità.
sgamare   v. tr.  (dial.) capire, intuire qualcosa di dissimulato | farsi sgamare, farsi scoprire mentre si sta facendo qualcosa di nascosto.
sgambare   (1) v. tr.  (non com.) privare un fiore del gambo.
sgambare   (2) v. intr.  [aus. essere], sgambarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) fare passi troppo lunghi; camminare in fretta: entrarono dentro il colonnato, e sgambarono per una decina di minuti per saloni, ingressi, scalinate  (pasolini)    • 2 •   (sport) fare una sgambata.
sgambata   s.f.    • 1 •   (non com.) lunga corsa, camminata faticosa    • 2 •   (sport) la corsa di riscaldamento che fanno i cavalli o anche gli atleti prima di una gara.
sgambato   agg.  si dice di indumento che presenta sgambatura: un costume da bagno, uno slip molto sgambato. 
sgambatura   (1) s.f.  apertura di un indumento in corrispondenza della coscia e che può estendersi fino all'anca: un body con una sgambatura molto alta. 
sgambatura   (2) s.f.  (sport) sgambata.
sgambettamento   s.m.  (non com.) lo sgambettare.
sgambettare   v. intr.  [io  sgambétto ecc.; aus. avere]    • 1 •   muovere, dimenare le gambe stando sdraiati: il bimbo sgambettava nel lettino    • 2 •   (estens.) camminare a passi corti e rapidi: il piccolo sgambetta dietro la madre  | v. tr.  gettare a terra con uno sgambetto: il calciatore ha sgambettato l'avversario. 
sgambettata   s.f.  (non com.) lo sgambettare.
sgambetto   s.m.    • 1 •   mossa con la quale si intralcia il passo a qualcuno che sta camminando o correndo, per farlo cadere | fare lo sgambetto a qualcuno, (fig.) prendere il suo posto, subentrargli con mezzi sleali; anche, intralciarlo, nuocergli deliberatamente    • 2 •   (sport) colpo della lotta giapponese e della lotta libera.
sgamollatura   s.f.  (agr.) taglio dei rami laterali di un albero fatto in modo che nel punto del taglio possano germogliare altri rami.
sgamollo   s.m.  (agr.) pianta arborea sottoposta a sgamollatura.
sganasciamento   s.m.  (non com.) lo sganasciare, lo sganasciarsi.
sganasciare   v. tr.  [io  sganàscio ecc.]    • 1 •   (non com.) slogare le ganasce a qualcuno    • 2 •   (fig. tosc.) rompere, sconquassare: sganasciare un libro, un tavolo  | v. intr.  [aus. avere] (rar.) mangiare avidamente, divorare | (fig.) rubare a man salva | sganasciarsi v. rifl.  slogarsi le ganasce | sganasciarsi dalle, per le risa, (iperb.) ridere a crepapelle.
sganasciata   s.f.    • 1 •   (non com.) lo sganasciare, lo sganasciarsi, l'essere sganasciato    • 2 •   risata prolungata e fragorosa: farsi una sganasciata. 
sganascione   region. sganassone, s.m.  schiaffo dato con forza sul viso.
sganciabile   agg.  che si può sganciare.
sganciabombe   s.m.  negli aerei da bombardamento, congegno per lo sgancio automatico delle bombe.
sganciamento   s.m.  lo sganciare, lo sganciarsi, l'essere sganciato.
sganciare   v. tr.  [io  sgàncio ecc.]    • 1 •   staccare da un gancio; liberare dai ganci: sganciare il rimorchio dalla motrice; sganciarsi gli scarponi | sganciare una bomba, lanciarla da un aereo su un bersaglio    • 2 •   (fam.) sborsare denaro | sganciarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   liberarsi, sciogliersi dal gancio o dai ganci: il vagone s'è sganciato dal treno    • 2 •   (fig.) liberarsi di qualcuno, rompere i rapporti: cerca di sganciarti da quegli amici    • 3 •   (mil.) sottrarsi al nemico, evitando il combattimento.
sgancio   s.m.  sganciamento, spec. di ordigni esplosivi: dopo lo sgancio gli aerei ripresero quota. 
sgangheramento   s.m.  (non com.) lo sgangherare, lo sgangherarsi, l'essere sgangherato.
sgangherare   v. tr.  [io  sgànghero ecc.] levare dai gangheri, scardinare | (estens.) sconquassare, sfasciare | sgangherarsi v. rifl.  (scherz.) sganasciarsi: sgangherarsi dalle risa. 
sgangherataggine   s.f.  (non com.) l'essere sgangherato; modo di comportarsi sguaiato, scomposto.
sgangherato   part. pass.  di sgangherare  agg.    • 1 •   divelto dai cardini | (estens.) sconquassato, sconnesso: un tavolo sgangherato; una porta vecchia e sgangherata  | (fig.) scorretto e disordinato: prosa, sintassi sgangherata    • 2 •   scomposto, smodato: una risata sgangherata  § sgangheratamente avv. 
sgannare   v. tr.  (ant.) trarre d'inganno svelando la verità: io mi credeva che fosse ciò che tu dì e che egli più fede che alcuno altro ti portasse; ma me ha egli sgannata  (boccaccio dec.  vii, 7).
sgarbataggine   s.f.  sgarbatezza | atto, discorso sgarbato: non posso sopportare le sue sgarbataggini. 
sgarbatezza   s.f.  l'essere sgarbato | azione o discorso sgarbato; sgarbataggine.
sgarbato   agg.    • 1 •   che non ha garbo, sgraziato: una risata sgarbata    • 2 •   che si comporta in modo poco garbato, poco cortese: un impiegato molto sgarbato  | che denota scortesia: risposta sgarbata; contegno sgarbato   s.m.  [f. -a] persona sgarbata. dim. sgarbatello  accr. sgarbatone  pegg. sgarbataccio  § sgarbatamente avv. 
sgarberia   s.f.  atto, comportamento sgarbato; villania.
sgarbo   s.m.    • 1 •   (non com.) maniera di trattare ineducata, priva di garbo    • 2 •   azione, parola, comportamento scortese; villania, scortesia: fare uno sgarbo a qualcuno. 
sgarbugliare   v. tr.  [io  sgarbùglio ecc.] sciogliere un garbuglio, districare ciò che è intricato: sgarbugliare una matassa  | (fig.) chiarire, risolvere: sgarbugliare una questione complicata. 
sgargiante   part. pres.  di sgargiare  agg.  appariscente, vistoso (detto spec. di colori): un bel rosso sgargiante; un vestito sgargiante  § sgargiantemente avv.  in maniera sgargiante, con colori vistosi: vestirsi sgargiantemente. 
sgargiare   v. intr.  [io  sgàrgio ecc.; aus. avere] (rar.) essere vivace, vistoso, detto spec. di colori.
sgarrare   (1) v. intr.  [aus. avere] (fam.) sbagliare, mancare d'esattezza: un orologio che non sgarra di un secondo  | detto di persona, sbagliare, venir meno al proprio dovere: è un impiegato perfetto, non sgarra mai. 
sgarrare   (2) v. tr.  (region.) strappare, lacerare: sgarrarsi i pantaloni  | sgarrarsi v. rifl.  (region.) strapparsi, lacerarsi.
sgarrettare   v. tr.  [io  sgarrétto ecc.]    • 1 •   tagliare i garretti a un animale    • 2 •   in arboricoltura, recidere le piantine fino al piede, allo scopo di rinforzarle.
sgarrettatura   s.f.  lo sgarrettare, l'essere sgarrettato.
sgarro   (1) s.m.    • 1 •   (fam.) lo sgarrare; il venir meno al proprio dovere: raccomando la puntualità, non ammetto nessuno sgarro    • 2 •   nel linguaggio della malavita, offesa, infrazione di un codice di comportamento, cui seguono ritorsioni e rappresaglie.
sgarro   (2) s.m.  (region.) strappo, lacerazione.
sgarrupato   agg.  (dial.) degradato, molto malandato, quasi in rovina: un paese sgarrupato. 
sgarza   s.f.  nome di alcune varietà di airone.
sgarzare   v. tr.  cancellare raschiando con uno sgarzino (anche assol.).
sgarzino   s.m.  piccolo raschietto con punta a lancia, usato spec. dai disegnatori per cancellature su inchiostro di china e sim.
sgasare   o sgassare, v. tr.  liberare l'anidride carbonica contenuta in una bevanda gassata agitandola o aggiungendovi del limone | v. intr.  [aus. avere] (fam.) dare violente accelerate al motore, a veicolo fermo, per prepararsi a una partenza scattante con un autoveicolo o un motociclo | sgasarsi v. rifl.  nel gergo giovanile, perdere l'entusiasmo, l'euforia; ridimensionarsi.
sgattaiolare   v. intr.  [io  sgattàiolo (meno com. sgattaiòlo) ecc. ; aus. avere  o essere] passare agilmente attraverso aperture molto strette, come fa il gatto | (estens.) allontanarsi quatto quatto: riuscì a sgattaiolare via senza che nessuno se ne accorgesse. 
sgavazzare   v. intr.  [aus. avere] (fam.) darsi al buon tempo; spassarsela.
sgelare   v. tr.  e intr.  [io  sgèlo ecc.; aus. dell'intr. avere  o essere] (fam.) disgelare.
sgelo   s.m.  (fam.) disgelo.
sghembare   v. intr.  [io sghémbo ecc. ; aus. avere] (non com.) essere sghembo, storto.
sghembo   agg.  non diritto; obliquo: muro sghembo, non perpendicolare al piano su cui poggia; a sghembo, di sghimbescio, di sbieco | in geometria: rette sghembe, coppia di rette non complanari; curva sghemba, che non può essere contenuta in un piano; superficie sghemba, che non è sviluppabile in un piano | assi, alberi sghembi, (mecc.) non paralleli e non concorrenti  avv.  di traverso, obliquamente: andare, camminare sghembo. 
sghermire   v. tr.  [io  sghermisco, tu  sghermisci ecc.] (ant.) lasciare ciò che si era ghermito, afferrato.
sghermitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (ant.) che, chi sghermisce: lo caldo sghermitor subito fue  (dante inf.  xxii, 142).
sgheronato   agg.  (non com.) fatto, tagliato a gheroni: sottana sgheronata, a strisce triangolari strette in alto, larghe in basso.
sgherro   s.m.    • 1 •   un tempo, uomo d'armi al servizio di un privato, generalmente prepotente e violento | faccia da sgherro, brutto ceffo    • 2 •   (spreg.) poliziotto, guardia armata: il dittatore era seguito da un codazzo di sgherri  agg.  (lett.) di sgherro: un giovinastro... riconoscibile... ad una sua camminata sgherra  (bacchelli) | alla sgherra, alla maniera degli sgherri.
sghiacciare   v. tr.  [io  sghiàccio ecc.] portare ciò che è ghiacciato a una temperatura normale: sghiacciare la carne prima di cuocerla  | v. intr.  [aus. avere  ed essere], sghiacciarsi v. rifl.  sgelarsi.
sghiaiamento   s.m.  lo sghiaiare, l'essere sghiaiato.
sghiaiare   v. tr.  [io  sghiàio ecc.] eliminare la ghiaia che si deposita nei canali, nei bacini artificiali, nei fiumi e sim.
sghiaiatore   s.m.  in ingegneria idraulica, bacino posto all'imbocco di un condotto di presa per far depositare le ghiaie trasportate dalla corrente.
sghignare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) ghignare.
sghignazzamento   s.m.  lo sghignazzare; sghignazzata.
sghignazzare   v. intr.  [aus. avere] ghignare rumorosamente; ridere sguaiatamente e con scherno.
sghignazzata   s.f.  lo sghignazzare; risata sguaiata, di sarcasmo, di scherno: fare una sghignazzata. 
sghignazzo   s.m.  riso sguaiato.
sghimbescio   agg.  sghembo, spec. nelle loc. di sghimbescio, a sghimbescio, di traverso, obliquamente: camminare a sghimbescio. 
sghindare   v. tr.  (mar.) ammainare e stendere in coperta le parti più alte dell'alberatura della nave, per proteggerle in caso di burrasca o per effettuare la loro manutenzione.
sghiribizzo   s.m.  lo stesso che ghiribizzo. 
sgnaccare   v. tr.  [io  sgnacco, tu  sgnacchi ecc.] (gerg.) mettere, cacciare, sbattere: l'hanno sgnaccato in galera. 
sgobbare   v. intr.  [io  sgòbbo ecc.; aus. avere] (fam.) lavorare molto, con grande fatica e sacrificio: sgobbare sui libri; sgobba tutto l'anno. 
sgobbata   s.f.  (fam.) lo sgobbare; lavoro, studio prolungato nel tempo e senza pause.
sgobbo   s.m.  (fam.) lo sgobbare; sforzo, lavoro prolungato.
sgobbone   s.m.  [f. -a] chi lavora o studia con assiduità, tenacia e grande applicazione (per lo più spreg.): quel ragazzo non è intelligente, è solo uno sgobbone. 
sgocciolare   v. intr.  [io  sgócciolo ecc.; aus. essere  nel sign. 1, avere  nel sign. 2]    • 1 •   cadere in gocciole, gocciolare: è sgocciolata acqua sul pavimento    • 2 •   perdere gocce, lasciare uscire un liquido in gocce: il rubinetto ha sgocciolato; mettere i piatti a sgocciolare  | v. tr.    • 1 •   lasciar cadere a gocce: la candela sgocciola cera    • 2 •   vuotare un recipiente fino all'ultima goccia: sgocciolare un fiasco. 
sgocciolatoio   s.m.    • 1 •   qualsiasi recipiente in cui viene raccolto un liquido che sgocciola    • 2 •   attrezzo di cucina, di varia forma e materiale, su cui si mettono a sgocciolare le stoviglie o altri oggetti appena lavati per farli asciugare.
sgocciolatura   s.f.    • 1 •   lo sgocciolare    • 2 •   le poche gocce cadute o rimaste sul fondo di un recipiente | l'impronta lasciata da gocce cadute: pulire le sgocciolature sul pavimento. 
sgocciolio   s.m.  uno sgocciolare continuo.
sgocciolo   s.m.  sgocciolatura, ultimo resto di liquido sul fondo di un recipiente | essere agli sgoccioli, (fig.) stare per finire, essere prossimo alla conclusione: le mie risorse sono ormai agli sgoccioli; l'anno scolastico è ormai agli sgoccioli. 
sgolarsi   v. rifl.  [io mi  sgólo ecc.] affaticare la gola gridando, parlando a voce alta o cantando per un tempo prolungato: sgolarsi per farsi sentire  | (estens.) parlare molto e a lungo: mi sono dovuto sgolare per fargli capire la ragione. 
sgomberare   v. tr.  [io  sgómbero ecc.] sgombrare; in partic., rendere libero uno spazio, un ambiente (anche assol.): sgomberare la piazza, un appartamento; dovremo sgomberare entro il mese  | sgombera!, (scherz.) vattene.
sgomberatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi sgombera; chi trasporta le masserizie per mestiere.
sgomberatura   s.f.  (non com.) lo sgomberare, il traslocare | la spesa dello sgombero.
sgombero   s.m.    • 1 •   lo sgomberare    • 2 •   operazione militare consistente nell'evacuare da una zona i suoi abitanti o nel portare via da un luogo malati, feriti, materiali di ingombro ecc.
sgombraneve   s.m. invar.  tipo di autoveicolo in grado di sgombrare la neve dalle strade.
sgombrare   v. tr.  [io  sgómbro ecc.]    • 1 •   liberare, vuotare un luogo, un ambiente dalle persone o dagli oggetti che lo ingombrano; sgomberare (anche fig.): sgombrare una stanza; la polizia ha sgombrato la piazza dai dimostranti; sgombrare la mente dai pensieri  | (region.) traslocare    • 2 •   evacuare persone da un luogo, una zona, un ambiente: sgombrare i feriti dal campo; sgombrare gli abitanti da un quartiere    • 3 •   (ant. , lett.) mandar via, allontanare, discacciare (anche fig.): quell'ombra / per cui scosse dianzi ogne pendice / lo vostro regno, che da sé lo sgombra  (dante purg.  xxiii, 131-133); e con parole e con alpestri note / ogni graveza del suo petto sgombra  (petrarca canz.  l, 19-20).
sgombro   (1) agg.  non ingombro, libero (anche fig.): appartamento sgombro; avere la mente sgombra, non offuscata da preoccupazioni, sentimenti e sim.  s.m.  lo sgombrare: la polizia ha effettuato lo sgombro forzato dell'edificio. 
sgombro   (2)  ⇨ scombro.
sgomentare   v. tr.  [io  sgoménto ecc.] causare sgomento; spaventare: la notizia mi ha sgomentato  | sgomentarsi v. rifl.  provare sgomento, rimanere attonito: non si sgomenta di nulla. 
sgomento   s.m.  stato di forte turbamento psichico, provocato da eventi esterni; spavento: sul suo viso si leggeva lo sgomento; lasciarsi prendere dallo sgomento; lo sgomento della nazione per il vile attentato   agg.  sgomentato, spaventato: aveva lo sguardo sgomento. 
sgominare   v. tr.  [io  sgòmino ecc.]    • 1 •   sbaragliare, mettere in rotta: sgominare i nemici    • 2 •   (ant.) scompigliare, mettere in disordine: pare a te una parola avere a sgominare tutta la casa  (machiavelli).
sgominio   s.m.  (rar.) dispersione, disordine.
sgomitare   v. tr.  [io  sgómito ecc.] colpire coi gomiti | (assol.) farsi largo fra la gente a gomitate (anche fig.): per affermarsi ha sgomitato non poco. 
sgomitolare   v. tr.  [io  sgomìtolo ecc.]    • 1 •   svolgere, disfare un gomitolo traendo il filo    • 2 •   (fig. antiq.) raccontare o confessare tutto per ordine.
sgommare   v. tr.  [io  sgómmo ecc.]    • 1 •   privare dell'ingommatura    • 2 •   sottoporre la seta alla sgommatura | v. intr.  [aus. avere] fare una sgommata | sgommarsi v. rifl.  perdere l'ingommatura: francobolli che si sgommano facilmente. 
sgommata   s.f.  stridio provocato dai pneumatici di un veicolo che affronta una curva a velocità sostenuta o parte da fermo accelerando violentemente.
sgommato   part. pass.  di sgommare  agg.    • 1 •   privo di gomma: francobollo sgommato    • 2 •   (fam.) detto di auto o motoveicolo, non provvisto di gomme o con gomme molto logore.
sgommatura   s.f.  operazione mediante la quale si libera la seta dalla sericina, rendendola più bianca.
sgonfiamento   s.m.  lo sgonfiare, lo sgonfiarsi, l'essere sgonfiato.
sgonfiare   (1) v. tr.  [io  sgónfio ecc.]    • 1 •   vuotare in tutto o in parte un recipiente elastico dell'aria o del gas di cui era gonfio: sgonfiare i pneumatici, un canotto    • 2 •   (estens.) eliminare o ridurre un gonfiore: l'azione dell'antibiotico sgonfierà l'ascesso    • 3 •   (fig.) ridimensionare, sminuire ' sgonfiare una notizia, nel linguaggio giornalistico, assegnarle poco spazio, relegarla in secondo piano    • 4 •   (gerg.) annoiare, seccare | sgonfiarsi v. rifl.    • 1 •   perdere la gonfiezza: il pallone si è sgonfiato  | perdere il gonfiore: la gengiva si è sgonfiata    • 2 •   (fig.) perdere la presunzione, la sicurezza: dopo l'insuccesso si è sgonfiato. 
sgonfiare   (2) v. intr.  [io  sgónfio ecc.; manca dei tempi composti] (non com.) detto di abiti, essere gonfio, presentare rigonfiamenti.
sgonfiato   part. pass.  di sgonfiare    • 1 •   agg.  che ha perduto la gonfiezza, il gonfiore | essere un pallone sgonfiato, (fig.) avere perduto la boria, la presunzione.
sgonfiatura   s.f.  lo sgonfiare, lo sgonfiarsi.
sgonfio   (1) agg.  privo di gonfiezza, poco gonfio: un pneumatico sgonfio  | non gonfio, senza gonfiore: il piede è già sgonfio. 
sgonfio   (2) s.m.  sbuffo: una gonna a sgonfi. 
sgonfione   s.m.  [f. -a] (region.) persona vanagloriosa, boriosa.
sgonfiotto   s.m.    • 1 •   sorta di frittella di pasta dolce, talvolta con ripieno di marmellata, che si gonfia durante la cottura    • 2 •   nell'abbigliamento femminile, grosso sbuffo nelle maniche o in altra parte del vestito.
sgonnellare   v. intr.  [io  sgonnèllo ecc.; aus. avere] (fam.) andare in giro qua e là, affaccendandosi per farsi notare e ammirare (detto di donna).
sgorbia   s.f.  scalpello con la lama a sezione curva, usato in falegnameria, silografia, incisione su linoleum, chirurgia ecc.
sgorbiare   v. tr.  [io  sgòrbio ecc.] riempire di sgorbi, scarabocchiare: sgorbiare un foglio. 
sgorbiatura   s.f.  lo sgorbiare, l'essere sgorbiato.
sgorbio   s.m.    • 1 •   macchia d'inchiostro fatta scrivendo; scarabocchio: una lettera piena di sgorbi '  (estens.) parola illeggibile: i tuoi sgorbi non li capisce nessuno    • 2 •   (estens.) scritto, disegno o altra cosa brutta, mal fatta: quello sgorbio sarebbe un ritratto?; si è costruito uno sgorbio di tavolo    • 3 •   (fig.) persona molto brutta, deforme.
sgorgamento   s.m.  (non com.) lo sgorgare.
sgorgare   v. intr.  [io  sgórgo, tu  sgórghi ecc.; aus. essere]    • 1 •   uscir fuori a fiotti e con un certo impeto: l'acqua sgorga dalla fonte '  (fig.) nascere spontaneamente, scaturire: parole che sgorgano dal cuore    • 2 •   (ant.) sboccare (detto di fiume che sfocia in altre acque): da ove tronto e verde in mare sgorga  (dante par.  viii, 63) | v. tr.  sturare, liberare da un ingorgo: sgorgare un condotto otturato. 
sgorgo   s.m.  [pl. -ghi] lo sgorgare.
sgottare   v. tr.  [io  sgótto ecc.] (mar.) liberare dall'acqua il fondo di un'imbarcazione usando la sassola.
sgovernare   v. tr.  [io  sgovèrno ecc.] (non com.) governare male.
sgoverno   s.m.  (non com.) il governare male; malgoverno.
sgozzamento   s.m.  lo sgozzare, l'essere sgozzato.
sgozzare   v. tr.  [io  sgózzo ecc.]    • 1 •   tagliare la gola, scannare: sgozzare un agnello    • 2 •   (fig.) sfruttare prestando denaro a usura; sottoporre a strozzinaggio.
sgozzatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   sgozzamento: la sgozzatura degli agnelli    • 2 •   (fig.) l'essere sottoposto a strozzinaggio.
sgradevole   agg.  che non è gradito, che spiace: un sapore, un odore sgradevole  | (estens.) fastidioso, molesto: una persona sgradevole  § sgradevolmente avv. 
sgradevolezza   s.f.  l'essere sgradevole.
sgradire   v. tr.  [io  sgradisco, tu  sgradisci ecc.] (non com.) non gradire, rifiutare di accettare: sgradire un regalo  | v. intr.  [aus. essere] (non com.) non piacere.
sgradito   part. pass.  di sgradire  agg.  che non piace, che provoca fastidio: un complimento, un discorso sgradito. 
sgraffiare   v. tr.  [io  sgràffio ecc.]    • 1 •   (fam.) graffiare    • 2 •   (non com.) rubare, sgraffignare.
sgraffiatura   s.f.  (fam.) graffiatura.
sgraffignare   non com. graffignare, v. tr.  (fam.) portare via con lestezza: mi hanno sgraffignato il portafoglio. 
sgraffio   s.m.  (fam.) graffio.
sgrammaticare   v. intr.  [io  sgrammàtico, tu  sgrammàtichi ecc.; aus. avere] fare errori di grammatica.
sgrammaticato   part. pass.  di sgrammaticare  agg.    • 1 •   si dice di persona che fa molti errori di grammatica parlando o scrivendo    • 2 •   si dice di uno scritto o di un discorso che contenga molti errori: una lettera sgrammaticata. 
sgrammaticatura   s.f.  errore di grammatica.
sgrammatura   s.f.  riduzione del peso di un prodotto contenuto in una confezione per la vendita al minuto, in modo che il prezzo di vendita della confezione possa restare inalterato nonostante l'aumento del costo del prodotto.
sgranamento   s.m.  lo sgranare, lo sgranarsi.
sgranare   (1) v. tr.    • 1 •   togliere i semi delle piante leguminose dal baccello; anche, togliere i grani da un frutto: sgranare i piselli, le fave; sgranare una melagrana; sgranare il granturco, togliere i grani dalle pannocchie; sgranare il cotone, separare i semi dalle fibre ' sgranare il rosario, (fig.) recitarlo, facendo scorrere i grani della corona tra le dita | sgranare una serie di colpi, (fig.) spararli | sgranare gli occhi, (fig.) spalancarli in segno di meraviglia    • 2 •   (fam.) mangiare avidamente e in gran quantità (quasi sempre con la particella pron.): in un attimo si è sgranato due piatti di pasta e fagioli. 
sgranare   (2) v. tr.  rompere, rovinare la grana di un materiale, di un prodotto: sgranare il legno, un formaggio  | sgranarsi v. rifl.  rovinarsi nella grana, perdere la compattezza della struttura: un minerale che si sgrana facilmente. 
sgranare   (3) v. tr.  (mecc.) staccare due parti di un ingranaggio che si trovano a contatto | sgranarsi v. rifl.  (mecc.) staccarsi da un ingranaggio: la catena si è sgranata. 
sgranato   part. pass.  di sgranare    • 1 •   agg.  tolto dal baccello o dal frutto: fagioli sgranati | occhi sgranati, (fig.) spalancati per la meraviglia.
sgranatoio   s.m.  lo stesso che sgranatrice. 
sgranatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sgrana il granturco.
sgranatrice   s.f.    • 1 •   (agr.) apparecchio, formato da un disco girevole scanalato o dentato, del quale ci si serve per staccare le cariossidi del granturco dalle pannocchie    • 2 •   nell'industria tessile, macchina per sgranare il cotone.
sgranatura   s.f.  lo sgranare, spec. con riferimento ai legumi, al granturco e al cotone.
sgranchiare   v. tr.  [io  sgrànchio ecc.] (ant.  o region.) sgranchire.
sgranchire   v. tr.  [io  sgranchisco, tu  sgranchisci ecc.], sgranchirsi v. rifl.  sciogliere i muscoli e le articolazioni intorpiditi, facendo del moto: vado a piedi per sgranchirmi le gambe; ho bisogno di sgranchirmi un po'. 
sgranellare   v. tr.  [io  sgranèllo ecc.] togliere i granelli dal grappolo | sgranellarsi v. rifl.  dividersi, frantumarsi in granelli: una pietra che si sgranella facilmente. 
sgranellatura   s.f.  lo sgranellare, lo sgranellarsi, l'essere sgranellato.
sgranocchiare   v. tr.  [io  sgranòcchio ecc.] (fam.) mangiare qualcosa che crocchia sotto i denti: sgranocchiare caramelle. 
sgrappolare   v. tr.  [io  sgràppolo ecc.] (agr.) separare gli acini dai raspi dell'uva dopo la vendemmia.
sgrappolatoio   s.m.  (agr.) attrezzo di legno usato per levare il raspo ai grappoli d'uva.
sgrappolatrice   s.f.  (agr.) apparecchio che serve a sgrappolare l'uva.
sgrassaggio   s.m.  nella pulitura superficiale di un prodotto, il trattamento chimico di sgrassatura.
sgrassare   v. tr.    • 1 •   togliere il grasso: sgrassare il brodo    • 2 •   (estens.) togliere le macchie di grasso: sgrassare il colletto della giacca. 
sgrassatura   s.f.    • 1 •   lo sgrassare, l'essere sgrassato    • 2 •   nell'industria tessile, lo stesso che lavaggio. 
sgravamento   s.m.  (non com.) lo sgravare, lo sgravarsi.
sgravare   v. tr.  alleggerire, alleviare da un peso, da un onere (spec. fig.): sgravare da un debito, da una preoccupazione  | v. intr.  [aus. avere] (ant.) partorire | sgravarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   liberarsi (spec. fig.): sgravarsi di un rimorso    • 2 •   (ant. , pop.) partorire.
sgravidare   v. intr.  [io  sgràvido ecc.; aus. avere] (ant.) sgravarsi, partorire.
sgravio   s.m.    • 1 •   lo sgravare, lo sgravarsi, l'essere sgravato; in partic., alleggerimento o eliminazione di un onere fiscale: sgravio d'imposta    • 2 •   (fig. non com.) scarico, discolpa: sgravio di coscienza. 
sgraziataggine   s.f.  l'essere sgraziato; atto di persona sgraziata.
sgraziato   agg.  senza grazia, privo di armonia e bellezza: una voce sgraziata; è alto ma sgraziato  § sgraziatamente avv. 
sgretolamento   s.m.  lo sgretolare, lo sgretolarsi, l'essere sgretolato.
sgretolare   v. tr.  [io  sgrétolo ecc.] rompere in piccoli frammenti: le infiltrazioni d'acqua sgretolano la roccia; ingannava il tempo sgretolando delle fave abbrustolite  (verga) | sgretolarsi v. rifl.  rompersi in piccoli frammenti; frantumarsi: l'intonaco del muro si sgretola. 
sgretolato   part. pass.  di sgretolare  agg.  ridotto in piccoli frammenti, frantumato: un muro sgretolato  | (estens.) corroso, rovinato: vecchie case sgretolate. 
sgretolio   s.m.  lo sgretolare, lo sgretolarsi continuo di qualcosa | rumore di qualcosa che si sgretola.
sgridare   v. tr.  rimproverare, riprendere gridando (spec. bambini o ragazzi).
sgridata   s.f.  lo sgridare; rimprovero, rabbuffo: dare, fare una sgridata.  dim. sgridatina. 
sgrigiolare   v. intr.  [io  sgrìgiolo ecc.; aus. avere] (tosc. , lett.) scricchiolare: sul focolare un gran ceppo di quercia... finiva di consumarsi sgrigiolando sopra un mucchio di braci  (bacchelli).
sgrigliatore   s.m.  in idraulica, dispositivo, manuale o automatico, per sgomberare il materiale che si deposita sulle griglie poste all'imbocco di un canale o di una condotta forzata.
sgrigliolare   v. intr.  [io  sgrìgliolo ecc.; aus. avere] (tosc. , lett.) scricchiolare: il suolo... sgrigliola sotto gli zoccoli  (d'annunzio).
sgrillettare   (1) v. intr.  [io  sgrillétto ecc.; aus. avere] crepitare, detto di vivanda messa a cuocere nell'olio caldo senza essere stata asciugata.
sgrillettare   (2) v. intr.  [io  sgrillétto ecc.; aus. avere] far scattare il grilletto di un'arma da fuoco.
sgrinfia   s.f.  (fam.) grinfia.
sgrollare    ⇨ scrollare.
sgrommare   v. tr.  [io  sgrómmo ecc.] pulire dalla gromma: sgrommare una botte. 
sgrommatura   s.f.    • 1 •   lo sgrommare, l'essere sgrommato    • 2 •   strato di gromma.
sgrondare   v. intr.  [io  sgróndo ecc.; aus. avere]    • 1 •   cadere dalle gronde (detto di acqua)    • 2 •   far sì che l'acqua o un altro liquido scoli da un recipiente o da un oggetto che ne è impregnato: mettere a sgrondare la biancheria  | v. tr.  far scolare il liquido rimasto in un recipiente: sgrondare un fiasco, una damigiana. 
sgrondatore   s.m.  nell'industria vinicola, macchina per la separazione del mosto dalle vinacce.
sgrondatura   s.f.  lo sgrondare, l'essere sgrondato.
sgrondo   s.m.  lo sgrondare; per estens., l'acqua che cade dalle gronde o che sgocciola da un oggetto bagnato ' mettere qualcosa a sgrondo, a sgrondare ' tetto a sgrondo, con una pendenza più accentuata del normale.
sgrondopressa   s.f.  sgrondatore munito di pressa continua per la spremitura delle vinacce.
sgroppare   (1) non com. sgruppare, v. tr.  [io  sgróppo o sgròppo ecc.] sciogliere un nodo, un groppo: la fune indi al viaggio il nocchier sgroppa  (ariosto o. f.  viii, 26).
sgroppare   (2) v. tr.  [io  sgròppo ecc.] rovinare la groppa del cavallo o di una bestia da soma | (estens.) sfiancare, stancare | v. intr.  [aus. avere] detto del cavallo, inarcare la groppa per disarcionare il cavaliere | sgropparsi v. rifl.  stancarsi, sfiancarsi (detto anche di persone).
sgroppata   s.f.    • 1 •   lo sgroppare, l'inarcare la groppa (detto di cavallo)    • 2 •   cavalcata breve e veloce    • 3 •   nel ciclismo e in altre discipline sportive, breve corsa di allenamento.
sgroppato   part. pass.  di sgroppare    • 2 •   agg.  si dice di animale da sella o da tiro molto magro, sfiancato | (ant.) di persona, magra e macilenta.
sgropponare   v. intr.  [io  sgroppóno ecc.; aus. avere], sgropponarsi v. rifl.  (fam.) rompersi il groppone a lavorare; fare un lavoro molto faticoso.
sgropponata   s.f.  (fam.) lo sgropponare; grossa fatica, lavoro pesante.
sgrossamento   s.m.  l'operazione, il processo dello sgrossare (anche fig.).
sgrossare   v. tr.  [io  sgròsso ecc.]    • 1 •   dare una prima forma a un oggetto togliendone le parti eccedenti o inutili, spec. nella lavorazione del marmo e del legno: sgrossare un tronco d'albero  | (estens.) imbastire, abbozzare un lavoro: sgrossare un articolo    • 2 •   (fig.) dirozzare, rendere meno grossolano | impartire a qualcuno le nozioni elementari di un'arte, di una disciplina | sgrossarsi v. rifl.  dirozzarsi, ingentilirsi.
sgrossatura   s.f.  sgrossamento.
sgrottamento   s.m.  (agr.) operazione con cui si allarga la buca entro la quale va messo a dimora un albero.
sgrottare   v. tr.  [io  sgròtto ecc.]    • 1 •   (agr.) eseguire, praticare uno sgrottamento    • 2 •   (ant.) asportare materiale da un argine, da un muro.
sgrovigliare   v. tr.  [io  sgrovìglio ecc.] sciogliere un groviglio (anche fig.): sgrovigliare una matassa; sgrovigliare una questione complicata. 
sgrovigliolare   v. tr.  [io  sgrovìgliolo ecc.] (rar.) sgrovigliare.
sgrugnare   v. tr.  (pop.) colpire qualcuno sul grugno | sgrugnarsi v. rifl.  battere, rompersi il grugno (anche fig.): vuol far di testa sua? lascia che si sgrugni. 
sgrugnata   s.f.  (pop.) colpo dato o ricevuto sul grugno.
sgrumare   v. tr.  lo stesso che sgrommare. 
sgruppare    ⇨ sgroppare 1.
sguaiataggine   s.f.  l'essere sguaiato | atteggiamento, discorso sguaiato: queste sguaiataggini mi irritano. 
sguaiatezza   s.f.  (non com.) sguaiataggine.
sguaiato   agg.  scomposto, volgare: riso, atteggiamento sguaiato   agg.  e s.m.  [f. a-] si dice di chi si comporta o parla in modo sconveniente, volgare, contrario alla buona educazione § sguaiatamente avv. 
sguainare   v. tr.  [io  sguaìno (diffuso ma meno corretto sguàino) ecc.] togliere dalla guaina, dal fodero: sguainare la spada  | sguainare le unghie, (fig.) prepararsi a contrastare con decisione qualcuno.
sgualcire   v. tr.  [io  sgualcisco, tu  sgualcisci ecc.] far prendere pieghe a stoffe, carte e sim.: sgualcire il vestito, il giornale  | sgualcirsi v. rifl.  raggrinzarsi, spiegazzarsi.
sgualcito   part. pass.  di sgualcire  agg.  raggrinzato, spiegazzato, detto di stoffe, carte e sim.: un abito sgualcito; una lettera tutta sgualcita. 
sgualcitura   s.f.    • 1 •   lo sgualcire, lo sgualcirsi    • 2 •   spiegazzatura, parte sgualcita: le sgualciture di un vestito. 
sgualdrina   s.f.  (spreg.) donna di facili costumi | (estens.) prostituta. dim. sgualdrinella  pegg. sgualdrinaccia. 
sguancia   s.f.  [pl. -ce] nei finimenti degli animali da sella, striscia di cuoio che va dalla testiera al portamorso.
sguanciare   v. tr.  [io  sguàncio ecc.] (non com.) fare gli sguanci a porte, finestre e sim.; strombare.
sguancio   (1) s.m.    • 1 •   linea, struttura obliqua: muro a sguancio    • 2 •   riferito a porte o a finestre, lo stesso che strombatura. 
sguancio   (2) s.m.  lo stesso che scancio. 
sguardare   v. tr.  e intr.  [aus. avere] (ant.)    • 1 •   guardare con intensità: ella non ci dicea alcuna cosa, / ma lasciavane gir, solo sguardando / a guisa di leon quando si posa  (dante purg.  vi, 64-66)    • 2 •   (fig.) prendere in considerazione: questi preghi mortali amore sguarda  (petrarca canz.  lxv, 11).
sguardata   s.f.  (ant.) sguardo, occhiata.
sguardo   poet. guardo, s.m.    • 1 •   il guardare, il rivolgere gli occhi verso un punto o in una direzione: indirizzare, tendere, fissare lo sguardo; portare lo sguardo sulle persone presenti; entrando non ci degnò di uno sguardo  | il guardare rapidamente, in fretta; occhiata: gettare uno sguardo fuori; dare uno sguardo al giornale  | al primo sguardo, a prima vista; (fig.) subito, immediatamente: capisce sempre tutto al primo sguardo    • 2 •   il modo in cui si guarda, spec. in relazione ai sentimenti che traspaiono dagli occhi: uno sguardo d'odio, di tenerezza, di compassione    • 3 •   funzione, capacità visiva: avere uno sguardo penetrante; scrutare fin dove arriva lo sguardo; l'occhio era ormai vitreo, senza sguardo    • 4 •   (fig.) panorama, veduta: un magnifico sguardo sulla vallata. 
sguarnire   lett. sguernire, v. tr.  [io  sguarnisco, tu  sguarnisci ecc.]    • 1 •   togliere una guarnizione o le guarnizioni: sguarnire un abito    • 2 •   (estens.) privare qualcosa di ciò che costituisce il suo corredo ordinario, abituale: sguarnire la nave delle alberature; per arredare la sua casa ha sguarnito quella dei genitori    • 3 •   privare totalmente o parzialmente di forze e mezzi di difesa militari: sguarnire il fronte di truppe. 
sguarnito   lett. sguernito, part. pass.  di sguarnire  agg.    • 1 •   privo di guarnizione o di guarnizioni: un cappellino sguarnito    • 2 •   (estens.) privo di ciò che serve e di solito si ha: una casa sguarnita dell'essenziale    • 3 •   privo di difesa, di guarnigione: una fortezza sguarnita. 
sguarnitrice   s.f.  in ferrovia, macchina per la manutenzione della massicciata, viaggiante sul binario stesso, che rimuove la ghiaia, la ripulisce e la rimette in opera.
sguattero   rar.  guattero, s.m.  [f. -a] addetto ai servizi di pulizia della cucina, in aiuto del cuoco | (spreg.) servo addetto ai servizi più umili: trattare qualcuno da sguattero, senza alcun rispetto, umiliandolo.
sguazzamento   s.m.  lo sguazzare (anche fig.).
sguazzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   stare nell'acqua muovendo vivacemente gambe e braccia ma senza nuotare: i bambini sguazzavano nella piscina | sguazzare nelle scarpe, negli abiti, (fig.) averli troppo larghi ' sguazzare nell'oro, nel benessere, (fig.) essere molto ricco    • 2 •   (fig.) trovarsi a proprio agio: in certe situazioni lui ci sguazza    • 3 •   (antiq.) darsi al buon tempo, spassarsela    • 4 •   detto di liquido in fondo a un recipiente, sciaguattare.
sguerciare   v. tr.  [io  sguèrcio ecc.] (non com.) far diventare guercio; per estens., rovinare la vista | sguerciarsi v. rifl.  rovinarsi la vista.
sguercire   v. tr.  [io  sguercisco, tu  sguercisci ecc.] (rar.) sguerciare.
sguernire   e deriv.   ⇨ sguarnire e deriv. 
sguinciare   v. tr.  [io  sguìncio ecc.] tagliare a sguincio, obliquamente.
sguincio   s.m.  (non com.) sguancio; linea, struttura obliqua.
sguinzagliare   v. tr.  [io  sguinzàglio ecc.]    • 1 •   sciogliere dal guinzaglio: sguinzagliare il cane    • 2 •   (fig.) mandare alla ricerca, all'inseguimento di qualcuno: il commissario ha sguinzagliato i suoi uomini sulle tracce dei banditi  | sguinzagliarsi v. rifl.  mettersi alla ricerca, all'inseguimento di qualcuno.
sguisciare   v. intr.  [io  sguìscio ecc.; aus. essere] (tosc.) sgusciare via, fuggire: la mattina mi alzava per tempissimo e... sguisciava via colla pisana nell'orto  (nievo).
sguizzare   v. intr.  [aus. essere] (ant.  o pop.) guizzare: allor margutte in piè subito sguizza  (pulci).
sguizzo   s.m.  lo sguizzare; guizzo.
sgurare   v. tr.  (sett.) pulire strofinando energicamente: sgurare il pavimento; sgurare una pentola con la pietra pomice  | sturare: sgurare il lavandino. 
sgusciare   (1) v. intr.  [io  sgùscio ecc.; aus. essere] scivolare via sfuggendo alla presa: il piatto gli è sgusciato di mano  | detto di persona o di animale, sfuggire abilmente: sgusciare di soppiatto, allontanarsi furtivamente.
sgusciare   (2) v. tr.  [io  sgùscio ecc.] togliere qualcosa dal guscio: sgusciare le castagne, le uova sode  | v. intr.  [aus. essere] uscire dal guscio dell'uovo: i pulcini sgusceranno domani  | sgusciarsi v. rifl.  perdere la spoglia, con riferimento ai rettili.
sgusciatrice   s.f.  (agr.) macchina che serve a separare i semi dal guscio, e in partic. i semi minuti delle erbe foraggere dalle loro infiorescenze.
sgusciatura   s.f.  lo sgusciare, lo sgusciarsi, l'essere sgusciato: la sgusciatura dei piselli. 
sguscio   s.m.    • 1 •   modanatura ornamentale a forma di guscio    • 2 •   strumento incavato per cesellare    • 3 •   (mar.) rientranza nell'opera morta di una nave da guerra, che ha la funzione di accrescere l'angolo di tiro delle artiglierie.
shake   s.m. invar.  ballo moderno di tempo veloce e fortemente cadenzato.
shaker   s.m. invar.  recipiente nel quale si mescolano gli ingredienti che compongono un cocktail.
shakeraggio   o scekeraggio, s.m.  azione e risultato dello shakerare.
shakerare   o scekerare, v. tr.  scuotere con lo shaker gli ingredienti di un cocktail, per mescolarli.
shakespeariano   agg.  lo stesso che scespiriano. 
shampoo   s.m. invar.    • 1 •   miscela schiumogena detergente, per lo più liquida ma anche in polvere, che si impiega per lavare i capelli (usata anche la forma italianizzata sciampo) ' shampoo secco, polvere molto assorbente con la quale si cospargono i capelli per sgrassarli e che viene poi spazzolata via    • 2 •   (estens.) l'operazione del lavare i capelli con lo shampoo: fare uno shampoo. 
shampooing   s.m. invar.  l'operazione del lavare i capelli con lo shampoo.
shantung   s.m. invar.  tessuto di seta a superficie ineguale, per la presenza, nella trama, di fili più grossi o di materiale meno pregiato; per estens., qualsiasi tessuto, confezionato con altre fibre tessili, che presenti caratteristiche simili ' doppione di shantung, tipo di shantung molto pesante.
share   s.m. invar.  nelle rilevazioni degli ascolti televisivi, la percentuale di spettatori sintonizzati su un canale in una determinata fascia oraria.
shareware   s.m. invar.  (inform.) software che può essere usato gratuitamente per un periodo di prova, ma che richiede il pagamento di un prezzo nel caso si voglia continuare a usarlo.
shatsu    ⇨ shiatzu.
shed   s.m. invar.  (edil.) tipo di copertura usata negli edifici industriali.
sheng   s.m. invar.  (mus.) strumento aerofono ad ance libere, originario della cina; consiste in un serbatoio a forma di teiera con una corta imboccatura da cui si immette il fiato, che viene poi distribuito a molte canne di bambù infisse verticalmente nel serbatoio; organo a bocca.
sherpa   s.m. invar.  portatore o guida indigena delle regioni dell'himalaia.
sherry   s.m. invar.  denominazione d'origine di un tipo di vino bianco liquoroso prodotto nella regione di jerez de la frontera (provincia di cadice) in spagna.
shetland   s.m. invar.  lana pregiata fornita dalle pecore delle isole britanniche shetland; filato o tessuto di tale lana | usato anche come agg.  : lana shetland. 
shiatsu   o shatsu, shiatzu, s.m. invar.  pratica terapeutica consistente nel massaggiare con la punta delle dita particolari punti del corpo per riequilibrare l'energia corporea del soggetto trattato.
shift   s.m. invar.  (inform.) tasto di funzione della tastiera del computer che si utilizza in combinazione con i tasti lettera per ottenere i caratteri maiuscoli.
shimmy   s.m. invar.    • 1 •   ballo affine al fox-trot, ma assai più vivace, diffusosi dagli stati uniti in europa dopo la prima guerra mondiale    • 2 •   nel linguaggio automobilistico, oscillazione di una ruota difettosa intorno all'asse di sterzo, che si ripercuote sul volante.
shintoismo   s.m.  lo stesso che scintoismo. 
shintoista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] lo stesso che scintoista. 
shintoistico   agg.  [pl. m. -ci] lo stesso che scintoistico. 
shoccare    ⇨ shockare.
shock   s.m. invar.    • 1 •   (med.) reazione organica violenta indotta da uno stimolo intenso di natura fisica o psichica: shock traumatico, postoperatorio, anafilattico    • 2 •   (estens.) emozione improvvisa e violenta; impressione, ripercussione profonda: la notizia è stata per lui uno shock; la perdita del lavoro le ha causato uno shock    • 3 •   riferito a cose, improvvisa e violenta modifica di condizione fisica: shock termico. 
shockare   o shoccare, v. tr.  [io shòcko ecc.] lo stesso, ma meno usato, che scioccare. 
shocking   agg. invar.  impressionante, molto emozionante ' rosa shocking, vivo, molto brillante, vistoso.
shockizzante   agg.  (med.) che determina uno shock: un trauma shockizzante  | che induce uno stato di shock: terapia shockizzante, shockterapia.
shockterapia   s.f.  (med.) terapia di malattie mentali che consiste nel provocare nel paziente, con tecniche diverse, forti stimoli o shock nervosi (p. e.  elettroshock).
shogun   s.m. invar.  nel giappone dal sec. xii al xix, il capo militare-feudale cui era delegato il governo del paese.
shogunato   s.m.  carica dello shogun; potere, regime, epoca degli shogun.
shopper   s.m. invar.  sacchetto in plastica che i negozianti forniscono ai clienti per riporvi gli acquisti.
shopping   s.m. invar.  l'andare in giro per negozi, per fare acquisti: fare lo shopping in centro. 
shopping center   loc. sost. m. invar.  complesso di negozi e servizi in grado di soddisfare molteplici esigenze, riuniti in un unico o più edifici; centro commerciale.
short   s.m. invar.  cortometraggio pubblicitario.
shorts   s.m. pl.  calzoncini corti per uomo o per donna.
show   s.m. invar.  spettacolo di varietà teatrale o televisivo.
show-boat  show-boat s.m. invar.  battello fluviale che nell'ottocento faceva servizio sui grandi fiumi dell'america settentrionale e a bordo del quale si svolgevano spettacoli di varietà musicale.
show business   loc. sost. m. invar.  l'industria dello spettacolo; l'attività economica collegata al mondo dello spettacolo.
showdown   s.m. invar.  il mostrare, il dichiarare apertamente le proprie intenzioni; per estens., resa dei conti, chiarificazione finale.
showgirl   s.f. invar.  giovane donna di spettacolo in grado di intrattenere il pubblico incentrando su di sé il programma di uno show.
showman   s.m. invar.    • 1 •   uomo di spettacolo in grado di intrattenere il pubblico incentrando su di sé il programma di uno show    • 2 •   (estens.) persona esibizionista, che vuole essere al centro dell'attenzione.
show-room  show-room s.m. invar.  salone in cui si espongono, e talora anche si vendono, prodotti.
show-woman  show-woman s.f. invar.  donna di spettacolo in grado di condurre un varietà, presentando i numeri, cantando e ballando.
shrapnel   s.m. invar.  proiettile cavo di artiglieria che esplode in prossimità del bersaglio, scagliando violentemente all'intorno le pallottole con cui è caricato.
shuffle   s.m. invar.  tempo di ballabile il cui ritmo evoca il movimento rapido degli stantuffi della locomotiva.
shunt   s.m. invar.    • 1 •   (elettr.) resistenza collegata in parallelo con un circuito elettrico allo scopo di diminuire l'intensità della corrente che vi circola    • 2 •   (med.) mescolanza di sangue in seguito al formarsi di una comunicazione fra due vasi.
shuntaggio   s.m.  (elettr.) l'operazione e l'effetto del disporre uno shunt.
shuntare   o sciuntare, v. tr.    • 1 •   (elettr.) inserire uno shunt    • 2 •   (fig.) evitare, saltare.
shuttle   s.m. invar.  navetta spaziale.
sì   (1) avv.    • 1 •   si usa nelle risposte come equivalente di un'intera frase affermativa (può essere ripetuto o rafforzato): hai capito? sì; verranno anche loro? sì; anche, sì, sì, sì certo, oh sì!, sì davvero, ma sì! | far cenno di sì, annuire ' dire di sì, acconsentire ' rispondere di sì, affermativamente ' parere, sperare, credere ecc. di sì, che sia così ' se sì, in caso affermativo: se sì, ti telefonerò | e sì che, e dire che ' sì, domani, (fam. iron.) no, assolutamente no    • 2 •   spesso contrapposto a no : dimmi sì o no!; un giorno sì e uno no, a giorni alterni ' sì e no, a malapena ' ti sbrighi sì o no?, esprimendo impazienza ' più sì che no, probabilmente sì    • 3 •   con valore di davvero, in espressioni enfatiche: questa sì che è bella!; questa sì che è una novità!    • 4 •   (ant.) con valore di ugualmente, tuttavia, per marcare un'opposizione: e se io nol credo, sì 'l fa  (boccaccio dec.  ii, 9)  s.m. invar.    • 1 •   risposta affermativa, positiva: mi aspettavo un sì; rispondere con un bel sì; gli sposi hanno già pronunciato il sì; stare tra il sì e il no, essere incerto; decidersi per il sì, decidere di fare qualcosa ' la lingua del sì, l'italiano    • 2 •   pl.  voti favorevoli: si sono avuti tre sì e quattro no  | usato come agg. invar.  (fam.) positivo, favorevole: una giornata sì. 
sì   (2) avv.  (ant. , lett.)    • 1 •   così (con valore modale): sì cominciò lo duca mio a parlarmi  (dante inf.  xvii, 4) | nelle similitudini in correlazione con come : come le pecorelle escon del chiuso /... / sì vid'io muovere a venir la testa / di quella mandra  (dante purg.  iii, 79-86)    • 2 •   (lett.) tanto, talmente: non sonò sì terribilmente orlando  (dante inf.  xxxi, 18); e temo che non sia già sì smarrito, / ch'io mi sia tardi al soccorso levata  (dante inf.  ii, 64-65) | nelle comparazioni di uguaglianza in correlazione con come : volta ver me, sì lieta come bella  (dante par.  ii, 28)  cong.  (ant. , lett.)    • 1 •   così (seguito da che  o da  introduce proposizioni consecutive): vedi di finirlo entro stasera, sì da farglielo avere domani; ma non sì che paura non mi desse / la vista che m'apparve d'un leone  (dante inf.  i, 44-45); tendiam le reti, sì ch'io pigli / la leonessa e' leoncini al varco  (dante inf.  xxx, 7-8) | far sì che, far sì da, fare in modo che, da: bisogna far sì che tutti siano avvisati in tempo | sì che, anche col valore di onde, per cui : sì ch' a bene sperar m'era cagione /.... / l'ora del tempo e la dolce stagione  (dante inf.  i, 41-43)    • 2 •   con valore conclusivo: vegna medusa: sì 'l farem di smalto  (dante inf.  ix, 52)    • 3 •   in correlazione con un altro sì, con il valore di sia... sia : m'apparecchiava a sostener la guerra / sì del cammino e sì della pietate  (dante inf.  ii, 4-5)    • 4 •   seguito da come, introduce una prop. modale: tu proverai sì come sa di sale / lo pane altrui  (dante par.  xvii, 58-59) | può anche introdurre una prop. temporale, col valore di appena che : tre volte cinse me, sì com'io tacqui, / l'appostolico lume  (dante par.  xxiv, 152-153)    • 5 •   col valore di finché, introduce un prop. temporale: ci apparve un'ombra, e dietro a noi venìa, /... / né ci addemmo di lei, sì parlò pria  (dante purg.  xxi, 10-12).
si   (1) s.m.  (mus.) la settima nota della scala diatonica.
si   (2) pron. pers. rifl. m.  e f. di terza pers. sing.  e pl.    • 1 •   forma complementare atona del pron. pers. sé; si usa, in posizione sia enclitica sia proclitica, come compl. ogg. con i verbi riflessivi e con i verbi riflessivi reciproci: si veste con gusto; si loda troppo; si incontrarono tempo fa; armarsi di fucile; aiutarsi a vicenda; vistosi scoperto; nascondendosi in tutta fretta '  come compl. di termine con i verbi riflessivi apparenti: si è comprato un cappotto nuovo; si infilò la giacca; prepararsi il pranzo; farsi una posizione |  nella coniugazione dei verbi intransitivi pronominali: si pentì amaramente; si accorse di aver sbagliato; vergognarsi, dimenticarsi di qualcosa; si lamenta di tutto; riferendosi a quanto aveva detto  | in presenza delle forme pronominali atone la, lo, li, le, e della particella ne, viene sostituito da se : se li scambiarono; se ne è comprato uno; se ne era dimenticato '  accompagnato dai pronomi personali atoni mi, ti, ci, vi, gli  si pospone a essi: gli si gettò contro; quando mi si presenterà l'occasione    • 2 •   unito a un verbo di terza pers. sing. dà a esso valore impers.; se si accompagna ad altro pron. atono, lo segue: si dice, si raccomanda che; talvolta non si sa ciò che si dice; si parte tra poco; non ci si capisce nulla; mi si chiede troppo  | nell'uso ant., a inizio di periodo, sempre in posizione enclitica: vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole  (dante inf.  iii, 95-96) | talvolta l'uso impers. serve a richiamare al dovere: a scuola si viene in orario!; non si risponde ai superiori  | nell'uso toscano si riferisce anche a un sogg. di prima pers. pl.: noi si pensava che avrebbe accettato; speravo che oggi si sarebbe stati allegri insieme  (manzoni p. s.  ii)    • 3 •   unito a un verbo transitivo attivo di terza pers. sing. o pl., gli conferisce valore passivo (è il cosiddetto si passivante): la mostra si è inaugurata il mese scorso; si vendono quadri; non si fa credito; affittasi, vendesi appartamento    • 4 •   con valore intensivo e con sfumatura affettiva: si è mangiato un pollo intero!; si faccia gli affari suoi!    • 5 •   (fam.) con valore rafforzativo: lui stesso non sa quello che si dice; il fatto si è che. 
sia   cong.  con valore correlativo disgiuntivo, equivale a così... (come), non solo... (anche), tanto... (quanto) : ne parlerò sia agli uni sia agli altri; mi obbedirai, sia che tu voglia sia che tu non voglia. 
sial   s.m.  (geol.) strato esterno del globo terrestre, costituito prevalentemente da composti di silicio e alluminio.
sialico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) del sial; che costituisce il sial: minerale sialico; roccia sialica; crosta sialica. 
siallitico   agg.  [pl. m. -ci] (min.) si dice di ogni minerale costituente le argille.
sialoadenite    ⇨ scialoadenite.
siamese   agg.    • 1 •   del siam, paese che attualmente è denominato thailandia    • 2 •   fratelli, sorelle siamesi, coppia di gemelli che nascono congiunti in una parte del corpo (così detti perché nel secolo scorso nel siam nacquero due fratelli uniti per la testa) | (fig.) persone che stanno sempre insieme    • 3 •   gatto siamese, gatto di razza pregiata; ha occhi azzurri e pelo color avana, che diviene più scuro sulla testa, la coda e le zampe  s.m.  e f.    • 1 •   abitante, nativo del siam    • 2 •   lingua parlata nel siam.
sibarita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   abitante dell'antica sibari    • 2 •   (fig. lett.) persona amante del lusso, dei piaceri più raffinati.
sibaritico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di sibari, dei sibariti    • 2 •   (fig.) da sibarita; eccessivamente raffinato: lusso sibaritico  § sibariticamente avv.  al modo dei sibariti, da sibarita.
sibbene   o sì bene, cong.  (lett.) lo stesso che bensì, con valore avversativo (sempre dopo una prop. negativa).
siberia   s.f.  (scherz.) luogo freddissimo: questa cantina è una siberia. 
siberiano   agg.  della siberia: lingue siberiane | freddo siberiano, (fig.) assai intenso  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della siberia.
sibilante   agg.  e s.f.  (ling.) in fonetica, si dice di consonante fricativa la cui articolazione avviene all'altezza degli incisivi superiori o della parte anteriore del palato e produce un caratteristico effetto di sibilo (in it. la s, sorda e sonora, e il suono iniziale di parole come sciame, scena)  s.f.  consonante sibilante.
sibilare   v. intr.  [io sìbilo ecc. ; aus. avere] emettere sibili: la serpe sibila; il vento sibilava fra le finestre. 
sibilio   s.m.  un sibilare continuato.
sibilla   s.f.    • 1 •   nell'antichità classica, nome di donne che si credeva fossero dotate di qualità profetiche per ispirazione degli dei: la sibilla cumana, di cuma    • 2 •   (lett.  o scherz.) donna che predice l'avvenire.
sibillino   agg.    • 1 •   di, da sibilla: responso sibillino | libri sibillini, quelli che la leggenda diceva donati dalla sibilla cumana a tarquinio prisco, re di roma, perché fossero consultati nei momenti di pericolo    • 2 •   (fig.) che si presta a diverse interpretazioni; oscuro, enigmatico (come erano i responsi della sibilla): frase sibillina; discorso sibillino  § sibillinamente avv.  enigmaticamente.
sibilo   s.m.  fischio continuato, sottile e acuto: il sibilo del vento, di un proiettile. 
sic   avv.  così, proprio così (si scrive fra parentesi, come avvertenza, accanto a parole o citazioni per qualche verso discutibili e delle quali si vuol segnalare che sono riferite nella loro esatta formulazione).
sica   s.f.  pugnale con punta acuta e lama ricurva, usato dagli antichi gladiatori traci.
sicano   agg.  che è proprio o si riferisce a un'antica popolazione indigena pre-indoeuropea abitante la sicilia centrale e sudoccidentale prima dell'invasione dei siculi  s.m.  [f. -a] appartenente alla popolazione sicana.
sicario   s.m.  chi uccide su mandato di altri.
siccatività   s.f.  (chim.) proprietà di alcune sostanze, spec. degli oli naturali o artificiali costituiti da grassi insaturi, di polimerizzare trasformandosi in una massa viscosa e di conferire tale consistenza anche a sostanze cui sono mescolate.
siccativo   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di sostanza dotata di siccatività.
sicché   lett. sì che, cong.    • 1 •   e quindi, e perciò (con valore conclusivo): incominciò a nevicare, sicché ritornammo indietro '  (assol.) in frasi interr., per sollecitare a rispondere, a parlare, a decidere e sim.: sicché, la finisci o no?    • 2 •   così che, di modo che (con valore consecutivo): fieramente furo avversi / a me e a miei primi e a mia parte, / sì che per due fiate li dispersi  (dante inf.  x, 46-48).
sicciolo   s.m.  (tosc.) lo stesso che cicciolo. 
siccità   s.f.  mancanza assoluta o scarsezza di piogge per un periodo di tempo prolungato | aridità, secchezza dell'aria o del terreno.
siccitoso   agg.  che è soggetto a siccità: regione siccitosa. 
siccome   lett. sì come, avv.  (lett.) come: onde, siccome suole, / ornare ella si appresta  (leopardi il sabato del villaggio  5-6)  cong.  poiché, giacché (con valore causale): siccome non c'era nessuno, ho lasciato un biglietto; siccome insisti, accetto. 
siceliota   o siciliota, s.m.  [pl. -ti] abitante delle antiche colonie greche di sicilia.
sic et simpliciter   loc. avv.  senz'altro, senza ulteriori aggiunte.
siciliana   s.f.  antica danza pastorale, in tempo binario.
sicilianismo   s.m.  (ling.) forma caratteristica del dialetto siciliano penetrata in un altro dialetto o in italiano.
sicilianità   s.f.  qualità di ciò che è siciliano; carattere tipicamente siciliano di qualcosa o qualcuno: la sicilianità delle radici culturali di verga e pirandello. 
siciliano   ant. ciciliano, agg.  della sicilia: le città, le tradizioni siciliane | scuola poetica siciliana, la poesia d'arte che fiorì alla corte palermitana di federico ii di svevia nel sec. xiii ' alla siciliana, (ellit.) alla maniera siciliana, secondo le tradizioni siciliane: cassata alla siciliana   s.m.  [f. -a]    • 1 •   abitante, nativo della sicilia    • 2 •   denominazione comune dei dialetti parlati in sicilia.
siciliota    ⇨ siceliota.
sicinno   s.m.  nell'antichità greco-romana, danza di satiri in onore di dioniso, accompagnata da canti.
siclo   s.m.  unità ponderale e monetaria dell'antico oriente, adottata anche dall'antico stato ebraico.
sicofante   s.m.    • 1 •   nell'antica grecia, il privato cittadino che, di propria iniziativa, denunciava alle autorità l'autore di un reato; col tempo quella del sicofante divenne una vera e propria professione    • 2 •   (estens. lett.) spia, delatore; calunniatore.
sicofantia   s.f.  l'attività del sicofante.
sicomoro   s.m.    • 1 •   grande albero africano dal cui legno gli egizi ricavavano i sarcofaghi per le mummie (fam.  moracee)    • 2 •   il frutto di tale albero.
siconio   s.m.  (bot.) l'infiorescenza propria del fico; l'infruttescenza che ne deriva.
sicosi   s.f.  (med.) malattia della pelle caratterizzata da un'infiammazione suppurativa dei follicoli dei peli e del tessuto perifollicolare.
siculo   agg.    • 1 •   che è proprio o si riferisce al più antico strato della popolazione indoeuropea stanziatasi in sicilia poco prima della colonizzazione greca (sec. viii a. c.)    • 2 •   (lett.  o scherz.) della moderna sicilia; siciliano  s.m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente alla popolazione sicula    • 2 •   (lett.  o scherz.) abitante, nativo della moderna sicilia; siciliano.
sicumera   s.f.  ostentata sicurezza di sé, presunzione altezzosa: parlare, agire con sicumera. 
sicura   s.f.  congegno di sicurezza che blocca il funzionamento del meccanismo di sparo nelle armi da fuoco portatili, oppure impedisce l'apertura o la chiusura di porte, portelli e altri sistemi; (estens.) la levetta che aziona tale congegno: mettere, togliere la sicura. 
sicuranza   o securanza, s.f.  (ant.) sicurezza, baldanza: poi che 'n piacere non ti fu, amore, / ch'a me donassi tanta sicuranza  (boccaccio dec.  x, 7).
sicurare   o securare, v. tr.  (ant.) assicurare, rendere sicuro; dare cauzione a qualcuno: ma del rimanente come il sicurerai tu?  (boccaccio dec.  viii, 10).
sicurezza   s.f.    • 1 •   condizione di ciò che è sicuro, di ciò che consente di prevenire o attenuare rischi: la sicurezza del viaggio; un mezzo che non dà garanzie di sicurezza; fare qualcosa per maggior sicurezza, per essere più sicuro, per tutelarsi da imprevisti | margine di sicurezza, tutto ciò che si fa, si predispone in più dello stretto necessario per essere al sicuro da imprevisti | di sicurezza, si dice di congegno o sistema in grado di arrestare il funzionamento di un meccanismo, di una macchina o di un impianto, quando si verifichi un'anomalia nel funzionamento stesso ' uscita di sicurezza, nei locali pubblici, uscita laterale che, in caso di pericolo, permette di affrettare lo sfollamento | scala di sicurezza, scala esterna di un edificio da utilizzare in caso di incendio o altra emergenza ' valvola di sicurezza, che impedisce lo scoppio di una caldaia, di una pentola a vapore ecc. ' fiammifero di sicurezza, che si accende solo se sfregato su un'apposita superficie ' lampada di sicurezza, tale da non provocare lo scoppio di gas nelle miniere ' cassetta di sicurezza, in cui vengono custoditi valori, gioielli, documenti ecc. e che è contenuta in camere blindate predisposte nelle banche ' camera di sicurezza, cella in cui vengono temporaneamente custodite le persone sospettate di reato ' carcere di massima sicurezza, per detenuti pericolosi ' manovra di sicurezza, nelle ascensioni alpinistiche, manovra per cui, mentre un componente della cordata procede, un altro sosta pronto a sostenerlo con la corda in caso di necessità ' rotta di sicurezza, quella che, in guerra, deve seguire una nave, spec. all'entrata o uscita da un porto, per evitare le zone minate | misura di sicurezza, provvedimento adottato da un'autorità per prevenire un pericolo ' sicurezza pubblica, complesso dei compiti attribuiti alle autorità preposte al mantenimento dell'ordine pubblico, alla sicurezza e all'incolumità dei cittadini, al controllo dell'osservanza delle leggi; anche, vecchia denominazione della polizia di stato e denominazione attuale del servizio del ministero degli interni da cui dipende la polizia | sicurezza sociale, complesso delle prestazioni previdenziali e assistenziali offerte dallo stato ai cittadini allo scopo di accrescerne il benessere e di garantirli nelle situazioni di maggiore bisogno (malattie, vecchiaia, disoccupazione e sim.)    • 2 •   qualità di chi è sicuro di sé e delle proprie azioni: sicurezza di modi, di giudizio; guidare con sicurezza; la sicurezza del candidato sorprese gli esaminatori    • 3 •   certezza: voglio avere la sicurezza di trovarlo; ho la sicurezza di riuscirvi. 
sicurità    ⇨ sicurtà.
sicuro   poet. securo, agg.    • 1 •   che non presenta alcun pericolo: trovare un rifugio sicuro; cercare un impiego sicuro per i propri risparmi    • 2 •   che non nutre alcun timore, che non corre pericoli; protetto: vivere una vita sicura; vicino a lui si sentiva sicura    • 3 •   che ha, che dimostra abilità, padronanza, perizia: salì sicuro sul palcoscenico; è molto sicuro nel suo lavoro; mano sicura, ferma; colpo sicuro, sferrato con la certezza di non sbagliare ' essere sicuro di sé, conscio del proprio valore, delle proprie capacità | essere sicuro del fatto proprio, (fam.) sapere bene come ottenere ciò che si vuole    • 4 •   certo, di cui non si dubita: una vittoria, una notizia sicura; dare una cosa per sicura, darla per certa; un rimedio sicuro, che produce senz'altro il suo effetto | fidato, su cui si può fare affidamento: un amico sicuro  | di sicuro, con certezza; senza dubbio: voglio saperlo di sicuro; verrà di sicuro   avv.  certamente: verrai? sicuro!   s.m.  [solo sing.] ciò che è sicuro, certo: preferisco accontentarmi del sicuro  | luogo, condizione che non presenta pericoli: essere, mettere al sicuro | camminare, andare sul sicuro, (fig.) non correre rischi § sicuramente avv.    • 1 •   in modo sicuro, con sicurezza: agire sicuramente    • 2 •   certamente: partirò sicuramente domani; verrai? sicuramente!. 
sicurtà   ant. securità, securtà, sicurità, sicurtade, sicurtate, s.f.    • 1 •   assicurazione, in alcune loc. tecniche: polizza di sicurtà; premio di sicurtà    • 2 •   (ant.) sicurezza; garanzia: le imprese del re catolico,... fatte sempre per sicurtà o grandezza sua  (guicciardini).
sicurvia   s.m.  (rar.) guardrail.
sidecar   s.m. invar.  carrozzino laterale di una motocarrozzetta; per estens., la motocarrozzetta stessa.
sidecarista   s.m.  [pl. -sti] passeggero o guidatore di un sidecar.
siderale   agg.  (astr.) delle stelle, degli astri: luce, spazio siderale  | anno siderale, il tempo impiegato dalla terra per compiere il suo giro intorno al sole.
siderazione   s.f.  (agr.) particolare pratica di concimazione consistente in un sovescio arricchito da fertilizzanti minerali.
sidere   v. intr.  (poet.) posare, stare, trovarsi: o luce etterna che sola in te sidi  (dante par.  xxxiii, 124).
sidereo   agg.    • 1 •   (lett.) delle stelle, stellare: i siderei fochi / 'ncoronarono i monti  (d'annunzio)    • 2 •   (astr.) siderale: anno sidereo. 
siderite   s.f.    • 1 •   (min.) carbonato ferroso in masse spatiche di colore tra il giallo e il bruno nerastro, importante per l'estrazione del ferro    • 2 •   meteorite composta da ferro e nichel metallici, in proporzione di circa dieci a uno.
sidero-  sidero- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. sídìros  'ferro' (siderosi).
siderofilia   s.f.  (biol.) tendenza di alcuni microrganismi a preferire acque o terreni ricchi di minerali ferrosi.
siderofilo   agg.  e s.m.  (biol.) si dice di microrganismo che presenta siderofilia.
siderografia   s.f.  arte dell'incisione su lastre di acciaio.
siderolite   s.f.  (min.) meteorite contenente poco ferro e in prevalenza minerali come pirosseni e feldspati.
siderosi   s.f.  (med.) malattia polmonare dovuta a inalazione di polveri contenenti ossido di ferro.
siderostato   s.m.  lo stesso che celostato. 
siderurgia   s.f.  settore della metallurgia che concerne la produzione e la lavorazione industriale dell'acciaio e della ghisa a partire da minerali o rottami ferrosi.
siderurgico   agg.  [pl. m. -ci] della siderurgia: industria siderurgica  s. m.  [f. -a] operaio che lavora nell'industria siderurgica | industriale siderurgico.
sidro   s.m.  bevanda leggermente alcolica ottenuta dalla fermentazione di succhi di frutta, spec. mele e pere.
siemens   s.m. invar.  unità di misura della conduttanza elettrica nel sistema internazionale, pari alla conduttanza di un conduttore la cui resistenza è di    • 1 •   ohm.
sienite   s.f.  (geol.) roccia eruttiva intrusiva, formata da un feldspato alcalino in associazione con altri minerali, di colore bruno biancastro, a struttura granulare; è usata come materiale per pavimentazioni stradali.
siepaglia   o siepaia, s.f.  (non com.) siepe molto folta e intricata.
siepare   v. tr.  [io sièpo ecc.] (non com.) cingere con una siepe.
siepe   s.f.    • 1 •   fila di arbusti o altre piante, disposti fittamente e per una certa estensione al fine di limitare o recintare, o come ornamento di viali e giardini: piantare una siepe; fare un buco in una siepe | siepi morte, artificiali, quelle fatte di sterpi, rami secchi e altro materiale radunato appositamente | far siepe, (non com.) fare ostacolo, sbarrare: muovasi la capraia e la gorgona, / e faccian siepe ad arno in su la foce  (dante inf.  xxxiii, 82-83)    • 2 •   (estens.) insieme di persone o di cose disposte fittamente le une accanto alle altre    • 3 •   (sport) nei concorsi ippici, tipo di ostacolo costituito da una siepe naturale o artificiale. accr. siepone  (m.) | corsa siepi, nell'atletica leggera, corsa con ostacoli di varia forma e altezza, la cui lunghezza ufficiale è di tremila metri (i 3000 m siepi).
sierico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) del siero.
siero   s.m.    • 1 •   la parte liquida di un fluido biologico che risulta dopo la sua coagulazione: siero del sangue, la parte liquida, limpida, separata dai corpuscoli dopo la coagulazione; siero del latte, liquido giallognolo che resta come residuo della fabbricazione del formaggio    • 2 •   (med.) siero del sangue di animali immunizzati, che si usa per la sieroterapia: siero antivipera. 
siero-  siero- o sero-, primo elemento di parole composte della medicina e della biologia, che indica presenza di siero o relazione con il siero.
sieroalbumina   s.f.  (chim. biol.) ciascuna delle albumine presenti nel siero del sangue; si preparano industrialmente per uso farmaceutico o alimentare.
sierodiagnosi   s.f.  (med.) accertamento diagnostico di malattie infettive, basato sulla identificazione dei relativi anticorpi; anche, l'identificazione di microrganismi attraverso la loro reazione con anticorpi nati.
sieroglobulina   s.f.  (chim. biol.) ciascuna delle proteine, dette globuline alfa, beta, gamma, presenti nel siero del sangue con funzione di trasporto dei grassi e di difesa immunologica.
sierologia   s.f.  ramo della biologia che studia le proprietà e la costituzione chimica del siero del sangue.
sierologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a sierologia.
sieronegatività   s.f.  (med.) la condizione di chi è sieronegativo.
sieronegativo   agg.  (med.) si dice di individuo che è risultato negativo a una sierodiagnosi, e non è quindi portatore del microrganismo patogeno in esame; in partic., di individuo non portatore del virus dell'aids.
sieropositività   s.f.  (med.) la condizione di chi è sieropositivo.
sieropositivo   agg.  (med.) si dice di individuo che è risultato positivo a una sierodiagnosi, ed è quindi portatore del microrganismo patogeno in esame; in partic., di individuo portatore del virus dell'aids.
sieroprofilassi   s.f.  sieroterapia preventiva.
sieroproteina   s.f.  (chim. biol.) ogni proteina presente nel siero del sangue (p. e.  le sieroalbumine e le sieroglobuline).
sierosa   agg.  e s.f.  (anat.) si dice della membrana di rivestimento delle cavità del corpo umano.
sierosità   s.f.    • 1 •   l'essere sieroso    • 2 •   essudato sieroso.
sieroso   agg.    • 1 •   che è simile a siero: un liquido sieroso    • 2 •   che contiene siero: versamento sieroso | membrana sierosa, (anat.) sierosa.
sieroterapia   s.f.  terapia contro le malattie infettive basata sulla somministrazione per via parenterale di sieri ricchi di anticorpi contro gli agenti patogeni specifici.
sieroterapico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a sieroterapia: procedimento sieroterapico. 
sierra   s.f.  in spagna e in america latina, catena montuosa con cresta molto frastagliata.
siesta   s.f.  breve riposo pomeridiano: fare la siesta. 
sievert   s.m. invar.  (fis.) unità di misura che sostituisce il rem nel sistema internazionale, pari alla dose assorbita di qualsiasi radiazione ionizzante avente la stessa efficacia biologica di    • 1 •   gray di raggi x.
sif   s.m.  (geogr.) nel sahara, cresta di duna asimmetrica e dal profilo aguzzo.
siffatto   o sì fatto, agg.  (non com.) così fatto; tale § siffattamente avv.  (ant.) in tal modo.
sifilide   s.f.  (med.) malattia infettiva a decorso cronico intermittente, trasmessa per via sessuale; è provocata da una spirocheta che causa varie lesioni nell'organismo, in particolare, nell'ultima fase, a danno del sistema nervoso: sifilide acquisita, congenita. 
sifilitico   agg.  [pl. m. -ci] della sifilide  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da sifilide.
sifiloma   s.m.  [pl. -mi] (med.) particolare ulcera non dolente della cute o delle mucose, gener. degli organi genitali, che rappresenta la prima manifestazione clinica della sifilide.
sifonaggio   s.m.  funzionamento difettoso del sifone di un gabinetto, che si svuota dell'acqua per eccessivo risucchio dello scarico, da cui deriva un rigurgito di miasmi.
sifonamento   s.m.  (ing.) complesso delle opere idrauliche che è necessario realizzare per incanalare nel sottosuolo corsi d'acqua che scorrono in un territorio urbano.
sifone   s.m.    • 1 •   conduttura idraulica a forma di u rovesciata, con il braccio d'entrata più corto di quello d'uscita, che si usa per portare un liquido da un livello a un altro inferiore valicando un ostacolo più alto del livello superiore (p. e.  per derivare acqua da un fiume provvisto di argini o per imbottigliare il vino da una damigiana)    • 2 •   tubo a forma di u con il braccio d'entrata più lungo di quello d'uscita, usato come chiusura idraulica delle tubazioni di scarico (p. e.  per impedire la risalita dei gas delle fognature)    • 3 •   contenitore di selz o acqua gassata dotato di un dispositivo che consente la fuoruscita del liquido senza inclinare il contenitore stesso    • 4 •   (zool.) nome di vari organi a forma di tubo, che consentono l'ingresso e l'espulsione dell'acqua o di detriti alimentari dall'organismo: sifone boccale, cloacale    • 5 •   (edil.) tipo di laterizio con proprietà deumidificanti che viene introdotto nelle murature umide al fine di bonificarle    • 6 •   in enologia, prodotto ottenuto dal mosto la cui gradazione naturale non sia inferiore ai 12 gradi, mediante aggiunta di acquavite di vino o di alcol; si impiega nella preparazione di vini liquorosi.
sifonofori   s.m. pl.  (zool.) ordine di celenterati marini planctonici, gelatinosi come meduse, polimorfi, che si riproducono per gemmazione e vivono in colonie galleggianti (cl.  idrozoi) | sing.  [-o] ogni animale di tale ordine.
sigaraia   s.f.    • 1 •   operaia addetta alla lavorazione industriale del tabacco    • 2 •   ragazza che vende sigari e sigarette nei locali pubblici.
sigaraio   s.m.    • 1 •   operaio addetto alla lavorazione industriale del tabacco    • 2 •   grosso insetto del gruppo dei punteruoli, di colore verde o blu brillante; la femmina depone le uova sulle foglie di diverse piante, tra cui la vite, provocandone l'avvolgimento a mo' di sigaro (ord.  coleotteri).
sigaretta   s.f.    • 1 •   rotolino cilindrico di tabacco trinciato che si fuma avvolto in un foglietto di carta sottile a lenta combustione: sigaretta con filtro, senza filtro    • 2 •   (estens.) qualsiasi oggetto la cui forma richiami quella di una sigaretta: una sigaretta di cioccolato    • 3 •   piccolo cilindro di cartone o di plastica su cui sono avvolti fili di seta o di cotone per cucito o ricamo.
sigaretto   s.m.    • 1 •   dim.  di sigaro    • 2 •   sigaretta rivestita da una foglia di tabacco, invece che dalla consueta carta.
sigariera   s.f.  scatola per conservare i sigari.
sigaro   s.m.    • 1 •   rotolo di varia forma, spessore e lunghezza, costituito da una o più foglie di tabacco, che si fuma: sigaro toscano, avana.  dim. sigaretto    • 2 •   nel linguaggio degli alpinisti, piccola guglia rocciosa a forma di sigaro.
sigh   inter.  imita il lieve rumore di un sospiro; è usata spec. nel linguaggio dei fumetti per esprimere dispiacere, delusione, malinconia e sim.
sigillante   part. pres.  di sigillare  e agg.  (non com.) nei sign. del verbo  s.m.  materiale plastico, per lo più a base di polimeri siliconici, usato per chiudere ermeticamente le fessure dei serramenti o di altre strutture.
sigillare   v. tr.    • 1 •   imprimere un sigillo; chiudere con un sigillo: sigillare un documento, una lettera    • 2 •   (estens.) chiudere ermeticamente: sigillare un barattolo    • 3 •   (dir.) apporre i sigilli, per disposizione dell'autorità giudiziaria: sigillare un appartamento. 
sigillario   s.m.  incisore specializzato nell'incidere sigilli.
sigillatura   s.f.  il sigillare, l'essere sigillato.
sigillo   s.m.    • 1 •   attrezzo di pietra o di metallo sulla cui superficie sono incisi a incavo uno stemma, un simbolo, una lettera, un motto o altri segni distintivi; si imprime su cera o ceralacca per autenticare o salvaguardare l'integrità di lettere, plichi, documenti e sim.    • 2 •   la cera, la ceralacca o gli altri materiali plastici su cui è impresso un sigillo    • 3 •   (estens.) qualsiasi tipo di chiusura ermetica: bottiglia sigillata | mettere il sigillo alle labbra, (fig.) obbligare al silenzio su un determinato argomento; avere il sigillo alle labbra, non volere o non poter parlare ' sigillo sacramentale, (teol.) obbligo e diritto del sacerdote di conservare il segreto su tutto ciò di cui è venuto a conoscenza in confessione    • 4 •   (fig.) impronta, segno inconfondibile: nei prigioni michelangelo ha lasciato il sigillo della sua grandezza    • 5 •   (dir.) segno materiale che l'autorità giudiziaria fa apporre sugli accessi a locali o a edifici per impedirne la violazione, o su documenti per autenticarli e garantirne l'integrità ' violazione dei sigilli, reato commesso da chi rompe i sigilli apposti dall'autorità giudiziaria    • 6 •   in botanica: sigillo di salomone, pianta erbacea con foglie ovali e piccoli fiori bianchi (fam.  liliacee); sigillo della madonna, lo stesso che tamaro. 
sigillografia   s.f.  lo stesso che sfragistica. 
sigla   s.f.    • 1 •   la lettera o le lettere iniziali di una o più parole (spec. nomi di associazioni, enti e sim.) usate convenzionalmente come abbreviazione al posto della denominazione per esteso: eni è la sigla di ente nazionale idrocarburi    • 2 •   firma abbreviata, composta per lo più dalle iniziali del nome e del cognome | in diritto internazionale, firma con cui il rappresentante di uno stato sottoscrive in linea di massima l'accettazione di un documento, cui fa seguito la sottoscrizione formale del testo definitivo    • 3 •   sigla musicale, breve motivo musicale che apre o chiude una trasmissione radiotelevisiva o ne annuncia una parte, o che accompagna un comunicato commerciale    • 4 •   (fig.) impronta personale, cifra stilistica inconfondibile.
siglare   v. tr.  contrassegnare con una sigla; apporre una sigla: siglare un documento  | siglare un accordo internazionale, firmarlo provvisoriamente, in attesa di approvazione definitiva da parte degli organi competenti.
siglario   s.m.  raccolta di sigle, con le relative denominazioni per esteso.
siglatura   s.f.  il siglare, l'essere siglato.
sigma   s.m. invar.    • 1 •   nome della diciottesima lettera dell'alfabeto greco2 (anat.) parte terminale del colon discendente che precede il retto.
sigmacismo   o sigmatismo, s.m.  difetto di pronuncia della consonante s. 
sigmatico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) nella morfologia greca, si dice di forma caratterizzata dalla presenza del sigma: aoristo, futuro sigmatico  | (estens.) nella morfologia latina e delle lingue romanze, si dice di forma contraddistinta dalla presenza di s  (p. e. perso  è participio sigmatico di perdere, rispetto a perduto  che non lo è).
sigmatismo    ⇨ sigmacismo.
sigmoideo   agg.  (anat.) di forma simile a quella del sigma greco: intestino sigmoideo, altra denominazione del sigma. 
sigmoidite   s.f.  (med.) infiammazione del sigma intestinale.
signaculo    ⇨ segnacolo.
signifero   agg.  (ant. , lett.) vessillifero, alfiere.
significante   part. pres.  di significare   agg.  (lett.)    • 1 •   assai espressivo, che dice molte cose: uno sguardo significante    • 2 •   importante, significativo: un nuovo e più strano, più significante spettacolo colpì gli occhi e le menti de' cittadini  (manzoni p. s.  xxxi)  s.m.  (ling.) l'elemento formale, fonico o grafico, che, insieme al significato, costituisce il segno linguistico.
significanza   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   significato    • 2 •   dimostrazione, prova, segno ' fare significanza, dimostrare.
significare   v. tr.  [io signìfico, tu signìfichi ecc.]    • 1 •   manifestare, esprimere un significato, un contenuto, un messaggio, un'informazione: love in inglese significa amore; il rosso del semaforo significa alt; che significa ciò?, si usa anche, come interrogativa retorica, per dire che qualcosa non ha senso, è fuori luogo | (estens.) essere indizio, segnale, simbolo: un silenzio che significava disapprovazione; il verde significa speranza    • 2 •   (fig.) valere, equivalere: quel posto per lui significa la sicurezza  | non significare nulla, non avere importanza    • 3 •   (lett.) dire, riferire, far sapere: i' mi son un che, quando / amor mi spira, noto, e a quel modo / ch' e' ditta dentro vo significando  (dante purg.  xxiv, 52-54).
significatività   s.f.  (non com.) l'essere significativo; qualità di ciò che è significativo.
significativo   agg.    • 1 •   che ha particolare significato o importanza: un successo significativo    • 2 •   ricco di significato; espressivo: parole significative; mi fece un cenno significativo    • 3 •   cifre significative, (mat.) nel risultato di operazioni aritmetiche fra valori approssimati, le cifre che hanno un effettivo significato § significativamente avv. 
significato   s.m.    • 1 •   il contenuto semantico di un segno linguistico (parola, frase ecc.), o anche di altri mezzi d'espressione (simboli, segnali, gesti ecc): il significato di un termine scientifico, di un'espressione, di un discorso; significato proprio, figurato; il significato di un cenno, di un ammiccamento, di un atteggiamento  | in linguistica, si distingue da senso  e, insieme al significante, costituisce il segno    • 2 •   (fig.) valore, importanza, rilievo particolari: quelle parole hanno avuto per lui un grande significato. 
significazione   s.f.  (non com.) il significare; significato: gli diede quell'altro avviso, con parole di consiglio, e con significazione di precetto  (manzoni p. s.  xix) | in linguistica, senso.
signora   ant. segnora, s.f.    • 1 •   appellativo di riguardo e di cortesia con cui ci si rivolge o ci si riferisce a una donna sposata e che si premette al cognome, al nome e a eventuali titoli: buongiorno, signora; la signora desidera?; la signora rossi; la signora clara; la signora direttrice | sig. ra, forma abbreviata, frequente negli indirizzi e in altri usi scritti | sì signora, no signora  (anche sissignora, nossignora), in risposte affermative o negative    • 2 •   moglie: come sta la sua signora?; gli ospiti saranno accompagnati dalle rispettive signore    • 3 •   la padrona di casa rispetto al personale di servizio    • 4 •   donna in genere (per stabilire una distinzione esplicita o implicita rispetto all'altro sesso): parrucchiere per signora    • 5 •   donna raffinata nei modi e nei gusti: è una vera signora  | donna ricca, benestante, che può permettersi una vita agiata: fa la vita della signora.  accr. signorona    • 6 •   (lett.) padrona, dominatrice: cartagine era la signora del mediterraneo | nostra signora, la madonna.
signoraggio   s.m.    • 1 •   (ant.) signoria, dominio | l'insieme degli obblighi e doveri del signore nei riguardi del vassallo    • 2 •   (econ.) anticamente, differenza tra il valore legale e il valore intrinseco di una moneta d'oro o d'argento a vantaggio del sovrano che l'aveva emessa.
signoranza   o segnoranza, s.f.  (ant.) signoria, dominio' nel linguaggio dell'amore cortese, il dominio che la donna esercita sull'innamorato, suo servo d'amore.
signore   ant. segnore, s.m.    • 1 •   appellativo di riguardo e di cortesia con cui ci si rivolge o ci si riferisce a un uomo e che si premette al cognome, al nome e a eventuali titoli: buongiorno, signore!; signore e signori, benvenuti!; il signor rossi; il signor carlo; il signore desidera?; il signor dottore; il signor ministro | sig. , forma abbreviata, frequente negli indirizzi e in altri usi scritti ' sì, signore, no, signore  (anche sissignore, nossignore), in risposte affermative o negative    • 2 •   uomo in genere (per stabilire una distinzione esplicita o implicita rispetto all'altro sesso): un signore ha chiesto di te; guardaroba, toilette per signori    • 3 •   uomo raffinato nei modi e nei gusti: si comporta da signore '  uomo ricco, benestante, che conduce una vita agiata: riesce a vivere da signore senza lavorare | pl.  l'insieme delle persone ricche; la classe dei benestanti: i signori e la povera gente.  accr. signorone, signorotto  pegg. signoraccio    • 4 •   pl.  insieme di persone di entrambi i sessi (con un'intenzione di riguardo): i signori possono accomodarsi in giardino    • 5 •   il padrone di casa rispetto al personale di servizio    • 6 •   (st.) chi esercitava l'autorità su un territorio, avendo la titolarità di un feudo; nobile | chi reggeva una signoria; principe: gian galeazzo visconti fu signore di milano    • 7 •   (lett.) padrone, dominatore | il signore, nostro signore, per antonomasia, dio, gesù cristo: che il signore ti aiuti!; nel nome di nostro signore    • 8 •   in usi enfatici familiari, per sottolineare l'eccellenza di un prodotto e sim.: questo sì che è un signor televisore!. 
signoreggiamento   s.m.  (ant. , lett.) il signoreggiare (anche fig.).
signoreggiare   ant. segnoreggiare, v. tr.  [io signoréggio ecc.] (lett.)    • 1 •   tenere in signoria; dominare (anche fig.): signoreggiare una città; e' l'aura mia vital da me partita / e viva e bella e nuda al ciel salita: / indi mi signoreggia, indi mi sforza  (petrarca canz.  cclxxviii, 4-6) ' signoreggiare le passioni, tenerle a freno    • 2 •   (fig.) sovrastare: il castello signoreggiava la valle  | v. intr.  [aus. avere] (lett.) esercitare una signoria, un dominio: roma signoreggiò sul mediterraneo. 
signoreggiatore   s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) chi signoreggia (anche fig.).
signoresco   agg.  [pl. m. -schi] di, da signore; altezzoso (spec. spreg.): un'alterigia signoresca  § signorescamente avv.  (rar.).
signorevole   agg.  (ant.) signorile.
signoria   ant. segnoria, s.f.    • 1 •   (lett.) autorità, dominio, potere assoluto: tenere qualcuno in signoria, sotto la propria signoria  | riferito a forme di dominio politico: gli angiò esercitarono la loro signoria sul regno di napoli; la signoria spagnola dell'italia    • 2 •   (st.) forma di governo di tipo monarchico-assolutistico, a carattere vitalizio e per lo più ereditario, che si ebbe in molte città italiane a partire dalla fine del sec. xiii in seguito alla crisi e al tramonto delle istituzioni comunali: il passaggio dai comuni alle signorie; l'età delle signorie; la signoria dei medici a firenze, dei visconti a milano; palazzo della signoria, il palazzo del governo nell'età delle signorie    • 3 •   titolo onorifico attribuito un tempo ai signori e alle persone autorevoli: sua signoria '  oggi, forma allocutiva dell'uso epistolare burocratico: la signoria vostra. 
signorile   agg.    • 1 •   che è proprio o si riferisce a un antico signore feudale o rinascimentale: palazzo, autorità signorile    • 2 •   di, da signore; che è proprio di un uomo ricco e raffinato: una casa signorile; modi signorili  § signorilmente avv. 
signorilità   s.f.  l'essere signorile: signorilità d'animo, di modi. 
signorina   s.f.    • 1 •   appellativo di riguardo e di cortesia con cui ci si rivolge o ci si riferisce a una donna non sposata e che si premette al cognome, al nome e a eventuali titoli: buongiorno, signorina; la signorina desidera?; la signorina bianchi, la signorina luisa | sig. na, forma abbreviata, frequente negli indirizzi e in altri usi scritti    • 2 •   ragazza giovane non ancora sposata | fanciulla entrata nel periodo della pubertà: è diventata signorina; s'è fatta una signorina ormai.  dim. signorinella, signorinetta    • 3 •   donna che non si è sposata; nubile: rimanere signorina. 
signorino   s.m.    • 1 •   (antiq.) appellativo di riguardo, usato spec. dalle persone di servizio per il giovane figlio del padrone di casa    • 2 •   (iron.) giovanetto delicato, esigente e di gusti difficili.
signornò   o signor no, avv.  nel linguaggio militare, forma di risposta negativa assoluta usata da chi si rivolge a un superiore.
signorone   s.m.  [f. -a] (fam.) accr.  di signore  | in partic., uomo molto ricco.
signorotto   s.m.    • 1 •   accr.  di signore    • 2 •   (spreg.) nobile di importanza secondaria, ma arrogante e violento: vili, impuniti signorotti han piena / di scherani lor corte, e uccider fanno / chi sott'essi non curva e testa e schiena  (alfieri) | (estens.) notabile, possidente di campagna.
signorsì   o signor sì, avv.  nel linguaggio militare, forma di risposta affermativa assoluta usata da chi si rivolge a un superiore.
signorso   o segnorso, s.m.  (ant.) il suo signore: non vidi già mai menare stregghia / a ragazzo aspettato dal segnorso, /... / come ciascun menava spesso il morso  (dante inf.  xxix, 76-79).
sikh   agg.  e s.m.  e f. invar.  appartenente al sikhismo; seguace del sikhismo: la comunità sikh; la componente sikh della popolazione indiana; la rivolta dei sikh. 
sikhismo   s.m.  movimento politico-religioso sorto agli inizi del xvi sec. dalla predicazione condotta nella regione indiana del punjab dal guru na¯nak (1469-1539); professa un rigido monoteismo e rifiuta le caste.
silaggio   s.m.  l'insilare, l'essere insilato.
silano   s.m.  (chim.)    • 1 •   ogni composto contenente soltanto idrogeno e silicio    • 2 •   ogni derivato di tali composti.
silanolo   s.m.  (chim.) ogni composto organico ossidrilato del silicio; è detto anche silossanolo. 
silene   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee con fiori a colori vivaci e calice rigonfio (fam.  cariofillacee).
sileno   s.m.  scimmia indiana bruna col muso incorniciato da barba e capelli grigi (ord.  primati).
silente   agg.  (lett.) tacito, silenzioso, senza rumori: un erbal fiume silente  (d'annunzio) § silentemente avv. 
silenziare   v. tr.  [io silènzio ecc]    • 1 •   (non com.) ridurre al silenzio | nel linguaggio militare, mettere una postazione nemica in condizione di non nuocere    • 2 •   ridurre la rumorosità di un motore o di un'altra apparecchiatura.
silenziario   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, lo schiavo che doveva mantenere il silenzio nella casa del padrone    • 2 •   ciambellano della corte bizantina, che curava l'ordine e il rispetto del silenzio nel palazzo imperiale.
silenziatore   s.m.    • 1 •   dispositivo che riduce il rumore dello scarico dei gas nelle automobili    • 2 •   dispositivo che si applica alla bocca delle armi da fuoco per attutire il rumore dello sparo.
silenzio   s.m.    • 1 •   assenza di suoni, di rumori, di voci: il silenzio della notte; che silenzio!; un silenzio di tomba, assoluto | ridurre al silenzio una batteria, un cannone ecc. , (mil.) metterli fuori uso    • 2 •   il tacere; lo smettere di parlare o di cantare, gridare, suonare: imporre, raccomandare, mantenere il silenzio; un lungo e imbarazzato silenzio; fate silenzio!, non parlate!, smettete di parlare!; rompere il silenzio, cominciare a parlare dopo essere stati zitti    • 3 •   il tacere su un determinato argomento: raccomandare il silenzio su un fatto; una notizia passata sotto silenzio, di cui intenzionalmente non si è parlato; costringere l'interlocutore al silenzio, confutare le sue tesi in modo da non ammettere repliche | silenzio radio, interruzione della comunicazione via radio fra le basi di terra e navi, aerei o capsule spaziali | silenzio stampa, mancata pubblicazione sulla stampa, per scelta o per divieto, di notizie relative a un fatto, a un avvenimento importante; anche, l'astenersi dal fare dichiarazioni ai giornalisti: i calciatori hanno deciso di osservare il silenzio stampa  | la chiesa del silenzio, (st.) l'insieme delle chiese cristiane in quegli stati socialisti dove l'esercizio del ministero pastorale e del culto pubblico era represso od ostacolato    • 4 •   (fig.) dimenticanza, oblio: cadere nel silenzio  | il non dare notizie di sé: il suo silenzio dura da mesi    • 5 •   nelle caserme e anche nei convitti, nei collegi, l'ordine che obbliga al riposo e proibisce qualsiasi rumore; anche, la durata del riposo o dell'obbligo del silenzio | (mil.) il segnale del riposo eseguito con la tromba: suonare il silenzio; silenzio fuori ordinanza, variante musicale del segnale di silenzio eseguita con la tromba in occasioni particolari    • 6 •   in alcuni ordini religiosi, obbligo di astenersi dal parlare in determinate ore o periodi: dispensare dal silenzio, sciogliere da questo obbligo in alcune circostanze particolari    • 7 •   (dir.) termine con cui si indica che il soggetto che doveva manifestare la propria volontà è rimasto inerte: il silenzio della pubblica amministrazione. 
silenziosità   s.f.  l'essere silenzioso.
silenzioso   agg.    • 1 •   che ama il silenzio; che sta in silenzio; taciturno: un ragazzo silenzioso  | protesta silenziosa, (fig.) tacita, non chiassosa    • 2 •   che non fa rumore, che fa poco rumore: un congegno silenzioso    • 3 •   quieto, non disturbato da rumori: appartamento silenzioso; una strada silenziosa  § silenziosamente avv.    • 1 •   in silenzio: seguire silenziosamente un concerto    • 2 •   in modo silenzioso: il ruscello scorreva silenziosamente. 
silere   v. intr.  (ant. , lett.) tacere: or dubbi tu e dubitando sili  (dante par.  xxxii, 49).
silesia   s.f.  tessuto di cotone, usato per fodere.
silfide   s.f.    • 1 •   nelle leggende nordiche, la compagna del silfo    • 2 •   (fig.) donna snella, agile e piena di grazia.
silfidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti coleotteri con corpo oblungo, livree a colori vivaci, elitre ben sviluppate | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
silfio   s.m.  (bot.)    • 1 •   pianta erbacea con fusto quadrangolare, foglie opposte e fiori gialli (fam.  composite)    • 2 •   nome dato dai greci a una pianta della cirenaica da cui estraevano una sostanza resinosa.
silfo   s.m.  nelle leggende nordiche, spirito, genio dell'aria, delle foreste o delle acque, benefico o più spesso malefico.
silhouette   s.f.    • 1 •   ritratto o figura di profilo, di cui sono disegnati solo i contorni, generalmente in nero su fondo bianco    • 2 •   (estens.) profilo del corpo, soprattutto femminile: avere una bella silhouette. 
silicatico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) che è composto di silice o di silicati.
silicatizzazione   s.f.  processo di reazione tra silice e calce, nella preparazione delle malte.
silicato   s.m.    • 1 •   (chim.) nome comune di tutti i sali degli acidi silicici    • 2 •   pl.  (min) gruppo di minerali cristallini che sono i componenti essenziali di quasi tutte le rocce eruttive e di gran parte delle rocce sedimentarie e metamorfiche.
silice   s.f.  (min.) biossido di silicio, presente in molti minerali e nelle sabbie, in varietà cristalline (quarzo, selce) o amorfe (opale, forma fossile); resiste alle temperature elevate ed è attaccabile soltanto dall'acido fluoridrico.
siliceo   agg.  di silice, che contiene silice: sabbie, rocce silicee. 
silicico   agg.  [pl. m. -ci] di silicio: acidi silicici, i due più importanti ossiacidi del silicio, da cui derivano i silicati; contengono, oltre a un atomo di silicio, quattro di idrogeno e quattro di ossigeno (acido ortosilicico) oppure due di idrogeno e tre di ossigeno (acido metasilicico).
silicicolo   agg.  (bot.) si dice di pianta che cresce nei terreni ricchi di silicio.
silicio   s.m.  elemento chimico, il cui simbolo è si; è un non metallo, costituente fondamentale di molte rocce e minerali; ha proprietà di semiconduttore.
silicizzare   v. tr.  provocare un processo di silicizzazione | silicizzarsi v. rifl.  subire un processo di silicizzazione.
silicizzato   part. pass.  di silicizzare   agg.  che ha subito un processo di silicizzazione.
silicizzazione   s.f.  (geol.) processo di fossilizzazione in cui atomi di silicio si sostituiscono agli atomi di carbonio delle sostanze organiche.
siliconato   agg.  trattato con silicone in un intervento di chirurgia plastica: seno siliconato. 
silicone   s.m.  (chim.) nome di polimeri organici del silicio, di origine sintetica, con proprietà e applicazioni assai varie (lubrificanti, vernici, isolanti, resine ecc.).
siliconico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di silicone, costituito di silicone | resine siliconiche, resine termoindurenti, molto stabili al calore, isolanti, idrorepellenti, antiadesive, usate spec. per laminati rinforzati, paste da stampaggio, vernici speciali, sigillanti.
silicosi   s.f.  (med.) malattia polmonare provocata da una prolungata esposizione alla polvere di silice, a cui sono esposti minatori, lavoratori del vetro ecc.
siliqua   (1) s.f.  (bot.) frutto secco, di forma allungata, che giunto a maturità si apre lungo due linee longitudinali.
siliqua   (2) s.f.  mollusco dei lamellibranchi detto com. cannolicchio, cannello  o cappa. 
siliqua   (3) s.f.    • 1 •   unità di peso romana, equivalente a un sesto di scrupolo    • 2 •   moneta romana equivalente a un ventiquattresimo di solido, coniata in argento dall'età costantiniana alla caduta dell'impero d'occidente.
siliquastro   s.m.  (bot.) albero a foglie reniformi o rotonde e fiori rosei riuniti in grappoli; è detto anche albero di giuda  (fam.  leguminose).
silite   s.f.  (chim.) ossicarburo di silicio, usato per la produzione di resistenze per forni elettrici.
sill   s.m. invar.  (geol.) banco di roccia eruttiva intrusosi parallelamente all'interno di altri strati di rocce scistose.
sillaba   s.f.  (ling.) unità fonetica fondamentale costituita da uno o più suoni che si pronunciano con la stessa emissione di voce; può essere formata da una vocale o da un dittongo, soli o accompagnati da una o più consonanti: dividere, scomporre una parola in sillabe; sillaba tonica, atona; sillaba aperta, quando la vocale è alla fine della sillaba (p. e. ca-  di casa); sillaba chiusa, quando il confine sillabico coincide con una consonante (p. e. car-  di carne); parola di una sillaba, monosillabo; parola di due, tre, quattro sillabe, bisillabo, trisillabo, quadrisillabo; sillaba breve, lunga, nella prosodia classica, si dice di sillaba che contenga una vocale breve o lunga | non dire, non proferire sillaba, (fig.) rimanere in silenzio | non capire una (sola) sillaba, (fig.) non capire nulla | non cambiare una sillaba, (fig.) non cambiare una parola di ciò che è stato detto o scritto da altri.
sillabare   v. tr.  [io sìllabo ecc.] pronunciare o scrivere le sillabe d'una parola, staccandole una dall'altra | imparare a leggere seguendo il metodo sillabico.
sillabario   s.m.  libro sul quale si impara a leggere e a scrivere, seguendo il metodo sillabico.
sillabazione   s.f.  il sillabare, l'essere sillabato.
sillabico   agg.  [pl. m. -ci] di sillaba, delle sillabe; formato di sillabe | centro, apice sillabico, il punto di maggiore sonorità nella sillaba, coincidente con l'elemento vocalico | grafia, scrittura sillabica, quella in cui gli elementi rappresentati sono le sillabe e non i singoli suoni che costituiscono le parole, come invece è nelle scritture alfabetiche | ritmo sillabico, regolato sul numero delle sillabe | aumento sillabico, nella grammatica greca, vocale che si premette al tema verbale nella formazione dei tempi storici | canto sillabico, (mus.) canto liturgico in cui a ogni sillaba corrisponde una nota § sillabicamente avv.  per mezzo di sillabe.
sillabo   s.m.    • 1 •   (non com.) catalogo, indice    • 2 •   raccolta, pubblicata nel 1864, di ottanta proposizioni, desunte da documenti del papa pio ix, con cui questi condannava alcune tesi filosofiche, ideologiche e politiche di ispirazione liberale.
sillessi   s.f.  figura sintattica che consiste nel far concordare due o più elementi della frase in modo non rigorosamente grammaticale (p. e. quanti presuntuosi c'è a questo mondo!).
sillimanite   s.f.  (min.) silicato di alluminio a struttura acicolare, usato nella produzione di ceramiche e manufatti resistenti al calore.
sillo   s.m.  nell'antichità greca, poesia satirica di argomento filosofico, costituita da versi che parodiano quelli di omero o di altri poeti.
silloge   s.f.  (lett.) raccolta di decreti, scritti, iscrizioni, brani letterari di uno o più autori.
sillogismo   s.m.    • 1 •   (filos.) forma fondamentale dell'argomentazione logica, definita per la prima volta da aristotele e costituita da tre giudizi (o proposizioni) collegati tra loro in modo tale che, posti due di essi come premesse, ne segue necessariamente un terzo come conclusione    • 2 •   (estens.) ragionamento | argomentazione complicata.
sillogistica   s.f.  (filos.) parte della logica che tratta della natura e delle forme del sillogismo: la sillogistica medievale. 
sillogistico   agg.  [pl. m. -ci] di sillogismo; che si basa su sillogismi: procedimento sillogistico; dimostrazione sillogistica  § sillogisticamente avv.  in modo sillogistico; per sillogismi.
sillogizzare   lett. silogizzare, v. intr.  [aus. avere] ragionare per sillogismi | (fig.) ragionare sottilmente, almanaccare | v. tr.  esporre in forma di sillogismo: essa è la luce etterna di sigieri, / che, leggendo nel vico de li strami, / silogizzò invidiosi veri  (dante par.  x, 136-138).
silo   diffuso ma non corretto silos, s.m.  [pl. sili  o, alla sp., silos]    • 1 •   costruzione per lo più cilindrica, in lamiera o in muratura, per la conservazione e il deposito di foraggi, cereali, minerali ecc.    • 2 •   (mil.) pozzo che contiene la rampa di lancio di un missile    • 3 •   parcheggio urbano disposto su più piani.
silo-  silo- o xilo-, primo elemento di parole composte, dal gr. xy/lon  'legno'; vale 'legno' o indica relazione con il legno (silografia).
silocco    ⇨ scirocco.
siloetta    ⇨ siluetta.
silofago    ⇨ xilofago.
silofono   e deriv.   ⇨ xilofono e deriv. 
silogizzare    ⇨ sillogizzare.
silografia   o xilografia, s.f.  procedimento di stampa di origine molto antica, usato sia per scritti sia per disegni, che si avvale come matrice di una tavoletta di legno duro sulla quale si intaglia, con sgorbie, appositi coltellini o altri attrezzi, l'immagine desiderata | (tip.) la matrice incisa nel legno; anche, stampa realizzata con tale tecnica: una silografia cinquecentesca. 
silografico   o xilografico, agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla silografia; ottenuto mediante silografia: tecnica silografica; l'opera silografica di un artista. 
silografo   o xilografo, s.m.  [f. -a] chi esegue silografie.
silologia   o xilologia, s.f.  studio del legno dal punto di vista botanico o dei suoi usi industriali.
silologico   o xilologico, agg.  [pl. m. -ci] che concerne la silologia: studi silologici. 
silologo   o xilologo, s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di silologia.
silometro   s.m.  (mar.) strumento usato per misurare la velocità delle navi.
silos    ⇨ silo.
silossano   s.m.  (chim.) ogni composto organico del silicio contenente ossigeno.
silossanolo   s.m.  (chim.) silanolo.
siloteca   o xiloteca, s.f.  luogo dove si raccoglie il legno per studi botanici o tecnologici.
silt   s.m. invar.  (geol.) sedimento clastico formato da granuli di dimensioni intermedie tra quelle delle sabbie e quelle delle argille.
siluetta   o siloetta, s.f.  adattamento italiano del fr. silhouette. 
silumin   ® s.m. invar.  (metall.) lega leggera costituita da alluminio e silicio o da alluminio e magnesio.
siluramento   s.m.  il silurare, l'essere silurato (anche fig.): il siluramento di una nave nemica; il siluramento di un'iniziativa, azione ostile volta a farla fallire.
silurante   part. pres.  di silurare   agg.  si dice di nave, aereo o altro mezzo da guerra che impiega siluri: aereo silurante   s.f.  nave da guerra, veloce e leggera, armata principalmente di siluri.
silurare   v. tr.    • 1 •   colpire un obiettivo con uno o più siluri    • 2 •   (fig.) danneggiare o rovinare la carriera di chi ricopre un incarico di responsabilità e prestigio, destinandolo a compiti di minore importanza: silurare un alto funzionario    • 3 •   (fig.) far fallire: silurare un progetto, una proposta. 
siluratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi silura.
siluriano   agg.  e s.m.  si dice del secondo periodo geologico dell'era paleozoica: fossile siluriano. 
silurico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] lo stesso che siluriano. 
siluridi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci teleostei d'acqua dolce, con corpo molto allungato e privo di squame, e bocca non protrattile attorniata da caratteristici bargigli (ord.  cipriniformi) | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
silurificio   s.m.  stabilimento in cui si fabbricano siluri.
siluriforme   agg.  che ha forma di siluro.
siluripedio   s.m.  (mil.) bacino e impianto per collaudare siluri.
silurista   s.m.  [pl. -sti] (mar. mil.) marinaio specializzato nella preparazione, nella manutenzione e nell'uso dei siluri.
siluro   s.m.    • 1 •   grossa arma subacquea autopropulsa e generalmente autoguidata, a forma di cilindro affusolato, contenente una grossa carica di esplosivo e munita di eliche e timoni nella coda; viene lanciata da navi, sommergibili e aerei contro obiettivi subacquei o in superficie    • 2 •   (fig.) azione che mira a danneggiare o screditare chi ricopre un incarico di responsabilità, di prestigio o anche un'iniziativa, un'impresa, un'attività ecc: l'opposizione ha lanciato un siluro contro il governo    • 3 •   siluro d'europa, (zool.) grosso pesce commestibile d'acqua dolce, con corpo allungato, testa grande con grosse labbra e sei lunghi bargigli (ord.  cipriniformi).
silurotto   s.m.  siluro di dimensioni inferiori a quelle normali, lanciato per lo più da mas e aerei.
silvano   agg.  (lett.) di selva, delle selve: luogo silvano  | divinità silvana; animale silvano, abitatore delle selve.
silvestre   ant. silvestro, agg.  (lett.)    • 1 •   di selva, delle selve: silvestre cibo e duro letto porse / quivi a le membra mie posa e ristoro  (tasso g. l.  viii, 42); e poi che mosso fue, / intrai per lo cammino alto e silvestro  (dante inf.  ii, 141-142) | che vive, che cresce nelle selve; silvano: fauna, pianta silvestre    • 2 •   (fig.) aspro, difficile: ma tanto più maligno e più silvestro / si fa 'l terren col mal seme e non cólto  (dante purg.  xxx, 118-119).
silvia   s.f.    • 1 •   (zool.) genere di piccoli uccelli passeriformi dal corpo corto con zampe esili, coda diritta e becco sottile, a cui appartengono, tra gli altri, la bigia, il beccafico e la capinera    • 2 •   (bot.) anemone dei boschi.
silvicapra   s.f.  (zool.) genere di ruminanti della sottofamiglia dei bovini.
silvicolo   agg.  delle selve; che vive nelle selve.
silvicoltore   silvicultore  ⇨ selvicoltore.
silvicoltura   silvicultura  ⇨ selvicoltura.
silvina   s.f.  (min.) lo stesso che silvite. 
silvio   s.m.  (tip.) nome dato, nei primi tempi della stampa, al carattere di corpo 14; oggi è completamente disusato.
silvite   s.f.  (min.) minerale costituito da cloruro di potassio in cristalli biancastri, usato come fertilizzante; è detto anche silvina. 
silvoso    ⇨ selvoso.
s'il vous plaît  s'il vous plaît loc. avv. invar.  per favore, prego (come formula di cortesia).
sim-  sim-  ⇨ sin-.
sima   (1) s.m.  (geol.) strato del globo terrestre, compreso tra il sial e l'osol, costituito prevalentemente da silicati di magnesio.
sima   (2) s.f.  (archeol.) nel tempio classico, modanatura incavata superiormente in cui si raccoglieva l'acqua piovana degli spioventi prima di fuoriuscire dai doccioni.
simarubacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni tropicali, arboree o arbustacee, con fiori in grappoli e frutti a drupa; vi appartiene, tra le altre, l'ailanto | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
simatico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) di, del sima; simico.
simbionte   s.m.  (biol.) ogni individuo animale o vegetale che vive in simbiosi.
simbiosi   s.f.    • 1 •   (biol.) forma di vita associata fra individui di specie diversa, con beneficio reciproco; si verifica fra vegetali, fra animali o fra un vegetale e un animale    • 2 •   (fig.) rapporto molto stretto tra persone o cose diverse: una coppia che vive in simbiosi; il romanticismo realizzò la simbiosi tra musica e poesia. 
simbiotico   agg.  [pl. m. -ci] di simbiosi (anche fig.): rapporto simbiotico. 
simboleggiamento   s.m.  (non com.) il simboleggiare, l'essere simboleggiato.
simboleggiare   v. tr.  [io simboléggio ecc.] rappresentare, manifestare con simboli: la colomba simboleggia la pace. 
simboleggiatura   s.f.  (non com.) complesso di simboli e loro uso per un determinato scopo | simboleggiatura cartografica, l'insieme dei simboli usati per rappresentare i vari elementi del paesaggio sulle carte geografiche.
simbolica   s.f.  studio scientifico dei simboli e del loro uso.
simbolicità   s.f.  l'essere simbolico.
simbolico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo a un simbolo o a dei simboli; che ha natura o valore di simbolo: dono simbolico    • 2 •   che si esprime mediante simboli o fa uso di simboli: linguaggio simbolico; logica simbolica, logica matematica § simbolicamente avv.  in modo simbolico, per mezzo di simboli.
simbolismo   s.m.    • 1 •   l'essere simbolo, l'avere carattere simbolico; l'essere costituito da simboli: il simbolismo del linguaggio; il simbolismo di un rito religioso  | la tendenza ad attribuire valore simbolico a talune manifestazioni storico-culturali o a ciò che è prodotto dell'immaginazione individuale o collettiva (p. e.  ai miti, nella storia delle religioni; ai sogni, nella psicoanalisi; ai concetti, alle idee, alle forme di cultura, in filosofia)    • 2 •   l'uso di un particolare sistema di segni; il complesso dei segni usati: il simbolismo della matematica, della logica    • 3 •   nelle arti figurative, nel teatro e nel cinema, in letteratura ecc., la tendenza a esprimersi attraverso simboli | per antonomasia, il movimento letterario sorto in francia fra il 1870 e il 1880 e diffusosi poi negli altri paesi europei, animato dalla tendenza a esprimersi con un linguaggio analogico e metaforico, privo di relazioni dirette con le cose.
simbolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] esponente, seguace del simbolismo, spec. letterario: rimbaud fu uno dei più importanti simbolisti  | usato anche come agg.  in luogo di simbolistico. 
simbolistico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) del simbolismo; proprio di un artista simbolista: movimento simbolistico; poema simbolistico  § simbolisticamente avv. 
simbolizzare   v. tr.  [io simbolizzo ecc.]    • 1 •   (scient.) rappresentare mediante simboli; attribuire un valore simbolico    • 2 •   (non com.) simboleggiare.
simbolizzazione   s.f.  il simbolizzare, l'essere simbolizzato.
simbolo   s.m.    • 1 •   oggetto, individuo o altra cosa concreta che può sintetizzare ed evocare una realtà più vasta o un'entità astratta; emblema: il verde è simbolo della speranza; la bandiera è il simbolo della patria; mai la morte s'ebbe / più delicato simbolo di psiche  (gozzano)    • 2 •   segno convenzionale usato per esprimere in forma sintetica un ente matematico, una grandezza fisica, un'operazione, un elemento chimico ecc.: simbolo astronomico, cartografico; 'v' è il simbolo della velocità; 'h' è il simbolo dell'idrogeno    • 3 •   (ling. , filos.) in generale, ogni segno del linguaggio scritto o parlato | in alcuni indirizzi teorici (che hanno come principale esponente f. de saussure) si accentua il suo valore di maggior concretezza rispetto a segno, cui si annette un valore più generico; in altri indirizzi (p. e. nella semiotica anglosassone) è contrapposto a icona, che è un segno dotato di analogie rispetto a ciò che denota | in logica, ogni segno convenzionale che denota un elemento, una funzione o una operazione entro un linguaggio simbolico    • 4 •   simbolo degli apostoli  (o simbolo niceno-costantinopolitano), nel linguaggio religioso, il credo, in quanto compendia le verità fondamentali della fede cristiana.
simbologia   s.f.    • 1 •   simbolica    • 2 •   insieme organico di simboli concernenti una data materia o argomento: simbologia matematica. 
simbranchiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci d'acqua dolce dal corpo anguilliforme, privi di pinne ventrali e con le branchie unite a formare una sola fessura | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
simia    ⇨ scimmia.
simico   agg.  (geol.) simatico.
simigliare   e deriv.   ⇨ somigliare e deriv. 
similare   agg.  omogeneo, dello stesso tipo, affine: una ditta di cosmetici e prodotti similari  § similarmente avv.  (non com.) similmente.
similarità   s.f.  (non com.) l'essere similare.
simile   agg.  [superl. similìssimo  (ant. simìllimo)]    • 1 •   che presenta analogie e somiglianze con uno o più aspetti di un'altra cosa o un'altra persona: due ragazze con la voce simile; l'anatra è simile all'oca; essersi già trovato in una situazione simile  | copia simile all'originale, fedele, molto vicina, in ogni particolare, all'oggetto copiato    • 2 •   tale, siffatto: non immaginavo una cosa simile; con gente simile meglio non averci a che fare    • 3 •   (geom.) si dice di enti geometrici che hanno forma uguale e grandezza diversa e sono quindi in rapporto di similitudine: triangoli simili   s.m.  ogni essere della stessa specie; in partic., ogni uomo per un altro uomo: ogni simile ama il suo simile  | e simili, loc. con cui si indicano genericamente individui o cose analoghe ad altre precedentemente dette § similmente avv.  in modo simile; analogamente.
similitudine   s.f.    • 1 •   (non com.) rassomiglianza    • 2 •   (ret.) figura semantica che consiste nell'accostare due termini o due azioni sulla base di un rapporto di somiglianza, per lo più espresso da come, simile a  (p. e. guida l'automobile come se stesse facendo una corsa; i delfini sono mammiferi simili a pesci; quale delle foglie / tale è la stirpe degli umani, monti)    • 3 •   (mat.) relazione fra due enti tale che sia costante il rapporto fra gli elementi lineari dell'uno e i corrispondenti dell'altro (p. e.  in due triangoli, il rapporto fra i lati corrispondenti).
similoro   s.m. invar.  nome generico di alcune leghe che hanno colore simile all'oro, costituite da rame e zinco o da rame, zinco e stagno; sono usate spec. in bigiotteria.
similpelle   s.m. invar.  materiale artificiale di aspetto e consistenza simili a quelli della pelle naturale, impiegato nella fabbricazione di borse e valigie, giacche e altri indumenti, o come rivestimento di imbottiture.
simmelia   o sinmelia, s.f.  (biol.) anomalia morfologica dei vertebrati consistente nell'unificazione degli arti posteriori in uno solo.
simmetria   s.f.    • 1 •   proprietà di figure geometriche in cui i punti corrispondenti si trovano allineati da parti opposte e alla stessa distanza rispetto a un punto (centro di simmetria), a una retta (asse di simmetria) o a un piano (piano di simmetria): simmetria sferica, radiale, ortogonale, speculare; la simmetria di un edificio, di una facciata, dei bracci di un lampadario  | (biol.) corrispondenza di vario tipo (bilaterale, radiale ecc.) che si riscontra nell'aspetto dei diversi organismi viventi | classe, gruppo di simmetria, in cristallografia, raggruppamento di cristalli in base ai loro elementi simmetrici (punti, rette, piani)    • 2 •   (fig.) disposizione, collocazione ordinata e armonica delle parti che costituiscono un insieme: nella struttura della divina commedia si realizza una perfetta simmetria. 
simmetrico   agg.  [pl. m. -ci] che ha simmetria; che è disposto in simmetria: i due quadri non sono simmetrici rispetto alla porta  | proprietà simmetrica, in matematica e logica, una delle proprietà fondamentali delle relazioni binarie; sussiste quando, dati a  e b  e una relazione r, r  intercorre sia tra a  e b  sia tra b  e a  | elemento simmetrico, (mat.) dato un elemento di un insieme, si dice dell'elemento a esso corrispondente rispetto a una relazione di simmetria definita su tale insieme § simmetricamente avv. 
simmetrizzare   v. tr.  disporre in modo simmetrico; rendere simmetrico.
simmetrizzazione   s.f.  il simmetrizzare, l'essere simmetrizzato.
simmoria   s.f.  nell'antica atene, gruppo di contribuenti cui spettavano la cura e gli oneri di determinati servizi pubblici.
simo   agg.  (lett.) che ha il naso schiacciato; camuso: pien di letizia va con l'altra schiera / del simo gregge  (ariosto o. f.  xvii, 65).
simolacro    ⇨ simulacro.
simoneggiare   v. intr.  [io simonéggio ecc. ; aus. avere] (ant. , lett.) far simonia, commettere il peccato di simonia: di sotto al capo mio son li altri tratti / che precedetter me simoneggiando  (dante inf.  xix, 73-74).
simonia   s.f.  (relig.) peccato in cui incorre chi pratica il commercio di beni spirituali (p. e.  indulgenze, assoluzione dei peccati) o di beni temporali a essi inerenti (p. e.  cariche ecclesiastiche).
simoniaco   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] che, chi compie simonia: i simoniaci dell'inferno dantesco   agg.  che ha carattere di simonia: vendita simoniaca. 
simpamina   ® s.f.  nome commerciale dell'anfetammina.
simpatetico   agg.  [pl. m. -ci] che s'accorda perfettamente col pensiero o col carattere, le caratteristiche, le qualità di una persona o di una cosa x simpateticamente avv. 
simpatia   s.f.    • 1 •   sentimento di attrazione istintiva verso una persona o di adesione nei confronti di una cosa: simpatia spontanea, reciproca, immediata; avere, sentire, provare, ispirare simpatia; cattivarsi la simpatia di qualcuno; guardare, giudicare con simpatia; la simpatia si trasformò subito in amore; andare a simpatia, comportarsi, giudicare con parzialità a seconda della simpatia che si nutre    • 2 •   qualità di chi o di ciò che è simpatico: un uomo di grande simpatia    • 3 •   affinità oggettiva esistente tra due cose, o due elementi, due organi, per cui a una modificazione intervenuta in uno corrisponde una modificazione uguale o congenere nell'altro: infiammarsi, ammalarsi per simpatia, detto di organi del corpo; scoppiare per simpatia, si dice di esplosivi che, pur non essendo collegati, scoppiano uno di seguito all'altro in seguito al trasmettersi di un'onda d'urto.
simpatico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che ispira simpatia; affabile: essere, riuscire simpatico; una persona simpatica a tutti.  accr. simpaticone  | (estens.) piacevole, gradevole: trascorrere una serata simpatica    • 2 •   inchiostro simpatico, costituito da composti incolori nel momento in cui si usano, ma che diventano leggibili dopo opportuni trattamenti  s.m.  [f. -a] persona simpatica § simpaticamente avv. 
simpatico   (2) agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice del sistema nervoso le cui fibre hanno origine nella regione toracica e lombare del midollo spinale, che presiede alle funzioni della vita vegetativa con effetto in genere stimolante.
simpaticolitico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che contrasta gli effetti derivanti dall'eccitazione del sistema nervoso simpatico.
simpaticomimetico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] detto di sostanza o farmaco che stimola il sistema simpatico o provoca nell'organismo reazioni simili a quelle prodotte dall'eccitamento del sistema simpatico: l'adrenalina è un simpaticomimetico naturale. 
simpaticotonico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di farmaco che provoca un aumento del tono del sistema nervoso simpatico    • 2 •   si dice di individuo in cui il sistema nervoso simpatico ha una prevalenza funzionale sul sistema parasimpatico.
simpatizzante   part. pres.  di simpatizzare   agg.  e s.m.  e f.  che, chi guarda con favore a un partito, a un movimento, a un'ideologia e sim., senza però avervi parte attiva.
simpatizzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   entrare in rapporto di reciproca simpatia con qualcuno: simpatizzare con i nuovi compagni di scuola    • 2 •   essere disposto favorevolmente verso qualcosa: simpatizzare per un partito, per una squadra. 
simpatria   s.f.  (biol.) coabitazione di diverse specie nello stesso territorio geografico.
simpetalo   agg.  (bot.) si dice di fiore che ha i petali uniti fra loro.
simplesso   s.m.  (mat.) insieme di punti chiuso e convesso di uno spazio euclideo (p. e.  un poligono in un piano, un poliedro in uno spazio tridimensionale) che consente di trovare la soluzione (metodo del simplesso) del tipico problema di ottimizzazione della programmazione lineare.
simplex   s.m. invar.  in telefonia, apparecchio singolo, col quale l'abbonato dispone di un'intera linea (si distingue da duplex)  agg.  (med.) si dice della forma più comune di herpes, che colpisce prevalentemente le labbra e viene correntemente chiamato febbre. 
simplice    ⇨ semplice 1.
simplicidentati   s.m. pl.  (zool.) sottordine di roditori dotati di un solo paio di incisivi sulla mascella e sulla mandibola | sing.  [-o] ogni roditore appartenente a tale sottordine.
simplicità    ⇨ semplicità.
simpodiale   agg.  (bot.) si dice di ramificazione che in ogni biforcazione presenta un ramo più lungo dell'altro; si contrappone a monopodiale. 
simpodico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) simpodiale.
simpodio   s.m.  (bot.) ramificazione simpodiale.
simposiaco   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di simposio, relativo a un simposio.
simposiarca   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   nell'antichità greco-romana, chi aveva l'incarico, sorteggiato ai dadi, di sovraintendere alle mescite del vino ai convitati durante un simposio    • 2 •   (lett.) chi sovrintende a un convito.
simposio   s.m.    • 1 •   (lett.) banchetto, convito    • 2 •   (fig.) congresso di studiosi finalizzato alla discussione di un tema scientifico: un simposio di medicina. 
simulacro   non com. simolacro, s.m.  (lett.)    • 1 •   immagine, statua raffigurante una divinità, un eroe, un personaggio illustre: simulacro marmoreo; un simulacro di venere    • 2 •   (aer.) modello sperimentale inerte, gener. di legno e in dimensioni reali (scala 1:1), di un complesso costruttivo di un aeromobile, comprendente spesso parti vere (comandi, portelli ecc.)    • 3 •   (fig.) immagine esteriore che non corrisponde più alla realtà: nell'età tardo-imperiale la grandezza di roma fu solo un simulacro  | ombra, larva: è ridotto il simulacro di sé stesso. 
simulamento   s.m.  (non com.) simulazione.
simulare   v. tr.  [io sìmulo ecc.]    • 1 •   manifestare sentimenti insinceri: simulare amicizia, interesse per qualcuno  | mostrare ciò che non si ha, cercare di far credere qualcosa che non è: simulare la pazzia    • 2 •   (estens.) imitare: simulare il canto degli uccelli    • 3 •   (scient.) riprodurre artificialmente le condizioni in cui si svolge un processo o un fenomeno, per studiarne e verificarne gli effetti: simulare il volo spaziale. 
simulato   part. pass.  di simulare   agg.  non vero; finto: sentimento, dolore simulato  § simulatamente avv.  con simulazione, falsamente.
simulatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi simula    • 2 •   (tecn.) sistema o impianto per la simulazione sperimentale: simulatore di volo. 
simulatorio   agg.  fatto per simulare: atto simulatorio; contegno simulatorio. 
simulazione   s.f.    • 1 •   il simulare, l'essere simulato: la simulazione gli riuscì perfetta  | simulazione sperimentale, riproduzione a fini sperimentali delle condizioni in cui si verifica un fenomeno    • 2 •   (dir.) situazione che si verifica quando nel compiere un negozio giuridico vi è divergenza preordinata tra la volontà e la dichiarazione che se ne fa, in base a un accordo fra le parti o fra queste e un terzo | simulazione di reato, delitto compiuto da chi afferma falsamente che è avvenuto un reato o ne simula le tracce    • 3 •   (scient.) analisi di un fenomeno, di un processo o di un sistema effettuata attraverso la costruzione di un modello matematico che lo simuli, sviluppato in genere mediante un elaboratore elettronico.
simulio   s.m.  nome di un genere di insetti simili a piccolissime mosche; acquatici allo stato di larve, da adulti possono provocare con le loro punture gravi danni agli allevamenti di bestiame e disturbi anche all'uomo (ord.  ditteri).
simultaneismo   s.m.  in pittura, sovrapposizione di due diversi punti di vista dello stesso oggetto.
simultaneista   s.m.    • 1 •   interprete in grado di effettuare traduzioni simultanee    • 2 •   giocatore di scacchi impegnato contemporaneamente in più gare    • 3 •   chi applica la tecnica pittorica del simultaneismo.
simultaneità   s.f.  coincidenza degli eventi nel tempo.
simultaneo   agg.  che avviene nel medesimo tempo, in coincidenza con un'altra cosa: l'arrivo simultaneo di due treni; traduzione simultanea  | in (maniera) simultanea, simultaneamente § simultaneamente avv. 
simun   s.m.  vento caldo e secco, che soffia nelle regioni desertiche dell'africa sett.
sin-  sin- o sim-, prefisso di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. sy/n  'con, insieme'; indica unione, connessione, contemporaneità. la n  si assimila dinanzi a l, m  e s  (sillogismo, simmetria, sissizio), passa a m  dinanzi a b  e p  (simbolo, simpatia) e talvolta cade dinanzi a s  seguita da consonante (sistema).
sinafia   s.f.  fenomeno metrico che unisce due versi contigui e che si verifica, per esempio, quando la sillaba finale di un verso ipermetro si fonde, per mezzo dell'elisione o della sinalefe, con quella iniziale del verso successivo.
sinagoga   s.f.    • 1 •   luogo di culto e di studio dell'ebraismo    • 2 •   l'insieme degli ebrei in quanto aderenti all'ebraismo o come popolo: l'antico testamento è sacro per la sinagoga e per la chiesa. 
sinagogale   agg.  della sinagoga: libri sinagogali. 
sinaitico   agg.  [pl. m. -ci] del monte sinai.
sinalefe   s.f.  fusione in un'unica sillaba metrica della vocale o del dittongo finale di una parola con la vocale o il dittongo iniziale della parola seguente (p. e. mi ritrovai per una selv a oscura; dante inf.  i, 2).
sinallagma   s.m.  [pl. -mi] (dir.) nei contratti a prestazioni corrispettive, il rapporto di scambio che lega necessariamente le due prestazioni.
sinallagmatico   agg.  [pl. m. -ci] (dir.) di sinallagma; che produce obblighi per entrambe le parti: vincolo sinallagmatico. 
sinantropo   s.m.  denominazione di ominidi fossili rinvenuti in cina; i più antichi di essi sono assimilati al pitecantropo del pleistocene medio (homo erectus), altri invece sono considerati neantropi (homo sapiens).
sinapsi   s.f.  (fisiol.) collegamento fra due fibre nervose, che assicura la trasmissione dell'impulso nervoso.
sinaptico   agg.  della sinapsi.
sinartrosi   s.f.  (anat.) articolazione priva di movimenti (p. e. quelle delle ossa della volta cranica).
sinartrosico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a sinartrosi.
sinassi   s.f.  nella chiesa dei primi secoli, la riunione dei fedeli per la lettura dei libri sacri e per la celebrazione eucaristica.
sinattantoché   cong.  (non com.) finché, sintantoché.
sincarpia   s.f.  (bot.) la caratteristica di essere sincarpo.
sincarpico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) sincarpo.
sincarpio   s.m.  (bot.) frutto che, pur apparendo unico, è composto da tanti piccoli frutti (p. e.  la pera).
sincarpo   agg.  (bot.) si dice di organo vegetale che sembra unico ma che è formato di varie parti strettamente unite tra loro: gineceo, frutto sincarpo. 
sincategorematico   agg.  [pl. m. -ci] in logica, si dice di quegli elementi linguistici (come preposizioni, congiunzioni, pronomi ecc.) che non hanno significato di per sé, ma l'acquistano solo in unione o in rapporto con altri.
sincello   s.m.  nella chiesa bizantina, il successore designato del patriarca.
sincerare   v. tr.  [io sincèro ecc.]    • 1 •   (lett.) convincere qualcuno della verità di qualcosa    • 2 •   (ant.) giustificare | sincerarsi v. rifl.  accertarsi, assicurarsi: sincerarsi personalmente di un fatto. 
sincerità   s.f.    • 1 •   l'essere sincero; franchezza: apprezzare l'altrui sincerità; una persona d'ammirevole sincerità    • 2 •   (non com.) genuinità, autenticità: la sincerità di un documento. 
sincero   agg.    • 1 •   che esprime o lascia trasparire ciò che pensa o sente; che non mente, non inganna: un amico sincero    • 2 •   vero, non simulato: un augurio sincero; parole sincere  | (estens.) genuino, non artefatto: vino sincero    • 3 •   (ant. , lett.) sano, perfetto, puro: il padre eterno, / ch'é ne la parte più del ciel sincera  (tasso g. l.  i, 7) § sinceramente avv.  in modo sincero: si è espresso sinceramente  | in verità: sinceramente, non so che fare. 
sinché   cong.  (non com.) finché.
sinchisi   s.f.  (ling.) confusione, intrico sintattico.
sincinesia   s.f.  (fisiol.) disturbo motorio che consiste nell'impossibilità di compiere un gesto volontario senza effettuarne contemporaneamente un altro involontario; si osserva in alcune forme di paralisi.
sincipite   s.m.  (anat.) la sommità del cranio.
sinciziale   agg.  (biol.) relativo a sincizio | virus respiratorio sinciziale, particolare ribovirus responsabile di affezioni respiratorie epidemiche.
sincizio   s.m.  (biol.) massa di citoplasma risultante dalla fusione di più cellule e contenente più nuclei.
sinclasi   s.f.  (geol.) fessura o crepa provocata nelle rocce dalle forti escursioni termiche.
sinclinale   s.f.  (geol.) piega degli strati rocciosi con la convessità rivolta verso il basso.
sinclinorio   s.m.  (geol.) associazione di piccole sinclinali formanti una sinclinale maggiore.
sincopare   v. tr.  [io sìncopo ecc.]    • 1 •   (ling.) ridurre una parola mediante sincope    • 2 •   (mus.) dare a un brano musicale un ritmo caratterizzato da sincopi.
sincopato   part. pass.  di sincopare   agg.    • 1 •   si dice di parola che ha subito una sincope    • 2 •   si dice di brano musicale in cui sia frequente la sincope § sincopatamente avv. 
sincope   s.f.    • 1 •   (ling.) caduta di un suono o gruppo di suoni all'interno di una parola (p. e. spirto  da spirito)    • 2 •   (mus.) effetto ritmico dovuto alla sfasatura d'accento che si produce quando un suono ha inizio sul tempo debole della battuta anziché sul tempo forte    • 3 •   (med.) sospensione improvvisa dell'attività cardiocircolatoria e respiratoria.
sincrasi   s.f.  (ling.) fusione di più elementi in uno; in partic., l'unione di due o più vocali a formare nella pronuncia una sola sillaba.
sincretico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (non com.) sincretistico    • 2 •   (ling.) in grammatica, si dice di caso che, oltre alla propria funzione, esprime anche quella che era propria di uno o più casi scomparsi (p. e.  l'ablativo latino, che ha assorbito le funzioni del locativo e dello strumentale indoeuropei)    • 3 •   percezione sincretica, in psicologia infantile e in pedagogia, l'attitudine a percepire gli oggetti esterni nella loro globalità, piuttosto che in modo distinto e analitico § sincreticamente avv. 
sincretismo   s.m.    • 1 •   mescolanza, fusione di dottrine religiose o filosofiche di origine diversa in un nuovo sistema religioso o filosofico | fusione di diverse divinità in una nuova, che ne riassume i distinti attributi    • 2 •   (ling.) unione in una stessa forma grammaticale di funzioni diverse.
sincretista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che è favorevole al sincretismo religioso o filosofico o segue una dottrina sincretistica.
sincretistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a sincretismo; caratterizzato da sincretismo: dottrina, religione sincretistica  § sincretisticamente avv. 
sincrociclotrone   s.m.  (fis.) macchina acceleratrice di particelle subatomiche costituita da un ciclotrone e da uno speciale dispositivo di regolazione delle frequenze elettromagnetiche usate per l'accelerazione.
sincronia   s.f.    • 1 •   l'essere sincrono: movimenti in sincronia    • 2 •   (ling.) lo stato, l'assetto di una lingua in un dato momento, considerato indipendentemente dall'evoluzione storica della lingua stessa.
sincronico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che avviene nello stesso tempo    • 2 •   (ling.) che riguarda la sincronia | linguistica sincronica, quella che studia i fatti linguistici per così dire orizzontalmente, cioè quali si presentano a un certo momento in una lingua, indipendentemente dalla sua evoluzione storica; si oppone a linguistica diacronica  § sincronicamente avv. 
sincronismo   s.m.    • 1 •   l'essere sincrono; contemporaneità, simultaneità nell'accadere o nello svolgersi di fatti o di movimenti    • 2 •   (fis.) condizione di due fenomeni periodici che abbiano uguale periodo    • 3 •   (cine.) la perfetta contemporaneità tra le immagini e i suoni a esse relativi    • 4 •   regolatore di sincronismo, negli apparecchi televisivi, dispositivo che permette di regolare la frequenza delle oscillazioni in modo da ottenere la formazione di immagini nitide e stabili.
sincronistico   agg.  [pl. m. -ci] del sincronismo; che avviene con sincronismo.
sincronizzare   v. tr.  rendere sincroni due o più movimenti o i funzionamenti di due o più congegni, meccanismi ecc. | sincronizzare due orologi, regolarne le lancette in modo che segnino la stessa ora | sincronizzare la colonna sonora di un film, istituire una contemporaneità perfetta tra le immagini e i suoni a esse relativi | sincronizzarsi v. rifl.  o intr. pron.  diventare sincrono: sincronizzarsi sull'ora campione  | (fig.) procedere all'unisono: sincronizzarsi sull'altrui volontà. 
sincronizzato   part. pass.  di sincronizzare   agg.  che è stato messo e rimane in sincronia: movimenti sincronizzati  | marce sincronizzate, quelle di auto e motoveicoli il cui cambio è provvisto di sincronizzatori | nuoto sincronizzato, disciplina sportiva che prevede l'esecuzione nell'acqua di figure, in parte fisse in parte libere, accompagnate dalla musica § sincronizzatamente avv. 

sincronizzatore   s.m.  denominazione generica di qualsiasi dispositivo che ha la funzione di sincronizzare due o più movimenti | nel cambio di velocità degli autoveicoli e dei motoveicoli a ingranaggi sempre in presa, dispositivo che facilita l'imbocco dei denti dell'innesto realizzando un collegamento preventivo ad attrito tra i due elementi in modo da portarli a velocità uguali o molto prossime tra loro.
sincronizzazione   s.f.  il sincronizzare, il sincronizzarsi, l'essere sincronizzato.
sincrono   agg.    • 1 •   che avviene nello stesso momento, nello stesso intervallo di tempo: fatti sincroni  | (fis.) che ha il medesimo periodo: oscillazioni sincrone  | (lett.) contemporaneo: documenti sincroni ai fatti cui si riferiscono    • 2 •   (tecn.) che si muove, agisce, funziona in maniera coordinata col muoversi, agire, funzionare di un altro elemento: meccanismo sincrono  | macchine sincrone, (elettr.) macchine a corrente alternata in cui la velocità di rotazione del rotore dipende dalla frequenza della corrente e dal numero di coppie polari | satellite sincrono, geostazionario | trasmissione sincrona, in telematica, trasmissione di dati a blocchi e a intervalli determinati.
sincronoscopio   o sincroscopio, s.m.  (elettr.) strumento che indica se due fenomeni periodici hanno o no la stessa frequenza e fase.
sincrotrone   s.m.  (fis.) acceleratore di particelle, di forma circolare, usato per accelerare, a elevate energie, elettroni e protoni.
sindacabile   agg.  che si può sindacare; criticabile: le sue azioni non sono sindacabili. 
sindacabilità   s.f.  (non com.) l'essere sindacabile; qualità di ciò che è sindacabile.
sindacale   (1) agg.  di un sindacato, dei sindacati, della loro tradizione e attività del sindacalismo: organizzazione, lotta sindacale; coscienza sindacale; libertà sindacali, quelle, garantite dalla costituzione, di fondare sindacati e di aderirvi § sindacalmente avv.  al modo dei sindacati; per mezzo dei sindacati | dal punto di vista sindacale.
sindacale   (2) agg.    • 1 •   relativo al sindaco di un comune: ordinanza sindacale    • 2 •   relativo ai sindaci di una società: collegio sindacale. 
sindacalese   s.m.  (iron.) il linguaggio sindacale, quando è costellato di termini tecnici, talora quasi gergali, e di espressioni astratte, convenzionali.
sindacalismo   s.m.  il complesso delle teorie e dei movimenti che mirano a tutelare gli interessi dei lavoratori nei confronti dei datori di lavoro mediante la loro organizzazione in sindacati | sindacalismo rivoluzionario, tendenza del movimento operaio, diffusasi nei primi decenni del novecento, che antepone il ruolo del sindacato e dell'iniziativa sindacale diretta a quello del partito e dell'attività politica.
sindacalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   seguace, sostenitore del sindacalismo    • 2 •   dirigente, esponente, funzionario di organizzazioni sindacali; più genericamente, chi si dedica all'attività sindacale.
sindacalistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) attinente al sindacalismo: tendenza sindacalistica. 
sindacalizzare   v. tr.    • 1 •   rendere cosciente dei diritti dei lavoratori e della necessità dell'organizzazione sindacale    • 2 •   organizzare in sindacato: sindacalizzare una categoria  | sindacalizzarsi v. rifl.  acquisire coscienza sindacale.
sindacalizzazione   s.f.  il sindacalizzare, il sindacalizzarsi, l'essere sindacalizzato.
sindacamento   s.m.  (non com.) il sindacare.
sindacare   v. tr.  [io sìndaco, tu sìndachi ecc.]    • 1 •   (ammin.) controllare l'attività di enti, amministrazioni o singoli funzionari, impiegati    • 2 •   (fig.) passare al vaglio con minuziosa severità: sindacare la condotta di qualcuno. 
sindacato   (1) part. pass.  di sindacare   agg.  sottoposto a controllo amministrativo: società, azioni sindacate   s.m.    • 1 •   in età comunale, rendiconto del proprio operato cui erano tenuti i magistrati al termine della carica    • 2 •   controllo di tipo giuridico-amministrativo esercitato su un'attività finanziaria o contabile; per estens., l'organo che esercita tale attività | sindacato di legittimità, controllo esercitato dalla corte costituzionale sulle leggi per valutarne la conformità alla costituzione.
sindacato   (2) s.m.    • 1 •   associazione di lavoratori dipendenti, o anche di lavoratori autonomi e di datori di lavoro, costituita per tutelare gli interessi economici e professionali della categoria: il sindacato dei metalmeccanici, degli edili; il sindacato degli autotrasportatori; iscriversi, aderire a un sindacato; uno sciopero proclamato dai sindacati; sindacato autonomo    • 2 •   sindacato azionario, (dir.) contratto con cui due o più azionisti concordano una data posizione che faranno valere in assemblea attraverso il voto; sindacato (azionario) di controllo, quello di maggioranza | sindacato di collocamento, consorzio di collocamento.
sindacato   (3) s.m.  (non com.) carica e dignità di sindaco; durata di tale carica.
sindacatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sindaca.
sindaco   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   capo dell'amministrazione di un comune, eletto direttamente dai cittadini    • 2 •   nelle società di capitale, nelle cooperative e in altre associazioni, ciascuno dei membri dell'organo che esercita il controllo sull'attività degli amministratori (con particolare riguardo alla tenuta della contabilità sociale e della sua rispondenza con il bilancio): collegio dei sindaci. 
sindattilia   s.f.  (med.) anomalia congenita consistente nella fusione di due o più dita della mano o del piede.
sinderesi   s.f.    • 1 •   nella filosofia medievale, la naturale capacità dell'anima umana di avere consapevolezza della legge morale, di distinguere immediatamente il bene dal male    • 2 •   (non com.) senno, discernimento, capacità di giudizio | perdere la sinderesi, (fam.) non connettere più, sragionare.
sindesi   s.f.  (ling.) collegamento di membri di proposizione o di periodo mediante congiunzioni.
sindetico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di sindesi; effettuato mediante sindesi: coordinazione sindetica. 
sindone   s.f.  nell'antico mondo ebraico, lenzuolo di lino entro cui si avvolgeva il cadavere | sacra  (o santa) sindone, lenzuolo con un'impronta umana in cui, secondo la tradizione, sarebbe stato avvolto il corpo di cristo morto, e che ora si conserva nella cattedrale di torino.
sindonologia   s.f.  lo studio scientifico della sacra sindone.

sindonologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di sindonologia.
sindrome   s.f.    • 1 •   (med.) il complesso dei sintomi che denunciano una situazione morbosa senza costituire di per sé una malattia autonoma: sindrome emorragica  | in alcune espressioni è sinonimo di malattia: sindrome di down, mongolismo | sindrome da astinenza, complesso di disturbi che insorgono in individui intossicati per improvvisa privazione della sostanza a cui sono assuefatti    • 2 •   (estens.) complesso di atteggiamenti con cui si reagisce in modo abnorme a una specifica situazione critica, a un condizionamento, un pericolo ecc.
sine   avv.  (dial.) forma rafforzata di sì, caratteristica dell'uso centromeridionale.
sinechia   s.f.  (med.) anomala aderenza di due organi, e in partic. di due membrane sierose tra loro.
sinecismo   s.m.  nell'antichità greca, riunione di varie comunità o villaggi indipendenti in un'unica città od organizzazione statale.
sinecologia   s.f.  ramo dell'ecologia che studia i rapporti che esistono fra più specie di organismi.
sinecura   s.f.    • 1 •   (ant.) beneficio ecclesiastico senza obblighi di uffizi e di cura di anime    • 2 •   (estens.) incarico remunerato che non comporta grandi carichi e responsabilità di lavoro.
sineddoche   s.f.  (ret.) figura retorica che trasferisce il significato da una parola a un'altra sulla base di un rapporto di contiguità quantitativa (p. e.  la parte per il tutto, il tutto per la parte, l'individuo per la specie, il singolare per il plurale ecc.).
sine die   loc. avv.  a tempo indeterminato, senza che sia stato fissato un termine, una scadenza: la riunione è stata rinviata sine die. 
sinedrio   s.m.    • 1 •   nell'antica grecia, assemblea politica o religiosa dei rappresentanti delle città    • 2 •   presso gli antichi ebrei, nei secoli a cavallo dell'era cristiana, supremo consesso politico, religioso e giudiziario    • 3 •   (lett.  o scherz.) consesso di persone riunite per discutere e deliberare.
sinedrita   s.m.  [pl. -ti] membro del sinedrio.
sineresi   s.f.    • 1 •   figura metrica per cui, nel verso, si pronunciano come facenti parte di un'unica sillaba due o più vocali appartenenti alla stessa parola ma a due sillabe diverse    • 2 •   (chim. fis.) separazione spontanea del solvente da una massa colloidale con conseguente raggrinzimento di questa.
sineretico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di, con sineresi; prodotto da sineresi: sillaba sineretica. 
sinergia   s.f.    • 1 •   (med.) azione simultanea di due fenomeni sull'organismo, che ne potenzia i singoli effetti; sinergismo    • 2 •   (estens.) spec. pl.  integrazione di varie attività produttive e organizzative volta al conseguimento di una maggiore efficienza e di risultati economicamente più vantaggiosi    • 3 •   (fig.) azione combinata, concorso di cause.
sinergico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che presenta o provoca sinergia § sinergicamente avv. 
sinergismo   s.m.    • 1 •   (med.) sommazione degli effetti di agenti diversi; in partic., degli effetti di due farmaci | sinergismo di potenziamento, fenomeno per cui l'effetto combinato di due farmaci è maggiore della somma dei due effetti singoli    • 2 •   dottrina teologica protestante secondo cui la salvezza dell'uomo dipende non solo dalla grazia divina ma anche dal libero arbitrio umano, che può e deve cooperare con l'azione di dio; fu sostenuta da f. melantone (1497-1560).
sinesi   s.f.  (gramm.) costruzione a senso per cui un sostantivo singolare è riferito a un verbo al plurale o viceversa.
sinestesi   s.f.  (psicol.) fenomeno per cui una sensazione corrispondente a un dato senso viene associata a quella di un senso diverso (p. e.  un certo suono induce la sensazione di un certo colore).
sinestesia   s.f.    • 1 •   (psicol.) sinestesi    • 2 •   (ret.) figura retorica consistente nell'associare due termini che si riferiscono a sfere sensoriali diverse (p. e. io venni in loco d'ogne luce muto, dante inf.  v, 28).
sinfarosa    ⇨ sinforosa.
sinfisi   s.f.  (anat.) tipo particolare di articolazione che unisce due ossa per mezzo di un tessuto fibroso o cartilagineo.
sinfonia   s.f.    • 1 •   composizione musicale per orchestra, che nella forma in uso fra la metà del sec. xviii e la metà del xix si articola in quattro o tre movimenti    • 2 •   (estens.) il pezzo strumentale che spesso è posto a introduzione di un melodramma: la sinfonia del barbiere di siviglia    • 3 •   (fig.) insieme armonico di cose: una sinfonia di luci, di colori, di sapori    • 4 •   (fam.) discorso, predica o rimprovero lungo e noioso.
sinfoniale   agg.  (non com.) di sinfonia, che ha carattere di sinfonia; sinfonico.
sinfoniare   v. intr.  [io sinfonìo ecc. ; aus. avere] (lett. rar.) comporre o eseguire sinfonie; per estens., risonare musicalmente: odo sinfoniare in me le sibille della mia culla  (d'annunzio).
sinfonico   agg.  [pl. m. -ci] di sinfonia; che ha carattere o forma di sinfonia: produzione sinfonica; concerto, poema sinfonico; musica sinfonica  § sinfonicamente avv.  a modo di sinfonia; sotto l'aspetto sinfonico.
sinfonietta   s.f.  (mus.) composizione simile alla sinfonia, ma più breve e destinata a un organico orchestrale ridotto.
sinfonismo   s.m.    • 1 •   l'insieme delle caratteristiche melodiche, timbriche e strumentali che sono proprie della musica sinfonica; l'elaborazione, la composizione di sinfonie: il sinfonismo di mahler    • 2 •   il genere musicale della sinfonia: beethoven è il maggiore rappresentante del sinfonismo tedesco dell'ottocento. 
sinfonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi compone o chi esegue sinfonie.
sinforosa   o sinfarosa, s.f.    • 1 •   (non com.) ragazza leziosa; fidanzata che si comporta troppo svenevolmente | (estens.) donna già matura che nei gesti e nell'abbigliamento si atteggia a giovane    • 2 •   cappello da donna a tesa larga da portare legato sotto il mento; era in uso nel sec. xix.
singalese   o cingalese, agg.  e s.m.  e f.  appartenente alla popolazione indoaria che costituisce il gruppo etnico dominante dell'isola di ceylon, attuale stato dello sri¯ lanka  agg.  che è proprio o si riferisce all'isola di ceylon o allo stato dello sri¯ lanka.
singaporiano   agg.  di singapore, città, isola e stato della penisola indocinese  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di singapore.
singenesi   s.f.  (scient.) origine comune o contemporanea.
singenetico   agg.  [pl. m. -ci] di singenesi, relativo a singenesi: teoria singenetica  § singeneticamente avv.  per singenesi.
singhiozzare   v. intr.  [io singhiózzo ecc.]    • 1 •   piangere con singhiozzi    • 2 •   avere il singhiozzo: appena mangia, comincia a singhiozzare    • 3 •   (fig.) avanzare a sbalzi: il vecchio autobus procedeva singhiozzando. 
singhiozzio   s.m.  un singhiozzare continuato.
singhiozzo   s.m.    • 1 •   rapida inspirazione per improvvisa contrazione del diaframma, accompagnata da un suono particolare: soffrire di singhiozzo  | a singhiozzo, a singhiozzi, a sbalzi, in maniera discontinua | sciopero a singhiozzo, in cui si alternano astensioni e riprese del lavoro    • 2 •   il succedersi rapido di inspirazioni ed espirazioni convulse provocate dal pianto: scoppiare in singhiozzi. 
single   s.m.  e f. invar.  persona che vive da sola.
singleton   s.m.    • 1 •   nel bridge, la sola carta di un certo seme posseduta da un giocatore    • 2 •   (mat.) insieme cui appartenga un solo elemento.
singnatiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci caratterizzati da muso tubiforme allungato, con piccola bocca terminale; vi appartiene il cavalluccio marino | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
singolare   ant. singulare, agg.    • 1 •   (lett.) proprio di una sola cosa o persona; individuale | scendere, venire a singolar tenzone, (ant. , scherz.) battersi, confrontarsi con qualcuno | punto singolare  (o singolarità) di una curva, (mat.) punto di una curva che si distingue dagli altri per le particolari relazioni tra la funzione che rappresenta quella curva e le sue derivate in quel punto (p. e.  cuspide, nodo)    • 2 •   unico nel suo genere; particolare, insolito, straordinario o anche strano, originale: un uomo, un tipo singolare; un fatto, un caso singolare; una donna di singolare bellezza; un atteggiamento singolare, un modo di vestire singolare   agg.  e s.m.  si dice di forma grammaticale che indica una sola cosa o una sola persona: numero singolare; aggettivo, sostantivo singolare; il singolare di dei è dio   s.m.  (sport) nel tennis, partita disputata tra due giocatori § singolarmente avv.    • 1 •   a uno a uno, individualmente: rispose a tutti singolarmente    • 2 •   particolarmente, straordinariamente: un caso singolarmente strano; un uomo singolarmente ricco  | originalmente: vestire singolarmente. 
singolarista   s.m.  [pl. -sti] (sport) tennista specializzato nelle gare di singolare.
singolarità   ant. singularità, s.f.    • 1 •   l'essere singolare; originalità; peculiarità: la singolarità di un caso, di un carattere, di un'opera d'arte    • 2 •   (mat.) lo stesso che punto singolare. 
singolarizzare   v. tr.  (non com.)    • 1 •   (gramm.) ridurre al singolare    • 2 •   specificare, analizzare caso per caso.
singolo   ant. singulo, agg.    • 1 •   considerato a sé separato dagli altri: un singolo caso non conta; convocare i singoli componenti del comitato    • 2 •   uno solo, unico: documento in singola copia  | formato di un solo elemento: cannone singolo  | predisposto per una sola persona: camera, cabina singola   s.m.    • 1 •   l'individuo: la libertà, l'interesse, i diritti del singolo    • 2 •   impianto telefonico per un solo abbonato    • 3 •   nelle carrozze letto, scompartimento predisposto per un solo viaggiatore    • 4 •   (sport) imbarcazione da regata per un solo vogatore | nel tennis, partita disputata tra due giocatori.
singspiel   s.m.  genere teatrale tedesco dei secc. xviii-xix in cui parti cantate si alternavano a parti recitate, ed elementi favolistici si intrecciavano a spunti realistici e popolareschi.
singulo   e deriv.   ⇨ singolo e deriv. 
singultio   s.m.  (lett.) un singultire continuo, frequente.
singultire   v. intr.  [io singultisco, tu singultisci ecc. ; aus. avere] (lett.) singhiozzare, piangere con singulti.
singulto   s.m.  (lett.) singhiozzo: avere il singulto; scoppiare in singulti. 
siniscalcato   s.m.  la dignità, l'ufficio di siniscalco | la durata di tale ufficio.
siniscalco   s.m.  [pl. -chi] nelle corti medievali, titolo spettante al maestro di casa o ad alti dignitari.
sinistr   o sinist, inter.  si usa per indicare la sinistra nei comandi ginnici e militari.
sinistra   s.f.    • 1 •   la mano sinistra; il lato, la direzione a essa corrispondenti: scrivere con la sinistra; la casa è sulla sinistra della piazza; voltare a sinistra  | a destra e a sinistra, (fig.) qui e là, dappertutto    • 2 •   in parlamento, l'insieme dei partiti i cui deputati siedono alla sinistra del presidente e che costituiscono tradizionalmente l'ala progressista e radicale del parlamento stesso; per estens., l'insieme degli schieramenti politici e culturali, dei movimenti d'opinione che operano nella società in senso progressista, radicale o rivoluzionario: la sinistra italiana; sinistra extraparlamentare; militante, giornale di sinistra    • 3 •   sinistra hegeliana, (filos.) una delle correnti sviluppatesi in seno alla scuola filosofica di hegel, rappresentata principalmente da d. f. strauss, l. feuerbach e k. marx    • 4 •   (mar.) in una nave o un'imbarcazione, la parte sinistra per chi guarda verso prua.
sinistrare   v. tr.  colpire, danneggiare gravemente: l'alluvione ha sinistrato la città  | v. intr.  [aus. avere] (ant.)    • 1 •   opporsi | tergiversare    • 2 •   andar male    • 3 •   infuriare, imperversare | sinistrarsi v. rifl.  (ant.) scomodarsi: vostra signoria ha pur voluto fare a suo modo in sinistrarsi e disagiarsi  (bembo).
sinistrato   part. pass.  di sinistrare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato colpito, danneggiato da un sinistro: casa sinistrata dai bombardamenti; provvidenze in favore dei sinistrati. 
sinistrese   s.m.  (iron.) il linguaggio di chi si professa militante della sinistra italiana, quando è intessuto di luoghi comuni e frasi fatte.
sinistrismo   s.m.    • 1 •   (non com.) lo stesso che mancinismo    • 2 •   in politica, in cultura, in arte ecc., propensione per idee o posizioni di sinistra (per lo più spreg.).
sinistro   agg.    • 1 •   si dice di ciò che nel corpo umano sta dalla parte del cuore e anche di tutto ciò che si trova nel lato o nella direzione corrispondente (si contrappone a destro): occhio, braccio sinistro; il lato sinistro della strada    • 2 •   (fig.) di cattivo augurio, funesto: un sinistro presagio  | minaccioso, truce, bieco: un individuo, un ambiente sinistro; un'occhiata sinistra   s.m.    • 1 •   disgrazia, disastro; incidente (spec. nel linguaggio burocratico e delle assicurazioni): sinistro stradale    • 2 •   (sport) nel pugilato, il pugno sinistro e il colpo sferrato con tale pugno: avere un buon sinistro; un sinistro al mento  | nel calcio, il piede sinistro e il tiro eseguito con tale piede: tirare, stoppare di sinistro; segnare con un sinistro rasoterra  § sinistramente avv.  in modo sinistro, minaccioso; funestamente.
sinistrocherio   s.m.  (arald.) il braccio sinistro che sporge dal lato destro dello scudo.
sinistrogiro   agg.  lo stesso che levogiro. 
sinistroide   agg.  e s.m.  che, chi propende politicamente per la sinistra (per lo più spreg.  o scherz.).
sinistrorso   agg.    • 1 •   che procede da destra a sinistra: scrittura sinistrorsa    • 2 •   (scient. , tecn.) che gira nel senso opposto a quello delle lancette dell'orologio: vite sinistrorsa; movimento sinistrorso   agg.  e s.m.  [f. -a] (scherz.) che, chi ha tendenze politiche di sinistra; sinistroide.
sinistrosità   s.f.  nel linguaggio delle assicurazioni, il numero o la percentuale di sinistri relativi a un'area geografica, a una categoria di assicurati o a uno specifico assicurato: indice di sinistrosità. 
sinizesi   s.f.  lo stesso che sineresi, ma con riferimento soprattutto alla metrica greca.
sinking fund   loc. sost. m. invar.  (econ.) fondo di ammortamento dei titoli, accantonato periodicamente da una società per il riscatto di obbligazioni e altri titoli.
sinmelia    ⇨ simmelia.
sino    ⇨ fino 1.
sino-  sino- primo elemento di parole composte, deriv. del lat. mediev. sina  'cina'; indica 'cina' o fa riferimento alla cina (sinologo).
sinodale   agg.  del sinodo; prescritto da un sinodo | età sinodale, l'età minima (40 anni) prescritta dal concilio di trento per le domestiche dei preti; (fig. scherz.) età piuttosto matura § sinodalmente avv.    • 1 •   in sinodo    • 2 •   secondo le prescrizioni sinodali.
sinodico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (astr.) relativo alla congiunzione di due o più astri | rivoluzione sinodica, intervallo di tempo intercorrente tra due congiunzioni di un pianeta col sole | mese sinodico, intervallo fra due noviluni successivi; lunazione    • 2 •   (non com.) del sinodo, sinodale.
sinodo   s.m.  concilio ecclesiastico: sinodo diocesano, la riunione dei sacerdoti di una diocesi, indetta dal vescovo per trattare argomenti relativi alla cura pastorale; sinodo provinciale, riunione dei vescovi di una provincia ecclesiastica presieduta dal metropolita; sinodo ecumenico, concilio ecumenico.
sinolo   s.m.  nella filosofia aristotelica, composto di forma e materia che costituisce la sostanza individuale concreta.
sinologia   s.f.  studio della lingua, della cultura e della civiltà cinese.
sinologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi  o -ghi] studioso di sinologia.
sinonimia   s.f.  (ling.) uguaglianza di significato tra due o più vocaboli; l'essere sinonimo: tra viso e volto c'è sinonimia  | (estens.) il sinonimo stesso: fare uso di sinonimie. 
sinonimico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di sinonimo, dei sinonimi; relativo alla sinonimia: formazione, espressione sinonimica; dittologia sinonimica, coppia di sinonimi § sinonimicamente avv.  a modo di sinonimo; per mezzo di un sinonimo.
sinonimizzare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) abusare nell'uso dei sinonimi.
sinonimo   agg.  e s.m.  (ling.) si dice di parola che ha sostanzialmente lo stesso significato di una o più parole, anche se presenta differenti sfumature e ha un diverso uso stilistico ed espressivo (p. e. spada  e brando, faccia  e vólto).
sinopia   s.f.    • 1 •   varietà di ocra rossa | filo della sinopia, corda sottile che muratori e falegnami colorano di ocra rossa e poi tendono e fanno scattare sulle pareti o sulle tavole di legno per tracciarvi linee diritte    • 2 •   disegno preparatorio di un affresco, eseguito sull'intonaco.
sinopsi   s.f.    • 1 •   (non com.) sinossi    • 2 •   soggetto cinematografico allo stato di abbozzo.
sinora   sin ora  ⇨ finora.
sinossi   s.f.  esposizione sintetica e sistematica di una materia: sinossi di storia, di letteratura italiana  | sinossi evangelica, la disposizione dei vangeli (quelli di matteo, marco e luca, detti appunto sinottici) su colonne parallele, che ha lo scopo di mettere in rilievo le parti comuni e quelle specifiche di ciascun testo.
sinostosi   s.f.  (med.) processo di fusione di due ossa contigue; può essere effetto dell'evoluzione fisiologica durante lo sviluppo o derivare da cause patologiche.
sinotibetano   agg.  si dice di un gruppo di lingue comprendente il cinese e il tibetano.
sinottico   agg.  [pl. m. -ci] che permette di avere una visione simultanea delle varie parti di un complesso | carte sinottiche, quelle, a uso dei naviganti, che presentano le condizioni meteorologiche di varie regioni in un dato momento | tavole sinottiche, esposizione sommaria di una materia su fogli divisi in colonne, in ciascuna delle quali sono disposti secondo lo stesso ordine i dati e le notizie relativi ad argomenti affini | vangeli sinottici, i tre vangeli di matteo, marco e luca, nei quali l'esposizione presenta uno svolgimento in gran parte parallelo § sinotticamente avv.  in forma sinottica, per sinossi.
sinovia   s.f.  (anat.) liquido giallastro e viscoso che è presente nelle cavità delle articolazioni e ne facilita i movimenti.
sinoviale   agg.  (anat.) di sinovia: liquido sinoviale  | membrane sinoviali, sottili membrane delle cavità articolari che secernono la sinovia.
sinovite   s.f.  (med.) infiammazione della membrana sinoviale.
sinsemantico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di parola che di per sé non ha significato pieno, ma lo acquista in relazione alle altre parole con cui compare in un contesto.
sinsepalo   agg.  (bot.) lo stesso che gamosepalo. 
sintagma   s.m.  [pl. - mi] (ling.) combinazione di due o più elementi linguistici dotata di valore sintattico autonomo, compiuto | sintagma nominale, verbale, nella grammatica generativa, elementi di base della frase costituiti dal nome o dal verbo seguiti da proprie determinazioni (p. e.  la frase il padre di marco legge il giornale  è formata dal sintagma nominale il padre di marco  e dal sintagma verbale legge il giornale).
sintagmatico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) relativo a sintagma; in partic., che concerne gli elementi di un contesto linguistico considerati nella loro successione: rapporti sintagmatici, i rapporti intercorrenti tra gli elementi che si succedono nella frase (in contrapposizione a rapporti paradigmatici) § sintagmaticamente avv.  dal punto di vista sintagmatico.
sintantoché   cong.  (non com.) fintantoché.
sintassi   s.f.    • 1 •   (ling.) lo studio delle relazioni che si istituiscono nella frase tra le parti che la compongono (parole, monemi, morfemi, sintagmi) e tra queste e le funzioni (soggetto, predicato, oggetto, complementi ecc.) o le categorie (di tempo, di spazio, di riferimento agli interlocutori ecc.) inerenti a una lingua: sintassi storica; sintassi descrittiva; sintassi strutturalistica, informata ai principi dello strutturalismo linguistico | l'insieme delle norme che, in generale o in una data lingua, regolano le relazioni anzidette: la sintassi del nome; la sintassi del verbo in italiano  | il testo che elabora uno studio di tali norme o le ordina ed espone a scopo didattico: scrivere una sintassi generale; consultare una sintassi latina    • 2 •   in logica matematica, l'insieme delle regole che, in un linguaggio formale, presiedono alla formazione delle espressioni e delle loro successioni caratterizzabili come dimostrazioni, indipendentemente dal loro significato | in semiotica, lo stesso che sintattica    • 3 •   (estens.) il complesso delle relazioni significative o funzionali che si stabiliscono tra le componenti di una rappresentazione pittorica, filmica, teatrale ecc.    • 4 •   (inform.) sistema di regole in cui va formulata un'istruzione da far eseguire all'elaboratore.
sintattica   s.f.  settore della semiotica che studia le relazioni tra i segni indipendentemente dal loro significato e da chi ne fa uso.
sintattico   agg.  [pl. m. -ci] di, della sintassi: regole sintattiche  | fonetica sintattica, quella che studia i fenomeni di adattamento fonetico delle parole all'interno dei vari contesti § sintatticamente avv.  per quanto riguarda la sintassi: un periodo sintatticamente corretto. 
sinterizzare   v. tr.  (metall.) sottoporre a sinterizzazione.
sinterizzato   part. pass.  di sinterizzare   agg.  prodotto mediante sinterizzazione: mola sinterizzata. 
sinterizzazione   s.f.  (metall.) processo di produzione di oggetti mediante compressione e successivo riscaldamento di polveri metalliche, ceramiche o di altra natura a una temperatura di poco inferiore a quella del loro punto di fusione.
sintesi   s.f.    • 1 •   processo di unificazione di varie parti o elementi o termini in un tutto    • 2 •   (filos.) nella dialettica hegeliana, il concetto o il giudizio più comprensivo che supera e unifica posizioni opposte | sintesi a priori, nella filosofia kantiana, l'atto della conoscenza in quanto unificazione delle intuizioni sensibili, compiuta dal soggetto mediante le forme a priori dell'intelletto    • 3 •   (estens.) fusione di diversi elementi essenziali e caratteristici; anche, il risultato di tale fusione: il medioevo è sintesi di romanità e germanesimo    • 4 •   (estens.) compendio, esposizione riassuntiva: avere capacità di sintesi; una sintesi della storia europea dell'ultimo cinquantennio  | in sintesi, in modo breve e conciso: dire, esporre in sintesi; la situazione, in sintesi, è questa    • 5 •   (chim.) processo di preparazione di un composto chimico mediante una o più reazioni (spesso con l'intervento di catalizzatori) fra elementi o sostanze naturali esistenti allo stato libero o preparabili facilmente: prodotto di sintesi  | sintesi clorofilliana, (chim. biol.) fotosintesi | sintesi proteica, (chim. biol.) l'insieme delle reazioni chimiche cellulari che conducono alla costruzione delle proteine    • 6 •   (estens.) il produrre o il riprodurre artificialmente qualcosa di esistente in natura: sintesi vocale del parlato, riproduzione elettroacustica computerizzata della voce umana.
sinteticità   s.f.  l'essere sintetico; qualità di ciò che è sintetico: la sinteticità di una mente, di un giudizio. 
sintetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che costituisce una sintesi o risulta da una sintesi | giudizio sintetico, nella filosofia kantiana, quello in cui il predicato esprime una nozione non implicita in quella del soggetto, ed è pertanto informativo; si contrappone a giudizio analitico  | metodo sintetico, metodo di dimostrazione o di esposizione di una scienza, in cui dalle nozioni più semplici e generali si passa gradualmente a nozioni più complesse e determinate; è il metodo usato nella geometria    • 2 •   (estens.) conciso, alieno dalle minuzie; limitato all'essenziale: ricostruzione sintetica dei fatti  | atto alla sintesi: mente sintetica; capacità, doti sintetiche, di sintesi    • 3 •   (ling.) si dice di lingua nella quale i rapporti sintattici sono realizzati per mezzo di desinenze, affissi, variazioni tematiche: il latino è una lingua sintetica    • 4 •   (chim.) si dice di sostanze od oggetti che vengono ottenuti artificialmente, mediante sintesi chimiche, e che possono essere uguali a quelli naturali oppure non esistere in natura: diamante sintetico; insulina sintetica; fibre sintetiche    • 5 •   (estens.) prodotto artificialmente e non naturalmente (anche se con materiali naturali); artificiale § sinteticamente avv.    • 1 •   in sintesi, in modo sintetico: esporre sinteticamente i fatti    • 2 •   (chim.) per via di sintesi: sostanze ottenute sinteticamente. 
sintetismo   s.m.  (filos.) ogni dottrina che ammette un principio unitario o una connessione di tutte le cose, pur riconoscendo la molteplicità dei loro aspetti e delle loro nature.
sintetizzare   v. tr.    • 1 •   riunire in sintesi; esporre in forma sintetica, riassumere (anche assol.): sintetizzare i risultati della ricerca scientifica; sintetizzare un discorso; è necessario sintetizzare    • 2 •   (chim.) ottenere, produrre per sintesi: sintetizzare un composto    • 3 •   (elettron.) produrre un segnale mediante la combinazione di opportune componenti armoniche.
sintetizzato   part. pass.  di sintetizzare   agg.  nei sign. del verbo | in partic., si dice di voce simile alla voce umana, prodotta con mezzi elettronici.
sintetizzatore   s.m.  (mus.) strumento elettronico costituito da un insieme coordinato di moduli in grado di produrre una gamma vastissima di suoni e timbri | sintetizzatore analogico, in cui la tensione elettrica varia analogamente alla variazione di pressione dell'aria | sintetizzatore digitale, i cui moduli e collegamenti sono realizzati da un elaboratore opportunamente programmato.
sintetizzazione   s.f.  il sintetizzare, l'essere sintetizzato.
sintoamplificatore   s.m.  apparecchio che comprende in un unico sistema un amplificatore e un sintonizzatore.
sintogramma   s.m.  [pl. -mi] in un apparecchio radioricevente, quadro che indica le stazioni su cui esso può essere sintonizzato per mezzo di un apposito indice mobile.
sintomaticità   s.f.  l'essere sintomatico.
sintomatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) che riguarda i sintomi, che costituisce un sintomo: fenomeno sintomatico  | terapia sintomatica, che si limita a combattere i sintomi di una malattia, senza affrontarne le cause: la terapia sintomatica del raffreddore, dell'influenza    • 2 •   (fig.) che è indizio di qualcosa; significativo: è sintomatico che non sia venuto all'appuntamento  § sintomaticamente avv. 
sintomatologia   s.f.  (med.) il complesso dei sintomi di una malattia.
sintomo   s.m.    • 1 •   (med.) fenomeno con cui si manifesta una malattia : sintomi soggettivi, avvertiti esclusivamente dal paziente; sintomi oggettivi, rilevabili all'esame clinico da parte del medico    • 2 •   (fig.) indizio, segno: i primi sintomi della rivolta; è un buon sintomo che si voglia venire a un accordo. 
sintonia   s.f.    • 1 •   (fis.) uguaglianza di periodo tra grandezze o fenomeni periodici; sincronismo | in radiotecnica, condizione di due circuiti oscillanti nei quali la frequenza delle oscillazioni elettriche è uguale: mettere in sintonia, nelle telecomunicazioni, accordare il circuito ricevente con la frequenza d'onda di una stazione trasmittente; comando di sintonia, dispositivo che consente la messa in sintonia    • 2 •   (fig.) corrispondenza, accordo, armonia: essere in sintonia con qualcuno, con qualcosa. 
sintonico   agg.  [pl. m. -ci] che è in sintonia.
sintonismo   s.m.  (non com.) l'essere in sintonia.
sintonizzare   v. tr.    • 1 •   in radiotecnica, mettere in sintonia due circuiti oscillanti: sintonizzare un radioricevitore su una stazione trasmittente    • 2 •   (fig.) armonizzare: sintonizzare i movimenti del corpo col suono della musica  | sintonizzarsi v. rifl.    • 1 •   mettersi in sintonia: sintonizzarsi su un canale televisivo    • 2 •   (fig.) armonizzarsi, essere in accordo: sintonizzarsi con le idee di qualcuno. 
sintonizzatore   s.m.  in un apparecchio radioricevente, il dispositivo che consente di sintonizzarsi su diverse radiofrequenze | l'apparecchio radioricevente stesso.
sintonizzazione   s.f.  il sintonizzare, il sintonizzarsi, l'essere sintonizzato.
sintropia   s.f.  (fis.) supposta grandezza inversa all'entropia, che caratterizzerebbe gruppi di fenomeni collegati tra loro da una medesima finalità e tendenti alla costruzione di un sistema sempre più ordinato e differenziato.
sintropico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) di, relativo a sintropia.
sinuato   agg.  (bot.) che presenta rientranze, ondulazioni: foglia sinuata. 
sinuosità   s.f.  l'essere sinuoso: la sinuosità di una strada di montagna  | la parte sinuosa: le sinuosità di una costa. 
sinuoso   agg.  che presenta curve frequenti: sentiero sinuoso; linee sinuose  § sinuosamente avv. 
sinusite   s.f.  (med.) infiammazione, acuta o cronica, dei seni paranasali.
sinusitico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a sinusite.
sinusoidale   agg.  (mat.) che ha forma di sinusoide.
sinusoide   s.f.  (mat.) diagramma della funzione trigonometrica seno; ha un andamento regolare a onde.
sionismo   s.m.  movimento politico e culturale ebraico sorto alla fine del sec. xix per opera dello scrittore th. herzl (1860-1904) con lo scopo di ricondurre gli ebrei nell'antica terra di israele per costituirvi una comunità nazionale | dopo la proclamazione dello stato d'israele (1948), movimento internazionale d'opinione che sostiene il diritto alla sua esistenza.
sionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, sostenitore del sionismo | usato anche come agg.  : movimento sionista. 
sionistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il sionismo, i sionisti: tendenze sionistiche. 
siparietto   s.m.    • 1 •   dim.  di sipario  | sorta di sipario supplementare leggero, talora semitrasparente, che viene calato fra un quadro e l'altro per consentire i cambiamenti di scena    • 2 •   nel teatro di rivista, breve numero eseguito durante un cambio di scena sul proscenio, davanti al siparietto abbassato.
sipario   s.m.  nei teatri, grande tendaggio di stoffa pesante che può essere calato dall'alto o fatto scorrere lateralmente e serve a impedire la vista del palcoscenico dalla sala durante le pause della rappresentazione: alzare, calare il sipario, cominciare, finire la rappresentazione | calare il sipario su un avvenimento, su un episodio, (fig.) non parlarne più, considerarlo definitivamente concluso. dim. siparietto. 
siparista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nei teatri, chi è addetto alla manovra del sipario.
sipunculidi   o sipunculoidi [si-pun-cu-lòi-di], s.m. pl.  (zool.) ordine di vermi marini dal corpo cilindrico e tozzo provvisto di proboscide | sing.  [-e] ogni verme appartenente a tale ordine.
sir   s.m. invar.  titolo onorifico inglese che si premette al nome di battesimo di baronetti e cavalieri: sir edward; sir winston churchill  | titolo di cortesia con cui in gran bretagna ci si rivolge a un uomo.
siracusano   agg.  di siracusa  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di siracusa.
sire   s.m.  (ant. , lett.) signore; re, sovrano | anche come forma allocutiva: sire, il popolo è in rivolta. 
sirena   (1) ant. serena, s.f.    • 1 •   nella mitologia classica, creatura con l'aspetto di fanciulla nella parte superiore del corpo e di uccello o anche (in rielaborazioni tarde del mito diventate prevalenti nella tradizione) di pesce nella parte inferiore, che ammaliava i naviganti col canto facendoli naufragare e annegare | canto di sirena, (fig.) molto soave. dim. sirenetta    • 2 •   (estens.) donna affascinante, ammaliatrice    • 3 •   (zool.) anfibio urodelo delle acque dolci americane, con corpo serpentiforme provvisto dei soli arti anteriori e di caratteristici ciuffi di branchie ai lati del capo.
sirena   (2) s.f.  apparecchio acustico elettromeccanico ad aria compressa o completamente elettronico, capace di produrre suoni prolungati e forti, di frequenza variabile; viene utilizzato come segnale orario nelle fabbriche o nei cantieri (all'inizio e alla fine dei turni di lavoro), per segnalazioni di navigazione sulle navi o come segnale di precedenza assoluta sui veicoli della polizia e dei vigili del fuoco e sulle ambulanze: il fischio, l'urlo della sirena; la sirena della nave  | sirena d'allarme, in tempo di guerra, il segnale che avverte la popolazione dell'avvicinarsi di aerei nemici | sirena antifurto, quella montata su automezzi o in abitazioni per segnalare i tentativi di effrazione.
sirenetta   s.f.    • 1 •   dim.  di sirena    • 1 •   | ragazza bella e seducente    • 2 •   (mus.) organetto con uno o più registri per imitare il canto degli uccelli.
sirenii   s.m. pl.  (zool.) ordine di grandi mammiferi acquatici con corpo fusiforme, testa e collo distinti dal tronco, pinna caudale orizzontale, arti posteriori rudimentali e anteriori trasformati in pinne | sing.  [-ne] ogni mammifero di tale ordine.
siriaco   agg.  [pl. m. -ci] della siria, come regione storica: guerre siriache   s.m.  dialetto aramaico orientale che venne utilizzato come lingua di cultura dalla chiesa cristiana di siria.
siriano   agg.  della siria, come stato moderno: l'economia siriana   s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della siria    • 2 •   dialetto arabo parlato attualmente in siria.
sirice   s.m.  (zool.) genere di grossi insetti simili a calabroni dall'addome a strisce gialle e nere, che scavano lunghe gallerie nel legno delle conifere provocando gravi danni (ord.  imenotteri).
sirima    ⇨ sirma.
siringa   s.f.    • 1 •   (mus.) strumento aerofono a fiato, usato dalle popolazioni pastorali dell'antica grecia e attualmente da vari popoli asiatici e sudamericani; è formato da una serie di canne di lunghezza decrescente, vuote e otturate in fondo, poste l'una accanto all'altra in modo che le imboccature siano a pari livello: la siringa di pan    • 2 •   apparecchio, generalmente di vetro o di plastica, costituito da un tubetto con stantuffo, in cui si innesta un ago forato, usato per iniettare liquidi medicinali nell'organismo o per prelevarne sangue o altri liquidi organici: siringa monouso, siringa sterilizzata di plastica, che si usa per una sola iniezione o un solo prelievo e poi si getta via    • 3 •   arnese di cucina costituito da uno stantuffo terminante in un'estremità a forma di cono, usato per introdurre la crema nei dolci e per eseguire decorazioni con crema o panna su torte, tartine ecc.    • 4 •   (bot.) lillà.
siringare   v. tr.  [io siringo, tu siringhi ecc.] (med.)    • 1 •   introdurre l'ago di una siringa in una cavità naturale o patologica dell'organismo per immettervi un liquido medicamentoso o, più spesso, per svuotarla dai liquidi che vi si siano raccolti: siringare la sinovia; siringare un ascesso polmonare    • 2 •   (rar.) cateterizzare.
siringatura   s.f.  (med.) operazione del siringare.
siringe   s.f.  organo vocale degli uccelli situato alla base della trachea e formato da una struttura ossea o cartilaginea cui si collegano muscoli motori.
sirma   o sirima [sì-ri-ma] nel sign. 2, s.f.    • 1 •   veste lunga fino a terra che gli antichi attori e attrici indossavano quando rappresentavano parti di re o di regina    • 2 •   (metr.) nella canzone lirica, la seconda parte della stanza, dopo la fronte, alla quale è talora collegata per mezzo di un verso detto chiave; può essere a sua volta divisa in due parti di uguale struttura, dette volte. 
siro   agg.  siriaco  s.m.  [f. -a] nativo, abitante dell'antica siria.
sirocchia   o serocchia, s.f.  (ant.) sorella: colui che mostra sé più negligente / che se pigrizia fosse sua serocchia  (dante purg.  iv, 110-111).
sirocco    ⇨ scirocco.
siroppo    ⇨ sciroppo.
sirtaki   s.m. invar.  canto e danza popolare greci fortemente cadenzati, diffusi soprattutto a creta.
sirte   s.f.  (lett.)    • 1 •   banco sabbioso mobile, pericoloso per la navigazione    • 2 •   (fig.) insidia.
sirtico   agg.  [pl. m. -ci] della sirte, delle sirti: deserto sirtico; regioni sirtiche. 
sirventese   o serventese, s.m.    • 1 •   componimento poetico provenzale in forma di canzone    • 2 •   componimento poetico italiano in uso nei secc. xiii-xv, di argomento morale, religioso o politico, in forma non fissa e in metri diversi variamente rimati.
sisal   o sisalana [si-sa-là-na], s.f.  fibra tessile ricavata da una varietà di agave.
sisaro   s.m.  pianta erbacea con piccoli fiori raccolti in ombrella e con radice ingrossata, da cui si estrae alcol e amido (fam.  ombrellifere).
sisma   o sismo, s.m.  [pl. - smi] movimento di una parte più o meno vasta della crosta terrestre; scossa tellurica.
sismica   s.f.  tecnica di rilevamento geologico consistente nel provocare artificialmente vibrazioni nei terreni, dall'esame delle quali è possibile stabilire la composizione di essi.
sismicità   s.f.  l'essere soggetto a sismi; caratteristica di un'area sismica: una regione ad alta, bassa sismicità. 
sismico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di terremoto, relativo ai movimenti tellurici: fenomeno sismico; lampo, boato sismico, quelli che spesso accompagnano i terremoti; osservatorio sismico, in cui si osservano, si registrano e si studiano i fenomeni sismici; area, zona sismica  (o a rischio sismico), dove i terremoti avvengono con maggiore frequenza; carta sismico, carta geologica che riporta le zone sismiche di un territorio; ingegneria sismica, quella che studia tecniche costruttive atte alla realizzazione di edifici resistenti ai sismi    • 2 •   relativo alla sismica § sismicamente avv.  dal punto di vista sismico.
sismo    ⇨ sisma.
sismo-  sismo- -sismo primo e secondo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, dal gr. seismós  'scossa', deriv. di séiein  'scuotere'; indica 'terremoto, movimento tellurico' (sismografia; bradisismo).
sismografia   s.f.  tecnica di registrazione dei sismi per mezzo del sismografo.
sismografico   agg.  [pl. m. -ci] di sismografia, di sismografo: registrazione sismografica. 
sismografo   s.m.  strumento usato per registrare le vibrazioni della crosta terrestre.
sismogramma   s.m.  [pl. -mi] registrazione grafica delle vibrazioni della crosta terrestre ottenuta mediante sismografo.
sismologia   s.f.  scienza che studia le scosse telluriche e gli altri movimenti spontanei della crosta terrestre.
sismologico   agg.  [pl. m. -ci] di sismologia § sismologicamente avv.  dal punto di vista della sismologia.
sismologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di sismologia.
sissignora   o sì signora, avv.    • 1 •   risposta affermativa rivolta a donna cui si porta rispetto (se le donne sono più d'una, sissignore)    • 2 •   (iron.) certo, proprio così: ho deciso di partire, sissignora!. 
sissignore   o sì signore, avv.    • 1 •   risposta affermativa rivolta a persona di rango superiore; è propria dell'uso militaresco (se le persone sono più di una, sissignori)    • 2 •   (iron.) certo, proprio così: ho deciso di partire, sissignore!. 
sissizio   s.m.  nell'antichità greca, spec. a sparta e a creta, pasto in comune di un gruppo di cittadini in cui ognuno era tenuto alla relativa contribuzione; costituiva, di fatto, un riconoscimento della piena cittadinanza.
sistema   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   ciò che è costituito da più elementi interdipendenti, uniti tra loro in modo organico | sistema sociale, l'insieme dei rapporti e delle interazioni esistenti tra componenti di un corpo sociale | sistema economico, l'insieme dei rapporti che si stabiliscono tra gruppi di individui in relazione alle attività produttive, ai modi di produzione e allo scambio dei beni | sistema musicale, insieme di rapporti che collegano gli elementi di un determinato linguaggio musicale; anche, la sua codificazione teorica: sistema tonale, temperato, dodecafonico  | in economia e in diritto: sistema monetario, insieme formato dall'unità monetaria di uno stato e dai multipli e sottomultipli di essa; sistema monetario internazionale, insieme delle istituzioni e delle norme che regolano i rapporti fra le banche centrali e i rapporti di scambio tra le monete dei diversi paesi; sistema bancario, l'insieme delle banche e degli istituti di credito a medio-lungo termine posti sotto il controllo della banca centrale; sistema tributario, complesso delle regole e degli strumenti organizzativi che presiedono al reperimento delle entrate pubbliche di uno stato | in chimica: sistema cristallino, cristallografico, ognuno dei raggruppamenti di forme cristalline caratterizzato da un particolare tipo di simmetria; sistema periodico degli elementi, disposizione di tutti gli elementi chimici, secondo l'ordine crescente del loro numero atomico, in una tavola (p. e.  quella elaborata dal chimico russo d. i. mendeleev) che mette in evidenza il ricorrere di proprietà simili | sistema solare, (astr.) il sole e l'insieme di pianeti, satelliti, comete e altri corpi celesti che gravitano intorno a esso    • 2 •   nell'ambito del suo significato generale, il termine assume accezioni particolari all'interno delle varie discipline | (filos.) complesso ordinato di cognizioni e ragionamenti che scaturiscono da determinati assiomi o principi fondamentali: il sistema tomistico, hegeliano  | (astr.) complesso di ipotesi destinate a spiegare il meccanismo dei corpi celesti: sistema tolemaico, copernicano  | (mat.) complesso di enti geometrici e matematici messi in relazione reciproca da leggi basate su alcuni postulati fondamentali convenzionali: un sistema di assi cartesiani; il sistema metrico decimale; sistema di equazioni, insieme di equazioni che ammettono le medesime soluzioni | (ling.) insieme concatenato e organico di forme e funzioni linguistiche: sistema morfologico, sintattico, fonematico; sistema di segni, in semiologia, complesso organico e codificato di segni convenzionali in uso in una comunità e aventi funzioni comunicative | (fis.) insieme di elementi coordinati al conseguimento di un effetto: sistema di leve; sistema ottico  | (biol.) complesso delle parti di un organismo che concorrono allo svolgimento di una determinata funzione; apparato : sistema linfatico, nervoso; sistema respiratorio, circolatorio  | (geol.) complesso di strati sedimentari formatisi durante un periodo geologico | (geog.) complesso degli elementi omogenei di un territorio: sistema orografico, idrografico | teoria, scienza dei sistemi, quella che studia i principi di funzionamento dei sistemi complessi (dalle reti telefoniche agli organismi viventi), la loro progettazione e la loro regolazione    • 3 •   l'organizzazione politica, economica e sociale di uno stato: sistema monarchico, repubblicano; sistema socialista, capitalistico  | (assol.) lo stato, in quanto organizzazione che esercita un potere; regime: integrarsi nel sistema, essere fuori del sistema, essere, non essere parte del sistema socio-politico dominante    • 4 •   complesso di procedimenti finalizzati alla realizzazione di un progetto; metodo: un razionale sistema di irrigazione, di insegnamento  | modo di comportarsi, di agire; condotta: sistema di vita; usare il sistema forte, ricorrere a mezzi drastici    • 5 •   nel gioco del calcio, particolare tattica introdotta in italia intorno al 1940, diretta a realizzare una più efficace marcatura degli avversari e a dare maggiore verticalità al gioco, in contrapposizione alla disposizione a linee orizzontali del cosiddetto metodo    • 6 •   nei giochi basati sui pronostici, qualsiasi metodo statistico che consenta di giocare in modo più razionale; anche, l'insieme dei pronostici basati su tale metodo: giocare un sistema al totocalcio.  dim. sistemino  accr. sistemone    • 7 •   (inform.) insieme dei componenti hardware di un elaboratore; configurazione | sistema (di elaborazione), insieme dei componenti hardware e software di un elaboratore; anche, insieme di uomini, macchine, programmi e strutture di servizio che operano come entità autosufficiente nell'elaborazione dei dati | sistema (operativo), insieme speciale di programmi che gestisce le risorse di un elaboratore (memorie periferiche, programmi, dati ecc.) e tutte le operazioni di input e output possibili con esse: comandi di sistema; disco di sistema, disco magnetico contenente il sistema operativo | sistema esperto, insieme di programmi (tra cui un programma di ragionamento automatico, una base di conoscenze e un'interfaccia utente) in grado di risolvere automaticamente problemi anche complessi relativi a un settore specialistico di conoscenze, che esso è in grado di ampliare progressivamente senza ricevere ulteriori istruzioni dall'esterno | sistema informativo, in un'azienda, insieme coordinato di risorse umane e materiali che, sfruttando le procedure automatiche di elaborazione dei dati, è in grado di cercare, raccogliere, memorizzare, comunicare e impiegare informazioni utili all'attività aziendale.
sistemare   v. tr.  [io sistèmo ecc.]    • 1 •   dare un'organizzazione sistematica a una materia; organizzare più elementi in un sistema    • 2 •   mettere in ordine, mettere a posto; dare un assetto opportuno a qualcosa: sistemare la casa; ho sistemato gli scatoloni in soffitta; sistemare gli appunti  | definire, regolare, risolvere: sistemare una lite, una vertenza    • 3 •   collocare in un alloggio: i parenti vennero sistemati in albergo    • 4 •   procurare un'occupazione, un lavoro: sistemare il figlio in banca    • 5 •   far sposare, spec. in modo economicamente vantaggioso: ha sistemato tutte e tre le figlie    • 6 •   (fam.) punire; dare una lezione a qualcuno, metterlo al suo posto: ora lo sistemo io!  | sistemarsi v. rifl.    • 1 •   mettersi a posto; trovare un alloggio: aspetta di sistemarsi; ci siamo sistemati in periferia    • 2 •   trovare un impiego: si è sistemato nell'azienda del padre    • 3 •   sposarsi, metter su famiglia: i suoi figli si sono tutti sistemati. 
sistemata   s.f.  il sistemare, l'essere sistemato in fretta, alla meglio.
sistematica   s.f.  (scient.) metodo per ordinare un insieme di conoscenze in un sistema | sistematica botanica, zoologica, ramo della biologia che classifica gli organismi vegetali o animali in base alle loro affinità | sistematica chimica, insieme di procedimenti, da eseguire in una determinata sequenza, per l'analisi qualitativa di miscele di sostanze inorganiche.
sistematicità   s.f.  qualità di ciò che è sistematico.
sistematico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che costituisce un sistema o appartiene a un sistema: classificazione sistematica  | (filos.) che tende a costituire un sistema o a ordinarsi in un sistema    • 2 •   eseguito secondo un sistema; che avviene secondo precise leggi, con regolarità: metodo, lavoro, fenomeno sistematico  | metodico, preciso: uno studioso sistematico; una mente sistematica    • 3 •   puntiglioso, fatto per principio, per partito preso: una opposizione sistematica   s.m.  [f. -a] studioso di biologia che si occupa della classificazione degli organismi, tassonomista § sistematicamente avv.    • 1 •   in modo sistematico, secondo un sistema: procedere sistematicamente    • 2 •   sempre, regolarmente: arrivare sistematicamente in ritardo  | per principio, per partito preso: si rifiuta sistematicamente di rispondere. 
sistematizzare   v. tr.  rendere sistematico; ordinare, classificare secondo un determinato sistema.
sistematizzazione   s.f.  il sistematizzare, l'essere sistematizzato.
sistemazione   s.f.  il sistemare, il sistemarsi, l'essere sistemato: una sistemazione inadeguata della materia; una razionale sistemazione dei mobili; ha trovato una buona sistemazione, un buon impiego, un buon alloggio.
sistemica   s.f.  sistemistica.
sistemico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di un sistema, che concerne un sistema | affezioni, malattie sistemiche, (med.) che interessano un intero sistema (p. e.  il sistema nervoso)    • 2 •   sistemistico § sistemicamente avv.  dal punto di vista sistemico.
sistemista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   studioso di teoria dei sistemi    • 2 •   (inform.) analista di sistemi    • 3 •   nel gioco del calcio, chi applica la tattica del sistema    • 4 •   nei giochi basati su pronostici, chi utilizza un sistema per effettuare le giocate.
sistemistica   s.f.  scienza, teoria dei sistemi.
sistemistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla sistemistica.
sistilo   agg.  e s.m.  (arch.) si dice di intercolunnio di ampiezza pari a due volte il diametro di una colonna; anche, di tempio con tale intercolunnio.
sistino   agg.  relativo a un papa di nome sisto: cappella sistina, quella fatta erigere tra il 1475 e il 1481 da sisto iv nei palazzi vaticani.
sistola   s.f.    • 1 •   ugello metallico munito di valvola che si applica a un tubo di gomma o di plastica per regolare e dirigere un getto d'acqua    • 2 •   l'intero tubo munito di tale ugello.
sistole   s.f.    • 1 •   (fisiol.) il movimento di contrazione del cuore per cui il sangue viene espulso dalle sue cavità    • 2 •   nella metrica italiana, lo spostamento dell'accento, per ragioni di ritmo, verso il principio della parola (p. e. annibal diro, carducci).
sistolico   agg.  [pl. m. -ci] (fisiol.) relativo a sistole: fase sistolica. 
sistro   s.m.  (mus.) strumento a percussione costituito da un telaio sul quale sono inseriti oggetti scorrevoli (anelli, dischi ecc.), che vengono messi in movimento e producono rumore quando quello sia scosso; nell'antico egitto era attributo di iside, che ne era considerata l'inventrice.
sitar   s.m. invar.  (mus.) strumento cordofono tradizionale dell'india del nord, simile a un grande liuto con manico lungo e cassa armonica ricavata da una zucca; le corde vengono pizzicate con plettri ad anello infilati all'indice, al medio e al pollice.
sitare   v. intr.  [dif. delle forme comp.] (tosc. non com.) avere odore di chiuso, di stantio.
sitibondo   agg.  (lett.) assetato (anche fig.): di vendetta ingorda e sitibonda  (ariosto o. f.  xxii, 51).
sit-in  sit-in loc. sost. m. invar.  manifestazione di protesta che consiste nell'occupare in gruppo un suolo pubblico sedendosi a terra, eventualmente facendo resistenza passiva all'ordine di sgombrare.
sitire   v. intr.  e tr.  [io sitisco, tu sitisci ecc. ; dif. dei tempi comp.] (ant. , poet.) avere sete | (fig.) desiderare intensamente: s'avessi più tesor, che mai sitire / potesse cupidigia feminile  (ariosto o. f.  xliii, 109).
sito-  sito- primo elemento di parole composte della terminologia dotta, dal gr. sîtos  'cibo' (sitofobia).
sito   (1) agg.  (lett. , burocr.) situato, collocato: una casa sita sulla collina   s.m.    • 1 •   (lett. , region.) luogo, località: tutti quei nomi di paesi e di siti là in torno  (pavese)    • 2 •   (ant.) posizione; disposizione: il sito della camera, le dipinture e ogni altra cosa notabile che in quella era cominciò a ragguardare  (boccaccio dec.  ii, 9)    • 3 •   in balistica: linea di sito, nel tiro d'artiglieria, linea immaginaria congiungente pezzo e bersaglio; angolo di sito, angolo sul piano verticale tra pezzo e bersaglio    • 4 •   (biol.) particella non suddivisibile di un gene    • 5 •   (inform.) insieme di pagine web tra loro correlate, registrate su un server e richiamabili a un determinato indirizzo da qualsiasi punto della rete internet.
sito   (2) s.m.  (tosc.) cattivo odore, puzzo: un sito di muffa, di chiuso. 
sitofobia   s.f.  (med.) avversione morbosa per il cibo.
sitologia   s.f.  scienza dell'alimentazione.
sitologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a sitologia.
sitologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di sitologia.
sitomania   s.f.  (med.) processo morboso che consiste nel bisogno insaziabile di mangiare.
sitting room   loc. sost. m. invar.  stanza di soggiorno.
situare   v. tr.  [io sìtuo ecc.] porre, collocare in un luogo, per lo più stabilmente (anche fig.): situare un problema nella sua giusta dimensione  | situarsi v. rifl.  o intr. pron.  porsi, collocarsi in un dato luogo (anche fig.): la nuova formazione politica si situa all'estrema sinistra. 
situazionale   agg.  di situazione, che riguarda una situazione | contesto situazionale, (ling.) l'insieme dei fattori extralinguistici che condizionano l'emissione e la comprensione di enunciati in un dato tempo e luogo | metodo situazionale, metodo di insegnamento di una lingua, spec. straniera, nel quale i diversi usi linguistici sono presentati attraverso situazioni di vita reale.
situazione   s.f.    • 1 •   stato, condizione: trovarsi in una situazione difficile; la situazione economica di un paese; la situazione giuridica di un soggetto; avere presente il quadro della situazione  | essere, mostrarsi all'altezza della situazione, comportarsi in maniera adeguata alle circostanze | situazione patrimoniale, documento contabile che espone il valore del patrimonio aziendale in un determinato momento    • 2 •   (filos. , sociol.) il complesso dei rapporti che legano l'individuo all'ambiente storico-sociale, condizionando e limitando le sue scelte e azioni    • 3 •   (ling.) contesto situazionale    • 4 •   (rar.) collocazione, posizione: una villa in bellissima situazione. 
situla   s.f.  (archeol.) vaso metallico o fittile a tronco di cono rovesciato, diffuso anticamente presso molte civiltà mediterranee.
sivaismo   s.m.  (relig.) una delle tre grandi sette dell'induismo che riunisce i seguaci del dio siva.
sivè   s.m.  (gastr.) in piemonte, lepre in salmì.
siviera   s.f.  nelle fonderie, grande recipiente di lamiera d'acciaio rivestito internamente di materiale refrattario, usato per trasportare il metallo fuso dal forno al punto di colata.
size   s.f. invar.  formato, misura, taglia (spec. nell'abbigliamento).
sizigia   s.f.  [pl. -gie]    • 1 •   (astr.) allineamento di un pianeta, o della luna, con la terra e il sole    • 2 •   nella metrica greca e latina, lo stesso che dipodia  | secondo alcuni grammatici, unione di piedi diversi (contrapposta a dipodia, unione di due piedi uguali).
sizigiale   agg.  (astr.) relativo alla sizigia.
sizza   s.f.  (tosc.) vento freddo e pungente.
skai   ® s.m.  tipo di similpelle robusta per valigeria e arredamento.
skate-board  skate-board abbr. in skate, s.m. invar.  sorta di monopattino consistente in un'assicella montata su quattro piccole ruote, sulla quale si sale con uno o con entrambi i piedi; il gioco stesso che si fa andando su tale monopattino.
skeet   s.m. invar.  (sport) prova speciale di tiro al piattello nella quale il tiratore si sposta via via su    • 8 •   diverse pedane e ogni volta deve colpire, avendo a disposizione due colpi, due piattelli lanciati da due differenti cabine.
skeleton   s.m. invar.  slittino monoposto da neve e ghiaccio con pattini d'acciaio, che consente di raggiungere alte velocità.
sketch   s.m. invar.  breve scena o dialogo teatrale, radiofonico o televisivo di carattere comico, di solito con un finale sorprendente.
ski   s.m.  variante antiquata di sci, secondo la grafia inglese.
ski-bob  ski-bob s.m. invar.  veicolo leggero per slittare sulla neve, con sella e manubrio.
skiff   s.m. invar.  nel canottaggio, imbarcazione a due remi, molto snella e leggera, per un solo rematore.
ski-lift  ski-lift s.m. invar.  sciovia.
skiman   s.m. invar.  nello sci, assistente tecnico di uno sciatore durante le gare sportive.
skimmer   s.m. invar.  depuratore per piscine che elimina gli elementi inquinanti che galleggiano sull'acqua.
skinhead   abbr. in skin, s.m. invar.  giovane appartenente a bande di teppisti metropolitani che si distinguono per i capelli rasati e l'abbigliamento nero o bruno, in pelle o stoffe pesanti; la maggioranza di queste bande si riconosce nell'ideologia nazista (naziskin).
skip   s.m. invar.    • 1 •   nella tecnica mineraria, sistema di trasporto di materiali per mezzo di contenitori mobili che percorrono rampe verticali o inclinate e vengono scaricati automaticamente | ogni contenitore usato a tale scopo    • 2 •   benna che raccoglie i materiali raschiando.
ski-pass  ski-pass s.m. invar.  la tessera che attesta l'abbonamento per l'uso degli impianti di risalita di una zona sciistica: ski-pass giornaliero, stagionale  | l'abbonamento stesso.
skipper   s.m. invar.  (mar.) la persona che dirige la manovra in una barca a vela da regata | capitano di piccolo bastimento da carico.
ski-roll  ski-roll s.m.  tipo di pattini a rotelle a forma di sci, che permettono di andare sulle strade spingendosi con delle racchette.
ski-stopper  ski-stopper s.m. invar.  dispositivo per arrestare sulla neve uno sci accidentalmente perduto da uno sciatore.
ski-surf  ski-surf s.m. invar.  lo sport del surf fatto sulla neve con un'apposita tavola (snow board).
skunk   s.m. invar.  moffetta | (estens.) la pelliccia di questo animale.
skutterudite   s.f.  (min.) lo stesso che smaltina. 
skylab   s.m. invar.  laboratorio spaziale orbitante di costruzione statunitense.
skylight   agg.  e s.m. invar.  si dice di filtro da fotografia rosa pallido che assorbe le radiazioni ultraviolette e parte di quelle azzurre e verdi.
skyline   s.f. invar.  in un'immagine fotografica, linea di contorno del paesaggio sullo sfondo del cielo; si dice soprattutto di profili di città: la skyline di new york. 
slab   s.m. invar.  lo stesso che slebo. 
slabbramento   s.m.  slabbratura.
slabbrare   v. tr.    • 1 •   rompere all'orlo, ai margini: slabbrare un vaso, un piatto    • 2 •   lacerare i labbri d'una ferita | v. intr.  [aus. essere  o avere] (non com.) uscire dai labbri, dagli orli: liquido che slabbra  | slabbrarsi v. rifl.  rompersi negli orli, lacerarsi ai bordi: il tessuto si è slabbrato, una ferita slabbrata. 
slabbratura   s.f.  lo slabbrare, lo slabbrarsi, l'essere slabbrato; il punto in cui una cosa è slabbrata.
slacciare   v. tr.  [io  slàccio ecc.] sciogliere, liberare da ciò che tiene allacciato: slacciare la cinta, la camicia  | slacciarsi v. rifl.  sciogliersi da ciò che tiene allacciato: mi si è slacciata la scarpa. 
sladinare   v. tr.    • 1 •   (non com.) rodare: sladinare un motore    • 2 •   nel gergo militare, allenare: sladinare un plotone. 
sladinatura   s.f.  (non com.) lo sladinare, l'essere sladinato.
slalom   s.m. invar.  (sport)    • 1 •   gara di sci alpino che si effettua su un percorso a passaggi obbligati, segnalati da picchetti detti porte : slalom speciale, su percorso breve a forte pendenza, con porte ravvicinate; slalom gigante, supergigante, su percorso lungo con porte distanziate; slalom parallelo, slalom speciale in cui due concorrenti scendono contemporaneamente su percorsi paralleli | gara di sci nautico, analoga alla precedente, in cui le porte sono segnate da boe    • 2 •   (estens.) serie di rapidi cambiamenti di direzione allo scopo di evitare degli ostacoli (anche fig.): fare uno slalom tra la folla; fare lo slalom per eludere una domanda imbarazzante  | nel calcio, serie di dribbling a serpentina con i quali un giocatore supera diversi avversari.
slalomista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) atleta specialista in gare di slalom.
slam   s.m. invar.    • 1 •   nel bridge, mano in cui un giocatore riesce a fare tutte le prese dichiarate: grande, piccolo slam, secondo che si effettuino tredici o dodici prese    • 2 •   grande slam, nel tennis, vittoria conseguita da un unico giocatore, nello stesso anno, nei quattro principali tornei individuali del mondo.
slamare   (1) v. intr.  [aus. essere] di terreno, avvallarsi, smottare | slamarsi v. rifl.  di tessuto, allentarsi, slabbrarsi.
slamare   (2) v. tr.  togliere dall'amo un pesce appena pescato | slamarsi v. rifl.  liberarsi dall'amo, detto di pesce che abbia già abboccato.
slamming   s.m. invar.  (mar.) contraccolpo idrodinamico subìto da un'imbarcazione quando, sollevatasi in parte sul pelo dell'acqua, torna a immergervisi bruscamente.
slanatura   s.f.  operazione industriale con la quale si separa la lana dalla pelle di animali macellati.
slanciamento   s.m.  (non com.) lo slanciare, lo slanciarsi.
slanciare   v. tr.  [io  slàncio ecc.]    • 1 •   (non com.) lanciare con forza    • 2 •   snellire: un abito che slancia  | slanciarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   gettarsi avanti con forza; avventarsi, scagliarsi: slanciarsi all'attacco; slanciarsi contro il nemico, sull'avversario    • 2 •   (fig.) protendersi, innalzarsi: il campanile si slancia verso il cielo. 
slanciato   part. pass.  di slanciare   agg.  alto e snello (detto sia di persona sia di struttura architettonica): una donna, una figura slanciata; arco, pilastro slanciato. 
slancio   s.m.    • 1 •   lo slanciare, lo slanciarsi: con uno slancio gli saltò addosso  | prendere lo slancio, la rincorsa | di slancio, con moto rapido, di scatto    • 2 •   (fig.) impulso vivo, improvviso e incontenibile: uno slancio d'affetto; lo abbracciò con slancio  | slancio vitale, nella filosofia di h. bergson (1859-1941), il principio dinamico immanente alla vita che permette a questa di realizzarsi e di evolversi in forme sempre nuove    • 3 •   aspetto di ciò che è slanciato: lo slancio della guglia    • 4 •   (sport) nel sollevamento pesi, il sollevare il peso in due tempi, portandolo prima al petto, poi in alto.
slang   s.m. invar.  insieme di espressioni e parole che vengono usate al posto di quelle della lingua comune in certi ambienti o gruppi sociali.
slargamento   s.m.  lo slargare, lo slargarsi, l'essere slargato.
slargare   v. tr.  [io  slargo, tu  slarghi ecc.] rendere più largo: slargare un passaggio  | slargare il cuore, (fig.) confortare, rallegrare | slargarsi v. rifl.    • 1 •   diventare più largo, allargarsi: più avanti la strada si slarga    • 2 •   scostarsi per far posto: se ci slarghiamo un po', ci stai anche tu. 
slargatura   s.f.  slargamento | slargo.
slargo   s.m.  [pl. -ghi] punto in cui una strada, una valle e sim. si slargano: dopo la curva c'è uno slargo. 
slash   s.m. invar.  (inform.) il carattere che rappresenta una barretta inclinata.
slatinare   v. intr.  [aus. avere] (iron.) fare uso abbondante, nel parlare o nello scrivere, di parole e locuzioni latine.
slattamento   s.m.  lo slattare, l'essere slattato; svezzamento.
slattare   v. tr.  cessare di allattare: slattare un bambino. 
slavato   agg.    • 1 •   sbiadito, pallido: capelli di un biondo slavato; viso slavato    • 2 •   (fig.) scialbo, poco espressivo: stile slavato. 
slavatura   s.f.  (rar.) l'essere slavato | la parte slavata.
slavina   s.f.  frana di neve polverosa che scivola da un pendio montano, per lo più durante il disgelo primaverile.
slavismo   s.m.    • 1 •   (ling.) parola, locuzione, costrutto propri di una lingua slava, penetrati in una lingua non slava    • 2 •   tendenza dei popoli slavi a costituirsi in unità etnica e politica; panslavismo.
slavista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di slavistica.
slavistica   s.f.  scienza che studia le civiltà slave, in partic. le loro lingue e letterature.
slavizzare   v. tr.  rendere slavo; adattare alla cultura, alle usanze, alle tradizioni slave: slavizzare una regione  | slavizzare una lingua, introdurvi molti slavismi | slavizzarsi v. rifl.  o intr. pron.  assumere caratteri, modi slavi.
slavizzazione   s.f.  lo slavizzare, lo slavizzarsi, l'essere slavizzato.
slavo   agg.  che è proprio delle popolazioni di lingua slava: mitologia slava; costumi slavi | lingue slave, gruppo di lingue indoeuropee parlate nell'europa centro-orientale, di cui fanno parte il bulgaro, il polacco, il russo, il ceco, il serbocroato ecc.  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi appartiene a un popolo di lingua slava    • 2 •   la lingua slava, il complesso delle lingue slave.
slavofilia   s.f.  ammirazione incondizionata per la civiltà e i popoli slavi.
slavofilismo   s.m.  movimento politico-culturale russo della prima metà dell'800, che propugnava il ritorno alle tradizioni nazionali in polemica con le tendenze occidentaliste.
slavofilo   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi dimostra slavofilia    • 2 •   seguace dello slavofilismo.
slavofobia   s.f.  avversione per la civiltà e i popoli slavi.
slavofobo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi dimostra slavofobia.
slavofonia   s.f.  l'essere slavofono.
slavofono   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi parla una lingua slava | paese slavofono, in cui si parla una lingua slava.
sleale   agg.    • 1 •   che manca di lealtà, onestà, correttezza: gente sleale    • 2 •   che è fatto senza lealtà: azione sleale  § slealmente avv. 
slealtà   s.f.  l'essere sleale | azione sleale.
slebo   s.m.  (metall.) semilavorato metallico piatto, di varie dimensioni, prodotto dai laminatoi sbozzatori.
sleeping-car  sleeping-car s.m. invar.  vagone-letto.
slegamento   s.m.  (non com.)    • 1 •   lo slegare, lo slegarsi, l'essere slegato    • 2 •   (fig.) incoerenza, sconnessione: slegamento di idee. 
slegare   v. tr.  [io  slégo, tu  sléghi ecc.]    • 1 •   sciogliere, liberare da un legame: slegare un pacco, un nodo; slegare il cane    • 2 •   (fig. lett.) liberare: slegare la fantasia  | slegarsi v. rifl.  liberarsi da un legame (anche fig.): il prigioniero riuscì a slegarsi; com'om che dal sonno si slega  (dante purg.  xv, 119).
slegato   part. pass.  di slegare   agg.    • 1 •   non legato: un pacco slegato  | non rilegato: un libro slegato    • 2 •   (fig.) incoerente, sconnesso: frasi slegate; concetti slegati. 
slegatura   s.f.    • 1 •   lo slegare    • 2 •   (fig.) mancanza di connessione, di coerenza: le slegature di un discorso. 
slembare   v. intr.  [io  slémbo ecc.; aus. essere] detto di tessuto o di abito, essere troppo lungo, pendere da un lato.
slentare   v. tr.  [io  slènto ecc.] (non com.) allentare: slentare la cintura  | slentare la briglia, (fig.) diventare meno rigido, assumere un atteggiamento meno severo | slentarsi v. rifl.  (non com.) diventare meno stretto, allentarsi.
slentatura   s.f.  (non com.) lo slentare.
sleppa   s.f.  (region.)    • 1 •   sberla; botta: tutti presi a dare certe sleppe da spezzare la paletta  (pasolini)    • 2 •   (fig.) gran quantità: si è divorato una sleppa di pastasciutta. 
slide   s.f. invar.  diapositiva | (estens.) lucido per lavagna luminosa.
slineamento   s.m.  in ferrovia, deviazione di un binario dalla sua corretta sede.
slinky   s.f. invar.  lunga molla elicoidale d'acciaio, molto flessibile, usata per studiare le oscillazioni o anche come giocattolo.
slip   s.m. invar.  (spec. pl.) mutandine molto corte e aderenti, usate come indumento intimo o come costume da bagno. dim. slippino. 
sliricare   v. tr.  [io  slìrico, tu  slìrichi ecc.] (non com.) privare della liricità | sliricarsi v. rifl.  perdere di liricità | perdere l'ispirazione poetica: quand'egli  [il manzoni] stava ancora scrivendo il romanzo, si diceva 'sliricato' e non potere far inni  (tommaseo).
sliricizzare   v. tr.  (non com.) sliricare | sliricizzarsi v. rifl.  sliricarsi.
slitta   s.f.    • 1 •   veicolo a trazione animale con due lunghi pattini al posto delle ruote, per trasportare persone o cose su terreni nevosi o ghiacciati | cane, cavallo da slitta, quelli, di razze robuste e resistenti al freddo, adatti o addestrati al traino di slitte. dim. slittina, slittino  (m)    • 2 •   (mecc.) elemento rettilineo su cui scorre il pattino (nella coppia cinematica elementare detta appunto pattino-slitta).
slittamento   s.m.  lo slittare (anche fig.): lo slittamento di un veicolo; slittamento politico, ideologico, allontanamento, deviazione dalle posizioni tradizionali; slittamento di una moneta, deprezzamento, diminuzione del tasso di cambio; slittamento salariale, aumento dei salari rispetto ai livelli contrattuali.
slittare   v. intr.  [aus. avere  nel sign. 1; anche essere  negli altri sign.]    • 1 •   andare in slitta    • 2 •   (estens.) scivolare su una superficie umida o viscida: la macchina slitta sulla strada ghiacciata  | detto delle ruote di un veicolo, girare a vuoto, non far presa    • 3 •   (fig.) perdere valore: il dollaro continua a slittare    • 4 •   (fig.) allontanarsi dalla propria linea d'azione, dalle posizioni consuete o tradizionali; deviare (usato spec. nel linguaggio politico): un sindacato che slitta verso destra    • 5 •   (fig.) venire rimandato, prorogato: l'inizio del concorso è slittato di altri due mesi. 
slittino   s.m.    • 1 •   dim.  di slitta    • 2 •   piccola slitta non trainata, usata dai bambini per scivolare in discesa sulla neve    • 3 •   (sport) slitta monoposto o biposto con cui si effettuano gare su apposite piste ghiacciate; lo sport invernale che si pratica con tale attrezzo.
slittovia   s.f.  sistema per il trasporto di persone e cose lungo pendii nevosi; consiste in una serie di grosse slitte trainate da un cavo metallico azionato da un motore.
slivoviz   s.m. invar.  acquavite di prugne, specialità diffusa nelle regioni nord-orientali italiane.
slogamento   s.m.  lo slogare, lo slogarsi, l'essere slogato.
slogan   s.m. invar.  formula sintetica, espressiva e facile a ricordarsi, usata per fini pubblicitari o di propaganda: slogan elettorale. 
slogare   v. tr.  [io  s lògo, tu  slòghi ecc.] provocare, produrre una slogatura: mi ha dato una tale stretta di mano che quasi mi slogava il polso  | slogarsi v. rifl.  subire, riportare una slogatura: mi si è slogata una caviglia, una spalla. 
slogato   part. pass.  di slogare   agg.    • 1 •   si dice di arto che ha subito una slogatura    • 2 •   (estens.) si dice di persona che ha le articolazioni assai mobili, capaci di compiere movimenti più liberi e più ampi del normale.
slogatura   s.f.  termine di uso corrente per indicare la distorsione, più raramente la lussazione, di un'articolazione.
sloggiamento   s.m.  (non com.) lo sloggiare, l'essere sloggiato.
sloggiare   v. tr.  [io  slòggio ecc.] costringere a lasciare un alloggio, un luogo, una posizione; cacciar via: sloggiare qualcuno da un appartamento; sloggiare il nemico dalle posizioni occupate  | v. intr.  [aus. avere] lasciare un alloggio; andar via da un luogo, da un posto, da un ufficio: l'hanno sfrattato e costretto a sloggiare; le truppe nemiche stanno sloggiando dalle zone occupate  | sloggia (di qui)!, (fam.) vattene!.
sloggio   s.m.  (burocr.) lo sloggiare: ordine di sloggio immediato. 
slombare   v. tr.  [io  slómbo ecc.] sfiancare, affaticare | slombarsi v. rifl.  sfiancarsi, stancarsi.
slombato   part. pass.  di slombare   agg.    • 1 •   sfiancato: un vecchio cavallo slombato    • 2 •   (fig.) fiacco, privo di energia: stile slombato  § slombatamente avv.  (non com.) in modo snervato.
slontanare   v. tr.  (rar.) allontanare.
sloop   s.m. invar.  (mar.)    • 1 •   piccola nave da guerra a vela dei secoli passati, usata per esplorazione, ricognizione e come portaordini    • 2 •   piccola nave da guerra usata durante la prima guerra mondiale per scorta di convogli; attualmente è sostituita dalle corvette e dalle fregate    • 3 •   piccolo veliero da diporto, simile al cutter.
slop   s.m. invar.  nella lavorazione dei derivati del petrolio, insieme dei prodotti liquidi di scarto di una raffineria che viene miscelato con petrolio grezzo per poter essere sottoposto a un'ulteriore raffinazione.
slot   s.m. invar.  (inform.) parte hardware di un computer predisposta per inserirvi una scheda.
slot-machine  slot-machine s.f. invar.  denominazione generica di macchine a gettone per giocare d'azzardo.
slovacco   agg.  [pl. m. -chi] della slovacchia  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della slovacchia    • 2 •   lingua slava parlata in slovacchia.
sloveno   agg.  della slovenia: la lingua slovena   s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della slovenia    • 2 •   lingua slava parlata in slovenia.
slow   s.m. invar.  (mus.)    • 1 •   indicazione di tempo lento nella musica leggera    • 2 •   fox-trot lento.
slum   s.m. invar.  quartiere di case povere in una metropoli.
slumacare   v. tr.  [io  slumaco, tu  slumachi ecc.] allumacare.
slump   s.m. invar.  (econ.) depressione, recessione; congiuntura negativa.
slungare   v. tr.  [io  slungo, tu  slunghi ecc.] (non com.) allungare, rendere più lungo; protendere: slungare il collo  | slungarsi v. rifl.    • 1 •   allungarsi    • 2 •   dilungarsi    • 3 •   (ant.) allontanarsi: dal mar slungossi, e per le piaggie erbose / prese il camin verso una larga valle  (ariosto o. f.  xi, 15).
slupatura   s.f.  operazione che consiste nell'asportare dal legno degli olivi le parti colpite da marciume.
slurp   inter.  voce onom. che riproduce il rumore di chi mangia con ingordigia o il verso di chi pregusta qualcosa di molto buono.
slurpata   s.f.  (scherz.) leccata: dare una slurpata a un gelato.  dim. slurpatina. 
smaccare   v. tr.  [io  smacco, tu  smacchi ecc.] (ant.)    • 1 •   umiliare, avvilire profondamente    • 2 •   svilire, deprezzare: so con varii argomenti / smaccar la mercanzia quantunque eletta  (buonarroti il giovane).
smaccato   agg.    • 1 •   (non com.) troppo dolce, stucchevole: vino, liquore smaccato    • 2 •   (fig.) esagerato, sfacciato: lodi smaccate; avere una fortuna smaccata  § smaccatamente avv. 
smacchiare   (1) v. tr.  [io  smàcchio ecc.] pulire togliendo le macchie: smacchiare un vestito; portare la giacca a smacchiare. 
smacchiare   (2) v. tr.  [io  smàcchio ecc] (non com.) sfoltire una macchia tagliandone le piante; diboscare: smacchiare una zona montana  | v. intr.  [aus. essere], smacchiarsi v. rifl.  (ant) uscire da una macchia, da un bosco.
smacchiatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi è addetto alla smacchiatura chimica o meccanica, spec. di indumenti    • 2 •   preparato chimico che serve a smacchiare.
smacchiatura   s.f.  l'operazione del togliere le macchie.
smacco   s.m.  [pl. -chi] sconfitta, insuccesso umiliante: subire un grave smacco; il fallimento dell'impresa è stato per lui un vero smacco. 
smack   inter.  voce onom. che, nel linguaggio dei fumetti, riproduce lo schiocco di un bacio.
smacrare   v. tr.  (lett.) dimagrire, smagrare: come impasto leone in stalla piena / che lunga fame abbia smacrato e asciutto  (ariosto o. f.  xviii, 178).
smadonnare   v. intr.  [io  smadònno ecc.; aus. avere] (pop.) bestemmiare.
smagamento   s.m.  (ant.) lo smagare; smarrimento.
smagare   v. tr.  [io  smago, tu  smaghi ecc.] (ant.) indebolire; turbare fortemente; distogliere, sviare: e furon sì smagati / li spirti miei, che ciascun giva errando  (dante vita nuova) | smagarsi v. rifl.    • 1 •   (ant.) distogliersi, allontanarsi, sviarsi: tosto fu vostro, e mai non s'è smagato  (dante vita nuova) | smarrirsi, turbarsi; perdersi d'animo    • 2 •   (lett.) disincantarsi, uscire da un'illusione: non nego che alcuni siciliani trasportati fuori dall'isola possano riuscire a smagarsi  (tomasi di lampedusa).
smagliante   part. pres.  di smagliare    • 2 •   agg.  splendente, sfavillante (anche fig.): un sole smagliante; un sorriso smagliante. 
smagliare   (1) v. tr.  [io  smàglio ecc.]    • 1 •   rompere, disfare le maglie di una catena, di una corazza o di un tessuto: colui ch'ogni lorica smaglia  (petrarca trionfi)    • 2 •   (med.) provocare delle smagliature | smagliarsi v. rifl.    • 1 •   rompersi per una smagliatura, detto spec. di calze femminili    • 2 •   (med.) presentare delle smagliature, detto di tessuti cutanei.
smagliare   (2) v. intr.  [io  smàglio ecc.; aus. avere] (ant.) brillare, sfavillare (detto spec. di luce o di colore vivo).
smagliato   part. pass.  di smagliare    • 1 •   agg.  si dice di indumento o di tessuto cutaneo che presenta smagliature: calze smagliate; pelle smagliata. 
smagliatura   s.f.    • 1 •   strappo in un tessuto prodotto dalla rottura di una o più maglie: una smagliatura nella calza    • 2 •   (med.) lesione degli strati superficiali della cute, che si presenta come una cicatrice madreperlacea    • 3 •   (fig.) soluzione di continuità in un tutto le cui parti dovrebbero presentarsi ben connesse: una smagliatura nel piano organizzativo. 
smagnetizzare   v. tr.  (fis.) operare la smagnetizzazione di un corpo | smagnetizzarsi v. rifl.  perdere in tutto o in parte la magnetizzazione.
smagnetizzatore   s.m.  dispositivo per smagnetizzare; in partic., quello installato su registratori magnetici che serve a cancellare da un nastro suoni e immagini precedentemente registrati.
smagnetizzazione   s.f.  (fis.) riduzione o annullamento della magnetizzazione di un corpo.
smagrare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. essere], smagrarsi v. rifl.  (non com.) smagrire, smagrirsi.
smagrimento   s.m.  lo smagrire, lo smagrirsi, l'essere smagrito; dimagrimento.
smagrire   v. tr.  [io  smagrisco, tu  smagrisci ecc.]    • 1 •   rendere magro: la malattia l'ha smagrito    • 2 •   impoverire, sfruttare eccessivamente: smagrire un terreno  | v. intr.  [aus. essere], smagrirsi v. rifl.  diventare magro, dimagrire: in questi ultimi mesi (si) è molto smagrito. 
smaliziare   v. tr.  [io  smalìzio ecc.] rendere meno ingenuo, più esperto; scaltrire: quella compagnia lo smalizierà presto  | smaliziarsi v. rifl.  scaltrirsi, imparare le malizie, diventare esperto: non si è ancora smaliziato nel nuovo lavoro. 
smaliziato   part. pass.  di smaliziare   agg.  scaltrito, esperto: un commerciante smaliziato  | non più ingenuo, che ha acquistato malizia: una bambina smaliziata  § smaliziatamente avv. 
smalizzire   v. tr.  [io smalizzisco, tu smalizzisci ecc.], smalizzirsi v. rifl.  (non com.) smaliziare, smaliziarsi.
small   agg. invar.  nel linguaggio commerciale, si dice di capo d'abbigliamento di taglia piccola.
smallare   v. tr.  (non com.) liberare dal mallo; per estens., liberare dalla buccia.
smaltare   v. tr.    • 1 •   ricoprire, ornare di smalto: smaltare una pentola, un vassoio; smaltarsi le unghie    • 2 •   (fig. lett.) decorare di luci o di colori vivaci: un cielo smaltato di stelle. 
smaltatore   s.m.  [f. -trice] chi esegue lavori di smaltatura  agg.  che serve a smaltare: (pressa) smaltatrice, pressa speciale per eseguire velocemente la smaltatura delle copie fotografiche.
smaltatrice   s.f.  apparecchiatura con cui si effettua la smaltatura delle copie fotografiche.
smaltatura   s.f.    • 1 •   operazione mediante la quale si ricopre di smalto una superficie metallica o ceramica, a scopo protettivo, impermeabilizzante o decorativo | (estens.) il rivestimento, lo strato di smalto    • 2 •   (foto.) lucidatura di una copia fotografica ottenuta con un trattamento chimico che la ricopre di una patina brillante.
smalteria   s.f.  laboratorio in cui si eseguono lavori di smaltatura.
smaltimento   s.m.  lo smaltire, l'essere smaltito (anche fig.): lo smaltimento delle merci, del traffico, delle acque di scarico; lo smaltimento di un'ubriacatura. 
smaltina   s.f.  (min.) arseniuro di cobalto, impiegato per l'estrazione del metallo o per preparare vetri e smalti; è detta anche skutterudite. 
smaltire   v. tr.  [io  smaltisco, tu  smaltisci ecc.]    • 1 •   digerire: cibi difficili da smaltire  | (fig.) mandare giù, ingoiare: è un'offesa che non ho ancora smaltito    • 2 •   (fig.) far passare, far sbollire: smaltire una sbornia; smaltire una cotta, un'infatuazione; smaltire la rabbia, l'ira    • 3 •   vendere completamente, esaurire (merci e sim.): la prima edizione del romanzo è stata smaltita in brevissimo tempo; smaltire le provviste, le scorte    • 4 •   scaricare acque, immondizie ecc.; eliminare materiali vari: la grondaia smaltisce l'acqua piovana; smaltire i rifiuti    • 5 •   (fig.) far defluire, decongestionare: smaltire il traffico  | allontanare, disperdere: giunta la sbirraglia, fece smaltir la folla  (manzoni p. s.  iv)    • 6 •   (fig.) sbrigare, evadere: smaltire la corrispondenza. 
smaltista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi esegue decorazioni a smalto.
smaltitoio   s.m.  luogo in cui vengono convogliate le acque di scolo, perché il terreno le assorba: smaltitoio dei liquami. 
smaltitore   agg.  [f. -trice] che smaltisce, che serve a smaltire: (canale) smaltitore, canale per lo smaltimento di acque di scolo.
smalto   s.m.    • 1 •   sostanza vetrosa, di vario colore e composizione, gener. a base di silicati mescolati con borati, fluoruri e ossidi, che viene applicata su ceramiche e oggetti metallici, a scopo protettivo, impermeabilizzante o decorativo: decorare a smalto; pittura a smalto; un vassoio di rame ricoperto di smalto  | oggetto d'arte decorato a smalto: una raccolta di smalti giapponesi    • 2 •   smalto delle, per unghie, vernice cosmetica usata dalle donne per laccare le unghie    • 3 •   (fig. lett.) cosa dura, pietra: vegna medusa: sì 'l farem di smalto  (dante inf.  ix, 52)    • 4 •   (fig.) energia, alto rendimento: la squadra non ha più lo smalto di una volta; perdere lo smalto, non avere più la tempra, il vigore, l'entusiasmo di prima    • 5 •   (ant. , lett.) distesa erbosa di colore verde intenso: sopra 'l verde smalto, / mi fuor mostrati li spiriti magni  (dante inf.  iv, 118-119)    • 6 •   (ant.) impasto di ghiaia o di sabbia e calce con acqua, usato come rivestimento di muri e pavimenti; stabilitura    • 7 •   (anat.) tessuto bianco e lucente che forma lo strato esterno della corona del dente    • 8 •   (arald.) termine generico che designa complessivamente i colori, i metalli e le pellicce.
smammare   v. intr.  [aus. avere] (region.) togliersi di mezzo, andarsene: vattene, smamma!; fiutato il pericolo, ha subito smammato. 
smanacciare   dial. smanazzare, v. intr.  [io  smanàccio ecc.; aus. avere] (fam.) muovere, agitare le mani; gesticolare | v. tr.  manipolare qualcosa maldestramente: smanacciare un congegno  | smanacciare il pallone, (sport) toccarlo, respingerlo malamente con le mani.
smanacciata   dial. smanazzata, s.f.  lo smanacciare | colpo dato con la mano.
smanaccione   dial. smanazzone, s.m.  [f. -a] (non com.) chi ha l'abitudine di smanacciare.
smanazzare   e deriv.   ⇨ smanacciare e deriv. 
smanceria   s.f.  (spec. pl.) gesto, atteggiamento lezioso; svenevolezza, moina: fare inutili smancerie; perdersi in smancerie. 
smanceroso   ant. smanzeroso, smanzieroso, agg.  pieno di smancerie; smorfioso, lezioso: comportamento smanceroso  § smancerosamente avv. 
smandrappato   o smandrippato, agg.  (gerg.) scamiciato, vestito con abiti sgualciti o laceri; anche, malridotto, scalcinato.
smaneggiare   v. tr.  [io  smanéggio ecc.] maneggiare in modo improprio, eccessivo, maldestro.
smanettare   v. intr.  [io smanétto ecc. ; aus. avere] azionare ripetutamente la manopola dell'acceleratore della motocicletta; per estens., correre in moto assai velocemente.
smangiare   v. tr.  [io  smàngio ecc.] corrodere, consumare: la ruggine smangia il ferro  | smangiarsi v. rifl.  corrodersi | (fig.) struggersi: smangiarsi per l'invidia. 
smangio   s.m.  (tip.) lembo di pagina rimasto senza impressione tipografica.
smangiucchiare   v. tr.  [io smangiùcchio ecc.] mangiucchiare.
smania   s.f.    • 1 •   agitazione, disagio fisico o psichico che non lascia quiete; insofferenza, irrequietezza: la smania dell'attesa; sentire le smanie per il caldo; avere le smanie per la febbre  | dare in smanie, manifestare grande nervosismo, estrema agitazione    • 2 •   (fig.) desiderio intenso, voglia impaziente: gli è presa la smania di partire; smania di successo. 
smaniare   v. intr.  [io  smànio ecc.; aus. avere]    • 1 •   avere le smanie, essere in preda alla smania; agitarsi: ha smaniato tutta la notte per la febbre    • 2 •   (fig.) essere preso da un forte desiderio per qualcosa: smaniava di fare un lungo viaggio. 
smanicare   v. tr.  [io  smànico, tu  smànichi ecc.] (non com.) privare del manico, rompere nel manico: smanicare un coltello  | smanicarsi v. rifl.  (non com.) perdere il manico.
smanicarsi   v. rifl.  [io mi  smànico, tu ti  smànichi ecc.] (non com.) rimboccarsi le maniche.
smanicatura   s.f.  (mus.) spostamento della mano sinistra sul manico di uno strumento ad arco verso il centro della cassa, per ottenere suoni più acuti.
smanierato   agg.  (non com.) privo di buone maniere; sgarbato, screanzato.
smaniglia   s.f. , o smaniglio s.m. , (ant.) braccialetto | monile.
smanigliare   v. tr.  [io  smanìglio ecc.] (mar.) disgiungere due elementi di una catena da ormeggio; staccare la catena dall'anello dell'àncora | (estens.) levare gli ormeggi; partire.
smaniglio    ⇨ smaniglia.
smanioso   agg.    • 1 •   che smania, che ha le smanie: un malato smanioso    • 2 •   (fig.) che è preso dal prepotente desiderio di qualcosa: essere smanioso di successi, di divertimenti; è smanioso di rivedere i suoi cari    • 3 •   (non com.) che causa smania: un dubbio smanioso  § smaniosamente avv. 
smantellamento   s.m.  lo smantellare, l'essere smantellato (anche fig.): lo smantellamento di una fabbrica, di un'accusa. 
smantellare   v. tr.  [io  smantèllo ecc.]    • 1 •   demolire, abbattere, diroccare opere in muratura, spec. di difesa: smantellare una fortezza    • 2 •   (estens.) demolire, rendere inefficiente una struttura, un impianto; privare un complesso industriale delle attrezzature e dei macchinari: smantellare una nave, le basi missilistiche; smantellare le industrie belliche  | (estens.) sciogliere un'organizzazione, abolire un ufficio: smantellare i servizi segreti    • 3 •   (fig.) dimostrare l'infondatezza, la falsità di qualcosa: smantellare una tesi, un'accusa. 
smanzeroso    ⇨ smanceroso.
smanziere   s.m.  (ant.) innamorato, amante, drudo: fuggi tutti questi pazzi, / fuggi, fuggi gli smanzieri  (poliziano).
smanzieroso    ⇨ smanceroso.
smarcamento   s.m.  (sport) lo smarcare, lo smarcarsi, l'essere smarcato.
smarcare   v. tr.  [io  smarco, tu  smarchi ecc.] (sport) liberare un compagno di squadra dalla marcatura dell'avversario con un passaggio ben calibrato | smarcarsi v. rifl.  (sport) liberarsi dalla marcatura di un giocatore avversario: smarcarsi con una finta. 
smargiassare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) comportarsi da smargiasso; dire o fare smargiassate.
smargiassata   s.f.  atto, detto da smargiasso; spacconata.
smargiasseria   s.f.  (non com.) l'essere uno smargiasso | atteggiamento da smargiasso; smargiassata.
smargiasso   s.m.  chi si vanta, attribuendosi imprese grandiose o qualità eccezionali; fanfarone, gradasso, spaccone: essere uno smargiasso; fare lo smargiasso. 
smarginare   v. tr.  [io  smàrgino ecc.] in legatoria, tagliare i margini di libri e stampati | in tipografia, levare le marginature alle forme dopo la stampa | v. intr.  [aus. avere] detto dell'illustrazione di un testo stampato, occupare anche i margini non stampati della pagina.
smarginato   part. pass.  di smarginare   agg.    • 1 •   si dice di libro che, nella legatura, ha subito un'eccessiva rifilatura dei margini: esemplare smarginato    • 2 •   si dice di illustrazione che smargina: disegno smarginato in alto    • 3 •   (bot.) si dice di foglia che presenti una smarginatura.
smarginatura   s.f.    • 1 •   l'operazione dello smarginare | riferito a un'illustrazione, il fatto di smarginare: un'immagine con smarginatura a destra    • 2 •   (bot.) piccola incisione alla sommità di un organo.
smargottare   v. tr.  [io  smargòtto ecc.] (agr.) levare le margotte per trapiantarle.
smarrare   v. tr.  (non com.) lavorare, ripulire il terreno con la marra.
smarrimento   s.m.    • 1 •   lo smarrire, l'essere smarrito: denunciare lo smarrimento della patente    • 2 •   (fig.) lo smarrirsi; turbamento, sconcerto dovuto a timore, confusione o stupore: avere un attimo di smarrimento  | improvvisa e momentanea perdita di lucidità, di coscienza o di memoria: andare soggetto a frequenti smarrimenti. 
smarrire   v. tr.  [io  smarrisco, tu  smarrisci ecc.]    • 1 •   non trovare più qualcosa che si aveva con sé perdere: smarrire le chiavi, il portafoglio, la carta d'identità | smarrire il cammino, la via, non ritrovare la strada giusta | smarrire la ragione, (fig.) impazzire    • 2 •   (fig. ant.) turbare, impaurire | v. intr.  [aus. essere] (ant.) sbiadire, perdere il colore: e smarrisce il bel volto in un colore / che non è pallidezza, ma candore  (tasso g. l.  ii, 26) | smarrirsi v. rifl.    • 1 •   perdersi, non trovare più la strada: smarrirsi nel bosco    • 2 •   (fig.) turbarsi, confondersi, sbigottirsi: a quella domanda si smarrì. 
smarrito   part. pass.  di smarrire   agg.    • 1 •   che non si trova più | ufficio oggetti smarriti, che si occupa della custodia di oggetti rinvenuti sui mezzi o nei locali pubblici, affinché i proprietari che li hanno perduti possano farne richiesta    • 2 •   (fig.) che è in preda a smarrimento, che è in uno stato di confusione o turbamento: lo trovai tutto smarrito  | occhio smarrito, immobile in una espressione di sbigottimento o di dolore    • 3 •   (ant.) sbiadito, scolorito: tal rabbellisce le smarrite foglie / a i matutini geli arido fiore  (tasso g. l.  xviii, 16).
smarronare   v. intr.  [io smarróno ecc. ; aus. avere] (fam.) commettere un errore grossolano; dire o fare uno sproposito.
smarronata   s.f.  (fam.) grosso sproposito.
smartellare   v. tr.  e intr.  [io  smartèllo ecc.; aus. dell'intr. avere] martellare.
smart set   loc. sost. m. invar.  alta società bel mondo.
smascellamento   s.m.  (non com.) lo smascellare, lo smascellarsi.
smascellare   v. tr.  [io  smascèllo ecc.] (rar.) slogare le mascelle | smascellarsi v. rifl.  solo in loc. del tipo smascellarsi dalle risa, dal ridere, ridere smodatamente fin quasi a slogarsi le mascelle; sganasciarsi.
smascheramento   s.m.  lo smascherare, lo smascherarsi, l'essere smascherato (anche fig.).
smascherare   v. tr.  [io  smàschero ecc.]    • 1 •   togliere a qualcuno la maschera, il travestimento    • 2 •   (fig.) rendere manifesta la vera natura di qualcosa, la reale identità di qualcuno; rivelare, scoprire: smascherare le intenzioni di qualcuno; smascherare un ladro, un imbroglione  | smascherarsi v. rifl.    • 1 •   togliersi la maschera    • 2 •   (fig.) rivelare, spec. involontariamente, la propria identità, le proprie intenzioni.
smascheratore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi smaschera (solo fig.): smascheratore di inganni. 
smascolinato   agg.  (non com.) che ha perduto la forza virile; effeminato (anche fig.): stile smascolinato; smascolinati sonettini  (baretti).
smascolinizzare   v. tr.  privare della virilità rendere effeminato.
smascolinizzato   part. pass.  di smascolinizzare   agg.  privo di virilità, effeminato; smascolinato.
smash   s.m. invar.  nel tennis, colpo vibrato dall'alto verso il basso; schiacciata.
smatassare   v. tr.  (non com.) svolgere un filo avvolto a matassa.
smaterializzare   v. tr.  rendere immateriale; privare di consistenza materiale; spiritualizzare, idealizzare | smaterializzarsi v. rifl.  o intr. pron.  perdere la materialità divenire immateriale, spiritualizzarsi.
smaterializzazione   s.f.  lo smaterializzare, lo smaterializzarsi, l'essere smaterializzato.
smattonare   v. tr.  [io  smattóno ecc.] liberare dai mattoni, dall'ammattonato: smattonare un pavimento. 
smattonatura   s.f.  (non com.) lo smattonare | tratto di un ammattonato in cui i mattoni sono rotti o mancanti.
smazzata   s.f.  nel gioco delle carte, la distribuzione di un mazzo di carte; mano.
smectico   o smettico, agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di stato di aggregazione della materia caratterizzato da molecole orientate regolarmente in due direzioni e disposte in strati perpendicolari al loro asse.
smegma   s.m.  [pl. m. -mi] (biol.) sostanza bianchiccia caseosa, formata dalla secrezione di alcune ghiandole sebacee e da epiteli desquamati, che si deposita fisiologicamente tra il prepuzio e il glande nei maschi, nel solco interlabiale della vulva nelle femmine.
smelare   e deriv.   ⇨ smielare e deriv. 
smembramento   s.m.  lo smembrare (spec. fig.); divisione, dispersione: lo smembramento di una famiglia, di un paese. 
smembrare   v. tr.  [io  smèmbro ecc.]    • 1 •   (non com.) squartare, fare a pezzi    • 2 •   (fig.) dividere un tutto organico e coerente in più parti: smembrare una nazione; smembrare una frase, un periodo. 
smemoraggine   s.f.  (ant.) smemorataggine.
smemoramento   s.m.  (non com.) il perdere la memoria; l'essere smemorato, smemorataggine.
smemorare   v. intr.  [io  smèmoro ecc.] (ant. , lett.) perdere la memoria; anche, perdere la coscienza, svenire: in questa arca trovandosi, cominciò a smemorare  (boccaccio dec.  iv, 10) | smemorarsi v. rifl.  (lett.) dimenticarsi di tutto; divenire smemorato.
smemorataggine   s.f.  l'essere smemorato; il non avere memoria | atto da smemorato; dimenticanza grave.
smemoratezza   s.f.  l'essere smemorato; smemorataggine.
smemorato   part. pass.  di smemorare   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi ha perduto la memoria    • 2 •   che, chi ha poca memoria; chi facilmente dimentica le cose    • 3 •   (ant.) stupido, insensato; incosciente § smemoratamente avv.  da smemorato; con, per smemoratezza.
smenticare   v. tr.  [io  sméntico, tu  sméntichi ecc.] (ant.) dimenticare.
smentire   v. tr.  [io  smentisco, tu  smentisci ecc.]    • 1 •   affermare, dimostrare la falsità di quanto è stato detto o scritto; dire che altri ha mentito; contraddire, sbugiardare: smentire un testimone, una notizia; i fatti la smentiranno    • 2 •   ritrattare: l'imputato ha smentito la sua confessione    • 3 •   venir meno a qualcosa, non esserne all'altezza: non può smentire mai la sua fama  | smentirsi v. rifl.    • 1 •   affermare qualcosa che contraddice quanto affermato in precedenza: il testimone si è smentito più volte    • 2 •   fare o dire qualcosa che contrasta con il proprio abituale modo di essere, di agire, di parlare; contraddirsi: il suo buon gusto non si è smentito; non smentirsi mai, essere sempre lo stesso.
smentita   s.f.  lo smentire; parole o fatti con cui si smentisce: la smentita del primo ministro; richiedere la pubblicazione di una smentita. 
smentitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi smentisce.
smeraldino   agg.    • 1 •   (non com.) di smeraldo    • 2 •   di color smeraldo, verde vivo: acque smeraldine; occhi smeraldini. 
smeraldo   s.m.  pietra preziosa di colore verde intenso, trasparente; è una varietà del berillo | di smeraldo, (fig.) di colore simile a quello dello smeraldo: acqua, occhi di smeraldo  | anche come agg. invar.  : occhi smeraldo. 
smerciabile   agg.  che si può smerciare; vendibile: un prodotto facilmente smerciabile. 
smerciabilità   s.f.  l'essere smerciabile; vendibilità.
smerciare   v. tr.  [io  smèrcio ecc.] vendere come merce: smerciare i propri prodotti all'estero; smerciare tutto quel che rimane. 
smercio   s.m.  lo smerciare; vendita: lo smercio di un prodotto. 
smerdare   v. tr.  [io  smèrdo ecc.] (volg.)    • 1 •   sporcare, insozzare con escrementi; per estens., insudiciare in genere    • 2 •   (fig.) svergognare, disonorare    • 3 •   (non com.) pulire dagli escrementi | smerdarsi v. rifl.  (volg.)    • 1 •   sporcarsi con escrementi; per estens., insudiciarsi in genere    • 2 •   (fig.) disonorarsi.
smergo   o mergo, s.m.  [pl. -ghi] (zool.) genere di uccelli nuotatori simili alle anatre, provvisti di corpo robusto e becco lungo e uncinato: smergo minore, specie stanziale in italia, soprattutto nel veneto; smergo maggiore, specie che in italia è di doppio passo (ord.  anseriformi).
smerigliare   v. tr.  [io  smerìglio ecc.] sottoporre a smerigliatura.
smerigliato   part. pass.  di smerigliare   agg.    • 1 •   trattato con lo smeriglio: marmo smerigliato; vetro smerigliato, reso ruvido e semiopaco | tappo smerigliato, tappo di vetro la cui parte inferiore è stata molata perché aderisca meglio all'imboccatura, anch'essa smerigliata, della bottiglia o del vaso che deve chiudere    • 2 •   ricoperto di polvere di smeriglio: carta, tela smerigliata. 
smerigliatore   s.m.  [f. -trice] chi fa lavori di smerigliatura.
smerigliatrice   s.f.  macchina utensile usata per smerigliare.
smerigliatura   s.f.  operazione con la quale si lavorano con lo smeriglio, o anche con altri abrasivi, superfici di pietra, metallo, vetro per vari usi e applicazioni.
smeriglio   (1) s.m.  (min.) pietra dura che è una varietà granulare nera e compatta del corindone, contenente ematite e magnetite; la polvere che se ne ricava è usata come abrasivo, di solito incollata su supporti di tela o carta, o incorporata in un opportuno cementante per farne mole e sim. | anche come agg. invar.  : carta, tela smeriglio, carta, tela sulla quale è stato incollato uno strato di polvere di smeriglio; mola smeriglio, costituita da polvere di smeriglio e cementante.
smeriglio   (2) s.m.  piccolo falco dal dorso color piombo, con lunga striatura nera all'estremità della coda; è predatore di piccioni, tordi e allodole (ord.  falconiformi).
smeriglio   (3) s.m.  pesce cartilagineo d'alto mare di grandi dimensioni, con muso molto allungato; ha carni commestibili (ord.  selaci).
smerlare   v. tr.  [io  smèrlo ecc.] rifinire con un ricamo a smerli: smerlare un lenzuolo. 
smerlatura   s.f.  lo smerlare; rifinitura a smerli.
smerlettare   v. tr.  [io  smerlétto ecc.] smerlare.
smerlo   s.m.  ricamo a festoni eseguito per lo più lungo l'orlo di un capo di biancheria | punto a smerlo, quello usato per tale lavorazione, a piccoli punti fitti e paralleli.
smesso   part. pass.  di smettere   agg.  che non si usa, che non si mette più (detto spec. di indumenti).
smettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   interrompere, sospendere qualcosa temporaneamente o per sempre: smettere un lavoro, una discussione  | smettila!, la smetta!, smettetela!, ingiunzioni per far cessare qualcuno da ciò che sta facendo o dicendo    • 2 •   non portare più, cessare di usare (riferito spec. a indumenti): smettere un vestito  | smettere casa, (tosc.) disfarsi della casa e della mobilia per andare ad abitare con altri | v. intr.  [aus. avere] interrompere, cessare di fare qualcosa: smettere di ridere; non smette di piovere; non la smette di nevicare  | anche assol.  : nevica da tre giorni e non ha intenzione di smettere. 
smettico    ⇨ smectico.

smezzamento   s.m.  (non com.) lo smezzare, l'essere smezzato; dimezzamento.
smezzare   v. tr.  [io  smèzzo ecc.]    • 1 •   dividere, spezzare a metà per estens., tagliare in due parti: smezzare un'arancia; smezzare il pane    • 2 •   consumare fino a metà: smezzare un fiasco di vino. 
smidollare   v. tr.  [io  smidóllo ecc.]    • 1 •   privare del midollo o della midolla    • 2 •   (fig.) rendere fiacco, privare del vigore | smidollarsi v. rifl.  (fig.) perdere vigore, snervarsi.
smidollato   part. pass.  di smidollare   agg.    • 1 •   svuotato del midollo    • 2 •   (fig.) privo di energie, snervato; debole, fiacco di carattere, privo di forza morale  s.m.  [f. -a] persona smidollata.
smielare   o smelare, v. tr.  [io  smièlo ecc.] svuotare dal miele i favi dell'alveare (per lo più assol.).
smielato   o smelato, part. pass.  di smielare   agg.    • 1 •   vuoto, privo di miele    • 2 •   (region.) dolce come il miele | (estens.) dolcissimo, troppo dolce.
smielatore   o smelatore, s.m.  macchina costituita essenzialmente da una centrifuga ad asse verticale che estrae il miele dai favi.
smielatura   o smelatura, s.f.  l'operazione dello smielare.
smilitarizzare   v. tr.    • 1 •   restituire agli usi e alle condizioni civili luoghi, impianti o categorie di persone che erano militari o sottoposti alle autorità militari: smilitarizzare una fortezza; smilitarizzare la polizia, trasformarla da corpo militare in civile    • 2 •   liberare un territorio da tutte le strutture e installazioni militari in esso esistenti.
smilitarizzato   part. pass.  di smilitarizzare   agg.  nei sign. del verbo | zona smilitarizzata, territorio conteso da due o più paesi e assegnato in custodia a forze neutrali, che ne vietano l'accesso ai militari dei paesi contendenti.
smilitarizzazione   s.f.  lo smilitarizzare, l'essere smilitarizzato.
smilzo   agg.    • 1 •   di corporatura esile, sottile, asciutta: ragazzo smilzo    • 2 •   (fig.) di breve estensione; scarno, povero: un volumetto, un racconto smilzo. 
sminamento   s.m.  l'operazione dello sminare.
sminare   v. tr.  liberare dalle mine una zona di terra o d'acqua.
sminatore   agg.  e s.m.  che, chi è addetto allo sminamento.
sminatura   s.f.  sminamento.
sminchionare   v. tr.  (pop.) minchionare, burlare.
sminchionato   part. pass.  di sminchionare   agg.  e s.m.  [f. -a] (pop.) infastidito, seccato; stanco, deluso, frustrato; scoglionato.
sminuimento   s.m.  (non com.) lo sminuire, l'essere sminuito.
sminuire   v. tr.  [io  sminuisco, tu  sminuisci ecc.] diminuire, rendere minore; ridurre (spec. fig.); far apparire minore, di minor valore: sminuire i meriti di qualcuno  | v. intr.  [aus. essere] (non com.) divenire più piccolo, ridursi | sminuirsi v. rifl.  stimarsi meno di quanto si vale; agire in modo da apparire inferiore al proprio valore.
sminuzzamento   s.m.  lo sminuzzare, lo sminuzzarsi, l'essere sminuzzato; spezzettamento.
sminuzzare   v. tr.    • 1 •   ridurre in pezzetti minuti; spezzettare, sbriciolare: sminuzzare il pane    • 2 •   (fig.) rendere frammentario: sminuzzare l'esposizione di un fatto  | analizzare eccessivamente: sminuzzare un evento, un fenomeno  | sminuzzarsi v. rifl.  ridursi, frantumarsi in minuscoli pezzi.
sminuzzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi sminuzza (anche fig.).
sminuzzatura   s.f.  sminuzzamento | l'insieme dei minuzzoli, dei frammenti.
sminuzzolamento   s.m.  (non com.) lo sminuzzolare, l'essere sminuzzolato; sminuzzamento.
sminuzzolare   v. tr.  [io  sminùzzolo ecc.] (non com.) ridurre in minuzzoli; sminuzzare (anche fig.): sminuzzolare un foglio di carta; sminuzzolare una descrizione. 
smiracolare   v. intr.  [io  smiràcolo ecc.; aus. avere] (tosc.) mostrare eccessiva meraviglia per cose di poco conto, come se fossero miracoli.
smiscelamento   s.m.  lo smiscelare, l'essere smiscelato.
smiscelare   v. tr.  [io smiscèlo ecc.] separare i componenti di una miscela, in modo però che essi mantengano lo stato di aggregazione (liquido o solido) della miscela stessa.
smistamento   s.m.  lo smistare, l'essere smistato: smistamento della corrispondenza; stazione ferroviaria di smistamento. 
smistare   v. tr.  dividere, separare persone o cose inviando ciascuna alla sua destinazione: smistare la posta, le reclute  | smistare un treno, scomporlo, avviando le diverse vetture alle località cui sono destinate | smistare il pallone, nel calcio e in altri sport di squadra, passarlo a uno dei compagni.
smistatore   agg.  [f. -trice] che smista; destinato a smistare  s.m.  persona addetta allo smistamento | congegno per lo smistamento.
smisuranza   s.f.  (ant. , lett.) enormità, smisuratezza: la smisuranza delle metafore barocche. 
smisurare   v. intr.  (ant.) oltrepassare la misura.
smisuratezza   s.f.  l'essere smisurato.
smisurato   part. pass.  di smisurare   agg.  che va molto oltre le misure normali; tanto grande che non si può misurare; grandissimo, enorme, immenso: uno spazio smisurato  | (fig.) straordinario, eccezionale; senza misura, senza limiti: una bontà, un'ignoranza smisurata; un'avidità smisurata; in seno al vostro smisurato affanno / posate  (leopardi sopra il monumento di dante  167-168) § smisuratamente avv. 
smithiano   agg.  che si riferisce all'economista e filosofo scozzese a. smith (1723-1790), al suo pensiero, alle sue opere.
smithsonite   s.f.  (min.) carbonato di zinco che si presenta in concrezioni stalattitiche o in ammassi reniformi; è uno dei minerali di zinco più ricercati.
smitizzare   v. tr.  privare dell'impronta, del carattere di mito; riportare a una valutazione più concreta e realistica epoche, fatti o persone precedentemente mitizzati.
smitizzazione   s.f.  il processo con cui si smitizza, si ridimensiona qualcosa.
smobiliare   v. tr.  [io  smobìlio ecc.] (non com.) vuotare dei mobili: smobiliare una stanza, un appartamento. 
smobilitare   v. tr.  [io  smobìlito ecc.]    • 1 •   riportare in assetto di pace reparti militari precedentemente mobilitati: smobilitare l'esercito, un'armata    • 2 •   (fig.) ricondurre alla situazione di normalità ciò che era in stato di mobilitazione: smobilitare l'opinione pubblica  | v. intr.  ritornare alla normalità cessare un'attività straordinaria, o qualsiasi attività | allentare l'impegno, diminuire la vigilanza: raggiunto il primo obiettivo, non si deve smobilitare. 
smobilitazione   s.f.  lo smobilitare, l'essere smobilitato: smobilitazione generale, operazione con cui le forze armate, terminato un conflitto, vengono riportate in assetto di pace.
smobilizzare   v. tr.  (fin.) disinvestire, trasformare beni capitali o titoli in moneta.
smobilizzo   s.m.  (fin.) disinvestimento, trasformazione di beni capitali o di titoli in moneta: effetti di smobilizzo, cambiali rilasciate al creditore perché possa, scontandole, ottenere in liquidi l'importo del credito che maturerà a scadenza.
smocciare   v. tr.  [io smóccio ecc.] (pop.) pulire dal moccio.
smoccicare   v. tr.  [io smóccico, tu smóccichi ecc.] (pop.)    • 1 •   smocciare    • 2 •   sporcare di moccio | v. intr.  [aus. avere] (pop.) moccicare.
smoccolare   v. tr.  [io  smòccolo o smóccolo ecc.] togliere il moccolo; togliere la parte carbonizzata dello stoppino di una candela o di un lume a petrolio | v. intr.    • 1 •   colare, detto di cera    • 2 •   (pop.) tirare moccoli, bestemmiare.
smoccolatoio   s.m.  arnese simile a un paio di forbici che serve per smoccolare le candele o i lumi a petrolio.
smoccolatura   s.f.    • 1 •   lo smoccolare, l'essere smoccolato    • 2 •   parte dello stoppino di una candela o di un lume a petrolio che si toglie smoccolando.
smodatezza   s.f.  (non com.) l'essere smodato; intemperanza; esagerazione.
smodato   agg.  che passa la giusta misura; che manca di moderazione; eccessivo, esagerato: una smodata ambizione; un'allegria smodata  § smodatamente avv. 
smoderatezza   s.f.  (non com.) l'essere smoderato; smodatezza, intemperanza.
smoderato   agg.  senza moderazione, senza misura; smodato § smoderatamente avv. 
smog   s.m. invar.  coltre di nebbia densa e scura, costituita da vapore acqueo misto a fumi e altri residui di combustione, che ristagna spesso sui grandi centri industriali o urbani.
smoking   s.m. invar.  giacca maschile da sera, tradizionalmente nera o bianca, con risvolti di seta lucida; anche, il completo costituito da tale giacca e pantaloni neri.
smollare   v. tr.  [io  smòllo ecc.]    • 1 •   (non com.) ammollare2    • 2 •   (pop.) allentare: smolla quel bullone!. 
smollicare   v. tr.  [io  smollico, tu  smollichi ecc.] ridurre in molliche; sbriciolare: smollicare il pane  | smollicarsi v. rifl.  ridursi in molliche.
smonacare   v. tr.  [io  smònaco, tu  smònachi ecc.] privare dello stato e dell'abito monacale | smonacarsi v. rifl.  abbandonare lo stato e l'abito monacale.
smonetare   v. tr.  [io smonéto ecc.] (econ.) privare di valore legale una moneta metallica, la quale conserva così il puro valore intrinseco o collezionistico.
smonetazione   s.f.  (econ.) lo smonetare.
smontabile   agg.  che si può smontare e successivamente rimontare: armadio smontabile. 
smontaggio   s.m.  operazione e risultato dello smontare una macchina, una struttura.
smontamento   s.m.  (non com.) lo smontare, l'essere smontato; smontaggio.
smontare   v. tr.  [io  smónto ecc.]    • 1 •   scomporre una macchina, un congegno, una struttura nei suoi componenti, nelle sue parti: smontare il motore; smontare gli scaffali  | smontare una pietra preziosa, toglierla dalla montatura    • 2 •   (fig.) analizzare in modo da dimostrare falso, insostenibile; demolire, smantellare: smontare un'accusa, una tesi    • 3 •   far tornare allo stato liquido una sostanza emulsionata: smontare la panna, un uovo sbattuto    • 4 •   (fig.) privare di entusiasmo, di fiducia, di baldanza; scoraggiare, scaricare: le sue parole mi hanno smontato    • 5 •   (pop.) far scendere da un mezzo di trasporto: questo tram ti smonta a piazza garibaldi  | v. intr.  [aus. essere  nei sign.    • 1 •   e 2, essere  o avere  nei sign.    • 3 •   e 4]    • 1 •   scendere da dove si era montati, spec. da un mezzo di trasporto: smontare da cavallo, dal treno  | (ant.) prendere alloggio    • 2 •   terminare il proprio turno: smontare di guardia, di servizio; la sentinella è appena smontata    • 3 •   (non com.) perdere la vivezza, l'intensità sbiadire (detto di colori): il rosso smonta facilmente    • 4 •   tornare liquido, detto di sostanza montata | smontarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   detto di sostanza montata, come la panna e sim., tornare liquido    • 2 •   (fig.) perdere l'entusiasmo, la fiducia; scoraggiarsi: alle prime difficoltà si è subito smontato. 
smontatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto a lavori di smontaggio.
smontatura   s.f.  lo smontare, l'essere smontato (fig. fam.); scoraggiamento, delusione.
smonticazione   s.f.  l'abbandono dell'alpeggio da parte del bestiame, alla fine della stagione estiva.
smorbare   v. tr.  [io  smòrbo ecc.] (non com.) purificare, disinquinare: penarono non so quanto, a far ripulire e smorbare la casa  (manzoni p. s.  xxx).
smorfia   (1) s.f.    • 1 •   contrazione del viso che ne altera il normale atteggiamento ed è provocata per lo più da sensazioni dolorose o spiacevoli: una smorfia di dolore, di rabbia, di scherno | fare le smorfie, alterare il viso per gioco, per scherzo; fare le boccacce. pegg. smorfiaccia    • 2 •   moina, atto lezioso e svenevole: cerca di incantarli con le sue smorfie.  dim. smorfietta, smorfiuccia. 
smorfia   (2) s.f.  (merid.) nome dato al libro dei sogni da cui si ricavano i numeri per il lotto, spec. quello con figure destinato agli analfabeti.
smorfioso   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha l'abitudine di fare smorfie, moine | fare la smorfiosa con qualcuno, civettare con lui. dim. smorfiosetto  § smorfiosamente avv.  da smorfioso.
smorire   v. intr.  [coniugato come morire; aus. essere, ma è raro nelle forme composte] (lett.) diventare pallido, sbiadito, smorto; impallidire, scolorare: allor sente la frale anima mia / tanta dolcezza, che 'l viso ne smore  (dante vita nuova).
smorticcio   agg.  [pl. f. -ce] alquanto smorto.
smortire   v. intr.  [io smortisco, tu smortisci ecc. ; aus. essere] (rar.) smorire.
smorto   part. pass.  di smorire   agg.    • 1 •   molto pallido (riferito a persona): un volto smorto; essere smorto per la paura  | di colore, che non ha vivezza, sbiadito: una tinta smorta    • 2 •   (fig.) privo di vivacità, scialbo: uno stile smorto. 
smorzamento   s.m.  lo smorzare, l'essere smorzato (anche fig.); attenuazione.
smorzando   s.m.  (mus.) indicazione dinamica simile al diminuendo, con la differenza che la graduale attenuazione dell'intensità sonora deve giungere fino alla cessazione del suono.
smorzare   v. tr.  [io  smòrzo ecc.]    • 1 •   attenuare, attutire, rendere meno intenso (anche fig.): smorzare la luce con un paralume; smorzare le tinte; smorzare il suono  | smorzare la palla, (sport) fare una smorzata    • 2 •   (fis.) attenuare le oscillazioni; diminuire l'intensità di un fenomeno periodico nel tempo fino all'annullamento    • 3 •   (region.) spegnere (anche fig.): smorzare il fuoco; smorzò la sua ira  | smorzarsi v. rifl.    • 1 •   attenuarsi (anche fig.): l'entusiasmo si è smorzato    • 2 •   (region.) spegnersi (anche fig.).
smorzata   s.f.  (sport) nel tennis, nel ping pong, nella pallavolo, respinta con la quale si riduce notevolmente la velocità impressa alla palla e la si manda a cadere appena al di là della rete.
smorzato   part. pass.  di smorzare  agg.  tenue, attenuato: suono smorzato, ovattato; colore smorzato, non vivace.
smorzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi smorza  s.m.    • 1 •   ognuno dei tasselli di legno ricoperti di feltro che, poggiando sulle corde del pianoforte, servono a smorzarne le vibrazioni    • 2 •   (mecc.) dispositivo che serve a smorzare le oscillazioni di un sistema oscillante; ammortizzatore: smorzatore idraulico, elettromagnetico. 
smorzatura   s.f.  smorzamento, attenuazione.
smosciare   v. tr.  [io smóscio ecc.] (fam.) far diventare moscio | (fig.) svigorire; ammosciare | smosciarsi v. rifl.  (fam.) diventare moscio | (fig.) perdere energie, vigore.
smossa   s.f.  lo smuovere, lo smuoversi, l'essere smosso | darsi un smossa, (fam.) affrettarsi.
smosso   part. pass.  di smuovere   agg.  nei sign. del verbo | terreno smosso, lavorato di fresco | dente smosso, malfermo.
smotta   s.f.  (non com.) smottamento.
smottamento   s.m.  lento scivolamento lungo un pendio o un argine di uno strato di terreno, per lo più argilloso o sabbioso, che abbia perso coesione per infiltrazione d'acqua.
smottare   v. intr.  [io  smòtto ecc.; aus. essere] subire uno smottamento; franare.
smottatura   s.f.    • 1 •   (non com.) smottamento    • 2 •   il punto dove è avvenuto uno smottamento; il terreno che è smottato.
smovere    ⇨ smuovere.
smozzare   v. tr.  [io  smózzo ecc.] mozzare, spec. se in modo deciso, violento.
smozzatura   s.f.  lo smozzare; mozzatura, taglio.
smozzicamento   s.m.  (non com.) lo smozzicare; smozzicatura.
smozzicare   v. tr.  [io  smózzico, tu  smózzichi ecc.] tagliare, ridurre in molti piccoli pezzi: smozzicare il pane  | smozzicare le frasi, le parole, (fig.) spezzettarle o pronunciarle male, in modo confuso.
smozzicato   part. pass.  di smozzicare   agg.  spezzettato (anche fig.): un dolce tutto smozzicato; un discorso smozzicato. 
smozzicatura   s.f.  (non com.) smozzicamento; la parte smozzicata: smozzicature di sigari. 
smucciare   v. intr.  [io  smùccio ecc.; non usate le forme composte] (ant.) sdrucciolare, scivolare.
smungere   ant. smugnere, v. tr.  [coniugato come mungere]    • 1 •   (rar.) mungere completamente; spremere, prosciugare, privare di tutto il liquido, l'umore    • 2 •   (fig.) far perdere la floridezza, far intristire    • 3 •   (fig.) sfruttare al massimo; spillare denaro: lo tenevano lì, per smungerlo, per succhiargli il sangue, medici, parenti e speziali  (verga).
smunto   part. pass.  di smungere   agg.    • 1 •   magro e pallido; emaciato: era tutto smunto in viso.  dim. smuntino    • 2 •   pallido, slavato: un verde smunto. 
smuovere   pop. o lett. smovere, v. tr.  [coniugato come muovere]    • 1 •   muovere, rimuovere, spec. con fatica; spostare di poco: smuovere un masso, un armadio  | rimuovere in superficie: smuovere la terra  | smuovere le acque, (fig.) movimentare un ambiente; attirare l'attenzione su un problema; rompere il silenzio, l'indifferenza    • 2 •   (fig.) rimuovere da un proposito, da un'opinione: quando ha deciso una cosa, nessuno riesce a smuoverlo  | far uscire da uno stato di immobilismo, di apatia; movimentare, mobilitare: smuovere l'opinione pubblica  | convincere, commuovere: con i suoi piagnistei non mi smuove  | smuoversi v. rifl.    • 1 •   mutare opinione, proposito: non si smuove per nulla    • 2 •   (non com.) mettersi in attività, uscire dall'apatia; muoversi | v. rifl.  subire uno spostamento, spec. da una posizione solida, fissa: la nave incagliata si smosse con l'alta marea. 
smurare   v. tr.    • 1 •   riaprire un'apertura precedentemente chiusa con un muro: smurare una porta  | (assol.) disfare, abbattere un muro    • 2 •   togliere, staccare da un muro ciò che vi era fissato: smurare una lapide. 
smusare   v. tr.  (non com.) percuotere qualcuno fino a rompergli il muso, il viso | v. intr.  [aus. avere] (non com.) fare una smusata.
smusata   s.f.  (rar.) smorfia di disgusto, di disprezzo.
smussamento   s.m.  lo smussare, l'essere smussato (anche fig.).
smussare   v. tr.    • 1 •   arrotondare un angolo vivo, uno spigolo, una punta; ottundere: smussare gli spigoli di un tavolo    • 2 •   (fig.) attenuare, mitigare: smussare le asprezze del discorso; smussare i contrasti  | smussarsi v. rifl.  perdere il filo o l'acutezza della punta, detto di coltello o altro utensile.
smussato   part. pass.  di smussare   agg.  che ha punte o spigoli arrotondati; spuntato, smusso (anche fig.): un tavolo smussato ai bordi; una polemica ormai smussata. 
smussatura   s.f.  lo smussare, l'essere smussato; la parte smussata.
smusso   (1) s.m.    • 1 •   smussatura    • 2 •   scalpello atto a smussare.
smusso   (2) agg.  smussato; che ha la punta o le punte, gli spigoli arrotondati, spuntati: punta smussa; bisturi smusso. 
snack   s.m. invar.  spuntino.
snack bar   loc. sost. m. invar.  bar in cui è possibile fare uno spuntino consumando panini imbottiti, tartine, pizzette e sim.
snaturamento   s.m.  lo snaturare, lo snaturarsi, l'essere snaturato | travisamento.
snaturare   v. tr.  far cambiare natura a qualcuno o a qualcosa, spec. in peggio; alterare profondamente (fig.): quell'ambiente lo ha snaturato  | (fig.) travisare, falsare: una critica che snatura il pensiero dell'autore  | snaturarsi v. rifl.  cambiare, spec. in peggio, la propria natura; alterarsi, diventare altro.
snaturato   part. pass.  di snaturare  agg.    • 1 •   che ha perduto in tutto o in parte la propria natura; alterato, travisato: idee snaturate    • 2 •   che non rispetta i sentimenti propri della natura umana, che non si assume gli obblighi dettati da tali sentimenti; disumano, degenerato: un padre snaturato  s. m.  [f. -a] persona snaturata, disumana § snaturatamente avv.  in modo disumano, crudele.
snazionalizzare   v. tr.    • 1 •   privare un gruppo etnico dei propri caratteri nazionali; denazionalizzare    • 2 •   (econ.) rendere di nuovo privato ciò che era stato nazionalizzato: snazionalizzare un' industria. 
snazionalizzazione   s.f.  lo snazionalizzare, l'essere snazionalizzato.
snebbiamento   s.m.  (non com.) lo snebbiare; il diradare con opportune tecniche un addensamento di nebbia, p. e. su aeroporti o autostrade | (fig.) chiarificazione: snebbiamento mentale. 
snebbiare   v. tr.  [io  snébbio ecc.]    • 1 •   (non com.) liberare dalla nebbia    • 2 •   (fig.) rendere chiaro, lucido; liberare da ciò che impedisce una razionale comprensione: snebbiare la mente. 
snellezza   s.f.  l'essere snello; linea snella | (fig.) elegante essenzialità: la snellezza del suo stile, dei suoi ragionamenti. 
snellimento   s.m.  lo snellire, l'essere snellito (spec. fig.): snellimento della burocrazia. 
snellire   v. tr.  [io  snellisco, tu  snellisci ecc.]    • 1 •   rendere o far sembrare snello o più snello (anche assol.): ginnastica per snellire i fianchi; un abito che snellisce    • 2 •   (fig.) rendere più agile, spedito ed efficiente eliminando ciò che intralcia; sveltire, semplificare, rendere essenziale: snellire le procedure; snellire un testo  | snellirsi v. rifl.  diventare snello o più snello; dimagrire.
snello   agg.    • 1 •   che è sciolto e svelto nei movimenti: non è più giovane ma è sempre snello  | (fig.) essenziale, agile ed elegante: uno stile, un periodare snello    • 2 •   alto e sottile; slanciato, affusolato: un fisico snello; gambe snelle; una colonna snella    • 3 •   (ant.) veloce: corda non pinse mai da sé saetta / che sì corresse via per l'aere snella  (dante inf.  viii, 13-14) § snellamente avv. 
snerbare    ⇨ snervare.
snervamento   s.m.    • 1 •   (non com.) lo snervare, lo snervarsi, l'essere snervato    • 2 •   (mecc.) fenomeno che si manifesta nei materiali quando le sollecitazioni cui vengono sottoposti sono di intensità tale da superare il limite elastico, così che le deformazioni da essi subite diventano permanenti: limite di snervamento. 
snervante   part. pres.  di snervare  agg.  che snerva, che fiacca; estenuante, spossante: un caldo, un'attesa snervante  § snervantemente avv. 
snervare   ant. snerbare, v. tr.  [io  snèrvo ecc.]    • 1 •   privare di energia fisica e morale; fiaccare: fa un caldo che snerva; le polemiche e le ripicche l'avevano snervato    • 2 •   in macelleria, togliere o tagliare nervi e tendini alla carne per renderla più tenera | snervarsi v. rifl.  perdere le energie fisiche e morali; logorarsi: snervarsi per la lunga attesa. 
snervatezza   s.f.  l'essere snervato; fiacchezza.
snervato   part. pass.  di snervare  agg.  che ha perso ogni energia; estenuato: era snervato per il caldo | stile snervato, privo di nerbo § snervatamente avv.  (non com.) fiaccamente.
snervatrice   s.f.  pressa da macelleria per snervare la carne.
snidare   v. tr.    • 1 •   far uscire dal nido o dalla tana; stanare: snidare una lepre    • 2 •   (fig.) far uscire qualcuno da un nascondiglio, da un rifugio: snidare i ladri dal loro covo  | (mil.) far uscire allo scoperto: snidare il nemico  | (scherz.) far uscire una persona dal luogo in cui se ne sta tranquilla, comoda: snidare qualcuno dal letto, da casa, dalla biblioteca  | v. intr.  [aus. essere] (ant.) uscire dal nido, dal rifugio; andar via da un luogo: l'una ha da star, l'altra convien che snide  (ariosto o. f.  xxxii, 97).
sniff   inter.  voce onomatopeica che, nel linguaggio dei fumetti, riproduce il rumore di chi aspira con forza col naso, di chi annusa intensamente.
sniffare   v. tr.    • 1 •   (fam.) annusare, fiutare    • 2 •   (gerg.) fiutare cocaina.
sniffata   s.f.  (gerg.) lo sniffare una volta; fiutata di cocaina.
sniffatore   s.m.  [f. -trice] (gerg.) chi sniffa; cocainomane.
sniffo   s.m.  (gerg.) sniffata.
snipe   s.m. invar.  imbarcazione da regata, detta in italiano beccaccino. 
snob   s.m.  e f. invar.  chi ostenta raffinatezza, cercando di assumere atteggiamenti attribuiti a classi sociali più elevate o seguendo mode nuove ed eccentriche, con l'intenzione di distinguersi dai più: essere uno snob; fare lo snob  | usato anche come agg. invar.  che è da snob, che denota snobismo: maniere, linguaggio snob. 
snobbare   v. tr.  [io  snòbbo ecc.] disinteressarsi di qualcosa o qualcuno per sottolineare sprezzantemente la propria superiorità: snobbare un invito; invitare qualcuno solo per snobbarlo. 
snobismo   s.m.  l'essere snob; atteggiamento da snob.
snobistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio di persona snob; ispirato a snobismo: atteggiamento snobistico. 
snocciolamento   s.m.  lo snocciolare, l'essere snocciolato.
snocciolare   v. tr.  [io  snòcciolo ecc.]    • 1 •   privare del nocciolo; denocciolare: snocciolare le amarene, le olive    • 2 •   (fig.) raccontare apertamente, con abbondanza di particolari; spiattellare: snocciolava compiaciuto le sue avventure; snocciolare i segreti altrui  | dire velocemente e senza interruzioni una cosa dopo l'altra: mastro nunzio voleva snocciolare la litania dei rimproveri  (verga)    • 3 •   tirare fuori in rapida successione e in gran quantità (spec. denaro): snocciola assegni come niente fosse. 
snocciolatoio   s.m.  arnese che serve a snocciolare piccoli frutti; levanoccioli.
snocciolatura   s.f.  operazione dello snocciolare, in senso proprio.
snodabile   agg.  che si può snodare; pieghevole e orientabile per mezzo di snodi: braccio snodabile, di un attrezzo, di una lampada e sim.
snodamento   s.m.  (non com.) lo snodare.
snodare   v. tr.  [io  snòdo ecc.]    • 1 •   disfare, sciogliere i nodi di qualcosa; liberare dal nodo o dai nodi: snodare una corda    • 2 •   rendere snodata o più snodata una parte del corpo: snodare le dita, le spalle  | snodare la lingua, (fig.) iniziare a parlare; parlare con facilità e con abbondanza | snodare la lingua a qualcuno, (fig.) convincerlo a parlare, spec. con le maniere forti    • 3 •   rendere pieghevole per mezzo di snodi un oggetto altrimenti rigido; consentire a più elementi tra loro congiunti di effettuare dei movimenti; articolare | snodarsi v. rifl.    • 1 •   detto di nodo o di cosa annodata, disfarsi, sciogliersi    • 2 •   svolgersi, stendersi: il serpente si snodava lentamente    • 3 •   avere la possibilità di effettuare diversi movimenti, detto di un oggetto costituito da più elementi rigidi collegati fra loro con snodi; articolarsi    • 4 •   avere un tracciato sinuoso, serpeggiante: il sentiero si snoda per la montagna. 
snodato   part. pass.  di snodare  agg.    • 1 •   sciolto da nodi    • 2 •   straordinariamente agile, sciolto nelle articolazioni e nei movimenti: un acrobata snodato; braccia snodate    • 3 •   che ha uno o più snodi; articolato: tubo, raccordo snodato. 
snodatura   s.f.  lo snodare, l'essere snodato | il punto in cui qualcosa si snoda.
snodevole   agg.  (non com.) snodabile; snodato.
snodo   s.m.    • 1 •   (mecc.) organo di collegamento costituito da un perno sferico parzialmente inserito in una cavità sferica di uguale diametro e usato per accoppiare due elementi con possibilità di limitata rotazione relativa su un qualunque diametro della superficie sferica | punto in cui qualcosa si snoda; snodatura    • 2 •   con riferimento a strade, svincolo.
snow-board  snow-board s.f. invar.  tavola per praticare lo sport del surf sulla neve.
snudare   v. tr.    • 1 •   (ant.) denudare    • 2 •   estrarre un'arma dal fodero; sguainare: snudare la spada. 
so-  so- primo elemento di parole composte, spec. verbi, di origine latina o di formazione moderna, che continua il lat. su°b  'sotto'; vale 'sotto, al di sotto, di sotto in su' (soccombere, sobbarcare, sobbalzare), oppure ha valore attenuativo (sorridere, socchiudere); determina il raddoppiamento della consonante iniziale dell'elemento con cui si fonde.
soap opera   loc. sost. f. invar.  sceneggiato televisivo o radiofonico in molte puntate, caratterizzato da un intreccio falsamente realistico di vicende patetiche o sentimentali, spesso relative a uno o più gruppi familiari.
soave   (1) ant. suave, agg.    • 1 •   che dà sensazioni fisiche o spirituali piacevoli e delicate: un profumo, una voce soave; una soave malinconia    • 2 •   (ant.) facile, agevole | lento, calmo: con soave passo... in cammino si misero  (boccaccio dec.  vi, conclusione) | in funzione di avv.  (ant. poet.) con dolcezza e soavità: quel rosignuol, che sì soave piagne  (petrarca canz.  cccxi, 1) § soavemente avv.  delicatamente: fatto il botticello riempiere d'un simil vino, e fattolo soavemente portare a casa  (boccaccio dec.  vi, 2).
soave   (2) s.m.  vino bianco secco di colore giallo paglierino chiaro, prodotto in alcuni comuni della provincia di verona.
soavità   s.f.  qualità di ciò che è soave; grazia, piacevolezza delicata: la soavità del suo sguardo; le rispose con soavità. 
sobbalzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto di cosa, fare sobbalzi ripetuti, traballare: l'automobile sobbalzava sul selciato    • 2 •   detto di persona, fare un sobbalzo; per estens., trasalire: sobbalzare di paura. 
sobbalzo   s.m.  movimento improvviso in direzione verticale | riferito a persona, piccolo balzo che scuote il corpo intero; sussulto ' di sobbalzo, (non com.) di soprassalto.
sobbarcare   v. tr.  [io sobbarco, tu sobbarchi ecc.] (non com.) caricare qualcuno di un peso, di una responsabilità sottoporre a un onere gravoso: sobbarcare qualcuno a una spesa ingente  | sobbarcarsi v. rifl.  sottoporsi a una fatica, assumere un onere: sobbarcarsi a un sacrificio, a impegni gravosi; grida: «i' mi sobbarco»  (dante purg.  vi, 135).
sobbattitura   s.f.  (vet.) ammaccatura della pianta dei piedi dei quadrupedi, causata da traumi o da cattiva ferratura.
sobbollimento   s.m.  il sobbollire (anche fig.).
sobbollire   rar. subbollire, v. intr.  [io sobbóllo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   stare per bollire; anche, bollire leggermente (detto di liquidi): il vino sobbolle nei tini    • 2 •   (fig.) detto di sentimenti, essere sul punto di manifestarsi: l'ira gli sobbolliva nell'animo. 
sobborgo   s.m.  [pl. -ghi] piccolo centro abitato situato nelle immediate vicinanze di una grande città | quartiere della periferia suburbana.
sobillamento   s.m.  il sobillare, l'essere sobillato; sobillazione, istigazione.
sobillare   v. tr.  istigare, incitare nascostamente alla ribellione, a manifestazioni ostili: sobillare alla rivolta; fu accusato di sobillare i compagni contro l'insegnante. 
sobillatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sobilla; istigatore, mestatore.
sobillazione   s.f.  l'attività di chi sobilla, di chi fa leva sul malcontento altrui per creare disordine, conflitti; istigazione.
soblimare    ⇨ sublimare.
sobranzare   o sovranzare, v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (ant.) sopraffare, sopravanzare, vincere: quel che ti sobranza / è virtù da cui nulla si ripara  (dante par.  xxiii, 35-36).
sobrietà   s.f.  qualità di chi o di ciò che è sobrio; moderazione, misura: sobrietà nel bere, nel vestire; sobrietà di stile. 
sobrio   agg.    • 1 •   non alterato dagli effetti dell'alcol; lucido: restare sobrio pur bevendo molto    • 2 •   temperante e controllato nel mangiare e nel bere; parco, moderato: persona, vita sobria    • 3 •   (fig.) semplice, misurato, alieno da eccessi e superfluità: vestire in modo sobrio; arredamento sobrio; discorso, stile sobrio, che non eccede in artifici retorici né in idee estrose § sobriamente avv. 
socca   s.f.  nel tardo medioevo, sopravveste femminile di lino o di lana; anche, ricco manto maschile da cerimonia, di seta e pelliccia.
socchiudere   v. tr.  [coniugato come chiudere] chiudere solo in parte, lasciando uno spiraglio; accostare: socchiudere la finestra, l'uscio; socchiudere gli occhi. 
socchiuso   part. pass.  di socchiudere  e agg.  nel sign. del verbo.
soccida   ant. soccita, s.f.  (dir.) contratto agrario di tipo associativo per l'allevamento e lo sfruttamento del bestiame e per l'esercizio delle attività connesse, al fine di ripartire prodotti e utili: soccida parziaria, nella quale il bestiame è conferito da entrambe le parti; soccida semplice, nella quale è conferito dal solo soccidante.
soccidante   s.m.  (dir.) nella soccida, la parte che conferisce il bestiame, senza apportare lavoro, e a cui è riservata la direzione.
soccidario   s.m.  (dir.) nella soccida, la parte che apporta il proprio lavoro.
soccignere   e deriv.   ⇨ succingere e deriv. 
soccio   s.m.    • 1 •   soccidario    • 2 •   (tosc.) il bestiame che si dà o si prende a soccida.
soccita    ⇨ soccida.
socco   s.m.  [pl. -chi] in roma antica, calzatura bassa, tipica degli attori comici (in opposizione a coturno, calzatura tipica degli attori tragici) | calzare il socco, (fig. lett.) scrivere commedie.
soccombente   part. pres.  di soccombere  agg.  e s.m.  e f.  (lett.) che, chi soccombe | in un processo civile o amministrativo, si dice della parte perdente.
soccombere   v. intr.  [io soccómbo ecc. ; pass. rem. io soccombéi  o soccombètti, tu soccombesti ecc. ; part. pass. soccombuto, raro; aus. essere, ma rari i tempi composti] (lett.)    • 1 •   essere costretto a sottostare a una forza superiore; cedere: soccombere al male, al nemico | soccombere in giudizio, perdere la causa    • 2 •   morire, perire.
soccorrere   v. tr.  [coniugato come correre] portare aiuto a qualcuno; aiutare, assistere: soccorrere i bisognosi, un ferito  | v. intr.  [aus. essere, nel sign. 1; avere, nel sign. 2] (lett.)    • 1 •   venire alla memoria, sovvenire: non mi soccorre il suo nome    • 2 •   recare prontamente aiuto: a sua sposa soccorse / con due campioni  (dante par.  xii, 43-44).
soccorrevole   agg.  (lett.) che soccorre; che tende, che è disposto a soccorrere: la memoria de' nostri patimenti ci renda... soccorrevoli ai nostri prossimi  (manzoni p. s.  xxxvi) § soccorrevolmente avv. 
soccorribile   agg.  (rar.) che può essere soccorso.
soccorrimento   s.m.  (non com.) il soccorrere; soccorso.
soccorritore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi soccorre, per lo più facendo parte di un'organizzazione di soccorso: squadre soccorritrici; i primi soccorritori sono giunti nella notte. 
soccorso   part. pass.  di soccorrere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   il soccorrere; aiuto prestato a chi versa in gravi necessità o in pericolo: chiedere, invocare soccorso; andare in soccorso dei terremotati; prestare i primi soccorsi a un ferito; squadra di soccorso  | pronto soccorso, le prime cure che si prestano a feriti, a persone colpite da malore ecc.; anche, ambulatorio o reparto ospedaliero attrezzato per prestare tali cure: farsi medicare al pronto soccorso | soccorso aereo, navale, stradale, organizzazione che sorveglia le rotte aeree, navali o la rete stradale e interviene per localizzare mezzi che abbiano subìto incidenti e organizzare i soccorsi ' omissione di soccorso, (dir.) reato commesso da chi, trovando una persona inanimata, ferita o in pericolo, ovvero un minore di dieci anni abbandonato o smarrito, non presti loro assistenza e non ne dia notizia alle autorità ' soccorso di pisa, (scherz.) aiuto tardivo che arriva quando ormai è inutile    • 2 •   spec. pl.  persona o cosa che soccorre, o serve a soccorrere: sollecitare l'invio di soccorsi; ricevere un soccorso in denaro, una sovvenzione, un sussidio; i soccorsi alle prime linee, i rinforzi o i rifornimenti    • 3 •   (ant.) soccorritore.
soccoscio   s.m.  taglio di carne bovina costituito dalla parte superiore interna della coscia; sottocoscio.
socera    ⇨ suocera.
socero    ⇨ suocero.
sociabile   agg.  (ant.) che può vivere in società con altri simili; socievole: l'uomo è animal più di tutti gli altri sociabile  (varchi).
sociabilità   s.f.  (ant.) l'essere sociabile.
socialdemocratico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci]    • 1 •   che, chi s'ispira ai principi della socialdemocrazia | che, chi appartiene all'ala più moderata del movimento socialista    • 2 •   che, chi appartiene al partito socialista democratico italiano: ministro, congresso socialdemocratico. 
socialdemocrazia   s.f.  l'ala più moderata del movimento socialista, fautrice di un programma di riforme sociali all'interno delle istituzioni liberal-borghesi | in origine, denominazione di diversi movimenti e partiti rivoluzionari di ispirazione marxista.
sociale   agg.    • 1 •   che vive in società, in comunità organizzate: l'uomo è un animale sociale    • 2 •   che riguarda la società umana, e in particolare i rapporti tra individui e gruppi entro una comunità determinata: convenzioni sociali; romanzo a sfondo sociale | scienze sociali, le scienze che studiano i fenomeni della vita associata, cioè sociologia, antropologia culturale, economia, demografia ecc. ' psicologia sociale, branca della psicologia che studia gli aspetti del comportamento del singolo indotti dalla società, i rapporti interpersonali e il comportamento dei grandi e piccoli gruppi ' ordine sociale, l'insieme delle relazioni che si costituiscono tra i membri di una comunità organizzata, in quanto tutelano la pacifica convivenza e garantiscono rapporti equilibrati tra i membri ' giustizia sociale, l'equa distribuzione dei beni economici tra le classi e l'abolizione dei privilegi di gruppi determinati, al fine di realizzare l'eguaglianza di diritti e doveri fra tutti i cittadini    • 3 •   ispirato a idee o a programmi di giustizia sociale; rivolto ad assicurare maggiori opportunità e migliori condizioni di vita alle classi meno abbienti: legislazione, politica sociale | previdenza sociale, insieme di prestazioni di tipo assicurativo, che consentono ai lavoratori dipendenti di far fronte all'insorgere dei problemi connessi con la vecchiaia, con l'invalidità o con le malattie; nel linguaggio corrente, la pensione di anzianità e l'ente preposto alla sua erogazione | sicurezza sociale, sistema assistenziale che assicura la soddisfazione dei bisogni essenziali a tutti i cittadini | assistente sociale, chi per incarico di ente pubblico o privato presta professionalmente un'attività intesa ad assistere i singoli membri di una categoria o di una comunità in difficili contingenze della loro vita privata    • 4 •   che si determina, che avviene in base al censo o alla classe: discriminazioni sociali  | suddivisione in fasce sociali, suddivisione dei cittadini in base al reddito, alle condizioni di famiglia, di lavoro ecc., ai fini della differenziazione di imposte, tariffe, servizi o altro    • 5 •   che concerne una società, un'associazione o i loro membri: capitale sociale; tessera, gita sociale  | denominazione sociale, nome sotto il quale agisce una società di capitali    • 6 •   nel linguaggio storiografico, degli alleati, dei confederati: guerra sociale, quella combattuta nel 90-88 a. c. dagli alleati italici di roma contro roma stessa per ottenere la cittadinanza romana  s.m.  la sfera, l'ambito dei problemi sociali: un sacerdote impegnato nel sociale  § socialmente avv.    • 1 •   in modo sociale    • 2 •   dal punto di vista sociale: lavoro socialmente utile; un individuo socialmente pericoloso. 
socialismo   s.m.    • 1 •   nome generico con cui si designano sia le teorie filosofiche ed economiche sia i movimenti e i sistemi politico-sociali che propugnano l'abolizione totale o parziale della proprietà privata dei mezzi di produzione al fine di realizzare la giustizia sociale: socialismo utopistico, scientifico; socialismo democratico, rivoluzionario  | nel pensiero marxista, fase che costituisce il passaggio dalla società divisa in classi a quella comunista e che è caratterizzata dalla dittatura del proletariato ' socialismo reale, realizzazione storica del socialismo marxista, e in partic. quello in vigore negli stati dell'est europeo fino alla fine degli anni ottanta    • 2 •   nella moderna terminologia politica dei paesi occidentali, movimento politico che mira all'allargamento della giustizia sociale all'interno di un sistema economico di tipo capitalistico; socialdemocrazia: socialismo democratico. 
socialista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   che, chi si ispira al socialismo in una delle sue forme: partito socialista; dottrine socialiste; area socialista    • 2 •   che, chi appartiene a un partito socialista o socialdemocratico; in partic., si dice di chi appartiene al partito socialista italiano: congresso socialista; il voto dei socialisti ha salvato il governo. 
socialistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) del socialismo, dei socialisti.
socialistizzare   v. tr.  (non com.) rendere socialista, avvicinare al socialismo | socialistizzarsi v. rifl.  (non com.) divenire socialista.
socialistoide   agg.  e s.m.  e f.  (spreg.) che, chi inclina in modo generico, superficiale o velleitario al socialismo.
socialità   s.f.    • 1 •   l'essere sociale; la tendenza dell'uomo a vivere in società    • 2 •   nel pensiero cattolico, il complesso dei rapporti che regolano la vita degli individui appartenenti a una data società; la coscienza di tali rapporti e degli obblighi che essi comportano: avere il senso della socialità. 
socializzabile   agg.  che può essere socializzato.
socializzare   v. tr.    • 1 •   rendere sociale, trasferire a una collettività: socializzare le conoscenze, le informazioni    • 2 •   (econ.) trasferire un bene allo stato o ad altro ente pubblico affinché lo metta a disposizione della collettività o comunque ne assicuri la gestione democratica: socializzare i mezzi di produzione    • 3 •   (psicol.) educare un individuo al rispetto delle norme di comportamento in uso in una determinata società o comunità | v. intr.  [aus. avere], socializzarsi v. rifl.  (psicol.) sviluppare rapporti sociali con gli appartenenti alla comunità in cui ci si inserisce: socializzarsi con i compagni di classe. 
socializzazione   s.f.    • 1 •   (econ.) operazione e risultato del socializzare    • 2 •   (psicol.) apprendimento delle regole di comportamento sociali; inserimento in una società o comunità: processo, difficoltà di socializzazione. 
società   s.f.    • 1 •   l'insieme di tutti gli esseri umani, in quanto uniti da vincoli naturali e da interessi generali comuni: la società umana, civile '  in zoologia, raggruppamento di più individui della stessa specie, che provvedono insieme alle necessità vitali comuni: la società delle api, delle formiche    • 2 •   gruppo più o meno ampio di uomini uniti da tradizioni, convenzioni, usi e costumi comuni, considerati in rapporto a un territorio o a un'epoca: la società medievale; la società americana; la società industriale, dei consumi    • 3 •   gruppo di persone appartenenti alla stessa categoria o allo stesso ceto; consorteria: la società dei nobili; la società letteraria  | (estens. lett.) compagnia; vita sociale: cercare la società dei galantuomini; fuggire la società    • 4 •   l'ambiente delle persone ricche, influenti e prestigiose; anche, la vita di relazioni, di trattenimenti, di feste, che è propria di quest'ambiente: l'alta, la buona società; esser presentato, entrare in società; abito da società, elegante, da cerimonia | giochi di società, passatempi da salotto    • 5 •   associazione di più persone che si propongono di collaborare per un fine comune: società patriottica, sportiva, musicale; società di mutuo soccorso; società per la salvaguardia della natura  | società segreta, associazione politica clandestina le cui finalità sono in contrasto con l'ordine costituito ' l'onorata società, la mafia    • 6 •   (dir.) il contratto con il quale due o più persone (soci) conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili; in concreto, l'ente, l'impresa, l'azienda che ne deriva: società mineraria, dei trasporti; chiedere il risarcimento dei danni alla società  | società semplice, in cui i soci rispondono illimitatamente e solidalmente di tutte le obbligazioni sociali, salvo che un patto limiti la responsabilità di alcuni; può essere utilizzata per tutte le attività economiche che non siano di natura commerciale | società in accomandita, caratterizzata dalla presenza di due distinte categorie di soci, gli accomandatari e gli accomandanti ' società a responsabilità limitata, nella quale i soci rispondono delle obbligazioni sociali soltanto nei limiti della quota conferita, che non può essere rappresentata da azioni ' società per azioni, nella quale soltanto il patrimonio sociale risponde dei debiti sociali, e le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da azioni ' società di fatto, non costituita secondo le formalità previste dalla legge, ma la cui esistenza si desume dal comportamento di chi ne fa parte e ha rilievo nella determinazione della responsabilità per le obbligazioni comuni | società irregolare, non corrispondente a una delle forme tipiche previste dalla legge | società di capitali, che comporta responsabilità dei soci limitata ai loro conferimenti (lo sono le società per azioni, le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata) ' società di persone, che comporta la responsabilità illimitata personale almeno di alcuni soci (società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice) ' società cooperativa, che persegue uno scopo mutualistico a vantaggio dei soci | società in nome collettivo, nella quale tutti i soci sono solidalmente e illimitatamente responsabili delle obbligazioni sociali    • 7 •   nell'uso corrente, unione di due o più persone che partecipano a un affare, a un'attività economica, dividendosi equamente spese e profitti: mettersi in società con qualcuno; comprare qualcosa in società con un amico. 
societario   agg.  (dir.) che si riferisce a società, proprio della società: regime, vincolo societario; l'assetto societario di un'impresa. 
socievole   agg.    • 1 •   che ama la compagnia; che ha facilità di rapporti con gli altri: un tipo socievole; non è facile essere socievoli con tutti    • 2 •   che tende per natura a vivere in società coi suoi simili; sociale: l'uomo è un essere socievole  § socievolmente avv. 
socievolezza   s.f.  l'essere socievole.
socinianesimo   s.m.  corrente teologica antitrinitaria che prende il nome dai riformatori senesi lelio e fausto socini (sec. xvi).
sociniano   agg.  di lelio e fausto socini; del socinianesimo  s.m.  [f. -a] seguace del socinianesimo.
socio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è membro di un'associazione, di un circolo, di un club e sim.: socio onorario, effettivo, sostenitore, fondatore, vitalizio; inviare una circolare ai soci    • 2 •   (dir.) chi fa parte di una società: i soci di una cooperativa    • 3 •   chi fa società con qualcuno | chi fa parte di un gruppo, di una parte che si vuol connotare spregiativamente; complice: non voglio aver a che fare con lui né con i suoi soci  | e soci, & soci, formula finale della denominazione giuridica di molte società al di fuori di questo contesto assume sign. spreg., per indicare 'quelli della stessa risma'.
socio-  socio- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal lat. soci°us  'socio'; indica 'società' o è abbr. di sociale, sociologico  (sociologia, sociolinguistica).
socioanalisi   s.f.  indirizzo di ispirazione psicoanalitica volto a indagare le dinamiche socio-affettive che si sviluppano all'interno di un gruppo o nelle relazioni tra gruppi diversi.
sociobiologia   s.f.  studio delle basi biologiche del comportamento e dell'organizzazione sociale degli organismi viventi, incluso l'uomo.
sociobiologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla sociobiologia.
socioculturale   agg.  sociale e culturale insieme: ambiente socioculturale. 
sociodramma   s.m.  [pl. -i] tecnica psicoterapica di gruppo affine allo psicodramma individuale, intesa a rilevare ed eventualmente modificare gli atteggiamenti di un gruppo sociale nei confronti di un altro mediante la drammatizzazione di una certa serie di ruoli.
socioeconomico   agg.  [pl. m. -ci] sociale ed economico insieme: sviluppo socioeconomico. 
sociogenesi   s.f.  genesi di un evento causata da fattori sociali.
sociogenetico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la sociogenesi.
sociogramma   s.m.  [pl. -mi] diagramma che rappresenta lo sviluppo di un fenomeno sociale.
socioletto   s.m.  (ling.) varietà di dialetto propria di una determinata classe sociale all'interno della comunità che usa tale dialetto.
sociolinguista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso di sociolinguistica.
sociolinguistica   s.f.  branca della linguistica che studia il rapporto tra linguaggio e società.
sociolinguistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla sociolinguistica § sociolinguisticamente avv.  dal punto di vista sociolinguistico.
sociologia   s.f.  scienza che studia i fenomeni sociali (politici, economici, giuridici, culturali ecc.) nei loro rapporti con le strutture concrete in cui si organizza un determinato corpo sociale (istituzioni, ceti, gruppi ecc.), raccogliendo, esaminando e interpretando i dati mediante particolari tecniche.
sociologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla sociologia: metodo sociologico; indagine sociologica  § sociologicamente avv.  dal punto di vista sociologico; con i metodi della sociologia.
sociologismo   s.m.  la tendenza a considerare ogni attività umana come determinata esclusivamente da fatti e circostanze sociali (per lo più usato con sfumatura spreg.).
sociologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi, pop. -ghi] studioso, esperto di sociologia.
sociometria   s.f.  metodo di misurazione degli aspetti quantitativi dei fenomeni sociali.
sociometrico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla sociometria § sociometricamente avv.  dal punto di vista sociometrico.
sociopatia   s.f.  patologia indotta o prodotta da fattori sociali.
sociopatico   agg.  [pl. m. -ci] di sociopatia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da sociopatia.
sociopolitico   agg.  [pl. m. -ci] sociale e politico insieme.
sociosanitario   agg.  che riguarda l'assistenza medica pubblica.
socioterapia   s.f.  psicoterapia di gruppo.
sock   s.m. invar.  (mus.) colpo di percussione del batterista, effettuato battendo sul piatto con l'impugnatura anziché con la punta della bacchetta.
socratico   agg.  [pl. m. -ci] di socrate, filosofo ateniese (469-399 a. c.) ' metodo socratico, la maieutica ' ironia socratica, l'atteggiamento (caratteristico dei dialoghi socratici di platone) di chi, dichiarando di non possedere la verità su un dato argomento, pone all'interlocutore una serie di domande, facendo via via emergere le sue contraddizioni e istillandogli il dubbio critico sul proprio presunto sapere | scuole socratiche, le scuole filosofiche derivate dall'insegnamento di socrate, la più famosa delle quali è quella platonica | amore socratico, eufem. per pederastia   s.m.  seguace di socrate § socraticamente avv.  al modo di socrate; con metodo socratico.
socratismo   s.m.  la dottrina filosofica di socrate; il complesso degli elementi del pensiero socratico passati nelle filosofie successive.
soda   s.f.    • 1 •   (chim.) carbonato di sodio in polvere bianca, cristallina, solubile in acqua; è largamente usato nella fabbricazione del vetro e come detersivo ' soda caustica, idrossido di sodio; è una delle basi più forti, molto corrosiva, impiegata nell'industria dei saponi, della carta, della gomma, in tintoria ecc.    • 2 •   (estens.) acqua gassata con aggiunta di carbonato di sodio, bevuta come dissetante o usata per diluire bevande alcoliche: whisky e soda. 
sodaglia   s.f.  terreno sassoso e incolto.
sodale   s.m.  e f.    • 1 •   in roma antica, membro di un sodalizio    • 2 •   (lett.) amico, compagno.
sodalite   s.f.  (min.) cloro-alluminosilicato di sodio, presente in rocce effusive alcaline; ha gener. forma granulare e colore biancastro; quando si trova in masse compatte di colore azzurro uniforme viene lavorata come il lapislazzuli.
sodalizio   s.m.    • 1 •   associazione, società: sodalizio sportivo    • 2 •   legame di interessi, di amicizia; convivenza di amici: il sodalizio di leopardi con antonio ranieri    • 3 •   (fig. poet.) compagnia, collegio: o sodalizio eletto a la gran cena / del benedetto agnello  (dante par.  xxiv, 1-2)    • 4 •   nell'antica roma, associazione di carattere religioso e politico.
sodamento   s.m.  (ant.)    • 1 •   rafforzamento, consolidamento    • 2 •   malleveria, garanzia.
sodanitro   s.f.  (min.) lo stesso che nitratina. 
sodare   v. tr.  [io sòdo ecc.]    • 1 •   rassodare | nella lavorazione del feltro, dare maggior consistenza alla falda uscita dall'imbastitrice, prima della follatura    • 2 •   miscelare con idrossido di sodio    • 3 •   (ant.) dare assicurazione, garanzia; promettere solennemente.
sodato   part. pass  di sodare  | calce sodata, (chim.) miscela di idrossido di calcio e idrossido di sodio, usata come essiccante.
sodatore   s.m.  [f. -trice] operaio addetto alla sodatura.
sodatrice   s.f.  macchina per sodare le falde di feltro.
sodatura   s.f.    • 1 •   operazione industriale del sodare le falde di feltro    • 2 •   miscelazione con idrossido di sodio.
soddisfacente   ant. lett. sodisfacente, ant. satisfacente, part. pres.  di soddisfare  agg.  che soddisfa, che dà soddisfazione | positivo, benché non eccellente: un risultato soddisfacente  § soddisfacentemente avv. 
soddisfacimento   ant. o lett. sodisfacimento, ant. satisfacimento, s.m.  il soddisfare: il soddisfacimento di un desiderio | in soddisfacimento, (lett.) in compenso: in sodisfacimento di quella ti priego che tu m'insegni  (boccaccio dec.  i, 9).
soddisfare   ant. o lett. sodisfare, ant. satisfare, v. tr.  e intr.  [pres. io soddisfàccio  o soddisfò  o soddisfo, tu soddisfài  o soddisfi, egli soddisfà  o soddisfa, noi soddisfacciamo, fam. soddisfiamo, voi soddisfate, essi soddisfanno  o soddìsfano; fut. io soddisfarò, fam. soddisferò ecc. ; congiunt. pres. io soddisfàccia  o soddisfi..., noi soddisfacciamo, fam. soddisfiamo, voi soddisfacciate, fam. soddisfiate, essi soddisfàcciano  o soddìsfino; cond. pres. io soddisfarei, fam. soddisferei, tu soddisfaresti, fam. soddisferesti ecc. ; le altre forme coniugate come fare; aus. avere]    • 1 •   dare soddisfazione; fare ciò che è dovuto, richiesto; adempiere: soddisfare (a) un desiderio, (a) una domanda; soddisfare gli  (agli) obblighi; di quel che tu mi chiedi, / io ti satisfarò senza dimora  (ariosto o. f.  i, 69) ' soddisfare un debito, pagarlo | soddisfare i creditori, pagar loro quanto dovuto ' soddisfare un'ingiuria, un'offesa, ripararla    • 2 •   contentare, appagare: soddisfare il pubblico; questa soluzione non mi soddisfa    • 3 •   (mat. , fis.) essere in accordo; verificare: soddisfare a un principio, a una legge; soddisfare l'equazione, verificare che le radici trovate, sostituite alle incognite, annullino l'equazione | soddisfarsi v. rifl.  accontentarsi: è un tipo che si soddisfa facilmente. 
soddisfatto   ant. o lett. sodisfatto, ant. satisfatto, part. pass.  di soddisfare   agg.  nei sign. del verbo | completamente appagato nei propri desideri; contento: si mostrò soddisfatto del risultato ottenuto; una donna soddisfatta. 
soddisfazione   ant. o lett. sodisfazione, ant. satisfazione, s.f.    • 1 •   il soddisfare, l'essere soddisfatto; adempimento: la soddisfazione di un capriccio, di un dovere, di un debito '  riparazione: dare, chiedere soddisfazione a qualcuno di un'offesa    • 2 •   stato d'animo di chi è soddisfatto; contentezza, piacere: ascoltare con grande, con legittima soddisfazione; dare molte soddisfazioni ai propri genitori; prendersi la soddisfazione di vincere  | non c'è soddisfazione, non c'è gusto, non è divertente. dim. soddisfazioncella, soddisfazioncina. 
soddomia   e deriv.   ⇨ sodomia e deriv. 
sodezza   s.f.  (non com.) l'essere sodo; compattezza: sodezza delle carni. 
sodico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di sodio, che contiene sodio: cloruro sodico. 
sodio   s.m.  elemento chimico di simbolo na; è un metallo alcalino, bianco, tenero, assai reattivo, presente in tutti gli organismi animali e nell'acqua marina allo stato di cloruro di sodio.
sodisfare   e deriv.   ⇨ soddisfare e deriv. 
sodo   agg.    • 1 •   compatto, duro, consistente: carne soda | uova sode, bollite col guscio finché non si siano completamente rapprese ' terreno sodo, non dissodato ' darle, prenderle sode, percuotere, essere percosso duramente    • 2 •   (non com.) solido, saldo: una persona di soda cultura; star sodo, star saldo, non cedere  avv.    • 1 •   con forza: picchiare sodo  | duramente, con intensità: lavorare sodo    • 2 •   profondamente: dormire sodo   s.m.    • 1 •   terreno duro, fermo, resistente: costruire sul sodo    • 2 •   ciò che ha buon fondamento | esserci del sodo, (fam.) esserci un valore effettivo, esserci quattrini ' venire al sodo, tralasciare i preamboli, parlare dell'argomento essenziale | sul sodo, sul serio    • 3 •   (ant.) garanzia § sodamente avv.  (non com.)    • 1 •   in modo sodo    • 2 •   profondamente: dormire sodamente. 
sodoku   s.m.  (med.) malattia infettiva tropicale causata da una spirocheta trasmessa all'uomo dal morso di topi.
sodomia   ant. soddomia, s.f.  rapporto sessuale per via anale | nel linguaggio corrente, omosessualità maschile.
sodomita   ant. soddomita, sodomito, soddomito, s.m.  [pl. -ti] chi pratica la sodomia.
sodomitico   ant. soddomitico, agg.  [pl. m. -ci] di, da sodomita § sodomiticamente avv. 
sodomito    ⇨ sodomita.
sodomizzare   v. tr.  sottoporre a sodomia.
sodomizzazione   s.f.  il sodomizzare, l'essere sodomizzato.
sofà   s.m.  sedile imbottito a più posti, di solito provvisto di spalliera e di braccioli; divano, canapè.
sofferente   part. pres.  di soffrire  agg.    • 1 •   che soffre, spec. di una malattia fisica: un vecchio sofferente; essere sofferente di cuore    • 2 •   che esprime sofferenza: volto sofferente    • 3 •   (lett.) che tollera, che sopporta  s.m.  e f.  persona che soffre, spec. per malattia § sofferentemente avv.  con sofferenza.
sofferenza   ant. soffrenza, sofrenza, s.f.    • 1 •   il soffrire; dolore fisico o morale: morire fra atroci sofferenze; una vita piena di sofferenze    • 2 •   (ant.) sopportazione, pazienza: parendo tempo a gualtieri di fare l'ultima pruova della sofferenza di costei  (boccaccio dec.  x, 10)    • 3 •   in sofferenza, si dice di credito non riscosso alla scadenza, per il cui recupero è stata iniziata l'azione giudiziale, ma che si presenta comunque difficilmente riscotibile: cambiale in sofferenza  | sofferenze, i crediti in sofferenza.
sofferere, sofferire  sofferere, sofferire  ⇨ soffrire.
soffermare   v. tr.  [io sofférmo ecc.] trattenere, fermare per breve tempo (anche fig.): soffermare il passo, l'attenzione  | soffermarsi v. rifl.  fermarsi un poco, indugiare (anche fig.): si soffermò a guardare; soffermarsi su un argomento importante. 
sofferto   part. pass.  di soffrire  agg.  si dice di ciò che è concepito, raggiunto con sforzo, con profondo travaglio: un'arte sofferta; una decisione sofferta; una vittoria sofferta  | che manifesta sofferenza, travaglio profondo: uno sguardo sofferto  § soffertamente avv. 
soffì    ⇨ sofì.
soffiamento   s.m.    • 1 •   (rar.) il soffiare, l'essere soffiato    • 2 •   (ant. fig.) mormorazione, maldicenza: da così fatti soffiamenti... sono nel vivo trafitto  (boccaccio dec.  iv, introduzione).
soffiante   part. pres.  di soffiare   agg.  nei sign. del verbo | macchina soffiante, (mecc.) compressore di fluidi in cui la pressione raggiunta è dell'ordine di qualche atmosfera  s.f.  (mecc.) macchina soffiante.
soffiare   v. intr.  [io sóffio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere aria con forza da una piccola apertura lasciata tra le labbra riunite e protese; spostare aria con un attrezzo: soffiare sulle candeline per spegnerle; soffiare col mantice  | soffiare sul fuoco, per ravvivarlo; (fig.) fomentare discordie, rancori    • 2 •   detto di vento, spirare, tirare: il vento soffia da ponente    • 3 •   sbuffare, respirare affannosamente: nel salire le scale soffiava; soffiare come un mantice, ansimare fortemente | sospirare: calandrino, tornato a lavorare, altro che soffiare non faceva  (boccaccio dec.  ix, 5) | v. tr.    • 1 •   espirare con forza, mandar fuori dai polmoni: soffiare fumo dal naso  | espellere, convogliare aria o altro gas con un attrezzo: soffiare aria col mantice  | spingere mediante aria emessa a forza: soffiare via la polvere  | soffiare il vetro, soffiare con un tubo di ferro nell'interno di una massa pastosa di vetro fuso per modellarla e trarne vari oggetti ' soffiarsi il naso, espellendo con forza l'aria attraverso le narici così da farne uscire anche il muco    • 2 •   (fig.) dire in segreto, insinuare con intenzione maligna: soffiare qualcosa nell'orecchio a qualcuno | assol.  (gerg.) fare la spia; spifferare: qualcuno ha soffiato    • 3 •   nel gioco della dama, togliere all'avversario una pedina con la quale questi avrebbe dovuto mangiare un pezzo    • 4 •   (estens.) sottrarre, portar via con astuzia o con destrezza ciò che appartiene o spetta ad altri: gli hanno soffiato il portafogli; soffiare un posto, l'impiego a qualcuno; il calciatore ha soffiato la palla all'avversario. 
soffiata   s.f.    • 1 •   il soffiare una volta: farsi una soffiata di naso.  dim. soffiatina    • 2 •   suggerimento    • 3 •   (gerg.) comunicazione di una notizia riservata | delazione, spiata.
soffiato   part. pass.  di soffiare   agg.  nei sign. del verbo | vetro soffiato, lavorato artigianalmente mediante soffiatura | olio soffiato, olio non saturo (p. e.  quello di lino) che prima di essere usato viene ossidato mediante insufflamento di aria calda  s.m.  (rar.) soufflé: soffiato di riso. 
soffiatoio   s.m.  (non com.) soffietto, mantice.
soffiatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   operaio che soffia il vetro    • 2 •   (fig.) persona maldicente | (gerg.) spia, delatore    • 3 •   (non com.) fomentatore: un soffiatore di discordie. 
soffiatura   s.f.    • 1 •   il soffiare    • 2 •   nella lavorazione del vetro, operazione con cui si introduce aria nella massa vetrosa fusa, attraverso un apposito tubo di ferro, allo scopo di modellarla nel modo desiderato    • 3 •   (metall.) cavità, bolla che si forma in un lingotto di acciaio.
soffice   agg.    • 1 •   cedevole alla pressione; morbido, molle: lana, cuscino soffice    • 2 •   (fig.) non duro, non rigido; morbido, flessibile: un impatto, una tattica soffice  § sofficemente avv. 
sofficiente    ⇨ sufficiente.
sofficienza    ⇨ sufficienza.
sofficità   s.f.  carattere soffice; morbidezza: la sofficità di un cuscino. 
soffieria   s.f.    • 1 •   impianto di soffiatura | fabbrica con impianti di soffiatura del vetro per la produzione di fiale, provette, storte ecc.    • 2 •   apparecchio munito di mantice, per lo più elettromeccanico, usato nei laboratori chimici per insufflare aria compressa nelle fiamme a gas, onde accrescerne la temperatura di combustione.
soffietto   s.m.    • 1 •   piccolo mantice a mano per accendere e ravvivare il fuoco o per spargere polveri insetticide e sim.    • 2 •   involucro formato da più liste articolate o da un'unica striscia di materiale pieghevole che, montate su un telaio snodabile, possono essere estese o ripiegate a pacchetto; serve per lo più per protezione di parti di collegamento mobili o come copertura amovibile; mantice: il soffietto delle vecchie macchine fotografiche; carrozze ferroviarie collegate a soffietto  | porta a soffietto, porta interna che chiusa è distesa e aperta è raccolta a pacchetto contro uno dei montanti laterali    • 3 •   nel gergo dei giornalisti, articolo elogiativo che tende a mettere qualcuno o qualcosa in una luce favorevole presso il pubblico.
soffio   s.m.    • 1 •   atto del soffiare; il fiato emesso, l'aria spostata da chi soffia o da ciò che soffia: spegnere un fiammifero con un soffio; un soffio di vento, un alito di vento ' in un soffio, (fig.) in un attimo, con grande facilità | di un soffio, di pochissimo: vincere di un soffio, con un vantaggio minimo ' soffio animatore, vitale, (fig.) quello con cui, secondo la bibbia, dio diede la vita ad adamo    • 2 •   (fig.) ispirazione: figura animata dal soffio dell'arte    • 3 •   rumore prodotto da un soffio, da un leggero spostamento d'aria; per estens., fruscio | (med.) rumore anormale, simile a un soffio, che rivela il difettoso funzionamento di un organo: avere un soffio al cuore. 
soffione   s.m.    • 1 •   canna di ferro con cui si soffia sul fuoco per attizzarlo    • 2 •   (geol.) getto naturale di vapore acqueo misto ad ammoniaca, anidride carbonica, acido borico ecc., che esce ad alta temperatura e pressione da fenditure del suolo: i soffioni boraciferi di larderello    • 3 •   (bot.) pianta erbacea perenne con foglie dentate e fiori gialli i cui semi formano un globo piumoso argenteo che si scompone soffiandovi sopra; è detta anche dente di leone  o tarassaco  (fam.  composite)    • 4 •   (ant.) individuo pieno di boria e di presunzione; gonfione: i soffioni sono ben stolti  (segni)    • 5 •   [f. -a] (gerg.) spia, delatore.
soffitta   s.f.    • 1 •   (edil.) vano compreso tra l'ultimo piano dell'edificio e il tetto, usato per lo più come ripostiglio, talora anche come abitazione (mansarda, abbaino) | soffitta dell'alveare, lo spazio immediatamente sotto la sua copertura    • 2 •   (teat.) la parte superiore del palcoscenico adibita ai servizi (manovra delle scene, illuminazione ecc.).
soffittare   v. tr.  (edil.) fornire di soffitto un edificio, un locale: soffittare una stanza. 
soffittatura   s.f.  l'operazione del soffittare; ciò che costituisce un soffitto: una soffittatura in legno, con travi a vista. 
soffitto   s.m.    • 1 •   (edil.) la superficie inferiore, visibile dal basso, della copertura di un locale | (teat.) parte della scenografia che riproduce la copertura o la zona alta di un interno    • 2 •   in alpinismo, sporgenza ad angolo retto di una parete rocciosa; tetto.
soffocamento   s.m.    • 1 •   il soffocare, l'essere soffocato (anche fig.): morire per soffocamento; il soffocamento della libertà    • 2 •   (sport) nella lotta, presa che mira al soffocamento dell'avversario.
soffocante   part. pres.  di soffocare  agg.    • 1 •   che dà la sensazione di soffocare; opprimente: un caldo soffocante    • 2 •   che priva di libertà repressivo: un regime, un'organizzazione soffocante  § soffocantemente avv. 
soffocare   ant. o region. soffogare, ant. suffocare, v. tr.  [io sòffoco, tu sòffochi ecc.]    • 1 •   impedire la respirazione, momentaneamente o fino a uccidere: lo soffocò stringendolo alla gola  | soffocare una pianta, (fig.) privarla degli elementi vitali, come aria, acqua e luce ' soffocare le fiamme, (fig.) spegnerle    • 2 •   (fig.) reprimere qualcosa per impedire che si manifesti, si sviluppi, si divulghi: soffocare uno scandalo, un'epidemia; soffocare le più elementari libertà; soffocare una rivolta nel sangue, reprimerla con violenza, uccidendo molti dei rivoltosi    • 3 •   (fig.) sacrificare, costringere: vivono soffocati in un appartamento di due stanze  | v. intr.  [aus. essere], soffocarsi v. rifl.  respirare con fatica, non riuscire a respirare, morire per soffocamento: nell'ascensore bloccato rischiavano di soffocare; perché andare a soffocarsi in quel locale?  | sentirsi soffocare, avvertire difficoltà di respirazione, mancanza di aria: con i vetri chiusi, in quella piccola stanza si sentiva soffocare; (fig.) soffrire per mancanza di libertà, di assenza di vita sociale.
soffocato   part. pass.  di soffocare  agg.  si dice di suono attutito o di voce trattenuta, impedita: un rumore soffocato; si udì un grido soffocato  | (fig.) represso: ambizioni soffocate  § soffocatamente avv.  : gemere, piangere soffocatamente. 
soffocazione   ant. soffogazione, suffocazione, s.f.  il soffocare, l'essere soffocato.
soffoco   s.m.  [pl. -chi] (region.) afa che rende l'aria pesante e irrespirabile: venne agosto e, tra il soffoco di giorno e la luna di notte, chi pensava più a lavorare?  (pavese).
soffogare   e deriv.   ⇨ soffocare e deriv. 
soffolcere   o suffolcere, soffolgere, v. tr.  [pres. io soffólco, tu soffólci ecc. ; pass. rem. io soffólsi, tu soffolcésti ecc. ; part. pass. soffólto; è difettivo delle altre forme] (ant. , lett.) appoggiare, sostenere | soffolcersi v. rifl.  (ant. , lett.) posarsi, appuntarsi: perché la vista tua pur si soffolge / là giù tra l'ombre triste smozzicate?  (dante inf.  xxix, 5-6).
soffondere   ant. suffondere, v. tr.  [coniugato come fondere] (lett.) cospargere, colorire leggermente (anche fig.): l'aurora soffonde le nubi di rosa; una poesia soffusa di malinconia  | soffondersi v. rifl.  cospargersi, colorirsi leggermente; diffondersi (anche fig.): la luce si soffonde appena tra gli alberi. 
soffreddare   v. tr.  [io soffréddo ecc.] (non com.) raffreddare un poco | v. intr.  [aus. essere], soffreddarsi v. rifl.  (non com.) divenire un po' freddo.
soffreddo   agg.  (rar.) un po' freddo; quasi raffreddato.
soffregamento   s.m.  (non com.) il soffregare, l'essere soffregato.
soffregare   v. tr.  [io soffrégo, tu soffréghi ecc.] fregare un poco, strofinare leggermente.
soffrenza    ⇨ sofferenza.
soffribile   agg.  (non com.) che si può soffrire; sopportabile | come s.m.  : soffrire il soffribile, quanto è umanamente sopportabile.
soffriggere   v. tr.  [coniugato come friggere] far friggere lentamente, a fuoco moderato: soffriggere le cipolle | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   friggere lentamente, a fuoco moderato: il burro soffrigge nella padella    • 2 •   (fig. non com.) rammaricarsi, brontolare fra sé.
soffrimento   s.m.  (ant. , lett.) il soffrire; sofferenza.
soffrire   ant. sofferire, sofferere [sof-fe-rì-re], v. tr.  [coniugato come offrire]    • 1 •   provare un dolore fisico o morale; patire: soffrire la fame, un'ingiustizia  | soffrire le pene dell'inferno, (fig.) sopportare grandi patimenti fisici o morali    • 2 •   essere sottoposto a una condizione materiale o spirituale dolorosa: soffrire il carcere, le persecuzioni; soffrire la solitudine, la lontananza dai propri cari    • 3 •   essere particolarmente sensibile a qualcosa; risentire: soffrire il solletico, il caldo; gli olivi soffrono il freddo, ne vengono danneggiati    • 4 •   sopportare, tollerare (spec. in frasi negative): non poter soffrire i rumori, le persone maleducate  | (non com.) permettere: non posso soffrire che ve n'andiate di già    • 5 •   (ant.) aspettare, attendere    • 6 •   (ant.) sostenere, reggere: e l'un sofferia l'altro con la spalla, / e tutti da la ripa eran sofferti  (dante purg.  xiii, 59-60) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   sentire dolore fisico o morale; patire: soffrire per una dolorosa malattia; un uomo che ha molto sofferto in gioventù; essere capace di soffrire, saper sopportare le sofferenze; finire di soffrire, (eufem.) morire    • 2 •   essere soggetto a un disturbo, a una malattia: soffrire d'emicrania  | essere soggetto a malattie di un certo organo o apparato: soffrire di nervi, di cuore. 
soffritto   part. pass.  di soffriggere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  battuto di cipolla ed erbe odorose fatto soffriggere con olio e burro e piccoli pezzetti di lardo e pancetta.
soffuso   ant. suffuso, part. pass.  di soffondere   agg.  (lett.) cielo di un azzurro soffuso; luci soffuse, attenuate, uniformemente diffuse, uniformi.
sofì   o soffì, s.m.  nome di antichi sovrani della persia.
sofia   s.f.  (lett.) sapienza; scienza.
-sofia  -sofia secondo elemento di parole composte della terminologia dotta, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. sophía  'saggezza', deriv. di sophós  'saggio'; indica 'dottrina, scienza, studio, conoscenza' e sim. (filosofia, teosofia, antroposofia).
sofianismo   s.m.  sofiologia.
-sofico  -sofico secondo elemento di aggettivi derivati da sostantivi composti con -sofia  (filosofico, teosofico).
sofiologia   s.f.  corrente teologico-mistica del pensiero russo moderno che pone l'accento sulla sapienza di dio, intesa come eterna femminilità, intermediaria tra l'uno e il molteplice, che si va progressivamente realizzando nella storia attraverso la chiesa o l'intera umanità è detto anche sofianismo. 
sofiologico   agg.  [pl. m. -ci] della sofiologia.
sofiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] intellettuale russo seguace, esponente della sofiologia.
sofisma   antiq. sofismo, s.m.  [pl. -smi]    • 1 •   (filos.) argomentazione solo apparentemente valida, ma in realtà fallace, in quanto fondata su errori formali o ambiguità linguistiche    • 2 •   nell'uso corrente, ragionamento capzioso, che ha lo scopo di ingannare, raggirare.
sofista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   (filos.) filosofo greco seguace della sofistica    • 2 •   nell'uso corrente, chi si vale di sofismi, di ragionamenti sottili e ingannevoli; cavillatore.
sofistica   s.f.  movimento filosofico e culturale sviluppatosi nel mondo greco del v sec. a. c., caratterizzato da una concezione pragmatica del sapere, da un relativismo soggettivistico in campo gnoseologico e morale, da un atteggiamento critico verso i valori tradizionali.
sofisticaggine   s.f.  (spreg.) detto, discorso da sofista, da sofistico; sofisma, sofisticheria.
sofisticare   v. intr.  [io sofìstico, tu sofìstichi ecc. ; aus. avere] usare sofismi; sottilizzare, cavillare: sofisticare su ogni questione | v. tr.  contraffare sostanze o prodotti alimentari; adulterare: sofisticare il formaggio, l'olio. 
sofisticatezza   s.f.  l'essere sofisticato, ricercatamente raffinato.
sofisticato   part. pass.  di sofisticare  agg.    • 1 •   detto di sostanza o prodotto alimentare, contraffatto, adulterato, non genuino: vino sofisticato    • 2 •   molto ricercato, così da apparire privo di naturalezza; artificioso, affettato: modi sofisticati; una ragazza sofisticata  | estremamente elaborato, raffinato, perfezionato: armi sempre più sofisticate; un sofisticato congegno elettronico  § sofisticatamente avv.  con affettazione; con grande raffinatezza.
sofisticatore   s.m.  [f. -trice] chi sofistica un prodotto alimentare.
sofisticazione   s.f.    • 1 •   adulterazione di prodotti o sostanze alimentari    • 2 •   raffinatezza ricercata.
sofisticheria   s.f.    • 1 •   qualità di chi, di ciò che è sofistico o sofisticato    • 2 •   ragionamento sofistico, cavilloso.
sofistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) di, da sofista: insegnamento sofistico    • 2 •   che costituisce o contiene un sofisma: ragionamento sofistico    • 3 •   che trova da ridire in ogni cosa; cavilloso, pedante | (fam.) schizzinoso, incontentabile: ma come sei sofistico! non ti va bene nulla   s.m.  [f. -a] persona sofistica, cavillosa, schizzinosa § sofisticamente avv. 
sofo   s.m.  (ant.) sapiente, filosofo (talora spreg.  o scherz.): né scelleranza di sacerdoti né oltracotanza di sofi sequestrerà dio dalla storia  (carducci).
-sofo  -sofo secondo elemento di nomi composti di persona connessi con i corrispondenti sostantivi astratti in -sofia  (filosofo); è dal gr. sophós  'saggio, sapiente'.
sofocleo   agg.  che è proprio del poeta tragico greco sofocle (496-406 a. c.), o che si riferisce alla sua arte, al suo stile.
sofora   s.f.  albero ornamentale con foglie imparipennate e fiori giallastri in grappolo (fam.  leguminose).
sofrenza    ⇨ sofferenza.
sofrologia   s.f.  (psicol.) teoria e tecnica di rilassamento che si fonda sull'azione combinata di parole e musica per infondere calma ai pazienti.
soft   agg. invar.    • 1 •   che dà sensazioni gradevoli e non forti; morbido, dolce, attenuato (si oppone a hard): musica, illuminazione soft    • 2 •   non duro, non rigido, non troppo deciso: un atteggiamento, una tattica soft. 
softball   s.m. invar.  gioco simile al baseball, che si gioca però su un campo di dimensioni inferiori con palle più grosse e morbide e mazze più corte, ed è praticato anche da donne e ragazzi.
softcopy   s.f. invar.  (inform.) visualizzazione di dati su uno schermo (si contrappone a hardcopy).
soft-core  soft-core agg. invar.  si dice di pubblicazione o spettacolo di carattere pornografico in cui il realismo della rappresentazione sia alquanto mitigato, anche per effetto di una certa eleganza espressiva (si oppone a hard-core).
soft-drink  soft-drink s.m. invar.  bevanda analcolica.
soft landing   loc. sost. m. invar.  nella navigazione spaziale, l'atterraggio morbido senza danno della capsula o del veicolo spaziale, tale da escludere il ricorso alla discesa in mare con paracadute.
soft rock   loc. sost. m. invar.  (mus.) stile di rock che tempera la sonorità violenta tipica del genere con atmosfere più dolci o addirittura malinconiche.
soft touch   s.m. invar.  sistema elettronico che consente di azionare delle funzioni sfiorando col dito un sensore.
software   s.m. invar.  (inform.) l'insieme dei programmi che consentono il funzionamento di un elaboratore elettronico (si contrappone a hardware, che designa la pura macchina) | software di base, l'insieme dei programmi che consentono a un elaboratore di svolgere le funzioni di base; anzitutto, il sistema operativo | software di utilità, insieme di programmi che consentono di svolgere in maniera facilitata per l'utente le funzioni elementari di gestione del sistema (come la ricerca, la copiatura, la cancellazione, la stampa di dati ecc) | software applicativo, l'insieme dei programmi che consentono a un sistema di elaborazione di dedicarsi a svolgere specifiche funzioni (p. e.  videoscrittura, archiviazione, contabilità) | software didattico, insieme di programmi utilizzati per l'insegnamento di materie scolastiche | sviluppo di software, realizzazione di programmi o sottoprogrammi destinati a soddisfare specifiche esigenze | ingegneria del software, attività di progettazione, realizzazione e perfezionamento di insiemi di programmi e procedure complesse.
software house   loc. sost. m. invar.  (inform.) azienda specializzata nell'ingegneria e nello sviluppo del software; può lavorare su commissione per risolvere esigenze specifiche o produrre software di uso più generale da immettere sul mercato.
softwarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] specialista nella preparazione di software.
soga   s.f.    • 1 •   (ant.) striscia di cuoio, correggia (p. e.  quella dello scudo)    • 2 •   (region.) fune, corda.
sogatto   o sugatto, sovatto, s.m.  (ant.) cuoio lavorato per fare cinghie, guinzagli, cavezze.
soggettare   v. tr.  [io soggètto ecc.] (ant.) assoggettare.
soggettario   s.m.  in biblioteconomia, codice di norme da seguire nel compilare un catalogo per soggetti.
soggettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive soggetti per il cinema, la radio, la televisione.
soggettiva   s.f.  (cine. , tv) inquadratura che rappresenta ciò che vede il protagonista di una scena e che tende a far identificare con lui lo spettatore.
soggettivare   v. tr.  rendere soggettivo; considerare, rappresentare in modo soggettivo.
soggettivazione   s.f.    • 1 •   il soggettivare, l'essere soggettivato    • 2 •   (cine. , tv) tecnica cinematografica che comporta l'uso di una soggettiva.
soggettivismo   s.m.    • 1 •   (filos.) caratteristica fondamentale di qualsiasi dottrina che neghi l'esistenza di criteri di verità e di valore indipendenti dal soggetto: soggettivismo empirico, che intende per soggetto il singolo individuo; soggettivismo trascendentale, che intende per soggetto la ragione universale; soggettivismo idealistico, che considera tutta la realtà come un prodotto dell'attività del pensiero    • 2 •   (estens.) tendenza a interpretare ogni cosa in modo soggettivo, secondo idee, sentimenti, preferenze personali    • 3 •   (psicol.) orientamento secondo cui la scienza psicologica ha come scopo primario lo studio della soggettività umana, intesa come l'esperienza cosciente nelle sue diverse forme.
soggettivista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (filos.) seguace del soggettivismo    • 2 •   (estens.) chi giudica in base a criteri o a gusti soggettivi, personali | anche come agg.  : tendenza soggettivista. 
soggettivistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) del soggettivismo, relativo al soggettivismo; proprio di chi è soggettivista: atteggiamento soggettivistico. 
soggettività   s.f.  (filos.)    • 1 •   l'essere soggettivo, carattere soggettivo: soggettività di un giudizio    • 2 •   in diritto: soggettività giuridica  (o di diritto), capacità giuridica; soggettività tributaria, capacità di essere soggetto passivo di imposta.
soggettivo   agg.    • 1 •   che è proprio del soggetto individuale e dipende dal suo modo di sentire e di pensare o dalle sue condizioni psicologiche, e quindi non è valido per tutti gli altri individui: impressioni, convinzioni soggettive    • 2 •   (gramm.) che concerne il soggetto: proposizione soggettiva, che funge da soggetto di un'altra proposizione    • 3 •   (filos.) che esiste soltanto in funzione di un'attività dell'io, del pensiero    • 4 •   (psicol.) che si basa sull'introspezione: metodo soggettivo  § soggettivamente avv.    • 1 •   in modo soggettivo; da un punto di vista soggettivo    • 2 •   (gramm.) in funzione di soggetto.
soggetto   (1) ant. suggetto, agg.    • 1 •   sottoposto all'autorità di qualcuno, a determinati obblighi o condizioni: un popolo soggetto allo straniero; tutti siamo soggetti alla legge morale    • 2 •   (estens.) che facilmente va incontro a eventi, manifestazioni, insorgenze negative: zona soggetta ad alluvioni; una persona che va soggetta a raffreddori    • 3 •   (ant.) sottostante; collocato in basso.
soggetto   (2) s.m.    • 1 •   argomento, tema: il soggetto di un quadro, di un dramma, di una conversazione; catalogo per soggetti, in una biblioteca, quello in cui i libri sono schedati per argomenti, secondo i criteri del soggettario | (teat. , cine.) traccia, canovaccio in base al quale verrà scritto il copione definitivo; storia, trama: un bel soggetto sprecato in un brutto film; recitare a soggetto, seguendo il soggetto ma improvvisando battute e gesti | (mus.) tema fondamentale della fuga    • 2 •   (filos.) l'essere pensante, contrapposto all'oggetto del pensiero: soggetto empirico o psicologico, l'individuo singolo in quanto centro di esperienza cosciente | in logica, ciò a cui si attribuisce un predicato    • 3 •   (gramm.) in una proposizione, la persona o la cosa che compie l'azione o si trova nella condizione espressa dal verbo | soggetto logico, la persona o la cosa alla quale il verbo si riferisce sostanzialmente, anche se non grammaticalmente, e con il quale può talora concordare (p. e. ragazzi  nella proposizione la maggior parte dei ragazzi uscirono)    • 4 •   (fam.) individuo, persona in genere (spec. in connotazioni negative): un cattivo soggetto; un soggetto difficile    • 5 •   (med.) individuo, persona, con riferimento a particolari caratteri clinici o condizioni patologiche: un soggetto linfatico    • 6 •   in diritto: soggetto giuridico, persona o ente che può essere titolare di diritti ' soggetto attivo, passivo, chi compie, subisce un'azione che ha rilevanza giuridica: soggetto attivo di un reato; soggetto passivo di un'imposta    • 7 •   (bot.) la pianta nella quale viene fatto l'innesto    • 8 •   (antiq.) suddito.
soggezione   ant. o pop. suggezione, s.f.    • 1 •   l'essere soggetto, sottomesso: soggezione allo straniero    • 2 •   senso d'imbarazzo, di timoroso rispetto, di timidezza che si prova di fronte a persone importanti o in ambienti diversi dal proprio: mettere, incutere soggezione; avere soggezione di qualcuno, di qualcosa; mettersi in soggezione, intimorirsi, intimidirsi.
sogghignare   v. intr.  [aus. avere] fare sogghigni.
sogghigno   s.m.  ghigno appena accennato; sorriso astioso, maligno o amaro.
soggiacere   v. intr.  [coniugato come giacere; aus. essere  o avere]    • 1 •   essere soggetto, sottoposto: soggiacere alla volontà altrui    • 2 •   (ant.) essere posto, situato al di sotto: sotto la protezione del grande scudo / in che soggiace il leone e soggioga  (dante par.  xii, 53-54).
soggiacimento   s.m.  (rar.) il soggiacere; cedimento, soggezione.
soggiogamento   s.m.  (non com.) il soggiogare, l'essere soggiogato; sottomissione.
soggiogare   v. tr.  [io soggiógo, tu soggióghi ecc.]    • 1 •   (rar.) mettere sotto il giogo; aggiogare    • 2 •   (fig.) ridurre in proprio potere; assoggettare, sottomettere, dominare (anche fig.): soggiogare i nemici; soggiogare qualcuno con lo sguardo; soggiogare i propri istinti    • 3 •   (ant.) dominare dall'alto, sovrastare.
soggiogatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi soggioga: cesare fu il soggiogatore della gallia. 
soggiogazione   s.f.  (non com.) il soggiogare, l'essere soggiogato; sottomissione.
soggiornare   v. intr.  [io soggiórno ecc. ; aus. avere] stare, dimorare: soggiornare un mese in campagna  | v. tr.    • 1 •   (ant.) ospitare persone | custodire in un luogo il bestiame    • 2 •   (tosc.) dare aria a un ambiente aprendo le finestre.
soggiorno   s.m.    • 1 •   il dimorare per un certo periodo in una località che non è quella di residenza, spec. a scopo di riposo e di svago: soggiorno estivo, invernale; un piacevole soggiorno; il soggiorno di una settimana in montagna; fare soggiorno, dimorare ' imposta di soggiorno, imposta, abolita nel 1991, dovuta agli enti locali da chi dimorava temporaneamente in località di villeggiatura o di cura ' azienda (autonoma) di soggiorno (e turismo), ente locale che cura lo sviluppo delle attività turistiche in una località di villeggiatura ' obbligo, divieto di soggiorno, (dir.) misure restrittive della libertà personale imposte dal tribunale a cittadini giudicati di particolare pericolosità sociale | soggiorno obbligato, obbligo di risiedere in un determinato comune    • 2 •   (non com.) località in cui si soggiorna: soggiorno montano, marino    • 3 •   ambiente della casa non destinato ad attività particolari, ma nel quale si sta abitualmente nel tempo libero: ricevere gli ospiti in soggiorno  | l'arredamento destinato a tale stanza: un soggiorno in noce    • 4 •   (ant.) indugio.
soggiungere   ant. soggiugnere, v. tr.  e intr.  [coniugato come giungere; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   aggiungere qualcosa a quanto già detto per concludere il discorso o per completare il proprio pensiero    • 2 •   (ant.) congiungere.
soggiuntivo   agg.    • 1 •   (rar.) che serve a soggiungere, a legare    • 2 •   (antiq.) in grammatica, congiuntivo: modo soggiuntivo. 
soggolare   v. tr.  [io soggólo ecc.] (rar.) fornire di soggolo | chiudere le vesti alla gola.
soggolo   s.m.    • 1 •   benda che nell'abito monacale fascia il collo e circonda il viso, talora scendendo fino sul petto | nel tardo medioevo e nel rinascimento, analogo elemento dell'abbigliamento femminile    • 2 •   nastro sotto la gola che tratteneva i grandi cappelli di paglia o quelli a cuffia usati un tempo dalle signore | striscia di cuoio che passando sotto il mento assicura al capo certi cappelli, per lo più militari; sottogola    • 3 •   parte dei finimenti del cavallo costituita da una striscia di cuoio che passa sotto la gola dell'animale e si unisce alla testiera.
sogguardare   v. tr.  guardare di sottecchi o di sfuggita; sbirciare.
soglia   s.f.    • 1 •   lastra di pietra o tavola di legno che regge gli stipiti e limita inferiormente il vano della porta; per estens., la porta stessa: una soglia di marmo; si fermò sulla soglia; varcare la soglia, entrare | (fig.) ingresso, inizio: la soglia della vecchiaia, gli anni in cui si comincia a invecchiare    • 2 •   (geog.) area, zona di passaggio, di transizione e separazione nello stesso tempo: soglia della cascata, ciglio roccioso dal quale precipitano le acque del fiume; soglia glaciale, tratto in contropendenza seguito da un ripido salto, che nei terreni modellati dall'erosione glaciale si trova spesso alla confluenza di una valle secondaria in una principale    • 3 •   (scient.) il valore minimo che una grandezza di intensità variabile deve raggiungere per risultare apprezzabile o misurabile o per dar luogo a determinati fenomeni: valore di soglia | soglia di udibilità, valore minimo dell'intensità sonora di un suono perché possa essere percepito dall'orecchio umano | soglia del dolore, (med.) il grado minimo di intensità di uno stimolo nervoso capace di provocare una sensazione di dolore | soglia della coscienza, (psicol.) il grado minimo di intensità che uno stimolo deve raggiungere perché possa essere avvertito e produrre una sensazione.
sogliare   s.m.  (ant.) soglia, entrata: la porta / lo cui sogliare a nessuno è negato  (dante inf.  xiv, 86-87).
soglio   poet. solio, s.m.  (lett.)    • 1 •   trono, seggio: soglio reale; soglio celeste, di dio, dei santi; diva il mondo la chiama, / e le sacrò l'elisio / soglio  (foscolo odi)    • 2 •   dignità, potere di un sovrano: il soglio pontificio, la dignità, il potere papale; salire al soglio pontificio, diventare papa.
sogliola   s.f.  pesce di mare dalle carni assai pregiate, con corpo ovale molto appiattito ed entrambi gli occhi situati sul lato destro del corpo, che è nerastro, mentre l'altro non è pigmentato; vive sui fondali sabbiosi ed è comune nel mediterraneo (ord.  pleuronettiformi). dim. soglioletta, sogliolina  accr. sogliolona. 
sognabile   agg.  (non com.) che si può sognare.
sognante   part. pres.  di sognare  agg.  che appare immerso nel sogno: sguardo sognante  | da sogno; onirico, fantastico: un'atmosfera sognante. 
sognare   ant. somniare, v. tr.  [io sógno ecc. ; è frequente l'uso con la particella pronominale in funzione intensiva o espressiva]    • 1 •   vedere, immaginare in sogno: sognare, sognarsi un cane a due teste; sognare, sognarsi di volare; ho sognato che eri partito    • 2 •   raffigurare nella fantasia come reale; desiderare con viva immaginazione; vagheggiare: sognare una bella casa, la gloria; sognare di diventare ricco  | con riferimento al carattere irreale dei sogni: non me lo sogno neanche, non ci penso neanche, non lo farei mai, oppure non posso nemmeno sperarlo; non me lo sono mica sognato, è vero, è accaduto realmente; la villa al mare se la sogna, se la può sognare, non l'avrà mai; non sognarti di farlo, non farlo assolutamente, non pensarci neanche | con riferimento al carattere divinatorio attribuito ai sogni: non potevo sognarmelo, non potevo saperlo; chi lo avrebbe, se lo sarebbe sognato?  chi poteva prevederlo? | v. intr.  [aus. avere; se costruito con la particella pron., essere] fare sogni: sogna tutte le notti; ho sognato di lui; mi sono sognato dei tempi passati  | mi sembra di sognare, si dice di fronte a cosa straordinaria, imprevista o meravigliosa ' sognare a occhi aperti, fantasticare.
sognatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi sogna    • 2 •   (fig.) che, chi volentieri si abbandona a illusioni e fantasticherie, dimostrando scarso spirito pratico: è un sognatore, non farà mai carriera. 
sogno   s.m.    • 1 •   attività psichica che ha luogo durante il sonno, caratterizzata da emozioni, percezioni e pensieri che si strutturano in una successione di immagini generalmente non regolata dalla logica o dalle normali convenzioni sociali, anche se apparentemente reale: fare un sogno; una notte piena di sogni; un sogno bello, angoscioso  | con riferimento alla credenza che il sogno sia presagio di eventi futuri: sogno premonitore; spiegare, interpretare un sogno, individuarne il valore profetico; credere ai sogni, al loro valore profetico; libro dei sogni, che guida alla loro interpretazione; (fig.) programma non realizzabile | sembrare un sogno, essere un sogno, si dice di cosa straordinaria, inaspettata, che non si pensava potesse esistere, avvenire; anche, di persona o cosa bellissima: quella ragazza è un sogno  | neanche per sogno, niente affatto, assolutamente no    • 2 •   immaginazione di cose irrealizzabili o considerate tali; dolce illusione, vagheggiamento della fantasia: i sogni della giovinezza; la felicità non è che un sogno; il suo sogno è di diventare pilota; il grande amore era soltanto un sogno  | di sogno, meraviglioso: una casa di sogno. 
soia   s.f.  pianta erbacea annuale simile al fagiolo, coltivata per foraggio, sovescio o per i germogli e i semi ricchissimi di proteine, dai quali si ricavano olio, farina e persino un surrogato della carne (fam.  leguminose).
soiré  e soirée;s.f. invar.  serata mondana; festa serale in ambiente elegante.
sol   (1) s.m. invar.  (mus.) quinta nota della scala diatonica di do.
sol   (2) s.m. invar.  [pl. antiq. soli] (chim.) soluzione colloidale da cui è possibile separare, con opportuni trattamenti, la fase colloidale dispersa, detta gel. 
sol   (3) s.m. invar.  unità monetaria del perù.
solagno   s.m.  la piantina giovane del castagno, ottenuta dal seme.
solaio   s.m.    • 1 •   il vano compreso tra la copertura dell'ultimo piano e gli spioventi del tetto, generalmente utilizzato come ripostiglio; soffitta | locale sotto il tetto, a palco aperto da un lato, nel quale un tempo nelle case rurali si poneva a seccare il foraggio    • 2 •   ciascuno dei piani orizzontali che suddividono verticalmente l'edificio, servendo da soffitto alle stanze sottostanti e da pavimento a quelle soprastanti.
solana   s.f.  nella venezia cinquecentesca, larga tesa di cappello priva di cupola, sulla quale le donne scioglievano i capelli per imbiondirli al sole.
solanacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni erbacee o legnose, con fiori in cime o solitari e frutti a bacca o a capsula, a cui appartengono tra le altre la patata e il pomodoro | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
solandra   s.f.  (vet.) piaga che si forma talora nella piegatura del garretto del cavallo.
solanina   s.f.  (chim.) alcaloide venefico contenuto in alcune solanacee (p. e.  nelle patate in germinazione).
solare   (1) agg.    • 1 •   di, relativo al sole: eclissi, macchia, temperatura solare; sistema solare; ora solare, il computo del tempo che si basa sul passaggio del sole al meridiano del luogo (per convenzione, al meridiano centrale di ciascuno dei 24 fusi in cui viene suddivisa la superficie terrestre) | che trasforma in altra forma di energia le radiazioni del sole; che utilizza l'energia così ottenuta: batteria, pannello, collettore solare; scaldabagno solare  | orologio solare, meridiana    • 2 •   (non com.) ricco di luce: paesaggio solare  | (fig.) chiaro, evidente: ragionamento solare  | (fig.) positivo, ottimista: carattere, temperamento solare   s.m.  settore tecnologico che si interessa dello sfruttamento dell'energia solare: gli ecologisti preferiscono il solare al nucleare. 
solare   (2) o suolare, v. tr.  [io suòlo, pop. sòlo ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  in posizione tonica, meglio -o-  che -uo-  in posizione atona] mettere la suola alle scarpe | risuolare.
solarigrafo   s.m.  solarimetro registratore.
solarimetro   s.m.  strumento usato in geofisica per misurare l'intensità delle radiazioni solari.
solario   s.m.    • 1 •   orologio solare    • 2 •   (archeol.) nella casa romana, loggia sotto tetto aperta al sole | (arch.) solarium.
solarità   s.f.  (lett.) luminosità, splendore radioso.
solarium   s.m. invar.  (arch.) terrazza esposta al sole, per lo più in cima a un edificio, per la pratica dell'elioterapia.
solarizzare   v. tr.    • 1 •   (foto.) sottoporre a solarizzazione    • 2 •   (edil.) dotare di un impianto di riscaldamento a energia solare.
solarizzazione   s.f.    • 1 •   (bot.) temporanea o permanente inattivazione dei cloroplasti dovuta a un'eccessiva esposizione alla luce    • 2 •   nella stampa fotografica, annerimento delle zone che dovrebbero essere più chiare dovuto a un'eccessiva esposizione alla luce, talora volutamente prodotto per ottenere effetti particolari.
solatio   agg.  (lett.) soleggiato; esposto al sole, a mezzogiorno: romagna solatia, dolce paese  (pascoli)  s.m.  (lett.) luogo esposto a mezzogiorno ' a solatio, a mezzogiorno.
solatura   o suolatura, s.f.  operazione del solare le scarpe | la suola stessa: una solatura sottile. 
solazione   s.f.  (chim.) passaggio da gel a sol.
solcabile   agg.  (lett.) che si può solcare.
solcamento   s.m.  (rar.) il solcare; solcatura.
solcare   v. tr.  [io sólco, tu sólchi ecc.]    • 1 •   fendere il terreno, tracciando solchi: solcare le zolle con l'aratro    • 2 •   (estens.) imprimere tracce lunghe e profonde su una superficie: il carretto solcava la fanghiglia; le rughe gli solcavano la fronte  | solcare le acque, il mare, (lett.) navigarvi.
solcato   part. pass.  di solcare  agg.  attraversato, inciso da solchi; rugoso: solcata ho fronte, occhi incavati intenti  (foscolo sonetti).
solcatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi solca    • 2 •   dispositivo della seminatrice meccanica atto a tracciare solchi nel terreno.
solcatura   s.f.  il solcare, l'essere solcato | solco.
solco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   apertura lunga e più o meno profonda scavata nel terreno con l'aratro o con altro strumento agricolo: gettare il seme nel solco | uscire dal solco, (fig.) uscire da una via tracciata, da un programma stabilito, da un argomento ecc. dim. solchetto    • 2 •   (estens.) incavo lungo e profondo in una superficie: il solco delle ruote sul sentiero fangoso; i solchi delle rughe  | solchi carsici, (geol.) quelli formati sulle rocce calcaree dall'azione solvente delle acque dilavanti    • 3 •   (estens.) lunga traccia: il solco del lampo nel cielo; il solco della nave, la scia    • 4 •   (anat.) nome che si dà alle incisure più o meno lunghe e profonde che esistono sulla superficie di molti organi: solchi cerebrali. 
solcometro   s.m.  (mar.) strumento usato per misurare la velocità delle navi: solcometro a barchetta, strumento costituito da un galleggiante (barchetta), che gettato in mare da poppa fa svolgere una sagola graduata con dei nodi a distanza fissa; solcometro meccanico, a elica, costituito da un'elica immersa collegata con un contagiri a bordo, è detto anche log. 
soldanato   s.m.  (ant.) sultanato.
soldanella   s.f.  pianta erbacea perenne di montagna con fiori di colore viola chiaro, a corolla sfrangiata, e foglie rotonde (fam.  primulacee).
soldano   s.m.  (ant.) sultano.
soldare   v. tr.  [io sòldo ecc] (ant.) assoldare, arruolare.
soldataglia   s.f.  gruppo disordinato di soldati indisciplinati e violenti.
soldatesca   s.f.  (ant.) il complesso dei soldati di un esercito, di un reparto.
soldatesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da soldato (gener. spreg.): modi soldateschi; un linguaggio soldatesco, volgare, da caserma § soldatescamente avv.  a guisa di soldato.
soldatessa   s.f.    • 1 •   donna che presta servizio militare; donna soldato    • 2 •   (scherz.) donna energica e autoritaria.
soldatino   s.m.    • 1 •   dim.  di soldato  | soldato giovane e inesperto    • 2 •   figurina, modellino di soldato usato, soprattutto un tempo, per i giochi dei bambini: i soldatini di piombo. 
soldato   s.m.    • 1 •   un tempo, chi faceva il mestiere delle armi per il soldo; mercenario: soldato di ventura    • 2 •   oggi, chi milita in un esercito; militare: il bar era pieno di soldati  | in partic., chi milita nell'esercito senza ricoprire alcun grado (detto anche soldato semplice): i soldati, i sottufficiali e gli ufficiali; soldato scelto, qualifica attribuita a un soldato distintosi per qualche merito o destinato a un particolare incarico. dim. soldatino, soldatuccio  accr. soldatone  pegg. soldataccio    • 3 •   (pop.) servizio militare: fare il soldato; partire, andare soldato, essere arruolato, andare sotto le armi; tornare da soldato, riprendere la vita civile alla fine del servizio militare    • 4 •   (fig. , lett.) chi combatte per una nobile causa, per la difesa di un ideale: un soldato della libertà | soldato di cristo, il cristiano cresimato.
soldo   s.m.    • 1 •   a partire dal medioevo, denominazione di diversi tipi di monete, per lo più di poco o minimo valore: una moneta da cinque soldi.  dim. soldarello, solderello, soldino  accr. soldone  pegg. soldaccio    • 2 •   spec. pl.  (fam.) denaro: guadagnare un sacco di soldi, essere pieno di soldi; fare (i) soldi, guadagnare, arricchire | con riferimento allo scarso valore delle monete da un soldo: pagare qualcosa due soldi; guadagnare quattro soldi; rimanere senza un soldo; non avere, non spendere un soldo; non valere un soldo, (fig.) non valere nulla, non meritare nessuna stima | alto quanto un soldo di cacio, di statura molto bassa    • 3 •   diaria dei soldati: riscuotere il soldo  | essere al soldo di qualcuno, essere alle sue dipendenze come soldato mercenario; (estens.) essere da lui pagato o favorito, per lo più in cambio di servigi illeciti o poco onorevoli: spia al soldo del nemico; giornalisti al soldo del potere. 
soldone   s.m.  spec. nella loc. dire in soldoni, esprimersi in maniera semplicistica ma rapida e immediatamente comprensibile: detto in soldoni, ci abbiamo rimesso invece di guadagnarci. 
sole   s.m.    • 1 •   (astr.) la stella a noi più vicina, attorno alla quale girano i pianeti e gli altri corpi celesti del sistema che è detto appunto solare, fra i quali la terra (si scrive con iniziale maiuscola quando è nome proprio del corpo celeste) | (estens.) ogni stella che sia centro di un sistema planetario    • 2 •   ciò che si percepisce del sole dalla terra, con partic. riferimento alla luce, al calore, al suo moto apparente: il sole si leva a oriente e tramonta a occidente; al sorgere del sole, all'alba; al calar del sole, al tramonto; oggi non c'è sole, il sole non è visibile perché coperto dalle nuvole; c'è un bel sole, non ci sono nuvole e il sole appare luminoso e caldo; contro sole, col sole di fronte, controluce ' occhiali da sole, con lenti colorate, per riparare gli occhi dalla luce troppo intensa ' colpo di sole, insolazione ' avere qualcosa al sole, avere qualche proprietà ' chiaro come il sole, come la luce del sole, evidente, lampante ' alla luce del sole, apertamente, senza sotterfugi o nascondimenti: fare le cose alla luce del sole | vedere il sole a scacchi, essere in prigione ' prendere il sole, essere esposto ai raggi solari, detto di cose; detto di persone, esporvisi, spec. per cura, per abbronzarsi ' cura del sole, elioterapia | farsi bello del sol di luglio, vantarsi di cose di cui non si ha alcun merito | niente di nuovo sotto il sole, motto biblico che vuol sottolineare la ripetitività delle vicende terrene. dim. solicello    • 3 •   (estens.) la direzione in cui nel nostro emisfero e alle nostre latitudini è il sole a mezzogiorno; sud: una casa esposta al sole  | autostrada del sole, denominazione dell'autostrada milano-reggio calabria    • 4 •   in alcune espressioni è simbolo di bellezza, di fascino, di sapienza, di perfezione ideale: essere un sole, bello come il sole; il sole della libertà; il sole dell'avvenire    • 5 •   (poet.) giorno: intero un sole al lagrimar si doni  (monti) | anno: se la vostra memoria non s'imboli / nel primo mondo da l'umane menti, / ma s'ella viva sotto molti soli  (dante inf.  xxix, 103-105)    • 6 •   persona amata: poi che scampo non ho del mio bel sole  (bembo) | pl.  gli occhi amati    • 7 •   una delle figure nel gioco dei tarocchi    • 8 •   pietra di sole, (min) varietà pregiata di feldspato bianco grigiastro con inclusioni lucenti e rossastre di ematite.
soleare   agg.  (vet.) che si riferisce alla suola dello zoccolo degli equini.
solecchio   s.m.  solo nella loc. far, farsi solecchio, riparare gli occhi dalla luce del sole tenendo la mano tesa all'altezza delle sopracciglia.
solecismo   s.m.  (ling.) errore, improprietà morfosintattica o lessicale.
solecizzare   v. intr.  [aus. avere] (rar.) fare solecismi, cadere in solecismi.
soleggiamento   s.m.  il soleggiare, l'essere soleggiato.
soleggiare   v. tr.  [io soléggio ecc.] esporre al sole, spec. per fare asciugare.
soleggiato   part. pass.  di soleggiare  agg.  illuminato e riscaldato dai raggi solari; solatio: luogo soleggiato. 
soleggio   s.m.  (mar.) solo nella loc. al soleggio, ad asciugare: mettere le vele al soleggio. 
soleil   s.m. invar.  in sartoria, si dice di pieghettatura in cui le pieghe non sono parallele ma si allargano a raggiera; anche, di indumento così lavorato: pieghe, plissé soleil; gonna soleil. 
solenite   s.f.  polvere esplosiva costituita da una miscela di nitrocellulosa, nitroglicerina e olio minerale, usata in passato dall'esercito italiano per confezionare cartucce da fucile.
solenne   agg.    • 1 •   che si celebra con cerimoniale e apparato grandiosi; che si compie con gran pompa: cerimonia, rito solenne; giuramento, messa solenne; encomio solenne, lode che si rende pubblicamente a scopo esemplare    • 2 •   che ispira un senso di reverenza; grave e imponente: aspetto, tono, aria solenne  | (estens.) grandioso, maestoso: una costruzione solenne  | (scherz.) grande, fuori del comune: un solenne imbroglione, matricolato; un ceffone solenne, potente    • 3 •   (mus.) indicazione dinamica che prescrive un andamento grandioso e grave § solennemente avv. 
solennità   s.f.    • 1 •   l'essere solenne; atteggiamento, tono solenne: la solennità di una cerimonia; muoversi, incedere con solennità    • 2 •   ricorrenza che viene celebrata in modo solenne | festa, festività: solennità civile, religiosa    • 3 •   (ant.) procedura seguita nella stesura di contratti e atti di particolare importanza.
solennizzare   v. tr.    • 1 •   celebrare con solennità rendere solenne: solennizzare una ricorrenza    • 2 •   (ant.) ratificare un atto.
soleno-  soleno- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. so¯lén so¯lênos  'tubo'; vale 'a tubo, a forma di tubo' (solenogastri).
solenogastri   s.m. pl.  (zool.) classe di molluschi marini dal corpo vermiforme rivestito da una cuticola con spicole calcaree | sing.  [-o] ogni mollusco di tale classe.
solenoidale   agg.  (fis.) si dice di campo vettoriale in cui il flusso del vettore di campo attraverso una superficie chiusa qualsiasi risulta nullo.
solenoide   s.m.  (fis.) dispositivo, costituito da un conduttore elettrico avvolto a elica su una struttura cilindrica, che genera, con il passaggio della corrente al suo interno, un campo magnetico.
soleo   agg.  e s.m.  (anat.) si dice del muscolo largo e spesso del polpaccio, situato internamente rispetto ai gemelli, coi quali forma in basso il tendine di achille.
solere   v. intr.  [io sòglio, tu suòli, egli suòle, noi sogliamo, voi soléte, essi sògliono; pass. rem. io soléi, tu solésti ecc. ; pres. congiunt. io sòglia..., noi sogliamo, voi sogliate, essi sògliano; part. pass. sòlito; dif. del fut., condiz. pres., imp., part. pres. e di tutti i tempi composti; regge sempre un verbo all'inf.] (lett.) avere per abitudine, per costume; essere solito, usare: soleva passeggiare dopo cena; come si suol dire, come si dice comunemente.
solerte   agg.  (lett.)    • 1 •   che fa il proprio dovere con alacrità e impegno: un impiegato solerte    • 2 •   che è fatto con cura, con diligenza: studi solerti  § solertemente avv. 
solerzia   s.f.  l'essere solerte.
soletta   s.f.    • 1 •   dim.  di suola  | suola mobile che si mette nella scarpa per ridurne lo spazio interno o per comodità e protezione del piede: soletta di sughero, di feltro; soletta ortopedica, di particolare conformazione, per correggere malformazioni del piede | suola di cuoio più leggero che si cuce sopra la suola della scarpa    • 2 •   parte della calza che corrisponde alla pianta del piede    • 3 •   rivestimento della faccia inferiore dello sci    • 4 •   (edil.) struttura piana in calcestruzzo o cemento armato, usata per solai, balconi, coperture ecc.
solettare   v. tr.  [io solétto ecc.] dotare di soletta una scarpa.
solettatura   s.f.    • 1 •   l'applicare solette alle calzature    • 2 •   (edil.) il costruire una soletta.
solettificio   s.m.  stabilimento o reparto industriale in cui si fabbricano solette per calzature.
soletto   agg.    • 1 •   (poet.) solo; tutto solo: una donna soletta che si gia  (dante purg.  xxviii, 40)    • 2 •   solo soletto, solo, da solo (con valore rafforzativo o espressivo): se ne andava solo soletto. 
solfa   s.f.    • 1 •   (antiq.) solfeggio    • 2 •   (fig.) suono insistente e noioso; discorso o vicenda che si ripete fino alla noia: è sempre la solita solfa. 
solfamidico    ⇨ sulfamidico.
solfanello    ⇨ zolfanello.
solfanilico   agg.  (chim.) si dice di un acido organico aromatico a sei atomi di carbonio, derivato dall'anilina per solfonazione, usato come intermedio per la sintesi di coloranti.
solfara   o zolfara, s.f.  giacimento di zolfo di origine sedimentaria | miniera di zolfo che sfrutta un giacimento di tale tipo.
solfare   o zolfare, v. tr.  [io sólfo ecc.] (agr.) cospargere, irrorare di zolfo a scopo antiparassitario; solforare: solfare le viti. 
solfataio   o zolfataio, region. zolfataro, solfataro, s.m.  operaio, minatore in una solfara o in una solfatara.
solfatara   o zolfatara, s.f.    • 1 •   (geol.) bacino vulcanico in fase di quiescenza caratterizzato da emissioni di vapore acqueo, anidride carbonica e acido solfidrico che danno luogo alla deposizione di zolfo | la stessa emissione gassosa    • 2 •   il deposito di zolfo che così si forma; la miniera che lo sfrutta.
solfataro    ⇨ solfataio.
solfatazione   s.f.    • 1 •   (chim.) formazione di solfati per reazione di un ossido e anidride solforica o per ossidazione di un solfuro    • 2 •   (elettr.) formazione anormale di solfato di piombo sulle piastre di un accumulatore.
solfato   s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido solforico.
solfatura   s.f.  (agr.) operazione e risultato del solfare.
solfeggiare   v. tr.  e intr.  [io solféggio ecc. ; aus. dell'intr. avere] (mus.) leggere un brano musicale mediante il solfeggio; fare esercizi di solfeggio.
solfeggio   s.m.  (mus.) esercizio orale che consiste nel leggere le note di un testo musicale, pronunziandone il nome e rispettandone la durata: solfeggio parlato, in cui la nota viene solamente denominata e mantenuta nella sua durata; solfeggio cantato, in cui si dà anche la giusta intonazione alle note | brano destinato a esercizi di solfeggio: quaderno, raccolta di solfeggi. 
solferino   agg. invar.  (antiq.) tonalità di rosso chiaro e molto acceso.
solfidrato   s.m.  (chim.) sale acido dell'acido solfidrico, in cui uno solo dei due atomi di idrogeno è stato sostituito da un metallo o da un altro gruppo.
solfidrico   agg.  (chim.) si dice di acido formato da due atomi di idrogeno e uno di zolfo, dall'odore caratteristico di uova marce; è molto velenoso e solubile in acqua.
solfidrile   s.m.  (chim.) radicale monovalente composto da un atomo di idrogeno e uno di zolfo, derivato dall'acido solfidrico per perdita di un atomo di idrogeno; è detto anche gruppo solfidrilico.
solfidrilico   agg.  (chim.) relativo al solfidrile: gruppo solfidrilico, solfidrile.
solfiero   agg.  (rar.) di, dello zolfo: mercato solfiero. 
solfifero   o zolfifero, agg.  che produce, che contiene zolfo: deposito solfifero. 
solfimetro   s.m.  apparecchio usato in enologia per la dosatura dell'anidride solforosa da immettere nel mosto.
solfino    ⇨ zolfino.
solfitare   v. tr.  trattare sostanze con zolfo o anidride solforosa; è operazione propria dell'enologia e di varie industrie alimentari.
solfitazione   s.f.  l'operazione del solfitare.
solfito   s.m.  (chim.) ogni sale dell'acido solforoso.
solfo    ⇨ zolfo.
solfoacido   s.m.  (chim.) ogni acido inorganico ottenuto formalmente per sostituzione di uno o più atomi di ossigeno di un ossiacido con uno o più atomi di zolfo.
solfobatteri   s.m. pl.  (biol.) classe di batteri schizomiceti che si sviluppano nelle acque termali contenenti idrogeno solforato | sing.  [-rio] ogni batterio appartenente a tale classe.
solfonammide   o solfonamide, s.f.  (chim.) ciascuna delle ammidi degli acidi solfonici, fra cui quelle che costituiscono il gruppo dei sulfamidici.
solfonante   agg.  (chim.) si dice di reagente che provoca la solfonazione, in partic. dell'anidride solforica e dell'acido solforico concentrato: agente solfonante. 
solfonare   v. tr.  [io solfóno ecc.] (chim.) sottoporre a solfonazione.
solfonatore   s.m.  (chim.) apparecchio usato per eseguire la solfonazione.
solfonazione   s.f.  (chim.) trattamento di composti organici con agenti solfonanti per introdurre il gruppo solfonico; si esegue in molte industrie chimiche per produrre detersivi, lubrificanti e intermedi vari.
solfone   s.m.  (chim.) ogni composto derivato formalmente dall'acido solforico per sostituzione dei due ossidrili con due radicali organici; sono usati nella produzione di farmaci, di additivi e come intermedi in chimica organica.
solfonico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice del gruppo, derivato dall'acido solforico, composto da un atomo di zolfo, uno di idrogeno e tre di ossigeno | acidi solfonici, composti organici in cui è presente il gruppo solfonico.
solfonio   s.m.  (chim.) catione formato da un atomo di zolfo collegato a tre radicali organici | sali di solfonio, composti organici a carattere salino formati da un solfonio e da un anione.
solforare   v. tr.  [io sólforo ecc.]    • 1 •   (agr.) irrorare con zolfo; solfare    • 2 •   (chim.) trattare con zolfo una sostanza, un prodotto.
solforato   part. pass.  di solforare  agg.  che contiene zolfo; che è stato trattato con zolfo: idrogeno solforato, altro nome dell'acido solfidrico. 
solforatoio   s.m.  locale in cui si esegue la solforazione della canapa, mediante esposizione all'anidride solforosa, per rendere più lucida la fibra; è detto anche camera di solforazione.
solforatrice   s.f.  apparecchio usato per spargere lo zolfo a scopo antiparassitario (p. e.  sulle viti).
solforatura   s.f.  (agr.) il solforare; solfatura.
solforazione   s.f.  (chim.) operazione del solforare | camera di solforazione, solforatoio.
solforico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto dello zolfo esavalente: anidride solforica | acido solforico, acido inorganico formato da un atomo di zolfo, due di idrogeno e quattro di ossigeno; è un liquido viscoso, incolore, inodore, igroscopico, corrosivo, di importanza essenziale nell'industria chimica.
solforoso   agg.  (chim.) si dice di composto dello zolfo tetravalente: anidride solforosa, gas incoloro, di odore pungente, tossico, costituito da un atomo di zolfo e due di ossigeno; si forma nella combustione dello zolfo e ha importanza nell'industria chimica e alimentare.
solfosale   s.m.  (chim.) ogni sale di un solfoacido.
solfureo    ⇨ sulfureo.
solfuro   s.m.  (chim.) sale dell'acido solfidrico che si ottiene per sostituzione di entrambi gli atomi di idrogeno con un metallo; i solfuri sono usati per la preparazione di insetticidi, vernici, nell'industria della gomma ecc.
solidale   agg.    • 1 •   che è concorde con le idee e le aspirazioni di altri e le sostiene: essere, dichiararsi solidale coi propri compagni    • 2 •   (mecc.) si dice di pezzo rigidamente collegato con altri    • 3 •   (dir.) che ha il vincolo della solidarietà: debitore, obbligazione solidale  § solidalmente avv.    • 1 •   con solidarietà di comune accordo    • 2 •   (dir.) in condizione di solidarietà.
solidarietà   s.f.    • 1 •   vincolo di assistenza reciproca nel bisogno che unisce degli individui tra loro; l'insieme dei legami affettivi e morali che uniscono l'uomo singolo alla comunità di cui fa parte, e questa a lui: solidarietà umana, sociale '  il condividere con altri sentimenti, opinioni, difficoltà, dolori, e l'agire di conseguenza: una manifestazione di solidarietà; esprimere la propria solidarietà ai parenti delle vittime    • 2 •   (dir.) vincolo che può caratterizzare le obbligazioni con più debitori, per cui ciascuno di essi può essere costretto all'adempimento per la totalità della prestazione (salvo rivalsa sugli altri), e l'adempimento da parte di uno libera tutti gli altri nei confronti del creditore o dei creditori | contratto di solidarietà, accordo fra datore di lavoro e organizzazioni dei lavoratori, che stabilisce una riduzione dell'orario di lavoro, con relativa riduzione della retribuzione, allo scopo di difendere o accrescere l'occupazione.
solidario   agg.  (non com.) in diritto, lo stesso che solidale. 
solidarismo   s.m.    • 1 •   tendenza a sentirsi solidali con altri    • 2 •   orientamento sociale, proprio del pensiero cattolico, tendente ad attuare un sistema fondato sulla solidarietà umana, considerata come base della convivenza civile.
solidaristico   agg.  [pl. m. -ci] basato sulla solidarietà, sul solidarismo: dottrina solidaristica. 
solidarizzare   v. intr.  [aus. avere] essere, mostrarsi solidale; esprimere solidarietà: solidarizzare con qualcuno. 
solidezza   s.f.  (rar.) l'esser solido; solidità.
solidificabile   agg.  che si può solidificare.
solidificare   v. tr.  [io solidìfico, tu solidìfichi ecc.]    • 1 •   (fis.) portare una sostanza dallo stato liquido a quello solido    • 2 •   (fig.) rendere consistente; consolidare, rinforzare: solidificare le basi di un'intesa  | v. intr.  [aus. essere], solidificarsi v. rifl.    • 1 •   (fis.) passare dallo stato liquido a quello solido    • 2 •   (fig.) diventare solido, più solido; consolidarsi, rinforzarsi.
solidificazione   s.f.  il solidificare, il solidificarsi, l'essere solidificato; consolidazione.
solidità   s.f.    • 1 •   l'essere solido, robusto; stabilità: la solidità di un muro, di una costruzione; la solidità di una tinta    • 2 •   (fig.) fermezza, validità, fondatezza: la solidità di un'argomentazione. 
solido   (1) agg.    • 1 •   (fis.) si dice di stato di aggregazione della materia che comporta una forte coesione fra le molecole e una loro mobilità reciproca molto inferiore rispetto a quella dello stato fluido: il ghiaccio è acqua allo stato solido | corpo solido, che è allo stato solido    • 2 •   (geom.) si dice di qualsiasi figura a tre dimensioni (lunghezza, larghezza, altezza): il cubo e il cilindro sono figure solide | geometria solida, parte della geometria che studia le figure solide    • 3 •   stabile, ben fermo: un solido edificio; una struttura solida  | forte, robusto, resistente: due solide braccia; tinta solida, quella di un capo di abbigliamento che resiste al lavaggio senza scolorire | riferito a posizione economica o finanziaria, stabile, sicura: col lavoro si è fatto una posizione molto solida; un'azienda finanziariamente solida    • 4 •   (fig.) che ha buone basi, che è ben fondato: una solida cultura; una tesi dimostrata con solide argomentazioni    • 5 •   in solido, (dir.) in rapporto obbligatorio di solidarietà: debitori obbligati in solido  s. m.    • 1 •   (fis.) corpo allo stato solido: i solidi e i liquidi    • 2 •   (geom.) figura con tre dimensioni: la sfera è un solido  § solidamente avv.  in modo solido | fermamente.
solido   (2) s.m.  moneta d'oro romana introdotta da costantino, del peso di 4,5 g ca; fu la moneta d'oro più importante del tardo impero e dei primi tempi dell'impero bizantino.
solidungo   agg.  [pl. m. -ghi] (zool.) solipede.
solidungolo   agg.  (zool.) solipede.
soliflussione   s.f.  (geog.) slittamento lentissimo della superficie di un terreno impregnato d'acqua lungo una pendenza, per effetto dell'azione del gelo e del disgelo.
solifughi   s.m. pl.  (zool.) ordine di aracnidi velenosi, con abitudini notturne, tipici delle zone calde desertiche | sing.  [-o] ogni aracnide di tale ordine.
soliloquio   s.m.  il parlare da solo, tra sé e sé, a voce più o meno alta; monologo.
soling   s.m. invar.  imbarcazione a vela da regata con scafo tondo e chiglia fissa.
solingo   agg.  [pl. m. -ghi] (poet.)    • 1 •   di luogo, solitario, deserto: nel muto orto solingo  (carducci)    • 2 •   di persona, che ama la solitudine; solitario: passeggier solingo  (foscolo sepolcri  49) § solingamente avv. 
solino   s.m.    • 1 •   colletto di camicia da uomo che si può levare e mettere a piacere: solino duro, inamidato    • 2 •   ampio bavero azzurro listato di bianco, caratteristico dell'uniforme dei marinai; colletto alla marinara.
solio    ⇨ soglio.
solipede   agg.  (zool.) si dice di mammifero che, come il cavallo, ha gli arti terminanti in un unico dito, rivestito da uno zoccolo compatto.
solipsismo   s.m.    • 1 •   (filos.) ogni dottrina che concepisca l'io come unica realtà esistente | in campo etico, teoria che assuma il principio dell'egoismo e dell'utile individuale come norma etica fondamentale    • 2 •   (estens.) soggettivismo, egocentrismo esasperato.
solipsista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (filos.) teorico, seguace del solipsismo    • 2 •   (estens.) chi mostra un atteggiamento di accentuato soggettivismo: il poeta moderno è spesso un solipsista  | usato anche come agg.  in luogo di solipsistico : atteggiamento solipsista. 
solipsistico   agg.  [pl. m. -ci] di, del solipsismo; da, di solipsisti: teoria solipsistica  § solipsisticamente avv. 
solista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (mus.) si dice di cantante o strumentista che esegue la parte del brano musicale destinato a una sola voce o a un solo strumento: cantante, violino solista    • 2 •   interprete che si esibisce in esecuzione individuale: ballerina solista; fare il solista. 
solistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da solista: esecuzione solistica. 
solitaria   s.f.    • 1 •   in alpinismo, scalata compiuta da una sola persona    • 2 •   (mar.) navigazione a vela compiuta da una sola persona: regata in solitaria. 
solitario   agg.    • 1 •   che ama stare solo: un uomo solitario  | che è isolato, lontano dagli altri: una casa solitaria | navigatore solitario, chi affronta una traversata governando da solo la propria barca a vela; navigazione, regata solitaria, svolta in tali condizioni    • 2 •   di luogo, non frequentato: tu sol mi ascolti, o solitario rivo  (foscolo sonetti)    • 3 •   (zool.) si dice di animale che non vive in gruppo: passero solitario; verme solitario  | (bot.) si dice di organo isolato: fiore solitario   s.m.    • 1 •   grosso e prezioso brillante incastonato da solo in un anello o in altri gioielli; l'anello stesso    • 2 •   nome generico di diversi giochi di carte per un solo giocatore, il cui scopo è di ottenere determinate combinazioni    • 3 •   (ant.) eremita § solitariamente avv.  in solitudine; senza compagnia.
solito   agg.  che non è diverso dalle altre volte; abituale, consueto: incontrarsi al solito posto '  con riferimento a persona che rimane sempre la stessa, conservando nel tempo abitudini o caratteristiche: sei sempre il solito  (scansafatiche, mattacchione)!  | con riferimento a situazione o cosa che si ripete spesso: tutte le sere la solita storia; anche ellitt.: siamo alle solite  | esser solito, avere l'abitudine, solere (si riferisce per lo più a persona e sostituisce il verbo solere  nelle forme di cui è difettivo): è sempre stato solito (di) dormire nel pomeriggio  s. m.  consuetudine, abitudine; anche, ciò che accade o si fa normalmente, abitualmente: fa più, meno caldo del solito; non è mio solito sprecare il tempo | come il, al solito, come sempre: come il solito arrivò tardi | di, per, per il solito, abitualmente, normalmente § solitamente avv.  di solito; abitualmente, normalmente | quasi sempre.
solitudine   s.f.    • 1 •   lo stare, il vivere solo: amare la solitudine    • 2 •   la condizione di un luogo solitario: la solitudine dei boschi. 
solivago   agg.  [pl. m. -ghi] (lett.) che vaga da solo.
solivo   agg.  e s.m.  (rar.) esposto al sole; solatio.
sollazzamento   s.m.  (rar.) il sollazzare, il sollazzarsi; sollazzo, divertimento.
sollazzare   v. tr.  (lett.  o scherz.) far divertire: sollazzare la compagnia con storielle salaci  | v. intr.  [aus. avere] (ant.), sollazzarsi v. rifl.  (lett.  o scherz.) divertirsi, spassarsela.
sollazzevole   agg.  (lett.  o scherz.)    • 1 •   che ama sollazzarsi, divertirsi    • 2 •   che fa divertire, spassoso.
sollazzo   s.m.    • 1 •   (ant.) conforto, sollievo    • 2 •   (lett.  o scherz.) divertimento, svago, spasso: dare sollazzo | essere il sollazzo della compagnia, lo zimbello.
sollecitamento   s.m.  (rar.) il sollecitare, l'essere sollecitato; sollecitazione.
sollecitare   v. tr.  [io sollécito ecc.]    • 1 •   stimolare qualcuno a fare presto qualcosa; richiedere che qualcosa avvenga sollecitamente: sollecitare qualcuno a rispondere; sollecitare una risposta    • 2 •   chiedere con insistenza; esercitare pressioni per ottenere qualcosa: sollecitare la promozione    • 3 •   (lett.) eccitare, istigare: sollecitare al peccato  | spronare, stimolare: sollecitare l'interesse dell'uditorio    • 4 •   (mecc.) sottoporre a sollecitazione | v. intr.  [non usato nei tempi comp.], sollecitarsi v. rifl.  (rar.) affrettarsi.
sollecitatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sollecita: forza sollecitatrice. 
sollecitatorio   agg.  (burocr.) che serve a sollecitare: lettera sollecitatoria, di sollecito.
sollecitazione   s.f.    • 1 •   il sollecitare: una lettera di sollecitazione; insistere con continue sollecitazioni    • 2 •   stimolo, incitamento: sollecitazioni culturali    • 3 •   (mecc.) l'azione di una forza o di un insieme di forze su un sistema.
sollecito   (1) agg.    • 1 •   che agisce, opera con prontezza, con premura: lavoratore sollecito; un alunno sollecito nel fare i compiti    • 2 •   fatto con prontezza, con diligenza: un sollecito ritorno    • 3 •   (lett.) che si dà cura, che mostra attenzione; interessato, premuroso: sollecito dell'educazione dei figli  § sollecitamente avv.  con sollecitudine, premurosamente; diligentemente.
sollecito   (2) s.m.  (burocr.) sollecitazione: sollecito di pagamento; inoltrare un sollecito. 
sollecitudine   s.f.    • 1 •   l'essere sollecito; diligente prontezza nel fare: sollecitudine nel lavoro; rispondere con sollecitudine    • 2 •   viva cura e attenzione nei confronti di qualcuno o qualcosa; premura: sollecitudine verso i propri cari. 
sollenare   v. tr.  [io sollèno ecc.] (ant. , poet.) alleviare, lenire.
solleone   pop. sollione, s.m.    • 1 •   il periodo compreso tra la seconda metà di luglio e la prima decade di agosto, quando il sole si trova nella costellazione del leone; canicola    • 2 •   (estens.) il sole dell'estate, spec. nelle ore intorno al mezzogiorno; grande calura estiva.
solleticamento   s.m.  (non com.) il solleticare (anche fig.): solleticamento della vanità. 
solleticare   v. tr.  [io sollético, tu sollétichi ecc.]    • 1 •   toccare in modo da provocare solletico; vellicare, titillare: solleticare la pianta dei piedi    • 2 •   (fig.) eccitare, stimolare un sentimento con allettamenti, lusinghe: solleticare l'amor proprio di qualcuno  | stuzzicare, attirare, allettare: questa prospettiva lo solleticava. 
solletico   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   sensazione nervosa provocata dal sentirsi sfiorare in certe parti del corpo; può produrre riso e movimenti convulsi: solletico sotto le ascelle, alla pianta dei piedi; sentire, soffrire il solletico  | fare il solletico a qualcuno, toccarlo in modo da provocargli tale sensazione; (fig.) stuzzicarlo, provocarlo | non gli fa neanche il solletico, (scherz.) non gli fa alcun male; (fig.) non gli dà il minimo fastidio    • 2 •   (fig.) stimolo, eccitamento: il solletico della curiosità. 
sollevabile   agg.  (non com.) che si può sollevare.
sollevamento   s.m.    • 1 •   il sollevare, il sollevarsi, l'essere sollevato: sollevamento di un peso; il sollevamento del terreno  | sollevamento pesi, (sport) disciplina dell'atletica pesante che consiste nell'alzare da terra e portare sopra la testa a braccia tese un bilanciere alle cui estremità sono fissati dei pesi    • 2 •   (fig. lett.) sollievo, conforto: tanta acqua avrai da me a sollevamento del tuo caldo  (boccaccio dec.  viii, 7)    • 3 •   (ant.) sollevazione, rivolta.
sollevare   v. tr.  [io sollèvo ecc.]    • 1 •   levare, portare, spostare verso l'alto; alzare: sollevare un peso; la tempesta sollevò onde altissime  | alzare appena: sollevare le spalle; sollevare lo sguardo dal libro  | (estens.) elevare, rivolgere verso l'alto: sollevare una preghiera a dio; sollevare lo sguardo al cielo    • 2 •   (fig.) portare a una condizione migliore, più elevata: sollevare qualcuno dalla miseria  | alleggerire, liberare: sollevare qualcuno da un impegno, da un lavoro, da una obbligazione; sollevare qualcuno da un incarico, liberarlo, o eufemisticamente, allontanarlo, rimuoverlo, licenziarlo | ricreare: il riposo ti solleverà  | (non com.) confortare: sollevare gli afflitti    • 3 •   (fig.) suscitare, avanzare: sollevare una questione, un dubbio  | far sorgere, causare: sollevare proteste    • 4 •   far ribellare, far insorgere: sollevare il popolo contro gli invasori  | sollevarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   levarsi verso l'alto, innalzarsi, alzarsi: l'aereo si sollevò dalla pista    • 2 •   (fig.) riprendersi, riaversi fisicamente o moralmente: dopo la disgrazia, non si è più sollevato    • 3 •   ribellarsi, insorgere; manifestarsi apertamente contrario: i cittadini si sollevarono in massa; contro la nuova legge si sono sollevati in molti. 
sollevato   part. pass.  di sollevare   agg.  nei sign. del verbo | (fig.) migliorato nelle condizioni fisiche o morali; libero da ansia, da timore: sentirsi sollevato. 
sollevatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] si dice di dispositivo che ha la funzione di sollevare: ponte sollevatore, apparecchiatura costituita essenzialmente da due travi parallele con cui si solleva da terra un veicolo (p. e. un'automobile) per ispezionarlo o ripararlo nelle parti inferiori  s.m.  [f. -trice] (rar.) chi solleva | sollevatore di pesi, (sport) atleta specialista nel sollevamento pesi.
sollevazione   s.f.    • 1 •   il ribellarsi; insurrezione, rivolta: sollevazione di popolo; la sollevazione fu sedata con le armi  | manifestazione collettiva e vivace di contrarietà: le dichiarazioni del ministro hanno provocato una sollevazione generale    • 2 •   (lett.) agitazione: le rimaneva bensì un ribollimento, una sollevazione di pensieri e d'affetti  (manzoni p. s.  xxvii)    • 3 •   (non com.) il sollevare, il sollevarsi fisicamente o moralmente: sollevazione della mente a dio. 
sollievo   s.m.  l'essere, il sentirsi sollevato fisicamente o moralmente; conforto, alleviamento: essere di sollievo a qualcuno; cercare sollievo dalla sete, dal caldo; la guarigione della figlia fu un gran sollievo per la famiglia; provò sollievo nel vederlo  | tirare un respiro di sollievo, provare un senso di liberazione da affanni, preoccupazioni ecc.
sollione    ⇨ solleone.
sollo   agg.  (tosc. , lett.) soffice, morbido: il terren sollo / rade la rondine e vanisce in alto  (pascoli).
solluccherare   e deriv.   ⇨ sollucherare e deriv. 
sollucherare   o solluccherare, v. tr.  [io sollùchero ecc.] (rar.) mandare in solluchero | sollucherarsi v. rifl.  (rar.) andare in solluchero.
solluchero   o sollucchero, s.m.  (scherz.) senso di intimo godimento che si prova nel vedersi soddisfatto nei desideri o solleticato nella vanità usato quasi soltanto nelle loc. andare, mandare in solluchero, provare, far provare tale sentimento; lusingarsi, lusingare.
solmisazione   o solmizzazione, s.f.  (mus.) sistema col quale si indicano i gradi della scala musicale per mezzo di sillabe anziché di lettere.
solo   agg.    • 1 •   senza compagnia, senz'altra persona: essere, stare, starsene solo; andare solo; vivere solo  | che è, si sente isolato, abbandonato: sentirsi solo; essere solo come un cane  | prov.  : meglio soli che male accompagnati, meglio rimanere soli che in compagnia di persone che possono recare noia o danno. dim. soletto    • 2 •   senza la partecipazione, l'intervento di altri; con esclusione di altri: lui è il solo responsabile; ingresso riservato ai soli soci; rivista per soli adulti  | fare qualcosa da (sé) solo, senza aiuto, consiglio, collaborazione d'altri | da solo a solo, a quattrocchi; vorrei parlarti da solo a solo | parlare da solo, parlare ad alta voce non avendo interlocutori, in una sorta di soliloquio, per lo più come sfogo | essersi fatto da solo, aver raggiunto un'ottima posizione sociale, culturale ecc. senza aiuti altrui, partendo dal nulla    • 3 •   unico, singolo (preceduto dall'art. indeterm. un, dal numerale uno  o anche dall'art. determ. o dal dimostrativo): credere in un solo dio; accadde una volta sola  (o una sola volta); di uomini così ce n'è uno solo; la tovaglia era una sola macchia, era piena, fitta di macchie; il corpo era una sola piaga, era tutto piagato    • 4 •   detto di una cosa per indicare che non si accompagna, non si aggiunge ad altro: ha bevuto acqua sola; metti la sola firma  | prov.  : non si vive di solo pane, frase di origine evangelica che indica come la vita umana non sia fatta di bisogni e soddisfazioni solo materiali    • 5 •   (mus.) solista: brano per violino solo    • 6 •   (lett.) solitario, deserto, detto di luogo: poi, rallargati per la strada sola, / ben mille passi e più ci portar oltre  (dante purg.  xxiv, 130-131)    • 7 •   (lett.) unico, eccezionale: sì che i gran nomi e i fatti egregi e soli / fortuna o morte o tempo non involi  (poliziano)  avv.  solamente, soltanto, unicamente: ho detto solo questo; ne prendo solo una fetta; non solo è stupido ma anche insolente  | solo più, (rar.) ormai soltanto: la balestra del visconte da tempo colpiva solo più le rondini  (calvino) | nella loc. cong. solo (che), ma, però: costa poco, solo (che) non mi piace  | se, pur che: lo faccia entrare, solo che la smetta; solo (che) dica un'altra parola è spacciato   s.m.    • 1 •   [f. -a] oggetto, animale, persona unici: sei la sola a credermi; questo cappotto è il solo che io abbia    • 2 •   (mus.) brano destinato a voce o strumento solisti | chi esegue tale brano; solista: composizione per soli e orchestra  | nel jazz, improvvisazione di uno strumentista eseguita con o senza accompagnamento | a solo, assolo § solamente avv.  soltanto, unicamente: parlerò solamente con lui; vorrei solamente riposare. 
solone   s.m.  (lett.) legislatore, riformatore di leggi | (estens.) uomo giusto e saggio (per lo più iron.): sentirsi un solone. 
solovox   s.m. invar.  (mus.) piccolo strumento a tastiera di tre ottave usato dai pianisti di musica leggera per eseguire la melodia, mentre l'accompagnamento viene eseguito sulla tastiera del pianoforte.
solstiziale   agg.  (astr.) del solstizio | punti solstiziali, i due punti dell'eclittica posti a 90° dai punti equinoziali.
solstizio   s.m.  (astr.) ciascuna delle due date dell'anno, il 22 dicembre e il 21 giugno, in cui si ha in ognuno dei due emisferi alternatamente la notte più lunga e il giorno più lungo | punto solstiziale.
soltanto   avv.  solo, solamente, unicamente: ho fatto soltanto un errore; vorrei soltanto vederla  | nella loc. cong. soltanto (che), purché: potresti vincere soltanto  (che) tu lo voglia | ma, però: lo faccio, soltanto che non sono contento. 
solubile   agg.    • 1 •   (chim.) si dice di sostanza che può sciogliersi in un'altra, gener. liquida (solvente), formando una soluzione: il cloruro di sodio è solubile in acqua    • 2 •   (fig.) che si può risolvere; risolvibile: un problema difficilmente solubile. 
solubilità   s.f.  l'essere solubile.
solubilizzare   v. tr.  (chim.) rendere solubile, mediante trattamenti fisici o chimici, una sostanza insolubile; disgregare.
solubilizzazione   s.f.    • 1 •   (chim.) operazione e risultato del solubilizzare    • 2 •   (metall.) trattamento termico per la diffusione omogenea dei componenti speciali in una lega.
soluto   part. pass.  di solvere   agg.  (lett.) sciolto, libero  s.m.  (chim.) sostanza disciolta in un solvente, col quale forma una soluzione.
solutore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi risolve; chi trova una soluzione    • 2 •   (chim.) apparecchio per preparare soluzioni.
soluzione   s.f.    • 1 •   scioglimento di una sostanza in un liquido | (chim.) miscela omogenea di una o più sostanze (soluti) disciolte entro un'altra sostanza (solvente), in modo che non siano più separabili meccanicamente ma solo mediante cambiamenti di stato fisico: soluzione satura, quella in cui si ha il più elevato rapporto possibile tra soluto e solvente | soluzione solida, sistema omogeneo ottenuto per solubilizzazione di un solido in un altro mentre almeno uno dei due è allo stato fuso, oppure per cristallizzazione contemporanea di due o più composti sciolti in un solvente    • 2 •   il risolvere, l'essere risolto; il modo con cui si risolve, il risultato che si ottiene risolvendo: la soluzione di un'operazione, di un enigma; una buona, una cattiva soluzione; la soluzione del problema non è esatta  | (mat.) valore dell'incognita o delle incognite che verifica una equazione o un sistema di equazioni    • 3 •   (estens.) decisione; accordo: venire a una soluzione; la vertenza ha trovato soluzione    • 4 •   soluzione di continuità, interruzione in una continuità temporale o spaziale: la dinastia regnò senza soluzione di continuità per molti secoli; gli alberi fiancheggiano senza soluzione di continuità tutto il viale    • 5 •   (comm.) pagamento, assolvimento: pagare in un'unica soluzione, in una sola volta.
solvatare   v. tr.  (chim.) effettuare la solvatazione.
solvatato   part. pass.  di solvatare   agg.  (chim.) si dice di ione o molecola che ha subito la solvatazione.
solvatazione   s.f.  (chim.) processo con cui si ottiene una combinazione labile, con formazione di legami di coordinazione, tra una molecola o uno ione di soluto con più molecole di solvente.
solvato   s.m.  (chim.) composto ottenuto per solvatazione.
solvente   part. pres.  di solvere   agg.    • 1 •   si dice di sostanza, generalmente liquida, che ha la proprietà di sciogliere altre sostanze senza alterarne la natura chimica    • 2 •   (comm.) si dice di chi è in grado di pagare, di soddisfare le obbligazioni assunte: clientela solvente   s.m.    • 1 •   (chim.) sostanza solvente    • 2 •   [anche f.] (comm.) persona solvente | reparto solventi, quello riservato un tempo negli ospedali a chi pagava le prestazioni non godendo di assistenza pubblica.
solvenza   s.f.  (comm.) la qualità di chi è solvente.
solvere   v. tr.  [io sòlvo ecc. ; pass. rem. io solvéi  o solvètti, tu solvésti ecc. ; part. pass. soluto] (lett.)    • 1 •   sciogliere, liberare (anche fig.): solver l'ancora  (dante inf.  xvi, 134); io ti solverò tosto la mente  (dante par.  vii, 22) | risolvere, chiarire: che solveranno questo enigma forte  (dante purg.  xxxiii, 50)    • 2 •   (fig.) pagare, adempiere, soddisfare: a te devoti / solverem trionfando al tempio i voti  (tasso g. l.  iii, 70) | solversi v. rifl.  (lett.) sciogliersi, liberarsi (anche fig.).
solvibile   agg.    • 1 •   che è in grado di soddisfare le obbligazioni assunte: impresa solvibile    • 2 •   che può essere pagato: debito solvibile    • 3 •   (lett.) risolvibile.
solvibilità   s.f.  (comm.) la qualità di chi è solvibile, di chi ha disponibilità di denaro.
-soma  -soma secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, spec. biologica, dal gr. sôma  'corpo'; significa appunto 'corpo' o 'essere, entità di materia vivente' (cromosoma, tripanosoma).
soma   (1) s.f.    • 1 •   il carico che si pone sulla groppa di una bestia da trasporto | bestia da soma, adatta, allenata a trasportare pesi; (fig.) si dice di persona che lavora troppo o si sobbarca a lavori faticosi | levar le some, (ant.) levare le tende, fare i bagagli, partire    • 2 •   antica misura di capacità per liquidi e aridi, equivalente al carico di un animale da soma, che poteva variare dai 50 ai 150 kg ca    • 3 •   (fig. lett.) grave peso; carico, onere: non è soma da portar sì grave / come aver donna, quando a noia s'have  (ariosto o. f.  xx, 20) | nel linguaggio religioso, il corpo, in quanto ostacolo per la libertà dell'anima.
soma   (2) s.m.    • 1 •   (biol.) l'insieme delle cellule di un organismo non appartenenti al germe    • 2 •   (psicol.) ciò che costituisce il corpo, i fenomeni organici, in opposizione a psiche. 
soma   (3) s.m.  nome di una pianta delle asclepiadacee e di una bevanda inebriante da essa derivata che i sacerdoti della religione vedica bevevano durante i sacrifici per entrare in contatto con la divinità.
somalo   agg.  della somalia  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della somalia    • 2 •   lingua cuscitica parlata in somalia    • 3 •   l'unità monetaria della somalia.
somaraggine   s.f.  l'essere somaro, ignoranza.
somarata   s.f.  (non com.) asinata, sciocchezza.
somaro   s.m.  [f. -a]    • 1 •   asino, ciuco (in quanto bestia da soma). dim. somarello    • 2 •   (fig.) persona ignorante; in partic., scolaro, studente che si applica poco allo studio. accr. somarone  pegg. somaraccio. 
somasco   agg.  e s.m.  [pl. -schi] che, chi appartiene all'ordine religioso agostiniano fondato a somasca (bergamo) da san girolamo emiliani nel 1528 con lo scopo di assistere gli orfani e la gioventù: i padri somaschi. 
somatico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.)    • 1 •   che si riferisce o appartiene al corpo degli organismi viventi, in particolare alle strutture di sostegno e di locomozione: cellule somatiche, tutte quelle non adibite alla riproduzione    • 2 •   che si riferisce al corpo umano, alle sue fattezze: tratti, caratteri somatici, quelli caratteristici di una razza o di un individuo x somaticamente avv.  dal punto di vista somatico.
somatizzare   v. tr.  (med.) trasformare un disturbo psichico in organico attraverso un processo di somatizzazione | v. intr.  [aus. avere], somatizzarsi v. rifl.  detto di disturbo psichico, subire una somatizzazione: in lui l'angoscia (si) somatizza subito. 
somatizzazione   s.f.  (med.) fenomeno per cui un disturbo della psiche determina uno stato di sofferenza organica e funzionale.
somato-  somato- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. sôma -atos  'corpo'; vale appunto 'corpo' o attinenza con esso (somatologia, somatotropo).
somatologia   s.f.  (non com.) studio delle caratteristiche del corpo umano; antropologia fisica.
somatologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla somatologia.
somatometria   s.f.  (non com.) antropometria.
somatometrico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla somatometria; antropometrico.
somatopsichico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che riguarda l'influenza del corpo sulla psiche (si contrappone a psicosomatico): malattia, medicina somatopsichica. 
somatormone   s.m.  (biol.) somatotropina.
somatostatina   s.f.  (biol.) peptide che regola importanti funzioni del tratto gastro-intestinale e del pancreas, e ha un ruolo rilevante nel rilascio dell'ormone della crescita; viene impiegata nella terapia di alcuni tipi di tumore.
somatotropina   s.f.  (biol.) ormone ipofisario che stimola l'accrescimento corporeo; ormone somatotropo, somatormone.
somatotropo   agg.  (biol.) che stimola l'accrescimento: ormone somatotropo, somatotropina.
sombrero   s.m.  cappello a larghe tese, con cupola alta, tipico dell'america centromeridionale.
someggiabile   agg.  che può essere someggiato.
someggiare   v. tr.  [io soméggio ecc.] trasportare a dorso di bestia da soma (spec. nel linguaggio militare, dove significa a dorso di mulo): someggiare i mortai. 
someggiato   part. pass.  di someggiare   agg.  si dice di materiale trasportato a dorso di mulo (spec. nel linguaggio militare): artiglieria someggiata. 
somiere   o somiero, s.m.    • 1 •   (lett.) bestia da soma    • 2 •   nell'organo, grande cassa di legno nella quale si immette l'aria sotto pressione, che viene distribuita alle canne | nel pianoforte e nel clavicembalo, tavola in legno dove sono fissati i piroli per tendere le corde.
somigliante   lett. simigliante, part. pres.  di somigliare   agg.  che somiglia: un'immagine molto somigliante, fedele alla realtà, al modello  s.m.  (antiq.) cosa simile a un'altra: fare, dire il somigliante, fare, dire la medesima cosa § somigliantemente avv.  (non com.).
somiglianza   lett. simiglianza, s.f.  l'essere somigliante, il somigliarsi: una vaga, lontana somiglianza; una forte somiglianza; tra i due figli non c'è alcuna somiglianza  | a somiglianza, (lett.) in modo somigliante, simile: dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza; agì a somiglianza di un padre. 
somigliare   lett. simigliare, v. intr.  [io somìglio ecc. ; aus. avere  o essere] essere simile a qualcuno o a qualcosa nell'aspetto o per determinate qualità rassomigliare: la bambina somiglia tutta allo zio; i suoi capelli somigliavano alla stoppa  | v. tr.    • 1 •   (fam.) essere simile a qualcuno, a qualcosa: somiglia molto la nonna; aveva uno stanzino che somigliava la celletta d'una monaca  (nievo)    • 2 •   (lett.) paragonare, confrontare: i poeti spesso somigliano il sonno alla morte  | somigliarsi v. rifl.  essere simili, rassomigliarsi: gemelli che si somigliano come due gocce d'acqua. 
somiglievole   lett. simiglievole, agg.  (ant.) somigliante: tutte cose l'una simiglievole all'altra  (boccaccio dec.  x, 6).
somma   s.f.    • 1 •   il risultato dell'addizione; anche, l'operazione del sommare, dell'addizionare: fare, riportare la somma  | tirare le somme, (fig.) concludere, fare il bilancio    • 2 •   quantità di denaro: guadagnare, perdere una grossa somma.  dim. sommetta    • 3 •   l'insieme delle cose più importanti; la sostanza, l'essenziale, la conclusione: la somma del ragionamento    • 4 •   (lett.) compendio, sunto: dire, esporre qualcosa in somma    • 5 •   summa: la somma teologica di tommaso d'aquino. 
sommacco   s.m.  [pl. -chi] piccolo albero con fiori giallastri in pannocchie, le cui foglie e corteccia, ricche di tannino, si adoperano nella concia delle pelli (fam.  anacardiacee).
sommare   v. tr.  [io sómmo ecc.] ridurre più quantità a una sola aggiungendo l'una all'altra; fare la somma, addizionare (anche fig.): sommare gli addendi; sommare le singole richieste  | tutto sommato, considerati i pro e i contro: tutto sommato è meglio aspettare  | v. intr.  [aus. avere  o essere] ammontare, assommare: le perdite sommano a tre miliardi. 
sommarietà   s.f.  (non com.) carattere di ciò che è sommario.
sommario   (1) agg.    • 1 •   fatto, esposto per sommi capi, escludendo i particolari e limitandosi ai punti principali; sintetico, riassuntivo: esame, racconto sommario    • 2 •   (dir.) si dice di procedura che si svolge con rapidità o senza seguire il rito ordinario: istruzione sommaria, l'istruttoria a carattere più rapido compiuta dal pubblico ministero o dal pretore | fare giustizia sommaria, immediatamente, senza rispettare la procedura legale    • 3 •   (estens.) fatto alla svelta, sbrigativo, approssimativo: lavoro sommario; ricognizione sommaria  § sommariamente avv. 
sommario   (2) s.m.    • 1 •   libro che offre una trattazione non completa di una materia, ma limitata ai suoi aspetti principali; compendio: un sommario di letteratura latina    • 2 •   esposizione schematica degli argomenti trattati in un libro; riassunto | indice    • 3 •   nei giornali, insieme di una o più frasi poste sotto il titolo che lo spiegano più dettagliatamente e insieme anticipano sinteticamente il contenuto dell'articolo.
sommativo   agg.  (rar.) complessivo, cumulativo | valutazione sommativa, in docimologia, valutazione globale di un allievo a conclusione di un corso o ciclo di insegnamento, che risulta dalla somma delle sue prestazioni intermedie.
sommatore   s.m.  circuito o dispositivo elettronico che effettua somme di tensioni, frequenze, correnti ecc. | in un calcolatore elettronico, circuito capace di compiere addizioni.
sommatoria   s.f.  (mat.) somma algebrica di un numero finito o infinito di termini di una successione; è espressa dal simbolo sigma maiuscolo munito di indici che rappresentano il numero degli addendi e la loro successione.
sommatorio   agg.  (mat.) della sommatoria.
sommazione   s.f.  (fisiol.) fenomeno per cui un insieme di impulsi nervosi subliminari contemporanei è in grado di eccitare un neurone con la stessa intensità di un impulso unico pari alla loro somma; addizione.
sommelier   s.m.  e f. invar.    • 1 •   nei ristoranti di lusso, chi è addetto alla cantina e all'assaggio dei vini    • 2 •   enologo esperto nell'assaggio di vini.
sommergere   v. tr.  [coniugato come immergere]    • 1 •   far andare interamente sott'acqua; coprire completamente di acqua o di altro liquido: le onde sommersero la barca; il fiume straripando sommerse la vallata    • 2 •   (fig.) avvolgere, circondare interamente: siamo sommersi dalle mosche    • 3 •   (fig.) far scomparire: tutto fu sommerso nell'oblio  | oberare, soffocare: è sommerso dai debiti  | sommergersi v. rifl.  o intr. pron.  (non com.) affondare, immergersi (anche fig.): il relitto si sommerse nei flutti; sommergersi tra i libri. 
sommergibile   agg.  (rar.) che può sommergersi, immergersi: naviglio sommergibile   s.m.  mezzo navale che può navigare sia in superficie sia sott'acqua (a differenza del sottomarino che non è idoneo alla navigazione in superficie).
sommergibilista   agg.  e s.m.  [pl. -sti] appartenente all'equipaggio di un sommergibile o di un sottomarino.
sommersione   s.f.  (rar.) il sommergere, l'essere sommerso (anche fig.).
sommerso   part. pass.  di sommergere   agg.    • 1 •   coperto dalle acque: terre sommerse    • 2 •   (fig.) nel linguaggio giornalistico, si dice di attività economica che sfugge agli obblighi fiscali e contributivi: economia sommersa; settore sommerso  | anche come s.m.  : la quota di sommerso nell'economia nazionale. 
sommessione    ⇨ sommissione.
sommesso   (1) part. pass.  di sommettere   agg.    • 1 •   detto di suono o della voce umana, basso, leggero, appena avvertibile: parlare in tono sommesso    • 2 •   (non com.) sottomesso, passivo: atteggiamento sommesso e servile  § sommessamente avv. 
sommesso   (2) s.m.  (ant. , dial.) misura di lunghezza corrispondente a un pugno col pollice alzato: era una tristanzuola... che non era alta un sommesso  (boccaccio dec.  viii, 9).
sommettere   v. tr.  [coniugato come mettere] (ant. , lett.)    • 1 •   mettere, porre sotto    • 2 •   (fig.) sottomettere, assoggettare: i peccator carnali, / che la ragion sommettono al talento  (dante inf.  v, 38-39).
sommier   s.m. invar.  divano a forma di letto, senza spalliere né braccioli.
somministrante   part. pres.  di somministrare   agg.  nei sign. del verbo | (dir.) nel contratto di somministrazione, si dice della parte che si assume l'obbligo di eseguire la prestazione di cose  s.m.  (dir.) parte somministrante.
somministrare   v. tr.  dare, distribuire ad altri, spec. in quanto fa parte del proprio ufficio: l'infermiere somministra le medicine al malato; i sacerdoti somministrano i sacramenti  | (estens.) offrire, dare, fornire: somministrare aiuto, consigli  | (scherz.) appioppare, affibbiare: somministrare schiaffoni. 
somministrato   part. pass.  di somministrare   agg.  nei sign. del verbo | (dir.) nel contratto di somministrazione, si dice della parte che riceve e che deve pertanto corrisponderne il prezzo  s.m.  (dir.) parte somministrata.
somministratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi somministra.
somministrazione   s.f.    • 1 •   il somministrare, l'essere somministrato: la somministrazione di un farmaco  | distribuzione, rifornimento: somministrazione di viveri    • 2 •   (dir.) contratto con il quale una parte (somministrante) si obbliga, contro corrispettivo, a eseguire a favore dell'altra (somministrato) prestazioni periodiche o continuative di cose (p. e. di energia elettrica, di acqua).
sommissione   ant. sommessione, s.f.  (non com.)    • 1 •   sottomissione: ubbidire con sommissione    • 2 •   (lett.) assoggettamento politico    • 3 •   (ant.) atto di sottomissione: lo imperadore in pisa volea che gli ambasciadori sanesi facessono sommessione  (m. villani).
sommista   o summista, s.m.  [pl. -sti] autore di una summa.
sommità   s.f.    • 1 •   il punto più alto, la parte più elevata; cima, vetta: la sommità di un monte, di una scalinata    • 2 •   (fig.) il grado più elevato, la massima eccellenza; culmine, apice: la sommità dell'arte  | incontro, riunione alla sommità, tra persone investite della massima autorità, come capi di stato e sim.; vertice, summit.
sommitale   agg.  (non com.) che sta alla sommità, che concerne o costituisce la sommità: la zona sommitale del monte. 
sommo   ant. summo, agg.    • 1 •   il più alto, altissimo: le somme vette dei monti    • 2 •   (fig.) il più elevato, grandissimo, massimo: il sommo bene; questione di somma importanza; l'essere sommo, dio; il sommo sacerdote, nell'antica religione ebraica, il capo dei sacerdoti; il sommo pontefice, il papa; il sommo poeta, per antonomasia, dante | in sommo grado, al massimo grado | per sommi capi, soffermandosi solo sui punti più importanti  s.m.  sommità (anche fig.): il sommo del monte; raggiungere il sommo della gloria  | al sommo  (di), in cima, al massimo § sommamente avv.  in misura somma, massimamente | (ant.) soprattutto.
sommolo   s.m.  (ant.) punta, cima, estremità.
sommommolo   s.m.  (tosc.) frittellina dolce di riso.
sommoscapo   s.m.  (arch.) la parte superiore del fusto di una colonna, immediatamente sottostante al capitello.
sommossa   s.f.  sollevazione popolare; insurrezione, rivolta: fomentare, domare una sommossa | a sommossa di qualcuno, (ant.) per istigazione di qualcuno.
sommovere    ⇨ sommuovere.
sommovimento   s.m.    • 1 •   il sommuovere, l'essere sommosso; spostamento: sommovimento del terreno    • 2 •   (non com.) tumulto, sommossa.
sommovitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi sommuove; istigatore.
sommozzatore   s.m.    • 1 •   esperto nuotatore subacqueo    • 2 •   appartenente a corpi speciali dell'esercito, della marina, dei vigili del fuoco ecc. addestrato a eseguire lavori subacquei immergendosi con autorespiratore.
sommuovere   pop. o lett. sommovere, v. tr.  [coniugato come muovere] (lett.)    • 1 •   muovere con violenza, agitare: il vento sommuove le acque    • 2 •   (fig.) eccitare, istigare, sobillare: sommuovere gli animi. 
somniare    ⇨ sognare.
son   s.m. invar.  unità di misura della sensazione soggettiva dell'intensità sonora, equivalente a 40 fon (successivamente ogni raddoppio di son è uguale all'aumento di 10 fon).
sonabile   o suonabile, agg.  (non com.) che si può sonare.
sonacchiare   v. tr.  sonicchiare.
sonagliera   s.f.  striscia di cuoio o tela pesante cui sono attaccati dei sonagli, che si mette al collo dei cavalli e di altri animali da lavoro per individuarne la presenza.
sonaglio   s.m.    • 1 •   sferetta cava di metallo con una fessura, contenente una pallina che, scossa, urta contro le pareti producendo un suono squillante | serpente a sonagli, nome pop. del crotalo, per il suono che produce con gli anelli cornei della coda    • 2 •   (mus.) nome generico di strumenti idiofoni a scotimento, costituiti da più corpi risonanti che, urtandosi tra loro, producono il suono    • 3 •   (ant. , lett.) bolla d'aria che si forma in liquidi agitati in ebollizione.
sonante   (1) o suonante, part. pres.  di sonare   agg.  nei sign. del verbo | risonante: allora sorge il fabbro, e la sonante / officina riapre  (parini) | moneta, denaro sonante, (fig.) contante: pagare in denaro sonante. 
sonante   (2) agg.  e s.f.  (ling.) si dice di fonema in grado di costituire da solo una sillaba, come le vocali o, in alcune lingue, anche le nasali e le liquide.
sonar   s.m. invar.  ecogoniometro.
sonare e deriv.   ⇨ suonare e deriv. 
sonata   non com. suonata, s.f.    • 1 •   atto, effetto del sonare: una sonata di campanello.  dim. sonatina    • 2 •   (mus.) composizione per uno o più strumenti; nella forma classica, si articola in tre tempi: le sonate per pianoforte di mozart    • 3 •   (estens. fam.) bastonatura: dare, prendere una bella sonata  | imbroglio: in quel ristorante abbiamo preso una sonata. 
sonatina   non com. suonatina, s.f.    • 1 •   dim.  di sonata    • 2 •   (mus.) composizione che presenta la struttura della sonata, ma più breve e di più facile esecuzione; fu soprattutto coltivata in funzione didattica.
sonatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mus.) compositore di sonate.
sonatistico   agg.  [pl. m. -ci] (mus.) di sonata: genere sonatistico. 
sonato   o suonato, part. pass.  di sonare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   compiuto, scoccato (detto di tempo): sono le otto sonate; ha cinquant'anni sonati    • 3 •   (fam.) matto, scemo: quel tipo è un po' sonato  | nel gergo pugilistico, si dice di pugile rintronato dai colpi ricevuti.
sonatore   o suonatore, s.m.  [f. -trice] chi suona uno strumento musicale: un sonatore di violino  | sonatore ambulante, chi suona in strade o locali pubblici, chiedendo un'offerta a chi passa o a chi ascolta | buona notte ai sonatori, loc. dell'uso fam. per dire che una faccenda è chiusa, non c'è più nulla da fare o da dire e sim.
sonda   s.f.  denominazione generica di strumenti e dispositivi usati per esplorazioni, prelievi, immissioni, perforazioni: sonda mineraria; sonda medica  | sonda atmosferica, apparecchiatura portata in quota da un pallone o da un missile per lo studio dell'alta atmosfera e per rilevamenti meteorologici | sonda spaziale, veicolo spaziale senza persone a bordo, destinato al prelievo di materiali o allo studio di ambienti nello spazio cosmico | in funzione di agg. invar.  in espressioni come pallone sonda, piccolo aerostato usato per rilevamenti scientifici nell'alta atmosfera.
sondabile   agg.  che si può sondare (anche fig.).
sondaggio   s.m.    • 1 •   operazione di ricerca compiuta per mezzo di una sonda: sondaggio marino, operazione per misurare la profondità del mare; sondaggio geofisico, esplorazione del sottosuolo, perforazione del terreno; scavo di pozzi artesiani    • 2 •   (fig.) indagine, rilevamento, esplorazione compiuta per saggiare, conoscere qualcosa; esame, contatto preliminare: fare, effettuare un sondaggio; sondaggio statistico, d'opinione. 
sondare   v. tr.  [io sóndo ecc.]    • 1 •   esaminare con una sonda: sondare il sottosuolo di una regione    • 2 •   (fig.) cercare di conoscere, di venire a sapere; saggiare, indagare: sondare gli umori dell'opinione pubblica | sondare il terreno, (fig.) avere contatti preliminari, esplorativi.
sondatore   s.m.  [f. -trice] chi sonda, chi esegue operazioni di sondaggio (anche fig.) | addetto alla conduzione di una sonda.
sondriasco   agg.  [pl. m. -schi] della provincia di sondrio  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della provincia di sondrio.
sondriese   agg.  della città di sondrio  s.m.  e f.  chi abita o è nato nella città di sondrio.
soneria   o suoneria, s.f.  congegno che produce suoni mediante uno o più campanelli azionati meccanicamente o elettricamente: la soneria della sveglia; soneria d'allarme. 
sonettare   v. intr.  [io sonétto ecc. ; aus. avere] (ant.) comporre sonetti.
sonettessa   s.f.  sonetto caudato con più code.
sonettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] autore di sonetti.
sonetto   s.m.  componimento poetico costituito da quattordici versi endecasillabi variamente rimati e divisi in due quartine e due terzine: sonetto minore, in cui i versi sono di misura minore dell'endecasillabo (p. e.  settenari); sonetto caudato, alla fine del quale sono aggiunte una o più code; sonetto doppio, rinterzato, quelli in cui rispettivamente sei od otto settenari sono inseriti tra gli endecasillabi. pegg. sonettaccio. 
songa   s.f.  antica misura italiana di volume, pari a    • 6 •   m3 ca.
sonia   s.f.  capacità soggettiva di ordinare una serie di suoni dal più debole al più intenso in base alla sensazione uditiva; l'ordine stesso dato alla serie, la serie ordinata.
sonicchiare   o suonicchiare, v. tr.  e intr.  [io sonìcchio ecc. ; aus. dell'intr. avere] sonare un poco, svogliatamente; strimpellare: sonicchiare il pianoforte. 
sonico   agg.  [pl. m. -ci] (scient.) del suono: velocità sonica. 
sonio   s.m.  (non com.) un sonare frequente, prolungato e insistente: un festoso sonio di campane. 
sonito   s.m.  (poet.) suono; rumore, risonanza: di mille voci al sonito / mista la sua non ha  (manzoni il cinque maggio).
sonnacchioso   agg.    • 1 •   che sonnecchia; assonnato    • 2 •   (fig.) non vivace; lento, stentato § sonnacchiosamente avv. 
sonnambolico   agg.  [pl. m. -ci] (rar.) di, da sonnambulo; di sonnambulismo: stato sonnambolico. 
sonnambulismo   non com. sonnambolismo, s.m.  lo stato fisiologico o patologico di chi è sonnambulo | sonnambulismo ipnotico, indotto per ipnosi.
sonnambulo   non com. sonnambolo, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi durante il sonno compie un'attività motoria (p. e.  camminare, lavarsi ecc.) della quale non conserva ricordo al risveglio.
sonnecchiare   v. intr.  [io sonnécchio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   dormire leggermente; cedere a tratti al sonno    • 2 •   (fig.) dimostrare inerzia, indolenza; essere poco vivace, poco attivo: la cittadina sonnecchia tutto l'inverno. 
sonnellino   s.m.  sonno breve, spec. quello che si fa durante il primo pomeriggio; dormitina, pisolino, pennichella.
sonnifero   agg.  (non com.) che provoca, facilita il sonno; soporifero: la camomilla ha un leggero potere sonnifero   s.m.  preparato farmaceutico che, agendo sul sistema nervoso centrale, induce il sonno: una compressa di sonnifero. 
sonniloquio   s.m.  (rar.) discorso fatto durante il sonno | (estens.) discorso sconclusionato.
sonniloquo   s.m.  [f. -a] (rar.) chi parla durante il sonno.
sonno   s.m.    • 1 •   fenomeno biologico periodico di riposo delle funzioni psicofisiche, caratterizzato dalla sospensione della coscienza e della volontà, rallentamento delle funzioni neurovegetative e interruzione dei rapporti senso-motori tra soggetto e ambiente: essere immerso nel sonno; essere tra il sonno e la veglia; avere il sonno leggero, pesante; parlare nel sonno; prendere sonno, addormentarsi; il primo sonno, le prime ore nelle quali si dorme; fare un sonno, fare una dormita; fare tutto un sonno, dormire senza interruzioni | rubare le ore al sonno, sottrarle al riposo per dedicarle ad altro | perdere il sonno per qualcuno, per qualcosa, vivere in ansia per incertezza, desiderio, attesa | malattia del sonno, (med.) malattia tropicale provocata da un tripanosoma e trasmessa dalla puntura della mosca tse-tse, che provoca tra l'altro uno stato di profondo torpore; tripanosomiasi | cura del sonno, (med.) terapia consistente nell'indurre farmacologicamente nel paziente un sonno prolungato anche per giorni | dormire sonni tranquilli, (fig.) vivere tranquillamente, perché senza rimorsi o preoccupazioni | difendere i propri sonni, (fig.) la propria tranquillità | l'ultimo, l'eterno sonno, (eufem.) la morte    • 2 •   la sensazione di torpore e di stanchezza che induce a dormire: aver sonno; essere vinto dal sonno; cader dal sonno, non riuscire più a star desti | far venire, mettere sonno, provocare sonnolenza; (fig.) causare noia | morto di sonno, chi dormirebbe sempre; per estens., persona torpida, priva di acume, di prontezza, di iniziativa    • 3 •   (fig.) quiete, silenzio, spec. notturno: la città era immersa nel sonno  | inerzia: il sonno della ragione    • 4 •   (poet.) sogno: quand'io feci 'l mal sonno / che del futuro mi squarciò 'l velame  (dante inf.  xxxiii, 26-27).
sonnolento   antiq. sonnolente, agg.    • 1 •   che ha e manifesta desiderio e bisogno di sonno; assonnato | (fig.) poco vivace, inattivo, pigro: una città sonnolenta    • 2 •   che dà sonno, che induce a dormire: una giornata sonnolenta. 
sonnolenza   s.f.    • 1 •   torpore che precede o segue il sonno    • 2 •   (fig.) mancanza di vivacità pigrizia, inerzia, torpore.
sonografia   s.f.  (fis.) registrazione con sonografo | sonogramma.
sonografo   s.m.  (fis.) sonometro registratore.
sonogramma   s.m.  [pl. -mi] (fis.) registrazione grafica o fotografica ottenuta con un sonografo.
sonometro   s.m.  (fis.) apparecchio per la misura dell'intensità relativa dei suoni.
sonorante   agg.  e s.f.  (ling.) si dice di suono caratterizzato da un passaggio relativamente libero dell'aria attraverso il canale orale o nasale (p. e.  i suoni vocalici, liquidi, nasali).
sonorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) addetto alla sonorizzazione di film.
sonorità   s.f.  qualità di ciò che è sonoro: la sonorità della voce; la sonorità di una sala; la sonorità della consonante 'g'. 
sonorizzare   v. tr.    • 1 •   (ling.) trasformare un suono sordo in sonoro    • 2 •   (cine.) dotare un film di colonna sonora | accompagnare la proiezione di un film muto con brani musicali sonati su uno strumento, o registrati e riprodotti da una macchina diversa dal proiettore | sonorizzarsi v. rifl.  (ling.) detto di consonante sorda, trasformarsi nella sonora corrispondente: la c del lat.  'la¯cus' si è sonorizzata in lago. 
sonorizzatore   s.m.  [f. -trice] (cine.) tecnico specializzato nell'approntamento del materiale necessario per la sonorizzazione di un film.
sonorizzazione   s.f.    • 1 •   (cine.) l'operazione e il risultato del sonorizzare    • 2 •   il fenomeno linguistico della trasformazione di una consonante sorda in sonora.
sonoro   agg.    • 1 •   relativo al suono; che emette, trasmette o riflette suoni: strumento sonoro; onde sonore    • 2 •   che ha suono forte e pieno, che risuona con forza e vivacità: risa sonore; applausi sonori; un sonoro ceffone    • 3 •   (fig.) altisonante, reboante, ma privo di contenuti reali: frasi sonore; un discorso sonoro    • 4 •   (ling.) si dice di fonema la cui articolazione si produce con vibrazione delle corde vocali (p. e. in it. le vocali e alcune consonanti tra cui b, d, v, le cui corrispondenti sorde sono p, t, f)    • 5 •   (cine.) si dice di film nel quale le immagini sono accompagnate da suoni e parole in sincronismo con esse | cinema sonoro, l'insieme di tali film; anche, la tecnologia che li rende possibili | colonna sonora, la registrazione di tale accompagnamento, che appare sul lato sinistro della pellicola ed è leggibile con mezzi ottici o magnetici; per estens., la parte sonora di un film, e in partic. la sua musica  s.m.  (cine.)    • 1 •   cinema sonoro: l'avvento del sonoro    • 2 •   colonna sonora: il sonoro di un film  § sonoramente avv. 
sontuario    ⇨ suntuario.
sontuosità   o suntuosità, s.f.  (non com.) l'essere sontuoso; lusso grandioso, sfarzo.
sontuoso   o suntuoso, agg.  fatto, allestito con grande spesa, con larghezza e lusso; sfarzoso, fastoso: una casa sontuosa; un sontuoso banchetto  § sontuosamente avv. 
soperchio   e deriv.   ⇨ soverchio e deriv. 
sopimento   s.m.  (lett.) il sopire.
sopire   v. tr.  [io sopisco, tu sopisci ecc.]    • 1 •   (non com.) assopire, addormentare    • 2 •   (fig.) lenire, calmare, placare, far cessare: sopire l'ira, la passione. 
sopore   s.m.  stato di abbandono fisico simile al sonno, ma in cui si verifica perdita solo parziale della coscienza.
soporifero   agg.    • 1 •   che dà sopore, che favorisce il sonno; sonnifero    • 2 •   (fig., scherz.) noioso: un libro, un discorso soporifero. 
soppalcare   v. tr.  [io soppalco, tu soppalchi ecc.] (non com.) attrezzare con un soppalco, fornire di soppalco: soppalcare un locale. 
soppalco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   locale praticabile ricavato con una suddivisione orizzontale di ambienti di notevole altezza; anche, soffitta sotto il tetto    • 2 •   ripostiglio a palco ricavato nella parte alta di un locale.
soppannare   v. tr.  munire di soppanno; foderare.
soppanno   s.m.  fodera pesante o imbottitura di un vestito; fodera delle scarpe  avv.  (ant.) sotto i panni, i vestiti.
soppasso   agg.  (ant. , region.) parzialmente appassito; quasi secco.
soppedaneo    ⇨ suppedaneo.
soppediano   o soppidiano, s.m.  (ant.) cassapanca che si teneva ai piedi del letto per riporvi capi di vestiario od oggetti di valore | (estens.) cassa dei valori, dei documenti.
soppelo   s.m.  taglio di carne bovina corrispondente alla punta del petto attaccata alla spalla.
sopperire   v. intr.  [io sopperisco, tu sopperisci ecc. ; aus. avere] provvedere a una necessità, supplire a una carenza; far fronte: sopperiva ai bisogni di tutti; rifornimenti per sopperire alla carestia. 
soppesare   v. tr.  [io soppéso ecc.]    • 1 •   sentire e stimare il peso di un oggetto, tenendolo in mano e alzandolo e abbassandolo più volte    • 2 •   (fig.) valutare, studiare, considerare con cura: soppesare le parole; soppesare i pro e i contro. 
soppeso   s.m.  (tosc.) solo nella loc. di soppeso, sollevando da terra e reggendo dal basso.
soppiantare   v. tr.    • 1 •   sostituirsi, subentrare ad altri o ad altro, talora anche con l'astuzia e l'inganno: i conservatori hanno soppiantato i laburisti nella guida del governo; il motore a scoppio soppiantò quello a vapore; con le calunnie e i pettegolezzi lo ha soppiantato nel favore dei concittadini    • 2 •   (ant.) mettere sotto i piedi | (fig.) disprezzare.
soppiatteria   s.f.  (rar.) azione, contegno di chi agisce di soppiatto.
soppiatto   agg.  (ant.) nascosto, celato, dissimulato | oggi solo nella loc. di soppiatto, di nascosto: uscì di soppiatto. 
soppiattone   s.m.  [f. -a] (rar.) chi agisce di soppiatto, in maniera subdola e sleale; persona finta, ipocrita.
soppiattoneria   s.f.  (rar.) l'essere soppiattone; slealtà, ipocrisia.
soppidiano    ⇨ soppediano.
sopporre   v. tr.  [coniugato come porre] (ant. , lett.) sottoporre.
sopportabile   agg.  che si può sopportare; tollerabile, non grave: un peso sopportabile; una perdita economica sopportabile; un dolore sopportabile  § sopportabilmente avv. 
sopportabilità   s.f.  (non com.) l'essere sopportabile; tollerabilità.
sopportamento   s.m.  (ant. , rar.) sopportazione.
sopportare   v. tr.  [io soppòrto ecc.]    • 1 •   reggere, sostenere un peso: il tetto non è riuscito a sopportare il peso della neve    • 2 •   soffrire, patire: sopportare sacrifici e rinunce    • 3 •   tollerare agevolmente, senza danno o sforzo: sopportare il caldo, il freddo; sopportare la fatica  | non sopportare, detestare, odiare, avere a noia: non sopporto gli ipocriti    • 4 •   subire pazientemente    • 5 •   (fig. lett.) permettere, consentire.
sopportatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi sopporta.
sopportazione   s.f.    • 1 •   il sopportare | la capacità di sopportare con pazienza; tolleranza: avere spirito di sopportazione; la sopportazione ha un limite    • 2 •   (ant.) permesso, licenza: con vostra sopportazione. 
sopporto    ⇨ supporto.
soppressa   s.f.  (ant. , region.)    • 1 •   strumento per soppressare; pressa    • 2 •   (sett.) soppressata.
soppressare   v. tr.  [io sopprèsso ecc.] (non com.)    • 1 •   pressare; mettere in pressa    • 2 •   (fig. ant.) sopraffare.
soppressata   o soprassata, sopressata, s.f.  salume di carne tritata di maiale, variamente condita a seconda delle zone di produzione e pressata in un tratto di budello grosso dello stesso animale.
soppressatura   s.f.  (ant.) il soppressare; pressatura.
soppressione   s.f.    • 1 •   il sopprimere, l'essere soppresso; eliminazione, abolizione: la soppressione di una legge  | soppressione di stato, (dir.) delitto commesso da chi occulta la nascita di un bambino, non facendone denuncia allo stato civile    • 2 •   eliminazione fisica di una persona o di un animale; uccisione.
soppressivo   agg.  (non com.) atto, inteso a sopprimere.
soppresso   part. pass.  di sopprimere   agg.    • 1 •   abolito, eliminato | festività religiose soppresse, quelle che, un tempo considerate anche festività civili, sono state abolite come tali e mantengono ora solo il valore di ricorrenza religiosa (p. e.  san giuseppe, corpus domini)    • 2 •   (ant.) represso, sommesso: si versan pianti, gemiti e lamenti, / ma quanto più si può, cheti e soppressi  (ariosto o. f.  xviii, 164).
soppressore   agg.  e s.m.    • 1 •   [f. sopprimitrice] (non com.) che, chi sopprime    • 2 •   si dice di dispositivo che serve a eliminare l'eco nei circuiti telefonici    • 3 •   (med.) si dice di ciò che inibisce o riduce certe funzioni; è per lo più usato in parole composte (p. e. immunosoppressore).
sopprimere   v. tr.  [coniugato come opprimere]    • 1 •   annullare, revocare quel che era stato stabilito in precedenza; eliminare, abolire: sopprimere un ufficio, una fermata del treno    • 2 •   eliminare fisicamente una persona o un animale; uccidere    • 3 •   (ant.) calpestare: colei / che fu da' piè di caton già soppressa  (dante inf.  xiv, 14-15).
soppunto   o sottopunto, s.m.  punto che viene usato spec. per cucire orli interni e risvolti di tessuto; assicura una cucitura non visibile all'esterno.
sopra   antiq. o lett. sovra, avv.    • 1 •   in luogo o posizione più elevata: era lì sopra; posa i libri qui sopra; lo appenderei più sopra; scatola sopra di raso e sotto di velluto, con la parte superiore di raso | preceduto dalla prep. di  pleonastica: c'è qualcuno di sopra; le camere sono di sopra, al piano superiore | può essere preceduto da prep. diversa da di : un gelato con sopra le ciliegine; il fumo viene da sopra  | raddoppiato ha valore di 'in cima a tutto il resto': metti le camicie sopra sopra nella valigia  | nella loc. al di sopra : si vedevano i tetti con i camini al di sopra    • 2 •   precedentemente, con riferimento a cosa già detta o scritta: gli esempi sopra citati | vedi sopra, come sopra, nei rinvii di un testo  prep.  [si unisce ai nomi direttamente o mediante la prep. a, ai pronomi personali quasi sempre mediante la prep. di; si può elidere davanti a vocale, spec. nell'uso lett.]    • 1 •   in posizione più elevata rispetto ad altro, su (con riferimento a cose che sono a contatto): il telefono è sopra (al)la scrivania; posa il libro sopra il  (o al) mio tavolo; caricarono il canotto sopra il tetto dell'automobile; portare qualcosa sopra la testa; salire sopra una sedia; quelle carte volano, mettici sopra un peso; sopra la terra, nel mondo | in usi fig.: fondarsi sopra validi argomenti; far assegnamento sopra qualcuno; giocare sopra un numero; prendere qualcosa sopra di sé, accettarne il carico, la responsabilità giurare sopra qualcuno, qualcosa, in nome di qualcuno, per qualcosa; metterci una pietra sopra, dimenticare ciò che è stato; berci sopra, per dimenticare qualcosa; dormirci sopra, lasciar passare tempo per riflettere; anche, trascurare, rallentare qualcosa    • 2 •   con riferimento a cose l'una delle quali ricopre o avvolge l'altra: stendere la tovaglia sopra la tavola; avere un golf sopra le spalle; mettere il cappotto sopra il tailleur    • 3 •   con riferimento a cose messe l'una sull'altra: mettere mattone sopra mattone; costruire pietra sopra pietra; mettere i piatti uno sopra l'altro  | con riferimento a cose o avvenimenti che si succedono rapidamente nel tempo o in gran numero: fare debiti sopra debiti; riportare vittoria sopra vittoria; dire spropositi sopra spropositi; gli accadde una disgrazia sopra l'altra    • 4 •   con riferimento a cose che non sono a contatto fra loro: il ritratto era appeso sopra il caminetto; si costruirà un nuovo ponte sopra la ferrovia; il colonnello abita sopra di loro; le nuvole si addensavano sopra di noi  | in usi fig.: una minaccia pendeva sopra il suo capo; piangere sopra qualcuno, qualcosa, dolersi per qualcuno, qualcosa; passar sopra a qualcosa, non tenerne conto; tornar sopra a qualcosa, riesaminarla; averne fin sopra i capelli, essere nauseato di qualcosa, aver raggiunto il limite della sopportazione; sopra pensiero, soprappensiero    • 5 •   (fig.) con riferimento a situazioni di superiorità, dominio, controllo: allargare il proprio dominio sopra tutto il paese; regnare sopra diversi popoli; non avere nessuno sopra di sé; avere un vantaggio sopra qualcuno; vegliare sopra i figli    • 6 •   con riferimento a cosa che scende dall'alto (anche fig.): le bombe caddero sopra la casa; la nebbia calò sopra la valle; la responsabilità ricade sopra di noi; scaricare la colpa sopra qualcuno  | (estens.) contro: gettarsi, scagliarsi sopra qualcuno; ordinarono ungrandissimo esercito per andare sopra 'nemici  (boccaccio dec.  ii, 8)    • 7 •   nelle immediate vicinanze ma in posizione più elevata: la casa è sopra la ferrovia; c'è una pineta sopra il mare    • 8 •   oltre, più (di un limite): bambini sopra i cinque anni; la temperatura è sopra lo zero; roma è a pochi metri sopra il livello del mare  | nelle determinazioni geografiche, più a nord: bolzano è un po' sopra trento; il mar rosso è sopra il 10° parallelo  | più di (per indicare una preferenza): amare la famiglia sopra ogni cosa; questo mi interessa sopra tutto    • 9 •   intorno a, riguardo a (per indicare materia, argomento): parlare sopra un tema difficile; mi piacerebbe conoscere il tuo parere sopra quella questione    • 10 •   (ant.) oltre a, in aggiunta a: gran parte delle loro possessioni ricomperarono, e molte dell'altre comperar sopra quelle  (boccaccio dec.  ii, 3)    • 11 •   (ant.) prima di, avanti (in senso temporale): la notte sopra la domenica, quella che la precede | sopra parto, soprapparto    • 12 •   nella loc. al di sopra di, che ha gli stessi sign. di sopra : numeri al di sopra di cento; essere al di sopra delle parti; un cittadino al di sopra di ogni sospetto  agg. invar.  superiore (anche preceduto da di): la riga di sopra; il piano di sopra   s.m. invar.  la parte superiore, ciò che sta sopra (anche preceduto da di): il (di) sopra è di plastica. 
sopra-  sopra- o sovra-, primo elemento di parole composte nelle quali rappresenta la prep. sopra, in molte e diverse sfumature di significato; in partic., indica qualcosa che stia sopra o più in alto di un'altra (sopravveste, sopracciglio), qualcosa che venga aggiunta a un'altra (sopraddote, soprannumero) o che costituisca il superamento di un limite (soprannaturale); inoltre conferisce valore superlativo all'agg. con cui si compone (sopraffino). può determinare il raddoppiamento della consonante semplice iniziale del secondo elemento con cui si compone (soprannumero); davanti a vocale la a  finale può elidersi (soprabito), conservarsi (sopraebollizione) o alternare le due possibilità (soprelevare, sopraelevare).
soprabbondare   e deriv.   ⇨ sovrabbondare e deriv. 
soprabbusto   s.m.  (non com.) copribusto.
soprabito   s.m.  qualsiasi indumento maschile o femminile che si indossa nelle stagioni intermedie sopra il vestito (p. e.  impermeabile, cappotto leggero). dim. soprabitino. 
sopraccalza   s.f.  (non com.) calza, in genere corta, che si porta sopra un'altra calza.
sopraccapo   s.m.    • 1 •   (ant.) sovrintendente capo, superiore    • 2 •   (non com.) preoccupazione, grattacapo.
sopraccarico   e deriv.   ⇨ sovraccarico e deriv. 
sopraccarta   s.f.    • 1 •   carta che ricopre un'altra carta    • 2 •   parte esterna del foglio di una lettera, sulla quale, prima che fosse introdotto l'uso delle buste, si scriveva l'indirizzo; per estens., l'indirizzo stesso.
sopraccassa   s.f.  controcassa dell'orologio.
sopraccennato   agg.  e s.m.  [f. -a] a cui si è accennato prima; suaccennato: l'argomento sopraccennato. 
sopraccielo   s.m.  (non com.)    • 1 •   soffitto    • 2 •   parte superiore di un baldacchino, di una carrozza e sim.
sopraccigliare    ⇨ sopracciliare.
sopracciglio   s.m.  [pl. i sopraccigli  o le sopracciglia]    • 1 •   ognuno dei due tratti cutanei arcuati, e ricoperti di peli, che si trovano in corrispondenza del margine superiore dell'orbita dell'occhio: inarcare, aggrottare le sopracciglia  | l'insieme dei peli che li ricoprono: sopracciglia folte, rade    • 2 •   (lett.) sguardo adirato, cipiglio.
sopracciliare   o sopraccigliare, sopraciliare, agg.  del sopracciglio; che si trova in corrispondenza del sopracciglio: arcata, ferita sopracciliare. 
sopracciò   s.m.  (ant.) soprintendente, supervisore, controllore | (fig.) chi ha modi altezzosi, boriosi: i sopracciò in grammatica  (carducci).
sopraccitato   o sopracitato, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato citato precedentemente; succitato.
sopraccoda   s.f.  o m.  [pl. m. invar. , f. le sopraccode] negli uccelli, la parte dorsale estrema terminante con la coda.
sopraccollo   s.m.  (ant.) sovraccarico.
sopraccolore   s.m.  (non com.) colore sovrapposto ad altro della stessa qualità, ma di diversa gradazione.
sopraccomito   o sovraccomito, s.m.  nei secc. xiv-xv, comandante di una galea da guerra.
sopraccoperta   o sovraccoperta, s.f.    • 1 •   coperta leggera che si mette sopra ogni altra copertura del letto, per ornamento e per pulizia    • 2 •   foglio stampato che ricopre per protezione la copertina di un libro, e spesso ha anche funzione di ornamento e di richiamo commerciale  avv.  (mar.) sul ponte di coperta: stare sopraccoperta. 
sopraccrescere   v. intr.  [coniugato come crescere; aus. essere] (rar.)    • 1 •   crescere al di sopra di qualcosa    • 2 •   crescere sempre più.
sopraciliare    ⇨ sopracciliare.
sopracitato    ⇨ sopraccitato.
sopraconduttività   s.f.  (fis.) lo stesso, ma meno com., che superconduttività. 
sopraconduttore   s.m.  (fis.) lo stesso, ma meno com., che superconduttore. 
sopracqueo   agg.  (rar.) che si trova sopra il livello dell'acqua; che emerge dal pelo dell'acqua.
sopracuto   agg.  (non com.) molto acuto | (mus.) si dice di suono più acuto di quelli compresi nel registro naturale di una voce, per lo più femminile.
sopraddazio   o sovraddazio, s.m.  sovrimposta aggiunta al dazio.
sopraddetto   o sopradetto, sopra detto, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato detto, citato precedentemente; suddetto, succitato.
sopraddominante   o sopradominante, s.f.  (mus.) sesto grado della scala diatonica, così detto perché viene dopo la dominante. 
sopraddotale   agg.  di sopraddote; inerente alla sopraddote: donazione sopraddotale. 
sopraddotare   v. tr.  [io sopraddòto ecc.] munire di sopraddote.
sopraddote   s.f.  donazione che il marito o altri a nome suo faceva alla sposa, quasi un'aggiunta alla dote, per garantirle un'esistenza decorosa in caso di vedovanza.
sopradetto    ⇨ sopraddetto.
sopradominante    ⇨ sopraddominante.
sopraebollizione   s.f.  (fis.) fenomeno per cui un liquido, in particolari condizioni, non bolle, pur essendo surriscaldato oltre la sua temperatura di ebollizione.
sopraeccedere   e deriv.   ⇨ sopreccedere e deriv. 
sopraeccitare   e deriv.   ⇨ sovreccitare e deriv. 
sopraedificare   e deriv.   ⇨ sopredificare e deriv. 
sopraelencato   o soprelencato, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato elencato precedentemente; che, chi è stato compreso in un precedente elenco.
sopraelevare   e deriv.   ⇨ soprelevare e deriv. 
sopraeminente    ⇨ sovreminente.
sopraeminenza    ⇨ sovreminenza.
sopraepatico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , med.) situato, localizzato sopra il fegato; in partic., si dice di ciascuna delle vene efferenti del fegato che sboccano nella vena epatica.
sopraesposto   o sopresposto, agg.  esposto sopra, in precedenza; suesposto: il fatto sopraesposto; le ragioni sopraesposte. 
sopraffare   v. tr.  [io sopraffàccio  o sopraffò, tu sopraffài, egli sopraffà ecc. ; le altre forme coniugate come fare] avere la meglio con prepotenza e violenza su qualcuno; battere, soverchiare (anche fig.): furono sopraffatti dagli avversari, dalla stanchezza, dal sonno  | v. intr.  [aus. avere] (ant.)    • 1 •   fare oltre il dovuto o il conveniente; strafare    • 2 •   di luogo, sovrastare, essere più alto: perdute quelle [rocche], perché sopraffanno tanto la città, resterebbe verona in grave pericolo  (guicciardini).
sopraffascia   s.f.  [pl. -sce] (non com.) fascia che si usa per coprire una fasciatura.
sopraffattore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sopraffà prepotente.
sopraffazione   s.f.  il sopraffare; prepotenza: la sopraffazione dei diritti altrui  | sopruso: la decisione è una vera sopraffazione nei suoi confronti. 
sopraffiato   s.m.  fiato grosso, fiatone | (fig.) ansia, preoccupazione: stavo sempre col sopraffiato che mi chiamassero, che venisse qualcuno a mandarmi via  (pavese).
sopraffilare   v. tr.  (rar.) cucire con sopraffilo.
sopraffilo   s.m.  cucitura a punti lunghi e radi, spesso diagonali, che si fa agli orli di tessuti che non hanno cimosa, per evitare che si sfilaccino.
sopraffinestra   s.f.  (non com.) sorta di finestrella posta sopra una finestra, con infisso indipendente, per dare maggior luce e aria all'ambiente.
sopraffino   agg.  finissimo, di ottima qualità: un torrone sopraffino  | raffinatissimo, molto acuto: avere un odorato sopraffino; un'astuzia sopraffina. 
sopraffollamento    ⇨ sovraffollamento.
sopraffollato    ⇨ sovraffollato.
sopraffondo   s.m.  riquadro interno a una cornice; passe-partout.
sopraffusione   o soprafusione, s.f.  (fis.) fenomeno per cui un liquido, in particolari condizioni, resta nel suo stato anche se raffreddato a una temperatura inferiore a quella del suo punto di solidificazione.
sopraggittare   v. tr.  (non com.) unire per mezzo di sopraggitto.
sopraggitto   s.m.  cucitura a punti piccoli e fitti, spesso diagonali, con cui si uniscono i margini liberi di due lembi di stoffa impedendo al tempo stesso che si sfilaccino.
sopraggiungere   o sovraggiungere, ant. sopraggiugnere, sovraggiugnere, v. intr.  [coniugato come giungere; aus. essere]    • 1 •   giungere all'improvviso, inaspettatamente: sopraggiunse il padre e li scoprì    • 2 •   venire ad aggiungersi ad altri o ad altro; accadere, capitare in seguito: sono sopraggiunte complicazioni | v. tr.    • 1 •   (non com.) raggiungere | cogliere di sorpresa: essere sopraggiunto da una comunicazione giudiziaria    • 2 •   (ant.) aggiungere, dare in più.
sopraggiunta   s.f.  aggiunta fatta a un'altra | per sopraggiunta, per di più, inoltre.
sopraggravare   v. tr.  (non com.) aggravare di più sovraccaricare.
sopraggravio   s.m.  (non com.) nuovo aggravio; sovraccarico: sopraggravio fiscale. 
sopraggridare   o sopragridare, v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere] (ant.) gridare più forte, in modo da sovrastare le grida di altri.
sopraimbotte   o soprimbotte, s.f.  (arch.) estradosso.
sopraindicato   o soprindicato, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato indicato precedentemente; suindicato.
soprainnesto   e deriv.   ⇨ sovrainnesto e deriv. 
soprainsegna   o soprinsegna, ant. sopransegna, s.f.  insegna, distintivo, o anche sopravveste, che i cavalieri medievali portavano sull'armatura.
soprainsieme   s.m.  (mat.) insieme che contiene un altro insieme come sua parte.
sopraintendere   e deriv.   ⇨ soprintendere e deriv. 
soprallegato   agg.  (non com.) allegato, addotto precedentemente.
soprallodato   o sopralodato, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato precedentemente ricordato (con lode); sullodato.
sopralluogo   o sopraluogo, s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   visita, indagine compiuta direttamente sul luogo dall'autorità giudiziaria, per accertare se e come si sono svolti determinati fatti: ordinare, effettuare un sopralluogo    • 2 •   ispezione compiuta da tecnici, periti e sim. direttamente nel luogo ove si trova qualcosa di cui occorre rilevare le condizioni o l'andamento  avv.  (ant.) sul luogo stesso: andare sopralluogo. 
sopralodato    ⇨ soprallodato.
sopraluce   s.m. invar.  (edil.) apertura praticata sopra la porta di una stanza e chiusa da un vetro, per dare luce dal corridoio alla stanza stessa o viceversa; soprapporta.
sopraluogo    ⇨ sopralluogo.
sopralzo   s.m.    • 1 •   soprelevazione: sopralzo di rotaie    • 2 •   costruzione di una parte di edificio sopra l'ultimo piano di un edificio preesistente; la parte così costruita.
sopramano    ⇨ soprammano 2.
sopramentovato    ⇨ soprammentovato.
sopramenzionato    ⇨ soprammenzionato.
soprammanica   s.f.    • 1 •   mezza manica di tela nera, dal polso al gomito, che, spec. un tempo, veniva indossata da insegnanti e impiegati sopra la manica del vestito, affinché questa non si logorasse; mezzamanica    • 2 •   guarnizione che copriva in parte la manica, in uso un tempo per gli abiti femminili.
soprammano   (1) o sopra mano, avv.  (ant.)    • 1 •   con la mano alzata sopra la spalla: con una lancia sopra mano gli uscì addosso  (boccaccio dec.  iv, 9)    • 2 •   apertamente, in modo manifesto    • 3 •   sommamente  s.m.  (ant.) colpo dato dall'alto in basso.
soprammano   (2) o sopramano, s.m.  sopraffilo; sopraggitto.
soprammattone   s.m.  (edil.) muro divisorio sottile fatto con mattoni sovrapposti di taglio.
soprammentovato   o sopramentovato, agg.  e s.m.  [f. -a] (antiq.) che, chi è stato nominato, citato precedentemente; soprammenzionato.
soprammenzionato   o sopramenzionato, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato menzionato in precedenza.
soprammercato   o sovrammercato, s.m.  solo nella loc. per soprammercato, per giunta, per di più: avere il danno e la beffa per soprammercato. 
soprammettere   v. tr.  [coniugato come mettere] mettere sopra; sovrapporre: soprammettere i due lembi di tessuto da cucire. 
soprammisura   avv.  (non com.) oltre misura, oltremodo.

soprammobile   s.m.  piccolo oggetto destinato a essere collocato sopra un mobile a scopo decorativo.
soprammodo   o sopramodo, sopra modo, avv.  (ant.) oltremodo, sommamente.
soprammondo    ⇨ sopramondo.
soprammontare   v. tr.  [io soprammónto ecc.] (ant.) sopraffare | v. intr.  [aus. essere] (ant.) montare sopra | (fig.) sovrabbondare, crescere.
sopramodo    ⇨ soprammodo.
sopramondano   agg.  che appartiene al sopramondo, concernente il sopramondo.
sopramondo   o soprammondo [so-pram-món-do], s.m.  mondo, realtà al di sopra dell'esperienza quotidiana | (fig.) dimensione, reale o mentale, che si sottrae alle meschinità dell'esperienza quotidiana: quella persona vive sempre in un suo sopramondo. 
soprana   s.f.    • 1 •   (ant.) sopravveste lunga    • 2 •   sopravveste senza maniche portata un tempo dai seminaristi.
sopranazionale   o soprannazionale, sovranazionale, sovrannazionale, agg.  supernazionale.
sopranazionalità   o soprannazionalità, sovranazionalità, sovrannazionalità, s.f.  supernazionalità.
sopranile   agg.  (mus.) di, da soprano.
sopranista   s.m.  [pl. -sti] (mus.) cantante adulto di sesso maschile in grado di sostenere parti di soprano, o perché evirato (sopranista naturale), o perché canta con voce di falsetto (sopranista artificiale).
soprannaturale   o sovrannaturale, agg.  che trascende la natura fisica e spirituale dell'uomo; che concerne dio o appartiene al mondo del divino: una visione soprannaturale; la vocazione soprannaturale dell'uomo  | (estens.) sovrumano, eccezionale: intelligenza, forza soprannaturale   s.m.  ciò che trascende la realtà naturale; il mondo del divino: il timore dell'uomo davanti al soprannaturale  § soprannaturalmente avv. 
soprannaturalismo   s.m.  (filos.) qualsiasi dottrina che crede nell'esistenza di una realtà o di un ordine superiore alla natura.
soprannaturalità   s.f.  l'essere soprannaturale; trascendentalità.
soprannazionale   e deriv.   ⇨ sopranazionale e deriv. 
sopranno   agg. invar.  si dice di animale che ha passato l'anno di età.
soprannome   ant. sopranome, s.m.  (ant.) cognome: mia donna venne a me di val di pado; / e quindi il sopranome tuo si feo  (dante par.  xv, 137-138) | oggi, appellativo familiare, scherzoso o ingiurioso, di una persona, diverso dal cognome e dal nome proprio, che prende generalmente spunto da qualche caratteristica individuale: è conosciuto col soprannome di stanga. 
soprannominare   v. tr.  [coniugato come nominare] dare a qualcuno un soprannome: i compagni l'hanno soprannominato furia. 
soprannominato   (1) part. pass.  di soprannominare   agg.  che ha per soprannome; che è chiamato: giovan battista gaulli soprannominato il baciccia. 
soprannominato   (2)  ⇨ sopranominato.
soprannotato   o sopranotato, sopra notato, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato notato, citato precedentemente.
soprannumerario   agg.  che è in soprannumero, che è in più rispetto al numero normale: impiegato soprannumerario  | dito soprannumerario, mammella soprannumeraria, (med.) in casi, rispettivamente, di polidattilia  e polimastia. 
soprannumero   s.m.  il fatto di essere al di sopra del numero prestabilito, previsto; si usa quasi esclusivamente nella loc. in soprannumero : gli alunni della classe sono in soprannumero  | usato anche come agg. invar.  : ore di lavoro soprannumero. 
soprano   (1) o sovrano, agg.  (ant.)    • 1 •   che sta sopra, che sta più in alto rispetto ad altro: vidil seder sovra 'l grado sovrano  (dante purg.  ix, 80) | nella toponomastica, distingue un centro abitato da un altro che porta lo stesso nome, ma rispetto a cui è posto più in alto (si contrappone a sottano): vezzano soprano, bastia soprana    • 2 •   (fig.) superiore; eccellente: l'altra armatura, non la conoscendo, / non apprezzò per cosa sì soprana  (ariosto o. f.  xli, 28)    • 3 •   del sovrano; regale: adito s'apre al padiglion soprano  (tasso g. l.  xix, 60) § sopranamente avv.  (ant.).
soprano   (2) s.m.  (mus.)    • 1 •   il registro più acuto delle voci femminili o bianche; la voce stessa che canta in tale registro    • 2 •   [pop. anche f. ; pl. m. i soprani, f. le soprano] donna che canta con voce di soprano: soprano leggero, che spazia nella zona acuta e sovracuta del registro, con capacità virtuosistiche; soprano drammatico, che spazia nella zona centrale del registro, con voce dal timbro scuro e intenso volume; soprano lirico, che spazia dalla zona centrale a quella acuta; mezzo soprano, mezzosoprano  agg. invar.  (mus.) in una famiglia di strumenti, il tipo più acuto: saxofono soprano. 
sopranome    ⇨ soprannome.
sopranominato   o soprannominato, sopra nominato, agg.  e s.m.  [f. -a] nominato, detto precedentemente; sunnominato, succitato.
sopranormale   agg.    • 1 •   (rar.) superiore al normale    • 2 •   paranormale  s.m.  l'insieme dei fenomeni paranormali.
sopranotato    ⇨ soprannotato.
sopransegna    ⇨ soprainsegna.
sopraorbitale   agg.  (anat.) situato sopra un'arcata orbitale.
sopraortico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , med.) situato, localizzato sopra l'arco aortico.
sopraporre    ⇨ sovrapporre.
sopraporta    ⇨ soprapporta.
soprappaga   s.f.  (non com.) compenso straordinario aggiunto alla paga | per soprappaga, (fig.) per di più, per soprammercato.
soprappagare   v. tr.  [io soprappago, tu soprappaghi ecc.] (non com.) pagare più del normale, del giusto.
soprapparto   s.m.  nei parti gemellari, il parto immediatamente successivo al primo  avv.  sul punto di partorire: essere soprapparto. 
soprappassaggio    ⇨ sovrappassaggio.
soprappasso    ⇨ sovrappasso.
soprappensiero   non com. sovrappensiero, avv.  essendo immerso nei propri pensieri; senza fare attenzione a ciò che sta intorno: essere soprappensiero; fare qualcosa soprappensiero, quasi senza accorgersene.
soprappeso   o sovrappeso, s.m.  (non com.)    • 1 •   peso che eccede quello normale, giusto, previsto: un pugile in soprappeso; sono in soprappeso di tre chili    • 2 •   (fig.) ulteriore aggravio; sovraccarico | per  soprappeso, per di più, per giunta.
soprappiù   o sovrappiù, s.m.    • 1 •   ciò che è in più del normale, del necessario, del giusto: è già tanto ricco di suo che lo stipendio è un soprappiù  | in soprappiù, per soprappiù, per di più, per giunta: l'hanno pagato bene e gli hanno fatto un regalo in soprappiù    • 2 •   (econ.) eccedenza dei beni prodotti sui beni che è necessario reintegrare nel processo produttivo per ripristinare le condizioni di partenza; rappresenta l'aspetto fisico del plusvalore della teoria marxiana.
soprappieno   o sovrappieno, agg.  pieno oltre i giusti limiti; stracolmo.
soprapporre   e deriv.   ⇨ sovrapporre e deriv. 
soprapporta   o sopraporta, sovrapporta, s.m.  (non com.)    • 1 •   riquadro ornamentale, dipinto o scolpito, delimitato da modanature, posto sopra l'architrave di una porta    • 2 •   finestrella con infisso indipendente, posta sopra una porta per illuminare e aerare l'ambiente interno; sopraluce.
soprapprezzo    ⇨ sovrapprezzo.
soprapprofitto   o sopraprofitto, sovrapprofitto, sovraprofitto, s.m.  (econ.) eccedenza transitoria del reddito d'impresa sul reddito previsto.
sopraprezzo    ⇨ sovrapprezzo.
sopraprofitto    ⇨ soprapprofitto.
soprapubico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , med.) situato, localizzato sopra il pube.
soprarazionale   non com. sovrarazionale, agg.  (filos.) si dice di verità che la ragione umana non arriva a intendere da sé, ma che si ritiene non essere di per sé contraria ai principi razionali.
soprarenale   agg.  (anat. , med.) situato, localizzato sopra un rene.
soprariferito    ⇨ soprarriferito.
soprariscaldamento   o soprarriscaldamento, s.m.  (non com.) surriscaldamento.
soprarriferito   o soprariferito, agg.  (non com.) di cui si è già riferito, parlato in precedenza; surriferito.
soprarriscaldamento    ⇨ soprariscaldamento.
soprarrivare   v. intr.  [aus. essere] (antiq.) sopraggiungere.
soprarrivato   part. pass.  di soprarrivare   agg.  e s.m.  [f. -a] (antiq.) che, chi è sopraggiunto: un di coloro si staccò dalla brigata, s'accostò al soprarrivato, e gli domandò se veniva da milano  (manzoni p. s.  xvi).
soprascarpa   s.f.  scarpa di materiale flessibile e impermeabile, che s'indossa sulla scarpa comune quando piove.
soprascritta   s.f.  (rar.)    • 1 •   indirizzo di una lettera, che un tempo si scriveva sul retro del foglio piegato; anche, indirizzo su una busta, su un plico    • 2 •   iscrizione di una lapide, scritta su un cartello e sim.
soprascritto   part. pass.  di soprascrivere   agg.  che è scritto sopra  agg.  e s.m.  [f. -a] (rar.) di cui si è scritto, narrato in precedenza.
soprascrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere] (non com.) scrivere sopra.
soprasegmentale   agg.  (ling.) si dice di elemento fonico (p. e.  l'accento, l'intonazione) che caratterizza un enunciato | tratto soprasegmentale, congiungimento di più fonemi contigui in una sillaba o raggruppamento delle sillabe di una parola in uno schema in cui una sillaba è accentata e le altre no.
soprasensibile    ⇨ sovrasensibile.
soprasenso    ⇨ sovrasenso.
soprassalto   s.m.  brusco e improvviso movimento; balzo improvviso, sussulto (anche fig.): fare un soprassalto; l'accordo delle aziende produttrici eviterà dei soprassalti nel mercato  | di soprassalto, all'improvviso, bruscamente: svegliarsi di soprassalto. 
soprassata    ⇨ soppressata.
soprassaturazione   s.f.  (chim. fis.)    • 1 •   fenomeno per cui una soluzione, in particolari condizioni, contiene disciolta una quantità di soluto superiore a quella sufficiente a saturarla    • 2 •   fenomeno per cui in particolari condizioni un vapore, benché raffreddato al di sotto della sua temperatura di condensazione, non passa allo stato liquido.
soprassaturo   agg.  (chim. fis.) caratterizzato da soprassaturazione: soluzione soprassatura; vapore soprassaturo. 
soprassedere   v. intr.  [coniugato come sedere; aus. avere]    • 1 •   astenersi dal fare qualcosa rinviando ad altro tempo: quanto a quella decisione, ho intenzione di soprassedere    • 2 •   (ant.) sedersi sopra | (fig.) sovrastare    • 3 •   (ant.) trattenersi in un luogo, dimorare.
soprassegnare   v. tr.  [io soprasségno ecc.] (non com.)    • 1 •   marcare con un soprassegno    • 2 •   contrassegnare.
soprassegno   s.m.  (non com.)    • 1 •   segno posto sopra una lettera, una sigla ecc. per darle un valore diverso da quello di base    • 2 •   contrassegno.
soprassello   s.m.  (ant.) sovraccarico di un animale da soma | per soprassello, (fig.) per giunta, inoltre.
soprassicurazione   o sovrassicurazione, s.f.  assicurazione per una somma che supera il valore della cosa assicurata.
soprassoglio   s.m.  rialzo supplementare provvisorio costruito con sacchi di terra sopra un argine; soprassuolo.
soprassoldo   s.m.  (antiq.) aggiunta, integrazione della paga giornaliera.
soprassuola   s.f.  seconda suola che viene applicata per rinforzo alla prima.
soprassuolo   o soprasuolo, s.m.    • 1 •   la parte superficiale del suolo    • 2 •   l'insieme della vegetazione che si sviluppa sopra un terreno    • 3 •   soprassoglio.
soprastallia   s.f.  (mar.) controstallia.
soprastampare   e deriv.   ⇨ sovrastampare e deriv. 
soprastante   part. pres.  di soprastare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (antiq.) sovrintendente, superiore: il soprastante delle carceri. 
soprastare   v. intr.  [io soprastò, tu soprastài, egli soprastà ecc. ; le altre forme coniugate come stare; aus. essere, rar. avere] (ant.) sovrastare.
soprastruttura    ⇨ sovrastruttura.
soprasuolo    ⇨ soprassuolo.
soprataglio   s.m.  solo nella loc. a soprataglio, che si dice di indumento con aperture orlate da cui si vede la fodera sottostante d'altro colore.
sopratassa   e deriv.   ⇨ soprattassa e deriv. 
sopraterra    ⇨ sopratterra.
sopratitolo    ⇨ soprattitolo.
sopratonica   s.f.  (mus.) il secondo grado di una scala diatonica maggiore o minore, che viene subito dopo la tonica.
soprattacco   s.m.  [pl. -chi] tacco che si applica per rinforzo sul tacco originale della scarpa.
soprattassa   non com. sopratassa, sovrattassa, s.f.  sanzione amministrativa consistente nella maggiorazione di un tributo, prevista a carico del contribuente in caso di omesso, ritardato o insufficiente pagamento.
soprattassare   o sopratassare, v. tr.  (non com.) gravare di soprattassa.
soprattenda   s.f.  copertura di una tenda; in partic., ciascuna delle due coperture laterali verticali di un tendaggio da finestra.
soprattenere   v. tr.  [coniugato come tenere] (ant.) trattenere più di quanto è necessario od opportuno | far indugiare più del dovuto.
sopratterra   o sopraterra, sopra terra, avv.  (rar.) al di sopra della terra: un palmo sopratterra. 
soprattetto   agg. invar.  al di sopra del tetto: un locale soprattetto. 
soprattitolo   o sopratitolo, s.m.  titoletto introduttivo posto sopra il titolo principale, spec. in un articolo di giornale; occhiello.
soprattutto   o sopratutto, sopra tutto, avv.  sopra ogni altra cosa, più di tutto; in modo particolare, specialmente: si preoccupa soprattutto della sua salute; m'interessa soprattutto questa cosa. 
sopraumano    ⇨ sovrumano.
sopravalutare   e deriv.   ⇨ sopravvalutare e deriv. 
sopravanzare   v. tr.  superare: per precisione sopravanza tutti  | v. intr.  [aus. essere  nel sign. 1, avere  nel sign. 2]    • 1 •   essere in eccedenza, in più avanzare: è sopravanzata molta roba    • 2 •   (lett.) sporgere, svettare.
sopravanzo   s.m.    • 1 •   ciò che avanza, che è in più eccedenza    • 2 •   (ant.) la parte che sporge, che si eleva al di sopra.
sopravenire    ⇨ sopravvenire.
sopravento   non com. sopravvento, avv.  dalla parte da cui soffia il vento, rispetto a un punto di riferimento: navigare sopravento rispetto a un'isola; avvicinarsi al fuoco sopravento   agg.  e s.m. invar.  si dice della parte di una nave o di un aereo esposta al vento, che si trova in direzione del vento; anche, di ciò che si trova da quella parte rispetto alla nave o all'aereo stesso.
sopraveste    ⇨ sopravveste.
sopravvalutare   o sopravalutare, v. tr.  [coniugato come valutare] valutare qualcuno o qualcosa più di quanto effettivamente valga o conti: sopravvalutare una persona, una difficoltà  | valutare più del valore reale: alcuni titoli di borsa erano sopravvalutati. 
sopravvalutazione   o sopravalutazione, s.f.  il sopravvalutare, l'essere sopravvalutato.
sopravvenienza   ant. sopravvegnenza, s.f.    • 1 •   (non com.) il sopravvenire | ciò che sopravviene    • 2 •   (comm.) entrata o uscita di natura imprevedibile: sopravvenienze attive, passive. 
sopravvenire   ant. sopravenire, v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere]    • 1 •   venire all'improvviso, inaspettatamente; sopraggiungere: sopravvenne la polizia e sedò la rissa    • 2 •   accadere inaspettatamente, improvvisamente: l'avrebbe ottenuto, se non fosse sopravvenuta una disgrazia  | v. tr.  (lett.) cogliere all'improvviso; sorprendere: da un vento fur sopravenuti  (ariosto o. f.  x, 16).
sopravventare   v. tr.  [io sopravvènto ecc.] (mar.) portarsi sopravento: sopravventare un'imbarcazione, un'isola. 
sopravvento   (1)  ⇨ sopravento.
sopravvento   (2) s.m.  vantaggio, superiorità, prevalenza: prendere il sopravvento su qualcuno; la generosità ebbe il sopravvento sull'egoismo. 
sopravvenuta   s.f.  (rar.) il sopravvenire; venuta inaspettata.
sopravveste   ant. sopraveste, sopravvesta, s.f.  veste che s'indossa sopra un'altra; in partic., quella che nel medioevo i cavalieri portavano sopra l'armatura.
sopravvia   s.f.  e m. invar.  (non com.) via soprelevata; cavalcavia.
sopravvissuto   part. pass.  di sopravvivere   agg.  e s.m.    • 1 •   che, chi è rimasto in vita dopo la morte di altri o dopo un evento calamitoso; superstite    • 2 •   (fig.) che, chi ha conservato mentalità e abitudini proprie di un'altra epoca e ormai superate.
sopravvitto   s.m.  (non com.) razione supplementare di vitto.
sopravvivenza   s.f.  il sopravvivere; il mantenersi in vita: la sopravvivenza della specie | addestramento alla sopravvivenza, pratica militare o sportiva consistente nell'esercitarsi a sopravvivere con pochi mezzi in condizioni ambientali difficili.
sopravvivere   v. intr.  [fut. io sopravvivrò  o sopravviverò ecc. ; cond. pres. io sopravvivrèi  o sopravviverèi ecc. ; le altre forme coniugate come vivere; aus. essere]    • 1 •   restare in vita dopo la morte di altri: il padre è sopravvissuto ai figli  | (fig.) continuare idealmente a vivere anche dopo la morte di qualcuno, la fine di qualcosa; l'opera d'arte sopravvive all'artista; il ricordo sopravviverà nei nostri cuori    • 2 •   rimanere in vita, scampando a un evento calamitoso: riuscirono a sopravvivere al naufragio    • 3 •   (estens.) mantenersi in vita, continuare a vivere: mangia il minimo necessario per sopravvivere  | (fig.) rimanere in uso, continuare ad avere vita: antiche tradizioni che sopravvivono. 
sopreccedente   non com. sovreccedente, sopraeccedente [so-pra-ec-ce-dèn-te], part. pres.  di sopreccedere   agg.  eccedente, eccessivo.
sopreccedenza   non com. sovreccedenza, sopraeccedenza [so-pra-ec-ce-dèn-za], s.f.  (non com.) il sopreccedere, ciò che sopreccede; eccedenza.
sopreccedere   non com. sovreccedere, sopraeccedere [so-pra-ec-cè-de-re], v. tr.  [coniugato come cedere] (non com.) sorpassare, superare, eccedere: la sagoma sopreccede i limiti di ingombro  | v. intr.  [aus. avere] essere in più, in eccedenza.
sopreccitare   e deriv.   ⇨ sovreccitare e deriv. 
sopredificare   o sopraedificare [so-pra-e-di-fi-cà-re], v. tr.  [io sopredìfico, tu sopredìfichi ecc.] costruire sopra un edificio già esistente: sopredificarono un attico sul palazzo. 
sopredificazione   o sopraedificazione [so-pra-e-di-fi-ca-zió-ne], s.f.  il sopredificare; costruzione sopredificata.
soprelencato    ⇨ sopraelencato.
soprelevamento   o sopraelevamento [so-pra-e-le-va-mén-to], s.m.  il soprelevare; soprelevazione, sopralzo.
soprelevare   o sopraelevare [so-pra-e-le-và-re], v. tr.  [io soprelèvo ecc.]    • 1 •   rialzare un edificio costruendovi sopra uno o più piani: soprelevare la casa di due piani    • 2 •   costruire al di sopra del livello normale: soprelevare la ferrovia. 
soprelevata   o sopraelevata [so-pra-e-le-và-ta], s.f.  strada, ferrovia che corre al di sopra del livello stradale normale.
soprelevato   o sopraelevato [so-pra-e-le-và-to], part. pass.  di soprelevare   agg.  nei sign. del verbo: strada soprelevata  | curva soprelevata, parabolica.
soprelevazione   o sopraelevazione [so-pra-e-le-va-zió-ne], s.f.  il soprelevare; parte soprelevata, sopralzo.
sopreminente    ⇨ sovreminente.
sopreminenza    ⇨ sovreminenza.
sopresposto    ⇨ sopraesposto.
sopressata    ⇨ soppressata.
sopresso    ⇨ sovresso.
soprimbotte    ⇨ sopraimbotte.
soprindicato    ⇨ sopraindicato.
soprinnesto   e deriv.   ⇨ sovrainnesto e deriv. 
soprinsegna    ⇨ soprainsegna.
soprintendente   o sovrintendente, sopraintendente [so-pra-in-ten-dèn-te], sovraintendente, part. pres.  di soprintendere  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   chi soprintende su qualcuno o su qualcosa | in partic., chi è preposto alla gestione di un ente lirico    • 2 •   funzionario dello stato che dirige una soprintendenza    • 3 •   nella polizia di stato, il grado immediatamente superiore all'assistente, corrispondente nell'ordinamento precedente al grado di brigadiere.
soprintendenza   o sovrintendenza, sopraintendenza [so-pra-in-ten-dèn-za], sovraintendenza, s.f.    • 1 •   il soprintendere, l'attività del soprintendere: avere la soprintendenza ai lavori    • 2 •   ufficio periferico del ministero per i beni culturali e ambientali, che ha l'incarico di tutelare il patrimonio artistico, culturale e archeologico di una zona | soprintendenza scolastica regionale, ufficio distaccato del ministero della pubblica istruzione presso le regioni    • 3 •   carica e ufficio del soprintendente di un ente lirico.
soprintendere   o sovrintendere, sopraintendere [so-pra-in-tèn-de-re], sovraintendere, v. intr.  [coniugato come tendere] avere il compito e la responsabilità di vigilare su qualcuno affinché svolga regolarmente il proprio lavoro o su qualcosa affinché si svolga secondo le norme | (estens.) avere compiti di direzione e coordinamento: soprintendere ai lavori. 
soprosso   s.m.  (pop.) escrescenza che si forma sopra un osso in seguito a una lesione.
soprumano    ⇨ sovrumano.
sopruso   s.m.  imposizione, prepotenza fatta abusando della propria forza, superiorità o autorità sopraffazione, soperchieria.
soqquadrare   v. tr.  [io soqquàdro ecc.] (ant.) mettere a soqquadro.
soqquadro   s.m.  grande confusione, scompiglio; quasi soltanto nella loc. mettere a soqquadro, mettere in gran disordine; (fig.) turbare gravemente.
sor   s.m.  [pl. sori; f. sora] variante regionale di signor; si premette al nome o al titolo ed è comune nell'uso popolare centro-it.: il sor antonio; sor dottore. 
sor-  sor- prefisso che continua il lat. su°per  'sopra', presente in parole composte formate in italiano o ricalcate sul francese; vale genericamente 'sopra' (sorpassare, sorvegliare).
sorba   s.f.    • 1 •   il frutto del sorbo, che si coglie ancora acerbo e si fa maturare nella paglia    • 2 •   (fig. region.) colpo, percossa: gli ha dato certe sorbe! | sorbe!, esclamazione di meraviglia.
sorbare   v. tr.  [io sòrbo ecc.] (region.) picchiare, percuotere.
sorbettare   v. tr.  [io sorbétto ecc.]    • 1 •   ridurre a sorbetto un liquido facendolo gelare    • 2 •   (fig. scherz.) sopportare persone o cose noiose, sgradite (costruito con la particella pron.): sorbettarsi una conferenza di due ore. 
sorbetteria   s.f.  (non com.)    • 1 •   assortimento di sorbetti, di granite    • 2 •   gelateria.
sorbettiera   s.f.  macchina per fare gelati e granite, ormai poco in uso, costituita essenzialmente da un recipiente cilindrico girevole di metallo immerso in una miscela di ghiaccio in pezzi e sale.
sorbettiere   s.m.  [f. -a] (antiq.) chi confeziona sorbetti; gelataio.
sorbetto   s.m.  (antiq.) gelato, per lo più a base di succhi di frutta | (estens.) ghiacciata, granita molto fine | diventare un sorbetto, (fig.) intirizzire dal freddo.
sorbico   agg.  (chim.) si dice dell'acido carbossilico insaturo a sei atomi di carbonio contenuto nei frutti di sorbo, usato nell'industria delle materie plastiche e come conservante per alimenti.
sorbire   v. tr.  [io sorbisco, tu sorbisci ecc.]    • 1 •   bere lentamente, a piccoli sorsi: sorbire una bibita    • 2 •   (fig. scherz.) sopportare cose o persone fastidiose, noiose: doversi sorbire una predica. 
sorbite   s.f.    • 1 •   (chim.) lo stesso che sorbitolo    • 2 •   (metall.) tipo di lega ferro-carbonio.
sorbitolo   s.m.  (chim.) alcol esavalente contenuto in molti frutti, spec. in quelli del sorbo, usato nella preparazione di resine sintetiche, di alimenti per diabetici o anche, sotto forma di estere, come emulsionante e plastificante.
sorbo   s.m.  piccolo albero con foglie pennate, fiori bianchi a corimbo e piccoli frutti rossi commestibili, a forma di pera (fam.  rosacee) | sorbo selvatico, con frutti rossi, piccoli, rotondi, non commestibili.
sorbola   s.f.  il frutto del sorbo; sorba | sorbole!, (region.) esclamazione di meraviglia.
sorce    ⇨ sorcio.
sorcino   agg.  (non com.) di sorcio, che ha il colore di un sorcio | mantello sorcino, mantello degli equini di color grigio topo, con coda, criniera ed estremità nere, frequente soprattutto negli asini.
sorcio   ant. o region. sorce, sorice [só-ri-ce], s.m.    • 1 •   (region.) topo | far vedere i sorci verdi a qualcuno, (fig. fam.) farlo spaventare; metterlo in seria difficoltà. dim. sorcetto, sorcino    • 2 •   (ant.) toporagno.
sorco   s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] (ant. , dial.) sorcio, topo: tra male gatte era venuto il sorco  (dante inf.  xxii, 58).
sorcotto   s.m.  corta sopravveste che gli antichi cavalieri e uomini d'arme portavano sull'armatura.
sordaggine   s.f.  (non com.) l'essere sordo; sordità (anche fig.).
sordastro   agg.  che è molto sordo e accusa una perdita uditiva di almeno 70 decibel | nell'uso corrente, lievemente sordo.
sordidezza   s.f.  l'essere sordido (anche fig.).
sordido   agg.    • 1 •   sporco, lurido, squallido (anche fig.): luogo, ambiente sordido; un sordido individuo; interessi sordidi    • 2 •   (fig.) gretto, avaro, spilorcio: un sordido usuraio  § sordidamente avv.  in modo sordido, sozzamente.
sordina   s.f.  dispositivo per attutire i suoni, di forma varia a seconda dello strumento musicale cui è applicato: tromba con sordina | in sordina, piano, senza far rumore; (fig.) di nascosto.
sordino   s.m.    • 1 •   fischio di richiamo per i tordi    • 2 •   (non com.) sordina    • 3 •   mormorio intercalato da sommessi sibili con cui il pubblico esprime il proprio scontento a teatro.
sordità   s.f.  l'essere sordo (anche fig.): sordità congenita, incipiente, acquisita; essere affetto da sordità; sordità di cuore. 
sordo   agg.    • 1 •   che ha perduto in tutto o in parte il senso dell'udito: sordo dalla nascita; essere sordo da un orecchio | sordo come una campana, (fam.) completamente sordo    • 2 •   (fig.) che non presta ascolto; insensibile, indifferente: essere sordo alle preghiere    • 3 •   riferito ad ambiente, privo di risonanza, che non ripercuote il suono: aula, sala sorda  | riferito a suono, rumore, voce, cupo, grave e prolungato: un grido sordo    • 4 •   (fig.) non manifesto, nascosto, ma tenace e profondo: un dolore sordo; nutrire un rancore sordo verso qualcuno | guerra sorda, ostilità profonda ma coperta    • 5 •   (ling.) si dice di suono la cui articolazione si produce senza vibrazione delle corde vocali (p. e.  in it. le consonanti p, t, f, le cui corrispondenti sonore sono b, d, v)  s.m.  [f. -a] persona sorda | fare il sordo, far finta di non sentire | parlare ai sordi, a chi non vuol sentire | prov.  : non vi è peggior sordo di chi non vuole udire, è inutile parlare a chi non vuol prestare attenzione § sordamente avv.    • 1 •   senza far rumore, o con rumore attutito    • 2 •   senza manifestarsi, celatamente.
sordomutismo   s.m.  (med.) mutismo che accompagna la sordità congenita o acquisita prima dei tre anni.
sordomuto   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da sordomutismo.
sordone   (1) s.m.  (mus.) strumento aerofono a doppio tubo della famiglia dell'oboe.
sordone   (2) s.m.    • 1 •   piccolo uccello dei passeriformi, frequente nelle zone alpine e appenniniche    • 2 •   peppola.
-sore  -sore  ⇨ -tore.
sorella   s.f.    • 1 •   persona di sesso femminile legata ad altra persona da vincolo di parentela che deriva dall'essere nata dagli stessi genitori: fratello e sorella; sorella gemella; sorella maggiore, minore | sorella unilaterale, uterina, consanguinea, che ha in comune con la persona cui ci si riferisce un solo genitore | sembrare sorelle, assomigliarsi moltissimo | essere come sorelle, essere molto amiche. dim. sorellina, sorelluccia  accr. sorellona  pegg. sorellaccia    • 2 •   (fig.) cosa che ha un rapporto di stretta affinità con un'altra, o che si accompagna frequentemente con un'altra: la presunzione è sorella dell'ignoranza  agg. pl.  che hanno le stesse origini o risultano strettamente affini: lingue sorelle; civiltà, arti sorelle    • 3 •   suora, spec. come appellativo non seguito dal nome proprio.
sorellanza   s.f.  rapporto intercorrente fra sorelle; per estens., solidarietà tra donne | (fig.) legame tra cose affini o che hanno la stessa origine.
sorellastra   s.f.  chi è sorella in quanto figlia dello stesso padre ma non della stessa madre, o viceversa.
sorellevole   agg.  (ant. , lett.) di, da sorella.
sorello   s.m.  pesce di mare commestibile dal corpo affusolato verdastro e argenteo; è detto anche tracuro  (ord.  perciformi).
sorfilo   s.m.  (region.) sopraffilo.
sorgente   part. pres.  di sorgere   agg.  che sorge; che si leva, si innalza: sole sorgente; addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo  (manzoni p. s.  viii)  s.f.    • 1 •   acqua che scaturisce dal sottosuolo; il punto in cui l'acqua sgorga; fonte: bere a una fresca sorgente; le sorgenti del fiume; sorgente termale  | (non com.) punto in cui altri liquidi fuoriescono dal sottosuolo: sorgente di petrolio    • 2 •   (estens.) ciò da cui hanno o possono avere origine calore, luce, radiazioni e sim.; fonte: sorgente luminosa; il vento può essere un'importante sorgente di energia  | in funzione di agg. invar.  (inform.) che costituisce l'origine, lo stato originario: codice, programma, linguaggio sorgente, quelli di alto livello che devono poi essere tradotti in modo da risultare comprensibili alla macchina | che costituisce l'input: dischetto sorgente, quello da cui vengono copiati i dati    • 3 •   (fis.) punto di origine di campi di forza: le cariche elettriche sono le sorgenti del campo elettrico    • 4 •   (fig.) causa, origine: sorgente di guadagno, di dolori | risalire alla sorgente, andare a ricercare la causa prima di un fatto.
sorgentifero   agg.  (non com.) sorgentizio.
sorgentizio   agg.  di sorgente; che riguarda le sorgenti di un corso d'acqua: bacino sorgentizio. 
sorgere   ant. o poet. surgere, v. intr.  [pres. io sórgo, tu sórgi ecc. ; pass. rem. io sórsi, tu sorgésti ecc. ; part. pass. sórto; aus. essere]    • 1 •   detto di persona, levarsi in piedi, alzarsi: sorse a parlare il ministro  | di luoghi o cose, essere in posizione elevata, innalzarsi, ergersi: un paese che sorge a picco sul mare; la casa sorge sulla collina  | del sole o di altri corpi celesti, apparire all'orizzonte, levarsi: il sole non è ancora sorto  | detto dell'alba, spuntare    • 2 •   scaturire, avere origine (detto di acqua o corsi d'acqua): il po sorge dal monviso    • 3 •   (fig.) avere inizio, nascere: sorse una contestazione; mi sorge un dubbio  | derivare: da queste interferenze sorgono continue difficoltà    • 4 •   (fig. lett.) assurgere, venire, elevarsi: sorgere a gran fama    • 5 •   (ant.) approdare, ancorarsi: entra nel fiume, e surge all'altra riva  (ariosto o. f.  xxx, 5) | anche come s.m.  : vedere il sorgere del sole. 
sorgimento   s.m.  (ant.) il sorgere; ascesa, salita | (fig.) origine.
sorgitore   s.m.  (mar.) specchio di mare adatto all'ancoraggio delle navi.
sorgiva   s.f.  (lett.) sorgente.
sorgivo   agg.    • 1 •   di sorgente: acqua sorgiva    • 2 •   (fig. non com.) spontaneo, immediato: stile sorgivo. 
sorgo   s.m.  [pl. -ghi] (bot.) genere di piante dal culmo eretto terminante in una grande pannocchia; comprende numerose specie di cui diverse vengono coltivate per ricavarne materiale adatto alla fabbricazione di scope e spazzole, per estrarne zucchero e alcol, e per le cariossidi, usate nell'alimentazione del bestiame e anche dell'uomo (fam.  graminacee).
sorgozzone    ⇨ sergozzone.
soriano   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   (ant.) siriano    • 2 •   si dice di una varietà di gatto domestico dal mantello grigio lionato striato di nero.
sorice    ⇨ sorcio.
sorite   s.m.  (filos.)    • 1 •   polisillogismo    • 2 •   sofisma attribuito al filosofo greco eubulide di mileto (sec. iv a. c), che tendeva a mostrare l'imprecisione e l'ambiguità dei concetti di pluralità e di molteplicità.
sormontamento   s.m.  (non com.) il sormontare, l'essere sormontato.
sormontare   v. tr.  [io sormónto ecc] salire al di sopra di qualcosa; scavalcare, oltrepassare, superare (spec. fig.): un'ondata sormontò il pontile; sormontare gli ostacoli, le difficoltà  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   (ant. , lett.) salire in alto | (fig) crescere in fama, in potenza; imporsi: poi appresso convien che questa caggia /... e che l'altra sormonti  (dante inf.  vi, 67-68)    • 2 •   di parte di un indumento, sovrapporsi ad altra: un collo che non sormonta bene. 
sornacchiare   v. intr.  [io sornàcchio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (ant.) sputare    • 2 •   (region.) russare, ronfare.
sornione   agg.  che riesce a dissimulare le proprie intenzioni e il proprio pensiero dietro un atteggiamento apparentemente bonario, indifferente o riservato: un tipo sornione; aria sorniona  | usato anche come s.m.  [f. -a] persona sorniona § sornionamente avv. 
sornioneria   s.f.  carattere sornione: la sornioneria dei gatti. 
soro   s.m.  (bot.) ciascuna delle piccole sporgenze rossastre che si trovano sulle foglie delle felci e che sono costituite da un gruppo di sporangi, di solito protetto da una sottile membrana.
sororale   agg.  (lett.) di, da sorella: affetto, dedizione sororale. 
sororato   s.m.  (antrop.) istituzione, presente in alcune società primitive, secondo cui l'uomo che rimane vedovo sposa la sorella della moglie defunta.
sorore   s.f.  (ant. , lett.) sorella.
sororicida   s.m.  e f.  [pl. m. -di] (non com.) uccisore della propria sorella.
sororicidio   s.m.  (non com.) uccisione della propria sorella.
sorosio   s.m.  (bot.) infruttescenza del gelso, dell'ananas e di altre piante.
sorpassare   v. tr.    • 1 •   superare, sopravanzare (anche fig.): l'acqua sorpassava il livello normale; sorpassare in altezza, in velocità, in intelligenza; un risultato che sorpassa ogni previsione  | sorpassare i limiti, ogni limite, andare oltre i limiti della convenienza, della buona educazione, del lecito    • 2 •   detto di autoveicoli, superare, oltrepassare (anche assol.): sorpassare un veicolo in marcia; è vietato sorpassare in curva. 
sorpassato   part. pass.  di sorpassare  agg.  si dice di ciò che è superato, caduto in disuso, non più attuale, e di persona dalle idee, dalle abitudini antiquate: un metodo sorpassato; idee sorpassate; un attore, un cantante sorpassato. 
sorpasso   s.m.  il sorpassare; in partic., manovra con cui si supera un altro veicolo in marcia: effettuare un sorpasso; sorpasso pericoloso; divieto di sorpasso  | (fig.) superamento di un avversario effettuato conseguendo risultati quantitativamente maggiori (più punti, voti, preferenze ecc.).
sorprendente   part. pres.  di sorprendere  agg.  che sorprende, stupisce: un fatto sorprendente; avere capacità sorprendenti  § sorprendentemente avv. 
sorprendere   v. tr.  [coniugato come prendere]    • 1 •   cogliere sopraggiungendo inaspettatamente: essere sorpreso da un acquazzone; la morte lo sorprese nel sonno  | cogliere, prendere qualcuno all'improvviso, spec. mentre sta compiendo qualcosa d'illecito: fu sorpreso a rubare; lo sorpresi mentre stava frugando nel mio cassetto; sorprendere sul fatto, in flagrante, con le mani nel sacco | sorprendere la buona fede di qualcuno, abusare della sua fiducia, ingannarlo    • 2 •   causare viva e improvvisa meraviglia: mi sorprende che tu non sia partito; il suo atteggiamento ci sorprese molto  | sorprendersi v. rifl.  provare sorpresa; meravigliarsi, stupirsi: non c'è da sorprendersi di ciò che è accaduto. 
sorpresa   s.f.    • 1 •   il sorprendere, sopraggiungendo o agendo inaspettatamente: la polizia fece una sorpresa in una bisca clandestina; avere il vantaggio della sorpresa | di sorpresa, all'improvviso: cogliere uno di sorpresa, quando non se l'aspetta ed è impreparato    • 2 •   cosa o avvenimento che giunge inaspettato, che suscita meraviglia: la sua venuta è stata una sorpresa per tutti; fare a qualcuno una bella, una brutta sorpresa; che lieta sorpresa!    • 3 •   lo stato d'animo di chi è sorpreso; stupore, meraviglia: provare sorpresa; con nostra grande sorpresa ci accorgemmo che ci aveva preceduti. 
sorpreso   part. pass.  di sorprendere  agg.  che prova meraviglia e stupore per qualcosa di inaspettato; che esprime tale sensazione: restare, mostrarsi sorpreso; volto sorpreso. 
sorra   s.f.    • 1 •   taglio di carne bovina corrispondente alla parte anteriore della spalla    • 2 •   pancetta o schiena del tonno conservata sott'olio.
sorreggere   v. tr.  [coniugato come reggere]    • 1 •   reggere dal di sotto, sostenere: sorreggere il bambino che muove i primi passi; il tetto è sorretto da grosse travi    • 2 •   (fig.) essere di sostegno, d'aiuto, di conforto: mi sorreggeva la speranza. 
sorridente   part. pres.  di sorridere  agg.    • 1 •   che sorride; che esprime gioia, letizia: viso sorridente; occhi sorridenti    • 2 •   improntato a benevolenza: una sorridente ironia    • 3 •   detto di luogo, che appare di aspetto piacevole: campagna sorridente  § sorridentemente avv. 
sorridere   v. intr.  [coniugato come ridere; aus. avere]    • 1 •   ridere leggermente, a fior di labbra: sorridere dolcemente, amaramente    • 2 •   (fig.) arridere, apparire benigno, propizio: la vita gli sorride  | piacere, riuscire gradito: l'idea di rivederlo non mi sorride affatto    • 3 •   (fig.) mostrare un aspetto piacevole, tale da infondere un senso di letizia e di conforto: ecco il sol che ritorna, ecco sorride / per li poggi e le ville  (leopardi la quiete dopo la tempesta  19-20) | v. tr.  (poet.) manifestare col sorriso un sentimento, un'impressione dell'animo; dire sorridendo: per le sorrise parolette brevi  (dante par.  i, 95).
sorriso   s.m.    • 1 •   il sorridere, il modo in cui si sorride; riso leggero: un sorriso dolce, amaro, affettuoso, beffardo; fare, abbozzare un sorriso; avere un bel sorriso | avere un sorriso per tutti, (fig.) avere un comportamento affabile, benevolo. dim. e vezz. sorrisetto, sorrisino  accr. sorrisone    • 2 •   (fig.) grazia lieta e rasserenante: il sorriso della primavera, della giovinezza, del cielo. 
sorsare   v. tr.  [io sórso ecc.] (non com.) bere a sorsi, sorseggiare.
sorsata   s.f.  il sorseggiare una volta; la quantità di liquido inghiottito sorseggiando: bere una sorsata d'acqua.  dim. sorsatina. 
sorseggiare   v. tr.  [io sorséggio ecc.] bere a sorsi, lentamente e assaporando: sorseggiare il caffè. 
sorso   s.m.    • 1 •   la quantità di liquido che si inghiotte in una volta: bere a lunghi, piccoli sorsi | in un sorso, (fig.) tutto in una volta | a sorso a sorso, (fig.) a poco a poco. dim. sorsettino, sorsetto, sorsino  accr. sorsone    • 2 •   (estens.) piccola quantità di liquido: versami un sorso d'acqua. 
sort   s.m. invar.  (inform.) funzione che consente l'ordinamento alfabetico dei dati.
sorta   s.f.  specie, tipo, qualità: gente di ogni sorta; mercanzie di tutte le sorte; fare ogni sorta di esperienze; che sorta di scherzi sono questi? | una sorta di, una specie di, qualche cosa di simile a: immagina una sorta di gerla quadrata | di sorta, di nessuna specie (in frasi negative): non c'è differenza di sorta. 
sorte   s.f.    • 1 •   forza misteriosa e imprevedibile che sembra regolare le vicende umane; fortuna, destino: la buona, la cattiva sorte; sorte avversa, favorevole; la sorte ha voluto che non dovessimo incontrarci mai più; sperare nella (buona) sorte; imprecare contro la (mala) sorte; rimettersi alla sorte; essere in balia della sorte; tentare la sorte, tentare la fortuna, spec. al gioco; abbandonare qualcuno alla sua sorte, al suo destino, senza preoccuparsi di aiutarlo; l'alterna / onnipotenza delle umane sorti  (foscolo sepolcri  182-183) | condizione, vita futura: ignorare la propria sorte; decidere della sorte di qualcuno; avere a cuore le sorti della patria    • 2 •   stato, condizione in cui ci si viene a trovare per effetto di eventi che non dipendono dalla nostra volontà: essere soddisfatto, insoddisfatto della propria sorte; compiacersi, lamentarsi dell'altrui sorte  | avere in sorte, avere, possedere, essere dotato, per natura o comunque indipendentemente dalla propria volontà: ha avuto in sorte un'intelligenza eccezionale    • 3 •   evento imprevisto, combinazione fortuita: ebbe la sorte di conoscerlo; per sorte c'ero anch'io  | esito, risultato che dipende in qualche modo dalla fortuna, dal caso: un tentativo che ha avuto cattiva sorte | avere in sorte, ottenere in un sorteggio | a sorte, a caso: estrarre, tirare a sorte, assegnare per sorteggio    • 4 •   spec. pl.  nome dato anticamente a vari oggetti (bastoncini, pietre ecc.), contrassegnati da simboli o colori particolari, che si usavano per compiere sortilegi: gettare le sorti. 
sorteggiabile   agg.  che può essere sorteggiato.
sorteggiare   v. tr.  [io sortéggio ecc.]    • 1 •   estrarre per sorteggio, scegliere affidandosi alla sorte: sorteggiarono i premi della lotteria; sorteggiare i componenti di una commissione giudicatrice    • 2 •   (ant.) estrarre le sorti.
sorteggio   s.m.  operazione con la quale si affida al caso la scelta di una o più cose o persone tra molte, per mezzo di un procedimento che esclude qualsiasi interferenza della volontà: fare il sorteggio di un numero, di un nome; aggiudicare un premio per sorteggio; abbinare per sorteggio i biglietti ai cavalli in gara. 
sortiere   s.m.  [f. -a] (ant.) chi fa sortilegi.
sortilegio   s.m.    • 1 •   nell'antichità, pratica divinatoria che consisteva nel far cadere dei bastoncini o altri oggetti contrassegnati da simboli o colori particolari, traendo poi la predizione dal modo in cui essi cadevano o dall'ordine in cui si riusciva a raccoglierli uno per uno senza far muovere gli altri    • 2 •   pratica magica, incantesimo: fare un sortilegio; essere vittima di un sortilegio  | (fig.) fatto misterioso, inspiegabile.
sortilego   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ghi, ant. -gi] (ant. , lett.) che, chi fa sortilegi.
sortire   (1) v. tr.  [io sortisco, tu sortisci ecc.]    • 1 •   (lett.) avere in sorte: sortire un grande ingegno    • 2 •   (estens.) avere come risultato; conseguire: l'esame non sortì buon esito; il tentativo non ha sortito alcun effetto    • 3 •   (lett.) assegnare, dare in sorte: saettando qual anima si svelle / del sangue più che sua colpa sortille  (dante inf.  xii, 74-75)    • 4 •   (lett.) estrarre a sorte, sorteggiare.
sortire   (2) v. intr.  [io sòrto ecc. ; aus. essere]    • 1 •   (region.) uscire, andar fuori: non c'è, è sortito    • 2 •   (region.) uscire per sorteggio, essere sorteggiato: al lotto sono sortiti l'8 e il 15    • 3 •   nel linguaggio militare, effettuare una sortita.
sortita   s.f.    • 1 •   uscita improvvisa e impetuosa di truppe da un luogo chiuso o assediato, per aprirsi un varco assalendo i nemici di sorpresa: tentarono un'audace sortita    • 2 •   comparsa di un attore sulla scena    • 3 •   (region.) uscita    • 4 •   battuta, frase spiritosa o inaspettata, originale: ha avuto una bella sortita. 
sorto   part. pass.  di sorgere  e agg.  nei sign. del verbo.
sorvegliante   part. pres.  di sorvegliare  s. m.  e f.  chi sorveglia; chi è addetto alla sorveglianza di qualcosa: sorvegliante ai lavori. 
sorveglianza   s.f.  il sorvegliare, l'essere sorvegliato: il detenuto sfuggì alla sorveglianza degli agenti; la sorveglianza di una casa disabitata | sorveglianza speciale (di pubblica sicurezza), (dir.) misura di prevenzione disposta dall'autorità giudiziaria, su proposta del questore, nei confronti di soggetti già diffidati, che non abbiano cambiato condotta e siano ritenuti pericolosi.
sorvegliare   v. tr.  [io sorvéglio ecc.]    • 1 •   osservare, seguire con attenzione qualcuno o qualcosa per prevenire o reprimere eventi non voluti, dannosi, illeciti o controllare il regolare svolgimento di un'attività, garantire la normalità di una situazione, seguire l'evoluzione di un procedimento e sim.: sorvegliare i bambini perché non si facciano male; sorvegliare gli operai al lavoro; sorvegliare un individuo pericoloso; sorvegliare il traffico cittadino; sorvegliare l'andamento del mercato, le mosse dell'avversario    • 2 •   (non com.) dirigere, curare: sorvegliare la casa. 
sorvegliato   part. pass.  di sorvegliare   agg.  controllato, moderato, sobrio: comportamento, stile sorvegliato   s.m.  [f. -a] chi è sorvegliato | sorvegliato speciale, (dir.) chi è sottoposto a un provvedimento di sorveglianza speciale § sorvegliatamente avv. 
sorvenire   v. intr.  [coniugato come venire] (ant.  e poet.) sopravvenire, sopraggiungere.
sorvolamento   s.m.  (non com.) il sorvolare, l'essere sorvolato.
sorvolare   v. tr.  e intr.  [io sorvólo ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   volare sopra: sorvolare il mare; sorvolare su un territorio    • 2 •   (fig.) passare oltre, non soffermarsi a considerare qualcosa, tralasciare di prenderla in esame: sorvolare un argomento scabroso; sorvolare sopra, su una questione | sorvoliamo!, lasciamo perdere.
sorvolatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sorvola: blériot fu il primo sorvolatore della manica. 
sorvolo   s.m.  il volare sopra un territorio.
sos   s.m.  segnale di urgente richiesta di aiuto che le navi in gravissimo pericolo diffondono via radio, affinché sia raccolto da qualsiasi altra nave di passaggio; per estens., qualsiasi richiesta di aiuto urgente: lanciare l'sos. 
soscrittore   s.m.  [f. -trice] (non com.) sottoscrittore.
soscrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere] (ant.) sottoscrivere.
soscrizione   s.f.    • 1 •   (ant.) sottoscrizione    • 2 •   nei primi secoli dell'arte della stampa, dicitura alla fine di un libro che indicava il nome dello stampatore e la data di stampa.
sosia   s.m.  e f. invar.  persona tanto somigliante a un'altra da poter essere scambiata per essa: essere il sosia di qualcuno; avere un sosia. 
soso    ⇨ suso.
sospecciare   v. tr.  [io sospèccio ecc.] (ant.) sospettare.
sospeccioso   agg.  (ant.) sospettoso; reticente, dubbioso, incerto: si movea tardo, sospeccioso e raro  (dante par.  xii, 39).
sospendere   v. tr.  [pres. io sospèndo ecc. ; pass. rem. io sospési, tu sospendésti ecc. ; part. pass. sospéso]    • 1 •   appendere, attaccare qualcosa in alto, in modo che penda all'ingiù: sospendere un lampadario al soffitto    • 2 •   (fig.) interrompere rinviando ad altro tempo: sospendere le indagini, le ricerche, i lavori; sospendere la partenza, una riunione; sospendere un treno, sopprimerlo temporaneamente; sospendere la paga, gli assegni, cessare di corrisponderli in via provvisoria; sospendere un farmaco, interromperne la somministrazione    • 3 •   (fig.) privare per qualche tempo di una carica, di un impiego, di una prerogativa, spec. per punizione: sospendere un funzionario, uno studente    • 4 •   (chim.) disperdere un solido in un liquido senza che vi sia solubilizzazione.
sospendimento   s.m.  (non com.) sospensione.
sospensione   s.f.    • 1 •   il sospendere, l'essere sospeso, appeso: lampada a sospensione | tiro in sospensione, nella pallacanestro, tiro effettuato dal giocatore mentre si trova staccato dal suolo in un salto    • 2 •   interruzione, cessazione momentanea: sospensione della riunione, dei lavori, delle ostilità    • 3 •   provvedimento disciplinare per il quale una persona viene temporaneamente allontanata da un impiego, da un'attività, o privata di qualche diritto o prerogativa: sospensione dall'esercizio della professione; infliggere a uno studente tre giorni di sospensione    • 4 •   (fig.) ansia, incertezza: sospensione d'animo    • 5 •   (ret.) figura retorica consistente nel ritardare la conclusione di un periodo o nel non fornirla affatto | puntini di sospensione, in uno scritto, i tre punti con i quali convenzionalmente si indica che il discorso viene interrotto (p. e. gliela faccio vedere io, a quel...)    • 6 •   (chim.) sistema eterogeneo costituito da un solido disperso in minutissime particelle in un liquido    • 7 •   (mecc.) collegamento elastico tra gli organi di una macchina, al fine di ridurre le vibrazioni; in partic., quello interposto tra il telaio e le ruote di un veicolo: le sospensioni dell'automobile. 
sospensiva   s.f.  (burocr.) provvedimento con cui si sospende, si rinvia l'inizio di una discussione, di un esame e sim.; sospensione, rinvio: chiedere, ottenere una sospensiva. 
sospensivo   agg.  che sospende, rinvia; che vale a sospendere: ordine sospensivo | puntini sospensivi, di sospensione § sospensivamente avv. 
sospensore   s.m.  congegno, elemento che tiene sospeso qualcosa.
sospensorio   agg.  (anat.) si dice di muscolo che tiene sospeso un organo  s.m.  cintura che porta anteriormente un sacchetto destinato a sorreggere lo scroto, usato soprattutto dai ballerini o dagli atleti che praticano determinati sport.
sospeso   part. pass.  di sospendere  agg.    • 1 •   appeso, sollevato: restare sospeso nel vuoto; essere sospeso a un filo, (fig.) essere in situazione molto precaria, in grave pericolo: la sua vita è sospesa a un filo    • 2 •   interrotto provvisoriamente; rinviato in attesa del verificarsi di determinati eventi: una riunione sospesa  | col fiato sospeso, trattenendo il respiro; (fig.) in ansia    • 3 •   incerto, ansioso: essere col cuore, con l'animo sospeso    • 4 •   che è stato colpito dal provvedimento disciplinare della sospensione: un alunno sospeso   s.m.    • 1 •   conto da saldare; pratica non definita (anche fig.): avere molti sospesi    • 2 •   (fig.) situazione sospesa; incertezza: stare, tenere in sospeso  § sospesamente avv.  (non com.) nell'incertezza, in ansia.
sospettabile   agg.  e s.m.  e f.  che, chi può essere sospettato: la lista dei sospettabili. 
sospettabilità   s.f.  l'essere sospettabile.
sospettare   v. tr.  [io sospètto ecc.]    • 1 •   ritenere colpevole in base a indizi, a supposizioni: sospettare qualcuno di tradimento; era sospettato di omicidio    • 2 •   immaginare, intuire attraverso indizi qualcosa di nocivo, di spiacevole, di grave: sospettare un inganno, un tradimento; la polizia sospetta che si tratti di un attentato    • 3 •   immaginare, credere, supporre: nessuno sospetterebbe in lui tanta energia  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   fare supposizioni nei confronti di qualcuno, ritenendolo colpevole di mancanze o di delitti: tutti sospettavano di lui    • 2 •   diffidare, avere paura: sospettare di tutto. 
sospettato   part. pass.  di sospettare e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è sospettato di essere l'autore di un reato: chi sono i sospettati?. 
sospetto   (1) agg.    • 1 •   che desta diffidenza; che dà motivo di sospettare, di dubitare: un tipo, un atteggiamento sospetto; merce di provenienza sospetta, che è stata probabilmente rubata o contrabbandata    • 2 •   di cui si teme l'esistenza: una sospetta lesione al fegato  s. m.  [f. -a] persona sospettata, sospettabile: fermare i sospetti  § sospettamente avv.  (non com.).
sospetto   (2) s.m.    • 1 •   dubbio, supposizione nei riguardi di persone, cose o rispetto a determinati fatti, circostanze; timore ansioso, diffidenza che s'insinua nell'animo nell'immaginare o nel presentire qualcosa: un sospetto fondato, infondato; nutrire, destare sospetti; guardare con sospetto; su di lui pesa il sospetto di omicidio; avere sospetti circa la sincerità di qualcuno; ho il vago sospetto che vogliano imbrogliarmi | venire in sospetto, sospettare | cadere, venire in sospetto di qualcuno  o a qualcuno, essere sospettato    • 2 •   (ant.) timore: e gridavan sì alto, / ch'i' mi strinsi al poeta per sospetto  (dante inf.  ix, 50-51)    • 3 •   (fam.) minima quantità ombra: una tazza di caffè con un sospetto di latte. 
sospettosità   s.f.  l'essere sospettoso; diffidenza.
sospettoso   agg.    • 1 •   che tende a sospettare; diffidente: un uomo terribilmente sospettoso; carattere sospettoso  | che esprime sospetto, pieno di sospetto: sguardo, atteggiamento sospettoso    • 2 •   (ant.) che desta sospetto; infido § sospettosamente avv. 
sospingere   ant. sospignere, v. tr.  [coniugato come spingere]    • 1 •   (lett.) spingere avanti, per lo più con dolcezza, senza scosse: sospingere un carro; la brezza sospingeva a terra la barca    • 2 •   (fig.) far giungere, protendere: sospingere lo sguardo lontano    • 3 •   (fig.) incitare, spronare: essere sospinto dall'ambizione  | indurre, condurre: sospingere alla disperazione. 
sospinto   part. pass.  di sospingere  agg.  (rar.) nei sign. del verbo | a ogni piè sospinto, a ogni passo; (fig.) molto spesso, continuamente.
sospirare   v. intr.  [aus. avere] emettere uno o più sospiri, come manifestazione di pena, di malinconia, di ansia: piange e sospira tutto il giorno  | (fig.) struggersi, affliggersi: sospirare per la lontananza di una persona cara | v. tr.  desiderare ardentemente; attendere a lungo e con ansia: sospirava il ritorno del fratello; sospirare la promozione, le vacanze; fra queste piante ov'io siedo e sospiro / il mio tetto materno  (foscolo sepolcri  64-65) | far sospirare qualcosa a qualcuno, negargliela a lungo benché la desideri | farsi sospirare, farsi attendere, farsi desiderare.
sospirevole   agg.  (lett.) sospiroso.
sospiro   s.m.    • 1 •   inspirazione profonda seguita da un'espirazione più o meno prolungata che produce un rumore simile a un soffio ed esprime per lo più un turbamento dell'animo: un lieve, un profondo sospiro; un sospiro di sollievo, di rimpianto; lacrime e sospiri; fare, mandare un lungo sospiro | a sospiri, (fig. non com.) a poco a poco, a lunghi intervalli: pagare un debito a sospiri.  dim. sospiretto, sospiruccio  accr. sospirone    • 2 •   (fig. lett.) ciò che fa sospirare, perché si desidera o si rimpiange: amore, / sospiro acerbo de' provetti giorni  (leopardi il passero solitario  20-21)    • 3 •   (lett.) respiro: mandare l'ultimo sospiro, spirare, morire    • 4 •   (lett.) soffio, alito: un sospiro di vento    • 5 •   nome di un tipo di pasticcino leggero e spugnoso, talora coperto di zucchero o di cioccolato.
sospiroso   agg.  (non com.)    • 1 •   che sospira spesso; malinconico: una fanciulla sospirosa    • 2 •   (estens.) mesto, pieno di sospiri e di affanni: animo sospiroso; una vita sospirosa  | languido, sentimentale: musica, poesia sospirosa  § sospirosamente avv. 
sossopra   avv.  (lett. , region.) sottosopra.
sosta   s.f.    • 1 •   il sostare; arresto, fermata: un lungo viaggio senza soste | divieto di sosta, divieto di parcheggiare i veicoli in alcune zone; anche, la zona dove non è permesso parcheggiare e il segnale che indica tale prescrizione | sosta limitata, permesso di parcheggiare un veicolo per un periodo di tempo determinato    • 2 •   interruzione momentanea; pausa, tregua: il lavoro non gli dà sosta | senza sosta, continuamente, senza posa.
sostantivale   agg.  di sostantivo: aggettivo in funzione sostantivale. 
sostantivare   v. tr.  adoperare come sostantivo un'altra parte del discorso: sostantivare un aggettivo, un verbo. 
sostantivato   part. pass.  di sostantivare  agg.  si dice di parte del discorso usata in funzione di sostantivo: aggettivo, infinito sostantivato. 
sostantivazione   s.f.  l'uso in funzione di sostantivo di altre parti del discorso: la sostantivazione di un verbo. 
sostantività   s.f.  (chim.) capacità di un colorante di fissarsi direttamente alla materia da colorare.
sostantivo   (1) s.m.  (gramm.) parte variabile del discorso che serve a denominare entità concrete o astratte (p. e. uomo, cane, tavolo, bontà); in it. è caratterizzata dalle categorie grammaticali del genere e del numero § sostantivamente avv.  in funzione di sostantivo, quale sostantivo: usare sostantivamente un infinito. 
sostantivo   (2) agg.  (chim.) si dice di colorante che si unisce direttamente al materiale da colorare, senza intervento di altre sostanze.
sostanza   ant. sustanza e sustanzia, s.f.    • 1 •   nella tradizione filosofica di origine aristotelica, ciò che costituisce l'essere proprio di una cosa, il sostrato che rimane identico sotto il mutare delle manifestazioni fenomeniche della cosa stessa: sostanza materiale, la materia, come sostrato delle qualità sensibili | sostanza spirituale, l'anima come sostrato dei fatti psichici | sostanza increata, dio in quanto sussiste di per sé, non trae da altro il suo essere    • 2 •   (chim.) la materia, in quanto insieme di molecole di cui sono costituiti i corpi, liquidi o gassosi, indipendentemente dalle loro proprietà: sostanza semplice, quella le cui molecole sono tutte di uno stesso tipo; sostanza composta, quella le cui molecole sono di due o più tipi (è detta anche miscela) | sostanza omogenea, quella costituita da un'unica fase, anche se composta da molecole diverse (p. e.  una soluzione); sostanza eterogenea, quella costituita da più fasi, più o meno intimamente miscelate (p. e.  una roccia) | sostanza liquida, solida, gassosa, secondo lo stato di aggregazione | sostanze organiche, tutti i composti del carbonio, fatta eccezione per i carburi, l'anidride carbonica, l'acido carbonico e i suoi sali, l'ossido di carbonio e i suoi composti di coordinazione; sostanze inorganiche, quelle che non contengono carbonio, fatta eccezione per il carbonio puro e i suoi composti sopra citati    • 3 •   in anatomia: sostanza cerebrale, l'insieme delle strutture che costituiscono il cervello; sostanza grigia, le zone del cervello che sono costituite da cellule nervose; sostanza bianca, le zone del cervello che sono costituite dai prolungamenti delle cellule nervose    • 4 •   la parte o la qualità fondamentale, più importante di qualcosa: la sostanza di un discorso, di un racconto; essere tutta apparenza e poca sostanza; badare alla sostanza prima che alla forma | in sostanza, insomma, in conclusione; in ultima analisi    • 5 •   (fam.) la parte più importante e nutriente di un alimento; capacità nutritiva, nutrimento: un cibo di  (molta, poca) sostanza    • 6 •   spec. pl.  ricchezza, insieme di beni, patrimonio: una cospicua sostanza; dilapidare le proprie sostanze. 
sostanziale   ant. sustanziale, agg.    • 1 •   (filos.) che costituisce una sostanza o appartiene a una sostanza: forma, principio sostanziale    • 2 •   che si riferisce a ciò che costituisce la sostanza di una cosa, a ciò che è più importante: tra le due cose ci sono differenze sostanziali; la parte sostanziale di una questione | diritto penale sostanziale, (dir.) quello che si occupa dei reati e delle relative pene (in contrapposizione al diritto penale processuale, che si occupa invece delle norme regolanti lo svolgimento del processo) § sostanzialmente avv.    • 1 •   (filos.) per quanto riguarda la sostanza    • 2 •   in sostanza, fondamentalmente: la mia posizione è sostanzialmente uguale alla tua. 
sostanzialismo   s.m.  ogni dottrina filosofica secondo cui esiste una sostanza che rimane identica sotto il variare dei fenomeni e delle qualità.
sostanzialistico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) del sostanzialismo: concezione sostanzialistica dell'anima  § sostanzialisticamente avv.  secondo la dottrina del sostanzialismo.
sostanzialità   ant. sustanzialità, s.f.    • 1 •   l'essere sostanziale, nel senso filosofico    • 2 •   l'essere essenziale, molto importante: la sostanzialità di un problema. 
sostanziare   v. tr.  [io sostànzio ecc.] (lett.) far diventare sostanziale, dotare di sostanza: sostanziare le proprie accuse con prove irrefutabili  | sostanziarsi v. rifl.  assumere sostanza, diventare sostanziale.
sostanziosità   s.f.  l'essere sostanzioso.
sostanzioso   agg.    • 1 •   che ha molta sostanza, che dà molto nutrimento: un cibo sostanzioso    • 2 •   (estens.) abbondante, lauto: un sostanzioso compenso    • 3 •   (fig.) ricco di contenuto; consistente: argomenti sostanziosi; prove sostanziose; un libro sostanzioso  § sostanziosamente avv. 
sostare   v. intr.  [io sòsto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   fermarsi per qualche tempo in un luogo; fare una sosta: sostare per riposarsi  | detto di un veicolo, fermarsi, parcheggiare: la macchina qui non può sostare    • 2 •   interrompere per poco un'attività, fare una pausa: a mezzogiorno si sosta per un'ora    • 3 •   (fig.) soffermarsi, riflettere: sostare su un passo di un libro. 
sostegno   s.m.    • 1 •   il sostenere; tutto ciò che sostiene, che è atto a sostenere: il sostegno di una travatura; mura, pilastri di sostegno; mettere un sostegno sotto la tavola  | (estens.) aiuto, appoggio: il governo riceve il sostegno della maggioranza; un argomento a sostegno di una tesi; non avere altro sostegno che la fede  | insegnante di sostegno, quello che, in una scuola, ha il compito di seguire gli alunni che hanno difficoltà fisiche o psichiche per favorirne la socializzazione e l'apprendimento    • 2 •   (fig.) persona o cosa che costituisce un sostentamento materiale o morale: il figlio maggiore è il sostegno della famiglia. 
sostenere   v. tr.  [coniugato come tenere]    • 1 •   tenere qualcosa o qualcuno in una determinata posizione, sopportandone il peso; reggere: grossi pilastri sostengono il ponte; sostenere qualcuno per le braccia, per la vita    • 2 •   (fig.) soccorrere, aiutare; difendere: lo sostenne nelle difficoltà  | favorire, appoggiare: una candidatura che è sostenuta dal partito; sostenere la lotta contro le discriminazioni razziali    • 3 •   (fig.) affermare con decisione, con fermezza; asserire apertamente: sostenere una teoria; sostenere la propria innocenza    • 4 •   (fig.) sopportare, assumersi un onere; tollerare una cosa fastidiosa, gravosa: sostenere tutte le spese di casa; sostenere gli esami  | sostenere il vino, tollerarne bene l'effetto, non ubriacarsi facilmente | sostenere l'urto, l'assalto di qualcuno, resistere a esso | sostenere un prezzo, impedire artificiosamente che si abbassi | sostenere una moneta, detto della banca centrale di un paese, adottare misure per mantenere stabile il tasso di cambio | sostenere una carica, esercitarla | sostenere una parte, interpretarla    • 5 •   (fig.) rinvigorire, rinforzare, rinfrancare: un cibo che sostiene l'organismo; il caffè sostiene  | sostenersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   mantenersi ritto, tenersi in piedi: non riuscire a sostenersi; sostenersi al muro  | (fig.) avere fondamento, essere convincente: un'ipotesi che non si sostiene    • 2 •   (estens.) mantenersi economicamente: sostenersi con il contributo dello stato  | mantenersi vigoroso, conservarsi in forze: sostenersi con cibi più nutrienti. 
sostenibile   agg.  che si può sostenere (spec. fig.): spesa, teoria sostenibile. 
sostenibilità   s.f.  (non com.) l'essere sostenibile.
sostenimento   s.m.  (non com.)    • 1 •   il sostenere, il sostenersi; sostegno    • 2 •   sostentamento; vitto, nutrimento.
sostenitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sostiene, favorisce, dà appoggio: sostenitore di un uomo politico, di un'iniziativa  | socio sostenitore, che paga una quota superiore a quella ordinaria per appoggiare un'associazione, una pubblicazione ecc.
sostentamento   s.m.    • 1 •   il sostentare; ciò che sostenta, che serve a sostentare: provvedere al sostentamento della famiglia; mezzi di sostentamento    • 2 •   (fis.) sostentazione.
sostentare   v. tr.  [io sostènto ecc.]    • 1 •   (ant.) reggere un peso, sostenere: come per sostentar solaio o tetto, / per mensola talvolta una figura / si vede giugner le ginocchia al petto  (dante purg.  x, 130-132)    • 2 •   fornire a qualcuno il necessario per vivere; mantenere: sostentare la famiglia  | nutrire nella misura necessaria: sostentare il corpo  | sostentarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   mantenersi in vita, nutrirsi: non avere di che sostentarsi    • 2 •   detto di aeromobile, mantenersi in aria.
sostentativo   agg.  (rar.) che serve a sostentare.
sostentatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi sostenta    • 2 •   (ant.) sostenitore, fautore  agg.    • 1 •   che vale a sostentare    • 2 •   (fis.) si dice di corpo o mezzo atto a sviluppare forze di sostentazione | gas sostentatore, qualsiasi gas sensibilmente più leggero dell'aria, immesso nell'involucro di un aerostato per consentirgli di reggersi in aria.
sostentazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il sostentare; sostentamento, nutrimento, alimentazione    • 2 •   (aer.) effetto dell'applicazione a un'aeromobile di una forza uguale e contraria al suo peso che gli permetta di mantenersi in volo.
sostenutezza   s.f.  l'essere sostenuto; atteggiamento, comportamento grave e riservato | tono, stile solenne: parlare con sostenutezza. 
sostenuto   part. pass.  di sostenere  agg.    • 1 •   grave e riservato: contegno sostenuto  | solenne, aulico, elevato: tono, stile sostenuto    • 2 •   elevato, intenso: velocità, andatura sostenuta    • 3 •   nel linguaggio economico, che ha tendenza al rialzo: mercato sostenuto; prezzi sostenuti    • 4 •   (mus.) indicazione sullo spartito che prescrive un'esecuzione più contenuta e lenta; equivale a meno mosso : andante sostenuto   s.m.  [f. -a] chi, essendo risentito, tiene un atteggiamento riservato § sostenutamente avv.  in tono, con contegno sostenuto.
sostituente   part. pres.  di sostituire  agg.  e s.m.  (chim.) si dice di atomo o gruppo atomico che in una molecola organica occupa il posto di un atomo d'idrogeno o di un altro gruppo.
sostituibile   agg.  che può essere sostituito: pezzo sostituibile; un collaboratore difficilmente sostituibile. 
sostituibilità   s.f.  l'essere sostituibile.
sostituire   v. tr.  [io sostituisco, tu sostituisci ecc.]    • 1 •   mettere una persona o una cosa al posto di un'altra: sostituire un vetro rotto; sostituire un impiegato con un altro; sostituire una riserva a un giocatore infortunato    • 2 •   prendere il posto di un'altra persona; stare al posto di un'altra cosa: il vicepreside sostituisce il preside; la diaria sostituisce il rimborso di vitto e alloggio  | sostituirsi v. rifl.  prendere il posto di un'altra persona o di un'altra cosa; subentrare: il figlio si è sostituito al padre nella conduzione dell'azienda. 
sostitutivo   agg.  atto a sostituire: indennità sostitutiva | farmaci sostitutivi, che hanno la funzione di sostituire sostanze prodotte dall'organismo in quantità insufficiente | in funzione di s.m.  cosa che ne sostituisce un'altra; surrogato § sostitutivamente avv.  con funzione sostitutiva, di sostituto.
sostituto   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi sostituisce una persona o collabora con lui facendone talora le veci: il sostituto del direttore; il titolare è assente, c'è un sostituto | sostituto procuratore della repubblica, magistrato dell'ufficio della procura della repubblica che sostituisce il procuratore nelle funzioni del pubblico ministero | sostituto d'imposta, (dir.) soggetto tenuto per legge al pagamento di un'imposta in luogo del contribuente    • 2 •   (mus.) maestro che collabora col direttore nell'esecuzione di un'opera lirica.
sostitutore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi sostituisce.
sostituzione   s.f.    • 1 •   il sostituire, l'essere sostituito: la sostituzione di un pezzo deteriorato; la sostituzione di un elemento con un altro; assumere una segretaria in sostituzione di un'altra, al posto di un'altra | in diritto: sostituzione di persona, reato commesso da chi induce taluno in errore sostituendo illegittimamente la propria all'altrui persona o si attribuisce un falso nome, un falso stato e sim.; sostituzione processuale, situazione che si verifica nel processo civile quando si fanno valere diritti altrui in nome proprio; sostituzione successoria, il sostituire una persona a un'altra in materia di successione    • 2 •   (mat.) applicazione biunivoca che scambia un elemento di un insieme con un altro elemento dell'insieme stesso    • 3 •   (non com.) persona o cosa che ne sostituisce un'altra: mandare una sostituzione. 
sostrato   o substrato, s.m.    • 1 •   (geol.) strato che sta sotto un altro strato    • 2 •   (chim.) sostanza sulla quale avvengono determinate reazioni    • 3 •   (ling.) la lingua diffusa in una data area prima che un'altra lingua si sovrapponesse a essa: il sostrato greco dei dialetti calabresi; il sostrato celtico della toponomastica lombarda    • 4 •   (fig.) ciò che costituisce il fondamento di qualcosa e si manifesta in essa più o meno direttamente: il sostrato culturale di un'opera letteraria    • 5 •   (filos.) la sostanza, in quanto costituisce ciò che in una cosa rimane identico, fungendo da fondamento dei suoi accidenti, delle sue mutevoli manifestazioni fenomeniche.
sostruzione   s.f.  (tecn.) struttura che serve di base o di sostegno a una costruzione sovrastante.
soteriologia   s.f.  nella teologia cristiana, la dottrina della salvezza dell'uomo.
soteriologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la soteriologia; che si riferisce alla salvezza spirituale dell'uomo.
sottabito   s.m.  indumento femminile che si porta sotto l'abito.
sottacere   v. tr.  [coniugato come tacere] (lett.) tacere, omettere deliberatamente qualcosa che si dovrebbe dire.
sottaceto   avv.  sotto aceto, nell'aceto: conservare un cibo sottaceto  | usato anche come agg. invar.  : cipolline, cetrioli sottaceto   s.m.  (spec. pl.) verdura conservata sotto aceto e servita come contorno o con antipasti, aperitivi.
sottacqua   o sott'acqua, avv.  sotto la superficie dell'acqua, in immersione nell'acqua: finire, nuotare sottacqua  | (fig. fam.) in grave difficoltà.
sottacqueo   agg.  (rar.) subacqueo.
sottalimentare   e deriv.   ⇨ sottoalimentare e deriv. 
sottana   s.f.    • 1 •   indumento femminile che si porta sotto la veste; sottoveste | (estens.) gonna, abito femminile in genere (spec. in alcune loc.): stare sempre attaccato alle sottane della mamma, (fig.) si dice di bambino che non si stacca mai dalla mamma; anche, di adulto eccessivamente soggetto alla madre; correre dietro alle sottane, (fig.) essere donnaiolo. dim. sottanella, sottanina, sottanino  (m.), sottanuccia    • 2 •   la veste tradizionale del clero secolare, costituita da una tunica nera lunga fino ai piedi, chiusa sul davanti da una fila di bottoni.
sottano   agg.  (ant.) che sta sotto o che è più in basso rispetto ad altro: veste sottana  | nella toponomastica, distingue un centro abitato da un altro che porta lo stesso nome, ma rispetto a cui è più in basso (si contrappone a soprano): petralia sottana   s.m.  (merid.) abitazione misera con entrata diretta dalla strada, per lo più senza finestre; basso.
sottarco   s.m.  [pl. -chi] (arch.) la faccia inferiore di un arco.
sottascella    ⇨ sottoascella.
sottecchi   tosc. sottecche, avv.  con occhio quasi socchiuso; guardingo, senza dare a vedere; si usa quasi soltanto nella loc. di sottecchi : guardare di sottecchi  | fare qualcosa di sottecchi, (fig.) di nascosto.
sottendere   v. tr.  [coniugato come tendere] tendere sotto | sottendere un arco di curva, (geom.) unirne i due punti estremi con un segmento rettilineo (corda).
sottentramento   s.m.  (non com.) il sottentrare.
sottentrare   v. intr.  [io sotténtro ecc. ; aus. essere]    • 1 •   (ant.) entrare sotto, farsi sotto a qualcosa    • 2 •   prendere il posto di un'altra persona o di un'altra cosa sostituendola o succedendo a essa: sottentrare nell'impiego a qualcuno. 
sotterfugio   s.m.  atto che si compie di nascosto per ingannare altri o per evitare un danno; espediente a cui si ricorre per trarsi d'impaccio: vivere di sotterfugi; usare un sotterfugio; servirsi di un sotterfugio  | di sotterfugio, di nascosto: vedersi di sotterfugio. 
sotterra   avv.  sotto terra, in luogo interrato: nascose i denari sotterra. 
sotterrabile   agg.  che si può sotterrare.
sotterramento   s.m.  il sotterrare, l'essere sotterrato (anche fig.).
sotterranea   s.f.  linea ferroviaria che corre sotto terra.
sotterraneo   agg.    • 1 •   che è sotto terra: galleria sotterranea  | che proviene da sotto terra: boato sotterraneo    • 2 •   (fig.) nascosto, clandestino: attività, organizzazione sotterranea  s. m.  locale o insieme di locali di un edificio ricavati sotto terra: la cantina è nel sotterraneo; i sotterranei del castello  § sotterraneamente avv.  sotto terra | (fig.) nascostamente.
sotterrare   v. tr.  [io sottèrro ecc.]    • 1 •   mettere, nascondere sotto terra: sotterrare i semi; sotterrare un tesoro    • 2 •   seppellire: sotterrare un morto  | sotterrare una questione, (fig.) non parlarne più.
sotterrato   part. pass.  di sotterrare  agg.  messo sotto terra | morto e sotterrato, morto da parecchio tempo; (fig.) dimenticato, superato: concezioni morte e sotterrate. 
sotterratore   s.m.  (non com.) chi sotterra; affossatore, becchino.
sotteso   part. pass.  di sottendere  agg.    • 1 •   (geom.) si dice di arco di curva i cui estremi sono uniti da un segmento rettilineo (corda)    • 2 •   (fig. lett.) intriso, venato: uno sguardo sotteso di malinconia. 
sottesso   prep.  (ant. , lett.) sotto.
sottigliezza   s.f.    • 1 •   l'essere sottile: la sottigliezza di un filo    • 2 •   (fig.) acutezza, finezza: la sottigliezza d'un ragionamento    • 3 •   questione, argomentazione minuziosa, cavillosa: perdere tempo in sottigliezze. 
sottile   agg.    • 1 •   che ha spessore o grossezza inferiore alla media; che ha scarso spessore rispetto alle altre dimensioni: lastra, foglio sottile; filo molto sottile  | esile, snello, slanciato: una figura sottile; fianchi sottili | mal sottile, (antiq.) la tisi, in quanto provoca un deperimento organico che si evidenzia con un grave dimagramento | aria sottile, (fig.) fine, leggera, molto rarefatta | voce sottile, (fig.) debole e acuta | essere sui cavi sottili, (mar.) essere pronto al disormeggio, avendo già tolto gli ormeggi principali costituiti da grossi cavi e catene    • 2 •   (fig.) fine, acuto, penetrante: un profumo sottile; vista, udito, odorato sottile; ingegno sottile  | che è pensato, detto o fatto con acutezza; minuzioso, particolareggiato, analitico: discorsi, ragionamenti sottili; sottoporre a sottile analisi; perdersi in questioni troppo sottili  s. m.  solo nelle loc. andare, guardare per il sottile, badare alle minuzie, ai particolari § sottilmente avv.  con sottigliezza, con minuziosità acutamente: ragionare sottilmente; esaminare sottilmente una questione; insinuare sottilmente un dubbio, con abilità, con astuzia sottile.
sottiletta   ® s.f.  [pl. sottilette] formaggio fuso preparato sotto forma di fette sottili quadrangolari.
sottilità   s.f.  (rar.) sottigliezza (anche fig.).
sottilizzare   v. intr.  [io sottilìzzo ecc. ; aus. avere] esaminare un argomento, ragionare facendo osservazioni o distinzioni sottili, cavillose: sottilizzare su questioni poco importanti. 
sottino   s.m.  recipiente sottostante ai torchi, che raccoglie l'olio ancora grezzo ottenuto con la prima spremitura.
sottinsù   o sott'in su o sotto in su, avv.  solo nella loc. avv. di sottinsù, dal basso verso l'alto: guardare di sottinsù  s. m.  scorcio prospettico in cui le figure sono rappresentate come se fossero viste dal basso verso l'alto.
sottintendere   v. tr.  [coniugato come intendere]    • 1 •   tacere qualcosa che si può intuire facilmente, che si può intendere anche se non è stata espressa: sottintendere il soggetto di una proposizione; si sottintende, non occorre dirlo, poiché è comunque comprensibile, ovvio, risaputo | (estens.) implicare, comportare: i diritti sottintendono dei doveri    • 2 •   intendere qualcosa che non è stata espressa, ma che si può intuire facilmente | lasciare sottintendere qualcosa, farla capire o intuire senza dirla esplicitamente.
sottinteso   part. pass.  di sottintendere  agg.  non espresso, non detto esplicitamente: soggetto sottinteso | essere, restare sottinteso, essere ovvio, già noto  s.m.  concetto non espresso, ma che si vuole far intuire: parlare per sottintesi. 
sotto   avv.    • 1 •   in luogo o posizione inferiore: è qui sotto, lì sotto; mettilo sotto, più sotto; una scatola sopra di raso e sotto di velluto, con la parte inferiore di velluto | preceduto dalla prep. di  pleonastica: scendere di sotto, al piano inferiore; chi stava sopra faceva i dispetti a quelli che stavano di sotto  | può essere preceduto da prep. diversa da di : passò per sotto; è uscito da sotto; una torta con sotto uno strato di pasta sfoglia  | raddoppiato ha valore di 'al di sotto di tutto il resto': l'acqua ha scavato sotto sotto; sotto sotto, (fig.) dentro di sé, di nascosto, copertamente: sotto sotto, avrebbe voluto essere invitato a restare  | nella loc. al di sotto : si vedeva il mare al di sotto  | mettere sotto, investire: è stato messo sotto da un camion; mettersi sotto, (fig.) impegnarsi con tutte le energie in un lavoro | esserci sotto qualcosa, di situazione non chiara, che appare losca: in questa promozione c'è sotto qualcosa    • 2 •   in seguito, con riferimento a cosa che sarà detta o scritta poco oltre: come dimostrato qui sotto  prep.  [si unisce ai nomi direttamente o mediante la prep. a, ai pronomi personali quasi sempre mediante la prep. di; si può elidere davanti a vocale, spec. in espressioni del tipo: sott'acqua, sott'aceto]    • 1 •   in posizione inferiore rispetto ad altro (con riferimento a cose che sono a contatto): mise un tassello sotto la gamba del tavolo; il volume che cerchi è sotto il dizionario; nascondere qualcosa sotto la mano; portare i libri sotto il braccio    • 2 •   con riferimento a cose l'una delle quali avvolge l'altra: portare un abito leggero sotto il cappotto; infilarsi sotto le coperte; la campagna era sotto un alto strato di neve    • 3 •   con riferimento a cose non in contatto fra loro: lo sgabello è sotto la sedia; passare sotto un ponte; abita proprio sotto di me; erano in due sotto l'ombrello; si riparò sotto il balcone; sotto le stelle, all'aperto di notte; sotto il sole, in questo mondo | sotto chiave, all'interno di un vano chiuso a chiave; (fig.) al sicuro | avere qualcosa sotto gli occhi, il naso, vicinissimo    • 4 •   con riferimento a cose l'una delle quali travolge o grava sull'altra: è finito sotto un'automobile; un gas sotto pressione; mettere sotto i piedi, calpestare; (fig.) umiliare, assoggettare; andare sott'acqua, sprofondare nell'acqua; anche, immergersi sotto il pelo dell'acqua | con riferimento a situazioni di assoggettamento, subordinazione, dipendenza: gemere sotto la tirannide; la rivoluzione francese scoppiò sotto luigi xvi; avere molti impiegati sotto di sè; studiare sotto un buon maestro; essere sotto l'effetto della droga  | sotto le armi, nell'esercito, nella vita militare    • 5 •   con riferimento a cosa che subisce l'azione di un'altra che scende dall'alto: stare sotto la pioggia; leggere sotto la luce di un lampione; perire sotto i bombardamenti; arrivare sotto un violento temporale  | in usi fig., con sfumatura modale: viaggiare sotto scorta; accettare sotto condizione; vivere sotto una continua minaccia; testimoniare sotto giuramento; considerare un problema sotto un certo punto di vista    • 6 •   per indicare immediata vicinanza, spec. in posizione inferiore: la battaglia infuriava sotto le mura; la pianura si stende sotto il castello; urlavano sotto le sue finestre; navigare sotto costa | farsi sotto (all'avversario), avvicinarsi per colpirlo    • 7 •   non oltre, meno di (per indicare un limite): bambini sotto i tre anni; venti gradi sotto zero; sotto il livello del mare; essere di poco sotto il quintale  | nelle determinazioni geografiche, più a sud: 50 km sotto bologna; sotto il 38° parallelo    • 8 •   in prossimità, nell'imminenza (con valore temporale): l'ho incontrato sotto natale; siamo ormai sotto gli esami    • 9 •   al di sotto di, con gli stessi sign. di sotto : numeri al di sotto di cento; al di sotto della media, del normale   agg. invar.  inferiore (anche preceduto dalla prep. di): la riga sotto; il piano di sotto   s.m. invar.  la parte inferiore, ciò che sta sotto (anche preceduto dalla prep. di): il (di) sotto è di legno. 
sotto-  sotto- primo elemento di parole composte nelle quali rappresenta la prep. sotto, in molte e diverse sfumature di significato; in partic., indica qualcosa che stia al di sotto di un'altra o in posizione inferiore (sottoveste; sottobosco); un livello quantitativo inferiore a quello considerato normale (sottoproduzione); un grado inferiore (sottotenente); riferito a un insieme, indica suddivisione ulteriore (sottoclasse). in composizione la o  finale può elidersi davanti a vocale (sottintendere).
sottoalimentare   o sottalimentare, v. tr.  [io sottoaliménto ecc.]    • 1 •   (med.) nutrire in misura inferiore al fabbisogno fisiologico    • 2 •   (tecn.) alimentare un motore, una macchina, un impianto con una quantità di carburante o di energia inferiore a quella necessaria per il suo normale funzionamento.
sottoalimentato   part. pass.  di sottoalimentare  agg.  che soffre di sottoalimentazione: popolazioni sottoalimentate  | (tecn.) alimentato insufficientemente: un motore sottoalimentato. 
sottoalimentazione   o sottalimentazione, s.f.  il sottoalimentare, l'essere sottoalimentato; alimentazione insufficiente.
sottoascella   o sottascella, s.f.  lunetta di tessuto, talora impermeabile dal lato esterno, che si cuce all'interno degli abiti, nella parte inferiore dell'attaccatura della manica, per evitare che il sudore deteriori la stoffa.
sottoassicurazione   s.f.  assicurazione per una somma che copre solo in parte il valore della cosa assicurata.
sottobanco   o sotto banco, avv.  di nascosto: vendere, acquistare sottobanco | mettere sottobanco, (non com.) mettere a tacere, insabbiare  s.m.  somma di denaro data di nascosto, in genere per ottenere un favore: chiedere un sottobanco. 
sottobicchiere   s.m.  piattino o centrino che si mettono sotto il bicchiere in tavola.
sottobordo   avv.  (mar.) sotto il bordo di una nave, accosto a essa: consegnare la merce sottobordo. 
sottobosco   s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   insieme di erbe e di arbusti che crescono nei boschi di alberi d'alto fusto    • 2 •   (fig.) l'insieme delle persone che operano più o meno regolarmente all'ombra di un'attività, di un'organizzazione: il sottobosco politico, della finanza; operazione di sottobosco, clientelare, irregolare.
sottobottiglia   s.m.  piattino o tondino di tessuto o altro che si mettono sotto la bottiglia in tavola.
sottobraccio   o sotto braccio, avv.  col braccio passato tra il braccio e il fianco di un'altra persona: tenere sottobraccio qualcuno; camminare sottobraccio con qualcuno. 
sottobriglia   s.f.  (mar.) manovra dormiente che collega il bompresso allo scafo.
sottocapo   s.m.    • 1 •   chi viene dopo il capo per grado e importanza    • 2 •   nella marina militare, grado corrispondente a quello di caporal maggiore dell'esercito.
sottocaudale   agg.  (zool.) situato, localizzato sotto la coda.
sottocchio   o sott'occhio, avv.  sotto gli occhi, in posizione tale che consente di vedere, di controllare direttamente: avere un documento sottocchio; tenere sottocchio i bambini, tenerli d'occhio, sorvegliarli.
sottoccipitale   agg.  (anat. , med.) situato, localizzato sotto l'osso occipitale.
sottoccupato   o sottooccupato, agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi lavora un numero di ore settimanali inferiore al normale, per mancanza di una maggiore domanda di lavoro.
sottoccupazione   o sottooccupazione, s.f.  condizione di chi è sottoccupato; l'insieme dei sottoccupati | utilizzazione parziale delle forze di lavoro disponibili in un sistema economico.
sottochiave   o sotto chiave, avv.  in un luogo chiuso a chiave, ben custodito: tenere il denaro sottochiave; custodire i prigionieri sottochiave  | tenere qualcuno sottochiave, (fig. fam.) non permettergli di uscire, di frequentare estranei.
sottocipria   s.m. invar.  cosmetico che si mette sul viso prima di stendervi la cipria, perché questa aderisca meglio e per proteggere la pelle.
sottoclasse   s.f.    • 1 •   (mat.) sottoinsieme    • 2 •   nella sistematica zoologica e botanica, ciascuna delle suddivisioni di una classe.
sottocoda   s.m. invar.    • 1 •   parte dei finimenti che passa sotto la coda delle bestie da sella e da tiro    • 2 •   negli uccelli, piumaggio che ricopre la parte posteriore dell'addome fino alla coda.
sottocodice   s.m.  nella teoria delle comunicazioni, ciascuna delle varietà di un codice | in linguistica, varietà di lingua con caratteri particolari: sottocodice sportivo, politico. 
sottocommissione   s.f.  ciascun gruppo in cui si divide una commissione: sottocommissione parlamentare. 
sottoconsumo   s.m.  (econ.) condizione squilibrata di un sistema economico, caratterizzata da insufficienza della domanda complessiva, dovuta ai bassi salari o alla relativamente scarsa propensione al consumo da parte dei capitalisti.
sottocoperta   o sotto coperta, avv.  (mar.) sotto il ponte di coperta di una nave: ritirarsi sottocoperta. 
sottocoppa   s.m. invar.    • 1 •   tipo di sottobicchiere un po' più grande del normale, per appoggiarvi su una coppa    • 2 •   nelle macchine a lubrificazione forzata (p. e.  motori a combustione interna), la parte inferiore della coppa, in cui si raccoglie il lubrificante.
sottocorrente   s.f.    • 1 •   in un corso d'acqua, la corrente degli strati più bassi    • 2 •   nel linguaggio politico, ciascuno degli schieramenti in cui può suddividersi la corrente di un partito.
sottocorticale   agg.  (anat.) situato, localizzato sotto la corteccia di un organo.
sottocoscio   s.m.  soccoscio.
sottocosto   o sotto costo, avv.  a prezzo inferiore a quello di costo: vendere sottocosto  | anche come agg. invar.  : merce sottocosto. 
sottocrostale   agg.  (geol.) situato sotto la crosta terrestre.
sottocultura   s.f.    • 1 •   (antrop.) gruppo culturale all'interno di una comunità culturale più vasta    • 2 •   (spreg.) cultura scadente, deteriore, che è per lo più l'effetto del degradamento o dello stravolgimento di forme culturali originali: la sottocultura delle periferie urbane  | modello o schema culturale meramente consumistico o propagandistico: certa pubblicità rivela e diffonde una forma di sottocultura. 
sottoculturale   agg.  di, da sottocultura (spec. in senso spreg.): manifestazioni sottoculturali. 
sottocuoco   s.m.  [f. -a; pl. m. -chi] aiutante del cuoco.
sottocutaneo   agg.  (anat. , med.) che si trova sotto la pelle: tessuto sottocutaneo  | (iniezione) sottocutanea, praticata sotto la pelle.
sottocute   o sotto cute, avv.  (med.) in posizione sottocutanea; sotto la cute: inserire un ago sottocute. 
sottodialetto   s.m.  (ling.) varietà di un dialetto.
sottodimensionamento   s.m.  operazione e risultato del sottodimensionare.
sottodimensionare   v. tr.  [io sottodimensióno ecc.] assegnare dimensioni inferiori al necessario, al giusto.
sottodiminutivo   agg.  e s.m.  (gramm.) diminutivo di un diminutivo (p. e. scarpettina).
sottodividere   v. tr.  (non com.) suddividere | sottodividersi v. rifl.  (non com.) suddividersi.
sottodivisione   s.f.  (non com.) suddivisione | raggruppamento inferiore alla divisione.
sottodominante   s.f.  (mus.) quarto grado della scala musicale diatonica, così detto perché viene prima della dominante. 
sottoelencato   agg.  che è disposto o compreso in un elenco successivo.
sottoepatico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , med.) situato, localizzato sotto il fegato.
sottoesporre   v. tr.  [coniugato come esporre] (foto.) esporre per un tempo di posa insufficiente, cosicché l'immagine positiva risulta troppo scura.
sottoesposizione   s.f.  (foto.)    • 1 •   il sottoesporre    • 2 •   (non com.) fotografia sottoesposta.
sottoesposto   part. pass.  di sottoesporre   agg.  (foto.) si dice di negativa che sia stata esposta alla luce per un tempo inferiore a quello necessario.
sottofalda   s.f.    • 1 •   superficie inferiore della falda di un cappello    • 2 •   fodera decorativa delle falde di una giubba e sim.
sottofamiglia   s.f.  nella sistematica zoologica e botanica, ciascuna delle suddivisioni di una famiglia.
sottofascia   o sotto fascia, avv.  sotto una fascetta di carta; si usa solo nella loc. spedire sottofascia, riferito alla spedizione postale di stampati ripiegati e avvolti da una fascia di carta che reca l'indirizzo  s.m. invar.  stampato che si spedisce avvolto in una fascia di carta | s.f.  [sempre con grafia unita; pl. -sce] foglia di tabacco usata nella fabbricazione del sigaro.
sottofinale   s.m.  in uno spettacolo di varietà, scena o numero che precede immediatamente il finale.
sottofinestra   s.f. invar.  vano corrispondente al lato interno del parapetto della finestra, spec. in quanto attrezzato con scaffali, armadietto o sim.
sottofondazione   s.f.  (edil.) serie di grossi pali infissi nel terreno, talora connessi da una gettata di calcestruzzo, su cui poggiano le fondazioni in terreni poco compatti.
sottofondo   s.m.    • 1 •   strato immediatamente sottostante a una superficie visibile | nelle pavimentazioni, lo strato di materiale interposto tra il fondo e il rivestimento esterno    • 2 •   (fig.) elemento, caratteristica, qualità che, seppure non espressi in forma esplicita, si colgono come presenti in qualcosa: nel suo sguardo si leggeva un sottofondo di tristezza; un regista nei cui film c'è sempre un sottofondo di pessimismo    • 3 •   l'insieme dei suoni e dei rumori inseriti in secondo piano nella colonna sonora di un film o in una trasmissione radiotelevisiva.
sottogamba   o sotto gamba, avv.  con grande leggerezza; sottovalutando l'importanza, le difficoltà: prendere un lavoro sottogamba. 
sottogenere   s.m.    • 1 •   nella sistematica zoologica e botanica, ciascuna delle suddivisioni di un genere    • 2 •   ciascuna delle suddivisioni di un genere letterario, cinematografico e sim.
sottogola   s.m.  o f. invar.    • 1 •   striscia di pelle o altro materiale fissata a copricapi, che si fa passare sotto il mento per tenerli fermi    • 2 •   parte dei finimenti del cavallo costituita da una striscia di cuoio che passa sotto la gola.
sottogonna   s.f.  sottoveste a vita, che sta sotto la sola gonna; in partic., quella di tipo rigido o a più arricciature che serve a tener gonfia una gonna ricca.
sottogoverno   s.m.  la pratica politica di attribuire posti di potere in ministeri, enti, banche, industrie ecc. a chi è legato da rapporti di clientela con il partito o i partiti di governo; il tipo di potere non istituzionale che questa pratica di favoritismo genera.
sottogruppo   s.m.    • 1 •   ciascuna delle parti in cui è diviso un gruppo    • 2 •   (geog.) parte secondaria di un gruppo montuoso.
sottoindirizzario   s.m.  (inform.) lo stesso che subdirectory. 
sottoinsieme   s.m.  (mat.) insieme i cui elementi sono a loro volta elementi di un altro insieme.
sottolineare   v. tr.  [io sottolìneo ecc.]    • 1 •   tracciare una linea sotto una parola o una frase scritta per darle risalto o come indicazione particolare: sottolineare gli errori di un compito    • 2 •   (fig.) mettere in rilievo, far risaltare, accentuare: sottolineare l'importanza di un fatto; un taglio d'abito che sottolinea i fianchi. 
sottolineatura   s.f.    • 1 •   il sottolineare, l'essere sottolineato; il segno, la linea che serve a sottolineare    • 2 •   (fig.) accentuazione, messa in evidenza: una sottolineatura polemica. 
sottolinguale   agg.  (anat. , med.) situato, localizzato sotto la lingua | pillola sottolinguale, che si fa sciogliere sotto la lingua.
sottolio   o sott'olio, avv.  nell'olio, sotto uno strato di olio: conservare un cibo sottolio  | anche come agg. invar.  : sardine sottolio. 
sottolivello   s.m.  nelle miniere, ciascuno dei piani orizzontali compresi tra due livelli.
sottomandibolare   agg.  (anat. , med.) situato, localizzato sotto la mandibola.
sottomano   avv.    • 1 •   a portata di mano: avere sottomano tutto quello che occorre  | (fig.) a disposizione immediata: conoscenze che non tutti hanno sottomano    • 2 •   (non com.) con la mano bassa: sferzare un cavallo sottomano | condurre, tenere un cavallo sottomano, condurlo con la briglia alla propria destra cavalcando un altro cavallo    • 3 •   nella scherma, si dice di colpo inferto tenendo la mano che impugna l'arma più in basso della spalla: ferire sottomano; una stoccata di sottomano    • 4 •   (fig.) di nascosto; sottobanco: vendere sottomano  s. m.    • 1 •   cartella che si tiene sulla scrivania per appoggiarvi il foglio su cui si scrive e per riporvi altri fogli    • 2 •   nella pallacanestro, movimento di un attaccante che avanza reggendo in alto la palla sulla mano aperta.
sottomarca   s.f.  marchio secondario di un gruppo industriale che viene impiegato per la produzione di beni di qualità inferiore e a costo più basso di quelli prodotti dal marchio principale.
sottomarino   agg.  che sta sotto la superficie del mare: cavo sottomarino; flora sottomarina  s. m.  unità navale in grado di navigare in completa immersione anche per lunghi periodi, impiegata per lo più per scopi bellici, ma talvolta anche per la ricerca scientifica; a differenza del sommergibile, non è idoneo alla navigazione in superficie.
sottomascellare   agg.  (anat. , med.) situato, localizzato sotto la mascella.
sottomento   s.m.  (non com.) pappagorgia, doppio mento.
sottomercato   avv.  (non com.) a prezzo inferiore a quello che si pratica sul mercato: vendere sottomercato. 
sottomesso   part. pass.  di sottomettere  agg.    • 1 •   privo di libertà, di indipendenza: un popolo sottomesso    • 2 •   docile, remissivo: carattere sottomesso. 
sottomettere   v. tr.  [coniugato come mettere]    • 1 •   (non com.) metter sotto: sottomettere i buoi al giogo    • 2 •   presentare qualcosa a qualcuno perché la esamini; sottoporre: sottomettere il caso a un giudice  | (fig.) mettere in secondo piano; subordinare: sottomettere i propri interessi a quelli della collettività    • 3 •   assoggettare, ridurre all'obbedienza: sottomettere un popolo  | costringere a sottostare; sottoporre, spec. con la forza: sottomettere a sevizie; sottomettere a una dura prova  | sottomettersi v. rifl.  piegarsi al volere, all'autorità altrui; fare atto di sottomissione: si fecero uccidere, ma non si sottomisero. 
sottomissione   s.f.    • 1 •   il sottomettere, il sottomettersi: fare atto di sottomissione all'autorità    • 2 •   l'essere sottomesso; umiltà, docilità d'animo: fare qualcosa in segno di sottomissione; eseguire un compito ingrato con sottomissione. 
sottomisura   o sotto misura, avv.  a una distanza inferiore a quella richiesta: tirare la palla sottomisura  | anche come agg.  : tiro sottomisura. 
sottomucosa   s.f.  (anat.) mucosa situata sotto un'altra mucosa: sottomucosa uterina. 
sottomucoso   agg.  (anat. , med.) situato, localizzato al di sotto di una mucosa.
sottomultiplo   agg.  e s.m.  (mat.) si dice di un numero o di una grandezza contenuti un numero esatto di volte in un altro numero o in un'altra grandezza: il centimetro è sottomultiplo del metro. 
sottonocchiere   s.m.  nella marina militare, il sottocapo della categoria nocchieri.
sottonotato   agg.  notato, nominato più oltre.
sottooccupato    ⇨ sottoccupato.
sottooccupazione    ⇨ sottoccupazione.
sottopadrone   s.m.  nel gioco della passatella, chi decide sulle bevute assegnate dal padrone.
sottopagare   v. tr.  pagare meno del dovuto.
sottopalco   s.m.  [pl. -chi] nei teatri, vano ricavato sotto il palcoscenico.
sottopancia   s.m. invar.    • 1 •   finimento che, passando sotto la pancia del cavallo, assicura la sella sul dorso    • 2 •   nel gergo militare, ufficiale aiutante | (estens.) chi è al servizio di un personaggio potente; scagnozzo, portaborse    • 3 •   nel gergo televisivo, scritta che identifica un personaggio che appare sullo schermo.
sottopassaggio   s.m.    • 1 •   tratto di strada che passa sotto il piano di un'altra che la interseca    • 2 •   passaggio pedonale sotterraneo che nelle stazioni ferroviarie permette di evitare l'attraversamento dei binari; in zone urbane a traffico intenso, passaggio sotterraneo per l'attraversamento dei pedoni.
sottopassare   v. tr.  (non com.) attraversare passando sotto: l'autostrada sottopassa la ferrovia. 
sottopasso   s.m.  sottopassaggio.
sottopiatto   s.m.  piatto su cui si pone un altro piatto o una scodella in tavola.
sottopiede   s.m.  striscia di cuoio o di tessuto che, passando sotto il piede, serve a fermare il calzone, la ghetta o lo sperone.
sottoporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   (non com.) porre sotto    • 2 •   sottomettere, assoggettare: sottoporre le province al potere centrale    • 3 •   costringere ad affrontare, a subire qualcosa di difficile, spiacevole, gravoso: sottoporre a una prova, a un esame, a uno sforzo; sottoporre qualcuno a maltrattamenti; sottoporre a intervento chirurgico    • 4 •   sottomettere a un vaglio, a un giudizio: sottoporre una legge all'approvazione delle camere; sottoporre a qualcuno un progetto  | sottoporsi v. rifl.  accettare di affrontare qualcosa di difficile, gravoso: sottoporsi a un'operazione; si sottoposero di buon grado alle fatiche. 
sottoportico   s.m.  [pl. -ci] lo spazio sotto il portico.
sottoposizione   s.f.  (rar.) il sottoporsi, il sottomettersi; sottomissione.
sottoposto   part. pass.  di sottoporre  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  chi in un rapporto di lavoro dipende da altri; chi è gerarchicamente subordinato ad altri.
sottopotere   s.m.  potere occulto parallelo a quello ufficiale, sul quale è in grado di influire.
sottoprefetto   s.m.  un tempo, il funzionario a capo di una sottoprefettura.
sottoprefettura   s.f.  nel vecchio ordinamento amministrativo dello stato italiano, ciascuno dei circondari in cui era suddivisa una prefettura, comprensivo del territorio di più comuni | il grado, l'ufficio di sottoprefetto.
sottoprezzo   avv.  a prezzo inferiore a quello corrente: vendere sottoprezzo. 
sottoprodotto   s.m.    • 1 •   prodotto secondario ottenuto nel corso della lavorazione di altri prodotti: i sottoprodotti della raffinazione del petrolio    • 2 •   (estens.) prodotto di scarsa qualità.
sottoproduzione   s.f.  (econ.) livello di produzione inferiore alle capacità produttive o insufficiente a soddisfare la domanda globale.
sottoprogramma   s.m.  [pl. -mi] (inform.) segmento di programma destinato allo svolgimento di una determinata funzione, che può essere richiamato in un programma più vasto senza modificarne il flusso logico.
sottoproletariato   s.m.  nelle moderne società industriali, lo strato della popolazione più povero economicamente e culturalmente, i cui componenti traggono il loro reddito da occupazioni occasionali, spesso degradanti e parassitarie: il sottoproletariato delle borgate romane. 
sottoproletario   agg.  del sottoproletariato  s.m.  [f. -a] chi appartiene al sottoproletariato.
sottopunto    ⇨ soppunto.
sottorbitale   agg.  (anat. , med.) situato, localizzato sotto un'arcata orbitale.
sottordine   s.m.    • 1 •   nella sistematica zoologica e botanica, suddivisione intermedia tra l'ordine e la famiglia    • 2 •   in sottordine, in grado subordinato ad altri; su un piano di minore importanza: essere in sottordine a tutti; porre una questione in sottordine. 
sottoregno   s.m.  nella sistematica zoologica e botanica, ciascuna delle categorie in cui si suddivide un regno.
sottoscala   s.m. invar.  spazio vuoto sotto una rampa di scala, in genere adibito a ripostiglio.
sottoscarpa   s.f.  in edilizia: muro di sottoscarpa, muro di sostegno costruito ad altezza inferiore a quella del terrapieno.
sottoscritto   part. pass.  di sottoscrivere  agg.  e s.m.  [f. -a] (burocr.) termine con cui designa sé stesso chi redige una domanda o un altro atto in proprio nome, ma usando la terza persona: il sottoscritto dichiara... ' nel linguaggio fam., anche in usi scherz.: sono partiti tutti, escluso il sottoscritto; il sottoscritto desidera mangiare. 
sottoscrittore   s.m.  [f. -trice] chi sottoscrive: i sottoscrittori del manifesto  | chi partecipa a una sottoscrizione: i sottoscrittori dell'abbonamento. 
sottoscrivere   v. tr.  [coniugato come scrivere]    • 1 •   apporre la propria firma in calce a un documento, a un atto ecc.: sottoscrivere un contratto    • 2 •   confermare la propria partecipazione a un'iniziativa, a una raccolta di denaro ecc., mediante firma o in altro modo: sottoscrivere una somma a favore dei sinistrati    • 3 •   (fig.) approvare, condividere: non posso sottoscrivere il suo operato    • 4 •   (rar.) scrivere qualcosa sotto un altro scritto | v. intr.  [aus. avere] (non com.) dare il proprio consenso, il proprio appoggio: sottoscrivere a un programma. 
sottoscrizione   s.f.    • 1 •   il sottoscrivere, l'essere sottoscritto    • 2 •   la raccolta delle firme delle persone che condividono il contenuto di un testo o accettano di partecipare a un'iniziativa; anche, raccolta di contributi in denaro: aprire, promuovere una sottoscrizione    • 3 •   (tip.) soscrizione, colofone.
sottosegretariato   s.m.  incarico, ufficio di sottosegretario di stato; l'insieme dei funzionari alle dirette dipendenze del sottosegretario.
sottosegretario   s.m.    • 1 •   impiegato di grado inferiore al segretario | aiutante, sostituto di un segretario    • 2 •   sottosegretario (di stato), nell'ordinamento italiano, collaboratore del ministro (segretario di stato) nella direzione di un dicastero; non ha attribuzioni proprie, ma agisce per delega specifica del ministro.
sottosezione   s.f.  ciascuno dei compartimenti in cui è ripartita una sezione.
sottosistema   s.m.  [pl. -mi] sistema che rientra in un sistema maggiore.
sottosopra   o sotto sopra, avv.    • 1 •   con la parte di sopra messa sotto: girare sottosopra un materasso    • 2 •   (estens.) in grande disordine: mettere sottosopra una stanza  | (fig.) in stato di profondo turbamento, di viva agitazione: la notizia inaspettata mise sottosopra i presenti  | usato anche come agg. invar.  : la casa era tutta sottosopra  s. m. invar.  scompiglio, disordine, confusione: che sottosopra qui dentro!. 
sottospecie   s.f. invar.    • 1 •   nella sistematica zoologica e botanica, suddivisione di una specie    • 2 •   (estens.) suddivisione, raggruppamento di ordine inferiore a un altro    • 3 •   (spreg.) varietà inferiore, imitazione: una sottospecie di caviale; quella non è che una sottospecie d'arte. 
sottospinato   agg.  e s.m.  (anat.) denominazione di un muscolo del dorso che si trova sotto la spina della scapola.
sottosquadro   s.m.  in un lavoro a intaglio, incisione profonda che forma un angolo acuto con il piano.
sottossido   s.m.  (chim.)    • 1 •   ossido a basso contenuto di ossigeno    • 2 •   ossido in cui il metallo è al più basso stato di ossidazione; ossidulo.
sottostante   part. pres.  di sottostare  agg.    • 1 •   posto, situato sotto, più in basso: guardava dalla vetta il paesaggio sottostante    • 2 •   (fig. non com.) dipendente, subordinato; sottoposto, subalterno.
sottostare   v. intr.  [io sottostò, tu sottostài, egli sottostà ecc. ; le altre forme coniugate come stare]    • 1 •   (non com.) stare sotto, stare più in basso    • 2 •   (estens.) essere agli ordini, alle dipendenze: nel suo lavoro non deve sottostare a nessuno  | (fig.) essere soggetto, obbligato: sottostare a una regola; non voler sottostare a compromessi. 
sottostazione   s.f.  impianto elettrico per trasformazioni di tensione, conversioni di frequenza e di corrente alternata in continua e smistamento di energia da una linea principale a linee secondarie.
sottosterzante   part. pres.  di sottosterzare   agg.  si dice di autoveicolo che tende a sottosterzare.
sottosterzare   v. intr.  [io sottostèrzo ecc..; aus. avere] (aut.) detto di autoveicolo, avere le ruote anteriori che in curva assumono una deriva superiore a quella delle ruote posteriori, per cui il veicolo tende a descrivere una curva di raggio superiore a quello previsto dallo sterzo.
sottosterzata   s.f.  sterzata a effetto ridotto, tipica di un autoveicolo sottosterzante.
sottosterzo   s.m.  difetto o caratteristica di un autoveicolo sottosterzante.
sottostima   s.f.  sottovalutazione.
sottostimare   v. tr.  stimare, valutare meno del reale o del giusto; sottovalutare: sottostimare il valore di un immobile. 
sottosuolo   s.m.    • 1 •   lo strato del terreno sottostante alla superficie del suolo: i prodotti, le ricchezze del sottosuolo, quelle minerarie e petrolifere | in agraria, strato del terreno in cui non arrivano le radici delle piante    • 2 •   (non com.) locale posto sotto il livello del suolo; sotterraneo: un sottosuolo umido e freddo. 
sottosviluppato   agg.    • 1 •   si dice di paese o regione in condizioni di sottosviluppo economico    • 2 •   che presenta uno sviluppo fisico, psichico o intellettuale inferiore a quello normale (anche scherz.): un bambino sottosviluppato; non fare il sottosviluppato!. 
sottosviluppo   s.m.    • 1 •   mancato o insufficiente sviluppo    • 2 •   (econ.) condizione di povertà diffusa e di crescita economica lenta in cui versano grandi aree geografiche, paesi o regioni interne di un paese    • 3 •   (foto.) insufficiente sviluppo, per trattamento troppo breve o per temperatura troppo bassa, che porta a negativi poveri di densità e contrasto.
sottotenente   s.m.  ufficiale dell'esercito del grado più basso della gerarchia degli ufficiali | sottotenente di vascello, (mar.) ufficiale della marina militare di grado corrispondente a quello di tenente dell'esercito.
sottoterra   o sotto terra, avv.  sotto la terra: nascondere qualcosa sottoterra; mettere sottoterra, seppellire; andare sottoterra, morire; mandare sottoterra, far morire; essere sottoterra, essere morto.
sottotetto   s.m.  piano di un edificio immediatamente sottostante al tetto; solaio, soffitta.
sottotipo   s.m.    • 1 •   nella sistematica zoologica e botanica, ciascuna delle categorie in cui è suddiviso un tipo    • 2 •   (estens.) raggruppamento di ordine inferiore a un altro; varietà.
sottotitolare   v. tr.  [io sottotìtolo ecc.] corredare di un sottotitolo o di sottotitoli: sottotitolare un libro, un articolo; sottotitolare un film. 
sottotitolato   part. pass.  di sottotitolare   agg.  dotato di sottotitolo o di sottotitoli: film sottotitolato per non udenti. 
sottotitolazione   s.f.  il sottotitolare; l'insieme dei sottotitoli.
sottotitolo   s.m.    • 1 •   titolo secondario che spiega o amplia il titolo principale di un libro; nei giornali, piccolo titolo inframmezzato al testo di un articolo    • 2 •   spec. pl.  scritta posta in sovraimpressione sul bordo inferiore delle immagini di un film, che nei film muti rappresentava il dialogo, in quelli sonori può contenere brevi didascalie o, se proiettati in lingua originale o predisposti per i non udenti, il dialogo | per estens., scritta analoga ottenuta con mezzi elettronici su immagini televisive.
sottotono   o sotto tono, avv.    • 1 •   con tono basso di voce: parlare sottotono    • 2 •   (fig.) al di sotto delle possibilità, meno brillantemente del solito: la squadra ha giocato sottotono  | in funzione di agg.  : prestazione sottotono. 
sottotraccia   o sotto traccia, agg. invar.  si dice di impianto elettrico o idraulico le cui condutture sono disposte sotto la superficie esterna dei muri di un edificio, in appositi alloggiamenti, in modo che restino visibili e raggiungibili i soli comandi esterni ed eventuali punti nodali (p. e.  centraline, contatori).
sottotratto   avv.  solo nell'espressione muovere sottotratto, negli scacchi, giocare in contromossa.
sottoutilizzare   v. tr.  utilizzare qualcuno o qualcosa non sfruttandone a pieno le capacità, le potenzialità: i macchinari della fabbrica sono sottoutilizzati. 
sottovalutare   v. tr.  [io sottovalùto  (diffuso ma meno corretto sottovàluto) ecc.] valutare troppo poco, meno del giusto: sottovalutare un terreno; sottovalutare le capacità di un individuo. 
sottovalutazione   s.f.  valutazione inferiore al valore reale.
sottovaso   s.m.  vaso, piatto o altro recipiente che si tiene sotto un vaso da fiori.
sottovela   avv.  (mar.) con le vele spiegate, bordate: navigare sottovela. 
sottovento   avv.  dalla parte opposta a quella da dove soffia il vento, rispetto a un punto di riferimento: navigare sottovento; non accostarsi sottovento al fuoco  s. m.  il lato di una nave opposto a quello da cui soffia il vento.
sottoveste   s.f.  indumento che s'indossa sotto una veste; in partic., indumento intimo femminile senza maniche, per lo più con due spalline, che s'indossa sotto l'abito.
sottovia   s.f.  o m.  tratto di via che passa sotto il piano di un'altra che la interseca.
sottovita   s.f.  copribusto.
sottovoce   o sotto voce, avv.  a voce molto bassa: parlare sottovoce. 
sottovuoto   o sotto vuoto, avv.  (tecn.) in condizioni di vuoto, di rarefazione dell'aria: carne conservata sottovuoto  | anche con valore di agg.  : confezione sottovuoto. 
sottraendo   s.m.  (mat.) il secondo termine di una differenza, quello che deve essere sottratto al diminuendo per ottenere il resto.
sottrarre   v. tr.  [coniugato come trarre]    • 1 •   levare, portar via da qualcuno o da qualcosa: sottrarre alla curiosità dei presenti, agli sguardi del pubblico '  liberare, salvare: sottrarre a  (o da) un pericolo    • 2 •   (fig.) togliere con l'astuzia o l'inganno: il ladro gli sottrasse il portafogli    • 3 •   (mat.) determinare la differenza di due numeri togliendo dal più grande il più piccolo: sottrarre trenta da cinquanta  | sottrarsi v. rifl.  sfuggire, evitare qualcosa: sottrarsi alla morte, all'arresto  | venir meno, mancare: sottrarsi a un impegno, alle proprie responsabilità. 
sottrattivo   agg.  che sottrae, che serve a sottrarre; che si avvale di una sottrazione | angiografia sottrattiva, nella quale l'immagine finale è ottenuta per successive sottrazioni di parti non essenziali della prima immagine.
sottratto   part. pass.  di sottrarre  e agg.  nei sign. del verbo.
sottrattore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi sottrae.
sottrazione   s.f.    • 1 •   il sottrarre, il portar via    • 2 •   operazione aritmetica con la quale si calcola la differenza fra due numeri (detti minuendo  e sottraendo) | in algebra, operazione binaria inversa dell'addizione.
sottufficiale   meno com. sott'ufficiale e sotto-ufficiale, s.m.  militare di grado intermedio tra la truppa e gli ufficiali (nell'esercito italiano il sergente, il sergente maggiore e il maresciallo).
soubrette   s.f. invar.    • 1 •   attrice che, negli spettacoli di varietà, recita, danza e canta, generalmente col ruolo di protagonista    • 2 •   nell'opera lirica, ruolo di soprano leggero che interpreta un personaggio di ragazza, spesso una servetta.
soufflé   s.m. invar.  (gastr.) vivanda, cotta al forno, a base di alimenti diversi (gener. verdure) legati da besciamella, tuorli e albumi d'uovo montati a neve che rendono soffice il composto.
soul   s.m. invar.  forma abbreviata di soul music  | anche come agg.  : il genere, lo stile soul. 
soul music   loc. sost. f. invar.  genere musicale di origine afroamericana, caratterizzato da una forte impronta spirituale e religiosa.
sound   s.m. invar.  nel jazz e poi anche nella musica leggera, la sonorità in quanto elemento caratteristico dello stile di un esecutore o di un complesso.
souplesse   s.f. invar.    • 1 •   scioltezza, agilità (spec. nel linguaggio sportivo): correre in souplesse    • 2 •   (fig.) la capacità e il comportamento di chi sa adeguarsi con tatto e finezza alle circostanze, senza tuttavia venir meno alla coerenza dei propri principi.
souvenir   s.m. invar.  piccolo oggetto che ricorda un luogo o un paese che si è visitato: negozio di souvenir; un souvenir di roma. 
sovatto    ⇨ sogatto.
sovchoz   s.m. invar.  (st.) azienda agricola statale dell'unione sovietica i cui lavoratori erano salariati.
sovcos   s.m.  adattamento it. del russo sovchoz. 
sovenire    ⇨ sovvenire.
sovente   avv.  (lett.) spesso, di frequente § soventemente avv. 
soverchiante   non com. soperchiante, part. pres.  di soverchiare  agg.  molto superiore; di gran lunga più grande: gli avversari erano in numero soverchiante  § soverchiantemente avv. 
soverchiare   non com. soperchiare, v. tr.  [io sovèrchio ecc.] (lett.)    • 1 •   andare al di sopra di qualcosa; oltrepassare: l'acqua soverchiò gli argini    • 2 •   (estens.) superare di gran lunga: versi d'amore e prose di romanzi / soverchiò tutti  (dante purg.  xxvi, 118-119)    • 3 •   (fig.) opprimere, sopraffare: soverchiare i deboli con la forza  | v. intr.  [aus. avere] (lett.)    • 1 •   sovrabbondare    • 2 •   sporgere in fuori: fuor de la bocca a ciascun soperchiava / d'un peccator li piedi  (dante inf.  xix, 22-23).
soverchiatore   non com. soperchiatore, agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi commette soverchierie, sopraffazioni: un soverchiatore dei diritti altrui. 
soverchieria   o soperchieria, s.f.  sopraffazione, prepotenza; azione violenta diretta contro chi non è in grado di difendersi.
soverchievole   non com. soperchievole, agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   soverchio, che supera la giusta misura, eccessivo    • 2 •   (fig.) prepotente; oltraggioso, offensivo: e per questa cagione, cioè di questa soverchievole voce che parea che m'infamasse viziosamente, quella gentilissima... mi negò lo suo dolcissimo salutare  (dante vita nuova).
soverchio   ant. soperchio, agg.  che supera il giusto limite; eccessivo: zelo soverchio; una spesa soverchia  s. m.    • 1 •   ciò che avanza, che sovrabbonda, che è troppo: l'orribile soperchio / del puzzo che 'l profondo abisso gitta  (dante inf.  xi, 4-5)    • 2 •   (non com.) ciò che sporge in fuori: se tu non vuo' di nostri graffi, / non far sopra la pegola soverchio  (dante inf.  xxi, 50-51)    • 3 •   (ant.) soperchieria, sopruso § soverchiamente avv.  eccessivamente, troppo.
sovero    ⇨ sughero.
sovesciare   v. tr.  [io sovèscio ecc.] (agr.) eseguire il sovescio: sovesciare le fave. 
sovescio   s.m.  pratica agraria che consiste nel sotterrare piante erbacee nel terreno in cui sono cresciute, allo scopo di arricchirlo di sostanze organiche.
soviet   s.m.  [pl. invar.] (st.) organo elettivo nel sistema amministrativo e politico dell'unione sovietica | soviet supremo, il parlamento bicamerale dell'unione sovietica.
sovietico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dei soviet, fondato sui soviet: la rivoluzione sovietica; unione sovietica    • 2 •   (estens.) dell'unione sovietica  s.m.  [f. -a] cittadino dell'ex unione sovietica.
sovietologia   s.f.  studio della formazione e della storia del sistema sociale e politico dell'unione sovietica.
sovietologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] esperto di sovietologia.
sovra    ⇨ sopra.
sovra-  sovra-  ⇨ sopra-.
sovrabbondante   non com. soprabbondante, part. pres.  di sovrabbondare   agg.    • 1 •   più che abbondante; che supera il necessario: alimentazione sovrabbondante; stile sovrabbondante, verboso, ampolloso    • 2 •   (gramm.) che può appartenere, senza variare di significato, a più categorie grammaticali: sostantivi sovrabbondanti, che possono avere genere maschile o femminile (orecchio / orecchia, lenzuoli / lenzuola); verbi sovvrabbondanti, che possono appartenere a due diverse coniugazioni (adempiere / adempire, intorbidare / intorbidire) § sovrabbondantemente avv. 
sovrabbondanza   non com. soprabbondanza, s.f.  eccessiva quantità, grande abbondanza: in sovrabbondanza, in grande quantità, in misura maggiore del necessario.
sovrabbondare   non com. soprabbondare, v. intr.  [io sovrabbóndo ecc. ; aus. essere  e avere] esservi in grande abbondanza, in quantità assai superiore al bisogno: il grano quest'anno sovrabbonda  | avere in grande abbondanza: il paese sovrabbonda di mano d'opera  | eccedere, esagerare: uno scrittore che sovrabbonda in citazioni. 
sovraccaricare   o sopraccaricare, v. tr.  [io sovraccàrico, tu sovraccàrichi ecc.] caricare in modo eccessivo: sovraccaricare un'automobile  | (fig.) imporre a qualcuno un onere troppo gravoso: sovraccaricare gli alunni di compiti. 
sovraccarico   o sopraccarico, agg.  [pl. m. -chi] carico in modo eccessivo (anche fig.): un carro sovraccarico; una persona sovraccarica di lavoro  s. m.  carico superiore al normale (anche fig.): il sovraccarico del furgone ha provocato l'incidente; sovraccarico emotivo. 
sovraccomito    ⇨ sopraccomito.
sovraccoperta    ⇨ sopraccoperta.
sovracorrente   s.f.  (elettr.) corrente aggiuntiva dovuta a sovratensione.
sovracriticità   s.f.  (chim. , fis.) condizione, stato sovracritico.
sovracritico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. , fis.) supercritico.
sovraddazio    ⇨ sopraddazio.
sovradimensionamento   s.m.  operazione e risultato del sovradimensionare.
sovradimensionare   v. tr.  [io sovradimensióno ecc.] assegnare dimensioni superiori al necessario, al giusto.
sovraesporre   e deriv.   ⇨ sovresporre e deriv. 
sovraffaticare   v. tr.  [io sovraffatico, tu sovraffatichi ecc.] affaticare, stancare eccessivamente | sovraffaticarsi v. rifl.  stancarsi, affaticarsi oltre misura.
sovraffollamento   non com. sopraffollamento, s.m.  affollamento eccessivo.
sovraffollato   non com. sopraffollato, agg.  eccessivamente affollato: un treno sovraffollato. 
sovraggiugnere   sovraggiungere  ⇨ sopraggiungere.
sovraimporre    ⇨ sovrimporre.
sovraimposta    ⇨ sovrimposta.
sovrainnestare   o soprainnestare, soprinnestare [so-prin-ne-stà-re], v. tr.  [io sovrainnèsto ecc.] (agr.) innestare una pianta con un sovrainnesto.
sovrainnesto   o soprainnesto, soprinnesto [so-prin-nè-sto], s.m.  (agr.) innesto che si esegue su un innesto precedente.
sovraintendere   e deriv.   ⇨ soprintendere e deriv. 
sovrainvestimento   s.m.  (econ.) condizione di squilibrio di un sistema economico in cui l'offerta complessiva è maggiore della domanda a causa di un accrescimento sproporzionato della capacità produttiva.
sovralimentare   v. tr.  [io sovraliménto ecc.]    • 1 •   alimentare in maniera eccessiva, con più cibo di quanto sarebbe necessario: i bambini obesi sono sovralimentati    • 2 •   (tecn.) alimentare una macchina o un dispositivo con una quantità di energia superiore al necessario.
sovralimentato   agg.    • 1 •   alimentato, nutrito eccessivamente    • 2 •   (mecc.) si dice di motore munito di sovralimentatore.
sovralimentatore   s.m.    • 1 •   (mecc.) dispositivo, gener. in forma di compressore, usato per la sovralimentazione dei motori a combustione interna    • 2 •   (ind. tessile) dispositivo presente in alcune macchine tessili per alimentarle con una maggior quantità di un tipo di filato rispetto a un altro, o per fornire all'entrata una maggior quantità di tessuto rispetto all'uscita, allo scopo di restringerlo.
sovralimentazione   s.f.    • 1 •   alimentazione, nutrizione eccessiva    • 2 •   (mecc.) alimentazione di un motore a combustione interna con aria o miscela carburata a pressione superiore a quella atmosferica, gener. per mezzo di un compressore | circuito di sovralimentazione, in un impianto idraulico a circuito chiuso, sistema comprendente almeno una pompa e una valvola che sopperisce alle eventuali perdite di fluido.
sovrallenamento   s.m.  (non com.) superallenamento.
sovramarea   s.f.  in oceanografia, innalzamento del livello delle acque oltre il limite massimo della normale alta marea.
sovrametallo   s.m.  eccedenza di metallo lasciata sulla superficie di un pezzo meccanico grezzo o semilavorato, al fine di consentire le ulteriori operazioni tecnologiche previste.
sovrammercato    ⇨ soprammercato.
sovrana   s.f.  antica moneta d'oro inglese, chiamata in seguito sterlina.
sovranazionale   e deriv.   ⇨ sopranazionale e deriv. 
sovraneggiare   v. intr.  [io sovranéggio ecc. ; aus. avere] (lett.) dominare, comandare da sovrano | v. tr.  (lett.) esercitare la sovranità dominare: roma sovraneggiò per secoli l'europa. 
sovranità   s.f.    • 1 •   l'essere sovrano; autorità, diritto, qualità di chi è sovrano: la sovranità del re, del popolo, dello stato  | sovranità del consumatore, (econ.) possibilità, ipotizzata dagli economisti marginalisti, che il consumatore, comperando o non comperando, influisca in modo determinante sulla produzione    • 2 •   (fig. , lett.) superiorità: la sovranità dell'anima sul corpo. 
sovrannaturale    ⇨ soprannaturale.
sovrannazionale   e deriv.   ⇨ sopranazionale e deriv. 
sovrano   agg.    • 1 •   (ant.) che sta sopra, più in alto; soprano    • 2 •   (lett.) che è superiore a tutti: onore sovrano; quelli è omero poeta sovrano  (dante inf.  iv, 88) | assoluto, totale: mostrare una sovrana indifferenza    • 3 •   si dice di potere, dignità, diritto e sim., che non derivino da altra autorità, che non dipendano da altro potere: la costituzione italiana sancisce che il potere sovrano appartiene al popolo  | che esercita un potere pieno e indipendente: stato sovrano; l'assemblea è sovrana    • 4 •   che si riferisce al capo di uno stato monarchico: diritto, decreto sovrano; per grazia sovrana   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (ant.) chi sta sopra, più in alto: così 'l sovran li denti a l'altro pose  (dante inf.  xxxii, 128)    • 2 •   il capo di uno stato in cui vige la monarchia; il re: l'incoronazione del sovrano  | i sovrani, la coppia formata da chi esercita il potere monarchico e dal coniuge § sovranamente avv.    • 1 •   da sovrano, con sovranità    • 2 •   (fig.) in modo superiore, superbamente.
sovranzare    ⇨ sobranzare.
sovraoccupazione   s.f.  occupazione di lavoratori con orario di lavoro superiore a quello normale.
sovrapattino    ⇨ sovrappattino.
sovrappassaggio   o soprappassaggio, s.m.  sovrappasso.
sovrappasso   o soprappasso, s.m.  cavalcavia, spec. stradale.
sovrappattino   o sovrapattino, s.m.  copertura che si applica ai cingoli dei veicoli cingolati durante la marcia su strade asfaltate, per evitare di rovinarne il manto.
sovrappensiero    ⇨ soprappensiero.
sovrappeso    ⇨ soprappeso.
sovrappiù    ⇨ soprappiù.
sovrappieno    ⇨ soprappieno.
sovrapponibile   agg.  che si può sovrapporre.
sovrappopolamento   s.m.  il sovrappopolare, il sovrappopolarsi, l'essere sovrappopolato.
sovrappopolare   v. tr.  [io sovrappòpolo ecc.] popolare in modo eccessivo rispetto alle risorse naturali di un luogo e alle possibilità di vita che esso offre | sovrappopolarsi v. rifl.  detto di luogo, riempirsi di popolazione in modo eccessivo.
sovrappopolato   part. pass.  di sovrappopolare   agg.  popolato eccessivamente: paese sovrappopolato, che ha troppi abitanti in proporzione alla superficie e alle risorse.
sovrappopolazione   s.f.  condizione di un paese sovrappopolato; popolazione eccessiva in rapporto alle risorse di un territorio e alle possibilità di vita che esso offre.
sovrapporre   meno com. soprapporre, ant. sopraporre, v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   mettere, porre una cosa sopra un'altra, facendole combaciare: sovrapporre dei mattoni; sovrapporre due figure tra loro    • 2 •   (fig.) aggiungere, imporre: molte popolazioni africane hanno sovrapposto i riti cristiani alla propria religiosità animistica    • 3 •   (fig.) far prevalere, preporre: sovrapporre l'autorità centrale alle autonomie locali  | sovrapporsi v. rifl.    • 1 •   porsi sopra ad altro: la seconda immagine si è sovrapposta alla prima    • 2 •   (fig.) aggiungersi ad altro; sopravvenire: nuove difficoltà si sono sovrapposte alle precedenti  | aggiungersi superando, facendo scomparire: il rumore si sovrappose alle voci    • 3 •   (ant.) porsi al di sopra, superare qualcosa: 'l suo concetto / al segno d'i mortal si soprapuose  (dante par.  xv, 41-42).
sovrapporta    ⇨ soprapporta.
sovrapposizione   meno com. soprapposizione, s.f.    • 1 •   il sovrapporre, il sovrapporsi (anche fig.): la sovrapposizione di due figure; la sovrapposizione di interessi diversi    • 2 •   nella moderna tecnica discografica, l'incisione di parti vocali o strumentali su una base musicale o anche vocale incisa in precedenza.
sovrapposto   meno com. soprapposto, part. pass.  di sovrapporre   agg.  posto sopra: fucile a canne sovrapposte  (detto anche fucile sovrapposto), fucile da caccia con le canne poste l'una sopra l'altra.
sovrapprezzo   o sovraprezzo, sopraprezzo, soprapprezzo, s.m.    • 1 •   maggiorazione del prezzo    • 2 •   (fin.) negli aumenti di capitale delle società per azioni, eccedenza del prezzo effettivo di emissione delle nuove azioni rispetto al loro valore nominale.
sovrapproduzione   s.f.  (econ.) condizione di squilibrio di un sistema economico caratterizzata da una offerta complessiva superiore alla domanda.
sovrapprofitto    ⇨ soprapprofitto.
sovraprezzo    ⇨ sovrapprezzo.
sovraprofitto    ⇨ soprapprofitto.
sovrarazionale    ⇨ soprarazionale.
sovrascorrimento   s.m.  (geol.) movimento tettonico consistente nello scivolamento di masse rocciose sopra il basamento preesistente.
sovrasensibile   o soprasensibile, agg.  e s.m.  (filos.) si dice di ciò che non può essere conosciuto mediante i sensi.
sovrasenso   o soprasenso, s.m.  nel linguaggio della critica letteraria e filosofica, senso figurato o simbolico che si aggiunge a quello letterale.
sovrassicurazione    ⇨ soprassicurazione.
sovrastampa   rar. soprastampa, s.f.  il sovrastampare, l'essere sovrastampato | scritta stampata dall'amministrazione postale sopra un francobollo emesso in precedenza per indicare modificazioni di valore o altri mutamenti.
sovrastampare   rar. soprastampare, v. tr.  stampare una scritta o altro sopra un foglio già stampato, per cancellare o modificare la stampa primitiva.
sovrastante   part. pres.  di sovrastare   agg.    • 1 •   che sta sopra, che si innalza al di sopra: le cime sovrastanti    • 2 •   (fig.) che incombe, imminente: pericoli sovrastanti. 
sovrastare   v. tr.  e intr.  [segue il paradigma della prima coniugazione regolare: io sovrasto, tu sovrasti ecc. ; aus. dell'intr. essere, rar. avere]    • 1 •   stare sopra: il campanile sovrasta la chiesa; il colle sovrastava a una pianura    • 2 •   (fig.) essere vicino, imminente, incombere: procedeva incurante del pericolo che gli  (o lo) sovrastava    • 3 •   (fig.) essere superiore; vincere, superare: la sua figura di scienziato sovrasta (a) tutte quelle della sua epoca. 
sovrasterzante   part. pres.  di sovrasterzare   agg.  si dice di autoveicoli che tendono a sovrasterzare.
sovrasterzare   v. intr.  [io sovrastèrzo ecc. ; aus. avere] (aut.) detto di autoveicolo, avere le ruote anteriori che in curva assumono una deriva inferiore a quella delle ruote posteriori, per cui il veicolo tende a descrivere una curva di raggio inferiore a quello previsto dallo sterzo.
sovrasterzata   s.f.  sterzata a effetto ampliato, tipica di un autoveicolo sovrasterzante.
sovrasterzo   s.m.  difetto o caratteristica di un autoveicolo sovrasterzante.
sovrastimare   v. tr.  stimare, valutare più del reale o del giusto: sovrastimare il valore di un terreno. 
sovrastruttura   o soprastruttura, s.f.    • 1 •   ogni elemento costruttivo innalzato al di sopra di un'altra struttura che funge da sostegno: sovrastrutture stradali, ferroviarie, il complesso delle strutture (massicciata, pavimentazione ecc.) sovrastanti il piano di fondazione | nelle navi, ogni elemento sistemato sopra il ponte di coperta (fumaioli, plancia, tughe ecc.)    • 2 •   (estens. , fig.) elemento aggiuntivo; in partic., aggiunta non fusa, non integrata col resto dell'insieme: un film appesantito da sovrastrutture ideologiche    • 3 •   nella dottrina marxiana, l'insieme degli ordinamenti politici e giuridici e delle forme di coscienza morali, filosofiche e culturali di un sistema sociale, in quanto emanazione e riflesso di una determinata struttura economica.
sovrasviluppo   s.m.  (foto.) sviluppo prolungato o eseguito a temperatura eccessiva, che porta in genere a negativi contrastati e molto densi.
sovratensione   s.f.  (fis.) sopraelevazione sulla tensione normale di esercizio che si può formare negli impianti elettrici per cause dipendenti dal funzionamento dell'impianto stesso o per cause esterne.
sovrattassa    ⇨ soprattassa.
sovraumano    ⇨ sovrumano.
sovreccedere   e deriv.   ⇨ sopreccedere e deriv. 
sovreccitabile   meno com. sopraeccitabile e sopreccitabile, agg.  che si eccita molto facilmente; ipersensibile, nervoso: un temperamento sovreccitabile. 
sovreccitabilità   meno com. sopraeccitabilità, sopreccitabilità, s.f.  l'essere sovreccitabile.
sovreccitamento   meno com. sopraeccitamento, sopreccitamento, s.m.  il sovreccitare; sovreccitazione.
sovreccitare   meno com. sopraeccitare e sopreccitare, v. tr.  [io sovrèccito ecc.] provocare in qualcuno grande eccitazione nervosa, mettere in forte tensione | sovreccitarsi v. rifl.  mettersi, entrare in uno stato di grande eccitazione, in forte tensione.
sovreccitazione   meno com. sopraeccitazione e sopreccitazione, s.f.  stato di forte eccitazione nervosa.
sovreminente   o sopraeminente, sopreminente, agg.  (ant.) che è molto al di sopra, molto eminente.
sovreminenza   o sopraeminenza, sopreminenza, s.f.  (ant.) l'essere sovreminente; supremazia.
sovresporre   o sovraesporre, v. tr.  [coniugato come esporre] (foto.) esporre la pellicola a una quantità eccessiva di luce, così da far risultare l'immagine falsata nelle tonalità cromatiche.
sovresposizione   o sovraesposizione, s.f.  (foto.) il sovresporre, l'essere sovresposto | (non com.) fotografia sovresposta.
sovresposto   o sovraesposto, part. pass.  di sovresporre   agg.  (foto.) si dice di pellicola che sia stata esposta alla luce troppo a lungo; anche, dell'immagine fotografica da essa ricavata.
sovresso   o sopresso, prep.  (ant. , lett.) sopra.
sovrimporre   meno com. sovraimporre, v. tr.  [coniugato come porre] (non com.) imporre sopra; porre in più | imporre come sovrimposta.
sovrimposta   meno com. sovraimposta, s.f.  tributo che colpisce lo stesso imponibile già accertato per un altro tributo.
sovrimpressione   s.f.  (foto.) impressione di una o più immagini su altre immagini precedentemente impresse sulla stessa pellicola.
sovrimpresso   agg.  impresso sopra una precedente impressione.
sovrintendere   e deriv.   ⇨ soprintendere e deriv. 
sovrumano   meno com. sovraumano, ant. soprumano e sopraumano, agg.    • 1 •   che supera i limiti e le capacità della natura umana: potenze sovrumane    • 2 •   (iperb.) straordinario, grandissimo: avere una forza, una pazienza sovrumana; fare uno sforzo sovrumano  § sovrumanamente avv. 
sovvallo   s.m.  (tosc.) ciò che si ha senza spesa | a sovvallo, gratis | mettere una somma a sovvallo, metterla da parte, considerarla come già spesa.
sovvenevole   agg.  (lett.) soccorrevole; pronto ad aiutare gli altri.
sovvenire   ant. sovenire, suvenire, v. tr.  [coniugato come venire] (lett.) aiutare, soccorrere: de la mia compagnia costui sovvenni  (dante purg.  i, 54) | v. intr.  [aus. avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2] (lett.)    • 1 •   sopperire; venire in aiuto: sovvenire alle necessità di qualcuno; sovvenire ai bisognosi    • 2 •   venire in mente, tornare alla memoria: e mi sovvien l'eterno, / e le morte stagioni  (leopardi l'infinito  11-12) | sovvenirsi v. rifl.  (non com.) ricordarsi.
sovvenitore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi sovviene, chi aiuta, spec. in senso morale.
sovventore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi aiuta materialmente, spec. con denaro; chi sovvenziona.
sovvenzionamento   s.m.  il sovvenzionare, l'essere sovvenzionato; sovvenzione.
sovvenzionare   v. tr.  [io sovvenzióno ecc.] aiutare con una sovvenzione: un'industria che sovvenziona la ricerca scientifica. 
sovvenzionatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sovvenziona: ente sovvenzionatore. 
sovvenzione   s.f.  denaro concesso come elargizione, oppure come prestito a condizioni vantaggiose per il debitore, spec. in quanto si voglia finanziare un'attività riconosciuta utile: il teatro riceve sovvenzioni dallo stato. 
sovversione   s.f.  il sovvertire, l'essere sovvertito: sovversione dell'ordinamento dello stato. 
sovversivismo   s.m.    • 1 •   l'essere sovversivo    • 2 •   tendenza, movimento sovversivo.
sovversivo   agg.    • 1 •   che mira a sovvertire un ordinamento politico e sociale, essendo animato da un disordinato intento di ribellione più che da chiare idee rivoluzionarie: un individuo sovversivo; attività, propaganda sovversiva    • 2 •   (estens.) che tende a innovare profondamente, a sconvolgere una tradizione: il carattere sovversivo del futurismo   s.m.  [f. -a] chi ha idee sovversive, chi svolge attività sediziose § sovversivamente avv. 
sovvertimento   s.m.  il sovvertire, l'essere sovvertito.
sovvertire   v. tr.  [io sovvèrto ecc.]    • 1 •   sconvolgere profondamente un ordinamento vigente: sovvertire le strutture dello stato    • 2 •   innovare, cambiare profondamente: sovvertire le regole della prospettiva. 
sovvertitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sovverte: sovvertitore dell'ordine pubblico. 
sozio   s.m.  (ant.) socio, compagno, amico | (rar.) complice, compagno di bricconate.
sozzare   v. tr.  [io sózzo ecc.] (ant.) insozzare.
sozzeria   dial. zozzeria, s.f.  (region.) azione, cosa sozza (anche fig.).
sozzo   dial. zozzo, agg.    • 1 •   sudicio, sporco: mani sozze di sangue    • 2 •   (fig.) turpe, moralmente ripugnante: un sozzo individuo    • 3 •   (ant.) brutto § sozzamente avv. 
sozzone   dial. zozzone, agg.  e s.m.  [f. -a] persona sozza fisicamente o moralmente.
sozzume   s.m.  insieme di cose sozze; sudiciume.
sozzura   s.f.    • 1 •   l'essere sozzo, sporco (anche fig.)    • 2 •   cosa sozza, porcheria (anche fig.).
spaccalegna   s.m. invar.  chi, per mestiere, spacca la legna da ardere.
spaccamento   s.m.  (non com.) lo spaccare, lo spaccarsi; rottura.
spaccamontagne   s.m. invar.  (fam.) spaccone, gradasso.
spaccamonti   s.m. invar.  (fam.) lo stesso che spaccamontagne. 
spaccaossa   s.m. invar.  coltello da macelleria a lama larga e pesante, usato per spaccare ossa e articolazioni.
spaccapietre   s.m. invar.  operaio che spacca le pietre usate in lavori di pavimentazione stradale.
spaccare   (1) v. tr.  [io spacco, tu spacchi ecc.]    • 1 •   spezzare, aprire, dividere in due o più parti con colpi violenti: spaccare la legna con l'accetta  | in alcune loc. fig.: un sole che spacca le pietre, caldissimo, cocente; spaccare la faccia, il muso a qualcuno, picchiarlo duramente | un orologio che spacca il minuto, esattissimo | o la va o la spacca, (fam.) si dice nell'intraprendere qualcosa di rischioso e difficile, che tuttavia si vuol tentare per non restare nell'incertezza    • 2 •   (fig.) dividere nettamente in due o più gruppi di opinione: la questione sta spaccando il paese  | spaccarsi v. rifl.    • 1 •   rompersi, aprirsi, fendersi: lo strato di ghiaccio potrebbe spaccarsi; il guscio dell'uovo si è spaccato    • 2 •   (fig.) dividersi nettamente per divergenze d'opinione: il partito corre il rischio di spaccarsi. 
spaccare   (2) v. tr.  [io spacco, tu spacchi ecc.] (non com.) togliere da un pacco, liberare da un involucro.
spaccata   s.f.    • 1 •   lo spaccare in fretta, sommariamente: dare una spaccata alla legna    • 2 •   in ginnastica e nella danza, posizione in cui le gambe si divaricano al massimo; nella scherma, posizione di affondo in cui si distende completamente la gamba sinistra; in alpinismo, superamento di un canalino o di un camino con l'appoggio delle gambe completamente divaricate e delle braccia spalancate, con le mani e i piedi appoggiati sulle opposte pareti di roccia    • 3 •   (gerg.) furto commesso asportando merci da una vetrina dopo averla infranta.
spaccatimpani   agg. invar.  talmente rumoroso da spaccare i timpani: musica spaccatimpani. 
spaccato   part. pass.  di spaccare    • 1 •   agg.    • 1 •   diviso in due o più parti; rotto: legna spaccata; un frutto spaccato  | (fig.) diviso da un contrasto, da un diverbio: una famiglia spaccata    • 2 •   (fig. fam.) identico, tale e quale: è suo padre spaccato  | vero e proprio: parla romanesco spaccato   s.m.    • 1 •   disegno o modellino in scala che rappresenta, da un determinato punto di vista, la struttura interna di un edificio, una macchina, un oggetto    • 2 •   (fig.) descrizione, rappresentazione della realtà profonda di qualcosa attraverso quella di un suo particolare aspetto o momento: delineare uno spaccato della società. 
spaccatura   s.f.    • 1 •   lo spaccare, lo spaccarsi, l'essere spaccato; il punto in cui una cosa è spaccata, l'apertura che rimane tra le parti di una cosa spaccata: terreno pieno di spaccature    • 2 •   (fig.) contrasto, controversia; anche, rottura di rapporti in seguito a contrasti, controversie: ricomporre una spaccatura. 
spaccatutto   agg.  e s.m. invar.  che, chi spacca tutto (spec. fig.); distruttore.
spacchettare   v. tr.  [io spacchétto ecc.] svolgere, togliere dal pacchetto: spacchettare i libri. 
spacciabile   agg.  (non com.) che si può spacciare.
spacciare   v. tr.  [io spàccio ecc.]    • 1 •   vendere rapidamente o in gran quantità: spacciare le rimanenze di magazzino    • 2 •   commerciare, vendere (per lo più con l'idea di traffico illecito): spacciare droga; spacciare monete false, metterle in circolazione | diffondere, divulgare notizie non vere: spacciare calunnie, menzogne    • 3 •   far passare qualcuno o qualcosa per quello che non è: spacciare come  (o per) opera d'arte un film pornografico    • 4 •   (rar.) sbrigare in fretta: spacciare una faccenda; spacciare un seccatore, liberarsene rapidamente    • 5 •   (ant.) spedire: spacciare un messo    • 6 •   (fam.) considerare un malato senza speranze di guarigione: il medico l'ha spacciato  | spacciarsi v. rifl.  far credere d'essere quello che non si è: si spaccia per avvocato. 
spacciato   part. pass.  di spacciare   agg.  (fam.) privo di ogni speranza di salvarsi, di evitare la morte; (fig.) rovinato, perduto, finito: considerare spacciato; dare per spacciato; è bell'e spacciato. 
spacciatore   s.m.  [f. -trice] chi spaccia moneta falsa, droga, merce d'illecita provenienza | spacciatore di notizie false, di calunnie  e sim., chi le diffonde.
spaccio   s.m.    • 1 •   lo spacciare: essere arrestato per spaccio di stupefacenti    • 2 •   vendita al pubblico: un locale autorizzato allo spaccio di superalcolici    • 3 •   negozio, locale in cui si vende merce al minuto, spec. nell'ambito di singole comunità: lo spaccio del carcere; spaccio aziendale    • 4 •   (ant.) partenza; commiato    • 5 •   (ant.) invio di un dispaccio; il dispaccio stesso; la corrispondenza che si affidava al corriere.
spacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   spaccatura, fenditura; il vano che s'apre tra le parti di una cosa spaccata: uno spacco nel piano del tavolo  | innesto a spacco, fatto inserendo un rametto in un ramo tagliato per il lungo dell'albero da innestare    • 2 •   strappo, rottura netta: uno spacco nei pantaloni    • 3 •   apertura praticata in abiti maschili e femminili per rendere più agevoli i movimenti o per eleganza: giacca, gonna con gli spacchi.  dim. spacchetto. 
spacconata   s.f.  atto, discorso da spaccone; smargiassata, guasconata.
spaccone   s.m.  [f. -a] chi si vanta di saper compiere, o di aver compiuto, cose straordinarie, incredibili; smargiasso, rodomonte: fare lo spaccone. 
spacelab   s.m. invar.  laboratorio spaziale orbitante di costruzione statunitense.
spada   ant. spata, s.f.    • 1 •   arma bianca con lama dritta e appuntita di varia lunghezza, a uno o due tagli, usata fin dall'antichità come arma da guerra: spada di ferro, di bronzo; una spada d'età romana; film, romanzi di cappa e spada; sguainare la spada, trarla dal fodero; incrociare le spade, incominciare il combattimento; rinfoderare la spada, cessare di combattere; passare a fil di spada, uccidere con tale arma | difendere a spada tratta, (fig.) con grande accanimento | la spada della giustizia, (fig.) le pene con cui la giustizia persegue i rei | spada di damocle, (fig.) si dice di un pericolo sempre sovrastante (con riferimento all'aneddoto secondo cui dionigi il vecchio, tiranno di siracusa, fece sedere damocle, che lo celebrava come un uomo felice, sul suo trono e poi gli fece sospendere sul capo una spada tenuta da un crine di cavallo, per significargli il pericolo sempre incombente sui re) | prov.  : chi di spada ferisce, di spada perisce.  dim. spadina, spadino  (m.) accr. spadona, spadone  (m)    • 2 •   (sport) una delle tre armi usate nella scherma, con lama a sezione triangolare, atta a colpire soltanto di punta: tirare di spada, praticare la scherma    • 3 •   (estens.) soldato armato di spada | chi tira di spada; spadaccino: essere una buona spada    • 4 •   pl.  uno dei semi delle carte da gioco napoletane    • 5 •   pesce spada, grosso pesce di mare commestibile, che ha la mascella superiore prolungata e appuntita come una spada (ord.  perciformi).
spadaccino   s.m.  [f. -a] chi sa maneggiare bene la spada.
spadacciola   s.f.  pianta erbacea con foglie lineari e fiori di color rosa-violetto, simili a piccoli gladioli (fam.  iridacee).
spadaio   region. spadaro, s.m.  armaiolo specializzato nella fabbricazione di spade.
spadata   s.f.  (rar.) colpo dato con la spada.
spadellare   v. tr.  e intr.  [io spadèllo ecc. ; aus. dell'intr. avere]    • 1 •   nel gergo dei cacciatori, sparare alla selvaggina senza colpirla; mancare il bersaglio    • 2 •   (region.) trafficare in cucina.
spadice   s.m.  (bot.) infiorescenza a spiga, con asse principale carnoso, circondata da una grande brattea.
spadiciflore   s.f. pl.  (bot.) ordine di piante monocotiledoni, includente le palme e le aracee, i cui fiori si presentano in infiorescenze a spadice | sing.  [-a] ogni pianta appartenente a tale ordine.
spadiforme   agg.  a forma di spada.
spadina   s.f.    • 1 •   dim.  di spada    • 2 •   spillone in forma di spada, con cui le donne tenevano ferma l'acconciatura.
spadino   s.m.    • 1 •   dim.  di spada    • 2 •   spada piccola e corta, riccamente ornata, usata come accessorio di alcune uniformi di gala, in partic. di quelle degli allievi di accademie militari.
spadista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica lo sport della scherma con la spada.
spadona   agg.  e s.f.  si dice di una varietà di pera dalla forma allungata, con buccia di color verde chiaro e polpa bianca molto sugosa.
spadonata   s.f.  (non com.) colpo di spadone.
spadone   (1) s.m.    • 1 •   accr.  di spada    • 2 •   spada lunga e massiccia, da impugnare a due mani.
spadone   (2) s.m.  (lett.) eunuco.
spadroneggiare   v. intr.  [io spadronéggio ecc. ; aus. avere] fare da padrone, comportandosi con boria e prepotenza: spadroneggiare in casa altrui. 
spaesamento   s.m.  il sentirsi spaesato, fuori posto.
spaesato   agg.  che si sente a disagio, smarrito e imbarazzato: in mezzo a quelle facce nuove si sentiva spaesato. 
spagheria   s.f.  fabbrica di spaghi.
spaghettata   s.f.  (fam.) mangiata di spaghetti, spec. se fatta in compagnia.
spaghetteria   s.f.  locale pubblico in cui vengono preparati e serviti prevalentemente piatti di spaghetti.
spaghettiera   s.f.  recipiente da portata per servire in tavola gli spaghetti o altra pastasciutta.
spaghetti-western  spaghetti-western loc. sost. m. invar.  (scherz.) western all'italiana.
spaghetto   (1) s.m.    • 1 •   dim.  di spago    • 1 •    • 2 •   spec. pl.  pasta alimentare, di forma cilindrica lunga e sottile, che si mangia generalmente asciutta: spaghetti al sugo, al burro.  dim. spaghettino. 
spaghetto   (2) s.m.  (region.) paura, fifa.
spaginare   v. tr.  [io spàgino ecc.] (tip.) disfare l'impaginazione di un testo per apportare modificazioni.
spaginatura   s.f.  (tip.) lo spaginare, l'essere spaginato.
spagirico   agg.  [pl. m. -ci] si dice della teoria medica dello svizzero paracelso (1493-1541) e di ciò che a essa si riferisce.
spagliamento   s.m.  lo spagliare, lo spagliarsi, l'essere spagliato.
spagliare   (1) v. tr.  [io spàglio ecc.] liberare un oggetto da un rivestimento di paglia: spagliare i fiaschi  | danneggiare un oggetto, un rivestimento di paglia: il gatto ha spagliato la sedia  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   agitarsi spargendo la paglia: le mucche spagliano    • 2 •   nutrirsi di paglia | andare a spagliare in casa d'altri, (fig.) andare a scroccare | spagliarsi v. rifl.  perdere il rivestimento di paglia: le sedie si spagliano. 
spagliare   (2) v. intr.  [io spàglio ecc. ; aus. avere] straripare, allagare ampie distese di territorio.
spagliatura   s.f.  spagliamento; il punto dove un oggetto è spagliato.
spaglio   s.m.  (non com.) lo spagliare | semina a spaglio, (agr.) semina che si esegue spargendo a mano sul terreno manciate di seme nel modo più uniforme possibile.
spagna   s.f.  (pop.) erba medica | usato anche come agg. f.  : erba spagna. 
spagnaio   s.m.  (pop.) medicaio.
spagnola   s.f.  febbre spagnola.
spagnoleggiare   v. intr.  [io spagnoléggio ecc. ; aus. avere] tenere un atteggiamento altezzoso e borioso dandosi arie da gran signore, secondo il costume che si considerava tipico degli spagnoli | usare modi spagnoli, spec. nel parlare o nello scrivere.
spagnolesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) da spagnolo; conforme a modi altezzosi e boriosi che si consideravano propri degli spagnoli § spagnolescamente avv. 
spagnoletta   s.f.    • 1 •   piccolo supporto cilindrico attorno a cui si avvolgono filati per cucire; il filato stesso così confezionato    • 2 •   tipo di chiusura per imposte costituita da un'asta metallica verticale girevole, manovrabile mediante maniglia e recante alle estremità due ganci che s'inseriscono in due denti di ferro posti rispettivamente sul davanzale e sull'architrave della finestra    • 3 •   scialletto di trina che si posa sul capo e che ricade intorno al viso e sulle spalle    • 4 •   (region.) arachide    • 5 •   (antiq.) sigaretta.
spagnolismo   s.m.    • 1 •   (ling.) ispanismo    • 2 •   costume di vita dominato dal gusto della magniloquenza e del fasto, che si riteneva tipico degli spagnoli | usanza, moda venuta dalla spagna.
spagnolo   lett. spagnuolo, agg.  della spagna | febbre spagnola, epidemia influenzale che ebbe forse origine in spagna e che negli anni dal 1918 al 1920 si diffuse in tutta europa mietendo numerose vittime  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della spagna    • 2 •   la lingua nazionale della spagna.
spago   (1) s.m.  [pl. -ghi] funicella sottile formata da due o più capi ritorti: un gomitolo di spago; legare un pacco con lo spago  | il filo ritorto usato dai calzolai: tirare lo spago, fare il calzolaio | dare spago a qualcuno, (fig. fam.) incoraggiarlo col proprio atteggiamento a parlare liberamente o a prendersi confidenze. dim. spaghetto. 
spago   (2) s.m.  [pl. -ghi] (gerg.) paura, fifa.
spahi   o spai, s.m.  soldato della cavalleria turca, poi della cavalleria coloniale francese e italiana.
spaiamento   s.m.  (non com.) lo spaiare, l'essere spaiato.
spaiare   v. tr.  [io spàio ecc.] separare due cose o persone che erano appaiate: spaiare gli orecchini. 
spaiato   part. pass.  di spaiare   agg.  si dice di cose che sono state disunite e che prima formavano un paio, una coppia: scarpe spaiate  | elettrone spaiato, (chim. , fis.) non accoppiato con un altro in un orbitale elettronico.
spalancamento   s.m.  (non com.) lo spalancare, lo spalancarsi, l'essere spalancato.
spalancare   v. tr.  [io spalanco, tu spalanchi ecc.] aprire completamente: spalancare la porta, la finestra  | spalancare gli occhi, per vedere meglio o per meraviglia, timore | spalancare la bocca, per gridare, mangiare, sbadigliare, o per stupore | spalancare le braccia, per abbracciare qualcuno o come espressione d'impotenza, di rassegnazione | spalancare gli orecchi, (fig.) ascoltare con molta attenzione | spalancarsi v. rifl.  aprirsi interamente: la botola si spalancò sotto i suoi piedi. 
spalancato   part. pass.  di spalancare   agg.  completamente aperto: un portone spalancato; restare a bocca spalancata, per lo stupore, la meraviglia.
spalaneve   s.m. invar.    • 1 •   operaio che spala la neve dalle strade    • 2 •   macchina sgombraneve.
spalare   v. tr.  togliere, asportare con la pala: spalare la neve, la terra  | spalare i remi, disporli con le pale orizzontali, quando sono fuor d'acqua tra una palata e l'altra.
spalata   s.f.  lo spalare un poco, rapidamente: dare una spalata alla neve. 
spalatore   s.m.  chi spala; operaio addetto a operazioni di spalatura.
spalatrice   s.f.    • 1 •   macchina per spalare    • 2 •   (agr.) macchina che smuove mucchi di cereali per aerarli.
spalatura   s.f.  lo spalare, l'essere spalato: la spalatura della neve. 
spalcare   v. tr.  [io spalco, tu spalchi ecc.] (rar.)    • 1 •   disfare, togliere palchi, impalcature    • 2 •   tagliare alcune impalcature di rami da un albero.
spalcatura   s.f.  in arboricoltura, l'eliminazione di alcune impalcature di rami per dare maggiore aria, luce ed equilibrio alle piante.
spaldo    ⇨ spalto.
spalla   s.f.    • 1 •   ciascuna delle due parti del corpo umano che vanno dall'attaccatura del braccio alla base del collo; pl. , la parte superiore del dorso, la schiena: la spalla destra, sinistra; battere una mano sulla spalla; avere un dolore a una spalla; appoggiarsi con le spalle; portare qualcosa a spalla, appoggiandola sulle spalle | nuotare a spalla, mantenendo il corpo inclinato sul fianco, tenendo un braccio sott'acqua mentre l'altro s'immerge ed emerge con movimento circolare, e i piedi eseguono lo stesso movimento che nel nuoto a rana | assalire, colpire alle spalle, da dietro, sfruttando la sorpresa; (fig.) a tradimento | avere le spalle grosse, (fig.) essere in grado di resistere, di sopportare disagi, fatiche ecc. | avere le spalle larghe, (fig.) sapersi assumere le proprie responsabilità, e talora anche responsabilità o colpe altrui | avere molti anni sulle spalle, (fig.) essere in età avanzata | prendersi qualcosa sulle spalle, (fig.) assumerne il peso, la responsabilità | gettare la colpa, la responsabilità sulle spalle di qualcuno, (fig.) addossargliela ingiustamente | avere la famiglia sulle spalle, (fig.) dover provvedere al suo mantenimento | mettersi, gettarsi qualcosa dietro le spalle, (fig.) non curarsene, non pensarci più | alzare le spalle, stringersi nelle spalle, per esprimere disinteresse, indifferenza o anche impotenza, rassegnazione | ridere alle spalle di qualcuno, (fig.) burlarsi di lui a sua insaputa | sparlare alle spalle di qualcuno, (fig.) criticarlo quando è assente | essere con le spalle al muro, (fig.) non avere alcuna via d'uscita, nessuna alternativa | vivere alle spalle di qualcuno, (fig.) farsi mantenere da lui | volgere le spalle, (fig.) fuggire | voltare le spalle a qualcuno, (fig.) abbandonarlo, negargli il proprio aiuto | voltare le spalle alla fortuna, (fig.) ignorare, non cogliere un'occasione favorevole | guardarsi le spalle, (fig.) premunirsi contro pericoli imprevisti, contro attacchi a tradimento | lavorare di spalle, farsi largo spingendo | accarezzare le spalle a qualcuno, (antiq.) per antifrasi, bastonarlo. dim. spalluccia  accr. spallona    • 2 •   nei quadrupedi, la parte superiore degli arti anteriori e la parte del dorso vicino alla loro attaccatura (si usa soprattutto in riferimento ad animali macellati): spalla di bue, d'agnello; prosciutto di spalla, salume preparato con la spalla del maiale    • 3 •   la parte del vestito che copre la spalla: un bel taglio di spalle; una spalla della giacca è difettosa    • 4 •   il fianco, la parte superiore di qualcosa, e spec. di una montagna o collina; contrafforte montuoso (è frequente anche nella toponomastica montana): la spalla del cervino  | nei giornali, l'articolo posto nell'angolo superiore destro della prima pagina; argine, scarpata; spalletta: la spalla del fiume    • 5 •   (fig.) persona che costituisce un valido aiuto per qualcuno, che ne sostiene le attività, le iniziative: fare da spalla; sono l'uno la spalla dell'altro  | nel gergo teatrale, attore che in una scenetta comica sostiene il comico principale, gli dà l'imbeccata | violino di spalla, (mus.) il secondo violino di un'orchestra    • 6 •   (arch.) ciascuno dei piedritti su cui poggiano le estremità di un ponte, di una volta, di un edificio    • 7 •   (tip.) spazio bianco che inquadra superiormente e inferiormente un carattere tipografico.
spallaccio   s.m.    • 1 •   nelle antiche armature, la piastra che copriva la spalla | larga spallina di antiche uniformi militari    • 2 •   cinghia di cuoio che, passando trasversalmente attraverso la spalla, serve a sostenere un cinturone, uno zaino o altro.
spallare   (1) v. tr.    • 1 •   accostare il fucile alla spalla per prendere la mira e sparare    • 2 •   (ant.) fiaccare le spalle, le reni di un animale da sella o da lavoro sottoponendolo a sforzi eccessivi | spallarsi v. rifl.  (ant.) rompersi, fiaccarsi le spalle.
spallare   (2) v. intr.  [aus. avere], spallarsi v. rifl.  nel gioco del biliardo, mettere la palla in posizione tale che risulti esposta ai colpi di quella dell'avversario.
spallarm   o spall'arm, inter.  comando con cui si ordina a soldati schierati di portare il fucile alla spalla destra e di appoggiarvelo con la canna, reggendolo per il calcio con la mano destra  s.m. invar.    • 1 •   il comando stesso: ordinare lo spallarm    • 2 •   la posizione assunta in seguito a tale comando: stare a spallarm. 
spallata   s.f.    • 1 •   spinta, urto dato con la spalla: buttar giù la porta con una spallata    • 2 •   alzata di spalle: rispondere con una spallata. 
spallato   part. pass.  di spallare    • 1 •   agg.  (ant.) fiaccato, sfiancato (detto di animale da sella o da lavoro).
spallazione   s.f.  (fis.) reazione nucleare durante la quale una particella ad alta energia colpisce un nucleo causandone la perdita di alcuni frammenti (prodotti di spallazione).
spalleggiamento   s.m.  lo spalleggiare, lo spalleggiarsi a vicenda.
spalleggiare   v. tr.  [io spalléggio ecc.]    • 1 •   aiutare, difendere, proteggere: è spalleggiato da tutti i suoi amici    • 2 •   (mil.) portare a spalla: spalleggiare un mortaio  | spalleggiarsi v. rifl.  difendersi, sostenersi a vicenda.
spalletta   s.f.    • 1 •   parapetto in muratura che si costruisce ai lati di un ponte, sulla sponda di un corso d'acqua, al margine di un burrone ecc. | rilievo di terreno che fa da argine a un corso d'acqua    • 2 •   ciascuna delle sporgenze laterali che restringono il vano di una porta o di una finestra e alle quali si adattano le imposte.
spalliera   s.f.    • 1 •   parte di un sedile che serve per appoggiarvi la schiena: la spalliera della sedia, della poltrona    • 2 •   ciascuna delle sponde che chiudono il letto da capo e da piedi    • 3 •   (agr.) intelaiatura, di solito addossata a un muro, alla quale si appoggiano piante da frutto o da fiore: una spalliera di rose; meli a spalliera, disposti in questo modo    • 4 •   (sport) arnese di forma simile a una scala a pioli, fissato verticalmente a una parete, che serve per esercizi di ginnastica.
spallina   s.f.    • 1 •   guarnizione di metallo o di stoffa colorata e varie passamanerie che era applicata un tempo alle spalle delle uniformi militari, anche come distintivo di grado e di corpo; nell'uso corrente, controspallina | (fig.) grado di ufficiale: guadagnarsi le spalline    • 2 •   striscia più o meno larga di tessuto, con o senza guarnizione, che sormonta le spalle di varie uniformi civili o di capi d'abbigliamento di foggia sportiva o militare: un impermeabile con le spalline    • 3 •   nastro o sottile striscia di tessuto che regge, passando sopra le spalle, alcuni indumenti femminili: le spalline della sottoveste    • 4 •   imbottitura che viene applicata a giacche, cappotti e vari altri indumenti per sostenerne o rialzarne le spalle.
spallone   s.m.  (gerg.) contrabbandiere che attraversa la frontiera portando la bricolla in spalla.
spalluccia   s.f.  [pl. -ce] dim.  di spalla  | fare spallucce, alzare le spalle in segno di disinteresse, di noncuranza.
spallucciata   s.f.  il fare spallucce; alzata di spalle.
spalmare   v. tr.  stendere sostanze semiliquide o pastose su una superficie solida: spalmare il burro sul pane; spalmare di pece la carena di una nave. 
spalmata   s.f.  lo spalmare una volta; rapida spalmatura. dim. spalmatina. 
spalmatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi spalma  s.m.  operaio addetto alla conduzione di una spalmatrice.
spalmatrice   s.f.  macchina per spalmare sostanze varie (gomma, plastica, paraffina) su tessuti o fogli di carta o d'altro materiale.
spalmatura   s.f.  l'operazione dello spalmare.
spalmo   s.m.    • 1 •   (non com.) spalmatura    • 2 •   (ant.) mistura di pece, sego e altre sostanze con cui si usava spalmare la carena delle navi.
spalto   ant. o lett. spaldo, s.m.    • 1 •   muro o massa di terra disposti a scarpata lungo il fronte di un'opera di fortificazione    • 2 •   pl.  le gradinate di un grande stadio | (estens.) il pubblico sistemato sugli spalti: il tifo degli spalti. 
spampanamento   s.m.  (non com.) spampanatura.
spampanare   v. tr.  [io spàmpano ecc]    • 1 •   (agr.) privare dei pampini: spampanare le viti    • 2 •   (ant. , dial.) stendere, allargare | (fig.) metter davanti a tutti; spiattellare, vantare: uno sfoggio di grandezze... che lo zio marchese andava spampanando da per tutto  (verga) | (assol.) vantarsi, darsi delle arie | spampanarsi v. rifl.    • 1 •   perdere i pampini (detto della vite) | allargare e abbassare i petali (detto di fiore ormai prossimo alla sfioritura): le rose cominciano a spampanarsi    • 2 •   (region.) allargarsi, appiattirsi.
spampanata   s.f.    • 1 •   sommaria asportazione di pampini dalle viti    • 2 •   (ant. , dial.) vanteria, spacconata.
spampanato   part. pass.  di spampanare  agg.    • 1 •   che non ha più i pampini: vite spampanata    • 2 •   che ha i petali troppo aperti e prossimi ad avvizzire: rosa spampanata  | (dial) allargato, appiattito, schiacciato.
spampanatura   s.f.  lo spampanare, lo spampanarsi.
spanare   v. tr.  logorare, guastare la filettatura di una vite, di un dado e sim. | spanarsi v. rifl.  detto di vite o di analogo elemento metallico, perdere la filettatura.
spanato   part. pass.  di spanare  agg.  si dice di vite, dado ecc. che ha perso la filettatura e quindi non fa presa.
spanciare   v. tr.  [io spàncio ecc.] (non com.) sventrare | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   tuffarsi battendo la pancia sull'acqua    • 2 •   detto di aereo, perder quota fino a scendere quasi a perpendicolo durante la manovra di cabrata    • 3 •   detto di muro, tavola o altro elemento sim., presentare un rigonfiamento | spanciarsi v. rifl.  farsi dolere la pancia per il gran ridere; ridere a crepapelle: ridere fino a spanciarsi; spanciarsi dalle risa. 
spanciata   s.f.    • 1 •   colpo dato battendo con la pancia, panciata, spec. tuffandosi in acqua in modo maldestro    • 2 •   (aer.) perdita di quota durante una cabrata    • 3 •   (fam.) scorpacciata: farsi una spanciata di frutta. 
spandere   v. tr.  [pass. rem. io spandéi  (rar. spansi), tu spandésti ecc. ; part. pass. spanto  (ant. spanduto)]    • 1 •   stendere, spargere qualcosa in modo uniforme su una superficie più o meno estesa: spandere il frumento sull'aia; spandere la cera sul pavimento    • 2 •   versare, spargere: spandere il vino sulla tovaglia; spandere sangue | spandere lacrime, piangere copiosamente ' spandere acqua, (fam.) orinare ' spendere e spandere, (fam.) sperperare    • 3 •   diffondere: le rose spandevano un delicato profumo    • 4 •   (fig.) divulgare, diffondere: spandere voci, notizie  | spandersi v. rifl.    • 1 •   estendersi, allargarsi: la macchia d'olio si spande rapidamente    • 2 •   diffondersi, riversarsi, spargersi (anche fig.): un odore di fumo si spandeva nell'aria; la notizia cominciò a spandersi in tutto il paese; la gioventù del loco / lascia le case, e per le vie si spande  (leopardi il passero solitario  33-34).
spandicera   s.m. invar.  arnese per spandere la cera su una tavoletta rettangolare nella quale è inserito un lungo manico.
spandiconcime   s.m. invar.  macchina agricola a carrello usata per spandere il concime sul terreno.
spandifieno   s.m. invar.  macchina agricola a carrello con aspo rotante munito di forche che spandono il fieno sul terreno, in modo da favorirne l'essiccazione.
spandighiaia   s.f. invar.  macchina per lavori stradali che serve a spargere uniformemente la ghiaia o materiali simili.
spandigraniglia   s.f. invar.  macchina per lavori stradali che serve a spargere uniformemente graniglia o materiali simili.
spandiletame   s.m. invar.  macchina agricola per spandere il letame sul terreno.
spandiliquame   s.m. invar.  macchina agricola a serbatoio per spandere liquami sul terreno.
spandimento   s.m.  lo spandere, lo spandersi; spargimento.
spandisabbia   agg.  e s.m.  e f. invar.  si dice di macchina o dispositivo per spandere sabbia sulle strade, come operazione finale di un'asfaltatura o per favorire lo scioglimento di formazioni di ghiaccio.
spandisale   agg.  e s.m.  e f. invar.  si dice di macchina o dispositivo che serve a spandere sale sulle strade per favorire lo scioglimento di formazioni di ghiaccio.
spanditore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi spande.
spanditrice   s.f.  macchina per pavimentazioni stradali che serve a spargere uniformemente catrame, bitume o sostanze simili.
spanditura   s.f.  (non com.) spandimento.
spaniare   v. tr.  [io spànio ecc.] liberare un uccello dalla pania | v. intr.  [aus. avere] togliere i ramoscelli impaniati | spaniarsi v. rifl.  liberarsi dalla pania | (fig.) trarsi d'impaccio.
spaniel   s.m. invar.  denominazione di varie razze di cani da caccia inglesi, di cui la più nota è quella dei cocker spaniel. 
spanna   (1) s.f.    • 1 •   misura corrispondente all'apertura della mano distesa; per estens., distanza o quantità assai piccola: un bambino alto una spanna, molto piccolo    • 2 •   (ant.) mano aperta: e 'l duca mio distese le sue spanne  (dante inf.  vi, 25).
spanna   (2) s.m.  nome locale del vitigno nebbiolo e del vino rosso, asciutto e corposo prodotto nel vercellese con tale vitigno.
spannare   v. tr.  scremare, privare della panna: spannare il latte. 
spannarola   s.f.  nei caseifici, sorta di grande mestolo o bacinella molto piatta, che serve a raccogliere la panna di affioramento.
spannatoia   s.f.  spannarola.
spannatura   s.f.  l'operazione dello spannare il latte; scrematura.
spannocchia   s.f.  (region.)    • 1 •   pannocchia    • 2 •   spannocchio.
spannocchiare   v. tr.  [io spannòcchio ecc.] liberare il granturco dai cartocci che avvolgono le pannocchie.
spannocchiatura   s.f.  l'operazione di spannocchiare il granturco.
spannocchio   s.m.  grosso gambero di mare.
spantanare   v. tr.    • 1 •   (non com.) tirar fuori dal pantano    • 2 •   (fig.) liberare da un impaccio, da una situazione intricata | spantanarsi v. rifl.  trarsi d'impaccio.
spaparacchiarsi   v. rifl.  [io mi spaparàcchio ecc.] (region.) sdraiarsi comodamente.
spaparanzarsi   v. rifl.  (region.) lo stesso che spaparacchiarsi. 
spappagallare   v. intr.  [aus. avere] ripetere come un pappagallo le parole altrui; chiacchierare continuamente.
spappolamento   s.m.  lo spappolare, lo spappolarsi, l'essere spappolato | (med.) processo di profonda alterazione della struttura di organi o tessuti anatomici provocata da gravi traumi e spec. da schiacciamento: spappolamento del fegato. 
spappolare   v. tr.  [io spàppolo ecc.] far perdere consistenza riducendo in poltiglia: frutta spappolata  | spappolarsi v. rifl.  perdere forma e consistenza; ridursi a massa informe e sfatta | detto di organi o tessuti anatomici, subire lo spappolamento.
sparacchiare   v. intr.  e meno com. tr.  [io sparàcchio ecc.] sparare qualche colpo isolato, di tanto in tanto: andare a caccia tanto per sparacchiare. 
sparachiodi   s.f. invar.  attrezzo simile a una pistola che utilizza la carica di una cartuccia per conficcare chiodi di ancoraggio in materiali duri (p. e.  calcestruzzo, metallo) senza bisogno di foratura preventiva.
sparadrappo   s.m.  (antiq. , region.) tessuto imbevuto di liquidi medicamentosi, da applicare su ferite o piaghe; cerotto.
sparagella   s.f.  (tosc.) nome popolare di una varietà di asparago.
sparagiaia    ⇨ asparagiaia.
sparagio    ⇨ asparago.
sparagnare   v. tr.  e intr.  (ant. , region.) risparmiare: peraltro consolati che la fortuna ti sparagna de' bei fastidi  (nievo).
sparagnino   agg.  e s.m.  [f. -a] (region.) che, chi mostra un'eccessiva tendenza al risparmio; tirchio, avaro: un vecchio sparagnino. 
sparagno   s.m.  (ant. , region.) risparmio  agg.  (region.) sparagnino.
sparaneve   agg. invar.  solo nella loc. cannone sparaneve, dispositivo per produrre artificialmente la neve, e spargerla sul terreno lanciandola da una bocca simile a quella di un cannone.
sparare   (1) v. tr.  (region.)    • 1 •   aprire con un lungo taglio il ventre di animali morti per estrarne le interiora; sventrare: sparare il pesce, il maiale    • 2 •   (estens.) squarciare anteriormente il corpo di una persona con una lunga ferita | aprire sul davanti un indumento | spararsi v. rifl.  (ant. , region.) tagliarsi, squarciarsi il ventre | spararsi per qualcuno, (fig.) fare qualsiasi cosa, qualsiasi sacrificio per lui.
sparare   (2) v. tr.  e intr.    • 1 •   azionare un'arma da fuoco; farne partire un colpo: sparare una fucilata, due colpi di rivoltella; sparare al petto, alle gambe; si è ucciso sparandosi  | sparare a salve, senza proiettili ' sparare a zero, con l'alzo in posizione orizzontale, come quando si spara molto da vicino; (fig.) attaccare, criticare spietatamente, con molta durezza    • 2 •   (fig.) sferrare, assestare con violenza: sparare calci | sparare in porta, nel calcio, tirare forte la palla in rete    • 3 •   (fig.) dire con grande sicurezza cose esagerate o inventate: sparare balle, fandonie; spararla grossa | sparare un prezzo esorbitante, richiederlo    • 4 •   nel gergo televisivo, produrre riflessi abbaglianti nel corso delle riprese (detto di colori, oggetti, superfici)    • 5 •   spararsi qualcosa, nel gergo giovanile, acquistarla, permettersela, goderne: si è sparato una moto nuova. 
sparare   (3) v. tr.  (non com.) togliere i paramenti da qualcosa: sparare il portale della chiesa. 
sparata   s.f.    • 1 •   (non com.) scarica di un'arma da fuoco    • 2 •   (fig.) vanteria, smargiassata: alle sue sparate non crede più nessuno    • 3 •   (fig.) sfogo di collera, di malumore; scenata violenta.
sparato   (1) s.m.  apertura sul davanti, in partic. negli abiti da sera maschili; per estens., il petto inamidato delle camicie che appare da tale apertura.
sparato   (2) part. pass.  di sparare    • 2 •   agg.  nei sign. del verbo | (fam.) velocissimo: andare, venire sparato. 
sparatore   s.m.  [f. -trice] chi spara con un'arma da fuoco.
sparatoria   s.f.  fitto e continuo susseguirsi di spari; scambio di colpi d'arma da fuoco: i malviventi hanno ingaggiato una sparatoria con la polizia. 
sparecchiamento   s.m.  (non com.) lo sparecchiare, l'essere sparecchiato.
sparecchiare   v. tr.  [io sparécchio ecc.] togliere dalla tavola stoviglie, posate e tovaglia (anche assol.): sparecchiare la tavola; aiutami a sparecchiare  | (estens. scherz.) mangiare avidamente tutto ciò che è in tavola: non si sarebbe potuto dire chi più godesse, o la brigata di sparecchiare o il padrone d'aver apparecchiato  (manzoni p. s.  iv).
spareggio   s.m.    • 1 •   disparità, disuguaglianza | in un bilancio, disavanzo    • 2 •   (sport) incontro supplementare disputato tra due squadre o avversari che alla fine delle gare regolamentari abbiano totalizzato lo stesso numero di punti.
spargere   v. tr.  [pres. io spargo, tu spargi ecc. ; pass. rem. io sparsi, tu spargésti ecc. ; part. pass. sparso  (ant., lett. sparto)]    • 1 •   gettare qua e là: spargere fiori; spargere la semente nel campo '  (estens.) mandare, collocare in più parti, in molti punti diversi: spargere sentinelle lungo i confini    • 2 •   versare: spargere l'olio; spargere lacrime, piangere; spargere sangue, ferire o uccidere; spargere il proprio sangue, essere ferito o ucciso    • 3 •   cospargere: spargere di ghiaia il sentiero    • 4 •   emanare, diffondere, spandere: spargere profumo, luce, calore '  (fig.) divulgare, mettere in circolazione: spargere notizie, calunnie; spargere la voce, far sapere in giro, far circolare una notizia | spargersi v. rifl.    • 1 •   andare qua e là sparpagliarsi: la folla si sparse per il borgo    • 2 •   diffondersi (anche fig.): il fumo si è sparso nella valle; le notizie si sparsero rapidamente. 
spargimento   s.m.  lo spargere, lo spargersi, l'essere sparso ' spargimento di sangue, atto cruento, ferimento, uccisione.
spargipepe   s.m. invar.  tappo dosatore di una pepiera; per estens., la pepiera stessa.
spargisale   s.m. invar.    • 1 •   tappo dosatore di una saliera; per estens., la saliera stessa    • 2 •   veicolo attrezzato per spargere sale sulle strade quando la temperatura scende al di sotto dello zero, in modo che non vi si formi ghiaccio.
spargitalco   s.m. invar.  tappo dosatore di un barattolo di talco cosmetico; per estens., il barattolo stesso.
spargolo   agg.  (bot.) si dice di grappolo a chicchi radi.
sparidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci perciformi con corpo allungato e compresso e un'unica pinna dorsale; ne fanno parte il dentice, l'orata, il sarago | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
sparigliare   v. tr.  [io sparìglio ecc.] disfare, rompere una pariglia separando gli elementi che la compongono | nel gioco della scopa e dello scopone, prendere una carta con una superiore, in modo che le altre dello stesso valore risultino scompagnate: sparigliare i sette. 
spariglio   s.m.  lo sparigliare, nel gioco della scopa.
sparimento   s.m.  (non com.) sparizione.
sparire   v. intr.  [pres. io sparisco, tu sparisci ecc. ; pass. rem. io sparìi  (lett. sparvi), tu sparisti ecc. ; part. pass. sparito; aus. essere]    • 1 •   sottrarsi improvvisamente alla vista altrui; dileguarsi, scomparire: sparì tra la folla; il sole sparisce dietro le nubi; il miraggio sparì in un attimo    • 2 •   (estens.) non esserci, non esistere più: fra poco di lui sparirà anche il ricordo; le macchie sulla pelle sono sparite  | sparire dalla faccia della terra, (fig.) morire ' sparisci!, (fam.) vattene subito!    • 3 •   (fam.) essere asportato, rubato: mi è sparito l'orologio  | essere consumato: i dolci sparirono in un batter d'occhio '  essere irreperibile, introvabile: molti cibi genuini sono ormai spariti dal mercato | far sparire, nascondere, rubare.
sparizione   s.f.  lo sparire; scomparsa: una misteriosa sparizione; la sparizione dei gioielli. 
sparlare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   parlare male, malignamente: sparlare del prossimo    • 2 •   parlare a sproposito, inopportunamente: parla e sparla in ogni occasione. 
sparlatore   s.m.  [f. -trice] chi sparla; maldicente, malalingua.
sparnazzare   v. tr.  (tosc.)    • 1 •   spargere, sparpagliare | detto delle galline, sparpagliare il becchime starnazzando    • 2 •   (fig. ant.) scialacquare.
sparnocchia   s.f.  (zool.) nome region. della canocchia. 
sparo   (1) s.m.  lo sparare; colpo, scarica di arma da fuoco: ricaricare il fucile dopo lo sparo  | il rumore prodotto da un colpo di arma da fuoco: udire spari in lontananza. 
sparo   (2) s.m.  (zool.) nome region. del sarago. 
sparpagliamento   s.m.  lo sparpagliare, lo sparpagliarsi, l'essere sparpagliato; spargimento, dispersione.
sparpagliare   v. tr.  [io sparpàglio ecc.] spargere qua e là senza ordine; disseminare, disperdere: sparpagliare le carte sulla scrivania '  mandare in parti diverse, in più direzioni: nella zona è stato sparpagliato un gran numero di agenti  | sparpagliarsi v. rifl  o intr. pron.  disperdersi, andare qua e là: la folla si sparpagliò per le vie. 
sparpagliato   part. pass.  di sparpagliare  agg.  sparso qua e là senza ordine § sparpagliatamente avv.  in ordine sparso.
sparpaglio   (1) s.m.  (non com.) sparpagliamento.
sparpaglio   (2) s.m.  uno sparpagliamento continuo o ripetuto.
sparring partner   loc. sost. m. invar.  (sport) pugile che boxa con un altro pugile allo scopo di allenarlo.
sparso   part. pass.  di spargere   agg.    • 1 •   si dice di un insieme di cose che sono poste qua e là senza ordine: fogli sparsi sul tavolo; capelli sparsi sulle spalle, sciolti, lasciati ricadere naturalmente | ordine sparso, (mil.) formazione nella quale i soldati si dispongono o si susseguono a intervalli irregolari in modo da essere meno vulnerabili; (fig. scherz.) senza ordine, in modo non organizzato: marciare in ordine sparso    • 2 •   (lett.) cosparso: un prato sparso di fiori | viso sparso di rossore, soffuso di rossore § sparsamente avv.  qua e là senza ordine.
spartachismo   s.m.  movimento rivoluzionario socialista operante in germania verso la fine della prima guerra mondiale, i cui aderenti erano inquadrati nella lega di spartaco; l'ideologia di questo movimento.
spartachista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] aderente, sostenitore dello spartachismo.
spartano   agg.    • 1 •   dell'antica sparta    • 2 •   (fig.) severo, austero, rigido (con riferimento alla sobrietà di vita e alla severità di costumi attribuite tradizionalmente agli antichi spartani): educazione spartana   s.m.  [f. -a] abitante di sparta § spartanamente avv.  secondo i costumi spartani; con durezza, severamente: educare spartanamente i figli. 
sparteina   s.f.  (chim.) alcaloide estratto dalla ginestra, usato in medicina come cardiotonico.
spartiacque   s.m. invar.    • 1 •   linea, non sempre bene individuabile sul terreno, che divide tra loro due bacini idrografici    • 2 •   (fig.) divisione netta, divergenza di fondo: spartiacque ideologico. 
spartiata   s.m.  [pl. -ti] ciascuno dei cittadini che componevano la classe dominante nell'organizzazione sociale e politica dell'antica sparta.
spartibile   agg.  (non com.) che si può spartire; divisibile.
sparticampo   s.m. invar.  (agr.) organo delle macchine mietitrici che serve a deviare verso la sega i culmi che devono essere tagliati, separandoli da quelli che rimangono in piedi.
spartifiamma   s.m. invar.  nel bruciatore del fornello a gas, il disco forato lungo il bordo da cui fuoriesce il gas infiammato.
spartimento   s.m.  (non com.) spartizione, divisione.
spartineve   s.m. invar.  grossa lama a forma di cuneo che si applica sulla parte anteriore di un veicolo stradale o ferroviario per liberare la via dalla neve e accumularla ai due lati; è detto anche, impropriamente, spazzaneve  | (estens.) il veicolo stesso a cui è applicato tale dispositivo.
spartire   v. tr.  [io spartisco, tu spartisci ecc.]    • 1 •   dividere in parti da distribuire: i ladri si spartirono il bottino | non avere nulla da spartire con qualcuno, con qualcosa, (fig.) non avere niente a che fare, nulla in comune con lui, con essa    • 2 •   allontanare, separare: spartire i litiganti. 
spartisemi   s.m.  (agr.) macchina per separare i vinaccioli dalle vinacce esaurite dalla torchiatura.
spartito   s.m.  (mus.) trascrizione per pianoforte, o per canto e pianoforte, di una composizione per orchestra o per voci e orchestra | nell'uso corrente, partitura.
spartitore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi spartisce.
spartitraffico   s.m. invar.  rialzo sul piano stradale, fornito talvolta di segnali luminosi, che serve a dividere le correnti di traffico | usato anche come agg. invar.  : banchina, colonnina, isola spartitraffico. 
spartitura   s.f.    • 1 •   spartizione    • 2 •   scriminatura, riga dei capelli.
spartivalanghe   s.f.  o m. invar.  in un pendio di montagna, struttura muraria a forma di cuneo posta a monte di una costruzione a protezione dalle valanghe.
spartizione   s.f.  lo spartire, l'essere spartito; divisione, distribuzione: la spartizione dell'eredità. 
sparto   (1) part. pass.  di spargere  agg.  (ant. , lett.) sparso | diviso, smembrato | allargato, disteso: ambo le mani in su l'erbetta sparte / soavemente 'l mio maestro pose  (dante purg.  i, 124-125).
sparto   (2) s.m.    • 1 •   pianta erbacea con foglie dure e resistenti, tipica delle zone mediterranee; giunco marino (fam.  graminacee)    • 2 •   fibra molto resistente che si ricava dalle foglie dello sparto, utilizzata per la fabbricazione di cordami, stuoie, reti da pesca.
sparutezza   s.f.  (non com.) l'essere sparuto.
sparuto   agg.    • 1 •   magro e pallido; emaciato: un bambino sparuto; un viso sparuto    • 2 •   esiguo, assai ridotto: gruppo sparuto. 
sparviero   o sparviere, s.m.    • 1 •   uccello rapace diurno con ali piuttosto corte e piumaggio grigio-plumbeo, striato di bruno sul petto (ord.  falconiformi) | sparviere da colombi, astore | sparviere pellegrino, falcone    • 2 •   tavoletta quadrata con impugnatura sulla superficie inferiore, su cui il muratore mette la malta che gli serve di volta in volta    • 3 •   attrezzo da pesca chiamato anche giacchio. 
spasimante   part. pres.  di spasimare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  e f.  (scherz.) chi è innamorato, chi corteggia qualcuno.
spasimare   ant. spasmare, v. intr.  [io spà simo ecc.; aus. avere]    • 1 •   patire dolori lancinanti, essere in preda a spasimi: spasimare dal  (o per il) dolore    • 2 •   (fig.) desiderare ardentemente: spasimare di ritornare in patria  | struggersi per un sentimento troppo intenso: spasimare d'amore, d'invidia, di nostalgia; spasimare per qualcuno, (antiq.) esserne vivamente innamorato.
spasimato   part. pass.  di spasimare  agg.    • 1 •   (ant.) in preda a tormento amoroso; fortemente innamorato    • 2 •   in araldica, si dice del delfino rappresentato con la bocca aperta e senza lingua.
spasimo   ant. spasmo, s.m.    • 1 •   dolore fisico molto forte, acuto: morire tra atroci spasimi    • 2 •   (fig.) tormento dell'animo; struggimento angoscioso: gli spasimi della gelosia. 
spasimoso   agg.  (rar.) che provoca spasimo; che esprime spasimo.
spasmare    ⇨ spasimare.
spasmo   s.m.    • 1 •   (ant.) spasimo    • 2 •   (med.) contrazione involontaria e anomala di un muscolo, che può accompagnarsi a dolore acuto: spasmo del piloro, della laringe. 
spasmodico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) di spasmo; caratterizzato o provocato da contrazione    • 2 •   di spasimo; lancinante, doloroso: dolore spasmodico; sofferenza spasmodica  | (fig.) angoscioso, affannoso: attesa, ricerca spasmodica  § spasmodicamente avv. 
spasmofilia   s.f.  (med.) condizione dell'organismo caratterizzata da ipereccitabilità neuro-muscolare, con tendenza alle convulsioni; è propria dei bambini.
spasmofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) si dice di persona che ha tendenza alla spasmofilia.
spasmolitico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di farmaco che favorisce l'eliminazione degli spasmi; antispastico.
spaso   agg.  (ant. , dial.) disteso, ampio, largo.
spassare   v. tr.  (non com.) dare spasso, divertire | spassarsi v. rifl.  divertirsi | spassarsela, passare il tempo allegramente, dandosi alla bella vita.
spassevole   agg.  (ant.) spassoso, divertente.
spassionatezza   s.f.  l'essere spassionato.
spassionato   agg.  che giudica senza passioni, con imparzialità, con obiettività: un giudice, un critico spassionato  | che è prodotto da un tale atteggiamento; sereno ed equo: un parere, un giudizio spassionato  § spassionatamente avv. 
spasso   s.m.    • 1 •   piacevole passatempo; divertimento, svago: prendersi un po' di spasso; darsi agli spassi; è un vero spasso sentirlo raccontare le barzellette | prendersi spasso di qualcuno, prendersene gioco, beffarsi di lui ' per spasso, per divertimento: fare, dire qualcosa per spasso    • 2 •   (fig.) persona o cosa spassosa, divertente: quel ragazzo è uno spasso!; un film che è uno spasso    • 3 •   passeggiata non molto lunga, fatta per svago (solo nella loc. a spasso): andare a spasso; portare a spasso i bambini | portare a spasso qualcuno, (fig.) illuderlo, lusingarlo con promesse vane ' mandare a spasso qualcuno, (fig.) levarselo dai piedi; licenziarlo ' essere a spasso, (fig.) essere disoccupato ' va', andate a spasso!, (fig.) smettila, smettetela!.
spassoso   agg.  che dà spasso, divertente: racconto spassoso; è un tipo spassoso  § spassosamente avv. 
spastico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di spasmo; provocato da spasmo, caratterizzato da spasmi: dolore spastico; colite spastica; paralisi spastica   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   si dice di chi è stato colpito da lesione cerebrale che ha determinato uno stato spastico generalizzato della muscolatura volontaria    • 2 •   (gerg.) incapace, impacciato, imbranato.
spastoiare   v. tr.  [io spastóio ecc.]    • 1 •   (non com.) liberare dalle pastoie: spastoiare i cavalli    • 2 •   (fig.) liberare da impacci, da impedimenti | spastoiarsi v. rifl.    • 1 •   sciogliersi dalle pastoie    • 2 •   (fig.) liberarsi da impacci, vincoli e sim.
spata   (1)  ⇨ spada.
spata   (2) s.f.  (bot.) grande brattea che avvolge l'infiorescenza di alcune piante (p. e.  delle palme).
spatico   agg.  [pl. m. -ci] (min.) di spato, simile a spato.
spato   s.m.  (min.) nome generico di minerali a struttura cristallina, facilmente sfaldabili secondo facce regolari ' spato d'islanda, varietà di calcite in grossi cristalli regolari e molto limpidi.
spatola   s.f.    • 1 •   attrezzo per manipolare materiali pastosi o per raccogliere piccole quantità di materiali polverulenti; è costituito da una lamina d'acciaio o di altro materiale a bordi sottili, spesso munita di manico, oppure da una stecca di materiale vario appiattita e allargata a una o a entrambe le estremità: spatola da stuccatore, da pittore, da laboratorio chimico  | a spatola, a forma di spatola: dita a spatola, con le estremità molto piatte. dim. spatoletta, spatolina    • 2 •   (med.) strumento chirurgico largo e piatto, usato per scostare o comprimere i visceri    • 3 •   negli sci, l'estremità anteriore, appuntita e ricurva verso l'alto    • 4 •   (zool.) uccello di palude simile a una cicogna, con lungo becco dall'apice appiattito a forma di spatola (ord.  ciconiformi).
spatolato   agg.  (bot.) si dice di foglia allargata a forma di spatola.
spatriamento   s.m.  (non com.) espatrio.
spatriare   v. tr.  [io spàtrio ecc.] (rar.) cacciare dalla patria | v. intr.  [aus. essere, rar. avere], spatriarsi v. rifl.  (rar.) andare via dalla patria; espatriare: codesti giovani... hanno già intenzione di spatriarsi  (manzoni p. s.  xxxviii).
spauracchio   s.m.    • 1 •   spaventapasseri | arnese di varia forma usato da chi caccia con le reti per spaventare gli uccelli e farli volare verso di esse    • 2 •   (fig.) persona o cosa che incute paura (solo scherz.): lo zio è lo spauracchio dei bambini; lo spauracchio degli esami. 
spaurare   v. tr.  [io spaùro ecc.] (ant.  o poet.) spaventare, incutere gran paura | spaurarsi v. rifl.  (ant.  o poet.) rimanere sgomento per la paura: ove per poco / il cor non si spaura  (leopardi l'infinito  7-8).
spaurimento   s.m.  lo spaurire, lo spaurirsi.
spaurire   v. tr.  [io spaurisco, tu spaurisci ecc.] impaurire, spaventare, atterrire: spaurire un bambino  | spaurirsi v. rifl.  provare, avere paura: si spaurisce per nulla. 
spaurito   part. pass.  di spaurire  agg.  pieno di paura, spaventato; per estens., pallido, stralunato: una faccia spaurita. 
spavalderia   s.f.  l'essere spavaldo: dimostrare una grande spavalderia  | atto da spavaldo: fare delle spavalderie. 
spavaldo   agg.  che ostenta o denota una sicurezza eccessiva, una baldanza provocatoria: ragazzo spavaldo; un atteggiamento, un contegno spavaldo; avere un'aria spavalda   s.m.  [f. -a] persona spavalda: non fare tanto lo spavaldo  § spavaldamente avv. 
spaventacchio   s.m.  (tosc.) spauracchio.
spaventamento   s.m.  (ant.) lo spaventare, lo spaventarsi, l'essere spaventato.
spaventapasseri   s.m.    • 1 •   fantoccio che si mette in mezzo ai campi per spaventare gli uccelli    • 2 •   (fig.) persona brutta, magra o malvestita.
spaventare   v. tr.  [io spavènto ecc.] incutere spavento; spaurire, atterrire: spaventare un bambino; le scosse di terremoto avevano spaventato la popolazione; molte persone sono spaventate dai temporali  | (iperb.) impensierire, preoccupare: l'idea di un viaggio così lungo mi spaventa  | spaventarsi v. rifl.  essere preso da spavento; impaurirsi: spaventarsi alla vista di qualcosa, per uno scoppio improvviso  | (iperb.) preoccuparsi, allarmarsi: si spaventò all'idea di dover rifare tutto il lavoro. 
spaventato   part. pass.  di spaventare  agg.  preso da spavento, pieno di paura: la gente fuggiva spaventata; occhi spaventati, che esprimono spavento.
spaventatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi spaventa.
spaventevole   agg.  che incute spavento; orribile, spaventoso (anche iperb.): un boato spaventevole; un uomo di una bruttezza spaventevole  § spaventevolmente avv. 
spaventevolezza   s.f.  (non com.) l'essere spaventevole.
spavento   s.m.    • 1 •   paura violenta e improvvisa, causata dalla sensazione o dalla vista di un pericolo o di un danno: fare, mettere, incutere spavento; provare spavento; essere preso da  (o dallo) spavento; tremare, morire di spavento '  (iperb.) preoccupazione, apprensione o anche impressione negativa, spiacevole: l'idea di viaggiare con questo tempo mi mette spavento; una persona brutta, magra da far spavento.  pegg. spaventaccio    • 2 •   (fam.) persona o cosa molto brutta: quel vestito è uno spavento    • 3 •   (vet.) malattia dei cavalli per cui il moto delle zampe posteriori non è coordinato con quello delle anteriori.
spaventosità   s.f.  (non com.) l'essere spaventoso.
spaventoso   agg.    • 1 •   che incute spavento: un incubo spaventoso; una deflagrazione spaventosa  | che desta profonda impressione per la sua tragicità e gravità: un disastro spaventoso; una spaventosa disgrazia    • 2 •   (fam. iperb.) grandissimo, esagerato, da far paura: una donna di una magrezza spaventosa; avere una fortuna, una fame spaventosa  § spaventosamente avv. 
spaziale   agg.  dello spazio, che riguarda lo spazio: geometria spaziale '  che si riferisce allo spazio cosmico: volo, navigazione, sonda spaziale; tuta spaziale, indossata dagli astronauti durante i voli spaziali; era spaziale, quella attuale, in cui è stata intrapresa la conquista dello spazio § spazialmente avv.  dal punto di vista spaziale; per ciò che riguarda lo spazio.
spazialismo   s.m.  movimento artistico sorto in italia nel secondo dopoguerra con l'intento di adeguare il linguaggio della pittura e della scultura alle conquiste del progresso scientifico.
spazialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] esponente, rappresentante dello spazialismo  agg.  relativo allo spazialismo.
spazialità   s.f.    • 1 •   caratteristica di ciò che è spaziale, collocato nello spazio: le dimensioni della temporalità e della spazialità    • 2 •   nel linguaggio della critica d'arte, l'effetto di spazio generato da un'opera di architettura, pittura o scultura.
spazializzare   v. tr.  conferire un carattere spaziale.
spazializzazione   s.f.  lo spazializzare, l'essere spazializzato.
spaziamento   s.m.  lo spaziare, il distanziare nello spazio | (aer.) la distanza tra due aerei di una formazione di volo.
spaziare   v. tr.  [io spàzio ecc.] disporre due o più elementi a una certa distanza l'uno dall'altro nello spazio o nel tempo | (tip.) distanziare convenientemente una parola o una lettera dall'altra | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   muoversi in un ampio spazio: le aquile spaziano nel cielo '  estendersi per un grande spazio: dall'alto della montagna lo sguardo spaziava su tutta la vallata    • 2 •   (fig.) estendere i propri interessi in un ampio orizzonte di idee: un genio che ha spaziato in tutti i campi del sapere |  spaziarsi v. rifl.  (ant.)    • 1 •   muoversi, estendersi per un vasto spazio: per mezza toscana si spazia / un fiumicel che nasce in falterona  (dante purg.  xiv, 16-17)    • 2 •   passeggiare.
spaziatore   agg.  [f. -trice] che serve a spaziare: barra spaziatrice, nella macchina per scrivere e nella tastiera di un elaboratore, quella che si preme per spaziare.
spaziatura   s.f.  lo spaziare; il disporre oggetti nello spazio o nel tempo secondo determinate distanze | in partic., la distribuzione degli spazi nella composizione tipografica o dattilografica; nella composizione tipografica a caratteri mobili, anche la serie degli spazi di piombo di varia larghezza, ma più bassi del carattere, usati per spaziare.
spazieggiare   v. tr.  [io spaziéggio ecc.]    • 1 •   disporre nello spazio più oggetti a distanze opportune    • 2 •   (tip.) spaziare più del normale le singole lettere di una parola per metterla in particolare risalto oppure per completare la giustezza di una riga.
spazieggiatura   s.f.  (tip.) l'operazione di spazieggiare | lo spazio lasciato tra lettera e lettera in una composizione.
spazientire   v. tr.  [io spazientisco, tu spazientisci ecc.] far perdere la pazienza; irritare: le lunghe attese lo spazientiscono  | spazientirsi v. rifl.  perdere la pazienza: spazientirsi facilmente, per un nonnulla. 
spazientito   part. pass.  di spazientire  agg.  irritato: mostrarsi spazientito  § spazientitamente avv. 
spazio   s.m.    • 1 •   nell'intuizione comune, luogo vuoto entro cui si collocano e si muovono i corpi e che appare illimitato, tridimensionale e indipendente dal tempo | spazio matematico, ente astratto costituito da punti, la cui dimensione è data dal numero di coordinate introdotte per rappresentare i punti stessi e la cui struttura è determinata dal modo in cui viene definita la distanza fra essi: spazio ordinario; spazio euclideo, non euclideo    • 2 •   (astr.) estensione in cui si trova la materia interstellare e si muovono i corpi celesti: spazio interstellare, interplanetario, cosmico; lanciare un satellite nello spazio; la conquista dello spazio | spazio aereo, parte dell'atmosfera che si immagina delineata dal prolungamento verticale dei confini di uno stato e che è soggetta alla sua sovranità    • 3 •   estensione limitata, circoscritta, libera o occupata da corpi: in questa stanza c'è poco spazio; i bambini non hanno spazio sufficiente per giocare; non pubblicare un articolo per mancanza di spazio | fare spazio a qualcuno, spostarsi per fargli posto ' spazio pubblico, che si trova sopra o sotto un'area pubblica e la cui occupazione è soggetta a un tributo comunale ' spazio vitale, lo spazio necessario per vivere, per fare qualcosa agevolmente (spesso scherz.) ' spazio intercostale, interdentale, (anat.) lo spazio vuoto che intercorre tra costola e costola, tra dente e dente | senza limiti di spazio e di tempo, illimitatamente. dim. spazietto    • 4 •   (fig.) ambito di azione; possibilità, opportunità: un attore alla ricerca del proprio spazio; il mercato del lavoro non offre molto spazio ai giovani    • 5 •   estensione di tempo: nello spazio di un mese quest'opera sarà terminata    • 6 •   (tip.) nella pagina stampata e dattiloscritta, ciascuno degli intervalli bianchi fra lettera e lettera o fra parola e parola; anche, il blocchetto di piombo, più basso del carattere tipografico, usato per spaziare    • 7 •   (mus.) nel pentagramma, intervallo tra riga e riga.
spaziosità   s.f.  l'essere spazioso: la spaziosità di una piazza. 
spazioso   agg.  che si estende per grande spazio, che ha molto spazio; ampio, vasto: un viale, un locale spazioso; una fronte spaziosa  § spaziosamente avv. 
spazio-tempo  spazio-tempo loc. sost. m.  (fis.) nella teoria della relatività, spazio matematico a quattro dimensioni i cui punti rappresentano eventi fisici e sono indicati da quattro coordinate (tre spaziali e una temporale).
spazio-temporale  spazio-temporale o spaziotemporale, loc. agg.    • 1 •   (fis.) dello spazio-tempo: coordinate spazio-temporali    • 2 •   in senso generico, che concerne lo spazio e il tempo insieme.
spazzacamino   s.m.  in passato, chi per mestiere puliva dalla fuliggine la canna dei camini: nero come uno spazzacamino. 
spazzafocone   s.m.  lungo e robusto spillone di ottone che serviva in passato a pulire il focone delle armi da fuoco portatili.
spazzaforno   s.m.  arnese che serve a pulire i forni industriali; spazzatoio.
spazzamare   s.m. invar.  (mar.) imbarcazione dotata di particolari attrezzature per ripulire la superficie del mare da sostanze inquinanti.
spazzamento   s.m.  (non com.) lo spazzare, l'essere spazzato.
spazzamine   s.m. invar.  nave attrezzata per individuare e neutralizzare le mine nemiche.
spazzaneve   s.m. invar.    • 1 •   grossa lama d'acciaio montata obliquamente (in senso trasversale) sulla parte inferiore di un veicolo, gener. un autocarro o un trattore, per spostare la neve da un lato | (estens.) il veicolo sul quale è montato tale dispositivo    • 2 •   (sport) posizione sugli sci che consiste nell'allargare le code e nell'avvicinare le punte e che ha lo scopo di rallentare la velocità: scendere a spazzaneve. 
spazzare   v. tr.    • 1 •   pulire con la scopa o altro arnese: spazzare il pavimento; spazzare le stanze, le strade  | (fig.) liberare da qualcuno o da qualcosa: spazzare la città dalla delinquenza; un forte vento ha spazzato completamente il cielo, lo ha liberato dalle nuvole; spazzare l'area, nel gergo calcistico, allontanare con estrema decisione il pallone dalla propria area di rigore; spazzare il tabellone, nella pallacanestro, prendere molti rimbalzi in difesa    • 2 •   togliere, portar via con la scopa o altro arnese: spazzare l'immondizia, la neve  | (fig.) distruggere, eliminare completamente; togliere di mezzo (spec. in unione con l'avv. via): il terremoto ha spazzato via interi paesi; spazzare i pregiudizi, le superstizioni  | spazzare via tutto, (scherz.) mangiare, divorare tutto quello che c'era a disposizione.
spazzata   s.f.  lo spazzare in fretta, alla meglio: dare una spazzata al cortile.  dim. spazzatina. 
spazzatoio   s.m.  spazzaforno.
spazzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi spazza.
spazzatrice   s.f.  autoveicolo impiegato nella pulizia delle strade; è munito anteriormente di una pompa annaffiatrice e di spazzole rotanti che convogliano la spazzatura in un apposito contenitore.
spazzatura   s.f.    • 1 •   lo spazzare: gli addetti alla spazzatura delle strade    • 2 •   l'immondizia spazzata, i rifiuti in genere: i bidoni, la cassetta della spazzatura '  (fig.) roba di nessun valore, da buttar via: quella rivista pubblica solo spazzatura  | gente spregevole, abietta | con funzione di agg. invar. , sempre posposto al sost., si riferisce a cose o attività di bassissimo valore, di pessimo gusto: televisione, giornali spazzatura. 
spazzaturaio   s.m.  chi un tempo raccoglieva per mestiere la spazzatura nelle case.
spazzino   s.m.  chi, per mestiere, spazza le strade; netturbino.
spazzo   s.m.  (ant.)    • 1 •   spazio aperto, ampio    • 2 •   terreno, suolo su cui si cammina: lo spazzo era una rena arida e spessa  (dante inf.  xiv, 13) | pavimento, lastricato.
spazzola   s.f.    • 1 •   arnese costituito da un supporto di materiale vario, sul quale sono infissi setole, fili di saggina, di metallo, plastica o altro materiale; è usato per togliere la polvere, lucidare, ravviare i capelli ecc.: spazzola per le scarpe; spazzola per i capelli | baffi, capelli a spazzola, tagliati corti e pari ' spazzola di padule, la pannocchia della canna palustre usata un tempo per spolverare. dim. spazzoletta, spazzolina, spazzolino  (m.) accr. spazzolona, spazzolone  (m.) pegg. spazzolaccia    • 2 •   (elettr.) dispositivo costituito da un blocchetto di carbone, rame o lega di rame, fissato all'estremità di un conduttore e tenuto in posizione da una molla, usato per collegare due parti di un circuito elettrico, una fissa e una rotante, mediante contatto strisciante    • 3 •   (mus.) bacchetta per strumenti a percussione, che porta all'estremità un pennello di fili metallici    • 4 •   nel tergicristallo degli autoveicoli, la striscia di gomma a contatto con il parabrezza.
spazzolare   v. tr.  [io spàzzolo ecc.] pulire con la spazzola: spazzolare gli abiti, le scarpe '  ravviare con la spazzola: spazzolarsi i capelli. 
spazzolata   s.f.    • 1 •   lo spazzolare, spec. in fretta, alla meglio: dare una spazzolata al cappotto.  dim. spazzolatina    • 2 •   (non com.) colpo dato con la spazzola.
spazzolatrice   s.f.  macchina per pulire e lucidare superfici di materiali vari mediante spazzole rotanti.
spazzolatura   s.f.  lo spazzolare, l'essere spazzolato.
spazzolificio   s.m.  fabbrica di spazzole.
spazzolino   s.m.    • 1 •   dim.  di spazzola    • 2 •   piccola spazzola per pulire i denti, le unghie od oggetti di dimensioni ridotte.
spazzolone   s.m.    • 1 •   accr.  di spazzola    • 2 •   grossa spazzola di forma rettangolare o quadrata, con lungo manico, usata per lavare o lucidare i pavimenti.
speaker   s.m.  e f. invar.    • 1 •   annunciatore radiofonico o televisivo | durante una manifestazione, chi dà comunicazioni, informazioni al pubblico attraverso gli altoparlanti    • 2 •   nei paesi anglosassoni, chi presiede la camera dei deputati.
speakeraggio   s.m.  attività di chi parla, di solito attraverso impianti di amplificazione volanti, a un pubblico occasionale, per lo più nel corso di manifestazioni politico-sindacali, cortei, raccolte di firme ecc.
specchiaio   s.m.  chi fabbrica o vende specchi.
specchiamento   s.m.  (non com.) lo specchiarsi.
specchiare   v. tr.  [io spècchio ecc.] (ant.) riflettere, rispecchiare (usato solo al part. pass.): quelle stimando specchiati sembianti, / per veder di cui fosser, li occhi torsi  (dante par.  iii, 20-21) | specchiarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   guardarsi in uno specchio o in un'altra superficie riflettente: non fa che specchiarsi; specchiarsi nelle vetrine  | di cosa, riflettersi: le case si specchiavano nel lago    • 2 •   (fig.) guardare a qualcuno o a qualcosa come a un modello, a un esempio da imitare: specchiarsi negli altri, nelle loro virtù. 
specchiato   part. pass.  di specchiare  agg.  (non com.) riflesso in uno specchio o in un'altra superficie | (fig.) integro, esemplare: uomo di specchiata onestà. 
specchiatura   s.f.    • 1 •   (rar.) lo specchiarsi    • 2 •   lucentezza caratteristica delle sezioni radiali di alcune piante da legno    • 3 •   decorazione architettonica a riquadri rientranti delimitati da cornici | riquadro compreso nell'infisso mobile di una porta, occupato da un vetro o da un pannello di legno lisci o lavorati.
specchiera   s.f.    • 1 •   grande specchio con cornice    • 2 •   tavolino con lo specchio e l'occorrente per acconciarsi | (estens.) mobile in cui lo specchio costituisce l'elemento principale | armadio a specchiera, con le ante di specchio. dim. specchierina. 
specchietto   s.m.    • 1 •   dim.  di specchio; in partic., piccolo specchio che le donne tengono nella borsetta ' specchietto retrovisivo  o retrovisore, quello applicato agli automezzi per consentire al guidatore di vedere, senza voltarsi, i movimenti dei veicoli che seguono | specchietto per le allodole, arnese girevole con più specchietti usato per attirare le allodole; (fig.) espediente per attirare le persone ingenue e sprovvedute; promessa ingannatrice    • 2 •   prospetto riassuntivo: lo specchietto dei pronomi. 
specchio   s.m.    • 1 •   superficie liscia che produce una riflessione regolare dei raggi luminosi; in genere è costituito da una lastra di vetro metallizzata nella faccia posteriore: guardarsi nello  (o allo) specchio; stare, passare tutto il giorno allo specchio | tenere la casa come uno specchio, (fig.) pulitissima ' essere uno specchio di onestà, (fig.) onestissimo ' gli occhi sono lo specchio dell'anima, (fig.) ne riflettono i sentimenti ' scrittura a specchio, speculare | a specchio del lago, del fiume, del mare, sulle sue rive: una casa, una località a specchio del mare | specchio d'acqua, tratto di mare o di lago ' specchio freatico, (geol.) superficie superiore di una falda acquifera sotterranea | specchio parabolico, (fis.) specchio concavo che fa convergere in un punto detto fuoco i raggi incidenti paralleli all'asse di simmetria e, viceversa, rende paralleli i raggi provenienti da una sorgente luminosa posta nel fuoco; è usato negli strumenti ottici e nei fari. dim. specchietto    • 2 •   (estens.) nome generico di strutture o di dispositivi che presentano una superficie riflettente o semplicemente liscia | attrezzo a forma di secchio cilindrico con il fondo di vetro, usato dai pescatori per meglio scrutare i fondali bassi | pannello intelaiato nei battenti di porte o di finestre ' specchio di poppa, (mar.) la parte centrale dell'opera morta di un bastimento mercantile, dove di solito è scritto il suo nome e il porto d'iscrizione; in una barca, lo schienale nella parte poppiera    • 3 •   (estens.) prospetto, quadro: lo specchio delle votazioni    • 4 •   ampiezza di un'apertura o di un riquadro architettonico; vano, luce: specchio della finestra, della porta    • 5 •   specchio di venere, pianta erbacea con fiori di color viola intenso simili a piccole stelle (fam.  campanulacee).
special   s.m. invar.  programma televisivo in cui si esibisce un unico protagonista (cantante, attore e sim.).
speciale   ant. speziale, agg.    • 1 •   che riguarda un ambito determinato; che esula da ciò che è generale, ordinario o normale; particolare, non comune: inviato speciale; treno, volo speciale; trattare con speciale riguardo; leggi, tribunali speciali; procura speciale, relativa a un singolo atto o a un numero limitato di atti giuridici | istituto di credito speciale, banca che raccoglie risparmi a lungo termine ed effettua finanziamenti di durata poliennale a imprese ed enti | slalom speciale, (sport) gara di sci che si disputa su un percorso breve e a forte pendenza, con porte ravvicinate | in modo speciale  (o in special modo), particolarmente, soprattutto: va bene in tutte le materie e in special modo in matematica    • 2 •   di qualità ottima; scelto, eccellente: un vino speciale; un piatto, una pietanza speciale   s.m.  programma televisivo in cui si affronta e si analizza un particolare argomento o problema: uno speciale sulla droga  § specialmente avv.  in modo particolare, soprattutto: mi è piaciuto specialmente il secondo tempo del film. 
special guest   s.m. invar.  ospite straordinario di uno spettacolo televisivo.
specialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si è specializzato in un determinato ramo o attività o si è dedicato a studi particolari: uno specialista di diritto commerciale, di medicina interna  | atleta che pratica una determinata specialità sportiva: specialista dei cento metri piani. 
specialistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da specialista: ambulatorio specialistico; visita, assistenza specialistica; un settore specialistico di studi; linguaggio specialistico, che riguarda uno specialista o una specializzazione § specialisticamente avv. 
specialità   ant. spezialità, s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere speciale; particolarità    • 2 •   settore di un'attività artistica, scientifica, professionale ecc. in cui si è particolarmente capaci e competenti: la pittura di paesaggi è la sua specialità  | ciascuna delle branche particolari della medicina, alle quali si è abilitati con corsi di specializzazione: la specialità di endocrinologia    • 3 •   prodotto caratteristico; piatto tipico: le ceramiche sono una specialità di faenza; i tortellini sono una specialità emiliana | specialità farmaceutiche, prodotti medicinali preconfezionati e a formula costante    • 4 •   cosa ottima, eccellente (detto spec. di prodotti alimentari): questo vino è una specialità    • 5 •   (mil.) ciascuno dei reparti speciali dell'esercito all'interno delle varie armi: i pontieri sono una specialità del genio. 
specializzando   s.m.  [f. -a] chi è prossimo a conseguire una specializzazione, a conclusione del relativo ciclo di studi.
specializzare   v. tr.  delimitare un'attività in un campo ristretto e specifico, al fine di ottenere risultati più qualificati; far acquisire una preparazione specialistica: specializzare un'azienda nella produzione di semilavorati; per qualificare la manodopera è necessario specializzarla  | specializzarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   dedicarsi a un settore particolare di attività, di studi, di produzione; conseguire una specializzazione: specializzarsi in fisica nucleare    • 2 •   (biol.) detto di cellule, tessuti e organi nel corso dello sviluppo embrionale, passare da un'organizzazione semplice a una più complessa, assumendo proprietà funzionali specifiche.
specializzato   part. pass.  di specializzare  agg.  che ha conseguito una specializzazione; che è dotato di una particolare competenza in un determinato settore: operaio specializzato; medico specializzato in malattie nervose; rivolgersi a un'impresa specializzata | coltura specializzata, (agr.) quella di piante arboree in cui si coltiva una sola specie.
specializzazione   s.f.    • 1 •   lo specializzare, lo specializzarsi, l'essere specializzato; in partic., acquisizione di una particolare preparazione e competenza in un determinato settore: avere, conseguire la specializzazione in chirurgia; corsi, scuole di specializzazione    • 2 •   il suddividersi dello scibile in vari settori, ciascuno dei quali presenta particolari problemi e metodi di ricerca    • 3 •   specializzazione biologica, differenziamento morfologico e fisiologico, nell'ambito di una specie, di razze che si sono adattate a particolari ambienti e condizioni di vita.
speciazione   s.f.  (biol.) processo di formazione e differenziazione delle specie animali e vegetali.
specie   ant. spezie, s.f. invar.    • 1 •   insieme di individui con caratteri simili che li distinguono dagli altri individui dello stesso genere; in biologia, raggruppamento di organismi simili che, incrociandosi fra loro, generano una discendenza feconda: una specie di animali, di piante | l'umana specie, gli uomini nel loro insieme    • 2 •   (estens.) sorta, qualità, tipo: gente di ogni specie, di tutte le specie; che specie di libro vuoi?    • 3 •   forma esteriore, apparenza: l'eucaristia contiene il corpo e la divinità di cristo sotto le specie del pane e del vino | sotto specie di, sotto forma, in aspetto di; con il pretesto di ' una specie di, si dice di cosa che nell'aspetto ne ricorda vagamente un'altra analoga: indossava una specie di cappa; ho mangiato una specie di dolce veramente cattivo | mi fa specie, (fam.) mi sorprende, mi meraviglia: mi fa specie che si sia comportato in questo modo  | (in) specie, specialmente: amo la musica, (in) specie quella sinfonica. 
specie-specificità  specie-specificità loc. sost. f.  (biol.) carattere di organismi o sostanze che svolgono la loro azione solo verso una determinata specie biologica (p. e.  quello di alcuni parassiti che possono vivere solo a spese di una certa specie animale o vegetale).
specie-specifico  specie-specifico loc. agg.  [pl. m. -ci] (biol.) si dice di organismo o sostanza dotati di specie-specificità.
specifica   s.f.  (comm. , burocr.) elenco, distinta di cose ben specificate: la specifica delle merci spedite. 
specificabile   agg.  che si può specificare.
specificare   v. tr.  [io specìfico, tu specìfichi ecc.] precisare per mezzo di dati specifici, con chiarezza e abbondanza di particolari (anche assol.): specificare le accuse; specificare come avvennero i fatti; dovresti specificare meglio. 
specificativo   agg.  che specifica, che vale a specificare | complemento specificativo, (gramm.) complemento di specificazione.
specificato   part. pass.  di specificare  agg.  determinato con precisione; circostanziato: fornire una nota specificata delle spese  § specificatamente avv.  in modo particolareggiato: esporre specificatamente le circostanze dell'accaduto. 
specificazione   s.f.    • 1 •   lo specificare, l'essere specificato; descrizione, indicazione particolareggiata: la fattura deve contenere la specificazione delle merci vendute e dei relativi prezzi | complemento di specificazione, (gramm.) quello che precisa il concetto espresso dal sostantivo da cui dipende; in italiano è sempre introdotto dalla prep. di  (p. e.  il figlio dell'avvocato)    • 2 •   (dir.) modo di acquisto della proprietà, in base al quale chi ha utilizzato materiali altrui per creare un prodotto nuovo ne diviene proprietario pagando il prezzo del materiale, sempre che il valore di quest'ultimo sia inferiore a quello dell'attività svolta.
specificità   s.f.  l'essere specifico; carattere specifico.
specifico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   caratteristico di una specie ' differenza specifica, nella logica aristotelica e scolastica, ciò che distingue una specie da un'altra appartenente allo stesso genere ' carattere specifico, (biol.) proprio di tutti gli esseri appartenenti alla medesima specie vegetale o animale    • 2 •   (estens.) determinato, particolare: avere conoscenza specifica di un argomento; far riferimento a un caso specifico; muovere accuse specifiche, precise, concrete ' prova specifica, nel processo penale, la prova che serve a individuare l'autore di un reato di cui sia già stata accertata la commissione | forma specifica, (med.) si dice di malattia causata da agenti patogeni noti, per differenziarla da quadri morbosi affini; si riferisce in particolare alla tubercolosi e alla sifilide | (rimedio) specifico, farmaco che svolge un'azione tipicamente efficace nei confronti di una determinata manifestazione morbosa ' peso specifico, (fis.) rapporto tra il peso di un corpo e il suo volume (peso specifico assoluto) o tra il peso di un corpo e il peso di un uguale volume di acqua distillata a    • 4 •   ° c (peso specifico relativo)  s.m.    • 1 •   farmaco indicato contro una determinata patologia: uno specifico per la colite    • 2 •   l'insieme dei caratteri formali che differenziano un genere artistico da ogni altro: lo specifico filmico, televisivo  § specificamente avv.  in modo particolare, con preciso riferimento: riferirsi a qualcosa specificamente. 
specillare   v. tr.  (med.) esplorare con lo specillo.
specillo   s.m.  (med.) sonda metallica lunga e sottile, gener. con la punta arrotondata, usata per esplorare ferite o recessi anatomici.
specime   s.m.  adattamento it. di specimen. 
specimen   s.m. invar.    • 1 •   saggio, campione; in partic., pubblicazione di poche pagine, a scopo pubblicitario, contenente saggi di una grande opera editoriale in preparazione    • 2 •   (banc.) firma autografa rilasciata dal cliente su apposito cartoncino, della quale la banca si serve per verificare l'autenticità della firma apposta sugli assegni che verranno presentati all'incasso.
speciosità   s.f.    • 1 •   l'essere specioso: la speciosità di un argomento    • 2 •   (ant.) bellezza fuori dell'ordinario.
specioso   agg.    • 1 •   che è giusto e vero solo in apparenza, detto soprattutto di argomenti che tendono a persuadere: giustificazioni speciose; un pretesto specioso    • 2 •   (ant.) molto bello, di una bellezza appariscente § speciosamente avv. 

speck   s.m. invar.  prosciutto crudo disossato e affumicato; è una specialità altoatesina, tirolese e bavarese.
speco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (lett.) caverna, antro, spelonca: ascosa in un selvaggio speco / non lungi avea la solitaria cella  (ariosto o. f.  xxiv, 91) ' sacro speco, antro presso subiaco dove san benedetto vestì l'abito monacale e visse alcuni anni in solitudine    • 2 •   speco vertebrale, (anat.) il canale formato dalla serie dei fori vertebrali, contenente il midollo spinale.
specola   s.f.    • 1 •   (ant.) parte elevata di un edificio da cui è possibile osservare il cielo    • 2 •   edificio destinato a osservatorio astronomico.
specolare    ⇨ speculare 1.
specolo   s.m.  (med.) strumento a forma di tubo o d'imbuto usato per esplorare alcune cavità esterne o per dilatarne gli orifizi.
speculabile   agg.  che può essere oggetto di indagine razionale, speculativa.
speculare   (1) rar. specolare, v. intr.  [io spèculo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   indagare con la ragione; ragionare filosoficamente; meditare: speculare sulla natura dell'universo    • 2 •   (econ.) fare una speculazione commerciale o finanziaria: speculare in borsa    • 3 •   (estens.) sfruttare anche illecitamente possibilità che la situazione offre, favorevoli a sé e sfavorevoli ad altri: speculare sull'ignoranza altrui; speculare sull'errore di un avversario  | v. tr.    • 1 •   indagare con la ragione: speculare i misteri della natura    • 2 •   (ant.) scrutare, osservare da un luogo elevato.
speculare   (2) agg.    • 1 •   di, da specchio; che ha le proprietà di uno specchio: superficie speculare | immagine speculare, l'immagine di un oggetto quale viene riflessa da uno specchio | scrittura speculare, scrittura procedente da destra verso sinistra, analoga a quella normale che venga riflessa in uno specchio    • 2 •   (estens.) detto di cosa, perfettamente simmetrica nei confronti di un'altra: quelle due finestre sono speculari  § specularmente avv.  secondo una riflessione speculare.
speculativa   s.f.  (ant.) la facoltà di speculare, cioè di meditare, di indagare filosoficamente.
speculativo   agg.    • 1 •   che si riferisce alla speculazione intellettuale; che ha come unico scopo la ricerca puramente teorica, senza intenti pratici: scienze speculative    • 2 •   adatto, incline alla speculazione, alla ricerca puramente teorica: ingegno speculativo; mente speculativa    • 3 •   che concerne una speculazione commerciale o finanziaria | manovra speculativa, quella che mira a influenzare il mercato in modo favorevole a una speculazione: operazioni, manovre, mire speculative  § speculativamente avv. 
speculatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi fa speculazioni: uno speculatore avveduto  | (estens.) nel linguaggio comune, chi fa manovre speculative: uno speculatore senza scrupoli    • 2 •   chi medita, indaga filosoficamente: intelligenza speculatrice   s.m.  (ant.) soldato cui erano affidati compiti di esplorazione e di avanscoperta.
speculatorio   agg.  che riguarda una speculazione commerciale o finanziaria; speculativo: le manovre speculatorie di un gruppo monopolistico. 
speculazione   s.f.    • 1 •   la ricerca avente come unico scopo il conoscere, senza intenti pratici o applicazioni tecniche; l'attività razionale che si esplica su oggetti non dati dall'esperienza: la speculazione scientifica  | pensiero, meditazione (anche scherz.): essere immerso in profonde speculazioni    • 2 •   (econ.) operazione commerciale o finanziaria consistente nell'acquisto e nella vendita, in tempi successivi, di merci, immobili, titoli, valute, allo scopo di lucrare la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita, prevedendo l'andamento del mercato: tentare, fare una speculazione; una speculazione sbagliata  | insieme di tali operazioni: speculazione edilizia | speculazione di borsa, quella che ha luogo mediante acquisti e vendite allo scoperto di titoli azionari a termine. dim. speculazioncella, speculazioncina    • 3 •   (estens.) attività, azione intesa a conseguire un vantaggio personale sfruttando senza scrupoli una situazione favorevole | nel linguaggio politico, strumentalizzazione di un episodio per gettare discredito sugli avversari.
spedale    ⇨ ospedale.
spedaliere   agg.  (ant.) ospedaliero  s.m.  direttore, prefetto di un ospedale.
spedalità   non com. ospedalità, s.f.  (burocr.) il ricovero e la degenza in ospedale; il costo della degenza e delle cure.
spedalizzare   e deriv.   ⇨ ospedalizzare e deriv. 
spedantire   v. tr.  [io spedantisco, tu spedantisci ecc.] (non com.) liberare dalla pedanteria; rendere meno pedante o meno pedantesco.
spedare   v. tr.  [io spèdo ecc.]    • 1 •   (non com.) stancare, rovinare i piedi per il troppo camminare    • 2 •   (mar.) sollevare dal fondo l'àncora di una nave | spedarsi v. rifl.  (fam.) stancarsi, rovinarsi i piedi per il troppo camminare: mi sono spedato per arrivare fin quassù. 
spedire   v. tr.  [io spedisco, tu spedisci ecc.]    • 1 •   (ant.) sbrigare, disimpegnare: spedire una faccenda  | oggi è usato soltanto in alcune locuzioni: spedire una ricetta, preparare un farmaco secondo quanto indicato sulla ricetta; spedire una bolla, un breve, nel linguaggio della curia pontificia, compilarli, stenderli nella forma dovuta; spedire una causa, nel linguaggio forense, discuterla ed emettere la sentenza    • 2 •   inviare qualcosa per mezzo della posta o mediante trasporti di altro genere: spedire una raccomandata, un pacco, un assegno; spedire per espresso, per via aerea, per corriere; spedire via mare, via terra    • 3 •   mandare con premura una persona in un luogo o da qualcuno con una particolare incombenza: spedire un incaricato, un corriere | spedire qualcuno all'altro mondo, (fig.) ucciderlo | spedirsi v. rifl.  (ant.) sbrigarsi: lasciò messer torello e al nigromante disse che si spedisse  (boccaccio dec.  x, 9).
speditezza   s.f.  l'essere spedito; prontezza e celerità nel fare qualcosa.
speditivo   agg.  (non com.) sbrigativo, spiccio: nel tribunale di provvisione vien proposto, come più facile e più speditivo, un altro ripiego  (manzoni p. s.  xxviii) § speditivamente avv. 
spedito   part. pass.  di spedire  agg.    • 1 •   sciolto; svelto, veloce: pronuncia spedita; passo spedito  | usato anche come avv.  : parlare, camminare spedito    • 2 •   (fam.) si dice di persona che non ha più alcuna speranza di salvarsi; spacciato: i medici lo danno per spedito  § speditamente avv. 
speditore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi spedisce; mittente.
spedizione   s.f.    • 1 •   lo spedire, l'essere spedito; l'attività dello spedizioniere: la spedizione di un pacco, di una raccomandata; spese di spedizione; contratto di spedizione; casa di spedizione  | ciò che viene spedito: arrivo della spedizione, (dir.) mandato con il quale uno spedizioniere assume l'incarico di concludere, per conto di un committente, un contratto di trasporto    • 2 •   viaggio di più persone per compiere un'impresa, soprattutto scientifica o militare; anche, l'insieme delle persone che vi partecipano: una spedizione polare; la spedizione dei mille.  dim. spedizioncella, spedizioncina    • 3 •   azione condotta da persone armate: [don rodrigo] stava attendendo l'esito della sua scellerata spedizione  (manzoni p.s. x)    • 4 •   (mar.) il complesso dei documenti che il capitano di una nave mercantile deve presentare all'autorità marittima prima di intraprendere una navigazione: fare la spedizione, presentare tali documenti.
spedizioniere   s.m.  chi esegue spedizioni di merci per conto di terzi, curando le relative operazioni accessorie.
speedway   s.m. invar.  specialità del motociclismo che si svolge su piste ellittiche con fondo di cenere e sabbia, percorse in senso antiorario; le motociclette, prive di freni, obbligano i concorrenti a impostare le curve in derapata, aiutandosi con il piede sinistro per tenere in equilibrio il mezzo.
speglio   s.m.  (ant. , poet.) specchio: dicemi spesso il mio fidato speglio, / l'animo stanco, e la cangiata scorza  (petrarca canz.  ccclxi, 1-2).
spegnare   v. tr.  [io spégno ecc.] liberare un oggetto dato in pegno, pagando la somma stabilita.
spegnere   tosc. o lett. spengere, v. tr.  [pres. io spèngo  (o spéngo), tu spègni  (o spégni) ecc. ; pass. rem. io spènsi  (o spénsi), tu spegnésti ecc. ; part. pass. spènto  (o spénto)]    • 1 •   far cessare di ardere, di bruciare: spegnere un incendio, una candela, un fiammifero; spegnere la sigaretta | spegnere la calce, mescolare la calce viva con acqua    • 2 •   (fig.) far cessare, estinguere: spegnere la sete; spegnere un'ipoteca, un mutuo  | smorzare, attenuare a poco a poco: spegnere le passioni, i rancori, le polemiche; il tempo spegne i ricordi  | (lett.) uccidere: oh misero colui che in guerra è spento  (leopardi all'italia  54)    • 3 •   interrompere il funzionamento di un apparecchio o dispositivo elettrico: spegnere la radio, la luce  | spegnersi v. rifl.    • 1 •   cessare di ardere: il fuoco si è spento    • 2 •   (fig.) venir meno, estinguersi: il suo entusiasmo si sta spegnendo '  morire: si è spento serenamente    • 3 •   smettere di funzionare, detto di dispositivo elettrico o di apparecchio azionato da circuito elettrico: la lampada si è spenta; il motore della mia automobile si spegne facilmente. 
spegnimento   s.m.  lo spegnere, lo spegnersi, l'essere spento.
spegnitoio   tosc. o lett. spengitoio, s.m.  arnese a forma di imbuto rovesciato, che si fissa in cima a una canna, usato per spegnere la fiamma di candele, lumi a petrolio ecc.
spegnitore   tosc. o lett. spengitore, agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi spegne (anche fig.).
spegnitura   s.f.  lo spegnere.
spelacchiamento   s.m.  (non com.) lo spelacchiare, lo spelacchiarsi, l'essere spelacchiato.
spelacchiare   v. tr.  [io spelàcchio ecc.] privare di parte del pelo; togliere, strappare il pelo qua e là | spelacchiarsi v. rifl.  perdere il pelo qua e là: l'orsacchiotto di peluche comincia a spelacchiarsi. 
spelacchiato   part. pass.  di spelacchiare  agg.  che ha perso il pelo qua e là che ha pochi peli, poche penne: una pelliccia spelacchiata; un gatto spelacchiato  | (estens.) che ha pochi capelli: un vecchio spelacchiato. 
spelagare   v. tr.  [io spèlago, tu spèlaghi ecc.] (ant.)    • 1 •   togliere dal pelago    • 2 •   (fig.) liberare da un impaccio, da una situazione intricata | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   uscire dal pelago    • 2 •   (fig.) togliersi d'impaccio.
spelaia   s.f.  lo strato esterno del bozzolo del baco da seta, che presenta filamenti disordinati e soffici e viene scartato.
spelaiatrice   s.f.  spelatrice.
spelaiatura   s.f.  operazione con la quale il bozzolo del baco da seta viene liberato dalla spelaia.
spelare   v. tr.  [io spélo ecc.] privare del pelo; togliere, far cadere il pelo | spelarsi v. rifl.  perdere il pelo: la pelliccia si sta spelando  | (estens.) perdere i capelli (per lo più scherz.): ha cominciato a spelarsi a trent'anni. 
spelatrice   s.f.  macchina usata nella spelaiatura.
spelatura   s.f.    • 1 •   (non com.) lo spelare, lo spelarsi, l'essere spelato    • 2 •   cascame di cotone.
spelda    ⇨ spelta.
speleo   agg.  (scient.) delle caverne: fauna spelea; orso speleo. 
speleo-  speleo- primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, formate modernamente, dal gr. spélaion  'caverna' (speleologia).
speleobiologia   s.f.  branca della biologia che studia la vita nell'ambiente cavernicolo.
speleobiologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla speleobiologia.
speleobiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di speleobiologia.
speleobotanica   s.f.  ramo della speleobiologia che studia le specie vegetali cavernicole.
speleobotanico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla speleobotanica  s.m.  [f. -a] studioso, esperto di speleobotanica.
speleologia   s.f.  scienza che studia le grotte, la loro origine e le loro caratteristiche fisiche, morfologiche e biologiche.
speleologico   agg.  [pl. m. -ci] riguardante la speleologia: spedizione speleologica. 
speleologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi, pop. -ghi] studioso, esperto di speleologia.
speleozoologia   s.f.  ramo della speleobiologia che studia le specie animali cavernicole.
speleozoologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla speleozoologia.
speleozoologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di speleozoologia.
spellare   v. tr.  [io spèllo ecc.]    • 1 •   levare, strappare la pelle dal corpo di un animale ucciso: spellare un coniglio '  riferito a persona, produrre un'escoriazione: spellare le mani    • 2 •   (fig. fam.) chiedere un prezzo, un compenso esagerato: in quel negozio ti spellano!  | spellarsi v. rifl.  perdere la pelle: i serpenti, a primavera, si spellano  | detto di persona, prodursi un'escoriazione: ho preso troppo sole e mi sono spellato. 
spellatura   s.f.  lo spellare, lo spellarsi, l'essere spellato | la parte spellata; abrasione, escoriazione: farsi una spellatura al ginocchio. 
spellicciare   v. tr.  [io spellìccio ecc.] (non com.)    • 1 •   privare della pelliccia; togliere, levare la pelle o il pelo    • 2 •   (fig.) malmenare, conciare per le feste.
spellicciatura   s.f.  (non com.) lo spellicciare, l'essere spellicciato.
spelling   s.m. invar.  pronuncia distaccata delle singole lettere che compongono una parola; compitazione.
spelonca   ant. o pop. spelunca, s.f.    • 1 •   antro naturale, profondo e vasto, nei fianchi di un monte; caverna, grotta. dim. spelonchetta    • 2 •   (fig.) abitazione tetra, squallida: abitare in una spelonca    • 3 •   (ant.) rifugio di banditi, di delinquenti.
spelta   region. spelda, s.f.  pianta delle graminacee simile al frumento; è detta anche farro. 
spelunca    ⇨ spelonca.
speme   non com. spene, s.f.  (poet.) speranza: questo di tanta speme oggi mi resta!  (foscolo sonetti).
spencer   s.m. invar.  giacca corta e molto attillata, bordata di astracan e guarnita di alamari, indossata un tempo dagli ufficiali di cavalleria | oggi, gilè di maglia di lana da uomo.
spendaccione   s.m.  [f. -a] chi spende smodatamente, con eccessiva facilità.
spendere   v. tr.  [pres. io spèndo ecc. ; pass. rem. io spési, tu spendésti ecc. ; part. pass. spéso]    • 1 •   dare, cedere denaro ad altri, spec. in pagamento di qualcosa (anche assol.): spendere ventimila lire per un libro; spendere bene il proprio denaro; un negozio in cui non si spende molto; spendere in viaggi, in divertimenti | spendere un occhio della testa, un patrimonio, spendere moltissimo ' spendere e spandere, scialacquare, sperperare ' prov.  : chi più spende, meno spende, il maggior costo di qualcosa viene solitamente compensato dalla sua migliore qualità e dalla sua maggiore durata    • 2 •   (fig.) consumare, impiegare, adoperare: spendere tutte le proprie energie in un progetto; spendere qualche parola, qualche minuto per convincere qualcuno; spendere i migliori anni sui libri; spendere il fiato con qualcuno, sprecarlo | spendere una parola per qualcuno, intervenire in suo favore, raccomandarlo ad altri | spendere il nome di qualcuno, servirsi del suo nome a proprio vantaggio.
spendereccio   agg.  [pl. f. -ce] che ama spendere molto, con facilità: gente spendereccia '  che richiede molte spese: vita spendereccia. 
spendibile   agg.  che si può spendere.
spendibilità   s.f.  l'essere spendibile.
spendicchiare   o spenducchiare, v. tr.  [io spendìcchio ecc.] spendere poco, moderatamente | con sign. contrario, spendere in misura notevole, considerevole (spec. assol.): spendicchiano anche loro per vestire. 
spendio   s.m.  (ant.) spesa, dispendio: tutti quanti fuor guerci / sì de la mente in la vita primaia, / che con misura nullo spendio ferci  (dante inf.  vii, 40-42).
spendita   s.f.  (non com.) lo spendere; spesa.
spenditore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi spende    • 2 •   (mar.) ciascuno dei marinai incaricati, a turno, di effettuare l'acquisto giornaliero di viveri sul mercato, per la propria nave: mezzo degli spenditori, l'imbarcazione che li porta a terra di buon mattino, per ricondurli più tardi a bordo.
spenducchiare    ⇨ spendicchiare.
spene    ⇨ speme.
spengere   e deriv.   ⇨ spegnere e deriv. 
spennacchiare   v. tr.  [io spennàcchio ecc.]    • 1 •   privare di parte delle penne; togliere, strappare le penne qua e là: il cane ha spennacchiato i polli    • 2 •   (fig. fam.) carpire denaro: farsi spennacchiare al gioco  | spennacchiarsi v. rifl.  perdere parzialmente le penne.
spennacchiato   part. pass.  di spennacchiare  agg.    • 1 •   che è privo di penne qua e là: una gallina spennacchiata    • 2 •   (scherz.) che ha pochi capelli, che è privo di capelli: testa spennacchiata. 
spennare   v. tr.  [io spénno ecc.]    • 1 •   strappare le penne, privare delle penne: spennare un pollo, una pernice    • 2 •   (fig. fam.) carpire denaro: farsi spennare al tavolo da gioco  | far pagare un prezzo esagerato: in quel ristorante ti spennano vivo!  | spennarsi v. rifl.  perdere le penne: gli uccelli, quando stanno male, si spennano. 
spennata   s.f.  lo spennare, soprattutto in fretta, alla meglio: dare una spennata alla gallina. 
spennatura   s.f.  lo spennare, l'essere spennato.
spennellare   v. tr.  [io spennèllo ecc.] passare su una superficie un pennello intinto in un liquido: spennellare la parete di vernice bianca; spennellarsi una ferita con il mercurocromo  | (assol.) verniciare, dipingere: gli piace spennellare. 
spennellata   s.f.  lo spennellare, spec. in fretta, alla meglio: dare una spennellata di minio all'inferriata. 
spennellatura   s.f.  lo spennellare, l'essere spennellato; in partic., applicazione di medicamenti liquidi con un pennello.
spensierataggine   s.f.  spensieratezza abituale che confina con la leggerezza, con la negligenza | atto compiuto con leggerezza.
spensieratezza   s.f.  l'essere spensierato: un periodo di spensieratezza. 
spensierato   agg.    • 1 •   che non ha preoccupazioni; privo di pensieri gravi o fastidiosi: un ragazzo spensierato; vita spensierata; età spensierata, la fanciullezza    • 2 •   (non com.) che non pensa a quello che dovrebbe; irresponsabile § spensieratamente avv. 
spento   part. pass.  di spegnere  agg.    • 1 •   che non brucia più: fuoco spento | calce spenta, idrossido di calcio    • 2 •   (fig.) privo di luce, di vivezza; smorzato, attutito: sguardo spento; voce spenta; colori spenti    • 3 •   che non è in funzione (detto di dispositivo elettrico o di apparecchio azionato da circuito elettrico): un televisore spento; l'automobile scendeva a motore spento    • 4 •   (fig. non com.) che non esiste più morto, estinto: una tradizione ormai spenta; una dinastia spenta da secoli  § spentamente avv.  (non com.) senza vivezza, vivacità: guardare spentamente. 
spenzolare   v. tr.  [io spènzolo ecc.] far penzolare; tenere qualcosa sospesa nel vuoto in modo che penzoli: spenzolare un braccio fuori del finestrino  | v. intr.  [aus. avere] stare sospeso; penzolare: una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte  (manzoni p. s.  xxxiv) | spenzolarsi v. rifl.  sporgersi in modo eccessivo, così da pendere in fuori: spenzolarsi nel vuoto; spenzolarsi dal davanzale della finestra. 
spenzolone   o spenzoloni, avv.  penzoloni, pendendo dall'alto.
speoto   s.m.  vorace mammifero del brasile simile a un cane tozzo, con pelo bruno, collo grosso e muso appiattito (ord.  carnivori).
spera   (1) s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) sfera; in partic., ciascuna delle sfere concentriche che, secondo l'ipotesi geocentrica, componevano il cielo: la spera ottava vi dimostra molti / lumi  (dante par.  ii, 64-65) | la spera del sole, il disco solare: la spera del sole pallida, che spargeva intorno a sé un barlume fioco  (manzoni p. s.  xxxv) | una spera di sole, un fascio di raggi solari    • 2 •   (tosc.) specchio non grande e maneggevole che si tiene sul tavolo.
spera   (2) s.f.  (ant. , lett.) speranza.
spera   (3) s.f.  (mar.) sorta di àncora galleggiante gettata in acqua da un'imbarcazione per tenere la poppa nella direzione da cui vengono le onde e impedire che l'imbarcazione si rovesci.
sperabile   agg.  che si può sperare: un risultato sperabile; è sperabile che tutto si concluda per il meglio  § sperabilmente avv.  (non com.) in modo sperabile, augurabile: tornerà sperabilmente domani. 
speranza   s.f.    • 1 •   lo sperare; l'attesa viva e fiduciosa di un bene futuro: avere, nutrire speranza; infondere speranza; abbandonare, perdere ogni speranza; esserci poca speranza, solo qualche speranza; un filo di speranza; speranza di salvezza, di salvarsi; oltre ogni speranza, oltre ogni previsione | il colore della speranza, il verde | àncora di speranza, terza àncora di una nave, usata in caso di perdita delle altre due | speranza di vita, (stat.) numero medio di anni che, secondo l'esperienza demografica di un paese, resta da vivere alla popolazione di una data età. dim. speranzella, speranzina, speranzuola    • 2 •   (teol.) virtù teologale per la quale si attende con fiducia la vita eterna e il soccorso della grazia divina per ottenerla    • 3 •   cosa sperata: tutte le sue speranze sono miseramente naufragate | giovane di belle speranze, che sembra destinato a un brillante avvenire    • 4 •   persona, cosa in cui si spera: tu sei la mia unica speranza; questa è la sua ultima speranza  | persona giovane che intraprende con ottimi risultati un'attività, soprattutto sportiva o artistica, e fa sperare nella sua completa affermazione: una speranza del calcio, del cinema    • 5 •   speranza matematica, (stat.) prodotto del valore associato al verificarsi di un evento per la probabilità dell'evento stesso.
speranzoso   agg.  pieno di speranza (spesso scherz.): aspettava speranzoso  § speranzosamente avv. 
sperare   (1) v. tr.  [io spèro ecc.]    • 1 •   attendere con fiducia che accada una cosa desiderata; credere che possa verificarsi un dato evento: che cosa speri?; spera di essere promosso; spero che oggi non piova; speri forse che verrà?; sperare una vittoria, augurarsela, aspettarla | sperare di sì, sperare di no, espressioni ellittiche con cui si esprime la speranza che una cosa avvenga o no | voglio sperarlo, spero bene, per esprimere quasi una certezza    • 2 •   (ant.) attendere, aspettare: di dì in dì spero omai l'ultima sera  (petrarca canz.  ccxxxvii, 7) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   nutrire speranza, fiducia: sperare in dio, nell'aiuto di qualcuno, in una rapida guarigione    • 2 •   (ant.) credere.
sperare   (2) v. tr.  [io spèro ecc.] osservare contro luce qualcosa più o meno trasparente: sperare le uova, per controllarne la freschezza o l'avvenuta fecondazione.
speratura   s.f.  lo sperare le uova mediante un apparecchio speciale che emette un fascio luminoso, per controllare se sono fresche o se sono fecondate.
sperauovo   s.m.  [pl. sperauòva] apparecchio provvisto di una sorgente luminosa, usato per la speratura delle uova.
sperdere   v. tr.  [coniugato come perdere]    • 1 •   (lett.) disperdere: tu dalle stanche ceneri / sperdi ogni ria parola  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   (non com.) smarrire, perdere: sperdere la strada  | sperdersi v. rifl.  perdersi, smarrirsi (anche fig.): sperdersi nel bosco, nel buio; una materia così vasta che ci si sperde. 
sperdimento   s.m.  (non com.) lo sperdere, lo sperdersi.
sperditore   s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) chi sperde.
sperduto   part. pass.  di sperdere  agg.  solitario, isolato: un paesino sperduto | essere, sentirsi, trovarsi sperduto, solo e a disagio in un ambiente non familiare § sperdutamente avv. 
sperequare   v. tr.  [io sperèquo ecc.] determinare, provocare una sperequazione.
sperequato   part. pass.  di sperequare  agg.  caratterizzato da sperequazione: compensi, tributi sperequati. 
sperequazione   s.f.  mancanza di uniformità, di adeguata distribuzione: sperequazione della ricchezza, disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza fra le diverse classi sociali; sperequazione tributaria, distribuzione ineguale e sproporzionata degli oneri fiscali fra i contribuenti.
spergere   v. tr.  [pres. io spèrgo, tu spèrgi ecc. ; pass. rem. io spèrsi, tu spergésti ecc.] (ant. , lett.) disperdere.
spergiurare   ant. pergiurare, v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere]    • 1 •   giurare il falso | spergiurare il nome di dio, giurare il falso in suo nome    • 2 •   giurare solennemente: continua a spergiurare di non saperne nulla  | giurare e spergiurare, affermare con ripetuti giuramenti.
spergiuratore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi spergiura, giura il falso o non mantiene i giuramenti fatti; spergiuro.
spergiuro   (1) ant. pergiuro, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi giura il falso o non mantiene un giuramento.
spergiuro   (2) ant. pergiuro, s.m.  giuramento falso.
spergola   o spergula, s.f.  (bot.) lo stesso che renaiola. 
spericolarsi   v. rifl.  [io mi sperìcolo ecc.]    • 1 •   (non com.) esporsi sconsideratamente a un pericolo    • 2 •   (tosc.) spaventarsi, perdersi d'animo di fronte a pericoli veri o supposti.
spericolato   part. pass.  di spericolarsi  agg.    • 1 •   che disprezza, che sfida il pericolo; che si espone temerariamente al pericolo: un ragazzo, un guidatore spericolato  | usato anche come s.m.  [f. -a]: è uno spericolato!    • 2 •   (tosc.) che teme il pericolo § spericolatamente avv. 
sperienza   sperienzia  ⇨ esperienza.
sperimentabile   agg.  che si può sperimentare.
sperimentabilità   s.f.  l'essere sperimentabile.
sperimentale   agg.    • 1 •   che si basa sull'esperimento, sulla sperimentazione; più in generale, che si basa sull'esperienza, che è empirico: dimostrazione, prova sperimentale; metodo sperimentale | scienza sperimentale, che acquisisce le proprie conoscenze attraverso l'osservazione dei fenomeni della natura e verifica le proprie ipotesi mediante la sperimentazione    • 2 •   si dice di attività volta a sperimentare nuovi modi e mezzi in un determinato campo: teatro, cinema sperimentale, teatro, cinema d'avanguardia, che tenta nuove forme espressive | di luogo, che è sede di esperimenti: centro sperimentale; scuola sperimentale, in cui si attua la sperimentazione didattica    • 3 •   si dice di modello, prototipo e sim. che è ancora in fase di sperimentazione § sperimentalmente avv. 
sperimentalismo   s.m.  caratteristica di una teoria, di una ricerca, di un'attività che si fondano sul metodo sperimentale | nelle arti e in letteratura, tendenza a ricercare e sperimentare nuove forme e tecniche d'espressione: lo sperimentalismo dantesco; lo sperimentalismo nella pittura contemporanea. 
sperimentalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace dello sperimentalismo | usato anche come agg.  : narrativa sperimentalista. 
sperimentalistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo allo sperimentalismo, agli sperimentalisti.
sperimentare   meno com. esperimentare [e-spe-ri-men-tà-re], tosc. spermentare [sper-men-tà-re], v. tr.  [io speriménto ecc.]    • 1 •   verificare con esperimenti; mettere alla prova qualcosa per giudicarne l'efficacia, la funzionalità ecc.: sperimentare una legge chimica; sperimentare una macchina, l'efficacia di un prodotto    • 2 •   (fig.) mettere alla prova una persona, le sue attitudini o i suoi sentimenti: sperimentare le capacità di un atleta; sperimentare la fedeltà di un amico    • 3 •   (fig.) fare esperienza di qualcosa, conoscere per esperienza diretta; provare: sperimentare la durezza dell'esilio; sperimentare la fatica, il dolore  | tentare: sperimentare tutti i mezzi per riuscire in qualcosa  | sperimentarsi v. rifl.  mettersi alla prova, cimentarsi: sperimentarsi in un'impresa. 
sperimentato   part. pass.  di sperimentare  agg.    • 1 •   che ha fatto esperienza; esperto, provetto: un insegnante sperimentato    • 2 •   che ha dato buon esito, che si è dimostrato efficiente; collaudato, provato: un rimedio sperimentato. 
sperimentatore   meno com. esperimentatore [e-spe-ri-men-ta-tó-re], s.m.  [f. -trice] chi sperimenta; chi fa esperimenti.
sperimentazione   s.f.  lo sperimentare, l'essere sperimentato; verifica per mezzo di esperimenti: metodo di sperimentazione; sperimentazione biologica, medica; un prodotto ancora in fase di sperimentazione  | sperimentazione didattica, nelle scuole, la ricerca di nuove metodologie didattiche, di innovazioni da apportare agli ordinamenti e alle strutture educative.
sperimento    ⇨ esperimento.
sperlano   s.m.  piccolo pesce comune nelle acque costiere, con corpo slanciato e carni dall'odore caratteristico; serve come esca per catturare altri pesci (ord.  clupeiformi).
sperma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) liquido organico viscoso, di colore biancastro e di odore caratteristico, che contiene gli spermatozoi e viene espulso con l'eiaculazione.
spermaceti   s.m.  liquido grasso biancastro, che solidifica all'aria, ricavato dalla testa di alcuni cetacei (p. e.  dal capodoglio) e usato per candele, cosmetici e come lubrificante.
spermatangio   s.m.  (bot.) apparato vegetale nel quale si formano i gameti maschili.
spermateca   s.f.  (zool.) organo dell'apparato riproduttore femminile o ermafrodito di molti invertebrati, in cui vengono raccolti gli spermatozoi che serviranno per la fecondazione delle uova.
spermateisfora   s.f.  (biol.) fecondazione artificiale.
spermatico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) dello sperma, relativo allo sperma: liquido spermatico; vie spermatiche, il complesso dei tubuli e dei condotti elaboratori ed escretori dello sperma.
spermatidio   s.m.  (biol.) ultima cellula differenziata della spermatogenesi dalla quale deriva lo spermatozoo.
spermato-  spermato- primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, formate modernamente dal gr. spérma -atos  'seme'; indica relazione col seme o col gamete maschile (spermatozoo).
spermatocele   s.m.  (med.) cisti che si forma nel testicolo o nell'epididimo e che contiene liquido seminale.
spermatocito   s.m.  (biol.) elemento cellulare della spermatogenesi intermedio fra lo spermatogonio e lo spermatidio.
spermatofite   s.f. pl.  (bot.) lo stesso che fanerogame. 
spermatoforo   s.m. , o spermatofora s.f. , (biol.) formazione dell'apparato genitale maschile di alcune classi di invertebrati e degli anfibi urodeli, costituita da una capsula contenente un ammasso di spermatozoi.
spermatogenesi   s.f.  (biol.) processo di formazione degli spermatozoi.
spermatogonio   s.m.  (biol.) il primo elemento cellulare differenziato della spermatogenesi.
spermatorrea   s.f.  (med.) perdita involontaria di liquido seminale.
spermatozoide   s.m.  (bot.) ciascuno dei gameti maschili che si producono nello spermatangio.
spermatozoo   s.m.  (biol.) cellula maschile fecondante.
spermentare    ⇨ sperimentare.
spermicida   agg.  e s.m.  [pl. -di] si dice di prodotto capace di distruggere gli spermatozoi, usato soprattutto a scopo anticoncezionale.
spermico   agg.  [pl. -ci] (biol.) spermatico.
spermina   s.f.  (biol.) sostanza proteica presente nel liquido prostatico e quindi nel liquido seminale, riscontrabile in diversi tessuti umani.
spermio   s.m.  (biol.) spermatozoo.
spermiocitogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) quadro completo delle caratteristiche presentate dai componenti cellulari del liquido seminale di un individuo; spermiogramma.
spermiogenesi   s.f.  (biol.) spermatogenesi.
spermiogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) spermiocitogramma.
spermocoltura   s.f.  (med.) coltura dello sperma per individuare eventuali germi patogeni.
spermofilo   s.m.  piccolo mammifero roditore con arti e coda brevi, lungo e folto pelame grigio-giallastro.
spernacchiare   v. tr.  (pop.) deridere qualcuno rivolgendogli delle pernacchie.
spernere   v. tr.  (ant. , lett.) disprezzare; ripudiare, rigettare: la divina bontà, che da sé sperne / ogne livore  (dante par.  vii, 64-65).
speronamento   s.m.  lo speronare, l'essere speronato.
speronare   v. tr.  [io speróno ecc.]    • 1 •   detto di nave, colpire un'altra nave con lo sperone o con la prora | (estens.) detto di autoveicolo, colpirne un altro nella fiancata    • 2 •   (rar.) stimolare il cavallo con gli speroni; spronare.
speronata   s.f.  colpo dato con lo sperone.
speronato   part. pass.  di speronare  agg.    • 1 •   di animale, provvisto di sperone: il gallo ha le zampe speronate    • 2 •   di edificio, rafforzato da speroni, da contrafforti.
sperone   s.m.    • 1 •   arnese di metallo che si applica al tacco dello stivale del cavaliere per stimolare il cavallo nei fianchi; sprone    • 2 •   (mar.) robusta prominenza nella prua delle navi da guerra usata per investire e danneggiare le navi nemiche    • 3 •   (zool.) robusto aculeo di forma conica che sporge in corrispondenza dei tarsi del gallo e di altri uccelli | protuberanza cornea che si trova nella parte posteriore del nodello del bue e del cavallo | il residuo atrofico del quinto dito nelle zampe anteriori e posteriori del cane    • 4 •   (geog.) diramazione secondaria, trasversale, di una cresta montuosa | sporgenza sottomarina    • 5 •   (edil.) rinforzo in muratura costruito trasversalmente a un muro | la parte verso monte del basamento di un ponte fondato sul letto di un fiume; serve a deviare la corrente evitando rigurgiti    • 6 •   (bot.) prolungamento tubolare della corolla o del calice di alcuni fiori.
speronella   s.f.  (bot.) lo stesso che sprone di cavaliere. 
sperperamento   s.m.  (non com.) sperpero.
sperperare   v. tr.  [io spèrpero ecc.]    • 1 •   spendere senza criterio, smodatamente: sperperare il denaro, un patrimonio    • 2 •   (estens.) impiegare male, consumare inutilmente: sperperare le forze, il proprio ingegno    • 3 •   (ant.) distruggere, rovinare.
sperperatore   s.m.  [f. -trice] chi sperpera; scialacquatore.
sperperio   s.m.  uno sperperare continuo.
sperpero   s.m.  lo sperperare; sciupio, spreco: sperpero di denaro, di forze. 
sperso   part. pass.  di sperdere  agg.    • 1 •   che ha perduto l'accompagnatore o la guida: bambino sperso; cane sperso    • 2 •   (fig.) disorientato, spaesato, sperduto: sentirsi, trovarsi sperso. 
spersola   s.f.  nella lavorazione dei formaggi molli, tavolo di legno inclinato e scanalato, su cui si colloca la cagliata nelle fascere, per facilitare la fuoruscita del siero.
spersonalizzare   v. tr.    • 1 •   privare della personalità (anche assol.): un lavoro che spersonalizza    • 2 •   rendere impersonale: la pubblicità tende a spersonalizzare i gusti  | togliere a qualcosa un'impronta troppo personale: spersonalizzare una questione  | spersonalizzarsi v. rifl.  perdere la personalità rinunciare alla propria personalità: nella massa ci si spersonalizza; gli scrittori veristi tendevano a spersonalizzarsi nel raccontare. 
spersonalizzazione   s.f.  lo spersonalizzare, lo spersonalizzarsi, l'essere spersonalizzato.
sperticare   v. intr.  [io spèrtico, tu spèrtichi ecc. ; aus. essere] (rar.) allungarsi come una pertica | sperticarsi v. rifl.  fare qualcosa in maniera eccessiva e affettata; profondersi: sperticarsi in elogi, in complimenti; sperticarsi a dire, ad affermare qualcosa.
sperticato   part. pass.  di sperticare  agg.    • 1 •   (non com.) esageratamente lungo; sproporzionato: naso sperticato    • 2 •   (fig.) eccessivo, esagerato: lodi sperticate  § sperticatamente avv.  in modo eccessivo; esageratamente: elogiare sperticatamente. 
sperto    ⇨ esperto.
spesa   s.f.    • 1 •   lo spendere; la somma di denaro che si spende: sostenere una spesa; avere molte spese; dividere la spesa; una spesa piccola, grossa; spese ordinarie, straordinarie; spese postali, bancarie; spese di rappresentanza, di manutenzione | far fronte a una spesa, riuscire a sostenerla | spese minute, per le piccole necessità d'ogni giorno | spesa pubblica, impiego da parte dello stato di risorse economiche nella produzione di servizi pubblici e in generale nel soddisfacimento di bisogni collettivi; spesa (pubblica) corrente, quella erogata per consentire l'ordinario livello di attività pubblica; spesa (pubblica) in conto capitale, quella destinata a opere pubbliche e a investimenti | avere qualcosa con poca spesa, spendendo poco denaro; (fig.) con poca fatica | essere di poca spesa, (fig.) avere poche esigenze | non badare a spese, pagare qualsiasi somma; (fig.) essere disposti a qualunque sacrificio pur di raggiungere uno scopo | a spese di  (o a mie, tue, proprie spese), a carico di; (fig.) a danno di: funerali a spese dello stato; ha imparato a proprie spese | fare le spese di qualcosa, (fig.) subirne le conseguenze negative | con spese, senza spese, (dir.) clausole apposte alla cambiale per indicare che, in caso di mancato pagamento, essa deve o non deve essere protestata dal portatore, perché egli possa rivalersi sul traente, i giranti e gli avallanti. dim. speserella, spesetta, spesina, spesuccia  accr. spesona  pegg. spesaccia    • 2 •   l'acquisto per il quale si spende una determinata somma di denaro: fare una buona, una cattiva spesa; andare al centro a fare spese    • 3 •   l'acquisto di generi alimentari e di altri prodotti necessari al mantenimento della famiglia; anche, l'insieme delle provviste acquistate: la mamma è uscita a fare la spesa; la borsa della spesa; tornare a casa con la spesa  | stare sulle spese, essere costretto a provvedere al proprio mantenimento vivendo fuori della propria sede abituale | lavorare per le spese, in cambio del solo vitto.
spesare   v. tr.  [io spéso ecc.] pagare le spese di qualcuno; mantenere a proprie spese: spesare un dipendente di tutto. 
spesato   part. pass.  di spesare  agg.  rimborsato delle spese: per le trasferte è spesato dall'azienda. 
speso   part. pass.  di spendere  e agg.  nei sign. del verbo.
spesseggiare   v. intr.  [io spességgio ecc. ; non sono usate le forme composte] (non com.) essere frequente, ripetersi spesso: un'opera in cui spesseggiano le citazioni. 
spessezza   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere spesso, non sottile    • 2 •   frequenza.
spessimetro   s.m.    • 1 •   strumento per misurare il gioco tra due organi meccanici o la larghezza delle fessure nei pezzi in lavorazione; è costituito da una serie di lamine d'acciaio di spessore noto    • 2 •   strumento che serve a misurare lo spessore del battistrada dei pneumatici; profondimetro.
spessire   v. tr.  [io spessisco, tu spessisci ecc.] (ant.) rendere spesso, condensare | v. intr.  [aus. essere], spessirsi v. rifl.  (ant.) diventare spesso.
spesso   agg.    • 1 •   denso: una poltiglia spessa    • 2 •   fitto, folto: una foresta molto spessa    • 3 •   di notevole spessore: un muro, un vetro spesso  | che ha un determinato spessore: una tavola spessa tre centimetri, due dita    • 4 •   numeroso, frequente: spesse volte  avv.  di frequente, molte volte: incontrarsi spesso; fare qualcosa molto spesso, più spesso, meno spesso di prima; talvolta raddoppiato: spesso spesso se ne dimentica | spesso e volentieri, assai frequentemente § spessamente avv.  (rar.) frequentemente.
spessore   s.m.    • 1 •   la distanza fra due superfici opposte che delimitano esternamente un corpo; grossezza: lo spessore del muro; un cartone dello spessore di tre millimetri  (o di tre millimetri di spessore)    • 2 •   (fig.) consistenza, rilievo, spec. culturale, artistico e sim.: un romanzo che ha un certo spessore. 
spetezzare   v. intr.  [io spetézzo ecc. ; aus. avere] (ant. volg.) fare peti.
spetrare   v. tr.  [io spètro ecc.] (ant. , lett.) intenerire, rendere meno duro, meno aspro: i duri cor penètra / soavemente, e gli ammollisce e spetra  (tasso g. l.  ii, 83) | spetrarsi v. rifl.  (ant. , lett.) diventare meno duro, meno aspro, più sensibile.
spettabile   agg.  rispettabile, ragguardevole (usato solo negli indirizzi e all'inizio di lettere commerciali): spettabile ditta. 
spettacolare   agg.  che ha le caratteristiche, l'attrattiva di uno spettacolo grandioso; scenografico; straordinario, eccezionale a vedersi: cerimonia, film spettacolare; partita, gara spettacolare; un incidente spettacolare, con danni alle cose ma non alle persone § spettacolarmente avv. 
spettacolarità   s.f.  qualità di ciò che è spettacolare.
spettacolarizzare   v. tr.  rendere spettacolare, trasformare in una sorta di spettacolo: spettacolarizzare un evento, una cerimonia, un rito  | spettacolarizzarsi v. rifl.  assumere i tratti, le dimensioni di uno spettacolo: la politica si va sempre più spettacolarizzando. 
spettacolarizzazione   s.f.  lo spettacolarizzare, lo spettacolarizzarsi, l'essere spettacolarizzato.
spettacolo   s.m.    • 1 •   rappresentazione, per lo più di tipo artistico (teatrale, cinematografica, televisiva, circense ecc.), che si svolge davanti a un pubblico appositamente convenuto; anche, manifestazione sportiva a cui assistono degli spettatori: uno spettacolo divertente, noioso; spettacolo lirico, di musica leggera, di varietà; uno sport che fa spettacolo; il mondo dello spettacolo, l'ambiente del teatro, del cinema, della televisione ecc.; dar spettacolo, (fig.) attirare su di sé l'attenzione degli altri | in senso concreto, ognuna delle rappresentazioni in cui si dà uno spettacolo: l'inizio, la fine dello spettacolo; la compagnia darà solo tre spettacoli; andare al cinema all'ultimo spettacolo; lo spettacolo è stato rinviato  | in funzione di agg. , sempre posposto al sost., si dice di ciò che è stato trasformato impropriamente in spettacolo, con la conseguenza di cercarne o farne risaltare solo gli aspetti più sensazionali: politica, informazione, cultura spettacolo.  dim. spettacolino  accr. spettacolone  pegg. spettacolaccio  spreg. spettacoluccio    • 2 •   cosa straordinaria o impressionante a vedersi: lo spettacolo dell'aurora boreale; uno spettacolo atroce, pauroso, ripugnante. 
spettacoloso   agg.    • 1 •   che sorprende per la sua grandiosità che ha il carattere di uno spettacolo grandioso: festa spettacolosa    • 2 •   (fam.) straordinario, eccezionale: avere una memoria spettacolosa  § spettacolosamente avv. 
spettante   part. pres.  di spettare  agg.  che spetta, che appartiene, che compete: esigere la retribuzione spettante. 
spettanza   s.f.  (burocr.)    • 1 •   lo spettare a qualcuno; competenza, pertinenza: la questione non è di nostra spettanza    • 2 •   ciò che spetta per una prestazione eseguita: liquidare a un dipendente ogni sua spettanza. 
spettare   v. intr.  [io spètto ecc. ; aus. essere] competere, appartenere per diritto o per dovere; essere di pertinenza: vi spetta una forte somma; spetta a voi chiedere scusa; non spetta a lui giudicare il nostro operato. 
spettatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi assiste a uno spettacolo: gli spettatori applaudirono a lungo gli attori; una trasmissione televisiva seguita da milioni di spettatori    • 2 •   chi assiste a un determinato avvenimento: essere spettatore di una rissa. 
spettegolare   v. intr.  [io spettégolo ecc. ; aus. avere] fare pettegolezzi; sparlare: spettegolare su tutto e su tutti. 
spettinare   v. tr.  [io spèttino ecc.] scompigliare, mettere in disordine i capelli: il vento mi ha spettinato  | spettinarsi v. rifl.  o intr. pron.  scompigliarsi i capelli: essersi tutto spettinato. 
spettinato   part. pass.  di spettinare  agg.  che ha i capelli scomposti, in disordine.
spettrale   agg.    • 1 •   di, da spettro; che somiglia a uno spettro: apparizione, figura spettrale; avere un aspetto spettrale | luce spettrale, livida e irreale    • 2 •   (fis.) che si riferisce allo spettro di una sorgente luminosa: riga spettrale; analisi spettrale  § spettralmente avv.  come uno spettro, in modo spettrale | (fis.) per quanto concerne lo spettro.
spettro   s.m.    • 1 •   fantasma di una persona morta; larva: un vecchio maniero popolato di spettri | essere, sembrare uno spettro, si dice di persona magra ed emaciata    • 2 •   (fig.) grave minaccia incombente: lo spettro della fame, della miseria, della guerra    • 3 •   (fis. , chim. fis.) diagramma o figura risultante dall'analisi delle componenti di una radiazione ondulatoria o corpuscolare | spettro ottico, striscia luminosa i cui colori vanno dal rosso al violetto e prodotta da un raggio di luce policromatica che attraversi un prisma ottico; è l'insieme delle frequenze di cui è composta ogni radiazione non monocromatica | spettro solare, ottenuto dalla luce del sole | spettro acustico, l'insieme delle frequenze che costituiscono un suono | spettro continuo, discontinuo, secondo che si passi, o no, con continuità da un colore all'altro | spettro di emissione, relativo alla radiazione emessa da una data sostanza | spettro di assorbimento, spettro discontinuo in cui le righe oscure rappresentano le radiazioni assorbite dalla sostanza analizzata | spettro magnetico, disposizione che la limatura di ferro collocata su una lastra di vetro o su un cartoncino assume secondo le linee di forza di un campo magnetico    • 4 •   (fig.) raggio d'azione, campo di attività: lo spettro antibatterico di un antibiotico, la serie di microrganismi patogeni sui quali agisce.
spettrobolometro   s.m.  (astr.) strumento per la misura della radiazione stellare (soprattutto solare), costituito dall'accoppiamento di un bolometro con uno spettroscopio.
spettrochimica   s.f.  disciplina che applica gli studi della spettroscopia alla chimica, spec. per quanto riguarda l'analisi quantitativa e qualitativa delle sostanze.
spettrochimico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla spettrochimica.
spettrocolorimetro   s.m.  (fis.) strumento costituito da un colorimetro accoppiato a uno spettroscopio, usato per eseguire misurazioni relative di assorbimento per i vari colori dello spettro visibile.
spettroeliografico   agg.  [pl. m. -ci] (astr.) di, relativo allo spettroeliografo.
spettroeliografo   s.m.  (astr.) strumento per fotografare il sole in luce monocromatica, costituito da un telescopio a cui è accoppiato uno spettrografo.
spettroelioscopico   agg.  [pl. m. - ci] (astr.) di, relativo allo spettroelioscopio.
spettroelioscopio   s.m.  (astr.) strumento per l'osservazione del sole in luce monocromatica.
spettrofotometria   s.f.  parte della spettrochimica che riguarda misure quantitative di spettri.
spettrofotometrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis. , chim. fis.) di, relativo allo spettrofotometro.
spettrofotometro   s.m.  (fis. , chim. fis.) strumento che produce una radiazione elettromagnetica e ne misura l'interazione con una sostanza posta sul suo percorso.
spettrografia   s.f.  (fis. , chim. fis.) insieme di tecniche per la produzione e la registrazione di spettri ottici o di altra natura.
spettrografico   agg.  [pl. m. -ci] (fis. , chim. fis.) di, relativo alla spettrografia o allo spettrografo.
spettrografo   s.m.  (fis. , chim. fis.) spettrometro munito di sistema fotografico usato per fotografare lo spettro di una sorgente radiante.
spettrogramma   s.m.  [pl. -mi] l'immagine che si ottiene per mezzo dello spettrografo.
spettrometria   s.f.  (fis. , chim. fis.) tecnica e sistema per misurare le lunghezze d'onda e l'intensità delle righe degli spettri.
spettrometrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis. , chim. fis.) di, relativo alla spettrometria o allo spettrometro.
spettrometro   s.m.  (fis. , chim. fis.) spettroscopio munito di scala graduata o di altro dispositivo per misurare direttamente la lunghezza d'onda delle radiazioni dello spettro esaminato | spettrometro di massa, strumento che misura la massa di particelle ionizzate distinguendole in base al loro rapporto fra carica elettrica e massa.
spettroradiometria   s.f.  (fis.) misurazione dell'energia irradiata da un corpo in un ristretto intervallo di lunghezze d'onda.
spettroradiometrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) di, relativo alla spettroradiometria o allo spettroradiometro.
spettroradiometro   s.m.  (fis.) strumento per eseguire la spettroradiometria.
spettroscopia   s.f.  branca della fisica e della chimica-fisica che studia il modo di produzione delle radiazioni elettromagnetiche e la loro interazione con la materia | spettroscopia di massa, studio spettroscopico della ionizzazione, e più in generale della frammentazione delle molecole, che consente di distinguere gli ioni in base al loro rapporto fra carica elettrica e massa.
spettroscopico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla spettroscopia o allo spettroscopio: esame spettroscopico. 
spettroscopio   s.m.  (fis.) strumento costituito essenzialmente da un prisma ottico, impiegato per l'osservazione visuale e lo studio di uno spettro luminoso.
speziale   (1) e deriv.   ⇨ speciale e deriv. 
speziale   (2) s.m.  (ant. , pop.)    • 1 •   venditore di spezie, di erbe medicinali    • 2 •   farmacista; droghiere.
speziare   v. tr.  [io spèzio ecc.] (non com.)    • 1 •   condire, aromatizzare con spezie    • 2 •   (fig.) rendere più sapido, più piccante.
spezie   (1)  ⇨ specie.
spezie   (2) s.f. pl.  il complesso degli aromi (pepe, cannella, noce moscata, chiodi di garofano ecc) che si usano per insaporire e condire i cibi | sostanze aromatiche di uso medicinale.
spezieria   s.f.    • 1 •   (ant. , pop.) bottega dello speziale    • 2 •   spec. pl.  insieme, assortimento di spezie: commerciare in spezierie. 
spezzabile   agg.  che si può spezzare.
spezzamento   s.m.  (non com.) lo spezzare, l'essere spezzato.
spezzare   v. tr.  [io spèzzo ecc.]    • 1 •   dividere, rompere in pezzi: spezzare il pane, una lastra di vetro; spezzare la legna con l'accetta; spezzare un ramo, schiantarlo, staccarlo dall'albero | (fam.) fratturarsi un arto: spezzarsi un braccio, una gamba  | spezzare il cuore a qualcuno, (fig.) dargli un forte dolore | spezzare le catene, i ceppi, (fig.) riacquistare la libertà    • 2 •   (estens.) interrompere la continuità di qualcosa: spezzare un viaggio in due tappe; spezzare le ore di lavoro | spezzare la giornata, (fam.) interrompere le abituali occupazioni interponendo un breve periodo di riposo; anche, impedire a qualcuno di poterla impiegare e sfruttare adeguatamente: spezzare la giornata con un pisolino pomeridiano; la sua visita mi ha spezzato la giornata | spezzare un periodo, dividerlo in più parti mediante adeguata punteggiatura | spezzarsi v. rifl.  rompersi: la corda si è spezzata | spezzarsi in due per qualcuno, (fig.) prodigarsi oltre misura per aiutarlo | spezzarsi ma non piegarsi, (fig.) si dice di chi rimane sempre saldo nelle proprie convinzioni e posizioni, anche se ciò comporta conseguenze negative.
spezzatino   s.m.  (gastr.) pietanza di carne tagliata in piccoli pezzi, fatta rosolare a fuoco lento con olio e burro e poi cucinata in umido: spezzatino di vitello con patate  | (estens.) la carne tagliata a piccoli pezzi, usata per preparare tale pietanza: comprare un chilo di spezzatino. 
spezzato   part. pass.  di spezzare  agg.    • 1 •   diviso in parti; rotto: legna spezzata; braccio spezzato    • 2 •   (estens.) che manca di continuità, interrotto: un periodare spezzato, frammentario | orario spezzato, orario di lavoro interrotto da uno o più intervalli (in contrapposizione a orario continuato) | (linea) spezzata, (geom.) composta da più segmenti non allineati  s.m.    • 1 •   (non com.) pl.  moneta divisionale; spiccioli    • 2 •   (gastr.) lo stesso che spezzatino    • 3 •   abito completo maschile con giacca di colore e tessuto diversi da quelli dei pantaloni    • 4 •   (teat.) elemento in carta o tela dipinta che rappresenta un particolare della scena § spezzatamente avv.  (non com.) a pezzi, a intervalli.
spezzatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi spezza; in partic., chi divide una bestia macellata in grossi pezzi.
spezzatrice   s.f.  macchina usata nella panificazione per dividere la pasta nei pezzi desiderati.
spezzatura   s.f.    • 1 •   lo spezzare, l'essere spezzato | la parte, il pezzo che si ottiene spezzando    • 2 •   volume scompagnato di una determinata opera    • 3 •   nel linguaggio di borsa, quantità di titoli inferiore alla minima comunemente trattata e perciò di meno agevole contrattazione.
spezzettamento   s.m.  lo spezzettare, lo spezzettarsi, l'essere spezzettato.
spezzettare   v. tr.  [io spezzétto ecc.] dividere in piccoli pezzi, ridurre a pezzetti; dividere in tante piccole parti: spezzettare il pane; spezzettare un'eredità | spezzettare il discorso, (fig.) interromperne la continuità, condurlo in maniera frammentaria | spezzettarsi v. rifl.  dividersi, ridursi in pezzi, in piccole parti.
spezzettatura   s.f.  spezzettamento; la cosa spezzettata (anche fig.): una partita piena di spezzettature, di interruzioni.
spezzino   agg.  di la spezia  s.m.  [f. -a] chi è nato o abita a la spezia.
spezzonamento   s.m.  bombardamento con spezzoni.
spezzonare   v. tr.  [io spezzóno ecc.] colpire, bombardare con spezzoni: spezzonare la colonna nemica. 
spezzone   s.m.    • 1 •   (mil.) rudimentale bomba formata da un tubo metallico pieno di esplosivo e munito di miccia, lanciata a mano o da un aereo    • 2 •   (cine.) pezzo di pellicola di lunghezza inferiore a quella di un rullo intero    • 3 •   genericamente, pezzo, parte di un tutto unitario.
spia   s.f.    • 1 •   chi di nascosto, per compenso o mosso da malevolenza, riferisce notizie segrete o fatti compromettenti a chi possa valersene; chi esercita lo spionaggio: scoprire, identificare una spia; spia della polizia, confidente; fare la spia, riferire di nascosto    • 2 •   (fig.) indizio, sintomo, segno rivelatore: l'aumento della disoccupazione è una spia della crisi economica    • 3 •   (tecn.) termine generico con cui si indicano i dispositivi di controllo e di segnalazione, luminosa o acustica, delle condizioni di funzionamento di una macchina, di un impianto, di un apparato e sim.: la spia della benzina nell'auto    • 4 •   (edil.) elemento sottile di materiale fragile che si applica lungo la fessura di una struttura muraria lesionata per accertare se la lesione si aggravi col tempo    • 5 •   apertura praticata in una porta, in un muro, che permette di vedere o sorvegliare chi sta dall'altra parte | apertura praticata in botti e in forni per controllare il livello del vino e la cottura del pane | usato anche come agg. invar.  : satellite spia, (aer.) satellite artificiale fornito di particolari apparecchiature di rilevamento, per impieghi soprattutto militari; lampada spia, che si accende quando un apparecchio o un dispositivo si trova in un determinato stato di funzionamento.
spiaccicare   v. tr.  [io spiàccico, tu spiàccichi ecc.] schiacciare, spappolare: spiaccicare una mosca sul muro  | spiaccicarsi v. rifl.  schiacciarsi, spappolarsi: l'uovo si è spiaccicato sul pavimento. 
spiaccichio   s.m.    • 1 •   uno spiaccicare continuo; lo spiaccicarsi di più cose    • 2 •   insieme di cose spiaccicate.
spiacente   part. pres.  di spiacere  agg.    • 1 •   che prova dispiacere, rammarico (per lo più in espressioni di cortesia): essere spiacente dell'accaduto; sono molto spiacente di non poterla aiutare; spiacente, ma devo dirti di no    • 2 •   (ant.) odioso, sgradito, disprezzato: la setta d'i cattivi / a dio spiacenti e a' nemici sui  (dante inf.  iii, 62-63) § spiacentemente avv.  (non com.).
spiacenza   s.f.  (ant.) dispiacere.
spiacere   v. intr.  [coniugato come piacere; aus. essere]    • 1 •   provocare rammarico, rincrescimento: mi spiace che non sia arrivato in tempo | mi spiace, se non ti spiace, formule di cortesia usate per attenuare un rifiuto, per chiedere un permesso o un'approvazione e sim.: mi spiace, non posso dartelo; se non ti spiace, me ne vado a casa    • 2 •   provocare viva contrarietà o amarezza: spiace vedere tanta ingratitudine  | spiacersi v. rifl.  rammaricarsi, dolersi: si è molto spiaciuto del nostro rifiuto. 
spiacevole   agg.  che dà dispiacere o fastidio; sgradito, increscioso: notizia, compagnia spiacevole; un contrattempo, una situazione spiacevole  § spiacevolmente avv. 
spiacevolezza   s.f.  l'essere spiacevole, sgradito.
spiaggia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   striscia pianeggiante, sabbiosa o ghiaiosa, che costeggia il mare (o uno specchio d'acqua, un fiume); in partic., tratto di litorale frequentato dai bagnanti: le spiagge del tirreno; andare in spiaggia; prendere il sole sulla spiaggia; spiaggia libera, non occupata da uno stabilimento balneare | vita di spiaggia, quella che si conduce nelle stazioni balneari | tipo da spiaggia, (scherz.) persona stravagante, eccentrica | ultima spiaggia, (fig.) ultima possibilità, estrema occasione. dim. spiaggetta, spiaggettina    • 2 •   (ant. , poet.) zona, territorio pianeggiante | riva, sponda.
spiamento   s.m.  (non com.) lo spiare.
spianabile   agg.  che si può spianare.
spianamento   s.m.    • 1 •   lo spianare, l'essere spianato    • 2 •   (ant.) spiegazione, commento di un testo.
spianare   v. tr.    • 1 •   rendere piano o pianeggiante, eliminando le disuguaglianze; pareggiare: spianare il terreno | spianare la pasta, distenderla a foglio | spianare una cucitura, renderla piatta e liscia | spianare la fronte, appianarla, distendendo le rughe; (fig.) rasserenarsi | spianare le costole, la gobba a qualcuno, (fig.) percuoterlo duramente | spianare il fucile, il mitra, la pistola, puntarli contro qualcuno | spianare la strada, la via a qualcuno, (fig.) agevolarlo rimuovendo ogni ostacolo e difficoltà    • 2 •   demolire, abbattere, radere al suolo: spianare una roccaforte; il bombardamento spianò la città  | (fig.) togliere di mezzo, eliminare, rimuovere: spianare gli ostacoli, le difficoltà    • 3 •   (ant. fig.) chiarire, spiegare, commentare | v. intr.  [aus. avere], spianarsi v. rifl.  (non com.) essere piano o in piano; farsi, diventare piano: questo mobile non si spiana bene; a un certo punto la strada cominciò a spianarsi. 
spianata   s.f.    • 1 •   lo spianare: dare una spianata alla pasta, alle cuciture    • 2 •   vasto spiazzo pianeggiante: una grande spianata verde. 
spianatoia   s.f.  tavola di legno piallata su cui si fa la pasta e si tira la sfoglia.
spianatoio   s.m.  qualsiasi strumento per spianare | (non com.) matterello.
spianatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi spiana    • 2 •   (ant. fig.) commentatore, interprete di testi.
spianatrice   s.f.  macchina per spianare il terreno o altre superfici.
spianatura   s.f.  lo spianare, l'essere spianato.
spiano   s.m.    • 1 •   (non com.) lo spianare; il luogo spianato    • 2 •   la quantità di grano che anticamente, a firenze, veniva assegnata a ogni fornaio per fare il pane: mezzo spiano, l'assegnazione ridotta; tutto spiano, l'assegnazione intera | a tutto spiano, (fig.) al massimo, a tutta forza: lavorare, correre a tutto spiano. 
spiantamento   s.m.  (non com.) lo spiantare, l'essere spiantato.
spiantare   v. tr.    • 1 •   (non com.) sradicare, svellere; togliere una cosa conficcata: spiantare un albero, le erbacce; spiantare un palo    • 2 •   (ant.) demolire, abbattere dalle fondamenta: spiantare un edificio  | (fig.) distruggere, annientare    • 3 •   (fig.) mandare in rovina, ridurre in miseria: con i suoi sperperi ha spiantato la famiglia  | spiantarsi v. rifl.  andare in rovina, ridursi in miseria: spiantarsi al gioco. 
spiantato   part. pass.  di spiantare  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è ridotto in miseria, in cattive condizioni economiche: sposare uno spiantato; un giovane spiantato. 
spiantatore   s.m.  attrezzo agricolo con cui si svellono le piantine con l'intera zolla di terra che contiene le radici.
spianto   s.m.  (non com.) decadimento, rovina economica; usato solo nelle loc.: andare, mandare a spianto, cadere, mandare in rovina.
spiare   v. tr.    • 1 •   osservare attentamente e di nascosto il comportamento e l'attività altrui per scoprire, sapere qualcosa o anche solo per ricavarne indizi, elementi utili (anche assol.): spiare il nemico; lo sorprese a spiare dietro la porta  | spiare le intenzioni di qualcuno, cercare di scoprirle dal modo in cui si comporta | spiare l'avversario, (sport) cercare di capire il suo gioco per neutralizzarlo o prevenirlo | spiare l'occasione, il momento propizio, seguire attentamente lo sviluppo di una situazione per cogliere il momento favorevole    • 2 •   investigare, indagare: lo scienziato spia i segreti della natura. 
spiata   s.f.  il fare la spia; delazione: la polizia ha catturato i rapinatori in seguito a una spiata. 
spiattellare   v. tr.  [io spiattèllo ecc.]    • 1 •   dichiarare, dire apertamente cose che dovrebbero essere tenute segrete; riferire con ampiezza di particolari, senza reticenza: è andato a spiattellare a tutti quello che gli avevo detto; gli ha spiattellato in faccia la verità    • 2 •   mettere dinanzi, mostrare apertamente: gli spiattellò il documento sotto il naso. 
spiazzamento   s.m.    • 1 •   lo spiazzare, l'essere spiazzato    • 2 •   (econ.) in un sistema economico in condizioni di piena occupazione, riduzione del livello degli investimenti privati come effetto di un aumento della spesa pubblica; traduce l'inglese crowding out. 
spiazzare   v. tr.    • 1 •   nel gioco del calcio, del tennis ecc., ingannare l'avversario inviando la palla dalla parte opposta a quella in cui se l'aspetta: spiazzare il portiere con una finta    • 2 •   (fig.) mettere in difficoltà, in posizione sfavorevole agendo d'anticipo: con una mossa a sorpresa ha spiazzato tutti. 
spiazzata   s.f.  (non com.)    • 1 •   spiazzo, radura    • 2 •   (fig.) zona del cuoio capelluto in cui i capelli sono caduti.
spiazzo   s.m.  spazio libero e piano di una certa ampiezza: uno spiazzo in mezzo al bosco. 
spica    ⇨ spiga.
spicanardi   spicanardo  ⇨ spigonardo.
spicastro   s.m.  (bot.) infiorescenza tipica delle labiate.
spiccace   agg.  lo stesso che spicco 1.
spiccagnolo   agg.  si dice di frutto la cui polpa si stacca con facilità dal nocciolo (p. e.  pesca, albicocca); spicco.
spiccamento   s.m.  (non com.) lo spiccare, l'essere spiccato.

spiccare   v. tr.  [io spicco, tu spicchi ecc.]    • 1 •   staccare una cosa da un'altra a cui è attaccata; dividere, separare cose congiunte: spiccare un frutto da un ramo  | spiccare le parole, pronunciarle distintamente, distaccando le une dalle altre | spiccare il bollore, cominciare a bollire | spiccare un muro, (edil.) cominciare a innalzarlo    • 2 •   compiere un movimento brusco, staccandosi da terra: spiccare un balzo, un salto | spiccare il volo, levarsi in volo, detto di uccelli; (fig.) fuggire, evadere da un luogo o da un ambiente    • 3 •   nel linguaggio giudiziario e in quello commerciale, emettere: spiccare un mandato, un ordine di cattura; spiccare un assegno, una tratta; spiccare fattura  | v. intr.  [aus. avere] distinguersi, risaltare, fare spicco: il rosso è un colore che spicca; spiccava fra  (o su) tutti per prontezza e intelligenza  | far spiccare, dare rilievo, risalto: il vestito aderente faceva spiccare le sue forme  | spiccarsi v. rifl.  dividersi, aprirsi facilmente (detto di pesche e altri frutti che si staccano bene dal nocciolo).
spiccato   part. pass.  di spiccare  agg.    • 1 •   che si distingue bene, che risalta: un'immagine dai contorni spiccati    • 2 •   evidente, marcato: parlare con spiccato accento meridionale  | notevole, non comune: un'intelligenza spiccata; avere uno spiccato senso dell'umorismo  s. m.    • 1 •   (mus.) colpo d'arco che si effettua sollevando l'arco dalle corde dopo ogni nota    • 2 •   piano di spiccato, (edil.) la superficie piana a partire dalla quale si eleva una costruzione § spiccatamente avv.    • 1 •   con forte spicco: le figure risaltavano spiccatamente    • 2 •   in modo evidente, tipico: caratteri spiccatamente nordici. 
spiccatoio   agg.  lo stesso che spicco 1.
spicchio   s.m.    • 1 •   ciascuna delle parti, rivestite da una sottile pellicola, in cui è suddiviso internamente il frutto degli agrumi e dell'aglio; ciascuna delle parti di forma simile in cui si possono tagliare altri frutti: uno spicchio d'arancia, di pera.  dim. spicchietto    • 2 •   (estens.) pezzo, parte di qualcosa, la cui forma assomiglia a quella di uno spicchio: uno spicchio di torta, di luna | spicchio sferico, (geom.) parte della sfera limitata da due semipiani passanti per il centro | a spicchi, disposto, tagliato a forma di spicchi: berretta a spicchi, quella a tre punte dei preti    • 3 •   in un'insegna cavalleresca a forma di croce o di stella, ciascuno dei bracci o punte.
spicciare   v. tr.  [io spìccio ecc.]    • 1 •   (region.) sgombrare, liberare da ciò che impiccia; rimettere in ordine: spicciare un tavolo; spicciare la cucina, una stanza    • 2 •   sbrigare, sbrogliare; fare, finire in fretta: spicciare una faccenda, un lavoro  'spicciare qualcuno, fare, dargli subito ciò che chiede, permettendogli così di andar via    • 3 •   (non com.) cambiare in spiccioli; spicciolare | v. intr.  [aus. essere] (non com.) zampillare fuori: il sangue spiccia dalla ferita  | spicciarsi v. rifl.  fare in fretta, sbrigarsi: non si spiccia mai; spìcciati, è tardi!. 
spicciata   s.f.  (region.) lo spicciare, il riordinare velocemente e alla meglio: dare una spicciata alla cucina.  dim. spicciatina. 
spicciativo   agg.  sbrigativo, svelto, deciso: un sistema spicciativo  | che ha modi rapidi e bruschi: un uomo spicciativo  § spicciativamente avv. 
spiccicare   v. tr.  [io spìccico, tu spìccichi ecc.]    • 1 •   staccare ciò che è appiccicato: spiccicare i fogli l'uno dall'altro  | spiccicare le parole, (fig.) pronunciarle distintamente | non spiccicare (una) parola, (fig.) rimanere muto, non riuscire a parlare: non spiccicare una parola di francese, di inglese, non conoscere affatto quelle lingue, non saperle minimamente parlare    • 2 •   riferito a persone che stanno sempre insieme, separarle | spiccicarsi v. rifl.  (fam.)    • 1 •   staccarsi, separarsi: il francobollo si è spiccicato  | detto di persone, allontanarsi, andar via: quella, se non la mandi via, non si spiccica più    • 2 •   (fig.) liberarsi da una persona noiosa o da un impiccio, una situazione imbarazzante: è difficile spiccicarsi da certi chiacchieroni. 
spiccicato   part. pass.  di spiccicare   agg.  (region.) identico, somigliantissimo, sputato: è tutto spiccicato (a) suo padre. 
spiccio   agg.  [pl. f. -ce]    • 1 •   rapido, sollecito, sbrigativo: speriamo che sia una cosa spiccia; avere modi spicci | andare per le spicce, usare metodi sbrigativi, agire in modo deciso e risoluto senza badare troppo alle forme    • 2 •   (region.) libero, sgombro, riordinato: lasciare la cucina spiccia    • 3 •   spicciolo: denaro spiccio  s. m.  (spec. pl.) moneta spicciola: non avere più spicci. 
spicciolame   s.m.  quantità di monete spicciole.
spicciolare   (1) v. tr.  [io spìcciolo ecc.] cambiare in moneta spicciola: spicciolare cinquantamila lire. 
spicciolare   (2) v. tr.  [io spicciòlo ecc.] (non com.) staccare dal picciolo.
spicciolato   part. pass.  di spicciolare    • 2 •   agg.  diviso, separato, isolato dagli altri; usato soprattutto nella loc. alla spicciolata, a piccoli gruppi, pochi per volta: gli invitati giungevano alla spicciolata. 
spicciolo   agg.    • 1 •   si dice di denaro minuto, in tagli o monete di modesto valore: mille lire spicciole    • 2 •   (fig.) semplice, ordinario, comune: spiegare qualcosa in termini spiccioli  s. m.  (spec. pl.) moneta spicciola: non avere neppure uno spicciolo; rimanere senza spiccioli. 
spicco   (1) agg.  [pl. m. -chi] si dice di frutto il cui nocciolo si stacca facilmente dalla polpa; spiccagnolo: pesche spicche. 
spicco   (2) s.m.  [pl. -chi] l'emergere, il risaltare tra le persone o le cose circostanti; risalto, stacco, rilievo: un colore che fa spicco; gli artisti di maggior spicco. 
spicconare   v. tr.  [io spiccóno ecc.] abbattere a colpi di piccone: spicconare un muro  | v. intr.  [aus. avere] lavorare col piccone: spicconare tutto il giorno. 
spicilegio   s.m.  (lett.) raccolta di scritti scelti; antologia.
spicinare   v. tr.  [io spìcino  o spicìno ecc.] (fam. tosc.) ridurre in pezzetti minuti, sminuzzare; per estens., stritolare.
spicinio   s.m.  (fam. tosc.) lo spicinare | consumo esagerato, sperpero.
spicola   s.f.  (zool.) formazione calcarea o silicea di aspetto cristallino che costituisce lo scheletro interno delle spugne.
spicula   s.f.  (astr.) piccola sporgenza luminosa osservabile sul bordo della cromosfera solare.
spider   s.m.  o f. invar.  automobile a due posti con carrozzeria scoperta. dim. spiderino. 
spidocchiare   v. tr.  [io spidòcchio ecc.] togliere i pidocchi, liberare dai pidocchi | spidocchiarsi v. rifl.  levarsi i pidocchi.
spiedata   s.f.  la quantità di selvaggina, di carne o altri cibi infilata in uno spiedo: una spiedata di uccelletti, di salsicce. 
spiede    ⇨ spiedo.
spiedino   s.m.    • 1 •   dim.  di spiedo    • 2 •   spec. pl.  pietanza costituita da pezzetti di carne o pesce infilzati su piccoli spiedi e arrostiti.
spiedo   ant. o tosc. spiede, s.m.    • 1 •   asta di ferro, più o meno sottile, su cui si infilano carni, selvaggina, pesce o altro cibo da arrostire alla fiamma: pollo allo spiedo  | (estens.) spiedata: uno spiedo di tordi.  dim. spiedino  accr. spiedone    • 2 •   asta di ferro, lunga, sottile e appuntita, usata un tempo come arma in guerra e nella caccia.
spiegabile   agg.  che si può spiegare; comprensibile: un comportamento del tutto spiegabile. 
spiegacciare    ⇨ spiegazzare.
spiegamento   s.m.    • 1 •   lo schierare reparti militari in ordine di combattimento | spiegamento di forze, il far affluire in gran numero truppe o forze di polizia    • 2 •   (estens.) impiego e anche esibizione di molti mezzi, di un gran numero di persone o cose: uno spiegamento di camerieri, di automobili    • 3 •   (ant.) spiegazione.
spiegare   v. tr.  [io spiègo, tu spièghi ecc.]    • 1 •   svolgere, allargare ciò che era piegato o avvolto: spiegare la tovaglia  | spiegare la voce, (fig.) emetterla in tutta la sua sonorità | spiegare il canto, (fig.) cantare a piena voce | spiegare le vele al vento, distenderle al vento; (fig.) salpare, partire | spiegare le ali, allargarle per volare | spiegare il volo, volare | spiegare le truppe, le forze, ordinarle nella formazione di battaglia; schierarle, farle affluire in gran numero    • 2 •   (fig.) far comprendere, rendere chiaro ciò che è oscuro e difficile: spiegare una parola, un concetto; spiegare il senso di una frase  | esporre commentando, interpretando, dando notizie, chiarimenti: spiegare una poesia del leopardi; spiegare dante    • 3 •   insegnare, indicare in modo particolareggiato: mi spiegò come dovevo fare  | far conoscere, dire: mi spiegò tutte le sue disavventure    • 4 •   rendersi conto, capire (sempre con la particella pron.): non so spiegarmi questo suo silenzio; ora mi spiego perché era così gentile    • 5 •   (non com.) svolgere: spiegare una grande attività  | mostrare: spiegare zelo  | spiegarsi v. rifl.  esprimere il proprio pensiero: spiegarsi chiaramente; cerca di spiegarti meglio  | mi sono spiegato?, si dice, per lo più in tono minaccioso, per sottolineare l'importanza o la gravità di ciò che si è detto | non so se mi spiego!, si dice per sottolineare che quanto si è detto implica o sottintende qualcosa di grave, di importante | v.rifl.rec.  venire a una spiegazione, a un chiarimento: hanno litigato, ma poi si sono spiegati  | v. rifl.  svolgersi, distendersi: le bandiere si spiegano al vento  | aprirsi alla vista, manifestarsi: passa il cancello, e gli si spiega davanti la scena esteriore di quel recinto  (manzoni p.s. xxxiv).
spiegato   part. pass.  di spiegare  agg.  svolto, aperto, allargato: un lenzuolo spiegato  | procedere a vele spiegate, (fig.) andare avanti di gran carriera, benissimo, con eccellenti risultati e sim. | a voce spiegata, a piena voce § spiegatamente avv.  (non com.) per esteso, apertamente: esprimersi spiegatamente. 
spiegatura   s.f.  (non com.) lo spiegare cose avvolte, ripiegate.
spiegazione   s.f.    • 1 •   lo spiegare dilucidando, illustrando, commentando: la spiegazione di un teorema, di un testo; ascoltare la spiegazione del professore; una spiegazione chiara, confusa, prolissa.  dim. spiegazioncina    • 2 •   ciò che serve a spiegare le ragioni di un fatto, a risolvere un dubbio, una questione: trovare la spiegazione di un fenomeno; cercare una spiegazione plausibile; non c'è alcuna spiegazione    • 3 •   precisazione, chiarimento: chiede re, esigere, pretendere una spiegazione; avere una spiegazione con qualcuno; venire, giungere a una spiegazione. 
spiegazzamento   s.m.  lo spiegazzare, lo spiegazzarsi, l'essere spiegazzato.
spiegazzare   non com. spiegacciare, v. tr.  piegare malamente, sgualcire: spiegazzare un foglio  | spiegazzarsi v. rifl.  prendere delle brutte pieghe, sgualcirsi: la giacca si è tutta spiegazzata. 
spiegazzatura   s.f.  spiegazzamento | la parte spiegazzata.
spiemontizzare   v. tr.  privare delle caratteristiche piemontesi (con riferimento alle condizioni politico-amministrative del regno d'italia subito dopo l'unità) | spiemontizzarsi v. rifl.  perdere le caratteristiche piemontesi.
spietatezza   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere spietato    • 2 •   atto spietato.
spietato   agg.    • 1 •   che non ha pietà crudele, inesorabile: un giudice, un dittatore spietato; una sentenza spietata    • 2 •   (fig.) accanito, ostinato: una concorrenza spietata; fare una corte spietata a una ragazza, incessante, insistente § spietatamente avv. 
spietrare   v. tr.  [io spiètro ecc.] (agr.) effettuare la spietratura.
spietratrice   s.f.  macchina agricola per effettuare la spietratura.
spietratura   s.f.  (agr.) eliminazione delle pietre da un terreno coltivabile.
spifferare   v. tr.  [io spìffero ecc] (fam.) raccontare, riferire senza riguardo cose riservate, che sarebbe opportuno tacere; spiattellare: ha spifferato a tutti il segreto che gli avevo confidato  | v. intr.  [aus. avere] soffiare da una fessura (detto di aria, di vento): in questa stanza spiffera un'aria fredda. 
spifferata   s.f.    • 1 •   il riferire cose riservate; spiata    • 2 •   (non com) sonata di pifferi.
spiffero   s.m.  (fam.) soffio di vento, corrente d'aria che penetra attraverso una fessura: una stanza piena di spifferi. 
spiga   ant. o poet. spica, s.f.  (bot.) infiorescenza con asse principale allungato che porta fiori senza picciolo; per antonomasia, l'infiorescenza del grano: spiga d'orzo; un campo di spighe mature | a spiga, a forma di spiga: tessuto a spiga, spigato, spinato; pavimento a spiga, con le mattonelle che s'incontrano ad angolo. dim. spighetta, spighettina  | usato anche come agg. invar.  : punto spiga, punto di ricamo a forma di spiga.
spiganardo    ⇨ spigonardo.
spigare   v. intr.  [io spigo, tu spighi ecc. ; aus. essere  e avere]    • 1 •   di cereali, mettere la spiga: il grano ha  (o è) spigato    • 2 •   (estens.) di ortaggi, invecchiare sulla pianta, cessando di essere commestibili: i cavoli hanno spigato  (o sono spigati).
spigato   agg.  e s.m.  si dice di tessuto lavorato a forma di spiga; spinato.
spigatura   s.f.  lo spigare | la stagione in cui i cereali mettono la spiga.
spighetta   s.f.    • 1 •   dim.  di spiga    • 2 •   (bot.) parte dell'infiorescenza delle graminacee racchiusa tra due glume e contenente uno o più fiori    • 3 •   cordoncino di seta, di cotone o di lana tessuto a spiga, usato per rifiniture o guarnizioni.
spigionarsi   v. rifl.  [io mi spigióno ecc.] (non com.) rimanere sfitto, non esser più affittato: l'appartamento si spigionerà fra un mese. 
spigliare   v. tr.  [io spìglio ecc.]    • 1 •   (non com.) rendere più disinvolto, spigliato    • 2 •   (ant.) districare, togliere d'impaccio | spigliarsi v. rifl.  (ant.) liberarsi, togliersi d'impaccio.
spigliatezza   s.f.  l'essere spigliato; disinvoltura: spigliatezza di modi; spigliatezza nel parlare. 
spigliato   agg.  che ha scioltezza di modi o facilità di parola; franco, disinvolto, per nulla impacciato: un ragazzo spigliato; un discorso, un modo di fare spigliato  § spigliatamente avv. 
spignattare   v. intr.  [aus. avere] (fam.) affaccendarsi intorno ai fornelli per cucinare.
spignere    ⇨ spingere.
spignoramento   s.m.  lo spignorare, l'essere spignorato.
spignorare   v. tr.  [io spignóro ecc.]    • 1 •   liberare dal pignoramento; svincolare dei beni sottoposti a pignoramento    • 2 •   riscattare ciò che era stato dato come garanzia di un prestito; spegnare.
spigo   s.m.  [pl. -ghi] (bot.) lavanda, spigonardo.
spigola   s.f.  pesce di mare piuttosto grosso, vorace e velocissimo, dal corpo allungato di colore grigio argenteo e dalle carni pregiate; è detto anche branzino  (ord.  perciformi).
spigolare   (1) v. tr.  [io spìgolo ecc.]    • 1 •   raccogliere le spighe rimaste sul terreno dopo la mietitura (anche assol.): spigolare il grano; me ne andavo al mattino a spigolare / quando ho visto una barca in mezzo al mare  (mercantini)    • 2 •   (fig.) andare raccogliendo qua e là: spigolare aneddoti e fatti curiosi. 
spigolare   (2) v. intr.  [io spìgolo ecc. ; aus. avere] (sport) angolare gli sci rispetto alla superficie di scivolamento, in modo da migliorare la loro presa sulla neve.
spigolatore   s.m.  [f. -trice] chi spigola (anche fig.).
spigolatura   s.f.    • 1 •   lo spigolare | ciò che si raccoglie spigolando    • 2 •   spec. pl.  (fig.) notizie, aneddoti raccolti qua e là: spigolature letterarie, di cronaca. 
spigolistro   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant.) bigotto, bacchettone; ipocrita: una vecchia picchiapetto spigolistra  (boccaccio dec.  v).
spigolo   s.m.    • 1 •   (geom.) retta lungo cui s'intersecano i due piani che individuano un diedro, o le facce contigue di un poliedro: il cubo ha dodici spigoli    • 2 •   linea d'intersezione di due pareti, di due superfici di un mobile ecc.: battere la testa contro lo spigolo del tavolo  | spigolo vivo, acuto, non arrotondato    • 3 •   pl.  (fig.) asprezza, scontrosità: un uomo tutto spigoli, dal carattere difficile, scontroso; smussare gli spigoli del proprio carattere, raddolcirlo    • 4 •   in alpinismo, cresta sottile, più o meno verticale, alla convergenza di due pareti rocciose.
spigolosità   s.f.    • 1 •   caratteristica di ciò che presenta spigoli: la spigolosità di una roccia    • 2 •   (fig.) ruvidezza, asprezza di carattere.
spigoloso   agg.    • 1 •   che ha molti spigoli; angoloso: una figura spigolosa; volto spigoloso    • 2 •   (fig.) aspro, scontroso, intrattabile: carattere spigoloso  § spigolosamente avv. 
spigonardo   o spiganardo, spicanardi, spicanardo, s.m.  (bot.) spigo, lavanda.
spigone   s.m.  (mar.) asta fissata sul prolungamento di un albero o di un pennone di una nave, o al di fuori della prora, per sostegno di una vela.
spigrire   v. tr.  [io spigrisco, tu spigrisci ecc.] togliere da uno stato di pigrizia; rendere meno pigro | spigrirsi v. rifl.  uscire da uno stato di pigrizia; diventare meno pigro.
spike   s.m. invar.    • 1 •   (fis.) zona di un oggetto o di un materiale che è stata sottoposta a radiazioni nucleari localizzate    • 2 •   nella rappresentazione grafica di un fenomeno, il picco che indica il brusco variare della sua intensità.
spikeraggio   s.m.  forma adattata di speakeraggio. 
spilla   s.f.    • 1 •   (region.) spillo    • 2 •   grosso spillo, per lo più prezioso e artisticamente lavorato, che si appunta sugli indumenti per ornamento: una spilla di brillanti; spilla da cravatta.  dim. spilletta, spillina, spilluccia  accr. spillona  pegg. spillaccia. 
spillaccherare   v. tr.  [io spillàcchero ecc.] (tosc.) togliere le pillacchere; ripulire dalle pillacchere.
spillaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende spilli.
spillare   (1) v. tr.    • 1 •   far uscire un liquido, per lo più vino, da una botte o da un altro recipiente: spillare un boccale di moscato    • 2 •   (fig.) carpire a poco a poco e con astuzia: spillare denaro a qualcuno | spillare le carte, scoprire lentamente le carte da gioco che si tengono in mano per conoscerne il valore e il seme | v. intr.  [aus. essere  se il soggetto è il liquido, avere  se il soggetto è il recipiente] uscire o lasciar uscire a gocce: la birra è spillata dal barile; la botte ha spillato. 
spillare   (2) v. tr.  unire fogli di carta o altri elementi mediante spilli o punti metallici.
spillatico   s.m.  [pl. -ci] somma di denaro, proveniente dalla rendita dotale, che in passato il marito dava annualmente alla moglie per le spese personali; anche, somma di denaro che, in occasione di un contratto, si aggiungeva al prezzo pattuito così che il venditore potesse acquistare un dono per la propria moglie per festeggiare la conclusione del negozio.
spillatrice   s.f.  strumento mediante il quale si cuciono insieme fogli o altri elementi con punti metallici.
spillatura   s.f.    • 1 •   lo spillare botti    • 2 •   (tecn.) scarico dei materiali da una tramoggia    • 3 •   (metall.) colata di un metallo fuso.
spillo   s.m.    • 1 •   sottile bastoncino d'acciaio, appuntito a un'estremità e munito di capocchia all'altra, che serve per fissare provvisoriamente due lembi di tessuto, fogli di carta ecc.: appuntare con uno spillo  | spillo da balia, di sicurezza, doppio spillo ripiegato a molla, con una chiusura che trattiene e ricopre la punta | spillo di sicurezza, asticciola metallica che impedisce a un'arma da fuoco di funzionare prima del tempo | a spillo, a forma di spillo, sottile e appuntito come uno spillo: tacchi a spillo | colpo di spillo, (fig.) piccolo dispetto, punzecchiatura. dim. spilletto, spillino  accr. spillone  pegg. spillaccio    • 2 •   (fig.) cosa, quantità minuscola: non avere, non dare, non ricevere neppure uno spillo, assolutamente nulla    • 3 •   grosso spillo, per lo più di materiale prezioso o artisticamente lavorato, usato come ornamento; spilla    • 4 •   asticciola acuminata che serve a forare una botte; il foro stesso.
spillone   s.m.    • 1 •   accr.  di spillo    • 2 •   lungo spillo dalla capocchia spesso ornata di perle o pietre o artisticamente lavorato, usato nell'acconciatura femminile per fermare i capelli o per fissare il cappello alla capigliatura.
spillover   s.m. invar.    • 1 •   (econ.) situazione in cui una spesa pubblica, concepita per beneficiare i residenti di un dato ambito territoriale o amministrativo, genera benefici anche oltre tale ambito; traboccamento    • 2 •   (elettron.) in un'antenna a riflettore, diminuzione di guadagno corrispondente alla perdita della potenza irradiata ma non intercettata dal radiatore secondario    • 3 •   (chim.) in un catalizzatore, processo di migrazione di atomi da un centro metallico al suo supporto.
spilluzzicamento   s.m.  (non com.) lo spilluzzicare, l'essere spilluzzicato.
spilluzzicare   v. tr.  [io spillùzzico, tu spillùzzichi ecc.]    • 1 •   mangiare in piccole quantità, prendere qua e là piccoli bocconi; spizzicare (anche assol.): spilluzzicare un grappolo d'uva; smettila di spilluzzicare prima di pranzo    • 2 •   (fig.) impadronirsi, appropriarsi gradualmente di piccole quantità di qualcosa: dopo aver presa la sua porzione, andava spilluzzicando quella assegnata al re di spagna  (manzoni p. s.  xxvii).
spilluzzico   s.m.  usato solo nella loc. avv. a spilluzzico, a poco a poco: pagare a spilluzzico. 
spilorceria   s.f.  l'essere spilorcio | azione da spilorcio.
spilorcio   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. f. -ce] che, chi è estremamente avaro, anche nelle spese più insignificanti; taccagno, tirchio: gente spilorcia; fare lo spilorcio  § spilorciamente avv.  da spilorcio, con spilorceria.
spiluccare   v. tr.  [io spilucco, tu spilucchi ecc.] (non com.) piluccare.
spilungone   s.m.  [f. -a] persona molto alta e magra.
spin   s.m. invar.  (fis. , chim. fis.) momento angolare delle particelle elementari e dei nuclei atomici.
spina   s.f.    • 1 •   organo legnoso e pungente di cui sono fornite alcune piante | prov.  : non c'è rosa senza spine, ogni cosa piacevole è accompagnata da qualche dispiacere    • 2 •   pl.  insieme di piante o rami spinosi: un cespuglio di spine; cadere fra le spine    • 3 •   (estens.) sensazione acuta di dolore fisico; fitta: sentirsi una spina fra le costole    • 4 •   (fig.) profonda amarezza; cruccio, tribolazione: avere una spina nel cuore; una vita seminata di spine; quel figlio è la loro spina | essere, stare sulle spine, essere, sentirsi a disagio; essere in grande ansietà    • 5 •   ognuno degli aculei che si trovano sul tegumento di alcuni animali o che compongono lo scheletro dei pesci: le spine del riccio; un pesce pieno di spine | a spina di pesce, in forma simile a una spina di pesce; si dice di disegno o struttura i cui elementi si incontrano ad angolo, a due a due, lungo una retta: tessuto a spina di pesce; parcheggio a spina (di pesce); salita a spina di pesce, nello sci, la tecnica di risalire un pendio disponendo gli sci di taglio e divaricati a v, per non scivolare | sistemazione a spina, (agr.) sistemazione di terreni collinari argillosi che si effettua praticando canaletti a spina di pesce nei quali possano defluire le acque di scolo    • 6 •   (anat.) sporgenza ossea appuntita: spina della scapola, iliaca  | spina dorsale, serie delle apofisi spinose delle vertebre; per estens., colonna vertebrale | spina bifida, (med.) malformazione congenita della colonna vertebrale, che presenta una fessura verticale nell'arco posteriore di una o più vertebre; è detta anche rachischisi  | spina ventosa, (med.) tubercolosi ossea che colpisce le ossa lunghe della mano o del piede    • 7 •   (archeol.) nel circo romano, costruzione muraria che andava da meta a meta e intorno alla quale dovevano correre i cavalli    • 8 •   nome di vari elementi od oggetti di forma allungata e sottile, che vengono introdotti in apposite cavità per stabilire un contatto, realizzare un collegamento e sim.: spina elettrica, elemento che collega un circuito elettrico con una rete di alimentazione quando venga inserito nella corrispondente presa; spina della botte, la cannella della botte e il foro in cui essa si inserisce; birra alla spina, spillata direttamente dal fusto che la contiene    • 9 •   (mecc.) elemento cilindrico o troncoconico che collega due organi passando in un foro che li attraversa.
spinacio   rar. spinace, s.m.  pianta erbacea annuale con foglie triangolari di color verde scuro, ricche di ferro, che si mangiano cotte (fam.  chenopodiacee): spinaci all'agro, al burro; sformato di spinaci. 
spinacristi   s.f.  frutice spinoso con foglie ovali e piccoli fiori gialli a gruppetti (fam.  ramnacee).
spinaio   s.m.  (rar.) spineto.
spinale   agg.  (anat.) della spina dorsale; della colonna vertebrale: midollo spinale. 
spinapesce   s.m. invar.  opera muraria o lavoro di ricamo fatto a forma di spina di pesce | a spinapesce, disposto a forma di spina di pesce o a zig-zag.
spinare   v. tr.  pulire, liberare dalle spine, dalla lisca: spinare il pesce, una sogliola. 
spinarello   s.m.  piccolo pesce di fiume o di mare, comune in italia, dal corpo affusolato, provvisto di due o tre aculei mobili sul dorso; il maschio costruisce un nido di frammenti vegetali in cui la femmina depone le uova (ord.  gasterosteiformi).
spinarolo   s.m.    • 1 •   squalo dal corpo slanciato, con un pungente aculeo davanti a ogni pinna dorsale; ha carni commestibili (ord.  squaliformi)    • 2 •   (region.) spigola.
spinato   agg.    • 1 •   munito di spine, di punte dure e acuminate | filo spinato, filo di ferro munito di punte simili a spine, usato per reticolati e recinzioni    • 2 •   si dice di tessuto a spina di pesce; spigato  s.m.  tessuto spinato: uno spinato grigio per cappotti. 
spinatura   (1) s.f.  (non com.) operazione e risultato dello spinare il pesce.
spinatura   (2) s.f.  nella lavorazione industriale del formaggio, riduzione della cagliata in grani uguali la cui grandezza varia secondo il tipo di formaggio.
spincionare   v. intr.  [io spincióno ecc. ; aus. avere] (non com.)    • 1 •   cantare, detto dello spincione    • 2 •   (estens.) imitare il canto dello spincione, per richiamo.
spincione   s.m.  fringuello da richiamo.
spinellare   v. intr.  [io spinèllo ecc. ; aus. avere], spinellarsi v. rifl.  (gerg.) fumare uno spinello.
spinellato   part. pass.  di spinellare   s.m.  [f. -a] (gerg.) chi ha fumato uno spinello; chi fuma abitualmente spinelli.
spinello   (1) s.m.  nome generico di vari minerali isomorfi, formati da ossidi doppi di metalli bivalenti e trivalenti, tra i quali sono la cromite e la magnetite | spinello nobile, alluminato di magnesio le cui varietà limpide, incolori o rosse, si usano come gemme.
spinello   (2) s.m.  (gerg.) sigaretta confezionata artigianalmente con hascish o marijuana: farsi uno spinello, fumarlo.
spineto   s.m.  (non com.) luogo pieno di spini; roveto.
spinetta   s.f.  (mus.) strumento a corde pizzicate e a tastiera, affine al clavicembalo ma molto più piccolo, assai in uso nei secc. xvii e xviii.
spingarda   s.f.    • 1 •   fucile di grosso calibro e a canne lisce molto lunghe, montato su un cavalletto a bordo di un battello, usato in passato per la caccia agli uccelli acquatici    • 2 •   antica macchina militare per lanciare grosse pietre    • 3 •   pezzo d'artiglieria del sec. xvi, simile al mortaio.
spingare   o springare, v. intr.  [io spingo, tu spinghi ecc. ; aus. avere] (ant. , lett.) dimenare fortemente i piedi; tirare calci.
spingere   ant. o region. spignere, v. tr.  [io spingo, tu spingi ecc. ; pass. rem. io spinsi, tu spingésti ecc. ; part. pass. spinto]    • 1 •   esercitare una pressione su un corpo per farlo avanzare, spostarlo, allontanarlo o immetterlo in qualcosa: spingere un carretto; spingere la sedia verso la parete; la folla mi spingeva lontano dall'ingresso; spingere fuori, dentro, in alto, in basso  | premere, schiacciare: spingere un pulsante, il pedale    • 2 •   (fig.) indirizzare, protendere, far arrivare: spingere lo sguardo lontano; spingere troppo in là le proprie pretese    • 3 •   (fig.) incitare, indurre: mi spinse a partire; l'ira lo spinse a quegli eccessi | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   esercitare una forte pressione: il fiume in piena spingeva contro i piloni    • 2 •   fare ressa, dare spinte: non spingete, per favore!  | spingersi v. rifl.    • 1 •   avanzarsi, inoltrarsi: spingersi fino al bosco    • 2 •   (fig.) andare, arrivare: la sua sfacciataggine si spinge oltre ogni limite. 
spingidisco   s.m.  [pl. -schi] (mecc.) parte del meccanismo di innesto a frizione che spinge e tiene premuto il disco mobile contro il volano dell'albero motore.
spingimento   s.m.  (rar.) lo spingere.
spiniforme   agg.  (non com.) a forma di spina.
spinite   s.f.  termine con cui si indicano popolarmente le gravi malattie del midollo spinale.
spinnaker   s.m. invar.  nelle imbarcazioni da regata, grande vela di taglio simmetrico che viene alzata a prora, sulla stessa drizza del fiocco, per sfruttare al massimo il vento di poppa; è detta in it. anche fiocco pallone, perché il vento la gonfia come un pallone.
spino   s.m.    • 1 •   spina    • 2 •   pianta spinosa; in partic., pruno selvatico | spino cervino, arbusto con fiori giallo-verdastri e foglie ovali di color verde scuro (fam.  ramnacee) | spino santo, agutoli | spino bianco, biancospino    • 3 •   utensile usato nei caseifici per l'operazione della spinatura  agg.  spinoso (solo come denominazione di varietà di frutti o di animali): uva spina; porco spino, porcospino.
spinola   s.f.  (region.) spigola.
spinone   s.m.  cane domestico da ferma, adatto alla caccia; ha muso quadrato e pelame biancastro, folto e ispido.
spinosità   s.f.  l'essere spinoso (spec. fig.): la spinosità di un argomento. 
spinoso   agg.    • 1 •   irto di spine: un ramo spinoso  | porco spinoso, (region.) porcospino    • 2 •   (fig.) pieno di difficoltà scabroso: una questione, una materia spinosa; un argomento spinoso    • 3 •   (anat.) relativo a una spina ossea: apofisi spinosa  § spinosamente avv.  in modo spinoso, scabroso.
spinotto   s.m.    • 1 •   (mecc.) perno che collega il pistone alla biella, lasciando ai due elementi libertà di movimento    • 2 •   (elettr.) elemento di un circuito elettrico che serve a stabilire il collegamento con un altro circuito.
spinozismo   s.m.  l'insieme degli elementi più tipici della filosofia di benedetto spinoza (1632-1677); tendenza del pensiero filosofico ispirata a spinoza.
spinta   s.f.    • 1 •   lo spingere; urto dato a qualcuno o qualcosa in modo da provocarne lo spostamento: dare, ricevere una spinta; mandare qualcuno a terra con una spinta; cacciare via a (forza di) spinte | fare a spinte, spingersi reciprocamente, spesso per gioco o per scherzo | a spinta, spingendo: l'automobile è partita a spinta; manovra a spinta, manovra ferroviaria consistente nello spingere dei vagoni con una locomotiva che viene poi fermata, lasciando che essi procedano per forza d'inerzia | di spinte o di sponte, (scherz.) in un modo o nell'altro, per amore o per forza (sponte  è l'avv. lat. spo°nte  'spontaneamente'). dim. spintarella  accr. spintona, spintone  (m.)    • 2 •   impulso, scatto: darsi una spinta in avanti; nelle gare di velocità conta molto la spinta iniziale    • 3 •   (sport) mediano di spinta, nel calcio, mediano con capacità offensive, adatto a impostare il gioco di attacco | nel sollevamento pesi, la seconda parte dello slancio    • 4 •   (fig.) stimolo, incentivo: le persone pigre hanno sempre bisogno di spinte; la spinta della vanità    • 5 •   (fig.) aiuto, appoggio più o meno lecito; raccomandazione: la pratica, per essere conclusa, avrebbe bisogno di una spinta; far carriera, essere promosso a forza di spinte    • 6 •   (fis.) pressione esercitata su una superficie: calcolare la spinta di un arco  | spinta di galleggiamento, idrostatica, di archimede, la forza che l'acqua esercita, dal basso verso l'alto, su un natante, che lo mantiene a galla e che è pari al peso dell'acqua spostata dal natante stesso | spinta di un propulsore, la forza esercitata nella direzione del moto.
spintarella   s.f.    • 1 •   dim.  di spinta    • 2 •   (fig.) raccomandazione, appoggio: per vincere il concorso ci vorrebbero delle spintarelle. 
spinterogeno   s.m.  (elettr.) nei motori a scoppio con combustione interna ad accensione comandata, apparato che trasforma la corrente a bassa tensione del generatore o della batteria nella corrente ad alta tensione necessaria all'accensione; è costituito da una bobina, un ruttore e un distributore | nell'uso corrente, solo il distributore.
spinterometro   s.m.  (elettr.) dispositivo costituito da una coppia di elettrodi sferici affacciati, tra i quali si può far scoccare una scintilla a una determinata distanza che permette di valutare il valore della differenza di potenziale applicata.
spinto   part. pass.  di spingere  agg.    • 1 •   incline, disposto: mi sentii spinto ad aiutarlo    • 2 •   (fig.) che eccede i limiti di opportunità e di convenienza; scabroso, salace: uno spettacolo spinto; barzellette spinte  | estremistico: idee spinte    • 3 •   (tecn.) portato oltre i limiti normali: vuoto spinto; motore spinto. 
spintonare   v. tr.  [io spintóno ecc.] dare uno o più spintoni | nel linguaggio del calcio e di altri sport, caricare irregolarmente con una spinta violenta: spintonare l'avversario. 
spintone   s.m.    • 1 •   accr.  di spinta  | urto, spinta molto forte: dare uno spintone    • 2 •   (fig.) grossa raccomandazione: ha fatto carriera a forza di spintoni. 
spintore   s.m.  (mar.) imbarcazione a motore destinata a spingere bettolini.
spiombare   (1) v. tr.  [io spiómbo ecc.] liberare qualcosa dall'impiombatura o dai piombini: spiombare un dente; spiombare un pacco. 
spiombare   (2) v. tr.  [io spiómbo ecc.]    • 1 •   spostare dalla linea a piombo    • 2 •   (estens.) far cadere, far tracollare | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   non essere a piombo, non essere regolarmente verticale: il muro di cinta spiomba    • 2 •   (fam.) essere molto pesante.
spionaggio   s.m.    • 1 •   attività clandestina volta a conoscere aspetti segreti dell'organizzazione politica, militare o economica di uno stato, dalla cui divulgazione possono venire danni alla sua sicurezza e alle sue istituzioni | spionaggio industriale, quello volto a conoscere i segreti tecnici e organizzativi di un'impresa, a scopo di concorrenza    • 2 •   romanzo di spionaggio, genere letterario nato dall'evoluzione del poliziesco, dal quale si discosta per essere imperniato sul tema del tradimento e sulla figura dell'agente segreto; spy story | ogni opera che rientra in tale genere narrativo: james bond è il protagonista di una serie di romanzi di spionaggio di i. fleming. 
spionare   v. tr.  [io spióno ecc.] (rar.) fare la spia; spiare.
spioncello   s.m.  piccolo uccello dal corpo slanciato, con piumaggio grigio-bruno superiormente e giallo rosato inferiormente; emette un caratteristico canto lamentoso (ord.  passeriformi).
spioncino   s.m.  piccola apertura praticata in una porta, che permette di vedere chi sta dall'altra parte di essa senza aprirla.
spione   s.m.  [f. -a] persona che ha l'abitudine, il vizio di fare la spia (anche scherz.).
spionistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda le spie, lo spionaggio: organizzazione spionistica. 
spiovente   part. pres.  di spiovere  agg.    • 1 •   che ricade in giù: barba spiovente    • 2 •   inclinato verso terra: tetto spiovente    • 3 •   (sport) nei giochi di palla, si dice di tiro a parabola alta e stretta, per cui il pallone ricade quasi verticalmente; anche, del pallone tirato in questo modo: tiro spiovente; palla, pallone spiovente   s.m.    • 1 •   ciascuno dei piani inclinati che formano il tetto    • 2 •   versante di un monte su cui scorrono le acque scendendo a valle    • 3 •   (sport) pallone, tiro spiovente.
spiovere   v. intr.  [coniugato come piovere; aus. essere]    • 1 •   scolare, scorrere in giù: l'acqua piovana spioveva dal tetto    • 2 •   (estens.) ricadere in giù: i capelli le spiovevano sulle spalle  | far spiovere un pallone, (sport) effettuare un tiro spiovente | v. intr. impers.  [aus. essere  o avere] cessare di piovere: è spiovuto da poco; verrò quando avrà spiovuto. 
spippolare   v. tr.  [io spìppolo ecc.] (tosc.) spilluzzicare, piluccare: spippolare l'uva. 
spira   s.f.    • 1 •   ciascuno dei giri di una spirale: le spire di un avvolgimento elettrico, di una bobina | a spire, a forma di spirale    • 2 •   ciascuno degli anelli che i serpenti formano quando si avvolgono su sé stessi.
spirabile   agg.  (poet.) respirabile (anche fig.): e in più spirabil aere / pietosa il trasportò  (manzoni il cinque maggio).
spiracolo   s.m.  (ant. , lett.) spiraglio.
spiraglio   s.m.    • 1 •   piccola apertura in un muro, una porta e sim., attraverso cui si può guardare e passano l'aria e la luce; anche, l'aria o la luce che entrano da tale apertura: le sentinelle os servavano attraverso gli spiragli della torre; dalle imposte penetrava nella stanza uno spiraglio di sole    • 2 •   (fig.) tenue possibilità barlume, indizio: mi resta solo uno spiraglio di speranza. 
spiralato   agg.  spiraliforme.
spirale   agg.    • 1 •   (mat.) si dice di linea che parte da un punto e gira intorno a esso secondo determinate leggi: linea spirale di archimede, logaritmica    • 2 •   (anat.) si dice di formazione anatomica a forma di spirale: organo spirale del corti, struttura della coclea che ha la funzione di percepire i suoni e trasmetterli al cervello  s.f.    • 1 •   linea spirale    • 2 •   molla metallica avvolta a spirale; in partic., negli orologi meccanici, quella che regola le oscillazioni del bilanciere    • 3 •   struttura, percorso, disposizione a forma di spirale: spirali di fumo  | a spirale, a forma di spirale    • 4 •   (sport) nel pattinaggio, figura consistente nel ruotare su un piede, descrivendo così una spirale | (aer.) acrobazia di un aereo che sale o scende descrivendo una traiettoria a spire    • 5 •   dispositivo anticoncezionale intrauterino fatto a spirale o anche d'altra forma; iud    • 6 •   (fig.) serie di fatti concatenati in un fenomeno che cresce via via di intensità: la spirale della violenza; la spirale prezzi-salari. 
spiraliforme   agg.  che ha forma di spirale.
spiramento   s.m.  (ant.)    • 1 •   lo spirare, il soffiare    • 2 •   (fig.) ispirazione.
spirano   s.m.  (chim.) ogni idrocarburo formato da più cicli aventi un atomo di carbonio in comune.
spirante   part. pres.  di spirare    • 1 •   agg.  e s.f.  (ling.) altra denominazione delle consonanti fricative o costrittive.
spirantizzare   v. tr.  (ling.) rendere spirante una consonante occlusiva | spirantizzarsi v. rifl.  (ling.) subire la spirantizzazione.
spirantizzazione   s.f.  (ling.) processo per cui una consonante occlusiva perde l'occlusione e si trasforma nella corrispondente spirante.
spirare   (1) v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   soffiare, detto dei venti: spirava una leggera brezza | non spira buon vento, (fig.) la situazione è difficile, l'ambiente è ostile    • 2 •   (lett.) esalare, emanare: dai campi spirava un odore di fieno; o bella musa, ove sei tu? non sento / spirar l'ambrosia, indizio del tuo nume  (foscolo sepolcri  62-63) | (fig.) provenire, manifestarsi: dai suoi occhi spirava una grande dolcezza    • 3 •   (ant.  o poet.) respirare; vivere: tu che, spirando, vai veggendo i morti  (dante inf.  xxviii, 131) | v. tr.    • 1 •   emanare, mandare fuori: le rose spirano un forte profumo    • 2 •   (fig.) manifestare, esprimere: un viso che spira fiducia    • 3 •   (fig. lett.) ispirare: i' mi son un che, quando / amor mi spira, noto, e a quel modo / ch'e' ditta dentro vo significando  (dante purg.  xxiv, 52-54)    • 4 •   (ant.  o poet.) dire: indi spirò: l'amore ond'io avvampo...   (dante par.  xxv, 82).
spirare   (2) v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   esalare l'ultimo respiro; morire: è spirato questa notte    • 2 •   (fig. non com.) finire, scadere: domani spira il termine per la presentazione delle domande. 
spirazione   s.f.    • 1 •   (ant.) lo spirare dei venti    • 2 •   (ant.) respiro | (fig.) ispirazione    • 3 •   nella teologia cristiana, l'atto con il quale il padre e il figlio originano, nella trinità, lo spirito santo.
spirea   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee o arbustive, con foglie semplici o composte e infiorescenze bianche o rosa (fam.  rosacee).
spiriforme   agg.  che ha forma di spira.
spirillo   s.m.  (biol.)    • 1 •   genere di batteri mobili, ciliati, a forma di spirale, con molte specie non patogene e una patogena che provoca la forma spirochetica del sodoku    • 2 •   nome generico di batteri relativamente rigidi a forma di spirale: gli spirilli del colera. 
spiritaccio   s.m.  (fam. scherz.) persona di molte risorse, ingegnosa e brillante.
spiritale   o spirtale, agg.  (ant.  o poet.) spirituale: un amoroso spiritale / m'ha renovato amor  (cavalcanti).
spiritare   v. intr.  [io spìrito ecc. ; aus. essere; sono raramente usate le forme composte] (non com.)    • 1 •   essere invasato da uno spirito maligno    • 2 •   (fig.) essere fuori di sé manifestare forte agitazione.
spiritato   part. pass.  di spiritare   agg.    • 1 •   invasato dal demonio    • 2 •   (fig.) fuori di sé, profondamente sconvolto: appariva spiritato per l'eccitazione; gervaso, spiritato, gridava e saltellava  (manzoni p. s.  viii) | che dimostra una grande agitazione interiore: occhi spiritati; sguardo spiritato; faccia, espressione spiritata    • 3 •   (fig.) molto vivace; pieno di vita, di energia: quel bambino è spiritato!   s.m.  [f. -a]    • 1 •   indemoniato, ossesso    • 2 •   (fig.) persona di grande vitalità, vivacità.
spiritello   s.m.    • 1 •   dim.  di spirito    • 1 •   | piccolo essere soprannaturale; folletto    • 2 •   (fig.) bambino vivacissimo.
spiritico   agg.  [pl. m. -ci] di spiritismo, che riguarda lo spiritismo: seduta spiritica. 
spiritismo   s.m.  dottrina che interpreta i fenomeni paranormali come dovuti agli spiriti dei defunti, i quali sarebbero evocati durante le sedute medianiche; anche, la comunicazione medianica con tali spiriti.
spiritista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi studia e pratica lo spiritismo.
spiritistico   agg.  [pl. m. -ci] attinente allo spiritismo, agli spiritisti.
spirito   (1) poet. spirto, s.m.    • 1 •   l'entità immateriale che si rivela come pensiero, sentimento e volontà, considerata sia in relazione al singolo individuo (in contrapposizione a corpo) sia impersonalmente (in contrapposizione a materia): la creazione artistica, la riflessione filosofica, l'esperienza religiosa sono attività dello spirito; i valori, le esigenze dello spirito  | spirito dei popoli, in montesquieu e nel pensiero romantico, l'insieme dei costumi, princìpi e condizioni che determinano la forma storica degli stati | spirito, in hegel e nella filosofia idealistica, la coscienza universale, cioè la razionalità che si attua nel reale    • 2 •   nelle religioni, l'anima individuale, sia unita sia separata dal corpo; anche, la realtà divina o quella degli esseri soprannaturali | in partic., nella teologia cristiana, dio, gli angeli e i demoni: dio è puro spirito; gli spiriti dei defunti; gli spiriti beati, le anime del paradiso; gli spiriti purganti, le anime del purgatorio; gli spiriti celesti, gli angeli; gli spiriti infernali, i demoni; lo spirito santo, la terza persona della trinità | povero di spirito, chi ha un'anima da semplice e perciò è più disponibile alla fede; nel linguaggio com., persona semplice, sciocca    • 3 •   disposizione dell'animo che è alla base delle azioni e delle opere dell'uomo: vivere con spirito sereno; essere nelle migliori condizioni di spirito; avere spirito pratico, spirito di sacrificio    • 4 •   complesso delle tendenze e delle esigenze caratteristiche di un periodo, un'epoca, un ambiente: adeguarsi allo spirito dei tempi; spirito di corpo, solidarietà che lega un gruppo, una categoria e sim.; spirito di parte, sentimento fazioso e parziale di chi antepone all'interesse generale quello del proprio gruppo    • 5 •   l'autentico e profondo significato di un testo, la vera intenzione che lo anima (in contrapposizione a lettera): lo spirito di una legge, di un discorso; interpretare lo spirito di una norma, senza seguirne la lettera    • 6 •   ingegno pronto, vivace; in partic., senso dell'umorismo: un uomo di spirito, ricco di risorse intellettuali; anche, dotato di senso dell'umorismo; presenza di spirito, capacità di comportarsi adeguatamente in un frangente imprevisto, difficoltoso, pericoloso; battuta di spirito, frase, motto arguto; fare dello spirito, dire cose divertenti, fare dell'ironia; spirito di rapa, di patata, (fam.) umorismo forzato, sciocco    • 7 •   persona dotata di particolari qualità intellettuali e morali: uno spirito libero, forte; un bello spirito, una persona brillante e piacevole    • 8 •   (ant. , lett.) soffio, esalazione; respiro, fiato | (fig.) ispirazione: né più nel cor mi parlerà lo spirto / delle vergini muse e dell'amore  (foscolo sepolcri  10-11)    • 9 •   secondo l'antica fisiologia, fluido mobile e sottilissimo che si credeva presiedesse alle varie funzioni vitali dell'organismo: gli spiriti vitali; gli spiriti sensitivi, visivi, auditivi  | nella concezione filosofico-poetica dello stilnovo, personificazione di un'attività psichica, spec. sentimentale: pegli occhi fere un spirito sottile, / che fa 'n la mente spirito destare, / dal qual si move spirito d'amore, / ch'ogn'altro spiritello fa gentile  (cavalcanti)    • 10 •   nella mitologia e nell'animismo, personificazione di elementi, di forze naturali; divinità, genio, folletto: lo spirito del fiume  | fantasma, spettro: il castello degli spiriti.  dim. spiritello. 
spirito   (2) s.m.    • 1 •   (antiq.) parte volatile ottenuta dalla distillazione di una determinata sostanza    • 2 •   correntemente, alcol etilico: ciliegie sotto spirito  | alcol denaturato: fornelletto a spirito. 
spirito   (3) s.m.  (gramm.) nella scrittura greca, segno diacritico che si pone sulle vocali iniziali di parola per indicare se il suono è aspirato o no: spirito aspro  ('), indicante aspirazione; spirito dolce  ('), indicante assenza di aspirazione.
spiritosaggine   s.f.  l'essere spiritoso | atto, detto spiritoso (spec. spreg.): sa dire solo spiritosaggini. 
spiritosità   s.f.  lo stesso, ma meno com., che spiritosaggine. 
spiritoso   (1) agg.    • 1 •   ricco di spirito, dotato d'umorismo; faceto: un uomo, un narratore, un conversatore spiritoso; frase, battuta, risposta spiritosa  | (iron.) che dimostra uno spirito di cattivo gusto, inopportuno o insulso: come sei spiritoso!  dim. spiritosetto, spiritosuccio    • 2 •   (ant.) vivace; acuto, ingegnoso  s.m.  [f. -a] persona spiritosa; chi fa dello spirito di cattivo gusto, non gradito: vuol fare troppo lo spiritoso.  accr. spiritosone  pegg. spiritosaccio  § spiritosamente avv. 
spiritoso   (2) agg.  (rar.) che contiene spirito; alcolico: bevande spiritose. 
spiritromba    ⇨ spirotromba.
spiritual   s.m. invar.  canto religioso dei neri d'america, che fonde elementi melodici del canto liturgico europeo con altri di derivazione africana; i testi, d'ispirazione biblica, adombrano le difficoltà e le frustrazioni della vita quotidiana, ma esprimono spesso una speranza di liberazione e di riscatto.
spirituale   agg.    • 1 •   che si riferisce allo spirito (spesso in contrapposizione a materiale, carnale): l'arte offre un godimento spirituale; un amore spirituale; valori, esigenze spirituali  | potere spirituale, quello del pontefice e della chiesa sulle anime (in contrapposizione a potere temporale)    • 2 •   (relig.) che concerne la vita religiosa soprattutto nei suoi aspetti di devozione e interiorità: guida, padre, direttore spirituale, il sacerdote che consiglia e indirizza i fedeli nella loro vita religiosa; ritiro spirituale, periodo trascorso in ritiro e solitudine, dedicato alla meditazione e alla preghiera; libro, canto spirituale, di carattere e argomento devoto o edificante | che consta unicamente di spirito e non di materia: la sostanza spirituale degli angeli; la natura spirituale dell'anima    • 3 •   si dice di persona per la quale hanno importanza soprattutto i valori dello spirito: una donna molto spirituale  | (ant.) devoto, religioso  s.m.  (relig.) ciascuno degli appartenenti a una famiglia francescana che, dal i al xiv sec., tornò a un'interpretazione rigorosa della regola di san francesco, in opposizione all'osservanza meno rigida praticata dai conventuali § spiritualmente avv.  nello spirito, con lo spirito; per quanto riguarda lo spirito: essere spiritualmente vicino a qualcuno. 
spiritualismo   s.m.    • 1 •   indirizzo filosofico che, opponendosi al materialismo, rivendica la trascendenza dell'essere divino, il carattere complessivamente spirituale della realtà e il valore dell'interiorità della coscienza    • 2 •   (estens.) atteggiamento caratterizzato dall'esaltazione dei valori spirituali.
spiritualista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (filos.) seguace dello spiritualismo    • 2 •   (estens.) chi considera i valori spirituali assolutamente superiori a quelli materiali | usato anche come agg.  in luogo di spiritualistico. 
spiritualistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo allo spiritualismo, agli spiritualisti: correnti filosofiche spiritualistiche; atteggiamenti spiritualistici  § spiritualisticamente avv.  dal punto di vista dello spiritualismo.
spiritualità   s.f.    • 1 •   l'essere spirituale: la spiritualità dell'anima    • 2 •   inclinazione a dare particolare importanza ai valori e ai problemi spirituali, spec. a quelli religiosi; anche, l'insieme di tali valori e problematiche: uomo di profonda spiritualità; la spiritualità francescana; la spiritualità orientale. 
spiritualizzare   v. tr.    • 1 •   rendere spirituale, liberare dal vincolo delle cose materiali: spiritualizzare la propria vita    • 2 •   vedere soltanto sotto l'aspetto spirituale; idealizzare: spiritualizzare la persona amata  | spiritualizzarsi v. rifl.  divenire spirituale.
spiritualizzazione   s.f.  lo spiritualizzare, lo spiritualizzarsi, l'essere spiritualizzato.
spiro   s.m.  (ant.  o poet.)    • 1 •   spirito, anima: stette la spoglia immemore, / orba di tanto spiro  (manzoni il cinque maggio) | lo spiro, lo spirito santo    • 2 •   (rar.) soffio, spec. di vento.
spiro-  spiro- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica dal gr. spêira  'spira, spirale'; significa 'a forma di spira, di spirale' (spirocheta, spirotromba).
spirocheta   s.f.  (biol.) nome comune di un gruppo di microrganismi unicellulari a forma di spirale comprendente batteri e protozoi, di cui alcuni patogeni.
spirochetosi   s.f.  (med. , vet.) termine generico con cui si indica ogni malattia parassitaria, infettiva e contagiosa dovuta a spirochete.
spirogira   s.f.  (bot.) genere di alghe verdi filamentose, che formano una fanghiglia verdastra nelle acque stagnanti.
spirografide   s.m.  piccolo animale vermiforme appartenente al tipo degli anellidi; costruisce sul fondo del mare tubi membranosi verticali entro cui vive e da cui fa sporgere sottili branchie filamentose variopinte (cl.  policheti).
spiroidale   agg.  di forma simile a una spirale; spiraliforme.
spiroide   agg.  spiroidale.
spirometria   s.f.  (med.) determinazione volumetrica della quantità d'aria che può essere inspirata ed espirata durante gli atti respiratori.
spirometrico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a spirometria: esame spirometrico. 
spirometro   s.m.  (med.) apparecchio per eseguire la spirometria.
spirotromba   o spiritromba, s.f.  (zool.) apparato boccale succhiatore dei lepidotteri; è simile a una lunga proboscide che, in stato di riposo, è avvolta a spira.
spirto   e deriv.   ⇨ spirito    • 1 •   e deriv. 
spirula   s.f.  mollusco marino con conchiglia interna spiraliforme (cl.  cefalopodi).
spit   s.m.  nel linguaggio degli alpinisti, chiodo di sicurezza, costituito da una placchetta con il foro per il moschettone e da un tassello a espansione, che viene infisso in un foro praticato nella roccia con il trapano.
spittinare   v. intr.  [io spìttino ecc. ; aus. avere] (tosc.) cinguettare, detto del pettirosso.
spittinio   s.m.  (tosc.) uno spittinare continuo.
spiumacciare   v. tr.  [io spiumàccio ecc.] (non com.) sprimacciare.
spiumacciata   s.f.  (non com.) sprimacciata.
spiumare   v. tr.  (non com.)    • 1 •   togliere le piume    • 2 •   (fig.) carpire denaro a qualcuno truffandolo; spennare | v. intr.  [aus. avere], spiumarsi v. rifl.  (non com.) perdere le piume.
spizzicare   v. tr.  [io spìzzico, tu spìzzichi ecc.] mangiare appena un po' o a piccoli bocconi; assaggiare qua e là spilluzzicare (anche assol.): spizzicare un po' di formaggio; smettila di spizzicare, sennò a tavola non mangi!. 
spizzico   s.m.  [pl. -chi] solo nelle loc. avv. a spizzico, a spizzichi, un poco alla volta, in varie riprese: lavorare a spizzico; pagare un debito a spizzichi; talora rafforzato: ho letto quel libro a spizzichi e bocconi. 
splancnico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , fisiol.) che è in relazione con gli apparati della vita vegetativa: cavità splancnica; organi splancnici  | detto di nervi e vasi che si distribuiscono ai visceri.
splancno-  splancno- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. splánchnon  'viscere' (splancnologia).
splancnologia   s.f.  parte dell'anatomia che studia gli organi interni, spec. gli apparati genitale, digerente e respiratorio.
splancnoptosi   s.f.  (med.) abbassamento dei visceri rispetto alla loro sede naturale.
splash   inter.  voce onom. che, nel linguaggio dei fumetti, riproduce il tonfo di un oggetto che cade di piatto nell'acqua | fare splash, (fig.) fare fiasco, fallire.
splashdown   s.m. invar.  arrivo in mare di capsule o navicelle di ritorno da un volo spaziale; ammaraggio.
spleen   s.m. invar.  nel linguaggio letterario, stato d'animo di profonda malinconia e insoddisfazione, quale soprattutto traspare dalle opere decadentiste.
splendente   ant. splendiente, part. pres.  di splendere   agg.  che splende; luminoso, radioso (anche fig.): occhi splendenti di felicità  § splendentemente avv.  (lett.).
splendere   v. intr.  [io splèndo ecc. ; pass. rem. io splendéi  o splendètti, tu splendésti ecc. ; non sono usati il part. pass. e i tempi composti]    • 1 •   avere, emanare luce intensa; brillare, raggiare (anche fig.): il sole splende in cielo; i suoi occhi splendevano di gioia    • 2 •   (non com.) essere illustre: splendere di virtù, per saggezza. 
splendidezza   s.f.  l'essere splendido.
splendido   agg.    • 1 •   che ha o manda grande splendore: un sole splendido    • 2 •   (fig.) meraviglioso, stupendo, bellissimo: un libro splendido; è  una splendida donna; una splendida carriera, piena di successi    • 3 •   (antiq.) munifico, largo nello spendere e nel donare: un uomo splendido  s. m.  [f. -a] (antiq.) persona munifica, molto generosa: fare lo splendido  § splendidamente avv. 
splendiente    ⇨ splendente.
splendore   s.m.    • 1 •   luce intensa e fulgente: lo splendore del sole, dell'oro    • 2 •   (fig.) carattere eccezionale, straordinario di qualcosa; fulgore: lo splendore della bellezza, dei vent'anni  | bellezza eccezionale; persona, cosa molto bella: un bimbo che è uno splendore; uno splendore di ragazza; che splendore di casa!    • 3 •   magnificenza, sfarzo: lo splendore della festa; gli splendori della corte    • 4 •   (fis.) termine usato un tempo per indicare la brillanza. 
splene   s.m.  (anat.) milza.
splenectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica della milza.
splenetico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) della milza; splenico  agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   (med.) che, chi è malato alla milza    • 2 •   (estens.) che, chi tende per temperamento alla malinconia.
splenico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) della milza, che riguarda la milza  s.m.  [f. -a] (med.) chi è malato alla milza.
splenio   s.m.  (anat.) muscolo posteriore della nuca, fissato alla settima vertebra, che serve per inclinare e per girare il capo.
splenite   s.f.  (med.) infiammazione della milza.
splenizzazione   s.f.  (med.) modificazione patologica di un organo che viene ad assumere l'aspetto e la consistenza della milza: la splenizzazione del polmone. 
spleno-  spleno- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal lat. splìn splìnis, che è dal gr. splén splìnós  'milza'; indica relazione con la milza (splenocontrazione, splenomegalia).
splenocontrazione   s.f.  (med.) prova diagnostica che si fonda sulla contrazione della milza provocata farmacologicamente.
splenomegalia   s.f.  (med.) ingrossamento della milza.
splenopatia   s.f.  (med.) termine generico per indicare qualunque affezione della milza.
splenoportografia   s.f.  (med.) indagine radiologica che visualizza le condizioni della vena porta e dei suoi rami; si effettua previa iniezione di un mezzo di contrasto radioopaco nella milza.
splitting   s.m. invar.    • 1 •   nella lavorazione del petrolio, operazione di distillazione frazionata per ebollizione che consente di ottenere due prodotti diversi con uno stesso processo    • 2 •   trattamento fiscale dei redditi familiari che consente di determinare l'aliquota dell'imposta progressiva sul reddito, in base alla media dei redditi dei coniugi | frazionamento della base imponibile dell'imposta progressiva sul reddito, ottenuto dal contribuente intestando quote di reddito ai vari componenti della famiglia.
spocchia   s.f.  atteggiamento di chi ha eccessiva considerazione di sé e tratta altezzosamente gli altri; boria, alterigia: avere molta spocchia; essere pieno di spocchia; che spocchia!. 
spocchione   s.m.  [f. -a] (fam.) persona piena di spocchia, boriosa.
spocchioso   agg.  pieno di spocchia; borioso: tono, ragazzo spocchioso  § spocchiosamente avv. 
spoderare   v. tr.  [io spodéro ecc.] (non com.) mandar via da un podere | v. intr.  [aus. avere] (non com.) lasciare un podere.
spodestamento   s.m.  (non com.) lo spodestare, l'essere spodestato.
spodestare   v. tr.  [io spodèsto ecc.]    • 1 •   privare del potere, dell'autorità rimuovere qualcuno dall'ufficio, dalla carica che detiene: spodestare un re dal trono; l'hanno spodestato dalla direzione generale    • 2 •   privare qualcuno della proprietà di qualcosa: è stato spodestato dei suoi beni. 
spodumene   s.m.  minerale costituito da silicato di litio e alluminio, usato per l'estrazione del litio, nella produzione di ceramiche (porcellane di litio, di elevato potere dielettrico) e anche come gemma.
spoetare   v. tr.  [io spoèto ecc.] (non com.) privare qualcuno del nome, della fama di poeta | v. intr.  [aus. avere] (spreg.  o scherz.) comporre versi con molta faciloneria | spoetarsi v. rifl.  (non com.) smettere di fare il poeta.
spoetizzante   part. pres.  di spoetizzare   agg.  che spoetizza, che toglie l'incanto, l'atmosfera poetica; deludente, disgustante: una grossolanità spoetizzante. 
spoetizzare   v. tr.  far dileguare l'atmosfera poetica che si attribuiva a qualcuno o qualcosa; disincantare, disilludere (anche assol.): certi discorsi spoetizzano  | (estens.) disgustare: la volgarità di questo spettacolo mi ha spoetizzato  | spoetizzarsi v. rifl.  disincantarsi, disilludersi: ha finito per spoetizzarsi. 
spoglia   s.f.    • 1 •   ciò di cui qualcuno o qualcosa si può spogliare; rivestimento esterno: la spoglia della biscia, la pelle che questa perde durante la muta; la spoglia del granturco, il cartoccio | sotto mentite spoglie, facendosi passare per un altro; sotto false apparenze, sotto falso nome    • 2 •   (lett.) il cadavere, la salma: la spoglia mortale  (o le spoglie mortali); ei fu. siccome immobile, / dato il mortal sospiro, / stette la spoglia immemore  (manzoni il cinque maggio)    • 3 •   (tecn.) nei modelli da fonderia, rastremazione verso l'interno delle superfici verticali che facilita l'estrazione del modello stesso dalla forma | negli utensili, inclinazione in verticale o in orizzontale della superficie di taglio, tanto maggiore quanto più tenero è il materiale da lavorare    • 4 •   pl.  l'armatura che il vincitore toglieva al nemico vinto; per estens., bottino di guerra | le spoglie opime, nell'antica roma, quelle che il generale toglieva all'avversario vinto in duello e offriva agli dei; (fig.) bottino molto ricco e ambito.
spogliamento   s.m.  (rar.) spoliazione.
spogliare   v. tr.  [io spòglio ecc.]    • 1 •   togliere i vestiti, gli indumenti di dosso; svestire: spogliare il bambino  | spogliare una donna con gli occhi, (fig.) guardarla con desiderio | spogliare il nemico vinto, togliergli l'armatura, le spoglie    • 2 •   (estens.) togliere un rivestimento, un ornamento: spogliare un altare dei paramenti; spogliare una parete dei quadri    • 3 •   (fig.) privare di qualcosa con violenza; defraudare: fu spogliato di tutti i suoi averi; spogliare qualcuno dei suoi diritti    • 4 •   (fig.) liberare da tutto ciò che costituisce un'aggiunta non essenziale, una sovrastruttura: galileo spogliò la scienza dei pregiudizi aristotelici    • 5 •   esaminare attentamente uno scritto o un gruppo di scritti e registrarne ordinatamente i dati che interessano; fare lo spoglio: spogliare un elenco, la corrispondenza; spogliare un autore antico per studiarne la lingua  | spogliare schede elettorali, scrutinarle | spogliarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   togliersi gli abiti di dosso: si spogliò e si mise a letto    • 2 •   (fig.) privarsi volontariamente di qualcosa: spogliarsi del patrimonio    • 3 •   (fig.) liberarsi di ciò che costituisce una difesa, un'esteriorità, un'abitudine e sim.: si è spogliato della sua consueta riservatezza; spogliarsi di ogni prevenzione    • 4 •   perdere il rivestimento esterno, diventare spoglio: in autunno gli alberi si spogliano  | perdere la spoglia, cambiare la pelle (detto di alcuni animali nel periodo della muta).
spogliarellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] ballerino o ballerina specializzati in spettacoli di spogliarello.
spogliarello   s.m.  spettacolo in cui un ballerino o una ballerina si spogliano a ritmo di musica; strip-tease.
spogliatoio   s.m.    • 1 •   stanza in cui ci si spoglia o si depositano gli indumenti: gli spogliatoi della piscina, dello stadio; spogliatoio singolo, maschile    • 2 •   (fig.) nell'uso giornalistico sportivo, l'insieme dei rapporti interpersonali fra gli atleti di una squadra, da cui può dipendere il rendimento della stessa.
spogliatore   s.m.  [f. -trice] chi spoglia, chi fa degli spogli | chi deruba, chi compie furti sacrileghi: spogliatore di cadaveri, di tombe. 
spogliatura   s.f.  (rar.) lo spogliare, lo spogliarsi.
spogliazione    ⇨ spoliazione.
spoglio   (1) agg.    • 1 •   privo di rivestimenti, di ornamenti; nudo, disadorno: rami spogli; una casa troppo spoglia; uno stile letterario spoglio ed essenziale    • 2 •   (fig.) libero: spoglio di pregiudizi. 
spoglio   (2) s.m.    • 1 •   raccolta, esame, suddivisione e selezione di notizie, dati e sim.: fare uno spoglio; spoglio dei voti, scrutinio e conteggio dei voti; spoglio della corrispondenza, smistamento della posta in base alle diverse destinazioni | esame di un testo volto a individuarne delle particolarità linguistiche: lo spoglio degli autori classici    • 2 •   (ant.) il predare, il privare qualcuno di una sua proprietà | azione di spoglio, (dir.) ricorso al giudice contro una violenta o clandestina privazione di possesso.
spoglio   (3) s.m.    • 1 •   (non com.) vestito smesso: ha mandato tutti gli spogli alla parrocchia  | (estens.) scarto, avanzo    • 2 •   (ant.) spoglia.
spoiler   s.m. invar.    • 1 •   (aut.) struttura rigida applicata sulla parte anteriore o posteriore della carrozzeria per deviare, durante la marcia, il flusso dell'aria e migliorare così l'aderenza al suolo o l'aerodinamicità del veicolo    • 2 •   (aer.) diruttore    • 3 •   (sport) la parte posteriore degli scarponi da sci o di altre scarpe sportive, articolata per agevolare la mobilità della caviglia | dispositivo applicato vicino alla punta degli sci per evitare che vibrino alle alte velocità o che si incrocino.
spola   s.f.    • 1 •   bobina di filo che s'introduce nella navetta e viene fatta passare avanti e indietro tra i fili dell'ordito durante la tessitura; rocchetto inserito nella navicella delle macchine per cucire, attorno a cui s'avvolge uno dei due fili che servono a fare la cucitura | fare la spola da un luogo all'altro, (fig.) andare e venire da un luogo all'altro | lavoro, gioco di spola, (sport) quello che comporta un continuo spostamento dall'attacco alla difesa e viceversa, per collegare il gioco di squadra. dim. spoletta    • 2 •   (region.) forma allungata di pane    • 3 •   (ant.) piccola imbarcazione.
spolatrice   s.f.  macchina impiegata per avvolgere filati su bobine.
spolatura   s.f.  operazione con cui si avvolge il filo attorno alle spole da mettere al telaio.
spoletta   s.f.    • 1 •   dim.  di spola    • 2 •   spola della macchina per cucire    • 3 •   congegno che provoca l'esplosione dei proiettili d'artiglieria, delle bombe d'aereo ecc.: spoletta a percussione, che esplode quando il proiettile urta contro il bersaglio; spoletta a tempo, che fa esplodere il proiettile mediante un meccanismo a orologeria; spoletta a doppio effetto, capace di funzionare sia a tempo sia a percussione    • 4 •   (region.) forma di pane allungata.
spolettare   v. tr.  [io spolétto ecc.] munire di spoletta un ordigno esplosivo: spolettare un proiettile. 
spolettificio   s.m.  fabbrica di spolette per ordigni esplosivi.
spoliario   s.m.  (archeol.) nell'antichità romana, locale adiacente all'arena, nel quale venivano spogliati delle armi i gladiatori morti in combattimento e venivano finiti quelli feriti mortalmente.
spoliazione   rar. spogliazione, s.f.    • 1 •   lo spogliare, l'essere spogliato; sottrazione arbitraria di beni altrui    • 2 •   (ant.) depredazione, saccheggio.
spoliera   s.f.  spolatrice.
spoliticare   v. intr.  [io spolìtico, tu spolìtichi ecc. ; aus. avere] (fam.) parlare di politica in maniera superficiale, usando luoghi comuni, frasi fatte.
spoliticizzare   v. tr.  privare di ogni carattere politico; sottrarre all'influsso della politica: spoliticizzare un avvenimento, una questione; spoliticizzare la cultura, un'organizzazione  | spoliticizzarsi v. rifl.  perdere il carattere, gli interessi politici: una generazione che si è spoliticizzata. 
spoliticizzazione   s.f.  lo spoliticizzare, lo spoliticizzarsi, l'essere spoliticizzato.
spollaiare   v. tr.  [io spollàio ecc.] (scherz. non com.) rimuovere qualcuno da un luogo, distoglierlo da ciò che sta facendo | spollaiarsi v. rifl.  (non com.) di volatile, smettere di essere appollaiato; scuotere vigorosamente le penne.
spollinarsi   v. rifl.  (non com.) detto di polli, scuotersi di dosso col becco i pidocchi.
spollonare   v. tr.  [io spollóno ecc.] (agr.) sottoporre a spollonatura: spollonare una pianta. 
spollonatura   s.f.  (agr.) asportazione di polloni da una pianta per evitarne il depauperamento: eseguire la spollonatura delle viti. 
spolmonarsi   v. rifl.  [io mi spolmóno ecc.] parlare o gridare tanto da affaticare i polmoni; sfiatarsi, sgolarsi: spolmonarsi a chiamare qualcuno. 
spolpamento   s.m.  (non com.) lo spolpare, lo spolparsi, l'essere spolpato.
spolpare   v. tr.  [io spólpo ecc.]    • 1 •   privare della polpa: spolpare un frutto; spolpare un osso, togliere, mangiare la carne che vi è attaccata    • 2 •   (fig. fam.) spillare a qualcuno molto denaro; spennare, pelare: spolpare qualcuno con le tasse, al gioco; in quel negozio ti spolpano!  | spolparsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) perdere la polpa; dimagrire    • 2 •   (fig. fam.) impoverirsi, immiserirsi.
spolpato   part. pass.  di spolpare   agg.  privo della polpa, della carne: osso spolpato  | (estens.) magro, rinsecchito: cavallo spolpato. 
spolpo   agg.  (tosc.) spolpato.
spoltiglio   s.m. , o spoltiglia s.f. , polvere finissima di smeriglio impastata con olio o acqua e usata per levigare superfici metalliche, marmi ecc.
spoltrire   v. tr.  [io spoltrisco, tu spoltrisci ecc. ; ant. io spóltro, tu spóltri ecc.] (non com.) spoltronire | spoltrirsi v. rifl.  (non com.) spoltronirsi: «omai convien che tu così ti spoltre», / disse 'l maestro; «ché, seggendo in piuma, / in fama non si vien...»  (dante inf.  xxiv, 46-48).
spoltroneggiare   v. intr.  [io spoltronéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) comportarsi da poltrone.
spoltronire   v. tr.  [io spoltronisco, tu spoltronisci ecc.] rendere meno poltrone; sveltire, svegliare | spoltronirsi v. rifl.  diventare meno poltrone, scuotersi dalla poltroneria.
spolverare   v. tr.  [io spólvero ecc.]    • 1 •   ripulire dalla polvere: spolverare i mobili  | spolverare le spalle a qualcuno, (fig. scherz.) bastonarlo    • 2 •   (fig. scherz.) finire, consumare completamente; vuotare del tutto: in un battibaleno ha spolverato il pranzo; i ladri gli hanno spolverato il negozio    • 3 •   cospargere con una sostanza in polvere; spolverizzare: spolverare di zucchero il dolce  | spolverare un disegno, riprodurlo con la tecnica dello spolvero.
spolverata   s.f.    • 1 •   lo spolverare, il togliere la polvere, spec. in fretta, sommariamente: dare una spolverata ai mobili  | dare una spolverata a qualcuno, (fig. scherz.) bastonarlo. dim. spolveratina    • 2 •   il cospargere con una sostanza in polvere: dare una spolverata di zucchero alla torta  | sottile strato di sostanza polverulenta sparsa su qualcosa: c'era una spolverata di neve sulle cime dei monti. 
spolveratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi spolvera.
spolveratura   s.f.    • 1 •   lo spolverare, l'essere spolverato: la spolveratura dei mobili  | il cospargere con una sostanza in polvere; la sostanza stessa così cosparsa: una spolveratura di cacao sulla torta    • 2 •   (fig.) veloce e sommario ripasso di conoscenze: dare una spolveratura alle proprie cognizioni di fisica. 
spolverino   (1) s.m.  soprabito leggero per uomo e per donna, per lo più di colore neutro; in partic., quello che indossavano i primi automobilisti per riparare gli abiti dalla polvere | sopravveste leggera e comoda che indossano sull'abito i commessi di negozio, i magazzinieri ecc.; grembiule.
spolverino   (2) s.m.    • 1 •   bastone con un mazzo di penne a un'estremità, usato per spolverare; piumino | spazzoletta o pennello usato dal barbiere per pulire il cliente dai residui del taglio dei capelli    • 2 •   recipiente con coperchio bucherellato per spolverare i dolci di zucchero, cacao e sim.
spolverio   (1) s.m.  il formarsi, il sollevarsi di molta polvere; polverio.
spolverio   (2) s.m.  (scherz.) il consumare completamente; il mangiare rapidamente.
spolverizzamento   s.m.  (rar.) lo spolverizzare, l'essere spolverizzato.
spolverizzare   v. tr.    • 1 •   (non com.) polverizzare, ridurre in polvere    • 2 •   cospargere con una sostanza in polvere: spolverizzare di zucchero a velo una torta  | spolverizzare un disegno, riprodurlo con la tecnica dello spolvero.
spolverizzatore   s.m.  (non com.) polverizzatore, nebulizzatore.
spolvero   s.m.    • 1 •   lo spolverare: straccio da spolvero    • 2 •   strato di una sostanza in polvere sparso su qualcosa: uno spolvero di farina    • 3 •   (fig.) infarinatura, conoscenza superficiale: le sue cognizioni sono solo uno spolvero    • 4 •   tecnica di riporto di un disegno su una superficie, spec. su un muro; consiste nel cospargere polvere di carbone o di gesso sul cartone recante il disegno, i cui contorni sono stati precedentemente bucherellati, in modo che la polvere, passando attraverso le fessure, si depositi e aderisca alla superficie sottostante.
spompare   v. tr.  [io spómpo ecc.] (fam.) indebolire, svigorire nel fisico o nella volontà: la fatica lo ha spompato; le critiche mi spompano  | spomparsi v. rifl.  (fam.) perdere forza fisica o vigore morale.
spompato   part. pass.  di spompare   agg.  (fam.)    • 1 •   spossato, sfinito: un atleta spompato    • 2 •   stanco, estenuato moralmente.
sponda   s.f.    • 1 •   ciascuna delle strisce di terreno che fiancheggiano e delimitano uno specchio o un corso d'acqua; riva: le sponde del fiume, del lago  | (estens. lett.) territorio, regione costiera: le due sponde dell'atlantico; né più mai toccherò le sacre sponde / dove il mio corpo fanciulletto giacque  (foscolo sonetti). dim. spondicina    • 2 •   la parte che delimita lateralmente una superficie, un'apertura ecc., e che può essere piatta o innalzarsi verticalmente; bordo: le sponde del letto; le sponde di un carro; le sponde del tavolo da biliardo  | gioco di sponda, nel gioco del biliardo o delle bocce, tiro che sfrutta la respinta o la deviazione prodotta da una sponda | fare da sponda, nel linguaggio del calcio, appoggiare l'azione di un compagno di squadra, ricevendone il passaggio e rinviandogli la palla    • 3 •   (fig. region.) persona in grado di aiutare, di proteggere.
spondaico   agg.  [pl. m. -ci] (metr.) che ha forma o natura di spondeo: verso con incipit spondaico  | esametro spondaico, nella metrica greca e latina, quello che presenta in quinta sede uno spondeo invece del normale dattilo.
spondeo   s.m.  (metr.) piede di quattro tempi della poesia greca e latina, formato da due sillabe lunghe con ictus sulla prima.
sponderuola   s.f.  pialletto da falegname con il tagliente del ferro che ha la stessa larghezza del ceppo; è usato per piallare vicino a una sponda, a una parte in rilievo.
spondiaco   agg.  [pl. m. -ci] (metr.) lo stesso che spondaico. 
spondilite   s.f.  (med.) processo infiammatorio delle vertebre.
spondilo   s.m.  (antiq.) vertebra.
spondiloartrite   s.f.  (med.) artrite della colonna vertebrale.
spondiloartrosi   s.f.  (med.) artrosi delle articolazioni della colonna vertebrale.
spondilolistesi   s.f.  (med.) scivolamento di una vertebra su quella sottostante.
spondilosi   s.f.  (med.) processo degenerativo delle vertebre.
spongata   s.f.  dolce di forma bassa e rotonda, a base di miele, frutta secca, marzapane e canditi; è una specialità dell'emilia.
spongiari   s.m. pl.  (zool.) lo stesso che poriferi. 
spongina   s.f.  (biol.) sostanza organica fibrosa che costituisce lo scheletro delle spugne cornee.
spongioso   agg.  (ant.) spugnoso.
sponsa    ⇨ sposa.
sponsale   agg.  (lett.) coniugale, matrimoniale: vincolo sponsale   s.m. pl.  (lett.) promessa di matrimonio; fidanzamento solenne | (estens.) il matrimonio stesso, le nozze: celebrare solenni sponsali. 
sponsalizia   s.f. , o sponsalizio s.m. , (ant.) sposalizio, nozze.
sponso    ⇨ sposo.
sponsor   s.m. invar.  ente o operatore economico che, allo scopo di ricavarne pubblicità, finanzia attività sportive, culturali, di spettacolo e sim.: lo sponsor di una squadra di basket. 
sponsorizzare   v. tr.  fare da sponsor a qualcuno, a qualcosa: sponsorizzare un cantante, un allestimento teatrale. 
sponsorizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sponsorizza.
sponsorizzazione   s.f.  lo sponsorizzare, l'essere sponsorizzato.
spontaneismo   s.m.  l'atteggiamento politico di chi privilegia l'azione spontanea di piccoli gruppi rispetto a quella diretta da una struttura organizzata.
spontaneista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] in politica, chi privilegia, è fautore dello spontaneismo | usato anche come agg.  in luogo di spontaneistico. 
spontaneistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo allo spontaneismo; di, da spontaneista: atteggiamento spontaneistico  § spontaneisticamente avv. 
spontaneità   s.f.  l'essere spontaneo: la spontaneità dei bambini. 
spontaneo   agg.    • 1 •   che è detto o fatto liberamente, di propria iniziativa; volontario: rinuncia, offerta, confessione spontanea  | di mia, tua, sua spontanea volontà, spontaneamente, in seguito a una scelta libera: l'ho fatto di mia spontanea volontà, non mi ha costretto nessuno    • 2 •   che è detto o fatto come reazione immediata e naturale a un evento; istintivo: gesto spontaneo  | privo di artificiosità e di affettazione: prosa spontanea; stile spontaneo    • 3 •   che si comporta o si esprime con spontaneità, con naturalezza: un bambino spontaneo; scrittore, artista spontaneo    • 4 •   detto di un fenomeno naturale, che non è dovuto all'opera dell'uomo: vegetazione, combustione spontanea    • 5 •   (ling.) detto di mutamento fonetico, che non è determinato dal contesto fonico § spontaneamente avv.  in modo spontaneo, senza imposizioni.
spontone   e deriv.   ⇨ spuntone e deriv. 
spoon   s.m. invar.  bastone da golf con spatola in legno a cucchiaio.
spopolamento   s.m.  lo spopolare, lo spopolarsi: lo spopolamento delle campagne. 
spopolare   v. tr.  [io spòpolo ecc.] rendere poco o meno popolato, diminuire la densità della popolazione: nel medioevo le epidemie di peste spopolavano le città  | (estens.) rendere meno affollato, meno frequentato: l'improvviso maltempo ha spopolato le spiagge  | v. intr.  [aus. avere] (fam.) attrarre a sé gran folla; avere grande successo: un cantante che spopola  | spopolarsi v. rifl.  divenire meno popolato e, per estens., meno affollato, frequentato: le campagne si vanno sempre più spopolando; d'estate le città si spopolano. 
spopolato   part. pass.  di spopolare   agg.  poco popolato, divenuto povero di abitanti e di attività: regione spopolata  | (estens.) poco affollato, poco frequentato: il teatro era spopolato. 
spoppare   v. tr.  [io spóppo ecc.] (non com.) togliere il latte materno a un poppante; divezzare, slattare.
spora   s.f.  (biol.) tipo di cellula destinata alla riproduzione agamica in alcuni organismi vegetali e animali (p. e.  funghi, protozoi).
sporadicità   s.f.  l'essere sporadico; carattere di ciò che è sporadico.
sporadico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di fenomeno o avvenimento che si verifica a intervalli di tempo discontinui o in casi isolati; saltuario: incontri sporadici; casi sporadici di meningite  § sporadicamente avv.  una volta ogni tanto, saltuariamente.
sporangio   s.m.  (bot.) piccola capsula in cui si originano le spore.
sporcaccione   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi è molto sporco o si sporca facilmente | (fig.) si dice di chi fa cose turpi, oscene.
sporcare   v. tr.  [io spòrco, tu spòrchi ecc.]    • 1 •   rendere sporco; insudiciare, insozzare: sporcare il tappeto, il muro; sporcarsi il vestito  | sporcarsi le mani in, con qualcosa, (fig.) compromettersi, parteciparvi con piena responsabilità    • 2 •   (fig.) deturpare, macchiare moralmente: sporcare la propria fama, il proprio nome  | sporcare la fedina penale, subire una condanna penale    • 3 •   (gerg.) rovinare, rendere inutilizzabile: sporcare la palla, nel calcio e in altri giochi, sprecare una palla buona giocandola male; sporcare una canzone, detto dei disc-jockey radiofonici, parlare mentre viene trasmessa, in modo che non possa essere registrata integralmente da chi riceve la trasmissione | sporcarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   imbrattarsi con qualcosa di sudicio: sporcarsi di fango    • 2 •   (fig.) macchiare la propria reputazione compiendo un'azione indegna; abbassarsi moralmente: non voglio sporcarmi con questa storia. 
sporcheria   s.f.  (non com.) porcheria (anche fig.).
sporchevole   agg.  (region.) che si sporca facilmente; su cui lo sporco è facilmente visibile: tessuto, colore sporchevole. 
sporchezza   s.f.  (non com.) l'essere sporco.
sporcizia   rar. sporchizia, s.f.    • 1 •   l'essere sporco: la sporcizia dei maiali è proverbiale  | insieme di cose sporche: che sporcizia in quella casa!    • 2 •   (fig.) atto turpe, parola oscena: fare, dire sporcizie; la solita storia di ruberie, di percosse, di sperpero, di sporcizie  (manzoni p. s.  xxx).
sporco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   non pulito; sudicio, sozzo: una tovaglia, una camera, una città sporca; un abito sporco di catrame; i ragazzi tornano sempre a casa sporchi; gente sporca, che abitualmente non cura l'igiene, la pulizia personale | avere la lingua sporca, (fig.) coperta di una patina biancastra, per aver digerito male o per disturbi intestinali | avere la fedina sporca, (fig.) aver subito delle condanne penali | avere la coscienza sporca, (fig.) aver commesso qualcosa di riprovevole ed esserne cosciente. dim. sporchetto, sporchino    • 2 •   (fig.) disonesto, turpe, osceno: uno sporco individuo; un'azione sporca; una barzelletta sporca, volgare; politica sporca, senza scrupoli | denaro sporco, frutto di reato | farla sporca, comportarsi in modo disonesto e cercare di nasconderlo agli altri    • 3 •   nel gioco della canasta, si dice della combinazione di sette carte ottenuta con l'aiuto di jolly o pinelle  s.m.  sporcizia: togliere lo sporco dal pavimento; vivere nello sporco  § sporcamente avv.  in modo disonesto, scorretto; slealmente.
sporgente   part. pres.  di sporgere   agg.  che sporge; che viene in fuori: denti sporgenti; un cornicione sporgente. 
sporgenza   s.f.    • 1 •   l'essere sporgente    • 2 •   la cosa, la parte che sporge: aggrapparsi a una sporgenza della roccia. 
sporgere   v. tr.  [coniugato come porgere]    • 1 •   metter fuori, protendere: sporgere la testa dal finestrino; la magnolia, che sui rami neri sporgeva un carnoso fiore bianco  (calvino)    • 2 •   (dir.) presentare, avanzare: sporgere querela, una denuncia  | v. intr.  [aus. essere] tendere verso l'esterno, venire in fuori, aggettare: un davanzale che sporge troppo dalla facciata  | sporgersi v. rifl.  protendersi in avanti, in fuori: è pericoloso sporgersi dal balcone. 
sporidio   s.m.  (bot.) spora tipica di alcuni ordini di funghi.
sporifero   agg.  (biol.) che porta, che produce spore: cellula sporifera. 
sporo-  sporo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, formate modernamente, dal gr. spóros  'semina', deriv. di spéirein  'seminare'; significa 'spora' o indica rapporto con la riproduzione (sporologia, sporozoo).
sporocarpo   s.m.  (bot.) corpicciolo contenente sporangi, proprio di alcune felci.
sporofillo   s.m.  foglia che produce spore.
sporofito   s.m.  organismo vegetale che produce spore.
sporogenesi   s.f.  (biol.) ogni processo che genera spore.
sporogeno   agg.  (biol.) che genera spore.
sporogonia   s.f.  (biol.) riproduzione per spore, propria di alcuni organismi vegetali e animali.
sporologia   s.f.  ramo della botanica che studia le spore vegetali, soprattutto da un punto di vista morfologico.
sporologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla sporologia.
sporologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di sporologia.
sporozoi   s.m. pl.  (zool.) classe di protozoi parassiti caratterizzati da una riproduzione alternata, ora agamica ora attraverso gameti che portano alla produzione di spore | sing.  [-o] ogni protozoo appartenente a tale classe.
sporre   v. tr.  [coniugato come porre] (ant.)    • 1 •   spiegare, esporre    • 2 •   porre, deporre: quinci i tre cavalier su 'l lito spose  (tasso g. l.  xvii, 56)    • 3 •   partorire: quello ospizio / dove sponesti il tuo portato santo  (dante purg.  xx, 23-24).
sport   s.m. invar.  l'insieme degli esercizi fisici che si praticano, in gruppo o individualmente, per mantenere in efficienza il corpo: praticare lo sport; fare dello sport al chiuso, all'aperto; sport agonistico, praticato gareggiando con altri | insieme di esercizi fisici in forma di gioco, individuale o collettivo, che obbedisce a determinate regole: sport individuale, di squadra; gli sport della corsa, del nuoto, della lotta; lo sport del ciclismo, della pallacanestro; sport dilettantistico, professionistico; gli sport dell'acqua, della neve; sport invernali, quelli che si praticano sulla neve (sci, bob ecc.) e sul ghiaccio (pattinaggio, hockey) | fare qualcosa per sport, per divertimento, senza necessità o compenso  agg. invar.  (non com.) sportivo: una bicicletta sport. 
sporta   s.f.    • 1 •   sacca larga e robusta, fatta di vimini, paglia, tela o plastica, con due manici, usata per fare la spesa | cappello a sporta, con la tesa molto larga e volta verso il basso | rubare sulla sporta, (non com.) rubare sulla spesa, fare la cresta. dim. sportina, sporticina  accr. sportona, sportone  (m.)    • 2 •   quantità di roba contenuta in una sporta: una sporta di arance    • 3 •   (fig.) grande quantità: ricevere una sporta di legnate  | rafforzato nella loc. un sacco e una sporta, usata spec. in espressioni ellittiche con la particella pronominale ne : dirne un sacco e una sporta, coprire di ingiurie, di parolacce; darne, prenderne un sacco e una sporta, dare, prendere molte botte.
sportare   v. tr.  [io spòrto ecc.] (ant.) sporgere, aggettare.
sportellato   agg.  (non com.)    • 1 •   fornito di sportelli    • 2 •   a forma di sportello.
sportellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] impiegato che lavora agli sportelli a diretto contatto con il pubblico.
sportello   s.m.    • 1 •   piccola imposta che gira su cerniere e serve a chiudere o ad aprire un vano: lo sportello di un armadio, di una cabina telefonica  | porta di accesso di automezzi, vetture ferroviarie e altri veicoli. dim. sportellino  accr. sportellone    • 2 •   ognuna delle due parti laterali di un trittico che si possono ripiegare sulla parte centrale    • 3 •   in alcuni uffici, apertura in una parete divisoria attraverso la quale gli impiegati comunicano con il pubblico; il servizio stesso che vi viene svolto: gli sportelli di una banca, di un ufficio postale; far la coda davanti allo sportello; essere addetto, lavorare allo sportello; impiegato di sportello, sportellista | chiudere gli sportelli, sospendere i pagamenti in una banca | sportello automatico, impianto computerizzato, in funzione ventiquattr'ore su ventiquattro all'esterno di una banca, utilizzabile da un correntista che possieda un'apposita tessera di riconoscimento magnetica, per depositi e prelievi    • 4 •   ogni dipendenza di azienda di credito presso la quale il pubblico può svolgere operazioni bancarie.
sportività   s.f.  (non com.) l'essere sportivo | spirito sportivo: accettare una sconfitta con sportività. 
sportivo   agg.    • 1 •   che si riferisce allo sport, che riguarda lo sport: giornale sportivo; negozio di articoli sportivi; società sportiva; campo sportivo, luogo dove si praticano gli sport all'aria aperta | si dice di veicolo capace di elevate prestazioni, adatto alle competizioni: bicicletta, automobile sportiva    • 2 •   che pratica gli sport: un ragazzo sportivo  | (estens.) che si interessa di sport, che segue con passione lo sport    • 3 •   conforme alle norme di lealtà e correttezza proprie dello sport: giocare, battersi in modo sportivo, con spirito sportivo; tenere un contegno sportivo  | (estens. fam.) che affronta serenamente situazioni negative, che accetta con animo distaccato anche le sconfitte: è un tipo sportivo, sa perdere con signorilità    • 4 •   di capo di vestiario, pratico e comodo: una giacca di taglio sportivo; scarpe sportive   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi pratica lo sport o ne è appassionato: l'entusiasmo degli sportivi per la vittoria della propria squadra    • 2 •   chi si comporta in modo corretto, leale, cavalleresco; chi sa accettare serenamente anche le sconfitte: è un vero sportivo  § sportivamente avv. 
sporto   part. pass.  di sporgere   agg.  proteso in fuori  s.m.    • 1 •   (antiq.) in costruzioni architettoniche, parte che sporge, che è in rilievo; aggetto    • 2 •   pesante sportello di legno applicato all'esterno delle vetrine o sulle porte dei negozi    • 3 •   (ant.) muricciolo che sorgeva vicino alla porta delle botteghe e su cui venivano esposte le merci.
sportsman   s.m.  [pl. sportsmen] uomo che pratica lo sport; sportivo.
sportswear   s.m. invar.  l'insieme degli articoli di abbigliamento per lo sport; abbigliamento sportivo.
sportula   s.f.    • 1 •   presso gli antichi romani, dono che il patrizio elargiva ai clienti quando la mattina venivano a ossequiarlo    • 2 •   compenso che in passato spettava al giudice per una sentenza    • 3 •   (non com.) compenso in genere | (iron.) castigo.
sportulario   s.m.  registro sul quale, in passato, il giudice o il pubblico ufficiale registravano i compensi lecitamente ricevuti dalle parti.
sporula   s.f.  (biol.) spora.
sporulazione   s.f.  (biol.) in botanica, produzione di spore | in zoologia, forma di riproduzione agamica, comune nei protozoi, mediante la quale una cellula dà origine contemporaneamente a parecchie cellule figlie che si formano nel suo ambito in seguito a successive divisioni del nucleo.
sposa   ant. sponsa, s.f.    • 1 •   la donna nel giorno del matrimonio: abito, velo da sposa; baciare la sposa.  dim. sposetta, sposina    • 2 •   moglie: dare la figlia in sposa a qualcuno; andare sposa a qualcuno, sposarlo | promessa sposa, fidanzata (spesso scherz.) | la sposa di dio, (fig.) la chiesa | sposa di cristo, di gesù, (fig.) suora, monaca | sposa monaca, la suora nel giorno della vestizione    • 3 •   (antiq.  o region.) fidanzata; anche, donna sposata da poco; giovane padrona di casa.
sposalizio   s.m.    • 1 •   cerimonia del matrimonio; nozze | lo sposalizio del mare, cerimonia con cui il doge nel giorno dell'ascensione celebrava le nozze di venezia con il mare, per simboleggiare il dominio della città su di esso    • 2 •   (ant.) promessa di matrimonio  agg.  (ant.) relativo alle nozze, nuziale.
sposare   v. tr.  [io spòso ecc.]    • 1 •   unirsi a qualcuno in matrimonio, detto sia di uomo sia di donna: sposare una brava ragazza, uno straniero, un uomo ricco; l'ha sposato contro il parere di tutti    • 2 •   unire in matrimonio: li sposò il sindaco della città    • 3 •   dare in matrimonio: i genitori erano contenti di sposarla a un giovane così promettente    • 4 •   (fig.) unire, accoppiare due cose: sposare la vite all'olmo; sposare il vino con l'acqua; sposare l'utile al dilettevole    • 5 •   (fig.) abbracciare, sostenere, fare propria un'idea: sposare la causa della libertà    • 6 •   (ant.) promettere in matrimonio | v. intr.  [aus. avere] (region.)    • 1 •   unirsi in matrimonio: carla sposerà presto  | prov.  : né di venere né di marte non si sposa né si parte, con allusione alla credenza popolare che considera il venerdì e il martedì giorni infausti    • 2 •   (fig.) armonizzare: quei due colori non sposano bene  | sposarsi v. rifl.  e rifl. rec.    • 1 •   unirsi in matrimonio: si è sposata molto giovane; sposarsi in chiesa, in comune, con rito religioso, civile    • 2 •   (fig.) armonizzare, andare d'accordo: il vino rosso si sposa con i piatti di carne. 
sposato   part. pass.  di sposare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è unito in matrimonio; coniugato (in contrapposizione a celibe  e nubile).
sposina   s.f.    • 1 •   dim.  di sposa  | sposa molto giovane; donna appena sposata    • 2 •   (ant.) giovane che sta per farsi suora.
sposino   s.m.    • 1 •   dim.  di sposo  | sposo molto giovane; uomo appena sposato    • 2 •   pl.  coppia di coniugi appena sposati.
sposo   ant. sponso, s.m.    • 1 •   l'uomo nel giorno del matrimonio: lo sposo aspettava la sposa all'altare.  dim. sposetto, sposino    • 2 •   marito: accettare, rifiutare qualcuno come sposo; prendere in sposo  | promesso sposo, fidanzato (spesso scherz.) | lo sposo della chiesa, il mistico sposo, (fig.) gesù cristo    • 3 •   (antiq.  o region.) promesso sposo, fidanzato    • 4 •   pl.  l'uomo e la donna nel giorno del matrimonio: viva gli sposi!  | marito e moglie: una giovane coppia di sposi; sposi novelli. 
spossamento   s.m.  lo spossare, lo spossarsi, l'essere spossato; spossatezza.
spossante   part. pres.  di spossare   agg.  che spossa, che stanca molto; estenuante: un caldo, un viaggio spossante  § spossantemente avv. 
spossare   v. tr.  [io spòsso ecc.] ridurre in uno stato di estrema stanchezza e debolezza; estenuare, fiaccare, sfinire: questo lavoro mi spossa; la malattia lo ha spossato  | spossarsi v. rifl.  perdere il vigore, le energie; indebolirsi, infiacchirsi: spossarsi con un lavoro estenuante. 
spossatezza   s.f.  stato di grande stanchezza e debolezza: la malattia gli ha lasciato una grande spossatezza. 
spossessamento   s.m.  (non com.) lo spossessare, lo spossessarsi, l'essere spossessato.
spossessare   v. tr.  [io spossèsso ecc.] privare di un possesso, di una proprietà: spossessare qualcuno dei suoi beni  | spossessarsi v. rifl.  privarsi di ciò che si possiede.
spostamento   s.m.    • 1 •   lo spostare, lo spostarsi, l'essere spostato: i moderni mezzi di trasporto permettono spostamenti rapidi a grandi distanze; spostamento di sede, di orario  | spostamento d'aria, movimento violento di una massa d'aria provocato da un'esplosione    • 2 •   (mar.) dislocamento    • 3 •   (psicoan.) processo inconscio per cui l'intensità di una rappresentazione psichica viene trasferita su un'altra meno intensa, collegata alla prima per associazione; in partic., nel sogno, il passaggio da un'idea astratta a un'immagine concreta (p. e.  un'angoscia di morte che si traduce nell'immagine di una funzione funebre).
spostare   v. tr.  [io spòsto ecc.]    • 1 •   togliere qualcosa o qualcuno dal posto, dalla posizione, dalla condizione in cui si trovava; trasferire: spostare un tavolo; spostare la fermata dell'autobus; spostare un impiegato da un ufficio a un altro  | rinviare, differire: spostare l'ora della partenza; gli esami sono stati spostati a ottobre    • 2 •   (fig. fam.) mettere in difficoltà, spec. economica: una spesa simile, in questo momento, mi sposta |  spostarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   mutare posto, posizione, condizione: spòstati!, mi impedisci di vedere; la mia attività mi costringe a spostarmi continuamente; il sole si sposta da oriente a occidente  | (fig.) indirizzarsi, concentrarsi altrove: l'interesse generale si è spostato su un altro personaggio    • 2 •   (fig. non com.) turbarsi, sconvolgersi; perdere il proprio ordine interiore.
spostato   part. pass.  di spostare   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi non riesce a trovare un equilibrio tra le proprie esigenze interiori e la vita pratica; anche, di chi non riesce a inserirsi nella vita sociale.
spot   s.m. invar.    • 1 •   (elettron.) punto luminoso prodotto da un pannello elettronico su uno schermo fluorescente    • 2 •   riflettore capace di emettere un fascio di luce molto concentrato, usato in teatro e nella fotografia    • 3 •   brevissimo comunicato pubblicitario radiotelevisivo.
spranga   s.f.    • 1 •   sbarra, traversa di legno o di ferro, usata per chiudere porte, imposte ecc.: serrare il portone con una spranga.  dim. spranghetta, spranghettina    • 2 •   (tosc.) punto di fil di ferro con cui si rimettono insieme cocci di terraglia.
sprangare   v. tr.  [io sprango, tu spranghi ecc.]    • 1 •   chiudere con una spranga; sbarrare: sprangare porte e finestre    • 2 •   colpire, percuotere qualcuno con una spranga    • 3 •   (tosc.) accomodare terraglie unendone i cocci con spranghe.
sprangata   s.f.  colpo dato con una spranga.
sprangato   part. pass.  di sprangare   agg.  chiuso con spranghe; sbarrato: uscio sprangato. 
sprangatura   s.f.  (non com.) lo sprangare, l'essere sprangato | ciò che serve a sprangare.
spranghetta   s.f.    • 1 •   dim.  di spranga    • 2 •   (fig. pop.) peso alla testa; mal di testa.
spratto   s.m.  piccolo pesce simile alla sardina.
spray   agg. invar.  si dice di confezione di prodotti entro un piccolo contenitore (bombola, bomboletta spray) dal quale, per effetto di un propellente a cui sono mescolati, fuoriescono nebulizzati o a schiuma: un profumo, una crema da barba spray; insetticida, smacchiatore spray  s. m. invar.    • 1 •   contenitore a bomboletta che nebulizza un prodotto liquido o semiliquido; nebulizzatore, spruzzatore: darsi la lacca con lo spray    • 2 •   (estens.) il prodotto erogato da tale contenitore: darsi un po' di spray sui capelli. 
sprazzo   s.m.    • 1 •   (lett.) getto d'acqua improvviso; spruzzo: gli sprazzi del mare    • 2 •   fascio di luce che appare improvvisamente: uno sprazzo di sole    • 3 •   (fig.) breve e repentina manifestazione di un'idea, un sentimento, uno stato d'animo ecc.: uno sprazzo di genio; uno sprazzo d'allegria | a sprazzi, in modo sporadico, discontinuo: il vento soffiava a sprazzi. 
spread   s.m. invar.  (borsa)    • 1 •   contratto a premio che, alla scadenza, dà al compratore del premio la facoltà di comperare titoli, di venderli o di recedere    • 2 •   differenza fra le quotazioni di acquisto (denaro) e di vendita (lettera) di una moneta | differenza tra la quotazione massima e minima nelle contrattazioni giornaliere di un titolo.
sprecamento   s.m.  (rar.) spreco.
sprecare   v. tr.  [io sprèco, tu sprèchi ecc.] usare senza discernimento, spendere male: sprecare tempo, denaro  | non valorizzare, sciupare: sprecare il proprio ingegno; sprecare il pane, l'olio, la luce; sprecare una buona occasione  | sprecare fiato, parlare inutilmente, senza essere ascoltati | sprecare la palla, il pallone, nel calcio e in altri giochi, non effettuare una giocata utile | sprecarsi v. rifl.    • 1 •   disperdere le proprie energie, le proprie possibilità senza risultato o per un fine che non lo merita    • 2 •   (iron.) fare qualcosa senza impegno e sforzo: ti sei proprio sprecato a fargli questo regalo. 
sprecato   part. pass.  di sprecare   agg.  usato male o per uno scopo che non lo merita; che non ha dato risultato positivo; sciupato: una fatica sprecata; un ingegno sprecato. 
spreco   s.m.  [pl. -chi] lo sprecare, l'essere sprecato; sciupio, sperpero: spreco di tempo, di denaro; far spreco di energie; che spreco in quella casa!; eliminare gli sprechi  | a spreco, in gran quantità, in sovrabbondanza: quest'anno di vino ce n'è a spreco. 
sprecone   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi spreca molto, spec. denaro; sciupone.
spregevole   agg.  degno di disprezzo; abietto, ignobile: una persona, un gesto spregevole  § spregevolmente avv. 
spregevolezza   s.f.  l'essere spregevole.
spregiare   v. tr.  [io sprègio ecc.] disprezzare, non tenere in alcun conto: spregiare gli onori. 
spregiativo   agg.  che esprime disprezzo, o con cui si esprime disprezzo: un epiteto spregiativo; l'uso spregiativo di un vocabolo   s.m.  (gramm.) forma alterata di un sostantivo o di un aggettivo che esprime un'idea di negatività, peggior qualità, peggiore stato; si ottiene mediante l'aggiunta di specifici suffissi, come -astro, o di suffissi diminutivi usati con valore riduttivo-negativo (p. e.: poeta / poetastro; medico /mediconzolo; uomo / omiciattolo; poeta / poetucolo; casa / casupola; bianco / bianchiccio; grigio / grigiognolo; letto / lettuccio; via / viuzza ecc.) § spregiativamente avv.  con intenzione, con tono spregiativi | con funzione spregiativa: usare un termine spregiativamente. 
spregiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi spregia.
spregio   s.m.    • 1 •   (lett.) sentimento di disprezzo: avere in spregio, spregiare; fare qualcosa per spregio, in segno di disprezzo    • 2 •   atto che si compie per manifestare disprezzo: fare uno spregio a qualcuno. 
spregionare    ⇨ sprigionare.
spregiudicare   v. tr.  [io spregiùdico, tu spregiùdichi ecc.] (rar.) liberare dai pregiudizi | spregiudicarsi v. rifl.  (non com.) liberarsi dai pregiudizi, divenire spregiudicato.
spregiudicatezza   s.f.  l'essere spregiudicato; comportamento da spregiudicato.
spregiudicato   part. pass.  di spregiudicare   agg.  che non ha o non dimostra pregiudizi, preconcetti, scrupoli di natura morale: una ragazza spregiudicata; un imprenditore molto spregiudicato; discorso, contegno spregiudicato   s.m.  [f. -a] persona spregiudicata: comportarsi da spregiudicato  § spregiudicatamente avv. 
spregnare   v. intr.  [io sprégno ecc. ; aus. avere] (ant.) partorire | abortire.
spremere   v. tr.  [coniugato come premere]    • 1 •   premere qualcosa per farne uscire il liquido contenuto; per estens., estrarre un liquido per spremitura: spremere un'arancia, le olive, l'uva; spremere il succo di un limone  | spremere il sugo da qualcosa, (fig.) trarne l'essenza | spremersi il cervello, le meningi, (fig.) pensare intensamente per risolvere un problema | spremere le lacrime, (fig.) far piangere, muovere al pianto: una vista che spreme le lacrime    • 2 •   (fig.) sfruttare finanziariamente; far sborsare denaro: anche se lavora continua a spremere i genitori; spremere soldi a qualcuno. 
spremiagrumi   s.m.  attrezzo o apparecchio per spremere il succo dagli agrumi.
spremifrutta   s.m. invar.  attrezzo o apparecchio per spremere il succo dalla frutta.
spremilimoni   s.m.  spremiagrumi.
spremitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi spreme  s.m.  nell'industria della carta, macchina usata per pressare la pasta ed eliminare l'acqua.
spremitura   s.f.  lo spremere, l'essere spremuto: la spremitura delle olive  | (estens.) il liquido spremuto.
spremuta   s.f.    • 1 •   lo spremere: dare una spremuta a un limone    • 2 •   bevanda che si ottiene spremendo un frutto sugoso: bere una spremuta d'arancia. 
spremuto   part. pass.  di spremere   agg.    • 1 •   che è stato estratto con la spremitura: liquido spremuto    • 2 •   sottoposto a spremitura: olive spremute. 
spretarsi   v. rifl.  [io mi sprèto ecc.] abbandonare lo stato sacerdotale.
spretato   part. pass.  di spretarsi   agg.  e s.m.  che, chi ha abbandonato lo stato sacerdotale.
spreto   s.m.  (rar.) disprezzo; usato quasi soltanto nella loc. del linguaggio forense in spreto a, non curandosi di: in spreto alle disposizioni di legge. 
sprezzante   part. pres.  di sprezzare   agg.  che mostra, che ostenta disprezzo; altezzoso: una persona, un atteggiamento sprezzante  § sprezzantemente avv. 
sprezzare   v. tr.  [io sprèzzo ecc.] (lett.) disprezzare, disdegnare: virtù viva sprezziam, lodiamo estinta  (leopardi nelle nozze della sorella paolina  30) | sprezzarsi v. rifl.  (lett.) non aver cura della propria persona; trascurarsi: per lungo sprezzarsi, come stolto, / avea di fera, più che d'uomo, il volto  (ariosto o. f.  xxxix, 45).
sprezzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi sprezza.
sprezzatura   s.f.  (lett.)    • 1 •   l'essere sprezzante; atteggiamento sprezzante    • 2 •   atteggiamento di voluta e ostentata negligenza, proprio di chi si sente molto abile nel fare qualcosa; trascuratezza intenzionale; anche, la cosa in cui tale trascuratezza si manifesta: sprezzatura di stile. 
sprezzo   s.m.    • 1 •   disprezzo; atteggiamento sprezzante: trattare con sprezzo    • 2 •   scarsa considerazione di qualcosa; noncuranza: agire con sprezzo del pericolo. 
sprigionamento   s.m.  lo sprigionare, lo sprigionarsi: sprigionamento di calore. 
sprigionare   ant. spregionare, v. tr.  [io sprigióno ecc.]    • 1 •   (rar.) togliere di prigione; scarcerare    • 2 •   (fig.) emettere, emanare abbondantemente: una stufa che sprigiona fumo  | sprigionarsi v. rifl.  (rar.) svincolarsi, liberarsi: posso aver fallato, ripeté renzo sprigionandosi da lui  (manzoni p. s.  ii) | v. rifl.  uscire fuori, spec. con impeto: dalla tubazione si sprigionò un fiotto di vapore. 
sprillare   v. intr.  [aus. essere] (non com.) zampillare, sprizzare.
sprimacciare   v. tr.  [io sprimàccio ecc.] battere o agitare un guanciale, un materasso, un piumino e sim. per renderlo più soffice, distribuendo in modo uniforme la lana o la piuma che lo riempie.
sprimacciata   s.f.  lo sprimacciare, l'essere sprimacciato: dare una sprimacciata al guanciale.  dim. sprimacciatina. 
spring   s.m. invar.  (mar.) robusto cavetto d'acciaio, usato sulle navi per ormeggio e tonneggio.
springare    ⇨ spingare.
sprinkler   s.m. invar.  in un sistema antincendio di un edificio, valvola collegata alle tubature dell'acqua che, al di sopra di una certa temperatura ambiente, viene azionata da un fusibile in modo che inizi automaticamente a spruzzare acqua.
sprint   s.m. invar.    • 1 •   sforzo breve e intenso di un corridore (ciclista o podista) oppure di un cavallo, per superare un avversario, spec. nel tratto finale di gara: prodursi in uno sprint; vincere con un bello sprint    • 2 •   (estens.) la capacità di produrre tale sforzo; scatto: un ciclista che ha molto sprint  | (fig. fam.) vivacità, brio: una persona che ha sprint    • 3 •   riferito ad automobile o motocicletta, capacità di rapida accelerazione; ripresa  agg.  e s.f.  si dice di automobile, di solito con carrozzeria sportiva, dotata di forte ripresa.
sprintare   v. intr.  [aus. avere] fare uno sprint.
sprinter   s.m. invar.    • 1 •   corridore che ha molto sprint, che è dotato di notevole scatto | corridore specializzato nelle gare di velocità velocista    • 2 •   cavallo da corsa particolarmente dotato per lo scatto e la velocità.
sprizzare   v. intr.  [aus. essere] uscire con violenza, sotto forma di spruzzo, di zampillo: l'acqua sprizza dalla roccia; il sangue sprizzava dalla ferita  | v. tr.    • 1 •   fare uscire con violenza, sotto forma di getto, di zampillo: la falla sprizzava un getto d'acqua    • 2 •   (fig.) manifestare, esprimere con esuberanza e vivacità: i suoi occhi sprizzavano gioia; sprizzare salute da tutti i pori. 
sprizzo   s.m.    • 1 •   getto di liquido che sprizza; spruzzo, zampillo: uno sprizzo di sangue    • 2 •   (fig.) breve e improvvisa manifestazione di qualcosa; lampo: uno sprizzo di luce, di gioia. 
sprocco   s.m.  [pl. -chi] (ant.  o region.)    • 1 •   pollone    • 2 •   ramo secco    • 3 •   cosa sporgente; manico.
sprofondamento   s.m.    • 1 •   lo sprofondare, lo sprofondarsi, l'essere sprofondato | parte sprofondata di qualcosa    • 2 •   (geol.) depressione dovuta al cedimento verticale del terreno: fossa di sprofondamento. 
sprofondare   v. tr.  [io sprofóndo ecc.] far cadere in un abisso; gettare nel profondo: la città fu sprofondata dal terremoto; dio sprofondò lucifero nell'inferno  | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   abbassarsi nel sottosuolo: il terreno è sprofondato  | cadere in una profondità crollare rovinosamente: la barca sprofondò nei flutti; il tetto è sprofondato all'improvviso    • 2 •   affondare in qualcosa di cedevole: sprofondare nella neve alta    • 3 •   (fig.) lasciarsi assorbire, lasciarsi sopraffare da qualcosa: sprofondare nel sonno, nella disperazione  | sprofondarsi v. rifl.    • 1 •   lasciarsi cadere, abbandonarsi pesantemente su qualcosa: sprofondarsi in una poltrona  | (fig.) immergersi profondamente in qualcosa, dedicarvisi con tutto l'impegno: sprofondarsi nella lettura, nello studio    • 2 •   (iperb.) nascondersi sotto terra: mi sarei sprofondato per la vergogna. 
sprofondo   s.m.    • 1 •   sprofondamento; voragine superficiale o sotterranea    • 2 •   (region. iperb.) luogo remoto: abitare allo sprofondo. 
sproloquiare   v. intr.  [io sprolòquio ecc. ; aus. avere] fare uno sproloquio.
sproloquio   s.m.  discorso prolisso e inconcludente: fare uno sproloquio, degli sproloqui. 
sprolungare   v. tr.  [io sprolungo, tu sprolunghi ecc.] (ant.) prolungare.
spronare   v. tr.  [io spróno ecc.]    • 1 •   stimolare con lo sprone: spronare il cavallo nella corsa  | (assol.) partire, muoversi al galoppo incitando il cavallo: e il messagger piegato in su l'arcione / parlò brevi parole e spronò via  (carducci)    • 2 •   (fig.) incitare, incoraggiare: spronare qualcuno allo studio. 
spronata   s.f.    • 1 •   colpo dato con lo sprone. dim. spronatina    • 2 •   (fig.) incitamento: quel ragazzo ha bisogno di una bella spronata. 
spronatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi sprona (spec. fig.).
sprone   s.m.    • 1 •   sperone (come arnese per incitare il cavallo) | dar di sprone, di sproni ai cavalli, spronarli | a spron battuto, di gran galoppo; (fig.) immediatamente, senza alcun indugio: correre, ubbidire a spron battuto    • 2 •   (fig.) incitamento, stimolo: fare da sprone; essere, servire di sprone a qualcuno    • 3 •   in sartoria, carré    • 4 •   (zool.) robusto aculeo corneo di forma conica che sporge dai tarsi del gallo e di altri uccelli    • 5 •   sprone di cavaliere, (bot.) nome comune di alcune specie di piante erbacee annue caratterizzate da racemi di fiori di colore bianco, azzurro o lilla (fam.  ranuncolacee); equivale a speronella. 
spropiare   e deriv.   ⇨ espropriare e deriv. 
sproporzionale   agg.  (rar.) non proporzionale.
sproporzionalità   s.f.  (rar.) l'essere sproporzionale.
sproporzionare   v. tr.  [io sproporzióno ecc.] (non com.) rendere qualcosa non proporzionato; togliere le proporzioni a qualcosa.
sproporzionato   part. pass.  di sproporzionare   agg.    • 1 •   che manca di proporzione, che non è in proporzione con uno o più altri elementi: il suo peso è sproporzionato all'altezza    • 2 •   (estens.) eccessivo, esagerato, spropositato: una spesa sproporzionata  § sproporzionatamente avv. 
sproporzione   s.f.  mancanza di proporzione: c'è sproporzione tra le loro esigenze e le loro possibilità. 
spropositare   v. intr.  [io spropò sito ecc.; aus. avere] fare, dire o scrivere spropositi.
spropositato   part. pass.  di spropositare   agg.    • 1 •   pieno di spropositi: un discorso spropositato    • 2 •   eccessivo, troppo grande: un orgoglio spropositato; pagare un prezzo spropositato  § spropositatamente avv.  in modo eccessivo, sproporzionato.
sproposito   s.m.    • 1 •   cosa fatta o detta non a proposito, inopportunamente: è stato uno sproposito lasciarsi sfuggire quell'affare  | a sproposito, inopportunamente, fuori luogo, in modo non pertinente: parlare, intervenire a sproposito.  dim. sproposituccio  accr. spropositone  pegg. spropositaccio    • 2 •   atto inconsulto, sconsiderato, di eccezionale gravità: se non si calma, è capace di fare qualche sproposito    • 3 •   grosso errore, strafalcione: un compito pieno di spropositi    • 4 •   (fam.) quantità esagerata: ha mangiato uno sproposito di dolci  | somma enorme, prezzo eccessivo: l'ho pagato uno sproposito. 
spropriare   e deriv.   ⇨ espropriare e deriv. 
sprovare   v. tr.  [io spròvo ecc.] (ant.) provare, sperimentare.
sprovincializzare   v. tr.  far perdere a qualcuno o a qualcosa i caratteri provinciali: sprovincializzare i costumi, la cultura  | sprovincializzarsi v. rifl.  perdere i caratteri provinciali: una città che si è sprovincializzata con l'incremento del turismo. 
sprovincializzazione   s.f.  lo sprovincializzare, lo sprovincializzarsi, l'essere sprovincializzato.
sprovvedere   v. tr.  [coniugato come provvedere] (ant.) privare qualcuno o qualcosa di ciò che è necessario o di ciò di cui è provvisto; sguarnire | sprovvedersi v. rifl.  (non com.) privarsi di ciò di cui si è provvisti: per te mi sono sprovvisto di tutto. 
sprovvedutezza   s.f.  l'essere sprovveduto, impreparato, inesperto.
sprovveduto   part. pass.  di sprovvedere   agg.    • 1 •   che non ha l'esperienza pratica, la preparazione culturale o le qualità necessarie per affrontare certe situazioni o capire determinati problemi: sprovveduto com'è, si è lasciato ingannare; il pubblico era troppo sprovveduto per capire un lavoro teatrale così all'avanguardia    • 2 •   (non com.) sfornito, sprovvisto    • 3 •   (ant.) imprevisto, inatteso | alla sprovveduta, alla sprovvista  s.m.  [f. -a] persona sprovveduta (spesso spreg.): è una sprovveduta di fronte alla vita; costui è un autentico sprovveduto!  § sprovvedutamente avv.    • 1 •   in modo sprovveduto, senza avvedutezza    • 2 •   (ant.) alla sprovvista, inaspettatamente.
sprovvisto   part. pass.  di sprovvedere   agg.    • 1 •   sfornito, mancante: un negozio sprovvisto di pane; essere sprovvisto di fantasia    • 2 •   alla sprovvista, di sorpresa, inaspettatamente: cogliere, prendere qualcuno alla sprovvista. 
sprue   s.f. invar.  (med.) malattia cronica tipica dei climi tropicali, caratterizzata da ridotto assorbimento dei grassi e provocata dalla mancanza di una vitamina del complesso b (acido folico) | la forma non tropicale che colpisce i bambini nei primi anni di vita, detta anche celiachía  o morbo celiaco. 
spruetico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo alla sprue | sindromi spruetiche, gruppo di affezioni, sintomatologicamente affini alla sprue, accomunate da steatorrea.
spruzzabiancheria   s.m. invar.  recipiente, con tappo bucherellato, usato per spruzzare d'acqua i panni prima della stiratura.
spruzzaglia   s.f.  (rar.)    • 1 •   insieme di piccoli spruzzi    • 2 •   pioggia fine e di breve durata.
spruzzamento   s.m.  (rar.) lo spruzzare, lo spruzzarsi, l'essere spruzzato.
spruzzare   v. tr.    • 1 •   gettare un liquido a spruzzi: spruzzare la vernice sul muro  | (estens.) spargere una polvere a piccoli getti: spruzzare il cioccolato sulla panna    • 2 •   bagnare, inumidire o anche macchiare, imbrattare qualcosa con spruzzi di un liquido: spruzzare la biancheria prima di stirarla; spruzzarsi il vestito di sugo  | (estens.) coprire, cospargere qualcosa con piccoli getti di una polvere: spruzzare una torta di zucchero a velo  | spruzzarsi v. rifl.  o intr. pron.  bagnarsi, macchiarsi con lo spruzzo di un liquido: spruzzarsi di fango. 
spruzzata   s.f.    • 1 •   lo spruzzare: dare una spruzzata di lacca sui capelli  | la sostanza spruzzata: bere l'aperitivo con una spruzzata di seltz    • 2 •   (fig.) pioggia fine e di breve durata. dim. spruzzatina. 
spruzzatore   s.m.    • 1 •   dispositivo che serve per spargere un liquido in spruzzi; nebulizzatore; spray: boccetta di profumo con spruzzatore  | nei motori a combustione interna ad accensione comandata, sezione di sbocco dei condotti del carburante nel flusso principale dell'aria di alimentazione; anche, ugello calibrato del carburatore, un tempo detto gicleur    • 2 •   contenitore per liquidi dotato di spruzzatore.
spruzzatura   s.f.  l'operazione dello spruzzare: la spruzzatura dei panni da stirare  | la sostanza spruzzata e il segno che lascia su un oggetto: una spruzzatura di vino sulla tovaglia. 
spruzzetta   s.f.  (chim.) matraccio munito di due tubicini di vetro atti a emettere un esile getto d'acqua per insufflazione d'aria; è usato nei laboratori chimici per piccole operazioni di lavaggio con acqua distillata.
spruzzo   s.m.  getto d'acqua o d'altra sostanza liquida o semiliquida in gocce o schizzi minuti: gli spruzzi delle onde sugli scogli; uno spruzzo di sangue, di fango | uno spruzzo di pioggia, una pioggia breve e leggera | verniciatura a spruzzo, fatta spargendo la vernice con uno speciale attrezzo ad aria compressa che la nebulizza. dim. spruzzetto. 
spruzzolare   v. tr.  [io sprùzzolo ecc.] (rar.) spruzzare lievemente.
spruzzolata   s.f.  (rar.) lo spruzzolare.
spruzzolio   s.m.  (rar.) uno spruzzolare continuo, insistente.
spruzzolo   s.m.  (rar.) piccolo spruzzo; spruzzo leggero.
spudoratezza   s.f.  l'essere spudorato.
spudorato   agg.  che non ha pudore; inverecondo, impudico: una persona spudorata  | detto o fatto senza pudore; sfacciato, impudente: una menzogna spudorata  § spudoratamente avv. 
spugna   s.f.    • 1 •   ogni organismo appartenente al tipo dei poriferi    • 2 •   lo scheletro delle spugne cornee, formato da un intreccio di fibre finissime e molto poroso, che disseccato costituisce, per la sua proprietà di assorbire e trattenere liquidi, un oggetto d'uso per prosciugare piccole quantità d'acqua, per bagnare, strofinare, detergere ecc.; sostanza od oggetto simile, prodotto artificialmente con materie plastiche: lavarsi con una spugna; pulire il vetro della macchina con la spugna  | bere come una spugna, (fig.) molto abbondantemente; essere una spugna, (fig.) un gran bevitore | dare un colpo di spugna sul passato, (fig.) cancellarne il ricordo, non parlarne più. dim. spugnetta  accr. spugnona    • 3 •   tessuto di cotone, lavorato in modo che risulti molto morbido e assorbente, usato per asciugamani, accappatoi e sim. | getto della spugna, nel pugilato, l'atto del secondo di un pugile che lancia un asciugamani sul ring in segno di resa, provocando l'immediata sospensione dell'incontro; gettare la spugna, (fig.) dichiararsi vinto, abbandonare un'impresa    • 4 •   (min.) travertino bucherellato, simile a spugna, detto anche pietra spugna  o spugnone. 
spugnaggio   s.m.  (sport) nelle corse podistiche, servizio di assistenza posto lungo il percorso, consistente nel fornire ai corridori spugne inzuppate d'acqua per rinfrescarsi.
spugnare   v. tr.  (non com.) strofinare con una spugna per lavare, pulire o asciugare: spugnare i vetri. 
spugnata   s.f.  (non com.)    • 1 •   lo spugnare    • 2 •   colpo dato con una spugna impregnata d'acqua. dim. spugnatina. 
spugnatura   s.f.  il bagnarsi, lo strofinarsi per mezzo di una spugna; in partic., lo spremere spugne imbevute di acqua o di liquidi medicamentosi su parti del corpo a scopo terapeutico.
spugne   s.f. pl.  (zool.) lo stesso che poriferi. 
spugnetta   s.f.    • 1 •   dim.  di spugna    • 2 •   ritaglio di spugna, che viene bagnato e collocato in un apposito contenitore, usato per inumidire la colla asciutta di francobolli, etichette e sim., o per umettarsi le dita prima di sfogliare carte, fascicoli ecc.
spugnola   s.f. , o spugnolo s.m. , fungo commestibile, appartenente al gen. elvella, con cappello conico spugnoso di colore scuro e gambo grosso.
spugnone   s.m.  (min.) spugna.
spugnosità   s.f.  l'essere spugnoso | parte, cosa spugnosa.
spugnoso   agg.  che ha l'aspetto e le caratteristiche della spugna: pietra spugnosa; tessuto spugnoso. 
spulare   v. tr.  liberare dalla pula: spulare il grano. 
spulatura   s.f.  l'operazione dello spulare.
spulciare   v. tr.  [io spùlcio ecc.]    • 1 •   liberare dalle pulci cercandole a una a una: spulciare un cane    • 2 •   (fig.) controllare, esaminare minuziosamente in cerca di qualcosa: spulciare l'elenco telefonico  | spulciarsi v. rifl.  togliersi le pulci: il cane si spulcia grattandosi. 
spulciatore   s.m.  [f. -trice] chi spulcia, controlla, esamina minutamente (per lo più scherz.).
spulciatura   s.f.  (non com.) lo spulciare (spec. fig.).
spulezzare   rar. spuleggiare, v. intr.  [io spulézzo ecc. ; aus. essere] (ant. scherz.) fuggire in gran fretta, andarsene volando via come fa la pula.
spulezzo   rar. spuleggio, s.m.  (ant. scherz.) fuga precipitosa.
spuma   s.f.    • 1 •   l'insieme delle bollicine che si formano sopra un liquido; schiuma: la spuma della birra; la spuma delle onde    • 2 •   (gastr.) lo stesso che mousse    • 3 •   bibita analcolica a base di acqua gassata, zucchero e aromi vari: spuma al limone    • 4 •   spuma di mare, sepiolite, usata come materiale per fabbricare pipe.
spumante   part. pres.  di spumare   agg.  e s.m.  si dice di vino bianco o rosato che, in seguito a un processo di doppia fermentazione, produce, nel momento in cui si stappa e si versa nei bicchieri, una spuma abbondante e leggera: moscato spumante; una bottiglia, un calice di spumante; spumante naturale, contenente anidride carbonica derivata dalla naturale fermentazione degli zuccheri; spumante artificiale, contenente anidride carbonica aggiunta sotto pressione | allo spumante, al momento del brindisi, alla fine del banchetto, al dessert e sim.
spumantista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] produttore di spumante.
spumantizzare   v. tr.  effettuare la spumantizzazione.
spumantizzato   part. pass.  di spumantizzare   agg.    • 1 •   sottoposto a spumantizzazione    • 2 •   che ha caratteristiche analoghe a quelle degli spumanti: vino spumantizzato. 
spumantizzazione   s.f.    • 1 •   processo naturale di doppia fermentazione a cui viene sottoposto un vino per ottenerne uno spumante    • 2 •   processo artificiale di addizionamento di anidride carbonica a cui viene sottoposto un vino per conferirgli caratteristiche simili a quelle di uno spumante.
spumare   v. intr.  [aus. avere] far la spuma: la birra spuma nei bicchieri  | spumare dalla rabbia, (fig.) essere furibondo.
spumeggiante   part. pres.  di spumeggiare   agg.    • 1 •   che spumeggia: un bicchiere spumeggiante di champagne; la scia spumeggiante del motoscafo    • 2 •   (fig.) leggero, vaporoso: un abito di chiffon spumeggiante    • 3 •   (fig.) molto vivace; movimentato e brillante: commedia, umorismo spumeggiante; le due squadre hanno disputato una spumeggiante partita. 
spumeggiare   v. intr.  [io spuméggio ecc. ; aus. avere] fare molta spuma: il mare spumeggia tra gli scogli. 
spumeo   agg.  (lett.) spumeggiante, schiumoso.
spumone   s.m.  dolce o gelato leggero e spumoso, fatto con chiare d'uovo o panna montata.
spumosità   s.f.  l'essere spumoso.
spumoso   agg.    • 1 •   che produce molta spuma; spumeggiante: una tazza di latte spumoso; un torrente spumoso    • 2 •   che è leggero e soffice come la spuma: un budino spumoso. 
spunta   s.f.  nel linguaggio commerciale, controllo di ciascun dato di una serie, di una lista e sim.; il segno apposto per attestare l'avvenuto controllo.
spuntare   (1) v. tr.    • 1 •   privare della punta, rompere la punta: spuntare una matita  | accorciare un poco tagliando la punta: spuntare i capelli    • 2 •   staccare una cosa che era appuntata: spuntare un nastro    • 3 •   (fig.) superare: spuntare una difficoltà  | spuntarla, averla vinta, conseguire ciò che si desidera: dopo tanta fatica, l'ha spuntata!  | v. intr.  [aus. essere; anche avere  nel sign. 3]    • 1 •   mettere fuori la punta; cominciare ad apparire; nascere: l'erba comincia a spuntare; è spuntato il primo dentino; spunta il sole, la luna, il giorno  | usato anche come s.m.  : allo spuntar del sole, del giorno    • 2 •   apparire, venir fuori all'improvviso: lo vidi spuntare di dietro un cespuglio    • 3 •   detto di vino, iniziare a prendere un lieve sapore d'aceto; avere lo spunto | spuntarsi v. rifl.    • 1 •   perdere la punta: lo scalpello si è spuntato    • 2 •   (fig.) smussarsi, venir meno: la sua indifferenza si spuntò dinanzi a tanta gentilezza. 
spuntare   (2) v. tr.  verificare un elenco contrassegnando ciascuno dei dati che sono stati controllati: spuntare i nomi degli invitati  | (fam.) non considerare o considerare a parte: spuntare dal conto le spese extra. 
spuntare   (3) v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (mecc.) effettuare lo spunto, superare l'inerzia di stato    • 2 •   (mar.) disincagliarsi.
spuntata   (1) s.f.  lo spuntare, il tagliare la punta: dare una spuntata alle siepi, ai capelli.  dim. spuntatina. 
spuntata   (2) s.f.  lo spuntare, il controllare velocemente: dare una spuntata a un elenco. 
spuntato   part. pass.  di spuntare    • 1 •   agg.    • 1 •   senza punta: spada spuntata    • 2 •   staccato, non più appuntato: fiocco spuntato    • 3 •   si dice di vino alterato dallo spunto.
spuntatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto alla spunta di un elenco.
spuntatura   (1) s.f.    • 1 •   l'operazione dello spuntare; la parte che si elimina quando si spunta qualcosa: la spuntatura di un albero, la cimatura    • 2 •   trinciato di tabacco ottenuto con le punte dei sigari    • 3 •   taglio di carne di bue o di maiale ricavato dalla punta delle costole.
spuntatura   (2) s.f.  lo stesso che spunta. 
spuntellare   v. tr.  [io spuntèllo ecc.] privare dei puntelli.
spunterbo   s.m.  (non com.) mascherina, punta delle scarpe.
spuntigliare   v. tr.  [io spuntìglio ecc.] levigare con lo spuntiglio.
spuntiglio   s.m.  polvere finissima di smeriglio usata per levigare a secco superfici metalliche.
spuntinare   v. tr.  (foto.) effettuare la spuntinatura.
spuntinatura   s.f.  (foto.) ritoccatura dei negativi e dei positivi per eliminare i puntini chiari o scuri che compaiono irregolarmente sull'immagine.
spuntino   s.m.  leggero pasto consumato durante la giornata tra i pasti principali o in sostituzione di uno di essi: fare uno spuntino. 
spunto   (1) s.m.    • 1 •   (teat.) le prime parole d'una battuta suggerite all'attore per richiamargliela alla memoria | (mus.) le prime battute di una composizione    • 2 •   (estens.) elemento, motivo che fornisce l'occasione per dire, fare, cominciare, creare qualcosa: dare, offrire lo spunto; un romanzo che prende spunto da un fatto di cronaca    • 3 •   sapore acido che prende il vino quando comincia ad alterarsi: questo vino ha preso lo spunto, ha un po' di spunto    • 4 •   (mecc.) superamento dell'inerzia di stato: il motore allo spunto è sotto sforzo    • 5 •   (estens.) scatto, sprint: un'automobile, un ciclista che ha un buono spunto; spunto finale, volata finale di un corridore in prossimità del traguardo.
spunto   (2) agg.  (ant.) squallido, smorto; spossato: vedendo la donna sua, non corpo umano ma più tosto un cepperello innarsicciato parere, tutta vinta, tutta spunta  (boccaccio dec.  viii, 7).
spuntonare   ant. spontonare, tosc. spunzonare, v. tr.  [io spuntóno ecc.] (non com.) colpire con uno spuntone.
spuntonata   ant. spontonata, tosc. spunzonata, s.f.  colpo dato con uno spuntone.
spuntone   ant. spontone, tosc. spunzone, s.m.    • 1 •   grossa spina molto aguzza    • 2 •   robusta punta di legno o di metallo    • 3 •   antica arma costituita da una lunga asta con punta corta e robusta    • 4 •   sporgenza acuminata di una roccia che serve da appiglio agli alpinisti nelle scalate.
spunzecchiare   v. tr.  [io spunzécchio ecc.] (fam.) punzecchiare.
spunzone   e deriv.   ⇨ spuntone e deriv. 
spupazzare   v. tr.  (fam.)    • 1 •   giocare con qualcuno come con un pupazzo: spupazzare un bambino    • 2 •   coccolare, vezzeggiare: spupazzare una ragazza    • 3 •   intrattenere, far svagare qualcuno pur non avendone voglia: me lo sono spupazzato per tutto il giorno  | spupazzarsi v. rifl.  (fam.) divertirsi, sollazzarsi; amoreggiare: sul far del giorno... i cittadini si trovavano ancora nei propri letti a dormire o a spupazzarsi un pochettino con la moglie  (palazzeschi).
spurgamento   s.m.  lo spurgare, lo spurgarsi, l'essere spurgato; spurgo.
spurgare   v. tr.  [io spurgo, tu spurghi ecc.]    • 1 •   pulire, purgare un canale, un passaggio e sim. da ciò che l'ostruisce: spurgare la fognatura; spurgare i bronchi, espellere il catarro dai bronchi    • 2 •   (fig. rar.) espurgare | spurgarsi v. rifl.  espellere il muco; espettorare.
spurgatore   agg.  [f. -trice] che spurga  s.m.  ciò che serve a spurgare.
spurgatura   s.f.  lo spurgare, lo spurgarsi, l'essere spurgato; spurgo.
spurgo   s.m.  [pl. -ghi] lo spurgare, lo spurgarsi, l'essere spurgato; la materia spurgata: lo spurgo delle fognature; gli spurghi del naso    • 2 •   spec. pl.  (fig.) libri di scarto messi in vendita sulle bancherelle.
spurio   agg.    • 1 •   non legittimo: figlio spurio    • 2 •   detto di opera d'arte, che non è dell'autore a cui viene attribuita; non autentico, falsificato: le commedie spurie di plauto    • 3 •   costole spurie, (anat.) le due costole inferiori di ciascun lato dello scheletro che non arrivano a congiungersi con lo sterno.
sputacchiare   v. intr.  [io sputàcchio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   sputare in continuazione qua e là    • 2 •   emettere schizzi di saliva nel parlare | v. tr.  coprire di sputi: sputacchiare il pavimento. 
sputacchiera   s.f.  recipiente con o senza coperchio, colmo di segatura, calce o altro, in cui si può sputare.
sputacchina   s.f. , o sputacchino s.m. , insetto di forma ovale, color giallo-bruno, le cui larve si abbarbicano su diverse specie di piante ed emettono una sostanza spumosa, di cui si ricoprono completamente ed entro la quale compiono la metamorfosi (ord.  omotteri).
sputacchio   s.m.  grosso e denso sputo.
sputafuoco   s.m.  e f. invar.  (gerg.) arma da fuoco.
sputare   v. intr.  [aus. avere] emettere lo sputo; espettorare: sputare per terra, nel fazzoletto | sputare su qualcosa, addosso a qualcuno, (fig.) mostrare grande disprezzo nei confronti di qualcosa, di qualcuno | sputare nel piatto in cui si mangia, (fig.) parlare con disprezzo di ciò di cui si approfitta | v. tr.    • 1 •   mandar fuori dalla bocca (anche fig.): sputare un nocciolo, la medicina; sputare insulti in faccia a qualcuno  | sputare i polmoni, (fig.) tossire con violenza, parlare con foga | sputare veleno, (fig.) dire parole ingiuriose, piene di rabbia e d'invidia | sputare sentenze, (fig.) parlare con molta presunzione e pedanteria, dare consigli anche quando non occorrono | sputare sangue, (fig.) impegnarsi e affaticarsi molto in qualcosa | sputare l'osso, (fig.) restituire quanto s'è preso arbitrariamente; confessare qualcosa taciuta a lungo    • 2 •   (estens.) buttar fuori, emettere con violenza: il vulcano sputava fuoco e lapilli. 
sputasenno   s.m.  e f. invar.  (non com.) sputasentenze.
sputasentenze   s.m.  e f. invar.  chi parla con ostentata autorità e dà giudizi e consigli, per lo più inutili o a sproposito.
sputato   part. pass.  di sputare   agg.  (fam.) si dice di chi è molto somigliante a qualcuno, nel fisico o nel carattere: quel ragazzo è suo padre sputato. 
sputaveleno   s.m.  e f. invar.  calunniatore, malalingua.
sputnik   s.m. invar.  nome con cui sono stati designati i primi satelliti artificiali sovietici | (estens.) satellite artificiale.
sputo   s.m.    • 1 •   la saliva o l'espettorato che si emette dalla bocca: sputo sanguigno, catarroso | ricoprire qualcuno di sputi, (fig.) offenderlo, insultarlo gravemente | una cosa appiccicata con lo sputo, (fig.) che si stacca facilmente. pegg. sputaccio    • 2 •   (non com.) lo sputare.
sputtanamento   s.m.  (volg.) lo sputtanare, lo sputtanarsi, l'essere sputtanato.
sputtanare   v. tr.  (volg.) smascherare, svergognare qualcuno, facendogli perdere la stima altrui | screditare deliberatamente qualcuno | sputtanarsi v. rifl.  (volg.) agire in modo da perdere la stima altrui.
spy story   loc. sost. f. invar.    • 1 •   il genere letterario del romanzo di spionaggio    • 2 •   (estens.) storia di spionaggio, romanzesca o cinematografica.
squacquera   s.f.  (fam.) diarrea. dim. squacquerella. 
squacquerare   v. intr.  [io squàcquero ecc. ; aus. avere] (fam.) avere la diarrea | v. tr.  (fam.)    • 1 •   fare alla svelta    • 2 •   spiattellare, spifferare | squacquerarsi v. rifl.  sciogliersi, liquefarsi.
squacquerato   part. pass.  di squacquerare   agg.  (fam.)    • 1 •   molle, sciolto, acquoso    • 2 •   (fig.) smodato, sgangherato: riso squacquerato  § squacqueratamente avv. 
squadernare   v. tr.  [io squadèrno ecc.]    • 1 •   aprire un quaderno, un libro, un registro a una determinata pagina per mostrare a qualcuno quanto vi è scritto; per estens., spiegare un foglio ripiegato, mettendolo sotto gli occhi altrui: gli squadernò davanti la lettera  | (fig.) dire apertamente, spiattellare: mi ha squadernato la verità nuda e cruda    • 2 •   (non com.) scartabellare, sfogliare un quaderno, un libro e sim.    • 3 •   squinternare | squadernarsi v. rifl.  squinternarsi | (ant. fig.) diffondersi, spargersi: nel suo profondo vidi che s'interna / legato con amore in un volume, / ciò che per l'universo si squaderna  (dante par.  xxxiii, 85-87).
squadra   (1) s.f.  strumento a forma di triangolo rettangolo, adoperato per costruire o misurare angoli retti e per disegnare perpendicolari e parallele a una retta data: squadra da disegno, da muratore  | a, in squadra, ad angolo retto | essere fuori (di) squadra, non essere ad angolo retto; (fig.) essere disordinato, sregolato, fuori posto | sopra, sotto squadra, (ant.) si dice di angolo ottuso, acuto. dim. squadretta. 
squadra   (2) s.f.    • 1 •   (mil.) la più piccola unità organica dell'esercito, composta da una decina di uomini e comandata da un sergente o caporalmaggiore; in senso generico, gruppo di militari | la squadra mobile, sezione operativa della polizia di stato con compiti prevalentemente di prevenzione e accertamento dei reati | squadre d'azione, (st.) organizzazioni armate del fascismo, costituite nel 1919 e dopo il 1922 inquadrate nella milizia volontaria per la sicurezza nazionale    • 2 •   (mar. aer.) ciascuna delle quattro sezioni nelle quali è suddiviso l'equipaggio di una nave da guerra, ai fini del compimento dei servizi; anche, complesso di due o più divisioni di navi da guerra o di aerei da combattimento agli ordini di un solo comandante: squadra navale, aerea    • 3 •   (estens.) gruppo di persone che compiono lo stesso lavoro o sono organizzate per un fine comune: una squadra d'operai, di pompieri  | squadra (di) rialzo, in ferrovia, complesso di uomini e mezzi che curano la manutenzione e la riparazione del materiale rotabile trasportato    • 4 •   (sport) gruppo di atleti che gareggiano insieme o individualmente per i colori di una stessa società sportiva, una stessa nazione ecc.: una squadra di calcio, di pallacanestro; la squadra italiana di atletica leggera  | gioco di squadra, quello che realizzano i componenti di una squadra aiutandosi reciprocamente durante una gara; (fig.) azione combinata di più persone che collaborano per raggiungere un obiettivo comune. dim. squadretta  accr. squadrone  (m) pegg. squadraccia. 
squadraccia   s.f.    • 1 •   pegg.  di squadra    • 2 •   2 (spreg.) squadra d'azione fascista | (estens.) banda di teppisti, di delinquenti.
squadrare   v. tr.    • 1 •   mettere a squadra; verificare ed eventualmente correggere, con la squadra, la perpendicolarità dei lati ad angolo retto di una figura geometrica | squadrare un foglio da disegno, tracciarvi il riquadro entro cui si farà il disegno    • 2 •   ridurre in forma o sezione più o meno quadrata: squadrare una lastra di marmo, una trave    • 3 •   (fig.) misurare, guardare attentamente: squadrare qualcuno da capo a piedi; squadrare l'avversario per giudicarne le forze    • 4 •   (ant.) squartare, rompere: chi verrà mai che squadre / questo mio cor di smalto  (petrarca canz.  cxxv, 30-31) | v. intr.  [aus. avere] essere in squadra: questo telaio non squadra (bene). 
squadrato   part. pass.  di squadrare   agg.    • 1 •   ridotto a forma o a sezione quadra: pietra squadrata    • 2 •   nel gergo musicale, si dice di cantante che non rispetta il ritmo del brano che esegue.
squadratore   s.m.  operaio che squadra pietre; scalpellino.
squadratura   s.f.  l'operazione dello squadrare: squadratura del legno, riduzione dei tronchi in legname da costruzione.
squadriglia   s.f.    • 1 •   piccola squadra: una squadriglia di soldati    • 2 •   (mar.) piccolo gruppo di navi da guerra leggere o di sommergibili agli ordini di un solo comandante    • 3 •   (aer.) l'unità organica fondamentale dell'armata aerea, comandata da un capitano e formata da quattro aerei.
squadrismo   s.m.    • 1 •   (st.) l'organizzazione delle squadre d'azione fasciste    • 2 •   (estens.) metodo di azione politica basato sull'uso della violenza da parte di squadre organizzate.
squadrista   s.m.  [pl. -sti] membro di una squadra d'azione fascista.
squadristico   agg.  [pl. m. -ci] di, da squadrista: un'azione squadristica. 
squadro   (1) s.m.  grosso pesce dal corpo depresso, di color bruno-verdastro a macchie scure; è provvisto di pinne pettorali e ventrali molto ampie (ord.  squaliformi).
squadro   (2) s.m.    • 1 •   lo squadrare: operazione di squadro    • 2 •   strumento topografico che serve a tracciare sul terreno punti allineati lungo due direzioni perpendicolari fra loro, oppure formanti un determinato angolo    • 3 •   (ant.) lo stesso che squadra 1; sopravvive nelle loc.: a, in squadro; fuori (di) squadro. 
squadrone   s.m.    • 1 •   accr.  di squadra    • 2 •   2 (mil.) reparto di cavalleria composto da quattro plotoni, al comando di un capitano.
squagliamento   s.m.  lo squagliare, lo squagliarsi, l'essere squagliato.
squagliare   v. tr.  [io squàglio ecc.] sciogliere, fondere, liquefare: il calore ha squagliato il burro  | squagliarsi v. rifl.    • 1 •   sciogliersi, liquefarsi: la neve si squaglia al sole; il gelato si sta squagliando  | (iperb.) sudare abbondantemente: oggi ci si squaglia dal caldo    • 2 •   (fig. fam.) sdilinquirsi: ogni volta che la vede si squaglia    • 3 •   (fig. fam.) svignarsela, andarsene rapidamente o di nascosto: squagliarsela alla chetichella. 
squaglio   s.m.  (region.)    • 1 •   squagliamento    • 2 •   cosa squagliata | squaglio di cioccolata, cioccolata in tazza.
squalano   s.m.  (chim.) idrocarburo saturo a trenta atomi di carbonio che si ottiene per idrogenazione dello squalene; è usato come lubrificante, in cosmetica e come agente di separazione in gascromatografia.
squalene   s.m.  (chim) idrocarburo insaturo a trenta atomi di carbonio della classe dei terpeni, connesso con il metabolismo del colesterolo e degli acidi biliari.
squalifica   s.f.    • 1 •   lo squalificare, l'essere squalificato    • 2 •   (sport) provvedimento disciplinare preso dagli organi federali, consistente nell'escludere un atleta o una squadra da una classifica, da una o più gare o da tutte le competizioni per un determinato periodo di tempo | squalifica del campo, quella che obbliga una squadra a giocare su un campo neutro una o più partite che avrebbe dovuto giocare in casa.
squalificare   v. tr.  [io squalìfico, tu squalìfichi ecc]    • 1 •   dichiarare non qualificato, non idoneo | screditare: questo lavoro ti squalifica    • 2 •   (sport) comminare una squalifica, punire con la squalifica:squalificare un ciclista, un calciatore; squalificare un campo per tre giornate  | squalificarsi v. rifl.  screditarsi dimostrandosi inadatto a un lavoro, a un incarico, oppure indegno della stima altrui.
squalificato   part. pass.  di squalificare   agg.  che ha perso credito e stima: una ditta squalificata   agg.  e s.m.  [f. -a] (sport) che, chi ha subito una squalifica.
squaliformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci dal corpo fusiforme provvisto di due pinne dorsali e una pinna caudale a lobi disuguali, con bocca ventrale armata di numerose file di denti triangolari aguzzi; vi appartengono alcuni generi di squali | sing.  [-e] ogni pesce appartenente a tale ordine.
squallente   agg.  (lett. rar.) squallido.
squallidezza   s.f.  l'essere squallido.
squallido   agg.    • 1 •   spoglio di ogni grazia e ornamento; misero: un ambiente squallido    • 2 •   triste e desolato: condurre una vita squallida  | privo di vivacità stentato: abbozzò uno squallido sorriso    • 3 •   moralmente deprimente; abietto: una vicenda, una persona squallida    • 4 •   (lett.) pallido, smunto, emaciato: con la squallida prole e con la nuda / consorte a lato  (parini) | incolto, ispido: squallida avea la barba, orrido il crine  (caro) § squallidamente avv. 
squallidume   s.m.  insieme di cose squallide | squallideza.
squallore   s.m.  l'essere squallido; stato di tristezza, di miseria, d'abbandono: che squallore in quella casa!; vivere nello squallore. 
squalo   s.m.  nome generico di vari pesci cartilaginei appartenenti a diversi ordini dei selaci, per lo più di grandi dimensioni, fusiformi, veloci, con dentatura da carnivori, bocca ventrale e fessure branchiali scoperte (p. e.  pescecane, palombo, pesce martello).
squama   s.f.    • 1 •   (zool.) ciascuna delle formazioni piatte e dure, di dimensioni varie, che rivestono e proteggono il corpo di alcuni vertebrati: squama cornea, prodotta dall'epidermide e caratteristica dei rettili; squama ossea, prodotta dal derma e caratteristica dei pesci. dim. squametta, squamettina    • 2 •   (bot.) foglia trasformata in organo avvolgente (catafillo), che protegge gli organi sotterranei o le gemme    • 3 •   piccolo frammento laminare dello strato più superficiale, corneo, dell'epidermide umana, che si stacca in seguito al continuo processo fisiologico di desquamazione    • 4 •   (anat.) parte laminare di un osso: squama del temporale. 
squamare   v. tr.  togliere le squame, privare delle squame: squamare un pesce  | squamarsi v. rifl.  perdere le squame.
squamati   s.m. pl.  (zool.) ordine di rettili dal corpo allungato coperto di squame o scudi cornei; vi appartengono le lucertole, i serpenti ecc. | sing.  [-o] ogni rettile appartenente a tale ordine.
squamato   agg.  fatto a squama; rivestito o decorato da ornamenti a forma di squama.
squamiforme   agg.  che ha forma di squama: foglia squamiforme. 
squamoso   agg.  fatto a squame; coperto di squame: pelle squamosa. 
squarciagola   s.m.  usato solo nella loc. avv. a squarciagola, con tutto il fiato che si ha in gola, a gran voce: gridare a squarciagola. 
squarciamento   s.m.  lo squarciare, lo squarciarsi, l'essere squarciato.
squarciare   v. tr.  [io squàrcio ecc.] aprire con violenza, provocando strappi e lacerazioni (anche fig.): la pallottola gli squarciò il petto; il vento squarcia le nuvole; squarciare le tenebre; squarciare il velo del mistero, svelarlo, renderlo manifesto | squarciarsi v. rifl.  fendersi, lacerarsi: il lenzuolo si è squarciato. 
squarciatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi squarcia.
squarciatura   s.f.  squarciamento; squarcio.
squarcina   s.f.  coltellaccio a lama ricurva, usato un tempo come arma.
squarcio   s.m.    • 1 •   ampia e profonda fenditura, lacerazione: uno squarcio nella tenda; avere uno squarcio nel ventre; attraverso gli squarci delle nuvole ricomparve il sole    • 2 •   (fig.) passo di un componimento letterario o musicale; stralcio, brano: leggere alcuni squarci di un romanzo. 
squarquoio   agg.  (tosc.) vecchissimo, decrepito, cascante.
squartamento   s.m.    • 1 •   lo squartare, l'essere squartato    • 2 •   forma di esecuzione capitale, prevista in passato soprattutto per i delitti di lesa maestà, che consisteva nello smembrare il condannato mediante una violenta trazione dei quattro arti.

squartare   v. tr.    • 1 •   tagliare in quarti o in grosse parti: squartare un bue    • 2 •   (st.) sottoporre all'esecuzione capitale dello squartamento    • 3 •   (iperb.) uccidere in modo violento e feroce; massacrare.
squartarola   o squatarola, s.f.  (zool.) pivieressa.
squartatoio   s.m.  grosso coltello da macellaio, usato per squartare le bestie.
squartatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi squarta | che, chi uccide in modo violento e feroce.
squartatura   s.f.  l'operazione dello squartare, spec. le bestie nei macelli.
squarto   s.m.  lo squartare, l'essere squartato.
squash   s.m. invar.  sport praticato su un campo chiuso da due giocatori che, con una speciale racchetta, lanciano alternativamente una palla contro un muro.
squassamento   s.m.  (non com.) lo squassare, l'essere squassato; scuotimento violento.
squassare   v. tr.  scuotere con violenza: la tempesta squassava le vele. 
squasso   s.m.  (non com.) squassamento, sconquasso.
squatarola    ⇨ squartarola.
squatrare   v. tr.  (ant.) squartare.
squatter   s.m. invar.  giovane appartenente a gruppi metropolitani caratterizzati da un'ideologia di rifiuto radicale delle istituzioni; prendono possesso di edifici abbandonati (case, fabbriche, magazzini, scuole) che trasformano in spazi creativi e abitazione collettiva.
squattrinare   v. tr.  (rar.) ridurre senza quattrini | squattrinarsi v. rifl.  ridursi senza quattrini.
squattrinato   part. pass.  di squattrinare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi non ha quattrini; spiantato.
squaw   s.f. invar.  donna pellerossa.
squero   s.m.  (ven.) sorta di piccolo cantiere per la costruzione, la riparazione o la protezione di imbarcazioni, spec. gondole.
squilibrare   v. tr.    • 1 •   far perdere l'equilibrio; privare dell'equilibrio | (fig.) causare uno squilibrio psichico    • 2 •   (fig.) sbilanciare economicamente, dissestare | squilibrarsi v. rifl.  (non com.) perdere l'equilibrio | (fig.) perdere l'equilibrio psichico, il pieno controllo delle proprie facoltà mentali.
squilibrato   part. pass.  di squilibrare   agg.  mancante di equilibrio; privo di una giusta proporzione o distribuzione delle parti: alimentazione squilibrata   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi non ha pieno controllo delle proprie facoltà mentali.
squilibrio   s.m.    • 1 •   mancanza, perdita di equilibrio    • 2 •   (fig.) alterazione patologica delle facoltà psichiche: squilibrio mentale; dare segni di squilibrio    • 3 •   (fig.) sproporzione, divario: lo squilibrio economico tra nord e sud. 
squilla   (1) s.f.  campana o campanella dal suono acuto.
squilla   (2) s.f.  (region.) canocchia.
squillante   part. pres.  di squillare   agg.    • 1 •   acuto: voce squillante    • 2 •   (fig.) vivace: colore squillante. 
squillare   v. intr.  [aus. avere  o essere]    • 1 •   emettere un suono acuto e limpido: il telefono squilla; la sua voce squillava da lontano    • 2 •   (ant.) muoversi molto rapidamente; volare | v. tr.  (ant.) suonare uno strumento dal suono squillante: chi squilla el suo corno  (poliziano).
squillo   s.m.  suono acuto, chiaro, di breve durata, caratteristico di trombe, campanelli e sonerie: gli squilli del telefono; s'ode a destra uno squillo di tromba  (manzoni il conte di carmagnola) | usato anche come agg. invar.  nelle loc.: (ragazza) squillo, ragazza che si prostituisce, rintracciabile telefonicamente; casa squillo, in cui si pratica la prostituzione su appuntamento telefonico.
squinanzia   s.f.  (ant.) mal di gola.
squinci   solo in alcune loc. avv.  di uso scherz.: parlare in quinci e squinci, affettatamente; senza tanti squinci e squindi, con semplicità, alla buona.
squincio   s.m.  (tosc.) sguincio.
squindi   solo in alcune loc. avv.  di uso scherz.: parlare senza tanti squinci e squindi, con semplicità, alla buona; mettersi in squinci e in squindi, darsi delle arie, affettare.
squinternare   v. tr.  [io squintèrno ecc.]    • 1 •   slegare i quinterni di un libro o di un fascicolo | (estens.) sconnettere    • 2 •   (fig.) scombussolare, confondere, turbare: la notizia lo ha completamente squinternato  | squinternarsi v. rifl.  scompaginarsi, sconnettersi: l'agenda si è squinternata. 
squinternato   part. pass.  di squinternare   agg.    • 1 •   scompaginato, slegato: libro, fascicolo squinternato  | (estens.) sconnesso: una vecchia baracca squinternata    • 2 •   (fig.) si dice di persona poco equilibrata, dalla vita e dal comportamento disordinati  s.m.  [f. -a] persona squinternata § squinternatamente avv.  da squinternato.
squinzio   agg.  (gerg.)    • 1 •   balordo, strano    • 2 •   si dice di ragazza curata nel vestire, estrosa e disponibile.
squisitezza   ant. esquisitezza, s.f.    • 1 •   l'essere squisito (anche fig.): la squisitezza di un cibo, di un gesto    • 2 •   cosa squisita: mangiare delle squisitezze. 
squisito   ant. esquisito, agg.    • 1 •   eccellente, prelibato, detto spec. di cibi e bevande dal sapore delicato: un arrosto, un vino squisito; una cenetta squisita    • 2 •   (fig.) che dimostra grande finezza e delicatezza d'animo e di sentimenti; raffinato, ricercato: un uomo squisito; essere di una cortesia squisita, di modi squisiti; un gusto squisito  § squisitamente avv.    • 1 •   in modo squisito (anche fig.): un piatto cucinato squisitamente; una persona squisitamente gentile    • 2 •   tipicamente, propriamente: la grazia è una virtù squisitamente femminile. 
squittinare   v. tr.  (ant.) scrutinare.
squittinio   (1) s.m.  (ant.) scrutinio.
squittinio   (2) s.m.  il verso di chi squittisce.
squittinire   v. intr.  [io squittinisco, tu squittinisci ecc. ; aus. avere] (non com.) squittire.
squittio   s.m.  uno squittire prolungato.
squittire   v. intr.  [io squittisco, tu squittisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere suoni brevi e acuti; si dice del verso della rondine, del pappagallo e di altri uccelli, e inoltre del topo, del coniglio, della volpe e di altri animali    • 2 •   (scherz.) detto di persona, parlare con voce stridula e con petulanza.
sradicamento   s.m.  lo sradicare, l'essere sradicato (anche fig.).
sradicare   v. tr.  [io  sràdico, tu  sràdichi ecc.]    • 1 •   strappare una pianta con le sue radici; estirpare: sradicare una carota, sradicare un albero dal suolo  | (fig.) strappare una persona dal suo ambiente familiare o sociale: l'emigrazione sradica gli uomini    • 2 •   (fig.) eliminare completamente, distruggere: sradicare un vizio, la corruzione; sradicare vecchi pregiudizi  | sradicarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   detto di pianta, svellersi dalle radici    • 2 •   (fig.) detto di persona, abbandonare il proprio ambiente familiare o sociale.
sradicato   part. pass.  di sradicare   agg.    • 1 •   estirpato, divelto: albero sradicato    • 2 •   (fig.) si dice di persona che non ha o non sente legami con l'ambiente o la società in cui vive (in questo senso è calco del fr. deraciné): un intellettuale sradicato   s.m.  [f. -a] persona sradicata.
sradicatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi sradica  s.m.  (agr.) attrezzo, per lo più in forma di forca, usato per estrarre tuberi dal terreno, svellere radici ecc.
sragionamento   s.m.  (rar.) lo sragionare; vaniloquio.
sragionare   v. intr.  [io  sragióno ecc.; aus. avere] ragionare male, senza logica; vaneggiare, farneticare: la rabbia lo fa sragionare. 
sragionevole   agg.  (rar.) irragionevole.
sregolare   v. tr.  [io  srègolo ecc.]    • 1 •   (ant.) far trasgredire una regola    • 2 •   (non com.) rendere irregolare.
sregolatezza   s.f.    • 1 •   l'essere sregolato: sregolatezza di vita; un personaggio tutto genio e sregolatezza    • 2 •   atto, comportamento sregolato: pentirsi delle proprie sregolatezze. 
sregolato   agg.    • 1 •   che è senza regola; che eccede il giusto limite: essere sregolato nel bere    • 2 •   scapestrato, debosciato, moralmente disordinato: fare una vita sregolata  § sregolatamente avv.  senza regola, senza misura.
srotolare   v. tr.  [io  sròtolo ecc.] disfare un rotolo: srotolare una pergamena  | srotolarsi v. rifl.  svolgersi, detto di ciò che è arrotolato: la bobina del registratore si è completamente srotolata. 
st!  st! o sst!, inter.  voce onom. che riproduce il suono sibilante con cui si chiede o s'impone silenzio oppure si chiama sottovoce qualcuno.
stabaccare   v. intr.  [io stabacco, tu stabacchi ecc. ; aus. avere] (pop.) fiutare tabacco abitualmente.
stabat mater   loc. sost. m. invar.    • 1 •   (relig.) sequenza, inserita nella liturgia del venerdì santo, che esprime il dolore della madonna davanti alla croce di gesù    • 2 •   (mus.) la musica che accompagna tale sequenza: lo stabat mater di pergolesi. 
stabbiare   v. intr.  [io stàbbio ecc. ; aus. avere] detto di pecore e altri animali, passare la notte su un terreno concimandolo | v. tr.    • 1 •   far pernottare animali su un terreno per concimarlo    • 2 •   (estens.) ingrassare un terreno con il letame.
stabbiatura   s.f.  lo stabbiare, l'essere stabbiato.
stabbio   s.m.    • 1 •   terreno recintato in cui si chiude il bestiame durante la notte perché lo concimi    • 2 •   letame di stalla; stallatico.
stabbiolo   ant. stabbiuolo, s.m.  piccola stalla | porcile.
stabile   agg.    • 1 •   ben fermo, fisso, solido; che non si muove, non oscilla: fondamenta stabili; un ponteggio poco stabile  | beni stabili, (antiq.) beni immobili    • 2 •   (fig.) durevole, costante: proposito stabile; essere stabile nelle amicizie  | non provvisorio; duraturo, definitivo: non avere stabile dimora; essere impiegato in pianta stabile; stabile organizzazione, nel diritto tributario, sede nella quale un'impresa esercita la propria attività entro il territorio di uno stato estero    • 3 •   (meteor.) non variabile: temperatura, tempo stabile    • 4 •   che non si modifica, non si altera, non sbiadisce nel tempo: un composto chimico stabile; colore, tinta stabile  | equilibrio stabile, (fis.) equilibrio che un sistema mantiene indefinitamente e che riacquista quando se ne sia allontanato di poco    • 5 •   si dice di formazione od organizzazione musicale o teatrale che agisce o ha sede fissa in un determinato teatro o in una determinata città: teatro, compagnia stabile; coro, orchestra stabile   s.m.    • 1 •   edificio, fabbricato    • 2 •   teatro stabile: lo stabile di roma, di bolzano  | s.f.  compagnia teatrale stabile § stabilmente avv.  in modo stabile, durevole.
stabilimento   s.m.    • 1 •   (non com.) lo stabilire, lo stabilirsi, l'essere stabilito: lo stabilimento di una fabbrica, di un'attività  | (ant.) fissazione; decisione, delibera: lo stabilimento di un patto    • 2 •   complesso di edifici e installazioni destinati ad attività industriali; fabbrica, opificio: stabilimento siderurgico, tessile, tipografico    • 3 •   edificio o insieme di edifici opportunamente attrezzati in cui ha sede un servizio di pubblica utilità: stabilimento termale, terme; stabilimento balneare, attrezzato con cabine e posto sulla riva del mare o di un lago, dove si possono fare bagni | stabilimento carcerario, carcere    • 4 •   pl.  (antiq.) colonia, possedimento: gli stabilimenti francesi d'oltremare    • 5 •   stabilimento del porto, (mar.) intervallo di tempo compreso tra l'istante del passaggio della luna al meridiano di un determinato luogo e l'istante nel quale l'alta marea raggiunge, in quel luogo, il suo massimo livello.
stabilire   v. tr.  [io stabilisco, tu stabilisci ecc.]    • 1 •   istituire, costituire in modo stabile; fissare: stabilire un ordine di lavoro    • 2 •   rendere stabile, collocare durevolmente: stabilire la propria dimora in un luogo    • 3 •   decidere, deliberare: stabilire le condizioni di un patto; stabilire di rinviare la partenza  | stabilirsi v. rifl.  prendere dimora stabile in una località: stabilirsi all'estero. 
stabilità   s.f.  l'essere stabile (anche fig.): la stabilità di un edificio; la stabilità dei prezzi; la stabilità di un impiego  | stabilità politica, assetto durevole di un sistema politico, oppure di una formula o di una compagine di governo.
stabilito   part. pass.  di stabilire   agg.    • 1 •   (non com.) istituito, costituito: agire contro l'ordine stabilito, contro la legge    • 2 •   fissato, definito, deciso: il giorno stabilito; la cosa è ormai stabilita; resta stabilito che partiremo   s.m.  (dir.) nota compilata dal mediatore ad affare concluso e da lui consegnata a ciascuno dei due contraenti con la firma reciproca.
stabilitura   s.f.  (edil.) operazione con la quale si stende l'ultimo strato dell'intonaco; lo strato stesso.
stabilizzante   part. pres.  di stabilizzare  agg.  e s.m.  (chim.) si dice di composto atto a impedire l'alterazione di materiali deperibili.
stabilizzare   v. tr.  rendere stabile (anche fig.): stabilizzare la moneta, la situazione politica  | stabilizzarsi v. rifl.  diventare stabile (anche fig.): le sue condizioni si sono stabilizzate. 
stabilizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi stabilizza (anche fig.)  s.m.  qualsiasi apparecchio, dispositivo, elemento che ha la funzione di rendere stabile o più stabile un insieme, un sistema | (mar. , aer.) dispositivo che serve a ridurre il rollio delle navi o a stabilizzare l'assetto di volo degli aerei | (elettr.) dispositivo che ha la funzione di inviare una tensione pressoché costante agli apparecchi utilizzatori (radio, televisori ecc.) eliminando le variazioni di tensione della rete di alimentazione | (chim.) stabilizzante | stabilizzatore automatico, (econ.) meccanismo istituzionale (p. e. una imposta commisurata al reddito) che tende a ridurre d'intensità le fluttuazioni spontanee dell'attività economica.
stabilizzazione   s.f.  lo stabilizzare, lo stabilizzarsi, l'essere stabilizzato.
stabulare   (1) v. intr.  [io stàbulo ecc. ; aus. avere] stare, vivere in una stalla (detto di animali domestici) | v. tr.  alloggiare, tenere in una stalla | stabulare le trote, allevarle in apposite vasche.
stabulare   (2) agg.  si dice di allevamento praticato al chiuso, in stalla; stallino.
stabulario   s.m.    • 1 •   stalla pubblica    • 2 •   canile comunale    • 3 •   parte di un laboratorio dove vengono alloggiati gli animali usati per gli esperimenti.
stabulazione   s.f.    • 1 •   l'alloggiare il bestiame nelle stalle    • 2 •   sistema di allevamento razionale di animali volto a favorirne la riproduzione e a evitarne le malattie: stabulazione di bovini, di trote. 
stacanovismo   o stachanovismo, s.m.    • 1 •   in unione sovietica, negli anni dello stalinismo, movimento che tendeva a migliorare l'organizzazione del lavoro e ad aumentare la produttività, stimolando un'accentuata emulazione tra i lavoratori    • 2 •   (estens.) zelo eccessivo nello svolgere il proprio lavoro.
stacanovista   o stachanovista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi, in unione sovietica, era fautore, sostenitore dello stacanovismo    • 2 •   (estens.) chi mostra eccessivo zelo nello svolgere il proprio lavoro | usato anche come agg.  in luogo di stacanovistico. 
stacanovistico   o stachanovistico, agg.  [pl. m. -ci] relativo allo stacanovismo; di, da stacanovista § stacanovisticamente avv. 
staccabile   agg.  che si può staccare: un tagliando staccabile. 
staccamento   s.m.  (non com.) lo staccare, lo staccarsi, l'essere staccato.
staccare   v. tr.  [io stacco, tu stacchi ecc.]    • 1 •   separare ciò che è attaccato o congiunto: staccare un quadro dal muro, un foglio dal blocco  | staccare la frizione, (aut.) agire sul pedale per consentire il cambio di marcia | staccare le note, le parole, eseguirle, proferirle lasciando un intervallo tra una e l'altra | staccare i cavalli, slegare i finimenti che li legano a una carrozza    • 2 •   togliere: staccare la corrente  | distogliere: non staccare gli occhi, lo sguardo da qualcosa, da qualcuno, guardarlo a lungo, con insistenza    • 3 •   distaccare, distanziare: il corridore ha staccato il gruppo    • 4 •   spiccare, emettere: staccare un assegno    • 5 •   (ant.) abbandonare, lasciare: bisogna seguitarle [le faccende] e non le staccare mai insino al fine  (guicciardini) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   spiccare, risaltare: questo colore stacca sul rosso    • 2 •   (fam.) terminare l'orario di lavoro, finire di lavorare: in questa azienda staccano alle cinque  | staccarsi v. rifl.    • 1 •   allontanarsi, separarsi: staccarsi dagli amici, dalla famiglia, dal proprio paese; il piroscafo s'è staccato dal molo    • 2 •   venir via, cadere da sé: il bottone s'è staccato. 
staccato   part. pass.  di staccare   agg.  disgiunto, disunito, separato: un'opera a fascicoli staccati   s.m.  (mus.) modo di esecuzione in cui si separano nettamente le note l'una dall'altra con una brevissima pausa.
staccatura   s.f.  (non com.) lo staccare, lo staccarsi, l'essere staccato.
staccheggiare   v. intr.  [io stacchéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) camminare facendo rumore con i tacchi.
stacchettare   v. intr.  [io stacchétto ecc. ; aus. avere] (non com.) staccheggiare.
stacciaio   s.m.  [f. -a] (non com.) chi fabbrica, vende o ripara stacci.
stacciare   v. tr.  [io stàccio ecc.]    • 1 •   far passare attraverso lo staccio; setacciare    • 2 •   (fig. non com.) esaminare con cura minuziosa; vagliare.
stacciata   s.f.  (non com.) lo stacciare una volta.
stacciatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi staccia.
stacciatura   s.f.  (non com.) lo stacciare | ciò che rimane nello staccio.
staccio   s.m.  setaccio.
staccionata   s.f.    • 1 •   recinto formato da traverse di legno sostenute da pali che serve a delimitare un terreno    • 2 •   (sport) barriera, fatta con traverse di legno o sterpi, che funge da ostacolo nelle gare ippiche.
stacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   lo staccare, lo staccarsi, l'essere staccato: lo stacco dei biglietti  | (non com.) cosa staccata: stacco d'abito, il taglio di stoffa necessario alla confezione di un abito    • 2 •   (fig.) contrasto, risalto, rilievo: fare stacco, risaltare    • 3 •   (fig.) intervallo, discontinuità: fare degli stacchi tra una parola e l'altra  | breve interruzione di un programma radiofonico o televisivo riempita da una trasmissione di natura diversa: stacco pubblicitario, musicale    • 4 •   (cine. , tv) passaggio netto da un'inquadratura alla successiva, senza dissolvenze    • 5 •   (sport) nel salto, il momento in cui l'atleta si solleva da terra | nelle gare di corsa, allungo, accelerazione improvvisa.
stachanovismo   e deriv.   ⇨ stacanovismo e deriv. 
stadera   s.f.  bilancia con un solo piatto e un lungo braccio graduato sul quale scorre un peso equilibratore costante | stadera a ponte, grande bilancia a piattaforma usata per la pesatura di veicoli stradali e ferroviari. dim. staderina  accr. staderona. 

staderaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica, ripara o vende stadere.
stadia   s.f.  lunga asta graduata che, abbinata a cannocchiali distanziometrici, serve alla misurazione indiretta delle distanze e a operazioni di livellazione.
stadico    ⇨ statico 2.
stadio   s.m.    • 1 •   misura di lunghezza in uso nell'antica grecia: stadio attico, pari a ca 177 m; stadio alessandrino, pari a ca 185 m    • 2 •   nell'architettura greco-romana, costruzione destinata alle corse, costituita da una pista della lunghezza di uno stadio, circondata da gradinate per gli spettatori; aveva generalmente forma di rettangolo, ma con uno dei lati brevi sostituito da un semicerchio    • 3 •   campo attrezzato per lo svolgimento di manifestazioni sportive, generalmente all'aperto, e provvisto di gradinate per accogliere il pubblico: le tribune dello stadio; andare allo stadio per la partita di calcio    • 4 •   periodo, fase di un processo, momento di una serie: la malattia è all'ultimo stadio, in uno stadio avanzato; i primi stadi della civiltà    • 5 •   (aer.) ciascuna delle parti di un missile o di un razzo vettore che intervengono successivamente nel funzionamento e nella propulsione di esso, staccandosi una volta esaurito il proprio compito.
staff   s.m. invar.    • 1 •   l'insieme dei collaboratori più vicini a chi dirige un lavoro o coordina un'attività | gruppo di professionisti che collaborano tra loro per un dato lavoro; équipe    • 2 •   nell'organizzazione aziendale, insieme di funzionari con compiti ausiliari che si affiancano come collaboratori o consulenti al gruppo dei dirigenti responsabili delle decisioni operative (line).
staffa   s.f.    • 1 •   ciascuno dei due grossi anelli metallici a fondo piatto, appesi con corregge di cuoio ai lati della sella, in cui il cavaliere infila e appoggia i piedi | perdere le staffe, (fig.) perdere il controllo di sé, abbandonarsi all'ira | essere con il piede nella staffa, (fig.) pronto a partire | tenere il piede in due staffe, (fig.) barcamenarsi fra due partiti opposti per non compromettersi, fare il doppio gioco | il bicchiere della staffa, (fig.) l'ultimo che si beve, prima della partenza    • 2 •   nome di oggetti o parti di oggetti in cui si inserisce o s'appoggia il piede: la staffa della vanga, staffale; la staffa della calza, la parte che sta tra il calcagno e il pedule, e anche quella che copre la parte superiore del piede; la staffa del calzone, della ghetta, la striscia di tessuto o di cuoio che passando sotto il piede tiene in tensione il calzone o la ghetta | predellino della carrozza | nell'alpinismo, appoggio artificiale per un piede costituito gener. da un anello di corda che si assicura alla parete mediante un moschettone fissato a un chiodo    • 3 •   (tecn.) elemento metallico, generalmente d'acciaio, piegato a u e fissato per le due estremità a un elemento diritto o a una superficie piatta, usato come rinforzo o ancoraggio di tubi, pali ecc. o come sostegno di elementi sospesi; per estens., qualsiasi elemento o dispositivo generico di attacco, sostegno o appoggio | staffa per fonderia, telaio metallico in cui viene costipata la sabbia di una formatura    • 4 •   (anat.) uno dei tre ossicini dell'orecchio medio a forma di staffa    • 5 •   (banc.) prospetto per il calcolo in forma scalare degli interessi sui conti correnti bancari.
staffale   s.m.  barretta metallica sporgente orizzontalmente dal manico della vanga per potervi appoggiare il piede e far penetrare più profondamente l'attrezzo nel terreno; vangile.
staffare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) perdere la staffa, rimanere impigliato nelle staffe | v. tr.  (edil.) unire, collegare a mezzo di staffe.
staffatura   s.f.  (tecn.) operazione del collegare con staffe; il collegamento così effettuato.
staffeggiare   v. intr.  [io stafféggio ecc. ; aus. avere] (ant.) detto del piede, perdere la staffa, uscire dalla staffa.
staffetta   s.f.    • 1 •   (ant.) corriere, messaggero a cavallo incaricato di portare dispacci e ordini    • 2 •   (sport) gara podistica, di nuoto o di sci, in cui il tragitto è diviso in frazioni, che vanno percorse in successione da vari corridori della stessa squadra: corsa a staffetta; staffetta quattro per cento, quattro per quattrocento, nell'atletica leggera, gare di corsa divise in quattro frazioni rispettivamente di cento e quattrocento metri; staffetta mista, nel nuoto, gara in cui ogni frazionista adotta uno stile diverso; staffetta alpina, gara di sci divisa in tre frazioni, una in salita, una in pianura e una in discesa | squadra di atleti che corrono una staffetta: la staffetta italiana    • 3 •   nel linguaggio del calcio, sostituzione, durante la partita, di un giocatore con un altro che ricopre lo stesso ruolo | nell'uso giornalistico, alternanza, avvicendamento alla guida di un organismo politico, economico e sim.  agg. invar.  si dice di veicoli che facciano da battistrada a una colonna motorizzata | treno staffetta, quello, formato spesso dalla sola locomotiva, che precede un convoglio speciale.
staffettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) corridore di una gara a staffetta.
staffiere   s.m.    • 1 •   servo che un tempo reggeva la staffa al cavaliere; palafreniere    • 2 •   (estens.) servitore di casa principesca o signorile.
staffilamento   s.m.  (non com.) lo staffilare, l'essere staffilato.
staffilare   v. tr.    • 1 •   colpire, battere violentemente con lo staffile    • 2 •   (fig.) colpire con critiche aspre e violente.
staffilata   s.f.    • 1 •   colpo di staffile    • 2 •   (fig.) severo biasimo, aspra critica    • 3 •   nel linguaggio del calcio, tiro teso e violento indirizzato a rete.
staffilatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi staffila, chi dà staffilate (anche fig.).
staffilatura   s.f.  (non com.) lo staffilare, l'essere staffilato.
staffile   s.m.    • 1 •   correggia di cuoio che unisce la staffa alla sella    • 2 •   (estens.) frusta costituita per lo più da una sola striscia di cuoio.
stafilinidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti coleotteri, dal corpo esile e allungato, che vivono su sostanze organiche in decomposizione come saprofaghi o come predatori di altri insetti | sing.  [-e] ogni insetto appartenente a tale famiglia.
stafilino   (1) s.m.  coleottero, dalla livrea nera opaca, dotato di lunghe mandibole; se stuzzicato emette una sostanza di odore sgradevole (fam.  stafilinidi).
stafilino   (2) agg.  (anat.) relativo al palato molle e all'ugola.
stafilo-  stafilo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, formate modernamente, dal gr. staphylé  'grappolo d'uva, ugola'; può indicare formazione a grappolo (stafilococco), somiglianza a un acino (stafiloma), relazione con l'ugola (stafilorrafia).
stafilococcico   agg.  [pl. m. -ci] (biol. , med.) relativo a stafilococco, causato da stafilococco: infezione stafilococcica. 
stafilococco   s.m.  [pl. -chi] (biol.) genere di batteri caratterizzati dalla disposizione a grappolo.
stafilodromia   s.f.  nell'antica sparta, rito celebrato in occasione della vendemmia e consistente in una corsa in cui uno dei concorrenti, con in mano tralci di vite, veniva rincorso dagli altri; se veniva raggiunto, il fatto era interpretato come segno di buon augurio.
stafiloma   s.m.  [pl. -mi] (med.) rigonfiamento di una parte del globo oculare.
stafilorrafia   s.f.  (med.) intervento chirurgico con cui si suturano fessure congenite o acquisite del palato molle.
stafisagria   s.f.  (bot.) pianta erbacea con fusto peloso, fiori azzurri o violacei riuniti in grappolo (fam.  ranuncolacee).
stage   s.m. invar.  periodo di formazione o perfezionamento professionale trascorso presso un'università o un'azienda, per acquisirvi la preparazione professionale necessaria a svolgere una certa attività.
stagflazione   s.f.  (econ.) termine coniato negli anni sessanta per designare una situazione caratterizzata dalla presenza simultanea di stagnazione e inflazione che in precedenza si riteneva si escludessero a vicenda.
staggia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   (ant.) staggio    • 2 •   regolo con cui i muratori tirano in piano la malta di un intonaco, di un pavimento e sim.
staggiare   v. tr.  [io stàggio ecc.]    • 1 •   (agr.) puntellare con pali i rami degli alberi carichi di frutti    • 2 •   (ant.) controllare la portata di una nave usando lo staggio; stazzare.
staggina   s.f.  (ant.) sequestro, pignoramento.
staggio   s.m. , ant. staggia s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   asta di legno o di altro materiale che funge da elemento di sostegno in una struttura: gli staggi del telaio, della rete per gli uccelli, della scala a pioli; negli staggi della sedia è inserita la spalliera    • 2 •   (ant.) stadia.
staggire   v. tr.  [io staggisco, tu staggisci ecc.] (ant.) eseguire un sequestro, un pignoramento.
stagionale   agg.    • 1 •   proprio di una stagione; che riguarda una stagione, le stagioni: malattia stagionale; andamento stagionale di un fenomeno  | primato stagionale, il risultato migliore ottenuto da un atleta nel corso di una stagione | componente stagionale, (stat.) influenza di cause periodiche (p. e. ferie estive, festività di fine anno) su serie di dati riferite a frazioni di anno    • 2 •   che dura una stagione: lavoro, emigrazione stagionale; albergo, ristorante stagionale, che apre solo nella stagione turistica  s.m.  e f.  chi lavora solo in certe stagioni dell'anno § stagionalmente avv.  ogni stagione; per una stagione: lavorare stagionalmente. 
stagionalità   s.f.  (non com.) l'essere stagionale.
stagionamento   s.m.  stagionatura.
stagionare   v. tr.  [io stagióno ecc.] conservare un prodotto in particolari condizioni ambientali perché acquisti col tempo certe qualità far invecchiare: stagionare il formaggio, i salumi, il vino, il legno  | v. intr.  [aus. essere], stagionarsi v. rifl.  acquistare determinate qualità rimanendo in particolari condizioni ambientali per un certo periodo di tempo: il parmigiano, per essere buono, deve stagionarsi due anni. 
stagionato   part. pass.  di stagionare   agg.    • 1 •   sottoposto a stagionatura; invecchiato: vino stagionato    • 2 •   (fig. scherz.) piuttosto maturo, avanti con gli anni (detto di persona): uno scapolo stagionato. 
stagionatore   s.m.  [f. -trice] chi, nei vari settori industriali, attende alle operazioni relative ai processi di stagionatura.
stagionatura   s.f.  lo stagionare; il periodo di tempo necessario perché certi prodotti acquistino determinate caratteristiche: la stagionatura dei formaggi, dei salumi, del legname; una breve, una lunga stagionatura. 
stagione   s.f.    • 1 •   ciascuno dei quattro periodi, di tre mesi ognuno, in cui i solstizi e gli equinozi suddividono l'anno solare (primavera, estate, autunno, inverno): il ritmo, l'alternarsi delle stagioni  | (merid.) estate | stagione di mezzo, mezza stagione, ognuna delle stagioni intermedie (primavera e autunno): abito di, da mezza stagione, né leggero né pesante | la stagione dei fiori, la dolce stagione, la stagion novella, la primavera    • 2 •   le particolari condizioni atmosferiche che caratterizzano ciascun periodo dell'anno: stagione calda, piovosa, fredda, umida; la stagione delle piogge  | la bella, la buona stagione, quando fa caldo e piove poco | la brutta, la cattiva stagione, caratterizzata da freddo e pioggia o neve. pegg. stagionaccia    • 3 •   periodo in cui maturano determinati frutti; per estens., il tempo dedicato ai lavori agricoli di semina e di raccolta: la stagione dell'uva, dei fichi; la stagione della vendemmia, della mietitura  | frutto di stagione, giunto a maturazione nel suo tempo, caratteristico di una stagione; (fig.) evento prevedibile in un determinato periodo: i malanni sono un frutto di stagione della vecchiaia  | frutto fuori stagione, maturato prima o dopo il suo tempo; (fig.) evento inatteso in un determinato momento    • 4 •   periodo dell'anno in cui si svolgono determinate attività (economiche, sociali, ricreative, sportive ecc.): la stagione delle vendite, dei bagni; la stagione turistica, teatrale, cinematografica; qui la stagione balneare va da maggio a settembre  | bassa, alta stagione, quella in cui l'attività, spec. turistica e alberghiera, è ridotta o intensa | stagione morta, quella in cui le attività economiche subiscono una pausa    • 5 •   (lett.) periodo di tempo; epoca della vita: la giovinezza è la stagione degli entusiasmi  | tempo propizio; momento opportuno: la primavera è la stagione degli amori; a le vostr'ire / non è il loco opportuno o la stagione  (tasso g. l.  iii, 53)    • 6 •   (poet. fig.) freschezza, splendore: corrò la fresca e matutina rosa, / che, tardando, stagion perder potria  (ariosto o. f.  i, 58).
stagirita   agg.  [pl. m. -ti] di stagira, antica città greca nella penisola calcidica  s.m.  e f.  abitante di stagira | lo stagirita, per antonomasia, aristotele (384-322 a. c.).
stagliare   v. tr.  [io stàglio ecc.]    • 1 •   tagliare irregolarmente un contorno; frastagliare    • 2 •   (ant.) fare uno staglio | (estens.) risolvere, liquidare una cosa controversa | stagliarsi v. rifl.  delinearsi con un forte stacco su uno sfondo; risaltare, spiccare: la torre si stagliava nitida contro un cielo chiaro. 
stagliato   part. pass.  di stagliare   agg.  (ant.) tagliato netto, o a picco; scosceso: al piè al piè de la stagliata rocca  (dante inf.  xvii, 134) | andare alla stagliata, prendere la via più breve.
staglio   s.m.  (ant.) stralcio; computo sommario di un conto da saldare.
stagnaio   dial. stagnaro, s.m.  chi salda pezzi di metallo con lo stagno e fa anche lavori con latta e lamiera; lattoniere | (estens.) idraulico.
stagnamento   s.m.  lo stagnare.
stagnante   part. pres.  di stagnare    • 2 •   agg.  che ristagna (anche fig.): miasmi stagnanti sulla palude; affari stagnanti. 
stagnare   (1) v. tr.    • 1 •   rivestire una superficie metallica con un sottile strato di stagno; saldare, aggiustare con lo stagno: stagnare una pentola di rame    • 2 •   chiudere ermeticamente le connessure di recipienti, serbatoi, imbarcazioni e sim., per impedire infiltrazioni o fuoriuscite di liquido: stagnare una botte, il fondo di una barca. 
stagnare   (2) v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   restare fermo, non circolare, detto di fluidi: l'acqua stagna nelle paludi; il fumo stagna in una stanza chiusa    • 2 •   (fig.) di attività economica, non avere sviluppi, non avere incremento: il commercio stagna da alcuni anni  | v. tr.  far cessare l'uscita di un liquido: stagnare il sangue di una ferita  | stagnarsi v. rifl.  cessare di sgorgare.
stagnaro    ⇨ stagnaio.
stagnata   (1) s.f.  (ant. , region.) stagnina.
stagnata   (2) s.f.  operazione dello stagnare, spec. in fretta, alla meglio.
stagnatura   s.f.  operazione con cui si riveste una superficie metallica con uno strato protettivo di stagno | lo strato stesso: la pentola ha perduto la stagnatura. 
stagnazione   s.f.    • 1 •   ristagno, stasi    • 2 •   (econ.) situazione di tendenziale esaurimento della crescita economica.
stagnicoltore   o stagnicultore, s.m.  chi pratica la stagnicoltura.
stagnicoltura   o stagnicultura, s.f.  allevamento di pesci d'acqua dolce in stagni naturali o artificiali.
stagnina   s.f.  recipiente di latta.
stagnino   s.m.  (region.) stagnaio.
stagno   (1) s.m.  elemento chimico di simbolo sn; è un metallo bianco-argenteo, facilmente fusibile, malleabile, usato per leghe, per saldature e per ricoprire altri metalli; nei suoi composti è bivalente o tetravalente.
stagno   (2) s.m.  specchio d'acqua stagnante, poco profondo e poco esteso.
stagno   (3) agg.    • 1 •   che è a perfetta tenuta d'acqua o d'altro liquido; ermetico: chiusura stagna; compartimento stagno; paratie, porte stagne  | compartimenti stagni, (fig.) detto di ambienti sociali o sfere di interesse tra cui manca ogni comunicazione o scambio    • 2 •   (region.) solido, robusto: membra stagne. 
stagno   (4) agg.  (lett.) stagnante: nell'afa stagna  (montale).
stagnola   s.f.    • 1 •   sottile foglio di stagno o di altro metallo adoperato per avvolgere, a scopo protettivo, prodotti vari e spec. sostanze alimentari: una tavoletta di cioccolato nella stagnola  | usato anche come agg. invar.  : carta stagnola    • 2 •   (dial.) recipiente di latta a forma di parallelepipedo; lattina, bidone.
staio   s.m.    • 1 •   [pl. f. staia] misura di capacità per aridi in uso un tempo in italia settentrionale e centrale con valori diversi a seconda dei luoghi (p. e.  a milano 19 litri ca, a parma 47 litri ca, a venezia 83 litri ca): due staia di grano, d'orzo  | a staia, (fig.) in gran quantità: avere denari a staia    • 2 •   [pl. stai] recipiente di legno di forma cilindrica, per la misura di uno staio | cappello a staio, (scherz.) cappello a cilindro    • 3 •   [pl. f. staia, ant. staiora] antica misura di superficie in uso in italia centrosettentrionale (oscillante tra ca 300 m2 e 600 m2), pari all'estensione di terreno che si può seminare con uno staio di grano.
stalag   s.m. invar.  nell'ultima guerra mondiale, campo di prigionia tedesco per militari di truppa e sottufficiali nemici, sul territorio nazionale o nei paesi occupati.
stalagmite   rar. stalammite, s.f.  (geol.) concrezione cristallina di calcite a forma di colonna o di cono che s'innalza dal pavimento delle grotte carsiche; è costituita dal deposito del calcare contenuto nell'acqua che gocciola dalle volte ed evapora lentissimamente.
stalagmitico   agg.  [pl. m. -ci] di stalagmite; che ha natura o forma di stalagmite.
stalagmometro   s.m.  (chim. fis.) apparecchio atto a determinare la tensione superficiale di un liquido.
stalammite    ⇨ stalagmite.
stalattite   s.f.    • 1 •   (geol.) concrezione calcarea, analoga alla stalagmite, che pende dal soffitto delle grotte carsiche    • 2 •   motivo decorativo pendente, tipico dell'architettura islamica: soffitto a stalattite. 
stalattitico   agg.  [pl. m. -ci] di stalattite; che ha natura o forma di stalattite.
staliniano   agg.  che appartiene o si riferisce all'uomo politico e statista sovietico iosif v. stalin (1879-1953).
stalinismo   s.m.    • 1 •   l'interpretazione del marxismo e la pratica di governo adottate in urss da iosif v. stalin    • 2 •   (estens.) atteggiamento di chi auspica l'adozione delle teorie e dei metodi di stalin    • 3 •   (spreg.) esercizio autoritario e repressivo di un potere politico di matrice marxista.
stalinista   agg.  [pl. m. -sti] proprio dello stalinismo; staliniano: purghe staliniste, epurazioni attuate in urss da stalin tra il 1934 e il 1938, che portarono all'eliminazione fisica dei suoi avversari diretti  agg.  e s.m.  e f.  sostenitore, fautore dello stalinismo; che, chi si ispira ai suoi metodi.
stalinizzare   v. tr.  (non com.) ispirare ai metodi dello stalinismo l'esercizio di un'attività politica o il governo di un partito, dello stato.
stalinizzazione   s.f.  lo stalinizzare, l'essere stalinizzato.
stalla   s.f.    • 1 •   ambiente, che è annesso a un edificio rustico o che costituisce una costruzione a sé, attrezzato per il ricovero degli animali domestici, soprattutto bovini ed equini: rinchiudere le bestie nella stalla  | dare stalla, (ant.) dare ricovero o far riposare le bestie | essere, sembrare una stalla, (fig.) si dice di ciò che è molto sudicio o disordinato | dalle stelle alle stalle, (fig.) si dice di chi decade bruscamente da una condizione di grande prestigio, ricchezza a una di impopolarità, miseria | prov.  : chiudere la stalla quando sono fuggiti i buoi, prendere provvedimenti quando non si è più in tempo. dim. stalletta, stalluccia  pegg. stallaccia    • 2 •   gli animali ricoverati nella stalla.
stallaggio   region. stallazzo, s.m.  un tempo, la stalla annessa a locande o alberghi in cui si ricoveravano i cavalli dei viaggiatori | (estens.) la somma richiesta per questo servizio.
stallare   (1) v. intr.  [aus. avere] (non com.)    • 1 •   dimorare in una stalla    • 2 •   di bestie, defecare: m'insegnò a trattare i manzi, a cambiargli lo strame non appena stallavano  (pavese) | v. tr.  (non com.) mettere in stalla: stallare l'asino. 
stallare   (2) v. intr.  [aus. avere] (mar. , ant.) manovrare con le vele e con le ancore per resistere al vento o al mare grosso | v. tr.  (mar.) contrastare il vento o il mare grosso manovrando le vele o le ancore: stallare una corrente. 
stallatico   agg.  [pl. m. -ci] di stalla  s.m.    • 1 •   letame di stalla; stabbio    • 2 •   stallaggio.
stallazzo    ⇨ stallaggio.
stallereccio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.) di stalla; di bestie da stalla.
stallia   s.f.  (spec. pl.) (mar.) periodo di tempo concesso dall'armatore di una nave al noleggiatore per il carico e lo scarico senza aggravio di spese.
stalliere   s.m.  chi ha cura dei cavalli di una stalla o di una scuderia.
stallino   agg.    • 1 •   di stalla: allevamento stallino    • 2 •   allevato in stalla: cavallo stallino. 
stallivo   o stallio [stal-lì-o], agg.  (ant.) si diceva di equino rimasto a lungo nella stalla, senza essere cavalcato né altrimenti impiegato.
stallo   s.m.    • 1 •   sedile di legno provvisto di schienale e di braccioli, di solito allineato con altri a formare un ordine di posti; scanno, scranno: lo stallo dei senatori; gli stalli del coro di una chiesa  | mettere in stallo, (fig. ant.) insediare    • 2 •   (ant.) sosta, dimora    • 3 •   nel gioco degli scacchi, particolare posizione del re che, costretto a muoversi in quanto unico pezzo rimasto libero, cade sotto scacco qualunque mossa compia; in tale situazione la partita risulta patta | situazione di stallo, (fig.) quella in cui non accade o non si può fare niente; situazione di attesa, di ristagno    • 4 •   (aer.) diminuzione della portanza di un'ala di un aereo dovuta al distacco della corrente fluida dal dorso di essa, all'aumentare dell'incidenza.
stallone   s.m.    • 1 •   cavallo maschio destinato alla riproduzione    • 2 •   (fig. scherz.) uomo molto dotato sessualmente.
stamaiolo   lett. stamaiuolo, s.m.  (ant.) lavoratore o venditore di stame.
stamani   lett. stamane, avv.  questa mattina, nella mattina di oggi; stamattina.
stamattina   avv.  nella mattina di oggi; questa mattina.
stambecco   s.m.  [pl. -chi] mammifero ruminante alpino simile alla capra, con pelame grigio-rossastro, barbetta sotto il mento e lunghe corna anellate nel maschio (ord.  artiodattili).
stamberga   s.f.  abitazione sudicia e squallida; tugurio: abitare in una stamberga.  dim. stamberghetta, stamberghina, stamberguccia  accr. stambergona, stambergone  (m.) pegg. stambergaccia. 
stambugio   s.m.  piccola stanza, molto buia e misera: lavorare in uno stambugio.  dim. stambugino. 
stamburamento   s.m.  (rar.) lo stamburare (spec. fig.).
stamburare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) sonare forte e con insistenza il tamburo | v. tr.  (fig.) decantare, vantare; strombazzare: stamburare la propria vittoria. 
stamburata   s.f.  (non com.)    • 1 •   il battere forte e a lungo il tamburo    • 2 •   (fig.) il decantare insistentemente qualcosa.
stame   s.m.    • 1 •   filo dell'ordito | lo stame della vita, (fig.) il corso della vita (con riferimento al mito classico secondo cui le parche filavano e tagliavano il filo a cui era legato il destino di ogni uomo)    • 2 •   la parte più fine della lana; filo di lana sottile e resistente    • 3 •   (bot.) organo maschile del fiore, costituito dall'antera e dal filamento.
stamento   s.m.  (st.) nome di ciascuno dei rami (o bracci) in cui si articolava l'antico parlamento sardo.
stamigna   o stamina, s.f.    • 1 •   tessuto di lana sottile e rado, ma molto resistente, usato soprattutto per confezionare setacci e bandiere    • 2 •   (ant.) camicia per vestire i morti; veste mortuaria.
staminale   (1) s.m.  (mar.) nelle imbarcazioni di legno, la parte inferiore di ciascun elemento del fasciame, che ha più forte curvatura.
staminale   (2) agg.  (bot.) relativo allo stame.
staminale   (3) agg.  (biol.) si dice della cellula capostipite di un clone.
stamineo   agg.  (bot.) relativo allo stame; staminale.
staminifero   agg.  (bot.) si dice di fiore che porta stami.
stamno   s.m.  (archeol.) tipo di vaso greco a due anse, usato per contenere vino, olio e talvolta denaro, tipico della ceramica attica tra il sec. vi e il v a. c.
stampa   s.f.    • 1 •   tecnica che permette di riprodurre su carta o su altro materiale, in un numero illimitato di copie identiche, quanto è scritto, disegnato, fotografato o inciso su una matrice: gutenberg fu l'inventore della stampa; torchio, macchina da stampa; stampa manuale, meccanica; prove, bozze di stampa; errore di stampa; andare in stampa; mettere, mandare in stampa; un'opera in corso di stampa; stampa calcografica, calcografia; stampa fototipica, fototipia; stampa litografica, litografia; stampa serigrafica, serigrafia; stampa silografica, silografia; stampa tipografica, tipografia    • 2 •   la pubblicazione di giornali, periodici, libri: la diffusione della stampa  | libertà di stampa, libertà di esprimere le proprie idee e opinioni per mezzo della stampa | reati di stampa, reati che si realizzano mediante la pubblicazione di frasi o immagini su stampa (p. e.  diffamazione, vilipendio, istigazione a delinquere, apologia di reato)    • 3 •   l'insieme delle pubblicazioni giornalistiche: stampa quotidiana, periodica; stampa indipendente, di partito; la stampa cattolica, comunista; la stampa estera; avere, godere di buona, cattiva stampa, (fig.) avere giudizi favorevoli, sfavorevoli sui giornali | (estens.) il complesso dei giornalisti: convocare la stampa    • 4 •   (estens.) qualsiasi foglio, fascicolo o libro stampato; in partic., pubblicazione a stampa in quanto venga spedita per posta: l'affrancatura delle stampe è inferiore a quella della posta ordinaria  | in arte, riproduzione d'un disegno da una matrice di materiale solido opportunamente lavorata e inchiostrata secondo uno dei vari metodi d'incisione: una raccolta di stampe dell'ottocento    • 5 •   (foto.) processo con cui l'immagine negativa registrata sulla pellicola viene proiettata su carta sensibile alla luce e trasformata in copia positiva: stampa a, per contatto, di formato uguale a quella del negativo; stampa a, per ingrandimento, di formato maggiore | copia positiva stampata su carta: stampe in bianco e nero, a colori    • 6 •   (ant.) stampo, impronta | (fig. lett.) indole: l'ho sentito nominar più d'una volta... per un uomo della stampa antica  (manzoni p. s.  xxxviii) | usato come agg. invar.  dei giornalisti; riservato, concesso ai giornalisti: sala stampa, comunicato stampa  | conferenza stampa, intervista collettiva rilasciata da una personalità a giornalisti accreditati | ufficio stampa, ufficio di un ente, di un'azienda che ha il compito di trasmettere ai giornali notizie e comunicati ufficiali riguardanti l'ente o l'azienda stessi.
stampabile   agg.  che si può stampare: un tipo di carta non stampabile  | che si può dare alle stampe, pubblicare: un articolo ingiurioso non è stampabile. 
stampabilità   s.f.  l'essere stampabile; l'essere pubblicabile.
stampaggio   s.m.    • 1 •   lavorazione dei metalli e dei materiali plastici a caldo o a freddo per dar loro la forma voluta, che si esegue mediante presse e apposite matrici o stampi    • 2 •   stampa su tessuti.
stampanare   v. tr.  (ant.) stracciare, lacerare.
stampante   part. pres.  di stampare  e agg.  nei sign. del verbo  s.f.  unità periferica di un elaboratore elettronico che può stampare su fogli singoli o su moduli a striscia continua i risultati delle elaborazioni effettuate: stampante ad aghi, con una testina ad aghi che, premendo sul nastro inchiostrato, imprime dei punti ravvicinati sulla carta, i quali nell'insieme disegnano il carattere; stampante laser, in cui la modulazione di raggi laser di bassa potenza è all'origine di un complesso processo di stampa; stampante a getto d'inchiostro, in cui i caratteri si formano sulla carta per mezzo di inchiostro elettrizzato spruzzato da un minuscolo ugello.
stampare   v. tr.    • 1 •   imprimere; segnare con un'impronta (anche fig.): stampare orme sul terreno; gli ha dato uno schiaffo così forte che gli ha stampato tutte e cinque le dita sulla guancia; quel fatto è stampato nella mia mente  | stampare un bacio, darlo con forza, con trasporto: stampando loro in viso de' bacioni, che ci lasciavano il bianco per qualche tempo  (manzoni p. s.  xxxviii)    • 2 •   riprodurre attraverso un procedimento di stampa: stampare un giornale, un libro, dei manifesti; stampare un'acquaforte    • 3 •   dare alle stampe, pubblicare: stampare le proprie memorie    • 4 •   (foto.) trasferire l'immagine negativa, impressa sulla pellicola, su carta sensibile alla luce, trasformandola in positiva    • 5 •   eseguire la stampa di un testo, di un disegno, di un colore su un determinato supporto: stampare un foglio di carta, un sacchetto di plastica, un tessuto; stampare su carta speciale, su vetro    • 6 •   forgiare o riprodurre con procedimenti di stampaggio: stampare materie plastiche, medaglie  | stampare moneta, (estens.) emettere moneta da parte di uno stato per pagare le proprie spese non coperte con le imposte o con l'indebitamento    • 7 •   (fig. fam.) fare, produrre in grande quantità: stampare figli  | stamparsi v. rifl.  imprimersi, restare impresso (spec. fig.): immagine che si è stampata nella memoria. 
stampatello   agg.  e s.m.  si dice di un carattere di scrittura manuale a lettere staccate che imita il carattere della stampa: scrivere in, a stampatello maiuscolo, minuscolo. 
stampato   part. pass.  di stampare   agg.    • 1 •   impresso mediante un procedimento di stampa o di stampaggio: un libro stampato; cuoio, tessuto stampato; circuito stampato    • 2 •   (fig.) ben impresso, chiaramente visibile: avere un ricordo stampato nella memoria; portare stampata in fronte la menzogna   s.m.    • 1 •   foglio o fascicolo stampato; modulo: un pacco di stampati; riempire l'apposito stampato    • 2 •   tessuto stampato.
stampatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora]    • 1 •   chi stampa; chi è addetto alle macchine da stampa in una tipografia    • 2 •   operaio addetto a operazioni di stampaggio    • 3 •   (antiq.) proprietario di una tipografia.
stampatrice   s.f.  macchina per stampare; in partic., macchina per stampare copie fotografiche o pellicole cinematografiche positive.
stampatura   s.f.  (rar.) l'operazione, il procedimento dello stampare; stampa.
stampella   s.f.  gruccia: camminare con le stampelle; stampella per abiti. 
stamperia   s.f.  (antiq.) officina o reparto in cui vengono eseguiti lavori di stampa o di stampaggio: stamperia di libri, di tessuti; stamperia di materie plastiche. 
stampiglia   s.f.    • 1 •   sorta di timbro recante una dicitura    • 2 •   (non com.) foglietto stampato a grandi caratteri per annunci, avvisi pubblicitari; manifestino, volantino    • 3 •   avviso esposto dai botteghini del lotto su cui sono pubblicati i numeri estratti.
stampigliare   v. tr.  [io stampìglio ecc.] timbrare con una stampiglia o contrassegnare in modo analogo fogli, documenti ecc.
stampigliatrice   s.f.  macchina per eseguire stampigliature.
stampigliatura   s.f.  l'operazione dello stampigliare; la dicitura, il contrassegno stampigliato: stampigliatura dei francobolli, sovrastampa.
stampinare   v. tr.  riprodurre su una superficie mediante uno stampino: stampinare un disegno. 
stampinatura   s.f.  l'operazione dello stampinare.
stampino   s.m.    • 1 •   dim.  di stampo    • 2 •   formina    • 3 •   lastra sottile di cartone, plastica o metallo, su cui sono sagomati o traforati un disegno o una scritta e che, spennellata con colore o inchiostro, serve a riprodurre quei segni su una superficie    • 4 •   punzone forato d'acciaio per fare buchi regolari nel cuoio, nel cartone e sim.
stampista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico specializzato nella fabbricazione di stampi.
stampita   s.f.    • 1 •   nei secc. xiii e xiv, composizione strumentale di carattere molto ritmato, per lo più su un testo poetico    • 2 •   (tosc. rar.) discorso lungo e noioso    • 3 •   spec. pl.  (tosc.) smorfia: quante stampite!. 
stampo   s.m.    • 1 •   recipiente dove si cuociono o si versano sostanze semiliquide che, indurendosi, ne acquistano la forma: stampo per dolci, per budino, per gelato.  dim. stampino    • 2 •   matrice usata per lo stampaggio di pezzi di serie: stampo per mattoni  | cose fatte con lo stampo, (fig.) prive di originalità | perdersene lo stampo, (fig.) si dice di cose o persone che appartengono al passato, che non esistono più: di uomini onesti come lui se n'è perso lo stampo    • 3 •   lo stesso che stampino  nel sign.    • 3 •    • 4 •   (fig.) tempra, qualità, carattere: persona di vecchio stampo, o di stampo antico; persone, individui del medesimo stampo  | con senso spreg.: non voglio avere a che fare con gente di quello stampo    • 5 •   figura di uccello in legno o cartapesta che serve ai cacciatori come richiamo per la caccia in palude    • 6 •   pl.  i buchi nei ferri dei cavalli.
stampone   s.m.  (tip.) prova di stampa, bozza; in partic., prova di stampa di un'illustrazione.
stanare   v. tr.    • 1 •   far uscire dalla tana; snidare: stanare una volpe    • 2 •   (fig.) scoprire chi si tiene nascosto; fare uscire qualcuno dal luogo dove sta rintanato: la polizia ha stanato i banditi dal loro rifugio; quando si chiude in biblioteca, nessuno riesce a stanarlo. 
stanca   s.f.    • 1 •   nell'alta marea, e anche nella piena di un fiume, il momento di stasi, in cui l'acqua ha raggiunto il livello massimo, prima di decrescere    • 2 •   (fig.) ristagno di un'attività stasi, stagnazione: momento, periodo di stanca. 
stancare   v. tr.  [io stanco, tu stanchi ecc.]    • 1 •   logorare le forze fisiche o morali; affaticare: la passeggiata mi ha stancato; lo studio intenso di questi mesi l'ha stancata    • 2 •   far venire meno la volontà, l'impegno, la capacità di resistenza: stancare il nemico, l'avversario con azioni di disturbo    • 3 •   (estens.) annoiare, infastidire (anche assol.): i suoi pettegolezzi mi hanno stancato; una musica che a lungo andare stanca  | v. intr.  (ant.) venire a mancare: ché impossibil veggio / che la natura, in quel ch'è uopo, stanchi  (dante par.  viii, 113-114) | stancarsi v. rifl.    • 1 •   perdere le energie; affaticarsi: non si stanca mai di lavorare; a forza di leggere mi si sono stancati gli occhi    • 2 •   perdere la voglia, il desiderio, l'interesse; annoiarsi: non ti sei ancora stancato di ascoltare quelle sciocchezze?; se ti sei stancato di me, dimmelo!  | non stancarsi di fare qualcosa, non cessare, non smettere: non mi stancherò mai di ripetervi questo. 
stanchevole   agg.  (rar.) che stanca, che causa stanchezza: lavoro stanchevole. 
stanchezza   s.f.  condizione di chi è stanco: stanchezza fisica, mentale; sentire stanchezza; essere vinto dalla stanchezza. 
stanco   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   affaticato e bisognoso di riposo: essere stanco fisicamente, mentalmente; ritornare stanco dal lavoro; avere gli occhi stanchi  | stanco morto, stanchissimo. dim. stanchetto, stanchino, stancuccio    • 2 •   privo di vitalità, esaurito: uno scrittore dalla vena ormai stanca; fantasia stanca  | terreno stanco, sfruttato | copertina stanca, usurata (nel linguaggio dei bibliografi) | mercato stanco, (econ.) in cui scarseggiano le contrattazioni    • 3 •   che ha raggiunto il limite di sopportazione; che non ha più desiderio, interesse per qualcosa: essere stanco delle prepotenze altrui; essere stanco di qualcuno, averne abbastanza    • 4 •   (ant.) sinistro: volgemmo e discendemmo a mano stanca  (dante inf.  xix, 41) § stancamente avv. 
stand   s.m. invar.    • 1 •   padiglione, reparto in una fiera, in un'esposizione | ciascuna delle ripartizioni, riservate ai singoli espositori, nelle quali sono suddivisi i padiglioni    • 2 •   (sport) spazio riservato al pubblico in taluni spettacoli sportivi | campo per il tiro a volo.
stand alone   loc. agg. invar.  (inform.) si dice di dispositivo in grado di funzionare autonomamente, senza essere collegato a un'altra macchina.
standard   s.m. invar.    • 1 •   modello, tipo al quale ci si uniforma o che viene assunto come termine di riferimento: attenersi a un certo standard    • 2 •   grado, livello, misura; valore, qualità medi: un elevato standard di vita; lo standard di un atleta, il suo abituale rendimento | nell'economia aziendale, valore assunto come normale in rapporto al quale si misura il rendimento di persone, macchine, unità organizzative    • 3 •   campione di prodotto (p. e.  grano, caffè) su cui si basano le classificazioni ufficiali di qualità usate per valutare la produzione corrente    • 4 •   sistema monetario: gold standard    • 5 •   (ling.) la varietà di una lingua che è proposta a modello nel suo insegnamento | usato anche come agg. invar.  conforme a un determinato modello o tipo assunto come normale; uniforme, unificato: prodotto standard; formato, misura standard; la pronuncia standard dell'italiano  | costo standard, nella contabilità industriale, valore predeterminato con cui si confrontano i valori effettivi per rilevarne e analizzarne gli scostamenti | dislocamento standard, (mar.) quello di una nave da guerra in assetto completo, ma priva di combustibile e dell'acqua di riserva per l'apparato motore.
standardizzare   v. tr.    • 1 •   ridurre, conformare a uno standard; uniformare, unificare: standardizzare la produzione    • 2 •   (fig.) privare dei caratteri specifici; spersonalizzare: standardizzare la società, la cultura. 
standardizzato   part. pass.  di standardizzare   agg.  si dice di tutto ciò che si uniforma a un tipo, a un modello (anche fig.): prodotto standardizzato, reso uniforme nelle dimensioni, nel peso, nella qualità ecc. grazie alla uniformazione dei materiali e dei metodi di lavorazione; idee standardizzate, prive di originalità.
standardizzazione   s.f.    • 1 •   lo standardizzare, l'essere standardizzato (anche fig.) | fabbricazione di prodotti standardizzati    • 2 •   (stat.) trasformazione lineare che riporta la media a zero e la varianza all'unità.
stand-by  stand-by s.m. invar.    • 1 •   (banc.) linea di credito aperta dal fondo monetario internazionale ai paesi membri con bilancia dei pagamenti in disavanzo; per estens., apertura di credito da una banca centrale a un'altra, da una banca (o un gruppo di banche) a una grande impresa o a uno stato    • 2 •   modo economico di viaggiare in aereo, consistente nel mettersi in lista d'attesa senza aver prenotato il volo    • 3 •   detto di dispositivi, macchinari e sim., condizione di attesa o funzione di riserva.
standing   s.m. invar.  (banc.) posizione finanziaria di un'impresa; reputazione di un soggetto o di un'azienda per quanto riguarda la loro solvibilità finanziaria.
standista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si occupa dell'allestimento di uno stand in una fiera o in un'esposizione | chi è titolare di uno stand | chi è addetto alla presentazione o alla vendita della merce in uno stand.
standolio   s.m.  (chim.) ciascuno degli oli insaturi siccativi o semisiccativi derivati dall'olio di lino trattato con aria ad alta temperatura, usati come surrogati di cere e resine e per fabbricare inchiostri da stampa.
stanga   s.f.    • 1 •   lunga sbarra squadrata, di ferro o di legno, usata soprattutto per rinforzare la chiusura di porte e finestre. dim. stanghetta, stanghettina  accr. stangona, stangone  (m.)    • 2 •   il braccio centrale o ciascuno dei due bracci laterali del carro ai quali si attaccano gli animali da tiro: la stanga dell'aratro, la bure; le stanghe del carretto    • 3 •   (fig. fam.) persona molto alta    • 4 •   (tosc.) penuria, miseria.
stangare   v. tr.  [io stango, tu stanghi ecc.]    • 1 •   (non com.) sprangare, chiudere con una stanga, una spranga, spec. porte e finestre    • 2 •   colpire con una stanga    • 3 •   (fig.) danneggiare economicamente | stangare qualcuno agli esami, bocciarlo, respingerlo    • 4 •   (sport) nel calcio, tirare con forza (spec. assol.): stangare in porta. 
stangata   s.f.    • 1 •   colpo dato con una stanga    • 2 •   (fig.) grave colpo causato da un insuccesso, dal cattivo esito di qualcosa: ricevere una stangata agli esami  | grave danno di natura economica; spesa di molto superiore alle aspettative: stangata fiscale; il conto del ristorante è stato una stangata    • 3 •   (sport) nel calcio, tiro molto forte.
stanghetta   s.f.    • 1 •   dim.  di stanga    • 2 •   barretta metallica della serratura che, fatta uscire o rientrare girando la chiave, chiude o apre la serratura    • 3 •   ciascuna delle due asticelle che, poggiando sulle orecchie, reggono gli occhiali    • 4 •   (mus.) linea verticale che sul rigo musicale delimita una battuta o misura.
stangonare   v. tr.  [io stangóno ecc.] (non com.) mescolare con uno stangone il metallo fuso nella fornace.
stangone   s.m.    • 1 •   accr.  di stanga    • 2 •   [f. -a] (fig.) persona alta    • 3 •   nei teatri, fila di lampade collocate verticalmente dietro le quinte.
stannato   s.m.  (chim.) ogni sale derivato dall'acido stannico.
stannico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto dello stagno tetravalente: acido stannico. 
stannifero   agg.  che contiene stagno.
stannite   s.f.  minerale formato da solfuro di stagno, rame e ferro, che si presenta in masse granulari di colore grigio lucente; è usato per l'estrazione dello stagno.
stannito   s.m.  (chim.) ogni sale derivato dall'acido stannoso.
stannoso   agg.  (chim.) si dice di composto dello stagno bivalente: acido stannoso. 
stanotte   avv.  questa notte (riferito alla notte in corso, a quella immediatamente passata o a quella immediatamente futura).
stante   (1) part. pres  di stare   agg.    • 1 •   che sta: e or s'accoscia e ora è in piedi stante  (dante inf.  xviii, 132); nel dolce tempo che cantan gli uccelli / stanti all'ombra di un fiorito alloro  (boccaccio ameto) | (archeol.) che sta ritto in piedi, detto di statua: un apollo stante  | a sé stante, che è distinto dagli altri, che fa parte a sé: un ufficio a sé stante  | seduta stante, lì per lì, detto di cosa decisa e attuata immediatamente: la delibera è stata approvata seduta stante  | poco stante, non molto stante, (ant.) poco tempo dopo: non molto stante, partorì un bel figliolo maschio  (boccaccio dec.  x, 4)    • 2 •   (ant.) fermo, stagnante: acqua stante    • 3 •   (ant.) presente, corrente: il mese stante   prep.  a causa di, tenuto conto di: stante il perdurare del cattivo tempo, la gita è rimandata  | nelle loc. cong. stante che, stante (il fatto) che, poiché, per il fatto che: stante (il fatto) che tu non ci puoi andare, ci andrò io. 
stante   (2) s.m.  (ant.) istante.
stantio   agg.    • 1 •   che ha perso la freschezza, l'odore, il sapore originario, detto spec. di alimenti conservati male o per troppo tempo: pane stantio    • 2 •   (fig.) vecchio, disusato, sorpassato: vocabolo stantio; notizie stantie, prive di attualità, di interesse  s.m.  odore, sapore di roba stantia: puzzare, sapere di stantio. 
stantuffo   s.m.  (mecc.) organo meccanico che scorre con moto alterno in un cilindro, ricevendo e trasmettendo la spinta della pressione del fluido contenutovi, oppure comprimendo o aspirando il fluido stesso: pompa a stantuffo. 
stanza   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) lo stare, il fermarsi in un luogo: la tua stanza mio pianger disagia  (dante purg.  xix, 140); un bel cespuglio vede /... / così voto nel mezzo, che concede / fresca stanza fra l'ombre più nascose  (ariosto o. f.  i, 37) | aver, prender stanza, avere, prendere dimora: i penati di troia avranno stanza / in queste tombe  (foscolo sepolcri  269-270)    • 2 •   luogo in cui ha sede un comando, un corpo militare: il reparto di cavalleria è di stanza a torino    • 3 •   ciascuno degli ambienti interni di un edificio, per uso di abitazione o di ufficio, divisi l'uno dall'altro da pareti; in genere il termine non si riferisce ai servizi: un appartamento di cinque stanze, due bagni e cucina; stanza da letto, da pranzo, di soggiorno; stanza vuota; stanza ariosa, luminosa, buia; la stanza del direttore; l'anagrafe è alla stanza n. 57.  dim. stanzetta, stanzina, stanzino  (m.), stanzuccia  accr. stanzona, stanzone  (m.) pegg. stanzaccia    • 4 •   (lett.) strofa di una canzone o di una ballata; in partic., strofa di otto versi endecasillabi, ottava: stanze per la giostra, titolo corrente di un'opera incompiuta di angelo poliziano.
stanziabile   agg.  che può essere stanziato: fondo stanziabile. 
stanziale   agg.  che dimora stabilmente in un luogo; permanente: esercito stanziale  | detto di uccelli o selvaggina, che non migrano, non effettuano spostamenti notevoli: caccia stanziale, alla selvaggina stanziale § stanzialmente avv. 
stanzialità   s.f.  l'essere stanziale; in partic., caratteristica di una popolazione che vive stabilmente in un luogo.
stanziamento   s.m.    • 1 •   lo stanziare una somma di denaro per una spesa specifica, soprattutto in sede di bilancio preventivo: fare uno stanziamento; stanziamento di fondi per la costruzione di scuole  | la somma stanziata: un forte, un grosso stanziamento    • 2 •   lo stanziarsi in una determinata zona.
stanziare   v. tr.  [io stànzio ecc.]    • 1 •   destinare una somma di denaro per un determinato scopo; inscrivere una spesa in un bilancio preventivo: il governo ha stanziato mille miliardi    • 2 •   (ant.) decidere, ordinare, stabilire: ahi pistoia, pistoia, ché non stanzi / d'incenerarti sì che più non duri  (dante inf.  xxv, 10-11) | v. intr.  [aus. avere] (ant.) dimorare | stanziarsi v. rifl.  stabilirsi, fissare la propria dimora: i popoli germanici si stanziarono entro i confini dell'impero romano. 
stanziatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi stanzia: l'ente stanziatore per opere pubbliche. 
stanzino   s.m.  dim. di stanza  | stanza molto piccola, per lo più senza finestra, adibita a ripostiglio o a spogliatoio.
stappare   v. tr.  togliere il tappo a qualcosa: stappare una bottiglia. 
stappatura   s.f.  (non com.) lo stappare.
stapula   s.f.  (ant.) mercato, fiera.
star   s.f. invar.    • 1 •   stella del cinema; divo | (estens.) personaggio molto famoso, molto popolare: una star del giornalismo    • 2 •   leggera barca da regata, per due persone, munita di deriva fissa, albero attrezzato con vela marconi e fiocco senza asta; è detta anche stella. 
starare   v. tr.  (tecn.) alterare la giusta taratura di un apparecchio | stararsi v. rifl.  di apparecchio, perdere la giusta taratura.
staratura   s.f.  lo starare, lo stararsi, l'essere starato.
star del credere   loc. sost. m.  (dir.) obbligazione assunta dal commissionario di rispondere nei confronti del committente per il buon esito dell'affare o della fornitura | (estens.) il compenso speciale o la maggiore provvigione a cui il commissionario ha diritto per tale obbligazione.
stare   v. intr.  [pres. io sto  (con o  aperta), tu stài, egli sta, noi stiamo, voi state, essi stanno; fut. io starò ecc. ; pass. rem. io stètti, tu stésti, egli stètte, noi stémmo, voi stéste, essi stèttero; congiunt. pres. io stìa..., noi stiamo, voi stiate, essi stìano; congiunt. imperf. io stéssi ecc. ; cond. io starèi ecc. ; imp. sta  o sta'  o stai; part. pass. stato]    • 1 •   (assol.) fermarsi interrompendo un movimento; restare immobile: qual masso che dal vertice / di lunga erta montana, /... / precipitando a valle, / batte sul fondo e sta  (manzoni il natale); stette, e dei dì che furono / l'assalse il sovvenir  (manzoni il cinque maggio) | restare dove si è: allora, vai o stai?; preferisco partire piuttosto che stare  | in alcuni giochi di carte, si dice per indicare che si resta con la combinazione che si ha in mano: vuoi ancora una carta o stai? sto    • 2 •   restare, trattenersi, permanere (in un determinato luogo o ambiente, in una data situazione, condizione e sim.; è frequente la forma starsene, con particella pron.): stava lì senza muoversi; starò qui fino al tuo ritorno; starsene al sole ad abbronzarsi; è stato a oziare tutto il giorno; preferisco stare all'aperto piuttosto che al chiuso; statevene qui quanto vi pare; stare attento, in silenzio; stare all'erta, in guardia; bambini, state buoni!; stare in solitudine, in disparte; star su con lo spirito; un tavolo che non riesce a star dritto; stette un'ora ad aspettare  | usato assol.  : preferisco partire piuttosto che stare, piuttosto che rimanere qui | stare poco, molto, tanto a fare qualcosa, impiegare poco, molto, tanto a farla | restare, permanere in una determinata posizione o presso, su qualcosa: stare a bocca aperta, a braccia conserte, a gambe accavallate; stare seduto, a letto, sdraiato; quando se ne sta a tavola non vuole essere disturbato; il masso stava in bilico sul burrone  | essere in una determinata posizione rispetto ad altro o ad altri: stare davanti, indietro, accanto; stava al fianco della moglie  | stare addosso a qualcuno, (fig.) sollecitarlo, opprimerlo con richieste pressanti e continue: per ottenere qualcosa da lui bisogna stargli sempre addosso  | lasciar stare, non toccare, non prendere, non spostare: lascia stare le mie carte!; riferito a persona, non occuparsene, non infastidirla, non disturbarla: quando è nervoso bisogna lasciarlo stare; (fig.) non mettere in discussione certe qualità di una persona: è lento nel lavorare, ma quanto a precisione bisogna lasciarlo stare; (assol.) desistere, tralasciare: è il caso di lasciar stare; lasciamo stare che..., a parte il fatto che... | saper, poter stare, riuscire a stare, essere in grado di vivere, di resistere: senza sigarette non può stare; lontano dalla famiglia non riesce a stare    • 3 •   essere, trovarsi fisicamente in un luogo: stare a casa, a scuola, in ufficio; staremo una settimana in campagna  | riferito a un oggetto, essere posto in un luogo, avere una data collocazione: il cappotto sta nell'armadio; i libri che cerchi stanno sullo scaffale in alto; dove sta il mio cappello?; cose che non stanno né in cielo né in terra, (fig. fam.) assurde, prive di ogni fondamento    • 4 •   essere contenuto (per lo più con la particella avv. di luogo): il 3 nel 12 ci sta 4 volte  | poter essere contenuto: nel nuovo stadio ci stanno 90. 000 spettatori; in quel recipiente ci staranno a malapena 10 litri  | non stare in sé, (fig.) non riuscire a contenersi, essere fuori di sé: non sta in sé dalla gioia    • 5 •   (mat.) essere in rapporto di proporzione: 8 sta a 4 come 10 sta a 5    • 6 •   abitare, risiedere; convivere: da due anni sto in corso cavour; dopo la morte del marito è andata a stare con sua figlia  | stare con qualcuno, insieme con qualcuno, anche, fargli compagnia; oppure, essere in relazione amorosa con lui, avere con lui rapporti sessuali: starà tutto il pomeriggio con i genitori; stanno insieme da due anni, ma non hanno ancora deciso di sposarsi; sono fidanzati, ma non sono stati ancora insieme  | stare con qualcuno, per qualcuno, dalla parte di qualcuno, (fig.) essere d'accordo con lui; propendere, parteggiare per lui: le persone vili stanno sempre col più forte; voi da che parte state?    • 7 •   detto di edificio, locale, ufficio, istituzione e sim., essere collocato, avere sede: il castello sta in cima alla collina; il museo sta sul lato destro della piazza    • 8 •   essere, trovarsi in una certa condizione fisica, psicologica, economica ecc.: una persona che sta bene in salute; oggi non sto molto bene di stomaco; come sta? abbastanza bene, grazie; un maglione che fa star caldo; stava in ansia per il figlio; una famiglia che sta bene economicamente; non lamentarti, c'è chi sta peggio di te!    • 9 •   stare bene, male, essere o non essere conveniente, opportuno, corretto e sim.: non sta mai bene essere scortesi; sta male mettersi le dita nel naso; fare di queste cose assolutamente non sta bene; a me non sta bene che vi comportiate così, non l'approvo; quello che ti è successo ti sta bene, te lo sei meritato | detto di indumento o di accessorio d'abbigliamento, essere o no adatto (per misura, colore, modello ecc.); detto di altre cose, adattarsi, armonizzarsi (sotto il profilo estetico, del gusto ecc.): quel cappotto le sta proprio bene; la giacca mi sta male di spalle; le scarpe chiare stanno male con l'abito scuro; mobili di stile diverso stanno male insieme; sull'arrosto non sta bene il vino bianco    • 10 •   detto di una cosa, essere, presentarsi in un dato modo: raccontare i fatti come stanno; ricopiare tutto esattamente come sta; le cose stanno proprio in questo modo, non c'è nulla da fare; stando così le cose, dato che la situazione è tale; sta di fatto che, modo per introdurre un'affermazione rafforzandola | (estens.) consistere, essere: qui sta il difficile; non riusciva a capire dove stava l'errore    • 11 •   essere in facoltà, dipendere: sta a voi accettare o rifiutare; non sta a me decidere il da farsi  | spettare, toccare: oggi sta a me preparare il pranzo | starci, (fam.) aderire, acconsentire: se volete giocare a carte, io ci sto; gli hanno presentato una buona proposta e lui ci è stato; una ragazza che ci sta, disponibile alle avventure amorose    • 12 •   in talune loc. assume significato particolare a seconda del termine con cui è costruito: stare allo scherzo, accettarlo; stare alla parola, ai patti, mantenerli; stare alle promesse, farvi affidamento; stare ai fatti, non divagare; stare ai dati, attenervisi; stare alle apparenze, giudicare da queste | stare (di prezzo), (pop.) costare: a quanto stanno oggi le patate?    • 13 •   in funzione di verbo fraseologico, seguito da una gerundio, indica azione continuativa: sto leggendo; stava fumando; che stai facendo?  | seguìto da a  e l'infinito presente, sottolinea la durata dell'azione espressa dal verbo: stare a parlare, a dormire; stare a vedere, guardare, (fig.) attendere passivamente il determinarsi degli eventi; sta a vedere che, modo per introdurre un'affermazione in forma dubitativa: sta a vedere che anche oggi non verrà  | seguito da per  e infinito presente, indica l'imminenza dell'azione espressa dal verbo: stare per partire; stava per cominciare; starei per dire che, modo per introdurre un'affermazione in forma attenuata | starsi v. rifl.  (ant.  e lett.) fermarsi, rimanere fermo: se i piè si stanno, non stea tuo sermone  (dante purg.  xvii, 84).
starlet   s.f. invar.  stellina del cinema; attrice giovane e non ancora famosa.
starna   s.f.  uccello dal corpo tozzo e arrotondato, con piccolo becco ricurvo; il piumaggio è grigio a strisce nere superiormente, a macchie castane inferiormente (ord.  galliformi). dim. starnotto  (m.).
starnare   v. tr.  togliere le interiora agli uccelli appena uccisi, perché si conservino meglio e più a lungo.
starnazzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto dei polli e di altri gallinacei, agitare rapidamente le ali    • 2 •   (fig. scherz.) far chiasso con grida e chiacchiere inutili    • 3 •   sparpagliare, sparnazzare    • 4 •   distruggere, sbaragliare.
starnazzio   s.m.  uno starnazzare continuato.
starnotto   s.m.    • 1 •   dim.  di starna    • 2 •   il piccolo della starna. dim. starnottino. 
starnutamento   s.m.  (non com.) lo starnutare; anche, serie di starnuti.
starnutare   meno com. sternutare, pop. stranutare, v. intr.  [aus. avere] starnutire.
starnutatorio   agg.  che fa starnutire  s.m.  sostanza che provoca lo starnuto.
starnutazione   s.f.  (rar.) lo starnutare.
starnutire   meno com. sternutire, pop. stranutire, v. intr.  [io starnutisco, tu starnutisci ecc. ; aus. avere] fare uno o più starnuti.
starnuto   meno com. sternuto, pop. stranuto, s.m.  espirazione forte e rumorosa preceduta da una profonda inspirazione; è provocata da stimoli che irritano le terminazioni nervose della mucosa nasale: fare uno starnuto, degli starnuti. 
starosta   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   presso le antiche popolazioni slave, capo anziano di un villaggio    • 2 •   nella russia zarista, capo di un'amministrazione locale.
star system   loc. sost. m. invar.  nell'ambiente dello spettacolo, l'organizzazione pubblicitaria che lancia e sostiene un divo, una star.

start   s.m. invar.    • 1 •   (cine.) fotogramma iniziale di un film    • 2 •   (sport) segnale di partenza.
starter   s.m. invar.    • 1 •   chi dà il segnale di partenza nelle gare di corsa    • 2 •   (aut.) nei veicoli a motore, dispositivo che facilita l'avviamento.
stasare   v. tr.  liberare da ciò che intasa; sturare: stasare un condotto. 
stasatore   s.m.  strumento a spazzola per stasare tubature.
stasera   avv.  questa sera, cioè la sera in corso o quella immediatamente futura o appena trascorsa: stasera sei stato intemperante nel bere. 
stasi   s.f.    • 1 •   (med.) rallentamento o ristagno di fluidi normalmente circolanti nell'organismo: stasi linfatica, venosa, biliare    • 2 •   (fig.) momentaneo rallentamento o arresto di un'attività, di uno sviluppo e sim.; ristagno: un periodo di stasi economica. 
-stasi  -stasi o -stasia, secondo elemento di parole composte della terminologia medica e scientifica, derivate dal greco o formate modernamente, dal gr. stásis  (cfr. stasi); indica 'cessazione, arresto' (emostasi).
stasimo   s.m.  nella tragedia greca, canto del coro da fermo che separava un episodio dall'altro.
stassanizzare   v. tr.  (tecn.) sottoporre a stassanizzazione: stassanizzare il latte. 
stassanizzazione   s.f.  (tecn.) particolare procedimento di rapida pastorizzazione del latte.
statale   agg.  dello stato; che è sotto il controllo, l'amministrazione dello stato: enti, servizi statali; autorità statale; scuola, università, strada statale   s.m.  e f.  chi è alle dipendenze dello stato, delle amministrazioni statali | s.f.  strada statale § statalmente avv.  da parte dello stato; per ciò che riguarda lo stato.
statalismo   s.m.    • 1 •   dottrina che considera lo stato come unica fonte del diritto    • 2 •   tendenza ad attribuire allo stato il più alto potere di intervento in campo economico e sociale.
statalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi sostiene lo statalismo.
statalistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne lo statalismo; che applica lo statalismo: regime statalistico. 
statalizzare   v. tr.  rendere statale, di proprietà dello stato: statalizzare un'azienza privata; statalizzare i servizi telefonici, le ferrovie. 
statalizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi statalizza; che, chi opera per un programma di statalizzazioni: una politica statalizzatrice. 
statalizzazione   s.f.  lo statalizzare, l'essere statalizzato.
statario   agg.  (ant.) che sta fermo sul posto; che avviene sul posto: processo statario, processo sommario | soldato statario, nell'antichità, soldato di fanteria addestrato a combattere da fermo | battaglia stataria, combattuta a lungo e nello stesso luogo | commedia stataria, uno dei tre fondamentali tipi dell'antica commedia latina, caratterizzata da intreccio semplice, non movimentato.
statere   s.m.  moneta greca pari a due dramme, d'oro o d'argento, che ebbe il periodo di massimo corso tra il sec. vi e il iv a. c.
statica   s.f.    • 1 •   (fis.) parte della meccanica che studia le condizioni di equilibrio dei corpi sollecitati da forze    • 2 •   (ing.) insieme delle condizioni di equilibrio e di stabilità di un edificio o di un'altra costruzione    • 3 •   (econ.) analisi economica che prescinde dalla considerazione del fattore tempo.
statice   s.f.  (bot.) genere di piante con foglie lanceolate e fiorellini persistenti di color viola chiaro, bianco o giallo (fam.  plumbaginacee).
staticità   s.f.  condizione di ciò che è statico.
-statico  -statico secondo elemento di aggettivi composti di origine greca o di formazione moderna, connessi con sostantivi in -stato, in -stasi  o in statica  (termostatico, emostatico, elettrostatico).
statico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (fis.) relativo alla statica; che riguarda un sistema in quiete: sollecitazione statica, quella applicata a un corpo in modo da non turbarne l'equilibrio    • 2 •   che concerne la stabilità di un edificio o di un'altra costruzione; che ha buone condizioni di stabilità    • 3 •   nelle arti figurative, che esprime quiete, stabilità: figura statica    • 4 •   (fig.) privo di movimento, sviluppo, evoluzione: concezione statica della vita; una politica statica; l'azione di quel dramma è troppo statica  § staticamente avv.    • 1 •   (fis.) relativamente alla statica    • 2 •   (fig.) immobilmente.
statico   (2) o stadico, s.m.  [pl. -chi] (ant.) ostaggio.
statino   s.m.  (burocr.)    • 1 •   piccolo prospetto che reca dati concernenti una rilevazione: lo statino degli incassi a fine mese    • 2 •   modulo rilasciato a uno studente universitario che gli consente di sostenere una prova d'esame.
station-wagon  station-wagon agg.  e s.f. invar.  (aut.) si dice di autovettura la cui carrozzeria, rispetto al modello base, è modificata nella parte posteriore, in modo da avere maggiore capacità di carico; familiare.
statista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi governa, dirige uno stato | chi è esperto di problemi giuridici e politici relativi alla direzione e al governo dello stato.
statistica   s.f.    • 1 •   analisi quantitativa dei fenomeni collettivi che hanno attitudine a variare, allo scopo di descriverli e di individuare le leggi o i modelli che permettono di spiegarli e di prevederli: statistica descrittiva, induttiva, applicata  | statistica medica, biometria | statistica linguistica, disciplina che si occupa della rilevazione delle frequenze medie che le unità costitutive di una lingua hanno nel discorso | statistica fisica, metodo matematico che si applica ai sistemi fisici composti di un numero elevato di particelle (p. e.  i gas), per i quali non è possibile fornire una descrizione esatta del comportamento di ogni singolo elemento, ma soltanto stabilire il comportamento più probabile dell'intero sistema    • 2 •   raccolta sistematica e ordinata di dati: la statistica degli incidenti stradali, delle nascite; fare una statistica. 
statistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla statistica; proprio della statistica: metodo, studio statistico; dati statistici   s.m.  [f. -a] chi si occupa professionalmente di statistica § statisticamente avv.  secondo la statistica, dal punto di vista statistico | mediamente, secondo la media.
stativo   (1) agg.    • 1 •   (non com.) stazionario, permanente: gli accampamenti stativi dell'esercito romano    • 2 •   (non com.) stanziale: uccello stativo    • 3 •   (ling.) detto di verbo che indica durata, permanenza dell'azione.
stativo   (2) s.m.  supporto di vari strumenti ottici; treppiedi.
statizzare   v. tr.  statalizzare.
statizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) statalizzatore.
statizzazione   s.f.  statalizzazione.
-stato  -stato secondo elemento di parole composte della moderna terminologia scientifica e tecnica, dal gr. státìs  'che ferma' o statós  'che sta ritto' (cfr. stato-); è presente per lo più in nomi di strumenti e significa 'che ferma, che mantiene in equilibrio' (p. e. omeostato, termostato) o 'che si sostiene in equilibrio' (p. e. aerostato).
stato-  stato- primo elemento di parole composte della moderna terminologia scientifica, dal gr. statós  'che sta ritto'; indica condizione di equilibrio (statolito) o si riferisce alla statica (statoreattore).
stato   (1) part. pass  di stare, usato anche come part. pass. del verbo essere  nella coniugazione dei tempi composti.
stato   (2) s.m.    • 1 •   lo stare | in grammatica: complemento di stato in luogo, quello indicante il luogo, reale o figurato, in cui è il soggetto o si compie l'azione; verbi di stato  (o di quiete), quelli che non indicano movimento    • 2 •   modo di essere, di trovarsi; situazione, condizione: stato di salute, d'animo, di mente; essere ridotto in uno stato pietoso; essere in stato d'ubriachezza, d'incoscienza; vivere allo stato selvaggio, libero, naturale; accertare lo stato patrimoniale di un'azienda; non essere in stato di fare qualcosa, non essere in condizioni di farla; essere in stato di colpa, essere colpevole; stato di gravidanza, stato interessante, la condizione della donna incinta | essere in stato di grazia, (relig.) essere in grazia di dio, essere senza peccato mortale; (fig.) trovarsi in condizioni di particolare efficienza, ispirazione e sim.    • 3 •   situazione, condizione di una persona agli effetti anagrafici o giuridici; anche, il documento ufficiale che attesta questa situazione o condizione: stato celibe, nubile, vedovile; (certificato di) stato di famiglia; stato clericale, laico, religioso, rispetto alle differenti condizioni previste dal diritto canonico; i doveri del proprio stato, quelli derivanti dalla propria posizione giuridica, o anche sociale, professionale | stato (civile), il complesso delle qualità giuridiche appartenenti a una persona fisica; anche, l'ufficio del comune che registra la cittadinanza, le nascite, le morti e i matrimoni; soppressione di stato, reato commesso da chi omette di registrare nello stato civile la nascita di un bambino; alterazione di  stato, reato commesso da chi altera lo stato civile di un neonato oppure scambia un neonato con un altro; supposizione di stato, reato commesso da chi fa figurare nello stato civile una nascita non avvenuta    • 4 •   condizione economica; posizione sociale: migliorare il proprio stato; essere di umile stato  | (st.) classe sociale: primo, secondo, terzo stato, nella francia prerivoluzionaria, la nobiltà, il clero, la borghesia; il quarto stato, il proletariato    • 5 •   (chim. , fis.) modo particolare in cui le molecole di una sostanza possono trovarsi associate (è detto anche stato di aggregazione): stato solido, liquido, gassoso  | stato nascente, quello degli atomi prima che si uniscano in molecole | stato critico, stato di equilibrio tra due condizioni di aggregazione di una sostanza che può essere alterato da una minima variazione di temperatura, pressione o volume    • 6 •   stato maggiore, l'insieme degli ufficiali destinati a coadiuvare l'autorità militare centrale o i comandanti delle grandi unità nello studio e nella risoluzione dei problemi militari; (fig.) il gruppo dei dirigenti di una qualsiasi organizzazione | stato maggiore della difesa, l'organismo che è al vertice delle forze armate italiane    • 7 •   entità giuridica e politica che è frutto dell'organizzazione della vita collettiva di un gruppo sociale nell'ambito di un territorio, sul quale essa esercita la sua sovranità per estens., il territorio stesso: lo stato italiano; il capo, le leggi dello stato; stato repubblicano, monarchico; i confini dello stato; la repubblica di san marino è un piccolo stato; la nazione araba è suddivisa in molti stati; invadere, occupare uno stato  | stato democratico, che riconosce i diritti individuali di tutti i cittadini | stato totalitario, in cui l'interesse dello stato viene fatto coincidere con quello del partito unico cheè al potere | stato di diritto, in cui anche le autorità pubbliche sono tenute a rispettare le leggi e in cui vige la separazione dei poteri | stato guida, nazione le cui linee economiche, sociali, politiche condizionano le scelte di altri stati | uomo di stato, statista | scuola, polizia di stato, ferrovie dello stato, amministrate dallo stato, pubbliche | stato del benessere, (econ.) sistema sociale che assicura o mira ad assicurare a ogni cittadino un livello minimo di reddito e il soddisfacimento dei bisogni elementari (casa, tutela della salute, istruzione). dim. staterello    • 8 •   (ant.) ricchezza: onore e stato  (boccaccio dec.  x, 7)    • 9 •   (ant.) dominio, signoria.
statocisti   o statociste, s.f.  (biol.) piccola cella che contiene gli statoliti.
statolatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] chi manifesta statolatria; chi ha un atteggiamento di assoluta e cieca fede nei poteri dello stato.
statolatria   s.f.  concezione che riconosce allo stato un'autorità assoluta e illimitata; culto dello stato.
statolder   s.m. invar.  nei paesi bassi (secc. xvi-xviii), luogotenente del principe.
statolito   o statolite, s.m.  (biol.) corpuscolo di natura calcarea contenuto nella statocisti, che ha la funzione di stimolare le cellule sensitive dell'equilibrio.
statore   (1) s.m.  in una macchina elettrica rotante, la parte fissa (distinta dal rotore, la parte mobile).
statore   (2) agg.  presso gli antichi romani, epiteto di giove, in quanto conferiva la forza di resistere in battaglia.
statoreattore   s.m.  tipo di motore a reazione in cui la compressione dell'aria comburente è ottenuta aerodinamicamente; autoreattore.
statua   s.f.  opera di scultura a tutto tondo, che raffigura in forma naturalistica più o meno stilizzata figure di persone o di animali, o anche concetti e idee cui si dà forma umana o animale: una statua di marmo, di bronzo, di legno, di gesso, d'avorio, d'oro; modellare, scolpire una statua; fondere una statua di bronzo; erigere, fare una statua; una statua di michelangelo, del canova; una statua di gesù, della madonna; la statua della libertà  | statua equestre, in cui è raffigurato un personaggio a cavallo | essere, sembrare una statua, (fig.) si dice di persona dall'aspetto solenne, dal portamento maestoso, o anche di chi sta assolutamente immobile o rimane muto senza prendere parte alla conversazione. dim. statuina, statuetta. 
statuale   agg.  dello stato, inteso come organizzazione politico-giuridica.
statualismo   s.m.  (non com.) statalismo.
statualista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) statalista.
statualistico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) statalistico.
statualizzare   v. tr.  (non com.) statalizzare.
statualizzazione   s.f.  (non com.) statalizzazione.
statuaria   s.f.  (non com.) l'arte di scolpire statue; scultura: la statuaria classica. 
statuario   agg.    • 1 •   delle statue, che concerne le statue: arte statuaria  | adatto per statue: marmo statuario    • 2 •   (fig.) proprio, degno di una statua; solenne, maestoso: una bellezza, una corporatura statuaria  s. m.  (rar.) chi scolpisce statue; scultore.
statua-stele  statua-stele s.f.  [pl. statue-stele] (archeol.) menhir.
statuire   v. tr.  [io statuisco, tu statuisci ecc.]    • 1 •   (dir.) stabilire, deliberare, decretare: statuire con legge    • 2 •   (ant.) erigere: giunto carlo all'altar che statuito / i suoi gli aveano  (ariosto o. f.  xxxviii, 82).
statuizione   s.f.  (dir.) lo statuire, lo stabilire per legge | la norma, il precetto così stabiliti.
statunitense   agg.  degli stati uniti d'america  s.m.  e f.  chi è nato, chi abita negli stati uniti d'america.
statu quo    ⇨ status quo.
statura   s.f.    • 1 •   altezza di un individuo in posizione eretta, dalla pianta dei piedi alla sommità della testa: uomo di media statura; essere alto, basso di statura  | altezza di un animale, considerata da terra alla spalla    • 2 •   (fig.) altezza d'animo o d'ingegno; levatura: un uomo di scarsa statura morale, di notevole statura intellettuale. 
status   s.m. invar.  situazione, posizione giuridica o sociale di un individuo o di un gruppo: status giuridico. 
status quo   o statu quo, loc. sost. m. invar.  la situazione che esisteva prima del verificarsi di un determinato evento, spec. in campo giuridico o politico: tornare allo status quo; restaurare lo status quo  | situazione di fatto, quale si manifesta in un determinato periodo storico: modificare uno status quo. 
status symbol   loc. sost. m. invar.  oggetto, segno esteriore che rivela o dovrebbe rivelare, secondo una visione conformistica, la posizione sociale di una persona: l'auto di lusso è per lui soprattutto uno status symbol. 
statutario   agg.  di statuto, sancito da uno statuto: norme statutarie; libertà statutarie. 
statuto   s.m.  atto che contiene le norme fondamentali di un ente pubblico o privato | nell'ottocento, carta costituzionale: statuto albertino, quello che, sulla spinta dei moti risorgimentali, fu emanato dal re carlo alberto di savoia per il regno di sardegna il    • 4 •   marzo 1848 | statuto regionale, che regola l'organizzazione degli organi di una regione: regioni a statuto ordinario, a statuto speciale  | statuto comunale, nei comuni medievali, l'insieme delle norme legislative che regolavano l'autonomia di ogni comune e di altri enti giuridici come le arti e le corporazioni | lo statuto dei lavoratori, nome corrente di una legge emanata dal parlamento italiano nel 1970, che intende tutelare la dignità, la salute, la professionalità e la libertà politica e sindacale dei lavoratori.
staurolite   s.f.  (min.) idrossosilicato di ferro e alluminio, presente in rocce metamorfiche, di colore rosso-bruno ed elevata durezza.
stauroteca   s.f.  nell'arte cristiana, reliquiario, per lo più a forma di croce, destinato a contenere piccoli frammenti della croce di cristo.
stavolta   avv.  (fam.) questa volta.
stayer   s.m. invar.  (sport)    • 1 •   cavallo specializzato in gare a lungo percorso    • 2 •   nel ciclismo, mezzofondista.
staza   e deriv.   ⇨ stazza e deriv. 
staziografico   agg.  [pl. m. -ci] che si effettua per mezzo dello staziografo: rilevamento staziografico. 
staziografo   s.m.  (mar.) strumento che consente di localizzare su una carta nautica il punto in cui si trova una nave, quando si conosca la sua posizione relativamente a tre punti noti della costa.
stazionale   agg.  che si riferisce alle stazioni liturgiche: processione stazionale, quella che si svolge da una basilica all'altra durante la quaresima.
stazionamento   s.m.  lo stazionare, il sostare; sosta: è vietato lo stazionamento sul lato destro della via  | freno di stazionamento, freno a mano degli autoveicoli.
stazionare   v. intr.  [io stazióno ecc. ; aus. avere] sostare, stare fermo in un luogo (detto spec. di veicoli).
stazionarietà   s.f.  l'essere stazionario (anche fig).
stazionario   agg.    • 1 •   che tende a non mutare dimora: uccello stazionario  | nave stazionaria, nave da guerra che resta fissa nel porto di uno stato straniero o di una colonia    • 2 •   (fig.) che non varia, che rimane pressoché costante: situazione stazionaria; le condizioni del malato sono stazionarie  | onda, corrente stazionaria, (fis.) che non varia nel tempo | teoria dello stato stazionario, teoria cosmologica secondo cui l'universo sarebbe infinito e uniforme sia nello spazio sia nel tempo, e la sua continua espansione sarebbe compensata dalla continua creazione di nuova materia; si contrappone alla teoria cosiddetta del big bang | stato stazionario, (econ.) condizione di un sistema economico caratterizzato da assenza di crescita; (chim.) condizione di una reazione o di un processo chimico in cui le variabili (concentrazione, pressione ecc.) non cambiano nel tempo  s.m.  nelle università medievali, il libraio che conservava e prestava dietro pagamento, perché se ne potesse trarre copia, testi manoscritti utilizzati per l'insegnamento § stazionariamente avv. 
stazione   s.f.    • 1 •   (non com.) fermata, sosta; il luogo in cui ci si ferma, si sosta | un tempo, luogo attrezzato per il riposo o la sostituzione dei cavalli: stazione di posta  | nelle pratiche devozionali e liturgiche, luogo dove i fedeli si riuniscono in veglia e in preghiera: le stazioni quaresimali; le stazioni della via crucis, ciascuna delle quattordici immagini che rappresentano episodi della passione di gesù, davanti alle quali i fedeli sostano in preghiera    • 2 •   il complesso degli edifici e degli impianti presso cui si svolgono le operazioni di arrivo e partenza di merci e passeggeri che utilizzano mezzi di trasporto pubblico: stazione ferroviaria, aeroportuale, marittima; la stazione degli autobus, della metropolitana  | in partic., stazione ferroviaria: il piazzale, le pensiline, il bar della stazione; il treno entra, arriva in stazione; stazione di transito, attraversata dai binari di corsa; stazione di testa, nella quale i binari non proseguono e dove il treno, per ripartire, deve invertire il senso di marcia: la stazione di bologna è in parte di transito e in parte di testa.  dim. stazioncina  pegg. stazionaccia    • 3 •   (etnol.) ambiente, zona di insediamento umano in epoca preistorica: stazione all'aperto, in grotte, su palafitte; le stazioni del neolitico  | (biol.) ambiente in cui una specie animale o vegetale vive stabilmente o esplica determinate funzioni: stazione arida, umida, soleggiata; stazione rocciosa; stazione di ovodeposizione    • 4 •   località che presenta determinate particolarità ambientali e climatiche: stazione marina, lacustre, montana  | in senso più generico, località adatta a soggiorni di villeggiatura, di cura e sim.: stazione invernale, balneare, termale    • 5 •   qualsiasi edificio o impianto fisso attrezzato per l'espletamento di un determinato servizio: stazione meteorologica, sismica, per rilevamenti di carattere meteorologico, sismico; stazione sanitaria, ambulatorio; stazione di servizio, per il rifornimento di carburante e l'assistenza tecnica degli autoveicoli; stazione spaziale, satellite complesso e di grandi proporzioni, che funziona anche da punto di riferimento per i voli spaziali; stazione di lavoro, (inform.) posto di lavoro dotato di un terminale collegato a un elaboratore centrale, ma capace anche di elaborazioni autonome | in telematica e nelle telecomunicazioni, ciascuno dei punti di una rete da cui possono essere trasmessi o estratti segnali o informazioni: stazione radiofonica, televisiva, telegrafica; stazione ricevente, trasmittente  | punto del terreno da cui si effettuano rilievi topografici e geodetici    • 6 •   la più piccola unità operativa territoriale dell'arma dei carabinieri, comandata da un maresciallo o da un brigadiere; l'edificio in cui ha sede    • 7 •   (fisiol.) la posizione del corpo umano: stazione eretta, prona    • 8 •   (anat.) raggruppamento di linfonodi in una sede del corpo: stazioni cervicali, inguinali. 
stazza   ant. staza, s.f.    • 1 •   (mar.) volume complessivo degli spazi interni di una nave mercantile misurato in unità speciali dette tonnellate di stazza, pari a 2,832 m3 ciascuna | stazza netta, volume degli spazi utilizzabili per il carico di merci | stazza lorda, volume di tutti gli spazi chiusi, compresi quelli non utilizzabili per il carico | stazza di regata, per le imbarcazioni a vela, numero ricavato da un calcolo che si fonda sulle dimensioni dello scafo e delle vele; serve per stabilire gli abbuoni di tempo da attribuire in regata    • 2 •   (fig.) corporatura robusta: avere una bella stazza. 
stazzamento   s.m.  lo stazzare; stazzatura.
stazzare   ant. stazare, v. tr.  misurare la stazza di una nave o la stazza di regata di un'imbarcazione a vela | v. intr.  [aus. avere] avere una determinata stazza (detto di nave): un piroscafo che stazza 20. 000 tonnellate. 
stazzatore   ant. stazatore, s.m.  tecnico incaricato di stazzare le navi.
stazzatura   ant. stazatura [sta-za-tù-ra], s.f.    • 1 •   il complesso delle operazioni per calcolare la stazza di una nave    • 2 •   lo stesso che stazza. 
stazzo   s.m.    • 1 •   recinto all'aperto dove si raccoglie il bestiame durante la notte: i miei pastori / lascian gli stazzi e vanno verso il mare  (d'annunzio)    • 2 •   (ant.) luogo di sosta.
stazzonamento   s.m.  (non com.) lo stazzonare, l'essere stazzonato.
stazzonare   v. tr.  [io stazzóno ecc.]    • 1 •   sgualcire    • 2 •   (rar.) palpare, brancicare.
stazzone   s.f.  o m.  (ant.) dimora, bottega: andando dove questo calzolaio stava con la sua stazzone  (sacchetti).
steadycam   ® s.f. invar.  sistema che consente di effettuare riprese da fermo utilizzando una cinepresa portatile; la cinepresa stessa.
steam cracking   loc. sost. m. invar.  nella lavorazione dei derivati del petrolio, processo per l'ottenimento di idrocarburi insaturi (p. e.  acetilene, propilene) a partire da idrocarburi a più alto peso molecolare, come le benzine, che vengono sottoposti a cracking in presenza di vapore acqueo a elevata temperatura.
steamer   s.m. invar.  nave a vapore.
stearato   s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido stearico.
stearica   s.f.  candela di stearina.
stearico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di acido grasso saturo monovalente a diciotto atomi di carbonio, solido, di colore bianco, ottenuto dalla saponificazione di grassi animali e vegetali e usato nella fabbricazione di candele e di appretti per tessuti.
stearina   s.f.  (chim.) gliceride dell'acido stearico | nome commerciale di una miscela solida di acidi stearico, palmitico e oleico usata un tempo per fabbricare candele.
steatite   s.f.  (min.) varietà di talco a struttura compatta, di colore verde pallido, facilmente lavorabile, adoperata per oggetti ornamentali; è anche usata dai sarti per fare segni sulla stoffa prima di tagliarla e per questo viene chiamata comunemente pietra da sarto. 
steato-  steato- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica o dotta, dal gr. stéar stéatos  'grasso' (steatosi).
steatogeno   agg.  (med.) che provoca steatosi.
steatopigia   s.f.  adiposità abnorme delle cosce e dei glutei; è carattere distintivo di alcune popolazioni africane centromeridionali.
steatopigico   agg.  [pl. m. -ci] di steatopigia, che presenta steatopigia: statuetta steatopigica. 
steatopigo   o steatopigio [ste-a-to-pì-gio], agg.  [pl. m. -gi; pl. f. -ghe  o -gie] che presenta steatopigia.
steatorrea   s.f.  (med.) abnorme eliminazione di grassi con le feci, sintomo caratteristico delle sindromi spruetiche.
steatosi   s.f.  (med.) aumento patologico di grasso nell'interno delle cellule.
stecca   s.f.    • 1 •   asticella lunga e sottile, per lo più di legno: le stecche di una persiana.  dim. stecchetta, stecchina, steccolina, steccuccia  accr. steccona, steccone  (m.) pegg. steccaccia    • 2 •   nome generico di vari attrezzi o elementi a forma di stecca | stecche dell'ombrello, verghette d'acciaio che costituiscono l'ossatura dell'ombrello | stecche di balena, lamine fatte con i fanoni della balena e usate per confezionare busti, ventagli ecc. | stecca dello scultore, usata per modellare creta, cera e sim. | stecca del biliardo, asta, in genere di legno di frassino, levigata e rastremata, fornita all'estremità più sottile di un girello di cuoio che consente di colpire con più precisione la palla: essere una buona stecca, (fig.) un bravo giocatore di biliardo    • 3 •   (med.) tavoletta di legno o di altro materiale usata per immobilizzare un osso fratturato    • 4 •   nel gergo militare, tavoletta di legno che serviva a proteggere il tessuto delle uniformi quando se ne lucidavano i bottoni | lasciare, passare la stecca a qualcuno, (gerg.) lasciare un servizio, spec. se sgradito, a un altro che vi subentra    • 5 •   (estens.) confezione contenente dieci o venticinque pacchetti di sigarette    • 6 •   (fig.) stonatura; nota o serie di note stonate o sbagliate    • 7 •   (gerg.) tangente, mazzetta.
steccadenti   s.m. invar.  (rar.) stuzzicadenti.
steccaia   s.f.  sbarramento di pali posto lungo la riva di un corso d'acqua.
steccare   v. tr.  [io stécco, tu stécchi ecc.]    • 1 •   munire di stecche | cingere con uno steccato: steccare un giardino    • 2 •   (med.) applicare una stecca a un osso fratturato    • 3 •   (gastr.) fare buchi nella carne per lardellarla    • 4 •   (fig.) sbagliare, fallire, prendere male: steccare una nota; steccare la palla, nel tennis, colpirla col bordo della racchetta | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   nel gioco del biliardo, colpire male la palla    • 2 •   stonare cantando o suonando.
steccata   s.f.    • 1 •   steccato, stecconata    • 2 •   colpo dato con una stecca.
steccato   s.m.    • 1 •   barriera, recinzione fatta con stecconi o pali di legno affiancati e infissi nel terreno: chiudere, cingere con uno steccato  | riparo che limita i bordi della pista di un ippodromo: essere, correre allo steccato, di cavallo, correre lungo il margine interno della pista    • 2 •   (fig.) barriera, divisione profonda: fra quei partiti esiste ormai uno steccato    • 3 •   spiazzo recintato da stecconi dove si svolgevano un tempo giostre e tornei.
steccatura   s.f.  lo steccare; l'unire per mezzo di stecche.
steccherino   s.m.  nome di vari funghi mangerecci: steccherino dorato, fungo commestibile con gambo cilindrico, di colore grigio e cappello rosso-giallastro (fam.  idnacee).
stecchetto   s.m.    • 1 •   dim.  di stecco    • 2 •   nella loc. avv. a stecchetto, a corto di mezzi, di denaro, di cibo: stare, tenere a stecchetto. 
stecchiera   s.f.  rastrelliera in cui si ripongono le stecche del biliardo.
stecchino   s.m.    • 1 •   dim.  di stecco    • 2 •   stuzzicadenti.
stecchire   v. intr.  [io stecchisco, tu stecchisci ecc. ; aus. essere], stecchirsi v. rifl.  (non com.) diventare secco e sottile come uno stecco; diventare rigido | v. tr.    • 1 •   (rar.) far diventare secco    • 2 •   (fig.) uccidere sul colpo: lo stecchì con una fucilata. 
stecchito   part. pass.  di stecchire   agg.    • 1 •   rinsecchito; magrissimo; un albero, un vecchio stecchito    • 2 •   rigido come uno stecco | (morto) stecchito, morto sul colpo: cadde stecchito    • 3 •   (fig.) stupefatto, molto sorpreso: parole che lasciano stecchiti. 
stecco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   ramoscello sfrondato e secco; bastoncino sottile e appuntito: un fuoco di stecchi  | essere uno stecco, magro come uno stecco, (fig.) si dice di persona molto magra | ridursi uno stecco, (fig.) dimagrire eccessivamente. dim. stecchetto, stecchino    • 2 •   (zool.) nome pop. del bacillo del rossi. 
stecconare   v. tr.  [io steccóno ecc.] (non com.) chiudere, recintare con stecconi.
stecconata   s.f. , o stecconato s.m. , steccato.
steccone   s.m.    • 1 •   accr.  di stecca    • 2 •   asse di legno stretta e generalmente appuntita usata per steccati e recinti.
steccuto   agg.  (non com.)    • 1 •   pieno di stecchi    • 2 •   che ha forma di stecco.
stechiometria   s.f.  parte della chimica che studia le leggi che regolano i rapporti di combinazione delle molecole nelle reazioni.
stechiometrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di, relativo alla stechiometria | in rapporto stechiometrico, si dice di reagenti che si trovano nelle proporzioni esatte richieste dalla reazione chimica, cioè senza eccesso o difetto di alcuno di essi.
steeple-chase  steeple-chase s.m. invar.  (sport) corsa di cavalli che si disputa su un percorso disseminato di ostacoli naturali e artificiali.
steganopodi   s.m. pl.  (zool.) lo stesso che pelecaniformi. 
steganura   s.f. , o steganuro s.m. , (zool.) nome scientifico di un genere di uccelli che comprende la vedova del paradiso. 
stegocefali   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di anfibi fossili vissuti dal devoniano al terziario | sing.  [-o] ogni individuo appartenente a tale sottoclasse.
stegola   o stevola, s.f.  stanga di legno o di metallo che si trova, unica o in coppia, in alcune macchine agricole e che ne permette la regolazione e la guida.
stegolo   s.m.  nel mulino a vento, asse che riceve la spinta dalle pale e la trasmette alla macina.
stegomia   s.f.  genere di zanzare che con la puntura possono trasmettere alcune malattie infettive, fra cui la febbre gialla (ord.  ditteri).
stegosauro   s.m.  rettile fossile terrestre, del gruppo dei dinosauri, fornito di una cresta ossea sviluppata lungo la spina dorsale.
stele   non com. stela, s.f.  [pl. -le, rar. -li]    • 1 •   lastra verticale di pietra o di marmo che reca un'iscrizione o immagini in rilievo; ha per lo più valore commemorativo; cippo: stele funebre; porre, scoprire una stele    • 2 •   (bot.) la zona centrale dei fusti e delle radici.
stella   s.f.    • 1 •   corpo celeste globulare rotante su sé stesso, formato da materia allo stato di plasma in cui si susseguono reazioni termonucleari; è caratterizzato dall'emissione di luce e di altre radiazioni che variano a seconda del suo stadio di evoluzione: il sole è la stella più vicina alla terra  | stella a neutroni, stella che si trova nello stadio terminale della sua evoluzione, costituita da soli neutroni e caratterizzata dall'emissione di radiazioni non luminose | stelle doppie, triple, multiple, sistemi formati da due, tre o più stelle ruotanti l'una intorno all'altra | stella variabile, quella la cui luminosità e il cui volume variano irregolarmente nel tempo | stella pulsante, quella caratterizzata da variazioni periodiche di volume e luminosità | stelle bianche, rosse, azzurre, così dette a seconda del colore della loro luce; stella nana, gigante, supergigante, a seconda delle dimensioni | stella nuova, lo stesso che nova  | stella polare, nella costellazione dell'orsa minore, quella che si trova allo zenit del polo nord | stella cadente, meteorite che attraversa l'atmosfera diventando incandescente    • 2 •   in usi non scientifici, corpo celeste luminoso: il chiarore delle stelle  | dormire sotto le stelle, all'aperto | occhi che sembrano stelle, (iperb.) straordinariamente belli e luminosi | la stella di natale, quella che guidò i magi verso la capanna di betlemme | andare, salire, giungere alle stelle, (fig.) arrivare molto in alto: le urla giungevano alle stelle, erano fortissime | portare, levare alle stelle qualcuno  o qualcosa, (fig.) esaltarlo, magnificarlo | vedere le stelle, (fig.) provare un dolore fisico acutissimo | a stella, a forma di stella | motore a stella, (mecc.) motore stellare | collegamento a stella, (elettr.) tipo di connessione di un sistema di avvolgimenti o carichi trifasi, che può fare capo a tre o quattro morsetti | che stella!, stella!, (fam.) esclamazione di complimento affettuoso. dim. stelletta, stellina, stelluccia  accr. stellona, stellone  (m)    • 3 •   immagine, oggetto, o disposizione, raffigurazione di oggetto a forma di stella: una stella di carta; cacciavite a stella  | la stella dello sperone, la rotellina di metallo fissata in cima allo sperone | stella filante, rotolino di carta variamente colorato che si lancia per gioco a carnevale | stella di rette, di piani, (mat.) l'insieme delle rette e dei piani passanti per un punto dello spazio    • 4 •   distintivo, emblema, decorazione a forma di stella: la stella di davide; stella al merito del lavoro, decorazione concessa a lavoratori particolarmente meritevoli | simbolo di grado militare: generale a una stella, di brigata; a due stelle, di divisione; a tre stelle, di corpo d'armata | simbolo che indica la categoria o la qualità di alberghi e ristoranti nelle guide turistiche: albergo a tre, a quattro stelle  | simbolo che indica il grado di temperatura a cui può giungere un refrigeratore: scomparto frigorifero a tre stelle  | nel calcio, simbolo che indica la vittoria di dieci scudetti da parte di una squadra    • 5 •   sorte, destino, in quanto un tempo le vicende umane si ritenevano sottoposte all'influsso degli astri: nascere sotto una buona, una cattiva stella, avere un destino favorevole, sfavorevole; essere la buona stella di qualcuno, essere la sua fortuna    • 6 •   attrice, spec. cinematografica, molto popolare: le stelle di hollywood  | (estens.) personaggio famoso, di grande successo: le stelle dello sport    • 7 •   (mar.) piccola imbarcazione a vela da regata, nota anche col nome inglese di star    • 8 •   macchia bianca a forma di stella che talora i cavalli recano in fronte    • 9 •   in botanica: stella di natale, arbusto con infiorescenze a fiori piccoli, gialli, circondati da grandi brattee rosse, disposte a stella (fam.  euforbiacee); stella alpina, pianta erbacea con fiori vellutati bianchi (fam.  composite)    • 10 •   in zoologia: stella di mare, marina, invertebrato degli echinodermi che ha il corpo a forma di stella con cinque o più bracci coperti di piastre calcaree.
stellage   s.m. invar.  in borsa, contratto di borsa a premio, nel quale il compratore del premio si riserva la facoltà di acquistare o vendere, alla scadenza, una determinata quantità di titoli a un prezzo stabilito.
stellante   agg.  (lett.)    • 1 •   che splende di stelle: per adornarne i suoi stellanti chiostri  (petrarca canz.  cccix, 4)    • 2 •   luminoso come stella: occhi stellanti. 
stellare   (1) v. tr.  [io stéllo ecc.] (non com.) coprire di stelle; costellare (anche fig.) | stellarsi v. rifl.  coprirsi di stelle.
stellare   (2) agg.    • 1 •   (astr.) di stella; relativo alle stelle: grandezza stellare  | associazione stellare, gruppo di stelle aventi la stessa origine ed età | catalogo stellare, quello contenente una lista di stelle con l'indicazione della loro posizione, grandezza e tipo spettrale | fisica stellare, astrofisica | statistica stellare, studio statistico delle stelle    • 2 •   che ha forma simile a quella di una stella: figura, disposizione stellare  | motore stellare, (mecc.) in cui i cilindri sono disposti come le punte di una stella    • 3 •   spaziale: guerre stellari. 
stellare   (3) v. tr.  [io stèllo ecc.] nelle costruzioni navali, affinare lo scafo a prua e a poppa.
stellaria   s.f.  pianta erbacea con fiori bianchi muniti di lungo peduncolo (fam.  cariofillacee).
stellato   (1) agg.    • 1 •   pieno, cosparso di stelle: cielo stellato; una notte stellata, serena, limpida e piena di stelle | bandiera stellata, quella degli stati uniti d'america, in cui ogni stella rappresenta uno stato | la repubblica stellata, gli stati uniti d'america    • 2 •   (fig. lett.) costellato, cosparso, disseminato: un campo stellato di fiori    • 3 •   in forma di stella o simile a una stella: poligono stellato  | ganglio stellato, (anat.) ganglio del sistema neurovegetativo umano  s.m.  cielo stellato.
stellato   (2) part. pass.  di stellare    • 3 •   agg.  e s.m.  (mar.) si dice di scafo di cui siano state affinate la prua e la poppa.
stelleggiare   v. tr.  [io stelléggio ecc.] (non com.) riempire di stelle | ricamare stelle o decorazioni a forma di stelle.
stelletta   s.f.    • 1 •   dim.  di stella    • 2 •   distintivo a forma di stella a cinque punte che contraddistingue le forze armate italiane | distintivo di grado degli ufficiali dell'esercito: guadagnarsi le stellette, avanzare di grado    • 3 •   (tip.) asterisco | in molti giornali, simbolo che col suo numero indica la qualità o l'indice di gradimento di un film in programmazione: un film con tre stellette. 
stellina   s.f.    • 1 •   dim.  di stella    • 2 •   giovane attrice, spec. cinematografica (in questo sign. è un calco dell'ingl. starlet)    • 3 •   spec. pl.  tipo di pastina per brodo a forma di piccole stelle    • 4 •   stellina odorosa, pianta erbacea con piccoli fiori bianchi in corimbi e foglie lanceolate in verticilli (fam.  rubiacee).
stellionato   s.m.  nel diritto romano, atto doloso non rientrante in una specifica figura di reato.
stellione   s.m.  rettile dal corpo allungato ricoperto da squame di diversa grandezza; ha arti brevi ma robusti e colorazione grigiastra a macchie gialle e nere (ord.  squamati).
stellite   ® s.f.  (metall.) lega non ferrosa a base di cobalto, tungsteno, cromo e carbonio, caratterizzata da elevata resistenza al taglio e all'azione di acidi e soluzioni saline.
stellitizzazione   s.f.  (metall.) applicazione di stellite sulla superficie di pezzi metallici.
stelloncino   s.m.  nel linguaggio giornalistico, trafiletto, senza titolo, di cronaca mondana o di altro argomento leggero.
stellone   s.m.    • 1 •   accr.  di stella  | stellone d'italia, denominazione scherzosa dell'emblema a forma di stella che sormonta la figura di donna simbolo dell'italia; si vuole rappresenti la buona sorte che ha assistito il paese anche nelle ore più tristi della sua storia    • 2 •   (non com.) sole caldo dell'estate; per estens., canicola, solleone.
stelo   s.m.    • 1 •   (bot.) fusto delle piante erbacee; anche, il peduncolo dei fiori    • 2 •   (estens.) elemento di sostegno a forma di fusto | stelo dello stantuffo, nelle macchine motrici e nelle pompe, l'asta d'acciaio che collega lo stantuffo col testacroce | lampada a stelo, con fusto lungo e sottile che poggia sul pavimento    • 3 •   (anat.) la parte del pelo che sporge dall'epidermide.
stemma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (arald.) emblema figurativo che costituisce il contrassegno di famiglie nobili, istituzioni, enti, associazioni e sim.: lo stemma dei visconti; lo stemma di roma    • 2 •   stemma dei codici, (filol.) schema in cui sono rappresentate, come in un albero genealogico, le relazioni intercorrenti fra i manoscritti che hanno trasmesso un testo, presi in esame allo scopo di farne un'edizione critica.
stemmario   s.m.  (arald.) libro o altra pubblicazione in cui sono raccolti stemmi nobiliari, di città, di istituzioni ecc.
stemmato   agg.  che reca uno stemma: carta stemmata. 
stemperamento   s.m.  (non com.) lo stemperare, lo stemperarsi, l'essere stemperato.
stemperanza   s.f.  (ant.)    • 1 •   intemperanza    • 2 •   intemperie    • 3 •   alterazione.
stemperare   o stemprare, v. tr.  [io stèmpero ecc.]    • 1 •   disperdere una sostanza solida in un liquido fino a formare un impasto; sciogliere, diluire: stemperare i colori nell'olio; stemperare la farina nel latte  | (fig.) diluire facendo perdere di forza, di efficacia: stemperare un concetto, un'idea    • 2 •   togliere la tempera a un metallo: stemperare l'acciaio    • 3 •   (non com.) privare un oggetto della punta; spuntare | (fig.) far perdere il nerbo, svigorire: donna, perché sì lo stempre?  (dante purg.  xxx, 96) | stemperarsi v. rifl.    • 1 •   perdere la tempera | perdere la punta    • 2 •   (fig.) sciogliersi, struggersi: stemperarsi in lacrime. 
stemperato   (1) part. pass.  di stemperare   agg.    • 1 •   diluito (anche fig.): colori stemperati nell'acqua; poche idee stemperate in un'esposizione prolissa    • 2 •   che ha perduto la tempera: acciaio stemperato    • 3 •   privo di punta: una matita stemperata. 
stemperato   (2) agg.  (ant.) smodato, sregolato, incontinente.
stemperatura   s.f.  (non com.) stemperamento.
stempiarsi   v. rifl.  [io mi stèmpio ecc.] perdere i capelli, a cominciare dalle tempie.
stempiato   part. pass.  di stempiarsi   agg.  privo di capelli vicino alle tempie: un uomo stempiato. 
stempiatura   s.f.  lo stempiarsi, l'essere stempiato: una stempiatura pronunciata. 
stemprare    ⇨ stemperare.
sten   s.m. invar.  pistola mitragliatrice inglese, dalla canna molto corta.
stencil   s.m. invar.  matrice per ottenere copie col ciclostile o col mimeografo.
stendale   s.m.  (ant.) stendardo; ostendale.
stendardiere   s.m.  chi regge lo stendardo.
stendardo   s.m.    • 1 •   insegna; in partic., quella che contraddistingueva i reggimenti di cavalleria | alzare lo stendardo, (ant.) raccogliere sotto le proprie insegne; intraprendere una guerra    • 2 •   gonfalone di enti pubblici o di confraternite religiose, che viene esibito in cima a un'asta durante manifestazioni o processioni    • 3 •   (bot.) il petalo superiore nella corolla delle papilionacee.
stendere   v. tr.  [coniugato come tendere]    • 1 •   distendere, allungare: stendere le gambe, le braccia  | stendere le truppe sul campo, schierarle | stendere la mano, chiedere l'elemosina    • 2 •   mettere a giacere: stendere un ferito sulla barella  | (estens.) atterrare, abbattere: il pugile ha steso l'avversario al primo pugno    • 3 •   dispiegare, sciorinare, mettere all'aria: stendere il bucato ad asciugare  | spiegare, svolgere qualcosa che era ripiegato o ravvolto: stendere la tovaglia sulla tavola    • 4 •   spalmare, spianare: stendere i colori sulla tela; stendere la pasta, ridurla in sfoglia col matterello    • 5 •   mettere per iscritto, comporre, redigere: stendere un verbale, un contratto, una denuncia    • 6 •   (lett.) tendere: ben stendi dell'arco / il nervo al lato manco  (parini) | stendersi v. rifl.  allungarsi, porsi disteso: stendersi sulla poltrona, al sole  | v. rifl.    • 1 •   occupare una superficie; estendersi per un certo spazio: la pianura si stende sino al mare    • 2 •   (ant. , lett.) arrivare, giungere a un certo limite: il maestro, la cui scienzia non si stendeva forse più oltre che il medicare i fanciulli del lattime  (boccaccio dec.  viii, 9)    • 3 •   (non com.) dilungarsi: stendersi su un argomento. 
stendibiancheria   s.m. invar.  attrezzo formato da un telaio e da fili sui quali viene stesa la biancheria ad asciugare.
stendifili   s.m.    • 1 •   operaio addetto a tendere fili telegrafici o telefonici    • 2 •   soldato del genio in grado di approntare linee telefoniche o telegrafiche.
stendimento   s.m.  (non com.) lo stendere, lo stendersi, l'essere steso.
stenditoio   s.m.    • 1 •   locale attrezzato per stendere i panni    • 2 •   stendibiancheria.
stenditore   s.m.  [f. -trice] chi stende | operaio addetto alla stenditura della canapa.
stenditrice   s.f.  macchina usata nella lavorazione della canapa per compiere l'operazione della stenditura.
stenditura   s.f.  lo stendere, l'essere steso | operazione consistente nel riunire le mannelle pettinate della canapa.
stenebrare   v. tr.  [io stènebro ecc.] (lett.) togliere, liberare dalle tenebre (spec. fig.): qual sole o quai candele / ti stenebraron sì, che tu drizzasti / poscia di retro al pescator le vele?  (dante purg.  xxii, 61-63).
stenia   s.f.  (scient. rar.) buona tonicità muscolare, vigore.
stenico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che presenta stenia.
steno-  steno- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica e dotta, dal gr. stenós  'stretto'; significa 'restringimento, abbreviazione' (stenosi, stenografia).
stenoalino   agg.  (biol.) si dice di organismo acquatico che non sopporta variazioni notevoli di salinità.
stenoblocco   s.m.  [pl. -chi] blocco di carta con una particolare rigatura dei fogli, usato per stenografare.
stenocardia   s.f.  (med.) angina pectoris.
stenocoro   agg.  (biol.) si dice di organismo capace di vivere solo in un determinato ambiente.
stenodattilografia   s.f.  tecnica della stenografia abbinata a quella della dattilografia.
stenodattilografico   agg.  [pl. m. -ci] di stenodattilografia: corsi stenodattilografici. 
stenodattilografo   s.m.  [f. -a] persona specializzata o diplomata in stenodattilografia.
stenografare   v. tr.  [io stenògrafo ecc] scrivere con i caratteri e i segni della stenografia (anche assol.): stenografare un discorso; saper stenografare. 
stenografia   s.f.  tecnica di scrittura manuale veloce che usa segni e abbreviazioni convenzionali di parole e di frasi.
stenografico   agg.  [pl. m. -ci] di, della stenografia: segni, metodi, corsi stenografici  | scritto con i segni della stenografia: resoconto stenografico  § stenograficamente avv.  per mezzo della stenografia.
stenografo   s.m.  [f. -a] qualifica professionale di chi è in grado di scrivere usando la tecnica stenografica; per estens., chi sa stenografare.
stenogramma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   lo stesso che stenoscritto    • 2 •   ogni singolo segno della stenografia.
stenoigro   agg.  (biol.) si dice di organismo che non sopporta variazioni notevoli di umidità.
stenoscritto   s.m.  testo stenografato.
stenosi   s.f.  (med.) restringimento patologico, congenito o acquisito, di un orifizio o di un condotto anatomico: stenosi vascolare, bronchiale. 
stenossibionte   agg.  (biol.) si dice di organismo che non sopporta variazioni notevoli della concentrazione di ossigeno nell'ambiente.
stenotermia   s.f.  (biol.) incapacità di sopportare variazioni termiche se non entro limiti molto ristretti.
stenotermo   agg.  (biol.) si dice di organismo animale o vegetale caratterizzato da stenotermia.
stenotipia   s.f.  sistema di scrittura stenografica per mezzo di speciali macchine per scrivere.
stenotipista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi scrive in stenotipia; chi sa usare la macchina da stenotipia.
stentacchiare   v. intr.  [io stentàcchio ecc. ; aus. avere] (fam) stentare, patire piccoli stenti.
stentare   v. intr.  [io stènto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   fare fatica, incontrare difficoltà, stento nel fare qualcosa: stentare a imparare, a scrivere; un fatto tanto inverosimile che si stenta a crederlo; stentare a pagare, avere difficoltà a farlo, oppure farlo di malavoglia    • 2 •   (assol.) vivere male; in partic., versare in ristrettezze economiche: una famiglia che stenta non poco  | v. tr.  in loc. quali: stentare la vita, stentare a vivere, vivere tra gli stenti; stentare il pane, faticare a guadagnarlo.
stentatezza   s.f.  l'essere stentato.
stentato   part. pass.  di stentare   agg.    • 1 •   fatto, eseguito, ottenuto con fatica, a malapena, a stento: un lavoro stentato; una promozione stentata  | che tradisce lo sforzo e la mancanza di naturalezza: sorriso stentato; una prosa stentata, incerta, priva di scorrevolezza    • 2 •   cresciuto male, a stento: una pianta stentata    • 3 •   pieno di fatiche e di stenti: una vita stentata  § stentatamente avv.  con stento, a stento: crescere stentatamente. 
stenterellesco   agg.  [pl. m. -schi] di stenterello, degno di stenterello.
stenterello   s.m.    • 1 •   maschera popolare fiorentina    • 2 •   (estens. tosc.) persona magra, allampanata; anche, persona sciocca, ridicola: la favella toscana, ch'è sì sciocca / nel manzonismo de gli stenterelli  (carducci), con allusione al toscanismo ridicolo di quanti seguivano pedissequamente le dottrine linguistiche manzoniane.
stento   (1) agg.  (tosc.) stentato, debole, poco sviluppato: degli orticelli stenti e qualche magro olivo  (levi).
stento   (2) s.m.    • 1 •   sofferenza, privazione dovuta a gravi ristrettezze economiche: crescere tra gli stenti; una vita di stenti    • 2 •   difficoltà, fatica nel fare qualcosa: essere promosso con qualche stento  | senza stento, facilmente | a stento, a fatica, con difficoltà: riuscire a stento. 
stentore   s.m.  (lett.) uomo dalla voce fortissima: sdegna d'alzare / fra il rauco suon di stentori plebei / tu' amabil voce  (parini).
stentoreo   agg.  (lett.) si dice di voce forte, tonante, potente § stentoreamente avv.  con voce stentorea.
stentucchiare   v. intr.  [io stentùcchio ecc. ; aus. avere] (fam.) stentacchiare.
stepidire    ⇨ stiepidire.
steppa   s.f.  vasta prateria incolta, tipica di zone temperate soggette a lunghi periodi di siccità e di zone a clima subtropicale molto arido: le steppe della russia. 
steppage   s.m. invar.    • 1 •   (med.) modo difettoso di camminare in cui il malato a ogni passo è obbligato ad alzare molto la coscia, per evitare di urtare a terra con il piede, che risulta ciondolante per la paralisi dei muscoli flessori dorsali    • 2 •   (vet.) difetto nell'andatura per cui il cavallo tende a trottare con un allungo eccessivo degli arti anteriori.
stepper   s.m. invar.  attrezzo da ginnastica che consente di simulare il movimento di chi fa dei passi.
steppico   agg.  [pl. m. -ci] di, della steppa: vegetazione, fauna steppica; clima steppico. 
steppificazione   s.f.  trasformazione in steppa di un territorio che prima non lo era.
stepposo   agg.  che ha le caratteristiche della steppa, che presenta la vegetazione propria della steppa: una regione stepposa. 
steradiante   s.m.  (mat.) unità di misura degli angoli solidi nel sistema internazionale, pari all'angolo solido che ha il vertice nel centro di una sfera e che sottende un'area uguale a quella di un quadrato con i lati uguali al raggio della sfera.
sterangolo   s.m.  (mat.) angolo solido.
sterco   s.m.  [pl. rar. gli sterchi; ant. le stercora]    • 1 •   feci, escrementi degli animali    • 2 •   feci, escrementi dell'uomo: vidi gente attuffata in uno sterco / che da li uman privadi parea mosso  (dante inf.  xviii, 113-114).
stercoraceo   agg.  di sterco, simile a sterco.
stercorario   agg.  dello sterco; che si riferisce allo sterco | scarabeo stercorario, coleottero che depone le uova negli escrementi degli animali domestici  s.m.  uccello marino simile al gabbiano, diffuso soprattutto nelle regioni artiche; ha corpo robusto, becco e artigli adunchi, indole aggressiva (ord.  caradriformi).
sterculiacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, prevalentemente tropicali, con foglie alterne, fiori actinomorfi e frutti deiscenti; vi appartengono il cacao e la cola | sing.  [-a] ogni pianta appartenente a tale famiglia.
stereo   agg. invar.  forma abbreviata di stereofonico : musica, impianto stereo   s.m. invar.  impianto stereofonico.
stereo-  stereo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica o dotta, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. stereós  'solido, saldo, rigido' e, in geometria, 'cubico'; da quest'ultimo sign. deriva la nozione di 'spaziale, tridimensionale' (stereografia, stereoscopia).
stereoagnosia   s.f.  (med.) incapacità di riconoscere gli oggetti al tatto.
stereobate   s.m.  nell'architettura greca, basamento di una colonna o di un intero edificio.
stereochimica   s.f.  parte della chimica che studia la disposizione spaziale degli atomi nelle molecole.
stereocinematografia   s.f.  cinematografia a effetto stereoscopico.
stereocomparatore   s.m.  apparecchio che in fotogrammetria serve ad analizzare le fotografie per i rilevamenti topografici.
stereofonia   s.f.    • 1 •   percezione spaziale del suono da parte dell'orecchio umano, mediante l'audizione biauricolare    • 2 •   tecnica di registrazione e riproduzione del suono che, utilizzando due o più canali, ricrea la spazialità dell'orizzonte sonoro originario.
stereofonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda la stereofonia: effetto stereofonico    • 2 •   che è basato sulla stereofonia: impianto stereofonico, impianto per l'ascolto di musica incisa su dischi o su nastri, che riproduce la spazialità dell'orizzonte sonoro originario emettendo i suoni da due o più diffusori acustici § stereofonicamente avv.  in stereofonia.
stereofotografia   s.f.  tecnica di ripresa di immagini accoppiate che danno, a chi osserva, la sensazione dello spazio tridimensionale | fotografia stereoscopica.
stereofotogrammetria   s.f.  la fotogrammetria che si esegue per mezzo di fotografie stereoscopiche.
stereognostico   agg.  [pl. m. -ci] si dice della facoltà di riconoscere la forma degli oggetti: senso stereognostico. 
stereografia   s.f.    • 1 •   (geom.) metodo di rappresentazione grafica di un solido sopra un piano    • 2 •   in radiologia, tecnica diagnostica che si basa sull'osservazione di due radiogrammi disposti in un apposito apparecchio in modo che ne risulti un'immagine stereoscopica.
stereografico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la stereografia: proiezione stereografica. 
stereogramma   s.m.  [pl. -mi] (mat.) rappresentazione grafica tridimensionale di una funzione a due variabili.
stereoisomeria   s.f.  (chim.) isomeria spaziale.
stereoisomero   s.m.  (chim.) ciascuno dei due isomeri spaziali di una molecola.
stereolitografia   s.f.  modello di un progetto industriale riprodotto nei minimi dettagli mediante un procedimento computerizzato.
stereoma   s.m.  [pl. -mi] (bot.) complesso di fibre e sclereidi che formano un tessuto di sostegno.
stereometria   s.f.  parte della geometria che ha per oggetto lo studio e la misurazione dei solidi.
stereometrico   agg.  [pl. m. -ci] della stereometria, che si riferisce alla stereometria: misurazioni stereometriche. 
stereoscopia   s.f.    • 1 •   percezione della tridimensionalità di un oggetto mediante la visione binoculare    • 2 •   parte dell'ottica che studia le immagini e gli effetti tridimensionali    • 3 •   procedimento consistente nel fotografare un oggetto da due angolazioni diverse e nell'osservare le immagini così ottenute con uno stereoscopio    • 4 •   fotografia stereoscopica.
stereoscopico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la stereoscopia: effetto stereoscopico  | fotografia stereoscopica, quella che, grazie ad alcuni accorgimenti tecnici, pur essendo stampata su una superficie piana, dà a chi la guarda la sensazione dello spazio tridimensionale; anche, la tecnica usata per realizzarla § stereoscopicamente avv.  per mezzo della stereoscopia.
stereoscopio   s.m.  strumento ottico, simile a un binocolo, mediante il quale, guardando contemporaneamente due immagini dello stesso oggetto prese da due diversi punti di vista, si ha la sensazione di vedere un'immagine in rilievo.
stereospecifico   agg.  (chim.) si dice di ogni reagente, catalizzatore o reazione che dà solo molecole con una particolare orientazione dei gruppi costituenti: polimerizzazione stereospecifica. 
stereotipare   v. tr.  [io stereòtipo ecc.] (tip.) stampare col sistema della stereotipia.
stereotipato   part. pass.  di stereotipare   agg.    • 1 •   (tip.) stampato col sistema della stereotipia    • 2 •   (fig.) ripetuto, riprodotto sempre allo stesso modo, secondo un modello fisso; convenzionale: le solite frasi stereotipate; un sorriso stereotipato. 
stereotipia   s.f.  (tip.)    • 1 •   procedimento di riproduzione che permette di ottenere, da una composizione tipografica a caratteri o a righe mobili (p. e. una pagina di libro o di giornale), lastre di piombo fuse in un blocco unico, piane o curve, per la stampa in piano o in macchine rotative    • 2 •   la lastra così ottenuta; la stampa effettuata con tali lastre.
stereotipico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (tip.) relativo alla stereotipia: procedimento stereotipico    • 2 •   (non com.) relativo a uno stereotipo.
stereotipista   s.m.  [pl. -sti] (tip.) operaio specializzato nella stereotipia.
stereotipo   agg.  di, della stereotipia; ottenuto con procedimento stereotipico: riproduzione stereotipa   s.m.    • 1 •   modello ricorrente e convenzionale di comportamento, di discorso e sim. | (psicol.) opinione precostituita, non acquisita sulla base di un'esperienza diretta e scarsamente suscettibile di modifica    • 2 •   (ling.) successione fissa di parole che assume un significato autonomo (p. e. atroce delitto, fortuna sfacciata, caso pietoso).
stereovisore   s.m.  stereoscopio.
sterico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) relativo allo spazio | impedimento sterico, in una reazione chimica, ritardo o impedimento dovuto alla distribuzione spaziale degli atomi nella molecola.
sterile   agg.    • 1 •   incapace di concepire, di riprodursi; infecondo: donna, uomo sterile; animale sterile  | fiore sterile, che non dà frutto    • 2 •   (estens.) improduttivo o scarsamente produttivo: terreno sterile    • 3 •   (fig.) senza frutto, senza risultato, senza effetto; inutile: tentativo, lavoro, discussione sterile    • 4 •   (med.) sterilizzato, privo di germi: ambiente, garza, siringa sterile  § sterilmente avv. 
sterilire   v. tr.  [io sterilisco, tu sterilisci ecc.] (non com.) isterilire.
sterilità   s.f.    • 1 •   l'essere sterile (anche fig.): sterilità maschile, femminile; la sterilità di un terreno; la sterilità di un lavoro, di un'iniziativa    • 2 •   assenza totale di germi o di altri microrganismi.
sterilizzare   v. tr.    • 1 •   rendere sterile; privare della capacità procreativa mediante sterilizzazione    • 2 •   liberare da germi e da altri microrganismi con appositi procedimenti: sterilizzare il latte; sterilizzare gli strumenti chirurgici. 
sterilizzatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi sterilizza    • 2 •   apparecchio usato per la sterilizzazione | usato anche come agg.  : macchina sterilizzatrice, autoclave.
sterilizzazione   s.f.    • 1 •   lo sterilizzare, l'essere sterilizzato    • 2 •   processo termico o chimico che ha lo scopo di distruggere ogni forma di vita microbica in una sostanza o in un corpo qualsiasi    • 3 •   (med.) procedimento di legatura delle tube nella femmina, dei dotti deferenti nel maschio, che li rende incapaci di procreare    • 4 •   sterilizzazione della moneta, (econ.) complesso di operazioni mediante le quali la banca centrale contrae la quantità di moneta in circolazione.
sterletto   o sterlatto, s.m.  piccolo pesce simile allo storione, le cui uova forniscono la migliore qualità di caviale (fam.  arcipensiformi).
sterlina   s.f.  unità monetaria del regno unito e di diversi altri paesi (irlanda, malta, cipro ecc.) | usato anche come agg.  : lira sterlina, lo stesso che sterlina. 
sterlineare   v. tr.  [io sterlìneo ecc.] (tip.) togliere gli spazi interlineari in una composizione tipografica per avvicinare maggiormente le righe.
sterlineatura   s.f.  (tip.) lo sterlineare, l'essere sterlineato.
sterling   s.m. invar.  tipo di vernice isolante a base di olio di lino, impiegata per impregnare o rivestire materiali tessili destinati a copertura di cavi elettrici | usato anche come agg. invar.  : tela sterling. 
sterlingato   agg.  trattato con sterling.
sterminabile   agg.  che può essere sterminato.
sterminare   lett. esterminare, v. tr.  [io stèrmino ecc.] annientare, eliminare completamente: sterminare i nemici, una popolazione; sterminare la selvaggina. 
sterminatezza   s.f.  l'essere sterminato, smisurato.
sterminato   agg.  immenso, senza confini o misura (spec. in usi iperbolici e fig.): un territorio sterminato; un numero sterminato di persone; un uomo di una pazienza sterminata  § sterminatamente avv. 
sterminatore   s.m.  [f. -trice] chi stermina | usato anche come agg.  : una guerra sterminatrice. 
sterminio   lett. esterminio, s.m.    • 1 •   lo sterminare, l'essere sterminato; annientamento, strage: guerra di sterminio; il popol grida: «l'esterminio a como!»  (carducci) | campi di sterminio, campi di concentramento nazisti destinati alla eliminazione fisica dei prigionieri    • 2 •   (fig. fam.) quantità grandissima: c'era uno sterminio di gente. 
sterna   s.f.  (zool.) genere di uccelli acquatici di piccole e medie dimensioni, con becco sottile e appuntito, ali lunghissime; vi appartengono il beccapesci, la rondine di mare e il fraticello (ord.  caradriformi).
sternale   agg.  (anat. , med.) dello sterno; che riguarda lo sterno: cartilagine sternale; dolore sternale. 
sternere   v. tr.  [io stèrno ecc.] (ant.)    • 1 •   stendere a terra, atterrare    • 2 •   rendere piano | (fig.) appianare, chiarire: tal vero a l'intelletto mio sterne / colui che mi dimostra il primo amore / di tutte le sustanze sempiterne  (dante par.  xxvi, 37-39).
sterno   s.m.  (anat.) osso piatto situato nella parte anteriore e mediana del torace.
sternocleidomastoideo   agg.  e s.m.  (anat.) si dice del muscolo che, collegando la mastoide con lo sterno e l'estremità della clavicola, attraversa diagonalmente il collo e, contraendosi, fa flettere e ruotare la testa.
sternutare    ⇨ starnutare.
sternutire    ⇨ starnutire.
sternuto    ⇨ starnuto.
stero   s.m.  unità di misura di volume, equivalente a un metro cubo, usata per carbone e legna da ardere.
steroide   s.m.  (chim.) nome di diversi composti organici, naturali o sintetici, caratterizzati dalla presenza, nella molecola, di un gruppo pentaciclico; comprendono sostanze che svolgono importanti funzioni fisiologiche nell'organismo umano (p. e.  molti ormoni, acidi biliari, steroli), sostanze vegetali (p. e.  alcaloidi) e animali (p. e.  i costituenti di alcuni veleni).
steroideo   agg.  (chim.) di steroide, relativo a steroide.
sterolo   s.m.  (chim.) ogni steroide a carattere di alcol, di grande importanza biologica, in quanto presente in tutte le cellule sia umane sia vegetali, anche esterificato con acidi grassi.
sterpa   s.f.  (region.) pecora destinata all'ingrasso perché divenuta sterile.
sterpaglia   s.f.  groviglio di sterpi; terreno coperto di sterpi.
sterpaia   s.f. , o sterpaio s.m. , terreno pieno di sterpi.
sterpame   s.m.  insieme di sterpi.
sterpare   v. tr.  [io stèrpo ecc.] (lett.) estirpare, divellere (anche fig.): al cader d'una pianta che si svelse / come quella che ferro o vento sterpe  (petrarca canz.  cccxviii, 1-2); tosto ragion ne l'arme sue rinchiusa / sterpa e riseca le nascenti voglie  (tasso g. l.  xv, 66).
sterpazzola   o sterparola [ster-pa-rò-la], s.f.  nome pop. di alcune specie di uccelli di piccole dimensioni che vivono su sterpi e roveti (ord.  passeriformi).
sterpe    ⇨ sterpo.
sterpeto   s.m.  luogo pieno di sterpi; sterpaio.
sterpigno   agg.  che ha natura di sterpo | che è pieno di sterpi; sterposo.
sterpo   s.m. , ant. sterpe s.f. , arbusto secco e spinoso; ramo secco | ceppaia morta.
sterposo   agg.  pieno, ricoperto di sterpi: terreno sterposo, zona sterposa. 
sterquilinio   o sterquilino, s.m.  (lett. rar.) luogo dove si raccoglie il letame; letamaio (anche fig.).
sterramento   s.m.  lo sterrare; sterro.
sterrare   v. tr.  [io stèrro ecc.] rimuovere la terra spianando o scavando, per lo più per preparare il terreno a costruzioni di vario tipo (anche assol.): sterrare una strada; cominciare a sterrare. 
sterrato   part. pass.  di sterrare   agg.  ottenuto con operazioni di sterro: strada sterrata, con il fondo in terra battuta, senza asfaltatura o altra pavimentazione  s.m.  terreno sterrato.
sterratore   s.m.  operaio che esegue lavori di sterro.
sterro   s.m.  operazione dello sterrare | la terra asportata sterrando.
stertore   s.m.  (med.) (non com.) rantolo tracheale e laringeo.
stertoroso   agg.  respiro stertoroso, (med.) quello rumoroso e a rantoli di chi è sotto l'azione della narcosi o in stato agonico.
sterzante   part. pres.  di sterzare    • 1 •   agg.  detto delle ruote, quelle sulle quali agisce lo sterzo: veicolo a quattro ruote sterzanti.
sterzare   (1) v. intr.  [io stèrzo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   azionare lo sterzo per cambiare la direzione di un veicolo: sterzare a destra, a sinistra; sterzare improvvisamente per evitare un ostacolo    • 2 •   detto delle ruote, modificare l'angolo rispetto all'asse    • 3 •   (fig.) mutare bruscamente indirizzo o tendenza: il partito ha sterzato a destra. 
sterzare   (2) v. tr.  [io stèrzo ecc.]    • 1 •   (ant.) dividere in tre parti    • 2 •   diminuire di un terzo | (estens.) diradare, sfoltire: sterzare un bosco. 
sterzata   s.f.    • 1 •   lo sterzare: fare, dare una sterzata; una brusca sterzata    • 2 •   (fig.) brusco mutamento di idee, di indirizzi, di opinioni: il governo ha dato una sterzata alla sua politica estera. 
sterzatura   s.f.  in selvicoltura, taglio parziale dei polloni di boschi cedui, per ricavarne pali.
sterzo   s.m.    • 1 •   meccanismo che permette di mutare la direzione di marcia di un veicolo agendo sulle ruote sterzanti (per lo più quelle anteriori): lo sterzo dell'automobile, della bicicletta    • 2 •   (non com.) sterzata.
stesa   s.f.  (non com.) lo stendere | insieme di cose stese.
stesicorea   s.f.  (metr.) nella lirica corale greca, triade strofica composta da strofe, antistrofe ed epodo.
steso   part. pass.  di stendere  e agg.  nei sign. del verbo.
stessere   v. tr.  [io stèsso ecc.] (lett.) disfare ciò che è tessuto: come fu all'antica penelope agevole lo stessere la poco innanzi tessuta tela  (bembo) | stessersi v. rifl.  (lett.) disfarsi, sfilacciarsi, rompersi: [un pioppo] si levò su tutti gli altri al cielo / sì che ai suoi rami si stessean le nubi  (pascoli).
stesso   agg. dimostr.    • 1 •   indica identità rispetto a persona o cosa cui si fa o si è fatto riferimento in maniera diretta o indiretta: hanno lo stesso insegnante; abitiamo nella stessa casa; siamo nati nello stesso anno; dice sempre le stesse cose; mi comporterei nello stesso modo  | talora rafforzato da medesimo : è la stessa medesima cosa  | nell'uso fam. ricorre anche il superl. stessissimo : è la stessissima cosa  | siamo sempre alle stesse, alle solite | nello stesso tempo  (o al tempo stesso), insieme, contemporaneamente: è classico e al tempo stesso moderno    • 2 •   proprio, appunto, in persona e sim. (con valore rafforzativo): lo farò oggi stesso, proprio oggi; tuo fratello stesso dice che hai torto, perfino tuo fratello; è la pazienza stessa, è la pazienza fatta persona, è estremamente paziente; il presidente stesso intervenne alla manifestazione, il presidente in persona; l'ho visto coi miei stessi occhi, proprio con i miei occhi; la vecchiaia stessa  (o per sé stessa, di per sé stessa) è un male, considerata in sé, indipendentemente da altre cose; il colore e il taglio stesso del vestito non sono di moda, e anche il taglio | unito a un pronome personale: io stesso non ne sapevo niente; me lo ha detto lui stesso; non parlo per me stesso; pensa solo a sé stesso    • 3 •   uguale per quantità, qualità, grandezza: hanno lo stesso peso, la stessa età; due vestiti dello stesso colore; ricevettero lo stesso compenso   pron. dimostr.  [f. -a]    • 1 •   la stessa persona: è sempre lo stesso che si lamenta; non è più lo stesso, non è più quello di una volta, ha cambiato carattere, comportamento    • 2 •   la stessa cosa: capitò anche a lui lo stesso  | è lo stesso, fa lo stesso, è indifferente: fai come credi, tanto per me è lo stesso, non ha importanza | usato anche nella loc. avv. lo stesso, (fam.) ugualmente: verrò lo stesso, anche se piove. 
stesura   s.f.    • 1 •   lo stendere, spec. uno scritto: la stesura del contratto    • 2 •   redazione di un'opera letteraria: le tre stesure dell'orlando furioso. 
stetoscopia   s.f.  (med.) auscultazione con lo stetoscopio.
stetoscopico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, della stetoscopia; eseguito con lo stetoscopio: esame stetoscopico. 
stetoscopio   s.m.  (med.) strumento di forma tubolare adoperato dai medici per auscultare il cuore e gli organi della respirazione.
stevola    ⇨ stegola.
steward   s.m. invar.  sugli aerei, assistente di volo | sulle navi, assistente di bordo.
stewardess   s.f. invar.  sugli aerei, hostess, assistente di volo | sulle navi, assistente di bordo.
stia   s.f.  gabbia in cui si tengono rinchiusi i polli per allevarli o per trasportarli.
stiacciare   e deriv.   ⇨ schiacciare e deriv. 
stiacciato   s.m.  (tosc.) termine con cui gli artisti rinascimentali indicavano un tipo di rilievo a ridottissima sporgenza.
stiaccino   s.m.  uccello migratore, presente in estate in italia, di media grandezza, dal piumaggio nero, con coda bianca alla base (ord.  passeriformi).
stiaffo    ⇨ schiaffo.
stiancia   s.f.  [pl. -ce] pianta palustre con foglie lineari molto resistenti, usate per lavori di intreccio (fam.  ciperacee).
stiantare   e deriv.   ⇨ schiantare e deriv. 
stiattare    ⇨ schiattare.
stiavo    ⇨ schiavo.
stibina   s.f.  (min.) antimonite.
stibio   s.m.  (ant.) antimonio.
stibismo   s.m.  (med.) intossicazione professionale da antimonio.
stick   s.m. invar.  confezione particolare di cosmetici e altri prodotti igienici in forma di piccolo cilindro | usato anche come agg. invar.  : un deodorante in confezione stick. 
stico   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (metr.) verso    • 2 •   rigo di un'epigrafe.
stico-  stico- -stico primo e secondo elemento di parole composte della terminologia dotta e scientifica, derivate dal greco o formate modernamente, dal gr. stíchos  'serie, linea, verso'; significa 'riga, verso' (sticometria, distico).
sticometria   s.f.  procedimento con cui nell'antichità si misurava la lunghezza di un'opera letteraria, per i testi poetici contando i versi e, per i testi in prosa, prendendo come unità di misura l'esametro, normalizzato a 16 sillabe.
sticometro   s.m.  (tip.) regolo graduato che serve a misurare lo spazio che occuperà in una riga di stampa una riga del manoscritto da comporre.
sticomitia   s.f.  nella tragedia greca e latina, dialogo, di solito di tono intensamente drammatico, in cui ciascuna battuta corrisponde a un verso.
stidione    ⇨ schidione.
stiepidire   o stepidire, v. tr.  [io stiepidisco, tu stiepidisci ecc.] rendere tiepido, meno freddo.
stiera    ⇨ schiera.
stietto    ⇨ schietto.
stiffelius   o stifelius, s.m.  nell'ottocento, abito maschile elegante, con giacca lunga e stretta; finanziera.
stigio   agg.  [pl. f. -gie] (lett.) dello stige, fiume dell'oltretomba nella mitologia greco-romana: le acque stigie; la palude stigia  | (estens.) dell'averno, infernale.
stigliare   v. tr.  [io stìglio ecc.] sottoporre una fibra all'operazione di stigliatura: stigliare la canapa. 
stigliatrice   s.f.  macchina che effettua la stigliatura.
stigliatura   (1) s.f.  nella lavorazione delle piante tessili, la separazione delle fibre dagli steli, che si compie a mano o a macchina.
stigliatura   (2) s.f.  (region.) stiglio.
stiglio   (1) s.m.  strumento usato per stigliare.
stiglio   (2) s.m.  (region.) mobilio, arredo di un negozio.
stigma   o stimma, s.m.  [pl. f. stigmate  o stimmate  nei sign. 1, 2, 3, 4; pl. m. stimmi  nei sign. 5, 6]    • 1 •   nella grecia antica, il marchio che si imprimeva a fuoco sul bestiame come segno di proprietà anche, il marchio a fuoco con cui si bollavano sulla fronte per punizione i delinquenti e gli schiavi fuggitivi    • 2 •   (fig. spreg.) segno distintivo, caratteristico: nel suo sguardo si coglie lo stigma dell'ipocrita    • 3 •   (relig.) le ferite nelle mani, nei piedi e nel costato di cristo | i segni delle ferite di cristo che, secondo la tradizione, alcuni santi hanno portato miracolosamente impressi su di sé    • 4 •   (med.) segni caratteristici lasciati da alcune malattie    • 5 •   (bot.) rigonfiamento apicale del pistillo, sul quale si deposita il polline    • 6 •   (zool.) ciascuna delle piccole aperture laterali del corpo degli insetti, attraverso cui avviene la respirazione.
stigmate   o stimmate, non com. stimate, s.f. pl.  di stigma. 
stigmatico   o stimmatico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (bot.) dello stigma    • 2 •   (fis.) si dice di sistema ottico per cui a ogni punto reale corrisponde nell'immagine un punto ben determinato.
stigmatismo   s.m.  (fis.) proprietà di un sistema ottico di essere stigmatico.
stigmatizzare   o stimmatizzare, non com. stimatizzare, v. tr.    • 1 •   (rar.) segnare qualcuno con le stigmate    • 2 •   (fig.) biasimare energicamente, disapprovare con asprezza: stigmatizzare il comportamento di qualcuno. 
stigmometro   s.m.  (foto.) tipo di telemetro a microprismi ottici per la messa a fuoco delle immagini, usato in alcune macchine reflex.
stignere    ⇨ stingere.
stilare   v. tr.  (burocr.) stendere un documento o una lettera ufficiale nella forma dovuta: stilare un contratto. 
stilata   s.f.  (arch.) serie di colonne o pilastri in ferro o legno, con funzioni di sostegno.
stilb   s.m.  (fis.) unità di misura della brillanza di una superficie irraggiante; equivale a una candela per cm2.
stile   s.m.    • 1 •   la particolare forma in cui si concretizza l'espressione letteraria o artistica, e che è propria di un autore, di un'epoca, di un genere: stile elevato, elegante, dimesso; lo stile di dante, di michelangelo, di beethoven; lo stile barocco, neoclassico; stile epico, oratorio  | stil novo, stilnovo | stile luigi xv, xvi ecc. , l'insieme delle caratteristiche dei mobili e degli oggetti d'arredamento venuti di moda al tempo di luigi xv, xvi ecc. | mobile di stile, fatto modernamente a imitazione di uno d'epoca | arredamento in stile, costituito da mobili antichi, o fabbricati a imitazione degli antichi, appartenenti allo stesso stile o a stili affini    • 2 •   modo abituale di essere, di comportarsi, di esprimersi: avere uno stile impeccabile; è nel suo stile agire così    • 3 •   eleganza, signorilità, distinzione: vestire con stile; avere stile; una persona senza stile; è questione di stile  | in grande stile, si dice di cosa fatta con grande profusione di mezzi o in modo magnifico e solenne: un'azione militare in grande stile; una festa, un ricevimento in grande stile    • 4 •   sistema di computare il tempo, e in partic. l'inizio dell'anno: vecchio stile, usato prima della riforma gregoriana; nuovo stile, usato dopo la riforma gregoriana; stile dell'incarnazione  o fiorentino, quello che faceva iniziare l'anno il 25 marzo; stile della natività, quello che lo faceva iniziare il 25 dicembre    • 5 •   nelle attività sportive, modo e tecnica di esecuzione di un esercizio o di un movimento: salto in alto con stile dorsale, ventrale  | stile libero, nel nuoto, il crawl    • 6 •   (estens.) in ambito teatrale, musicale e sim., modalità di esecuzione di un pezzo: stile di recitazione, di canto; cantare in uno stile melodico    • 7 •   taglio, foggia particolare di un abito: un impermeabile di stile inglese    • 8 •   (ant.) stilo.
stilè   agg.  elegante, ricercato, raffinato.
stilema   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (ling.) parola, frase, costrutto considerati come elementi dello stile    • 2 •   procedimento stilistico caratteristico di un autore, di una scuola, di un periodo storico.
stilettare   v. tr.  [io stilétto ecc.] (rar.) colpire con uno stiletto.
stilettata   s.f.    • 1 •   colpo di stiletto    • 2 •   (estens.) fitta, dolore molto acuto | (anche fig.): quelle parole furono per lui una stilettata al cuore. 
stiletto   s.m.  arma bianca, simile a un pugnale, dalla lama molto sottile e acuminata.
stiliforme   agg.  a forma di stilo.
stilismo   s.m.  (lett.)    • 1 •   tendenza a dare molta importanza allo stile    • 2 •   ricercatezza stilistica.
stilista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi ha grande cura dello stile, in letteratura, in arte o nell'esercizio di uno sport    • 2 •   chi progetta e disegna la linea, le fogge delle collezioni di moda o di accessori.
stilistica   s.f.    • 1 •   arte del dire o dello scrivere    • 2 •   studio storico-critico delle forme stilistiche proprie di uno scrittore o di una determinata epoca o scuola.
stilistico   agg.  [pl. m. -ci] dello stile, che riguarda lo stile: tratti stilistici  | che concerne la stilistica: analisi stilistica  § stilisticamente avv.  per ciò che riguarda lo stile.
stilita   o stilite, s.m.  [pl. -ti] monaco della chiesa orientale che aveva scelto di vivere in cima a una colonna.
stilizzare   v. tr.  raffigurare, rappresentare qualcosa riducendola agli elementi essenziali o modificandone i tratti secondo un determinato criterio stilistico.
stilizzato   part. pass.  di stilizzare   agg.  rappresentato nei suoi elementi essenziali, semplificato: una figura stilizzata  | elaborato nei modi propri di un dato stile: talora l'immagine reale e l'immagine stilizzata di un oggetto sono molto diverse fra loro. 
stilizzazione   s.f.  lo stilizzare, l'essere stilizzato.
stilla   s.f.  (lett.)    • 1 •   goccia: una stilla d'acqua  | a stilla a stilla, a goccia a goccia    • 2 •   (fig.) piccola parte, quantità minima: fu breve stilla d'infiniti abissi  (petrarca canz.  cccxxxix, 11).
stillamento   s.m.  (non com.) lo stillare.
stillante   part. pres.  di stillare   agg.  (lett.) gocciolante, coperto di stille: chiome stillanti. 
stillare   v. tr.    • 1 •   (non com.) distillare, filtrare | stillarsi il cervello, (fig. fam.) lambiccarsi il cervello, scervellarsi    • 2 •   mandar fuori a stille: stillare sudore  | v. intr.  [aus. essere] uscire a stille; gocciolare: la resina stilla dai tronchi. 
stillato   part. pass.  di stillare   agg.  (non com.) si dice di liquido distillato e filtrato  s.m.  (rar.) brodo ristretto: ad altri, estenuati da più antico digiuno, porgevano consumati, stillati  (manzoni, p. s.  xxviii).
stillazione   s.f.    • 1 •   (non com.) distillazione, infusione    • 2 •   il cadere delle gocce di acqua piovana dalle piante più alte su quelle più basse.
stilliberista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) nel nuoto, chi è specializzato nelle gare di stile libero.
stillicidio   s.m.    • 1 •   il cadere dell'acqua a goccia a goccia: lo stillicidio di una grondaia    • 2 •   (fig.) il ripetersi continuo, monotono e fastidioso di qualcosa: uno stillicidio di richieste, di domande. 
stillo   s.m.  (tosc.)    • 1 •   vaso per distillare, alambicco    • 2 •   (fig.) cosa lambiccata, espediente sottile    • 3 •   in alcuni giochi di carte, nome dato all'asso, al due, al tre.
stilnovismo   s.m.    • 1 •   stilnovo    • 2 •   la maniera di poetare propria degli stilnovisti.
stilnovista   s.m.  [pl. -sti] poeta dello stilnovo | usato anche come agg.  in luogo di stilnovistico. 
stilnovistico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce allo stilnovo o agli stilnovisti: gusto stilnovistico  § stilnovisticamente avv.  conformemente ai modi, ai canoni dello stilnovo.
stilnovo   o stil novo, stil nuovo, s.m.  maniera di poetare che accomunò alcuni autori italiani dei secc. xiii e xiv, fra i quali dante; fu caratterizzata dalla ripresa della tradizione lirica cortese alla luce di una più raffinata coscienza stilistica e dall'esaltazione dell'amore come fonte di rinnovamento morale e mezzo di elevazione spirituale.
stilo   s.m.    • 1 •   asticella d'osso o di metallo, con un'estremità appuntita e l'altra piatta, usata dagli antichi per scrivere sulle tavolette cerate e per raschiare la cera | (inform.) attrezzo appuntito grande come una penna che serve a descrivere linee e punti su una tavoletta grafica    • 2 •   il braccio graduato della stadera    • 3 •   arnese o sostegno a forma di asta | (antenna a) stilo, antenna radioricevente costituita da un'asta verticale    • 4 •   il pugnale detto più comunemente stiletto    • 5 •   (bot.) prolungamento del pistillo che regge lo stigma    • 6 •   (zool.) nome di appendici o peduncoli dell'addome di alcuni insetti    • 7 •   (ant.) stile: lo bello stilo che m'ha fatto onore  (dante inf.  i, 87).
stilo-  stilo- -stilo primo e secondo elemento di parole composte della terminologia dotta, derivate dal greco o formate modernamente, dal gr. sty^los  'colonna' (stiloforo, tetrastilo).
stilobate   s.m.  (arch.) il basamento delle colonne del tempio greco | (estens.) la gradinata del tempio stesso.
stiloforo   agg.  e s.m.  (arch.) si dice di elemento a forma di leone o di altro animale sul quale poggiano le colonne del protiro e del pulpito di molte chiese romaniche e gotiche.
stilografica   s.f.  penna stilografica.
stilografico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di un tipo di penna dotato di serbatoio per l'inchiostro | inchiostro stilografico, quello adatto per penne stilografiche.
stiloide   agg.  (anat.) si dice di formazione allungata e sottile, simile a uno stilo: apofisi stiloide del radio, dell'ulna, dell'osso temporale. 
stiloideo   agg.  (anat.) lo stesso che stiloide. 
stiloioideo   agg.  (anat.) si dice del muscolo e del legamento che collegano l'apofisi stiloide dell'osso temporale all'osso ioide.
stima   s.f.    • 1 •   valutazione monetaria di un bene: fare la stima di un podere  | il prezzo determinato in seguito a tale valutazione: una stima troppo bassa  | determinazione di valori incogniti mediante una valutazione soggettiva    • 2 •   (estens.) la cosa stimata | stime morte, stime vive, (agr.) scorte vive, scorte morte    • 3 •   (stat.) assegnazione di valori numerici a uno o più parametri ignoti che caratterizzano una popolazione, sulla base dei dati di un campione; per estens., il valore stesso assegnato    • 4 •   calcolo del punto in cui si trova una nave, basato su alcuni elementi detti stimati, come la rotta seguita, la velocità media tenuta ecc.    • 5 •   giudizio favorevole, buona opinione; considerazione positiva delle qualità di una persona: avere stima di qualcuno; essere degno della stima di tutti; manifestazioni, attestati di stima  | successo di stima, quello ottenuto grazie alla stima di cui già si gode (spec. riferito a opera teatrale o musicale che incontra il favore del pubblico non tanto per il suo valore intrinseco, quanto per la stima di cui gode l'autore o un interprete).
stimabile   agg.    • 1 •   che si può, si deve stimare; degno di stima: una persona molto stimabile    • 2 •   che può essere stimato, valutato: un patrimonio stimabile in molti miliardi. 
stimabilità   s.f.  (non com.) l'essere stimabile.
stimare   v. tr.    • 1 •   determinare il prezzo, il valore di qualcosa; valutare: stimare un terreno, una casa    • 2 •   credere, ritenere, giudicare: lo stimavo più intelligente    • 3 •   avere in grande considerazione; apprezzare molto: tutti lo stimano  | stimarsi v. rifl.    • 1 •   ritenersi, considerarsi: stimarsi fortunato    • 2 •   (region.) darsi delle arie, essere vanitoso.
stimate    ⇨ stigmate.
stimativa   o estimativa, s.f.  (lett.) facoltà di giudicare: fin che la stimativa non soccorre  (dante par.  xxvi, 75).
stimatizzare    ⇨ stigmatizzare.
stimato   part. pass.  di stimare   agg.    • 1 •   che gode di larga stima, che è tenuto in alta considerazione: un professore stimato    • 2 •   ottenuto, stabilito per mezzo di una stima: prezzo, valore stimato    • 3 •   (mar.) si dice degli elementi che servono per calcolare il punto in cui si trova una nave (percorso compiuto, rotta seguita, velocità, spostamenti dovuti a scarroccio e a deriva).
stimatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi fa stime per professione: stimatore di gioielli    • 2 •   (non com.) estimatore    • 3 •   (stat.) la variabile casuale descritta dai diversi valori che può assumere una stima al variare del campione estratto.
stimazione   s.f.  (rar.) stima.
stimma    ⇨ stigma.
stimmate    ⇨ stigmate.
stimmatico    ⇨ stigmatico.
stimmatizzare    ⇨ stigmatizzare.
stimo   s.m.  (ant.) estimo, stima.
stimolante   part. pres.  di stimolare   agg.    • 1 •   che stimola, che agisce come stimolo: esempio stimolante  | che esercita un'attrazione, che suscita un vivo interesse: una lettura, un incontro stimolante    • 2 •   (med.) che stimola una determinata funzione: (farmaco, medicinale) stimolante. 
stimolare   v. tr.  [io stìmolo ecc.]    • 1 •   (ant. , lett.) incitare con lo stimolo, con il pungolo: stimolare i buoi  | (estens.) pungere, tormentare: erano ignudi e stimolati molto / da mosconi e da vespe ch'eran ivi  (dante inf.  iii, 65-66)    • 2 •   (fig.) incitare, esortare; spingere a qualcosa: stimolare qualcuno allo studio, all'azione, ad accettare un incarico; essere stimolato dal bisogno    • 3 •   (fig.) eccitare, rendere più vivo un sentimento, esercitare una capacità: stimolare l'invidia, la gelosia; una lettura che stimola l'intelligenza  | eccitare, suscitare una reazione dell'organismo: il camminare stimola l'appetito. 
stimolativo   agg.  (non com.) che stimola; che serve a stimolare, che fa da stimolo.
stimolatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi stimola  s.m.  (med.) apparecchio capace di sollecitare una funzione organica deficitaria | stimolatore cardiaco, pace-maker.
stimolazione   s.f.  lo stimolare, l'essere stimolato.
stimolo   ant. stimulo, s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) bastone acuminato che serve a pungolare buoi e altre bestie da lavoro; pungolo | (estens.) fastidio, tormento: parendo questo stimolo troppo grave e troppo noioso alla donna, si pensò di volerlosi levar da dosso  (boccaccio dec.  viii, 4)    • 2 •   (fig.) ciò che stimola; incitamento, incentivo: senza lo stimolo dell'ambizione non sarebbe riuscito ad affermarsi; ha bisogno di stimoli per studiare    • 3 •   impulso a soddisfare una necessità fisiologica: sentire lo stimolo della fame, della sete    • 4 •   qualsiasi fattore capace di provocare una reazione nell'organismo, e in partic. di eccitare e impressionare un organo di senso: stimoli esterni, quelli che provengono dall'ambiente nel quale vive l'organismo; stimoli interni, particolari condizioni dell'organismo che influenzano l'attività del sistema nervoso.
stincata   s.f.  colpo ricevuto in uno stinco.
stincatura   s.f.  (non com.) colpo ricevuto in uno stinco; il segno lasciato da tale colpo.
stinco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   l'osso e più in generale la parte della gamba dal ginocchio alla caviglia | rompere gli stinchi a qualcuno, (fig.) dargli noia, infastidirlo | non essere uno stinco di santo, (fig.) si dice di persona ben lontana dal comportarsi in modo irreprensibile    • 2 •   negli arti dei quadrupedi, la parte che ha come base anatomica il metacarpo negli arti anteriori e il metatarso in quelli posteriori.
stingere   ant. stignere, v. tr.  [coniugato come tingere] privare della tinta, scolorire: il sole stinge i colori del bucato  | v. intr.  [aus. essere], stingersi v. rifl.    • 1 •   perdere il colore, scolorirsi: questa stoffa stinge facilmente; il mio cappotto si è tutto stinto    • 2 •   (fig. poet.) affievolirsi, svanire: a poco a poco al mio veder si stinse  (dante par.  xxx, 13).
stinguere   v. tr.  [coniugato come estinguere] (ant. , lett.) spegnere; estinguere | stinguersi v. rifl.  (ant. , lett.) estinguersi, cancellarsi: che mai non si stingue / del libro che 'l preterito rassegna  (dante par.  xxiii, 53-54).
stintignare   v. intr.  [aus. avere] (fam.) fare qualcosa a stento, fiaccamente e svogliatamente.
stinto   part. pass.  di stingere   agg.  che ha perso il colore; sbiadito: un abito stinto. 
stioppo    ⇨ schioppo.
stioro   s.m.  antica misura toscana di superficie, corrispondente a    • 5 •   o    • 6 •   are, a seconda dei luoghi.
stipa   s.f.    • 1 •   (non com.) insieme di ramoscelli secchi, sterpi, piccoli arbusti che servono ad accendere il fuoco: al camino, ove scoppia la mortella / tra la stipa  (pascoli) | (ant.) catasta di legna: davanti agli occhi loro fu la stipa e 'l fuoco apparecchiato  (boccaccio dec.  v, 6)    • 2 •   (fig. rar.) mucchio di cose stipate insieme: e vidivi entro terribile stipa / di serpenti  (dante inf.  xxiv, 82-83)    • 3 •   (bot.) lo stesso che alfa 2.
stipare   v. tr.    • 1 •   ammassare molte persone o cose in uno spazio ristretto; ammucchiare: stipare le botti in cantina    • 2 •   (lett.) addensare, condensare: lo sguardo a poco a poco raffigura / ciò che cela 'l vapor che l'aere stipa  (dante inf.  xxxi, 35-36) | stiparsi v. rifl.  affollarsi, pigiarsi, accalcarsi: la gente si stipò nell'autobus. 
stipato   part. pass.  di stipare   agg.    • 1 •   pigiato, ammassato in un ambiente ristretto: stavano stipati in una piccola stanza    • 2 •   molto affollato, pieno zeppo: il vagone era stipato di viaggiatori. 
stipatura   s.f.  in selvicoltura, il tagliare e l'asportare da un bosco le piante inutili che ostacolano la crescita delle altre piante.
stipe   s.f.  (archeol.)    • 1 •   fossa in cui venivano scaricati gli oggetti votivi eccessivi e ingombranti, ma da conservarsi perché considerati proprietà del dio    • 2 •   l'insieme di tali oggetti.
stipendiare   v. tr.  [io stipèndio ecc.] assumere al proprio servizio corrispondendo uno stipendio.
stipendiato   part. pass.  di stipendiare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi riceve uno stipendio.
stipendio   s.m.    • 1 •   retribuzione fissa, per lo più mensile, corrisposta a chi presta continuativamente un lavoro subordinato di concetto (spetta a impiegati e funzionari): avere un buono stipendio; ritirare lo stipendio; ottenere un aumento di stipendio  | avere al proprio stipendio, (non com.) assumere alle proprie dipendenze | essere agli stipendi di qualcuno, (non com.) essere al suo servizio. dim. stipendietto, stipendiuccio  accr. stipendione  pegg. stipendiaccio    • 2 •   presso gli antichi romani, il soldo militare; in seguito, la paga data ai mercenari | (estens.) il compenso che un principe o un signore concedeva a chi lavorava alle sue dipendenze.
stipeto   s.m.  (non com.) terreno cosparso di stipa.
stipettaio   s.m.  chi fabbrica stipi e altri oggetti di ebanisteria.
stipetto   s.m.    • 1 •   dim.  di stipo    • 2 •   in marineria, armadietto di bordo.
stipite   s.m.    • 1 •   ciascuno dei due elementi architettonici verticali, detti anche piedritti, che delimitano in larghezza il vano di una struttura in muratura: gli stipiti di una porta    • 2 •   (bot.) fusto legnoso che porta foglie solo al suo apice, come quello delle palme    • 3 •   (fig. non com.) ceppo, capostipite: due lingue che discendono da uno stipite comune; due famiglie che discendono da uno stesso stipite. 
stipo   s.m.  piccolo armadio, spesso di legno pregiato, in cui si ripongono oggetti di valore, carte, documenti. dim. stipetto, stipettino. 
stipola   s.f.  (bot.) appendice laminare che si forma alla base delle foglie di alcune piante.
stipolare    ⇨ stipulare.
stipple   s.m. invar.  (tip.) tecnica calcografica di incisione a retino.
stipsi   s.f.  (med.) stitichezza.
stipula   (1) s.f.    • 1 •   (rar.) stipola    • 2 •   (lett.) stoppia.
stipula   (2) s.f.  (burocr.) stipulazione: la stipula di un contratto; fare la stipula. 
stipulante   part. pres.  di stipulare   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi fa con un altro una stipulazione.
stipulare   non com. stipolare, v. tr.  [io stìpulo ecc.] (dir.) contrarre un'obbligazione; dar vita a un rapporto giuridico bilaterale o plurilaterale; redigere formalmente un accordo: stipulare un contratto, una vendita. 
stipulazione   s.f.  (dir.) lo stipulare, l'essere stipulato; conclusione formale di un atto contrattuale.
stiracalzoni   s.m. invar.  arnese consistente in due tavole di legno incernierate che, premute contro i pantaloni, servono a ripristinarne la piega.
stiracchiamento   s.m.  lo stiracchiare, lo stiracchiarsi, l'essere stiracchiato (anche fig.).
stiracchiare   v. tr.  [io stiràcchio ecc.]    • 1 •   stendere gli arti per sgranchirli: stiracchiare le braccia, le gambe    • 2 •   stirare in fretta e alla meglio    • 3 •   (fig. fam.) lesinare sulle spese, cercare di risparmiare il più possibile (anche assol.): stiracchiare per arrivare alla fine del mese  | stiracchiare la vita, vivere stentatamente    • 4 •   (fig. fam.) discutere sul prezzo; contrattare, mercanteggiare: stiracchiare il prezzo; non mi piace stare lì a stiracchiare    • 5 •   (fig.) cavillare sul significato di qualcosa; interpretare forzando il senso: stiracchiare un testo  | stiracchiarsi v. rifl.  stendere gli arti, sgranchirsi.
stiracchiato   part. pass.  di stiracchiare   agg.  nei sign. del verbo | (fig.) stentato, sforzato: un ragionamento, un periodo stiracchiato. 
stiracchiatura   s.f.    • 1 •   (non com.) stiracchiamento    • 2 •   (fig.) interpretazione forzata; espressione stentata.
stiraggio   s.m.  lo stirare, l'essere stirato | stiraggio del vetro, (tecn.) riduzione della pasta di vetro in lastre, fili, bacchette ecc.
stiramaniche   s.m. invar.    • 1 •   cilindro o cono di legno o metallo imbottito in cui si infilano le maniche dei vestiti per stirarle senza appiattirle    • 2 •   attrezzo casalingo formato da un supporto e da un'assicella imbottita nella parte superiore, sulla quale si infilano le maniche allo stesso scopo.
stiramento   s.m.    • 1 •   lo stirare, lo stirarsi, l'essere stirato    • 2 •   (med.) distensione brusca di muscoli o di tendini, con o senza lacerazione.
stirapantaloni   s.m. invar.  stiracalzoni.
stirare   v. tr.    • 1 •   distendere un oggetto tirandolo    • 2 •   togliere le pieghe di un tessuto col ferro da stiro (anche assol.): stirare la biancheria; oggi devo stirare    • 3 •   stendere le membra: stirare le braccia, le gambe  | stirarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   distendere, allungare le membra per scioglierle dal torpore    • 2 •   procurarsi uno stiramento muscolare (spec. nel linguaggio sportivo): il giocatore si è stirato. 
stirata   s.f.  lo stirare in fretta e alla meglio: dare una stirata ai calzoni.  dim. stiratina. 
stirato   part. pass.  di stirare   agg.    • 1 •   spianato mediante stiratura: biancheria lavata e stirata    • 2 •   (med.) che ha subìto uno stiramento: muscolo stirato    • 3 •   (tecn.) che è stato sottoposto a stiraggio.
stiratoio   s.m.    • 1 •   nell'industria tessile, la macchina per la stiratura dei nastri di cotone    • 2 •   tavolo da disegno sul quale si distende il foglio    • 3 •   tavolo da stiro.
stiratore   s.m.    • 1 •   [f. -trice, pop. -tora] chi è addetto a operazioni di stiratura, in varie lavorazioni industriali; nell'industria tessile, chi è addetto allo stiratoio    • 2 •   (region.) tavolo da disegno.
stiratrice   s.f.    • 1 •   donna addetta allo stiro; donna che si reca, a ore o a giornata, presso le famiglie per stirare ed eseguire piccoli lavori di cucito    • 2 •   nell'industria tessile, stiratoio.
stiratura   s.f.    • 1 •   lo stirare, l'essere stirato    • 2 •   (rar.) stiramento di muscoli o tendini.
stirene   s.m.  (chim.) idrocarburo aromatico a otto atomi di carbonio, impiegato principalmente nella produzione di polimeri e copolimeri di grande diffusione, p. e. polistirene, resine polistireniche, gomme sintetiche; è detto anche, impropriamente, stirolo. 
stireria   s.f.  laboratorio attrezzato per la stiratura a pagamento di biancheria e indumenti | in alberghi, comunità, abitazioni di famiglie signorili, locale in cui si stirano i panni.
stirizzire   v. tr.  [io stirizzisco, tu stirizzisci ecc.] liberare dall'intirizzimento: stirizzire le membra  | stirizzirsi v. rifl.  liberarsi dall'intirizzimento.
stiro   s.m.  lo stirare; usato spec. nella loc. agg. da stiro : ferro, tavolo da stiro, per stirare; pressa da stiro, pressa usata nelle stirerie e nelle lavanderie per stirare a vapore indumenti, tessuti ecc.
stirolo   s.m.  (chim.) stirene.
stirpare   v. tr.  (pop.) estirpare.
stirpe   s.f.    • 1 •   origine, discendenza: famiglia di stirpe reale, di nobile stirpe; popoli di stirpe diversa  | l'insieme degli individui che discendono da uno stesso capostipite: la stirpe di enea, i romani, secondo la leggenda tramandata da virgilio nell'eneide    • 2 •   (dir.) il complesso delle persone che rappresentano la discendenza immediata del defunto.
stiticheria   s.f.  (fig. fam.) l'essere stitico, avaro.
stitichezza   s.f.    • 1 •   difficoltà nell'evacuazione delle feci; stipsi    • 2 •   (fig. fam.) l'essere stitico, avaro.
stitico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   affetto da stitichezza    • 2 •   (fig. fam.) che produce poco, con grande lentezza e difficoltà: uno scrittore stitico  | restio nel concedere, nel pagare; avaro § stiticamente avv. 
stiva   (1) s.f.  nelle navi e negli aeromobili, ciascuno degli spazi interni situati nella parte più bassa dello scafo o della fusoliera e destinati ad accogliere il carico.
stiva   (2) s.f.  (lett.) la stegola dell'aratro.
stivaggio   s.m.  lo stivare; il disporre il carico nelle stive.
stivalaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende stivali.
stivalata   s.f.  colpo dato con uno stivale.
stivalato   agg.  (non com.) calzato di stivali.
stivale   s.m.  calzatura di cuoio o di gomma che arriva sino al ginocchio o alla coscia: mettere, calzare, togliersi gli stivali; stivali da caccia, da equitazione; stivali da palude, da pesca, impermeabili; stivali alla scudiera, alti fin sopra il ginocchio e con il risvolto di colore diverso | lustrare gli stivali a qualcuno, (fig.) adularlo | rompere gli stivali, (fig. pop.) seccare, infastidire | dei miei stivali, loc. agg. che si attribuisce spregiativamente a persona o cosa che si ritiene non valga nulla: dottore dei miei stivali!  | lo stivale, l'italia, così detta per la sua forma. dim. stivaletto, stivalino  accr. stivalone  pegg. stivalaccio. 
stivaleria   s.f.  fabbrica di stivali.
stivaletto   s.m.    • 1 •   dim.  di stivale  | in partic., scarpa da uomo, da donna o da bambino con o senza tacco, che arriva sino al collo del piede    • 2 •   stivaletto cinese, antico strumento di tortura a forma di scarpa nel quale veniva progressivamente stretto il piede del torturato.
stivamento   s.m.  lo stivare, l'essere stivato.
stivare   v. tr.    • 1 •   caricare nelle stive    • 2 •   (non com.) stipare.
stivatore   s.m.  chi è addetto allo stivaggio.
stizza   s.f.    • 1 •   ira improvvisa e passeggera, provocata per lo più da impazienza e contrarietà rabbia: un gesto di stizza; avere, provare stizza.  dim. stizzetta    • 2 •   (tosc.) ghiandola di grasso che i polli hanno nel codrione.
stizzire   v. tr.  [io stizzisco, tu stizzisci ecc.] far venire la stizza; seccare, indispettire, irritare: le vostre chiacchiere l'hanno stizzito  | v. intr.  [aus. essere], stizzirsi v. rifl.  lasciarsi prendere dalla stizza: stizzirsi per una contrarietà. 
stizzito   part. pass.  di stizzire   agg.  preso dalla stizza, pieno di stizza: mi rispose tutto stizzito. 
stizzo    ⇨ tizzo.
stizzoso   agg.    • 1 •   che si stizzisce facilmente: un vecchio, un carattere stizzoso  | che dimostra stizza, pieno di stizza: mi ha risposto con parole stizzose.  dim. stizzosetto, stizzosino  pegg. stizzosaccio    • 2 •   (fig. fam.) insistente, fastidioso: una tosse stizzosa  § stizzosamente avv.  con stizza.
'sto   agg. dimostr.  (pop.) variante aferetica di questo : 'sto stupido non faceva che ridere. 
stoa   s.f.    • 1 •   nella grecia antica, portico con colonnato che si apriva su un giardino    • 2 •   (fig.) la scuola filosofica stoica: la filosofia della stoa. 
stocastica   s.f.  teoria probabilistica fondata su processi stocastici.
stocastico   agg.  [pl. m. -ci] probabilistico; relativo al calcolo delle probabilità | processo stocastico, (mat.) successione di variabili casuali con cui si intende rappresentare un sistema che si evolve secondo leggi probabilistiche | musica stocastica, musica elaborata attraverso processi formali definiti in termini probabilistici.
stoccafisso   s.m.    • 1 •   merluzzo non salato, seccato all'aria dopo essere stato decapitato ed eviscerato    • 2 •   (fig. fam.) persona molto magra.
stoccaggio   s.m.  (comm.) collocazione di scorte in magazzini, depositi, in attesa di venderle o usarle.
stoccare   (1) v. tr.  [io stòcco, tu stòcchi ecc.]    • 1 •   colpire con lo stocco    • 2 •   (sport) nella scherma, portare una stoccata | nel calcio, tirare una stoccata in porta    • 3 •   (fig.) dare una stoccata, una frecciata.
stoccare   (2) v. tr.  [io stòcco, tu stòcchi ecc.] (comm.) effettuare uno stoccaggio.
stoccata   s.f.    • 1 •   colpo dato di punta con lo stocco o altra arma bianca    • 2 •   (sport) nella scherma, colpo valido che va a bersaglio a conclusione di un'azione | nel calcio, tiro forte e preciso diretto verso la porta avversaria    • 3 •   (fig.) battuta pungente e sarcastica: non gli ha risparmiato le sue stoccate.  dim. stoccatina    • 4 •   (fig.) dolore forte e improvviso in conseguenza di un evento imprevisto; mazzata    • 5 •   (fig.) improvvisa richiesta di denaro, che giunge importuna a chi la riceve.
stoccatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (sport) schermidore capace di buoni affondi e di stoccate difficili a pararsi | calciatore dotato di un tiro violento e preciso    • 2 •   (fig.) chi dice parole pungenti e ironiche    • 3 •   (fig.) chi fa improvvise richieste di denaro.
stoccheggiare   v. intr.  [io stocchéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) tirare di stocco | v. tr.  (non com.) colpire, ferire con lo stocco.
stocco   (1) s.m.  [pl. -chi] arma bianca più corta della spada, con lama più stretta e a sezione triangolare, per ferire di punta | (mazza, bastone da) stocco, bastone o mazza cava che contiene uno stocco; bastone animato.
stocco   (2) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (non com.) il fusto del granturco senza la pannocchia    • 2 •   (ant.) la parte di legno della lancia    • 3 •   stollo del pagliaio.
stock   s.m. invar.    • 1 •   (comm.) scorta di merci o di moneta, giacenza | (econ.) fondo, consistenza patrimoniale in un dato momento; si contrappone a flusso : stock di capitale; stock di ricchezza    • 2 •   (estens.) quantità notevole: comprare uno stock di calzini. 
stock-car  stock-car s.m. invar.  autovettura di serie, opportunamente modificata, usata nelle gare di velocità su ghiaccio.
stoffa   s.f.    • 1 •   tessuto di spessore consistente, spec. di lana, per fare abiti, tappezzerie; per estens., qualsiasi prodotto tessile a struttura piana, ottenuto mediante lavorazione a telaio o con altri tipi di macchina; tessuto: una stoffa buona, scadente; commerciare in stoffe.  dim. stoffetta, stoffettina  pegg. stoffaccia    • 2 •   (fig. fam.) attitudine, disposizione naturale per una determinata attività: avere la stoffa del musicista, dell'attore  | (assol.) capacità notevole: quel ragazzo ha della stoffa. 
stogliere   v. tr.  [coniugato come togliere] (rar.) togliere, distogliere | stogliersi v. rifl.  distogliersi, andar via: non più si stolse e poi restò col figlio  (pascoli).
stoia    ⇨ stuoia.
stoiaio   s.m.  [f. -a] chi è specializzato nell'arte di intrecciare stuoie con materiali vari.
stoiare   v. tr.  [io stuòio ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  se tonico, -o-  se atono] (non com.) ricoprire con stuoie: stoiare una parete. 
stoiato   s.m.  (non com.) riparo fatto di stuoie o cannicci; graticciato, cannicciato.
stoicismo   s.m.    • 1 •   la dottrina della scuola stoica fondata ad atene da zenone di cizio nel sec. iii a. c., che fa consistere la saggezza nel riconoscimento di un ordine razionale e provvidenziale del mondo, nell'adeguarsi a esso accettando con impassibilità i beni e i mali che non dipendono dalla volontà dell'uomo, nel vincere le passioni in quanto contrarie alla ragione, nel considerare la virtù come unico vero bene e come sola felicità    • 2 •   (fig.) impassibilità, fortezza di fronte al dolore fisico e alle avversità morali e spirituali: dare prova di stoicismo. 
stoico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos.) dello stoicismo: scuola stoica; la morale stoica; filosofo stoico    • 2 •   (fig.) detto di chi sopporta con fermezza e impassibilità mali fisici e morali: essere, mostrarsi stoico  | che dimostra serenità e forza d'animo di fronte al dolore e alle avversità: atteggiamento stoico   s.m.  [f. -a]    • 1 •   filosofo che si ispira ai principi dello stoicismo    • 2 •   (fig.) persona che sa sopportare con fermezza e impassibilità mali fisici e morali: comportamento da stoico  § stoicamente avv.  secondo i principi dello stoicismo | in modo stoico, con fortezza impassibile.
stoino   diffuso anche stuoino, region. storino, s.m.    • 1 •   piccola stuoia ruvida che si mette davanti alla porta d'ingresso di casa per pulirvisi le scarpe; zerbino    • 2 •   tenda di stuoia che si applica alle porte o alle finestre per ripararsi dal sole.
stola   s.f.    • 1 •   (lit.) insegna dell'ordine sacro indossata da vescovi, sacerdoti e diaconi durante le funzioni liturgiche; è una striscia di tessuto che ha il colore richiesto dal tempo liturgico e che viene indossata diversamente secondo il grado    • 2 •   larga e lunga striscia di pelliccia, o di tessuto fine guarnito di pelliccia, che le signore portano sulle spalle o intorno al collo: una stola di visone    • 3 •   antica veste femminile che le donne romane portavano sopra la tunica; era chiusa con due fibule sulle spalle e dotata di una cintura sui fianchi.
stolidaggine   s.f.  (non com.) l'essere stolido; stolidezza.
stolidezza   s.f.  l'essere stolido; stoltezza.
stolidità   s.f.    • 1 •   l'essere stolido    • 2 •   atto, frase di persona stolida.
stolido   agg.  che ha o dimostra scarsa intelligenza; stolto, sciocco: un uomo stolido; parole stolide   s.m.  [f. -a] persona stolida § stolidamente avv. 
stollo   s.m.    • 1 •   palo di sostegno intorno a cui si ammucchia la paglia nei pagliai a cono    • 2 •   (estens.) asta di legno verticale.
stolone   (1) s.m.  (lit.) fregio ricamato in oro che orna le due parti anteriori del piviale.
stolone   (2) s.m.    • 1 •   (bot.) ramo che cresce strisciando orizzontalmente sul terreno ed emette radici in corrispondenza di ogni nodo    • 2 •   (zool.) in alcuni celenterati, briozoi e tunicati, prolungamento del corpo che dà origine a gemme dalle quali si formano nuovi individui.
stoltezza   s.f.    • 1 •   l'essere stolto    • 2 •   atto, frase da stolto.
stoltiloquio   s.m.  (lett.) discorso stolto, proprio di persona stolta.
stoltizia   s.f.  (ant. , lett.) stoltezza.
stolto   ant. stulto, agg.    • 1 •   di persona, che dimostra poca intelligenza; sciocco, stupido: è stato stolto a fidarsi di quell'imbroglione    • 2 •   di cosa, che denota stoltezza: domanda, risposta stolta; giudizio stolto   s.m.  [f. -a] persona stolta: il riso abbonda sulle labbra degli stolti  § stoltamente avv.  con stoltezza.
stoma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (bot.) ciascuna delle piccole aperture sull'epidermide delle parti aeree delle piante, attraverso le quali avvengono gli scambi gassosi con l'ambiente    • 2 •   (zool.) l'apertura della conchiglia nei molluschi gasteropodi.
stomacale   agg.  (non com.)    • 1 •   dello stomaco    • 2 •   che fa bene allo stomaco; stomachico.
stomacare   v. tr.  [io stòmaco, tu stòmachi ecc.] far rivoltare lo stomaco; disgustare, nauseare (anche fig.  e assol.): quel cibo mi stomaca; il suo comportamento ci ha stomacato; uno spettacolo che stomaca  | stomacarsi v. rifl.  sentirsi rivoltare lo stomaco; disgustarsi, nausearsi (anche fig.): stomacarsi di un cibo; mi sono stomacato del suo servilismo. 
stomachevole   agg.  che stomaca; nauseante, schifoso (anche fig.): un sapore, un odore stomachevole; un film, un romanzo stomachevole  § stomachevolmente avv. 
stomachico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (non com.) che concerne lo stomaco    • 2 •   (med.) che giova allo stomaco, che ha un effetto tonico e corroborante sullo stomaco: (farmaco) stomachico. 
stomaco   s.m.  [pl. -chi  o -ci]    • 1 •   organo dell'apparato digerente, a forma di cornamusa, posto tra l'esofago e l'intestino: stomaco forte, delicato; avere mal di stomaco  | riempire, riempirsi lo stomaco, mangiare; a stomaco vuoto, pieno, prima o dopo aver mangiato | avere uno stomaco di ferro, di struzzo, (fig.) digerire con facilità qualsiasi cibo | dar di stomaco, vomitare | avere qualcosa sullo stomaco, non averla digerita | avere qualcuno sullo stomaco, (fig.) non sopportarlo | stare sullo stomaco, (fig.) essere insopportabile | (far) rivoltare lo stomaco, far vomitare, provocare nausea, disgusto (anche fig.): discorsi che rivoltano  (o fanno rivoltare) lo stomaco  | fare qualcosa contro stomaco, (fig.) malvolentieri. dim. stomachino, stomacuccio  accr. stomacone  pegg. stomacaccio    • 2 •   (fig. fam.) capacità di sopportare persone, situazioni, cose che provocano nausea, disgusto o perlomeno fastidio, noia: ci vuole stomaco a frequentare certi ambienti    • 3 •   (fig. ant.) indignazione, sdegno: con grande stomaco ricorrono al senato  (b. davanzati)    • 4 •   (region.) petto.
stomacoso   agg.  (non com.) stomachevole (anche fig.).
stomatico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (med.) che giova nelle malattie della mucosa orale    • 2 •   (bot.) di, dello stoma: apparato stomatico    • 3 •   forma impropria ma corrente per stomachico. 
stomatite   s.f.  (med.) infiammazione delle mucose della bocca.
stomato-  stomato- primo elemento di parole composte della terminologia medica, formate modernamente dal gr. stóma -atos  'bocca'; significa 'bocca, apertura' (stomatite).
stomatologia   s.f.  parte della medicina che studia le malattie della cavità orale.
stomatologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla stomatologia.
stomatologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista in stomatologia.
stonacare   v. tr.  [io stònaco, tu stònachi ecc.] (non com.) togliere l'intonaco, privare dell'intonaco | stonacarsi v. rifl.  (non com.) perdere l'intonaco (detto di un muro, di una parete).
stonare   v. tr.  [io stòno ecc.]    • 1 •   eseguire una nota fuori tono, con un'altezza sbagliata, sia cantando sia suonando: stonare un do diesis; stonare una melodia, un brano musicale, eseguirli in modo sgradevole, stonando delle note | usato assol.  : un cantante, un esecutore che stona    • 2 •   (fig.) turbare, sconcertare: quella notizia mi ha stonato  | v. intr.  [aus. avere] non armonizzarsi; contrastare sgradevolmente: questo mobile stona con il resto dell'arredamento. 
stonata   s.f.  lo stonare; stonatura. dim. stonatina. 
stonato   part. pass.  di stonare   agg.    • 1 •   si dice di persona che stona, che è poco intonata; di strumento, che è male accordato, che non ha l'intonazione giusta; di nota, che è eseguita fuori tono | una nota stonata, (fig.) una cosa non opportuna, fuori luogo    • 2 •   (fig.) che non si armonizza col resto: colori stonati; parole, discorsi stonati    • 3 •   (fig.) turbato, sconcertato, confuso: sentirsi stonato  § stonatamente avv. 
stonatura   s.f.    • 1 •   lo stonare, l'essere stonato | nota stonata    • 2 •   (fig.) ciò che non s'accorda con l'insieme di cui è parte; cosa inopportuna: una cravatta verde su quel vestito è una stonatura. 
stonazione   s.f.  (non com.) in musica, stonatura.
stondare   v. tr.  [io stóndo ecc.] (non com.) arrotondare, smussare dando forma tondeggiante: un mobile con gli angoli stondati. 
stonio   s.m.  (non com.) uno stonare prolungato, anche a più voci.
stop   s.m. invar.    • 1 •   nel linguaggio telegrafico internazionale, termine usato per indicare il punto fermo    • 2 •   segnale stradale posto agli incroci pericolosi, che impone l'arresto dei veicoli prima che si immettano in una strada più importante o l'attraversino: fermarsi allo stop; non rispettare lo stop    • 3 •   ciascuno dei due fanalini posteriori degli autoveicoli che si illuminano in fase di frenata    • 4 •   intimazione verbale di arresto: avanti ancora... stop!    • 5 •   (sport) nel gioco del calcio, il fermare la palla al volo col piede o col petto.
stop and go   loc. sost. m. invar.  politica economica di tipo congiunturale che alterna incentivi monetari e fiscali all'attività economica, quando il sistema presenta elevata disoccupazione, a bruschi disincentivi quando compaiono segni di ripresa dell'inflazione.
stoppa   s.f.    • 1 •   sottoprodotto della pettinatura della canapa e del lino che non può essere filato ed è usato per imbottiture, per impermeabilizzare i fasciami delle navi, per rendere stagne le giunzioni di tubi e condutture ecc. | essere come stoppa, sembrare stoppa, si dice di cosa dura e filacciosa | capelli di stoppa, (fig.) biondastri, non morbidi e privi di lucentezza | gambe di stoppa, (fig.) deboli, tremanti, incapaci di sorreggere | un uomo di stoppa, (fig.) privo di forza di carattere e d'autorità    • 2 •   (dial.) sbornia    • 3 •   (dial.) nome di un particolare gioco di carte.
stoppaccio   s.m.  batuffolo di stoppa che si comprimeva nella canna di un'arma da fuoco ad avancarica per stiparvi la carica | (estens.) batuffolo di stoppa che serve a otturare.
stoppaccioso   agg.  simile a stoppa; stopposo: carne stoppacciosa. 
stoppare   (1) v. tr.  [io stóppo ecc.] (region.) otturare, chiudere con la stoppa, con uno stoppaccio | (estens.) chiudere bene.
stoppare   (2) v. tr.  [io stòppo ecc.]    • 1 •   arrestare, bloccare, fermare    • 2 •   (sport) nel gioco del calcio, arrestare il pallone al volo col piede o col petto | nel basket, bloccare il pallone tirato a canestro da un avversario.
stoppata   s.f.  (sport) nel gioco del calcio e nel basket, lo stoppare.
stoppatore   s.m.  (mar.) l'operaio che calafata le navi.
stopper   s.m. invar.  (sport) nel gioco del calcio, giocatore della difesa che ha il compito di contrastare l'attaccante avversario più avanzato.
stoppia   s.f.  (spec. pl.) gli steli del grano o di altro cereale che restano nel campo dopo la mietitura.
stoppinare   v. tr.  (non com.)    • 1 •   accendere con lo stoppino    • 2 •   (fam. tosc.) stoppare, chiudere bene, spec. porte e finestre.
stoppino   s.m.    • 1 •   fibra ritorta che serve da lucignolo nelle candele o nelle lampade a petrolio    • 2 •   miccia per fuochi d'artificio.
stopposo   agg.  simile alla stoppa, per colore o consistenza: capelli stopposi; carne stopposa. 
storace   s.m.  balsamo ricavato dalla corteccia di una pianta orientale; è usato in profumeria e in medicina.
storage   (inform.) immagazzinamento dei dati su disco rigido o altro supporto.
storcere   v. tr.  [coniugato come torcere]    • 1 •   torcere con forza piegando da un lato; allontanare dalla linea diritta e naturale: gli ha storto il braccio; storcere un chiodo  | storcersi un piede, un polso, slogarsi, lussarsi | storcere gli occhi, stralunarli | storcere il naso, la bocca, le labbra, in segno di disgusto o disapprovazione    • 2 •   (fig. non com.) interpretare alterando il senso; distorcere: storcere le parole di qualcuno; storcere il senso di un discorso  | storcersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   di persona, contorcersi, piegarsi con movimenti convulsi: storcersi per il dolore; vedi come si storce, e non fa motto!  (dante inf.  xxxiv, 66)    • 2 •   di cosa, piegarsi malamente: il chiodo si è storto. 
storcicollo   s.m.  [pl. -i] (pop.) torcicollo.
storcimento   s.m.  lo storcere, lo storcersi, l'essere storto; distorsione.
stordimento   s.m.  lo stordire, lo stordirsi; stato di chi è stordito.
stordire   v. tr.  [io stordisco, tu stordisci ecc.]    • 1 •   far perdere del tutto o in parte l'udito o la lucidità di mente; frastornare, intontire: questo baccano mi stordisce  | privare dei sensi, far perdere la conoscenza: lo stordirono con una bastonata    • 2 •   (fig.) lasciare stupefatto, sbalordito (anche assol.): la notizia lo stordì; uno spettacolo da stordire  | v. intr.  (rar.) rimanere turbato, sbalordito: la donna udendo costui parlare il quale ella teneva mutolo, tutta stordì  (boccaccio dec.  iii, 1) | stordirsi v. rifl.  distrarsi da preoccupazioni, da pensieri tristi con forti emozioni: si stordiva con mille divertimenti per non ricordare; stordirsi bevendo. 
storditaggine   s.f.  l'essere stordito | atto di persona stordita; errore compiuto per sbadataggine.
storditezza   s.f.  l'essere stordito: avere un senso di storditezza. 
stordito   part. pass.  di stordire   agg.    • 1 •   sbalordito, intontito, frastornato: rimase là tutto stordito  | privo di sensi, tramortito: cadde a terra stordito    • 2 •   distratto, sbadato, sventato: un ragazzo stordito   s.m.  [f. -a] persona stordita § storditamente avv.  da stordito; sbadatamente.
storia   ant. o lett. istoria, s.f.    • 1 •   l'accadere delle vicende umane, lo svolgersi delle civiltà: i progressi della storia umana; la storia dei popoli mediterranei; la storia sacra, quella dell'antico popolo ebraico | (estens.) fatto, evento accaduto: non è fantasia, è storia    • 2 •   narrazione sistematica e interpretazione critica delle vicende degne di memoria della società umana nelle loro reciproche connessioni: storia antica, medievale, moderna; la storia d'italia; la storia dell'arte, della letteratura, della matematica; trattato di storia; passare alla storia, essere degno di essere ricordato | come materia di insegnamento scolastico: professore di storia; esame di storia    • 3 •   esposizione di fatti; racconto: la storia particolareggiata del viaggio; una storia d'amore  | favola: la nonna raccontava ai nipotini lunghe storie.  dim. storiella, storietta  pegg. storiaccia    • 4 •   serie di vicende personali: la storia della mia vita; la sua è una storia dolorosa  | (fam.) relazione amorosa: avere una storia con qualcuno    • 5 •   episodio, caso, faccenda: non voglio più sentire parlare di questa storia; una storia senza importanza  | è sempre la medesima storia, basta con questa storia!, (fam.) si dice di una situazione che si ripete sempre uguale    • 6 •   frottola, fandonia inventata spesso per scusa: raccontava spudoratamente una storia dopo l'altra    • 7 •   spec. pl.  tergiversazione, obiezione pretestuosa: fare delle storie  | lagnanza, lamentela: quante storie per così poco!    • 8 •   storia naturale, (antiq.) lo studio e la descrizione del regno animale, vegetale e minerale.
storiare   v. tr.  [io stòrio ecc.] (non com.) istoriare.
storicismo   s.m.    • 1 •   orientamento di pensiero che valuta ogni manifestazione della cultura umana rapportandola all'ambiente storico in cui si è formata e in cui ha avuto sviluppo: g. b. vico fu il precursore dello storicismo; lo storicismo romantico    • 2 •   (filos.) corrente della filosofia tedesca (a cavallo tra sec. xix e sec. xx) che ha messo in luce il carattere individuale, irriducibile, delle realtà storiche: lo storicismo di dilthey  | storicismo assoluto, sistema filosofico (elaborato da b. croce) che identifica tutta la realtà con la storia dello spirito.
storicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, cultore dei principi dello storicismo | usato anche come agg.  : concezione storicista. 
storicistico   agg.  [pl. m. -ci] di, dello storicismo; che è fondato sullo storicismo § storicisticamente avv.  secondo i principi dello storicismo.
storicità   s.f.    • 1 •   l'appartenere al divenire storico    • 2 •   realtà, veridicità storica: riconoscere, appurare la storicità di un avvenimento. 
storicizzare   v. tr.  interpretare alla luce del processo storico: storicizzare la realtà, il sapere  | interpretare alla luce di un periodo storico determinato: storicizzare un'opera letteraria. 
storicizzazione   s.f.  lo storicizzare, l'essere storicizzato.
storico   ant. o lett. istorico, agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della storia; che ha per oggetto la storia: sviluppo storico; senso, metodo storico; ricerca storica  | atlante storico, le cui tavole illustrano la situazione politica di una certa area geografica in un determinato periodo    • 2 •   che appartiene, che risale a epoche passate: edificio, monumento storico; il centro storico di roma    • 3 •   che è vero; che è realmente accaduto o esistito: fatto, personaggio storico  | tempi storici, i cui avvenimenti sono provati da documenti, testimonianze    • 4 •   degno di passare alla storia, di essere ricordato e tramandato; memorabile (anche iron.): una giornata storica; è una decisione storica la tua!    • 5 •   (fam.) che è noto a tutti, risaputo; che non si può mettere in dubbio: questa è una cosa storica; è storico che...    • 6 •   nella grammatica greca e latina, si dice di tempo verbale che indica un'azione riguardante il passato  s.m.    • 1 •   [f. -a] studioso, scrittore di storia; storiografo    • 2 •   (mus.) parte vocale che, negli oratori e nelle passioni, ha il compito di narrare le vicende storiche che essi rievocano § storicamente avv.    • 1 •   dal punto di vista della storia: studiare storicamente un problema    • 2 •   di fatto, realmente: un personaggio storicamente esistito. 
storiella   s.f.    • 1 •   dim.  di storia  | racconto breve, per lo più aneddotico o umoristico: storiella oscena, divertente.  dim. storiellina    • 2 •   fandonia, scusa, pretesto.
storino    ⇨ stoino.
storiografia   s.f.  la narrazione di eventi storici ispirata a determinati principi metodologici | la metodologia della ricerca storica | l'insieme delle opere storiche di un determinato periodo: la storiografia greca, romana. 
storiografico   agg.  [pl. m. -ci] della storiografia, che concerne la ricerca storica: sviluppo storiografico; l'attività storiografica  § storiograficamente avv.  dal punto di vista della storiografia.
storiografo   s.m.  [f. -a] chi fa studi storiografici; cultore della storiografia; storico | chi è ufficialmente incaricato di scrivere la storia di una città, di uno stato: vincenzo monti fu nominato storiografo del regno d'italia. 
storione   s.m.  grosso pesce marino dal corpo allungato e dal muso sporgente e provvisto di barbigli, che all'epoca della riproduzione risale i fiumi per deporvi le uova; ha carni pregiate; dalle uova si ricava il caviale e dalla vescica natatoria la colla di pesce (ord.  acipenseriformi).
stormeggiare   v. intr.  [io storméggio ecc.] (ant.) adunarsi, raggrupparsi in stormo | v. tr.  sonare a stormo: fece... stormeggiare le campane  (m. villani).
stormire   v. intr.  [io stormisco, tu stormisci ecc. ; aus. avere] produrre un rumore leggero e frusciante (detto soprattutto di fronde e foglie agitate dal vento): e come il vento / odo stormir tra queste piante  (leopardi l'infinito  8-9).
stormo   s.m.    • 1 •   (ant.) moltitudine di armati | sonare le campane a stormo, a martello, per radunare gente in caso di pericolo pubblico o anche in segno di festa    • 2 •   (non com.) moltitudine di persone o di animali    • 3 •   gruppo di uccelli o di insetti in volo: uno stormo di gabbiani, di cavallette    • 4 •   (aer.) unità organica dell'aeronautica militare, costituita da più gruppi    • 5 •   (ant.) assalto: io vidi già cavalier muover campo, / e cominciare stormo  (dante inf.  xxii, 1-2).
stornare   v. tr.  [io stórno ecc.]    • 1 •   (ant.) volgere indietro o in altra direzione    • 2 •   (fig.) allontanare: stornare un pericolo  | dissuadere, distogliere: stornare qualcuno da un proposito    • 3 •   (fin.) modificare lo stanziamento di un bilancio preventivo, trasferendo una somma da una voce di spesa a un'altra | in contabilità, annullare una registrazione contabile con una registrazione di segno opposto | v. intr.  [aus. essere] (ant.) indietreggiare, tornare indietro.
stornellare   v. intr.  [io stornèllo ecc. ; aus. avere] comporre, cantare stornelli.
stornellata   s.f.  cantata di stornelli; insieme di stornelli.
stornellatore   s.m.  [f. -trice] chi canta, compone, improvvisa stornelli.
stornello   (1) s.m.  (zool.) storno.
stornello   (2) s.m.  breve canto popolare tipico dell'italia centrale, d'argomento amoroso o satirico; generalmente improvvisato, è formato da un quinario, che contiene di solito l'invocazione a un fiore, e da due endecasillabi il secondo dei quali rima col verso d'apertura.
storno   (1) agg.  si dice di cavallo con mantello grigio macchiettato di bianco: la cavalla storna, titolo di una nota poesia di g. pascoli.
storno   (2) s.m.  uccello dal piumaggio scuro macchiettato di bianco e dal becco diritto e giallognolo (ord.  passeriformi).
storno   (3) s.m.    • 1 •   (fin.) lo stornare    • 2 •   (tosc.) biglietto del lotto messo in vendita dal banco con i numeri della giocata già stampati.
storpiamento   s.m.  storpiatura.
storpiare   v. tr.  [io stòrpio ecc.]    • 1 •   rendere storpio    • 2 •   (fig.) realizzare male, deformare: storpiare le parole, pronunciarle in modo errato; storpiare una poesia, recitarla male    • 3 •   (ant.) impedire, mandare a vuoto | storpiarsi v. rifl.  divenire storpio.
storpiatura   s.f.  lo storpiare, lo storpiarsi, l'essere storpiato (anche fig.): la storpiatura di un verso. 
storpio   (1) pop. stroppio, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha braccia o gambe mal conformate, distorte; sciancato § storpiamente avv.    • 1 •   da storpio, come uno storpio: camminare storpiamente    • 2 •   (fig.) in modo anormale, deforme: parlare storpiamente. 
storpio   (2) o stroppio, s.m.  (ant.) impedimento; indugio: ora era onde 'l salir non volea storpio  (dante purg.  xxv, 1).
storta   (1) s.f.    • 1 •   lo storcere, lo storcersi, l'essere storto: dare una storta a qualcosa    • 2 •   (rar.) svolta, serpeggiamento    • 3 •   (fam.) distorsione a un arto: prendere una storta alla caviglia. 
storta   (2) s.f.    • 1 •   recipiente con fondo largo e piatto, e lungo collo ripiegato verso il basso, usato un tempo nei laboratori chimici per distillare    • 2 •   (non com.) recipiente usato per orinare quando si è a letto; pappagallo    • 3 •   arma bianca da taglio a lama curva, simile alla scimitarra turca.
stortezza   s.f.  (non com.) l'essere storto.
stortignaccolo   agg.  e s.m.  [f. -a] (fam.) che, chi è storto, piuttosto storto.
stortino   s.m.  (spec. pl.) tipo di pastina per brodo a forma di cilindretti ricurvi.
storto   part. pass.  di storcere   agg.    • 1 •   che non è diritto: gambe storte  | fare la bocca storta, storcere la bocca in segno di disapprovazione, di disgusto    • 2 •   non collocato nel senso giusto, non allineato rispetto a un punto di riferimento: il quadro è storto    • 3 •   (fig.) non retto, non giusto; sbagliato: idee storte; un cervello storto, che non ragiona rettamente | (fam.) avverso, rovescio: oggi mi vanno tutte storte   avv.  in modo obliquo, non diritto: camminare storto  | guardare (di) storto, (fig.) guardare con ostilità e malanimo § stortamente avv. 
stortura   s.f.  l'essere storto | cosa storta, sbagliata, ingiusta; difetto: storture mentali, morali. 
story   s.f. invar.  soggetto di un film steso in forma letteraria, da trasformare successivamente in sceneggiatura.
stoscanizzare   v. tr.  privare delle peculiarità tipicamente toscane | stoscanizzarsi v. rifl.  perdere le peculiarità toscane: la lingua nazionale si è progressivamente stoscanizzata. 
stoscio   s.m.  (ant.) salto, caduta a precipizio.
stovaina   ® s.f.  nome commerciale di un composto chimico usato come anestetico locale al posto della cocaina, di cui è molto meno tossico.
stoviglia   s.f.  (spec. pl.) nome generico con cui si designa il vasellame per la tavola e la cucina: lavare, asciugare le stoviglie. 
stovigliaio   s.m.  [f. -a] (non com.) chi fabbrica o vende stoviglie.
stoviglieria   s.f.  (non com.) insieme di stoviglie | fabbrica di stoviglie.
stozzamento   s.m.  (non com.) lo stozzare; stozzatura.
stozzare   v. tr.  [io stòzzo ecc.]    • 1 •   lavorare con lo stozzo    • 2 •   (mecc.) eseguire scanalature mediante la stozzatrice.
stozzatore   s.m.    • 1 •   artigiano che cesella con lo stozzo    • 2 •   operaio che lavora alla stozzatrice.
stozzatrice   s.f.  macchina utensile per l'esecuzione di scanalature su superfici metalliche.
stozzatura   s.f.  (mecc.) operazione dello stozzare.
stozzo   s.m.  tipo di cesello per lavorare a sbalzo lastre di metallo.
stra-  stra- prefisso derivato dal lat. e°xtra  'fuori', presente in numerose parole composte, per lo più di formazione moderna; indica superamento di un limite (straripare, straordinario), eccesso (strafare, strapotenza); dà valore di superlativo agli aggettivi cui è premesso (strapieno, stracarico).
strabalzare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. essere] (non com.) trabalzare | v. tr.  (ant.) trasferire d'autorità qualcuno da un luogo a un altro.
strabenedire   v. tr.  [coniugato come benedire] (pop.) benedire di tutto cuore (spesso usato in senso antifrastico): poteva avvisarmi in tempo, che dio lo strabenedica!. 
strabere   v. intr.  [coniugato come bere; aus. avere] bere in maniera eccessiva.
strabico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] che, chi è affetto da strabismo: occhi strabici; sguardo da strabico. 
strabiliante   part. pres.  di strabiliare   agg.  che fa strabiliare; meraviglioso: una notizia, una bellezza strabiliante. 
strabiliare   v. tr.  [io strabìlio ecc.] far meravigliare; stupire, sbalordire: ci ha strabiliato con i suoi racconti  | v. intr.  [aus. avere] meravigliarsi grandemente; trasecolare: a veder certe cose c'è da strabiliare. 
strabiliato   part. pass.  di strabiliare   agg.  attonito, sbalordito, molto meravigliato: essere, rimanere strabiliato. 
strabismo   s.m.  (med.) difetto dell'occhio dovuto a una deviazione degli assi oculari | strabismo di venere, leggero strabismo, tradizionalmente considerato una nota in più del fascino femminile.
straboccamento   s.m.  (non com.) lo straboccare.
straboccare   v. intr.  [io strabócco, tu strabócchi ecc. ; aus. avere  o essere] traboccare.
strabocchevole   agg.    • 1 •   eccessivo, enorme, innumerevole: folla strabocchevole    • 2 •   (ant.) impetuoso, precipitoso, scosceso § strabocchevolmente avv. 
strabometria   s.f.  (med.) misurazione dell'entità dello strabismo.
strabometro   s.m.  (med.) strumento per la misurazione dell'angolo di strabismo.
strabuzzamento   s.m.  (non com.) lo strabuzzare gli occhi.
strabuzzare   v. tr.  stravolgere, stralunare; solo nell'espressione strabuzzare gli occhi. 
stracannaggio   s.m.  nell'industria tessile, l'operazione del trasportare il filato da un rocchetto all'altro; stracannatura.
stracannare   v. tr.  nell'industria tessile, eseguire lo stracannaggio.
stracannatura   s.f.  stracannaggio.
stracarico   agg.  [pl. m. -chi] molto carico, troppo carico: un bagagliaio stracarico; essere stracarico di lavoro. 
stracca   s.f.  (rar.) stanchezza; usato spec. nelle espressioni pigliare una stracca, stancarsi molto; avere addosso una gran stracca, sentirsi molto stanco.
straccadenti   s.m. invar.  (region.) straccaganasce.
straccaganasce   s.m. invar.    • 1 •   (roman.) tipo di biscotto molto duro    • 2 •   (region.) castagna secca.
straccaggine   s.f.  (non com.) stanchezza, spossatezza.
straccale   s.m.    • 1 •   finimento per animali da tiro che si attacca al basto e fascia orizzontalmente i fianchi e le cosce    • 2 •   spec. pl.  (antiq.) bretelle    • 3 •   (tosc. pop.) cencio; cosa inutile, che ingombra.
straccamento   s.m.  (non com.) lo straccare, lo straccarsi.
straccare   v. tr.  [io stracco, tu stracchi ecc.] (region.) stancare molto (anche assol.): un lavoro che stracca  | straccarsi v. rifl.  stancarsi molto.
stracceria   s.f.    • 1 •   (non com.) quantità di stracci    • 2 •   (ant.) vendita di roba minuta, di ritagli.
stracchezza   s.f.  (non com.) l'essere, il sentirsi stracco; stanchezza.
stracchino   s.m.    • 1 •   formaggio di pasta grassa e morbida, non fermentato, prodotto con latte di vacca e confezionato per lo più in forme quadrate, tipico della lombardia    • 2 •   (merid.) tipo di gelato duro, di forma simile a quella del formaggio omonimo.
stracciabile   agg.  che si può stracciare.
stracciaiolo   lett. stracciaiuolo, region. stracciarolo, s.m.  [f. -a]    • 1 •   straccivendolo, cenciaiolo    • 2 •   (rar.) operaio addetto alla stracciatura dei bozzoli.
stracciamento   s.m.    • 1 •   (non com.) lo stracciare, lo stracciarsi, l'essere stracciato    • 2 •   (ant. , lett.) strazio, sbranamento; distruzione, rovina.
stracciare   v. tr.  [io stràccio ecc.]    • 1 •   fare a pezzi (detto di un oggetto di carta o di stoffa); strappare, lacerare: stracciare un foglio, stracciare un vecchio lenzuolo  | stracciarsi le vesti, (fig.) dare in escandescenze per dolore o per rabbia; mostrarsi sdegnato, scandalizzato, ma per lo più ipocritamente    • 2 •   (ant. , lett.) straziare, sbranare: preseli 'l braccio col runciglio, / sì che, stracciando, ne portò un lacerto  (dante inf.  xxii, 71-72)    • 3 •   estrarre la seta dai bozzoli col pettine    • 4 •   (fig.) battere, sconfiggere nettamente, spec. in una competizione sportiva: stracciare gli avversari  | stracciarsi v. rifl.  lacerarsi, strapparsi.
stracciarolo    ⇨ stracciaiolo.
stracciasacco   solo nella loc. avv. a stracciasacco, (rar.) in cagnesco, di sbieco.
stracciatella   s.f.    • 1 •   minestra ottenuta gettando nel brodo bollente un impasto di uova sbattute e formaggio grana    • 2 •   tipo di gelato a base di crema con piccoli pezzi di cioccolato.
stracciato   part. pass.  di stracciare   agg.    • 1 •   strappato, fatto a brandelli: un abito stracciato  | (estens.) si dice di persona che indossa vestiti laceri, pieni di strappi: andare in giro tutto stracciato    • 2 •   (ant. , lett.) straziato    • 3 •   (fig.) si dice di prezzo molto ribassato: comprare a prezzi stracciati. 
stracciatura   s.f.    • 1 •   (non com.) lo stracciare, l'essere stracciato; lacerazione    • 2 •   lo stracciare la seta dai bozzoli.
straccio   (1) agg.  [pl. f. -ce] da stracciare, da buttar via, da farne stracci: roba straccia  | carta straccia, cartastraccia.
straccio   (2) s.m.    • 1 •   pezzo di tessuto logoro, riutilizzabile industrialmente per la fabbricazione di carta e tessuti o impiegato in usi domestici per pulire e spolverare (in quest'ultimo caso, anche come prodotto commerciale specificamente fabbricato a tale scopo): il commercio, l'industria degli stracci; straccio per lavare i pavimenti, per spolverare; dare, passare lo straccio  | ridursi uno straccio, (fig.) diventare magro, deperito | sentirsi uno straccio, (fig.) estremamente debole. dim. straccetto    • 2 •   nella loc. uno straccio di, (fam.) per indicare cosa o persona qualsiasi, di poco conto: non ha uno straccio di vestito da mettersi addosso; uno straccio di marito, di moglie; non ha neppure uno straccio di amico con cui confidarsi; non capire uno straccio di niente, assolutamente nulla; in quel paese non c'era uno straccio di cinema, neppure il più modesto dei locali cinematografici    • 3 •   spec. pl.  indumento logoro e dimesso: andare in giro vestito di stracci    • 4 •   seta estratta dal bozzolo con il pettine    • 5 •   (rar.) strappo in un abito o in un tessuto.
straccione   s.m.  [f. -a] chi indossa abiti stracciati, logori | miserabile, pezzente.
straccivendolo   s.m.  [f. -a] chi compra o rivende stracci.
stracco   agg.  [pl. m. -chi] (pop.)    • 1 •   stanco, fiacco, sfinito: un'andatura stracca; sentirsi stracco  | alla stracca, svogliatamente    • 2 •   (fig.) si dice di cosa ormai esaurita, logorata dall'uso, troppo sfruttata: terreno stracco; chi sa se... sarà rimasta qualche stracca e confusa tradizione del fatto?  (manzoni p. s.  xxiv) § straccamente avv. 
straccurare   v. tr.  (ant.) trascurare: il disordine nel qual si vive, fa sì che si straccurano e non si stimano queste cose  (machiavelli).
stracittà   s.f.  denominazione di una tendenza letteraria sviluppatasi in italia negli anni venti, favorevole a un'apertura verso le correnti letterarie europee; si contrapponeva a strapaese. 
stracittadino   (1) agg.  che presenta in sé, in modo accentuato, gli aspetti cittadini più caratteristici: festa stracittadina. 
stracittadino   (2) agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi seguiva la tendenza letteraria di stracittà.
stracocere    ⇨ stracuocere.
stracollare   v. tr.  [io stracòllo ecc.] (fam.) slogare, lussare.
stracotto   part. pass.  di stracuocere   agg.    • 1 •   troppo cotto: pasta stracotta    • 2 •   (fig. scherz.) molto innamorato  s.m.  pietanza di carne di manzo, cotta a lungo in casseruola con condimenti vari.
stracuocere   pop. stracocere, v. tr.  [coniugato come cuocere] cuocere troppo, più del necessario.
strada   s.f.    • 1 •   striscia di terreno di una certa larghezza, spianata e battuta o lastricata o asfaltata, che serve da via di comunicazione : strada comunale, provinciale, statale; strada sterrata, asfaltata, selciata; strada carrozzabile; aprire, tracciare una strada; selciare, pavimentare una strada; la manutenzione delle strade; il ciglio della strada; una strada che va, conduce, porta a un paese; una strada che sbocca in piazza; il fondo della strada, la massicciata; strada maestra, la strada principale che unisce due paesi o città strada battuta, molto frequentata; strada di circonvallazione, quella che aggira un paese o una città invece di attraversarli; strada panoramica, che attraversa zone panoramiche; strada vicinale, piccola strada di campagna che unisce casolari vicini; strada ferrata, ferrovia | dare sulla strada, aprirsi, affacciarsi su di essa: finestre, porte, palazzi che danno sulla strada  | corse su strada, (sport) quelle che non vengono disputate su pista | attraversare la strada, percorrerla trasversalmente | codice della strada, quello che contiene le regole e le prescrizioni relative al traffico stradale | tagliare la strada a qualcuno, porsi sul suo cammino in modo da ostacolarlo o costringerlo ad arrestarsi; (fig.) impedirgli di conseguire un fine | uomo della strada, il cittadino, l'uomo comune | donna di strada, prostituta | ragazzo di strada, ragazzaccio, monello | parole da strada, volgari e triviali | mettere qualcuno in mezzo alla strada, (fig.) gettarlo nella miseria | essere in mezzo a una strada, (fig.) essere sprovvisto di mezzi di sostentamento | prendere, raccogliere qualcuno dalla strada, (fig.) elevarlo da un'infima condizione | prov.  : tutte le strade portano a roma, ci sono molti modi per raggiungere la stessa meta. dim. stradetta, stradicciola, stradina, straduccia  accr. stradone  (m) pegg. stradaccia, straducola    • 2 •   percorso per andare da un luogo a un altro; cammino, tragitto: insegnare, mostrare a qualcuno la strada; essere a mezza strada; ci sono due ore di strada; la città è a    • 1 •   km di strada; mettersi in strada; prendere una strada; sbagliare, cambiare strada; smarrire la strada | divorare la strada, percorrerla assai velocemente | fare una strada, percorrerla; strada facendo, durante il cammino | andare per la propria strada, (fig.) tendere al proprio scopo senza badare ad altro | essere sulla buona strada, trovarsi sulla strada giusta; (fig.) seguire un indirizzo giusto | andare, finire fuori strada, di veicolo, uscire dai limiti della strada; (fig.) cadere in errore | essere fuori strada, (fig.) sbagliarsi, avere opinioni erronee | mettere fuori strada, (fig.) indurre in errore | cercare, scegliere, trovare la propria strada, (fig.) cercare, scegliere, trovare l'attività giusta da svolgere o l'esatto indirizzo da dare alla propria vita, in rapporto alle proprie disposizioni naturali | percorrere la strada della virtù, della perdizione, (fig.) condurre una vita dedita al bene, al male    • 3 •   passaggio, varco, solco: farsi, aprirsi una strada nella boscaglia; farsi strada tra la folla; l'acqua si scava la strada nel terreno  | fare strada a qualcuno, (fig.) precederlo e guidarlo in un'attività | trovare la strada fatta, (fig.) gli ostacoli spianati, appianate le difficoltà | fare,farsi strada, (fig.) avanzare, progredire, fare carriera: è uno che nella vita (si) farà strada    • 4 •   (fig.) metodo, modo, mezzo: trovare la strada giusta per ottenere certe cose; tentare ogni strada. 
stradaiolo   s.m.  (non com.) stradista.
stradale   agg.  della strada, che concerne la strada: sede stradale; incidente stradale; polizia stradale  | carta stradale, carta geografica sulla quale sono riportati i vari tipi di strade, le distanze chilometriche fra le città e altre notizie utili agli automobilisti | corpo stradale, in una strada, la forma assunta dal terreno dopo i lavori di sterro e di riporto  s.m.  (non com.) lo stesso che strada, per lo più fuori dal centro abitato  s.f.  polizia stradale.
stradare   v. tr.  (non com.) istradare | v. intr.  [aus. essere], stradarsi v. rifl.  (non com.) mettersi in strada, instradarsi; avviarsi.
stradario   s.m.  elenco alfabetico delle vie e delle piazze di una città, con le indicazioni topografiche necessarie per localizzarle.
stradatrice   s.f.  (tecn.) macchina per effettuare la stradatura.
stradatura   s.f.  (tecn.) allicciatura dei denti di una sega.
stradicò   stradicoto  ⇨ straticò.
stradiere   s.m.  (ant.) daziere addetto a controllare il traffico delle merci.
stradino   s.m.    • 1 •   operaio addetto alla manutenzione delle strade    • 2 •   (tosc. pop.) uomo di strada, mascalzone.
stradiotto   o stradioto, s.m.  soldato di origine balcanica appartenente a un corpo di cavalleria leggera creato dalla repubblica di venezia nel sec. xv.
stradista   s.m.  [pl. -sti] corridore ciclista specializzato in gare su strada.
stradivario   s.m.  violino o violoncello fabbricato dal liutaio cremonese antonio stradivari (1644-1737).
stradone   s.m.    • 1 •   accr.  di strada    • 2 •   strada larga, spesso alberata, che collega due centri abitati.
stradotale   agg.  (pop.) extradotale.
strafalciare   v. intr.  [io strafàlcio ecc. ; aus. avere] (rar.) lavorare male, con trascuratezza.
strafalcione   s.m.  errore madornale, soprattutto nel parlare o nello scrivere: un discorso, un tema pieno di strafalcioni. 
strafare   v. intr.  [io strafàccio  o strafò, tu strafai, egli strafà ecc. ; coniugato come fare; aus. avere] fare più di quanto sia necessario od opportuno: vuole sempre strafare. 
strafatto   part. pass.  di strafare   agg.    • 1 •   troppo maturo (detto di frutto)    • 2 •   si dice di cosa fatta ormai da tempo: a quest'ora è già fatto e strafatto. 
strafelarsi   v. rifl.  [io mi strafélo ecc.] (tosc.) affaticarsi, affannarsi.
strafilaggio   s.m.  (mar.)    • 1 •   operazione mediante la quale si uniscono i lembi di due pezzi di tela con una cordicella fatta passare a zig-zag negli occhielli praticati sui lembi stessi    • 2 •   la cordicella con cui i marinai legano la loro branda dopo averla arrotolata.
strafilare   v. tr.  (mar.) unire due pezzi di tela mediante strafilaggio.
strafogarsi   v. rifl.  [io mi strafògo, tu ti strafòghi ecc.] mangiare voracemente rischiando di strozzarsi.
straforare   v. tr.  [io strafóro ecc.] (antiq.) traforare.
straforo   s.m.    • 1 •   (rar.) foro, apertura fatti traforando; traforo    • 2 •   di straforo, (fig.) di nascosto, furtivamente, di sfuggita: vedersi, entrare di straforo. 
strafottente   agg.  e s.m.  e f.  (fam.) che, chi dimostra una sfacciata e arrogante noncuranza degli altri, delle loro opinioni e dei loro diritti; impudente, sfrontato: persona, risposta strafottente; fare lo strafottente  § strafottentemente avv. 
strafottenza   s.f.  (fam.) l'essere strafottente; atteggiamento strafottente: rispondere con strafottenza. 
strafottersi   v. rifl.  [io mi strafótto ecc.] (volg.) infischiarsi, mostrare totale disinteresse e noncuranza per qualcuno o qualcosa (usato spec. con la particella pron. ne  rafforzativa): io me ne strafotto dei loro giudizi. 
strafusaria   s.f.  variante tosc. di stafisagria. 
strage   s.f.    • 1 •   uccisione violenta di molte persone o animali: la strage degli innocenti; i bracconieri fecero strage di caprioli  | (dir.) delitto commesso da chi, al fine di uccidere, compie atti idonei a mettere in pericolo la pubblica incolumità | strage di stato, nel linguaggio giornalistico, si dice di strage nella cui preparazione e realizzazione sono compromessi organi dello stato, come servizi segreti e sim.    • 2 •   (estens.) distruzione di cose: quel bambino fa strage di giocattoli | fare strage di cuori, (fig.) fare innamorare di sé molte persone    • 3 •   (fig.) esito gravemente negativo: c'è stata una strage agli esami, vi sono state numerose bocciature    • 4 •   (fig. fam.) grande quantità: quest'anno di uva ce n'è una strage. 
stragismo   s.m.  nel linguaggio giornalistico, la pratica terroristica di provocare attentati e stragi al fine di destabilizzare la situazione politica.
stragista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nel linguaggio giornalistico, chi è favorevole o pratica lo stragismo.
stragiudiciale   stragiudiziale  ⇨ extragiudiziale.
straglio    ⇨ strallo.
stragodere   v. intr.  [io stragòdo ecc. ; aus. avere] (fam.) godere grandemente.
stragrande   agg.  grandissimo: la stragrande maggioranza della popolazione. 
stralciare   v. tr.  [io stràlcio ecc.]    • 1 •   (rar.) privare le viti dei tralci    • 2 •   (fig.) togliere via qualcosa da un insieme: stralciare un passo da un testo; stralciare una partita da un conto; stralciare la posizione di un imputato da un processo  | stralciare un'azienda, una società commerciale, metterla in liquidazione arrivando a una transazione coi creditori.
stralciatura   s.f.  operazione dello stralciare le viti.
stralcio   s.m.    • 1 •   lo stralciare, il togliere via da un insieme; ciò che si stralcia; scelta, cernita | usato anche come agg.  : legge stralcio, che regola gli aspetti più urgenti di una materia in attesa di un provvedimento legislativo generale; ufficio stralcio, che porta a compimento gli affari che erano di competenza di un ente soppresso    • 2 •   liquidazione: vendere a stralcio; partita di stralcio. 
strale   s.m.  (lett.) freccia, saetta (anche fig.): curvò clorinda sette volte, e sette / rallentò l'arco e n'aventò lo strale  (tasso g. l.  xi, 41); gli strali della calunnia, della maldicenza. 
straliciare   v. tr.  [io stralìcio ecc.] (pop. tosc.) tagliare in tralice.
straliciatura   s.f.  (tosc.) lo straliciare | il pezzo di stoffa tagliato in tralice.
strallare   v. tr.  (edil.) fissare con stralli una struttura metallica per evitarne flessioni laterali.
stralletto   s.m.  (mar.) cavo di spessore minore di quello degli stralli, usato per sostenere la parte superiore dell'albero della nave.
strallo   o straglio, s.m.    • 1 •   (mar.) ciascuno dei cavi, normalmente di acciaio, fissati alla coperta, che sostengono l'albero di una nave verso prora | vela di strallo, vela di taglio, triangolare, inferita su uno strallo o uno stralletto, tra maestra e trinchetto e fra mezzana e maestra    • 2 •   cavo d'acciaio che serve a fissare lateralmente una struttura metallica.
strallogi   s.m.  (bot.) lo stesso che aristolochia. 
stralodare   v. tr.  [io stralòdo ecc.] lodare eccessivamente, con enfasi.
stralunamento   s.m.  (non com.) lo stralunare: stralunamento d'occhi. 
stralunare   v. tr.  solo nell'espressione stralunare gli occhi, sbarrarli e stravolgerli per una forte emozione o per un malore | stralunarsi v. rifl.  (fam.) sconvolgersi, stranirsi.
stralunato   part. pass.  di stralunare   agg.  stravolto, sconvolto: occhi stralunati; un'espressione stralunata. 
stramaledire   v. tr.  [coniugato come maledire] (fam.) maledire con particolare veemenza.
stramaturo   agg.  (fam.) troppo maturo, detto spec. di frutto.
stramazzare   v. intr.  [aus. essere] cadere a terra di colpo e pesantemente: colpito da un violento pugno, stramazzò al suolo  | v. tr.  (non com.) far cadere a terra di colpo; abbattere.
stramazzata   s.f.  (rar.) lo stramazzare.
stramazzo   (1) s.m.    • 1 •   (non com.) lo stramazzare, il cadere pesantemente    • 2 •   apertura praticata negli argini dei fiumi e dei canali, dalla quale l'acqua fluisce solo se supera un determinato livello.
stramazzo   (2) s.m.  (region.) saccone di rozza fattura usato come giaciglio; pagliericcio.
stramazzone   s.m.  lo stramazzare, il cadere pesantemente a terra.
stramba   s.f.  (ant.) fune di sparto non ritorta: sì forte guizzavan le giunte, / che spezzate averien ritorte e strambe  (dante inf.  xix, 26-27).
strambare   v. intr.  [aus. avere] (mar.) compiere una strambata, detto della randa e dell'imbarcazione.
strambata   s.f.  (mar.) il rapido spostamento della randa da un bordo all'altro con il vento in poppa, che può avvenire per errore o per una manovra di virata; per estens., la manovra stessa.
strambellare   v. tr.  [io strambèllo ecc.] (ant.) ridurre a strambelli; lacerare (anche fig.).
strambello   s.m.  (ant.) brandello; pezzo di stoffa lacero.
stramberia   s.f.  l'essere strambo | atto, discorso, comportamento da persona stramba: è una delle sue solite stramberie. 
strambo   agg.    • 1 •   strano, stravagante, bizzarro: un uomo strambo; discorso, comportamento strambo    • 2 •   (rar.) storto, sbilenco: gambe strambe; occhi strambi, strabici    • 3 •   (ant.) intrecciato ma non ritorto: corda stramba  § strambamente avv. 
strambotto   pop. strambottolo, s.m.    • 1 •   breve componimento poetico, per lo più di otto endecasillabi a rima alterna, di origine popolare e di contenuto amoroso o satirico    • 2 •   (rar.) poesia di poco conto.
strame   s.m.  stoppia falciata; erba secca che serve da foraggio o da lettiera per il bestiame.
stramonio   s.m.  (bot.) lo stesso che datura. 
stramortire   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. essere] (pop.) tramortire.

strampalataggine   s.f.  (non com.) strampaleria.
strampalatezza   s.f.  (non com.) strampaleria.
strampalato   agg.  strano, stravagante, sconclusionato, bislacco: un tipo strampalato; idea, proposta strampalata; discorso, ragionamento strampalato  § strampalatamente avv. 
strampaleria   s.f.  l'essere strampalato | comportamento, discorso, ragionamento di persona strampalata.
stranezza   s.f.  l'essere strano | atto, discorso, comportamento da persona strana: fare, dire stranezze. 
strangolamento   s.m.  lo strangolare, l'essere strangolato: morire in seguito a strangolamento. 
strangolapreti   s.m. pl.  (region.) lo stesso che strozzapreti. 
strangolare   v. tr.  [io stràngolo ecc.]    • 1 •   provocare a qualcuno la morte per asfissia stringendogli con forza la gola con una corda, un laccio o altro oggetto simile    • 2 •   (estens.) stringere al collo rendendo difficoltoso il respiro: questo colletto mi strangola    • 3 •   (fig.) mettere in grave difficoltà, spec. da un punto di vista economico: i debiti lo stanno strangolando    • 4 •   (mar.) stringere una vela con un cavo per sottrarla rapidamente all'azione del vento.
strangolatore   s.m.  [f. -trice] chi strangola.
strangolatorio   agg.  (non com.) che strangola, che soffoca (anche fig.): un patto strangolatorio, iugulatorio.
strangolazione   s.f.  (non com.) strangolamento.
strangolo   s.m.    • 1 •   attrezzo con cui, nella lavorazione a caldo del metallo, si effettuano strozzature    • 2 •   nella loc. agg. a strangolo, detto di un particolare guinzaglio per grossi cani, fatto in modo da stringere il collo se l'animale esercita una trazione eccessiva.
strangozzi   s.m. pl.  (region.) strozzapreti.
stranguglione   s.m.    • 1 •   nome pop. di una malattia infettiva dei cavalli, detta in veterinaria adenite equina    • 2 •   senso di pienezza e di soffocamento per aver mangiato troppo rapidamente o in quantità eccessiva; anche, singhiozzo: avere gli stranguglioni. 
stranguria   s.f.  (med.) disturbo della minzione, per cui l'urina fuoriesce con difficoltà, spesso a gocce.
straniamento   s.m.    • 1 •   lo straniare, lo straniarsi    • 2 •   nel linguaggio della critica letteraria, procedimento con cui uno scrittore, attraverso un uso inconsueto del linguaggio o della tecnica descrittiva, rivela aspetti insoliti, valori nuovi di qualcosa che è già noto, usuale: effetto di straniamento. 
straniare   v. tr.  [io strànio ecc.]    • 1 •   allontanare, distogliere: le cattive compagnie lo hanno straniato dagli studi    • 2 •   (lett.) scrivere operando uno straniamento | straniarsi v. rifl.  allontanarsi, diventare estraneo: straniarsi dal lavoro, straniarsi dagli amici. 
straniere   s.m.  (ant.)    • 1 •   straniero    • 2 •   ospite: i lari di lui ridenti intorno / degno straniere onora  (parini).
straniero   agg.    • 1 •   di un'altra nazione, di un altro paese: territorio straniero; cittadino, turista straniero; una lingua straniera    • 2 •   (lett.) estraneo, alieno: quando la terra / mi fia straniera valle, e dal mio sguardo / fuggirà l'avvenir  (leopardi le ricordanze  97-99)    • 3 •   (ant.) strano, insolito  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi appartiene a un'altra nazione: molti stranieri visitano l'italia    • 2 •   (estens.) il nemico, l'invasore: cacciare lo straniero. 
stranio   agg.  (ant. , lett.) straniero, estraneo | strano, insolito.
stranire   v. tr.  [io stranisco, tu stranisci ecc.] far diventare strano, inquieto; irritare, innervosire: stranire un bambino  | stranirsi v. rifl.  irritarsi, innervosirsi.
stranito   part. pass.  di stranire   agg.  nervoso, irritabile; intontito, smarrito: essere stranito dal sonno. 
strano   agg.    • 1 •   insolito, singolare; che desta perplessità, stupore: un uomo strano; vestire in modo strano; parlare una strana lingua; un fatto, un caso strano; uno strano comportamento  | è strano, sembra strano che, stupisce che: è strano che non sia ancora tornato    • 2 •   (ant. , lett.) estraneo; straniero: quasi romito, e strano / al mio loco natio  (leopardi il passero solitario  24-25)  s.m.    • 1 •   (ant.) straniero, estraneo: se noi abbiamo adunque onorati gli strani, come aremmo noi ingiuriati i parenti?  (machiavelli)    • 2 •   [solo sing.] ciò che si allontana dal normale, dal consueto: lo strano è questo  § stranamente avv. 
stranutare    ⇨ starnutare.
stranutire    ⇨ starnutire.
stranuto    ⇨ starnuto.
straordinariato   s.m.  il grado, la qualifica di straordinario; il periodo in cui una persona ricopre un ufficio o una carica con tale qualifica (spec. con riferimento a professori di scuola media e di università).
straordinarietà   s.f.  l'essere straordinario: la straordinarietà di un provvedimento. 
straordinario   ant. estraordinario, agg.    • 1 •   che non è ordinario, che non rientra nella normalità: un fatto, un fenomeno straordinario; spesa, vendita straordinaria; l'edizione straordinaria di un quotidiano  | treno straordinario, quello che funziona in periodi di particolare movimento di passeggeri | lavoro straordinario, prestato oltre l'orario normale | impiegato straordinario, assunto temporaneamente | professore straordinario, nell'università e nella scuola media, professore vincitore di concorso che deve compiere un periodo di prova prima di diventare ordinario    • 2 •   grandissimo, eccezionale: una forza, un'intelligenza straordinaria; un successo straordinario   s.m.    • 1 •   impiegato, professore straordinario    • 2 •   lavoro prestato oltre l'orario normale; il compenso relativo: fare un'ora, due ore di straordinario; pagare lo straordinario    • 3 •   [solo sing.] cosa straordinaria: cosa ci trovi di straordinario in tutto questo?  § straordinariamente avv.  in modo straordinario, fuori del comune: un attore straordinariamente bravo. 
straorzare   v. intr.  [io straòrzo ecc. ; aus. avere] (mar.) detto di nave a vela, venire violentemente all'orza, cioè volgere con violenza la prua verso la direzione dalla quale spira il vento | v. tr.  governare una nave a vela in modo che la prua vada decisamente all'orza.
straorzata   s.f.  (mar.) lo straorzare.
strap   s.m. invar.  contratto di borsa a premio in cui il compratore del premio si riserva la facoltà di vendere una determinata quantità di titoli alla scadenza convenuta oppure di acquistarne il doppio.
strapaesano   (1) agg.  che presenta in sé gli aspetti paesani più caratteristici: sagra, festa strapaesana. 
strapaesano   (2) agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi seguiva la tendenza letteraria di strapaese.
strapaese   s.m.  denominazione di una tendenza letteraria sviluppatasi in italia tra le due guerre, che mirava a conferire alla letteratura un tono tipicamente nazionale e nostrano, opponendosi agli influssi letterari stranieri; gli si contrappose stracittà. 
strapagare   v. tr.  [io strapago, tu strapaghi ecc.] pagare abbondantemente, più del dovuto: è stato pagato e strapagato. 
straparlare   v. intr.  [aus. avere] parlare troppo o a sproposito; farneticare.
strapazzamento   s.m.  (non com.) lo strapazzare, lo strapazzarsi, l'essere strapazzato.
strapazzare   v. tr.    • 1 •   trattare senza riguardo, maltrattare; rimproverare aspramente: strapazzare i dipendenti; strapazzare i figli    • 2 •   usare senza riguardo, senza cura; sciupare: strapazzare i libri, l'automobile    • 3 •   (fig.) eseguire male: strapazzare un lavoro; strapazzare una canzone, un brano musicale  | strapazzare un autore, un'opera, tradurli o commentarli male | strapazzare una commedia, recitarla male | strapazzare un'arte, una professione, esercitarla male    • 4 •   affaticare eccessivamente, costringere a grossi sforzi: strapazzare il cavallo, il motore; quel lavoro mi strapazza; strapazzarsi la salute, gli occhi  | strapazzarsi v. rifl.  non aver riguardo per la propria salute; affaticarsi troppo: nel suo stato non dovrebbe strapazzarsi. 
strapazzata   s.f.    • 1 •   rimprovero aspro, forte sgridata: dare, prendersi una strapazzata.  dim. strapazzatina    • 2 •   fatica eccessiva: la gita è stata una strapazzata. 
strapazzato   part. pass.  di strapazzare   agg.    • 1 •   malconcio, maltrattato | uova strapazzate, che vengono rimestate e sbattute prima e durante la cottura in tegame    • 2 •   affaticato: un fisico strapazzato    • 3 •   pieno di strapazzi, di disagi: fare una vita strapazzata. 
strapazzatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi strapazza.
strapazzo   s.m.    • 1 •   lo strapazzare | un vestito da strapazzo, da usare senza riguardo | scrittore, medico, avvocato da strapazzo, (fig.) di scarso valore    • 2 •   eccesso di fatica, disagio: gli strapazzi del viaggio. 
strapazzone   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi strapazza, sciupa tutto ciò che usa.
strapazzoso   agg.  pieno di strapazzi; disagevole: viaggio strapazzoso  § strapazzosamente avv. 
straperdere   v. tr.  [coniugato come perdere]    • 1 •   perdere molto    • 2 •   perdere nettamente.
strapiantare   v. tr.  (pop.) trapiantare.
strapieno   agg.  molto pieno, pieno zeppo: un baule strapieno di roba; il teatro, il cinema è strapieno (di gente); essere, sentirsi strapieno, per aver mangiato troppo.
strapiombare   v. intr.  [io strapiómbo ecc. ; aus. essere  e avere] non essere a piombo; presentare la parte superiore sporgente rispetto all'inferiore: il muro strapiomba; uno scoglio che strapiomba sul mare. 
strapiombo   s.m.    • 1 •   lo strapiombare    • 2 •   parete rocciosa sporgente oltre la perpendicolare: roccia a strapiombo    • 3 •   precipizio, scoscendimento: cadere giù da uno strapiombo. 
strapoggiare   o strapuggiare, v. intr.  [io strapòggio ecc. ; aus. avere] (mar.) detto di nave a vela, venire violentemente alla poggia, cioè portare decisamente la prora lontano dalla direzione del vento | v. tr.  governare una nave a vela in modo che la prora vada decisamente alla poggia.
strapoggiata   o strapuggiata, s.f.  (mar.) lo strapoggiare.
strapotente   agg.  molto potente; potentissimo.
strapotenza   s.f.  l'essere strapotente; eccesso di potenza.
strapotere   s.m.  potere eccessivo.
strappabile   agg.  (non com.) che si può strappare.
strappacuore   agg. invar.  che commuove profondamente: una scena strappacuore. 
strappalacrime   agg. invar.  che commuove fortemente; lacrimoso, patetico: un film strappalacrime. 
strappamento   s.m.  lo strappare, lo strapparsi, l'essere strappato | lesioni da strappamento, (med.) caratterizzate da lacerazione di tessuti.
strappare   v. tr.    • 1 •   togliere con forza, portar via con violenza; staccare con un movimento rapido e deciso: strappare le erbacce dal terreno; gli strapparono la borsa di mano  | strapparsi i capelli, per rabbia o per disperazione    • 2 •   (estens.) riferito a persona, portar via, allontanare a forza; sottrarre: strappare un figlio alla madre; strappare qualcuno alla morte, salvarlo    • 3 •   (fig.) ottenere con l'insistenza o con la costrizione; carpire, estorcere: strappare una confessione, una promessa  | strappare gli applausi, entusiasmare, ottenere il pieno favore del pubblico | strappare le lacrime, commuovere, far piangere    • 4 •   stracciare, lacerare, fare a pezzi: strappare un foglio di carta, una lettera; strappare un vecchio abito  | strappare il cuore, (fig.) commuovere profondamente: una scena che strappa il cuore  | strapparsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   staccarsi con fatica o a malincuore da qualcuno o da qualcosa: non riusciva a strapparsi dalla sua città    • 2 •   lacerarsi, rompersi: la camicia si è strappata sotto l'ascella    • 3 •   procurarsi uno strappo muscolare (spec. nel linguaggio sportivo): il giocatore si è strappato. 
strappata   s.f.    • 1 •   lo strappare; tirata forte e brusca, strappo: con una strappata le portò via la borsetta; diede una strappata alle redini e partì.  dim. strappatina    • 2 •   (fig. fam.) passaggio in automobile, strappo: mi dai una strappata fino a casa?. 
strappato   part. pass.  di strappare   agg.  lacero; con uno o più strappi; sdrucito: un vestito strappato; una pagina strappata. 
strappatore   s.m.  [f. -trice] nell'industria tessile, chi è addetto alla strappatrice.
strappatrice   s.f.  nell'industria tessile, macchina usata nella lavorazione della canapa, del lino e della iuta; serve per rompere le filacce mediante strappo.
strappatura   s.f.    • 1 •   lo strappare, l'essere strappato | la parte strappata, strappo    • 2 •   nell'industria tessile, scarto della lavorazione della canapa.
strappista   s.m.  [pl. -sti] (sport) nel sollevamento pesi, atleta specializzato nello strappo.
strappo   s.m.    • 1 •   lo strappare, l'essere strappato; forte tirata: togliere il cerotto con uno strappo; dare uno strappo alla corda    • 2 •   lacerazione, squarcio: farsi uno strappo ai calzoni; rammendare uno strappo  | strappo muscolare, (med.) forte stiramento | strappo di sereno, (non com.) squarcio di azzurro fra le nuvole. dim. strappetto, strappettino  accr. strappone    • 3 •   (fig.) frattura nei rapporti fra due persone, due organizzazioni e sim.; rottura, interruzione brusca: tra i due partiti si è creato uno strappo  | dare uno strappo, interrompere bruscamente un rapporto | a strappi, a più riprese, irregolarmente: andare avanti a strappi    • 4 •   (fig.) deroga, eccezione: fare uno strappo alle regole    • 5 •   (sport) accelerazione improvvisa, scatto: fare uno strappo in salita  | nel sollevamento pesi, prova consistente nel portare a braccia tese il bilanciere, in un solo tempo, da terra fino sopra la testa    • 6 •   (fig. fam.) passaggio automobilistico: chiedere, dare uno strappo    • 7 •   tecnica con la quale si distacca un affresco dal muro.
strapuggiare   e deriv.   ⇨ strapoggiare e deriv. 
strapuntino   s.m.    • 1 •   seggiolino pieghevole o ribaltabile, usato nei locali pubblici e nei mezzi di trasporto quando tutti i posti a sedere normali sono occupati    • 2 •   (mar.) il materasso che i marinai ricevono in dotazione per la branda.
strapunto   s.m.  (non com.)    • 1 •   sorta di materasso sottile; pagliericcio    • 2 •   coperta imbottita.
straricco   agg.  [pl. m. -chi] ricchissimo: si trovò ricco e straricco. 
straripamento   s.m.  lo straripare.
straripare   v. intr.  [aus. essere  o avere] detto delle acque di un fiume, traboccare oltre le rive, al di sopra degli argini: il po ha  (o è) straripato. 
strasapere   v. tr.  [coniugato come sapere] (pop.) sapere, conoscere benissimo: è una vicenda strasaputa, arcinota.
strascicamento   s.m.  lo strascicare, lo strascicarsi, l'essere strascicato.
strascicare   v. tr.  [io stràscico, tu stràscichi ecc]    • 1 •   tirarsi dietro, trascinare qualcosa facendola strisciare per terra: non strascicare quella coperta sul pavimento; strascicare le gambe, camminare a stento, con gran fatica; strascicare i piedi, camminare senza sollevarli da terra    • 2 •   (fig.) tirare in lungo; non riuscire a liberarsi di qualcosa: strascicare un lavoro; strascicare una malattia    • 3 •   (fig.) pronunciare lentamente, prolungando i suoni: strascicare le parole  | v. intr.  [aus. avere] toccare per terra: un mantello che strascica sul pavimento  | strascicarsi v. rifl.  camminare a fatica, a stento; trascinarsi.
strascichio   s.m.  uno strascicare continuato.
strascico   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   lo strascicare | rete a strascico, rete da pesca assai lunga, che viene trascinata sul fondo a rimorchio di una o più barche | caccia a strascico, quella in cui ci si attira dietro la preda, spec. la volpe, trascinando un pezzo di carne sul terreno | parlare con lo strascico, (fig.) strascicando le parole    • 2 •   parte di abiti da cerimonia o da sera che strascica per terra: un abito da sposa con lo strascico, con due metri di strascico  | reggere lo strascico  (fig.), tenere un atteggiamento servile    • 3 •   ciò che si lascia dietro; residuo: la lumaca lascia uno strascico di bava  | corteo, seguito: andava sempre in giro con uno strascico di servitori    • 4 •   (fig.) conseguenza negativa, seguito spiacevole: gli strascichi della guerra, della malattia; il litigio ebbe un lungo strascico di pettegolezzi. 
strascicone   s.m.  [f. -a] (fam.) persona che si strascica nel camminare.
strasciconi   avv.  strascicando o strascicandosi: procedere (a) strasciconi. 
strascinamento   s.m.  lo strascinare, l'essere strascinato.
strascinare   v. tr.  trascinare con fatica e sforzo: strascinare un sacco di cemento  | strascinarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   di persona, trascinarsi faticosamente: ferito a morte, si strascinò fino alla porta    • 2 •   di cosa, andare per le lunghe: una causa che si strascina da anni. 
strascinio   s.m.  uno strascinare prolungato o frequente: un continuo strascinio di seggiole. 
strascino   (1) s.m.    • 1 •   (ant. , dial.) lo strascinare    • 2 •   rete da pesca simile al giacchio    • 3 •   rete da caccia, ormai in disuso, atta a catturare soprattutto le quaglie.
strascino   (2) s.m.  (ant.) venditore ambulante di carne, per lo più di qualità scadente.
strasecolare   v. intr.  [io strasècolo ecc. ; aus. avere] (pop.) trasecolare.
straservito   agg.  (pop) servito benissimo o di tutto punto.
strass   s.m. invar.  vetro ricco di piombo, lucentissimo e molto duro, usato per imitare il diamante e altre pietre preziose.
stratagemma   pop. strattagemma, s.m.  [pl. -mi] mossa astuta per trarre in inganno il nemico: lo stratagemma del cavallo di troia  | (estens.) astuzia, espediente ben congegnato per raggiungere un fine: riuscì a fuggire con un abile stratagemma. 
stratatico   s.m.  [pl. -ci] nell'età dei comuni e delle signorie, pedaggio che si doveva pagare per transitare sulle strade.
stratega    ⇨ stratego.
strategia   s.f.    • 1 •   branca dell'arte militare che studia, imposta e coordina nelle grandi linee le operazioni di guerra: strategia terrestre, navale, aeronautica    • 2 •   il modo di impostare e condurre le operazioni belliche da parte di un comandante in capo: la strategia napoleonica, prussiana    • 3 •   (fig.) l'apprestamento e il coordinamento dei vari mezzi necessari per raggiungere un obiettivo importante e di lungo periodo: strategia politica, elettorale, commerciale, pubblicitaria; strategia di gioco    • 4 •   nella teoria dei giochi, l'insieme delle scelte effettuate da un giocatore nelle varie situazioni che si presentano nel corso del gioco.
strategico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (mil.) che riguarda la strategia; fatto con strategia: piano strategico | punto strategico, posizione strategica, posizione di importanza decisiva per lo svolgimento delle operazioni belliche e la risoluzione del conflitto | ritirata strategica, ritirata intenzionale e controllata, in vista di altre operazioni | obiettivo strategico, di importanza fondamentale per il successo di una campagna militare | armi strategiche, quelle che con il loro impiego, o con la minaccia di esso, possono risolvere un conflitto o impedirne lo sviluppo    • 2 •   (fig.) abile, astuto: una mossa strategica  § strategicamente avv.    • 1 •   dal punto di vista strategico: un piano strategicamente perfetto    • 2 •   (fig.) abilmente, astutamente.
stratego   o stratega, s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   nell'antica grecia, generale, comandante di una parte o di tutte le forze militari di uno stato    • 2 •   nell'impero bizantino, governatore militare e civile di una provincia | nel medioevo, funzionario con compiti giurisdizionali e amministrativi in alcuni territori longobardi e normanni dell'italia meridionale    • 3 •   in generale, chi imposta e coordina le operazioni di guerra: annibale fu un grande stratego    • 4 •   (estens.) persona capace di organizzare o di impostare il lavoro altrui in vista di un dato scopo.
straticò   o stradicò, stradicoto, straticoto, s.m.  nel medioevo, stratego (come magistrato bizantino o normanno).
stratificare   v. tr.  [io stratìfico, tu stratìfichi ecc.] disporre a strati | stratificarsi v. rifl.  disporsi a strati.
stratificato   part. pass.  di stratificare   agg.  disposto a strati: rocce stratificate  | che è costituito da diversi strati di cellule: tessuto, epitelio stratificato  | campionamento stratificato, (stat.) quello che si ottiene suddividendo l'universo studiato in classi omogenee ed estraendo da ciascuna classe il campione.
stratificazione   s.f.    • 1 •   lo stratificare, lo stratificarsi, l'essere stratificato    • 2 •   (geol.) l'insieme degli strati geologici e la loro disposizione    • 3 •   (stat.) procedimento consistente nel raggruppare le unità che compongono un dato universo in classi o strati    • 4 •   (fig.) processo consistente nell'accumularsi di fasi successive: le stratificazioni storiche di un fenomeno. 
stratiforme   agg.  (rar.) che ha forma di strato.
stratigrafia   s.f.    • 1 •   branca della geologia che studia e descrive la successione cronologica dei terreni depositatisi nel corso delle varie ere; ha applicazioni importanti in agraria, in archeologia ecc.    • 2 •   (archeol.) descrizione degli strati del sottosuolo che contengono reperti di successive culture o civiltà    • 3 •   (med.) tecnica radiografica mediante la quale si ottengono immagini di singoli strati degli organi interni; tomografia.
stratigrafico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la stratigrafia: studio stratigrafico di una roccia, di una zona archeologica. 
stratigrafo   s.m.  (med.) apparecchio per realizzare stratigrammi.
stratigramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) immagine ottenuta con la stratigrafia.
stratimetria   s.f.  ramo della geologia che si occupa di determinare lo spessore e la giacitura degli strati rocciosi.
stratiota   o stratiote, stratioto, s.m.  [pl. -ti] (st.) soldato dell'esercito bizantino.
strato   s.m.    • 1 •   distesa di materiale omogeneo su una superficie: uno strato di vernice; sul tavolo c'è uno strato di polvere; un dolce farcito con due strati di crema.  dim. straterello    • 2 •   (archeol.) il livello di scavo in cui si rinvengono resti risalenti a una stessa epoca    • 3 •   (geol.) deposito di rocce sedimentarie tra due superfici piane e approssimativamente parallele, esteso in lunghezza e in larghezza    • 4 •   (meteor.) insieme di nuvole basse, grigiastre, di forma piatta e allungata    • 5 •   (ling.) assetto linguistico che ha caratterizzato una data area in un certo arco di tempo: strato celtico, romanzo    • 6 •   (stat.) classe, gruppo di unità statistiche dell'universo, che presentano caratteri comuni    • 7 •   (fig.) ceto, classe sociale: gli strati più indigenti della popolazione    • 8 •   (ant.) tappeto; drappo che si stendeva in segno d'onore    • 9 •   (ant.) letto.
stratocrazia   s.f.  governo esercitato direttamente dai militari.
stratocumulo   s.m.  (meteor.) nuvola bassa, densa e scura, a forma di grosso globo o di rotolo; cumulostrato.
stratofortezza   s.f.  nell'aeronautica militare, stratoreattore bombardiere.
stratoliner   s.m. invar.  (aer.) stratoreattore per il trasporto passeggeri.
stratonautica   s.f.  navigazione aerea a quote stratosferiche.
stratonembo   s.m.  (meteor.) lo stesso che nembostrato. 
stratopausa   s.f.  strato, zona che separa l'alta atmosfera dalla stratosfera.
stratoreattore   s.m.  (aer.) aereo a reazione in grado di volare a quote stratosferiche.
stratosfera   s.f.  strato dell'atmosfera situato fra i 15 e i 45 km di altitudine, caratterizzato da progressivo aumento della temperatura e scarsissima umidità.
stratosferico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della stratosfera, che si riferisce alla stratosfera; che avviene nella stratosfera: ascensioni stratosferiche; fenomeno stratosferico    • 2 •   (fig.) altissimo, spropositato, esorbitante: una somma stratosferica    • 3 •   (fig.) astruso: discorsi stratosferici. 
stratostato   s.m.  (aer.) aerostato per ascensioni a quote stratosferiche, con navicella chiusa a tenuta stagna.
stratovisione   s.f.  tecnica di trasmissione televisiva a distanza che utilizzava, come ponti, ripetitori istallati su stratoreattori; oggi è ampiamente soppiantata dalla trasmissione via satellite.
stratta   s.f.  tirata violenta e improvvisa; strappata | a stratte, (non com.) a strappi.
strattagemma    ⇨ stratagemma.
strattonare   v. tr.  [io strattóno ecc.] dare strattoni, spec. nell'intento di ostacolare o di impedire una corsa, un'azione.
strattone   s.m.  strappo, tirata molto forte; movimento brusco e violento: dare uno strattone; si liberò con uno strattone. 
stravacato   agg.  (tip.) si dice di pagina a stampa in cui i caratteri non sono allineati giustamente.
stravaccarsi   v. rifl.  [io mi stravacco, tu ti stravacchi ecc.] (fam.) sdraiarsi o sedersi in modo scomposto: stare stravaccato sulla poltrona; stravaccarsi sull'erba. 
stravaccato   agg.  sdraiato o seduto in maniera scomposta: starsene stravaccato. 
stravagante   agg.    • 1 •   che esce dai limiti prefissati o consueti | rime stravaganti, rimaste fuori dalla raccolta curata dall'autore    • 2 •   (estens.) fuori del comune, strano, bizzarro: uomo, discorso stravagante; idee stravaganti  | tempo stravagante, instabile, capriccioso  s.m.  e f.  persona stravagante: fare lo stravagante  § stravagantemente avv. 
stravaganza   s.f.  l'essere stravagante: la stravaganza degli artisti  | atto, discorso, comportamento stravagante: fare delle stravaganze. 
stravasare   v. tr.  (non com.) travasare | v. intr.  [aus. essere], stravasarsi v. rifl.  (med.) del sangue, fuoruscire da vasi lesionati.
stravaso   s.m.  (non com.) travaso.
stravecchio   agg.    • 1 •   molto vecchio: un vestito stravecchio; notizie ormai vecchie e stravecchie    • 2 •   invecchiato, stagionato (detto spec. di sostanze alimentari): vino stravecchio; grana stravecchio, che ha più di due anni di stagionatura.
stravedere   v. tr.  e intr.  [coniugato come vedere; aus. dell'intr. avere] vedere anche ciò che non c'è vedere qualcosa diversamente da come è | stravedere per qualcuno, (fig.) amarlo o ammirarlo oltre misura, tanto da giudicarlo con parzialità: i genitori spesso stravedono per i figli. 
stravincere   v. tr.  [coniugato come vincere] vincere nettamente, superare di gran lunga l'avversario (spec. assol.): la nostra squadra ha stravinto. 
straviziare   v. intr.  [io stravìzio ecc. ; aus. avere] fare stravizi: tornava don rodrigo a casa sua,... da un ridotto d'amici soliti a straviziare insieme  (manzoni p. s.  xxxiii).
stravizio   s.m.  disordine, abuso nel mangiare, nel bere, nell'attività sessuale: una vita di stravizi; fare uno stravizio; darsi agli stravizi. 
stravizzo   s.m.    • 1 •   (ant.) stravizio    • 2 •   adunanza, convito annuale degli accademici della crusca.
stravolere   v. tr.  [coniugato come volere] (non com.) volere troppo, oltre il lecito (spec. assol.).
stravolgere   v. tr.  [coniugato come volgere]    • 1 •   volgere con forza, storcendo; deviare fortemente dalla direzione normale: stravolgere gli occhi    • 2 •   (fig.) turbare, alterare profondamente; sconvolgere: la notizia gli ha stravolto il cervello    • 3 •   (fig.) interpretare arbitrariamente o erroneamente; travisare: stravolgere le parole altrui; stravolgere il senso di una frase    • 4 •   snaturare: stravolgere una legge con emendamenti incongrui  | stravolgersi v. rifl.  (non com.) contorcersi, torcersi.
stravolgimento   s.m.  lo stravolgere, lo stravolgersi, l'essere stravolto.
stravolto   part. pass.  di stravolgere   agg.  sconvolto, stralunato, profondamente turbato: occhi stravolti; viso stravolto; mente stravolta. 
straziante   part. pres.  di straziare  agg.  che provoca o esprime un violento dolore fisico o morale: dolore straziante; grida strazianti  | un film, una musica straziante, (fig. scherz.) che infastidiscono fortemente; penosi § straziantemente avv. 
straziare   v. tr.  [io stràzio ecc.]    • 1 •   tormentare crudelmente provocando lesioni, ferite, mutilazioni: straziare il corpo, le carni    • 2 •   affliggere, addolorare profondamente: straziare l'animo, il cuore | straziare gli orecchi, (fig.) provocare una sensazione molto sgradevole all'udito    • 3 •   (fig. scherz.) infastidire fortemente: con le sue chiacchiere mi ha straziato per tutta la serata    • 4 •   (fig. scherz.) trattare, usare o eseguire malamente, tanto da sciupare e rovinare: straziare una musica, suonarla male; straziare una lingua, parlarla male.
straziato   part. pass.  di straziare   agg.    • 1 •   dilaniato, lacerato: un corpo straziato    • 2 •   profondamente tormentato: un animo straziato. 
straziatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi strazia.
strazio   s.m.    • 1 •   lo straziare, l'essere straziato; supplizio, tormento: fare strazio di qualcuno; non temesti tòrre a 'nganno / la bella donna, e poi di farne strazio?  (dante inf.  xix, 56-57); non reggere allo strazio delle torture; soffrire lo strazio del rimorso    • 2 •   (fig. scherz.) fastidio molto forte: che strazio quel film!    • 3 •   (fig.) sciupio, spreco: fare strazio di un patrimonio. 
strazza   s.f.  ciò che resta dopo la filatura della seta; cascame.
streaking   s.m. invar.  breve corsa in un luogo pubblico di una persona improvvisamente denudatasi, spec. come forma di contestazione e di protesta.
streamer   s.m. invar.  (inform.) unità a nastro magnetico usata per l'archiviazione di riserva di grandi quantità di dati.
strebbiare   v. tr.  [io strébbio ecc.]    • 1 •   (ant.) imbellettare, lisciare    • 2 •   (tosc.) trattare senza riguardi; sciupare.
strecciare   v. tr.  [io stréccio ecc.] disfare una treccia.
strega   s.f.    • 1 •   donna a cui la credenza popolare, soprattutto durante il medioevo ma anche più tardi, sino almeno al sec. xviii, attribuiva poteri magici, che le sarebbero derivati da rapporti col diavolo | caccia alle streghe, (fig.) qualsiasi persecuzione di persone, gruppi, partiti, sette e sim. dettata da superstizione o da timori esagerati o infondati, oppure orchestrata dal potere | colpo della strega, denominazione popolare di una serie di affezioni che provocano un improvviso e violento dolore nella regione lombare    • 2 •   nelle favole, donna vecchia e bruttissima, esercitante la magia per scopi malvagi | (estens.) donna maligna e cattiva; anche, donna vecchia e brutta. dim. streghetta, streghina  pegg. stregaccia    • 3 •   maga, maliarda | (estens.) donna che ammalia, seduce    • 4 •   (tosc.) piccolo cero all'estremità di un'asta usato per accendere lumi posti in alto.
stregamento   s.m.  (non com.) lo stregare; malia.
stregare   v. tr.  [io strégo, tu stréghi ecc.]    • 1 •   esercitare malefici, opere di magia contro qualcosa o qualcuno    • 2 •   (fig.) affascinare, ammaliare, incantare: lasciarsi stregare da una donna, dal suo fascino. 
stregato   part. pass.  di stregare   agg.  che è sotto l'influsso di malie, di incantesimi: un castello stregato  | (fig.) affascinato, incantato, ammaliato: a quell'apparizione è rimasto stregato. 
stregghia    ⇨ striglia.
stregheria   s.f.  (non com.) stregoneria.
stregone   s.m.    • 1 •   (etnol.) presso taluni popoli primitivi, individuo provvisto di autorità sacrale che è ritenuto in comunicazione con gli spiriti della natura e degli antenati e capace di agire magicamente per il bene o per il male della comunità    • 2 •   (estens.) chi si dedica a pratiche magiche | guaritore, ciarlatano.
stregoneria   s.f.    • 1 •   (etnol.) l'attività degli stregoni    • 2 •   complesso di credenze e pratiche superstiziose miranti a ottenere l'intervento del demonio o di geni malefici per provocare morte, malattie, passione amorosa ecc. | (estens.) operazione magica compiuta ai danni di qualcuno; maleficio.
stregonesco   agg.  [pl. m. -schi] da stregone o da strega: pratiche stregonesche  § stregonescamente avv. 
stregonico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) stregonesco.
stregua   s.f.    • 1 •   proporzione, criterio; si usa solo nella loc. alla stregua di, con la misura adottata per, secondo il criterio usato per: giudicare qualcuno alla stregua di tutti gli altri; considerare tutti alla stessa stregua, allo stesso modo    • 2 •   (ant.) rata, quota stabilita di un pagamento.
strelitzia   s.f.  pianta ornamentale con grandi foglie, fiori a forma di uccello in volo e petali di color arancio e blu (fam.  musacee).
strelizzo   s.m.  (st.) ogni appartenente a una casta russa di soldati che in guerra costituivano il nucleo dell'esercito e in pace la guardia dello zar.
stremare   v. tr.  [io strèmo ecc.]    • 1 •   ridurre all'estremo delle forze, delle risorse; sfiancare, sfinire: la lunga malattia lo ha stremato    • 2 •   (ant.) scemare, diminuire.
stremato   part. pass.  di stremare   agg.  che non ha più forza; che è privo di risorse; esausto: il ciclista giunse stremato al traguardo. 
stremenzire    ⇨ striminzire.
stremezza   s.f.  (lett.)    • 1 •   stato di debolezza fisica    • 2 •   strettezza, penuria di denaro.
streminzire    ⇨ striminzire.
stremire   v. tr.  [io stremisco, tu stremisci ecc.] (ant.  e region.) sgomentare, atterrire.
stremità   s.f.  (ant.) strettezza, bisogno.
stremo   (1)  ⇨ estremo.
stremo   (2) s.m.    • 1 •   l'estremo limite delle forze fisiche o delle risorse economiche: essere, ridursi allo stremo    • 2 •   (ant.) punto, luogo estremo; attimo, tempo estremo: cento e cent'anni e più l'uccel di dio / ne lo stremo d'europa si ritenne  (dante par.  vi, 4-5).
strenna   s.f.    • 1 •   dono che si fa in occasione delle feste più importanti dell'anno, spec. del natale: strenna natalizia    • 2 •   titolo di pubblicazioni, come raccolte di poesie, almanacchi e sim. che escono per il capodanno    • 3 •   presso gli antichi romani, il dono che il cliente offriva al patrono come augurio nei giorni di festa, spec. nelle calende di gennaio | usato anche come agg. invar.  : libro strenna, libro con veste editoriale elegante o lussuosa adatto per essere regalato durante le festività.
strenuità   s.f.  (lett.) l'essere strenuo.
strenuo   agg.  (lett.) coraggioso e tenace: uno strenuo combattente; opporre una strenua resistenza al nemico  | (estens.) infaticabile: uno strenuo lavoratore  § strenuamente avv.  con valore e tenacia: resistere strenuamente. 
strepere   v. intr.  [io strèpo ecc. ; non sono usati il part. pass. e i tempi composti] (poet.) fare strepito; rumoreggiare: nelle placide acque / strepono or qua, le vecchie rane, or là  (pascoli).
strepire   v. intr.  [io strepisco, tu strepisci ecc. ; non sono usati il part. pass. e i tempi composti] (poet.) strepere, fare strepito: le passere brune strepìano al vespro maligno  (carducci).
strepitare   v. intr.  [io strèpito ecc. ; aus. avere] fare strepito, fracasso: il treno passò strepitando sulle rotaie  | gridare, strillare: cosa c'è da strepitare tanto?. 
strepitio   s.m.  strepito ripetuto e continuo: nella via c'è uno strepitio fastidioso. 
strepito   s.m.  rumore forte, disordinato e confuso; fragore, schiamazzo: lo strepito delle onde, di una macchina; lo strepito della folla  | fare strepito, (fig.) si dice di cosa o persona che fa parlare di sé, che ottiene successo.
strepitoso   agg.    • 1 •   molto rumoroso, fragoroso: applausi strepitosi    • 2 •   (fig.) che ha grande risonanza; clamoroso, eccezionale: vittoria strepitosa; successo strepitoso  § strepitosamente avv. 
strepsitteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli insetti affini ai coleotteri; sono vivipari e parassiti di altri insetti | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
strepto   s.m. invar.  forma abbreviata di streptococco. 
strepto-  strepto- primo elemento di termini scientifici composti, di formazione moderna, dal gr. stréptos  'ritorto'; significa 'ritorto, ripiegato, contorto' (streptococco).
streptococco   s.m.  [pl. -chi] (biol.) batterio dalla forma tondeggiante che si dispone con gli altri in catena: infezione da streptococco. 
streptolisina   s.f.  (biol.) emolisina prodotta da streptococchi.
streptomicete   s.m.  (biol.) batterio impiegato nella produzione degli antibiotici.
streptomicina   s.f.  (chim. biol.) antibiotico elaborato da alcune varietà di actinomiceti, efficace nella cura di numerose infezioni.
stress   s.m. invar.  (med.) ogni stimolo che, agendo sull'organismo, ne provochi una reazione nervosa, talora patologica | nel linguaggio corrente, tensione nervosa, logorio causato da un ritmo di vita troppo intenso: un periodo di stress. 
stressante   part. pres.  di stressare   agg.  che provoca stress: una vita, un lavoro stressante  § stressantemente avv. 
stressare   v. tr.  [io strèsso ecc.] provocare, far subire uno stress: il ritmo intenso di lavoro lo ha stressato  | stressarsi v. rifl.  sottoporsi a uno stress.
stressato   part. pass.  di stressare   agg.  sottoposto a stress: sentirsi stressato. 
stretch   s.m.  tessuto sintetico con cui si confezionano capi d'abbigliamento elastici e aderenti | usato come agg. invar.  confezionato in tessuto stretch: gonna stretch. 
stretching   s.m. invar.    • 1 •   ginnastica specifica per far lavorare i muscoli in allungamento, così da acquistare al fisico scioltezza e agilità    • 2 •   (chim. fis.) vibrazione di un legame chimico lungo il suo asse per effetto dell'interazione con una radiazione infrarossa.
stretch-pack  stretch-pack s.m. invar.  tipo di imballaggio economico costituito da un supporto rigido di cartone ondulato, nel quale i pezzi vengono fasciati strettamente e fissati al fondo da una pellicola plastica saldata a caldo.
stretta   s.f.    • 1 •   lo stringere, per lo più con energia: una stretta di mano; dare una stretta di vite, un giro di vite | stretta creditizia, (econ.) intervento di politica monetaria diretto a restringere il volume di credito disponibile nel sistema economico    • 2 •   dolore fisico acuto; fitta: una stretta allo stomaco, al fegato  | turbamento profondo, commozione improvvisa: sentire una stretta al cuore    • 3 •   calca, mischia: tirarsi fuori dalla stretta della folla    • 4 •   (fig.) momento culminante, punto critico, fase risolutiva: giungere alla stretta finale; venire alle strette, giungere alla conclusione | in una composizione musicale, le ultime battute in cui si accelera il movimento    • 5 •   (fig.) situazione difficile, senza via d'uscita: mettere, essere alle strette, in una situazione tale da non poter sfuggire    • 6 •   passaggio angusto, per lo più tra montagne: la stretta delle termopili; o tessaliche strette  (leopardi all'italia  65).
strettezza   s.f.    • 1 •   l'essere stretto: la strettezza di una strada, di una scarpa    • 2 •   (fig.) scarsità: strettezza di tempo, di denaro | spec. pl.  indigenza, miseria: vivere in strettezze. 
strettire   v. tr.  [io strettisco, tu strettisci ecc.] (tosc.) restringere.
stretto   (1) part. pass.  di stringere   agg.    • 1 •   che è poco sviluppato nel senso della larghezza; non largo, non ampio; angusto: tavola, stanza, strada stretta; scarpe strette; una giacca stretta  | essere, stare, andare stretto, detto di indumento, essere troppo attillato, impedire i movimenti; (fig. fam.) non essere adatto, adeguato alla propria personalità, alle proprie aspirazioni: un lavoro che gli sta stretto    • 2 •   serrato con forza; premuto: un nodo stretto; tenere i pugni stretti; tenere qualcuno stretto a sé; trovarsi stretto in un angolo  | a bocca stretta, (fig.) controvoglia: ammettere qualcosa a bocca stretta  | a denti stretti, (fig.) forzatamente: ridere a denti stretti; sopportare qualcosa a denti stretti  | avere il cuore stretto dall'angoscia, dall'emozione, (fig.) in preda a tali sentimenti | avere, tenere la borsa stretta, (fig.) essere molto moderato nello spendere | essere, tenersi stretto, (fig.) essere parsimonioso, avaro    • 3 •   (fig.) rigoroso: disciplina, vigilanza stretta; lutto stretto, osservato con rigore; lo stretto significato di un vocabolo, di una frase, quello originario, letterale; parlare il dialetto stretto, il dialetto puro | lo stretto necessario, lo stretto indispensabile, nulla più di quanto serve    • 4 •   molto vicino, addossato: tenersi stretto al muro; se ne stavano abbracciati stretti stretti; prendere una curva (in maniera) stretta, percorrerla tenendosi il più possibile al suo interno | (fig.) intimo, prossimo: amicizia stretta; parente stretto    • 5 •   forzato, obbligato, costretto: essere stretto ad agire in un certo modo    • 6 •   inevitabile, imprescindibile: trovarsi nella stretta necessità di fare qualcosa    • 7 •   in fonetica, si dice di vocale chiusa, quando esista una corrispondente vocale aperta: la e di sera è stretta   avv.  strettamente (solo nel sign. proprio): legare un involto ben stretto; abbracciare qualcuno stretto stretto  § strettamente avv.    • 1 •   saldamente, stringendo forte; in modo che non si sciolga facilmente: essere, stare strettamente abbracciati; legare strettamente    • 2 •   (fig.) rigorosamente: attenersi strettamente alle regole  | assolutamente: spese strettamente necessarie. 
stretto   (2) s.m.    • 1 •   (geog.) braccio di mare tra due terre, che mette in comunicazione due bacini o due mari diversi: lo stretto di messina    • 2 •   (mus.) la parte conclusiva della fuga.
strettoia   s.f.    • 1 •   tratto in cui una strada si restringe    • 2 •   (fig.) situazione difficile, scomoda: trovarsi in una strettoia. 
strettoio   s.m.    • 1 •   torchio a vite    • 2 •   morsetto usato in falegnameria    • 3 •   (fig. non com.) luogo angusto in cui si affolla molta gente.
strettura   s.f.  (non com.)    • 1 •   strettezza    • 2 •   luogo stretto, angusto.
stria   s.f.    • 1 •   lieve solco; riga sottile che spicca su una superficie di colore diverso; striscia: il reattore lasciò una stria bianca sull'azzurro del cielo    • 2 •   scanalatura di una colonna    • 3 •   (anat.) linea bianca o pigmentata della cute | stria atrofica, smagliatura cutanea.
striare   v. tr.  [io strio, tu strii ecc.] segnare con una o più strie una superficie.
striato   part. pass.  di striare   agg.    • 1 •   segnato, cosparso di strie: tessuto striato; il mantello striato della tigre    • 2 •   in anatomia: corpo striato, complesso di nuclei cerebrali con funzioni motorie; muscoli striati, quelli che presiedono ai movimenti volontari.
striatura   s.f.    • 1 •   lo striare, l'essere striato    • 2 •   stria | insieme di strie su una superficie.
stribbia   s.f.  nell'industria tessile, dispositivo usato per effettuare la stribbiatura.
stribbiare   v. tr.  [io strìbbio ecc.]    • 1 •   nell'industria tessile, eseguire la stribbiatura    • 2 •   (non com.) strebbiare, strubbiare.
stribbiatura   s.f.  nell'industria tessile, operazione che elimina dal filato i difetti più grossolani.
stricco   s.m.  [pl. -chi] (mar.) sistema funicolare a due bozzelli semplici, usato per il carico e lo scarico di merci leggere su piccole imbarcazioni.
stricnina   s.f.  alcaloide molto tossico estratto dalla noce vomica e da altri vegetali, usato in medicina per la sua azione eccitante e come antagonista per avvelenamenti da barbiturici.
stricto sensu   loc. avv.  in senso stretto, secondo il significato proprio.
stridente   part. pres.  di stridere   agg.  violentemente discordante: contrasto, contraddizione stridente, evidente, palese | disarmonico: suoni stridenti. 
stridere   v. intr.  [rar. il part. pass. striduto  e i tempi composti; aus. avere]    • 1 •   emettere, mandare suoni acuti e aspri: le cicale stridono; la porta strideva sui cardini arrugginiti; arse fucine stridenti  (manzoni adelchi) | detto di persona, urlare, gridare: la cacciò, per quanto lei si divincolasse e stridesse, a sedere dirimpetto a sé  (manzoni p. s.  xx)    • 2 •   (fig.) essere in forte contrasto, stonare, non armonizzare: colori che stridono; una tristezza che stride con il clima di festa generale. 
stridio   s.m.  uno stridere prolungato e insistente.
stridire   v. intr.  [io stridisco, tu stridisci ecc. ; dif. del part. pass. e dei tempi composti] (poet.) stridere.
strido   s.m.  [pl. le strida, meno com. gli stridi] grido o suono acuto e aspro: strida di bambini; stridi di rondini. 
stridore   s.m.    • 1 •   rumore di cosa che stride: lo stridore della carrucola; stridore di ruote  | stridore di denti, rumore prodotto quando si digrignano i denti    • 2 •   (ant. , region.) freddo o caldo eccessivo: ha fatto buono all'uva lo stridore / di tutta estate  (pascoli).
stridulare   v. intr.  [io strìdulo ecc. ; aus. avere] detto di alcuni insetti, emettere un suono stridulo sfregando le elitre.
stridulazione   s.f.  emissione di suoni striduli da parte di alcuni insetti, come le cicale, i grilli ecc.
stridulo   agg.  che ha suono acuto e aspro: voce stridula  | che emette un suono acuto e aspro: le stridule cicale  § stridulamente avv. 
strigare   v. tr.  [io strigo, tu strighi ecc.] (non com.) sbrogliare, dipanare, districare | strigarsi v. rifl.  (non com.) districarsi da un impiccio, da una situazione difficile.
strige   s.f.  (lett.) nome generico di uccelli rapaci notturni (gufo, barbagianni ecc.).
strigidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli rapaci notturni, cui appartengono, tra gli altri, il gufo, l'allocco, la civetta e il barbagianni (ord.  strigiformi) | sing.  [-e] ogni uccello appartenente a tale famiglia.
strigiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli rapaci notturni con becco corto e uncinato, capo grosso, corpo tozzo e grandi occhi frontali | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
strigilatura   s.f.  (archeol.) tipo di scanalatura ondulata usata come decorazione nei monumenti funerari romani, ripresa successivamente in età rinascimentale.
strigile   s.m.  o f.  nell'antichità greco-romana, arnese di metallo o d'osso con cui gli atleti detergevano la pelle dall'olio e dalla polvere dopo la lotta.
striglia   ant. o tosc. stregghia [strég-ghia], s.f.  attrezzo a forma di spazzola, con una serie di lamelle metalliche dentate, usato per pulire il pelo di cavalli, muli e asini: e non vidi già mai menare stregghia / a ragazzo  (dante inf.  xxix, 76-77).
strigliare   v. tr.  [io strìglio ecc.]    • 1 •   pulire con la striglia: strigliare il cavallo    • 2 •   (fig.) redarguire, rimproverare aspramente: il padre lo ha strigliato a dovere  | esaminare con grande severità: agli esami lo hanno strigliato ben bene  | strigliarsi v. rifl.  (scherz.) detto di persone, ripulirsi, lavarsi, pettinarsi con cura e con una certa energia.
strigliata   s.f.    • 1 •   colpo, passata di striglia    • 2 •   (fig.) aspro rimprovero, severa critica: prendersi una strigliata.  dim. strigliatina. 
strigliatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi striglia; chi è addetto alla strigliatura dei cavalli e sim.
strigliatura   s.f.  (non com.) lo strigliare, lo strigliarsi, l'essere strigliato.
strignere    ⇨ stringere.
strike   s.m. invar.    • 1 •   nel bowling, tiro della prima boccia col quale si abbattono tutti i birilli    • 2 •   nel baseball, lancio corretto della palla che viene mancata dal battitore avversario.
strillare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   urlare con voce alta e acuta | (estens.) parlare a voce molto alta: non strillare, potrebbero sentirti    • 2 •   (fig.) protestare vivacemente: non fa che strillare per cose da nulla  | v. tr.    • 1 •   dire a voce altissima: strillò la notizia dalla finestra    • 2 •   (fam.) sgridare: se faccio tardi, la mamma mi strilla. 
strillata   s.f.  grido, urlo | (fam.) sgridata, rimbrotto.
strillo   s.m.    • 1 •   grido, urlo acuto: fare uno strillo.  dim. strilletto, strillino    • 2 •   (fam.) rimprovero a voce molto alta.
strillonaggio   s.m.  vendita dei giornali quotidiani fatta dagli strilloni.
strillone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (fam.) chi strilla molto o parla a voce troppo alta    • 2 •   chi, per mestiere, vendeva una volta giornali per le strade o in luoghi pubblici annunciando ad alta voce le notizie più interessanti.
strillozzo   s.m.  uccello con piumaggio bruno striato di nero e becco conico (ord.  passeriformi).
striminzire   ant. streminzire, stremenzire, v. tr.  [io striminzisco, tu striminzisci ecc.] stringere il corpo in modo da renderlo più sottile, più snello: questo vestito ti striminzisce troppo  | striminzirsi v. rifl.  stringersi con un busto o con altro per sembrare più sottile | v. rifl.  diventare magro, secco: dopo la malattia si è molto striminzito. 
striminzito   part. pass.  di striminzire   agg.    • 1 •   stretto, misero: abito striminzito    • 2 •   gracile e magro: un ragazzo striminzito. 
strimpellamento   s.m.  lo strimpellare.
strimpellare   v. tr.  [io strimpèllo ecc.] suonare alla meglio, in modo maldestro, uno strumento musicale: strimpellare il pianoforte, la chitarra. 
strimpellata   s.f.  lo strimpellare; sonata fatta strimpellando. dim. strimpellatina. 
strimpellatore   s.m.  [f. -trice] chi strimpella.
strimpellatura   s.f.  (non com.) strimpellamento.
strimpellio   s.m.  (non com.) uno strimpellare continuo.
strimpellone   s.m.  [f. -a] (scherz.) chi strimpella spesso uno strumento musicale.
strinare   v. tr.  passare alla fiamma polli e uccelli già spennati per eliminare le penne più piccole e i peli; bruciacchiare | strinare la camicia, bruciacchiarla stirandola col ferro troppo caldo.
strinato   part. pass.  di strinare   agg.  bruciacchiato: camicia strinata  | magro strinato, (scherz.) magrissimo.
strinatura   s.f.  lo strinare, l'essere strinato.
stringa   s.f.    • 1 •   cordicella, legaccio per allacciare scarpe, busti e altri capi di vestiario    • 2 •   (mat.) termine con cui si indica un insieme di elementi connessi in modo specifico; in partic. (inform.) successione ordinata di elementi trattabili come un elemento unico    • 3 •   (ling.) sequenza di elementi sintatticamente concatenati.
stringare   v. tr.  [io stringo, tu stringhi ecc.]    • 1 •   (non com.) stringere, legare forte, spec. con lacci o stringhe    • 2 •   (fig.) condensare, ridurre all'essenziale.
stringatezza   s.f.  l'essere stringato; brevità, concisione: esporre gli argomenti con molta stringatezza. 
stringato   part. pass.  di stringare   agg.    • 1 •   (non com.) legato strettamente | dotato di stringhe: stivali stringati    • 2 •   (fig.) condensato, succinto, ridotto all'essenziale: discorso, stile stringato; argomentazioni stringate  § stringatamente avv.  con stringatezza: scrivere stringatamente. 
stringendo   s.m. invar.  (mus.) didascalia musicale dinamica che suggerisce di accelerare il tempo, spec. nelle battute finali di una composizione.
stringente   part. pres.  di stringere   agg.    • 1 •   urgente, incalzante, cogente: necessità stringenti    • 2 •   serrato, di grande rigore logico; persuasivo, convincente: interrogatorio stringente; ragionamento stringente; argomentazioni stringenti. 
stringere   ant. strignere, v. tr.  [pres. io stringo, tu stringi ecc. ; pass. rem. io strinsi, tu stringésti ecc. ; part. pass. strétto]    • 1 •   accostare, avvicinare con maggiore o minor forza una cosa a un'altra; serrare più cose insieme: stringere le tenaglie, le labbra  | stringere i denti, (fig.) resistere in uno sforzo, proseguire in un tentativo | stringere i freni, (fig.) accrescere la sorveglianza, il rigore, il controllo su qualcuno o qualcosa    • 2 •   chiudere, premere, serrare qualcosa entro un'altra: stringere un pacco con una corda; stringere qualcuno fra le braccia    • 3 •   premere, serrare, comprimere: stringere la mano a qualcuno  | stringere la spada, (lett.) impugnarla | stringere il cuore, (fig.) commuovere profondamente | prov.  : chi troppo vuole, nulla stringe, chi desidera troppo finisce per non aver nulla    • 4 •   costringere qualcuno ad accostarsi a qualcosa; far addossare: mi hanno stretto al muro  | stringere d'assedio, assediare | anche assol.  : sono stato stretto e ho urtato contro il guardrail    • 5 •   (ant. , lett.) obbligare, costringere; in senso morale, legare, avvincere: noi leggiavamo un giorno per diletto / di lancialotto come amor lo strinse  (dante inf.  v, 127-128)    • 6 •   stipulare, concludere: stringere un accordo, un'alleanza  | stringere un'amicizia, avviare rapporti amichevoli con qualcuno    • 7 •   rimpiccolire, accorciare, restringere: stringere un abito | stringere i tempi, (fig.) accelerare, affrettare il compimento di un'attività, di una decisione    • 8 •   (fig.) riassumere sinteticamente, ridurre all'essenziale (anche assol.): stringere un discorso; stringi!, si dice a chi si dilunga nel parlare, per invitarlo a venire all'essenziale | stringi stringi, in conclusione, in sostanza    • 9 •   comprimere fino a fare male (anche assol.): queste scarpe stringono    • 10 •   (fam.) causare stitichezza (anche assol.): il succo di limone stringe    • 11 •   stringere il vento, (mar.) navigare disponendo le vele in modo che facciano il minor angolo possibile con la direzione dalla quale il vento spira | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   incalzare, urgere: il tempo stringe    • 2 •   accostare, tendere verso un lato: stringere in curva  | convergere: il calciatore strinse al centro  | stringersi v. rifl.    • 1 •   accostarsi, serrarsi: stringersi per far posto a qualcuno  | stringersi addosso al nemico, assalirlo | stringersi intorno a qualcuno, stargli vicino per dimostrargli solidarietà, per proteggerlo e sim.    • 2 •   contrarsi, rannicchiarsi: stringersi nelle spalle, per dimostrare il proprio disinteresse o l'impossibilità di fare qualcosa.
stringimento   s.m.  lo stringere | stringimento di cuore, (fig.) senso di viva commozione | che stringimento!, (fam.) che paura, che strizza!.
stringinaso   s.m. invar.    • 1 •   dispositivo a molla usato da tuffatori e subacquei per stringere le narici    • 2 •   occhiali a stringinaso, occhiali senza stanghette tenuti fermi sul naso da una molla; pince-nez.
stringitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi stringe.
stringitura   s.f.  (non com.) lo stringere.
strione   s.m.  (ant.) istrione.
strip   (1) s.m. invar.  abbr. dell'ingl. strip-tease. 
strip   (2) s.f. invar.  storiella a fumetti costituita da una breve serie di vignette; striscia.
strip   (3) s.m. invar.  (fin.) contratto di borsa con il quale una parte si riserva la facoltà di acquistare un determinato quantitativo di titoli alla scadenza convenuta oppure di venderne il doppio.
strippapelle   usato nella loc. pop. mangiare a strippapelle, a crepapelle.
strippare   (1) v. intr.  [aus. avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2], stripparsi v. rifl.  (pop.)    • 1 •   mangiare moltissimo, a crepapelle    • 2 •   stancarsi fortemente, sfinirsi | v. tr.  (pop.) sfiancare, sfinire.
strippare   (2) v. intr.  [aus. essere], stripparsi v. rifl.  nel gergo dei tossicodipendenti, prendere la droga.
strippata   s.f.  (pop.) mangiata molto abbondante.
stripping   s.m. invar.  (fin.) negoziazione separata della quota capitale di un prestito e della rispettiva cedola.
strippone   s.m.  [f. -a] (pop.) chi per abitudine fa grandi mangiate.
strip-tease  strip-tease s.m. invar.  spogliarello.
striscia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   pezzo lungo e stretto di materiale vario, gener. pieghevole o flessibile: una striscia di carta, di gomma, di stoffa; fare, tagliare a strisce  | la striscia di cuoio, quella usata per affilare il rasoio. dim. striscetta, striscettina, strisciolina  accr. strisciona, striscione  (m.)    • 2 •   ciò che ha la figura, la forma di una striscia; traccia lunga e stretta: una maglia a strisce; bandiera a stelle e strisce, quella degli stati uniti d'america; il razzo lasciò dietro di sé una striscia luminosa, una scia | striscia di terra, porzione lunga e stretta di territorio | strisce (pedonali), quelle bianche e parallele dipinte sulle strade cittadine per delimitare la zona destinata al passaggio dei pedoni: attraversare sulle strisce    • 3 •   storiella a fumetti costituita da una serie di vignette allineate; strip    • 4 •   (aer.) in un aeroporto, parte della pista destinata al decollo o all'atterraggio.
strisciamento   s.m.  lo strisciare, lo strisciarsi | (fig.) atteggiamento di servile adulazione.
strisciante   part. pres.  di strisciare   agg.    • 1 •   che striscia: animale strisciante, rettile | fusto strisciante, (bot.) che si sviluppa sul suolo    • 2 •   (fig. spreg.) che adula e ossequia servilmente; viscido, ipocrita: un individuo strisciante (come un verme)    • 3 •   (fig.) si dice di un fatto o di un fenomeno che, pur manifestandosi in forma apparentemente trascurabile, alla lunga può rivelarsi dannoso: inflazione, svalutazione strisciante. 
strisciare   v. intr.  [io strìscio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   passare, muoversi su una superficie sfiorandola o sfregandola: i rettili, le lumache, i vermi strisciano    • 2 •   passare rasente, sfregare: strisciare con la macchina contro un muro  | anche assol.  : ha strisciato, e ora deve andare dal carrozziere    • 3 •   (fig.) comportarsi in modo servile, ipocrita: strisciare come un verme; strisciare ai piedi di qualcuno  | v. tr.    • 1 •   muovere strascinando: strisciare i piedi sul pavimento    • 2 •   sfiorare, rasentare: la pallottola gli strisciò il braccio    • 3 •   nel gioco del tressette, tirare una carta strisciandola sul tavolo per indicare al compagno che se ne hanno altre dello stesso seme (anche assol.): strisciare una carta; busso e striscio  | strisciarsi v. rifl.    • 1 •   strofinarsi, sfregarsi: la borsa si è tutta strisciata    • 2 •   strisciarsi a qualcuno, (fig.) stare attorno a qualcuno adulandolo; strusciarglisi addosso.
strisciata   s.f.    • 1 •   lo strisciare | segno lasciato da qualcosa che striscia. dim. strisciatina    • 2 •   in fotogrammetria, serie di fotogrammi aerei che riguardano tratti consecutivi di territorio    • 3 •   (tip.) prova di stampa nella fotocomposizione.
strisciatura   s.f.  lo strisciare; strisciata.
striscio   s.m.    • 1 •   lo strisciare | ballo con lo striscio, che si esegue strisciando i piedi sul pavimento | ferita di striscio, superficiale, provocata da un proiettile che ha strisciato sul corpo proseguendo nella sua traiettoria | fare lo striscio, nel gioco del tressette, strisciare la carta | di striscio, strisciando, sfiorando: colpire, ferire di striscio    • 2 •   segno fatto strisciando: lasciare uno striscio sul muro    • 3 •   (med.) prelievo di materiale destinato all'analisi che si ottiene strisciando una piccola quantità del materiale stesso su un vetrino da microscopio: striscio di sangue; striscio vaginale. 
striscione   s.m.    • 1 •   accr.  di striscia    • 2 •   grossa striscia di carta, tela o altro materiale pieghevole, recante scritte o disegni, che viene esposta in strade, piazze o altri luoghi frequentati dal pubblico, a fini pubblicitari, propagandistici o di semplice informazione, oppure innalzata in cortei e manifestazioni: lo striscione del traguardo; gli striscioni degli scioperanti. 
striscioni   o striscione, avv.  strisciando per terra: avanzare striscioni. 
stritolabile   agg.  che può essere stritolato.
stritolamento   s.m.  lo stritolare, lo stritolarsi, l'essere stritolato.
stritolare   v. tr.  [io strìtolo ecc.]    • 1 •   ridurre in pezzi minuti; maciullare, schiacciare: stritolare una noce; gli ingranaggi gli hanno stritolato il braccio  | in espressioni iperboliche di minaccia: se mi capita fra le mani, lo stritolo!    • 2 •   (fig.) annientare, demolire: le sue argomentazioni hanno stritolato l'avversario  | stritolarsi v. rifl.    • 1 •   ridursi in pezzi minuti    • 2 •   (ant.) venir meno, andare in brodo di giuggiole, sdilinquirsi: ella tutta si stritola, quando legge lancellotto, o tristano, o alcuno altro  (boccaccio corbaccio).
stritolatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi stritola.
stritolatura   s.f.  (non com.) stritolamento.
stritolio   s.m.  uno stritolare continuato; il rumore prodotto da ciò che si stritola.
strizione   s.f.  (mecc.) riduzione della sezione trasversale di un pezzo prismatico di materiale metallico duttile sottoposto a trazione.
strizza   s.f.  (fam.) paura.
strizzacervelli   s.m. invar.  (scherz.) psicoanalista.
strizzare   v. tr.  stringere energicamente qualcosa per farne uscire il liquido contenuto: strizzare i panni, una spugna; strizzare un limone  | strizzare l'occhio, fare l'occhiolino, ammiccare in segno d'intesa.
strizzata   s.f.  lo strizzare una volta o in fretta, alla meglio: dare una strizzata ai panni; una strizzata d'occhio.  dim. strizzatina. 
strizzatoio   s.m.  dispositivo formato da due rulli ricoperti di gomma tra i quali si fanno passare i panni lavati per strizzarli.
strizzatura   s.f.  lo strizzare, lo spremere.
strizzone   s.m.    • 1 •   strizzata forte    • 2 •   (fam.) dolore forte e improvviso | uno strizzone di freddo, (tosc.) colpo di freddo acuto.
strobilazione   s.f.  (zool.) riproduzione agamica degli scifozoi, per la quale il corpo si divide trasversalmente in più parti per dare origine ad altrettante larve medusoidi vaganti.
strobilo   s.m.    • 1 •   (bot.) falso frutto di alcune conifere, detto comunemente pigna    • 2 •   (zool.) l'insieme delle proglottidi della tenia e degli altri vermi simili | segmento in cui si divide il corpo degli scifozoi nella strobilazione.
strobofotografia   s.f.  fotografia ottenuta con lo stroboscopio.
stroboscopia   s.f.  metodo che consiste nel rilevare i movimenti di un corpo, rotante o vibrante in modo rapidissimo, per mezzo dello stroboscopio.
stroboscopico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la stroboscopia o lo stroboscopio: effetto stroboscopico, l'impressione ottica suscitata da un corpo che, ruotando a una determinata velocità, sembra girare in senso inverso.
stroboscopio   s.m.  apparecchio per la rilevazione della frequenza di fenomeni periodici, spec. di un corpo rotante o vibrante.
strofa    ⇨ strofe.
strofantina   s.f.  (chim.) nome di ciascuno dei glucosidi che si estraggono dai semi dello strofanto, usati in medicina per la loro azione cardiotonica.
strofanto   s.m.  frutice a forma di liana dai cui semi si ricava la strofantina (fam.  apocinacee).
strofe   o strofa, s.f.  [pl. -fe, rar. -fi] (metr.)    • 1 •   insieme di più versi uniti in base a un determinato ordine di rime e ad altri tipi di relazioni o rapporti, e formanti un periodo ritmico, in genere ripetuto più volte; è sinonimo di stanza, e a seconda del numero dei versi, è detta distico, terzina, quartina, sestina, ottava  : il sonetto è costituito di quattro strofe, due quartine e due terzine  | strofe libera, quella in cui i versi non sono legati dal ricorso regolare della rima, o che presentano variazioni nel numero e nella disposizione dei versi. dim. strofetta, strofettina, strofuccia  pegg. strofaccia    • 2 •   nella lirica greca, il primo membro della triade strofica, cui seguivano l'antistrofe e l'epodo | nel coro della tragedia greca, gruppo di versi di vario metro a cui faceva seguito un'antistrofe.
strofico   agg.  [pl. m. -ci] (metr.) di, della strofe; formato di strofe: forma, struttura strofica | triade strofica, nella lirica greca, insieme ritmico formato da strofe, antistrofe ed epodo § stroficamente avv.  sotto l'aspetto strofico.
strofinaccio   s.m.  straccio, cencio per lucidare, spolverare, pulire in genere.
strofinamento   s.m.  lo strofinare, l'essere strofinato.
strofinare   v. tr.  fregare ripetutamente una superficie per pulirla, asciugarla o lucidarla: strofinare i mobili, le scarpe  | strofinarsi v. rifl.  strusciarsi, fregarsi | (fig.) stare attorno a qualcuno per ottenere favori; adulare.
strofinata   s.f.  lo strofinare una sola volta o in fretta, alla meglio: dare una strofinata al tavolo.  dim. strofinatina. 
strofinio   s.m.    • 1 •   uno strofinare ripetuto e continuo    • 2 •   (fis.) sfregamento continuo di due superfici che si effettua per produrre elettricità statica.
strofio   s.m.  nell'antichità classica, indumento femminile costituito da una fascia strettamente avvolta attorno al busto per sostenere il petto | benda usata per trattenere i capelli; era soprattutto attributo sacerdotale | cinghia di cuoio che, nel cesto dei pugili, passava attorno alle dita.
strolaga   s.f.  (zool.) lo stesso che colimbo. 
strolagare    ⇨ strologare.
strolago    ⇨ strologo.
strologare   meno com. strolagare, v. intr.  [io stròlogo, tu stròloghi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (ant.) esercitare l'astrologia; astrologare    • 2 •   (fig.) lambiccarsi il cervello; almanaccare: è inutile stare a strologare su cosa accadrà domani. 
strologia   s.f.  (pop.) astrologia.
strologo   meno com. strolago, s.m.  [f. -a] (pop.) astrologo, indovino.
stroma   s.m.  [pl. -mi] in istologia, impalcatura fondamentale di un tessuto, di un organo.
strombare   v. tr.  [io strómbo ecc.] praticare una strombatura: strombare una finestra. 
strombatura   s.f.  svasatura obliqua nello spessore del muro o attorno all'apertura di una porta o di una finestra, per migliorare l'illuminazione.
strombazzamento   s.m.  lo strombazzare, l'essere strombazzato.
strombazzare   v. tr.  rendere noto, vantare in modo esagerato e chiassoso: strombazzare i propri meriti, le qualità di un prodotto  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (rar.) sonare la tromba con scarsa perizia    • 2 •   sonare ripetutamente e fragorosamente il clacson di un autoveicolo.
strombazzata   s.f.  lo strombazzare; strombazzamento.
strombazzatore   s.m.  [f. -trice] chi strombazza.
strombazzatura   s.f.  strombazzamento.
strombettare   v. intr.  [io strombétto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   sonare la tromba malamente    • 2 •   sonare ripetutamente il clacson di un autoveicolo | v. tr.  (non com.) strombazzare: strombettare le proprie qualità. 
strombettata   s.f.  lo strombettare.
strombettio   s.m.  uno strombettare continuo.
strombo   (1) s.m.  mollusco gasteropodo dei mari caldi con grossa conchiglia a spira, rosea all'interno, usata nella fabbricazione di cammei.
strombo   (2) s.m.  (non com.) strombatura.
stromboliano   agg.    • 1 •   relativo al vulcano e all'isola di stromboli    • 2 •   in vulcanologia, si dice della fase di deiezione di un vulcano che abbia caratteristiche simili a quelle proprie dello stromboli, cioè di violenza moderata.
stromento    ⇨ strumento.
stroncamento   s.m.  (non com.) lo stroncare, l'essere stroncato.
stroncare   v. tr.  [io strónco, tu strónchi ecc.]    • 1 •   troncare con violenza, spezzare (anche fig.): il fulmine stroncò un albero; la sua vita fu stroncata da un incidente; il dolore lo ha stroncato  | (iperb.) stancare, affaticare moltissimo: un peso che stronca le braccia    • 2 •   (fig.) far cessare in modo rapido e deciso; reprimere: un farmaco per stroncare la febbre; stroncare una rivolta    • 3 •   (fig.) criticare in modo violento e radicale: stroncare un libro, un film. 
stroncatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi stronca (anche fig.).
stroncatorio   agg.  che stronca (solo fig.): una critica stroncatoria. 
stroncatura   s.f.  lo stroncare, l'essere stroncato | (fig.) critica, recensione violentemente negativa.
stronco   agg.  [pl. m. -chi] (tosc.) stroncato.
stronfiare   v. intr.  [io strónfio ecc. ; aus. avere] (fam. tosc.)    • 1 •   sbuffare forte    • 2 •   russare.
stronfione   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (fam. tosc.) chi stronfia molto    • 2 •   (fig.) persona piena di sé, che si dà delle arie; sgonfione.
strong   agg. invar.  si dice di un tipo di carta particolarmente resistente: carta extra strong. 
strongilo   s.m.  piccolo verme nematode delle regioni calde, parassita intestinale dell'uomo.
stronzaggine   s.f.  (volg.) l'essere stupido, odioso | atto o detto stupido, odioso.
stronzata   s.f.  (volg.) atto, detto di persona stupida, odiosa.
stronzianite   s.f.  (min.) carbonato di stronzio, presente in calcari e marne, usato per l'estrazione dello stronzio.
stronzio   s.m.  elemento chimico di simbolo sr; è un metallo alcalino-terroso, bianco, ossidabile; conferisce la colorazione rossa ai fuochi d'artificio.
stronzo   s.m.  (volg.)    • 1 •   escremento solido di forma cilindrica    • 2 •   (fig.) persona stupida, odiosa. dim. stronzetto, stronzino. 
stropicciamento   s.m.  stropicciatura.
stropicciare   v. tr.  [io stropìccio ecc.]    • 1 •   passare e ripassare con energia una cosa contro un'altra: stropicciarsi le mani  | stropicciarsi gli occhi, fregare le mani sulle palpebre, per sonno, bruciore e sim.    • 2 •   (fam. region.) sgualcire, spiegazzare: stropicciarsi la gonna  | stropicciarsi v. rifl.  (pop.) non curarsi affatto di qualcuno o di qualcosa, infischiarsene (per lo più con la particella pron. ne  rafforzativa): me ne stropiccio di lui!. 
stropicciata   s.f.  lo stropicciare una volta o in fretta, alla meglio. dim. stropicciatina. 
stropicciatura   s.f.  lo stropicciare, lo stropicciarsi, l'essere stropicciato.
stropiccio   s.m.  uno stropicciare continuato; in partic., rumore di piedi stropicciati.
stroppare   v. tr.  [io stròppo ecc.] (mar.) legare un oggetto di bordo con uno stroppo: stroppare un bozzello. 
stroppiare   v. tr.  [io stròppio ecc.] (pop.) storpiare, rovinare ' prov.  : il troppo stroppia, qualunque eccesso è nocivo.
stroppio    ⇨ storpio.
stroppo   s.m.  (mar.) corto pezzo di cavo, piegato ad anello, per tener aderente un oggetto a un altro, lasciando il primo libero nei movimenti: lo stroppo del remo. 
stroscia   s.f.  [pl. -sce] (non com.) rigagnolo d'acqua.
strosciare   v. intr.  [io stròscio ecc. ; aus. avere] (pop. tosc.) scrosciare.
stroscio   s.m.  (pop. tosc.) scroscio.
strozza   s.f.  (pop. , scherz.) gola, canna della gola: quest'inno si gorgoglian ne la strozza, / ché dir nol posson con parola integra  (dante inf.  vii, 125-126).
strozzamento   s.m.  lo strozzare, lo strozzarsi, l'essere strozzato: lesioni da strozzamento; il canale ha subito uno strozzamento | strozzamento erniario, (med.) fenomeno per cui un'ansa intestinale, uscita per ernia dalla sua sede, viene a rigonfiarsi e a occludersi per compressione fino all'arresto della circolazione.
strozzapreti   s.m. pl.  (region.)    • 1 •   piccoli gnocchi di farina    • 2 •   grossi spaghetti grezzi tirati a mano con la pasta fatta in casa.
strozzare   v. tr.  [io stròzzo ecc.]    • 1 •   stringere con forza la gola con le mani fino a uccidere: fu trovato strozzato nel suo letto  | in espressioni iperboliche di minaccia: se lo incontro, lo strozzo!    • 2 •   (estens.) stringere al collo rendendo difficoltoso il respiro: questa cravatta mi strozza  | soffocare, impedire il respiro, detto di cibo che si ferma in gola, che non va giù: il boccone gli si è messo di traverso e per poco non lo strozzava    • 3 •   (estens.) occludere, restringere: un masso strozza l'entrata della caverna  | (mar.) bloccare lo scorrimento di un cavo o di una catena | (fig.) impedire un processo, ostacolandone o bloccandone lo svolgimento: strozzare un'iniziativa, una trattativa    • 4 •   (fig.) prestare denaro a forte usura; esigere un prezzo, un compenso esagerato: gli usurai strozzano la povera gente  | strozzarsi v. rifl.    • 1 •   restare soffocato da un boccone che si ferma nella gola e impedisce di respirare: mangia piano, sennò ti strozzi!  | prov.  : chi mangia da solo si strozza, chi accaparra tutto per sé finisce per perderci    • 2 •   restringersi, ridurre il proprio diametro: a un certo punto la strada si strozza. 
strozzascotte   s.m. invar.  (mar.) nelle imbarcazioni a vela, congegno per fermare la scotta in una determinata posizione.
strozzato   part. pass.  di strozzare  agg.    • 1 •   che presenta una strozzatura, che si restringe anche fino a chiudersi: tubo, condotto strozzato | ernia strozzata, (med.) si dice di ansa intestinale uscita dalla sua sede per ernia e occlusa per strozzamento    • 2 •   si dice di voce che esce a stento dalla gola: parole strozzate dal pianto. 
strozzatoio   s.m.  (mar.) congegno di bordo che serve a bloccare la catena quando si dà fondo all'àncora.
strozzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi strozza.
strozzatura   s.f.    • 1 •   restringimento della sezione o del diametro di una conduttura, di un recipiente e sim.; punto, tratto in cui qualcosa si restringe: la strozzatura di un tubo, di una bottiglia; la valle in quel punto presenta una strozzatura  | la strozzatura delle canne, in un fucile da caccia con canne ad anima liscia, la progressiva riduzione del calibro di queste verso la bocca, praticata per mantenere più a lungo compatta la rosa dei pallini    • 2 •   (fig.) impedimento, ostacolo che rallenta lo sviluppo di un fenomeno: rimuovere le strozzature che inceppano la circolazione delle merci. 
strozziere   s.m.  anticamente, chi ammaestrava alla caccia gli uccelli rapaci, e spec. i falconi.
strozzinaggio   s.m.  l'attività dello strozzino; azione, comportamento da strozzino; usura.
strozzinesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da strozzino.
strozzino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi presta denaro a forte usura; usuraio    • 2 •   (estens.) chi vende qualcosa a prezzi altissimi; chi tenta di spillare al prossimo più denaro possibile.
strozzo   s.m.  (pop.) strozzinaggio: prestare a strozzo. 
strubbiare   v. tr.  [io strùbbio ecc.] (tosc.) sciupare, logorare, spec. i panni.
struccare   v. tr.  [io strucco, tu strucchi ecc.] togliere il trucco dal viso | struccarsi v. rifl.  togliersi il trucco dal viso.
struccatura   s.f.  lo struccare, lo struccarsi, l'essere struccato.
strucco   s.m.  [pl. -chi] struccatura.
strudel   s.m. invar.  dolce di pasta arrotolata, farcito di mele, uva passa, pinoli e cotto in forno; è specialità della cucina austriaca.
struffolo   o strufolo, s.m.    • 1 •   (ant.) piccola matassa di paglia usata dagli scultori per levigare e lustrare il marmo    • 2 •   spec. pl.  dolce fatto con palline di farina e uova, fritte e tenute insieme con miele; è una specialità dell'italia meridionale.
struggente   part. pres.  di struggere  agg.  che strugge, che tormenta; tormentoso (ma anche, in certo modo, dolcemente): una nostalgia, un desiderio struggente  § struggentemente avv. 
struggere   v. tr.  [pres. io struggo, tu struggi ecc. ; pass. rem. io strussi, tu struggésti ecc. ; part. pass. strutto]    • 1 •   (non com.) fondere con il proprio calore: il fuoco strugge la cera    • 2 •   (fig.) consumare lentamente, far soffrire: ha un pensiero che la strugge; lo struggeva l'amore    • 3 •   (ant.) distruggere | struggersi v. rifl.    • 1 •   fondersi, sciogliersi con il calore    • 2 •   (fig.) consumarsi di passione, di desiderio; logorarsi, tormentarsi: struggersi d'amore per qualcuno; struggersi dal dolore. 
struggicuore   s.m. invar.  (non com.) struggimento di cuore; affetto, desiderio, commozione grandissimi.
struggigrano   s.m. invar.  insetto coleottero di color nero, dal corpo allungato e depresso; depone le uova negli ammassi di grano, che vengono gravemente danneggiati dalle sue larve.
struggimento   s.m.  lo struggere, lo struggersi; sofferenza, tormento: che struggimento vederlo in quello stato!. 
struggitore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi strugge.
strulleria   s.f.  (tosc. non com.) atto, parole da strullo; grulleria.
strullo   agg.  e s.m.  [f. -a] (tosc.) grullo, sciocco.
struma   s.f.    • 1 •   (ant.) scrofola    • 2 •   (med.) gozzo.
strumentale   lett. istrumentale, agg.    • 1 •   di strumento, di strumenti; relativo a uno strumento    • 2 •   eseguito con strumenti: analisi chimica strumentale; navigazione, volo strumentale, condotti con i soli strumenti di bordo, a causa della scarsa visibilità | (mus.) eseguito con i soli strumenti: musica strumentale; complesso vocale e strumentale; concerto strumentale, per sola orchestra    • 3 •   che ha valore di strumento, che serve da strumento: fare un uso strumentale di un avvenimento, sfruttarlo, servirsene come strumento per raggiungere determinati fini; uno sciopero strumentale, attuato per un secondo fine | lingua strumentale, quella usata per l'insegnamento nei paesi mistilingui ' causa strumentale, (filos.) nella metafisica aristotelico-scolastica, ciò che concorre al passaggio di un ente dalla potenza all'atto ' bene strumentale, (econ.) quello che serve come strumento per produrre altri beni    • 4 •   (estens.) funzionale, che serve bene al suo scopo    • 5 •   (caso) strumentale, (gramm.) caso della declinazione di alcune lingue flessive antiche e moderne (p. e.  il russo), che indica il mezzo con cui si agisce § strumentalmente avv.    • 1 •   per mezzo di uno strumento    • 2 •   dal punto di vista strumentale    • 3 •   in modo strumentale: concepire strumentalmente l'amicizia. 
strumentalismo   s.m.  la dottrina filosofica di john dewey (1859-1952), secondo la quale il pensiero non si limita a descrivere e a registrare l'esperienza passata, ma è uno strumento, un potere che opera attivamente sulla realtà per migliorarla.
strumentalità   s.f.  l'essere strumentale; carattere strumentale.
strumentalizzare   v. tr.    • 1 •   (mus.) far eseguire a uno strumento parti musicali destinate in origine alla voce umana    • 2 •   (fig.) considerare qualcosa, qualcuno come uno strumento e servirsene per i propri scopi: strumentalizzare la cultura, la politica; strumentalizzare un'amicizia. 
strumentalizzazione   s.f.  lo strumentalizzare, l'essere strumentalizzato.
strumentare   lett. istrumentare, v. tr.  [io struménto ecc.] scrivere la partitura di un brano musicale assegnando a ogni strumento la propria parte.
strumentario   ant. istrumentario, agg.  (ant.) che serve di strumento; strumentale  s.m.  l'insieme degli strumenti usati per l'esercizio di un'arte o di una professione; armamentario: strumentario chirurgico. 
strumentatore   lett. istrumentatore, s.m.  [f. -trice] chi strumenta un pezzo musicale.
strumentatura   lett. istrumentatura, s.f.  (non com.) lo strumentare.
strumentazione   s.f.    • 1 •   (mus.) l'arte, la pratica, il modo di strumentare    • 2 •   l'insieme degli strumenti di controllo di cui è dotata una macchina, un apparecchio, un impianto e sim.: la strumentazione di una nave    • 3 •   l'insieme degli strumenti e delle attrezzature necessari per svolgere un'attività (anche fig.): un critico dotato di una ricca strumentazione. 
strumentino   s.m.    • 1 •   dim.  di strumento    • 2 •   spec. pl.  nel linguaggio musicale, nome di alcuni strumenti a fiato dal registro acuto.
strumentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi, per professione, suona uno strumento musicale    • 2 •   tecnico specializzato nel progettare strumentazioni per impianti industriali | usato anche come agg.  : tecnico, ingegnere strumentista. 
strumento   antiq. istrumento, ant. instrumento, instromento, istromento, stromento, s.m.  [pl. -ti; ant. anche pl. f. instrumenta]    • 1 •   arnese, attrezzo, apparecchio atto all'esecuzione di determinate operazioni proprie di un'arte, di un mestiere o di una tecnica: gli strumenti del fabbro; strumenti astronomici | strumenti di bordo, (aer.) quelli necessari per la navigazione aerea e il controllo degli impianti dell'aeromobile | strumenti di misura, destinati alla misurazione di grandezze misurabili | strumenti di precisione, strumenti di misura o di controllo che forniscono indicazioni più esatte di quelli d'uso corrente ' strumenti (musicali), capaci di produrre suoni armonici : strumenti a fiato, a corda, a percussione.  dim. strumentino, strumentuccio  accr. strumentone  pegg. strumentaccio    • 2 •   (fig.) ciò di cui ci si serve per ottenere qualcosa; mezzo: usare la propria autorità come strumento di sopraffazione; farsi strumento della vendetta altrui    • 3 •   (fig.), per lo più scherz. , persona irrequieta e molesta; persona invadente e volgare: sei davvero un bello strumento!    • 4 •   atto pubblico redatto da un notaio    • 5 •   complemento di strumento, (gramm.) complemento di mezzo.
strupo    ⇨ stupro.
strusciamento   s.m.  lo strusciare; rumore prodotto strusciando qualcosa: uno strusciamento di piedi. 
strusciare   v. tr.  [io strùscio ecc.] sfregare; strofinare; urtare di striscio: camminare strusciando i piedi sul pavimento; strusciare il parafango della macchina contro il muro  | strusciare gli abiti, (fig.) non averne cura, sciuparli | v. intr.  [aus. avere] sfregare contro qualcosa: strusciare con il parafango contro il muro  | strusciarsi v. rifl.  sfregarsi contro qualcosa | strusciarsi a qualcuno, (fig.) stargli intorno adulandolo per ottenerne favori e protezione.
strusciata   s.f.  lo strusciare una volta: dare una strusciata al muro.  dim. strusciatina. 
strusciatura   s.f.  lo strusciare | il segno prodotto strusciando. dim. strusciaturina. 
struscio   (1) s.m.  (merid.) passeggiata dei giorni festivi per le vie principali dei centri di provincia.
struscio   (2) s.m.  uno strusciare frequente o continuo.
struscione   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (fam. spreg.) chi sciupa la roba strusciandola    • 2 •   (fig.) adulatore.
struttivo   agg.  (non com.) della struttura, che concerne la struttura; strutturale.
strutto   s.m.  grasso, usato in cucina, che si ottiene facendo fondere a forte calore i tessuti adiposi del maiale.
struttura   s.f.    • 1 •   insieme organico di elementi, materiali o non materiali, in rapporto di coordinazione e interdipendenza reciproca; il modo, il sistema in cui i singoli elementi sono organizzati nell'insieme: la struttura del corpo umano; la struttura molecolare della materia; la struttura cristallografica di una roccia; la struttura psichica di un individuo; la struttura gerarchica dell'esercito; la struttura sociale, economica, politica dello stato; la struttura d'una frase, d'un testo; la struttura d'una lingua    • 2 •   il complesso degli elementi che costituiscono l'ossatura, l'intelaiatura di qualcosa: la struttura in ferro di un ponte; la struttura dello scafo di una nave; una struttura ossea minuta | struttura portante, in edilizia e in altre tecniche costruttive, gli elementi che svolgono una funzione di sostegno rispetto all'insieme: le strutture portanti della casa sono in cemento armato    • 3 •   (estens.) costruzione, manufatto costituiti da un insieme di più elementi: struttura muraria, meccanica, metallica  | locale, edificio, area attrezzata da destinare a una determinata attività: le strutture sportive sono carenti nel nostro paese    • 4 •   (econ.) l'insieme dei rapporti di base che caratterizzano un sistema economico: riforme di struttura, che mirano a una trasformazione di tali rapporti (p. e. con una diversa utilizzazione delle risorse, una diversa distribuzione del reddito ecc.) | nella dottrina marxiana, l'insieme delle forze produttive e dei rapporti sociali di produzione    • 5 •   (ling.) organizzazione degli elementi che costituiscono un sistema linguistico: la struttura morfologica, sintattica dell'italiano; la struttura profonda di una frase, in grammatica generativa, il modello astratto sotteso alla sua effettiva realizzazione (struttura superficiale) | il sistema degli elementi linguistici, stilistici e retorici che contribuiscono all'organizzazione di un testo: la struttura narrativa di un romanzo    • 6 •   struttura algebrica, (mat.) insieme in cui siano definite una o più leggi di composizione tra i suoi elementi.
strutturabile   agg.  che può essere strutturato.
strutturale   agg.  di struttura, che ha per oggetto la struttura: gli elementi strutturali di una costruzione; assetto strutturale; riforme strutturali  | analisi strutturale, (chim.) studio della struttura spaziale di molecole isolate o associate | linguistica strutturale, strutturalismo linguistico § strutturalmente avv.  in relazione alla struttura, dal punto di vista strutturale.
strutturalismo   s.m.    • 1 •   termine complessivo con cui si indicano varie scuole del pensiero linguistico novecentesco che si ispirano all'opera del linguista svizzero f. de saussure (1857-1913) e che considerano le lingue come sistemi di elementi interagenti e interdipendenti    • 2 •   in generale, indirizzo filosofico, scientifico e critico-letterario che ha esteso alle scienze umane le teorie dello strutturalismo linguistico, contrapponendo ai principi e ai criteri storicistici un metodo di indagine volto a individuare relazioni costanti e sistematiche (strutture) tra i fenomeni    • 3 •   (arch.) tendenza a riconoscere particolare importanza e rilievo formale alle strutture portanti di una costruzione.
strutturalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, rappresentante dello strutturalismo | usato anche come agg.  in luogo di strutturalistico : indirizzo strutturalista; architetto strutturalista. 
strutturalistico   agg.  [pl. m. -ci] dello strutturalismo, degli strutturalisti: metodo strutturalistico; teoria strutturalistica  § strutturalisticamente avv.  secondo i principi dello strutturalismo.
strutturare   v. tr.  ordinare, disporre, costruire qualcosa secondo un ordine, una struttura: strutturare un complesso architettonico; strutturare un romanzo  | strutturarsi v. rifl.  organizzarsi secondo una determinata struttura.
strutturato   part. pass.  di strutturare  agg.  organizzato secondo una determinata struttura; articolato: una società saldamente strutturata  | programmazione strutturata, (inform.) tecnica di programmazione che prevede la suddivisione di un problema in elementi di livello via via più semplici, da trattare con la combinazione modulare di programmi già predisposti.
strutturazione   s.f.  lo strutturare, lo strutturarsi, l'essere strutturato; il modo in cui una struttura è organizzata.
strutturista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (chim. , fis.) studioso di strutturistica    • 2 •   progettista di strutture per costruzioni edili, di veicoli ecc.
strutturistica   s.f.  (chim. , fis.) scienza che studia la disposizione spaziale degli atomi costituenti le molecole organiche e inorganiche.
struzioniformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli di grandi dimensioni, inetti al volo, buoni corridori, con gambe lunghe e piedi muniti di due dita; hanno sterno piatto, testa molto piccola e becco largo | sing.  [-e] ogni uccello appartenente a tale ordine.
struzzo   s.m.  uccello corridore africano, il più grande degli uccelli viventi, dalle lunghe zampe nude con due dita rivolte in avanti, lungo collo nudo, testa piccola e piume pregiate e ricercate per vari usi (ord.  struzioniformi): un ventaglio di penne di struzzo; un boa di struzzo, specie di stola fatta di piume di struzzo | avere uno stomaco di struzzo, (fig.) digerire ogni cosa (con riferimento all'abitudine che ha lo struzzo di ingerire qualsiasi cosa trovi) ' fare lo struzzo, fare la politica dello struzzo, (fig.) si dice di chi finge di ignorare una situazione difficile che invece dovrebbe affrontare (dalla credenza popolare che lo struzzo, di fronte al pericolo, nasconda la testa nella sabbia o sotto l'ala, invece di fuggire o di tentare in altro modo di far fronte alla situazione).
stuarda   usato solo nella loc. alla stuarda, detto di un'antica foggia di colletto rigido che saliva dallo scollo alla nuca senza congiungersi alla gola.

stuccamento   s.m.  lo stuccare, l'essere stuccato.
stuccare   (1) v. tr.  [io stucco, tu stucchi ecc.]    • 1 •   ricoprire con uno strato di stucco; riempire una cavità con lo stucco: stuccare un muro; stuccare una porta, un mobile; stuccare un buco    • 2 •   decorare con stucchi: stuccare il soffitto di una sala. 
stuccare   (2) v. tr.  [io stucco, tu stucchi ecc.] riempire fino alla sazietà venire a noia, fastidio, disgusto (anche assol.): i dolci alla lunga stuccano; alcuni da principio, o quando stuccati furono de' re, vollero anzi le leggi  (b. davanzati) | stuccarsi v. rifl.  annoiarsi, infastidirsi.
stuccatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi fa lavori di stuccatura, spec. nell'industria dei mobili    • 2 •   chi fa stucchi per decorare pareti e soffitti.
stuccatura   s.f.    • 1 •   lo stuccare, l'essere stuccato    • 2 •   strato di stucco indurito.
stucchevole   agg.  che infastidisce, che dà nausea, noia, disgusto: cibo stucchevole; discorsi, maniere stucchevoli  § stucchevolmente avv. 
stucchevolezza   s.f.  l'essere stucchevole; carattere stucchevole.
stucco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   materiale di rivestimento o decorazione che si ottiene mescolando calce, polvere di marmo, sabbia fine e caseina: intonaco, decorazione a stucco    • 2 •   (estens.) ornamento, rilievo, decorazione, statua fatta con lo stucco: cornici, rosoni di stucco; uno stucco rinascimentale, settecentesco  | essere di stucco, (fig.) privo di vivacità, di sentimento ' rimanere di stucco, (fig.) restare sbalordito, meravigliato    • 3 •   nome di diversi materiali pastosi che esposti all'aria induriscono rapidamente e i cui componenti vengono generalmente miscelati al momento dell'uso; servono a riempire cavità, mascherare difetti superficiali e sim.: stucco per legno, per metalli; stucco per dentisti | stucco francese, prodotto pastoso già pronto per l'uso, per stuccare superfici di legno e pareti | stucco per vetri, materiale plastico a lenta essiccazione, usato per fissare i vetri di finestre e sim. all'intelaiatura.
stucco   (2) agg.  [pl. m. -chi] sazio e annoiato: essere stucco (e ristucco) di mangiare sempre lo stesso cibo. 

stuccoso   agg.  (non com.) stucchevole.
studentato   s.m.    • 1 •   periodo di tempo trascorso negli studi, spec. universitari    • 2 •   collegio universitario; anche, l'edificio in cui ha sede | collegio dove i chierici di taluni ordini religiosi si preparano al sacerdozio    • 3 •   (non com.) il corpo studentesco, l'insieme degli studenti, spec. di una università.
studente   s.m.  [f. -téssa] chi è iscritto a una scuola media o a una università: studente medio, universitario; studente liceale, di medicina  | casa dello studente, collegio universitario. dim. studentello, studentino. 
studentesca   s.f.  (non com.) l'insieme degli studenti, spec. di una università.
studentesco   agg.  [pl. m. -schi] di studente, degli studenti: movimento studentesco. 
studiabile   agg.  (non com.) che può essere studiato senza grande difficoltà.
studiacchiare   v. tr.  e intr.  [io studiàcchio ecc. ; aus. dell'intr. avere] studiare poco e di malavoglia.
studiare   v. tr.  [io stùdio ecc.]    • 1 •   applicare metodicamente la mente al fine di apprendere o elaborare un argomento, una disciplina, una tecnica o un'arte, con il sussidio di libri o di altri strumenti, con o senza la guida di un insegnante (anche assol.): studiare musica, geometria; studiare le ere geologiche; studiare su un buon manuale; si va a scuola per studiare; non vale studiare a memoria senza avere capito; studiare da sé, da solo, senza l'aiuto di un insegnante ' studiare la parte, di un attore, prepararsi a una recita    • 2 •   (assol.) frequentare una scuola, seguire studi regolari: studiare al liceo, all'università; ha smesso di studiare a diciotto anni; studi o lavori?    • 3 •   (estens.) esaminare, indagare: studiare un problema, le mosse dell'avversario, un piano d'azione  | studiarle tutte, escogitare sempre nuovi accorgimenti per risolvere una difficoltà    • 4 •   (fig.) controllare, misurare gli atti, i gesti: studiare le maniere; studiare le parole, cercare le più adatte    • 5 •   (ant.) affrettare: non v'arrestate, ma studiate il passo  (dante purg.  xxvii, 62) | v. intr.  [aus. avere], studiarsi v. rifl.  (lett.) cercare, ingegnarsi, sforzarsi: studiati di fare meglio!; si studiava di metter pace tra i due fratelli  | v. rifl.  osservarsi con attenzione: studiarsi allo specchio. 
studiato   part. pass.  di studiare  e agg.  nei sign. del verbo | (fig.) ricercato, affettato: un comportamento studiato; frasi studiate  § studiatamente avv.    • 1 •   in modo ricercato    • 2 •   di proposito, volutamente.
studicchiare   v. tr.  e intr.  [io studìcchio ecc. ; aus. dell'intr. avere] studiacchiare.
studio   s.m.    • 1 •   lo studiare; applicazione della mente per imparare, conoscere qualcosa: lo studio del greco, delle leggi; lo studio richiede impegno; fare quattro ore di studio al giorno | uomo di studio, dedito allo studio ' borsa di studio, sovvenzione in denaro data a studenti meritevoli perché possano dedicarsi agli studi    • 2 •   ciò che è oggetto dello studio: uno studio che piace; gli studi umanistici, scientifici    • 3 •   pl.  attività di chi segue i corsi regolari di una scuola o di un'università per conseguire un titolo e prepararsi all'esercizio di una professione: studi tecnici; finire gli studi | provveditore agli studi, chi è preposto all'organizzazione scolastica di una provincia    • 4 •   indagine, ricerca, osservazione, sperimentazione; lavoro, scritto su un argomento: fare lunghi studi; uno studio su dante    • 5 •   lavoro preparatorio, progetto; in arte, ogni lavoro preparatorio, generale o particolare, eseguito dall'artista prima di realizzare l'opera: lo studio per la costruzione di un ponte; gli studi di raffaello | essere allo studio, essere ancora in esame, non essere definito: il progetto è ancora allo studio    • 6 •   (mus.) composizione vocale o strumentale, scritta generalmente per esercitare l'esecutore in una particolare tecnica | in età romantica, composizione per pianoforte con la quale si sperimentano nuove potenzialità della tecnica e del timbro: gli studi di chopin    • 7 •   (lett.) cura, premura, diligenza, sollecitudine: l'una vegghiava a studio de la culla  (dante par.  xv, 121) | a bello studio, (non com.) di proposito, a bella posta, deliberatamente    • 8 •   (lett.) desiderio: che studio di ben far grazia rinverda  (dante purg.  xviii, 105)    • 9 •   (ant.) occupazione, modo di vita: perché hai le gentili / forme e l'ingegno docile / volto a studi virili?  (foscolo odi)    • 10 •   stanza dove si studia: ritirarsi nello studio tra i propri libri  | i mobili che costituiscono l'arredamento di uno studio: uno studio in noce.  dim. studiolo    • 11 •   stanza o insieme di stanze dove un professionista o un artista svolgono la loro attività: studio legale, medico; di pittore, di scultore; studio fotografico, sala di posa e laboratorio del fotografo    • 12 •   insieme di locali in cui si allestiscono gli spettacoli radiofonici e televisivi o si girano le scene di un film: trasmettere dagli studi di milano; un film girato negli studi di cinecittà    • 13 •   nel medioevo, università: lo studio di bologna. 
studiolo   s.m.    • 1 •   dim.  di studio  | piccola stanza adibita a studio    • 2 •   mobile rinascimentale fornito di cassetti.
studios   s.m. pl.  studi cinematografici.
studioso   agg.    • 1 •   che studia con diligenza e applicazione: un ragazzo studioso    • 2 •   (lett.) premuroso, sollecito: studioso del bene dei propri cari    • 3 •   (ant.) bramoso: cagne magre, studiose e conte  (dante inf.  xxxiii, 31)  s.m.  [f. -a] chi è dedito agli studi; chi si dedica a una particolare disciplina: uno studioso di fama mondiale; gli studiosi di storia romana  § studiosamente avv.    • 1 •   con diligenza, con cura    • 2 •   (antiq.) a bella posta.
stuellare   v. tr.  [io stuèllo ecc.] (med.) curare una ferita profonda introducendovi uno stuello.
stuello   s.m.  (med. non com.) tampone di cotone idrofilo o di garza che si introduce nelle ferite profonde per mantenerle aperte, evitando che cicatrizzino al bordo con formazione di una sacca; zaffo.
stufa   ant. stuffa [stuf-fa], s.f.    • 1 •   apparecchio di ghisa, ceramica o altro materiale usato per il riscaldamento degli ambienti domestici: stufa a legna, a gas, elettrica.  dim. stufetta, stufettina  accr. stufona, stufone  (m.)    • 2 •   (rar.) serra    • 3 •   (ant.) stanza riscaldata | locale attrezzato per prendere bagni caldi: non mi nocerebbe il freddo solo; / ma il caldo de le stuffe  (ariosto satire).
stufaiola   s.f.  tegame profondo con coperchio adatto a cucinare lo stufato.
stufaiolo   s.m.  (ant.) persona addetta al servizio dei bagni caldi in una stufa.
stufare   v. tr.    • 1 •   riscaldare in una stufa | stufare i bozzoli, sottoporli a stufatura    • 2 •   cuocere a fuoco lento e a lungo in una pentola chiusa: stufare un pezzo di manzo    • 3 •   (fig. fam.) seccare, infastidire, stancare: le sue chiacchiere mi hanno stufato  | stufarsi v. rifl.  (fam.) seccarsi, stancarsi: mi sono proprio stufato dei tuoi capricci. 
stufato   part. pass.  di stufare   s.m.  pietanza di carne, condita con olio, sale, pepe, pomodoro e altri ingredienti e cotta a fuoco lento in un tegame ben chiuso: stufato di manzo, di lepre  | il modo stesso di cottura: carne cotta, fatta in stufato.  dim. stufatino. 
stufatura   s.f.    • 1 •   operazione con la quale si uccide la crisalide del baco da seta prima che si trasformi in farfalla, sottoponendo i bozzoli a una corrente d'aria calda o all'azione del vapor acqueo    • 2 •   nella preparazione dei formaggi, operazione consistente nel mantenere la cagliata a una temperatura piuttosto alta, in modo che i batteri in essa contenuti prolifichino producendo enzimi che favoriscono la maturazione del formaggio.
stuffa    ⇨ stufa.
stufo   agg.  (fam.) annoiato, seccato, stanco: sono stufo di fare questo lavoro. 
stulto    ⇨ stolto.
stunt-car  stunt-car s.m. invar.  automobile usata per girare scene cinematografiche che prevedono scontri, salti, incendi ecc.
stunt-man  stunt-man s.m. invar.  acrobata che esegue come controfigura le scene più movimentate e rischiose di un film (cadute, tuffi, salti).
stuoia   pop. stoia, s.f.  tessuto di giunchi, canne, paglia o altro materiale sim., che si usa come tappeto, per riparare dal sole, per rivestire pareti o, ricoperto d'intonaco, per soffittare stanze ' tessuto a stuoia, con trama in rilievo ' punto (a) stuoia, punto di ricamo che si esegue applicando al tessuto, con movimento dal basso in alto, una serie di gugliate di filo lunghe quanto lo richiede il disegno da realizzare, fissate ciascuna al ritorno mediante punti obliqui.
stuoino    ⇨ stoino.
stuolo   s.m.    • 1 •   moltitudine, schiera; grande quantità più o meno ordinata: uno stuolo di ragazzi, di ammiratori; uno stuolo di rondini    • 2 •   (ant. , lett.) schiera di armati; esercito: inver' la spagna rivolse lo stuolo, / poi ver' durazzo  (dante par.  vi, 64-65).
stupa   s.m.  [pl. invar.  o -pi] (arch.) monumento religioso dell'arte buddhista, destinato a custodire reliquie e immagini che illustrano scene della vita del buddha.
stupefacente   part. pres.  di stupefare  agg.  che provoca stupore, che sbalordisce: una notizia stupefacente  agg.  e s.m.  si dice di ogni sostanza naturale o sintetica che, agendo sul sistema nervoso centrale, determina uno stato di torpore o di ebbrezza, spesso con allucinazioni: l'oppio, la cocaina e la morfina sono (sostanze) stupefacenti. 
stupefare   v. tr.  [io stupefàccio  o stupefò, tu stupefài, egli stupefà ecc. ; coniugato come fare] far stupire, riempire di stupore; meravigliare, sbalordire: la sua abilità mi ha stupefatto  | stupefarsi v. rifl.  (non com.) essere preso da stupore, meravigliarsi.
stupefatto   part. pass.  di stupefare   agg.  pieno di stupore; meravigliato, stupito: essere, rimanere stupefatto. 
stupefazione   s.f.    • 1 •   lo stupefare, l'essere stupefatto; stupore    • 2 •   (med.) stato di intorpidimento o di ebbrezza causato da stupefacenti.
stupendo   agg.  che stupisce per la sua bellezza; splendido, meraviglioso: un viso stupendo; uno spettacolo, un quadro stupendo  § stupendamente avv. 
stupidaggine   s.f.    • 1 •   l'essere stupido | atto, discorso stupido: non dire stupidaggini!    • 2 •   cosa di poco conto, che non desta preoccupazione: prendersela per delle stupidaggini. 
stupidario   s.m.  (non com.) raccolta di detti, frasi, giudizi che, soprattutto retrospettivamente, appaiono assurdi o ridicoli: uno stupidario di giudizi su beethoven da parte di critici contemporanei; uno stupidario tratto dai testi in adozione nella scuola elementare. 
stupidata   s.f.  atto, discorso stupido.
stupidezza   s.f.  (rar.) l'essere stupido.
stupidimento   s.m.  (non com.) istupidimento.
stupidire   v. tr.  e intr.  [io stupidisco, tu stupidisci ecc. ; aus. dell'intr. essere] (non com.) istupidire.
stupidità   s.f.    • 1 •   l'essere stupido: un individuo di una stupidità incredibile    • 2 •   atto, discorso da stupido; stupidaggine: dire delle stupidità. 
stupido   agg.    • 1 •   (lett.) sbalordito, attonito: ben s'avvide il poeta ch'io stava / stupido tutto  (dante purg.  iv, 58-59)    • 2 •   tardo nel comprendere, ottuso di mente, poco intelligente: una persona stupida; che stupido a non cogliere l'occasione!  dim. stupidello, stupidino  accr. stupidone    • 3 •   che denota stupidità, scarsa intelligenza: uno scherzo, un discorso stupido   s.m.  [f. -a] persona stupida: sei uno stupido!; non fare lo stupido!; non è uno stupido quel ragazzo, è intelligente § stupidamente avv.    • 1 •   (lett.) in modo che denota stupore, sbalordimento: guardava stupidamente nel vuoto    • 2 •   con stupidità, con poca intelligenza: comportarsi stupidamente. 
stupire   v. tr.  [io stupisco, tu stupisci ecc.] riempire di stupore; meravigliare, sorprendere: la sua abilità ci stupì; sono cose che fanno stupire  | v. intr.  [aus. essere], stupirsi v. rifl.  esser preso da stupore; meravigliarsi: non mi stupisco più di nulla. 
stupito   part. pass.  di stupire   agg.  preso da stupore; meravigliato, sorpreso: restò stupito e senza parole. 
stupore   s.m.    • 1 •   meraviglia grande e improvvisa; sbalordimento: essere colto, preso da stupore; un'esclamazione di stupore    • 2 •   (med.) arresto della motilità volontaria, associato a un indebolimento dell'attività psichica    • 3 •   (ant.) stato di stordimento; intontimento.
stuporoso   agg.  (rar.) si dice di ciò che produce stupore; caratterizzato da stupore: stato stuporoso. 
stuprare   v. tr.  violentare: stuprare una ragazza. 
stupratore   s.m.  chi commette uno stupro.
stupro   ant. strupo, s.m.    • 1 •   atto sessuale imposto con la violenza; violenza carnale    • 2 •   (ant.) qualsiasi atto violento e peccaminoso: là dove michele / fé la vendetta del superbo strupo  (dante inf.  vii, 11-12).
stura   s.f.  lo sturare un recipiente in modo che ne esca il liquido: dare la stura a una botte | dare la stura, prendere la stura, (fig.) dare ampio sfogo ai propri pensieri, alle proprie idee, parlando o scrivendo.
sturabottiglie   s.m. invar.  arnese, attrezzo usato per togliere il tappo alle bottiglie; cavatappi.
sturalavandini   s.m. invar.  attrezzo, gener. a ventosa, per sturare lo scarico di lavandini.
sturamento   s.m.  lo sturare, l'essere sturato.
sturare   v. tr.    • 1 •   togliere il tappo a qualcosa; stappare: sturare una bottiglia    • 2 •   liberare una conduttura da ciò che la ostruisce: sturare il lavandino  | sturare gli orecchi, liberarli dal cerume depositatosi nel condotto uditivo; sturare gli orecchi a qualcuno, (fig.) fargli intendere bene qualcosa, dirgli francamente una spiacevole verità.
sturbamento   s.m.  (non com.) lo sturbare, lo sturbarsi.
sturbare   v. tr.    • 1 •   (non com.) disturbare, impedire, interrompere    • 2 •   (region.) turbare, sconvolgere | sturbarsi v. rifl.    • 1 •   (region.) turbarsi, sconvolgersi    • 2 •   (roman.) svenire: marcello s'era quasi sturbato per la debolezza e il male  (pasolini).
sturbo   s.m.    • 1 •   (non com.) disturbo, sconvolgimento    • 2 •   (roman.) svenimento.
sturnidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli passeriformi dal piumaggio scuro e dal becco piatto, che si cibano prevalentemente di insetti | sing.  [-e] ogni uccello di tale famiglia.
stutare   v. tr.  (ant. , region.) spegnere, smorzare; attutire.
stuzzicadenti   s.m. invar.    • 1 •   stecchino per togliere i frammenti di cibo rimasti tra i denti    • 2 •   (fig.) persona molto magra.
stuzzicamento   s.m.  lo stuzzicare, l'essere stuzzicato.
stuzzicante   part. pres.  di stuzzicare  agg.  stimolante, eccitante (anche fig.): un cibo stuzzicante; un argomento stuzzicante. 
stuzzicare   v. tr.  [io stùzzico, tu stùzzichi ecc.]    • 1 •   toccare, frugare qua e là, spec. con un oggetto sottile e appuntito: stuzzicarsi i denti  | toccare insistentemente, provocando irritazione, dolore: stuzzicare una ferita    • 2 •   (fig.) molestare, irritare, punzecchiare: stuzzicare i compagni; stuzzicare un animale    • 3 •   (fig.) eccitare, stimolare: stuzzicare l'appetito; stuzzicare la curiosità di qualcuno. 
stuzzichino   s.m.    • 1 •   [f. -a] (fam.) chi ha l'abitudine di stuzzicare gli altri    • 2 •   (region.) spuntino; cibo che stuzzica l'appetito | pl.  (fam.) tartine, salatini e sim. che si accompagnano a un aperitivo.
styling   s.m. invar.  nel disegno industriale, linea, stile che caratterizza un prodotto o una serie omogenea di prodotti.
su   prep.  [si unisce agli art. determ. il, lo, la, i, gli, le  formando le prep. articolate sul, sullo, sulla, sui, sugli, sulle, ant. o lett. su'l, su lo, su la, rar. su i, su gli, su le; davanti a u, ma l'uso è antiquato, può anche allungarsi in sur.  si unisce ai pronomi personali per mezzo della prep. di]    • 1 •   introduce una determinazione di stato in luogo, indicante ciò sopra cui qualcuno o qualcosa è, poggia, domina; oppure, in senso fig., esercita un dominio, si fonda, si basa, crede, giura e sim.; equivale a sopra : la lettera è sul tavolo; portare un golf sulle spalle; stare seduto sul divano; era appoggiato su di me; passeggiare sulla riva del mare; costruire pietra su pietra; commettere errori su errori; a mille metri sul livello del mare; una minaccia pende sul suo capo; roma dominò sul mediterraneo; esercitare il controllo su un'attività; vegliare sui figli; puntare su un numero; giurare sul vangelo; credere sulla parola; giudicare sui fatti '  per indicare qualcosa che è nelle immediate vicinanze di un'altra, o la guarda o è rivolta verso di essa: una casa sul mare; una finestra sul cortile '  introduce il materiale, l'oggetto sopra il quale si esegue una lavorazione: un disegno su tela; un'incisione su rame; ricamare su seta    • 2 •   in dipendenza da verbi di movimento, introduce un moto a luogo (in senso proprio o fig.); equivale a sopra : salire su una montagna; la neve è caduta sulla città; scaricare su altri le proprie responsabilità; mettere il cacio sui maccheroni, una pietra sul passato, l'ipoteca su un immobile; mettere qualcuno sull'avviso '  con il valore di verso, contro : dirigersi, puntare su una città; si scagliò con furia su di me; sparare sulla folla    • 3 •   introduce l'argomento di un discorso, di uno scritto (in quest'uso può essere sostituito da di, meno bene da sopra): parlare su un tema; discutere su un fatto; un trattato sul pensiero medievale '  con sfumatura causale: piangere su qualcuno; disperarsi su qualcosa    • 4 •   esprime una determinazione approssimativa di tempo, con il valore di intorno a, circa, verso : ci vedremo sul tardi; ritornarono sulla mezzanotte; sullo scorcio del ventesimo secolo  | può anche esprimere tempo continuato: impiegare sulle tre ore; star fuori di casa sulle due settimane '  in talune locuzioni, come sul momento, sul punto, sull'istante  e sim., indica tempo determinato: decisero sull'istante; erano sul punto di partire '  con il valore di dopo : non si beve il vino sul latte    • 5 •   esprime valore approssimativo anche in altre determinazioni, equivalendo a circa, pressappoco; di età: avrà sui sessant'anni; un ragazzo sulla quindicina; di peso e misura: è sui venti chili; disterà sul chilometro; di stima e prezzo: vale sui venti milioni; l'ha pagato sulle diecimila lire    • 6 •   esprime la maniera in cui qualcosa è o è fatta, oppure la modalità con cui un'azione si compie: un vestito su misura; spedizione su richiesta; lavorare su ordinazione; prestare su pegno; vivere sulle spese; star sulle sue    • 7 •   (ant. , lett.) può essere preceduto da altre prep., talvolta con valore pleonastico: d'in su la vetta della torre antica  (leopardi il passero solitario 1); la donzelletta vien dalla campagna / in sul calar del sole  (leopardi il sabato del villaggio  1-2)  avv.  [meno com., scritto anche sù]    • 1 •   in alto, verso l'alto; in posizione o luogo più elevato rispetto a un altro; si contrappone a giù : guardare su; appendere il quadro più su; vai su o resti giù?; vivere, abitare su, per lo più, al piano superiore di un edificio | è usato in numerose locuzioni partic. e fig.: i prezzi stanno andando su; quel ragazzo sta venendo su bene; la cipolla che ho mangiato mi viene su; è venuto su dal nulla; ha quattro figli da tirar su; mettere su bottega; mettere su la pentola | su e giù, avanti e indietro; poco su poco giù, pressappoco; su per giù, suppergiù    • 2 •   in partic., sopra (immediatamente o non immediatamente a contatto): un tavolo con su una lampada; coprire qualcosa mettendovi su un foglio '  addosso, indosso: mettiti su un maglione; per proteggere il cavallo gli avevano steso su una coperta    • 3 •   usato pleonasticamente: villeggiare su in montagna; alzarsi su dal letto; saltare su dalla sedia  | (ant.) in unione con ivi, poteva dar luogo alla forma suvvi : fare un altare e suvvi la sua statua  (caro)    • 4 •   usato con ellissi del verbo in loc. di esortazione, comando e sim. (anche iter.): su con la vita!; su, coraggio!; su, sbrigatevi!; su su, non è il caso di far tante storie!    • 5 •   iterato, può anche indicare movimento progressivo verso l'alto (in senso proprio e fig.): si spinse su su fino  alla vetta; risalendo su su, riuscì a scoprire le origini della sua famiglia    • 6 •   in unione con talune preposizioni, forma delle loc. avverbiali: di su, da su, dall'alto, da sopra; anche, dal nord: chiamare da su; venire da su, dal piano di sopra di un edificio, da una località più a nord ' in su, verso l'alto; anche, verso il nord; riferito a numeri, verso valori più alti: guardare di sotto in su; vedi là farinata che s'è dritto: / da la cintola in su tutto 'l vedrai  (dante inf.  x, 32-33); navigare in su; dal cento in su  s. m.  la parte superiore, di sopra: il su del vestito, della casa. 
su'   (1) (tosc. pop.) troncamento dell'agg. poss. suo  (per tutti i generi e numeri), usato solo in posizione proclitica: il su' babbo, la su' mamma, i su' fratelli, le su' sorelle. 
su'   (2) (tosc.  o lett.) forma tronca della prep. articolata sui : scivolare su' gradini bagnati. 
suaccennato   agg.  sopraccennato; di cui si è già parlato: l'argomento suaccennato. 
suacia   s.f.  [pl. -cie] (zool.) genere di pesci dei fondali costieri; hanno corpo ellittico circondato da pinne continue ed entrambi gli occhi sul lato sinistro (ord.  pleuronettiformi).
suadente   part. pres.  di suadere   agg.  (lett.) che persuade, che convince; allettante: voce, tono, argomento suadente  § suadentemente avv. 
suadere   v. tr.  e intr.  [pass. rem. io sua si, tu suadésti ecc. ; part. pass. sua so] (ant. , lett.) persuadere, indurre.
suaditore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (ant. , lett.) che, chi persuade.
suado   agg.  (ant.) che persuade, suadente, invitante: vedea visi a carità suadi  (dante par.  xxxi, 49).
suasione   s.f.  (ant. , lett.) persuasione.
suasivo   agg.  (lett.) persuasivo, lusinghevole: parlare con voce suasiva  § suasivamente avv. 
suasoria   s.f.  nella letteratura latina, orazione di carattere esortativo, svolta per lo più come esercitazione retorica.
suasorio   agg.  (lett.) che mira a persuadere, a esortare.
suasso    ⇨ svasso.
suave    ⇨ soave 1.
sub   s.m.  e f. invar.  chi effettua immersioni subacquee; sommozzatore.
sub-  sub- prefisso di parole composte d'origine latina o di formazione moderna, dal lat. su°b  'sotto'; oltre che posizione sottostante (subacqueo), indica posizione gerarchica inferiore (subalterno), trasmissione ad altri di un diritto o condizione (sublocazione), e ha spesso valore attenuativo (subacido); davanti a parole comincianti per consonante può perdere la b  finale o assimilarla alla consonante della parola seguente (suddelegare, suddividere, suddito). [ ⇨ sotto-].
subacido   agg.  (chim.) leggermente acido; che ha un grado di acidità prossimo al valore neutro.
subacqueo   agg.  che vive, che sta o agisce sott'acqua: piante subacquee; armi subacquee, torpedini, siluri, bombe e razzi antisommergibili; cavo subacqueo, cavo telegrafico o telefonico posato sul fondo del mare; guerra subacquea, che si basa sull'utilizzazione di sommergibili o sottomarini; nuotatore subacqueo, provvisto di pinne, occhiali e respiratore o autorespiratore; pesca, caccia subacquea, sport che si pratica sott'acqua, muniti di apposita maschera e di altre attrezzature necessarie per catturare i pesci; fucile subacqueo, arma per praticare la pesca subacquea, che lancia piccole fiocine mediante un meccanismo a molla, a gas o ad aria compressa  s.m.  [f. -a] chi, per mestiere o per svago, effettua immersioni subacquee; sommozzatore.
subacuto   agg.  (med.) detto di processo morboso con manifestazioni meno violente e decorso meno rapido delle forme acute.
subaereo   agg.  che si trova o avviene a cielo aperto, sopra la superficie terrestre (si contrappone a subacqueo  o a sotterraneo).
subaffittare   v. tr.  affittare ad altri ciò che si è preso in affitto: subaffittare un appartamento. 
subaffitto   s.m.  la cessione in affitto a terzi di un bene da parte di chi lo ha in affitto; il contratto di affitto così stipulato: dare, prendere in subaffitto. 
subaffittuario   s.m.  [f. -a] chi prende qualcosa in subaffitto.
subaffluente   s.m.  (geog.) corso d'acqua affluente di un fiume che, a sua volta, è affluente di un altro.
subagente   s.m.  e f.  persona che conclude contratti per conto di un agente.
subagenzia   s.f.  agenzia secondaria che dipende da un'agenzia principale.
subalcalino   agg.  (chim.) leggermente alcalino; che ha un grado di basicità prossimo al valore neutro.
subalpino   agg.  (geog.)    • 1 •   che è ai piedi o in prossimità delle alpi    • 2 •   piemontese | parlamento subalpino, quello del regno di sardegna, in epoca risorgimentale    • 3 •   (biol.) che riguarda la zona inferiore del piano alpino, la sua flora, la sua fauna.
subalternante   part. pres.  di subalternare   agg.  nel sign. del verbo | (filos.) nella logica medievale, si dice della proposizione universale in rapporto di subalternazione con una corrispondente proposizione particolare.
subalternare   v. tr.  [io subaltèrno ecc.] (non com.) rendere subalterno.
subalternato   part. pass.  di subalternare   agg.  nel sign. del verbo | (filos.) nella logica medievale, si dice della proposizione particolare in rapporto di subalternazione con una corrispondente proposizione universale.
subalternazione   s.f.  (filos.) nella logica medievale, il rapporto tra una proposizione universale e una proposizione particolare che abbiano uguali soggetto e predicato e la medesima qualità, ma quantità diversa (p. e.: tutti gli uomini sono mortali, qualche uomo è mortale).
subalternità   s.f.  l'essere subalterno.
subalterno   agg.  che è sottoposto, subordinato ad altri in una organizzazione, in una scala gerarchica: impiegato subalterno; ufficiale subalterno, nella gerarchia militare, ufficiale dei primi due gradi (nell'esercito, sottotenente e tenente; in marina, guardiamarina e sottotenente di vascello) | opposizione subalterna, (filos.) subalternazione  s.m.    • 1 •   [f. -a] impiegato subalterno; subordinato: in quell'ufficio è un semplice subalterno    • 2 •   ufficiale subalterno.
subalveo   agg.  (geog.) che si trova al di sotto dell'alveo di un fiume: zona rocciosa subalvea. 
subantartico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) che è prossimo alle regioni antartiche: fauna subantartica. 
subapostolico   agg.  [pl. m. -ci] nella storia del cristianesimo primitivo, si dice di ciò che si riferisce alla generazione immediatamente successiva a quella degli apostoli.
subappaltare   v. tr.  dare in subappalto; anche, ma meno com., prendere in subappalto.
subappaltatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] chi prende in subappalto.
subappalto   s.m.  (dir.) contratto in base al quale l'appaltatore cede a terzi in appalto l'esecuzione di un'opera, di un servizio che gli era stato appaltato.
subappenninico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) che è ai piedi o in prossimità degli appennini o si riferisce alla zona ai piedi degli appennini: paese subappenninico; dorsali subappenniniche. 
subartico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) che è prossimo alle regioni artiche.
subasta   s.f.  (antiq.) asta, vendita all'incanto.
subastare   v. tr.  (antiq.) vendere all'asta, al migliore offerente: subastare un immobile. 
subatlantico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) si dice di zona intermedia tra quella di influenza atlantica e quella continentale, spec. in relazione al clima e ai suoi effetti sulla flora e la fauna.
subatomico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.)    • 1 •   relativo a un ordine di fenomeni che avvengono in spazi di dimensioni inferiori a quelle degli atomi: reazione subatomica    • 2 •   si dice di particella costitutiva dell'atomo.
subbia   s.f.    • 1 •   sorta di grosso scalpello a punta piramidale per lavorare la pietra    • 2 •   (region.) lesina.
subbiare   v. tr.  [io sùbbio ecc.] (non com.) lavorare, sgrossare con la subbia: subbiare la pietra. 
subbietto   e deriv.   ⇨ subietto e deriv. 
subbio   s.m.    • 1 •   tamburo cilindrico su cui si avvolge il filato che costituirà l'ordito dei telai per tessitura o per maglieria    • 2 •   (estens.) tamburo cilindrico o rullo su cui si avvolge un materiale filiforme o nastriforme (p. e.  corde, nastri).
subbollire    ⇨ sobbollire.
subbuglio   s.m.  agitazione, confusione, scompiglio: essere, mettere in subbuglio; avere lo stomaco in subbuglio, in disordine.
subbuteo   ® s.m.  gioco da tavolo che riproduce in scala ridotta un campo di calcio; i calciatori, sotto forma di pedine, si spostano a colpi di dito e con essi si possono disputare delle partite seguendo regole particolari.
subcellulare   agg.  (biol.) si dice di particella costitutiva della cellula o che ha dimensioni inferiori a quelle delle cellule.
sub conditione   o sub condicione [pr.  / sub kondi'tsone /], loc. avv.  con riserva, a determinate condizioni: accettare qualcosa sub conditione. 
subconscio   agg.  [pl. f. -sce  o -scie] (psicol.) che appartiene o si riferisce al subcosciente: sensazione, attività subconscia; il mondo subconscio   s.m.  (psicol.) subcosciente.
subcontinente   s.m.  (geog.) parte di un continente omogenea per caratteristiche geografiche o etniche: il subcontinente sudamericano, indiano. 
subcontraente   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) che, chi stipula un subcontratto.
subcontrarietà   s.f.  (filos.) nella logica medievale, il rapporto di opposizione tra una proposizione particolare affermativa e una proposizione particolare negativa che abbiano il medesimo soggetto e il medesimo predicato.
subcontrario   agg.  (filos.) si dice delle proposizioni che sono tra loro in rapporto di subcontrarietà.
subcontratto   s.m.  (dir.) contratto che una delle parti che ha stipulato un precedente contratto stipula separatamente con un terzo, trasferendogli in tutto o in parte le prestazioni derivategli dal contratto originario.
subcorticale   agg.  (bot.) posto sotto la corteccia.
subcosciente   s.m.  (psicol.) sfera dell'attività psichica i cui eventi restano immediatamente al di sotto della sfera cosciente, alla quale possono affiorare in determinate condizioni; in psicoanalisi si preferisce il termine preconscio   agg.  (psicol.) che appartiene o si riferisce al subcosciente: attività psichica subcosciente. 
subcoscienza   s.f.  (non com.) subcosciente.
subcostiero   agg.  (geog.) detto di ciò che si trova nella zona di terraferma immediatamente alle spalle di quella costiera; sublitoraneo.
subcultura   s.f.  sottocultura.
subculturale   agg.  sottoculturale.
subdelegare   o suddelegare, v. tr.  [io subdèlego, tu subdèleghi ecc.] trasferire ad altri una delega che si è ricevuta.
subdelirio   s.m.  (med.) forma di delirio lieve e di breve durata.
subdesertico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) proprio delle regioni prossime a un deserto: vegetazione subdesertica  | clima subdesertico, quello, p. e., della steppa.
subdirectory   s.f. invar.  (inform.) directory contenuta in un'altra directory; sottoindirizzario.
subdolo   agg.  falso, ingannevole, infido: un uomo subdolo; modi subdoli  § subdolamente avv. 
subduzione   s.f.  (geol.) fenomeno per cui una zolla della litosfera si infila e scorre al di sotto di un'altra zolla confinante.
subeconomato   s.m.  ufficio del subeconomo.
subeconomo   s.m.  [f. -a] economo subordinato ad altro economo.
subecumene   s.f.  (geog.) zona della terra che, offrendo condizioni sfavorevoli all'insediamento permanente dell'uomo, è abitata soltanto in certe stagioni da popolazioni nomadi.
subentrante   part. pres.  di subentrare  agg.  che subentra, succede a qualcuno o a qualcosa: il direttore subentrante  | (med.) si dice di affezione o accesso che si manifesta a intervalli ravvicinati: convulsioni subentranti  s. m.  e f.  chi subentra a qualcuno.
subentrare   v. intr.  [io subéntro ecc. ; aus. essere] entrare al posto di un altro per sostituirlo in attività, obbligazioni, diritti e sim.; succedere (anche fig.): subentrò al padre nella gestione del locale; spesso al divertimento subentra la noia. 
subentro   s.m.  (burocr.) il subentrare, l'essere subentrato.
subequatoriale   agg.  (geog.) che si trova tra l'equatore e i tropici; che è proprio di tale zona: zona, clima subequatoriale. 
suberato   agg.  in numismatica, si dice di moneta in metallo vile rivestita di una sottile lamina d'argento o d'oro, coniata a imitazione di una moneta interamente argentea o aurea.
subericolo    ⇨ sughericolo.
subericoltore    ⇨ sughericoltore.
subericoltura    ⇨ sughericoltura.
suberificare   v. intr.  [io suberìfico, tu suberìfichi ecc. ; aus. essere], suberificarsi v. rifl.  presentare suberificazione.
suberificazione   s.f.  (bot.) modificazione della membrana delle cellule vegetali che, impregnandosi di suberina, si trasformano in sughero.
suberina   s.f.  (chim.) sostanza organica complessa di natura lipidica, contenente soprattutto tannini e cere, che combinandosi con la cellulosa della membrana delle cellule vegetali forma il sughero.
suberizzare   v. intr. , suberizzarsi v. rifl.  [aus. dell'intr. essere] suberificare.
suberizzazione   s.f.  (bot.) suberificazione.
subero    ⇨ sughero.
subiettivare   o subbiettivare, v. tr.  (lett. rar.) soggettivare.
subiettivismo   o subbiettivismo, s.m.  (lett. rar.) soggettivismo.
subiettività   o subbiettività, s.f.  (lett. rar.) soggettività.
subiettivo   o subbiettivo, agg.  (lett. rar.) soggettivo § subiettivamente avv. 
subietto   o subbietto, agg.  e s.m.  (lett.) soggetto.
subinfeudare   v. tr.  [io subinfèudo ecc.] nel diritto medievale, il concedere da parte di un vassallo a un vassallo di grado inferiore l'investitura di un feudo ricevuto da un signore.
subingresso   s.m.  (dir.) il subentrare a un altro in un diritto o in un obbligo: indennità di subingresso. 
subinquilino   s.m.  [f. -a] persona alla quale l'inquilino ha affittato a sua volta un appartamento o una parte di esso.
subire   v. tr.  [io subisco, tu subisci ecc.] essere costretto a sostenere, a sopportare contro la propria volontà qualcosa di gravoso, di sgradito (anche assol.): subire un danno, un'offesa; subire una sconfitta, una condanna; dover tacere e subire; subire un'operazione chirurgica, esservi sottoposto; subire le conseguenze di qualcosa, patirle; subire un interrogatorio, dovervi sottostare; subire cambiamenti, modificazioni, esserne interessato | riferito a persona, sopportarla: per amor di pace è costretto a subire dei vicini invadenti. 
subirrigazione   s.f.  (agr.) irrigazione del terreno per mezzo di condutture sotterranee disperdenti.
subissare   v. tr.    • 1 •   inabissare, sprofondare; distruggere, mandare in rovina: dio subissò gli angeli ribelli    • 2 •   (fig.) ricoprire, colmare: subissare qualcuno di lodi, d'improperi  | v. intr.  [aus. essere] (non com.) inabissarsi, sprofondare.
subisso   s.m.    • 1 •   grande rovina, sfacelo: mandare in subisso un patrimonio    • 2 •   (fig.) quantità enorme: un subisso di applausi, di doni. 
subitaneità   s.f.  l'essere subitaneo; la qualità di ciò che è subitaneo.
subitaneo   agg.  (lett.) che avviene d'un tratto, improvvisamente, inaspettatamente; repentino: un cambiamento subitaneo; un subitaneo moto di stizza  § subitaneamente avv. 
subitano   agg.  (ant.) subitaneo: dal colubro / la morte prese subitana e atra  (dante par.  vi, 77-78).
subitezza   s.f.  (rar.) rapidità, immediatezza.
subito   (1) avv.    • 1 •   immediatamente, senza indugio: lo avverto subito; se ne andò subito; vieni qui subito, fallo subito, (con maggior forza: vieni qui, e subito!, fallo, e subito!) | usato assol. come risposta a una chiamata o a un ordine: vieni qui un momento subito '  raddoppiato con valore enfatico: fallo subito subito | subito prima, immediatamente prima: è arrivato subito prima che tu uscissi | subito dopo, immediatamente dopo: ha telefonato subito dopo che eri uscito | subito che, subito come, subito sì come, (ant.  o pop.) appena che, tosto che: mandatelo da me subito come torna; subito sì com'io di loro m'accorsi, /... /... li occhi torsi  (dante par.  iii, 19-21)    • 2 •   in brevissimo tempo: asciugare, cuocere subito    • 3 •   (lett.) all'improvviso (spesso preceduto da di): di subito drizzato gridò: / come? dicesti elli ebbe...?  (dante inf.  x, 67-68) | usato come s.  : in un subito, in un attimo; d'un subito, improvvisamente.
subito   (2) agg.  (lett.)    • 1 •   improvviso, repentino: il mio genio... / sorge or commosso al subito / sparir di tanto raggio  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   rapido, fatto rapidamente: la gente nuova e i subiti guadagni / orgoglio e dismisura han generata  (dante inf.  xvi, 73-74)    • 3 •   pronto: tanto mi parver subiti e accorti  (dante par.  xiv, 61)    • 4 •   (ant.) impetuoso, irascibile § subitamente avv.  senza indugio, improvvisamente.
subito   (3) part. pass.  di subire   agg.  ricevuto, patito: un danno, un torto subito. 
sub iudice   loc. avv.  da decidersi; tuttora in discussione, pendente: la questione è ancora sub iudice. 
sublacense   agg.  (lett.) di subiaco, comune in provincia di roma: i monasteri benedettini sublacensi   s.m.  e f.  (lett.) abitante, nativo di subiaco.
sublimare   ant. soblimare, v. tr.    • 1 •   (lett.) rendere sublime; elevare moralmente: un'abnegazione che sublima il suo comportamento  | sublimare gli istinti, (psicoan.) orientarli, attraverso il processo della sublimazione, verso attività socialmente positive    • 2 •   (estens. rar.) elevare a un'alta carica, a un'alta condizione; esaltare: sublimare al pontificato, alla gloria dei cieli    • 3 •   (ant.) far alzare, sollevare: come la fronda che flette la cima / nel transito del vento, e poi si leva / per la propria virtù che la soblima  (dante par.  xxvi, 85-87)    • 4 •   (chim. fis.) far passare una sostanza direttamente dallo stato solido a quello aeriforme | v. intr.  [aus. essere] (chim. fis.) detto di sostanza, passare direttamente dallo stato solido a quello aeriforme | sublimarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   (ant.) erigersi verso l'alto, innalzarsi    • 2 •   (fig.) rendersi sublime; elevarsi moralmente: sublimarsi nella rinuncia, in un amore puro. 
sublimato   part. pass.  di sublimare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  (chim. fis.) sostanza che ha subìto il processo della sublimazione | sublimato corrosivo : nome corrente del cloruro mercurico, sostanza velenosissima usata in soluzione molto diluita come disinfettante per uso esterno.
sublimazione   s.f.    • 1 •   il sublimare, il sublimarsi; l'essere sublimato (anche fig.): ne' pubblici infortuni,... si vede sempre un aumento, una sublimazione di virtù  (manzoni p. s.  xxxii)    • 2 •   (chim. fis.) passaggio diretto di una sostanza dallo stato solido a quello aeriforme, saltando lo stato liquido    • 3 •   (psicoan.) processo per cui l'energia legata alle pulsioni sessuali e aggressive viene parzialmente deviata dalla meta originaria e investita in attività socialmente positive (come l'indagine intellettuale e la creazione artistica).
sublime   agg.    • 1 •   (lett.) molto alto, molto elevato: vette sublimi    • 2 •   (fig.) eccelso, supremo, nobilissimo: intelligenza sublime; un esempio sublime di virtù; il genio sublime di michelangelo  | stile sublime, secondo le norme della retorica antica, quello che conviene agli argomenti più elevati  s.m.    • 1 •   (filos.) concetto dell'estetica antica, ripreso successivamente soprattutto in età romantica, che identifica la perfezione dell'opera d'arte con il vigore della passione e dello stile; il sentimento che suscita la contemplazione di una tale opera: innalzarsi al sublime  | del sublime, titolo di un trattato anonimo del sec. ii d. c. che ebbe grande importanza nel rilancio, nel sec. xviii, della fantasia e della passione come componenti essenziali dell'ispirazione artistica    • 2 •   (estens.) il sentimento che nasce alla vista di qualsiasi spettacolo grandioso: il sublime che ci ispira la natura selvaggia  § sublimemente avv.  in modo sublime, eccelsamente.
subliminale   agg.  (fisiol.) si dice di stimolo di intensità inferiore a quella minima di soglia | (psicol.) si dice di sensazione che rimane al di sotto del livello di coscienza.
sublimità   s.f.  l'essere sublime; qualità di ciò che è sublime.
sublinguale   agg.  (anat.) sottolinguale.
sublitorale   agg.  (geog.) che è vicino al litorale, sia dalla parte della terra sia dalla parte del mare; in quest'ultima determinazione si contrappone a sublitoraneo : fascia sublitorale. 
sublitoraneo   agg.  (geog.) subcostiero.
sublocare   v. tr.  [io sublòco, tu sublòchi ecc.] dare in sublocazione; subaffittare.
sublocatario   s.m.  [f. -a] chi prende in sublocazione; subaffittuario.
sublocatore   s.m.  [f. -trice] chi concede in sublocazione.
sublocazione   s.f.  (dir.) la concessione in locazione a un terzo di un bene da parte di chi lo ha in locazione; contratto di questo tipo.
sublunare   agg.  che sta sotto la luna, tra la luna e la terra: mondo sublunare, la terra.
sublussazione   s.f.  (med.) lussazione parziale.
submarginale   agg.  in economia agricola, si dice di terreno in cui le spese per la messa a coltura non sono compensate dai ricavi.
submicroscopico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di ciò che ha dimensioni inferiori a    • 2 •   micron, e perciò resta invisibile a un microscopio ottico.
submontano   agg.  (geog.) che si trova ai piedi di un monte, dei monti: villaggio submontano. 
subnormale   agg.  che è al di sotto della norma; si riferisce soprattutto a persone che presentano parametri fisici e psichici inferiori alla norma  s.m.  e f.  persona subnormale.
subnormalità   s.f.  l'essere subnormale; condizione subnormale.
subnucleare   agg.  (fis.) si dice di particella che ha dimensioni inferiori a quelle del nucleo atomico.
suboceanico   agg.  [pl. m. -ci] (geog.) che si trova, è posto sul fondo dell'oceano: fauna suboceanica. 
subodorare   v. tr.  [io subodóro ecc.] avere sentore di qualcosa di nascosto, di occulto; sospettare, presentire: subodorare un inganno. 
suborbitale   agg.  (aer.) si dice di volo spaziale che ha una traiettoria inferiore a quella necessaria per entrare in orbita.
subordinamento   s.m.  il subordinare, l'essere subordinato.
subordinante   part. pres.  di subordinare  e agg.  nei sign. del verbo ' congiunzione subordinante, (gramm.) congiunzione subordinativa.
subordinare   v. tr.  [io subórdino ecc.]    • 1 •   posporre una cosa a un'altra, valutando la prima meno importante della seconda; più in generale, far dipendere una cosa da un'altra: subordinare gli interessi di parte a quelli collettivi; subordinava la sua partenza all'arrivo del padre    • 2 •   (gramm.) collegare due proposizioni secondo un rapporto di subordinazione.
subordinativo   agg.  che subordina; subordinante: congiunzione subordinativa. 
subordinato   part. pass.  di subordinare  e agg.  nei sign. del verbo | lavoro subordinato, dipendente | (proposizione) subordinata, (gramm.) collegata a un'altra da un rapporto di subordinazione; (proposizione) secondaria, dipendente  agg.  e s.m.  si dice di persona o di organo che svolgono un lavoro o una funzione subordinata, o che sono subalterni ad altri in una scala gerarchica: impiegato subordinato; la segreteria è subordinata alla direzione; un capoufficio che tiene a distanza i suoi subordinati  § subordinatamente avv.  in dipendenza, dipendentemente.
subordinazione   s.f.    • 1 •   il subordinare, l'essere subordinato: subordinazione gerarchica; svolgere un lavoro in subordinazione    • 2 •   (gramm.) in un periodo, il rapporto di dipendenza che lega alla proposizione principale tutte le altre che non sono a essa coordinate.
subordinazionismo   s.m.  (teol.) dottrina sostenuta da alcuni apologeti cristiani del ii-iii sec., che affermava la subordinazione della seconda persona della trinità (il figlio) a quella del padre.
subordinazionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (teol.) seguace, sostenitore del subordinazionismo.
subordine   s.m.  usato solo in talune loc.: in subordine, subordinatamente, in dipendenza da | essere, trovarsi in subordine, dipendere da qualcuno, svolgere un lavoro subordinato | domandare, richiedere in subordine, (dir. , burocr.) proporre una richiesta in second'ordine, qualora la richiesta principale venga respinta.
subornare   v. tr.  [io subórno ecc]    • 1 •   corrompere qualcuno per farlo venir meno al proprio dovere | (estens.) sedurre    • 2 •   (dir.) indurre un testimone, un perito o un interprete a dichiarare il falso, con l'offerta di denaro o di altro vantaggio.
subornatore   s.m.  [f. -trice] chi commette subornazione.
subornazione   s.f.  (dir.) il reato commesso da chi suborna.
subpolare   agg.  (geog.) si dice di territorio situato immediatamente al di sotto dei circoli polari; anche, del clima, della flora, della fauna di quel territorio.
subregione   s.f.  (geog.) territorio che si trova all'interno di una regione ma presenta caratteri geografici o etnici e linguistici specifici: il salento è una subregione della puglia. 
subretta   s.f.  (rar.) adattamento it. del fr. soubrette. 
subrettina   s.f.  soubrette giovane e non ancora affermata, o con un ruolo secondario rispetto alla soubrette protagonista dello spettacolo.
subroutine   s.f. invar.  (inform.) parte di un programma più ampio (routine) che adempie a funzioni ben definite e può essere richiamata da programmi diversi.
subsannare   v. intr.  [aus. avere] (lett. rar.) ghignare; fare sberleffi: di dietro al battistero un fulvo / picciol cornuto diavolo guardava / e subsannava  (carducci).
subsatellite   s.m.  (astr.) punto della superficie di un corpo celeste (in partic. della terra) che corrisponde alla proiezione ortogonale della posizione di un satellite artificiale a un dato istante della sua orbita intorno a quel corpo celeste.
subsidente   agg.  (geol.) caratterizzato da subsidenza.
subsidenza   s.f.    • 1 •   (geol.) lento abbassamento di una parte della crosta terrestre    • 2 •   (meteor.) lenta discesa di un'estesa massa d'aria che, in assenza di movimenti orizzontali, si comprime e si riscalda.
subsistema   s.m.  [pl. -i] ciascuna parte, organizzata sistematicamente, in cui può essere distinto un sistema complesso.
subsonico   agg.  [pl. m. -ci] (aer.) si dice di velocità inferiore a quella del suono (ma gener. prossima a essa) | aereo subsonico, che non supera la velocità del suono.
substrato   s.m.    • 1 •   lo stesso che sostrato  (soprattutto in geologia e in chimica)    • 2 •   in elettronica, supporto fisso su cui viene realizzato un circuito integrato.
subtotale   agg.  (non com.) quasi totale | (med.) si dice di intervento chirurgico che comporta la non totale asportazione di un organo o di un tessuto  s.m.  in contabilità, totale parziale.
subtrasmissione   s.f.  solo nella loc. linea di subtrasmissione, linea che, negli impianti di distribuzione di energia elettrica, riceve energia dalla rete ad alta tensione e la trasmette a linee a media tensione.
subtropicale   agg.  (geog.) si dice di territorio vicino ai tropici; anche, del clima, della flora, della fauna di quel territorio.
subumano   agg.  si dice di condizione (fisica, morale, materiale e sim) inferiore a quella che si ritiene propria degli esseri umani (spec. iperb.): vivere in condizioni subumane. 
suburbano   agg.  che si trova nel suburbio, nelle vicinanze della città periferico: quartiere suburbano. 
suburbicario   agg.    • 1 •   regioni suburbicarie, nell'ordinamento amministrativo tardo-imperiale romano, le regioni dell'italia centro-meridionale geograficamente più vicine a roma, che erano esenti dal tributo di frumento dovuto per il vettovagliamento dei soldati    • 2 •   diocesi suburbicarie, (eccl.) le sette diocesi del circondario di roma.
suburbio   s.m.  sobborgo, agglomerato di nuove costruzioni alle porte della città zona periferica.
suburra   s.f.    • 1 •   (non com.) quartiere malfamato di una città    • 2 •   (estens. lett.) plebaglia, canaglia.
subvedente   agg.  e s.m.  e f.  (med.) che, chi ha una capacità visiva inferiore alla norma.
succedaneità   s.f.  l'essere succedaneo.
succedaneo   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che può sostituirne un'altra, con analoghi effetti e funzioni; surrogato: l'orzo tostato è un succedaneo del caffè. 
succedere   v. intr.  [pres. io succèdo ecc. ; pass. rem. io succèssi  o succedéi  o succedètti  (le due ultime forme non si usano nel sign. 3), tu succedésti ecc. ; part. pass. succèsso  o succeduto  (la seconda forma non si usa nel sign. 3)]    • 1 •   prendere il posto di un altro, subentrargli: a vittorio emanuele ii successe umberto i; la moglie succedette al marito nella proprietà di un appartamento    • 2 •   venir dopo in ordine temporale e spaziale: a un temporale succede spesso il sereno; al bosco succede una vasta pianura    • 3 •   accadere, avvenire: oggi mi è successo di tutto; che cosa è successo?  | sono cose che succedono, che possono succedere, per esprimere rassegnazione al verificarsi di un evento sgradito    • 4 •   (ant) scaturire: il pianto, come un rivo che succede / di viva vena, nel bel sen cadea  (ariosto o. f.  xiv, 50) | succedersi v. rifl.  venire uno dopo l'altro; susseguirsi: le visite si succedevano sempre più frequenti. 
succeditore   s.m.  e agg.  [f. -trice] (rar.) chi, che succede; successore.
successibile   agg.  e s.m.  e f.  (dir.) si dice di persona che ha diritto a una successione.
successibilità   s.f.  (dir.) l'essere successibile.
successione   s.f.    • 1 •   (dir.) il succedere a un altro in una carica, nella proprietà d'un bene, nella titolarità di un diritto o di un rapporto giuridico; può avvenire per atto tra vivi o per cause di morte: successione al trono  | in partic., successione ereditaria: imposta di successione; successione legittima, che riguarda il coniuge e i discendenti legittimi e naturali del defunto; successione testamentaria, operante per testamento | guerra di successione, che ha origine da un contrasto per una successione al trono: guerra di successione polacca, austriaca, spagnola    • 2 •   il susseguirsi di elementi, eventi, fenomeni: la successione delle stagioni | successione ecologica, (biol.) insieme degli stadi attraverso i quali passa nel tempo un insieme di esseri viventi fino a raggiungere un rapporto stabile con l'ambiente    • 3 •   insieme ordinato di enti matematici in corrispondenza biunivoca con i numeri interi: la successione naturale dei numeri. 
successivo   agg.  che succede a un altro; seguente, susseguente: tornò il giorno successivo  § successivamente avv.  dopo, in un secondo tempo.
successo   s.m.    • 1 •   (non com.) accadimento, evento che deriva da fatti precedenti: la richiesta non ebbe alcun successo; attendersi un buon, un cattivo successo  | nell'uso corrente, esito, risultato positivo, favorevole: svolgere un'attività con successo; un film che ha riscosso successo di pubblico ma non di critica; la manifestazione non incontrò il successo sperato; un giornale, una trasmissione di successo, che incontra il favore del pubblico | (estens.) vittoria: un ciclista al suo primo successo    • 2 •   riconoscimento, apprezzamento generale, notorietà di una persona che esercita una certa attività (spec. artistica, dello spettacolo ecc.): il successo di un cantante, di un attore; uno scrittore che non ha raggiunto il successo; il successo può dare alla testa; un professionista di successo, che è molto noto e particolarmente apprezzato | un uomo, una donna di successo, si dice di chi è molto apprezzato in società per le sue qualità, per il suo spirito brillante    • 3 •   (estens.) ciò che ha riscosso successo: i successi letterari dell'anno.  accr. successone    • 4 •   (non com.) seguito, prosieguo, successione cronologica: si provvederà in successo di tempo. 
successore   agg.  e s.m.  [f. succeditrice, non com.] che, chi succede a un altro in virtù di una successione; in senso generico, chi occupa un posto lasciato vacante da un altro: il successore di carlo alberto fu vittorio emanuele ii; lo loco santo / u' siede il successor del maggior piero  (dante inf.  ii, 23-24).
successorio   agg.  (dir.) di successione, che concerne una successione: imposta successoria; diritto successorio. 
succhiamento   s.m.  (non com.) il succhiare, l'essere succhiato.
succhiare   v. tr.  [io sùcchio ecc.]    • 1 •   far entrare nella bocca un liquido, aspirandolo a labbra strette: succhiare il latte dal poppatoio; succhiare una bibita con la cannuccia  | succhiare il sangue a qualcuno, (fig.) sfruttarlo | succhiare la ruota, nel gergo sportivo, fare il succhiaruote    • 2 •   tenere in bocca qualcosa per farla sciogliere lentamente o per assorbire il succo che contiene: succhiare una caramella, una pasticca | succhiarsi il dito, detto di bambini    • 3 •   (estens.) assorbire: le radici della pianta succhiano l'acqua piovana. 
succhiaruote   s.m.  e f. invar.  nel gergo sportivo, ciclista che tiene la propria ruota anteriore subito dietro quella posteriore del corridore che lo precede, per usufruire della minore resistenza dell'aria.
succhiata   s.f.  il succhiare una volta o brevemente, in fretta. dim. succhiatina. 
succhiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi succhia.
succhiellamento   s.m.  (non com.) il succhiellare, l'essere succhiellato.
succhiellare   v. tr.  [io succhièllo ecc.] praticare fori col succhiello: succhiellare un'asse. 
succhiello   s.m.  utensile manuale per praticare fori di piccolo diametro nel legno e sim., costituito da un gambo cilindrico d'acciaio terminante con una punta elicoidale e, dalla parte opposta, con un manico. dim. succhielluccio. 
succhieruola   s.f.  filtro posto all'ingresso di un impianto idraulico o idroelettrico, per trattenere le impurità maggiori.
succhietto    ⇨ succhiotto.
succhio   (1) s.m.    • 1 •   il succhiare    • 2 •   (non com.) risucchio    • 3 •   (bot.) umore, linfa delle piante | essere in succhio, si dice delle piante in primavera, quando la linfa incomincia a circolare.
succhio   (2) s.m.  (ant.  o tosc.) succhiello.
succhione   o succione, s.m.    • 1 •   (agr.) pollone    • 2 •   [f. -a] (fig.) persona che vive a spese altrui; parassita.
succhiotto   o succhietto [suc-chiét-to], s.m.  tettarella di gomma, non bucata, che si dà da succhiare ai lattanti quando non prendono il latte, per tenerli calmi o farli addormentare più facilmente.
succiacapre   s.m. invar.  uccello dal piumaggio scuro, con becco piatto e molto breve; caprimulgo (ord.  caprimulgiformi).
succiamele   s.m. invar.  (bot.) nome popolare dell'orobanche. 
succiamento   s.m.  (pop. tosc.) il succiare, il succhiare.
succiare   v. tr.  [io sùccio ecc.] (pop. tosc.) succhiare.
succiasangue   s.m.  e f. invar.  (non com.) usuraio, strozzino; sfruttatore.
succiata   s.f.  (pop. tosc.) succhiata. dim. succiatina. 
succidere   v. tr.  [coniugato come recidere] (lett.) tagliare alla base una pianta, un ramo.
succingere   ant. soccignere, v. tr.  [coniugato come cingere] (lett.) legare alla vita con una cintura le vesti in modo da lasciare libere le gambe.
succinico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido organico bicarbossilico saturo a quattro atomi di carbonio, presente negli organismi animali e in quelli vegetali.
succinite   s.f.  resina fossile di conifere, più nota come ambra gialla. 
succino   s.m.  succinite.
succinto   ant. soccinto, part. pass.  di succingere   agg.    • 1 •   (ant. , lett.) si dice di chi porta la veste alzata e tenuta ferma alla vita da una cintura: in abito succinta era marfisa, / qual si convenne a donna ed a guerriera  (ariosto o. f.  xxvii, 52)    • 2 •   (estens.) si dice di veste, indumento o abbigliamento ridotto che lascia scoperta gran parte del corpo: vestire abiti succinti  | detto di persona, che indossa un abito succinto: una donna succinta    • 3 •   (fig.) breve, conciso, sintetico: un discorso succinto; uno scrittore succinto | in succinto, in breve § succintamente avv. 
succintorio   s.m.  (lit.) paramento usato dal papa in occasione della messa solenne, consistente in una striscia di stoffa decorata, posta sul camice dalla parte sinistra del cingolo.
succio   s.m.  (pop. tosc.) il succiare | sorso.
succiola   s.f.  (pop. tosc.) castagna lessata con la buccia; ballotta | andare in brodo di succiole, essere fuori di sé dalla contentezza (da questa locuzione ha avuto origine l'altra equivalente: andare in brodo di giuggiole).
succione    ⇨ succhione.
succiso   part. pass.  di succidere  agg.  (poet.) reciso: vede, ahi, dolor! giacerne ucciso / il suo lesbin, quasi bel fior succiso  (tasso g. l.  ix, 85).
succitato   agg.  citato sopra o precedentemente: il capitolo, l'autore succitato. 
succlavio   agg.  (anat.) che si trova sotto la clavicola: muscolo succlavio; arteria, vena succlavia. 
succo   lett. suco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il sugo che si ricava dalla spremitura di frutti e ortaggi: succo d'uva, di pomodoro; bere un succo di frutta    • 2 •   (anat.) il prodotto di alcune secrezioni ghiandolari: succo gastrico, enterico, pancreatico    • 3 •   (fig.) sostanza, contenuto, parte essenziale: il succo d'un discorso. 
succosità   s.f.  l'essere succoso (anche fig.): la succosità di una pesca; la succosità di un discorso. 
succoso   agg.    • 1 •   che ha molto succo; sugoso: frutto succoso    • 2 •   (fig.) sostanzioso e succinto: un discorso succoso  § succosamente avv. 
succube   o succubo [f. -a], s.m.    • 1 •   nella credenza medievale, demone che prendeva l'aspetto di donna per accoppiarsi durante la notte con gli uomini    • 2 •   persona che soggiace alla volontà altrui: un uomo succube della moglie. 
succulento   agg.    • 1 •   ricco di succo, succoso    • 2 •   (estens.) gustoso e sostanzioso: una pietanza succulenta    • 3 •   (bot.) si dice di pianta o di organo ricco di tessuti acquiferi.
succulenza   s.f.    • 1 •   abbondanza di succo: la succulenza di un'arancia  | (estens.) l'essere gustoso e sostanzioso: la succulenza di un manicaretto    • 2 •   (bot.) qualità propria delle piante e degli organi succulenti    • 3 •   (med.) caratteristica dei tessuti in cui si verifica una ritenzione di liquidi.
succursale   s.f.  sezione distaccata di un'azienda, di un ente e sim.; filiale: la succursale di una ditta, di una banca   agg.  (eccl.) si dice di chiesa nella quale si svolgono le funzioni religiose per i fedeli che abitano lontano dalla parrocchia.
sucido   agg.  (ant.) sudicio, sporco ' lana sucida, nell'industria tessile, la lana grezza, ancora sporca.
sucidume   s.m.    • 1 •   (ant.) sudiciume, sporcizia: li lavi 'l viso, / sì ch'ogne sucidume quindi stinghe  (dante purg.  i, 95-96)    • 2 •   nell'industria tessile, la materia untuosa prodotta dal sudore della pelle della pecora, che si trova nella lana grezza appena tosata.
suco    ⇨ succo.
sucre   s.m. invar.  unità monetaria dell'ecuador.
sud   s.m.    • 1 •   punto cardinale che nell'emisfero australe è indicato dalla costellazione detta croce del sud; più in generale, la direzione indicata da questo punto, opposta al nord: polo sud; una casa esposta a sud    • 2 •   in un dato paese o territorio, la parte che si trova al sud, considerata in contrapposizione alla parte settentrionale; mezzogiorno, meridione: il sud della francia  | gente del sud, che vive nel meridione | profondo sud, nel linguaggio giornalistico, la parte più meridionale di un territorio geografico, che è anche la più arretrata dal punto di vista socio-economico | usato come agg. invar.  : la parete sud della montagna; l'entrata sud    • 3 •   nel linguaggio politico e giornalistico, l'insieme dei paesi economicamente meno avanzati (situati per lo più nell'emisfero australe): lo squilibrio economico tra il nord e il sud del mondo. 
sudacchiare   v. intr.  [io sudàcchio ecc. ; aus. avere] sudare un poco.
sudafricano   agg.  dell'africa del sud; in partic., della repubblica sudafricana: popolazione sudafricana  s. m.  [f. -a] abitante, nativo dell'africa del sud o, in partic., della repubblica sudafricana.
sudamento   s.m.  (rar.) il sudare.
sudamericano   agg.  dell'america del sud  s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'america del sud.
sudamina   s.f.  (med.) eruzione cutanea causata dalla sudorazione, che si manifesta soprattutto nel corso di malattie febbrili.
sudanese   agg.  del sudan, che appartiene al sudan: territorio, popolazione sudanese  s. m.  e f.  chi abita o è nato nel sudan.
sudare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   emettere sudore: sudare per il caldo, per la fatica; sudare freddo, per uno stato morboso, o per paura, emozione, ansia e sim.    • 2 •   (fig.) lavorare molto e con grande impegno; affaticarsi: sudare sui libri  | v. tr.    • 1 •   (non com.) trasudare: le pareti sudavano umidità | sudare sangue, (fig.) faticare, soffrire molto per ottenere qualcosa ' sudare sette camicie, (fig.) faticare moltissimo    • 2 •   guadagnarsi qualcosa lavorando, impegnandosi molto: sudare (o sudarsi) il pane. 
sudario   s.m.    • 1 •   presso gli antichi romani, panno di lino per asciugare il sudore; anche, la benda di lino che i soldati portavano avvolta attorno al collo    • 2 •   presso alcuni popoli antichi, panno col quale si velava il volto della salma; lenzuolo funebre; sindone    • 3 •   santo sudario, reliquia consistente in un panno di lino che si ritiene porti impressa l'immagine del volto di cristo; veronica.
sudata   s.f.    • 1 •   il sudare abbondantemente per uno sforzo, una corsa, il caldo eccessivo: che sudata ho fatto per arrivare in tempo!  dim. sudatina  pegg. sudataccia    • 2 •   (fig.) sforzo intenso, grande fatica: ha fatto una bella sudata per superare l'esame. 
sudaticcio   agg.  [pl. f. -ce] che è piuttosto sudato: mani sudaticce  s. m.  sudore: puzzo di sudaticcio. 
sudato   part. pass.  di sudare  agg.    • 1 •   bagnato di sudore: essere tutto sudato    • 2 •   (fig.) ottenuto, guadagnato con impegno e fatica; che è costato molto lavoro: una promozione sudata; sudati guadagni  § sudatamente avv.    • 1 •   (rar.) con sudore    • 2 •   (fig.) faticosamente.
sudatorio   agg.  adatto a provocare la sudorazione  s.m.  in alcuni complessi termali, luogo chiuso e surriscaldato, atto a provocare sudorazione a scopo igienico, terapeutico e sim.
suddelegare    ⇨ subdelegare.
suddetto   agg.  nominato precedentemente: l'articolo suddetto; la suddetta persona. 
suddiaconato   s.m.  nella chiesa cattolica, il più basso degli ordini maggiori; è stato soppresso dal concilio vaticano ii (1962-1965).
suddiacono   s.m.  (eccl.) chi aveva ricevuto il suddiaconato.
suddistinguere   v. tr.  [coniugato come distinguere] (non com.) distinguere in maniera più particolareggiata; fare un'ulteriore distinzione all'interno di quanto è già stato distinto.
suddistinzione   s.f.  (non com.) distinzione ulteriore.
sudditanza   s.f.  l'essere suddito | (fig.) stretta dipendenza, subalternità: sudditanza psicologica. 
suddito   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è soggetto a un sovrano; cittadino di uno stato retto a monarchia: i sudditi del re; un suddito britannico    • 2 •   abitante di una colonia, privo dei diritti politici goduti dai cittadini della metropoli: un tempo gli indiani erano sudditi dell'impero britannico  agg.  (ant.) sottoposto, soggetto.
suddividere   v. tr.  [coniugato come divìdere] dividere in parti minori ciò che era già stato diviso; anche, dividere, ripartire: suddivise una parte del premio fra i collaboratori; suddividere una tesi in capitoli. 
suddivisibile   agg.  che si può suddividere.
suddivisibilità   s.f.  l'essere suddivisibile.
suddivisione   s.f.    • 1 •   divisione ulteriore    • 2 •   divisione.
sud-est  sud-est o sudest, s.m.  (geog.) punto dell'orizzonte equidistante dal sud e dall'est.
sudiceria   s.f.    • 1 •   l'essere sudicio    • 2 •   cosa sudicia, vergognosa, sconveniente: dire, fare sudicerie  | insieme di cose sudicie: getta via tutta questa sudiceria. 
sudicio   agg.  [pl. f. -ce  o -cie]    • 1 •   molto sporco, lurido, imbrattato; unto, macchiato: una casa sudicia; una camicia sudicia; mani sudicie di grasso; è ritornato a casa tutto sudicio | colore sudicio, non brillante, opaco ' copia a sudicio, non rifinita; brutta copia. dim. sudicetto    • 2 •   (fig.) immorale, abietto; indecente, licenzioso: atti, discorsi sudici   s.m.  sporcizia, sudiciume (anche fig.): vivere nel sudicio  § sudiciamente avv. 
sudicione   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   si dice di persona poco pulita; sporcaccione    • 2 •   (fig.) si dice di persona lasciva.
sudiciume   s.m.    • 1 •   sporcizia, lordura: lavare, togliere il sudiciume    • 2 •   (fig.) immoralità, indecenza    • 3 •   insieme di cose sudicie (anche fig.).
sudista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   nella guerra di secessione americana (1861-1865), chi apparteneva agli stati del sud o parteggiava per essi    • 2 •   (non com.) chi vive nella parte meridionale di un paese politicamente diviso in due stati, l'uno settentrionale, l'altro meridionale | si usa anche come agg.  : esercito, governo sudista. 
sud-occidentale  sud-occidentale o sudoccidentale, agg.  (geog.) del sud-ovest, che si trova a sud-ovest.
sudorale   agg.  (med.) che è contraddistinto da sudorazione abnorme: febbre sudorale. 
sudorazione   s.f.  la secrezione del sudore.
sudore   s.m.  liquido incolore, a contenuto salino, prodotto dalle ghiandole sudoripare ed espulso attraverso la cute, che contribuisce alla regolazione della temperatura corporea e alla eliminazione delle scorie; assume un odore caratteristico per azione di determinati germi presenti sulla pelle, che alterano alcune delle sostanze di cui è composto: gocce, stille di sudore; asciugarsi il sudore; essere fradicio di sudore, essere in un bagno di sudore, (iperb.) essere molto sudato ' sudore freddo, dovuto a malore o a paura (anche fig.): mi è venuto il sudore freddo a quel ricordo  | costare sudore, (fig.) costare molta fatica ' guadagnarsi il pane col sudore della fronte, guadagnarsi di che vivere lavorando duramente. dim. sudorino, sudoretto. 
sud-orientale  sud-orientale o sudorientale, agg.  (geog.) del sud-est, che si trova a sud-est.
sudorifero   agg.    • 1 •   sudoriparo    • 2 •   diaforetico.
sudorifico   agg.  [pl. m. -ci] che fa sudare; diaforetico.
sudoriparo   agg.  (anat.) che secerne o che conduce il sudore: ghiandole sudoripare, dotto sudoriparo. 
sud-ovest  sud-ovest o sudovest, s.m.  (geog.) punto dell'orizzonte equidistante dal sud e dall'ovest.
sudtirolese   agg.  (geog.) del sud tirolo (o alto adige)  s.m.  e f.  chi abita o è nato nel sud tirolo.
sue   avv.  (ant.) forma epitetica di su : additandomi un balzo poco in sue / che da quel lato il poggio tutto gira  (dante purg.  iv, 47-48).
su e giù   loc. sost. m. invar.  viavai: per la strada era un continuo su e giù di gente indaffarata. 
suesposto   agg.  esposto sopra, spiegato precedentemente; sopraesposto.
suffeta   o sufeta, s.m.  nell'antica cartagine, ciascuno dei due alti magistrati che avevano autorità analoga a quella dei consoli in roma.
sufficiente   ant. sofficiente, agg.    • 1 •   che basta al bisogno, che risponde alla necessità bastevole: un guadagno sufficiente; un pasto più che sufficiente; non avere viveri sufficienti  | nel linguaggio scolastico, che raggiunge il limite minimo per essere valutato positivamente: compito sufficiente    • 2 •   (scient.) si dice di una condizione che basta da sola al verificarsi di un determinato fenomeno o a dimostrare una determinata tesi | principio di ragion sufficiente, (filos.) nella filosofia di leibniz, principio per cui nulla accade senza che vi sia una ragione per cui accade in un dato modo e non altrimenti    • 3 •   sdegnoso, sussiegoso: rispose con tono sufficiente    • 4 •   (ant.) abile, capace: ad ogni servigio sufficiente  (boccaccio dec.  ix, 4)  s.m.    • 1 •   ciò che basta, il necessario: avere il sufficiente per vivere    • 2 •   [anche f.] chi si atteggia o si comporta con sussiegosa degnazione: fare il sufficiente  § sufficientemente avv.  a sufficienza.
sufficienza   ant. sofficienza, s.f.    • 1 •   l'essere sufficiente ' a sufficienza, quanto basta: mangiare a sufficienza    • 2 •   (fig.) sussiegosa degnazione: aria di sufficienza    • 3 •   votazione scolastica di sei decimi o equivalente a sei decimi: raggiungere, ottenere la sufficienza    • 4 •   (ant.) abilità, capacità: in leone fu di gran lunga più sufficienza che bontà  (guicciardini).
suffissale   agg.  (ling.) di suffisso, che è un suffisso: elemento suffissale. 
suffissare   v. tr.  (ling.) aggiungere un suffisso a una parola.
suffissato   part. pass.  di suffissare  agg.  e s.m.  (ling.) si dice di parola formata mediante l'aggiunta di un suffisso.
suffissazione   s.f.  (ling.) l'operazione di suffissare una parola.
suffisso   s.m.  elemento linguistico che, posposto a un tema o a una radice, concorre alla formazione di una parola: suffisso desinenziale  o flessionale, che determina le caratteristiche morfologiche della parola stessa (genere, numero, caso, tempo, persona ecc.); suffisso derivazionale, che modifica semanticamente la parola al cui tema si unisce.
suffissoide   s.m.  (ling.) secondo elemento di parole composte derivante da una parola autonoma, ma che si comporta come un suffisso (p. e. -grafia  in biografia).
sufflè   s.m. invar.  adattamento it. del fr. souffl.é. 
suffocare   e deriv.   ⇨ soffocare e deriv. 
suffolcere    ⇨ soffolcere.
suffondere    ⇨ soffondere.
suffraganeità   s.f.  (eccl.) la condizione di vescovo suffraganeo.
suffraganeo   agg.  (eccl.) si dice di vescovo che dipende da un metropolita.
suffragante   part. pres.  di suffragare  s. m.  (eccl.) chi dà il voto favorevole in una causa di canonizzazione.
suffragare   v. tr.  [io suffrago, tu suffraghi ecc.]    • 1 •   appoggiare, sostenere con il proprio suffragio: suffragare una candidatura  | (estens.) rafforzare, rendere fondato: suffragava la sua tesi con ottimi argomenti    • 2 •   (lit.) raccomandare a dio con preghiere e opere caritatevoli le anime dei defunti.
suffragazione   s.f.  (lit.) il compiere suffragi per le anime dei defunti.
suffragetta   s.f.  (scherz.) nome dato alle donne che agli inizi del '900 lottavano per ottenere il diritto di voto; suffragista.
suffragio   s.m.    • 1 •   voto, dichiarazione di volontà per estens., parere favorevole: dare, negare il proprio suffragio | suffragio universale, diritto di voto riconosciuto a tutti i cittadini che abbiano raggiunto un'età determinata senza limitazioni dipendenti da sesso, censo, istruzione ecc.    • 2 •   (lit.) preghiera od opera caritatevole a favore delle anime dei defunti: messa di suffragio; far celebrare una messa in suffragio di qualcuno. 
suffragismo   s.m.  il movimento dei suffragisti.
suffragista   agg.  del suffragismo  agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, sostenitore del movimento femminista che agli inizi del '900 si batteva per ottenere l'estensione del suffragio elettorale alle donne.
suffrutice   s.m.  (bot.) pianta con fusto legnoso solo alla base.
suffruticoso   agg.  (bot.)    • 1 •   di suffrutice, che presenta carattere di suffrutice: piante suffruticose    • 2 •   ricco di suffrutici: terreno suffruticoso. 
suffumicamento   s.m.  (non com.) suffumicazione.
suffumicare   rar. suffumigare, v. tr.  [io suffùmico, tu suffùmichi ecc.]    • 1 •   esporre al fumo o a esalazioni di gas, vapori ecc.    • 2 •   riempire di fumo, spec. per disinfettare: suffumicare una stanza. 
suffumicazione   s.f.  l'operazione del suffumicare.
suffumigare    ⇨ suffumicare.
suffumigio   s.m.    • 1 •   spec. pl.  inalazione di vapori medicamentosi a scopo terapeutico o di disinfezione    • 2 •   in alcune religioni, purificazione fatta bruciando piante aromatiche.
suffuso    ⇨ soffuso.
sufi   s.m.  chi professa il sufismo.
sufico   agg.  [pl. m. -ci] del sufismo o dei sufi.
sufismo   s.m.  movimento mistico-ascetico sviluppatosi in seno all'islamismo a partire dall' viii sec., e ancora oggi vitale in alcune aree (spec. in iran e in india).
sufita   agg.  [pl. m. -ti] del sufismo; sufico: monastero sufita  s. m.  seguace del sufismo.
sufolo   e deriv.   ⇨ zufolo e deriv. 
suga   agg.  (antiq.) solo nella loc. carta suga  (o cartasuga), carta assorbente.
sugante   part. pres.  di sugare  agg.  (antiq.) che suga: carta sugante, carta assorbente, asciugante.
sugare   v. tr.  [io sugo, tu sughi ecc.] (ant. , region.)    • 1 •   assorbire    • 2 •   concimare.
sugatto    ⇨ sogatto.
suggellamento   s.m.  (non com.) il suggellare, l'essere suggellato.
suggellare   v. tr.  [io suggèllo ecc.]    • 1 •   (lett.) chiudere con sigilli; sigillare: suggellare una lettera  | (estens.) segnare della propria impronta: la lucerna del mondo... /... la mondana cera /... tempera e suggella  (dante par.  i, 38-42)    • 2 •   (fig.) confermare definitivamente: suggellare un patto. 
suggellatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi suggella.
suggellazione   s.f.  (non com.) il suggellare; suggello.
suggello   s.m.    • 1 •   (lett.) sigillo: sì come cera da suggello, / che la figura impressa non trasmuta  (dante purg.  xxxiii, 79-80)    • 2 •   (fig.) gesto o parola che conferma definitivamente un accordo, una promessa: si scambiarono una stretta di mano a suggello della pace fatta. 
suggere   v. tr.  [io suggo, tu suggi ecc. ; dif. del part. pass. e dei tempi composti] (lett.) succhiare.
suggerimento   s.m.  il suggerire, l'essere suggerito; la cosa suggerita, consiglio: dare, seguire un suggerimento; agire, fare qualcosa su suggerimento di qualcuno. 
suggerire   v. tr.  [io suggerisco, tu suggerisci ecc.]    • 1 •   far venire in mente; proporre, consigliare: suggerire un'idea; non sapere cosa suggerire; la prudenza suggeriva di allontanarsi    • 2 •   rammentare a una persona qualcosa che al momento non ricorda, per lo più mormorandogliela sottovoce in modo che nessun altro senta: suggerire una battuta, una risposta; in classe non è permesso suggerire al compagno interrogato  | (estens.) insinuare le parole da dirsi o il modo di comportarsi: lo guardava suggerendogli con gli occhi quando era il caso di parlare. 
suggeritore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi suggerisce; in partic., chi in teatro suggerisce le battute agli attori dalla buca situata nella parte anteriore del palcoscenico    • 2 •   (sport) giocatore della squadra di baseball che guida dai bordi del campo le azioni dei battitori o dei corridori | nel calcio, giocatore che effettua passaggi efficaci.
suggestionabile   agg.  che può essere suggestionato; che è facile da suggestionare.
suggestionabilità   s.f.  l'essere suggestionabile; il lasciarsi suggestionare facilmente.
suggestionare   v. tr.  [io suggestióno ecc.] influire su qualcuno e condizionarne il comportamento, ricorrendo alla suggestione; per estens., indurre abilmente qualcuno a comportarsi in un dato modo: le sue parole lo suggestionarono  | suggestionarsi v. rifl.  cedere a una suggestione; credere qualcosa di non vero per suggestione: si è suggestionato al punto che crede di essere malato. 
suggestionato   part. pass.  di suggestionare  agg.  che è in preda a suggestione: una persona suggestionata  | (estens.) fortemente impressionato, affascinato: rimase molto suggestionato in seguito a quello spettacolo. 
suggestione   s.f.    • 1 •   processo psichico in virtù del quale un individuo accetta, senza compiere alcuna verifica razionale, un'idea, un'opinione, una scelta fatta da altri, o si identifica in una condizione altrui, senza aver patito imposizioni né aver consapevolezza dell'influenza che subisce: suggestione ipnotica; guarire per forza di suggestione; soffrire per suggestione    • 2 •   (estens. non com.) suggerimento, insinuazione    • 3 •   (fig.) fascino, impressione forte e intensa esercitati da qualcuno o da qualcosa: la suggestione della musica, del paesaggio. 
suggestività   s.f.  qualità di ciò che è suggestivo: la suggestività di una musica. 
suggestivo   agg.    • 1 •   che esercita una suggestione; che evoca, sollecita emozioni; allettante, attraente: un panorama suggestivo; una musica suggestiva; idea, ipotesi suggestiva    • 2 •   nel linguaggio giudiziario, si dice di domanda che suggerisce o tende a suggerire la risposta § suggestivamente avv. 
suggetto    ⇨ soggetto 1.
suggezione    ⇨ soggezione.
sughera   s.f.  (pop.) quercia da sughero | usato anche come agg.  : quercia sughera. 
sugheraio   s.m.  [f. -a] chi lavora il sughero per farne turaccioli, materiale isolante, oggetti decorativi ecc.
sugherato   agg.  (non com.)    • 1 •   fornito di sughero    • 2 •   si dice di straccio che ha il colore del sughero.
sughereto   s.m. , o sughereta s.f. , bosco, piantagione di sugheri.
sughericolo   o subericolo, agg.  che riguarda la coltivazione e l'industria del sughero.
sughericoltore   o subericoltore, s.m.  [f. -trice] chi si occupa di sughericoltura.
sughericoltura   o subericoltura, s.f.  coltivazione dei sugheri.
sugherificio   s.m.  stabilimento dove si lavora il sughero.
sughero   ant. suvero, sovero [sóvero], subero, s.m.    • 1 •   albero sempreverde con corteccia molto grossa e porosa e piccole foglie ovali; è detto anche quercia da sughero  (fam.  cupulifere)    • 2 •   il materiale elastico, spugnoso, ricavato dalla corteccia di tale albero e lavorato per vari usi: un tappo di sughero; una parete rivestita con lastre di sughero  | oggetto fabbricato col sughero: i sugheri delle reti, i pezzi di sughero che, applicati ai bordi delle reti da pesca, fungono da galleggianti    • 3 •   (bot.) tessuto secondario di protezione presente nelle fanerogame.
sugherosità   s.f.  (non com.) l'essere sugheroso; l'avere le caratteristiche del sughero.
sugheroso   agg.  di sughero, simile a sughero.
sugli   prep.  composta da su  e gli 1.
sugliardo   agg.  (ant.) sudicio, lercio: egli è tardo, sugliardo e bugiardo  (boccaccio dec.  vi, 10).
sugna   s.f.  il grasso del maiale da cui si ricavano lo strutto da cucina e altri grassi per pomate, saponi ecc. | (estens.) lo strutto stesso: condire con la sugna. 
sugnoso   agg.    • 1 •   di sugna; che ha sugna: le parti sugnose del maiale    • 2 •   grasso come la sugna; untuoso.
sugo   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   il succo contenuto nella frutta e nelle verdure; il liquido che si ricava dalla loro spremitura: il sugo della pesca, del pomodoro    • 2 •   liquido denso e saporito emesso dalle vivande cotte, spec. dalla carne: il sugo dell'arrosto    • 3 •   condimento per la pasta asciutta a base di pomodoro o ragù, olio o burro, erbe aromatiche o anche altri ingredienti: spaghetti al sugo    • 4 •   (fig.) il senso fondamentale, l'essenza, la sostanza di qualcosa: il sugo di tutta la storia  (manzoni p. s.  xxxviii) | (estens.) ciò che dà senso, gusto a qualcosa: il sugo di un discorso; un'ironia senza sugo, priva di mordente; non c'è sugo, non ne vale la pena, non c'è gusto.
sugosità   s.f.  qualità di ciò che è sugoso.
sugoso   agg.  che contiene molto sugo (anche fig.): un'arancia sugosa; un discorso sugoso. 
sui   lett. su i, poet. su', prep.  composta di su  e i 2.
suicida   s.m.  e f.  [pl. m. -di] chi si dà volontariamente la morte  agg.  di suicidio; che mira al suicidio: mania, proposito suicida | una scelta suicida, che danneggia irrimediabilmente chi la compie | commando suicida, gruppo di soldati o terroristi che compie un'azione che non consentirà loro di salvarsi.
suicidare   v. tr.  (iron.) nel linguaggio del giornalismo politico, uccidere qualcuno simulandone il suicidio: lo hanno suicidato. 
suicidarsi   v. rifl.    • 1 •   uccidersi, togliersi volontariamente la vita: suicidarsi per amore, per debiti; suicidarsi con i barbiturici    • 2 •   (fig.) provocare a sé stesso un danno gravissimo: lavorare a quel ritmo significa suicidarsi. 
suicidio   s.m.    • 1 •   atto con cui ci si dà volontariamente la morte; l'uccidere sé stessi: la disperazione porta al suicidio    • 2 •   (fig.) atto con cui si provoca a sé un danno gravissimo: suicidio politico, economico. 
suidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi dal corpo tozzo coperto di setole, con muso a tronco di cono; vi appartengono, tra gli altri, il maiale, il cinghiale, il facocero e il pecari (ord.  artiodattili) | sing.  [-e] ogni mammifero appartenente a tale famiglia.
sui generis   loc. agg. invar.  si usa per indicare una persona o cosa o qualità singolare, strana, che non assomiglia ad altri, e che pertanto non è facilmente definibile: un tipo sui generis; quella pietanza ha un sapore sui generis. 
suindicato   agg.  indicato sopra, in precedenza; già citato.
suini   s.m. pl.  (zool.) sottofamiglia dei suidi caratterizzata da zanne rivolte all'indietro; vi appartengono, tra gli altri, il maiale e il cinghiale | sing.  [-o] ogni animale di tale sottofamiglia.
suinicolo   agg.  che concerne l'allevamento dei suini.
suinicoltore   s.m.  [f. -trice] allevatore di suini.
suinicoltura   s.f.  allevamento dei suini.
suino   agg.  di maiale, che riguarda il maiale: carne suina  s. m.  nell'uso non scient., maiale: allevamento di suini. 
suite   s.f. invar.    • 1 •   (mus.) composizione strumentale di origine barocca i cui movimenti sono costituiti da forme di danza di uguale tonalità: le suite di ravel  | oggi, anche una serie di pezzi strumentali tratti da un'opera o da un balletto ed eseguiti in concerto    • 2 •   in un albergo elegante, appartamento di più vani che si può affittare in luogo di una semplice stanza    • 3 •   (inform.) pacchetto software che comprende una serie coordinata di programmi, p. e.  un word processor, un database, un foglio elettronico e un programma di presentazioni.
suiveur   s.m. invar.  nel linguaggio sportivo (soprattutto con riferimento al ciclismo), chi è al seguito di un atleta nelle varie gare, per motivi professionali o anche per passione.
suk   s.m. invar.  nelle città arabe, mercato, quartiere del mercato.
sul   prep.  composta di su  e il. 
sula   s.f.  (zool.) genere di uccelli marini con becco lungo appuntito, ali strette e zampe palmate; vivono in colonie e si nutrono di pesci che catturano tuffandosi in volo (ord.  pelecaniformi).
sulcitano   agg.  del sulcis, regione storico-geografica della sardegna  s.m.  [f. -a] abitante, nativo del sulcis.
sulfamidico   o solfamidico, agg.  e s.m.  [pl. -ci] (chim.) si dice di ciascun appartenente a una classe di composti organici aromatici, solforati e azotati, usati in medicina soprattutto nelle terapie antibatteriche.
sulfanilammide   s.f.  (chim.) composto organico azotato e solforato a sei atomi di carbonio, intermedio per la preparazione di molti sulfamidici.
sulfanilico   agg.  (chim.) si dice di acido cristallino ottenuto dalla reazione dell'anilina con l'acido solforico; è usato principalmente come intermedio per coloranti.
sulfoemoglobina   s.f.  (chim.) combinazione tossica dell'emoglobina con l'acido solfidrico.
sulfureo   o solfureo, agg.  di zolfo, che contiene zolfo: acque sulfuree. 
sulky   s.m.  carrozzino leggero a due ruote, usato nelle corse al trotto; sediolo.
sulla   (1) prep.  composta di su  e la 1.
sulla   (2) s.f.  pianta erbacea con foglie imparipennate e fiori rossi o bianchi riuniti in grappoli; è usata come pianta da foraggio (fam.  leguminose).
sulle   prep.  composta di su  e le 1.
sullo   prep.  composta di su  e lo 1.
sullodato   agg.  (antiq.) lodato in precedenza; citato in precedenza.
sultana   s.f.    • 1 •   moglie o madre del sultano    • 2 •   divano basso e rotondo che si colloca al centro della stanza; divano alla turca.
sultanale   o sultaniale, agg.  del sultano o del sultanato: corte sultanale. 
sultanato   s.m.    • 1 •   territorio soggetto all'autorità di un sultano    • 2 •   dignità di sultano.
sultaniale    ⇨ sultanale.
sultanina   agg.  e s.f.  si dice di una varietà di uva bianca con acini piccoli, dolci e senza semi, adatta a essere seccata; l'uva passa ottenuta da questa varietà.
sultano   s.m.  titolo degli imperatori turchi e di principi musulmani ' fare una vita da sultano, (fig.) condurre una vita sfarzosa.
sumerico   agg.  [pl. m. -ci] dei sumeri: arte, civiltà sumerica; lingua sumerica, di tipo agglutinante, non imparentata con nessuna delle lingue note  s.m.  lingua sumerica.
sumero   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi apparteneva all'antichissima popolazione che nel iv e iii millennio a. c. abitò la mesopotamia meridionale, sviluppandovi una grande civiltà  s.m.  lingua sumerica.
sumerologia   s.f.  studio della civiltà sumera in tutte le sue manifestazioni.
sumerologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di sumerologia.
summa   s.f.  (lett.)    • 1 •   termine con cui nel medioevo erano indicate le trattazioni sistematiche di una disciplina (filosofia, teologia, astronomia ecc.)    • 2 •   (estens.) esposizione sistematica di una materia, di una dottrina.
summentovato   agg.  (antiq.) menzionato in precedenza.
summenzionato   agg.  (burocr.) menzionato, nominato in precedenza.
summista    ⇨ sommista.
summit   s.m.  nel linguaggio politico e diplomatico, incontro al più alto livello; vertice: il summit dei capi di stato e di governo della cee. 
summo    ⇨ sommo.
sumo   s.m. invar.  in giappone, tipo di lotta in cui ciascuno dei due contendenti (entrambi di peso ragguardevole) deve atterrare l'avversario o sospingerlo fuori dall'area di combattimento.
sunna   s.f.  l'insieme delle norme e delle credenze islamiche che si fanno derivare non dal corano ma dalla condotta personale di maometto ritenuta esemplare e normativa.
sunnismo   s.m.  corrente ortodossa dell'islamismo che riconosce la validità della sunna.
sunnita   agg.  di, del sunnismo  agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -ti] seguace del sunnismo.
sunnominato   agg.  (burocr.) nominato in precedenza.
sunnotato   agg.  (burocr.) notato in precedenza.
sunteggiare   v. tr.  [io suntéggio ecc.] riassumere; esporre in forma riassuntiva: sunteggiare il capitolo di un libro. 
sunto   s.m.  esposizione abbreviata, orale o scritta, di un testo; riassunto, compendio: fare il sunto di un trattato. 
suntuario   non com. sontuario, agg.  che si riferisce alla misura delle spese: leggi suntuarie, nell'antichità greco-romana e poi fino al sec. xix, legislazione che mirava a contenere gli eccessi del lusso.
suntuoso   e deriv.   ⇨ sontuoso e deriv. 
suo   agg. poss.  [f. sua; pl. m. suòi  (ant. o region. sui); pl. f. sue; pop. tosc. su ', in proclisi per tutti i generi e numeri]    • 1 •   che appartiene a lui, a lei; indica proprietà, possesso: la sua casa; le sue scarpe; i suoi averi; questo libro è suo, non è tuo  | rafforzato da proprio : ognuno si affeziona alle sue proprie cose    • 2 •   che è proprio di chi o di ciò di cui si parla, particolare di lui (lei) o di esso; che da lui (lei), da esso proviene o a lui (lei), a esso è rivolto; che di lui (lei), di esso è manifestazione: i suoi occhi, le sue gambe; i suoi consigli; le sue apirazioni; il cane dorme nella sua cuccia; la terra si coltiva per i suoi frutti; il suo amore per me, l'amore che lui, lei mi porta; per il suo amore, per l'amore che si porta a lui, a lei | in locuzioni reverenziali, con iniziale maiuscola: sua signoria; sua altezza; sua maestà  | in formule tradizionali di cortesia, spec. nelle chiuse epistolari: suo obbligatissimo; suo devotissimo    • 3 •   indica relazione di parentela (rifiuta l'art. determ. quando precede il sostantivo, tranne che con babbo, mamma, figliolo, figliola, e a meno che il sostantivo non sia pl. o alterato o accompagnato da attributo o apposizione): suo padre, sua madre, suo figlio; il suo babbo, la sua mamma, il suo figliolo; suo zio, suo nonno, la sua cara nonna, la sua cuginetta  | può indicare anche relazione d'amicizia, di lavoro, di dipendenza ecc.: un suo amico; la sua professoressa; i suoi clienti; i suoi operai    • 4 •   che è abituale, caratteristico di lui, di lei: se non dorme le sue otto ore si sente stanco  (stanca)    • 5 •   (estens.) appropriato, adatto: ogni pentola ha il suo coperchio  | opportuno, idoneo: ogni cosa va fatta a suo tempo  | si omette quando è già chiara la persona, l'animale o la cosa a cui ci si riferisce: è venuto a prenderci con la  (sua) macchina; la volpe si è rifugiata nella  (sua) tana; il treno arrestò la  (sua) corsa   pron. poss. di terza pers. sing.    • 1 •   ha gli stessi usi e sign. dell'agg. ed è sempre preceduto dall'art. determinativo: il mio giardino è più piccolo del suo; non ho trovato le mie scarpe e ho preso le sue  | in locuzioni ellittiche: i suoi  (genitori, parenti, amici, seguaci ecc.); la sua ultima  (lettera); noi stiamo dalla sua  (parte); ne ha combinato una delle sue  (sciocchezze, cattive azioni e sim.)    • 2 •   con valore neutro, ciò di cui lui o lei ha la proprietà, il possesso; i suoi averi, i suoi beni: si accontenta del suo; ci ha rimesso del suo  | preceduto dalla prep. di, con valore più generico: c'è qualcosa di suo qui?; in questo lavoro c'è ben poco di suo. 
suocera   pop. socera, s.f.  la madre del marito o della moglie, rispetto all'altro coniuge | (spreg.  o scherz.) donna litigiosa o autoritaria: non fare la suocera!. 
suocero   pop. socero, s.m.    • 1 •   il padre del marito o della moglie, rispetto all'altro coniuge    • 2 •   pl.  il suocero e la suocera.
suola   pop. sola, s.f.    • 1 •   la parte della scarpa che poggia sul terreno: suola di cuoio, di gomma, di corda; suola chiodata  | mezze suole, rinforzi di cuoio applicati sulla parte anteriore di suole consumate    • 2 •   (estens.) elemento, parte di un attrezzo, di un apparecchio o di una struttura che ne costituisce il fondo, o che è a contatto col terreno: la suola degli sci; la suola dell'aratro    • 3 •   la base della rotaia    • 4 •   il tavolato su cui scivola l'invasatura della nave al momento del varo    • 5 •   parte inferiore dello zoccolo del cavallo    • 6 •   (gerg.) imbroglio, raggiro.
suolare    ⇨ solare 2.
suolatura    ⇨ solatura.
suolificio   s.m.  fabbrica di suole per scarpe.
suolo   s.m.    • 1 •   la superficie del terreno sul quale si sta o si cammina: cadere, giacere al suolo    • 2 •   il terreno, soprattutto in relazione alle sue caratteristiche fisiche o alla sua configurazione giuridica: suolo fertile, sterile; suolo pubblico, privato; suolo edificabile    • 3 •   (lett.) terra, paese: il suolo natio, la patria    • 4 •   (poet.) superficie: che non surgea fuor del marin suolo  (dante inf.  xxvi, 129)    • 5 •   (region.) strato di cose sovrapposte.
suonare   o sonare, v. tr.  [io suòno, pop. o lett. sòno ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  in posizione tonica (pop. o lett. -ò-), -o-  meglio che -uo-  se atono]    • 1 •   fare in modo che uno strumento, un congegno acustico, un dispositivo ecc. emetta un suono: sonare il campanello  | in partic., far funzionare uno strumento musicale: sonare il violino, la tromba, il pianoforte    • 2 •   eseguire un brano musicale utilizzando uno strumento o degli strumenti: sonare sul pianoforte musica di chopin; l'orchestra ha sonato la iii sinfonia di schubert  | sonare mozart, bach, eseguire musiche di mozart, bach    • 3 •   detto di strumenti di richiamo e segnalazione come trombe, campane, sonerie d'orologi e sim., annunciare, segnalare: la tromba suona la ritirata; le campane suonano l'avemaria; la pendola suona le tre    • 4 •   (fig. lett.) esprimere, significare: e però, se caron di te si lagna, / ben puoi sapere omai che 'l suo dir suona  (dante inf.  iii, 128-129)    • 5 •   (fam.) dire a qualcuno ciò che gli spetta, senza reticenza: gliel'ho sonate chiare e tonde  | picchiare forte, di santa ragione: lo hanno sonato per bene  | (fig.) imbrogliare: a comprare da sconosciuti per strada si rischia di essere sonati  | v. intr.  [aus. avere  nei sign.    • 1 •   e 2; essere  nel sign. 3; essere  o avere  nei sign.    • 4 •   e 5]    • 1 •   emettere, produrre un suono (detto di strumenti musicali, congegni acustici e oggetti in genere): l'organo è rotto e non suona più; le campane suonano a festa, a distesa; suona il telefono, la sirena d'allarme    • 2 •   essere capace di usare uno strumento musicale; eseguire musica su uno strumento: sapere, non saper sonare  | dare un concerto: chi suona domani all'auditorium?    • 3 •   essere annunciato da un suono: è suonato mezzogiorno | è suonata l'ora, (fig.) è arrivato il momento    • 4 •   (lett.) risonare: le loro parole suonavano limpide nella notte  (pavese) | (fig.) avere un'eco, una fama: l'onrata nominanza / che di lor suona su ne la tua vita  (dante inf.  iv, 76-77)    • 5 •   dare un'impressione acustica più o meno gradevole: versi, parole che suonano bene, male. 
suono   pop. o poet. sono, s.m.    • 1 •   (fis.) vibrazione prodotta da un corpo in rapida e regolare oscillazione, che si propaga nell'aria o in altri mezzi elastici e produce una sensazione auditiva | nell'uso com., la sensazione auditiva prodotta dalla voce umana, da strumenti musicali e sim.: suono acuto, basso; suono dolce, aspro; suono grave, cupo, argentino, chiaro; il suono del campanello, delle campane, del violino; il timbro, l'altezza del suono; il suono di una parola; dare, mandare un suono; percepire un suono; riconoscere qualcuno al suono della voce | l'arte dei suoni, la musica ' al suono di, con l'accompagnamento musicale di: al suono di trombe e tamburi; a suon di fischi, di pugni, di calci, (scherz.) a fischi, pugni, calci | muro del suono, denominazione corrente del forte e brusco aumento di resistenza al moto che si produce quando un corpo si muove nell'aria a una velocità prossima a quella del suono ' tecnico del suono, in cinematografia, radiotelevisione e teatro, tecnico che si occupa della registrazione o della riproduzione dei suoni | ingegnere del suono, specializzato nella progettazione di ambienti o strutture destinati all'esecuzione o all'ascolto di musica    • 2 •   (ling.) fono: suono vocalico, consonantico    • 3 •   (poet.) fama: ch'al fine de la terra il suono uscie  (dante inf.  xxvii, 78)    • 4 •   (poet.) voce; parola: qui puose fine al lagrimabil suono  (dante inf.  vi, 76)    • 5 •   (ant.) aria, motivo musicale; canzone: egli cominciò sì dolcemente sonando a cantar questo suono  (boccaccio dec.  x, 7).
suora   s.f.    • 1 •   (ant. , poet.) sorella    • 2 •   religiosa che appartiene a una congregazione con voti semplici; nel linguaggio corrente il termine è usato impropriamente per monaca : farsi suora; le suore della carità; suor teresa, suor giovanna. 
suovetaurilia   s.m. pl.  nell'antica roma, cerimonia purificatoria in onore di marte, nel corso della quale si sacrificavano un maiale, una pecora e un toro.
super   agg. invar.  di qualità superiore al normale; straordinario: un caffè super; una festa super  | benzina super, supercarburante  s.m. invar.  (non com.) il massimo, il non plus ultra di qualcosa | s.f. invar.  (fam.) benzina super; supercarburante.
super-  super- prefisso di parole di origine latina o di formazione moderna, dal lat. su°per-  'sopra' (spesso calco del gr. hypér-); indica in particolare: sovrapposizione (superstrato), eccesso (superallenamento), preminenza (supervisione), superamento di un limite (supersonico, supernazionale), e più spesso, spec. in composti di formazione recente, qualità superiore, condizione straordinaria ecc. (supercongelato, supercolosso, supermercato) [ ⇨ sopra-].
superabbondanza   s.f.  sovrabbondanza.
superabile   agg.  che si può superare: una difficoltà facilmente superabile. 
superabilità   s.f.  l'essere superabile.
superaccessoriato   agg.  nel linguaggio della pubblicità, che ha una dotazione straordinaria di accessori: automobile superaccessoriata. 
superacustico   agg.  ultrasonoro.
superaffollamento   s.m.  affollamento eccessivo: il superaffollamento della rete stradale. 
superaffollato   agg.  eccessivamente affollato: un locale superaffollato. 
superalcolico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di bevanda a elevata gradazione alcolica: il whisky e il cognac sono superalcolici. 
superalimentazione   s.f.  alimentazione superiore al fabbisogno.
superallenamento   s.m.  (sport) allenamento troppo intenso o mal graduato che determina un affaticamento eccessivo del fisico.
superamento   s.m.  il superare, l'essere superato (anche fig.): il superamento di un ostacolo; il codice della strada vieta il superamento in curva; il superamento di una vecchia concezione. 
superare   v. tr.  [io sùpero ecc.]    • 1 •   essere superiore per dimensioni o per quantità: il monte bianco supera in altezza tutte le montagne europee; il lago di garda supera in estensione tutti i laghi italiani; in italia la produzione del grano supera quella del riso    • 2 •   andare oltre, oltrepassare (anche fig.): superare la linea di confine; superare un veicolo in curva; ormai ha superato l'età dei giochi; superare ogni limite, la paura; il successo ha superato l'aspettativa  | (estens.) traversare, percorrere: superare grandi distanze    • 3 •   essere più valente; riuscire superiore, vincere: supera tutti per capacità e applicazione; giotto superò il suo maestro cimabue | superare sé stesso, dare più di quanto si è sempre dato o più di quanto ci si sarebbe aspettato    • 4 •   affrontare vittoriosamente: superare un pericolo, una prova; superare un esame, sostenerlo con successo.
superato   part. pass.  di superare  agg.  inattuale, antiquato, sorpassato: opinioni superate; uno scrittore superato. 
superattico   s.m.  [pl. -ci] piano sovrastante il piano dell'attico | l'appartamento che vi è ricavato.
superattivo   agg.  dotato di grande attività attivo, operoso in modo esagerato.
superautomatico   agg.  altamente automatizzato.
superbia   s.f.  eccessiva stima di sé accompagnata da ambizione smodata e da disprezzo verso gli altri: gonfio di superbia; montare, salire in superbia, insuperbirsi ' peccato di superbia, nella teologia cattolica, uno dei sette peccati capitali, consistente nel nutrire un concetto talmente alto di sé da giungere a negare la propria dipendenza da dio ' prov.  : la superbia è figlia dell'ignoranza.  dim. superbietta  pegg. superbiaccia. 
superbioso   agg.  (non com.) che ostenta nell'atteggiamento la propria superbia: più burbero, più superbioso, più accigliato del solito, uscì, e andò passeggiando verso lecco  (manzoni p. s.  vii) § superbiosamente avv. 
superbire   v. intr.  [io superbisco, tu superbisci ecc. ; aus. essere] (ant. , lett.) insuperbire, diventare superbo.
superbo   agg.    • 1 •   che ha in sé o dimostra superbia: un uomo superbo; un'espressione superba e sdegnosa.  dim. superbetto, superbino  accr. superbone  pegg. superbaccio    • 2 •   orgoglioso, fiero di qualcuno o qualcosa: andar superbo delle proprie imprese    • 3 •   di qualità eccellente; di eccezionale capacità: un lavoro, un artista superbo    • 4 •   magnifico; imponente, grandioso: una donna di superba bellezza; un superbo palazzo di marmo | la superba, per antonomasia, genova, così detta per la nobiltà e lo splendore della sua storia    • 5 •   (lett.) altissimo, ripido: lo sommo er'alto che vincea la vista, / e la costa superba più assai  (dante purg.  iv, 40-41)  s.m.  [f. -a] persona superba: umiliare i superbi  § superbamente avv.    • 1 •   in modo superbo; altezzosamente    • 2 •   magnificamente, splendidamente: recitare superbamente. 
superbollo   s.m.  nel linguaggio corrente, tassa maggiorata a cui sono assoggettate, a parità di cavalli fiscali, le autovetture con motore diesel rispetto a quelle con motore a benzina.
superbomba   s.f.  bomba potentissima.
superburocrate   s.m.  nell'uso giornalistico, dirigente statale di alto grado.
supercalcolatore   s.m.  (inform.) computer dotato di un'elevatissima capacità di calcolo, impiegato soprattutto nelle attività di ricerca scientifica.
supercannone   s.m.  cannone di enormi dimensioni e lunghissima gittata.
supercarburante   s.m.  benzina con numero di ottano superiore di 7-8 unità rispetto a quella normale, usata per motori a scoppio con elevato rapporto di compressione; è detta com. super. 
supercarcere   s.m.  nell'uso giornalistico, carcere di massima sicurezza per la custodia di detenuti considerati particolarmente pericolosi.
supercemento   s.m.  cemento molto resistente e a indurimento rapido.
supercentrifuga   s.f.  centrifuga ad alta velocità.
supercilio   s.m.  (ant.)    • 1 •   sopracciglio    • 2 •   (fig.) cipiglio, espressione severa e altezzosa; ostentazione orgogliosa della propria superiorità.
supercilioso   agg.  (non com.) che ha un'aria di sdegnoso disprezzo e superiorità | (fig. lett.) detto di indagine, critica, esame e sim., di particolare severità.
supercisterna   s.f.  (mar.) lo stesso, ma meno com., che superpetroliera. 
superclorazione   s.f.  trattamento di sterilizzazione delle acque potabili, consistente nell'addizionarvi una quantità di cloro superiore a quella necessaria alla semplice ossidazione delle sostanze organiche che già consente la distruzione dei microrganismi.
supercolosso   s.m.  film di notevole effetto spettacolare, realizzato con grande profusione di mezzi.
supercomputer   s.m. invar.  computer in grado di trattare contemporaneamente grandi quantità di dati, dotato di alta velocità operativa e memoria di notevoli dimensioni.
superconduttività   s.f.  (fis.) proprietà di alcuni materiali che, portati al di sotto di una determinata temperatura, hanno resistività elettrica e permeabilità magnetica pressoché nulle.
superconduttivo   agg.  (fis.) dotato di superconduttività.
superconduttore   s.m.  (fis.) conduttore elettrico costituito da materiale che presenta superconduttività.
superconduzione   s.f.  (fis.) conduzione caratteristica in situazione di superconduttività.
supercongelato   agg.  (non com.) surgelato.
supercorrente   s.f.  (fis.) il tipo di corrente elettrica che può stabilirsi in un superconduttore.
supercritico   agg.  (chim. fis.) si dice di fluido che si trova a temperatura e pressione superiori rispetto ai propri valori critici: solvente supercritico. 
superdecorato   agg.  e s.m.  si dice di chi è insignito di molte decorazioni.
superderivato   agg.  e s.m.  (ling.) parola che deriva da una parola a sua volta derivata da un'altra (p. e. amabilità, deriv. di amabile, a sua volta deriv. di amare).
superdiagonale   s.f.  cinghia di gomma che aggancia il collo del piede dello sciatore allo sci, appena dietro il tallone; permette allo sciatore di abbassarsi in discesa senza sollevare i talloni.
superdonna   s.f.  (iron.) donna che presume di avere doti eccezionali e crede perciò di essere superiore alle altre: atteggiarsi a superdonna; darsi arie di superdonna. 
superdose   s.f.  (non com.) overdose.
superdotato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha doti superiori alla media.
superduralluminio   s.m.  (metall.) lega analoga al duralluminio, in cui gli elementi indurenti sono lo zinco e il magnesio.
super-ego  super-ego s.m.  (psicoan.) super-io.
supereminente   agg.  (ant.) sovreminente.
supereminenza   s.f.  (ant.) sovreminenza.
superenalotto   s.m.  variante del gioco dell'enalotto nel quale gli scommettitore devono indovinare i numeri primi estratti di sei ruote del lotto.
supereterodina   s.f.  (telecom.) negli apparecchi radioriceventi, sistema per convertire in alte frequenze intermedie le onde portanti in arrivo.
superfamiglia   s.f.  nella tassonomia zoologica e botanica, categoria che raggruppa più famiglie.
superfecondazione   s.f.  (biol.) fecondazione di più ovuli nel corso dello stesso ciclo mestruale, a opera di spermi provenienti da coiti diversi, che dà origine alla nascita di gemelli eterozigoti (non identici).
superfetazione   s.f.    • 1 •   (biol.) anomalia fisiologica per cui, dopo la fecondazione di un ovulo, si produce un altro ciclo mestruale con maturazione di un ovulo che viene a sua volta fecondato; determina, qualora il secondo embrione riesca a svilupparsi, un parto gemellare | (bot.) fecondazione di un ovulo a opera di pollini di tipo diverso    • 2 •   (arch.) corpo di costruzione aggiunto a un edificio dopo il suo completamento e che ne guasta la linea costruttiva originaria    • 3 •   (fig.) aggiunta superflua; ripetizione pleonastica: le superfetazioni della prosa barocca. 
superfice    ⇨ superficie.
superficiale   agg.    • 1 •   che è alla superficie, che costituisce la superficie: ferita, strato superficiale | acque superficiali, quelle che scorrono sulla superficie terrestre, così dette in contrapposizione alle acque sotterranee ' tensione superficiale, (fis.) forza di coesione, dovuta alle attrazioni molecolari, che si manifesta sulle superfici di separazione tra liquidi e gas o tra liquidi non miscibili, e che conferisce a tali superfici l'aspetto di una pellicola    • 2 •   (fig.) che non conosce, non esamina a fondo le cose; generico, poco profondo: un uomo superficiale; un esame superficiale, non esauriente  s.m.  e f.  persona superficiale: quell'uomo è un superficiale.  accr. superficialone  § superficialmente avv.    • 1 •   in superficie    • 2 •   (fig.) in modo trascurato, non profondo.
superficialità   s.f.  l'essere superficiale (spec. fig.): peccare di superficialità nello studio. 
superficiario   agg.  (dir.) relativo al diritto di superficie  s.m.  [f. -a] chi è titolare di un diritto di superficie.
superficie   meno com. superfice, s.f.  [pl. -ci  o -cie]    • 1 •   (mat.) nella geometria elementare, l'insieme dei punti che delimita un solido; più in generale, ente matematico che si ricava per astrazione dalla nozione precedente | (estens.) area: superficie piana; calcolare la superficie di un rettangolo; superficie velica, (mar.) quella di tutte le vele di una nave; superficie alare, (aer.) quella delle ali di un aeromobile    • 2 •   la parte di un corpo che costituisce il suo strato esterno: superficie liscia, ruvida, scabrosa; la superficie di una lastra, di una tavola, di una parete; la ruggine attacca le superfici metalliche; scavi, sondaggi di superficie; il bisturi ha inciso solo in superficie; la superficie della terra  (o terrestre), la sua superficie fisica, che comprende sia la parte solida sia quella liquida | in partic., il piano del suolo, del terreno: tornare in superficie, risalire da un pozzo o da un'altra cavità diritto di superficie, (dir.) diritto di elevare costruzioni sul suolo altrui e mantenervele, acquistando la proprietà delle costruzioni stesse; diritto di acquistare la proprietà di costruzioni già esistenti senza acquistare quella del suolo su cui sorgono | la distesa del mare o di un'altra distesa d'acqua: navigare in superficie; risalire in superficie, riemergere    • 3 •   (fig.) apparenza, esteriorità: il carattere di una persona non si giudica dalla sua superficie; fermarsi alla superficie, in superficie, non approfondire.
superficie-aria  superficie-aria loc. agg. invar.  (aer.) si dice di missile lanciato da terra contro un obiettivo aereo; terra-aria.
superficie-superficie  superficie-superficie loc. agg. invar.  (aer.) si dice di missile lanciato da terra contro un obiettivo terrestre; terra-terra.
superfinitura   s.f.  (mecc.) operazione di levigatura superficiale di un pezzo metallico già rettificato, che si esegue con pietre abrasive a grana finissima in bagno d'olio, per eliminare anche le minime scabrosità.
superfluidità   s.f.  (fis.) proprietà che può essere assunta dall'elio liquido a bassa pressione e bassissima temperatura e che consiste in un grado di viscosità quasi nullo e in una altissima conducibilità.
superfluido   agg.  e s.m.  (fis.) si dice di ciò che è caratterizzato da superfluidità: fase superfluida dell'elio; un superfluido. 
superfluità   s.f.    • 1 •   l'essere superfluo    • 2 •   (non com.) cosa superflua.
superfluo   agg.  eccessivo rispetto al bisogno, non necessario; inutile, ridondante: ricchezze superflue; raccomandazioni superflue  s. m.  ciò che è in più del necessario: rinunciare al superfluo  § superfluamente avv. 
superfortezza   s.f.  nella loc. superfortezza volante, denominazione di un potente quadrimotore da bombardamento (boeing b 29) impiegato dagli stati uniti nella seconda guerra mondiale.
superfosfato   s.m.  (chim.) perfosfato.
superfrazionamento   s.m.  nella lavorazione dei derivati del petrolio, tecnica di distillazione frazionata che si usa per separare idrocarburi con punti di ebollizione molto ravvicinati.
supergalassia   s.f.  (astr.) sistema di galassie.
supergiù    ⇨ suppergiù.
supergigante   agg.  e s.f.  (astr.) si dice di stella che abbia dimensioni molto superiori a quelle delle stelle giganti  agg.  e s.m.  (sport) nello sci, si dice di un tipo di gara che associa le caratteristiche dello slalom gigante con quelle della discesa libera.
superinfezione   s.f.  (med.) infezione che si sovrappone ad un'altra ancora in corso.
super-io  super-io s.m.  (psicoan.) nella teoria freudiana, l'esigenza etica della personalità si articola in un sistema acquisito di divieti e di regole morali e religiose che contrastano con le pulsioni degli istinti.
superiora   s.f.  religiosa che sta a capo di una comunità di suore | usato anche come agg.  : la madre superiora. 
superiorato   s.m.  dignità, ufficio di chi è superiore o superiora di una comunità religiosa.
superiore   agg.    • 1 •   che sta al di sopra, più in alto: piano superiore; la parte superiore di una costruzione; gli arti superiori; il corso superiore di un fiume, quello più vicino alla sorgente | in antiche denominazioni geografiche: egitto superiore, la parte meridionale del paese, in quanto è attraversata dal corso superiore del nilo; germania superiore, presso gli antichi romani, la parte meridionale di quella provincia    • 2 •   che è più alto, più elevato; maggiore: statura superiore alla media; vendere a prezzo superiore; livello, grado superiore    • 3 •   (fig.) che è di qualità più pregiata, di capacità migliori; che è al di sopra per numero, posizione gerarchica o altro: una merce superiore; gareggiare contro un avversario superiore; sentirsi superiore agli altri; ordine superiore, impartito da chi esercita un'autorità, da chi occupa un grado gerarchico più elevato | superiore a ogni critica, a ogni sospetto, ai pettegolezzi  e sim., tale da non meritare alcuna critica, non sollevare alcun sospetto, non curare i pettegolezzi e sim. | ufficiali superiori, (mil.) nell'esercito, il maggiore, il tenente colonnello e il colonnello; in marina, il capitano di corvetta, il capitano di fregata e il capitano di vascello | scuole medie superiori, le scuole secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici, magistrali ecc.) ' istruzione superiore, quella universitaria  s.m.    • 1 •   chi, in una gerarchia, occupa un posto di grado più elevato: chiedere il permesso ai superiori    • 2 •   chi sta a capo di una comunità di religiosi § superiormente avv.    • 1 •   nella parte più alta    • 2 •   con superiorità.
superiorità   s.f.  l'essere superiore (spec. fig.): superiorità di uomini e di mezzi; superiorità d'ingegno, d'animo; superiorità morale | darsi arie di superiorità, ritenersi superiore agli altri.
superlativo   agg.  superiore a tutti; per estens., eccellente, sublime: una bellezza superlativa | grado superlativo, (gramm.) grado dell'agg. e dell'avv. che indica una qualità o un modo nel suo livello più elevato  s.m.  (gramm.) il grado superlativo dell'aggettivo e dell'avverbio: superlativo assoluto, indica livello più elevato in senso assoluto (p. e.  una casa bellissima; correva velocissimamente); superlativo relativo, indica livello più elevato in relazione ad altro (p. e.  la sua casa è la più bella  del villaggio; correva più velocemente di tutti gli altri) § superlativamente avv. 
superlavoro   s.m.  lavoro eccessivo: assoggettarsi a un superlavoro. 
superlega   s.f.  lega metallica caratterizzata da elevata resistenza fisica, chimica e meccanica.
superleggero   agg.  e s.m.  (sport) si dice di pugile appartenente a una categoria intermedia tra i pesi leggeri e i pesi welter.
superlevigatrice   s.f.  macchina per effettuare la superfinitura di pezzi metallici.
superman   s.m. invar.  uomo eccezionalmente dotato, spec. dal punto di vista fisico.
supermarket   s.m. invar.  supermercato.
supermartello   s.m.  martello pneumatico con massa di percussione superiore a 35 kg.
supermassimo   agg.  e s.m.  (sport) si dice di pugile appartenente a una categoria superiore a quella dei pesi massimi.
supermercato   s.m.  grande emporio caratterizzato da un'organizzazione di vendita senza commessi, in cui il cliente si serve da solo e paga all'uscita l'equivalente della merce acquistata; supermarket.
supermetaniera   s.f.  (mar.) metaniera di grande stazza.
superminimo   s.m.  nel linguaggio sindacale, componente integrativa del salario oltre i minimi fissati dai contratti nazionali; si pattuisce a livello aziendale, per gruppi o individualmente.
supernazionale   agg.  (non com.) che è al di sopra delle singole nazioni; sopranazionale.
supernazionalità   s.f.  (non com.) l'essere supernazionale; sovranazionalità.
superno   agg.  (lett.)    • 1 •   posto in alto, superiore | gli dei superni  (o i superni), nella mitologia classica, gli dei superi; si contrappongono agli dei inferni, o dei inferi    • 2 •   (estens.) del cielo; celeste: la città superna, così manzoni nell'inno la pentecoste definisce il paradiso.
supernova   s.f.  (astr.) stella nova di eccezionale splendore, a causa di un fenomeno esplosivo che interessa tutto l'involucro esterno dell'astro.
supernutrizione   s.f.  alimentazione superiore al fabbisogno; superalimentazione.
supero   (1) agg.    • 1 •   (lett.) superiore, che sta in alto ' gli dei superi  (o i superi), nella mitologia pagana, gli dei del cielo e della terra, considerati in contrapposizione agli dei inferi    • 2 •   (bot.) si dice di ovario posto al di sopra del calice.
supero   (2) s.m.  ciò che sopravanza, che è in sovrappiù eccedenza: un supero di produzione. 
superomismo   s.m.    • 1 •   dottrina del superuomo    • 2 •   atteggiamento da superuomo.
superordine   s.m.  nella tassonomia zoologica e botanica, categoria che raggruppa più ordini.
superottista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] cineasta o cineamatore che filma con pellicola in formato superotto.
superotto   anche nella grafia super 8, agg.  e s.m. invar.  (cine.) si dice di un tipo particolare di pellicola da    • 8 •   mm che consente una migliore qualità dell'immagine in conseguenza di una superficie più ampia del fotogramma rispetto al tipo tradizionale  s.f.  cinepresa che utilizza pellicole superotto.
super partes   loc. avv.  o agg.  al di sopra delle parti che sono coinvolte in una disputa: essere super partes; giudice  super partes.
superperito   s.m.  perito che ha il compito di controllare tutte le perizie effettuate nel corso di un'istruttoria o di un processo.
superperizia   s.f.  perizia effettuata da un superperito.
superpetroliera   s.f.  petroliera di stazza superiore a 70. 000 tonnellate.
superplasticità   s.f.  (fis.) proprietà di certi materiali metallici che, al di sopra di una determinata temperatura, sopportano deformazioni permanenti di lunghezza superiore al 100% di quella originaria.
superplastico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (fis.) caratterizzato da superplasticità.
superpotenza   s.f.  stato militarmente ed economicamente fortissimo.
superpotere   s.m.  (spec. pl.) potere, facoltà straordinaria che eccede i limiti delle capacità umane (è termine usato soprattutto nei fumetti, nella letteratura di fantascienza e sim.).
superprefetto   s.m.  nel linguaggio corrente, prefetto cui sono stati conferiti poteri straordinari.
superprocura   s.f.  nel linguaggio corrente, procura della repubblica che ha competenza su tutto il territorio nazionale per il perseguimento di particolari reati: superprocura antimafia. 
superproduzione   s.f.  (non com.) sovrapproduzione.
superrefrattario   agg.  e s.m.  si dice di materiale refrattario in cui la parte cristallina è fortemente predominante su quella vetrosa.
supersonico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice di velocità superiore a quella del suono nell'aria (circa 1200 km/ora); si contrappone a subsonico  | per estens., di ciò che è in grado di raggiungere tale velocità: aereo supersonico. 
superstandard   agg. invar.  che ha caratteristiche tecniche superiori a quelle dello standard.
superstar   agg.  e s.m.  e f.  si dice di un personaggio del mondo dello spettacolo che gode di straordinario successo.
superstite   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è sopravvissuto: il figlio superstite; i superstiti della sciagura  agg.  che resta, che rimane: le rovine superstiti di un tempio. 
superstizione   s.f.    • 1 •   atteggiamento irrazionale, dettato da ignoranza, suggestione o timore, che attribuisce a cause occulte o a influenze soprannaturali avvenimenti, per lo più negativi, che possono essere spiegati con cause naturali e conoscibili; atto, gesto, pratica rituale cui si attribuisce il potere di scongiurare un evento negativo o di propiziarne uno positivo: la superstizione può essere fonte di gravi mali; la superstizione del malocchio, del gatto nero, dei numeri magici    • 2 •   in religione, comportamento irrazionale di fronte al divino, al sacro; credenza o pratica rituale indipendente da una dottrina religiosa e per lo più di origine popolare.
superstiziosità   s.f.  l'essere superstizioso; tendenza, atteggiamento di chi è superstizioso: la superstiziosità di certe pratiche. 
superstizioso   agg.    • 1 •   che segue le superstizioni; che compie abitualmente atti di superstizione    • 2 •   che deriva, che è dettato da superstizione: paura superstiziosa; pratiche superstiziose   s.m.  [f. -a] persona superstiziosa § superstiziosamente avv.  con superstizione, da superstizioso.
superstrada   s.f.  strada a scorrimento veloce, senza attraversamenti, in genere a più corsie per ogni senso di marcia ed esente da pedaggio.
superstrato   s.m.  (ling.) lingua che si diffonde in un'area in cui è già in uso un'altra lingua, influendo sulle caratteristiche di questa.
supertassa   s.f.  (gerg.) sovrimposta.
superteste   s.m.  lo stesso che supertestimone. 
supertestimone   s.m.  nel linguaggio giornalistico, il testimone che in istruttoria o nel corso di un processo è in grado di presentare prove decisive.
superumerale   s.m.  nella bibbia, paramento liturgico indossato dal sommo sacerdote; efod.
superuomo   s.m.  [pl. superuomini]    • 1 •   nella filosofia di f. nietzsche (1844-1900), l'individuo di eccezione che riesce a dispiegare appieno le sue energie vitali affermando sugli altri la sua volontà di potenza e, senza sottomettersi alla morale comune, vive al di là del bene e del male    • 2 •   (estens.) persona che presume di avere doti eccezionali e si crede perciò superiore agli altri: atteggiarsi a superuomo. 
supervacaneo   agg.  (lett. rar.) superfluo, inutile, vano.
supervalutare   v. tr.  [io supervalùto, meno corretto supervàluto ecc.] sopravvalutare, spec. in senso economico: supervalutare l'usato, ritirarlo a un prezzo superiore al suo valore reale, a condizione che venga acquistato nel nuovo modello (di autovettura, di elettrodomestici e sim).
supervalutazione   s.f.  sopravvalutazione, spec. economica.
supervisionare   v. tr.  [io supervi sióno ecc.] fare la supervisione: supervisionare un processo produttivo. 
supervisione   s.f.    • 1 •   l'attività del supervisore    • 2 •   nel teatro e in cinematografia, la direzione generale di uno spettacolo o di un film.
supervisore   s.m.    • 1 •   chi soprintende alla realizzazione di un'opera, di un programma; in partic., chi a questo scopo rivede e controlla il lavoro altrui    • 2 •   nel teatro e nell'industria cinematografica, chi ha la direzione generale di uno spettacolo o di un film.
superwelter   agg.  e s.m.  (sport) si dice di pugile appartenente a una categoria intermedia tra i pesi welter e i pesi medi.
supinatore   agg.  e s.m.  (anat.) si dice del muscolo dell'avambraccio che provoca il movimento di supinazione.
supinazione   s.f.  (fisiol.) movimento dell'avambraccio mediante il quale si porta in avanti o in alto la faccia palmare della mano.
supino   (1) agg.    • 1 •   si dice del corpo umano disteso sulla schiena, col viso rivolto in su; riferito alla mano, che ha la palma rivolta verso l'alto: dormire, cadere supino; tenere le mani supine  | (lett.) detto degli occhi, rivolti verso l'alto: con le man giunte e gli occhi al ciel supini  (ariosto o. f.  xiv, 69)    • 2 •   (fig.) eccessivamente accondiscendente, servile: essere supino ai voleri altrui; obbedienza cieca e supina  § supinamente avv.    • 1 •   con il corpo disteso sulla schiena: giacere supinamente    • 2 •   (fig.) passivamente, con acquiescenza: accettare tutto supinamente. 
supino   (2) s.m.  (gramm.) nella lingua latina, forma nominale del verbo, che esprime un'azione o uno stato senza precisazioni di tempo: supino attivo, passivo. 
suppa   s.f.  (ant.  o region.) zuppa.
suppedaneo   o soppedaneo, s.m.    • 1 •   (lett.) panchetto per appoggiarvi i piedi    • 2 •   l'ultimo gradino dell'altare; predella.
suppellettile   s.f. pl.    • 1 •   l'insieme degli oggetti che costituiscono l'arredamento di una casa o di un ufficio, una scuola ecc.: rinnovare, ordinare le suppellettili '  in archeologia, l'insieme degli oggetti rinvenuti nello scavo di una tomba    • 2 •   (fig. non com.) corredo, bagaglio.
suppergiù   o su per giù, non corretto supergiù, avv.  (fam.) all'incirca, pressappoco: erano suppergiù cento. 
supplementare   agg.  che ha funzione di supplemento; che serve a integrare, a sopperire a una necessità straordinaria: una razione supplementare di cibo; durante le festività si istituiranno corse supplementari di autobus | angolo supplementare, (geom.) quello che, aggiunto all'angolo adiacente, forma un angolo piatto ' tempi supplementari, (sport) supplemento di partita che si svolge dopo che nei tempi regolamentari la gara è finita in parità.
supplemento   antiq. supplimento, s.m.    • 1 •   aggiunta con cui si integra o completa qualcosa: richiedere un supplemento di viveri  | in partic., pagamento aggiuntivo per godere di beni o di servizi accessori non compresi nel prezzo di base del bene o del servizio acquistato: in taluni alberghi si paga un supplemento per la prima colazione  | pubblicazione che serve di integrazione o aggiornamento a un'altra: supplemento a un'enciclopedia; il supplemento di un giornale, gruppo di pagine o fascicolo a sé stante che si aggiunge al numero consueto, e che in genere è dedicato a un argomento particolare    • 2 •   (mil.) rinforzo di truppe.
supplentato   s.m.  condizione, incarico di supplente; la durata di tale incarico.
supplente   part. pres.  di supplire  agg.  e s.m.  e f.  che, chi esercita temporaneamente una funzione in assenza della persona che ne è titolare: un'insegnante supplente; il supplente del direttore. 
supplenza   s.f.    • 1 •   posto, funzione di supplente; la durata di tale incarico: supplenza scolastica    • 2 •   (dir.) istituto giuridico per cui, quando una persona o un organo collegiale non sono temporaneamente in grado di esercitare funzioni loro demandate dalla legge, le stesse sono esercitate da altra persona o altro organo che la legge stessa predetermina: la supplenza del capo dello stato è esercitata dal presidente del senato. 
suppletivo   agg.  che costituisce un supplemento; che serve a integrare: sessione suppletiva di esami, quella che si tiene per i candidati che, per malattia o altro impedimento, non hanno potuto usufruire delle sessioni regolari; elezioni suppletive, secondo turno elettorale per effettuare un ballottaggio o integrare un organismo elettivo | norme suppletive, (dir.) quelle intese a colmare eventuali lacune nelle pattuizioni che regolano rapporti privati | forma suppletiva, (ling.) forma che, pur avendo un etimo diverso da altre forme, rientra nel loro stesso paradigma, per integrarne la serie nelle sedi difettive (p. e.  in lat. il genit. robo°ris  e il dat. robo°ri  nella declinazione di vi¯s  'forza'; il perfetto tu°li  e il sup. la¯tum  nella coniugazione di fe°rre  'portare').
suppletorio   non corretto supplettorio, agg.  (non com.) suppletivo: giuramento suppletorio. 
supplì   s.m.  crocchetta di riso, con carne, mozzarella o altri ingredienti.
supplica   s.f.    • 1 •   il supplicare; parole, scritto con cui si supplica, si chiede un favore, una grazia: rivolgere una supplica a qualcuno; presentare una supplica alle autorità | parlare in tono di supplica, come chi supplica    • 2 •   (relig.) preghiera umile e insistente per ottenere una grazia: supplica alla madonna. 
supplicante   part. pres.  di supplicare  agg.  e s.m.  che, chi supplica: voce, sguardo supplicante; cacciare i supplicanti in malo modo. 
supplicare   v. tr.  [io sùpplico  (poet. rar. supplìco), tu sùpplichi ecc.] chiedere qualcosa, pregare qualcuno umilmente e con fervore: supplicare il perdono da qualcuno; lo supplicò di non partire; ai supplicati altari  (manzoni adelchi) | v. intr.  [aus. avere] solo nell'uso lett.: agli achei tutti supplicando  (monti).
supplicatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi supplica; supplicante.
supplicatorio   agg.  (non com.) che ha carattere, tono di supplica.
supplicazione   s.f.    • 1 •   (ant.) supplica, preghiera    • 2 •   (antiq.) supplica scritta, ricorso rivolto a un'autorità    • 3 •   in roma antica, rito solenne per propiziare o ringraziare gli dei.
supplice   agg.  (lett.) che supplica, supplichevole: occhi supplici  s. m.  e f.    • 1 •   chi supplica, supplicante    • 2 •   secondo un uso sacrale del mondo greco, chi si recava ai piedi di un altare o all'interno di un tempio, per porsi sotto la diretta protezione della divinità e fruire del diritto di asilo.
supplichevole   agg.  che supplica, che ha tono di supplica: sguardo, voce supplichevole   s.m.  e f.  (non com.) chi supplica; supplice § supplichevolmente avv.  con tono supplichevole.
supplicio    ⇨ supplizio.
supplimento    ⇨ supplemento.
supplire   v. intr.  [io supplisco, tu supplisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   compensare a una mancanza, a un'insufficienza con qualcos'altro, sopperire; servire da complemento, da integrazione a qualcosa: supplire con la volontà alla mancanza di doti    • 2 •   (lett.) bastare: non suppliron le lacrime al dolore  (ariosto o. f.  xxiii, 126) | v. tr.    • 1 •   sostituire una persona nelle sue mansioni, farne le veci: supplire un insegnante    • 2 •   (ant.) rimediare, emendare, correggere.
suppliziare   v. tr.  [io supplìzio ecc.] punire, tormentare o uccidere qualcuno col supplizio; sottoporre a supplizio.
supplizio   ant. supplicio, s.m.    • 1 •   grave pena corporale; tortura: sottoporre qualcuno a supplizio; il supplizio della flagellazione, della sete  | (l'estremo, l'ultimo) supplizio, la pena di morte: i martiri cristiani andavano sereni al supplizio    • 2 •   (fig.) patimento morale insopportabile; strazio: veder soffrire i bambini è un supplizio  | in usi iperb.: assistere alla cerimonia è stato un supplizio; che supplizio quello spettacolo!. 
supponente   part. pres.  di supporre   agg.  che manifesta supponenza; arrogante, presuntuoso: individuo, tono supponente. 
supponenza   s.f.  atteggiamento di sdegnosa superiorità arroganza, presunzione.
supponibile   agg.  che si può supporre; presumibile.
supporre   v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   ammettere provvisoriamente, in via di ipotesi, che una cosa sia o possa verificarsi in un dato modo; ipotizzare: supporre l'esistenza di qualcosa; supporre che una data condizione sia vera  | presumere, immaginare: supporre rischi inesistenti; suppongo che tu abbia appetito  | supposto che..., ammesso, stabilito che    • 2 •   (ant.) porre sotto, sottoporre    • 3 •   (ant.) mettere in luogo di altra cosa o di altra persona; sostituire.
supportare   v. tr.  [io suppòrto ecc.]    • 1 •   dotare di un supporto    • 2 •   (fig.) sostenere.
supporter   s.m. invar.  tifoso, sostenitore di una squadra o di un campione sportivo.
supporto   meno com. sopporto, s.m.    • 1 •   elemento, parte di un oggetto che ha funzione di appoggio o di sostegno: supporto di legno, metallico | supporto cartaceo, magnetico, (inform.) il complesso di schede perforate, tabulati, nastri o dischi magnetici sui quali può essere memorizzata e archiviata l'informazione    • 2 •   (fig.) aiuto, appoggio, sostegno: ha fatto carriera col supporto della famiglia; è riuscito a convincere i giudici col supporto di prove inconfutabili    • 3 •   (mecc.) sostegno di un perno o di altre parti mobili di una macchina ' supporto portante, di spinta, antivibrazioni, a seconda che serva a reagire alle forze normali all'asse dell'albero motore, a quelle dirette secondo l'asse o ad ammortizzare le vibrazioni trasmesse dal o al sistema che vi si appoggia.
suppositivo   agg.  (non com.) che viene fatto e accettato per supposizione; che ha valore di supposizione: ragionamento suppositivo  § suppositivamente avv.  per supposizione, per congettura.
suppositizio   agg.  (non com.) si dice di cosa non vera, ma che si suppone tale.
supposito   forma antica del part. pass.  di supporre  s. m.  [f. -a] (ant.) persona sostituita ad altra: i suppositi, titolo di una commedia di l. ariosto (1509).
suppositorio   agg.  e s.m.  si dice di preparato farmaceutico solido che si introduce in cavità naturali del corpo.
supposizione   s.f.    • 1 •   il supporre, la cosa supposta; ipotesi, congettura: una supposizione fondata, probabile, assurda.  dim. supposizioncella    • 2 •   supposizione di stato  o di parto, reato di chi fa risultare allo stato civile una nascita mai avvenuta.
supposta   s.f.  suppositorio da somministrare per via rettale.
supposto   part. pass.  di supporre  agg.  immaginato, ammesso per congettura; presunto  s.m.  (non com.) supposizione, ipotesi: il supposto si è dimostrato infondato. 
suppremo    ⇨ supremo.
suppuramento   s.m.  (non com.) suppurazione.
suppurare   v. intr.  [aus. essere  o avere] (med.) venire a suppurazione: la ferita è suppurata  (ha suppurato).
suppurativo   agg.  (med.) di suppurazione: processo suppurativo  agg.  e s.m.  si dice di tutto ciò che facilita e accelera la suppurazione.
suppurazione   s.f.  (med.) processo infiammatorio con formazione di pus: la piaga è venuta a suppurazione. 
supputare   v. tr.  [io sùpputo ecc.] (ant.) fare un calcolo, una somma; computare.
supputazione   s.f.  (ant.) il supputare; computo, calcolo, somma.
suprematismo   s.m.  movimento artistico russo affermatosi intorno al 1915; sosteneva la necessità di un'arte liberata da fini pratici e anche estetici, volta ad assecondare la pura sensibilità plastica, considerata l'essenza suprema dell'arte stessa.
supremazia   s.f.  potere assoluto, supremo; preminenza, primato: la supremazia dello stato; esercitare la supremazia in campo letterario | atto di supremazia, (st.) quello con cui nel 1534 enrico viii fu proclamato capo supremo della chiesa inglese.
supremo   ant. suppremo, agg.  (lett.)    • 1 •   che è fisicamente al di sopra di tutto e di tutti: poi che noi fummo in su l'orlo suppremo / de l'alta ripa  (dante purg.  iv, 34-35) | (fig.) massimo, sommo: suprema ragione di vita, la più alta e importante; l'ente supremo, dio    • 2 •   (fig.) ultimo, estremo: il supremo saluto di un morente | l'ora suprema, quella della morte § supremamente avv.  in modo supremo, sommamente.
suprì  me suprìme;s.f. invar.  pietanza a base di petto di pollo o di tacchino, cucinata in casseruola con una salsa assai densa; la salsa stessa.
sur   prep.  (antiq.) variante eufonica di su, usata davanti a parola iniziante per u. 
sur-  sur- prefisso presente in alcune formazioni verbali derivate dal francese o coniate sul modello di composti francesi, dal fr. sur, che continua il lat. su°per  'sopra' (surclassare, surgelare); ha le stesse funzioni di sor-. 
-sura  -sura  ⇨ -tura.
sura   (1) s.f.  ciascuno dei centoquattordici capitoli in cui è diviso il testo del corano.
sura   (2) o surah, s.m.  tessuto di seta o di cotone molto morbido e pregiato.
sura   (3) s.f.  (anat.) polpaccio.
surah    ⇨ sura 2.
surale   agg.  (anat.) del polpaccio: bicipite, tricipite surale. 
suralimentazione   s.f.  sovralimentazione (spec. in usi tecnici).
surclassare   v. tr.    • 1 •   superare l'avversario o un concorrente in modo netto, con indiscutibile superiorità    • 2 •   (estens.) essere nettamente superiore a qualcuno in qualcosa: nella conoscenza delle lingue ci surclassa tutti. 
surcompressione   s.f.  nei motori a scoppio, riduzione volumetrica della camera di combustione che ha come conseguenza l'aumento del rapporto di compressione e un aumento di potenza del motore stesso.
surcompresso   agg.  si dice di motore a scoppio caratterizzato da surcompressione.
surcontre   s.m.  nel bridge, dichiarazione che si oppone a una controdichiarazione.
surf   s.m. invar.    • 1 •   tavola lunga intorno ai    • 2 •   m su cui si può restare in equilibrio planando velocemente sulla cresta delle onde del mare mosso in prossimità della spiaggia; lo sport così praticato | windsurf    • 2 •   ballo nordamericano le cui figure si ispirano ai movimenti caratteristici di chi pratica il surf.
surfactante   agg.  e s.m.  (chim.) tensioattivo.
surf-boat  surf-boat s.m. invar.  imbarcazione a fondo piatto con estremità rialzate, adatta alla navigazione tra i frangenti, tipica del cabotaggio oceanico.
surfer   s.m.  e f. invar.  (sport) surfista.
surfing   s.m.  lo sport del surf.
surfista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) chi pratica il surf.
surgelamento   s.m.  surgelazione.
surgelare   v. tr.  sottoporre a surgelazione.
surgelato   part. pass.  di surgelare  agg.  e s.m.  si dice di alimento che, portato a temperatura bassissima, si può conservare per lunghissimo tempo.
surgelazione   s.f.  processo di congelamento a bassissima temperatura a cui vengono sottoposti alimenti crudi o precotti per garantirne la lunga conservazione, senza che ne vengano compromesse le proprietà organolettiche e nutritive.
surgere    ⇨ sorgere.
suriezione   s.f.  (mat.) corrispondenza univoca tra due insiemi per cui a ogni elemento del secondo corrisponde almeno un elemento del primo.
surmenage   s.m. invar.    • 1 •   sforzo, lavoro eccessivo, spec. intellettuale    • 2 •   (sport) eccesso di allenamento; superallenamento.
surmolotto   o surmulotto, s.m.  topo grosso e aggressivo, detto com. topo di fogna  o ratto di chiavica. 
surossigenato   agg.  si dice di aria in cui sia stata artificialmente aumentata la concentrazione di ossigeno.
surplace   s.m. invar.  (sport) nelle gare di velocità di ciclismo su pista, posizione di equilibrio assunta dal corridore, a bicicletta ferma, in attesa del momento più adatto per scattare sorprendendo l'avversario ' lasciare in surplace, (fam.) lasciare qualcuno lì dov'è, piantare in asso.
surplus   s.m. invar.    • 1 •   avanzo, saldo attivo: surplus della bilancia dei pagamenti    • 2 •   eccedenza (anche in senso negativo): surplus della produzione; surplus della disponibilità di una merce rispetto alla domanda    • 3 •   differenza positiva tra l'aumento del valore del prodotto e l'aumento di valore dei fattori di produzione    • 4 •   prodotto netto, sovrappiù.
surra   s.f.  (vet.) malattia tropicale simile al nagana, che colpisce i cammelli e altri animali; è trasmessa da tripanosomi.
surreale   agg.  che oltrepassa la dimensione della realtà; che offre suggestioni fantastiche, che evoca aspetti profondi della psiche: immagine, atmosfera surreale   s.m.  ciò che è surreale.
surrealismo   s.m.  movimento artistico e letterario d'avanguardia, sorto in francia dopo la prima guerra mondiale per iniziativa soprattutto di a. breton (1896-1966); si proponeva di uscire dai rigidi schemi della razionalità e dell'osservazione realistica dei fatti per cercare significati ulteriori e legami più autentici con la dimensione più profonda dell'io.
surrealista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, fautore del surrealismo | usato come agg.  in luogo di surrealistico : pittura surrealista. 
surrealistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al surrealismo o ai surrealisti: movimento surrealistico; opera surrealistica  § surrealisticamente avv.  al modo dei surrealisti.
surrenale   agg.  (anat.) di, relativo al surrene (o ghiandola surrenale): arterie surrenali; ormoni surrenali; crisi surrenale. 
surrene   s.m.  (anat.) ghiandola endocrina situata sul polo superiore del rene, detta anche ghiandola surrenale. 
surrettizio   (1) agg.  nel linguaggio giuridico, si dice di atto con cui si occulta intenzionalmente qualche particolare rilevante: dichiarazione surrettizia  | (estens.) si dice di ciò che è caratterizzato da reticenza, furtività, macchinazione e sim.: un agire surrettizio. 
surrettizio   (2) agg.    • 1 •   nel linguaggio filosofico, si dice di ipotesi che viene tacitamente introdotta o assunta in un'argomentazione    • 2 •   che si insinua abusivamente § surrettiziamente avv. 
surrezione   s.f.  termine con cui, nel diritto canonico, si designa il comportamento di chi, nella richiesta di una grazia o della soluzione di una controversia, è reticente nell'esposizione dei fatti, omettendo di dichiarare elementi che potrebbero precludere il provvedimento.
surricordato   agg.  ricordato sopra, già citato.
surriferito   agg.  riferito sopra, precedentemente citato.
surriscaldamento   s.m.  (fis.) processo di riscaldamento di un vapore saturo, per alzarne la temperatura oltre quella di ebollizione della fase liquida.
surriscaldare   v. tr.    • 1 •   riscaldare eccessivamente (anche fig.): un ambiente surriscaldato; un'atmosfera politica surriscaldata    • 2 •   (fis.) sottoporre a surriscaldamento.
surriscaldatore   s.m.  (tecn.) dispositivo per il surriscaldamento del vapore negli impianti termici.
surroga   s.f.  (burocr.) surrogazione.
surrogabile   agg.  che si può surrogare; sostituibile: bene, prodotto surrogabile. 
surrogabilità   s.f.  qualità di ciò che è surrogabile; sostituibilità.
surrogamento   s.m.  il surrogare; surrogazione.
surrogare   v. tr.  [io surrògo, tu surròghi ecc.  (anche io sùrrogo ecc.)]    • 1 •   porre una cosa o una persona al posto di un'altra; sostituire: surrogare un prodotto con un altro; un impiegato difficile da surrogare    • 2 •   nel linguaggio giuridico, subentrare a qualcuno in un diritto: surrogare un creditore. 
surrogato   part. pass.  di surrogare  agg.  si dice di ciò che si può sostituire a qualcosa; succedaneo: bene surrogato, bene che può sostituire un altro con risultati analoghi  s.m.    • 1 •   ciò che può essere usato per sostituire qualcosa di simile: un surrogato del caffè    • 2 •   (estens.) ogni cosa che ne sostituisca imperfettamente un'altra: quella non è libertà, ma solo un surrogato. 
surrogatorio   agg.  che vale a surrogare: imposte surrogatorie, (fin.) quelle che avevano la funzione di sostituire, in determinati atti e negozi, le imposte di bollo e di registro | azione surrogatoria, (dir.) azione giudiziaria in base alla quale un creditore può esercitare nei confronti di terze persone i diritti che, pur spettando a un suo debitore, quest'ultimo non fa valere.
surrogazione   s.f.    • 1 •   il surrogare, l'essere surrogato ' in surrogazione di, in luogo di, come surrogato di    • 2 •   (dir.) subentro di un terzo nel pagamento di un debito: surrogazione volontaria, legale '  sostituzione dell'oggetto dato in pagamento a un altro: surrogazione reale. 
sursum corda   loc. inter.  in alto i cuori (come esortazione a darsi coraggio, a non farsi abbattere dalle avversità).
survival   s.m. invar.  pratica sportiva consistente nello sperimentare le proprie capacità di sopravvivenza con pochi mezzi in zone deserte o pericolose.
survivalismo   s.m.  la pratica del survival.
survivalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si dedica al survivalismo | anche come agg.  in luogo di survivalistico. 
survivalistico   agg.  [pl. m. -ci] del survivalismo; di, da survivalista.
survoltare   v. tr.  [io survòlto ecc.] (elettr.) elevare o abbassare una tensione.
survoltore   s.m.  (elettr.) termine generico con cui si indicano particolari macchine elettriche che servono a elevare o abbassare la tensione fornita da un'altra sorgente.
suscettanza   s.f.  (fis.) grandezza elettrica legata al reciproco dell'impedenza.
suscettibile   agg.    • 1 •   si dice di cosa capace di subire influenze esterne (che tendono a modificare la sua condizione): una situazione suscettibile di miglioramento; il pensiero umano è suscettibile di sviluppo    • 2 •   riferito a persona, che si offende con eccessiva facilità permaloso.
suscettibilità   s.f.  l'essere suscettibile; permalosità: urtare la suscettibilità di qualcuno. 
suscettività   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere suscettivo    • 2 •   (fis.) rapporto fra l'intensità di polarizzazione di un mezzo e l'intensità del campo che la induce: suscettività elettrica, magnetica. 
suscettivo   agg.  (non com.) capace, suscettibile di ricevere attributi o determinazioni (quasi esclusivamente in usi filosofici).
suscitamento   s.m.  (non com.) il suscitare.
suscitare   v. tr.  [io sùscito ecc.]    • 1 •   (lett.) far sorgere, levare in alto (spec. fig.): il dio che atterra e suscita, / che affanna e che consola  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   (estens.) far nascere, destare, causare: suscitare il riso, uno scandalo, una rivolta    • 3 •   (ant.) risuscitare: ne' prieghi fatti a dio per suscitarla  (dante par.  xx, 110) | v. intr.  [aus. essere] (ant.) risorgere, levarsi.
suscitatore   agg.  [f. -trice] che suscita, fa nascere, desta: parole suscitatrici di coraggio  s. m.  [f. -trice] chi suscita, fa nascere: suscitatore di scandali. 
susina   s.f.  frutto del susino; prugna.
susino   s.m.  albero con foglie grandi ovali, fiori bianchi e frutti a drupa dalla polpa dolce e sugosa; prugno (fam.  rosacee).
suso   ant. rar. soso [só-so], avv.  (ant.) su: ond'ei levò le ciglia un poco in suso  (dante inf.  x, 45).
suspense   s.f. invar.  stato d'animo di apprensione, di ansiosa incertezza, proprio di chi attende la soluzione di eventi drammatici; in partic., in un film o in un racconto, momento o situazione che induce nello spettatore o nel lettore un sentimento di sospensione, di attesa angosciosa: un film, un romanzo ricco di suspense; un poliziesco in cui la suspense è dosata magistralmente. 
suspezione    ⇨ suspicione.
suspicare   v. tr.  e intr.  [io sùspico, tu sùspichi ecc. ; aus. dell'intr. avere] (ant.) sospettare, dubitare.
suspicione   o suspizione o suspezione, s.f.  (ant.) sospetto, esitazione, timore ' legittima suspicione, (dir.) legittimo sospetto che, nel corso di un processo, testimoni e giudici possano essere influenzati da circostanze ambientali; può essere causa della rimessione del processo ad altra sede.
sussecutivo   agg.  (rar.) susseguente, successivo.
susseguente   ant. sussequente, part. pres.  di susseguire   agg.  (non com.) che segue, che viene dopo; successivo: giorno susseguente; i fatti susseguenti a un evento  § susseguentemente avv.  di conseguenza, successivamente.
susseguire   v. tr.  e intr.  [io susséguo ecc. ; aus. dell'intr. essere] (non com.) venire subito dopo; derivare come conseguenza: il giorno sussegue la notte; all'eccessivo lavoro sussegue la stanchezza  | susseguirsi v. rifl.  venire l'uno dopo l'altro: i treni si susseguivano a breve distanza; giorni che si susseguono tutti uguali. 
sussequente    ⇨ susseguente.
sussidiare   v. tr.  [io sussìdio ecc.] provvedere di un sussidio; sovvenzionare: sussidiare un ente, un'associazione | scuole sussidiate, scuole private che vengono istituite, in luogo delle scuole statali, in località dove vi siano meno di quindici alunni.
sussidiario   agg.  che è di sussidio: truppe sussidiarie | fermata sussidiaria, la fermata di un mezzo pubblico di linea, vicina a quella principale, che viene utilizzata quando più vetture devono fermarsi contemporaneamente | nave sussidiaria, nave da guerra armata per propria difesa e usata per servizio delle unità combattenti vere e proprie  s.m.  testo comprendente tutte le materie d'insegnamento, adottato nel secondo ciclo della scuola elementare § sussidiariamente avv.  come sussidio, in modo sussidiario.
sussidiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (burocr.) che, chi sussidia: ente sussidiatore. 
sussidio   s.m.    • 1 •   aiuto, soccorso: truppe mandate in sussidio | sussidi didattici, il materiale di cui sono dotate le scuole e che serve a integrare l'insegnamento; sussidi audiovisivi, i mezzi audiovisivi utilizzati a fini didattici | sussidi bibliografici, la bibliografia utilizzabile in una ricerca    • 2 •   aiuto in denaro: concedere, ottenere un sussidio; presentare domanda di sussidio; sussidio di disoccupazione    • 3 •   pl.  (lett.) truppe ausiliarie: i tre grandi condottieri /... / accolsero i sussidi: armar gli agresti  (caro).
sussiego   s.m.  [pl. -ghi] contegno grave e sostenuto, da cui traspare una certa altezzosità: aria di sussiego; rispondere con sussiego. 
sussiegoso   agg.  pieno di sussiego: modi sussiegosi  § sussiegosamente avv. 
sussistente   part. pres.  di sussistere  agg.  che sussiste; che ha validità: ragioni sussistenti. 
sussistenza   s.f.    • 1 •   (filos.) il sussistere; l'esistere in sé | l'esistere come sostanza (detto di un soggetto rispetto alle sue qualità e ai suoi attributi)    • 2 •   quanto occorre al sostentamento: mezzi di sussistenza  | (econ.) il livello minimo di consumi, al di sotto del quale è impossibile la sopravvivenza: salari fissati al livello di sussistenza    • 3 •   (mil.) corpo preposto al vettovagliamento delle truppe: militare addetto alla sussistenza; magazzini di sussistenza. 
sussistere   v. intr.  [aus. essere, non com. avere]    • 1 •   (filos.) esistere come realtà in sé, come sostanza, indipendentemente dal soggetto pensante    • 2 •   nell'uso corrente, esistere, essere valido, avere fondamento: prove, scuse che non sussistono; assoluzione perché il fatto non sussiste. 
sussultare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   trasalire, sobbalzare con moto spontaneo, per gioia o altra emozione: sussultare di paura    • 2 •   muoversi bruscamente, spec. con moto dal basso verso l'alto: la terra sussultò. 
sussulto   s.m.    • 1 •   piccolo balzo, trasalimento per una improvvisa emozione: nell'udire la notizia ebbe un sussulto; dare un  sussulto    • 2 •   movimento repentino, scossone, spec. con moto dal basso verso l'alto: i sussulti del terremoto. 
sussultorio   agg.  che dà sussulti, che si manifesta con sussulti | in partic., si dice del movimento dovuto a onde sismiche che si propagano per vibrazioni verticali: terremoto sussultorio; si contrappone a ondulatorio. 
sussumere   v. tr.  in logica, ricondurre un concetto particolare nell'ambito di un concetto più generale | nel linguaggio giuridico, riferire un caso specifico alla norma di legge che lo contempla.
sussunzione   s.f.  il sussumere, l'essere sussunto (nel sign. della logica o in quello giuridico): giudizio di sussunzione. 
sussurrare   lett. susurrare, v. tr.    • 1 •   pronunziare a bassa voce; mormorare, bisbigliare: sussurrare una frase all'orecchio    • 2 •   dire nascostamente in segreto, spec. per criticare, disapprovare: si sussurra che abbia perso tutto al gioco  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   produrre un rumore lieve e indistinto: le foglie sussurrano al vento    • 2 •   criticare di nascosto, insinuare critiche: si sussurra da tempo contro di lui. 
sussurratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi sussurra, mormora, critica.
sussurrio   lett. susurrio, s.m.  un sussurrare prolungato: un sussurrio di disapprovazione. 
sussurro   lett. susurro, s.m.  il sussurrare; voce sommessa, indistinta: le sue parole si spensero in un sussurro  | mormorio, fruscio: il sussurro del vento, del mare. 
sussurrone   s.m.  [f. -a] (non com.) persona che ha l'abitudine di sussurrare, di mormorare; criticone.
susta   s.f.    • 1 •   (region.) molla a spirale    • 2 •   pl.  le stanghette degli occhiali.
sustanza    ⇨ sostanza.
sustanzia   e deriv.   ⇨ sostanza e deriv. 
susurro   e deriv.   ⇨ sussurro e deriv. 
suto   part. pass.  (ant.) stato.
sutura   s.f.    • 1 •   (med.) l'operazione chirurgica del riunire mediante cucitura i margini di una ferita; la cucitura stessa: praticare, operare una sutura; una sutura cicatrizzata    • 2 •   (anat.) articolazione in cui le ossa sono giustapposte senza possibilità di movimento: le suture del cranio    • 3 •   (bot.) linea più o meno pronunciata che costituisce la saldatura del margine destro e sinistro di un carpello    • 4 •   (fig.) collegamento, congiungimento.
suturabile   agg.  che si può suturare.
suturale   agg.  (med.) di sutura, che concerne una sutura; che serve a suturare.
suturare   v. tr.    • 1 •   chiudere, saldare con una sutura: suturare una ferita    • 2 •   (fig.) ricomporre, ricucire.
suvenire    ⇨ sovvenire.
suvero    ⇨ sughero.
suvvi   avv.  (ant.) su: bandiere con suvvi il giglio fiorentino  (tommaseo).
suvvia   meno com. su via, inter.  esprime esortazione, incoraggiamento, impazienza: suvvia, calmati!; suvvia, affrettati!. 
suzione   s.f.    • 1 •   l'azione del succhiare; in partic., detto di un lattante, l'istinto del suggere dalla mammella    • 2 •   (non com.) ventosa.
suzzacchera   s.f.  (tosc.)    • 1 •   (ant.) bevanda medicinale con aceto e zucchero    • 2 •   (fig.) cosa lunga e noiosa.
svaccarsi   v. rifl.  (pop.) perdere la buona disposizione iniziale; lasciarsi andare a un comportamento passivo, negativo | essere svaccato, essere privo di motivazioni e di energia.
svaccato   agg.  (pop.) che si è lasciato andare, che non si impegna più svogliato, passivo.
svacco   s.m.  (pop.) il comportamento di chi non ha più spirito costruttivo, positività di intenti; anche, la conclusione negativa che ne deriva (di un'iniziativa, di un lavoro).
svagamento   s.m.  (non com.) lo svagare, lo svagarsi; distrazione.
svagare   v. tr.  [io  svago, tu  svaghi ecc.]    • 1 •   distrarre, sollevare la mente da pensieri, preoccupazioni che l'affaticano; far divertire, ricreare: la passeggiata mi ha svagato; un film che svaga    • 2 •   far perdere l'attenzione, la concentrazione; distrarre: non mi svagare mentre lavoro  | svagarsi v. rifl.    • 1 •   distrarsi, divertirsi: si svaga leggendo o dipingendo    • 2 •   perdere l'attenzione, la concentrazione; distrarsi: si svagano continuamente mentre studiano. 
svagataggine   s.f.  (non com.) svagatezza.
svagatezza   s.f.  (lett.) l'essere svagato.
svagativo   agg.  (rar.) che svaga.
svagato   part. pass.  di svagare  agg.  che vaga con l'immaginazione, che non è concentrato su ciò che fa; distratto. dim. svagatello  accr. svagatone  § svagatamente avv. 
svago   s.m.  [pl. -ghi]    • 1 •   lo svagare, lo svagarsi: prendersi un po' di svago    • 2 •   ciò che svaga; divertimento, passatempo: una città con pochi svaghi. 
svagolare   v. tr.  [io  svàgolo ecc.] (tosc.) rendere svagato, distrarre | svagolarsi v. rifl.  svagarsi, trastullarsi.
svaligiamento   s.m.  lo svaligiare, l'essere svaligiato.
svaligiare   v. tr.  [io  svalìgio ecc.] derubare portando via tutto quanto c'è di valore; saccheggiare: svaligiare una banca, un appartamento. 
svaligiatore   s.m.  [f. -trice] chi svaligia.
svalutare   v. tr.  [io  svalùto (meno corretto s vàluto) ecc.]    • 1 •   attribuire un valore economico minore: svalutare un bene, una merce; svalutare la moneta, effettuarne la svalutazione    • 2 •   (fig.) sminuire, sottovalutare: svalutare le capacità, i meriti di qualcuno  | svalutarsi v. rifl.  perdere di valore.
svalutazione   s.f.  perdita di valore di una moneta rispetto a una valuta estera (o all'oro); aumento della quantità di moneta nazionale necessaria per acquistare un'unità di moneta estera | nell'uso corrente, anche la diminuzione del suo potere d'acquisto a causa dell'inflazione.
svampare   v. intr.  [aus. avere  o essere] (region.)    • 1 •   uscire con vampe, con vapore; divampare: il calore, la fiamma svampa    • 2 •   cessare la vampa; diminuire di calore (anche fig.): l'ira svampò presto. 
svampire   v. intr.  [io  svampisco, tu  svampisci ecc.; aus. essere] (region.)    • 1 •   svanire, evaporare    • 2 •   (fig.) svigorirsi, venir meno: l'interesse per la musica gli è svampito ben presto. 
svampito   part. pass.  di svampire  agg.  e s.m.  [f. -a] (region.) che, chi è svanito, superficiale, leggero: un vecchio svampito; fare la svampita. 
svanimento   s.m.  (lett.) lo svanire: svanimento di un suono. 
svanire   v. intr.  [io  svanisco, tu  svanisci ecc.; aus. essere]    • 1 •   perdere a poco a poco la forza, l'intensità: gli odori svaniscono col tempo; la memoria svanisce con l'età  | in senso materiale, dileguarsi a poco a poco; sparire, scomparire: l'automobile svanì nel buio della notte    • 2 •   (fig.) cessare di esistere; perdersi, scomparire: la speranza purtroppo svanì. 
svanito   part. pass.  di svanire  agg.    • 1 •   che ha perso la forza, l'intensità, il vigore: un profumo svanito; mente svanita    • 2 •   si dice di persona che non ha più la pienezza delle sue forze mentali: mi sembra un po' svanito  | superficiale, privo di interessi; svampito: essere, apparire un po' svanito    • 3 •   (fig.) scomparso, sfumato: una speranza svanita. 
svantaggiato   agg.  che è in svantaggio, in una condizione di inferiorità rispetto agli altri: essere, sentirsi svantaggiato  agg.  e s.m.  [f. -a] (sociol.) si dice di chi presenta limitazioni dovute a fattori socioculturali, non a handicap fisici o mentali.
svantaggio   s.m.    • 1 •   condizione sfavorevole, stato di inferiorità rispetto ad altri; pregiudizio, danno: quello che per te è un vantaggio per me è uno svantaggio    • 2 •   in gare sportive, competizioni e altri giochi, il distacco di punti o di tempo che separa un concorrente o una squadra da un altro concorrente o da un'altra squadra che sono in posizione più favorevole: annullare, rimontare uno svantaggio; una squadra con tre punti di svantaggio dalla capolista. 
svantaggioso   agg.  che è causa di svantaggio; sfavorevole: patto svantaggioso; posizione svantaggiosa  § svantaggiosamente avv. 
svanzica   s.f.    • 1 •   nome italiano di una vecchia moneta argentea austriaca da venti soldi    • 2 •   pl.  (dial.) il denaro, i quattrini.
svaporamento   s.m.  lo svaporare.
svaporare   v. intr.  [io  svapóro ecc.; aus. essere]    • 1 •   di liquido, perdere le qualità essenziali, soprattutto l'odore o il sapore, sotto forma di vapori; per estens., evaporare: il profumo è svaporato; l'etere svapora rapidamente    • 2 •   (fig.) svanire: la rabbia gli sta sva porando.
svaporato   part. pass.  di svaporare  agg.    • 1 •   di liquido, che ha perso la sua parte essenziale, l'odore o il sapore, sotto forma di vapore: liquore svaporato    • 2 •   (fig.) di persona, svanito, svampito: una ragazza svaporata. 
svaporazione   s.f.  (non com.) svaporamento.
svariamento   s.m.  lo svariare.
svariare   v. tr.  [io  svàrio ecc.]    • 1 •   (non com.) rendere vario, più vario, più attraente: svariare i toni, i colori    • 2 •   (fig.) divagare, divertire: svariare i ragazzi | v. intr.  [aus. essere  e avere] (lett.) essere o apparire di diversi colori: oh come lieti / ne l'april svarian gli ulivi!  (carducci) | svariarsi v. rifl.  distrarsi, svagarsi: va al cinema per svariarsi un po'. 
svariatezza   s.f.  (non com.) qualità di ciò che è svariato, vario.
svariato   part. pass.  di svariare  agg.    • 1 •   che ha molte varietà vario, molteplice: uno spettacolo svariato; un mazzo di fiori svariati    • 2 •   pl.  molti e diversi: un'automobile prodotta in svariati modelli; svariate volte, numerose volte § svariatamente avv.  in modi svariati.
svario   s.m.  (ant.) divario; differenza.
svarione   s.m.  grosso errore, soprattutto linguistico; strafalcione.
svasamento   s.m.  svasatura.
svasare   v. tr.    • 1 •   riferito a piante, toglierle da un vaso per cambiare la terra o per ripulire le radici    • 2 •   modellare a forma di tronco di cono: svasare una gonna, farla scampanata, più ampia verso il basso.
svasato   part. pass.  di svasare  agg.  fatto a forma di tronco di cono | albero svasato, coi rami tagliati in modo che formino un tronco di cono rovesciato | gonna svasata, scampanata | prora svasata, a forma di v.
svasatura   s.f.    • 1 •   lo svasare, l'essere svasato; la parte svasata: la svasatura di una gonna    • 2 •   (arch.) forma dello spazio delimitata da archi, arcate o aperture a forte sguancio.
svaso   s.m.  (arch.) svasatura.
svasso   o suasso, s.m.  grosso uccello di palude bianco e nero, con un ciuffo di piume sul capo e le zampe poste all'indietro, che gli conferiscono la caratteristica posizione eretta (ord.  columbiformi).
svastica   s.f.  antico simbolo magico-religioso diffuso presso varie popolazioni indoeuropee, costituito da una croce a quattro braccia terminanti con un segmento ad angolo retto volto a sinistra; fu assunto come emblema dal partito nazional-socialista tedesco e quindi dalla germania nazista.
svecchiamento   s.m.  lo svecchiare; rinnovamento.
svecchiare   v. tr.  [io  svècchio ecc.] liberare dal vecchiume; rinnovare, rimodernare: svecchiare il guardaroba; svecchiare un'organizzazione; svecchiare la cultura. 
svecciare   v. tr.  [io  svéccio ecc.] liberare dalla veccia: svecciare il grano. 
svecciatoio   o svecciatore, s.m.  macchina agricola costituita da un tamburo cilindrico con la superficie interna alveolata, usata nell'industria molitoria per separare semi aventi forme e dimensioni diverse, e in partic. il grano dai semi di veccia.
svedese   agg.  della svezia | fiammifero svedese, fiammifero di legno che si accende solo se sfregato su fosforo rosso | pannolino (svedese), pannolino assorbente per neonati costituito da cellulosa in fiocco rivestita di tessuto | ginnastica svedese, sistema di ginnastica scientifica fondata su presupposti anatomici e fisiologici | quadro svedese, attrezzo ginnico da palestra, costituito da una serie di elementi che si incrociano a scacchiera  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato o abita in svezia    • 2 •   lingua del gruppo germanico parlata in svezia    • 3 •   fiammifero svedese.
sveglia   s.f.    • 1 •   lo svegliare, lo svegliarsi: la sveglia è alle sei | sveglia!, si dice a chi non vuole alzarsi o a chi si mostra svogliato e pigro    • 2 •   soneria o altro segnale con cui si sveglia qualcuno: dare, sonare la sveglia    • 3 •   orologio munito di soneria che suona all'ora prestabilita: per svegliarmi presto dovrò mettere la sveglia. 
svegliamento   s.m.  (rar.) lo svegliare, lo svegliarsi.
svegliare   v. tr.  [io  svéglio ecc.]    • 1 •   scuotere dal sonno; destare: svegliare qualcuno con un rumore; non lo sveglierebbero neppure le cannonate, (fig.) si dice di chi ha il sonno molto pesante    • 2 •   (fig.) scuotere dal torpore, dall'inerzia: ha bisogno di essere svegliato  | rendere più pronto, più attivo; scaltrire: la vita cittadina lo ha svegliato    • 3 •   (fig.) stimolare, suscitare, eccitare: una bella passeggiata sveglia l'appetito  | svegliarsi v. rifl.    • 1 •   scuotersi dal sonno    • 2 •   (fig.) uscire dal torpore, dall'inerzia | farsi più accorto, più pronto; scaltrirsi | v. rifl.  (fig.) destarsi, manifestarsi: mi si è svegliato un forte mal di testa; gli si sono svegliati gli istinti peggiori. 
svegliarino   s.m.    • 1 •   negli orologi antichi, quadrante della sveglia    • 2 •   (fam.) incitamento, stimolo a svegliarsi, a scaltrirsi: dare lo svegliarino a qualcuno, richiamarlo al dovere.
svegliata   s.f.  (non com.) lo svegliare, lo svegliarsi.
svegliatezza   s.f.  (non com.) l'essere sveglio (in senso fig.): svegliatezza di mente. 
svegliato   part. pass.  di svegliare  agg.  (ant.) sveglio (anche fig.): li occhi svegliati rivolgendo in giro  (dante purg.  ix, 35).
svegliatore   s.m.    • 1 •   un tempo, uomo che la mattina provvedeva a svegliare le persone a un'ora stabilita    • 2 •   strumento in grado di emettere un rumore a ore prestabilite, usato spec. nei monasteri medievali; è considerato un rudimentale precursore dell'orologio.
sveglio   agg.    • 1 •   che non dorme, che veglia: restare sveglio tutta la notte    • 2 •   (fig.) d'ingegno pronto e vivace: un ragazzo sveglio    • 3 •   (fig. fam.) astuto, scaltro.
svelamento   s.m.  (non com.) lo svelare, l'essere svelato.
svelare   v. tr.  [io  svélo ecc.]    • 1 •   (non com.) togliere il velo    • 2 •   (fig.) rendere palese, manifesto; rivelare: svelare un segreto  | scoprire, manifestare: svelare le proprie intenzioni  | svelarsi v. rifl.  rivelarsi, manifestando un modo di essere che prima era tenuto nascosto: si è svelato per quell'avaro che è. 
svelatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi rivela un segreto o una cosa nascosta.
svelatura   s.f.  rimozione delle velature sovrapposte che coprono un dipinto antico.
svelenare   v. tr.  [io  sveléno ecc.] svelenire | svelenarsi v. rifl.  svelenirsi.
svelenire   v. tr.  [io  svelenisco, tu  svelenisci ecc.]    • 1 •   privare del veleno: svelenire un preparato    • 2 •   (fig.) liberare dal risentimento, dal rancore: la presentazione delle scuse lo ha svelenito  | mitigare, addolcire: svelenire la discussione  | svelenirsi v. rifl.  liberarsi dal risentimento, dal rancore: ora i loro rapporti si sono sveleniti. 
svellere   v. tr.  [pres. io  svèllo o svèlgo, tu  svèlli ecc.; pass. rem. io  svèlsi, tu  svellésti ecc.; congiunt. pres. io  svèlla o svèlga ecc. ; part. pass. svèlto] (lett.) togliere, strappare con forza; sradicare: abitante alcuno / dal fero bosco mai ramo non svelse  (tasso g. l.  xiii, 5) | in usi fig.: svellere un vizio, un'immagine, un ricordo  | svellersi v. rifl.  (ant.) staccarsi, allontanarsi.
svellimento   s.m.  (rar.) lo svellere: svellimento di un arbusto. 
sveltezza   s.f.    • 1 •   l'essere svelto, rapido, veloce    • 2 •   (estens.) agilità, snellezza: sveltezza di movimenti    • 3 •   (fig.) prontezza d'ingegno.
sveltimento   s.m.  lo sveltire, lo sveltirsi: lo sveltimento della circolazione stradale. 
sveltina   s.f.  (volg.) rapporto sessuale non preceduto da preliminari amorosi e concluso rapidamente.
sveltire   v. tr.  [io  sveltisco, tu  sveltisci ecc.]    • 1 •   rendere più svelto, più pronto, più sveglio: vivere in città l'ha sveltito    • 2 •   rendere rapido, veloce: la nuova autostrada sveltirà il traffico    • 3 •   rendere sottile, slanciato: l'abito scuro sveltisce la figura  | sveltirsi v. rifl.  diventare svelto, pronto: da quando è con noi si è molto sveltito. 
svelto   (1) agg.    • 1 •   che agisce con prontezza, rapidità | svelto di mano, che ha l'abitudine di rubare o di venire alle mani | svelto di lingua, linguacciuto o maldicente    • 2 •   veloce, spedito: camminare con passo svelto | alla svelta, in fretta, rapidamente: lavorare, finire alla svelta | svelti!, svelti!, sbrigatevi!    • 3 •   sottile e slanciato: una ragazza dal figurino svelto    • 4 •   sveglio, d'ingegno pronto: un bambino molto svelto per la sua età  § sveltamente avv.  con prontezza, con rapidità.
svelto   (2) part. pass.  di svellere  e agg.  nei sign. del verbo.
svenamento   s.m.  (non com.) lo svenare, lo svenarsi (anche fig.).
svenare   v. tr.  [io  svéno ecc.]    • 1 •   uccidere tagliando le vene; dissanguare    • 2 •   (fig.) privare qualcuno di tutto ciò che possiede; portare alla rovina: mi vuol svenare!  | svenarsi v. rifl.    • 1 •   uccidersi tagliandosi le vene    • 2 •   (fig.) dare agli altri tutto ciò che si guadagna o si possiede: s'è svenato per la sua famiglia. 
svenatura   s.f.  (rar.) svenamento.
svendere   v. tr.  [coniugato come vendere] vendere sotto costo o a un prezzo molto inferiore a quello normalmente praticato: svendere tutta la merce per chiusura dell'esercizio. 
svendita   s.f.  lo svendere, l'essere svenduto: svendita di fine stagione. 
svenevolaggine   s.f.  (non com.) svenevolezza.
svenevole   agg.  che ha o mostra una sensibilità eccessiva o affettata; sdolcinato, lezioso: che donna svenevole!; maniere, atteggiamenti svenevoli  s. m.  e f.  persona svenevole: fare lo svenevole  § svenevolmente avv. 
svenevolezza   s.f.    • 1 •   l'essere svenevole    • 2 •   atto svenevole.
svenimento   s.m.  perdita momentanea dei sensi, della coscienza: avere uno svenimento; essere soggetto a svenimenti. 
svenire   v. intr.  [coniugato come venire; aus. essere] perdere i sensi: svenire per il dolore, per la debolezza, per il caldo eccessivo; sentirsi svenire | fare svenire, (iperb.) procurare un fastidio, una noia che estenuano: parla così lentamente, che fa svenire. 
sventagliare   v. tr.  [io  sventàglio ecc.]    • 1 •   far vento col ventaglio su qualcosa: stava sul divano a sventagliarsi il viso    • 2 •   (estens.) agitare come un ventaglio: gli sventagliò sotto il naso un biglietto da centomila    • 3 •   disporre, allargare a ventaglio: il tacchino sventaglia la coda  | (estens.) sparare a ventaglio: sventagliare una raffica di mitra |  sventagliarsi v. rifl.  farsi vento col ventaglio.
sventagliata   s.f.    • 1 •   lo sventagliare    • 2 •   disposizione a ventaglio; insieme di oggetti disposti a ventaglio    • 3 •   raffica di un'arma automatica: dal mitra partì una sventagliata. 
sventare   v. tr.  [io  svènto ecc.]    • 1 •   (ant.) far uscire aria o un altro gas da un recipiente che li contenga | sventare una mina, neutralizzarla mediante l'apertura del fornello, in modo che i gas risultino inefficaci    • 2 •   (fig.) rendere vano, far fallire: sventare un'insidia, una rapina    • 3 •   (mar.) detto di vela, sottrarla all'azione del vento, orientandola in modo che fileggi.
sventataggine   s.f.  (non com.) sventatezza.
sventatezza   s.f.    • 1 •   l'essere sventato    • 2 •   atto, comportamento da sventato.
sventato   part. pass.  di sventare  agg.  si dice di persona che agisce senza riflettere; incauto, sbadato, sconsiderato | alla sventata, in modo sventato, incautamente: agire alla sventata   s.m.  [f. -a] persona sventata: comportarsi da sventato  § sventatamente avv. 
sventola   s.f.  (fam)    • 1 •   ventola | orecchie a sventola, con il padiglione molto sporgente in avanti    • 2 •   percossa data con la mano aperta; schiaffo | nel pugilato, colpo inferto descrivendo col braccio un ampio semicerchio; swing.
sventolamento   s.m.  lo sventolare, l'essere sventolato.
sventolare   v. tr.  [io  svèntolo ecc]    • 1 •   agitare qualcosa al vento o per far vento: sventolare il fazzoletto, il ventaglio    • 2 •   far vento a qualcuno, a qualcosa: sventolarsi il viso; sventolare il fuoco, per ravvivarlo    • 3 •   dare aria, ventilare; sventolare il grano, rivoltarlo con la pala sull'aia o nel granaio perché non ammuffisca; sventolare le olive, rivoltarle perché non fermentino | sventolarsi v. rifl.  farsi vento: sventolarsi col cappello  | v. intr.  [aus. avere] muoversi al vento; garrire: le bandiere sventolano sui pennoni. 
sventolata   s.f.  lo sventolare o lo sventolarsi una volta sola o per poco: dare una sventolata al fuoco.  dim. sventolatina. 
sventolio   s.m.  un vivace e continuo sventolare: sventolio di bandiere. 
sventramento   s.m.    • 1 •   lo sventrare, l'essere sventrato: lo sventramento di un pesce; lavori di sventramento di una zona urbana; lo sventramento di un centro storico    • 2 •   (med.) rilasciamento dei muscoli addominali.
sventrare   v. tr.  [io  svèntro ecc.]    • 1 •   togliere le interiora a un animale prima di cucinarlo: sventrare un pollo    • 2 •   trafiggere al ventre, ferendo o uccidendo    • 3 •   (estens.) demolire edifici e quartieri di una città per ragioni urbanistiche.
sventrata   (1) s.f.  lo sventrare, il pulire un animale delle interiora: dare una sventrata al tacchino. 
sventrata   (2) s.f.  (pop.) scorpacciata.
sventrato   part. pass.  di sventrare  agg.  nei sign. del verbo | (pop.) che mangia insaziabilmente.
sventura   s.f.    • 1 •   sorte avversa: essere perseguitato dalla sventura    • 2 •   avvenimento che provoca danno o dolore; sciagura: fu colpito da gravi sventure | compagni di sventura, persone che sopportano insieme qualche caso doloroso | per colmo di sventura, per somma disgrazia.
sventurato   agg.    • 1 •   colpito, perseguitato dalla sventura: un giovane sventurato    • 2 •   (lett.) che arreca sventura, che è causa di sventura: una scelta sventurata, un giorno sventurato, in cui sia accaduta qualche disgrazia | sciagurato, scellerato (spec. in frasi deprecative): sventurato, chi la patria tradisce!   s.m.  [f. -a] persona sventurata: è uno sventurato  § sventuratamente avv.  per disgrazia.
svenuto   part. pass.  di svenire  agg.  privo di sensi; colpito da svenimento.
sverdire   v. intr.  [io  sverdisco, tu  sverdisci ecc.; aus. essere] (non com.) perdere il verde, la freschezza (anche fig.).
svergare   v. tr.  [io  svérgo, tu  svérghi ecc.]    • 1 •   ridurre in verghe: svergare l'acciaio    • 2 •   (mar.) sciogliere una vela dal suo sostegno.
sverginamento   s.m.  lo sverginare, l'essere sverginato.
sverginare   v. tr.  [io  svérgino ecc.]    • 1 •   togliere la verginità    • 2 •   (fig. scherz.) usare qualcosa per la prima volta.
svergognamento   s.m.  lo svergognare, l'essere svergognato.
svergognare   v. tr.  [io  svergógno ecc.]    • 1 •   far vergognare qualcuno muovendogli aspri rimproveri; esporre al biasimo, alla disapprovazione: svergognare pubblicamente una persona    • 2 •   smascherare le colpe, le malefatte di qualcuno: fu svergognato davanti a tutti. 
svergognatezza   s.f.  qualità di chi è svergognato; impudenza.
svergognato   (1) part. pass.  di svergognare  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato svergognato; in partic., si dice di persona a cui siano state pubblicamente rinfacciate le proprie colpe.
svergognato   (2) agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi non prova vergogna per ciò che di sconveniente fa o dice: una ragazza svergognata; è uno svergognato  § svergognatamente avv.  da svergognato; sfacciatamente.
svergolamento   s.m.  deformazione di una superficie o di un pezzo meccanico: svergolamento alare. 
svergolare   v. tr.  [io  svérgolo ecc.] deformare una superficie | svergolarsi v. rifl.  subire uno svergolamento.
sverlare   v. intr.  [io  svèrlo ecc.; aus. avere] detto della verla, emettere il suo tipico verso | (estens.) riferito a uccelli in genere, cantare: un uccellino vero, uno che sverli / e mi consoli della mia vecchiaia  (pascoli).
svernamento   s.m.    • 1 •   lo svernare: lo svernamento del bestiame    • 2 •   (biol.) ibernazione.
svernare   (1) v. intr.  [io  svèrno ecc.; aus. avere]    • 1 •   trascorrere l'inverno in luoghi dal clima mite o più mite, al riparo dai rigori della stagione: portare le pecore a svernare in pianura; i soldati svernarono in pianura    • 2 •   (ant. , dial.) uscire dall'inverno | svernarsi v. rifl.  (ant.) uscire dall'inverno: ma prima che gennaio tutto si sverni  (dante par.  xxvii, 142).
svernare   (2) o sbernare, v. intr.  [io  svèrno (o sbèrno) ecc. ; aus. avere] (ant.) detto di uccelli, cantare alla fine dell'inverno: udir li augei svernar, rimbombar l'onde  (poliziano).
sverniciante   part. pres.  di sverniciare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza o prodotto che svernicia; sverniciatore.
sverniciare   v. tr.  [io svernìcio ecc.] togliere la vernice.
sverniciatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] operaio addetto a operazioni di sverniciatura    • 2 •   solvente per togliere la vernice.
sverniciatura   s.f.  lo sverniciare, l'essere sverniciato.
sverno   s.m.  (non com.) lo svernare; svernamento.
sversataggine   s.f.  (tosc.)    • 1 •   l'essere sversato    • 2 •   atto, comportamento sversato.
sversato   agg.  (tosc.) sgraziato, sgarbato.
sverza   s.f.  scheggia lunga e sottile di legno o altro materiale.
sverzare   v. tr.  [io  svérzo o svèrzo ecc.]    • 1 •   tagliare sverze; scheggiare: sverzare il legno    • 2 •   chiudere con sverze: sverzare le fessure di una finestra  | sverzarsi v. rifl.  scheggiarsi, rompersi in sverze: il piano del tavolo si è sverzato. 
sverzino   s.m.  spago ritorto che serve per fare il cordone della frusta; anche, la cordicella sottile di canapa posta in fondo al cordone per farla schioccare.
svesciare   v. tr.  [io  svéscio ecc.] (tosc.) dire senza ritegno; palesare, spiattellare.
svescicare   v. tr.  [io  svescico, tu  svescichi ecc.] (pop.) coprire di vesciche: svescicarsi il braccio con l'olio bollente  | svescicarsi v. rifl.  ustionarsi coprendosi di vesciche.
svestire   v. tr.  [io  svèsto ecc.]    • 1 •   togliere le vesti; spogliare: svestire il bambino  | (estens.) togliere tutto ciò che serve da rivestimento: svestire un libro della copertina; svestire il riso della pula    • 2 •   (fig.) eliminare, cancellare, deporre un'apparenza, un'aggiunta esteriore: svestire una tradizione del suo aspetto religioso; poi, come gente stata sotto larve, / che pare altro che prima, se si sveste / la sembianza non sua in che disparve  (dante par.  xxx, 91-93) | svestirsi v. rifl.    • 1 •   togliersi di dosso le vesti: svestirsi per fare il bagno    • 2 •   (fig.) perdere un'apparenza esteriore: svestirsi della consueta freddezza  | deporre una carica, un titolo ecc.: svestirsi della dignità sacerdotale  | v. rifl.  perdere un rivestimento: gli alberi si sono svestiti delle foglie. 
svestito   part. pass.  di svestire  agg.  privo di vesti; privo di rivestimento | riso svestito, privato della pula.
svestizione   s.f.  lo svestire, lo svestirsi.
svettamento   s.m.  (rar.) svettatura.
svettare   v. tr.  [io  svétto ecc.] tagliare la cima dei rami che crescono più rigogliosi degli altri, in modo da pareggiarli a questi: svettare un pino, una siepe  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   spiccare, ergersi, protendersi con la vetta verso l'alto: la torre svettava solitaria nell'azzurro del cielo    • 2 •   (lett.) detto di alberi, agitare la cima per il vento: i cipressi di sotto la rocca svettavano  (d'annunzio).
svettatoio   s.m.  arnese per svettare gli alberi.
svettatura   s.f.  lo svettare un albero o una siepe.
svevo   agg.    • 1 •   che si riferisce alla svevia, regione storica della germania sud-occidentale, o all'antica popolazione che l'abitava    • 2 •   della dinastia degli hohenstaufen (casa di svevia): gli imperatori svevi  s. m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente all'antica popolazione sveva    • 2 •   appartenente alla dinastia degli svevi.
svezzamento   s.m.    • 1 •   lo svezzare, l'essere svezzato    • 2 •   il periodo in cui il bambino passa da un'alimentazione esclusivamente lattea a una più ricca e varia.
svezzare   v. tr.  [io  svézzo ecc.]    • 1 •   far perdere un vizio, un'abitudine; disabituare a qualcosa: svezzare qualcuno dal fumo    • 2 •   porre termine all'allattamento del bambino per abituarlo a un'alimentazione più ricca e varia | svezzarsi v. rifl.  perdere un vizio, un'abitudine.
sviamento   s.m.    • 1 •   lo sviare, lo sviarsi, l'essere sviato | sviamento di potere, in diritto amministrativo, uso illegittimo di una facoltà per uno scopo diverso da quello previsto dalla legge    • 2 •   detto di un veicolo ferroviario, deragliamento.
sviare   v. tr.    • 1 •   far uscire dalla direzione, deviare (anche fig.): sviare un colpo, le indagini | sviare un discorso, portarlo su un argomento diverso    • 2 •   (fig.) allontanare qualcuno dalle proprie occupazioni: sviare un giovane dagli studi  | allontanare dalla retta via; corrompere: le cattive compagnie lo hanno sviato  | v. intr.  [aus. avere], sviarsi v. rifl.    • 1 •   uscire di strada    • 2 •   abbandonare la via giusta (anche fig.): le pecore, spaventate, si sviarono; sviarsi per le cattive letture. 
sviato   part. pass.  di sviare  agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona traviata, volta al male.
sviatoio   s.m.  dispositivo che fa deragliare i veicoli ferroviari quando la loro marcia non è più controllabile.
sviatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi svia (spec. fig.).
svicolare   v. intr.  [io  svìcolo ecc.; aus. essere  e avere] infilare un vicolo, una traversa per evitare qualcuno | (estens.) sfuggire, svignarsela.
svignare   v. intr.  [aus. essere] allontanarsi in fretta, di nascosto: diede un'occhiata a destra e a sinistra da che parte ci fosse men gente, e svignò di là  (manzoni p. s.  xxxiv) | usato spec. con la particella pron. nella forma svignarsela, andarsene di soppiatto: se la svignò in punta di piedi. 
svigorimento   s.m.  lo svigorire, lo svigorirsi, l'essere svigorito.
svigorire   v. tr.  [io  svigorisco, tu  svigorisci ecc.] togliere vigore, indebolire: svigorire il corpo, la mente; svigorire l'autorità di qualcuno  | v. intr. , svigorirsi v. rifl.  perdere vigore, indebolirsi: si svigorisce ogni giorno di più. 
svilimento   s.m.  lo svilire, l'essere svilito; svalutazione.
svilio   s.m.  (rar.) lo svilire.
svilire   v. tr.  [io  svilisco, tu  svilisci ecc.]    • 1 •   togliere valore, pregio; rendere vile: svilire un sentimento    • 2 •   svalutare.
svillaneggiamento   s.m.  lo svillaneggiare, lo svillaneggiarsi, l'essere svillaneggiato.
svillaneggiare   v. tr.  [io  svillanéggio ecc.] trattare con villania; ingiuriare | svillaneggiarsi v. rifl.  rivolgersi villanie.
sviluppabile   agg.    • 1 •   che si può sviluppare    • 2 •   (mat.) si dice di superficie in corrispondenza biunivoca con i punti di un piano, tale da conservare le distanze e le proprietà metriche.
sviluppamento   s.m.  (rar.) sviluppo.
sviluppare   v. tr.    • 1 •   (lett.) sciogliere un viluppo; svolgere: il serpente sviluppa le sue spire  | (fig.) liberare: acciò che io, consolata morendo, mi sviluppi da queste pene  (boccaccio dec.  x, 7)    • 2 •   trattare esaurientemente: sviluppare un concetto, un argomento    • 3 •   far crescere, potenziare; l'esercizio sviluppa il corpo; sviluppare un'attività    • 4 •   suscitare, far nascere: una scintilla può sviluppare un incendio    • 5 •   (foto.) trattare la pellicola impressionata dalla luce con una soluzione chimica che rende visibile l'immagine fotografica    • 6 •   (geom.) fare lo sviluppo d'una superficie: sviluppare un cilindro su un piano  | v. intr.  [aus. avere], svilupparsi v. rifl.    • 1 •   detto di organismi viventi, raggiungere la forma definitiva: il bruco si sviluppa in farfalla    • 2 •   riferito ad adolescente, giungere alla pubertà: la bambina ha sviluppato tardi | v. rifl.    • 1 •   crescere, ampliarsi: l'azienda si sta sviluppando    • 2 •   prodursi, insorgere, manifestarsi: l'infezione può svilupparsi rapidamente    • 3 •   (lett.) liberarsi, districarsi.
sviluppato   part. pass.  di sviluppare  agg.    • 1 •   che ha raggiunto un buon grado di sviluppo: una pianta sviluppata; un paese economicamente poco sviluppato    • 2 •   detto di persona, che è giunto alla pubertà: una ragazza sviluppata. 
sviluppatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi sviluppa; in partic., chi realizza uno sviluppo fotografico    • 2 •   soluzione contenente sostanze riducenti e stabilizzanti usata per sviluppare pellicole.
sviluppatrice   s.f.  attrezzatura usata per trattare pellicole cinematografiche e fotografiche.
sviluppo   s.m.    • 1 •   lo sviluppare, lo svilupparsi; espansione, ampliamento: un'industria in pieno sviluppo; dare sviluppo a un'iniziativa; sfavorire, ritardare, rallentare lo sviluppo di un'attività  | (econ. , sociol.) cospicuo aumento del prodotto pro capite, prolungato nel tempo e accompagnato da vasti mutamenti strutturali, istituzionali e culturali; l'insieme degli aspetti qualitativi oltre che quantitativi della crescita economica: paesi in via di sviluppo    • 2 •   svolgimento, trattazione a voce o scritta di un argomento: lo sviluppo di un tema  | (mus.) ripresa di temi musicali già esposti, rielaborati secondo vari procedimenti costruttivi    • 3 •   (biol.) insieme dei processi di crescita di un organismo: sviluppo embrionale  | con riferimento al processo umano, crescita, maturazione: curare lo sviluppo fisico, emotivo e mentale del bambino; l'età dello sviluppo, la pubertà    • 4 •   (foto.) processo fotografico che permette di rendere visibile l'immagine latente di una pellicola    • 5 •   (mat.) modo di rappresentare una funzione mediante una serie di funzioni: sviluppo in serie, serie di funzioni la cui somma sia una funzione data | (geom.) l'operazione del riportare su un piano una superficie non piana.
svinare   v. tr.  togliere il vino dai tini dopo la fermentazione, per metterlo nelle botti.
svinatore   s.m.  [f. -trice] chi fa la svinatura.
svinatura   s.f.  lo svinare | l'operazione con cui, dopo la fermentazione, si separa il vino dalle vinacce.
svincolamento   s.m.  lo svincolare, lo svincolarsi, l'essere svincolato.
svincolare   v. tr.  [io  svìncolo ecc.] liberare da un vincolo: svincolare un terreno da un'ipoteca | svincolare merci, bagagli, ritirarli pagandone il trasporto o il dazio | svincolarsi v. rifl.  liberarsi da qualcosa che trattiene, che impedisce il movimento: si svincolò dalla stretta e fuggì. 
svincolo   s.m.    • 1 •   lo svincolare; svincolamento: lo svincolo dei bagagli    • 2 •   complesso di costruzioni per l'entrata o l'uscita di una o più correnti di traffico da un grande asse stradale | svincolo autostradale, strada che permette di passare da un'autostrada a un'altra senza abbandonare il tronco autostradale.
svio   s.m.  (non com.) sviamento.
sviolinare   v. tr.  (fam.) lusingare, adulare: sviolinare i superiori. 
sviolinata   s.f.  (fam.) lo sviolinare; discorso fatto per adulare, per lusingare.
sviolinatura   s.f.  (fam.) adulazione sfacciata.
svirgola   s.f.  nei giochi con la palla, colpo difettoso dato di striscio.
svirgolare   v. tr.  [io  svìrgolo ecc.] nei giochi con la palla, dare una svirgola: svirgolare il pallone. 
svirgolata   s.f.  svirgola.
svirilizzare   v. tr.  privare della forza, del vigore virile (spec. fig.): costumi svirilizzati. 
svisamento   s.m.  lo svisare, il travisare.
svisare   v. tr.    • 1 •   (ant.) sfigurare, sfregiare    • 2 •   (fig.) alterare, travisare: svisare un fatto di proposito. 
svisceramento   s.m.  (non com.) lo sviscerare, lo sviscerarsi, l'essere sviscerato.
sviscerare   v. tr.  [io  svìscero ecc.]    • 1 •   togliere i visceri    • 2 •   (fig.) esaminare, studiare a fondo: sviscerare un argomento  | sviscerarsi v. rifl.  dare dimostrazione affettata o eccessiva d'affetto, di stima per qualcuno.
svisceratezza   s.f.  l'essere sviscerato | espressione affettata o eccessiva d'affetto, di stima.
sviscerato   part. pass.  di sviscerare  agg.    • 1 •   appassionato, profondo: amore, attaccamento sviscerato    • 2 •   (spreg.) eccessivo, esagerato: appena smontato, fece i più sviscerati complimenti all'innominato  (manzoni p. s.  xxiv) § svisceratamente avv.  in modo sviscerato; appassionatamente: amare svisceratamente qualcuno. 
svista   s.f.  errore, per lo più non grave, dovuto a distrazione o fretta: commettere una svista. 
svitamento   s.m.    • 1 •   lo svitare    • 2 •   (sport) nel sollevamento pesi, l'oscillazione irregolare della sbarra nel momento in cui l'atleta sta concludendo il sollevamento.
svitare   v. tr.    • 1 •   allentare o togliere una vite o una madrevite o un dispositivo con attacco a vite: svitare i bulloni, un tappo    • 2 •   staccare pezzi tenuti assieme da viti: svitare una ruota  | svitarsi v. rifl.  allentarsi, detto di una vite.
svitato   part. pass.  di svitare  agg.    • 1 •   non più fissato da viti    • 2 •   (fam.) si dice di persona stravagante, bizzarra  s.m.  [f. -a] persona svitata.
svitatura   s.f.  lo svitare: l'avvitatura e la svitatura di un bullone. 
sviticchiare   v. tr.  [io  svitìcchio ecc.] sciogliere ciò che è avviticchiato | sviticchiarsi v. rifl.  liberarsi da ciò che avviticchia.
sviziare   v. tr.  [io  svìzio ecc.] (non com.) togliere il vizio | sviziarsi v. rifl.  (non com.) perdere il vizio.
svizzera   s.f.  medaglione di carne trita che si cuoce in padella o ai ferri.
svizzero   agg.  della svizzera | guardia svizzera, corpo armato pontificio fondato nel sec. xvi e formato da soldati e ufficiali svizzeri, ai quali è affidata la custodia della persona del papa  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della svizzera    • 2 •   soldato della guardia svizzera    • 3 •   nell'uso corrente, i formaggi emmental e groviera.
svociato   agg.  che non ha più voce per aver gridato o parlato troppo: una persona svociata. 
svogliare   v. tr.  [io  svòglio ecc.] (non com.) togliere, far perdere la voglia, l'interesse: le distrazioni svogliano i ragazzi dallo studio  | svogliarsi v. rifl.  perdere la voglia, l'interesse: svogliarsi di tutto. 
svogliataggine   s.f.  l'essere abitualmente svogliato.
svogliatezza   s.f.  l'essere svogliato; il non avere voglia di fare: svogliatezza nello studio. 
svogliato   part. pass.  di svogliare  agg.  che non ha voglia di fare qualcosa o che la fa senza interesse: uno scolaro, un lettore svogliato  | annoiato, senza iniziativa; pigro: sentirsi svogliato   s.m.  [f. -a] persona svogliata § svogliatamente avv. 
svolacchiare   v. intr.  [io  svolàcchio ecc.; aus. avere] volare qua e là, con piccoli voli: nel chiuso dell'ortino svolacchia / il gufo  (montale).
svolare   v. intr.  [io  svólo ecc.; aus. avere] (lett.) volare via; svolazzare | passare in volo: ecco una prima rondine che svola  (pascoli).
svolazzamento   s.m.  (non com.) lo svolazzare.
svolazzare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   volare qua e là senza direzione (anche fig.): le farfalle svolazzano; svolazzare da un pensiero a un altro    • 2 •   essere agitato, mosso disordinatamente dal vento: i fogli svolazzavano per la stanza; i crini / sul collo irti svolazzano  (foscolo odi)    • 3 •   dibattere le ali.
svolazzio   s.m.  (non com.) uno svolazzare continuo.
svolazzo   s.m.    • 1 •   lo svolazzare; svolazzamento    • 2 •   lembo svolazzante di abito    • 3 •   abbellimento calligrafico: firma con lo svolazzo    • 4 •   (fig.) ornamento superfluo: una prosa piena di svolazzi. 
svolere   v. tr.  [coniugato come volere] (non com.) non volere più quello che si è voluto prima; disvolere.
svolgere   poet. svolvere, v. tr.  [coniugato come volgere]    • 1 •   sciogliere, spiegare una cosa avvolta o ciò che è involto: svolgere un gomitolo, una pezza di stoffa; svolgere un pacco    • 2 •   (fig.) esporre seguendo un certo ordine; sviluppare, trattare per esteso: svolgere un tema, un argomento, un concetto; svolgere il programma scolastico    • 3 •   (fig.) operare in un determinato campo; eseguire una serie ordinata di azioni per raggiungere un determinato fine: svolgere un'attività, un lavoro; svolgere un compito ingrato    • 4 •   (non com.) volgere in direzione diversa | distogliere, dissuadere | svolgersi v. rifl.    • 1 •   dispiegarsi, distendersi (anche fig.): il filo si svolge dal rocchetto; le bellezze del paesaggio si svolgevano davanti ai miei occhi    • 2 •   (fig.) svilupparsi: le facoltà dell'uomo si svolgono col passare degli anni | v. intr. pron.  accadere, avvenire, realizzarsi secondo un determinato ordine: il lavoro si svolge regolarmente; raccontare lo svolgersi di un fatto  | essere ambientato: la storia di giulietta e romeo si svolge a verona. 
svolgimento   s.m.    • 1 •   lo svolgere, lo svolgersi, l'essere svolto: lo svolgimento di una matassa; lo svolgimento di un lavoro, di una tesi; ricostruire lo svolgimento dei fatti    • 2 •   nel linguaggio scolastico, il modo in cui uno studente esegue un lavoro su un tema proposto; il lavoro stesso, il suo contenuto    • 3 •   (mus.) in alcune forme musicali, la sezione che segue l'esposizione, della quale riprende molti elementi, rielaborandoli e contrapponendoli secondo vari procedimenti costruttivi.
svolgitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi svolge.
svolio   s.m.  (lett.) il volar via, l'alzarsi in volo di molti uccelli insieme: un bianco svolio di colombelle  (pascoli).
svolo   s.m.  (lett.) il volar via; volo sfuggente.
svolta   s.f.    • 1 •   lo svoltare: svolta a destra, a sinistra; divieto di svolta    • 2 •   punto in cui una strada o anche un corso d'acqua descrive una curva: le strade di montagna sono piene di svolte  | fare una svolta, prendere una curva, svoltare    • 3 •   (fig.) momento in cui il corso degli avvenimenti muta profondamente: una svolta decisiva nella carriera  | momento in cui è necessario decidere, scegliere: giungere a una svolta importante della vita. 
svoltamento   s.m.  (non com.) lo svoltare.
svoltare   v. intr.  [io  svòlto ecc.; aus. avere]    • 1 •   cambiare direzione, curvare: svoltare a destra, a sinistra; l'automobile si è capovolta perché ha svoltato troppo bruscamente    • 2 •   (fig. fam.) cambiare decisamente in meglio la propria condizione, spec. economica: cambiando lavoro ha svoltato | v. tr.  (non com.) svolgere ciò che era avvolto: svoltare un rotolo di carta. 
svoltata   s.f.  lo svoltare; svolta, curva: alla prima svoltata sulla destra troverai un'edicola. 
svoltatura   s.f.  (non com.) lo svoltare, lo svolgere ciò che era avvolto.
svolto   (1) part. pass.  di svolgere  agg.  trattato, sviluppato per esteso: una raccolta di temi svolti. 
svolto   (2) s.m.  (non com.) svolta | dosso: sparivano... dietro gli svolti verdi  (campana).
svoltolamento   s.m.  (non com.) lo svoltolare, lo svoltolarsi, l'essere svoltolato.
svoltolare   v. tr.  [io  svòltolo ecc.]    • 1 •   svolgere ciò che è avvolto o involto: svoltolare un pacco, un rotolo di carta    • 2 •   (non com.) voltolare; far girare e rigirare: svoltolare un tronco d'albero  | svoltolarsi v. rifl.  voltolarsi; girarsi e rigirarsi: giocare a svoltolarsi sul prato. 
svolvere    ⇨ svolgere.
svuotamento   o svotamento, s.m.  lo svuotare, lo svuotarsi, l'essere svuotato.
svuotare   o svotare, v. tr.  [io  svuòto ecc.; in tutta la coniugazione si conserva il dittongo -uo-  anche fuori d'accento] vuotare completamente; privare di ogni contenuto (anche fig.): svuotare un bicchiere, una bottiglia; parole svuotate di significato. 
swahili   agg. invar.  si dice di ciò che appartiene o si riferisce a una popolazione bantu che abita l'africa centrale: lingua swahili   s.m. invar.    • 1 •   [anche f] appartenente alla popolazione swahili    • 2 •   lingua del gruppo bantu, largamente diffusa in africa centrale.
swap   s.m. invar.  nel linguaggio finanziario, credito reciproco a breve termine (tre-sei mesi rinnovabili) fra le banche centrali dei paesi aderenti al fondo monetario internazionale.
swapping   s.m. invar.  (inform.) tecnica per cui le informazioni pertinenti a una singola attività, momentaneamente sospesa, vengono trasferite temporaneamente dalla memoria centrale alla memoria ausiliaria, in modo da rendere la prima disponibile per lo svolgimento di altre attività.
swattare   v. tr.  (elettr.) in un circuito a corrente alternata, far sì che la differenza di fase fra tensione e corrente sia di novanta gradi, condizione in cui la potenza media assorbita è nulla.
sweater   s.m. invar.  pullover sportivo di foggia molto ampia.
swing   s.m. invar.    • 1 •   (mus.) elemento soggettivo dell'esecuzione jazz, che si identifica con la tensione ritmica del brano ed è espresso dal gioco delle accentuazioni, degli anticipi e dei ritardi | (estens.) il periodo della storia del jazz che precede il bop    • 2 •   (sport) nel pugilato, sventola | nel golf, il movimento che il giocatore imprime al bastone per colpire la palla.
switch   s.m. invar.    • 1 •   interruttore | dispositivo a scatto che consente di impostare il parametro di funzionamento di un congegno con una scelta tra due o più posizioni    • 2 •   (inform) istruzione che in un programma consente di scegliere se eseguire o no un sottoprogramma.
sycon   s.m.  uno dei tre tipi fondamentali di struttura delle spugne; rappresenta lo stadio di passaggio fra l'ascon  e il leucon. 
symposium   s.m. invar.  congresso di studiosi; simposio.
t   s.m.  o f.  ventesima lettera dell'alfabeto (diciottesima dell'alfabeto italiano tradizionale) il cui nome è ti  (antiq. o region. te); in it. rappresenta la consonante occlusiva dentale sorda | t come torino, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | a t, si dice di oggetti o elementi che per la forma richiamano una t: ferro, trave a t, profilato la cui sezione è a forma di t; giunto a t, raccordo per collegare perpendicolarmente una derivazione a un'altra conduttura o a quella principale | viene usata in sigle (p. e. t  è sigla automobilistica della thailandia; t, nelle insegne dei negozi, indica rivendita di tabacchi) e abbreviazioni (p. e. tbc  sta per tubercolosi; t. , in bibliografia, indica tomo; t. , per nomi propri di persona come tito, tristano, teresa) | t, (fis.) simbolo di periodo | t, (chim.) simbolo del trizio | t, in metrologia, simbolo del prefisso tera-  (pari a 1012) e del tesla  | t, torre (nel gioco degli scacchi) | t, in fisica indica tempo; in metrologia, tonnellata; in termologia, temperatura | t-, in chimica indica un composto o un gruppo terziario.
tabù   in etnol. tabu [tà-bu], s.m.    • 1 •   presso i polinesiani e altri popoli di religione animistica, interdizione di carattere magico-religioso verso tutto ciò che è considerato sacro; per estens., la cosa, la persona, la situazione che ne sono oggetto    • 2 •   (estens.) ogni cosa su cui, per paura o per pudore, si preferisce tacere: tabù sessuale; per molti la morte è un tabù; tabù linguistico, parola o espressione che viene evitata per ragioni morali, religiose, di convenienza sociale | (fam.) ciò che è oggetto di un divieto immotivato; (scherz.) persona o cosa intoccabile, irraggiungibile: viaggiare in aereo per me è un tabù   agg.  che costituisce, rappresenta un tabù: oggetto, parola, persona tabù. 
tabaccaio   s.m.  [f. -a] chi gestisce una tabaccheria.
tabaccare   v. intr.  [io tabacco, tu tabacchi ecc. ; aus. avere] fiutare abitualmente tabacco da naso.
tabaccato   part. pass.  di tabaccare   agg.  (non com.) che è di colore simile a quello del tabacco.
tabaccheria   s.f.  bottega in cui si vendono tabacchi e altri generi di monopolio statale.
tabacchicoltore   o tabacchicultore, s.m.  [f. -trice] coltivatore di tabacco.
tabacchicoltura   o tabacchicultura, s.f.  coltivazione del tabacco.
tabacchiera   s.f.  piccola scatola, quasi sempre tascabile, usata per tenervi il tabacco da fiuto: tabacchiera d'argento, d'oro.  dim. tabacchierina. 
tabacchificio   s.m.  stabilimento per la lavorazione del tabacco.
tabacchina   s.f.  operaia che lavora nelle manifatture di tabacchi.
tabacchino   s.m.    • 1 •   chi provvede alle varie fasi di lavorazione (infilzamento, fermentazione, stagionatura, selezione ecc.) delle foglie di tabacco    • 2 •   (region.) tabaccaio.
tabacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   pianta erbacea con fiori imbutiformi e grandi foglie ovate (fam.  solanacee)    • 2 •   il prodotto, da fumo o da fiuto, che si ottiene essiccando, trinciando o polverizzando le foglie di tabacco: tabacco forte, dolce, scuro, biondo; presa, pizzico di tabacco | color tabacco, gradazione di marrone    • 3 •   (estens.) il fumare tabacco: il tabacco è dannoso alla salute  | prov.  : bacco, tabacco e venere riducon l'uomo in cenere    • 4 •   pl.  le diverse qualità e le diverse confezioni del tabacco: tabacco da sigaretta, da pipa; tabacchi nazionali, esteri; manifatture dei tabacchi; rivendita di tabacchi. 
tabaccone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi annusa frequentemente tabacco | usato anche come agg.  : un vecchio tabaccone. 
tabaccoso   agg.  sporco di tabacco, che puzza di tabacco: dita tabaccose. 
tabacosi   s.f.  (med.) malattia polmonare che colpisce chi lavora la polvere di tabacco; è una forma particolare di pneumoconiosi.
tabagico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne il tabacco | (med.) che è causato dal tabacco: intossicazione tabagica. 
tabagismo   s.m.  (med.) intossicazione cronica da tabacco.
tabagista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è affetto da tabagismo.
tabarin   s.m. invar.  luogo di ritrovo notturno, con danze e numeri di varietà.
tabarro   s.m.    • 1 •   ampio e pesante mantello da uomo, da indossare sull'abito o anche sopra il cappotto    • 2 •   (scherz.) cappotto molto pesante. dim. tabarretto  accr. tabarrone  pegg. tabarraccio. 
tabasco   s.m.  salsa piccante a base di aceto e peperoncini rossi.
tabe   s.f.    • 1 •   nell'antica terminologia medica, deperimento progressivo che porta alla morte | tabe dorsale, processo degenerativo dei cordoni posteriori del midollo spinale, di origine luetica, che produce incapacità di coordinamento motorio e dolori agli arti    • 2 •   (lett.) pus, materia che cola dalle piaghe o dalle ferite    • 3 •   (fig.) degradazione, corruzione morale: tabe sociale. 
tabefatto   agg.    • 1 •   (lett.) marcio, divenuto putrido    • 2 •   (ant.) insudiciato, lordo.
tabella   s.f.    • 1 •   quadro, tavoletta, prospetto con indicazioni varie: la tabella dei prezzi; la tabella col nome di una piazza; leggere sulla tabella l'orario dei treni  | udienze di tabella, (eccl.) le udienze papali periodiche | tabella di marcia, (sport) prospetto indicante l'ora approssimativa in cui dei corridori (spec. ciclisti) dovrebbero passare per certi punti del percorso; per estens., il prospetto che prevede i tempi per le singole fasi di una qualsiasi attività. dim. tabellina  accr. tabellona, tabellone  (m.)    • 2 •   (region.) strumento di legno che si suona al posto delle campane durante la settimana santa; battola, raganella | dare, sonare le tabelle dietro a qualcuno, (fig.) sbeffeggiarlo, dirne male    • 3 •   composizione tipografica    • 4 •   (ant.) tavoletta votiva dipinta    • 5 •   nell'antichità romana, tavoletta cerata usata per scrivere lettere; per estens., lettera.
tabellare   agg.    • 1 •   di tavoletta; ottenuto per mezzo di una tavoletta | stampa tabellare, stampa silografica, che si usava prima dell'invenzione dei caratteri mobili, in cui testo e disegni erano incisi su tavolette di legno duro    • 2 •   che ha forma di tabella, disposizione schematica: rappresentazione tabellare    • 3 •   che si riferisce a una tabella: aumento tabellare dello stipendio, quello previsto dalla tabella del contratto.
tabellario   s.m.  nell'antichità romana, schiavo o liberto cui si affidava il recapito delle lettere e dei dispacci imperiali.
tabellazione   s.f.  tabella, prospetto, sinossi.
tabellionato   s.m.  nel medioevo, la professione del notariato; anche, il contrassegno che i notai apponevano accanto alla sottoscrizione degli atti, a garantirne maggiormente l'autenticità.
tabellione   s.m.    • 1 •   durante l'alto medioevo, nome del notaio nell'esarcato di ravenna; tabulario    • 2 •   presso gli antichi romani, scrivano pubblico    • 3 •   nella marina veneta del sec. xv, chi riceveva in consegna le merci delle navi mercantili.
tabellone   s.m.    • 1 •   accr.  di tabella  | grande tabella, cartellone murale su cui si trovano risultati di votazioni, orari di mezzi di trasporto o altre informazioni    • 2 •   tavola usata per le affissioni    • 3 •   quadro al quale è fissato il cesto della pallacanestro.
tabernacolo   s.m.    • 1 •   nicchia, edicola con un'immagine sacra, posta a lato di una strada o nelle chiese    • 2 •   piccola edicola chiusa, al centro dell'altare o su una parete del presbiterio in cui viene conservata l'eucaristia    • 3 •   presso gli antichi ebrei, il santuario mobile, costituito da una sorta di tenda in cui veniva riposta l'arca dell'alleanza con gli arredi sacri e presso il quale veniva celebrato il culto    • 4 •   presso gli antichi romani, la tenda, il padiglione da campo che ospitava il comandante dell'esercito.
tabernaria   s.f.  nella letteratura latina, la commedia d'argomento nazionale, umile e popolaresca; era probabilmente simile alla togata.
tabernario   s.m.  nell'antichità romana, oste, taverniere.
tabetico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di tabe; caratteristico della tabe  agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona affetta da tabe.
tabì   s.m.  tessuto di seta pesante, specie di grosso taffettà marezzato che si utilizza per fodere e abiti di pregio. dim. tabinetto. 
tabico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di tabe.
tabido   agg.  (ant.) affetto da tabe.
tabla   s.f.  (mus.) tipo di tamburo indiano consistente in una cassa di legno o terracotta a forma di barile, sulla quale è tesa, mediante legacci, una pelle la cui tensione si può modificare ruotando dei cilindretti.
tableau   s.m. invar.    • 1 •   il tappeto verde della roulette, su cui sono segnati i numeri e le varie combinazioni di gioco e su cui vengono posti i gettoni per le giocate    • 2 •   tabella in cui compaiono i dati statistici relativi a un'attività economica.
tablino   s.m.  nell'antica casa romana, la stanza principale tra l'atrio e il peristilio, adibita a sala da pranzo o da ricevimento.
tabloid   s.m. invar.  formato di giornale quotidiano notevolmente ridotto rispetto a quello tradizionale; il giornale stesso | usato anche come agg.  : formato, giornale tabloid. 
tabloide   s.m.  preparato farmaceutico in forma di compressa o di tavoletta.
taboga    ⇨ toboga.
tabuizzare   v. tr.  (non com.)    • 1 •   rendere qualcosa o qualcuno un tabù    • 2 •   (estens.) proibire, interdire, per lo più senza motivo.
tabula gratulatoria   loc. sost. f.  [pl. tabulae gratulatoriae; pr.  / 'tabule gratula'torie /] elenco di persone o enti che intendono onorare un individuo in occasioni particolari; di solito figura all'inizio di un volume pubblicato a tale scopo.
tabula rasa   loc. sost. f.  [pl. tabulae rasae; pr.  / 'tabule'raze /] in varie dottrine filosofiche del passato, la condizione della mente umana anteriormente all'acquisto di ogni conoscenza, simile a un foglio bianco su cui a mano a mano l'esperienza traccia i suoi segni | (estens.) si dice di persona priva di idee e di cognizioni: quel ragazzo è una tabula rasa | far tabula rasa, (fig.) consumare, finire, eliminare.
tabulare   (1) agg.    • 1 •   che ha forma piatta, come quella di una tavola: cristallo tabulare  | in botanica: cellula tabulare, di forma rettangolare e sottile, tipica del sughero; radici tabulari, a struttura laminare, proprie di talune piante tropicali    • 2 •   relativo a una tabella, a un prospetto | differenza tabulare, differenza fra due dati consecutivi di una tabella | sistema tabulare, (dir.) sistema tavolare.
tabulare   (2) v. tr.  [io tàbulo ecc.] mettere o stampare dati in forma di tabella: tabulare i valori di una funzione. 
tabulario   s.m.    • 1 •   nell'antichità romana, l'archivio dello stato; anche, la persona che era addetta a tale archivio    • 2 •   nell'alto medioevo, schiavo liberato, ma soggetto alla giurisdizione ecclesiastica | nell'esarcato di ravenna, lo stesso che tabellione. 
tabulato   s.m.  prospetto in forma di tabella ottenuto da una stampante di un elaboratore elettronico; in partic., prospetto di servizio per cui si usano moduli predisposti.
tabulatore   s.m.  dispositivo della macchina per scrivere che consente più avvii a punto fisso nella stessa riga per incolonnare parole e numeri in forma di tabella.
tabulatrice   s.f.  macchina elettronica che elabora e stampa i dati riportati su schede perforate.
tabulazione   s.f.    • 1 •   il tabulare    • 2 •   esposizione di una serie di dati in forma di tabella.
tac   (1) inter.  voce onom. che riproduce un rumore secco, come quello di una molla che scatta; usata soprattutto dopo tic, per imitare il rumore dell'orologio.
tac   (2) s.f. invar.  (med.) tomografia assiale computerizzata; anche, l'insieme delle apparecchiature per eseguire questo esame diagnostico.
tacca   s.f.    • 1 •   piccola incisione a forma di cuneo su una superficie: fare delle tacche su un pezzo di legno  | le tacche del braccio della stadera, i segni corrispondenti a un determinato peso | tacca  (o taglia) di contrassegno, in passato, nell'economia agricola, incisione che si praticava sulle due parti combacianti di un'assicella preventivamente spezzata, le quali venivano poi conservate l'una dal debitore e l'altra dal creditore per attestare un'avvenuta somministrazione di beni al minuto; costituiva un mezzo elementare di prova riconosciuto dalla legge | tacca di mira, piccolo intaglio su una placchetta metallica posta all'estremità anteriore della canna di un'arma da fuoco, per facilitare il puntamento    • 2 •   (tip.) scanalatura orizzontale situata nella faccia anteriore dei caratteri mobili per indicare la disposizione in cui, nella composizione a mano, questi vanno allineati sul compositoio    • 3 •   intaccatura sul filo di una lama: un coltello pieno di tacche    • 4 •   (ant.) contrassegno che i mercanti fiorentini apponevano sulle stoffe importate per indicarne prezzo d'origine e costo del trasporto | (fig.) qualità, valore, levatura: merce della medesima tacca; persona di mezza tacca, di poco conto o, in senso fisico, di media o bassa statura    • 5 •   macchia della pelle di una persona, del pelame di un animale, o su una pietra, su un marmo | (fig.) difetto, imperfezione    • 6 •   nel linguaggio degli alpinisti, intaccatura praticata nel ghiaccio o nella neve per poggiare il piede durante l'arrampicata    • 7 •   (gerg.) debito, truffa.
taccagneria   s.f.  l'essere taccagno; avarizia, tirchieria.
taccagno   agg.  che è restio a spendere; avaro, tirchio, spilorcio  s.m.  [f. -a] persona taccagna: è un vero taccagno  § taccagnamente avv. 
taccamacca   s.f.  oleoresina bruno-giallastra contenuta in piante diverse, un tempo usata a scopo terapeutico.
taccare   v. tr.  [io tacco, tu tacchi ecc.] (ant.) apporre la tacca su stoffe o panni.
taccata   s.f.  (mar.) ciascuno dei sostegni di legno che, negli scali di costruzione o nei bacini di carenaggio, vengono posti sotto la carena della nave per mantenerla ritta.
taccato   part. pass.  di taccare  agg.  (non com.)    • 1 •   segnato con tacca, munito di tacche    • 2 •   macchiato, chiazzato.
taccheggiare   (1) v. tr.  [io tacchéggio ecc.] (tip.) fare il taccheggio.
taccheggiare   (2) v. tr.  e intr.  [io tacchéggio ecc. ; aus. dell'intr. avere] rubare col sistema del taccheggio.
taccheggiatore   s.m.  [f. -trice] chi ruba merci esposte per la vendita.
taccheggio   (1) s.m.  (tip.) l'operazione di applicare sottili strisce di carta (tacchi) sul foglio che avvolge il cilindro, per rendere uniforme la pressione ed evitare così lievi disuguaglianze di stampa.
taccheggio   (2) s.m.  furto di merci esposte per la vendita.
tacchete   inter.  voce onom. che imita un piccolo colpo, un piccolo rumore, spec. di cose che cadono; si usa talvolta per dar rilievo a un fatto inatteso e improvviso.
tacchettare   v. intr.  [io tacchétto ecc. ; aus. avere] far rumore coi tacchi camminando a piccoli passi.
tacchettio   s.m.  rumore prodotto dai tacchi di persone che camminano rapidamente.
tacchetto   s.m.    • 1 •   piccolo tacco, spec. quello delle scarpe da donna    • 2 •   ciascuno dei dischetti di cuoio o di altro materiale posti sotto le scarpette da calcio per favorire la presa sul terreno    • 3 •   (ind. tessile) dispositivo del telaio meccanico che imprime il movimento alla spola.
tacchino   s.m.  [f. -a] grosso uccello da cortile di origine americana, con penne nerastre, testa e collo nudi rosso-violacei, coda erigibile a ruota nel maschio; è allevato per le sue carni (ord.  galliformi) | diventar rosso come un tacchino, (fig.) arrossire violentemente. dim. tacchinotto  accr. tacchinone. 
taccia   s.f.  [pl. -ce] imputazione attribuita dalla voce pubblica; cattiva fama: avere la taccia di bugiardo. 
tacciabile   agg.  che può o merita di essere tacciato di qualcosa.
tacciare   v. tr.  [io tàccio ecc.] dare la taccia; accusare, incolpare: tacciare una persona di avarizia. 
tacco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   rialzo che si applica all'estremità posteriore della suola delle scarpe, su cui poggia il calcagno: tacco alto, a spillo; scarpe senza tacchi; rifare i tacchi  | alzare, battere i tacchi, (fig. fam.) andarsene, svignarsela | mettersi al tacco di qualcuno, seguirlo passo passo; pedinarlo | colpo di tacco, nel gioco del calcio, tiro o tocco di palla effettuato col tacco della scarpa. dim. tacchetto    • 2 •   (estens.) pezzo di legno a forma di cuneo usato per tenere fermo o per sollevare un oggetto; in partic., pezzo di legno squadrato, usato come sostegno nei cantieri navali    • 3 •   (tip.) la striscia di carta usata per il taccheggio.
taccola   (1) s.f.  uccello simile al corvo, ma di minori dimensioni, che nidifica in italia (ord.  passeriformi).
taccola   (2) s.f.  (non com.) difetto, magagna.
taccola   (2) s.f.  (non com.) difetto, magagna.
taccolo   (1) s.m.  (tosc.) debito non grande.
taccolo   (2) s.m.  (non com.) cosa da nulla; bazzecola | piccolo malanno.
tacconare   v. tr.  [io taccóno ecc.] (region.)    • 1 •   cucire con spago incerato le doppie suole | scarpe tacconate, quelle pesanti dei montanari    • 2 •   applicare pezze, toppe.
taccone   s.m.  (region.)    • 1 •   pezza o toppa, per lo più visibile o applicata in modo maldestro su scarpe o vestiti    • 2 •   chiodo per chiodare tacchi di scarponi    • 3 •   (ant.) tacco della scarpa.
taccuino   s.m.    • 1 •   libretto, quadernetto per appunti    • 2 •   (ant.) almanacco, lunario.
tacere   v. intr.  [io tàccio, tu taci, egli tace, noi taciamo, voi tacéte, essi tàcciono; pass. rem. io tàcqui  (ant. tacètti), tu tacésti ecc. ; part. pass. taciuto; aus. avere]    • 1 •   non parlare; stare zitto: non sapendo cosa dire, tacque  | (estens.) non protestare, non ribellarsi: ha sopportato e taciuto troppo a lungo  | non esprimersi: a questo riguardo la legge tace  | non rispondere: l'ho pregato di scrivermi, ma lui tace | prov.  : chi tace acconsente    • 2 •   smettere di parlare, di chiacchierare: tacete, vi prego! | mettere a tacere qualcosa, evitare che se ne parli pubblicamente | far tacere la voce della coscienza, i morsi della fame, (fig.) reprimerli    • 3 •   non farsi sentire o non farsi più sentire; essere silenzioso: tace ogni rumore; l'artiglieria tacque tutta la notte  | (fig.) essere calmo, tranquillo: di notte la campagna tace  | v. tr.  passare sotto silenzio; non dire, non rivelare: tacere la verità, i nomi dei complici  | omettere, tralasciare: tacere un particolare  | tacersi v. rifl.  (lett.) tacere, zittirsi: avevano espresso... la loro pena... e si erano taciute  (campana)  s.m.  silenzio | prov.  : un bel tacer non fu mai scritto, il silenzio non è mai lodato abbastanza.
tacheometria   s.f.  in topografia, metodo di rilevamento rapido di un terreno mediante triangolazione con tacheometri; celerimensura.
tacheometrico   agg.  [pl. m. -ci] di tacheometria; del tacheometro, misurato col tacheometro: rilevamento tacheometrico. 
tacheometro   s.m.  strumento a cannocchiale per la misurazione rapida di angoli, dislivelli, distanze, impiegato nei lavori di rilievo topografico.
tachi-  tachi- primo elemento di parole composte di formazione moderna, dal gr. tachy/s  'veloce'; significa 'veloce' o 'velocità' (tachicardia, tachimetro).
tachiaritmia   s.f.  (med.) irregolarità del ritmo cardiaco con notevole aumento della frequenza.
tachicardia   s.f.  (med.) aumento della frequenza dei battiti del cuore.
tachicardico   agg.  (med.) di tachicardia; che presenta tachicardia: polso tachicardico   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona che soffre di tachicardia.
tachifagia   s.f.  (med.) ingestione precipitosa e convulsa di cibo.
tachigrafia   s.f.    • 1 •   in epoca romana e medievale, scrittura di tipo stenografico basata sul sistema delle note tironiane    • 2 •   (estens.) tecnica di scrittura rapida che usa abbreviazioni e segni convenzionali.
tachigrafico   agg.  [pl. m. -ci] di tachigrafia; che applica la tachigrafia: scrittura tachigrafica  § tachigraficamente avv. 

tachigrafo   s.m.  tachimetro registratore.
tachilalia   s.f.  (psicol.) il parlare precipitoso e concitato, tipico di certe forme di nevrosi.
tachimetria   s.f.  (fis.) l'insieme delle tecniche e dei procedimenti di misurazione della velocità.
tachimetrico   agg.  [pl. m. -ci] di tachimetria; del tachimetro, misurato col tachimetro.
tachimetro   s.m.  apparecchio che misura la velocità angolare istantanea di un organo rotante; applicato all'albero di uscita del cambio di velocità di un veicolo e collegato con un quadrante graduato in chilometri o miglia all'ora, indica la velocità istantanea del veicolo stesso.
tachione   s.m.  (fis.) ipotetica particella più veloce della luce, prevista dagli sviluppi della teoria della relatività.
tachipessi   o tachipessia [ta-chi-pes-sì-a], s.f.  sistema di congelazione rapida, usato nell'industria conserviera.
tachipnea   s.f.  (med.) aumento della frequenza degli atti respiratori; polipnea.
tachipsichico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] si dice di individuo molto rapido nell'apprendere o nello svolgere un'attività intellettuale.
tachisintografo   s.m.  dispositivo che, in alcuni apparecchi radio, permette la ricerca automatica della sintonia.
tachisme   s.m. invar.  (pitt.) modo di dipingere attraverso macchie informi di colore giustapposte; è una tecnica propria dell'astrattismo.
tachismo   s.m.  adattamento it. del fr. tachisme. 
tachista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pittore che usa la tecnica del tachismo.
tachistoscopio   s.m.  strumento che consente di mostrare immagini a diverse velocità è usato nei test psicologici e nella valutazione di figure e scritte pubblicitarie.
tacitamento   s.m.  il tacitare.
tacitare   v. tr.  [io tàcito ecc.]    • 1 •   pagare un debito, gener. con una somma inferiore a quella dovuta: tacitare un creditore    • 2 •   far tacere, mettere a tacere: tacitare uno scandalo. 
tacitiano   agg.    • 1 •   dello storico latino cornelio tacito (54/55 - 120 ca), o che si riferisce alla sua opera, al suo stile    • 2 •   alla maniera di tacito | detto di stile, stringato, conciso: prosa tacitiana. 
tacitismo   s.m.    • 1 •   (lett.) lo studio e l'imitazione di tacito, del suo stile, della sua tecnica storiografica    • 2 •   corrente storiografica dei secc. xvi-xvii che si rifece al pensiero di tacito per interpretare l'assolutismo del proprio tempo e formulare principi di azione politica.
tacito   agg.    • 1 •   (lett.) che tace, non dice parola | (estens.) che non fa rumore; silenzioso: passo tacito; al tacito / morir d'un giorno inerte  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   (fig.) che è espresso in modo non palese, ma intuibile: una tacita preghiera; un tacito rimprovero; tra noi c'è un tacito accordo  § tacitamente avv.  in silenzio; segretamente, in maniera non esplicita.
taciturnità   s.f.  (non com.) l'essere taciturno.
taciturno   agg.    • 1 •   che tace o parla poco    • 2 •   (poet.) silenzioso, che non fa rumore § taciturnamente avv. 
tackle   s.m. invar.  nel calcio, contrasto tra due giocatori per la conquista del pallone.
tactismo    ⇨ tattismo.
tadorna   s.f.  (zool.) volpoca.
tae-kwon-do  tae-kwon-do s.m. invar.  arte marziale originaria della corea, molto violenta, nella quale è ammesso qualsiasi colpo portato coi piedi o con le mani e il cui fine è l'abbattimento dell'avversario.
tafanare   v. tr.  (non com.) pungere, punzecchiare in maniera molesta, detto del tafano o di altri insetti | v. intr.  [aus. avere] entrare, frugare in ogni dove.
tafanario   s.m.  (scherz.) sedere.
tafano   s.m.  insetto dittero, simile a una grossa mosca, dal corpo bruno con peli gialli e ali grigiastre; succhia il sangue del bestiame domestico e dell'uomo | noioso come un tafano, (fig.) si dice di persona molesta e petulante.
tafferia   s.f.  largo piatto di legno su cui viene versata la polenta.
tafferuglio   s.m.    • 1 •   scompiglio causato da persone che si azzuffano; baruffa, tumulto: essere coinvolto in un tafferuglio; scoppiarono dei tafferugli    • 2 •   (ant.) baldoria, festa.
taffetà    ⇨ taffettà.
taffete   inter.  voce onom. che imita il rumore di qualcosa che cade; si usa anche per sottolineare un evento repentino e improvviso: taffete, buttan dentro nel discorso qualche parola in latino  (manzoni p. s.  xiv).
taffettà   meno com. taffetà, s.m.    • 1 •   tessuto di seta, oggi anche di fibra artificiale, compatto e frusciante, usato soprattutto per vestiti femminili    • 2 •   taffettà inglese, (antiq.) sparadrappo; cerotto.
tafofobia   s.f.  (med.) paura morbosa di essere sepolto vivo.
tafone   s.m.  (geol.) cavità originatasi in certi graniti in seguito a fenomeni di erosione.
tafonomia   s.f.  disciplina che studia la collocazione e la trasformazione degli organismi inglobati, da vivi o da morti, nella crosta terrestre.
tafrinacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi ascomiceti che producono bolle sulle foglie delle piante che attaccano | sing.  [-a] ogni fungo appartenente a tale famiglia.
tagal   s.m.  lingua nazionale della repubblica delle filippine.
tagete   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee con fiori in capolini gialli o arancione, coltivate per il loro valore ornamentale.
tagicco   meno com. tagico, agg.  [f. -a; pl. m. -chi] che appartiene a una popolazione del tagikistan russo  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di una regione del tagikistan russo    • 2 •   lingua parlata in quella regione.
taglia   (1) s.f.    • 1 •   (ant.) tributo, imposta    • 2 •   il prezzo fissato per un riscatto; oggi, il premio che le autorità promettono a chi faccia arrestare un ricercato: mettere una taglia sul capo di un pericoloso bandito    • 3 •   complessione fisica di una persona; la statura e le altre misure del corpo: essere di taglia robusta  | nell'industria delle confezioni, misura di abito o di indumento, indicata con numeri convenzionali: abito di taglia 42; taglia forte, misura di abito per persone robuste    • 4 •   negli animali, l'altezza misurata dal punto più alto del garrese fino a terra    • 5 •   taglia di contrassegno, tacca di contrassegno    • 6 •   (ant.) foggia del vestire.
taglia   (2) s.f.  (mar.) grosso paranco composto di una serie di carrucole fisse e mobili.
tagliabile   agg.    • 1 •   che si può tagliare: un legno facilmente tagliabile    • 2 •   (ant.) assoggettabile a una taglia, cioè a una particolare imposta.
tagliabordi   s.m. invar.  attrezzo munito di lama a forma di disco girevole, che si usa per tagliare l'erba ai margini di aiuole o prati.
tagliaborse   s.m.  e f. invar.  (non com.) chi pratica il borseggio tagliando tasche o borse.
tagliaboschi   s.m. invar.  chi per mestiere abbatte gli alberi e ne taglia i tronchi e i rami in pezzi trasportabili.
tagliacalli   s.m. invar.  attrezzo dotato di una piccola lama per tagliare le escrescenze callose.
tagliacarte   s.m. invar.    • 1 •   arnese a forma di coltello, di materiale vario, usato per tagliare carte o pagine di libri intonsi    • 2 •   (ind.) macchina per tagliare blocchi di carta, costituita essenzialmente di un piano fisso e di una lama tranciante.
tagliacedole   s.m. invar.  arnese a forma di piccola squadra, usato per staccare le cedole.
tagliacerchio   s.m. invar.  parte che s'inserisce nell'asta mobile del compasso per tracciare un cerchio.
tagliacque   s.m. invar.  opera in muratura, costruita a spigolo, che serve ad attenuare la pressione delle acque contro il pilone di un ponte.
tagliacuce   s.f. invar.  macchina per cucire in grado di tagliare una parte di tessuto e di cucirne i bordi.
tagliaferro   s.m. invar.  (antiq.) scalpello per metalli.
tagliafieno   s.m. invar.  attrezzo costituito da una larga lama d'acciaio con il bordo inferiore tagliente e uno o due manici fissati al bordo superiore; si usa per tagliare in verticale paglia o fieno quando se ne deve prelevare una certa quantità da un ammasso.
tagliafuoco   s.m. invar.    • 1 •   struttura che isola le varie parti di un edificio, o un edificio da un altro, per evitare il propagarsi delle fiamme in caso di incendio    • 2 •   fascia di terreno diboscato per fermare il propagarsi di un incendio  agg. invar.  si dice di porta o paratia che serve a isolare locali in cui potrebbe svilupparsi un incendio.
tagliafuori   s.m. invar.  nella pallacanestro, azione difensiva con cui si impedisce all'avversario di catturare il rimbalzo.
taglialegna   meno com. taglialegne, s.m. invar.  chi per mestiere taglia i tronchi e i rami degli alberi in pezzi adatti a essere trasportati e venduti.
tagliamare   s.m. invar.  (mar.) la parte anteriore della carena di una nave, che fende l'acqua.
tagliamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il tagliare; taglio    • 2 •   (ant.) strage, sterminio.
tagliando   s.m.  parte staccabile di una bolletta, di un biglietto e sim.; cedola | fare il tagliando, (gerg.) sottoporre un autoveicolo a una delle revisioni periodiche prescritte dalla casa costruttrice con un blocchetto di appositi tagliandi.
tagliapasta   s.m. invar.  utensile di cucina provvisto di una rotella, usato per tagliare la pasta sfoglia; tagliasfoglia | usato anche come agg. invar.  : rotella tagliapasta. 
tagliapietre   s.m. invar.  (non com.) scalpellino, spaccapietre.
tagliapoggio   s.m.  sistemazione dei pendii che, basandosi su una rete di canali di ripidezza modesta, riduce i rischi dell'erosione.
tagliare   v. tr.  [io tàglio ecc.]    • 1 •   fendere, dividere un oggetto o un corpo in più parti o pezzi per mezzo di una lama o di un altro strumento affilato; recidere: tagliare il formaggio, la carne, il pane; tagliare un nastro, una corda; tagliare con il coltello, con le forbici, con l'accetta; tagliare il salame, affettarlo; tagliare il fieno, falciarlo; tagliare un bosco, abbatterne gli alberi; tagliarsi le unghie, i capelli, accorciarli; tagliare un arto, amputarlo; tagliare la gola, sgozzare; tagliare per il lungo, per il largo, nel senso della lunghezza, della larghezza; tagliare a pezzetti, sminuzzare | tagliare un vestito, ritagliarne le varie parti dalla stoffa | tagliare le pagine di un libro, separarle l'una dall'altra col tagliacarte | tagliare un diamante, sfaccettarlo | tagliare il mazzo, le carte, dividere il mazzo delle carte da gioco in due o più parti per rimetterle poi insieme in ordine inverso | tagliare il traguardo, arrivarci per primo | un vino che taglia le gambe, che fa sentire le gambe pesanti | un freddo che taglia la faccia, intenso, pungente | una nebbia da tagliare col coltello, molto fitta | tagliare i panni addosso a qualcuno, (fig.) criticarlo spietatamente; anche, sparlarne | tagliare la testa al toro, (fig.) risolvere una situazione, un problema in modo sbrigativo | tagliare i ponti, (fig.) rompere i rapporti con qualcuno | tagliare la corda, (fig.) andarsene precipitosamente, svignarsela, da cui l'uso assoluto di tagliare  per 'scappare, andar via' | tagliare fuori, isolare: essere tagliato fuori, essere nell'impossibilità di comunicare con chi si desidera; tagliare fuori un reparto, (mil.) impedirgli di ricongiungersi con il resto delle forze operanti    • 2 •   (assol.) essere affilato, tagliente: un coltello che taglia bene; queste forbici tagliano poco    • 3 •   produrre un taglio; praticare un'incisione: tagliarsi un dito maneggiando il coltello, usando il rasoio  | tagliare un ascesso, inciderlo chirurgicamente    • 4 •   abbreviare, ridurre: l'articolo deve essere tagliato  | togliere, eliminare: la censura ha tagliato molte sequenze del film  | tagliare le spese, ridurle drasticamente    • 5 •   interrompere, impedire: tagliare le comunicazioni; tagliare la ritirata al nemico | tagliare i viveri a qualcuno, privarlo dei mezzi di sussistenza    • 6 •   attraversare, intersecare: il fiume taglia la pianura; la retta taglia la circonferenza nei punti a e b | tagliare una curva, percorrerla tenendosi molto vicino al limite interno, invece di seguirne l'arco esterno | tagliare la strada a qualcuno, attraversargli la via obbligandolo a fermarsi o a rallentare; (fig.) ostacolare i suoi progetti | tagliare la rotta, (mar.) passare di prora a una nave    • 7 •   mescolare una sostanza da vendere con altre sostanze di più basso costo, o con una quantità più scadente della stessa, per ottenerne un lucro illecito: tagliare l'eroina con bicarbonato  | tagliare un vino, mescolarlo con un altro per migliorarne la qualità, per renderlo più gradevole | v. intr.  [aus. avere] prendere la via più corta: tagliare diritto, seguire un percorso in linea retta; (fig.) mirare in maniera diretta a uno scopo | tagliarsi v. rifl.  provocare un taglio su sé stesso: si è tagliato e ha perso molto sangue  | v. rifl.  rompersi, lacerarsi (detto spec. di tessuto o carta): la seta si taglia facilmente. 
tagliarello   s.m.  (spec. pl.) tipo di pasta alimentare per brodo, in forma di strisce strette. dim. tagliarellino. 
tagliarete   s.m.  [pl. -ti] (mar.) robusta sega d'acciaio che veniva applicata sulla prora dei sommergibili o dei mezzi d'assalto, per metterli in grado di forzare reti di ostruzione e di difesa.
tagliasfoglia   s.m. invar.  tagliapasta.
tagliasiepi   s.m.  o f. invar.  lo stesso che tosasiepi. 
tagliasigari   s.m. invar.  arnese fornito di lame a forbice o a ghigliottina che serve per spuntare o tagliare i sigari.
tagliastracci   s.f. invar.  nell'industria cartaria, macchina che taglia gli stracci in strisce per facilitarne la macerazione.
tagliata   s.f.    • 1 •   il tagliare in una sola volta e in modo rapido: dare una tagliata all'erba; farsi dare una tagliata ai capelli.  dim. tagliatina    • 2 •   taglio degli alberi in un bosco | area di un bosco in cui sono stati tagliati gli alberi    • 3 •   (mil.) interruzione di una strada o di un passaggio, ottenuta scavando un fossato e ammassando tronchi di alberi abbattuti    • 4 •   (ant.) strage, sterminio    • 5 •   costata di manzo alla griglia che viene servita a fettine sottili, condite con olio ed erbe aromatiche.
tagliatella   s.f.  (spec. pl.) tipo di pasta alimentare all'uovo, in forma di nastro più o meno stretto.
tagliatino   s.m.  (spec. pl.) (tosc.) taglierino.
tagliato   part. pass.  di tagliare   agg.    • 1 •   nei sign. del verbo | accorciato, ridotto: portare i capelli tagliati  | eliminato, soppresso: le parti tagliate di un romanzo    • 2 •   fatto, formato: una roccia tagliata a picco  | (fig.) fatto appositamente; adatto, idoneo: una cosa tagliata apposta per qualcuno, che gli si adatta perfettamente; essere tagliato per qualcosa, avere attitudine per essa | tagliato alla buona, all'antica, detto di persona, che ha modi semplici, all'antica | palla tagliata, palla colpita di striscio, che riceve perciò un effetto particolare | tagliato con l'accetta, (fig.) di persona, che ha aspetto, modi rozzi; di cosa, fatta in modo grossolano  s.m.  (arald.) scudo diviso diagonalmente da una linea che parte dall'angolo superiore sinistro e giunge all'angolo inferiore destro.
tagliatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora]    • 1 •   chi è addetto a lavori di taglio; in partic., chi taglia i modelli degli abiti nelle sartorie | in macelleria, chi squarta e taglia i pezzi di carne macellata | in gioielleria, chi taglia le pietre preziose    • 2 •   (min.) organo di taglio delle sonde rotanti.
tagliatrice   s.f.    • 1 •   macchina per tagliare    • 2 •   (min.) macchina per praticare tagli nella roccia o per incidere alla base blocchi di carbon fossile o di altri minerali.
tagliatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del tagliare    • 2 •   il punto in cui una cosa è stata tagliata    • 3 •   ciò che si elimina tagliando; ritaglio.
tagliaunghie   s.m. invar.  tronchesina per tagliare le unghie.
tagliauova   s.m. invar.  utensile usato in cucina per tagliare a fettine le uova sode.
tagliavento   s.m. invar.    • 1 •   (mil.) cappuccio di forma conica, posto anteriormente ai proietti d'artiglieria per renderli più aerodinamici    • 2 •   (mar.) randa di fortuna.
tagliazolle   s.m. invar.  arnese da giardinaggio usato per smuovere il terreno.
taglieggiare   v. tr.  [io tagliéggio ecc.]    • 1 •   imporre contributi o versamenti di denaro esosi o illegittimi    • 2 •   (ant.) imporre una taglia per il riscatto di un prigioniero.
taglieggiatore   s.m.  [f. -trice] chi taglieggia, chi impone taglie.
tagliente   agg.    • 1 •   che taglia bene; affilato: una lama tagliente    • 2 •   (fig.) mordace, pungente: lingua, risposta tagliente    • 3 •   (fig.) che non ha sfumature o morbidezza: contorni taglienti   s.m.  la parte tagliente, il filo di uno strumento: il tagliente del bisturi  § taglientemente avv.  (non com.).
tagliere   s.m.    • 1 •   asse di legno duro, di forma varia, sulla quale si affettano, tagliano o triturano ingredienti di cucina o cibi già cotti. dim. taglierino    • 2 •   (ant.) piatto | posto preparato a tavola: essere a tagliere con qualcuno, alla medesima tavola.
taglieria   s.f.  laboratorio in cui si effettua il taglio delle pietre preziose.
taglierina   s.f.    • 1 •   qualsiasi macchina per tagliare, tranciare o rifilare materiali; in partic., la macchina usata per tagliare la carta    • 2 •   (cine.) attrezzo per tagliare la pellicola in fase di montaggio.
taglierino   s.m.  (spec. pl.) varietà di pasta alimentare da brodo, in strisce molto sottili e strette.
taglietto   s.m.    • 1 •   dim.  di taglio    • 2 •   utensile, a forma di scalpello, che serve a tagliare sbarre e fili metallici    • 3 •   (tip.) taglierina usata manualmente per la rifilatura dei fogli stampati.
taglio   s.m.    • 1 •   l'operazione del tagliare: il taglio dei capelli, dell'erba del giardino  | taglio (delle pietre preziose), operazione con cui si dà la forma voluta a una gemma, in modo da farne risaltare le qualità: taglio a brillante, a rosetta  | taglio di un istmo, l'aprire un canale che lo attraversi | taglio dei vini, il mescolare un vino con un altro per migliorarne la gradazione alcolica e le qualità organolettiche | vino da taglio, che contiene un'alta percentuale di alcol e che perciò viene usato solo per essere miscelato con altro poco alcolico | bosco da taglio, che si taglia periodicamente per ricavarne legna | pietre da taglio, che possono essere squadrate e utilizzate nell'edilizia | strumenti da taglio, atti a tagliare, come il coltello, la falce e sim. | armi da taglio, armi bianche, come il pugnale, la spada e sim. | scuola di taglio, scuola di sartoria in cui si insegna a tagliare gli abiti | fare un taglio in un testo, in un film, in un'opera teatrale  e sim., sopprimerne una parte | dare un taglio netto a qualcosa, (fig.) troncare bruscamente e definitivamente | colpire la palla di taglio, di striscio, imprimendole un effetto    • 2 •   il risultato del tagliare: taglio netto, profondo, superficiale  | lesione, ferita prodotta da un oggetto tagliente: procurarsi un taglio alla mano.  dim. taglietto, tagliettino    • 3 •   la maniera in cui una cosa è tagliata, riferito spec. a capi d'abbigliamento: il taglio classico, sportivo di un vestito; una giacca di ottimo taglio  | (fig.) impostazione, carattere, tono: un articolo di taglio ironico  | taglio d'inquadratura, le caratteristiche dell'inquadramento di un'immagine fotografica o cinematografica    • 4 •   ciascuno dei pezzi tagliati da un tutto: un taglio di stoffa; un taglio d'abito, la stoffa occorrente per fare un abito; vendere a taglio, tagliando da un tutto la parte richiesta | parte di una bestia macellata: un taglio scelto  | pizza a taglio, porzione di pizza venduta a peso    • 5 •   la parte affilata e tagliente di una lama: taglio acuto, vivo, smussato; la spada è un'arma a due tagli; un coltello che ha perso il taglio, che non taglia più rifare il taglio a una lama, affilarla; colpire, ferire di taglio, non con la punta, ma con la parte laterale tagliente | arma a doppio taglio, (fig.) mezzo, argomento che finisce col danneggiare anche chi se ne serve | il taglio di un libro, il lato opposto alla costola, dove i fogli sono tagliati | di taglio, si dice di elemento il cui piano è disposto perpendicolarmente rispetto all'asse longitudinale di un altro elemento: mettere i libri, i mattoni di taglio; vele di taglio, quelle che sono disposte nel senso longitudinale della nave | sforzo di taglio, (mecc.) risultante delle tensioni indotte in una sezione di un solido da sollecitazioni esterne (giace nel piano della sezione stessa, che tende a diventare piano di rottura) | articolo di taglio, quello posto nella parte centrale della pagina di un giornale, con titolo gener. su due o più colonne | cadere, venire a taglio, giungere, riuscire opportuno: queste parole vengono proprio a taglio    • 6 •   dimensione, formato: lastre dello stesso taglio  | (estens.) valore: banconote di piccolo, di grosso taglio    • 7 •   (mus.) piccolo tratto posto trasversalmente sul corpo della nota, oppure sopra o sotto di essa, per indicarne l'altezza fuori dell'ambito del rigo    • 8 •   trattino che taglia trasversalmente le lettere in alcuni alfabeti    • 9 •   (gerg.) mescolanza di una droga con altre sostanze, per ottenere maggiori profitti.
tagliola   lett. tagliuola, s.f.    • 1 •   trappola a scatto per catturare la selvaggina | preparare la tagliola, (fig.) tendere un inganno    • 2 •   (agr.) solco che accoglie temporaneamente le piantine di vivaio prima della messa a dimora.
tagliolino   s.m.  (spec. pl.) tipo di pasta alimentare, più stretto delle tagliatelle, che si mangia di solito in brodo.
tagliolo   lett. tagliuolo, s.m.    • 1 •   (tosc.) bocconcino, pezzetto di cibo    • 2 •   utensile da fabbro per tagliare a caldo le barre di ferro    • 3 •   nella coniatura delle monete, punzone che taglia i tondelli dalla lastra di metallo.
taglione   (1) s.m.  antico istituto giuridico che imponeva come pena al colpevole lo stesso danno che questi aveva fatto subire alla sua vittima; la pena così comminata: la legge del taglione si riassume nella formula occhio per occhio dente per dente. 
taglione   (2) s.m.  opera in muratura che, nelle costruzioni idrauliche, costituisce una solida base per le strutture sovrastanti.
tagliuola    ⇨ tagliola.
tagliuolo    ⇨ tagliolo.
tagliuzzamento   s.m.  il tagliuzzare, l'essere tagliuzzato.
tagliuzzare   v. tr.  tagliare minutamente in pezzetti o in strisce: tagliuzzare un foglio di carta. 
tagmema   s.m.  [pl. -mi] (ling.) la più piccola unità grammaticale fornita di significato.
tagmemico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) di tagmema, che riguarda i tagmemi.
taguan   s.m.  grosso roditore asiatico, fornito di una membrana alare tra gli arti anteriori e posteriori che gli permette di compiere lunghi salti tra gli alberi; è detto anche scoiattolo volante. 
tahitiano   meno com. taitiano, agg.  dell'isola di tahiti  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di tahiti    • 2 •   lingua parlata a tahiti.
tai    ⇨ thai.
taiga   s.f.  foresta di abeti e betulle fitta e impraticabile, caratteristica delle zone interne della siberia, a sud della tundra.
tailandese    ⇨ thailandese.
tailleur   s.m. invar.  completo da donna formato da una gonna diritta e da una giacca di taglio per lo più maschile: tailleur sportivo, elegante  | tailleur fantasia, con giacca di foggia meno rigida, talvolta di colore diverso da quello della gonna.
tait   s.m. invar.  (non com.) adattamento it. dell'ingl. tight. 
taitiano    ⇨ tahitiano.
take off   s.m. invar.    • 1 •   (aer.) decollo    • 2 •   (fig.) ripresa, slancio: take off economico. 
talabalacco   s.m.  [pl. -chi] antico strumento musicale, simile al timpano, usato dai saraceni in guerra.
talacimanno   s.m.  nome che, un tempo, gli occidentali davano al muezzin.
talalgia   s.f.  (med.) affezione dolorosa della regione del calcagno.
talaltro   o tal altro, pron. indef.  [f. -a] qualche altro (si usa sempre in correlazione con taluno, al f. anche in correlazione con talvolta; rar. al pl.): taluno vuole questo, talaltro quello; talvolta mi avvisa, talaltra no. 
talamo   s.m.    • 1 •   (lett.) il letto nuziale; per estens., la camera degli sposi: condurre una fanciulla al talamo, (fig.) sposarla; macchiare il talamo, (fig.) commettere adulterio    • 2 •   (lett.) letto in genere: sorgon così tue dive / membra dall'egro talamo  (foscolo odi)    • 3 •   (bot.) parte superiore del peduncolo del fiore, che sostiene gli stami e i pistilli    • 4 •   (anat.) parte del diencefalo che svolge importanti funzioni di raccordo e integrazione fra gli emisferi cerebrali e le zone inferiori del sistema nervoso centrale; è detto anche talamo ottico. 
talare   (1) agg.  e s.f.  si dice dell'abito, lungo fino ai piedi, che è tradizionale del clero secolare cattolico: prendere, lasciare la veste talare, (fig.) abbracciare, abbandonare il sacerdozio.
talare   (2) s.m.  (spec. pl.) nella mitologia classica, i calzari alati di mercurio (attribuiti anche a minerva e a perseo).
talassemia   s.f.  (med.) malattia ereditaria del sangue, caratterizzata da un'alterazione dei globuli rossi; anemia mediterranea.
talassemico   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -ci] che, chi è affetto da talassemia.
talassico   agg.  [pl. m. -ci] (scient.) del mare, che si riferisce al mare | disseminazione talassica, quella operata dai movimenti del mare.
talassicolo   agg.  e s.m.  (biol.) si dice di organismo animale o vegetale marino.
talasso-  talasso- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, d'origine greca o di formazione moderna, dal gr. thálassa  'mare'; indica 'mare', o relazione col mare (talassobiologia, talassografia).
talassobiologia   s.f.  parte della talassografia che studia gli organismi animali e vegetali che vivono nel mare.
talassocrate   s.m.  (lett. rar.) dominatore del mare.
talassocrazia   s.f.  (lett.) dominio del mare; potere che si fonda sul dominio del mare: la talassocrazia ateniese. 
talassofilia   s.f.  (biol.) tendenza di organismi animali o vegetali a vivere nel mare o nelle sue vicinanze.
talassofobia   s.f.  (psicol.) paura morbosa del mare e della navigazione.
talassografia   s.f.  scienza che studia il mare sotto gli aspetti fisico, biologico e chimico; oceanografia.
talassografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla talassografia, che si occupa della talassografia: istituto talassografico. 
talassografo   s.m.  [f. -a] studioso, esperto di talassografia.
talassologia   s.f.  oceanografia.
talassoterapia   s.f.  (med.) terapia basata sull'azione benefica dei bagni e del clima di mare.
talassoterapico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla talassoterapia: cura talassoterapica. 
talché   o tal che, tale che, cong.  (lett.) cosicché, tanto che: non si trovava alcuno che contra ai nobili volesse testimoniare; talché in brieve tempo si ritornò firenze ne' medesimi disordini  (machiavelli).
talco   s.m.    • 1 •   (min.) idrossosilicato di magnesio, biancastro, untuoso al tatto, inalterabile; è il più tenero dei minerali, assunto come valore    • 1 •   della scala di durezze che ha come valore massimo il diamante    • 2 •   la polvere del minerale, molto usata in cosmesi e come lubrificante secco.
talcoscisto   s.m.  (min.) roccia scistosa composta principalmente di talco, diffusa nelle alpi occidentali.
talcosi   s.f.  (med.) malattia broncopolmonare, dovuta all'inalazione di polveri di talco, che colpisce i minatori addetti all'estrazione del minerale e gli operai che lavorano nelle industrie in cui viene impiegato.
talcoso   agg.  che contiene talco; di aspetto simile al talco.
tale   agg.  [troncato in tal  davanti a consonante, rar. davanti a vocale (in questo caso sempre senza apostrofo); pl. m. e f. tali  (ant. o poet. tai)]    • 1 •   di questa, di quella specie; che ha la qualità o la natura o certe caratteristiche cui si è già accennato o si accenna nel discorso: tali cose non si possono tollerare; non lo avrei creduto capace di una tale azione; come ci si può fidare di gente di tal genere?; anni fa era molto agile, ora non è più tale  | frequente in correlazione con che  e da  consecutivi, o con quale : le sue parole sono tali che non meritano risposta  (o da non meritare risposta); fece tali cose quali nessuno si sarebbe aspettato    • 2 •   esprime eccesso, grado estremo (per lo più in correlazione con che  o da  consecutivi): c'era un tal rumore che non si sentiva nulla; come puoi sopportare una tale situazione?  | con ellissi della consecutiva: si è preso un tal spavento!; è d'una tal cocciutaggine! | giungere a tale, essere condotto a tale, (ant. , lett.) a tal punto: a tal venuto il gran travaglio interno / che sostener nol può forza mortale  (leopardi amore e morte  76-77)    • 3 •   in correlazione con quale  e tale, per esprimere somiglianza, identità: la figlia è tale (e) quale la madre; queste furono le sue parole tali e quali; a tale domanda tale risposta  | (lett.) introduce una similitudine, in correlazione con quale  o con come : quali per vetri trasparenti e tersi /... / tornan d'i nostri visi le postille /... / tali vid'io più facce a parlar pronte  (dante par.  iii, 10-16) | agg. dimostr.  quello, questo: andò da tale persona per parlarle; dette tali parole se ne andò | agg. indef.    • 1 •   con valore di certo  (sempre preceduto al sing. dall'art. indeterm.): un tale signor rossi; tali fratelli bianchi | un tal quale, una tal quale, (fam.) un certo, una certa: avevo una tal quale paura, un tal quale presentimento    • 2 •   preceduto dall'art. determ., indica una cosa o una persona in modo indeterminato: vuole sapere quanto hai pagato la tal cosa e la tal altra e chi è la tal persona... '  preceduto da questo  o quello, ha valore rafforzativo: quel tale amico di cui ti avevo parlato   pron. dimostr.  questa, quella persona: lui è il tale che cerchi  | il tal dei tali, la tal dei tali, riferendosi a persona di cui non si ricorda il nome o che è superfluo nominare: e se poi il tal dei tali non arriva?; me l'ha detto la tal dei tali  | pron. indef.    • 1 •   preceduto dall'art. indeterm., indica persona indeterminata: c'è una tale di là che ti aspetta; ho un appuntamento con un tale di genova    • 2 •   preceduto da quel, quella, indica persona ben nota, di cui si sta parlando o si è parlato precedentemente: c'è quel tale dell'assicurazione; ha telefonato di nuovo quella tale di ieri    • 3 •   (ant. , lett.) usato assol., uno, taluno: né sorgerà mai tale / che ti rassembri  (leopardi sopra il monumento di dante  186-187)  avv.  (ant. , lett.) talmente (per lo più in correlazione con che): tal ch'incomincio a desperar del porto  (petrarca canz.  clxxxix, 14).
talea   (1) s.f.  parte di una pianta (rametto, foglia, radice) che, interrata, emette radici e genera un nuovo individuo.
talea   (2) s.f.  nella musica gregoriana, adattamento della melodia (tenor) a uno schema ritmico continuamente ripetuto.
taleaggio   s.m.  (agr.) metodo di riproduzione per talea; la propagazione stessa mediante talea.
taled   o talled, s.m.  nella liturgia ebraica, velo quadrato di lana bianca, con strisce nere o blu agli orli e fiocchi ai quattro angoli, che i sacerdoti e anche i fedeli maschi indossano durante alcuni riti sacri.
taleggio   s.m.  formaggio tipico italiano, molle, grasso, a pasta cruda, fatto con latte vaccino intero.
talentaccio   s.m.  (fam.) qualità, capacità innate in una persona, ma non educate e raffinate; la persona stessa che ha tali qualità, capacità: è un talentaccio. 
talentare   v. intr.  [io talènto ecc. ; aus. essere] (lett.) andare a genio, garbare (di solito usato solo alla terza persona sing. e pl.): così fanciulli o femine spaventa, /... / me non, cui la battaglia più talenta / d'ogni riposo  (ariosto o. f.  xxiv, 98).
talento   (1) s.m.    • 1 •   unità di misura di peso usata anticamente presso il popolo ebraico, presso i babilonesi e presso i greci    • 2 •   antica moneta in circolazione in grecia e in palestina | parabola dei talenti, celebre insegnamento evangelico sulla responsabilità conseguente ai doni divini.
talento   (2) s.m.    • 1 •   (lett.) disposizione, inclinazione dell'animo: seguire il proprio talento  | desiderio, volontà: di mal talento, controvoglia, malvolentieri    • 2 •   ingegno, genialità: un ragazzo di talento; avere talento musicale  | (estens.) persona geniale, dotata di grandi capacità: un talento della pittura. 
talentoso   agg.    • 1 •   (ant.) desideroso, voglioso, bramoso    • 2 •   (non com.) che dimostra ingegno brillante.
talent-scout  talent-scout s.m.  e f. invar.  chi ricerca nuovi talenti da lanciare nel mondo dello spettacolo, dell'arte o dello sport.
taliacei   s.m. pl.  (zool.) classe di piccoli animali marini dal corpo fosforescente a forma cilindrica; vivono preferibilmente nei mari caldi | sing.  [-ceo] ogni animale di tale classe.
talidomide   s.m.  nome commerciale di un farmaco ad azione ipnotica e sedativa, ora non più prodotto perché, assunto in gravidanza, provocava malformazioni fetali.
talisie   s.f. pl.  nell'antichità greca, feste del raccolto che si celebravano in onore della dea demetra.
talismanico   agg.  [pl. m. -ci] (rar.) di talismano, che ha proprietà magiche.
talismano   s.m.  oggetto di varia forma, spesso recante impressi caratteri o figure, al quale le credenze popolari e superstiziose attribuiscono poteri magici | (estens.) amuleto, portafortuna.
talk show   loc. sost. m. invar.  spettacolo radiofonico o televisivo in cui un intrattenitore intervista personaggi generalmente noti al grande pubblico.
talled    ⇨ taled.
tallero   s.m.    • 1 •   moneta d'argento che ebbe corso, con valori variabili, negli stati germanici e in gran parte dell'europa, dalla fine del sec. xv al xix | tallero di maria teresa, moneta di scambio coniata in austria dall'imperatrice maria teresa nel sec. xviii, e rimasta in uso in etiopia fino al 1945    • 2 •   oggi, unità monetaria di alcuni stati arabi.
tallico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto in cui figura il tallio nello stato di ossidazione trivalente.
tallio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è tl; metallo tenero come il sodio, di colore e comportamento chimico simili all'argento; si usa per produrre insetticidi e per colorare in verde la fiamma nei fuochi artificiali; nei suoi composti è monovalente o trivalente.
tallire   v. intr.  [io tallisco, tu tallisci ecc. ; aus. essere  e avere] mettere dei talli, germogliare; accestire.
tallito   part. pass.  di tallire   agg.  si dice di pianta, e spec. di cereale, che ha buttato più foglie o steli da un solo ceppo: orzo tallito, usato nella fabbricazione della birra.
tallitura   s.f.  (bot.) germinazione, accestimento.
tallo   s.m.  (bot.)    • 1 •   corpo delle piante inferiori, non differenziato in radice, fusto e foglie    • 2 •   (ant.) germoglio; talea.
tallofita   s.f.  nella vecchia tassonomia botanica, pianta inferiore il cui corpo vegetativo è costituito da un tallo | usato anche come agg.  : pianta tallofita. 
tallolio   s.m.  (chim.) sottoprodotto resinoso, liquido, nerastro, di composizione variabile, ottenuto da certi legni e usato come componente di vernici, emulsioni e detergenti.
tallonaggio   s.m.  nel rugby, tentativo di colpire la palla col tallone per mandarla all'indietro durante la mischia.
tallonamento   s.m.  il tallonare, l'essere tallonato.
tallonare   v. tr.  [io tallóno ecc.]    • 1 •   inseguire da vicino, stare alle calcagna di qualcuno, usato spec. nel linguaggio sportivo    • 2 •   nel rugby, colpire la palla col tallone per mandarla all'indietro.
tallonata   s.f.  colpo dato col tallone | nel rugby, tiro all'indietro eseguito colpendo la palla col tallone.
tallonatore   s.m.  nel rugby, giocatore centrale di prima linea, che nelle mischie chiuse ha il compito di colpire la palla col tallone e buttarla all'indietro verso un compagno di squadra.
talloncino   s.m.    • 1 •   piccola cedola che, staccata da una scheda, una cartolina o sim., serve da riscontro | in partic., riquadro staccabile delle scatole dei medicinali, che il farmacista trattiene a fini di rimborso    • 2 •   annuncio pubblicitario su un giornale, a forma di quadrato o rettangolo incorniciato.
tallone   s.m.    • 1 •   la parte posteriore e inferiore del piede; calcagno: battere i talloni, girare sui talloni, (mil.) mettersi sull'attenti, fare dietro-front | tallone d'achille, (fig.) unico punto debole di qualcuno o di qualcosa, con riferimento al racconto omerico secondo cui achille era vulnerabile solo in un tallone | il tallone d'italia, la puglia, con allusione alla forma a stivale dell'italia    • 2 •   nelle calze, il rinforzo posteriore della pianta del piede    • 3 •   termine generico che indica la parte posteriore o inferiore, per lo più sporgente, di vari oggetti: il tallone della lama del coltello, la parte che penetra nel manico | il tallone dello sci, la parte posteriore | il tallone del fucile, la parte tondeggiante del calcio    • 4 •   (mus.) la parte inferiore dell'archetto, vicino all'impugnatura    • 5 •   bordo rinforzato del pneumatico a contatto col cerchio    • 6 •   (non com.) cedola, tagliando; talloncino.
talloso   agg.    • 1 •   (bot.) che ha aspetto e natura di tallo    • 2 •   (chim.) si dice di composto in cui è presente il tallio nello stato di ossidazione monovalente.
talmente   avv.  in modo tale, così: sono talmente triste!  | usato in correlazione con che  o con da : quello spettacolo mi è talmente piaciuto che  (o mi è piaciuto talmente che, rar. talmenteché) voglio rivederlo; era talmente bravo da superarli tutti. 
talmud   s.m. invar.  il complesso delle dottrine e degli insegnamenti ebraici postbiblici, di carattere religioso, liturgico e giuridico, raccolti per iscritto verso il sec. v d. c.
talmudico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al talmud.
talmudista   s.m.  [pl. -sti] studioso della dottrina del talmud.
talora   avv.  qualche volta, a volte: come talora è accaduto. 
talotta   avv.  (ant. , lett.) talora.
talpa   s.f.    • 1 •   piccolo mammifero insettivoro, dal corpo tozzo coperto da una morbida pelliccia grigio-scura; ha muso appuntito, occhi piccoli e zampe corte con unghie robuste, atte a scavare gallerie sotterranee (fam.  talpidi) | vederci come una talpa, essere molto miope | avere il cervello di una talpa, (fig.) essere tardo, ottuso. accr. talpona, talpone  (m.)    • 2 •   nel linguaggio giornalistico, persona che collabora insospettabilmente con un'organizzazione criminale o eversiva, mettendo a sua disposizione informazioni delle quali è a conoscenza per il lavoro che svolge    • 3 •   macchina escavatrice per realizzare gallerie  agg. invar.    • 1 •   di colore grigio-scuro: color talpa    • 2 •   aratro talpa, (agr.) tipo di aratro impiegato per scavare canali sotterranei che consentono di far defluire le acque stagnanti.
talpidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di animali insettivori a cui appartiene la talpa | sing.  [-e] ogni animale appartenente a tale famiglia.
talpone   s.m.    • 1 •   accr.  di talpa    • 2 •   [f. -a] (fig. fam.) persona che sta sempre rintanata in casa.
taluno   agg. indef.  (solo pl.) alcuni, certi: taluni autori affermano il contrario; taluni errori non si rimediano  pron. indef.  qualcuno; alcuno, certuno: taluni sono veramente maleducati; taluno dei presenti fece delle osservazioni  | in correlazione con talaltro : taluno sosteneva una cosa, talaltro il contrario. 
talvolta   rar. tal volta, ant. talvolte, avv.  qualche volta, a volte: capita a tutti talvolta di sbagliare  | in usi correlativi: talvolta si esce, talvolta si sta in casa; talvolta s'impegna, talaltra no. 
tamagno   agg.  (ant.) tanto grande.
tamanto   agg.  (ant. non com.) tanto, tanto grande.
tamaricacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni tropicali e subtropicali, a cui appartiene, tra le altre, la tamerice | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
tamarice    ⇨ tamerice.
tamarindo   s.m.  albero con foglie pennate e fiori giallo-rossastri; i frutti sono baccelli dalla polpa scura e acidula, usati per fare sciroppi e infusi (fam.  leguminose).
tamarisco   o tamerisco, s.m.  [pl. -schi] (bot.) tamerice.
tamaro   s.m.  pianta erbacea con grosso tubero, fusto sottile, foglie cuoriformi e bacche rosse (fam.  dioscoracee).
tamarro   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (merid.) zoticone, cafone    • 2 •   (gerg.) giovane di periferia che veste alla moda, ma in maniera volgare.
tambarello   s.m.  pesce di mare simile a un piccolo tonno, di colore grigio-argenteo a fasce scure; ha carni poco pregiate (ord.  tunniformi).
tambucio   o tambugio, s.m.  (mar.) garitta, per lo più di legno, che protegge dal vento e dall'acqua l'accesso al ponte scoperto di una nave.
tamburaio   s.m.  [f. -a] fabbricante di tamburi.
tamburamento   s.m.  in falegnameria, costruzione di un tamburato.
tamburare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) battere il tamburo | v. tr.  in falegnameria e carpenteria, racchiudere un telaio tra due fogli di compensato o di altro materiale analogo.
tamburato   part. pass.  di tamburare  agg.  in falegnameria e carpenteria, si dice di una struttura costituita da due fogli di compensato, di laminato plastico, o di altro materiale, racchiudenti un telaio: porta tamburata  | usato anche come s.m.  : fare un tamburato. 
tambureggiamento   s.m.    • 1 •   il tambureggiare (anche fig.): il tambureggiamento delle batterie nemiche; un tambureggiamento di domande    • 2 •   (sport) nel pugilato, rapida serie di colpi | nel calcio e in altri sport, serie di attacchi continuati contro la porta avversaria.
tambureggiare   v. intr.  [io tamburéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   suonare il tamburo    • 2 •   risuonare (di tamburi o di altri strumenti a percussione) | (estens.) crepitare fittamente (detto spec. di armi da fuoco): le artiglierie tambureggiavano incessantemente | v. tr.  battere, colpire con una fitta serie di tiri: il cannone tambureggiava gli avamposti nemici. 
tamburellare   v. intr.  [io tamburèllo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) suonare il tamburello    • 2 •   (estens.) battere su una superficie con colpi rapidi e frequenti, facendo un rumore simile a quello di un tamburello: tamburellare con le dita sul tavolo. 
tamburellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica il gioco del tamburello.
tamburello   s.m.    • 1 •   strumento musicale a percussione, usato soprattutto per accompagnare canti e danze popolari; è costituito da una membrana tesa su un cerchio di legno al quale sono fissati dei sonagli, e si suona battendovi con le nocche o agitandolo per far tintinnare i sonagli    • 2 •   piccolo cerchio di legno sul quale è tesa una membrana, usato come racchetta per rilanciare la palla in un gioco tra due squadre che si pratica su un campo rettangolare; per estens., il gioco stesso: giocare a tamburello. 
tamburinare   v. intr.  [aus. avere] (rar.) tamburellare (spec. fig.).
tamburino   s.m.    • 1 •   chi suona il tamburo, spec. in una banda o nell'esercito    • 2 •   nel linguaggio giornalistico, la lista degli spettacoli (cinematografici, teatrali, musicali) che compare regolarmente sui quotidiani.
tamburlano   s.m.    • 1 •   telaio in forma di alto tamburo, sul fondo del quale si poneva un braciere che asciugava la biancheria stesa sopra una rete metallica o una lamina bucherellata    • 2 •   sorta di alambicco per la distillazione dell'alcol.
tamburo   s.m.    • 1 •   strumento musicale a percussione, costituito da una cassa cilindrica di metallo o di legno, chiusa alle estremità da due membrane sulle quali si batte con apposite bacchette: battere, suonare il tamburo; il rullo del tamburo; pelle di tamburo  | a tamburo battente, (fig.) senza indugio. dim. tamburino, tamburello  accr. tamburone    • 2 •   suonatore di tamburo: il tamburo maggiore dell'orchestra    • 3 •   nome di diversi oggetti, dispositivi, elementi che per la forma richiamano un tamburo | tamburo della cupola, (arch.) la parte della struttura, a pianta cilindrica o poligonale, su cui poggia la calotta | tamburo di una colonna, (arch.) ognuno dei blocchi cilindrici che costituiscono il fusto delle colonne non monolitiche | tamburo dell'orologio, scatola cilindrica in cui è contenuta la molla | tamburo del freno, negli auto e motoveicoli, il dispositivo fissato al mozzo della ruota, entro il quale si espandono le ganasce, producendo la frenata; freno a tamburo, che sfrutta questo dispositivo | tamburo della ruota, (mar.) nelle vecchie navi a vapore con propulsione a ruote, la copertura posta a protezione della metà superiore di ciascuna ruota | tamburo dell'argano, il cilindro attorno a cui si avvolge la fune | tamburo dell'àncora, (mar.) il cilindro intorno a cui si avvolge il cavo dell'àncora | tamburo della pistola, cilindretto rotante nelle cui apposite camere sono caricate le cartucce | pistola a tamburo, rivoltella | memoria a tamburo, (inform.) memoria ausiliaria di un elaboratore elettronico, in cui il supporto di memorizzazione è costituito da un cilindro ricoperto da una sottile patina di materiale magnetizzabile    • 4 •   nel linguaggio giornalistico, annuncio che illustra le condizioni di abbonamento a un giornale.
tambusso   s.m.  percussione che si fa sugli alveari per farne uscire le api.
tamerice   o tamarice, s.f.  albero ornamentale con piccole foglie ovali di color verde opaco e fiori rosei; tamarisco (fam.  tamaricacee).
tamerisco    ⇨ tamarisco.
tamia   s.m. invar.  mammifero roditore somigliante allo scoiattolo; ha testa arrotondata e mantello rosso-bruno con tre strisce nere longitudinali sul dorso.
tamigio    ⇨ tamiso.
tamil   s.m. invar.    • 1 •   [anche f.] chi appartiene a una popolazione dell'india meridionale e della parte settentrionale dell'isola di ceylon    • 2 •   lingua dravidica parlata da popolazioni che vivono nell'india merid. e nella parte sett. di ceylon.
tamilico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla popolazione, alla cultura, agli usi dei tamil: letteratura tamilica. 
tamiso   ant. tamigio o tamisio, s.m.  (sett.) staccio.
tampinare   v. tr.  (region. fam.)    • 1 •   seguire con assiduità pedinare    • 2 •   (fig.) assillare, molestare.
tampoco   avv.  (non com.) nemmeno, neppure (sempre preceduto dalla negazione né): non ho voglia di parlargli, né tampoco di vederlo. 
tamponamento   s.m.    • 1 •   il tamponare, l'essere tamponato: il tamponamento di una falla  | (med.) applicazione di tamponi emostatici o antisettici in una cavità o in una ferita; zaffatura    • 2 •   urto di un veicolo contro un altro che lo precede: tamponamento a catena, in cui vengono coinvolti più veicoli.
tamponare   v. tr.  [io tampóno ecc.]    • 1 •   chiudere con un tampone: tamponare una ferita; tamponarsi il naso con dell'ovatta, per arrestare un'emorragia | tamponare una falla, chiudere con mezzi di fortuna un'apertura prodottasi improvvisamente; (fig.) rimediare in qualche modo a una manchevolezza, a una difficoltà    • 2 •   urtare contro un veicolo che precede: il pullman tamponò la macchina ferma    • 3 •   (chim.) fissare l'acidità o l'alcalinità di una soluzione a un valore dato.
tamponatura   s.f.  tamponamento (nel sign. 1).
tampone   s.m.    • 1 •   (med.) grosso batuffolo di garza o di ovatta usato per arrestare un'emorragia o per medicare ferite | tampone diagnostico, quello usato per eseguire prelievi batteriologici all'interno di una cavità del corpo. dim. tamponcino    • 2 •   assorbente intimo femminile    • 3 •   cuscinetto imbevuto di inchiostro per timbri | cuscinetto formato da diversi strati di carta assorbente, per asciugare la scrittura a inchiostro    • 4 •   respingente delle carrozze ferroviarie    • 5 •   (mus.) ciascuna delle due bacchette terminanti in una palla felpata che servono per suonare alcuni strumenti a percussione    • 6 •   (chim.) soluzione acquosa contenente un acido debole e il suo sale con una base forte, oppure una base debole e il suo sale con un acido forte; ha la proprietà di mantenere costante il grado di acidità o di alcalinità di una soluzione cui vengono aggiunti acidi o basi  agg. invar.    • 1 •   che tampona, che risolve momentaneamente una difficoltà: provvedimento tampone; batteria tampone  | memoria tampone, (inform.) funzione che consente a un elaboratore elettronico di immagazzinare i dati di un programma all'interno della propria memoria temporanea    • 2 •   (chim.) si dice di soluzione atta a mantenere costante la concentrazione di ioni nel mezzo a cui viene aggiunta.
tamtam   o tam-tam, meno com. tantan, tan-tan, s.m.    • 1 •   (mus.) strumento a percussione di origine orientale, simile al gong, costituito da un disco di metallo che viene percosso da una mazza    • 2 •   presso talune popolazioni primitive, tipo di tamburo ricavato da un grosso tronco cavo, che viene percosso con bastoni ed è usato per trasmettere segnali a distanza | (estens.) il rumore prodotto da tale tamburo    • 3 •   (fig.) diffusione ampia e veloce di notizie che avviene di persona in persona.
tamurè   s.m.  danza di origine tahitiana, caratterizzata dal movimento rotatorio delle anche.
tana   s.f.    • 1 •   buca più o meno profonda che serve da riparo agli animali selvatici; covo: la tana del lupo, della volpe  | (estens.) nascondiglio di malviventi    • 2 •   (fig.) casa sporca, malsana; stamberga    • 3 •   in giochi di bambini, il punto, fissato in precedenza, in cui chi è inseguito si rifugia per salvarsi; per estens., il gioco stesso: toccare tana; giocare a tana. 
tanaceto   s.m.  pianta erbacea con foglie lobate e fiori gialli profumati, dai quali si estrae un'essenza che ha proprietà medicinali (fam.  composite).
tanaglia    ⇨ tenaglia.
tanagliare   v. tr.  [io tanàglio ecc.] (ant. , lett.) stringere, torturare con le tenaglie roventi, come forma di un antico supplizio.
tanagra   (1) s.f.  (archeol.) tipo di statuetta funeraria di terracotta prodotta nei secc. vi-iii a. c. presso la città di tanagra, in beozia.
tanagra   (2) s.f.  (zool.) genere di uccelli passeriformi americani di piccole dimensioni, dal piumaggio vivacemente colorato.
tananai   meno com. tatanai, s.m.  (pop.) gran confusione, frastuono, schiamazzo.
tanato-  tanato- primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, dal gr. thánatos  'morte'.
tanatofobia   s.f.  (psicol.) paura morbosa della morte.
tanatologia   s.f.  parte della medicina che studia le cause dirette della morte e i fattori di alterazione morfologica e chimico-fisica del cadavere.
tanatologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la tanatologia.
tanatoscopia   s.f.  in medicina legale, l'insieme delle tecniche volte ad accertare lo stato di morte.
tanatosi   s.f.  (zool.) riflesso caratteristico degli insetti che consiste in una contrazione rapida del tronco e delle appendici e in un'assoluta immobilità ha probabilmente una funzione protettiva.
tanca   (1) s.f.  cassa stagna di una nave per contenere liquidi.
tanca   (2) s.f.  in sardegna, podere destinato al pascolo delle pecore.
tandem   s.m.    • 1 •   bicicletta con due sedili e due coppie di pedali azionati da due pedalatori, uno dietro l'altro    • 2 •   (estens.) coppia molto affiatata di atleti, o anche di persone che svolgono una attività comune: gareggiare, lavorare in tandem    • 3 •   collegamento in tandem, (elettr.) collegamento in serie, tale da produrre la somma delle azioni.
tanè   s.m. invar.  (non com.) color castano, fra il rosso e il nero.
tanfata   s.f.  ondata di tanfo; zaffata fetida.
tanfo   s.m.  puzzo stagnante e intenso, spec. di muffa o di rinchiuso: un tanfo insopportabile. 
tanga   s.m. invar.  costume da bagno di dimensioni ridottissime, molto sgambato sul davanti e costituito nella parte posteriore da una semplice strisciolina di tessuto.
tangelo   s.m.  agrume dalle dimensioni di un pompelmo, ottenuto dall'innesto di una varietà di mandarino sul pompelmo (fam.  rutacee).
tangente   agg.    • 1 •   si dice di figura geometrica che abbia con un'altra un solo punto in comune: retta tangente a una circonferenza    • 2 •   (rar.) che spetta, che tocca  s.f.    • 1 •   (geom.) retta tangente a una circonferenza o a una qualsiasi altra linea curva | filare, partire, andarsene per la tangente, (scherz.) svignarsela in fretta; anche, divagare, uscire dal proposito    • 2 •   (mat.) funzione trigonometrica definita dal rapporto fra il cateto opposto e il cateto adiacente di un angolo acuto di un triangolo rettangolo    • 3 •   (non com.) quota, percentuale spettante di un guadagno o di una spesa comuni: avere una tangente sulle vendite  | (estens.) somma pretesa o percepita illecitamente o estorta in relazione alla concessione di un appalto, una licenza e sim., ovvero per garantire a chi paga incolumità e sicurezza: lo scandalo delle tangenti. 
tangentoide   s.f.  in trigonometria, diagramma della funzione tangente.
tangentopoli   s.f.  nel linguaggio giornalistico, il sistema economico e di potere, instauratosi in italia nel corso degli anni '80, fondato sul pagamento di tangenti ai partiti politici; lo scandalo che ne è derivato.
tangenza   s.f.    • 1 •   l'essere tangente; condizione di ciò che è tangente    • 2 •   (aer.) la massima quota che può raggiungere un aereo.
tangenziale   agg.    • 1 •   della tangente, che si riferisce alla tangente o alle tangenti    • 2 •   (fig.) marginale: un'osservazione tangenziale all'argomento   s.f.    • 1 •   (non com.) retta tangente    • 2 •   (urban.) strada di scorrimento veloce che collega delle direttrici importanti, evitando l'attraversamento di un centro abitato § tangenzialmente avv.  secondo la tangente, in rapporto tangenziale | (fig.) in modo marginale: un aspetto che tocca solo tangenzialmente il tema in questione. 
tangere   v. tr.  [io tango, tu tangi ecc. ; oggi usate solo le terze persone; è difettivo del pass. rem., del part. pass. e dei tempi composti] (lett. rar.) toccare (anche fig.): la vostra miseria non mi tange  (dante inf.  ii, 92).
tanghero   s.m.  persona grossolana, rozza, maleducata. pegg. tangheraccio. 
tangibile   agg.    • 1 •   che si può toccare    • 2 •   (estens.) immediatamente evidente, manifesto: prove tangibili  § tangibilmente avv. 
tangibilità   s.f.  (non com.) l'essere tangibile.
tango   s.m.  [pl. -ghi] danza a ritmo binario lento di origine popolare, introdotta in europa dall'argentina alla fine del sec. xix; anche, la musica che accompagna tale danza: ballare, suonare un tango   agg. invar.  si dice di colore rosso brillante tendente all'arancione.
tangone   s.m.  (mar.) asta di legno sporgente oltre lo scafo di una nave, per sostenere una vela o altro.
tanica   s.f.    • 1 •   recipiente di forma parallelepipeda, gener. di plastica, usato per il trasporto di liquidi    • 2 •   serbatoio sganciabile di un aereo.
tank   s.m. invar.    • 1 •   carro armato della prima guerra mondiale; poi, carro armato in generale    • 2 •   (non com.) cisterna per liquidi.
tankista   s.m.  [pl. -sti] chi, in una nave cisterna, è addetto ai serbatoi.
tannante   part. pres.  di tannare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che possiede le stesse proprietà concianti del tannino.
tannare   v. tr.  conciare le pelli con sostanze tanniche.
tannato   s.m.  (chim.) sale dell'acido tannico.
tannico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) del tannino: vino tannico, ricco di tannino, di sapore aspro; acido tannico, acido organico, derivato polimerico dell'acido gallico, usato nella tintura delle fibre su mordente.
tannino   s.m.  (chim.) i composti vegetali, solubili, amari, astringenti, costituiti da glucosidi dell'acido gallico o della pirocatechina che si usano per la concia delle pelli, per la fabbricazione di inchiostri e, in medicina, per le proprietà astringenti.
tanno   s.m.  (non com.) antica denominazione della scorza di alcuni vegetali, e spec. della quercia, contenente tannino.
tannoformio   s.m.  (chim.) nome commerciale di un prodotto ottenuto dalla combinazione del tannino con la formaldeide, dotato di proprietà antisettiche e astringenti.
tantafera   s.f.  (tosc.) ragionamento lungo e sconclusionato.
tantalio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è ta; metallo grigio lucente, pentavalente, piuttosto raro, molto resistente agli agenti chimici, è usato per filamenti di lampade da raggi x, strumenti elettronici e chirurgici e, in lega col tungsteno, per la costruzione di veicoli spaziali.
tantalite   s.f.  (min.) ossido di tantalio, ferro, manganese e niobio, usato per l'estrazione di tantalio e niobio.
tantalo   s.m.  grosso uccello africano con zampe lunghissime, becco arancione anch'esso molto lungo, piumaggio bianco spruzzato di vari colori (ord.  ciconiformi).
tantan   tan-tan  ⇨ tamtam.
tantino   agg.  (rar.) assai piccolo  pron.  una piccola parte o quantità: mangia almeno un tantino di carne; dedicami un tantino di tempo  | un tantino, un po': è un tantino sciocco; prima di uscire vorrei riposare un tantino.  dim. tantinello, tantinino. 
tanto   (1) agg. indef.    • 1 •   [solo sing.] riferito a cosa, così grande; per estens., così lungo, ampio, esteso, forte, intenso, vivo ecc.: riposati, hai ancora tanta strada da fare!; dopo tanto tempo non posso ricordarmelo; con tanto vento non vorrai uscire senza cappotto; un uomo di tanto ingegno è sprecato in quel lavoro; ho tanta fame; ci vuole tanta pazienza con i bambini!; dopo tanto cercare ha finalmente trovato  | (lett.) riferito per lo più a persona, così importante, così illustre: all'udir parole d'un tanto signore  (manzoni p. s.  i)    • 2 •   molto, in gran quantità in gran numero: un uomo che possiede tanto denaro; hanno tanti bambini; gliel'ho detto tante volte; tanti saluti ai tuoi; tante grazie!  (o grazie tante!); che fa qui tanta gente?; a che servono tanti libri?; vieni qui senza fare tante storie  | raddoppiato, con valore intensivo: ho fatto tanti ma tanti errori!; ha tanti e poi tanti  (o tanti ma tanti) soldi    • 3 •   in espressioni ellittiche: è tanto che non mi scrive, molto tempo; non c'è tanto da qui alla stazione, molta distanza; non ci voleva tanto a capirlo, molta intelligenza; guadagnare, spendere tanto, molto denaro; bere, mangiare tanto, in gran quantità | col valore di tante cose : ho fatto tanto per lui; c'è tanto di vero in ciò che afferma; tanto disse e tanto fece che lo convinse | è già tanto, è già gran cosa: è già tanto se finiremo tra un mese | a dir tanto, a far tanto, al massimo, tutt'al più | da tanto, capace di una tal cosa: non lo credevo da tanto | giungere, arrivare a tanto, a tal punto    • 4 •   in correlazione con che  o da  consecutivi: ha tanto denaro da potersi permettere ciò che vuole; c'era tanta gente che non si poteva entrare    • 5 •   in correlazione con quanto  nelle proposizioni comparative (per indicare corrispondenza di numero o di quantità): ho tanto denaro quanto lui; non ho tanti libri quanti ne hai tu    • 6 •   nella correlazione tanto... tanto, quanto... altrettanto: tante parole, tanti errori | prov.  : tante teste tanti pareri    • 7 •   con valore di altrettanto : si sono comportati come tanti sciocchi    • 8 •   indica numero o quantità generica o che non si può o non si vuol determinare; può essere anche sostantivato: ti ho dato 10. 000 lire, tante per..., tante per...; nell'anno millesettecento e tanti; un tanto per cento, (un) tanto il mese; costa un tanto il chilo; ha quel tanto e basta; ai tanti del mese, a una certa data tutti i mesi | se tanto mi dà tanto, (fig.) se le cose stanno o vanno avanti così    • 9 •   preceduto da ogni, in locuzioni distributive: ogni tanti mesi, giorni, anni; ogni tante settimane; ogni tanti chilometri; ogni tante persone   pron. indef.    • 1 •   pl.  molti, riferito sia a persone sia a cose: tanti dicono che non sia vero; è uno dei tanti che hanno fatto domanda; mi piacciono le ciliegie, dammene tante; una frase come se ne sentono tante; è un uomo come ce ne sono tanti    • 2 •   in correlazione con quanto, per indicare corrispondenza di numero o di quantità: prendine pure tanti quanti te ne occorrono; comprane tanto quanto basta | pron. dimostr.  ciò, questo: ti ho detto ciò che avevo da dirti, e tanto basta | per tanto, lo stesso che pertanto | in tanto, fra tanto, (ant.) lo stesso che intanto, frattanto | tanto di guadagnato, meglio così  s.m. invar.    • 1 •   indica quantità determinata: ne vorrei tanto  | spesso accompagnando la parola col gesto: è più alto di tanto | non più di  (o che) tanto, non molto, poco: non mi preoccupo più di tanto    • 2 •   (fam.) in usi enfatici, determinato da un compl. partitivo: con tanto di baffi; ascoltare con tanto d'orecchi; si presentò con tanto di documenti. 
tanto   (2) avv.    • 1 •   in tal modo, in tale misura; a tal punto: non preoccuparti tanto; non pensavo che si sarebbe offeso tanto; perché ti affatichi tanto?; che cosa hanno da criticare tanto?; sono tanto stanco!; studia tanto volentieri!  | spesso accompagnando la parola col gesto: alto, lungo tanto    • 2 •   in correlazione con che  o da  consecutivi: è tanto pallido che sembra malato; è tanto sciocco da non capire; non lo sopporto più tanto è noioso; è tanto noioso che non lo sopporto più | tanto che  (o tantoché), cosicché: arrivarono tardi, tanto che avevamo già finito di cenare    • 3 •   in correlazione con quanto  (nei comparativi di uguaglianza e in proposizioni comparative): è tanto buono quanto bello; non è tanto intelligente quanto suo padre; non è tanto onesto quanto sembra; non lavora tanto quanto potrebbe; quanto più si studia, tanto più s'impara; quanto più lo conosco, tanto meno lo apprezzo | non tanto per... quanto per..., più per... che per...: l'ho fatto non tanto per lui, quanto per suo padre; non tanto per il denaro, quanto per la soddisfazione | tanto... quanto, così... come, sia... sia: vorrei vendere tanto questa casa quanto quella in campagna; con lo stesso valore ma meno correttamente in correlazione con che  o come : tanto lui che  (o come) suo padre    • 4 •   molto, assai: lo desidero tanto; scusami tanto; saluta tanto tuo fratello; senza pensarci tanto; è tanto vecchio; gli sono tanto affezionato; lo feci tanto volentieri; me ne andai tanto a malincuore; tanto meglio così!; tanto peggio per lui  | rafforzato: sono proprio tanto stanco    • 5 •   solo, solamente (per lo più in espressioni particolari): (per) una volta tanto possiamo concederglielo; gliel'ho dato tanto per accontentarlo; si fa tanto per dire; tanto per fare qualcosa, andrò a fare due passi; accetterò tanto per gradire; tanto per cambiare, ne ha combinata una delle sue    • 6 •   comunque, in ogni modo: è inutile che tu insista, (perché) tanto non l'avrai vinta; per noi, tanto, va sempre bene    • 7 •   tuttavia, nondimeno: ho fatto di tutto, (ma) tanto so già che non otterrò nulla    • 8 •   (fam.) con valore conclusivo: perché te la prendi, tanto non serve; prendilo pure, tanto ne ho un altro    • 9 •   in locuzioni particolari: di tanto in tanto, ogni tanto, di quando in quando | fino a tanto che, fino al tempo in cui, finché | tanto è, tant'è, è lo stesso: tanto è far le cose a metà che non farle affatto; è usato anche da solo con valore enfatico e conclusivo, per esprimere l'inevitabilità di una conseguenza: tant'è, fa sempre di testa sua | tanto fa, tanto vale, tanto varrebbe, è lo stesso; è meglio: se tu lo devi fare, tanto fa  (o tanto vale) che tu lo faccia subito; se le cose stanno così, tanto fa  (o tanto varrebbe) rinunciarvi | né tanto né quanto, affatto: non mi interessa né tanto né quanto. 
tantosto   avv.  (ant.) immediatamente, subito.
tantrico   agg.  [pl. m. -ci] (relig.) che è relativo al tantrismo.
tantrismo   s.m.  l'insieme delle dottrine rituali, mitologiche, etiche di carattere iniziatico-esoterico, proprie di alcune sette dell'induismo e del buddismo ed espresse nei tantra.

tanzaniano   agg.  della tanzania  s.m.  [f. -a] chi è nato, chi vive in tanzania.
tao   s.m. invar.  nel taoismo, il processo di mutamento e divenire di tutte le cose; si realizza nell'alternanza delle due forze complementari e opposte, lo yin e lo yang.
taoismo   s.m.  antico sistema filosofico-religioso cinese di cui è considerato fondatore lao-tse (sec. v a. c.); riconosce in un essere infinito e indeterminato, detto tao, il principio dell'ordine cosmico e, contro i condizionamenti della cultura, invita a conformarsi passivamente ai ritmi della vita universale.
taoista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi segue le dottrine del taoismo | usato anche come agg.  : la religione taoista. 
taoistico   agg.  [pl. m. -ci] del taoismo, dei taoisti.
tapa   s.f.  stoffa morbidissima che i polinesiani ricavano dalla scorza di alcuni alberi.
tap dance   loc. sost. f. invar.  ballo del tip tap.
tape   s.m. invar.  nastro magnetico per registrazioni.
tape monitor   loc. sost. m. invar.  negli apparecchi fonoregistratori, dispositivo che consente di ascoltare la registrazione mentre viene effettuata.
tap-in  tap-in s.m. invar.  nella pallacanestro, realizzazione ottenuta deviando al volo nel canestro la palla durante un'azione offensiva.
tapinare   v. intr.  [aus. avere] (lett.) condurre una vita da tapino | tapinarsi v. rifl.  affliggersi, tormentarsi.
tapino   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) misero, infelice: una vita tapina.  dim. tapinello  § tapinamente avv. 
tapioca   s.f.  farina alimentare assai nutriente, ricavata dalle radici della manioca.
tapiro   s.m.  (zool.) genere di mammiferi di media grossezza, con muso fornito di una piccola proboscide, coda corta e pelame brunastro; la pelle viene usata in pelletteria (ord.  perissodattili).
tapis roulant   loc. sost. m. invar.  nastro trasportatore.
tappa   s.f.    • 1 •   luogo di sosta e di rifornimento durante un viaggio, una marcia, un'escursione    • 2 •   la sosta stessa: fare tappa ogni due chilometri    • 3 •   (estens.) la distanza percorsa tra una sosta e l'altra: dividere un viaggio in cinque tappe  | bruciare le tappe, (fig.) procedere molto velocemente in un lavoro, in una carriera, nell'apprendimento di una disciplina o sim.    • 4 •   fatto, momento fondamentale: lo sbarco sulla luna fu una tappa memorabile nella storia delle conquiste spaziali    • 5 •   (sport) in un giro ciclistico, motociclistico ecc. articolato in più giorni, la frazione percorsa ogni giorno: corsa a tappe; tappa a cronometro.  accr. tappone  (m.).
tappabuchi   s.m.  e f. invar.  (scherz.  o spreg.) persona che si suol chiamare all'ultimo momento per sostituirne un'altra.
tappare   v. tr.  chiudere con un tappo: tappare una bottiglia  | (estens.) chiudere un'apertura senza lasciare spiragli o fessure: tappare porte e finestre | tappare qualcuno in un luogo, rinchiudervelo | tappare un buco, (fig.) pagare un debito | tapparsi il naso, per non sentire odori sgradevoli | tapparsi le orecchie, per non sentire rumori; (fig.) non voler sentire | tapparsi la bocca, gli occhi, (fig.) non parlare, non vedere | tappare la bocca a qualcuno, (fig.) rispondergli con argomentazioni convincenti, impedendogli di continuare a parlare | tapparsi v. rifl.  ritirarsi in un luogo senza farsi mai vedere: si è tappato in casa per tutto l'inverno. 
tapparella   s.f.  (fam.) persiana avvolgibile fatta con stecche di legno, di lega leggera o di plastica, incernierate tra loro.
tapparellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (fam.) chi è addetto alla fabbricazione, alla riparazione e al montaggio di persiane avvolgibili.
tappato   part. pass.  di tappare  agg.  chiuso con un tappo: un fiasco ben tappato. 
tappatrice   s.f.  macchina per chiudere con tappi bottiglie, fiaschi ecc., usata soprattutto in impianti industriali di imbottigliamento.
tappetare   v. tr.  [io tappéto ecc.] (non com.) ricoprire con un tappeto: tappetare una sala. 
tappete   inter.  voce onom. che imita il suono prodotto da un colpo secco; si usa spec. nell'espressione: tippete tappete, o come esclamazione o per sottolineare un fatto improvviso, inaspettato.
tappetino   s.m.    • 1 •   copertura di gomma o di altro materiale a protezione del pavimento delle automobili    • 2 •   tappetino del mouse, riquadro di gomma su cui si aziona il mouse.
tappeto   s.m.    • 1 •   drappo di tessuto, per lo più di lana e di spessore piuttosto grosso, eseguito con tecnica particolare, ornato con disegni colorati, usato nell'arredamento per coprire pavimenti o tavoli: tappeto persiano, cinese; stendere un tappeto sul pavimento; sul tavolo c'era un bel tappeto a fiori | tappeto verde, il panno che ricopre il tavolo da gioco; per estens., il tavolo da gioco stesso | tappeto erboso, l'erba fitta dei prati | mettere una questione sul tappeto, (fig.) affrontarla apertamente | bombardamento a tappeto, (mil.) lancio simultaneo e sistematico di un insieme di bombe contro un bersaglio terrestre o marittimo, da parte di una grande formazione di aerei da bombardamento. dim. tappetino  accr. tappetone  pegg. tappetaccio, tappetuccio    • 2 •   (sport) il tessuto speciale, a volte morbido ed elastico, che ricopre il pavimento delle palestre o la piattaforma sulla quale si svolgono gli incontri di pugilato o di lotta: mandare, mettere al tappeto, di pugile, atterrare l'avversario | andare al tappeto, di pugile, essere atterrato | mettere qualcuno al tappeto, (fig.) vincerlo completamente.
tappezzare   v. tr.  [io tappézzo ecc.]    • 1 •   ricoprire pareti o muri con carta, tessuto e anche con arazzi, rivestimenti in legno ecc. | rivestire con una tappezzeria mobili, poltrone, interni di automobili ecc.    • 2 •   (estens.) ricoprire a mo' di tappezzeria: i manifesti pubblicitari tappezzano le vie del centro. 
tappezzeria   s.f.    • 1 •   tessuto o carta speciale, per lo più ornata, con cui si ricoprono le pareti delle stanze o l'interno di alcuni mobili: la tappezzeria del soggiorno  | l'insieme dei rivestimenti, in tessuto o in altro materiale, degli interni di un'automobile | far tappezzeria, (fam.) si dice di chi, in una festa da ballo, non è invitato mai a ballare    • 2 •   la tecnica, il mestiere del tappezziere    • 3 •   (non com.) negozio, laboratorio di tappezziere.
tappezziere   s.m.  [f. -a] artigiano che esegue lavori di rivestimento di pareti con carta da parati e altri materiali; chi prepara e monta tende, imbottisce, riveste e ripara poltrone, divani ecc.
tappo   s.m.    • 1 •   accessorio di sughero, plastica, gomma, metallo o altro materiale, di forma cilindrica o a tronco di cono, che si applica a pressione o per avvitamento alla bocca di un recipiente (bottiglie, fiaschi ecc.) per chiuderlo: mettere, togliere il tappo | tappo a corona, quello metallico, con bordo orlato, che si applica al collo della bottiglia mediante apposita macchina. dim. tappettino, tappetto, tappino  accr. tappone    • 2 •   (estens.) si dice di oggetto o sostanza che occluda un condotto, un canale e sim.: il tappo del lavandino; un tappo di cerume    • 3 •   (fig. scherz.) persona di bassa statura.
tappone   s.m.  nel gergo del ciclismo, tappa molto lunga e impegnativa.
tapsia   s.f.  (bot.) genere di piante con fiori di colore bianco o giallo, dalle cui radici si estrae una resina dotata di azione revulsiva (fam.  ombrellifere).
tapum   inter.  voce onom. che imita il rumore prodotto dallo sparo di un fucile.
tar   s.m. invar.  (dir.) organo giudiziario istituito in ogni regione, competente a trattare le controversie amministrative in primo grado.
tara   s.f.    • 1 •   (ant.) la somma defalcata da un conto; sconto    • 2 •   quanto si deve detrarre dal peso lordo di una merce per avere il peso netto; per lo più corrisponde al peso dell'imballaggio o del veicolo che trasporta la merce | far la tara a qualcosa, (fig.) ridimensionarla, togliere da essa ciò che appare esagerato o inventato    • 3 •   (med.) malattia o difetto fisico, per lo più ereditario    • 4 •   (fam.) magagna, difetto morale.
tarabaralla   avv.  (pop. tosc.) su per giù, press'a poco; alla meglio o alla peggio.
tarabusino   meno com. tarabugino, s.m.  uccello di palude con collo e becco lunghi, capo depresso ai lati e coda corta; il piumaggio, nel maschio, è nerastro nella parte superiore e biancastro in quella inferiore (ord.  ciconiformi).
tarabuso   meno com. tarabugio, s.m.  tozzo airone di palude dal collo corto, con becco lungo e acuminato, piumaggio fulvo a macchie scure, grande apertura alare (ord.  ciconiformi).
tarallo   s.m.  biscotto a forma di ciambella tipico dell'italia meridionale, condito con zucchero e semi d'anice, pepe o altro. dim. taralletto, tarallino, taralluccio. 
taralluccio   s.m.  dim. di tarallo  | finire a tarallucci e vino, (fig.) comporre amichevolmente, con una rappacificazione o con un compromesso, un contrasto, una lite.
tarantella   s.f.    • 1 •   danza popolare meridionale, di antica origine, dall'andamento molto vivace, eseguita da coppie di danzatori con accompagnamento di nacchere o tamburello    • 2 •   sorta di rete da pesca.
tarantello   meno com. tarantiello, s.m.    • 1 •   pezzo di carne dato in aggiunta a un altro di qualità migliore; giunta    • 2 •   parte laterale del tonno conservato sott'olio    • 3 •   salume prodotto con pancetta di tonno; è una specialità dell'italia meridionale.
tarantino   agg.  di taranto  s.m.  [f. -a] chi è nato o vive a taranto.
tarantismo   s.m.  (med.) manifestazione di natura isterica convulsiva, attribuita dalle credenze popolari al morso della tarantola; tarantolismo.
tarantola   s.f.    • 1 •   grosso ragno peloso, giallo e nero, diffuso nell'europa meridionale; il suo morso è velenoso ma non mortale (cl.  aracnidi)    • 2 •   lo stesso che stellione. 
tarantolato   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato morsicato dalla tarantola.
tarantolino   s.m.  piccolo rettile diffuso nelle isole italiane e francesi del mediterraneo (ord.  squamati).
tarantolismo   s.m.  (med.) tarantismo.
tarare   v. tr.    • 1 •   fare la tara: tarare una merce    • 2 •   eseguire la taratura di un apparecchio o uno strumento: tarare un contachilometri. 
tarassaco   s.m.  [pl. -chi] (bot.) genere di piante erbacee perenni con foglie dentate e fiori gialli, la cui specie più diffusa in italia è il soffione o dente di leone (fam.  composite).
tarato   agg.    • 1 •   si dice di peso da cui sia stata detratta la tara o di apparecchio o strumento di misura che abbia subito la taratura    • 2 •   detto di persona, non sana fisicamente o moralmente: un giovane tarato. 
taratore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi tara, chi esegue la taratura di un apparecchio o di uno strumento.
taratura   s.f.  operazione di graduazione diretta di apparecchi o strumenti di misura.
tarcagnotto    ⇨ tracagnotto.
tarchia   s.f.  (mar.) varietà di vela a forma di trapezio, usata un tempo dai pescherecci: vela a tarchia. 
tarchiato   agg.  si dice di persona robusta e tozza. dim. tarchiatello. 
tardando   s.m. invar.  (mus.) indicazione dinamica sullo spartito che prescrive un rallentamento dell'esecuzione.
tardanza   s.f.  (ant.) il tardare; ritardo, indugio.
tardare   v. intr.  [aus. avere  nel sign. 1, essere  nel sign. 2]    • 1 •   arrivare con ritardo, fare o dire qualcosa oltre il termine di tempo stabilito, necessario o conveniente; ritardare: tardare a un appuntamento; tardare nei pagamenti    • 2 •   (lett.) parere tardi: oh quanto tarda a me ch'altri qui giunga!  (dante inf.  ix, 9) | v. tr.    • 1 •   ritardare, procrastinare: tardare la consegna del lavoro    • 2 •   (non com.) attardare, rallentare: ma tardavali 'l carco e la via stretta  (dante inf.  xxiii, 84).
tardezza   s.f.  (lett.) l'essere tardo.
tardi   avv.    • 1 •   oltre il tempo debito, stabilito o conveniente: arrivare tardi; se non mi sbrigo faccio tardi; me ne accorsi troppo tardi; è tardi per iscriversi; potevi pensarci prima, ora è troppo tardi | prov.  : chi tardi arriva male alloggia    • 2 •   a ora tarda: mi alzo tardi; stasera andrò a letto più tardi  | al superl.: ieri sera sono rientrato tardissimo  | sul tardi, nelle ore avanzate del pomeriggio o della mattina: vediamoci sul tardi | a più tardi!, come formula di saluto, in vista di un nuovo incontro molto prossimo | al più tardi, al massimo, non dopo un certo limite di tempo: al più tardi, sarò di ritorno per le otto | presto o tardi, prima o poi: presto o tardi se ne pentirà.  dim. tardino. 
tardigradi   s.m. pl.  (zool.) gruppo di animali lunghi non più di un millimetro, con corpo ovale e quattro paia di arti cortissimi; vivono per lo più nel terriccio umido e nel fango | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale gruppo.
tardigrado   agg.  e s.m.  (non com.) che, chi cammina o procede lentemente.
tardità   s.f.  (lett.) l'essere tardo.
tardività   s.f.  (non com.) l'essere tardivo.
tardivo   agg.    • 1 •   che viene, che si manifesta in ritardo: un'estate tardiva; germoglio, frutto tardivo, che spunta, matura con ritardo | (fig.) detto di bambino o ragazzo, ritardato nello sviluppo fisico o intellettuale    • 2 •   che giunge troppo tardi per essere efficace: un intervento tardivo; scuse tardive  § tardivamente avv. 
tardizia   s.f.  (non com.) frutto tardivo, e per tale motivo considerato pregiato.
tardo   agg.    • 1 •   lento nel muoversi o nel fare qualcosa; pigro: una persona tarda nel decidersi; dietro a la 'nsegna / si movea tardo, sospeccioso e raro  (dante par.  xii, 38-39) ' tardo d'ingegno, di mente, poco sveglio    • 2 •   che è fatto, che avviene tardi o troppo tardi; tardivo: tarde non fur mai grazie divine  (petrarca trionfi)    • 3 •   che è avanzato nel tempo; estremo, ultimo: la tarda età; il tardo umanesimo, la sua ultima fase; a tarda notte, a notte inoltrata    • 4 •   (lett.) severo, grave, solenne: l'atto mansueto, umile e tardo  (petrarca canz.  clxv, 11)  avv.  (ant.)    • 1 •   lentamente: la spada di qua su non taglia in fretta / né tardo  (dante par.  xxii, 16-17)    • 2 •   tardi § tardamente avv.  (non com.).
tardo-antico  tardo-antico agg.  [pl. m. -chi] che si riferisce al periodo compreso tra il terzo e l'ottavo secolo d. c.: letteratura latina tardo-antica. 
tardogotico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di uno stile affermatosi in scultura e in pittura nei secoli xiv e xv caratterizzato da decorazione molto ricca, vivacità dei colori (in pittura) e accentuazione manieristica dei temi e delle forme.
tardona   s.f.  (scherz.) donna di mezza età che ostenta un comportamento giovanile.
targa   s.f.    • 1 •   lastra di metallo o d'altro materiale, per lo più rettangolare, su cui è scritto un nome o altra indicazione; in partic., quella su cui è scritto il cognome di una persona sulla porta della sua abitazione: una targa d'ottone | targa (di circolazione), la tabella applicata a un veicolo su cui sono scritti la sigla della provincia e il numero di immatricolazione ' targa stradale, per lo più in marmo, reca il nome di una piazza o di una via. dim. targhetta    • 2 •   lastra di metallo, talvolta prezioso, decorata con iscrizioni e fregi, che viene data come premio in una gara sportiva o come ricordo di qualche avvenimento    • 3 •   (arch.) ornamento sovrapposto o inserito in un sistema architettonico, contenente di solito un'iscrizione, un'epigrafe, uno stemma ecc.    • 4 •   scudo leggero in uso nel medioevo, di forma ovale oppure rettangolare, con gli angoli arrotondati.
targare   v. tr.  [io targo, tu targhi ecc.] munire di targa un veicolo.
targato   part. pass.  di targare   agg.    • 1 •   munito di targa    • 2 •   (scherz.) che è originario, tipico di un luogo, o proprio, specifico di qualcuno o di qualcosa: un piatto di spaghetti alle vongole targato napoli. 
targatura   s.f.  l'operazione di targare un veicolo.
target   s.m. invar.  (comm.) obiettivo prefissato nella campagna di vendita di un prodotto.
targhetta   s.f.    • 1 •   dim.  di targa    • 2 •   piccola targa che reca l'indicazione del nome e dell'indirizzo o un'altra indicazione: applicare una targhetta sulla valigia.  dim. targhettina. 
targhettatrice   s.f.  macchina per applicare targhette.
targone   s.m.  (bot.) nome regionale del dragoncello.
tarì   s.m.  antica moneta aurea araba, che ebbe larga circolazione in sicilia, e poi in tutto il regno di napoli.
tariffa   s.f.  tabella dei prezzi unitari per la vendita di merci o per il compenso di determinate prestazioni, specie se fissati inderogabilmente e d'autorità: tariffa speciale, ridotta; tariffa pubblica, prezzo di un servizio pubblico | tariffa doganale, elenco ufficiale delle merci sottoposte a dazi doganali e degli importi dei dazi stessi.
tariffale   agg.  (non com.) tariffario.
tariffare   v. tr.  mettere, sottoporre a tariffa.
tariffario   agg.  che riguarda una tariffa, spec. doganale: accordo tariffario  s. m.  elenco, lista contenente tariffe.
tarlare   v. intr.  [aus. essere], tarlarsi v. rifl.  riempirsi di tarli; essere roso, guastato dai tarli o, per estens., dalle tarme: un legno che tarla facilmente; questa giacca si è tarlata  | v. tr.  (non com.) di tarli, tarme e sim., produrre guasti, tarlature.
tarlatana   s.f.  tessuto di cotone molto leggero, reso rigido dall'apprettatura.
tarlato   part. pass.  di tarlare  agg.  roso, infestato dai tarli o, per estens., dalle tarme.
tarlatura   s.f.    • 1 •   il guasto, in forma di piccoli fori e gallerie, prodotto dai tarli nel legno; per estens., il danno prodotto da altri insetti in altri materiali    • 2 •   la polvere di legno prodotta dall'azione dei tarli.
tarlo   s.m.    • 1 •   nome delle larve di varie specie di insetti che vivono nel legno rodendolo e scavandovi gallerie    • 2 •   (fig.) tormento, pena segreta che rode l'animo: il tarlo del dubbio, della gelosia. 
tarma   s.f.  nome di varie specie di insetti lepidotteri le cui larve rodono i peli delle pellicce e le fibre, i filati e i tessuti di origine animale; sono chiamati anche tignole  o camole. 
tarmare   v. intr.  [aus. essere], tarmarsi v. rifl.  riempirsi di tarme; essere danneggiato, roso, guastato dalle tarme: i tessuti di lana si tarmano con facilità | v. tr.  di tarme o insetti sim., infestare, danneggiare, rodere tessuti.
tarmato   part. pass.  di tarmare  agg.  infestato, roso, guastato dalle tarme: una giacca tutta tarmata. 
tarmica    ⇨ ptarmica.
tarmicida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] si dice di sostanza usata per distruggere le tarme.
taroccare   v. intr.  [io taròcco, tu taròcchi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   nel gioco dei tarocchi, rispondere con un tarocco    • 2 •   (fig. fam.) brontolare, borbottare.
tarocco   (1) s.m.  [pl. -chi] ciascuna delle 22 carte figurate che, unite alle altre 56 carte, 14 per ogni seme (denari, spade, bastoni e coppe), formano il mazzo del gioco dei tarocchi; trionfo.
tarocco   (2) s.m.  [pl. -chi] nome di una varietà pregiata di arance coltivata in sicilia.
tarozzo   s.f.  (mar.)    • 1 •   asta di ferro fissata all'estremità inferiore delle sartie di una nave, in modo da tenerle alla dovuta distanza e insieme costituire il primo gradino    • 2 •   gradino di legno delle biscagline.
tarpan   s.m.  cavallo selvatico dell'asia e dell'europa orientale, oggi estinto, ritenuto progenitore dei cavalli domestici (ord.  perissodattili).
tarpano   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona zotica, rozza e ignorante.
tarpare   v. tr.  tagliare la punta delle penne delle ali di un uccello, per impedirgli di volare ' tarpare le ali a qualcuno, (fig.) ostacolarlo, impedirgli di agire: la salute cagionevole gli ha tarpato le ali. 
tarpatura   s.f.  (non com.) il tarpare, l'essere tarpato.
tarsale   agg.  (anat.) del tarso, che si riferisce al tarso.
tarsalgia   s.f.  (med.) affezione del piede, caratterizzata da dolori localizzati nel tarso.
tarsia   s.f.  l'arte dell'intarsiare; lavoro ottenuto connettendo pezzi di legno, d'avorio, di pietra o di altro materiale, di vari colori, secondo un disegno preordinato.
tarsiare   v. tr.  [io tàrsio ecc.] (ant.) intarsiare.
tarsio   s.m.  piccola proscimmia arboricola della malesia, con capo tondeggiante, grandi occhi fosforescenti e coda lunghissima; è detta anche tarsiospettro  (ord.  primati).
tarsiospettro   s.m.  (zool.) lo stesso che tarsio. 
tarso   s.m.    • 1 •   (anat.) parte dello scheletro del piede situata tra la tibia e il perone da un lato, e il metatarso dall'altro    • 2 •   (zool.) nei tetrapodi, parte dell'arto posteriore interposta fra tibia e fibula da un lato, e metatarso dall'altro | negli insetti, uno dei segmenti della zampa articolata    • 3 •   strato fibroso della palpebra dell'occhio.
tartaglia   s.m.  e f. invar.  (fam.) tartaglione.
tartagliamento   s.m.  (fam.) il tartagliare.
tartagliare   v. tr.  e intr.  [io tartàglio ecc. ; aus. dell'intr. avere] (fam.) articolare male le parole, ripetendo con fatica le sillabe; balbettare.
tartaglione   s.m.  [f. -a] (fam.) chi tartaglia; balbuziente.
tartan   (1) s.m. invar.  tessuto di lana scozzese dal caratteristico disegno quadrettato a colori diversi.
tartan   (2) s.m. invar.  nome commerciale di una resina poliuretanica adoperata per la pavimentazione di piste e pedane di atletica leggera o di terreni per altre attività sportive.
tartana   s.f.    • 1 •   grossa barca da carico e da pesca, con un albero a vela latina e uno o più fiocchi    • 2 •   rete da strascico per la pesca, usata dalle paranze.
tartanone   s.m.  rete da pesca simile alla sciabica, ma più fitta, per catturare anche pesci molto piccoli.
tartareo   agg.  (lett.) del tartaro, infernale.
tartaresco   agg.  [pl. m. -schi] dei tartari, della tartaria.
tartarico   (1) agg.  [pl. m. -ci] (chim.) del tartaro ' acido tartarico, acido bicarbossilico a quattro atomi di carbonio, ottenibile dal tartaro greggio e usato in farmacia, in fotografia e in tintoria.
tartarico   (2) agg.  [pl. m. - ci] (ant.) tartaresco.
tartaro   (1) s.m.    • 1 •   incrostazione, costituita da tartrato acido di potassio e calcio, che si forma nelle botti del vino durante la fermentazione; gromma    • 2 •   (med.) deposito di sali di calcio attorno al colletto dei denti    • 3 •   (min.) cristallizzazione sulle pareti di recipienti in cui sono state conservate acque ricche di bicarbonati    • 4 •   in chimica: cremore di tartaro, cremortartaro; tartaro emetico, tartrato di potassio e antimonio con proprietà emetiche; è usato anche come mordente.
tartaro   (2) o tataro, agg.  dei tartari o relativo ai territori da essi abitati ' salsa tartara, salsa maionese con aggiunta di capperi, prezzemolo, cipolline e senape ' carne alla tartara, carne di manzo cruda, tritata e amalgamata con un tuorlo d'uovo, senape, pepe e altri aromi  s.m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente a una tribù mongola sottomessa da gengis khan (sec. xiii)    • 2 •   nativo, abitante della repubblica dei tatari, repubblica centroasiatica.
tartaro   (3) s.m.  nella mitologia greco-romana, l'abisso profondo in cui giove precipitò i titani; per estens., l'inferno stesso.
tartaruga   s.f.    • 1 •   nome comune dei rettili, acquatici e terrestri, appartenenti all'ordine dei cheloni; hanno corpo racchiuso in un robusto scudo corneo dal quale sporgono capo, zampe e coda | (fig.) camminare come una tartaruga, molto lentamente | essere una tartaruga, (fig.) si dice di chi è molto lento o pigro    • 2 •   materiale che si ricava dallo scudo osseo della tartaruga e con cui si fanno vari oggetti: un pettine di tartaruga. 
tartassamento   s.m.  (non com.) il tartassare, l'essere tartassato.
tartassare   v. tr.  vessare, angariare: essere tartassato dal fisco  | trattare in malo modo, strapazzare (per lo più fig.): tartassare uno strumento, suonarlo male; tartassare un candidato agli esami, sottoporlo a domande insidiose e difficili.
tartina   s.f.  fettina o crostino di pane spalmato di burro e guarnito di altri ingredienti.
tartrato   s.m.  (chim.) ogni sale dell'acido tartarico.
tartufaia   s.f.  terreno coltivato a tartufi.
tartufaio   s.m.  [f. -a] venditore di tartufi.
tartufare   v. tr.  guarnire, condire con tartufi.
tartuferia   s.f.  (non com.) ipocrisia; azione ipocrita.
tartufesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da ipocrita.
tartuficoltore   o tartuficultore, s.m.  [f. -trice] coltivatore di tartufi.
tartuficoltura   o tartuficultura, s.f.  coltivazione del tartufo.
tartufo   (1) s.m.    • 1 •   (bot.) fungo sotterraneo a forma di tubero, dal caratteristico profumo penetrante; è assai ricercato per guarnire vivande (fam.  eutuberacee): tartufo nero, bianco; risotto con tartufi    • 2 •   (zool.) mollusco bivalve marino dalle carni pregiate.
tartufo   (2) s.m.  individuo che ostenta falsa bontà e devozione, ma in realtà è vizioso, immorale e ipocrita.
tarzan   s.m. invar.  (scherz.) giovane robusto e atletico dall'aspetto selvaggio.
tasca   s.f.    • 1 •   sorta di sacchetto cucito all'interno di un vestito, usato per riporvi piccoli oggetti che si vogliano portare con sé: la tasca posteriore dei calzoni; le tasche laterali della giacca; orologio, fazzoletto da tasca; tasca in petto, con l'apertura tagliata nella fodera e quindi invisibile all'esterno; tasca a toppa, pezzo di stoffa applicato all'abito e cucito da tre lati ' svuotare, ripulire le tasche a qualcuno, (fig.) privarlo, derubarlo di tutto il denaro che ha con sé per estens., ridurlo in miseria ' essere a tasche asciutte, vuote, (fig.) esser privo di denaro ' aver le tasche ben fornite, (fig.) aver molti soldi ' non venirne in tasca nulla, non guadagnarci niente, non ricavarne alcun vantaggio ' star con le mani in tasca, (fig.) stare in ozio ' averne le tasche piene, (fig.) essere stufo di qualcuno o di qualcosa ' rompere le tasche, (volg.) infastidire, seccare ' conoscere un luogo come le proprie tasche, conoscerlo perfettamente ' avere in tasca uno, (non com.) non poterlo soffrire. dim. taschetta, taschina, taschino  (m.) accr. tascona, tascone  (m.)    • 2 •   (estens.) scompartimento interno di un portafoglio, di una valigia o sim.: borsa a due tasche    • 3 •   (ant. , lett.) borsa in genere: dal collo a ciascun pendea una tasca  (dante inf.  xvii, 55)    • 4 •   recipiente di tela a forma di imbuto, usato per decorare dolci con crema, panna montata o altro    • 5 •   (anat.) organo o cavità a forma di tasca, di sacca: tasca faringea | tasca del nero, (zool.) organo ghiandolare di alcuni molluschi cefalopodi che contiene un liquido di colore nero.
tascabile   agg.    • 1 •   di misura tale che si può tenere in tasca: un vocabolario tascabile; formato tascabile    • 2 •   (fig. , scherz.) di piccole proporzioni: un'automobile tascabile  | venere tascabile, donna molto graziosa di piccola statura  s.m.  libro di piccolo formato in edizione economica: una nuova collana di tascabili. 
tascapane   s.m.  borsa che i militari, gli alpinisti, i cacciatori portano a tracolla o sul fianco per mettervi il cibo o altro.
tascata   s.f.  ciò che una tasca può contenere.
taschina   s.f.    • 1 •   dim.  di tasca    • 2 •   bustina trasparente nella quale si conserva il francobollo da collezione.
taschino   s.m.    • 1 •   dim.  di tasca  | piccola tasca posta in alto su uno o tutt'e due i petti delle giacche da uomo: portare il fazzoletto nel taschino    • 2 •   ognuno degli scompartimenti in cui è suddiviso l'interno di portafogli, borse, borsette e sim.
task-force  task-force loc. sost. f. invar.    • 1 •   (mil.) formazione navale composta di unità di diverso tipo, dotata di una propria autonomia operativa | unità operativa di forze militari di terra o di polizia, in grado di fronteggiare situazioni d'emergenza    • 2 •   (estens.) insieme di tecnici e di esperti incaricati di definire delle linee operative in ambito economico, industriale e sim.
tasmaniano   agg.  della tasmania  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della tasmania.
taso   s.m.  (rar.) gromma, tartaro delle botti.
tassa   s.f.    • 1 •   tributo corrisposto allo stato o ad altro ente pubblico come controprestazione di un servizio: tasse scolastiche  | tassa sulla salute, nel linguaggio corrente, il tributo che i lavoratori autonomi sono tenuti a versare al servizio sanitario nazionale    • 2 •   (fam.) imposta, tributo: pagare le tasse. 
tassabile   agg.  che può essere tassato; che è soggetto a imposta: reddito tassabile, quello su cui si applica l'imposta.
tassabilità   s.f.  l'essere tassabile.
tassacee    ⇨ taxacee.
tassametro   s.m.  apparecchio contatore installato sulle automobili pubbliche per indicare l'importo dovuto dal cliente in relazione al tragitto percorso ' tassametro di parcheggio, parchimetro.
tassare   v. tr.  sottoporre a tassa o a imposta: tassare in proporzione al reddito  | tassarsi v. rifl.  impegnarsi a pagare una quota come contributo per un'iniziativa a cui si aderisce.
tassata   s.f.  corrispondenza postale gravata di tassa.
tassatività   s.f.  l'essere tassativo, obbligatorio.
tassativo   agg.  che stabilisce qualcosa in modo perentorio, che non ammette deroghe; obbligatorio: pagare entro un termine tassativo; disposizione tassativa di legge, che non è soggetta a interpretazioni § tassativamente avv. 
tassatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi sottopone a tassa.
tassazione   s.f.  il tassare, il tassarsi, l'essere tassato; imposizione fiscale: reddito soggetto a tassazione. 
tassellamento   s.m.  (non com.) operazione e risultato del tassellare.
tassellare   v. tr.  [io tassèllo ecc.]    • 1 •   mettere tasselli; fissare qualcosa a un muro per mezzo di tasselli    • 2 •   tagliare da qualcosa un pezzo a forma di tassello: tassellare un'anguria    • 3 •   applicare una cedola o uno scontrino attestante il pagamento della tassa erariale su oggetti d'importazione assoggettati al monopolio dello stato.
tassellato   part. pass.  di tassellare   agg.  restaurato o rafforzato con tasselli  s.m.  (non com.) parquet.
tassellatrice   s.f.  in falegnameria, macchina utensile che asporta i nodi del legname, sostituendoli con tasselli cilindrici per rendere uniforme la superficie.
tassellatura   s.f.  il tassellare, l'essere tassellato.
tassello   s.m.    • 1 •   blocchetto di materiale vario che si incastra nelle strutture murarie per riparare, restaurare parti danneggiate o imperfette, o per permettere l'applicazione su di esse di elementi estranei | tassello a espansione, elemento cilindrico di collegamento, gener. di plastica o metallico, che si infila in un foro entro il quale si espande, forzando contro le pareti del foro stesso, inserendovi una vite o avvitando il bulloncino che già vi si trova. dim. tasselletto, tassellino    • 2 •   blocchetto ornamentale inserito in un mobile    • 3 •   pezzo che si taglia via da un cocomero o da una forma di formaggio per saggiarne la qualità    • 4 •   (metall.) blocchetto di sabbia da fonderia costipata usato nella formatura per sagomare parti rientranti del pezzo    • 5 •   pezzo di tessuto in forma di rombo, messo sotto alla manica tagliata a chimono, per facilitare il movimento del braccio | piccolo pezzo di stoffa cucito nel cavallo dei calzoni e delle mutande | piccolo pezzo di stoffa o di pelle che viene cucito alla base delle dita dei guanti    • 6 •   (ant.) mantelletta corta, simile a un gran bavero, usata nei secc. xiii-xiv.
tassesco   agg.  [pl. m. -schi] del poeta torquato tasso (1544-1595), o che si riferisce alla sua opera, al suo stile: il poema tassesco, la gerusalemme liberata.
tassi-  tassi- -tassi primo e secondo elemento di parole composte derivate dal greco, o formate modernamente, dal gr. táxis  'schiera, ordine'; vale 'ordinamento, disposizione' (tassidermia; ipotassi, paratassi); talvolta il secondo elemento assume la forma -tassia  (eterotassia).
tassì   s.m.  adattamento it. del fr. taxi. 
tassia   s.f.    • 1 •   (bot.) disposizione delle varie parti di un corpo vegetale    • 2 •   (biol.) tattismo.
tassiano   agg.  tassesco.
tassidermia   s.f.  l'arte di imbalsamare o impagliare gli animali.
tassidermista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] esperto di tassidermia; tecnico che imbalsama o impaglia gli animali.
tassinaggio   s.m.  trasporto per mezzo di taxi.
tassinaro   s.m.  [f. -a] (roman.) tassista.
tassinomia   e deriv.   ⇨ tassonomia e deriv. 
tassista   non com. taxista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi per mestiere guida un taxi.
tasso   (1) s.m.  mammifero carnivoro lungo circa 80 cm, che ha tronco robusto e zampe corte munite di forti unghie, muso allungato, pelame grigio, con una striscia nera ai due lati della testa bianca; i lunghi peli della coda sono utilizzati per fabbricare pennelli (fam.  mustelidi) | dormire come un tasso, (fig.) saporitamente (al modo di questo animale, che cade in letargo durante l'inverno).
tasso   (2) s.m.  albero sempreverde delle conifere, con foglie lineari di colore verde scuro e bacche rosse (fam.  taxacee) | il legno di tale albero, duro ed elastico, usato per lavori di ebanisteria e di intaglio.
tasso   (3) s.m.    • 1 •   espressione aritmetica, solitamente in forma percentuale, che misura la variazione di una grandezza nel tempo o la relazione tra due grandezze in un dato momento: tasso di crescita della popolazione, del prodotto nazionale; tasso di natalità, di mortalità, rapporto tra il numero dei nati o dei morti in un determinato periodo e la totalità della popolazione vivente; tasso d'interesse, rapporto percentuale tra l'interesse e il capitale preso o dato in prestito; tasso glicemico, (med.) quantità di glucosio presente nel sangue; tasso di inquinamento, percentuale di sostanze inquinanti nell'unità di volume d'aria, d'acqua o di altre sostanze    • 2 •   (estens.) percentuale, livello, quantità: ha dimostrato un tasso molto alto di stupidità. 
tasso   (4) s.m.  blocchetto di acciaio, quadrato, rettangolare o poligonale, con una o più file di fori di vario diametro; è usato come supporto, con funzione di incudine, di piccoli pezzi spec. a sezione circolare, soprattutto per lavori di meccanica di precisione.
tassobarbasso   o tasso barbasso, s.m.  pianta erbacea bienne alta fino a un metro, con foglie grandi e lanuginose, fiori gialli disposti in spighe o in grappoli; è detta anche verbasco  (fam.  scrofulariacee).
tassonomia   non com. tassinomia, s.f.  la disciplina che si occupa della classificazione e della nomenclatura degli esseri viventi e delle specie fossili: tassonomia zoologica, botanica  | (estens.) ordinamento sistematico.
tassonomico   non com. tassinomico, agg.  [pl. m. -ci] della tassonomia, che riguarda la tassonomia: criterio tassonomico | linguistica tassonomica, linguistica descrittiva § tassonomicamente avv.  secondo la tassonomia; dal punto di vista tassonomico.
tassonomista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] studioso, esperto di tassonomia.
tasta   s.f.    • 1 •   (rar.) rotolo di cotone usato per medicazioni    • 2 •   asta metallica con cui si esamina la consistenza di un terreno su cui si voglia costruire un edificio.
tastamento   s.m.  (rar.) il tastare, l'essere tastato.
tastare   v. tr.  toccare più volte e leggermente per sentire una cosa al tatto: tastò il muro in cerca dell'interruttore | tastare il polso a qualcuno, (med.) misurarne la frequenza e la forza dei battiti; (fig.) saggiare le sue intenzioni, sondarlo | tastare il terreno, (fig.) indagare preventivamente su uno stato di cose o sulle intenzioni di qualcuno.
tastata   s.f.  il tastare una volta, un poco, rapidamente. dim. tastatina. 
tastatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi tasta    • 2 •   (tecn.) elemento o dispositivo di un apparecchio di controllo o di misura che è a contatto con la superficie da esaminare: tastatore del comparatore. 
tastavino   s.m.  adattamento it. del fr. tastevin. 
tasteggiare   v. tr.  [io tastéggio ecc]    • 1 •   (non com.) tastare leggermente    • 2 •   far scorrere le dita sui tasti d'uno strumento.
tastevin   s.m. invar.    • 1 •   piccola ciotola d'argento di cui si serve il sommelier per assaggiare il vino e valutarne il colore e la limpidezza    • 2 •   assaggiatore, intenditore di vini.
tastiera   s.f.    • 1 •   (mus.) negli strumenti a tasti, l'insieme dei tasti bianchi e neri: la tastiera del pianoforte, dell'organo, della fisarmonica; tastiera elettronica, quella dell'organo elettronico o del sintetizzatore | negli strumenti a corda provvisti di manico, parte del manico, costituita da una striscia di ebano, sulla quale si premono le corde con le dita: la tastiera del violino; la tastiera della chitarra, dotata di traversine che facilitano l'impostazione delle dita    • 2 •   l'insieme dei tasti di una macchina per scrivere, di una calcolatrice, di una macchina compositrice e sim. | telefono a tastiera, in cui il numero desiderato si compone premendo dei tasti e non girando il disco combinatore. dim. tastierina, tastierino  (m)    • 3 •   (inform.) unità periferica d'ingresso costituita da un insieme di tasti, contrassegnati da lettere, numeri e simboli, schiacciando i quali si immettono dati, si inviano comandi o si lanciano programmi.
tastierino   s.m.    • 1 •   dim. di tastiera    • 2 •   tastiera dotata di un piccolo numero di tasti: il tastierino del telefono    • 3 •   tastierino numerico, (inform.) sezione della tastiera (generalmente sulla sua destra) in cui sono raggruppati i tasti dei numeri e delle operazioni aritmetiche.
tastierista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi lavora alla tastiera di una macchina compositrice    • 2 •   chi, in un complesso musicale, suona la tastiera elettronica.
tasto   s.m.    • 1 •   il tastare: andare a tasto, tastando    • 2 •   negli strumenti come clavicembalo, pianoforte, organo ecc., ciascuna delle leve di colore bianco o nero che, premuta dalle dita dell'esecutore, muove il meccanismo che provoca il suono; negli strumenti a corda provvisti di manico, equivale a tastiera  o a traversina  | in usi fig.: toccare un tasto falso, un argomento inopportuno; toccare il tasto giusto, parlare nel modo più opportuno; evitare di toccare certi tasti, non affrontare determinati argomenti; battere sempre sullo stesso tasto, insistere su qualcosa    • 3 •   nelle macchine per scrivere, nelle macchine compositrici e sim., piccola leva su cui si preme il dito per imprimere un comando: i tasti del computer    • 4 •   prelievo di materiale a scopo d'esame: tasto di terreno, buca scavata per saggiare il terreno; tasto di formaggio, tassello tolto dalla forma. dim. tastino    • 5 •   in zootecnia, maneggiamento.
tastoni   meno com. tastone, avv.  usato spec. nella loc. a tastoni, alla cieca, tastando (anche fig.): andare, camminare a tastoni; nella ricerca dell'assassino la polizia sta procedendo a tastoni. 
tatù   s.m.  (zool) armadillo.
tata   s.f.  voce infantile per indicare la bambinaia o in genere la donna che ha cura di un bambino. dim. tatina. 
tatami   s.m. invar.  nel judo, il materassino su cui si gareggia.
tatanai    ⇨ tananai.
tataro    ⇨ tartaro 2.
tato   s.m.  (non com.) voce del linguaggio infantile per indicare l'uomo che ha cura di un bambino.
tattera   s.f.  (ant.)    • 1 •   minuzia, cosa da nulla, sciocchezza    • 2 •   vizio, difetto, magagna.
tattica   s.f.    • 1 •   parte dell'arte militare che studia i criteri generali dell'impiego e del movimento delle unità terrestri, aeree e navali in un combattimento    • 2 •   (estens.) insieme di azioni, scelte, comportamenti finalizzati al raggiungimento di uno scopo: tattica elettorale, pubblicitaria; scegliere una tattica sbagliata | tattica di gioco, particolare condotta di una gara, spec. negli sport a squadre    • 3 •   (fig.) modo di agire accorto e prudente: un caso in cui ci vuole molta tattica. 
tatticismo   s.m.  tendenza a usare eccessivamente mezzi ed espedienti tattici.
tattico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (mil.) che concerne la tattica; che si riferisce a una singola operazione bellica: esercitazione tattica; obiettivo tattico | missile tattico, impiegato in operazioni militari d'appoggio    • 2 •   (fig.) si dice di azione studiata, accorta e prudente: una mossa tattica  s. m.    • 1 •   comandante militare dotato di particolare abilità tattica    • 2 •   [f. -a] persona che usa tattica nell'agire § tatticamente avv.  in modo conforme a una tattica; dal punto di vista tattico.
tatticone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi, usando abilità e scaltrezza, sa ottenere dagli altri ciò che vuole.
tattile   agg.  del tatto: sensazione tattile; corpuscoli tattili, strutture sensitive della pelle che presiedono al senso del tatto § tattilmente avv.  (non com.) attraverso il tatto.
tattilità   s.f.    • 1 •   possibilità di essere percepito mediante il tatto    • 2 •   sensibilità, facoltà tattile.
tattismo   o tactismo, s.m.  (biol.) il complesso delle reazioni motorie proprie delle forme viventi più semplici, vegetali e animali, che si manifestano in seguito a determinati stimoli esterni (p. e.  luce, calore, sostanze chimiche): tattismo positivo, negativo, secondo che sia diretto verso la sorgente dello stimolo o volto in senso contrario.
tatto   s.m.    • 1 •   senso che attraverso le terminazioni sensitive della pelle permette di riconoscere la forma, la consistenza e le caratteristiche esterne degli oggetti : un materiale ruvido al tatto    • 2 •   (fig.) garbo, delicatezza, senso dell'opportunità nel parlare o nel comportarsi: mancare di tatto; nelle situazioni delicate bisogna usare molto tatto. 
tattoo   s.m. invar.  arte del tatuaggio.
tatuaggio   s.m.  disegno o pittura indelebile, che si esegue sulla pelle mediante iniezione di sostanze coloranti o scarificazione.
tatuare   v. tr.  [io tàtuo ecc.] praticare un tatuaggio; ornare con tatuaggi: farsi tatuare un braccio  | tatuarsi v. rifl.  praticarsi un tatuaggio.
tatuato   part. pass.  di tatuare  agg.  che ha un tatuaggio; ornato con tatuaggi.
tau   s.m.  o f. invar.  nome della diciannovesima lettera dell'alfabeto greco.
taumaturgia   s.f.  la capacità di operare miracoli.
taumaturgico   agg.  [pl. m. -ci] di, da taumaturgo | che è dotato di potere miracoloso.
taumaturgo   s.m.  [pl. -gi  o -ghi] chi opera miracoli.
taurina   s.f.  (chim. , biol.) amminoacido con il gruppo acido di natura solfonica a due atomi di carbonio, presente nella bile e in piccole quantità anche nell'urina.
taurino   agg.  di, da toro (anche fig.): forza taurina; collo taurino, tozzo e robusto.
tauro   s.m.  (lett.) toro | la costellazione del toro.
taurocolico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. biol.) si dice dell'acido biliare formato dall'associazione della taurina con l'acido colico.
tauromachia   s.f.    • 1 •   nel mondo antico, spettacolo consistente in una battaglia fra tori o fra uomini e tori    • 2 •   (lett.) corrida.
taurotrago   s.m.  [pl. -ghi] grosso mammifero ruminante africano con corpo massiccio, gibboso alla base del collo, capo piccolo provvisto di corna a spire elicoidali (ord.  artiodattili).
tauto-  tauto- primo elemento di parole composte, derivate dal greco o formate modernamente, dal gr. tautós  'stesso, identico'; indica identità (tautologia, tautomero).
tautocrona   s.f.  (fis.) si dice di curva, contenuta in un piano verticale, tale che un corpo che la percorra senza attrito per effetto della gravità giunge al punto più basso di essa impiegando sempre lo stesso tempo, da qualunque punto cominci a muoversi | usato anche come agg. f.  : curva tautocrona. 
tautogramma   s.m.  [pl. -mi] frase o componimento in cui tutte le parole cominciano con la medesima lettera.
tautologia   s.f.    • 1 •   forma viziosa del discorso costituita da una proposizione in cui il predicato non aggiunge altro a quanto espresso già di per sé dal soggetto (p. e. quel poeta è autore di poesie)    • 2 •   nella logica contemporanea, enunciato complesso che è logicamente vero, indipendentemente dai valori di verità delle proposizioni elementari che lo compongono.
tautologico   agg.  [pl. m. -ci] di tautologia, che costituisce tautologia: proposizione tautologica  § tautologicamente avv. 
tautomeria   s.f.  (chim.) coesistenza equilibrata di due isomeri trasformabili reciprocamente l'uno nell'altro: tautomeria cheto-enolica, coesistenza di due forme della stessa sostanza, una chetonica e l'altra enolica.
tautomero   agg.  (chim.) si dice di composto che presenta tautomeria.
tautosillabico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) si dice di vocale o consonante appartenente alla sillaba considerata (p. e. , in ponte, i suoni p  e n  sono tautosillabici rispetto alla sillaba pon-); si contrappone a eterosillabico. 
tavella   s.f.  (edil.) laterizio forato di piccolo spessore usato nell'orditura di tetti, soffittature e sim.
tavellato   agg.  (edil.) si dice di struttura costituita da tavelle.
tavellone   s.m.  (edil.) laterizio forato di notevole spessore e lunghezza, usato per lo più nella costruzione di solai.
taverna   s.f.    • 1 •   (ant.) bottega    • 2 •   osteria di infimo ordine: linguaggio, maniere da taverna    • 3 •   ristorante o night club arredato in stile rustico.
tavernaio   s.m.  (antiq.) taverniere, oste.
tavernetta   s.f.  piccolo locale, spesso sotterraneo o seminterrato, per lo più privato, arredato in stile rustico e usato per cene, feste e sim.
taverniere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (lett.) chi gestisce una taverna    • 2 •   frequentatore di taverne.
tavola   s.f.    • 1 •   asse di legno stretta e lunga di piccolo spessore: una tavola d'abete; un soffitto, un pavimento di tavole | calcare le tavole del palcoscenico, (fig.) dedicarsi all'arte drammatica; tavola di salvezza, quella a cui si aggrappa il naufrago; (fig.) unica via di scampo. dim. tavoletta, tavolina  accr. tavolona, tavolone  (m.) pegg. tavolaccia, tavolaccio  (m.)    • 2 •   mobile costituito da un piano orizzontale di legno, metallo o altro materiale, sostenuto per lo più da quattro gambe: tavola rettangolare, rotonda, ovale; tavola rotonda, (fig.) convegno di esperti, riuniti per discutere su un problema particolare; mettere le carte in tavola, (fig.) dichiarare apertamente ciò che si ha intenzione di fare | (assol.) la tavola a cui ci si siede per consumare i pasti: la tavola è apparecchiata; mettersi a tavola; mettere, portare in tavola, servire il pranzo; il pranzo è in tavola, il pranzo è servito; amare la buona tavola, amare la buona cucina, essere un buongustaio; mettere tavola, (ant.) dare un banchetto ' tavola calda, locale pubblico in cui si servono pasti o vivande da consumare al banco ' tavola fredda, locale in cui si servono solo piatti freddi    • 3 •   piano di legno o di altro materiale usato per scrivervi, dipingervi, incidervi su o per altri usi: un dipinto su tavola; una tavola votiva; le tavole della legge, quelle su cui erano scritti i dieci comandamenti dettati da dio a mosè; le leggi delle dodici tavole, nella roma antica, quelle dei decemviri | tavola armonica, negli strumenti a corda, piano di legno che serve ad aumentare la risonanza | tavola per spianare, spianatoia | tavola reale, scacchiera speciale sulla quale si fa un gioco con trenta pedine, le cui mosse sono determinate dai punti ottenuti gettando due dadi; il gioco stesso | tavola a vela, windsurf    • 4 •   pagina, foglio di un libro recante un'illustrazione, un prospetto, un elenco: tavola a colori; tavole fuori testo, illustrazioni inserite in un volume con una numerazione propria    • 5 •   tabella: tavola pitagorica, dei logaritmi; tavola delle abbreviazioni; tavole sinottiche; tavole di proscrizione | tavola astronomica, tabella in cui sono elencate le coordinate degli astri (sole, luna, pianeti, stelle) in funzione del tempo | tavola di concordanza, tabella di corrispondenza tra segnature archivistiche antiche e recenti, tra stessi luoghi di un testo di cui si abbiano due o più edizioni e sim. | tavole di tiro, tabelle numeriche contenenti i dati necessari per il puntamento di un bersaglio di cui siano note le coordinate | tavola catastale, registro in cui sono riportati gli estremi degli immobili censiti con i rispettivi dati di identificazione    • 6 •   (relig.) nome dell'organo che coordina e dirige alcune chiese riformate: la tavola valdese    • 7 •   in filatelia, matrice per stampare a fogli interi i francobolli    • 8 •   la faccia superiore di un diamante tagliato a rosetta    • 9 •   apparecchio utilizzato per separare minerali aventi peso specifico diverso, costituito da una tavola inclinata su cui scorre un flusso d'acqua che determina un diverso trascinamento dei minerali    • 10 •   tavola del ghiacciaio  (o tavola glaciale), (geogr.) blocco roccioso di forma generalmente appiattita che sporge dalla superficie di un ghiacciaio, sostenuto da un piede di ghiaccio del quale, con la sua ombra, impedisce la fusione    • 11 •   (ant.) unità di misura di superficie usata in italia prima dell'adozione del sistema metrico decimale, con valore diverso a seconda delle epoche e delle regioni    • 12 •   (ant.) banca; banco, cassa; le tavole dei cambiatori... sempre cariche di grossi e di fiorini  (boccaccio dec.  viii, 3)    • 13 •   (ant.) documento | registro.
tavolaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di tavola  o di tavolo    • 2 •   tavola di legno usata come giaciglio dai detenuti o dai militari puniti.
tavolame   s.m.  insieme di tavole da ponteggio, da costruzione ecc.
tavolare   (1) agg.  (ant.) relativo a una tavola, a un prospetto ' sistema tavolare, (dir.) criterio di compilazione dei registri immobiliari che consiste nella descrizione di ciascuna proprietà e nella annotazione, in calce a essa, dei successivi passaggi da un proprietario all'altro.
tavolare   (2) v. tr.  [io tàvolo ecc.]    • 1 •   coprire di tavole    • 2 •   (ant.) misurare un terreno usando come unità di misura la tavola.
tavolata   s.f.  (fam.) gruppo di parecchie persone sedute alla stessa tavola: un'allegra tavolata. 
tavolato   s.m.    • 1 •   parete o pavimento fatto con tavole di legno; assito    • 2 •   (geog.) altopiano    • 3 •   tavolato osseo, (anat.) lamina ossea che costituisce la superficie delle ossa piatte.
tavoleggiante   s.m.  e f.  (antiq.) cameriere che serve al tavolo.
tavoletta   s.f.    • 1 •   dim.  di tavola  | tavoletta cerata, nell'antichità greco-romana, piccolo pezzo di legno spalmato di cera sul quale si scriveva incidendo con uno stilo | tavoletta grafica, (inform.) dispositivo di immissione di dati grafici costituito da una tavoletta su cui è possibile segnare punti, tracciare linee, delineare figure con uno stilo a essa collegato    • 2 •   (estens.) confezione rettangolare di prodotti alimentari o di preparati farmaceutici: tavoletta di cioccolato    • 3 •   la sedicesima parte del foglio base della carta topografica d'italia dell'istituto geografico militare (scala 1:25. 000)    • 4 •   (pitt.) dipinto eseguito su una tavola di piccole dimensioni | ciascun riquadro o pannello di un polittico    • 5 •   andare a tavoletta, nel gergo automobilistico, guidare tenendo schiacciato fino in fondo il pedale dell'acceleratore per raggiungere la massima velocità possibile.
tavoliere   (1) s.m.    • 1 •   (rar.) tavolino da gioco su cui sono disegnati i riquadri per giocare a dama, a scacchi o coi dadi    • 2 •   piano del tavolo del biliardo    • 3 •   (geog.) vasta regione bassa e piatta: il tavoliere delle puglie. 
tavoliere   (2) s.m.  (ant.) chi cambiava le monete; banchiere.
tavolino   s.m.    • 1 •   dim.  di tavolo    • 2 •   piccolo tavolo usato per scrivere, per studiare o per altri usi: stare tutto il giorno a tavolino | risolvere un problema a tavolino, (fig.) in teoria, senza considerare la situazione concreta. dim. tavolinetto    • 3 •   piatto del microscopio.
tavolo   s.m.  mobile costituito da un piano orizzontale sostenuto per lo più da quattro gambe, di forma e dimensione diverse a seconda dell'uso a cui è destinato: tavolo quadrato, rotondo, rettangolare; tavolo da disegno, da gioco, di cucina, da pranzo | tavolo operatorio, lettino rigido e appositamente attrezzato su cui si dispone il paziente per l'intervento chirurgico ' tavolo anatomico, su cui si effettuano le dissezioni dei cadaveri. dim. tavolino  accr. tavolone  pegg. tavolaccio. 
tavolone   s.m.    • 1 •   accr.  di tavola, tavolo    • 2 •   (edil.) grossa asse di legno usata come materiale da costruzione.
tavolozza   s.f.    • 1 •   assicella di legno su cui i pittori mescolano i colori    • 2 •   (estens.) l'insieme dei colori tipici di un pittore.
taxacee   o tassacee, s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante delle conifere a cui appartiene il tasso | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
taxi   s.m. invar.  automobile per il trasporto pubblico di passeggeri, dotata di tassametro.
taxi-girl  taxi-girl s.f. invar.  ragazza pagata dal proprietario di un locale pubblico perché balli con i clienti.
taxis   s.m. invar.  (med.) manovra manuale con cui si riporta nella sua sede naturale un'ansa intestinale fuoriuscita per ernia.
taxista    ⇨ tassista.
taxodiacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante delle conifere a cui appartiene la sequoia | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
taylorismo   s.m.  (econ.) teoria dell'organizzazione del lavoro industriale, basata, oltre che su forme di incentivazione economica, sull'assegnazione a ciascun operaio di operazioni semplici, studiate in modo da eliminare i movimenti inutili; anche, l'applicazione di tale teoria.
taylorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore del taylorismo | anche come agg.  : organizzazione taylorista. 
tayloristico   agg.  [pl. m. -ci] del taylorismo, che riguarda il taylorismo.
tazebao    ⇨ dazebao.
tazza   s.f.    • 1 •   piccolo recipiente di ceramica, porcellana o altro materiale, a bocca rotonda, generalmente con manico ad ansa. dim. tazzetta, tazzina, tazzettina  accr. tazzona, tazzone  (m.) pegg. tazzaccia  vezz. tazzuccia    • 2 •   la quantità di liquido contenuto nel recipiente stesso: una tazza di brodo    • 3 •   qualsiasi contenitore o dispositivo che per la forma ricorda una tazza: tazza del water; draga a tazze. 
tazzina   s.f.    • 1 •   dim.  di tazza    • 2 •   piccola tazza per bere il caffè anche, il suo contenuto.
tbc   s.f. invar.  tubercolosi.
te'   inter.  (ant. , dial.) tieni; to' (si dice porgendo od offrendo qualcosa): te' queste caramelle. 
tè   o the, s.m.    • 1 •   arbusto sempreverde originario dell'asia, con fiori bianchi e foglie lanceolate (fam.  teacee)    • 2 •   le foglie disseccate e sbriciolate di tale arbusto: una bustina di tè    • 3 •   la bevanda che si ottiene per infusione di tali foglie secche: tè caldo, freddo; tè col latte, col limone; l'ora del tè, quella in cui si prende abitualmente, per lo più nel pomeriggio; pasticceria da tè, quella che si mangia insieme al tè; servizio da tè, di stoviglie adatte a servire il tè | sala da tè, locale pubblico adibito a consumazioni leggere | casa da tè, in giappone, locale pubblico in cui le geishe intrattengono gli ospiti    • 4 •   ricevimento familiare pomeridiano in cui si beve il tè: essere invitato a un tè | tè danzante, trattenimento pomeridiano durante il quale si balla.
tê  te-à -tête;tête-à-tête;loc. sost. m. invar.  incontro, conversazione di carattere riservato o intimo fra due persone, per lo più sedute l'una di fronte all'altra: avere un tête-à-tête con qualcuno   loc. avv.  e agg. invar.  a tu per tu, a quattr'occhi: parlare tête-à-tête; una cena tête-à-tête. 
te   (1) pron. pers. di seconda pers. sing.    • 1 •   forma complementare tonica del pron. pers. tu, che si usa come compl. ogg. quando gli si vuol dare particolare rilievo e nei complementi retti da prep.; può essere rafforzato con stesso  o medesimo : vogliono proprio te; per te sarebbe meglio; tuo fratello verrà con te; conosci te stesso; ci vedremo da te domani; fallo da te, da solo; quanto a te, faremo i conti dopo, per ciò che ti riguarda; allora, per te è sbagliato?, secondo il tuo parere | si usa nelle esclamazioni: povero te!; nelle comparazioni dopo come  e quanto : ne so quanto te; non è come te; come predicato dopo i verbi essere, parere, sembrare, a meno che il sogg. non sia tu  (espresso o sottinteso): io non sono te  (ma non sei più tu); si usa nel linguaggio fam. e dial., invece di tu  anche come sogg.: e te, quando torni?; o te, senti; o in alcune espressioni particolari: contento te contenti tutti; partito te, se ne andarono via anche gli altri    • 2 •   si usa in luogo del pron. pers. ti  in presenza delle forme pronominali atone lo, la, li, le  e della particella ne, in posizione sia enclitica sia proclitica: te lo dico io; te ne hanno parlato?; te ne pentirai; compratelo; studiatelo  | nel linguaggio familiare, con semplice valore rafforzativo: e senza aggiungere altro, te lo mise fuori dalla porta. 
te   (2)  ⇨ ti 2.
tea   agg. f.  si dice di un particolare incrocio di rosa cinese con altre specie, di colore giallo e con un lieve odore di tè.
teacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni legnose, tropicali e subtropicali, con foglie semplici, fiori attinomorfi e frutto a capsula, a cui appartengono il tè e la camelia (ord.  parietali) | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
teach-in  teach-in loc. sost. m. invar.  metodo di insegnamento seguito da docenti che lavorano in gruppo, basato sulla programmazione didattica e sul confronto.
teak   s.m. invar.  tek.
team   s.m. invar.  gruppo di persone organizzate per compiere insieme, con razionale distribuzione e integrazione di compiti, un'attività sportiva, di studio, di lavoro; équipe, squadra.
team-teaching  team-teaching loc. sost. m. invar.  insegnamento impartito in collaborazione da più insegnanti, specializzati in materie diverse, a un gruppo di studenti, al fine di ottenerne una formazione interdisciplinare.
teandria   s.f.  (teol.) contemporanea presenza della natura divina e di quella umana nel cristo e nelle sue azioni.
teandrico   agg.  [pl. m. -ci] (teol.) che ha carattere divino e umano insieme, come nella teologia cristiana si ritiene abbiano le azioni di cristo.
teandrismo   s.m.  (teol.) dottrina relativa al carattere teandrico delle azioni di cristo.
tea-room  tea-room loc. sost. m. invar.  sala da tè.
teatino   agg.  (lett.) di chieti, chietino  s.m.    • 1 •   (lett.) [f. -a] nativo, abitante di chieti    • 2 •   religioso della congregazione di chierici regolari fondata nel 1524 da san gaetano da thiene e da pietro carafa, arcivescovo di chieti (poi papa paolo iv).
teatrabile   agg.  che si presta a essere rappresentato in teatro, a essere trasformato in un testo teatrale: un soggetto teatrabile. 
teatrale   agg.    • 1 •   di, da teatro: spettacolo, compagnia teatrale    • 2 •   (fig.) artificioso ed esagerato; spettacolare, plateale: gesto teatrale  § teatralmente avv.  in modo teatrale (anche fig.) | dal punto di vista teatrale: una commedia teatralmente debole. 
teatralità   s.f.  l'essere teatrale (spec. fig.): la teatralità di un atteggiamento. 
teatralizzare   v. tr.  rendere teatrale un evento accentuandone istrionescamente o melodrammaticamente gli aspetti.
teatralizzazione   s.f.  il teatralizzare, l'essere teatralizzato: la teatralizzazione di una partenza. 
teatrante   s.m.  e f.    • 1 •   (non com.) chi recita in teatro; commediante    • 2 •   (spreg.) attore di scarse qualità    • 3 •   (fig.) chi si comporta in modo teatrale, plateale.
teatrico   agg.  [pl. -ci] (lett.) proprio del teatro, specificamente teatrale: l'arte dell'attore come elemento teatrico. 
teatrino   s.m.    • 1 •   dim.  di teatro    • 2 •   teatro in miniatura con cui giocano i bambini    • 3 •   teatro di marionette.
teatro   s.m.    • 1 •   edificio destinato alla rappresentazione di opere drammatiche e ad altri spettacoli pubblici: il teatro greco di taormina; il teatro alla scala di milano; i palchi, il proscenio di un teatro; teatro all'aperto, arena | teatro di posa, (cine.) vasto locale in cui si ricostituiscono ambienti scenografici che devono essere ripresi in un film; studio. dim. teatrino  accr. teatrone  pegg. teatraccio  spreg. teatruccio    • 2 •   spettacolo teatrale: stasera fanno il teatro in piazza    • 3 •   l'insieme degli spettatori che assistono a uno spettacolo teatrale: tutto il teatro balzò in piedi ad applaudire    • 4 •   il complesso della produzione teatrale di un autore, di un'epoca, di un paese: il teatro di shakespeare; il teatro dell'ottocento; il teatro classico, francese  | produzione teatrale legata a un genere particolare o al mezzo d'espressione adottato: teatro di prosa, di varietà; teatro dell'assurdo, d'animazione, musicale, dell'arte    • 5 •   attività professionale e artistica connessa con lo spettacolo: gente di teatro, attori, registi ecc.; teatro stabile, organizzazione teatrale con compagnia e sede fissa    • 6 •   (fig.) luogo in cui avviene o avvenne un fatto importante: san martino fu teatro di una famosa battaglia; teatro bellico, zona di operazioni, scacchiere    • 7 •   (non com.) anfiteatro | teatro anatomico, aula universitaria, in genere a forma di anfiteatro, in cui si tengono lezioni o esercitazioni di anatomia.
teatro-danza  teatro-danza loc. sost. m.  [pl. teatri-danza] genere di spettacolo che mira a fondere la danza libera espressiva con il suono, il canto, la recitazione e piccole strutture narrative.
teatro-tenda  teatro-tenda loc. sost. m.  [pl. teatri-tenda] tendone da circo impiantato stabilmente e utilizzato per spettacoli di prosa, rivista, concerti.
tebaide   s.f.  (lett.) luogo solitario e deserto, particolarmente adatto alla vita ritirata | (fig.) luogo selvaggio e inospitale.
tebaina   s.f.  (chim.) alcaloide dell'oppio.
tebaismo   s.m.  (med.) intossicazione da oppio.
tebano   agg.    • 1 •   di tebe, città della beozia    • 2 •   di tebe, città dell'egitto  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di tebe della beozia o di tebe d'egitto.
teca   s.f.    • 1 •   custodia, astuccio per oggetti rari o preziosi    • 2 •   (lit.) ciborio di piccole dimensioni, per lo più in forma di scatola rotonda, dentro il quale si porta l'eucarestia al domicilio dei malati o si conserva nel tabernacolo l'ostia per l'ostensorio | scrigno in cui si conservano reliquie sacre; reliquiario    • 3 •   (biol.) qualsiasi rivestimento o guscio che circonda, ricopre organi o interi organismi: teca cranica, vertebrale. 
-teca  -teca secondo elemento di parole composte della terminologia dotta, d'origine greca o di formazione moderna, dal gr. thékì  'ripostiglio, scrigno', in cui vale 'deposito, custodia' e, per estens., 'collezione, raccolta' (emeroteca, pinacoteca).
tecca   s.f.  (fam. tosc.) piccola macchia | (fig.) piccolo difetto: essere senza tecca, moralmente irreprensibile. dim. teccola, teccolina. 
technicolor   ® s.m.  procedimento di cinematografia a colori che utilizza una macchina da presa con tre pellicole in bianco e nero da cui si traggono i tre colori fondamentali, poi riversati su una pellicola unica per la proiezione | in technicolor, (scherz.) con colori vivi, sgargianti.
techno-music  techno-music abbr. in techno, s.f. invar.  musica da discoteca realizzata esclusivamente con processi di sintesi elettronica; è caratterizzata da ritmi martellanti e volume assordante.
teck    ⇨ tek.
tecnezio   o tecneto, s.m.  elemento chimico radioattivo di simbolo tc; è un metallo ottenuto artificialmente, di aspetto simile al platino.
-tecnia  -tecnia secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica o dotta, dal gr. téchnì  'arte'; vale 'tecnica' (ampelotecnia, zootecnia).
tecnica   s.f.    • 1 •   l'insieme delle regole pratiche da applicare nell'esercizio di un'attività intellettuale o manuale: la tecnica del disegno, del ragionamento, di uno sport; tecnica pianistica, pittorica, letteraria; tecnica aziendale, bancaria; tecnica delle costruzioni; essere padrone della tecnica; avere una tecnica perfetta; un'opera che è frutto di pura tecnica, che nasce dall'applicazione meccanica di una tecnica, ma manca di inventiva, di originalità, d'ispirazione    • 2 •   procedimento specifico seguito nell'esecuzione di un lavoro o di un'opera, soprattutto quando esso implica un'attività manuale o l'uso di strumenti (si distingue da metodo, che è invece il procedimento logico): le tecniche di indagine scientifica  | (fam.) metodo, sistema: ha una tecnica tutta sua per conquistare le ragazze    • 3 •   l'utilizzazione della scienza a fini di immediata utilità ogni applicazione pratica di una scienza | l'attività umana che tende a creare congegni, a inventare macchine ecc., per sottomettere le forze naturali all'uomo e soddisfare le sue esigenze pratiche; tecnologia: il progresso della tecnica moderna. 
tecnicismo   s.m.    • 1 •   eccessiva importanza attribuita al fattore tecnico nell'esercizio di un'arte o di una scienza, a scapito della fantasia e dell'originalità    • 2 •   applicazione rigorosa delle norme che regolano l'esecuzione di un'attività pratica    • 3 •   (ling.) parola o locuzione che fa parte di un linguaggio tecnico: un articolo sovrabbondante di tecnicismi  | (spreg.) uso eccessivo di termini tecnici nel parlare o nello scrivere.
tecnicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si occupa di tecnica industriale, commerciale ecc.
tecnicistico   agg.  [pl. m. -ci] di tecnicismo, che mostra tecnicismo § tecnicisticamente avv. 
tecnicità   s.f.  (non com.) aspetto, carattere tecnico: la tecnicità di un lavoro, di un linguaggio. 
tecnicizzare   v. tr.  dare un carattere tecnico: tecnicizzare un vocabolo, tecnificarlo | organizzare tecnicamente ciò che prima era affidato all'estro o all'improvvisazione.
tecnicizzazione   s.f.  il tecnicizzare, l'essere tecnicizzato.
tecnico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio di una scienza o di un'attività particolare: strumenti tecnici; linguaggio, dizionario, termine tecnico; disegno tecnico, rappresentazione grafica di un oggetto (edificio, parte di macchina ecc.) comprendente le indicazioni necessarie a un determinato scopo tecnico    • 2 •   che riguarda l'applicazione e l'esecuzione pratica di un progetto, un lavoro o un'arte, una scienza: abilità tecnica; i progressi tecnici della telematica | scuola, istituto d'istruzione tecnica, che prepara all'esercizio di una professione pratica  s.m.    • 1 •   chi è esperto e competente in una particolare disciplina: il parere dei tecnici; formare un governo di tecnici e non di politici    • 2 •   esecutore pratico di un progetto i cui obiettivi sono formulati da altri: per realizzare l'impianto occorrono tecnici di diversi rami    • 3 •   il lavoratore che svolge un'attività manuale per la quale possiede una specifica preparazione teorica oltre che pratica: assumere operai, tecnici, ingegneri  | tecnico del suono, (cine. , tv) addetto al controllo tecnico della registrazione e riproduzione dei suoni | tecnico delle luci  (cine. , tv, foto. , teat.) addetto al controllo tecnico dell'illuminazione § tecnicamente avv.  in modo tecnico | dal punto di vista tecnico: un'esecuzione tecnicamente perfetta. 
tecnificare   v. tr.  [io tecnìfico, tu tecnìfichi ecc.] (ling.) far assumere a un vocabolo un significato specifico e ben definito all'interno di un linguaggio tecnico.
tecnigrafo   s.m.  strumento usato nel disegno tecnico per tracciare rette parallele e perpendicolari; è costituito da un carrello scorrevole su guide o da un sistema di bracci articolati cui sono fissate due righe millimetrate ortogonali orientabili con un goniometro; viene fissato al tavolo da disegno.
tecno-  tecno- primo elemento di parole composte della terminologia dotta, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. téchnì  'arte' (techno-  in composizione) in cui significa 'capacità tecnica' o indica relazione con la tecnica (tecnocrazia, tecnologia).
tecnocrate   s.m.  e f.    • 1 •   chi esercita un potere a causa delle sue conoscenze tecniche    • 2 •   chi sostiene la tecnocrazia.
tecnocratico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la tecnocrazia: principi tecnocratici  § tecnocraticamente avv. 
tecnocrazia   s.f.  sistema politico fondato sulla gestione del potere da parte degli esperti e dei tecnici delle varie discipline | governo di tecnici.
tecnofagia   s.f.  (lett.) nel folklore e nel mito, l'atto di mangiare i propri figli.
tecnofagico   s.f.  [pl. m. -ci] (lett.) di, relativo a tecnofagia.
tecnofibra   s.f.  fibra tessile artificiale o sintetica prodotta industrialmente.
tecnologia   s.f.    • 1 •   studio teorico dei problemi generali della tecnica    • 2 •   studio dei materiali, delle macchine e dei procedimenti tecnici da impiegarsi nella produzione di beni e servizi: tecnologia tessile, chimica    • 3 •   tecnica, sistema tecnico: le tecnologie educative  | le nuove tecnologie, oggi, per antonomasia, le applicazioni dell'informatica e della telematica alle diverse attività umane.
tecnologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla tecnologia: progresso tecnologico | disoccupazione tecnologica, provocata dalle trasformazioni della tecnica produttiva § tecnologicamente avv. 
tecnologizzare   v. tr.  (non com.) rendere tecnologico.
tecnologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] tecnico che studia i procedimenti di produzione industriale | esperto, studioso di tecnologie.
tecnopatia   s.f.  (med.) malattia professionale.
tecnopegnio   s.m.  [pl. i tecnopegnia] (lett.) composizione poetica o più raramente prosastica che, con la diversa lunghezza e disposizione dei versi o delle frasi, imita la forma di determinati oggetti; calligramma.
tecnostruttura   s.f.  struttura tecnico-decisionale di un'azienda; le persone che la costituiscono.
tecnotronica   s.f.  tecnologia che si avvale di sistemi elettronici di controllo e di automazione molto progrediti.
tecnotronico   agg.  [pl. m. -ci] della tecnotronica.
teco   pron.  (ant. , lett.) con te: con (esso) teco, (pleon.) con te | teco stesso, teco medesimo, dentro di te.
tecodonte   agg.  si dice della disposizione dei denti entro alveoli, propria dei mammiferi, dei coccodrilli e di taluni pesci teleostei; anche, di ogni animale in cui i denti hanno tale disposizione.
tectite   s.f.  piccola roccia a struttura vetrosa, della misura di alcuni centimetri, di origine non chiarita, che si trova in varie regioni della terra.
tectonico   e deriv.   ⇨ tettonico e deriv. 
tectorio    ⇨ tettorio.
teda   s.f.    • 1 •   nell'antichità greco-romana, fiaccola fatta con un ramo di pianta resinosa e usata soprattutto in occasione di cerimonie nuziali o durante riti sacri    • 2 •   (lett.) fiaccola: le tede delle furie  (parini) | pino selvatico, i cui rami possono bruciare come torce: fatta la pira, / e d'ilici e di tede aride e scisse / altamente composta  (caro)    • 3 •   (fig. poet.) nozze, matrimonio; vita matrimoniale: teda nuziale. 
teddy boy   loc. sost. m. invar.  (antiq.) giovane teppista.
tedescante   agg.  e s.m.  e f.  (antiq. spreg.) filotedesco, tedescofilo.
tedescheggiare   v. intr.  [io tedeschéggio ecc. ; aus. avere] essere fautore dei tedeschi; imitare tutto ciò che è tedesco.
tedescheria   s.f.  (spreg.)    • 1 •   i tedeschi nel loro complesso    • 2 •   cosa, comportamento tipico dei tedeschi.
tedeschismo   s.m.  (ling.) vocabolo o espressione di origine tedesca passata in un'altra lingua.
tedeschizzare   v. tr.  (non com.) rendere tedesco; uniformare agli usi, ai costumi tedeschi.
tedesco   ant. todesco, agg.  [pl. m. -schi] della germania | (fig. fam.) sistematico, disciplinato, infaticabile  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della germania | (fig. fam.) persona metodica e infaticabile. dim. tedeschino  accr. tedescone  pegg. tedescaccio    • 2 •   lingua germanica parlata in germania, austria, liechtenstein e parte della svizzera e dell'alto adige.
tedescofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ammira i tedeschi e i loro usi e costumi.
tedescofobo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi prova avversione per i tedeschi e per ciò che è tedesco.
tedescofono   agg.  e s.m.  [f. -a] (ling.) che, chi parla tedesco.
tedescume   s.m.  (spreg.) insieme di persone, di cose o di idee tedesche.
te deum   pop. tedeum, s.m. invar.    • 1 •   inno liturgico cattolico di lode e ringraziamento a dio composto tra il iv e il v sec., e ancor oggi recitato o cantato in occasione di particolari solennità    • 2 •   la musica che accompagna tale inno: un te deum di pierluigi da palestrina. 
tediare   v. tr.  [io tèdio ecc.] provocare una sensazione di tedio; annoiare, infastidire: non voglio tediarvi con i miei ricordi  | tediarsi v. rifl.  provare tedio | annoiarsi.
tedio   s.m.  sensazione tormentosa di stanchezza interiore e di disinteresse nei confronti della vita propria e altrui: sentire tedio dell'esistenza; essere oppresso dal tedio  | noia, uggia: dare, recare tedio. 
tediosità   s.f.  l'essere tedioso.
tedioso   agg.  che reca, provoca tedio: un lavoro tedioso  | noioso § tediosamente avv. 
tedoforo   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) che, chi porta una fiaccola: tedoforo olimpico. 
tee   s.m. invar.  nel gioco del golf, piccolo supporto sul quale viene posata la pallina all'inizio del gioco di ogni buca; anche, la piazzola dove tale supporto è collocato.
teen-ager  teen-ager loc. sost. m.  o f. invar.  giovane tra i tredici e i diciannove anni; adolescente.
tee-shirt  tee-shirt o t-shirt, loc. sost. f. invar.  maglietta di cotone accollata, a maniche corte e di taglio diritto, che stesa in piano ha la forma di una grande t.
teflon   ® s.m. invar.  nome commerciale del politetrafluoroetilene. 
tefrite   s.f.  (min.) roccia eruttiva a struttura porfirica, di colore grigio, presente in molte zone vulcaniche dell'italia centrale.
tega   s.f.  (region.)    • 1 •   baccello di fava, di fagiolo o di altro legume    • 2 •   ciascuno dei fili della spiga del grano | gluma.
tegamata   s.f.    • 1 •   (fam.) quantità di cibo contenuto in un tegame: una tegamata di spezzatino    • 2 •   (non com.) colpo dato con un tegame.
tegame   s.m.    • 1 •   recipiente da cucina rotondo, con bordi bassi e uno o due manici: un tegame di terracotta, di alluminio    • 2 •   (estens.) quantità di cibo contenuta in un tegame: si è mangiato un tegame di fagioli.  dim. tegamino. 
tegamino   s.m.    • 1 •   dim.  di tegame  | piccolo tegame o padellino: fare due uova al tegamino    • 2 •   (estens.) quantità di cibo che può stare in un tegamino.
tegenaria   s.f.  (zool.) genere di ragni domestici a diffusione cosmopolita (cl.  aracnidi) | ognuno dei ragni appartenenti a questo genere.
teglia   ant. o region. tegghia, s.f.    • 1 •   recipiente da cucina, per lo più di metallo, rotondo o rettangolare, con bordi molto bassi, usato per cuocere vivande in forno. dim. teglietta, tegliettina, teglina  accr. tegliona, teglione  (m.)    • 2 •   (estens.) quantità di cibo che può stare in una teglia    • 3 •   (scherz.) cappello a tesa larga e piatta.
tegliata   s.f.  quantità di cibo contenuto in una teglia.
tegola   s.f. , tosc. tegolo s.m.    • 1 •   (edil.) ciascuno degli elementi componibili di varia forma, gener. di laterizio, usati come copertura di tetti. dim. tegoletta, tegolina, tegolino  (m.) accr. tegolone  (m.)    • 2 •   (fig. fam.) disgrazia inaspettata: dopo quella tegola, gli riuscì assai difficile riprendersi. 
tegolata   s.f.  colpo di tegola.
tegolina   s.f.  (spec. pl.) (ven.) fagiolino, cornetto.
tegolo    ⇨ tegola.
tegumentale   o tegumentario, agg.  del tegumento, relativo al tegumento.
tegumento   s.m.  (biol.) tessuto, animale o vegetale, avente funzione di rivestimento e di protezione di un organo o di un intero organismo.
teicoltore   s.m.  [f. -trice] chi si dedica alla teicoltura.
teicoltura   s.f.  coltivazione del tè.
teiera   s.f.  recipiente, per lo più di ceramica, a forma di bricco largo in basso, munito di coperchio e talora di filtro, in cui si prepara e da cui si versa nella tazza il tè.
teina   s.f.  (chim.) lo stesso che caffeina. 
teismo   (1) s.m.  ogni dottrina religiosa o filosofica che ammetta un dio unico e trascendente.
teismo   (2) s.m.  (med.) sindrome morbosa da abuso di tè.
teista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (relig. , filos.) chi professa il teismo.
teistico   agg.  [pl. m. -ci] (relig. , filos.) concernente il teismo § teisticamente avv.  secondo il teismo.
tek   o teck, s.m. invar.  legno che si ricava da un albero delle verbenacee originario dell'asia tropicale; durissimo, resistente, di colore bruno-giallastro, è usato in ebanisteria e nelle costruzioni navali.
tela   (1) s.f.    • 1 •   la più usata delle tre armature fondamentali dei tessuti (le altre sono il raso e la saia), a intreccio molto fitto, che conferisce la massima uniformità alla superficie tessuta; per estens., il tessuto realizzato con tale armatura: tela di lino, di canapa, di seta; una pezza di tela; vestiti, biancheria di tela; tela grezza | tela batista, batista | tela d'olanda, olanda | tela cerata, resa impermeabile con uno strato di gomma o vernice | tela di ragno, ragnatela | rimanere in braghe di tela, (fig. pop.) senza soldi per aver subito un raggiro, aver fatto un investimento sbagliato e sim. dim. teletta, telettina  pegg. telaccia    • 2 •   (lett.) l'insieme dell'ordito di un lavoro, ancora sul telaio: ed alla man veloce / che percorrea la faticosa tela  (leopardi a silvia  21-22) | tela di penelope, (fig.) si dice di un lavoro interminabile o sottoposto a continui rifacimenti, come la tela che, secondo il racconto omerico, penelope tesseva di giorno e disfaceva di notte    • 3 •   (poet.) durata della vita terrena, con riferimento al mito delle parche: per accorciar del mio viver la tela  (petrarca canz.  ccxxx, 6)    • 4 •   (fig.) trama, intrigo, imbroglio: ordire una tela contro qualcuno; una tela di cabale e d'inganni  (giusti)    • 5 •   (pitt.) dipinto a olio o a tempera eseguito su un riquadro di tela appositamente preparata: una tela del carpaccio    • 6 •   (teat.) sipario: alla fine di ogni atto cala la tela    • 7 •   (ant.) vela.
tela   (2) s.f.  (pop. tosc.) solo nella loc. far tela, svignarsela.
telaggio   s.m.  qualità di una tela, soprattutto con riferimento al tipo di tessitura.
telaino   s.m.    • 1 •   dim.  di telaio    • 2 •   (zootec.) in bachicoltura, arella, graticcio | in apicoltura, telaio che sostiene i favi.
telaio   s.m.    • 1 •   qualsiasi macchina per tessere che intreccia i fili dell'ordito con quelli della trama: telaio a mano, meccanico, automatico  | telaio da ricamo, attrezzo costituito per lo più da due anelli concentrici tra i quali si tende la tela da ricamare | mettere qualcosa sul telaio, (fig.) cominciare un lavoro. dim. telaietto, telaino    • 2 •   qualsiasi struttura costituita da più pezzi rigidi connessi tra loro, che esercita una funzione portante rispetto ad altre parti dello stesso sistema a cui appartiene; intelaiatura, armatura, ossatura: il telaio della finestra, del quadro; il telaio dell'automobile, della bicicletta  | nella tecnica delle costruzioni, tipo di struttura resistente costituita da travi collegate con mutui incastri    • 3 •   in radiotecnica, antenna direttiva, che funziona come antenna ricevente, costituita da un conduttore avvolto a formare un circuito chiuso di forma circolare o quadrata    • 4 •   nella composizione tipografica a caratteri o righe di piombo, riquadro d'acciaio destinato a racchiudere la forma.
telamone   s.m.  (arch.) elemento statuario di sostegno in figura gigantesca di uomo; cariatide.
telare   v. intr.  [io télo ecc. ; aus. essere] (pop. tosc.) far tela, svignarsela; sgattaiolare | tela!, vattene!.
telato   agg.    • 1 •   che ha l'aspetto o la consistenza della tela: carta telata    • 2 •   che è rinforzato con tela: gomma telata. 
tele   s.f. invar.  (fam.) forma abbr. di televisione. 
tele-  tele- (1) primo elemento di parole composte del linguaggio tecnico e scientifico, dal gr. têle  'lontano', in cui vale 'a distanza, da lontano' (telecomando, telescopio, televisione).
tele-  tele- (2) primo elemento di parole composte, ricavato per abbreviazione da televisione, in cui indica appunto 'televisione', o fa riferimento ai mezzi, ai programmi, agli spettacoli televisivi (telefilm, teleutente).
teleabbonato   s.m.  [f. -a] chi è abbonato alla televisione mediante il pagamento di un canone annuo.
teleallarme   s.m.  allarme congegnato in modo da avvertire in un luogo remoto da quello in cui scatta; allarme a distanza.
teleangectasia   s.f.  (med.) dilatazione dei vasi capillari del derma.
telearma   s.f.  [pl. -mi] ordigno bellico telecomandato a grande raggio d'azione.
teleassistenza   s.f.  assistenza (medica, tecnica ecc.) effettuata a distanza mediante apparecchiature in grado di rilevare e trasmettere dati attraverso le linee telefoniche.
teleasta   s.f.  vendita all'asta fatta in un programma televisivo durante il quale si ricevono le offerte attraverso il telefono.
teleaudioconferenza   s.f.  conferenza attuata mediante collegamento telefonico a distanza, col supporto eventuale di servizi come trasmissione di dati e sim.
teleaudiovisivo   agg.  che consente la trasmissione a distanza del sonoro e di immagini: mezzi teleaudiovisivi   s.m.  strumento, mezzo teleaudiovisivo.
teleautografia   s.f.  trasmissione a distanza, con mezzi telegrafici, di scritti o immagini fisse.
teleautografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla teleautografia.
teleautografo   s.m.  apparecchio usato per la teleautografia.
teleavviso   s.m.  servizio realizzato attraverso la rete telefonica pubblica che consente di inoltrare via radio, a un utente in movimento dotato di apposito ricevitore, un messaggio che sarà visualizzato sul display dell'apparecchio.
telebanda   s.f.  (inform.) nastro di carta da perforare usato come supporto materiale per l'elaborazione elettronica dei dati.
telebomba   s.f.  bomba aerea telecomandata.
teleborsa   s.f.  servizio di telescriventi utilizzato per le contrattazioni in una sala-borsa.
telecabina   s.f.  cabina di funivia; vagoncino di teleferica.
telecamera   s.f.  apparecchiatura per la ripresa delle immagini televisive che ne consente o la registrazione su nastro magnetico o la trasmissione in diretta: telecamera fissa, mobile, portatile. 
telecinecamera   s.f.  apparecchio per riprese cinematografiche, al quale è abbinata una telecamera.
telecinematografia   (1) s.f.  tecnica cinematografica di ripresa mediante teleobiettivi.
telecinematografia   (2) s.f.  trasmissione televisiva di pellicole cinematografiche non precedentemente riversate su nastro magnetico.
telecinesi   s.f.  lo spostamento di oggetti dovuto a forze medianiche.
telecinetico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla telecinesi.
telecomandare   v. tr.  comandare a distanza; in partic., azionare a distanza dei dispositivi elettromeccanici mediante cavo elettrico, oppure onde radio o ultrasuoni inviati da un'apposita trasmittente.
telecomandato   part. pass.  di telecomandare  agg.  si dice di strumento elettromeccanico comandato a distanza.
telecomando   s.m.    • 1 •   (non com.) azione e risultato del telecomandare: inviare un telecomando    • 2 •   strumento o dispositivo trasmittente usato per telecomandare: il telecomando del televisore. 
telecomporre   v. tr.  [coniugato come porre] (tip.) comporre col sistema della telecomposizione.
telecomposizione   s.f.  (tip.) composizione a distanza ottenuta per mezzo di una tastiera collegata, mediante sistemi di telecomunicazione via cavo o via etere, a una o più stampanti, per lo più sotto il controllo di un elaboratore elettronico.
telecomunicare   v. tr.  e intr.  [io telecomùnico, tu telecomùnichi ecc. ; aus. dell'intr. avere] comunicare per mezzo di un sistema di telecomunicazione.
telecomunicazione   s.f.    • 1 •   qualunque sistema di comunicazione (radio, telefono, televisione ecc.) che permetta di trasmettere suoni o immagini a distanza    • 2 •   comunicazione a distanza: telecomunicazione telefonica, telegrafica. 
teleconferenza   s.f.  conferenza tra gruppi di persone geograficamente distanti realizzata per mezzo di sistemi di telecomunicazione che permettono la trasmissione di parole o di parole e immagini.
telecontrollare   v. tr.  [io telecontròllo ecc.]    • 1 •   telecomandare    • 2 •   controllare per televisione.
telecontrollo   s.m.  controllo per televisione | telecomando.
telecopia   s.f.  copia ottenuta con la telecopiatrice.
telecopiare   v. tr.  [io telecòpio ecc.] ottenere copie per mezzo della telecopiatrice.
telecopiatore   s.m.  telecopiatrice.
telecopiatrice   s.f.  apparecchiatura costituita da un dispositivo in grado di leggere e registrare disegni e scritture e di teletrasmetterli via cavo a un secondo dispositivo ricevente che stampa copie conformi agli originali.
telecopiatura   s.f.  sistema di trasmissione a distanza di dati mediante telecopiatrice.
telecronaca   s.f.  ripresa e trasmissione commentata di un avvenimento mediante televisione: la telecronaca di una partita di calcio; telecronaca diretta, trasmissione contemporanea alla ripresa dell'avvenimento; telecronaca differita, trasmissione di un avvenimento precedentemente registrato.
telecronista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] commentatore di una telecronaca; cronista televisivo.
telecuore   s.m.  (med.) apparecchio radiologico che, posto a una certa distanza dal paziente, realizza immagini radiologiche particolarmente nitide del profilo cardiaco | la radiografia così ottenuta.
telediffondere   v. tr.  [coniugato come fondere] (non com.) effettuare una telediffusione.
telediffusione   s.f.  diffusione di programmi televisivi.
telediffuso   part. pass.  di telediffondere   agg.  trasmesso per telediffusione.
teledipendente   agg.  e s.m.  e f.  videodipendente.
teledipendenza   s.f.  videodipendenza.
teledistribuzione   s.f.  rete via cavo che permette la diffusione di programmi televisivi o radiofonici o, qualora sia bidirezionale, consente di realizzare servizi più ampi (p. e.  acquisti, prenotazioni, consultazioni a distanza).
teledocumentazione   s.f.  (inform.) documentazione ottenuta mediante consultazione a distanza, con sistemi telematici, di banche dati.
teledramma   s.m.  [pl. -mi] lavoro drammatico concepito e realizzato appositamente per essere trasmesso dalla televisione.
teledrin   ® s.m. invar.    • 1 •   il sistema di teleavviso italiano    • 2 •   nell'uso corrente, il ricevitore portatile del sistema di teleavviso.
teleelaborazione   s.f.  trasmissione di dati da un terminale a un elaboratore centrale che, dopo averli elaborati, trasmette il risultato all'elaboratore di partenza.
telefax   s.m.    • 1 •   telecopiatrice, facsimile    • 2 •   telecopia, fax.
teleferica   s.f.    • 1 •   funicolare aerea    • 2 •   impianto per il trasporto di materiali vari in luoghi accidentati o impervi, costituito da una serie di vagoncini sospesi a una fune trainante tesa fra le stazioni terminali e sostenuta da appoggi intermedi.
teleferico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (antiq.) relativo ai trasporti a distanza    • 2 •   relativo agli impianti di una teleferica o di teleferiche: stazione, linea teleferica. 
teleferista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto alla manovra e alla manutenzione di una teleferica.
telefilm   s.m. invar.  film realizzato appositamente per essere trasmesso dalla televisione.
telefonare   v. intr.  [io telèfono ecc. ; aus. avere] mettersi in contatto, parlare per mezzo del telefono: telefonare a qualcuno  | v. tr.  comunicare telefonicamente: ha telefonato che verrà; mi telefonò la notizia  | telefonarsi v. rifl.  chiamarsi, parlarsi per telefono: ci telefoneremo prima di partire. 
telefonata   s.f.  chiamata, comunicazione fatta per mezzo del telefono: fare, ricevere una telefonata  | conversazione telefonica: una telefonata di mezz'ora; telefonata urbana, interurbana, tra abbonati appartenenti alla stessa o a diversa rete telefonica. dim. telefonatina. 
telefonato   part. pass.  di telefonare   agg.    • 1 •   (non com.) comunicato per telefono    • 2 •   nel gergo sportivo, si dice di colpo o tiro lento, di cui è assai facile prevedere la traiettoria, e perciò facilmente neutralizzabile: un pugno telefonato. 
telefonia   s.f.  sistema di trasmissione a distanza della voce o di altri suoni mediante il telefono.
telefonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda il telefono, la telefonia: impianto telefonico; rete telefonica | elenco telefonico, pubblicazione in cui sono elencati i nomi, gli indirizzi e i numeri di telefono degli utenti di una città, una provincia o un gruppo di province limitrofe    • 2 •   effettuato per mezzo del telefono: chiamata, conversazione telefonica  § telefonicamente avv.  mediante il telefono: comunicare telefonicamente. 
telefonino   s.m.    • 1 •   dim.  di telefono    • 2 •   (fam.) telefono cellulare.
telefonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi è addetto al servizio del telefono, in partic., alla trasmissione, ricezione e smistamento di comunicazioni telefoniche    • 2 •   operaio che provvede all'installazione e alla manutenzione delle linee e degli impianti telefonici.
telefono   s.m.    • 1 •   impianto che permette la trasmissione e la ricezione della voce a distanza convertendo le vibrazioni acustiche in oscillazioni di corrente elettrica e viceversa; per estens., la rete, il servizio di telecomunicazione effettuato mediante questo impianto: numero di telefono, quello, costituito da più cifre, che contraddistingue ciascun utente di una rete telefonica; telefono interno, derivato da un centralino privato | colpo di telefono, (fig.) breve telefonata    • 2 •   l'apparecchio per mezzo del quale si effettuano le comunicazioni telefoniche: il filo, la cornetta del telefono; telefono pubblico, a gettone, a scatti, a scheda magnetica; telefono a tastiera, a disco; telefono cellulare, portatile, veicolare; chiamare, rispondere al telefono; il telefono squilla; il telefono è, suona libero, occupato, la linea telefonica dell'abbonato chiamato risulta libera, occupata da altre comunicazioni | telefono amico, organizzazione che consente a chiunque di contattare, chiamando un dato numero telefonico e mantenendo l'anonimato, una persona disposta a colloquiare amichevolmente    • 3 •   telefono senza filo, apparecchio telefonico che consente di effettuare e ricevere comunicazioni mediante radiocollegamento.
teleforacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi imenomiceti, saprofiti e parassiti di piante | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
telefoto   s.f. invar.  abbr. di telefotografia. 
telefotografia   s.f.    • 1 •   sistema di teletrasmissione di originali (fotografie, disegni, manoscritti) attraverso una linea telefonica o telegrafica; fototelegrafia | apparecchiatura utilizzata per tale trasmissione; anche, l'immagine così trasmessa, fototelegramma    • 2 •   fotografia effettuata con una macchina fotografica munita di teleobiettivo.
telefotografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a telefotografia.
telegenia   s.f.  caratteristica di chi è telegenico.
telegenico   agg.  [pl. m. -ci] che, per la sua fisionomia, risulta particolarmente adatto alla ripresa televisiva: volto, attore telegenico  § telegenicamente avv. 
telegiornale   s.m.  notiziario trasmesso per televisione, accompagnato dalla proiezione di inserti filmati sui fatti più importanti della giornata.
telegrafare   v. intr.  [io telègrafo ecc. ; aus. avere] comunicare, trasmettere per mezzo del telegrafo: telegrafa appena arrivi  | v. tr.  comunicare telegraficamente: telegrafare una notizia. 
telegrafia   s.f.  sistema di trasmissione a distanza di messaggi in codice mediante il telegrafo: telegrafia elettrica, acustica, ottica, realizzate mediante sequenze di segnali elettrici, acustici, ottici; telegrafia senza fili, radiotelegrafia.
telegrafico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, relativo al telegrafo, alla telegrafia: impianto telegrafico    • 2 •   trasmesso mediante il telegrafo    • 3 •   (estens.) conciso, stringato; breve: stile, messaggio telegrafico  § telegraficamente avv.    • 1 •   per mezzo del telegrafo: comunicare telegraficamente    • 2 •   (fig.) in modo conciso, essenziale: parlare telegraficamente. 
telegrafista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi è addetto al servizio del telegrafo, spec. alla trasmissione e ricezione di comunicazioni telegrafiche    • 2 •   operaio che provvede all'installazione e alla manutenzione degli impianti telegrafici.
telegrafo   s.m.    • 1 •   apparecchio con cui si trasmettono a distanza messaggi facendo uso di un sistema convenzionale di segni (codice telegrafico o codice morse)    • 2 •   edificio, ufficio dove sono in funzione apparecchi telegrafici    • 3 •   telegrafo di macchina, (mar.) sistema costituito da quadranti a indici e da sonerie, impiegato a bordo per trasmettere dalla plancia gli ordini al personale di macchina di una nave.
telegrafonico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) che riguarda il telefono e il telegrafo: servizi telegrafonici. 
telegramma   s.m.  [pl. -mi] comunicazione trasmessa per mezzo del telegrafo | il foglio su cui è trascritta la comunicazione, che viene recapitato al destinatario; la comunicazione stessa: fare, ricevere un telegramma; un telegramma d'auguri. 
teleguida   s.f.    • 1 •   il teleguidare, l'essere teleguidato    • 2 •   dispositivo che consente di teleguidare un mezzo semovente (aereo, automobile, nave, telearma ecc.): la teleguida dei missili. 
teleguidare   v. tr.  guidare a distanza, telecomandare dispositivi mobili: teleguidare un aeromodello. 
teleguidato   part. pass.  di teleguidare  agg.  guidato a distanza, telecomandato: siluri teleguidati. 
teleinformatica   s.f.  telematica.
telelavoro   s.m.  lavoro svolto a distanza, in un luogo diverso dalla sede in cui dovrebbe svolgersi, e comunicato a essa in tempo reale tramite sistemi telematici; l'organizzazione che ne deriva.
telemanipolatore   s.m.  dispositivo per maneggiare e lavorare a distanza sostanze pericolose.
telemarketing   s.m. invar.  promozione commerciale mirata che si indirizza a determinati destinatari per mezzo di sistemi telematici.
telematica   s.f.    • 1 •   disciplina che studia gli aspetti tecnici e scientifici dell'integrazione tra telecomunicazioni ed elaborazione elettronica    • 2 •   gestione a distanza di sistemi informatici mediante l'impiego di reti di telecomunicazione    • 3 •   insieme dei servizi di natura od origine informatica che possono essere forniti e fruiti attraverso una rete di telecomunicazione, spec. telefonica o televisiva.
telematico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla telematica  s.m.  [f. -a] esperto di telematica.
telematizzare   v. tr.  applicare sistemi telematici a un servizio: telematizzare le prenotazioni. 
telemeccanica   s.f.  tecnologia dei sistemi di telecomando e teleguida.
telemedicina   s.f.  uso di strumenti telematici per effettuare analisi ed esami clinici a distanza, spec. su pazienti che abbisognano di terapie d'urgenza e si trovano lontano da strutture sanitarie attrezzate.
telemessaggio   s.m.  discorso pronunciato da un'autorità politica o religiosa e trasmesso per televisione: il telemessaggio del presidente della repubblica; un telemessaggio del pontefice. 
telemetrare   v. tr.  e intr.  [io telèmetro ecc. ; aus. dell'intr. avere] misurare con un telemetro la distanza che intercorre tra un oggetto e l'osservatore.
telemetria   s.f.    • 1 •   tecnica di misurazione delle distanze mediante il telemetro    • 2 •   denominazione di quelle tecniche di telemedicina che prevedono la registrazione di particolari fenomeni: telemetria cardiaca. 
telemetrico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la telemetria o il telemetro: misurazione telemetrica. 
telemetrista   s.m.  [pl. -sti] tecnico, civile o militare, addetto all'uso e alla manutenzione dei telemetri.
telemetro   s.m.  strumento o dispositivo ottico usato per misurare la distanza intercorrente tra l'osservatore e un punto lontano: telemetro ottico, elettrico; telemetro a microprismi, a laser. 
telemisura   s.f.  risultato ottenuto da una telemisurazione.
telemisurare   v. tr.  effettuare una telemisurazione.
telemisurazione   s.f.  misurazione effettuata con un telestrumento.
telencefalo   s.m.  (anat.) parte dell'encefalo costituita dai due emisferi cerebrali.
telenotiziario   s.m.  notiziario televisivo.
telenovela   s.f.  [pl. telenovelas] teleromanzo in moltissime puntate, dai toni sentimentali e ricco di colpi di scena, incentrato sulle vicende di una famiglia, una comunità e sim.
teleobbiettivo   o teleobiettivo, s.m.  obiettivo fotografico dotato di una lunghezza focale maggiore di quella ordinaria, che gli conferisce un notevole potere di ingrandimento; è usato per fotografare a grande distanza.
teleologia   s.f.  (filos.)    • 1 •   la dottrina del finalismo    • 2 •   la proprietà di un essere o di un evento di essere predisposto a un determinato fine; finalità.
teleologico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.)    • 1 •   che riguarda il fine, la finalità che è pensato come ordinato secondo un fine    • 2 •   che ammette il finalismo nell'ordine della natura, della storia, della vita individuale; finalistico: concezione teleologica del mondo | argomento teleologico, prova dell'esistenza di dio fondata su una concezione finalistica del mondo § teleologicamente avv. 
teleostei   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di pesci attinopterigi caratterizzati da scheletro osseo, branchie coperte da un opercolo e pinna caudale simmetrica; vi appartiene la maggior parte dei pesci fossili e viventi | sing.  [-steo] ogni pesce di tale sottoclasse.
telepass   ® s.m. invar.  il sistema italiano di telepedaggio.
telepatia   s.f.  fenomeno paranormale per cui tra due persone si stabilisce un contatto a distanza, senza il concorso dei comuni organi di senso, così che l'una avverte ciò che pensa o sente l'altra o ciò che le accade.
telepatico   agg.  [pl. m. -ci] di telepatia, fatto per telepatia: fenomeno telepatico; percezione telepatica  § telepaticamente avv. 
telepedaggio   s.m.  sistema radio-elettronico per il pagamento automatico del pedaggio autostradale che consente di non fermarsi nel passaggio al casello; associa a un'apposita carta di credito un sistema radio di riconoscimento e di scambio di informazioni tra veicolo e casello.
telepilotaggio   s.m.  teleguida.
telepilotare   v. tr.  [io telepilòto ecc.] teleguidare.
teleprocessing   s.m. invar.  teleelaborazione.
teleprogramma   s.m.  programma televisivo.
teleproietto   s.m.  (non com.) telearma.
telequiz   s.m. invar.  quiz televisivo.
teleradiotrasmettere   v. tr.  [coniugato come mettere] trasmettere contemporaneamente per radio e per televisione.
teleregolare   v. tr.  [io telerègolo ecc.] effettuare una teleregolazione.
teleregolazione   s.f.  regolazione a distanza effettuata per mezzo di un telecomando.
teleria   s.f.  assortimento di tele, di tessuti | negozio di telerie.
telericevente   agg.  che serve a captare immagini e suoni teletrasmessi  s.f.  stazione telericevente.
telerilevamento   s.m.  esame a distanza di oggetti o fenomeni per mezzo di tecniche fotografiche, elettroniche o di altro tipo; in partic., rilevamento effettuato con l'ausilio di satelliti artificiali.
teleripetitore   s.m.  ripetitore televisivo.
teleripresa   (1) s.f.  ripresa cinematografica effettuata con un teleobbiettivo.
teleripresa   (2) s.f.  ripresa televisiva.
teleriscaldamento   s.m.  sistema di riscaldamento centralizzato di quartieri cittadini o di piccoli centri urbani, realizzato recuperando e sfruttando il vapore in eccesso prodotto nel raffreddamento di impianti industriali, centrali termoelettriche ecc.
telero   s.m.  (pitt.) grande dipinto su tela, per lo più in serie con altri, usato nei secc. xv-xvi come decorazione o rivestimento murale, spec. a venezia.
teleromanzo   s.m.  adattamento di un romanzo a spettacolo televisivo, generalmente in più puntate; sceneggiato.
teleruttore   s.m.  (elettr.) denominazione commerciale del contattore. 
teleschermo   s.m.    • 1 •   schermo dell'apparecchio televisivo    • 2 •   (fig.) televisione, mondo televisivo: i divi del teleschermo. 
telescopia   s.f.    • 1 •   (fis.) in ottica, osservazione effettuata mediante specchi parabolici capaci di concentrare i raggi paralleli provenienti da corpi molto distanti    • 2 •   (astr.) osservazione a grande distanza.
telescopico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (fis. , astr.) proprio della telescopia    • 2 •   relativo al telescopio | visibile solo con l'aiuto del telescopio: pianeta telescopico    • 3 •   (tecn.) si dice di dispositivo allungabile perché formato da due o più elementi che scorrono uno dentro l'altro, come quelli che costituiscono alcuni tipi di cannocchiale telescopico: ammortizzatore telescopico; antenna telescopica. 
telescopio   s.m.  cannocchiale a forte ingrandimento, dotato di dispositivi riflettenti o rifrangenti e accomodato all'infinito, usato dagli astronomi per l'osservazione dei corpi celesti | telescopio elettronico, apparecchiatura elettronica usata in astronomia per migliorare la qualità delle fotografie di corpi celesti o del loro spettro.
telescrivente   agg.  e s.f.  si dice di macchina telegrafica munita di una tastiera simile a quella di una normale macchina per scrivere, su cui si batte il testo che la macchina ricevente riceve in codice telegrafico, decodifica e stampa.
telescriventista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto alla ricezione e alla trasmissione di testi per mezzo di telescriventi.
telescuola   s.f.    • 1 •   insegnamento scolastico integrativo impartito attraverso la televisione    • 2 •   insieme di programmi televisivi realizzati a scopo didattico.
telesegnalazione   s.f.  (elettr.) invio o ricezione a distanza di un segnale teletrasmesso.
teleselettivo   agg.  della teleselezione: prefisso teleselettivo  | che avviene per teleselezione: collegamento teleselettivo. 
teleselezione   s.f.  sistema di trasmissione telefonica che, mediante la composione di alcuni numeri (prefisso) prima del numero dell'apparecchio da chiamare, permette il collegamento diretto, senza l'interposizione di un centralino, con apparecchi di altra rete urbana o anche di paesi esteri.
telesensore   s.m.  sensore di un telestrumento o di un sistema per telemisurazioni.
teleserie   s.f. invar.  serie televisiva, serial.
telesilleo   agg.  e s.m.  nella metrica classica, si dice della forma acefala del gliconeo.
telesoccorso   s.m.  servizio di soccorso a domicilio attivabile con un telecomando collegato telefonicamente a una centrale.
telesonda   s.f.  radiosonda.
telesorveglianza   s.f.  sorveglianza a distanza di cose o ambienti effettuata con sistemi telematici.
telespettatore   s.m.  [f. -trice] spettatore di una trasmissione televisiva.
telestesia   s.f.  fenomeno paranormale consistente nella visione o percezione a distanza di un fatto o di un oggetto.
telestico   s.m.  [pl. m. -ci] componimento poetico in cui le lettere finali di ogni verso, lette in successione dall'alto in basso, compongono una parola, un nome o una frase.
telestrumento   s.m.  strumento per effettuare misurazioni fisiche a distanza.
teletaxe   s.m. invar.  nome commerciale di un ripetitore di impulsi telefonici che, collegato a un apparecchio, consente di controllare il traffico delle telefonate in partenza ed eventualmente di verificarne il costo.
teletex   s.m. invar.  servizio telematico interattivo che consente di accedere, via etere, a informazioni di banche dati.
teletext   s.m. invar.  qualunque sistema telematico interattivo che usa il televisore come periferica di uscita di informazioni trasmesse via etere: televideo è un sistema di teletext. 
teletrasmettere   (1) v. tr.  [coniugato come mettere] trasmettere a distanza: teletrasmettere ultrasuoni, impulsi elettrici, comandi, informazioni. 
teletrasmettere   (2) v. tr.  [coniugato come mettere] trasmettere per televisione: la partita sarà teletrasmessa. 
teletrasmettitore   s.m.  trasmettitore televisivo.
teletrasmissione   (1) s.f.  trasmissione a distanza.
teletrasmissione   (2) s.f.  trasmissione televisiva.
teletrasmittente   part. pres.  di teletrasmettere   agg.  che teletrasmette: stazione, antenna teletrasmittente   s.f.  stazione teletrasmittente.
teletrattamento   s.m.  teleelaborazione.
teletta   (1)  ⇨ toletta.
teletta   (2) s.f.    • 1 •   dim.  di tela    • 1 •   | tela di bassa qualità: una teletta di poco prezzo    • 2 •   tessuto rado e resistente usato in sartoria    • 3 •   (ant.) drappo intessuto con oro e argento.
teleutente   s.m.  e f.  utente di un servizio televisivo; telespettatore.
televendita   s.f.  vendita effettuata presentando la merce nel corso di un'apposita trasmissione televisiva, nel corso della quale il telespettatore può prenotare telefonicamente l'acquisto.
televenditore   s.m.  [f. -trice] chi effettua una televendita.
televideo   ® s.m. invar.  denominazione del sistema teletext italiano gestito dalla rai.
televisione   s.f.    • 1 •   trasmissione a distanza di immagini in movimento o fisse per mezzo di onde radio o, in speciali circuiti chiusi, via cavo : televisione in bianco e nero, a colori    • 2 •   gli impianti per tale trasmissione; l'ente, l'impresa che li gestisce: lavora come tecnico alla televisione; la televisione pubblica, privata  | l'insieme delle persone che operano per tale trasmissione o delle attività che vi sono connesse: un presentatore della televisione; il mondo della televisione    • 3 •   il programma o i programmi trasmessi: guardare la televisione    • 4 •   (fam.) televisore: accendere la televisione. 
televisivo   agg.  che concerne la televisione: spettacolo televisivo; apparecchio televisivo, televisore § televisivamente avv.  dal punto di vista televisivo | per mezzo della televisione.
televisore   s.m.  apparecchio che riceve le immagini e i suoni trasmessi mediante il sistema della televisione: passa le serate davanti al televisore. 
telex   s.m. invar.    • 1 •   servizio di comunicazione diretta tra utenti di telescriventi collegate da una rete telegrafica comune    • 2 •   (estens.) testo, messaggio trasmesso con tale sistema.
telferaggio   s.m.  impianto di sollevamento e trasporto costituito da una monorotaia aerea sulla quale viaggiano uno o più carrelli, usato per lo spostamento di minerali e altri materiali.
tellina   s.f.  piccolo mollusco marino commestibile dei bivalvi con la conchiglia sottile e appiattita, di color grigio striato; è comune lungo le coste del mediterraneo.
tellurico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la terra e, in partic., i fenomeni che avvengono nel suo interno: movimento tellurico, terremoto; scossa tellurica, sismica.
tellurio   s.m.  elemento chimico di simbolo te; è un non metallo bianco, fragile, lucente, usato in metallurgia nella preparazione di leghe con rame e piombo.
telo   (1) s.m.  pezzo di tela o di altro tessuto che può essere cucito o comunque unito insieme con altri in una confezione: lenzuolo a due teli; gonna a teli; telo da vela, da tenda  | telo di salvataggio, quello usato dai vigili del fuoco per raccogliere persone che si buttino dall'alto per salvarsi | telo da bagno, da mare, di spugna, usato per asciugarsi dopo un bagno o per sdraiarvisi a prendere il sole. accr. telone. 
telo   (2) s.m.  (poet.) qualsiasi arma da lancio; freccia, lancia, giavellotto: vedea briareo fitto dal telo / celestial giacer  (dante purg.  xii, 28-29).
telofase   s.f.  (biol.) ultima fase della mitosi in cui i cromosomi si portano ai poli opposti della cellula e questa si divide nelle due cellule figlie.
telone   s.m.    • 1 •   accr.  di telo    • 1 •   | telo di grandi dimensioni, spesso impermeabile, usato per riparare oggetti da conservare o trasportare: coprire la macchina con un telone    • 2 •   sipario del teatro a scorrimento verticale.
teloneo   s.m.  nell'antichità greca, tassa, imposta | nel sistema fiscale romano, imposta indiretta su merci o prodotti di consumo | nel diritto medievale e moderno, diritto regale di riscuotere dazi.
teloslitta   s.f.  striscia di tela robusta, lunga e larga, usata dai vigili del fuoco per far scivolare a terra persone rimaste bloccate a una certa altezza dal suolo; scivolo.
telson   s.m. invar.  (zool.) ultima sezione dell'addome degli artropodi.
tema   (1) s.f.  [solo sing.] (lett.) timore: tacque per tema di sbagliare; l'affermò senza tema di smentite. 
tema   (2) s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   argomento di un discorso o di uno scritto: il tema di una conferenza, di una conversazione, di una relazione  | motivo fondamentale e ricorrente in un'opera letteraria o artistica, in un autore, in un movimento o periodo storico: il tema della solitudine in petrarca; il tema dell'autonomia dell'uomo nel rinascimento    • 2 •   argomento di un'esercitazione scolastica: svolgere un tema; l'alunno è andato fuori tema, non si è attenuto all'argomento | l'esercitazione stessa: correggere i temi.  dim. temino  accr. temone  pegg. temaccio    • 3 •   (mus.) idea musicale compiuta, suscettibile di sviluppo, sulla quale, da sola o insieme con altre, è costruita l'intera composizione: tema principale, secondario; tema di passaggio, di chiusa; tema con variazioni  | nell'opera lirica e nella musica per film, motivo musicale legato a un personaggio o a un ambiente: il tema di violetta nella traviata  | variazione sul tema, (fig.) modo diverso di trattare un argomento che nulla aggiunge di sostanziale alla trattazione    • 4 •   (ling.) la parte della parola che resta togliendo la desinenza, e che permette l'immediata inserzione degli elementi di flessione (talvolta coincide con la radice): tema nominale, verbale, quello che resta togliendo a una parola rispettivamente la desinenza nominale o la desinenza verbale | in un enunciato, ciò di cui si dice qualcosa (in contrapposizione a rema, che è ciò che si dice di qualcuno o qualcosa)    • 5 •   (ant. , lett.) esempio, azione: avea dinanzi agli occhi il tema / del suo fratel che n'era stato morto  (ariosto o. f.  xxxvii, 54)    • 6 •   (sport) schema, andamento di una gara: l'atteggiamento difensivo delle due squadre costituisce il tema tattico della partita. 
tema   (3) s.m.  [pl. m. -mi] ognuna delle circoscrizioni militari e amministrative dell'impero bizantino, istituite a partire dal sec. vii e soggette a uno stratego.
tematica   s.f.  insieme di temi, di argomenti: una tematica da approfondire  | in partic., l'insieme dei temi letterari o musicali più frequenti in un autore, in un movimento o in un periodo storico: la tematica di pirandello; la tematica idealistica. 
tematico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo a un tema letterario, musicale o artistico: variazione tematica    • 2 •   (ling.) relativo al tema di una parola: vocale tematica  § tematicamente avv.  dal punto di vista del tema, dei temi.
temenza   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) timore: ché gran temenza gran desire affrena  (petrarca canz.  cxlvii, 11)    • 2 •   (tosc.) sentimento di timore causato da soggezione o timidezza.
temerarietà   s.f.  l'essere temerario; temerità: la temerarietà di un'azione. 
temerario   agg.    • 1 •   si dice di persona che si espone ai pericoli senza riflettere o senza fondato motivo: un ragazzo temerario  | (estens.) sfrontato, impudente: escimi di tra' piedi, villano temerario, poltrone incappucciato  (manzoni p. s.  vi)    • 2 •   avventato, non ponderato: un giudizio temerario  | proposizione temeraria, (teol.) affermazione che, senza fondati motivi, rigetta verità religiose generalmente considerate certe | lite temeraria, (dir.) causa promossa senza fondato motivo, il cui attore può essere condannato al risarcimento dei danni  s.m.  [f. -a] persona temeraria § temerariamente avv.  in modo temerario: agire, rispondere temerariamente. 
temere   v. tr.  [io témo ecc. ; pass. rem. io teméi  o temètti, tu temésti ecc.]    • 1 •   aver timore di qualcuno o di qualcosa, oppure che qualcosa avvenga o non avvenga: temere il maestro, un castigo; teme il carattere violento del padre; temo di non farcela a finire il lavoro; teme sempre di sbagliare; temo che venga; temo che non venga  | prevedere, sospettare un evento sgradito: temere un inganno; temo che stia per piovere; temo che faremo tardi al treno | non temere qualcuno, qualcosa, essere in grado di contrastarlo e di superarlo, batterlo: non temere le difficoltà; un corridore che non teme alcun avversario; un'affermazione che non teme smentite, inoppugnabile; prezzi che non temono la concorrenza, bassissimi; non aver nulla da temere, non correre alcun pericolo    • 2 •   rispettare, riverire: temere la legge, dio; un ragazzo che non teme nessuno; e fu temuto / su la polve degli avi il giuramento  (foscolo sepolcri  99-100)    • 3 •   sentire molto, patire, soffrire qualcosa: temere i colpi d'aria; una pianta che teme il freddo  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   preoccuparsi: temere per qualcuno, per la sua salute; non temere, tutto si risolverà per il meglio    • 2 •   non aver fiducia, diffidare, aspettarsi un danno da qualcuno o qualcosa: teme sempre di tutto; temete delle persone servili  | temersi v. rifl.  (ant.) aver paura, paventare.
temerità   s.f.  ardimento eccessivo che spinge ad affrontare un pericolo senza riflettere o senza fondato motivo; temerarietà, avventatezza: il coraggio non è temerità  | atto, comportamento temerario: reagire in quel modo è stata una temerità. 
temi   s.f.  (lett.) la giustizia: le aule di temi, i tribunali.
temibile   agg.  che è da temersi; pericoloso § temibilmente avv. 
temo   s.m.  (ant. , poet.) timone.
temolo   s.m.  pesce d'acqua dolce dalle carni pregiate con profumo di timo, di media grandezza, caratterizzato da un'alta pinna dorsale; è comune nei corsi d'acqua dell'italia settentrionale (ord.  clupeiformi).
temone    ⇨ timone.
tempa   o timpa, s.f.  (region.) cima montuosa tondeggiante o a cupola, con pareti a picco, frequente nell'appennino meridionale. accr. tempone  (m.).
tempaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di tempo    • 2 •   (meteor.) cattivo tempo.
tempario   s.m.  elenco dei tempi medi necessari a eseguire ciascun tipo di lavorazione relativo a uno specifico settore tecnico: il tempario delle riparazioni automobilistiche. 
tempellare   v. tr.  [io tempèllo ecc.] (ant.) far suonare uno strumento battendolo o scuotendolo: tutto il dì tempellaron le campane  (pulci) | (fig.) far vacillare | v. intr.  [aus. avere] (ant.) sonare, battere, detto di uno strumento | (fig.) essere incerto, dubbioso; tentennare.
tempera   s.f.    • 1 •   tecnica pittorica che usa l'acqua per sciogliere i colori e, come agglutinanti, diverse sostanze, p. e.  chiara d'uovo, colla animale, gomma, latte, cera (a esclusione dell'olio) | (estens.) il dipinto eseguito con tale tecnica: una bella mostra di tempere    • 2 •   (agr.) tenore ottimale di umidità di un terreno    • 3 •   (tecn.) tempra.
temperalapis   s.m. invar.  (antiq.) temperamatite.
temperamatite   s.m. invar.  piccolo attrezzo provvisto di una lametta, con il quale si temperano le matite facendole ruotare al suo interno | temperamatite automatico, dispositivo munito di due rullini a dentatura elicoidale che, azionati girando una manovella, temperano rapidamente le matite.
temperamentale   agg.  che si riferisce al temperamento, che dipende dal temperamento: reazione temperamentale  | riferito a persona, umorale, bizzarro.
temperamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il temperare, l'essere temperato; alleviamento, mitigazione | (estens.) conciliazione, compromesso: trovare un temperamento tra due tesi contrastanti    • 2 •   l'insieme delle caratteristiche psicofisiche di un individuo, che ne determinano il comportamento; indole, carattere: temperamento sanguigno, collerico  | carattere, personalità spiccati: avere temperamento; essere privo di temperamento    • 3 •   (mus.) sistema di intonazione degli strumenti per cui l'ottava viene divisa in dodici semitoni dagli intervalli perfettamente identici; è detto anche sistema temperato  o equabile. 
temperamine   s.m. invar.  piccolo attrezzo a una o più lame per appuntire le mine di grafite.
temperante   agg.  (non com.) dotato di temperanza; sobrio: essere temperante nel bere; un ragazzo temperante  § temperantemente avv.  (non com.) con temperanza, con moderazione.
temperanza   s.f.    • 1 •   capacità di dominarsi, di non eccedere nel soddisfacimento dei bisogni e dei desideri naturali; nella teologia cattolica è una delle quattro virtù cardinali    • 2 •   (estens.) moderazione, senso della misura    • 3 •   (ant.) il temperare, il mitigare    • 4 •   (ant.) temperatura.
temperare   v. tr.  [io tèmpero ecc.]    • 1 •   (ant.) mescolare in giusta proporzione; diluire, stemperare: temperare il vino con l'acqua; temperare i colori    • 2 •   mitigare, frenare: temperare l'ira, lo sdegno; temperò con un sorriso l'asprezza delle parole  | attenuare, moderare: la divina foresta spessa e viva, / ch'a li occhi temperava il novo giorno  (dante purg.  xxviii, 2-3)    • 3 •   (lett.) forgiare, fabbricare: come 'l bue cicilian che mugghiò prima / col pianto di colui... / che l'avea temperato con sua lima  (dante inf.  xxvii, 7-9)    • 4 •   aguzzare, fare la punta: temperare la matita    • 5 •   (mus. ant.) accordare: temperare uno strumento    • 6 •   (tecn.) temprare | temperarsi v. rifl.    • 1 •   contenersi, moderarsi    • 2 •   temprarsi.
temperativo   agg.  (rar.) che vale a temperare; che è atto a moderare, ad attenuare.
temperato   part. pass.  di temperare  agg.    • 1 •   attenuato, non eccessivo: un calore temperato  | clima temperato, (geog.) con temperatura media annua compresa fra i 10° e i 20°    • 2 •   (fig.) temperante, sobrio: essere temperato nel bere    • 3 •   (mus.) si dice di strumento che ha subìto il temperamento: il clavicembalo ben temperato, titolo di una raccolta di preludi e fughe di j. s. bach | sistema temperato, temperamento § temperatamente avv.  con temperanza, moderatamente.
temperatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi tempera; moderatore, conciliatore.
temperatura   s.f.    • 1 •   (fis.) grandezza che misura lo stato termico o di energia interna (cioè il grado di agitazione molecolare) di un corpo o di un sistema, e che esprime l'attitudine di un corpo a scambiare calore con l'ambiente e con gli altri corpi: temperatura di fusione, di ebollizione; temperatura assoluta, quella riferita a una scala centigrada in cui lo zero è pari a -273,15 ° c; temperatura critica, quella alla quale si verifica un determinato fenomeno chimico o fisico (p. e. un gas diventa liquido, un conduttore diventa superconduttore ecc.)    • 2 •   (meteor.) temperatura atmosferica: temperatura in diminuzione, in aumento; temperatura massima, minima, relativamente a un determinato periodo di tempo in una certa zona    • 3 •   (estens.) grado di calore di un corpo o di un ambiente: temperatura alta, bassa, confortevole  | temperatura ambiente, quella abituale o media degli ambienti interni: conservare un medicinale a temperatura ambiente    • 4 •   (med.) livello termico del corpo umano: misurare la temperatura; temperatura esterna, cutanea; temperatura interna, quella effettiva del corpo, che si rileva in una cavità interna non schermata dalla pelle; temperatura basale, la temperatura interna abituale di un determinato individuo; nella donna subisce un lieve aumento nella fase dell'ovulazione | avere temperatura, (fam.) avere la febbre    • 5 •   (fig.) grado di tensione: la temperatura politica del medio-oriente resta pericolosamente alta. 
temperie   s.f.    • 1 •   (meteor.) clima, stato dell'atmosfera; in partic., clima temperato (in contrapposizione a intemperie)    • 2 •   (fig.) clima, carattere di un particolare ambiente o periodo: temperie culturale, politica    • 3 •   (ant.) mescolanza proporzionata.
temperino   s.m.    • 1 •   coltellino tascabile a serramanico, con una o più lame    • 2 •   temperamatite.
tempest   s.m. invar.  (mar.) imbarcazione a vela da regata a scafo tondo, con chiglia fissa e lunghezza di 6,70 m, veloce e stabile anche in condizioni di tempo avverse.
tempesta   s.f.    • 1 •   (meteor.) perturbazione atmosferica caratterizzata da forti venti e precipitazioni; in partic., quella che comporta un'agitazione violenta della superficie del mare o di un lago; burrasca, fortunale, uragano: oggi il tempo minaccia tempesta; tempesta di mare; mare in tempesta; la barca è stata travolta dalla tempesta; tempesta di vento, senza precipitazioni; tempesta di sabbia, caratteristica delle zone desertiche; esserci aria di tempesta, (fig.) si dice quando si prevedono liti o rimproveri | tempesta magnetica, (fis.) variazione improvvisa e di breve durata dei valori del campo magnetico terrestre | prov.  : chi semina vento raccoglie tempesta, chi agisce male ne sconta le conseguenze    • 2 •   (fig.) agitazione, turbamento morale, spirituale: avere il cuore in tempesta; sento gli avversi numi e le secrete / cure che al viver tuo furon tempesta  (foscolo sonetti) | una tempesta in un bicchier d'acqua, grande confusione per cose di poco conto    • 3 •   (region.) grandine    • 4 •   uccello delle tempeste, piccolo uccello marino con lunghe zampe dai piedi palmati e fitto piumaggio grigio scuro (ord.  procellariformi)    • 5 •   (ant.) impeto, furia: con quel furore e con quella tempesta / ch'escono i cani a dosso al poverello  (dante inf.  xxi, 67-68) | fitta serie, gragnola di colpi o di rumori: una tempesta di urla, di calci. 
tempestare   v. tr.  [io tempésto ecc.]    • 1 •   colpire con forza, ripetutamente (anche fig.); subissare: tempestare il tavolo di colpi; tempestare qualcuno di domande    • 2 •   (fig.) decorare fittamente: tempestare un anello di rubini  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) infuriare, agitarsi (anche fig.): i venti tempestano; la folla tempestava rumoreggiando  | v. intr. impers.  [aus. essere  o avere] far tempesta: piove e tempesta. 
tempestato   part. pass.  di tempestare  agg.  nei sign. del verbo | (fig.) si dice di tessuto o di oggetto prezioso decorato con molte gemme: una corona tempestata di diamanti. 
tempestina   s.f.  tipo di pastina da brodo.
tempestio   s.m.  (fam.) un tempestare continuo, fitto (spec. fig.): un tempestio di domande, di colpi. 
tempestività   s.f.  qualità di chi o di ciò che è tempestivo: la tempestività di un intervento, di un aiuto; la sua tempestività è sorprendente. 
tempestivo   agg.  che avviene, è fatto, agisce al momento opportuno, nel termine stabilito: una persona sempre tempestiva  § tempestivamente avv.  in maniera tempestiva, al momento giusto; presto, per tempo, in tempo utile: avvertire tempestivamente l'interessato. 
tempestoso   agg.    • 1 •   che è in tempesta; che è agitato da una tempesta: cielo tempestoso; una notte tempestosa    • 2 •   (fig.) violento, impetuoso: una discussione tempestosa  | contrastato, agitato: un amore tempestoso; una vita tempestosa  § tempestosamente avv.  in maniera tempestosa (spec. fig.).
tempia   s.f.    • 1 •   ciascuna delle due regioni del capo poste tra l'occhio e l'orecchio: tempia destra, sinistra; avere le tempie bianche, avere canuti i capelli che coprono le tempie; (fig.) essere di età avanzata    • 2 •   pl.  testa, capo: ornare le tempie di alloro  | (fig. poet.) mente, pensiero: che da sì fatto ben torcete i cuori, / drizzando in vanità le vostre tempie!  (dante par.  ix, 11-12).
tempiale   s.m.  parte del telaio tessile che serve a tenere ben disteso il tessuto in senso trasversale, perché non si raggrinzi e non si restringa.
tempiere   s.m.  (ant.) templare.
tempietto   s.m.    • 1 •   dim.  di tempio    • 2 •   (arch.) costruzione che ripete in piccolo le forme dei templi dell'antichità classica, soprattutto come ornamento di parchi e giardini.
tempio   ant. templo, s.m.  [pl. -pi  o -pli]    • 1 •   edificio destinato al culto religioso; nell'antichità e in alcune religioni orientali, edificio consacrato al culto di una o più divinità, di cui è considerato la dimora: i templi egiziani; il tempio di giove a olimpia; le moschee sono i templi dei musulmani  | per antonomasia, presso gli ebrei, l'unico luogo destinato al culto ufficiale di dio, cioè l'edificio fatto costruire a questo scopo da salomone a gerusalemme. dim. tempietto    • 2 •   (lett.) chiesa: s.pietro in roma è il maggior tempio della cristianità    • 3 •   (estens.) edificio dedicato al culto, alla memoria di qualcuno o di qualcosa: il tempio voltiano di como  | (fig.) qualsiasi luogo dove si coltivi, sia in auge un valore ritenuto degno di particolare considerazione o venerazione: il tribunale è il tempio della giustizia. 
tempismo   s.m.  comportamento o qualità di chi è tempista; tempestività: scegliere con tempismo il momento di agire; un pugile dotato di tempismo. 
tempista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (mus.) chi, cantando o suonando, segue perfettamente il tempo    • 2 •   (fig.) chi sa intervenire al momento giusto; chi sa cogliere l'attimo opportuno: in quell'affare ha dimostrato di essere un vero tempista  | (sport) atleta che, durante la gara o il combattimento, sa cogliere prontamente il momento opportuno per l'attacco.
templare   o templario, agg.    • 1 •   (non com.) di un tempio, dei templi: architettura templare    • 2 •   che appartiene o si riferisce all'ordine religioso-militare del tempio di gerusalemme, fondato nel sec. xii per la difesa dei luoghi santi e diffusosi in tutta europa  s.m.  cavaliere appartenente all'ordine templare.
templo    ⇨ tempio.
tempo   s.m.    • 1 •   successione continua di istanti in cui si svolgono gli eventi e le variazioni delle cose: tempo passato, presente, futuro; il tempo passa in fretta, vola, incalza; con l'andar del tempo; il corso del tempo; un breve periodo di tempo; un gran lasso di tempo  | le ingiurie, le offese, le devastazioni del tempo, la vecchiaia, l'usura, la rovina, cui uomini e cose sono sottoposti col passare degli anni | freccia del tempo, nel linguaggio scient., lo scorrere del tempo in un'unica direzione; nell'uso fig., la sua irreversibilità | il tempo non passa mai, si dice quando ci si annoia di qualcosa | perdere, sciupare, buttar via il tempo, stare in ozio, fare cose inutili | non c'è tempo da perdere, bisogna fare in fretta | c'è sempre tempo, non c'è fretta | non perdere tempo, agire con prontezza ed efficacia | a tempo perso, quando non si ha null'altro da fare: studia l'inglese a tempo perso  | guadagnare, prendere tempo, temporeggiare, ritardare sperando che le circostanze si modifichino in meglio | ingannare, ammazzare il tempo, fare qualcosa per non annoiarsi | in progresso, in processo di tempo, (lett.) col passare del tempo | far fruttare il proprio tempo, impiegarlo bene o vantaggiosamente | darsi (al) bel, (al) buon tempo, spassarsela, darsi ai divertimenti | aver buon tempo, aver tempo da perdere, vivere spensieratamente | dare, lasciar tempo al tempo, lasciare che le cose vadano a posto da sé aspettare il momento opportuno | il tempo è galantuomo, rende giustizia, fa trionfare la verità | il tempo è un gran medico, risana molti mali | col tempo, col passare del tempo | senza tempo, eterno, eternamente | per tempo, presto, di buon'ora | prov.  : il tempo è denaro, bisogna farne tesoro e non sciuparlo; chi ha tempo non aspetti tempo, non bisogna rimandare a dopo ciò che si può fare subito; col tempo e con la paglia maturano le nespole, per invitare a non aver fretta, ad attendere che le cose evolvano positivamente da sé    • 2 •   la successione degli istanti rapportata a un sistema di misura: computo, partizione del tempo; un anno, un giorno di tempo; il tempo si suddivide in millenni, secoli, anni, mesi, settimane, giorni, ore, minuti e secondi; l'orologio misura il tempo; tempo siderale, intervallo di tempo tra due successivi passaggi di una determinata stella sul meridiano del luogo; tempo solare, quello riferito al moto apparente del sole; tempo (solare) vero, intervallo di tempo tra i due successivi passaggi del sole nel meridiano del luogo; tempo (solare) medio, quello che, per usi pratici, considera costante la velocità del moto apparente del sole; tempo civile, quello unificato per convenzione all'interno di ciascun fuso orario; tempo universale, il tempo civile del primo fuso orario, quello di greenwich (inghilterra); tempo medio dell'europa centrale, quello del secondo fuso orario, al quale appartengono varie nazioni europee tra cui l'italia    • 3 •   spazio più o meno ampio di tempo; periodo, arco di tempo: per lungo, per breve tempo; per molto, da poco tempo; dopo poco tempo; poco tempo dopo, prima; quanto tempo ci metterai?; vado in vacanza per qualche tempo; è tanto tempo che non ti vedo; senza por tempo in mezzo, senza indugio; non avere (un briciolo di) tempo, essere occupatissimo; ritagli di tempo, intervalli tra un'occupazione e l'altra; unità di tempo, regoladella tragedia classica per la quale l'azione doveva svolgersi tutta entro ventiquattro ore | da tempo, da parecchio tempo | tempo fa, addietro, in un tempo passato non molto lontano | un tempo, molto tempo fa | a un tempo, al tempo stesso, allo stesso tempo, contemporaneamente | è tempo, è ora, è il momento | di tempo in tempo, ogni tanto | nel tempo che, mentre, quando | in ogni tempo, sempre | tutto il tempo, continuamente entro un certo periodo: è piovuto tutto il tempo (dello spettacolo, della partita ecc.)    • 4 •   epoca, età: i tempi moderni, antichi; adeguarsi ai tempi; essere all'altezza dei tempi, andare coi tempi, tenersi al passo coi tempi; durante il tempo dell'infanzia; essere figlio del proprio tempo, condividerne idee e comportamenti; coi tempi che corrono, date le difficoltà che la vita presenta oggi; nel buon tempo andato, nel passato, ricordato positivamente; bei tempi!, altri tempi!, esclamazioni di nostalgia per epoche ritenute migliori di quella in cui si vive; al tempo dei tempi, nella notte dei tempi, nell'antichità più remota; ai miei tempi, quando ero giovane, o quando ero nel pieno della vita; i tempi non sono maturi, non è ancora il momento | del tempo, di una certa epoca storica: un documento del tempo  | al tempo di qualcuno, mentre era ancora vivo; detto di regnante, governante e sim., quando era al potere | al tempo che berta filava, (fam.) in un passato molto lontano | aver fatto il proprio tempo, si dice di persona o di cosa scaduta di autorità, di valore o passata di moda    • 5 •   decorso di tempo assegnato a un'operazione, allo svolgimento di un'attività; spazio di tempo proprio del verificarsi di un fenomeno, o adatto a esso; spazio di tempo necessario perché si compia un lavoro, un'azione: dammi almeno il tempo di salutarli; non ebbe neppure il tempo di accorgersene; non ha avuto il tempo materiale di leggerlo; retribuzione a tempo; tempo di guerra, di pace; è tempo di mangiare, di dormire, di studiare; tempo d'esami, di villeggiatura; è passato il tempo dei giochi; tempo di quaresima; tempo della semina, del raccolto; tempo di lavorazione, di cottura  | tempo di posa, durata dell'esposizione alla luce di una lastra o pellicola fotografica | tempo di marcia, quello prestabilito per coprire un percorso | tempo utile, intervallo di tempo entro il quale si deve compiere una data azione, e spec. un atto legale o burocratico | tempo libero, quello che non è dedicato al lavoro e può essere impiegato per la vita familiare, lo svago, la cultura personale | tempo di reazione, in psicologia applicata, l'intervallo tra la presentazione dello stimolo e l'inizio della risposta comportamentale | tempo pieno, l'intera giornata lavorativa: lavorare in ufficio a tempo pieno; anche in usi estens.: fare la mamma a tempo pieno; scuola a tempo pieno, nella scuola dell'obbligo, prolungamento dell'orario scolastico nelle ore pomeridiane allo scopo di impartire insegnamenti complementari, sperimentare nuove attività didattiche e formative e sim. | tempo parziale, ridotto rispetto a quello che copre l'intera giornata lavorativa: un medico che presta la sua attività in ospedale a tempo parziale  | in tempo reale, immediatamente, in contemporanea | tempo ordinario, (lit.) il periodo che va dall'epifania alla quaresima e dalla pentecoste all'avvento | tempi tecnici, periodo di tempo che, spec. nel linguaggio burocratico e commerciale, viene indicato come necessario per compiere un'operazione: i tempi tecnici per perfezionare una pratica  | in tempo, a tempo, in tempo utile, senza ritardo: giungere, fare, pentirsi, rimediare in, a tempo; essere sempre in tempo a fare qualcosa, non esserci alcuna scadenza; non essere più a tempo, essere in ritardo irrimediabile    • 6 •   occasione, momento opportuno; circostanza adatta, condizione favorevole: rimandare a miglior tempo; fare le cose a tempo; a tempo e luogo, nel momento e nelle circostanze più adatte | a suo tempo, a tempo debito, quando non ci sarà nulla in contrario, quando sarà possibile, quando sarà più utile: a suo tempo te lo spiegherò; i controlli saranno fatti a tempo debito  | prima del tempo, prima che le circostanze siano mature: non agire prima del tempo  | innanzi, anzi tempo, prima del momento giusto | cogliere il tempo, (lett.) cogliere il momento opportuno, l'occasione propizia    • 7 •   ciascuna parte, momento, fase ecc. di cui si compone un'azione complessa: effettuare un pagamento in tre tempi; il portiere ha parato in due tempi    • 8 •   (fam.) età, spec. di fanciullo o di animale giovane: quanto tempo ha tuo figlio?; un puledro che ha poco tempo    • 9 •   le condizioni meteorologiche su un certo luogo in un determinato momento o periodo: tempo bello, brutto, cattivo, sereno, piovoso; tempo invernale, primaverile; il tempo cambia, si mantiene al bello; tempo da cani, da lupi, pessimo; tempo permettendo, se le condizioni atmosferiche saranno buone; speriamo che il tempo regga, rimanga com'è senza peggiorare; previsioni del tempo, quelle fatte dai meteorologi | fare il bello e il cattivo tempo, (fig.) fare tutto ciò che si vuole, avere assoluta autorità | sentire il tempo, (fam.) risentire nel fisico, nel sistema nervoso, nell'umore, delle condizioni atmosferiche | lascia il tempo che trova, si dice di azione, di provvedimento che non ha alcun effetto o risultato: una legge che lascia il tempo che trova  | prov.  : rosso di sera, bel tempo si spera.  pegg. tempaccio   • 10 •  (mus.) velocità di esecuzione di un brano; cadenza ritmica: tempo largo, andante, allegro; tempo di valzer, di mazurka; andare a tempo, seguire bene il ritmo nell'esecuzione di una musica | ciascuna unità ritmica in cui si divide una battuta; struttura metrico-ritmica di un sistema di battute; parte accentata o no di una battuta: il valzer è in tre tempi; tempo forte, tempo debole  | ciascuna parte in cui si articola una composizione sinfonica o da camera; movimento: il terzo tempo di una sinfonia   • 11 •  (metr.) misura che equivale al valore di una vocale breve: le sillabe lunghe valgono due tempi   • 12 •  (gramm.) nella coniugazione di un verbo, il sistema dei suffissi e delle desinenze che serve a indicare il momento e le modalità (presente, passato, futuro, futuro anteriore, imperfetto, perfetto ecc.) in cui avviene l'azione espressa dal verbo: coniugare un verbo al tempo futuro  | complemento, avverbio di tempo, quelli che indicano una determinazione di tempo reale o figurato: complemento di tempo continuato, determinato   • 13 •  parte di uno spettacolo cinematografico, teatrale, radiofonico o televisivo; atto: dramma in due tempi e quattro quadri; il secondo tempo di un film   • 14 •  (sport) spazio di tempo assegnato a una gara sportiva; ciascuna delle parti in cui essa è divisa: le partite di calcio si giocano in due tempi di 45 minuti; tempo supplementare, in alcuni sport, tempo aggiunto a quello ordinario della gara quando, alla fine di questo, i due avversari o le due squadre sono ancora in parità ed è necessario stabilire un vincitore | tempo impiegato da un atleta nel portare a termine una gara di corsa: far registrare un buon tempo, concludere una gara in un tempo abbastanza breve, cioè compierla a una buona velocità; tenere un buon tempo, correre una gara a buona velocità, secondo ritmi costantemente elevati; migliorare il proprio tempo, concludere una gara in un tempo inferiore a quello del proprio record personale; tempo massimo, quello entro il quale gli atleti di una gara di corsa devono giungere al traguardo per non essere squalificati; corsa contro il tempo, a cronometro  • 15 •  (mecc.) nei motori a scoppio, suddivisione del ciclo termodinamico in cui si svolgono tutte e quattro le fasi (aspirazione, compressione, scoppio e scarico) o solo due di esse: motore a due, a quattro tempi. 
tempora   s.f. pl.    • 1 •   (lit.) i tre giorni, mercoledì, venerdì e sabato, durante i quali, all'inizio di ogni stagione, la chiesa cattolica prescriveva il digiuno: le quattro tempora    • 2 •   (region.) questi tre giorni all'inizio dell'autunno, quando si ritiene che gran parte dei frutti giungano a naturale maturazione.
temporale   (1) agg.    • 1 •   che ha una durata limitata nel tempo; per estens., effimero, caduco, come tutto ciò che è proprio della vita terrena, materiale (in contrapposizione a quella spirituale, eterna): beni, interessi temporali; il temporal foco e l'etterno / veduto hai, figlio  (dante purg.  xxvii, 127-128) | le pene temporali, quelle del purgatorio, che non durano in eterno | potere temporale dei papi, la loro sovranità politica    • 2 •   (gramm.) che indica il tempo in cui avviene un'azione o una condizione si verifica: avverbio temporale  | proposizione temporale, subordinata che esprime una circostanza di tempo anteriore, contemporanea o posteriore a quella espressa dalla reggente    • 3 •   (scient.) che riguarda il tempo (di solito contrapposto a spaziale): funzione temporale; coordinata temporale   s.f.  (gramm.) proposizione temporale § temporalmente avv.  (non com.) nel tempo, non eternamente.
temporale   (2) agg.  (anat.) della tempia, relativo alla tempia: osso temporale; arterie temporali. 
temporale   (3) s.m.    • 1 •   (meteor.) improvvisa perturbazione dell'atmosfera, a volte molto violenta, accompagnata da lampi, tuoni e scrosci di pioggia, frequente soprattutto in estate: il temporale ha sradicato molti alberi  | scoppiare un temporale, (fig. fam.) scoppiare una lite violenta, spec. in un ambiente, un gruppo, una famiglia ecc. | esserci aria di temporale, (fig. fam.) si dice quando sta per scoppiare una lite, oppure si temono sgridate, rimproveri. accr. temporalone  pegg. temporalaccio    • 2 •   (ant.) tempo, età.
temporalesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da temporale: vento temporalesco; nuvole temporalesche. 
temporalismo   s.m.  un tempo, indirizzo politico e ideologico del pensiero cattolico favorevole alla conservazione del potere temporale del papa.
temporalità   s.f.    • 1 •   l'essere temporale; la condizione di ciò che è temporale in opposizione a ciò che è eterno o spirituale; la condizione di ciò che è laico, in opposizione a ciò che è ecclesiastico    • 2 •   spec. pl.  l'insieme dei beni appartenenti a una chiesa, a un convento, a un monastero.
temporaneità   s.f.  l'essere temporaneo: la temporaneità della crisi in corso. 
temporaneo   agg.  che ha durata limitata nel tempo, che non è definitivo: la situazione presenta un temporaneo miglioramento; avere un impiego temporaneo  § temporaneamente avv.  per un periodo limitato di tempo; in maniera transitoria.
temporario   agg.  (ant.) temporaneo § temporariamente avv.  temporaneamente.
temporeggiamento   s.m.  il temporeggiare.
temporeggiare   v. intr.  [io temporéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   prendere tempo, indugiare; ritardare a fare qualcosa, aspettando il tempo opportuno: temporeggiava in attesa di un'occasione più favorevole    • 2 •   (ant.) destreggiarsi, agire secondo le circostanze: alcuni sono savi tenuti, perciò che... secondo i mutamenti de' tempi sanno temporeggiare  (boccaccio corbaccio) | v. tr.  (ant.) evitare di affrontare direttamente | temporeggiarsi v. rifl.  (ant.) indugiarsi, destreggiarsi.
temporeggiatore   s.m.  [f. -trice] chi temporeggia | per antonomasia, il generale romano quinto fabio massimo (morto nel 203 a. c.), che nel corso della seconda guerra punica attuò contro annibale una tattica di logoramento.
temporibus illis   loc. avv.  in tempi antichi, in un'epoca lontanissima (spec. scherz.): sono sistemi che potevano andar bene temporibus illis. 
temporizzare   v. tr.  (tecn.) regolare a tempo, far funzionare a intervalli di tempo predisposti (un dispositivo di protezione, di controllo, di segnalazione e sim.).
temporizzatore   s.m.  (tecn.) dispositivo capace di emettere uno o più segnali o impulsi a tempo predeterminato o a intervalli di tempo prefissati, consentendo l'entrata in funzione o lo spegnimento automatici di apparecchi o l'esecuzione automatica di una o più operazioni successive; timer: impianto luci con temporizzatore; il temporizzatore di una lavastoviglie. 
temporizzazione   s.f.  (tecn.) l'operazione e il risultato del temporizzare.
temporo-mandibolare  temporo-mandibolare agg.  (anat.) si dice dell'articolazione che unisce la mandibola all'osso temporale e consente la masticazione.
tempra   s.f.    • 1 •   (tecn.) trattamento termico di alcuni materiali (p. e.  metalli, leghe metalliche, vetro) che consiste nel sottoporli a forte riscaldamento seguito da brusco raffreddamento, allo scopo di conferire loro proprietà particolari (p. e.  maggiore durezza all'acciaio, minore durezza al duralluminio, maggiore resistenza al vetro); tempera | la qualità che il materiale acquista in tale modo: dare la tempra all'acciaio; una spada di buona tempra    • 2 •   (fig.) complesso delle qualità di una persona; indole: un uomo di una tempra straordinaria; una buona tempra di lavoratore  | costituzione fisica e psichica molto salda: se ne trovano poche di donne di simile tempra    • 3 •   qualità particolare del suono di uno strumento o della voce umana; timbro, intonazione    • 4 •   (poet.) armonia, coordinazione delle parti rispetto al tutto: e come cerchi in tempra d'oriuoli / si giran sì, che 'l primo a chi pon mente / quieto pare, e l'ultimo che voli  (dante par.  xxiv, 13-15)    • 5 •   spec. pl.  qualità, maniera, modo di essere: sì ch'io mi credo omai che monti e piagge / e fiumi e selve sappian di che tempre / sia la mia vita  (petrarca canz.  xxxv, 9-11)    • 6 •   il taglio che si dava alla penna d'oca per renderla atta a scrivere; anche, il taglio, l'affilatura di una lama: un coltello che ha perduto la tempra    • 7 •   (ant. , lett.) temperatura, clima: oh fortunate / genti, che in dolci tempre / quest'aura respirate  (parini).
temprabile   agg.  (tecn.) che ha attitudine a essere temprato.
temprabilità   s.f.  (tecn.) l'essere temprabile.
temprare   v. tr.  [io tèmpro ecc.]    • 1 •   (tecn.) sottoporre a tempra: temprare l'acciaio, il vetro    • 2 •   (fig.) fortificare, irrobustire nello spirito o nel corpo: le sventure temprano gli animi; i continui esercizi fisici hanno temprato i suoi muscoli    • 3 •   (ant.) temperare | temprarsi v. rifl.  o intr. pron.  diventare più forte, sia fisicamente sia moralmente: quel ragazzo si è temprato nelle avversità. 
temprato   part. pass.  di temprare   agg.  (tecn.) che ha ricevuto la tempra: acciaio temprato, temperato | (fig.) che è divenuto più forte: un carattere ben temprato. 
tempuscolo   s.m.  (scient.) intervallo di tempo infinitamente piccolo e praticamente non valutabile.
tenace   agg.    • 1 •   che tiene bene, che fa presa: là dove bolle la tenace pece  (dante inf.  xxxiii, 143)    • 2 •   detto di materiale metallico, che resiste alla deformazione | (estens.) detto di altro materiale, che non si rompe facilmente: filo tenace    • 3 •   (fig.) forte, resistente; saldo nei propositi; costante: memoria, volontà tenace; un ragazzo tenace; un affetto tenace, che dura molto a lungo    • 4 •   (lett.) parco, avaro § tenacemente avv.  in modo tenace (spec. fig.): difendere tenacemente la propria onestà. 
tenacia   s.f.    • 1 •   l'essere tenace    • 2 •   (fig.) costanza nel volere e nell'agire: tenacia di propositi, di affetti; applicarsi con grande tenacia. 
tenacità   s.f.    • 1 •   l'essere tenace; la qualità di ciò che è tenace (in senso proprio, detto di materiale metallico): la tenacità dell'acciaio, di una corda metallica  | la tenacità di un terreno, coesione, compattezza    • 2 •   (fig. non com.) costanza, fermezza    • 3 •   (lett.) avarizia.
tenaglia   ant. tanaglia, s.f.    • 1 •   spec. pl.  attrezzo formato da due ganasce simmetriche articolate mediante un perno, che serve per afferrare e stringere: le tenaglie del fabbro, del dentista, del falegname; togliere un chiodo con le tenaglie; tenaglie piane, con labbra lunghe e piatte che, serrate, combaciano per il lungo; tenaglie a taglio, con labbra curve, corte e a bordo tagliente | a tenaglia, si dice di oggetto a forma di tenaglia o che funziona come una tenaglia | manovra a tenaglia, (mil.) movimento strategico con cui si attacca il nemico sui due fianchi per poi accerchiarlo | cavar di bocca le parole con le tenaglie a qualcuno, (fig.) costringere a parlare qualcuno che è restio. dim. tenaglietta, tenaglina  accr. tenaglione  (m.)    • 2 •   pl.  (pop.) le chele di scorpioni, granchi e altri aracnidi o crostacei    • 3 •   elemento delle opere di fortificazione aperto a tenaglia, che permetteva di far convergere i colpi su chi assaliva i bastioni.
tenare   o tenar, agg.  e s.m.  (anat.) si dice della prominenza muscolare a cuscinetto sul palmo della mano, alla base del pollice.
tenario   agg.    • 1 •   (lett.) infernale: la tenaria diva  (leopardi ultimo canto di saffo  71), proserpina    • 2 •   marmo tenario, marmo di color nero estratto in laconia  s.m.  marmo tenario.
tencione   e deriv.   ⇨ tenzone e deriv. 
tenda   s.f.    • 1 •   drappo di tela o d'altro tessuto che viene steso sopra o davanti a ciò che si vuole riparare o nascondere; in partic., il drappo di tessuto, che si lascia pendere all'interno delle finestre o davanti alle porte negli appartamenti, per riparo dalla luce, dalla vista o per ornamento: abbassare, chiudere la tenda; mettere le tende alle finestre; coprire un vano con una tenda; tirare la tenda, farla scorrere sulla bacchetta fissata in alto; tende alla veneziana, veneziane | (anat.) lo stesso che tentorio.  dim. tendina  accr. tendona, tendone  (m.) pegg. tendaccia    • 2 •   piccolo padiglione facilmente smontabile, formato da teli di grosso tessuto impermeabile, sostenuto da pali e fermato da picchetti, usato come abitazione da popoli nomadi e come ricovero provvisorio da soldati e campeggiatori: tenda da campo, militare; tenda canadese, a sezione triangolare, generalmente per una o due persone | piantare le tende, accamparsi; (fig.) restare a lungo presso qualcuno abusando della sua ospitalità | levare le tende, togliere il campo; (fig.) andarsene    • 3 •   tenda a ossigeno, (med.) padiglione in plastica che isola il letto di un paziente che abbia difficoltà respiratorie, entro il quale viene diffusa una miscela gassosa ricca di ossigeno.
tendaggio   s.m.  insieme di tende disposte a ornamento di un ambiente: un salone con tendaggi di seta. 
tendale   s.m.  (non com.)    • 1 •   grande tenda distesa all'aperto per riparo dal sole    • 2 •   (ant.) tenda che serviva a coprire la poppa delle galee. dim. tendaletto, tendalino. 
tendalino   s.m.    • 1 •   dim.  di tendale    • 2 •   (mar.) piccola tenda che serve come riparo di boccaporti o protezione del timoniere nelle piccole imbarcazioni.
tendame   s.m.  insieme di tende e dell'occorrente per la loro messa in opera: fabbrica di tendami. 
tendente   part. pres.  di tendere  agg.  che tende, che mira: parole tendenti a scopi disonesti  | che assomiglia, si avvicina (detto spec. di colori): un rosso tendente al viola. 
tendenza   s.f.    • 1 •   disposizione naturale, attitudine, inclinazione: una spiccata tendenza per la musica; avere tendenze maniacali  | tendenza a delinquere, (dir.) particolare inclinazione al delitto che ha causa nell'indole del colpevole e che, quando è riconosciuta sussistente dal giudice, comporta, in aggiunta alla pena, l'applicazione di una particolare misura di sicurezza    • 2 •   particolare orientamento ideologico; anche, l'insieme di quanti professano un determinato orientamento: nella situazione politica si delineano tendenze verso  (o a) sinistra; al congresso prevalse la tendenza moderata  | letteratura, romanzo di tendenza, ideologicamente orientati o che mirano a propagandare una determinata ideologia    • 3 •   direzione di un processo; orientamento dell'evoluzione di un fenomeno: il tempo ha tendenza a migliorare; le tendenze del gusto, della moda, del mercato  | tendenza centrale, (stat.) carattere di dati quantitativi che si raggruppano prevalentemente intorno a un valore centrale.
tendenziale   agg.  che ha, manifesta una determinata tendenza o inclinazione: orientamento tendenziale; un delinquente tendenziale  § tendenzialmente avv.  in modo tendenziale; per tendenza: un'indole tendenzialmente pacifica. 
tendenziosità   s.f.  l'essere tendenzioso; qualità di chi o di ciò che è tendenzioso: la tendenziosità di una notizia. 
tendenzioso   agg.  che è suggerito da una determinata tendenza, che mira a un particolare scopo; non obiettivo, parziale: una persona tendenziosa; notizie false e tendenziose  § tendenziosamente avv. 
tender   s.m. invar.    • 1 •   carro ferroviario agganciato alla locomotiva a vapore per il trasporto di carbone, acqua e attrezzi; carro di scorta    • 2 •   piccola imbarcazione di servizio o d'emergenza, trasportata o rimorchiata da una più grande.
tendere   v. tr.  [pres. io tèndo ecc. ; pass. rem. io tési, tu tendésti ecc. ; part. pass. téso]    • 1 •   distendere, dispiegare tirando (detto di cosa avvolta, allentata, estensibile e sim.): tendere una corda fra due alberi; tendere un elastico, una molla; tendere una tela, per ricamarla, per stirarla; tendere le corde di un violino, per accordarlo; tendere l'arco, curvarlo tirandone a sé la corda | tendere le reti, per catturare pesci o uccelli; (fig.) preparare tranelli | tendere troppo la corda, (fig.) portare una situazione o una persona a un grado estremo di tensione; pretendere troppo, esagerare    • 2 •   (fig.) predisporre, preparare subdolamente qualcosa di dannoso: tendere insidie, un agguato, un tranello    • 3 •   porgere, protendere, allungare: tendere le braccia, la mano | tendere l'orecchio, stare attento, ascoltare con attenzione | tendere lo sguardo, guardare con grande attenzione    • 4 •   (lett.) dirigere, volgere: tendere il corso  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   mirare a un fine; cercare di ottenere qualcosa: ambedue tendevano a sposare la stessa ragazza; il suo intervento tendeva a modificare la situazione  | inclinare naturalmente verso qualcosa: un temperamento che tende alla malinconia  | essere sul punto di modificarsi (detto di cose): il tempo tende al bello; il suo male tende a peggiorare  | accostarsi a una certa gradazione (detto di colori, sapori e sim): i suoi capelli tendono al rosso; questo vino tende all'acido  | (mat.) avvicinarsi indefinitamente: tendere a un limite    • 2 •   (ant. , lett.) dar la caccia: ecco augel nuovo, / a cui non tesi, e ne la rete il truovo  (ariosto o. f.  xiii, 33)    • 3 •   (ant. , lett.) essere attendato: trovò, dove tendea sul lito / di nera gente esercito infinito  (ariosto o. f.  xxx, 15) | tendersi v. rifl.  entrare in tensione, fisica o psicologica: mi si è teso un muscolo; si tende ad ogni minimo appunto. 
tenderometro   s.m.  nell'industria agroalimentare, apparecchio per determinare la tenerezza e, di conseguenza, il grado di maturazione dei piselli.
tendicatena   s.m. invar.  dispositivo che in biciclette, motociclette e sim. serve a tener tesa e nella propria sede la catena di trasmissione.
tendicinghia   s.m. invar.  si dice di organo che mantiene al giusto grado di tensione una cinghia di trasmissione: rullo tendicinghia. 
tendicollo   s.m. invar.  rinforzo di varia forma, per lo più di plastica, che si applica nella parte interna del colletto delle camicie per tenerlo teso.
tendifilo   s.m. invar.  nelle macchine per cucire e per maglieria, dispositivo che tiene teso il filo che si svolge dal rocchetto.
tendina   s.f.    • 1 •   dim.  di tenda  | tenda leggera posta ai vetri delle finestre dalla parte interna    • 2 •   (foto.) tipo di otturatore di alcune macchine fotografiche: otturatore a tendina. 
tendine   s.m.  (anat.) ciascuno dei cordoni di tessuto connettivo fibroso che congiungono i muscoli alle ossa: tendine d'achille, quello che congiunge i muscoli del polpaccio al calcagno.
tendineo   agg.  (anat. , med.) del tendine, relativo al tendine.
tendinite   s.f.  (med.) infiammazione di un tendine.
tendinoso   agg.  (non com.) simile a tendine | pieno di tendini: carne tendinosa. 
tendiscarpe   s.m. invar.  arnese a molla o a vite con punta sagomata che, inserito in una scarpa, serve a tenerla in forma quando non viene usata.
tenditoio   s.m.  (non com.)    • 1 •   strumento che serve a tendere    • 2 •   luogo in cui vengono stesi i panni ad asciugare; stenditoio.
tenditore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi tende    • 2 •   (mecc.) organo o dispositivo che serve a tendere o a mantenere in tensione catene, cinghie, tiranti e sim. | tenditore a vite, manicotto generalmente metallico, con le due estremità provviste di filettatura di verso opposto (destra e sinistra), che serve a collegare i due spezzoni di un cavo, di un filo o di un tirante, regolandone la tensione  agg.  che tende, che serve a tendere: galoppino tenditore, rullo o puleggia folle che mantiene in tensione una cinghia di trasmissione.
tendone   s.m.    • 1 •   accr.  di tenda  | grande tenda, per lo più circolare, con apposita intelaiatura metallica, usata per coprire circhi, padiglioni fieristici ecc.    • 2 •   grande telo usato per ripararsi dal sole o, se impermeabile, per ricoprire carri, vetture, merci ecc.    • 3 •   (non com.) sipario.
tendopoli   s.f.  insieme di molte tende; in partic., complesso di tende per abitazione e per servizi allestito come residenza provvisoria di popolazioni colpite da calamità e costrette all'abbandono delle case.
tenebra   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   mancanza di ogni luce, oscurità totale: tenebre fitte, paurose; le tenebre della notte; si eclissarono col favore delle tenebre    • 2 •   (fig.) oscurità intellettuale o morale: le tenebre dell'ignoranza, del peccato; le tenebre eterne, l'inferno; l'angelo, il re delle tenebre, il demonio.
tenebrare   v. tr.  [io tènebro ecc] (lett.) rendere scuro, coprire di tenebre; ottenebrare (anche fig.) | tenebrarsi v. rifl.  (lett.) oscurarsi, ottenebrarsi.
tenebrione   s.m.  piccolo insetto coleottero dal corpo allungato nero-rossastro; le larve si nutrono di farina e di sostanze vegetali in decomposizione (fam.  tenebrionidi).
tenebrionidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di coleotteri con abitudini prevalentemente notturne, a cui appartiene il tenebrione | sing.  [-e] ogni insetto di tale famiglia.
tenebrore   s.m.  (lett.) tenebre, oscurità luogo oscuro: qui è la parte celata del bosco, il tenebrore, il fondo  (pavese).
tenebrosità   s.f.  (non com.) l'essere tenebroso (anche fig.): tenebrosità di pensieri. 
tenebroso   agg.    • 1 •   avvolto nelle tenebre: cielo, mare tenebroso  | (fig.) misterioso, nascosto: pensieri tenebrosi; trame tenebrose    • 2 •   detto di persona, misteriosamente oscuro, cupo  s.m.  [f. -a] persona tenebrosa (anche scherz.): fare il bel tenebroso  § tenebrosamente avv.  in modo tenebroso; misteriosamente.
tenente   s.m.  nell'esercito, nell'aeronautica, nell'arma dei carabinieri e nella guardia di finanza, ufficiale di grado superiore a sottotenente e inferiore a capitano | tenente di vascello, nella marina militare, ufficiale con grado compreso tra sottotenente di vascello e capitano di corvetta | tenente colonnello, grado immediatamente inferiore a colonnello | tenente generale, grado previsto in taluni corpi e servizi dell'esercito, corrispondente a quello di generale di divisione | in alcuni eserciti stranieri, grado superiore a quello di maggiore generale. dim. tenentino. 
tenenza   s.f.    • 1 •   ufficio e circoscrizione comandati da un tenente; in partic., sezione territoriale dei carabinieri e della guardia di finanza    • 2 •   il territorio in cui la tenenza svolge il suo servizio.
tenere   v. tr.  [io tèngo  ant. tègno, tu tièni, egli tiène, noi teniamo  ant. tegnamo, voi tenéte, essi tèngono  ant. tègnono; fut. io terrò ecc. ; pass. rem. io ténni  ant. io tenéi  o tenètti, tu tenésti ecc. ; pres. cong. io tènga  ant. tègna..., noi teniamo  ant. tegnamo, voi teniate  ant. tegnate, essi tèngano  ant. tègnano; cond. pres. io terrèi ecc. ; imp. tièni, tenéte; part. pres. tenènte  ant. tegnènte; part. pass. tenuto]    • 1 •   avere qualcosa con sé e stringerla in modo da non lasciarla cadere o sfuggire; reggere: tenere in mano un bastone; tenere in braccio un bimbo; teneva un sacco sulle spalle | tenere il sacco a qualcuno, tenere mano a qualcuno, esserne complice | tenere testa a qualcuno, resistergli | tenere l'anima con i denti, (fig.) essere molto malato, stare per morire | tenere qualcuno a cresima, a battesimo, esserne il padrino (o la madrina)    • 2 •   mantenere qualcosa o qualcuno in una posizione o in una condizione particolare: tenere le mani in tasca, il cappotto abbottonato, il cappello in testa; tenere la finestra aperta, i libri in ordine; tenere bene i vestiti; tenere il vino al fresco; tenere una vivanda in caldo | tenere stretto, stringere ' tenere qualcosa da conto, conservarla con cura ' tenere qualcosa a mente, a memoria, ricordarla | tenere una pratica sospesa, non evaderla | tenere qualcuno in sospeso, non dargli una risposta definitiva | tenere d'occhio qualcuno, qualcosa, sorvegliarlo | tenere le mani a posto, non percuotere, non toccare, non infastidire | tenere la lingua a posto, non parlar male di o a qualcuno | tenere qualcosa, qualcuno in pugno, (fig.) averlo in proprio potere | tenere a bada qualcuno, dominarlo | tenere buono qualcuno, mantenerselo amico per timore o per calcolo | tenere qualcuno informato, al corrente, informarlo | tenere qualcuno come un cane, trattarlo come un cane | tenere un piede in due staffe, (fig.) barcamenarsi tra due situazioni che dovrebbero essere incompatibili, cercando di trarre profitto da entrambe o di uscirne senza danno    • 3 •   mantenere: tenere una nota, (mus.) prolungarne il suono con la voce o con uno strumento; tenere la destra  (o la sinistra), procedere lungo il lato destro (o sinistro) di una strada; tenere la rotta, navigare mantenendo la rotta; tenere il mare, di nave, o anche di persona, sopportare bene il mare mosso; l'automobile tiene bene la strada, non sbanda; tenere il posto, occuparlo e conservarlo; tenere il filo del discorso, non divagare | osservare: tenere una regola, la parola; tenere fede a un giuramento; sai tenere un segreto?  | tenere le distanze, (fig.) trattare con distacco, far sentire a un inferiore la differenza di grado    • 4 •   (ant. , dial.) possedere: non tengo una lira; tengo famiglia    • 5 •   conservare qualcosa in proprio possesso, nelle proprie mani, per sé avere: questo libro non mi serve più, tienilo; tenere una baby-sitter, averla alle proprie dipendenze | esercitare, gestire, amministrare: tenere una carica pubblica; tenere una trattoria in centro, un banco lotto; tenere il banco, nei giochi di carte, accettare le puntate degli altri giocatori; tenere banco, (fig.) primeggiare in una conversazione tra più persone | (lett.) ottenere, raggiungere: e tiene un premio / ch'era follia sperar  (manzoni il cinque maggio)    • 6 •   trattenere: lo abbiamo tenuto a pranzo, a dormire da noi; la malattia l'ha tenuta a letto tre mesi  | non lasciar sfuggire, non dare sfogo; trattenere: tenere il pianto, il riso    • 7 •   occupare: le truppe sbarcate tenevano saldamente la spiaggia; il quadro teneva tutta la parete  | (poet.) dominare: tien quelle rive altissima quiete  (leopardi la vita solitaria  33)    • 8 •   contenere: il fiasco tiene due litri; la platea tiene ottocento spettatori    • 9 •   stimare, giudicare: lo tenevo per un amico sincero; tenere qualcuno in molto conto, in poca considerazione; tenere per fermo, per certo qualcosa, esserne convinto | tenere qualcuno in conto, in concetto di, considerare come: dante teneva virgilio in conto di maestro    • 10 •   organizzare, fare: tenere una conferenza, una lezione | tenere consiglio con qualcuno, consigliarsi con lui | tenere compagnia a qualcuno, passare del tempo insieme a qualcuno per distrarlo, per non farlo annoiare ecc. | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   di una chiusura, di un recipiente, non lasciar uscire il liquido: il rubinetto, il serbatoio non tiene    • 2 •   resistere, far buona presa: la corda, i ganci tengono bene; l'àncora tiene  | detto di pianta, allignare: un terreno in cui l'olivo non tiene  | tenere duro, resistere a oltranza    • 3 •   tenere dietro, seguire (anche fig.): le sue lezioni sono così difficili che gli allievi non gli tengono dietro    • 4 •   parteggiare: tenere dalla parte dei contribuenti  | tenere per, a una squadra, fare il tifo per essa    • 5 •   dare importanza a qualcosa o a qualcuno (usato anche con la particella pron. intensiva): è uno che tiene alle apparenze; ci tengo molto che tu superi gli esami    • 6 •   (non com.) assomigliare a qualcosa o a qualcuno: tiene dal padre; un fenomeno che tiene del miracoloso  | tenersi v. rifl.    • 1 •   attaccarsi, aggrapparsi (spec. con le mani): tienti stretto al manubrio    • 2 •   mantenersi in una data condizione o posizione; seguire una data direzione: tenersi in piedi; tenersi pronto, aggiornato; tenersi a destra, a galla | tenersi sulle sue, trattare gli altri con distacco; non dare confidenza a nessuno | tenersi al vento, (mar.) procedere con la nave tenuta il più possibile sottovento; (fig.) mettersi dalla parte del più forte | tenersi al largo, (mar.) navigare tenendosi lontano dalla costa | tenersi al largo da qualcuno, qualcosa, (fig.) evitarlo prudentemente    • 3 •   trattenersi: mi tenni a stento dal ridere    • 4 •   stimarsi, giudicarsi: si tiene un grande uomo; si teneva onorato dell'incarico  | anche assol.  : chi si tiene è tenuto    • 5 •   attenersi: tenersi ai patti, alle regole, alle prescrizioni del medico; tenersi ai fatti, limitarsi all'esposizione dei fatti, senza aggiungere opinioni personali | v. rifl.  tenersi l'un l'altro: si tenevano per mano. 
tenerezza   s.f.    • 1 •   l'essere tenero: la tenerezza di un frutto  | (estens.) morbidezza: la tenerezza di linee in un disegno    • 2 •   (fig.) sentimento di affetto delicato; affettuosa commozione: tenerezza materna; amare qualcuno con tenerezza; a quel ricordo fu invaso da un'immensa tenerezza    • 3 •   pl.  atti, parole tenere: farsi, dirsi delle tenerezze; le eccessive tenerezze diseducano i figli. 
tenerità   s.f.  (ant.) tenerezza.
tenero   agg.    • 1 •   non duro, che si può facilmente scalfire, plasmare, lavorare: pietra tenera; legno tenero  | cedevole al tatto, morbido: pasta tenera  | di cibo, che può essere facilmente tagliato o masticato: carne molto tenera.  dim. tenerino, tenerello    • 2 •   (estens.) non indurito dall'età, dal tempo; giovane e delicato: un tenero germoglio; un tenero bambino | in tenera età, nell'infanzia (anche iron.): alla tenera età di sessant'anni | verde tenero, pallido, tenue    • 3 •   (fig.) che è di animo dolce e affettuoso, che è facile alla commozione; indulgente: una madre molto tenera; un cuore tenero; non essere troppo tenero con tuo figlio  | che esprime tenerezza: sguardo tenero    • 4 •   (ant.) premuroso, sollecito: molti, molto teneri della mia fama mostrandosi  (boccaccio dec.  introduzione)  s.m.    • 1 •   le parti tenere di qualcosa: mangiare il tenero di un frutto | sentirsi pungere sul tenero, (non com.) sul vivo    • 2 •   affetto, inclinazione, simpatia: c'è del tenero fra quei due §  teneramente avv.  con tenerezza, affettuosamente: amare teneramente qualcuno. 
tenerume   s.m.    • 1 •   insieme di cartilagini molli proprie di alcuni tagli di carne, spec. di quelli destinati al bollito: tenerume di manzo    • 2 •   insieme di cose tenere | (fig.) smancerie, sdolcinature.
tenesmo   s.m.  (med.) contrazione involontaria e prolungata di uno sfintere: tenesmo vescicale, rettale. 
tenia   s.f.    • 1 •   genere di vermi platelminti comprendente numerose specie parassite dell'uomo e di animali domestici: tenia comune, la più nota delle tenie, detta com. verme solitario, con corpo biancastro nastriforme, costituito da una testa (scolice), dotata di ventose e di uncini che si fissano alla parete intestinale, e da numerosi segmenti (proglottidi)    • 2 •   (arch.) nome generico di ciascuna delle tre fasce orizzontali dell'architrave    • 3 •   nell'antichità classica, benda con la quale il sacerdote si cingeva il capo nelle cerimonie solenni.
teniasi   s.f.  (med.) infestazione da tenie.
tenibile   agg.  (non com.) che può essere tenuto: dopo le ultime perdite, la posizione non era più tenibile. 
teniere   s.m.  l'impugnatura o anche il fusto della balestra | cassa degli antichi schioppi.
tenifugo   agg.  e s.m.  [pl. m. -ghi] (farm.) si dice di farmaco che favorisce l'espulsione delle tenie dall'intestino: somministrare un tenifugo. 
tenimento   s.m.  (ant.)    • 1 •   il tenere    • 2 •   sostegno    • 3 •   tenuta, possedimento.
tenitore   s.m.  [f. -trice] (non com.)    • 1 •   chi tiene, chi gestisce; tenutario: tenitore di una sala da gioco    • 2 •   (mar.) fondo marino in cui l'àncora tiene: la costa... si ficca giù a piombo in mare, senza lido e senza tenitore  (algarotti) | usato anche come agg.  : fondo buon tenitore, cattivo tenitore. 
tenitorio   o tenitoro, s.m.  (ant.) zona, regione su cui si esercita un dominio o una giurisdizione | distretto; territorio.
tennis   s.m. invar.    • 1 •   gioco di origine inglese, da disputarsi fra due o quattro giocatori che si rimandano una palla per mezzo di racchette in un campo rettangolare diviso a metà da una rete : giocare a, al tennis; racchetta, palla da tennis | tennis da tavolo, ping-pong, tennistavolo    • 2 •   campo da tennis; impianto sportivo dove si trovano campi da tennis: il bar del tennis; ci vediamo al tennis!. 
tennista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi gioca al tennis.
tennistavolo   s.m. invar.  tennis da tavolo; ping-pong.
tennistico   agg.  [pl. m. -ci] del tennis; da tennista: gara tennistica; abbigliamento tennistico  | punteggio tennistico, (fig.) quello conseguito in una partita di calcio quando si segnino molte reti.
tenno   s.m.  titolo dell'imperatore giapponese.
teno-  teno- primo elemento di parole composte del linguaggio medico, dal gr. téno¯n  'tendine'; indica relazione con i tendini (tenorrafia, tenotomia).
tenonatrice   s.f.  macchina per eseguire i tenoni.
tenone   s.m.  (tecn.) nel tipo più comune di incastro, l'elemento maschio che va a inserirsi nell'elemento femmina (mortasa).
tenoplastica   s.f.  (med.) intervento chirurgico che si esegue per ricollegare i due monconi di un tendine rotto.
tenor   s.m. invar.  (mus.) in polifonia, la voce più bassa che teneva la melodia, facendo da filo conduttore sopra il quale si svolgeva il discanto.
tenore   s.m.    • 1 •   modo di comportarsi, atteggiamento | tono, contenuto: il tenore di una lettera, di un discorso  | tenore di vita, modo di vivere, con riferimento soprattutto al livello economico, alle spese che normalmente si sostengono    • 2 •   percentuale di una sostanza contenuta in una soluzione, in una lega ecc.: bevanda ad alto tenore alcolico    • 3 •   (mus.) il registro più alto della voce maschile | chi canta con tale voce: tenore di grazia, leggero, dalla voce più acuta, agile e chiara; tenore di forza, drammatico, dalla voce più robusta, spesso di timbro più scuro; tenore lirico, dalla spiegata cantabilità che spazia dal registro acuto a quello grave. dim. tenorino    • 4 •   (mus) in una famiglia strumentale, tipo il cui registro corrisponde approssimativamente a quello della voce di tenore: sassofono tenore. 
tenoreggiare   v. intr.  [io tenoréggio ecc. ; aus. avere] (non com.) cantare con voce da tenore o che imita quella del tenore: un baritono che tenoreggia. 
tenorile   agg.  (mus.) di, da tenore: voce tenorile. 
tenorino   s.m.  (mus.)    • 1 •   dim.  di tenore  | tenore giovane, la cui voce ha ancora poco volume    • 2 •   tenore leggero.
tenoron   s.m. invar.  (mus.) piccolo fagotto con bocchino da clarinetto e padiglione metallico svasato.
tenorrafia   s.f.  (med.) sutura chirurgica dei tendini.
tenorsassofonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mus.) nel jazz e nella musica leggera, chi suona il sassofono tenore.
tenosinovite   s.f.  (med.) infiammazione della guaina sinoviale che avvolge un tendine.
tenosite   s.f.  (med.) infiammazione di un tendine; tendinite.
tenotomia   s.f.  (med.) recisione chirurgica di un tendine.
tensa   s.f.  nell'antichità greco-romana, il carro sul quale, durante le processioni, si portavano le immagini degli dei o i loro attributi.
tensioattività   s.f.  (chim. fis.) proprietà dei tensioattivi.
tensioattivo   agg.  e s.m.  (chim. fis.) si dice di sostanza che diminuisce la tensione superficiale di un liquido, in particolare dell'acqua, o quella interfacciale tra due liquidi non miscibili o tra un liquido e un solido, provocando determinati effetti (schiuma, emulsione, detersione ecc.).
tensiometro   s.m.  (fis.) apparecchio misuratore della tensione meccanica o di quella superficiale dei fluidi.
tensione   s.f.    • 1 •   il tendere, l'essere teso; condizione, stato di ciò che è teso: la tensione delle corde di un violino    • 2 •   (fig.) stato di ansietà, di eccitazione nervosa; anche, carica di energia nervosa, che sostiene un individuo in momenti di particolare difficoltà: essere in tensione per gli esami | tensione spirituale, lirica, drammatica, carica di spiritualità, di lirismo, di drammaticità: un'opera dall'intensa tensione drammatica    • 3 •   (fig.) atmosfera carica di contrasti, di dissidi: la tensione internazionale; c'è tensione in famiglia | strategia della tensione, nell'uso giornalistico, strategia terroristica volta a sovvertire le istituzioni politiche esistenti mediante una serie di azioni dimostrative e di attentati che determinino nell'opinione pubblica uno stato di disorientamento e di sfiducia verso le istituzioni stesse    • 4 •   (chim. fis.) reazione che si produce tra le molecole di un corpo solido sottoposto a una forza che tende a deformarlo | tensione superficiale, forza esercitata sulle molecole superficiali di un liquido e tendente a ridurre la superficie di questo | tensione di vapore, pressione del vapore; misura della tendenza di un liquido alla evaporazione    • 5 •   tensione elettrica, differenza di potenziale elettrico | alta tensione, ogni tensione elettrica superiore a 30. 000 volt    • 6 •   tensione sanguigna, (fisiol.) pressione esercitata dal sangue sui vasi sanguigni.
tensiostruttura   o tensostruttura, s.f.  (edil.) struttura capace di resistere soltanto a sollecitazioni di trazione, usata soprattutto per coperture sospese.
tensivo   agg.    • 1 •   (non com.) che produce tensione    • 2 •   (med.) relativo a tensione.
tensore   agg.  che tende | muscolo tensore, che ha la funzione di tendere un organo: (muscolo) tensore del timpano   s.m.  (mat.) ente matematico che permette la rappresentazione di grandezze fisiche o geometriche in spazi a più dimensioni e in coordinate qualsiasi.
tensoriale   agg.  (mat.) proprio di, relativo a tensore: calcolo tensoriale, che si fonda sulle proprietà dei tensori.
tensostruttura    ⇨ tensiostruttura.
tentabile   agg.  che si può tentare: una prova difficilmente tentabile   s.m.  [solo sing.] ciò che si può tentare: tentare il tentabile. 
tentacolare   agg.    • 1 •   di tentacolo, che ha forma di tentacolo    • 2 •   (fig.) che attrae, coinvolge e corrompe: città tentacolare  | che ha diramazioni che arrivano dappertutto: un'organizzazione tentacolare  § tentacolarmente avv. 
tentacolo   s.m.    • 1 •   (zool.) organo flessibile di forma allungata, presente in numero vario sul corpo di alcune specie animali (celenterati, anellidi, cefalopodi ecc.), generalmente con funzione prensile e di movimento    • 2 •   (fig.) cosa che avvinghia, che irretisce: i tentacoli del male. 
tentamento   s.m.  (ant.)    • 1 •   tentazione    • 2 •   tentativo.
tentare   v. tr.  [io tènto ecc.]    • 1 •   (lett.) toccare leggermente, tastare: stesa oltre la mano, acciò che si svegliasse, il cominciò a tentare  (boccaccio dec.  iv, 8) | pizzicare per far risuonare: tenta le corde di tua bella cetra  (poliziano)    • 2 •   toccare per verificare la consistenza, la stabilità saggiare: tentare il terreno  | (fig.) interrogare, esaminare: tenta costui... /... intorno de la fede  (dante par.  xxiv, 37-38)    • 3 •   sperimentare, provare (anche assol.): tentare un nuovo sistema; tentare la fortuna col gioco; tentar la fuga; tentarle tutte; tentiamo! | prov.  : tentar non nuoce    • 4 •   (fig.) cercare di indurre al male; mettere in tentazione: tentare l'innocenza altrui  | (fig.) allettare, invogliare: è una prospettiva che mi tenta    • 5 •   (poet.) commuovere: primavera odorata, inspiri e tenti / questo gelido cor  (leopardi alla primavera  17-18).
tentativo   s.m.  atto del tentare, del provare; ciò che si tenta, si prova per riuscire in qualcosa: un tentativo fallito; avere a disposizione un altro tentativo; al primo, al secondo tentativo  | (dir.) forma di manifestazione del reato consistente nel compiere atti vòlti inequivocabilmente alla realizzazione di un delitto che poi non ha luogo per cause indipendenti dalla volontà del soggetto.
tentatore   agg.  e s.m.  [f. -trice, pop. -tora] che, chi induce al male o alletta a far qualcosa: diavolo tentatore. 
tentazione   s.f.    • 1 •   il tentare, l'essere tentato al male; la cosa, l'occasione che tenta al male: le tentazioni della ricchezza; cadere in tentazione; resistere alla tentazione    • 2 •   con senso attenuato, desiderio di fare qualcosa; anche, ciò che è oggetto di tale desiderio: avrei la tentazione di telefonargli; quei pasticcini sono una tentazione irresistibile.  dim. tentazioncella. 
tentenna   s.m. invar.  (scherz.) persona sempre indecisa, che cambia parere facilmente: è un gran tentenna  | re tentenna, titolo di una satira in versi di domenico carbone (1847) alludente a carlo alberto. accr. tentennone. 
tentennamento   s.m.  il tentennare (spec. fig.): dopo parecchi tentennamenti, accettò l'invito. 
tentennante   part. pres.  di tentennare  agg.  che tentenna (spec. fig.): è sempre tentennante, non riesce mai a decidere. 
tentennare   v. intr.  [io tenténno ecc. ; aus. avere]    • 1 •   non essere ben saldo; oscillare: tavolino, panca, palo che tentenna; camminare tentennando, barcollando; dente che tentenna, che si muove nella gengiva, che sta per cadere    • 2 •   (fig.) essere indeciso, incerto; esitare, titubare: l'ho lasciato che ancora tentennava  | v. tr.  (non com.) far oscillare, dondolare: tentennare il capo, scuoterlo per esprimere dubbio, sfiducia.
tentennata   s.f.    • 1 •   il tentennare una volta; oscillazione    • 2 •   (lett.) colpo, scossa: dette a orlando una gran tentennata  (pulci). dim. tentennatina. 
tentennio   s.m.  un tentennare frequente e continuo.
tentennoni   avv.  (non com.) tentennando; con incertezza.
tentone   o tentoni, avv.    • 1 •   tastando con le mani e coi piedi per non cadere; tastoni | per estens., senza vedere, alla cieca: scendere tentone per una scala buia    • 2 •   (fig.) a casaccio, senza avere le idee chiare: cercare tentone la risposta a un problema  | usato nelle loc. avv. a tentone, a tentoni, a tastoni, a casaccio.
tentorio   s.m.  (anat.) prolungamento della dura madre che separa fra loro diverse strutture cerebrali: tentorio del cervelletto, dell'ipofisi. 
tentredine   s.f.  (zool.) nome di varie specie di insetti imenotteri dal corpo tozzo provvisto di quattro ali membranose, le cui larve sono parassite di varie piante (fam.  tentredinidi).
tentredinidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti imenotteri, dal corpo piccolo di colore scuro con macchie gialle o rosse, le cui larve divorano germogli, foglie, frutta in formazione ecc. | sing.  [-e] ogni insetto appartenente a tale famiglia.
tenue   agg.    • 1 •   lieve, debole, sottile: un tenue rumore; un tenue filo di voce; un colore tenue; ricordi tenui    • 2 •   (fig.) di poca consistenza, di scarso fondamento: una dimostrazione che si basa su tenui argomenti  | esile, esiguo: una tenue speranza; una condanna molto tenue  | stile tenue, secondo le partizioni retoriche, quello umile, disadorno (ma non trascurato né incolto), conveniente ad argomenti di natura non elevata    • 3 •   intestino tenue, (anat.) parte dell'intestino compresa tra lo stomaco e il crasso    • 4 •   (ling.) detto di grado consonantico caratterizzato da forza ridotta e breve durata § tenuemente avv. 
tenuità   s.f.  l'essere tenue; esiguità, esilità.
tenuta   s.f.    • 1 •   atto di tenere, di mantenere | (mus.) possibilità, capacità di prolungare suoni emessi dalla voce o da uno strumento | (ling.) mantenimento degli organi di fonazione in una determinata posizione | (sport) resistenza di un atleta a uno sforzo prolungato: un ciclista dotato di buono scatto ma con poca tenuta    • 2 •   modo di tenere, di mantenere | tenuta dei libri, in contabilità, il tenere aggiornati e in ordine i libri dei conti | tenuta di strada, capacità di un autoveicolo di evitare sbandamenti durante la marcia    • 3 •   capacità di mantenersi attivo ed efficiente nelle proprie funzioni, superando il logorio del tempo: dimostrare una buona tenuta    • 4 •   proprietà di una chiusura o di un recipiente di impedire il passaggio o la fuoruscita di fluidi: contenitore a perfetta tenuta; guarnizioni di tenuta; a tenuta d'aria, di gas, d'acqua, che non lascia passare l'aria, il gas, l'acqua | (estens.) l'elemento, il dispositivo che realizza la tenuta; tenuta a premistoppa, a labirinto    • 5 •   capacità di un recipiente: una bombola della tenuta di 10 litri    • 6 •   vasto possedimento fondiario, spec. se coltivato    • 7 •   divisa militare: tenuta di servizio, di gala  | abbigliamento, equipaggiamento: tenuta estiva, sportiva, da sci. 
tenutario   s.m.  [f. -a] chi ha il possesso o la gestione di qualcosa, spec. una bisca o un locale equivoco.
tenuto   part. pass.  di tenere   agg.  nei sign. del verbo | essere tenuto a, essere obbligato, sentirsi in dovere di; non siete tenuti a rispondermi  | (mus.) indicazione che segnala all'esecutore di rispettare l'intero valore di durata di una nota o un accordo o anche di prolungarlo leggermente con intenzione espressiva.
tenzonare   ant. tencionare, v. intr.  [io tenzóno ecc. ; aus. avere] (lett.) venire a tenzone; combattere, contrastare (anche fig.): e io rimagno in forse, / che sì e no nel capo mi tenciona  (dante inf.  viii, 110-111).
tenzone   ant. tencione, s.f.    • 1 •   (lett.) contesa, combattimento: un giudizio da voi proferito / v'accompagna all'iniqua tenzon  (manzoni marzo 1821) | singolar tenzone, duello    • 2 •   (estens.) disputa verbale aspra    • 3 •   nella letteratura medievale, scambio di componimenti poetici tra autori in contesa (talora scherzosa) intorno ad argomenti amorosi, politici o morali: la tenzone di dante con forese donati. 
teo-  teo- primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, del gr. theós  'dio'; indica relazione con dio o con la divinità (teofania, teologia).
teobroma   s.m.  [pl. -mi] (bot.) nome scient. della pianta del cacao.
teobromina   s.f.  (chim.) alcaloide cristallino presente nei semi di cacao, usato in medicina come diuretico e cardiotonico.
teocalli   s.m. invar.  (archeol.) nell'antico messico, tempio di forma piramidale, nel quale si svolgevano sacrifici umani.
teocentrico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a teocentrismo.
teocentrismo   s.m.  concezione secondo la quale dio è l'origine, il centro e il fine della realtà e dei valori spirituali; si contrappone ad antropocentrismo. 
teocratico   agg.  [pl. m. -ci] di teocrazia: governo teocratico. 
teocrazia   s.f.  forma di governo in cui il potere civile e politico è sottomesso al potere religioso, ossia all'autorità esercitata da una persona, una casta o un'istituzione che si ritiene ne sia stata investita da dio.
teocriteo   agg.  del poeta greco teocrito (310-250 ca a. c.), o che si riferisce alla sua opera, al suo stile.
teodia   s.f.  (lett.) canto in lode di dio: 'sperino in te' ne la sua teodia / dice 'color che sanno il nome tuo'  (dante par.  xxv, 73-74).
teodicea   s.f.    • 1 •   dottrina teologica che mira a una conciliazione razionale della bontà e della giustizia di dio con l'esistenza del male nel mondo    • 2 •   teologia razionale.
teodolite   s.m.  strumento ottico a cannocchiale per la misurazione degli angoli azimutali e zenitali, usato per rilievi geodetici e topografici.
teodosiano   agg.  relativo a uno dei personaggi storici di nome teodosio | in partic., di teodosio i il grande, imperatore romano (347-395), e di teodosio ii, imperatore romano d'oriente (401-450): codice teodosiano. 
teofagia   s.f.  usanza rituale che consiste nel mangiare una vittima sacrificata alla divinità e con questa identificata.
teofania   s.f.  apparizione o manifestazione sensibile della divinità.
teofillina   s.f.  (chim.) alcaloide contenuto nelle foglie del tè, usato in medicina come cardiotonico e nella cura dell'asma.
teoforo   agg.  si dice di nome proprio di persona che deriva da quello di un dio (p. e. artemidoro  'dono di artemide'; raffaele  'dio ha guarito').
teogonia   s.f.  nelle religioni politeistiche, il racconto mitico dell'origine e della genealogia degli dei: la teogonia indiana. 
teogonico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla teogonia o che riflette i caratteri di essa.
teologale   agg.  (ant.) della teologia; che concerne dio | virtù teologali, nella dottrina cattolica, le tre virtù (fede, speranza e carità) che hanno per oggetto dio e che l'uomo riceve da dio con la grazia.
teologare   v. intr.  [io teòlogo ecc. ; aus. avere] (ant.) teologizzare.
teologia   s.f.    • 1 •   scienza che studia dio e i suoi rapporti col mondo : teologia cattolica, evangelica, ortodossa  (o bizantina) | teologia razionale, naturale, fondata esclusivamente sui principi della ragione, indipendentemente da ogni rivelazione | teologia positiva, che consiste nella spiegazione del dato della rivelazione e nella riflessione intorno a esso | teologia dogmatica, che tratta delle verità di fede o dogmi | teologia morale, pratica, che tratta dei doveri dell'uomo verso dio, il prossimo e sé stessi, alla luce della verità rivelata | teologia negativa, dottrina che asserisce l'assoluta inconoscibilità di dio e lo definisce solo mediante l'enumerazione di ciò che egli non è | teologia mistica, che tratta della esperienza mistica che l'uomo può avere di dio | teologia biblica, che studia le concezioni teologiche presenti nei libri della bibbia | teologia della liberazione, indirizzo teologico e pastorale sorto negli anni '60 nella chiesa cattolica dell'america latina come riflessione sulla libertà dell'uomo e sull'urgenza della sua attuazione in campo politico-sociale    • 2 •   insieme dei teologi e delle loro concezioni: teologia medievale, moderna; la teologia francese, italiana. 
teologico   agg.  [pl. m. -ci] della teologia, che riguarda la teologia: dispute teologiche | problema teologico, il problema metafisico dell'esistenza di dio § teologicamente avv.  secondo la teologia.
teologizzare   v. intr.  [aus. avere] scrivere, discutere di teologia o secondo la dottrina teologica | parlare da teologo.
teologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di teologia | usato anche come agg.  : chierico teologo, nei seminari ecclesiastici, studente dei corsi di teologia.
teorema   s.m.  [pl. -mi] in matematica e in logica matematica, ogni proposizione che sia dimostrabile per deduzione da altre proposizioni precedentemente dimostrate o assunte come vere (assiomi o postulati).
teorematico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) di teorema: proposizione teorematica. 
teoresi   s.f.  (filos.) attività teoretica.
teoreta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti] studioso di teoretica | (estens.) chi affronta lo studio di una disciplina con finalità puramente teoretiche.
teoretica   s.f.  filosofia della conoscenza.
teoretico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) che si riferisce all'attività concettuale nel suo esplicarsi, avendo come fine il vero; conoscitivo, speculativo: filosofia teoretica; ricerca teoretica  § teoreticamente avv.  dal punto di vista teoretico.
teoria   s.f.    • 1 •   formulazione sistematica di principi filosofici o scientifici o artistici o culturali; insieme di ipotesi volte a spiegare un determinato fenomeno o un ordine di fenomeni: formulare una teoria; teoria della relatività, quantistica; teoria della conoscenza, gnoseologia    • 2 •   (estens.) insieme di norme e precetti che servono di guida alla pratica | in teoria, teoricamente    • 3 •   modo di pensare; idea, concezione: le sue teorie politiche sono completamente astratte    • 4 •   (lett.) processione, corteo, fila: una lunga teoria di automobili. 
teorica   s.f.  (non com.) lo stesso che teoria, nei sign.    • 1 •   e 2.
teoricità   s.f.  l'essere teorico; carattere teorico.
teorico   agg.  [pl. m. -ci] che si basa sulla teoria, che appartiene a una teoria; che concerne la teoria: l'elaborazione teorica di un problema scientifico; insegnamento teorico   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi formula o sviluppa una teoria filosofica, scientifica ecc.: un teorico del capitalismo    • 2 •   (spreg.) chi si basa solo sulla teoria e manca di capacità pratiche o tecniche § teoricamente avv.    • 1 •   dal punto di vista della teoria: una spiegazione teoricamente ineccepibile    • 2 •   sul piano della sola teoria, per lo più con implicita contrapposizione al piano della realtà pratica: teoricamente parlando. 
teorizzare   v. tr.  ridurre a teoria; formulare secondo principi generali: teorizzare una dottrina  | v. intr.  [aus. avere] trattare un argomento in modo puramente teorico; fare della teoria: avere tendenza a teorizzare. 
teorizzatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi teorizza.
teorizzazione   s.f.  il teorizzare, l'essere teorizzato.
teosofia   s.f.    • 1 •   (filos.) la sapienza divina, a cui l'uomo può accedere solo attraverso l'esperienza mistica    • 2 •   dottrina filosofico-religiosa della seconda metà del sec. xix, che è frutto di una sintesi tra le varie credenze religiose e le scienze occulte; mira a ricondurre l'uomo alle fonti dell'antica sapienza attraverso una conoscenza esoterica della divinità.
teosofico   agg.  [pl. m. -ci] della teosofia, che riguarda la teosofia.
teosofo   s.m.  studioso, conoscitore, seguace della teosofia.
tepalo   s.m.  (bot.) ciascuna delle parti del fiore che compongono il perigonio.
tepee   s.m. invar.  (etnol.) tenda tipica dei pellirosse, di forma conica, costituita da una intelaiatura di pali che sorreggono teli o pelli di copertura.
tepente   part. pres.  di tepere  agg.  (lett.) tiepido, caldo: e con tepenti linfe / la tabe ne lavò  (monti).
tepere   v. intr.  [è usata solo la terza persona del pres. indic. tèpe  e il part. pres. tepènte] (lett.) esser tiepido: dove tepe la ligure / maremma  (carducci).
tepidario   s.m.    • 1 •   (archeol.) nelle antiche terme romane, locale di passaggio tra quelli destinati al bagno caldo e a quello freddo, usato anche come spogliatoio    • 2 •   (non com.) serra non riscaldata artificialmente.
tepido   e deriv.   ⇨ tiepido e deriv. 
tepore   s.m.  calore non elevato e gradevole: il tepore delle coperte; il tepore dell'ottobre romano. 
teppa   s.f.  la feccia, la gentaglia, la canaglia di una città, di un ambiente urbano.
teppaglia   s.f.  teppa.
teppismo   s.m.    • 1 •   modo di agire proprio dei teppisti: un atto di teppismo    • 2 •   l'insieme dei teppisti; la malavita: il dilagare del teppismo. 
teppista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi appartiene alla teppa; malvivente; in partic., giovane delinquente che compie violenze e atti di vandalismo.
teppistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da teppista § teppisticamente avv. 
tequila   s.f. invar.  acquavite messicana ad alta gradazione alcolica, ottenuta distillando le foglie di una varietà di agave.
ter   agg. invar.  terzo (si usa nelle enumerazioni per indicare un elemento successivo a un altro contrassegnato con bis): treno ter, quello che, in particolari circostanze, viaggia in aggiunta al treno ordinario e al treno bis. 
tera-  tera- primo elemento della terminologia scientifica, dal gr. téras  'cosa portentosa'; anteposto a un'unità di misura ne moltiplica il valore per 10(12) (p. e. terawatt, misura equivalente a un milione di milioni di watt).
teramano   agg.  di teramo  s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita a teramo.
terapeuta   s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   esperto di terapeutica    • 2 •   medico che applica una terapia.
terapeutica   s.f.  branca della medicina che studia e applica i metodi di cura delle malattie.
terapeutico   agg.  [pl. m. -ci] della terapia, relativo a una terapia: metodo terapeutico; chimica terapeutica  | accanimento terapeutico, eccesso di prestazioni mediche volto a mantenere in vita un paziente in condizioni fisiologiche disastrose, sebbene non esista alcuna possibilità di miglioramento § terapeuticamente avv.  secondo la terapeutica; dal punto di vista terapeutico.
terapia   s.f.    • 1 •   terapeutica    • 2 •   metodo di cura di una malattia; la cura stessa: sottoporsi a una terapia antibiotica  | terapia d'urto, aggressione di una malattia effettuata con dosi massicce di farmaci specifici; (fig.) intervento brusco teso a modificare rapidamente una situazione | terapia del dolore, trattamento medico che ha come fine la rimozione del dolore in pazienti nella fase terminale di una malattia, oppure quando il dolore potrebbe aggravare il processo patologico | terapia comportamentale, insieme delle tecniche psico-terapeutiche di condizionamento miranti alla modificazione del comportamento manifesto del paziente    • 3 •   psicoterapia.
-terapia  -terapia secondo elemento di parole composte del linguaggio medico, deriv. di terapia  nel sign. di 'metodo di cura' (immunoterapia, ro°ntgenterapia).
terapista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] terapeuta | psicoterapista.
terato-  terato- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. téras tératos  'mostro'; significa 'mostro, mostruosità' (teratologia).
teratogeno   agg.  (biol.) si dice di fattore in grado di alterare il normale sviluppo di un embrione causando malformazioni mostruose nel nascituro.
teratologia   s.f.  (biol.) studio delle malformazioni e delle mostruosità animali e vegetali.
teratologico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo a teratologia.
teratoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore per lo più benigno ma voluminoso, tale da deformare vistosamente un organo o un tessuto.
terbio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è tb, appartenente al gruppo delle terre rare.
terebinto   s.m.  piccolo albero a foglie imparipennate caduche, con fiori in grappoli e frutti a drupa, diffuso nella macchia mediterranea; dalla sua corteccia si ricava una resina detta trementina di chio  o di cipro  (fam.  anacardiacee).
terebra   s.f.    • 1 •   antica macchina da guerra, simile all'ariete, munita di una grossa punta a succhiello per praticare brecce nelle mura e nelle fortificazioni nemiche    • 2 •   (zool.) organo perforante di cui è provvisto l'addome delle femmine di alcuni insetti imenotteri; serve per incidere i tessuti vegetali e deporvi le uova.
terebrante   part. pass.  di terebrare   agg.  (scient.) perforante: organo terebrante, la terebra | dolore terebrante, (med.) intenso e acuto, che dà una sensazione di trafittura  agg.  e s.m.  (zool.) si dice di insetto la cui femmina è provvista di terebra.
terebrare   v. tr.  [io tèrebro ecc.] (lett. , rar.) perforare, penetrare.
terebrazione   s.f.  nell'industria mineraria e nella tecnica delle costruzioni, lo stesso che perforazione  o trivellazione. 
teredine   s.f.  mollusco marino dal corpo vermiforme ricoperto solo in parte da conchiglia; corrode i legnami sommersi, come la carena delle barche e i pontili, provocando gravi danni (cl.  lamellibranchi).
tereftalato   s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido ftalico, costituente fondamentale di un'importante classe di resine poliestere.
teresiano   agg.  relativo a uno dei personaggi storici di nome teresa: in partic., di santa teresa d'avila (1515-1582) o di maria teresa d'asburgo (1717-1780).
teresina   s.f.  variante americana del poker che si gioca con alcune carte scoperte, senza poterle cambiare.
tergale   s.m.  spalliera di sedia, di poltrona e sim., che abbia un certo pregio artistico.
tergemino   agg.  (lett. , rar.) triplice, trigemino | che ha tre aspetti, tre nomi e sim.: la tergemina ecate. 
tergere   v. tr.  [io tèrgo, tu tèrgi ecc. ; pass. rem. io tèrsi, tu tergésti ecc. ; part. pass. tèrso] (lett.) pulire asciugando: tergere le lacrime, il sudore  | (fig.) purificare: o fiamma, o rose sparse in dolce falda / di viva neve, in ch'io mi specchio e tergo  (petrarca canz.  cxlvi, 5-6).
tergestino   agg.  dell'antica tergeste, oggi trieste  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di tergeste.
tergicristallo   s.m.  [pl. invar.  o -li] dispositivo costituito da una o due asticelle metalliche munite di bordo gommato, che, mosse da un motorino elettrico, scorrono con movimento alternato sulla faccia esterna del parabrezza di autoveicoli, aerei e sim. e lo mantengono pulito in caso di pioggia o neve.
tergilunotto   s.m.  [pl. invar.  o -ti] tergicristallo del lunotto posteriore degli autoveicoli.
tergiversare   v. intr.  [io tergivèrso ecc. ; aus. avere] cercare di sfuggire a una domanda rispondendo in modo elusivo | evitare di prendere una decisione ricorrendo a pretesti o a sotterfugi; temporeggiare.
tergiversatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi tergiversa.
tergiversazione   s.f.  (non com.) il tergiversare.
tergo   s.m.  [pl. i tèrghi, nel sign.    • 1 •   anche le tèrga, ant. le tèrgora]    • 1 •   (lett.) la parte posteriore del corpo; dorso, schiena: a un elefante il tergo / preme così come si suol destriero  (tasso g. l.  xvii, 28) | stare a tergo, dietro | seguire da tergo, stando dietro | volgere il tergo, le terga, voltare le spalle per darsi alla fuga o in segno di disprezzo    • 2 •   il rovescio di una carta, di una moneta, di una medaglia: scrivere sul tergo di un foglio; leggere a tergo. 
teriaca    ⇨ triaca.
teridio   s.m.  (zool.) nome scient. di alcune specie di piccoli ragni innocui, diffusi spec. nelle campagne.
terilene   ® s.m.  fibra poliestere prodotta a partire dal glicol etilenico e dall'acido tereftalico.
terio-  terio- - terio primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. thìríon, dim. di thér thìrós  'fiera, belva', in cui significa 'animale, fiera' (teriomorfo, aceraterio).
teriologia   s.f.  scienza che studia la biologia dei mammiferi.
teriologo   s.m.  [pl. m. -gi] studioso, esperto di teriologia.
teriomorfismo   s.m.  nelle religioni politeistiche, l'attribuzione di natura o forma animale alla divinità: il teriomorfismo della religione degli antichi egizi. 
teriomorfo   agg.  di divinità o figura mitologica che ha forma, aspetto di animale.
terital   ® s.m. invar.  fibra poliestere usata per la fabbricazione di tessuti.
terlaner   o terlano, s.m.  vino bianco secco di colore paglierino, prodotto nel comune di terlano (in ted. terlan), in provincia di bolzano.
termale   agg.    • 1 •   di, relativo alle terme o ai trattamenti idroterapici che vi si praticano: sorgente termale; cura termale, a base di acque termali; stabilimento termale, in cui si praticano le cure termali; località termale, ricca di acque e stabilimenti termali    • 2 •   di, relativo alle antiche terme romane: architettura termale. 
termalismo   s.m.    • 1 •   insieme delle cure termali | insieme delle attrezzature per le cure termali    • 2 •   turismo che si sviluppa intorno ai centri termali.
termalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto ai servizi termali | anche come agg.  : medico termalista, specializzato in cure termali.
terme   s.f. pl.    • 1 •   edificio in cui si praticano cure idroterapiche: le terme di salsomaggiore    • 2 •   presso gli antichi romani, complesso di edifici pubblici, destinati a bagni caldi e freddi, perfezionato e arricchito, in epoca imperiale, con l'aggiunta di palestre, giardini, sale di riunione e biblioteche: le terme di caracalla. 
-termia  -termia secondo elemento di parole composte del linguaggio scientifico moderno, deriv. di termo-, nelle quali significa 'calore, temperatura' (alluminotermia, ipotermia).
termico   agg.  [pl. m. -ci] del calore; che concerne il calore: energia termica; effetti termici; impianto termico, di riscaldamento; macchina termica, qualsiasi macchina in grado di trasformare il calore in lavoro; rialzo termico, aumento della temperatura corporea | borsa termica, borsa in materiale termoisolante per la conservazione e il trasporto alla temperatura voluta di cibi e bevande; borsa frigorifera; bottiglia termica, thermos; giacca, tuta termica, capace di non disperdere il calore corporeo, usata come capo di abbigliamento da montagna | lunotto termico, negli autoveicoli, vetro posteriore dotato di impianto elettrico a resistenze per lo sbrinamento automatico § termicamente avv.  dal punto di vista termico.
-termico  -termico secondo elemento di aggettivi composti derivati da nomi uscenti in -termia  (geotermico).
termidoriano   agg.  del termidoro: la reazione termidoriana   s.m.  nella francia rivoluzionaria, membro della convenzione che con il colpo di stato del    • 9 •   termidoro (1794) abbatté il governo di robespierre.
termidoro   s.m.  undicesimo mese del calendario rivoluzionario francese (19 luglio - 17 agosto).
terminabile   agg.  che ha un termine, che si può terminare: un lavoro terminabile entro una settimana. 
terminabilità   s.f.  (non com.) l'essere terminabile.
terminal   s.m. invar.    • 1 •   air terminal    • 2 •   stazione d'arrivo e partenza di mezzi di trasporto pubblici.
terminale   agg.    • 1 •   che segna il termine, il confine: pietra terminale di un podere    • 2 •   che è al termine, che si trova nel punto in cui qualcosa ha fine: stazione terminale di un oleodotto; parte terminale di un ramo; fase terminale di una malattia, l'ultima e irreversibile fase di una malattia, che precede la morte; malato terminale, che si trova in tale fase  s.m.    • 1 •   (elettr.) parte estrema di un conduttore elettrico    • 2 •   (inform.) apparecchiatura che consente di prelevare o di introdurre, anche a distanza, informazioni e dati da o in un elaboratore elettronico: terminale video, dotato di schermo televisivo per visualizzare i dati; terminale attivo, che può introdurre dati nell'unità centrale; terminale passivo, che può solo prelevarli | terminale di cassa, in un negozio o punto di vendita di una catena di negozi, terminale collegato a un elaboratore centrale in grado di gestire contemporaneamente la cassa e l'inventario di magazzino    • 3 •   terminal.
terminalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (inform.) tecnico di un centro di elaborazione dati addetto all'uso di un terminale.
terminare   v. tr.  [io tèrmino ecc.]    • 1 •   portare a compimento; completare, finire, ultimare: terminare un'opera, un lavoro, gli studi    • 2 •   (non com.) porre, segnare il termine, il confine    • 3 •   (ant.) definire, determinare; decidere | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   aver fine, arrivare al termine: lo spettacolo termina a mezzanotte; la strada termina qui  | essere concluso, terminato da qualcosa: il percorso terminava in un sentiero impraticabile; tutte le favole terminano con la morale; la maggior parte dei nomi femminili terminano in a    • 2 •   (eufem.) morire.
terminativo   agg.  (non com.) che serve a terminare.
terminazione   s.f.    • 1 •   estremità, parte finale: le terminazioni dei cavi elettrici; terminazioni nervose, le estremità delle fibre nervose    • 2 •   (ling.) la parte ultima della parola; uscita, desinenza: la terminazione in -are dei verbi della prima coniugazione    • 3 •   (non com.) il portare a termine; conclusione, fine: la terminazione del lavoro    • 4 •   (dir.) l'atto del porre i confini    • 5 •   (ant.) determinazione, decisione.
termine   s.m.    • 1 •   linea di delimitazione di una regione, di un territorio, di una proprietà e sim.; pietra o altro segno che indica un confine: il fiume segna il termine del podere; i termini della pianura sono il mare da una parte e i monti dall'altra    • 2 •   l'inizio e la fine del periodo di tempo in cui avviene qualcosa; più com., limite estremo di tempo entro il quale si può o si deve fare qualcosa: il termine per la presentazione di una domanda; pagare, presentarsi entro i termini prescritti | termini processuali, (dir.) scadenze che regolano lo svolgimento del processo, stabilendo le condizioni di tempo per esplicare determinate attività, compiere determinati adempimenti | termine ordinatorio, la cui inosservanza non comporta nullità degli atti compiuti senza il suo rispetto; termine perentorio, la cui inosservanza comporta nullità degli atti; termine dilatorio, quello che impedisce di compiere alcune attività di rilievo giuridico prima della sua scadenza | contratto a termine, con scadenza fissata sin dal momento della stipulazione | nel termine di, entro, nel giro di: nel termine di due giorni è riuscito a finire tutto il lavoro | a breve, medio, lungo termine, a breve, media, lunga scadenza: a breve termine non farò altre vacanze    • 3 •   il punto dello spazio o del tempo in cui qualcosa cessa di essere; estremità: al termine del sentiero c'è un laghetto; giungere al termine del cammino; il termine della vita, di uno spettacolo, della bella stagione; è arrivato ormai al termine del suo discorso | porre termine a qualcosa, fare in modo che finisca | condurre a termine, portare a compimento | avere termine, finire | volgere al termine, essere verso la fine, sul punto di finire    • 4 •   meta, punto a cui si tende, a cui qualcosa è rivolta: il termine delle aspirazioni, dei sacrifici, delle speranze | complemento di termine, (gramm.) quello che indica la persona o la cosa a cui è indirizzata l'azione espressa dal verbo    • 5 •   punto, grado a cui si è giunti, in cui ci si trova: l'affare è giunto ormai a buon termine    • 6 •   spec. pl.  limite concesso a un determinato comportamento o imposto dalla convenienza, dal dovere, dalla buona educazione, dalle leggi; l'insieme dei fatti, delle condizioni, degli elementi convenuti che servono a definire una situazione, un contratto ecc.: restare entro i termini fissati; quando perde la calma, sorpassa ogni termine; tutto si può dire, se si resta nei termini dovuti; l'affare è stato definito in questi termini; non conosco ancora i termini della questione; questi sono i termini del contratto, del pagamento; la situazione sta in questi termini | essere in buoni, in cattivi termini con qualcuno, in buone o cattive relazioni    • 7 •   ciascuno degli elementi che si considerano parti integranti di un tutto: i termini di un paragone, di una similitudine, di un sillogismo; i termini della proposizione, i vari elementi che la costituiscono | in matematica: i termini di un'addizione, di una moltiplicazione, gli addendi, i fattori; i termini di una frazione, numeratore e denominatore; ridurre ai minimi termini, trasformare una frazione in un'altra di ugual valore in cui numeratore e denominatore siano primi tra loro; (fig. fam.) ridurre in piccole dimensioni o in cattive condizioni: povero vecchio, è ormai ridotto ai minimi termini    • 8 •   parola, vocabolo: un termine letterario, regionale, dialettale; termine tecnico, scientifico, filosofico; il soggetto e il verbo sono termini essenziali della proposizione  | a rigor di termini, attenendosi allo stretto significato delle parole ' in altri termini, in altre parole ' moderare i termini, moderare il proprio linguaggio | ai termini di legge, (burocr.) in conformità alla legge; indicando esattamente la legge cui ci si riferisce | mezzo termine, (fam.) espediente che non risolve, che non è efficace: è inutile andare in cerca dei mezzi termini; senza mezzi termini, con parole chiare, senza sotterfugi.
terminismo   s.m.  (filos.) indirizzo della logica medievale (secc. xiv-xv) che studiò le proprietà dei termini della proposizione, distinguendoli dai concetti e definendone con rigore usi e accezioni, sia sul piano semantico sia nella disposizione sintattica; nominalismo.
terminista   s.m.  [pl. -sti] seguace, sostenitore del terminismo.
terministico   agg.  [pl. m. -ci] del terminismo: la logica terministica. 
terminologia   s.f.    • 1 •   (non com.) trattato intorno ai vocaboli    • 2 •   l'insieme delle espressioni e dei vocaboli propri di una determinata scienza, arte o professione: la terminologia filosofica, scientifica, tecnica. 
terminologico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo a una terminologia specifica: errore terminologico    • 2 •   relativo a un termine, a dei termini: questione terminologico  § terminologicamente avv.  dal punto di vista terminologico.
terminus   s.m. invar.  voce latina in uso nel linguaggio degli storici, dei giuristi e dei filologi, nelle espressioni terminus ad quem  o ante quem  ('termine a cui' o 'prima del quale') e terminus a quo  o post quem  ('termine da cui' o 'dopo il quale'), per indicare il limite di tempo, la data prima della quale o dopo la quale è avvenuto un determinato fatto, decorre un certo effetto giuridico, si può compiere una certa attività ecc.
termistore   s.m.  (elettr.) resistore la cui resistenza dipende dalla temperatura: termistore a coefficiente positivo, negativo, la cui resistenza cresce, diminuisce al crescere della temperatura.
termitaio   s.m.  nido delle termiti.
termite   (1) s.f.  insetto simile alla formica, molto diffuso nei paesi caldi, dal corpo tozzo, spesso gialliccio, con piccole zampe; vive in enormi colonie che si nutrono di sostanze vegetali e possono causare gravi danni alle strutture in legno (ord.  isotteri).
termite   (2) s.f.  (metall.) miscela stechiometrica di alluminio in polvere e ossido ferrico, la cui combustione sviluppa temperature molto elevate utilizzabili per saldature.
termo    ⇨ thermos.
termo-  termo- -termo primo e secondo elemento di parole composte della moderna terminologia scientifica e tecnica, dal gr. thermós  'caldo', in cui vale 'calore, temperatura' (termodinamica, termometro, isotermo).
termoaderente   agg.  che aderisce in modo stabile se trattato a caldo: impiallacciatura termoaderente. 
termoadesione   s.f.  (tecn.) metodo di separazione dei minerali, che si fonda sulla capacità di alcuni di essi di aderire, una volta riscaldati, a una superficie trattata con resine termoplastiche.
termoadesivo   agg.  e s.m.  si dice di scritta o altra decorazione che si fissa sul tessuto mediante stiratura.
termoanestesia   s.f.  mancanza, perdita parziale o totale della sensibilità al calore.
termobarometro   s.m.  (fis.) lo stesso che ipsometro. 
termobilancia   s.f.  [pl. -ce] (chim.) apparecchio che registra le variazioni di massa di un campione per effetto di processi chimici dovuti a riscaldamento.
termocauterio   s.m.  strumento per cauterizzazioni il cui elemento essenziale è costituito da un filo di platino incandescente.
termochimica   s.f.  branca della chimica che studia le manifestazioni termiche che accompagnano le reazioni.
termochimico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la termochimica.
termocinetica   s.f.  (fis.) parte della termologia che studia la propagazione del calore.
termocinetico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) che si riferisce alla termocinetica.
termocoagulazione   s.f.  (med.) arresto del sanguinamento che si ottiene simultaneamente all'incisione chirurgica effettuata col bisturi elettrico.
termocoibente   agg.  termoisolante.
termocompressione   s.f.  (fis.) operazione consistente nel comprimere meccanicamente un vapore per elevarne la temperatura e la pressione.
termocompressore   s.m.  apparecchio per effettuare la termocompressione.
termoconvertitore   s.m.  apparecchio per convertire l'energia termica in un altro tipo di energia e viceversa.
termoconvettore   s.m.  (mecc.) apparecchio riscaldante o raffreddante costituito di tubi alettati entro i quali circola un fluido caldo o freddo.
termocoperta   s.f.  coperta a doppio strato, al cui interno passano una serie di resistenze elettriche isolate che servono a riscaldarla.
termocoppia   s.f.  (elettr.) circuito costituito da due lastrine o fili di metalli diversi, saldati alle estremità coppia termoelettrica.
termodiffusione   s.f.  (fis.) fenomeno di migrazione delle molecole di un gas costituito da una miscela omogenea di più specie di massa diversa, in cui la conduzione del calore si verifica con lo spostamento di alcune specie nella direzione di propagazione del calore e di altre nella direzione opposta.
termodinamica   s.f.  parte della fisica che studia le trasformazioni di calore in lavoro e viceversa.
termodinamico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) che riguarda la termodinamica; che si riferisce al calore in quanto forma di energia: macchina termodinamica, capace di trasformare l'energia termica in lavoro § termodinamicamente avv.  dal punto di vista termodinamico; secondo i principi della termodinamica.
termoelasticità   s.f.  (fis.) proprietà dei materiali la cui elasticità varia al variare della temperatura.
termoelettricità   s.f.  (fis.) insieme delle interazioni di energia termica ed energia elettrica in conduttori e semiconduttori di diversa natura posti a contatto.
termoelettrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo alla termoelettricità: fenomeno, effetto termoelettrico; coppia termoelettrica, termocoppia    • 2 •   relativo a elettricità di origine termica: centrale termoelettrica, centrale dove si produce energia elettrica utilizzando energia termica.
termoelettrone   s.m.  (fis.) elettrone emesso dalla superficie di un metallo riscaldato in ambiente rarefatto.
termoelettronica   s.f.  (fis.) studio dei fenomeni connessi all'effetto termoelettronico.
termoelettronico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo a termoelettroni; termoionico: effetto termoelettronico, quello relativo all'emissione di termoelettroni | che sfrutta l'effetto termoelettronico: tubo termoelettronico. 
termoestesia   s.f.  sensibilità termica.
termoestesiometro   s.m.  (med.) strumento usato per misurare la sensibilità termica della cute.
termofilo   agg.  (biol.) si dice di organismo che vive e si sviluppa in ambiente caldo.
termofissaggio   s.m.  (ind. tessile) operazione cui si sottopongono i filati e i tessuti per renderli indeformabili all'azione del calore.
termofobia   s.f.  (med.) paura patologica del calore; ipersensibilità patologica verso il calore.
termoforo   s.m.  apparecchio termico che viene usato per riscaldare una parte del corpo a scopo terapeutico e antidolorifico; è costituito da una resistenza elettrica avvolta in tessuto d'amianto e racchiusa in un'apposita busta di tessuto o altro materiale.
termogenesi   s.f.  (biol.) produzione di calore che avviene negli organismi viventi.
termogeno   agg.  (scient.) che produce calore: batteri termogeni, che causano un aumento della temperatura nell'ambiente in cui vivono (fieno, letame e sim.).
termografia   s.f.  tecnica per la visualizzazione delle radiazioni infrarosse, usata in vari settori scientifici e industriali; nella diagnostica medica, consente di rilevare alterazioni interne, neoplasie e sim., a seconda delle diverse quantità di raggi infrarossi emanati.
termografico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo a termografia    • 2 •   relativo a termografo.
termografo   s.m.    • 1 •   strumento per misurare e registrare graficamente le variazioni di temperatura    • 2 •   apparecchio per eseguire la termografia.
termogramma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   registrazione grafica ottenuta con un termografo    • 2 •   immagine ottenuta con una termografia; la stampa su carta sensibile di tale immagine.
termoigrografo   s.m.  termometro e igrometro accoppiati e dotati di un unico strumento registratore.
termoindurente   agg.  e s.m.  si dice di materiale che indurisce sotto l'effetto del calore: resina termoindurente. 
termoione   s.m.  (fis.) ione emesso da un corpo in seguito a eccitazione termica.
termoionica   s.f.  (fis.) parte dell'elettrologia che si occupa dello studio dei fenomeni connessi con l'effetto termoionico.
termoionico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) lo stesso che termoelettronico. 
termoisolante   agg.  e s.m.  si dice di materiale o di struttura capace di realizzare isolamento termico.
termolabile   agg.  che si altera sotto l'effetto del calore.
termolisi   s.f.    • 1 •   (fisiol.) dispersione del calore organico    • 2 •   (chim.) alterazione di una sostanza, causata dal calore.
termologia   s.f.  parte della fisica che studia i fenomeni riguardanti il calore.
termologico   agg.  [pl. m. -ci] della termologia, che si riferisce alla termologia.
termoluminescenza   s.f.  (fis.) debole emissione di luce da parte di un corpo in seguito a moderato riscaldamento.
termomagnetico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) si dice dell'effetto che si manifesta nell'azione reciproca tra un flusso termico all'interno di un conduttore e un campo magnetico esterno.
termometria   s.f.  parte della termologia che si occupa della misurazione delle temperature.
termometrico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla termometria; del termometro, misurato con il termometro: scale termometriche, per la misurazione della temperatura.
termometro   s.m.    • 1 •   strumento atto alla misurazione della temperatura e basato su diversi effetti termici, costituito da una sostanza termosensibile e da una scala graduata: termometro a mercurio, ad alcol | termometro a massima, a minima, che dà l'indicazione della temperatura massima o minima raggiunta da un ambiente o da un corpo in un determinato periodo di tempo | termometro (clinico), quello a massima usato in medicina che registra le temperature comprese fra 35 ° c e 42 ° c    • 2 •   (fig.) fattore o indizio che dà la misura di un fenomeno: i consumi sono il termometro del tenore di vita. 
termominerale   agg.  detto di acqua minerale che sgorga alla sorgente a più di 20 ° c.
termonucleare   agg.  (fis.)    • 1 •   si dice delle reazioni nucleari di fusione che avvengono ad altissime temperature: bomba termonucleare, quella che utilizza l'energia sviluppata da una reazione di fusione nucleare di tipo esplosivo    • 2 •   di impianto o apparato che trova impiego nei processi volti a ottenere energia termica da energia nucleare.
termoplasticità   s.f.  (fis.) proprietà dei materiali termoplastici.
termoplastico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di materiali che rammolliscono con il riscaldamento e induriscono nuovamente se raffreddati.
termopropulsione   s.f.  propulsione mediante termoreattori.
termoreattore   s.m.  reattore in cui la forza propulsiva è ottenuta dal calore prodotto da speciali combustibili.
termoregolatore   agg.  e s.m.    • 1 •   (mecc.) si dice di dispositivo atto a misurare la temperatura di un oggetto, di un liquido, di un ambiente e ad azionare altri dispositivi elettromeccanici di riscaldamento o refrigerazione (p. e.  un termostato)    • 2 •   (biol.) si dice di centro nervoso che presiede alla termoregolazione.
termoregolazione   s.f.    • 1 •   (biol.) capacità di taluni animali (mammiferi, uccelli) di mantenere costante la temperatura interna del corpo, indipendentemente dal variare della temperatura esterna    • 2 •   (mecc.) regolazione automatica della temperatura mediante termoregolatori.
termoretraibile   agg.  si dice di materiale che si restringe per effetto del calore: contenitore termoretraibile. 
termos    ⇨ thermos.
termosaldare   v. tr.  saldare a caldo, per effetto dalla parziale fusione del materiale, spec. materie plastiche.
termosaldatrice   s.f.  apparecchio per termosaldare.
termosaldatura   s.f.  l'operazione e il risultato del termosaldare.
termoscopio   s.m.  strumento che serve a dare indicazioni sulle variazioni di temperatura di un corpo senza misurarle.
termosensibile   agg.    • 1 •   che risente delle variazioni di temperatura    • 2 •   che è sensibile al calore: materiale termosensibile. 
termosfera   s.f.  zona dell'atmosfera terrestre compresa tra la mesosfera (50-90 km ca dal suolo) e la esosfera (oltre 1000 km ca dal suolo), in cui la temperatura cresce con l'aumentare dell'altezza dal suolo.
termosifone   s.m.  sistema di riscaldamento di edifici o appartamenti mediante circolazione di acqua o aria calda in una rete di tubazioni collegate a una caldaia centrale e a radiatori istallati nei vari ambienti; l'impianto attraverso cui si realizza questo sistema | (estens.) ciascuno dei radiatori istallati.
termostabile   agg.  che non subisce alterazioni sotto l'effetto del calore.
termostabilizzare   v. tr.  rendere termostabile un materiale.
termostatare   v. tr.  [io termòstato ecc.] (fis.) stabilizzare la temperatura con un termostato.
termostatico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a un termostato | ambiente termostatico, in cui la temperatura è mantenuta costante per mezzo di un termostato | temperatura termostatica, quella per la quale il termostato è stato predisposto.
termostato   s.m.  apparecchiatura, controllata da un termoregolatore, che serve a mantenere costante la temperatura di un ambiente | termoregolatore.
termotecnica   s.f.  tecnica dei vari sistemi di applicazione e utilizzazione industriale del calore.
termoterapia   s.f.  (med.) sistema di cura fondato sulle proprietà terapeutiche del calore.
termotropismo   s.m.  (bot.) particolare incurvamento di un organo in accrescimento, dovuto a cause termiche.
termoventilatore   s.m.  stufetta elettrica provvista di ventola che accelera la circolazione dell'aria calda.
termoventilazione   s.f.  riscaldamento di ambienti con circolazione forzata di aria calda.
termovisione   s.f.  tecnica per visualizzare le radiazioni termiche prodotte da un corpo, applicata in medicina o per scopi industriali e militari.
terna   s.f.  insieme di tre persone o cose; in partic., insieme di tre candidati a una carica, a un posto di lavoro e sim. fra i quali verrà effettuata la scelta | terna arbitrale, (sport) nel calcio, l'arbitro e i due guardalinee | terna di riferimento, (mat.) insieme di tre rette, passanti per un punto ma non giacenti sullo stesso piano, che servono per definire le coordinate cartesiane spaziali.
ternano   agg.  di terni  s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita a terni.
ternare   v. tr.  [io tèrno ecc.] (rar.) includere in una terna.
ternario   ant. ternaro, agg.  che è composto di tre elementi | in metrica: verso ternario, di tre sillabe, con un unico accento sulla seconda; metro ternario, la terzina | in musica: ritmo ternario, quello di una battuta suddivisa in tre unità di tempo; forma ternaria, quella suddivisa in tre sezioni, di cui la terza è una ripetizione, anche variata, della prima  s.m.    • 1 •   (non com.) gruppo di tre elementi    • 2 •   (metr.) verso ternario | (ant.) terzina.
ternato   agg.    • 1 •   (bot.) si dice di organi disposti per tre: foglie ternate    • 2 •   incluso in una terna | anche come s.m. 
terno   s.m.    • 1 •   nel gioco del lotto, combinazione di tre numeri estratti sulla stessa ruota: giocare, vincere un terno; terno secco, giocata di tre numeri con esclusione di altre possibilità come l'ambo | un terno al lotto, (fig.) si dice di grossa e inaspettata fortuna: l'eredità dello zio è per lui un vero terno al lotto    • 2 •   nel gioco della tombola, tre numeri estratti nella stessa fila di una cartella    • 3 •   fascicolo formato da tre fogli piegati insieme in modo da formare sei carte, cioè dodici pagine.
teroldego   s.m.  vitigno originario del trentino con acino dalla buccia scura e resistente, polpa dolce e succosa; anche, il vino rosso rubino che se ne ricava.
terotecnologia   s.f.  nell'organizzazione aziendale, razionalizzazione dell'attività di manutenzione di un impianto o di un macchinario mediante la quale è possibile ridurre il loro costo di esercizio.
terpene   s.m.  (chim.) ciascuno degli appartenenti a una classe di composti organici naturali, costituenti fondamentali degli oli essenziali e delle resine naturali.
terpina   s.f.  (chim.) alcol cristallino ottenuto dall'essenza di trementina e usato in profumeria e in medicina come balsamico.
terpineolo   o terpinolo, s.m.  (chim.) miscuglio liquido oleoso a base di terpeni, di odore gradevole e con proprietà espettoranti, usato in profumeria e come balsamico.
terra   s.f.    • 1 •   il pianeta del sistema solare su cui si svolge la vita degli uomini (si scrive con l'iniziale maiuscola nel significato propr. astronomico) : la terra ruota intorno al sole; la struttura interna della terra | ci corre quanto dal cielo alla terra, (iperb.) c'è moltissima differenza | cose che non stanno né in cielo né in terra, (fig.) insensate, incredibili | muovere cielo e terra, (fig.) darsi da fare in ogni modo per ottenere qualcosa | i beni della terra, quelli materiali    • 2 •   (estens.) l'insieme del genere umano: così percossa, attonita / la terra al nunzio sta  (manzoni il cinque maggio) | tutta la terra, l'intera umanità    • 3 •   la superficie del globo terrestre; il suolo su cui si cammina o su cui poggiano i corpi: l'aereo si solleva da terra; saltare a terra dal treno in corsa; cadde lungo disteso per terra; sedersi, sdraiarsi in, per terra; nascondere un tesoro sotto terra  | buttare, mettere qualcuno a terra, (fig.) ridurlo in cattivo stato fisico, morale o economico | essere a terra, (fig.) stanco, demoralizzato, o economicamente dissestato | sentirsi mancare la terra sotto i piedi, (fig.) sentirsi perduto | avere una gomma a terra, uno pneumatico sgonfio | stare con i piedi sulla terra, avere i piedi per terra, (fig.) essere realista | a fior di terra, raso terra, al livello del suolo, rasente il suolo | terra terra, quasi a contatto del suolo: volare terra terra; (fig.) molto scadente, mediocre: fare discorsi terra terra    • 4 •   la superficie terrestre che emerge dalle acque, in contrapposizione al mare: terra ferma  (o terraferma); una lingua di terra; vento di terra; una battaglia di terra; prendere, toccare terra, approdare, detto di imbarcazioni; atterrare, detto di velivoli; scendere, mettere piede a terra, scendere da un'imbarcazione sulla terraferma e, per estens., da un qualunque mezzo di trasporto; rimanere a terra, non riuscire a imbarcarsi su una nave in partenza; per estens., perdere il treno, l'aereo e sim. | per mare e per terra, dappertutto    • 5 •   estensione di terreno; paese, regione: una terra selvaggia, abbandonata; le terre polari; trovarsi in terra straniera; avere nostalgia della propria terra | terra di nessuno, zona neutra che divide due eserciti contrapposti, due stati e sim. | terra bruciata, il terreno che si abbandona al nemico dopo avervi distrutto ogni cosa: far terra bruciata, (fig.) distruggere tutto | terra santa, i luoghi della palestina in cui visse gesù cristo | terra promessa, quella che dio promise ad abramo e alla sua discendenza nell'antico testamento; per estens., luogo o bene ardentemente atteso e desiderato    • 6 •   materiale incoerente e friabile che costituisce lo strato superficiale della crosta terrestre e contiene gli elementi necessari alla nutrizione delle piante; humus: una zolla di terra; un sacchetto, una carriola, un camion di terra; terra argillosa, calcarea; terra di riporto, trasportata in un luogo da un altro | lo stesso materiale in relazione all'attività agricola e di coltivazione delle piante: arare, zappare, lavorare la terra; terra incolta, vergine, fertile, sfruttata; cambiare la terra al vaso; terra magra, grassa, povera, ricca di sostanze necessarie alla nutrizione delle piante | terreno coltivabile; campagna; possedimento rurale: i prodotti della terra; i lavoratori della terra, i contadini; avere un po' di terra, possedere del terreno coltivabile | verme di terra, lombrico | porcellino di terra, onisco. pegg. terraccia    • 7 •   sostanza naturale pulverulenta e incoerente: terre coloranti; terra di siena, roccia di color giallo o rosso scuro dalla quale si ricava un colorante; per estens., colore giallo-bruno, ocra | argilla, creta: un mattone, un vaso di terra    • 8 •   terre rare, (chim.) gruppo di elementi, poco frequenti in natura, detti più correttamente lantanidi    • 9 •   (elettr.) conduttore collegato al suolo con potenziale uguale a questo; anche, il suolo considerato come conduttore rispetto al quale si misurano tutti gli altri potenziali: collegamento, presa a terra; filo di, della terra    • 10 •   (ant.) borgo, città: lecco, la principale di quelle terre  (manzoni p. s.  i)    • 11 •   (mit.) divinità agraria venerata nell'antica roma | usato come agg. invar.    • 1 •   che si trova a livello del suolo: piano terra, pianterreno    • 2 •   detto di colore tra il marrone e il grigio: una giacca color terra. 
terra-aria  terra-aria loc. agg. invar.  (mil.) si dice di missile a testata esplosiva destinato a essere lanciato da terra verso bersagli aerei.
terracotta   non com. terra cotta, s.f.  [pl. terrecotte]    • 1 •   argilla modellata e cotta nella fornace, per la fabbricazione di utensili, materiali edilizi, oggetti artistici ecc.    • 2 •   oggetto artistico fatto di questo materiale: una terracotta smaltata. 
terracqueo   o terraqueo, agg.  composto di terra e acqua: il globo terracqueo, la terra.
terraferma   non com. terra ferma, s.f.  [pl. terreferme] terra emersa, in contrapposizione al mare: avvistare la terraferma  | la parte continentale di una regione, in contrapposizione a quella insulare.
terraglia   s.f.    • 1 •   varietà di ceramica porosa verniciata, impiegata nella fabbricazione di vasellame e articoli igienici, come surrogato economico della porcellana    • 2 •   pl.  vasellame, stoviglie fatte di questo materiale.
terraglio   s.m.  (ant.) terrazzo; terrapieno.
terragno   agg.    • 1 •   (ant.) posto sulla terra; che è al livello del suolo o poco elevato da esso: sovra i sepolti le tombe terragne / portan segnato quel ch'elli eran pria  (dante purg.  xii, 17-18)    • 2 •   (biol.) terricolo.
terragnolo   agg.  lo stesso che terragno. 
terraiolo   lett. terraiuolo, agg.  (non com.) terricolo  agg.  e s.m.  si dice di volatile che si alza poco dal suolo.
terramara   s.f.  [pl. terramare  o terremare]    • 1 •   caratteristica formazione a cumulo del terreno costituita dai resti di insediamenti preistorici    • 2 •   pl.  resti di villaggi agricoli preistorici che risalgono alla media e tarda età del bronzo (1600-1200 a. c.).
terramaricolo   agg.  relativo alle terramare: cultura terramaricola   s.m.  abitante d'una terramara.
terrame   s.m.  (non com.) quantità, massa di terra.
terramicina   ® s.f.  (chim.) antibiotico della classe delle tetracicline usato nella cura di malattie polmonari e intestinali.
terranova   s.m. invar.  grosso cane con pelo lungo e ondulato, testa grande e orecchie penzolanti, usato nel soccorso in acqua per le sue qualità di nuotatore.
terrapienare   v. tr.  [io terrapièno ecc.] (rar.) munire di terrapieno | v. intr.  [aus. avere] (rar.) fare terrapieni.
terrapieno   s.m.  terra ammassata come rinforzo o sostegno di muri, argini, fortificazioni, sedi stradali ecc.
terraqueo    ⇨ terracqueo.
terrario   s.m.  installazione per l'allevamento di certi animali (rettili, anfibi e sim.) nella quale si tenta di ricreare con terra, pietre, piante ecc. l'ambiente naturale in cui essi vivono normalmente.
terra-terra  terra-terra loc. agg. invar.  (mil.) si dice di missile a testata esplosiva destinato a essere lanciato da terra su bersagli terrestri.
terratico   s.m.  [pl. -ci] (ant.) imposta d'affitto del terreno.
terrazza   s.f.    • 1 •   superficie praticabile scoperta alla sommità, nel corpo o a piano terra di un edificio, recinta da parapetto o balaustrata, con funzioni varie; in taluni usi region. è sin. di terrazzo.  dim. terrazzina, terrazzino  (m.)    • 2 •   (geog.) ripiano orizzontale di natura rocciosa o costituito dall'accumulo di materiali detritici, a una quota più elevata rispetto a quella del terreno circostante; è dovuto per lo più a fenomeni di erosione glaciale, fluviale o marina; terrazzo    • 3 •   tratto spianato di terreno in una zona a forte pendenza, destinato alla coltivazione o a essere edificato; terrazzo | coltivazione a terrazze, su un terreno spianato a terrazze.
terrazzamento   s.m.    • 1 •   sistemazione di terreni a forte pendenza mediante costruzione di ripiani (terrazzi  o terrazze) con sostegni in muratura o con ciglioni    • 2 •   (geog.) fenomeno di erosione glaciale, fluviale o marina che crea ripiani orizzontali nelle valli o lungo le coste.
terrazzano   s.m.  [f. -a] (ant.) nativo, abitante di una città, di un borgo: i terrazzani del castello di carmignano... si renderanno di lor propria volontà al comune di firenze  (g. villani) | (estens.) concittadino, compaesano.
terrazzare   v. tr.  effettuare il terrazzamento di un terreno a forte pendenza.
terrazzato   part. pass.  di terrazzare   agg.  che è sistemato a terrazzi, a ripiani: pendio terrazzato. 
terrazziere   s.m.    • 1 •   operaio sterratore    • 2 •   operaio specializzato nell'eseguire la pavimentazione a terrazzo.
terrazzino   s.m.    • 1 •   dim.  di terrazzo, terrazza  | piccolo terrazzo; balcone    • 2 •   (geog.) piccolo terrazzo sulla parete di una montagna.
terrazzo   s.m.    • 1 •   ripiano sporgente o rientrante rispetto al muro esterno di un edificio, cinto da balaustrata o ringhiera e sul quale si aprono una o più porte-finestre; in taluni usi region. è sin. di terrazza.  dim. terrazzino    • 2 •   lo stesso che terrazza, nei sign.    • 2 •   e    • 3 •   3 (mil.) terrapieno che veniva costruito dagli assedianti per dare l'assalto a città e mura fortificate    • 4 •   nell'alpinismo, spazio pianeggiante che interrompe la parete rocciosa, su cui è possibile sostare o bivaccare durante la scalata    • 5 •   tipo di pavimentazione eseguita con pezzetti di marmo disposti a mosaico.
terremotare   v. tr.  [io terremòto ecc.] (non com.)    • 1 •   devastare, distruggere come fa il terremoto    • 2 •   (fig.) sconvolgere: l'impennata del dollaro ha terremotato il mercato dei cambi. 
terremotato   part. pass.  di terremotare   agg.    • 1 •   che è stato colpito o devastato dal terremoto: una zona terremotata    • 2 •   (fig.) sconvolto  s.m.  [f. -a] abitante di una zona devastata dal terremoto.
terremoto   s.m.    • 1 •   rapida e violenta vibrazione della crosta terrestre dovuta a una repentina rottura di equilibrio all'interno delle masse rocciose costituenti la parte più esterna della litosfera; sisma: terremoto sussultorio, ondulatorio; terremoto di sprofondamento; terremoto di origine vulcanica, tettonica; l'ipocentro, l'epicentro di un terremoto; scala mercalli, richter dei terremoti    • 2 •   (fig.) si dice di persona, animale o cosa che produce scompiglio: quel bambino è un terremoto. 
terrenità   s.f.  (rar.) la qualità di ciò che è terreno, mondano, profano.
terreno   (1) agg.    • 1 •   che è di questa terra, di questo mondo, in contrapposizione a quanto è celeste, soprannaturale, spirituale; mondano, profano: vita terrena; desideri, piaceri terreni    • 2 •   che si trova al livello del suolo, della strada: piano terreno, pianterreno    • 3 •   (rar.) della terra, relativo alla terra; terrestre  s.m.  (rar.) pianterreno: abitare a terreno; stanze a terreno  § terrenamente avv. 
terreno   (2) s.m.    • 1 •   parte superficiale della crosta terrestre: terreno alluvionale, argilloso; terreno paludoso, accidentato, collinoso  | in senso più generico, suolo, terra: sentirsi mancare il terreno sotto i piedi, (fig.) sentirsi perduto per non poter ricevere aiuto da nessuno    • 2 •   porzione di terra più o meno estesa, coltivata o coltivabile: terreno arido, fertile; terreno di bonifica, prosciugato e reso adatto a essere coltivato | preparare il terreno, lavorarlo prima della semina; (fig.) adoperarsi in modo che sia facilitato il buon esito di qualcosa | tastare il terreno, (fig.) esaminare la situazione prima di agire; cercare di conoscere i pensieri e le intenzioni di una persona: per tastare il terreno, gli chiese quale lavoro facesse  | trovare il terreno adatto, (fig.) l'ambiente, le condizioni favorevoli    • 3 •   area, superficie destinata a costruzioni edilizie: terreno fabbricabile; espropriare un terreno    • 4 •   (mil.) campo di battaglia, zona di operazioni belliche: scendere sul terreno, venire a battaglia; restare sul terreno, morire combattendo | guadagnare, perdere terreno, avanzare, retrocedere; in corse sportive, prendere vantaggio o restare indietro; (fig.) migliorare, peggiorare la propria situazione; acquistare, perdere credito; salire, scendere nella considerazione altrui, e sim.: una moda che sta perdendo terreno; il candidato del partito di maggioranza ha guadagnato terreno  | scegliere un terreno neutro, (fig.) in una situazione difficile o imbarazzante, cercare una via che consenta di arrivare a un accomodamento evitando prese di posizione troppo nette | affrontare un terreno infido, (fig.) una situazione difficile    • 5 •   (sport) campo di gioco: giocare sul terreno avversario; terreno allentato, reso molle dalla pioggia    • 6 •   (fig.) settore, materia, argomento di un discorso, di una discussione, di uno studio e sim.: scendere sul terreno della filosofia  | piano, ambito: un caso che va risolto sul terreno politico    • 7 •   terreno di coltura, (biol.) ogni materiale nutritivo su cui è possibile la crescita di microrganismi e di cellule in laboratorio, a scopo diagnostico o di studio.
terreo   agg.    • 1 •   (rar.) di terra, che contiene terra    • 2 •   che ha l'aspetto o il colore giallo-bruno della terra; anche riferito a persona: viso terreo, per uno spavento o per malattia.
terrestre   agg.    • 1 •   della terra, relativo alla terra: la superficie, l'asse terrestre; magnetismo terrestre  | caratteristico della terra (in contrapposizione a quanto è proprio di altri corpi celesti): forme di vita non terrestri sono ancora sconosciute    • 2 •   di terra, della terra (in contrapposizione ad aereo, marino, acquatico): esercito terrestre; piante, animali terrestri    • 3 •   (lett.) di questa terra, di questo mondo; terreno (in contrapposizione a soprannaturale, spirituale): sgombra, o gentil, dall'ansia / mente i terrestri ardori  (manzoni adelchi)  s.m.  e f.  nella letteratura e nei film di fantascienza, abitante della terra, in contrapposizione a supposti abitanti di altri corpi celesti § terrestremente avv. 
terrestrità   s.f.  (lett.) l'essere terrestre; terrenità.
terribile   agg.    • 1 •   che incute terrore, che dà angoscia: parole terribili; una terribile sciagura; un dubbio terribile    • 2 •   (iperb.) straordinario, eccezionale: un freddo terribile; essere dotato di una forza terribile    • 3 •   detto di persona, crudele, spietato: un nemico terribile  | giudice, maestro terribile, troppo rigido, incapace di indulgenza | un bambino terribile, (scherz.) che ne combina di tutti i colori § terribilmente avv.    • 1 •   in modo da terrorizzare: sembianze terribilmente mostruose    • 2 •   (iperb.) straordinariamente: è terribilmente monotono. 
terribilità   s.f.  (rar.) l'essere terribile.
terricciato   s.m.  concime formato da letame e residui organici misti a terra.
terriccio   s.m.  strato superficiale del terreno, meno compatto di quello sottostante; humus | terra scelta e concimata, usata nel giardinaggio.
terricolo   agg.  che vive sulla terra; terragno: animale terricolo; pianta terricola. 
terrier   s.m. invar.  razza di cani da caccia dal corpo piuttosto corto e forte; ne esistono parecchie varietà, tra le quali il fox-terrier e l'airedale.
terriere   s.m.  (ant.) terrazzano.
terriero   agg.  di terra, di terre: proprietario terriero, di terreni, di beni rustici.
terrificante   part. pres.  di terrificare   agg.  che incute terrore: una scena terrificante  § terrificantemente avv. 
terrificare   v. tr.  [io terrìfico, tu terrìfichi ecc.] (rar.) incutere terrore; atterrire.
terrifico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (lett.) terrificante    • 2 •   (zool.) si dice dell'atteggiamento assunto da molti animali per incutere paura ad altri animali che minacciano di attaccarli § terrificamente avv. 
terrigeno   agg.    • 1 •   (geol.) si dice di materiale detritico proveniente da rocce di superficie, depositato sul fondo marino o lacustre    • 2 •   (poet.) nato, generato dalla terra: la terrigena stirpe, (mit.) i giganti, figli della terra.
terrigno   agg.    • 1 •   che ha l'aspetto e il colore della terra; terroso    • 2 •   (ant.) di animale che abita sottoterra.
terrina   s.f.  (region.) recipiente di ceramica di forma rotonda, con i bordi alti e svasati, che si usa per servire minestre o condire insalate; anche, la minestra o pietanza così servita.
territoriale   agg.  di un territorio, del territorio: confine territoriale  | in diritto: sovranità territoriale, quella di uno stato sul proprio territorio; acque territoriali, tratto di mare adiacente alla costa su cui si estende la sovranità territoriale dello stato | milizia territoriale, (mil.) nell'esercito di un tempo, quella composta dai soldati più anziani, che era impiegata a difesa dell'interno del paese e in servizi nelle retrovie | comando militare territoriale, (mil.) ognuno dei comandi di zona, relativi a una o più regioni, in cui è suddivisa l'autorità militare generale dello stato italiano | superiorità territoriale, negli sport che si praticano su un campo, predominio esercitato da una squadra su quella avversaria, costretta a subire il gioco e a difendersi § territorialmente avv.  nell'ambito di un territorio; rispetto a un determinato territorio.
territorialismo   s.m.  caratteristica del comportamento animale per cui un individuo o gruppo tende a impedire l'ingresso di individui della stessa specie nel suo territorio.
territorialistico   agg.  [pl. m. -ci] che mira a ingrandimenti territoriali: politica territorialistica. 
territorialità   s.f.  appartenenza a un territorio | territorialità di una legge, principio per il quale una legge ha vigore e si applica a tutti coloro, cittadini o no, che si trovano su un dato territorio.
territorio   s.m.    • 1 •   porzione di terreno di notevole estensione: un territorio montuoso, pianeggiante    • 2 •   zona costituente un'unità giurisdizionale e amministrativa: territorio nazionale, regionale, comunale    • 3 •   in etologia, area che un individuo o un gruppo animale difende dall'ingresso di individui estranei appartenenti alla stessa specie | in ecologia, ambiente: i problemi del territorio    • 4 •   nel baseball, campo di gioco.
terrizione   s.f.  minaccia formale di tortura con cui, nell'antichità, i giudici intimorivano l'accusato o il testimone per indurlo a parlare.
terrone   s.m.  [f. -a] (spreg.) soprannome dato dagli italiani settentrionali a quelli meridionali.
terrore   s.m.    • 1 •   sentimento di forte sgomento, di intensa paura: il terrore della morte; una città invasa dal terrore; suscitare, mettere, incutere terrore    • 2 •   cosa o persona che sgomenta, che incute terrore: quell'insegnante è il terrore degli alunni    • 3 •   il terrore, periodo della rivoluzione francese in cui i giacobini esercitarono una violenta dittatura (maggio 1793-luglio 1794).
terrorismo   s.m.    • 1 •   metodo di lotta di gruppi e movimenti politici che, negando o vedendosi negata la possibilità di conseguire i loro fini con mezzi legali, cercano di rovesciare l'assetto politico-sociale esistente con atti di violenza organizzata (attentati, omicidi, sabotaggi ecc.); per estens., l'insieme dei gruppi e movimenti che praticano questo metodo: il terrorismo rosso, nero  | terrorismo psicologico, atteggiamento e comportamento di chi induce terrore attraverso intimidazioni, pressioni psicologiche    • 2 •   (estens.) regime di violenza istituito da un governo per conservare il potere    • 3 •   il governo del terrore in francia durante la rivoluzione.
terrorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi appartiene a un gruppo o movimento politico che pratica il terrorismo; chi lo organizza: terrorista di destra, di sinistra    • 2 •   (st.) membro del governo del terrore nella francia rivoluzionaria | usato anche come agg. , in luogo di terroristico : un gruppo terrorista. 
terroristico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   fondato sul terrore: regime terroristico; metodi terroristici    • 2 •   relativo al terrorismo e ai terroristi: attentato terroristico  § terroristicamente avv. 
terrorizzare   v. tr.  incutere, diffondere il terrore; tenere in uno stato di terrore.
terroso   agg.    • 1 •   che contiene terra, che è sporco di terra: verdura terrosa    • 2 •   che ha aspetto simile a terra o proviene dalla terra: sostanza terrosa  | metallo terroso, (chim.) in passato, denom. comune di metalli trivalenti come boro e alluminio, così chiamati per l'aspetto dei loro ossidi.
tersezza   s.f.  (lett.) l'essere terso; tersità.
tersicoreo   agg.  (lett.) relativo alla danza.
tersità   s.f.  (lett.) qualità di ciò che è terso; tersezza: la tersità del cielo. 
tersite   s.m.  (lett.) uomo vile e insolente.
terso   part. pass.  di tergere   agg.    • 1 •   nitido, pulito: aria tersa; vetri trasparenti e tersi  (dante par.  iii, 10)    • 2 •   (fig.) limpido, forbito: stile terso  § tersamente avv. 
terza   s.f.    • 1 •   la terza classe di una scuola: essere promosso in terza  | in passato, la terza classe in un treno o in una nave    • 2 •   la terza marcia nel cambio degli auto- e motoveicoli: mettere, innestare la terza    • 3 •   nella danza, posizione dei piedi a 90 gradi, in modo che il calcagno del piede posto davanti tocchi il punto mediano interno del piede posto dietro    • 4 •   particolare posizione di scherma, con braccio leggermente piegato e aperto verso destra e dorso della mano rivolto in fuori    • 5 •   (mus.) intervallo di altezza entro due note del sistema tonale e temperato, divise, rispetto alla successione della scala diatonica, solo da un'altra nota    • 6 •   (lit.) una delle ore canoniche, corrispondente alle nove antimeridiane | mezza terza, (ant.) la metà dell'intervallo di tempo tra la levata del sole e la terza: e già il sole a mezza terza riede  (dante inf.  xxxiv, 96).
terzadro   s.m.  (dir.) chi lavora un terreno con un contratto di terzeria.
terzana   agg.  e s.f.  si dice di febbre malarica il cui accesso si verifica ogni terzo giorno, contando come primo il giorno dell'accesso precedente, perciò a giorni alterni.
terzanella   (1) s.f.  terzana leggera.
terzanella   (2) s.f.  seta di qualità inferiore che si ricava da bozzoli incompiuti o avariati.
terzanella   (3) s.f.  anagallide.
terzare    ⇨ terziare.
terzaria    ⇨ terzeria.
terzarolare   lett. terzaruolare, v. tr.  [io terzaròlo ecc.] (mar.) diminuire la superficie di una vela esposta al vento ripiegandola sui terzaroli.
terzarolo   o terzerolo, lett. terzaruolo, terzeruolo, s.m.    • 1 •   (mar.) nelle antiche galee, la terza vela in ordine di grandezza dopo la mezzana e l'artimone | il terzo dei vogatori in uno stesso banco della galea    • 2 •   (mar.) ciascuna delle parti della vela che, per diminuire la superficie esposta al vento, può venire ripiegata nel senso dell'altezza mediante cordicelle cucite sulla vela stessa: far terzarolo, terzarolare    • 3 •   (ant.) arma da fuoco usata fino al sec. xvi, di grosso calibro e con la canna lunga un terzo di quella dell'archibugio.
terzaruolo   e deriv.   ⇨ terzarolo e deriv. 
terzavolo   s.m.  [f. -a] (rar.) trisavolo.
terzera   s.f.  (edil.) arcareccio.
terzeria   ant. o region. terzaria, s.f.  (dir.) contratto agrario per la coltivazione di terreni in compartecipazione (due terzi al concedente e un terzo al terzadro).
terzerolo   terzeruolo  ⇨ terzarolo.
terzetta   s.f.  pistola con canna ridotta di due terzi rispetto a quella delle pistole normali: prese la terzetta rimasta sul letto, e l'attaccò alla cintura  (manzoni p. s.  xxii).
terzetto   s.m.    • 1 •   (mus.) composizione a tre parti vocali, di solito concertanti, accompagnate da uno o più strumenti; anche, il gruppo dei tre esecutori    • 2 •   insieme di tre persone accomunate da una caratteristica o da qualche particolarità per lo più negativa: un bel terzetto di mascalzoni    • 3 •   (metr.) terzina.
terziare   ant. terzare, v. tr.  [io tèrzio ecc.] (agr.) arare per la terza volta.
terziario   s.m.    • 1 •   [f. -a] membro di un terz'ordine: terziario francescano    • 2 •   (geol.) era terziaria; cenozoico    • 3 •   (econ.) settore dei servizi, in quanto distinto da agricoltura (primario) e industria (secondario) | terziario avanzato, quello che produce servizi caratterizzati da alta qualificazione professionale o dall'applicazione dei più recenti risultati della ricerca scientifica e tecnica    • 4 •   (dir.) terzadro  agg.    • 1 •   che viene per terzo, che occupa il terzo posto, spec. in locuzioni scientifiche: era terziaria    • 2 •   (econ.) di, relativo al settore dei servizi    • 3 •   (chim.) si dice di un atomo di carbonio o di azoto che in una molecola organica è unito ad altri tre atomi di carbonio; per estens., si dice di un composto o di un gruppo che contiene un tale atomo.
terziarizzazione   s.f.  (econ.) aumento dell'importanza del settore dei servizi, rispetto a quelli della produzione agricola e industriale, in termini di quota del prodotto nazionale o di manodopera occupata.
terziatura   s.f.  (agr.) terza aratura.
terziere   s.m.  nome di ciascuna delle tre zone in cui si dividevano un tempo alcune piccole città sopravvive nell'uso di talune cittadine.
terziglia   s.f.    • 1 •   schieramento ginnico o militare di tre persone poste una accanto all'altra sulla stessa linea    • 2 •   nel gioco del tamburello, squadra di tre giocatori.
terziglio   s.m.  gioco di carte simile al tressette, che si fa in tre giocatori.
terzina   s.f.    • 1 •   (metr.) strofe di tre versi, normalmente endecasillabi, usata come elemento di una composizione più complessa (p. e.  terza rima, sonetto) | terzina incatenata, a rime incatenate    • 2 •   (mus.) complesso di tre note di ugual valore che si esegue in un tempo corrispondente alla durata di due    • 3 •   nel gioco della roulette, gruppo di tre numeri sui quali si può effettuare la puntata    • 4 •   (ant.) terno, nel gioco del lotto.
terzinare   v. tr.  (mus.) disporre, arrangiare un brano secondo un ritmo a terzine.
terzino   s.m.    • 1 •   nel gioco del calcio, ciascuno dei due giocatori della terza linea che svolgono compiti di difesa soprattutto sulle fasce laterali del campo: terzino destro, sinistro    • 2 •   (ant. , region.) misura di capacità che corrisponde alla terza parte di un fiasco    • 3 •   (mus.) piccolo clarinetto, intonato una terza minore sopra il clarinetto ordinario.
terziruolo   agg.  (tip.) detto di spaziatura pari a un terzo del corpo di un carattere di stampa: spazio terziruolo. 
terzista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (ind. tessile) chi tesse su richiesta di un committente, spesso utilizzando materiale fornitogli da questo.
terzo   agg. num.    • 1 •   che in una serie occupa il posto numero tre; è rappresentato da 3° nella numerazione araba, da iii in quella romana: la terza colonna; la terza classe; il terzo giorno dopo la partenza; è la terza volta che cade; abita al terzo piano; la terza persona singolare o plurale di un verbo; una ustione di terzo grado; un'ascensione di terzo grado; un (interrogatorio di) terzo grado; elevare un numero alla terza potenza  | aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): paolo iii, riccardo iii, napoleone iii  | in terzo luogo, nelle enumerazioni, al terzo posto | roba di terz'ordine, scadente | terz'ordine, nell'ambito di un ordine religioso, i laici che non entrano nell'ordine maschile (prim'ordine) o femminile (secondo ordine), ma si impegnano a vivere nel mondo secondo la spiritualità propria dell'ordine: terz'ordine francescano  | la terza italia, l'italia nuova del risorgimento, dopo quella antica e quella comunale-rinascimentale: egli vide nel ciel crepuscolare / co'l cuor di gracco ed il pensier di dante / la terza italia  (carducci) | il terzo stato, nella francia prerivoluzionaria, la borghesia, classe sociale che era considerata inferiore alla nobiltà e al clero | il terzo reich, la germania di hitler | terza pagina, nei giornali, la pagina riservata tradizionalmente agli articoli di cultura | terzo mercato, mercato finanziario privato che si affianca alla borsa e al mercato ristretto | terzo settore, insieme delle istituzioni non aventi scopo di lucro, in quanto si distingue dal settore privato e da quello pubblico | terzo sesso, nel linguaggio corrente, gli omosessuali | terza età, la vecchiaia    • 2 •   costituito di tre unità o elementi | terza rima, forma metrica costituita da una successione di terzine incatenate  s.m.    • 1 •   la terza parte dell'unità: avere diritto a un terzo degli utili  | vela al terzo, (mar.) vela di taglio, sostenuta da una pennola sospesa a un terzo della sua lunghezza; era usata un tempo dai pescherecci    • 2 •   [f. -a] chi viene al terzo posto in un ordine, una graduatoria: arrivare, piazzarsi terzo; essere la terza di una lista  | ciò che si aggiunge ad altri due o si considera dopo questi: principio del terzo escluso, (filos.) principio della logica classica, secondo cui tra vero e falso non esiste un termine intermedio | essere in terzo, (antiq.) fare da terzo: non piacendogli di tirare in disparte il curato e di bisbigliar con lui in segreto, mentre il suo nuovo amico era lì in terzo  (manzoni p. s.  xxiii)    • 3 •   una terza persona, diversa da chi parla o da chi ascolta: chiedere il parere di un terzo    • 4 •   chi non è parte di un contratto, di un rapporto, spec. giuridico: per conto terzi, per conto di altre persone | pl.  gli altri: raccontare a terzi i propri fatti; ledere i diritti dei terzi    • 5 •   in terzo, (ant.) che si compie in tre persone | messa in terzo, (lit.) messa solenne con tre celebranti.
terzodecimo   agg. num.  (lett.) decimoterzo, tredicesimo | anche come s.m.  [f. -a].
terzogenito   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice del figlio nato per terzo.
terzolo    ⇨ terzuolo.
terzomondismo   s.m.  l'insieme dei problemi che riguardano il terzo mondo | atteggiamento di sostegno verso i paesi del terzo mondo.
terzomondista   agg.  che riguarda il terzo mondo, il terzomondismo  s.m.  [f. -a; pl. m. -sti] esperto di terzomondismo | sostenitore dei diritti del terzo mondo.
terzone   s.m.    • 1 •   nome dato a un tipo di tela molto grossolana    • 2 •   (mar.) il barile in cui veniva conservata l'acqua sui velieri.
terzultimo   o terz'ultimo, agg.  e s.m.  [f. -a] il terzo a partire dall'ultimo: occupare il terzultimo posto in una graduatoria; essere il terzultimo di un elenco. 
terzuolo   (1) o terzolo, s.m.    • 1 •   in falconeria, nome che si dava al falco maschio    • 2 •   astore.
terzuolo   (2) pop. terzolo, agg.  e s.m.  si dice del fieno di terzo taglio; anche, del taglio stesso.
tesa   s.f.    • 1 •   parte sporgente del cappello che gira attorno alla base della cupola; falda: un cappello a larghe tese    • 2 •   il tendere le reti agli uccelli; anche, le reti stesse e il tempo e il luogo dove si tendono: fare la tesa    • 3 •   antica misura di lunghezza, corrispondente all'incirca all'apertura delle braccia, usata soprattutto prima dell'adozione del sistema metrico decimale | unità di misura delle superfici agrarie usata nell'italia settentrionale, equivalente a 3,6 m2    • 4 •   (ant. , lett.) tensione: come balestro frange, quando scocca / da troppa tesa, la sua corda e l'arco  (dante purg.  xxxi, 16-17)    • 5 •   (lett.) distesa: era la tesa / del mare un gioco d'anella  (montale).
tesafili   s.m.  (elettr.) attrezzo fissato alla sommità di una pertica e manovrato dal basso, usato nella tesatura delle linee elettriche e telefoniche aeree per collocare i conduttori sull'armamento dei sostegni.
tesaggio   s.m.  l'operazione del tesare cavi metallici.
tesare   v. tr.  [io téso ecc.]    • 1 •   tirare un cavo fino a dargli la tensione voluta: tesare le funi; tesare i conduttori delle linee elettriche  | tesare a ferro, (mar.) alare un cavo fino a dargli una rigidità quasi fosse di metallo    • 2 •   (mar.) distendere una vela in modo che essa sia il meno curva possibile sotto l'azione del vento.
tesatura   s.f.  l'operazione e il risultato del tesare.
tesaurizzare   o tesorizzare, v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere]    • 1 •   (econ.) tenere ricchezza in forma di moneta    • 2 •   (fig.) far tesoro di qualcosa.
tesaurizzazione   o tesorizzazione, s.f.  il tesaurizzare, l'essere tesaurizzato.
tesauro   s.m.  (ant. , poet.) tesoro: tu ch'hai, per arricchir d'un bel tesauro, / volte l'antiche e le moderne carte  (petrarca canz.  xxviii, 76-77).
teschio   s.m.  l'insieme delle ossa del capo; in partic., cranio di un cadavere. dim. teschietto. 
tesi   s.f.    • 1 •   proposizione, affermazione, enunciazione la cui validità si fonda su determinate argomentazioni: enunciare, formulare una tesi; confutare, sostenere una tesi  | tesi di laurea, dissertazione scritta che deve essere presentata da uno studente alla fine dei corsi universitari per il conseguimento del titolo dottorale: tesi di laurea compilativa, sperimentale, a seconda che si limiti a fare il punto sullo stato degli studi e delle ricerche su un determinato argomento oppure che offra dei contributi originali | commedia, romanzo a tesi, in cui l'autore si propone di dimostrare una determinata tesi    • 2 •   (estens.) teoria, dottrina su un determinato argomento, spec. filosofico o scientifico: la tesi dell'immortalità dell'anima, sull'origine della vita    • 3 •   (filos.) il primo momento del processo logico della dialettica, quello cioè in cui si pone, si afferma una proposizione; a essa si contrappone l'antitesi, che è il momento della negazione e della contraddizione    • 4 •   (metr.) tempo debole, corrispondente a sillaba sulla quale il tono di voce è meno marcato; nella metrica classica è usato talora per indicare invece il tempo forte    • 5 •   (mus.) tempo accentato, o forte, nella scansione ritmica.
tesina   s.f.  nel linguaggio scolastico, breve dissertazione scritta su uno specifico argomento che gli studenti, spec. universitari, devono o possono presentare e discutere preliminarmente o a complemento di una prova d'esame.
tesla   s.m. invar.  (fis.) unità di misura dell'induzione magnetica nel sistema internazionale, pari all'induzione magnetica uniforme che, attraversando perpendicolarmente una superficie piana di area    • 1 •   m2, induce attraverso essa un flusso magnetico di    • 1 •   weber.
tesmoforie   s.f. pl.  nell'antica grecia, feste in onore di demetra legislatrice.
tesmoteta   s.m.  [pl. -ti] nell'antica atene, titolo che si dava ai sei arconti incaricati di custodire le leggi.
teso   part. pass.  di tendere   agg.    • 1 •   tirato; in tensione fisica: corda tesa; avere i muscoli tesi; tenere la gamba tesa, rigida | in tensione psicologica, emotiva: essere, sentirsi teso; avere i nervi tesi, essere in agitazione, nervosi; un viso teso, che rivela affaticamento, tensione nervosa; rapporti tesi, difficili, prossimi alla rottura; situazione tesa, critica    • 2 •   allungato, proteso: avere la mano tesa, per stringere quella altrui; (fig.) offrire aiuto a qualcuno; stare con la mano tesa, chiedere l'elemosina; stare con le orecchie tese, (fig.) protese, intente, per ascoltare | volto, indirizzato: sforzi tesi alla realizzazione di un progetto    • 3 •   (non com.) steso, disteso.
tesoreggiamento   s.m.  (non com.) il tesoreggiare; tesaurizzazione.
tesoreggiare   v. tr.  e intr.  [io tesoréggio ecc. ; aus. dell'intr. avere] accumulare beni, ricchezze; tesaurizzare (anche fig.).
tesoreria   s.f.  organo amministrativo che provvede alla gestione di cassa (incassi e pagamenti) dello stato e di altri enti pubblici: la tesoreria del comune; operazioni di tesoreria; tesoreria provinciale, cassa provinciale dello stato.
tesoriere   s.m.    • 1 •   chi è a capo di una tesoreria; amministratore della cassa di un ente pubblico    • 2 •   chi è incaricato della custodia di un tesoro | in partic., titolo del sacerdote che è incaricato di custodire il tesoro di una chiesa o di un santuario.
tesorizzare   e deriv.   ⇨ tesaurizzare e deriv. 
tesoro   s.m.    • 1 •   grande quantità di monete, di oggetti preziosi, di gemme, accumulata e custodita con cura: trovare, disseppellire un tesoro  | in partic., le reliquie, gli arredi sacri e le opere d'arte di proprietà di una chiesa o di un santuario; per estens., i locali in cui questi oggetti vengono conservati: il tesoro della basilica di s. pietro  | valere un tesoro, moltissimo | fare tesoro di qualcosa, (fig.) tenerla in gran conto e valersene al bisogno: ho fatto tesoro dei tuoi consigli  | caccia al tesoro, gioco di società, che si fa per lo più all'aperto, in cui i concorrenti devono rintracciare in un tempo determinato degli oggetti rari o che sono stati nascosti da chi ha organizzato il gioco | prov.  : chi trova un amico trova un tesoro    • 2 •   erario pubblico: ministero del tesoro, il dicastero responsabile della politica monetaria del governo e della emissione del debito pubblico    • 3 •   (fig.) cosa molto preziosa, a cui si attribuisce grande valore: i tesori della scienza; la salute è un tesoro; tesori artistici, del sottosuolo    • 4 •   (fig.) persona molto amata, che si considera preziosa: tesoro mio!; un tesoro di ragazza; quel bambino è il mio tesoro  | persona affettuosa, gentile, che si presta a collaborare, ad aiutare: quella donna è un tesoro!  dim. tesorino, tesoruccio, tesoretto  accr. (scherz.) tesorone    • 5 •   titolo di opere medievali a carattere enciclopedico: il tesoro di brunetto latini    • 6 •   (archeol.) in età arcaica e classica, piccolo tempio che sorgeva all'interno del recinto sacro di un tempio maggiore | costruzione funeraria dell'età micenea: il tesoro di atreo. 
tessalico   agg.  [pl. m. -ci] della tessaglia, antica regione della grecia  s.m.  il dialetto della tessaglia.
tessalo   agg.  della tessaglia  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della tessaglia.
tessellato   agg.  (archeol.) si dice di pavimento fatto di piccole tessere quadrangolari, di pietra o di altro materiale.
tessera   s.f.    • 1 •   piccolo rettangolo di cartoncino o di plastica con indicazioni anagrafiche e talora con la fotografia della persona a cui è intestato; serve come documento di riconoscimento o di appartenenza a un ente, un'associazione e sim., o a conferire al proprietario particolari diritti: tessera di giornalista; tessera di partito; tessera di viaggio, di abbonamento; mostrare, smarrire la tessera  | tessera magnetica, munita di banda magnetizzata che, letta e identificata da un apposito apparecchio, consente al possessore di accedere a luoghi e servizi altrimenti inaccessibili (p. e.  sportelli bancari automatici) | tessera annonaria, quella che consentiva, durante l'ultima guerra, di acquistare viveri razionati. dim. tesserina, tesserino  (m.)    • 2 •   ciascuno dei piccoli tasselli di pietra o altro materiale usati per comporre un mosaico    • 3 •   nome dei pezzi del gioco del domino    • 4 •   nell'antica roma, piastrina di riconoscimento con iscrizioni varie; anche, dado per giocare.
tesseramento   s.m.  il tesserare: campagna di tesseramento, quella che promuovono i partiti politici per procacciarsi nuovi iscritti | razionamento dei generi alimentari e di altri prodotti di prima necessità, effettuato in periodo bellico o durante gravi emergenze.
tesserare   v. tr.  [io tèssero ecc.]    • 1 •   munire di tessera: essere tesserato presso una società sportiva    • 2 •   emettere tessere annonarie per razionare viveri, vestiti ecc.: tesserare il pane  | tesserarsi v. rifl.  iscriversi a un partito, un'associazione, un ente e sim. prendendone la tessera.
tesserato   part. pass.  di tesserare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è dotato di tessera essendo iscritto a un partito, un'associazione, un ente e sim.
tessere   v. tr.  [io tèsso ecc. ; pass. rem. io tesséi, tu tessésti ecc. ; part. pass. tessuto]    • 1 •   intrecciare nel telaio, per mezzo della spola, i fili paralleli che costituiscono l'ordito con i fili a questo perpendicolari (trama) per fare una stoffa (anche assol.): tessere il lino, la lana; imparare a tessere; tessere a macchina, a mano    • 2 •   (estens.) comporre a guisa di tessuto: tessere una stuoia, una rete; il ragno tesse la sua tela    • 3 •   (fig.) comporre ordinatamente, con arte: tessere un discorso, un elogio; tessere una manovra, organizzarla | (fig.) ordire, macchinare, tramare: tessere congiure, tradimenti. 
tesserino   s.m.    • 1 •   dim.  di tessera    • 2 •   documento di riconoscimento, di abbonamento: tesserino settimanale del tram. 
tessile   agg.  che riguarda la tessitura: industria tessile  | prodotti tessili, filati e tessuti | fibre tessili, che possono essere tessute | piante tessili, che forniscono fibre tessili  s.m.    • 1 •   operaio, tecnico o industriale delle industrie tessili: il sindacato dei tessili    • 2 •   pl.  materiale prodotto dall'industria tessile: negozio di tessili. 
tessilsacco   ® s.m.  involucro di carta robusta a doppio strato con interposta una rete di spago, in cui si ripongono gli abiti per difenderli dalla polvere e dalle tarme | (estens.) qualsiasi involucro, per lo più di plastica, destinato a tale scopo.
tessitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice, pop. -tóra] operaio addetto alla tessitura. dim. tessitorello    • 2 •   (fig. lett.) chi compone qualcosa con accuratezza e arte: un abile tessitore di melodie    • 3 •   (fig.) orditore: ulisse, famoso tessitore di inganni    • 4 •   (zool.) nome attribuito ad alcune specie di uccelli passeriformi africani che vivono in colonie e fabbricano grossi nidi particolarmente compatti e ben intrecciati.
tessitoria   s.f.  (non com.) stabilimento di tessitura | la bottega del tessitore e la sua attività.
tessitura   s.f.    • 1 •   operazione, risultato, modo del tessere: la tessitura della canapa, della lana; tessitura fitta, rada    • 2 •   stabilimento industriale in cui si tesse: domani visiteremo la nuova tessitura    • 3 •   (estens.) intreccio, lavoro d'intreccio: la tessitura di un cestello, di una stuoia    • 4 •   (fig.) trama, intreccio di un'opera letteraria e sim.: la tessitura di quel romanzo è debole  | tessitura contrappuntistica, (mus.) l'insieme delle parti vocali o strumentali che, intrecciandosi, formano il tessuto armonico e melodico    • 5 •   organizzazione, macchinazione: la tessitura di un complotto    • 6 •   (mus.) ambito dei suoni, dal grave all'acuto, che una voce o uno strumento sono in grado di cantare o suonare; registro    • 7 •   (geol.) disposizione dei componenti cristallini di una roccia.
tessutale   o tissutale, agg.  (biol. , med.) relativo a tessuto.
tessuto   part. pass.  di tessere   agg.  nei sign. del verbo | (fig.) composto, costituito: una dichiarazione tessuta di assurdità   s.m.    • 1 •   il manufatto ricavato dalla tessitura : tessuto impermeabile, a maglia, di seta; la trama di un tessuto; negozio di tessuti  | tessuto fantasia, a disegni e colori vari | tessuto non tessuto, manufatto tessile prodotto con macchine diverse dal telaio (p. e.  il feltro, i tessuti a maglia)    • 2 •   (fig.) insieme di elementi strettamente connessi: le sue parole sono sempre un tessuto di menzogne; il tessuto di un'opera teatrale  | il tessuto urbano, l'insieme degli elementi costitutivi della città    • 3 •   (biol.) insieme ordinato di cellule con struttura e funzioni analoghe: tessuto vegetale, animale, parenchimatico, connettivo, muscolare, adiposo; la necrosi dei tessuti. 
test   s.m. invar.    • 1 •   (psicol.) complesso di domande standardizzate che servono a rilevare e valutare le differenze fra le reazioni psichiche di più individui, oppure le differenze fra le reazioni psichiche del medesimo individuo in momenti o condizioni diverse; reattivo mentale, reattivo psicologico    • 2 •   (stat.) procedura che utilizza le osservazioni compiute su determinati campioni per accettare o respingere un'ipotesi su una o più caratteristiche di una popolazione    • 3 •   prova d'esame consistente nel sottoporre al candidato varie domande, seguite ciascuna da una serie di risposte, una sola delle quali è esatta    • 4 •   (estens.) prova, esperimento inteso a trarre valutazioni rispetto a qualcosa; esame, accertamento: test nucleare; test di funzionalità epatica  | test di papanicolau, pap-test.
testa   s.f.    • 1 •   negli uomini e negli animali, la parte superiore o anteriore del corpo che contiene il cervello e i principali organi di senso; riferita al corpo umano può anche indicare, in senso più ristretto, la zona del cranio rivestita di capelli, ed è sempre sostituibile con capo : testa rotonda, allungata; testa calva, ricciuta, bionda, rossa, con riferimento ai capelli; mettersi il cappello in testa; a testa coperta, scoperta, con, senza cappello o altro copricapo; dare alla testa, inebriare, esaltare; mal di testa, cefalea, emicrania; giramento di testa, vertigine; rompersi la testa, ferirsi al capo; dalla testa ai piedi, in, per tutto il corpo; scuotere la testa, in segno di disapprovazione, di diniego o di disappunto; grattarsi la testa, in segno di perplessità | cacciatori di teste, (etnol.) tribù che conservano, mummificate, le teste dei nemici uccisi | voce di testa, (mus.) nel canto, tipo di emissione che si appoggia alla cavità faringea superiore occupando la zona acuta dell'estensione vocale | di testa, nel calcio, colpendo il pallone con la testa: tiro di testa; respingere, segnare di testa | lavare la testa all'asino, (fig.) fare un lavoro inutile | dare una lavata di testa a qualcuno, (fig.) rimproverarlo energicamente | fasciarsi la testa prima d'essersela rotta, (fig.) preoccuparsi inutilmente in anticipo per qualcosa. dim. testina, testolina  accr. testona, testone  (m) pegg. testaccia    • 2 •   in quanto sede degli organi preposti alle funzioni intellettive e alle sensazioni dà luogo a numerose locuzioni: essere una (gran) testa, una persona molto intelligente; testa matta, stramba, si dice di persona che si comporta in modo stravagante; testa calda, di persona dal carattere impetuoso, facile all'ira e all'entusiasmo; testa dura, di persona ostinata, tenace o anche ottusa; testa di legno, d'asino, di rapa, di persona tarda d'ingegno; testa vuota, di chi è superficiale, irresponsabile o sciocco; testa quadra, di chi è lento a capire o di vedute limitate; anche, soprattutto un tempo, di chi è molto logico e razionale; fare un colpo di testa, una cosa avventata; far girare la testa a qualcuno, farlo innamorare di sé andare con la testa bassa, alta, si dice di chi ha, non ha di che vergognarsi; agire senza testa, con la testa nel sacco, senza riflettere; perdere la testa, confondersi, non capire più nulla; anche, innamorarsi perdutamente; mi va via la testa, (fam.) mi confondo, non capisco più nulla; camminare con la testa nelle nuvole, sognando a occhi aperti, senza badare a dove si va; dove hai la testa?, (fam.) si dice a chi fa qualcosa senza riflettere; non esserci con la testa, (fam.) essere distratto o deconcentrato; essere, andare giù, fuori, via di testa, (fam.) aver perso, perdere il controllo di sé, sragionare; montarsi la testa, illudersi riguardo alle proprie capacità e possibilità di successo; gonfiare la testa, fare la testa (come un pallone), fare una testa così, (fam.) stordire con le proprie chiacchiere; avere la testa a posto, sulle spalle, essere saggio, equilibrato; mettere la testa a partito, a segno, a posto, rinsavire; avere buona testa, avere ingegno; avere poca testa, avere poco buon senso o poca intelligenza; mettersi in testa qualcosa, convincersene; mettersi in testa di fare qualcosa, decidere di farla, ostinarsi in un proposito; mettere qualcosa in testa a qualcuno, fargliela capire o fargliela credere; avere in testa, entrare, far entrare in testa, in mente; levarsi una cosa di testa, non pensarci più; piegare la testa, rassegnarsi, cedere; non sapere dove battere, sbattere la testa, non sapere dove trovare aiuto, quale soluzione adottare; rompersi la testa, stillarsi il cervello per trovare la soluzione di qualcosa; uscirne con la testa rotta, avere la peggio in un contrasto, una disputa ecc.; gettarsi a testa bassa in qualcosa, dedicarvisi col massimo impegno; gettarsi a testa bassa contro qualcuno, affrontarlo con eccessiva irruenza; tener testa al nemico, a un avversario, fronteggiarlo efficacemente, opporgli valida resistenza; averne fin sopra la testa, non poterne più di qualcosa; andare, montare il sangue alla testa, si dice a proposito di chi si adira, perde il controllo di sé; passare per la testa, balenare un pensiero improvviso; avere la testa a qualcosa, rivolta a qualcosa; fare di testa propria, agire senza accettare consigli    • 3 •   in quanto costituisce elemento vitale, vita, esistenza: domandare la testa di qualcuno, reclamarne la morte o, per estens., la punizione, la rovina; rispondere di qualcosa con la propria testa, con la propria vita; pena la testa, pena la vita; scommettere, giocarsi la testa, (iperb.) per dire che si è sicuri di aver ragione    • 4 •   persona, individuo: pagare un tanto a testa  | testa coronata, sovrano, regnante | testa di cuoio, appartenente a un reparto militare o di polizia addestrato a operazioni di difesa dalla guerriglia o di assalto contro criminali o terroristi    • 5 •   raffigurazione artistica della testa umana: una testa in bronzo, in terracotta; dipingere, modellare una testa | testa di turco, figura in forma di testa ricoperta da un turbante, usata come bersaglio nelle fiere e nei parchi di divertimento: essere la testa di turco di qualcuno, di qualcosa, (fig.) esserne la vittima, il capro espiatorio | fare a testa e (o) croce, gettare in alto una moneta perché, ricadendo a caso sull'una o sull'altra faccia, determini una decisione altrimenti difficile da prendere; può anche farsi come gioco d'azzardo (dalla figura di una testa che spesso è impressa su una delle due facce di una moneta)    • 6 •   testata: testa del treno  | parte anteriore o superiore di qualcosa; estremità, parte terminale, in genere tondeggiante, di qualcosa: la testa del letto, della trave, di un siluro; la testa di un chiodo, di uno spillo, la capocchia; testa del femore, (anat.) l'estremità arrotondata del femore che si articola con il bacino; testa di una ruota, il mozzo; testa d'aglio, il bulbo della piantina; testa d'albero, (mar.) estremità superiore dell'albero di una nave; titoli di testa, didascalie iniziali di un film, di un programma televisivo e sim.; testa del mattone, la faccia di superficie minore; muro a una testa, a due teste, (edil.) di spessore corrispondente a quello di uno o due mattoni; testa di un cilindro, (mecc.) in un motore a scoppio, la parte in cui si produce l'esplosione; picchiare, battere in testa, detto del caratteristico rumore di un motore a scoppio che si venga a trovare sotto sforzo quando sia innestata una marcia troppo alta in rapporto alla velocità; testa motrice, nel tornio, la parte che contiene gli elementi di trasmissione del moto | in ferrovia, parte iniziale del treno dove si trovano la motrice e le prime carrozze: vettura di testa; la carrozza ristorante è in testa; stazione di testa, nella qualei binari non proseguono e il treno per ripartire deve invertire la marcia | (mus.) parte tondeggiante della figura che rappresenta una nota; anche, l'inciso iniziale di un tema musicale | (mil.) fronte, prima fila di un reparto: la testa di una colonna di soldati; testa di ponte, zona occupata al di là di un corso d'acqua in territorio controllato dal nemico; testa di sbarco, i primi reparti che sbarcano e si attestano in territorio nemico, per dar modo a quelli successivi di sbarcare con maggiore sicurezza | (sport) prima posizione in una gara o una classifica: essere, passare in testa; teste di serie, in un torneo a più gironi, i giocatori o le squadre migliori che vi partecipano e che vengono assegnati a gironi diversi affinché non si eliminino subito a vicenda; essere, mettersi alla testa di qualcosa, (fig.) assumerne la guida, il comando    • 7 •   (sport) nelle corse ippiche, la lunghezza della testa del cavallo, presa come unità di misura del distacco: vincere per una testa, per mezza testa; arrivare testa a testa, alla pari    • 8 •   testa di morto, (zool.) grossa farfalla notturna appartenente alla famiglia degli sfingidi; è così chiamata per il disegno, giallognolo sul dorso bruno, che ricorda un teschio (ord.  lepidotteri)    • 9 •   testa di moro, color marrone scuro (anche come loc. agg. invar.): una borsa color testa di moro  | (mar.) armatura di ferro che collega due tronchi di un albero in una nave a vela 10 distillato di testa, (chim.) prodotto contenente i composti più volatili di una distillazione, che perciò si separa per primo, o che esce dalla parte superiore di una colonna di distillazione.
testabile   agg.  (dir.) che può essere oggetto di testamento.
testacei   s.m. pl.  (zool.) ordine di protozoi comuni nelle acque dolci stagnanti, con corpo protetto da un esile guscio e rudimentali appendici per il movimento e la presa dell'alimento; vi appartengono alcuni tipi di amebe | sing.  [-ceo] ogni individuo di tale ordine.
testaceo   agg.    • 1 •   (lett.) di terracotta, di coccio: opera testacea, tecnica costruttiva romana che utilizzava laterizi per lo più spezzati    • 2 •   (zool.) si dice di mollusco fornito di guscio o conchiglia | membrana testacea, quella più esterna nell'uovo degli uccelli.
testa-coda  testa-coda loc. sost. m. invar.  sbandamento per cui un autoveicolo gira su sé stesso e viene a trovarsi nella direzione opposta a quella in cui marciava.
testamentario   agg.    • 1 •   (dir.) del testamento, che riguarda un testamento; che si fa o avviene per testamento: esecutore, erede testamentario; disposizione testamentaria    • 2 •   (relig.) che concerne l'antico e il nuovo testamento: studio testamentario. 
testamento   s.m.    • 1 •   (dir.) atto scritto revocabile e personale con cui si dispone del proprio patrimonio o di parte di esso per quando si sarà cessato di vivere: testamento valido, nullo, annullabile; testamento olografo; testamento per atto di notaio, ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni (testamento pubblico) o scritto dal testatore e da questi consegnato al notaio (testamento segreto); apertura, esecuzione di un testamento; impugnare, invalidare, fare revocare un testamento  | testamento spirituale, l'insieme delle disposizioni di natura morale che possono integrare un testamento; (fig.) i principi e i valori etici o intellettuali, l'eredità ideale che una persona trasmette ad altri    • 2 •   (ant.) patto, alleanza | (relig.) ciascuna delle due parti della bibbia: antico testamento  (meno bene vecchio testamento), l'insieme dei libri biblici anteriori a gesù cristo; nuovo testamento, i libri biblici che contengono la vita e la dottrina di gesù e degli apostoli.
testante   part. pres.  di testare    • 1 •   agg.  e s.m.  (dir.) si dice della persona che fa testamento; testatore.
testardaggine   s.f.  l'essere testardo; cocciutaggine, caparbietà, ostinazione.
testardo   agg.  si dice di persona che persiste in un'idea o in un atteggiamento, anche contro l'evidenza dei fatti o in contrasto con i consigli e le buone ragioni degli altri; cocciuto, ostinato, caparbio: un ragazzo testardo come un mulo   s.m.  [f. -a] persona testarda § testardamente avv. 
testare   (1) v. intr.  [io tèsto ecc. ; aus. avere] (dir.) far testamento.
testare   (2) v. tr.  [io tèsto ecc.] in diversi linguaggi tecnici, sottoporre a un test: testare un soggetto, un candidato  | esaminare, verificare, collaudare: testare un programma all'elaboratore. 
testata   s.f.    • 1 •   la parte estrema, anteriore o superiore di qualcosa; testa: la testata di una trave, di una colonna  | parte iniziale o terminale di costruzioni a sviluppo longitudinale: testata di una galleria, ognuno degli ingressi; la testata di un molo, l'estremità in mare; la testata di un ponte, ognuno dei sostegni a terra su cui poggiano le estremità di un ponte | (mil.) parte anteriore dell'affusto di un pezzo di artiglieria | (mecc.) nei motori a combustione interna alternativi, blocco che costituisce la parete superiore dei cilindri, in cui sono parzialmente ricavate le camere di scoppio | la testata di una valle, la parte iniziale, gener. più alta e cinta da una cerchia di monti | testata del letto, testiera | testata di un libro, il taglio superiore | testata di un missile, la parte anteriore dell'ultimo stadio che contiene una carica esplosiva o porta un satellite artificiale: missile a testata nucleare, a testata multipla    • 2 •   la parte superiore della prima pagina di un giornale, contenente il titolo e l'indicazione dell'annata, della data, del prezzo ecc.; anche, il solo titolo | (estens.) giornale: una testata autorevole; vendere, comprare una testata, cedere, assicurarsi la proprietà di un giornale    • 3 •   colpo dato con la testa: dare una testata contro il muro.  dim. testatina. 
testatico   s.m.  [pl. -ci] (dir.) nel medioevo, imposizione fiscale per testa, che colpiva perciò in misura uguale ciascun membro della collettività | (estens.) l'ammontare fissato per ciascuna persona  agg.  (antiq.) a persona, pro capite: consumo testatico del tabacco. 
testatina   s.f.    • 1 •   dim.  di testata    • 2 •   (giorn.) titolo di una rubrica giornalistica    • 3 •   (tip.) titoletto posto nella parte alta della pagina del libro, che per lo più ripete il nome dell'autore e il titolo dell'opera o del capitolo; titolo corrente.
testatore   s.m.  [f. -trice] (dir.) chi fa o ha fatto testamento.
teste   s.m.  e f.  (dir.) la persona chiamata a deporre in un processo intorno a fatti o circostanze dei quali sia a diretta conoscenza; testimone: teste d'accusa, di difesa; teste a carico, a discarico; interrogare un teste; procedere all'escussione dei testi, all'esame delle loro deposizioni | la persona che assiste alla stesura di un atto pubblico e lo sottoscrive: far da teste alle nozze. 
testé   avv.    • 1 •   (ant. , lett.) poco fa: io me ne avvidi testé quando io andai per l'acqua  (boccaccio dec.  ix, 5)    • 2 •   (ant.) ora, in questo momento: con la forza di tal che testé piaggia  (dante inf.  vi, 69)    • 3 •   (ant.) fra poco: a me conviene testé andare a firenze  (boccaccio dec.  ix, 5).
tester   s.m. invar.  strumento, spesso portatile, usato per misurare tensioni e correnti elettriche (sia continue sia alternate a frequenza industriale) e resistenze elettriche.
testeso   avv.  (ant.) testé.
testicolare   agg.  (anat. , med.) di, relativo a testicolo.
testicolo   s.m.  (anat.) ciascuna delle due ghiandole genitali maschili.
testiera   s.f.    • 1 •   la parte delle briglie che regge il portamorso passando sopra la testa del cavallo | l'ornamento simile a una fascia posto sulla fronte dei bovini    • 2 •   la parte del letto o del sedile che sta dietro alla testa; testata    • 3 •   manichino a forma di testa, usato da parrucchieri e modiste per disporvi parrucche o cappelli    • 4 •   (mar.) il lembo superiore della vela quadra    • 5 •   antica macchina da guerra simile all'ariete    • 6 •   nel medioevo e nel rinascimento, armatura della testa del cavallo    • 7 •   nel sec. xiv, ornamento femminile in forma di diadema.
testificare   v. tr.  [io testìfico, tu testìfichi ecc.] (rar.) testimoniare | attestare, provare, dimostrare.
testificazione   s.f.  (non com.) il testificare; testimonianza.
testile   agg.  (ant. , lett.) tessile.
testimone   s.m.  e f.    • 1 •   la persona che assiste a un fatto o ne è comunque a diretta conoscenza: testimone auricolare, quello che ha sentito; testimone oculare, quello che ha visto    • 2 •   (dir.) teste    • 3 •   (estens.) chi o ciò che si invoca per comprovare la verità, la validità di qualcosa: chiamare a testimone dio, la propria coscienza    • 4 •   (lett.) ciò che attesta l'esistenza di qualcosa; testimonianza: rovine che sono testimoni dell'antica grandezza; o poggi, o valli, o fiumi, o selve, o campi, / o testimon' de la mia grave vita  (petrarca canz.  lxxi, 37-38)    • 5 •   [solo m.] (sport) bastoncello che nelle corse podistiche a staffetta viene consegnato da un atleta al successivo della stessa squadra, per testimoniare l'effettiva continuità fra le diverse frazioni della gara    • 6 •   testimone di geova, (relig.) membro di un gruppo avventista fondato intorno al 1878 da c. t. russell, la cui dottrina si caratterizza per l'intreccio di protestantesimo e biblicismo giudaizzante e per la forte carica di millenarismo e la cui prassi rifiuta il servizio militare, il voto e le trasfusioni di sangue.
testimonial   s.m. invar.  messaggio pubblicitario in cui la reclamizzazione del prodotto è affidata a un personaggio famoso; per estens., il personaggio stesso che reclamizza il prodotto.
testimoniale   agg.  (dir.) di testimone, dei testimoni: esame, prova testimoniale   s.m.  (antiq.) l'insieme dei testimoni addotti in un processo da una delle due parti: testimoniale d'accusa, di difesa  | l'insieme delle deposizioni dei testimoni: il testimoniale sarà riesaminato. 
testimonianza   s.f.    • 1 •   l'atto del testimoniare: dare, portare la propria testimonianza  | la dichiarazione, la deposizione di un testimone: testimonianza autorevole, favorevole; essere arrestato per falsa testimonianza    • 2 •   (estens.) prova, attestazione: testimonianza d'affetto, di riconoscenza, di deferenza  | segno, indizio: una testimonianza di buona volontà    • 3 •   (relig.) manifestazione della propria fede in parole o in opere: la testimonianza dei santi. 
testimoniare   v. tr.  [io testimònio ecc]    • 1 •   dichiarare, esporre fatti in qualità di testimone: testimoniare il vero, il falso; testimoniare a favore, a sfavore di qualcuno    • 2 •   detto di cosa, documentare, far fede: parole che testimoniano la sua onestà; un uso linguistico testimoniato dal boccaccio  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   deporre in giudizio: testimoniare su un fatto    • 2 •   attestare, riferire; manifestare.
testimonio   s.m.    • 1 •   (ant.) ciò che si dichiara testimoniando; testimonianza: ho dato pubblico testimonio della mia religione  (beccaria)    • 2 •   (non com.) prova, indizio: se di ciò vuoi fede o testimonio, / rècati a mente il nostro avaro seno  (dante inf.  xviii, 62-63)    • 3 •   testimone: ha fatto da testimonio alla sposa    • 4 •   (min.) carota.
testina   s.f.    • 1 •   dim.  di testa; testa piccola e graziosa | acconciatura femminile dei capelli, tagliati corti e ben accomodati | piccola raffigurazione artistica di una testa umana | (fig.) persona capricciosa    • 2 •   testa di agnello o vitello, macellata o cucinata: testina bollita    • 3 •   organo terminale di varie apparecchiature elettromeccaniche: testina del rasoio (elettrico), quella che contiene le lame oscillanti o rotanti; testina rotante, in alcune macchine da scrivere, sfera metallica che porta i caratteri e sostituisce i martelletti | dispositivo che registra, riproduce o cancella dati su un supporto, p. e.  un disco, un nastro magnetico, una pellicola: testina magnetica, di incisione, di cancellazione. 
testista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) si dice di specialista nella preparazione, applicazione e interpretazione di test.
testo   (1) s.m.    • 1 •   l'insieme delle parole che compongono uno scritto o un discorso: il testo di una lettera, di una legge; il testo del discorso  | testo unico, (dir.) raccolta sistematica di tutte le disposizioni di legge riguardanti una certa materia    • 2 •   lo scritto nella sua forma originale, distinto da ciò che viene aggiunto come commento, spiegazione, traduzione ecc.: traduzione con testo a fronte; una traduzione che travisa il testo; testo commentato, postillato, annotato, emendato | tavole fuori testo, fogli con illustrazioni inseriti in un volume fuori dalla numerazione delle pagine    • 3 •   libro autorevole, che è oggetto di studio: i testi classici | testo sacro, libro che si considera rivelato o divinamente ispirato e quindi ha valore normativo per una determinata religione: i testi sacri dell'induismo; (scherz.) si dice di libro ritenuto basilare per una disciplina o un'attività | far testo, essere un modello indiscusso, autorevole, esemplare | libro di testo, quello ufficialmente usato da un docente come base di insegnamento di una materia    • 4 •   (ling.) qualsiasi enunciato linguistico in quanto venga sottoposto ad analisi: linguistica del testo, linguistica testuale    • 5 •   (filol.) il risultato della trasmissione scritta di un'opera: critica del testo, critica testuale; testo critico, ottenuto con i metodi della critica testuale    • 6 •   caratteri di, da testo, (tip.) quelli facilmente leggibili, di forma classica, contrapposti ai caratteri fantasia, da titoli ecc.
testo   (2) s.m.    • 1 •   teglia di terracotta o di metallo, con orlo poco rilevato, usata per cuocere torte, pasticci e sim. | disco di terracotta o di pietra su cui si cuocevano schiacciate di castagne, pizze rustiche e sim. | coperchio di terracotta    • 2 •   (ant. , dial.) vaso per fiori: prese un grande e un bel testo, di questi nei quali si pianta la persa o il bassilico  (boccaccio dec.  iv, 5)    • 3 •   (ant.) coccio, oggetto in terracotta.
testo   (3) agg.  (ant.) intessuto, intarsiato; contesto: ed avea in dosso sì candida gonna, / sì testa ch'or e neve parea inseme  (petrarca canz.  cccxxiii, 65-66).
testolina   s.f.    • 1 •   dim.  di testa    • 2 •   (fig.) persona capricciosa, bizzosa.
testologia   s.f.  nome con cui alcune recenti scuole filologiche definiscono la critica testuale, spec. in relazione a testi trasmessi da stampe.
testone   s.m.    • 1 •   accr.  di testa    • 2 •   [f. -a] persona dalla testa grande | (fig.) persona stupida o testarda: quel ragazzo è sempre stato un gran testone    • 3 •   moneta d'argento coniata in vari stati italiani a partire dal xv sec., che recava incisa l'effigie del sovrano    • 4 •   (gerg.) un milione di lire.
testore   s.m.  (ant.) tessitore | (fig.) compositore, scrittore: e tutti voi ch'amor laudate in rima, / al buon testor degli amorosi detti / rendete onor  (petrarca canz.  xxvi, 9-11).
testosterone   s.m.  (chim. biol.) steroide a diciannove atomi di carbonio che costituisce il più importante ormone maschile, indispensabile per lo sviluppo dei caratteri sessuali primari e secondari e per una normale funzione sessuale.
testuale   agg.    • 1 •   (ling. , filol.) che si riferisce al testo, che riguarda il testo: critica testuale  | trasmissione testuale, la via seguita dai manoscritti e dalle stampe di un testo antico per arrivare fino a noi | linguistica testuale, settore della linguistica che studia la struttura dei testi e ne classifica i diversi tipi    • 2 •   che riproduce esattamente un testo; che corrisponde a ciò che è stato scritto o detto: queste sono le sue testuali parole  § testualmente avv.  in modo aderente al testo di uno scritto o di un discorso: riferire testualmente ciò che si è ascoltato. 
testudinati   s.m. pl.  (zool.) lo stesso che cheloni. 
testuggine   lett. testudine, s.f.    • 1 •   (zool.) lo stesso che tartaruga    • 2 •   negli eserciti antichi, particolare disposizione assunta dai soldati quando si avvicinavano alle mura di una città assediata, serrati l'uno all'altro e con gli scudi alzati sopra la testa e ravvicinati come scaglie di testuggine, per difendersi dai proiettili scagliati dall'alto    • 3 •   antica macchina d'assedio costituita da una tettoia mobile che proteggeva un ariete    • 4 •   antico strumento musicale a corda, simile alla lira    • 5 •   nell'architettura romana antica, tetto o volta formati da quattro piani che convergono verso il centro.
testura   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) tessitura: il re di nobilissima testura / le sopraveste all'arme aggiunse  (ariosto o. f.  xvii, 82)    • 2 •   (fig. non com.) ordine, struttura, intreccio: la testura di un componimento musicale. 
testurizzare   v. tr.  effettuare la testurizzazione.
testurizzazione   s.f.  nell'industria tessile, operazione che si effettua sui fili continui delle fibre chimiche per migliorarne le caratteristiche elastiche e aumentarne il volume.
teta   (1) s.m.  o f. invar.  nome dell'ottava lettera dell'alfabeto greco.
teta   (2) s.m.  [pl. -ti] (spec. pl.) nella grecia antica, e in particolare ad atene, appartenente all'ultima delle classi sociali costituite da cittadini liberi.
tetania   s.f.  (med.) condizione permanente di ipereccitabilità neuromuscolare dovuta in genere ad alcalosi o ad abbassamento del tenore di calcio nel sangue; anche, la sindrome convulsiva che ne è l'espressione: tetania infantile. 
tetanico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) del tetano; provocato dal tetano: infezione tetanica; contrazioni tetaniche. 
tetano   s.m.  (med.)    • 1 •   grave malattia tossinfettiva provocata da un bacillo anaerobio e caratterizzata da violente contrazioni muscolari    • 2 •   fenomeno fisiologico per cui una fibra muscolare, stimolata con una certa frequenza, non risponde con singole contrazioni ma con una contrazione duratura.
teti   s.f.  (poet.) mare: quando giason dal pelio / spinse nel mar gli abeti, / e primo corse a fendere / co' remi il seno a teti  (monti).
tetico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (filos. antiq.) che corrisponde al momento dialettico della tesi, che riguarda la tesi: giudizio tetico    • 2 •   ritmo tetico, (mus.) quello che inizia col tempo forte (tesi) di una battuta.
tetide   s.f.  (poet.) teti, mare.
tetidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di molluschi marini privi di conchiglia, con corpo allungato e grosso capo munito di disco a margini sfrangiati (cl.  gasteropodi) | sing.  [-e] ogni mollusco di tale famiglia.
tetra-  tetra- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica o dotta, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. tétra-, connesso con téttares  'quattro' (tetracordo, tetracromia).
tetraborato   s.m.  (chim.) ogni sale o estere dell'acido tetraborico | tetraborato di sodio idrato, borace.
tetraborico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido con quattro atomi di boro, ottenuto per parziale disidratazione dell'acido borico.
tetracetato   s.m.  (chim.) ogni sale contenente quattro radicali dell'acido acetico | tetracetato di piombo, ottenuto trattando il minio con acido acetico e usato come ossidante.
tetraciclina   s.f.  (chim.) ciascuno degli appartenenti a una classe di antibiotici naturali o sintetici con struttura derivata dal naftalene, a largo spettro d'azione.
tetracloruro   s.m.  (chim.) composto contenente quattro atomi di cloro.
tetracoralli   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di coralli del paleozoico, di cui si sono conservati resti fossili (cl.  antozoi) | sing.  [-o] ogni corallo di tale sottoclasse.
tetracordo   s.m.  (mus.)    • 1 •   presso gli antichi greci, gruppo di quattro note consecutive discendenti, costituente la base del sistema musicale; per estens., successione di quattro suoni congiunti    • 2 •   strumento musicale a quattro corde.
tetracromia   s.f.  (non com.) quadricromia.
tetrade   s.f.  gruppo di quattro elementi.
tetradimensionale   agg.  quadridimensionale.
tetradramma   o tetradrammo, s.m.  [pl. -mi] antica moneta greca e orientale del valore e del peso di quattro dramme.
tetraedrico   agg.  [pl. m. -ci] (geom.) di tetraedro; a forma di tetraedro.
tetraedro   s.m.  (geom.) poliedro con quattro facce triangolari: tetraedro regolare, se i triangoli sono equilateri.
tetraetile   agg.  (chim.) si dice di composto la cui molecola contiene quattro gruppi etilici | piombo tetraetile, composto metallorganico usato come antidetonante per carburanti.
tetrafluoroetilene   s.m.  (chim.) composto organico derivato dall'etilene per sostituzione dei quattro atomi di idrogeno con quattro di fluoro; è il monomero di base per la produzione del teflon.
tetrafluoruro   s.m.  (chim.) composto contenente quattro atomi di fluoro.
tetraggine   s.f.  l'essere tetro (anche fig.): la tetraggine di un pomeriggio piovoso; era in preda a un'irritazione smaniosa, a una tetraggine soffocante  (pirandello).
tetragonale   agg.  (geom.) che si riferisce a tetragono; che ha forma di tetragono | sistema tetragonale, in cristallografia, uno dei sette sistemi di simmetria dei cristalli.
tetragonia   s.f.  pianta erbacea commestibile che si consuma come lo spinacio comune (fam.  aizoacee).
tetragono   agg.    • 1 •   (geom.) che ha quattro angoli    • 2 •   (lett. fig.) fermo, irremovibile, resistente: avvegna ch'io mi senta / ben tetragono ai colpi di ventura  (dante par.  xvii, 23-24)  s.m.  (geom.)    • 1 •   poligono con quattro angoli | solido con quattro spigoli    • 2 •   (ant.) cubo.
tetragramma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   parola di quattro lettere | per gli ebrei, per antonomasia, il nome di dio, scritto appunto con le quattro consonanti j h w h    • 2 •   (mus.) rigo musicale di quattro linee, adottato da guido d'arezzo (992 ca - 1050) e soppiantato nel sec. xvi dal pentagramma.
tetragrammato   s.m.  lo stesso che tetragramma, nel sign.    • 1 •   | usato anche come agg.  : nome tetragrammato. 
tetralina   s.f.  (chim.) idrocarburo a dieci atomi di carbonio derivato da una parziale idrogenazione del naftalene, usato spec. come solvente.
tetralogia   s.f.    • 1 •   nella grecia antica, insieme di quattro opere drammatiche, tre tragedie e un dramma satiresco, che si mettevano in scena in un'unica rappresentazione: una tetralogia di sofocle  | (estens.) insieme di quattro opere, letterarie o musicali, che costituiscono un'unità o sono legate dalla stessa ispirazione: la tetralogia di wagner    • 2 •   (fig.) serie composta da quattro elementi    • 3 •   tetralogia di fallot, (med.) cardiopatia congenita che coinvolge quattro elementi, e cioè arteria polmonare, aorta, ventricolo destro e ventricolo sinistro.
tetramero   agg.  (scient) composto di quattro parti.
tetrametro   agg.  e s.m.  nella metrica greca e latina, si dice di verso composto di quattro unità ritmiche (metri).
tetraone   s.m.  uccello inetto al volo, diffuso nell'america settentrionale; il maschio è provvisto di due sacche membranose ai lati del collo (ord.  galliformi).
tetrapak   ® s.m. invar.  involucro di carta paraffinata a forma di tetraedro che, sigillato, serve per il trasporto e la conservazione di bevande (p. e.  latte, succhi di frutta).
tetrapilo   s.m.  (archeol.) antico monumento romano di forma cubica, con una porta su ognuna delle quattro facce; in genere era collocato in un quadrivio.
tetraplegia   s.f.  (med.) paralisi dei quattro arti.
tetraplegico   agg.  [pl. m. -ci] di tetraplegia  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da tetraplegia.
tetrapode   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di vertebrato che ha quattro arti; in partic., si riferisce ai rettili e agli anfibi  s.m.  blocco di cemento fornito di quattro cunei, impiegato nella costruzione di scogliere artificiali e di barriere frangiflutti.
tetrapodia   s.f.  nella metrica greca e latina, insieme di quattro piedi uguali: tetrapodia dattilica, trocaica. 
tetrarca   s.m.  [pl. -chi] nel mondo antico, re che esercitava il dominio sulla quarta parte di un regno | in partic., capo di uno dei piccoli regni in cui era divisa la giudea in epoca romana: erode fu il tetrarca della galilea. 
tetrarcato   s.m.  governo, dignità di tetrarca; periodo di durata della carica.
tetrarchia   s.f.    • 1 •   ripartizione in quattro del territorio o del governo di uno stato    • 2 •   (estens.) governo esercitato su una delle quattro parti in cui è diviso un dominio.
tetrarchico   agg.  [pl. m. -ci] di tetrarca, di tetrarchia.
tetrastico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che consta di quattro versi: strofa tetrastica    • 2 •   (estens.) si dice di complesso o struttura, spec. architettonica, costituita da quattro parti o ordini: un porticato, un polittico tetrastico. 
tetrastilo   agg.  (archeol.) si dice di tempio o altro edificio greco-romano che ha quattro colonne nella facciata.
tetratomico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) formato da quattro atomi.
tetravaccino   s.m.  (med.) vaccino composto da quattro vaccini differenti per ottenere l'immunizzazione contro altrettante infezioni con un'unica somministrazione; vaccino tetravalente.
tetravalente   agg.    • 1 •   (chim.) si dice di un elemento o di un gruppo che ha la proprietà di cedere, accettare o mettere in compartecipazione quattro elettroni di valenza    • 2 •   (med.) si dice di vaccino che comporta quattro immunizzazioni; tetravaccino.
tetro   agg.  (lett.)    • 1 •   scuro, buio; lugubre, pauroso: un tetro carcere    • 2 •   (fig.) cupo, malinconico, triste: essere d'umore tetro  § tetramente avv. 
tetrodo   s.m.  (fis.) tubo elettronico con quattro elettrodi (un anodo, un catodo e due griglie).
tetrodontiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci che vivono soprattutto nei mari caldi e temperati, con corpo più o meno rotondo e bocca piccola talora fornita di un becco che deriva dalla fusione dei denti; vi appartengono, tra gli altri, il pesce luna, il pesce istrice, il pesce palla | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
tetrossido   s.m.  (chim.) ossido la cui molecola contiene quattro atomi di ossigeno.
tetta   s.f.  (fam.) mammella di donna; poppa. dim. tettina  accr. tettona. 
tettaiolo   lett. tettaiuolo, agg.  (non com.) si dice di topo che vive abitualmente sotto i tetti, nelle soffitte e nei granai.
tettare   v. intr.  [io tétto ecc. ; aus. avere] (fam.) poppare.
tettarella   s.f.  cappuccio di gomma elastica, in forma di capezzolo e forato all'estremità, che si applica al poppatoio, così che il lattante possa succhiarne il latte | finto capezzolo di gomma con cui il bambino può soddisfare il meccanismo riflesso di suzione; succhiotto.
tettino   s.m.    • 1 •   dim.  di tetto    • 2 •   riparo sporgente da un muro, in genere moderatamente spiovente; cornicione.
tetto   s.m.    • 1 •   struttura atta a coprire un edificio, costituita in genere da una travatura ricoperta da embrici, tegole o altro materiale impermeabile: tetto a due spioventi, a capanna; tetto di paglia  | a tetto, proprio sotto il tetto: stanza, finestra a tetto  | essere a tetto, al riparo. dim. tettino, tettuccio    • 2 •   (estens.) casa: il tetto paterno; e sol da lunge i miei tetti saluto  (foscolo sonetti) | senza tetto, senzatetto | abbandono del tetto coniugale, (dir.) una delle forme di violazione degli obblighi di assistenza familiare, che si realizza con l'abbandono del domicilio domestico    • 3 •   qualsiasi elemento o struttura che costituisce la copertura di un ambiente abitabile: il tetto di una vettura    • 4 •   nel linguaggio degli alpinisti, tratto di roccia sporgente quasi ad angolo retto da una parete    • 5 •   (fig.) la parte, il punto più alto: il tetto del mondo, il monte più alto della terra; tetto della corsa, in una competizione ciclistica, la quota altimetrica più elevata che si raggiunge | (econ.) limite massimo, livello più alto posto alla crescita di una grandezza economica, una spesa, uno stanziamento e sim.: il tetto programmato dell'inflazione; fissare, sfondare il tetto del disavanzo pubblico; aumentare il tetto delle pensioni, salariale. 
tettogenesi   s.f.  (geol.) formazione delle strutture tettoniche.
tettoia   s.f.    • 1 •   copertura, generalmente spiovente, di un ambiente aperto, ottenuta con lastre di lamiera o con altro materiale, e sorretta da pilastri, colonne e sim.: la tettoia della stazione    • 2 •   gronda molto sporgente.
tettola   s.f.  ciascuna delle due appendici cutanee, pelose, situate lateralmente sul collo di alcune razze di capra; barbazzale.
tettonica   o tectonica, s.f.    • 1 •   branca della geologia che studia la struttura della crosta terrestre e le forze che ne determinano le deformazioni e gli spostamenti; per estens., insieme delle forme, giaciture e strutture di deformazione delle rocce | (teoria della) tettonica a zolle, teoria generale dei fenomeni tettonici basata sull'ipotesi che la litosfera sia divisa in zolle (o placche) galleggianti sulla parte superiore del mantello e in movimento relativo tra loro e rispetto alle zone sottostanti    • 2 •   (biol.) la successione degli strati costituenti un tessuto: la tettonica delle cellule nervose. 
tettonico   o tectonico, agg.  [pl. m. -ci] (geol.) della tettonica: fenomeni tettonici, i movimenti che danno origine alle pieghe, alle faglie ecc.
tettorio   o tectorio, agg.  (scient.) che copre: membrana tettoria, (anat.) la piccola membrana che ricopre l'organo del corti.
tettuccio   s.m.    • 1 •   dim.  di tetto    • 2 •   (aut.) la parte superiore dell'abitacolo dell'automobile: tettuccio rigido, quello che si può applicare alle vetture sportive scoperte; tettuccio apribile, parte del tetto mobile rispetto al resto | (aer.) nei velivoli monoposto o biposto, copertura trasparente, amovibile o scorrevole dell'abitacolo.
teucrio   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee o arbustacee sempreverdi, diffuse nelle zone mediterranee; alcune specie hanno proprietà medicinali (fam.  labiate).
teucro   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) troiano.
teurgia   s.f.  forma di magia, propria del tardo paganesimo, che presumeva di stabilire contatti con il divino e compiere miracoli mediante operazioni esoteriche.
teurgico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne la teurgia: pratiche teurgiche. 
teurgo   s.m.  [pl. -ghi] chi praticava la teurgia | (estens.) taumaturgo, mago.
teutonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che appartiene o si riferisce all'antica popolazione germanica dei teutoni, stanziata originariamente nello jutland e che fu sbaragliata dall'esercito romano nel 102 a. c.    • 2 •   tedesco (per lo più spreg.  o scherz.): organizzazione, tenacia teutonica  | ordine teutonico, ordine religioso-militare fondato ad acri in palestina nel 1190 e riservato ai soli cavalieri tedeschi.
tev   s.m. invar.  (fis.) unità di energia, usata in fisica nucleare, pari a un milione di milioni di volt-elettroni.
texano   agg.  del texas: petrolio texano   s.m.  [f. -a] nativo, abitante del texas.

texture   s.f. invar.  lavorazione di una superficie che consiste nel renderla ruvida praticandovi scalfitture minutissime e continue: texture di un piano metallico. 
thai   o tai, agg. invar.  che appartiene o si riferisce a una famiglia etnolinguistica della penisola indocinese; siamese  s.m. invar.    • 1 •   [anche f.] chi appartiene alla popolazione thai; siamese    • 2 •   lingua thai; siamese.
thailandese   o tailandese, agg.  della thailandia  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita in thailandia    • 2 •   la lingua del gruppo thai parlata in thailandia.
the    ⇨ tè.
thenardite   s.f.  (min.) solfato di sodio anidro; si trova sotto forma di depositi nei laghi salati e nelle esalazioni vulcaniche solidificate.
thermos   o termos, rar. termo, s.m. invar.  recipiente termoisolante, costituito da un contenitore in vetro racchiuso in un altro (a sua volta protetto da un involucro), nel quale l'intercapedine vuota e le pareti argentate consentono di conservare bevande e alimenti alla temperatura originaria per molte ore.
thesaurus   s.m.  [pl. thesauri]    • 1 •   elenco delle parole che costituiscono il lessico storico di una lingua: il thesaurus della lingua latina  | (estens.) repertorio dei termini specialistici di una disciplina    • 2 •   (inform.) repertorio dei termini chiave utilizzati per il reperimento di informazioni in una banca dati.
tholos   s.f. invar.  (archeol.) costruzione a cupola, tipica della civiltà mediterranea arcaica, usata soprattutto come copertura di tombe.
thriller   s.m. invar.  romanzo, racconto, testo teatrale o film del genere poliziesco, in cui la ricerca della soluzione è secondaria rispetto all'effetto di tensione e alla descrizione di un clima di violenza.
thrilling   s.m. invar.  lo stesso che thriller  agg. invar.    • 1 •   che è un thriller: film thrilling    • 2 •   (estens.) che dà il brivido, emozionante: una scena thrilling. 
ti   (1) pron. pers. di seconda pers. sing.    • 1 •   te, a te; forma complementare atona del pron. pers. tu, si usa come compl. ogg. e come compl. di termine (in luogo quindi di te, a te) quando non si vuol dare loro particolare rilievo, in posizione sia enclitica sia proclitica: ti avvertirò in tempo; che cosa ti ha risposto?; eccoti, finalmente!; vorrei dirti due parole; vedendoti fuggì  | accompagnato dai pronomi atoni mi, si, ci, si premette a si  e ci  e si pospone a mi : non mi ti far correr dietro; non ti ci avvicinare  | in presenza delle forme pronominali atone lo, la, li, le  e della particella ne  viene sostituito da te : te lo ha restituito?; non fartelo dire un'altra volta; te ne ha parlato?; fattelo restituire subito  | si usa nella coniugazione dei verbi riflessivi e intransitivi pronominali: vestiti in fretta!; ti sei lavato le mani?; ti ricordi?    • 2 •   esprime partecipazione diretta o indiretta all'azione espressa dal verbo (è il cosiddetto dativo etico): ti sei preso un bel raffreddore    • 3 •   con valore rafforzativo: che ti immaginavi? o anima lombarda, / come ti stavi altera e disdegnosa  (dante purg.  vi, 61-62).
ti   (2) antiq. o region. te, s.m.  o f. invar.  nome della lettera t  e del suono che essa rappresenta.
tiade   s.f.  baccante, menade.
tiamina   s.f.  nome chimico della vitamina b1.
tiara   s.f.    • 1 •   copricapo di forma varia portato anticamente da re e sacerdoti orientali; mitra    • 2 •   (eccl.) alto copricapo rigido, di forma tondeggiante, con tre corone sovrapposte e croce all'apice, che il papa portava in speciali funzioni solenni; triregno | (fig.) autorità, carica papale: aspirare alla tiara. 
tiaso   s.m.  nell'antica grecia, associazione religiosa dedita al culto dionisiaco; anche, la festa in onore di dioniso, celebrata da tali associazioni.
tiazina   s.f.  (chim.) ogni appartenente a una classe di composti eterociclici con anello esaatomico in cui quattro atomi sono di carbonio, uno di zolfo e uno di azoto; sono usati come intermedi per la produzione di coloranti.
tiazinico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto derivato da una tiazina: coloranti tiazinici. 
tiazolico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto derivato da un tiazolo: coloranti tiazolici. 
tiazolo   s.m.  (chim.) ogni appartenente a una classe di composti eterociclici con anello pentaatomico in cui tre atomi sono di carbonio, uno di zolfo e uno di azoto; sono usati come intermedi per la produzione di coloranti e di farmaci.
tiberino   agg.  del tevere, della regione bagnata dal tevere: la valle tiberina. 
tibet   s.m. invar.  stoffa di lana morbidissima e pregiata, prodotta originariamente nella regione asiatica del tibet.
tibetano   agg.  del tibet  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi è nato, chi abita nel tibet    • 2 •   la lingua della famiglia sinotibetana parlata nel tibet.
tibia   s.f.    • 1 •   (anat.) osso lungo della gamba che, insieme alla fibula, ne costituisce la struttura scheletrica    • 2 •   presso gli antichi romani, strumento musicale a fiato simile al flauto.
tibiale   agg.  (anat.) della tibia: nervo tibiale  | muscolo tibiale anteriore, quello che consente al piede la flessione dorsale  s.m.  (lett.) schiniere.
tibicine   s.m.  [f. -a] nell'antichità romana, sonatore di flauto o tibia.
tibiotarsico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) della tibia e del tarso: articolazione tibiotarsica. 
tibulliano   agg.  del poeta latino albio tibullo (54 ca - 19 a. c.) o che si riferisce alla sua opera, al suo stile.
tiburio   s.m.  (arch.) struttura a pianta poligonale o circolare che racchiude al suo interno una cupola, frequente nell'architettura sacra bizantina, romanica e gotica e in edifici rinascimentali.
tiburte   agg.  (lett.) tiburtino.
tiburtino   agg.  di tivoli o del territorio intorno a tivoli: via tiburtina, monti tiburtini  | pietra tiburtina, (antiq.) travertino  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di tivoli    • 2 •   (antiq.) travertino.
tic   o ticche, inter.  voce onom. che imita un rumore lieve e secco  s.m. invar.    • 1 •   rumore lieve e secco: il tic di una matita che cade    • 2 •   (med.) contrazione frequente, rapida e involontaria di certi muscoli, spec. di quelli facciali, di origine nervosa; nell'uso corrente detto per lo più tic nervoso  | (fig.) abitudine o gesto singolare e inavvertito.
ticche tacche    ⇨ tic tac.
ticchettare   v. intr.  [io ticchétto ecc. ; aus. avere] produrre un ticchettio; picchiettare: la pioggia ticchetta sui vetri. 
ticchettio   s.m.  rumore prodotto da colpi frequenti, secchi e lievi: il ticchettio della macchina per scrivere. 
ticchio   (1) s.m.    • 1 •   lo stesso che tic nervoso    • 2 •   (vet.) abitudine di alcuni animali, spec. dei cavalli, che assumono posizioni anormali    • 3 •   (fig.) idea, voglia bizzarra; capriccio, ghiribizzo: gli è saltato un ticchio per la testa. 
ticchio   (2) s.m.  piccola macchia sul marmo o su frutti.
ticchiolato   agg.  cosparso di ticchi, di macchioline: marmo, frutto ticchiolato. 
ticchiolatura   s.f.  (agr.) termine generico per indicare malattie da funghi caratterizzate da piccole macchie scure sulle foglie e sui frutti, spec. del pero e del melo.
ticcoso   agg.  (rar.)    • 1 •   relativo a tic nervoso: contrazione ticcosa della mascella    • 2 •   si dice di persona che soffre di tic nervosi.
ticinese   agg.    • 1 •   del fiume ticino    • 2 •   del canton ticino in svizzera  s.m.  e f.  chi è nato o abita nel canton ticino.
ticket   s.m. invar.    • 1 •   biglietto, scontrino, ricevuta, cedola: il ticket dell'autobus    • 2 •   ticket (moderatore), prezzo parziale di un servizio pubblico, altrimenti gratuito, imposto per impedire abusi e sprechi: ticket sui medicinali    • 3 •   contributo di un'azienda ai dipendenti per certi tipi di spesa; buono: ticket mensa. 
tic tac   o tictac, ticche tacche, inter.  imita un rumore a colpi ritmici, secchi e lievi: l'orologio faceva tic tac  | usato anche come s.m. invar.  : il tic tac del pendolo. 
tie-break  tie-break s.m. invar.  (sport) nel tennis, gioco alla fine di un incontro conclusosi sul sei pari, che attribuisce la vittoria a quello dei due contendenti che per primo riesce a realizzare sette punti avendone due di vantaggio | nella pallavolo, set finale che si disputa sul due pari, nel quale il cambio di battuta vale un punto.
tiella   s.f.  (region.)    • 1 •   teglia    • 2 •   tipo di torta rustica.
tientibene   s.m. invar.  (mar.) passamano di corda delle scale di bordo.
tiepidezza   o tepidezza, s.f.    • 1 •   l'essere tiepido: la tiepidezza delle coltri    • 2 •   (fig.) mancanza di entusiasmo, freddezza di modi.
tiepidità   o tepidità, s.f.  (non com.) tiepidezza.
tiepido   non com. tepido, agg.    • 1 •   non molto caldo: caffè tiepido.  dim. tiepidino    • 2 •   (fig.) poco affettuoso, poco espansivo: persona tiepida negli affetti  | non entusiastico: un'accoglienza tiepida  | debole, fiacco: una fede tiepida  § tiepidamente avv. 
tifa   s.f.  pianta erbacea che cresce in zone paludose, dalle cui foglie si estrae una fibra tessile (fam.  tifacee).
tifacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni a cui appartiene la tifa | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
tifare   v. intr.  [aus. avere] fare il tifo per una squadra o per un campione sportivo; per estens., parteggiare per qualcuno.
tifernate   agg.    • 1 •   di una delle antiche città di età romana che avevano nome tiferno    • 2 •   (lett.) di città di castello, comune in provincia di perugia  s.m.  e f.  chi è nato o abita a città di castello.
tifico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) del tifo: il bacillo tifico. 
tiflite   s.f.  (med.) infiammazione dell'intestino cieco.
tiflo-  tiflo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. typhlós  'cieco'; indica 'non vedente' o relazione coi non vedenti (tiflografia).
tiflografia   s.f.  scrittura in rilievo, usata per i non vedenti.
tiflografo   s.m.  sorta di regolo con l'aiuto del quale i non vedenti possono scrivere righe diritte e controllare la successione delle lettere.
tiflologia   s.f.  (non com.) studio delle condizioni di vita dei non vedenti e dei problemi connessi con il loro inserimento nella vita sociale.
tiflope   s.m.  rettile serpentiforme delle regioni calde con capo quasi indistinto dal tronco e fornito di bocca e occhi piccolissimi (ord.  squamati).
tifo   s.m.    • 1 •   (med.) nome di diverse malattie infettive caratterizzate da febbre elevata, cefalea e malessere generale: tifo esantematico, epidemico, contagioso, causato da una rickettsia trasmessa da pidocchi e pulci; provoca anche esantemi diffusi e lesioni intestinali    • 2 •   sostegno entusiastico tributato a una squadra sportiva, a un campione o anche a un personaggio dello spettacolo, della politica: fare il tifo per il napoli, per il milan; fare il tifo per un cantante. 
tifoide   o tifoideo [ti-foi-dè-o], agg.  (med.) che ha le caratteristiche del tifo: febbre tifoide. 
tifoidea   s.f.  febbre da infezione tifica.
tifoideo    ⇨ tifoide.
tifone   s.m.  ciclone che porta con sé venti violentissimi e piogge torrenziali, frequente soprattutto nei mari dell'asia sudorientale.
tifoseria   s.f.  insieme dei tifosi di una squadra sportiva, di un campione, di un personaggio popolare.
tifosi   s.f.  (med. , vet.) salmonellosi.
tifoso   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   (med.) che, chi è malato di tifo o di febbre tifoide    • 2 •   che, chi fa il tifo per una squadra sportiva, per un campione, per un personaggio popolare.
tifula   s.f.  (bot.) genere di piccoli funghi che attaccano le radici della bietola e della carota, facendole marcire (fam.  agaricacee).
tigella   s.f.  (region.) sorta di schiacciata cotta tra due piastre, che si mangia con prosciutto o altro companatico.
tiggì   s.m.  (fam.) telegiornale.
tight   s.m. invar.  abito maschile per cerimonia, da giorno, composto di giacca nera attillata, a code, e calzoni a righine verticali grigie e nere.
tigliacee   s.f. pl. (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene il tiglio | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
tiglio   s.m.    • 1 •   albero con frutti a capsula, foglie cuoriformi e fiori giallastri profumatissimi, che forniscono un infuso con proprietà bechiche, vasodilatatrici e leggermente sedative (fam.  tigliacee)    • 2 •   il legno del tiglio    • 3 •   fibra di piante legnose e anche della carne o della frutta; filaccia.
tiglioso   agg.  duro, fibroso: carne tigliosa. 
tigna   s.f.    • 1 •   malattia della pelle localizzata soprattutto nelle zone coperte da peli, dovuta a un fungo parassita, che produce desquamazione, arrossamento, vescicole, pustole ecc. | tigna della canapa, (bot.) malattia causata da un piccolo fungo che produce macchie rosso-scure sullo stelo di questa pianta    • 2 •   (fig. pop.) grattacapo, rogna    • 3 •   (region.) persona avara    • 4 •   (region.) cocciutaggine, testardaggine.
tignare   v. intr.  [aus. essere], tignarsi v. rifl.  (ant. , region.) intignare, intignarsi.
tignere    ⇨ tingere.
tignola   s.f.  nome generico di diverse specie di insetti lepidotteri le cui larve si nutrono di materiali di origine animale o vegetale, danneggiando così piante, alimenti, fibre tessili: tignola del melo, delle olive; tignola della lana, tarma.
tignosa   s.f.  nome comune di funghi velenosi con cappello di colore bianco-verdastro, ocraceo o giallo e gambo provvisto di un anello e di una volva bianca (fam.  agaricacee).
tignoso   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   affetto da tigna    • 2 •   (fig. region.) avaro    • 3 •   (fig. region.) testardo, ostinato.
tigrarsi   v. rifl.  coprirsi di striature nere, simili a quelle del mantello della tigre: col caldo le banane si tigrano. 
tigrato   agg.  striato come il mantello della tigre: gatto tigrato; tessuto tigrato; banana tigrata, la cui buccia presenta strisce e macchie scure.
tigratura   s.f.  l'insieme delle strisce di un mantello tigrato; la loro particolare disposizione: la tigratura del mantello della tigre reale. 
tigre   s.f.  [ant. o lett. s.m.]    • 1 •   grande felino asiatico, agilissimo, con manto fulvo a strisce scure, ventre, lati del muso e gola bianchi; è un feroce predatore (ord.  carnivori) | essere crudele come una tigre, avere il cuore di tigre, (iperb.) essere molto crudele | cavalcare la tigre, (fig.) essere costretto ad affrontare una situazione pericolosa, rischiosa | tigre di carta, nemico solo apparentemente temibile. dim. tigretta, tigrotta, tigrotto  (m.) accr. tigrona, tigrone  (m.)    • 2 •   (fig.) persona aggressiva e crudele (detto soprattutto di donna).
tigresco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da tigre.
tigrotto   s.m.  il piccolo della tigre.
tilacino   s.m.  mammifero marsupiale della tasmania simile a un cane, con muso lungo e sottile, coda più grossa alla base che all'apice e pelame grigio-bruno a strisce trasversali nere; la femmina è provvista di marsupio.
tilbury   s.m. invar.  carrozza leggera scoperta, a due ruote e con uno o due posti, in uso nell'ottocento.
tilde   s.m.  o f.  segno diacritico (o6) che, sovrapposto a una lettera, ne indica una particolare pronuncia (p. e.  nella lingua spagnola si sovrappone alla n  per indicarne la pronuncia palatale, nella lingua portoghese si sovrappone alle vocali per indicarne la pronuncia nasale).
tilla   s.f. , o tillo s.m. , (bot.) vescicola che si forma nell'interno dei vasi conduttori delle piante.
tilletiacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi delle ustilaginali, a cui appartiene una specie che produce la carie del frumento e di altri cereali | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
tillo    ⇨ tilla.
tiloma   s.m.  [pl. -mi] (med.) callosità cutanea.
tilt   s.m. invar.  interruzione improvvisa di un circuito elettrico con conseguente blocco del meccanismo a esso connesso | andare in tilt, fare tilt, (scherz.) subire un blocco mentale, non capire più niente.
timballo   s.m.    • 1 •   antico strumento musicale a percussione, simile al timpano | (lett.) tamburo: odo suon d'armi / e di carri e di voci e di timballi  (leopardi all'italia  41-42)    • 2 •   vivanda consistente in un involucro di pasta frolla o sfoglia ripieno di paste alimentari, riso, carni, pollame, pesce od ortaggi, che si cuoce al forno in uno stampo | (estens.) lo stampo di metallo in cui si cuociono i timballi.
timbrare   v. tr.  apporre un timbro, un contrassegno su un foglio, un documento, uno scritto | timbrare il cartellino, marcare il cartellino di presenza con un orologio segnatempo, all'inizio e alla fine di ogni turno di lavoro; (fig.) prestare lavoro subordinato, essere sottoposto a controlli di orario.
timbratrice   s.f.  macchina che annulla biglietti o francobolli apponendovi un timbro.
timbratura   s.f.  il timbrare, l'essere timbrato; stampigliatura.
timbrico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce al timbro di un suono, di uno strumento | (fig.) riferito a opera poetica, che attiene alle sue qualità foniche; riferito alla tecnica pittorica, che si basa sull'accostamento di colori puri escludendo valori tonali e chiaroscurali: i valori timbrici della poesia dannunziana; la pittura timbrica di matisse. 
timbrificio   s.m.  laboratorio nel quale si fabbricano timbri.
timbro   s.m.    • 1 •   attrezzo di vario materiale con una superficie recante scritte, cifre o bolli a rilievo che, inchiostrati, vengono riprodotti su carta e sim.; anche, il bollo, la scritta che vengono così impressi | timbro a secco, che produce un'impressione a rilievo senza inchiostro    • 2 •   qualità di un suono non dipendente dalla sua frequenza e intensità, ma dal tipo degli armonici che lo compongono e dalla variazione di questi nel tempo in cui si produce: il timbro di un violino; avere un bel timbro di voce    • 3 •   in pittura, qualità di un colore usato nella sua purezza    • 4 •   (fig.) detto di un'opera letteraria, il tono, l'atmosfera che le è caratteristica: il timbro di un racconto. 
timele   s.f.  (archeol.) nell'antico teatro greco, l'ara di dioniso che si trovava al centro dell'orchestra; anche, il basamento dell'ara, sul quale si facevano sacrifici.
timelea   s.f.  arbusto sempreverde dell'area mediterranea, con fiori rossi raccolti in ombrelle (fam.  timeleacee).
timeleacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartengono la dafne e la timelea | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
time lock   loc. sost. m. invar.  sistema di sicurezza che consente l'apertura di una cassaforte soltanto a ore prestabilite.
time out   loc. sost. m. invar.  nella pallavolo e nella pallacanestro, breve sospensione del gioco richiesta dall'allenatore di una squadra per concordare con i propri giocatori variazioni nella tattica, nel ritmo di gioco ecc.
timer   s.m. invar.  temporizzatore: il timer della lavatrice. 
time sharing   loc. sost. m. invar.  (inform.) tecnica basata sulla multiprogrammazione, che consente a un elaboratore di eseguire, attraverso terminale, i programmi richiesti da più utenti contemporaneamente.
timico   agg.  [pl. m. -ci] (anat. , med.) del timo.
timidezza   s.f.  l'essere timido; il comportarsi da timido: per timidezza stette zitto. 
timidità   s.f.  (lett.) timidezza.
timido   agg.    • 1 •   che prova timore; poco coraggioso (detto di persona o di animale): un ragazzo timido; il cervo è un animale timido; essere timido come un coniglio, timidissimo | che è schivo nei rapporti con gli altri; riservato, impacciato: una ragazza timida e introversa.  dim. timidetto, timidino, timiduccio    • 2 •   si dice di gesto o atteggiamento incerto, esitante, poco sicuro: un timido saluto; mi rispose con un timido sorriso  s. m.  [f. -a] persona timida § timidamente avv.  con timidezza; in modo esitante, incerto.
timina   s.f.  (chim.) composto eterociclico con anello esatomico in cui quattro atomi sono di carbonio e due di azoto; è uno dei costituenti degli acidi nucleici.
timing   s.m. invar.  serie di scadenze poste alle varie fasi di realizzazione di un progetto, un lavoro, un prodotto ecc.
timo   (1) s.m.  (anat.) organo linfoide situato nel torace dietro lo sterno; ha il massimo sviluppo nel periodo infantile e svolge un'importante funzione nella produzione degli anticorpi.
timo   (2) s.m.  (bot.) genere di piante arbustive sempreverdi diffuse nei luoghi aridi delle regioni mediterranee; le foglie della specie più comune sono usate in cucina come aromatizzanti e in profumeria e in farmacia per l'olio essenziale che se ne ricava (fam.  labiate).
timocratico   agg.  [pl. m. -ci] relativo a timocrazia, che si fonda su una timocrazia: governo timocratico; costituzione timocratica  § timocraticamente avv.  in base al censo.
timocrazia   s.f.  forma di governo nella quale il potere politico è esercitato solo dai cittadini forniti di un dato censo.
timolo   s.m.  (chim.) fenolo cristallino a dieci atomi di carbonio, di origine vegetale, di odore aromatico, usato in medicina come antisettico.
timologia   s.f.  (filos.) lo stesso che assiologia. 
timoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumore del timo.
timone   ant. temone, s.m.    • 1 •   (mar.) organo di una nave o di un'imbarcazione, costituito da una pala di forma approssimativamente rettangolare, imperniata verticalmente a poppa, e comandato mediante una barra o una ruota, cavi o servomeccanismi; serve a modificare o a conservare la direzione durante il moto: la ruota, la barra del timone; dare tutto timone, ruotare il timone secondo il massimo angolo possibile ' timoni orizzontali  (o di profondità), quelli che servono a far discendere o risalire un sommergibile o un siluro    • 2 •   (aer.) parte mobile dell'impennaggio verticale di un velivolo, mediante il quale si mantiene o si varia la direzione del moto: timone di direzione, quello che serve per la guida in senso orizzontale; timone di profondità, quello che serve per la discesa o la salita del velivolo    • 3 •   stanga del carro o dell'aratro che serve di guida e a cui si attaccano gli animali da tiro | (poet.) il carro stesso    • 4 •   (fig.) guida, direzione, governo: reggere il timone dello stato, governare.
timoneggiare   v. tr.  [io timonéggio ecc.] (non com.) governare col timone | (fig.) dirigere.
timonella   s.f.  (region.) tipo di carrozza leggera a quattro ruote, trainata da un solo cavallo.
timoneria   s.f.    • 1 •   (mar. , aer.) insieme degli organi che costituiscono e azionano un timone    • 2 •   (aut.) insieme degli organi che costituiscono e azionano lo sterzo    • 3 •   (mar.) un tempo, insieme dei mezzi e del personale addetto al servizio di rotta.
timoniera   s.f.  (mar.)    • 1 •   locale sopraelevato di una nave, ove sono allogati la ruota del timone e gli altri organi di governo e comando    • 2 •   il foro attraverso il quale passa l'asse del timone.
timoniere   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (mar.) chi è addetto alla manovra del timone di una nave    • 2 •   nel canottaggio, membro di un armo addetto alla manovra del timone e alla scansione dei tempi di remata.
timoniero   agg.  del timone, che ha funzione di timone: penne timoniere, quelle grosse della coda degli uccelli che servono da timone durante il volo.
timorato   agg.  che ha timore di far cosa non giusta e quindi agisce con coscienza e scrupolo: un ragazzo timorato | timorato di dio, che ha timore di offendere dio e perciò si conforma alla sua volontà § timoratamente avv. 
timore   s.m.    • 1 •   sentimento di ansia, di apprensione, di incertezza che si prova davanti a un pericolo o a un danno vero o supposto; preoccupazione, trepidazione: il timore degli esami, delle malattie; aveva timore di non essere promosso; era in gran timore per il suo ritardo; vivere tra continui timori; avere l'animo diviso tra la speranza e il timore; provare, incutere timore; timor panico, panico. dim. timorino    • 2 •   sentimento di rispetto e soggezione: i ragazzi hanno timore dei professori | timore reverenziale, sentimento che si prova nei riguardi di persone alle quali si sia legati da particolare e profonda deferenza    • 3 •   timore di dio, (teol.) sottomissione e reverenza fiduciosa dell'uomo verso dio, che costituisce uno dei sette doni dello spirito santo ' essere senza timor di dio, (fig.) essere spregiudicato, senza scrupoli.
timoroso   agg.  che è pieno di timore: uno sguardo timoroso; il bambino avanzò tutto timoroso  § timorosamente avv.  timidamente, con timore.
timpa    ⇨ tempa.
timpanato   agg.  (arch.) che è provvisto di timpano: protiro timpanato. 
timpaneggiare   v. intr.  [io timpanéggio ecc. ; aus. avere] (rar.) suonare il timpano o i timpani.
timpanico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) che si riferisce al timpano, all'orecchio medio: cassa, membrana timpanica. 
timpanismo   s.m.  (med.) accumulo di aria o gas in un organo cavo, che determina una particolare sonorità alla percussione dell'organo stesso: timpanismo intestinale, gastrico. 
timpanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mus.) suonatore di timpano.
timpanite   s.f.  (med.) infiammazione della membrana del timpano, caratterizzata da dolori auricolari e diminuzione della sensibilità uditiva.
timpano   s.m.    • 1 •   (anat.) membrana disposta obliquamente in fondo al condotto uditivo esterno, la cui funzione è di vibrare per effetto delle onde sonore, trasmettendo così le vibrazioni alla catena degli ossicini | cavità del timpano, cavità situata oltre il timpano, prima dell'orecchio interno, contenente gli ossicini; orecchio medio | rompere i timpani, (fig.) assordare con grida o rumori molesti | essere duro di timpani, (fig.) sentirci poco    • 2 •   (mus.) strumento membranofono a percussione diretta, costituito da un bacino metallico semisferico coperto da una pelle a tensione regolabile, che si percuote con due mazze le cui estremità sono coperte di pelle o di feltro | (lett.) tamburo    • 3 •   (arch.) parete triangolare, liscia o decorata a rilievo, compresa fra la trabeazione orizzontale e le cornici oblique del frontone    • 4 •   (tip.) nella stampa a torchio, telaio di ferro, coperto da una tela sulla quale viene posto il foglio da imprimere    • 5 •   antico congegno idraulico costituito da una ruota a tamburo che girando sollevava l'acqua sino all'altezza del proprio asse.
tina   s.f.  (ant. , region.) tino. dim. tinella. 
tinaia   s.f.  (region.) cantina dove si tengono i tini.
tinamiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli dell'america centrale e meridionale somiglianti ai galliformi | sing.  [-e] ogni uccello appartenente a tale ordine.
tinca   s.f.    • 1 •   pesce d'acqua dolce di media grandezza, dal corpo tozzo di color verde-oliva; è comune nelle acque dolci a fondo melmoso e si alleva nelle risaie dove distrugge le larve delle zanzare (ord.  cipriniformi). dim. tinchetta, tinchettina, tincolina, tincolino  (m.), tinchina    • 2 •   nel gergo teatrale, parte impegnativa, che non offre però soddisfazioni all'attore    • 3 •   muso di tinca, (anat.) parte del collo uterino che sporge nella vagina.
tincone   s.m.    • 1 •   (ant.) tumore, ascesso inguinale: voi, maestri cotali, / medici da guarir tigna e tinconi, / siete un branco di ladri e di castroni  (berni)    • 2 •   [f. -a] (fig. tosc.) persona noiosa, insopportabile.
tindalizzazione   s.f.  metodo di sterilizzazione di sostanze non resistenti a temperature elevate, che consiste nel sottoporle a ripetuti riscaldamenti fino a temperature di 60-80 ° c.
tinello   s.m.    • 1 •   dim.  di tino    • 2 •   stanza, solitamente attigua alla cucina, adibita a soggiorno o saletta da pranzo | l'arredamento di tale stanza    • 3 •   nelle case signorili, stanza dove mangiavano i servitori.
tingere   ant. o dial. tignere, v. tr.  [io tingo, tu tingi ecc. ; pass. rem. io tinsi, tu tingésti ecc. ; part. pass. tinto]    • 1 •   dare a una cosa un colore diverso da quello che ha: tingere una giacca di  (o in) marrone; tingersi i capelli    • 2 •   macchiare, sporcare: il carbone mi ha tinto il vestito  | (assol.) nell'uso fam., spandere colore, e quindi sporcare di colore: una stilografica, una stoffa che tinge    • 3 •   (lett.) colorare: il tramonto tingeva il cielo di rosso; l'emozione le tinse il volto di rossore |  tingersi v. rifl.    • 1 •   imbellettarsi | tingersi i capelli    • 2 •   (fam.) macchiarsi, sporcarsi di colore: ti sei tutto tinto, va' a lavarti!  | v. rifl.  assumere un determinato colore, colorarsi (anche fig.): le nuvole si tingevano di rosa; un ricordo che si tinge di nostalgia. 
tingitura   s.f.  (non com.) l'operazione e l'effetto del tingere; tintura.
tinnante   agg.  (poet.) tinniente, tintinnante.
tinniente   part. pres.  di tinnire   agg.  (lett.) che tinnisce; tintinnante.
tinnire   v. intr.  [io tinnisco, tu tinnisci ecc. ; aus. avere] (lett.) tintinnare, squillare con suoni brevi e argentini: odo tinnire un riso ch'io conosco  (d'annunzio).
tinnito   s.m.  (lett.) tintinno.
tinnulo   agg.  (lett.) squillante, tintinnante.
tino   s.m.    • 1 •   grande recipiente di legno a doghe che serve per la pigiatura dell'uva e la fermentazione del vino. dim. tinello    • 2 •   nome di recipienti di forma simile, usati per altre operazioni industriali | in tintoria, vasca con una parete alquanto inclinata su cui viene deposto il tessuto contemporaneamente all'immissione del bagno di tintura | parte dell'altoforno a tronco di cono con la base minore aperta in alto, nella quale vengono introdotti a strati alterni il carbone e il minerale di ferro.
tinozza   s.f.  recipiente simile al tino ma più largo e più basso, usato per raccogliere il mosto | recipiente più piccolo di forma simile, in legno, metallo o plastica, usato per fare il bucato e il bagno.
tinta   s.f.    • 1 •   materia con cui si tinge; tintura: un barattolo di tinta; dare una mano di tinta    • 2 •   colore assunto da un oggetto tinto: una tinta vivace, pallida; la tinta rossa di una stoffa; un abito in, a tinta unita, tutto dello stesso colore | mezza tinta, colore non ben definito; mezzatinta ' in tinta, che ha un colore uguale, simile o che lega bene con quello di un'altra cosa a cui si abbina: una cravatta in tinta con l'abito.  dim. tintarella, tinterella  pegg. tintaccia    • 3 •   colore naturale: la tinta dei capelli, della carnagione; la tinta di un fiore, del cielo    • 4 •   (fig.) modo di considerare e di giudicare le cose o di rappresentarle: caricare, calcare le tinte, esagerare; vedere tutto a tinte fosche, con pessimismo; vedere le cose a tinte rosee, con fiducia ottimistica; un romanzo a forti tinte, con forti effetti drammatici.
tintarella   s.f.    • 1 •   dim.  di tinta    • 2 •   (fam.) abbronzatura: prendere la tintarella. 
tinteggiare   v. tr.  [io tintéggio ecc.] dare la tinta, il colore, spec. a pareti e infissi.
tinteggiatore   s.m.  operaio addetto alla tinteggiatura di pareti interne o esterne o di infissi; imbianchino, pittore.
tinteggiatura   s.f.  il tinteggiare, l'essere tinteggiato; in partic., coloritura di pareti interne o esterne o di infissi.
tintillano   s.m.  (ant.) sorta di panno fine, la cui lana veniva tinta prima della tessitura: non di tintillani né d'altri panni gentili, ma di lana grossa... si vestissero  (boccaccio dec.  vii, 3).
tintin   o tin tin, inter.  voce onom. che imita il suono di un campanello o qualsiasi altro suono squillante a colpi staccati: indi, come orologio che ne chiami /... / tin tin sonando con sì dolce nota  (dante par.  x, 139-143) | usato anche come s.m. invar.  : si udì il tintin del campanello. 
tintinnabolo   s.m.  (rar.) campanello, sonaglio.
tintinnamento   s.m.  (non com.) il tintinnare.
tintinnare   v. intr.  [aus. avere  o essere] emettere ripetutamente un breve suono argentino, a colpi staccati.
tintinnio   s.m.  un tintinnare prolungato: odi lontano / tintinnio di sonagli  (leopardi la quiete dopo la tempesta  22-23).
tintinnire   v. intr.  [io tintinnisco, tu tintinnisci ecc. ; aus. essere  o avere] (lett.) tintinnare: diversi altri dilettevol suoni / faceano intorno l'aria tintinnire / d'armonia dolce e di concenti buoni  (ariosto o. f.  vii, 19).
tintinno   s.m.  il tintinnare.
tinto   part. pass.  di tingere  agg.    • 1 •   sottoposto a tintura; colorato: capelli tinti; cappotto tinto in, di nero  | acqua tinta, (fam.) vino molto annacquato    • 2 •   (lett.) che ha assunto una sfumatura di colore diverso da quello originale: nuvole tinte d'oro; (fig.) riferito a stato d'animo che sfuma in altro simile: dolcezza tinta di malinconia    • 3 •   sporco, insudiciato: tornò dalla cantina col viso tinto di polvere    • 4 •   (ant.) oscuro, buio: un tumulto, il qual s'aggira / sempre in quell'aura sanza tempo tinta  (dante inf.  iii, 28-29).
tintore   s.m.  [f. -ra]    • 1 •   chi per mestiere provvede alla tintura di fibre tessili, tessuti, pelli ecc.    • 2 •   chi gestisce una tintoria.
tintoria   s.f.    • 1 •   negozio, laboratorio o impianto industriale dove si tingono tessuti, pelli ecc. | negozio che provvede alla smacchiatura, lavatura e stiratura di abiti: il vestito è in tintoria    • 2 •   tecnica e attività del tingere.
tintoriale   agg.  (chim.) relativo ai coloranti, alla tintura: ricettività tintoriale, tendenza di un materiale a unirsi con un colorante | proprietà tintoriale, (biol.) proprietà di un tessuto organico di assumere particolari colorazioni.
tintorio   agg.  che concerne la tintura: arte, industria tintoria  | che serve a tingere: sostanze tintorie | piante tintorie, quelle dalle quali si ricavano sostanze tintorie.
tintura   s.f.    • 1 •   operazione, modo, risultato del tingere: la tintura delle pelli  | sostanza che serve a tingere: tintura per i capelli  | tinta, colore    • 2 •   soluzione alcolica di sostanze medicinali, per lo più di origine vegetale: tintura di valeriana, di iodio. 
tio-  tio- o tion-, primo elemento di parole composte della terminologia chimica, dal gr. thêion  'zolfo'; indica 'zolfo' o stabilisce relazione con lo zolfo (tiofene).
tioacido   s.m.  (chim.) acido in cui a uno o più atomi di ossigeno sono stati sostituiti altrettanti atomi di zolfo; è detto anche solfoacido. 
tioalcol   s.m.  (chim.) lo stesso che mercaptano. 
tiobarbiturico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di ciascuno dei tre acidi derivati dall'acido barbiturico per sostituzione di uno, due o tre atomi di ossigeno con altrettanti di zolfo  s.m.  ogni farmaco ad azione anestetica derivato da un acido tiobarbiturico.
tiocianato   s.m.  (chim.) ogni sale o estere dell'acido tiocianico.
tiocianico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido costituito da un atomo di idrogeno, uno di zolfo, uno di carbonio e uno di azoto.
tioetere   s.m.  (chim.) ciascuno dei composti organici costituiti da due radicali organici legati allo stesso atomo di zolfo; hanno odore sgradevole e sono usati come antiossidanti.
tiofene   s.m.  (chim.) composto organico eterociclico solforato a quattro atomi di carbonio, ricavato dal catrame e usato nell'industria chimica.
tion-  tion-  ⇨ tio-.
tionile   s.m.  (chim.) radicale bivalente costituito da un atomo di zolfo e uno di ossigeno | cloruro di tionile, composto inorganico usato nella clorurazione di composti organici.
tiorba   s.f.  (mus.)    • 1 •   arciliuto con doppio cavigliere    • 2 •   registro del clavicembalo.
tiorbista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] suonatore di tiorba.
tiosolfato   s.m.  (chim.) ogni sale dell'acido tiosolforico, usato in fotografia come fissatore, in conceria e nella sbianca dei tessuti; è detto anche, ma non correttamente, iposolfito. 
tiosolforico   agg.  [pl. m. -ci] acido tiosolforico, (chim.) acido inorganico non stabile, contenente due atomi di zolfo, tre di ossigeno e due di idrogeno, i cui sali sono i tiosolfati.
tiourea   s.f.  (chim.) composto derivato formalmente dall'urea per sostituzione dell'atomo di ossigeno con uno di zolfo, usato per preparare resine tioureiche.
tioureico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di tiourea | resine tioureiche, gruppo di materie plastiche ottenute per policondensazione tra urea e formaldeide e usate per conferire proprietà antipiega ai tessuti e maggiore resistenza all'umidità alla carta.
-tipia  -tipia secondo elemento di parole composte moderne, dal gr. -typía, deriv. di ty/pos  'tipo', che indica particolari procedimenti di stampa specificati dal primo componente (fototipia, zincotipia).
tipicità   s.f.  l'essere tipico; qualità di ciò che è tipico.
tipicizzare   v. tr.  (non com.) tipizzare.
tipico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   proprio di un tipo; caratteristico di una determinata persona o cosa: segni tipici; questa è una sua frase tipica; la cucina tipica emiliana    • 2 •   che può servire da tipo, da caso canonico di un determinato genere; esemplare: esempio, caso tipico    • 3 •   che si configura come o secondo un tipo ' contratto tipico, (dir.) formato secondo un tipo § tipicamente avv. 
tipificare   v. tr.  [io tipìfico, tu tipìfichi ecc.] (non com.) tipizzare.
tipizzare   v. tr.  ridurre a tipo, uniformare a un tipo; standardizzare | (med.) sottoporre a tipizzazione antigenica.
tipizzazione   s.f.    • 1 •   il tipizzare, l'essere tipizzato; standardizzazione    • 2 •   esame biologico con il quale si stabilisce l'esatto corredo di antigeni tessutali di un organismo; è indispensabile prima di un trapianto d'organo.
tipo   s.m.    • 1 •   esemplare, modello da cui si traggono copie: i tipi delle monete, le immagini e i segni incisi sui conii    • 2 •   spec. pl.  carattere tipografico mobile: libro stampato con tipi bodoniani    • 3 •   caso caratteristico di un determinato genere; esempio, modello: il tipo della bellezza greca; il vero tipo dello sportivo; un nuovo tipo di automobile; una giacca di tipo sportivo; un frullatore ultimo tipo '  genere, specie: frequenta persone del suo tipo; scarpe tipo mocassino  | (sul) tipo (di), simile a: una stoffa (sul) tipo (del) principe di galles    • 4 •   esemplare a cui per caratteristiche comuni si può ricondurre un gruppo di cose o di individui: il tipo fisico meridionale, asiatico    • 5 •   nella sistematica zoologica e botanica, categoria superiore alla classe e inferiore al regno; phylum    • 6 •   [f. -a, fam.] un tale, uno sconosciuto: oggi un tipo ti ha cercato  | persona adatta: sei proprio il mio tipo; era il tipo che cercava  | persona originale, bizzarra: un bel tipo; un tipo strano; guarda che tipo!; è un tipo, si dice di persona che riesce interessante o attraente pur non essendo bella. dim. tipetto, tipino  pegg. tipaccio    • 7 •   (teat.) personaggio che risponde a uno stereotipo, che non ha caratteristiche individuali: i tipi fissi della commedia dell'arte    • 8 •   tipo (contrattuale), (dir.) schema o figura di negozio giuridico cui ci si attiene nel formare un contratto: tipo legale, se espressamente disciplinato dalla legge (concerne i negozi detti appunto tipici); tipo sociale, se in uso nella prassi, senza disciplina specifica (p. e.  il contratto di leasing)  agg. invar.  che può fare da esempio, da modello: una domanda tipo  | medio, tipico: cliente, famiglia tipo. 
tipo-  tipo- -tipo primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal lat. ty°pus, che è dal gr. ty/pos; vale genericamente 'tipo, modello' (prototipo); in partic., 'matrice, stampo', soprattutto in riferimento ai procedimenti, ai caratteri e alle immagini ottenute con la stampa (tipografia, dagherrotipo).
tipocomposizione   s.f.  composizione tipografica.
tipografia   s.f.    • 1 •   il procedimento di stampa più comune, quello con i caratteri in rilievo | (estens.) l'insieme delle arti grafiche    • 2 •   laboratorio o stabilimento in cui si stampa.
tipografico   agg.  [pl. m. -ci] della tipografia: carattere tipografico; errore tipografico, di composizione tipografica § tipograficamente avv.  per quanto riguarda la stampa, i caratteri tipografici: un libro tipograficamente pregevole. 
tipografo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi possiede una tipografia ed esercita l'arte della stampa    • 2 •   operaio che lavora in una tipografia.
tipolitografia   s.f.  laboratorio o stabilimento che esegue lavori di tipografia e litografia.
tipologia   s.f.  [pl. -gie]    • 1 •   classificazione e descrizione dei diversi tipi di una categoria ' tipologia somatica, quella che si basa su determinati indici morfologici del corpo umano e determinate caratteristiche della personalità ' tipologia linguistica, quella che classifica e descrive determinate caratteristiche comuni a lingue diverse indipendentemente da una loro parentela genetica    • 2 •   (estens.) il risultato di tale classificazione e descrizione: una tipologia ricca, complessa. 
tipologico   agg.  [pl. m. -ci] di tipologia, che riguarda i procedimenti di una tipologia: caratterizzazione tipologica; studio tipologico  § tipologicamente avv.  da un punto di vista tipologico.
tipometria   s.f.  insieme delle misure tipografiche.
tipometro   s.m.  (tip.) strumento di misura graduato in unità tipografiche.
tip tap   o tippe tappe e tippete tappete, inter.  voce onom. che imita un rumore secco e ritmico (di passi saltellanti, di dita che tamburellano e sim.)  s.m.    • 1 •   il suono stesso: si udì un fitto tip tap sul parquet    • 2 •   tip tap, ballo moderno che si esegue battendo sul pavimento, in maniera ritmica e alternata, la punta e il tacco delle scarpe, appositamente munite di placchette metalliche.
tiptologia   s.f.    • 1 •   linguaggio convenzionale usato dai carcerati e consistente in piccoli colpi battuti sul muro    • 2 •   nelle sedute spiritiche, tecnica con cui si interpretano i colpi battuti da uno spirito sul tavolino.
tipula   s.f.  grossa zanzara con ali e zampe lunghe, comune nei campi, negli orti e in zone umide, dove depone le uova (ord.  ditteri).
tir   o tir, s.m. invar.  convenzione che disciplina il trasporto internazionale delle merci su strada in europa; il sistema stesso di trasporto e, nell'uso corrente, anche l'autotreno o l'autoarticolato che lo effettua.
tirabaci   s.m. invar.  (scherz.) ricciolo appiattito sulla fronte o sulla guancia.
tirabozze   s.m. invar.    • 1 •   (tip.) attrezzo costituito da un piano metallico su cui scorre un cilindro a pressione, per la tiratura di bozze tipografiche    • 2 •   [anche f.] operaio addetto alla tiratura delle bozze.
tirabrace   s.m. invar.  ferro con punta ricurva per togliere la brace dal forno.
tirabusciò   s.m. invar.  (pop.) cavatappi.
tiracatena   s.m. invar.  (non com.) tendicatena.
tiraforme   s.m. invar.  asticciola metallica con punta ricurva, usata dai calzolai per estrarre la forma dalla scarpa.
tiraggio   s.m.    • 1 •   aspirazione di aria all'imboccatura inferiore di un camino, che vi assicura la presenza della quantità di ossigeno necessaria alla combustione: tiraggio naturale, dovuto alla minor densità del fumo caldo entro il condotto del camino rispetto all'aria esterna; tiraggio forzato, attivato con ventilatori    • 2 •   distanza tra l'obbiettivo e l'oculare di un microscopio.
tiralatte   agg.  e s.m. invar.  si dice di apparecchio a pompetta che serve per estrarre il latte dalle mammelle, quando ve ne sia in eccesso o quando il neonato sia incapace di succhiare.
tiralinee   s.m. invar.  strumento da disegno usato per tracciare linee in inchiostro.
tiralingua   s.m.  (med.) strumento chirurgico che consente di tenere ferma la lingua in interventi all'interno del cavo orale.
tiraloro   s.m.  e f. invar.  chi lavora oro e altri metalli preziosi in modo da ridurli in fili.
tiramento   s.m.  (non com.) il tirare, l'essere tirato.
tiramisù   o tirami su, s.m. invar.  dolce semifreddo preparato con pan di spagna, mascarpone, uova e zucchero, e ricoperto da un sottile strato di cacao.
tiramolla    ⇨ tiremmolla.
tiranneggiamento   s.m.  (non com.) il tiranneggiare, l'essere tiranneggiato.
tiranneggiare   v. tr.  [io tirannéggio ecc.] governare con modi tirannici; per estens., trattare con durezza, imponendo una disciplina eccessivamente rigida: tiranneggiare un popolo, un paese; tiranneggiare i propri figli  | v. intr.  [aus. avere] governare, agire da tiranno.
tirannesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da tiranno: ordini tiranneschi; disciplina tirannesca  § tirannescamente avv. 
tirannia   s.f.    • 1 •   governo dispotico, dittatoriale; per estens., autorità prepotente: la tirannia fascista; la tirannia del padre  | atto, comportamento da prepotente: questa è una tirannia!    • 2 •   (fig.) quanto limita o condiziona la libertà di comportamento; costrizione: la tirannia del tempo. 
tirannicida   s.m.  e f.  [pl. m. -di] uccisore di un tiranno | i tirannicidi, per antonomasia, gli ateniesi armodio e aristogitone che, secondo la tradizione, uccisero il tiranno ipparco, figlio di pisistrato  agg.  che è servito a uccidere un tiranno: pugnale tirannicida. 
tirannicidio   s.m.  uccisione di un tiranno.
tirannico   agg.  [pl. m. -ci] di, da tiranno; dispotico, prepotente: governo tirannico; modi tirannici; carattere tirannico  § tirannicamente avv. 
tirannide   s.f.    • 1 •   nell'antica grecia, governo di un tiranno    • 2 •   (lett.) governo dispotico e assoluto; tirannia.
tiranno   s.m.    • 1 •   nell'antica grecia, chi concentrava nelle proprie mani tutti i poteri di una città, facendosene signore: pisistrato fu tiranno di atene    • 2 •   [f. -a] chi esercita il potere politico in modo dispotico | (estens.) chi abusa della propria autorità per imporre agli altri la propria volontà: fare il tiranno con i propri dipendenti; in famiglia si comporta da tiranno.  spreg. tirannello  pegg. tirannaccio    • 3 •   [f. -a] (fig.) ciò che costituisce un limite o un condizionamento; cosa contro cui non ci si può opporre, che è più forte di noi: il tempo è il peggior tiranno; l'amore è tiranno    • 4 •   (zool.) piccolo uccello dalle forme slanciate, con becco diritto, piumaggio nero superiormente, bianco inferiormente, e un ciuffo di piume rosse erigibili sul capo (ord.  passeriformi)  agg.    • 1 •   dispotico, prepotente: un padrone, un amante tiranno    • 2 •   (fig.) si dice di cosa che condiziona, limita la libertà di comportamento o a cui non si può resistere, a cui è impossibile opporsi: una passione tiranna. 
tirannosauro   s.m.  dinosauro fossile americano del cretaceo, caratterizzato da un grosso cranio.
tirante   part. pres.  di tirare   s.m.    • 1 •   nome generico di vari elementi o dispositivi metallici o di altro materiale rigido o flessibile che servono a tenere unite o ferme, per trazione, due o più parti di macchine, di strutture, di oggetti composti, oppure per esercitare una trazione su un altro elemento collegato: tirante di manovra; fissare un carico per mezzo di tiranti | tiranti degli stivali, asole di cuoio fissate vicino al loro bordo superiore, che servono a calzarli più agevolmente. dim. tirantino    • 2 •   (non com.) tiraggio dell'aria in un camino.
tiranteria   s.f.  (mecc.) l'insieme delle leve e dei tiranti che costituiscono un meccanismo di trazione: la tiranteria dello sterzo, dei freni. 
tiraolio   s.m. invar.  strumento usato per aspirare lo strato d'olio che ricopre il vino nei fiaschi.
tirapiedi   s.m. invar.    • 1 •   (ant.) aiutante del boia, che aveva il compito di tirare per i piedi gli impiccati per affrettarne la morte    • 2 •   [anche f.] (spreg.) chi è addetto a mansioni di infimo ordine | chi serve una persona secondandone senza dignità tutti i desideri.
tiraprove   s.m.  e f. invar.  (tip.) lo stesso che tirabozze. 
tirapugni   s.m. invar.  arma proibita costituita da quattro anelli metallici uniti tra loro, in cui si infilano le dita strette a pugno.
tirare   v. tr.    • 1 •   imprimere a qualcosa o a qualcuno un movimento per tenderlo, avvicinarlo a sé, trascinarlo nella propria direzione: tirare una corda; tirare un carro, un veicolo; tirare qualcuno per il vestito, per un braccio  | (assol.) esercitare una trazione: al via, cominciate a tirare  | tirare il fiato, inspirare e, per estens., anche respirare; (fig.) avere un momento di calma, di sollievo, di ristoro ' tirare il latte, detto del poppante, succhiarlo con forza ' tirare qualcuno per i capelli, (fig.) indurlo a fare qualcosa, a immischiarsi in qualcosa, sebbene sia contrario o riluttante: in quell'impresa lo hanno tirato per i capelli  | tirare un'argomentazione, una tesi per i capelli, portarle ai limiti della logica, della credibilità forzarle | tirare qualcosa coi denti, (fig.) sostenerla a stento ' tirare gli orecchi a qualcuno, secondo un'usanza familiare, per festeggiarne il compleanno; (fig.) ammonirlo, rimproverarlo ' tirare le reti, portarle a riva o a bordo della barca per raccogliere il pesce ' tirare i remi in barca, sollevarli dall'acqua e deporli sul fondo della barca; (fig.) ritirarsi, desistere da un'impresa, concludere un'attività ' tirare qualcuno dalla propria (parte), (fig.) guadagnarsene l'approvazione, l'appoggio | tirare (o tirarsi) gente in casa, (fig.) farla venire, invitarla ' una parola tira l'altra, (fig.) detto di discussione che può trascendere, divagare dall'argomento principale ' tirare gli schiaffi, (fig.) si dice riferendosi a persona molto insolente, indisponente ' i più tirano i meno, (fig.) il parere, l'esempio della maggioranza trascina la minoranza | tirare via, togliere, asportare: tira via quell'oggetto di lì; tirare via le penne al pollo  | tirare via un lavoro, (fig.) farlo in fretta e male | tirare giù, prendere qualcosa posta in alto, far scendere: tirare giù la saracinesca; (fam.) ingoiare: ha tirato giù tre bicchieri di vino | tirare su, prendere da un luogo posto in basso, alzare da terra: tira su quei libri dal pavimento!; erigere, costruire: tirare su un muro; (fig.) risollevare l'umore, la salute di qualcuno: le vacanze l'hanno proprio tirato su; tirare su col naso, (fam.) aspirare rumorosamente l'aria dalle narici; tirare su, (region.) vomitare; tirarsi su i calzoni, le calze, indossarli o rimetterli a posto; tirarsi su i capelli, pettinarli raccogliendoli in cima al capo; tirare su un bambino, (fig.) allevarlo, educarlo ' tirare fuori, estrarre, cavar fuori qualcosa (anche in usi fig.): tirare fuori l'abito dalla valigia; finalmente gli hanno tirato fuori la verità | tirarsi dietro qualcosa, qualcuno, (fam.) portarlo con sé: si tira dietro il bambino dovunque vada; una malattia si tira dietro un'infinità di conseguenze | tirarsi addosso, (fam.) farsi cadere addosso, attirarsi (anche fig.): si è tirato addosso le critiche di tutti    • 2 •   imprimere a qualcosa un movimento, allontanandola da sé; lanciare (anche assol.): tirare la palla, un sasso; tirare in porta, a rete, calciare il pallone verso la porta avversaria ' tirare calci; tirare pugni, fendenti  | tirare di spada, menar colpi con la spada ' tirare di scherma, di boxe, praticare la scherma, il pugilato | tirare (colpi, pallottole), di armi da fuoco, sparare: un fucile che tira a grande distanza | tirare a segno, cercare di colpire con un proiettile un bersaglio ' tirare i dadi, gettarli, per gioco ' tirare giù, fare scendere, buttare in un luogo più basso: tirare giù un libro dalla finestra | tirare su, scagliare verso l'alto | tirare fuori, estrarre (anche fig.): tira fuori le mani di tasca!; tira fuori tutto quello che hai da dire!  | tirare moccoli, bestemmie, imprecazioni, (fig. pop.) dirne molti, con rabbia    • 3 •   di materiale o di oggetto deformabile, tenderlo, allungarlo: tirare un filo; tirare le lenzuola prima di stirarle  | tirare l'arco, tirarne la corda ' tirare una riga, tracciarla, disegnarla ' tirarla, (fig. fam.) fare una vita di grandi ristrettezze ' tirare in lungo, (fig.) prolungare, ritardare: hanno tirato in lungo la seduta per ore e ore  | tirare notte, restare sveglio fino a notte molto inoltrata; tirare giorno, mattina, fare le ore piccole; tirare sera, far passare in qualche modo la giornata, senza impegnarsi in attività precise    • 4 •   ricavare una cosa da un'altra, dedurre: tirare le somme; tirare le conseguenze di, da qualcosa; tirare partito da qualcosa, trarne vantaggio    • 5 •   portare a una determinata condizione: tirare un mobile a lucido; tirare a cera i pavimenti    • 6 •   (ant. , lett.) attirare, attrarre materialmente o spiritualmente; spingere qualcuno a far qualcosa: qualunque melodia più dolce suona / qua giù e più a sé l'anima tira  (dante par.  xxiii, 97-98); a raccontarsi mi tira una novella  (boccaccio dec.  ii, 2)    • 7 •   stampare: tirare le bozze di un testo; un quotidiano di cui si tirano centomila copie    • 8 •   (sport) nel linguaggio del ciclismo, porsi in testa al gruppo e regolarne o forzarne l'andatura: tirare il gruppo, la volata; tirare la volata a qualcuno, (fig.) favorirlo, sostenerlo | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   procedere, continuare ' tirare avanti, innanzi, continuare a camminare: tirare avanti per parecchi chilometri; (fig.) continuare a fare ciò che si sta facendo: tira avanti con quel racconto!; (fig.) trascinare un'esistenza grama e faticosa: si tira avanti alla meno peggio | tirare diritto, di lungo, continuare per la propria strada senza fermarsi; (fig.) tendere con decisione allo scopo ' tirare via, proseguire senza fermarsi; (fig.) fare qualcosa frettolosamente, senza cura: tira via con quel lavoro!    • 2 •   (fig.) mirare, tendere: tirare ai soldi; un grigio che tira all'azzurro | tirare a indovinare, cercare di indovinare, dare a casaccio una risposta con la speranza che sia quella giusta ' tirare a campare, vivere alla meglio, com'è possibile; cercare di vivere senza troppi pensieri e problemi; per estens., fare qualcosa cercando di impiegarvi la minore fatica possibile, senza impegno    • 3 •   (fig. fam.) propendere, inclinare: un ragazzo che tira più per la pallacanestro che per il calcio  | detto di una cosa, o anche di una persona, che esercita un'attrazione: un genere di spettacolo che tira molto  | (fig.) detto di un prodotto di mercato, presentare una domanda sostenuta: l'industria automobilistica non tira più come una volta    • 4 •   di aria, vento, soffiare: stasera tira tramontana | che aria tira?, (fig.) come si prospetta la situazione? | avere tiraggio: il camino non tira; questo toscano tira bene    • 5 •   di indumento, copertura e sim., stringere: una gonna che tira in vita  | della pelle, essere eccessivamente tesa    • 6 •   (fig.) contrattare al fine di ottenere uno sconto: tirare sul prezzo  | tirarsi v. rifl.    • 1 •   muoversi, spostarsi: tirarsi da una parte | tirarsi su, alzarsi; (fig.) sollevarsi fisicamente e moralmente; riprendersi finanziariamente: con quella cura mi sono tirato su bene | tirarsi in là, fare posto a qualcuno ' tirarsi indietro, spostarsi indietro; (fig.) rinunciare a qualcosa; sottrarsi a un impegno; ritornare sulle proprie decisioni: dopo tante promesse si sono tirati indietro    • 2 •   (ant.) andare: figliuol mio, disse infin quivi ti tira  (dante purg.  iv, 46).
tiraschiaffi   s.m.  e f. invar.  persona molto insolente, indisponente, che verrebbe voglia di schiaffeggiare.
tirassegno   s.m.  grafia unita di tiro a segno. 
tirastivali   s.m. invar.  cavastivali.
tirasuole   s.m. invar.  arnese del calzolaio per tendere e pressare le suole di cuoio.
tirata   s.f.    • 1 •   il tirare una sola volta: una tirata di capelli; tirata d'orecchi, (fig.) rimprovero | (fam.) singola inspirazione di fumo da una sigaretta e sim.: dare una tirata.  dim. tiratina    • 2 •   lavoro o altra azione compiuta senza interruzione, continuativamente: andare da milano a parigi facendo tutta una tirata; fare una bella tirata di studio    • 3 •   lungo discorso polemico contro qualcuno o qualcosa, spec. se fatto con toni enfatici: fece una tirata contro tutto e tutti  | (teat.) monologo, battuta di notevole lunghezza.
tiratardi   s.m.  e f.  (scherz.) chi è solito o ama far tardi; chi ha l'abitudine di rimandare i propri impegni.
tiratira   o tira tira, s.m. invar.  (fam.)    • 1 •   attrazione, inclinazione affettiva; passioncella: avere un tiratira per qualcuno    • 2 •   il cercare di strapparsi l'un l'altro qualcosa di mano: fare a tiratira. 
tirato   part. pass.  di tirare  agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   sforzato, stentato: un sorriso tirato; un argomento un po' tirato; fare una vita tirata  | detto di tempo, ristretto, contato    • 3 •   teso, irrigidito, per lo sforzo, per l'emozione e sim.: un viso tirato; lineamenti tirati per la stanchezza    • 4 •   molto economo, avaro: una persona tirata nello spendere.  dim. tiratino  § tiratamente avv. 
tiratoio   s.m.  reparto degli stabilimenti tessili dove si stendono i tessuti ad asciugare.
tiratore   s.m.  [f. -trice] chi tira; in partic., chi è abile nel tirare con armi da fuoco ' tiratore scelto, tiratore di particolare abilità nel gioco del calcio, attaccante che segna molti goal, cannoniere ' franco tiratore, chi compie azioni di guerriglia nelle retrovie dell'esercito invasore; (fig.) parlamentare che, nelle votazioni a scrutinio segreto, si sottrae alla disciplina di partito.
tiratron   ® s.m.  (elettr.) triodo a gas inerte o a vapori di mercurio, usato nei sistemi di controllo industriali, spec. come relè di grande potenza.
tiratura   s.f.    • 1 •   (tip.) il tirare copie per mezzo della stampa    • 2 •   il numero complessivo delle copie stampate: giornale ad alta tiratura; una tiratura di ventimila copie. 
tiratutti   s.m. invar.  (mus.) comando dell'organo che serve per inserire contemporaneamente tutti i registri.
tiravolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica lo sport del tiro a volo.
tirchieria   s.f.  (fam.)    • 1 •   l'essere tirchio: una persona di una tirchieria incredibile    • 2 •   atto di persona tirchia: non mi aspettavo da lui simili tirchierie. 
tirchio   agg.  e s.m.  [f. -a] (fam.) che, chi è tirato nello spendere; avaro, taccagno. accr. tirchione  pegg. tirchiaccio  § tirchiamente avv. 
tirella   s.f.  ciascuna delle strisce di cuoio che uniscono la traversa del carro con il pettorale del cavallo.
tiremmolla   o tira e molla, meno com. tiramolla, tiremolla, tira molla, s.m. invar.  (fam.)    • 1 •   atteggiamento incostante di chi ora nega ora concede qualcosa; continuo alternarsi di azioni contrastanti tra loro: accordarsi dopo un lungo tiremmolla  | il fare a tira e molla, il mostrarsi esitante, indeciso    • 2 •   [anche f.] (fig.) persona indecisa: non si riesce ad avere una risposta da quel tiremmolla. 
tireosi   s.f.  (med.) disfunzione della tiroide.
tireotropina   o tirotropina, s.f.  (chim. biol.) proteina a basso peso molecolare, elaborata dall'ipofisi anteriore, che regola la funzione della tiroide; è detta anche ormone tireotropo. 
tireotropo   agg.  (med.) che agisce sulla tiroide: ormone tireotropo, tireotropina.
tiretto   s.m.    • 1 •   (region.) cassetto    • 2 •   (mecc.) levetta dell'orologio che si aziona tirando in fuori il bottone di carica e che a sua volta mette in funzione il meccanismo di messa all'ora.
tiristore   s.m.  (elettron.) dispositivo a semiconduttore usato per la conversione di corrente alternata in corrente continua e come equivalente a stato solido del tiratron.
tiritera   s.f.  filastrocca | (estens.) discorso lungo e noioso in cui si ripetono sempre le stesse cose.
tirlindana   o dirlindana, s.f.  (region.) lenza lunga da traino fornita di piombini, per la pesca in acque dolci.
tiro   (1) s.m.    • 1 •   il tirare: tiro della  (o alla) fune '  traino di un veicolo mediante animali; per estens., il veicolo trainato e gli animali stessi che trainano: cavalli da tiro; un tiro di buoi; un tiro a quattro, a sei  | tiro (di corda), in alpinismo, tratto di arrampicata che si fa tra un punto di sosta e l'altro: un tiro di 30 metri    • 2 •   il tirare con un'arma; anche, ogni singolo colpo tirato: il tiro con l'arco; tiro antiaereo; tiro corto, lungo, diritto, radente, angolato, a parabola; regolare, sbagliare il tiro; tiro al bersaglio, al piattello; scuola, esercitazioni di tiro; linea di tiro, quella immaginaria che il proiettile seguirebbe se non fosse soggetto alla forza di gravità aprire il tiro, aprire il fuoco | tiro a segno  (meno com. tirassegno), contro un bersaglio generalmente fisso; anche, l'attività di chi, per addestramento o per sport, tira con un'arma contro un bersaglio; il luogo dove si svolge questa attività | tiro a volo, esercitazioni di tiro con armi da fuoco a bersagli volanti, in genere piattelli; anche, il luogo dove si tengono tali esercitazioni ' a un tiro di schioppo, alla distanza che può essere raggiunta da un tiro di schioppo; (fig.) molto vicino ' essere, trovarsi a tiro, fuori tiro, essere, non essere alla portata di un'arma da getto o da sparo; (fig. fam.) essere, non essere a portata di mano ' venire a tiro, (fig. fam.) capitare sotto le mani: se mi verrà a tiro, guai a lui!  pegg. tiraccio    • 3 •   (estens.) lo scagliare un oggetto; in partic., il tirare, il lanciare durante un gioco; anche, ogni singolo lancio effettuato; nel calcio, nella pallacanestro e in altri giochi, lancio della palla: tiro di un sasso, di una freccia; un tiro di dadi, di bocce; tiro in porta, a rete, a canestro; tiro di piede, di testa; tiro al volo, ad effetto; tiro forte, imparabile | tiro libero, nella pallacanestro, tiro di punizione che il giocatore nei confronti del quale è stato commesso un fallo effettua da fermo dal centro della lunetta, senza essere ostacolato dagli avversari    • 4 •   (fig.) cattiva azione preparata di nascosto ai danni di qualcuno: fare, giocare un brutto tiro, un tiro mancino a qualcuno    • 5 •   (teat.) congegno flessibile che consente di manovrare dal soffitto del palcoscenico elementi della scena o dell'illuminazione    • 6 •   (fig. pop.) boccata, tirata: dare un tiro a una sigaretta    • 7 •   tiro secco, (pop.) colpo apoplettico: dies irae! è morto cecco; / gli è venuto un tiro secco: / ci levò l'incomodo  (giusti).
tiro   (2) s.m.  (ant.) serpente velenoso: muovere a pietade aspidi e tiri  (ariosto o. f.  xiii, 32).
tirocinante   agg.  e s.m.  e f.  che, chi fa il tirocinio: un maestro tirocinante; corso per tirocinanti. 
tirocinio   s.m.    • 1 •   addestramento pratico in una professione o in un mestiere; il periodo dell'addestramento: fare il tirocinio sotto una guida esperta; tirocinio didattico, le esercitazioni pratiche a cui si sottopone chi aspira a svolgere attività di insegnamento | apprendistato    • 2 •   (st.) l'addestramento delle reclute nell'esercito romano.
tiroide   s.f.  (anat.) ghiandola a secrezione interna, situata nella parte anteriore del collo, producente un ormone che presiede alla crescita dell'organismo.
tiroidectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica della tiroide.
tiroideo   agg.  (med.) della tiroide, relativo alla tiroide: ghiandola tiroidea; ormone tiroideo. 
tiroidina   s.f.  (biol. , med.) composto iodato contenuto nella tiroide.
tiroidismo   s.m.  (med.) stato patologico caratterizzato da alterata funzionalità della tiroide.
tiroidite   s.f.  (med.) infiammazione della tiroide.
tirolese   agg.  del tirolo ' alla tirolese, secondo gli usi e i costumi degli abitanti del tirolo: cappello alla tirolese, cappello da uomo, di feltro o di velluto, con calotta alta e penna sul dietro  s.m.  e f.  abitante, nativo del tirolo | s.f.  danza e melodia popolare del tirolo a tempo ternario e di movimento vivace.
tirone   (1) s.m.  (st.) nell'antico esercito romano, recluta.
tirone   (2) s.m.  nel gergo teatrale, asta di ferro che serve di sostegno agli elementi scenici fissi.
tironiano   agg.  di tirone (104-4 a. c.), liberto e segretario di cicerone; si dice in partic. di un sistema di stenografia da lui ideato: note tironiane, i segni tachigrafici che costituivano tale sistema.
tirosina   s.f.  (biol.) amminoacido aromatico a nove atomi di carbonio, precursore della tiroxina e dell'adrenalina.
tirossina    ⇨ tiroxina.
tirotropina    ⇨ tireotropina.
tiroxina   o tirossina, s.f.  (biol.) ormone prodotto dalla tiroide mediante trasformazione della tirosina; è usato come farmaco contro l'ipotiroidismo e l'obesità.
tirrenico   agg.  [pl. m. -ci] del mar tirreno, che si riferisce al mar tirreno: costa tirrenica; turismo tirrenico. 
tirreno   agg.    • 1 •   che si riferisce o appartiene a una popolazione preindeuropea stanziata nell'etruria | (lett.) etrusco: e su 'l ginocchio, come / il gladiator tirreno, / poggiato, io.... / morirò combattendo  (carducci)    • 2 •   (non com.) tirrenico: le coste tirrene   s.m.  [f. -a] chi apparteneva alla popolazione tirrena.
tirso   s.m.    • 1 •   asta attorcigliata a un'estremità da pampini e edera; era attributo di dioniso e veniva portato dai suoi seguaci durante le feste a lui dedicate    • 2 •   (bot.) lo stesso che pannocchia. 
tirtaico   agg.  [pl. m. -ci] di tirteo, poeta greco del sec. vii a. c.; per estens., di ispirazione eroica, con riferimento al carattere dell'opera di tirteo: poesia tirtaica. 
tisana   s.f.  infuso o decotto di varie sostanze vegetali.
tisanotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli insetti dal corpo stretto, con quattro ali frangiate di peli | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
tisanuri   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli insetti privi di ali, dal corpo fusiforme con tre filamenti caudali; vi appartiene il lepisma | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
tisi   ant. ptisi, s.f.  grave deperimento organico, generalmente determinato da uno stato avanzato di tubercolosi polmonare | nell'uso comune, la tubercolosi polmonare stessa.
tisichezza   s.f.  l'essere tisico; per estens., gracilità, debolezza estrema, mancanza di rigoglio o di vigore (anche fig.).
tisico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è affetto da tisi    • 2 •   (estens.) privo di rigoglio, debole, gracile (anche fig.): quattro tisici cipressi; idee tisiche.  dim. tisichino, tisicuccio  o tisicuzzo   s.m.  [f. -a] persona affetta da tisi § tisicamente avv.  stentatamente.
tisicume   s.m.  (spreg.) insieme di persone affette da tisi o da altra grave malattia; per estens., insieme di piante gracili, patite o, in senso fig., di cose stentate, prive di vigore.
tisiologia   s.f.  branca della medicina che riguarda lo studio e i sistemi di cura della tubercolosi.
tisiologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista in tisiologia.
tissotropia   o tixotropia, s.f.  (chim. fis.) fenomeno per cui certe masse gelatinose, se agitate o poste sotto l'effetto di vibrazioni, passano allo stato di soluzione colloidale.
tissulare   agg.  (biol.) di tessuto, che concerne i tessuti; tessutale.
tissutale    ⇨ tessutale.
titanico   agg.  [pl. m. -ci] dei titani | (fig.) da titano; gigantesco, straordinario: opera, forza titanica; uno sforzo titanico  x titanicamente avv.  da titano; con impegno, con sforzo titanico.
titanio   (1) agg.  (poet.) dei titani: la titania lampa  (leopardi alla primavera  41: l'immagine significa 'lo splendore del sole, il sole stesso', il sole, in quanto mitico figlio del titano iperione).
titanio   (2) s.m.  elemento chimico di simbolo ti; è un metallo d'aspetto argenteo splendente, duro e leggero, usato per produrre leghe speciali resistenti e leggere e, sotto forma di biossido, come pigmento bianco; nei suoi composti può essere bivalente, trivalente o tetravalente.
titanismo   s.m.  (lett.) atteggiamento di insofferenza e di ribellione verso tutto ciò che limita le possibilità e gli slanci vitali dell'uomo; fu tipico della cultura romantica: la sfida di prometeo a zeus è simbolo del titanismo. 
titano   s.m.    • 1 •   nella mitologia greca, nome generico di ognuno dei sei giganti figli di urano e di gea, che cercarono di impadronirsi dell'olimpo e furono sconfitti da zeus    • 2 •   (fig.) persona che ha una forza eccezionale o che per le sue qualità straordinarie eccelle in un'attività, in un'arte, elevandosi su tutti gli altri: sforzo  da titano; un titano della musica. 
titanomachia   s.f.  nella mitologia greca, la lotta fra zeus e i titani per il dominio sull'olimpo.
titillamento   s.m.  il titillare, l'essere titillato (anche fig.).
titillare   v. tr.  solleticare leggermente (anche fig.): titillare l'ambizione, l'amor proprio di qualcuno. 
titillazione   s.f.  (rar.) titillamento.
titoismo   s.m.  (st.) termine con cui si è indicata la tendenza all'autonomia, da parte di stati a regime socialista, rispetto alla politica e alle direttive sovietiche.
titoista   agg.  [pl. m. -sti] (st.) di, relativo al titoismo  agg.  e s.m.  e f.  (st.) sostenitore del titoismo.
titolare   (1) agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi esercita stabilmente un ufficio o una funzione, essendone formalmente investito: professore titolare; il titolare di una condotta medica  | (sport) si dice di atleta che fa parte della formazione ufficiale di una squadra: terzino titolare; partita di allenamento tra riserve e titolari    • 2 •   (dir.) che, chi è il legittimo soggetto di un determinato rapporto giuridico: il titolare di un diritto di proprietà '  nel linguaggio comune si usa spesso come sinonimo di proprietario : il titolare di una tabaccheria; è cambiato il gestore, ma il titolare è sempre lo stesso  agg.    • 1 •   si dice di ecclesiastico che ha un titolo senza averne l'ufficio corrispondente: vescovo titolare    • 2 •   si dice di santo al cui nome si intitola una chiesa, un santuario.
titolare   (2) v. tr.  [io tìtolo ecc.]    • 1 •   (non com.) dare, attribuire un titolo nobiliare | (scherz.) assegnare un titolo, un epiteto a qualcuno: titolare qualcuno di sciocco    • 2 •   dare il titolo a una chiesa    • 3 •   (tecn.) determinare il titolo di una soluzione chimica, di una lega, di un filato e sim.    • 4 •   fornire di titolo o di titoli un libro, un giornale, un film, uno spettacolo televisivo e sim.; intitolare | (assol.) con riferimento a un giornale, uscire con un determinato titolo: oggi tutti i giornali hanno titolato a  (o su) nove colonne. 
titolarità   s.f.  l'essere titolare di un diritto, di una carica, di un ufficio e sim.
titolato   part. pass.  di titolare    • 2 •   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha un titolo nobiliare: una signora titolata; la società dei titolati. 
titolatrice   s.f.  apparecchiatura cinematografica per la composizione e la ripresa di titoli e didascalie di un film.
titolatura   s.f.  apposizione di un titolo o di titoli a un libro, a un giornale, a un film e sim.; il modo in cui sono realizzati i titoli e l'insieme dei titoli stessi.
titolazione   s.f.    • 1 •   titolatura    • 2 •   analisi chimica intesa a determinare la quantità di una sostanza contenuta in una soluzione della quale è noto il volume    • 3 •   nell'industria tessile, la determinazione del titolo di un filato.
titolista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   redattore che provvede alla formulazione dei titoli di un giornale | tipografo che si occupa della composizione dei titoli    • 2 •   (cine.) chi cura la titolatura di un film.
titolo   s.m.    • 1 •   nome o breve frase con cui si indica il soggetto di uno scritto, di un testo, di un'opera d'arte ecc.; in partic., intestazione dei singoli capitoli o delle varie parti di un volume, di partite di conti, bilanci, registrazioni e sim.: il titolo di un libro, di un racconto, di un articolo, di una poesia, di un quadro, di una canzone, di un film; il titolo delle spese ordinarie  | titolo corrente, in editoria, quello del libro o di un capitolo che compare in testa a ogni pagina, per lo più in forma abbreviata | titoli di testa, (cine.) didascalie sovrimpresse sulla parte iniziale di una pellicola da proiettare, contenenti il titolo del film, i nomi dei realizzatori e degli interpreti ecc. | titoli di coda, didascalie informative, alla fine di un film o di un programma televisivo. dim. titoletto  accr. titolone  pegg. titolaccio  spreg. titoluccio    • 2 •   appellativo che spetta a una persona per il suo grado, per gli studi compiuti, per l'attività che esercita, per meriti particolari; per estens., ogni documento che comprovi il diritto a ricevere un determinato appellativo: titolo accademico, cavalleresco; titolo di ingegnere, di avvocato; titolo di conte  | titolo di studio, quello che si consegue al termine di un corso di studi ' titolo (di campione), (sport) quello che viene attribuito al vincitore di un campionato    • 3 •   (estens.) nome, denominazione: s'è meritato il titolo d'eroe; dentro da la muda / la qual per me ha 'l titol de la fame  (dante inf.  xxxiii, 22-23) | nomea, fama: quei, cui dona il vulgo / titol di saggio  (parini) | titolo di una chiesa, nome del mistero o del santo al quale essa è dedicata    • 4 •   (iron.) epiteto, spec. ingiurioso: lo assalì con i titoli più offensivi; gli ha dato il titolo di ladro    • 5 •   (fig.) ragione, diritto, autorità che giustifica qualcosa: non avere alcun titolo per fare una richesta; che titolo hai per farmi questo rimprovero? | a titolo di, sotto forma di, con valore di, come: ti do centomila lire a titolo di rimborso; ti dico questo a titolo di consiglio, di incoraggiamento; l'ho fatto a titolo di amicizia    • 6 •   (dir.) fatto giuridico per effetto del quale un diritto viene attribuito a un soggetto; il documento che lo comprova: titolo oneroso, gratuito; il contratto di vendita è titolo idoneo a trasferire la proprietà di un bene  | titolo esecutivo, nel processo civile, documento che consente di promuovere un'esecuzione forzata per l'adempimento delle obbligazioni in esso contenute (p. e.  la sentenza)    • 7 •   nel linguaggio finanziario e di borsa, denominazione generica di azione e di obbligazione: titolo di credito, documento che contiene la promessa da parte di un debitore di compiere una prestazione e che incorpora il diritto relativo; tale diritto viene acquisito con l'acquisto stesso del documento (p. e.  cambiale, assegno, obbligazione, azione): titolo al portatore, all'ordine, nominativo; titolo privato, pubblico; titolo di stato, del debito pubblico, documento rappresentativo del debito dello stato verso un sottoscrittore di un prestito pubblico; titolo atipico, strumento finanziario, non corrispondente a quelli fissati per legge, mediante il quale viene raccolto risparmio privato    • 8 •   nei concorsi pubblici, ogni elemento che qualifica il candidato e serve ad assegnargli una data valutazione: un concorso per titoli ed esami    • 9 •   (chim.) la percentuale di una determinata sostanza in una lega, una soluzione, una miscela e sim. | titolo dell'oro, rapporto in ventiquattresimi (carati) o in millesimi fra il peso dell'oro puro e quello complessivo della lega    • 10 •   nell'industria tessile, grandezza che definisce il grado di finezza di un filato, sulla base del rapporto tra la sua lunghezza e il peso    • 11 •   in roma antica, iscrizione apposta alle immagini degli antenati, in cui si elencavano cariche e onori da essi ottenuti.
titolone   s.m.    • 1 •   accr.  di titolo    • 2 •   titolo, spec. di giornale, scritto a grandi lettere oppure altisonante.
titubante   part. pres.  di titubare  agg.  che si mostra incerto; che esita nel prendere una decisione: una persona sempre titubante  § titubantemente avv.  (non com.).
titubanza   s.f.  l'essere titubante; atto, comportamento da persona titubante.
titubare   v. intr.  [io tìtubo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (rar.) vacillare, oscillare    • 2 •   (fig.) essere, mostrarsi incerto, dubbioso; esitare a prendere una decisione: titubare nel fare qualcosa. 
titubazione   s.f.  (non com.) il titubare; titubanza.
tivù   s.f. invar.  (fam.) televisione.
tixotropia    ⇨ tissotropia.
tizianesco   agg.  [pl. m. -schi] del pittore veneto tiziano vecellio (ca. 1490-1576) o che si riferisce al suo stile, alla sua scuola: un quadro, un paesaggio tizianesco | biondo, rosso tizianesco, colore biondo-fulvo, caratteristico delle capigliature femminili dei dipinti di tiziano.
tizio   s.m.  [f. -a] nome con cui si indica una persona che non ha importanza, non si vuole o non si sa individuare con precisione: è venuto un tizio a cercarlo; non sarà un tizio qualunque a crearmi dei problemi '  si usa anche, con la lettera maiuscola, insieme a caio e sempronio, per indicare una persona indeterminata: non c'è bisogno di chiamare in causa tizio, caio e sempronio. 
tizzo   ant. o region. stizzo, s.m.  (non com.) lo stesso che tizzone : come d'un stizzo verde ch'arso sia / da l'un de' capi  (dante inf.  xiii, 40-41).
tizzonatura   s.f.  serie di macchie scure e irregolari sul mantello del cavallo; carbonatura.
tizzone   s.m.  pezzo di legno o di carbone che sta bruciando o comincia a bruciare: un tizzone ardente  | nero come un tizzone, nerissimo ' tizzone d'inferno, (fig.) si dice di persona malvagia, scellerata.
tlaspi   s.m.  pianta erbacea con foglie rotonde e fiori bianchi e violacei in grappolo (fam.  crucifere).
tmesi   s.f.  (ling.) divisione delle parti di una parola composta in parole distinte, talvolta con inserimento fra esse di altri vocaboli; è procedimento tipico del linguaggio poetico, frequente nelle lingue classiche | nella metrica italiana, la divisione in due parti, quasi sempre su basi etimologiche, di una parola, delle quali la prima è posta alla fine del verso e l'altra all'inizio del verso successivo (p. e. fece la donna di sua man le sopra- / vesti a cui l'arme converrian più fine; ariosto o. f.  xli, 32).
to'   non com. toh nel sign. 2, inter.  (fam.)    • 1 •   si dice nel porgere qualcosa a qualcuno; equivale a prendi, tieni : to' questi pochi soldi  | si dice anche nell'accompagnare uno schiaffo, un colpo e sim.: to'! prendi anche questo!; to', to' e to'!    • 2 •   con valore esclamativo, esprime meraviglia: to', guarda chi si vede!. 
toast   s.m. invar.  coppia di fette di pane a cassetta leggermente abbrustolite, ripiene di formaggio e prosciutto e talvolta anche di sottaceti, acciughe ecc. | (non com.) fetta di pane tostato.
toboga   meno bene taboga, s.m. invar.    • 1 •   slitta piccola e molto maneggevole, costituita da un solo largo pattino    • 2 •   (estens.) nei luna park, nome dei vagoncini dell'ottovolante | scivolo, consistente in un piano inclinato, usato sulle spiagge o nelle piscine dai nuotatori per lanciarsi in acqua; anche, struttura analoga nei campi da gioco per bambini.
toc   inter.  voce onom. che riproduce il rumore dei colpi battuti a una porta; è per lo più ripetuto.
tocai    ⇨ tokaj.
tocario   o tocarico [to-cà-ri-co], agg.  e s.m.  si dice di un'antica lingua indoeuropea parlata nel turckestan orientale.
tocca   (1) s.f.    • 1 •   tipo di passamaneria usato per addobbi sacri    • 2 •   (ant.) velo, drappo di seta intessuto di filo d'oro e d'argento.
tocca   (2) s.f.    • 1 •   (ant.) lega d'oro e d'altri metalli, usata come termine di confronto per saggiare l'oro sulla pietra di paragone; per estens., la pietra di paragone e il saggio stesso dell'oro o di altre sostanze    • 2 •   (tosc.) piccola buca nel piano stradale.
toccabile   agg.    • 1 •   che si può toccare; in partic., che si può sentire col senso del tatto    • 2 •   (fig.) concreto, certo, tangibile: verità toccabile con mano. 
toccaferro   o tocca ferro, s.m.  gioco di ragazzi in cui uno cerca di acchiappare tutti gli altri, i quali, però, non possono essere presi se riescono a toccare un oggetto di ferro: fare, giocare a toccaferro  | comp. di toccare  e ferro. 
toccafondo   s.m.  gioco della morra fra tre giocatori in cui chi vince tra i primi due gioca con il terzo.
toccai    ⇨ tokaj.
toccalapis   s.m.  portalapis.
toccamano   s.m.  [pl. -ni]    • 1 •   (non com.) stretta di mano, spec. per sancire un accordo    • 2 •   mancia data di nascosto, fingendo di stringere la mano.
toccamento   s.m.  (non com.) il toccare, il toccarsi, l'essere toccato.
toccante   agg.  che tocca il cuore, che commuove: una cerimonia, una scena toccante. 
toccare   v. tr.  [io tócco, tu tócchi ecc. ; part. pass. toccato, ant. o lett. tócco]    • 1 •   accostare la mano o un'altra parte del corpo, o anche un oggetto che si regge o manovra con la mano, a qualcuno o a qualcosa, stabilendo un contatto, sfiorando, premendo: chi tocca i fili, muore; gli toccò la fronte con un dito; toccò la serpe con un bastone; toccare le corde di uno strumento, farle vibrare; toccare ferro, come gesto scaramantico; toccare qualcuno, anche, mettergli le mani addosso, picchiarlo ' toccare con mano, accertarsi della realtà di qualcosa; (fig.) cercare prove sicure di una verità | far toccare con mano qualcosa a qualcuno, (fig.) fornirgliene prove sicure    • 2 •   (estens.) spostare; manomettere; usare: non toccate le mie cose; la merce non si tocca; non toccare libro, non leggere, non studiare; non toccare cibo, non mangiare    • 3 •   raggiungere (anche fig.): è così alto che tocca il soffitto; toccare il segno, la meta; toccare un porto, una città, farvi scalo, transitarvi; toccare terra, approdare, detto di nave; atterrare, detto di velivolo; riferito a persona, posare i piedi sul terreno dopo un salto; toccare il cielo con un dito, essere al massimo della felicità | nella scherma, colpire l'avversario in una delle parti del corpo che il regolamento considera bersaglio valido: l'ha toccato due volte  | toccato!, (fig.) si dice quando ci si accorge che una persona è stata colpita da un detto o un fatto    • 4 •   essere a contatto con qualcosa: il tavolo tocca il muro  | (assol.) stando in acqua, raggiungere coi piedi il fondo tenendo fuori la testa: qui non si tocca più    • 5 •   (fig.) dire, fare qualcosa che provochi risentimento o turbamento: toccare qualcuno nei suoi interessi; toccare il cuore di qualcuno, commuoverlo; toccare nel vivo qualcuno, colpirlo in un punto debole, irritarlo | (assol.) commuovere, colpire: sono cose che toccano profondamente    • 6 •   (fig.) riguardare, interessare: un problema che tocca tutti; cosa che tocca da vicino, personale    • 7 •   (fig.) affrontare, trattare brevemente: toccare un argomento, una questione    • 8 •   (ant.) suonare (uno strumento, soprattutto se a tastiera) | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   capitare, venire dalla sorte: gli è toccata una bella fortuna, una disgrazia | a chi tocca, tocca, ognuno deve accettare quel che la sorte gli riserva ' prov.  : fin ch'uno ha denti in bocca, non sa quel che gli tocca, finché uno vive, non sa quel che gli può capitare    • 2 •   essere costretto: cosa mi tocca sentire!; mi tocca partire proprio oggi    • 3 •   appartenere, spettare, essere dovuto: il premio toccherebbe a lui; tocca a te giocare  | toccarsi v. rifl.  essere a contatto, sfiorarsi (anche fig.): erano così vicini da toccarsi; toccarsi con i gomiti; gli estremi si toccano. 
toccasana   meno com. tocca sana, s.m. invar.  medicina, rimedio considerato efficacissimo, quasi miracoloso (spec. fig.): quelle gocce sono un vero toccasana per la tosse; concludere un affare che è un toccasana per l'azienda. 
toccata   s.f.    • 1 •   il toccare una volta. dim. toccatina    • 2 •   composizione musicale per strumenti a tastiera: toccata e fuga in re minore di bach. 
toccato   part. pass.  di toccare  agg.    • 1 •   nei sign. del verbo | nella scherma, si dice dell'atleta colpito dal ferro dell'avversario nei modi regolamentari    • 2 •   (fig.) si dice di chi è stato colpito da una battuta pungente e appropriata    • 3 •   si dice di persona stravagante, un po' matta; tocco.
toccatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi tocca.
toccatutto   agg.  e s.m.  e f. invar.  si dice di persona, spec. bambino, che ha l'abitudine di toccare ogni cosa.
toccheggiare   v. intr.  [io tocchéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) di campana, suonare a tocchi.
tocchetto   s.m.  denominazione, oggi non più in uso, di un piatto di pesce tagliato a pezzetti e cucinato in umido; guazzetto.
tocco   (1) part. pass.  senza suffisso di toccare   agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   (ant. , lett.) nei sign. del verbo    • 2 •   ammaccato, un po' guasto, detto di frutto: una pera tocca    • 3 •   di persona, che non ha il cervello del tutto a posto; stravagante, picchiato: essere un po' tocco. 
tocco   (2) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il toccare, l'essere toccato: darsi un tocco di cipria; un tocco di bacchetta magica  | dare gli ultimi tocchi a un lavoro, completarlo, rifinirlo. dim. tocchetto, tocchettino    • 2 •   (pitt.) modo di dipingere che consiste nello stendere i colori con colpi rapidi e brevi della punta del pennello; (estens.) modo di dipingere in genere: un pittore dal tocco inconfondibile; delicatezza di tocco    • 3 •   (mus.) il modo di suonare uno strumento, soprattutto se a tastiera, in quanto alla pura tecnica si uniscono particolari doti di sensibilità interpretativa: un pianista dal tocco raffinato, incisivo, vigoroso    • 4 •   colpo secco battuto contro qualcosa; in partic., ciascuno dei colpi che dà il battaglio sulla campana; rintocco: sentire un tocco alla porta; i tocchi dell'angelus | il tocco, (tosc.) l'una dopo mezzogiorno    • 5 •   (sport) modo di colpire la palla o il pallone    • 6 •   (fam.) colpo apoplettico    • 7 •   (non com.) sensazione che qualcosa comunica al tatto (detto spec. di tessuti): una tela dal tocco un po' ruvido. 
tocco   (3) s.m.  [pl. -chi] grosso pezzo di qualcosa, spec. di cibo: un tocco di carne, di formaggio | un tocco d'uomo, (fig.) un uomo robusto, ben piantato | un bel tocco di ragazza, (fig.) una ragazza prosperosa ' un tocco d'asino, (fig. iron.) una persona molto ignorante; un pezzo d'asino. dim. tocchetto, tocchettino. 
tocco   (4) s.m.  [pl. -chi] intingolo della cucina ligure, preparato con sugo di carne, vino bianco, brodo, pomodoro, erbe aromatiche e usato per condire pasta o riso. dim. tocchetto. 
tocco   (5) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   berretto tondo, senza tesa, usato dai magistrati, dagli avvocati e dai professori universitari quando indossano la toga    • 2 •   piccolo cappello da donna rotondo, rigido e senza tesa.
toco   s.m.  [pl. -chi] grosso uccello dell'america tropicale, con corpo tozzo, becco grande e piumaggio dai colori vivaci (ord.  piciformi).
tocoferolo   s.m.  nome chimico della vitamina e. 
todaro   s.m.  (zool.) variante di totano 1.
todesco    ⇨ tedesco.
toeletta   toelette  ⇨ toletta.
tofana   agg. f.  nella loc. acqua tofana, nome di un antico veleno a base di arsenico.
tofo   s.m.  (med.) formazione nodulare, costituita prevalentemente da depositi di sostanze inorganiche, che nella gotta si localizza spec. intorno alle articolazioni delle mani e dei piedi.
toga   s.f.    • 1 •   ampio e lungo mantello di lana che gli antichi romani portavano sopra la tunica    • 2 •   lunga sopravveste nera indossata dai magistrati e dagli avvocati in giudizio e dai professori universitari in occasioni particolari | (estens.) la professione forense; anche, chi la esercita: prendere, abbandonare la toga; toga di ermellino, nell'uso corrente, magistrato degli alti gradi, contraddistinti appunto dalla mozzetta d'ermellino.
togato   agg.    • 1 •   che indossa la toga | (giudici) togati, i magistrati di carriera in contrapposizione ai giudici popolari; i componenti togati del consiglio superiore della magistratura, quelli eletti dai magistrati in loro rappresentanza in contrapposizione a quelli designati dal parlamento | (commedia) togata, commedia del teatro latino, di argomento romano o italico, così denominata dalla toga indossata dagli attori sulla scena    • 2 •   (fig.) solenne, aulico: discorso, stile togato. 
togliere   pop. o poet. torre [tòr-re], v. tr.  [pres. io tòlgo  (ant. o poet. tòglio), tu tògli, egli tòglie, noi togliamo, voi togliéte, essi tòlgono  (ant. o poet. tògliono); fut. io toglierò  (pop. o poet. torrò) ecc. ; pass. rem. io tòlsi, tu togliésti ecc. ; congiunt. pres. io tòlga  (ant. o poet. tòglia)..., noi togliamo, voi togliate, essi tòlgano  (ant. o poet. tògliano); cond. io toglierèi  (pop. o poet. torrèi) ecc. ; part. pass. tòlto]    • 1 •   levare o portar via; rimuovere, spostare: togliere un libro dallo scaffale, un tegame dal fornello; togliere a qualcuno un incarico, una responsabilità; togliere il bambino dal collegio; togliersi il cappotto, le scarpe; uno spuntino che toglie la fame; pensieri che tolgono il sonno; togliere le ultime speranze | togliere un ostacolo, eliminarlo ' togliersi un capriccio, soddisfarlo ' togliere di mezzo, allontanare, sopprimere ' togliersi qualcuno dai piedi, allontanarlo, mandarlo via ' togliere una spina dal cuore a qualcuno, (fig.) levargli una grossa preoccupazione ' togliersi un dente, cavarselo, farselo estrarre; (fig.) liberarsi definitivamente e risolutamente da qualcosa di sgradevole; togliersi il pane di bocca per qualcuno, (fig.) fare grandi sacrifici per aiutarlo ' togliersi la maschera, (fig.) rivelare la propria vera natura    • 2 •   privare di qualcuno o di qualcosa: la guerra gli tolse il padre | togliere, togliersi la vita, uccidere, suicidarsi ' togliere la parola a qualcuno, in un'assemblea, una riunione e sim., privarlo della facoltà di parlare ' togliere il saluto a qualcuno, non salutarlo più ' togliere l'onore, la reputazione, disonorare, screditare ' togliere il rispetto, non rispettare più    • 3 •   sottrarre, trarre via in parte: se da dieci togli quattro, resta sei; togliere un po' di vino dalla botte    • 4 •   liberare: togliere dalla schiavitù, dalle pene dell'inferno; togliere qualcuno da un impiccio    • 5 •   (region. , lett.) prendere: togliere in braccio un bambino; il petto ansante, e vacillante il piede, / toglieasi in man la lira  (leopardi all'italia  82-83) | tôr moglie, marito, sposarsi    • 6 •   trarre, desumere per citare o imitare: ho tolto quest'esempio da quel libro; tu se' solo colui da cu' io tolsi / lo bello stilo che m'ha fatto onore  (dante inf.  i, 86-87)    • 7 •   (lett.) innalzare, sollevare (anche fig.): era già stato messer gentile con somme lode tolto infino al cielo  (boccaccio dec.  x, 5)    • 8 •   (ant. , lett.) impedire: non temer; ché 'l nostro passo / non ci può tòrre alcun  (dante inf.  viii, 104-105); tolga iddio!, dio non voglia, dio impedisca! | oggi com. solo nella loc. ciò non toglie che, ciò non impedisce, non esclude: anche se siamo già tanti, ciò non toglie che anche tu possa venire  | togliersi v. rifl.  andarsene, partirsene: togliersi da un posto; toglietevi dai piedi, di mezzo!. 
togo   (1) agg.  [pl. m. -ghi] (dial. scherz.) ottimo, eccellente.
togo   (2) s.m.  [pl. -ghi] (ant.  o region.) forma alterata di toga. 
togolese   agg.  del togo, stato dell'africa occidentale  s.m.  e f.  abitante, nativo del togo.
toh    ⇨ to '.
toilette   s.f. invar.  toletta.
tokaj   o tocai, rar. toccai, s.m.  vitigno coltivato in ungheria, austria, croazia e nel friuli | il vino che se ne ricava, di colore ambrato, dolce o secco, molto aromatico.
tokamak   s.m. invar.  (fis.) macchina per la produzione di plasma gassoso ad altissima temperatura in una camera anulare; serve per studi sulla fusione nucleare.
tolù   s.m.  solo nella loc. balsamo di tolù, resina naturale prodotta da una pianta tropicale delle papilionacee e usata come medicinale (p. e. nelle affezioni delle vie respiratorie).
tolda   s.f.  (mar.) coperta della nave.
tolemaico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dei tolomei, antichi sovrani d'egitto: dinastia tolemaica    • 2 •   di claudio tolomeo, astronomo di alessandria d'egitto (ii sec. d. c.) ' sistema tolemaico, concezione astronomica geocentrica, che considera cioè la terra al centro del sistema solare.
toletta   meno com. toeletta o toelette, rar. teletta, s.f.    • 1 •   speciale mobiletto con specchio, sul quale è disposto tutto l'occorrente per pettinarsi e truccarsi; per estens., il piccolo ambiente in cui si trova il mobiletto    • 2 •   la stanza in cui, spec. negli alberghi, nei teatri e in altri luoghi pubblici, si trovano i servizi igienici: andare alla toletta    • 3 •   l'insieme di tutte le operazioni necessarie, spec. a una donna, per abbigliarsi, acconciarsi o truccarsi: fare toletta    • 4 •   abito, acconciatura femminile molto elegante: sfoggiare una nuova toletta da sera. 
tollatura   s.f.  operazione di finitura dei tessuti di seta per renderli più compatti e uniformi.
tollenone   s.m.  (ant.)    • 1 •   macchina idraulica per sollevare acqua dai pozzi    • 2 •   antica macchina da assedio che grazie a un argano sollevava, dentro ceste di vimini o casse di legno, soldati o materiale bellico fino all'altezza delle mura da espugnare.
tollerabile   agg.  che si può tollerare: caldo tollerabile; un offesa che non è tollerabile  § tollerabilmente avv.  in misura tollerabile: un clima tollerabilmente freddo. 
tollerabilità   s.f.  l'essere tollerabile: la tollerabilità di un farmaco. 
tollerante   part. pres.  di tollerare  agg.  che dimostra, denota tolleranza; che si comporta con tolleranza: una persona, un governo tollerante; un organismo tollerante di ogni clima. 
tolleranza   s.f.    • 1 •   la capacità fisica o spirituale di sopportare: avere tolleranza per il freddo, per il caldo; la tolleranza dell'organismo a un medicinale; ogni tolleranza ha un limite    • 2 •   il permettere o l'accettare idee e atteggiamenti diversi dai propri; il dimostrare comprensione o indulgenza per gli errori e i difetti altrui: avere spirito di tolleranza; mostrare tolleranza per le opinioni altrui; giudicare con tolleranza; tolleranza politica; tolleranza religiosa, il principio della libertà religiosa, della coesistenza nell'ambito di una stessa società di più confessioni religiose ' editto di tolleranza, (st.) quello con cui l'imperatore costantino concesse nel 313 la libertà di culto ai cristiani | casa di tolleranza, casa di prostituzione, bordello    • 3 •   lo scarto, la differenza ammessa rispetto a certi valori prestabiliti di quantità, di grandezza ecc.: tolleranza di calo di una merce  | nella lavorazione di un organo meccanico, massimo intervallo di errore ammesso tra la dimensione nominale prescritta dal disegno e la dimensione effettivamente realizzata | limite di variabilità ammesso dalla legge sul peso o sul titolo delle monete: tolleranza di coniazione    • 4 •   tempo concesso oltre l'ora o la data fissata per l'inizio di qualcosa: la riunione avrà inizio alle nove, con una tolleranza massima di quindici minuti. 
tollerare   v. tr.  [io tòllero ecc.]    • 1 •   avere la capacità fisica di resistere senza danno a qualcosa: tollerare il freddo, i cibi pesanti; non tollerare una medicina    • 2 •   sopportare con pazienza: non tollerare soprusi, ingiustizie, imposizioni; tollero tutto, ma non che mi si risponda così    • 3 •   accettare, rispettare le opinioni diverse dalle proprie; mostrare comprensione verso gli atteggiamenti, i comportamenti altrui, anche quando li si disapprovi: tollerare ogni ideologia, tutte le religioni; un regime totalitario non tollera l'opposizione; tollerare le intemperanze dei giovani    • 4 •   concedere una dilazione, uno scarto, una differenza rispetto a quanto prestabilito: tollerare un ritardo di ventiquattr'ore nelle consegne. 
tollerazione   s.f.  (non com.) il tollerare; tolleranza.

tollere   v. tr.  (ant.) togliere: l'agnel di dio che le peccata tolle  (dante par.  xvii, 33).
tolletto   s.m. , o tolletta s.f. , (ant.) ciò che è tolto, rapito; ruberia, rapina: ruine, incendi e tollette dannose  (dante inf.  xi, 36).
tolo   s.m.  (archeol.) costruzione a forma circolare; cupola, cupoletta; tholos: tombe a tolo. 
tolstoiano   agg.  che concerne lo scrittore russo l. tolstoj (1828-1910), o la sua opera, il suo stile.
tolto   part. pass.  di togliere  e agg.  nei sign. del verbo | in alcune espressioni assume valore di prep. , con il significato di tranne, eccetto, a eccezione di : tolti alcuni giorni, è piovuto tutto il mese  | si usa come s.m.  nella loc. il mal tolto, ciò che è stato rubato, preso senza alcun diritto: restituire il mal tolto. 
toluene   s.m.  (chim.) idrocarburo aromatico a sette atomi di carbonio, contenuto nei petroli, nel catrame di carbon fossile e in varie resine, usato come solvente e per preparare diversi prodotti chimici, tra i quali il tritolo.
toluensolfonico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di ogni acido derivato dal toluene comprendente un gruppo solfonico; sono usati come intermedi per la sintesi di vari composti, fra cui la saccarina.
toluidina   s.f.  (chim.) ogni ammina aromatica derivata dal toluene e da cui si producono coloranti sintetici.
toluolo   s.m.  (chim.) denominazione impropria del toluene. 
toma   (1) s.f.  solo nelle loc. promettere roma e toma, promettere mari e monti, grandi cose; prendere roma per toma, fraintendere completamente.
toma   (2) s.f.  (region.) formaggio fresco ottenuto da latte di capra, vacca o pecora. dim. tomino. 
toma   (3) s.f.  (ant.  o dial.) caduta, capitombolo.
tomahawk   s.m. invar.  ascia di guerra dei pellirosse.
tomaia   s.f. , o tomaio s.m. , [pl. f. le tomaia  o le tomaie, pl. m. i tomai] la parte superiore della scarpa che copre il piede.
tomaificio   s.m.  fabbrica di tomaie.
tomaio    ⇨ tomaia.
tomare   v. intr.  [io tómo ecc. ; aus. essere]    • 1 •   (ant.  o dial.) cadere all'ingiù, precipitare; discendere: ma 'nfino al centro pria convien ch'i' tomi  (dante inf.  xvi, 63)    • 2 •   di bestie, gettarsi a terra con le gambe all'aria    • 3 •   (mar.) riportare sottovento l'antenna di una vela latina quando il vento cambia direzione o dopo una virata.
tomba   s.f.    • 1 •   luogo di sepoltura di una salma: tomba monumentale, di famiglia  | essere muto come una tomba, essere una tomba, (fig.) si dice di persona che sa conservare un segreto: puoi dirmi tutto, sarò una tomba  | silenzio di tomba, (fig.) assoluto | essere con un piede nella tomba, (fig.) essere prossimo a morire | portare un segreto nella tomba, conservarlo fino alla morte    • 2 •   (fig.) morte: il dolore lo ha portato alla tomba; dalla culla alla tomba, dalla nascita alla morte    • 3 •   luogo angusto, buio, tetro: quella casa è una tomba    • 4 •   grotta, canale sotterraneo a volta.
tombacco   s.m.  [pl. -chi] (metall.) lega di rame e zinco con piccola percentuale di stagno, di color giallo molto simile a quello dell'oro; è detto anche oro falso o, impropriamente, orpello.
tombale   agg.  di, della tomba: pietra tombale, che copre la tomba ' silenzio tombale, (fig.) assoluto.
tombamento   s.m.  colmamento dei vuoti di uno scavo; riempimento del letto di un corso d'acqua con materiali solidi.
tombarello   s.m.  carro con il piano di carico o tutto il cassone ribaltabile.
tombarolo   s.m.  [f. -a] (region.) chi scava abusivamente tombe antiche per asportarne oggetti, suppellettili da vendere poi a collezionisti privati.
tombino   s.m.    • 1 •   elemento di chiusura di un pozzetto fognario    • 2 •   nelle costruzioni stradali, pozzetto o canaletto che consente di far defluire rigagnoli d'acqua.
tombola   (1) s.f.  gioco di famiglia, e talvolta pubblico, fatto con cartelle su cui sono segnati quindici numeri da    • 1 •   a 90; vince la cartella i cui numeri vengano per prima esauriti dal sorteggio: far tombola, riempire per primo la cartella e vincere il gioco (anche fig.) | l'insieme degli oggetti (cartelle, numeri ecc.) necessari per giocare.
tombola   (2) s.f.  (fam.) caduta: fare una tombola, cadere ' tombola!, (scherz.) si dice quando cade un bambino, o anche qualcosa.
tombolare   v. intr.  [io tómbolo ecc. ; aus. essere] (fam.) cadere col capo all'ingiù ruzzolare: tombolare dalla scala  | (fig.) andare in rovina | v. tr.  (fam.) cadere, scendere ruzzolando: tombolare le scale. 
tombolata   (1) s.f.  il giocare una partita a tombola: una bella tombolata in famiglia. 
tombolata   (2) s.f.  (non com.) caduta, capitombolo.
tombolo   (1) s.m.  caduta, capitombolo, ruzzolone; (fig.) rovina economica; perdita di una carica, di un favore ecc.: fare un tombolo.  accr. tombolone. 
tombolo   (2) s.m.  cordone sabbioso che unisce un'isola alla terraferma; serie di dune poste in prossimità di un delta fluviale.
tombolo   (3) s.m.    • 1 •   cuscino cilindrico posto a ciascun lato di un canapé rullo    • 2 •   cilindro imbottito che serve da supporto per la produzione a mano di trine e merletti    • 3 •   (scherz.) persona bassa e grassoccia. dim. tomboletto, tombolino  spreg. tombolotto. 
tomento   s.m.  (bot.) insieme di peli fitti, corti e morbidi che ricoprono un organo vegetale; borra, cimatura.
tomentoso   agg.  (bot.) si dice di organo vegetale coperto da fine peluria.
-tomia  -tomia secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, soprattutto medica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -tomía, corradicale di témnein  'tagliare'; indica genericamente 'divisione, taglio' (anatomia, latomia) o più particolarmente 'incisione, resezione chirurgica' (laparotomia, neurotomia, osteotomia).
-tomico  -tomico secondo elemento di aggettivi composti derivati dai corrispondenti sostantivi in -tomia  (anatomico).
tomino   s.m.  formaggio, preparato per lo più con latte di capra, che si conserva fermentato con pepe.
tomisidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di ragni con lunghe zampe anteriori, corpo appiattito e andatura sghemba o retrograda | sing.  [-e] ogni ragno appartenente a tale famiglia.
tomismo   s.m.  il sistema filosofico e teologico di san tommaso d'aquino (1225 ca - 1274) e dei suoi seguaci; costituisce una forma di razionalismo cristiano.
tomista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] filosofo, teologo seguace del tomismo | usato anche come agg.  in luogo di tomistico : sistema, dottrina tomista. 
tomistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al tomismo o ai tomisti: indirizzo tomistico. 
-tomo  -tomo secondo elemento di parole composte della terminologia medica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -tómon, corradicale di témnein  'tagliare'; indica strumento atto a incidere, a tagliare (microtomo, osteotomo); anche, la persona che compie un intervento chirurgico con tale strumento (flebotomo).
tomo   (1) s.m.  (ant.) caduta, capitombolo: fare un tomo. 
tomo   (2) s.m.    • 1 •   ciascuna delle parti in cui si presenta fisicamente suddivisa un'opera a stampa o un volume di un'opera in più volumi: un'enciclopedia in tre tomi; il terzo volume del vocabolario è in due tomi    • 2 •   volume, libro: un grosso tomo.  dim. tometto  accr. tomone. 
tomo   (3) s.m.  (fam.) persona singolare, bizzarra; tipo strano: sei un bel tomo!. 
tomografia   s.f.  (med.)    • 1 •   stratigrafia | tomografia assiale computerizzata  (o tac), tecnica radiologica in cui l'organo in esame viene esplorato trasversalmente, a varie profondità, da un sottilissimo fascio di raggi x la cui quantità residua è valutata da rivelatori ad alta sensibilità collegati con un elaboratore elettronico che ricostruisce la mappa dettagliata delle singole sezioni esplorate; ne risulta una serie di fotografie che permettono l'identificazione di piccole lesioni non apprezzabili con la radiologia comune    • 2 •   (estens.) tomogramma.
tomografico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che riguarda la tomografia.
tomografo   s.m.  (med.) apparecchio per eseguire la tomografia.
tomogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) radiogramma ottenuto mediante il tomografo.
tomolo   s.m.    • 1 •   unità di superficie agraria di valore variabile, in uso un tempo nell'italia meridionale    • 2 •   misura di capacità per gli aridi che era tipica dell'italia meridionale; nel napoletano equivaleva a 55,5 litri, in sicilia a 27,5 litri.
tom tom   loc. sost. m. invar.  (mus.) tamburo di tipo militare usato, per lo più in coppia o in serie, nelle orchestre moderne.
ton   inter.  riproduce, per lo più ripetuto, il suono dei rintocchi di una campana: ton, ton, ton, ton,... cos'è? cos'è? campana a martello!  (manzoni p. s.  viii).
tonaca   antiq. o region. tonica, s.f.    • 1 •   veste con maniche larghe e lunga fino ai piedi indossata da frati e monache; anche, la veste dei preti | vestire, indossare la tonaca, (fig.) farsi frate o monaca | gettar la tonaca alle ortiche, (fig.) abbandonare l'ordine religioso; anche, spretarsi. dim. tonacella, tonachella, tonachetta, tonachina, tonachino  (m.) accr. tonacona, tonacone  (m.) pegg. tonacaccia    • 2 •   nella tecnica di fonderia, rivestimento di creta con cui si ricoprono i modelli per fare la forma    • 3 •   (anat.) lo stesso che tunica. 
tonacella   o tonicella, s.f.    • 1 •   dim.  di tonaca  | seconda tonaca, senza cappuccio o collare, indossata talvolta dai frati sotto la tonaca esterna: era frate rinaldo spogliato, cioè senza cappa e senza scapolare, in tonicella  (boccaccio dec.  vii, 3)    • 2 •   il paramento del diacono, detto anche tunicella. 
tonale   agg.    • 1 •   (mus.) che si riferisce al tono, alla tonalità: accordo tonale    • 2 •   si dice di pittura che si basa sulle gradazioni di colore e sul chiaroscuro, evitando l'accostamento di valori cromatici puri    • 3 •   nella critica letteraria, si dice di particolari effetti espressivi della scrittura, dello stile § tonalmente avv.  in rapporto al tono.
tonalismo   s.m.    • 1 •   in pittura, tendenza a dare rilievo ai valori tonali; modo di dipingere basato sui valori tonali: il tonalismo della pittura veneziana, di giorgione    • 2 •   (mus.) la caratteristica di tutte le composizioni che sono basate sul sistema tradizionale della tonalità.
tonalità   s.f.    • 1 •   (mus.) il sistema di ordinamento gerarchico e di relazioni reciproche fra le note che è stato alla base della musica occidentale dal '500 a oggi    • 2 •   tono di colore, gradazione di tinta: una tonalità scura di verde. 
tonante   part. pres.  di tonare   agg.  che tuona, risuonante (spec. fig.): voce tonante; tacciono le rive / poi che il tonante vortice dispare  (d'annunzio) | miscela tonante, (chim.) miscela di un volume di ossigeno con due volumi di idrogeno che, innescata con una scintilla, esplode con formazione di acqua; per estens., ogni miscela di ossigeno o aria con gas o vapori combustibili in proporzioni tali da esplodere se innescata da una scintilla o da una fiamma  s.m.  il tonante, (lett.) epiteto tradizionale di giove.
tonare   o tuonare, v. intr.  [io tuòno  (pop. o lett. tòno) ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  (pop. o lett. -o-) se tonico, -o-  (o anche -uo-) se atono; aus. avere] (lett.)    • 1 •   provocare il tuono: giove tonava dall'alto dell'olimpo  | rimbombare di un tuono: e tona il cielo a nabresina lungo / la ferrugigna costa  (carducci)    • 2 •   (estens.) produrre un rumore fragoroso simile al tuono: il cannone tonava    • 3 •   (fig.) parlare con veemenza contro qualcuno: il direttore tonò contro gli impiegati  | v. intr. impers.  [aus. essere  e avere] prodursi il fragore del tuono: ha  (o è) tuonato per tutto il pomeriggio  | prov.  : tanto tonò che piovve, si dice di cose che hanno effetto dopo lunghi preparativi, dopo molta attesa.
tonario   s.m.  (mus.) raccolta di melodie gregoriane classificate secondo i toni.
tonchiare   v. intr.  [io tónchio ecc. ; aus. essere] detto di legumi, essere infestato dai tonchi.
tonchiato   part. pass.  di tonchiare   agg.  infestato o danneggiato dai tonchi: fagioli tonchiati. 
tonchio   s.m.  nome comune delle larve di diversi coleotteri che infestano i semi delle leguminose.
tonchioso   agg.  danneggiato, infestato dai tonchi: fave tonchiose. 
tondare   (1) v. tr.  [io tóndo ecc.] (ant.)    • 1 •   tosare    • 2 •   rifilare i margini dei libri nella rilegatura    • 3 •   cimare il panno.
tondare   (2) v. tr.  [io tóndo ecc.] (non com.) arrotondare.
tondeggiamento   s.m.  (non com.) il tondeggiare.
tondeggiante   part. pres.  di tondeggiare   agg.  che ha forma rotonda, arrotondata: viso tondeggiante; scrittura tondeggiante. 
tondeggiare   v. intr.  [io tondéggio ecc. ; non sono usati i tempi composti] tendere a una forma tonda; essere quasi tondo: la guancia risorgente / tondeggia sul bel viso  (parini) | v. tr.  (non com.) dare forma tonda o quasi tonda; arrotondare.
tondello   s.m.    • 1 •   piccolo disco di vario materiale; tondino: tondello di cartone    • 2 •   disco metallico pronto per ricevere il conio o l'impronta di una moneta o medaglia; tondino.
tondere   v. tr.  [io tóndo ecc.] (ant.)    • 1 •   tosare persone o animali: gli tondé alquanto dall'una delle parti i capelli  (boccaccio dec.  iii, 2)    • 2 •   (estens.) potare, tagliare.
tondezza   s.f.  (non com.) l'essere tondo.
tondino   s.m.    • 1 •   qualsiasi oggetto di forma o sezione rotonda e piccolo spessore; tondello; in partic., piattino, sottobicchiere    • 2 •   (metall.) barra tonda d'acciaio di spessore compreso fra    • 5 •   e 30 mm; se usato nelle armature metalliche delle costruzioni in cemento armato ha spesso la superficie percorsa da nervature trasversali o elicoidali per migliorare l'aderenza    • 3 •   (arch.) astragalo.
tondo   agg.    • 1 •   rotondo; che presenta una forma piena, rotondeggiante: viso tondo; braccia tonde; un bambino tondo; luna tonda; cappello tondo, senza punte | un mese tondo, esatto, preciso | cifra tonda, senza decimali, terminante con uno zero | (carattere) tondo, (tip.) carattere latino con occhio diritto, contrapposto al carattere inclinato o corsivo: il testo è in tondo, gli esempi in corsivo  | parentesi tonde, quelle formate da un tratto di linea curva    • 2 •   (fig.) grossolano, semplicione: quantunque fosse tondo e grosso uomo,... quasi da tutti avea di valentissimo frate fama  (boccaccio dec.  iii, 3) | nella loc. avv. chiaro e tondo, apertamente, in modo esplicito, senza mezzi termini: gli ha detto chiaro e tondo quello che pensava   s.m.    • 1 •   forma circolare, circolo; circonferenza: erodoto di greca istoria padre / vidi, e dipinto il nobil geometra / di triangoli e tondi e forme quadre  (petrarca trionfi) | in tondo, a tondo, tutt'intorno, in cerchio: girare in tondo.  dim. tondello, tondetto, tonderello, tondino  accr. tondone    • 2 •   nelle arti figurative, dipinto o bassorilievo di forma rotonda: un tondo di terracotta; i tondi di botticelli, di michelangelo | (scultura a) tutto tondo, scultura rifinita da tutti i lati, libera quindi nello spazio    • 3 •   qualsiasi oggetto di forma o sezione rotonda; in partic., piatto, vassoio rotondo, sottocoppa: il tondo di cartone per le torte    • 4 •   (metall.) barra tonda d'acciaio prodotta mediante laminazione, trafilatura o fucinatura    • 5 •   pezzo di legno da ardere di circa 10 cm di diametro.
tondone   s.m.    • 1 •   sorta di focaccia fritta    • 2 •   trave non riquadrata    • 3 •   girotondo che si esegue in alcuni balli come la quadriglia.
tonduto   part. pass.  di tondere   agg.  (ant.) tosato: le non tondute pecore  (boccaccio ameto) | (fig.) spogliato, privato di ogni avere  s.m.  persona che è stata spogliata dei suoi beni: il tonduto tutti gli altri tonde  (boccaccio dec.  iii, 2, titolo).
toner   s.m. invar.  (tecn.) polvere cerosa isolante, nera o colorata, usata nelle fotocopiatrici; depositandosi sulle zone della carta caricate elettrostaticamente, rivela l'immagine.

tonfano   s.m.    • 1 •   punto di un fiume in cui l'acqua è più profonda a causa di una buca sul fondo    • 2 •   (ant.) recipiente capace, per bere.
tonfare   v. intr.  [io tónfo ecc. ; aus. essere] (non com.) fare un tonfo, cadere pesantemente | v. tr.  (tosc.) picchiare, percuotere.
tonfete   o tunfete, meno com. tuffete, inter.  voce onom. che imita il rumore cupo e sordo di un corpo che cade.
tonfo   s.m.  rumore sordo e cupo prodotto dalla caduta di un corpo, spec. in acqua: cadde con un gran tonfo; il tonfo misurato di que' due remi, che tagliavano la superficie azzurra del lago  (manzoni p. s.  viii) | la caduta che produce tale rumore: fare un tonfo.  dim. tonfetto, tonfino. 
toni   s.m.  pagliaccio del circo.
-tonia  -tonia secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -tonía, deriv. di tónos  'tensione' (cfr. -tono); vale genericamente 'tensione', 'tono' (atonia, catatonia), talvolta anche 'pressione' (isotonia).
tonica   (1)  ⇨ tonaca.
tonica   (2) s.f.  prima nota di una scala musicale, su cui si costruisce una tonalità e che dà il nome alla scala stessa.
tonicella    ⇨ tonacella.
tonicità   s.f.  (non com.) l'essere tonico: tonicità di una sillaba. 
tonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (ling.) si dice di vocale o sillaba su cui cade l'accento di intensità per estens., dell'accento stesso    • 2 •   (mus.) che riguarda il tono: nota tonica    • 3 •   (med.) relativo al tono muscolare | che ha un buon tono fisico: avere i muscoli tonici   agg.  e s.m.    • 1 •   si dice di farmaco capace di stimolare l'attività organica, in partic. la digestione: un amaro tonico; prendere un tonico | acqua tonica, nome di una bibita analcolica dal sapore amarognolo    • 2 •   si dice di prodotto cosmetico, per lo più a leggera gradazione alcolica, che serve per stimolare e rinfrescare la pelle: un tonico astringente. 
-tonico  -tonico secondo elemento di aggettivi composti derivati dai corrispondenti sostantivi in -tonia  (distonico).
tonificante   part. pres.  di tonificare   agg.  che tonifica, che dà forza: rimedio tonificante   s.m.  tonico.
tonificare   v. tr.  [io tonìfico, tu tonìfichi ecc.] dare tono, stimolare; rinvigorire, fortificare: l'aria di montagna tonifica l'organismo. 
tonitruante   agg.    • 1 •   (lett.) che tuona, che fa il rumore del tuono    • 2 •   (scherz.) si dice di persona che parla con voce tonante; anche, della voce stessa.
tonnara   s.f.  impianto fisso per la pesca dei tonni; consiste in reti disposte in modo da formare camere subacquee in cui vengono convogliati i pesci, fino alla cosiddetta camera della morte, dove ha luogo la mattanza.
tonnarello   s.m.  (spec. pl.) tipo di pasta all'uovo caratteristica dell'abruzzo, simile agli spaghetti ma a sezione quadrata (sono anche detti tonnarelli alla chitarra, perché preparati tagliando la sfoglia con un attrezzo chiamato chitarra).
tonnarotto   s.m.  pescatore delle tonnare.
tonnato   agg.  (gastr.) si dice di salsa a base di tonno, acciughe, capperi e maionese | vitello tonnato, vitello lessato e ricoperto con tale salsa.
tonné   agg.  (gastr.) tonnato.
tonneau   s.m. invar.    • 1 •   (aut.) la copertura rimovibile delle automobili sportive; capote    • 2 •   (aer.) manovra acrobatica consistente nel movimento a vite di un aereo che procede in pari tempo in senso orizzontale; vite orizzontale.
tonneggiare   v. tr.  [io tonnéggio ecc] (mar.) spostare una imbarcazione facendo forza da bordo su cavi fissati a terra, a una boa o a un'ancora | tonneggiarsi v. rifl.  detto di nave, spostarsi per mezzo di cavi.
tonneggio   s.m.  (mar.) manovra consistente nello spostare una nave da un punto d'ormeggio a un altro per mezzo di cavi: cavi di tonneggio, quelli usati a tale scopo.
tonnellaggio   s.m.    • 1 •   (mar.) volume in tonnellate di stazza di una nave mercantile | peso in tonnellate di una nave militare; dislocamento    • 2 •   la portata di un carro ferroviario.
tonnellata   s.f.  misura di peso pari a mille chilogrammi | tonnellata di stazza, unità di misura del volume interno di una nave, pari a m3 2,831.
tonnetto   s.m.    • 1 •   pesce di mare simile al tonno, ma più piccolo, detto anche palamita  (ord.  perciformi)    • 2 •   le sue carni come cibo, meno pregiate di quelle del tonno, che si consumano conservate.
tonnina   s.f.    • 1 •   sorta di salume fatto con la schiena del tonno | fare tonnina di qualcuno, (ant.) farlo a pezzi    • 2 •   nome di una varietà di tonno.
tonno   s.m.    • 1 •   grosso pesce di mare, dal corpo fusiforme e con coda a forma di mezzaluna (ord.  tunniformi)    • 2 •   le sue carni come cibo, che si consumano fresche o conservate, spec. sott'olio: una scatoletta di tonno. 
tono-  tono- -tono primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica o dotta, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. tónos  'tensione; tono, accento' (tonometria, baritono, ossitono).
tono   (1) ant. tuono, s.m.    • 1 •   grado di elevazione di un suono: il tono del segnale acustico non era costante: ora si alzava, ora si abbassava  | toni acuti, gravi, note acute, gravi | calare di tono, detto della voce o di alcuni strumenti musicali, passare a un tono leggermente più basso; (fig.) peggiorare, scadere: una pubblicazione che è calata di tono    • 2 •   (estens.) modulazione, intonazione, espressione di una voce o di un suono: tono grave, acuto; parlare con tono arrogante, imperioso, supplichevole; non sopporto che mi si risponda con questo tono | prenderla su un certo tono, si dice di chi dimostra di offendersi in una discussione o risponde con parole offensive e sim.    • 3 •   (fig.) modo, carattere, stile: vestire in tono dimesso; un albergo di tono elevato; un abito, una casa, un locale di (un certo) tono, elegante; darsi un tono, darsi importanza, assumere un contegno sussiegoso; avere un tono di vita signorile, un tenore di vita signorile | stile di un discorso, di uno scritto: una prosa di tono lirico; il tono giornalistico di un saggio    • 4 •   (mus.) intervallo di seconda maggiore; nell'uso corrente, nota, tonalità: tra re e mi c'è un tono | dare il tono, dare l'intonazione (anche fig.) | essere fuori tono, stonare; (fig.) essere stordito | rispondere a tono, (fig.) a proposito, adeguatamente; anche, per le rime    • 5 •   (ling.) in talune lingue, come il giapponese, il cinese ecc., variazione dell'altezza nella pronuncia delle parole, che serve a distinguere significati diversi    • 6 •   (pitt.) il colore considerato nella sua gradazione di luce, di chiaroscuro: un dipinto in cui prevalgono i toni cupi, i toni chiari    • 7 •   (med) condizione di tensione in cui si trovano gli organi del corpo; più genericamente, condizione di benessere, di buona funzionalità dell'organismo o di una sua parte: una medicina che dà tono; essere, sentirsi in tono, star bene; pelle ricca di tono, fresca ed elastica; tono muscolare, stato di tensione dei muscoli, presente anche nel riposo | tono cardiaco, battito auscultabile prodotto dalle valvole cardiache che si aprono e si chiudono al passaggio del sangue.
tono   (2)  ⇨ tuono 2.
tonometria   s.f.    • 1 •   (chim. fis.) misura delle tensioni di vapore delle soluzioni e studio dei relativi metodi    • 2 •   (med.) in oculistica, misurazione della pressione interna dell'occhio.
tonsilla   s.f.  (anat.) ogni formazione di tessuto linfoide a struttura follicolare, gener. a forma di mandorla: tonsilla palatina, ciascuna delle due piccole masse poste in fondo alla bocca in corrispondenza degli archi palatini, dette anche, per antonomasia, tonsille. 
tonsillare   agg.  (med.) delle tonsille, che riguarda le tonsille: infiammazione tonsillare. 
tonsillectomia   s.f.  (med.) asportazione chirurgica delle tonsille palatine.
tonsillite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica delle tonsille, in partic. di quelle palatine.
tonsillotomo   s.m.  (med.) strumento usato per tagliare e asportare, parzialmente o totalmente, le tonsille palatine.

tonsore   s.m.  (ant.  o scherz.) barbiere.
tonsura   s.f.    • 1 •   cerimonia sacra mediante la quale un laico diveniva chierico, e che consisteva nel taglio di alcune ciocche di capelli come segno di rinuncia al mondo; è stata abolita nel 1972    • 2 •   la chierica degli ecclesiastici e dei religiosi degli ordini monastici.
tonsurando   agg.  e s.m.  si diceva di chi stava per ricevere la tonsura.
tonsurare   v. tr.  sottoporre al rito sacro della tonsura.
tonsurato   part. pass.  di tonsurare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha ricevuto la tonsura.
tontina   s.f.  operazione finanziaria mediante la quale, nel xvii e xviii sec., alcuni stati europei prendevano in prestito denaro sotto forma di quote di capitale non rimborsabile, costituendo rendite vitalizie a favore dei sottoscrittori.
tonto   agg.  (fam.) stupido, sciocco, tardo di mente: un ragazzo un po' tonto  | usato anche come s.m.  [f. -a]: fare il finto tonto, fingere di non capire. accr. tontone. 
tontolone   agg.  e s.m.  [f. -a] (fam.) si dice di persona stupida, tarda a comprendere e ad agire.
top   s.m. invar.    • 1 •   indumento femminile costituito da una sorta di corpino    • 2 •   il livello più alto, il vertice: raggiungere il top della classifica. 
topaia   s.f.    • 1 •   tana di topi    • 2 •   (fig.) casa squallida e sporca.
topazio   s.m.    • 1 •   minerale in cristalli prismatici incolori, gialli o azzurri, costituito da silicato di alluminio e fluoro; le varietà gialle e azzurre sono usate come gemme    • 2 •   (estens.) il colore giallo, tipico del topazio | usato anche come agg. invar.  : giallo topazio    • 3 •   (zool.) colibrì della guiana, con la gola di colore giallo.
top class   loc. sost. f. invar.  negli aerei viaggiatori, la prima classe; anche, settore riservato di livello superiore alla prima classe tradizionale.
topesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da topo.
top gun   s.m. invar.    • 1 •   aereo da combattimento    • 2 •   (estens.) pilota di aereo da combattimento.
topiario   agg.  si dice dell'arte di potare piante e arbusti in modo da dare loro forme particolari.
topica   (1) s.f.  nella retorica classica, la ricerca e la teoria dei luoghi comuni (topoi) su cui fondare le argomentazioni necessarie alla dimostrazione di una tesi.
topica   (2) s.f.  (fam.) azione o parola inopportuna, fatta o detta a sproposito; sbaglio: fare una topica. 
topicida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] si dice di sostanza velenosa per uccidere i topi.
topico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda la topica, come parte della retorica    • 2 •   che riguarda un luogo; locale | medicamento topico, che si applica direttamente sulla parte malata    • 3 •   (estens. lett.) decisivo, di fondamentale importanza: momento topico. 
topinambur   s.m. invar.  pianta erbacea perenne, originaria dell'america settentrionale, i cui tuberi, di sapore simile a quello del carciofo, sono usati nell'alimentazione umana e del bestiame e nella preparazione di alcol e sciroppi; è detta anche tartufo di canna  (fam.  composite).
topino   s.m.    • 1 •   dim.  di topo    • 2 •   [f. -a] (estens.) bambino di piccola statura, minutino    • 3 •   (zool.) piccola rondine che abita in colonie sulle rive dei corsi d'acqua; ha piumaggio grigio-topo superiormente e bianco con una fascia bruna inferiormente (ord.  passeriformi)    • 4 •   pl.  (tosc.) piccoli gnocchi di patate  agg. invar.  (non com.) di colore grigio chiaro, come quello del pelo del topo.
topless   s.m. invar.  costume da bagno femminile che lascia scoperto il seno.
top model   loc. sost. f. invar.  indossatrice o fotomodella di grande successo.
topo   s.m.    • 1 •   nome comune di varie specie di piccoli mammiferi roditori con pelo corto e folto, generalmente grigio, zampe anteriori più corte delle posteriori, muso aguzzo e lunga coda coperta di piccole squame | topo campagnolo, arvicola | topo di fogna, ratto di chiavica, surmolotto | topo d'albergo, d'auto, (fig.) ladro che ruba negli alberghi, sulle automobili | topo di biblioteca, (fig.) chi passa tutto il giorno nelle biblioteche | far la fine del topo, (fig.) restare intrappolato, finire in una situazione senza scampo | denti di topo, piccoli e aguzzi | visetto di topo, minuto, appuntito e a suo modo grazioso. dim. topetto, topino, topolino  accr. topone  pegg. topaccio    • 2 •   utensile di ferro usato dai vetrai, detto anche grisatoio  | usato anche come agg. invar.  : grigio topo, varietà di grigio piuttosto chiaro caratteristico del pelo del topo.
topo-  topo- -topo primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica o dotta, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. tópos  'luogo' (topografia, topologia, isotopo).
topografia   s.f.    • 1 •   disciplina che studia i procedimenti e i sistemi necessari alla rappresentazione in scala, planimetrica e altimetrica, di una zona di terreno; la rappresentazione grafica realizzata con metodi topografici    • 2 •   (estens.) configurazione di una città, in rapporto alla distribuzione di strade, piazze, monumenti e sim.: la topografia antica di roma. 
topografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla topografia: rilievo topografico  | anatomia topografica, parte dell'anatomia che studia i rapporti tra i vari organi di una determinata regione anatomica § topograficamente avv.  secondo i criteri o i metodi topografici.
topografo   s.m.  [f. -a] studioso, esperto di topografia; chi esegue topografie.
topolino   s.m.    • 1 •   dim.  di topo | topolino delle risaie, piccolo topo rossiccio con coda prensile, che vive presso paludi e risaie    • 2 •   (fig.) bambino vivace; frugolino | s.f.  nome commerciale di un'automobile utilitaria di circa 500 cm3 di cilindrata, diffusa negli anni quaranta e cinquanta.
topologia   s.f.    • 1 •   (geog.) studio delle caratteristiche del suolo e del paesaggio    • 2 •   (ling.) studio della collocazione delle parole nella frase    • 3 •   (mat.) studio di certe proprietà geometriche qualitative, pertinenti alle figure piane e spaziali, che restano inalterate quando si eseguono su di esse trasformazioni biunivoche e bicontinue (p. e.  deformazioni).
topologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla topologia § topologicamente avv.  dal punto di vista topologico.
toponimia   s.f.  lo stesso, ma meno com., che toponomastica. 
toponimico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda i toponimi  s.m.  denominazione di una persona attraverso il nome del suo luogo d'origine (p. e. caterina da siena, leonardo da vinci).
toponimo   s.m.  nome proprio di luogo (città, regione, fiume, monte ecc.).
toponomastica   s.f.    • 1 •   ramo della onomastica che studia i nomi di luogo    • 2 •   il complesso dei nomi di luogo di una lingua, o di un paese, di una regione: la toponomastica italiana, veneta; la toponomastica della valle dell'arno. 
toponomastico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne i toponimi, la toponomastica: dizionario toponomastico. 
toporagno   s.m.  genere di piccoli mammiferi insettivori simili a topi, ma col muso più aguzzo e la coda pelosa.
topos   s.m.  [pl. tòpoi] (ret.) concetto diffuso fino a divenire luogo comune | in letteratura, in pittura e nelle arti in genere, situazione tematica ricorrente in un autore, in un genere, in un indirizzo artistico.
toppa   s.f.    • 1 •   pezzo di tessuto, pelle o cuoio con cui si ripara uno strappo o un buco negli abiti o nelle scarpe: cucire una toppa nel fondo dei pantaloni | tasca a toppa, applicata all'esterno. dim. toppetta, toppettina  accr. toppone  (m.) pegg. toppaccia    • 2 •   (fig.) rimedio provvisorio, precario | mettere una toppa a qualcosa, porvi riparo, rimediarvi    • 3 •   buco della serratura: infilare la chiave nella toppa    • 4 •   gioco d'azzardo che si fa con le carte, nel quale chi tiene il banco gioca contro gli altri (di solito tre), distribuendo a sé stesso e ai giocatori una carta, e poi scoprendo a una a una altre carte del mazzo; perde chi ha la carta uguale a quella scoperta.
toppare   v. tr.  [io tòppo ecc.] (gerg.) sbagliare, fallire.
toppato   agg.  (non com.) a toppe, pezzato, detto del mantello di un animale, spec. del cavallo.
toppè   s.m.  (rar.) adattamento it. del fr. toupet. 
toppete   inter.  voce onom. che riproduce il rumore di un colpo.
topping   s.m. invar.  distillazione primaria del petrolio grezzo | usato anche come  agg. : impianti topping.
toppo   s.m.    • 1 •   il troncone dell'albero tagliato che rimane nel terreno, ceppo; per estens., qualunque pezzo di legno rozzamente tagliato: il toppo dell'incudine    • 2 •   ciascuna delle due parti terminali del tornio parallelo: toppo fisso, quello che reca il mandrino; toppo mobile, quello che reca la contropunta.
toppone   s.m.    • 1 •   accr.  di toppa  | in partic., rinforzo di cuoio nella parte posteriore della scarpa; rinforzo di panno o di cuoio nei calzoni dei cavallerizzi    • 2 •   coltre formata da più teli cuciti insieme, che si usa mettere sotto i bambini e i malati nel letto: [renzo] vide... bambinelli a giacere sopra materassine, o guanciali, o lenzoli distesi, o topponi  (manzoni p. s.  xxxv).
top rate   loc. sost. m. invar.  il tasso massimo d'interesse attivo che le banche praticano ai loro clienti; si contrappone a prime rate. 
top secret   loc. agg. invar.  segretissimo, riservatissimo: una notizia, un piano top secret. 
top ten   loc. sost. m.  o f. invar.  i primi dieci titoli di una classifica di vendite discografiche.
top weight   loc. sost. m. invar.  nell'ippica, il peso più gravoso assegnato a un cavallo in una corsa con handicap; per estens., il cavallo stesso che porta questo peso.
toque   s.f. invar.  piccolo cappello da donna tondo, rigido e senza tesa; tocco.
tor    ⇨ torr.
torà   o torah, s.f.    • 1 •   termine che designa i primi cinque libri dell'antico testamento, chiamati anche legge o pentateuco    • 2 •   la dottrina rivelata da dio a mosè sul sinai e contenuta in questi libri.
torace   s.m.    • 1 •   (anat.) la parte superiore del tronco compresa tra il diaframma e la radice del collo, nella quale sono contenuti i polmoni e il cuore    • 2 •   (zool.) parte mediana del corpo degli insetti    • 3 •   nell'antichità greco-romana, corazza, usbergo; più in generale, ogni copertura usata per proteggere il petto.
toracentesi   o toracocentesi [to-ra-co-cen-tè-si o  toracocèntesi], s.f.  (med.) estrazione di liquido dalla cavità toracica, a scopo terapeutico o diagnostico, effettuata con un grosso ago inserito nello spazio intercostale.
toracico   agg.  [pl. m. -ci] del torace: cavità, cassa toracica. 
toraco-  toraco- primo elemento di parole composte della terminologia medica, dal gr. thórax -akos  'torace' (toracoscopia, toracotomia).
toracocentesi    ⇨ toracentesi.
toracoplastica   s.f.  (med.) asportazione parziale di alcune costole del torace per ottenere il collasso del polmone.
toracoscopia   s.f.  (med.) esplorazione della cavità pleurica.
toracotomia   s.f.  (med.) incisione chirurgica della parete toracica.
torah    ⇨ torà.
torba   s.f.  carbon fossile di età relativamente recente, povero di carbonio e perciò con ridotto potere calorifico; rappresenta il primo stadio di carbonizzazione dei resti vegetali.
torbernite   s.f.  (min.) fosfato di uranile e di rame, che costituisce il più diffuso minerale di uranio.
torbida   s.f.  in un corso d'acqua, l'insieme dei materiali minuti, come terra e sabbia, trasportati in sospensione dalla corrente | nella tecnica mineraria, sospensione di minerale in acqua.
torbidezza   s.f.  l'essere torbido (anche fig.).
torbidiccio   agg.  [pl. f. -ce] alquanto torbido: vino torbidiccio. 
torbidità   s.f.  torbidezza; usato spec. nel linguaggio tecnico e scientifico: torbidità atmosferica, di una soluzione. 
torbido   ant. turbido, agg.    • 1 •   si dice di liquido che contiene delle impurità e perciò privo di chiarezza e trasparenza: acqua torbida; e già venìa su per le torbide onde / un fracasso d'un suon  (dante inf.  ix, 64-65)    • 2 •   (fig.) non puro, non innocente; poco onesto: sguardo torbido; pensieri torbidi, impuri; tempi torbidi, agitati da sommovimenti, da discordie; incerti, inquieti  s.m.    • 1 •   situazione poco chiara, poco onesta: c'è del torbido in quell'ambiente | pescare nel torbido, cercare di trarre vantaggio da situazioni poco chiare, difficili    • 2 •   pl.  (non com.) principi di rivolta; ribellioni, tumulti: la polizia non riuscì a sedare i torbidi  § torbidamente avv.  (anche fig.).
torbidume   s.m.  insieme di cose torbide.
torbiera   s.f.  fondo di lago, di palude o altra depressione in cui si sono accumulati ammassi vegetali che, decomponendosi, hanno dato luogo alla torba.
torbo   agg.  (tosc.) torbido (anche fig.): vino torbo; sguardo torbo  § torbamente avv.  (rar.).
torboso   agg.  ricco di torba, che contiene torba: terreno torboso. 
torcente   part. pres.  di torcere  agg.  che compie o determina una torsione: momento torcente, (mecc.) azione che causa la rotazione di una sezione di un solido rispetto a quella contigua.
torcera    ⇨ torciera.
torcere   v. tr.  [pres. io tòrco, tu tòrci ecc. ; pass. rem. io tòrsi, tu torcésti ecc. ; part. pass. tòrto]    • 1 •   avvolgere qualcosa intorno a sé stessa; avvolgere insieme più fili: torcere i panni bagnati; torcere la lana, sottoporla al processo di torcitura | torcere il collo a un pollo, a una gallina  e sim., per ammazzarli; riferito a persona, è minaccia iperbolica: ti torco il collo!  | non torcere un capello, (fig.) non fare alcun male | dare filo da torcere, (fig.) ostacolare, procurare noie o grattacapi    • 2 •   piegare, curvare: torcere un ferro  | storcere: torcere il naso, la bocca, in segno di disgusto, di disprezzo e sim.    • 3 •   (fig. lett.) allontanare, far deviare: torcere qualcuno dal retto cammino  | v. intr.  [aus. essere; non com. nei tempi composti] (rar.) cambiare direzione, voltare: torcere a destra  | torcersi v. rifl.    • 1 •   contorcersi: torcersi dalle risa, dal dolore    • 2 •   (lett.) volgersi: al suon di lei ciascun di noi si torse  (dante purg.  iv, 100) | v. rifl.  storcersi, incurvarsi, deformarsi: posate che si torcono con facilità. 
torcetto   s.m.  sorta di cero costituito dalla saldatura di quattro candele.
torchiare   v. tr.  [io tòrchio ecc.]    • 1 •   spremere con il torchio: torchiare l'uva, le olive    • 2 •   (fig. fam.) costringere qualcuno a una dura fatica | sottoporre a un interrogatorio lungo e approfondito: il teste è stato torchiato per due ore. 
torchiatore   s.m.  [f. -trice] addetto alle operazioni di torchiatura.
torchiatura   s.f.  l'operazione del torchiare; anche, il liquido che se ne ricava.
torchietto   s.m.    • 1 •   dim.  di torchio    • 1 •    • 2 •   apparecchio usato nella tecnica fotografica della stampa a contatto per comprimere il negativo contro la carta sensibile.
torchio   (1) s.m.    • 1 •   macchina capace di produrre una pressione progressiva su materiali posti fra due piani paralleli, uno fisso, l'altro mobile, azionato da un meccanismo a vite: torchio per l'uva, per le olive; torchio per l'industria casearia  | torchio tipografico, quello che ha costituito la prima macchina per stampare, attualmente pressoché in disuso | essere sotto il torchio, essere in corso di stampa; (fig.) si dice di chi viene sottoposto a un lavoro faticoso o a un interrogatorio pressante: è stato per molte ore sotto il torchio della polizia.  dim. torchietto    • 2 •   torchio addominale, (anat.) l'insieme dei muscoli dell'addome e del torace che servono a ridurre il volume della cavità addominale.
torchio   (2) s.m.  (ant.)    • 1 •   cero formato da una sola grossa candela o da più candele riunite insieme: a lume di torchio molti de' più nobili cittadini fece al convito invitare  (boccaccio dec.  x, 9). dim. torchietto    • 2 •   monile, collana.
torcia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   fiaccola formata da stoppa e corde ritorte, imbevute di resina o altri materiali infiammabili | torcia a vento, impregnata con materiali pirotecnici per cui la fiamma resiste al vento | torcia elettrica, lampada portatile con alimentazione a pile | torcia umana, (fig.) persona che sta bruciando, avvolta dalle fiamme    • 2 •   (non com.) ramo resinoso di pino, abete o altra pianta acceso a guisa di torcia    • 3 •   candela montata su un supporto a forma di cero; è usata nelle processioni.
torciare   v. tr.  [io tòrcio ecc.] (ant.) attorcere; legare stretto.
torcicollo   s.m.  [pl. -li]    • 1 •   (med.) posizione viziata del collo dovuta a contrazioni o a lesioni anatomiche dei muscoli o delle vertebre cervicali | il dolore che ne è l'effetto    • 2 •   piccolo uccello simile al picchio, con morbido piumaggio grigio striato di nero e collo molto mobile (ord.  piciformi)    • 3 •   (spreg. non com.) bacchettone, baciapile.
torciera   non com. torcera, s.f. , anche torciere s.m. , sostegno per torce, ceri o anche lampade; sorta di grosso candeliere.
torcigliare   v. tr.  [io torcìglio ecc.] (non com.) attorcigliare.
torciglione   s.m.    • 1 •   cercine | antico ornamento femminile consistente in una fascia di stoffa attorta che si portava sul capo come una corona    • 2 •   torcinaso.
torcimento   s.m.  (non com.) il torcere, il torcersi, l'essere torto.
torcimetro   s.m.  nell'industria tessile, apparecchio che serve a misurare la torcitura di un filato.
torcinaso   s.m.  [pl. invar.  o -si] strumento, usato dal maniscalco o dal veterinario, che viene applicato al naso del cavallo per tenerlo fermo durante un'operazione.
torcitoio   s.m.    • 1 •   lo stesso che torcitrice    • 2 •   (ant.) torchio.
torcitore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi torce    • 2 •   nell'industria tessile, operaio addetto alla torcitura dei filati.
torcitrice   s.f.  nell'industria tessile, macchina impiegata per l'operazione di torcitura.
torcitura   s.f.    • 1 •   (non com.) il torcere    • 2 •   nell'industria tessile, operazione della filatura che serve a conferire al filato la necessaria resistenza mediante torsione delle fibre.
torcoliere   s.m.  operaio che, nelle antiche tipografie, era addetto a stampare col torchio.
torcolo   s.m.    • 1 •   (ant.) torchio. dim. torcoletto    • 2 •   (mus.) nel canto gregoriano, successione di tre note, delle quali la seconda è la più elevata, su un'unica sillaba.
tordaio   s.m.    • 1 •   luogo dove si allevano tordi    • 2 •   uccellanda per catturare i tordi con le reti    • 3 •   (non com.) cacciatore di tordi.
tordela   o tordella [tor-dèl-la], s.f.  nome di una specie di tordo dal canto melodioso, grigio sul dorso, bianco a macchie nere sul ventre (ord.  passeriformi).
tordo   s.m.    • 1 •   (zool.) genere di uccelli di media grandezza, commestibili, con becco diritto, leggermente uncinato all'apice e piumaggio bruno, inferiormente biancastro (ord.  passeriformi) | grasso come un tordo, (scherz.) bene in carne, ben nutrito. dim. torduccio    • 2 •   (fig. non com.) persona sempliciotta, sciocca.
-tore  -tore o -sore in derivati da verbi con tema terminante in d-, suffisso tratto dal lat. -(a)to¯re(m), usato per formare aggettivi e sostantivi deverbali, indicanti la persona o la cosa che compie l'azione espressa dal verbo (lavoratore, amplificatore, invasore).
toreador   s.m. invar.  lo stesso che torero. 
toreare   v. intr.  [io torèo ecc. ; aus. avere] combattere contro i tori nell'arena.
torello   (1) s.m.    • 1 •   dim.  di toro    • 1 •   | toro giovane    • 2 •   (fig.) giovane robusto, muscoloso.
torello   (2) s.m.  (mar.) ciascuna delle tavole che formano il fasciame esterno dello scafo e che sono disposte ai due lati della chiglia.
torero   s.m.  chi combatte contro il toro nella corrida.
toreutica   s.f.  l'arte di lavorare il metallo a incavo e a rilievo mediante cesello, sbalzo o incisione.
torianite   s.f.  (min.) biossido di torio contenente uranio, usato per l'estrazione di questi due elementi.
torico   agg.  [pl. m. -ci] (mat.) relativo al toro: superficie torica; anello torico. 
torinese   agg.  di torino  s.m.    • 1 •   [anche f.] chi è nato, chi abita a torino    • 2 •   il dialetto di torino.
torinista   agg.  e s.m.  e f.  nel gergo sportivo, si dice dei tifosi della squadra di calcio del torino.
torio   s.m.  elemento chimico di simbolo th; metallo radioattivo naturale, tetravalente; è usato come catalizzatore e nei tubi a raggi x ed è stato sperimentato come combustibile nucleare.
torite   s.f.  (min.) silicato di torio, di colore bruno-nerastro, radioattivo.
torlo    ⇨ tuorlo.
torma   ant. turma, s.f.    • 1 •   gruppo di soldati armati: le torme dei nemici; a torme, di terra passarono in terra, / cantando giulive canzoni di guerra  (manzoni adelchi) | (estens.) branco, spec. di grossi animali; anche, insieme di persone che vanno senza ordine: una torma di cavalli; una torma di gente urlante  | a torme, (fig.) a schiere, in gran numero    • 2 •   (fig. lett.) grande quantità: intanto fugge / questo reo tempo e van con lui le torme / delle cure onde meco egli si strugge  (foscolo sonetti)    • 3 •   (st.) unità tattica della cavalleria romana, composta da 30 cavalieri.
tormalina   s.f.  ogni appartenente a un gruppo di minerali costituiti da borosilicati di alluminio, boro, calcio, ferro, litio, magnesio in varia combinazione; le varietà limpide, di vario colore (rosa, verde, azzurro) sono usate come gemme, e i cristalli della varietà verde, tagliati in lamine sottili, come polarizzatori e analizzatori della luce polarizzata.
tormenta   s.f.  bufera di neve e di vento caratteristica dell'alta montagna.
tormentare   v. tr.  [io torménto ecc.]    • 1 •   dare, provocare tormenti: tormentavano i prigionieri con atroci supplizi    • 2 •   (estens.) molestare, affliggere, infastidire: un reumatismo che mi tormenta giorno e notte; essere tormentato dai rimorsi; non tormentarmi con le tue domande inutili  | tormentarsi v. rifl.  darsi pena, affliggersi, crucciarsi: non tormentarti, tutto finirà bene. 
tormentato   part. pass.  di tormentare   agg.  che è soggetto a tormenti; che vive in uno stato d'inquietudine e di dubbio; afflitto, travagliato, angosciato: un uomo, uno spirito tormentato; una vita tormentata  | (fig.) aspro, accidentato: rilievo, percorso tormentato  | usato anche come s.m.  [f. -a]: novi tormenti e novi tormentati / mi veggio intorno  (dante inf.  vi, 4-5) § tormentatamente avv. 
tormentatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi tormenta.
tormentilla   s.f.  (bot.) specie di potentilla.
tormento   s.m.    • 1 •   strumento per torturare; la tortura stessa: il tormento della ruota    • 2 •   dolore fisico violento e continuato; patimento, forte sofferenza: morì fra crudeli tormenti; il tormento della sete, della fame, del mal di denti    • 3 •   (estens.) violento e continuo dolore morale; strazio: i tormenti della gelosia; un tormento che mi rode l'anima  | (iperb.) molestia, seccatura, fastidio: il tormento delle zanzare  | persona o cosa fastidiosa, che provoca preoccupazione, molestia: la scuola è stata sempre il suo tormento; smettila, sei un tormento!    • 4 •   nome generico di antiche macchine da guerra usate per scagliare pietre o altri proiettili    • 5 •   (mar.) sollecitazione subita da una struttura a causa del vento o del mare.
tormentone   s.m.    • 1 •   la larva del maggiolino, che corrode le radici delle piante    • 2 •   nel gergo giornalistico, serie di articoli polemici o di vignette satiriche nei confronti dello stesso soggetto, pubblicata per molti numeri da un giornale | nel gergo teatrale, battuta, o anche azione, che viene ripetuta frequentemente con intenti comici    • 3 •   (region.) persona o cosa noiosa, fastidiosa, opprimente    • 4 •   (fig. fam.) passione travolgente e divorante | fastidio ossessionante.
tormentoso   agg.    • 1 •   che dà tormento: un tormentoso mal di denti    • 2 •   (estens.) gravemente molesto, che dà afflizione morale o spirituale: un pensiero, un dubbio tormentoso    • 3 •   travagliato, pieno di difficoltà: una vita tormentosa  § tormentosamente avv. 
tornaconto   s.m.  profitto, guadagno, utile personale: fare qualcosa solo per tornaconto; pensare al proprio tornaconto. 
tornado   s.m. invar.    • 1 •   tromba d'aria di limitata estensione ma molto violenta, a carattere distruttivo, tipica delle regioni equatoriali e tropicali, spec. dell'america centro-settentrionale e dell'australia    • 2 •   (mar.) imbarcazione a vela da regata, lunga 6,05 m.
tornagusto   s.m.  (rar.) cibo o bevanda che risvegli il gusto e il desiderio di mangiare; stuzzichino.
tornante   (1) part. pres.  di tornare   agg.  nei sign. del verbo | (ala) tornante, nel calcio, l'ala destra o sinistra che fa la spola fra il settore d'attacco e quello di difesa.
tornante   (2) s.m.  curva a 180 gradi di una strada di montagna: una serie di tornanti  | curva a gomito per collegare due tratti di rettifilo.
tornare   v. intr.  [io tórno ecc. ; aus. essere]    • 1 •   riportarsi nel luogo da cui si è partiti o ci si è allontanati; rientrare: tornare al proprio posto; tornare in città, in ufficio, a casa; tornare al lavoro, dopo un periodo di assenza | indicando il luogo da cui si proviene: tornare da scuola, dai campi, dall'estero  | indicando il mezzo di trasporto: tornare in aereo, col treno, con l'autobus | tornare in sé, riprendere conoscenza; (fig.) rinsavire | tornare al punto di partenza, ricominciare daccapo, riprendere dall'inizio | tornare all'antico, riprendere modi, usi, costumi, abitudini dei tempi passati | torniamo a noi, a bomba  e sim., (fam.) riprendiamo l'argomento di cui si stava trattando (dopo una pausa, una divagazione ecc.) | tornare in vita, risuscitare; (fig.) recuperare le forze, le energie dopo una malattia o una crisi spirituale | tornare su, in gola, si dice di cibo mal digerito | tornare sulle proprie decisioni, cambiare parere    • 2 •   andare, venire di nuovo: oggi devo tornare in biblioteca; torna presto a trovarmi  | tornare a fare qualcosa, ripetere un'azione, riprendere un'attività | tornare con la mente a qualcosa, rievocare cose passate | tornare su un argomento, riprenderlo in esame, rimetterlo in discussione | tornare alla carica, (fig.) insistere per ottenere qualcosa    • 3 •   ripresentarsi, ricomparire: è tornata l'estate; un'occasione che non tornerà mai più    • 4 •   (fig.) ridiventare: tornare pulito, bianco; tornare povero    • 5 •   (fig. fam.) essere, riuscire: mi torna utile agire così  | essere esatto, quadrare (detto di conto, di ragionamento e sim.): i conti non tornano; il tuo discorso non mi torna, non mi pare logico; ti torna?, ti par giusto?    • 6 •   (tosc.) andare ad abitare in un altro luogo: tornare di casa nel centro della città  | v. tr.    • 1 •   (lett.) ricondurre, far tornare, riportare a una precedente condizione: tornare i costumi all'antica semplicità    • 2 •   (ant. , lett.) volgere, rivolgere: tornare il viso  | mutare, trasformare: vergine benedetta, / che 'l pianto d'eva in allegrezza torni  (petrarca canz.  ccclxvi, 35-36).
tornasole   s.m. invar.  (chim.) sostanza colorante di origine vegetale usata come indicatore nelle analisi chimiche, perché si colora in rosso in ambiente acido e in azzurro in ambiente alcalino: cartine al, di tornasole, strisce di carta da filtro impregnate con soluzione di tornasole, per analisi chimiche; (fig.) ciò che serve di prova, di verifica per qualcosa.
tornata   s.f.    • 1 •   adunanza, seduta di un'assemblea, di un'accademia e sim. | tornata elettorale, ogni singolo turno elettorale    • 2 •   in metrica, la stanza finale di una canzone, detta anche commiato o congedo    • 3 •   (ant.) ritorno | tornata lattea, maggiore afflusso di secrezione lattea al seno materno.
tornatura   s.f.  unità di misura agraria usata anticamente in emilia e romagna, con valori diversi a seconda delle località (in genere tra i 2000 e 3000 m2).
torneamento   o torniamento, s.m.  (ant.)    • 1 •   il torneare; torneo    • 2 •   giro, circonferenza.
torneare   v. intr.  [io tornèo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   combattere in un torneo    • 2 •   (ant.) circondare; muoversi, girare intorno: li santi cerchi mostrar nova gioia / nel torneare e ne la mira nota  (dante par.  xiv, 23-24).
torneatore   s.m.  (non com.) chi partecipava a un torneo.
torneggio   s.m.  lavorazione di tornitura eseguita col tornio da vasaio.
tornello   s.m.  congegno girevole posto all'ingresso di locali pubblici, che permette l'ingresso di una persona alla volta.
torneo   s.m.    • 1 •   nel medioevo e nel rinascimento, spettacolo o esercizio militare (con scontri individuali, collettivi ecc.) in cui si esibivano uomini a cavallo all'interno di un largo recinto circolare; oggi, spettacolo che simula e rievoca questi combattimenti    • 2 •   in alcuni sport e giochi, serie di gare, con eliminatorie, tra squadre o singoli atleti o giocatori: un torneo di tennis, di scacchi. 
torneria   s.f.  (non com.) laboratorio di tornitura.
tornese   s.m.  moneta d'argento coniata a tours, in francia, nel xiii sec., poi imitata in italia e in oriente | dal sec. xvi, moneta in rame di modesto valore coniata nel regno di napoli.
torniamento    ⇨ torneamento.
tornimento   s.m.  (non com.) il tornire; tornitura.
tornio   ant. o region. torno, s.m.  macchina utensile caratterizzata dal moto rotatorio del pezzo da lavorare e dal moto di avanzamento lineare dell'utensile, usata spec. per produrre superfici cilindriche o coniche su pezzi metallici: tornio parallelo, verticale, con l'asse di rotazione del mandrino orizzontale, verticale | tornio da legno, tornio parallelo semplificato, in cui l'utensile (scalpello o sgorbia) è tenuto in mano dall'operatore che lo appoggia su un supporto rigido | tornio da vasaio, tornio verticale rudimentale, costituito da un asse che collega un piatto circolare superiore (al cui centro si pone l'argilla o altro materiale pastoso che l'operatore lavora a mano) con un disco inferiore che lo stesso operatore fa girare con i piedi.
tornire   v. tr.  [io tornisco, tu tornisci ecc.]    • 1 •   lavorare un pezzo al tornio: tornire il legno, l'avorio    • 2 •   (fig.) rifinire con accuratezza, rendere armonioso: tornire una frase, dei versi. 
tornito   part. pass.  di tornire   agg.    • 1 •   lavorato al tornio: un vaso tornito    • 2 •   (fig.) si dice di parte del corpo dalle forme tonde e armoniose: braccia ben tornite    • 3 •   (fig.) elaborato in modo stilisticamente perfetto, rifinito con grande cura: frasi tornite; un verso tornito  § tornitamente avv. 
tornitore   s.m.  [f. -trice] persona che lavora al tornio.
tornitura   s.f.    • 1 •   l'operazione del tornire; il modo di tornire: la tornitura di un pezzo metallico; tornitura conica, piana    • 2 •   residui di metallo o di legno che si producono durante la lavorazione al tornio.
torno   (1)  ⇨ tornio.
torno   (2) s.m.  [solo sing.] giro | in quel torno (di tempo), circa in quel tempo | in alcune loc. è usato con valore di avv.  : torno torno, (fam.) tutt'intorno, tutt'in giro: una torta guarnita torno torno di ciliegie candite | di torno, d'attorno: levarsi, togliersi di torno qualcuno. 
toro   (1) s.m.    • 1 •   il maschio dei bovini destinato alla riproduzione | combattimento di tori, tauromachia | essere forte come un toro, essere, sembrare un toro, (fam.) si dice di persona robusta e tarchiata | sbuffare come un toro, (fam.) mostrare collera o impazienza | tagliare la testa al toro, (fig.) troncare di netto una questione, risolverla in maniera decisa | prendere il toro per le corna, (fig.) affrontare in modo deciso e diretto una situazione difficile. dim. torello    • 2 •   toro, (astr.) costellazione e segno dello zodiaco in cui il sole transita tra il 21 aprile e il 21 maggio; per estens., persona nata sotto questo segno    • 3 •   nel gergo borsistico, operatore finanziario che gioca al rialzo | tendenza al rialzo.
toro   (2) s.m.    • 1 •   (mat.) superficie generata dalla rotazione di una circonferenza intorno a una retta esterna che si trovi sullo stesso piano    • 2 •   nell'architettura classica, modanatura convessa nel basamento della colonna.
toro   (3) s.m.  (lett.) letto matrimoniale | in talune loc. tradizionali del linguaggio giuridico: separazione di toro, separazione di toro e mensa, si dice quando due coniugi non convivono più.
toro   (4) s.m.  (chim.) isotopo fortemente radioattivo del torio.
toroidale   agg.  (mat.) che ha forma di toro.
toroide   s.f.  (mat.) curva parallela a un'ellisse.
toron   s.m. invar.  (fis.) emanazione del torio per radioattività naturale.
toroso   agg.  (lett. rar.) muscoloso: braccia / torose e nerborute  (tasso aminta).
torpedine   (1) s.f.  pesce cartilagineo dei fondi marini, con corpo a forma di disco, coda corta e carnosa, pelle nuda; emette scariche elettriche come arma di difesa (ord.  torpediniformi).
torpedine   (2) s.f.  (mil. antiq.)    • 1 •   mina antinave    • 2 •   siluro.
torpediniera   s.f.  (mar.) piccola e veloce nave da guerra, a scafo sottile, armata in origine di siluri e torpedini, impiegata oggi come unità di scorta.
torpediniere   s.m.  vecchia denominazione dello specialista della marina militare oggi qualificato com. meccanico di armi subacquee.
torpediniformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci marini provvisti di organi elettrici; vi appartiene la torpedine | sing.  [-e] ogni pesce di tale ordine.
torpedo   s.f. invar.  carrozzeria per automobili, ormai disusata, la cui linea era simile alla sagoma di un siluro; per estens., l'automobile stessa con tale carrozzeria.
torpedone   s.m.  tipo di autobus a carrozzeria aperta, oggi non più in uso; genericamente, pullman.
torpente   part. pres.  di torpere  agg.    • 1 •   (lett.) torpido, inerte: quasi torpente si giacque  (dante par.  xxix, 19) | che dà torpore: il sonno... d'invincibil noia e di torpente / indifferenza gli ricinse il core  (parini)    • 2 •   (antiq.) si dice di sostanza medicamentosa che, applicata sulla parte dolorante, ne attenua la sensibilità.
torpere   v. intr.  [usato solo nel pres. indic. e congiunt. e nel part. pres.] (ant. , lett.) essere intorpidito, intirizzito: di che pensando ancor m'aghiaccio e torpo  (petrarca canz.  cccxxxv, 11) | (fig.) essere neghittoso, pigro: quivi fra cibi ed ozio e scherzi e fole / torpe il campion de la cristiana fede  (tasso g. l.  xv, 44).
torpidezza   s.f.  l'essere torpido; torpore.
torpidità   s.f.  (non com.) torpidezza.
torpido   agg.    • 1 •   colpito da torpore; (fig.) che è pigro e lento nel ragionare, nell'agire: sentirsi un braccio torpido; avere la mente torpida    • 2 •   (lett.) che rende fiacco, lento: e a lui nel reo cuore germoglia / torpida la selva di barbarie  (carducci) § torpidamente avv.  in modo fiacco, lento, svogliato.
torpiglia   s.f.  (zool.) antica denominazione della torpedine. 
torpore   s.m.    • 1 •   stato fisico caratterizzato dalla diminuzione della sensibilità del corpo o di una sua parte: il freddo produce torpore alle membra    • 2 •   (fig.) mancanza di vitalità, pigrizia mentale: torpore di spirito; scuotiti dal tuo torpore!. 
torque   s.f.  (ant.) collana, monile.
torquemada   s.m. invar.  chi usa metodi repressivi d'inflessibile durezza; inquisitore spietato.
torr   o tor, s.m.  (fis.) unità di misura della pressione pari alla pressione barometrica di un millimetro di mercurio.
torraiolo   agg.  che sta nelle torri: colombo torraiolo, nome di una specie di colombi selvatici che fanno i loro nidi sulle torri, sulle rupi e sui culmini delle case.
torrazzo   s.m.  costruzione in forma di torre grande e massiccia: il torrazzo di cremona. 
torre   (1) s.f.    • 1 •   costruzione a pianta circolare o poligonale più o meno alta, annessa a un edificio o costruita isolatamente come fortificazione o luogo di osservazione: torre rotonda, quadrata; torre merlata; le torri del castello; torre gentilizia, che costituisce o costituiva una dimora signorile; torre campanaria, campanile; torre di guardia, torre fortificata situata sulla costa del mare o lungo una linea d'osservazione; torre comunale, annessa al palazzo del comune; casa a torre, abitazione alta, a guisa di torre, diffusa soprattutto in certe zone di montagna ' torre di babele, la torre altissima del racconto biblico, durante la cui costruzione avvenne la confusione delle lingue; (fig.) si dice di luogo in cui regna una grande confusione ' torre d'avorio, (fig.) si dice di luogo in cui ci si isoli, ci si apparti per dedicarsi ad attività intellettuali, ignorando il mondo circostante: chiudersi in una torre d'avorio.  dim. torretta, torricella, torricciola, torricina, torricino  (m.) accr. torrione  (m.) pegg. torraccia, torraccio  (m.), torracchione  (m.)    • 2 •   nome generico di cose che hanno forma o struttura di torre: torre degli scacchi, ciascuno dei due pezzi che possono essere mossi solo orizzontalmente o verticalmente ' torre d'artiglieria, sulle navi da guerra, sovrastruttura corazzata girevole, in cui sono allogati i cannoni ' torre di controllo, in un aeroporto, costruzione in cui si trovano tutti gli apparati e il personale di controllo per l'assistenza al decollo, il volo e l'atterraggio degli aerei ' torre di lancio, costruzione che serve per innalzare e lanciare i missili; traliccio metallico usato per esercitazioni dai paracadutisti ' torre solare, strumento astronomico, montato su un'alta torre, per l'osservazione del sole ' torre mobile, (ant.) macchina da guerra di legno, su ruote, fornita di ariete, usata per attaccare le mura nemiche; anche, l'incastellatura a forma di torre che era sistemata sulla schiena degli elefanti, entro la quale prendevano posto quattro o cinque armati    • 3 •   (arald.) figurazione di una torre, rotonda o quadrata    • 4 •   in alpinismo, cima isolata la cui forma ricorda quella di una torre    • 5 •   nel linguaggio sportivo, il giocatore più alto di una squadra ' fare la, da torre, nel calcio, si dice dell'attaccante che in elevazione passa di testa il pallone a un compagno arretrato o meglio piazzato perché lo tiri in porta.
torre   (2)  ⇨ togliere.
torrefare   v. tr.  [io torrefàccio  (meno com. torrefò), tu torrefài, egli torrefà ecc. ; coniugato come fare] (non com.) sottoporre al procedimento di torrefazione; tostare, abbrustolire.
torrefattore   s.m.  [f. -trice] persona addetta alla torrefazione di semi commestibili.
torrefazione   s.f.    • 1 •   procedimento con cui una sostanza, sottoposta a secco a una elevata temperatura, viene disidratata, ossidata e parzialmente carbonizzata; tostatura: torrefazione del caffè    • 2 •   impianto, locale in cui il caffè viene torrefatto, messo in vendita o talora anche degustato come caffè espresso    • 3 •   nella lavorazione del tabacco, trattamento analogo cui vengono sottoposti alcuni tipi di trinciato.
torreggiare   v. intr.  [io torréggio ecc. ; aus. avere] elevarsi, sovrastare come torre (spec. fig.): ne la gran possa de la sua persona / torreggia in mezzo al parlamento  (carducci).
torrente   s.m.    • 1 •   corso d'acqua montano con forte pendenza e velocità, soggetto a magre e a piene molto accentuate: un torrente quasi asciutto; le piogge hanno gonfiato il torrente.  dim. torrentello, torrentuccio  pegg. torrentaccio    • 2 •   (estens.) si dice di qualsiasi cosa che scenda, sgorghi, fuoriesca con impeto e abbondanza: un torrente di lava, di fuoco; un torrente di lacrime; un torrente di parole | a torrenti, in grande quantità: la pioggia cadeva a torrenti   agg.  (ant.) impetuoso: d'altra parte ove rapido e torrente / avea 'l fiume travolti arbori e sassi  (caro).
torrentizio   agg.  di, da torrente: corso d'acqua a regime torrentizio. 
torrenziale   agg.  che scende abbondante e impetuoso come l'acqua di un torrente (anche fig.): pioggia torrenziale; un'eloquenza torrenziale  § torrenzialmente avv. 
torretta   s.f.    • 1 •   dim.  di torre    • 1 •   | piccola torre di palazzi o ville signorili, solitamente culminante a loggia o a terrazza    • 2 •   nome generico di cose che hanno forma o struttura di piccola torre | torretta del sommergibile, sovrastruttura al centro dello scafo in comunicazione con la camera di manovra | torretta del carro armato, complesso formato da un pezzo di artiglieria montato su affusto girevole e da un blindamento protettivo | torretta del microscopio, piastra portaobiettivi, per lo più rotante.
torricelliano   agg.  relativo a evangelista torricelli (1608-1647), fisico e matematico italiano inventore del barometro | vuoto torricelliano, (fis.) il vuoto non spinto che si ottiene nella parte superiore di un tubo barometrico.
torrido   agg.  che è molto caldo; secco e ardente: giornata torrida; clima torrido | zona torrida, (geog.) la parte della terra compresa tra i due tropici.
torriere   s.m.  (ant. , lett.) l'abitatore, il guardiano di una torre.
torrigiano   s.m.  (ant.) guardiano, sentinella di una torre.
torrione   s.m.    • 1 •   torre non molto alta di solida costruzione, culminante per lo più con merlature    • 2 •   (mar.) sulle grandi navi da guerra, sovrastruttura corazzata nella parte centro-prodiera dello scafo, contenente gli organi di governo e di comando, le stazioni di telecomunicazione, le centrali operative di combattimento e le principali stazioni per la direzione del tiro e l'impiego delle armi    • 3 •   nel linguaggio alpinistico, roccia scoscesa e isolata.
torrone   s.m.  dolce duro o morbido a base di zucchero, miele, mandorle tostate, pistacchi o nocciole, confezionato per lo più a stecche; è caratteristico del periodo natalizio.
torsello   s.m.  (ant.)    • 1 •   piccola balla di tela o di lino    • 2 •   cercine    • 3 •   guancialino da spilli    • 4 •   sorta di punzone per coniare monete o medaglie.
torsiometro   s.m.  lo stesso che torcimetro. 
torsionale   agg.  (scient.) di torsione, relativo alla torsione.
torsione   s.f.    • 1 •   il torcere, il torcersi: la torsione di un filato    • 2 •   in ginnastica, rotazione del corpo o di parte di esso intorno al suo asse longitudinale: torsione del busto    • 3 •   (fis.) sollecitazione semplice a cui è soggetto un corpo solido sottoposto all'azione di una coppia di forze che agisce nel piano di una sezione del corpo stesso: elasticità di torsione, proprietà di un corpo di riacquistare la forma originaria allorché cessa tale sollecitazione    • 4 •   barra di torsione, (mecc.) elemento della sospensione degli autoveicoli, costituito da una barra elastica di acciaio in grado di assorbire gli urti dovuti alle irregolarità del fondo stradale    • 5 •   (mat.) numero che misura l'entità dello scostamento di una curva spaziale dall'andamento piano in prossimità di un suo punto.
torso   s.m.    • 1 •   fusto di alcune piante erbacee, privato delle foglie e dei fiori; parte centrale di alcuni frutti, contenente i semi e non commestibile: un torso di cavolo; mangiare la pera e gettare via il torso    • 2 •   (fig. fam.) persona buona a nulla o goffa, impacciata    • 3 •   parte del corpo umano compresa fra il collo e il bacino; busto, tronco: stare a torso nudo    • 4 •   statua priva del capo e degli arti: il torso del belvedere. 
torsolata   s.f.  (non com.) colpo dato lanciando un torso, spec. come plateale segno di disapprovazione: il cantante fu preso a torsolate. 
torsolo   s.m.  (pop.) lo stesso che torso, nei sign.    • 1 •   e    • 2 •   ' non valere un torsolo, (spreg.) non valere niente.
torta   (1) s.f.  il torcere brevemente: dare una torta alla biancheria lavata. 
torta   (2) s.f.    • 1 •   nome generico di varie vivande cotte al forno, per lo più dolci, generalmente di forma rotonda e dotate di una certa consistenza: torta di mele, di cioccolata; torta di formaggio; torta nuziale  | spartirsi la torta, (fig.) dividersi guadagni abusivi, illeciti; fare le parti di un bottino | torte in faccia, in cinematografia, gag tipica delle comiche. dim. tortina, tortino  (m.), tortello  (m.) accr. tortona, tortone  (m.) pegg. tortaccia    • 2 •   grafico a torta, grafico di forma circolare diviso in due o più spicchi, usato per rappresentare visivamente la ripartizione quantitativa delle parti che costituiscono un insieme unitario.
tortellinatrice   s.f.  macchina industriale per la fabbricazione dei tortellini.
tortellino   s.m.  (spec. pl.) piccolo involucro di pasta all'uovo ripieno di carne, formaggio e altri ingredienti; si mangia in brodo o asciutto ed è una specialità della cucina emiliana.
tortello   s.m.    • 1 •   spec. pl.  involucro di pasta, di forma varia, ripieno di ricotta, spinaci, talora polpa di zucca cotta al forno e altri ingredienti; si mangia per lo più asciutto. dim. tortellino  accr. tortellone    • 2 •   dolce milanese a base di farina, burro e uova, che si frigge nello strutto    • 3 •   (ant.) piccola torta dolce o salata: credo nella torta e nel tortello: / l'una è la madre e l'altro è il suo figliuolo  (pulci).
tortezza   s.f.  (rar.) qualità di ciò che è torto.
torticcio   agg.  e s.m.  si dice di fune molto resistente, costituita da più funi attorcigliate insieme: cavo torticcio. 
tortiera   s.f.  teglia per cuocere al forno le torte.
tortiglia   s.f.  nell'industria tessile, filato ritorto costituito dall'insieme di più fili già torti, che subiscono una nuova torsione in senso contrario, in modo da far accrescere la loro resistenza.
tortiglione   s.m.    • 1 •   nome generico di cose avvolte a spirale | acconciatura femminile con i capelli attorti a corona ' a tortiglione, si dice di oggetti allungati e aventi forma di spirale: colonne a tortiglione    • 2 •   spec. pl.  pasta alimentare lunga a forma di elica    • 3 •   torcinaso    • 4 •   (zool.) rinchite.
tortile   agg.  che è fatto a spirale: colonna tortile; al ricurvo orecchio / teneva un'aspra tortile conchiglia  (pascoli).
tortino   s.m.    • 1 •   dim.  di torta    • 2 •   2 vivanda simile a una torta, a base di vegetali e latticini disposti a strati e cotti al forno: tortino di carciofi, di spinaci, di melanzane. 
torto   (1) part. pass.  di torcere  agg.    • 1 •   che ha subito una torsione; piegato, deviato: filo torto; gambe torte, storte ' fare il viso torto, (fig.) mostrarsi scontento, corrucciato, sdegnato ' andare con il collo torto, (fig.) affettare compunzione    • 2 •   (estens.) tortuoso: un sentiero di campagna tutto torto  | usato anche con valore di avv.  : guardar torto, storto, torvamente  s.m.  filato che ha subìto il processo di torcitura; ritorto.
torto   (2) s.m.    • 1 •   ciò che è contrario al diritto, al giusto, al vero: fare, ricevere, vendicare un torto, un'ingiustizia; raddrizzare il torto, ristabilire la giustizia; avere dei torti verso qualcuno, avere delle colpe nei suoi riguardi    • 2 •   stato, condizione contrari al diritto, al giusto, al vero: avere torto, non avere diritto di comportarsi in un determinato modo, oppure sostenere in una discussione cose ingiuste o errate; non avere tutti i torti, avere qualche buona ragione; mettersi, passare dalla parte del torto, eccedere nel sostenere il proprio buon diritto, così da diventare ingiusto; dar torto a qualcuno, non approvare ciò che egli fa o dice; anche, respingerne le pretese in un giudizio ' a torto, ingiustamente: lamentarsi a torto; sostiene questo, non so se a torto o a ragione. 
tortora   ant. o pop. tortola, s.f. , lett. tortore s.m.  e f. , uccello simile al piccione, ma più piccolo e snello, col piumaggio color nocciola chiaro (ord.  colombiformi). dim. tortorella, tortoretta  | usato anche come agg. invar.  : color tortora, del colore delle penne della tortora.
tortorata   s.f.  (region.) bastonata.
tortore   (1) s.m.  (ant.) chi dà la tortura; carnefice.
tortore   (2) s.m.  (region.) bastone di legno resistente con cui si torcono le funi per tenderle; genericamente, randello.
tortore   (3)  ⇨ tortora.
tortoreggiare   v. intr.  [io tortoréggio ecc. ; aus. avere] (non com.)    • 1 •   imitare il verso della tortora    • 2 •   (scherz.) detto di innamorati, scambiarsi affettuosità, dirsi parole dolci; tubare.
tortrice   s.f.  (zool.) genere di piccole farfalle dalle abitudini crepuscolari e notturne, le cui larve danneggiano gli alberi da frutto divorando foglie, fiori e frutti (ord.  lepidotteri).
tortuosità   s.f.  l'essere tortuoso (anche fig.): la tortuosità di un percorso, di un ragionamento '  in senso concreto, curva, ansa, meandro: un fiume pieno di tortuosità. 
tortuoso   agg.    • 1 •   che procede a curve: un sentiero, un fiume tortuoso    • 2 •   (fig.) poco chiaro, complicato; subdolo, ambiguo: un ragionamento, un discorso tortuoso; una politica tortuosa  § tortuosamente avv. 
tortura   s.f.    • 1 •   nella storia del diritto, tormento corporale inflitto all'imputato o al testimone di un processo per indurli a confessare o a deporre veridicamente; esclusa formalmente dalle leggi dei paesi civili nel corso del sec. xix, è tuttavia ancora praticata illegalmente in molte parti del mondo: strumenti di tortura; mettere alla tortura    • 2 •   (estens.) qualsiasi forma di coercizione fisica o morale praticata su qualcuno per estorcergli una confessione, per ottenere qualcosa o per pura crudeltà vessazione, sevizia    • 3 •   (fig. iperb.) sofferenza, afflizione, fastidio: la tortura del mal di denti; che tortura doverlo ascoltare!. 
torturare   v. tr.    • 1 •   sottoporre alla tortura, a torture: torturare i prigionieri    • 2 •   (fig.) tormentare, angustiare: la torturava con la sua gelosia | torturarsi il cervello, affliggersi, affaticarsi con pensieri assillanti o con eccessivo lavoro | torturarsi v. rifl.  affliggersi, tormentarsi: non torturarti inutilmente con questo pensiero. 
torvo   agg.  che esprime malanimo, astio; bieco, minaccioso: sguardo torvo  § torvamente avv. 
tory   s.m. invar.  membro di un partito inglese fondato nel 1689, sostenitore degli interessi dei proprietari terrieri, e trasformatosi intorno al 1830 nell'attuale partito conservatore; oggi, per estens., aderente al partito conservatore | anche come agg. invar.  : partito tory. 
torzone   o tozzone, s.m.  (non com.) frate laico, converso; per estens., frate o anche persona ignorante, rozza.
tosa   (1) s.f.  (sett.) fanciulla, ragazza. dim. tosetta. 
tosa   (2) s.f.  tosatura.
tosacani   s.m. invar.    • 1 •   chi tosa i cani    • 2 •   (spreg.  o scherz.) barbiere poco abile nel suo mestiere.
tosaerba   s.m.  o f. invar.  falciatrice, per lo più a motore, che si usa per tagliare l'erba nei prati e nei giardini.
tosamento   s.m.  (non com.) tosatura.
tosare   v. tr.  [io tó so ecc.]    • 1 •   tagliare la lana alle pecore e il pelo ai cani, ai cavalli ecc.    • 2 •   (estens.) tagliare in maniera uniforme siepi, spalliere e sim. | radere il formaggio fresco con il filo, in modo da sottrarne una parte alle singole forme | limare la circonferenza delle monete d'oro o d'argento, riducendone il valore intrinseco, per utilizzare a scopo di lucro il metallo così ricavato    • 3 •   (scherz.) tagliare i capelli molto corti a qualcuno    • 4 •   (fig. fam.) spogliare con tasse e imposte eccessive; pelare.
tosasiepi   s.m.  o f. invar.  cesoie a lame larghe, usate per tagliare e pareggiare le siepi.
tosato   part. pass.  di tosare  agg.  che è stato sottoposto a tosatura: pecora tosata; capo tosato | moneta tosata, limata tutt'intorno per asportarne una parte di metallo.
tosatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi tosa; in partic., chi tosa animali per mestiere: tosatore di pecore, di cani. 
tosatrice   s.f.    • 1 •   macchinetta per tosare pecore o altri animali    • 2 •   macchinetta usata un tempo dai barbieri per fare la sfumatura ai capelli sulla nuca    • 3 •   attrezzo da giardiniere per pareggiare l'erba dei prati.
tosatura   s.f.    • 1 •   il tosare, l'essere tosato    • 2 •   il materiale portato via tosando, spec. in riferimento alla limatura delle monete    • 3 •   (scherz.) taglio di capelli molto corto: per questi ragazzi ci vuole una buona tosatura. 
toscaneggiamento   s.m.  uso di forme linguistiche caratteristiche del toscano da parte di chi non è toscano | (estens.) le forme stesse usate.
toscaneggiante   part. pres.  di toscaneggiare  agg.  e s.m.  e f.  che, chi toscaneggia: uno scrittore toscaneggiante; i toscaneggianti del secolo xix. 
toscaneggiare   v. intr.  [io toscanéggio ecc. ; aus. avere] imitare, parlando o scrivendo, usi caratteristici del toscano: il manzoni spesso toscaneggia. 
toscanella   s.f.  bottiglia da vino di circa un litro e mezzo, di forma simile al fiasco ma priva del tipico rivestimento di paglia.
toscanello   s.m.  varietà di fagiolo piccolo e bianco.
toscaneria   s.f.  (non com.) uso eccessivo di toscanismi (per lo più spreg.).
toscanesimo    ⇨ toscanismo.
toscanico    ⇨ tuscanico.
toscanismo   meno com. toscanesimo [to-sca-né-si-mo], s.m.  vocabolo, locuzione, costrutto propri del parlare toscano; idiotismo toscano.
toscanità   s.f.  l'essere toscano, soprattutto con riferimento all'uso linguistico: la toscanità dei promessi sposi. 
toscanizzare   v. tr.  dar forma toscana a una frase, a uno scritto; rendere toscano, ridurre alla toscanità: il manzoni toscanizzò la sua lingua  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) toscaneggiare | toscanizzarsi v. rifl.  assumere forma toscana, diventare toscano, spec. dal punto di vista linguistico.
toscanizzazione   s.f.  il toscanizzare, il toscanizzarsi, l'essere toscanizzato.
toscano   agg.  della toscana: la cucina, la lingua toscana '  che riguarda la lingua toscana: dizionario toscano  s. m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della toscana    • 2 •   denominazione generica dei dialetti parlati in toscana    • 3 •   tipo di sigaro italiano fatto con tabacco scuro e forte. dim. toscanello  § toscanamente avv.  alla maniera toscana; in partic., secondo i modi e le regole della lingua toscana: parlare, scrivere toscanamente. 
tosco   (1) agg.  [pl. m. -schi] (lett.) toscano | usato spec. come primo elemento di aggettivi composti: appennino tosco-emiliano  s. m.  [f. -a] (lett.) abitante, nativo della toscana: o tosco che per la città del foco / vivo ten vai  (dante inf.  x, 22-23).
tosco   (2) s.m.  (poet.) veleno: non pomi v'eran, ma stecchi con tosco  (dante inf.  xiii, 6).
tosco   (3) agg.  dell'albania meridionale: dialetti toschi  s. m.  [f. -a] appartenente a una popolazione albanese di religione musulmana, stanziata a sud del fiume shkumbi.
toso   agg.  (ant. , lett.) tosato: pecore tose | moneta tosa, tosata, limata, quindi di valore reale inferiore rispetto a quello della moneta integra  s.m.  (sett.) ragazzo, fanciullo.
tosone   s.m.  (ant.) vello di pecora o d'ariete ' toson d'oro, insegna di un ordine cavalleresco dell'impero asburgico.
tosse   s.f.  espirazione forzata e rumorosa, che ha lo scopo di espellere catarro o corpi estranei dalle vie respiratorie: un colpo di tosse '  la condizione patologica caratterizzata da frequenti colpi di tosse: avere la tosse | tosse convulsiva, canina, asinina, nomi popolari della pertosse.  dim. tossetta, tosserella, tossettina, tosserellina  pegg. tossaccia. 
tossialimentare   agg.  si dice di sostanza tossica che ha origine da alimenti alterati.
tossicchiare   v. intr.  [io tossìcchio ecc. ; aus. avere] tossire leggermente e ripetutamente, anche in maniera simulata per attirare l'attenzione di qualcuno.
tossicità   s.f.  l'essere tossico.
tossico   agg.  [pl. m. -ci] velenoso, nocivo: sostanze, esalazioni tossiche  s. m.    • 1 •   (lett.) veleno ' amaro come un tossico, amarissimo    • 2 •   [f. -a] (gerg.) tossicodipendente, drogato.
tossicodipendente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è assuefatto all'uso di sostanze stupefacenti e non ne può più fare a meno.
tossicodipendenza   s.f.  la condizione del tossicodipendente.
tossicologia   s.f.  (med.) branca della farmacologia che studia la natura e gli effetti delle sostanze velenose e dei loro antidoti.
tossicologico   agg.  [pl. m. -ci] attinente alla tossicologia: chimica tossicologica  | perizia tossicologica, quella diretta all'individuazione di una sostanza tossica.
tossicologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, specialista di tossicologia.
tossicoloso   agg.  (non com.) che ha una tosse leggera, cronica e insistente.
tossicomane   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è affetto da tossicomania.
tossicomania   s.f.  abitudine ad assumere in modo più o meno continuato sostanze stupefacenti o tossiche, di cui a un certo punto non si può più fare a meno.
tossicone   s.m.  (tosc.) forte tosse.
tossicosi   s.f.  (med.) termine generico che indica qualsiasi manifestazione patologica legata alla presenza di sostanze tossiche nell'organismo: tossicosi gravidica. 
tossiemia   s.f.  (med.) presenza nel sangue di sostanze tossiche.
tossifugo   agg.  e s.m.  [pl. -ghi] si dice di sostanza o di farmaco che ha la proprietà di calmare o di inibire la tosse.
tossilaggine   s.f.  (bot.) altro nome del farfaro. 
tossina   s.f.  (biol.) ogni appartenente a un gruppo di sostanze proteiche, generalmente tossiche, prodotte da microrganismi (batteriotossine), da vegetali (fitotossine) o da animali (zootossine).
tossinfettivo   agg.  (med.) relativo alla tossinfezione.
tossinfezione   s.f.  (med.) infezione da germi che producono sostanze tossiche per l'organismo.
tossire   v. intr.  [io tossisco, tu tossisci ecc.  (raro io tósso ecc.); aus. avere] avere un accesso di tosse; anche, simulare uno o più colpi di tosse per farsi notare o per altro scopo: il fumo mi fa tossire; tossire per avvertire qualcuno. 
tostacaffè   s.m. invar.  apparecchio per tostare il caffè.
tostano   agg.  (ant.) rapido, veloce: acciò che fosse tostana la sanitade  (dante convivio).
tostapane   s.m. invar.  apparecchio elettrodomestico per abbrustolire le fette di pane.
tostare   v. tr.  [io tòsto ecc.]    • 1 •   abbrustolire con tecniche particolari chicchi di caffè, di orzo ecc.; torrefare    • 2 •   abbrustolire fette di pane e sim.
tostatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi tosta; torrefattore.
tostatura   s.f.  il tostare, l'essere tostato.
tostino   s.m.  (fam.) apparecchio per tostare semi di caffè, d'orzo e sim.; tostacaffè.
tosto   (1) avv.  (lett.) subito, immediatamente; presto: si scosse achille, si rivolse e tosto / riconobbe la diva  (monti); chi avrebbe saputo, altri che io, far così tosto innamorar una così fatta donna come è costei?  (boccaccio dec.  ix, 5) | ben tosto, bentosto | più tosto, piuttosto; anche, più presto; più volentieri, più facilmente (in questo caso però ricorre quasi sempre la grafia unita) | usato anche nella loc. cong. temporale tosto che, non appena che: tosto che dal piacere in atto è desto  (dante purg.  xviii, 21); con lo stesso valore, ma più rara, sì tosto come : onde, sì tosto come li occhi aperse / in questo ciel, di sé medesmo rise  (dante par.  xxviii, 134-135)  agg.  (ant.) veloce, rapido: mal fu la voglia tua sempre sì tosta  (dante inf.  xii, 66) § tostamente avv.  (ant.) rapidamente, velocemente: maestro, se non celi / te e me tostamente  (dante inf.  xxiii, 21-22).
tosto   (2) agg.  (region. lett.)    • 1 •   duro, sodo | persona che sa il fatto suo: stare tosto, resistere, non cedere | faccia tosta, (fig.) sfrontatezza, impudenza: avere faccia tosta; che faccia tosta quel ragazzo!    • 2 •   nel gergo giovanile, esprime una qualità positiva che implica un carattere di solidità, energia, risolutezza: un film tosto; un professore tosto, bravo ed energico.
tosto   (3) s.m.  adattamento it. dell'ingl. toast. 
tot   agg. indef.    • 1 •   tanti (si unisce a sostantivi plurali e indica un numero imprecisato che non occorre determinare o riferire): se guadagna tot milioni l'anno, ne spende tot più uno    • 2 •   tale (unito a un sostantivo singolare): il giorno, il mese tot  pron. indef.  un tanto, una certa quantità (anche sostantivato): spendere tot per il vitto e tot per il vestiario; vogliono un tot al mese. 
totale   agg.    • 1 •   che è completo, intero, assoluto: silenzio totale; sconfitta totale; eclissi totale    • 2 •   che riguarda tutti gli aspetti di qualcosa; totalizzante  s.m.  il risultato di un'addizione; somma: fare il totale  § totalmente avv.  completamente, interamente, assolutamente.
totalità   s.f.    • 1 •   l'intero di una cosa, di un essere: un'opera che ha valore nella sua totalità    • 2 •   l'insieme di tutte le persone o cose di cui si parla o che si considerano: la totalità dei presenti approvò la proposta; una regola valida nella quasi totalità dei casi. 
totalitario   agg.    • 1 •   della totalità: adesione totalitaria    • 2 •   che applica i principi del totalitarismo: stato, regime totalitario  § totalitariamente avv.  (non com.).
totalitarismo   s.m.  sistema, regime politico in cui il potere viene concentrato nelle mani di un gruppo dominante, che assume il controllo di tutti gli aspetti della vita dello stato imponendo la propria esclusiva ideologia; anche, dottrina, teoria politica fautrice di un sistema di questo tipo.
totalitaristico   agg.  [pl. m. -ci] che segue, che concerne il totalitarismo: dottrina totalitaristica. 
totalizzante   agg.  che riguarda, coinvolge tutto: un'esperienza totalizzante. 
totalizzare   v. tr.    • 1 •   calcolare in totale    • 2 •   raggiungere un determinato totale | nello sport, realizzare un certo totale di punti, di vittorie ecc.
totalizzatore   s.m.    • 1 •   sistema e organizzazione di gioco nel quale più giocatori impegnano ciascuno una posta e la somma delle poste viene divisa tra i vincitori    • 2 •   nell'ippica, organizzazione che sovrintende alle scommesse; per estens., il banco, l'ufficio in cui si fanno le scommesse    • 3 •   dispositivo che somma automaticamente quantità numeriche, indicando sempre il totale; numeratore | (estens.) apparecchio munito di tale dispositivo (p. e.  quello che, collegato con un orologio elettrico, registra e somma le ore di presenza in azienda dei lavoratori dipendenti).
totalizzazione   s.f.  (non com.) il totalizzare, l'essere totalizzato.
totalrifrattometro   s.m.  (fis.) strumento per misurare l'indice di rifrazione di una sostanza, basato sul fenomeno della riflessione totale.
totanara   s.f.  (region.) attrezzo per la pesca dei totani, costituito da un fuso di piombo, intorno a cui si avvolge l'esca, terminante con una coroncina di ganci.
totano   (1) s.m.  mollusco marino commestibile, con corpo allungato, pinne triangolari posteriori e dieci tentacoli provvisti di ventose; è noto anche col nome di todaro  (cl.  cefalopodi).
totano   (2) s.m.  uccello trampoliere di palude di color grigio-bruno e bianco (ord.  caradriformi).
totem   (1) s.m. invar.  (etnol.) presso vari popoli primitivi, l'animale (più raramente il vegetale, la pietra o altro oggetto) che è considerato lo spirito custode del clan o il suo antenato mitico o il suo fondatore culturale, e grazie al quale i membri del clan si riconoscono parenti; è oggetto di tabù e di culto particolare | (estens.) oggetto cui un individuo attribuisce superstiziosamente un potere di protezione.
totem   (2) s.m. invar.  nome commerciale di un'apparecchiatura per la fornitura simultanea in quantità elevata di energia elettrica e di calore per utenze industriali, civili, commerciali ecc.
totemico   agg.  [pl. m. -ci] di totem, che concerne il totem: parentela totemica. 
totemismo   s.m.  (etnol.) la credenza nel totem, e il complesso degli atteggiamenti e delle usanze che da essa derivano.
totip   ® s.m.  concorso pubblico a premi, a cadenza settimanale, abbinato ai pronostici sulle corse dei cavalli.
toto   agg.  (ant. , poet.) tutto: vostra natura, quando peccò tota / nel seme suo  (dante par.  vii, 85-86).
toto-  toto- primo elemento di parole composte di formazione moderna, soprattutto del linguaggio giornalistico, che fanno riferimento a previsioni su eventi di vario genere, come la composizione di una compagine ministeriale (totogoverno), i risultati di consultazioni elettorali o referendarie (totoelezioni, totoreferendum) e sim.
totocalcio   ® s.m.  concorso pubblico a premi, con cadenza settimanale, abbinato ai pronostici sulle principali partite di calcio: la schedina del totocalcio; giocare, vincere al totocalcio  | totocalcio clandestino, l'insieme delle scommesse clandestine sui risultati delle partite di calcio.
toto corde   loc. avv.  con tutto il cuore, pienamente, senza riserve: condivido toto corde le vostre decisioni. 
totogol   ® s.m. invar.  concorso pubblico a premi abbinato ai campionati di calcio delle serie nazionali che richiede di pronosticare le otto partite in cui vengono segnati più gol.
toto nero   loc. sost. m.  nel linguaggio giornalistico, totocalcio clandestino.
tottavilla   s.f.  piccola allodola dal corpo esile con piumaggio bruno-rossastro a strisce e macchie nere e bianche (ord.  passeriformi).
touche   s.f. invar.  nel rugby, la linea laterale; anche, la rimessa in gioco della palla inviata in fallo laterale ' calcio in touche, tiro con cui si lancia il pallone in avanti e oltre la linea laterale, al fine di guadagnare terreno.
touchpad   s.m. invar.  sistema costituito da una tavoletta sensibile allo sfioramento col dito che svolge le funzioni di mouse nei computer portatili.
toupet   s.m. invar.    • 1 •   ciuffo preparato con capelli recisi o finti, che può essere aggiunto ad acconciature femminili per renderle più ricche | parrucca    • 2 •   (fig. rar.) sfrontatezza, faccia tosta: ci vuole un bel toupet a comportarsi così. 
toupie   s.f.  nell'industria del legno, macchina simile a una fresatrice verticale, impiegata per eseguire cornici, profili sagomati, incastri, scanalature ecc.
tour   s.m. invar.    • 1 •   giro turistico    • 2 •   (sport) per antonomasia, il giro ciclistico di francia.
tourbillon   s.m. invar.    • 1 •   nel gioco del calcio, attacco collettivo condotto con rapidi e ripetuti spostamenti degli attaccanti per confondere la difesa avversaria: fare il tourbillon    • 2 •   (fig.) vertiginoso susseguirsi di dati, di fatti e sim.: un tourbillon di notizie, di cifre. 
tour de force   loc. sost. m. invar.    • 1 •   prova di resistenza o di abilità superiore alle prestazioni abituali (di un atleta, di un artista ecc.)    • 2 •   (estens.) sforzo prolungato e intenso; periodo di intense fatiche: il tour de force degli esami; sottoporsi a un tour de force. 
tourné  e tournée;s.f. invar.  giro di spettacoli compiuto da un artista o da una compagnia teatrale in diverse città secondo un itinerario prestabilito: fare una tournée; essere in tournée  | (estens.) nel linguaggio sportivo, serie di gare, di incontri disputati da un atleta o da una squadra in diverse località.
tournedos   s.m. invar.  (gastr.) grossa fetta di filetto di bue, cucinata in modi diversi: tournedos alla rossini. 
tourniquet   s.m. invar.    • 1 •   curva molto stretta di una strada di montagna; tornante    • 2 •   tornello.
tour operator   loc. sost. m.  e f. invar.  chi organizza viaggi per turisti; agente, operatore turistico.
tout court   loc. avv.  in breve, senza ulteriori precisazioni: ha risposto tout court che sarebbe partito. 
tout-venant  tout-venant loc. agg. invar.  si dice del carbone grezzo di miniera e, per estens., di qualsiasi minerale grezzo appena estratto.
tovaglia   s.f.  drappo di tessuto, di plastica o di altro materiale, che si stende sulla tavola per apparecchiare la mensa o anche per ornamento: tovaglia ricamata; tovaglia rettangolare, rotonda; tovaglia di lino, di cotone, di plastica | tovaglia d'altare, paramento sacro che si stende sopra l'altare. dim. tovaglietta, tovaglina  accr. tovagliona, tovaglione  (m.) pegg. tovagliaccia. 
tovagliato   s.m.    • 1 •   tipo di tessuto usato per confezionare biancheria da tavola    • 2 •   servizio di biancheria da tavola.
tovagliolo   lett. tovagliuolo, s.m.  piccolo drappo di forma quadrangolare, di solito confezionato con lo stesso tessuto della tovaglia cui si accompagna; si usa per pulirsi la bocca e le mani mentre si mangia e per proteggere l'abito da eventuali macchie di cibo. dim. tovagliolino. 
tower   s.f. invar.  (inform.) scatola di alloggiamento, a sviluppo verticale, dell'unità centrale di un elaboratore.
toxoplasma   s.m.  [pl. -mi] (zool.) genere di protozoi parassiti di diversi mammiferi, e anche dell'uomo.
toxoplasmosi   s.f.  (med. , vet.) infezione parassitaria causata da toxoplasmi.
tozzo   (1) agg.  grosso e largo in modo eccessivo rispetto all'altezza; massiccio, poco slanciato: uomo tozzo; edificio tozzo. 
tozzo   (2) s.m.  pezzo di pane, per lo più raffermo ' lavorare per un tozzo di pane, (fig.) percependo un misero salario ' vendere qualcosa per un tozzo di pane, (fig.) a un prezzo bassissimo. dim. tozzetto. 
tozzone    ⇨ torzone.
tra    ⇨ fra 1.
tra-  tra- prefisso di parole composte derivate dal latino o di formazione moderna, dal lat. tra¯ns-  'al di là, oltre; attraverso'; indica il passare oltre (travalicare) o attraverso qualcosa (trapassare), il passare da un punto all'altro (trapiantare) e, fig., da una condizione a un'altra (tramutare); può assumere valore attenuativo (travedere) o denotare una situazione intermedia (tramortire). con significato vicino a quello della preposizione tra, anche per influsso del lat. i°ntra  'tra', vale 'in mezzo, tra diverse cose' (tramezzare, trascegliere) e in questo significato si alterna con fra-  e intra-  (framezzare, intramezzare).
trabacca   s.f.  (ant.) tenda, padiglione, baracca: io posi il piede in quell'asiatico accampamento di allineate trabacche  (alfieri).
trabaccolo   s.m.  piccolo bastimento da pesca o trasporto, con due alberi a vela.
trabaldare   v. tr.  (ant.) rubare, trafugare.
traballamento   s.m.  il traballare.
traballante   part. pres.  di traballare  agg.  che barcolla, che non sta in equilibrio; malfermo, vacillante (anche fig.): un tavolo traballante; una teoria traballante. 
traballare   v. intr.  [aus. avere] barcollare, non reggersi in equilibrio; essere malfermo, vacillare (anche fig.): una sedia che traballa; camminava traballando come un ubriaco; la sua sicurezza cominciò a traballare. 
traballio   s.m.  un traballare continuo: il traballio di un carro in movimento. 
traballone   s.m.  (non com.) movimento di chi vacilla ed è sul punto di cadere ' dare il traballone, cadere, ruzzolare; (fig.) andare in rovina.
trabalzare   v. tr.  (non com.) sbalzare, spingere velocemente da un punto all'altro | v. intr.  [aus. essere  e avere] (non com.) balzare, rimbalzare da un punto all'altro.
trabalzo   s.m.  (non com.)    • 1 •   il trabalzare    • 2 •   (ant.) usura; guadagno illecito.
trabalzone   s.m.  (non com.) forte scossa, violento sussulto.
trabante   s.m.    • 1 •   soldato armato di alabarda, facente parte della guardia degli imperatori tedeschi | (estens.) sgherro, scherano; lanzichenecco    • 2 •   nell'antico esercito piemontese, domestico di un ufficiale, poi sostituito dall'attendente | (estens. lett.) attendente.
trabattello   s.m.  impalcatura formata da tubi di metallo e assi di legno che si usa per opere edili di riparazione, pulitura e sim.
trabatto   s.m.  macchina usata per liberare le sementi dalle impurità mediante setacciatura operata da due o tre setacci oscillanti di lamiera o rete metallica disposti in serie.
trabea   s.f.  nell'antica roma, toga variamente listata di porpora, che era segno di grande dignità.
trabeata   agg.  e s.f.  si dice di un tipo di commedia introdotta a roma in età augustea e nella quale agivano personaggi del ceto equestre, che indossavano la trabea.
trabeazione   s.f.  negli ordini architettonici classici, struttura orizzontale sostenuta da colonne e composta di architrave, fregio e cornice.
trabiccolo   s.m.    • 1 •   intelaiatura di stecche di legno a forma di cupola e sim. entro cui si pone lo scaldino; è usato per stendervi sopra ad asciugare la biancheria o come scaldaletto    • 2 •   (scherz.) macchina, congegno vecchio e in cattivo stato; in partic., veicolo malsicuro e traballante: quest'automobile è un trabiccolo.  dim. trabiccolino. 
traboccamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il traboccare    • 2 •   (econ.) situazione in cui una spesa pubblica, realizzata per beneficiare i residenti di un determinato ambito territoriale o amministrativo, genera benefici anche oltre tale ambito; spillover.
traboccante   part. pres.  di traboccare  agg.  pieno al punto di traboccare (anche fig.): un bicchiere traboccante; cuore traboccante di gioia. 
traboccare   v. intr.  [io trabócco, tu trabócchi ecc. ; aus. essere  quando il soggetto è il liquido o il materiale contenuto, avere  quando il soggetto è il recipiente]    • 1 •   uscire dai bordi di un recipiente troppo colmo (anche fig.): l'acqua è traboccata dal vaso; il grano trabocca dal sacco; una felicità che trabocca dagli occhi  | detto di recipiente, versare il proprio contenuto (anche fig.): la pentola ha traboccato; la piazza trabocca di folla    • 2 •   (non com.) straripare, detto di fiume, lago ecc.    • 3 •   cadere, pendere (anche fig.): far traboccare la bilancia da un lato, farla pendere da un lato; far sì che una decisione, una scelta sia in favore di una parte piuttosto che di un'altra | v. tr.  (ant.) gettar giù: venìa per traboccarlo giù ne l'onda  (ariosto o. f.  xxix, 42).
trabocchetto   s.m.    • 1 •   dispositivo consistente in un piano cedevole o mobile a comando, che si apre sotto i piedi di chi vi sta o vi passa sopra, facendolo precipitare in una buca sottostante    • 2 •   (estens.) insidia nascosta, tranello: tendere un trabocchetto a qualcuno, attirarlo in un'insidia | usato anche come agg. invar.  : una domanda trabocchetto, fatta in modo da cogliere qualcuno in fallo o da fargli rivelare quello che non avrebbe voluto dire.
trabocchevole   agg.  (rar.) che è in quantità eccessiva; strabocchevole, sovrabbondante § trabocchevolmente avv.  (non com.).
trabocco   (1) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (non com.) il traboccare    • 2 •   inclinazione conferita alla lama di una sega a telaio rispetto al piano del telaio stesso per poter segare pezzi lunghi.
trabocco   (2) s.m.  [pl. -chi] (ant.) bilancino usato per verificare il peso delle monete.
trabocco   (3) o trabucco, s.m.    • 1 •   antica macchina da guerra, che serviva a lanciare grosse pietre, simile alla balista    • 2 •   grossa rete da pesca usata in alcune zone dell'italia centrale.
trabucco   s.m.  [pl. -chi] antica unità di misura di lunghezza usata in lombardia, piemonte e sardegna con valore variabile tra i m 2,6 e 3,2 ca.
trabuco   s.m.  [pl. -chi] (region.) nome dato, nella valle del lamone, alle voragini carsiche nelle quali precipitano le acque di superficie.
trac   (1) s.m.  legno pregiato del tonchino, fornito da piante del genere dalbergia; è molto pesante, di colore rosso scuro striato di arancione.
trac   (2) inter.  voce onom. che riproduce un rumore forte e secco  s.m. invar.  timore improvviso che coglie chi deve parlare o esibirsi in pubblico: il trac dell'attore al momento del debutto. 
tracagnotto   o traccagnotto, tosc. tarcagnotto, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è di bassa statura e tarchiato.
tracannare   v. tr.  bere avidamente, a grandi sorsate: tracannare un bicchiere di vino. 
tracannatore   s.m.  [f. -trice] chi tracanna.
traccagnotto    ⇨ tracagnotto.
traccheggiamento   s.m.  il traccheggiare; traccheggio.
traccheggiare   v. intr.  [io tracchéggio ecc. ; aus. avere] prendere tempo per decidere o per evitare di impegnarsi in qualcosa; temporeggiare, tergiversare | v. tr.  tenere a bada qualcuno tergiversando.
traccheggio   s.m.    • 1 •   (non com.) il traccheggiare; indugio    • 2 •   nella scherma, serie di movimenti che si eseguono prima di passare all'attacco o in attesa dell'attacco dell'avversario | (estens.) tattica di studio dell'avversario.
traccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   impronta, orma lasciata sul terreno: le tracce degli scarponi sulla neve; le tracce della selvaggina; seguire, perdere le tracce di qualcuno | essere sulla traccia, detto dei cacciatori e dei loro cani, essere sul punto di scovare la selvaggina ' essere sulla buona traccia, avere buoni indizi sulla via da seguire (anche fig.)    • 2 •   (lett.) cammino, percorso; anche, fila di gente in cammino: se brunetto latino un poco teco / ritorna 'n dietro e lascia andar la traccia  (dante inf.  xv, 32-33) ' perder la traccia, smarrirsi: or alto or basso il meo cor lasso mena, / onde 'l vago desir perde la traccia  (petrarca canz.  clxxviii, 5-6)    • 3 •   (estens.) segno, indizio: l'assassino non lasciò alcuna traccia    • 4 •   spec. pl.  nelle analisi chimiche, presenza di una sostanza in quantità minime: tracce di albumina nel sangue    • 5 •   (fig.) ricordo, testimonianza; documentazione, vestigio: non è rimasta traccia del vecchio castello; le tracce di un'antica civiltà    • 6 •   abbozzo, schizzo preparatorio di un disegno; schema, filo conduttore di un discorso, uno scritto: dare una traccia da sviluppare  | (region.) nel linguaggio scolastico, tema che l'alunno è tenuto a svolgere per iscritto    • 7 •   scanalatura praticata in una parete, nel soffitto ecc., durante la costruzione o successivamente, nella quale si fanno passare i fili di un impianto elettrico o una tubazione: mettere i fili in, sotto traccia    • 8 •   nello schermo dei tubi a raggi catodici, l'immagine luminosa che corrisponde al percorso del pennello elettronico    • 9 •   luogo ad andamento lineare di un supporto di registrazione, su cui vengono immessi i dati; pista: le tracce di un nastro magnetico, di un floppy disk    • 10 •   (mat.) in una matrice quadrata, la somma degli elementi della diagonale principale.
traccialinee   s.m. invar.  piccolo attrezzo a punta ricurva, usato per incidere sul legno o sul cuoio.
tracciamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il tracciare    • 2 •   l'insieme delle operazioni topografiche mediante le quali si individuano sul terreno le diverse caratteristiche di un'opera progettata.
tracciante   part. pres.  di tracciare  agg.  che lascia una traccia; in partic., si dice di proiettile che lascia una traccia luminosa, così da poterne seguire la traiettoria ed eventualmente aggiustare il tiro  s.m.  nella loc. traccianti radioattivi, radioisotopi usati nella ricerca chimica industriale per la determinazione di alcune caratteristiche dei metalli, in medicina per la visualizzazione di fenomeni e di organi a scopo diagnostico.
tracciare   v. tr.  [io tràccio ecc.]    • 1 •   segnare una traccia per la realizzazione di qualcosa: tracciare una strada; tracciare il percorso di una gara  | tracciare la via, (fig.) preparare il terreno (in senso morale, culturale ecc.) ad altri, indicare il percorso alle generazioni che seguono: wagner ha tracciato la via a gran parte dei compositori del novecento    • 2 •   (estens.) disegnare: tracciare una linea, la rotta | sala a tracciare, vasto locale di un cantiere navale, dove vengono disegnate, a grande scala, le varie parti della nave da costruire    • 3 •   (fig.) descrivere in modo sintetico, tratteggiare: tracciare uno schema della situazione; tracciare le parti di un'opera. 
tracciaspessori   s.m. invar.  in carpenteria, tipo di graffietto usato per tracciare uno spessore sulla costola di una tavola di legno.
tracciato   part. pass.  di tracciare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.    • 1 •   (edil.) l'insieme dei segni o picchetti che delimitano la parte di terreno su cui si farà una strada, un edificio, uno scavo e sim.; anche, la rappresentazione grafica di un progetto: il tracciato dell'autostrada    • 2 •   diagramma    • 3 •   percorso di una gara, di una corsa: un tracciato molto impegnativo    • 4 •   (mar.) linea che rappresenta la rotta seguita da una nave.
tracciatoio   s.m.  strumento utilizzato per tracciare.
tracciatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi traccia; nello sci, chi traccia il percorso delle gare di discesa obbligata    • 2 •   (tecn.) nelle lavorazioni meccaniche, operaio addetto alla tracciatura    • 3 •   tracciatore di rotta, (mar.) apparecchio che traccia automaticamente sulla carta gli elementi principali della rotta seguita da una nave    • 4 •   capsula di cui sono forniti alcuni proiettili, che ne rende visibile la traiettoria e consente di correggere il tiro.
tracciatrice   s.f.  nelle lavorazioni meccaniche, macchina che esegue la tracciatura dei pezzi semilavorati.
tracciatura   s.f.    • 1 •   il tracciare, l'essere tracciato    • 2 •   (tecn.) operazione che serve a segnare sulla superficie di un materiale grezzo le tracce e i punti di riferimento per il taglio e altre lavorazioni; nelle costruzioni navali, operazione di riporto sulle lamiere dei contorni delle parti dello scafo che dovranno essere tagliate.
tracco   s.m.  [pl. -chi] fuoco d'artificio a scoppi multipli.
traccutato   e deriv.   ⇨ trascutato e deriv. 
trace   agg.  della tracia, regione della penisola balcanica; tracio  s.m.    • 1 •   [anche f.] abitante, nativo della tracia    • 2 •   antica lingua parlata dai traci    • 3 •   nell'antica roma, gladiatore che combatteva con coltello a lama ricurva e piccolo scudo quadrato.
trachea   s.f.    • 1 •   (anat.) organo dell'apparato respiratorio a forma di tubo, costituito da una serie di anelli cartilaginei, compreso fra la laringe e i bronchi    • 2 •   (zool.) ciascuno dei canalicoli ramificati che, nel corpo degli insetti e di altri artropodi, assolvono alla funzione respiratoria    • 3 •   (bot.) vaso conduttore formato da cellule allungate e sovrapposte, in cui le membrane trasversali sono state riassorbite.
tracheale   agg.  (anat. , med.) della trachea.
tracheide   s.f.  (bot.) elemento conduttore formato da cellule allungate.
tracheite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica della trachea.
tracheobronchite   s.f.  (med.) infiammazione della trachea e dei bronchi.
tracheotomia   s.f.  (med.) operazione chirurgica che consiste nell'incisione della parete anteriore della trachea, gener. alla base del collo, per metterla in comunicazione diretta con l'esterno quando sia impossibile la respirazione naturale attraverso la bocca e il naso.
tracheotomizzare   v. tr.  (med.) sottoporre a tracheotomia.
trachimeduse   s.f. pl.  (zool.) ordine di idrozoi con corpo ombrelliforme a margine intero, provvisto di numerosi tentacoli marginali | sing.  [-a] ogni idrozoo di tale ordine.
trachino   s.m.  pesce di mare di media grandezza e con corpo allungato, provvisto di una pinna dorsale a raggi spinosi e veleniferi; pesce ragno (ord.  perciformi).
trachite   s.f.  (geol.) roccia vulcanica di colore grigiastro e di composizione analoga a quella della sienite.
tracico   agg.  [pl. m. -ci] della tracia, spec. in locuzioni geografiche: il golfo tracico, la parte più settentrionale del mar egeo.
tracimare   v. intr.  [aus. avere] superare gli argini o gli sbarramenti; traboccare, straripare (detto di corsi d'acqua o di bacini idrografici): il fiume ha tracimato. 
tracimazione   s.f.  il tracimare.
tracina   s.f.  (region.) trachino.
tracio   agg.  [pl. f. -cie] della tracia, regione della penisola balcanica: il mare tracio, il golfo tracico; il tracio cantore, per antonomasia, orfeo  s.m.  [f. -a] (lett.) abitante, nativo della tracia.
trackball   s.f. invar.  (inform.) tipo di mouse che si aziona facendo ruotare col dito la pallina, invece di trascinare l'apparecchio.
tracking   (1) s.m. invar.  lo stesso che trascinamento, nei sign.    • 2 •   e 3.
tracking   (2) s.m. invar.    • 1 •   tracciato radar della traiettoria di un aeromobile o di un missile    • 2 •   (cine.) carrellata.
tracodonte   s.m.  dinosauro erbivoro del cretaceo, eretto sulle zampe posteriori e non protetto da armature ossee.
tracolla   s.f.    • 1 •   striscia di cuoio o di tessuto che, poggiando su una spalla, scende trasversalmente sul fianco opposto, e serve per sostenere borse, armi o altri oggetti; si usa spec. nella loc. avv. e agg. a tracolla : portare un fucile, un binocolo a tracolla    • 2 •   (estens.) borsa che si porta a tracolla: portare una tracolla. 
tracollare   v. intr.  [io tracòllo ecc. ; aus. essere]    • 1 •   pendere da un lato, perdere l'equilibrio: la bilancia tracolla    • 2 •   (fig.) precipitare, andare in rovina.
tracollo   s.m.    • 1 •   il tracollare    • 2 •   (fig.) grave danno, rovina, crollo: tracollo finanziario; dopo la disgrazia ha avuto un tracollo. 
tracoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) malattia virale della congiuntiva e della cornea, caratterizzata dalla presenza di granulazioni sulle palpebre e da secrezione purulenta.
tracomatoso   agg.  (med.) di tracoma, relativo a tracoma  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da tracoma.
tracotante   agg.  che manifesta prepotenza e presunzione; arrogante, insolente: un uomo, un atteggiamento tracotante   s.m.  e f.  persona tracotante: fare il tracotante  § tracotantemente avv. 
tracotanza   s.f.  l'essere tracotante; arroganza, insolenza: rispondere con tracotanza. 
tracuro   s.m.  (zool.) nome scient. del sorello. 
tracutato   e deriv.   ⇨ trascutato e deriv. 
trade mark   loc. sost. m. invar.  marchio di fabbrica.
tradere   v. tr.  (ant.) tradire: nel cerchio minore... /... / qualunque trade in etterno è consunto  (dante inf.  xi, 64-66).
trade union   loc. sost. f.  [pl. trade unions] in gran bretagna, e poi anche in altri paesi di lingua inglese, sindacato, associazione di lavoratori.
tradigione   s.f.  (ant.) tradimento.
tradimento   s.m.  il tradire, l'essere tradito ' alto tradimento, (dir.) delitto contro lo stato o le persone che lo rappresentano ' a tradimento, con l'inganno; per estens., improvvisamente, imprevedibilmente: gli fece una domanda a tradimento | mangiare il pane a tradimento, senza guadagnarselo, a ufo.
trading company   loc. sost. f. invar.  (econ.) società di importazione ed esportazione, in genere anche con funzioni di assistenza promozionale e marketing internazionale.
tradire   v. tr.  [io tradisco, tu tradisci ecc.]    • 1 •   mancare a un dovere, a un obbligo giuridico o morale cui si era tenuti per giuramento o in virtù di una solenne promessa; più genericamente, venir meno alla fede data: tradire la patria, un ideale; tradire un amico; tradire la moglie, il marito, commettere adulterio ' tradire un testo, tradurlo o interpretarlo male | tradire il pensiero, travisarlo, non renderlo in forma originale: la parola spesso tradisce il pensiero | tradire le speranze, le attese, deluderle    • 2 •   (estens.) rivelare inopportunamente: tradire un segreto, una confidenza    • 3 •   (fig.) venir meno a qualcuno, mancargli: la memoria può tradirmi    • 4 •   manifestare involontariamente: quel gesto tradì il suo stato d'animo    • 5 •   dare per tradimento in mano al nemico | tradirsi v. rifl.  manifestare involontariamente il proprio animo, il proprio pensiero, le proprie intenzioni: con una parola si tradì. 
tradito   agg.  (filol.) tramandato: un testo tradito da codici autorevoli. 
traditore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi tradisce: traditore della patria.  dim. traditorello  pegg. traditoraccio  | usato anche come agg.  : occhi traditori, che fanno innamorare | vino  traditore, (fam.) che sembra leggero, ma ubriaca ' alla traditora, di sorpresa, a tradimento.
tradizionale   agg.  della tradizione, che è conforme alla tradizione: una cerimonia tradizionale; la colomba è il dolce tradizionale di pasqua; un punto di vista tradizionale, fondato sulla tradizione § tradizionalmente avv.  secondo la tradizione, in modo tradizionale.
tradizionalismo   s.m.    • 1 •   atteggiamento di chi è tradizionalista    • 2 •   indirizzo di pensiero filosofico e religioso affermatosi, soprattutto in francia, nel cattolicesimo durante la restaurazione; esaltava il concetto di tradizione opponendolo a quello illuministico di ragione.
tradizionalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi è orientato a seguire la tradizione; chi è attaccato ai canoni, ai modelli, ai valori tradizionali    • 2 •   nel cattolicesimo francese, seguace del tradizionalismo.
tradizionalistico   agg.  [pl. m. -ci] del tradizionalismo, dei tradizionalisti § tradizionalisticamente avv. 
tradizione   s.f.    • 1 •   la trasmissione del patrimonio culturale delle generazioni passate (leggi, consuetudini, memorie, notizie storiche ecc.), attraverso la documentazione scritta o la comunicazione orale, l'esempio: un fatto noto per antica tradizione    • 2 •   qualsiasi contenuto culturale trasmesso dalle generazioni passate: tradizione religiosa, filosofica, letteraria; lo studio delle tradizioni popolari    • 3 •   (fam.) regola, abitudine: nella nostra famiglia c'è la tradizione di trascorrere il natale tutti insieme    • 4 •   (teol.) nell'ebraismo e nel cristianesimo, il patrimonio di verità e di norme rivelate da dio, trasmesso non dalla bibbia ma dall'insegnamento unanime dei maestri (nell'ebraismo) o degli apostoli e dei padri (nel cristianesimo)    • 5 •   (filol.) la trasmissione di un testo dall'autore fino a noi; anche, l'insieme dei manoscritti e delle stampe che lo trasmettono: la tradizione della divina commedia, delle opere di shakespeare    • 6 •   (dir.) la consegna di un bene da parte di un soggetto ad altri.
tradotta   s.f.  convoglio ferroviario riservato al trasporto di militari, spec. in tempo di guerra.
tradotto   part. pass.  di tradurre  e agg.  nei sign. del verbo.
traducente   part. pres.  di tradurre   s.m.  (ling.) equivalente semantico di una parola o di una locuzione in un'altra lingua.
traducianesimo   o traducianismo [tra-du-cia-nì-smo], s.m.  dottrina teologica, diffusa nella patristica e ripresa in germania nel sec. xix, più volte condannata dalla chiesa cattolica, secondo la quale l'anima individuale si trasmetterebbe dai genitori ai figli al momento della generazione, e non sarebbe invece creata di volta in volta da dio.
traduciano   agg.  del traducianesimo  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi sostiene il traducianesimo.
traducibile   agg.  che si può tradurre (anche fig.): un'espressione idiomatica non traducibile; un dolore che non è traducibile in parole. 
traducibilità   s.f.  l'essere traducibile.
tradunionismo   s.m.  il movimento sindacale delle trade unions.
tradunionista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è iscritto o segue il movimento sindacale delle trade unions.
tradunionistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il movimento sindacale delle trade unions.
tradurre   v. tr.  [pres. io traduco, tu traduci ecc. ; pass. rem. io tradussi, tu traducésti ecc. ; part. pass. tradótto]    • 1 •   il formulare in una determinata lingua un messaggio espresso originariamente in un'altra lingua: tradurre un testo dal francese in inglese; l'oratore parlava in inglese e l'interprete traduceva in italiano  | operare una traduzione nella propria o dalla propria lingua: tradurre dall'inglese, in francese; tradurre sofocle, virgilio | tradurre a senso, liberamente ' tradurre alla lettera, rispettando rigorosamente il testo ' tradurre all'impronto, senza usare il vocabolario e senza aver visto il testo in precedenza ' tradurre in parole povere, in parole chiare, (fig.) spiegare, ripetere qualcosa con chiarezza e semplicità ' tradurre in cifre, (fig.) esprimere numericamente ' tradurre un sentimento, (fig.) esprimerlo a parole o in altro modo ' tradurre un'idea sulla tela, sul marmo, (fig.) realizzarla in un'opera di pittura, di scultura ' tradurre in atto, in pratica, (fig.) attuare, realizzare    • 2 •   (burocr.) condurre, trasferire da un luogo a un altro: l'imputato fu tradotto in carcere    • 3 •   (lett.) trasmettere, tramandare: le virtù patrie e la pietà congiunta / tradussero per lungo ordine d'anni  (foscolo sepolcri  102-103)    • 4 •   (inform.) convertire il formato in cui sono codificati dati, comandi ecc. in un altro formato, senza modificare i dati, i comandi stessi.
traduttologia   s.f.  scienza che studia i principi, i metodi, le tecniche della traduzione.
traduttore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi esegue o ha eseguito una traduzione; chi per mestiere esegue traduzioni: un buon traduttore; fare il traduttore | traduttore simultaneo, chi esegue una traduzione simultanea    • 2 •   libro con traduzione, per lo più interlineare, di un testo classico, a uso degli studenti ' traduttore elettronico, apparecchio tascabile che consente di visualizzare la traduzione in più lingue di un certo numero di parole o di brevi frasi    • 3 •   (inform.) programma che traduce in un certo linguaggio un programma scritto in un linguaggio differente.

traduzione   s.f.    • 1 •   il tradurre; il testo tradotto: fare una traduzione dal latino; una recente traduzione di shakespeare; traduzione letterale, libera; una traduzione dell'eneide in prosa | traduzione simultanea, in incontri, congressi internazionali, quella in cui uno o più interpreti traducono immediatamente ciò che un oratore sta dicendo, permettendo agli intervenuti, che ascoltano in cuffia, di seguire il discorso nella propria lingua ' traduzione consecutiva, traduzione orale effettuata al termine di un discorso. dim. traduzioncella, traduzioncina  pegg. traduzionaccia    • 2 •   (burocr.) il trasporto dei detenuti da un carcere all'altro    • 3 •   (biol.) sintesi della serie di amminoacidi che costituiscono un polipeptide, che avviene nei ribosomi per azione dell'rna messaggero.
traente   part. pres.  di trarre  agg.    • 1 •   che tira: cavo, fune traente    • 2 •   (estens.) trainante, che dà un impulso positivo: l'elettronica è un settore traente dell'industria moderna   s.m.  e f.  chi emette una tratta o un assegno.
traenza   s.f.  condizione del traente.
traere    ⇨ trarre.
trafelamento   s.m.  (rar.) il trafelare.
trafelare   v. intr.  [io trafèlo ecc. ; aus. avere] (ant.) ansimare per stanchezza.
trafelato   part. pass.  di trafelare  agg.  affannato, ansante: arrivò tutto trafelato  § trafelatamente avv. 
traferro   s.m.  (elettr.) lo spazio che separa due parti di materiale ferromagnetico e attraverso il quale si chiude un circuito magnetico; generalmente contiene aria o, in certe macchine elettriche, idrogeno.
trafficabile   agg.  (non com.) che si può trafficare; commerciabile: merci non trafficabili. 
trafficante   part. pres.  di trafficare  s. m.    • 1 •   (ant.) mercante: trafficante di schiavi    • 2 •   [anche f.] chi esercita traffici, soprattutto se illeciti: un trafficante di droga  | (fig.) persona che briga per conseguire i propri interessi.
trafficare   v. intr.  [io tràffico, tu tràffichi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   commerciare in qualcosa: trafficare in vini  | esercitare traffici illeciti: trafficare con merce rubata    • 2 •   darsi da fare, affaccendarsi: ha trafficato tutto il giorno per casa | v. tr.    • 1 •   commerciare, vendere (per lo più spreg.): trafficare cariche    • 2 •   (ant. , mar.) maneggiare: trafficare un paranco. 
trafficato   part. pass.  di trafficare   agg.  che ha un intenso traffico di veicoli: una strada molto trafficata. 
trafficatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi traffica.
traffichino   s.m.  [f. -a] (fam.) chi fa continuamente piccoli traffici, intrighi, imbrogli.
traffico   s.m.  [pl. -ci, ant. -chi]    • 1 •   il trafficare, spec. illecitamente: un traffico clandestino di diamanti; il traffico delle indulgenze    • 2 •   movimento di mezzi di trasporto e di passeggeri; merci trasportate: traffico aereo, ferroviario, marittimo '  il movimento dei veicoli e dei pedoni in una strada o in una città: traffico intenso, caotico; una strada chiusa al traffico; regolazione del traffico, l'insieme dei provvedimenti e delle strutture che disciplinano il traffico    • 3 •   volume del flusso di messaggi trasmessi attraverso un sistema di telecomunicazioni, un sistema di elaborazione dati ecc.
trafficone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi si dà da fare, spesso senza scrupoli, per conseguire il proprio vantaggio.
trafiere   o trafieri, s.m.  (ant.) pugnale.
trafiggere   v. tr.  [coniugato come figgere]    • 1 •   passare da parte a parte, trapassare; ferire gravemente: trafiggere con la lancia, con la spada    • 2 •   (fig.) pungere con parole; addolorare grandemente: quelle parole gli trafissero il cuore. 
trafiggimento   s.m.  (non com.) il trafiggere; trafittura.
trafiggitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi trafigge.
trafila   s.f.    • 1 •   organo fondamentale della trafilatrice, recante il foro calibrato attraverso il quale si fa passare il materiale    • 2 •   trafilatrice    • 3 •   matrice per l'estrusione di materiali metallici o materie plastiche | estrusore; filiera    • 4 •   (fig.) serie di operazioni da compiere o prove, difficoltà da superare per raggiungere un determinato scopo: la pratica deve passare per tutta la trafila dei vari uffici; fare, seguire la solita trafila. 
trafilare   v. tr.    • 1 •   ridurre in fili o in barre mediante trafilatura    • 2 •   ridurre il diametro di un filo metallico o di una barra mediante trafilatura.
trafilato   part. pass.  di trafilare  s. m.  semilavorato ottenuto mediante trafilatura.
trafilatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi è addetto alla trafila, a operazioni di trafilatura.
trafilatrice   s.f.  macchina per trafilare metalli, materie plastiche, gomma ecc.
trafilatura   s.f.  lavorazione consistente nel forzare un materiale a passare attraverso il foro di una trafila, in modo che assuma la forma della sezione del foro stesso.
trafileria   s.f.  stabilimento o laboratorio, reparto in cui si eseguono trafilature.
trafiletto   s.m.  nel linguaggio giornalistico, breve notizia o commento, spesso senza titolo, pubblicato tuttavia con un certo rilievo tipografico.
trafitta   s.f.    • 1 •   ferita prodotta trafiggendo    • 2 •   (non com.) dolore lancinante, fitta (anche fig.): sentire una trafitta al cuore. 
trafittivo   agg.  (non com.) che trafigge (anche fig.).
trafitto   part. pass.  di trafiggere  e agg.  nei sign. del verbo.
trafittura   s.f.  il trafiggere, l'essere trafitto | (non com.) puntura: le trafitture delle mosche e de' tafani  (boccaccio dec.  viii, 7) | dolore acuto, fitta (anche fig.).
traforamento   s.m.  (non com.) traforazione.
traforare   v. tr.  [io trafóro ecc.]    • 1 •   forare da parte a parte; fare un buco profondo: traforare una tavola per introdurvi un piolo; traforare una montagna per aprire una galleria    • 2 •   eseguire un lavoro di traforo su stoffa, legno, cuoio o altro materiale.
traforato   part. pass.  di traforare  agg.  lavorato a fori: calze traforate; ricamo traforato. 
traforatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi trafora.
traforatrice   s.f.  macchina per traforare.
traforazione   s.f.  il traforare, l'essere traforato.
traforo   s.m.    • 1 •   il traforare, l'essere traforato | galleria scavata attraverso una montagna; tunnel stradale: il traforo del monte bianco    • 2 •   l'arte di traforare secondo un determinato disegno la stoffa per farvi un ricamo, oppure il legno, l'avorio e altri materiali per scopi decorativi: ricamo a traforo '  l'insieme degli utensili per eseguire lavori di traforo su legno (spec. come gioco per ragazzi).
trafugamento   s.m.  il trafugare, l'essere trafugato: trafugamento della refurtiva. 
trafugare   v. tr.  [io trafugo, tu trafughi ecc.] portare via di nascosto; sottrarre furtivamente: trafugare un quadro; trafugare documenti importanti  | trafugarsi v. rifl.  (lett.) fuggire, sottrarsi in maniera furtiva.
trageda   s.m.  [pl. -di] (lett.) tragediografo.
tragedia   s.f.    • 1 •   opera drammatica che narra le vicende di personaggi illustri della storia o del mito, gli esiti gravi e luttuosi delle loro passioni, destinati a suscitare la pietà e la catarsi nello spettatore: le tragedie di eschilo, di seneca, di shakespeare, di racine  | la produzione, il genere tragico: la tragedia greca; la tragedia alfieriana.  dim. tragediuccia  pegg. tragediaccia    • 2 •   (estens.) avvenimento tragico, luttuoso: è accaduta una tragedia | far tragedie, (iron.) avere reazioni esagerate per piccoli contrattempi    • 3 •   (iperb.  o scherz.) contrarietà, contrattempo: che tragedia mangiare così male!    • 4 •   nel medioevo, componimento letterario in stile illustre e contenuto elevato: così 'l canta / l'alta mia tragedìa in alcun loco  (dante inf.  xx, 112-113, con riferimento all'eneide  di virgilio).
tragediabile   agg.  (lett. rar.) di soggetto o argomento che si presta a essere messo in tragedia: quel tema per sé stesso infelice, e non tragediabile da chi che si fosse  (alfieri).
tragediante   s.m.  e f.    • 1 •   (spreg.) chi scrive o rappresenta tragedie    • 2 •   (fig. non com.) chi si dispera per ogni piccolo inconveniente.
tragediografo   s.m.  [f. -a] chi scrive tragedie.
tragedo   s.m.  [f. -a] (lett.)    • 1 •   tragediografo: da questo passo vinto mi concedo / più che già mai da punto di suo tema / soprato fosse comico o tragedo  (dante par.  xxx, 22-24)    • 2 •   (rar.) attore tragico.
tragelafo   s.m.  (zool.) genere di antilopi di media statura con corna spiraliformi presenti solo nei maschi; vivono nelle zone umide dell'africa.
tragetto   s.m.  (ant.) passaggio da luogo a luogo; tragitto: sovra 'l colmo de l'arco / che dal quarto al quinto argine è tragetto  (dante inf.  xix, 128-129).
traggere    ⇨ trarre.
traghettamento   s.m.  il traghettare, l'essere traghettato: il traghettamento delle masserizie richiese molte ore. 
traghettare   v. tr.  [io traghétto ecc.] trasportare da una sponda all'altra con una nave, una barca o un altro natante; traversare navigando: traghettare due passeggeri; traghettare il po. 
traghettatore   s.m.  [f. -trice] chi traghetta; chi è addetto ai traghetti.
traghetto   s.m.    • 1 •   il traghettare, il traversare navigando; il luogo dove si effettua tale passaggio    • 2 •   il mezzo che serve a traghettare: imbarcarsi su un traghetto  | usato anche come agg. invar.  : nave traghetto, nave attrezzata per il trasporto di passeggeri, carrozze ferroviarie e autoveicoli attraverso bracci di mare.
tragicità   s.f.  l'essere tragico (anche fig.): la tragicità di una scena teatrale; la tragicità di un avvenimento. 
tragico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, della tragedia: attore tragico; lo stile tragico    • 2 •   (estens.) luttuoso, triste, doloroso: una situazione tragica; un tragico susseguirsi di avvenimenti  | prendere qualcosa in modo tragico, preoccuparsi eccessivamente, dare in smanie, esagerando la gravità di un fatto ' fare una fine tragica, morire di morte violenta  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi scrive tragedie; tragediografo: i tragici greci '  (non com.) chi recita nelle tragedie    • 2 •   ciò che è tragico, tragicità: il tragico di una situazione  § tragicamente avv.  in modo tragico, luttuoso; secondo lo stile tragico.
tragicomico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di, della tragicommedia    • 2 •   (fig.) si dice di ciò che ha insieme aspetto comico e tragico: una situazione tragicomica   s.m.  [f. -a] (rar.) chi scrive tragicommedie.
tragicommedia   s.f.    • 1 •   componimento drammatico in cui si fondono elementi tragici e comici | la produzione, il genere tragicomico (nella tradizione italiana si è identificato col dramma pastorale)    • 2 •   (estens.) avvenimento tragico e comico insieme: è stata una vera tragicommedia!. 
tragittare   v. tr.  (non com.) trasportare da una sponda all'altra; traghettare: «mi fareste il servizio, col pagare, di tragittarmi di là?»  (manzoni p. s.  xvii) ' tragittare un fiume, attraversarlo | tragittarsi v. rifl.  (lett.) trasferirsi da un luogo all'altro.
tragitto   s.m.    • 1 •   (ant.) il tragittare, il traghettare; traghetto    • 2 •   (estens.) cammino, percorso, in relazione a un luogo di partenza e uno d'arrivo: il tragitto non è lungo; l'incontrò durante il tragitto    • 3 •   (tosc.) sentiero scosceso.
traglia    ⇨ draglia.
trago   s.m.  [pl. -ghi] (anat.) piccola sporgenza cartilaginea di forma triangolare nel padiglione auricolare.
tragolo   o tragulo, s.m.  piccolo mammifero ruminante asiatico dal corpo tozzo, con dorso incurvato, gambe sottili, testa slanciata, occhi grandi (ord.  artiodattili).
tragopano   s.m.  (zool.) genere di uccelli delle montagne asiatiche; hanno piumaggio variopinto, corpo robusto, arti brevi, capo piccolo fornito, ai lati, di due appendici carnose erettili (ord.  galliformi).
traguardare   v. tr.    • 1 •   guardare un oggetto lontano attraverso un traguardo (dispositivo ottico)    • 2 •   (non com.) guardare di sfuggita, di sottecchi; spiare.
traguardo   s.m.    • 1 •   il traguardare    • 2 •   dispositivo costituito da un regolo e due punti di mira, attraverso i quali si delimita una visuale per dare un'esatta direzione a strumenti ottici, ad armi e sim.: bussola a traguardo; traguardo di puntamento    • 3 •   (sport) il punto di arrivo di una gara di corsa; la linea o il segno convenzionale che indica il punto d'arrivo: arrivare al traguardo; tagliare per primo il traguardo | traguardo volante, quello a premi predisposto lungo il percorso di una tappa ciclistica    • 4 •   (fig.) ciò a cui si tende, che si considera un punto di arrivo; mèta: il suo traguardo è la laurea. 
tragula   s.f.  tipo di giavellotto usato dalle antiche popolazioni galliche e ispane, munito di corda o cinghia per poterlo recuperare.
tragulo    ⇨ tragolo.
traiettare   v. tr.  [io traiétto ecc.] (ant.) traghettare: a lor non è concesso / traiettar queste ripe e questo fiume  (caro).
traiettoria   s.f.  linea descritta nello spazio da un punto o da un corpo mobile: la traiettoria di un proiettile; traiettoria tesa, curva. 
trailer   s.m. invar.    • 1 •   rimorchio a due ruote consistente in un carrello che si aggancia all'autovettura e che serve al trasporto di bagagli, barche o altro    • 2 •   annuncio pubblicitario di film di imminente programmazione, che ne anticipa alcune sequenze | qualsiasi annuncio pubblicitario su schermo.
traina   s.f.    • 1 •   corda, cavo con cui si esegue un traino ' pescare alla traina, pescare su una barca in moto trascinando la lenza in acqua    • 2 •   andatura irregolare del cavallo quando galoppa con le gambe anteriori e trotta con le posteriori.
trainante   part. pres.  di trainare  agg.    • 1 •   che traina    • 2 •   (fig.) che tira dietro di sé che dà un impulso, costituisce un incentivo: paese, settore trainante, in economia, quello che, sviluppandosi a un ritmo particolarmente elevato, induce lo sviluppo di altri paesi o settori.
trainare   v. tr.  [io tràino ecc.] tirare, trascinare un carico; rimorchiare: i buoi trainano il carro; artiglieria trainata  | farsi trainare, (fig. fam.) lasciarsi guidare passivamente.
trainer   s.m. invar.  (sport) allenatore, spec. di cavalli da corsa o di una squadra di calcio.
training   s.m. invar.    • 1 •   periodo di tempo durante il quale ci si prepara allo svolgimento di determinate attività professionali: training psicoanalitico, che deve essere intrapreso da chiunque voglia a sua volta divenire analista    • 2 •   training autogeno, (psicol.) complesso di tecniche psicoterapeutiche, elaborate dal medico tedesco j. h. schultz intorno al 1930, che mirano a far raggiungere uno stato di rilassatezza e di decongestione del sistema neurovegetativo.
traino   s.m.    • 1 •   il trainare: traino animale, meccanico, effettuato con animali da tiro o con veicoli a motore    • 2 •   ciò che viene trainato; veicolo, carico, carro o insieme di carri rimorchiati da uno stesso motore ' traino della carrozza, (tosc.) la parte di essa su cui appoggia la cassa    • 3 •   (fig.) spinta, impulso: fare da traino    • 4 •   riferito a un cavallo, lo stesso che traina    • 5 •   (ant.) seguito di persone, corteo    • 6 •   (ant.) tenore di vita; treno di vita.
trait d'union   loc. sost. m. invar.    • 1 •   trattino grafico o tipografico posto tra due parole che costituiscono, insieme, un unico lessema (p. e. vagone-ristorante)    • 2 •   (fig.) legame, stretto rapporto fra persone o cose | intermediario: fare da trait d'union fra due persone. 
tralasciamento   s.m.  (non com.) il tralasciare.
tralasciare   v. tr.  [io tralàscio ecc.] lasciare da parte; lasciare a mezzo, interrompere: tralasciare gli studi '  omettere, non prendere in considerazione (per dimenticanza o volontariamente): tralasciare un particolare; non tralasciare di avvertirmi. 
tralatizio   agg.  (lett.) tramandato da una generazione all'altra o da un autore all'altro; tradizionale: formule, opinioni tralatizie. 
tralcio   s.m.  ramo verde della vite e di piante rampicanti: i tralci dell'edera.  dim. tralcetto, tralcettino. 
tralicciatura   s.f.  struttura a traliccio.
traliccio   s.m.    • 1 •   tipo di tessuto rozzo e resistente usato per coprire materassi, cuscini e sim.    • 2 •   struttura di sostegno o di copertura costituita da profilati d'acciaio o di altro materiale: i tralicci delle linee elettriche    • 3 •   intelaiatura leggera; graticcio.
tralice   solo nella loc. in tralice  (non com. di tralice), di sbieco, obliquamente: tagliare in tralice un tessuto | guardare in tralice, di sottecchi, di sbieco; anche, con sospetto, con diffidenza.
tralignamento   s.m.  (non com.) il tralignare; degenerazione.
tralignare   v. intr.  [aus. avere  ed essere] allontanarsi, deviare dalle caratteristiche o dalle tradizioni della propria famiglia, della propria gente; degenerare: tralignare dalle virtù degli avi  | detto di pianta, inselvatichire.
trallallà   inter.  voce onom. che si usa nel canterellare senza pronunciare le parole; è spesso preceduta da trallallero. 
trallallero   o trallallera, inter.  voce onom. che si usa nel canterellare quando non si pronunciano le parole; è spesso seguita da trallallà. 
tralucente   part. pres.  di tralucere  agg.  (rar.)    • 1 •   che lascia filtrare la luce; trasparente    • 2 •   lucente, splendente.
tralucere   v. intr.  [coniugato come lucere; mancano il part. pass. e i tempi composti]    • 1 •   mandare una luce attenuata, filtrata; splendere attraverso qualcosa: attraverso la tenda traluceva un raggio di sole    • 2 •   (fig.) trasparire, trapelare: e dagli occhi ridenti / traluceano di venere / i disdegni e le paci, / la speme, il pianto e i baci  (foscolo odi).
tram   s.m.  veicolo a trazione elettrica (un tempo animale) circolante su rotaie, usato come mezzo di trasporto pubblico cittadino: prendere il tram; salire sul tram  | tram a cavalli, mezzo di trasporto pubblico su rotaie tirato da cavalli, in uso in talune città alla fine dell'ottocento e agli inizi del novecento | perdere il tram, (fig. fam.) perdere una favorevole occasione.
trama   s.f.    • 1 •   il complesso dei fili che, intrecciati perpendicolarmente con l'ordito, formano il tessuto    • 2 •   (fig.) macchinazione, intrigo: ordire, scoprire una trama    • 3 •   (fig.) l'insieme delle vicende che costituiscono lo svolgimento di un racconto, un romanzo, un'opera teatrale, un film ecc.: una trama avvincente, semplice, complicata    • 4 •   (sport) serie di azioni di gioco ben coordinate compiute da una squadra.
tramaglio   o tremaglio, meno com. tramacchio, tremacchio, s.m.    • 1 •   sorta di rete da pesca formata da tre teli paralleli e sovrapposti    • 2 •   rete impiegata per la cattura di uccelli.
tramagnino   s.m.  (teat.) mimo; per estens. acrobata, giocoliere che esegue numeri da solo.
tramandamento   s.m.  (non com.) il tramandare, l'essere tramandato.
tramandare   v. tr.    • 1 •   trasmettere di generazione in generazione la memoria di fatti, tradizioni, usi, costumi e sim.: eventi degni di essere tramandati    • 2 •   (antiq.) trasferire, trasportare.
tramare   v. tr.    • 1 •   (rar.) intrecciare la trama con l'ordito    • 2 •   (fig.) tessere inganni, congiure, insidie; complottare (per lo più assol.): tramare nell'ombra. 
trambasciare   v. intr.  [io trambàscio ecc. ; aus. essere] (rar.) essere oppresso da grave ambascia.
trambustio   s.m.  (non com.) trambusto molesto e insistente.
trambusto   s.m.  agitazione, confusione rumorosa prodotta da un continuo muoversi di cose e persone: trovarsi in un trambusto indescrivibile. 
tramenare   v. tr.  [io traméno ecc.] (tosc.) spostare oggetti in qua e in là, facendo rumore e creando disordine | (assol.) frugare, rovistare.
tramendue   o tramendui, agg.  e pron. invar.  (ant.) ambedue: fu il morto re sugli omeri sospeso / di tramendui, tra lor partendo il peso  (ariosto o. f.  xviii, 187).
tramenio   s.m.  (non com.)    • 1 •   un tramenare continuo; movimento disordinato di cose o di persone: renzo vide in quello un tramenio di carri  (manzoni p. s.  xxxv)    • 2 •   rumore di cose spostate di continuo: un tramenio di seggiole. 
tramescolare   v. tr.  [io traméscolo ecc.] (non com.) mescolare, rimescolare.
tramesso   s.m.  pietanza leggera che viene servita tra il primo e il secondo piatto; intermezzo.
tramestare   v. tr.  [io tramésto ecc.] (tosc.) rimescolare; mettere a soqquadro rovistando | v. intr.  [aus. avere] (tosc.) muoversi in modo rumoroso; fare disordine.
tramestio   s.m.  un tramestare continuo; movimento rumoroso e disordinato di persone o di cose.
tramettere   v. tr.  [coniugato come mettere] (ant.)    • 1 •   frammettere, interporre    • 2 •   trasmettere    • 3 •   mettere da parte; tralasciare, trascurare | tramettersi v. rifl.  intromettersi, occuparsi dei fatti altrui; fare da intermediario.
tramezza   s.f.    • 1 •   lo stesso che tramezzo    • 2 •   nel sign.    • 2 •   2 striscia di cuoio cucita, per rinforzo, tra la suola e la tomaia delle scarpe.
tramezzamento   s.m.  (non com.) il tramezzare, l'essere tramezzato.
tramezzare   v. tr.  [io tramèzzo ecc]    • 1 •   mettere una cosa tra altre due: tramezzare qualche giorno di riposo al lavoro; tramezzare le pagine di un libro con fogli bianchi    • 2 •   (edil.) dividere con un tramezzo; intramezzare: tramezzare un locale con una parete divisoria  | v. intr.  [aus. essere] (ant.) essere, stare in mezzo come mediatore.
tramezzatura   s.f.  (edil.) il tramezzare, il dividere un ambiente con un tramezzo | insieme di tramezzi.
tramezzino   s.m.    • 1 •   coppia di fette di pane a cassetta di forma triangolare, variamente farcite    • 2 •   (non com.) uomosandwich.
tramezzo   (1) prep.  e avv.  lo stesso, ma meno com., che frammezzo. 
tramezzo   (2) s.m.    • 1 •   sottile parete, in legno o in muratura, che non ha funzione portante e che divide in due parti un locale    • 2 •   banda di merletto posta tra due lembi di tessuto, come ornamento; entre-deux.
traminer   s.m.  vitigno a grappoli piccoli e serrati con acini ricchi di polpa, originario dell'alto adige | il vino bianco, pregiato e molto aromatico, che se ne ricava.
tramite   s.m.    • 1 •   (lett.) sentiero, passaggio, corso: de gli anni il tramite / teco fia dolce forse ritessere  (carducci)    • 2 •   (fig.) via, mezzo: diffondere una notizia per il tramite della radio | far da tramite, da intermediario | usato anche come prep.  : tramite qualcuno  o qualcosa, per mezzo di qualcuno o qualcosa.
tramoggia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   recipiente a forma di tronco di piramide o di tronco di cono, munito di apertura sul fondo, impiegato per raccogliere materiali sciolti dall'alto e scaricarli dal basso; per estens., la parte del macinino da caffè in cui si mettono i chicchi tostati da macinare ' tramoggia del mulino, quella che immette il frumento nella macina ' tramoggia del seme, nelle macchine seminatrici, parte che serve per la distribuzione dei semi | tramoggia della draga, parte della draga che serve allo scarico del materiale aspirato dalle pompe ' tramoggia lanciatorpedini, (mar.) dispositivo sistemato a poppa di navi da guerra leggere, per lanciare in mare le torpedini da getto ' finestra a tramoggia, finestra con un riparo a forma di cassetta che impedisce di vedere al di fuori, usata nelle carceri e nei conventi di clausura    • 2 •   nell'accademia della crusca, la cassetta che raccoglieva i componimenti letterari da esaminare.
tramoggiaio   s.m.  [f. -a] (non com.) chi è addetto a una tramoggia.
tramontana   s.f.  vento freddo e secco che spira dal nord; per estens., il nord nella rosa dei venti e nella bussola: una finestra che guarda a tramontana, a nord | perdere la tramontana, (fig. fam.) perdere il controllo di sé, essere disorientato. dim. tramontanina. 
tramontanata   s.f.  (non com.)    • 1 •   tramontana persistente; un soffiare di tramontana    • 2 •   (mar.) burrasca proveniente da nord.
tramontano   agg.  (ant.) oltramontano; per estens., che proviene da settentrione: stirpi, genti tramontane; vento tramontano; stella tramontana, stella polare  s.m.  (non com.) tramontana.
tramontare   v. intr.  [io tramónto ecc. ; aus. essere]    • 1 •   detto del sole e degli astri, sparire sotto la linea dell'orizzonte terrestre: d'estate il sole tramonta più tardi    • 2 •   (fig.) declinare, venir meno, finire: una moda tramontata; la sua notorietà tramonterà presto. 
tramonto   s.m.    • 1 •   il tramontare del sole e degli astri sotto la linea dell'orizzonte terrestre: il tramonto del sole, della luna, di sirio; l'ora del tramonto, in cui tramonta il sole    • 2 •   l'insieme dei fenomeni atmosferici, di luce e di colore, che si verificano al tramontare del sole: assistere a un tramonto magnifico    • 3 •   (fig.) il declinare, il volgere al termine di qualcosa: il tramonto di una civiltà; essere al tramonto della vita, essere vecchio | sul viale del tramonto, (fig.) nell'ultimo periodo di un'attività artistica o sportiva, quando non si ha più la bravura, la fama di un tempo: un attore sul viale del tramonto. 
tramortimento   s.m.  (non com.) il tramortire, l'essere tramortito: quando marcovaldo riaperse gli occhi dal suo tramortimento, il cortile era completamente sgombro  (calvino).
tramortire   v. intr.  [io tramortisco, tu tramortisci ecc. ; aus. essere] perdere le forze e i sensi, cadere come morto (anche fig.): la scolta insultatrice / di spavento tramortì  (manzoni la risurrezione) | v. tr.  colpire qualcuno con forza, lasciandolo come morto; far perdere i sensi: lo tramortì con un pugno. 
tramortito   part. pass.  di tramortire  agg.    • 1 •   privo di sensi, svenuto, stordito    • 2 •   (fig. lett.) offuscato, cancellato: la tramortita sua virtù ravviva  (dante purg.  xxxiii, 129).
tramp   s.m. invar.  (mar.) nave da carico non di linea, che compie trasporti occasionali a tariffe più basse del normale.
trampolieri   s.m. pl.  nella vecchia classificazione zoologica, gruppo di uccelli con zampe, collo e becco lunghi e sottili (p. e.  cicogna, gru, airone); nella moderna classificazione è stato sostituito dai due ordini dei ciconiformi e dei ralliformi | sing.  [-e] ogni uccello che era classificato in tale gruppo; per estens., fam., persona magra e alta, con gambe lunghe.
trampolino   s.m.    • 1 •   pedana, piattaforma o altro impianto da cui, in alcuni sport (tuffi, salto con gli sci ecc), l'atleta si lancia o prende lo slancio | fare, servire da trampolino a qualcuno, (fig) aiutarlo nella carriera, spingerlo verso il successo e sim.    • 2 •   nel gioco del pallone toscano (o a bracciale), la pedana inclinata sulla quale va a porsi il battitore | ciascuna delle suddivisioni delle partite a pallone toscano.
trampolo   s.m.  (spec. pl.)    • 1 •   ciascuno dei due lunghi bastoni muniti a una certa altezza di una mensoletta su cui si appoggiano i piedi, in modo da poter camminare mantenendosi a distanza dal suolo; si usano per attraversare acquitrini o per gioco e travestimento nelle mascherate: reggersi sui trampoli | un ragionamento che si regge sui trampoli, (fig.) che regge a malapena, assai forzato    • 2 •   (scherz.) gambe lunghissime: quel ragazzo ha certi trampoli!. 
tramuta   s.f.  (non com.) tramutamento.
tramutamento   s.m.  (non com.) il tramutare; trasporto, trasferimento: il tramutamento del vino, il travaso.
tramutare   v. tr.    • 1 •   trasferire, trasportare, cambiar di posto: tramutando con li alloggiamenti el suo esercito  (machiavelli) ' tramutare una pianta, trapiantarla ' tramutare il vino, travasarlo    • 2 •   mutare, trasformare: quella notizia tramutò in gioia il suo dolore; e spesse fiate pensando a la morte, / venemene un disio tanto soave, / che mi tramuta lo color nel viso  (dante vita nuova) | tramutarsi v. rifl.  prendere un altro aspetto, trasformarsi: il bruco si tramuta in farfalla. 
tramutazione   s.f.  (non com.) il tramutare, il tramutarsi, l'essere tramutato.
tramvai    ⇨ tranvai.
tramvia    ⇨ tranvia.
tranare   v. tr.  (ant.) trainare, trascinare, trasportare: or se tu l'occhio de la mente trani / di luce in luce dietro a le mie lode  (dante par.  x, 121-122).
trance   s.f. invar.    • 1 •   stato psicofisiologico caratterizzato da insensibilità agli stimoli, perdita più o meno completa della coscienza, dissociazione psichica; in tale stato cade il medium durante le sedute spiritiche    • 2 •   (fig.) estasi, rapimento.
tranceria   s.f.  officina o laboratorio nel quale si compiono operazioni di tranciatura.
tranche   s.f. invar.    • 1 •   fetta, spec. di pesce o di dolce; trancia    • 2 •   nel linguaggio finanziario e commerciale, quota, parte: emettere la seconda tranche di un prestito obbligazionario. 
tranche de vie   loc. sost. f. invar.  quadro di vita vissuta, descritto realisticamente in un racconto, in un film ecc.: il romanzo naturalista prediligeva la tranche de vie. 
trancia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   (mecc.) attrezzo o macchina per tagliare barre, lamiere e sim. mediante l'azione di due lame che si chiudono a forbice; cesoia    • 2 •   fetta, spec. di pesce o di dolce. dim. trancetta  accr. tranciona. 
tranciare   v. tr.  [io tràncio ecc.] tagliare con la trancia, sottoporre a tranciatura: tranciare una lamiera  | tagliare in modo netto.
tranciatore   s.m.  [f. -trice] chi è addetto alle operazioni di tranciatura.
tranciatrice   s.f.  (mecc.)    • 1 •   macchina per eseguire la tranciatura; punzonatrice    • 2 •   trancia.
tranciatura   s.f.  (mecc.) operazione di taglio a profilo chiuso, che si esegue su lamiere o profilati metallici per ricavarne elementi circolari o variamente sagomati (p. e.  rondelle) o per praticarvi fori mediante un punzone; punzonatura.
trancio   s.m.  trancia, fetta.
trancista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tranciatore.
tranello   s.m.  insidia, trappola per trarre in inganno o indurre in errore: tendere un tranello; attirare qualcuno in un tranello; cadere in un tranello  | (estens.) accorgimento, difficoltà dissimulata: il quesito nascondeva un tranello. 
tranghiottire   v. tr.  [io tranghiótto ecc.] (rar.) trangugiare, inghiottire avidamente; divorare.
trangosciare   v. intr.  [io trangòscio ecc. ; aus. essere] (ant.) provare angoscia, soffrire fino allo spasimo.
trangugiamento   s.m.  il trangugiare.
trangugiare   v. tr.  [io trangùgio ecc.] mangiare, inghiottire rapidamente; mandar giù (anche fig.): trangugiare la minestra, una medicina; [scilla] i naviganti / entro al suo speco a sé tragge e trangugia  (caro).
trangugiatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi trangugia.
trani   s.m.  (milan.) nome generico del vino rosso sfuso | (estens.) bettola, osteria.
tranne   prep.  eccetto, salvo (si unisce ai nomi direttamente o mediante che): tutti hanno accettato tranne loro due; tutti i giorni tranne la domenica  | nella loc. cong. tranne che  (rar. tranneché), a meno che, salvo che: non verrò, tranne che la mia presenza sia indispensabile. 
tranquillante   part. pres.  di tranquillare  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  ogni psicofarmaco che, agendo sul sistema nervoso centrale, riduce gli eccessi di reattività emotiva o motoria: tranquillanti maggiori, neurolettici; tranquillanti minori, ansiolitici.
tranquillare   v. tr.  (lett.) rendere calmo, far stare tranquillo; tranquillizzare: tranquillare gli animi agitati | v. intr.  [aus. essere], tranquillarsi v. rifl.    • 1 •   (ant.) riposare, stare tranquillo; essere in pace: or sappi che là entro si tranquilla / raab  (dante par.  ix, 115-116)    • 2 •   (non com.) mettersi quieto, mettersi l'animo in pace.
tranquillità   s.f.  l'essere tranquillo; calma, quiete, serenità: la tranquillità delle acque; la tranquillità dello spirito; esaminare con tranquillità la situazione. 
tranquillizzante   part. pres.  di tranquillizzare  agg.  che tranquillizza: un discorso tranquillizzante. 
tranquillizzare   v. tr.  rendere tranquillo, togliere qualcuno da uno stato ansioso; liberare da timori e preoccupazioni: la buona notizia lo ha tranquillizzato  | tranquillizzarsi v. rifl.  mettersi quieto; rassicurarsi: il bambino ora si è tranquillizzato. 
tranquillo   agg.    • 1 •   che non è turbato, che è in uno stato di serenità e di quiete (in senso fisico o morale): oggi il mare è tranquillo; se ne stava tranquillo in poltrona; avere la coscienza tranquilla; fare un sonno tranquillo    • 2 •   pacifico; sereno: un uomo tranquillo; anni tranquilli; la bella dea che in riva d'arno / sacrasti alle tranquille arti custode  (foscolo le grazie) § tranquillamente avv.  in modo tranquillo | senza darsi pena, senza troppe preoccupazioni: dire tranquillamente ciò che si pensa '  senza correre rischi: potete tranquillamente prendere quell'aeroplano. 
trans   s.m. invar.  nel linguaggio giornalistico, transessuale in origine maschio.
trans-  trans- prefisso di parole composte derivate dal latino o di formazione moderna, dal lat. tra¯ns  'al di là, oltre; attraverso'; indica il passare oltre o attraverso qualcosa, quindi da un punto a un altro e, fig., da una condizione a un'altra. e' presente nella forma antica o antiquata di parole che nell'uso moderno presentano la variante tras-  (transporto - trasporto), sempre quando il secondo elemento comincia per vocale (transatlantico, transalpino) e in molti composti della terminologia scientifica o dotta (transcodificazione, transfluenza) [ ⇨ tra-].
transahariano   o transaariano, agg.  che attraversa il sahara: linea transahariana. 
transalpino   agg.    • 1 •   che è al di là delle alpi | gallia transalpina, il territorio dell'antica gallia, che corrisponde alla francia odierna    • 2 •   che attraversa le alpi: ferrovia transalpina  | come s.m.  [f. -a]: i transalpini, per antonomasia, i francesi.
transamazzonico   agg.  [pl. m. -ci] che attraversa l'amazzonia: strada transamazzonica, quella che attraversa il brasile sett.
transaminasi   o transamminasi, s.f.    • 1 •   (chim. , biol.) denominazione di diversi gruppi enzimatici che entrano nella sintesi degli amminoacidi; la presenza di alcuni di essi nel sangue, oltre certi valori, è indice di processi patologici in atto    • 2 •   nell'uso corrente, esame che accerta e quantifica la presenza di transaminasi nel sangue.
transandino   agg.    • 1 •   che si trova al di là delle ande    • 2 •   che attraversa le ande: ferrovia transandina. 
transappenninico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si trova al di là degli appennini    • 2 •   che attraversa gli appennini.
transarabico   agg.  [pl. m. -ci] che attraversa l'arabia: oleodotto transarabico. 
transare   v. tr.  nel linguaggio giuridico e burocratico, lo stesso che transigere  (anche assol.).
transatlantico   agg.  [pl. m. -ci] che è situato al di là dell'atlantico: paese transatlantico '  che attraversa l'atlantico: rotta transatlantica  s. m.    • 1 •   grande nave per passeggeri, lussuosa e veloce, utilizzata sulle rotte oceaniche    • 2 •   (estens.) nome con cui viene chiamato, nel palazzo di montecitorio a roma, il vasto corridoio da cui si accede alla camera dei deputati.
transavanguardia   s.f.  movimento pittorico nato intorno al 1977-78 come reazione all'arte concettuale; tende al recupero, in chiave eclettica, dei mezzi espressivi e dei soggetti tradizionali.
transazionalismo   s.m.  orientamento della psicologia contemporanea secondo il quale i meccanismi psichici del soggetto percipiente non sono innati o preorganizzati, ma si determinano nella relazione attiva con gli oggetti percepiti.
transazione   s.f.    • 1 •   il transigere | venire a transazioni con i propri principi  e sim., scendere a compromessi con sé stessi    • 2 •   (dir.) contratto col quale le parti, facendosi reciproche concessioni, evitano o pongono fine a una lite: venire a una transazione    • 3 •   nel commercio, operazione di compravendita    • 4 •   (inform.) insieme di tutte le operazioni che, originate dallo stesso input, provvedono all'aggiornamento degli archivi interessati    • 5 •   nella psicologia contemporanea, la particolare relazione nella quale si determinano reciprocamente il soggetto percipiente e l'oggetto percepito.
transcaucasico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che si trova al di là del caucaso    • 2 •   che attraversa il caucaso: ferrovia transcaucasica, quella che collega il mar nero e il mar caspio.
transcodifica   s.f.  transcodificazione.
transcodificare   v. tr.  [io transcodìfico, tu transcodìfichi ecc.] effettuare una transcodificazione.
transcodificatore   s.m.  (inform.) dispositivo che consente di effettuare una transcodificazione.
transcodificazione   s.f.  conversione o trasferimento di un messaggio da un codice o da un sistema a un altro | (inform.) trasferimento dei dati di un codice di cui è provvisto un elaboratore al codice di un altro elaboratore | nella tecnica dei televisori a colori, conversione dei segnali video codificati in base a un sistema in altri segnali codificati secondo un sistema diverso.
transcontainer   s.m.  [pl. transcontainers] container utilizzato nei trasporti internazionali a largo raggio.
transcontinentale   agg.  che attraversa un continente: ferrovia transcontinentale. 
transcrivere    ⇨ trascrivere.
transcutaneo   agg.  che avviene attraverso la cute: infezione per via transcutanea. 
transdanubiano   agg.  che si trova al di là del danubio: le regioni transdanubiane. 
transeat   inter.  esprime concessione con il sign. di 'passi, sia pure, lasciamo correre': per questa volta transeat, ma che non si ripeta più!. 
transelevatore   s.m.    • 1 •   linea aerea di una catena di montaggio    • 2 •   sistema automatizzato per il trasporto di merci all'interno di un magazzino.
transenna   s.f.    • 1 •   (arch.) lastra di pietra lavorata, talvolta scolpita, che si colloca verticalmente per recintare spazi riservati, come il presbiterio d'una chiesa, o per chiudere stabilmente finestre e altri vani    • 2 •   barriera provvisoria elevata in luoghi pubblici per regolare il traffico, per impedire un transito, un accesso e sim.
transennare   v. tr.  [io transènno ecc.] delimitare, recintare con transenne: transennare una piazza. 
transennatura   s.f.  il transennare, il delimitare con transenne: la transennatura di una piazza. 
transessuale   agg.  e s.m.  e f.  si dice di persona che, a seguito di modificazioni nei suoi caratteri sessuali, assume sembianze, comportamenti e in certi casi, dopo trattamento medico-chirurgico, anche caratteristiche anatomiche e fisiologiche dell'altro sesso.
transessualismo   s.m.  lo stesso che transessualità. 
transessualità   s.f.  l'essere transessuale; il fenomeno dei transessuali.
transesterificazione   s.f.  (chim.) relazione di equilibrio tra un estere e un alcol.
transetto   s.m.  (arch.) navata trasversale che interseca la navata centrale o tutte le navate d'una chiesa con pianta a croce latina all'altezza del presbiterio; talvolta è diviso a sua volta in tre navate minori.
transeunte   agg.  (lett.) che passa, che è destinato a finire; transitorio (usato spec. nel linguaggio filosofico, in contrapposizione a eterno): la realtà transeunte. 
transfer   s.m. invar.    • 1 •   nell'uso delle agenzie di viaggio, il trasferimento dei turisti dalla stazione, l'aeroporto o il porto d'arrivo all'albergo di soggiorno, e viceversa    • 2 •   (borsa) trasferimento di un titolo    • 3 •   linea di trasferimento dei materiali e dei pezzi lavorati fra i diversi reparti dello stabilimento | macchina a trasferta    • 4 •   in psicopedagogia, lo stesso che transfert. 
transferasi   s.f.  (chim. biol.) ogni enzima capace di trasferire atomi di idrogeno e gruppi chimici vari tra composti diversi nei cicli vitali degli organismi.
transferire    ⇨ trasferire.
transferrina   s.f.  (chim. , biol.) sostanza proteica del plasma che trasporta il ferro, in essa contenuto, ai tessuti.
transfert   s.m. invar.    • 1 •   (psicoan.) processo per cui un desiderio o un conflitto inconscio viene trasferito su una persona diversa da quella cui è originariamente legato; traslazione | in partic., nella relazione psicoanalitica, la proiezione sull'analista delle pulsioni, positive o negative, che il paziente provava in precedenza per altri    • 2 •   in psicopedagogia, l'effetto prodotto da un compito d'apprendimento su un altro compito d'apprendimento: transfert positivo, negativo, a seconda che l'effetto sia facilitante o inibente.
transfezione   s.f.  (med.) infezione indotta, a scopi sperimentali, mediante l'acido nucleico purificato di un virus.
transfigurare   e deriv.   ⇨ trasfigurare e deriv. 
transfinito   agg.  (mat.) termine introdotto dal matematico tedesco g. cantor (1845-1918) per denotare il numero cardinale che spetta a insiemi infiniti.
transfluenza   s.f.  (geog.) passaggio della lingua di un ghiacciaio da una valle a un'altra contigua.
transfluire   v. intr.  [io transfluisco, tu transfluisci ecc. ; aus. essere] (geog.) diramarsi, passare per transfluenza (detto della lingua di un ghiacciaio).
transfondere    ⇨ trasfondere.
transformare    ⇨ trasformare.
transformer   s.m. invar.  giocattolo costituito di parti smontabili che possono essere composte in forme diverse.
transfuga   s.m.  e f.  [pl. m. -ghi] (lett.) disertore | (estens.) chi ha abbandonato un partito, un gruppo, un'ideologia per militare nel campo avverso: un transfuga politico. 
transgredire    ⇨ trasgredire.
transiberiano   agg.  che attraversa la siberia: la (ferrovia) transiberiana. 
transiente   s.m.  (fis.) breve impulso che si verifica all'inizio o al termine di taluni fenomeni (p. e.  alla chiusura di un circuito elettrico) | usato anche come agg.  : fenomeno transiente. 
transigente   part. pres.  di transigere  agg.  che transige, arrendevole.
transigenza   s.f.  (non com.) arrendevolezza, cedevolezza.
transigere   v. tr.  [pres. io transigo, tu transigi ecc. ; pass. rem. io transigéi  o transigètti, tu transigésti ecc. ; part. pass. transatto] nel linguaggio giuridico, accomodare, comporre una vertenza, una lite mediante reciproche concessioni: la controversia sarà transatta  | (assol.) pervenire a una transazione: le due parti finiranno col transigere  | v. intr.  [aus. avere] essere arrendevole, cedere, venire a patti: princìpi su cui non si può transigere; transigere con la propria coscienza; un professore che in fatto di disciplina non transige. 
transilvanico   o transilvano, agg.  [pl. m. -ci] della transilvania, regione della romania.
transire   v. intr.  [io transisco, tu transisci ecc. ; aus. essere] (ant.) passare, entrare | (fig.) morire.
transistor   s.m. invar.    • 1 •   piccolo dispositivo elettronico a semiconduttore, dotato di tre o più terminali, in grado di amplificare la potenza di un segnale elettrico    • 2 •   (fam.) radio a transistor.
transistore   s.m.  adattamento it. dell'ingl. transistor. 
transistorizzare   v. tr.  [io transistorizzo ecc.] (elettr. , elettron.) impiegare transistor in sostituzione di altri componenti; equipaggiare con circuiti a transistor.
transistorizzazione   s.f.  il transistorizzare.
transitabile   agg.  si dice di luogo attraverso cui si può transitare: valico transitabile solo con catene. 
transitabilità   s.f.  l'essere transitabile: bollettino della transitabilità delle strade. 
transitare   v. intr.  [io trànsito ecc. ; aus. essere] passare per un luogo, per una strada, detto spec. di veicoli: i ciclomotori non possono transitare sull'autostrada. 
transitario   s.m.  [f. -a] chi esercita commercio di transito.
transitività   s.f.  la caratteristica, la proprietà di essere transitivo.
transitivo   agg.    • 1 •   (gramm.) si dice di verbo che regge il suo complemento senza alcun intermediario, cioè si costruisce col complemento oggetto | usato anche come s.m.  : un transitivo    • 2 •   proprietà transitiva, in matematica e in logica, una delle proprietà fondamentali delle relazioni binarie; sussiste quando la relazione di a con b e di b con c implica la relazione di a con c § transitivamente avv.  con funzione di verbo transitivo.
transito   s.m.    • 1 •   (ant. , lett.) passaggio, attraversamento: come la fronda che flette la cima / nel transito del vento  (dante par.  xxvi, 85-86)    • 2 •   nell'uso corrente, passaggio di persone, autoveicoli o merci attraverso un luogo, un territorio, una strada: transito riservato ai pedoni; transito interrotto; divieto di transito; porto, stazione di transito | passeggeri in transito, che passano per un luogo, spec. una stazione, un porto, un aeroporto, e sono diretti altrove ' merci di transito, che attraversano o anche sostano in una stazione, un porto ecc., per raggiungere il luogo di destinazione ' uccelli di transito, uccelli migratori che sorvolano un territorio senza stabilirvisi    • 3 •   (astr.) passaggio apparente di un corpo celeste sul meridiano del luogo, di un pianeta davanti al disco del sole, di un satellite davanti al pianeta intorno al quale ruota    • 4 •   transito inoffensivo, (dir.) autolimitazione del diritto di sovranità di uno stato sulle proprie acque territoriali e sul proprio spazio aereo, per consentire il passaggio di navi o aerei di un altro stato    • 5 •   (lett.) morte, trapasso.
transitorietà   s.f.  l'essere transitorio: transitorietà di un provvedimento  | instabilità, provvisorietà: la transitorietà della situazione politica. 
transitorio   agg.  non durevole, non definitivo; provvisorio: soluzione, sistemazione transitoria | disposizioni transitorie, nel linguaggio giuridico, quelle che regolano il passaggio da vecchie a nuove norme legislative e sono valide finché queste ultime non entrano definitivamente in vigore  s.m.    • 1 •   (mus.) fenomeno costituito dal passaggio del suono da uno stato stabile a un altro, attraverso una breve fase di instabilità in cui possono verificarsi ampie e rapide fluttuazioni del suono stesso    • 2 •   (elettr.) insieme di fenomeni elettrici che si manifestano in un circuito nel passaggio da una condizione di funzionamento a un'altra § transitoriamente avv. 
transizione   s.f.    • 1 •   passaggio da uno stato, da una condizione, da una situazione a un'altra: un'età, un'epoca di transizione; governo di transizione, provvisorio    • 2 •   (fis.) passaggio fra due stati fisici di un sistema sotto l'azione di cause esterne inducenti ' zona di transizione, in geofisica, zona interna della terra compresa fra la regione superiore e quella inferiore del mantello, cioè fra 400 e 1000 km di profondità | rocce di transizione, (geol.) quelle che, per la loro particolare composizione, non possono essere assegnate a nessun tipo definitivo e sono quindi considerate forme di passaggio da un tipo all'altro    • 3 •   (chim. biol.) mutazione per cui nella composizione chimica del dna una purina viene sostituita con un'altra purina, o una pirimidina con un'altra pirimidina    • 4 •   (mus.) modulazione armonica ottenuta accostando tonalità diverse.
translagunare   agg.  che attraversa una laguna: navigazione translagunare. 
translato   e deriv.   ⇨ traslato e deriv. 
translitterare    ⇨ traslitterare.
translitterazione    ⇨ traslitterazione.
translucido    ⇨ traslucido.
translunare   agg.  (astr.) che è al di là della luna: spazio, orbita translunare. 
transmarino    ⇨ trasmarino.
transmutare   e deriv.   ⇨ trasmutare e deriv. 
transnazionale   agg.  nel linguaggio politico, che va oltre la sfera di interessi di una singola nazione: partito transnazionale. 
transnazionalità   s.f.  l'essere transnazionale, carattere transnazionale.
transoceanico   agg.  [pl. m. -ci] che attraversa o che va oltre un oceano: linee, rotte transoceaniche. 
transonico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di velocità di poco superiore o inferiore a quella del suono; per estens., di ciò che si muove a tale velocità.
transpadano    ⇨ traspadano.

transpolare   agg.  che attraversa il polo: rotta aerea transpolare. 
transporre    ⇨ trasporre.
transportare    ⇨ trasportare.
transporter   s.m. invar.  autofurgone, gener. di grande capacità, adibito al trasporto di merci.
transtiberino   agg.  (lett.) che è situato, che risiede al di là del fiume tevere.
transubstanziarsi   e deriv.   ⇨ transustanziarsi e deriv. 
transumanare    ⇨ trasumanare.
transumante   part. pres.  di transumare  agg.  che si sposta, che migra (detto di gregge).
transumanza   s.f.  trasferimento delle greggi verso i pascoli di montagna in estate, verso i pascoli di pianura in inverno.
transumare   v. intr.  [aus. avere] di gregge, spostarsi per la transumanza.
transunto   s.m.  (non com.) compendio, sintesi di un documento, atto o discorso.
transuranico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di elemento chimico artificiale che ha caratteristiche simili a quelle dell'uranio, ma numero atomico superiore.
transustanziarsi   o transubstanziarsi, v. rifl.  [io mi transustànzio ecc.] nella teologia cattolica, mutare di sostanza, subire transustanziazione (detto delle specie eucaristiche).
transustanziazione   o transubstanziazione, s.f.  nella teologia cattolica, la dottrina secondo la quale, all'atto della consacrazione eucaristica durante la messa, la sostanza del pane e quella del vino si trasformano rispettivamente nel corpo e nel sangue di cristo, conservando immutate le fattezze esterne.
trantran   o tran tran, inter.  voce onom. che riproduce il suono monotono di un veicolo in movimento  s.m. invar.  il ritmo continuo, uniforme, monotono di un'attività o anche del vivere quotidiano: la vacanza è finita, riprendiamo il solito trantran. 
tranvai   o tramvai, s.m.  (pop.) tram.
tranvia   o tramvia, s.f.  linea di comunicazione mediante tram in zone urbane ed extraurbane; anche, gli impianti di tale linea.
tranviario   agg.  che riguarda i tram o le tranvie: azienda tranviaria, quella che gestisce il servizio dei tram.
tranviere   s.m.  chi è impiegato nei servizi tranviari.
trapa   s.f.  (bot.) altro nome della castagna d'acqua. 
trapanamento   s.m.  (non com.) trapanazione.
trapanare   v. tr.  [io tràpano ecc.]    • 1 •   forare col trapano; eseguire una trapanazione: trapanare il legno, un dente    • 2 •   (ant. , lett.) trafiggere, trapassare con una spada o con altro oggetto: s'infisse / la ferrea punta nella fronte, e l'osso / trapanò  (monti).
trapanatore   s.m.  nell'industria meccanica o del legno, chi esegue lavori col trapano.
trapanatrice   s.f.  trapano non portatile; foratrice.
trapanatura   s.f.  (non com.) trapanazione.
trapanazione   s.f.  l'operazione e il risultato del trapanare | (med.) intervento chirurgico che consiste nel trapanare un osso: trapanazione del cranio; trapanazione dentaria, quella praticata nella cura della carie dentaria per eliminare la parte malata del dente e preparare la cavità alla successiva otturazione.
trapano   s.m.  macchina utensile, azionata da un motore o a mano, che serve per eseguire fori mediante utensili particolari, od operazioni di alesatura, fresatura e sim.: trapano a colonna, da banco; trapano portatile, non fissato al pavimento o al banco; trapano a mano, elettrico  | trapano a petto, tipo partic. di trapano a mano da officina in cui il moto di avanzamento è dato dalla pressione che l'operatore esercita con il petto, mentre le mani sono impegnate a far ruotare la punta e tenere fermo l'attrezzo | trapano da dentista, quello con cui si esegue la trapanazione dei denti.
trapassabile   agg.  che può essere trapassato.
trapassamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il trapassare, l'essere trapassato    • 2 •   (ant. , lett.) morte: appresso lo trapassamento di quella beatrice beata  (dante convivio).
trapassare   v. tr.    • 1 •   passare da parte a parte; trafiggere: il proiettile gli trapassò un braccio | trapassare il cuore, (fig.) addolorare profondamente    • 2 •   (lett.) attraversare, valicare, oltrepassare: e pronti sono a trapassar lo rio  (dante inf.  iii, 124)    • 3 •   (lett.) trascorrere: canti, e così trapassi / dell'anno e di tua vita il più bel fiore  (leopardi il passero solitario  15-16)    • 4 •   (ant.) sorpassare, superare: il quale... di gran lunga trapassava la ricchezza di ogni altro ricchissimo cittadino  (boccaccio dec.  i, 8) | v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   (non com.) passare attraverso: la luce trapassava dalle persiane    • 2 •   (lett.) passare ad altra vita, morire.
trapassato   part. pass.  di trapassare  agg.    • 1 •   trafitto, passato da parte a parte    • 2 •   trascorso: avendo a' trapassati mali alcun rispetto la donna... le sue bellezze fiorirono  (boccaccio dec.  ii, 7)  s.m.    • 1 •   (lett.) defunto: le anime dei trapassati    • 2 •   (gramm.) tempo del verbo che indica un'azione precedente a un'altra già passata: trapassato prossimo; trapassato remoto. 
trapasso   (1) s.m.    • 1 •   il trapassare; passaggio: rapido trapasso da un'idea a un'altra | trapasso di proprietà, atto formale con cui si registra il trasferimento di proprietà di un bene da un titolare a un altro ' epoca di trapasso, di transizione    • 2 •   (lett.) morte: l'ora del trapasso    • 3 •   (non com.) passo, valico.
trapasso   (2) s.m.  nel trotto, andatura del cavallo che solitamente porta alla rottura del passo.
trapelare   v. intr.  [io trapélo ecc. ; aus. essere]    • 1 •   uscire fuori, filtrare attraverso incrinature, pori o piccole fessure (detto della luce, di liquidi): la luce trapelava da una fessura; l'acqua trapela dalla parete del serbatoio    • 2 •   (fig.) manifestarsi, venirsi a conoscere da piccoli indizi: la notizia è trapelata; il suo sguardo non lasciava trapelare l'intimo turbamento  | v. tr.  (rar.) venire a conoscere da piccoli indizi.
trapelo   s.m.  cavallo o altra bestia da tiro che si attacca di rinforzo nei tratti malagevoli di un percorso o quando il carico è molto pesante.
trapestio   s.m.  trepestio; rumore confuso di passi.
trapeto    ⇨ trappeto.
trapezio   s.m.    • 1 •   (geom.) quadrangolo con due lati paralleli (basi) | linea a trapezio, nel linguaggio della moda, si dice di linea diritta e leggermente svasata verso il fondo    • 2 •   attrezzo ginnico costituito da una sbarra orizzontale appesa a due funi parallele; è usato soprattutto nel circo per esercizi acrobatici    • 3 •   (anat.) muscolo superficiale a forma di triangolo tra la nuca e la spalla | osso del carpo    • 4 •   (mar.) cavo metallico, fissato all'albero e provvisto di cintura, al quale il prodiere si assicura per sporgersi dall'imbarcazione e assicurarle così maggiore stabilità.
trapezista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] acrobata che esegue esercizi al trapezio, spec. nel circo.
trapezita   s.m.  [pl. -ti] nell'antichità greca, banchiere, cambiavalute.
trapezoedro   s.m.  solido geometrico avente tutte le facce trapezoidali; in cristallografia, una delle forme semplici dei cristalli consistente in una bipiramide dalle facce trapezoidali.
trapezoidale   agg.  che ha forma di trapezio: figura trapezoidale. 
trapezoide   agg.  che ha forma di un trapezio; trapezoidale  s.m.    • 1 •   figura geometrica simile al trapezio    • 2 •   (anat.) osso del carpo.
trapiantabile   agg.  che può essere trapiantato: organo trapiantabile. 
trapiantamento   s.m.  (non com.) il trapiantare, l'essere trapiantato.
trapiantare   v. tr.    • 1 •   (agr.) estrarre una pianta da un terreno con tutte le radici, per collocarla a dimora: trapiantare le piantine in un vaso più grande    • 2 •   (fig.) trasferire da un luogo a un altro: un'usanza trapiantata in america    • 3 •   (med.) in chirurgia, eseguire il trapianto di un tessuto o di un organo | trapiantarsi v. rifl.  trasferirsi definitivamente da un luogo a un altro: la sua famiglia si è trapiantata in australia. 
trapiantato   part. pass.  di trapiantare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  [f. -a] persona che ha subito un trapianto di organi.
trapiantatoio   s.m.  attrezzo agricolo a forma di paletta semicilindrica a punta tagliente, con cui si taglia e si preleva dal terreno una zolla con al centro la piantina da trapiantare.
trapiantatrice   s.f.  macchina agricola per trapiantare piante erbacee.
trapiantazione   s.f.  (non com.) il trapiantare, l'essere trapiantato.
trapianto   s.m.    • 1 •   (agr.) l'operazione e il risultato del trapiantare: il trapianto del riso    • 2 •   in chirurgia, trasporto di un tessuto da una regione all'altra dello stesso organismo o innesto di un organo di un individuo (donatore) in un altro (ricevente): un trapianto di pelle; trapianto della cornea; trapianto renale, cardiaco. 
trapiantologia   s.f.  (med.) settore della chirurgia che si occupa del trapianto di tessuti o di organi.
traporre   v. tr.  [coniugato come porre] (ant.)    • 1 •   frapporre, interporre    • 2 •   trasporre, trasportare.
traportare   v. tr.  [io trapòrto ecc.] (ant.) trasportare; far passare oltre.
trappa   s.f.  convento di trappisti.
trapper   s.m.  e f. invar.  escursionista equipaggiato con pochi oggetti necessari, che ricerca un contatto diretto con l'ambiente naturale.
trappeto   o trapeto, s.m.  (centro-merid.) frantoio, torchio per le olive.
trappista   s.m.  [pl. -sti] frate dell'ordine cistercense riformato, che osserva rigorosamente la regola benedettina ' fare una vita da trappista, (fig.) vivere in modo austero, solitario.
trappola   s.f.    • 1 •   congegno di varia forma e funzionamento, usato per catturare animali o in determinati tipi di caccia: trappola per topi.  dim. trappoletta, trappolina  accr. trappolona, trappolone  (m.)    • 2 •   (fig.) insidia, tranello: tendere una trappola a qualcuno; cadere in trappola    • 3 •   (fam.) frottola, bugia, fandonia: non fa che raccontar trappole    • 4 •   (fam.) apparecchio, macchina che non funziona o che funziona male: un'automobile che è una trappola. 
trappolare   v. tr.  [io tràppolo ecc.] (non com.) catturare per mezzo di una trappola | (fig.) raggirare con inganni, far cadere in un tranello.
trappolatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) ingannatore, truffatore | chi racconta frottole.
trappoleria   s.f.  inganno, raggiro.
trappolone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   accr.  di trappola    • 2 •   (pop.) imbroglione, truffatore | chi racconta frottole, fandonie.
trapungere   v. tr.  [coniugato come pungere] (lett.) ricamare.
trapunta   s.f.  coperta imbottita e trapuntata.
trapuntare   v. tr.  ricamare; impuntire | lavorare a trapunto.
trapuntatrice   s.f.  macchina usata per trapuntare.
trapuntatura   s.f.  operazione mediante la quale si legano tra loro parti di tessuto con punti di cucitura.
trapunto   part. pass.  di trapungere  agg.  ricamato, ornato (anche fig.): tessuto trapunto; un cielo trapunto di stelle  s. m.  tipo di ricamo eseguito su due pezzi di stoffa sovrapposti e imbottiti.
trarre   ant. traere [trà-e-re] e traggere [tràg-ge-re], v. tr.  [pres. io traggo, tu trai  (ant. traggi), egli trae  (ant. tragge), noi traiamo  (ant. traggiamo), voi traéte, essi tràggono; fut. io trarrò ecc. ; pass. rem. io trassi, tu traésti ecc. ; pres. congiunt. io tragga,... noi traiamo  (ant. traggiamo), voi traiate  (ant. traggiate), essi tràggano; cond. io trarrèi ecc. ; imp. trai  (ant. traggi), traéte; part. pass. tratto; le altre forme sono dal tema di tràere  (traévo, traèndo ecc.)]    • 1 •   portare, muovere, esercitando una certa forza, qualcuno o qualcosa da un luogo all'altro, da uno stato all'altro; tirare: il ladro fu tratto in prigione; trarre la barca a riva | trarre a sé, attirare, avvicinare a sé    • 2 •   (lett.) trascinare (anche fig.): indi traendo poi l'antiquo fianco  (petrarca canz.  xvi, 5); la madre or sol, suo dì tardo traendo, / parla di me col tuo cenere muto  (foscolo sonetti)    • 3 •   (fig.) indurre, spingere a qualcosa: l'esasperazione può trarre a gesti inconsulti | trarre in inganno, ingannare    • 4 •   (ant.) distogliere, trattenere: acciocché esse da così fatto servigio nol traessero  (boccaccio dec.  iv, introduzione)    • 5 •   portare fuori, estrarre, liberare: trarre la spada (dal fodero); trarre qualcuno da un pericolo; trarre d'impaccio, liberare da una situazione difficile    • 6 •   emettere, tirare fuori: a quelle parole rassicuranti, trasse un respiro di sollievo; io sentìa d'ogne parte trarre guai  (dante inf.  xiii, 22)    • 7 •   ricavare, ottenere; derivare (anche fig.): trarre le proprie risorse dai prodotti della terra; trarre vantaggio da una circostanza; un film tratto da un romanzo; brani tratti dal vangelo; trarre le conclusioni da una serie di indizi    • 8 •   (non com.) detrarre, defalcare: trarre le spese dal ricavo totale    • 9 •   emettere, spiccare: trarre assegni, cambiali  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (lett.) passare, muoversi, procedere: trasse per mezzo un cimitero / e un popol morto dietro a lui si mise  (carducci) | usato anche con la particella pron.: tu passasti 'l punto / al qual si traggon d'ogne parte i pesi  (dante inf.  xxxiv, 110-111)    • 2 •   (ant.) spirare (detto del vento): essendo quel vento, che traeva, tramontana  (boccaccio dec.  v, 2) | trarsi v. rifl.    • 1 •   (non com.) spostarsi, muoversi: trarsi in disparte, indietro; pur virgilio si trasse a lei, pregando / che ne mostrasse la miglior salita  (dante purg.  vi, 67-68)    • 2 •   togliersi, liberarsi: trarsi d'impaccio; che pochi mali al mondo son sì pravi, / che l'uomo trar non se ne possa fuore  (ariosto o. f.  xlvi, 30).
tras-  tras- prefisso di parole composte derivate dal latino o di formazione moderna, dal lat. tra¯ns  'al di là, oltre; attraverso'; è variante di tra-  e trans-  [ ⇨ tra-].
trasalimento   s.m.  il trasalire; emozione, spavento improvviso.
trasalire   v. intr.  [io trasalisco, tu trasalisci ecc. ; aus. essere  e avere] sussultare, sobbalzare per un'improvvisa emozione o spavento: a quel rumore trasalì. 
trasaltare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) muoversi, avanzare a salti: sobbalzava e trasaltava come in una danza incomposta  (d'annunzio).
trasandare   v. tr.  [segue la coniugazione regolare dei verbi in -are; usato per lo più al part. pass.] (rar.) trascurare; tralasciare | v. intr.  [coniugato come andare; aus. essere] (ant.) superare un limite, andare oltre i limiti; eccedere: cimone adunque, quantunque, amando efigenìa, in alcune cose... trasandasse  (boccaccio dec.  v, 1).
trasandatezza   s.f.  l'essere trasandato; trascuratezza.
trasandato   part. pass.  di trasandare  agg.  trascurato, sciatto: un uomo trasandato nel vestire; un modo di scrivere trasandato  § trasandatamente avv. 
trasbordare   v. tr.  [io tra sbórdo ecc.] far passare persone o cose da una nave a un'altra e, per estens., da un mezzo di trasporto a un altro | v. intr.  [aus. avere] passare da una nave a un'altra, da un mezzo di trasporto a un altro: alla stazione di genova abbiamo trasbordato. 
trasbordatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi trasborda    • 2 •   natante adoperato per trasbordare merci o persone da una nave all'altra o da una nave a terra | usato anche come agg.  : carrello trasbordatore, veicolo ferroviario che consente di collegare binari paralleli.
trasbordo   s.m.  il trasbordare.
trascegliere   v. tr.  [coniugato come scégliere] (non com.) scegliere con cura tra più persone o cose; selezionare.
trascendentale   agg.    • 1 •   (filos.) nella terminologia filosofica medievale e precedente a kant, aggettivo qualificante le proprietà che sono comuni a tutte le cose e trascendono le categorie; nella filosofia di kant e successiva, sinonimo di a priori  (e opposto di empirico) in quanto qualifica le condizioni formali del pensiero che consentono la conoscenza: filosofia trascendentale, la filosofia critica, ovvero il criticismo, in quanto indaga le condizioni trascendentali della conoscenza ' io, soggetto trascendentale, la coscienza universale che condiziona l'esperienza | usato anche come s.m.  : il trascendentale    • 2 •   (estens.) che supera la normalità, eccezionale: risolvere un'equazione non è un problema trascendentale; questo vino non è niente di trascendentale | tecnica trascendentale, (mus.) quella richiesta per eseguire pezzi di notevole difficoltà § trascendentalmente avv.  in modo trascendentale, dal punto di vista trascendentale.
trascendentalismo   s.m.    • 1 •   (filos.) qualsiasi indirizzo filosofico che muova dalle condizioni trascendentali del conoscere    • 2 •   movimento filosofico-letterario nordamericano del sec. xix con caratteri simili a quelli del romanticismo europeo.
trascendentalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) seguace, assertore del trascendentalismo.
trascendentalità   s.f.  l'essere trascendentale; carattere trascendentale.
trascendente   agg.    • 1 •   si dice di ciú che è al di fuori e al di là del mondo naturale e storico, in quanto realtà assoluta e indipendente da esso; si dice anche di ciò che supera i limiti dell'esperienza sensibile; soprasensibile: il cristianesimo concepisce dio come un essere trascendente  | usato anche come s.m.  : il problema filosofico del trascendente    • 2 •   (mat.) non algebrico: numero trascendente, numero reale che non può essere soluzione di un'equazione algebrica (p. e. pi-greco); funzioni trascendenti,  quelle non algebriche, cioè quelle esponenziali, logaritmiche, trigonometriche e le relative funzioni composte; equazioni trascendenti,  quelle in cui compaiono le funzioni trascendenti; curva trascendente, quella in cui l'equazione rappresentatrice è trascendente.
trascendentismo   s.m.  ogni dottrina che concepisca dio come trascendente.
trascendentistico   agg.  [pl. m. -ci] concernente il trascendentismo.
trascendenza   s.f.  l'essere trascendente: la trascendenza di dio. 
trascendere   v. tr.  [coniugato come scendere]    • 1 •   superare, oltrepassare; nel linguaggio filosofico, esistere al di fuori e al di sopra della realtà sensibile: idee che trascendono le possibilità umane; dio trascende il mondo    • 2 •   (ant.) attraversare, salire attraverso: ora ammiro / com'io trascenda questi corpi levi  (dante par.  i, 98-99) | v. intr.  [aus. avere  e, se è espresso il compl. indiretto, anche essere] oltrepassare il giusto limite, eccedere: so di avere trasceso e vi chiedo scusa; sono trascesi a vie di fatto. 
trascendimento   s.m.  (non com.) il trascendere.
trascinamento   s.m.    • 1 •   il trascinare, l'essere trascinato    • 2 •   in dispositivi che utilizzano nastri magnetici, la trazione del nastro    • 3 •   (inform.) spostamento del cursore o di una finestra sullo schermo, effettuato con il mouse o in altro modo.
trascinante   part. pres.  di trascinare  agg.  che trascina (spec. fig.); avvincente, irresistibile, esaltante: un entusiasmo, uno spettacolo trascinante. 
trascinare   v. tr.    • 1 •   tirarsi dietro qualcosa facendola strisciare per terra: il bambino trascinava il giocattolo  | trascinare le gambe, muoverle con difficoltà, per malattia o per fatica ' trascinare la vita, (fig.) vivere in maniera stentata per sofferenza e miseria    • 2 •   (estens.) condurre a forza: preferivamo restare in casa, ma siamo stati trascinati al cinema; (fig.) portare a una situazione o condizione negativa: trascinare alla rovina la famiglia    • 3 •   (fig.) avvincere, esaltare, attrarre irresistibilmente (anche assol.): un oratore che trascina l'uditorio; una musica che trascina  | trascinarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   strisciare faticosamente col corpo per terra (anche fig.): il ferito si trascinò fino alla porta; trascinarsi nel vizio    • 2 •   protrarsi nel tempo, durare a lungo: una malattia che si trascina da mesi. 
trascinatore   s.m.  [f. -trice] chi trascina (spec. fig.): un trascinatore di folle   agg.  che trascina | (fig.) entusiasmante, esaltante: un'eloquenza, una volontà trascinatrice. 
trascinio   s.m.  un trascinare continuato | rumore di cose trascinate.
trascoloramento   s.m.  (non com.) il trascolorare.
trascolorare   v. intr.  [io trascolóro ecc. ; aus. essere], trascolorarsi v. rifl.  (lett.) cambiar colore; arrossire o impallidire: trascolorarsi per la paura, per la rabbia; seguìano il cupo ritmo monotono / trascolorando le bionde vergini  (carducci).
trascorrere   v. tr.  [coniugato come correre]    • 1 •   (lett.) percorrere un luogo, andando oltre; oltrepassare: già, s'i' trascorro il ciel di cerchio in cerchio  (petrarca canz.  lxx, 33) | (estens.) percorrere con gli occhi o con la mente: trascorrere un libro, esaminarlo sommariamente sfogliandone le pagine    • 2 •   passare il tempo: trascorrere le vacanze in montagna | v. intr.  [aus. essere  nei sign.    • 1 •   e 2, avere  nel sign. 3]    • 1 •   (lett.) passare, andare oltre: e 'l fero argante avisto ancora / non s'era ch'ella sì trascorsa fosse  (tasso g. l.  xii, 49) | (estens.) passare con l'immaginazione da un argomento all'altro, da un pensiero all'altro: la fantasia trascorre di sogno in sogno    • 2 •   passare (detto del tempo): sono trascorsi due mesi dalla vostra partenza; le ore trascorrevano serene    • 3 •   (fig. non com.) andare oltre i limiti del giusto e del conveniente; trascendere: trascorrere a vie di fatto. 
trascorrevole   agg.  (rar.) che trascorre facilmente o velocemente § trascorrevolmente avv.  (rar.).
trascorrimento   s.m.  (non com.) il trascorrere.
trascorso   part. pass.  di trascorrere   s.m.    • 1 •   errore materiale: un trascorso di penna    • 2 •   colpa non grave: trascorsi di gioventù. 
trascritto   part. pass.  di trascrivere  e agg.  nei sign. del verbo.
trascrittore   s.m.  [f. -trice] chi trascrive.
trascrivere   ant. transcrivere [tran-scrì-ve-re], v. tr.  [coniugato come scrivere]    • 1 •   scrivere un testo copiandolo da un altro; ricopiare: trascrivere un brano in bella copia    • 2 •   (dir.) provvedere alla trascrizione di un atto: trascrivere un documento, la sentenza    • 3 •   scrivere in un sistema grafico diverso; traslitterare: trascrivere un nome in lettere greche; trascrivere foneticamente, secondo la trascrizione fonetica    • 4 •   (mus.) curare una trascrizione    • 5 •   (inform.) copiare da un supporto di registrazione a un altro.
trascrizione   s.f.    • 1 •   il trascrivere, il copiare un testo; la copia ottenuta: una trascrizione accurata, fedele; errore di trascrizione  | trascrizione diplomatica, quella che riproduce un testo, spec. un codice o un documento antico, con tutte le caratteristiche grafiche che esso presenta (come abbreviazioni, punteggiatura, errori ecc.), senza alcun apporto critico o interpretativo    • 2 •   riscrittura di un testo secondo un sistema grafico diverso da quello impiegato nell'originale; traslitterazione: trascrizione di parole greche in lettere latine | trascrizione fonetica, scrittura di un testo secondo un alfabeto, detto fonetico, che intende riprodurre graficamente la reale pronuncia dei suoni    • 3 •   (dir.) annotazione, nei pubblici registri, di atti processuali o relativi a diritti reali, allo scopo di assicurarne la pubblicità    • 4 •   (mus.) adattamento di un brano musicale a uno strumento o a più strumenti per i quali non era stato originariamente composto: una trascrizione per pianoforte  | trasporto in notazione corrente di musiche scritte con antichi sistemi: la trascrizione di una polifonia    • 5 •   (chim. , biol.) sintesi enzimatica di rna messaggero che utilizza un filamento di dna come stampo.
trascurabile   agg.  che può essere trascurato; irrilevante, minimo: errore trascurabile; particolari trascurabili  § trascurabilmente avv.  in modo irrilevante, inessenziale.
trascuraggine   s.f.  (non com.) incuria, abitudine a trascurare; trascuratezza: sé medesimo della sua preterita trascuraggine biasimando, lei nelle braccia ricevuta lagrimando teneramente basciò  (boccaccio dec.  ii, 6).
trascuranza   s.f.  il trascurare abitualmente; trascuratezza: lunghe pure e arruffate le capigliature, non solo per quella trascuranza che nasce da un invecchiato abbattimento  (manzoni p. s.  xxxiv).
trascurare   v. tr.    • 1 •   non curare a sufficienza, non darsi pensiero di qualcuno o di qualcosa: trascurare il proprio dovere; tu trascuri troppo i tuoi interessi; è un uomo che trascura i figli, la famiglia    • 2 •   tralasciare di fare o di dire qualcosa; non tenere conto: trascurò di avvertirmi; trascuriamo i particolari; non possiamo trascurare il suo contributo; in questo calcolo trascuriamo le frazioni, le consideriamo ininfluenti | trascurarsi v. rifl.  non avere sufficiente cura di sé, spec. della propria salute o del proprio aspetto: non devi trascurarti così; si trascura troppo nel vestire. 
trascurataggine   s.f.  l'essere trascurato; azione da persona trascurata; sbadataggine: la decadenza della casa... si rivelava in alcuni particolari quasi incredibili che parevano indicare una trascurataggine antica e ingiustificata  (moravia).
trascuratezza   s.f.  l'essere trascurato; negligenza, sciatteria, incuria: lavorare con troppa trascuratezza. 
trascurato   part. pass.  di trascurare  agg.    • 1 •   non curato a sufficienza; negletto: un giardino, un lavoro trascurato; sentirsi trascurato, sentirsi trattato con poco riguardo o poco affetto    • 2 •   che opera senza precisione o con scarsa sollecitudine; negligente, sciatto: trascurato nel vestire, nello scrivere; trascurato nello stile   s.m.  [f. -a] persona che ha poca cura di s.é dim. trascuratello, trascuratino  accr. trascuratone  pegg. trascurataccio  § trascuratamente avv. 
trascuratore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi trascura.
trascutaggine   o tracutaggine, traccutaggine, s.f.  (ant.) negligenza, leggerezza; presunzione: e perciò, acciò che noi, per ischifiltà o per traccutaggine, non cadessimo in quello, di che... potremmo scampare  (boccaccio dec.  introduzione).
trascutato   o tracutato, traccutato, agg.  (ant.) di cosa, fatto con furia eccessiva; trascurato, azzardato: fa ravvedere messer geri spina di una sua trascutata domanda  (boccaccio dec.  vi, 2) | di persona, che agisce con sfacciataggine, sbadato: egli è tardo,... trascutato, smemorato e scostumato  (boccaccio dec.  vi, 10).
trasdurre   v. tr.  [coniugato come condurre] (fis.) trasmettere energia da un punto a un altro di un sistema o da un sistema a un altro; trasformare una grandezza fisica in un'altra, una forma di energia in un'altra: trasdurre energia meccanica in energia elettrica. 
trasduttore   s.m.  (fis.) dispositivo capace di trasmettere energia da un punto a un altro di un sistema o di trasformare una forma di energia in un'altra, passando per uno o più stadi di trasformazione (p. e.  un microfono, un altoparlante, una cellula fotoelettrica ecc.).
trasduzione   s.f.  (fis.)    • 1 •   il trasdurre, l'essere trasdotto    • 2 •   (biol.) passaggio di materiale genetico da un batterio all'altro a opera di un batteriofago.
trasecolamento   s.m.  (non com.) il trasecolare.
trasecolare   v. intr.  [io trasècolo ecc. ; aus. essere  o avere] rimanere stupefatto, essere fuori di sé per la meraviglia: sono cose che fanno trasecolare!; a quella vista trasecolammo. 
trasecolato   part. pass.  di trasecolare  agg.  sbalordito, pieno di stupore: rimase trasecolato  § trasecolatamente avv. 
traseminare   v. tr.  (io trasémino ecc.) seminare una coltura su un terreno dove altre colture sono già spuntate.
trasentire   v. tr.  [io trasènto ecc.] (non com.)    • 1 •   sentire, venire a sapere vagamente    • 2 •   sentire una cosa per un'altra; fraintendere, equivocare.
trasferello   s.m.  nome commerciale di formine di plastica che consentono di disegnare sulla carta, in maniera guidata, lettere o figure.
trasferibile   agg.  che si può trasferire; che può essere ceduto  s.m.  lettera, cifra, disegno impresso su un supporto dal quale, con un semplice procedimento, può essere trasferito su un altro.
trasferibilità   s.f.  la condizione di ciò che è trasferibile.
trasferimento   s.m.  il trasferire, il trasferirsi, l'essere trasferito; cambiamento di sede: il trasferimento di un funzionario, di un professore, di un ufficio; avere un trasferimento improvviso; trasferimento di dati, in informatica; trasferimento di beni, di diritti, nel linguaggio giuridico, la cessione di beni o di diritti da un titolare a un altro | nella contabilità nazionale, pagamento effettuato da un soggetto (spec. lo stato) a favore di un altro soggetto (famiglie, imprese, un altro stato) senza contropartita: trasferimento corrente; trasferimento in conto capitale, destinato a investimenti.
trasferire   ant. transferire [trans-fe-rì-re], v. tr.  [io trasferisco, tu trasferisci ecc.] spostare, mandare qualcuno, qualcosa da un luogo a un altro (anche fig.): trasferire un impiegato; trasferire la sede di un ufficio; trasferire sui figli le proprie ambizioni  | (inform.) spostare dati da una locazione a un'altra della stessa memoria o da una memoria a un'altra | trasferire la proprietà, (dir.) trasmetterla ad altri | trasferirsi v. rifl.  trasportare in altro luogo il proprio domicilio, la propria sede di lavoro: si è trasferito con la famiglia in città  | v. rifl.  cambiare sede, domicilio, ubicazione: il negozio si è trasferito in via nazionale. 
trasferta   s.f.    • 1 •   viaggio o temporanea permanenza fuori sede per motivi di lavoro: essere in trasferta; inviare un funzionario in trasferta  | (indennità di) trasferta, compenso spettante a titolo di rimborso spese a chi si è recato fuori sede per motivi di lavoro    • 2 •   (sport) nei campionati, ciascun incontro disputato sul campo di gioco avversario: giocare, vincere in trasferta    • 3 •   macchina a trasferta, (tecnol.) macchina dotata di più teste operatrici che eseguono lavorazioni diverse sullo stesso pezzo, che viene trasferito automaticamente dall'una all'altra secondo una sequenza programmata.
trasfiguramento   s.m.  (non com.) il trasfigurare, il trasfigurarsi, l'essere trasfigurato: parole, ne le quali, parlando a lei, significasse la cagione del mio trasfiguramento  (dante vita nuova).
trasfigurare   ant. transfigurare [trans-fi-gu-rà-re], v. tr.  far cambiare l'aspetto esteriore: la malattia l'ha trasfigurato; la felicità gli trasfigurò il volto | trasfigurare i fatti, (fig.) darne un'interpretazione tendenziosa, travisarli | trasfigurarsi v. rifl.  mutare aspetto: trasfigurarsi per il dolore. 
trasfigurato   part. pass.  di trasfigurare  agg.  mutato, irriconoscibile: aveva il volto trasfigurato per l'emozione. 
trasfigurazione   ant. transfigurazione [trans-fi-gu-ra-zió-ne], s.f.    • 1 •   il trasfigurare, il trasfigurarsi, l'essere trasfigurato: molte di queste donne, accorgendosi de la mia trasfigurazione, si cominciaro a maravigliare  (dante vita nuova)    • 2 •   nella tradizione cristiana, l'apparizione di gesù in gloria ai discepoli pietro, giovanni e giacomo sul monte tabor | opera figurativa che rappresenta tale evento: la trasfigurazione di raffaello  | solennità religiosa con cui, il    • 6 •   agosto, la chiesa commemora l'avvenimento.
trasfigurire   v. tr.  [io trasfigurisco, tu trasfigurisci ecc.] (non com.) trasfigurare.
trasfocatore   agg.  (foto.) si dice di obiettivo di lunghezza focale variabile, che permette di ampliare o ridurre il campo di ripresa, rimpicciolendo o ingrandendo l'immagine; zoom.
trasfondere   ant. transfondere [trans-fón-de-re], v. tr.  [coniugato come fondere]    • 1 •   (non com.) versare un liquido da un recipiente in un altro; travasare | trasfondere il sangue, effettuarne la trasfusione    • 2 •   (fig.) infondere in altri i propri sentimenti, le proprie idee: gli ha trasfuso il suo amore per l'arte. 
trasfondibile   agg.  (non com.) che si può trasfondere.
trasformabile   agg.  che si può trasformare: una poltrona trasformabile in letto | vettura trasformabile, auto decappottabile.
trasformabilità   s.f.  l'essere trasformabile: la trasformabilità dell'energia, del calore. 
trasformare   ant. transformare [trans-for-mà-re], v. tr.  [io trasfórmo ecc.]    • 1 •   far mutare forma, aspetto a qualcosa o a qualcuno: ha trasformato la casa; niobe fu trasformata in pietra  | mutare l'animo, l'indole di qualcuno: la ricchezza e il successo l'hanno trasformato    • 2 •   (sport) nel calcio e in altri giochi con la palla, mettere a segno un tiro piazzato: trasformare un rigore, una punizione, una meta  | trasformarsi v. rifl.  cambiar forma, aspetto: il girino si trasforma in rana; l'acqua si è trasformata in ghiaccio '  divenire diverso nel modo di apparire o, anche, di pensare, di agire: ascoltando musica si trasforma; quando guida l'automobile si trasforma in una persona aggressiva. 
trasformativo   agg.  (non com.) che serve, che è atto a trasformare: criterio trasformativo. 
trasformato   part. pass.  di trasformare  agg.  che ha cambiato forma, aspetto, indole | meta trasformata, (sport) nel rugby, esecuzione positiva della trasformazione.
trasformatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi trasforma    • 2 •   (fis.) termine generico con cui si designa un apparecchio atto a trasformare l'energia da una forma a un'altra; in elettrotecnica, macchina elettrica statica o dispositivo elettrico che consentono di modificare i fattori della potenza elettrica (tensione e intensità di corrente) nei circuiti a corrente alternata | usato anche come agg.  : dispositivo, apparecchio trasformatore. 
trasformatorico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) che concerne il trasformatore e i fenomeni di induzione elettromagnetica che vi si verificano: effetto trasformatorico. 
trasformazionale   agg.  (ling.) si dice di grammatica generativa che possiede regole atte a trasformare le strutture profonde delle frasi in strutture superficiali.
trasformazionalismo   s.m.  (ling.) generativismo.
trasformazione   s.f.    • 1 •   il trasformare, il trasformarsi, l'essere trasformato; cambiamento, mutamento: il progetto subirà una completa trasformazione; in lui si è verificata un'inattesa trasformazione    • 2 •   nel gioco del rugby, il calcio piazzato col quale, dopo aver realizzato una meta, si tenta di mandare il pallone fra i pali della porta per guadagnare così altri punti    • 3 •   (chim.) processo che realizza un mutamento della struttura o della costituzione chimica di una sostanza o di una molecola | (fis.) in un sistema termodinamico, passaggio dai valori di uno stato iniziale a quelli di uno stato finale    • 4 •   (ling.) operazione che consente di trasformare le strutture profonde delle frasi in strutture superficiali    • 5 •   trasformazione geometrica, (mat.) corrispondenza biunivoca tra i punti di un piano.
trasformismo   s.m.    • 1 •   tendenza a trasformarsi    • 2 •   metodo politico che consiste nel formare maggioranze parlamentari assorbendo uomini e gruppi di tendenze diverse, con accordi di tipo particolaristico estranei agli orientamenti ideali e politici    • 3 •   (biol.) dottrina che sostiene l'evolversi nel tempo delle specie animali e vegetali; evoluzionismo.
trasformista   agg.  lo stesso che trasformistico : una maggioranza politica trasformista; la teoria trasformista dell'evoluzione   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   artista di varietà che esegue una serie di imitazioni o di altri numeri, cambiando rapidamente trucco e costume    • 2 •   chi attua o sostiene il trasformismo in politica    • 3 •   chi cambia frequentemente opinione; volubile.
trasformistico   agg.  [pl. m. -ci] del trasformismo, dei trasformisti; ispirato al trasformismo § trasformisticamente avv. 
trasfosso   agg.  si dice di ferita provocata da un proiettile che passa da parte a parte un organo o un tessuto.
trasfusionale   agg.  (med.) relativo alla trasfusione del sangue: reazione trasfusionale, quella che può avvenire dopo una trasfusione e che si manifesta con brividi e febbre; centro trasfusionale, centro adibito alla raccolta, alla conservazione e alla distribuzione del sangue per trasfusioni.
trasfusione   s.f.  il trasfondere | trasfusione (del sangue), (med.) immissione, nella corrente circolatoria di un individuo, del sangue di un altro individuo appartenente allo stesso gruppo sanguigno; si pratica nei casi di emorragie, gravi anemie ecc.: fare una trasfusione. 
trasfuso   part. pass.  di trasfondere   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi è stato sottoposto a trasfusione di sangue.
trasgredimento   s.m.  (non com.) il trasgredire.
trasgredire   ant. transgredire [trans-gre-dì-re], v. tr.  e intr.  [io tra sgredisco, tu tra sgredisci ecc.; aus. dell'intr. avere] oltrepassare i limiti del lecito o del consentito; non rispettare, contravvenire: trasgredire gli ordini, alla legge. 
trasgreditore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi trasgredisce; trasgressore.
trasgressione   s.f.    • 1 •   il trasgredire; la mancata obbedienza a una prescrizione o a una norma: la trasgressione di un ordine; trasgressione alla legge.  dim. trasgressioncella    • 2 •   (geol.) progressiva sommersione di terre emerse da parte di acque marine.
trasgressività   s.f.  l'essere trasgressivo, carattere trasgressivo.
trasgressivo   agg.    • 1 •   che comporta una trasgressione    • 2 •   (geol.) che concerne la trasgressione.
trasgressore   s.m.  [f. trasgreditrice, pop. trasgressora] chi viola un ordine, una norma legislativa.
trash   agg.  e s.m. invar.  si dice di prodotto di comunicazione di massa (letteratura, cinema, televisione ecc.) che riflette un gusto scadente, volgare.
traslare   ant. translare [trans-là-re], v. tr.  trasportare, spostare, detto spec. di salme: le spoglie dei caduti furono traslate nell'ossario  | v. intr.  [aus. avere] muoversi con moto traslatorio: la luna trasla intorno alla terra. 
traslatare   ant. translatare [trans-la-tà-re], v. tr.    • 1 •   (lett.) trasportare, trasferire: fu il cantor de lo spirito santo, / che l'arca traslatò di villa in villa  (dante par.  xx, 38-39)    • 2 •   (ant.) tradurre da una lingua in un'altra.
traslativo   agg.  che comporta la traslazione (nel sign. giuridico): contratto traslativo  § traslativamente avv. 
traslato   ant. translato [trans-là-to], agg.    • 1 •   (lett.) trasferito, portato altrove: e vidimi translato / sol con mia donna in più alta salute  (dante par.  xiv, 83-84)    • 2 •   metaforico, figurato: il significato traslato di una parola, di un verbo   s.m.  parola, espressione figurata; metafora: un traslato di coniglio è quello di persona timida, vile | per traslato, in senso figurato, metaforicamente.
traslatore   ant. translatore [trans-la-tó-re], s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi esegue una traslazione    • 2 •   (ant.) traduttore    • 3 •   (tecn.) trasportatore    • 4 •   nel microscopio, supporto spostabile secondo due direzioni ortogonali per mezzo di viti micrometriche, sul quale si pone il vetrino da osservare.
traslatorio   agg.  (fis.) che concerne la traslazione; che avviene per traslazione: moto traslatorio. 
traslazione   ant. translazione [trans-la-zió-ne], s.f.    • 1 •   il trasportare, il trasferire da un luogo in un altro: la traslazione di una statua, delle reliquie  | (mat.) trasformazione geometrica che sposta punti corrispondenti nella stessa direzione e della stessa distanza: simmetria di traslazione  | moto di traslazione, (fis.) spostamento nello spazio di un corpo rigido | traslazione di dominio, (dir.) passaggio di proprietà da un titolare all'altro ' traslazione d'imposta, (econ.) trasferimento dell'onere economico di un'imposta da un contribuente a un altro    • 2 •   (astr.) moto del sole e di tutto il sistema solare verso la costellazione di ercole    • 3 •   (psicoan.) lo stesso che transfert    • 4 •   (ant.) traduzione, versione    • 5 •   (ant. , lett.) metafora, traslato.
traslitterare   meno com. translitterare [trans-lit-te-rà-re], v. tr.  [io tra slìttero ecc.] trascrivere una parola o un testo usando un alfabeto diverso da quello originale: traslitterare un testo greco secondo l'alfabeto latino. 
traslitterazione   meno com. translitterazione [trans-lit-te-ra-zió-ne], s.f.  trascrizione di una parola o di un testo in un alfabeto diverso da quello originale; si effettua lettera per lettera, secondo la corrispondenza dei suoni da esse rappresentati.
traslocamento   s.m.  (non com.) il traslocare, il traslocarsi; trasloco.
traslocare   v. tr.  [io tra slòco, tu tra slòchi ecc.] trasferire, trasportare in altra sede: traslocare un dipendente; traslocare i mobili | v. intr.  [aus. avere], traslocarsi v. rifl.  cambiare sede, domicilio, abitazione; trasferirsi: hanno traslocato, si sono traslocati nella nuova casa. 
traslocazione   s.f.  (biol.) passaggio di un frammento di cromosoma in un cromosoma non omologo.
trasloco   s.m.  [pl. -chi] il traslocare, il traslocarsi | in partic., cambiamento di abitazione; trasporto dei mobili, delle masserizie in una nuova casa: fare un trasloco; spese di trasloco. 
traslucidità   s.f.  qualità di ciò che è traslucido.
traslucido   lett. translucido [trans-lù-ci-do], agg.    • 1 •   (lett.) trasparente    • 2 •   (fis.) si dice di corpo dotato di un particolare grado di trasparenza, che consente di percepire l'immagine e la forma di un oggetto posto dietro di esso ma non di distinguerne i contorni.
trasmarino   ant. transmarino [trans-ma-rì-no], agg.  (lett.) oltremarino.
trasmettere   v. tr.  [coniugato come méttere]    • 1 •   tramandare, far passare ad altri o ad altro: trasmettere un diritto, una proprietà; trasmettere una malattia; il motore trasmette il movimento alle ruote    • 2 •   mandare, inoltrare, far pervenire: trasmettere un plico, una lettera; non mi trasmisero in tempo le istruzioni    • 3 •   diffondere, comunicare per mezzo della radio, della televisione o di altri sistemi di comunicazione: trasmettere un discorso, una cerimonia; la radio ha trasmesso un programma di canzoni  | trasmettersi v. rifl.  passare da una persona o da una cosa a un'altra: i caratteri fisici si trasmettono di padre in figlio; il calore si trasmette per conduzione e convezione. 
trasmettitore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi trasmette; chi è addetto alla trasmissione di segnali telefonici o telegrafici    • 2 •   dispositivo che trasmette segnali telefonici o telegrafici a distanza | usato anche come agg.  : apparato, dispositivo trasmettitore. 
trasmigramento   s.m.  (non com.) il trasmigrare; trasmigrazione.
trasmigrare   v. intr.  [aus. essere  e avere  nei sign.    • 1 •   e 3, solo essere  nel sign. 2]    • 1 •   cambiare luogo, migrare, detto spec. di popoli o animali che si spostano in massa: gli uccelli trasmigrano    • 2 •   trasmettersi, passare da una persona all'altra: il coraggio del padre è trasmigrato nel figlio    • 3 •   detto dell'anima (secondo la metempsicosi), passare, dopo la morte dell'individuo, in un nuovo corpo.
trasmigrazione   s.f.  il trasmigrare: le trasmigrazioni dei popoli antichi; la trasmigrazione dell'anima. 
trasmissibile   agg.  che si può trasmettere: malattia trasmissibile; diritti non trasmissibili. 
trasmissibilità   s.f.  l'essere trasmissibile: la trasmissibilità di un diritto. 
trasmissione   s.f.    • 1 •   il trasmettere; passaggio da un individuo a un altro, da una cosa all'altra: la trasmissione di un diritto, di un titolo nobiliare; trasmissione dei caratteri ereditari; la trasmissione di un testo, la sua tradizione    • 2 •   (fis.) propagazione guidata di energie sotto forma di suoni, luce, corrente elettrica ecc., lungo i fili di una linea o attraverso lo spazio: trasmissione via radio, via cavo; la trasmissione di un telegramma, di dati    • 3 •   (estens.) programma radiofonico o televisivo: oggi alla radio c'è stata una bella trasmissione    • 4 •   (mecc.) complesso delle operazioni mediante le quali si trasmettono moto e potenza da un albero conduttore a un albero condotto; anche, l'organo o l'insieme degli organi che realizzano tali operazioni    • 5 •   (aut.) l'insieme degli organi che trasmettono il moto dal motore alle ruote motrici | rapporto di trasmissione, rapporto tra il numero dei giri del motore e quello delle ruote    • 6 •   (mil.) arma dell'esercito costituita dai reparti che provvedono ai collegamenti tra i comandi e i vari reparti.
trasmittente   agg.  che trasmette; nelle telecomunicazioni, si dice di dispositivo che trasmette segnali ad apparecchi riceventi: una stazione trasmittente  s. f.  stazione radio o teletrasmittente.
trasmodamento   s.m.  (non com.) il trasmodare; eccesso.
trasmodare   v. intr.  [io tra smòdo ecc.; aus. avere] esagerare, eccedere, passare i limiti: trasmodare nel bere  | trasmodarsi v. rifl.  (ant.) aumentare oltre misura: la bellezza ch'io vidi si trasmoda / non pur di là da noi  (dante par.  xxx, 19-20).
trasmodato   part. pass.  di trasmodare  agg.  esagerato, incontinente § trasmodatamente avv.  (non com.).
trasmutabile   agg.  (lett.) che si può trasmutare.
trasmutamento   s.m.  (ant.) il trasmutare, il trasmutarsi, l'essere trasmutato.
trasmutanza   s.f.  (ant.) trasmutamento.
trasmutare   ant. transmutare [trans-mu-tà-re], v. tr.  (lett.)    • 1 •   cambiare, mutare nell'aspetto o nella forma; trasfigurare: lo suo tacere e 'l trasmutar sembiante / puoser silenzio al mio cupido ingegno  (dante par.  v, 88-89)    • 2 •   cambiare, sostituire una cosa con un'altra: non si creda / che dio trasmuti l'armi per suoi gigli!  (dante par.  vi, 110-111)    • 3 •   (ant.) trasferire, trasportare: dal servo de' servi / fu trasmutato d'arno in bacchiglione  (dante inf.  xv, 112-113)    • 4 •   (ant.) tradurre    • 5 •   (ant.) travasare | trasmutarsi v. rifl.  (lett.)    • 1 •   cambiare aspetto, assumere sembianze diverse; trasformarsi: se da reggimento populare non si transmuta in un'altra spezie  (guicciardini)    • 2 •   cambiare luogo, trasferirsi, spostarsi: a vinegia, d'ogni bruttura ricevitrice, si trasmutò  (boccaccio dec.  iv, 2).
trasmutatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi trasmuta.
trasmutazione   ant. transmutazione [trans-mu-ta-zió-ne], s.f.  (lett.)    • 1 •   il trasmutare, il trasmutarsi, l'essere trasmutato; cambiamento, trasformazione: io vedevo i suoi difetti e lei vedeva i miei, ma per una trasmutazione misteriosa... essi ci apparivano ad entrambi non soltanto perdonabili ma anche amabili  (moravia)    • 2 •   (ant.) traduzione    • 3 •   (chim. , fis.) trasformazione di un elemento in un altro.
trasmutevole   agg.  (non com.) che può trasmutarsi; mutevole, trasmutabile.
trasognamento   s.m.  (lett. non com.) il trasognare.
trasognare   v. intr.  [io trasógno ecc. ; aus. avere] (rar.) vagare con la mente, fantasticare, sognare a occhi aperti; restare incerto di fronte a una realtà che sorprende (è usato quasi esclusivamente al part. pass.).
trasognatezza   s.f.  (lett.) l'essere trasognato: vidi rita riscuotersi come da una specie di trasognatezza e uscire  (moravia).
trasognato   part. pass.  di trasognare  agg.  sbalordito, sbigottito; stordito; in partic., si dice di persona che, assorta nei propri pensieri, non si accorge della realtà circostante: occhi trasognati; se ne stava lì trasognato  § trasognatamente avv. 
trasordine   s.m.  (ant.) disordine: scoperse con rammarico quei primi segni di dissapore e di trasordine  (nievo).
trasoriere   s.m.  (ant.) tesoriere.
traspadano   o transpadano [trans-pa-dà-no], agg.  che è al di là del po rispetto a roma (si oppone a cispadano)  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della regione transpadana.
trasparente   agg.    • 1 •   si dice di corpo che si lascia attraversare da una radiazione, in particolare dalla luce, permettendo così di individuare in maniera più o meno nitida gli oggetti che stanno al di là di esso: vetro trasparente; il corpo umano è trasparente ai raggi x; abito trasparente, che lascia intravedere le parti del corpo che copre; un cielo trasparente, molto limpido ' colore trasparente, senza corpo, molto luminoso    • 2 •   (iperb.) che è molto sottile: una bistecca, una fetta di dolce trasparente    • 3 •   (fig.) si dice di ciò che non è esplicito, ma che lascia intendere facilmente la sua natura, il suo significato: lo scopo di quella domanda era trasparente; un'allusione molto trasparente | prosa, stile trasparente, nitidi    • 4 •   (fig.) che è così come appare; schietto: avere l'animo trasparente   s.m.    • 1 •   schermo di tela o carta dipinta con motivi pubblicitari che si espone in pubblico opportunamente illuminato    • 2 •   il tessuto per lo più colorato che viene posto sotto un merletto per farne risaltare meglio il disegno    • 3 •   (teat.) telo di stoffa trasparente usato per ottenere, con l'ausilio di una speciale illuminazione, particolari effetti d'atmosfera o per fare cambiamenti di scena a vista    • 4 •   supporto lucido della lavagna luminosa    • 5 •   (cine.) schermo trasparente o traslucido sul quale si proiettano da dietro immagini che servono da sfondo del quadro in cui agiscono gli attori    • 6 •   pala d'altare che ha al centro una teca di vetro trasparente contenente il santissimo; è tipica dell'architettura spagnola § trasparentemente avv. 
trasparenza   s.f.    • 1 •   l'essere trasparente (anche fig.): la trasparenza del vetro, dell'atmosfera, dell'aria; la trasparenza dello stile, di uno sguardo | guardare qualcosa in trasparenza, guardarla controluce ponendola tra l'occhio e una sorgente luminosa    • 2 •   (fig.) onestà, linearità degli atti e dei comportamenti: l'attività politica richiede la massima trasparenza. 
trasparire   ant. trasparere, v. intr.  [coniugato come apparire; aus. essere]    • 1 •   tralucere, apparire attraverso un corpo diafano, traforato o molto rado: dai vetri traspariva una luce debole; il sole del mattino traspariva attraverso le fessure delle persiane; le nuvole lasciavano trasparire di tanto in tanto la faccia della luna    • 2 •   (fig.) detto di pensieri, sentimenti, intenzioni e sim., rivelarsi, manifestarsi attraverso indizi, segni esteriori: dagli occhi gli traspariva una gioia intensa; un uomo che non lascia trasparire nulla di quello che pensa    • 3 •   (non com.) essere trasparente: la carta, il velo traspare. 
traspirare   v. intr.  [aus. essere]    • 1 •   filtrare, uscire in forma di vapore o di minutissime gocce attraverso i pori; sudare: il sudore traspira dal corpo; col caldo si traspira maggiormente    • 2 •   (fig.) trapelare, manifestarsi, scoprirsi: della sua disonestà non era mai traspirato nulla  | v. tr.  (non com.)    • 1 •   eliminare mediante la traspirazione: le piante traspirano acqua    • 2 •   (fig.) lasciar trapelare, trasparire: il loro atteggiamento traspirava un senso di timore. 
traspiratorio   agg.  che si riferisce alla traspirazione: organo traspiratorio. 
traspirazione   s.f.    • 1 •   il traspirare: d'estate la traspirazione è più accentuata; traspirazione cutanea, sudore    • 2 •   (bot.) emissione di acqua allo stato di vapore da parte delle piante.
trasponimento   s.m.  (non com.) il trasporre; trasposizione.
trasporre   ant. transporre [trans-pór-re], v. tr.  [coniugato come porre]    • 1 •   mutare l'ordine o la disposizione di qualcosa all'interno di una serie: trasporre una parola in una frase; trasporre i volumi nello scaffale    • 2 •   (mus.) lo stesso che trasportare. 
trasportabile   agg.  che si può trasportare.
trasportamento   s.m.  (non com.) trasporto.
trasportare   ant. transportare [trans-por-tà-re], v. tr.  [io traspòrto ecc.]    • 1 •   portare da un luogo a un altro: trasportare un pacco, una merce; è stato trasportato all'ospedale  | detto di un corso d'acqua o del vento, trascinare con sé: il fiume trasportava una gran quantità di terriccio    • 2 •   (fig.) trasferire altrove in maniera ideale, con la fantasia: la poesia di omero ci trasporta nell'antica grecia  | (assol.) allontanare dalla realtà materiale: una musica che trasporta | lasciarsi trasportare, cedere a un impulso, lasciarsi vincere: non devi lasciarti trasportare dall'ira    • 3 •   in tipografia e nella tecnica del restauro, staccare un testo, un disegno, un dipinto e sim. dal suo supporto originario e trasferirlo su uno nuovo    • 4 •   (mus.) trascrivere o eseguire un brano in un tono diverso dall'originario    • 5 •   (ant.) tradurre | trasportarsi v. rifl.  o intr. pron.  (non com.) trasferirsi, spostarsi (anche fig.): trasportarsi con la fantasia nel medioevo. 
trasportato   part. pass.  di trasportare  agg.  si dice di cosa o persona portata, trasferita da un luogo all'altro: merci, truppe trasportate  | usato anche come s.m.  [f. -a] persona trasportata su un veicolo: un'assicurazione che copre anche i rischi dei trasportati. 
trasportatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi trasporta  s.m.    • 1 •   (tecn.) impianto per il trasporto di materiali su percorsi brevi e orizzontali, costituito generalmente da un nastro che scorre poggiando su rulli; è usato soprattutto all'interno di stabilimenti industriali; traslatore    • 2 •   (cine.) nel proiettore, rotella dentata su cui scorre la pellicola, passando dalla bobina raccoglitrice alla bobina svolgitrice    • 3 •   nella cucitrice, dispositivo che fa avanzare la stoffa sotto l'ago che cuce.
trasportazione   s.f.  (rar.) trasporto.
trasporto   s.m.    • 1 •   il trasportare, l'essere trasportato: trasporto di persone, di animali, di cose; costi di trasporto  | mezzi di trasporto, l'insieme dei veicoli che possono essere usati per trasportare persone o cose: mezzi di trasporto pubblico, privato; trasporto pesante, quello di autotreni, camion e sim. ' nave trasporto, adibita al trasporto di merci    • 2 •   pl.  le attività che hanno per scopo il trasferimento di persone o cose da un punto all'altro della superficie terrestre: trasporti stradali, ferroviari, marittimi, aerei; trasporti nazionali, internazionali; ministero dei trasporti    • 3 •   (dir.) contratto con il quale una parte (vettore) si obbliga dietro corrispettivo a trasferire cose o persone da un luogo all'altro    • 4 •   (fig.) impeto, entusiasmo, passione: un trasporto d'ira, di gioia; amare con trasporto; studiare, lavorare con trasporto, con molto zelo    • 5 •   (tip.) operazione con la quale si trasferisce un soggetto da riprodurre dalla matrice originaria a un'altra matrice    • 6 •   nei restauri pittorici, trasferimento del dipinto dal supporto originario su un nuovo supporto    • 7 •   (mus.) trascrizione o esecuzione di un brano in un tono diverso da quello originario.
traspositore   s.m.  [f. -trice] chi traspone; chi esegue una trasposizione musicale.
trasposizione   s.f.    • 1 •   il trasporre; cambio di posizione tra due elementi | (chim.) cambio di posizione degli atomi all'interno di una molecola, con conseguente produzione di una sostanza con caratteristiche differenti: trasposizione cheto-enolica, passaggio di una molecola da una struttura di alcol a una di chetone    • 2 •   (mus.) lo stesso che trasporto. 
trasposto   part. pass.  di trasporre  e agg.  nei sign. del verbo.
trasricchire   v. intr.  [io tra sricchisco, tu tra sricchisci ecc.; aus. essere] (ant.) arricchire in maniera eccessiva; diventare straricco: non bastandogli d'essere... divenuti ricchissimi, mentre che di trasricchire cercavano avvenne che... (boccaccio dec.  v, 2) | v. tr.  (ant.) rendere straricco.
trassato   agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) lo stesso che trattario. 
trassinare   v. tr.  (ant.) trattare male, strapazzare.
trasteverino   agg.  di trastevere, quartiere di roma: parlare romanesco con accento trasteverino   s.m.  [f. -a] chi è nato, chi abita a trastevere.
trasto   s.m.  nelle antiche navi, struttura che sosteneva il banco dei rematori; anche, il sedile dei rematori.
trastulla   agg. f.  (antiq. scherz.) solo nella loc. erba trastulla, illusione, bugia.
trastullamento   s.m.  (non com.) il trastullare, il trastullarsi.
trastullare   v. tr.    • 1 •   far divertire, distrarre: trastullare un bimbo '  (ant.) allietare: l'anima semplicetta... /... volentier torna a ciò che la trastulla  (dante purg.  xvi, 88-90)    • 2 •   lusingare, ingannare: trastullare qualcuno con vane promesse  | trastullarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   divertirsi: i bambini si trastullano con poco    • 2 •   (estens.) perdere tempo, gingillarsi: invece di studiare si trastulla tutto il giorno    • 3 •   (ant.) dilettarsi: ma l'alber, che già tanto ad ercol piacque, / col platan si trastulla intorno all'acque  (poliziano).
trastullo   s.m.    • 1 •   il trastullare, il trastullarsi; gioco, divertimento, passatempo: i trastulli dei bambini | essere il trastullo della fortuna, si dice di persona dalla vita travagliata, con continui alti e bassi di fortuna. dim. trastulletto, trastullino    • 2 •   (ant.) diletto, ricreazione, distrazione.
trastullone   s.m.  [f. -a] (non com.) persona che si balocca e perde il tempo scioccamente.
trasudamento   s.m.  (non com.) il trasudare.
trasudare   v. intr.  [aus. essere] filtrare, uscire a stille, detto di liquido: l'umidità trasuda dalle pareti  | (med.) filtrare attraverso le pareti dei vasi capillari, detto di umore dell'organismo | v. tr.  lasciar filtrare: il muro trasuda umidità  | (fig.) lasciar trapelare: ogni sua parola trasuda invidia. 
trasudativo   agg.  (med.) lo stesso, ma meno usato, che trasudatizio. 
trasudatizio   agg.  (med.) si dice di liquido che filtra attraverso le pareti dei vasi capillari, raccogliendosi nelle cavità sierose.
trasudato   s.m.  (med.) liquido che si raccoglie negli spazi interstiziali dei tessuti e nelle membrane sierose per stasi della circolazione sanguigna.
trasudazione   s.f.    • 1 •   (non com.) il trasudare    • 2 •   (med.) formazione di trasudato.
trasumanare   meno com. transumanare [tran-su-ma-nà-re], v. intr.  [aus. essere] (lett.) andare al di là dei limiti della natura umana, avvicinandosi alla divinità: trasumanar significar per verba / non si porìa  (dante par.  i, 70-71).
trasumanazione   s.f.  (lett. rar.) il trasumanare.
trasversale   agg.    • 1 •   che attraversa, che è posto di traverso: strada trasversale    • 2 •   (geom.) che non è né parallelo né perpendicolare rispetto all'elemento di riferimento: retta, piano trasversale    • 3 •   (fis.) si dice di elemento perpendicolare a un altro: onde trasversali, onde le cui vibrazioni avvengono su un piano perpendicolare alla direzione di propagazione    • 4 •   (fig.) indiretto: vendetta trasversale, vendetta che colpisce i familiari della persona contro cui è rivolta; è tipica del comportamento mafioso    • 5 •   (fig.) che unisce individui o gruppi appartenenti a schieramenti diversi | partito trasversale, raggruppamento politico virtuale che si configura quando singoli appartenenti a partiti istituzionalmente diversi difendono le stesse opinioni o gli stessi interessi  s.f.    • 1 •   (geom.) retta trasversale    • 2 •   nel gioco della roulette, serie di tre numeri allineati orizzontalmente (trasversale piena) o di sei numeri successivi allineati su due file orizzontali (trasversale semplice), su cui è possibile puntare con un'unica posta § trasversalmente avv.  in posizione o in direzione trasversale.
trasversalismo   s.m.  in politica, tendenza alla formazione di schieramenti d'opinione che non coincidono con i raggruppamenti politici istituzionali.
trasversalità   s.f.  carattere trasversale (soprattutto in senso fig.): trasversalità di un'opinione politica, quando concordano in essa singoli esponenti di vari partiti.
trasversione   s.f.  (chim. biol.) mutazione che avviene nel dna, in cui si ha sostituzione di una purina con una pirimidina o viceversa.
trasverso   agg.  (non com.) trasversale: via trasversa; colon trasverso, (anat.) la parte mediana, trasversale, del colon  s.m.  (edil.) trave secondaria che collega le travi principali di una struttura.
trasviare   v. tr.  [io tra svìo ecc.] (ant.) far deviare: il famigliare... per certe strade gli trasviò  (boccaccio dec.  x, 9) | (fig.) sviare: ma, tornando a ciò che io cominciato avea, da che giusto sdegno un poco m'ha trasviata  (boccaccio dec.  i, 8).
trasvolare   v. tr.  [io tra svólo ecc.] fare una trasvolata: trasvolare il pacifico, le alpi | v. intr.  [aus. essere  e avere]    • 1 •   (ant.) volare da un punto all'altro; passare rapidamente: menti sante / create a trasvolar per quella altezza  (dante par.  xxxii, 89-90)    • 2 •   (fig.) passare rapidamente da un argomento all'altro; trattare di sfuggita, sorvolare: trasvolare su un argomento. 
trasvolata   s.f.  attraversamento in volo di una distesa d'acqua o di un territorio impervio di notevole estensione e su cui sarebbero impossibili atterraggi di fortuna: la trasvolata dell'atlantico, di un deserto, di una catena montuosa. 
trasvolatore   s.m.  [f. -trice] chi trasvola, chi compie o ha compiuto una trasvolata.
tratta   s.f.    • 1 •   (non com.) il trarre, il tirare: dare una tratta alla fune    • 2 •   (ant.) tratto: una tratta di tempo    • 3 •   tratto di linea ferroviaria: la tratta roma-bologna    • 4 •   (ant.) fila: e dietro le venìa sì lunga tratta / di gente  (dante inf.  iii, 55-56)    • 5 •   (ant.) esportazione di merci    • 6 •   compravendita di persone ridotte in schiavitù: la tratta degli schiavi  | la tratta delle bianche, mercato illecito di donne bianche da avviare alla prostituzione (così detta per analogia col mercato degli schiavi neri)    • 7 •   (comm.) tipo di cambiale che contiene l'ordine di pagare a una data persona una determinata somma, alla scadenza indicata: emettere, spiccare tratta su qualcuno. 
trattabile   agg.    • 1 •   che si può trattare: prezzo trattabile, su cui si possono ottenere riduzioni | addome trattabile, (med.) si dice dell'addome che alla palpazione si rivela normale e privo di contratture di difesa    • 2 •   che si può lavorare o maneggiare agevolmente: metallo trattabile, malleabile    • 3 •   (fig.) affabile, gentile: una persona trattabile  § trattabilmente avv.  (rar.).
trattabilità   s.f.  l'essere trattabile.
trattamento   s.m.    • 1 •   il trattare, l'essere trattato: trattamento chimico di un metallo    • 2 •   modo di trattare: un trattamento signorile; fare, ricevere un buon, un cattivo trattamento; trattamento di favore, particolare, fatto a persona cui si vuole usare riguardo | (inform.) lo stesso che elaborare : trattamento dei dati    • 3 •   (med.) il complesso delle terapie che si applicano per curare una malattia    • 4 •   complesso delle condizioni praticate in un rapporto di lavoro: migliorare il trattamento di una categoria  | trattamento di fine rapporto, indennità che il datore di lavoro è tenuto a versare al lavoratore dipendente alla cessazione del rapporto lavorativo    • 5 •   copione cinematografico che rappresenta la fase precedente alla sceneggiatura.
trattare   v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere]    • 1 •   discutere, parlare o scrivere su un determinato argomento: trattare un tema, una questione; trattare della situazione politica; di che cosa tratta quel film?  | si tratta di..., con riferimento all'oggetto di un discorso, di un'indagine, alla natura di un fatto: vi spiegherò di che cosa si tratta; si tratta di cosa grave, di uno scherzo; non si tratta di parlare, ma di agire, è necessario agire    • 2 •   discutere per venire a un accordo; venire a patti (anche assol.): trattare la pace, la resa; trattare la vendita di un terreno, la cessione di un'azienda; alla fine hanno dovuto trattare    • 3 •   essere in relazione, avere a che fare con qualcuno: non tratta volentieri con persone che non conosce; un uomo con cui non si può trattare, dal carattere particolarmente difficile | v. tr.    • 1 •   comportarsi in un determinato modo nei riguardi di qualcuno: trattare qualcuno bene, male, con familiarità; trattare qualcuno come un amico, da bugiardo; trattare la clientela con riguardo; trattare una persona dall'alto in basso, con arroganza    • 2 •   occuparsi di qualcosa, curarne lo svolgimento: trattare una pratica, un affare    • 3 •   lavorare un materiale, sottoporlo a un determinato processo: trattare il ferro, il rame  | (inform.) lo stesso che elaborare    • 4 •   (med.) curare: trattare i dolori reumatici con i raggi ro°ntgen    • 5 •   (lett.) maneggiare, toccare: d'un tanto dono enea, d'un tale onore / lieto... il mira, / l'ammira e 'l tratta  (caro) | trattarsi v. rifl.  mantenersi, curarsi, governarsi in un determinato modo: si tratta da signore; si tratta bene nel mangiare, nel vestire. 
trattario   agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) si dice del soggetto designato come pagatore in una tratta; trassato.
trattatista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] scrittore di trattati.
trattatistica   s.f.  l'arte, la tecnica di scrivere trattati; l'insieme dei trattati di un'epoca, in una lingua, su un determinato argomento: la trattatistica latina; la trattatistica rinascimentale sull'amore. 
trattatistico   agg.  [pl. m. -ci] di trattato, proprio di un trattato: un'esposizione trattatistica degli argomenti. 
trattativa   s.f.  discussione in cui le parti interessate alla conclusione di un affare, di un patto, di un trattato si scambiano e valutano le reciproche proposte; negoziato: aprire, concludere, interrompere una trattativa; le trattative hanno avuto buon esito, sono fallite | essere in trattative con qualcuno, stare negoziando per arrivare a un accordo.
trattato   s.m.    • 1 •   opera di considerevole estensione che si occupa metodicamente di una scienza, di una disciplina, di una dottrina o di parti di esse: un trattato di chimica, di zoologia, di meccanica quantistica.  dim. trattatello, trattatino    • 2 •   accordo internazionale tra due o più stati mediante il quale essi assumono determinati obblighi e si riconoscono determinati diritti: trattato commerciale, di cooperazione, di pace; discutere, stipulare, rompere un trattato    • 3 •   (ant.) trattativa, accordo.
trattatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi è in trattative per concludere un accordo, un affare    • 2 •   (ant.) trattatista.
trattazione   s.f.  il trattare un argomento, il modo di trattarlo; discorso o scritto in cui si tratta un argomento: una trattazione chiara, succinta, esauriente. 
tratteggiamento   s.m.  il tratteggiare (anche fig.): il tratteggiamento di un carattere. 
tratteggiare   v. tr.  [io trattéggio ecc.]    • 1 •   disegnare, rappresentare con la tecnica del tratteggio: tratteggiare un volto  | (estens.) disegnare, abbozzare a grandi linee: tratteggiare un paesaggio    • 2 •   (fig.) descrivere, esporre per sommi capi, ma con efficacia ed evidenza: tratteggiare il carattere di un personaggio. 
tratteggiata   s.f.  linea disegnata a tratteggio.
tratteggiato   part. pass.  di tratteggiare  agg.    • 1 •   tracciato con piccoli tratti: segmento tratteggiato    • 2 •   disegnato col tratteggio: una figura tratteggiata. 
tratteggiatura   s.f.  il tratteggiare; tratteggio.
tratteggio   s.m.  insieme di linee fitte parallele che in un disegno o in un'incisione indicano le ombre.
trattenere   v. tr.  [coniugato come tenere]    • 1 •   far rimanere, far indugiare: trattenere un amico a cena; un impegno ci ha trattenuti fuori città  | far attardare: trattenere qualcuno con chiacchiere inutili    • 2 •   (estens.) far compagnia, intrattenere: trattenere gli ospiti    • 3 •   tenere, conservare qualcosa per sé o presso di sé: trattenere un documento, una ricevuta  | (estens.) effettuare una trattenuta: trattenere il dieci per cento sull'incasso    • 4 •   impedire che qualcuno dica, faccia qualcosa: se non mi avessero trattenuto l'avrei preso a schiaffi; la timidezza lo ha trattenuto dall'esporre le sue ragioni  | (assol.) costringere qualcuno in un determinato luogo: l'indiziato fu trattenuto in questura    • 5 •   tenere dentro di sé, non far fuoruscire; per estens., non manifestare: trattenere le lacrime, il respiro; trattenere il riso  | trattenersi v. rifl.    • 1 •   rimanere, indugiare; fermarsi: trattenersi a parlare con un amico; si tratterrà due giorni a roma    • 2 •   frenarsi: a stento si trattenne dal piangere. 
trattenimento   s.m.    • 1 •   il trattenere, il trattenersi; indugio    • 2 •   l'insieme dei passatempi, dei divertimenti con cui si intrattengono piacevolmente gli ospiti; spettacolo, festa: trattenimento danzante, musicale. 
trattenuta   s.f.  la parte dedotta da una somma di denaro in pagamento e non erogata al beneficiario; ritenuta ' trattenuta sullo stipendio, quanto il datore di lavoro non corrisponde al lavoratore, ma versa per conto del lavoratore stesso a enti pubblici come imposta o come contributo.
trattenuto   part. pass.  di trattenere   s.m.  (mus.) didascalia che prescrive un'esecuzione più lenta di quella indicata dal tempo stabilito.
trattino   s.m.    • 1 •   dim.  di tratto    • 2 •   2 lineetta orizzontale che nella scrittura serve a unire due parole o due elementi di una parola composta (p. e. trentino-alto adige; trattato anglo-tedesco), a dividere una parola in fine di riga, a distinguere prefissi, suffissi e desinenze (p. e. il suffisso -zione; i verbi in -ire), oppure a indicare continuità temporale o spaziale (p. e. il periodo 1800-1810; la linea aerea roma-new york).
tratto   (1) part. pass.  di trarre  agg.  tirato fuori; estratto, detratto ' a spada tratta, con la spada sguainata; (fig.) risolutamente, fermamente, in maniera decisa: difendere qualcuno a spada tratta. 
tratto   (2) s.m.    • 1 •   (ant.) il trarre, il tirare: un tratto di dadi; un tratto d'arco, un tiro d'arco | tratto di corda, metodo di tortura che consisteva nell'avvolgere intorno al collo della vittima una corda, cui venivano dati strappi sempre più forti | fare un tratto, un bel tratto, fare uno scherzo, un tiro; anche, avere una bella pensata, un motto arguto ' dare un tratto alla bilancia, farla pendere da una parte    • 2 •   nel gioco degli scacchi, mossa di un pezzo: il tratto iniziale spetta al bianco    • 3 •   segno, linea semplice tracciati con una matita, una penna, un pennello e sim.: scrive con tratto deciso; ha cancellato con un tratto di penna; con pochi tratti disegnò la pianta della casa | descrivere a larghi, a grandi tratti, (fig.) in modo sommario, essenziale ' cliché a, al tratto, (tip.) quello che riproduce un disegno a linee piene, senza ombreggiature. dim. trattino    • 4 •   spec. pl.  lineamenti: un volto dai tratti duri, marcati, delicati    • 5 •   (fig.) elementi essenziali caratteristici: i tratti di un personaggio, di un'epoca  | (ling.) elemento connotativo di un'unità linguistica: i tratti distintivi dei fonemi    • 6 •   modo di comportarsi nei rapporti con gli altri: una persona dal tratto signorile    • 7 •   (non com.) gesto, atto, intervento: questo trovarsi sulla strada giusta,... l'ebbe per un tratto speciale della provvidenza  (manzoni p. s.  xxxiv)    • 8 •   parte di un tutto; in partic., porzione di spazio, di tempo: un tratto di tubo; un tratto di mare; aspettarono per un tratto abbastanza lungo  | brano di uno scritto: un tratto del vangelo | a un tratto, in una volta; anche, improvvisamente | a un bel tratto, d'un tratto, tutt'a un tratto, all'improvviso ' a tratti, di tratto in tratto, a intervalli, discontinuamente ' al tratto, di primo tratto, (non com.) subito ' nello stesso tratto, nello stesso tempo, in una volta ' innanzi tratto, (ant.) anzitutto, anticipatamente: ma inanzi tratto gli levò la strada, / che non poté fuggir verso il castello  (ariosto o. f.  xxii, 74) | tratto tratto, di momento in momento, ogni tanto: parevagli tratto tratto che scannadìo si dovesse levar ritto e quivi scannar lui  (boccaccio dec.  ix, 1) ' prendere il tratto avanti, (ant.  o region.) agire per primo ' lasciar tratto di fare qualcosa, (ant.) perdere l'occasione di farla    • 9 •   (lit.) serie di versetti che un tempo si cantavano durante la messa, nei giorni di penitenza dopo il graduale, in luogo dell'alleluia.
trattore   (1) s.m.  automezzo cingolato o con pneumatici speciali, dotato di un motore potente, che serve a trainare altri veicoli, soprattutto macchine agricole: trattore agricolo, stradale. 
trattore   (2) s.m.  [f. -trice] chi trae; in partic., l'operaio che trae la seta dai bozzoli.
trattore   (3) s.m.  [f. -trice, raro; pop. -tora] chi gestisce una trattoria; oste.
trattoria   (1) s.f.  luogo dove si fa la trattura della seta.
trattoria   (2) s.f.  locale pubblico dove si consumano pasti a pagamento: mangiare in trattoria; una trattoria rustica. 
trattorista   s.m.  e f.  [pl. -sti] chi è addetto alla guida di un trattore agricolo o stradale.
trattoristico   agg.  [pl. m. -ci] dei trattori, che si riferisce ai trattori: industria trattoristica. 
trattrice   (1) s.f.  macchina motrice semovente, costituita da un trattore agricolo dotato di apparecchiature e organi intercambiabili con cui può eseguire una serie di lavorazioni agricole.
trattrice   (2) s.f.  (mat.) curva piana in cui il segmento di tangente compreso tra il punto di contatto e una retta fissa è costante.
trattura   s.f.  operazione di trarre la seta dai bozzoli, unendo più bave di essi per ottenere un filo solo, che assume il nome di seta tratta. 
tratturo   s.m.  strada o sentiero erboso, segnato dal passaggio delle greggi.
traudire   v. tr.  e intr.  [coniugato come udire; aus. dell'intr. avere] (non com.) udire male, una cosa per un'altra; anche, udire a tratti, in modo discontinuo: ma sempre che traudii / la tua dolce risacca su le prode / sbigottimento mi prese  (montale).
trauma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (med.) lesione determinata dall'azione violenta di agenti esterni: le ferite, le contusioni, le ustioni sono traumi | trauma psichico, emozione che incide profondamente sulla personalità del soggetto    • 2 •   (fig.) fatto, evento negativo che provoca uno stato di grave depressione o demoralizzazione: la morte del padre è stato un trauma per lui  | sconvolgimento, brusco cambiamento: un profondo trauma politico. 
traumatico   agg.  [pl. m. -ci] di trauma, provocato da trauma (anche fig.): sintomi traumatici; febbre, lesione traumatica; un'esperienza traumatica  § traumaticamente avv.  in modo da provocare un trauma (anche fig.).
traumatismo   s.m.  (med.) effetto di un trauma.
traumatizzante   part. pres.  di traumatizzare   agg.  che traumatizza (anche fig.): agenti traumatizzanti; un'esperienza traumatizzante. 
traumatizzare   v. tr.    • 1 •   dare, provocare un trauma    • 2 •   (fig.) impressionare profondamente, sconvolgere: è ancora traumatizzato da quell'orribile fatto. 
traumatizzato   part. pass.  di traumatizzare  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha subito un trauma fisico o psichico: arto traumatizzato; reparto traumatizzati. 
traumatologia   s.f.  branca della medicina che studia gli effetti dei traumi e i mezzi per curarli.
traumatologico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) della traumatologia, che concerne la traumatologia: studi traumatologici; reparto, centro traumatologico. 
traumatologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista in traumatologia.
travaglia   s.f.  (ant.) sofferenza, pena, travaglio: ahi giustizia di dio! tante chi stipa / nove travaglie e pene quant'io viddi?  (dante inf.  vii, 19-20).
travagliamento   s.m.  (non com.) il travagliare, il travagliarsi, l'essere travagliato.
travagliare   v. tr.  [io travàglio ecc.]    • 1 •   (lett.) dar travaglio, tormentare, molestare    • 2 •   (mar.) scuotimento violento di una imbarcazione durante una tempesta | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (lett.) soffrire, penare, patire: questo è lo inganno che fa tanto travagliare la città nostra  (guicciardini)    • 2 •   (ant.) lavorare: tempo è da travagliar mentre il sol dura  (tasso g. l.  vi, 52) | travagliarsi v. rifl.  affliggersi, affannarsi.
travagliato   part. pass.  di travagliare  agg.    • 1 •   (lett.) affannato, sfinito: su 'l terren nudo / cerca adagiare il travagliato fianco  (tasso g. l.  x, 6)    • 2 •   tormentato, agitato: paese travagliato da lotte intestine; una vita travagliata  § travagliatamente avv. 
travagliatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi travaglia; tormentatore.
travaglio   (1) s.m.    • 1 •   patimento fisico o spirituale; affanno, sofferenza: vivere in continuo travaglio | travaglio di stomaco, mal di stomaco che per lo più precede il vomito ' travaglio (di parto), (med.) la prima fase del parto, caratterizzata da contrazioni uterine progressivamente più frequenti    • 2 •   (lett.) lavoro faticoso: al travaglio usato / ciascuno in suo pensier farà ritorno  (leopardi il sabato del villaggio  41-42).
travaglio   (2) s.m.  incastellatura di travi munita di unghie e altri accessori per tenere fermo il cavallo, o un altro grosso animale, durante un'operazione chirurgica o anche durante la ferratura.
travaglioso   agg.  (non com.)    • 1 •   che dà travaglio; pieno di travagli, penoso: travagliosa / era mia vita: ed è, né cangia stile  (leopardi alla luna  8-9)    • 2 •   (lett.) amante del lavoro, operoso § travagliosamente avv. 
travalcare   (1) v. intr.  [aus. avere] rompere il trotto, detto dell'andatura del cavallo che trotta con le gambe anteriori e galoppa con le posteriori.
travalcare   (2)  ⇨ travalicare.
travalicamento   s.m.  (non com.) il travalicare.
travalicare   ant. o region. travalcare, v. tr.  [io travàlico, tu travàlichi ecc.]    • 1 •   (lett.) oltrepassare valicando: travalicare le alpi    • 2 •   (ant.) trasgredire: travalicare un ordine  | v. intr.  [aus. avere] passare (anche fig.): d'un ragionamento in altro travalicando, pervennero a dire delle lor donne  (boccaccio dec.  ii, 9) | esagerare: stiamo attenti a non travalicare. 
travamento   s.m.  (non com.) insieme di travi; travatura.
travasamento   s.m.  il travasare; travaso: il travasamento dell'olio nei fiaschi. 
travasare   v. tr.    • 1 •   versare un liquido da un recipiente in un altro: travasare il vino dalla damigiana nelle bottiglie    • 2 •   (fig.) trasfondere, trasferire: travasare tutta la propria scienza in un'opera  | travasarsi v. rifl.    • 1 •   di un liquido, versarsi fuori da un recipiente: il brodo, bollendo, si travasa fuori dalla pentola    • 2 •   (fig. lett.) passare, trasmettersi: fui chiesto e tratto a quel cappello / che pur di male in peggio si travasa  (dante par.  xxi, 125-126).
travasatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi compie l'operazione di travasare.
travasatrice   s.f.  pompa a mano o a motore usata per travasare il vino.
travaso   s.m.    • 1 •   il travasare, il travasarsi, l'essere travasato | travaso del vino, la separazione del vino dal deposito solido che si forma sul fondo del recipiente durante la conservazione ' travaso di sangue, (med.) fuoruscita di sangue dai vasi sanguigni ' travaso di bile, (med.) passaggio di bile nel sangue    • 2 •   in apicoltura, operazione mediante la quale si trasferisce una colonia da un'arnia rustica (preparata in tronchi cavi o con foglie o con terracotta) a un'arnia razionale.
travata   s.f.  (edil.) intelaiatura di travi poggianti sulle estremità di ponti, viadotti ecc., con funzione di sostegno.
travato   agg.  (non com.)    • 1 •   fatto o rinforzato con travi    • 2 •   si dice di cavallo balzano che ha i piedi dello stesso lato bianchi.
travatura   s.f.  (edil.) l'insieme delle travi portanti che formano l'intelaiatura di un solaio, di una copertura e sim.: travatura lignea, metallica. 
trave   s.f. , ant. o region. s.m.    • 1 •   elemento delle costruzioni, costituito da un tronco d'albero squadrato o da analoghe strutture d'acciaio o di cemento armato, che si pone in opera in posizione orizzontale o inclinata per sostenere il peso delle strutture sovrastanti e trasmetterne la spinta alle strutture verticali: la trave di un'impalcatura, del tetto; trave portante, snodata; trave a t, a u, a l  | trave di coda, struttura degli aeromobili atta a sostenere gli organi di governo di coda, quando non c'è la fusoliera ' fare d'ogni fuscello una trave, (fig.) ingrandire ogni minuzia ' non vedere la trave nel proprio occhio, (fig.) non accorgersi dei propri difetti. dim. travetta, travettina, travetto  (m.), travicella, travicello  (m.) accr. travone  (m.)    • 2 •   attrezzo ginnico simile all'asse d'equilibrio.
travedente   part. pres.  di travedere  agg.  (non com.) facile a travedere; che vede facilmente una cosa per un'altra: l'occhio così attento, e pur così travedente, del sospetto  (manzoni p. s.  xxxii).
travedere   v. intr.  [coniugato come vedere; aus. avere] ingannarsi nel vedere, prendere un abbaglio | (fig.) ingannarsi nel credere, nel giudicare: travedere per l'ira, per amore, non giudicare esattamente per il turbamento prodotto dalla passione | travedere per qualcuno, amarlo al punto di non accorgersi dei suoi difetti | v. tr.  (non com.) intravedere, vedere in maniera indistinta: si travedeva un grosso quadro sopra il muro  (pavese).
traveggole   s.f. pl.  usato solo nelle loc. avere le traveggole, vedere una cosa per un'altra, e far venire le traveggole, far vedere ciò che non è, far confondere; (fig.) fraintendere, ingannarsi nel capire, nel giudicare.
traveller's cheque   o travellers' cheque loc. sost. m. invar.  assegno turistico a circolazione internazionale.
traversa   s.f.    • 1 •   elemento rigido, generalmente una barra di legno o di metallo, posto di traverso per sostegno o rinforzo di altri elementi della stessa struttura: le traverse del letto, le assi che sostengono la rete o il saccone elastico del letto; le traverse della sedia, le stecche della spalliera e anche i regoli che uniscono le gambe tra loro; le traverse della ferrovia, le travi di legno o di altro materiale su cui sono fissate le rotaie; traversine | elemento a forma di sbarra usato per impedire l'accesso o il traffico in un luogo: hanno messo una traversa sulla porta della casa pericolante; chiudere una strada con traverse.  dim. traversetta, traversina  accr. traversone  (m.)    • 2 •   in idraulica, opera di sbarramento dalle acque di un fiume, di altezza limitata e che determina un invaso ridotto rispetto a quello prodotto da una diga    • 3 •   strada, via trasversale rispetto a un'altra principale: una traversa del corso    • 4 •   striscia di tela o d'incerata che si pone di traverso nel letto dei bambini o dei malati a fini igienici    • 5 •   nel gioco del calcio, la sbarra superiore della porta.
traversagno   s.m.  ciascuno dei due pezzi di legno forato che costituiscono l'armatura dell'attrezzo per la pesca del corallo.
traversale   agg.  (non com.) trasversale § traversalmente avv.  (rar.) in modo trasversale.
traversare   v. tr.  [io travèrso ecc.]    • 1 •   passare da una parte all'altra; attraversare: il fiume traversa tutto il paese; traversare a nuoto un corso d'acqua | traversare la via a qualcuno, impedirgli di passare; (fig.) ostacolarlo, contrastarlo | traversare una parete, nel linguaggio alpinistico, percorrerla quasi orizzontalmente | traversare al centro, nel linguaggio calcistico, effettuare un cross    • 2 •   nel linguaggio marinaresco: traversare una nave, disporla, ormeggiata con una sola ancora, in posizione perpendicolare rispetto alla risultante delle forze (vento, onde, corrente) che agiscono su di essa; traversare l'ancora, stenderla orizzontalmente per adagiarla sul ponte o nel suo alloggio | v. intr.  [aus. avere] (ant.) detto di corso d'acqua, scorrere attraversando: a piè del casentino / traversa un'acqua c'ha nome l'archiano  (dante purg.  v, 94-95).
traversata   s.f.    • 1 •   il traversare; attraversamento: la traversata a nuoto dello stretto di messina    • 2 •   viaggio con un mezzo marittimo o aereo che comporta l'attraversamento di un tratto di mare o un altro specchio d'acqua tra due coste opposte, oppure il sorvolo di un territorio impervio di notevole estensione: la traversata dell'atlantico; la traversata roma-new york; la traversata del deserto  | traversata podistica, gara di corsa che si snoda per le vie cittadine    • 3 •   in alpinismo, percorso orizzontale lungo un tratto di parete che non si può superare in arrampicata; ascensione che comprende l'attraversamento di un monte salendo e scendendo per i suoi opposti versanti.
traversia   s.f.    • 1 •   vento impetuoso che colpisce perpendicolarmente il litorale o la rotta seguita da una nave    • 2 •   spec. pl.  (fig.) avversità, disgrazia, vicenda dolorosa: una vita piena di traversie; superare molte traversie. 
traversina   s.f.    • 1 •   ciascuna delle travi di legno o di altro materiale sulle quali sono fissate le rotaie    • 2 •   (mus.) ciascuna delle sottili liste di metallo o di legno disposte trasversalmente sul manico di taluni strumenti a corda per facilitare l'impostazione delle dita.
traversino   s.m.    • 1 •   (mar.) cavo di ormeggio disposto trasversalmente alla nave    • 2 •   (mar.) pezzo di metallo che si incastra in ogni maglia della catena dell'àncora, per irrobustirla    • 3 •   capezzale | (mil.) guanciale del letto dei soldati    • 4 •   far traversino, nel gioco del biliardo, colpo che fa percorrere alla palla due volte il piano.
traverso   agg.    • 1 •   che è messo o che va da parte a parte, da un lato all'altro; trasversale: palo traverso; canale traverso, che si dirama ad angolo retto da un altro; flauto traverso, che si suona in posizione trasversale | via traversa, via secondaria che ne attraversa un'altra principale o si dirama da essa; (fig.) comportamento non lineare, sleale ' parola traversa, (fig. non com.) detta o intesa in senso cattivo    • 2 •   (non com.) si dice della misura di un corpo considerato nella sua larghezza: è alto quattro dita traverse  s. m.    • 1 •   estensione di un corpo per la sua larghezza: sul traverso, sulla parte larga ' di, per traverso, trasversalmente: camminare, mettersi di traverso; rigare un foglio per traverso  | guardare qualcuno di traverso, con sguardo obliquo; (fig.) con malevolenza | prendere una parola, una frase di traverso, (fig.) interpretarla a rovescio, attribuirle senso maligno | andare di traverso, detto di cibo o bevanda, finire nella laringe anziché nella faringe, provocando accessi di tosse; (fig.) detto di tentativo, di impresa, finire male, non avere successo ' per diritto e per traverso, (fig.) in ogni senso, da ogni parte    • 2 •   (non com.) oggetto posto di traverso; traversa: una porta sbarrata da due traversi di ferro    • 3 •   (mar.) in una nave, la direzione perpendicolare a quella della linea di chiglia    • 4 •   arginello trasversale delle risaie § traversamente avv.  (non com.) obliquamente.
traversone   s.m.    • 1 •   grossa traversa    • 2 •   forte vento di levante    • 3 •   (sport) nella scherma, fendente di sciabola tirato di traverso al petto dell'avversario | nel calcio, lancio del pallone da un punto laterale del campo verso la parte centrale, di solito in prossimità della rete avversaria; cross    • 4 •   gioco di carte simile al tressette.
travertino   s.m.  (geol.) roccia calcarea porosa, giallastra, formata per precipitazione da acque ricche di carbonato di calcio.
travesti   s.m. invar.  (teat.) parte o ruolo affidato a un attore di sesso diverso da quello del personaggio.
travestimento   s.m.    • 1 •   il travestire, il travestirsi; gli abiti, il modo con cui si traveste o ci si traveste: un travestimento perfetto    • 2 •   (fig.) mutamento dell'aspetto di qualcosa: il travestimento di un'opera letteraria in forma di parodia. 
travestire   v. tr.  [io travèsto ecc.]    • 1 •   vestire qualcuno con abiti diversi da quelli che abitualmente indossa allo scopo di renderlo irriconoscibile    • 2 •   (fig.) cambiare nelle apparenze, alterare nell'aspetto; mascherare: travestire i propri sentimenti, il proprio stile  | (lett.) modificare, trasformare: e l'uomo e le sue tombe / e l'estreme sembianze e le reliquie / della terra e del ciel traveste il tempo  (foscolo sepolcri  20-22) | travestirsi v. rifl.    • 1 •   vestirsi con abiti diversi da quelli che si indossano abitualmente per rendersi irriconoscibile: i due poliziotti si erano travestiti da netturbini  | praticare il travestitismo    • 2 •   (fig.) di persona, fingere idee, sentimenti, atteggiamenti che non sono suoi propri: è un egoista che si è travestito da filantropo. 
travestitismo   s.m.  tendenza a indossare abiti e assumere atteggiamenti propri dell'altro sesso, per lo più come forma particolare di omosessualità.
travestito   part. pass.  di travestire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi pratica il travestitismo.
travestitura   s.f.  (non com.) il travestire, il travestirsi; gli abiti e gli accessori che servono per il travestimento.
travet   s.m.  impiegato di basso grado che vive stentatamente del suo stipendio.
travetto   s.m.    • 1 •   dim.  di trave    • 2 •   elemento in laterizio precompresso impiegato spec. nella costruzione di solai.
traviamento   s.m.  il traviare, il traviarsi, l'essere traviato.
traviare   v. tr.  [io travìo ecc.]    • 1 •   (ant. , lett.) allontanare dalla via; far deviare: qual forza o qual ventura / ti traviò sì fuor di campaldino...?  (dante purg.  v, 91-92)    • 2 •   (fig.) sviare, corrompere, trascinare al male: fu traviato da cattive compagnie  | v. intr.  [aus. avere] (rar.) deviare | (fig.) allontanarsi dalla retta via | traviarsi v. rifl.  deviare dalla retta via; diventare corrotto: si traviò frequentando gente disonesta. 
traviato   part. pass.  di traviare  agg.  che si è allontanato dalla retta via; corrotto: giovani traviati. 
traviatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi travia moralmente.
travicello   s.m.    • 1 •   dim.  di trave    • 2 •   trave secondaria, di dimensioni ridotte, usata in edilizia come elemento dell'orditura del tetto ' contare i travicelli, (fig.) starsene a letto per pigrizia o perché costretti da malattia ' fare il travicello, (fig.) non esercitare la propria autorità per pigrizia, per ignavia (dalla poesia satirica di g. giusti il re travicello). dim. travicelletto, travicellino  accr. travicellone. 
travisamento   s.m.    • 1 •   il travisare, l'essere travisato: travisamento della verità, della realtà dei fatti, delle parole altrui    • 2 •   (dir.) aggravante del reato di furto o di rapina consistente nel camuffare la propria persona per evitare il riconoscimento; anche, lo specifico reato di chi compare in pubblico rendendosi irriconoscibile.
travisare   v. tr.  alterare, falsare, distorcere, per lo più intenzionalmente, il significato, il valore di qualcosa: travisare la storia, la realtà, le parole di qualcuno  | travisare il volto, l'aspetto, mascherarlo | travisarsi v. rifl.  (antiq.) camuffarsi, mascherarsi: i bravi di mestiere,... usavan portare il lungo ciuffo, che si tiravan poi sul volto,... ne' casi in cui stimasser necessario di travisarsi  (manzoni p. s.  iii).
travolgente   part. pres.  di travolgere  agg.  forte, violento, impetuoso: vento travolgente  | (fig.) che trascina; affascinante, irresistibile: eloquenza, comicità travolgente; bellezza travolgente. 
travolgere   ant. travolvere, v. tr.  [coniugato come vòlgere]    • 1 •   (lett.) volgere sottosopra; volgere per altro verso: mi tene a freno, e mi travolve e gira  (petrarca canz.  cclxvi, 4)    • 2 •   abbattere, trascinare via con furia (anche fig.): le acque in piena travolsero ogni cosa; farsi travolgere dalla passione  | travolgersi v. rifl.  (lett.) contorcersi: forse per forza già di parlasia / si travolse così alcun del tutto  (dante inf.  xx, 16-17).
travolgimento   s.m.    • 1 •   il travolgere: travolgimento dei ripari    • 2 •   (non com.) sconvolgimento, disordine: travolgimento politico. 
travolto   part. pass.  di travolgere  agg.  (lett.)    • 1 •   volto all'indietro; storto: mirabilmente apparve esser travolto / ciascun tra 'l mento e 'l principio del casso, / ché da le reni era tornato 'l volto  (dante inf.  xx, 11-13)    • 2 •   stravolto nell'aspetto, deformato: per l'essere così travolto quando vi fu menato, non lo avea conosciuto  (boccaccio dec.  ii, 1).
travolvere    ⇨ travolgere.
trawl   s.m. invar.  rete a strascico usata nei mari del nord, soprattutto per la pesca delle aringhe.
trawler   s.m. invar.  tipo di peschereccio dei mari del nord, per la pesca col trawl.
trazione   s.f.    • 1 •   il trarre, l'essere tratto    • 2 •   forza necessaria per muovere e mantenere in moto un veicolo: trazione animale, meccanica, elettrica; esercitare una trazione | autoveicolo a trazione anteriore, posteriore, integrale, a seconda che il motore agisca sulle ruote anteriori, su quelle posteriori o su tutte le ruote    • 3 •   (fis.) sollecitazione a cui è sottoposto un corpo quando vi si applicano due forze eguali e contrarie passanti per il suo asse, tali da provocare un allungamento: forza di trazione    • 4 •   (med.) terapia ortopedica che consiste nell'applicare, con vari mezzi, una forza traente su ossa e articolazioni.
trazzera   s.f.  in sicilia, pista tracciata attraverso i campi per il passaggio di greggi e mandrie; tratturo.
tre   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a due unità più una; nella numerazione araba è rappresentato da 3, in quella romana da iii: tre libri; tre anni; le tre parche, le tre furie, le tre grazie; le tre virtù teologali  | sottintendendo il sostantivo: piegare il foglio in tre  (parti); chi fa da sé fa per tre  (persone)    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: la stanza tre di un albergo; il primo capitolo inizia a pagina tre  | sottintendendo il sostantivo: sono le  (ore) tre; arriverà il  (giorno) tre    • 3 •   con valore indeterminato indica una piccola quantità: dire una cosa in tre parole; non saper dire tre parole, (fig.) mancare di capacità espositiva | in qualche caso, indica molto, parecchio: prima di parlare è meglio pensarci tre volte  s. m. invar.    • 1 •   il numero tre: nove è divisibile per tre  | voto scolastico che indica grave insufficienza: prendere tre in latino    • 2 •   la cifra o le lettere che rappresentano il numero tre.
trealberi   s.m. invar.  (mar.) termine generico per indicare un veliero a tre alberi.
trebbia   (1) s.f.    • 1 •   trebbiatrice    • 2 •   trebbiatura    • 3 •   antico strumento di tortura.
trebbia   (2) s.f.  (spec. pl.) residuo della lavorazione del malto, utilizzato come mangime.
trebbiano   s.m.  vitigno di uva bianca, tipico dell'italia settentrionale e centrale; il vino che se ne ricava.
trebbiare   pop. tosc. tribbiare, v. tr.  [io trébbio ecc.] battere il grano e altri cereali con bastoni o apposite macchine, per liberarne i chicchi dall'involucro, dagli steli e dalle spighe.
trebbiatore   s.m.  [f. -trice] contadino, operaio agricolo che attende alle operazioni della trebbiatura.
trebbiatrice   s.f.  macchina agricola per trebbiare.
trebbiatura   s.f.  il trebbiare; tempo in cui si trebbia.
trebbio   s.m.  (ant. , lett.)    • 1 •   crocicchio dove sboccano tre strade; trivio: ora ne' trebbi, incerte del cammino / sostano un poco insieme le versiere  (pascoli)    • 2 •   brigata, riunione d'amici: stare a trebbio. 
trebbo   s.m.  in romagna, riunione di amici; veglia | trebbo poetico, (estens.) incontro, riunione che vuole suscitare l'amore per la poesia mediante la recitazione di versi.
trebisonda   s.f.  solo nella loc. fam. perdere la trebisonda, confondersi, disorientarsi, perdere il controllo di sé.
trecca   s.f.  (ant. tosc.) donna che vende frutta ed erbaggi; rivendugliola: e se voi non mi credeste, io vi posso dare per testimonia la trecca mia da lato  (boccaccio dec.  viii, 5) | (spreg.) venditrice disonesta.
treccare   v. intr.  [io trécco, tu trécchi ecc. ; aus. avere] (ant. tosc.) ordire imbrogli, intrighi.
treccia   s.f.  [pl. -ce]    • 1 •   gruppo di tre ciocche di capelli lunghi, intrecciate alternamente, che costituiscono un'acconciatura femminile e, presso alcune popolazioni, anche maschile: portare le trecce; farsi la treccia; sciogliersi le trecce.  dim. treccetta, treccina, treccino  (m.), trecciolina  accr. trecciona, treccione  (m.)    • 2 •   (estens.) intreccio di fili, nastri, strisce di cuoio, paglia e sim.; in partic., cordone formato di due o tre fili elettrici avvolti uno sull'altro; passamano ottenuto mediante l'intreccio di più fili    • 3 •   (arch.) motivo decorativo, dipinto o scolpito, che ripete la forma di una treccia    • 4 •   pane lavorato in forma di treccia | tipo di mozzarella a forma di treccia    • 5 •   filza di frutti secchi; resta: una treccia di castagne    • 6 •   muta di cavalli o di altri animali domestici che si facevano correre in tondo sull'aia per trebbiare.
trecciaiola   lett. trecciaiuola, meno com. trecciaia, s.f.  donna che fa trecce di paglia per la fabbricazione di cappelli.
trecciare   v. tr.  [io tréccio ecc]    • 1 •   (ant.) intrecciare    • 2 •   (non com.) ridurre, lavorare in forma di treccia.
trecciatura   s.f.  il confezionare trecce di paglia; anche, il lavoro ottenuto con un intreccio di fili.
trecciera   s.f.  (ant.) ornamento della capigliatura femminile.
treccone   s.m.  [f. -a] (ant. tosc.) venditore al minuto di generi alimentari (spec. verdure, uova, pollame ecc.); rivendugliolo | (spreg.) venditore disonesto.
trecentesco   agg.  [pl. m. -schi] del trecento: pittura trecentesca. 
trecentesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero trecento; è rappresentato da 300° nella numerazione araba, da ccc in quella romana  s.m.    • 1 •   la trecentesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al trecentesimo posto in un elenco, in una graduatoria e sim.
trecentista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   scrittore o artista del trecento: i grandi trecentisti  | anche come agg.  : poeta trecentista    • 2 •   chi studia, chi è esperto della storia, della civiltà, dell'arte del trecento.
trecentistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del trecento o dei trecentisti: stile trecentistico. 
trecento   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a tre volte cento unità nella numerazione araba è rappresentato da 300, in quella romana da ccc: trecento anni; una collana di trecento volumi  | sottintendendo il sostantivo: i trecento  (spartani) alle termopili  | con valore indeterminato: te l'avrò detto trecento volte di non correre    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: l'articolo trecento del codice  s. m. invar.    • 1 •   il numero trecento    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero trecento    • 3 •   il trecento, per antonomasia, il sec. xiv: la letteratura, la pittura del trecento. 
tredicenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha tredici anni.
tredicesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero tredici; è rappresentato da 13° nella numerazione araba, da xiii in quella romana: il tredicesimo canto dell'inferno; il tredicesimo secolo  | aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): leone xiii, luigi xiii | tredicesima (mensilità), la retribuzione aggiuntiva alle dodici mensilità, che viene corrisposta ai lavoratori dipendenti in prossimità delle feste natalizie | tredicesima (copia), nel commercio librario, copia di un libro che l'editore dà gratuitamente al libraio che ne ha acquistato dodici copie per la vendita  s.m.    • 1 •   la tredicesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al tredicesimo posto in una serie, in una graduatoria.
tredici   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a dieci unità più tre; nella numerazione araba è rappresentato da 13, in quella romana da xiii: tredici giorni    • 2 •   con valore di ordinale, posposto al sostantivo: le istruzioni sono a pagina tredici  | sottintendendo il sostantivo: il  (giorno) tredici del mese; le  (ore) tredici, l'una pomeridiana  s.m. invar.    • 1 •   il numero tredici: si crede che il tredici porti fortuna    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero tredici    • 3 •   punteggio equivalente a una vincita di prima categoria nel totocalcio; la vincita stessa: fare, realizzare un tredici. 
tredicista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] nel totocalcio, chi indovina i risultati delle tredici partite della schedina, realizzando una vincita di prima categoria.
trefolo   s.m.    • 1 •   (mecc.) nei cavi d'acciaio, ciascuna delle funi elementari ottenute avvolgendo a spirale un certo numero di fili    • 2 •   filo di refe, di cotone o di altro materiale, avvolto disordinatamente.
trefoni   s.m. pl.  (biol.) sostanze organiche essenziali per lo sviluppo delle colture in vitro.
tregenda   s.f.  (lett.)    • 1 •   secondo credenze popolari nordiche, convegno, ridda notturna di diavoli, streghe e altri spiriti per compiere malefici | notte di tregenda, (fig.) cupa, tempestosa, piena di brutti presagi (anche scherz.)    • 2 •   (fig.) pandemonio, caos.
treggea   s.f.  (ant.) confetteria minuta.
treggia   s.f.  [pl. -ge] sorta di slitta o di carro assai rudimentale, senza ruote, tirato da buoi, usato nelle regioni montuose, spec. alpine, per il trasporto di cose e, più raramente, di persone; benna: delle tregge arrivavano ogni momento dai seminati intorno, cariche d'altra messe  (verga). accr. treggione  (m).
treggiata   s.f.  (non com.) la quantità di materiale che si può trasportare con una treggia: una treggiata di legna, di paglia. 
treggiatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi guida una treggia.
tregua   ant. triegua, s.f.    • 1 •   sospensione temporanea delle attività belliche concordata tra le parti in conflitto: una tregua di tre giorni; i belligeranti hanno stabilito una tregua; non rispettare la tregua; tregua di dio, nel medioevo, sospensione delle armi imposta dalla chiesa, sotto pena di scomunica, durante la quaresima e l'avvento | sospensione temporanea di un'attività conflittuale: tregua politica, sindacale, doganale; tregua salariale, impegno assunto dalle organizzazioni sindacali di non avanzare richieste di aumenti salariali per un determinato periodo    • 2 •   (fig.) cessazione, interruzione momentanea di un malanno, di un affanno, o anche di un evento, una situazione sgradevole, negativa; per estens., sosta, posa, requie: il male non gli dà tregua; la pioggia cade senza tregua; le sue permutazion non hanno triegue  (dante inf.  vii, 88).
trekker   s.m.  e f. invar.  chi fa del trekking.
trekking   s.m. invar.  spedizione escursionistica di più giorni, per lo più in zone montagnose normalmente non battute e lontane dalle strade di comunicazione, come pratica di turismo che ricerca un contatto assolutamente diretto con la natura.
tremacchio    ⇨ tramaglio.
tremacuore   s.m.  (non com.) batticuore, ansia, trepidazione.
tremaglio    ⇨ tramaglio.
tremante   part. pres.  di tremare  agg.    • 1 •   che trema: tremante di paura, per il freddo    • 2 •   incerto, tremolante: una calligrafia tremante. 
tremare   v. intr.  [io trèmo  (ant. trièmo) ecc. ; aus. avere]    • 1 •   essere scosso da una serie di rapide contrazioni muscolari causate dal freddo, dalla paura, da una malattia e sim.: tremare per l'emozione; tremare tutto, da capo a piedi; per la stanchezza gli tremavano le gambe; tremare come una foglia, fortemente    • 2 •   (fig.) avere paura; essere in ansia, trepidare: un uomo che non trema mai; tremavo per lui    • 3 •   detto di cosa, oscillare, essere agitato da scosse continue: non fate tremare il tavolo; la terra tremò sotto i piedi    • 4 •   (fig.) di suono, essere discontinuo; della voce, non essere ben ferma; di luce, vibrare; della vista, offuscarsi: la voce gli tremava per l'emozione; mi trema la vista per la stanchezza. 
tremarella   meno com. tremerella, s.f.  (fam.) stato di profonda agitazione, dovuto a paura, talvolta accompagnato da un vero e proprio tremito: avere la tremarella; al pensiero del pericolo corso gli viene ancora la tremarella. 
trematodi   s.m. pl.  (zool.) classe di vermi platelminti, dal corpo appiattito, parassiti di molti animali e anche dell'uomo | sing.  [-e] ogni verme appartenente a tale classe.
tremebondo   agg.  (lett.) tutto tremante, spec. per paura o viltà dubbioso, timoroso, indeciso: e i tremebondi lumi / piegar non soffri al dubitoso evento?  (leopardi all'italia  49-50).
tremendo   agg.  che incute terrore; spaventoso: un pericolo tremendo; una tremenda sciagura  | (fam.) si usa, con valore iperbolico, per esprimere una qualità al massimo grado, spec. negativa: un freddo, un caldo, un dolore tremendo, intensissimo, insopportabile; una fame, una sete tremenda, grandissima; un bambino tremendo, vivacissimo § tremendamente avv.  (spec. iperb.): fa tremendamente caldo. 
trementina   s.f.  resina che cola dalle incisioni praticate nella corteccia di alcune varietà di pino, abete e larice, composta prevalentemente da terpeni e utilizzata in medicina per le sue proprietà balsamiche; per distillazione se ne ricavano l'acqua ragia vegetale e l'essenza di trementina, usate come solventi, e come residuo la colofonia.
tremerella    ⇨ tremarella.
tremila   agg. num.  numero naturale corrispondente a tre volte mille unità nella numerazione araba è rappresentato da 3000, in quella romana da mmm: un rifugio a tremila metri  | sottintendendo il sostantivo: i tremila (metri), nell'atletica leggera, gara di corsa con ostacoli vari su questa distanza (è detta anche tremila siepi)  s.m. invar.    • 1 •   il numero tremila    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero tremila.
tremisse   s.m.  moneta romana imperiale d'oro, pari a un terzo del solido; nel medioevo, moneta di franchi, visigoti e longobardi.
tremitio   s.m.  (non com.) un tremito frequente e continuo.
tremito   s.m.  ciascuno dei movimenti convulsi di chi trema; rapida successione di tali movimenti: per il freddo fu preso da un tremito. 
tremola   s.f.  nome regionale del pesce torpedine. 
tremolamento   s.m.  (non com.) il tremolare.
tremolante   part. pres.  di tremolare   agg.  un poco tremante; incerto, esitante: fiammella, voce tremolante  | molle, flaccido: pelle tremolante  § tremolantemente avv. 
tremolare   v. intr.  [io trèmolo ecc. ; aus. avere] tremare, ondeggiare leggermente e di frequente: le foglie tremolano alla brezza  | detto di luce, mandare bagliori incerti e intermittenti, vibrare: le stelle tremolavano nel cielo  | detto di suono, non essere chiaro e continuo: la sua voce tremolava per l'emozione  | v. tr.  (mus) eseguire col tremolo: tremolare un passaggio. 
tremolina   s.f.  pianta erbacea a fusto eretto, foglie lineari e infiorescenze a pannocchia (fam.  graminacee).
tremolio   s.m.  un tremolare continuo: il tremolio delle foglie, delle mani. 
tremolo   agg.  (non com.) tremulo: giace la pia, col tremolo / sguardo cercando il ciel  (manzoni adelchi)  s.m.    • 1 •   (mus.) effetto vocale o strumentale ottenuto mediante la ripetizione rapida di uno o più suoni | meccanismo dell'organo e dell'armonium che fa uscire l'aria a brevi scatti, rendendo il suono tremolante    • 2 •   specie di pioppo dalle foglie molto mobili.
tremore   s.m.    • 1 •   il tremare fortemente di una persona, spec. per paura, freddo, febbre o intensa emozione: essere preso da un gran tremore alle gambe  | (non com.) tremolio, vibrazione di una cosa: nel tremore della luce guardava ancora la riva  (pavese)    • 2 •   (fig.) senso di intima trepidazione, di grande agitazione, di paura: ha affrontato la prova con grande tremore. 
tremotio   s.m.  (tosc.) confuso rumore unito a scosse, provocato da persone che si agitano e saltano o da oggetti pesanti in movimento.
tremoto   ant. tremuoto, s.m.  (pop. tosc.) terremoto.
tremulo   agg.  tremante, non ben fermo: la luce tremula di una candela; voce tremula; le tremule stelle. 
tremuoto    ⇨ tremoto.
trenaggio   s.m.  impianto di trasporto su rotaie, usato nelle miniere per gli spostamenti del materiale.
trench   s.m. invar.  impermeabile sportivo di stile inglese, con cintura, in origine di colore chiaro.
trend   s.m. invar.  (stat.) tendenza di fondo di un fenomeno a modificarsi (crescendo o decrescendo) o a mantenersi costante nel tempo.
trenetico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo ai canti o alle lamentazioni funebri (treni) dell'antica poesia greca.
trenetta   s.f.  (spec. pl.) tipo di pasta alimentare lunga e sottile, simile a una stretta lasagna: trenette col pesto, piatto tipico della cucina ligure.
trenino   s.m.    • 1 •   treno a scartamento ridotto o composto di pochi vagoni    • 2 •   treno in miniatura con cui giocano i bambini: trenino elettrico. 
treno   (1) s.m.    • 1 •   convoglio di vagoni o di carri trainati da una locomotiva su una strada ferrata: treno passeggeri, merci; treno locale, diretto, espresso, rapido; treni ordinari, straordinari, supplementari; la partenza, l'arrivo del treno; prendere, perdere il treno; arrivare col treno della notte  | treno ospedale, attrezzato per il trasporto dei malati | treno blindato, corazzato, generalmente provvisto di cannoni | treno stradale, autotreno | treno aereo, convoglio costituito da uno o più alianti rimorchiati da un aereo a motore    • 2 •   (ant.) il seguito di carrozze e servi con cui uscivano in pubblico sovrani e grandi personaggi; per estens., scorta, accompagnamento: treno sfarzoso, principesco; il signor podestà... si fa condur... alla casa indicata, con gran treno di notaio e di birri  (manzoni p. s.  xviii)    • 3 •   (fig. non com.) modo di vivere, tenore: avere un treno di vita sostenuto    • 4 •   l'insieme dei carri, dei cavalli e delle persone addetti ai trasporti militari: compagnia del treno; un treno d'artiglieria    • 5 •   di un animale, spec. cane o cavallo, parte posteriore o anteriore del corpo, soprattutto in relazione agli arti | di un veicolo, la struttura portante anteriore o posteriore    • 6 •   (fig.) successione, serie | treno di gomme, la serie completa delle gomme di un autoveicolo | treno di onde, (fis.) emissione ininterrotta di onde elettromagnetiche o di altro tipo in un dato intervallo | treno di ingranaggi, (mecc.) complesso di ruote dentate che ingranano tra loro per trasmettere il moto    • 7 •   affusto del cannone.
treno   (2) s.m.  nella poesia greca antica, canto funebre.
trenodia   s.f.  (lett.) canto, lamentazione funebre | (estens.) lamento in genere.
trenta   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a tre decine; nella numerazione araba è rappresentato da 30, in quella romana da xxx: una donna di trent'anni  | sottintendendo il sostantivo: sono le nove e trenta  (minuti); eravamo in trenta  (persone)    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: l'articolo trenta del regolamento  | sottintendendo il sostantivo: l'appuntamento è per il (giorno) trenta | anni trenta, per antonomasia, quelli compresi tra il 1930 e il 1939  s.m. invar.    • 1 •   il numero trenta | voto massimo conseguibile negli esami universitari    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero trenta | trenta e quaranta, gioco d'azzardo per il quale si usano due o tre mazzi di carte mescolati insieme.
trentaduesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero trentadue; è rappresentato da 32° nella numerazione araba, da xxxii in quella romana: il trentaduesimo capitolo di un libro   s.m.    • 1 •   la trentaduesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] che si trova al trentaduesimo posto in un ordine, in una graduatoria    • 3 •   (tip.) foglio di stampa ripiegato cinque volte a formare trentadue carte o sessantaquattro pagine: un libro in trentaduesimo. 
trentatré   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a trenta unità più tre; nella numerazione araba è rappresentato da 33, in quella romana da xxxiii    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: rivolgersi allo sportello trentatré  | sottintendendo un sostantivo: prendere il (filobus) trentatré   s.m. invar.    • 1 •   il numero trentatré    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero trentatré    • 3 •   la parola che il paziente è invitato a pronunciare durante l'auscultazione del torace, perché genera un fremito dal quale il medico può trarre indicazioni circa la presenza di affezioni broncopolmonari: dica trentatré!. 
trentennale   agg.  che dura trent'anni: guerra trentennale  | che ricorre ogni trentennio: celebrazione trentennale   s.m.  il trentesimo anniversario di un avvenimento.
trentenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha trent'anni.
trentennio   s.m.  periodo di trent'anni.
trentesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero trenta; è rappresentato da 30° nella numerazione araba, da xxx in quella romana: il trentesimo giorno del mese   s.m.    • 1 •   la trentesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al trentesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
trentina   s.f.  complesso di trenta o circa trenta unità: una trentina di ragazzi  | essere sulla trentina, avere circa trent'anni.
trentino   agg.  di trento; della venezia tridentina  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di trento o della venezia tridentina.
trentuno   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a trenta unità più uno; nella numerazione araba è rappresentato da 31, in quella romana da xxxi: un mese di trentuno giorni    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: leggi a pagina trentuno  | sottintendendo un sostantivo: il (giorno) trentuno di questo mese   s.m. invar.    • 1 •   il numero trentuno | in quanto ultimo giorno del mese, dà luogo ad alcune loc. fig.: chi ha fatto trenta può fare trentuno, chi è quasi alla fine di un'opera è opportuno che la concluda; prendere il trentuno, (antiq.) andarsene; battere il trentuno, (antiq.) fuggire    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero trentuno.
treonina   s.f.  (chim.) amminoacido ossidrilato a quattro atomi di carbonio, costituente di quasi tutte le proteine, essenziale per gli organismi animali.
trepang   s.m.  (gastr.) piatto a base di oloturie, di origine orientale.
trepestio   s.m.  (tosc.) calpestio confuso.
trepidante   part. pres.  di trepidare   agg.  che è pieno di ansia e timore: aspettava la notizia tutto trepidante; lo seguiva con affetto trepidante  § trepidantemente avv.  (non com.) con trepidazione.
trepidanza   s.f.  (lett.) l'essere trepidante; trepidazione.
trepidare   v. intr.  [io trèpido ecc. ; aus. avere] provare ansia e timore: la madre trepidava per la sorte del figlio. 
trepidazione   s.f.  il trepidare; ansia, pena: stare in trepidazione; attendeva con trepidazione il figlio. 
trepidezza   s.f.  (non com.) trepidazione.
trepido   agg.    • 1 •   (lett.) pieno di ansia e di timore; per estens., che esprime trepidazione, inquietudine: seguiva trepido ogni sua mossa; affetto, sguardo trepido    • 2 •   (poet.) che sembra tremare, vibrare; tremolante: dalle squarciate nuvole / si svolge il sol cadente, / e dietro il monte imporpora / il trepido occidente  (manzoni adelchi) § trepidamente avv.  in modo ansioso e trepidante.
treponema   s.m.  [pl. -mi] (biol.) genere di batteri comprendente alcune specie patogene, fra cui l'agente della sifilide (ord.  spirochetali).
treponti    ⇨ trepponti.
treppicare   v. intr.  [io tréppico, tu tréppichi ecc. ; aus. avere] (pop. tosc.) fare rumore pestando con i piedi; scalpicciare.
treppiede   o treppiedi, s.m.    • 1 •   arnese di cucina costituito da un cerchietto o triangolo di ferro che poggia su tre piedi; serve per sostenere una pentola sul fuoco    • 2 •   (estens.) qualunque sostegno che poggia su tre piedi: il treppiede della macchina fotografica, della mitragliatrice. 
trepponti   o treponti, s.m.  (mar.) vascello con tre ponti di batteria, oltre al ponte di coperta.
trequarti   s.m.    • 1 •   giacca o soprabito da donna che arriva quasi al ginocchio    • 2 •   (med.) strumento chirurgico con cui si praticano punture per estrarre liquidi patologici dalle cavità consiste in una cannula da cui sporge la punta di un'asta metallica che, praticata la puntura, viene sfilata per consentire l'afflusso del liquido    • 3 •   nel gioco del rugby, ciascuno dei quattro giocatori, due al centro e due all'ala, che formano la linea di attacco.
treruote   s.m. invar.  motoveicolo con due ruote posteriori e una anteriore, adatto ai terreni accidentati.
tresca   s.f.    • 1 •   (ant.) ballo campagnolo molto vivace che si eseguiva a coppie, saltando e battendo le mani | (estens.) movimento rapido, dimenìo: sanza riposo mai era la tresca / de le misere mani  (dante inf.  xiv, 40-41)    • 2 •   (fig.) intrigo, maneggio occulto e disonesto: ordire, scoprire una tresca.  dim. trescherella  accr. trescona, trescone  (m). pegg. trescaccia    • 3 •   (fig.) relazione amorosa illecita: avere una tresca con qualcuno    • 4 •   (ant.) cattiva compagnia.
trescare   v. intr.  [io trésco, tu tréschi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (ant.) ballare la tresca o una qualsiasi altra danza vivace; per estens., muoversi danzando: lì precedeva al benedetto vaso, / trescando alzato, l'umile salmista  (dante purg.  x, 64-65)    • 2 •   (fig.) ordire una tresca    • 3 •   (fig.) avere una relazione amorosa illecita.
trescone   s.m.  lo stesso che tresca.  dim. tresconcino. 
tresette    ⇨ tressette.
trespolo   s.m.    • 1 •   supporto o sgabello di varia forma che poggia su tre o anche su quattro piedi: il trespolo del pappagallo.  dim. trespoletto, trespolino    • 2 •   (scherz.) veicolo malandato.
tressette   meno bene tresette, pop. tosc. tressetti pl., s.m.  gioco che si fa con quaranta carte, solitamente tra due coppie di giocatori: una partita a tressette. 
treto   s.m.  (bot.) frutto secco la cui deiscenza avviene attraverso pori situati sotto il pistillo o per opercoli laterali (p. e.  papavero).
treviere   s.m.  nei velieri, chi manovra i trevi.
trevigiano    ⇨ trevisano.
trevira   ® s.m. invar.  altro nome commerciale del terilene. 
trevisano   o trevigiano, agg.  di treviso | marca trevigiana, denominazione medioevale, con valore soltanto geografico, di una parte del veneto, i cui confini restano però piuttosto incerti  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di treviso    • 2 •   il territorio di treviso    • 3 •   il dialetto di treviso.
trevo   s.m.  (mar.) in un veliero a vele quadre, la vela inferiore degli alberi di trinchetto e di maestra.
trezza   s.f.  (ant.) treccia.
tri-  tri- primo elemento di parole composte di origine greca, latina o di formazione moderna, che è dal gr. trêis tría  o dal lat. trìs tri°a  'tre'; vale 'di tre, che ha tre, formato di tre' (trisillabo, tridimensionale); in chimica, denota la presenza di una molecola di tre atomi o radicali dello stesso tipo (tricloro) o il verificarsi della medesima proprietà per tre volte (trivalente).
tria   s.f.  altro nome del gioco da tavolo detto filetto. 
triaca   ant. teriaca e utriaca, s.f.  antico medicamento di origine alchimistica costituito da circa trecento ingredienti, al quale si attribuivano poteri straordinari nella cura di moltissime malattie e come antidoto contro il morso dei serpenti (l'elemento fondamentale era la carne di vipera) | anche in usi fig.: le buone opere sono triaca medicinale  (fioretti di s. francesco).
triacanto   s.m.  (bot.) albero ornamentale delle leguminose con lunghe spine rossastre, originario dell'america.
triade   s.f.    • 1 •   complesso di tre elementi che costituiscono un insieme unitario: triade divina, nelle religioni politeistiche, gruppo di tre divinità associate nel culto; la triade capitolina, nell'antica religione romana, giove, giunone e minerva | triade dialettica, (filos.) il nesso dei tre momenti del processo dialettico, cioè tesi, antitesi e sintesi    • 2 •   (mus.) accordo di tre note costituito da due intervalli di terza sovrapposti.
triadico   agg.  [pl. m. -ci] che ha carattere di triade o costituisce una triade: il processo triadico della dialettica hegeliana  | in logica matematica, si dice di relazione a tre termini  s.m.  (ant.) inno della chiesa greca che si cantava in onore della trinità.
trial   s.m. invar.    • 1 •   specialità del motociclismo sportivo le cui competizioni si svolgono su percorsi molto accidentati; i piloti non possono mai mettere i piedi a terra, non devono cadere o lasciare spegnere il motore, altrimenti incorrono in penalità | (estens.) la motocicletta usata per tale specialità    • 2 •   nell'ippica, corsa di prova    • 3 •   in atletica, serie di gare in preparazione di importanti incontri internazionali.
triale   agg.  e s.m.  si dice di numero grammaticale che indica tre persone o tre cose; si incontra in talune lingue indigene australiane.
trialismo   s.m.  negli anni precedenti la prima guerra mondiale, corrente politica interna alla monarchia austro-ungarica, che propugnava la creazione di un terzo stato autonomo, slavo, accanto a quelli dell'austria e dell'ungheria | (estens.) sistema politico che aggrega tre gruppi (etnici, religiosi ecc.) distinti.
trialista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] motociclista che pratica il trial.
trialistico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al trialismo.
triangolare   (1) agg.    • 1 •   che ha tre angoli; che ha forma di triangolo: figura triangolare; uno scialle triangolare    • 2 •   (fig.) che interessa tre parti: accordo triangolare | (incontro) triangolare, (sport) disputato fra tre squadre o fra le rappresentative di tre nazioni diverse: un triangolare di atletica leggera. 
triangolare   (2) v. tr.  [io triàngolo ecc. ; aus. avere] in geodesia e in topografia, rilevare per mezzo di una triangolazione: triangolare una zona  | v. intr.  [aus. avere] nel gioco del calcio, effettuare una triangolazione.
triangolarità   s.f.  (non com.) l'essere triangolare.
triangolazione   s.f.    • 1 •   operazione geodetica e topografica consistente nel rilevamento di zone molto estese di terreno, che si suddividono a fine di misurazione in una rete di triangoli adiacenti    • 2 •   (econ.) rapporto commerciale internazionale che comporta l'intervento di un intermediario residente in un paese diverso da quello dell'esportatore o dell'importatore, con funzioni anche di finanziatore dell'uno o dell'altro    • 3 •   nel gioco del calcio, serie di passaggi consecutivi fra giocatori della stessa squadra che disegna una sorta di triangolo.
triangolo   s.m.    • 1 •   (geom.) poligono avente tre lati e tre angoli: triangolo equilatero, isoscele, scaleno, che ha rispettivamente tutti e tre i lati uguali, due o nessuno; triangolo acutangolo, rettangolo, ottusangolo, che ha rispettivamente tutti e tre gli angoli acuti, uno retto, uno ottuso; triangolo sferico, parte di superficie sferica delimitata da tre archi di cerchio massimo intersecantisi. dim. triangoletto, triangolino    • 2 •   qualunque oggetto, elemento o disegno a forma di triangolo: un triangolo di stoffa, di terreno  | pannolino per neonati a forma di triangolo, in uso fino a qualche tempo fa    • 3 •   insieme di tre elementi disposti in modo da costituire i vertici di un ideale triangolo: triangolo industriale, la zona compresa fra le città di torino, milano e genova, che è quella più industrializzata del territorio italiano | triangolo della morte, zona dell'oceano atlantico, nei pressi dei caraibi, dove si sono verificate sciagure navali e aeree sulle cui cause non è stato sempre possibile fornire spiegazioni plausibili | triangolo coniugale, (fig.) situazione che si viene a creare quando uno dei due coniugi ha una relazione extraconiugale    • 4 •   (mus.) strumento a percussione dal suono acuto, costituito da una sbarra di metallo piegata a triangolo su cui si batte con una bacchetta dello stesso metallo    • 5 •   lima a sezione triangolare.
triarchia   s.f.  (non com.) potere congiunto di tre persone o tre partiti.
triario   s.m.  (st.) soldato romano che combatteva nella terza fila della legione.
trias   s.m.  (geol.) il più antico periodo dell'era mesozoica.
triassico   o triasico [tri-à-si-co], agg.  [pl. m. -ci] che è proprio del trias: strato triassico   s.m.  il trias.
triathlon   o triatlon, s.m.  disciplina sportiva comprendente tre specialità (nuoto, ciclismo, corsa), le cui prove vengono svolte una di seguito all'altra, senza alcuna sosta.
triatleta   s.m.  [pl. -ti] atleta che pratica il triathlon.
triatlon    ⇨ triathlon.
triatomico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di molecola o di gruppo atomico costituito da tre atomi.
triazina   s.f.  (chim.) composto eterociclico usato come intermedio nella produzione di coloranti ed esplosivi.
tribù   s.f.    • 1 •   (antrop.) raggruppamento sociale in possesso di una relativa omogeneità culturale e linguistica, la cui coesione viene garantita, oltre che da un capo e da ordinamenti comuni, dalla credenza in un antenato fondatore: il popolo ebreo era diviso in tribù; le antiche tribù germaniche    • 2 •   nel mondo greco-romano, raggruppamento di cittadini in base all'appartenenza a gruppi gentilizi    • 3 •   (fig. scherz.) gran numero, moltitudine di persone; in partic., famiglia molto numerosa: è venuto lo zio con tutta la tribù    • 4 •   nella sistematica zoologica, gruppo di rango inferiore all'ordine (talora alla famiglia o al genere); in quella botanica, suddivisione della sottofamiglia.
tribade   s.f.  (non com.) donna lesbica.
tribadismo   s.m.  (non com.) lesbismo.
tribale   agg.  di tribù, che è proprio di una tribù: una società tribale; riti, culti tribali. 
tribalismo   s.m.  (etnol.) organizzazione di un popolo per tribù.
tribasico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto che ha tre gruppi potenzialmente basici (p. e.  l'idrossido di alluminio).
tribbiare    ⇨ trebbiare.
tribo   s.m.  (ant.) tribù.
triboelettricità   s.f.  (fis.) elettrizzazione ottenuta per strofinio.
triboelettrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo alla triboelettricità: fenomeno triboelettrico. 
tribolamento   s.m.  (non com.) il tribolare; pena, sofferenza.
tribolare   ant. e region. tribulare, v. tr.  [io trìbolo ecc.] far soffrire fisicamente o moralmente; affliggere, travagliare: ha un male che lo tribola da molti anni  | v. intr.  [aus. avere] essere travagliato, soffrire molto, penare: ha tribolato tutta la vita  | finire di tribolare, (fam.) si dice di persona che muore dopo aver molto sofferto | tribolarsi v. rifl.  (ant.) affliggersi, darsi pena: comar gemmata, non ti tribolar di me, ché io sto bene  (boccaccio dec.  ix, 10).
tribolato   part. pass.  di tribolare   agg.  afflitto da sofferenze e patimenti: vita tribolata   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi soffre fisicamente o moralmente: un uomo tribolato; non sai tu che dio è l'amico de' tribolati...?  (manzoni p. s.  v) § tribolatamente avv. 
tribolatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi tribola o fa tribolare.
tribolazione   s.f.    • 1 •   il tribolare; la sofferenza di chi è tribolato    • 2 •   ciò che è causa di dolore, di patimenti: le tribolazioni della vita. 
tribolo   s.m.    • 1 •   (bot.) nome di diverse piante spinose | (lett.) pruno, rovo, sterpo: e dai tentati triboli / l'irto cinghiale uscir  (manzoni adelchi)    • 2 •   (mil.) ciascuno degli arnesi metallici provvisti di punte che si spargevano anticamente sul terreno per ostacolare l'avanzata della cavalleria    • 3 •   (fig.) tormento, preoccupazione, angustia: una vita piena di triboli. 
tribologia   s.f.  (mecc.) disciplina che studia i processi di interazione superficiale tra organi in movimento, in partic., l'attrito e l'usura che ne deriva.
triboluminescenza   s.f.  (fis.) debole luminescenza provocata in alcuni corpi da attrito o da altra azione meccanica.
tribometro   s.m.  (mecc.) macchina per la misurazione della resistenza all'usura di materiali soggetti ad attrito radente.
tribordo   s.m.  il lato destro di un'imbarcazione, guardando verso prua; dritta.
tribraco   s.m.  [pl. -chi] nella metrica classica, piede formato da tre sillabe brevi.
tribuire   v. tr.  [io tribuìsco, tu tribuìsci ecc.] (lett.) attribuire, tributare.
tribulare    ⇨ tribolare.
tribuna   s.f.    • 1 •   posto elevato dal quale gli oratori parlano al pubblico: salire sulla tribuna.  dim. tribunetta    • 2 •   palco riservato a determinate categorie di persone o al pubblico in assemblee, congressi e sim.: la tribuna delle autorità, della stampa  | (fig.) nome di rubriche giornalistiche radiofoniche o televisive che ospitano dibattiti e discussioni: tribuna politica, elettorale, sindacale    • 3 •   costruzione in legno o in muratura intorno ai campi sportivi, generalmente a gradinata, dove prendono posto gli spettatori: tribuna centrale, laterale, coperta    • 4 •   nelle basiliche paleocristiane, l'intero spazio del presbiterio e dell'abside, comprese le cappelle a raggiera che se ne dipartono.
tribunale   s.m.    • 1 •   il luogo, l'edificio in cui hanno sede gli uffici giudiziari: recarsi in tribunale  | sedere in tribunale, (fig.) fare il giudice | trascinare qualcuno in tribunale, (fig.) citarlo in giudizio o querelarlo    • 2 •   l'autorità, il corpo che amministra la giustizia; in partic., organo giudicante composto da tre magistrati, a cui, nell'ambito di una circoscrizione territoriale, compete di giudicare in primo grado le cause civili o penali eccedenti la competenza del pretore (salva la competenza della corte d'assise per i reati più gravi) e in appello rispetto alle sentenze civili del pretore: tribunale civile, penale; tribunale ordinario, speciale, militare, per i minorenni  | tribunale amministrativo regionale  (o tar), organo giudiziario di primo grado del sistema della giustizia amministrativa, istituito in ogni regione | tribunale della libertà, organo istituito nel 1982, al quale chi subisce la carcerazione o un sequestro nella fase delle indagini di un procedimento penale può ricorrere per ottenere la revoca o la modifica del provvedimento | tribunale delle acque, organo giurisdizionale istituito presso le corti d'appello, competente in materie attinenti alle acque pubbliche | tribunale ecclesiastico, organo della chiesa che giudica secondo il diritto canonico | tribunale del popolo, denominazione di antichi organi giudicanti; l'espressione è stata riesumata negli anni settanta dalle organizzazioni terroristiche di sinistra, che così definivano i loro organi che avevano la pretesa di emettere sentenze in nome del popolo    • 3 •   (fig.) ente cui si deve render conto del proprio operato: il tribunale della storia, della coscienza, di dio  | il tribunale della confessione, il confessionale o la confessione stessa.
tribunalesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) di, da tribunale: oratoria tribunalesca. 
tribunalizio   agg.  (antiq.) di, da tribunale; tribunalesco.
tribunato   s.m.  (st.) l'ufficio e la dignità di tribuno; il collegio dei tribuni e il periodo di permanenza nella carica: il tribunato di caio gracco. 
tribunesco   agg.  [pl. m. -schi] (spreg.) da tribuno; ampolloso, retorico: eloquenza tribunesca  | demagogico: piglio tribunesco. 
tribunizio   agg.  di tribuno, dei tribuni: potestà tribunizia, in roma antica, il potere dei tribuni della plebe | (spreg.) tribunesco.
tribuno   s.m.    • 1 •   in roma antica, titolo di vari magistrati: tribuno della plebe, quello che difendeva i diritti della plebe contro gli abusi dei patrizi; tribuno militare, comandante della fanteria nella legione romana; tribuno dell'erario, quello che riscuoteva i tributi e pagava i soldati | (estens.) in epoca medievale e moderna, membro di particolari magistrature, anche straordinarie: il tribuno cola di rienzo    • 2 •   (fig.) uomo politico dotato di eloquenza trascinante | (spreg.) politicante che sfrutta le proprie capacità oratorie a fini demagogici    • 3 •   un tempo, in alcune università italiane, lo studente anziano che era a capo delle organizzazioni goliardiche.
tributare   v. tr.  dare, rendere come omaggio: tributare onori, lodi. 
tributario   agg.    • 1 •   che concerne i tributi, le tasse, le imposte: diritto tributario; riforma, anagrafe tributaria; reato tributario, violazione delle leggi riguardanti la materia dei tributi | (polizia) tributaria, incaricata di accertare la violazione delle leggi fiscali    • 2 •   che è soggetto al pagamento di un tributo o di tributi: le popolazioni tributarie    • 3 •   si dice di un fiume che versa le sue acque in un altro fiume o in un lago: il ticino è tributario del po. 
tributarista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è specialista di diritto tributario; che, chi si occupa di problemi tributari.
tributaristico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo al diritto tributario.
tributilfosfato   s.m.  (chim.) estere dell'acido fosforico con l'alcol butilico, usato come plastificante e come mezzo di separazione e purificazione di diversi metalli, fra cui l'uranio.
tributo   (1) agg.  solo nella loc. comizi tributi, assemblee dell'antica roma nelle quali si votava per tribù.
tributo   (2) s.m.    • 1 •   nella roma antica, contributo obbligatorio a cui erano assoggettati i cittadini, e che lo stato prelevava per tribù    • 2 •   (dir.) prestazione in denaro dovuta obbligatoriamente dal contribuente allo stato o ad altro ente pubblico dotato di potere d'imposizione fiscale: tributi erariali, regionali; assoggettare a un tributo; imporre, riscuotere tributi; esonerare dal pagamento di un tributo    • 3 •   (fig.) tutto ciò che si fa, si dice, si offre come cosa doverosa, o dovuta anche per assolvere a un obbligo di ordine morale: tributo di riconoscenza, di sangue; tributo di lodi, di omaggi    • 4 •   (poet.) l'acqua di un affluente o di un immissario: ed adda e gli altri onde tributo prende  (ariosto o. f.  xxxvii, 92).
tric   inter.  voce onom. per indicare il rumore di un oggetto che scricchiola o si incrina.
tricalcite   s.f.  (min.) arseniato idrato di rame, di colore verde o verde bluastro.
tricamere   agg.  e s.m. invar.  nel linguaggio degli annunci economici, si dice di appartamento costituito da tre camere.
tricche tracche   inter.  forma tosc. per tric trac. 
tricefalo   agg.  (lett.) che ha tre teste, che è raffigurato con tre teste: divinità tricefala; mostro tricefalo. 
triceratopo   s.m.  rettile del cretaceo di grandi dimensioni, caratterizzato da testa munita di tre corni, uno mediano e due sopra gli occhi.
tricheco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   mammifero dei mari artici, con corpo tozzo e pelo bruno-grigiastro, zampe trasformate in pinne, testa piccola e canini sporgenti come zanne; viene cacciato per la pelle, il grasso e l'avorio (ord.  carnivori)    • 2 •   (scherz.) detto di persona con lunghi baffi spioventi o di corporatura grassa e tozza.
trichiasi   s.f.  (med.) deviazione delle ciglia verso il globo oculare.
trichina   s.f.  piccolissimo verme filiforme dei nematodi, parassita intestinale dell'uomo e di altri mammiferi, le cui larve, attraverso il circolo sanguigno, raggiungono i muscoli, dove si incistano; se ne resta infestati mangiando carne cruda di maiale contenente le larve.
trichinosi   s.f.  (med.) malattia parassitaria provocata dall'ingestione di carne suina infestata dalla trichina; si manifesta con febbre, dolori muscolari, nausea e diarrea.
trichomonas   s.m. invar.  (zool.) genere di protozoi flagellati, alcuni dei quali sono parassiti dell'uomo; sono causa di vaginiti.
trich trach    ⇨ tric trac.
triciclo   s.m.    • 1 •   veicolo a tre ruote, a pedali o con un piccolo motore, fornito di una piattaforma o di una cassa per il trasporto di merci    • 2 •   sorta di bicicletta a tre ruote usata dai bambini.
tricipite   agg.  (lett.) che ha tre teste: mostro tricipite   agg.  e s.m.  (anat.) si dice di muscolo composto di tre corpi muscolari (capi): tricipite del braccio, quello che occupa la parte posteriore del braccio; tricipite della gamba, quello che costituisce il polpaccio.
tricliniare   agg.  del triclinio.
triclinio   s.m.    • 1 •   nella roma antica, l'insieme dei tre divani a tre posti, collocati lungo tre lati della tavola, sui quali si disponevano i commensali; anche, ciascuno dei tre divani    • 2 •   la sala da pranzo dell'antica casa romana.
triclino   agg.  e s.m.  in cristallografia, si dice di uno dei sette sistemi cristallini e dei cristalli a esso appartenenti.
tricloroetilene   s.m.  (chim.) idrocarburo derivato dall'etilene, con tre atomi di cloro al posto di tre di idrogeno, usato come solvente e smacchiante con il nome commerciale di trielina.
triclorofenolo   s.m.  (chim.) composto organico con tre atomi di cloro, usato come fungicida, battericida e diserbante.
triclorometano   s.m.  (chim.) idrocarburo derivato dal metano con tre atomi di cloro al posto di tre di idrogeno; è usato nell'industria come solvente e in medicina come anestetico generale, con il nome di cloroformio.
tricloruro   s.m.  (chim.) nome generico di ogni composto contenente tre atomi di cloro.
trico-  trico- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, formate modernamente dal gr. thríx trichós  'pelo, capello'; vale 'pelo, capello; peluria, lanugine' e sim. (tricofobia, tricotomia).
tricocefalo   s.m.  verme dei nematodi, parassita dell'intestino cieco, dell'appendice e del colon dell'uomo.
tricofito   s.m.  (biol.) genere di funghi parassiti che provocano affezioni cutanee.
tricofizia   s.f.  (med.) affezione cutanea causata dai tricofiti.
tricofobia   s.f.  (psicol.) repulsione morbosa per peli, pellicce e tutto ciò che presenta villosità.
tricoglosso   s.m.  (zool.) genere di pappagalli dell'australia e dell'arcipelago malese, con piumaggio variopinto e becco breve dalla caratteristica lingua sfrangiata in punta (ord.  psittaciformi).
tricologia   s.f.  [pl. -gie] branca della medicina che studia la struttura, le funzioni e le malattie dei peli e dei capelli.
tricologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla tricologia.
tricologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di tricologia.
tricoloma   s.m.  [pl. -mi] (bot.) genere di funghi con gambo corto e gonfio, cappello carnoso variamente colorato (fam.  agaricacee).
tricolore   agg.    • 1 •   che ha tre colori: bandiera tricolore  | maglia tricolore, maglia indossata dai ciclisti vincitori di un campionato italiano; per estens., il titolo di campione d'italia, anche in altri sport    • 2 •   (fig.) nel linguaggio del giornalismo politico, formato da tre partiti: governo tricolore   s.m.  bandiera di tre colori; per antonomasia, la bandiera italiana: issare il tricolore. 
tricoma   s.m.  [pl. -mi]    • 1 •   (zool.) pelo o setola; ciuffo di peli    • 2 •   (bot.) pelo    • 3 •   (med.) entropion | plica polonica.
triconosi   s.f.  (med.) lo stesso che tricosi, nel sign. 2.
triconsonantico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) costituito da tre consonanti: nesso triconsonantico. 
tricoptilosi   s.f.  (med.) fenditura longitudinale dei peli (spec. i capelli) per eccessiva secchezza.
tricordo   o tricorde, agg.  (lett.) che ha tre corde: arco tricordo. 
tricorne   agg.  (lett.) che ha tre corna.
tricorno   s.m.    • 1 •   antico cappello a tre punte    • 2 •   il berretto a tre spicchi usato dagli ecclesiastici.
tricosi   s.f.  (med.)    • 1 •   presenza di peli in regioni del corpo che normalmente ne sono prive    • 2 •   qualsiasi malattia che interessa l'apparato pilifero; triconosi.
tricot   s.m. invar.  tessuto o indumento lavorato a maglia.
tricotomia   (1) s.f.  (med.) rasatura dei peli o dei capelli presenti nella parte del corpo sulla quale il chirurgo deve operare.
tricotomia   (2) s.f.  divisione in tre parti.
tricotteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di insetti dal corpo allungato, con antenne filiformi e quattro ali membranose coperte da una lieve peluria; le larve, per lo più acquatiche, si fabbricano involucri con detriti, sassolini, fili di seta ecc. | sing.  [-o] ogni insetto di tale ordine.
tricromia   s.f.    • 1 •   procedimento di riproduzione a stampa di un'immagine a colori mediante la sovrapposizione di tre matrici inchiostrate con i tre colori fondamentali, rosso, giallo e blu    • 2 •   (estens.) la riproduzione ottenuta mediante tale procedimento.
tric trac   o tric-trac, antiq. trich trach, inter.  voce onom. che riproduce una successione ravvicinata di due rumori secchi  s.m.    • 1 •   l'alternarsi di due rumori secchi: si udiva il tric trac degli zoccoli sul pavimento    • 2 •   gioco di dadi che si fa con una apposita tavola; backgammon, tavola reale: con questi io m'ingaglioffo per tutto dì giuocando a... trich trach  (machiavelli)    • 3 •   (dial.) petardo che esplode in una serie di colpi consecutivi.
tricuspidale   agg.  che termina con tre cuspidi o punte | facciata tricuspidale, (arch.) facciata a tre cuspidi, frequente nelle chiese gotiche.
tricuspidato   agg.  fatto a tre punte.
tricuspide   agg.  che ha tre cuspidi, che termina a tre punte: freccia tricuspide  | valvola tricuspide, (anat.) quella che mette in comunicazione l'atrio e il ventricolo destro del cuore.
tridacna   s.f.    • 1 •   gigantesco mollusco dei mari tropicali con la conchiglia divisa in due valve a forma di ventaglio (cl.  lamellibranchi)    • 2 •   specie di ostrica di grosse dimensioni.
tridentato   agg.    • 1 •   (lett.) armato di tridente | il dio tridentato, per antonomasia, nettuno    • 2 •   (non com.) provvisto di tre denti o tre punte: foglia tridentata. 
tridente   s.m.  forcone con tre denti o rebbi | in mitologia, è attributo del dio nettuno.
tridentino   agg.  (lett.) di trento, trentino: concilio tridentino  | venezia tridentina, oggi, la regione ufficialmente denominata trentino-alto adige.
tridimensionale   agg.  a tre dimensioni: immagine tridimensionale | cinema tridimensionale, sistema di ripresa e di proiezione mediante il quale si dà allo spettatore l'impressione di vedere le immagini in rilievo, cioè dotate di tre dimensioni § tridimensionalmente avv. 
tridimensionalità   s.f.  la proprietà di ciò che è tridimensionale.
triduano   agg.  (rar.) di tre giorni, che dura tre giorni.
triduario   agg.  relativo a un triduo: rito triduario. 
triduo   s.m.  nel culto cattolico, ciclo di preghiere che dura tre giorni in preparazione a una festa o per impetrare una grazia.
triedrico   agg.  [pl. m. -ci] (geom.) del triedro; che ha forma di triedro.
triedro   s.m.  (geom.) angoloide con tre facce e tre spigoli.
triegua    ⇨ tregua.
trielina   s.f.  (chim.) nome commerciale del tricloroetilene.
triennale   agg.    • 1 •   che dura tre anni: contratto, corso triennale    • 2 •   che avviene, si fa ogni tre anni: mostra triennale di pittura   s.f.  manifestazione che si organizza ogni tre anni: la triennale di milano  § triennalmente avv.  ogni tre anni.
trienne   agg.  (non com.) che ha tre anni.
triennio   s.m.  periodo di tempo di tre anni.
triera    ⇨ triere.
trierarca   o trierarco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   nell'antica atene e in altre città greche, il cittadino ricco che era tenuto all'armamento di una trireme e al mantenimento dell'equipaggio    • 2 •   in roma antica, comandante di una nave minore.
trierarchia   s.f.  nell'antica grecia, la prestazione a cui era sottoposto un trierarca.
trierarco    ⇨ trierarca.
triere   o triera, s.f.  (lett. rar.) trireme: né so dove guidi le ignote triere / che sotto le stelle sobbalzano nere  (pascoli).
triestino   agg.  di trieste  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di trieste    • 2 •   il dialetto di trieste.
trieterico   agg.  [pl. m. -ci] che avviene, si fa ogni terzo anno, cioè ogni due anni: feste trieteriche, nell'antica grecia, quelle che si celebravano appunto ad anni alterni.
trifase   agg.  [pl. - si, meglio che - se] che ha tre fasi | sistema trifase, (elettr.) quello costituito da tre correnti alternate, ciascuna delle quali è sfasata di un terzo di periodo rispetto alle altre due.
trifasico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. , fis.) che ha tre fasi, che avviene in tre fasi; che si riferisce a tre fasi: sistema trifasico, sistema trifase | (pillola) trifasica, (med.) si dice di antifecondativo a basso contenuto ormonico e a dosaggio diverso in relazione alle tre fasi del ciclo mestruale.
trifauce   agg.  (lett.) che ha tre fauci, tre gole | nella mitologia, attributo di cerbero: farò fuggir plutone e satanasso / e 'l can trifauce leverò dal pass o (ariosto o. f.  xxxiv, 5).
trifenilmetano   s.m.  (chim.) idrocarburo aromatico derivato dal metano, con tre gruppi fenilici al posto di tre atomi di idrogeno, da cui deriva un'importante classe di coloranti.
trifido   agg.  (lett.) che è diviso in tre parti, che ha tre punte.
trifilite   s.f.  (min.) fosfato di litio, ferro e manganese; è uno dei minerali utili per l'estrazione del litio.
trifogliaio   s.m.  (non com.) terreno, appezzamento coltivato a trifoglio.
trifogliato   agg.    • 1 •   (bot.) si dice di foglia composta da tre foglioline    • 2 •   mescolato con trifoglio: fieno trifogliato. 
trifoglio   s.m.  pianta erbacea con foglie composte di tre o, assai raramente, quattro foglioline, e con fiori rossi, violetti, bianchi o gialli (fam.  leguminose). dim. trifoglino  accr. trifoglione. 
trifola   s.f.  (sett.) tartufo.
trifolare   v. tr.  [io trìfolo ecc.] tagliare a fettine sottili, come si tagliano i tartufi, la carne o le verdure e cuocerle in aglio, olio e prezzemolo.
trifolato   part. pass.  di trifolare   agg.  nel sign. del verbo: rognone trifolato; funghi, zucchini trifolati. 
trifora   s.f.  finestra a tre luci divise da pilastri o colonnine | usato anche come agg.  : finestra trifora. 
triforcare   v. tr.  [io trifórco, tu trifórchi ecc.] (non com.) dividere l'estremità di qualcosa in tre parti, in tre punte | triforcarsi v. rifl.  diramarsi, dividersi in tre parti: un ramo che in cima si triforca. 
triforcazione   s.f.  (non com.) il triforcare, il triforcarsi; il punto in cui qualcosa si triforca.
triforcuto   agg.  che termina con tre punte.
triforio   s.m.  (arch.) nelle chiese romaniche e soprattutto gotiche, galleria a trifore che corre sopra le navate laterali.
triforme   agg.  (lett.) che ha tre forme, che si presenta con tre aspetti diversi; nella mitologia classica, è epiteto di diana, venerata anche come luna o ecate: o santa dea, che dagli antiqui nostri / debitamente sei detta triforme  (ariosto o. f.  xviii, 184).
triga   s.f.  (ant.) cocchio a tre cavalli.
trigamia   s.f.  la condizione di chi è trigamo.
trigamo   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi ha contemporaneamente tre mogli    • 2 •   (non com.) che, chi ha avuto successivamente tre mogli.
trigemino   agg.  si dice di parto con tre nati; anche, di ciascuno dei nati da un tale parto  agg.  e s.m.  (anat.) si dice del quinto paio dei nervi cranici, suddiviso in tre rami (nervo oftalmico, nervo mascellare e nervo mandibolare); presiede alla sensibilità della faccia e della metà anteriore della testa, e innerva i muscoli masticatorii: nevralgia del trigemino. 
trigesimo   agg.  (lett.) trentesimo  s.m.  il trentesimo giorno dopo la morte | ufficio religioso che si celebra per un defunto nel trentesimo giorno dalla sua morte.
triglia   s.f.  pesce di mare lungo fino a 40 cm e di color rossiccio, col muso allungato dal profilo obliquo; ha carni pregiate (ord.  perciformi): triglia di scoglio, di fango  | far l'occhio di triglia, (fig. scherz.) guardare con occhio languido, da innamorato. dim. triglietta, trigliettina, trigliolina  accr. trigliona. 
trigliceride   s.m.  (chim.) gliceride in cui tutti e tre i gruppi alcolici della glicerina risultano esterificati; sono i grassi neutri e la loro determinazione nel sangue ha importanza diagnostica.
triglidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci teleostei di colore bruno o rossastro, di cui alcune specie sono diffuse nel mediterraneo col nome di (pesce) cappone  | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
triglifo   s.m.  (arch.) elemento decorativo del fregio dorico, costituito da una lastra quadrangolare di pietra o terracotta, con tre scanalature verticali; si alterna con le metope.
trigonale   agg.    • 1 •   che ha forma di piramide triangolare    • 2 •   in cristallografia, si dice di uno dei sette sistemi di simmetria e dei cristalli a esso relativi.
trigonella   s.f.  pianta erbacea con foglie composte da tre foglioline e fiori bianchi o giallognoli raccolti in grappolo (fam.  leguminose).
trigono   agg.  che ha tre angoli  s.m.    • 1 •   struttura anatomica a forma triangolare: trigono acustico, cardiaco, cerebrale, vescicale    • 2 •   in astrologia, configurazione planetaria tale che due pianeti si trovano a una distanza angolare di 120°    • 3 •   sorta di arpa di forma triangolare che dall'antico egitto si diffuse prima in grecia e poi a roma.
trigonometria   s.f.  parte della matematica che, utilizzando le relazioni intercorrenti fra i lati e gli angoli di un triangolo, si propone di calcolare i valori di tutti gli elementi di un triangolo quando ne siano noti tre, fra cui almeno un lato | trigonometria sferica, parte della matematica che studia le relazioni tra gli elementi dei triangoli sferici.
trigonometrico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla trigonometria; che è ottenuto secondo le regole della trigonometria: funzioni trigonometriche; misurazione trigonometrica; risoluzione trigonometrica di un problema  § trigonometricamente avv.  dal punto di vista della trigonometria; per mezzo della trigonometria.
trigramma   s.m.  [pl. -mi] (ling.) successione di tre lettere indicanti un solo fonema (p. e.  il gruppo sci  di sciopero  rappresenta il fonema /s/).
trilaterale   agg.    • 1 •   che ha tre lati; trilatero    • 2 •   (fig.) che concerne tre parti: accordo trilaterale, stipulato fra tre contraenti.
trilatero   agg.  e s.m.  (geom.) si dice di figura che è provvista di tre lati.
trilineare   agg.  che è formato di tre linee.
trilingue   agg.    • 1 •   che è scritto in tre lingue: un testo trilingue    • 2 •   che comprende o parla tre lingue: un interprete trilingue    • 3 •   si dice di territorio o paese in cui si parlano tre lingue: regione trilingue. 
trilinguismo   s.m.  uso abituale di tre lingue da parte di un individuo o all'interno di una comunità, di una regione.
trilione   s.m.  numero cardinale equivalente a un milione di bilioni; in francia e negli stati uniti equivale a mille bilioni.
trilite   s.m.  (arch.) sistema costruttivo costituito da due elementi verticali che sorreggono un architrave.
trillare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (mus.) eseguire un trillo    • 2 •   emettere un trillo, dei trilli: gli usignoli trillavano  | v. tr.  (mus.) eseguire con il trillo: trillare una nota. 
trillato   part. pass.  di trillare  agg.  (mus.) eseguito col trillo: una nota trillata. 
trillo   s.m.    • 1 •   (mus.) rapido alternarsi di una nota con un'altra superiore o, più raramente, inferiore di un tono o di un semitono: il trillo del violino; eseguire una serie di trilli  | il trillo del diavolo, titolo di una sonata per violino di giuseppe tartini (1692-1770)    • 2 •   (estens.) ogni suono o canto che assomiglia al trillo musicale: il trillo del campanello, dell'allodola. 
trilobato   agg.  che ha tre lobi: foglia trilobata; arco trilobato. 
trilobiti   s.f. pl.  (zool.) classe di artropodi marini fossili, con il corpo diviso longitudinalmente e trasversalmente in tre parti; è di grande importanza stratigrafica per l'era paleozoica | sing.  [-e] ogni crostaceo di tale classe.
trilogia   s.f.  nella grecia antica, insieme di tre tragedie di uno stesso autore su uno stesso soggetto: l'orestea è una trilogia di eschilo  | (estens.) complesso di tre opere teatrali o poetiche o narrative ben connesse per tematica o stile: la trilogia dantesca, la divina commedia, divisa in inferno, purgatorio e paradiso.
trilustre   agg.  (lett.) che ha tre lustri; che dura tre lustri, cioè quindici anni: continuando il mio sospir trilustre  (petrarca canz.  cxlv, 14).
trim   s.m. invar.    • 1 •   (mar.) lo stesso che cassa d'assetto    • 2 •   (aer.) dispositivo, manovrabile dal pilota, che consente di stabilizzare l'assetto del velivolo.
trimalcionico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) sontuoso, abbondante, ma di cattivo gusto, detto spec. di banchetto.
trimarano   s.m.  imbarcazione a vela analoga al catamarano, ma con tre scafi.
trimembre   agg.  (lett.) formato di tre membri.
trimestrale   agg.    • 1 •   che dura tre mesi: abbonamento trimestrale    • 2 •   che avviene o si fa ogni tre mesi: pubblicazione, pagamento trimestrale  § trimestralmente avv.  ogni trimestre, ogni tre mesi: spedire, ricevere trimestralmente una rivista. 
trimestralizzare   v. tr.  suddividere in trimestri, rendere trimestrale una scadenza.
trimestralizzazione   s.f.  suddivisione trimestrale di una scadenza: la trimestralizzazione del pagamento delle quote. 
trimestre   s.m.    • 1 •   periodo di tempo di tre mesi    • 2 •   ciascuno dei tre periodi in cui, presso alcune scuole, viene suddiviso l'anno scolastico    • 3 •   (estens.) rata che si paga o si riscuote ogni tre mesi o per tre mesi: versare un trimestre d'affitto anticipato   agg.  (lett.) trimestrale.
trimetro   agg.  e s.m.  nella metrica classica, si dice di successione di tre metri o dipodie che forma un verso: trimetro giambico, il più comune, che è costituito da tre metri, cioè da sei piedi giambici.
trimotore   agg.  che ha tre apparati motori  s.m.  aeroplano con tre apparati motori.
trimpellare   v. intr.  [io trimpèllo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) strimpellare    • 2 •   (pop. tosc.) vacillare, reggersi male sulle gambe | (fig.) essere indeciso, esitare.
trimpellio   s.m.  (pop. tosc.) tentennamento, vacillamento.
trimurti   s.f.  (relig.) la triade divina dell'induismo, costituita da brahma, visnù e siva rispondenti alle tre funzioni di dio, cioè di creare, conservare e riassorbire l'universo.
trina   s.f.  merletto, pizzo | sembrare una trina, si dice di lavoro eseguito con finezza e precisione. dim. trinetta, trinettina. 
trinacrio   agg.  (lett.) della trinacria, antico nome della sicilia.
trinaia   s.f.  (non com.) merlettaia.
trinare   v. tr.  (non com.) guarnire con trine: trinare un capo di biancheria. 
trinato   (1) part. pass.  di trinare   agg.  (non com.) adorno, guarnito di trine.
trinato   (2) agg.  (non com.) disposto a tre a tre: semina a file trinate, fatta su tre solchi vicini paralleli | torre trinata, (mar.) torre di una nave da guerra armata con tre cannoni; serie di tre cannoni collocati in un'unica torre.
trinca   s.f.  (mar.) legatura molto salda effettuata mediante cavo o catena, per fissare oggetti mobili a parti stabili della nave | nuovo di trinca, (fig.) nuovissimo | tagliare di trinca, (fig. non com.) di netto.
trincare   (1) v. tr.  [io trinco, tu trinchi ecc.] (mar.) legare strettamente con una o più trinche.
trincare   (2) v. tr.  [io trinco, tu trinchi ecc.] (fam.) bere alcolici con avidità e abbondantemente (anche assol.): trincare un litro di vino; gli piace trincare. 
trincarino   s.m.  (mar.) serie di tavole di legno o di lamiera poste internamente e longitudinalmente allo scafo con la funzione di collegare i bagli alla murata.
trincata   s.f.  (fam.) abbondante bevuta di vino o di altre bevande alcoliche.
trincato   agg.  (ant.) scaltro, smaliziato: questi frati son trincati, astuti  (machiavelli).
trincatore   s.m.  [f. -trice] (scherz.) chi trinca volentieri; bevitore.
trincatura   s.f.  (mar.) legatura robusta eseguita con una o più trinche.
trincea   ant. trincera e trinciera, s.f.    • 1 •   (mil.) opera di fortificazione consistente in un fosso scavato nel terreno e difeso da un parapetto, che protegge gli uomini dal tiro delle armi leggere dei nemici e da cui si indirizza il fuoco contro di essi: guerra di trincea, guerra statica, di posizione | (estens.) il fronte di guerra: andare in trincea  | essere in trincea, (fig.) trovarsi in posizione di difesa, operare in condizioni difficili    • 2 •   scavo praticato nel terreno per costruire una strada o una ferrovia a un livello più basso del terreno circostante.
trinceramento   s.m.    • 1 •   il trincerare, il trincerarsi, l'essere trincerato    • 2 •   (mil.) fortificazione, luogo munito di trincee | insieme di trincee.
trincerare   v. tr.  [io trincèro ecc.] munire di una o più trincee; difendere mediante trincee: trincerare una posizione; campo trincerato  | trincerarsi v. rifl.    • 1 •   ripararsi in una trincea: i soldati si trincerarono    • 2 •   (fig.) farsi scudo, farsi schermo di qualcosa: gli accusati si trincerarono nel silenzio; trincerarsi dietro il segreto d'ufficio. 
trincerista   s.m.  [pl. -sti] soldato che combatte in una trincea.
trincerone   s.m.  (ant.) larga trincea munita di robusto parapetto, di fossato e di altri ripari.
trincettata   s.f.  colpo di trincetto; taglio fatto con un trincetto.
trincetto   s.m.  strumento usato dai calzolai per tagliare il cuoio, costituito da una lama d'acciaio leggermente curva, con il tagliente obliquo.
trinchettina   s.f.  (mar.) in un veliero con più fiocchi, la vela prodiera più bassa e interna | trinchettina di fortuna, vela di taglio che, quando il veliero è costretto a navigare alla cappa per il maltempo, viene alzata al posto della trinchettina normale a uno strallo più interno.
trinchetto   s.m.  (mar.)    • 1 •   in un veliero con tre o più alberi, il primo albero dal lato di prora    • 2 •   pennone più basso dell'albero di trinchetto | la vela inferiore e più ampia dell'albero di trinchetto, inferita a tale pennone.
trinciafoglia   s.m. invar.  arnese usato in bachicoltura per tagliare finemente le foglie del gelso.
trinciaforaggi   s.m. invar.  macchina agricola usata per tagliare e sminuzzare i foraggi.
trinciamento   s.m.  (non com.) il trinciare, il trinciarsi, l'essere trinciato.
trinciante   (1) part. pres.  di trinciare   agg.  che trincia, tagliente  s.m.    • 1 •   grosso coltello per tagliare carni o altre vivande    • 2 •   (ant.) scalco.
trinciante   (2) s.m.  (ant.) grande fazzoletto ricamato o variamente adorno, che le donne portavano sul capo o anche al collo. dim. trinciantino. 
trinciapaglia   s.m. invar.  dispositivo per tagliare e sminuzzare la paglia, generalmente applicato alla trebbiatrice.
trinciapollo   o trinciapolli, s.m.  sorta di robuste forbici provviste di molla, usate per tagliare in pezzi minuti polli, conigli, lepri e altri animali sim. cucinati interi, prima di servirli in tavola.
trinciare   v. tr.  [io trìncio ecc.] tagliare in piccoli pezzi o a strisce sottili: trinciare il pollo; trinciare le foglie di tabacco  | trinciare i panni addosso a qualcuno, (fig.) parlarne male, spettegolare | trinciare l'aria con i gesti, (fig.) fare dei gesti ampi e rapidi; gesticolare in modo vistoso | trinciare giudizi, (fig.) giudicare persone o cose in modo avventato e con presunzione | trinciarsi v. rifl.  tagliuzzarsi: un tessuto che si trincia facilmente. 
trinciata   s.f.  il trinciare una volta e brevemente, in maniera sommaria: dare una trinciata al tabacco.  dim. trinciatina. 
trinciato   part. pass.  di trinciare   agg.  tagliuzzato, sminuzzato: paglia, stoffa trinciata   s.m.    • 1 •   tabacco tagliato a strisce sottili per sigarette o per pipa: trinciato dolce, forte    • 2 •   (arald.) scudo diviso diagonalmente da una linea.
trinciatore   agg.  [f. -trice] (non com.) che trincia, che serve per trinciare  s.m.    • 1 •   [f. -trice] operaio addetto alla trinciatura del tabacco    • 2 •   (ant.) persona addetta a trinciare le carni prima di servirle in tavola; scalco.
trinciatrice   s.f.  nome generico di varie macchine usate per sminuzzare materiali.
trinciatuberi   s.m.  e f. invar.  macchina agricola che, mediante dispositivo a tamburo, a disco o a cilindro rotante, munito di lame dentate, provvede a trinciare tuberi e radici.
trinciatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del trinciare    • 2 •   il materiale trinciato: trinciatura di tabacco. 
trinciera    ⇨ trincea.
trincio   s.m.  (non com.) il punto in cui una stoffa è trinciata; taglio, sdrucitura.
trincone   s.m.  [f. -a] (scherz.) gran bevitore, ubriacone. pegg. trinconaccio. 
trinellare   v. tr.  [io trinèllo ecc.] (non com.) ornare con trine.
trinellatore   s.m.  dispositivo accessorio delle macchine per cucire, che serve per l'applicazione su stoffa di trine, ricami e sim.
trinità   s.f.    • 1 •   (teol.) dogma fondamentale della fede cristiana, secondo cui il dio che si è rivelato all'uomo per la sua salvezza è uno in tre persone uguali e distinte, il padre, il figlio o verbo e lo spirito santo | la (ss.) trinità, le tre persone divine che la costituiscono    • 2 •   nelle religioni politeistiche, triade.
trinitario   agg.  (teol.) che si riferisce alla trinità: il dogma trinitario   s.m.    • 1 •   membro di un ordine religioso fondato nel sec. xii, votato a uno speciale culto della trinità e al riscatto dei cristiani fatti schiavi dai musulmani    • 2 •   seguace del triteismo.
trinitarismo   s.m.  (teol.) triteismo.
trinitrina   s.f.  (chim.) nome usato in medicina per indicare la nitroglicerina impiegata come farmaco per la terapia sintomatica dell'angina pectoris.
trinitrotoluene   s.m.  (chim.) composto organico trinitrato derivato dal toluene; è un solido usato come esplosivo, anche per usi civili, col nome corrente di tritolo. 
trinitrotoluolo   s.m.  (chim.) vecchia denominazione del trinitrotoluene. 
trino   agg.  (lett.) che è costituito di tre elementi; triplice | è attributo di dio, secondo il dogma cristiano della trinità: dio uno e trino. 
trinomio   s.m.    • 1 •   (mat.) polinomio costituito da tre monomi    • 2 •   (fig.) insieme di tre elementi o di tre termini connessi intimamente tra loro: il trinomio 'liberté, egalité, fraternité' della rivoluzione francese. 
trinundino   s.m.  nell'antichità romana, intervallo di tempo della durata di tre nundine (24 giorni), che doveva intercorrere per legge fra la presentazione dei candidati e le votazioni, fra la promulgazione di una sentenza e la sua esecuzione, e in altre procedure.
trio   s.m.    • 1 •   (mus.) composizione da camera per tre esecutori, generalmente strumentale | complesso cameristico di tre esecutori, vocali o strumentali    • 2 •   (mus.) prassi esecutiva, di derivazione barocca, di contrapporre tre strumenti solisti al resto dell'orchestra; poi, parte centrale del minuetto, dello scherzo o della marcia    • 3 •   (fig.) gruppo di tre persone che svolgono insieme una determinata attività o che sono molto affiatate o che hanno in comune particolari caratteristiche; terzetto (anche scherz.): un celebre trio di attori; quando siete insieme formate davvero un bel trio!. 
triodo   s.m.  (fis.) tubo elettronico a tre elettrodi, cioè il filamento che emette gli elettroni, la griglia che ne controlla il passaggio, e la placca che li raccoglie; è usato spec. come amplificatore di tensione e come generatore di oscillazioni elettriche.
trionfale   ant. triunfale, agg.    • 1 •   di, da trionfo: carro, marcia, ingresso trionfale  | carmi trionfali, canti con cui i soldati romani accompagnavano il trionfo del loro generale, mescolando alle lodi battute scherzose e licenziose    • 2 •   (estens.) degno di un trionfatore; splendido, grandioso: ricevere un'accoglienza trionfale  § trionfalmente avv. 
trionfalismo   s.m.  esaltazione eccessiva dei meriti e dei successi propri o del partito, del gruppo a cui si appartiene: spesso si nascondono le manchevolezze col trionfalismo. 
trionfalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi assume atteggiamenti caratterizzati da trionfalismo.
trionfalistico   agg.  [pl. m. -ci] caratterizzato da trionfalismo: atteggiamento trionfalistico  § trionfalisticamente avv. 
trionfante   part. pres.  di trionfare   agg.    • 1 •   che trionfa, che ottiene gli onori del trionfo | chiesa trionfante, la chiesa come comunità dei beati; si contrappone a chiesa purgante  e a chiesa militante    • 2 •   (estens.) esultante per un successo ottenuto: annunciò tutto trionfante di essere stato promosso  § trionfantemente avv.  con esultanza.
trionfare   ant. triunfare, v. intr.  [io triónfo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   in roma antica, ottenere gli onori del trionfo    • 2 •   (estens.) riportare una grande vittoria, una clamorosa affermazione (anche fig.): trionfare sui propri nemici; la verità finisce sempre per trionfare  | (fig.) ottenere un eccezionale successo: un attore, una commedia che trionfa sulle scene    • 3 •   (non com.) esultare | vantarsi, insuperbire | v. tr.  (ant.) dominare; sconfiggere completamente, sbaragliare: [i germani] furono trionfati anzi che vinti  (b. davanzati).
trionfato   part. pass.  di trionfare  agg.  (poet.) vinto, soggiogato, debellato: al prode / che tronca fe' la trionfata nave / del maggior pino  (foscolo sepolcri  134-136).
trionfatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi trionfa.
trionfo   ant. triunfo, s.m.    • 1 •   in roma antica, il massimo onore concesso a un generale vittorioso contro nemici esterni: decretare, riportare il trionfo    • 2 •   (estens.) vittoria gloriosa, splendida (anche fig.): la battaglia si concluse con il trionfo dei nostri soldati; il trionfo del bene, della verità  | successo strepitoso: quello spettacolo fu un vero trionfo  | portare in trionfo qualcuno, alzarlo e portarlo sulle spalle, perché tutti possano vederlo e acclamarlo    • 3 •   (fig.) glorificazione celeste: il trionfo dei beati    • 4 •   rappresentazione pittorica o scultorea che ha per soggetto l'esaltazione di un santo, di un personaggio celebre, di una figura allegorica e sim.    • 5 •   coppa o vassoio a più ripiani riccamente decorati, che si pongono al centro della tavola per ornarla    • 6 •   in età medievale e rinascimentale, corteo allegorico riproducente la cerimonia del trionfo classico    • 7 •   nella firenze quattrocentesca, ballata piena di allusioni ed equivoci salaci, che veniva messa in musica e cantata nel corso dei cortei carnascialeschi; canto carnascialesco    • 8 •   ciascuna delle ventidue carte figurate del gioco dei tarocchi.
trioni   s.m. pl.  (lett.)    • 1 •   l'orsa maggiore e l'orsa minore considerate insieme    • 2 •   le sette stelle che costituiscono l'orsa minore; per estens., il settentrione: i sette gelidi trioni  (tasso g. l.  xi, 25).
trionice   s.f.  tartaruga acquatica indiana con corazza ovale bruno-olivastra a macchie gialle; ha testa piccola, collo lungo e dita unite da membrana natatoria (ord.  cheloni).
triossido   s.m.  (chim.) composto binario la cui molecola contiene tre atomi di ossigeno.
triotto   s.m.  piccolo pesce commestibile d'acqua dolce; ha corpo affusolato di colore metallico, con pinne pettorali e ventrali rosse (ord.  cipriniformi).
trip   s.m. invar.  nel gergo dei tossicodipendenti, lo stesso che viaggio. 
tripalmitina   s.f.  (chim.) triestere palmitico della glicerina; è detta anche palmitina. 
tripanosoma   s.m.  [pl. -mi] (biol.) genere di protozoi flagellati diffusi soprattutto nelle regioni tropicali; sono parassiti del sangue e dei liquidi organici dei vertebrati, a cui vengono inoculati attraverso la puntura da taluni insetti (p. e.  la mosca tse-tse, che inocula il tripanosoma gambiense  agente della malattia del sonno).
tripanosomiasi   s.f.  (med.) nome dato a varie malattie infettive trasmesse da tripanosomi (p. e.  la malattia del sonno, provocata dal tripanosoma gambiense).
tripartire   v. tr.  [io tripartisco, tu tripartisci ecc.] (non com.) dividere in tre parti.
tripartitico   agg.  [pl. m. -ci] costituito da tre partiti; che riguarda tre partiti: sistema, patto tripartitico. 
tripartitismo   s.m.  (non com.) sistema di governo cui partecipano tre partiti.
tripartito   (1) part. pass.  di tripartire   agg.  diviso in tre | patto tripartito, sottoscritto da tre parti | il (patto) tripartito, per antonomasia, il patto sottoscritto nel settembre del 1940 tra germania, italia e giappone.
tripartito   (2) agg.  e s.m.  si dice di governo formato o sostenuto da tre partiti politici.
tripartizione   s.f.  divisione in tre parti.
tripla   s.f.  nei concorsi basati su pronostici che contemplano tre probabilità, la combinazione che le comprende tutte e tre (1-x-2).
triplano   s.m.  velivolo a tre piani alari sovrapposti, usato agli inizi dell'aeronautica.
triple-sec  triple-sec s.m. invar.  liquore dolce simile al curaçao.
tripletta   s.f.    • 1 •   fucile da caccia a tre canne, di cui due ad anima liscia e una ad anima rigata    • 2 •   in giochi, gare e sim., insieme di tre colpi riusciti, di tre punti ottenuti | nel calcio, tre goal segnati da uno stesso giocatore durante una partita: realizzare una tripletta    • 3 •   bicicletta a tre posti    • 4 •   (chim. biol.) l'insieme delle tre basi azotate che, nella sintesi proteica, darà origine a un amminoacido.
triplicare   v. tr.  [io trìplico, tu trìplichi ecc.]    • 1 •   moltiplicare per tre; rendere triplo: triplicare i guadagni    • 2 •   (estens.) aumentare molto: triplicare gli sforzi  | triplicarsi v. rifl.  accrescersi di tre volte: la popolazione si è triplicata in pochi anni. 
triplicato   part. pass.  di triplicare   agg.  aumentato di tre volte: prezzo triplicato  § triplicatamente avv.  per tre volte.
triplicatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi triplica: triplicatore di frequenza. 
triplicazione   s.f.  il triplicare, il triplicarsi, l'essere triplicato.
triplice   agg.    • 1 •   che si compone, che consta di tre parti, di tre elementi: un filo triplice; ottenere un triplice scopo    • 2 •   che avviene fra tre parti: patto triplice, stretto fra tre contraenti | triplice alleanza, quella stretta nel 1882 fra italia, germania e austria § triplicemente avv.  in modo triplice; tre volte.
triplicità   s.f.  (non com.) l'essere triplice.
triplista   s.m.  [pl. -sti] (sport) atleta specialista del salto triplo.
triplo   agg.    • 1 •   tre volte maggiore: una somma, una spesa tripla    • 2 •   triplice: filo triplo  | punto triplo, (mat.) si dice di un punto appartenente a una superficie o a una curva del piano quando, tracciando per esso una retta generica, si determinano nel punto stesso tre intersezioni con la superficie o con la curva    • 3 •   ripetuto tre volte in rapida successione: triplo salto mortale  | (salto) triplo, (sport) specialità maschile dell'atletica leggera consistente in una sequenza di tre salti in lungo  s.m.  quantità tre volte maggiore: guadagnare il triplo di prima. 
triplometro   s.m.  asta di legno graduata lunga tre metri, usata nelle misurazioni topografiche dirette.
tripode   s.m.    • 1 •   nell'antichità classica, treppiede, generalmente di bronzo, usato come sostegno di vasi, recipienti, bacili e sim. | lo sgabello, a forma di tripode, su cui, quando vaticinava, sedeva la pizia, sacerdotessa di apollo nel santuario di delfi: sedere sul tripode, sentenziare dal tripode, (fig.) formulare giudizi in maniera boriosamente sentenziosa    • 2 •   (mar.) albero metallico delle navi da guerra moderne, con tre montanti (volpi), usato per sostenere le coffe e le torrette.
tripodia   s.f.  nella metrica greca e latina, successione di tre piedi uguali: tripodia dattilica, composta di dattili; tripodia trocaica, composta di trochei.
tripodico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a tripodia; costituito da tripodie: metro tripodico. 
tripolare   agg.    • 1 •   (elettr.) che ha tre poli; che è costituito da tre conduttori: spina, presa, cavo tripolare    • 2 •   (fig.) che si fonda su tre poli; che ha tre punti di riferimento principali: politica tripolare; sistema tripolare. 
tripolarismo   s.m.  carattere di un sistema politico tripolare | nella politica internazionale, sistema di accordi fra tre nazioni.
tripoli   s.m.  sostanza di origine organica derivata dall'accumulo dei gusci o scheletri silicei di alghe microscopiche e di protozoi, usata come abrasivo, nella preparazione di esplosivi ecc.; è detta anche farina fossile. 
tripolino   agg.  di tripoli, città della libia  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è nato, chi vive a tripoli    • 2 •   tipo di passamaneria a maglie fitte, che si ottiene con un filo unico lavorato all'uncinetto.
triposto   agg. invar.  che è a tre posti: divano triposto. 
trippa   s.f.    • 1 •   stomaco di bovino macellato, che, ridotto in strisce sottili e preparato in vari modi, costituisce una vivanda tradizionale della cucina italiana: trippa e patate; trippa alla romana, alla fiorentina.  pegg. trippaccia    • 2 •   (fam. scherz.) pancia, ventre di una persona: mettere su trippa, ingrassare. dim. trippetta  accr. trippona, trippone  (m.).
trippaio   o trippaiolo [trip-pa-iò-lo], s.m.  [f. -a] venditore di trippa.
trippato   agg.  cucinato, condito come la trippa: agnello trippato; zucchini trippati. 
tripperia   s.f.    • 1 •   reparto del mattatoio dove si puliscono e si preparano per la vendita le trippe    • 2 •   (non com.) bottega di trippaio.
trippone   s.m.  (scherz.)    • 1 •   grossa pancia    • 2 •   [f. -a] persona con la pancia grossa.
tripsina   s.f.  (biol.) enzima prodotto dal pancreas in forma inattiva, che, una volta secreto nell'intestino, viene attivato e agisce sulle sostanze proteiche scindendole fino ad amminoacidi.
tripsinogeno   s.m.  (chim. biol.) proenzima della tripsina, secreto dalle cellule pancreatiche.
triptofano   s.m.  (chim. biol.) amminoacido essenziale del protoplasma cellulare; ha struttura in parte aromatica e undici atomi di carbonio.
tripudiare   v. intr.  [io tripùdio ecc. ; aus. avere] esprimere in modo vivace e rumoroso la propria gioia; esultare: tripudiare per un'esaltante vittoria. 
tripudio   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, danza dei sacerdoti salii | (poet.) danza: era ne' colli suoi l'ombra de' boschi / sacri al tripudio di diana e al coro  (foscolo le grazie)    • 2 •   manifestazione vivace e rumorosa di gioia, di esultanza: il vincitore fu accolto con grande tripudio    • 3 •   (fig.) aspetto gioioso: il tripudio della natura; un tripudio di luci, di suoni, di colori. 
trireattore   agg.  e s.m.  si dice di aereo dotato di tre reattori.
triregno   s.m.  la tiara pontificia, formata da tre corone sovrapposte.
trireme   s.f.  antica nave da guerra che alcuni studiosi ritengono fosse a tre ordini di remi e altri avesse tre rematori per banco: le triremi della flotta ateniese. 
trirettangolo   agg.  (mat.) si dice di una terna di assi di riferimento quando escono dallo stesso punto e sono perpendicolari a due a due | che ha tre angoli retti.
tris   s.m.    • 1 •   in alcuni giochi di carte, combinazione di tre carte dello stesso valore: un tris d'assi    • 2 •   tipo di scommessa ippica consistente nel pronosticare l'ordine di arrivo dei primi tre cavalli in una determinata corsa (detta corsa tris).
trisagio   s.m.  (relig.) altro nome, poco comune, del sanctus. 
trisavolo   o trisavo, s.m.  [f. -a] padre del bisnonno; per estens., antenato.
trisdrucciolo   agg.  si dice di parola che ha l'accento tonico sulla quintultima sillaba (p. e. comùnicaglielo).
trisecare   v. tr.  [io trìseco, tu trìsechi ecc.] (mat.) dividere in tre parti uguali.
trisezione   s.f.  (mat.) divisione di un angolo o di un segmento in tre parti uguali.
trisillabico   agg.  [pl. m. -ci] lo stesso che trisillabo. 
trisillabismo   s.m.  sistema di accentazione del greco antico e del latino, in base al quale l'accento non può mai cadere più indietro della terzultima sillaba: la legge del trisillabismo. 
trisillabo   agg.  di tre sillabe: parola trisillaba   s.m.    • 1 •   parola di tre sillabe    • 2 •   verso di tre sillabe; ternario.
trisma   o trismo, s.m.  [pl. - smi] (med.) contrazione spasmodica patologica delle mascelle che impedisce di aprire la bocca: trisma isterico. 
trismegisto   agg.  e s.m.  appellativo di ermete egizio, nome greco del dio thot, protettore della cultura e del sapere, poi falsamente indicato come autore di un gruppo di opere, dei primi secoli dell'era cristiana, che costituiscono il fondamento della tradizione ermetica.
trismo    ⇨ trisma.
trisomia   s.f.  (med.) fenomeno patologico per cui, a causa della mancata disgiunzione di un cromosoma nella meiosi, le cellule figlie possiedono tre cromosomi omologhi anziché la normale coppia | trisomia 21, denominazione di tale fenomeno quando riguarda la ventunesima coppia cromosomica; è la causa della malattia congenita nota come sindrome di down  o correntemente mongolismo. 
tristanzuolo   agg.    • 1 •   (lett.) alquanto tristo; piuttosto cattivo, meschino    • 2 •   (ant.) di poco spirito e vigore; buono a nulla: sì tisicuzzo e tristanzuol mi parete  (boccaccio dec.  ii, 10).

triste   agg.    • 1 •   che è pervaso da un sentimento di dolore o di malinconia: una persona triste  | che esprime afflizione, mestizia: occhi tristi    • 2 •   che causa dolore; spiacevole, infausto: una triste notizia; conoscersi in una triste circostanza  | che ispira, infonde mestizia, malinconia: una musica triste  § tristemente avv.  in modo triste, con aspetto triste.
tristezza   s.f.    • 1 •   l'essere triste; stato d'animo di chi è addolorato, mesto, malinconico: farsi prendere dalla tristezza  | condizione, aspetto di ciò che provoca o ispira dolore, mestizia, malinconia: la tristezza della campagna abbandonata    • 2 •   cosa triste, spiacevole, dolorosa: le tristezze della vita    • 3 •   (ant.) l'essere malvagio, cattivo; azione malvagia.
tristico   agg.  [pl. m. -ci] nella metrica greca e latina, si dice di strofa formata da tre versi.
tristizia   s.f.  (ant. , lett.)    • 1 •   tristezza, dolore    • 2 •   l'essere tristo, malvagio | atto, detto malvagio: dire cattività e tristizie  (boccaccio dec.  i, 8).
tristo   agg.    • 1 •   che ha natura malvagia e scaltra; che è capace di azioni cattive: un tristo figuro.  dim. tristarello, tristerello    • 2 •   (estens.) che è fatto con malvagità che denota animo cattivo: una trista azione; un tristo consiglio    • 3 •   meschino, tapino: fare una trista figura; venir su tristo, stentato, detto spec. di piante    • 4 •   (antiq. , lett.) triste, malinconico; che suggerisce tristi pensieri: un tristo presentimento; sembianz'avevan né trista né lieta  (dante inf.  iv, 84)    • 5 •   (ant.) sgradevole ai sensi: e poi che 'l tristo puzzo aver le parve, / di che il fetido becco ognora sape  (ariosto o. f.  xvii, 46) § tristamente avv. 
trisulco   agg.  [pl. m. -chi] (lett.) che ha tre solchi e quindi tre punte: lingua trisulca, quella dei serpenti; (fig.) la lingua di chi è maldicente.
tritabile   agg.  che può essere tritato.
tritacarne   s.m. invar.  apparecchio, a mano o con motore elettrico, usato per tritare la carne.
tritaghiaccio   s.m. invar.  apparecchio, a mano o con motore elettrico, usato per tritare il ghiaccio.
tritagonista   s.m.  [pl. -sti] nel teatro greco classico, l'attore che sosteneva il terzo ruolo, dopo il protagonista e il deuteragonista.
tritaimballaggi   s.m. invar.  macchina che riduce in trucioli gli imballaggi, spec. quelli di legno e cartone, per poterli riutilizzare come materiale di riempimento per altri imballaggi.
tritamento   s.m.  (non com.) il tritare, l'essere tritato.
tritaossa   s.m. invar.  (zootec.) macchina usata per tritare le ossa destinate all'alimentazione del pollame.
tritapanelli   s.m. invar.  (zootec.) macchina usata per tritare i panelli pressati di semi oleosi destinati all'alimentazione del bestiame.
tritare   v. tr.    • 1 •   ridurre in frammenti minuti, tagliando o pestando: tritare la carne, la verdura  | tritare la via  e sim., (poet.) batterla, percorrerla: l'altro, ch'appresso me la rena trita  (dante inf.  xvi, 40)    • 2 •   (ant.) battere le biade, il frumento; trebbiare    • 3 •   (fig. lett.) considerare, esaminare con eccessiva sottigliezza: e se qualcuno che trita le cose dicesse non potesse essere, non gli crederrei  (machiavelli).
tritarifiuti   s.m. invar.  apparecchio a motore elettrico che, inserito nella tubatura di scarico dei lavelli, trita i rifiuti solidi consentendone lo smaltimento insieme all'acqua.
tritato   part. pass.  di tritare   agg.  sminuzzato, tagliuzzato: carne tritata. 
tritatura   s.f.  il tritare, l'essere tritato | l'insieme dei minuzzoli di una cosa tritata: tritatura di carne. 
tritatutto   s.m. invar.  apparecchio, a mano o con motore elettrico, usato per tritare carne, verdura ecc.
triteismo   s.m.  dottrina teologica medievale che sostiene la triplicità non soltanto delle persone ma anche delle nature in seno alla trinità fu condannata dalla chiesa nel 1215 come eretica.
triteista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] del triteismo; seguace del triteismo.
tritello   s.m.  cruschello.
tritemimera   agg. f.  nella metrica greca e latina, si dice della cesura che nell'esametro cade dopo il terzo tempo lungo, cioè a metà del secondo piede; è chiamata anche semiternaria. 
tritico   s.m.  [pl. m. -ci] (bot.) genere di piante erbacee monocotiledoni che comprende le diverse specie note come frumento o grano (fam.  graminacee): tritico duro, grano duro; tritico volgare  (o sativo), grano tenero.
tritio    ⇨ trizio.
trito   agg.    • 1 •   tritato, ridotto in pezzi minuti: carne, verdura trita    • 2 •   (ant.) trebbiato: quando l'una paglia è trita  (dante par.  xiii, 34)    • 3 •   (ant.) di cammino, battuto, frequentato: grifone il bianco ed aquilante il nero / pigliar con gli altri duo la via più trita  (ariosto o. f.  xx, 104) | di passo, frequente, rapido: videro lo scolare fare su per la neve una carola trita al suon d'un batter di denti  (boccaccio dec.  viii, 7)    • 4 •   (non com.) logoro, consumato dal lungo uso, detto spec. di indumenti | (fig.) troppo usato, troppo spesso ripetuto, spec. nella loc. trito e ritrito, detto e ridetto: argomenti triti e ritriti   s.m.  (gastr.) lo stesso che battuto: un trito di cipolle  § tritamente avv.  (rar.) minutamente, minuziosamente.
tritolo   (1) s.m.  (chim.) nome comune del trinitrotoluene.
tritolo   (2) s.m.  (tosc.) briciolo, pezzo minutissimo: ridurre in tritoli. 
tritone   (1) s.m.    • 1 •   nella mitologia greca, divinità marina che aveva doppia natura, di uomo e di pesce    • 2 •   (zool.) genere di anfibi diffusi nelle acque dolci europee e asiatiche, di piccole dimensioni, con pelle viscida, arti poco sviluppati, coda compressa; nel periodo della riproduzione i maschi si ornano di una vistosa cresta dorsale (ord.  urodeli)    • 3 •   (zool.) genere di molluschi marini carnivori, di grandi dimensioni, con conchiglia ovale allungata, diffusi prevalentemente nelle acque oceaniche tropicali (cl.  gasteropodi).
tritone   (2) s.m.  (fis.) il nucleo dell'atomo di tritio, isotopo dell'idrogeno, costituito da un protone e due neutroni.
tritono   s.m.  (mus.) intervallo musicale di tre toni, o quarta eccedente, considerato dissonante e quindi vietato dalla prassi armonica tradizionale (p. e. do-fa diesis).
trittico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   polittico formato da tre elementi, dipinti o intagliati in legno o in avorio, tenuti insieme dalla cornice o da cerniere    • 2 •   opera letteraria o teatrale divisa in tre parti autonome ma complementari: il tabarro, suor angelica e gianni schicchi formano il trittico pucciniano    • 3 •   documento doganale costituito di tre parti staccabili, necessario per la temporanea uscita di un automezzo da un determinato paese    • 4 •   in filatelia, gruppo di tre francobolli emessi per la commemorazione di uno stesso personaggio o di un medesimo avvenimento    • 5 •   (non com.) insieme di tre oggetti uguali | trittico di calze, paio di calze vendute insieme con una terza, identica, che serve di scorta.
trittongo   s.m.  [pl. -ghi] complesso di tre suoni vocalici in una sola sillaba (p. e. miei).
tritume   s.m.    • 1 •   insieme di cose ridotte in pezzi piccolissimi; minuzzaglia    • 2 •   (fig.) insieme di minuzie, di particolari irrilevanti: un tritume caotico di dati; i filosofi si occupano sopra gli universali principalmente... lasciando poi certe sottigliezze e certi tritumi... a i matematici  (galilei) | insieme di cose trite e ritrite: un tritume di luoghi comuni. 
triturabile   agg.  che può essere triturato.
trituramento   s.m.  (non com.) triturazione.
triturare   v. tr.  tritare, ridurre in frammenti minuti: triturare pietre, minerali; triturare il cibo coi denti. 
trituratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi tritura  s.m.  denominazione di macchine o apparecchi di differenti forme e dimensioni, usati per triturare; in partic., macchina per triturare i minerali.
triturazione   s.f.  il triturare, l'essere triturato.
triumviro   e deriv.   ⇨ triunviro e deriv. 
triunfo   e deriv.   ⇨ trionfo e deriv. 
triunvirale   o triumvirale, agg.  di triunviro, che si riferisce ai triunviri e alla loro carica: dignità triunvirale; leggi triunvirali. 
triunvirato   o triumvirato, s.m.    • 1 •   nell'antica roma, nome dei collegi di tre magistrati, di cui alcuni avevano carattere ordinario, altri straordinario: il triunvirato di cesare, pompeo e crasso    • 2 •   in epoca moderna, organo di governo costituito da tre membri: il triunvirato della repubblica romana del 1849, formato da mazzini, saffi e armellini | (estens.) gruppo di tre persone di pari grado e autorità che esercitano congiuntamente una funzione direttiva.
triunviro   o triumviro, s.m.    • 1 •   nell'antica roma, ciascuno dei membri di un triunvirato    • 2 •   in epoca moderna, ciascun componente di un organo di governo costituito da tre persone.
trivalente   agg.    • 1 •   che ha tre funzioni, tre campi d'azione: vaccino, vaccinazione trivalente    • 2 •   (chim.) si dice di un elemento di un gruppo che ha la proprietà di cedere, accettare o mettere in compartecipazione tre elettroni di valenza.
trivalenza   s.f.  (chim.) la proprietà di essere trivalente.
trivella   s.f.  (tecn.)    • 1 •   attrezzo a manovra manuale costituito da un'asta d'acciaio di forma elicoidale, con un'impugnatura di legno fissata di traverso nella parte superiore; è usato per praticare fori (fino a    • 5 •   cm) nel legno; succhiello    • 2 •   perforatrice leggera per roccia | trivella scavabuche, attrezzo rotativo costituito da un albero d'acciaio su cui sono saldate due robuste eliche; generalmente montato come accessorio su una trattrice, serve per scavare nel terreno buche larghe fino a 80 cm e profonde fino a un metro    • 3 •   attrezzo semitubolare d'acciaio a bordi taglienti, lungo e sottile, usato nei caseifici per prelevare campioni di saggio dalle forme di formaggio durante la stagionatura.
trivellamento   s.m.  (non. com.) trivellazione.
trivellare   v. tr.  [io trivèllo ecc.]    • 1 •   bucare, perforare con la trivella: trivellare una roccia    • 2 •   (lett.) trapassare, ferire: antiloco, coll'asta, in mezzo al ventre / lo trivellò  (monti)    • 3 •   (fig.) assillare, tormentare: un dubbio che mi trivella il cervello. 
trivellatore   s.m.    • 1 •   chi esegue trivellazioni    • 2 •   trivella scavabuche.
trivellatura   s.f.  lo stesso, ma meno com., che trivellazione  | il materiale trivellato.
trivellazione   s.f.  operazione con cui si trivellano terreni; sondaggio | torre di trivellazione, torre di manovra per sondaggi minerari in profondità, spec. per la trivellazione di pozzi petroliferi.
trivello   s.m.  trivella per formaggi. dim. trivellino. 
triveneto   agg.  (antiq.) riguardante le tre venezie.
triviale   agg.    • 1 •   da trivio; sguaiato, scurrile, volgare: gesto, parola triviale; una persona triviale.  dim. trivialuccio  pegg. trivialaccio    • 2 •   (fig. lett.) ovvio, banale: soluzione triviale    • 3 •   (ant.) si diceva di scuola medievale in cui si studiavano le arti cosiddette del trivio, e in generale di tutto ciò che riguardava queste § trivialmente avv.  in modo volgare: rispondere trivialmente. 
trivialità   s.f.    • 1 •   l'essere triviale: trivialità di modi    • 2 •   atto, parola triviale: dire trivialità. 
trivializzazione   s.f.  nella critica testuale, errore di trascrizione che consiste nel sostituire involontariamente un termine più ovvio e banale a quello genuino; banalizzazione.
trivialone   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è molto triviale.
trivial pursuit   ® loc. sost. m. invar.  gioco da tavolo di società che consiste nel raccogliere delle pedine di vario colore compiendo un percorso simile a quello del gioco dell'oca, sempre rispondendo a domande su argomenti di cultura generale.
trivio   s.m.    • 1 •   luogo dove si uniscono o si incrociano tre vie | da trivio, (fig.) volgare, sguaiato: parole, maniere da trivio    • 2 •   nelle scuole medievali, le tre arti liberali (grammatica, retorica e dialettica) che costituivano, insieme con il quadrivio, gli studi di preparazione alla filosofia e alla teologia.
trizio   o tritio, s.m.  (chim.) isotopo radioattivo dell'idrogeno, il cui simbolo è t.
trobadorico    ⇨ trovadorico.
trocaico   agg.  [pl. m. -ci] (metr.) di trocheo, formato da trochei: ritmo, metro trocaico. 
trocantere   s.m.    • 1 •   (anat.) ciascuna delle due protuberanze ossee dell'estremità superiore del femore    • 2 •   (zool.) il secondo segmento degli arti degli insetti.
trocheo   s.m.  nella metrica classica, piede formato da una sillaba lunga e una breve.
trochilia   s.f.  (zool.) nome scient. della sesia. 
trochilidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di uccelli di piccole dimensioni, con becco tubolare, piumaggio iridescente e lingua protrattile; vi appartiene il colibrì | sing.  [-e] ogni uccello di tale famiglia.
trochilo   s.m.  (arch.) lo stesso che scozia. 
trockismo   s.m.  trotzkismo.
troclea   s.f.  (anat.) articolazione fatta a guisa di puleggia: troclea dell'omero, del femore. 
trocleare   agg.  (anat.) della troclea: nervo trocleare, il quarto paio di nervi cranici che innerva il muscolo grande obliquo dell'occhio.
troco   s.m.  [pl. m. -chi] mollusco marino dalla conchiglia conica chiusa da un opercolo a spirale (cl.  gasteropodi).
trocofora   s.f.  (zool.) forma larvale planctonica di varie specie di anellidi e molluschi caratterizzata da corpo ovoidale provvisto di una corona di ciglia.
trocoide   s.f.  (mat.) curva risultante dal moto uniforme di un punto lungo una circonferenza, che a sua volta si sposta su un piano con velocità costante.
trofeo   s.m.    • 1 •   le armi e le spoglie del nemico vinto che il vincitore ammucchiava sul luogo della battaglia o riportava con sé in patria a testimonianza della vittoria: i trofei di guerra  | (estens.) la rappresentazione artistica, di solito scultorea, di un trofeo; qualsiasi segno o monumento posto a ricordo di una vittoria: erigere un trofeo  | (fig. lett.) vittoria: ilio raso due volte e due risorto / splendidamente su le mute vie / per far più bello l'ultimo trofeo / ai fatati pelidi  (foscolo sepolcri  285-288)    • 2 •   (estens.) oggetto o composizione di oggetti (armi, scudi, bandiere, fiori, frutta ecc.) che simboleggiano vittorie o successi conseguiti in campi specifici o anche usati per ornamento di pareti, come decorazione architettonica ecc.: trofeo di caccia, sportivo  | nello sport, premio attribuito al vincitore di una gara; per estens., la gara stessa    • 3 •   distintivo di metallo sul berretto o sull'elmetto dei soldati    • 4 •   (zool.) le corna che ornano la testa di cervi, daini e altri animali ungulati, in quanto oggetto di caccia.
-trofia  -trofia secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -trophía, che è da trophé  'nutrimento'; indica 'nutrizione, condizione di nutrimento' (atrofia, ipertrofia).
trofico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (biol.) che riguarda l'alimentazione, spec. quella delle cellule    • 2 •   (med.) che riguarda o che regola il trofismo: disturbo trofico. 
-trofico  -trofico secondo elemento di aggettivi composti del linguaggio scientifico, corrispondenti ai sostantivi in -trofia  (atrofico, ipertrofico).
-trofio  -trofio secondo elemento di parole composte dotte, deriv. del gr. tréphein  'nutrire'; indica 'luogo di nutrimento, di allevamento' (gerotrofio, orfanotrofio).
trofismo   s.m.  (med.) lo stato di nutrizione di un organo o di un organismo e l'insieme dei fenomeni a esso correlati.
trofo-  trofo- -trofo primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. trophos-  e -trophos, corradicali di tréphein  'nutrire'; vale 'che nutre, che si nutre' o indica più in generale rapporto con le funzioni nutritive (trofoblasto, eterotrofo).
trofoblasto   s.m.  (biol.) l'insieme delle cellule che provvedono alla nutrizione dell'embrione prima che si sia formata la placenta.
trofologia   s.f.  (med.) scienza dell'alimentazione.
trofoneurosi   s.f.  (med.) alterazione nella nutrizione dei tessuti dovuta a un'anomalia del sistema neurovegetativo.
trofoterapia   s.f.  (med.) terapia dietetica.
troglio   agg.  (ant.) balbuziente.
troglodita   s.m.  e f.  [pl. m. -ti]    • 1 •   essere umano preistorico; cavernicolo    • 2 •   (fig.) uomo rozzo, incolto, incivile: si comporta da troglodita. 
trogloditico   agg.  [pl. m. -ci] di, da troglodita (anche fig.): abitazioni trogloditiche; maniere trogloditiche. 
trogloditismo   s.m.    • 1 •   (etnol.) modo di vita dei trogloditi; l'uso di abitare nelle caverne    • 2 •   (fig.) l'essere un troglodita; rozzezza, inciviltà.
trogolo   ant. o lett. truogo, lett. truogolo, s.m.    • 1 •   recipiente, per lo più in muratura, basso e largo, destinato a vari usi: trogolo per il bucato, da muratore, dell'arrotino.  dim. trogoletto, trogolino  accr. trogolone    • 2 •   mangiatoia per suini: come, tornando da pastura al truogo / corrono i porci  (lorenzo de' medici).
trogone   s.m.  uccello di media grandezza delle foreste tropicali; ha forme slanciate, becco corto e robusto, piumaggio variopinto, coda lunghissima (ord.  trogoniformi).
trogoniformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di uccelli propri delle zone tropicali, con coda lunga e piumaggio iridescente; vi appartiene il trogone | sing.  [-e] ogni uccello di tale ordine.
troia   s.f.    • 1 •   (pop.) la femmina del maiale; scrofa    • 2 •   (fig. volg.) prostituta. dim. troietta  accr. troiona  pegg. troiaccia. 
troiaio   s.m.    • 1 •   (pop.) porcile | (estens.) luogo molto sudicio    • 2 •   (fig. volg.) luogo dove si trovano molte prostitute o, più genericamente, molte persone disoneste, depravate.
troiano   agg.  dell'antica città di troia, nell'asia minore, o a essa relativo: le guerre troiane   s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'antica troia.
troiata   s.f.    • 1 •   (volg.) azione turpe, riprovevole; per estens., cosa fatta male, porcheria: quel film è una troiata    • 2 •   (ant.) masnada di ventura proveniente dal contado: venutici di contado e usciti delle troiate... vogliono le figliuole de' gentili uomini e delle buone donne per moglie  (boccaccio dec.  vii, 8).
troica   o troika, s.f.    • 1 •   tiro a tre cavalli usato in russia per trainare slitte e carrozze | la slitta o la carrozza stessa    • 2 •   (fig.) nel gergo politico, gruppo di tre persone che hanno funzioni di comando; triumvirato.
troll   s.m. invar.  nella mitologia nordica, demone maligno dei luoghi solitari (boschi, montagne ecc.).
trollei   s.m.  adattamento it. dell'ingl. trolley. 
trolley   s.m. invar.  asta metallica a puleggia o a pattino mediante la quale le motrici tranviarie e ferroviarie prelevano la corrente elettrica dai fili della rete aerea.
trolleybus   s.m. invar.  filobus.
trollio   s.m.  (bot.) ranuncolo di montagna.
tromba   s.f.    • 1 •   (mus.) strumento a fiato di ottone, con canneggio curvato cilindrico provvisto di valvole e pistoni, che a un'estremità termina con un bocchino e all'altra si allarga in un padiglione; è lo strumento tradizionalmente usato per dare segnali militari: uno squillo di tromba; la tromba del giudizio, l'angelica tromba, quella che secondo il racconto dell'apocalisse sarà suonata dagli angeli per annunciare il giudizio universale | trombe acute, medie, basse, a seconda della tonalità | tromba marina, strumento medievale ad arco di grandi dimensioni, originario dell'europa orientale | dar fiato alle trombe, suonar la tromba, (fig.) divulgare una notizia col massimo risalto | partire in tromba, (fam.) lanciarsi in un'impresa con entusiasmo. dim. trombetta  accr. trombone  (m.) pegg. trombaccia    • 2 •   (estens.) suonatore di tromba: la prima tromba dell'orchestra    • 3 •   (ant.) banditore; in partic., banditore di un'asta pubblica e, per estens., l'asta stessa: vendere alla tromba  | (fig.) chi diffonde una dottrina, divulga notizie e sim.    • 4 •   nome di vari oggetti, strutture o loro parti che per la forma o per la funzione richiamano una tromba | qualsiasi dispositivo per amplificare le vibrazioni prodotte da un generatore di suoni: tromba elettrica, pneumatica; le trombe dell'automobile, il clacson; grammofono a tromba, fornito di un tubo metallico che si apre a padiglione per rafforzare il suono (ormai completamente in disuso); tromba acustica, cornetto acustico | (anat.) struttura tubulare cava che si espande a un'estremità: tromba d'eustachio, il condotto che mette in comunicazione l'orecchio medio con la faringe; trombe di falloppio, tube uterine, salpingi | (zool.) nelle farfalle, spirotromba; negli elefanti, proboscide | in idraulica, pompa | tromba da, del vino, cannuccia ricurva usata per travasare il vino | tromba dello stivale, la parte dello stivale che copre la gamba | tromba delle scale, in un edificio, lo spazio vuoto intorno a cui si avvolgono le rampe | tromba d'aria, (meteor.) colonna d'aria in rapido e violento movimento di rotazione su sé stessa, che si forma al centro di un'area ciclonica e si sposta con questa; tromba d'acqua, tromba marina, quando il fenomeno si verifica su uno specchio d'acqua o sulla superficie del mare, per cui l'acqua viene aspirata nel gorgo.
trombadore    ⇨ trombatore.
trombaio   s.m.    • 1 •   (non com.) chi fa o vende trombe    • 2 •   (region.) chi fa o ripara tubi per l'acqua; fontaniere, idraulico.
trombare   v. tr.  [io trómbo ecc.]    • 1 •   (ant.) estrarre, tirare su l'acqua con la tromba idraulica; pompare: il bastimento... riceveva più acqua che non se ne potea trombare  (algarotti) | trombare il vino, (non com.) travasarlo con l'ausilio della tromba da vino    • 2 •   (ant.) vendere all'asta    • 3 •   (volg.) possedere sessualmente    • 4 •   (fig. fam.) bloccare in un'attività, impedire nel raggiungimento di uno scopo; in partic., bocciare a un esame, a un concorso, a una consultazione elettorale ecc. | v. intr.  [aus. avere] (ant.) suonare la tromba.
trombata   s.f.    • 1 •   (fam.) fallimento, insuccesso; in partic., bocciatura    • 2 •   (volg.) atto, rapporto sessuale.
trombatore   o trombadore, s.m.  (ant.) suonatore di tromba, trombettiere: per onorare lo corpo di miseno morto, che era stato trombatore d'ettore  (dante convivio).
trombatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   operazione del trombare, spec. il vino    • 2 •   (fig. fam.) trombata.
trombetta   (1) s.f.    • 1 •   dim.  di tromba    • 2 •   piccola tromba con cui giocano i bambini    • 3 •   trombetta di morto, (bot.) fungo grigio-nerastro a forma di imbuto, detto anche corno dell'abbondanza.  dim. trombettina. 
trombetta   (2) o trombetto, s.m.  [pl. -ti] (ant.) trombettiere militare | banditore.
trombettare   v. intr.  [io trombétto ecc. ; aus. avere] (non com.) strombettare | v. tr.  (ant.) denigrare, sparlare: dite a filippo che niccolò degli agli lo trombetta per tutto firenze  (machiavelli).
trombettiere   s.m.    • 1 •   soldato che trasmette i segnali e gli ordini con il suono della tromba    • 2 •   piccolo passeriforme con becco grosso di colore scarlatto; emette un grido prolungato simile allo squillo di una trombetta    • 3 •   (zool.) agami.
trombettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] suonatore di tromba, spec. in un gruppo o in un'orchestra jazz.
trombetto    ⇨ trombetta 2.
trombina   s.f.  (chim. biol.) enzima di natura proteica, derivato dalla protrombina, che si forma durante il processo di coagulazione del sangue e trasforma il fibrinogeno in fibrina.
trombino   s.m.  (mar.) nelle navi a vapore, sottile tubo verticale posto accanto al fumaiolo, per lo scarico di sicurezza del vapore delle caldaie.
trombo   s.m.  (med.) coagulo di sangue entro i vasi sanguigni.

tromboangioite   s.f.  (med.) infiammazione della parete interna dei vasi sanguigni accompagnata da trombosi | tromboangioite obliterante, malattia che determina un'occlusione progressiva delle arterie degli arti inferiori, nota anche come morbo di bu°rger. 
tromboarterite   s.f.  (med.) processo patologico delle arterie che si accompagna alla formazione di trombi.
trombochinasi   s.f.  (chim. biol.) enzima prodotto dalle piastrine del sangue che si libera in presenza di lesioni dei tessuti e partecipa al processo di coagulazione consentendo la formazione della trombina.
trombocita   o trombocito, s.m.  [pl. -ti] (biol.) piastrina del sangue.
tromboflebite   s.f.  (med.) infiammazione di una vena con formazione di trombi.
trombonata   s.f.    • 1 •   sparo, colpo di trombone    • 2 •   (fig.) spacconata, smargiassata.
tromboncino   s.m.    • 1 •   dim.  di trombone    • 2 •   tubo troncoconico applicabile alla parte terminale della canna dei fucili, usato un tempo dalla fanteria per il lancio di bombe a mano a lunga distanza, oggi dalla polizia per il lancio di lacrimogeni.
trombone   s.m.    • 1 •   strumento a fiato di ottone simile alla tromba ma di maggiori dimensioni e tonalità più bassa, normalmente dotato di pistoni o di coulisse. dim. tromboncino    • 2 •   (estens.) suonatore di trombone: il primo trombone dell'orchestra    • 3 •   (fig.) persona che esprime enfaticamente idee banali, inconsistenti o prive di originalità: quell'oratore è un trombone  | fanfarone    • 4 •   antica arma da fuoco portatile simile all'archibugio con canna corta e allargata verso la bocca    • 5 •   (bot.) specie di grosso narciso, il cui fiore di colore giallo ha una lunga corolla a forma di tromba    • 6 •   alto stivale svasato, anticamente usato da corrieri, postiglioni ecc.
trombonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] suonatore di trombone, spec. in un gruppo o in un'orchestra jazz.
trombosi   s.f.  (med.) occlusione di un vaso sanguigno provocata dalla formazione di un trombo.
trombotico   agg.  [pl. m. -ci] (med.)    • 1 •   di, relativo a un trombo; di trombi: formazione trombotica    • 2 •   che è causa di trombosi, o che si manifesta con una trombosi.
trompe-l'oeil  trompe-l'oeil loc. sost. m. invar.  genere di pittura in cui la cura estrema dei particolari e degli effetti prospettici dà l'illusione della realtà.
tronare   o truonare, v. intr.  [tròna  o truòna ecc. ; aus. essere  o avere] (ant.  o dial.) tonare.
troncabile   agg.  che può essere troncato (anche fig.).
troncamento   s.m.    • 1 •   il troncare, l'essere troncato (anche fig.): il troncamento di un rapporto    • 2 •   (ling.) caduta di uno o più suoni in fine di parola; apocope.
troncare   v. tr.  [io trónco, tu trónchi ecc.]    • 1 •   tagliare, spezzare violentemente con un colpo netto; mozzare, mutilare di una parte: la lama gli troncò una mano; troncare un ramo  | troncare le gambe a qualcuno, (fig.) ostacolarlo, impedirgli di raggiungere il suo scopo    • 2 •   (ant.) uccidere, decapitare: ezellino, immanissimo tiranno /... / farà, troncando i sudditi, tal danno  (ariosto o. f.  iii, 33)    • 3 •   (estens.) stroncare, stancare molto: quella camminata mi ha troncato le gambe    • 4 •   (fig.) far cessare d'improvviso, interrompere bruscamente: troncare un'amicizia, i rapporti con qualcuno; troncare la parola in bocca a qualcuno, interromperlo bruscamente mentre parla    • 5 •   (ling.) effettuare un troncamento: troncare 'santo' in 'san'. 
troncato   part. pass.  di troncare  e agg.  nei sign. del verbo  agg.  e s.m.  (arald.) si dice di scudo diviso in due parti uguali da una linea orizzontale.
troncatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi tronca: questa bellezza mia sarà mercede / del troncator de l'essecrabil testa  (tasso g. l.  xvi, 66).
troncatrice   s.f.  macchina per distaccare pezzi di lunghezza predeterminata da barre o tubi; le più comuni hanno un utensile a mola o a lama circolare dentata oppure a nastro dentato liscio.
troncatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   il troncare, l'essere troncato    • 2 •   il punto in cui una cosa è stata troncata.
tronchese   s.m.  o f.  (spec. pl.) utensile a forma di tenaglia con ganasce taglienti per tagliare fili e sbarre metallici. dim. tronchesino, tronchesina. 
tronchesina   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   dim.  di tronchese    • 2 •   tronchese di piccole dimensioni per tagliare le unghie.
tronchesino   s.m.  lo stesso che tronchesina. 
tronchetto   (1) s.m.  (region.) tronchese.
tronchetto   (2) s.m.    • 1 •   dim.  di tronco    • 2 •   | tronchetto della felicità, (bot.) varietà di dracena originaria dell'india di cui si coltivano sezioni di tronco a scopo ornamentale    • 2 •   (gastr.) sorta di dolce o gelato a forma di rotolo, corto e tozzo, che si taglia a fette.
tronco   (1) agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   troncato, reciso; privato di una parte: cono tronco; piramide tronca    • 2 •   (estens.) affaticato, stroncato, sfinito: avere le braccia tronche per il lavoro    • 3 •   (fig.) interrotto, incompiuto: parole tronche, non pronunciate per intero, mozze; notizie tronche, frammentarie, slegate | lasciare in tronco un lavoro, lasciarlo interrotto a mezzo | licenziare in tronco, senza preavviso    • 4 •   (ling.) si dice di parola che ha subito un troncamento; per estens., si dice di parola ossitona | (metr.) si dice di verso che termina con una parola tronca.
tronco   (2) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (bot.) fusto eretto e legnoso degli alberi e degli arbusti da cui si dipartono i rami: tronco di quercia, di pino, d'abete; tronco diritto, cavo; caricare i tronchi sul carro; una capanna fatta di tronchi; abbattere, segare, tagliare un tronco.  dim. tronchetto  accr. troncone    • 2 •   (fig.) ceppo, stirpe: famiglie, genti dello stesso tronco    • 3 •   (anat.) la parte del corpo umano compresa tra il collo e gli arti: avere un tronco esile; nel lito un tronco desolato, un capo / senza il suo busto, e senza nome un corpo  (caro) | (estens.) parte di una statua che rappresenta solo il tronco; torso: un tronco marmoreo    • 4 •   (anat.) grossa diramazione; cavità di raccolta: il tronco di un nervo; tronco linfatico, vaso linfatico di grosso calibro    • 5 •   la parte maggiore di un oggetto spezzato; troncone: il tronco di una colonna  | (estens.) parte o tratto di qualcosa considerato staccato dal tutto: tronco ferroviario, tratto di linea ferroviaria; costruire un tronco di strada, di galleria, costruirne un tratto    • 6 •   (geom.) solido che si ottiene secando una piramide o un cono con un piano parallelo alla base, oppure tagliando un prisma o un parallelepipedo con un piano obliquo rispetto alla base: un bicchiere a forma di tronco di cono    • 7 •   tronco maggiore, (mar.) la parte inferiore, quindi la più larga, di un albero di nave composto di più pezzi.
troncoconico   agg.  [pl. m. -ci] (geom.) a forma di tronco di cono.
troncone   s.m.    • 1 •   accr.  di tronco    • 2 •   2 parte di cose troncate o spezzate: il troncone di una spada; troncone di una gamba, moncone | troncone di un albero, la parte che resta fissa nel terreno, dopo che l'albero è stato abbattuto o tagliato; (poet.) il tronco intero: i' l'hò più volte... / ne l'acqua chiara e sopra l'erba verde / veduto viva, e nel troncon d'un faggio  (petrarca canz.  cxxix, 40-42).
-trone  -trone secondo elemento di parole composte della fisica nucleare, dall'ingl. (elec)tron  'elettrone'; significa 'acceleratore di particelle' (betatrone, ciclotrone, sincrotrone).
troneggiare   v. intr.  [io tronéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   stare come su un trono: il presidente troneggiava sulla sua poltrona; sovrastare, dominare per statura, meriti, importanza e sim.; anche, tenere un atteggiamento sussiegoso, da persona superiore    • 2 •   (estens.) spiccare, far bella mostra di sé (detto di cose): il panettone troneggiava in mezzo alla tavola. 
tronfiare   v. intr.  [io trónfio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) sbuffare, ansimare    • 2 •   andare gonfio e pettoruto (detto propr. dei piccioni e dei tacchini, iron. di una persona).

tronfiezza   s.f.  (non com.) l'essere tronfio; atteggiamento tronfio.
tronfio   agg.    • 1 •   gonfio di superbia e di boria, pieno di sé: aria tronfia; camminava tutto tronfio    • 2 •   (fig.) gonfio, ridondante, ampolloso: stile tronfio  § tronfiamente avv. 
tronfione   s.m.  [f. -a] (spreg.) persona boriosa, superba, soprattutto se grassa e grossa; sgonfione.
troniera   s.f.  feritoia, apertura praticata nelle mura di una fortificazione medievale per inserirvi una bocca da fuoco.
trono   (1) o truono, s.m.  (ant.  o dial.)    • 1 •   tuono: ruppemi l'alto sonno ne la testa / un greve truono  (dante inf.  iv, 1-2)    • 2 •   folgore: che 'l tuo mortal podere, al suo fulgore, / sarebbe fronda che trono scoscende  (dante par.  xxi, 11-12).
trono   (2) s.m.    • 1 •   seggio di sovrani o di papi, elevato su alcuni gradini, per lo più coperto da un baldacchino o da un padiglione; è usato nelle cerimonie ufficiali: trono pontificio, imperiale; sala del trono  | seggio su cui si immagina seduta una divinità: il trono di giove; un quadro che raffigura la madonna in trono.  dim. tronetto    • 2 •   (fig.) potere, autorità, dignità di sovrano: salire, abdicare al trono; aspirante, pretendente, erede al trono  | l'istituzione monarchica: i nemici del trono  | il trono e l'altare, loc. usata per indicare il connubio fra stato e chiesa, in partic. nell'età della restaurazione (1815-1830)    • 3 •   pl.  (relig.) uno dei nove cori angelici.
tropario   s.m.    • 1 •   breve inno della liturgia bizantina, costituito da un'unica strofa di struttura metrica libera    • 2 •   libro contenente tropi liturgici.
tropea   s.f.  (merid.)    • 1 •   temporale estivo improvviso, di forte intensità e breve durata    • 2 •   (fig.) sbornia, ubriacatura.
tropeolacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni, erbacee e talora rampicanti, a cui appartiene il nasturzio | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
tropeolo   s.m.  (bot.) cappuccina, nasturzio.
-tropia  -tropia secondo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, dal gr. -tropía, deriv. di trépein  'volgere'; vale 'movimento, trasformazione' (allotropia, entropia).
tropical   s.m. invar.  bevanda alcolica o analcolica a base di succo di frutti tropicali.
tropicale   agg.  del tropico, dei tropici: clima tropicale; regioni tropicali; malattie tropicali  | (estens.) degno dei tropici, torrido: afa tropicale. 
tropicalizzare   v. tr.  detto di un materiale, di una macchina, di un apparecchio e sim., renderlo compatibile con i climi tropicali: tropicalizzare una motocicletta. 
tropicalizzazione   s.f.  il tropicalizzare, l'essere tropicalizzato.
tropico   s.m.  [pl. -ci]    • 1 •   in astronomia: tropico celeste, ciascuno dei due paralleli della sfera celeste che passano per i punti solstiziali del sole | in geografia: tropico terrestre, ciascuno dei due paralleli terrestri che rappresentano la proiezione sulla terra dei tropici celesti, e si trovano alla latitudine di 23° 27' rispettivamente a nord (tropico del cancro) e a sud (tropico del capricorno) dell'equatore | nell'uso corrente, tropico terrestre    • 2 •   pl.  zone geografiche della terra prossime a uno dei tropici o comprese tra di essi: vivere ai tropici  | usato come agg.  : anno tropico, intervallo di tempo compreso tra due passaggi consecutivi del sole all'equinozio di primavera.
-tropico  -tropico secondo elemento di aggettivi composti della terminologia scientifica corrispondenti ai sostantivi in -tropia  (allotropico, geotropico).
tropina   s.f.  (chim.) composto eterociclico alcolico azotato, con otto atomi di carbonio, da cui derivano vari alcaloidi, fra cui l'atropina e la cocaina.
tropismo   s.m.  (biol.) fenomeno per cui una cellula o un organismo vegetale o animale tendono a muoversi in risposta a uno stimolo esterno: tropismo positivo, quando l'organismo si orienta in direzione dello stimolo; tropismo negativo, quando si orienta nella direzione opposta allo stimolo.
tropo   s.m.    • 1 •   (ret.) qualsiasi uso linguistico che trasferisca una parola dal significato suo proprio a un altro figurato; traslato: la metafora, la metonimia, la sineddoche, l'antifrasi, l'iperbole sono tropi    • 2 •   (filos.) termine usato da aristotele per indicare i vari modi del sillogismo | ciascuno degli argomenti usati dagli scettici antichi per dimostrare l'inconsistenza delle tesi dogmatiche e quindi la necessità di sospendere il giudizio al riguardo    • 3 •   (mus.) nel medioevo, trasposizione di una linea melodica da un modo a un altro; nella liturgia, interpolazione o aggiunta letteraria e musicale introdotta nelle parti cantate della messa.
tropo-  tropo- -tropo primo e secondo elemento di termini composti del linguaggio scientifico moderno, dal gr. tropo-  e -tropos, corradicali di trépein  'volgere'; indicano 'rivolgimento, trasformazione' (troposfera, isotropo).
tropologia   s.f.  discorso che fa uso di tropi; linguaggio figurato, allegorico.
tropologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda i tropi e la loro interpretazione | senso tropologico, esegesi tropologica, (teol.) interpretazione della bibbia che considera avvenimenti e personaggi come allegorie morali § tropologicamente avv.  in maniera tropologica, secondo la tropologia.
tropopausa   s.f.  strato dell'atmosfera compreso tra la troposfera e la stratosfera.
troposfera   s.f.  la parte più bassa e densa dell'atmosfera, dove si verificano i fenomeni meteorologici; è caratterizzata dalla diminuzione della temperatura con l'aumentare della quota.
troposferico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla troposfera.
troppo   agg. indef.    • 1 •   indica quantità o numero eccessivo: c'è troppo traffico; faceva troppo caldo; ho mangiato troppi dolci; questa frutta è troppa per me; c'erano troppe persone; hai fatto troppi errori; ci sono troppe difficoltà da superare    • 2 •   col valore di molto, senza l'idea di eccesso: qui vid' i' gente più ch'altrove troppa  (dante inf.  vii, 25)  pron. indef.    • 1 •   quantità eccessiva di qualcosa: io ho bevuto poco vino e tu troppo; ne vuoi ancora? sì, ma non troppo  | in espressioni ellittiche: vedi di non spendere troppo, denaro; mangiare troppo, cibo; ho ancora troppo da fare, troppo lavoro, troppe cose; hai detto anche troppo, troppe cose    • 2 •   pl.  troppe persone: troppi credono ancora nella sua innocenza   s.m.  cosa eccessiva e superflua, che sarebbe meglio eliminare o ridurre; usato per lo più in frasi proverbiali: il troppo stroppia; l'assai basta e il troppo guasta; tanto è il troppo quanto il troppo poco; il troppo e il poco guasta il gioco   avv.    • 1 •   eccessivamente; più del dovuto, del conveniente: ha lavorato troppo; hai parlato troppo; non far troppo tardi; questa birra è troppo fredda; troppo gentile!, troppo buono!, come espressioni di cortesia | rafforzato da anche, fino, più di quanto sarebbe bene, necessario o opportuno: è anche troppo sveglio; sei fin troppo intelligente  | esprimendo il termine rispetto al quale qualcosa si ritiene eccessiva: è troppo furbo perché lo si possa imbrogliare; costa troppo poco per essere autentico  | di troppo, in più, in eccesso, più del dovuto o del necessario: ce ne sono dieci di troppo; ha bevuto qualche bicchiere di troppo; uno di noi due è di troppo  | pur troppo, per esprimere rammarico, più comune nella grafia purtroppo  | nell'uso ant. o pop. si trova talora accordato nel genere col termine al quale si riferisce: con troppi maggior colpi che prima fieramente cominciò a percuoter la porta  (boccaccio dec.  ii, 5)    • 2 •   con valore simile a molto, assai, senza l'idea di eccesso: sai troppo bene che ho ragione; or mi diletta / troppo di pianger più che di parlare  (dante purg.  xiv, 124-125) | non troppo, piuttosto poco: l'ha fatto, ma non troppo volentieri; non mi sento troppo bene. 
troppopieno   s.m. invar.  valvola, apertura di scarico accessoria che impedisce al liquido di superare il livello di sicurezza in vasche, serbatoi e sim.
troscia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   (ant.  o region.) pozzanghera, rigagnolo    • 2 •   (non com.) buca scavata nel terreno nella quale si mettono a bagno le pelli da conciare.
trota   s.f.  pesce commestibile d'acqua dolce, di media grandezza, con corpo slanciato coperto di piccole squame e caratteristiche macchiette rosse e nere sui fianchi, e pinna dorsale piuttosto alta (ord.  clupeiformi) | trota salmonata, caratterizzata da macchioline rosse sui fianchi e carni che ricordano per il colore e il sapore quelle del salmone.
troticoltore   s.m.  [f. -trice] allevatore di trote.
troticoltura   s.f.  allevamento di trote a scopo alimentare o di ripopolamento.
trotinatura   s.f.  serie di macchiette di color rosso, simili a quelle della trota, poste sul pelame grigio del cavallo.
trotino   agg.  si dice di mantello equino che presenta trotinatura; anche, del cavallo che ha questo mantello.
trottapiano   s.m.  e f. invar.  (tosc. scherz.) persona che si muove o agisce con lentezza; posapiano.
trottare   v. intr.  [io tròtto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   andare di trotto, detto del cavallo e del cavaliere    • 2 •   (estens.) di persona, camminare rapidamente: dovete trottare se non volete arrivare in ritardo  | (fig. fam.) agire, lavorare speditamente, con alacrità: hanno dovuto trottare per finire in tempo il lavoro. 
trottata   s.f.    • 1 •   corsa del cavallo al trotto; corsa o passeggiata fatta a cavallo, trottando. dim. trottatina    • 2 •   (estens.) camminata molto rapida: che trottata per non perdere il treno!  | (fig. fam.) sgobbata: ha fatto una trottata per preparare l'esame. 
trottatoia   s.f.  lo stesso che trottatoio, nel sign. 2.
trottatoio   s.m.    • 1 •   pista per allenare i cavalli alle corse al trotto    • 2 •   ciascuna delle due strisce parallele di lastre di granito che un tempo erano poste nelle strade acciottolate affinché i veicoli potessero procedere più agevolmente.
trottatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   cavallo addestrato per le corse al trotto    • 2 •   (estens. scherz.) persona che è in grado di camminare a lungo con passo sostenuto.
trotter   s.m. invar.  ippodromo per le corse al trotto.
trotterellare   v. intr.  [io trotterèllo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   andare al piccolo trotto, detto di cavallo e cavaliere    • 2 •   (estens.) camminare a piccoli passi svelti, detto spec. di bambini.
trottistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne le corse al trotto: riunione trottistica. 
trotto   s.m.    • 1 •   andatura naturale del cavallo o di altri quadrupedi, intermedia tra il passo ordinario e il galoppo, caratterizzata dal movimento simultaneo degli arti accoppiati in diagonale: prendere il trotto; mettere il cavallo al trotto; andare al trotto; corse al trotto; rompere (il trotto), assumere un'andatura intermedia tra il trotto e il galoppo; piccolo trotto, non veloce; trotto serrato, a passi corti e raccolti, ma veloci; trotto all'inglese, quando il cavaliere asseconda il movimento del dorso del cavallo. dim. trotterello, trotterellino    • 2 •   (estens. fam.) il camminare svelto | fare qualcosa al piccolo trotto, (fig.) con calma, senza affaticarsi | il trotto dell'asino, (scherz.) si dice di azione, attività intrapresa con grande slancio, ma di cui ben presto ci si stanca    • 3 •   (mus.) danza per soli strumenti, di carattere vivace, in uso nei secc. xiii-xiv.
trottola   s.f.    • 1 •   giocattolo di legno, metallo o plastica, a forma di cono rovesciato, che si fa girare su sé stesso vorticosamente con vari sistemi (p. e.  svolgendo rapidamente uno spago avvolto intorno a esso o azionando ripetutamente in giù e in su un'asticella elicoidale che fuoriesce dalla sommità) | girare come una trottola, (fig.) andare continuamente qua e là, essere sempre affaccendato. dim. trottolina, trottolino  (m.) accr. trottolone  (m.)    • 2 •   figura del pattinaggio in cui il pattinatore gira vorticosamente su sé stesso assumendo posizioni caratteristiche.
trottolare   v. intr.  [io tròttolo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   girare, ruotare come una trottola    • 2 •   (fig. fam.) muoversi in continuazione, detto spec. di bambini.
trottolino   s.m.  [f. -a]    • 1 •   dim.  di trottola    • 2 •   (fam.) bambino molto vivace.
trotzkismo   o trozkismo, s.m.  la dottrina comunista di lev trotzkij (1879-1940); il movimento ideologico-politico a essa ispiratosi.
trotzkista   o trozkista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] fautore, seguace del trotzkismo | usato anche come agg.  : programma trotzkista. 
troupe   s.f. invar.  gruppo di attori, registi e tecnici che lavorano insieme per realizzare un film o per preparare e rappresentare uno spettacolo teatrale, televisivo.
trousse   s.f. invar.    • 1 •   astuccio che contiene una serie di oggetti o di strumenti per un determinato scopo: la trousse del fotografo    • 2 •   borsetta da sera per signora, rigida, a forma di astuccio: una trousse di tartaruga, di avorio. 
trouvaille   s.f. invar.  scoperta, trovata interessante; idea originale (spec. in ambito critico, artistico, letterario e sim).
trovabile   agg.  (non com.) che si può trovare; reperibile.
trovadore    ⇨ trovatore.
trovadorico   o trobadorico, agg.  [pl. m. -ci] dei trovadori o che si riferisce alla loro arte, al loro stile: poesia trovadorica, poesia in lingua d'oc fiorita nei secc. xi-xiii presso le corti di provenza, di altre regioni francesi e di catalogna.
trovamento   s.m.    • 1 •   (non com.) il trovare, l'essere trovato    • 2 •   (ant.) invenzione, ritrovato.
trovante   s.m.  (geol.) masso erratico.
trovare   (1) v. tr.  [io tròvo  (ant. truòvo) ecc]    • 1 •   rinvenire una cosa che si cerca, che si desidera, di cui si vuole disporre (anche fig.): trovare un oggetto smarrito, la strada perduta; trovare un appartamento, un finanziamento; trovare un lavoro, un impiego; trovare da mangiare, da bere; trovare la tranquillità, la pace, un aiuto; trovare il successo, la gloria  | riferito a persona: trovare moglie, marito; trovare un buon dottore; andare a trovare qualcuno, andare a fargli visita | prov.  : chi trova un amico, trova un tesoro    • 2 •   imbattersi in qualcosa o in qualcuno senza averlo cercato (anche fig.): trovare una chiave per terra; trovare delle difficoltà sul proprio cammino; andando in america ha trovato la sua fortuna; trovò la morte in un incidente stradale; al bar trovammo dei vecchi amici; guarda chi ti trovo!, modo per esprimere la propria sorpresa nell'incontrare qualcuno | provvedimenti che lasciano il tempo che trovano, inefficaci    • 3 •   scoprire, rintracciare in seguito allo svolgimento di un'attività, a un'applicazione mentale: trovare un giacimento di petrolio; trovare la soluzione di un problema; gli investigatori sono riusciti a trovare il colpevole  | ideare, inventare, escogitare: trovare una scusa, un pretesto; nessuno ha ancora trovato il segreto dell'eterna giovinezza    • 4 •   riuscire ad avere, a poter disporre: non trovare il tempo per leggere un libro; trovare una persona disposta a collaborare; non trova nessuno che gli faccia compagnia  | in senso più generico, avere: mi trovo in tasca solo pochi spiccioli; una persona che trova da ridire su tutto    • 5 •   constatare che qualcuno o qualcosa è, procede in un determinato modo: ha trovato l'amico molto cambiato; trovammo la porta chiusa col lucchetto; i posti furono trovati occupati; tutta la classe fu trovata molto ben preparata; trovo che qui le cose stanno migliorando  | giudicare, ritenere: trovammo il cibo eccellente; nelle sue parole non ci trovai nulla di offensivo; trovo che hai perfettamente ragione | trovi?, (fam.) ti sembra?    • 6 •   sorprendere, cogliere: lo hanno trovato mentre stava rubando    • 7 •   ricevere, ricavare, ottenere: trovare giovamento in una cura; trovare il proprio tornaconto; ha trovato un'ottima accoglienza    • 8 •   (ant) raggiungere, colpire: e va inverso il pagan di buona voglia / e in sullo scudo basso lo trovava  (pulci) | trovarsi v. rifl.  incontrarsi: ci trovammo all'aeroporto | trovarsi d'accordo, essere d'accordo, concordare | v. rifl.    • 1 •   essere in un certo luogo: il monumento si trova al centro della piazza; a mezzogiorno mi trovavo in ufficio  | capitare, arrivare in un luogo: ci trovammo a destinazione senza neppure accorgercene    • 2 •   essere in una certa condizione, situazione: trovarsi bene, male in un ambiente; trovarsi senza un soldo, in un grave pericolo. 
trovare   (2) v. tr.  e intr.  [io tròvo ecc. ; aus. dell'intr. avere] (ant.) poetare, comporre poesie.
trovarobato   s.m.  insieme degli oggetti necessari all'arredamento di una scena teatrale, cinematografica o televisiva.
trovarobe   s.m.  e f. invar.  chi procura tutti gli oggetti necessari all'allestimento scenico di una rappresentazione teatrale, cinematografica o televisiva.
trovata   s.f.  espediente per uscire da una situazione difficile; per estens., buona idea: escogitare una trovata; questa sì che è una trovata geniale!; la sua trovata fu davvero pessima  | battuta, invenzione comica: fa ridere tutti con le sue trovate. 
trovatello   s.m.  [f. -a] bambino abbandonato piccolissimo dai genitori alla pubblica assistenza.
trovato   part. pass.  di trovare   agg.  nei sign. del verbo | ben trovato!, espressione usata come saluto affettuoso nell'incontrare qualcuno: madonna, voi siate la ben trovata  (boccaccio dec.  ii, 5)  s.m.    • 1 •   (lett.) cosa trovata | ritrovato, scoperta: io mi offero a venire costì con qualche bel trovato per farla innamorare  (machiavelli)    • 2 •   (ant.) pretesto.
trovatore   o trovadore, s.m.  poeta-musico che nei secc. xi-xiii esercitava la sua arte presso le corti di provenza, di altre regioni francesi e di catalogna.
troviero   o trovero, s.m.  trovatore che poetava in lingua d'oi°l.
trozkismo   e deriv.   ⇨ trotzkismo e deriv. 
trozza   s.f.  (mar.) collegamento a collare che unisce all'albero la parte centrale di un pennone o l'estremità prodiera del picco.
truca   o truka, s.f.  (cine.) stampatrice per pellicole cinematografiche che consente di ottenere effetti speciali (dissolvenze, sovrimpressioni ecc.).
truccare   (1) v. intr.  [io trucco, tu trucchi ecc. ; aus. avere] nel biliardo, nelle bocce e in altri giochi simili, colpire con la propria palla quella dell'avversario per spostarla a proprio vantaggio.
truccare   (2) v. tr.  [io trucco, tu trucchi ecc.]    • 1 •   trasformare l'aspetto, le caratteristiche fisiche di una persona con l'uso di cosmetici, parrucche, barbe finte o altri artifici, soprattutto in vista di una finzione scenica: l'attore fu truccato da vecchio  | (estens.) travestire, mascherare: truccarono la figlia da clown    • 2 •   dare il trucco al viso: truccarsi gli occhi    • 3 •   conferire a qualcosa un aspetto diverso da quello che ha, spec. al fine di trarre in inganno: la nave spia era truccata da peschereccio; truccare i dadi, le carte, modificarli in modo da poter barare | truccare un motore, modificarlo in modo da renderlo più potente    • 4 •   (fig.) preordinare un risultato che dovrebbe dipendere dal caso o costituire l'esito regolare di una votazione, di una gara, di una partita e sim.: truccare i risultati di un referendum; truccare un incontro di pugilato  | truccarsi v. rifl.    • 1 •   trasformare il proprio aspetto con vari artifici: il tenore si stava truccando da otello  | (estens.) travestirsi: per arrestare un ricercato i poliziotti si erano truccati da operai    • 2 •   darsi il trucco al viso: una ragazza che si trucca e si pettina molto bene. 
truccato   part. pass.  di truccare    • 2 •   agg.  nei sign. del verbo: si presentò alla festa truccato da arlecchino; occhi truccati; sorteggio truccato. 
truccatore   s.m.  [f. -trice] persona esperta di cosmesi, che provvede a truccare gli attori per le esigenze della scena.
truccatura   s.f.    • 1 •   il truccare, il truccarsi, l'essere truccato    • 2 •   il materiale che serve a truccare o a truccarsi per le esigenze della scena.
trucco   (1) s.m.  [pl. -chi] antico gioco da tavolo simile al biliardo.
trucco   (2) s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il truccare, il truccarsi, l'essere truccato; in partic., l'abbellire, l'abbellirsi il viso con l'applicazione di cosmetici: farsi, ritoccarsi il trucco; un trucco leggero, pesante; trucco teatrale, di scena; borsetta del, per il trucco, che contiene i prodotti necessari per truccarsi; beauty case | (estens.) cosmetico usato per truccarsi: darsi, togliersi il trucco    • 2 •   artificio con cui si altera la realtà, per simulare quanto di fatto non esiste: il trucco c'è ma non si vede; i trucchi del prestigiatore; trucco cinematografico, fotografico, televisivo  e sim., procedimento tecnico per ottenere determinati effetti di simulazione della realtà | i trucchi del mestiere, espedienti con cui chi è molto abile in un'attività risolve le difficoltà che si presentano nel suo esercizio. dim. trucchetto    • 3 •   (fig.) imbroglio, raggiro: è riuscito a vincere con un trucco. 
truccone   s.m.  [f. -a] (non com.)    • 1 •   imbroglione    • 2 •   sensale di matrimonio    • 3 •   incettatore di merci.
truce   agg.  feroce, crudele: un truce delitto  | bieco, torvo, sinistro: uno sguardo truce  § trucemente avv. 
trucia   s.f.  [solo sing.] (tosc.) miseria; aspetto misero, trascurato.
trucidare   v. tr.  [io trùcido  (ant. trucìdo) ecc.] massacrare, uccidere barbaramente.
trucidatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi trucida.
trucido   agg.  (region.) lo stesso che truce. 
trucio   agg.  [pl. f. -cie  o -ce] (tosc.) misero; logoro.
truciolare   (1) v. tr.  [io trùciolo ecc.] (non com.) ridurre in trucioli.
truciolare   (2) agg.  fatto, composto di trucioli: pannello truciolare   s.m.  lo stesso, ma meno comune, che truciolato. 
truciolato   part. pass.  di truciolare    • 1 •   s.m.  materiale da costruzione di mobili e sim. in pannelli di spessore uniforme, costituito da frammenti di legno impastati con un legante a base di resine sintetiche e pressati: un tavolo di truciolato  | truciolato nobilitato, rivestito sulle due facce da uno strato di laminato plastico di colore uniforme o imitante un legno pregiato.
truciolatore   s.m.  macchina che riduce il legno in frammenti per la fabbricazione di truciolati.
truciolatrice   s.f.    • 1 •   piallatrice per ridurre in trucioli materiali teneri (p. e.  legno, sapone)    • 2 •   truciolatore | usato anche come agg.  : macchina truciolatrice. 
truciolo   s.m.    • 1 •   striscia più o meno sottile, generalmente arricciata, di materiale che si asporta da un pezzo di legno o di metallo lavorato con una pialla, una piallatrice o con altre macchine utensili; per estens., sottilissimo ritaglio di carta, plastica o altro materiale usato a scopo protettivo negli imballaggi. dim. trucioletto, truciolino    • 2 •   ciascuna delle sottili e flessibili strisce di paglia che, intrecciate, si usano per la fabbricazione di ceste e cappelli.
truck   s.m. invar.    • 1 •   nome generico di carrelli di vario tipo, per usi industriali    • 2 •   (cine.) apparecchiatura di registrazione dei suoni montata su una struttura mobile.
truculento   ant. trucolento, agg.  (lett.)    • 1 •   truce, torvo: una persona dall'aspetto truculento    • 2 •   crudele, violento: un delitto, un film truculento. 
truculenza   s.f.  l'essere truculento.
trudgen   s.m. invar.  stile di nuoto in cui le gambe si muovono a forbice e le braccia in modo simile al crawl.
truffa   s.f.    • 1 •   (dir.) il reato commesso da chi ricava illecito profitto a danno di altri avendoli indotti in errore con artifici e raggiri: commettere una truffa; essere vittima di una truffa    • 2 •   (estens.) frode, inganno, imbroglio | legge, decreto truffa, nel linguaggio giornalistico, legge, decreto il cui vero fine sia diverso da quello dichiarato e si risolva a danno della collettività.
truffaldino   s.m.  [f. -a] imbroglione, truffatore  agg.  da truffatore: impresa truffaldina. 
truffare   v. tr.  imbrogliare con una truffa; sottrarre con truffa: lo ha truffato di un milione; gli ha truffato un milione. 
truffato   part. pass.  di truffare  e agg.  nel sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è vittima di una truffa.
truffatore   s.m.  [f. -trice] chi truffa.
truffé   agg.    • 1 •   (gastr.) tartufato    • 2 •   si dice della copia di un libro a stampa contenente annotazioni manoscritte, dell'autore stesso o di altri, che le conferiscono carattere di unicità; postillato.
trufferia   s.f.  (non com.) imbroglio, truffa.
truffone   s.m.  [f. -a] (non com.) truffatore.
trufolare   v. intr.  [io trùfolo ecc. ; aus. avere] (rar.) frugare, pasticciare: trufolare in mezzo alla roba altrui  | trufolarsi v. rifl.  sguazzare, rivoltolarsi: trufolarsi nel sudiciume. 
truglio   s.m.  (dir.) antica procedura in uso nel napoletano, con la quale il giudice poteva venire a un accordo con l'imputato sulla pena da comminargli, senza svolgimento di processo; vi si ricorreva soprattutto nei periodi di sovraffollamento delle carceri.
truismo   s.m.  (lett.) verità ovvia, banalità.
truistico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di truismo, che presenta carattere di truismo.
truka    ⇨ truca.
trullaggine   s.f.  (pop. tosc.) l'essere trullo; grullaggine.
trullare   v. intr.  [aus. avere] (ant.) fare peti: dal mento infin dove si trulla  (dante inf.  xxviii, 24).
trulleria   s.f.  (pop. tosc.) l'essere trullo; atto o parola da trullo.
trullo   (1) agg.  e s.m.  [f. -a] (pop. tosc.) citrullo, grullo.
trullo   (2) s.m.  costruzione di pietre a copertura conica, caratteristica di alcune località della puglia: i trulli di alberobello. 
trullo   (3) s.m.  (ant.) peto.
trumeau   s.m. invar.    • 1 •   (arch.) il pilastro situato al centro della porta d'ingresso nelle cattedrali gotiche    • 2 •   pannello decorativo o specchiera tra due porte o finestre    • 3 •   mobile in cui la parte inferiore è provvista di cassetti e di una ribalta usabile come piano di scrittura, mentre la superiore presenta due ante spesso rivestite di specchi.
trumò   s.m.  adattamento it. del fr. trumeau. 
truogo   truogolo  ⇨ trogolo.
truonare    ⇨ tronare.
truono    ⇨ trono 1.
truppa   s.f.    • 1 •   spec. pl.  insieme di reparti militari: truppe scelte, mercenarie, ausiliarie; le truppe dell'onu  | in senso più specifico, il complesso dei soldati semplici e dei graduati di un'unità militare, con esclusione dei sottufficiali e degli ufficiali: militari di truppa; graduati di truppa, caporali e caporalmaggiori    • 2 •   (fig.) gran quantità, gruppo numeroso di persone (spesso scherz.): una truppa di studenti, di gitanti  | in truppa, in gruppo, in frotta: viaggiare in truppa. 
truschino   s.m.  (tecn.) attrezzo costituito da una punta d'acciaio stretta con un morsetto a snodo sull'asta verticale di un supporto mobile; si usa per la tracciatura di pezzi meccanici.
trust   s.m. invar.    • 1 •   (econ.) forma di concentrazione industriale che comporta l'integrazione di diverse imprese sotto un'unica direzione, al fine di limitare la concorrenza e controllare il mercato: leggi anti-trust  | (estens.) monopolio    • 2 •   trust di cervelli, gruppo di esperti che concorrono a risolvere problemi di particolare complessità brain trust.
trutina   s.f.  (ant.) il foro nel quale hanno alloggiamento l'ago della bilancia, o il sostegno della stadera.
tsantsa   s.f.  (etnol.) la testa del nemico mummificata che gli indios jivaros dell'america meridionale conservano come trofeo di guerra.
tse-tse  tse-tse o tze-tze, agg. invar.  solo nella loc. mosca tse-tse, insetto del genere glossina, diffuso nelle zone tropicali, che trasmette il tripanosoma gambiense, agente della malattia del sonno (ord.  ditteri).
tsh   s.m. invar.  (biol.) ormone prodotto dall'ipofisi, stimolatore della tiroide; ormone tireotropo.
t-shirt  t-shirt  ⇨ tee-shirt.
tsunami   s.m. invar.  onda di maremoto, frequente lungo le coste giapponesi.
-ttero  -ttero o -ptero, secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica o dotta, dal gr. pterón  'ala' (lepidottero, elicottero).
tu   pron. pers. m.  e f. di seconda pers. sing.    • 1 •   si usa rivolgendo il discorso a persona con cui si è in familiarità si impiega solo in funzione di soggetto o come predicativo quando il soggetto, espresso o sottinteso, è ugualmente tu  (nelle altre funzioni è sostituito dalla forma tonica te  o dalla forma atona ti); come soggetto può essere sottinteso, ma è sempre espresso quando possono sorgere dubbi sulla persona del verbo, quando si stabilisce una contrapposizione, quando è coordinato con un altro soggetto, quando lo si vuole sottolineare enfaticamente: (tu) sei la persona più gentile che conosca; quando parti (tu)?; (tu) non sei più tu!; è necessario che tu venga; tu puoi permettertelo, io non potrei; tu e lei fate una bella coppia; tu, qui!; tu, dici queste cose!; lo farai tu!  | si rafforza se è seguito da stesso  o preceduto da anche, nemmeno, proprio, appunto  ecc.: tu stesso lo hai fatto; nemmeno tu lo sapevi; verrai proprio tu con noi; proprio tu ti lamenti?  | nell'uso ant., quando è posposto al verbo, può fondersi con questo: sovr'essa vedestù la scritta morta  (dante inf.  viii, 127)    • 2 •   con valore impersonale: quando tu consideri la cosa, quando si considera; sono cose alle quali tu non pensi finché non capitano, non si pensa | in funzione di s.m. , il pronome tu : dare del tu, parlare col tu, rivolgersi a qualcuno usando la seconda persona sing., quindi con familiarità e confidenza | essere, stare, trovarsi a tu per tu, faccia a faccia, per lo più con atteggiamento di contrapposizione, di ostilità (anche fig.): trovarsi a tu per tu con la morte. 
tu'   agg. poss.  (pop. tosc.) troncamento di tuo  in posizione proclitica (per tutti i generi e numeri): il tu' babbo, la tu' mamma, i tu' fratelli, le tu' sorelle. 
tuareg   o tuaregh, agg. invar.  che si riferisce o appartiene a una popolazione berbera del sahara, di religione musulmana  s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi appartiene alla popolazione tuareg    • 2 •   la lingua parlata dai tuareg.
tuba   s.f.    • 1 •   tromba di bronzo con la canna lunga e diritta, usata nell'antichità greco-romana come tromba di guerra, o anche in spettacoli e cerimonie religiose: di falangi un tumulto e un suon di tube  (foscolo sepolcri  209) | (poet.) genericamente, tromba: l'angeliche tube  (ariosto o. f.  xxxiv, 59)    • 2 •   strumento musicale a fiato della famiglia dei flicorni, con il tubo di forma conica terminante in un grande padiglione; è munito di pistoni e provvisto di un bocchino speciale | basso tuba, bassotuba    • 3 •   cappello a cilindro    • 4 •   (anat.) canale, condotto; tromba: tuba uterina  (o tuba ovarica), canale membranoso che unisce l'ovaia all'utero; tromba di falloppio    • 5 •   nel gergo delle caserme, recluta, cappellone.
tubaggio   s.m.    • 1 •   il munire di tubi    • 2 •   (med.) intubazione.
tubare   (1) v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto di colombi e tortore, emettere il caratteristico suono grave e gutturale, tipico del periodo del corteggiamento    • 2 •   (fig. scherz.) scambiarsi affettuosità, sussurrarsi dolci parole, detto di innamorati.
tubare   (2) v. tr.  munire di tubi.
tubarico   agg.  [pl. m. -ci] (anat.) della tuba, che si riferisce a una tuba: condotto tubarico; cavità tubarica. 
tubatura   s.f.  insieme di tubi che formano un sistema di distribuzione o di scarico di liquidi o gas; anche, singolo tubo che fa parte di tale insieme: s'è rotta la tubatura. 
tubazione   s.f.  complesso di tubi per il trasporto di liquidi o gas, spec. in gran quantità e a distanze elevate: la tubazione di un acquedotto. 
tubeless   agg.  e s.m. invar.  si dice di un tipo di pneumatico privo di camera d'aria.
tuberacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di funghi degli ascomiceti, a cui appartiene il tartufo | sing.  [-a] ogni fungo di tale famiglia.
tubercolare   agg.    • 1 •   (biol.) di tubercolo    • 2 •   (med.) di tubercolosi, relativo alla tubercolosi: bacillo, affezione tubercolare. 
tubercolato   agg.  (bot.) dotato di tubercoli.
tubercolina   s.f.  (chim. biol.) sostanza chimicamente non ben definita, ottenuta con vari procedimenti da bacilli tubercolari o da prodotti del loro metabolismo, usata a scopo terapeutico ma soprattutto diagnostico, per accertare se è in atto, o se c'è stata in passato, una lesione tubercolare.
tubercolinizzazione   s.f.  (med.) terapia antitubercolare mediante inoculazione di tubercolina.
tubercolizzazione   s.f.    • 1 •   (bot. , med.) formazione di tubercoli    • 2 •   (med.) tubercolinizzazione.
tubercolo   s.m.    • 1 •   (anat.) piccola sporgenza tondeggiante sulla superficie di un osso, di una cartilagine o di un organo. dim. tubercoletto, tubercolino    • 2 •   (med.) formazione patologica di aspetto simile a un granuloma, tipica della tubercolosi    • 3 •   (bot.) piccolo ingrossamento che si forma sulle radici delle leguminose e di altre piante.
tubercoloma   s.m.  [pl. -mi] (med.) tumefazione costituita da un ammasso di tubercoli.
tubercolosario   s.m.  ospedale dove si curavano i malati di tubercolosi; sanatorio.
tubercolosi   s.f.    • 1 •   (med.) infezione batterica ad azione necrotizzante sui tessuti, dovuta al bacillo di koch, che può colpire vari organi e soprattutto i polmoni: tubercolosi ossea; tubercolosi polmonare, tisi    • 2 •   (bot.) malattia di alcune piante, che si manifesta con rigonfiamenti provocati da funghi o batteri: tubercolosi dell'olivo. 
tubercoloso   agg.  che presenta tubercoli  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da tubercolosi.
tubercolotico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) che concerne la tubercolosi  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da tubercolosi.
tubercoluto   agg.  (non com.) che ha tubercoli; cosparso di tubercoli.
tubero   s.m.  (bot.) organo sotterraneo, derivante dalla trasformazione di un fusto o di una radice, ricco di sostanze amidacee: il tubero della patata. 
tuberosa   s.f.  (bot.) pianta erbacea ornamentale con fiori bianchi profumati raccolti in grappolo (fam.  amarillidacee).
tuberosità   s.f.    • 1 •   (bot.) l'essere tuberoso; l'aver natura di tubero    • 2 •   sporgenza, protuberanza di forma simile a un tubero    • 3 •   (ant.) l'essere cosparso di protuberanze; l'essere bitorzoluto.
tuberoso   agg.    • 1 •   (bot.) che ha natura di tubero; simile a tubero: fusto tuberoso; radice tuberosa    • 2 •   (ant.) bitorzoluto.
tubettificio   s.m.  fabbrica di tubetti.
tubetto   s.m.    • 1 •   dim.  di tubo    • 2 •   piccolo cilindro di vario materiale usato per la confezione di medicinali, caramelle, cosmetici e sim.: il tubetto del rossetto, delle compresse.  dim. tubettino    • 3 •   piccolo tubo deformabile a pressione, con tappo a vite, usato per conservare pomate, sostanze alimentari e sim.: il tubetto del dentifricio, della maionese    • 4 •   nell'industria tessile, piccolo tubo leggermente conico, di materiale vario, su cui si avvolge la spola.
tubiera   s.f.  insieme di tubi o di condotti, in caldaie, scambiatori di calore ecc.
tubiero   agg.  di, relativo a tubi: fascio tubiero; piastra tubiera, piastra recante una serie di fori in ognuno dei quali è fissata un'estremità di un tubo del fascio tubiero di una caldaia.
tubiflore   s.f. pl.  (bot.) ordine di piante dicotiledoni, prevalentemente erbacee e con fiori a calice gamosepalo, comprendente molte famiglie (solanacee, labiate ecc.) | sing.  [-a] ogni pianta di tale ordine.
tubing   s.m. invar.  (min.) in un pozzo petrolifero, tubo che porta il fluido in superficie.
tubino   (1) s.m.  cappello duro da uomo, a cupola tonda; bombetta.
tubino   (2) s.m.  abito femminile a tubo.
tubista   s.m.  [pl. -sti]    • 1 •   operaio addetto alla fabbricazione dei tubi    • 2 •   operaio addetto all'installazione o alla riparazione di tubazioni | (region.) operaio idraulico | usato anche come agg.: operaio tubista. 
tubo   s.m.    • 1 •   condotto a sezione solitamente circolare, di dimensioni e materiali vari, usato per convogliare fluidi o, in qualche caso, anche materiali solidi incoerenti: tubo di ghisa, di gomma, di piombo, di plastica; il tubo del gas; il tubo per innaffiare; congiungere, saldare insieme due tubi; tubo di scarico, di scappamento, quello che scarica nell'atmosfera i gas di combustione dei motori a combustione interna. dim. tubetto, tubicino    • 2 •   elemento cavo di forma generalmente cilindrica che costituisce il componente di un sistema, di una struttura: tubo da costruzioni, per impalcature; i tubi del telaio della bicicletta    • 3 •   dispositivo elettronico inserito come elemento attivo in un circuito, costituito da elettrodi racchiusi in un involucro di vetro o altro materiale; valvola termoionica: tubo a vuoto, dal cui interno è stata estratta l'aria; tubo a gas, in cui l'aria è stata sostituita con un gas | tubo al neon, lampada a luminescenza a luce bianca    • 4 •   oggetto che per forma o funzione ricorda un tubo | a tubo, che è a forma di tubo: pantaloni, gonna a tubo, di foggia dritta e stretta; chiave a tubo, chiave fissa di forma tubolare per dadi e bulloni | tubo di lancio, nelle navi, il condotto attraverso il quale si lanciano i siluri | tubo sonoro, elemento tubolare le cui estremità possono essere aperte o chiuse e nel quale l'aria contenuta entra in risonanza per determinate frequenze; trova applicazione negli strumenti musicali    • 5 •   (biol.) organo con forma e funzione di condotto: tubo digerente  | tubo cribroso, (bot.) vaso per il trasporto di sostanze elaborate dal vegetale    • 6 •   (fig. pop.) assolutamente niente, nulla (solo in frasi negative): non capire, non vedere un tubo. 
tubocurarina   s.f.  (chim.) la più importante delle curarine, usata in medicina, sotto forma di cloruro, come miorilassante prima di interventi chirurgici.
tubolare   non com. tubulare, agg.  che ha forma di tubo: lampada tubolare  | che è formato da tubi: impalcatura tubolare   s.m.    • 1 •   pneumatico leggero, cucito intorno alla camera d'aria, per biciclette da corsa    • 2 •   (mil.) nell'uniforme estiva o da lavoro di ufficiali, sottufficiali e graduati di truppa, fascetta di stoffa recante il contrassegno del grado, che si infila nella spallina.
tubolato   o tubulato, agg.  (non com.) formato di tubi | che ha la forma di un tubo.
tubolatura   o tubulatura, s.f.  (non com.) complesso di tubi; tubazione.
tubolo    ⇨ tubulo.
tuboloso   o tubuloso, agg.  (bot.) si dice di organo a forma di tubo.
tubulare    ⇨ tubolare.
tubulato    ⇨ tubolato.
tubulatura    ⇨ tubolatura.
tubulidentati   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi con pelo rado, muso allungato e molari e premolari attraversati da canalicoli; vi appartiene l'oritteropo | sing.  [-o] ogni mammifero di tale ordine.
tubulo   non com. tubolo, s.m.    • 1 •   tubo sottile; tubicino    • 2 •   (anat.) si dice di elemento di un organo avente forma cilindrica: tubuli renali; tubulo seminifero    • 3 •   (bot.) nei funghi, ognuna delle formazioni tubolari presenti sotto il cappello.
tubuloso    ⇨ tuboloso.
tucano   s.m.  nome di alcune specie di grossi uccelli dell'america meridionale, con piumaggio nero a chiazze colorate e un grosso becco giallo ricurvo a margini dentati (ord.  piciformi).
tucidideo   agg.  che è proprio dello storico greco tucidide (460 ca - dopo il 404 a. c.), o che si riferisce alla sua opera: l'analisi tucididea dell'agire politico; la questione tucididea, l'insieme degli studi sulla composizione della sua opera, la guerra del peloponneso.
tucul   s.m. invar.  abitazione a pianta circolare con tetto conico di paglia, tipica dell'africa orientale | (estens.) piccola costruzione di forma analoga edificata in villaggi turistici e campeggi.
tudero   s.m.  (dial. spreg.) tedesco.
tudertino   agg.  di todi, comune in provincia di perugia  s.m.  [f. -a] chi abita, chi è nativo di todi.
tuello   s.m.  (zool.) la parte interna, non cornea, dello zoccolo del cavallo.
tufaceo   agg.  costituito da tufo, ricco di tufo: roccia tufacea; terreno tufaceo. 
tuff   inter.  voce onomatopeica che imita il rumore di un tuffo, di qualcosa che cade nell'acqua; nella forma iterata, imita il rumore di una locomotiva a vapore.
tuffamento   s.m.  (rar.) il tuffare, il tuffarsi.
tuffare   v. tr.    • 1 •   immergere rapidamente nell'acqua o in un altro liquido: tuffare un remo nell'acqua; tuffare la penna nell'inchiostro    • 2 •   (fig. lett.) immergere, sprofondare: ed essi ogni pensier che 'l dì conduce / tuffato aveano in dolce oblio profondo  (tasso g. l.  xiv, 2) | tuffarsi v. rifl.    • 1 •   lanciarsi di colpo nell'acqua immergendovisi completamente: è pericoloso tuffarsi in acque basse; la ranocchia si tuffò nello stagno    • 2 •   buttarsi verso il basso: tuffarsi nel vuoto  | (estens.) lanciarsi, precipitarsi: tuffarsi nella mischia    • 3 •   (fig.) immergersi rapidamente in qualcosa che sottragga alla vista: il sole si tuffò dietro l'orizzonte; non ho voglia / di tuffarmi / in un gomitolo di strade  (ungaretti)    • 4 •   (fig.) sprofondarsi, dedicarsi interamente e con passione a qualcosa: tuffarsi nello studio. 
tuffata   s.f.  il tuffare, il tuffarsi una volta. dim. tuffatina. 
tuffatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi esegue tuffi | (sport) tuffista    • 2 •   durante la seconda guerra mondiale, aeroplano da bombardamento adatto per il volo in picchiata | (estens.) il pilota che guidava tale aereo  agg.  (zool.) si dice di uccello capace di tuffarsi in acqua per predare.
tuffete    ⇨ tonfete.
tuffetto   s.m.    • 1 •   dim.  di tuffo.  dim. tuffettino    • 2 •   piccolo uccello tuffatore con piumaggio bruno-fulvo, piedi palmati, ali e coda corte (ord.  colimbiformi).
tuffista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) atleta specializzato nei tuffi.
tuffistica   s.f.  la disciplina sportiva che comprende le varie specialità di tuffi.
tuffo   s.m.    • 1 •   il tuffare, il tuffarsi: il tuffo dei remi nell'acqua  | breve bagno in mare, in piscina o sim.: faccio solo un altro tuffo prima di andare via.  dim. tuffetto    • 2 •   (sport) esercizio consistente nel lanciarsi in acqua da impianti appositamente predisposti ad altezze fisse, secondo tecniche e stili diversi: tuffo dal trampolino, dalla piattaforma; tuffo con avvitamento, carpiato, rovesciato, in avanti, all'indietro    • 3 •   caduta verso il basso | (aer.) picchiata: scendere in tuffo; bombardamento a tuffo    • 4 •   (estens.) slancio, salto: con un tuffo fu sul ladro; buttarsi a tuffo su qualcosa, tentare di arraffarne il più possibile; impossessarsene con avidità | (sport) azione di un giocatore di calcio, rugby, pallavolo ecc. che si butta in terra o si slancia in alto per recuperare o ribattere la palla: parata, placcaggio, respinta in tuffo    • 5 •   (fig.) immersione in un ambiente o in un'atmosfera diversi da quelli abituali: tornare al paese natale è stato un tuffo nel passato    • 6 •   (fig.) forte e improvvisa emozione: vedendola passare, provai un tuffo al cuore. 
tuffolo   s.m.  (region.) lo stesso che svasso.  dim. tuffolino. 
tufo   s.m.  (geol.) roccia formata da un materiale incoerente, cristallino o vetroso, eruttato dai vulcani durante la fase esplosiva e poi consolidato e cementato.
tufoso   agg.  (non com.) tufaceo.
tuga   s.f.  (mar.) sovrastruttura di larghezza inferiore a quella del ponte scoperto di una nave, adibita ad alloggio, passaggio coperto ecc.
tugurio   s.m.  abitazione o ambiente angusto e squallido.
tuia   s.f.  pianta sempreverde delle conifere, simile al cipresso, coltivata a scopo ornamentale (fam.  cupressacee).
tularemia   s.f.  (vet.) malattia infettiva che colpisce soprattutto i conigli selvatici, ma che può trasmettersi anche all'uomo.
tulio   s.m.  elemento chimico il cui simbolo è tm; è un metallo della famiglia dei lantanidi.
tulipano   s.m.  pianta erbacea bulbosa, spontanea o coltivata a scopo ornamentale, con grandi foglie allungate e vistosi fiori di vario colore a forma di calice (fam.  liliacee) | il fiore di tale pianta: un mazzo di tulipani. 
tulle   s.m.  tessuto rado e trasparente formato da fili molto sottili intrecciati a rete: un abito da sposa in, di tulle. 
tulliano   agg.  proprio di uno dei personaggi storici di nome tullio | in partic., di marco tullio cicerone (106-43 a. c.), o che si riferisce alla sua opera, al suo stile; ciceroniano.
tumefare   v. tr.  [io tumefàccio  (non com. tumefò), tu tumefài, egli tumefà ecc. ; per il resto coniugato come fare] (non com.) gonfiare, enfiare; dare gonfiore | tumefarsi v. rifl.  detto di parti del corpo, enfiarsi, diventare gonfio in seguito a processi infiammatori o a traumi.
tumefatto   part. pass.  di tumefare   agg.  che presenta tumefazione; gonfio, tumido.
tumefazione   s.f.  (med.) gonfiezza, ingrossamento patologico di tessuti od organi; enfiagione.
tumescente   agg.  (scient.) gonfio, tumido, tumefatto.
tumescenza   s.f.  (scient.) gonfiore, tumidezza.
tumidezza   s.f.  l'essere tumido; gonfiezza (anche fig.): tumidezza di labbra; tumidezza di stile. 
tumidità   s.f.  (non com.) tumidezza.
tumido   agg.    • 1 •   (lett.) gonfio, grosso: ventre tumido; fiume tumido per la pioggia    • 2 •   carnoso, turgido: labbra tumide    • 3 •   (fig. lett.) ampolloso, ridondante: stile tumido  § tumidamente avv. 
tumolo    ⇨ tumulo.
tumorale   agg.  (med.) di tumore; dovuto a tumore: formazione, cellula tumorale. 
tumore   s.m.    • 1 •   (rar.) gonfiore, rigonfiamento | (fig. lett.) boria, alterigia, superbia: tuo vero dir m'incora / bona umiltà, e gran tumor m'appiani  (dante purg.  xi, 118-119). dim. tumoretto, tumorino  pegg. tumoraccio    • 2 •   (med.) accumulo patologico di cellule di nuova formazione; neoformazione, neoplasia: tumore benigno, quello di estensione circoscritta, che non dà metastasi e non si riproduce dopo l'asportazione; tumore maligno, quello che si diffonde per invasione dei tessuti circostanti e per metastasi, e può riprodursi dopo l'asportazione; cancro.
tumorosità   s.f.  (ant.) gonfiore, rigonfiamento.
tumoroso   agg.  (ant.) gonfio, tumefatto.
tumulare   (1) v. tr.  [io tùmulo ecc.] mettere nel sepolcro; seppellire: tumulare una salma. 
tumulare   (2) agg.  (rar.) di tumulo: forma tumulare. 
tumulazione   s.f.  il tumulare, l'essere tumulato.
tumulo   rar. tumolo, s.m.    • 1 •   (non com.) cumulo di terra, di sabbia o di detriti    • 2 •   (archeol.) cumulo di terra e pietre che alcuni popoli antichi usavano elevare sul luogo di sepoltura | (estens. lett.) monumento sepolcrale; sepolcro, tomba: il sospiro / che dal tumulo a noi manda natura  (foscolo sepolcri  49-50).
tumulto   s.m.    • 1 •   movimento disordinato e rumoroso di più persone o cose: si spandea lungo ne' campi / di falangi un tumulto e un suon di tube  (foscolo sepolcri  208-209)    • 2 •   sommossa, sollevazione popolare; manifestazione pubblica di malcontento, di protesta: esplosero vari tumulti    • 3 •   (fig.) agitazione dell'animo provocata da sentimenti contrastanti; grave turbamento: avere il cuore in tumulto. 
tumultuante   part. pres.  di tumultuare   agg.  che è in tumulto: folla, popolo tumultuante; avere il cuore tumultuante   s.m.  e f.  (non com.) chi prende parte a un tumulto, a una sommossa.
tumultuare   v. intr.  [io tumùltuo ecc. ; aus. avere] far tumulto (anche fig.): il popolo tumultuava; mille pensieri le tumultuavano nella mente. 
tumultuario   agg.  (non com.) fatto, realizzato, messo insieme in gran fretta: decisioni tumultuarie  § tumultuariamente avv.  rapidamente e disordinatamente: tutti questi pensieri ronzavano tumultuariamente nel capo basso di don abbondio  (manzoni p. s.  i).
tumultuoso   agg.  che produce, costituisce tumulto; che avviene o si manifesta con grande disordine, con chiasso e confusione (anche fig.): una folla tumultuosa; grida tumultuose; acque tumultuose, che scorrono torbide e impetuose; sentimenti tumultuosi, intensi e contrastanti § tumultuosamente avv. 
tundra   s.f.  formazione vegetale caratteristica delle terre artiche aride, costituita di muschi, licheni e rari arbusti | la pianura dove si sviluppa tale vegetazione.
tuner   s.m. invar.  sintonizzatore.
tunfete    ⇨ tonfete.
tungsteno   s.m.  elemento chimico detto anche wolframio, il cui simbolo è w; metallo grigio, durissimo, malleabile, difficilmente fusibile, viene usato per leghe resistenti alle alte temperature e come filamento delle lampadine a incandescenza; nei suoi composti manifesta tutte le valenze da due a sei.
tunguso   agg.  che appartiene o si riferisce a una popolazione mongola della siberia, prevalentemente nomade e dedita all'allevamento  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi appartiene alla popolazione tungusa    • 2 •   si dice di un gruppo di lingue della famiglia uralo-altaica, parlate nella siberia orientale.
tunica   s.f.    • 1 •   veste di lana o di lino, lunga fino al ginocchio, di linea diritta ma ripresa in vita da una cintura, comune nell'abbigliamento di età greco-romana    • 2 •   (estens.) qualsiasi abito di linea simile all'antica tunica | nella liturgia cattolica, camice bianco indossato dal laico che esercita funzioni di lettore, cantore o ministrante | antica giubba militare lunga e liscia. dim. tunichetta, tunichina    • 3 •   (anat.) membrana di risvestimento; tonaca: la tunica dell'occhio; tunica vaginale, perididimo    • 4 •   (bot.) rivestimento esterno dell'apice del caule: la tunica della cipolla. 
tunicati   s.m. pl.  (zool.) sottotipo di cordati comprendente molte specie marine in cui la corda dorsale è transitoria e limitata alla regione della coda; urocordati | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale sottotipo.
tunicato   agg.    • 1 •   (lett.) vestito di tunica    • 2 •   (bot.) si dice di bulbo vegetale rivestito di tunica.
tunicella   s.f.  (lit.) la veste del diacono.
tunisino   agg.    • 1 •   di tunisi    • 2 •   della tunisia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di tunisi o della tunisia.
tunnel   s.m. invar.    • 1 •   galleria, traforo: il tunnel del monte bianco    • 2 •   (sport) nel calcio, azione consistente nel superare in dribbling un avversario facendogli passare la palla tra le gambe    • 3 •   (fig.) situazione problematica e angosciosa da cui è difficile uscire: trovarsi nel tunnel della droga; il paese esce lentamente dal tunnel della crisi    • 4 •   effetto tunnel, (fis.) fenomeno quantistico per cui una particella a bassa energia riesce ad attraversare una regione limitata di spazio a energia potenziale maggiore.
tunnidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di pesci di grosse dimensioni, a cui appartiene il tonno (ord.  perciformi) | sing.  [-e] ogni pesce di tale famiglia.
tuo   agg. poss.  [f. tua; pl. m. tuòi  (ant. o region. tui); pl. f. tue; pop. tosc. tu ' in proclisi per tutti i generi e numeri]    • 1 •   che appartiene a te; indica possesso, proprietà: la tua casa; i tuoi quadri; il tuo ombrello    • 2 •   che è inerente a te, particolare di te o che proviene da te, è manifestazione di te: i tuoi occhi; le tue mani; i tuoi desideri; le tue speranze; ascolterò i tuoi consigli; il tuo affetto è sconfinato    • 3 •   indica relazione di parentela; rifiuta l'art. determinativo quando precede il sostantivo che non sia pl. o accompagnato da attributo, apposizione o da altra determinazione (tuo fratello; tua madre; tuo zio; i tuoi fratelli; la tua cara sorella; il tuo cugino di roma); accetta invece l'art. determ. quando precede un sostantivo alterato o di tono affettuoso (la tua mammina, il tuo fratellino); ma vi sono oscillazioni nell'uso region. (tuo papà, tua nonna, tuo fratello maggiore) | può anche indicare relazione d'amicizia, di lavoro, di dipendenza ecc.: un tuo amico; la tua professoressa; i tuoi clienti; i tuoi operai  | nelle lettere, precede la firma o il nome, esprimendo affetto, amicizia, stima: il tuo affezionato amico, la tua paola    • 4 •   che è abituale, caratteristico di te: fumi sempre la tua pipa?  | si omette quando è già chiara l'indicazione della persona di riferimento: hai battuto la (tua) testa?   pron. poss. di seconda pers. sing.    • 1 •   ha gli stessi usi e sign. dell'agg. ed è sempre preceduto dall'art. determinativo: il suo disegno è migliore del tuo; le mie scarpe sono come le tue  | in locuzioni ellittiche: i tuoi  (genitori, parenti, amici, seguaci ecc.); la tua ultima  (lettera); noi stiamo dalla tua  (parte); ne hai fatta un'altra delle tue  (sciocchezze, cattive azioni e sim.)    • 2 •   con valore neutro, ciò di cui tu hai la proprietà, il possesso; i tuoi averi, i tuoi beni: ci rimetti del tuo; accontèntati del tuo  | preceduto dalla prep. di, con valore più generico: c'è qualcosa di tuo qui?; in questo scritto c'è ben poco di tuo. 
tuonare    ⇨ tonare.
tuono   (1)  ⇨ tono 1.
tuono   (2) pop. tono, s.m.    • 1 •   fenomeno acustico che accompagna le scariche elettriche atmosferiche: il fragore, il rombo del tuono; uno scoppio di tuono; al lampo segue il tuono  | voce di tuono, (fig.) tonante, poderosa | dire, fare tuoni e fulmini, (fig.) parlare, agire minacciosamente, con modi fortemente alterati    • 2 •   (estens.) rimbombo cupo, fragore: il tuono del cannone, dell'artiglieria. 
tuorlo   pop. torlo, s.m.  la parte globosa dell'uovo, di colore giallo intenso, circondata tutt'intorno dall'albume e ricca di sostanze nutritive.
tupaia   s.f.  (zool.) genere di piccole proscimmie arboricole asiatiche, di abitudini diurne, con muso appuntito, occhi grandi e orecchie quasi glabre (ord.  primati).
tupamaro   s.m.  [pl. tupamaros]    • 1 •   membro di un'organizzazione rivoluzionaria operante con metodi di guerriglia, nata in uruguay nel 1962 e poi diffusasi in tutta l'america latina    • 2 •   (estens.) guerrigliero.
tupè    ⇨ tuppè.
tupi   o tupì, agg. invar.  che appartiene o si riferisce a un importante gruppo etnico indio, diffuso un tempo dal bacino del rio delle amazzoni fino al fronte settentrionale del brasile  s.m. invar.    • 1 •   [anche f.] appartenente alla popolazione tupi    • 2 •   la lingua precolombiana parlata da tale popolazione.
tuppè   o tupè, s.m.  (antiq.) adattamento it. del fr. toupet. 
tura   s.f.    • 1 •   (edil.) opera provvisoria che serve a recingere un tratto di terreno sommerso per prosciugarlo, in modo da potervi eseguire dei lavori    • 2 •   (tosc.) piccola chiusa per far deviare le acque di un fosso.
-tura  -tura o -sura (in derivati da verbi con tema terminante in -d), suffisso tratto dal lat. -tu¯ra(m), usato per formare sostantivi femminili derivati da verbi (tritatura, ungitura).
turabottiglie   s.m. invar.  macchina per chiudere ermeticamente le bottiglie, con tappi o altri sistemi di chiusura.
turabuchi   s.m.  e f. invar.  lo stesso che tappabuchi. 
turacciolo   s.m.  tappo di sughero o di plastica che serve a turare bottiglie, fiaschi e sim. | genericamente, tappo. dim. turaccioletto, turacciolino. 
turafalle   s.m. invar.  (mar.) tappo o altro dispositivo per chiudere provvisoriamente piccole falle apertesi nella carena di una nave.
turamento   s.m.  (non com.) il turare, l'essere turato.
turare   v. tr.  chiudere l'imboccatura di un recipiente, di un buco o di una fessura di limitata estensione applicandovi un tappo o un altro dispositivo; tappare: turare le bottiglie; turare una falla; turarsi il naso, chiuderselo per non sentire un cattivo odore | turare un buco, (fig.) pagare un debito; occupare un intervallo di tempo, uno spazio libero; sostituire momentaneamente una persona assente | turare la bocca a qualcuno, (fig.) impedirgli di parlare, costringerlo al silenzio | turarsi gli occhi, le orecchie, (fig.) rifiutarsi di vedere, di sentire ciò che accade | turarsi v. rifl.  otturarsi, intasarsi.
turba   (1) s.f.  insieme di molte persone raccolte nello stesso luogo; folla: la predicazione di gesù alle turbe  | (spreg.) accozzaglia di gente: una turba di scalmanati, di postulanti, di straccioni. 
turba   (2) s.f.  (med.) disturbo, alterazione di una funzione fisiologica: turbe digestive, nervose, psichiche. 
turbabile   agg.  (non com.) che può facilmente turbarsi o essere turbato.
turbabilità   s.f.  (non com.) l'essere turbabile.
turbamento   s.m.    • 1 •   il turbarsi dell'animo e della mente; smarrimento, inquietudine: provocare un profondo turbamento; essere preso da turbamento; non riusciva a celare il suo turbamento    • 2 •   il turbare una situazione precedentemente tranquilla o il normale svolgimento di un evento: turbamento della quiete, dell'ordine pubblico; il turbamento di una manifestazione. 
turbante   s.m.    • 1 •   copricapo orientale costituito da una lunga fascia, variamente colorata, di seta o altro tessuto, avvolta in più giri attorno alla testa | (estens.) cappello femminile di foggia simile a un turbante    • 2 •   turbante di turco, (bot.) altro nome del martagone. 
turbare   v. tr.    • 1 •   alterare il normale equilibrio, la serenità di qualcuno; mettere in agitazione (anche assol.): l'eredità ha turbato l'armonia della famiglia; un avvenimento che turba    • 2 •   recare danno, molestia a uno stato di tranquillità, di ordine; disturbare lo svolgimento regolare di qualcosa: turbare la pace domestica, la disciplina; gli incubi turbavano i suoi sonni; i rumori turbano la quiete  | turbare il possesso, (dir.) impedire al possessore di un bene di goderne pienamente    • 3 •   agitare, per lo più intorbidando: la tempesta turbò le acque del lago; quel boreal pelago... / che turban sempre iniqui venti e rei  (ariosto o. f.  xv, 12) | turbarsi v. rifl.    • 1 •   alterarsi nella mente e nell'animo; mettersi in agitazione: alla notizia si turbò pro fondamente | esprimere nell'aspetto tale condizione: turbarsi in volto    • 2 •   minacciar tempesta, rannuvolarsi: il cielo si è turbato di colpo. 
turbativa   s.f.  il turbare, il disturbare, l'impedire il regolare svolgimento di qualcosa: turbativa di pubblico servizio. 
turbativo   agg.  (non com.) che può turbare, che tende a turbare.
turbato   part. pass.  di turbare   agg.    • 1 •   in preda a turbamento; che mostra turbamento: rimase profondamente turbato; il suo volto turbato rifletteva la commozione del suo animo  | (estens.) disturbato, agitato: sonni turbati  | (ant.) adirato, inquieto: per la qual cosa l'angiulier turbatissimo disse al fortarrigo una grandissima villania  (boccaccio dec.  ix, 4)    • 2 •   riferito a elemento naturale, agitato, tempestoso; intorbidato: mare turbato dai venti; sopra il turbato ciel, sotto la terra / tuona  (tasso g. l.  xviii, 37); l'onda sommovi, e pesca / insidioso nel turbato stagno  (parini)    • 3 •   in fonologia, si dice di suono vocalico che si ottiene combinando insieme elementi propri di vocali diverse (p. e.  la u°  del tedesco) § turbatamente avv. 
turbatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi turba: turbatore di coscienze. 
turbazione   s.f.    • 1 •   (non com.) turbamento, soprattutto spirituale. dim. turbazioncella    • 2 •   (ant.) confusione: tutta la casa dell'oste fu in turbazione  (boccaccio dec.  ix, 4)    • 3 •   (ant.) torbidezza: entrarono in esso [pelaghetto]... né per ciò alcuna turbazion d'acqua nascendone  (boccaccio dec.  vi, conclusione).
turbellarii   s.m. pl.  (zool.) classe di vermi platelminti di minuscole dimensioni, con corpo allungato e appiattito, ricoperto da epidermide cigliata; comprende specie acquatiche e specie parassite di altri animali acquatici | sing.  [-rio] ogni verme appartenente a tale classe.
turbidimetria   s.f.  (chim. fis.) metodo analitico per la determinazione della quantità di materiale sospeso in un liquido, basato sulla misurazione della torbidità di una soluzione.
turbidimetrico   agg.  [pl. m. -ci] (chim. fis.) di, relativo a turbidimetria: analisi turbidimetrica. 
turbidimetro   s.m.  (chim. fis.) apparecchio per eseguire la turbidimetria.
turbido    ⇨ torbido.
turbina   s.f.  (mecc.)    • 1 •   turbomacchina motrice che trasforma in lavoro meccanico l'energia cinetica o potenziale posseduta da un fluido mediante l'azione di esso su una ruota a palette (detta girante) collegata con l'albero motore; turbomotore: turbina idraulica, a vapore, a gas, in cui il fluido operativo è, rispettivamente, acqua, vapore (generalmente d'acqua, più raramente di mercurio), un gas o una miscela di gas (p. e.  aria riscaldata, prodotti gassosi di una combustione); turbina ad azione, a reazione, a seconda che il fluido investa la palettatura della girante direttamente o dopo essere stato accelerato dal passaggio attraverso una palettatura fissa (detta distributore)    • 2 •   (estens.) impianto che utilizza uno o più turbomotori come componenti essenziali    • 3 •   denominazione corrente della turbomacchina operatrice. 
turbinare   v. intr.  [io tùrbino ecc. ; aus. avere] girare, muoversi vorticosamente, come un turbine (anche fig.): il vento turbina impetuoso; mille pensieri gli turbinavano nella mente  | v. tr.  (tecn.) separare mediante separatore centrifugo.
turbinato   s.m.  (anat.) ciascuna delle tre lamine ossee poste nella parete laterale delle fosse nasali; cornetto  agg.  (bot.) si dice di organo a forma di trottola.
turbine   s.m.    • 1 •   vortice impetuoso formato dal vento; vento vorticoso: gli alberi furono divelti dal turbine  | gran quantità di cose sollevate e fatte girare vorticosamente dal vento: un turbine di polvere, di neve, di sabbia    • 2 •   (estens.) gran numero di persone, animali o cose che si muovano tumultuosamente: un turbine di cavalli al galoppo    • 3 •   (fig.) tumulto di idee, di pensieri, di sentimenti: il turbine della passione lo travolse. 
turbinio   s.m.  un turbinare continuo (anche fig.): il turbinio della sabbia; il turbinio della danza; un turbinio di pensieri. 
turbinoso   agg.  mosso da turbine, vorticoso (anche fig.): un vento turbinoso; il turbinoso agitarsi dei sentimenti  § turbinosamente avv. 
turbitto   s.m.    • 1 •   nome comune di alcune piante erbacee dei generi ipomea e globularia contenenti una sostanza ad azione lassativa e diuretica; la sostanza stessa: turbitto vegetale    • 2 •   turbitto minerale, solfato basico di mercurio, usato in farmacologia per confezionare pomate ad azione antiseborroica e antiparassitaria.
turbo-  turbo- primo elemento di parole composte del linguaggio tecnico moderno, tratto da turbina; vale appunto 'turbina, a turbina' (turboelica, turboreattore).
turbo   (1) agg.  (ant.) torbido  s.m.  (ant.) ciò che è torbido; torbidezza: lo turbo e 'l chiaro  (dante par.  ii, 148).
turbo   (2) s.m.  (poet.) turbine: diresti ben che un turbine lor porte, / se pur han turbo sì veloce i venti  (tasso g. l.  xvii, 22).
turbo   (3) agg.  e s.m. invar.    • 1 •   si dice di motore sovralimentato mediante turbocompressore    • 2 •   [anche s.f. invar.] si dice di autoveicolo, di autovettura dotati di tale tipo di motore.
turboalternatore   s.m.  (elettr.) alternatore ad alta velocità accoppiato direttamente all'albero di una turbina a vapore o a gas.
turbocisterna   s.f.  nave cisterna con apparato motopropulsore a turbina.
turbocompresso   agg.  (mecc.) si dice di motore a combustione interna dotato di turbocompressore.
turbocompressore   s.m.  (mecc.)    • 1 •   turbomacchina operatrice usata come compressore    • 2 •   compressore azionato da una turbina a gas, p. e. dai gas di scarico di un motore a combustione interna.
turbodiesel   agg.  e s.m. invar.    • 1 •   si dice di motore diesel sovralimentato mediante un turbocompressore    • 2 •   [anche s.f. invar.] si dice di autoveicolo, di autovettura dotati di tale tipo di motore.
turbodinamo   s.f.  (mecc.) dinamo azionata da una turbina a vapore.
turboelettrico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di sistema di propulsione navale in cui i motori elettrici che azionano le eliche sono alimentati da energia prodotta da generatori accoppiati con turbine a vapore.
turboelica   s.m. invar.    • 1 •   gruppo motore per aerei, composto da una turbina a gas di combustione accoppiata a un'elica    • 2 •   aereo dotato di tale gruppo motore.
turbogas   s.m.  gas di alimentazione di una turbina.
turbogetto   s.m.    • 1 •   (aer.) motore a reazione nel quale l'aria aspirata anteriormente viene mescolata con il carburante, poi compressa da un turbocompressore e infine espulsa dopo l'accensione della miscela, dalla parte posteriore, in modo da produrre la spinta in avanti; turboreattore    • 2 •   aereo dotato di tale motore.
turboirroratrice   s.f.  (agr.) macchina per irrorare le coltivazioni con sostanze antiparassitarie, che vengono disperse da una corrente d'aria provocata da un ventilatore.
turbolento   agg.    • 1 •   (non com.) torbido, non limpido: liquido turbolento    • 2 •   che turba l'ordine, la disciplina; irrequieto, ribelle: un uomo, un ragazzo turbolento    • 3 •   caratterizzato da disordini, agitazioni, sommosse; burrascoso: tempi, anni turbolenti    • 4 •   (fis.) che presenta turbolenza § turbolentemente avv. 
turbolenza   s.f.    • 1 •   (non com.) torbidezza, mancanza di chiarezza: la turbolenza dell'acqua    • 2 •   agitazione, tumulto, disordine: un'epoca di gravi turbolenze    • 3 •   tendenza a suscitare disordini: la turbolenza della plebe    • 4 •   (fis.) moto disordinato di un fluido, dovuto alla presenza contemporanea di un moto di spostamento e di un moto di agitazione | turbolenza atmosferica, fenomeno atmosferico dovuto a scambi fra masse d'aria che si muovono con velocità diverse.
turbolocomotiva   s.f.  locomotiva a turbina, in grado di raggiungere alte velocità.
turbomacchina   s.f.  (mecc.) macchina costituita da un albero munito all'estremità di pale e collegato a una turbina: turbomacchina operatrice, in cui la turbina fa girare l'albero e questo trasmette il moto a un fluido; turbomacchina motrice, in cui un fluido fa girare l'albero e questo aziona la turbina.
turbomoto   s.f. invar.  motocicletta azionata da un motore turbo.
turbomotore   s.m.  motore a turbina.
turbomotrice   s.f.  turbomacchina motrice.
turbonave   s.f.  nave mercantile o per passeggeri, con motore a turbine.
turbooperatrice   s.f.  turbomacchina operatrice.
turboperforatrice   s.f.  perforatrice azionata da una turbina; si usa nella tecnica mineraria.
turbopompa   s.f.  (mecc.) lo stesso che pompa centrifuga. 
turbopropulsore   s.m.  propulsore a turbina.
turboreattore   s.m.  (aer.) turbogetto.
turbosonda   s.f.  sonda il cui utensile è azionato da una turbina; trova impiego nella tecnica mineraria.
turbotrapano   s.m.  trapano da dentista in cui l'utensile è azionato da una minuscola turbina.
turbotreno   s.m.  treno trainato da una turbolocomotiva.
turca   s.f.    • 1 •   divano, letto alla turca; ottomana    • 2 •   gabinetto alla turca.
turcasso   s.m.  custodia per le frecce dell'arco o della cerbottana; faretra.
turchesa    ⇨ turchese.
turchesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (antiq.) turco    • 2 •   (lett.) alla maniera dei turchi: gelosia turchesca  (c. levi) | (estens.) orientaleggiante: entrando o uscendo dalla sala d'ingresso, turchesca, dell'albergo danieli a venezia  (palazzeschi) § turchescamente avv.  (non com.).
turchese   ant. turchesa, turchessa, turchesia [tur-che-sì-a], s.f.  (min.) fosfato idrato di rame e alluminio, che si presenta in masse compatte, opache, di colore azzurro intenso tendente al verde; è usato come pietra preziosa  agg.  e s.m.  si dice del colore azzurro proprio della turchese.
turchina   s.f.  lo stesso che turchese.  dim. turchinella. 
turchinetto   s.m.  sostanza colorante che si unisce all'acqua di bucato o all'amido per dare alla biancheria un leggerissimo riflesso azzurro.
turchiniccio   agg.  [pl. f. -ce] colore turchino spento o non ben definito; azzurrognolo: cielo turchiniccio. 
turchino   agg.  di colore azzurro cupo: seta turchina   s.m.  il colore turchino: un abito di un bel turchino. 
turchio    ⇨ turco.
turcico   agg.  solo nella loc. sella turcica, (anat.) fossetta dello sfenoide in cui è collocata l'ipofisi.
turcimanno   o turcomanno, s.m.    • 1 •   interprete presso le ambasciate e i consolati europei in oriente; dragomanno | (scherz.) interprete in genere: tanto agnese quanto il suo turcimanno furono ben lontani di ricavare un costrutto chiaro e intero  (manzoni p. s.  xxvii)    • 2 •   (antiq.) portavoce, rappresentante: benché avesse voce di essere un turcimanno della russia... (nievo).
turco   ant. turchio, agg.  [pl. m. -chi] della turchia, che si riferisce alla turchia: territorio, governo turco; popolazione, civiltà turca  | bagno turco, termoterapia a base di aria calda che provoca un'abbondante sudorazione; (fig.) grande sudata fatta in seguito a una grossa fatica o per il caldo eccessivo | grano turco, granturco, mais | alla turca, alla maniera dei turchi: sedere alla turca, a gambe incrociate; caffè alla turca, macinato finissimo e preparato in infusione diretta con acqua calda; divano alla turca, ottomana; gabinetto alla turca, privo di vaso per sedersi e costituito semplicemente da una pedana con vaso a pavimento e scarico sottostante | cose turche, (scherz.) terribili, straordinarie, da non credersi  s.m.    • 1 •   [f. -a] nativo, abitante della moderna turchia | più in generale, appartenente a una popolazione di razza mongolica, lingua altaica e religione prevalentemente musulmana stanziata anticamente nell'asia centro-orientale e diffusa attualmente in asia e in europa: credendo che turchio fosse, il fe' battezzare e chiamar pietro  (boccaccio dec.  v, 7) | il (gran) turco, il sultano | fumare come un turco, (fig.) in modo eccessivo | bestemmiare come un turco, (fig.) dire bestemmie orribili | testa di turco, (fig.) capro espiatorio, bersaglio    • 2 •   lingua altaica dei turchi | parlare turco, (fig. scherz.) esprimersi in modo oscuro, incomprensibile.
turcologia   s.f.  ramo dell'orientalistica che studia la lingua, la cultura e la religione dei popoli turchi.
turcologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso della lingua e della civiltà dei popoli turchi; esperto di turcologia.
turcomanno   (1) agg.  e s.m.  [f. -a] lo stesso che turkmeno. 
turcomanno   (2)  ⇨ turcimanno.
turf   s.m. invar.    • 1 •   terreno erboso su cui si svolgono le corse dei cavalli    • 2 •   (estens.) lo sport ippico; l'ambiente, il mondo dell'ippica.
turgere   v. intr.  [io turgo, tu turgi ecc. ; dif. del pass. rem., del part. pass. e dei tempi comp.] (lett.) essere turgido, gonfio (anche fig.): tin tin sonando con sì dolce nota, / che 'l ben disposto spirto d'amor turge  (dante par.  x, 143-144).
turgescente   agg.  (scient.) che turge.
turgescenza   s.f.  (scient.) l'essere turgescente; turgore.
turgidezza   s.f.  l'essere turgido (anche fig.).
turgidità   s.f.  l'essere turgido; turgidezza.
turgido   agg.    • 1 •   rigonfio, pieno; in partic., si dice di organo anatomico o parte di esso ricchi di umori biologici: occhi turgidi di lacrime; mammelle turgide di latte; arterie, cellule turgide    • 2 •   (fig.) gonfio, ampolloso: stile turgido  § turgidamente avv. 
turgore   s.m.  lo stato di ciò che è turgido; turgidezza, gonfiore.
turibolo   ant. o pop. tosc. turribolo, s.m.  (lit.) vaso di metallo con coperchio traforato, appeso a tre catenelle e contenente i carboni accesi sui quali, durante le funzioni, si pone l'incenso da bruciare, in modo da farne uscire il fumo profumato; incensiere.
turiferario   s.m.    • 1 •   (lit.) chierico che nelle funzioni sacre ha il compito di portare il turibolo    • 2 •   (fig. lett.) incensatore, adulatore.
turingiano   agg.  della turingia, regione della germania  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della turingia.
turione   s.m.  (bot.) pollone carnoso che si sviluppa dal rizoma di piante erbacee: i turioni dell'asparago, le sue parti eduli.
turismatica   s.f.  la gestione delle attività turistiche con l'ausilio di tecnologie informatiche.
turismo   s.m.    • 1 •   attività del tempo libero consistente nel visitare luoghi diversi da quelli di residenza abituale, a scopo di istruzione o di diletto: fare del turismo    • 2 •   (estens.) l'insieme delle attività e dei servizi connessi con tale pratica: agenzia, ente per il turismo. 
turista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi viaggia per turismo.
turisticizzare   v. tr.  dotare una zona delle strutture e dei servizi necessari all'accoglienza di turisti: per turisticizzare una costa non si deve distruggere l'ambiente. 
turisticizzazione   s.f.  il turisticizzare, l'essere turisticizzato.
turistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda il turismo o i turisti: attrezzature turistiche; il movimento turistico in italia | menu, prezzo turistico, speciale per turisti, in genere più economico | assegno turistico, assegno in valuta a tagli fissi spiccato da una banca su un suo corrispondente estero a favore del cliente che intende servirsene per recarsi in paesi stranieri senza portare con sé denaro liquido; traveller's cheque | classe turistica, su navi e aerei, generalmente quella intermedia tra la prima classe e la classe economica | agenzia turistica, agenzia che organizza servizi turistici, fornendo informazioni, effettuando prenotazioni, allestendo viaggi ecc. | operatore turistico, chi opera come organizzatore nel settore turistico § turisticamente avv.  dal punto di vista del turismo: un paese turisticamente interessante. 
turkmeno   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi appartiene alla popolazione di origine turca stanziata nello stato asiatico del turkmenistan; turcomanno.
turlupinare   v. tr.  raggirare, ingannare qualcuno carpendone la buona fede: fu vergognosamente turlupinato. 
turlupinato   part. pass.  di turlupinare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è fatto oggetto di turlupinatura.
turlupinatore   s.m.  [f. -trice] chi turlupina, chi si fa malignamente gioco di qualcuno.
turlupinatura   s.f.  il turlupinare, l'essere turlupinato; inganno, raggiro, imbroglio.
turma    ⇨ torma.
turnazione   s.f.    • 1 •   l'organizzazione del lavoro basata sui turni    • 2 •   turnover | (estens.) ricambio, avvicendamento.
turnista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è di turno o fa parte di un turno di lavoro.
turno   s.m.  l'ordine con cui ci si alterna con altri nello svolgere una certa attività o nel fruire di qualcosa; ciascuno dei periodi di tempo ricorrenti secondo tale ordine: essere di turno; turno di servizio, di guardia, di riposo; turno di notte, di giorno; un turno di lavoro di cinque ore  | fare a turno, alternarsi | a turno, l'uno dopo l'altro | è il mio, il tuo ecc. turno, tocca a me, a te; è la mia, la tua volta.
turnover   o turn over, s.m. invar.  (econ.) ricambio di manodopera in un'azienda in un dato periodo, generalmente un anno | turnover del magazzino, numero di volte in cui mediamente si rinnovano le scorte in un dato periodo di tempo | capital turnover, rapporto tra il valore delle vendite annue e il valore dell'intero capitale investito.
turo   s.m.  (tosc.) ciò che serve per turare; turacciolo, tappo. pegg. turaccio. 
turpe   ant. turpo, agg.    • 1 •   moralmente brutto; disonesto, vergognoso, osceno: turpe tradimento; parole turpi    • 2 •   (lett.) fisicamente brutto: il turpe aspetto de le guance enfiate  (parini) § turpemente avv. 
turpezza   s.f.  (rar.) l'essere turpe: la turpezza di un comportamento. 
turpiloquio   s.m.    • 1 •   il far uso di un linguaggio osceno    • 2 •   (dir.) reato commesso da chi usa in luogo pubblico un linguaggio contrario alla pubblica decenza.
turpitudine   s.f.  (lett.)    • 1 •   l'essere turpe: la turpitudine di un individuo    • 2 •   azione, parola turpe: dire turpitudini. 
turpo    ⇨ turpe.
turribolo    ⇨ turibolo.
turricolato   agg.  che ha forma di piccola torre: conchiglia turricolata. 
turritano   agg.    • 1 •   della città sarda di porto torres, in provincia di sassari    • 2 •   della zona compresa nell'antico giudicato di torres  s.m.  [f. -a] nativo, abitante di porto torres.
turritella   s.f.  (zool.) genere di molluschi gasteropodi con conchiglia non madreperlacea, a forma di cono allungato e avvolto su sé stesso.
turrito   agg.  circondato, munito di torri: castello turrito; surge nel chiaro inverno la fosca turrita bologna  (carducci) | italia turrita, immagine dell'italia con una corona di torri in capo, simbolo delle antiche libertà comunali.
tuscanico   o toscanico, agg.  [pl. m. -ci] si dice di uno degli ordini architettonici classici, di derivazione etrusca, caratterizzato da colonna senza scanalature e capitello simile a quello dorico.
tussilago   (bot.) genere di piante composite comprendente un'unica specie, nota come farfaro. 
tussor   s.m. invar.  tessuto morbido, leggero, fabbricato un tempo con seta ricavata dal bozzolo di baco selvatico, oggi anche con fibre sintetiche.
tutù   s.m.  il costume delle ballerine di danza classica, con corpetto aderente e gonna corta e leggera, composta di vari strati di tulle.
tuta   s.f.  indumento composto di camiciotto e pantaloni uniti per lo più in un solo pezzo, con apertura sul davanti, confezionato con tessuto resistente, che s'indossa durante attività lavorative manuali in cui sia richiesta grande libertà di movimento o in cui ci si insudici facilmente: la tuta del meccanico, del netturbino; le tute blu, (fig.) gli operai (contrapposti ai colletti bianchi, gli impiegati e i tecnici) | tuta sportiva, da ginnastica, in due pezzi, indossata da chi fa pratica sportiva | tuta subacquea, per immersioni subacquee | tuta spaziale, a perfetta tenuta d'aria, indossata dagli astronauti | tuta mimetica, in tessuto mimetizzato, propria di militari, delle forze di polizia e sim. | a tuta, a forma di tuta. dim. tutina. 
tutela   s.f.    • 1 •   (dir.) istituto per cui un minore orfano o privo di genitori capaci di esercitare la patria potestà, oppure un interdetto, viene affidato a un tutore che lo rappresenti nel compiere gli atti di rilievo giuridico e ne amministri i beni    • 2 •   (estens.) difesa, protezione, salvaguardia: la tutela dell'ordine, del verde pubblico  | a tutela di, a difesa di: a tutela della giustizia. 
tutelare   (1) v. tr.  [io tutèlo ecc]    • 1 •   (dir.) esercitare la tutela di un minore o di un interdetto    • 2 •   (estens.) difendere, proteggere, salvaguardare: tutelare i propri interessi, i propri diritti  | tutelarsi v. rifl.  premunirsi, cautelarsi: tutelarsi da un rischio. 
tutelare   (2) agg.    • 1 •   (dir.) relativo alla tutela: amministrazione tutelare; giudice tutelare    • 2 •   che protegge, che tutela: le divinità tutelari di roma; santo tutelare, protettore; angelo tutelare, l'angelo custode.
tutelato   part. pass.  di tutelare   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è fatto oggetto di tutela, sottoposto a tutela.
tutina   s.f.    • 1 •   dim.  di tuta  | in partic., indumento in un unico pezzo dal collo ai piedi, di tessuto elasticizzato, per bambini piccoli    • 2 •   guaina femminile, aderente ed elastica, che copre dal bacino alle spalle, usata spec. per esercizi ginnici o per ballare.
tuto   agg.  (ant.) sicuro, protetto: da l'odio proprio son le cose tute  (dante purg.  xvii, 108).
tutolo   s.m.  il torsolo legnoso della pannocchia di granturco.
tutor   s.m. invar.  negli studi universitari, insegnante che guida uno o più studenti in uno specifico corso o attività di ricerca.
tutoraggio   s.f.  l'attività, l'ufficio del tutor.
tutore   s.m.  [f. -trice  o pop. -tora]    • 1 •   (dir.) chi è incaricato dal giudice della tutela di un minore o di un interdetto    • 2 •   (estens.) protettore, difensore | tutore dell'ordine pubblico, chi svolge compiti di polizia    • 3 •   (agr.) palo o pianta che serve a mantenere dritte le piante giovani o a sostenere quelle rampicanti    • 4 •   tutore ortopedico, (med.) apparecchio ortopedico che ha la funzione di proteggere dai traumi parti del corpo già colpite da lesioni o menomazioni    • 5 •   tutor.
tutorial   s.m. invar.  (inform.) programma di facile uso che guida l'utente nell'apprendimento di un programma complesso.
tutorio   agg.  (dir.) proprio del tutore; che riguarda la tutela | autorità tutoria, quella cui spetta il controllo sui provvedimenti adottati da uffici o enti di livello gerarchicamente inferiore o comunque sottoposti a tale controllo: l'autorità tutoria del comune è la regione. 
tuttafiata   o tutta fiata, avv.  (ant.) tuttavia, continuamente: quella [tempesta] non cessando ma crescendo tuttafiata  (boccaccio dec.  ii, 7).
tuttala   agg.  e s.m.  (aer.) si dice di velivolo sperimentale privo dell'impennaggio orizzontale, in cui tutti gli organi di stabilità e di governo sono applicati direttamente alle due semiali, fra le quali è incorporata la fusoliera.
tuttalpiù   o tutt'al più, avv.  al massimo, nell'ipotesi peggiore: tuttalpiù arriverò un po' in ritardo; tuttalpiù si consegnerà domani. 
tuttasanta   agg.  e s.f.  santissima, come epiteto di maria vergine in alcuni inni liturgici: o vergine, o signora, o tuttasanta  (manzoni il nome di maria).
tuttavia   cong.  ciononostante, nondimeno, pure (con valore avversativo): non è proprio un luogo isolato, tuttavia è meglio non andarci; non te lo meriti, tuttavia per questa volta ti aiuterò; ha un brutto carattere, tuttavia è un ragazzo intelligente  | in correlazione con cong. concessive: benché fosse tardi, tuttavia restò ancora a parlare  | rafforzato da pure : parlò abilmente, pur tuttavia non riuscì a convincerlo   avv.  (ant. , lett.) sempre, continuamente, ancora: quant'è bella giovinezza / che si fugge tuttavia  (lorenzo de' medici); questo termine è rimasto e vive tuttavia, con significazione più mitigata, nel dialetto  (manzoni p. s.  iii) | tuttavia che, ogni volta che.
tuttavolta   o tutta volta, cong.  e avv.  (ant.) lo stesso che tuttavia : marfisa tuttavolta combattendo, / spesso ai compagni gli occhi rivoltava  (ariosto o. f.  xxvi, 20).
tutti   s.m.  (mus.) didascalia che, nelle composizioni per orchestra o per coro, prescrive l'intervento di tutto il complesso orchestrale o corale.
tutto   agg.  [in funzione attributiva è seguito dall'art. o dal pron. dimostrativo, ma li rifiuta con i nomi di città e piccole isole, che comunemente non sono preceduti dall'art., e in alcune altre espressioni]    • 1 •   riferito a un sostantivo sing., indica un'intera quantità o un'intera estensione (nello spazio o nel tempo), in usi propri e fig.: ha mangiato tutta la torta; ha consumato tutta l'acqua; ho letto tutto il libro; fece tutto quello che poteva; con tutta la sua buona volontà, non poteva aiutarmi; fare qualcosa con tutto il cuore; tutto questo non accadrà più; percorremmo tutta la strada; ho letto tutto il tempo; un ristorante conosciuto in tutta firenze; tutta l'aquila era ricoperta da un manto di neve; domani si voterà in tutta la sicilia; tutta capri è rimasta due ore senza elettricità; ha studiato tutto petrarca, tutto l'ariosto, l'intera loro opera | in funzione predicativa: il pane che c'è è tutto in tavola; il problema è tutto qui  | rafforzato da 'quanto' o 'intero': ha sofferto per tutta quanta la vita; ha speso lo stipendio tutto intero  | preceduto da a  assume il valore di 'compreso, incluso': per lunedì si dovrà studiare fino a tutto il terzo capitolo; a tutt'oggi, a tutto domani, compresa la giornata di oggi, di domani, fino a oggi, a domani; in altre locuzioni, con valore intensivo: a tutta velocità, alla maggiore velocità possibile; a tutta forza, spingendo al massimo della forza; a tutta prova, che resiste a qualsiasi prova | in usi ellittici: tutta a dritta, a manca, (mar.) per ordinare la massima inclinazione del timone verso destra o sinistra; avanti, indietro tutta!, (mar.) ordine di andare avanti o indietro con la massima forza    • 2 •   riferito a un sostantivo pl. o a un nome collettivo, indica la totalità delle persone o delle cose considerate: un appello rivolto a tutti i cittadini; invitò tutti i suoi amici alla festa; tutti loro sanno come si sono svolti i fatti; tutte le strade della città erano imbandierate; ha speso in una sera tutto il denaro guadagnato nella settimana; tutto il bestiame era rinchiuso nella stalla; tutte queste cose prima non c'erano  | in funzione predicativa: i biscotti sono tutti nella scatola; i ragazzi stavano tutti studiando  | rafforzato da 'quanto' o da 'intero': la protesta si allargò a tutti quanti i presenti; fu promossa la classe tutta intera  | seguito dalla congiunzione e  e da un numerale cardinale, indica che un determinato numero di persone o di cose sono considerate nel loro complesso: tutti e due i fratelli; tutt'e tre le sorelle; essere, fare tutt'uno, essere una sola cosa, costituire un'unica entità | in usi ellittici: una volta per tutte, una volta per sempre; inventarle, pensarle tutte, tutte le astuzie, le trovate possibili    • 3 •   riferito a un sostantivo pl., può anche valere 'qualsiasi, ogni': riceve visite a tutte le ore; lo farà a tutti i costi; in tutti i modi, comunque | di tutto punto, compiutamente, in ogni particolare; perfettamente: vestirsi di tutto punto    • 4 •   con valore intensivo assume significato equivalente a quello degli avv. 'interamente, completamente': era tutta felice, commossa; si presentò tutto sporco; se ne stavano tutti soli; la campagna era tutta verde; la nave era inclinata tutta su un fianco; a quella vista rabbrividì tutto, in tutta quanta la persona | essere tutto una persona, somigliarle moltissimo: la figlia è tutta la madre | essere tutto naso, tutt'occhi, tutta bocca  e sim., averli molto grandi | in usi fig.: essere tutt'occhi, tutt'orecchi, guardare, ascoltare con moltissima attenzione; essere tutto d'un pezzo, essere inflessibile, incorruttibile; essere tutto casa, famiglia, lavoro, essere interamente dedito alla casa, alla famiglia, al lavoro    • 5 •   in altre locuzioni, con uso analogo a quello del punto precedente: tutto il  (o al) contrario, proprio il contrario, l'esatto contrario | tutt'altro, ben diverso: sono di tutt'altro parere; nelle risposte, usato assol., equivale a una negazione decisa: sei stanco? tutt'altro!  | del tutto, al tutto, assolutamente, interamente: si è dichiarata del tutto contraria  | tutt'a un tratto, improvvisamente  pron. indef.    • 1 •   ogni cosa, per lo più con valore indeterminato: tutto è bello per lui; penserò a tutto io; nostro padre era tutto per noi; tutto, ma questo non lo farò mai; va tutto bene?; ha speso, ha mangiato tutto quanto; quando c'è la salute c'è tutto, la salute è la cosa più importante | prima di tutto, innanzi tutto, prima di ogni altra cosa | ecco tutto, questo è tutto, non c'è altro da aggiungere | e non è tutto!, c'è dell'altro | o tutto o niente, alternativa drastica che si pone per respingere una soluzione intermedia o un compromesso | tutto sta che, a..., l'importante è che...; tutto dipende da...: tutto sta che non se la prenda; tutto sta ad arrivare in tempo  | saper fare (di) tutto, ogni genere di lavoro, di servizio | fare di tutto, adoperare ogni mezzo, non lasciare niente di intentato: fece di tutto per salvarlo; farò di tutto, ma temo che non lo convincerò  | esser capace di tutto, di qualsiasi azione, soprattutto negativa | mangiare (di) tutto, senza alcuna preferenza o limitazione | in tutto, complessivamente: quant'è in tutto?, quanto fa in tutto?; saremo stati cento in tutto  | in tutto e per tutto  assolutamente, completamente: la copia è in tutto e per tutto identica all'originale  | con tutto che, sebbene, nonostante che: con tutto che fosse stanco, ci accompagnò  | tutto sommato, in somma, in complesso: tutto sommato non mi posso lamentare  | tutto compreso, senza spese aggiuntive: costa centomila lire al giorno tutto compreso    • 2 •   pl.  tutte le persone: sono arrivati tutti; non tutti la pensano come te; zitti tutti!; fermi tutti o sparo!; contenta lei, contenti tutti; tutti per uno, uno per tutti   s.m. invar.  l'intero, il totale; l'insieme, il complesso: moltiplicare il tutto per mille; riceverà il tutto entro pochi giorni; la parte per il tutto; formare un tutto  | tentare il tutto per tutto, rischiare il massimo, ogni cosa.
tuttoché   o tutto che, cong.  (ant. , lett.) benché, quantunque: tutto che questa gente maladetta / in vera perfezion già mai non vada, / di là più che di qua essere aspetta  (dante inf.  vi, 109-111)  avv.  (non com.) quasi: così dicendo fu tutto che tornato a casa  (boccaccio dec.  ix, 1).
tuttodì   o tutto dì, avv.  (ant.) sempre, di continuo: là dove cristo tutto dì si merca  (dante par.  xvii, 51).
tuttofare   o tutto fare, agg. invar.  si dice di personale domestico non specializzato che si presta a ogni servizio necessario per la casa: donna tuttofare  | (estens.) si dice di persona che svolge un'attività non ben determinata, o che si presta a fare qualsiasi lavoro: un  impiegato tuttofare | usato anche come s.m.  e f. invar.  : cercasi tuttofare. 
tuttogiorno   o tutto giorno, avv.  (ant.) sempre, tuttodì.
tuttologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] (iron.) chi scrive di tutto o si esprime pubblicamente su tutto.
tuttora   non com. tutt'ora, avv.    • 1 •   ancora: gli effetti della crisi si avvertono tuttora    • 2 •   (ant.) di continuo, continuamente.
tuttotondo   o tutto tondo, s.m. invar.    • 1 •   tipo di scultura nella quale la figura è libera da tutti i lati: scultura a tuttotondo  | effetto (di) tuttotondo, quello di una scultura che ha una parete di appoggio ma che ne emerge con pienezza di volumi    • 2 •   (estens.) figura scolpita a tuttotondo: un tuttotondo in bronzo. 
tuzia   s.f.  (metall) polvere grigia, costituita principalmente da ossido di zinco e ossido di cadmio, che si forma entro i forni per l'estrazione dello zinco dai suoi minerali.
tuziorismo   s.m.    • 1 •   dottrina teologico-morale del cattolicesimo secondo cui nel dubbio di coscienza circa due opinioni contrapposte si deve sempre seguire quella più conforme alla legge; rigorismo    • 2 •   nel linguaggio giuridico, atteggiamento improntato a grande cautela, volto alla ricerca della maggiore sicurezza possibile anche rispetto a eventualità improbabili: per mero tuziorismo. 
tuziorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace del tuziorismo  agg.  che riguarda il tuziorismo: sistema, dottrina tuziorista. 
tv   s.f. invar.    • 1 •   il complesso degli impianti televisivi; anche, l'insieme dei programmi televisivi: lavorare per la tv; stasera c'è una commedia alla tv    • 2 •   l'apparecchio ricevente televisivo: trascorre tutto il pomeriggio appiccicato alla tv  | tv color, televisore a colori.
tv-movie  tv-movie loc. sost. m. invar.  film realizzato appositamente per essere trasmesso in televisione.
tweed   s.m. invar.  tessuto sportivo di lana, a trama grossa e a due o più colori, fabbricato in scozia.
tweeter   s.m. invar.  nei diffusori acustici ad alta fedeltà, altoparlante, per lo più di piccole dimensioni, particolarmente adatto alla riproduzione dei suoni compresi nella banda delle alte frequenze.
twill   s.m. invar.  tessuto molto leggero, per lo più di seta, con sottilissime righe diagonali in rilievo.
twin-set  twin-set loc. sost. m. invar.  completo da donna, costituito da un pullover chiuso con mezze maniche e da un golf abbottonato davanti, con maniche lunghe.
twirling   s.m. invar.  danza o esibizione a suon di musica (eseguita spesso da majorette) in cui si fa volteggiare velocemente e ritmicamente un bastoncino.
twist   s.m. invar.  ballo dal ritmo molto vivace, di origine nordamericana, di grande successo negli anni sessanta; è caratterizzato da una particolare torsione delle gambe e del bacino, accompagnata dal movimento delle braccia.
two step   loc. sost. m. invar.  danza americana in tempo binario, che a partire dal 1920 soppiantò l'one step. 
tycoon   s.m. invar.  magnate, grande imprenditore: i tycoon dell'industria, della finanza. 
tze-tze  tze-tze  ⇨ tse-tse.
tzigano    ⇨ zigano.
u   s.m.  o f.  ventunesima lettera dell'alfabeto (diciannovesima dell'alfabeto italiano tradizionale), che rappresenta la vocale chiusa velare (uva, luna, fluire, innocuo) o la semiconsonante velare (uomo, buono, iniquo) | a u, a forma di u maiuscola: tubo a u; inversione a u, svolta di un veicolo che inverte la direzione di marcia | u come udine, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usato in sigle (p. e. u  è sigla automobilistica dell'uruguay) e abbreviazioni (u. s. , ultimo scorso; u. , in numismatica, unicum, cioè moneta di cui si conosce un solo esemplare; u. , per nomi propri di persona come ugo, umberto, ubalda) | u, (chim.) simbolo dell'uranio | u, (fis.) simbolo dell'energia potenziale.
u'   avv.  (ant. , lett.) dove (usato solo in posizione proclitica): u' leggerebbe «i' mi son quel ch'i' soglio»  (dante par.  xii, 123).
uà    ⇨ uè.
uadi   s.m. invar.  corso d'acqua a regime temporaneo, proprio dell'africa settentrionale e dell'arabia, con alveo sempre asciutto tranne che durante brevi periodi nella stagione delle piogge.
-uale  -uale  ⇨ -ale 1.
ubbia   s.f.  pregiudizio, opinione infondata che è causa di timore o avversione ingiustificati: avere in testa delle ubbie. 
ubbidire   e deriv.   ⇨ obbedire e deriv. 
ubbioso   agg.    • 1 •   (rar.) pieno di ubbie; sospettoso    • 2 •   (lett.) che provoca ubbie; che costituisce un'ubbia: l'ubbioso pensier vedrai fuggirsi / lunge da te  (parini) § ubbiosamente avv. 
ubbriaco   e deriv.   ⇨ ubriaco e deriv. 
ubere   agg.  [superl. ubèrrimo] (poet.) fertile: biella tra 'l monte e il verdeggiar de' piani / lieta guardante l'ubere convalle  (carducci).
ubero   (1) ant. uvero, s.m.  (poet.) mammella.
ubero   (2) o ubiero, agg.  si dice di mantello di cavallo formato da peli bianchi e rossi mescolati.
ubertà   s.f.    • 1 •   (lett.) fertilità del terreno; lo stato di prosperità e d'abbondanza che ne consegue: l'ubertà dei colli toscani; ride a le valli d'ubertà floride  (carducci)    • 2 •   (ant.) ricchezza, abbondanza in genere: un mormorar di fiume / che scende chiaro giù di pietra in pietra, / mostrando l'ubertà del suo cacume  (dante par.  xx, 19-21).
ubertosità   s.f.  (lett.) fertilità, produttività: l'ubertosità di un terreno. 
ubertoso   agg.  (lett.) fertile, produttivo: valli ubertose  § ubertosamente avv. 
ubi   s.m. invar.  (rar. poet.) luogo: io sentiva osannar di coro in coro / al punto fisso che li tiene a li ubi  (dante par.  xxviii, 94-95).
ubicare   v. tr.  [io ùbico, tu ùbichi ecc.] situare, porre in un luogo (riferito per lo più a edifici o fondi).
ubicato   part. pass.  di ubicare   agg.  situato, posto: un palazzo male ubicato, che è in brutta posizione.
ubicazione   s.f.  l'ubicare, l'essere ubicato; il luogo in cui è situato un edificio, un fondo e sim.: l'ubicazione dell'albergo è felice; accertare l'ubicazione dei terreni. 
ubi consistam   loc. sost. m. invar.  punto d'appoggio; base, fondamento: cercare, trovare un ubi consistam; la sua tesi manca di un ubi consistam. 
ubidire   e deriv.   ⇨ obbedire e deriv. 
ubiero    ⇨ ubero 2.
-ubile  -ubile suffisso che continua il lat. -ubi°le(m); serve a formare aggettivi che esprimono possibilità, qualità e sim. (solubile, volubile).
ubino   s.m.  (ant.) piccolo cavallo di razza irlandese.
ubiquista   agg.  in ecologia, si dice di specie animale o vegetale che è diffusa ovunque, perché si è adattata ad ambienti diversi: la mosca è un insetto ubiquista; l'essere umano è l'animale ubiquista per eccellenza   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (relig.) lo stesso che ubiquitario. 
ubiquità   s.f.    • 1 •   l'essere presente contemporaneamente in ogni luogo; onnipresenza (facoltà che, secondo la dottrina cattolica, è propria di dio) | avere il dono dell'ubiquità, poter essere presente in più luoghi nel medesimo momento (detto di taluni santi che avrebbero avuto da dio tale facoltà); costui ha il dono dell'ubiquità!, (scherz.) si fa vedere dappertutto, è presente in ogni occasione | non avere il dono dell'ubiquità, (scherz.) si dice per sottolineare che, com'è ovvio, non si può essere contemporaneamente in più luoghi    • 2 •   caratteristica delle specie animali e vegetali ubiquiste.
ubiquitario   s.m.  [f. -a] (relig.) appartenente a una setta luterana (secc. xvi-xvii) che sosteneva la presenza fisica di cristo in ogni luogo, e dunque anche nell'eucarestia  agg.    • 1 •   (relig.) proprio degli ubiquitari: setta, dottrina ubiquitaria    • 2 •   in ecologia, lo stesso che ubiquista    • 3 •   dotato di ubiquità, presente dappertutto (anche scherz.).
ubiquo   agg.  (rar.) che può trovarsi in più luoghi contemporaneamente: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi  (gadda).
ubriacamento   meno com. ubbriacamento, s.m.  l'ubriacarsi; ubriacatura.
ubriacare   meno com. ubbriacare, v. tr.  [io ubriaco, tu ubriachi ecc.]    • 1 •   rendere ubriaco; indurre a bere fino a far divenire ubriaco: due dita di vino bastano a ubriacarmi; lo ubriacarono e poi lo derubarono    • 2 •   (fig.) stordire, frastornare: il caldo e la confusione lo avevano ubriacato; ubriacare qualcuno di chiacchiere  | esaltare fino a offuscare il giudizio: tutte quelle lodi lo avevano ubriacato  | ubriacarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   diventare ubriaco; bere fino a diventare ubriaco: non è abituato a bere alcolici, e si ubriaca facilmente; ha il vizio di ubriacarsi    • 2 •   (fig.) esaltarsi, inebriarsi: ubriacarsi di una donna  | ubriacarsi di sangue, compiere un massacro.
ubriacatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi ubriaca (anche fig.).
ubriacatura   meno com. ubbriacatura, s.f.  l'ubriacarsi, l'essere ubriaco (anche fig.): prendere una solenne ubriacatura; era stata solo un'infatuazione, un'ubriacatura passeggera. 
ubriachezza   meno com. ubbriachezza, s.f.    • 1 •   lo stato di chi è ubriaco: essere arrestato per ubriachezza molesta    • 2 •   l'abitudine di ubriacarsi.
ubriaco   meno com. ubbriaco, ant. ebriaco, tosc. briaco, agg.  [pl. m. -chi]    • 1 •   si dice di chi si trova in uno stato di alterazione delle facoltà psichiche dovuto a intossicazione acuta da alcol: essere ubriaco; tornare a casa ubriaco  | ubriaco fradicio, completamente ubriaco | sei ubriaco?, si dice a chi si comporta in modo illogico, assurdo    • 2 •   (fig.) stordito, frastornato: essere ubriaco di fatica, di sonno, di stanchezza  | esaltato da un sentimento intenso, da una forte passione che offusca la capacità di giudizio: essere ubriaco di amore, di gioia, di odio   s.m.  [f. -a] persona ubriaca: un'osteria piena di ubriachi. 
ubriacone   meno com. ubbriacone, s.m.  [f. -a] chi si ubriaca abitualmente, chi ha l'abitudine di ubriacarsi.
ucase    ⇨ ukase.
uccellabile   agg.  (rar.) che si può uccellare (anche fig.).
uccellagione   s.f.    • 1 •   l'uccellare, la pratica di uccellare | (rar.) tempo e luogo in cui tale attività è consentita    • 2 •   l'insieme dei volatili catturati uccellando.
uccellaia   s.f.    • 1 •   grande quantità di uccelli (per lo più spreg.)    • 2 •   luogo in cui si tendono trappole agli uccelli per catturarli; uccellanda    • 3 •   (ant.) cicaleccio, chiacchierio.
uccellaio   s.m.  venditore di uccelli vivi, da tenere in gabbia o da usare come richiamo.
uccellame   s.m.  quantità di uccelli di diversa specie; in partic., quelli uccisi durante una partita di caccia.
uccellamento   s.m.  (non com.) l'uccellare.
uccellanda   s.f.  luogo in cui sono state sistemate reti e trappole di vario genere per catturare uccelli.
uccellare   (1) s.m.  (ant.) uccellanda: partitomi del bosco, io me ne vo ad una fonte, e di quivi in un mio uccellare  (machiavelli).
uccellare   (2) v. intr.  [io uccèllo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   andare a caccia di uccelli con reti, panie, richiami e in genere con sistemi che non comportino l'uso delle armi: uccellare alle allodole; uccellare col falcone    • 2 •   (fig. ant.) cercare di ottenere a ogni costo una cosa | v. tr.  (fig. lett.) ingannare, lusingare qualcuno per prendersi gioco di lui, per beffarlo: li quali spesse volte, mentre altrui si credono uccellare, dopo il fatto sé da altrui essere stati uccellati conoscono  (boccaccio dec.  iii, 5).
uccellato   agg.  e s.m.  (ant.) detto di tessuto di lino operato o dipinto a uccelli.
uccellatoio   s.m.  uccellanda | mandare qualcuno all'uccellatoio, (fig. ant.) beffarlo, ingannarlo.
uccellatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi pratica la caccia agli uccelli per catturarli vivi    • 2 •   (fig. ant.) chi cerca con espedienti vari di ottenere qualcosa: s'io fossi andato a roma, dirà alcuno, / a farmi uccellator de' benefici  (ariosto satire)    • 3 •   (fig. lett.) chi si prende beffe degli altri.
uccellatura   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'uccellare    • 2 •   (fig.) beffa, canzonatura.
uccelletto   s.m.    • 1 •   dim.  di uccello    • 2 •   in gastronomia: fagioli all'uccelletto, lessati e soffritti con pomodoro, salvia, olio, sale e pepe; è una specialità della cucina fiorentina.
uccelliera   s.f.  grande gabbia o locale in cui si tengono gli uccelli a scopo di ornamento o per servirsene come richiamo nella caccia.
uccellina   s.f.  (mar.) vela di taglio prodiera, nei grandi velieri.
uccellinare   v. tr.  catturare vivi uccelli di piccole dimensioni.
uccellino   s.m.    • 1 •   dim.  di uccello    • 2 •   uccello appena nato: nido pieno di uccellini. 
uccello   s.m.    • 1 •   animale vertebrato oviparo dal corpo coperto di penne e piume, con arti anteriori trasformati in ali, arti posteriori rivestiti di squame ossee e spesso palmati, becco corneo, respirazione polmonare e circolazione sanguigna arteriosa e venosa separate: uccello stanziale, di passo; uccelli rapaci; uccelli acquatici; il volo, il canto degli uccelli; gli uccelli cinguettano, fanno il nido; andare a caccia di uccelli; mangiare polenta e uccelli, uccelli allo spiedo  | uccello del paradiso, uccello tropicale dal piumaggio smagliante e variopinto; paradisea | uccello delle tempeste, procellaria | uccello mosca, colibrì | uccello di giove, (lett.) l'aquila | uccello di giunone, (lett.) il pavone | uccello del malaugurio, (pop.) civetta; (fig.) si dice di chi preannuncia disgrazie o eventi sgraditi | libero come un uccello, (fig.) di chi non è soggetto a nessuno, non ha alcuna limitazione ai suoi movimenti | uccel di bosco, (fig.) di chi si è reso irreperibile | star come l'uccello sulla frasca, (fig.) sempre pronto a mutar sede, ad andarsene da un momento all'altro | a volo d'uccello, (fig.) dall'alto; con altro senso, di sfuggita, rapidamente: fotografia a volo d'uccello, aerea; trattare un argomento a volo d'uccello  | prov.  : meglio uccel di bosco che uccel di gabbia, è meglio essere liberi con qualche incomodo, che servi e prigionieri; a ogni uccello il suo nido pare bello, ognuno trova bella e confortevole la propria casa. dim. uccelletto, uccellino  accr. uccellone  pegg. uccellaccio    • 2 •   pl.  (zool.) la classe dei vertebrati ovipari cui appartiene ogni uccello    • 3 •   (pop. volg.) pene    • 4 •   (fig. ant.) sciocco, babbeo, sempliciotto; merlo.
-ucchiare  -ucchiare suffisso verbale che ha valore attenuativo o esprime una certa continuità dell'azione (sbaciucchiare, mangiucchiare).
uccidere   ant. o poet. occidere, v. tr.  [pass. rem. io ucci si, tu uccidésti ecc. ; part. pass. ucci so]    • 1 •   privare della vita; portare alla morte: uccidere con un colpo d'arma da fuoco, col veleno, con una pugnalata; uccidere in duello, in battaglia; uccidere a tradimento; i congiurati uccisero cesare; uccidere una lepre; un preparato per uccidere i topi; fu ucciso da un infarto, da un male inguaribile; il dolore e lo sconforto l'hanno ucciso    • 2 •   (estens.) far perire, abbattere; opprimere (anche fig.  e assol.): il gelo ha ucciso gli arboscelli; la dittatura uccide la libertà; una noia che uccide  | uccidersi v. rifl.  togliersi la vita; suicidarsi: uccidersi col gas  | v. rifl.  darsi vicendevolmente la morte.
uccidimento   s.m.  (rar.) uccisione.
ucciditore   s.m.  [f. -trice] (non com.) uccisore.
-uccio  -uccio suffisso che continua il lat. -uce°u(m); serve a formare diminutivi di sostantivi e aggettivi, con valore sia dispregiativo sia vezzeggiativo (calduccio, vestituccio) | e' usato, nel linguaggio fam., come agg.  col significato di 'misero, scadente', spec. come rafforzativo di un dispregiativo: un guadagnuccio, proprio uccio. 
uccisione   ant. occisione, s.f.  l'uccidere, l'essere ucciso: l'uccisione di una persona, di un animale; stragi e uccisioni insanguinarono il paese. 
ucciso   part. pass.  di uccidere   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è stato privato della vita: gli animali uccisi; i familiari dell'ucciso. 
uccisore   s.m.  [f., raro, ucciditrice; pop. -sora] omicida: gli uccisori di cesare. 
-ucolo  -ucolo suffisso che continua il lat. -ucu°lu(m); serve a formare alterati di sostantivi, con valore spregiativo (poetucolo).
ucraino   agg.  dell'ucraina  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo dell'ucraina    • 2 •   lingua slava orientale, affine al russo, parlata in ucraina.
ucronia   s.f.  (lett.) descrizione immaginaria, ma coerente e plausibile, di un periodo o di eventi storici, fatta sulla base di ipotesi o di dati fittizi.
ucronico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) di, dell'ucronia: romanzo ucronico, sottogenere della narrativa fantastica e fantascientifica.
ud   s.m. invar.  (mus.) nome generico di strumenti cordofoni della musica tradizionale araba; in partic., quello a manico corto, creato dagli arabi nel sec. vii, da cui è derivato il liuto.
udente   rar. udiente, part. pres.  di udire   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha integro l'uso dell'udito; usato soprattutto nella loc. eufem. non udente, sordo.
udibile   agg.  che può essere udito, percepito dall'orecchio: un sussurro appena udibile  § udibilmente avv.  (non com.) in modo che si possa udire: parlare udibilmente. 
udibilità   s.f.    • 1 •   l'essere udibile    • 2 •   (fis.) proprietà di un fenomeno ondulatorio, che si propaga in un mezzo, di essere percepito dall'orecchio umano | campo di udibilità, campo di frequenze percepibili come suoni dall'orecchio | soglia di udibilità, il più basso livello di intensità a cui l'orecchio normale può percepire i vari suoni nel campo delle frequenze udibili.
udiente    ⇨ udente.
udienza   ant. audienza, s.f.    • 1 •   l'udire, il dare ascolto | dare udienza, prestare la propria attenzione a qualcuno: date udienza insieme / a le dolenti mie parole estreme  (petrarca canz.  cxxvi, 12-13) | trovare udienza presso qualcuno, trovare chi presti attenzione, ascolto alle proprie richieste | non dare udienza, non ascoltare: non dà udienza, si dice scherzosamente o ironicamente di chi si dà arie e sta sulle sue    • 2 •   il dare ascolto, da parte di alti personaggi, a chi è ammesso alla loro presenza; il permesso di essere ricevuti e ascoltati da personaggi che occupano alte cariche e il colloquio che ne consegue: udienza pontificia; chiedere, negare, accordare, ottenere un'udienza; fissare la data dell'udienza; l'udienza fu molto breve  | udienza generale, accordata a più persone insieme | udienza privata, riservata a una sola persona o famiglia    • 3 •   (dir.) periodo di tempo corrispondente alla durata giornaliera del dibattimento penale o, nelle cause civili, all'espletamento degli adempimenti istruttori; l'attività processuale che si compie in tale periodo di tempo: udienza penale, civile; sala d'udienza; udienza pubblica, a porte chiuse; oggi c'è udienza in pretura  | udienza preliminare, nel processo penale ordinario, udienza, presieduta dal giudice per le indagini preliminari, nella quale egli decide se archiviare il procedimento o rinviare a giudizio l'imputato    • 4 •   (ant.) attività giurisdizionale | tribunale, magistratura    • 5 •   (ant. , lett.) insieme di ascoltatori; uditorio: fatto sull'udienza un gran segno di croce, s'alzò  (manzoni p. s.  xxxvi)    • 6 •   insieme delle persone alle quali ci si rivolge; pubblico | con sign. più tecnico, lo stesso che audience : l'udienza televisiva, radiofonica; il tipo di udienza. 
udinese   agg.  di udine  s.m.  e f.  abitante, nativo di udine.
udire   ant. audire, v. tr.  [pres. io òdo, tu òdi, egli òde, noi udiamo, voi udite, essi òdono; in tutta la coniugazione, ò-  in posizione tonica, u-  in posizione atona; fut. io udirò  o udrò ecc. ; cond. io udirèi  o udrèi ecc. ; part. pres. udènte, rar. udiènte]    • 1 •   percepire suoni per mezzo dell'orecchio: udire un grido, un canto, un rumore; si udì un boato; fu udita piangere    • 2 •   venire a sapere; conoscere per mezzo di informazioni, per sentito dire: ho udito che sta per sposarsi; avevo udito del tuo successo; il nodo / che 'l notaro e guittone e me ritenne / di qua dal dolce stil novo ch' i' odo!  (dante purg.  xxiv, 55-57)    • 3 •   (non com.) ascoltare: udire un teste  | udire la messa, assistervi    • 4 •   (lett.) dare ascolto; esaudire: non ode i consigli di nessuno; dio ha udito le nostre preghiere. 
udita   s.f.  (non com.) l'udire, il percepire chiaramente i suoni | testimone d'udita, che asserisce di aver udito raccontare il fatto, ma di non essere stato presente (in contrapposizione a testimone oculare  e auricolare) | per udita, (rar.) per fama, per sentito dire.
uditivo   rar. auditivo, agg.  dell'udito: condotto, apparato uditivo; facoltà uditiva  § uditivamente avv.  per ciò che concerne l'udito.
udito   s.m.  il senso con cui si percepiscono i suoni, il cui organo è costituito dall'orecchio : perdere, riacquistare l'udito  | avere l'udito fine, sentirci benissimo | esser duro d'udito  (o d'orecchio), essere quasi sordo; (fig.) non voler sentire.
uditofono   s.m.  cornetto acustico dotato di un piccolo amplificatore elettrico e di un minuscolo altoparlante che si adatta all'orecchio.
uditorato   s.m.  (non com.) la condizione di uditore | il titolo, la carica di uditore giudiziario.
uditore   ant. auditore (sopravvive nell'uso giuridico), s.m.  [f. -trice]    • 1 •   spec. pl.  chi ode, chi ascolta; in partic., chi assiste a un discorso, a una conferenza e sim.: l'oratore invitò gli uditori a fare silenzio    • 2 •   chi è ammesso a frequentare le lezioni in una scuola senza esservi iscritto, e perciò non può sostenere esami e ottenere un diploma    • 3 •   titolo di alcuni magistrati: uditore giudiziario, la prima qualifica nella vita professionale dei magistrati ordinari | nella corte pontificia, titolo spettante ad alcuni prelati: uditore di rota; uditore della camera apostolica, della segnatura    • 4 •   nei tempi passati, persona incaricata dal principe di trattare con gli ambasciatori per poi riferirgli l'argomento e l'andamento dei colloqui.
uditorio   (1) agg.  (rar.) che riguarda l'udito; uditivo.
uditorio   (2) s.m.  insieme di persone che ascoltano qualcuno o qualcosa: parlare a un folto uditorio; avere un uditorio attento, distratto. 
udizione   s.f.  (rar.) audizione.
udometria   s.f.  lo stesso che pluviometria. 
udometrico   agg.  [pl. m. -ci] lo stesso che pluviometrico. 
udometro   s.m.  lo stesso che pluviometro. 
ué   inter.  (region.) espressione di richiamo o di sorpresa, sempre rivolta a persone: ué, mi hai sentito?; ué, chi si rivede!. 
uè   meno com. uà, inter.  voce onomatopeica che imita il pianto infantile ed è generalmente ripetuta.
uf   o uff o uffa, inter.  esprime noia, fastidio, impazienza e sim.: uf, come sei noioso!; uf, che caldo soffocante!. 
ufficiale   (1) ant. uffiziale, ufiziale, uficiale, agg.    • 1 •   si dice di documento, notizia o altra informazione emanati dall'autorità competente, con garanzia quindi di autenticità: comunicato, bollettino ufficiale; gazzetta ufficiale    • 2 •   che è detto o fatto secondo le formule e il protocollo prescritti, e ha quindi valore formale: ricevimento, discorso ufficiale; andare in visita ufficiale    • 3 •   (estens.) fatto in pubblico, reso noto a tutti: fidanzamento ufficiale    • 4 •   (sport) si dice di gara, incontro valido ai fini di un campionato, di una classifica § ufficialmente avv.  in modo, in forma ufficiale: essere ufficialmente invitato; comunicare ufficialmente una notizia. 
ufficiale   (2) ant. uffiziale, ufiziale, uficiale, s.m.    • 1 •   chi esercita un pubblico ufficio | ufficiale sanitario, il funzionario, generalmente un medico, che dirige il servizio sanitario di un comune | ufficiale postale, impiegato che negli uffici postali è a diretto contatto col pubblico | pubblico ufficiale, chi svolge funzioni pubbliche ed è investito di autorità quando è nel loro esercizio | ufficiale giudiziario, pubblico ufficiale, ausiliario dell'ordine giudiziario, incaricato di assistere il giudice all'udienza, di provvedere all'esecuzione dei suoi ordini, di notificare citazioni, diffide, di fare intimazioni e sim. | ufficiale di stato civile, il sindaco del comune o il funzionario da lui delegato, che ha il compito di ricevere tutti gli atti concernenti lo stato civile, di custodire e conservare i registri, di rilasciare estratti e certificati | ufficiale di gara, chi è preposto al controllo del regolare svolgimento di una prova sportiva    • 2 •   denominazione generica dei militari che ricoprono un grado da sottotenente o da guardiamarina in su: ufficiali inferiori, superiori, generali; ufficiale dell'esercito, della marina, dell'aeronautica; ufficiale in servizio permanente, di complemento, a riposo  | ufficiale di rotta, sulle navi e sugli aerei, chi ha il compito di dirigere la rotta | ufficiale (in comando) di guardia, quello che, durante il suo turno di guardia, ha la responsabilità della nave e della navigazione | ufficiale d'ispezione, quello che, con la nave ferma, ha la responsabilità della nave per le 24 ore del suo servizio | ufficiale di comandata, quello che, finito il suo turno di guardia, deve però restare a disposizione per sostituire l'ufficiale di guardia. dim. ufficialetto, ufficialino    • 3 •   grado di alcuni ordini cavallereschi: grand'ufficiale. 
ufficialessa   s.f.    • 1 •   (non com.) ufficiale militare di sesso femminile | donna che ricopre un pubblico ufficio: ufficialessa postale    • 2 •   (scherz.) moglie di un ufficiale.
ufficialetto   s.m.    • 1 •   dim.  di ufficiale    • 2 •   2 giovane ufficiale, appena promosso.
ufficialità  2 ufficialità 2;s.f.  l'insieme degli ufficiali di un reparto, di un presidio e sim.
ufficialità  1 ufficialità 1;s.f.  qualità, condizione di ciò che è ufficiale: l'ufficialità di una notizia, dell'incarico. 
ufficializzare   v. tr.  conferire carattere di ufficialità rendere ufficiale, pubblico ciò che è stato precedentemente deciso o compiuto: ufficializzare una nomina, una promozione. 
ufficializzazione   s.f.  l'ufficializzare, l'essere ufficializzato.
ufficiante   part. pres.  di ufficiare   agg.  e s.m.  che, chi ufficia (oggi più com. la forma officiante): sacerdote ufficiante. 
ufficiare   ant. uffiziare, ufiziare, v. intr.  e tr.  [io uffìcio ecc. ; aus. dell'intr. avere] celebrare gli uffici divini (oggi più com. la forma officiare): la messa sarà ufficiata dal vescovo  | chiesa ufficiata dai frati, chiesa conventuale in cui normalmente gli uffici divini sono celebrati da frati | v. tr.  nel linguaggio burocratico, invitare, sollecitare con ossequio alti personaggi: il ministro fu ufficiato a intervenire. 
ufficiatura   od officiatura, s.f.  celebrazione degli uffici del culto: ufficiatura solenne, funebre. 
ufficio   ant. uficio, oficio, ofizio; antiq., ma usate ancora in alcuni casi, le varianti officio, offizio, uffizio, ufizio, s.m.    • 1 •   dovere morale, compito derivante da determinati rapporti, posizioni, cariche o incarichi: è ufficio dei genitori educare i figli; è ufficio del giudice essere imparziale    • 2 •   favore, servigio; intervento, raccomandazione: interporre i propri uffici, interporsi a favore di qualcuno | buoni uffici, nel diritto internazionale, mediazione    • 3 •   incarico, incombenza; carica: conferire un ufficio; accettare, rifiutare un ufficio; un ufficio delicato; un alto ufficio; l'ufficio di ministro, di direttore, di consigliere    • 4 •   funzione di chi è investito di una carica, di un incarico: sospendere qualcuno dall'ufficio  | d'ufficio, con l'autorità che l'ufficio consente; per autonoma iniziativa di un'autorità: provvedere d'ufficio; la rapina è un reato perseguibile d'ufficio; difensore d'ufficio, avvocato incaricato dal giudice di difendere un imputato che non provvede o non può provvedere alla propria difesa    • 5 •   (dir.) organo, struttura burocratica: ufficio delle imposte; ufficio di collocamento  | ufficio tecnico erariale, ufficio amministrativo che accerta la misura e la stima dei beni immobili al fine di determinarne la rendita media | ufficio elettorale, quello in cui si svolgono le operazioni di voto e di spoglio delle schede di un'elezione; anche, quello che accerta gli eletti e ne fa la proclamazione    • 6 •   insieme di funzioni aziendali omogenee, raggruppate in un unico settore: ufficio vendite; ufficio stampa  | (estens.) l'insieme degli impiegati che adempiono a una determinata funzione; anche, i locali dove lavorano o la singola stanza in cui un funzionario, un dirigente o un impiegato svolge la sua attività: ufficio postale; andare, essere in ufficio; ritirarsi nel proprio ufficio    • 7 •   (lit.) preghiera, funzione, cerimonia religiosa: ufficio funebre  | ufficio (divino), preghiera liturgica composta di salmi, inni, brani scritturali e patristici che tutti i chierici consacrati e i monaci e le monache con voto solenne devono recitare ogni giorno in determinate ore | per estens., libro, breviario che contiene tali testi: dire, leggere l'ufficio    • 8 •   sant'ufficio  (o sant'uffizio), nome con cui è nota la congregazione per l'inquisizione, istituita da paolo iii nel 1542 con compiti di controllo su tutte le questioni attinenti la fede e i costumi; dal 1965 è denominata congregazione per la dottrina della fede.
ufficiosità   s.f.    • 1 •   l'essere ufficioso: l'ufficiosità di una notizia, di un'informazione    • 2 •   (ant.) cortesia, urbanità.
ufficioso   agg.    • 1 •   si dice di notizia, comunicazione o altra informazione che, pur non avendo carattere ufficiale, è tuttavia abbastanza sicura poiché proviene da fonti vicine all'autorità competente o da essa ispirate; per estens., si dice dei mezzi o modi con cui tale notizia è resa nota: dati ufficiosi; fonti ufficiose; informare in via ufficiosa    • 2 •   (rar.) che compie volentieri buoni uffici | bugia ufficiosa, che viene detta a fin di bene § ufficiosamente avv.  in forma, in via ufficiosa; non ufficialmente: dare ufficiosamente una notizia. 
uffiziale    ⇨ ufficiale.
uffiziare    ⇨ ufficiare.
uffizio   o ufizio, s.m.  variante antiq. di ufficio, ma ancora ricorrente nell'uso ecclesiastico (recitare l'uffizio; l'uffizio dei defunti) o in talune denominazioni (la galleria degli uffizi; il sant'uffizio).
uficiale    ⇨ ufficiale.
uficio    ⇨ ufficio.
ufiziale    ⇨ ufficiale.
ufiziare    ⇨ ufficiare.
ufizio    ⇨ uffizio.
ufo   (1) solo nella loc. avv. a ufo, senza spese, senza pagare: mangiare a ufo  | vivere a ufo, senza lavorare, a spese degli altri: sei un mangiapane a ufo!. 
ufo   (2) o ufo, s.m. invar.    • 1 •   qualunque oggetto osservabile in cielo e non identificabile    • 2 •   nel linguaggio corrente, astronave o essere vivente extraterrestre.
ufologia   s.f.    • 1 •   l'insieme delle ricerche su tutto ciò che riguarda gli oggetti volanti non identificati (ufo) e la loro ipotetica origine extraterrestre    • 2 •   letteratura, pubblicistica intorno agli oggetti volanti non identificati: racconti di ufologia. 
ufologico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che riguarda l'ufologia, gli ufologi: convegno ufologico    • 2 •   che riguarda gli ufo: avvistamento ufologico. 
ufologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] esperto o dilettante di ufologia.
ugandese   agg.  dell'uganda  s.m.  e f.  abitante, nativo dell'uganda.
ugello   s.m.  dispositivo che si applica alla parte terminale di un condotto, allo scopo di incrementare la velocità di uscita del fluido per sfruttarne l'energia cinetica e, al tempo stesso, di disperderne il getto; effusore: l'ugello di una turbina, di un reattore; l'ugello del bruciatore, del nebulizzatore  | la parte terminale stessa del condotto.
uggia   s.f.  [pl. -ge]    • 1 •   (non com.) ombra degli alberi che danneggia le piante sottostanti | (estens.) mancanza di luce; ombra    • 2 •   (fig.) senso di fastidio accompagnato da inquietudine: il tempo piovoso mette uggia  | avere, prendere in uggia qualcuno, averlo, prenderlo in antipatia | venire in uggia a qualcuno, diventargli antipatico. dim. uggerella, uggiolina. 
uggiolamento   s.m.  (non com.) l'uggiolare del cane.
uggiolare   v. intr.  [io ùggiolo ecc. ; aus. avere] guaire piano e lamentosamente (detto dei cani): il cagnolino uggiola quando è solo. 
uggiolina   s.f.    • 1 •   dim.  di uggia    • 2 •   senso di languore allo stomaco dovuto a fame.
uggiolio   s.m.  un uggiolare insistente e continuato.
uggiosità   s.f.  l'essere uggioso.
uggioso   agg.    • 1 •   (lett. rar.) ombroso: valle angusta e uggiosa  (manzoni p. s.  xx)    • 2 •   (fig.) che fa venire l'uggia; noioso: tempo uggioso; discorsi uggiosi; persona uggiosa.  dim. uggiosetto, uggiosino    • 3 •   che prova uggia; inquieto, infastidito: la pioggia rende uggiosi  § uggiosamente avv. 
uggire   v. tr.  [io uggisco, tu uggisci ecc.] (lett. rar.)    • 1 •   fare, dare uggia; ombreggiare    • 2 •   (fig.) recare fastidio, molestia, noia | uggirsi v. rifl.  (lett. rar.) sentire uggia; annoiarsi, infastidirsi.
-uglio  -uglio suffisso deriv. del lat. -uli°u(m), usato per formare sostantivi con valore collettivo, talora con sfumatura spregiativa (cespuglio, intruglio, rimasuglio).
ugna   e deriv.   ⇨ unghia e deriv. 
ugnare   v. tr.  (rar.) tagliare obliquamente il legno o altro; augnare.
ugnatura   s.f.  (rar.) taglio obliquo; augnatura.
ugnella   s.f.    • 1 •   (antiq.) bulino    • 2 •   protuberanza cornea nelle zampe dei cavalli.
ugnello   s.m.  unghiolo del gatto.
ugnere    ⇨ ungere.
ugnetto   s.m.  (antiq.)    • 1 •   raschietto per metalli    • 2 •   utensile sgrossatore diritto per tornio o per limatrice.
ugola   ant. uvola, lett. o scient. uvula, s.f.    • 1 •   (anat.) appendice conica situata nella parte mediana del velo palatino; separa la bocca dal retrobocca    • 2 •   (estens.) gola | ugola d'oro, (fig.) cantante che possiede una bellissima voce | bagnarsi l'ugola, (scherz.) bere.
ugonotto   agg.  e s.m.  [f. -a] aderente al movimento calvinista sviluppatosi in francia fra il xvi e il xvii sec.
ugrico   agg.  [pl. m. -ci] che appartiene a un sottogruppo della famiglia linguistica ugro-finnica: lingue ugriche   s.m.  l'insieme delle lingue ugriche.
ugro-finnico  ugro-finnico o ugrofinnico, agg.  [pl. m. -ci] che concerne un gruppo di popoli originario della russia del nord, stanziatosi in europa settentrionale e orientale  s.m.    • 1 •   [f. -a] chi appartiene alle popolazioni ugro-finniche    • 2 •   gruppo di lingue della famiglia uralica, comprendente l'ungherese, il finnico, l'estone e il lappone.
uguagliamento   o eguagliamento, s.m.  (non com.) l'uguagliare, l'essere uguagliato.
uguaglianza   o eguaglianza, ant. iguaglianza, s.f.    • 1 •   la proprietà di più cose o persone di essere uguali tra loro, in tutto o per determinate caratteristiche; identità: uguaglianza di altezza, di forma, di peso    • 2 •   (estens.) parità, corrispondenza, equilibrio: uguaglianza di forze    • 3 •   principio etico-politico secondo il quale tutti gli uomini hanno pari dignità umana e sociale e gli stessi diritti | uguaglianza formale, consistente nel garantire in linea di principio a tutti i cittadini gli stessi diritti di fronte alla legge, senza distinzione di razza, di religione, di sesso, di classe sociale | uguaglianza sostanziale, consistente nel rimuovere gli ostacoli di natura economica e sociale che limitano di fatto l'esercizio dei diritti riconosciuti sul piano formale    • 4 •   uniformità, assenza di dislivelli, di asperità e sim. (anche fig.): uguaglianza di un terreno; uguaglianza di stile    • 5 •   (mat.) relazione tra enti formalmente identici, isomorfi, congruenti, che gode delle proprietà riflessiva, simmetrica, transitiva: segno di uguaglianza, il segno a° | relazione tra due espressioni algebriche che, pur essendo formalmente diverse, assumono lo stesso valore numerico per gli stessi valori delle lettere e delle incognite: i membri dell'uguaglianza, ciascuna delle due espressioni | relazione tra due figure geometriche sovrapponibili: criteri di uguaglianza dei triangoli. 
uguagliare   o eguagliare, v. tr.  [io uguàglio ecc.]    • 1 •   rendere uguale una cosa a un'altra o più cose tra loro (anche fig.): uguagliare la lunghezza di due tubi; la morte uguaglia tutti    • 2 •   rendere uniforme, liscio: uguagliare una siepe, l'erba di un prato    • 3 •   (lett.) giudicare uguale, paragonare: nessun poeta italiano può essere uguagliato a dante    • 4 •   essere pari a qualcuno o a qualcosa per doti, qualità, virtù e sim.: uguagliare qualcuno in bellezza, potenza, abilità; la tua forza uguaglia la sua    • 5 •   nel linguaggio sportivo, raggiungere un risultato uguale a quello conseguito da altri: uguagliare un primato, un record  | uguagliarsi v. rifl.  considerarsi alla pari, mettersi sullo stesso livello: uguagliarsi a, con qualcuno  | v. rifl.  essere uguali, pareggiarsi: le entrate e le uscite si uguagliano. 
uguagliatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi uguaglia: la grande uguagliatrice, la morte.
uguale   meno com. eguale, ant. equale, iguale, agg.    • 1 •   che non differisce da altro o da altri, in tutto o per determinate caratteristiche: il tuo vestito è uguale al mio; essere uguale di  (per) età, statura, peso, forza; avere uguali diritti e doveri; i cittadini sono uguali davanti alla legge  | quasi uguale, molto simile | uguali come due gocce d'acqua, (fig.) perfettamente identici    • 2 •   che è sempre lo stesso, che mantiene sempre le stesse caratteristiche: la legge è uguale per tutti  | essere sempre uguale a sé stesso, essere coerente    • 3 •   uniforme, omogeneo: andatura, ritmo uguale; cielo tutto uguale, coperto in modo uniforme; voce sempre uguale, monotona    • 4 •   privo di dislivelli, di asperità liscio, piano: terreno, superficie uguale    • 5 •   (mat.) si dice di una grandezza rispetto a un'altra alla quale sia legata da una relazione di uguaglianza | essere uguale a, equivalere a: due più due è uguale a quattro    • 6 •   (geom.) si dice di figure che, sovrapposte, coincidono  avv.  (fam.) allo stesso modo, in uguale misura: sono bravi uguale   s.m.    • 1 •   [anche f.] spec. pl.  chi appartiene allo stesso ceto o classe sociale o grado: trattare solo con i propri uguali  | chi ha la stessa abilità, preparazione e sim.: non avere uguali, essere superiore a tutti gli altri    • 2 •   con valore neutro, la stessa cosa: che tu venga o no per me è uguale    • 3 •   (mat.) il segno d'uguaglianza (a°) § ugualmente avv.    • 1 •   in ugual modo, nella stessa misura: sono ugualmente belli    • 2 •   (non com.) in modo uniforme: l'intonaco va steso ugualmente sulla parete    • 3 •   malgrado tutto, ciononostante, lo stesso: ve ne sono ugualmente grato; riuscirete ugualmente a farcela. 
ugualità   lett. egualità, ant. equalità, igualità, s.f.  (rar.) l'essere uguale; uguaglianza.
ugualitario    ⇨ egualitario.
ugualitarismo    ⇨ egualitarismo.
ugualizzante   part. pres.  di ugualizzare   s.m.  (ind. tessile) prodotto chimico che conferisce tono uniforme a una tinta usata per un tessuto colorato o stampato.
ugualizzare   v. tr.  (non com.) equalizzare.
uguanno   tosc. unguanno, avv.  (ant. , region.)    • 1 •   quest'anno: ancor costei grande donna fia, / che par ch'uguanno ben cresciuta sia  (sacchetti)    • 2 •   mai: io non avrò uguanno pace con lei  (boccaccio dec.  viii, 6).
uh   inter.  esclamazione di dolore, disgusto, meraviglia e sim.: uh, che male!; uh, quante sorprese!. 
uhi   o uhì, inter.  esprime dolore acuto o rammarico: alto sospir, che duolo strinse in «uhi!», / mise fuor prima  (dante purg.  xvi, 64-65).
uhm   inter.  esprime incertezza, incredulità, indifferenza e sim: uhm, staremo a vedere!. 
uistitì   s.m.  scimmia platirrina dell'amazzonia, di piccola o media taglia, arboricola, con forme aggraziate e pelame grigiastro o bruno, secondo le varie specie (ord.  primati).
ukase   rar. ucase, s.m. invar.    • 1 •   nella russia zarista, decreto dello zar    • 2 •   (estens.) ordine, disposizione tassativa, inappellabile; diktat.
ukulele   s.m.  o f. invar.  piccola chitarra a quattro corde e a plettro, di origine hawaiana.
ulama   o ulema, s.m. invar.  nel mondo islamico, dottore di diritto e di teologia.
ulano   s.m.  in alcuni eserciti europei dal xiv sec. fino alla prima guerra mondiale, soldato di cavalleria armato di lancia.
ulcera   ant. ulcere, s.f.    • 1 •   (med.) lesione della pelle o delle mucose caratterizzata da perdita di sostanza e difficoltà di cicatrizzazione: ulcera gastro-duodenale, nome generico della malattia caratterizzata da ulcerazione dello stomaco o del duodeno; ulcera varicosa, lesione della pelle delle gambe, dovuta a una varice sottostante; ulcera molle, caratteristica della malattia a trasmissione sessuale detta ulcera venerea; ulcera trofica, derivata da alterata nutrizione locale | nell'uso comune, per antonomasia, ulcera gastro-duodenale: soffrire, operarsi di ulcera.  dim. ulceretta, ulcerina    • 2 •   (vet.) malattia virale che colpisce le zampe e le labbra di molti mammiferi    • 3 •   (fig. ant.) dolore, intima pena.
ulceramento   s.m.  (rar.) ulcerazione.
ulcerante   part. pres.  di ulcerare   agg.  (med.) che provoca ulcerazioni: sostanze ulceranti. 
ulcerare   v. tr.  [io ùlcero ecc.] (med.) ledere producendo un'ulcera: ulcerare la pelle  | v. intr.  [aus. essere] (med.) degenerare in ulcera | ulcerarsi v. rifl.  (med.) essere leso da ulcera: il tessuto si è ulcerato. 
ulcerativo   agg.  (med.) relativo a ulcera o a ulcerazione: processo ulcerativo  | che provoca ulcera o ulcerazione: sostanze ulcerative. 
ulcerato   part. pass.  di ulcerare   agg.    • 1 •   (med.) leso da un'ulcera    • 2 •   (fig. lett.) esacerbato: animo ulcerato dal dolore. 
ulcerazione   s.f.  (med.) processo di formazione di un'ulcera; l'ulcera stessa | in dermatologia, lesione superficiale simile all'ulcera.
ulcere    ⇨ ulcera.
ulcerogeno   agg.  (med.) che produce un'ulcera gastro-duodenale.
ulceroso   agg.  (med.) di ulcera, relativo all'ulcera: lesione ulcerosa   agg.  e s.m..  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da ulcera.
ulema    ⇨ ulama.
uligano   s.m.  nome che in russia e in alcuni paesi dell'est europeo si dà ai teppisti o ai giovani contestatori più turbolenti; hooligan.
uligine   s.f.  (rar.) umidità del terreno.
uliginoso   agg.  (rar.) umidiccio, pieno di umore: terra uliginosa  | piante uliginose, che vivono in luoghi umidi.
ulisside   s.m.  e f.  (lett.) chi, per puro desiderio di conoscenza, è incline a sempre nuove esperienze, ad avventure o imprese ardue e rischiose: un ulisside egli era. / perpetuo desio della terra / incognita l'avido cuore / gli affaticava  (d'annunzio).
uliva   e deriv.   ⇨ oliva e deriv. 
ulivella   s.f.    • 1 •   (bot.) olivella o dafne    • 2 •   attrezzo con cui si pratica una cavità di misure ridotte in un blocco di pietra, per fissarvi solidamente un anello o un gancio con cui sia possibile sollevare il blocco stesso.
ulivo   e deriv.   ⇨ olivo e deriv. 
ulmacee    ⇨ olmacee.
ulmaria    ⇨ olmaria.
ulna   s.f.  (anat.) osso che, insieme al radio, costituisce lo scheletro dell'avambraccio e forma con l'estremità superiore la sporgenza del gomito.
ulnare   agg.  (anat.) dell'ulna, che si riferisce all'ulna: arteria, nervo, vena ulnare. 
ulotrico   agg.  [pl. m. -chi] si dice di un tipo di capelli crespi, fini, caratteristici di molte razze negroidi | razze ulotriche, che presentano tale tipo di capelli.
ulster   s.m. invar.  ampio cappotto maschile da viaggio, con mantellina e grandi tasche a toppa, in uso alla fine dell'ottocento.
ulteriore   agg.    • 1 •   che segue a un altro, che si aggiunge ai precedenti: ricerche, indagini ulteriori; gli ulteriori sviluppi della situazione    • 2 •   che è più oltre, che è al di là rispetto a un determinato punto di riferimento (usato ormai solo in alcune denominazioni di regioni storiche, in contrapposizione a citeriore): gallia, spagna ulteriore  § ulteriormente avv.  oltre, di più, ancora: la situazione è ulteriormente peggiorata. 
ultima   s.f.  (fam.) in una sequenza di cose considerate, anche implicitamente, secondo un criterio cronologico, la più recente in ordine di tempo: la sapete l'ultima?, l'ultima novità, la notizia più recente, la barzelletta più nuova.
ultimabile   agg.  che si può ultimare, che può essere finito: un lavoro ultimabile in pochi giorni. 
ultimare   v. tr.  [io ùltimo ecc.] condurre a termine; finire, completare: ultimare un lavoro. 
ultimativo   agg.  che ha carattere di ultimatum; definitivo: ordine ultimativo; richiesta ultimativa  § ultimativamente avv. 
ultimatum   s.m. invar.    • 1 •   nel diritto internazionale, intimazione con la quale uno stato fa conoscere a un altro le proprie ultime proposte e le condizioni irrevocabili circa una data questione, minacciando di ricorrere alla forza o di rompere le trattative se le proprie richieste non saranno accolte entro un dato termine di tempo: inviare, mandare un ultimatum; dare l'ultimatum    • 2 •   (estens.) ingiunzione o richiesta perentoria: l'ultimatum dei terroristi. 
ultimazione   s.f.  (non com.) l'ultimare, l'essere ultimato; compimento: l'ultimazione di un lavoro. 
ultimissima   s.f.    • 1 •   l'edizione più recente di un giornale, a cui non ne seguiranno altre fino al giorno successivo: l'ultimissima della notte    • 2 •   spec. pl.  notizia recentissima: le ultimissime dall'estero. 
ultimo   agg.    • 1 •   che viene dopo tutti gli altri nello spazio o nel tempo; che si trova in fondo a una serie: l'ultimo giorno dell'anno, del mese, della settimana; l'ultima lettera dell'alfabeto; l'ultima puntata di uno sceneggiato; leggere un libro dalla prima all'ultima pagina; arrivare ultimo  (o per ultimo); l'ultima speranza che resta; fare un ultimo tentativo; dare l'ultima mano di vernice, di colore; ripetere per l'ultima volta  | l'ultima carta (da giocare), (fig.) la sola possibilità che resta | l'ultima parola, (fig.) la parola definitiva, risolutiva; non è ancora detta l'ultima parola, (fig.) la situazione può ancora cambiare o essere modificata | all'ultimo momento, quando rimane ben poco tempo per fare qualcosa; allo scadere del tempo disponibile o stabilito: quando prepara un esame, si riduce sempre all'ultimo momento; all'ultimo momento, la cerimonia fu rinviata  | termine ultimo, entro cui si esaurisce un effetto giuridico: termine ultimo per la presentazione delle domande  | ultima istanza, estremo grado di un processo: in ultima istanza, (fig.) in conclusione | in ultima analisi, in definitiva, in conclusione | le ultime parole famose, (fam. scherz.) quelle che si dicono con tono perentorio e definitivo, ma vengono poi smentite dai fatti | le ultime volontà, le disposizioni testamentarie | rendere, esalare l'ultimo respiro, morire | fino all'ultimo respiro, (fig.) senza tregua; fino allo stremo delle forze    • 2 •   che è il più recente; che è posteriore a tutti gli altri: l'ultima guerra; gli ultimi avvenimenti; un fatto accaduto negli ultimi tempi; ho sentito le ultime notizie  | notizie dell'ultima ora, notizie recentissime; le ultimissime | vestire all'ultimo grido (della moda), all'ultima moda, seguendo i più recenti dettami della moda | ultimo scorso, nel linguaggio commerciale, si dice del giorno o mese più prossimo nel passato (gener. indicato con l'abbr. u. s.): nella nostra lettera del giorno 15 u. s.  ' quest'ultimo, quest'ultima, si dice per indicare persona o cosa appena nominata, evitando così una ripetizione: michelangelo e leonardo furono artisti grandissimi, quest'ultimo anche scienziato    • 3 •   che costituisce il termine, la parte più remota di qualcosa; che è il più lontano nello spazio; estremo: le ultime propaggini della catena montuosa; e questa siepe, che da tanta parte / dell'ultimo orizzonte il guardo esclude  (leopardi l'infinito  2-3) | (fig.) il più improbabile, il più lontano da ogni previsione: ha fatto l'ultima cosa che io avrei fatto al suo posto; l'ultima mossa che mi sarei aspettato; l'ultimo dei sospetti che potevo nutrire su di lui    • 4 •   che è il più lontano nel tempo: un'eredità che giungerà fino agli ultimi discendenti    • 5 •   (fig. lett.) principale, fondamentale: dio è la causa ultima del mondo; la ragione ultima di una scelta    • 6 •   (fig.) che non ha alcuna importanza, che è o può essere posposto ad altri; che è inferiore agli altri, che vale meno degli altri: per lui lo studio è l'ultima preoccupazione; è l'ultimo avvocato della città; merce di ultima qualità  | non ultimo, non il meno importante; per litote, uno tra i migliori: non ultima causa del suo fallimento fu la sua prodigalità; emilio de marchi fu non ultimo tra i romanzieri italiani dell'ottocento    • 7 •   (fig.) massimo, sommo in una scala di valori: toccare le ultime vette dell'arte  | (estens.) che raggiunge il limite, il grado estremo: portare qualcosa alle ultime conseguenze   s.m.    • 1 •   la persona o la cosa che viene dopo tutti gli altri o è inferiore agli altri: l'ultimo di una serie; rimanere tra gli ultimi; l'ultimo della classe; l'ultimo del mese, l'ultimo giorno del mese | l'ultimo arrivato, l'ultimo venuto, (fig.) la persona meno capace, meno importante e sim. | gli ultimi saranno i primi, massima evangelica secondo cui i diseredati avranno in cielo la ricompensa più grande    • 2 •   punto, momento estremo | da ultimo, all'ultimo, in ultimo, alla fine: elencò molti libri e da ultimo suggerì il suo testo; era molto dubbioso, ma all'ultimo decise di partire; durante l'anno scolastico è severo con i suoi scolari, ma in ultimo dà ottimi voti  | fino all'ultimo, fino alla fine: lottare, resistere fino all'ultimo  § ultimamente avv.    • 1 •   negli ultimi tempi; di recente: ultimamente ho fatto molti viaggi; i libri ultimamente pubblicati    • 2 •   (ant.) alla fine: ultimamente, temendo non gli facesse male se su non vi salisse, con la seconda paura cacciò la prima  (boccaccio dec.  viii, 9).
ultimogenito   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di figlio nato per ultimo.
ulto   agg.  (poet.) vendicato, punito: vendicato ed ulto / fia da la moglie e da la sua sorella  (ariosto o. f.  xli, 62).
ultore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (poet.) vendicatore: con questa / ultrice mano  (tasso g. l.  xix, 71) | nell'antichità classica, attributo di alcune divinità: marte, giove ultore. 
ultra   s.m.  [pl. ultras]    • 1 •   in francia nell'età della restaurazione, fautore dell'assolutismo monarchico; reazionario    • 2 •   in epoca più recente, sostenitore della destra francese nazionalista.
ultra-  ultra- primo elemento di parole composte, aggettivi o sostantivi, formate per lo più modernamente dal lat. u°ltra  'oltre, al di là'; può conservare il valore originale (ultraterreno, ultrasuono), o indicare eccesso (ultrasensibile); talora si alterna con oltre-  (ultramontano / oltremontano).
ultrà   o ultra [ùl-tra], agg.  e s.m.  e f.  [pl. invar.  o ùltras]    • 1 •   appartenente a formazioni politiche estremistiche: la destra, la sinistra ultrà; un corteo di ultrà    • 2 •   (estens.) sostenitore fanatico di un club sportivo, per lo più inquadrato in un gruppo o in un'associazione.
ultracellulare   agg.  (biol.) si dice di elemento componente di una cellula che sia di dimensioni ultramicroscopiche.
ultracentenario   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha più di cento anni di età.
ultracentrifuga   s.f.  (fis.) centrifuga ad altissima velocità di rotazione, impiegata nei laboratori di chimica e biologia per separare sostanze di densità quasi identica.
ultracentrifugare   v. tr.  (fis.) sottoporre a separazione mediante ultracentrifuga.
ultracentrifugazione   s.f.  (fis.) operazione dell'ultracentrifugare.
ultracondensatore   s.m.  (fis.) condensatore ottico che serve a illuminare il preparato da esaminare con l'ultramicroscopio.
ultracorto   agg.  in radiotecnica, si dice delle onde hertziane la cui lunghezza è compresa fra 1 e 10 metri, con frequenza fra 30 e 300 mhz.
ultracustica   s.f.  (fis.) settore dell'acustica che studia la produzione, la ricezione e i fenomeni relativi agli ultrasuoni.
ultracustico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) relativo all'ultracustica | ultrasuono.
ultradestra   s.f.  in politica, l'estrema destra.
ultrafiche   s.f. invar.  microfiche in cui le immagini sono miniaturizzate con un grado di riduzione doppio del normale.
ultrafiltrante   agg.  (chim.) che è in grado di compiere un'ultrafiltrazione: membrana ultrafiltrante. 
ultrafiltrazione   s.f.  (chim.) filtrazione mediante ultrafiltri, usata specialmente per la separazione delle sospensioni colloidali dalle soluzioni.
ultrafiltro   s.m.  (chim.) filtro costituito da una membrana semipermeabile, generalmente di nitrocellulosa, atta a trattenere le sostanze colloidali o particelle di dimensioni equivalenti.
ultraforming   s.m.invar.  nella lavorazione dei derivati del petrolio, particolare processo di reforming, con catalizzatori a base di platino, che consente di migliorare il numero di ottano di benzine pesanti.
ultraismo   s.m.  movimento poetico spagnolo fondato a madrid nel 1919 da r. cansinos asséns e del quale fecero poi parte anche poeti ispano-americani, come j.j. borges e p. neruda; si proponeva di superare il modernismo, ispirandosi alle avanguardie europee, in particolare al dada e al surrealismo.
ultraleggero   agg.  leggerissimo: materiali ultraleggeri   s.m.  sorta di deltaplano a motore.
ultramarino    ⇨ oltremarino.
ultrametamorfismo   s.m.  (geol.) completa fusione di una roccia originaria dovuta a processi metamorficis comp. di ultra-  e metamorfismo. 
ultramicrofotografia   s.f.  tecnica microfotografica che impiega sistemi coordinati di macchine fotografiche e microscopi.
ultramicrometro   s.m.  (fis.) micrometro in grado di misurare spostamenti lineari piccolissimi, dell'ordine di un decimillesimo di millimetro.
ultramicroscopia   s.f.  insieme delle tecniche e dei modi d'uso dell'ultramicroscopio.
ultramicroscopico   agg.  [pl.m. -ci] relativo all'ultramicroscopio, effettuato mediante ultramicroscopio: osservazione ultramicroscopica  | osservabile solo con l'ultramicroscopio: particelle ultramicroscopiche. 
ultramicroscopio   s.m.  microscopio a illuminazione laterale indiretta, che permette di vedere particelle altrimenti invisibili.
ultramicrotomo   s.m.  (fis.) microtomo per microscopio elettronico, capace di sezioni inferiori a un decimo di millimetro.
ultramoderno   agg.  modernissimo, che risponde ai più moderni criteri: un macchinario ultramoderno; tecniche ultramoderne. 
ultramondano    ⇨ oltremondano.
ultramontanismo   s.m.  corrente politico-religiosa, fiorita soprattutto in francia e in germania nel sec. xix, che mirava a difendere i diritti del papato e della chiesa di roma contro le tendenze autonomistiche delle chiese nazionali.
ultramontano   (1) agg.  che sta al di là dei monti; oltramontano | (estens.) straniero.
ultramontano   (2) agg.  e s.m.  [f. -a] nei paesi d'oltralpe, fautore dell'ultramontanismo.
ultrapastorizzazione   s.f.  trattamento di sterilizzazione del latte consistente nel sottoporlo per un periodo inferiore a un secondo alla temperatura di 150 ° c; non ne altera le proprietà organolettiche e nutritive e serve per ottenere latte a lunga conservazione.
ultrapiatto   agg.  che ha una forma molto schiacciata | orologio ultrapiatto, con la cassa dallo spessore di pochi millimetri.
ultrapotente   agg.  potentissimo.
ultrarallentatore   s.m.  (cine.) sistema per la ripresa e la proiezione al rallentatore di fenomeni che si svolgono con sequenza velocissima; è in grado di scattare fino a 5000 fotogrammi al secondo e trova impiego soprattutto nella cinematografia scientifica.
ultrarapido   agg.  rapidissimo | lastra, pellicola fotografica ultrarapida, che ha sensibilità assai elevata.
ultrarosso   agg.  e s.m.  (fis.) infrarosso.
ultrasensibile   agg.  sensibilissimo: lastra, pellicola ultrasensibile. 
ultrasinistra   s.f.  ala estrema della sinistra parlamentare | l'insieme dei gruppi o movimenti politici operanti nell'area della sinistra extraparlamentare.
ultrasonico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (fis.) che concerne gli ultrasuoni    • 2 •   che ha velocità superiore a quella del suono: aereo ultrasonico. 
ultrasonografia   s.f.  (med.) ecografia.
ultrasonoro   agg.    • 1 •   (fis.) degli ultrasuoni; attinente agli ultrasuoni: impulsi ultrasonori; vibrazioni ultrasonore    • 2 •   (aer.) lo stesso, ma meno com., che supersonico. 
ultrasottile   agg.  sottilissimo, di spessore minimo.
ultrastruttura   s.f.  (fis. , biol.) struttura ultramicroscopica della materia, di dimensioni tali da non poter essere osservata nei dettagli con un microscopio ottico.
ultrastrutturale   agg.  di, relativo a ultrastruttura.
ultrastrutturistica   s.f.  (fis. , biol.) disciplina che studia le ultrastrutture, sia biologiche che cristalline.
ultrasuono   s.m.  (fis.) vibrazione meccanica elastica della materia, simile a una vibrazione sonora, ma avente una frequenza superiore alla massima percepibile dall'orecchio umano (15. 000-20. 000 hertz).
ultrasuonoterapia   s.f.  (med.) terapia consistente nell'applicazione locale di ultrasuoni.
ultraterreno   agg.  che è oltre le cose della terra: mondo ultraterreno  | la vita ultraterrena, la vita dopo la morte.
ultravioletto   s.m.  (fis.) radiazione elettromagnetica di frequenza inferiore a quella dei raggi ro°ntgen e superiore a quella dell'estremo violetto dello spettro visibile | usato anche come agg.  : raggi ultravioletti. 
ultravirus   s.m. invar.  (biol.) virus filtrabile.
ultravuoto   s.m.  (fis.) vuoto molto spinto in cui si realizzano pressioni inferiori a 10-7 mm di mercurio.
ultroneo   agg.    • 1 •   (lett. rar.) volontario, spontaneo    • 2 •   (dir.) eccessivo, non pertinente, eccedente l'argomento cui ci si riferisce.
ulula   s.f.  uccello rapace bruno a macchie bianche, dalle abitudini diurne (ord.  strigiformi).
ululare   v. intr.  [io ùlulo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   emettere urli prolungati e lamentosi (detto spec. del cane e del lupo): senti raspar... / la derelitta cagna... /... famelica ululando  (foscolo sepol-  cri 78-80)    • 2 •   (estens.) produrre suoni prolungati, simili a lamenti: il vento ululava nella notte. 
ululato   s.m.  l'ululare del cane e del lupo | (estens.) urlo o suono prolungato e lamentoso: gli ululati del vento, della bufera; l'ululato della sirena d'allarme. 
ululo   s.m.  ululato (detto spec. del vento e sim.; meno com. del cane e del lupo).
ululone   s.m.  anfibio anuro simile a un piccolo rospo, con dorso verrucoso di colore bruno e ventre giallo o arancione; il maschio emette un caratteristico ululato.
ulva   s.f.  (bot.) genere di alghe marine verdi col tallo formato da un doppio strato di cellule (fam.  ulvacee) | lattuga di mare.
ulvacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di alghe verdi diffuse in tutti i mari temperati, che comprende forme con talli piatti, laminari o tubulosi, costituiti da cellule con un solo nucleo e un solo cloroplasto; la specie più nota è la lattuga di mare  | sing.  [-a] ogni alga appartenente a tale famiglia.
umanarsi   v. rifl.  (teol.) farsi uomo, assumere natura umana; umanizzarsi, incarnarsi (detto di gesù cristo).
umanazione   s.f.  (teol.) l'umanarsi, l'assumere natura umana: l'umanazione del figlio di dio. 
umanesimo   rar. umanismo, s.m.    • 1 •   movimento culturale affermatosi in italia dalla metà del sec. xiv e poi diffusosi in europa, che, muovendo da uno studio rinnovato del mondo classico, mirava a rivalutare i valori propriamente terreni dell'esperienza umana, in contrapposizione alla dimensione religiosa e oltremondana prevalente nel medioevo | umanesimo volgare, movimento letterario sorto verso la metà del '400, tendente a restituire prestigio letterario alla lingua volgare, abbandonata dagli scrittori a favore del latino    • 2 •   (estens.) qualsiasi concezione che riconosce la centralità dell'uomo nella realtà, o che intende rivendicarne i diritti, l'esigenza di libertà e la dignità individuale: l'umanesimo socratico, rinascimentale; l'umanesimo cristiano, marxista    • 3 •   (estens.) in senso più generale, interesse per la cultura classica, per gli studi filologici e letterari.
umanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   esponente, rappresentante dell'umanesimo: gli umanisti fiorentini del primo quattrocento    • 2 •   (estens.) cultore di arte e letteratura, spec. dell'antichità classica    • 3 •   (ant.) insegnante, professore di lingue e letterature classiche | un tempo, allievo del corso di umanità | usato anche come agg.  in luogo di umanistico. 
umanistica   s.f.  (paleogr.) tipo di scrittura rotonda piuttosto piccola, fine ed elegante, usata nei manoscritti del sec. xv dagli umanisti italiani in reazione alla scrittura gotica e sul modello della minuscola carolina.
umanistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne le lingue e letterature classiche, che si basa su di esse: studi umanistici  | scienze, discipline, facoltà umanistiche, quelle letterarie, storiche, filosofiche, giuridiche, in contrapposizione a quelle matematiche, fisiche, di scienze naturali    • 2 •   relativo all'umanesimo e agli umanisti: periodo umanistico; filologia umanistica  § umanisticamente avv.  in senso umanistico, secondo una prospettiva umanistica.
umanità   s.f.    • 1 •   la natura, l'essenza dell'uomo: umanità e divinità di cristo    • 2 •   il complesso di tutti gli uomini, il genere umano: un benefattore dell'umanità  | (lett.) insieme di esseri umani: un'umanità sofferente    • 3 •   sentimento di fratellanza e solidarietà fra gli uomini; capacità di comprendere e condividere i sentimenti degli altri: una persona piena di umanità; trattare qualcuno con profonda umanità; mancare di umanità    • 4 •   la cultura e gli studi letterari considerati come fondamentali per la formazione della personalità umana; per estens., erudizione, cultura: scritti di varia umanità    • 5 •   nell'antico ordinamento scolastico italiano, corso di insegnamento letterario, corrispondente all'incirca all'attuale ginnasio.
umanitario   agg.    • 1 •   che è animato da sentimenti di solidarietà umana; che si adopera per migliorare le condizioni di vita dell'umanità: spirito umanitario; medico, filosofo umanitario    • 2 •   improntato ai migliori sentimenti umani; altruistico: scopo, ideale, principio umanitario; iniziativa umanitaria   s.m.  [f. -a] filantropo § umanitariamente avv. 
umanitarismo   s.m.    • 1 •   sentimento di solidarietà umana; spirito di filantropia    • 2 •   (rar.) cosmopolitismo.
umanitaristico   agg.  [pl. m. -ci] dell'umanitarismo, che riguarda l'umanitarismo: ideale umanitaristico. 
umanizzare   v. tr.    • 1 •   rendere umano, civile | rendere compatibile con il rispetto che si deve alla persona umana e ai suoi diritti: umanizzare una pena; umanizzare le condizioni di vita carcerarie  | liberare dalla barbarie, dalla rozzezza: umanizzare una popolazione, i costumi    • 2 •   dotare di aspetto, di qualità, di caratteristiche umane: nelle favole gli animali vengono umanizzati    • 3 •   umanizzare il latte, conferire al latte vaccino caratteristiche simili a quelle del latte della donna | umanizzarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   (teol.) assumere natura umana; umanarsi (detto di gesù cristo)    • 2 •   dirozzarsi, civilizzarsi.
umanizzazione   s.f.  (teol.) l'umanizzarsi, l'assumere natura umana: l'umanizzazione del figlio di dio. 
umano   agg.    • 1 •   dell'uomo, degli uomini; che riguarda l'uomo, gli esseri umani: il corpo, l'animo umano; la mente umana; il linguaggio umano; la vita, la condizione umana; i diritti umani; anatomia, fisiologia umana  | essere umano, l'uomo, la donna | il genere umano, il complesso di tutti gli esseri umani | umane lettere, (ant., lett.) gli studi letterari, umanistici | scienze umane, gruppo di scienze che hanno al loro centro lo studio dell'uomo come individuo o come essere sociale; comprendono la filosofia, la sociologia, la psicologia, la pedagogia, l'antropologia culturale e, per certi aspetti, la scienza delle religioni e la linguistica    • 2 •   conforme alla natura dell'uomo; naturale nell'uomo; adeguato alla persona umana: sbagliare è umano; la debolezza, l'imperfezione umana    • 3 •   che rivela sentimenti di comprensione e di equità, che ha un atteggiamento aperto, solidale verso gli altri: una persona molto umana; un giudice umano  | conforme a sentimenti di umanità: un trattamento umano    • 4 •   simile a quello di un uomo: quel cane aveva uno sguardo quasi umano; una divinità che aveva assunto sembianze umane   s.m.  [solo sing.]    • 1 •   ciò che è proprio dell'uomo: l'umano e il divino; io, che al divino da l'umano, / a l'etterno del tempo era venuto  (dante par.  xxxi, 37-38)    • 2 •   (lett.) spec. pl.  uomo: celeste dote è negli umani  (foscolo sepolcri  31) § umanamente avv.    • 1 •   secondo la natura umana, le possibilità umane: ho fatto quanto era umanamente possibile    • 2 •   con umanità: trattare qualcuno umanamente. 
umanoide   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha caratteri quasi umani; si usa, spec. nella fantascienza, con riferimento ad automi o a esseri viventi simili all'uomo.
umazione   s.f.  (ant.) seppellimento, inumazione.
umbellato   agg.  (bot.) si dice di pianta i cui fiori sono disposti in forma di ombrello.
umbellifere   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante più note come ombrellifere  | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
umbelliferone   s.m.  (chim.) lattone a nove atomi di carbonio presente in alcuni oli essenziali.
umberta   solo nella loc. avv. e agg. all'umberta  (più rar. all'umberto), detto di capelli tagliati a spazzola.
umbertino   agg.  proprio dell'epoca in cui regnò umberto i (1878-1900); usato soprattutto con riferimento ai costumi, all'arte, alle idee, agli orientamenti politici di quel tempo: l'italia umbertina; lo stile umbertino. 
umbilico   e deriv.   ⇨ ombelico e deriv. 
umbonato   agg.  provvisto di umbone: scudo umbonato. 
umbone   s.m.    • 1 •   piastra di metallo rilevata e di varia forma che si applicava nella parte centrale dello scudo; aveva soprattutto la funzione di far rimbalzare le frecce e le altre armi da getto    • 2 •   (bot.) prominenza centrale di alcuni organi vegetali    • 3 •   (zool.) zona centrale rilevata da cui hanno inizio gli anelli concentrici che ornano le valve dei lamellibranchi.
umbratile   od ombratile, agg.  (lett.)    • 1 •   che è in ombra; ombroso    • 2 •   (fig.) solitario e schivo, appartato; timido, introverso, ombroso: una vita, un uomo umbratile  | (lett.) riposto, non ben definibile, sfuggente: una sensazione umbratile. 
umbrifero    ⇨ ombrifero.
umbro   agg.  dell'umbria  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo dell'umbria | chi apparteneva a un'antica popolazione italica, il cui territorio originario si estendeva dall'adriatico al tevere    • 2 •   dialetto parlato in umbria | antica lingua del gruppo italico parlata dagli umbri.
-ume  -ume suffisso di sostantivi, di origine latina o di formazione italiana, derivati in genere da aggettivi, con valore collettivo-spregiativo (luridume, fradiciume, intellettualume).
umerale    ⇨ omerale.
umettamento   s.m.  (non com.) umettazione.
umettare   v. tr.  [io umétto ecc.] bagnare leggermente: umettare le dita, le labbra; umettare le camicie prima di stirarle. 
umettazione   s.f.  l'umettare, l'essere umettato.
umico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'humus, che si riferisce all'humus: materia umica; sostanze umiche del terreno    • 2 •   (chim.) si dice di ciascuno degli acidi organici a struttura derivata dal furano prodotti nei processi di carbonificazione dei vegetali; sono molto diffusi nell'humus del terreno e nella torba.
umicolo   agg.  (bot. , zool.) si dice di organismo animale o vegetale che vive nell'humus.
umidezza   s.f.  l'essere umido.
umidiccio   agg.  [pl. f. -ce] che è un poco umido: pareti umidicce; clima umidiccio; mani umidicce. 
umidificare   v. tr.  [io umidìfico, tu umidìfichi ecc.] rendere umido o più umido aumentando la quantità di vapore acqueo: umidificare un ambiente. 
umidificatore   s.m.  apparecchio per umidificare l'aria in un ambiente | apparecchio per erogare lentamente acqua a una pianta conservandola umida per lungo tempo.
umidificazione   s.f.  l'umidificare, l'essere umidificato: l'umidificazione di una stanza, di un ambiente. 
umidire   v. tr.  [io umidisco, tu umidisci ecc.] (rar.) inumidire.
umidità   s.f.    • 1 •   l'essere umido: l'umidità di un panno    • 2 •   presenza di vapore acqueo nell'atmosfera; quantità di vapore acqueo contenuta nell'atmosfera: l'umidità della notte | umidità assoluta, quantità di vapore presente in un metro cubo di aria | umidità relativa, rapporto fra la quantità di vapore esistente nell'aria e la quantità che l'aria alla medesima temperatura ne conterrebbe se fosse satura    • 3 •   contenuto idrico di una sostanza o di un corpo: misurare l'umidità del terreno. 
umido   agg.    • 1 •   leggermente bagnato o impregnato di acqua o di altro liquido: mani umide; occhi umidi di pianto; panno umido; pareti umide  | si contrappone a secco  in particolari locuzioni contenenti un riferimento generico a sostanze fluide: tosse umida, con secreti fluidi; analisi per via umida, analisi chimica eseguita sfruttando reazioni di identificazione che si svolgono in soluzione acquosa; bollo a umido, impresso facendo uso d'inchiostro    • 2 •   che contiene molto vapore acqueo (detto dell'aria, del clima ecc.): tempo umido; giornate umide    • 3 •   (poet.) che è liquido, che contiene acqua: l'umide strade  (pindemonte), le vie del mare  s.m.    • 1 •   [solo sing.] umidità: l'umido nuoce ai mobili    • 2 •   intingolo, condimento a base di sugo di pomodoro, olio, verdure, nel quale si fanno cuocere a lungo la carne, il pesce o altri cibi; anche, la vivanda così cucinata: spezzatino, baccalà, patate in umido; preferire l'umido al lesso. 
umidore   s.m.  (lett.) umidità.
umifero   agg.  ricco di humus: terreno umifero. 
umificazione   s.f.  (chim. biol.) processo microbiologico di trasformazione dei residui organici del terreno in humus.
umile   agg.    • 1 •   si dice di chi, consapevole dei propri limiti, non si inorgoglisce per le proprie virtù né si esalta per i propri meriti o successi personali, ma frena ogni moto di superbia nell'animo: il vero sapiente è umile; essere umile di cuore    • 2 •   si dice di chi si comporta con rispetto e sottomissione nei riguardi di altri: essere umile coi superiori    • 3 •   che denota umiltà: atteggiamento, sguardo umile; rivolgere a dio un'umile preghiera    • 4 •   modesto, dimesso: indossare un'umile veste; avere un umile impiego  | misero, meschino: compiere i lavori più umili    • 5 •   non nobile, non elevato socialmente: essere di umile condizione; avere umili origini    • 6 •   (lett.) poco elevato da terra; basso: quivi né allor né mirto si vedea /... / ma nuda ghiara, e qualche umil virgulto  (ariosto o. f.  xxv, 96)  s.m.  e f.    • 1 •   chi non s'inorgoglisce per le proprie doti e ha la coscienza dei propri limiti; chi ha un atteggiamento di rispetto e di sottomissione verso gli altri: amare gli umili    • 2 •   chi ha origini socialmente non elevate: gli umili sono i veri protagonisti dei «promessi sposi»  § umilmente avv. 
umiliamento   s.m.  (rar.) umiliazione.
umiliante   part. pres.  di umiliare  agg.  si dice di ciò che umilia, che pone in condizione d'inferiorità, in uno stato d'imbarazzo e di vergogna: un patto, un trattamento, un lavoro umiliante. 
umiliare   v. tr.  [io umìlio ecc.]    • 1 •   avvilire, mortificare qualcuno, spec. facendogli riconoscere la propria inferiorità o rinfacciandogli qualcosa che lo faccia vergognare (anche assol.): umiliare qualcuno con gravi offese, con duri rimproveri; umiliare qualcuno di fronte a tutti, pubblica mente; forme di beneficenza che umiliano    • 2 •   sottomettere, reprimere: umiliare l'orgoglio | umiliare la carne, frenare i desideri dei sensi    • 3 •   (rar.) presentare, sottoporre umilmente: umiliare una supplica al santo padre    • 4 •   (lett.) abbassare, chinare in segno di rispetto: umiliare la fronte  | umiliarsi v. rifl.    • 1 •   farsi umile, riconoscersi come essere debole, imperfetto: chi si umilia sarà esaltato, massima più volte ricorrente nei vangeli | sottovalutarsi, disistimarsi: non serve a nulla che tu ora ti umilii così    • 2 •   fare atto di sottomissione: si umiliò a chiedere clemenza  | prostrarsi in atto di devozione: si umiliò davanti all'immagine della vergine, pregando con fervore. 
umiliativo   agg.  (rar.) che tende, che serve a umiliare.
umiliato   part. pass.  di umiliare   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di seguace di un movimento religioso sorto in lombardia nel sec. xii, che si proponeva di ritornare alla povertà e alla purezza del cristianesimo primitivo; anche, dei membri di una congregazione religiosa nata da tale movimento e sciolta poi nel sec. xvi | si dice anche di membro di confraternite popolari tuttora esistenti soprattutto nelle campagne, con finalità devozionali e caritative.
umiliatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi umilia.
umiliazione   s.f.    • 1 •   l'umiliare, l'umiliarsi, l'essere umiliato    • 2 •   ciò che umilia: subire molte umiliazioni    • 3 •   (rar.) sottomissione: fare atto di umiliazione. 
umilissimo   agg.  [superl.  di umile]: servo, servitore umilissimo, formula antica di saluto, anche epistolare, oggi di uso scherzoso.
umiltà   s.f.    • 1 •   l'essere umile, non orgoglioso, non superbo: predicare, praticare l'umiltà; l'umiltà è una virtù cristiana    • 2 •   riverenza, sottomissione: presentarsi a qualcuno con molta umiltà    • 3 •   (lett.) riservatezza, modestia: ella si va, sentendosi laudare, / benignamente d'umiltà vestuta  (dante vita nuova)    • 4 •   il non essere nobile, l'essere di modesta condizione: umiltà di natali    • 5 •   l'essere semplice, povero, dimesso: l'umiltà della casa, dell'abito, dello stile. 
umlaut   s.m. invar.    • 1 •   (ling.) nella grammatica tedesca, metafonesi    • 2 •   segno grafico costituito da due puntini sovrapposti con cui in tedesco si indica la palatalizzazione delle vocali a, o, u  (scritte quindi a°, o°, u°).
umo   s.m.  (rar.) forma italianizzata di humus. 
umorale   agg.    • 1 •   che riguarda gli umori | dottrina  (o teoria) umorale, quella ippocratica, che attribuisce un'importanza determinante all'equilibrio o squilibrio o alterazione dei quattro umori fondamentali del corpo: sangue, flemma, bile gialla, bile nera    • 2 •   che cambia facilmente umore; volubile: una persona umorale  | dettato dall'umore, da una disposizione d'animo momentanea o incostante: un atteggiamento umorale. 
umore   (1) ant. omore, s.m.    • 1 •   (lett.) acqua, sostanza liquida: scuote /... da' curvi rami / il rugiadoso umor che, quasi gemma, / i nascenti del sol raggi rifrange  (parini)    • 2 •   liquido presente in alcune cavità od organi di animali o vegetali: dai gambi rotti fila un umore che si attacca alle mani  (d'annunzio) | l'umore delle piante, la linfa | umore acqueo, liquido incolore contenuto nella camera anteriore dell'occhio | umore vitreo, sostanza gelatinosa trasparente che occupa gran parte del globo oculare    • 3 •   (psicol.) disposizione verso un certo stato d'animo (allegria, tristezza, depressione ecc.); indole, temperamento: essere d'umore bilioso, melanconico  | umore faceto, inclinazione a scherzare e a canzonare | un bell'umore, si dice di persona spiritosa e un po' bizzarra    • 4 •   (estens.) disposizione, per lo più passeggera, dell'animo: buon umore, mal umore; essere di cattivo, di pessimo umore; avere l'umore nero; cambiare umore; comportarsi secondo l'umore    • 5 •   inclinazione, tendenza, capriccio: conoscere gli umori del pubblico  | dare nell'umore a qualcuno, (ant.) andargli a genio    • 6 •   spec. pl.  (ant.) dissenso, inimicizia    • 7 •   nella medicina ippocratica, ciascuno dei quattro fluidi organici considerati come fondamentali: sangue, flemma, bile gialla, bile nera.
umore   (2) s.m.  (lett.) umorismo.
umoresca   s.f.  (mus.) breve composizione di andamento vivace, ricca di humour, senza regole strutturali ben definite; destinata soprattutto al pianoforte, fu una delle forme minori della musica romantica.
umoresco   agg.  [pl. m. -schi] (lett.) caratterizzato da humour, improntato a umorismo, percorso da una vena comica e bizzarra.
umorismo   (1) s.m.  attitudine a considerare la realtà sotto aspetti bizzarri o singolari che, muovendo il riso, consentono una più ampia e umana comprensione di essa: essere dotato, mancare di umorismo; avere, non avere il senso dell'umorismo; l'umorismo manzoniano; un racconto pieno, ricco di umorismo | fare dell'umorismo, esprimersi in maniera arguta e spiritosa.
umorismo   (2) s.m.  nella medicina antica, la dottrina ippocratica che considerava come origine della malattia lo squilibrio o l'alterazione dei quattro umori fondamentali del corpo (detta appunto dottrina umorale).
umorista   (1) s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi è dotato di umorismo    • 2 •   chi crea testi o disegni umoristici    • 3 •   (estens. non com.) chi per professione si esibisce in spettacoli, spec. monologhi, di tipo umoristico | usato anche come agg.  in luogo di umoristico. 
umorista   (2) s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (med.) seguace della dottrina umorale, dell'umorismo.
umoristico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dell'umorismo, dell'umorista: spirito umoristico; vena umoristica    • 2 •   che è fatto o detto con umorismo; che è pieno di umorismo: battuta, storiella umoristica; racconto, libro, disegno umoristico | giornale umoristico, che contiene battute di spirito, vignette, caricature o commenta umoristicamente i fatti del giorno    • 3 •   (spreg.) che non è da prendere sul serio; ridicolo: comportarsi in modo umoristico  § umoristicamente avv. 
umorosità   s.f.    • 1 •   (ant., lett.) l'essere umoroso    • 2 •   l'essere soggetto a cambiamenti di umore, di stato d'animo.
umoroso   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   pieno di umore; umido: gli aridi greppi ormai / divisi dall'umoroso / autunno che li gonfiava  (montale)    • 2 •   di organismo umano o animale, che ha abbondanza di umori.
umus   s.m.  (rar.) humus.
un    ⇨ uno.
unanime   agg.    • 1 •   si dice di più persone che manifestano concordia d'intenzioni e di sentimenti, che hanno la medesima opinione: essere tutti unanimi in un giudizio; l'assemblea, unanime, ha respinto la proposta    • 2 •   che esprime la concorde volontà di tutti i membri di un gruppo; che è dettato da concordia d'intenti, di sentimenti e sim.: approvare una legge con voto unanime; consenso, decisione unanime; un coro unanime di proteste; cessa il compianto: unanime / s'innalza una preghiera  (manzoni adelchi) § unanimemente avv. 
unanimismo   s.m.    • 1 •   nel linguaggio politico, la tendenza a raggiungere l'unanimità dei consensi, anche solo apparente    • 2 •   (rar.) unanimità.
unanimistico   agg.  [pl. m. -ci] nel linguaggio politico, che è frutto di unanimismo, che è apparentemente o falsamente unanime § unanimisticamente avv. 
unanimità   s.f.  concordanza di opinioni, idee, sentimenti tra più persone; consenso, approvazione generale: unanimità di voti; raggiungere, ottenere l'unanimità | all'unanimità, concordemente, senza dissensi: essere eletto all'unanimità. 
unanimitario   agg.  (non com.) che è avvenuto per unanimità che rivela unanimità: consenso unanimitario. 
una tantum   loc. agg. invar.  si dice di retribuzione, premio, compenso che non hanno carattere continuativo, periodico, ma vengono corrisposti in via straordinaria, una sola volta | si dice di imposizione fiscale applicata in via straordinaria, una sola volta | usato anche come loc. sost. f.  : pagare l'una tantum. 
unciale    ⇨ onciale.
uncinare   v. tr.  [io uncino ecc.]    • 1 •   piegare, foggiare a uncino    • 2 •   afferrare con un uncino | uncinare il pallone, nel gioco del calcio, fermare col piede il pallone che giunge al volo.
uncinato   part. pass.  di uncinare   agg.  piegato a uncino, che ha forma di uncino; che è munito di uncini | croce uncinata, la svastica | parentesi uncinate, quelle curvate a spigolo | osso uncinato, (anat.) osso del carpo della mano.
uncinello   s.m.    • 1 •   dim.  di uncino    • 2 •   piccolo gancio che serve ad allacciare gonne, cinture e sim.
uncinetto   s.m.    • 1 •   dim.  di uncino    • 2 •   sorta di grosso ago con punta a forma di uncino, usato per fare pizzi, lavori a maglia o a rete: lavorare all'uncinetto; golf, cappello all'uncinetto, lavorati con tale attrezzo.
uncino   ant. oncino, s.m.    • 1 •   dispositivo di presa e trazione che si applica in genere a bastoni o pertiche di legno, costituito da una barretta di ferro con un'estremità appuntita e curvata in modo da formare un gancio a raggio di curvatura molto stretto e con la punta rivolta all'indietro; per estens., gancio appuntito, rampino: ripescare qualcosa con l'uncino; appendere all'uncino  | a uncino, a forma di uncino. dim. uncinello, uncinetto    • 2 •   (fig. scherz.) parola o segno grafico scritti male, illeggibili    • 3 •   (fig.) pretesto, cavillo: conclusioni tirate con gli uncini, sforzate, stiracchiate; attaccarsi a tutti gli uncini, a tutti i pretesti    • 4 •   (bot.) organo a forma di uncino che serve alla pianta per attaccarsi ai sostegni    • 5 •   (zool.) nome di ognuno dei processi microscopici sulle barbule delle penne degli uccelli, mediante i quali le barbule si legano fra loro    • 6 •   (sport) nel pugilato, gancio, crochet | tiro a uncino, nella pallacanestro, tiro a parabola corta, realizzato con una mano sola.
undazione   s.f.    • 1 •   (ant.) ondeggiamento    • 2 •   (geol.) movimento verticale del mantello e della crosta terrestre.
undecennale   agg.    • 1 •   che dura undici anni: ciclo undecennale    • 2 •   che avviene ogni undici anni: festa undecennale  § undecennalmente avv.  ogni undici anni.
undecimo   agg. num.  (lett.) undicesimo, decimoprimo: papa pio undecimo. 
under   prep.  (sport)    • 1 •   si dice di squadra composta di atleti al di sotto di una determinata età: l'italia under 21  | usato anche come s.f. invar.  : l'under 21    • 2 •   si dice di atleta che appartiene a una squadra così composta: un giocatore under 23  | usato anche come s.m. invar.  : gli under 23. 
undercut   s.m. invar.  (sport) nel pugilato, colpo alle costole o ai fianchi, portato per lo più in serie, con cui si mira a fiaccare la resistenza dell'avversario.
underground   agg. invar.    • 1 •   segreto, clandestino: giornale underground    • 2 •   si dice di attività teatrale, letteraria, artistica nata al di fuori degli ambienti tradizionali, in contrasto con la produzione e la distribuzione industriale e commerciale: cinema, musica underground; cultura underground  | usato anche come s.m. invar.  : l'underground teatrale degli anni '70. 
understatement   s.m. invar.  affermazione, descrizione volutamente incompleta o eufemistica, spesso ironicamente riduttiva | atteggiamento volutamente antiretorico e alieno da qualsiasi ostentazione.
underwriter   s.f. invar.  (econ.) banca partecipante a un consorzio di collocamento di titoli.
undicenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha undici anni di età.
undicesima   s.f.  (mus.) intervallo di undici gradi della scala diatonica.
undicesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero undici; è rappresentato da 11° nella numerazione araba, da xi in quella romana: l'undicesimo secolo; elevare un numero alla undicesima (potenza)  | aggiunto al nome di un sovrano o di un papa, indica il posto da lui occupato nella serie di coloro che hanno portato lo stesso nome (si scrive sempre in numero romano): pio xi; luigi xi   s.m.    • 1 •   l'undicesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova all'undicesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
undici   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a una decina più una unità è rappresentato da 11 nella numerazione araba, da xi in quella romana: undici giorni; un palazzo di undici piani    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: l'articolo undici del regolamento; l'appartamento all'interno undici  | sottintendendo il sostantivo: l'undici  (il giorno undici) del mese; le  (ore) undici, antimeridiane o serali  s.m. invar.    • 1 •   il numero undici    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero undici    • 3 •   punteggio equivalente a una vincita di seconda categoria all'enalotto e al totip; la vincita stessa: fare undici; vincere un undici    • 4 •   il complesso dei giocatori di una squadra di calcio: l'undici azzurro, la squadra nazionale italiana.
ungarico   agg.  [pl. m. -ci] dell'ungheria, ungherese: regione ungarica; impero austro-ungarico. 
ungaro   ant. ongaro e, solo come sost., unghero, agg.  magiaro | (rar.) ungherese (per lo più con riferimento all'età medievale e rinascimentale): regione ungara   s.m.    • 1 •   [f. -a] chi apparteneva alla popolazione magiara | (rar.) ungherese    • 2 •   ducato d'oro ungherese, che aveva impressa la figura di un guerriero.
ungere   ant. ugnere, v. tr.  [pres. io ungo, tu ungi ecc. ; pass. rem. io unsi, tu ungésti ecc. ; part. pass. unto]    • 1 •   spalmare di materia grassa: ungere la teglia di burro; ungere la pelle con una crema, con olio solare; ungere una piaga con un medicamento; ungere i denti, (scherz.) mangiare | lubrificare: ungere un ingranaggio; ungere il meccanismo di un'arma    • 2 •   (estens.) insudiciare con materiale grasso: ungersi il vestito    • 3 •   (fig.) adulare o fare promesse, regali a qualcuno per cercare di ottenerne favori (anche assol.): ungere un funzionario; per ottenere la licenza ha dovuto ungere; ungere le ruote a qualcuno, cercare di corromperlo    • 4 •   nella bibbia e nella tradizione cristiana, segnare qualcuno con olio consacrato per insignirlo di una dignità religiosa o politica: samuele unse re davide; mosè unse sacerdote aronne  | nell'amministrazione di alcuni sacramenti, segnare con olio consacrato: il vescovo unge la fronte dei cresimandi  | ungersi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   spalmarsi di sostanze grasse: ungersi con crema abbronzante prima di esporsi al sole    • 2 •   (estens.) insudiciarsi, macchiarsi di unto: stai attento a non ungerti. 
ungherese   ant. ongarese, agg.  dell'ungheria; magiaro: il territorio, il popolo ungherese  | nel calcio: tiro all'ungherese, effettuato con l'esterno del piede, colpendo il pallone in modo da imprimergli una traiettoria che s'incurvi verso l'esterno  s.m.    • 1 •   [anche f.] abitante, nativo dell'ungheria    • 2 •   lingua ugro-finnica parlata in ungheria.
unghero    ⇨ ungaro.
unghia   ant. o pop. tosc. ugna, s.f.    • 1 •   formazione cornea dell'epidermide che riveste l'estremità dorsale delle dita di alcuni anfibi, dei rettili, degli uccelli e dei mammiferi: le unghie dell'uomo; le unghie delle mani, dei piedi; smalto per unghie; rompersi un'unghia; tagliarsi, limarsi, dipingersi le unghie; le unghie del gatto, del cavallo | unghia incarnita, unghia che penetra lateralmente nella carne e causa infiammazione | avere le unghie lunghe, (fig.) essere propenso al furto | mettere fuori, mostrare le unghie, (fig.) di persona, mostrarsi aggressivo | difendersi con le unghie e coi denti, (fig.) strenuamente, con ogni mezzo a disposizione | sull'unghia, (fig. fam.) si dice di somma di denaro pagata subito e in contanti. dim. unghietta, unghina  accr. unghiona, unghione  (m.) pegg. unghiaccia    • 2 •   spec. pl.  (fig.) grinfie, mani: mettere le unghie addosso a qualcuno  | cadere sotto le unghie, tra le unghie di qualcuno, cadere in suo potere    • 3 •   (fig.) piccola quantità anche, distanza minima: ci manca un'unghia    • 4 •   nome che si dà ad arnesi o a loro parti che presentino qualche somiglianza con l'unghia; in partic., l'estremità di un arnese che termina con taglio obliquo o con un gancio: l'unghia dello scalpello, della leva, dell'estrattore di un'arma  | unghia dell'àncora, (mar.) l'estremità di una sua patta    • 5 •   la parte sporgente di una copertina di rivista o di libro    • 6 •   (bot.) parte inferiore del petalo, stretta e allungata, di solito racchiusa nel calice.
unghiata   ant. o pop. tosc. ugnata, s.f.    • 1 •   colpo inferto con le unghie | graffio o ferita provocata da tale colpo    • 2 •   intaccatura nella lama dei temperini, che consente di aprirli con l'unghia.
unghiato   agg.  (lett.) fornito di unghie, armato di unghie: li occhi ha vermigli, la barba unta e atra, / e 'l ventre largo, e unghiate le mani  (dante inf.  vi, 16-17).
unghiatura   o ugnatura, s.f.    • 1 •   sporgenza dei cartoni della rilegatura oltre il taglio del libro    • 2 •   lesione cutanea causata dalle unghie    • 3 •   (tecn.) lo stesso che augnatura    • 4 •   linguetta sporgente o piccolo scavo praticati nel coperchio di portacipria, casse di orologi o altri contenitori, per agevolarne l'apertura.
unghiella   s.f.    • 1 •   escrescenza cornea situata sulla faccia interna dell'avambraccio del cavallo; castagna    • 2 •   tipo di cesello con la punta a forma di unghia.
unghiello   s.m.    • 1 •   unghia allungata, stretta, incurvata propria dei rettili, degli uccelli e di gran parte dei mammiferi; artiglio, unghiolo    • 2 •   escrescenza cornea visibile sulla faccia posteriore del nodello dei ruminanti.
unghiolo   o ugnolo, s.m.  unghia stretta, adunca e robusta, propria del gatto e di alcuni uccelli, tra i quali i gallinacei; artiglio.
unghione   s.m.    • 1 •   accr.  di unghia    • 2 •   artiglio di animali    • 3 •   unghia grande e robusta, caratteristica dei mammiferi ungulati, perissodattili, artiodattili; zoccolo.
unghiuto   agg.  che ha unghie lunghe e robuste: animale unghiuto. 
ungimento   s.m.  (non com.) l'ungere (anche fig.).
ungitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi unge (anche fig.).
ungitura   s.f.  l'ungere, lo spalmare di sostanze grasse.
unguanno    ⇨ uguanno.
ungueale   agg.  (anat.) dell'unghia, riguardante l'unghia: lamina, letto ungueale. 
unguentare   v. tr.  [io unguènto ecc.] (non com.) ungere con unguento.
unguentario   agg.  (non com.) di unguento, che contiene unguento  s.m.  [f. -a] (ant.) chi fabbrica o vende unguenti.
unguento   s.m.    • 1 •   preparato farmaceutico per uso esterno, costituito da un miscuglio untuoso, a base di grassi, in cui è incorporata la sostanza medicinale | (fig. rar.) rimedio di natura morale; balsamo    • 2 •   pomata odorosa, usata un tempo come profumo.
unguicola   s.f.  (zool.) unghia incurvata solo trasversalmente, tipica dei lemuroidei, delle scimmie antropomorfe e dell'uomo.
unguicolati   s.m. pl.  (zool.) gruppo di mammiferi forniti di unghie o artigli invece che di zoccoli | sing.  [-o] ogni mammifero appartenente a tale gruppo.
unguicolato   agg.    • 1 •   (zool.) si dice del becco di alcuni uccelli che ha sulla punta una specie di unghia rivolta verso il basso    • 2 •   (bot.) si dice di petalo che ha alla base un prolungamento a forma di unghia, con cui si inserisce nel talamo.
ungula   s.f.  (zool.) zoccolo, unghione.
ungulati   s.m. pl.  (zool.) termine con il quale si designano comunemente tutti i mammiferi caratterizzati da unghie a forma di zoccolo (p. e.  elefante, cavallo, cervo, cinghiale, maiale, bue, pecora) | sing.  [-o] ogni mammifero con tale caratteristica.
unguligrado   agg.  e s.m.  (zool.) si dice di mammifero che, per camminare, poggia sul suolo solo le ultime falangi delle dita.
uni-  uni- primo elemento di parole composte di origine latina o di formazione moderna, dal lat. u¯ni-, forma assunta in composizione da u¯nus  'uno (solo)'; significa 'uno, formato da uno' (unicellulare, unilaterale, uninominale); corrisponde semanticamente al pref. mono-, di origine greca, col quale talvolta si alterna nell'uso (unicolore-monocolore).
uniasse   agg.    • 1 •   (fis.) si dice di cristallo birifrangente con un solo asse ottico    • 2 •   (bot.) si dice di pianta il cui asse principale termina con un fiore.
uniassico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) lo stesso che uniasse. 
uniate   agg.  e s.m.  si dice di ciascuna delle chiese orientali con rito proprio che, in età moderna, ristabilirono la comunione con la chiesa di roma (il termine conserva una sfumatura peggiorativa perché fu introdotto dagli ortodossi con intenzione polemica): uniati armeni, ruteni, etiopici. 
uniatismo   s.m.  il rapporto di unione di alcune chiese orientali con la chiesa di roma.
unibile   agg.  che può essere unito, congiunto con altro.
unibilità   s.f.  l'essere unibile.
unicamerale   agg.  costituito, caratterizzato da una sola camera, detto di regime parlamentare in cui il potere legislativo è esercitato da una sola assemblea.
unicameralismo   meno com. unicamerismo, s.m.  sistema parlamentare che si fonda su una sola camera.
unicellulare   agg.  (biol.) si dice di organismo costituito da una sola cellula.
unicellulato   agg.  (biol.) unicellulare.
unicità   s.f.    • 1 •   caratteristica di chi, di ciò che è unico: l'unicità di dio; l'unicità di un'opera d'arte    • 2 •   (mat.) proprietà di un ente, che è il solo a soddisfare alcune condizioni imposte: teoremi, assiomi di unicità. 
unico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che è senza uguali, in senso assoluto o relativamente ad alcuni aspetti o caratteristiche; che non è simile a nessun altro; che è il solo esistente: un modello unico; una realizzazione unica; l'unica copia in vendita; una cosa più unica che rara; era l'unico amico che avesse; è unico nel suo genere | figlio unico, che non ha fratelli o sorelle | numero unico, di giornale o rivista che si pubblica una sola volta, non periodicamente | atto unico, opera teatrale in un solo atto | giudice unico, giudice monocratico | testo unico, che raccoglie tutte le disposizioni di legge concernenti un dato argomento | strada a senso unico, in cui è consentita la circolazione in una sola direzione | l'unica (cosa), la sola cosa che sia possibile od opportuno fare: l'unica è andarci di persona    • 2 •   (estens.) ineguagliabile, insuperabile, straordinario: un ragazzo unico; un prodotto, un rimedio unico; un film di una comicità unica   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi è solo a fare qualcosa: sei l'unico a pensarla così    • 2 •   ciò che è unico; esemplare unico: è l'unico che abbiamo  § unicamente avv.    • 1 •   solamente, esclusivamente: lo farò unicamente per farti piacere    • 2 •   (lett.) in modo unico, particolare, inconfondibile: quel senso di doppia amarezza che si prova lasciando un luogo che fu unicamente caro  (manzoni p. s.  xxvi).
unicolore   agg.  (non com.) di un solo colore.
unicorde   agg.  (non com.) monocorde.
unicorno   agg.  (zool.) si dice di animale che ha un solo corno: il rinoceronte indiano è unicorno  s. m.    • 1 •   mitico animale dal corpo di cavallo, con un lungo corno in fronte; liocorno    • 2 •   (zool.) narvalo.
unicum   s.m. invar.    • 1 •   in bibliografia, numismatica, filatelia e sim., esemplare unico o unico rimasto    • 2 •   (estens.) caso unico, singolare, fuori del comune: il caso è un unicum, quindi non fa testo. 
unidimensionale   agg.    • 1 •   che ha una sola dimensione (anche fig.)    • 2 •   (mat.) si dice di ente geometrico a una sola dimensione (retta, linea del piano o dello spazio).
unidirezionale   agg.    • 1 •   che ha o è diretto verso una sola direzione: corrente elettrica unidirezionale, che non cambia mai il senso di circolazione; percorso, sistema unidirezionale, nella circolazione stradale, quelli in cui sono aboliti gli incroci sullo stesso livello tra correnti di traffico volte in direzione diverse    • 2 •   (tecn.) si dice di dispositivo che permette il passaggio di un fluido o della corrente elettrica in una sola direzione    • 3 •   (fig.) che tratta un solo aspetto; che muove da un unico punto di vista; che si svolge in un'unica direzione: ricerca, inchiesta, impostazione unidirezionale  § unidirezionalmente avv.  in una sola direzione.
unidose   agg.  che contiene una sola dose: confezione medicinale unidose. 
unifamiliare   agg.  che serve per una sola famiglia: villetta unifamiliare. 
unificabile   agg.  che si può unificare.
unificabilità   s.f.  l'essere unificabile.
unificare   v. tr.  [io unìfico, tu unìfichi ecc.]    • 1 •   riunire diverse cose o parti in un insieme omogeneo; ridurre a unità: unificare i dati di un archivio; un'idea, un programma che mira a unificare i paesi europei    • 2 •   ridurre a un tipo unico; standardizzare: unificare un prodotto industriale, diversi sistemi di misura  | unificarsi v. rifl.  e rifl. rec.  riunirsi, fondersi in un insieme omogeneo: l'italia si unificò nel 1861; i due partiti si sono unificati. 
unificativo   agg.  che tende a unificare, che ha il potere di unificare.
unificato   part. pass.  di unificare   agg.    • 1 •   ridotto a unità: paese unificato; trasmissione a reti unificate, (tv) effettuata mediante un collegamento tra reti diverse    • 2 •   ridotto a un tipo unico; standardizzato: produzione unificata  § unificatamente avv. 
unificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi unifica: principio unificatore. 
unificazione   s.f.    • 1 •   l'unificare, l'unificarsi, l'essere unificato: l'unificazione politica dell'europa    • 2 •   riduzione a un tipo unico; standardizzazione: unificazione della produzione    • 3 •   in campo industriale, regolamentazione attuata mediante accordi collettivi al fine di ottenere norme sistematiche unitarie riguardo a denominazioni, simboli, unità di misura, dimensioni, materiali e sim.
unifilare   agg.    • 1 •   (elettr.) si dice di uno schema d'impianto elettrico in cui si rappresenta convenzionalmente con un unico filo una linea a due o più conduttori | si dice di un collegamento elettrico realizzato con un unico conduttore    • 2 •   caricatore unifilare, caricatore di un'arma automatica o semiautomatica in cui le cartucce sono disposte in un'unica fila.
unifloro   agg.  (bot.) si dice di pianta che porta un unico fiore.
unifogliato   agg.  (bot.) si dice di picciolo che porta una sola foglia | si dice di foglia, originariamente composta, che per anomalia o altro fenomeno ha ridotto le sue foglioline a una sola.
uniformare   v. tr.  [io unifórmo ecc.]    • 1 •   rendere uniforme: la moda uniforma i gusti    • 2 •   rendere conforme: uniformare la propria condotta alle leggi  | uniformarsi v. rifl.  adattarsi, conformarsi, adeguarsi: uniformarsi alle decisioni degli altri; uniformarsi all'ambiente. 
uniformazione   s.f.  l'uniformare, l'uniformarsi, l'essere uniformato.
uniforme   (1) agg.    • 1 •   che ha la stessa forma; uguale: pezzi uniformi | terreno uniforme, piano, senza dislivelli    • 2 •   senza mutamenti, monotono; che è costante, omogeneo: paesaggio uniforme; ritmo uniforme    • 3 •   (mat.) si dice di una funzione univoca    • 4 •   in fisica: campo uniforme, particolare campo vettoriale i cui vettori rappresentativi hanno in tutti i punti la stessa intensità, direzione e verso; moto uniforme, moto di un punto che si muove sulla sua traiettoria con velocità costante § uniformemente avv.  in modo uniforme, uguale, omogeneo: stendere la vernice uniformemente | moto uniformemente accelerato, (fis.) moto di accelerazione costante.
uniforme   (2) s.f.    • 1 •   abito di foggia e colore particolari, uguale per tutti coloro che fanno parte di un determinato corpo militare, con la sola differenza dei contrassegni che distinguono i vari gradi gerarchici; divisa: indossare, vestire l'uniforme; l'uniforme dei carabinieri, della marina | alta uniforme, quella prescritta per i militari in cerimonie ufficiali o in occasioni particolari    • 2 •   (estens.) abito uguale per tutti coloro che fanno parte di determinati corpi, associazioni, categorie e sim., oppure che esplicano un certo servizio: l'uniforme dei vigili del fuoco, dei ferrovieri, dell'esercito della salvezza  | divisa di scuole e collegi.
uniformità   s.f.    • 1 •   l'essere uniforme: l'uniformità del terreno    • 2 •   unanimità, accordo, concordanza: uniformità di vedute, di opinioni. 
unigenere   agg.  (non com.) di un solo genere.
unigenito   agg.  che è l'unico generato, che è l'unico figlio, detto quasi esclusivamente di gesù: cristo, figlio unigenito di dio   s.m.  figlio unigenito | l'unigenito, per antonomasia, gesù cristo.
unilaterale   agg.    • 1 •   che riguarda uno solo dei lati: pleurite unilaterale    • 2 •   (dir.) che concerne una sola delle parti: negozio giuridico unilaterale    • 3 •   che è fatto da una sola delle parti: proposta unilaterale    • 4 •   (mat.) unilatero    • 5 •   (fig.) che considera un lato solo di una questione; arbitrario: visione, giudizio unilaterale  § unilateralmente avv. 
unilateralità   s.f.  l'essere unilaterale (anche fig.).
unilatero   agg.    • 1 •   (rar.) che ha un solo lato    • 2 •   (mat.) si dice di ente geometrico spaziale a una sola faccia.
unimandatario   agg.  e s.m.  (comm.) monomandatario.
unimento   s.m.  (ant.) unione.
unimodale   agg.  (stat.) si dice di distribuzione statistica che presenti un solo massimo.
uninervio   agg.  (bot.) si dice di foglia che ha una sola nervatura.
uninominale   agg.  si dice di sistema elettorale in cui ogni partito presenta un solo candidato per collegio: l'elezione del senato avviene con sistema uninominale  § uninominalmente avv.  con criterio uninominale.
unione   s.f.    • 1 •   l'unire, l'unirsi, l'essere uniti: l'unione di due pezzi meccanici; l'unione del soggetto col verbo; unione coniugale | prov.  : l'unione fa la forza    • 2 •   ciò che risulta dall'unione di due o più elementi: un'unione saldissima  | associazione di persone aventi interessi comuni: unione sindacale, sportiva    • 3 •   (fig.) coesione, connessione, continuità: tra i capitoli del libro c'è scarsa unione  | concordia, accordo; spirito di solidarietà: in quella famiglia regna un'unione perfetta    • 4 •   (dir.) accordo tra due o più enti allo scopo di cooperare per fini comuni: unione italiana delle camere di commercio  | organismo internazionale derivante dalla collaborazione di più stati per un determinato fine: unione internazionale delle comunicazioni | unione personale, unione di due stati sotto lo stesso sovrano, nella quale entrambi conservano autonomia di istituzioni e di governo | unione doganale, forma di integrazione economica fra due o più paesi, che prevede libero scambio al loro interno e l'adozione di un'unica tariffa doganale e in genere di altre restrizioni nei confronti di paesi terzi | unione economica, in cui all'unione doganale di due o più paesi si accompagni anche una politica economica comune | unione monetaria, accordo internazionale che si attua quando i paesi membri adottano un'unica moneta oppure le rispettive monete sono convertibili a un cambio fisso    • 5 •   (dir.) modo di acquisto della proprietà che ha luogo quando più cose appartenenti a diversi proprietari sono unite in modo da formare un insieme, pur rimanendo separabili    • 6 •   (mat.) operazione che, a due insiemi, associa l'insieme di tutti gli enti che appartengono ad almeno uno di essi.
unionismo   s.m.    • 1 •   movimento che propugna l'unione di due o più organismi (politici, economici, religiosi ecc.)    • 2 •   (econ.) il sindacalismo proprio dei paesi anglosassoni.
unionista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi è sostenitore, fautore di un'unione, di un'integrazione, spec. tra organismi politici, economici, religiosi ecc.; si contrappone a separatista  | in partic., nell'inghilterra del secolo scorso, fautore dell'unione amministrativa con l'irlanda; in america, fautore dell'unione tra i diversi stati durante la guerra di secessione.
uniovulare   agg.  (zool. , biol.) risultante dalla fecondazione di un solo uovo: gravidanza gemellare uniovulare. 
uniparo   agg.    • 1 •   (zool.) si dice di animale che partorisce un solo figlio a ogni parto    • 2 •   cima unipara, (bot.) monocasio.
unipolare   agg.    • 1 •   (fis.) si dice di dispositivo elettrico munito di un solo polo    • 2 •   che ha un solo polo o una sola polarità.
unire   v. tr.  [io unisco, tu unisci ecc]    • 1 •   accostare, congiungere, collegare, saldare due o più cose in modo che non vi sia tra loro soluzione di continuità, o che appaiano o diventino una cosa sola: unire due tavole, due pezzi metallici; unire dei fogli; unire due terreni eliminando una staccionata  | (estens.) fondere, associare: unire le proprie forze; unire l'utile al dilettevole  | (fig.) possedere contemporaneamente: unisce alla bellezza una grande intelligenza    • 2 •   riferito a persone, legare con un vincolo di natura morale o legale: li unisce il comune interesse; essere unito da amicizia a qualcuno; unire in matrimonio, sposare    • 3 •   collegare cose distanti tra loro; mettere in comunicazione: unire due punti con una linea; una nuova strada unisce la città al mare  | unirsi v. rifl.  e rifl. rec.    • 1 •   congiungersi con qualcuno, legarsi reciprocamente con vincoli di natura morale o legale: unirsi in matrimonio; unirsi in un'alleanza; i due popoli si unirono contro l'invasore    • 2 •   mettersi insieme con altri, accompagnarsi: si unì a noi per passare la serata    • 3 •   fondersi, armonizzarsi: questi colori si uniscono in modo perfetto  | associarsi: il bello si unisce all'utile    • 4 •   legarsi, mescolarsi: le acque dei due fiumi si uniscono in questo punto. 
unisessuale   agg.  (biol.) che presenta caratteri e organi sessuali di un solo sesso: pianta, animale unisessuale. 
unisessualità   s.f.  (biol.) l'essere unisessuale.
unisessuato   agg.  (biol.) lo stesso che unisessuale. 
unisex   agg. invar.  adatto a entrambi i sessi (detto spec. di capi di abbigliamento): pantaloni, giacca unisex; moda unisex  s. m. invar.  insieme dei capi di abbigliamento adatti sia all'uomo sia alla donna: il mercato dell'unisex. 
unisillabo   agg.  e s.m.  (non com.) monosillabo.
unisonanza   s.f.  (rar.) l'essere unisono.
unisono   agg.    • 1 •   (mus.) si dice di suoni simultanei che hanno la stessa altezza    • 2 •   (fig. lett.) concorde, conforme: atteggiamenti unisoni; reazioni unisone  s. m.  (mus.) esecuzione contemporanea di più suoni di uguale altezza: cantare, sonare all'unisono | all'unisono, (fig.) in pieno accordo, concordemente: essere all'unisono con qualcuno; pensare, agire all'unisono. 
unità   s.f.    • 1 •   l'essere uno, unico, singolo; unicità: l'unità della coscienza, della persona, dell'individuo; l'unità e la trinità di dio    • 2 •   il costituire un insieme unico; unitarietà: l'unità politica, linguistica, culturale di un popolo; unità sociale, sindacale | unità di tempo, di luogo, d'azione, regola secondo la quale una rappresentazione drammatica deve essere imperniata su una sola azione e svolgersi in un solo luogo e nell'arco di un solo giorno; fu dedotta nel cinquecento da un passo della «poetica» di aristotele (di qui l'espressione unità aristoteliche) e assunta come canone di perfezione della tragedia classica | l'unità di un'opera letteraria, musicale ecc. , l'armonica rispondenza fra le diverse parti che formano un tutto organicamente unitario    • 3 •   in partic., unificazione, unitarietà politica: il risorgimento realizzò l'unità d'italia; le guerre per l'unità    • 4 •   coerenza, concordia, solidarietà: governo di unità nazionale  | convergenza, coesione nel pensare, nell'agire: unità d'intenti, di propositi; una famiglia in cui manca l'unità    • 5 •   (mat.) il numero uno, che si assume come principio della numerazione: il numero 38 è formato di    • 3 •   decine e    • 8 •   unità; un'equazione che dà come risultato l'unità    • 6 •   unità (di misura), in metrologia, grandezza di una certa specie (p. e.  lunghezza, peso, tempo ecc.) assunta come base di riferimento per la valutazione delle altre grandezze della stessa specie; (fig.) elemento di confronto, criterio di valutazione | unità astronomica, unità di misura delle distanze planetarie, rappresentata dalla distanza media della terra dal sole, pari a 149. 470. 000 km | in economia: unità monetaria, la moneta base di un sistema monetario (p. e.  lira, dollaro); unità di conto, unità monetaria convenzionale espressa in termini di monete reali, di beni, di lavoro ecc.; unità di prezzo, prezzo dell'unità di misura del bene considerato, o prezzo unitario; unità di consumo, il singolo individuo, la famiglia o altra forma di convivenza (collegi, comunità ecc.) considerati come soggetti di scelte di consumo | unità telefonica, nelle conversazioni interurbane a cartellino, periodo indivisibile di tre minuti corrispondente a uno scatto tariffario | unità di lavoro, unità di misura del lavoro (ore, giornate lavorative ecc.) in base alla quale è possibile determinare costi di prodotti, efficienza di sistemi produttivi e sim. | unità locale, nelle rilevazioni del censimento, ogni impianto, stabilimento, ufficio, laboratorio, albergo ecc. in cui viene effettuata la produzione o la distribuzione di beni o la prestazione di servizi | in statistica: unità di rilevazione  (o unità statistica), individuo o entità che sono oggetto di una rilevazione (p. e.  una famiglia, un'azienda, una serie di pezzi meccanici); unità campionaria, unità statistica scelta in base a un criterio di campionamento prefissato; unità tipo, unità statistica che, nell'ambito di un gruppo, presenta caratteristiche medie, e può comunque considerarsi rappresentativa del gruppo    • 7 •   elemento che, pur essendo parte di un insieme, resta distinto, autonomo, compiuto in sé stesso: la frase è un'unità sintattica | unità significativa  (o unità minima), (ling.) la parte minima di una parola che è portatrice di significato | unità didattica, lezione o ciclo di lezioni con cui, in base a un dato metodo, si tratta esaurientemente un argomento programmato    • 8 •   insieme di servizi medici o terapie all'interno di una struttura sanitaria, ospedaliera: unità coronarica, di rianimazione | unità sanitaria locale, struttura territoriale attraverso la quale i comuni italiani gestivano i servizi sanitari (sigla usl)    • 9 •   (inform.) dispositivo hardware dotato di una funzionalità specifica: unità centrale, componente fondamentale di un elaboratore che ospita l'insieme dei circuiti necessari a coordinare ed eseguire tutte le operazioni del sistema; unità periferica, componente di un sistema di elaborazione che serve a inviare dati all'unità centrale (unità di ingresso, di input) o a riceverli da essa (unità di uscita, di output); unità aritmetico-logica, parte dell'unità centrale che esegue le operazioni logiche e aritmetiche; unità di controllo, parte dell'unità centrale che coordina lo svolgimento delle operazioni e gestisce il collegamento tra i diversi componenti    • 10 •   (mil.) denominazione generica di ciascun reparto funzionale operativo: unità motorizzata, meccanizzata, aviotrasportata; grande unità, divisione, corpo d'armata o armata    • 11 •   ogni singolo elemento di una flotta navale o aerea: un'unità della marina militare, dell'aviazione civile. 
unitarianismo   s.m.  (relig.) dottrina teologica di gruppi cristiani che nel sec. xvi affermarono l'unicità assoluta di dio, negando quindi il dogma trinitario, l'incarnazione e la divinità di cristo; anche, il complesso di tali gruppi.
unitariano   agg.  e s.m.  [f. -a] (relig.) che, chi sostiene l'unitarianismo.
unitarietà   s.f.  l'essere unitario; carattere unitario.
unitario   agg.    • 1 •   che tende all'unità, all'unificazione; che s'ispira a criteri di unità: politica unitaria; sforzo unitario | soluzione unitaria, soluzione unica di problemi, questioni diverse    • 2 •   che è formato da una singola unità, che costituisce un'unità, che ha valore di unità: misura unitaria    • 3 •   che riguarda l'unità, che si riferisce a un'unità | prezzo, costo unitario, quello relativo al singolo prodotto o a una quantità di prodotto pari all'unità di misura; anche, il prezzo fissato convenzionalmente per una serie di oggetti di prezzo diverso    • 4 •   armonico, fuso, organico: stile unitario; poema, romanzo unitario, le cui parti formano un insieme organico e ben fuso    • 5 •   (scient.) si dice di un ente le cui caratteristiche sono fondate sull'unità: matrice unitaria | teorie unitarie, (fis.) si dice di teorie relativistiche che cercano di ricondurre a un solo principio i fenomeni gravitazionali ed elettromagnetici    • 6 •   (relig.) ispirato all'unitarianismo (o unitarismo): chiesa unitaria, fondata sull'unitarianismo e diffusa oggi in transilvania, in inghilterra e negli stati uniti  s.m.  [f. -a]    • 1 •   fautore di un'unità, di un'unificazione, spec. in campo politico, religioso ecc.: le lotte tra unitari e separatisti    • 2 •   (relig.) unitariano § unitariamente avv. 
unitarismo   s.m.    • 1 •   tendenza a conseguire risultati unitari, a raggiungere soluzioni unitarie    • 2 •   (relig.) lo stesso che unitarianismo. 
unitarista   s.m.  [pl. -sti] nell'età alessandrina, filologo o critico che riteneva l'iliade e l'odissea opera di un unico autore, cioè di omero.
unitezza   s.f.  (non com.) l'essere unito, compatto, uniforme: l'unitezza di un tessuto, di una tinta. 
unitivo   agg.  (non com.) che vale a unire: forza, virtù unitiva  | congiunzioni unitive, (rar.) copulative.
unitizzazione   s.f.  divisione delle merci in unità o in blocchi di dimensioni tali da poter essere facilmente trattati con i sistemi standardizzati di trasporto (pallet, container ecc.).
unito   part. pass.  di unire  agg.    • 1 •   che è strettamente legato, congiunto con altro: pezzi di corda uniti insieme    • 2 •   compatto, non diviso: marciare in schiere unite | un tessuto di  (o a) tinta unita, di un solo colore e senza disegni    • 3 •   (fig.) si dice di persone, o anche di enti, istituzioni, associazioni ecc., legati da vincoli legali o morali che li rendono solidali tra loro: una famiglia molto unita  | in denominazioni di confederazioni di stati o di organismi internazionali: stati uniti d'america; organizzazione delle nazioni unite    • 4 •   (mat.) si dice di un elemento che corrisponde a sé stesso in una trasformazione  s.m.  (relig.) uniate § unitamente avv.    • 1 •   in modo compatto, uniforme: stendere unitamente il colore    • 2 •   (fig.) in modo concorde, solidale: protestare, agire unitamente    • 3 •   insieme con, congiuntamente a: riceverete il libro unitamente al catalogo. 
unitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi unisce (anche fig.).
unitura   s.f.  (rar.) l'unire, l'essere unito | punto di unione, sutura.
univalente   agg.  (chim.) monovalente | elettrolita univalente, quello che in soluzione si dissocia in due ioni monovalenti.
univalve   agg.    • 1 •   (zool.) si dice di mollusco provvisto di una sola valva    • 2 •   (bot.) si dice di organo vegetale o di frutto che si apre da una sola parte.
universale   agg.    • 1 •   che concerne tutto l'universo: legge di gravitazione universale    • 2 •   che riguarda l'umanità intera, che è valido per tutti gli uomini: principio, valore universale  | giudizio  universale, quello che dio pronunzierà alla fine del mondo su tutti gli uomini | storia universale, di tutti i popoli della terra in tutti i tempi | lingua universale, lingua artificiale creata per le comunicazioni internazionali (p. e.  l'esperanto)    • 3 •   che concerne un insieme di persone o cose considerate nella loro totalità generale, unanime: consenso, disapprovazione universale | suffragio universale, diritto di voto esteso a tutti i cittadini che abbiano raggiunto un'età stabilita | erede universale, (dir.) di tutte le sostanze    • 4 •   che è versato in ogni scienza e disciplina; che si allarga a considerare i più svariati rami dello scibile: il genio universale di leonardo; ingegno, mente universale | biblioteca universale, raccolta o collana che comprende opere su argomenti appartenenti ai più vari campi del sapere    • 5 •   (filos.) si dice di ciò che è comune a tutti gli oggetti o individui di un insieme omogeneo: essenza, concetto, predicato universale; proposizione universale, in logica, quella che attribuisce un predicato a tutti gli oggetti indicati dal soggetto; può essere affermativa o negativa, a seconda che il predicato venga affermato o negato dal soggetto | che è valido in una generalità di casi senza eccezioni di sorta: le leggi naturali sono universali    • 6 •   in medicina: gruppo sanguigno universale, si dice del gruppo 0, che può essere trasfuso a chiunque; donatore universale, che ha sangue del gruppo sanguigno universale e quindi può donarlo a chiunque; recettore universale, che può ricevere sangue da chiunque    • 7 •   si dice di attrezzo, apparecchio, dispositivo e sim. che si può adattare a circostanze diverse: pinze universali  | in partic., di apparecchio elettrico che, mediante opportune commutazioni di circuiti, è atto a essere alimentato con più tensioni differenti  s.m.    • 1 •   (filos.) concetto generale e astratto che si applica a tutti i membri di una stessa classe | problema  (o questione) degli universali, problema, dibattutto dalla filosofia medievale, riguardante la natura dei termini universali di genere e specie, se cioè essi siano realtà o idee precedenti le cose ed esistenti nella mente di dio (ante rem, secondo la tesi del realismo), oppure siano intrinseci alle realtà individuali (in re, secondo un'altra posizione del realismo), oppure derivino dalle cose (post rem) in quanto astrazioni logiche (secondo la tesi del concettualismo) o in quanto puri segni convenzionali (secondo la tesi del nominalismo) | universali linguistici, (ling.) proprietà e meccanismi che sarebbero comuni a tutte le lingue naturali    • 2 •   (rar.) la totalità, l'insieme di tutti | in universale, nell'universale, nella totalità, in generale    • 3 •   strumento usato in geodesia e in astronomia geodetica per misurare angoli orizzontali e verticali § universalmente avv.    • 1 •   da parte di tutti; dappertutto: un principio universalmente accettato    • 2 •   (lett.) interamente, completamente.
universalismo   s.m.    • 1 •   tendenza a superare ogni particolarismo, a considerare principi, dottrine o istituzioni da un punto di vista universale, valido per tutti: l'universalismo della chiesa    • 2 •   (filos.) ogni dottrina morale che teorizza la subordinazione dell'individuo alla collettività.
universalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (filos.) fautore dell'universalismo.
universalistico   agg.  [pl. m. -ci] che tende all'universalismo; che è ispirato a principi di universalismo § universalisticamente avv. 
universalità   s.f.    • 1 •   caratteristica di ciò che è universale: l'universalità di un concetto    • 2 •   (lett.) insieme di cose o persone considerate nella loro totalità: l'universalità degli uomini    • 3 •   in diritto: universalità di fatto, pluralità di cose non fisicamente congiunte tra loro, appartenenti allo stesso proprietario e contraddistinte dall'avere una destinazione unitaria in vista di una funzione comune, come nel caso di un gregge, di una biblioteca, di una collezione; universalità di diritto, complesso di rapporti giuridici, in cui la riduzione a unità è operata dalla legge, come nel caso dell'eredità.
universalizzare   v. tr.    • 1 •   rendere universale | (filos.) far passare dal particolare all'universale    • 2 •   (estens.) generalizzare, diffondere: universalizzare la scienza, la cultura  | universalizzarsi v. rifl.  diffondersi, estendersi a tutti o comunque a un numero sempre maggiore di persone: idee, usi che si vanno universalizzando  | (filos.) diventare universale.
universalizzazione   s.f.  l'universalizzare, l'universalizzarsi, l'essere universalizzato.
universiade   s.f.  (spec. pl.) giochi sportivi analoghi alle olimpiadi, riservati a studenti universitari.
università   s.f.    • 1 •   (ant.) universalità: l'università degli uomini    • 2 •   (ant.) la totalità delle persone o delle cose presenti in un luogo, in un ambiente; in partic., l'insieme degli abitanti di una città    • 3 •   nel medioevo, associazione, corporazione: l'università dei mercanti, dei lanaioli    • 4 •   università (degli studi), nel medioevo, la corporazione dei maestri e degli studenti che gestiva l'istituzione destinata a impartire l'istruzione superiore nelle città; oggi, istituzione didattica e scientifica, articolata in più facoltà, che organizza e coordina il più elevato ordine di studi, al termine dei quali rilascia un diploma di laurea: l'università di milano, di roma, di napoli; iscriversi all'università; frequentare l'università; università popolare, istituto che si proponeva la diffusione di una cultura di livello universitario tra chi non aveva potuto frequentare l'università, mediante conferenze, lezioni e sim.; oggi sopravvive come associazione culturale | (estens.) sede dell'università; edificio in cui si tengono i corsi universitari: costruire una nuova università; recarsi all'università. 
universitario   agg.  dell'università, relativo all'università: ordinamento universitario; studi, corsi universitari; studente, docente universitario  s. m.  [f. -a]    • 1 •   chi studia all'università    • 2 •   professore che insegna all'università.
universo   (1) agg.  (lett.) tutto quanto, tutto intero: l'universo mondo  § universamente avv.  universalmente.
universo   (2) s.m.    • 1 •   l'insieme degli oggetti esistenti in natura e dello spazio che li contiene, nel quale si manifestano tutti i fenomeni naturali; anche, l'insieme dei corpi celesti e dello spazio in cui hanno sede: origine, struttura, evoluzione dell'universo; universo galattico, il sistema di stelle cui appartiene il sole; universo sidereo  o metagalattico, quello che comprende tutti i corpi celesti    • 2 •   (estens.) l'insieme di tutto ciò che esiste; natura, creato: la bellezza dell'universo    • 3 •   tutto il mondo; la totalità degli uomini (per lo più scherz.): crede di essere il padrone dell'universo!; un segreto conosciuto ormai da tutto l'universo, dall'universo intero | pare che venga giù l'universo!, si dice di pioggia scrosciante, o anche di fracasso che giunge dall'alto    • 4 •   (stat.) l'insieme di tutti gli elementi ai quali si estende una legge statistica, o degli elementi che rappresentano tutte le possibili manifestazioni di un fenomeno studiato mediante una campionatura    • 5 •   universo del discorso, in logica matematica, l'insieme di oggetti nei cui termini viene interpretato un linguaggio formale    • 6 •   (fig.) mondo, reale o immaginario, tipico di una o di un insieme di persone: l'universo del bambino, dell'infanzia; vivere in un proprio universo fantastico. 
univocità   s.f.  l'essere univoco | chiarezza, mancanza di ambiguità.
univoco   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che ha un solo significato, che si presta a un'unica interpretazione: parole, frasi univoche | in modo univoco, in un solo modo, senza possibili alternative o ambiguità    • 2 •   si dice di ciò che ammette una sola definizione o denominazione    • 3 •   (mat.) si dice di una funzione che in ogni punto del suo campo di definizione ammette un solo valore per ogni gruppo di valori assegnati alle variabili indipendenti | risultato univoco, risultato di un problema che ammette una sola soluzione | corrispondenza univoca, quella che si realizza quando un elemento di un insieme è il corrispondente di più elementi di un altro insieme § univocamente avv. 
unnico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) degli unni.
unnilpenzio   s.m.  (chim.) nome raccomandato dall'unione internazionale di chimica per l'elemento artificiale di numero atomico 105; hahnio  e nielsborio  sono invece i nomi proposti rispettivamente dagli usa e dall'ex urss.
unnilquadio   s.m.  (chim.) nome raccomandato dall'unione internazionale di chimica per l'elemento artificiale di numero atomico 104; rutherfordio  e kurciatovio  sono invece i nomi proposti rispettivamente dagli usa e dall'ex urss.
unno   s.m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente a un'antica popolazione nomade originaria dell'asia, che nei secc. iv e v dell'era cristiana dilagò verso il danubio e i carpazi, facendo scorrerie entro i confini dell'impero romano: attila, re degli unni    • 2 •   (estens.) barbaro invasore | (fig.) persona di straordinaria barbarie  agg.  degli unni: le invasioni unne. 
uno   agg. num. , pron. indef. , art. indeterm.  [come agg. num. e art. maschile si tronca in un  davanti a un s. o agg. che cominci per vocale o per consonante o gruppo consonantico che non sia i  semiconsonante, s  impura, z, x, pn, ps, gn, sc  (un amico, un cane, un brigante, un plico; ma: uno iettatore, uno sbaglio, uno zaino, uno xilofono, uno pneumotorace, uno pseudonimo, uno gnocco, uno sceriffo); non mancano però oscillazioni, spec. davanti al gruppo consonantico pn  (un pneumatico  è oggi più diffuso di uno pneumatico); come agg. num. non seguito da s. o agg. si tronca in alcune locuzioni come: l'un  (o l'uno) per cento, per mille; un  (o uno), due e tre; come pron. maschile il troncamento è dell'uso lett. o tosc. (un di loro); nell'uso comune si ha sempre la forma intera (eccettuate le loc.: l'un l'altro, l'un con l'altro, l'un contro l'altro); il numerale e l'articolo femminile una  hanno l'elisione davanti a s. o agg. che cominci per vocale accentata (un'àncora), ma non sempre se comincia per vocale non accentata (un'amica  o una amica), mentre non si elidono mai davanti a i  semiconsonante (una iettatura); sempre una  davanti a consonante e come pronome; pl. m. uni  e pl. f. une  nelle locuzioni gli uni e gli altri, le une e le altre  e nell'uso poetico come agg.; pl. m. uni  (numero 1): tre uni, cinque uni]  agg. num. card.    • 1 •   numero naturale corrispondente a un'unità nella numerazione araba è rappresentato da 1, in quella romana da i: un metro; un litro; un grammo; un quarto; le mille e una notte; c'è un chilometro da qui al paese vicino  | rafforzato da solo, soltanto  e sim., indica l'unicità della persona o della cosa cui ci si riferisce: una volta sola; ho soltanto un vestito; quei due sono un'anima sola; si mossero come un sol uomo, tutti insieme; a un tempo, contemporaneamente; a un modo, allo stesso modo; a una voce, parlando, gridando tutti insieme | sottintendendo il sostantivo: andare per uno  (per un numero, per un punto); dirne, raccontarne una  (notizia, storiella e sim.); me n'è capitata una  (avventura, disavventura e sim); delle due l'una  (possibilità), prendere o lasciare; venimmo ove quell'anime ad una  [voce] / gridaro a noi  (dante purg.  iv, 17-18) | in locuzioni distributive: una al mese; a uno a uno; due per uno; marciare per uno; contare per uno, per una sola persona; uno per tutti, tutti per uno, si dice stringendo un patto di solidarietà | essere tutt'uno, essere una sola cosa, la stessa cosa: notte e giorno... eran tutt'uno per lui in quel momento  (manzoni p. s.  xxxvi) | in uno, a uno, (ant.) insieme, nello stesso luogo o nello stesso tempo: o non potranno pur le nostre genti, /... / così potente armata in un raccòrre  (tasso g. l.  ii, 76)    • 2 •   posposto al sostantivo con valore di ordinale: l'articolo uno della costituzione; il giorno uno del mese  | sottintendendo il sostantivo: è l' (ora) una    • 3 •   nella loc. agg. uno o due, per indicare un numero molto basso o una piccola quantità indeterminata: inviterò uno o due amici; leggerò uno o due libri sull'argomento    • 4 •   pl.  (lett.) uniti moralmente o politicamente: liberi non sarem se non siam uni  (manzoni il proclama di rimini); s.m.    • 1 •   il numero uno: dividere per uno    • 2 •   la cifra o la lettera che rappresenta il numero uno    • 3 •   l'uno, (filos.) il principio unico di tutta la realtà  art. indeterm.  [f. una]    • 1 •   serve a indicare una persona o cosa in modo indeterminato: un bambino piangeva; una donna entrò nel negozio; vuoi una tazza di tè?; si udì uno sparo, un rumore; cercare un lavoro  | in locuzioni temporali: un giorno, un tempo, una volta; c'era una volta..., come inizio di favole | in locuzioni che esprimono una quantità indeterminata: un po', un poco  | unito ad agg. indef. o ad agg. num. ord.: un qualche rimedio ci dovrà pur essere; a una prima indagine, a un primo tentativo; una prima volta; in un primo tempo  | davanti ad agg. o s. aventi funzione predicativa: sei uno sciocco; è un'ottima cuoca; è un valente medico; ci sembra un poco di buono; è un'infamia!  | in espressioni enfatiche: ho un sonno che non ti dico, ho molto, molto sonno; ha una casa...!, una casa bellissima, bruttissima; ho preso uno spavento...!, mi sono spaventato molto; è un bugiardo...!, è un tale bugiardo...!    • 2 •   premesso a una determinazione di quantità, indica approssimazione: l'avrà pagato un diecimila lire; mancherà una mezz'ora; disterà un venti chilometri   pron. indef.  [f. una]    • 1 •   un tale, un certo, una certa persona: ho parlato con uno che ti conosce; è uno che dice di essere l'architetto; parlavano di uno che era fuggito di prigione  | in costruzioni partitive: ho parlato con uno dei suoi assistenti; ho incontrato una delle sue amiche; verrà scelto uno di voi; è uno dei migliori; uno dei tanti, uno qualsiasi, una persona comune | in correlazione con altro : l'uno o l'altro, non ha importanza; avanzavano uno dopo l'altro; attenzione a non scambiarli l'uno con l'altro; uno sì, gli altri no; gli uni, le une dicevano di sì, gli altri, le altre di no  | l'uno e l'altro, l'una e l'altra, entrambi, entrambe (anche con valore di agg.): l'uno e l'altro (fratello) negarono; l'una e l'altra (città) furono distrutte | l'un l'altro, l'un con l'altro, reciprocamente, vicendevolmente: aiutarsi l'un l'altro    • 2 •   con valore impers.: se uno vuole, può farlo, se si vuole, si può fare.
uno-due  uno-due s.m. invar.  nel pugilato, colpo di sinistro e di destro inferti in rapidissima successione.
unqua   o unque, avv.  (ant. , poet.) mai: guarda s'alcun di noi unqua vedesti  (dante purg.  v, 49).
unquanco   o unquanche, avv.  (ant. , poet.) mai fino a ora, non ancora: ché branca d'oria non morì unquanche, / e mangia e bee e dorme e veste panni  (dante inf.  xxxiii, 140-141).
unque    ⇨ unqua.
-unque  -unque suffisso che continua il lat. volg.  • -u°nque, sorto dalla fusione del class. -cu°mque  di ubicu°mque, quicu°mque  ecc. con l'avv. u°mquam  'mai'; conferisce valore di indefiniti ai pronomi, aggettivi, avverbi cui si unisce (chiunque, qualunque, comunque).
unquemai   avv.  (ant.) mai, giammai.
untare   v. tr.  (region.) ungere.
untata   s.f.  (region.) l'ungere una volta, in fretta. dim. untatina. 
untatura   s.f.  (region.) l'ungere, l'essere unto.
unticcio   agg.  [pl. f. -ce] un po' unto, leggermente unto: mani unticce   s.m.  sostanza grassa, untume.
unto   (1) part. pass.  di ungere  agg.  cosparso di grasso; insudiciato di sostanze grasse: mani unte | unto e bisunto, molto sporco: un abito unto e bisunto   s.m.  (relig.) nella tradizione cristiana, chi, mediante unzione, è stato investito di una particolare missione o dignità | (estens) consacrato | l'unto (del signore),  per antonomasia, il messia, cristo.
unto   (2) s.m.    • 1 •   materiale grasso che unge: una macchia di unto    • 2 •   il grasso di cottura di alcune vivande: l'unto dell'arrosto. 
untore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi unge    • 2 •   durante la peste che infierì a milano nel sec. xvii, chi era sospettato di diffondere l'epidemia ungendo muri e porte con sostanze infette: manzoni ha scritto un'opera sui processi agli untori  | dagli all'untore!, (iron.) si dice per stigmatizzare l'esistenza di atteggiamenti persecutori verso persone o gruppi ritenuti ingiustamente responsabili della diffusione di mali sociali. dim. untorello. 
untorello   s.m.  [f. -a]    • 1 •   dim.  di untore    • 2 •   (fig.) persona da poco, povero diavolo.
untuario   s.m.  ambiente delle antiche terme in cui i bagnanti si profumavano.
untume   s.m.  materiale grasso che unge, che sporca.
untuosità   s.f.    • 1 •   l'essere untuoso    • 2 •   materiale untuoso    • 3 •   (fig.) l'avere modi insinuanti e ipocriti, subdoli o servili, falsamente cortesi e melliflui    • 4 •   (chim.) capacità di un olio lubrificante di ridurre l'attrito tra le superfici di materiali metallici che scorrono l'una sull'altra.
untuoso   agg.    • 1 •   si dice di cosa che unge, che è cosparsa di sostanze che ungono: capelli untuosi    • 2 •   (fig.) falsamente umile, dimesso, servile: maniere untuose  | ipocrita, subdolo: discorso untuoso  § untuosamente avv. 
unzione   s.f.    • 1 •   l'ungere, l'ungersi, l'essere unto; la sostanza con cui si unge o ci si unge | in partic., l'ungere il corpo umano o una sua parte con sostanze medicamentose; anche, l'unguento, la pomata con cui si unge    • 2 •   l'ungere con olio consacrato | estrema unzione, sacramento che si amministra agli ammalati gravi, come aiuto spirituale, aumento di grazia e conforto; dopo il concilio vaticano ii è detta unzione degli infermi    • 3 •   (ant.) nell'oratoria sacra, capacità di persuadere al bene; attitudine a usare parole convincenti: un predicatore ricco di pia unzione    • 4 •   (fig.) atteggiamento affettato, ipocritamente gentile, dimesso e insinuante; falsa umiltà.
uomo   ant. o pop. omo, s.m.  [pl. uomini]    • 1 •   (scient.) mammifero superiore caratterizzato dalla posizione eretta, dal linguaggio articolato, dal grande sviluppo del cervello, dalle elevate attività psichiche, dalla capacità di trasmettere in modo elaborato esperienze e conoscenze acquisite (ord.  primati): il corpo, lo scheletro dell'uomo    • 2 •   (filos.) essere dotato di coscienza, capace di rappresentare a sé stesso il mondo esterno e di agire responsabilmente    • 3 •   individuo adulto di sesso maschile, appartenente alla specie umana (contrapposto a donna  o a bambino, fanciullo, ragazzo): un abito da uomo, comportarsi da uomo, virilmente (con riferimento alla fermezza, all'energia e altre simili qualità che si considerano tradizionalmente proprie dell'uomo); parlare da uomo a uomo, in tutta franchezza; giornale, spettacolo per soli uomini, che, per le descrizioni o le immagini di contenuto sessuale molto esplicito, è indirizzato ai maschi adulti | accompagnato da un agg., assume talora significato diverso a seconda che l'agg. preceda o segua: un uomo buono, un uomo onesto; un buon uomo, un uomo semplice e bonario; un uomo povero, una persona priva di mezzi; un pover'uomo, una persona dappoco o sfortunata; un uomo grande, alto e robusto; un grand'uomo, una persona eccezionale per meriti, qualità | seguito da determinazioni varie, designa l'individuo in sue particolari caratteristiche o qualità, o in quanto si dedica a una particolare attività, esercita una professione e sim.: un uomo di coscienza, coscienzioso; un uomo di poche parole, taciturno; un uomo di cuore, generoso; un uomo alla mano, cordiale; uomo di mondo, che conosce il vivere del mondo o che fa vita di società l'uomo della strada, l'uomo comune, espressione delle caratteristiche e delle aspirazioni tipiche del cittadino medio; un uomo navigato, esperto della vita; un uomo finito, rovinato moralmente o economicamente; un uomo nuovo, una persona di umile origine che si è fatta da sé (ricalca il lat. homo novus); uomo d'affari, commerciante, operatore economico; uomo di legge, giurista, avvocato; uomo di chiesa, ecclesiastico; uomo di lettere, letterato; uomo di mare, esperto della navigazione; uomo di fatica, addetto a lavori pesanti; uomo d'arme, chi in passato si dedicava al mestiere delle armi; uomo di fiducia, chi disbriga affari per conto di altri di cui gode la fiducia; uomo forte, chi usa o propugna metodi autoritari; uomo d'onore, di rispetto, chi fa parte di un'organizzazione mafiosa o ne osserva il codice di comportamento; uomo di panza, (region.) capo di una cosca mafiosa; l'uomo del giorno, chi in un dato momento o periodo s'impone all'attenzione per l'attività che svolge, per i suoi meriti ecc.; uomo nero, il servitore vestito a lutto che nel passato accompagnava il funerale del padrone o assisteva all'ufficio funebre; nel linguaggio infantile, l'uomo cattivo, il babau | un uomo d'oro, una perla d'uomo, che ha molte buone qualità; un pezzo d'uomo, robusto e ben proporzionato | a tutt'uomo, (non com.) con tutta la forza che un uomo può impiegare | come un sol uomo, si dice di più persone che agiscono di perfetta intesa. dim. omarino, ometto, omino  accr. omone  pegg. omaccio, omiciattolo, omuncolo    • 4 •   ogni essere umano, senza riguardo al sesso; con valore collettivo, gli uomini nel loro insieme, la specie umana: la dignità, i diritti dell'uomo; la nascita, la vita dell'uomo  | a memoria d'uomo, per quanto è possibile ricordare; (fig.) da moltissimo tempo | andare a passo d'uomo, si dice di veicolo che procede a velocità assai ridotta | l'uomo del medioevo, del rinascimento, il tipo di uomo che riassume in sé i valori fondamentali di quelle epoche storiche    • 5 •   persona indeterminata di sesso maschile: è venuto un uomo a cercarti; c'è un uomo alla porta    • 6 •   uomo addetto a un servizio; dipendente, incaricato: l'uomo delle pulizie; l'uomo del gas, della luce; manderemo un nostro uomo per la manutenzione    • 7 •   compagno, convivente di una donna; (fam.) marito: attendeva il ritorno del suo uomo dalla guerra    • 8 •   chi fa parte di una formazione militare o dell'equipaggio di una nave o di un aereo: una pattuglia di trenta uomini; gli uomini dell'equipaggio    • 9 •   componente di una squadra sportiva maschile: gli uomini della nazionale di calcio | difesa, marcatura a uomo, nel calcio, tattica difensiva consistente nel controllo assiduo dei movimenti di ciascun attaccante avversario (si contrappone a difesa, marcatura a zona)    • 10 •   talora è usato in funzione di pron. personale o dimostrativo, soprattutto per indicare un individuo particolare di cui sono note le caratteristiche, la personalità, le tendenze: è l'uomo che fa per me; conosco l'uomo; l'uomo si vide perduto: il terrore della morte lo invase  (manzoni p. s.  xxxiii) | talvolta assume un valore che si avvicina a quello di un pron. indefinito: quando un uomo non ne può più, fa degli spropositi  | la forma tronca uom  e om  è frequente nell'uso poet. antico in costrutti impersonali: ti farà piacere / la mia città, come ch'om la riprenda  (dante purg.  xxiv, 44-45)    • 11 •   uomo nero, gioco di carte in cui perde il giocatore a cui resta in mano la carta designata con tale nome, generalmente il fante di picche    • 12 •   nome di alcuni oggetti o dispositivi: uomo meccanico, automa; uomo morto, dispositivo di sicurezza atto a frenare automaticamente un tram o altro veicolo in situazioni d'emergenza.
uopo   s.m.  (lett.) bisogno, necessità: lo scudiero fedel subito appresta / ciò ch'al lor uopo necessario crede  (tasso g. l.  vi, 91) | essere a uopo, essere, tornare utile: s'avrà valor, / gli fia a grande uopo  (ariosto o. f.  xxxii, 67) | essere, fare d'uopo, essere necessario | all'uopo, allo scopo; anche, al momento opportuno.
uosa   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   lo stesso che ghetta    • 2 •   gambaletto di tela robusta, usato sopra lo scarpone da alpinisti, cacciatori ecc.    • 3 •   sorta di alto stivale in uso nel medioevo    • 4 •   nelle antiche armature, scarpa di ferro attaccata alla gambiera.
uovo   pop. ovo, s.m.  [pl. le uova]    • 1 •   (biol.) cellula germinativa o gamete femminile di forma per lo più rotondeggiante o ellittica, di dimensioni variabili secondo la specie, con citoplasma più o meno ricco di riserve nutritive; ha origine nell'ovaio e da esso, all'interno o all'esterno del corpo materno, si forma l'embrione del futuro animale    • 2 •   l'uovo degli animali ovipari, che viene espulso dal corpo materno prima che l'embrione si sviluppi: uovo d'uccello, di pesce, d'insetto    • 3 •   in partic., l'uovo di gallina, usato dall'uomo come alimento: uovo fresco, di giornata; l'albume  (o il bianco), il tuorlo  (o il rosso) dell'uovo; deporre, covare le uova  | uovo gallato, fecondato | uovo da bere, appena fatto, freschissimo | uovo sodo, cotto con il guscio in acqua bollente il tempo necessario a far rapprendere sia il bianco sia il tuorlo; uovo alla coque, cotto per circa tre minuti, in modo che solo il bianco si rapprenda | uovo al tegame, all'occhio di bue, fritto con olio o burro, in modo che il tuorlo rimanga intero | uovo sbattuto, frullato, in modo che si gonfi | sbattere le uova, per fare la frittata o lo zabaione | uova strapazzate, sbattute e cotte in tegame | uovo affogato  o in camicia, fatto cuocere senza guscio in acqua o brodo bollente per tre o quattro minuti | uovo all'ostrica, il tuorlo crudo, condito con sale e limone | pasta all'uovo, fatta con farina, sale, acqua e uova | pelle dell'uovo, la pellicola che sta sotto il guscio | pelle d'uovo, nome di una tela finissima usata per confezionare capi di biancheria | facile come bere un uovo, (fig.) si dice di cosa che si fa con grande facilità | rompere le uova nel paniere a qualcuno, (fig.) compromettere o fare fallire i suoi progetti | uovo di colombo, (fig.) soluzione facilissima a cui nessuno prima aveva pensato (come lo schiacciare leggermente un uovo a un'estremità per farlo restare dritto, espediente che sarebbe stato escogitato da cristoforo colombo) | essere pieno come un uovo, (fig.) avere mangiato moltissimo | testa d'uovo, (fig. iron.) persona che ragiona solo per schemi teorici; intellettuale. dim. ovetto, ovettino, ovino, ovuccio  accr. ovone    • 4 •   (estens.) oggetto a forma di uovo di gallina: l'uovo per rammendare le calze | uovo di cioccolato  (o uovo pasquale), dolce tradizionale della pasqua a forma d'uovo con guscio di cioccolato, spesso contenente una sorpresa | uovo da tè, recipiente bucherellato che, riempito di tè, si immerge nell'acqua bollente | uovo di norimberga, nome dei primi orologi da tasca    • 5 •   uovo di mare, (zool.) piccolo animale dei fondi marini, con corpo a forma di otre, bruno e rugoso esternamente, giallo-rossastro internamente (sottotipo  tunicati).
upanishad   s.f. pl.  gruppo di scritti speculativi dell'induismo che costituiscono la parte conclusiva del veda e che furono composti tra il ix e il vi sec. a. c.: la visione filosofico-religiosa espressa dalle upanishad. 
upas   s.m.    • 1 •   albero della malesia che produce un lattice velenoso (fam.  moracee)    • 2 •   sostanza velenosa che i malesi estraggono dalla pianta omonima e che usano per avvelenare le frecce.
uperizzare   v. tr.  sottoporre a uperizzazione.
uperizzatore   agg.  che uperizza: impianto uperizzatore. 
uperizzazione   s.f.  lo stesso che ultrapastorizzazione. 
upgradabile   agg.  (inform.) che può essere incrementato o aggiornato mediante upgrade: computer upgradabile. 
upgradare   v. tr.  (inform.) incrementare o aggiornare mediante upgrade.
upgrade   s.m. invar.  (informatica)    • 1 •   incremento di un sistema di elaborazione con l'aggiunta di nuovi elementi hardware o software che ne migliorano o aumentano le capacità    • 2 •   aggiornamento di un prodotto software che ne migliora le prestazioni.
uppercut   s.m. invar.  nel pugilato, colpo al mento sferrato dal basso verso l'alto.
up to date   loc. agg. invar.  aggiornato, informato; all'ultima moda.
upupa   s.f.  uccello di media grandezza con becco lungo e sottile, penne del capo erigibili a guisa di cresta e piumaggio fulvo a strie bianche e nere (ord.  coraciformi) | per il suo grido monotono e sgradevole la tradizione popolare lo considerava erroneamente un uccello notturno, abitante luoghi sinistri (e quest'alone lugubre trova eco nella poesia sepolcrale): e uscir del teschio, ove fuggia la luna, / l'upupa, e svolazzar su per le croci  (foscolo sepolcri  81-82).
upwelling   s.m. invar.  risalita alla superficie delle acque fredde oceaniche di profondità, dovuta all'azione dei venti e alla rotazione della terra.
-ura  -ura suffisso che continua il lat. -u¯ra(m), usato per formare sostantivi aventi valore collettivo (capigliatura).
uracile   s.m.  (chim.) base azotata con ciclo a sei atomi di carbonio, di cui due di azoto e quattro di carbonio, componente dei nucleotidi dell'acido ribonucleico (rna).
uraco   s.m.  [pl. -chi] (biol.) canale dell'embrione che congiunge l'abbozzo vescicale all'ombelico.
uragano   s.m.    • 1 •   (meteor.) ciclone tropicale caratteristico del mar delle antille, con vento che raggiunge velocità superiori ai 120 km orari    • 2 •   (estens.) vento fortissimo, che supera i 100 km orari | nel linguaggio comune, violenta tempesta con pioggia e turbini di vento    • 3 •   (fig.) grande fragore, scroscio: un uragano di applausi. 
uralico   agg.  [pl. m. -ci] dei monti urali, che si riferisce al loro territorio | corrugamento uralico, (geol.) corrugamento della crosta terrestre che diede origine alla catena montuosa degli urali  agg.  e s.m.    • 1 •   [f. -a] che, chi apparteneva ad antiche popolazioni stanziate nella regione degli urali    • 2 •   si dice di una famiglia di lingue comprendente le lingue ugro-finniche e quelle samoiede.
uralo-altaico  uralo-altaico agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   si dice di un gruppo di popolazioni abitanti le regioni dei monti urali e altai    • 2 •   lingue uralo-altaiche, grande famiglia linguistica dell'eurasia postulata da alcuni studiosi per riunire le lingue uraliche e quelle altaiche.
urango    ⇨ orango.
urania   s.f.  farfalla notturna dei climi tropicali, con grandi ali slanciate a strisce di colori smaglianti (ord.  lepidotteri).
uraniano   agg.  (astr.) relativo al pianeta urano.
uranico   (1) agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   (lett.) del cielo    • 2 •   nella mitologia classica, appellativo delle divinità celesti, in contrapposizione a quelle della terra e degli inferi.
uranico   (2) agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto che contiene uranio esavalente.
uranide   agg.  e s.m.  (chim.) si dice di elemento transuranico di numero atomico compreso tra 93 e 95.
uranifero   agg.  (min.) che contiene, che produce uranio: giacimento uranifero. 
uranile   s.m.  (chim.) radicale bivalente composto da un atomo di uranio esavalente e due di ossigeno.
uraninite   s.f.  minerale costituito da ossidi di uranio, terre rare, torio e piombo; molto ricercato per l'altissimo contenuto in uranio, si trova per lo più in masse compatte nerastre di lucentezza picea.
uranio   s.m.  elemento chimico di simbolo u; metallo radioattivo naturale di colore bianco argenteo, duro, pesante, per lo più esavalente nei suoi composti; come isotopo 235 è usato nella produzione di energia nucleare.
uranismo   s.m.  (non com.) omosessualità maschile passiva.
uranista   s.m.  [pl. -sti] (non com.) omosessuale maschile passivo.
uranite   s.f.  gruppo di minerali di uranio, lamellari, madreperlacei, di colore verdastro.
urano   s.m.  (astr.) nome di un pianeta del sistema solare, il settimo in ordine di distanza dal sole.
urano-  urano- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, deriv. dal greco o formate modernamente, dal gr. ouranós  'cielo' (uranolite).
uranografia   s.f.  (astr.) parte dell'astronomia che ha per oggetto soprattutto la rappresentazione delle costellazioni.
uranografico   agg.  [pl. m. -ci] (astr.) dell'uranografia, che riguarda l'uranografia.
uranografo   s.m.  [f. -a] (astr.) studioso o esperto di uranografia.
uranolite   s.f.  (astr.) meteorite.
uranometria   s.f.  (astr.) uranografia.
uranoscopia   s.f.  osservazione astronomica del cielo.
uranoscopo   s.m.  (zool.) pesce lucerna.
urbanesimo   meno com. urbanismo, s.m.  fenomeno demografico per cui si verifica una concentrazione sempre maggiore di popolazione nelle città, dovuta all'immigrazione dalle campagne circostanti o da altre regioni a economia agricola.
urbanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi si occupa di urbanistica.
urbanistica   s.f.  disciplina che studia la formazione, la trasformazione e il funzionamento dei centri abitati e ne progetta il rinnovamento e la crescita.
urbanistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'urbanistica, gli urbanisti: progetto urbanistico; legislazione urbanistica  § urbanisticamente avv.  dal punto di vista dell'urbanistica; per ciò che concerne l'urbanistica.
urbanità   s.f.    • 1 •   cortesia, civiltà di modi: rispondere con urbanità    • 2 •   (stat.) il numero di abitanti delle città in relazione a quelli delle campagne.
urbanizzare   v. tr.    • 1 •   dare a un centro abitato il carattere di città favorire lo sviluppo di una città costruendo nuove case alla sua periferia; rendere edificabile una zona, dotandola delle cosiddette infrastrutture (strade, impianti di illuminazione, fognature e sim.)    • 2 •   (non com.) rendere educato, cortese; incivilire | urbanizzarsi v. rifl.  assumere il carattere o l'assetto tipici della città | v. rifl.  acquisire civiltà di modi; assumere costumi cittadini.
urbanizzativo   agg.  (non com.) di urbanizzazione; che serve a urbanizzare: interventi urbanizzativi sulle periferie cittadine. 
urbanizzazione   s.f.  l'urbanizzare, l'essere urbanizzato; il promuovere lo sviluppo di centri urbani: opere di urbanizzazione  | concentrazione di masse rurali in centri urbani: gli insediamenti industriali hanno provocato una forte urbanizzazione. 
urbano   agg.    • 1 •   della città, che riguarda la città, il comune cittadino: agglomerato, centro urbano; vigile urbano; rete ferroviaria, telefonica urbana; telefonata urbana, che si svolge all'interno della rete urbana; nettezza urbana, organizzazione che si occupa della pulizia di una città | mimo urbano, nella letteratura greca, tipo di mimo in cui si rappresentava una scena di vita di città, a differenza di quello agreste, ambientato in campagna    • 2 •   cortese, civile: usare modi urbani  § urbanamente avv.  civilmente, cortesemente.
urbe   s.f.  (lett.) città | per antonomasia, la città di roma: i monumenti dell'urbe. 
urbico   agg.  [pl. m. -ci] della città, delle città (usato solo in alcune espressioni): porte urbiche, le porte della cinta muraria di una città fauna urbica, l'insieme degli animali che vivono in una città.
urbi et orbi   loc. avv.  e agg. invar.  si dice della solenne benedizione papale impartita ai fedeli di roma e del mondo | (scherz.) si dice di cosa detta a tutti, pubblicamente: ha sbandierato la notizia urbi et orbi. 
urbinate   agg.  di urbino: la città urbinate   s.m.  e f.  abitante, nativo di urbino | l'urbinate, per antonomasia, raffaello sanzio.
urca   inter.  (dial.) esprime meraviglia o approvazione entusiastica: urca quant'è tardi!; urca com'è bello!. 
urceolato   agg.  (bot.) si dice di organo con la parte ventrale più rigonfia rispetto all'imboccatura: calice urceolato. 
urdu   s.m. invar.  lingua ufficiale, insieme all'inglese, del pakistan occidentale, parlata anche nell'india settentrionale e centrale; strutturalmente vicina all'hindi, se ne distingue, tra l'altro, per l'utilizzazione dell'alfabeto arabo nella variante persiana | anche come agg. invar.  : lingua, lessico urdu. 
urea   s.f.  (biol. chim.) sostanza organica azotata contenente un atomo di carbonio, uno di ossigeno, due di azoto e quattro di idrogeno; cristallina, incolora, è presente nelle urine dei mammiferi e di altri vertebrati o prodotta per sintesi da ammoniaca e anidride carbonica; è usata nell'industria delle materie plastiche, degli esplosivi e come fertilizzante.
ureasi   s.f.  (biol. chim.) enzima che catalizza la scissione dell'urea in ammoniaca e anidride carbonica.
uredinali   s.f. pl.  (bot.) ordine di funghi basidiomiceti, parassiti di vegetali, chiamati funghi della ruggine  o ruggini, perché le loro spore appaiono nell'insieme come macchie rossastre | sing.  [-e] ogni fungo di tale ordine.
uredospora   s.f.  (bot.) spora di colore rossiccio dei funghi uredinali.
ureico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) dell'urea, che contiene urea: resine ureiche, gruppo di polimeri sintetici.
uremia   s.f.  (med.) accumulo nel sangue di scorie azotate dovuto a insufficienza renale.
uremico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di, relativo a uremia  agg.  e s.m.  che, chi è affetto da uremia.
urente   agg.  (med.) bruciante; che dà una sensazione di bruciore: dolore urente   s.m.  (bot.) nell'ortica e in altre piante, pelo rigido che contiene sostanze urticanti.
ureo   s.m.  presso gli antichi egizi, il serpente sacro, simbolo del potere supremo, che in molte figurazioni compare sul copricapo di faraoni e divinità.
uretano   s.m.  (chim.)    • 1 •   estere etilico dell'acido carbammico    • 2 •   (estens.) ognuno degli esteri dell'acido carbammico, di largo impiego come antiossidanti e stabilizzanti nella produzione delle materie plastiche.
ureterale   agg.  (med.) dell'uretere, che riguarda l'uretere: affezione, calcolosi ureterale. 
uretere   s.m.  (anat.) canale escretore del rene che porta l'urina alla vescica.
ureterico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) ureterale.
ureterite   s.f.  (med.) infiammazione dell'uretere.
uretra   s.f.  (anat.) canale che mette in comunicazione la vescica con l'esterno e attraverso il quale si elimina l'urina.
uretrale   agg.  (anat.) dell'uretra, che riguarda l'uretra: canale uretrale. 
uretrite   s.f.  (med.) infiammazione dell'uretra.
urgente   agg.    • 1 •   che dev'essere fatto, risolto al più presto: un affare, una pratica urgente; una necessità urgente; lettera urgente, che dev'essere portata a destinazione nel minor tempo possibile; pacco, telegramma, chiamata telefonica urgente, quelli che, dietro pagamento di un supplemento di tariffa, hanno diritto di precedenza sugli altri    • 2 •   (ant. , lett.) che preme, che incalza, che incombe: mali, calamità urgenti  § urgentemente avv.  con urgenza, al più presto.
urgenza   s.f.    • 1 •   l'essere urgente; necessità indilazionabile di qualcosa: aver urgenza di partire; intervenire d'urgenza; chiamata d'urgenza, per un pronto intervento; fare urgenza, sollecitare ' diritto d'urgenza, (burocr.) tassa supplementare che si paga per ottenere l'espletamento urgente di una pratica e sim.    • 2 •   situazione o condizione molto grave | provvedimento d'urgenza, (dir.) provvedimento immediato del pretore, o comunque adottato con procedura assai rapida, in una situazione di pericolo imminente dalla quale può derivare un pregiudizio irreparabile.
urgenzare   v. tr.  e intr.  [io urgènzo ecc. ; aus. dell'intr. avere] (burocr.) sollecitare con urgenza.
urgere   v. tr.  [pres. io urgo, tu urgi ecc. ; mancano il pass. rem., l'imp., il part. pass. e i tempi composti] (lett.)    • 1 •   incalzare, spingere: i nemici lo urgevano da presso    • 2 •   (fig.) sollecitare, spronare: l'alto disìo che mo t'infiamma e urge  (dante par.  xxx, 70) | v. intr.    • 1 •   essere urgente, immediatamente necessario: urge la tua presenza; urge chiamare il medico    • 2 •   essere pressante; incalzare: un bisogno che urge. 
-urgia  -urgia secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -ourghía, deriv. di érgon  'lavoro, opera'; significa 'opera, lavorazione' (metallurgia, siderurgia).
-urgico  -urgico secondo elemento di aggettivi derivati da sostantivi formati con -urgia  (metallurgico).
-urgo  -urgo secondo elemento di sostantivi corrispondenti ad altri sostantivi formati con -urgia  (chirurgo).
uri   s.f. invar.  (spec. pl.) essere femminile di natura angelica che allieta i beati nel paradiso islamico.
uria   s.f.  uccello marino con corpo tozzo di colore bianco e nero, diffuso sulle coste del pacifico e dell'atlantico (ord.  caradriformi).
-uria  -uria (1) secondo elemento di parole composte della terminologia medica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. -ouría, deriv. di ôuron  'urina'; indica un particolare stato, per lo più patologico, dell'urina o della funzione urinaria (albuminuria, poliuria).
-uria  -uria (2) suffisso di sostantivi tratti da aggettivi o da nomi, dal lat. -uri°a(m), per lo più con valore spregiativo (belluria).
uricemia   s.f.  (med.) percentuale di acido urico contenuto nel sangue | (estens.) iperuricemia.
uricemico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) riguardante l'uricemia: tasso uricemico  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è affetto da uricemia.
urico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'acido organico a cinque atomi di carbonio e quattro di azoto presenti in una struttura biciclica penta- ed esaatomica, che negli uccelli e nei rettili rappresenta il prodotto della demolizione metabolica delle proteine e nell'uomo e negli altri mammiferi il prodotto del metabolismo delle purine; la sua presenza in quantità eccessiva nell'organismo umano è causa di molte malattie (calcolosi renale, gotta ecc.): diatesi urica, stato costituzionale che favorisce l'iperuricemia e le malattie relative a questa condizione.
urina   od orina, s.f.  liquido fisiologico giallastro a reazione acida contenente le scorie metaboliche e risultante dalla filtrazione del sangue operata dal rene; viene depositato nella vescica attraverso gli ureteri ed espulso attraverso l'uretra.
urinare    ⇨ orinare.
urinario   non com. orinario, agg.  dell'urina, che riguarda l'urina: apparato urinario; vie urinarie, l'insieme dei condotti che producono e convogliano l'urina.
urinata    ⇨ orinata.
urinazione    ⇨ orinazione.
urinoso   agg.  (med.) tipico dell'urina: odore, colore urinoso. 
urlamento   s.m.  (non com.) l'urlare; urlo.
urlare   v. intr.  [io ùrlo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto di lupi e di altri animali, emettere urli o ululati    • 2 •   dell'uomo, mandare grida forti e prolungate; anche, parlare concitatamente e ad alta voce: urlare di rabbia, di dolore, per lo spavento; urlare come un ossesso; urlare a squarciagola, a perdifiato  | v. tr.  dire ad alta voce: tutti urlarono il nome del vincitore  | cantare a gola spiegata: urlare un motivo di successo. 
urlata   s.f.  l'urlare, spec. come forma di rimprovero | l'urlare di più persone, spec. per disapprovazione.
urlato   part. pass.  di urlare  e agg.  nei sign. del verbo | che è detto o fatto a voce troppo alta, con toni esasperati: propaganda urlata. 
urlatore   agg.  e s.m.  [f. -trice]    • 1 •   che, chi urla | scimmie urlatrici, varietà americana di scimmie che emettono strida acutissime    • 2 •   negli anni sessanta, si diceva di cantante che, rifiutando lo stile melodico proprio della tradizione italiana, esprimeva una vocalità aggressiva ispirata al rock and roll americano.
urlio   s.m.  un urlare, continuo o frequente, di molte persone.
urlo   s.m.  [pl. le urla, quelle dell'uomo, se considerate collettivamente; gli urli, degli animali o anche dell'uomo, ma considerati singolarmente]    • 1 •   grido forte e prolungato: l'urlo del lupo; emettere, cacciare un urlo; urla di gioia, di rabbia, di spavento  | (estens.) parola o discorso concitato e rabbioso pronunciato ad alta voce: lo investì con le sue urla.  accr. urlone  pegg. urlaccio    • 2 •   (fig.) suono acuto e prolungato; rumore fragoroso: l'urlo della sirena, del vento. 
urlone   s.m.  [f. -a] (non com.) persona che urla, che parla a voce molto alta: come vuole... ch'io badi agli spropositi che posson dire tanti urloni...!  (manzoni p. s.  xv).
urna   s.f.    • 1 •   presso gli antichi, vaso di terracotta o di altro materiale ' urna (cineraria), fin dalla preistoria, vaso destinato ad accogliere le ceneri di un defunto; per estens., tomba, sepolcro: un'urna etrusca, romana; all'ombra de' cipressi e dentro l'urne / confortate di pianto è forse il sonno / della morte men duro?  (foscolo sepolcri  1-3) | cassa di metallo o di vetro contenente le spoglie di un santo    • 2 •   cassetta provvista di un'apertura nella parte superiore, in cui si introducono le schede di una votazione o dalla quale vengono estratti i numeri di una lotteria: urna elettorale; l'urna dei numeri del lotto  | (estens.) votazione, consultazione elettorale: il responso, l'esito delle urne; andare alle urne, andare a votare    • 3 •   (bot.) l'organo che contiene e protegge le spore dei muschi.
uro   s.m.  grosso toro selvatico dalle grandi corna, estinto nel sec. xvii e considerato l'unico capostipite di tutte le razze dei bovini domestici (ord.  artiodattili).
-uro  -uro (1) suffisso deriv. dal fr. -ure, usato per formare termini chimici che indicano composti binari di un metallo e un non metallo (carburo, solfuro).
uro-  uro- (1) primo elemento di parole della terminologia scientifica composte modernamente, dal gr. ôuron  'urina'; vale 'urina, apparato urinario, minzione', oppure 'urea, acido urico' e sim. (urologia, uroscopia).
-uro  -uro (2) secondo elemento di parole composte della terminologia zoologica, dal gr. ourá  'coda' (paguro).
uro-  uro- (2) primo elemento di parole della terminologia scientifica composte modernamente, dal gr. ourá  'coda' (urocordati, urogallo).
urobilina   s.f.  (biol.) pigmento derivante dal metabolismo della bilirubina che, con l'urocromo, conferisce all'urina il suo colore caratteristico.
urobilinuria   s.f.  (med.) presenza di urobilina nelle urine | (estens.) presenza di urobilina nelle urine in quantità superiore al normale, come sintomo di insufficienza epatica.
urocordati   s.m. pl.  (zool.) sottotipo di cordati più comunemente noti come tunicati  | sing.  [-o] ogni animale appartenente a tale sottotipo.
urocromo   s.m.  (biol.) pigmento di natura polipeptidica che, con l'urobilina, dà la colorazione gialla all'urina.
urodeli   s.m. pl.  (zool.) ordine di anfibi dal corpo lacertiforme, con testa piatta e coda compressa lateralmente, viventi nelle zone ricche d'acqua delle regioni tropicali e temperate | sing.  [-o] ogni anfibio di tale ordine.
urogallo   s.m.  gallo cedrone.
urogenitale   agg.  (anat. , med.) che riguarda l'apparato urinario e quello genitale.
urografia   s.f.  (med.) procedimento radiografico che, mediante un mezzo di contrasto, consente la visualizzazione delle vie urinarie.
urogramma   s.m.  [pl. -mi] (med.) radiografia dell'apparato urinario.
urolitiasi   s.f.  (med.) calcolosi delle vie urinarie.
urolito   s.m.  (med.) calcolo delle vie urinarie.
urologia   s.f.  branca della medicina che studia le malattie dell'apparato urinario.
urologico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda l'urologia.
urologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] medico specialista in urologia.
uromastice   s.m.  (zool.) genere di rettili sauri con testa dilatata posteriormente, zampe corte e robuste e coda larga rivestita di elementi cornei; vivono di preferenza nelle zone desertiche.
uronico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di ciascuno degli acidi contenenti la funzione aldeidica e carbossilica, a cinque, sei o sette atomi di carbonio, derivati da zuccheri monosaccaridi e presenti in natura anche nelle urine.
uropigio   s.m.  (zool.) ghiandola sebacea situata nella regione caudale degli uccelli e secernente un liquido oleoso che impermeabilizza le penne; ha particolare sviluppo negli uccelli acquatici.
uropoiesi   s.f.  (fisiol.) processo mediante il quale i reni producono l'urina.
uroscopia   s.f.  termine con cui un tempo si designava l'esame dell'urina.
urotropina   s.f.  (chim.) composto organico ciclico a sei atomi di carbonio e quattro di azoto, prodotto di condensazione della formaldeide con l'ammoniaca; si presenta come sostanza bianca ed è usata in medicina come disinfettante delle vie urinarie e come diuretico.
urrà   o hurrà, inter.  esclamazione di applauso o di gioia: urrà, ce l'abbiamo fatta!  | hip, hip, hip, urrà!, espressione di plauso e di augurio collettivo in cui la prima parte (hip) è gridata da una sola persona e la seconda (hurrà!) da tutti i presenti.
ursidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi carnivori, alla quale appartengono le varie specie di orsi | sing.  [-e] ogni mammifero di tale famiglia.
ursigramma   s.m.  [pl. -mi] notiziario radiotrasmesso che contiene informazioni e dati relativi all'attività solare, forniti periodicamente dagli osservatori astronomici.
ursone   s.m.  (zool.) genere di mammiferi roditori arboricoli dell'america settentrionale, con corpo tozzo e robusto, rivestito di pelo lanoso frammisto ad aculei (fam.  eretizontidi).
urta   s.f.  (ant. , region.) antipatia, malvolere, contrasto; solo nelle loc.: prendere, avere in urta qualcuno; essere, mettersi in urta con qualcuno. 
urtacchiare   v. tr.  [io urtàcchio ecc.] (non com.) colpire con urti piccoli e frequenti: andavano urtacchiando e pigiando quella povera porta  (manzoni p. s.  xiv).
urtamento   s.m.  (non com.) l'urtare; urto.
urtante   part. pres.  di urtare  agg.  che urta, che dà molestia od offende; indisponente: un atteggiamento, un contegno urtante  s. m.  (mar.)    • 1 •   ciascuna delle travi che, nell'invasatura di una nave in costruzione, vengono applicate tra i vasi per tenerli distanziati    • 2 •   ciascuna delle sporgenze cilindriche di piombo di una mina subacquea, contenenti una fiala che, rotta dall'urto di una nave, provoca lo scoppio della carica.
urtare   v. tr.    • 1 •   dare un urto; sbattere contro qualcuno o qualcosa: uscendo, lo urtò e lo fece cadere; si voltò e urtò sbadatamente il vaso    • 2 •   (fig.) irritare, infastidire: un comportamento che urta; urtare l'altrui suscettibilità; urtare i nervi, innervosire | v. intr.  [aus. avere] cozzare contro qualcosa; imbattersi in un ostacolo (anche fig.): urtare in un sasso; la barca urtò contro uno scoglio; urtare nell'incomprensione di qualcuno, in una difficoltà  | (fig.) contrastare, essere in conflitto: una conclusione che urta con la logica  | urtarsi v. rifl.  irritarsi, offendersi: urtarsi per l'altrui maleducazione  | v. rifl.    • 1 •   scontrarsi, spingersi: i due veicoli si urtarono violentemente; all'uscita dallo stadio si fa ressa e ci si urta    • 2 •   (fig.) venire a contrasto: si sono urtati per una questione da nulla. 
urtata   s.f.  l'urtare; urto, spinta: dare un'urtata. 
urtato   part. pass.  di urtare   agg.  irritato, stizzito: sono urtato per il suo modo di agire; era visibilmente urtato. 
urtatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi urta.
urtatura   s.f.  (fam.) urto | (fig.) eccitazione, irritazione: urtatura di nervi. 
urtica   e deriv.   ⇨ ortica e deriv. 
urticacee   od orticacee, s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee dicotiledoni a foglie alterne, a cui appartengono l'ortica e la parietaria | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
urticante    ⇨ orticante.
urto   s.m.    • 1 •   collisione più o meno violenta di due corpi; forte e brusca spinta data all'improvviso: dare un urto a qualcuno, a qualcosa; un urto frontale tra due treni; entrare in urto, scontrarsi (di veicoli, navi ecc.) ' mina a urto, che scoppia non appena viene a contatto con un corpo solido / forza d'urto, forza che si sprigiona in un impatto; (fig.) potere dirompente. accr. urtone  dim. urtino  pegg. urtaccio    • 2 •   assalto, attacco violento di truppe; scontro: sostenere l'urto dei nemici | massa d'urto, contingente di truppe impiegato per spezzare il fronte nemico    • 3 •   (fis.) interazione determinata da forze nucleari, elettriche e gravitazionali che intercorre per un intervallo di tempo brevissimo fra due corpi che subiscono una variazione di velocità | urto elastico, quando la quantità di moto totale e l'energia cinetica totale non cambiano dopo l'interazione | urto anelastico, quando dopo l'interazione non cambia la quantità di moto totale, ma cambia l'energia cinetica | urto idraulico, il fenomeno che avviene in una conduttura a causa di un arresto o di un'improvvisa variazione della velocità del fluido che la percorre; colpo d'ariete    • 4 •   dose (d') urto, (med.) quantità elevata di un farmaco somministrato per ottenere un effetto intenso; cura  (o terapia) d'urto, effettuata con dosi elevate di farmaco    • 5 •   (fig.) contrasto, profondo dissenso: essere, mettersi in urto con qualcuno; prendere in urto qualcuno, in antipatia.
urtone   s.m.    • 1 •   accr.  di urto    • 2 •   spintone.
urtoterapia   s.f.  (med.) terapia praticata con dosi elevate di farmaco.
urubù   s.m.  avvoltoio americano di medie dimensioni, con piumaggio nero, testa nuda grigiastra, zampe e becco bruni (ord.  falconiformi).
uruguagio   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) uruguaiano.
uruguaiano   o uruguayano, agg.  dell'uruguay  s.m.  [f. -a] abitante, nativo dell'uruguay.
usabile   agg.  che si può usare; utilizzabile: uno strumento ancora usabile; parole usabili solo in poesia. 
usa e getta   loc. agg. invar.  che deve essere usato una volta e poi gettato: siringhe sterili usa e getta. 
usanza   s.f.    • 1 •   modo di vivere o di agire praticato o ammesso in una determinata epoca, civiltà o ambiente, presso un ceto, un gruppo sociale e sim.: usanze nordiche, popolari, orientali; secondo una vecchia usanza; introdurre, abolire, continuare un'usanza; l'usanza del baciamano, di scambiarsi i doni a natale | all'usanza di, secondo il costume, le abitudini di ' prov.  : paese che vai, usanza che trovi    • 2 •   abitudine, pratica: ha per usanza di fare lunghe passeggiate    • 3 •   moda: l'usanza dei tacchi alti    • 4 •   (ant.) familiarità: avere usanza con qualcuno, frequentarlo abitualmente.
usare   v. tr.    • 1 •   servirsi di qualcosa; fare ricorso a qualcosa; impiegare, adoperare: usare l'automobile, l'autobus; usare le forbici, il computer; usare termini appropriati, un linguaggio aulico; occorre usare prudenza, attenzione; usare le minacce, le buone maniere | usare bene il pennello, la penna  e sim., essere un bravo pittore, scrittore e sim. ' usa bene gli occhi, le orecchie!, per invitare a guardare o ascoltare con attenzione | usare la testa, ragionare | usare la cortesia, fare la cortesia: mi useresti la cortesia di consegnare questa lettera? | usare violenza a qualcuno, ricorrere alla forza per costringerlo a fare qualcosa; usare violenza a una donna, violentarla; usare violenza a sé stessi, imporsi a forza un atteggiamento, costringersi a qualcosa    • 2 •   essere solito, avere la consuetudine di (seguito da un infinito): la mattina egli usava levarsi di buon'ora; gli antichi usavano sacrificare agli dei | si usa, è di moda, è costume: oggi si usa molto passare le vacanze all'estero; lo ringraziò, come si usa, con un biglietto  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   valersi, fare uso, servirsi di qualcosa: posso usare dei tuoi libri?; usare della propria autorità, dei propri diritti | usare di qualcuno, in formule di cortesia, per esprimere disponibilità: usate pure di noi  | usare a un luogo  (o in un luogo), (ant.) andarci spesso, frequentarlo abitualmente: veggendo molti uomini nella corte del padre usare  (boccaccio dec.  iv, 1)    • 2 •   essere in uso; andare di moda: in sardegna usano ancora certi costumi tradizionali; quest'anno usano i colori chiari; una pettinatura che usava un secolo fa  | usarsi v. rifl.  (lett.) abituarsi, conformarsi a: finii coll'usarmi a quella vita di avvilimento, di servilità e di gelosie  (nievo).
usata   s.f.  (ant.) uso, abitudine: ond'io a visitarli presi usata  (dante purg.  xxii, 81).
usato   part. pass.  di usare  agg.    • 1 •   si dice di ciò che non è più nuovo, che è stato adoperato, è più o meno consumato: un vestito, un mobile usato; una bancarella di roba usata    • 2 •   (lett.) che è conforme alla consuetudine; solito, abituale: ed al travaglio usato / ciascuno in suo pensier farà ritorno  (leopardi il sabato del villaggio  41-42) | essere usato a qualcosa, abituato, avvezzo    • 3 •   (estens. lett.) frequentato, battuto: un itinerario poco usato   s.m.    • 1 •   l'ordinario, il solito, il consueto: fare tutto secondo l'usato    • 2 •   ciò che è usato; insieme di cose usate: i prezzi, il mercato dell'usato  § usatamente avv.  (ant. , lett.) solitamente.
usatto   s.m.  (ant.)    • 1 •   specie di calzatura di cuoio o di panno, simile a uno stivale, in uso nel medioevo    • 2 •   tasca di cuoio.
usbeco   ant. usbecco, non com. usbeko, uzbeco, agg.  [pl. m. -chi] dell'uzbechistan, repubblica dell'asia centrale; della popolazione che vi abita  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi è nato o abita in uzbechistan.
usbergo   ant. asbergo e osbergo, s.m.  [pl. -ghi] (lett.)    • 1 •   nel medioevo, armatura a lamine o a maglie di metallo che difendeva il collo e il busto: d'ogni guerrier l'usbergo era perfetto  (ariosto o. f.  xx, 87)    • 2 •   (fig.) difesa, protezione: la buona compagnia che l'uom francheggia / sotto l'asbergo del sentirsi pura  (dante inf.  xxviii, 116-117).
uscente   part. pres.  di uscire  agg.    • 1 •   si dice di periodo di tempo che sta per finire o è appena terminato: l'anno uscente    • 2 •   che sta per lasciare o ha da poco lasciato un ufficio, una carica: il consigliere uscente    • 3 •   detto di parola, che ha una specifica terminazione: gli aggettivi uscenti in -e. 
uscere    ⇨ usciere 1.
usciale   s.m.    • 1 •   (non com.) grande porta per lo più a vetri    • 2 •   (ant.) apertura della fornace opposta alla bocca.
usciata   s.f.  (non com.) colpo dato battendo con forza l'uscio.
usciere   (1) non com. uscere, s.m.  [f. -a]    • 1 •   in amministrazioni pubbliche e private, impiegato d'ordine con l'incarico di dare informazioni al pubblico, accompagnare e annunciare i visitatori, prestare servizi minuti ecc.: gli uscieri di un ministero, degli uffici comunali    • 2 •   (pop.) ufficiale giudiziario    • 3 •   (non com.) portiere.
usciere   (2) s.m.  antica nave da trasporto per cavalli, munita di una grande porta a poppa nell'opera morta.
uscimento   s.m.  (ant.) uscita; esito, fine.
uscio   s.m.    • 1 •   lo stesso che porta; è frequente soprattutto nell'uso tosc., per indicare porte esterne di piccole dimensioni o le porte interne di un edificio: aprire, serrare l'uscio; uscio a vetri, a due battenti; accostare, sbattere l'uscio; l'uscio di casa  | farsi sull'uscio, affacciarvisi | prendere l'uscio, andarsene | mettere all'uscio, mettere alla porta, cacciare via | essere a uscio e bottega, aver la bottega assai vicina a casa; (fig.) di persone, abitare molto vicine ' avere il male e l'uscio addosso, (fig.) subire una disgrazia dopo l'altra ' mettere tra l'uscio e il muro, (fig.) mettere alle strette; essere tra l'uscio e il muro, (fig.) in difficoltà ' non si trova a ogni uscio, (fig.) si dice di cosa che si trova difficilmente    • 2 •   (fig. lett.) passaggio, varco: gli occhi sono l'uscio delle lacrime. 
usciolare   v. intr.  [io usciòlo ecc. ; aus. avere] (non com.) ascoltare di nascosto dietro l'uscio; origliare.
usciolo   s.m.  piccolo uscio, spec. quello delle gabbie degli uccelli.
uscire   pop. escire, v. intr.  [pres. io èsco, tu èsci, egli èsce, noi usciamo, voi uscite, essi èscono; in tutta la coniugazione, quando il tema è tonico ha la forma esc-, quando è atono ha la forma usc-; aus. essere]    • 1 •   andare o venire fuori da un luogo chiuso, circoscritto o idealmente delimitato: uscire di casa, dall'albergo, dal parco; uscire sulla strada, in piazza; uscire all'aperto; uscire a passeggio, in automobile; uscire a fare la spesa; uscire da una seduta, da una lezione; il fumo esce dalla finestra; gli esce sangue dalla ferita; chi entra e chi esce, si dice per indicare un continuo andirivieni | uscire dall'ospedale, venire dimesso al termine delle cure ' uscire dal carcere, venire scarcerato dopo avere scontato la pena ' uscire dal seminato, (fig.) scostarsi dall'argomento che si voleva trattare; divagare | uscire dall'ordinario, si dice di persona, fatto, cosa che è fuori del comune ' uscire dal mondo, (fig.) morire ' uscire dal secolo, (fig.) ritirarsi a vita monastica | uscire di scena, detto di un attore, abbandonare la scena; (fig.) si dice di chi si ritira dopo avere svolto un incarico importante, di prestigio | uscire di moda, non essere più di moda ' uscire dalle grinfie di qualcuno, (fig.) liberarsi dalle sue prepotenze o dai suoi ricatti ' uscire in mare, di nave, lasciare il porto, dirigersi verso il mare aperto ' uscire in campo, schierarsi per la battaglia | uscire dalla vista, dileguarsi ' uscire di bocca, (fig.) essere detto inavvertitamente: gli uscì di bocca uno sproposito | uscire di mano, cadere, sfuggire di mano: il bicchiere le uscì di mano e si ruppe; lucia usciva in quel momento tutta attillata dalle mani della madre  (manzoni p. s.  ii) | uscire dagli occhi, (fig.) si dice di ciò che si è visto o avuto in abbondanza tale da provarne ormai fastidio; uscire dalle orecchie, (fig.) si dice di ciò che è stato detto o ascoltato fino alla noia    • 2 •   andare via da casa per divertirsi, fare una passeggiata, incontrare gli amici e sim.: il sabato esce per le compere; da quando si è sposato la sera non esce più    • 3 •   allontanarsi, distaccarsi da un gruppo di persone: uscire dalla folla, da una comitiva; il ciclista è uscito dal gruppo  | distaccarsi da un'organizzazione, da un'associazione; non farne più parte: uscire da una società, da un partito    • 4 •   (fig.) cessare di trovarsi in un determinato stato, in una data situazione o condizione: uscire dall'infanzia, dall'adolescenza, di minorità; uscire dal riserbo, dai guai, dai pasticci; uscire dall'inverno, dall'anno vecchio; uscire sano e salvo da un incidente; non sapere come uscire da una situazione imbarazzante  | uscire di sé, infuriarsi ' uscire di senno, di sentimento, perdere il controllo delle proprie facoltà mentali | uscirne con onore, si dice di chi ha superato onorevolmente una difficoltà | uscirne per il rotto della cuffia, cavarsela a stento    • 5 •   provenire, avere origine: è uscito da un'ottima scuola; esce da un'antica famiglia; è una parola che gli è proprio uscita dal cuore    • 6 •   detto di una sostanza, venir fuori dal recipiente in cui è contenuta; fuoruscire: far uscire l'acqua dal serbatoio; è uscita tutta la benzina    • 7 •   derivare come conseguenza; nascere: talvolta dal male esce il bene  | (fam.)riuscire, risultare: da un metro di stoffa non può uscire un vestito    • 8 •   dire all'improvviso, inaspettatamente; anche, sbottare: uscire in un grido, in una battuta scherzosa; uscire in insulti  | uscirsene con, (fam.) dire o fare qualcosa in modo brusco, imprevisto: se ne uscì con un'alzata di spalle    • 9 •   essere estratto in un sorteggio; comparire in una classifica, in una graduatoria: sulla ruota di milano è uscito il numero 50; il suo nome uscì primo    • 10 •   essere prodotto: dalla fabbrica escono mille pezzi al giorno; i nuovi modelli usciranno in primavera | uscire sul mercato, essere messo in commercio    • 11 •   detto di uno scritto, un'opera da dare alla stampa, essere pubblicato: il nuovo romanzo uscirà tra pochi giorni; i giornali non sono usciti per uno sciopero; è uscita solo la prima parte dell'intervista    • 12 •   di fiumi o strade, sfociare, sboccare: via manzoni esce in piazza cavour  | (fig.) tendere a un fine, a una conclusione: dove vuole uscire il tuo discorso?    • 13 •   di parola, avere una specifica terminazione: in italiano sono poche le parole che escono in consonante    • 14 •   (sport) nel calcio, effettuare una uscita (detto del portiere)    • 15 •   (inform.) interrompere l'esecuzione di un programma o smettere di usare un ambiente per trasferire il controllo ad altro programma o ambiente.
uscita   s.f.    • 1 •   l'uscire: l'uscita degli spettatori dal cinema; l'ora d'uscita degli scolari; un'uscita caotica, ordinata | l'uscita di un attore, il suo uscire dalla scena; anche, il suo apparire o riapparire sulla scena | libera uscita, ore di libertà concesse a militari, collegiali e sim.    • 2 •   luogo per cui si esce; parte di un edificio attraverso cui si passa per uscire: uscita principale, secondaria; l'uscita della stazione; aspettare qualcuno all'uscita; chiudere, bloccare, controllare le uscite; cercare, guadagnare l'uscita | uscita di sicurezza, apertura attraverso cui si può uscire rapidamente da un luogo in caso di pericolo ' non esserci via d'uscita, (fig.) si dice quando una situazione non offre possibilità di soluzione    • 3 •   l'erogazione di una somma e la somma stessa erogata; spesa: le entrate superano le uscite | buona uscita, buonuscita    • 4 •   frase, battuta improvvisa e imprevista: ebbe un'uscita spiritosa    • 5 •   (gramm.) terminazione di un vocabolo: uscita in consonante, in vocale    • 6 •   (sport) nel calcio, l'azione con cui il portiere s'allontana dalla linea di porta per intercettare il pallone: uscita di pugno, di piede  | nella ginnastica, la fase terminale di un esercizio agli attrezzi    • 7 •   (scient.) lo stesso che output. 
uscocco   agg.  [pl. m. -chi] spec. pl.  avventurieri slavi che nel sec. xvi, protetti dagli asburgo, praticarono la pirateria nell'adriatico, provocando una guerra tra l'austria e venezia.
usignolo   lett. usignuolo, ant. o poet. lusignolo o lusignuolo, s.m.  piccolo uccello con piumaggio bruno rossiccio sul dorso e grigio biancastro sul petto, dal canto molto melodioso, udibile soprattutto dal crepuscolo fino alla notte; in italia è di passo estivo (ord.  passeriformi).
usitato   agg.  (lett.) che è usato frequentemente; consueto: una locuzione molto usitata; un vezzo usitato  § usitatamente avv.  (lett.) in modo usitato; solitamente.
uso   (1) agg.  (lett.) abituato, solito: un uomo uso alle fatiche; non sono uso ad arrivare in ritardo; uomini poi, a mal più ch'a bene usi  (dante par.  iii, 106).
uso   (2) s.m.    • 1 •   l'usare, l'adoperare qualcosa; il modo di usarla, lo scopo per cui si usa: un oggetto di uso esteso, vario, limitato; consigliare, vietare un uso; un uso appropriato, inopportuno; raccomandare l'uso del vocabolario; medicine per uso esterno, interno; un certificato per uso amministrativo  | istruzioni per l'uso, quelle che, allegate a un prodotto, insegnano come usarlo nel modo più opportuno ' a uso di, concepito, previsto per: un testo di storia a uso dei licei | fare uso di qualcosa, servirsene: fare un cattivo uso della propria cultura | essere fuori (d') uso, si dice di cosa inservibile, non utilizzabile, o perché consunta o perché danneggiata: un paio di scarpe ormai fuori uso; l'ascensore è fuori uso  | servire a tutti gli usi, a più usi, servire a fare molte cose, essere adatto a molti scopi    • 2 •   capacità, facoltà, possibilità di usare: l'uso della ragione; perdere, riacquistare l'uso della parola; affittare una stanza con uso di cucina    • 3 •   (dir.) diritto reale su un bene altrui, in virtù del quale il titolare ha facoltà di usarne e di goderne i frutti per i bisogni propri e della propria famiglia ' uso civico, diritto di godimento su un bene comunale o di privati, fruito dai cittadini di un comune in quanto tali    • 4 •   (dir.) norma giuridica consuetudinaria, non scritta, risultante dalla pratica reiterata di determinati comportamenti da parte della collettività, che con l'osservarli ha il convincimento di conformarsi a un obbligo giuridico: uso agrario, commerciale, di banca, di borsa | usi interpretativi, modi consolidati di interpretare le leggi    • 5 •   esercizio, pratica continuata: le lingue straniere si imparano con l'uso meglio che con lo studio | fatto a uso d'arte, (non com.) nel modo più appropriato, secondo le regole dell'arte    • 6 •   modo di comportarsi generalmente seguito in un dato luogo o tempo, o presso determinati gruppi, categorie sociali; usanza, consuetudine: l'uso dei popoli antichi; gli usi e costumi di un paese; gli usi della gente di mare; è d'uso ricambiare gli auguri | per uso, (lett.) abitualmente: vaghe stelle dell'orsa, io non credea / tornare ancor per uso a contemplarvi  (leopardi le ricordanze  1-2) ' venire, tornare in uso, venire, tornare di moda ' a, all'uso, secondo la moda: all'uso francese | uso pelle, uso bollo  e loc. sim., per indicare analogia di caratteristiche o conformità di aspetto, di funzione: rivestimento uso pelle; carta uso bollo    • 7 •   la lingua usata in determinati periodi o ambienti, o da un particolare autore: l'uso ottocentesco dell'italiano; voci dell'uso letterario, popolare, corrente; l'uso dantesco, dannunziano  | senza specificazioni, la lingua usata comunemente dai parlanti per le relazioni quotidiane: i termini dell'uso; secondo il manzoni, l'uso è 'l'arbitro e il signore delle lingue'    • 8 •   significato, senso: uso estensivo, figurato. 
usoliere   s.m.  (ant.) legaccio che serviva a fermare le brache alle uose.
usometro   s.m.  apparecchio che serve a determinare la resistenza di un tessuto all'usura.
ussaro   o ussero, s.m.  in alcuni eserciti europei del passato (p. e.  francese, prussiano), soldato di cavalleria leggera: gli ussari di napoleone. 
ussita   o hussita, s.m.  e f.  [pl. m. -ti] seguace dell'ussitismo  agg.  di, relativo all'ussitismo: movimento ussita. 
ussitico   o hussitico, agg.  [pl. m. -ci] dell'ussitismo, degli ussiti.
ussitismo   o hussitismo, s.m.  movimento religioso boemo che si ispirava al teologo jan hus (1369-1415) e che nella sua forma moderata (utraquismo) rivendicava per i laici la comunione sotto le due specie, mentre nella corrente dei taboriti assunse una forma di radicale opposizione alle istituzioni ecclesiastiche.
ussoricida    ⇨ uxoricida.
ussoricidio    ⇨ uxoricidio.
usta   s.f.  odore caratteristico che gli animali selvatici, spec. le lepri, lasciano sul terreno e che è seguito dai cani da caccia.
ustascia   s.m. invar.  in origine, slavo balcanico che lottava contro la dominazione turca; più tardi, membro di un'organizzazione nazionalista croata fondata nel 1929 che, postasi al servizio dei nazifascisti, fu attiva con iniziative terroristiche antiiugoslave anche dopo il 1945.
ustilaginali   s.f. pl.  (bot.) ordine di funghi basidiomiceti parassiti delle graminacee, detti comunemente funghi dei carboni  | sing.  [-e] ogni fungo di tale ordine.
ustilagine   s.f.  piccolo fungo delle ustilaginali che produce il carbonchio del grano.
ustionare   v. tr.  [io ustióno ecc.] produrre ustioni: il fuoco gli ha ustionato le braccia  | ustionarsi v. rifl.  prodursi ustioni.

ustionato   part. pass.  di ustionare  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ha riportato ustioni: mani ustionate; reparto grandi ustionati. 
ustione   s.f.  (med.) lesione dei tessuti cutanei, o anche dei tessuti profondi, determinata dal contatto con corpi a temperatura elevata o dall'azione di agenti fisici o chimici (radiazioni ionizzanti, scariche elettriche, sostanze caustiche): ustione di primo, secondo, terzo grado, a seconda che produca eritema, vesciche, necrosi.
usto   (1) agg.    • 1 •   (non com.) bruciato, scottato | magnesia usta, biacca usta, prodotte per calcinazione    • 2 •   (lett.) arso; torrido: dall'immensa / asia o dall'africa usta  (d'annunzio).
usto   (2) s.m.  (mar.) gomena molto lunga con cui in passato si ormeggiava la seconda ancora delle navi a vela.
ustolare   non com. ostolare, v. intr.  [io ùstolo ecc. ; aus. avere] (tosc.)    • 1 •   detto spec. di animali, esprimere visibilmente il desiderio di cibo    • 2 •   (estens.) mugolare, guaire, uggiolare (detto spec. dei cani o dei gatti).
ustorio   agg.  che serve a bruciare | specchio ustorio, specchio concavo usato per concentrare i raggi solari su un oggetto infiammabile e bruciarlo.
ustrino   s.m. , o ustrina s.f. , nell'antica roma, luogo in cui venivano cremati i cadaveri.
usuale   agg.    • 1 •   che si usa comunemente; solito, abituale: servirsi dei mezzi usuali; fare tutto con l'usuale abilità    • 2 •   ordinario, non di prima qualità: carta, sapone usuale  § usualmente avv.  secondo gli usi, le consuetudini | di solito.
usualità   s.f.  l'essere usuale.
usuario   agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) che, chi fruisce di un diritto d'uso.
usucapione   s.f.  (dir.) modo di acquisto della proprietà di un bene attraverso il suo possesso continuato, fondato sulla buona fede e su un titolo giuridicamente ritenuto idoneo.
usucapire   v. tr.  [io u sucapisco, tu u sucapisci ecc.] (dir.) acquistare la proprietà di un bene per usucapione.
usufruibile   agg.  di cui si può usufruire.
usufruire   v. intr.  [io u sufruisco, tu u sufruisci ecc.; aus. avere]    • 1 •   (dir.) avere in usufrutto    • 2 •   (estens.) godere, approfittare, valersi di qualcosa: usufruire di una facilitazione, di un beneficio, di un privilegio. 
usufruttare   v. tr.  (ant.)    • 1 •   avere, godere in usufrutto    • 2 •   (estens.) sfruttare: il sabaudo seppe usufruttare... i provvedimenti militari del machiavelli  (carducci).
usufrutto   s.m.  (dir.) diritto reale di godere di un bene altrui e dei relativi frutti, senza poter apportare modifiche all'uso e alla destinazione economica del bene stesso.
usufruttuario   agg.  e s.m.  [f. -a] (dir.) che, chi gode di un bene in usufrutto.
usura   (1) s.f.    • 1 •   (ant.) interesse per una somma data in prestito | oggi, interesse eccessivo, oltre il limite usuale o stabilito dalla legge, che si richiede per un prestito di denaro: prestare, prendere a usura | a usura, (fig.) in misura sovrabbondante, in sovrappiù: ripagare a usura    • 2 •   l'attività di chi presta denaro a interesse troppo alto: esercitare l'usura    • 3 •   (dir.) delitto contro il patrimonio commesso da chi, approfittando dello stato di bisogno di una persona, si fa dare o promettere da questa interessi o vantaggi sproporzionati come corrispettivo di una determinata prestazione di denaro o altro bene mobile.
usura   (2) s.f.  consumo, logorio che la superficie di un oggetto subisce a causa del continuo sfregamento o di un uso prolungato: l'usura delle gomme, dei freni  | (fig.) lento deterioramento, progressivo invecchiamento di qualcosa: l'usura di una normativa. 
usurabile   agg.  che si può usurare; che è soggetto a usura.
usurabilità   s.f.    • 1 •   l'essere usurabile    • 2 •   parametro qualitativo di un meccanismo, di un congegno o di un materiale che ne indica il grado di usura nel tempo in relazione a un determinato uso.
usuraio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi esercita l'usura | (estens.) persona molto avida    • 2 •   (ant.) chi chiedeva un interesse per il denaro dato a prestito  agg.  (rar.)    • 1 •   da usuraio: un'avidità usuraia    • 2 •   usurario: patto usuraio. 
usurare   v. tr.  sottoporre un corpo o un congegno a usura | usurarsi v. rifl.  subire l'usura, logorarsi.
usurario   agg.  (non com.) si dice di interesse che oltrepassi di molto la misura legale o corrente; anche, del prestito per cui si chiede tale interesse: compenso, mutuo usurario. 
usureggiare   v. intr.  [io u suréggio ecc.; aus. avere] (ant.) esercitare l'usura, prestare a usura.
usuriere   s.m.  [f. -a] (ant.) usuraio: io non vorrei che voi guardaste perché io sia in casa di questi usurieri  (boccaccio dec.  i, 1).
usurpamento   s.m.  (non com.) l'usurpare, usurpazione.
usurpare   v. tr.  appropriarsi con la violenza o con l'inganno di un bene, di un diritto o di una funzione altrui: usurpare il trono; usurpare un titolo, fregiarsene indegnamente; fama usurpata, di cui si è indegni, che non si merita.
usurpativo   agg.  (non com.) di usurpazione; che tende a usurpare: pretese usurpative. 
usurpatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi usurpa.
usurpatorio   agg.  (non com.) lo stesso che usurpativo. 
usurpazione   s.f.    • 1 •   l'usurpare, l'essere usurpato: commettere, subire un'usurpazione    • 2 •   (dir.) esercizio abusivo di poteri, attribuzioni o funzioni non riconosciuti dalla legge o spettanti ad altri soggetti: usurpazione di pubbliche funzioni. 
usus scribendi   loc. sost. m. invar.  in filologia, l'insieme delle particolarità lessicali e stilistiche che caratterizzano il modo di scrivere di un autore e lo distinguono dagli altri.
ut   s.m.  (mus.) nome della nota musicale do, usato in italia fino al sec. xvii, e tuttora in uso in altri paesi, p. e.  in francia.
utello   s.m.  vasetto di terracotta invetriata usato in passato per conservare l'olio.
utensile   (1) agg.  che serve, che è utile a qualcosa ' macchina utensile, nome di vari tipi di macchine usate per lavorare materiali solidi mediante asportazione di truciolo.
utensile   (2) s.m.    • 1 •   nome generico di vari oggetti usati nei lavori domestici, spec. in cucina: le pentole sono utensili di cucina    • 2 •   qualsiasi arnese o attrezzo, d'uso manuale o montato su una macchina, con cui si esegue una lavorazione; in partic., ogni attrezzo con cui si lavora un materiale mediante asportazione di truciolo, tranciatura o deformazione plastica: gli utensili del falegname; utensile monotagliente. 
utensileria   s.f.    • 1 •   l'insieme degli utensili necessari per eseguire una lavorazione    • 2 •   reparto di un'officina in cui si provvede alla manutenzione e all'affilatura degli utensili e si preparano le attrezzature, gli strumenti di misura e gli utensili da impiegare per una data lavorazione.
utensilista   s.m.  [pl. -sti] nell'industria meccanica, l'operaio addetto alla preparazione e alla manutenzione di utensili.
utente   s.m.  chi si serve di un bene o di un servizio pubblico o privato: gli utenti del gas. 
utenza   s.f.    • 1 •   la condizione di utente; l'uso di un bene o di un servizio pubblico: pagare il canone di utenza; l'utenza del telefono    • 2 •   l'insieme degli utenti: una biblioteca con un'utenza molto specializzata. 
uterino   agg.    • 1 •   dell'utero, attinente all'utero: dolore uterino | fratelli uterini, figli della stessa madre, ma di padre diverso    • 2 •   (fig.) irrazionale, viscerale (con sfumatura spreg. o scherz.): atteggiamento uterino. 
utero   s.m.  (anat.) organo cavo dell'apparato genitale femminile dei mammiferi, situato nella parte media della cavità pelvica, tra la vescica e il retto; accoglie l'ovulo fecondato per tutto il periodo della gestazione ed espelle il feto al termine della gravidanza.
uticense   agg.  di utica, antica città punica sulle coste dell'attuale tunisia che fu capitale della provincia romana d'africa  s.m.  e f.  abitante dell'antica utica | l'uticense, per antonomasia, marco porcio catone, patrizio romano partigiano di pompeo contro cesare, che si suicidò a utica nel 46 a. c.
utile   agg.    • 1 •   che può essere usato, che può appagare un bisogno: un oggetto, un regalo utile | tempo utile, entro il quale un atto deve essere compiuto perché sia valido: il tempo utile per la presentazione di una domanda  ' spazio utile, pienamente utilizzabile per qualcosa    • 2 •   che apporta un vantaggio, un profitto; che è di giovamento, efficace: essere, tornare utile; una medicina utile al fegato; il suo aiuto si è rivelato molto utile; un utile contributo alla ricerca | vento utile, favorevole    • 3 •   di persona, che è d'aiuto: ci è stato molto utile; saper rendersi utile in ogni circostanza '  in formule di cortesia, per esprimere la propria disponibilità: posso esserle utile (in qualcosa)?  s. m.    • 1 •   cosa vantaggiosa, giovevole: unire l'utile al dilettevole    • 2 •   vantaggio materiale o morale: dal suo tanto prodigarsi non trae alcun utile    • 3 •   (econ.) differenza positiva tra ricavi e costi derivanti da un'attività economica: un lavoro da cui si ricava un forte utile; gli azionisti partecipano alla divisione degli utili; utile d'esercizio  § utilmente avv. 
utilista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   utilitario, utilitarista    • 2 •   (dir.) sin. non com. di enfiteuta. 
utilità   s.f.    • 1 •   l'essere utile; qualità di ciò che è utile: l'utilità dell'esperienza; istituzione, servizio di pubblica utilità    • 2 •   ciò che di utile si ricava da qualcosa: un investimento da cui ha ricavato grande utilità | di molta, di poca utilità, molto o poco utile    • 3 •   (econ.) soddisfazione che un soggetto trae dal consumo di un bene | utilità marginale, incremento di utilità che deriva da un dato incremento nel consumo di un bene | utilità cardinale, quando è intesa come una grandezza misurabile e confrontabile; utilità ordinale, quando è espressa da un indice numerico che rappresenta l'ordine di preferenze di un consumatore rispetto a beni alternativi    • 4 •   software, programma di utilità, (inform.) l'insieme dei programmi che integrano il software di base svolgendo funzioni di servizio quali la gestione dei file (ricerca, copiatura, trasferimento, cancellazione ecc), il lancio, la creazione, l'analisi di altri programmi.
utilitaria   s.f.  autovettura di piccole dimensioni e di cilindrata ridotta, a basso costo d'acquisto e d'esercizio.
utilitario   agg.    • 1 •   che concerne l'utile materiale, che tende esclusivamente a esso: morale utilitaria    • 2 •   economico, di basso costo: vettura, automobile utilitaria  s. m.  [f. -a] chi ha di mira esclusivamente l'utile materiale.
utilitarismo   s.m.  (filos.) dottrina che pone come fondamento della felicità e del bene e come criterio dell'azione l'utile individuale o sociale, inteso come benessere durevole e non come piacere soggettivo momentaneo: l'utilitarismo epicureo; l'utilitarismo nel pensiero illuministico inglese; l'utilitarismo di j. bentham. 
utilitarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   chi agisce solo in vista del proprio tornaconto personale    • 2 •   (filos.) seguace, fautore dell'utilitarismo.
utilitaristico   agg.  [pl. m. -ci] dell'utilitarismo, degli utilitaristi; da utilitarista: morale utilitaristica; scopi utilitaristici  § utilitaristicamente avv. 
utilities   s.f. pl.  (inform.) denominazione dei programmi che gestiscono le funzioni generali dell'elaboratore elettronico; programmi di utilità.
utilizzabile   agg.  che può essere utilizzato.
utilizzabilità   s.f.  l'essere utilizzabile.
utilizzare   v. tr.  rendere utile, porre a frutto; usare, impiegare: utilizzare gli scarti, i rifiuti; una centrale elettrica che utilizza il carbone; utilizzare ogni attimo libero. 
utilizzatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] (non com.) chi utilizza qualcosa; utente    • 2 •   (tecn.) apparecchio che utilizza energia elettrica | anche in funzione di agg.  [f. -trice]: organo, apparecchio utilizzatore. 
utilizzazione   s.f.  l'utilizzare, l'essere utilizzato: l'utilizzazione pacifica dell'energia nucleare. 
utilizzo   s.m.  (burocr. , comm. , tecn.) utilizzazione.
-uto  -uto suffisso deriv. dal lat. -u¯tu(m), usato per formare aggettivi che esprimono la natura o la forma caratteristica di una persona o di una cosa (barbuto, cornuto, ossuto).
utopia   s.f.    • 1 •   modello immaginario di una società perfetta, dove gli uomini vivano nella piena realizzazione di un ideale politico e morale: le grandi utopie rinascimentali    • 2 •   (estens.) ideale irrealizzabile, progetto inattuabile: inseguire un'utopia; le utopie giovanili. 
utopico   agg.  [pl. m. -ci] di utopia, che ha i caratteri dell'utopia: visione utopica  § utopicamente avv. 
utopista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (filos.) ideatore di un'utopia    • 2 •   (estens.) chi ha ideali irrealizzabili | visionario, sognatore | usato come agg.  : i socialisti utopisti. 
utopistico   agg.  [pl. m. -ci] di utopia, da utopista; irrealizzabile: progetto utopistico | socialismo utopistico, il complesso delle teorie socialistiche della prima metà del sec. xix, anteriori a marx, le quali si proponevano di attuare il socialismo senza tuttavia avere elaborato un programma realistico fondato sull'analisi economica § utopisticamente avv. 
utraquismo   s.m.  (teol.) corrente moderata dell'ussitismo che rivendicava per i laici la comunione sotto le due specie.
utraquista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (teol.) seguace, fautore dell'utraquismo.
utraquistico   agg.  [pl. m. -ci] (teol.) dell'utraquismo, degli utraquisti.
utriaca    ⇨ triaca.
utricolaria   s.f.  (bot.) genere di piante acquatiche carnivore con foglie munite di ascidi in grado di catturare piccoli insetti e crostacei (fam.  lentibulariacee).
utricolo   s.m.  (bot.) piccola vescica tipica di alcune piante acquatiche, che serve da organo di galleggiamento e per la cattura di piccoli insetti e crostacei.
uva   s.f.    • 1 •   il frutto della vite, costituito da un grappolo composto di acini: uva bianca, nera; grappolo, acino d'uva; raccogliere l'uva; uva passa, secca, che viene fatta appassire per essere consumata come frutta secca o impiegata nella confezione di dolci | uva da tavola, di qualità pregiata, particolarmente adatta per essere consumata a tavola ' uva da vino, che serve per fare vino ' uva americana, vitigno originario delle regioni nordamericane ' uva fragola, varietà di uva il cui profumo richiama quello della fragola e che è ottenuta da un vitigno di uva americana. dim. uvetta, uvina  pegg. uvaccia    • 2 •   (bot.) nome di diverse piante che hanno frutto simile all'uva: uva spina, frutice spinoso simile al ribes, dalle bacche commestibili giallicce e rosse (fam.  sassifragacee) ' uva ursina, piccolo arbusto con fusto inclinato a terra, fiori rosei e frutto commestibile a bacca di color rosso (fam.  ericacee) ' uva di monte, specie di mirtillo con bacche commestibili rosse; è detto anche mirtillo rosso  (fam.  ericacee) ' uva di volpe, pianta erbacea con foglie ovali in verticillo e frutto velenoso a bacca rotonda e nerastra (fam.  liliacee) | uva di mare, lo stesso che sargasso. 
uvaceo   agg.  (non com.)    • 1 •   di, dell'uva: raccolto uvaceo    • 2 •   simile all'uva: colore uvaceo. 
uvaggio   s.m.  pratica enologica per produrre un vino da pasto comune mescolando uve di varietà differenti.
uvala   s.f.  (geog.) depressione carsica formatasi per unione di alcune doline.
uvarovite   s.f.  (min.) silicato di calcio e cromo appartenente al gruppo dei granati; gli esemplari più belli, di colore verde smeraldo scuro, sono usati come gemme.
uvea   s.f.  (anat.) struttura del globo oculare, costituita dalla membrana intermedia del globo stesso (coroide), dall'iride e dal corpo ciliare.
uveale   agg.  (anat. , med.) dell'uvea.
uveite   s.f.  (med.) infiammazione dell'uvea.
uveo   agg.  (lett.) dell'uva; uvaceo.
uvero    ⇨ ubero 1.
uvetta   s.f.    • 1 •   dim.  di uva    • 2 •   uva passa.
uvifero   agg.  (lett.) che produce uva.
uvina   s.f.    • 1 •   dim.  di uva    • 2 •   (bot.) fitolacca.
uvola    ⇨ ugola.
uvoso   agg.  (non com.) ricco di uva.
uvula    ⇨ ugola.
uvulare   agg.    • 1 •   (med.) che riguarda l'ugola: infiammazione uvulare    • 2 •   in fonetica, si dice di articolazione che si effettua all'altezza dell'ugola; anche, del suono così articolato: la r uvulare francese; fonema uvulare. 
uvulite   s.f.  (med.) infiammazione dell'ugola.
uxoricida   non com. ussoricida, s.m.  e f.  [pl. m. -di] chi commette uxoricidio  agg.  che tende all'uxoricidio: mania, impulso uxoricida. 
uxoricidio   non com. ussoricidio, s.m.  uccisione della propria moglie | (estens.) uccisione del coniuge.
uxorilocale   agg.  (etnol.) lo stesso che matrilocale. 
uxorilocalità   s.f.  (etnol.) lo stesso che matrilocalità. 
uxorio   agg.  (dir.) della moglie: patrimonio uxorio  | vivere more uxorio, vivere come marito e moglie senza essere coniugati.
uzbeco    ⇨ usbeco.
uzza   s.f.  (pop. tosc.) brezza leggera ma fresca che si leva all'alba e al tramonto.
uzzato   agg.  (tosc.) si dice di botte panciuta, con le doghe molto incurvate.
uzzo   s.m.  (tosc.) rigonfiamento delle botti; incurvamento delle doghe di una botte.
-uzzo  -uzzo suffisso che continua il lat. -uce°u(m); serve a formare diminutivi di sostantivi e aggettivi con valore spregiativo o vezzeggiativo (pietruzza, labbruzzo, verduzzo).
uzzolire   v. tr.  [io uzzolisco, tu uzzolisci ecc] (fam. tosc.) far venire l'uzzolo, inuzzolire.
uzzolo   s.m.  (fam. tosc) voglia, desiderio, capriccio: avere, sentire l'uzzolo, desiderare acutamente; far passare l'uzzolo, far passare la voglia, il capriccio.
v   s.f.  o m.  ventiduesima lettera dell'alfabeto (ventesima dell'alfabeto italiano tradizionale) il cui nome è vu, meno com. vi; rappresenta la consonante fricativa labiodentale sonora | a v, che ha forma di v maiuscola: maglione con scollatura a v | v come venezia, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. vf, vigili del fuoco; vv. uu. , vigili urbani) e abbreviazioni (p. e. v. , per nomi propri di persona come vincenzo, vittorio, valeria; b. v. , beata vergine; s.v. , signoria vostra; v.e. , vostra eccellenza; p. v. , prossimo venturo; v. , in bibliografia, vedi, vedasi, per indicare un rinvio; s.v. , in opere lessicografiche, sub voce, sotto la voce, per rinviare appunto a una particolare trattazione; v. , in testi di grammatica, verbo) | v, nella numerazione romana, cinque; nell'uso corrente, quinto | v, (chim.) simbolo del vanadio | v, (mat.) simbolo del volume | v, (fis.) simbolo di volt e della differenza di potenziale | v, (fis.) simbolo della velocità.
va'   meno com. vah, inter.  esprime meraviglia, stupore: va', che bello!. 
vacabile   agg.  (non com.) che può rendersi vacante; che si prevede sarà prima o poi vacante.
vacante   part. pres.  di vacare   agg.  non occupato; si dice di impiego, ufficio, beneficio privo di titolare: cattedra vacante | sede vacante, si dice del periodo che intercorre tra la morte di un papa o di un vescovo e l'elezione del successore.
vacanza   s.f.    • 1 •   l'essere vacante; la condizione di un ufficio privo del titolare: la vacanza di una cattedra    • 2 •   sospensione temporanea dell'attività negli uffici, nelle scuole, nelle assemblee per ragioni di riposo o per celebrare una ricorrenza; periodo di riposo dalle proprie ordinarie occupazioni: domani è vacanza; essere, andare in vacanza; aver bisogno di una vacanza; prendersi un po' di vacanza; una settimana, un giorno di vacanza | mezza vacanza, limitata a mezza giornata | fare vacanza, non lavorare, non studiare: oggi pomeriggio ho deciso di fare vacanza  | avere, mandare il cervello in vacanza, (fig.) distrarsi quando non si dovrebbe    • 3 •   pl.  periodo di riposo concesso a chi lavora o studia: le vacanze estive; le vacanze di natale, di pasqua; prendersi le vacanze in agosto; passare le vacanze al mare    • 4 •   vacanza reticolare, (fis.) difetto di un reticolo cristallino dovuto alla mancanza di un atomo.
vacanziere   s.m.    • 1 •   (scherz.) chi ha la frenesia di andare in vacanza; chi fa spesso vacanza    • 2 •   nel linguaggio giornalistico, chi si reca in vacanza, in villeggiatura (spec. con riferimento alle cosiddette vacanze di massa).
vacanziero   agg.  che va in vacanza: folla vacanziera  | proprio delle vacanze; che riflette l'euforia, la spensieratezza delle vacanze: vita vacanziera; clima vacanziero. 
vacare   v. intr.  [io vaco, tu vachi ecc. ; aus. essere  nei sign.    • 1 •   e 2, avere  nei sign.    • 3 •   e 4]    • 1 •   (non com.) essere vuoto, essere libero (detto di carica, di dignità, di cattedra mancante del titolare e sim.): vacava il papato; il luogo mio che vaca / ne la presenza del figliuol di dio  (dante par.  xxvii, 23-24)    • 2 •   (ant.) mancare, finire    • 3 •   (ant.) riposarsi, cessare di lavorare    • 4 •   (ant.) attendere a qualcosa; adoperarsi: per che giusta cosa e molto onesta reputerei, che, ad onor d'iddio, più tosto ad orazioni che a novelle vacassimo  (boccaccio dec.  ii, 10).
vacatio legis   loc. sost. f. invar.  (dir.) vacazione della legge.
vacazione   s.f.    • 1 •   vacazione della legge, (dir.) periodo, generalmente di 15 giorni, che intercorre tra la pubblicazione di una legge e la sua entrata in vigore    • 2 •   (dir.) periodo durante il quale un perito presta la sua attività a favore e su richiesta dell'autorità giudiziaria, fissato normalmente in due ore e utilizzato un tempo come normale unità di misura per il calcolo dei suoi compensi | il compenso corrisposto per tale periodo    • 3 •   (ant.) l'essere vacante; vacanza.
vacca   s.f.    • 1 •   femmina adulta dei bovini che ha già figliato | le vacche grasse, le vacche magre, simboli rispettivamente dell'abbondanza e della carestia, con riferimento all'episodio biblico del sogno del faraone: essere in tempo di vacche grasse, (fig.) in tempo di abbondanza, di benessere economico. dim. vaccarella, vaccherella    • 2 •   (estens.) carne di vacca macellata    • 3 •   pl.  bachi da seta che non fanno il bozzolo | andare in vacca, detto dei bachi da seta, ammalarsi e non fare il bozzolo; (fig. region.) riferito a persona, non avere più voglia di lavorare; riferito a progetto, andare a vuoto, non avere esito; detto del tempo, guastarsi, rannuvolarsi    • 4 •   (fig. volg.) donna molto grassa, sformata | prostituta, sgualdrina.
vaccaio   o vaccaro, s.m.  guardiano di vacche, mandriano; chi è addetto alla custodia delle vacche di una stalla o di una vaccheria.
vaccata   s.f.    • 1 •   l'area di terreno da pascolo che è sufficiente, in media, per il mantenimento di una vacca durante una stagione d'alpeggio    • 2 •   (volg.) azione o cosa malfatta, porcheria: fare una vaccata  | grossa sciocchezza, sproposito: dire, scrivere vaccate. 
vaccheria   s.f.  stalla dove si allevano vacche, talvolta con annessa una latteria.
vacchetta   s.f.    • 1 •   pelle conciata di vacca, usata per valigie, stivali da caccia, scarpe robuste da lavoro e sim.    • 2 •   registro, per lo più lungo e stretto, in origine rilegato in vacchetta, usato un tempo per annotazioni di spese; minutario notarile.
vacchino   agg.  e s.m.  (non com.) si dice di formaggio fatto con latte di vacca.
vaccina   s.f.    • 1 •   (non com.) vacca | carne di vacca macellata    • 2 •   sterco di bovino    • 3 •   (antiq.) vaccino.
vaccinabile   agg.  che può essere vaccinato.
vaccinare   v. tr.  somministrare un vaccino all'uomo o a un animale per renderlo immune a una malattia: farsi vaccinare contro il vaiolo; vaccinare un cane contro la rabbia | essere vaccinato contro qualcosa, (fig.) si dice di chi, per aver già conosciuto e superato un evento, una situazione negativa, è in grado di difendersene qualora si ripresenti.
vaccinaro   s.m.    • 1 •   (roman.) conciapelli    • 2 •   (ant.) macellaio | usato anche come agg.  nella loc. coda alla vaccinara, (gastr.) coda di manzo cotta in umido con sedano tagliato e guancia di maiale, piatto tipico della cucina romana.
vaccinatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi vaccina, chi pratica la vaccinazione | usato anche come agg.  : medico vaccinatore. 
vaccinazione   s.f.  il vaccinare, l'essere vaccinato: vaccinazione antivaiolosa; vaccinazione contro l'influenza; certificato di vaccinazione. 
vaccinico   agg.  [pl. m. -ci] di vaccino, che concerne il vaccino: pus vaccinico; pustola vaccinica. 
vaccino   agg.  di vacca: latte vaccino  | bovino: bestiame vaccino   s.m.  (med.) preparato che si somministra a un organismo per stimolarlo a produrre anticorpi specifici, cioè ad acquisire un'immunità attiva; è costituito generalmente da materiale infettivo (microrganismi, virus, tossine ecc.) reso non patogeno mediante trattamenti o modalità di somministrazione particolari; secondo il tipo, può essere inoculato, applicato sulla cute scarificata o ingerito: vaccino antidifterico, antitifico, antitetanico; vaccino monovalente, polivalente, efficace contro uno, più agenti patogeni.
vaccinoprofilassi   s.f.  (med.) profilassi attuata con l'impiego di vaccini.
vaccinostilo   s.m.  (med.) lancetta chirurgica usata per la scarificazione nella vaccinazione antivaiolosa e nelle cutireazioni.
vaccinoterapia   s.f.  (med.) terapia attuata con l'impiego di vaccini.
vacillamento   s.m.  il vacillare (anche fig.).
vacillante   part. pres.  di vacillare   agg.  che vacilla; debole, incerto (anche fig.): camminare con passo vacillante; una fede vacillante. 
vacillare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   non stare saldo in piedi; muoversi in qua e in là, barcollare come chi sta per cadere: vacillare per l'ubriachezza; quell'urto violento lo fece vacillare  | riferito a cose, oscillare, ondeggiare: la fiamma vacillava per il vento    • 2 •   (fig.) venire meno; essere incerto, malsicuro: la memoria gli vacilla; le sue convinzioni cominciano a vacillare  | essere in crisi, in pericolo: la monarchia, il trono ormai vacillava. 
vacillazione   s.f.  (non com.) vacillamento.
vacuare   v. tr.  [io vàcuo ecc.] (ant. , lett.) vuotare, sgombrare, evacuare.
vacuazione   s.f.  (ant.) evacuazione, svuotamento.
vacuista   s.m.  [pl. -sti] chi, nelle dispute scientifiche dei secc. xvii e xviii, sosteneva l'esistenza del vuoto.
vacuità   s.f.  vuotaggine, futilità; mancanza di idee, contenuti, sentimenti: la vacuità di un ragionamento; una persona di un'assoluta vacuità. 
vacuo   agg.    • 1 •   (lett.) vuoto, privo, mancante: niuno luogo era di combattitori vacuo  (machiavelli)    • 2 •   (fig.) privo di idee, di contenuti, di sentimenti: discorsi vacui; persona, mente vacua  | speranze, promesse vacue, vane, che non avranno effetto | sguardo vacuo, inespressivo  s.m.  (rar.) spazio vuoto; il vuoto § vacuamente avv. 
vacuolare   agg.  relativo ai vacuoli, caratterizzato dalla presenza di vacuoli: struttura vacuolare; succo vacuolare. 
vacuolizzato   agg.  (biol.) che presenta vacuoli.
vacuolo   s.m.    • 1 •   ciascuna delle piccole cavità che si trovano nell'interno di un materiale poroso o spugnoso    • 2 •   (biol.) piccola cavità nel citoplasma delle cellule, contenente un liquido (succo vacuolare).
vacuometro   s.m.  (fis.)    • 1 •   strumento per la misurazione della pressione residua in un recipiente o in un condotto in cui sia stato fatto il vuoto mediante una pompa pneumatica    • 2 •   manometro per la misurazione di pressioni inferiori a quella atmosferica.
vacuoscopio   s.m.  (fis.) dispositivo per la valutazione approssimata di pressioni molto basse.
vacuostato   s.m.  (fis.) dispositivo per regolare l'azione di una pompa che genera il vuoto in un ambiente, in modo che il valore della pressione in quell'ambiente si mantenga costante nel tempo.
vacuumterapia   s.f.  (med.) terapia fisica per il miglioramento della circolazione sanguigna periferica consistente nel sottoporre un arto, inserito in una camera a tenuta stagna, a depressioni e pressioni alternate.
vademecum   s.m. invar.    • 1 •   manuale tascabile contenente notizie utili oppure nozioni relative a una tecnica, a un'attività: il vademecum dell'agricoltore    • 2 •   assegno vademecum, assegno bancario a copertura garantita.
vadimonio   s.m.  nel diritto romano, impegno solenne, da parte del convenuto, a presentarsi in giudizio.
vado   s.m.  (ant. , lett.) guado.
vadoso   agg.  (geol.) si dice di acqua meteorica assorbita dal terreno.
va e vieni   loc. sost. m. invar.    • 1 •   viavai, andirivieni: un va e vieni di gente    • 2 •   tipo di teleferica in cui il veicolo è attaccato a una fune che scorre alternatamente in un senso e in quello opposto.
vafer    ⇨ wafer.
vagabondaggine   s.f.  l'essere vagabondo; stato di chi abitualmente fa vita vagabonda.
vagabondaggio   s.m.    • 1 •   il vagabondare, il fare vita da vagabondo: darsi al vagabondaggio  | la presenza di vagabondi in una comunità, considerata come una piaga sociale: combattere il vagabondaggio    • 2 •   (estens.) il vagare, il viaggiare da un luogo a un altro senza un programma preordinato (anche fig.): dopo un lungo vagabondaggio per l'europa, si stabilì a roma; vagabondaggio poetico, letterario. 
vagabondare   v. intr.  [io vagabóndo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   fare il vagabondo, vivere da vagabondo    • 2 •   (estens.) vagare, aggirarsi, oppure viaggiare da un luogo all'altro senza un itinerario prefissato, spec. per svago e divertimento: vagabondare tra i campi; vagabondare qua e là per l'italia  | (fig.) passare da un argomento all'altro, da un'idea all'altra, senza seguire un filo prestabilito: vagabondare con la fantasia. 
vagabondo   agg.  che va errando qua e là, che si sposta continuamente (anche fig.): un cane vagabondo; gente vagabonda; nuvole vagabonde; pensieri vagabondi | vita vagabonda, quella di chi vive alla giornata, dove e come capita; per estens., quella di chi viaggia molto  s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi non ha una dimora fissa ed erra senza meta vivendo di espedienti | chi fa vita scioperata, chi non ha voglia di lavorare. pegg. vagabondaccio    • 2 •   (estens.) chi si sposta di frequente, chi viaggia continuamente (spesso scherz.).
vagale   agg.  (anat. , med.) che si riferisce al nervo vago: tono, sistema vagale. 
vagante   part. pres.  di vagare   agg.  che vaga: animali vaganti, come segnalazione stradale di pericolo; mina vagante, non ancorata, alla deriva; (fig.) si dice di chi, sfuggito a ogni controllo, rappresenta un pericolo con le sue azioni o dichiarazioni; sguardo vagante, che si sposta da un oggetto all'altro senza soffermarsi su nessuno; dolori vaganti, che si sentono ora qua ora là, in diverse parti del corpo.
vagare   v. intr.  [io vago, tu vaghi ecc. ; aus. avere] andare qua e là, spostarsi da un luogo a un altro senza una meta precisa; aggirarsi (anche fig.): vagare per i campi; la tigre affamata vagava per la giungla; gli aquiloni vagano nel cielo; vagare con la mente, con la fantasia. 
vagellaio   s.m.  (ant.) tintore.
vagellamento   s.m.  (tosc.) vaneggiamento.
vagellare   v. intr.  [io vagèllo ecc. ; aus. avere] (tosc.) vaneggiare.
vagello   s.m.  (ant.)    • 1 •   caldaia usata dai tintori    • 2 •   colorante per fibre tessili, a base di indaco e guado.
vagheggiamento   s.m.  il vagheggiare, l'essere vagheggiato (anche fig.): il vagheggiamento di un amore, di una speranza. 
vagheggiare   v. tr.  [io vaghéggio ecc.]    • 1 •   contemplare con compiacenza, con amore, con desiderio: vagheggiare il volto della donna amata    • 2 •   (fig.) immaginare qualcosa che si desidera intensamente; sognare: vagheggiare la patria lontana, la vittoria. 
vagheggiato   part. pass.  di vagheggiare   agg.  che è oggetto di vagheggiamento; desiderato, sognato: raggiungere un successo a lungo vagheggiato; lodata passa e vagheggiata armida / fra le cupide turbe  (tasso g. l.  iv, 33).
vagheggiatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi vagheggia | corteggiatore: de' vagheggiatori ella s'invola / a le lodi  (tasso g. l.  ii, 14).
vagheggino   s.m.  uomo vacuo e leggero, che fa il galante e corteggia ogni donna | (estens.) corteggiatore: le ronzano già intorno parecchi vagheggini. 
vaghezza   s.f.    • 1 •   l'essere vago, indefinito, indeterminato: vaghezza di propositi    • 2 •   (lett.) leggiadria, grazia: la vaghezza di un sorriso  | spec. pl.  ornamento, abbellimento; cosa bella: le vaghezze dello stile    • 3 •   (lett.) voglia, desiderio capriccioso: gli prese la vaghezza di rivederla | pungere vaghezza di qualcosa, averne voglia, desiderio: le punse vaghezza di ballare. 
vagile   agg.  (biol.) si dice di bentos o di singolo organismo capace di movimento, non fissato a un substrato.
vagina   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) fodero di cuoio della spada o di un pugnale | (fig.) involucro; rivestimento: sì come quando marsi°a traesti / de la vagina de le membra sue  (dante par.  i, 20-21, dove il poeta si rivolge ad apollo, che scorticò il satiro marsia)    • 2 •   (anat.) canale muscolo-membranoso dell'apparato genitale femminile, che va dall'utero alla vulva.
vaginale   agg.  (anat. , med.) della vagina, relativo alla vagina: canale vaginale; infiammazione, irrigazione vaginale  | (tunica) vaginale, membrana sierosa che riveste il testicolo.
vaginalite   s.f.  (med.) infiammazione della tunica vaginale del testicolo.
vaginismo   s.m.  (med.) condizione spastica della muscolatura vaginale che rende impervio il canale vaginale.
vaginite   s.f.  (med.) infiammazione della vagina.
vagire   v. intr.  [io vagisco, tu vagisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   piangere, detto di neonati    • 2 •   (fig. lett.) essere agli inizi, ai primordi, detto di un'arte, una civiltà e sim.
vagito   s.m.    • 1 •   il pianto dei neonati: mandare il primo vagito    • 2 •   (fig. lett.) la fase iniziale, la prima manifestazione: i primi vagiti di un'arte, di una civiltà. 
vaglia   (1) s.f.  valore, merito, pregio; usato solo nelle loc. di vaglia, di gran vaglia : un medico, uno scrittore di vaglia. 
vaglia   (2) s.m. invar.  denominazione generica di alcuni titoli di credito: vaglia cambiario, cambiale; vaglia cambiario della banca d'italia, assegno speciale con caratteristiche proprie dell'assegno circolare | vaglia postale, titolo emesso dall'amministrazione delle poste per consentire di effettuare pagamenti da un luogo a un altro.
vagliare   v. tr.  [io vàglio ecc.]    • 1 •   passare al vaglio un materiale incoerente, selezionandolo secondo le dimensioni dei singoli elementi allo scopo di classificarne la pezzatura o di eliminarne gli elementi estranei: vagliare l'avena, la ghiaia, un minerale    • 2 •   (fig.) esaminare in modo attento e accurato; sottoporre a una critica minuziosa: vagliare una proposta; vagliare uno scritto parola per parola. 
vagliata   s.f.  il vagliare una volta, in modo sommario e frettoloso: dare una vagliata al grano. 
vagliatore   s.m.  [f. -trice] chi vaglia; operaio addetto alla vagliatura.
vagliatrice   s.f.  macchina per vagliare materiali vari; vaglio.
vagliatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del vagliare un materiale    • 2 •   ciò che rimane come scarto quando si è vagliato un materiale    • 3 •   (fig. non com.) valutazione critica attenta e rigorosa.
vaglio   s.m.    • 1 •   attrezzo o apparecchiatura il cui organo essenziale è costituito da una o più superfici munite di aperture calibrate (p. e.  griglie, reti, lamiere forate), di dimensioni progressivamente decrescenti da una superficie all'altra, attraverso cui passano gli elementi via via più piccoli del materiale da selezionare o classificare: vaglio a mano, a corda, meccanico; vaglio per il grano, per la ghiaia  | portare l'acqua col vaglio, (fig.) compiere un lavoro inutile    • 2 •   (fig.) esame accurato, critica minuziosa: un'ipotesi che non regge al vaglio degli esperti; fare un vaglio delle varie possibilità; passare, sottoporre al vaglio una proposta, una notizia. 
vago   (1) agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   non molto chiaro, incerto, indefinito: una vaga impressione; una speranza vaga; risposte vaghe; un vago sospetto; una vaga somiglianza; un'idea molto vaga | anno vago, quello di 365 giorni, in adozione presso gli antichi egizi e i cui limiti erano imprecisi    • 2 •   (lett.) leggiadro, ameno, grazioso: vaghe stelle dell'orsa  (leopardi le ricordanze  1); tre vaghissime donne  (foscolo le grazie)    • 3 •   (lett. poet.) desideroso, voglioso: ell'è d'i suoi belli occhi veder vaga  (dante purg.  xxvii, 106)    • 4 •   (lett.) che vaga, che si muove; errante: il nobil atto e di splendor non tacque / la vaga fama, e divulgollo in breve  (ariosto o. f.  xxii, 93)  s.m.    • 1 •   ciò che è indeterminato, impreciso: un discorso che cade nel vago; tenersi, restare nel vago    • 2 •   (anat.) nervo misto che costituisce il decimo paio dei nervi cranici; si estende dal midollo allungato fin sotto il diaframma e innerva i diversi organi del collo, del torace e dell'addome | usato anche come agg.  : nervo vago  § vagamente avv.    • 1 •   in modo vago; senza precisione, indeterminatamente: ricordare qualcosa vagamente    • 2 •   (lett.) graziosamente, con leggiadria.
vago   (2) s.m.  [pl. -ghi] (dial.) acino, chicco, granello: un vago d'uva; i vaghi del rosario. 
vagolare   v. intr.  [io vàgolo ecc. ; aus. avere] (lett.) vagare lentamente, con molta incertezza: forse tu fra plebei tumuli guardi / vagolando, ove dorma il sacro capo / del tuo parini?  (foscolo sepolcri  70-72).
vagonata   s.f.  quantità di materiale o di merce che può essere contenuta in un vagone | (estens.) grande quantità.
vagoncino   s.m.    • 1 •   dim.  di vagone    • 2 •   veicolo della teleferica per il trasporto di materiali    • 3 •   vagonetto.
vagone   s.m.    • 1 •   veicolo ferroviario rimorchiato, per il trasporto di persone o di merci; vettura ferroviaria: vagone letto, con scompartimenti provvisti di letti; vagone ristorante, dove si servono pasti; vagone frigorifero, provvisto di impianto refrigerante per il trasporto di merci deperibili. dim. vagoncino, vagonetto    • 2 •   (estens.) quantità di merci trasportata da un vagone; vagonata | (fig. fam.) grande quantità: dice un vagone di parole senza concludere nulla    • 3 •   (fig. fam.) persona molto grassa.
vagonetto   s.m.    • 1 •   dim.  di vagone    • 2 •   carrello a cassone per il trasporto su rotaie di materiali nelle miniere.
vagonista   s.m.  [pl. -sti] nelle miniere, nelle cave o nei cantieri edilizi, chi è addetto al carico, al trasporto e allo scarico dei vagoncini.
vagotomia   s.f.  (med.) interruzione chirurgica del tratto di vago che innerva lo stomaco, allo scopo di ridurre la secrezione acido-peptica in casi di ulcera.
vagotonia   s.f.  (med.) prevalenza funzionale del sistema vagale sul simpatico.
vagotonico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] (med.) si dice di individuo in cui il sistema vagale o parasimpatico ha una prevalenza funzionale sul sistema simpaticotonico.
vah    ⇨ va'.
vaiaio   s.m.  (ant.) conciatore specializzato nella lavorazione della pelliccia di vaio.
vaiato   (1) agg.  (tosc. , lett.) di colore vaio o simile al vaio.
vaiato   (2) s.m.  (arald.) varietà del vaio in cui al posto dell'argento e dell'azzurro compaiono rispettivamente l'oro e un altro colore.
vainiglia   e deriv.   ⇨ vaniglia e deriv. 
vaio   (1) agg.    • 1 •   (tosc. , lett.) di colore tendente al nero, detto spec. di alcuni frutti prossimi a maturazione (uva, susine, olive ecc.) | di colore bianco screziato di macchie scure    • 2 •   si dice di occhio di animale con l'iride tendente al bianco  s.m.  (tosc. , lett.) colore vaio.
vaio   (2) s.m.    • 1 •   lo scoiattolo siberiano, nel mantello invernale grigio; anche, la sua pelliccia (oggi più nota come petit-gris)    • 2 •   (ant.) abito o mantello foderato o fatto con la pelliccia del vaio    • 3 •   (arald.) pelliccia composta da quattro file di campanelle d'argento in campo azzurro.
vaiolare   v. intr.  [io vaiòlo ecc. ; aus. essere] (rar.) invaiare | vaiolarsi v. rifl.  (rar.) assumere un aspetto vaiolato.
vaiolato   part. pass.  di vaiolare   agg.    • 1 •   (tosc. , lett.) detto di frutto, vaio, vaiato    • 2 •   rigato, screziato: pietre, foglie vaiolate. 
vaiolatura   s.f.    • 1 •   comparsa di varie macchie e poi di crateri di corrosione su un pezzo metallico esposto ad agenti corrosivi    • 2 •   in fitopatologia, lo stesso che vaiolo. 
vaiolo   lett. vaiuolo, s.m.    • 1 •   (med.) malattia infettiva acuta, contagiosa, provocata da un virus e caratterizzata dall'eruzione di pustole che lasciano cicatrici tipiche: un viso butterato dal vaiolo  | vaiolo acquaiolo, (pop.) varicella    • 2 •   (estens.) vaccino contro il vaiolo: innesto del vaiolo    • 3 •   in fitopatologia, nome generico di diverse malattie delle piante, che provocano sulle foglie macchie rotonde di vari colori: vaiolo della vite. 
vaioloide   s.f.  (med.) forma attenuata di vaiolo, che colpisce prevalentemente persone vaccinate da lungo tempo.
vaioloso   agg.  (med.) relativo al vaiolo: virus vaioloso   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi è affetto da vaiolo.
vairone   s.m.  piccolo pesce d'acqua dolce con corpo affusolato leggermente compresso ai lati, di colore verdastro sul dorso, argenteo sul ventre, con una fascia scura sui fianchi (ord.  cipriniformi).
vaiuolo    ⇨ vaiolo.
vaivoda    ⇨ voivoda.
valalla   s.f. invar.  adattamento it. del ted. walhall. 
valanga   s.f.    • 1 •   massa di neve che precipita a valle ingrossandosi progressivamente, spesso trascinando con sé rocce, sassi, alberi: le case del villaggio furono travolte da una valanga    • 2 •   (fig.) quantità enorme, straripante, che travolge: una valanga di lettere, di critiche, di improperi; d'estate i turisti stranieri si riversano a valanghe sulle spiagge italiane | uscita a valanga, nel calcio, tuffo del portiere sui piedi dell'avversario per togliergli il pallone.
valcare   e deriv.   ⇨ valicare e deriv. 
valchiria   anche valkiria, walchiria, walkiria, s.f.    • 1 •   nella mitologia germanica, ciascuna delle vergini guerriere che nelle battaglie aiutavano i combattenti e accompagnavano i caduti nel walhalla, il paradiso degli eroi    • 2 •   (fam. scherz.) ragazza o donna alta, bionda e robusta, spec. se dei paesi nordici.
valdese   (1) agg.  che appartiene o si riferisce al movimento di rinnovamento religioso di impronta pauperistica fondato nel sec. xii dal mercante lionese pietro valdo, e trasformatosi poi (sec. xvi) in chiesa evangelica di tipo calvinista  s.m.  e f.  seguace della chiesa valdese.
valdese   (2) agg.  del cantone di vaud, in svizzera  s.m.  e f.  chi è nato o abita nel cantone di vaud.
valdismo   non com. valdesismo [val-de-sì-smo], s.m.  la dottrina e il movimento religioso dei valdesi.
valdostano   agg.  della valle d'aosta | cotoletta alla valdostana, ricoperta con fontina fusa  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della valle d'aosta    • 2 •   dialetto franco-provenzale parlato nella valle d'aosta.
vale   inter.  espressione di saluto usata dagli antichi romani nel commiato; oggi è talora usata scherz.  s.m. invar.  (lett.) saluto di addio a chi muore o di chi muore: dare l'estremo vale; fatemi or di pietà gli ultimi offici; / iteratemi il vale  (caro).
valenciennes   s.m. invar.  merletto molto fine lavorato a fuselli in filato di cotone, con ricchi motivi floreali su fondo a rete: un bordo, uno scialle di valenciennes  | usato anche come agg. invar.  : un merletto, una trina valenciennes. 
valente   part. pres.  di valere  agg.    • 1 •   che vale; bravo, esperto, abile nella sua professione, arte, disciplina o in una determinata attività: un medico, un artigiano valente; essere valente nello studio    • 2 •   (ant.) valoroso; virtuoso: più anni con la sua valente donna poi visse  (boccaccio dec.  x, 9) § valentemente avv. 
valentia   s.f.    • 1 •   qualità di chi è valente; bravura, abilità: dimostrare grande valentia in un'arte    • 2 •   (ant.) atto valoroso o virtuoso; prodezza.
valentuomo   meno com. valent'uomo, s.m.  [pl. valentuomini] uomo di valore, di merito (talora iron.  o scherz.): quel valentuomo mi ha combinato un bel guaio. 
valenza   s.f.    • 1 •   (ant.) valentia, valore; virtù, pregio: ma tu più grosso ch'altro, in cui riparo / già mai senno non fece né valenza, / taciti omai  (boccaccio ameto)    • 2 •   (chim.) la proprietà di un atomo o di un radicale di combinarsi con altri, rappresentata dal numero di elettroni periferici che l'atomo o il radicale cede, acquista o mette in compartecipazione per legarsi con altri; correntemente si dice che è rappresentata dal numero di atomi di idrogeno (o elemento equivalente) con cui l'atomo o il radicale può combinarsi    • 3 •   valenza ecologica, (biol.) grado di adattabilità di una specie ai diversi fattori ambientali    • 4 •   (fig.) significato, valore: le valenze culturali di un'opera. 
valere   v. intr.  [pres. io valgo  (ant. o poet. vaglio), tu vali, egli vale, noi valiamo, voi valéte, essi vàlgono  (ant. o poet. vàgliono); fut. io varrò ecc. ; pass. rem. io valsi, tu valésti ecc. ; pres. congiunt. io valga  (ant. o poet. vaglia)..., noi valiamo, voi valiate, essi vàlgano  (ant. o poet. vàgliano); cond. io varrèi ecc. ; part. pass. valso  (rar. valuto; ant. o pop. valsuto); aus. essere]    • 1 •   avere forza, potenza, autorità, merito, pregio, prezzo: la nostra squadra vale più della loro; un professore che vale molto nella sua materia; boccaccio vale più come prosatore che come poeta; i quadri di quel pittore non valgono nulla; nella briscola l'asso vale più del tre; quest'anello vale una fortuna; una persona che vale, di merito, di talento | vale tant'oro quanto pesa, (fig.) si dice di persona preziosa per le sue buone qualità | valere un tesoro, un occhio della testa, un perù, (fig.) avere moltissimo valore | non valere uno zero, un'acca, un fico secco, (fig.) non avere alcun valore | dare qualcosa per quel che vale, al prezzo di costo; (fig.) senza garanzia (detto di notizia e sim.) | tanto vale, è lo stesso, è quasi meglio: a questo prezzo, tanto vale regalarglielo    • 2 •   (lett.) essere capace di, riuscire a (seguito da un infinito): qual arte o qual fatica / o qual tanta possanza / valse a spogliarti il manto e l'auree bende?  (leopardi all'italia  31-33)    • 3 •   avere efficacia, validità: le disposizioni date valgono in ogni caso; punti che valgono per la graduatoria  | giovare, servire: le nostre proteste valsero a poco; non gli è valso agire con astuzia  | (a) che vale?, a che serve, che giova?: dimmi, o luna: a che vale / al pastor la sua vita, / la vostra vita a voi?  (leopardi canto notturno  16-18) | far valere le proprie ragioni, farne riconoscere la validità | farsi valere, farsi rispettare    • 4 •   equivalere a, corrispondere a: un miglio vale circa 1600 metri; è un uomo che vale per due  | significare: «cuore» in senso figurato può valere «coraggio, anima»  | vale a dire, serve a introdurre la spiegazione di una precedente affermazione; usato in forma interrogativa, si usa per domandare a qualcuno di chiarire ciò che ha detto in modo non molto esplicito; corrisponde a cioè | uno vale l'altro, per indicare due persone o cose che si equivalgono (per lo più con sfumatura spreg.): per me una cosa vale l'altra, non ho preferenze | v. tr.    • 1 •   (lett.) fare avere, procurare: il suo ultimo romanzo gli ha valso il primo premio    • 2 •   (ant.) meritare: madonna, che io ami, questo non dee esser maraviglia ad alcuno savio, e spezialmente voi, però che voi il valete  (boccaccio dec.  i, 10) | valersi v. rifl.  servirsi, avvantaggiarsi: mi sono valso dei tuoi suggerimenti. 
valeriana   s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante erbacee perenni, con foglie pennate e fiori bianchi o rosati, odorosi; alcune specie si coltivano per ornamento (fam.  valerianacee)    • 2 •   la droga costituita dalle radici e dai rizomi disseccati della varietà detta officinale : tintura di valeriana, soluzione alcolica o idroalcolica dell'olio essenziale estratto dalla droga, usata come antispasmodico e sedativo.
valerianacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante erbacee dicotiledoni, a cui appartengono la valeriana e la valerianella | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
valerianella   s.f.  pianta erbacea con foglie ovali di colore verde scuro disposte a rosetta (fam.  valerianacee).
valerianico   agg.  [pl. m. -ci] della valeriana | acido valerianico, (chim.) ciascuno degli isomeri dell'acido alifatico carbossilico a cinque atomi di carbonio, uno dei quali si trova nell'olio essenziale di valeriana e viene impiegato, sotto forma di sale, come farmaco sedativo.
valetudinario   agg.  e s.m.  [f. -a] (lett.) si dice di chi, pur non essendo malato, è debole di salute.
valetudine   o valitudine, s.f.  (ant.) salute: riluce in essa le corporali bontadi, cioè bellezza, fortezza e quasi perpetua valitudine  (dante convivio).
valevole   agg.  che vale; utile, efficace, valido: biglietto valevole per un mese; un incontro valevole per il titolo di campione del mondo  § valevolmente avv.  (non com.) validamente.
valgismo   s.m.  (med.) condizione di un arto valgo.
valgo   agg.  [pl. m. -ghi] (med.) si dice di arto o segmento di arto che ha l'asse deviato verso l'esterno rispetto alla linea mediana del corpo: alluce, ginocchio, piede valgo. 
valì   s.m.  governatore di una provincia nell'impero ottomano.
valicabile   agg.  che si può valicare: un passo di montagna facilmente valicabile. 
valicabilità   s.f.  l'essere valicabile.
valicare   ant. o poet. valcare, v. tr.  [io vàlico, tu vàlichi ecc.]    • 1 •   passare al di là di un ostacolo; in partic., attraversare una catena montuosa: valicare un fiume; l'esercito di annibale valicò le alpi    • 2 •   (ant.) passare sotto silenzio; trasgredire.
valico   ant. o poet. valco, s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il valicare; varco, luogo per il quale si passa; in partic., la depressione di una cresta montuosa attraverso la quale si può passare da una valle a un'altra: un valico alpino | valico di frontiera, luogo vigilato dalle autorità di due paesi confinanti, in cui è possibile passare la frontiera sottoponendosi ai dovuti controlli    • 2 •   (ant. , poet.) passo: tal si partì da noi con maggior valchi  (dante purg.  xxiv, 97).
validare   v. tr.  [io vàlido ecc.] (mat.) sottoporre a validazione.
validatrice   s.f.  macchina che convalida le giocate dei concorsi a pronostico, come il totocalcio, il totogol ecc.
validazione   s.f.  (mat.) procedimento che rende valido; prova, dimostrazione.
validità   s.f.  l'essere valido; il periodo di tempo per cui qualcosa è valido: la validità di un documento; permesso che ha la validità di un anno. 
valido   agg.    • 1 •   accettato come vero o come buono: un principio valido per tutti  | che vale; valevole: un biglietto ferroviario valido per tre giorni; una ricevuta valida a tutti gli effetti  | in logica matematica, si dice di formula che risulta vera per ogni interpretazione    • 2 •   efficace: dare un valido aiuto; opporre una valida resistenza    • 3 •   che ha efficacia giuridica; conforme alle regole stabilite: sentenza valida; voto, documento valido    • 4 •   vigoroso, forte, gagliardo: un vecchio ancora valido; un'intelligenza valida    • 5 •   che ha valore, pregio e sim.: un'opera molto valida  § validamente avv.    • 1 •   con efficacia: sostenere validamente le proprie ragioni; l'esercito difese validamente la città    • 2 •   con validità giuridica: un documento redatto validamente. 
valigeria   s.f.    • 1 •   insieme, assortimento di valigie    • 2 •   fabbrica di valigie; negozio dove si vendono valigie, bauli e sim.
valigia   s.f.  [pl. -gie  o -ge] contenitore, per lo più a forma di parallelepipedo, in cuoio, tela o altro materiale, provvisto di manico, usato per portare abiti e oggetti in viaggio; talora ha una forma che si adatta all'oggetto che deve contenere: depositare la valigia alla stazione; chiuse l'apparecchio nell'apposita valigia | fare le valigie, riporre in valigia ciò che si deve portare con sé (fig.) andarsene | valigia diplomatica, l'insieme della corrispondenza, esente da qualsiasi controllo, che una missione diplomatica invia al proprio governo e viceversa | valigia delle indie, i sacchi che trasportavano la corrispondenza direttamente dall'inghilterra alle indie orientali e viceversa; anche, il treno speciale che trasportava la corrispondenza, le merci e i passeggeri. dim. valigetta, valigina, valigino  (m.) accr. valigiona, valigione  (m.) pegg. valigiaccia. 
valigiaio   s.m.  [f. -a] chi fabbrica o vende valigie, bauli, borse e sim.
valimento   s.m.  (ant.) valore, pregio.
valina   s.f.  (chim. biol.) amminoacido a cinque atomi di carbonio prodotto dall'idrolisi delle proteine.
valitudine    ⇨ valetudine.
valkiria    ⇨ valchiria.
vallante   s.m.  chi è addetto a una valle da pesca e cura la semina e la raccolta del pesce.
vallare   (1) v. tr.  (ant. , lett.) circondare con un vallo o una trincea: noi pur giugnemmo dentro a l'alte fosse / che vallan quella terra sconsolata  (dante inf.  viii, 76-77).
vallare   (2) agg.  nella loc. corona vallare, onorificenza che nell'antica roma veniva consegnata a chi passava per primo il vallo del campo nemico.
vallata   s.f.  valle ampia e aperta: il castello dominava tutta la vallata; vallata popolosa, soleggiata, fertile, verdeggiante. 
valle   s.f.    • 1 •   (geog.) ampia e profonda depressione della superficie terrestre delimitata da due pendici montuose; può essere di origine tettonica, o di erosione fluviale o glaciale, o di deposito se formata tra depositi vulcanici, morenici e sim.: una valle ombrosa, ridente, ricca di acque; i fianchi della valle, le pendici dei monti che la determinano; la testata, lo sbocco della valle, rispettivamente, il punto superiore, dove essa ha inizio, e il punto inferiore, dove essa termina; valle trasversale, longitudinale, a seconda che corra perpendicolarmente o parallelamente alla catena montuosa di cui fa parte | a valle di, per indicare la parte più vicina alla foce di un fiume, rispetto a un punto determinato: il po a valle di piacenza | a valle, in basso, giù, verso il fondo: precipitare, rotolare a valle; (fig.) con riferimento a una situazione, a un processo, a un ragionamento, si dice di ciò che costituisce la fase finale, il punto di arrivo, o anche una conseguenza accessoria: le cause, le responsabilità vanno ricercate a monte, non a valle  | per monti e per valli, (fig.) dappertutto: lo cercò per monti e per valli  | entra come componente in molti toponimi, per lo più nella forma tronca: val di fassa, val d'intelvi.  dim. valletta, vallettina, vallicella    • 2 •   depressione paludosa nei pressi di un delta fluviale o di una laguna: le valli di comacchio | valle da pesca, zona di laguna cintata dove si pratica la vallicoltura    • 3 •   nelle onde d'acqua, la parte concava compresa tra due creste.
vallea   s.f.  (poet.) valle, vallata: l'anima tornata / dalla squallida vallea  (manzoni la resurrezione).
vallesano   agg.  del vallese, cantone svizzero  s.m.  [f. -a] abitante, nativo del vallese.
valletta   s.f.  ragazza, giovane donna che aiuta il presentatore di uno spettacolo televisivo.
valletto   (1) s.m.    • 1 •   nel medioevo e fino al '700 circa, paggio, staffiere, giovane servitore    • 2 •   usciere municipale che, in livrea di cerimonia, segue nei cortei solenni la bandiera del comune    • 3 •   giovane aiutante di un presentatore televisivo.
valletto   (2) s.m.  (dial.) cestello: e fa con te valletti e ceste  (pascoli).
vallicoltura   o vallicultura, s.f.  allevamento di pesci in valli lagunari; l'insieme delle operazioni relative a tale allevamento.
valligiano   agg.  della valle, delle valli  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di una valle, di una vallata.
vallisneria   s.f.  pianta acquatica con foglie nastriformi e piccoli fiori peduncolati, diffusa nelle acque dolci stagnanti di tutte le zone temperate; al momento dell'impollinazione i fiori femminili salgono alla superficie dell'acqua, dove vengono raggiunti da quelli maschili, staccatisi dal peduncolo e sospinti dal vento; quindi tornano sott'acqua (fam.  idrocaritacee).
vallivo   agg.    • 1 •   di valle; si dice per lo più del terreno basso e paludoso del fondovalle    • 2 •   di valle lagunare: pesca valliva. 
vallo   (1) s.m.    • 1 •   (st.) palizzata, recinto difensivo costruito intorno all'accampamento romano | insieme di opere di difesa fortificate, specie in forma di cinta muraria: il vallo di adriano in britannia  | durante la seconda guerra mondiale, denominazione di alcune linee di difesa fortificate: il vallo atlantico    • 2 •   (estens. lett.) ogni trinceramento difensivo: e ripensò le mobili / tende, e i percossi valli  (manzoni il cinque maggio) | (fig. lett.) baluardo: faremo vallo dei nostri petti contro il nemico    • 3 •   (anat.) solco: vallo ungueale, la zona di cute che copre la base e i lati dell'unghia    • 4 •   vallo morenico, (geog.) morena frontale di un ghiacciaio vallivo.
vallo   (2) s.m.  (dial.) tipo di cesto o cestello usato dagli agricoltori.
vallombrosano   agg.  che si riferisce o appartiene alla congregazione di regola benedettina fondata nel sec. xi da san giovanni gualberto  s.m.  monaco vallombrosano.
vallone   (1) s.m.    • 1 •   valle stretta e profonda    • 2 •   depressione delle zone montuose, con solco stretto e pareti quasi a picco    • 3 •   in dalmazia e nell'istria, rientranza della costa in cui il mare si è introdotto in seguito ad abbassamento del litorale. dim. valloncello. 
vallone   (2) agg.  [f. -a, meno bene -e] che si riferisce o appartiene alla popolazione di lingua francese che occupa la zona sud-orientale del belgio  s.m.    • 1 •   [anche f.] appartenente alla popolazione vallone    • 2 •   il dialetto di tipo francese parlato dai valloni.
vallonea   o valonea, vallonia [val-lo-nì-a], valonia, s.f.  varietà di quercia dell'asia minore e della penisola balcanica, dalle cui ghiande si ricava il tannino.
valore   s.m.    • 1 •   (econ.) caratteristica di un bene per cui esso è scambiabile con una certa quantità di altri beni (valore di scambio), o è in grado di essere utile, di soddisfare un bisogno (valore d'uso); nel linguaggio corrente, l'equivalente in denaro del bene stesso, il suo prezzo, il suo costo: un oggetto di grande, inestimabile valore; cose di scarso, di nessun valore; aumentare, diminuire di valore  | valore di mercato, l'equivalente in denaro normalmente ottenibile dalla vendita di qualcosa | valore nominale, facciale, detto di monete, francobolli, titoli ecc., quello stabilito in termini monetari all'atto dell'emissione; valore reale, il valore effettivo, espresso in termini di moneta a pari potere d'acquisto | debito di valore, debito avente per oggetto una prestazione o un bene considerato per il suo concreto significato economico, rispetto al quale il denaro è semplicemente un surrogato; si trasforma in debito di valuta  quando, al momento della liquidazione, viene tradotto in una data somma di denaro | valore aggiunto, differenza tra il valore dei beni o dei servizi prodotti da un'impresa e il valore dei suoi acquisti di beni e servizi | valore attuale, valore di un bene riferito a un momento anteriore a quello della sua realizzabilità o disponibilità | valore contabile, il valore con il quale le attività di un'azienda sono iscritte nello stato patrimoniale | campione senza valore, merce spedita in pacco postale come campione e quindi con tariffa ridotta    • 2 •   in senso concreto, tutto ciò che ha un valore definito e può essere oggetto di negoziazione | pl.  in partic., gioielli, oggetti preziosi: tenere i valori in cassaforte | valori bollati, marche da bollo, francobolli e carte bollate | carte valori, la carta moneta emessa dallo stato e i vari titoli di credito | valori mobiliari, azioni, obbligazioni e titoli di stato    • 3 •   l'insieme delle caratteristiche e delle qualità che danno pregio a una persona, a una cosa, a una situazione, a una condizione, e che le rendono apprezzabili: la vita è un valore da difendere prima di ogni altra cosa; un artista di grande valore; una scoperta di straordinario valore scientifico; il valore affettivo di un oggetto; i valori musicali della lirica marinista; i valori plastici della pittura michelangiolesca; mettere in valore qualcosa, valorizzarla | nell'uso ant. e lett., ciò che costituisce il pregio, la virtù, l'essenza stessa dell'uomo: l'ardore / ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto / e de li vizi umani e del valore  (dante inf.  xxvi, 97-99)    • 4 •   (estens.) qualsiasi qualità positiva, considerata in astratto come elemento di riferimento per un giudizio: la bellezza è un valore estetico, la bontà un valore etico; valori morali, i motivi ispiratori delle azioni umane ritenute moralmente buone; valori umani, gli ideali a cui aspira l'uomo nella sua vita terrena; valori religiosi, quelli concernenti i bisogni spirituali dell'uomo che ha fede in una vita eterna    • 5 •   coraggio, ardire, eroismo: prove, atti di valore; combattere, resistere con valore | valor militare, civile, rispettivamente, quello dimostrato in guerra affrontando consapevolmente gravissimi pericoli per adempiere il proprio dovere, e quello di cui si dà prova nella vita civile soccorrendo o assistendo altri con dedizione o anche a rischio della propria vita: medaglia, decorazione, ricompensa al valor militare, civile    • 6 •   riferito a cosa, validità, efficacia: il valore di un documento, di una dichiarazione; una cambiale non firmata non ha alcun valore; un principio che ha valore generale  | significato, funzione: il valore logico di un concetto; il suo silenzio ha valore di rinuncia; participio con valore aggettivale    • 7 •   (scient.) misura di una grandezza fisica; determinazione assunta da una variabile: la temperatura oscillava tra i valori di -5 e +5; il valore di un'incognita  | in logica matematica, qualsiasi elemento di un insieme specificato a cui può far riferimento una variabile | valore di una funzione, (mat.) quello da essa assunto in corrispondenza del valore della variabile indipendente    • 8 •   (mus.) durata di una nota: una semibreve ha il valore di due minime. 
valorizzare   v. tr.  far acquistare valore, far aumentare di valore: valorizzare un terreno; le nuove costruzioni hanno valorizzato l'intera zona  | mettere in risalto, far figurare meglio: il nero valorizza la sua figura; valorizzare una persona, fornirle delle occasioni che le permettano di esprimere le sue capacità | valorizzarsi v. rifl.  accrescere di valore, di importanza: un paese che per valorizzarsi ha bisogno di strutture alberghiere. 
valorizzatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi valorizza.
valorizzazione   s.f.  il valorizzare, il valorizzarsi, l'essere valorizzato: la valorizzazione di una zona turistica. 
valorosità   s.f.  (non com.) l'essere valoroso; valore.
valoroso   agg.    • 1 •   di persona, che ha valore e coraggio: soldato, esercito valoroso  | di azione, che rivela valore, coraggio: una difesa valorosa; un valoroso comportamento in battaglia    • 2 •   (non com.) abile, valente, assai capace: un medico, un professore valoroso    • 3 •   (lett.) di grandi e nobili qualità d'animo: una novella nella quale non solamente la potenzia d'amore comprenderete, ma il senno da una valorosa donna usato... cognoscerete  (boccaccio dec.  ix, 1)    • 4 •   (ant.) attivo, efficace, detto di pianta o di medicina § valorosamente avv. 
valpolicella   s.m. invar.  denominazione dei vini bianchi e rossi, asciutti e di buona gradazione alcolica, prodotti nell'omonima zona del veronese.
valsente   s.m.  (non com.) importo in denaro corrispondente al valore commerciale (oggi usato in tono scherz.): hai portato il valsente?. 
valsesiano   agg.  della valsesia, regione geografica del piemonte  s.m.  [f. -a] nativo, abitante della valsesia.
valso   part. pass.  di valere. 
valsuganotto   agg.  della valsugana, regione geografica del trentino  s.m.  [f. -a] abitante, nativo della valsugana.
valtellinese   agg.  della valtellina, regione geografica della lombardia  s.m.  e f.  abitante, nativo della valtellina.
valtzer    ⇨ valzer.
valuta   s.f.    • 1 •   moneta, carta moneta; in partic., moneta straniera: controllo sulle valute; cambio della valuta  | valute di riserva, quelle che le banche centrali detengono per essere in grado di intervenire nel mercato dei cambi o per rifornire gli operatori nazionali di mezzi di pagamento internazionali se non esiste un libero mercato dei cambi | valute forti, deboli, quelle che tendono, rispettivamente, ad aumentare o a diminuire di valore nei confronti delle altre    • 2 •   nel linguaggio bancario, il giorno a partire dal quale incominciano a decorrere gli interessi su una certa somma: accreditare con valuta primo ottobre | debito di valuta, (dir.) che ha per oggetto una determinata somma di denaro, da restituire nella stessa misura ricevuta, indipendentemente dalle variazioni del suo potere d'acquisto.
valutabile   agg.  che si può valutare: un danno difficilmente valutabile. 
valutabilità   s.f.  l'essere valutabile.
valutare   v. tr.  [io valùto  (anche vàluto) ecc.]    • 1 •   attribuire un valore a qualcosa: valutare un terreno 50 milioni    • 2 •   (fig.) stimare, apprezzare: valutare in base al merito, all'impegno; è molto valutato dai suoi collaboratori    • 3 •   (estens.) tener conto di qualcosa, conteggiare ai fini di un calcolo: valutando anche gli arretrati, mi spetta una somma discreta    • 4 •   calcolare nel complesso, approssimativamente: la perdita è stata valutata oltre i dieci milioni di lire; valutare a occhio e croce la lunghezza di un percorso    • 5 •   (fig.) prendere, tenere in considerazione; vagliare: valutare ogni indizio; valutare il pro e il contro. 
valutario   agg.  che si riferisce alla valuta, alle valute: accordo, sistema valutario  | reati valutari, (dir.) figure di reato istituite per reprimere illecite esportazioni di capitali all'estero.
valutativo   agg.  di valutazione, atto a valutare: giudizio, criterio valutativo. 
valutazione   s.f.  il valutare, l'essere valutato: la valutazione di un immobile, di un danno; la valutazione dei titoli di ogni candidato; la valutazione di un testo, di una prova d'esame; criteri di valutazione  | l'entità del valore attribuito a qualcosa in seguito a tale operazione: la valutazione di quest'area è stata di parecchi milioni | valutazione di magazzino, assegnazione di un valore ai prelievi e alle giacenze di materie prime, semilavorati, prodotti finiti.
valva   s.f.    • 1 •   (bot.) ciascuna delle parti o sezioni in cui si divide il guscio di capsule o legumi (p. e.  del fagiolo, del papavero e sim.) | ognuna delle metà del guscio siliceo delle diatomee    • 2 •   (zool.) ciascuna delle due parti che formano la conchiglia dei molluschi bivalvi (p. e.  ostrica, mitilo) e dei brachiopodi    • 3 •   (mecc.) parte di macchina, attrezzo e simili che può divaricarsi rispetto a un'altra simmetrica    • 4 •   (ant. , lett.) battente di porta.
valvare   agg.  (scient.) della valva, delle valve: superficie valvare. 
valvassino   ant. varvassino, s.m.  nel sistema feudale, il vassallo del valvassore.
valvassore   ant. varvassore, s.m.  nel sistema feudale, il vassallo del vassallo del signore.
valvola   s.f.    • 1 •   (mecc.) dispositivo, a comando diretto o automatico, che serve a regolare il passaggio di un fluido in una conduttura: valvola a farfalla, a saracinesca | valvola di sicurezza, quella collegata a un serbatoio contenente fluidi sotto pressione e che entra automaticamente in azione appena la pressione raggiunge un valore prestabilito che non deve essere superato; (fig.) tutto ciò che può servire da sfogo, evitando eccessi, scompensi, squilibri: lo sport è la sua valvola di sicurezza.  dim. valvoletta, valvolina    • 2 •   negli impianti elettrici, dispositivo che interrompe il passaggio della corrente in caso di sovraccarichi; fusibile    • 3 •   valvola elettronica, termoionica, (fis.) tubo elettronico    • 4 •   (anat.) formazione membranosa o muscolare che, posta all'interno di un organo cavo, permette il passaggio di liquidi in una sola direzione: valvole cardiache. 
valvolame   s.m.  insieme, assortimento, dotazione di valvole.
valvolare   agg.  della valvola, concernente la valvola o le valvole.
valzer   errato valtzer, s.m. invar.  danza di ritmo ternario diffusasi verso la fine del '700 in austria e nella germania meridionale, e che conobbe la sua maggior fortuna nella seconda metà dell'800: i valzer degli strauss. 
vamp   s.f. invar.  donna dalla bellezza vistosa e aggressiva, dotata di grande potere di seduzione; si dice per lo più di attrici cinematografiche.
vampa   s.f.    • 1 •   grande fiamma; fiammata improvvisa e violenta: le vampe di un incendio  | ondata di calore, di aria caldissima, proveniente da cosa ardente o arroventata: la vampa del forno; le vampe del sole, i suoi raggi infuocati    • 2 •   fiammata che si sprigiona dalla bocca di un'arma da fuoco al momento dello sparo    • 3 •   (estens.) arrossamento improvviso del volto, causato da un forte afflusso di sangue: avere le vampe al viso    • 4 •   (fig. lett.) ardore, veemenza di sentimenti: reprime ei, sì, del suo rancor la vampa  (monti).
vampante   agg.  (poet.) che avvampa, che manda vampe: sta ne la sua piramide, vampante / livide fiamme / per la tenèbra tropicale, il dio / huitzilopotli  (carducci).
vampata   s.f.    • 1 •   fiamma impetuosa e improvvisa; ondata di calore ardente: essere investito da una vampata di aria calda | una vampata di rossore, un arrossamento improvviso del volto, per vergogna, collera o altro    • 2 •   (fig.) ondata veemente di sentimenti: una vampata d'ira  | manifestazione improvvisa e violenta di un fenomeno: una nuova vampata di criminalità. 
vampeggiare   v. intr.  [io vampéggio ecc. ; aus. avere] (rar.) mandare vampe.
vampiresco   agg.  [pl. m. -schi] relativo ai vampiri; da vampiro: storie vampiresche; denti vampireschi  § vampirescamente avv.  alla maniera dei vampiri.
vampirismo   s.m.    • 1 •   secondo una superstizione popolare, il comportarsi da vampiro    • 2 •   forma di necrofilia che consiste nell'uccidere una donna per congiungersi carnalmente con il suo cadavere.
vampiro   s.m.    • 1 •   secondo una superstizione popolare diffusa in origine in area slava, persona morta il cui cadavere incorrotto lascia in determinati periodi la tomba e vaga di notte succhiando il sangue dei vivi: storie di vampiri, quelle appartenenti al filone letterario e cinematografico dell'horror che hanno per protagonisti i vampiri    • 2 •   pipistrello dell'america centro-meridionale con grandi orecchie e incisivi superiori taglienti; è insettivoro, ma può succhiare il sangue ai grandi mammiferi (ord.  chirotteri)    • 3 •   (fig.) sfruttatore insaziabile; strozzino.
vampo   s.m.  (lett.) vampa, calore o splendore intensi | menar vampo, (fig.) infuriarsi, mostrarsi fiero e impetuoso; vantarsi: or puoi / menar gran vampo, ettorre  (monti).
van   s.m. invar.  autofurgone o rimorchio per il trasporto di animali, spec. di cavalli.
vanadato   s.m.  (chim.) ogni sale dell'acido vanadico.
vanadico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'ossiacido del vanadio pentavalente | anidride vanadica, il più importante composto del vanadio, usato come catalizzatore nella sintesi dell'acido solforico e in altre sintesi organiche.
vanadile   s.m.  (chim.) gruppo o ione costituito da un atomo di vanadio e uno di ossigeno, presente in alcuni sali del vanadio tetravalente.
vanadio   s.m.  elemento chimico di simbolo v; è un metallo duro, bianco argenteo, difficilmente fusibile, usato per acciai speciali e catalizzatori; nei suoi composti ha valenza positiva da due a cinque, ma può comportarsi anche da monovalente.
vanadite   s.f.  (min.) minerale di colore rossastro da cui si estrae il vanadio.
vanagloria   s.f.  vano orgoglio di chi, per eccessiva stima di sé e per il gusto di essere lodato dagli altri, si vanta di qualità e meriti inesistenti: peccare di vanagloria. 
vanagloriarsi   v. rifl.  [io mi vanaglòrio ecc.] mostrare vanagloria; vantarsi per cose da nulla o per meriti inesistenti.
vanaglorioso   agg.  che pecca, che è pieno di vanagloria: un uomo, un discorso vanaglorioso   s.m.  [f. -a] persona vanagloriosa § vanagloriosamente avv.  con vanagloria.
vanare   v. intr.  [aus. avere] (ant. poet.) vaneggiare, perdere la coscienza di sé: per ch'io... /... / stava com'om che sonnolento vana  (dante purg.  xviii, 85-87).
vandalico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   dei vandali: invasioni vandaliche    • 2 •   (fig.) degno di un vandalo; barbaro, distruttore: atto, gesto vandalico  § vandalicamente avv. 
vandalismo   s.m.  la tendenza a devastare e rovinare per puro gusto di distruzione; comportamento da vandalo: atti di vandalismo. 
vandalo   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi apparteneva all'antica popolazione germanica che nel v sec. d. c. invase l'italia, la penisola iberica e l'africa settentrionale compiendo feroci devastazioni    • 2 •   (fig.) chi deturpa, rovina cose di valore, spec. opere d'arte, per ignoranza, per inciviltà o per puro gusto di distruzione: monumenti sfregiati da ignoti vandali. 
vandeano   agg.  della vandea, regione della francia centro-occidentale  s.m.  [f. -a]    • 1 •   abitante, nativo della vandea    • 2 •   (fig.) reazionario accanito; legittimista (con riferimento al fatto che tale regione insorse nel 1793 contro la rivoluzione repubblicana in difesa della monarchia).
vaneggiamento   s.m.  il vaneggiare.
vaneggiare   v. intr.  [io vanéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   pensare o dire cose prive di senso, assurde; parlare in modo sconnesso, farneticare: ma tu stai vaneggiando!; la febbre lo fa vaneggiare    • 2 •   (lett.) vagare con la mente, fantasticare    • 3 •   (lett.) perdersi dietro cose vane: e del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto  (petrarca canz.  i, 12)    • 4 •   (lett.) aprirsi, detto di un vuoto, di un abisso: nel dritto mezzo del campo maligno / vaneggia un pozzo assai largo e profondo  (dante inf.  xviii, 4-5)    • 5 •   (ant.) riuscire vano, restare senza effetto.
vaneggiatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi vaneggia.
vanerello   agg.  (non com.) sciocchino, vanitoso e fatuo: una ragazza vanerella. 
vanescente   agg.  (lett.) evanescente.
vanesio   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona fatua, vanitosa.
vanessa   s.f.  nome di alcune specie di farfalle diurne dalle grandi ali vivacemente colorate (ord.  lepidotteri).
vanezza   s.f.  (rar.) vanità.
vanga   s.f.  attrezzo agricolo per dissodare il terreno, costituito da una lama, per lo più triangolare, fissata a un robusto manico e in cui è innestata una breve staffa metallica trasversale (vangile), sulla quale si preme col piede per far penetrare la lama nel terreno e staccare una zolla. dim. vanghetta, vanghetto  (m.) pegg. vangaccia. 
vangaiola   lett. vangaiuola, s.f.  piccola rete quadrata o rettangolare che si usa per pescare nei fossi.
vangare   v. tr.  [io vango, tu vanghi ecc.] lavorare la terra con la vanga (anche assol.): vangare l'orto; andare nel campo a vangare. 
vangata   s.f.    • 1 •   ciascuno dei movimenti con cui si pianta la vanga nel terreno sollevando la terra: vangate profonde  | vangatura rapida, sommaria: dare una vangata all'orto.  dim. vangatina    • 2 •   quantità di terra sollevata con la vanga    • 3 •   colpo dato con la vanga.
vangatore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi vanga.
vangatrice   s.f.  macchina agricola, trasportata e azionata da una trattrice, che serve a vangare automaticamente il terreno.
vangatura   s.f.  l'operazione del vangare.
vangele   s.f. pl.  (ant.) vangelo; solo nella loc. giurare alle sante (die) vangele, giurare sul santo vangelo di dio.
vangelista    ⇨ evangelista.
vangelizzare    ⇨ evangelizzare.
vangelo   lett. evangelo, evangelio, s.m.    • 1 •   la notizia dell'avvento del regno di dio e della redenzione degli uomini compiuta da gesù cristo: annunciare, spiegare il vangelo; la parola del vangelo    • 2 •   il racconto della vita, morte, resurrezione e dottrina di gesù cristo | il testo scritto che tramanda tale racconto: vangeli canonici, quelli di matteo, marco, luca, giovanni, che sono stati riconosciuti come autentici dalla tradizione cristiana e perciò inclusi nel canone del nuovo testamento; vangeli apocrifi, quelli a carattere prevalentemente leggendario che non sono stati inclusi nel canone del nuovo testamento | il libro che contiene materialmente tale testo: giurare sul vangelo    • 3 •   il brano di uno dei vangeli canonici che si legge durante la messa: il vangelo di oggi  | il momento liturgico della messa durante il quale viene letto il vangelo: entrammo in chiesa al vangelo    • 4 •   (fig.) l'insieme dei principi che costituiscono il fondamento di una dottrina: il vangelo del futurismo, dell'idealismo    • 5 •   (fig. fam.) verità sacrosanta, affermazione certissima e indiscutibile: se te l'ha detto lui, è vangelo!. 
vangheggia   s.f.    • 1 •   (non com.) la parte tagliente della vanga    • 2 •   piccolo vomere a forma di punta di lancia    • 3 •   vanga dentata per terreni sassosi. dim. vangheggiola. 
vangheggiare   v. tr.  [io vanghéggio ecc.] lavorare con la vangheggia: vangheggiare il terreno. 
vanghetta   s.f.    • 1 •   dim.  di vanga    • 2 •   (mil.) attrezzo portatile a forma di vanga, usato per piccoli lavori campali di sterro.
vanghettare   v. tr.  [io vanghétto ecc.] vangare superficialmente col vanghetto.
vanghetto   s.m.    • 1 •   dim.  di vanga    • 2 •   sorta di piccola vanga con la quale si smuove solo uno strato superficiale di terra.
vangile   ant. vanghile, s.m.  staffa metallica che sporge lateralmente dal manico della vanga, poco più sopra della lama, su cui si preme con il piede per rendere più profonda la penetrazione nel terreno: le mani all'asta e il piede sul vangile  (pascoli).
vanguardia    ⇨ avanguardia.
vania    ⇨ avania.
vanificare   v. tr.  [io vanìfico, tu vanìfichi ecc.] rendere inutile, vano: vanificare un tentativo, gli sforzi. 
vaniglia   non com. vainiglia, s.f.    • 1 •   pianta rampicante con foglie oblunghe, fiori bianchi profumati e lunghi frutti a capsula (fam.  orchidacee)    • 2 •   il frutto stesso, molto aromatico, di tale pianta e l'essenza che se ne ricava, usati nell'industria dolciaria, in profumeria e nella fabbricazione dei liquori: gelato alla vaniglia. 
vanigliato   rar. vainigliato, agg.  aromatizzato con l'aggiunta di vaniglia: zucchero vanigliato. 
vanillina   o vaniglina, s.f.  (chim.) aldeide aromatica a otto atomi di carbonio che si presenta come polvere cristallina, bianca, estratta dalla vaniglia o prodotta per sintesi, usata in profumeria, in liquoreria e nell'industria dolciaria.
vaniloquio   s.m.  discorso futile e frivolo, oppure inconsistente e sconclusionato: convegni letterari che si risolvono in vaniloqui; il vaniloquio di un folle. 
vanire   v. intr.  [io vanisco, tu vanisci ecc. ; aus. essere] (poet.) svanire, dileguarsi, scomparire: e cantando vanìo / come per acqua cupa cosa grave  (dante par.  iii, 122-123).
vanità   ant. vanitade o vanitate, s.f.    • 1 •   compiacimento eccessivo di sé e delle proprie doti; presunzione vana, fatuità: lusingare, solleticare la vanità di qualcuno  | innocente mania, piccola debolezza: ciascuno ha le sue vanità  | desiderio di piacere, di suscitare ammirazione: quell'abito soddisfa la sua vanità    • 2 •   l'essere infondato, inutile, inefficace: la vanità di uno sforzo    • 3 •   l'essere caduco, labile, effimero: la vanità dei beni terreni, del piacere  | (estens.) cosa caduca, labile, effimera: abbandonare il mondo e le sue vanità    • 4 •   (lett.) il non avere consistenza materiale; incorporeità: noi passavam su per l'ombre che adona / la greve pioggia, e ponavam le piante / sovra lor vanità che par persona  (dante inf.  vi, 34-36).
vanitoso   agg.  pieno di vanità, che dimostra vanità: un uomo vanitoso; un atteggiamento vanitoso   s.m.  [f. -a] persona vanitosa: fare il vanitoso  § vanitosamente avv. 
vanni   s.m. pl.  (poet.) ali: un suon, qual di lontana arpa, che scorre / sopra i vanni de' zeffiri soave  (foscolo le grazie).
vannino   s.m.  (roman.) puledro, cavallino giovane.
vano   agg.    • 1 •   inutile, inefficace, infruttuoso: vane proteste; vane fatiche; tutti i tentativi riuscirono, risultarono vani    • 2 •   privo di fondamento, di consistenza, di contenuto: promesse, speranze vane; vani timori  | caduco, effimero: rinunciare alle vane ricchezze terrene    • 3 •   leggero, sciocco, frivolo; vanitoso: discorsi vani; una donna vana e boriosa    • 4 •   (lett.) vuoto, che non contiene nulla: là dove il monte era forato e vano  (ariosto o. f.  ii, 72) | privo di corpo, immateriale: ohi ombre vane, fuor che ne l'aspetto!  (dante purg.  ii, 79)  s.m.    • 1 •   spazio vuoto; apertura ricavata in una struttura muraria: il vano della finestra; collocare un mobile in un vano della parete  | spazio delimitato destinato a un certo uso: vano portabagagli    • 2 •   stanza: un appartamento di sette vani    • 3 •   (lett.) il vuoto dell'aria; lo spazio: si sentì venir rimbombando dall'alto, nel vano immoto dell'aria,... quel primo sgangherato grido  (manzoni p. s.  viii) § vanamente avv.    • 1 •   inutilmente: tentò vanamente di dissuaderlo    • 2 •   (non com.) con vanità: ostentare vanamente le proprie ricchezze. 
vantaggiare   v. tr.  [io vantàggio ecc.]    • 1 •   (non com.) avvantaggiare    • 2 •   (tosc.) superare, sopravanzare | vantaggiare qualcuno, fargli risparmiare denaro, fargli spendere meno | vantaggiarsi v. rifl.  (non com.) avvantaggiarsi.
vantaggiato   part. pass.  di vantaggiare  agg.  (tosc.) abbondante: un abito vantaggiato, largo, comodo.
vantaggio   s.m.    • 1 •   qualità o fatto che pone qualcuno in posizione di superiorità materiale o morale o in condizione favorevole rispetto a un altro o ad altri; giovamento, privilegio: il vantaggio dell'esperienza; conoscere le lingue è un gran vantaggio; i vantaggi dell'età  | di vantaggio, (tosc.) di più    • 2 •   utilità, frutto, profitto: un impiego che offre molti vantaggi; non c'è alcun vantaggio nell'agire così; trarre vantaggio da ogni situazione; essere, andare, venire a vantaggio di qualcuno, di qualcosa, a suo favore    • 3 •   (non com.) sconto    • 4 •   la distanza o l'intervallo di tempo che intercorre tra persone o veicoli che fanno lo stesso percorso; nelle gare di corsa, il distacco acquistato sull'avversario: cento metri, due minuti di vantaggio  | in un gioco, numero di punti che si ha in più dell'avversario: andare, portarsi in vantaggio, rompere la situazione di parità superando nel punteggio l'avversario; accordare un vantaggio, un abbuono | vantaggio alla battuta, alla rimessa, nel tennis, punto ottenuto dopo il 40 pari rispettivamente dal giocatore che ha il servizio o dal giocatore che effettua la rimessa; vantaggio pari, quando ci si riporta in parità | regola del vantaggio, nel calcio, la norma secondo la quale l'arbitro può non fischiare un fallo a favore della squadra che sta conducendo l'azione    • 5 •   (tip.) nella composizione a caratteri o a righe mobili, lastra rettangolare di legno o di metallo su cui si pongono le righe man mano che vengono composte per formare una o più colonne allo scopo di preparare l'impaginazione.
vantaggioso   agg.  che arreca vantaggio; favorevole, conveniente: un affare vantaggioso; offerta vantaggiosa; comperare a condizioni vantaggiose  § vantaggiosamente avv. 
vantamento   s.m.  (non com.) il vantare, il vantarsi.
vantare   v. tr.    • 1 •   lodare, esaltare qualcuno o qualcosa per proprio compiacimento o per suscitare in altri ammirazione e interesse: vantare i propri meriti; vantare la qualità di un prodotto    • 2 •   dichiarare di possedere, o possedere realmente, qualcosa che costituisce un pregio, un motivo di orgoglio e di fierezza: vantare nobili origini, amicizie influenti; la città vanta splendidi monumenti    • 3 •   avanzare fondata pretesa di qualcosa: vantare un credito  | vantarsi v. rifl.  o intr. pron.    • 1 •   compiacersi di meriti, capacità proprie; andare fiero, orgoglioso; gloriarsi: è uno sciocco che non fa che vantarsi; si vanta di saper fare tutto; una città che si vanta di avere dato i natali a uomini illustri | non faccio per vantarmi, frase usata, spesso con finta modestia, per introdurre la narrazione di qualcosa che torna a onore e merito di chi parla    • 2 •   nel linguaggio dell'antica cavalleria, fare il vanto.
vantatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi vanta o si vanta.
vantazione   s.f.  (rar.) il vantarsi; vanto.
vanteria   s.f.  il vantarsi di meriti e qualità inesistenti, il magnificare le proprie azioni.
vanto   s.m.    • 1 •   il vantarsi: essere motivo di vanto; menar vanto delle proprie ricchezze    • 2 •   atto o qualità che costituisce motivo di orgoglio o di gloria: ha il vanto di essere stato il primo a raggiungere un tale risultato; una ditta che ha il vanto dell'onestà; ti do, ti concedo, ti riconosco questo vanto | bel vanto!, (iron.) con riferimento a un'azione niente affatto meritoria | aver vanto su qualcuno, su qualcosa, (lett.) riuscire superiore, vincerlo: su la fiumana ove 'l mar non ha vanto  (dante inf.  ii, 108)    • 3 •   nel linguaggio dell'antica cavalleria, sorta di sfida scherzosa tra cavalieri che cercavano di superarsi a vicenda con la narrazione delle imprese più prestigiose compiute, o con l'impegno di gesta mirabili da compiere.
vanume   s.m.    • 1 •   (rar.) insieme di cose vane    • 2 •   la parte del grano o di altri cereali che secca prima di maturare.
vanvera   solo nella loc. avv. a vanvera, senza riflettere, a casaccio: parlare, agire a vanvera. 
vapiti   s.m.  adattamento it. dell'ingl. wapiti. 
vapoforno   s.m.  forno a vapore usato per la cottura del pane | (estens.) panetteria.
vaporabile   agg.  (rar.) che può vaporare; evaporabile.
vaporare   v. intr.  [io vapóro ecc. ; aus. essere  e avere] (poet.) evaporare; alzarsi, spandersi sotto forma di vapore; perdersi come vapore: tra le tamerici, / fuma il letame e grave oggi vapora  (pascoli) | v. tr.  riempire di vapore, di vapori; per estens.,velare, offuscare: seguon le madri, e d'odorati incensi / vaporando il delubro in flebil voce / pregano in su la soglia  (caro).
vaporazione   s.f.  (non com.) il vaporare; evaporazione.
vapore   s.m.    • 1 •   sostanza aeriforme che si sviluppa da un liquido per ebollizione o per evaporazione, o anche da un solido per sublimazione, e che si trova a una temperatura inferiore alla sua temperatura critica: vapore acqueo; vapori di benzina; la condensazione del vapore; vapore saturo, quello che, se sottoposto a pressione, passa allo stato liquido mantenendo costante la propria pressione | caldaia a vapore, che produce vapore acqueo | macchina, locomotiva a vapore, che funziona sfruttando l'energia posseduta da un fluido nella fase di vapore | cuocere al vapore, di cibi che si cucinano non immergendoli nell'acqua, ma esponendoli al calore del vapore acqueo; bagno di vapore, idroterapia consistente nell'esposizione del corpo all'azione termica del vapore acqueo | a tutto vapore, (fig.) con la massima celerità (con riferimento alla locomotiva a vapore quando è spinta al massimo): il lavoro procede a tutto vapore    • 2 •   nave a vapore: la partenza del vapore | il padrone del vapore, (scherz.) il capo di una grossa azienda    • 3 •   spec. pl.  nebbia poco densa; fumo: lago coperto di vapori; i vapori dell'incenso  | esalazione: vapori mefitici | i vapori del vino, (fig.) i fumi del vino, lo stordimento che l'alcol dà al cervello    • 4 •   pl.  (ant.) vampe di calore: avere i vapori    • 5 •   (poet.) stella cadente: vapori accesi non vid'io sì tosto / di prima notte mai fender sereno  (dante purg.  v, 37-38).
vaporetto   s.m.  piccola nave a vapore, adibita per lo più alla navigazione lacustre o fluviale; anche, motonave di piccole dimensioni.
vaporiera   s.f.  (antiq.) locomotiva a vapore: ansimando fuggìa la vaporiera / mentr'io così piangeva entro il mio cuore  (carducci).
vaporimetro   s.m.  (fis.) strumento per misurare la tensione di vapore di un liquido.
vaporizzabile   agg.  che si può vaporizzare.
vaporizzare   non com. evaporizzare, v. tr.    • 1 •   ridurre un liquido in vapore o in goccioline minutissime che sembrano vapore: vaporizzare un profumo    • 2 •   in alcune operazioni tecniche o di cosmesi, esporre, sottoporre all'azione del vapore: vaporizzare un tessuto, un filato, per migliorarne le caratteristiche; vaporizzare la pelle, per far dilatare i pori ed eliminare le impurità | v. intr.  [aus. essere], vaporizzarsi v. rifl.  evaporare, trasformarsi in vapore: l'acqua bollendo (si) vaporizza. 
vaporizzatore   non com. evaporizzatore, s.m.    • 1 •   apparecchio usato per vaporizzare un liquido    • 2 •   recipiente che si applica, pieno d'acqua, ai radiatori dei termosifoni per umidificare l'aria dell'ambiente.
vaporizzatura   non com. evaporizzatura, s.f.  operazione tessile che consiste nel sottoporre filati e tessuti all'azione del vapore acqueo per migliorarne le caratteristiche.
vaporizzazione   non com. evaporizzazione, s.f.  il vaporizzare, il vaporizzarsi, l'essere vaporizzato; in partic., la riduzione di un liquido in piccolissime particelle mediante il vaporizzatore.
vaporosità   s.f.  l'essere vaporoso (anche fig.): la vaporosità di un tessuto; la vaporosità di un discorso. 
vaporoso   agg.    • 1 •   (non com.) di vapore; avvolto, coperto di vapori    • 2 •   (fig.) leggerissimo e trasparente; soffice, morbido: tessuto vaporoso; capelli vaporosi | abito vaporoso, di tessuto leggero con gonna di linea gonfia e ampia    • 3 •   (fig.) vago, indeterminato, evanescente: concetti vaporosi  § vaporosamente avv.  in modo leggero, soffice.
var   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della potenza dovuta alla reattanza di una corrente elettrica alternata; corrisponde al voltampere.
varamento   s.m.    • 1 •   (ant.) varo di una nave    • 2 •   nella moderna tecnica costruttiva, ogni manovra con cui vengono installati nella sede definitiva gli elementi e i pezzi prefabbricati.
varano   s.m.  rettile squamato diffuso nell'africa settentrionale e nell'asia sudorientale, simile a una grossa lucertola, con corpo slanciato e arti sviluppati; la sua pelle, resistente e pregiata, è nota comunemente come 'pelle di lucertola' ed è usata in pelletteria (ord.  squamati).
varare   v. tr.    • 1 •   eseguire l'operazione del varo di una nave, che si effettua facendola scivolare in mare lungo un piano inclinato, oppure riempiendo d'acqua il bacino di costruzione per favorire la sua discesa in mare; per estens., mettere in mare una qualsiasi imbarcazione appena costruita: varare una petroliera, un motoscafo    • 2 •   (fig.) dare inizio, attuazione a qualcosa: varare un progetto, un programma  | presentare al pubblico: varare una commedia, un libro | varare una squadra, una formazione, (sport) stabilirne i componenti o i ruoli | varare una legge, approvarla e promulgarla | varare un candidato, (scherz.) promuoverlo | vararsi v. rifl.  nelle loc. vararsi in costa, in secca, (mar.) arenarsi, incagliarsi.
varata   s.f.    • 1 •   nelle cave di marmo, il distacco e la discesa di una falda    • 2 •   nella tecnica mineraria, metodo di abbattimento di rocce per mezzo di mine sistemate negli strati più profondi del terreno.
varatoio   s.m.  in un cantiere navale, l'attrezzatura che serve a dare la prima spinta alla nave per il varo.
varcabile   agg.  che si può varcare: confini non varcabili. 
varcare   v. tr.  [io varco, tu varchi ecc.]    • 1 •   valicare, superare, oltrepassare (anche fig.): varcare la soglia di casa, un confine; varcare una montagna, l'oceano; varcare la sessantina; varcare i limiti della sopportazione    • 2 •   (lett.) aprirsi un varco, procedere (usato assol.): dietro al mio legno che cantando varca  (dante par.  ii, 3) | v. intr.  [aus. essere] trascorrere, detto del tempo: ma il primo lustro a pena era varcato / dal dì ch'ella spogliossi il mortal velo  (tasso g. l.  iv, 44).
varco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   il varcare, il passare | aspettare qualcuno al varco, appostarsi per sorprenderlo, per coglierlo al momento in cui esce allo scoperto; (fig.) aspettare il momento opportuno per rivalersi su di lui, per metterlo alla prova | prendere, cogliere al varco, cogliere di sorpresa, al passaggio (anche fig.)    • 2 •   (non com.) passo montano, valico | (estens.) apertura, passaggio disagevole: aprirsi un varco tra la folla, nella mischia, nel folto della foresta; varco in un campo minato, striscia di terreno transitabile senza pericolo.
varea   s.f.  (mar.) estremità affusolata di un'asta di veliero: varea del pennone. 
varecchi   o varec, varech, s.m. pl.  ceneri delle alghe fuco usate come fertilizzante.
varechina   o varecchina, region. varichina, s.f.  soluzione diluita di ipoclorito sodico usata in lavanderia per il suo potere sbiancante e antisettico.
varesino   agg.  di varese  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di varese.
varesotto   agg.  della provincia di varese  s.m.    • 1 •   territorio della provincia di varese    • 2 •   [f. -a] abitante, nativo della provincia di varese.
varia   s.f. pl.  cose varie, spec. come titolo di libri o intestazione di rubriche che trattano argomenti vari.
variabile   agg.  che varia, che può variare; mutevole, instabile: prezzo variabile; una persona di umore variabile, incostante; il barometro segna (tempo) variabile, segna tempo incerto | parti variabili del discorso, (gramm.) quelle che variano nella forma o nella desinenza a seconda della funzione logica o sintattica che assolvono nella frase (p. e.  il nome, l'aggettivo, il verbo ecc.); si contrappongono alle parti invariabili | grandezze variabili, (mat.) quelle che possono assumere valori diversi; si contrappongono alle grandezze costanti  s. f.  (mat.) grandezza che può assumere tutti i valori appartenenti a un determinato insieme: variabile dipendente, indipendente, a seconda che i valori a essa assegnati siano o non siano funzioni di altri valori | in logica matematica, ogni simbolo che non abbia un preciso referente, ma che stia per un qualsiasi elemento di un insieme specificabile | variabile casuale  o aleatoria, (stat.) variabile appartenente all'insieme dei possibili risultati di un esperimento casuale (può essere discreta  o continua) | variabile autogena, esogena, nei modelli econometrici, le variabili determinate come soluzioni del modello o indipendenti da questo § variabilmente avv. 
variabilità   s.f.    • 1 •   l'essere variabile: variabilità del tempo, dell'umore; variabilità di una grandezza    • 2 •   (biol.) caratteristica di tutte le specie viventi dovuta alle numerosissime possibilità di combinazioni genetiche, per cui ogni individuo presenta caratteri suoi propri che lo differenziano dagli altri della stessa specie    • 3 •   (stat.) attitudine di un fenomeno ad assumere differenti modalità quantitative.
variamento   s.m.  (ant.) il variare.
variante   s.f.    • 1 •   modificazione di un tipo che si considera fondamentale o di qualcosa che è stato precedentemente fissato, stabilito: un'auto prodotta in più varianti; apportare alcune varianti al programma    • 2 •   (ling.) ciascuna delle forme diverse con cui si può presentare lo stesso vocabolo (p. e. olivo  e ulivo, ufficio  e uffizio); variante grafica, se la differenza fra le due forme è limitata alla grafia (p. e. cachi  e kaki) | in fonetica, ciascuna delle diverse realizzazioni di un medesimo fonema, determinate dal contesto in cui esso si trova (varianti combinatorie  o di posizione) o dalle caratteristiche di pronuncia del parlante (varianti libere)    • 3 •   (filol.) nella critica testuale, ciascuna delle diverse lezioni, cioè parole o frasi scritte in maniera differente, mancanti o diversamente collocate, che si trovano nei vari manoscritti o nelle stampe che tramandano uno stesso testo | varianti d'autore, quelle dovute a correzioni dell'autore stesso | critica delle varianti, variantistica.
variantistica   s.f.  (filol.) teoria e prassi dello studio delle varianti.
variantistico   agg.  [pl. m. -ci] (filol.) della variantistica; delle varianti: apparato variantistico. 
varianza   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) il variare    • 2 •   (chim.) il numero dei fattori, scelti fra temperatura, pressione e composizione, che si possono far mutare in un sistema in equilibrio senza che si modifichi il numero delle fasi del sistema stesso    • 3 •   (stat.) misura di dispersione calcolata come media dei quadrati degli scarti dei singoli valori dalla loro media aritmetica | analisi della varianza, procedura per verificare se uno o più fattori influenzano un fenomeno che è oggetto d'indagine.
variare   v. tr.  [io vàrio ecc.]    • 1 •   cambiare, modificare qualcosa, per lo più in modo non sostanziale: variare un programma; variare la disposizione dei libri; variare il percorso di una gara ciclistica    • 2 •   rendere vario, apportare cambiamenti, spec. per evitare l'uniformità, la monotonia (anche assol.): variare i cibi, gli abiti, le letture; mi piace variare; si fa per variare  | v. intr.  [aus. avere  con soggetto di persona, essere  con soggetto di cosa]    • 1 •   diventare diverso, cambiare: variare d'abito, di colore; variare d'opinione, d'idee; in montagna il tempo varia con facilità    • 2 •   essere diverso, presentare differenze: usi che variano da paese a paese. 
variato   part. pass.  di variare   agg.  vario; non uniforme, non monotono: uno spettacolo variato; alimentazione variata; una conversazione variata e piacevole  § variatamente avv. 
variatore   s.m.  (tecn.) dispositivo che ha la funzione di variare, regolare, controllare una grandezza: variatore di velocità, di tensione, di fase. 
variazionale   agg.  (fis.) si dice di principio o di equazione che indica le condizioni a cui devono soddisfare le variazioni di determinate grandezze rispetto al variare dei parametri che le determinano.
variazione   s.f.    • 1 •   il variare; cambiamento, mutamento: apportare una variazione a un progetto; introdurre una variazione nel programma; i prezzi non subiranno variazioni; variazioni climatiche, barometriche, di temperatura; le variazioni della luna, le fasi lunari    • 2 •   (estens.) varietà: coi piè ristetti e con li occhi passai / di là dal fiumicello, per mirare / la gran variazion d'i freschi mai  (dante purg.  xxviii, 34-36)    • 3 •   (mus.) modificazione di un tema musicale di base attraverso procedimenti ritmici, melodici, timbrici, metrici o armonici, mantenendone tuttavia riconoscibile la fisionomia originale; successione di brani musicali elaborati su un tema comune    • 4 •   calcolo delle variazioni, (mat.) ramo dell'analisi matematica che studia le procedure per individuare il massimo o il minimo valore di quantità dipendenti da una o più funzioni.
varice   s.f.    • 1 •   (med.) dilatazione permanente di un tratto di vena, per lo più delle gambe: soffrire di varici    • 2 •   (estens.) espansione dell'alveo di un fiume.
varicella   s.f.  (med.) malattia infettiva dell'infanzia, di origine virale, che si manifesta con febbre leggera ed eruzione di vescicole sulla pelle.
varichina    ⇨ varechina.
varicocele   s.m.  (med.) varice dei vasi del cordone spermatico.
varicoso   agg.  (med.) si dice di vena che presenta varici.
varié  té variété;s.m. invar.  lo spettacolo del varietà.
variegato   agg.    • 1 •   di colore vario, per lo più a strisce: marmo, fiore variegato; una farfalla dalle ali variegate    • 2 •   (fig.) che presenta vari aspetti; non uniforme: un ambiente variegato  § variegatamente avv. 
variegatura   s.f.  l'essere variegato; aspetto di cosa variegata: la variegatura di una corolla, di un tessuto. 
varietà  1 varietà 1;s.f.    • 1 •   l'essere vario; molteplicità di aspetti sotto i quali si presenta una cosa singola: la varietà del paesaggio; varietà di stile, di clima    • 2 •   diversità, differenza di più cose messe a confronto; assortimento: la straordinaria varietà dei caratteri umani; varietà d'interessi, di gusti | ama la varietà, gli piace la varietà, ama variare; si dice iron. di persona incostante o leggera    • 3 •   ogni singolo oggetto o individuo dotato di caratteristiche che lo differenziano da altri della stessa specie: una bella varietà di rosa; una preziosa varietà di marmo    • 4 •   (scient.) suddivisione di una specie    • 5 •   (mat.) insieme di punti di uno spazio vettoriale a n  dimensioni.
varietà  2 varietà 2;s.m.  spettacolo di carattere leggero, composto da numeri di vario genere (musicali, comici ecc.) | (antiq.) il teatro in cui si rappresentavano tali spettacoli: andare al varietà. 
varifocale   agg.  (foto.) si dice di obiettivo la cui lunghezza focale può essere variata.
vario   agg.    • 1 •   che ha in sé elementi, aspetti diversi; che si manifesta in modi mutevoli, ma non contrastanti: stile vario; conversazione varia e piacevole; tempo vario, instabile; essere di umore vario, incostante | prov.  : il mondo è bello perché è vario    • 2 •   che ha in sé un concetto di pluralità molteplice: oggetti di vario genere; persone di varia età  | con i sostantivi plurali, esprime per lo più idea di diversità se posposto al sostantivo, di pluralità se preposto: negozio di generi vari; c'erano varie persone; parlare di varie cose  s. m.  ciò che cambia, mutevole: il bello e il vario  | s.f. pl.  cose diverse, di vario argomento (è usato come titolo di libri, di miscellanee, di rubriche) | varie ed eventuali, formula con cui si chiudono gli ordini del giorno di assemblee, riunioni e sim.; indica tutte le questioni da discutere, in genere di secondaria importanza, non espressamente previste nel programma  pron. indef. pl.  varie persone: vari sostengono il contrario  § variamente avv.  in modo vario, in vari modi: tessuto variamente colorato; la notizia fu variamente interpretata. 
variolato   agg.  (rar.) coperto di piccole macchie sparse.
variometro   s.m.    • 1 •   (elettr.) dispositivo che consente di variare con continuità l'induttanza di un circuito    • 2 •   (fis.) strumento atto a segnalare le variazioni di una grandezza fisica    • 3 •   (aer.) strumento per la navigazione aerea che indica in metri al secondo la velocità di variazione della quota di volo, cioè la componente verticale della velocità dell'aereo; è detto anche indicatore di salita e discesa. 
variopinto   agg.  di vari colori: tessuto variopinto; fiori variopinti; uccelli dalle piume variopinte. 
varismo   s.m.  (med.) condizione di un arto varo.
varistore   s.m.  (fis.) resistenza elettrica variabile secondo il valore o la direzione della tensione o della corrente.
varmetro   s.m.  (fis.) strumento che serve a misurare la potenza dovuta alla reattanza di un circuito elettrico a corrente alternata.
varo   (1) s.m.    • 1 •   l'operazione del varare, che conclude la costruzione di una nave o di un altro natante: fare il varo di una petroliera; la cerimonia del varo    • 2 •   (fig.) inaugurazione, prima prova di qualcosa: il varo di un nuovo sistema, di una legge. 
varo   (2) agg.  (med.) si dice di arto o segmento di arto che ha l'asse deviato verso l'interno, ossia verso la linea mediana del corpo: ginocchio, piede varo. 
varo   (3) agg.  (ant.) vario: fanno i sepulcri tutt'il loco varo  (dante inf.  ix, 115).
varorametro   s.m.  (fis.) strumento che misura in voltampere/ora la potenza dovuta alla reattanza di un circuito elettrico a corrente alternata.
varrocchio   o verrocchio, s.m.  antica macchina militare, simile a un argano, usata per scalzare muraglie e abbattere gallerie.
varroniano   agg.  del filologo e grammatico latino m. terenzio varrone (116-27 a. c.), o che si riferisce alla sua opera, alle sue teorie | etimologia varroniana, etimologia ingenua e semplicistica o addirittura assurda (come quelle proposte da varrone).
varva   s.f.  (geol.) deposito di limo glaciale in serie di straterelli di colore diverso a seconda della stagione di deposizione, utilizzato per la datazione del quaternario.
varvassino    ⇨ valvassino.
varvassore    ⇨ valvassore.
vas   s.f. invar.  grosso motoscafo militare armato di torpedini da getto, siluri e due mitragliere, usato nella seconda guerra mondiale per la caccia ai sommergibili.
vasaio   s.m.  [f. -a] fabbricante, venditore di vasi di terracotta o di ceramica.
vasale   agg.  (anat.) che concerne i vasi; costituito da vasi: pareti, tonache vasali. 
vasca   s.f.    • 1 •   recipiente, in genere alquanto grande e in forma di impianto fisso, destinato a contenere acqua o altri liquidi: vasca da bagno, recipiente di acciaio smaltato o di ceramica fissato al pavimento, usato per la pulizia personale; vasca di sedimentazione, in vari impianti industriali, quella in cui il liquido immesso può depositare le sostanze trasportate; vasca navale, nei cantieri, grande vasca usata per provare modelli in scala ridotta di navi in progetto; vasca dei pesci, recipiente di vetro per tenere pesci in cattività. dim. vaschetta  accr. vascona, vascone  (m.)    • 2 •   (sport) piscina; per estens., la lunghezza del lato maggiore di una piscina: fare tre, dieci vasche, percorrere a nuoto la piscina nel senso della lunghezza tre, dieci volte, per lo più per allenamento.
vascello   s.m.    • 1 •   la nave più grande e potente della marina velica da guerra, con tre alberi e generalmente tre ordini di cannoni, oltre a quelli di coperta, per un totale di circa cento bocche da fuoco ' vascello raso, con un solo ponte di batteria e una sessantina di cannoni    • 2 •   ufficiali di vascello  (o di stato maggiore), nella marina militare italiana, quelli, con gradi compresi tra guardiamarina e ammiraglio, che costituiscono il corpo degli ufficiali di stato maggiore destinati a comandare navi o reparti navali e a dirigere particolari servizi di bordo (rotta, artiglieria, siluri, missili, telecomunicazioni ecc.).
vaschetta   s.f.  dim. di vasca; in partic., piccolo serbatoio: vaschetta del carburatore  | contenitore, a forma di parallelepipedo, usato per la confezione e il trasporto di prodotti alimentari; anche, il contenuto di una vaschetta: comprare una vaschetta di gelato.  dim. vaschettina. 
vascolare   agg.    • 1 •   che riguarda la decorazione dei vasi di terracotta e ceramica: pittura vascolare    • 2 •   (biol.) che si riferisce ai vasi; in partic., che concerne i vasi sanguigni e linfatici: tessuto vascolare; lesione vascolare; sistema vascolare, l'insieme dei vasi sanguigni e linfatici.
vascolarizzato   agg.  (anat.) che presenta vascolarizzazione; provvisto di molti vasi sanguigni: tessuto fortemente vascolarizzato. 
vascolarizzazione   s.f.  (anat.) presenza di vasi sanguigni in un tessuto.
vascolo   s.m.    • 1 •   (rar.) piccolo recipiente, vasetto    • 2 •   scatola di latta usata dai botanici nella raccolta delle erbe.
vascolopatia   s.f.  (med.) denominazione generica che indica una malattia dei vasi sanguigni.
vascoloso   agg.  (biol.) vascolare (usato spec. con riferimento a tessuti di animali inferiori): sacco vascoloso. 
vase    ⇨ vaso.
vasectomia   s.f.  (med.) intervento chirurgico con cui si tagliano i dotti deferenti nell'uomo, allo scopo di renderlo sterile; per estens., anche l'intervento con cui si effettua la semplice legatura di tali dotti.
vasectomizzare   v. tr.  (med.) sottoporre a vasectomia.
vaselina   pop. vasellina, s.f.  sostanza organica semisolida, untuosa, formata da una miscela di idrocarburi; si ricava dal petrolio ed è usata come lubrificante e come eccipiente per pomate, unguenti e sim.
vasellaio   s.m.  (ant.) fabbricante o venditore di vasi; vasaio.
vasellame   s.m.  assortimento di piatti, scodelle e altre stoviglie per uso di cucina e di tavola: vasellame di terracotta, di porcellana. 
vasellamento   s.m.  (ant.) vasellame: è meravigliosa cosa a vedere... i fiaschi e le coppe e l'altro vasellamento d'oro e d'ariento  (boccaccio dec.  viii, 9).
vasellina    ⇨ vaselina.
vasello   s.m.  [pl. -li; ant. le va sella]    • 1 •   (ant. , lett.) piccolo vaso, vasetto: se mai candide rose con vermiglie / in vasel d'oro vider gli occhi miei  (petrarca canz.  cxxvii, 71-72) | (fig.) persona in quanto accoglie in sé virtù o vizi: frate gomita, / quel di gallura, vasel d'ogne froda  (dante inf.  xxii, 81-82). dim. vaselletto, vasellino    • 2 •   (lit.) vaschetta d'acqua da porsi sull'altare, nella quale il sacerdote si purifica le dita quando deve toccare le specie eucaristiche    • 3 •   (ant.) vascello; piccola nave: quei sen venne a riva / con un vasello snelletto e leggero  (dante purg.  ii, 40-41).
vasistas   s.m. invar.  battente a vetri posto al di sopra di finestre o porte, con la base inferiore incernierata e quella superiore apribile verso l'interno.
vaso   poet. vase, s.m.    • 1 •   nome generico di recipienti di varia forma e materiale che per lo più servono a contenere e a conservare prodotti alimentari o hanno scopo ornamentale: vaso di vetro, di porcellana, di rame, d'argento | vasi vinari, nome generico dei recipienti usati per la preparazione e conservazione del vino (botti, tini, vasche ecc) | vaso sacro, ogni recipiente destinato alla celebrazione della messa o alla conservazione del ss. sacramento ' vaso da fiori, quello di cristallo o altro materiale dove si conservano fiori recisi, oppure quello di terracotta, con foro nella base, in cui si coltivano fiori e piante ' vaso da notte, orinale ' portare vasi a samo, (fig.) portare un prodotto in un luogo in cui esso abbonda (l'isola greca di samo era rinomata nell'antichità per i suoi vasi); quindi fare qualcosa d'inutile. dim. vasello, vasetto, vasettino, vasino  accr. vasone    • 2 •   contenitore generalmente cilindrico, per lo più di vetro, per prodotti alimentari o di altro genere; anche, la quantità di sostanza o di prodotto contenuta in tale contenitore: un vaso di marmellata, di sottaceti    • 3 •   (fig. lett.) sede, punto di raccolta: colui che fu de tutti i vizii il vaso, rispose  (ariosto o. f.  xvii, 124) | nel linguaggio religioso, anima che è ricettacolo di tesori spirituali: vaso d'elezione, appellativo di san paolo    • 4 •   nei servizi igienici, parte dell'impianto che serve a raccogliere e smaltire i rifiuti organici    • 5 •   (biol.) ciascuno dei canali o condotti degli organismi animali e vegetali: vasi sanguigni, linfatici; vasi cribrosi, legnosi    • 6 •   (mar.) ciascuna delle lunghe travi di legno o di acciaio che vengono poste parallele alla chiglia, sotto la carena di uno scafo in costruzione, per il successivo varo della nave    • 7 •   vaso di capitello, (arch.) il corpo del capitello degli ordini corinzio e composito.
vasoattivo   agg.  (med.) che agisce sulla motilità dei vasi.
vasocostrittore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (med.) si dice di ciò che ha la proprietà di restringere i vasi sanguigni.
vasocostrizione   s.f.  (med.) riduzione del calibro dei vasi sanguigni.
vasodilatatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (med.) si dice di ciò che ha la proprietà di dilatare i vasi sanguigni.
vasodilatazione   s.f.  (med.) aumento del calibro dei vasi sanguigni.
vasomotilità   s.f.  (med.) l'attitudine dei vasi sanguigni a modificare, contraendosi o dilatandosi, il proprio calibro.
vasomotore   agg.  (anat.) si dice di nervo o centro nervoso che determina i fenomeni di vasomotilità.
vasomotorio   agg.  (med.) che riguarda la vasomotilità: disturbo vasomotorio. 
vasomotricità   s.f.  (non com.) vasomotilità.
vasopressina   s.f.  (biol.) ormone del lobo posteriore dell'ipofisi, ad azione ipertensiva e antidiuretica.
vasoresezione   s.f.  (med.) vasectomia.
vasospasmo   s.m.  (med.) accentuata contrazione della parete dei vasi sanguigni.
vasotonina   s.f.  (chim. biol.) lo stesso che serotonina. 
vassallaggio   s.m.    • 1 •   (st.) condizione di dipendenza del vassallo dal feudatario; l'atto mediante il quale il primo si assoggettava al secondo, ricevendone promessa di protezione    • 2 •   (estens.) soggezione servile ai voleri altrui: vassallaggio politico, economico; ribellarsi contro ogni forma di vassallaggio. 
vassallatico   non com. vassallitico, agg.  [pl. m. -ci] (st.) di vassallo, che si riferisce al vassallaggio: tributi vassallatici. 
vassallesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (st.) proprio del vassallo, che riguarda il vassallo: benefici vassalleschi    • 2 •   (estens.) servile: sottomissione vassallesca. 
vassallitico    ⇨ vassallatico.
vassallo   s.m.    • 1 •   nell'età feudale, chi dietro giuramento di fedeltà riceveva l'investitura di un feudo dal signore, al quale restava legato da un rapporto di dipendenza, ricevendone in cambio protezione: in provenza furon già due nobili cavalieri, de' quali ciascuno e castella e vassalli avea sotto di sé  (boccaccio dec.  iv, 9)    • 2 •   (estens.) dipendente, suddito | (spreg.) servo: tratta tutti come suoi vassalli    • 3 •   (ant.) garzone: non altrimenti i cuoci a' lor vassalli / fanno attuffare in mezzo la caldaia / la carne con li uncin, perché non galli  (dante inf.  xxi, 55-57)  agg.  che è subordinato, sottoposto: stato, paese vassallo. 
vassoiata   s.f.  (non com.)    • 1 •   la quantità di cose che entrano in un vassoio    • 2 •   colpo dato con un vassoio.
vassoio   s.m.    • 1 •   grande piatto a fondo piano, di forma e materiale vari, usato per portare vasellame, per servire dolci, vivande, per deporvi lettere ecc.: vassoio tondo, ovale, rettangolare; vassoio d'argento, di rame, di ceramica, di legno  | il contenuto di un vassoio: mangiarsi un vassoio di paste.  dim. vassoietto, vassoino    • 2 •   arnese di legno, per lo più rettangolare, su cui il muratore depone la quantità di malta che deve utilizzare via via nel suo lavoro.
vastasata   s.f.  tipo di farsa popolaresca fiorita a palermo nei secc. xviii e xix.
vastaso   s.m.  [f. -a] (sicil.) facchino.
vastezza   s.f.  (rar.) vastità.
vastità   s.f.    • 1 •   l'essere vasto (anche fig.): la vastità del mare, del firmamento; una cultura di grande vastità    • 2 •   spazio vasto, superficie di grande estensione: le vastità marine. 
vasto   (1) agg.    • 1 •   che si estende per grande spazio; ampio: un vasto territorio; un salone molto vasto    • 2 •   (fig.) di grande entità: una vasta cultura, che abbraccia molti campi del sapere; un avvenimento di vasta portata, di notevole importanza, di larga risonanza; un incendio, un disastro di vaste proporzioni, molto esteso, molto grave; un vasto silenzio, un silenzio profondo ' su vasta scala, in grandi proporzioni, in quantità ingente: vendere un prodotto su vasta scala  § vastamente avv. 
vasto   (2) s.m.  (anat.) denominazione di alcuni muscoli particolarmente larghi: vasto mediale, laterale, parti del tricipite del braccio.
vate   s.m.  (lett.)    • 1 •   profeta    • 2 •   poeta di alta ispirazione; poeta animato da impegno civile: il sacro vate, / placando quelle afflitte alme col canto, / i prenci argivi eternerà  (foscolo sepolcri  288-290).
vateria   s.f.  genere di piante sempreverdi dell'asia meridionale, da cui si estraggono resina e grasso (fam.  dipterocarpacee).
vaticanista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   studioso, conoscitore dell'attività religiosa e politica del vaticano | giornalista corrispondente dal vaticano    • 2 •   fautore, sostenitore della politica del vaticano.
vaticano   agg.  della città del vaticano, sede del papa e della curia pontificia: poste vaticane; musei vaticani; stampa, radio vaticana. 
vaticinare   v. tr.  [io vaticìno  o vatìcino ecc.] (lett.) predire, profetizzare: i profeti vaticinarono la nascita di cristo. 
vaticinatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi vaticina: vaticinatore di sciagure. 
vaticinazione   s.f.  (rar.) il vaticinare; vaticinio.
vaticinio   s.m.  il predire cose future | ciò che viene predetto: il vaticinio dei profeti si avverò. 
vaticino   s.m.  (rar.) vaticinatore, profeta.
vattelappesca   o vattelapesca, avv.  (fam.) vallo a indovinare; chi lo sa (per esprimere ignoranza assoluta di una cosa): vattelappesca dov'è andato tuo fratello. 
vatusso    ⇨ watusso.
vaucheria   s.f.  (bot.) genere di alghe verdi, diffuse nelle acque dolci e salate e nei terreni umidi (cl.  cloroficee).
vauda   s.f.  in piemonte, lo stesso che baraggia. 
vaudeville   s.m. invar.    • 1 •   genere di teatro comico inframmezzato da canzoncine e ritornelli, affermatosi in francia tra la fine del sec. xviii e la prima metà del sec. xix | dalla seconda metà dell'ottocento, commedia brillante e leggera, ricca di equivoci e situazioni piccanti    • 2 •   canzone popolare francese, spec. di carattere satirico.
ve   pron. pers. m.  e f. di seconda pers. pl.  [atono; usato come compl. di termine in luogo del pron. pers. vi  in presenza delle forme pronominali atone lo, la, li, le  e della particella ne, in posizione sia proclitica sia enclitica] a voi: ve lo dissi; ve la spedirò; ve le regalò; ve li diede; ve ne parlerò; ve ne pentirete; dicendovelo; cercherò di mandarveli oggi  avv.  [usato al posto dell'avv. vi  in presenza delle forme pronominali atone lo, la, li, le  e della particella ne, in posizione sia proclitica sia enclitica] qui, in questo luogo; lì, in quel luogo, nel luogo di cui si parla: non ve li trovai; ve lo misi io; ve ne sono diversi. 
've   avv.  aferesi poet. di ove : là 've 'l vocabol suo diventa vano  (dante purg.  v, 97).
ve'   o veh, inter.    • 1 •   esprime meraviglia, stupore, ammirazione e sim.: ve', che bello!; ve' che non par che luca / lo raggio da sinistra a quel di sotto  (dante purg.  v, 4-5)    • 2 •   esprime avvertimento, ammonimento o, semplicemente, rafforza un'affermazione o una negazione: attento, ve', a quello che dici; non provarti a farlo, ve'!; sì, ve'!; no, ve'!. 
vecchia   s.f.    • 1 •   donna di età molto avanzata. dim. vecchierella, vecchietta, vecchina  pegg. vecchiaccia    • 2 •   (region.) lo stesso che luminello 1.
vecchiaia   s.f.    • 1 •   fase avanzata della vita naturale: arrivare alla vecchiaia; i malanni, gli acciacchi della vecchiaia; pensare alla vecchiaia, fare economie e risparmi da utilizzare quando si sarà vecchi; morire di vecchiaia, non per una malattia, ma in seguito all'età molto avanzata; essere il bastone della vecchiaia di qualcuno, essere di sostegno morale e materiale a una persona anziana | indice di vecchiaia, indice dell'invecchiamento di una popolazione, calcolato come rapporto tra la popolazione in età avanzata e quella in età infantile o giovanile    • 2 •   con valore collettivo, i vecchi: rispettare la vecchiaia. 
vecchiardo   s.m.  [f. -a] (rar.) persona vecchia; vegliardo.
vecchierello   meno com. vecchiarello, s.m.  [f. -a]    • 1 •   dim.  di vecchio    • 1 •    • 2 •   vecchio d'aspetto mite, fragile: movesi il vecchierel canuto e bianco  (petrarca canz.  xvi, 1).
vecchietto   s.m.  [f. -a]    • 1 •   dim.  di vecchio    • 1 •    • 2 •   vecchio di piccola statura, di corporatura esile. dim. vecchiettino. 
vecchiezza   s.f.  l'essere vecchio: il passaggio dalla maturità alla vecchiezza; mobili che mostrano la loro vecchiezza. 
vecchio   (1) agg.    • 1 •   che si trova nell'ultimo periodo della vita naturale; con significato più ampio, anziano (in contrapposizione a giovane): il mio vecchio nonno; un vecchio elefante; il fulmine ha schiantato il vecchio pino; essere, diventare, sentirsi vecchio; essere vecchio come matusalemme, vecchissimo; essere più vecchio, meno vecchio di qualcuno, essere maggiore, minore di età nascere vecchio, si dice di chi, nonostante la giovane età, dimostri un giudizio, un'assennatezza propri delle persone mature; (spreg.) si dice di giovane privo di slanci, di fantasia | posposto al nome di artisti, di personaggi storici, assume valore di comparativo e serve a distinguerli da altri, di ugual nome, vissuti in età posteriore: plinio il vecchio, palma il vecchio, contrapposti a plinio il giovane e palma il giovane    • 2 •   che mostra i caratteri propri della vecchiaia, che rivela i segni di un declino fisico o emotivo: un viso vecchio; un cuore vecchio e stanco    • 3 •   che risale a molto tempo addietro, che dura da molto tempo: una vecchia conoscenza; una vecchia abitudine; una vecchia storia | un vestito, un cappotto vecchio, usato, malandato ' il vecchio testamento, espressione meno corretta per antico testamento  | vecchio cattolico, (relig.) chi aderisce al veterocattolicesimo    • 4 •   che ha lunga pratica ed esperienza: un vecchio lupo di mare; essere vecchio del mestiere    • 5 •   di un altro tempo, di un'altra epoca; non attuale: vecchio stile; un vecchio palazzo; giornale vecchio, del giorno o dei giorni precedenti; un vecchio procedimento, antiquato | tradizionale: un gentiluomo di vecchio stampo    • 6 •   si dice di prodotto che risale al raccolto precedente o che è stato sottoposto a invecchiamento, a stagionatura: grano vecchio; parmigiano, vino vecchio  s. m.    • 1 •   [f. -a] chi si trova nella vecchiaia: un povero vecchio | i vecchi, (fam.) i genitori o gli avi, gli antenati. dim. vecchierello, vecchietto, vecchino  accr. vecchione  pegg. vecchiaccio    • 2 •   [f. -a] persona che svolge un dato lavoro da lungo tempo, o che ha notevole anzianità in un servizio: i vecchi del mestiere, dell'azienda, del reggimento    • 3 •   [solo sing.] ciò che è vecchio, superato: la lotta tra il vecchio e il nuovo. 
vecchio   (2) s.m.  (ant.) solo nella loc. vecchio marino, vitello marino, foca: i capidogli coi vecchi marini / vengon turbati dal lor pigro sonno  (ariosto o. f.  vi, 36).
vecchione   s.m.  [f. -a]    • 1 •   accr.  di vecchio    • 1 •   | uomo molto vecchio    • 2 •   vecchio di alta statura, di aspetto imponente.
vecchiotto   agg.  di persona, piuttosto vecchia, attempata | di cosa, fuori moda, antiquata.
vecchiume   s.m.  insieme di cose vecchie: buttare via tutto il vecchiume  | insieme di idee, di usanze antiquate, superate.
veccia   s.f.  [pl. -ce] pianta erbacea con foglie pennate e fiori violacei, usata come foraggio; spesso infesta le colture di grano (fam.  leguminose).
vecciato   agg.  mescolato a veccia: pane vecciato, di farina di grano e veccia  s.m.  terreno coltivato a vecce.
veccione   s.m.  (bot.) nome pop. del latiro. 
veccioso   agg.  che contiene molta veccia: grano veccioso. 
vecciule   s.m.  (non com.) il gambo della veccia strappata da terra.
vece   s.f.    • 1 •   (lett.) mutazione, avvicendamento: quando con vece assidua / cadde, risorse e giacque  (manzoni il cinque maggio)    • 2 •   in vece di  (o più com., in grafia unita, invece di), in luogo, in cambio di: in vece mia, tua, sua  (o in mia, tua, sua vece), al posto mio, tuo, suo | (non com.) invece di    • 3 •   pl.  mansioni, funzioni, in quanto esercitate da un sostituto: fare le veci del sindaco; firma del padre o di chi ne fa le veci. 
veda   s.m. invar.  ognuna delle quattro raccolte di testi religiosi, prevalentemente poetici, che rappresentano la più antica produzione letteraria in lingua sanscrita (veda degli inni, delle melodie, delle preghiere, delle formule magiche); al pl., il complesso di tali opere, ritenuto dal brahmanesimo frutto della rivelazione divina.
vedente   part. pres.  di vedere   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha l'uso della vista | non vedente, (eufem.) cieco.
vedere   (1) v. tr.  [pres. io védo  (lett. véggo; ant. o poet. véggio), tu védi, egli véde, noi vediamo  (ant. o poet. veggiamo), voi vedéte, essi védono  (lett. véggono; ant. o poet. véggiono); fut. io vedrò  (ant. vederò) ecc. ; pass. rem. io vidi  (ant. vedètti, vedéi, véddi, viddi), tu vedésti ecc. ; congiunt. pres. io véda  (lett. végga; ant. o poet. véggia)..., noi vediamo  (ant. o poet. veggiamo), voi vediate  (ant. o poet. veggiate), essi védano  (lett. véggano; ant. o poet. véggiano); cond. pres. io vedrèi  (ant. vederèi) ecc. ; imp. védi, vedéte; ger. vedèndo  (ant. o poet. veggèndo); part. pres. vedènte  e veggènte; part. pass. visto  o veduto]    • 1 •   percepire con l'occhio: vedere un albero, molte persone; vedere da lontano, da vicino; dal balcone della stanza si vede tutta la vallata; lo vidi partire; vedete come è cresciuto?; sta così bene che è un piacere vederlo | vedessi!, per esprimere ammirazione o meraviglia ' avere visto qualcosa con i propri occhi, si dice per assicurare di essere stati presenti a un fatto ' cosa che si vede a occhi chiusi, che la vedrebbe anche un cieco, (iperb.) si dice di cosa molto evidente ' non poter vedere qualcuno, (fig.) averlo in antipatia ' far vedere, mostrare: far vedere ai visitatori le bellezze della città  | non essersi fatto vedere, non essersi visto, si dice di chi non si è mostrato in giro | si faccia vedere!, venga a trovarmi; chi s'è visto, s'è visto, (fig. fam.) sia andata com'è andata, vada come vada e sim. | vederne delle belle, di tutti i colori, assistere a fatti d'ogni genere ' averne viste tante, avere avuto tante esperienze ' vedersela brutta, correre un grave rischio ' vedere lontano, avere la vista acuta; (fig.) prevedere    • 2 •   (assol.) avere la facoltà, la capacità visiva (anche vederci): non ci vede da un occhio; senza occhiali ci vedo poco; in questa stanza non ci si vede, c'è troppo buio | non vederci per la fame, (fig.) essere molto affamato | vederci doppio, percepire l'immagine di un oggetto raddoppiata; (fig.) essere ubriaco, avere le traveggole | non vedere più avanti del proprio naso, non vedere a un palmo dal naso, (fig.) mancare di lungimiranza ' prov.  : chi vivrà, vedrà, il futuro dirà chi aveva ragione    • 3 •   incontrare: vedere un amico a teatro | lieto di vederla!, si dice per complimento incontrando qualcuno ' guarda chi si vede!, (fam.) salutando qualcuno che non ci si aspettava di incontrare    • 4 •   guardare con attenzione per acquisire una conoscenza; prendere in considerazione, in esame: vedere il giornale, scorrerlo; vedere i conti, controllarli; vedere una cosa come sta, esaminarla, riflettervi sopra ' vedere una commedia, un film, una partita di calcio, assistervi ' vedere una mostra, visitarla ' farsi vedere dal dottore, farsi visitare ' vedere per credere!, verificare direttamente qualcosa per convincersene | se vedessi!, bisogna vedere che cose!, si dice per esprimere la propria meraviglia ' la vedremo!, si vedrà!, è da vedere!, in tono di sfida, di minaccia: dice che vuole andarsene, la vedremo!; questo è davedere! | veda, vedi, vediamo, incisi con cui si inizia un discorso per richiamare l'attenzione di chi ci ascolta: veda, vorrei aiutarla, ma non sono in grado di farlo | vedo, nel gioco del poker, formula con cui un giocatore accetta la giocata e chiede all'avversario di mostrare le proprie carte per stabilire chi ha vinto | vedi, in un testo, indicazione che rimanda ad altri passi dello stesso testo o di un altro    • 5 •   scorgere con la fantasia, col presentimento; antivedere, immaginare: vedersi perduto; errar vede il suo spirto / fra 'l compianto de' templi acherontei  (foscolo sepolcri  43-44) | non vedere l'ora di fare, di sapere qualcosa, (fig.) essere in ansiosa attesa di fare, conoscere qualcosa    • 6 •   riconoscere, comprendere, giudicare: non vedi come sei stanco?; vedo bene che non ci riesco  | giudicare adatto: non ti vedo a fare quel lavoro | vedere bene, male qualcuno, qualcosa, giudicarli bene, male | vedrai, vedrete, giudicherai o giudicherete dai fatti: vedrai che avevo ragione io | visto che, dato che, poiché: visto che siamo in ritardo, conviene fermarci qui | si vede che non ne vuol sapere, è chiaro    • 7 •   cercare, fare in modo di; risolvere: vedi di decidere; vedi un po', vedi tu, lascio a te decidere | vedrò, vedremo, si dice per tergiversare, per evitare di decidere    • 8 •   spartire, avere in comune: non avere nulla a che vedere con qualcuno, con qualcosa, non aver rapporti, relazioni con loro | vedersi v. rifl.    • 1 •   percepire con gli occhi la propria immagine: vedersi nello specchio    • 2 •   scoprirsi, trovarsi, sentirsi: vedersi perduto, in pericolo; vedersi costretto a reagire    • 3 •   riconoscersi: mi vedo in questa descrizione  | v. rifl.  incontrarsi: ci vedremo al concerto; vedersi da qualcuno, a casa di qualcuno. 
vedere   (2) s.m.    • 1 •   facoltà di vedere: da quinci innanzi il mio veder fu maggio / che 'l parlar mostra  (dante par.  xxxiii, 55-56)    • 2 •   aspetto, apparenza: fare un bel vedere, un brutto vedere, essere bello, brutto a vedersi    • 3 •   parere, opinione: a mio vedere. 
vedetta   s.f.    • 1 •   luogo elevato da cui si può osservare il territorio circostante | stare in, di vedetta, essere in un posto d'osservazione; (fig.) stare all'erta    • 2 •   persona che sta di vedetta | sentinella posta in prossimità del nemico e in comunicazione con i propri avamposti | marinaio posto in un punto elevato della nave per vigilare e segnalare tutto ciò che possa interessare la navigazione    • 3 •   (mar.) piccola nave da guerra, usata per servizi di scorta o di vigilanza costiera    • 4 •   ciascuna delle piccole finestre praticate nella parete di una fornace per controllare lo stato di cottura dei vasi.
vedette   s.f. invar.    • 1 •   nel mondo dello spettacolo, artista di grande successo    • 2 •   (estens.) personaggio di spicco, molto noto in un determinato campo di attività.
vedibile   agg.  (non com.) che può essere veduto; visibile.
vedico   agg.  [pl. m. -ci] dei veda, relativo ai veda: lingua vedica; inni vedici. 
vedismo   s.m.  l'insieme delle dottrine filosofico-religiose indiane che hanno il loro fondamento nei testi veda.
vedova   agg.  e s.f.  si dice di donna a cui è morto il marito: rimanere, restare vedova; sposare una vedova | vedova bianca, moglie di un emigrato rimasta sola in patria. dim. vedovella   s. f.    • 1 •   (zool.) genere di uccelli dell'africa tropicale, i cui maschi sono caratterizzati dalla livrea nuziale nera e dalle lunghissime penne della coda (ord.  passeriformi)    • 2 •   vedova nera, nome comune di un ragno americano, di colore nero, con una macchia rossa sull'addome; col morso inocula un veleno pericoloso anche per l'uomo (cl.  aracnidi).
vedovaggio   s.m.  (ant.) stato vedovile, vedovanza: e vedova fatta,... tornò marzia dal principio del suo vedovaggio a catone  (dante convivio).
vedovanza   s.f.  l'essere vedovo o vedova; stato, condizione vedovile: un lungo, un breve periodo di vedovanza | vedovanza di una chiesa, di una diocesi, (fig.) la condizione in cui si trova quando è temporaneamente priva del titolare.
vedovare   v. tr.  [io védovo ecc.] (lett.)    • 1 •   rendere vedovo, vedova    • 2 •   (fig.) privare: polifemo, a cui lo scaltro ulisse / dell'unic'occhio vedovò la fronte  (pindemonte).
vedovella   s.f.    • 1 •   dim.  di vedova  | vedova giovane    • 2 •   (bot.) scabiosa, vedovina.
vedovile   agg.    • 1 •   di vedova o vedovo: abito, stato vedovile    • 2 •   che spetta alla vedova: pensione vedovile  s. m.    • 1 •   (ant.) il tempo del lutto vedovile    • 2 •   la parte dell'eredità del marito che spetta alla vedova.
vedovina   s.f.  (bot.) scabiosa.
vedovo   agg.    • 1 •   che ha perduto, per morte, il marito o la moglie: essere, restare vedovo    • 2 •   (fig. lett.) che è rimasto privo di persona o cosa necessaria: una diocesi vedova del vescovo; oh settentrional vedovo sito, / poi che privato se' di mirar quelle!  (dante purg.  i, 26-27)  s.m.  uomo a cui è morta la moglie: sposarsi con un vedovo. 
vedretta   s.f.  piccolo ghiacciaio situato su un ripido pendio o circoscritto in una conca.
veduta   s.f.    • 1 •   (lett.) il vedere; facoltà visiva: oh abbondante grazia ond'io presunsi / ficcar lo viso per la luce etterna, / tanto che la veduta vi consunsi!  (dante par.  xxxiii, 82-84) | testimone di veduta, testimone oculare    • 2 •   spazio che si abbraccia con la vista: dalla torre si può ammirare una veduta bellissima    • 3 •   quadro, disegno o fotografia che raffigura un paesaggio o la parte di una città: una veduta alpina; una veduta di venezia    • 4 •   pl.  modo di vedere; idee, opinioni: persona di vedute grette, meschine; avere  (o essere di) vedute larghe, ampie, avere una mentalità aperta, libera da preconcetti    • 5 •   (dir.) finestra o altra apertura in un muro che consente il libero affacciarsi sulla proprietà confinante.
vedutismo   s.m.  genere di pittura, diffuso soprattutto in italia nel settecento, che riproduceva vedute prospettiche di edifici e di paesaggi.
vedutista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] pittore di vedute.
veduto   part. pass.  di vedere  agg.  nei sign. del verbo | a ragion veduta, dopo aver considerato i fatti, dopo aver ponderato ogni possibile conseguenza, implicazione: decidere, fare qualcosa a ragion veduta. 
veemente   rar. vemente, agg.  impetuoso, travolgente, violento: indole, carattere veemente; una veemente mareggiata; il veemente assalto delle truppe nemiche; una veemente invettiva; parole veementi di sdegno  § veementemente avv. 
veemenza   rar. vemenza, s.f.  l'essere veemente: la veemenza del vento, della corrente; veemenza di sentimenti, di passioni. 
vegetabile   agg.  (non com.) che può vegetare  agg.  e s.m.  (ant.) vegetale.
vegetabilità   s.f.  (rar.) l'essere vegetabile.
vegetale   agg.    • 1 •   che è proprio degli organismi viventi che non appartengono al regno animale, o che a essi si riferisce: regno, vita vegetale    • 2 •   che si ottiene, si ricava da tali organismi: crine, fibra vegetale  | in contrapposizione a ciò che è di origine animale: grassi, proteine vegetali; brodo vegetale, non di carne  s.m.  ogni organismo vivente che appartiene al regno vegetale: il mondo degli animali e dei vegetali. 
vegetaliano   s.m.  [f. -a] chi pratica il vegetalismo.
vegetalismo   s.m.  tipo di vegetarianismo che abolisce dalla dieta anche i prodotti di origine animale, come latte, burro, formaggi, uova ecc.
vegetalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] vegetaliano.
vegetare   v. intr.  [io vègeto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   vivere, crescere e svilupparsi (detto dei vegetali): piante che vegetano in terreni umidi    • 2 •   (estens.) condurre una vita puramente vegetativa: un malato ridotto ormai a vegetare  | (fig.) condurre una vita inerte, inattiva, senza interessi e ideali.
vegetarianismo   o vegetarismo, s.m.  concezione e pratica dietetica che prescrivono un'alimentazione a base di prodotti vegetali, con esclusione assoluta delle carni.
vegetariano   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi pratica una dieta da cui sono escluse le carni ' alimentazione, dieta vegetariana, regime vegetariano, a base di vegetali | ristorante vegetariano, in cui non si servono carni § vegetarianamente avv.  al modo dei vegetariani.
vegetarismo    ⇨ vegetarianismo.
vegetativizzazione   s.f.  in embriologia, sviluppo eccessivo dei derivati del polo vegetativo di un embrione.
vegetativo   agg.    • 1 •   che è proprio dei vegetali ' riproduzione vegetativa, tipo di riproduzione dei vegetali che avviene senza l'intervento dei gameti    • 2 •   negli organismi animali, che si riferisce alle funzioni inerenti alla vita organica, distinte da quelle della vita di relazione: vita vegetativa, l'insieme delle funzioni relative alla vita puramente organica (p. e.  respirazione, circolazione); (fig.) vita inerte, inattiva | polo vegetativo, in embriologia, il polo dell'uovo corrispondente all'emisfero in cui si trova la maggiore quantità di tuorlo, in contrapposizione al polo animale, dove in genere è situato il nucleo    • 3 •   anima vegetativa, (filos.) nella filosofia aristotelica, l'anima come principio della vita vegetativa § vegetativamente avv.  per ciò che riguarda la vita vegetativa.
vegetazione   s.f.    • 1 •   il vegetare; sviluppo di un vegetale: terreno, clima adatto alla vegetazione    • 2 •   l'insieme dei vegetali che vivono in un luogo: vegetazione equatoriale, mediterranea; regione ricca, povera di vegetazione    • 3 •   (med.) nome dato ad alcune escrescenze patologiche: vegetazione adenoidea. 
vegeto   agg.    • 1 •   che cresce bene, prospero, rigoglioso (detto di pianta)    • 2 •   (fig.) che conserva salute e forza anche in età avanzata (detto di persona): un vecchietto ancora vegeto | vivo e vegeto, si dice di chi appare in perfetta salute dopo essere stato creduto in non buone condizioni fisiche o addirittura morto.
vegeto-minerale  vegeto-minerale o vegetominerale, agg.  solo nella loc. acqua vegeto-minerale, soluzione di acetato basico di piombo usata come medicamento per contusioni e distorsioni.
veggente   agg.  (ant.) che vede | a occhi veggenti, alla presenza di qualcuno  s.m.  e f.    • 1 •   (rar.) chi vede, chi ha l'uso della vista    • 2 •   (lett.) profeta: ai mirabili veggenti, / che narrarono il futuro  (manzoni la resurrezione)    • 3 •   indovino, mago: farsi predire l'avvenire da una veggente. 
veggenza   s.f.    • 1 •   (rar.) facoltà di vedere    • 2 •   (fig.) capacità di prevedere il futuro: la veggenza dei profeti. 
vegghia    ⇨ veglia.
vegghiare    ⇨ vegliare.
veggia   s.f.  [pl. -ge] (ant.) botte.
veggiare    ⇨ vegliare.
veggio   s.m.  (tosc.) scaldino di terracotta. dim. veggino. 
veglia   ant. o pop. tosc. vegghia, s.f.    • 1 •   l'essere desto, sveglio; lo stare sveglio di notte: il malato alternava momenti di veglia e di sopore; lunghe ore di veglia a tavolino; fare la veglia a un malato; veglia funebre, il trascorrere la notte accanto a un defunto recitando preghiere; stare tra la veglia e il sonno, nel dormiveglia    • 2 •   (tosc.) serata trascorsa fino a tarda notte in conversazioni o in altri svaghi, in casa di amici o in luoghi pubblici: andare a veglia; cose da raccontarsi a veglia, favole, storielle, amenità | veglia danzante, festa da ballo, veglione.
vegliardo   s.m.  vecchio la cui figura ispira rispetto e quasi venerazione.
vegliare   ant. o pop. tosc. vegghiare, ant. veggiare, v. intr.  [io véglio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   essere desto, sveglio; in partic., stare sveglio di notte: vegliare fino all'alba; vegliare sui libri, in preghiera; vegliare al capezzale di un moribondo; perché fino al morir si vegghi e dorma / con quello sposo ch'ogni voto accetta  (dante par.  iii, 100-101)    • 2 •   (fig.) vigilare, fare molta attenzione: vegliare perché una missione abbia buon esito; i genitori vegliano sulla salute dei figli  | (lett.) stare in preoccupazione: teco vegliar m'è caro, gioir, pianger con te  (giusti) | v. tr.  assistere di notte: vegliare un infermo; vegliare un morto, fare la veglia funebre.
vegliatore   s.m.  [f. -trice] (rar.) chi veglia; chi partecipa a una veglia.
veglio   agg.  e s.m.  [f. -a] (ant. , lett.) vecchio: vidi presso di me un veglio solo, / degno di tanta reverenza in vist a (dante purg.  i, 31-32).
veglione   s.m.  festa da ballo che si tiene in locali pubblici e si prolunga nel corso della notte: il veglione di fine d'anno, di carnevale.  dim. veglioncino. 
veglionissimo   s.m.  gran veglione; per antonomasia, il veglione di san silvestro.
veglioto   agg.  di veglia, isola della dalmazia (oggi, krk)  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo dell'isola di veglia    • 2 •   lingua romanza estintasi alla fine del xix sec., che era parlata nell'isola di veglia.
vegnente   agg.  (ant.)    • 1 •   che viene, prossimo ad arrivare    • 2 •   (fig.) che cresce bene.
veh    ⇨ ve'.
veicolare   (1) agg.    • 1 •   di veicolo o di veicoli: circolazione, traffico veicolare    • 2 •   che riguarda o costituisce un mezzo di propagazione, di diffusione: l'attività veicolare del pulviscolo atmosferico | lingua veicolare, quella usata come mezzo di comunicazione tra parlanti che appartengono a comunità linguistiche diverse.
veicolare   (2) v. tr.  [io veìcolo ecc.] trasportare facendo da veicolo: gli insetti possono veicolare malattie infettive  | (fig.) trasmettere comunicare: un romanzo che veicola nuove idee. 
veicolo   ant. veiculo, s.m.    • 1 •   qualsiasi mezzo di trasporto meccanico guidato dall'uomo : veicolo terrestre, aereo, anfibio; veicolo a motore, a trazione animale; la circolazione, il traffico dei veicoli; proibire il passaggio ai veicoli; veicolo spaziale, destinato al volo nello spazio extratmosferico; veicolo a cuscino d'aria, hovercraft    • 2 •   (estens.) mezzo che serve a propagare, a diffondere qualcosa (anche fig.): il filo di rame è veicolo dell'elettricità; la musica di verdi si fece veicolo delle idee risorgimentali  | (med.) qualsiasi agente o mezzo che possa trasportare microrganismi patogeni e trasmettere un contagio: veicolo d'infezione; l'anofele è veicolo della malaria    • 3 •   (chim.) sostanza inattiva che si mescola a una sostanza attiva perché si possa adoperare questa nella forma voluta: nelle vernici il veicolo è di solito il solvente  | (farm.) eccipiente.
veilleuse   s.f. invar.    • 1 •   lampada notturna a luce tenue, che non disturba il sonno    • 2 •   apparecchio per tenere in caldo infusi, tisane e sim.; consiste in una tazza montata su un piccolo treppiede sotto il quale arde una fiammella    • 3 •   canapè da riposo con due braccioli di altezza diversa, mobile tipico dello stile impero.
vela   s.f.    • 1 •   ampia tela di canapa rinforzata e variamente sagomata che si applica agli alberi o ai pennoni di un'imbarcazione e che, opportunamente manovrata, consente di sfruttare il vento ai fini della propulsione: barca a vela; vela quadra, a forma di rettangolo o trapezio; vela di taglio, quella che viene a trovarsi nel senso poppa-prora, inferita a una verga obliqua o a un cavo fisso; vela triangolare  o latina, di taglio, con il lato prodiero inferito a un'antenna; vela aurica, di taglio, a forma di trapezio; vela bermudiana  o marconi, triangolare, di taglio, inferita direttamente all'albero; è la più usata sulle imbarcazioni da diporto e da regata ' nave alla vela, pronta a muovere ' nave sotto vela, con le vele spiegate | dare le vele al vento, navigare ' mollare le vele, scioglierle dai pennoni ' aprire, bordare le vele, bracciare i pennoni e tesare le scotte per far prendere alle vele quanto più vento possibile ' guarnire le vele, fissare le vele ai pennoni, alle antenne, agli stragli, con tutti i loro cavi e accessori ' alzare le vele, metterle al vento; (fig.) accingersi fiduciosamente a una nuova opera, intraprenderla: per correr miglior acque alza le vele / omai la navicella del mio ingegno  (dante purg.  i, 1-2) | ammainare le vele, toglierle al vento ' far vela, salpare, navigare; (fig.) muoversi, andare via ' essere alla vela, detto del vento, spirare in direzione favorevole ' a gonfie vele, col favore del vento; (fig.) in modo favorevole, benissimo: gli affari vanno a gonfie vele | a piena vela  o a vela piena, (ant.) ricevendo in pieno il vento: a piena vela si cacciaron lunge / da la crudele e sanguinosa spiaggia  (ariosto o. f.  xx, 99) | raccogliere le vele, (fig.) arrivare alla conclusione di un discorso o di un'operazione ' calare le vele, (fig.) abbassare l'orgoglio; anche, cedere, abbandonare la lotta: giunto in quella parte / di mia etade ove ciascun dovrebbe / calar le vele e raccoglier le sarte  (dante inf.  xxvii, 79-81)    • 2 •   (lett.) imbarcazione a vela    • 3 •   lo sport che si pratica con imbarcazioni a vela: una gara di vela    • 4 •   volo a vela, volo con alianti    • 5 •   (arch.) ogni spazio triangolare o spicchio tra due nervature di una volta a crociera ' volta a vela, volta atta a coprire un locale a pianta quadrata, costituita da quattro spicchi separati da nervature in muratura | muro a vela, muro isolato senza sporgenze o rientranze ' campanile a vela, muro con un'apertura a forma di finestra in cui sono sistemate le campane.
velabile   agg.  (non com.) che può essere velato.
velacciere   s.m.  (mar.) veliero a tre alberi, di cui il prodiero a vele quadre e gli altri a vele latine, con bompresso e fiocchi.
velaccino   s.m.  (mar.) nei bastimenti a vele quadre, la seconda vela dall'alto dell'albero di trinchetto; anche, il relativo pennone e il tronco dell'albero che porta tale pennone.
velaccio   s.m.  (mar.) nei velieri a vele quadre, ognuna delle vele poste sopra la gabbia, con il rispettivo pennone.
velada   s.f.  (region.) abito maschile da cerimonia, nero a falde lunghe e strette, in voga a venezia nel sec. xviii; finanziera.
velaio   s.m.  (mar.) operaio specializzato nel taglio, nella manifattura e nella riparazione delle vele.
velame   (1) s.m.  (lett.)    • 1 •   ciò che vela; velo: quand'io feci 'l mal sonno / che del futuro mi squarciò 'l velame  (dante inf.  xxxiii, 26-27)    • 2 •   (fig.) ciò che nasconde qualcosa; apparenza sotto cui si cela qualcosa: mirate la dottrina che s'asconde / sotto 'l velame de li versi strani  (dante inf.  ix, 62-63).
velame   (2) s.m.  insieme delle vele di un'imbarcazione: ridurre, aumentare il velame. 
velamento   (1) s.m.  (non com.) il velare, il coprire con un velo.
velamento   (2) s.m.  (lett.) velo, velame (anche fig.).
velare   (1) v. tr.  [io vélo ecc]    • 1 •   coprire con un velo, con un drappo o altro, per nascondere, proteggere, ornare ecc.: velarsi il volto; velare un quadro; e noi di sacra e di festiva fronde / velammo i templi il dì, miseri noi!  (caro) | velare una luce, schermarla    • 2 •   (estens.) coprire con uno strato sottile simile a un velo: la nebbia vela la campagna; le lacrime le velavano gli occhi | velare un colore, distendere uno strato di colore su un altro più intenso per modificarne l'effetto    • 3 •   (fig.) annebbiare, offuscare; rendere spento, privo di vivacità, di sonorità e sim.: il suo sguardo era velato di tristezza; l'emozione gli velava la voce    • 4 •   (fig.) nascondere, celare, dissimulare: velare i propri sentimenti | velare una verità, renderla meno cruda, presentarla con qualche attenuazione | velarsi v. rifl.    • 1 •   coprirsi con un velo    • 2 •   (estens.) prendere il velo, farsi suora o monaca | v. rifl.    • 1 •   coprirsi di uno strato sottile simile a un velo: le piante si velarono di rugiada    • 2 •   (fig) annebbiarsi, offuscarsi; perdere chiarezza e forza: gli si velò la vista, la voce. 
velare   (2) v. tr.  [io vélo ecc.] (non com.) munire di vele.
velare   (3) agg.    • 1 •   (anat.) del velo palatino    • 2 •   (ling.) si dice di suono articolato fra il dorso della lingua e il velo del palato (p. e. c  duro e g  duro come in collo  e in gallo); lo stesso che gutturale   s.f.  (ling.) consonante velare.
velario   s.m.    • 1 •   nei teatri dell'antica roma, tendone di stoffa usato per proteggere pubblico e attori dai raggi del sole    • 2 •   (estens.) tendaggio usato per riparare o per nascondere    • 3 •   (relig.) il velo del tempio di gerusalemme.
velarizzato   agg.  (ling.) si dice di suono che ha subito velarizzazione.
velarizzazione   s.f.  (ling.) processo per cui il punto di articolazione di un suono si sposta verso il velo del palato (p. e. la pronuncia di n  quando preceda immediatamente una consonante velare: anca, angolo).
velatino   s.m.    • 1 •   in sartoria, tela rada e rigida usata per confezionare modelli    • 2 •   nelle riprese cinematografiche, schermo di garza che si pone davanti alla sorgente luminosa per diffonderne più uniformemente la luce.
velato   (1) part. pass.  di velare    • 1 •   agg.    • 1 •   coperto da un velo, da un drappo: una donna velata; un'immagine velata    • 2 •   (estens.) che sembra coperto da un velo: cielo velato; occhi velati di lacrime    • 3 •   (fig.) annebbiato, offuscato, attenuato: vista, voce velata; una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una gran passione  (manzoni p. s.  xxxiv)    • 4 •   (fig.) celato, non esplicito: minaccia velata; accennare in modo velato a qualcosa    • 5 •   leggero, trasparente come un velo (detto di calze femminili) § velatamente avv.  copertamente, in modo non esplicito: insinuare velatamente un sospetto. 
velato   (2) part. pass.  di velare    • 2 •   agg.  (lett.) munito di vele; solo nella loc. antenne velate : rivolgendo i corni / de le velate antenne, il greco ospizio / e 'l sospetto paese abbandonammo  (caro).
velatura   (1) s.f.    • 1 •   il velare, l'essere velato | in pittura, procedimento consistente nello stendere su un dipinto un leggero strato di colore molto diluito per conferirgli una tonalità uniforme    • 2 •   strato sottile steso su una superficie: una leggera velatura di cipria, di zucchero    • 3 •   (fig.) appannatura, offuscamento.
velatura   (2) s.f.    • 1 •   (mar.) l'insieme delle vele di un bastimento: velatura quadra; velatura da regata  | il complesso delle vele che un bastimento ha spiegate in un determinato momento: velatura piena, ridotta    • 2 •   (aer.) l'insieme delle superfici portanti e di comando di un'aerodina: velatura fissa, le ali e gli impennaggi dei velivoli; velatura rotante, le pale dei rotori degli elicotteri e degli autogiri.
velcro   ® s.m. invar.  dispositivo di chiusura rapida per vestiti, borse ecc., costituito da due nastri di tessuto sintetico che si uniscono tra loro a pressione poiché i minuscoli gancetti flessibili che sporgono dalla superficie di uno di essi si impigliano nelle arricciature di un filo fittamente aggrovigliato che sporgono dalla superficie dell'altro.
veleggiamento   s.m.  il veleggiare.
veleggiare   v. intr.  [io veléggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   navigare con un'imbarcazione a vela: veleggiare nell'adriatico  | detto dell'imbarcazione stessa: da cipri avanzando veleggia / la nave crociata latina  (carducci)    • 2 •   detto di velivoli, volare senza l'aiuto del motore: gli alianti veleggiano    • 3 •   (lett.) di uccelli, volare ad ali aperte | v. tr.    • 1 •   (poet.) percorrere navigando, solcare: il navigante / che veleggiò quel mar sotto l'eubea  (foscolo sepolcri  201-202)    • 2 •   (ant.) fornire di vela un'imbarcazione.
veleggiata   s.f.  il veleggiare; breve gita in barca a vela.
veleggiato   part. pass.  di veleggiare   agg.  nei sign. del verbo ' volo veleggiato, quello effettuato con alianti.
veleggiatore   s.m.    • 1 •   tipo di imbarcazione a vela    • 2 •   aliante con caratteristiche aerodinamiche molto spinte, in grado di sfruttare modeste correnti ascendenti, utilizzato in competizioni sportive (si contrappone a libratore)    • 3 •   [f. -trice] pilota di tale aliante.
veleggio   s.m.  il veleggiare | il volo degli uccelli con le ali aperte.
velenare   o venenare, v. tr.  [io veléno ecc.] (ant.) avvelenare.
velenifero   ant. venenifero, agg.  che contiene o produce veleno: ghiandole velenifere. 
veleno   poet. veneno, s.m.    • 1 •   sostanza di varia natura che, introdotta nell'organismo, può causargli gravissimi danni e perfino la morte: i cianuri sono potenti veleni; il veleno della vipera; uccidere col veleno; veleno per topi | amaro come il veleno, amarissimo    • 2 •   (estens.) ogni sostanza che nuoce all'organismo: la nicotina è un veleno per i polmoni | andare in veleno, detto di cibo, risultare sgradevole o indigesto in seguito a qualche contrarietà: a renzo quel poco mangiare era andato in tanto veleno  (manzoni p. s.  xvi)    • 3 •   (estens.) cibo o bevanda molto amara e disgustosa: questo caffè è un veleno!  | (non com.) odore pestifero; fetore    • 4 •   (fig.) passione o sentimento dannoso, maligno: il veleno dell'odio, dell'invidia    • 5 •   (fig.) astio, rancore, odio: parole piene di veleno | avere il veleno in corpo, essere pieno di rabbia, nutrire profondo rancore contro qualcuno ' mangiare, masticare veleno, inghiottire rabbia, rodersi di livore senza potersi sfogare ' sputare veleno, parlare con rancore ' schizzare veleno (da tutti i pori), manifestare un odio intenso ' intingere la penna nel veleno, detto di scrittore, scrivere con acrimonia.
velenosità   s.f.  l'essere velenoso (anche fig.): la velenosità di un fungo; la velenosità di una critica. 
velenoso   agg.    • 1 •   che è un veleno o contiene veleno: sostanza velenosa; fungo velenoso  | che inietta, che trasmette veleno: aculeo, morso velenoso    • 2 •   (fig.) moralmente dannoso: dottrine velenose    • 3 •   (fig.) pieno di astio, di livore, di acrimonia: parole velenose; una lingua velenosa; complimento velenoso, solo apparentemente cortese. dim. velenosetto  § velenosamente avv.  con acrimonia; in modo astioso, perfido: rispondere velenosamente. 
veleria   s.f.    • 1 •   officina in cui si confezionano vele; anche, magazzino in cui si conservano    • 2 •   (non com.) insieme di vele.
veletta   (1) s.f.  (lett.) vedetta: era miseno in alto / a la veletta asceso  (caro) ' stare alla veletta  (o alle velette), stare di vedetta, in osservazione.
veletta   (2) s.f.    • 1 •   piccolo velo che, in acconciature femminili del passato, si portava appuntato sul cappello e talvolta calato a coprire il viso. dim. velettina    • 2 •   (edil.) pannello di laterizio o di cemento retinato che chiude all'esterno il vano soprastante una finestra, dove è racchiuso il rullo della persiana avvolgibile.
velettaio   s.m.  (ant.) tessitore o fabbricante di veli.
velia   s.f.  (zool.) nome pop. dell'averla. 
velico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   della vela, delle vele: superficie velica; sistema velico prodiero e poppiero  | a vela, che avviene per mezzo di vele: propulsione, navigazione velica    • 2 •   che riguarda le imbarcazioni a vela; che si effettua con imbarcazioni a vela: sport velico; gare, regate veliche. 
veliero   agg.  (rar.)    • 1 •   fornito di vele, che naviga a vela: imbarcazione veliera    • 2 •   velico: navigazione veliera   s.m.  nave, bastimento a vela | veliero con motore ausiliario, dotato di un motore di piccola potenza da usare in caso di assoluta calma di vento o per le manovre in porto.
velificio   s.m.  fabbrica di vele.
velina   s.f.    • 1 •   carta velina | foglio di carta velina    • 2 •   copia su carta velina di un dattiloscritto: conservare la velina di una lettera    • 3 •   nel linguaggio giornalistico, comunicazione inviata dal governo, da un partito, da enti pubblici ecc. alla stampa, contenente suggerimenti sul modo di dare una notizia o di commentare un avvenimento.
velinare   v. tr.    • 1 •   nel linguaggio giornalistico, dare una notizia conformandosi a una velina, alle direttive di un centro di potere    • 2 •   (tip.) riprodurre una composizione in piombo su matrici di speciale carta trasparente, come procedimento intermedio tra la composizione tipografica e la stampa in offset o in rotocalco.
velino   agg.  solo nella loc. carta velina, carta leggerissima, senza colla, usata soprattutto per copie dattiloscritte o per l'imballaggio di oggetti fragili o preziosi; anche, tipo di carta a mano, bianchissima, molto leggera ma particolarmente resistente, usata soprattutto in passato nell'arte libraria per edizioni pregiate  s.m.  tipo di pergamena più bianca e più levigata della pergamena normale, ottenuta dalla pelle di un vitello da latte o di un vitello nato morto.
velismo   s.m.  lo sport della navigazione a vela.
velista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi pratica il velismo.
velite   s.m.  nell'antica roma e poi in epoca napoleonica, fante armato alla leggera.
velivolo   agg.  (poet.) si dice di nave a vela molto veloce | di mare, solcato da veloci navi a vela: questo nostro monte in cospetto... al velivolo adriatico  (carducci)  s.m.  aerodina a velatura fissa (aeroplano, idrovolante, aliante).
velle   s.m.  (ant. , lett.) volere, volontà: ma già volgeva il mio disio e 'l velle  (dante par.  xxxiii, 143).
velleità   s.f.  desiderio ambizioso ma inconcludente; aspirazione irrealizzabile, troppo superiore alle effettive capacità personali: velleità giovanili; avere velleità artistiche, letterarie. 
velleitario   agg.    • 1 •   che ha delle velleità: un individuo velleitario    • 2 •   che ha carattere di velleità: tentativi, progetti velleitari   s.m.  [f. -a] persona velleitaria § velleitariamente avv. 
velleitarismo   s.m.  atteggiamento di chi ha aspirazioni o programmi ambiziosi, ma infondati, vaghi, irrealizzabili; caratteristica di ciò che è velleitario: velleitarismo poetico; il velleitarismo di un progetto. 
vellere   v. tr.  [io vèllo ecc.] (ant. , lett.) svellere.
vellicamento   s.m.  (non com.) il vellicare, l'essere vellicato.
vellicare   v. tr.  [io vèllico, tu vèllichi ecc.] (lett.)    • 1 •   toccare in modo leggero provocando il solletico: vellicare con una piuma    • 2 •   (fig.) stimolare, eccitare piacevolmente: vellicare la fantasia. 
vellicazione   s.f.  (non com.) vellicamento.
vellichio   s.m.  (lett.) il vellicare a lungo, ripetutamente | la sensazione di solletico che ne deriva; formicolio.
vellicordo   s.m.  (mus.) strumento formato da due segmenti di legno disposti ad angolo, sui quali sono tese delle corde d'acciaio accordate cromaticamente; utilizzando come cassa di risonanza un timpano, sul quale viene appoggiato, e pizzicando le corde, si ottiene un suono simile al pizzicato del violoncello.
vello   s.m.    • 1 •   (lett.) la massa di pelo dell'animale da lana; la pelle intera di tale animale: vello di pecora; il vello d'oro degli argonauti  | (estens.) pelame degli animali da pelliccia    • 2 •   (lett.) bioccolo di lana, ciocca di pelo: di vello in vello giù discese poscia  (dante inf.  xxxiv, 74)    • 3 •   (poet.) i capelli dell'uomo: con altra voce omai, con altro vello / ritornerò poeta  (dante par.  xxv, 7-8).
velloso   agg.  (lett.) coperto di vello, di pelo; villoso.
vellutare   v. tr.  (ind. tessile) rendere un tessuto simile al velluto.
vellutato   agg.    • 1 •   che ha le qualità o l'apparenza del velluto: una stoffa vellutata  | si dice di organo vegetale coperto da una peluria fitta e morbida che dà l'impressione visiva e tattile del velluto: pesche, foglie vellutate; petali vellutati    • 2 •   (fig.) liscio e morbido come velluto: pelle, guancia vellutata | voce vellutata, armoniosa, flautata | salsa vellutata, (gastr.) salsa a base di farina, burro e brodo    • 3 •   di colore, che ha la morbidezza e i riflessi del velluto: nero vellutato  § vellutatamente avv. 
vellutatrice   s.f.  (ind. tessile)    • 1 •   macchina che esegue la vellutatura    • 2 •   floccatrice.
vellutatura   s.f.  (ind. tessile)    • 1 •   operazione di finitura superficiale di alcuni tessuti consistente nel districare il pelo residuo, cimarlo e conferirgli un verso uniforme, così da ottenere un aspetto simile a quello del velluto    • 2 •   lo stesso che floccaggio. 
vellutazione   s.f.  (tecn.) operazione simile al floccaggio, ma eseguita su materiali non flessibili (p. e.  legno o metalli).
vellutiere   s.m.  (ant.) tessitore di velluti.
vellutino   s.m.    • 1 •   velluto leggero    • 2 •   nastro di velluto usato come guarnizione per abiti da donna.
velluto   agg.  (lett.) coperto di pelo; villoso: appigliò sé a le vellute coste  (dante inf.  xxxiv, 73)  s.m.    • 1 •   tessuto che sul diritto è ricoperto di pelo corto, fitto e molto morbido: velluto di seta, di lana, di cotone; velluto a coste  (o alla cacciatora), di cotone, con lavorazione a costure in rilievo; giacca, pantaloni di velluto | di velluto, (fig.) vellutato: foglie, petali di velluto; guance di velluto    • 2 •   (estens.) indumento, abito di velluto: indossare un velluto    • 3 •   (fig.) cosa liscia e morbidissima: ha una pelle che è un velluto | camminare sul velluto, procedere in un'azione, in un'impresa senza incontrare ostacoli.
velo   s.m.    • 1 •   tessuto finissimo e trasparente di seta o cotone: velo rado, fitto, liscio, operato; una camicetta di velo; il velo della sposa; coprirsi il capo con un velo    • 2 •   drappo che ripara o cela qualcosa: il velo del tempio, quello che nel tempio di gerusalemme separava il sancta sanctorum, dove non entrava nessuno, dal santuario, riservato ai sacerdoti; velo del calice, pezzo quadrato di tessuto del colore liturgico del giorno, che copriva il calice all'inizio e alla fine della messa; velo umerale, drappo di seta bianca che il sacerdote si mette sulle spalle e che gli ricopre le mani quando porta l'ostensorio o la pisside; velo religioso, quello che portano sul capo le suore o le monache ' prendere il velo, (fig.) farsi suora o monaca | deporre, lasciare il velo, (fig.) di suora o monaca, abbandonare lo stato religioso    • 3 •   strato molto sottile che ricopre qualcosa (anche fig.): un velo di nebbia, di fumo; spargere sulla torta un velo di zucchero; un velo di lacrime gli annebbiava la vista; c'è nei suoi occhi un velo di tristezza  | zucchero a velo, finissimo, usato per spolverare dolci    • 4 •   (fig.) ciò che impedisce la vera conoscenza di qualcosa: rompere il velo di mistero che circonda un avvenimento | far velo, impedire di vedere le cose come realmente sono: la passione gli fa velo | cadere il velo dagli occhi a qualcuno, si dice con riferimento a persona cui si manifesti improvvisamente una verità, per lo più sgradevole, rimasta a lungo invisibile: a quelle parole gli cadde il velo dagli occhi  | stendere un velo su qualcosa, dimenticarla, non parlarne più ' stendere un velo pietoso su qualcosa, tacere particolari troppo dolorosi, narrando un fatto, per non ferire chi ascolta | dire la verità senza veli, in modo chiaro ed esplicito, senza attenuarla    • 5 •   (fig.) apparenza ingannevole: nascondere il proprio egoismo sotto, dietro un velo di generosità    • 6 •   (poet.) il corpo, in quanto racchiude e nasconde l'anima: il velo mortale; te solo aspetto, e quel che tanto amasti / e là giuso è rimaso, il mio bel velo  (petrarca canz.  cccii, 10-11)    • 7 •   tessuto di crine che si tende sulla intelaiatura di un setaccio    • 8 •   (anat.) lamina muscolo-membranosa che pende dal fondo del palato e separa la bocca dalle fosse nasali: velo palatino, pendulo    • 9 •   membrana che avvolge qualcosa: il velo della cipolla, la sottile squama che avvolge il bulbo; velo totale, parziale dei funghi, membrana biancastra che ricopre alcuni funghi interamente o limitatamente al cappello    • 10 •   (sport) nella pallacanestro, azione consistente nel mettersi davanti all'avversario per ostacolarlo nei movimenti o impedirgli la visuale | nella pallavolo, disposizione che i giocatori della prima linea assumono quando il compagno effettua la battuta, al fine di impedire agli avversari di vedere la traiettoria della palla | far velo, nel calcio, ingannare l'avversario fingendo di intervenire sulla palla e lasciandola invece a un proprio compagno.
veloce   agg.    • 1 •   che si sposta con moto rapido: un cavallo, un'automobile veloce; un ragazzo veloce nella corsa; veloce come il lampo, come il vento, velocissimo    • 2 •   che è compiuto con celerità: una corsa, una mossa veloce    • 3 •   che agisce con rapidità: una dattilografa veloce; avere mano veloce; un ingegno veloce, che intuisce prontamente    • 4 •   che passa in fretta: i giorni, gli anni scorrono veloci    • 5 •   (mus.) indicazione dinamica che prescrive l'esecuzione rapida di un brano § velocemente avv. 
velocifero   s.m.  nel xix sec., vettura pubblica che faceva corse più rapide e frequenti di quelle delle comuni diligenze.
velocimetria   s.f.  tecnica per misurare la velocità di un corpo in movimento con rilevazioni a distanza.
velocimetro   s.m.  strumento per misurare a distanza la velocità di un mezzo mobile.
velocipede   s.m.  antico modello di bicicletta con la ruota anteriore molto più grande di quella posteriore | (antiq.) bicicletta  agg.  (ant. , lett.) che corre, che cammina velocemente.
velocipedismo   s.m.  (antiq.) ciclismo.
velocipedista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (antiq.) ciclista.
velocipedistico   agg.  [pl. m. -ci] (antiq.) ciclistico.
velocista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti]    • 1 •   (sport) atleta specializzato nelle corse podistiche di velocità | ciclista specializzato nelle gare di velocità su pista | ciclista dotato di notevole scatto, grazie al quale eccelle nelle volate    • 2 •   aviatore che appartiene ai reparti di alta velocità.
velocità   s.f.    • 1 •   l'essere veloce; rapidità, celerità: la velocità della lepre, del fulmine, del pensiero; rifece la strada a gran velocità | a piccola, grande velocità, modalità di trasporto di merci per ferrovia con consegna più o meno celere | velocità di circolazione (della moneta), numero medio di volte che l'unità monetaria viene usata nell'unità di tempo | gara di velocità, (sport) quella su percorso piuttosto breve, in cui si mette alla prova lo scatto più che la resistenza degli atleti; in partic., nel ciclismo su pista, gara che si disputa tra due concorrenti sulla distanza di due giri di pista; nell'atletica leggera, corsa podistica che si svolge su una distanza variabile dai cento ai quattrocento metri    • 2 •   in fisica: velocità lineare media, rapporto tra lo spazio percorso da un corpo mobile e il tempo impiegato a percorrerlo; velocità angolare media, rapporto tra l'angolo percorso dal raggio vettore e il tempo impiegato a percorrerlo | nell'uso corrente, la velocità lineare o la velocità angolare: la velocità della luce, del suono; un'automobile che può raggiungere la velocità di 180 km all'ora; aumentare, diminuire la velocità; acquistare, perdere velocità  | velocità di sostentamento, la velocità minima indispensabile affinché un velivolo si sostenga in volo | velocità di fuga, la velocità minima che consente a un corpo materiale di sfuggire all'azione gravitazionale di un astro | alta velocità, in ferrovia, tecnologia che permette ai treni di viaggiare a una velocità doppia di quella tradizionale, e che interessa sia gli impianti fissi sia il materiale rotabile: linea, treni ad alta velocità. 
velocitare   v. tr.  [io velòcito ecc.] (ant.) dare, imprimere maggiore velocità a un corpo | velocitarsi v. rifl.  (ant.) acquistare velocità.
velocitazione   s.f.  (ant.) accelerazione.
velocizzare   v. tr.  rendere più veloce; accelerare, sveltire: velocizzare una procedura  | velocizzarsi v. rifl.  divenire più veloce.
velocizzazione   s.f.  il velocizzare, il velocizzarsi, l'essere velocizzato.
velocrespo   s.m.  (non com.) lo stesso che chiffon. 
velocross   s.m. invar.  (non com.) corsa ciclocampestre; ciclocross.
velodromo   s.m.    • 1 •   pista a tracciato ellittico, in cemento, terra battuta o legno, destinata alle gare ciclistiche    • 2 •   stadio in cui si trova tale pista.
velopendulo   s.m.  (anat.) velo pendulo, velo palatino.
velours   s.m. invar.  tessuto di lana peloso e morbido, simile al velluto.
veltro   s.m.  [f., raro, -a] (lett.) cane da caccia assai veloce, affine al levriero: nere cagne, bramose e correnti / come veltri ch'uscisser di catena  (dante inf.  xiii, 125-126).
vemente    ⇨ veemente.
vemenza    ⇨ veemenza.
vena   (1) s.f.    • 1 •   (anat.) vaso o canale membranoso che porta il sangue dalla periferia al cuore; per estens., vaso sanguigno in genere: vena giugulare, cefalica, femorale, porta; le vene della gamba, del braccio; recidersi, tagliarsi le vene  | non avere sangue nelle vene, (fig.) essere fiacco, apatico | non avere più sangue nelle vene, (fig.) sentirsi mancare per l'emozione o per un forte spavento ' sentirsi ribollire il sangue nelle vene, (fig.) sentirsi scosso ed eccitato per sdegno, ira o altra passione. dim. venetta, venina, venolina, venuzza    • 2 •   venatura: le vene della pietra, del marmo, del legno    • 3 •   rigagnolo sotterraneo di acqua sorgiva: acqua di vena, di sorgente    • 4 •   filone sotterraneo di un minerale: una vena di rame | trovare una vena d'oro, (fig.) una fonte di facile guadagno    • 5 •   (fig.) traccia, sfumatura: c'è una vena di malinconia nelle sue parole    • 6 •   (fig.) felice disposizione a fare qualcosa: essere, sentirsi in vena; non essere in vena di lavorare, di scherzi; fare qualcosa di vena, di buon grado, assai volentieri | ispirazione creativa; estro: vena poetica, musicale; un artista la cui vena si è inaridita. 
vena   (2) s.f.  (ant.  o pop.) variante aferetica di avena. 
venabulo   s.m.  (lett. rar.) spiedo da caccia; schidione.
venagione   s.f.  (ant.) l'andare a caccia.
venale   agg.    • 1 •   di, della vendita: prezzo venale  | che si vende, che si può vendere: merce venale; edizione non venale, fuori commercio    • 2 •   (spreg.) fatto per denaro, a fine di lucro (detto di ciò che per sua natura non dovrebbe essere comprato e venduto): arte venale; amore venale    • 3 •   (fig.) si dice di persona che agisce per lucro, che si lascia corrompere per denaro o che ne è molto avida: gente venale; un funzionario, un artista venale  § venalmente avv. 
venalità   s.f.  l'essere venale (spec. in senso fig.): la venalità di un giudice, di uno scrittore. 
venare   v. tr.  [io véno ecc.] segnare con venature | venarsi v. rifl.    • 1 •   coprirsi di venature    • 2 •   (fig.) essere caratterizzato da particolari tonalità, sfumature: la sua voce si venò di malinconia. 
venato   part. pass.  di venare   agg.    • 1 •   segnato da venature: marmo venato; stoffa azzurra venata di bianco    • 2 •   (fig.) che reca il segno, la traccia di qualcosa: un canto venato di tristezza. 
venatorio   agg.  di, relativo alla caccia o ai cacciatori: arte venatoria; concorso venatorio. 
venatura   s.f.    • 1 •   segno ramificato, di colore diverso dal fondo, che percorre la superficie di un legno, di un marmo ecc.: un marmo dalle venature nere    • 2 •   (fig.) lieve traccia, sfumatura: nelle sue parole c'era una venatura di malinconia. 
venazione   s.f.  (ant.) lo stesso che venagione. 
vendemmia   s.f.    • 1 •   la raccolta dell'uva: fare la vendemmia '  la quantità di uva raccolta: una vendemmia ricca, scarsa  | il periodo dell'anno in cui si procede alla raccolta: l'avvicinarsi della vendemmia    • 2 •   (poet.) uva, vite: i tuoi colli / per vendemmia festanti  (foscolo sepolcri  169-170)    • 3 •   (fig.) gran quantità, abbondanza di cose guadagnate o realizzate; messe: una vendemmia di premi | fare una buona, un'ottima vendemmia, realizzare grossi guadagni.
vendemmiabile   agg.  (non com.) che si può vendemmiare: uva vendemmiabile. 
vendemmiaio   s.m.  nome del primo mese del calendario rivoluzionario francese, che andava dal 22 settembre al 21 ottobre.
vendemmiale   agg.  (non com.) che riguarda la vendemmia: tempo vendemmiale   s.m.  (non com.) vendemmiaio.
vendemmiare   v. tr.  [io vendémmio ecc.]    • 1 •   raccogliere l'uva giunta a maturazione: vendemmiare la vigna    • 2 •   (fig.) conseguire in gran quantità: vendemmiare successi, onori    • 3 •   (fig.) spogliare un luogo d'ogni cosa utile; depredare, portare via: vendemmiare tutto quel che si trova  | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   fare la vendemmia: è arrivato il tempo di vendemmiare    • 2 •   (fig.) fare grossi guadagni: un'attività in cui si vendemmia. 
vendemmiatore   s.m.  [f. -trice] chi vendemmia.
vendemmiatrice   s.f.  macchina agricola, portata e azionata da una trattrice o trainata da un trattore, che serve a vendemmiare automaticamente.
vendere   v. tr.  [pres. io véndo ecc. ; pass. rem. io vendéi  o vendètti, tu vendésti ecc. ; part. pass. venduto]    • 1 •   cedere ad altri la proprietà di qualcosa ricevendone un corrispettivo (anche assol.): vendere la casa, un podere, un quadro; vendere all'asta, al miglior offerente; vendere per contanti, a credito, a rate; vendere all'ingrosso, al minuto; vendere in blocco, a corpo; vendere a peso, a misura, a pezzo, a taglio; vendere a prezzo fisso, a basso prezzo, a prezzo di costo, sotto costo; vendere su campione | si vende, vendesi, vendonsi, scritta apposta su un cartello per informare che una o più cose sono in vendita | vendere un giocatore, un calciatore, (sport) cederlo a un'altra società | sapersi vendere, saper vendere la propria merce, (fig.) saper valorizzare, mettere in luce le proprie qualità ' vendersi anche la camicia, (fig.) dissipare tutte le proprie sostanze ' vendere cara la pelle, (fig.) difendersi accanitamente prima di cedere ' aver ragione, salute, pazienza da vendere, (fig.) averne in abbondanza ' vendere frottole, ciance, (fig.) parlare a vuoto, fare promesse con leggerezza senza avere l'intenzione di mantenerle ' vendere fumo, (fig.) raccontare fandonie, vantarsi di un credito che non si ha ' venderla come la si è comprata, (fig. fam.) riferire qualcosa nel modo esatto in cui la si è intesa; questa non me la vendi, (fig. fam.) non me la dai a intendere, non la bevo ' vendere la pelle dell'orso prima di averlo preso, (fig.) fare assegnamento su qualcosa che non si possiede ancora    • 2 •   esercitare un'attività commerciale determinata: vendere stoffe, mobili; vendere frutta e verdura    • 3 •   fare commercio di ciò che per sua natura non dovrebbe essere oggetto di lucro: vendere il proprio ingegno, la propria arte, la coscienza, asservirli per ottenere vantaggi materiali; vendere il proprio corpo, prostituirsi ' vendere la patria al nemico, tradirla | vendere l'anima al diavolo, (fig.) essere disposto a tutto pur di conseguire un determinato fine | vendersi v. rifl.  fare mercato della propria volontà, della propria dignità | vendersi al nemico, all'avversario, tradire per denaro, o per altri vantaggi materiali, la propria patria, la propria parte.

vendereccio   agg.  [pl. f. -ce] (non com.)    • 1 •   che è fatto per essere venduto; che si vende bene, con facilità: merci venderecce    • 2 •   che si lascia facilmente corrompere; venale: gente vendereccia. 
vendetta   s.f.    • 1 •   offesa morale o danno materiale che si arreca ad altri per ottenere soddisfazione di un'offesa o di un danno subìto: preparare, macchinare, compiere una vendetta; vendetta sanguinosa, tremenda; fare vendetta di un insulto; prendersi una vendetta; essere ucciso per vendetta; propositi, sentimenti di vendetta | vendetta trasversale, compiuta colpendo non direttamente la persona, ma i suoi parenti; è una pratica mafiosa | fare le vendette di qualcuno, vendicarlo ' ricevere vendetta, essere vendicato: un torto che riceverà vendetta  | prov.  : la miglior vendetta è il perdono    • 2 •   castigo meritato; in partic., la punizione inflitta dalla giustizia divina: temere la vendetta di dio | il giorno della vendetta, quello del giudizio universale ' gridare vendetta, meritare il giusto castigo (detto di crimini o di azioni efferate e, in senso scherz., di cose malfatte o di pessimo gusto): un delitto che grida vendetta; un'esecuzione musicale che gridava vendetta. 
vendeuse   s.f. invar.  l'incaricata delle vendite in una sartoria; commessa di un negozio elegante di abbigliamento.
vendevole   agg.  (rar.) vendibile.
vendibile   agg.  che può essere venduto.
vendicabile   agg.  che può essere vendicato.
vendicare   v. tr.  [io véndico, tu véndichi ecc.]    • 1 •   far vendetta in nome di qualcuno o di qualcosa; punire con una vendetta: vendicare il padre, il fratello ucciso; vendicare la morte, l'uccisione del padre, del fratello; vendicare un'offesa, un oltraggio, un'ingiustizia  | vendicare l'onore, riscattarlo con una vendetta    • 2 •   (lett.) rivendicare: vendicare i propri diritti    • 3 •   (ant.) punire con un castigo (riferito per lo più alla giustizia divina) | vendicarsi v. rifl.  far vendetta contro il proprio offensore; dare il contraccambio di un torto subito: ha giurato di vendicarsi; vendicarsi dell'uccisore, del traditore; vendicarsi di un affronto, di un'offesa. 
vendicatività   s.f.  l'essere vendicativo.
vendicativo   agg.  che è istintivamente portato alla vendetta; pronto a farsi vendetta: un uomo vendicativo; avere un carattere vendicativo  | che è ispirato dal desiderio di vendetta, che è fatto per vendetta: atto vendicativo  s. m.  [f. -a] persona vendicativa: fece un rapido esame, se avesse peccato contro qualche potente, contro qualche vendicativo  (manzoni p. s.  i) § vendicativamente avv. 
vendicatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (lett.) che, chi vendica, compie una vendetta: il vendicatore di un'offesa; il vendicatore dei deboli, degli oppressi; perch'ella, slontanandosi, le odiate / implorerìa vendicatrici erinni  (pindemonte).
vendicchiare   v. tr.  [io vendìcchio ecc.] vendere con difficoltà vendere qualcosa ogni tanto (anche assol.): non fa grandi incassi, vendicchia. 
vendico   agg.  (ant.) vendicato.
vendifrottole   s.m.  e f. invar.  chi è solito spacciare frottole, raccontare fandonie.
vendifumo   s.m.  e f. invar.  chi è solito vantare capacità e meriti che non possiede; chi fa promesse vane.
vendita   s.f.    • 1 •   il vendere, l'essere venduto: vendita all'ingrosso, al minuto; vendita per contanti, a rate; vendita all'incanto, all'asta; vendita giudiziale, fallimentare; la vendita di una proprietà; permesso, licenza di vendita; prezzo di vendita, il prezzo al quale si vende qualcosa | mettere in vendita qualcosa, offrirla all'acquisto ' essere in vendita, essere offerto all'acquisto: la merce esposta non è in vendita    • 2 •   smercio; quantità di merce venduta: c'è molta, poca vendita; le vendite sono in aumento    • 3 •   il locale in cui si vende: aprire una vendita di sali e tabacchi. 
venditore   s.m.  [f. -trice, pop. -tora] chi vende o ha venduto qualcosa; più specificamente, proprietario o gestore di un negozio di vendita, oppure chi, in una organizzazione di vendita, è a diretto contatto con il cliente ' venditore ambulante, chi esercita un commercio al minuto spostandosi da luogo a luogo con tutta la sua mercanzia ' venditore di fumo, (fig.) millantatore, ciarlatano.
-vendolo  -vendolo secondo elemento di parole composte formate modernamente, deriv. di vendere; significa 'venditore di... ', mentre il primo elemento del composto indica il tipo di merce venduta (erbivendolo, fruttivendolo, straccivendolo).
venduto   part. pass.  di vendere  agg.    • 1 •   che è stato messo in vendita e comprato: un oggetto venduto a buon prezzo    • 2 •   che si è lasciato corrompere: un funzionario, un uomo politico venduto; un'intelligenza venduta   s.m.  (comm.) la merce venduta: l'entità, il valore del venduto. 
veneficio   s.m.  avvelenamento delittuoso; omicidio commesso somministrando veleno: reo di veneficio. 
venefico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   velenoso: sostanza venefica  | (non com.) di veneficio: arti venefiche    • 2 •   (estens.) non salutare, molto nocivo: aria venefica    • 3 •   (fig.) moralmente dannoso: dottrina, propaganda venefica   s.m.  [f. -a] (lett.) fabbricatore e spacciatore di veleno: era stato un tentativo di venefici ancor novizi  (manzoni p. s.  xxxii) § veneficamente avv.  (rar.).
veneno   e deriv.   ⇨ veleno e deriv. 
venerabile   agg.    • 1 •   che è degno di essere venerato: un vecchio venerabile  | età venerabile, degna di rispetto in quanto molto avanzata    • 2 •   (eccl.) titolo attribuito ai servi di dio | titolo d'onore di congregazioni e luoghi religiosi: la venerabile confraternita della misericordia    • 3 •   titolo del capo di una loggia massonica: venerabile maestro   s.m.    • 1 •   (eccl.) persona morta in concetto di santità e non ancora beatificata; servo di dio    • 2 •   capo di una loggia massonica § venerabilmente avv. 
venerabilità   s.f.  l'essere venerabile: la venerabilità di un santo, di un luogo sacro. 
venerando   agg.  che si deve venerare: un vecchio venerando | età veneranda, molto avanzata.
venerare   v. tr.  [io vènero ecc.] fare oggetto di devozione, di ossequio, di riverenza: venerare la madonna, le reliquie di un santo; venerare i genitori; venerare la memoria di un defunto. 
veneratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi venera.
venerazione   s.f.  il venerare, l'essere venerato; sentimento di profonda devozione e riverenza: la venerazione della sacra immagine; essere degno di venerazione; fare, essere oggetto di venerazione. 
venerdì   s.m.  il quinto giorno della settimana, quello che segue il giovedì ' venerdì santo, quello della settimana santa in cui si commemora la passione e morte di gesù ' gli manca qualche venerdì, (fig. scherz.) si dice di persona un po' bislacca, stramba.
venere   s.f.    • 1 •   venere, (astr.) il secondo pianeta in ordine di distanza dal sole    • 2 •   donna eccezionalmente bella: si crede una venere; non è una venere, (eufem.) si dice di donna piuttosto brutta ' monte di venere, (anat.) cuscinetto adiposo situato nella regione pubica femminile    • 3 •   (lett.) l'amore fisico: i piaceri di venere  | prov.  : bacco, tabacco e venere riducon l'uomo in cenere    • 4 •   pl.  (lett.) bellezze, pregi, ornamenti: le veneri dello stile, della lingua    • 5 •   [anche m.] (ant. , dial.) venerdì: la santa venere, il venerdì santo | prov.  : né di venere né di marte, non si sposa né si parte. 
venereo   agg.  che riguarda l'amore fisico ' malattie veneree, che si contraggono attraverso rapporti sessuali.
venereologia   s.f.  (med.) studio delle malattie veneree e delle relative terapie.
venereologo   s.m.  [pl. -gi] (med.) medico specializzato nello studio e nella terapia delle malattie veneree.
veneriano   agg.  e s.m.  [f. -a] (non com.) venusiano.
veneridi   s.m. pl.  (zool.) lo stesso che vongole. 
venetico   agg.  [pl. m. -ci] degli antichi veneti: iscrizioni venetiche   s.m.  la lingua degli antichi veneti.
veneto   agg.    • 1 •   del veneto: i dialetti veneti    • 2 •   della città di venezia: la repubblica veneta    • 3 •   venetico  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo del veneto    • 2 •   appartenente a un'antica popolazione illirica sbarcata nel 1200 a. c. ca sulle coste adriatiche settentrionali    • 3 •   l'insieme dei dialetti parlati nel veneto.
veneziana   s.f.    • 1 •   dolce molto soffice, cosparso di chicchi di zucchero    • 2 •   serramento costituito da stecche in alluminio o plastica, variamente inclinabili a seconda della luce che si desidera all'interno    • 3 •   (mus.) breve componimento poetico per musica, di ispirazione popolareggiante, secondo la moda iniziata a venezia da leonardo giustinian (1388-1446); è detta anche giustiniana. 
veneziano   ant. viniziano, agg.  di venezia: dialetto veneziano | alla veneziana, alla maniera dei veneziani: lampioncini alla veneziana, quelli di carta di vari colori, usati per luminarie, addobbi e sim.; pavimento alla veneziana, fatto con pezzetti di marmo di vario colore; fegato alla veneziana, fegato di vitello tagliato a fette sottili e cotto in un soffritto di olio e cipolla; voga alla veneziana, tipica delle imbarcazioni lagunari, effettuata manovrando un solo remo; tenda, tendina alla veneziana, lo stesso che veneziana   s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo di venezia    • 2 •   dialetto di venezia.
venezuelano   meno com. venezolano, agg.  del venezuela  s.m.  [f. -a] abitante, nativo del venezuela.
vengiare   v. tr.  [io véngio ecc.] (ant.) vendicare: mal non vengiammo in teseo l'assalto  (dante inf.  ix, 54) | vengiarsi v. rifl.  vendicarsi.
venia   s.f.  (lett.) perdono per una colpa non grave: chiedere venia. 
veniale   agg.    • 1 •   (relig.) si dice di peccato non grave, che non comporta la perdita della grazia divina    • 2 •   (estens.) non grave; che merita indulgenza, perdono: errore, mancanza veniale  § venialmente avv. 
venialità   s.f.  l'essere veniale.
veniente   part. pres.  di venire  agg.  (lett.) che viene, che sta per venire: il giorno veniente, seguente  s.m.  e f.  (lett.) chi viene, chi arriva: farsi incontro ai venienti. 
venire   v. intr.  [pres. io vèngo  (ant. o poet. vègno), tu vièni, egli viène, noi veniamo, voi venite, essi vèngono  (ant. o poet. vègnono); fut. io verrò ecc. ; pass. rem. io vénni, tu venisti ecc. ; pres. congiunt. io vènga  (ant. o poet. vègna)..., noi veniamo, voi veniate, essi vèngano  (ant. o poet. vègnano); cond. io verrèi ecc. ; imp. vièni, venite; part. pres. veniènte  (ant. o lett. vegnènte); part. pass. venuto; aus. essere]    • 1 •   recarsi nel luogo dove si trova o dove va la persona a cui si parla o la persona che parla: verrò da voi a roma; veniamo con voi; vieni da me, a casa mia; mi venne vicino, incontro; vienimi dietro; gente che va, gente che viene | venir su, salire dov'è o dove va qualcuno; (fig.) detto di bambini, piccoli di animali o piante giovani, crescere; si dice anche con riferimento a cibo mal digerito del quale si avverte ancora il sapore in bocca ' venire a dritta, (mar.) accostare a dritta    • 2 •   giungere, arrivare: viene da milano; dal giardino viene un profumo di rose; venne il momento di partire; è venuta la mia ora, il momento per me di agire; oppure, è giunta l'ora della mia morte; la pasqua viene di domenica, cade di domenica; il mese che viene, l'anno che viene, prossimo, venturo | provenire, derivare: vento che viene dal mare; accetto il consiglio perché viene da te; da che ti viene tanta sicurezza?; venire da buona famiglia; un ufficiale venuto dalla gavetta; una parola che viene dal latino | a venire, di là da venire, di evento che si verificherà in futuro ' far venire, mandare a chiamare; farsi mandare; provocare: fecero venire il medico; si è fatto venire quel vino dalla francia; il tuo racconto mi fa venire i brividi | venire agli orecchi di qualcuno, giungere a sua conoscenza: mi è venuto agli orecchi che vuoi partire | venire a sapere, a conoscere, essere informato, essere messo al corrente di un fatto ' venire al mondo, nascere ' venire alla luce, nascere; essere scoperto, rivelato: gli scavi hanno fatto venire alla luce un'antica necropoli; sono venuti alla luce nuovi fatti | venire a proposito, a pennello, giungere opportuno ' venire a capo di un problema, risolverlo ' venire alla conclusione, concludere ' venire al fatto, al dunque, arrivare al nocciolo di una questione ' venire a patti, accordarsi, giungere a un accomodamento, a un compromesso ' venire a parole, litigare ' venire alle mani, azzuffarsi dopo avere litigato a parole ' venire ai ferri corti, giungere a contrasto aperto ' venire in odio, in antipatia, diventare odioso, antipatico ' venire a noia, cominciare ad annoiare, a stancare ' venire in possesso di qualcosa, detto di persona, diventarne proprietario | venire in possesso di qualcuno, detto di cosa, diventare sua proprietà, capitare nelle sue mani    • 3 •   sopraggiungere, manifestarsi, presentarsi: mi è venuta un'idea!; mi è venuto un dubbio, un desiderio; gli è venuta la febbre; gli vennero le lacrime; ma che ti è venuto in mente? | non mi viene, (fam.) non mi torna alla mente, non ricordo ' venire da..., sentire l'impulso (sempre nella forma impers.): mi viene da piangere, da ridere | venir detto, dire per caso o impulsivamente (usato sempre nella forma impers.): gli venne detto che era stanco di tutta quella faccenda | prov. : non tutto il male viene per nuocere    • 4 •   riuscire: venire male, bene; il vestito è venuto troppo largo; non mi viene il solitario  | risultare, dare come risultato: ho fatto la divisione e mi è venuto questo numero  | essere estratto (nel gioco del lotto, della tombola ecc.): è venuto il numero undici  | venire a costare, costare complessivamente: tra stoffa e manifattura verrà a costare circa novecentomila lire; quanto viene?, (fam.) quanto costa? ' venir fatto, riuscire; accadere (si usa sempre nella forma impers.): non mi venne fatto di persuaderlo; mi venne fatto di incontrarlo | come viene, come capita, alla meno peggio; come viene, viene, si dice di cosa che si vuole comunque portare a termine, anche in maniera approssimativa    • 5 •   (pop.) raggiungere l'orgasmo    • 6 •   seguito da avv. o da prep. assume diversi significati: venire giù, cadere, scendere: la pioggia veniva giù a scrosci | venire via, di persona, allontanarsi da un luogo; di cosa, cedere alla trazione, staccarsi: la maniglia è venuta via | venire prima, dopo, precedere, seguire; avere maggiore, minore importanza: la salute viene prima di tutto | venire meno, di persona, svenire; di cosa, mancare: gli vennero meno le forze | venire fuori, uscire ' venire  (o venirsene) fuori con..., dire inaspettatamente: (se ne) è venuto fuori con una battuta che ha lasciato tutti di sasso    • 7 •   seguito da un gerundio, indica azione ripetuta, continuativa: veniva dicendo, esaminando    • 8 •   seguito da un part. pass., sostituisce l'aus. essere  nella coniugazione passiva dei verbi, ma solo nei tempi semplici: viene rispettato da tutti; verrò trasferito in un altro ufficio  | venirsi v. rifl.  [sempre con la particella ne] andare, recarsi in un luogo; allontanarsi da un luogo, andarsene: se ne veniva bel bello; ce ne venimmo quasi subito  s. m.  lo spostarsi, il muoversi in una data direzione; si usa spec. nella loc. un andare e venire, con cui si indica un movimento continuo e alternato: un andare e venire di gente. 
venosino   agg.  di venosa, città della basilicata  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di venosa | il venosino, per antonomasia, il poeta latino orazio (65-8 a. c.).
venosità   s.f.    • 1 •   (non com.) venatura: le venosità del marmo    • 2 •   (med.) qualità del sistema venoso.
venoso   agg.    • 1 •   (anat.) delle vene | sangue venoso, che scorre nelle vene della grande circolazione e nelle arterie polmonari    • 2 •   (ant.) ricco di vene o di venature.
ventaglia   s.f.  la parte inferiore dell'elmo, che copriva la bocca.
ventagliaio   s.m.  [f. -a] (non com.) chi fabbrica o vende ventagli.
ventagliarsi   v. rifl.  [io mi ventàglio ecc.] (non com.) farsi vento con il ventaglio.
ventaglio   s.m.    • 1 •   arnese per farsi vento; è costituito da una striscia di seta, carta o altro materiale incollata su stecche sottili che si imperniano a un'estremità, così da potersi aprire e chiudere su sé stesse: aprire, chiudere, agitare il ventaglio | a ventaglio, si dice di tutto ciò che si diparte a raggiera da un punto, ricordando la forma di un ventaglio: il pavone apre la coda a ventaglio; dalla piazza si diramano sei strade a ventaglio.  dim. ventaglietto, ventaglino    • 2 •   (zool.) mollusco marino commestibile, con la conchiglia formata da due grandi valve provviste di costole striate che si irradiano dalla cerniera (cl.  lamellibranchi)    • 3 •   (fig.) ampia gamma: un ventaglio di proposte, di ipotesi; il ventaglio dei prezzi. 
ventare   v. intr.  [io vènto ecc. ; aus. avere] (ant. , poet.) soffiare; tirar vento (usato per lo più nella forma impers.) | fare vento; ventilare: se non che al viso e di sotto mi venta  (dante inf.  xvii, 117).
ventarola   s.f.  (region.)    • 1 •   banderuola    • 2 •   ventola per ravvivare la fiamma    • 3 •   (fig.) persona volubile.
ventata   s.f.    • 1 •   colpo di vento    • 2 •   (fig.) moto improvviso e intenso: una ventata di popolarità, di patriottismo, di entusiasmo. 
ventatura   s.f.  (mar. , edil.) l'insieme dei cavi fissi o dei tiranti che rendono stabile una struttura o un elemento notevolmente sporgente in verticale o in altra direzione.
ventennale   agg.    • 1 •   che dura vent'anni: periodo ventennale    • 2 •   che ricorre ogni vent'anni: celebrazioni ventennali  s. m.  il ventesimo anniversario di un avvenimento: il ventennale della resistenza. 
ventenne   agg.  e s.m.  e f.  che, chi ha venti anni.
ventennio   s.m.    • 1 •   periodo di vent'anni: il ventennio (fascista), il periodo della dittatura fascista in italia (1922-1943)    • 2 •   (non com.) ventesimo anniversario; ventennale.
ventesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero venti: il ventesimo capitolo di un libro | il ventesimo secolo, gli anni dal 1901 al 2000  s.m.    • 1 •   la ventesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al ventesimo posto in un ordine, in una graduatoria.
venti   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a due decine; nella numerazione araba è rappresentato da 20, in quella romana da xx: un albergo di venti stanze    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: la citazione a pagina venti  | sottintendendo il sostantivo: le  (ore) venti, le otto di sera  s.m. invar.    • 1 •   il numero venti    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero venti.
venticinque   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a due decine più cinque unità nella numerazione araba è rappresentato da 25, in quella romana da xxv: una vacanza di venticinque giorni    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: l'articolo venticinque del regolamento  | sottintendendo il sostantivo: l'appuntamento è per il  (giorno) venticinque  s.m. invar.    • 1 •   il numero venticinque    • 2 •   le cifre o le lettere che lo rappresentano.
venticinquennale   agg.    • 1 •   che dura venticinque anni: periodo venticinquennale    • 2 •   che ricorre ogni venticinque anni: celebrazioni venticinquennali  s. m.  il venticinquesimo anniversario di un avvenimento: il venticinquennale della repubblica. 
venticinquennio   s.m.  periodo di venticinque anni.
venticinquesimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero venticinque: il venticinquesimo anno di età   s.m.    • 1 •   la venticinquesima parte dell'unità    • 2 •   [f. -a] chi si trova al venticinquesimo posto in un ordine, in una graduatoria    • 3 •   venticinquesimo anniversario | (non com.) venticinquennale: venticinquesimo di nozze, di sacerdozio. 
ventidue   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a due decine più due unità nella numerazione araba è rappresentato da 22, in quella romana da xxii: un articolo di ventidue pagine    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: stanza ventidue '  sottintendendo il sostantivo: le  (ore) ventidue, le dieci di sera  s.m. invar.    • 1 •   il numero ventidue    • 2 •   le cifre o le lettere che lo rappresentano.
ventiera   s.f.  (ant.) riparo che si collocava davanti alle feritoie per mascherarne l'apertura.
ventilabro   s.m.    • 1 •   attrezzo di legno a forma di larga pala per ventilare il grano o altri cereali    • 2 •   (mus.) valvola dell'organo che regola l'afflusso dell'aria.
ventilamento   s.m.  (non com.) il ventilare.
ventilare   v. tr.  [io vèntilo ecc.]    • 1 •   far circolare l'aria in un ambiente chiuso; aerare: aprire le finestre per ventilare la stanza  | (lett.) far vento: mosse le penne poi e ventilonne  (dante purg.  xix, 49)    • 2 •   di grano o altri cereali, gettarli in aria con la pala facendoli investire trasversalmente da una corrente d'aria, naturale o artificiale, per separare i chicchi dalla pula e altre impurità leggere    • 3 •   (fig.) proporre, prospettare, avanzare: ventilare una proposta, un progetto. 
ventilato   part. pass.  di ventilare  agg.  arieggiato, arioso: zona ventilata. 
ventilatore   s.m.    • 1 •   (edil.) apertura praticata in una parete al fine di consentire il ricambio dell'aria in un ambiente chiuso    • 2 •   apparecchio elettrico costituito essenzialmente da un organo girante (ventola) il cui movimento crea una corrente d'aria o di altro aeriforme: ventilatore assiale, centrifugo. 
ventilatorista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] tecnico addetto all'istallazione e alla manutenzione di impianti di ventilazione.
ventilazione   s.f.    • 1 •   il ventilare; aerazione: la ventilazione di un ambiente; impianto di ventilazione  | lo spirare del vento: in riva al mare c'è sempre una certa ventilazione    • 2 •   ventilazione polmonare, (med.) il rinnovamento dell'aria che si opera nei polmoni mediante la respirazione.
ventilconvettore   s.m.  apparecchio per il riscaldamento di ambienti domestici, costituito da un ventilatore che diffonde aria attraverso una serpentina in cui circola acqua calda.
ventina   s.f.  il complesso di venti o circa venti unità: una ventina di persone | essere sulla ventina, avere circa vent'anni.
ventino   s.m.    • 1 •   moneta da venti centesimi; per estens., moneta di poco valore    • 2 •   (region.) misura di capacità pari a    • 2 •   decilitri.
ventiquattresimo   agg. num.  che in una serie occupa il posto numero ventiquattro: il ventiquattresimo anno di età   s.m.    • 1 •   la ventiquattresima parte dell'unità ' in ventiquattresimo, (tip.) si dice di libro il cui formato si ottiene piegando il foglio da stampa in ventiquattro parti    • 2 •   [f. -a] chi si trova al ventiquattresimo posto in un ordine, in una graduatoria.
ventiquattro   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a due decine più quattro unità nella numerazione araba è rappresentato da 24, in quella romana da xxiv: le ventiquattro ore del giorno    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: sportello ventiquattro  | sottintendendo il sostantivo: le  (ore) ventiquattro, la mezzanotte  s.m. invar.    • 1 •   il numero ventiquattro    • 2 •   le cifre o le lettere che lo rappresentano.
ventiquattrore   o ventiquattr'ore, s.f.    • 1 •   gara sportiva che dura 24 ore: la ventiquattrore di le mans    • 2 •   valigetta usata per brevi viaggi    • 3 •   pl.  periodo di 24 ore, corrispondente alla durata di un giorno (per lo più in grafia divisa): un problema che si risolve in ventiquattr'ore. 
ventisettana   s.f.  la prima edizione dei promessi sposi di a. manzoni, pubblicata nel 1827.
ventisette   s.m.  (fam.) giorno del mese in cui, tradizionalmente, gli impiegati ricevono lo stipendio; per estens., giorno di paga mensile.
ventitré   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a due decine più tre unità; nella numerazione araba è rappresentato da 23, in quella romana da xxiii    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore di ordinale: vedere a pagina ventitré  | sottintendendo il sostantivo: le  (ore) ventitré, le undici di sera; portare il cappello sulle ventitré, portarlo obliquo da un lato  s.m. invar.    • 1 •   il numero ventitré    • 2 •   le cifre o le lettere che lo rappresentano.
vento   s.m.    • 1 •   (meteor.) spostamento di masse d'aria, dovuto a differenze di temperatura e di pressione, che si determinano fra una zona e l'altra dell'atmosfera : la velocità, la forza del vento; vento fresco, caldo, umido; un soffio, un alito di vento; il soffiare, il levarsi, l'alzarsi, il calmarsi del vento; il fischio, il sibilo, l'ululato del vento; una costa battuta dal vento; il letto del vento, l'esatta direzione da cui spira; venti regolari costanti, che spirano tutto l'anno nella stessa direzione (p. e.  alisei e controalisei); venti regolari periodici, che invertono periodicamente il senso (p. e.  brezze e monsoni); venti irregolari  o variabili, che non hanno periodi fissi (p. e.  il libeccio, lo scirocco); rosa dei venti, diagramma delle otto direzioni principali dei venti variabili e di quelle intermedie, riferite ai punti cardinali (p. e. vento greco, di maestro, di tramontana); vento teso, piuttosto forte e sostenuto; vento d'acqua, che apporta piogge; vento di terra, di mare, che proviene da terra, dal mare; colpo di vento, movimento d'aria improvviso e violento | nel linguaggio marinaresco, dà luogo a varie locuzioni concernenti la navigazione a vela: vento favorevole  o prospero, sfavorevole  o contrario, che spira in senso favorevole o contrario a una linea di navigazione; vento maneggevole, che permette a un natante a vela qualsiasi manovra e l'impiego di ogni sua vela; sopra vento, sotto vento, sopravento, sottovento; tenersi al vento, mantenersi in posizione sopravento rispetto a un punto determinato; guadagnare il vento, navigare, bordeggiando, in modo da procedere verso la direzione da cui esso spira; presentarsi al vento, orientare l'imbarcazione in modo che riceva il vento da prora ' appoggiarsi al vento, detto di uccelli, volare, migrando, nella stessa direzione da cui spira il vento ' qual buon vento (ti porta)?, (fam.) si dice a chi arriva inaspettato e gradito ' buttare al vento, (fig.) sprecare ' parlare al vento, (fig.) inutilmente, senza essere ascoltato ' gridare a tutti i venti, (fig.) divulgare, rendere noto a tutti ' voltarsi a tutti i venti, (fig.) essere incostante e opportunista, essere una banderuola ' correre come il vento, velocissimo ' secondo il vento che spira, tira, (fig.) secondo le circostanze | tunnel del vento, in aerodinamica, galleria del vento ' il regno dei venti, (poet.) il mare: felice te che il regno ampio de' venti, / ippolito, a' tuoi verdi anni correvi!  (foscolo sepolcri  213-214) ' il re dei venti, nella mitologia classica, eolo ' a vento, (ant.) a caso. dim. venticello  pegg. ventaccio    • 2 •   aria, corrente d'aria: far vento, far muovere aria con un ventaglio o sim. ' vento di fronda, (fig.) aria, atteggiamento di ribellione    • 3 •   (eufem.) peto    • 4 •   (fig. lett.) cosa vana, fugace: ma se 'l latino e 'l greco / parlan di me dopo la morte, è un vento  (petrarca canz.  cclxiv, 68-69) | essere pieno di vento, borioso, tronfio    • 5 •   vento elettrico, (elettr.) corrente spaziale che si manifesta in prossimità delle punte di conduttori carichi, a causa del potere disperdente di esse    • 6 •   vento solare, (astr.) sciame di ioni, elettroni e protoni emessi dal sole che invade lo spazio circostante provocando fenomeni elettromagnetici    • 7 •   (mar. , edil.) ciascuno dei cavi fissi che servono a rendere stabili gli elementi notevolmente sporgenti di una struttura o la struttura stessa (p. e., in una nave, i fumaioli e le aste che sporgono fuori bordo)    • 8 •   lieve differenza tra il calibro del proietto d'artiglieria e quello dell'anima della bocca da fuoco.
ventola   s.f.    • 1 •   arnese simile a un ventaglio aperto, usato per ravvivare il fuoco nei caminetti, nei fornelli a carbone e sim. ' orecchie a ventola, grandi e sporgenti    • 2 •   arnese che si appende ai muri delle chiese per sostenere le candele    • 3 •   dispositivo usato per schermare la luce di lampade: paralume    • 4 •   (mecc.) organo girante dei ventilatori o di altri apparecchi sim., a forma di elica o di ruota a palette radiali; per estens., ventilatore centrifugo: la ventola della forgia  | in idraulica, elemento di chiusura delle dighe mobili    • 5 •   riparo di legno posto sui merli di un castello o di una fortificazione.
ventolana   s.f.  pianta erbacea con foglie lineari e infiorescenza formata da tante spighette (fam.  graminacee).
ventolare   v. tr.  [io vèntolo ecc.] (ant.  o region.) ventilare: ventolare il grano | ventolare le castagne, (tosc.) agitare le castagne secche in un vassoio per liberarle dalla scorza già frantumata | v. intr.  [aus. avere] (ant.) sventolare: sparse al vento ondeggiando ir le bandiere, / e ventolar su i gran cimier le penne  (tasso g. l.  xx, 28).
ventolatura   s.f.  (tosc.) il ventolare, l'essere ventolato.
ventosa   s.f.    • 1 •   piccola coppa di gomma o di plastica flessibile che, premuta su una superficie piana e liscia, vi rimane attaccata per un effetto di depressione dell'aria al suo interno    • 2 •   (med.) piccolo vaso di vetro che si applicava sulla pelle per provocare una vasodilatazione superficiale e quindi decongestionare gli organi profondi    • 3 •   (zool.) in alcuni animali, organo che serve per afferrare o per aderire a qualcosa: le ventose dei polpi, delle sanguisughe. 
ventosità   s.f.    • 1 •   l'essere ventoso    • 2 •   (fig.) boria; vuotaggine    • 3 •   l'eliminazione dei gas accumulati nell'intestino.
ventoso   agg.    • 1 •   di, del vento: moto ventoso  | che è battuto dal vento, che è esposto al vento: collina ventosa; urbino ventoso  (pascoli) | in cui c'è, soffia vento: una giornata ventosa; marzo è un mese piuttosto ventoso    • 2 •   (fig. lett.) tronfio, borioso | che esprime boria, vanità: parole ventose   s.m.  nome del sesto mese del calendario rivoluzionario francese, che andava dal 19 febbraio al 20 marzo x ventosamente avv.  (rar.) in modo tronfio, borioso.
ventraia   s.f.    • 1 •   (ant.) ventre molto largo: la grave idropesì, che sì dispaia / le membra con l'omor che mal converte, / che 'l viso non risponde alla ventraia  (dante inf.  xxx, 52-54)    • 2 •   (non com.) stomaco e interiora dei ruminanti macellati.
ventrale   agg.    • 1 •   del ventre (sia dell'uomo sia degli animali): zona ventrale; dolori ventrali; pinne ventrali    • 2 •   (estens.) si dice della parte inferiore di un organo o di una struttura    • 3 •   (sport) in atletica leggera, si dice di salto in alto effettuato volgendo il ventre verso l'asticella § ventralmente avv.    • 1 •   nella o dalla parte ventrale; in prossimità del ventre    • 2 •   (estens.) inferiormente.
ventralista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) atleta specialista di salto in alto con stile ventrale.
ventrata   s.f.  (rar.)    • 1 •   colpo dato col ventre o ricevuto nel ventre; panciata    • 2 •   (fig.) scorpacciata.
ventre   s.m.    • 1 •   parte cava del corpo dell'uomo o di un animale, contenente l'intestino, lo stomaco e altri visceri; anche, la parte esterna corrispondente: mal di ventre; basso ventre, la parte inferiore del ventre; (fig.) i genitali; mettersi ventre a terra, sdraiarsi bocconi | correre ventre a terra, si dice di cavallo che corre a tutta velocità (fig.) di chi procede a gran carriera | riempirsi il ventre, (fig.) mangiare a sazietà | essere dedito ai piaceri del ventre, (fig.) essere ingordo, goloso | essere, vivere in un ventre di vacca, (fig. fam.) nell'abbondanza, nella ricchezza | il ventre molle di qualcosa, (fig.) la sua parte più delicata, più vulnerabile. dim. ventricino, ventrino, ventruccio    • 2 •   il grembo materno: l'alta letizia che spira del ventre / che fu albergo del nostro disiro  (dante par.  xxiii, 104-105)    • 3 •   (estens.) l'interno di qualcosa: il ventre della terra    • 4 •   (fig.) la parte rigonfia di un oggetto: il ventre di una botte, di un vaso  | (aer. , mar.) la parte inferiore panciuta di uno scafo, di una fusoliera    • 5 •   (fis.) nelle onde stazionarie, il punto di maggiore ampiezza dell'oscillazione.

ventresca   s.f.    • 1 •   la carne del ventre del tonno conservata sott'olio    • 2 •   (tosc.) pancetta di maiale    • 3 •   (ant.) salume fatto con ventre di maiale ripieno di carne, uova e altri ingredienti.
ventricolare   agg.  di, relativo a un ventricolo: cavità ventricolare. 
ventricolo   s.m.    • 1 •   (anat.) cavità, concamerazione all'interno di un organo: ventricoli cerebrali  | ventricolo cardiaco, ciascuna delle due cavità del cuore, destra e sinistra, che ricevono il sangue dagli atri e, contraendosi, lo convogliano rispettivamente nell'arteria polmonare e nell'aorta    • 2 •   (antiq.) stomaco; oggi ancora usato per indicare lo stomaco di alcuni animali.
ventriera   s.f.    • 1 •   fascia di lana o di tessuto elastico che si porta attorno ai fianchi per tenere caldo o sostenere il ventre    • 2 •   borsa di pelle o di tessuto a forma di larga fascia che si portava un tempo legata alla vita per tenervi denaro o piccoli oggetti.
ventriglio   s.m.    • 1 •   (zool.) parte dello stomaco degli uccelli fornita di potenti muscoli che possono triturare cibi durissimi    • 2 •   (antiq.) ventricolo del cuore.
ventriloquio   s.m. , o ventriloquia [ven-tri-lo-quì-a] s.f. , l'arte del ventriloquo.
ventriloquo   agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di persona che sa parlare a labbra semichiuse e ferme, senza alterare i muscoli lisci facciali, così che la sua voce non sembra provenire dagli organi vocali.
ventrino   s.m.  (mar.) elemento di cavo o di tela, gener. di forma triangolare, che serve a stringere contro il pennone la vela quadra quando è serrata.
ventuno   agg. num.    • 1 •   numero naturale corrispondente a due decine più una unità nella numerazione araba è rappresentato da 21, in quella romana da xxi: ventuno giorni di ferie    • 2 •   posposto al sostantivo, con valore ordinale: l'esercizio è a pagina ventuno  | sottintendendo il sostantivo: le  (ore) ventuno, le nove di sera  s.m. invar.    • 1 •   il numero ventuno    • 2 •   le cifre o le lettere che rappresentano il numero ventuno    • 3 •   gioco d'azzardo simile al baccarà che si gioca con un mazzo di ventuno carte.
ventura   s.f.  (lett.)    • 1 •   sorte, destino: ognuno ha la sua ventura; compagno di ventura; mettersi, esporsi alla ventura, al caso; andare alla ventura di dio, affidarsi a dio, alla provvidenza; avvegna ch'io mi senta / ben tetragono ai colpi di ventura  (dante par.  xvii, 23-24) | dare la buona, la mala ventura, (ant.) augurare bene, male | per ventura, (ant.) per caso; forse    • 2 •   buona sorte, destino propizio: proverai tua ventura / fra' magnanimi pochi a chi 'l ben piace  (petrarca canz.  cxxviii, 119-120).
venture capital   loc. sost. m. invar.  (econ.) investimento con prospettive di reddito e rischio elevati, operato da società finanziarie in aziende molto innovative.
venturiero   o venturiere, agg.    • 1 •   (ant.) si diceva di persona che esercitava un mestiere senza ricevere uno stipendio fisso | medico venturiero, che esercitava la libera professione    • 2 •   (lett.) da avventuriero: aveva un'aria venturiera da colpire la fantasia  (bacchelli)  s.m.  (ant.) soldato di ventura | avventuriero.
venturimetro   s.m.  (fis.) apparecchio per misurare la portata di fluidi scorrenti in tubi chiusi e a pressione.
venturina   s.f.  (min.) lo stesso che avventurina. 
venturo   agg.  (lett.) che verrà, che deve venire: quei che credettero in cristo venturo  (dante par.  xxxii, 24) | l'anno, il mese, il giorno venturo, quello che sta per giungere, il prossimo; talora usato in unione con prossimo, locuzione che nel linguaggio burocratico si abbrevia in p. v.  : il 25 agosto p. v. scade la rata dell'assicurazione. 
venturone   s.m.  piccolo uccello di montagna dal piumaggio verdastro nel maschio, grigio-bruno a strisce nere nella femmina (ord.  passeriformi).
venturoso   agg.  (lett.) fortunato: oh venturose e care e benedette / l'antiche età  (leopardi all'italia  61-62).
venula   s.f.    • 1 •   (anat.) piccola vena    • 2 •   (med.) apparecchio per il prelievo del sangue dalle vene, costituito da un tubo di vetro provvisto di un ago cavo.
venusiano   agg.  (astr.) del pianeta venere: l'atmosfera venusiana   s.m.  [f. -a] ipotetico abitante di venere.
venustà   s.f.  (lett.) l'essere venusto.
venusto   agg.  (lett.) bello per leggiadria e grazia di forme: donna di aspetto venusto  § venustamente avv. 
venuta   s.f.  il venire: aspettare la venuta di qualcuno; la venuta della primavera | prima, dopo la venuta di cristo, prima, dopo la sua incarnazione.
venuto   part. pass.  di venire  e agg.  nei sign. del verbo  s.m.  [f. -a] chi è giunto in un luogo: avvisare i nuovi venuti | il primo venuto, (fig.) persona sconosciuta; anche, persona di scarso valore o rilievo: non è il primo venuto, anzi è molto esperto nel suo campo. 
vepraio   s.m.  (lett.) luogo incolto, pieno di sterpi.
vepre   s.m.  o f.  (lett.) pruno selvatico; sterpo: come la paurosa lepre, nelle vepri nascosa  (boccaccio ameto).
ver   o ver', prep.  (poet.) troncamento di verso 3.
vera   s.f.    • 1 •   anello, fede matrimoniale    • 2 •   parapetto in muratura attorno alla bocca di un pozzo.
verace   agg.    • 1 •   (lett.) che ha in sé verità, che è fonte di verità: segnor mio iesù cristo, dio verace  (dante par.  xxxi, 107)    • 2 •   che risponde al vero; non falso, non ingannevole: parole veraci; amicizia verace  | di persona, che dice il vero, che non dissimula: testimone verace    • 3 •   (region.) genuino, di sicura origine: pomodori veraci; un napoletano verace  § veracemente avv. 
veracità   s.f.  l'essere verace; carattere verace.
veranda   s.f.  loggia o balconata chiusa con tende o vetrate. dim. verandina. 
veratrina   s.f.  (chim.) miscela di alcaloidi presente nelle piante del genere veratro, in particolare nella sabadiglia; si usa come farmaco ipotensivo e, applicato localmente, come revulsivo.
veratro   s.m.  (bot.) genere di piante erbacee con foglie ovali scanalate lungo le nervature principali e fiori bianchi o rosso-bruni in grappolo; nelle radici, nei rizomi e nei semi si trova una miscela di alcaloidi con proprietà medicinali (fam.  liliacee).
verbale   (1) agg.    • 1 •   espresso a voce; orale: ordine verbale; disposizioni verbali  | nota verbale, nota diplomatica su questioni di importanza secondaria | processo verbale, (dir.) lo stesso che verbale 2: redigere un processo verbale    • 2 •   fatto di parole, che si manifesta attraverso parole: un alterco, un'offesa verbale    • 3 •   (fig.) esteriore; inconsistente, vano (in opposizione a vero, reale): un'adesione puramente verbale    • 4 •   (gramm.) del verbo, che concerne il verbo: forme verbali, le forme della coniugazione del verbo | predicato verbale, nell'analisi logica, il predicato costituito dal verbo non accompagnato da sostantivo o da aggettivo | frase verbale, quella provvista di verbo (in contrapposizione alla frase nominale) § verbalmente avv.  a parole, a voce: comunicare qualcosa verbalmente; ammonire qualcuno verbalmente. 
verbale   (2) s.m.  documento che registra e attesta quanto è stato dichiarato oralmente in una determinata circostanza, spec. in una riunione, in un dibattimento: il verbale di un processo, di un esame, di un'assemblea; redigere, stendere, firmare un verbale; mettere qualcosa a verbale, inserirla in tale documento ' verbale di perdita, (mar.) documento redatto dal comandante di una nave e attestante la perdita di oggetti della nave stessa.
verbalismo   s.m.  la tendenza a usare un linguaggio prolisso, ridondante, ma povero di sostanza, di pensiero.
verbalistico   agg.  [pl. m. -ci] proprio del verbalismo; che ha carattere di verbalismo.
verbalizzare   v. tr.    • 1 •   mettere a verbale: verbalizzare le deposizioni dei testimoni    • 2 •   esprimere con parole: verbalizzare un'idea, un'intuizione  | v. intr.  [aus. avere] redigere un verbale.
verbalizzazione   s.f.  il verbalizzare, l'essere verbalizzato.
verbasco   s.m.  [pl. -schi] (bot.) genere di piante erbacee di origine mediterranea, con fiori a corolle e frutti a capsula (fam.  scrofulariacee).
verbena   s.f.  (bot.) genere di piante erbacee perenni, di origine tropicale e subtropicale, con piccoli fiori in spiga di vario colore (fam.  verbenacee).
verbenacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni per lo più di origine tropicale, a cui appartengono la verbena e l'agnocasto | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
verberare   v. tr.  [io vèrbero ecc.] (ant. , lett.) percuotere, battere.
verbigerazione   s.f.  (med.) eloquio sconnesso e ripetitivo, di tono molto acceso, caratteristico di determinati disturbi psichici.
verbigrazia   o verbigratia [pr.  / 'verbi'grattsja /], verbi gratia, avv.  (ant. , lett.) per esempio.
verbo   s.m.  [pl. i vèrbi; ant. anche le vèrba]    • 1 •   (ant.) parola; nell'uso attuale sopravvive quasi soltanto in frasi negative: se ne andò senza aggiungere verbo; non farne verbo con nessuno; non disse, non rispose verbo | ripetere verbo a verbo, parola per parola    • 2 •   nella teologia cristiana, la seconda persona della trinità, intesa come parola eterna o sapienza del padre; logos | verbo di dio, parola di dio, sacra scrittura    • 3 •   (estens. lett.) opinione, discorso, esempio autorevole: i lirici italiani si sono attenuti per secoli al verbo del petrarca    • 4 •   (gramm.) parte variabile del discorso che indica un'azione o uno stato in riferimento a un soggetto; a seconda del sistema linguistico di appartenenza, può modificare le sue forme in relazione alla persona, al tempo, al modo, all'aspetto e alla diatesi: «amare», «vedere», «sentire» sono verbi; il paradigma di un verbo latino; le classi dei verbi greci; le tre coniugazioni dei verbi italiani; verbi transitivi, intransitivi, riflessivi; verbi ausiliari, servili; verbi difettivi, verbi impersonali; verbi copulativi, predicativi. 
verbosità   s.f.  l'essere verboso: la verbosità di uno scrittore, di una predica. 
verboso   agg.  che si dilunga inutilmente nello scrivere o nel parlare: un oratore verboso  | detto di scritto, discorso e sim., prolisso, ridondante: una prosa verbosa  § verbosamente avv. 
vercellese   agg.  di vercelli  s.m.  e f.  abitante, nativo di vercelli.
verdaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di verde  | verde di brutta tonalità    • 2 •   colore usato in pittura, formato di ocra, nero e cinabro mescolati con bianco sangiovanni, oppure formato di ocra, terra verde e nero.
verdastro   agg.  di colore che tende al verde, o verde con sfumature d'altro colore: seta d'un azzurro verdastro; le onde verdastre del mare | un viso verdastro, tanto pallido da sembrare quasi verde  s.m.  colore verdastro.
verdazzurro    ⇨ verdeazzurro.
verde   agg.    • 1 •   detto del colore dell'iride che è intermedio tra il giallo e l'azzurro; in natura è il colore dell'erba e delle foglie giovani e fresche: verde chiaro, scuro; verde bottiglia, verde acqua, verde brillante, verde smeraldo, verde smorto, verde oliva, a seconda della gradazione e tonalità verde bandiera, simile alla tonalità di verde che è propria della bandiera italiana; verde ramarro, di tonalità molto intensa | zona verde, in una città, spazio occupato dai parchi e dai giardini; anche, zona del centro a traffico limitato o interdetto | tappeto verde, panno che si pone sul tavolo da gioco. dim. verdino, verdolino, verduccio  accr. verdone  pegg. verdaccio    • 2 •   di persona o di volto umano, pallidissimo, livido: essere verde di paura, d'invidia, di bile    • 3 •   di vegetale, che non è ancora maturo o non è diventato ancora secco: grano, frutta verde; l'uva è ancora verde; la legna verde non brucia bene    • 4 •   (estens.) di regione, territorio, che è ricco di vegetazione: una verde vallata; salve, umbria verde  (carducci)    • 5 •   (fig. lett.) giovanile, ancora pieno di vigore: una verde vecchiezza; gli anni verdi, l'età verde, l'adolescenza e la prima giovinezza | vivo, vivace: uomini d'una tempra più salda e d'un coraggio più verde  (manzoni p. s.  xxx)    • 6 •   che riguarda l'agricoltura o gli agricoltori: piano verde  | lira verde, valore convenzionale dato alla lira per determinare il prezzo dei prodotti agricoli scambiati nella comunità europea    • 7 •   che si riferisce o appartiene al movimento politico dei verdi: partito verde; iniziative verdi    • 8 •   ecologico, non inquinante: benzina verde   s.m.    • 1 •   il colore verde: il verde dei prati; vestirsi di verde  | il pigmento di colore verde: verde malachite; verde di cromo    • 2 •   parte verde di qualcosa: il verde del cetriolo  | essere (ridotto) al verde, trovarsi al verde, (fig.) nell'uso ant., essere alla fine, allo stremo (con riferimento al fatto che anticamente le candele o le torce avevano l'estremità inferiore tinta in verde); nell'uso attuale, essere senza un soldo, in miseria    • 3 •   le piante, i prati, l'erba; anche, zona riservata a prati e ad alberi: in città non c'è più verde; una casetta tuffata nel verde; un campo senza un filo di verde; il verde pubblico previsto dal piano regolatore | la difesa, la tutela del verde, in urbanistica, protezione delle zone verdi    • 4 •   (fig.) giovanilità, rigoglio, pieno vigore: essere nel verde degli anni    • 5 •   luce verde del semaforo stradale: si passa col verde    • 6 •   nome di alcune pietre di colore verde: verde di prato; verde antico, marmo verde venato di bianco    • 7 •   [anche f.] chi appartiene al movimento politico di tendenza radicale che fa della difesa dell'ambiente e dell'antimilitarismo i principali obbiettivi della sua azione.
verdea   s.f.  vitigno molto resistente e produttivo, coltivato in puglia, che dà un'uva da tavola di polpa molto consistente; l'uva stessa e il vino secco che se ne ricava.
verdeazzurro   o verdazzurro, agg.  di colore tra il verde e l'azzurro  s.m.  colore verdeazzurro.
verdeggiamento   s.m.  (non com.) il verdeggiare.
verdeggiante   part. pres.  di verdeggiare   agg.  che appare verde e rigoglioso: prato verdeggiante. 
verdeggiare   v. intr.  [io verdéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   apparire verde, rigoglioso: la pianura verdeggiava sotto il sole primaverile    • 2 •   tendere al verde; assumere un colore verde.
verdello   s.m.    • 1 •   (zool.) lo stesso che verdone    • 2 •   limone che matura da maggio ad agosto; è detto anche limone d'estate    • 3 •   vino bianco prodotto in umbria.
verdemare   o verde mare, agg. invar.  di colore verde simile a quello dell'acqua del mare  s.m. invar.  colore verdemare.
verderame   s.m. invar.    • 1 •   solfato di rame usato in agricoltura come anticrittogamico    • 2 •   la patina verdastra che si forma col tempo sulla superficie degli oggetti di rame e di ottone, costituita di carbonato basico di rame    • 3 •   prodotto a base di acetato di rame usato come pigmento verde per pitture e ceramiche e nella tintura a stampa dei tessuti.
verdesca   s.f.  grosso squalo dal corpo affusolato di colore azzurro-verde, con pinne lunghissime; è assai vorace e pericoloso per l'uomo (ord.  squaliformi).
verdetto   (1) agg.  (non com.) verdolino, tendente al verde  s.m.  sostanza minerale di colore verde, usata in pittura.
verdetto   (2) s.m.    • 1 •   (dir.) in alcuni ordinamenti processuali, la risposta dei giurati ai quesiti posti dal giudice: verdetto di condanna, d'assoluzione; leggere, pronunciare il verdetto    • 2 •   (estens.) qualsiasi decisione stabilita da una giuria o da un arbitro: il verdetto dei giudici di gara; verdetto di parità    • 3 •   (fig.) giudizio: il verdetto della storia, dei posteri. 
verdezza   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere verde    • 2 •   aspetto lussureggiante della vegetazione | verzura.
verdiano   agg.  del compositore giuseppe verdi (1813-1901), o che si riferisce alla sua opera, al suo stile: i cori verdiani   s.m.  [f. -a] ammiratore, seguace di verdi: la polemica tra verdiani e wagneriani. 
verdicare   v. intr.  [io vérdico, tu vérdichi ecc. ; aus. avere] (ant. , lett.) verdeggiare; verzicare.
verdicchio   s.m.  vitigno coltivato nelle marche che produce un'uva verde-giallastra; l'uva stessa e il vino bianco, asciutto, amarognolo, che se ne ricava.
verdiccio   agg.  [pl. f. -ce] che tende al verde; di color verde sbiadito  s.m.  colore verdiccio.
verdino   agg.    • 1 •   dim.  di verde  | che tende al verde; di colore verde pallido: un celeste verdino    • 2 •   (fico) verdino, fico piccolo e tardivo di buccia verde  s.m.  colore verdino.
verdire   v. intr.  [io verdisco, tu verdisci ecc. ; aus. avere] (ant. , lett.) verdeggiare.
verdiso   s.m.  vitigno coltivato nel veneto, con grappolo e acini grandi; l'uva stessa e il vino bianco e asciutto, che se ne ricava.
verdognolo   agg.  di color verde pallido o livido; che tende al verde: liquido verdognolo; viso, colorito verdognolo e malaticcio   s.m.  colore verdognolo.
verdolino   agg.  di verde  | di colore leggermente verde; verde molto chiaro: camicetta di color verdolino; acqua verdolina  s. m.    • 1 •   colore verdolino    • 2 •   (zool.) lo stesso che verzellino. 
verdone   agg. accr.  di verde  | di colore verde intenso: (pomodori) verdoni, (region.) i primi pomodori, che si mangiano ancora verdi in insalata  s.m.    • 1 •   colore verdone    • 2 •   uccello con piumaggio giallo-verdastro, becco corto e grosso e coda forcuta; ha canto melodioso (ord.  passeriformi)    • 3 •   (zool.) lo stesso che verdesca    • 4 •   (gerg.) banconota da un dollaro.
verdore   s.m.  (ant. , lett.) verdezza.
verduco   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   (ant.) spada a lama quadrangolare, tagliente sui quattro lati    • 2 •   lo stilo che s'infila nel bastone animato.
verdugale   s.m.  nell'abbigliamento femminile dei secc. xvi-xvii, sottana cerchiata di stecche e funicelle rigide, che si portava sotto la gonna dell'abito per tenerla allargata; guardinfante. dim. verdugalino. 
verdume   s.m.    • 1 •   (non com.) la parte verdeggiante delle piante    • 2 •   (spreg.) colore verde in quantità eccessiva | insieme di cose verdi.
verdura   s.f.    • 1 •   nome generico e collettivo degli erbaggi e degli ortaggi usati per l'alimentazione umana: zuppa di verdura; negozio di frutta e verdura    • 2 •   (ant.) il verde della natura; vegetazione, verzura: avete 'n voi li fiori e la verdura / e ciò che luce od è bello a vedere  (cavalcanti).
verduraio   s.m.  [f. -a] (region.) chi vende verdure.
verduzzo   s.m.  vitigno coltivato nel friuli, con grappoli di colore giallo tendente al verde; l'uva stessa e il vino bianco che se ne ricava.
vere   s.m.  (ant. , lett.) primavera.
verecondia   ant. verecundia, s.f.  virtù di chi rifugge da ciò che è moralmente sconveniente o che offende il pudore.
verecondo   agg.    • 1 •   che ha verecondia, che è dotato di verecondia: una ragazza vereconda    • 2 •   (estens.) che esprime verecondia: sguardo verecondo    • 3 •   (fig.) modesto, discreto: la vereconda / fama del vostro vate appo i futuri  (leopardi all'italia  137-138) § verecondamente avv. 
verecundia    ⇨ verecondia.
verga   s.f.    • 1 •   bacchetta lunga e sottile, bastone flessibile; anche, ramo d'albero sottile: la verga del pastore; una verga d'olivo | la verga del rabdomante, la bacchetta biforcuta di cui si serve per cercare l'acqua | tremare come una verga, tremare verga a verga, tremare fortemente in tutte le membra. dim. verghetta, verghettina  accr. vergona, vergone  (m.) pegg. vergaccia    • 2 •   pezzo di metallo ridotto a forma di verga: una verga d'oro, di ferro, una sbarra | a verga, in oreficeria, si dice di una particolare disposizione delle pietre montate su un anello tutte in linea: anello a verga    • 3 •   scettro o bastone, come insegna di comando: nell'uno di questi forzieri è la mia corona, la verga reale e molte mie belle cinture  (boccaccio dec.  x, 1) | la verga pastorale, il pastorale del vescovo    • 4 •   membro virile, pene    • 5 •   (ant.) freccia, saetta    • 6 •   verga aurea  (o d'oro), pianta erbacea con piccoli fiori gialli a capolino raccolti in grappoli terminali (fam.  composite)    • 7 •   verga d'oro, piccola farfalla dalla livrea dorata (gen.  licena).
vergaio   o vergaro, s.m.  nella maremma, il capo dei custodi di un gregge; anche, chi prende in custodia le greggi di più proprietari per condurle a svernare.
vergare   v. tr.  [io vérgo, tu vérghi ecc.]    • 1 •   (non com.) battere, percuotere con una verga    • 2 •   segnare, listare con righe sottili: vergare un tessuto, la carta    • 3 •   scrivere (a mano): vergare un documento, una lettera; ditemi, acciò ch'ancor carte ne verghi, / chi siete voi  (dante purg.  xxvi, 64-65).
vergaro    ⇨ vergaio.
vergata   s.f.  colpo dato con una verga. dim. vergatina. 
vergatino   agg.  si dice di un tipo di carta sottile ma resistente, vergata, particolarmente adatta per copie dattiloscritte: (carta) vergatina   s.m.  tessuto di lino o di canapa a righe; bordatino, rigatino.
vergato   part. pass.  di vergare   agg.  a strisce, a righe (detto spec. di tessuti) | si dice di un tipo di carta che, vista controluce, presenta una caratteristica vergatura  s.m.    • 1 •   (ant.) tessuto a righe    • 2 •   piano costituito da vergelle d'ottone parallele e ravvicinate, usato nella fabbricazione a mano della carta filigranata; per estens., la forma, di aspetto analogo, usata in alcuni tipi di macchina per la fabbricazione della carta.
vergatura   s.f.    • 1 •   l'operazione del vergare una stoffa o una carta    • 2 •   l'insieme delle linee che si scorgono guardando controluce alcuni tipi di carta, spec. quella fabbricata a mano.
vergella   s.f.    • 1 •   (lett. rar.) piccola verga; verghetta    • 2 •   (metall.) semilavorato, gener. di sezione circolare, laminato a caldo e avvolto in matasse    • 3 •   nella fabbricazione della carta, ciascuno dei fili d'ottone che costituiscono il piano del vergato.
vergello   s.m.  asticella con intaccature, di cui l'uccellatore si serve per tendere le panie.
vergenza   s.f.  (geol.)    • 1 •   verso di ripiegamento di una piega strutturale | verso di avanzamento di una falda di ricoprimento    • 2 •   (lett. rar.) tendenza.
vergere   v. intr.  [io vèrgo, tu vèrgi ecc. ; dif. del part. pass. e dei tempi comp.] (lett.)    • 1 •   volgersi, piegarsi, tendere verso un lato: vergere a oriente, a settentrione; già dal meriggio ardente il sol fuggendo / verge all'occaso  (parini)    • 2 •   (fig. rar.) convergere.
vergheggiare   v. tr.  [io verghéggio ecc.] (non com.)    • 1 •   percuotere, battere con una verga    • 2 •   battere la lana dei materassi; scamatare.
vergheggiatore   s.m.  [f. -trice] chi, per mestiere, batteva la lana con lo scamato.
verghiano   agg.  dello scrittore giovanni verga (1840-1922), che si riferisce alle sue opere: i romanzi verghiani. 
verginale   o virginale, agg.    • 1 •   di, da vergine; che si addice a una vergine: pudore verginale    • 2 •   (estens.) monacale    • 3 •   (fig. lett.) candido, puro: una di quelle mattine verginali della primavera che nasce  (d'annunzio) § verginalmente avv. 
vergine   agg.    • 1 •   si dice di donna che non ha mai avuto rapporti sessuali (rar. riferito anche a uomo)    • 2 •   (estens. lett.) giovane: vergini spose  (foscolo le grazie)    • 3 •   (estens.) si dice di ciò che è rimasto allo stato naturale: foresta vergine, mai tagliata o diboscata; miele, cera vergine, genuini, non raffinati; terra vergine, mai lavorata; lana vergine, pura lana | nastro, dischetto vergine, supporto di registrazione mai inciso    • 4 •   (fig.) integro moralmente; intatto, puro: animo vergine  | immune, alieno: vergin di servo encomio / e di codardo oltraggio  (manzoni il cinque maggio)    • 5 •   in merceologia, si dice di olio d'oliva ottenuto per spremitura meccanica delle olive, a cui segue un processo di lavaggio, sedimentazione e filtrazione, senza manipolazioni chimiche: olio vergine, con acidità non superiore al 4%; olio extra-vergine, con acidità non superiore all'1 %  s.f.    • 1 •   donna vergine: sant'orsola, vergine e martire | le sacre vergini, (lett.) le religiose, le suore | la vergine, per antonomasia, maria, madre di gesù, che, secondo il dogma cristiano, conservò la verginità pur avendo concepito e partorito gesù. dim. verginella, verginetta    • 2 •   (estens. lett.) giovane donna; ragazza, fanciulla: pietosa insania che fa cari gli orti / de' suburbani avelli alle britanne / vergini  (foscolo sepolcri  130-132)    • 3 •   vergine, (astr.) costellazione e segno dello zodiaco in cui il sole transita dal 24 agosto al 23 settembre | (estens.) persona nata sotto tale segno | s.m.  (non com.) uomo vergine.
verginella   s.f.    • 1 •   dim.  di vergine    • 2 •   (iron.) ragazza che si finge ingenua e casta.
vergineo    ⇨ virgineo.
verginità   ant. virginità, s.f.    • 1 •   stato di chi è vergine    • 2 •   (fig.) integrità morale | rifarsi una verginità, (scherz.) riconquistare la buona reputazione perduta.
vergobreto   s.m.  presso le antiche tribù galliche, il sommo magistrato.
vergogna   s.f.    • 1 •   sentimento di mortificazione derivante dalla consapevolezza che un'azione, un comportamento, un discorso ecc., propri o anche di altri, sono disonorevoli, sconvenienti, ingiusti o indecenti: sentire, provare vergogna di  (o per) una colpa, un errore    • 2 •   senso di timidezza, soggezione, impaccio: il bambino aveva vergogna a recitare la poesia    • 3 •   rossore del viso causato da vergogna: avvampare di vergogna    • 4 •   disonore, infamia: coprirsi di vergogna; sì rade volte, padre, se ne coglie / per triunfare o cesare o poeta, / colpa e vergogna de l'umane voglie  (dante par.  i, 28-30) | (che) vergogna!, esclamazione di rimprovero, d'indignazione    • 5 •   (estens.) cosa o persona che rechi vergogna: è una vergogna aumentare tanto i prezzi; un figlio che è la vergogna della famiglia    • 6 •   pl.  (antiq.) gli organi genitali.
vergognare   v. tr.  [io vergógno ecc.] (ant.) svergognare, coprire di vergogna | vergognarsi v. rifl.    • 1 •   sentire vergogna: vergognarsi dei propri misfatti; mi vergogno di te | vergognati!, esclamazione di forte biasimo    • 2 •   avere pudore, timore, soggezione; non osare: si vergogna di cantare in pubblico; è un regalo così piccolo che mi vergogno di dartelo | vergognarsi di tutto e di tutti, essere timidissimo | non vergognarsi di niente e di nessuno, essere sfacciato, spudorato.
vergognoso   agg.    • 1 •   si dice di persona che prova e mostra vergogna: un bambino vergognoso.  dim. vergognosetto    • 2 •   che esprime o provoca vergogna: atteggiamento vergognoso; colpa vergognosa  | le parti vergognose, i genitali, le pudende  s.m.  [f. -a] persona vergognosa: fare il vergognoso, simulare un sentimento di vergogna che non si prova § vergognosamente avv.    • 1 •   in modo vergognoso    • 2 •   (iron.) sfacciatamente: una persona vergognosamente ricca, fortunata. 
vergola   s.f.  filo di seta ritorto che si usa per fare gli occhielli | filo di seta o d'oro intessuto per ornamento in un drappo. dim. vergolina. 
vergolato   agg.  ornato con vergole: drappo vergolato | marmo vergolato, con sottili venature di colore diverso.
vergolina   s.f.    • 1 •   dim.  di vergola    • 2 •   tipo di passamaneria formato da una parte di cotone e da un filo di seta avvolto intorno a essa.
vergone   s.m.    • 1 •   accr.  di verga    • 2 •   mazza impaniata per catturare uccelli.
veridicità   s.f.  l'essere veridico.
veridico   agg.  [pl. m. -ci] che dice la verità veritiero, verace: un testimone veridico; una fonte storica veridica  § veridicamente avv. 
verifica   s.f.    • 1 •   il verificare, l'essere verificato; accertamento, riscontro, controllo (spec. nel linguaggio burocr. o tecnico): la verifica di un prodotto, di un'equazione; verifica dell'affrancamento di una lettera, di un impianto idraulico; verifica fiscale, l'operazione d'ispezione, controllo e accertamento compiuta dall'amministrazione finanziaria | verifica dei poteri, (dir.) accertamento della regolarità delle operazioni elettorali e della sussistenza dei requisiti richiesti per conseguire l'ufficio di membro del parlamento; nel diritto internazionale, esame della validità dei documenti dai quali risulta la rappresentanza internazionale    • 2 •   nel linguaggio politico, incontro o serie di incontri tra i rappresentanti dei partiti al governo per verificare la stabilità della coalizione    • 3 •   nel linguaggio scolastico, prova scritta o orale per valutare il corretto apprendimento, da parte di una scolaresca, di un'unità didattica svolta.
verificabile   agg.  che si può verificare: fatto, calcolo verificabile, di cui si possono controllare la verità, l'esattezza.
verificabilità   s.f.  l'essere verificabile | principio di verificabilità, (filos.) lo stesso che principio di verificazione. 
verificare   v. tr.  [io verìfico, tu verìfichi ecc.]    • 1 •   accertare mediante controllo la veridicità, l'esattezza, la legittimità di qualcosa: verificare l'autenticità di una notizia, la regolarità di un atto; verificare un documento, un bilancio, una scrittura privata; verificare una radice quadrata  | accertare, mediante controllo, l'efficienza, la sicurezza o il regolare funzionamento di qualcosa: verificare la stabilità di una costruzione, la tenuta stagna di una conduttura; verificare un motore    • 2 •   provare la verità di un enunciato scientifico, o mostrandone la derivazione logica da principi precedentemente stabiliti o compiendone la riprova sperimentale | verificarsi v. rifl.    • 1 •   avverarsi, trovare conferma: le mie previsioni si sono tutte verificate    • 2 •   accadere, avvenire: oggi si sono verificati due gravi incidenti. 
verificatore   agg.  [f. -trice] che verifica  s.m.  addetto alla verifica; nelle fabbriche, operaio che verifica prodotti lavorati e strumenti; nelle ferrovie e nelle aziende tranviarie, chi controlla l'efficienza delle varie parti che compongono le vetture | verificatore postale, impiegato che controlla la regolarità dell'affrancatura e la natura della corrispondenza e degli effetti postali.
verificatrice   s.f.  macchina con cui si verifica la perforazione delle schede meccanografiche.
verificazione   s.f.  verifica | principio di verificazione, (filos.) principio metodologico secondo cui gli enunciati che non sono empiricamente verificabili sono privi di senso.
verina   s.f.  (mar.) corda o cavo d'acciaio, con un gancio a un'estremità, che si usa per afferrare la catena dell'àncora.
verisimigliante   e deriv.   ⇨ verosimigliante e deriv. 
verisimile    ⇨ verosimile.
verismo   s.m.    • 1 •   movimento letterario sviluppatosi in italia negli ultimi decenni dell'ottocento; ispirandosi al naturalismo francese, teorizzò e produsse una narrativa come rappresentazione impersonale della realtà, particolarmente attenta ai problemi sociali del mezzogiorno | movimento pittorico italiano del secondo ottocento, caratterizzato dalla adesione ai dati dell'esperienza e dalla predilezione per i soggetti umili | la produzione musicale di un gruppo di compositori italiani (mascagni, leoncavallo, puccini ecc.) che tra fine ottocento e primo novecento adattarono al melodramma elementi del verismo letterario: la «cavalleria rusticana» di p. mascagni segnò la nascita del verismo in musica    • 2 •   carattere di opera artistica che si propone di essere il più aderente possibile alla verità, alla realtà: una scena cinematografica di impressionante verismo  | atteggiamento di chi affronta senza reticenze gli aspetti più crudi della realtà.
verista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] seguace, esponente del verismo: giovanni verga è il nostro maggiore verista  | usato anche come agg.  : uno scrittore verista  | talvolta in luogo di veristico : arte verista. 
veristico   agg.  [pl. m. -ci] del verismo, dei veristi: atteggiamento, gusto veristico  § veristicamente avv.    • 1 •   in modo rispondente ai dettami del verismo    • 2 •   (non com.) in modo rispondente al vero.
verità   ant. veritade, veritate, s.f.    • 1 •   qualità di ciò che è vero: la verità di una notizia, di un racconto; controllare la verità di un'affermazione; la verità di una teoria    • 2 •   ciò che è vero in assoluto o relativamente a determinati fatti: la ricerca della verità; dire, palesare, rivelare, spiattellare la verità; deformare, ristabilire la verità; questa è la pura, la sacrosanta verità; una verità incontestabile, indiscutibile, ovvia, evidente, lapalissiana; essere la bocca della verità, si dice di persona assolutamente sincera | (filos.) verità di ragione, quelle che, come i principi logici, non dipendono dall'esperienza, in contrapposizione alle verità di fatto, che sono ricavate dall'esperienza | le verità di fede, (teol.) quelle attingibili non attraverso l'esperienza o la ragione ma solo mediante la fede | le verità rivelate, (teol.) quelle che dio stesso ha fatto conoscere agli uomini attraverso la rivelazione | valori di verità, in logica, quelli che una proposizione può assumere; nella logica a due valori sono due (vero, falso) | tavola di verità, in logica, artificio grafico col quale è possibile calcolare il valore di verità (v, vero; f, falso) di un qualunque enunciato composto, in funzione dei valori di verità (v o f) degli enunciati semplici (atomici) di cui è costituito | siero della verità, espressione popolarmente usata per indicare le soluzioni di barbiturici che, iniettate endovena, si ritiene possano far cadere le barriere psicologiche e indurre il soggetto a dire il vero | macchina della verità, apparecchio usato in alcuni paesi per verificare la sincerità delle persone interrogate attraverso la registrazione e l'analisi delle loro reazioni psicofisiche durante l'interrogatorio | giuro di dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità, formula giuridica del giuramento | di', dica, dite la verità, invito a parlare sinceramente, senza reticenze | a dir la verità, per (dire) la verità, loc. che introducono attenuazioni di precedenti affermazioni o giudizi: per dire la verità, non mi piace molto  | in verità, in realtà, in effetti | prov.  : la verità vien sempre a galla    • 3 •   (non com.) sincerità, schiettezza, buonafede.
veritiero   agg.  che dice la verità: testimone veritiero  | che è conforme alla verità: affermazione veritiera  § veritieramente avv. 
verla    ⇨ averla.
verme   ant. vermo, s.m.    • 1 •   nome generico di animali invertebrati dal corpo molle, contrattile, piatto o cilindrico, privo di zampe e diviso per lo più in segmenti: verme di terra, lombrico; verme solitario, (pop.) tenia | avere i vermi, (fam.) avere parassiti nell'intestino | fare i vermi, (fam.) imputridire, andare a male | strisciare come un verme, (fig.) umiliarsi o adulare indecorosamente | nudo come un verme, (fig.) completamente nudo. dim. vermetto, vermettino, vermicciuolo, vermicello  pegg. vermiciattolo    • 2 •   (fig.) persona abietta e vile: è un verme! | sentirsi un verme, provare un forte sentimento di inferiorità di fronte a qualcuno o di rimorso per qualcosa di mal fatto    • 3 •   (fig. non com.) passione, sentimento segreto che rode e tormenta; tarlo: il verme dell'odio, dell'invidia    • 4 •   (antiq.) filetto della vite.
vermeil   s.m. invar.  argento dorato usato nel settecento per fabbricare stoviglie, casse di orologi ecc. e oggi soprattutto per medaglie.
vermena   s.f.  (lett.) ramoscello giovane e flessibile: surge in vermena e in pianta silvestra  (dante inf.  xiii, 100).
vermentino   s.m.  vitigno coltivato in liguria, toscana e sardegna, che dà un'uva bianca da vinificazione; l'uva stessa e il vino asciutto e frizzante che se ne ricava.
vermeto   s.m.  mollusco marino con corpo vermiforme e conchiglia tubulare; vive fissato a pietre e ad altre conchiglie (cl.  gasteropodi).
vermicaio   s.m.  (non com.) luogo pieno di vermi | brulichio di vermi.
vermicello   s.m.    • 1 •   dim.  di verme    • 2 •   spec. pl.  pasta alimentare secca del tipo degli spaghetti, ma leggermente più spessa.
vermicolare   agg.    • 1 •   che ha forma di verme; vermiforme | solchi vermicolari, (geol.) scanalature prodotte sulle rocce del deserto dalla sabbia trasportata dal vento    • 2 •   polso vermicolare, (med.) dal battito molto celere e debole.
vermicolazione   s.f.  (geol.) formazione di solchi vermicolari nei deserti.
vermiculite   s.f.  (min.) nome comune di alcune varietà di clorite che, sottoposte a brusco riscaldamento, si sfaldano formando un aggregato molto voluminoso, soffice e refrattario, usato come isolante termico e acustico.
vermiforme   agg.  che ha forma di verme: appendice vermiforme. 
vermifugo   agg.  e s.m.  [pl. m. -ghi] si dice di farmaco che inibisce la vita dei vermi parassiti dell'intestino e ne favorisce l'espulsione.
vermiglio   agg.  (lett.) di colore rosso carico: quando brillava il vespero vermiglio  (pascoli)  s.m.  il colore vermiglio.
vermiglione   s.m.  (antiq.) cinabro; per estens., minerale di colore rosso.
verminara   agg. f.  solo nella loc. lucertola verminara, lucertola dalla pelle screziata; (fig.) persona smunta e secca.
verminare   v. intr.  [io vèrmino ecc. ; aus. avere] (antiq.) fare i vermi, avere i vermi.
verminazione   s.f.  (med. , vet.) lo stesso che verminosi. 
vermine   s.m.  (ant. , pop.) verme.
verminosi   s.f.  (med. , vet.) nome generico delle affezioni parassitarie; verminazione.
verminoso   agg.  (non com.)    • 1 •   pieno di vermi | prov.  : il medico pietoso fa la piaga verminosa    • 2 •   causato da vermi parassiti.
vermo    ⇨ verme.
vermocane   s.m.  (ant.) capostorno | ti venga il vermocane!, imprecazione, maledizione popolare.
vermout   o vermouth, s.m. invar.  vermut.
vermut   pop. vermutte [ver-mùt-te], s.m. invar.    • 1 •   vino liquoroso, bianco o rosso, ad alta gradazione alcolica, aromatizzato con erbe e droghe; si beve come aperitivo ed entra nella composizione di molti cocktail: vermut liscio, bevuto senza selz; vermut chinato, con aggiunta di china    • 2 •   (estens.) bicchierino di vermut: prendere, offrire un vermut.  dim. vermuttino. 
vernaccia   s.f.  [pl. -ce] vitigno che dà uva bianca, originario della liguria e ora coltivato anche altrove; l'uva stessa e il vino bianco secco che se ne ricava: vernaccia di s. gimignano, di oristano  | vernaccia nera, vino rosso rubino, amabile o secco, prodotto in provincia di macerata.
vernacolare   agg.  che concerne il vernacolo; che è in vernacolo: poesia vernacolare. 
vernacolo   agg.    • 1 •   (ant.) del luogo in cui si è nati; paesano, locale    • 2 •   (non com.) vernacolare  s.m.  il parlare che è proprio di un luogo, di una regione; in partic., il linguaggio popolare considerato in ciò che lo differenzia dalla lingua letteraria (il termine si usa soprattutto per indicare le parlate toscane e ha valore più ristretto rispetto a dialetto, anche se comunemente viene adoperato come sinonimo di questo quando ci si riferisce alla moderna letteratura dialettale): il vernacolo fiorentino; belli scrisse sia in vernacolo sia in lingua. 
vernale   (1) agg.  (ant.) primaverile | punto vernale, (astr.) punto equinoziale di primavera.
vernale   (2) agg.  (poet.) invernale: de la vita il fremito / fioco per l'aura vernal disperdesi  (carducci).
vernalizzare   v. tr.  (agr.) sottoporre a vernalizzazione.
vernalizzazione   s.f.  (agr.) trattamento consistente nel sottoporre semi in fase di germinazione a particolari condizioni di temperatura e umidità, così che anticipino il loro sviluppo.
vernare   (1) v. intr.  [io vèrno ecc. ; aus. avere] (ant.)    • 1 •   fare primavera: al sol che sempre verna  (dante par.  xxx, 126)    • 2 •   cantare in primavera, detto degli uccelli.
vernare   (2) v. intr.  [io vèrno ecc. ; aus. avere] (lett.)    • 1 •   svernare, trascorrere l'inverno: li augei che vernan lungo 'l nilo  (dante purg.  xxiv, 64)    • 2 •   (estens.) patire il freddo | v. impers.  (lett.) farsi inverno | (fig.) far tempesta: vernò in quel punto, ed annottò fe' il giorno / e la serenità poscia ritorno  (tasso g. l.  xiii, 48).
vernareccio   o vernariccio, vernereccio, agg.  [pl. f. -ce] (ant.) dell'inverno, che concerne l'inverno; invernale: le provvide formiche / de le lor vernaricce vettovaglie / pensose  (caro).
vernata   s.f.  (ant. , tosc.) invernata.
vernazione   s.f.  (bot.) lo stesso che prefogliazione. 
vernengo    ⇨ invernengo.
vernereccio    ⇨ vernareccio.
vernice   (1) s.f.    • 1 •   soluzione o sospensione più o meno densa di varia composizione che, stesa su un oggetto, solidifica formando una pellicola trasparente o traslucida che serve a proteggere o a colorare l'oggetto stesso: vernice ad alcol, a olio; vernice grassa, a base di oli siccativi; vernice cellulosica, a base di esteri della cellulosa; vernice sintetica, a base di resine sintetiche; dare la vernice, una mano di vernice, passarla; la vernice sta tirando, si sta essiccando; vernice fresca, non ancora asciutta | la pellicola formata dalla vernice essiccata: la vernice si è screpolata.  dim. vernicetta    • 2 •   pelle conciata d'animale resa lucida e brillante con una speciale verniciatura, per lo più nera, a caldo o a freddo: scarpe, borsa di vernice    • 3 •   (estens.) sottile rivestimento superficiale | vernice caseosa, (med.) sostanza untuosa che copre la cute del feto    • 4 •   (scherz.) belletto, trucco    • 5 •   (fig.) apparenza superficiale: ha solo una vernice di buona educazione. 
vernice   (2) s.f.  (non com.) vernissage: la vernice di una mostra. 
verniceria   s.f.  reparto di una fabbrica o di un'officina in cui si eseguono verniciature.
verniciare   v. tr.  [io vernìcio ecc.] coprire di uno strato di vernice: verniciare le porte  | verniciarsi v. rifl.  (scherz.) imbellettarsi, truccarsi.
verniciata   s.f.  verniciatura fatta in fretta e per lo più senza preparazione o senza dare la seconda mano. dim. verniciatina. 
verniciatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi è addetto a operazioni di verniciatura    • 2 •   apparecchio per verniciare: verniciatore a spruzzo. 
verniciatura   s.f.    • 1 •   operazione del verniciare: verniciatura a spruzzo  | lo strato di vernice: la verniciatura si è scrostata    • 2 •   (fig.) apparenza, patina superficiale: una verniciatura di cultura. 
verniero   s.m.  (fis.) nome antiq. del nonio  | (estens.) dispositivo che funziona in parallelo con altri così da garantire misurazioni e regolazioni più precise.
vernino   agg.  invernale; si dice di pianta che si semina nel tardo autunno o d'inverno: fave vernine | frutti, meloni vernini, che si colgono ancora acerbi e si consumano in inverno, quando hanno raggiunto la giusta maturazione.
vernissage   s.m. invar.  inaugurazione di una mostra d'arte, a cui si interviene su invito.
verno   (1) s.m.  (ant. , poet.)    • 1 •   inverno: pria che l'erbe inaridisse il verno  (leopardi a silvia  40)    • 2 •   freddo invernale: che sempre riman tra 'l sole e 'l verno  (dante purg.  iv, 81)    • 3 •   tempesta: e volta ad or ad or contra le botte / del mar la proda, e de l'orribil verno  (ariosto o. f.  xviii, 144).
verno   (2) agg.  (lett.) primaverile: verno sole  (lorenzo de' medici).
vero   agg.    • 1 •   che possiede realmente la qualità che gli si attribuisce (si contrappone per lo più a falso): il vero autore di un libro; non è il vero padre, è il patrigno    • 2 •   effettivo, reale; autentico, genuino: qual è il vero motivo della tua visita?; il suo vero nome è un altro; provare un vero pentimento; questa è vera lana  | esatto, giusto: il vero significato di un vocabolo  | usato come rafforzativo della qualità di una persona o una cosa: è un vero artista, un vero mascalzone; questa è una vera fortuna!; di vero cuore, con tutto il cuore; talora ulteriormente rafforzato con proprio : ho preso un vero e proprio spavento    • 3 •   conforme alla realtà dei fatti, realmente accaduto: una notizia vera; una storia vera; è incredibile ma vero  | non mi par vero, mi pare impossibile perché troppo bello | vero?, è vero?, non è vero?, per chiedere conferma a una propria asserzione: è stato lui, vero?  | fosse vero!, magari | tenere per vero, ritenere vero | tant'è vero che, infatti: nessuno li ha avvertiti, tant'è vero che sono andati via subito | come è vero il sole!, come è vero iddio!, per dare maggior forza alle proprie asserzioni    • 4 •   (rar.) veritiero: testimone vero   s.m.    • 1 •   ciò che è vero in assoluto o in relazione a determinati fatti: ricercare il vero; c'è del vero nel suo racconto; non dire il vero, mentire; essere nel vero, non sbagliare | a dire il vero, per dire il vero, a essere sinceri: a dire il vero la commedia non mi è piaciuta | a onor del vero, volendo dire le cose come stanno: non è stato cortese, ma a onor del vero aveva ragione di protestare | salvo il vero, salvo errore | il sommo, il supremo vero, dio    • 2 •   realtà concreta: dipingere dal vero, ispirandosi alla realtà rappresentare il vero senza veli  § veramente avv.    • 1 •   realmente, secondo verità: era veramente dispiaciuto dell'accaduto; è veramente amato da tutti    • 2 •   usato come rafforzativo: uno spettacolo veramente interessante  | usato in interrogazioni di meraviglia: sei veramente arrivato fin quassù a piedi?  | usato per esprimere una riserva: io veramente non sono d'accordo con voi. 
veronal   ® s.m. invar.  (farm.) barbiturico ad azione ipnotica e sedativa | talora, per antonomasia, barbiturico.
veronalismo   s.m.  (med.) intossicazione da veronal o, genericamente, da barbiturici.
verone   s.m.  (poet.) balcone, loggia: d'in su i veroni del paterno ostello  (leopardi a silvia  19).
veronese   agg.  della città di verona  s.m.  e f.  abitante, nativo di verona | il veronese, per antonomasia, il pittore paolo caliari (1528-1588).
veronica   (1) s.f.  pianta erbacea perenne con piccoli fiori azzurri raccolti in spiga (fam.  scrofulariacee).
veronica   (2) s.f.  tela di lino con la quale, secondo il racconto dei vangeli apocrifi, la veronica asciugò il volto di gesù durante la salita al calvario e sulla quale sarebbe rimasta miracolosamente impressa l'immagine del viso | l'immagine stessa impressa su quella tela: qual è colui che forse di croazia / viene a veder la veronica nostra  (dante par.  xxxi, 103-104).
veronica   (3) s.f. invar.    • 1 •   figura della corrida nella quale il torero attende l'assalto del toro tenendo stesa la cappa davanti a sé con le due mani    • 2 •   (sport) nel tennis, colpo consistente in una volée alta di rovescio.
verosimigliante   lett. verisimigliante, agg.  verosimile.
verosimiglianza   lett. verisimiglianza, s.f.    • 1 •   l'essere verosimigliante, verosimile: la verosimiglianza di un racconto    • 2 •   (stat.) il sostegno quantitativo fornito da un risultato campionario a un'ipotesi statistica riguardante il valore ignoto di un parametro.
verosimile   lett. verisimile, agg.  che ha l'aspetto del vero, che può essere vero: un racconto, un'ipotesi verosimile   s.m.  verosimiglianza: la tua storia ha del verosimile  § verosimilmente avv.  in modo verosimile; probabilmente: è fuggito, verosimilmente calandosi dalla finestra. 
verretta   s.f.  nel medioevo, sorta di dardo che si lanciava a mano o con la balestra.
verrettone   s.m.  nel medioevo, grossa verretta che veniva lanciata con la balestra.
verricellista   s.m.  [pl. -sti] arganista.
verricello   s.m.  piccolo argano con tamburo ad asse orizzontale.
verrina   (1) s.f.  (region.) trivella a mano.
verrina   (2) s.f.  ciascuna delle sei orazioni scritte da m. t. cicerone contro c. verre nel 70 a. c.
verrinare   v. tr.  (non com.) forare con la verrina.
verro   s.m.  maiale adulto non castrato, adibito alla riproduzione.
verrocchio   s.m.  (ant.)    • 1 •   lo stesso che varrocchio    • 2 •   frantoio per olive.
verrou   s.m. invar.  nel gioco del calcio, catenaccio.
verruca   s.f.    • 1 •   (biol.) piccola protuberanza sulla superficie di tessuti animali o vegetali    • 2 •   (med.) escrescenza cutanea a superficie liscia o irregolare, di varia grandezza, provocata da un virus.
verrucano   s.m.  (geol.) puddinga di colore variabile dal rosso vinato al verde, diffusa nelle prealpi e in toscana.
verrucaria   s.f.  (bot.) genere cosmopolita di licheni, con molte specie comuni in italia, che si sviluppano per lo più sulle rocce.
verrucoso   agg.  coperto, pieno di verruche: mano verrucosa; fusto verrucoso. 
versaccio   s.m.    • 1 •   pegg.  di verso    • 1 •    • 2 •   smorfia accompagnata da sguaiate emissioni vocali, fatta per disgusto di qualcosa o come segno di disprezzo verso qualcuno: fare versacci. 
versaiolo   s.m.  (spreg.) poeta scadente | usato anche come agg.  : poeta versaiolo. 
versamento   s.m.    • 1 •   il versare, il versarsi, l'essere versato    • 2 •   (comm.) consegna, corresponsione di una somma di denaro: il versamento della rata; effettuare un versamento in banca  | la somma stessa versata: un forte, un consistente versamento    • 3 •   (med.) raccolta di liquido in una cavità dell'organismo: versamento pleurico. 
versante   (1) part. pres.  di versare   s.m.  (comm.) chi effettua un versamento di denaro: il modulo va firmato dal versante. 
versante   (2) s.m.  ciascuno dei fianchi di un monte o di una catena montuosa rispetto alla linea di displuvio: il versante orientale del cervino; scalare il versante nord | sul versante di, (fig.) relativamente a, per quanto riguarda: sul versante politico la situazione si presenta tranquilla. 
versare   v. tr.  [io vèrso ecc.]    • 1 •   far uscire un liquido o un materiale incoerente dal recipiente in cui è contenuto, immettendolo in un altro, o gettandolo, spargendolo, facendolo cadere su qualcosa: versare il vino nei bicchieri; versare acqua sul fuoco; versare la farina dal sacco; versare la minestra nei piatti; versare il caffè, il sale sulla tovaglia | versare da bere, mescere una bevanda | versare lacrime, piangere | versare il sangue per qualcosa, per qualcuno, (fig.) venire ferito o ucciso combattendo in sua difesa | versare fiumi di inchiostro, (fig.) scrivere moltissimo    • 2 •   riversare, far affluire un liquido in un contenitore o in un luogo di raccolta: il canale versa le sue acque in un bacino    • 3 •   (fig. lett.) effondere, riversare: versare i propri dolori in seno a qualcuno; qui tutta verso del dolor la piena  (foscolo sonetti)    • 4 •   erogare, corrispondere, depositare una somma di denaro: versare un milione; versare la prima rata di un mutuo  | capitale versato, la parte del capitale che i soci hanno non soltanto sottoscritto ma effettivamente già apportato alla società    • 5 •   (ant. , poet.) volgere, cambiare: se giudizio o forza di destino / vuol pur che il mondo versi / i bianchi fiori in persi, / cader co' buoni è pur di lode degno  (dante rime) | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   di contenitore, lasciar sfuggire parte del contenuto; perdere: la botte versa    • 2 •   essere, trovarsi in una particolare condizione (usato solo in espressioni di contenuto negativo): versare in cattive condizioni economiche; versare in fin di vita    • 3 •   (non com.) di discorso o scritto, vertere, avere per argomento: la discussione versava su proble mi di grande importanza | versarsi v. rifl.    • 1 •   uscir fuori da un recipiente: si è versato un po' di vino sulla tovaglia  | (fig.) riversarsi: la gente si versa per le strade    • 2 •   affluire con le proprie acque (detto di corso d'acqua): il po si versa nell'adriatico. 
versatile   agg.    • 1 •   (ant. , lett.) girevole: le fanti dai cinti vermigli / intente... a torcere i lor fusi / versatili  (d'annunzio) | (fig.) instabile, incostante    • 2 •   (fig.) che ha attitudini molteplici; che nutre e coltiva interessi diversi: un uomo, una mente versatile. 
versatilità   s.f.  l'essere versatile, di carattere versatile: versatilità d'ingegno. 
versato   part. pass.  di versare   agg.  nei sign. del verbo | che ha inclinazione naturale per una disciplina, un'attività e riesce a svolgerla con facilità per estens., esperto, dotto: essere versato negli studi scientifici. 
verseggiabile   agg.  (non com.) che può essere verseggiato, messo in versi: una materia difficilmente verseggiabile. 
verseggiamento   s.m.  (ant.) verseggiatura.
verseggiare   v. tr.  [io verséggio ecc] mettere o ridurre in versi | v. intr.  [aus. avere] comporre versi.
verseggiatore   s.m.  [f. -trice] chi verseggia, chi compone versi | in partic., poeta tecnicamente abile ma carente o privo di ispirazione: un abile, un mediocre verseggiatore. 
verseggiatura   s.f.  il verseggiare; il modo, la tecnica di verseggiare.
versetto   s.m.    • 1 •   dim.  di verso    • 1 •    • 2 •   ciascuno dei brevi periodi in cui sono suddivisi i capitoli della bibbia e del corano    • 3 •   (mus.) breve interludio organistico, spesso in stile fugato, che si alterna al canto del coro in varie celebrazioni liturgiche.
versicolo   s.m.  (lett.) breve verso | verso di modesto valore.
versicolore   agg.  (lett.) di colore vario, cangiante: qualche animale giovane e galline / versicolori  (saba).
versiera   s.f.    • 1 •   (tosc. , lett.) spirito infernale femminile    • 2 •   (fig.) donna brutta e cattiva.
versificare   v. tr.  e intr.  [io versìfico, tu versìfichi ecc. ; aus. dell'intr. avere] verseggiare.
versificatore   s.m.  [f. -trice] verseggiatore.
versificatorio   agg.  del versificare; che concerne la versificazione: tecnica versificatoria. 
versificazione   s.f.  il versificare; il modo, la tecnica di comporre versi: trattato, regole di versificazione. 
versiliano   agg.  della versilia  s.m.    • 1 •   [f. -a] abitante, nativo della versilia    • 2 •   (geol.) età del pleistocene superiore.
versiliberista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) compositore di poesie in versi liberi | usato anche come agg.  : poeta versiliberista. 
versione   s.f.    • 1 •   (ant.) rivolgimento | (astr.) rivoluzione | (med.) in ostetricia, intervento con cui si rovescia il feto, quando si presenti in modo sfavorevole, per facilitare il parto    • 2 •   traduzione da una lingua in un'altra, soprattutto se fatta per esercizio scolastico: versione in latino; versione dall'italiano all'inglese; fare una versione libera, letterale.  dim. versioncina  | trasposizione di un testo da un tipo di linguaggio in un altro o da una forma d'arte in un'altra: la versione in prosa di una poesia; la versione cinematografica di un'opera teatrale    • 3 •   modo d'interpretare, di raccontare un fatto: esistono almeno due versioni dell'avvenimento; ogni contendente ci ha dato la sua versione dell'accaduto    • 4 •   insieme di modifiche apportate a un oggetto rispetto al prototipo da cui deriva; anche, l'oggetto così modificato: la versione sportiva di una vettura di serie; una borsa in versione (di) pelle e (di) stoffa; la versione aggiornata di un pacchetto software  | (cine.) altra realizzazione di un film con varianti rispetto al soggetto originario, per adattarlo alle esigenze di un pubblico diverso; doppiaggio di un film in una lingua diversa dall'originale: la versione italiana di un film ungherese. 
versipelle   agg.  e s.m.  (lett.) si dice di chi è molto abile nel simulare, nell'imbrogliare, mutando spesso atteggiamento | voltagabbana.
versiscioltaio   s.m.  e agg.  [f. -a] (spreg.) chi, che scrive versi sciolti.
verso   (1) s.m.    • 1 •   (ant.) riga di scrittura dopo la quale si va a capo    • 2 •   (metr.) unità ritmica di una composizione poetica, costituita da un certo numero di piedi o di metri nella poesia quantitativa, da un certo numero di sillabe o di accenti nella poesia accentuativa : verso esametro, endecasillabo; verso ipermetro, ipometro; verso piano, tronco, sdrucciolo; ridurre, mettere in versi un testo prosastico; versi sciolti, non legati da rima; versi liberi, quelli che non seguono nessuna norma metrica tradizionale | pl.  poesia, composizione poetica; anche, l'insieme delle composizioni poetiche di uno scrittore: leggere i versi di montale.  dim. versetto, versuccio  pegg. versaccio    • 3 •   modulazione particolare del grido degli uccelli; suono emesso da un animale: il verso dell'usignolo, della civetta; il verso dell'elefante si chiama barrito    • 4 •   (non com.) cadenza che caratterizza la parlata di una persona o di un dialetto, di una lingua; calata: il verso che hanno i toscani nel parlare  | esclamazione, suono inarticolato: mi ha risposto con un verso di disprezzo    • 5 •   particolare atteggiamento del corpo; gesto caratteristico di una persona, o fatto da una persona per maleducazione: sta' composto e non fare tutti quei versi | fare il verso a qualcuno, imitarne la voce o i gesti più caratteristici, per canzonarlo    • 6 •   senso, direzione, orientamento: andare nello stesso verso, nel verso opposto | il verso del pelo, del velluto, di una stoffa, del legno, l'orientamento dei peli, della trama o delle fibre | procedere per il proprio verso, si dice di cosa che procede regolarmente | prendere qualcuno per il suo verso, saper trattare con lui nel modo più conforme alla sua indole e alle sue inclinazioni | prendere qualcosa per il suo verso  (o per il giusto verso), accettarla nel modo migliore, con ottimismo | andare a verso a qualcuno, andargli a genio, piacergli | trovare il verso di fare qualcosa, trovare il modo, il mezzo di farla | non esserci verso di fare qualcosa, non riuscirci in nessun modo: ho cercato di convincerlo, ma non c'è stato verso  | cose senza verso, senza capo né coda | a verso, come si deve: fare le cose a verso; un ragazzo a verso, ammodo | per un verso, per un rispetto, da una parte: per un verso sono contento, per l'altro no | per ogni verso, in ogni maniera, da ogni punto di vista: quello che dice è giusto per ogni verso    • 7 •   (fis.) orientamento della direzione di un vettore.
verso   (2) agg.  (lett.) voltato, riverso | pollice verso, con la punta rivolta verso il basso; nell'antichità romana, era un gesto che esprimeva condanna  s.m.    • 1 •   la parte posteriore di un foglio, di una carta | ogni pagina di un libro contrassegnata da un numero pari    • 2 •   il rovescio di una moneta o di una medaglia.
verso   (3) prep.  [troncamento poet. ver  o ver ']    • 1 •   in direzione di, alla volta di (introduce un compl. di moto a luogo): andarono verso i monti, verso milano; volse il viso verso il cielo; verso dove siete diretti?  | si unisce ai pron. pers. per lo più mediante la prep. di : guardate verso di me; andarono verso di lui    • 2 •   dalle parti di, nei pressi di (introduce un compl. di stato in luogo): abita verso piacenza; verso via garibaldi  | (rar.) anche preceduto da prep.: è di verso vicenza    • 3 •   poco prima o poco dopo; circa a, intorno a (introduce un compl. di tempo determinato): ti telefonerò verso le dieci; si trasferirà verso la fine dell'anno  | in prossimità di, intorno a (introduce un compl. di età): verso i trent'anni decise di sposarsi    • 4 •   nei riguardi di, nei confronti di: amore verso i genitori; lealtà verso la patria; pietà verso chi soffre; si è comportato ingiustamente verso di te; figliuol mio, / perché hai tu così verso noi fatto?  (dante purg.  xv, 89-90)    • 5 •   (lett.) in confronto a: il mordere era nulla / verso 'l graffiar  (dante inf.  xxxiv, 58-59)    • 6 •   (comm.) contro, dietro: l'attestato si rilascia verso pagamento. 
versoio   s.m.  parte dell'aratro che rovescia la zolla tagliata dal coltro e dal vomere.
versore   s.m.  (mat.) vettore geometrico di lunghezza unitaria avente lo scopo di indicare una direzione e precisare un verso su di essa.
versta   s.f.  unità di misura russa di distanza equivalente a poco più di un chilometro.
versura   s.f.  antica misura agraria di superficie in uso nell'italia meridionale, di valore vario a seconda dei luoghi.
versus   prep.  nel linguaggio scientifico, contro, in opposizione a (anche abbr. in vs): maschile versus femminile.
versuto   agg.  (ant.) astuto, malizioso.
vertù   vertude  ⇨ virtù.
verta   s.f.  la parte finale delle reti coniche, nella quale restano impigliati i pesci.
vertebra   s.f.  (anat.) ciascuno dei segmenti ossei che, articolandosi con altri analoghi, formano la colonna vertebrale.
vertebrale   agg.  (anat. , med.) della vertebra; che riguarda le vertebre: apofisi vertebrale; lesione vertebrale  | che è formato da vertebre: colonna vertebrale. 
vertebrati   s.m. pl.  (zool.) sottotipo di cordati caratterizzati dalla presenza di uno scheletro osseo o cartilagineo, il cui asse è formato da vertebre; vi appartengono mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, pesci e ciclostomi | sing.  [-o] ogni animale di tale sottotipo.
vertebrato   agg.  si dice di animale fornito di colonna vertebrale.
vertecchio   s.m.  (mar.) lo stesso che bertoccio. 
vertenza   s.f.  controversia, lite pendente: vertenza giudiziaria, sindacale; comporre una vertenza. 
vertenziale   agg.  nel linguaggio sindacale, relativo a una vertenza, al complesso delle vertenze in corso in un determinato ambito.
vertenzialità   s.f.  nel linguaggio sindacale, il complesso delle vertenze; la tendenza ad aprire vertenze.
vertere   v. intr.  [io vèrto ecc. ; dif. del part. pass. e dei tempi composti]    • 1 •   avere come argomento, riguardare: la discussione verte sulla politica internazionale    • 2 •   essere in corso, essere pendente: tra i due ex-soci verte una lite in tribunale. 
verticale   agg.    • 1 •   perpendicolare al piano dell'orizzonte (si contrappone a orizzontale)    • 2 •   (estens.) eretto, ritto; che è disposto o si svolge secondo una linea verticale: stare in posizione verticale; le righe verticali di un foglio; nell'architettura gotica prevalgono le strutture verticali  | pianoforte verticale, (mus.) quello con cassa rettangolare disposta verticalmente dietro la tastiera | decollo verticale, (aer.) quello caratteristico degli elicotteri e di alcuni altri aeromobili che possono staccarsi direttamente da terra senza rullare    • 3 •   in economia: integrazione verticale, concentrazione, nella stessa impresa o nello stesso gruppo di imprese, di fasi successive del processo produttivo (p. e.  dalla filatura alla tessitura, alla confezione di abiti) | organizzazione verticale, nel sindacato, quella per categorie (p. e.  metalmeccanici, grafici) e non per zone territoriali    • 4 •   (rar.) che passa per il vertice  s.f.    • 1 •   retta verticale: la verticale a un piano in un suo punto; alle nostre latitudini il sole non è mai sulla verticale    • 2 •   esercizio ginnico che consiste nel tendere il corpo a gambe in alto e testa in giù, reggendosi sulle mani: fare la verticale    • 3 •   nei cruciverba, parola che dovrà essere collocata in senso verticale; anche, la relativa definizione § verticalmente avv.  in posizione, in direzione verticale: essere collocato verticalmente; discendere verticalmente. 
verticalismo   s.m.  in architettura, il prevalere delle linee, delle strutture verticali: il verticalismo degli edifici gotici. 
verticalità   s.f.  l'essere verticale, lo stare in posizione verticale.
verticalizzare   v. tr.    • 1 •   (econ.) integrare fasi successive del processo produttivo    • 2 •   (sport) nel calcio, dare profondità al gioco, svolgerlo lungo l'asse verticale del campo: verticalizzare le azioni. 
verticalizzazione   s.f.  il verticalizzare, l'essere verticalizzato.
vertice   s.m.    • 1 •   la sommità, il punto più alto: il vertice di una scala, di una cupola; qual masso dal vertice / di lunga erta montana  (manzoni il natale)    • 2 •   (fig.) il punto o livello più alto: essere al vertice della carriera, del successo    • 3 •   (fig.) il livello più alto dell'amministrazione di uno stato, della direzione di un partito ecc.; il complesso dei massimi dirigenti di un ente, di un organismo: riunione, incontro, conferenza al vertice; contrasti tra il vertice e la base  | incontro, riunione al vertice; summit: convocare un vertice    • 4 •   (geom.) il punto d'incontro dei lati di un angolo o di un poligono, o il punto in cui concorrono spigoli e facce di un poliedro: il vertice di un triangolo, di una piramide. 
verticillata   s.f.  (bot.) foglia che fa parte di un verticillo.
verticillato   agg.  (bot.) detto di organo a forma di verticillo, dotato di verticilli.
verticillo   s.m.  (bot.) complesso di organi che in una pianta si inseriscono alla medesima altezza.
verticismo   s.m.  tendenza a concentrare il potere decisionale di un'organizzazione nel suo vertice, trascurando la volontà della base: verticismo politico, sindacale. 
verticista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore del verticismo.
verticistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   caratterizzato da verticismo: organizzazione verticistica    • 2 •   relativo al vertice politico: contrasti verticistici  § verticisticamente avv.    • 1 •   secondo schemi, orientamenti verticistici    • 2 •   a livello di vertice.
vertigine   s.f.    • 1 •   spec. pl.  illusoria sensazione che il corpo o gli oggetti circostanti ruotino od oscillino: avere le vertigini; soffrire di vertigini; altezza che dà le vertigini | avere le vertigini, (fig.) si dice di chi fa o dice cose strane, o di chi si inganna, prende un abbaglio    • 2 •   (fig.) sbalordimento, turbamento o esaltazione di fronte a qualcosa di eccezionale o sconvolgente: cifre che fanno venire le vertigini; la vertigine del potere    • 3 •   (ant. , lett.) movimento rotatorio; in partic., quello dei corpi celesti.
vertiginoso   agg.    • 1 •   che dà, che può dare le vertigini: altezza vertiginosa    • 2 •   (fig.) tanto rapido o grande da confondere, da frastornare; velocissimo, enorme: ritmo vertiginoso; una carriera vertiginosa; una scollatura vertiginosa; prezzi vertiginosi    • 3 •   (ant.) di persona, che soffre di vertigini § vertiginosamente avv. 
vertudioso    ⇨ virtuoso.
vertute    ⇨ virtù.
veruno   agg.  e pron. indef.  (ant. , lett.)    • 1 •   in espressioni negative, alcuno, nessuno: voi fareste danno a voi, senza fare a noi pro veruno  (boccaccio dec.  viii, 9)    • 2 •   (non com.) qualche, qualcuno: per le tentazioni si prova l'uomo se egli ha bontade veruna  (passavanti).
verve   s.f. invar.  estro, vena: scrivere con verve eccezionale  | brio, vivacità: un attore che ha molta verve. 
verza   (1) s.f.  varietà di cavolo con larghe foglie biancastre increspate avvolte a globo.
verza   (2) s.f.  (ant.) sverza.
verzellino   s.m.  piccolo uccello dal piumaggio verde oliva sul dorso e nero sulla coda e sulle ali, con largo becco rigonfio e coda biforcuta (ord.  passeriformi).
verzicante   part. pres.  di verzicare   agg.  (lett.) verdeggiante.
verzicare   v. intr.  [io vérzico, tu vérzichi ecc. ; aus. avere] (poet.)    • 1 •   verdeggiare; cominciare a essere verde; mettere le prime foglie: la parete verzicava tutta / d'alberi  (pascoli)    • 2 •   (ant.) rinvigorire | v. tr.  (ant.) far rinverdire.
verziere   s.m.    • 1 •   (lett.) giardino, frutteto, orto    • 2 •   (ant. , pop.) a milano, il vecchio mercato della frutta e della verdura.
verzino   s.m.  pianta delle leguminose, il cui legno fornisce una materia colorante rossa.
verzotto   agg.  si dice di una varietà di cavolo grande e rotondeggiante, con foglie larghe.
verzura   s.f.  (ant. , lett.) insieme di erbe, di germogli, di piante verdeggianti; vegetazione: il mover de le frondi e di verzure  (ariosto o. f.  i, 33).
ves   s.f. invar.  (med.) velocità di sedimentazione degli eritrociti.
vesania   s.f.  (lett.) pazzia, demenza.
veschio    ⇨ vischio.
vescia   s.f.  [pl. -sce]    • 1 •   (non com.) loffa    • 2 •   fungo biancastro di forma globosa, commestibile nel primo periodo del suo sviluppo (fam.  licoperdacee).
vescica   ant. vessica, s.f.    • 1 •   (anat. , zool.) qualsiasi organo cavo a pareti molto sottili destinato a raccogliere prodotti di secrezione liquida | vescica urinaria, sacco muscolo-membranoso situato nella cavità pelvica, nel quale si raccoglie l'urina | vescica natatoria, cavità muscolo-membranosa sotto la colonna vertebrale di molti pesci teleostei, in cui si raccolgono dei gas con funzioni idrostatiche    • 2 •   vescica urinaria di animale suino, usata per insaccarvi lo strutto | vescica gonfiata, (fig.) persona presuntuosa, superba    • 3 •   (med.) nome generico delle bolle di liquido sieroso che si formano sulla cute in seguito a scottature o a sfregamenti: farsi una vescica a una mano, a un piede.  dim. vescichetta  accr. vescicona, vescicone  (m)    • 4 •   (bot.) rigonfiamento naturale su un tessuto, un organo vegetale    • 5 •   nella lavorazione del vetro e di altri materiali, pulica    • 6 •   (antiq) vaso di distillazione a forma di palloncino | palloncino colorato | usato anche come agg.  nella loc. erba vescica, pianta acquatica delle leguminose munita di vescicole piene d'aria che la fanno galleggiare (fam.  lentibulariacee).
vescicale   agg.  (anat. , med.) che riguarda la vescica, spec. quella urinaria: arteria vescicale; spasmo vescicale. 
vescicante   ant. vessicante, agg.  che provoca vesciche: l'ortica ha un effetto vescicante  s. m.  prodotto chimico o farmaceutico composto di sostanze vescicatorie.
vescicaria   s.f.  pianta erbacea con fusto volubile, foglie imparipennate, fiori gialli e frutto a legume (fam.  sapindacee).
vescicatorio   ant. vessicatorio, agg.  e s.m.  si dice di sostanza fortemente revulsiva, che provoca vesciche sulla pelle: gas vescicatorio. 
vescicazione   s.f.  (med.)    • 1 •   il formarsi di vesciche    • 2 •   l'applicazione di sostanze vescicanti a scopo terapeutico.
vescichetta   s.f.    • 1 •   dim.  di vescica    • 2 •   in anatomia: vescichetta seminale, ciascuno dei due organi cavi dell'apparato genitale maschile, situati dietro la vescica, nei quali si raccolgono gli spermatozoi; vescichetta biliare, colecisti, cistifellea.
vescicola   ant. vessicola, s.f.    • 1 •   vescichetta    • 2 •   (med.) piccolo rigonfiamento della pelle pieno di liquido sieroso    • 3 •   (bot.) vescica.
vescicolare   ant. vessicolare, agg.  che riguarda la vescica o le vesciche; vescicoso | tessuto vescicolare, (biol.) tessuto connettivo privo di sostanza intercellulare, formato da cellule grandi e turgescenti.
vescicoso   agg.  che è pieno di vescicole; che ha l'aspetto di vescica.
vesco    ⇨ vischio.
vescovado   o vescovato, s.m.    • 1 •   dignità, ufficio di vescovo: innalzare al vescovado    • 2 •   territorio sottoposto alla giurisdizione di un vescovo | l'edificio in cui il vescovo risiede.
vescovile   agg.  del vescovo, dei vescovi: anello, dignità, palazzo vescovile. 
vescovo   s.m.  nel cattolicesimo e nel cristianesimo orientale, chi è investito dei poteri di governo di una chiesa locale come successore degli apostoli, mediante la speciale consacrazione che gli conferisce la pienezza dell'ordine sacro: vescovo residenziale, quello che governa una diocesi con piena giurisdizione; vescovo ausiliare, quello che è alle dipendenze di un vescovo residenziale e lo aiuta in determinati settori come suo vicario; vescovo coadiutore, quello che assiste il vescovo residenziale, generalmente con diritto di successione; vescovo titolare, quello a cui viene assegnata una diocesi non più esistente e quindi non possiede giurisdizione; vescovo in partibus (infidelium), antica denominazione del vescovo titolare (in origine riferita al vescovo onorario di territori anticamente cristiani e poi occupati da pagani o musulmani); vescovo suburbicario, quello che, con dignità cardinalizia, regge una diocesi suburbicaria; vescovo di roma, il papa | in alcune chiese riformate, l'ecclesiastico che presiede a una diocesi o a una comunità con un potere e una configurazione teologica variamente motivati secondo la dottrina delle singole chiese | vescovo conte, nel medioevo, vescovo che era contemporaneamente investito di un titolo feudale | usato anche come agg.  : rosso vescovo, colore rosso-violaceo tipico dell'abito vescovile.
vespa   (1) s.f.  insetto imenottero di colore nero e giallo, con una forte strozzatura tra torace e addome; le femmine sono armate di un pungiglione velenoso (fam.  vespidi) | essere molesto, fastidioso come una vespa, si dice di persona particolarmente noiosa | avere un vitino di vespa, (fig.) di donna, avere la vita molto sottile. dim. vespetta, vespina  accr. vespona, vespone  (m.) pegg. vespaccia. 
vespa   (2) s.f.  motociclo carenato di fabbricazione italiana, di piccola cilindrata, con motore decentrato montato su scocca portante e con ruote di piccolo diametro.
vespaio   s.m.    • 1 •   nido di vespe: distruggere un vespaio | suscitare un vespaio, (fig.) una reazione clamorosa, un coro di proteste, una grande quantità di commenti e di critiche    • 2 •   (med.) favo    • 3 •   (edil.) intercapedine, vuota o riempita di materiale poroso, che si interpone tra il suolo e il pavimento delle stanze a pianterreno per proteggerle dall'umidità.
vespasiano   s.m.  orinatoio pubblico maschile, per lo più a forma di edicola.
vesperale   agg.  (lett.) del vespero; vespertino  s.m.  libro che contiene la liturgia dei vespri.
vespero   s.m.    • 1 •   (lett.) vespro, crepuscolo: stormi d'uccelli neri / com'esuli pensieri / nel vespero migrar  (carducci)    • 2 •   (region.) vespro, nel senso liturgico    • 3 •   vespero, (lett.) nome dato al pianeta venere quando appare verso sera; espero.
vespertilio   ant. vespertello, s.m.    • 1 •   (ant.) pipistrello: già ogni ucello si era per le sovravegnenti tenebre raccolto nel suo albergo, fòra che i vespertelli  (sannazaro)    • 2 •   (zool.) vespertilione.
vespertilione   s.m.  pipistrello insettivoro di piccole dimensioni, con muso liscio e coda lunga, diffuso in asia e nell'europa centro-settentrionale (fam.  vespertilionidi).
vespertilionidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi chirotteri a cui appartengono i comuni pipistrelli | sing.  [-e] ogni individuo di tale famiglia.
vespertino   agg.  (lett.) relativo al vespro; della sera: ora vespertina; messa vespertina, pomeridiana.
vespidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di insetti imenotteri aculeati di cui fa parte la vespa | sing.  [-e] ogni insetto appartenente a tale famiglia.
vespiere   s.m.  (zool.) altro nome del gruccione. 
vespigno   agg.  (lett.) pungente come una vespa.
vespone   ® s.m.  vespa con motore di almeno 200 cc e carrozzeria più grande di quella del modello normale.
vespro   s.m.    • 1 •   (lett.) l'ora del tramonto; il crepuscolo della sera    • 2 •   (lit.) l'ora canonica che si recita verso il tramonto: le campane hanno suonato il vespro    • 3 •   vespri siciliani, (st.) insurrezione contro il dominio degli angioini, scoppiata a palermo all'ora del vespro del 30 marzo 1282.
vessare   v. tr.  [io vèsso ecc.] sottoporre qualcuno a imposizioni o maltrattamenti continui, abusando della propria autorità: vessare i cittadini con un fiscalismo eccessivo; assai per mare, / assai per terra hai tu fin qui potuto / a vessare i troiani  (caro).
vessatore   s.m.  [f. -trice] (lett.) chi vessa  agg.  vessatorio: leggi vessatrici. 
vessatorio   agg.  che vessa, che tende a vessare: imposizioni vessatorie  § vessatoriamente avv. 
vessazione   s.f.  il vessare, l'essere vessato: ribellarsi alle vessazioni. 
vessel   s.m. invar.  involucro a tenuta che racchiude un reattore nucleare.
vessica   e deriv.   ⇨ vescica e deriv. 
vessillario   s.m.  nell'esercito romano, portatore d'insegne, vessillifero; anche, soldato appartenente a una vessillazione.
vessillazione   s.f.  unità tattica dell'esercito romano formata da circa duemila uomini scelti tra le migliori truppe delle legioni, che costituiva un corpo di facile e rapido spostamento e di pronto impiego.
vessillifero   s.m.    • 1 •   nell'esercito romano, chi portava il vessillo    • 2 •   (estens.) portatore di un'insegna militare    • 3 •   (fig.) chi si fa promotore e propugnatore di un'idea, di una dottrina.
vessillo   s.m.    • 1 •   antica insegna militare dell'esercito romano, costituita da un drappo rosso in cima a un'asta    • 2 •   (estens.) qualsiasi stendardo militare; anche, bandiera: il vessillo tricolore    • 3 •   (fig.) insegna, simbolo: tenere alto il vessillo della libertà  | innalzare il vessillo della pace, della giustizia, sostenere, promuovere tali valori    • 4 •   (bot.) petalo della corolla delle leguminose più sviluppato degli altri    • 5 •   (zool.) nella penna degli uccelli, l'insieme delle barbe.
vessillologia   s.f.  studio e catalogazione delle bandiere.
vessillologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di vessillologia.
vesta    ⇨ veste.
vestaglia   s.f.  indumento da casa, femminile o maschile, aperto davanti, per lo più lungo e ampio: vestaglia di raso, di lana; mettersi la vestaglia; essere, stare in vestaglia.  dim. vestaglietta, vestaglina. 
vestaglietta   s.f.    • 1 •   dim.  di vestaglia    • 2 •   vestito da donna aperto sul davanti, scollato e non lungo, con o senza maniche, in tessuto leggero: vestaglietta da casa, da mare. 
vestale   s.f.    • 1 •   (st.) vergine romana addetta al culto della dea vesta e custode del fuoco sacro della città    • 2 •   (fig.) donna di purissimi costumi | custode rigorosa di un principio, di un ideale, di un'istituzione.
veste   ant. o pop. vesta, s.f.    • 1 •   abito, vestito (senza alcuna specificazione, si riferisce oggi quasi esclusivamente a vestito femminile in un unico pezzo): una veste lunga fino ai piedi; una veste logora; i signori rinascimentali indossavano preziosissime vesti; le vesti liturgiche  | veste da camera, vestaglia | veste talare, l'abito lungo indossato dai sacerdoti cattolici. dim. vesticciola, vesticina, vestina  accr. vestona  pegg. vestaccia    • 2 •   spec. pl.  il complesso degli indumenti indossati da una persona: indossare ricche vesti; strapparsi le vesti di dosso  | stracciarsi le vesti, (fig.) abbandonarsi a manifestazioni clamorose di sdegno, di rabbia    • 3 •   (estens.) ciò che serve a ricoprire, rivestire qualcosa: la veste di un fiasco, il rivestimento di paglia; la frondosa veste di un albero, il fogliame | veste tipografica, editoriale, aspetto materiale di un libro    • 4 •   (lett.) il corpo, in quanto è considerato rivestimento, involucro dell'anima: non ti fu per lei amara / in utica la morte, ove lasciasti / la vesta ch' al gran dì sarà sì chiara  (dante purg.  i, 73-75)    • 5 •   (fig.) forma, apparenza esteriore: dietro la veste della generosità nasconde un grande egoismo; un imbroglione in veste di persona onesta    • 6 •   (fig.) qualità, funzione: intervenire in veste di ministro; partecipare a una manifestazione in veste ufficiale, non privatamente, ma nella qualità della propria carica | autorità, competenza: avere, non avere veste per fare qualcosa    • 7 •   (fig.) espressione: dare veste poetica ai propri pensieri. 
vestiario   s.m.    • 1 •   il complesso dei vestiti di una persona, il suo guardaroba: rinnovare il vestiario  | assortimento di indumenti: capi, articoli di vestiario    • 2 •   il complesso dei costumi indossati dagli attori sulla scena.
vestiarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi provvede al vestiario per gli attori o anche chi ne disegna i modelli.
vestibilità   s.f.  proprietà di un abito di vestire la persona, di adattarsi bene alla sua corporatura.
vestibolare   agg.  relativo al vestibolo | apparato vestibolare, (anat.) parte non acustica dell'orecchio interno, sede della sensibilità spaziale e dell'equilibrio.
vestibolo   s.m.    • 1 •   spazio, chiuso da tre lati, davanti alla porta della casa romana | (estens.) ampio vano che precede le scale in palazzi, teatri e sim.    • 2 •   (anat.) nome di alcune cavità che danno adito ad altre maggiori; in partic., una delle cavità dell'orecchio interno.
vestigio   s.m.  [pl. i vestigi  o le vestigia, antiq. le vestigie]    • 1 •   (lett.) orma, segno lasciato dal piede sul terreno: e gli occhi porto per fuggire intenti / ove vestigio uman l'arena stampi  (petrarca canz.  xxxv, 3-4)    • 2 •   (estens. ; spec. pl.) traccia, segno; ricordo: le vestigia di un'antica civiltà. 
vestimento   s.m.  [pl. i vestimenti, ant. le vestimenta]    • 1 •   (lett.) tutto ciò che si indossa per coprire la persona: era folgore l'aspetto, / era neve il vestimento  (manzoni la resurrezione)    • 2 •   (ant.) l'atto, il modo di vestire    • 3 •   (ant.) vestizione.
vestire   v. tr.  [io vèsto ecc.]    • 1 •   coprire qualcuno con uno o più vestiti: vestire i bambini; le ancelle vestivano la regina  | (estens.) procurare vestiti a qualcuno: spende una buona parte dello stipendio per vestire i figli | vestire gli ignudi, una delle sette opere di misericordia cristiana    • 2 •   (estens.) confezionare vestiti per qualcuno: un sarto che veste le attrici più famose    • 3 •   (lett.) mettere un abito indosso a qualcuno: altri ti veste / la serica zimarra  (parini)    • 4 •   portare indosso; mettersi, indossare: vestire un abito nuovo; vestire l'uniforme, l'armatura | vestire la toga, esercitare la professione di magistrato | vestire la divisa, essere militare, prestare servizio militare | vestire il saio, abbracciare la vita monastica    • 5 •   detto di abito, adattarsi al corpo, a una parte del corpo (anche assol.): una giacca che veste bene le spalle; quell'abito la veste molto, troppo, le disegna bene la figura, le sta troppo attillato    • 6 •   (estens.) rivestire, ricoprire, ornare (anche fig.): vestire le poltrone di una tela a fiori; vestire la chiesa di paramenti; la primavera veste i mandorli di fiori; lieta dell'aer tuo veste la luna / di luce limpidissima i tuoi colli  (foscolo sepolcri  168-169) | v. intr.  [aus. avere] portare indosso abiti di un certo tipo, abbigliarsi in un determinato modo: vestire di bianco, a lutto, alla moda; vestire bene, male, ricercatamente, con gusto  | vestirsi v. rifl.    • 1 •   indossare un vestito o un altro indumento: vestirsi per uscire; si vestì di un manto di velluto    • 2 •   indossare vestiti di un certo tipo, abbigliarsi in un determinato modo: vestirsi di nero, a lutto; vestirsi bene, con eleganza | saper vestirsi, saper scegliere gli abiti adatti al proprio tipo    • 3 •   (estens.) fornirsi di abiti: vestirsi dal migliore sarto della città  | v. rifl.  (lett.) rivestirsi, coprirsi, ornarsi: la campagna si veste di fiori   s.m.  abbigliamento, vestiario: spende molto per il vestire  | modo di vestire: una ragazza ricercata nel vestire. 
vestito   (1) ant. vestuto, part. pass.  di vestire  agg.    • 1 •   che ha indosso gli abiti: l'ho trovato già vestito e pronto per uscire | calzato e vestito, (fig.) completo, integrale (spec. in espressioni spreg.): sei un somaro calzato e vestito!    • 2 •   che indossa determinati abiti (anche fig.): essere vestito da sera, da cerimonia, a festa; un uomo vestito di grigio    • 3 •   (estens.) che è coperto da un rivestimento (anche fig.): un muro vestito di edera; un prato vestito di fiori; ella si va, sentendosi laudare, / benignamente d'umiltà vestuta  (dante vita nuova)    • 4 •   (bot.) si dice di organo avvolto da un involucro, spec. di semi di cereali: riso, orzo vestito    • 5 •   (metr.) nell'uso antico, si diceva di ballata formata da più stanze    • 6 •   briscola vestita, nel gioco della briscola, figura (fante, cavallo o re) appartenente al seme che fa da briscola.
vestito   (2) s.m.    • 1 •   qualsiasi indumento che si indossa sopra la biancheria intima e sotto il soprabito: vestito da donna; vestito da uomo, giacca, calzoni e talvolta gilè vestito da sera, da lavoro; vestito di lana, di seta; vestito corto, lungo, detto di abito da donna; vestito intero, spezzato, detto di abito da uomo. dim. vestitino, vestituccio  accr. vestitone  pegg. vestitaccio    • 2 •   (non com.) vestiario; anche, le spese necessarie per vestirsi: avere a proprio carico il vitto e il vestito. 
vestitura   s.f.  (non com.) il vestire, il vestirsi | la vestitura dei fiaschi, l'operazione con cui vengono rivestiti di paglia; il rivestimento stesso.
vestizione   s.f.    • 1 •   (non com.) il vestire, il vestirsi, l'essere vestito    • 2 •   nel medioevo, la cerimonia con cui venivano consacrati i cavalieri    • 3 •   (eccl.) la cerimonia con la quale il vescovo o un suo delegato consegna l'abito religioso a un novizio o a una novizia.
vestuto    ⇨ vestito 1.
vesuviana   s.f.  (min.) vesuvianite.
vesuvianite   s.f.  (min.) silicato di calcio e alluminio in cristalli lucenti di colore giallo bruno o giallo rossastro.
vesuviano   agg.  del vesuvio, relativo al vesuvio  s.m.  territorio comprendente il vesuvio e i suoi dintorni.
veterano   s.m.    • 1 •   presso gli antichi romani, il soldato che aveva prestato servizio per molti anni e che veniva congedato con onore, godendo di premi e privilegi; rimaneva tuttavia presso la legione ed era tenuto a combattere in caso di guerra: i veterani di giulio cesare    • 2 •   (estens.) militare che presta servizio da molto tempo; anche, ex-soldato anziano: un veterano dell'ultima guerra; alla testa del corteo sfilavano i veterani    • 3 •   [f. -a] (fig.) chi da molto tempo esercita una professione, svolge un'attività o pratica uno sport (talvolta scherz.  o iron.): un veterano del foro; un veterano dello sci; quella maestra è una veterana dell'insegnamento; essere un veterano delle patrie galere, essere stato più volte in prigione    • 4 •   nel ciclismo, corridore che ha compiuto il quarantesimo anno di età e che, inquadrato in una particolare categoria, può gareggiare fino al quarantanovesimo anno in competizioni a essa riservate.
veterinaria   s.f.  scienza che studia l'anatomia, la fisiologia, la patologia degli animali domestici, e i metodi per prevenire, diagnosticare e curare le loro malattie | il corso di studi universitari che riguarda questa scienza: laurea in veterinaria. 
veterinario   s.m.  [f. -a] chi è laureato in veterinaria ed esercita professionalmente questa scienza  agg.  che si riferisce alla veterinaria, ai veterinari: medicina veterinaria; condotta veterinaria. 
vetero-  vetero- primo elemento di parole composte della terminologia dotta, dal lat. ve°tus vete°ris  'vecchio'; significa 'vecchio, antico' (veterotestamentario).
veterocattolicesimo   s.m.  (relig.) denominazione di una chiesa cristiana staccatasi dalla chiesa romana nel 1871 per l'opposizione al dogma dell'infallibilità pontificia.
veterocomunismo   s.m.  ideologia politica che si ispira a modelli di comunismo ormai superati.
veterocomunista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi fa professione di veterocomunismo | anche come agg.  : ideologia veterocomunista. 
veterotestamentario   agg.  relativo all'antico testamento.
vetivenolo   s.m.  liquido viscoso e giallastro, ricavato dalle radici di vetiveria, usato come base e come fissatore nell'industria profumiera.
vetiveria   o vetiver [ve-ti-vèr], s.f.  pianta erbacea di origine indiana, coltivata per le radici aromatiche che si utilizzano nella preparazione di profumi (fam.  graminacee).
veto   s.m.    • 1 •   atto formale che preclude l'esecuzione di un provvedimento, di una decisione o di una deliberazione | diritto di veto, nell'antica roma, potere dei tribuni della plebe di opporsi alla adozione di leggi giudicate sfavorevoli alla plebe; nel diritto internazionale, facoltà di ciascuno stato membro permanente del consiglio di sicurezza dell'onu di opporsi alle decisioni prese dagli altri membri del consiglio, così da impedire la loro esecuzione    • 2 •   (estens.) divieto, rifiuto (anche scherz.): mio padre ha posto il veto alla gita di domenica. 
vetraio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   operaio addetto alle operazioni di lavorazione del vetro (soffiatura, foggiatura, stampaggio ecc.)    • 2 •   chi vende, taglia e applica lastre di vetro.
vetrame   s.m.  quantità di lastre e oggetti di vetro.
vetrario   agg.  che riguarda la lavorazione del vetro: industria vetraria | pittura vetraria, su vetro.
vetrata   s.f.  chiusura costituita da vetri sostenuti da un telaio: la vetrata di una veranda; le antiche vetrate del duomo di siena.  dim. vetratina. 
vetrato   agg.    • 1 •   che ha vetri, fornito di vetri: una porta vetrata    • 2 •   che contiene vetro, cosparso di vetro: pasta vetrata; carta vetrata, carta che ha su una faccia minutissimi e fittissimi frammenti di vetro e serve per levigare superfici ruvide  s.m.  sottile velo di ghiaccio che si forma sopra le rocce | (estens.) analogo velo di ghiaccio che si forma sul fondo stradale.
vetreria   s.f.    • 1 •   fabbrica, magazzino o negozio di vetri o di oggetti di vetro: le vetrerie di murano    • 2 •   pl.  quantità, assortimento di oggetti di vetro: una stanza piena di vetrerie. 
vetriata   s.f.  (non com.) vetrata.
vetriato   agg.  (non com.)    • 1 •   fornito di vetri: porta vetriata    • 2 •   coperto di uno smalto vitreo, lucido: vaso vetriato; ceramiche vetriate, invetriate.
vetrice   s.f.  o m.  salice da vimini.
vetriciaia   s.f.  (non com.) terreno in cui crescono vetrici; saliceto.
vetriera   s.f.    • 1 •   (rar.) vetrata    • 2 •   (region.) vetrina, mobile a vetri.
vetrificabile   agg.  che si può vetrificare.
vetrificante   part. pres.  di vetrificare   agg.  e s.m.  si dice di sostanza che vetrifica.
vetrificare   v. tr.  [io vetrìfico, tu vetrìfichi ecc.]    • 1 •   far diventare vetro o simile a vetro    • 2 •   coprire, smaltare con una patina vitrea: vetrificare i pavimenti  | v. intr.  [aus. essere], vetrificarsi v. rifl.  diventare vetro o simile a vetro.
vetrificazione   s.f.  il vetrificare, il vetrificarsi, l'essere vetrificato.
vetrigno   agg.  (non com.) che ha qualcosa della natura del vetro; simile al vetro, vitreo  s.m.  mattone cotto a temperatura altissima, che presenta zone parzialmente vetrificate.
vetrina   (1) s.f.  vernice vetrosa che si spalma sulle stoviglie o su altri oggetti di ceramica prima di cuocerli al forno, perché acquistino lucentezza e impermeabilità.
vetrina   (2) s.f.    • 1 •   parte del negozio in cui si espongono le merci perché possano essere viste da chi passa per la strada; la vetrata che protegge tale parte del negozio: la vetrina del libraio, del gioielliere; una pallonata ha mandato in frantumi la vetrina  | mettersi in vetrina, (fig.) ostentare i propri meriti, pavoneggiarsi    • 2 •   (fig.) luogo, manifestazione che costituisce la migliore rassegna di attività, prodotti e sim.: una sfilata che costituisce la più importante vetrina dell'alta moda italiana    • 3 •   mobile a vetri in cui si conservano oggetti di particolare fragilità o valore: le vetrine di un museo.  dim. vetrinetta    • 4 •   (region.) credenza a vetri    • 5 •   pl.  (scherz.) occhiali.
vetrinare   v. tr.  nella lavorazione della ceramica, spalmare di vetrina.
vetrinatura   s.f.  operazione del vetrinare.
vetrinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi, per professione, allestisce le vetrine dei negozi disponendo con arte le merci per invogliare all'acquisto il pubblico.
vetrinistica   s.f.  l'arte di disporre le merci in vetrina.
vetrino   (1) agg.  (non com.) di vetro; simile al vetro; fragile come il vetro.
vetrino   (2) s.m.    • 1 •   dim.  di vetro    • 2 •   lastrina di vetro; in partic., quella su cui si pongono i preparati da osservare al microscopio | il vetro che ricopre il quadrante di un orologio da polso.
vetriola   s.f.  (bot.) altro nome della parietaria. 
vetrioleggiare   v. tr.  [io vetrioléggio ecc.] (non com.) deturpare qualcuno gettandogli acido solforico sul viso.
vetriolo   ant. vetriuolo, vitriolo, vitriuolo, s.m.  (chim.) nome di alcuni solfati metallici cristallizzati e idratati: vetriolo bianco, solfato di zinco; vetriolo azzurro, solfato di rame; vetriolo verde, solfato di ferro | (olio di) vetriolo, acido solforico: deturpare qualcuno col vetriolo  | al vetriolo, (fig.) si dice di parole, critiche particolarmente virulente, offensive.
vetro   s.m.    • 1 •   materiale solido composto di vari silicati che si presenta come una massa amorfa omogenea, dura, fragile, trasparente, dotata di speciale lucentezza, impermeabilità, resistenza a tutti i reagenti chimici (tranne l'acido fluoridrico e gli idrati di sodio e potassio concentrati), scarsa conducibilità termica ed elettrica; si ottiene mediante fusione, a temperatura elevata, di sabbie silicee mescolate principalmente a carbonato di calcio, soda o potassa, e trova impiego come materiale isolante e protettivo non oscurante, per fabbricare recipienti, oggetti d'uso e ornamentali ecc.: bicchiere, bottiglia, lampadario di vetro; lastre di vetro; la lavorazione, l'arte del vetro; un cielo terso come un vetro  | vetro al piombo, contenente anche ossido di piombo e detto comunemente cristallo  per la sua particolare lucentezza; vetro infrangibile, di sicurezza, temperato, resistente agli urti, ottenuto con lavorazioni speciali; vetro smerigliato, la cui superficie, trattata con mezzi meccanici o chimici, non è liscia e quindi è meno trasparente; vetro ghiacciato, con superficie a disegni in rilievo che lo rendono simile a una lastra di ghiaccio; vetro armato, retinato, in lastre che contengono al loro interno un reticolo metallico; lana, fibra di vetro, vetro ridotto in fili sottilissimi, usato spec. per imbottiture e come isolante; pasta di vetro, l'ammasso delle sabbie fuse non ancora solidificate, modellabile artigianalmente o industrialmente; soffiare il vetro, lavorare la pasta di vetro soffiandovi dentro con un cannello per ottenere oggetti cavi | vetro vulcanico, materia vetrosa prodotta tra le rocce dal calore di un vulcano; ossidiana | essere di vetro, (fig.) essere molto delicato, fragile | avere la schiena di vetro, (fig. scherz.) non avere voglia di lavorare | palazzo di vetro, grattacielo a grandi vetrate; per antonomasia, il palazzo dove ha sede l'onu a new york. dim. vetrino, vetruccio  pegg. vetraccio    • 2 •   oggetto di vetro: i vetri artistici di murano; maneggiare con cura la cassa dei vetri  | lastra di vetro che si inserisce nel telaio di una finestra, di uno sportello ecc.: cambiare i vetri della cucina; armadio a vetri.  dim. vetrino    • 3 •   vetro ottico, vetro speciale usato per costruire lenti | la lente stessa di uno strumento ottico    • 4 •   copertura trasparente del quadrante di un orologio, anche se di materiale diverso dal vetro: vetro minerale, di plastica    • 5 •   frammento di vetro, di un oggetto di vetro spezzato: tagliarsi, farsi male con un vetro. 
vetrocamera   s.f.  (edil.) struttura che consiste in due lastre di vetro parallele, sigillate ermeticamente e distanziate fra loro in modo da contenere una camera d'aria disidratata; se ne fanno finestre e vetrate capaci di garantire l'isolamento termico e acustico.
vetrocementista   s.m.  [pl. -sti] addetto alla realizzazione di vetrocementi.
vetrocemento   s.m.  (edil.) struttura costituita da lastre di vetro molto resistente inserite in un'armatura di cemento armato; trova impiego nella costruzione di pensiline, tetti, terrazzi e sim., assicurandone la copertura e insieme lasciando passare la luce naturale.
vetroceramica   s.f.  materiale a struttura in parte vetrosa e in parte cristallina, dotato delle proprietà del vetro e della ceramica; è usato per fabbricare stoviglie resistenti al fuoco e anche nell'industria elettronica e spaziale.
vetrocromia   s.f.  pittura su vetro.
vetrofania   s.f.  foglio di materiale semitrasparente, con disegni o figure a colori, che s'attacca ai vetri così da farli sembrare dipinti.
vetrone   s.m.  vetrato.
vetroresina   s.f.  materiale dotato di grande resistenza meccanica, costituito da una materia plastica (spec. una resina epossidica o poliestere) rinforzata da fibre di vetro.
vetroso   agg.    • 1 •   costituito da vetro; che contiene vetro: materiale vetroso    • 2 •   che è simile a vetro: ghiaccio vetroso, vetrato    • 3 •   relativo al vetro | stato vetroso, (chim. fis.) particolare aggregazione della materia nella quale gli ioni e le molecole costituenti hanno la disposizione disordinata e casuale tipica dello stato liquido, mentre il corpo presenta caratteristiche di rigidità e di resistenza proprie dello stato solido | elettricità vetrosa, (fis.) elettricità positiva che si produce strofinando il vetro.
vetta   s.f.    • 1 •   parte superiore, estrema; cima: la vetta dell'abete, del pino; le vette delle alpi; salire in vetta a un poggio, a un colle; la vetta del campanile, di una torre    • 2 •   (fig.) primo posto, posizione di predominio: la squadra in vetta alla classifica | spec. pl.  grado sommo, culmine, apice: raggiungere, toccare le più alte vette del sapere, della gloria; le sublimi vette della poesia    • 3 •   la parte terminale di un ramo; per estens., ramoscello sottile: tagliare le vette | tremare come una vetta, (fig.) si dice di persona che trema per la paura o per il freddo    • 4 •   il bastone più corto del correggiato    • 5 •   (mar.) in un paranco, il capo della corda con cui si effettua la manovra.
vettaiolo   lett. vettaiuolo, agg.  (non com.) si dice di frutto che nasce sulla vetta della pianta: fico vettaiolo. 
vettigale   s.m.  nell'antichità romana, qualsiasi tipo di imposta indiretta  agg.  sottoposto a vettigale: territorio, città vettigale. 
vettina   s.f.  (ant. , region.) orcio per contenere olio o vino.
vettonica    ⇨ bettonica.
vettore   s.m.    • 1 •   (fis.) ente geometrico che descrive una grandezza dotata di valore numerico, direzione e verso; si rappresenta con un segmento orientato avente lunghezza proporzionale al valore numerico della grandezza stessa    • 2 •   (comm.) chi esegue il trasporto di merci e passeggeri per conto di terzi    • 3 •   (biol.) animale in grado di trasmettere agenti di malattie infettive    • 4 •   (chim. biol.) sostanza, per lo più di natura proteica, che funge da intermediaria o prende parte attiva in determinate reazioni biochimiche  agg.  [f. -trice] che trasporta | (razzo, missile) vettore, (aer.) quello che trasporta fuori dall'atmosfera terrestre un veicolo spaziale | insetto vettore, (biol.) vettore, nel sign.    • 3 •   | raggio vettore, (fis.) la retta che congiunge un punto in movimento e un altro fisso di riferimento | frequenza vettrice, (fis.) la frequenza dell'onda elettromagnetica che porta un segnale a distanza e che viene modulata con onde a frequenze più basse.
vettoriale   agg.  (mat. , fis.) di vettore, relativo a vettori: analisi, calcolo vettoriale; grandezza vettoriale  § vettorialmente avv. 
vettovaglia   s.f.  (spec. pl.) il complesso dei viveri necessari al sostentamento di una comunità di persone, in partic. di un reparto militare: l'esercito rimase privo di vettovaglie. 
vettovagliamento   s.m.  approvvigionamento di viveri, di vettovaglie.
vettovagliare   v. tr.  [io vettovàglio ecc.] provvedere, rifornire di vettovaglie: vettovagliare le truppe  | vettovagliarsi v. rifl.  provvedersi di vettovaglie.
vettura   s.f.    • 1 •   (ant.) il trasportare dietro compenso persone o merci su animali o su carri; anche, il prezzo del trasporto: pagare la vettura | lettera di vettura, (dir.) documento rilasciato dal vettore a chi gli ha consegnato la merce, recante l'indicazione degli estremi del trasporto da effettuare | prendere un cavallo a vettura, a nolo    • 2 •   carrozza per servizio pubblico guidata da un vetturino e trainata da cavalli: vettura di piazza; noleggiare una vettura    • 3 •   carrozza ferroviaria o tranviaria: vetture di prima, di seconda classe; vettura ristorante, letto    • 4 •   autovettura, automobile: vettura da corsa, a uso privato.  dim. vetturetta, vetturina  accr. vetturona  pegg. vetturaccia. 
vetturale   s.m.    • 1 •   chi, dietro compenso, trasportava merci o persone su animali o su carri    • 2 •   vetturino.
vetturalesco   agg.  [pl. m. -schi] di, da vetturale.
vettureggiare   v. tr.  e intr.  [io vetturéggio ecc. ; aus. dell'intr. avere] (ant.) trasportare, portare merci a vettura.
vetturino   s.m.    • 1 •   chi dava animali o veicoli a vettura    • 2 •   guidatore di vetture pubbliche a cavalli: il vetturino della carrozza di piazza | avere modi da vetturino, volgari, sguaiati.
vetustà   s.f.  (lett.) l'essere vetusto; antichità: la vetustà di una tradizione. 
vetusto   agg.  (lett.) molto antico, che appartiene a tempi remoti: le età vetuste; templi vetusti  | (estens.) detto di persona, molto vecchio: indi partissi povero e vetusto  (dante par.  vi, 139) § vetustamente avv. 
vexata quaestio   loc. sost. f.  [pl. vexatae quaestiones] questione controversa, dibattuta, su cui non c'è accordo.
vezzato   agg.  (ant.) scaltro, accorto, molto pratico.
vezzeggiamento   s.m.  il vezzeggiare, l'essere vezzeggiato.
vezzeggiare   v. tr.  [io vezzéggio ecc.] fare vezzi, moine a qualcuno; fare oggetto qualcuno di molte attenzioni e affettuosità: quel bambino è troppo vezzeggiato  | v. intr.  [aus. avere] (lett.) fare il vezzoso: giovenilmente vezzeggiando, il piede / villan del servo con l'eburneo dente / segnò di lieve nota  (parini) | vezzeggiarsi v. rifl.  avere eccessiva cura di sé.
vezzeggiativo   agg.  che tende a vezzeggiare: atto vezzeggiativo; usare espressioni vezzeggiative   s.m.  (gramm.) forma alterata di un sostantivo o di un aggettivo, risultante dall'aggiunta di suffissi (suffissi vezzeggiativi) che conferiscono alla parola un tono affettivo e insieme un'idea di piccolezza, minutezza (p. e. -ùccio, -ìno, -étto : beccuccio, fratellino, nasetto) § vezzeggiativamente avv.    • 1 •   vezzeggiando    • 2 •   (gramm.) a modo di vezzeggiativo.
vezzo   s.m.    • 1 •   abitudine, modo abituale di comportarsi: fare qualcosa per vezzo; ha il vezzo di piegare la testa quando ascolta  | abitudine non bella, vizio: ha il vezzo di mangiarsi le unghie    • 2 •   atto affettuoso: fare un vezzo a un bambino    • 3 •   pl.  smancerie, moine, leziosaggini: basta con questi vezzi  | attrattive femminili; grazia, leggiadria: non sa resistere ai suoi vezzi; fiso il guardo, / di mille vezzi sfavillante, in quello / tenea dell'infelice  (leopardi consalvo  60-62)    • 4 •   monile da portare al collo, spec. se costituito da perle o grani infilati: un vezzo di perle, di corallo, d'ambra. 
vezzosità   s.f.  l'essere vezzoso.
vezzoso   agg.    • 1 •   pieno di grazia e di bellezza; leggiadro: una fanciulla vezzosa; o primo entrar di giovinezza, o giorni / vezzosi, inenarrabili  (leopardi le ricordanze  120-121)    • 2 •   lezioso, affettato, smanceroso: un bambino troppo vezzoso; modi vezzosi.  dim. vezzosetto, vezzosino    • 3 •   (ant.) viziato  s.m.  [f. -a] chi assume modi leziosi e affettati: fare la vezzosa  § vezzosamente avv. 
vi   (1) pron. pers. di seconda pers. pl.  forma atona del pron. pers. voi    • 1 •   si usa come compl. ogg. in luogo di voi  e come compl. di termine in luogo di a voi  quando non si vuol dare particolare rilievo, in posizione sia enclitica sia proclitica: vi chiamano; vi manderò quel libro; faremo in modo di accontentarvi '  in presenza delle forme pronominali atone lo, la, le, li  e della particella ne  viene sostituito da ve : ve lo dissi; potremo mandarvelo  | si usa nella coniugazione dei verbi riflessivi (anche apparenti) e degli intransitivi pronominali, in posizione sia enclitica sia proclitica: vestitevi; mettetevi il cappotto; vi pentirete  | nella lingua parlata è usato con valore intensivo in unione con le corrispondenti forme forti: a voi vi piace scherzare    • 2 •   esprime una sfumatura di interesse, di partecipazione all'azione indicata dal verbo: godetevi le vacanze; vi prenderete un raffreddore  | pron. dimostr.  riferito a cosa, equivale a ciò  preceduto da prep.; è sinonimo di ci : non vi trovo niente da ridere; non vi vedo un rimedio  avv.  è usato con verbi di stato e di moto (meno frequentemente di ci)    • 1 •   qui, in questo luogo; là, in quel luogo: vi abito da tre anni; vi andrò domani  | con valore pleonastico: qui non vi è nulla da vedere  | si unisce spesso alle forme del verbo essere : vi sono parecchi che lo credono; non v'è modo di fargliela capire  | nell'uso ant. poteva essere enclitico: andovvi poi lo vas d'elezione  (dante inf.  ii, 28)    • 2 •   per questo, per quel luogo: vi passo tutti i giorni. 
vi   (2)  ⇨ vu.
via   (1) s.f.    • 1 •   striscia più o meno larga di terreno, artificialmente delimitata e spianata, che collega tra loro diversi punti di un centro abitato o diversi abitati, e consente il traffico; strada: via stretta, tortuosa, di campagna; via di città, privata; le antiche vie romane; via sterrata, lastricata  | la voce è comune nelle denominazioni di strade, spec. urbane, e si può scrivere con l'iniziale maiuscola o minuscola: via manzoni  o via manzoni; via nuova; la via aurelia.  dim. vietta, viuzza  pegg. viaccia    • 2 •   sentiero, pista; varco, passaggio: aprirsi una via nella boscaglia, tra la folla | via d'acqua, idrovia; (mar.) falla attraverso la quale penetra acqua | dare via libera, lasciare libero il passaggio; (fig.) autorizzare: dare via libera all'esecuzione di un progetto | segnare via libera, segnalare al conduttore di un veicolo che può passare, che nessun altro veicolo sta per tagliargli la strada: il semaforo verde segna via libera | via, per via, per via di, per mezzo di: diffondere una notizia (per) via radio; trasmissioni via satellite; per indicare mezzo o modo di trasporto: spedire qualcosa per via aerea, (per) via (di) mare; per indicare un dato percorso precisandone una tappa intermedia: treno milano-roma via firenze    • 3 •   tragitto, percorso, itinerario: la via percorsa dalla pallottola; non trovare più la via di casa; fermarsi a mezza via; la via della seta, l'itinerario seguito anticamente dai mercanti che trasportavano la seta dall'oriente in occidente; la via della droga, l'itinerario seguito usualmente dai trafficanti di questa merce per rifornire gli acquirenti | nell'alpinismo, percorso per raggiungere una vetta o un punto determinato di una montagna: aprire, tracciare una nuova via; la via direttissima dell'eiger; via ferrata, itinerario alpinistico permanentemente attrezzato con corde metalliche fisse, scale di ferro, chiodi ecc.    • 4 •   cammino, viaggio: essere, mettersi in via | in via, per via, lungo la strada, in viaggio: me ne sono accorto quando ero già in via; ne potremo parlare per via | tra via, (antiq.) cammin facendo | essere in via di miglioramento, in via di guarigione, (fig.) in condizioni progressivamente migliori, in condizioni che lasciano sperare una guarigione vicina | fanali di via, le luci che una nave o un aereo devono tenere accese di notte, e che con il loro colore e la loro posizione consentono di individuarne da lontano la direzione del movimento | far via per, (mar.) fare rotta per | foglio di via, (dir.) documento con cui l'autorità impone di fare ritorno al comune di origine alle persone diffidate dal questore o comunque ritenute pericolose per la sicurezza o la moralità pubblica    • 5 •   (fig.) carriera: scegliere la via degli affari; una laurea che apre molte vie    • 6 •   (fig.) modo di vivere, spec. dal punto di vista morale: seguire, abbandonare la retta via    • 7 •   (fig.) modo di giungere a qualcosa; sistema, mezzo, maniera: l'unica via di scampo; non c'è via di mezzo; tentare ogni via per convincere qualcuno; essere senza via d'uscita; arrivare alla conclusione per la via più semplice, per altre vie; inoltrare la richiesta per via gerarchica  | adire le vie legali, fare ricorso ai tribunali | scendere, passare a vie di fatto, ricorrere alla violenza, venire alle mani | vie traverse, mezzi illeciti, sotterfugi, raggiri | vie brevi, comunicazioni rapide effettuate mediante telefono, telegrafo ecc. | trovare la via del cuore, riuscire a commuovere | le vie del signore sono infinite, il signore ha infiniti modi per realizzare la sua volontà per mezzo e a favore degli uomini | in via provvisoria, in via eccezionale, provvisoriamente, eccezionalmente | per via di, (fam.) per mezzo, in occasione, a causa di: si conobbero per via di quel lavoro; hanno litigato per via dei soldi; per parte di: sono cugini per via di padre | per via che, (fam.) per il fatto che: non sono più partito per via che ho perso il treno | dare la via, (ant.) dare la libertà, lasciare andare | prov.  : chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova, si dice per consigliare prudenza nei cambiamenti    • 8 •   (med.) condotto, canale dell'organismo; passaggio tra l'esterno e l'interno del corpo: le vie respiratorie; prendere una medicina per via orale; praticare un'iniezione per via intramuscolare    • 9 •   via lattea, (astr.) agglomerato di stelle, di cui fa parte il sole, visibile nel cielo notturno a occhio nudo come una striscia biancastra; galassia.
via   (2) avv.    • 1 •   esprime allontanamento; è usato per lo più con verbi di moto: correre, fuggire, venire, volar via; talvolta come semplice rafforzativo: cacciar via | andar via, andarsene: è andato via ora; vattene via!, va' via!; riferito a cose: le macchie di frutta difficilmente vanno via, scompaiono difficilmente; a ricamare vanno via gli occhi, si indebolisce la vista; è una merce che va via facilmente, che si vende molto; i soldi vanno via che è un piacere!, si spendono senza accorgersene | gettare, buttare via, disfarsi di qualcosa che non serve più buttare, gettare via tempo, denaro, fiato, sprecarli | dar via, cedere, vendere; regalare: ha dato via l'orologio per poche lire; gli è venuta la mania di dar via tutto | portar via, prendere con sé; rubare: ho portato via tutti i miei libri; il vento ha portato via il tetto della casa; i ladri gli hanno portato via tutto; (fig.) riferito a tempo, impegnare, occupare: questo lavoro mi porterà via un anno | mandar via, cacciare, licenziare: mandò via la domestica; far scomparire: la trielina manda via le macchie di grasso | tirar via, affrettarsi: tira via, altrimenti perderemo il treno; lavorare, far qualcosa in fretta e male: è un lavoro tirato via | essere via, (fam.) non essere in casa, essere lontano dalla propria sede abituale: è via da milano  | uno di fuori via, (fam.) un forestiero    • 2 •   usato in senso assol., sottintendendo il verbo andare  o sim., per indicare rapidità d'azione: balzò in piedi, e via di corsa!; per esprimere un ordine perentorio: via di lì!    • 3 •   con valore simile a eccetera, così di seguito  (spec. nelle enumerazioni): si parlò di sport, di moda e via dicendo, e via discorrendo; e così via; e via di questo passo    • 4 •   via via, di mano in mano, di volta in volta; progressivamente: via via che le ore passavano, l'incertezza aumentava; va via via migliorando | via via  (o vie via), (ant.) subito, tra un momento    • 5 •   (antiq.) in matematica, indica la moltiplicazione: tre via tre fa nove  inter.    • 1 •   si usa per cacciare qualcuno: via, via, andatevene!; via, voglio restar solo!    • 2 •   si usa per incitare, incoraggiare, esortare: via, sbrigatevi, è tardi!; via, non abbatterti per così poco!; animo, via!    • 3 •   si usa per concludere un discorso: via, non se ne parli più!; se finisse tutto qui, via!    • 4 •   si usa per esprimere incredulità, disapprovazione, impazienza (o, con tono diverso, pazienza): via, non ci credo!; via, non è possibile insistere così!; via, smettila di frignare!  | anche rafforzato con altra esclamazione: eh via, son cose da dirsi?; oh via, basta!    • 5 •   si usa per dare il segnale d'inizio di una gara, di un gioco ecc.: uno, due, tre via!   s.m. invar.  segnale di inizio dato ai concorrenti di una gara, di un gioco ecc.: al via, i corridori scattarono | dare il via, (fig.) dare inizio: dare il via ai lavori, a un dibattito. 
viabile   agg.  (non com.) praticabile; percorribile con veicoli (detto di strada e sim.).
viabilista   agg.  [pl. m. -sti] che si occupa di viabilità: ingegnere, vigile viabilista. 
viabilistico   agg.  [pl. m. -ci] che riguarda la viabilità: sistema viabilistico. 
viabilità   s.f.    • 1 •   l'essere viabile; possibilità di transito: la viabilità è interrotta da una frana    • 2 •   complesso e stato delle vie di un territorio: una regione dotata di una buona viabilità | viabilità di tipo orografico, di tipo idrografico, a seconda che si adatti alle forme montuose e collinari oppure alle linee fluviali    • 3 •   il complesso delle norme che regolano la costruzione e manutenzione delle strade e il traffico stradale.
viacard   ® s.f. invar.  scheda magnetica che consente il pagamento automatico del pedaggio autostradale.
via crucis   loc. sost. f.    • 1 •   (relig.) esercizio di pietà che consiste nel meditare sulla passione di cristo passando dall'una all'altra delle immagini (stazioni) che ne raffigurano i quattordici episodi principali | (estens.) la serie stessa delle immagini che raffigurano i quattordici episodi: una via crucis in bronzo    • 2 •   (fig.) serie di sofferenze, di umiliazioni: la sua vita è stata tutta una via crucis. 
viado   s.m.  [pl., più com. del sing., viados] travestito o transessuale di origine sudamericana che esercita la prostituzione per strada.
viadotto   s.m.  ponte ad archi o a travature poggianti su piedritti, che permette a una strada o a una ferrovia di superare una valle, una depressione di terreno e sim.
viaggiante   part. pres.  di viaggiare  agg.    • 1 •   che viaggia o può viaggiare | casa viaggiante, roulotte    • 2 •   che svolge il suo lavoro viaggiando: personale viaggiante, quello delle aziende di trasporti pubblici che presta servizio sui mezzi, in contrapposizione al personale delle stesse aziende che svolge compiti a terra.
viaggiare   v. intr.  [io viàggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   detto di persona, spostarsi da un luogo a un altro, per lo più distante dal primo, con un mezzo di trasporto: viaggiare in macchina, in treno, in aeroplano; viaggiare per terra, per mare; viaggiare per turismo, per lavoro, per studio; viaggiare in incognito  | (assol.) fare viaggi: mi piace viaggiare; è uno che ha viaggiato molto    • 2 •   detto di cosa, spostarsi lungo un percorso, con una certa velocità, in un certo tempo: la boccia viaggiava verso il pallino; una nave che viaggia a quindici nodi orari; l'espresso da genova viaggia con 15 minuti di ritardo  | essere trasportato: la merce viaggia a rischio del committente    • 3 •   esercitare la professione di commesso viaggiatore: viaggia per una ditta di profumi    • 4 •   (fig.) spostarsi con l'immaginazione: viaggiare con la memoria a ritroso nel tempo    • 5 •   (gerg.) subire gli effetti di stupefacenti, allucinogeni ecc. | v. tr.  (non com.) visitare, percorrere viaggiando: ha viaggiato tutto il mondo, mezza america. 
viaggiatore   agg.  [f. -trice] che viaggia | commesso viaggiatore, rappresentante che si sposta da un luogo all'altro per propagandare e vendere i prodotti della ditta da cui dipende | piccione, colombo viaggiatore, dotato di particolare senso d'orientamento che gli permette di ritornare al punto di partenza anche quando sia trasportato a grande distanza; appositamente addestrato, serve per portare messaggi | essere, fare il piccione viaggiatore, (scherz.) di persona, essere, fare il messaggero; anche, viaggiare molto, viaggiare spesso da un luogo a un altro  s.m.    • 1 •   chi viaggia, spec. su mezzi di trasporto pubblici: i viaggiatori devono munirsi di biglietto    • 2 •   chi compie viaggi di esplorazione, scoperta e sim., o semplicemente per conoscere il mondo: i grandi viaggiatori del sec. xvi; i viaggiatori del settecento    • 3 •   commesso viaggiatore.
viaggio   s.m.    • 1 •   il viaggiare: fare un viaggio da milano a roma; essere, mettersi in viaggio; abito, borsa da viaggio, adatti per viaggiare; cestino da viaggio, contenente le provviste per un pasto da consumare viaggiando; un viaggio tranquillo, pericoloso; un viaggio di tre ore, di due giorni; buon viaggio!, saluto augurale a chi parte; viaggio di studio, di piacere, di nozze, d'affari; agenzia di viaggi | l'estremo viaggio, (eufem.) la morte. dim. viaggetto  accr. viaggione  pegg. viaggiaccio    • 2 •   il tragitto, il percorso che si compie per portare oggetti da un posto all'altro: per trasportare i mobili nell'altra casa dovrò fare tre viaggi  | fare un viaggio a vuoto, (fig.) recarsi in un luogo senza trovare la persona che si cerca, senza concludere nulla | fare un viaggio e due servizi, effettuare due commissioni con un unico spostamento; (fig.) ottenere un duplice risultato con una sola azione, con un unico sforzo    • 3 •   (fig.) spostamento immaginario: viaggio nel tempo    • 4 •   (gerg.) effetto dell'assunzione di stupefacenti, allucinogeni ecc.    • 5 •   (ant.) via, strada: a te convien tenere altro viaggio  (dante inf.  i, 91).
viale   s.m.  strada urbana, generalmente larga e alberata | strada in un giardino, in un parco | viale del tramonto, (fig.) progressivo e definitivo declino, spec. di un artista: un attore, un cantante che ormai è sul viale del tramonto.  dim. vialetto, vialino, vialuccio  accr. vialone. 
viandante   s.m.  e f.  chi compie un lungo viaggio a piedi: viandante alla ventura, / l'ardue nevi del cenisio / un estranio superò  (berchet).
viaria   s.f.  (non com.) indennità per le spese di viaggio.
viario   agg.  che riguarda le vie: rete viaria. 
viatico   s.m.    • 1 •   nell'antica roma, l'insieme delle provviste per il viaggio    • 2 •   (relig.) l'ultima comunione che un cristiano riceve per prepararsi alla morte: portare, ricevere il viatico    • 3 •   (fig.) quanto può servire di sostentamento, di sostegno in un'impresa: gli rivolse brevi parole come viatico e augurio    • 4 •   (ant.) viaggio.
viatore   s.m.  [f. -trice] (poet.) viandante: ascolta il viatore ed a le bionde / chiome che amò ripensa  (carducci).
viatorio   agg.  (lett.) che riguarda il viaggiatore o il viaggio.
viavai   s.m.    • 1 •   l'andare e venire di più persone; passaggio continuo: un gran viavai di gente; in questa stanza c'è un viavai insopportabile    • 2 •   movimento alternato di andata e ritorno di un organo meccanico: il viavai della spola. 
vibice   s.f.  (ant.) ecchimosi, lividura.
vibonese   agg.  di vibo valentia  s.m.  e f.  abitante, nativo di vibo valentia.
vibrafonista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] suonatore di vibrafono.
vibrafono   s.m.  (mus.) strumento a percussione munito di risuonatori elettrici.
vibramento   s.m.  (rar.) vibrazione.
vibrante   part. pres.  di vibrare  agg.    • 1 •   che vibra; per estens., che risuona con energia: le corde vibranti di uno strumento; una voce vibrante    • 2 •   (fig.) che esprime forza e intensità di sentimenti: parlò con accenti di vibrante commozione; parole vibranti di odio    • 3 •   in fonetica, si dice di consonante la cui articolazione si produce mediante la vibrazione di un organo della fonazione (p. e.  la lingua): la «r» è una (consonante) vibrante. 
vibrare   v. tr.    • 1 •   (lett.) agitare un'arma prima di lanciarla: vibrare la lancia    • 2 •   scagliare con forza: vibrare un dardo, una freccia  | dare con forza: vibrare un colpo di pugnale, di coltello; vibrare un pugno    • 3 •   mettere in vibrazione; far risuonare | (edil.) effettuare la vibrazione del calcestruzzo | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   muoversi con vibrazioni: questo motore vibra eccessivamente    • 2 •   (estens.) risuonare: le note vibravano nel silenzio    • 3 •   (fig. lett.) fremere, palpitare: vibrare d'ira, di commozione, di passione. 
vibratezza   s.f.  (non com.) l'essere vibrato, concitato, vigoroso: vibratezza di stile. 
vibratile   agg.  che vibra, che può vibrare | ciglia vibratili, appendici a forma di peli, dotate di movimento vibratorio, che costituiscono gli organi di moto di alcuni microrganismi.
vibrato   part. pass.  di vibrare   agg.    • 1 •   lanciato, scagliato    • 2 •   messo in vibrazione, fatto vibrare: calcestruzzo vibrato    • 3 •   (fig.) concitato, energico: una vibrata protesta  s. m.  (mus.) effetto musicale costituito da un'intensa oscillazione del suono § vibratamente avv.  in modo energico, vigoroso: replicare, reagire vibratamente. 
vibratore   s.m.  (tecn.)    • 1 •   apparecchio che genera vibrazioni    • 2 •   apparecchio che converte la corrente continua in corrente alternata a bassa frequenza, compresa nel campo delle frequenze acustiche, producendo vibrazioni sonore; cicalino    • 3 •   macchina o apparecchio per la vibrazione del calcestruzzo | vibratore a piastra, vibrocostipatore    • 4 •   apparecchio per la vibrazione terapeutica; vibromassaggiatore.
vibratorio   agg.  relativo a vibrazione; che consiste di vibrazioni: movimento vibratorio. 
vibratura   s.f.  in determinate lavorazioni industriali, operazione con cui si sottopone un oggetto a una serie di vibrazioni.
vibrazionale   agg.  relativo a una vibrazione | bande vibrazionali, in spettroscopia, assorbimenti di radiazioni dovuti alle interferenze fra le radiazioni e le vibrazioni degli atomi di una molecola.
vibrazione   s.f.    • 1 •   oscillazione di piccola ampiezza e alta frequenza: la vibrazione delle corde di uno strumento musicale; vibrazione sismica.  dim. vibrazioncella, vibrazioncina    • 2 •   (estens.) tremolio: vibrazione della luce    • 3 •   (fig.) accento, intonazione fremente: la sua voce ebbe una vibrazione di sdegno    • 4 •   in fisioterapia, manovra massoterapica che si esegue a mano o mediante apparecchi azionati da corrente elettrica e che consiste nell'imprimere ai tessuti una serie di scosse, a effetto sedativo o eccitante a seconda della loro frequenza e intensità    • 5 •   (edil.) sistema per costipare il calcestruzzo nelle casseforme, consistente nell'imprimergli vibrazioni di frequenza abbastanza alta che ne fluidificano la massa e ne facilitano l'assestamento.
vibrione   s.m.  (biol.) genere di batteri a forma di bastoncino leggermente ricurvo, dotato di un ciglio a un'estremità: il vibrione del colera. 
vibrissa   s.f.  (spec. pl.)    • 1 •   (zool.) ciascuno dei peli lunghi e setolosi, con funzione tattile, di cui sono forniti molti mammiferi carnivori e roditori (p. e.  i baffi del gatto)    • 2 •   (anat.) ciascuno dei peli che crescono nell'interno del naso umano.
vibro-  vibro- primo elemento di parole composte della terminologia tecnica e scientifica, tratto da vibrare; indica genericamente 'vibrazione' (vibrografo).
vibrocoltivatore   s.m.  (agr.) tipo di erpice che viene trascinato da un trattore ed è provvisto di lame elastiche rettangolari di acciaio che, lavorando ad alta velocità, entrano in vibrazione e sminuzzano le zolle.
vibrocostipatore   s.m.  vibratore usato nella costruzione di strade che costipa il manto stradale sottoponendolo a ripetute compressioni, mediante una piastra che vibra in direzione verticale.
vibrofinitrice   s.f.  macchina per pavimentazioni stradali, che consente di levigare il manto bituminoso o cementizio finale mediante un organo laminare che vibra in direzione orizzontale.
vibroformatrice   s.f.  macchina che serve a fabbricare in forme opere in calcestruzzo, gesso, cemento, sottoponendo a vibratura le forme riempite.
vibrografo   s.m.  (fis.) vibrometro registratore.
vibrogramma   s.m.  [pl. -mi] (fis.) registrazione grafica del rilevamento ottenuto con un vibrografo.
vibromassaggiatore   s.m.  vibratore per massaggi terapeutici.
vibromassaggio   s.m.  massaggio terapeutico effettuato con apposito vibratore.
vibrometria   s.f.  (fis.) tecnica per la misurazione delle vibrazioni meccaniche di strutture solide.
vibrometro   s.m.  (fis.) strumento per misurare le vibrazioni meccaniche di strutture solide.
vibroscopia   s.f.  (fis.) tecnica per la rilevazione visiva delle vibrazioni meccaniche di strutture solide.
vibroscopio   s.m.  (fis.) vibrometro che visualizza le vibrazioni.
vibroterapia   s.f.  (med.) terapia basata sui vibromassaggi.
viburno   s.m.  (bot.) genere di piante cui appartengono il pallone di maggio e la lantana (fam.  caprifogliacee).
vicaria   (1) s.f.    • 1 •   nel medioevo, ufficio di vicario e circoscrizione territoriale su cui si estendeva la sua giurisdizione | milizia operante in tale circoscrizione territoriale    • 2 •   (rar.) nella terminologia ecclesiastica, vicariato.
vicaria   (2) s.f.    • 1 •   moglie di un vicario    • 2 •   suora che fa le veci della superiora di un convento; madre vicaria.
vicariale   agg.  relativo, appartenente a un vicario.
vicariante   agg.    • 1 •   (med.) si dice di organo che supplisce o compensa un altro nelle sue funzioni    • 2 •   (chim. , min.) si dice di elementi che possono dar luogo a vicarianza.
vicarianza   s.f.  (chim. , min.) fenomeno per cui due o più elementi chimici si possono sostituire a vicenda in un reticolo cristallino o in una struttura.
vicariare   v. tr.  [io vicàrio ecc.] (rar.) sostituire, fare le veci di qualcuno.
vicariato   s.m.  (eccl.) giurisdizione e ufficio di vicario; la durata di tale ufficio | il territorio sottoposto alla giurisdizione di un vicario e la sede che egli occupa.
vicario   s.m.    • 1 •   chi fa le veci di un superiore, esercitandone temporaneamente i poteri | nel linguaggio ecclesiastico: vicario di cristo, si dice dell'apostolo pietro e dei pontefici romani in quanto suoi successori; vicario apostolico, vescovo al quale è affidato nei luoghi di missione il governo di un territorio non ancora eretto in diocesi; vicario del vescovo, chi ne fa le veci in tutta la diocesi o in un determinato ambito di competenze; vicario foraneo, ecclesiastico preposto dal vescovo all'amministrazione di più parrocchie della diocesi raggruppate in distretti o vicariati    • 2 •   nel medioevo, funzionario rappresentante un'autorità centrale in territori periferici  agg.  che fa le veci di un altro: vicedirettore vicario; il presidente del senato ha funzioni vicarie del presidente della repubblica  | cardinal vicario, quello a cui il papa delega la propria giurisdizione di vescovo di roma.
vice-  vice- primo elemento di parole composte, tratto dal lat. vi°ce  (abl. di vi°cis  'vece') 'in luogo di'; premesso a nomi di carica o ufficio indica la persona che fa o può fare le veci del titolare, o che è di grado immediatamente inferiore (vicesindaco, vicepreside; viceammiraglio, vicecomandante); nel secondo caso si usa talora anche la grafia staccata (vice comandante) [ ⇨ pro-].
vice   (1) s.f.  (ant.) vece, compito: se quanto infino a qui di lei si dice / fosse conchiuso tutto in una loda, / poca sarebbe a fornir questa vice  (dante par.  xxx, 16-18).
vice   (2) s.m.  e f. invar.  persona che fa le veci di un'altra; sostituto: il direttore non c'è, ma posso farla parlare col suo vice. 
viceammiraglio   s.m.  un tempo, grado della marina militare corrispondente, oggi, a quello di ammiraglio di squadra.
vicebrigadiere   s.m.  (mil.) grado della guardia di finanza e dei carabinieri immediatamente inferiore a quello di brigadiere; corrisponde, nell'esercito, a quello di sergente. 
vicecomitale   agg.  (non com.) di visconte.
vicecommissario   s.m.  funzionario di grado immediatamente inferiore a quello di commissario.
viceconsole   s.m.  funzionario di grado immediatamente inferiore a quello di console.
viceconte   s.m.  (ant.) visconte.
vicedirettore   s.m.  [f. -trice] chi fa le veci del direttore o lo coadiuva nelle sue funzioni.
vicedirezione   s.f.  ufficio, carica e sede del vicedirettore; durata di tale ufficio.
vicedomino   o visdomino, s.m.    • 1 •   (ant.) chi fa le veci del signore    • 2 •   nel medioevo, nome di funzionari e magistrati con incarichi particolari.
vicegovernatore   s.m.  chi fa le veci del governatore.
vicemadre   s.f.  (antiq.) donna che esplica le funzioni di madre in una famiglia o fa da madre a un orfano.
vicenda   s.f.    • 1 •   successione o avvicendamento alternato di cose, avvenimenti, fatti e sim.: l'eterna vicenda delle stagioni; una vicenda di successi e insuccessi, di gioie e dolori; una lunga vicenda sentimentale; le vicende dei cavalieri antichi  | a vicenda, scambievolmente; a turno: aiutarsi, sostenersi a vicenda; stare svegli a vicenda    • 2 •   (agr.) rotazione agraria    • 3 •   fatto, caso: le vicende della vita  | (ant.) faccenda, affare: io vo infino a città per alcuna mia vicenda  (boccaccio dec.  viii, 2).
vicendevole   agg.  reciproco, scambievole: un vicendevole rispetto  § vicendevolmente avv.  a vicenda; reciprocamente: aiutarsi vicendevolmente. 
vicendevolezza   s.f.  (non com.) l'essere vicendevole; reciprocità.
vicennale   agg.  (lett. rar.) ventennale, che si fa ogni venti anni: giochi vicennali. 
vicennio   s.m.  (lett. rar.) ventennio.
vicentino   agg.  di vicenza  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di vicenza.
vicepadre   s.m.  (antiq.) uomo che esplica le funzioni di padre in una famiglia o fa da padre a un orfano.
viceparroco   s.m.  [pl. m. -ci] (eccl.) sacerdote che aiuta il parroco o ne fa le veci.
viceprefetto   s.m.  funzionario di grado immediatamente inferiore a quello di prefetto.
vicepreside   s.m.  e f.  professore che, in assenza del preside, ne fa le veci.
vicepresidente   s.m.  e f.  chi, in assenza del presidente, ne fa le veci.
vicepresidenza   s.f.  ufficio, carica e sede del vicepreside o del vicepresidente; durata di tale ufficio.
vicepretore   s.m.  magistrato onorario, non di carriera, che coadiuva il pretore facendone le veci.
vicepretura   s.f.  ufficio di vicepretore; durata di tale ufficio.
vicequestore   s.m.  funzionario che fa le veci del questore.
viceré   s.m.  chi governa in nome del re una parte remota del regno o una colonia | (non com.) chi regna in assenza del re.
vicereale   rar. viceregale, agg.  di viceré: dignità vicereale. 
vicereame   s.m.    • 1 •   territorio sul quale un viceré esercita i suoi poteri    • 2 •   (non com.) ufficio di viceré durata di tale ufficio.
viceregale    ⇨ vicereale.
viceregina   s.f.    • 1 •   moglie del viceré    • 2 •   donna con incarico di viceré.
vicesegretario   s.m.  [f. -a] impiegato o funzionario di grado immediatamente inferiore a quello di segretario: il vicesegretario di un partito. 
vicesegreteria   s.f.  ufficio, carica e sede del vicesegretario; durata di tale ufficio.
vicesindaco   s.m.  [pl. -ci] chi fa le veci del sindaco.
viceversa   avv.    • 1 •   in direzione opposta; al contrario: andare da torino a milano e viceversa; bisogna procedere da sinistra a destra e non viceversa    • 2 •   (fam.) invece: hanno detto che venivano, viceversa non ho visto nessuno. 
vichianesimo   s.m.  l'indirizzo di pensiero che trae origine dalle teorie di g. b. vico sulla filosofia, sulla storia, sull'arte.
vichiano   agg.  di g. b. vico, filosofo napoletano (1668-1744); relativo al suo pensiero, alle sue dottrine  s.m.  [f. -a] seguace, sostenitore delle teorie di vico.
vichingo   agg.  [pl. m. -ghi]    • 1 •   che appartiene o si riferisce a una popolazione guerriera di stirpe germanica, molto progredita nelle tecniche di navigazione, che fu protagonista della grande espansione scandinava dei secoli viii-xi: navi vichinghe    • 2 •   (scherz.) della scandinavia  s.m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente alla popolazione vichinga    • 2 •   (scherz.) scandinavo | turista nordico; persona alta e bionda.
vicinale   agg.    • 1 •   della vicinia, relativo a una vicinia    • 2 •   che collega località vicine: ferrovia vicinale, quella che collega un grande centro urbano con la periferia, i dintorni e i centri urbani minori circonvicini | strada vicinale, (dir.) strada privata di campagna sulla quale è però consentito il passaggio pubblico    • 3 •   (chim.) si dice di gruppi sostituenti collegati ad atomi di carbonio adiacenti.
viciname   s.m.  (spreg.) la gente del vicinato; l'insieme dei vicini.
vicinante   part. pres.  di vicinare   s.m.  e f.  (ant.) chi abita vicino a un altro.
vicinanza   s.f.    • 1 •   l'essere vicino nello spazio o nel tempo: la vicinanza della città; la vicinanza degli esami  | in vicinanza di, vicino, nei pressi di: in vicinanza del fiume    • 2 •   (fig.) prossimità ideale; affinità: vicinanza di opinioni    • 3 •   pl.  i luoghi vicini; i dintorni: essere nelle vicinanze; le vicinanze di genova    • 4 •   (ant.) il vicinato; i vicini: la vicinanza uscita fuori al romore... cominciarono questa cosa a biasimare  (boccaccio dec.  v, 5).
vicinare   v. intr.  [non usato nei tempi composti] (ant.) essere vicino; confinare.
vicinato   s.m.    • 1 •   l'essere vicini di casa o confinanti: rapporti di buon vicinato    • 2 •   l'insieme delle persone che abitano vicino, nelle case o nelle strade adiacenti: tutto il vicinato era alle finestre  | l'insieme dei luoghi vicini a quello in cui si abita; quartiere: la gente del vicinato. 
vicinia   s.f.    • 1 •   nel medioevo, comunità urbana o rurale, dotata di propria organizzazione e investita di funzioni di interesse generale    • 2 •   tipo di comunità agraria, ancora sussistente in certe regioni alpine, nella quale i beni della collettività sono attribuiti per porzioni in godimento ai componenti.
viciniore   agg.  (burocr.) più vicino; limitrofo: il centro urbano e le campagne viciniori. 
vicinità   s.f.  (non com.) l'essere vicino; vicinanza.
vicino   agg.    • 1 •   che non è lontano o è poco lontano nello spazio o nel tempo: il municipio è vicino a casa mia; due piazze vicine (tra loro); siamo ormai vicini al fiume; la fine del lavoro è vicina; la sera è vicina; un uomo più vicino ai cinquanta che ai quaranta; essere vicino a fare qualcosa, stare per farla | nazioni vicine, confinanti | il vicino oriente, quello costituito dalle nazioni che si affacciano o sono prossime al mediterraneo    • 2 •   (fig.) che ha rapporti di parentela o di amicizia: un parente vicino, stretto | che partecipa ai sentimenti di qualcuno: ci sentiamo vicini a voi in questa circostanza    • 3 •   (fig.) simile, affine: è una tinta più vicina al rosso che al marrone; avere idee, opinioni vicine  s. m.  [f. -a]    • 1 •   chi è o abita vicino: il vicino di banco; il vicino di casa; i nostri vicini sono quasi sempre assenti    • 2 •   (ant. , lett.) concittadino: sappi che 'l mio vicin vitaliano / sederà qui dal mio sinistro fianco  (dante inf.  xvii, 68-69)  avv.  a poca distanza, non lontano: abitavano vicino; accadde qui vicino; fatti più vicino, avvicinati maggiormente; non c'è riuscito, ma c'è andato vicino, (fig.) c'è mancato poco | da vicino  (rar. in grafia unita davvicino), da breve distanza (anche fig.): sparò al bersaglio molto da vicino; fatti vedere da vicino; esaminare una questione più da vicino, più addentro, più minutamente; conoscere qualcuno da vicino, personalmente, bene  loc. prep.    • 1 •   vicino a, a poca distanza da, accanto a, presso: abita vicino a pavia; non stare così vicino alla televisione    • 2 •   vicino di, (ant.) presso: vicino di s. brancazio stette un buono uomo e ricco  (boccaccio dec.  iii, 4) | in espressioni temporali, circa a, verso: essa infino vicino della mezza notte, col suo amante sollazzatasi, gli disse... (boccaccio dec.  viii, 7).
vicissitudine   s.f.    • 1 •   spec. pl.  vicenda non lieta; traversia: le vicissitudini della vita; dopo tante vicissitudini riuscì a salvarsi    • 2 •   (ant.) avvicendamento, alternanza di fatti, di avvenimenti.
vico   s.m.  [pl. -chi]    • 1 •   in epoca preromana, romana e medievale, territorio urbano e più spesso rurale in cui risiedeva una comunità dotata di una organizzazione amministrativa e giurisdizionale autonoma    • 2 •   (ant.) borgata, villaggio | sopravvive in alcuni toponimi: vico canavese, vico equense    • 3 •   (region.) vicolo.
vicolo   s.m.  via molto stretta e di secondaria importanza, in un centro urbano: abita in un vicolo | vicolo cieco, senza uscita; (fig.) situazione difficile da cui non si sa come uscire: siamo finiti in un vicolo cieco.  dim. vicoletto, vicolino  pegg. vicolaccio. 
victoria   s.f.  elegante carrozza scoperta a due posti, dotata di serpa e trainata da due cavalli.
victoria regia   s.f.  gigantesca pianta acquatica dell'america del sud, con fiori bianchi e porporini e foglie galleggianti che possono raggiungere i    • 2 •   m di diametro (fam.  ninfeacee).
videata   s.f.  l'insieme di dati o di operazioni visualizzati tutti in una volta sullo schermo di un videoterminale di un elaboratore elettronico.
video   s.m.  [pl. invar. , meglio che vìdei]    • 1 •   procedimento e apparato per la trasmissione a distanza di immagini: sistemi (di) video a colori  | risultato visibile di tale trasmissione: il video funziona, l'audio no    • 2 •   lo schermo di un televisore o di un videoterminale dove appaiono le immagini teletrasmesse    • 3 •   (estens.) videoterminale | home video    • 4 •   videoclip  agg. invar.  del video: segnale video, videosegnale; terminale video, videoterminale | (estens.) televisivo.
video-  video- primo elemento di parole composte che si riferiscono a dispositivi od operazioni che utilizzano uno schermo video per la ricezione, diffusione o visualizzazione di immagini o dati (videocassetta, videoterminale); può anche indicare semplice relazione con la vista (videoleso).
videoamatore   s.m.  [f. -trice] dilettante che gira film con la videocamera.
videoamatoriale   agg.  di videoamatore, non professionale: registrazione videoamatoriale. 
videoamplificatore   s.m.  amplificatore di videosegnali.
video art   loc. sost. f. invar.  corrente artistica nata negli anni settanta che usa la televisione per produrre registrazioni audiovisive, sia astratte sia figurative.
videocamera   s.f.    • 1 •   telecamera dotata di monitor    • 2 •   sistema di videoregistrazione, costituito da una telecamera e da un videoregistratore portatili, anche unificati in un solo strumento.
videocassetta   s.f.  cassetta di dimensioni standard contenente un nastro magnetico per videoregistrazioni che, attraverso uno speciale lettore, possono essere visibili su un normale televisore.
videocitofono   s.m.  citofono collegato a un impianto televisivo a circuito chiuso che consente all'inquilino di uno stabile di vedere su un monitor il visitatore inquadrato da una telecamera all'ingresso.
videoclip   s.m. invar.  breve videoregistrazione che documenta un avvenimento o reclamizza un prodotto; in partic., brevissimo film che accompagna un brano di musica leggera.
videocompilation   s.f. invar.  nastro registrato contenente una compilation di videoclip musicali.
videoconferenza   s.f.  forma di teleconferenza che consente di trasmettere, oltre alle voci, anche le immagini.
videocontrollo   s.m.  controllo di determinati locali o zone effettuato mediante un impianto televisivo a circuito chiuso.
videodipendente   agg.  e s.m.  e f.  che, chi è condizionato psicologicamente dalla televisione e dai suoi messaggi, al punto da non riuscire quasi a farne a meno (anche iron.  o scherz.).
videodipendenza   s.f.  condizione di chi è videodipendente.
videodisco   s.m.  [pl. -schi] disco magnetico per videoregistrazioni che, attraverso uno speciale lettore, possono essere visibili su un normale televisore.
videoenciclopedia   s.f.  enciclopedia multimediale realizzata su videonastro o videodisco.
videofilm   s.m. invar.  film realizzato con sistemi di videoregistrazione e destinato esclusivamente alla circolazione in videocassette.
videofono   s.m.  (non com.)    • 1 •   videocitofono    • 2 •   videotelefono.
videofrequenza   s.f.  frequenza delle onde elettromagnetiche usate per la trasmissione a distanza di immagini.
videogame   s.m. invar.  videogioco.
videogioco   s.m.  [pl. -chi] gioco elettronico programmato per simulare schematicamente, su un apposito monitor o su un normale teleschermo, gli eventi di una gara determinati da uno o più giocatori attraverso appositi comandi | l'apparecchio che permette di visualizzare tale gioco.
videografia   s.f.  elenco sistematico delle opere audiovisive prodotte in un paese, in uno o più anni, di un autore ecc.
videografica   s.f.  grafica realizzata per mezzo di computer o sistemi televisivi.
videoimpaginatore   s.m.  videoterminale per l'impaginazione computerizzata di testi.
videoimpaginazione   s.f.  (tip.) impaginazione del testo di stampa effettuata al computer utilizzando programmi specializzati.
videoinformazione   s.f.  informazione fornita od ottenuta con sistemi telematici di videotrasmissione; i sistemi stessi nel loro complesso.
videolento   ® s.m.  sistema di trasmissione di segnali video attraverso la rete telefonica.
videoleso   agg.  e s.m.  [f. -a] (med.) che, chi ha una menomazione nella vista.
videolettore   s.m.  videoriproduttore.
videolibro   s.m.  testo registrato su videodisco e che può essere letto su un televisore.
videomagnetico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla registrazione su nastro magnetico di videosegnali.
videomaker   s.m.  e f. invar.  chi produce videoclip.
videomania   s.f.  passione esagerata per la televisione, i videogiochi e ogni altro prodotto video.
videomusic   s.f. invar.  videomusica | s.m. invar.  videoclip musicale.
videomusica   s.f.  l'esecuzione di brani musicali in forma di videoclip, in cui si stabilisce una stretta connessione tra suoni e immagini.
videomusicale   agg.  di, relativo alla videomusica.
videonastro   s.m.  nastro magnetico in bobine o cassette per videoregistrazioni.
videonica   s.f.  studio e uso di tecnologie elettroniche applicate all'analisi e alla sintesi di segnali audio e video, oltre che alla loro registrazione, trasmissione e riproduzione.
videonoleggiatore   s.m.  [f. -trice] chi esercita l'attività del videonoleggio.
videonoleggio   s.m.    • 1 •   attività commerciale consistente nel noleggiare videocassette contenenti videofilm, videoclip ecc.    • 2 •   negozio in cui si effettua tale attività.
videoproiettore   s.m.  apparecchio televisivo che proietta le immagini su uno schermo esterno all'apparecchio stesso, consentendo notevoli ingrandimenti.
videoregistrare   v. tr.  effettuare una videoregistrazione.
videoregistratore   s.m.  apparecchio per videoregistrazione.
videoregistrazione   s.f.    • 1 •   registrazione di videosegnali su videonastro che consenta la riproduzione delle immagini su uno schermo televisivo    • 2 •   l'insieme dei videosegnali così registrati.
videoriparatore   s.m.  tecnico specializzato nella riparazione di televisori.
videoripresa   s.f.  cineripresa; teleripresa.
videoriprodurre   v. tr.  [coniugato come produrre] effettuare una videoriproduzione.
videoriproduttore   s.m.  apparecchio per videoriproduzione costituito da un lettore di immagini registrate su videonastro e da un riproduttore di esse.
videoriproduzione   s.f.  riproduzione di videosegnali, registrati su un videonastro, ottenuta mediante videoriproduttore.
videorivista   s.f.  periodico a cui è abbinata una videocassetta di argomento attinente.
videoscopia   s.f.  (med.) ispezione della cavità cava di un organo mediante videoscopio.
videoscopio   s.m.  (med.) sonda endoscopica con all'estremità una telecamera miniaturizzata che consente di ispezionare attraverso il video la cavità dell'organo raggiunto.
videoscrittura   s.f.  sistema di scrittura mediante elaboratore elettronico; consente di scrivere un testo visualizzandolo prima sul video, in modo da potervi apportare tutte le correzioni necessarie fino alla stesura definitiva, che viene poi inviata alla stampante.
videosegnale   s.m.  segnale elettrico in cui la telecamera o il videoregistratore traducono l'immagine e che, trasmesso al televisore, viene ritrasformato in immagine.
videosistema   s.m.  [pl. -mi] sistema di ripresa, registrazione e riproduzione di immagini televisive.
videotabellone   s.m.  grande tabellone elettronico su cui vengono pubblicati informazioni, dati, messaggi pubblicitari ecc.
videotape   s.m. invar.    • 1 •   videonastro    • 2 •   (estens.) videoregistrazione.
videoteca   s.f.    • 1 •   raccolta di videonastri    • 2 •   luogo in cui si conserva tale raccolta    • 3 •   negozio specializzato nella vendita di videocassette registrate.
videotel   ® s.m. invar.  denominazione del sistema videotex italiano gestito dalla telecom.
videotelefonia   s.f.  sistema di comunicazione televisiva attraverso la rete telefonica.
videotelefonico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla videotelefonia.
videotelefono   s.m.  telefono collegato a un impianto televisivo a circuito chiuso che consente di vedere la persona con cui si parla.
videoterminale   s.m.  terminale di un elaboratore elettronico che consente di visualizzare i dati e le operazioni su un apposito schermo; terminale video.
videotex   s.m. invar.  servizio telematico interattivo che, tramite rete telefonica commutata (e non via etere come il teletex), consente di accedere a informazioni di banche dati visualizzandole su televisori adattati.
videotext   s.m. invar.  qualunque sistema telematico interattivo che usa il televisore come periferica di uscita delle informazioni che vengano trasmesse o via etere o attraverso la linea telefonica.
videotrasmettere   v. tr.  [coniugato come mettere] effettuare una videotrasmissione.
videotrasmissione   s.f.  teletrasmissione di immagini.
vidicon   s.m. invar.  abbr. di vidiconoscopio. 
vidiconoscopio   s.m.  (fis.) tubo per riprese televisive, ad alta sensibilità e di piccole dimensioni, dotato di placca fotosensibile polarizzata.
vidigrafo   ® s.m.  strumento per la registrazione su pellicola cinematografica sonora di una videoregistrazione o di programmi trasmessi attraverso un televisore.
vidimare   v. tr.  [io vìdimo ecc.] (burocr.) convalidare con un bollo, con una firma e sim.: vidimare un documento. 
vidimazione   s.f.  (burocr.) il vidimare, l'essere vidimato.
vie   avv.  (ant.) ancora, molto (premesso a un comparativo, con valore rafforzativo): e dicoti più, che noi facciamo vie miglior lavorio  (boccaccio dec.  viii, 2) | nell'uso lett. sono ancora sporadicamente impiegate le forme vie più  e vie meglio, per le quali sono però più com. le grafie unite vieppiù  e viemmeglio. 
viella   s.f.  (mus.) strumento ad arco a fondo piatto, in uso nel medioevo.
viemmeglio   o viemeglio, vie meglio, avv.  (lett.) tanto più, ancor meglio.
viennese   agg.  di vienna: valzer viennese   s.m.  e f.  chi è nato o abita a vienna.
vieppiù   o viepiù, vie più, avv.  (lett.) sempre più, molto più.
vietabile   agg.  che si può vietare.
vietamento   s.m.  (ant.) il vietare; divieto.
vietare   v. tr.  [io vièto ecc.] proibire, non permettere, impedire a qualcuno di fare qualcosa: vietare l'ingresso agli estranei; gli vietò di rispondere | nulla vieta, non c'è alcuna proibizione o impedimento: nulla vieta che tu rimanga qui | vietare un luogo a qualcuno, (lett.) impedirgli di raggiungerlo: i venti sempre la natal mia terra / parean vietarmi  (alfieri).
vietativo   agg.  (rar.) che vieta.
vietato   part. pass.  di vietare  agg.    • 1 •   proibito: sosta vietata; film vietato ai minori di 18 anni; è vietato fumare    • 2 •   (lett.) difeso: le mal vietate alpi  (foscolo sepolcri  182).
vietatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (rar.) che, chi vieta.
vietcong   agg.  e s.m. invar.  che, chi apparteneva al fronte di liberazione del vietnam meridionale, che combatté contro il governo sudvietnamita e le forze di intervento statunitensi (1957-1975) | lo stesso fronte di liberazione: le truppe del vietcong. 
vietnamita   agg.  [pl. m. -ti] del vietnam, stato della penisola indocinese  s.m.    • 1 •   [anche f.] abitante, nativo del vietnam    • 2 •   lingua parlata in vietnam.
vieto   agg.    • 1 •   (spreg.) antiquato, superato: idee, consuetudini viete; vieti pregiudizi    • 2 •   (lett.) antico, abbandonato: una montagna v'è che già fu lieta / d'acqua e di fronde, che si chiamò ida; / or è diserta come cosa vieta  (dante inf.  xiv, 97-99)    • 3 •   (tosc.) stantio, rancido: salame, burro vieto   s.m.  (rar.) sapore stantio: prendere di vieto. 
view data   loc. sost. m. invar.  lo stesso che videotex. 
vigente   part. pres.  di vigere   agg.  che è in vigore (detto di leggi, usanze e sim.): norme, disposizioni vigenti. 
vigenza   s.f.  (rar.) l'essere vigente.
vigere   v. intr.  [si usa solo nelle terze persone sing. e pl. del pres. e imperf. indic. e congiunt., nel part. pres. e nel ger. pres.]    • 1 •   essere in vigore (detto di leggi, usanze e sim.): una norma che vige ormai da molti anni    • 2 •   (lett.) avere, prendere vigore: o donna in cui la mia speranza vige  (dante par.  xxxi, 79).
vigesima   s.f.  antica imposta equivalente a un ventesimo del reddito.
vigesimale   agg.  (mat.) si dice di sistema di numerazione che ha per base il numero venti.
vigesimo   agg. num.  (lett.) ventesimo | entra talora nella composizione dei numerali ordinali da 21° a 29° : papa giovanni vigesimo terzo. 
vigilante   (1) part. pres.  di vigilare   agg.  (non com.) vigile, attento, sollecito: seguire con cura vigilante   s.m.    • 1 •   [anche f.] (non com.) chi vigila, chi è addetto a una vigilanza    • 2 •   dispositivo di sicurezza sui locomotori ferroviari, che blocca automaticamente il convoglio nel caso che il macchinista ometta di eseguire determinate operazioni § vigilantemente avv. 
vigilante   (2) s.m.  [pl. vigilantes] agente inquadrato in un corpo di polizia privata, addetto a compiti di guardia o di sorveglianza di banche, residenze private ecc.
vigilantismo   s.m.  tendenza a delegare il controllo dell'ordine pubblico a corpi di polizia privata.
vigilanza   s.f.    • 1 •   il vigilare; sorveglianza, controllo: sottrarsi alla vigilanza di qualcuno  | vigilanza speciale, la sorveglianza particolare, stabilita dalla legge, a cui possono essere sottoposte, per un periodo determinato, le persone pericolose    • 2 •   cura, attenzione scrupolosa: occorre la massima vigilanza. 
vigilare   v. intr.  [io vìgilo ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (lett.) stare sveglio, vegliare    • 2 •   sorvegliare, stare all'erta; fare attenzione, badare, vegliare: vigilare che i bambini non si facciano male; vigilare al buon andamento degli affari  | v. tr.  sorvegliare, controllare con cura: vigilare i figli, i propri affari. 
vigilato   part. pass.  di vigilare   agg.  sorvegliato, controllato | libertà vigilata, misura di sicurezza non detentiva che limita la libertà personale  s.m.  [f. -a] chi è sottoposto a vigilanza speciale: lo schedario dei vigilati. 
vigilatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi vigila.
vigilatrice   s.f.  donna che ha funzioni di vigilanza e assistenza ai bambini: vigilatrice d'infanzia, diplomata abilitata all'assistenza e alla sorveglianza dei bambini in asili nido, colonie, strutture ospedaliere per l'infanzia e sim. | vigilatrice scolastica, vecchia denominazione dell'assistente sanitaria nella scuola dell'obbligo.
vigile   agg.  che vigila; attento: essere vigili nel pericolo; i bambini giocavano sotto l'occhio vigile della mamma  | stato vigile, (med.) la condizione di completa presenza a sé stessi e all'ambiente circostante  s.m.  [f. invar.  o pop. -essa] chi fa parte di determinati corpi di guardie: vigile urbano, guardia di polizia locale che ha il compito di far rispettare i regolamenti di polizia urbana e di assicurare l'osservanza di leggi, regolamenti e ordinanze comunali; vigile del fuoco, addetto alla prevenzione e allo spegnimento degli incendi e al soccorso urgente in ogni tipo di calamità pubblica.
vigilia   s.f.    • 1 •   (relig.) giorno che precede una festa solenne, durante il quale, in passato, la chiesa cattolica prescriveva l'astinenza dalle carni o il digiuno: la vigilia di natale  | (estens.) l'astinenza dalle carni, il mangiare di magro: osservare la vigilia; fare vigilia    • 2 •   (estens.) il giorno o, più genericamente, il periodo di tempo che precede un evento: la vigilia di un esame; si era alla vigilia della guerra; la vigilia di gravi avvenimenti    • 3 •   (lett.) veglia, in partic., veglia notturna: a questa tanto picciola vigilia / d'i nostri sensi  (dante inf.  xxvi, 114-115, dove la veglia è la vita, in contrapposizione al sonno della morte); e se, diceva, / a te fur care le mie chiome e il viso / e le dolci vigilie  (foscolo sepolcri  244-246) | veglia funebre: la sera, andati tutti là dove il corpo di ser ciappelletto giaceva, sopr'esso fecero una grande vigilia  (boccaccio dec.  i, 1) | vigilia (o veglia) d'armi, nel medioevo, la veglia del cavaliere prima della vestizione    • 4 •   in epoca romana, turno di guardia notturno della durata di tre ore.
vigliaccata   s.f.  azione da vigliacco.
vigliaccheria   s.f.    • 1 •   l'essere vigliacco; viltà: agire con vigliaccheria    • 2 •   azione da vigliacco: commettere una vigliaccheria. 
vigliaccio   s.m.  ciò che rimane delle spighe dopo che sono state battute.
vigliacco   agg.  e s.m.  [f. -a; pl. m. -chi] che, chi manca di coraggio, evitando ogni occasione di pericolo e subendo passivamente sopraffazioni e prepotenze: gente vigliacca  | che, chi è prepotente con i deboli: comportarsi da vigliacco.  dim. vigliacchetto  accr. vigliaccone  pegg. vigliaccaccio  § vigliaccamente avv.  con vigliaccheria.
vigliare   v. tr.  [io vìglio ecc.] (rar.)    • 1 •   separare il grano dai vigliacci dopo la battitura    • 2 •   (fig.) separare scegliendo: secondo / che buoni e rei amori accoglie e viglia  (dante purg.  xviii, 65-66).
vigliatura   s.f.  (rar.)    • 1 •   il vigliare    • 2 •   l'insieme dei vigliacci che si accumulano vigliando.
viglietto    ⇨ biglietto.
vigna   s.f.    • 1 •   l'insieme delle viti; vigneto: mettere, coltivare un terreno a vigna; vigna di collina, di pianura; vendemmiare la vigna | vigna bassa, le cui viti o non hanno sostegno o sono sostenute da pali | non è terreno da piantar vigna, (fig.) si dice di persona o di cosa sulla quale non si può fare affidamento | una vigna che non fa uva, (fig.) si dice di persona che non combinerà nulla di buono o di cosa dalla quale non si trarrà alcun vantaggio. dim. vignetta, vignuccia  accr. vignona, vignone  (m.) pegg. vignaccia    • 2 •   (ant. , region.) singola pianta di vite: una contrada che si chiamava bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce  (boccaccio dec.  viii, 3)    • 3 •   (fig.) nel linguaggio religioso, la chiesa, l'insieme dei fedeli: la mistica vigna; la vigna del signore    • 4 •   (fig.) attività che dà lauti guadagni: quell'impiego non è certo una vigna    • 5 •   (ant.) vinea.
vignaio   s.m.  (ant.) vignaiolo: la vigna / che tosto imbianca, se 'l vignaio è reo  (dante par.  xii, 86-87).
vignaiolo   lett. vignaiuolo, region. vignarolo, s.m.  [f. -a] chi cura la vigna.
vignato   agg.  (non com.) si dice di terreno coltivato a vigna.
vigneto   s.m.  terreno più o meno esteso coltivato a vite: i vigneti del chianti, dell'astigiano. 
vignetta   s.f.    • 1 •   piccola incisione ornamentale variamente collocata in un libro (all'inizio o alla fine di una pagina, di un capitolo, soprattutto nei libri antichi)    • 2 •   (estens.) piccola illustrazione; scenetta, per lo più di carattere satirico o umoristico, stampata in libri o giornali: un'edizione ottocentesca, arricchita di delicate vignette; una vignetta molto spiritosa    • 3 •   in un francobollo, la parte stampata.
vignettatura   s.f.  (foto.) procedimento di stampa che consente di isolare il soggetto sfumando i contorni (p. e. nelle foto per tessera).
vignettista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi disegna vignette umoristiche.
vignuolo   s.m.  (ant.) viticcio.
vigogna   s.f.    • 1 •   mammifero ruminante delle ande con capo piccolo, corpo slanciato, gambe e collo lunghi; è allevato come animale da soma e fornisce lana particolarmente fine e soffice, molto pregiata (ord.  artiodattili)    • 2 •   la lana fornita da tale animale | stoffa finissima, morbida, tessuta con la lana di vigogna    • 3 •   (estens.) tessuto compatto e leggermente lucido di lana rasata.
vigore   s.m.    • 1 •   forza vitale di un organismo animale o vegetale che si manifesta nella sua capacità di agire, operare, o di svilupparsi e produrre frutti: un uomo, un cavallo, un albero pieno di vigore; il vigore della gioventù; riacquistare, riprendere, perdere vigore; morire nel pieno del vigore    • 2 •   (fig.) forza, efficacia: rifiutare, protestare con vigore; il vigore di un discorso, dello stile    • 3 •   di leggi, decreti e sim., validità, piena efficacia: andare, entrare, essere in vigore. 
vigoreggiare   v. intr.  [io vigoréggio ecc. ; aus. avere] (lett.) avere vigore, forza; svilupparsi, fiorire (spec. fig.): un secolo in cui le arti vigoreggiarono. 
vigoria   s.f.  vigore, energia (anche fig.): vigoria fisica; lottare, difendersi con estrema vigoria; vigoria d'ingegno, di stile. 
vigorire   v. tr.  [io vigorisco, tu vigorisci ecc.] (ant.) rinvigorire | v. intr.  [aus. essere], vigorirsi v. intr. pron. (ant.) rinvigorirsi: i giacinti cominciano ora a vigorire  (caro).
vigorosità   s.f.  (non com.) l'essere vigoroso: la vigorosità di un albero, delle membra. 
vigoroso   agg.  che ha vigore, che è pieno di vigore (anche fig.): un uomo, un ingegno vigoroso; tempra vigorosa; terra vigorosa, fertile; piante vigorose, rigogliose; vino vigoroso, corposo; azione vigorosa, energica, risoluta; prosa vigorosa, piena di nerbo, di incisività § vigorosamente avv. 
vile   agg.    • 1 •   si dice di persona che manca di coraggio: uomo, soldato vile; un vile calunniatore; essere vile di fronte al dolore, temerlo troppo, non sopportarlo    • 2 •   si dice di cosa, atto che denota viltà: un vile tradimento; una vile calunnia; parole vili; niente è più vile che approfittare delle disgrazie altrui    • 3 •   (lett.) si dice di merce che costa o vale pochissimo: roba vile | vendere a vil prezzo, a prezzo bassissimo | la vile moneta, il vile metallo, (scherz.) il denaro, l'oro | avere, tenere (a) vile, non tenere in nessun conto, disprezzare: e vederete come / tien caro altrui chi tien sé così vile  (petrarca canz.  cxxviii, 72-73)    • 4 •   (lett.) non nobile, umile: essere di vili natali  s. m.  e f.  persona vile: comportarsi da vile  § vilmente avv. 
vilificare   v. tr.  [io vilìfico, tu vilìfichi ecc.] (lett.) rendere vile; avvilire; disprezzare.
vilio   agg.  (pop. tosc.) di prezzo basso, di scarso valore.
vilipendere   v. tr.  [io vilipèndo ecc. ; pass. rem. io vilipési, tu vilipendésti ecc. ; part. pass. vilipéso] (lett.) offendere, disprezzare in modo grave e manifesto: vilipendere le istituzioni; essere pubblicamente vilipeso. 
vilipendio   s.m.    • 1 •   il vilipendere, l'essere vilipeso: esporsi al vilipendio di tutti    • 2 •   reati di vilipendio, (dir.) consistenti nel manifestare pubblicamente disprezzo verso persone, istituzioni o cose espressamente tutelate dalla legge: vilipendio della religione, della bandiera, delle forze armate. 
vilipendioso   agg.  atto a vilipendere, che vilipende: un articolo vilipendioso del parlamento. 
vilipensione   s.f.  (ant.) vilipendio.
vilipeso   part. pass.  di vilipendere   agg.  disprezzato, oltraggiato: la vilipesa plebe andò di fuori  (ariosto o. f.  xxxviii, 11).
villa   s.f.    • 1 •   casa signorile, circondata da un giardino o da un parco: abitare in una villa in collina; possedere una villa al mare, sul lago; le ville medicee, palladiane.  dim. villetta, villettina, villina, villino  (m.), villuccia  accr. villona, villone  (m.) pegg. villaccia    • 2 •   (region.) parco, giardino annesso a una villa; anche, parco, giardino in genere: villa comunale; villa borghese, a roma    • 3 •   (lett.) campagna, contado | uomo di villa, campagnolo, villano    • 4 •   (lett.) piccolo borgo, paese: odi spesso un tonar di ferree canne / che rimbomba lontan di villa in villa  (leopardi il passero solitario  30-31) | città: i' fui nato e cresciuto / sovra 'l bel fiume d'arno a la gran villa  (dante inf.  xxiii, 94-95).
villaggio   s.m.    • 1 •   centro abitato di limitate dimensioni: un villaggio di campagna; un villaggio alpino; lo scemo del villaggio, (fig.) persona sciocca facilmente raggirabile (dall'antica usanza, tipica nei piccoli paesi, di deridere chi appariva strambo di modi o debole di mente) | villaggio globale, il mondo considerato come un unico villaggio, per effetto del potere unificante dei mezzi di comunicazioni di massa | villaggio elettronico, il mondo unificato dalle tecnologie elettroniche | villaggio informatico, il mondo unificato dalle tecnologie informatiche. dim. villaggetto    • 2 •   nome di quartieri o di gruppi di edifici urbani strutturati organicamente e dotati di propri servizi, destinati a una determinata categoria di persone: villaggio olimpico, universitario; villaggio dei giornalisti | villaggio turistico, complesso di bungalow con servizi e attrezzature sportive, situato in località di villeggiatura e utilizzato per brevi soggiorni di vacanza | villaggio del fanciullo, istituzione educativa per ragazzi abbandonati, costituita come una piccola comunità parzialmente autonoma    • 3 •   in etnologia, abitato umano preistorico: villaggio palafitticolo, villanoviano. 
villanata   s.f.  atto, discorso da villano: fare, dire una villanata. 
villancico   s.m. invar.  composizione poetico-musicale spagnola di origine medievale costituita da diverse strofe intercalate da un ritornello; dapprima polifonica, poi monodica, fu infine organizzata in forma di cantata sacra in più parti per soli, coro e strumenti.
villaneggiare   v. tr.  [io villanéggio ecc.] (lett.) svillaneggiare; insultare | v. intr.  [aus. avere] (non com.) comportarsi, avere modi da villano.
villanella   s.f.    • 1 •   (lett.) contadinella giovane e graziosa    • 2 •   (mus.) composizione vocale di origine napoletana in voga nei secc. xvi e xvii, generalmente a tre voci, su testi di carattere popolare, spesso in dialetto | il testo stesso su cui si cantava.
villanello   s.m.  (ant. , lett.) contadinello: lo villanello a cui la roba manca, / si leva, e guarda, e vede la campagna / biancheggiar tutta  (dante inf.  xxiv, 7-9).
villanesca   s.f.  (mus.) lo stesso che villanella. 
villanesco   agg.  [pl. m. -schi]    • 1 •   (non com.) di villano: usanze villanesche  | canzone, poesia villanesca, villanella    • 2 •   (spreg.) da villano; rozzo, incivile: un fare villanesco; modi villaneschi  § villanescamente avv. 
villania   s.f.    • 1 •   l'essere villano; scortesia: la sua villania è intollerabile    • 2 •   atto o detto villano: fare, dire una villania; ricevere una villania  | far villania, (ant.) commettere ingiustizia: messer, voi fate villania a non farmi ragione  (boccaccio dec.  viii, 5).
villano   s.m.  [f. -a]    • 1 •   (ant. , lett.) abitante della campagna: però giri fortuna la sua rota / come le piace, e 'l villan la sua marra  (dante inf.  xv, 95-96) | prov.  : carta canta, villan dorme, quando si ha in mano qualcosa di scritto, si può stare più tranquilli che i patti vengano rispettati    • 2 •   (spreg.) persona rozza, priva di garbo e cortesia: comportarsi da villano; non fare il villano!  | villano rifatto, rivestito, ripulito, si dice di chi è diventato ricco o è salito socialmente, ma ha conservato animo e modi rozzi | prov.  : scherzi di mano, scherzi da villano.  accr. villanone  pegg. villanaccio   agg.    • 1 •   rozzo, scortese, maleducato: un atto, un modo villano; un ragazzo villano; e cortesia fu lui esser villano  (dante inf.  xxxiii, 150)    • 2 •   (ant.) crudele, spietato: morte villana, di pietà nemica, / di dolor madre antica  (dante vita nuova) § villanamente avv. 
villanoviano   agg.  e s.m.  si dice della più importante cultura della prima età del ferro in italia, che conobbe anche forme di insediamento urbano (sec. ix-viii a. c.); per estens., del periodo in cui si sviluppò tale cultura e di tutto ciò che a essa si riferisce.
villanzone   s.m.  [f. -a] persona molto villana, screanzata.
villata   s.f.  (ant.) villaggio | contado.
villeggiante   part. pres.  di villeggiare   s.m.  e f.  chi va o è in villeggiatura: un paese pieno di villeggianti. 
villeggiare   v. intr.  [io villéggio ecc. ; aus. avere] trascorrere, spec. d'estate, un periodo di tempo in campagna, al mare o in montagna, per riposarsi e ricrearsi: villeggiare nel trentino, in versilia. 
villeggiatura   s.f.  il villeggiare; anche, il luogo e il tempo in cui si villeggia: fare una bella, una lunga villeggiatura; paese, località di villeggiatura; essere, andare in villeggiatura; tornare dalla villeggiatura; buona villeggiatura!, augurio di buone vacanze.
villereccio   agg.  [pl. f. -ce] (lett.) di campagna; campagnolo: costume villereccio; quiete villereccia. 
villesco   agg.  [pl. m. -schi] (ant. , lett.) di campagna; villereccio, contadinesco: l'alta virtù di costei nascosa sotto i poveri panni e l'abito villesco  (boccaccio dec.  x, 10).
villetta   s.f.    • 1 •   dim.  di villa    • 2 •   piccola casa unifamiliare, sita al mare, in montagna o in campagna, spesso con giardinetto e a volte anche con orto.
villico   s.m.  [pl. -ci] (lett.  o scherz.) contadino, abitante di villaggio.
villino   s.m.    • 1 •   dim.  di villa    • 2 •   piccola casa unifamiliare di città, di una certa eleganza, con giardino, solitamente ubicata in una zona periferica.
villo   s.m.    • 1 •   (anat.) ciascuna delle piccole sporgenze di forma cilindrica presenti nella mucosa dell'intestino tenue, attraverso le quali avviene l'assorbimento del chilo    • 2 •   (bot.) ciascuno dei piccoli peli lunghi, sottili e molli di alcune piante    • 3 •   (rar.) pelo.
villosità   s.f.  l'essere villoso; insieme, massa di peli | (anat. , bot.) l'insieme dei villi.
villoso   agg.    • 1 •   (anat. , bot.) si dice di organo provvisto di villi    • 2 •   coperto di vello: un montone villoso  | riferito all'uomo, peloso: braccia villose  § villosamente avv. 
villotta   s.f.  (mus.) composizione polifonica su brevi testi poetici di origine popolare; originaria del friuli, si diffuse poi in tutta l'italia settentrionale (secc. xv-xvi): villotta alla friulana, alla veneziana  | il testo stesso su cui si cantava.
viltà   ant. viltade, viltate, s.f.    • 1 •   l'essere vile; codardia, vigliaccheria: viltà d'animo; un uomo di grande viltà; un atto di viltà; vidi e conobbi l'ombra di colui / che fece per viltade il gran rifiuto  (dante inf.  iii, 59-60)    • 2 •   azione da vile: commettere una viltà    • 3 •   (ant.) umiltà, oscurità di nascita, di origini, di condizione sociale | bassezza d'animo    • 4 •   (ant.) bassezza di prezzo.
vilucchio   s.m.  pianta erbacea rampicante spontanea, con fiori bianchi a forma di campana (fam.  convolvulacee).
viluppo   s.m.    • 1 •   gruppo, ammasso intricato di fili o altro: un viluppo di sterpi    • 2 •   involto: trovarono, in un gran viluppo di zendado, una piccola cassettina  (boccaccio dec.  vi, 10)    • 3 •   (fig.) confusione inestricabile: un viluppo di fatti, di idee. 
viminata   s.f.  (non com.) lavoro fatto con vimini intrecciati.
vimine   s.m.  (spec. pl.) ramo sottile e flessibile di alcune specie di salice, privato della corteccia e adoperato per fare canestri, ceste, sedie ecc.: una culla di vimini. 
vimineo   agg.  (lett.) di vimine; fatto di vimini.
vina   s.f.  (mus.) denominazione generica degli strumenti cordofoni a pizzico (del tipo liuto o cetra) in uso nella musica classica indiana.
vinaccia   s.f.  [pl. -ce] (spec. pl.) ciò che rimane dell'uva pigiata (graspi, bucce, vinaccioli) dopo che ne è stato ricavato il mosto.
vinacciera   agg.  e s.f.  si dice di nave mercantile attrezzata per trasportare il vino.
vinacciolo   lett. vinacciuolo, s.m.  ciascuno dei semi che si trovano in un acino d'uva; fiocine.
vinaigrette   s.f. invar.  salsa a base di aceto per condire insalate o altre pietanze.
vinaio   s.m.  [f. -a]    • 1 •   chi vende vino all'ingrosso o al minuto    • 2 •   (non com.) oste.
vinario   agg.    • 1 •   del vino: consumo vinario; industria vinaria, lo stesso che industria vinicola    • 2 •   (archeol.) si dice di vaso che serviva per conservare il vino | cella vinaria, nelle case di roma antica, cantina in cui si conservavano le anfore di vino.
vinato   agg.  del colore del vino rosso.
vinattiere   s.m.  (ant. , lett.) vinaio, oste.
vinavil   ® s.m. invar.  colla a freddo costituita da una sospensione acquosa di acetato di polivinile.
vin brulé   loc. sost. m. invar.  vino caldo, a cui si aggiungono zucchero e spezie varie.
vinca   s.f.  (bot.) pervinca.
vincaia   s.f.  vincheto.
vincastro   s.m.  (lett.) bacchetta di vinco; in partic., quella usata dai pastori per guidare il gregge: prende suo vincastro, / e fuor le pecorelle a pascer caccia  (dante inf.  xxiv, 14-15).
vincente   part. pres.  di vincere  agg.  e s.m.  e f.  che, chi vince: schedina, biglietto, numero vincente; i vincenti saranno premiati  | essere un vincente, si dice di chi per natura è portato ad affermarsi, ad avere successo | mentalità vincente, propria di una persona vincente.
vincenzina   s.f.  religiosa appartenente alla congregazione delle figlie della carità, fondata nel 1633 da san vincenzo de' paoli.
vincere   v. tr.  [pres. io vinco, tu vinci ecc. ; pass. rem. io vinsi, tu vincésti ecc. ; part. pass. vinto  (ant. vitto)]    • 1 •   battere, superare: vincere il nemico in battaglia; vinse tutti gli avversari e divenne campione; vince tutti al biliardo  | (fig.) sopraffare: essere vinto dall'ira, dal sonno, dallo sconforto; la calda ora mi vinse: chinòmmisi il capo tra 'l sonno  (carducci)    • 2 •   portare a termine con successo, battendo o superando l'opposizione, la concorrenza di altri: vincere una guerra, una partita di calcio; vincere un concorso a premi; vincere una causa in tribunale; vincere una scommessa  | con il compl. ogg. costituito dalla cosa che si ottiene, si guadagna superando una prova: vincere una medaglia, un premio; vincere dieci milioni al totocalcio; vincere un posto  | vincerla, riuscire nel proprio scopo: a furia di insistere, l'ha vinta finalmente!  | prov.  : chi la dura la vince, con la costanza si ottiene ciò che si vuole    • 3 •   essere superiore in qualcosa: nessuno lo vince in astuzia    • 4 •   superare, aver ragione di ciò che si oppone: vincere ostacoli e difficoltà di ogni genere; vincere l'indifferenza generale    • 5 •   convincere, persuadere: si è lasciato vincere dalle sue moine    • 6 •   dominare, tenere a freno: vincere la fame, la sete, il sonno; vincere le passioni, la timidezza; vincere la paura dell'acqua, l'ostilità dell'ambiente; vincere sé stesso, dominare le proprie passioni | v. intr.  [aus. avere] avere la meglio, prevalere; riportare la vittoria: vincere con l'inganno, con l'astuzia; vinca il migliore  | vincersi v. rifl.  dominarsi: devi vincerti e smettere di fumare. 
vincetossico   s.m.  [pl. -ci] pianta erbacea medicinale rizomatosa, con foglie ovali e fiori bianco-giallognoli raccolti in corimbi (fam.  asclepiadacee).
vincheto   s.m.  luogo molto umido dove crescono vinchi, spontanei o coltivati.
vinchio    ⇨ vinco.
vinci   s.m.  (mar.) verricello.
vinciano   agg.    • 1 •   di vinci, comune in provincia di firenze    • 2 •   relativo a leonardo da vinci (1452-1519): studi vinciani; il «cenacolo» vinciano  s. m.  [f. -a] abitante, nativo di vinci.
vincibile   agg.  (non com.) che può essere vinto: una squadra difficilmente vincibile. 
vincibosco   s.m. invar.  (bot.) caprifoglio.
vincido   agg.    • 1 •   (ant.) flessibile    • 2 •   (rar.) vizzo, floscio, molle: pane vincido. 
vinciglio   s.m.    • 1 •   vinco    • 2 •   (estens.) legame di vinco o di vinchi.
vinciperdi   s.m.  modo di giocare, spec. a carte, per cui vince chi totalizza il minor numero di punti.
vincisgrassi   s.m. pl.  piatto della cucina marchigiana consistente in un pasticcio di lasagne all'uovo con sugo di fegatini di pollo e animelle.
vincita   s.f.    • 1 •   il vincere al gioco: una vincita al lotto    • 2 •   la cosa, la somma vinta: una vincita di trenta milioni. 
vincitore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi vince: essere, riuscire vincitore; l'esercito, l'atleta vincitore; il vincitore di una gara, di un torneo, di un concorso; la battaglia si concluse senza vincitori né vinti  | vincitore assoluto, quello che risulta il primo al termine di una competizione che prevede più gare e più graduatorie parziali.
vinco   region. vinchio, s.m.  [pl. -chi; poet. anche -ci]    • 1 •   salice | (estens.) ramoscello di salice; vimine    • 2 •   (fig. poet.) legame: non fu alcuna cosa / che mi legasse con sì dolci vinci  (dante par.  xiv, 128-129).
vincolante   part. pres.  di vincolare  agg.  che vincola, che comporta un obbligo: una data, una promessa vincolante; un parere vincolante, tale che, chiedendolo, ci si obbliga a seguirlo.
vincolare   (1) agg.  (fis.) di vincolo meccanico: reazione vincolare, forza esercitata da un vincolo su un sistema fisico, in contrasto con altre forze.
vincolare   (2) v. tr.  [io vìncolo ecc.]    • 1 •   (lett.) stringere, legare    • 2 •   (estens.) limitare, impedire: abito che vincola i movimenti    • 3 •   (fig.) obbligare con vincoli morali o legali: la coscienza mi vincola a osservare il giuramento; il contratto vincola i contraenti    • 4 •   (mecc.) assoggettare un corpo o un sistema a un vincolo.
vincolatività   s.f.  l'essere vincolativo.
vincolativo   agg.  atto a vincolare: un contratto vincolativo. 
vincolato   part. pass.  di vincolare  agg.    • 1 •   legato, obbligato: essere vincolato da una promessa  | sottoposto a condizione: deposito bancario vincolato, che il depositante s'impegna a non ritirare prima di una scadenza prefissata    • 2 •   (mecc.) soggetto a vincolo: sistemi vincolati. 
vincolismo   s.m.  tendenza a sottoporre determinati settori di attività economica e sociale a un regime vincolistico.
vincolistico   agg.  [pl. m. -ci] si dice di disciplina giuridica che pone limitazioni legali in un campo di attività precedentemente lasciato alla libera iniziativa dei soggetti: regime vincolistico degli affitti. 
vincolo   s.m.    • 1 •   ciò che vincola; legame: stringere con vincoli ben saldi; gitta i tuoi vincoli, / uman pensiero  (carducci)    • 2 •   (fig.) ciò che costringe a un determinato comportamento in conseguenza di un obbligo morale o giuridico: vincolo di gratitudine, di sangue; i vincoli dell'amicizia, del matrimonio, della legge  | (dir.) situazione giuridica passiva che fa riscontro all'altrui diritto soggettivo; anche, limitazione del diritto di proprietà su un bene: vincolo forestale; vincolo ipotecario, ipoteca | situazione di un bene di rilievo storico, artistico e ambientale che è sottoposto da parte dell'autorità pubblica a limiti di trasformazione, destinazione o trasferimento | in economia: vincolo di bilancio, nella teoria del consumo, l'insieme dei beni il cui costo è esattamente uguale al reddito monetario del consumatore; vincolo di portafoglio, obbligo fatto alle banche di investire una quota dell'incremento dei depositi in determinate categorie di titoli    • 3 •   (mecc.) qualsiasi limitazione alla libertà di movimento di un corpo o di un sistema.
vindice   agg.  (lett.) che vendica o rivendica: vindice della libertà della patria, del proprio onore; te lo difendo io, tanto ch'in mano / questa vindice mia spada sostegno  (ariosto o. f.  xxvii, 77).
vinea   s.f.  presso gli antichi romani, macchina bellica da assedio costituita da una tettoia mobile sotto la quale i soldati si riparavano per andare all'assalto tenendosi al coperto fin sotto le mura; testuggine.
vinello   s.m.    • 1 •   dim.  di vino  | vino piuttosto leggero ma piacevole a bersi    • 2 •   bevanda ottenuta lasciando in infusione per breve tempo le vinacce fermentate.
vinicolo   agg.  che riguarda il vino e la sua produzione: industria vinicola; consorzio vinicolo. 
vinifero   agg.  che produce vino.
vinificare   v. intr.  [io vinìfico, tu vinìfichi ecc. ; aus. avere] produrre vino.
vinificatore   s.m.  chi vinifica; produttore di vino.
vinificazione   s.f.  l'insieme delle operazioni del vinificare.
vinilacetilene   s.m.  (chim.) dimero dell'acetilene, intermedio per la preparazione del neoprene.
vinilazione   s.f.  (chim.) introduzione, mediante reazione chimica, di un gruppo vinilico in una molecola.
vinilbenzene   s.m.  (chim.) lo stesso che stirene. 
vinilcloruro   s.m.  (chim.) gas altamente infiammabile derivato dall'acetilene e dall'acido cloridrico, utilizzato nella preparazione di molte resine sintetiche.
vinile   s.m.  (chim.) radicale organico insaturo formato da due atomi di carbonio, uniti da un doppio legame, e tre di idrogeno; è il costituente fondamentale di molte resine sintetiche; è detto anche gruppo vinilico. 
vinilico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) di vinile; che comprende uno o più vinili | gruppo vinilico, vinile | resine viniliche, gruppo di resine sintetiche di varie caratteristiche, largamente impiegate nella produzione di vernici, collanti, materiali da rivestimento, dischi fonografici.
vinilite   ® s.f.  nome commerciale di un polivinilcloruro.
vinilo   agg.  e s.m.  (poet.) longobardo: il vìnilo barbuto, / ridiscendendo da i castelli immuni  (carducci).
vinilpelle   ® s.f.  prodotto che imita la pelle conciata; si ottiene mediante trattamento di un tessuto con una sospensione di polivinilcloruro.
vinilpirrolidone   s.m.  (chim.) composto pentaciclico azotato a sei atomi di carbonio da cui, per polimerizzazione, si ottiene il polivinilpirrolidone.
vinismo   s.m.  (med.) intossicazione cronica da vino.
viniziano    ⇨ veneziano.
vino   s.m.    • 1 •   bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del mosto d'uva: fare, travasare, imbottigliare il vino; bere un bicchiere di vino; vino leggero, generoso, forte, corposo; vino abboccato, amabile, dolce, asciutto, secco; vino rosso, bianco, rosé; vino nuovo, giovane, vecchio, d'annata; vino da pasto, da tavola, da arrosti, da pesce, da dessert; vino italiano, piemontese, del chianti; i fumi del vino, i suoi effetti inebrianti; reggere il vino, avere la capacità di berne in quantità senza ubriacarsi; vino annacquato, allungato, battezzato, quando è mischiato con acqua | mezzo vino, vinello | vino spumante, spumante | vin santo, vinsanto | vin brùlé, vino fatto bollire con zucchero, cannella e chiodi di garofano, che si beve caldo | vino tagliato, mescolato con altre qualità di vino | vino cotto, ottenuto concentrando il mosto mediante ebollizione | vino passito, fatto con uva passa | prov.  : buon vino fa buon sangue.  dim. vinello, vinuccio  pegg. vinaccio    • 2 •   bevanda alcolica ottenuta da frutti fermentati: vino di mele, di pere, sidro; vino di palma, ottenuto dalla distillazione dei datteri; vino di riso, sakè | usato anche come agg. invar.  nella loc.: rosso vino, colore rosso intenso tendente al viola.
vinolento   agg.  (lett.) che abitualmente eccede nel bere | ubriaco.
vinolenza   s.f.  (lett.) l'essere vinolento.
vinoso   agg.    • 1 •   del vino, relativo al vino: fermentazione vinosa    • 2 •   che ha l'aspetto o altre caratteristiche simili a quelle del vino: liquore, succo vinoso; sapore, colore vinoso    • 3 •   si dice di vino pieno e genuino    • 4 •   si dice di mantello equino grigio o bianco con radi peli rossi.
vinsanto   o vin santo, s.m.  vino bianco secco, di elevata gradazione alcolica, prodotto in toscana con uve bianche passite e diraspate.
vinto   part. pass.  di vincere   agg.    • 1 •   sopraffatto, sconfitto: il nemico vinto  | darsi per vinto, cedere, arrendersi, riconoscere la propria inferiorità    • 2 •   portato a compimento con successo: una guerra, una battaglia vinta  | partita vinta a tavolino, (sport) senza che sia stata effettivamente giocata, per abbandono o squalifica dell'avversario | dar causa, partita vinta a qualcuno, riconoscere la sua superiorità, la sua vittoria | darla vinta a qualcuno, accondiscendere alle sue pretese | darle tutte vinte a qualcuno, accontentarlo sempre, soddisfare tutti i suoi capricci | volerla vinta, volere aver ragione | averla vinta, riuscire nel proprio intento, spuntarla: alla fine, l'ha avuta vinta lui    • 3 •   ottenuto, conquistato in seguito a una vittoria: il premio vinto; la somma vinta   s.m.  [f. -a] chi è stato sopraffatto, superato, battuto: una guerra senza vincitori né vinti; guai ai vinti!  | un vinto, (fig.) si dice di chi nella vita non è riuscito a realizzare le proprie aspirazioni: i vinti, ciclo di romanzi progettato da g. verga (1840-1922).
viola   (1) s.f.    • 1 •   (bot.) genere di piante erbacee perenni, comprendente numerose specie diffuse soprattutto nelle zone temperate dell'emisfero boreale (fam.  violacee) | viola odorata  o mammola, con un breve rizoma, foglie cuoriformi e fiori retti da un peduncolo lungo, più o meno profumati, in varie tonalità di violetto o bianchi | viola del pensiero, con foglie ovate e fiori simili a quelli della mammola, ma più grossi, di vari colori, vellutati e non profumati    • 2 •   il fiore della viola; nell'uso corrente o region., anche nome generico di altri fiori quali la violacciocca, il garofano selvatico ecc.: e reca in mano / un mazzolin di rose e di viole  (leopardi il sabato del villaggio  3-4). dim. violetta  | s.m. invar.  colore tra il rosso scuro e il turchino, caratteristico dei fiori della viola mammola; violetto  agg. invar.  di colore viola: un abito viola. 
viola   (2) ant. viuola, vivuola, s.f.  (mus.)    • 1 •   antico strumento cordofono ad arco, costruito in varie fogge e dimensioni, in uso tra il xiii e il xviii sec.: viola da gamba, che si sonava tenendola appoggiata a terra come l'odierno violoncello; viola da braccio, che si sonava imbracciandola come gli odierni violino e viola; viola d'amore, viola da braccio con corde vibranti per simpatia tese al disotto della tastiera e del ponticello, dotata di un suono molto dolce | strumento cordofono ad arco della famiglia del violino, di taglia e suono intermedio fra questo e il violoncello    • 2 •   (estens.) violista: la prima viola di un'orchestra, il violista di un'orchestra che esegue gli assolo.
violabile   agg.  (non com.) che può essere violato.
violacciocca   non com. violaciocca, s.f.    • 1 •   pianta erbacea, spontanea, con fiori profumati di vario colore raccolti in grappolo (fam.  crocifere)    • 2 •   il fiore di questa pianta.
violacciocco   s.m.  [pl. -chi] (tosc.) pianta di violacciocca.
violacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene la viola | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
violaceo   agg.  di colore viola o tendente al viola: paramenti violacei | labbra, mani violacee, livide per il freddo o per cattiva circolazione  s.m.  colore violaceo.
violaciocca    ⇨ violacciocca.
violamento   s.m.  (rar.) violazione.
violantrone   s.m.  (chim.) colorante antrachinonico di color viola-azzurro usato per la tintura del cotone e della seta.
violare   v. tr.  [io vìolo ecc.]    • 1 •   contaminare, guastare con la violenza ciò che è integro: violare l'onore altrui | violare una donna, violentarla | violare una tomba, un altare, profanarli    • 2 •   penetrare con la forza in un luogo, invadere illegalmente: violare i confini, il territorio di uno stato | violare un blocco, attraversare con una nave la linea di blocco stabilita da forze navali ostili intorno a un porto, in uno stretto e sim. | violare il campo, il terreno avversario, (sport) sconfiggere l'avversario sul suo campo di gioco | violare la rete avversaria, (sport) segnare un goal    • 3 •   non rispettare, trasgredire: violare i patti, la legge; violare un segreto, una promessa. 
violato   agg.  (ant. , lett.)    • 1 •   che ha colore tendente al viola    • 2 •   che ha un profumo di viola: zucchero violato, profumato con essenza di violetta.
violatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi viola: violatore di una legge, di un diritto. 
violazione   s.f.  il violare, l'essere violato: violazione di una tomba; violazione del territorio di uno stato neutrale; violazione dei patti  | in diritto: violazione di domicilio, il reato di chi si introduce illegalmente e con la forza nell'abitazione altrui o in altro luogo di privata dimora (p. e.  uno studio professionale); violazione di corrispondenza, del segreto epistolare, il reato di chi intercetta o legge lettere o scritti destinati ad altri.
violentamento   s.m.  (rar.) il violentare, l'essere violentato.
violentare   v. tr.  [io violènto ecc.] costringere con la violenza; sottoporre a violenza fisica o morale: violentare le coscienze  | usare violenza carnale, stuprare: violentare una donna, un bambino. 
violentatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi violenta.
violentazione   s.f.  (rar.) il violentare, l'essere violentato.
violento   ant. violente, agg.    • 1 •   si dice di persona che ricorre alla forza per imporre la propria volontà a danno degli altri: un uomo prepotente e violento    • 2 •   che è proprio di persona violenta; che si fonda sull'uso della violenza; che è detto, fatto con violenza: carattere violento; modi violenti; mezzi, metodi violenti; discorso violento | morte violenta, non dovuta a cause naturali, provocata da un incidente o da un atto di violenza    • 3 •   (estens.) che abbatte e distrugge; impetuoso, travolgente: un violento temporale; il fuoco divampò violento; una passione violenta; un violento assalto    • 4 •   (fig.) forte, intenso, carico: febbre violenta; uno sforzo violento; un suono, un colore violento; una luce violenta  s. m.  [f. -a] persona violenta: è sempre stato un violento  | non violento, nonviolento § violentemente avv. 
violenza   s.f.    • 1 •   l'essere violento: la violenza di un uomo, di un discorso; la violenza di una tempesta, di una malattia, di una tinta    • 2 •   azione violenta, aggressiva, sopraffattrice, esercitata con mezzi fisici o psicologici: violenza fisica, morale; atto di violenza; fare, usare, subire violenza; ricorrere alla violenza; far dolce violenza a qualcuno, persuaderlo con modi affettuosi a fare o a non fare qualcosa; la riviera del sangue in la qual bolle / qual che per violenza in altrui noccia  (dante inf.  xii, 47-48) | non violenza, nonviolenza    • 3 •   in diritto: violenza privata, il delitto commesso da chi con la forza o con la minaccia costringe qualcuno a fare qualcosa o gli impedisce di fare qualcosa; violenza carnale, il delitto consistente nel costringere qualcuno a un rapporto sessuale.
violetta   (1) s.f.    • 1 •   dim.  di viola    • 1 •    • 2 •   nome comune della viola mammola    • 3 •   profumo ricavato dalla viola mammola    • 4 •   violetta africana, pianta erbacea con foglie ovali carnose, vellutate, e fiori simili a quelli della viola mammola (fam.  gesneriacee).
violetta   (2) s.f.  (mus.) piccola viola da braccio, simile al violino ma con tre corde, in uso nel sec. xvi | violetta marina, viola d'amore.
violetto   s.m.    • 1 •   uno dei sette colori fondamentali dello spettro, l'ultimo in ordine decrescente di lunghezza d'onda    • 2 •   sostanza colorante che tinge di viola  agg.  di colore viola: un tessuto violetto; luci violette. 
violinaio   s.m.  [f. -a] (rar.) fabbricante o venditore di violini.
violinare   v. tr.  (rar.) sviolinare.
violinata   s.f.  (rar.) sviolinata.
violinista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il violino.
violinistico   agg.  [pl. m. -ci] relativo al violino, ai violinisti: concerto violinistico; tecnica violinistica. 
violino   s.m.    • 1 •   (mus.) strumento cordofono ad arco, il più acuto e piccolo della famiglia dei moderni strumenti ad arco occidentali, dotato di quattro corde accordate per quinte; fu inventato nel xvi sec.: concerto per violino e orchestra  | famiglia del violino, famiglia dei moderni strumenti ad arco comprendente, oltre il violino, la viola, il violoncello e il contrabbasso | chiave di violino  (o di sol), quella che indica la nota sol sulla seconda riga del pentagramma. dim. violinuccio  pegg. violinaccio    • 2 •   (estens.) violinista: il primo violino di un'orchestra, il violinista più importante dell'orchestra, che esegue gli assolo principali; secondo violino, il secondo violinista in ordine di importanza in un'orchestra; violino di spalla, il primo o il secondo violino; (fig. scherz.) il collaboratore più vicino e fidato; violino di fila, ognuno dei violinisti di un'orchestra, esclusi il primo e il secondo violino    • 3 •   (region.) il prosciutto ricavato dalla coscia di alcuni animali, che si affetta impugnandolo alla maniera di un violino: violino di capriolo, di camoscio. 
violista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona la viola.
violle   s.m. invar.  (fis.) unità di misura di intensità della luce, oggi non più in uso.
violo   s.m.  (tosc.)    • 1 •   pianta che produce le viole    • 2 •   garofano.
violoncellista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi suona il violoncello.
violoncellistico   agg.  [pl. m. -ci] di violoncello: concerto violoncellistico. 
violoncello   s.m.  (mus.)    • 1 •   strumento cordofono ad arco simile al violino, ma di grandi dimensioni e di registro assai più grave, che si suona verticalmente tenendolo appoggiato a terra per mezzo di un puntale; fu inventato in italia nel xvi sec.    • 2 •   (estens.) violoncellista: il primo violoncello di un'orchestra, il violoncellista di un'orchestra che esegue gli assolo.
violone   s.m.  (mus.) viola da gamba di registro basso, con fondo piatto e sei corde accordate per quarta, in uso nei secc. xvi-xvii.
viomicina   s.f.  (chim. biol.) antibiotico naturale di struttura polipeptidica, attivo contro il bacillo della tubercolosi.
viottolo   s.m. , non com. viottola s.f. , strada stretta e serpeggiante di campagna o di montagna appena tracciata: i viottoli dei prati; la strada correva diritta... e poi si divideva in due viottole  (manzoni p. s.  i). dim. viottolino, viottolina  (f) accr. viottolone. 
vip   s.m.  e f. invar.  persona importante, che gode di prestigio, di notorietà pubblica  agg. invar.  da vip: serata, locale, abbigliamento vip. 
vipera   s.f.    • 1 •   (zool.) genere di rettili squamati ovovivipari diffusi nelle regioni temperate del mediterraneo (tranne che in sardegna), in asia minore e in india, con corpo cilindrico lungo da 30 fino a 140 cm, secondo le specie, testa triangolare, coda corta e sottile, lingua bifida e bocca armata di due denti; hanno morso velenosissimo, spesso mortale anche per l'uomo (fam.  viperidi): vipera del, dal corno, ammodite; vipera comune, aspide | essere una vipera, avere una lingua di vipera, (fig.) si dice di persona maligna, perfida o, anche, irascibile e aggressiva    • 2 •   imbarcazione a remi lunga e sottile, usata nella laguna veneta per il trasporto di persone.
viperaio   s.m.    • 1 •   covo di vipere    • 2 •   cacciatore di vipere.
viperato   agg.  (ant.) detto di cibo o bevanda preparati con sangue o carne di vipera a scopo medicamentoso: vino viperato. 
vipereo   agg.  (lett.) di vipera; viperino: la piaga... piena rimasa di veleno vipereo  (boccaccio elegia di madonna fiammetta).
viperidi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di rettili provvisti di due denti veleniferi; vi appartengono il crotalo e le vipere (ord.  squamati) | sing.  [-e] ogni rettile di tale famiglia.
viperina   s.f.  pianta erbacea bienne o perenne, con fusto ramoso, foglie lanceolate, fiori in pannocchia (fam.  borraginacee).
viperino   agg.    • 1 •   di vipera    • 2 •   (fig.) maligno, perfido: lingua viperina; un carattere viperino, irascibile e aggressivo.
vipistrello   s.m.  (ant. , lett.) pipistrello: un vipistrello sperso passommi radendo su 'l capo  (carducci).
viradore   o viratore, s.m.  (mar.)    • 1 •   cavo ausiliario che serviva ad alare la gomena delle ancore, quando non erano ancora in uso le catene    • 2 •   meccanismo per muovere a mano, lentamente, un motore marino e controllare così il funzionamento degli organi di distribuzione.
viraggio   s.m.    • 1 •   (chim.) repentino cambiamento di colore di un indicatore che segnala il compiersi di una reazione | (foto.) trattamento chimico cui si sottopone la carta sensibile per la stampa positiva affinché assuma una determinata tonalità    • 2 •   (non com.) virata.
virago   [pl. invar], rar. viragine [pl. viràgini] s.f.    • 1 •   (lett.) donna dotata di forza d'animo e vigore fisico virili: camilla, / la gran volsca virago  (caro)    • 2 •   donna mascolina (anche scherz.).
virale   agg.  (med.) di virus; relativo a virus: studi di patologia virale  | dovuto a virus: epatite virale. 
viramento   s.m.  (non com.) virata.
virare   v. tr.  (mar.) alare un cavo o una catena mediante argano o verricello | v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   (mar.) manovrare con le vele in modo che il bastimento prenda vento dal lato opposto a quello dal quale lo prendeva prima, cambiando così direzione; riferito a imbarcazioni non a vela, eseguire un mutamento di rotta: virare di poppa, di prora    • 2 •   (aer.) manovrare in modo che l'aereo muti direzione    • 3 •   (sport) nel nuoto, effettuare la virata    • 4 •   (fig.) mutare direzione, indirizzo    • 5 •   (chim.) passare da un colore a un altro, detto di una soluzione in cui è stato introdotto un indicatore | (foto.) assumere una determinata tonalità, detto di pellicola sottoposta a viraggio.
virata   s.f.    • 1 •   (mar. , aer) il virare    • 2 •   (sport) nel nuoto, inversione di direzione che compie il nuotatore dopo aver toccato il bordo della piscina.
viratore    ⇨ viradore.
virelai   s.m. invar.  forma poetico-musicale in lingua d'oi°l, tipica dei trovieri; si componeva per lo più di tre stanze, ognuna delle quali suddivisa in refrain, strofa e volta, a cui corrispondeva uno schema musicale in due sezioni, in origine monodico e poi polifonico.
viremia   s.f.  (med.) presenza di virus nel sangue.
virente   agg.  (poet.) verdeggiante: non bianca / ma quasi fatta virente  (d'annunzio).
virescente   agg.  (bot.) che presenta virescenza.
virescenza   s.f.  (bot.) trasformazione patologica di fiori o infiorescenze in appendici verdi.
virga   s.f.  (mus.) neuma gregoriano semplice derivato dall'accento acuto.
virgiliano   agg.  del poeta latino publio virgilio marone (70-19 a. c.), o che si riferisce al suo stile, alla sua opera: le «bucoliche» virgiliane; il sentimento virgiliano della natura  § virgilianamente avv.  alla maniera di virgilio.
virginale   (1)  ⇨ verginale.
virginale   (2) s.m.  (mus.) strumento cordofono con tastiera, affine alla spinetta, tipico del rinascimento inglese, di forma rettangolare, munito di un solo ordine di corde.
virginalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (mus.)    • 1 •   chi suona il virginale    • 2 •   compositore di musica per virginale.
virgineo   o vergineo, agg.  (lett.) di vergine, che si addice a una vergine: il niveo lato e le verginee braccia  (leopardi alla primavera  38) | (estens.) candido, limpido, puro: lievi pensier virginei / solo pingea  (manzoni adelchi) § virgineamente avv. 
virginia   s.m. invar.    • 1 •   tipo di tabacco dolce e molto aromatico    • 2 •   sigaro confezionato con tale tabacco | s.f. invar.  sigaretta confezionata con tale tabacco | usato anche come agg. invar.  : sigari, sigarette, tabacco virginia. 
virginio   s.m.  (chim.) vecchio nome del francio. 
virginità    ⇨ verginità.
virgo   s.f.  (poet.) vergine: alma latonia virgo, abitatrice / de le selve e de' monti  (caro).
virgola   s.f.    • 1 •   segno d'interpunzione che indica la pausa più breve in un periodo: mettere una virgola | doppia virgola, doppie virgole, virgolette | non cambiare neanche una virgola, (fig.) non cambiare nulla, in uno scritto, in un discorso e sim. dim. virgoletta, virgolina    • 2 •   (mat.) segno che in un numero separa l'intero dai decimali    • 3 •   nelle acconciature femminili, ciocca di capelli a forma di virgola    • 4 •   in sartoria, filo che rinforza il bordo di un occhiello; vergola | usato anche come agg. invar.  nella loc.: bacillo virgola, (antiq.) il vibrione del colera, simile per forma a una virgola.
virgolare   v. tr.  [io vìrgolo ecc.] (non com.)    • 1 •   fornire di virgole un testo    • 2 •   virgolettare: virgolare una citazione. 
virgolato   part. pass.  di virgolare  agg.  e s.m.  (non com.) virgolettato.
virgolatura   s.f.    • 1 •   il virgolare, l'essere virgolato    • 2 •   testo chiuso tra virgolette; virgolettato.
virgoleggiare   v. tr.  [io virgoléggio ecc.] (rar.) virgolare.
virgoletta   s.f.    • 1 •   dim.  di virgola    • 2 •   pl.  segno grafico tra cui si chiudono una o più parole di uno scritto per contraddistinguere una citazione, un discorso diretto, la traduzione di un termine straniero ecc., oppure per attribuire a una parola o a una frase una connotazione speciale, un particolare valore allusivo: chiudere, mettere, scrivere tra virgolette; virgolette semplici, (' '); virgolette doppie, ( ); virgolette uncinate, a sergente, a caporale  («») | tra virgolette, nel discorso orale, si dice a proposito di una o più parole, enunciate precedentemente o successivamente, che costituiscono una citazione altrui o a cui si vuol attribuire un significato particolare.
virgolettare   v. tr.  [io virgolétto ecc.] chiudere tra virgolette: virgolettare un passo, una parola. 
virgolettato   part. pass.  di virgolettare   agg.    • 1 •   chiuso tra virgolette    • 2 •   (estens.) riportato fedelmente  s.m.  (non com.) brano riportato tra virgolette.; virgolettatura.
virgolettatura   s.f.  il virgolettare, l'essere virgolettato | parola o brano chiuso tra virgolette; virgolettato.
virgulto   s.m.  (lett.)    • 1 •   piccola pianta giovane: quanto giova a mirar pender da un'erta / le capre, e pascer questo e quel virgulto  (poliziano)    • 2 •   (fig.) giovane discendente di una famiglia, spec. se di antica nobiltà.
viridario   s.m.  nell'antica casa romana, il giardino del peristilio.
viride   agg.  (rar.) verde.
viridità   s.f.  (ant.) l'essere verde, verdeggiante; verdezza.
virile   agg.    • 1 •   di, da uomo; maschile: aspetto, natura virile  | attributi virili, quelli che caratterizzano fisicamente l'uomo rispetto alla donna | membro virile, pene    • 2 •   di, da uomo adulto: voce, età, forza virile; reggi il viril proposito / ad infallibil segno  (manzoni la pentecoste) | toga virile, nell'antica roma, quella indossata dai ragazzi al compimento del 16° anno    • 3 •   (fig.) proprio di persona coraggiosa, decisa e consapevole: animo, coraggio, comportamento virile  § virilmente avv. 
virilismo   s.m.    • 1 •   (med.) presenza di caratteristiche fisiche e psichiche maschili in soggetti di sesso femminile    • 2 •   esaltazione delle qualità e dei comportamenti virili, o tradizionalmente ritenuti tali.
virilità   s.f.    • 1 •   l'età dell'uomo adulto, tra la giovinezza e la vecchiaia, in cui viene raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico: essere nella piena virilità    • 2 •   prestanza sessuale del maschio: vantare la propria virilità    • 3 •   (fig.) l'essere virile; coraggio, forza d'animo: virilità di propositi; affrontare con virilità i dolori della vita. 
virilizzare   v. tr.  rendere virile (spec. fig.) | virilizzarsi v. rifl.  assumere i caratteri propri del sesso maschile.
virilizzazione   s.f.  il virilizzare, il virilizzarsi, l'essere virilizzato.
virilocale   agg.  (etnol.) patrilocale.
virilocalità   s.f.  (etnol.) patrilocalità.
viriloide   agg.  (med.) si dice di donna che presenta caratteri di virilismo.
virione   s.m.  (biol.) unità elementare del virus, costituita da una proteina e da un acido ribonucleico o desossiribonucleico.
viro   s.m.  (poet.) uomo: o luce etterna del gran viro / a cui nostro segnor lasciò le chiavi  (dante par.  xxiv, 34-35).
virogenesi   s.f.  (biol.) processo di riproduzione dei virus.
viroide   s.m.  (biol.)    • 1 •   agente patogeno simile a un virus    • 2 •   ogni specifico biologico impiegato per indurre un'immunizzazione.
virola   s.f.  (mecc.) elemento di collegamento di forma anulare o tubolare | nelle lampade elettriche, la parte d'ottone o d'alluminio con cui si realizza l'innesto a vite o a baionetta con il portalampade | negli orologi meccanici, l'anellino d'ottone che si trova al centro della molla a spirale e che si infila a pressione sull'asse del bilanciere.
virologia   s.f.  ramo della microbiologia che studia i virus e le malattie da essi provocate.
virologico   agg.  [pl. m. -ci] che si riferisce alla virologia: esame virologico. 
virologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di virologia.
virosi   s.f.  (med.) malattia da virus.
virtù   ant. vertù, vertude, vertute, virtude, virtute, s.f.    • 1 •   la disposizione costante della volontà a uniformarsi alla legge morale; l'abitudine connaturata di fare il bene: praticare, esercitare la virtù; seguire la via della virtù; essere esempio di virtù  | nella teologia cristiana: virtù etiche, naturali  o cardinali, prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, virtù che riguardano la vita attiva e che l'uomo può praticare perfettamente con le sole sue forze; virtù soprannaturali  o teologali, fede, speranza e carità, virtù infuse da dio nell'uomo per grazia e necessarie alla salvezza    • 2 •   (estens.) ogni buona qualità o pregio dell'animo umano: la virtù della pazienza; un uomo pieno di virtù; avere molti vizi e poche virtù | fare di necessità virtù, adattarsi alle necessità    • 3 •   riferito a donna, castità: attentare alla virtù di una ragazza    • 4 •   pl.  il complesso delle qualità positive idealmente proprie di uno stato sociale, una professione ecc.: le virtù del buon amministratore, dello sportivo    • 5 •   (lett.) valore militare: vertù contra furore / prenderà l'arme, e fia 'l combatter corto  (petrarca canz.  cxxviii, 93-94) | valore e forza d'animo che spingono l'uomo a raggiungere un fine lottando contro le avversità della sorte: la «virtù» e la «fortuna» nel pensiero di machiavelli    • 6 •   potere attivo, forza, efficacia; facoltà, capacità: la virtù di una formula magica; un'acqua minerale che possiede virtù terapeutiche; o lume pregno / di gran virtù, dal quale io riconosco / tutto, qual che si sia, il mio ingegno  (dante par.  xxii, 112-114) | la prima virtù, la virtù somma, divina, dio | in, per virtù di, in forza, a opera di: in virtù dei poteri conferiti; per virtù dello spirito santo, per intervento miracoloso dello spirito santo; (scherz.) in modo inspiegabile    • 7 •   pl.  nell'angelologia cristiana, il quinto dei nove cori angelici.
virtuale   agg.    • 1 •   che esiste in potenza ma non si è ancora realizzato: capacità virtuale; vincitore virtuale; realtà virtuale    • 2 •   (mat.) che potrebbe esistere: ente virtuale    • 3 •   (fis.) che si potrebbe effettuare: spostamento, lavoro virtuale  | in ottica, fittizio, non reale: immagine virtuale    • 4 •   (burocr.) si dice del modo di pagamento dell'imposta di bollo quando il bollo non viene materialmente apposto § virtualmente avv. 
virtualità   s.f.  l'essere virtuale; potenzialità.
virtude    ⇨ virtù.
virtudioso    ⇨ virtuoso.
virtuosismo   s.m.    • 1 •   eccezionale capacità tecnica in un artista o in un atleta; dimostrazione concreta, sfoggio di tale capacità ai limiti dell'esibizionismo (per lo più con sfumatura spreg.): virtuosismo violinistico, pianistico; i virtuosismi di un cantante, di un calciatore; perdersi in inutili virtuosismi    • 2 •   (estens.) straordinaria abilità nel realizzare il proprio lavoro, i propri scopi.
virtuosistico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   fatto, eseguito con virtuosismo: una performance virtuosistica    • 2 •   che costituisce un virtuosismo: variazioni virtuosistiche  § virtuosisticamente avv. 
virtuosità   s.f.  (non com.)    • 1 •   l'essere virtuoso (in senso morale)    • 2 •   virtuosismo.
virtuoso   ant. vertudioso, virtudioso, agg.    • 1 •   che si comporta e vive secondo virtù: persona virtuosa    • 2 •   conforme a virtù: atto, comportamento virtuoso  | (non com.) che stimola a seguire la virtù: esortazioni virtuose    • 3 •   che dimostra virtuosismo: artista, cantante virtuoso    • 4 •   (ant.) valoroso    • 5 •   (ant.) che ha la capacità, la potenza di produrre un effetto; efficace: fu da calandrin domandato dove queste pietre così virtuose si trovassero  (boccaccio dec.  viii, 3)  s.m.  [f. -a]    • 1 •   persona virtuosa    • 2 •   artista o atleta che possiede eccezionali capacità tecniche: un virtuoso del violino; un virtuoso del pallone, un calciatore abilissimo § virtuosamente avv. 
virtute    ⇨ virtù.
virulento   agg.    • 1 •   (biol.) si dice di microrganismo che presenta virulenza: microbo virulento  | (estens.) si dice di malattia infettiva particolarmente acuta    • 2 •   (fig.) aspro, violento: linguaggio virulento; polemica virulenta. 
virulenza   s.f.    • 1 •   (biol.) condizione di accentuata attività patogena di un microrganismo    • 2 •   alto grado di tossicità di un veleno    • 3 •   (fig.) asprezza, violenza: la virulenza d'una polemica, d'una crisi. 
viruria   s.f.  (med.) presenza di virus nelle urine, in dipendenza di una viremia.
virus   s.m. invar.    • 1 •   (med.) denominazione, un tempo corrente, di ogni agente patogeno di una malattia infettiva    • 2 •   (biol.) agente patogeno costituito dall'unione di una proteina con un acido nucleico, incapace di riproduzione attiva, che vive e si replica soltanto all'interno e a spese di una cellula vivente; è detto anche virus filtrabile  o ultravirus  perché passa attraverso i filtri che trattengono i batteri e perché non visibile al microscopio ottico: il virus dell'influenza, del vaiolo, della poliomielite    • 3 •   (inform.) programma che entra in un sistema di elaborazione al contatto con memorie esterne, senza procedure volontarie dell'operatore, provocando malfunzionamento e perdite di dati.
vis-à  -vis vis-à-vis;loc. avv.  faccia a faccia; dirimpetto, di fronte: trovarsi vis-à-vis con l'avversario   s.m.    • 1 •   (non com.) chi sta di fronte    • 2 •   carrozza a quattro ruote i cui sedili sono posti l'uno di fronte all'altro    • 3 •   sorta di armadio con grandi specchi sulla parte esterna degli sportelli che riflettono tutta la persona    • 4 •   divano a due posti a forma di s.
visaggio   s.m.  (ant.) viso, volto: così rotando, ciascuno il visaggio / drizzava a me  (dante inf.  xvi, 25-26).
visagismo   s.m.  l'arte di valorizzare gli aspetti di maggior pregio estetico di un viso, dando risalto a linee e colori con un trucco sapiente e una pettinatura in armonia con l'insieme.
visagista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] estetista specializzato in visagismo.
visbreaking   s.m. invar.  nella lavorazione dei derivati del petrolio, trattamento correttivo sui residui di distillazione, che ne riduce la viscosità conferendo loro le caratteristiche proprie degli oli combustibili commerciali.
viscaccia   s.f.  [pl. -ce] mammifero roditore delle pampas argentine lungo circa 50 cm, con folto mantello grigio e bianco.
viscerale   agg.    • 1 •   relativo ai visceri: dolore viscerale    • 2 •   (fig.) istintivo e profondo (talora usato in opposizione a razionale): odio, amore viscerale  § visceralmente avv. 
visceralità   s.f.  natura, carattere viscerale, istintivo, profondo: la visceralità dell'odio. 
viscere   s.m.  [pl. i vìsceri  nel sign. proprio; le vìscere  nel sign. proprio e fig.]    • 1 •   nei vertebrati, ciascuno degli organi contenuti nella cavità toracica e addominale: il cuore e l'intestino sono visceri; avere dei dolori alle viscere; estrarre le viscere d'un pollo    • 2 •   pl.  (lett.) utero, grembo | il frutto delle viscere, il figlio rispetto alla madre    • 3 •   (fig.) la parte più interna di qualcosa: le viscere della terra  | sentire qualcosa fin nelle viscere, in modo profondo, istintivo.
vischio   o visco, ant. vesco, veschio, s.m.  [pl. -schi]    • 1 •   arbusto sempreverde parassita di vari alberi, con foglie carnose lanceolate, disposte a due a due, e frutti a forma di piccole bacche bianche con polpa gelatinosa e appiccicosa; i rami si usano come ornamento augurale per le feste di capodanno (fam.  lorantacee)    • 2 •   la sostanza appiccicosa che si estrae dalle bacche del vischio, usata per catturare gli uccelli    • 3 •   (fig. lett.) cosa che trattiene e lega; in partic., attrazione amorosa per cui si resta legato a una persona: quale è uom di sì secura labbia / che fuggir possa il mio tenace vischio  (poliziano) | inganno, insidia.
vischiosità   s.f.  l'essere vischioso; carattere vischioso (anche fig.) la vischiosità del miele; la vischiosità dei prezzi. 
vischioso   agg.    • 1 •   si dice di sostanza appiccicosa come quella estratta dalle bacche di vischio: un liquido vischioso    • 2 •   (fis.) viscoso    • 3 •   (fig.) che resiste alle variazioni, ai cambiamenti che dovrebbero produrre variazioni (usato spec. in ambito economico): prezzo vischioso, quello che stenta a diminuire al diminuire della domanda § vischiosamente avv. 
viscidità   s.f.  l'essere viscido.
viscido   agg.    • 1 •   che dà al tatto una sgradevole sensazione di umido, molle e scivoloso: le serpi sono viscide; una fanghiglia viscida  | che presenta una superficie scivolosa: strada resa viscida dalla pioggia    • 2 •   (fig.) subdolo, sfuggente, ipocrita: un viscido adulatore  § viscidamente avv. 
viscidume   s.m.  (spreg.) roba viscida.
visciola   s.f.  frutto del visciolo, di sapore acidulo. dim. viscioletta, visciolina  accr. visciolona. 
visciolata   s.f.  confettura, sciroppo o bibita a base di visciole.
visciolato   s.m.  liquore a base di visciole.
visciolo   s.m.  varietà di ciliegio i cui frutti, detti genericamente visciole, si distinguono, secondo le due varietà più coltivate, in amarene e marasche.
visco    ⇨ vischio.
viscoelasticità   s.f.  (fis.) proprietà di alcuni materiali che possono subire deformazioni elastiche associate a deformazioni viscose.
viscoelastico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) caratterizzato da viscoelasticità: materiale viscoelastico. 
vis comica   loc. sost. f. invar.  spirito umoristico particolarmente intenso e vivace: un attore ricco di vis comica; la vis comica dei racconti di gadda. 
viscontado   s.m.  titolo e dignità di visconte | il territorio soggetto alla giurisdizione d'un visconte.
visconte   s.m.  in età medievale, vicario del conte o del vescovo | nella gerarchia nobiliare, titolo immediatamente superiore a quello di barone e inferiore a quello di conte.
viscontea   s.f.  la giurisdizione di un visconte | il territorio sottoposto a tale giurisdizione; viscontado.
visconteo   (1) agg.  di, da visconte; vicecomitale.
visconteo   (2) agg.  dei visconti, signori di milano nei secc. xiii-xv: castello visconteo. 
viscontessa   s.f.    • 1 •   donna investita del titolo di visconte    • 2 •   la moglie del visconte.
viscontino   s.m.  [f. -a] giovane visconte | figlio del visconte.
viscosa   s.f.  liquido denso e filabile ottenuto mediante trattamento della cellulosa con soda caustica e solfuro di carbonio; serve per la produzione di una delle fibre tessili artificiali note con il nome di rayon; anche, la fibra tessile stessa: rayon viscosa  (o alla viscosa).
viscosimetria   s.f.  misurazione della viscosità di un liquido | (med.) misurazione della viscosità del sangue.
viscosimetro   s.m.  strumento per misurare la viscosità di un liquido.
viscosità   s.f.    • 1 •   vischiosità    • 2 •   (fis.) resistenza che le particelle di un corpo incontrano nello scorrere le une rispetto alle altre; in partic., il minore o maggiore grado di scorrevolezza di un fluido.
viscoso   agg.    • 1 •   vischioso    • 2 •   (fis.) si dice di sostanza caratterizzata da alta viscosità | deformazioni viscose, deformazioni a carattere permanente che si manifestano in tutti i materiali da costruzione § viscosamente avv. 
visdomino    ⇨ vicedomino.
vishnuismo   e deriv.   ⇨ visnuismo e deriv. 
visibile   agg.    • 1 •   che può essere percepito dalla vista umana, che si può vedere: visibile a occhio nudo, senza l'ausilio di strumenti ottici; la faccia visibile della luna, l'emisfero che essa rivolge verso la terra | anche in funzione di s.m.  [solo sing.]: aveva veduto tutto il visibile; ond'io levai le mani inver' la cima / de le mie ciglia, e fecimi 'l solecchio, / che del soverchio visibile lima  (dante purg.  xv, 13-15)    • 2 •   che si può visitare: l'esposizione è visibile solo nel pomeriggio  | si dice di spettacolo del quale è permessa o consigliata la visione: un film visibile a tutti    • 3 •   (estens.) chiaro, manifesto, palese: una visibile emozione  § visibilmente avv.  in modo da poter essere veduto; manifestamente: è visibilmente emozionato. 
visibilio   s.m.    • 1 •   gran quantità, gran numero: un visibilio di gente, di persone    • 2 •   andare in visibilio, provare straordinario piacere o meraviglia; entusiasmarsi: una musica che fa andare in visibilio. 
visibilità   s.f.    • 1 •   l'essere visibile: la visibilità di una stella, di un'insegna    • 2 •   possibilità di vedere, di esser visto: quell'albero riduce la visibilità della curva  | il grado di trasparenza dell'atmosfera in rapporto alla vista umana: buona, scarsa visibilità; il nebbione aveva ridotto a zero la visibilità. 
visiera   s.f.    • 1 •   nelle armature, la parte dell'elmo che si calava sul viso per proteggerlo dai colpi    • 2 •   elemento trasparente e mobile del casco da motociclista, da sciatore ecc., che si dispone davanti agli occhi durante la marcia    • 3 •   piccola tesa rigida a forma di mezzaluna che sporge sul davanti di alcuni berretti militari e copricapi sportivi e che serve a proteggere gli occhi dalla luce del sole, dalle gocce di pioggia, dal vento ecc.    • 4 •   maschera da scherma    • 5 •   cappuccio delle confraternite    • 6 •   visiera termica, (aut.) dispositivo elettrico sistemato sul parabrezza per riscaldarne il vetro e impedirne in tal modo l'appannamento.
visigotica   s.f.  (paleogr.)    • 1 •   scrittura corsiva documentaria sviluppatasi in spagna da quella romana a partire dal sec. vii, caratterizzata in seguito da influssi arabi    • 2 •   scrittura minuscola libraria sviluppatasi in spagna a partire dal sec. viii, e usata fino al sec. xii.
visigotico   agg.  [pl. m. -ci] dei visigoti: la dominazione visigotica | scrittura visigotica, (paleogr.) visigotica.
visigoto   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi apparteneva a un'antica popolazione germanica che costituiva il ramo occidentale dei goti: i re visigoti; le invasioni dei visigoti. 
visionare   v. tr.  [io vi sióno ecc.]    • 1 •   vedere in visione privata un film o un altro spettacolo da parte di un pubblico specializzato per un fine particolare: i critici visionano i nuovi film in anteprima    • 2 •   (estens.) prendere visione di qualcosa; guardare con attenzione, esaminare, spec. per operare una scelta: visionare la merce, i candidati. 
visionario   agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi ha visioni mistiche    • 2 •   che, chi ha allucinazioni visive    • 3 •   (estens.) si dice di persona che crede reali cose inesistenti, o che formula progetti irrealizzabili: una politica da visionari  | si dice di artista (scrittore, pittore, regista) dotato di grande fantasia visiva; anche, di poesia, romanzo, film ecc. in cui prevalgano immagini fantastiche, oniriche o sorprendenti § visionariamente avv. 
visione   s.f.    • 1 •   (fisiol.) processo complesso che consente la trasformazione in sensazioni visive dell'energia luminosa raccolta dall'occhio: la visione dell'uomo è tridimensionale    • 2 •   il vedere, il percepire con la vista: visione diretta, indiretta; visione da lontano, da vicino  | osservazione attenta, esame: prendere visione di qualcosa, esaminarla; inviare qualcosa in visione, perché venga esaminata e sia poi restituita    • 3 •   (fig.) idea, quadro complessivo di una situazione o di un fenomeno: visione d'insieme dei fatti; avere una chiara visione del problema    • 4 •   ciò che si vede; vista, scena che colpisce in modo particolare: si presentò ai suoi occhi una visione raccapricciante    • 5 •   nel linguaggio cinematografico, proiezione, presentazione di un film al pubblico o a un ristretto numero di persone per fini particolari (p. e.  alla giuria di un premio): visione pubblica, privata; visione contemporanea, dello stesso film in più sale nello stesso giorno; prima visione, prima presentazione al pubblico di un film; cinema di prima visione, i cinematografi più confortevoli e tecnicamente meglio attrezzati in cui vengono proiettati di solito film di prima visione    • 6 •   il vedere in sogno o per effetto di allucinazioni; ciò che si percepisce in tali casi: avere delle visioni    • 7 •   (relig.) fenomeno mistico consistente nel percepire fisicamente realtà soprannaturali celesti o diaboliche; anche, l'oggetto di tale percezione: le visioni di santa teresa, di sant'agostino  | visione beatifica, la percezione immediata della natura divina di cui, secondo la dottrina cattolica, godono i beati in paradiso    • 8 •   (estens.) capacità di intuire e prevedere con equilibrio e ragionevolezza un complesso di eventi: avere una sicura visione del futuro    • 9 •   l'opera letteraria in cui si narra una visione del soprannaturale; il genere in cui tale opera si iscrive: la mirabile visione dantesca; il genere della visione nella poesia italiana di fine settecento. 
visir   tosc. visirre, s.m. invar.  (st.) nel mondo islamico, il collaboratore più stretto oppure il ministro del califfo o del sultano; più tardi (sec. xiv), ministro dell'impero ottomano: gran visir, primo ministro.
visirato   s.m.  l'ufficio, il grado del visir; la durata della sua carica.
visirre    ⇨ visir.
visita   s.f.    • 1 •   il recarsi e il trattenersi per qualche tempo presso qualcuno o in qualche luogo: fare una visita; andare in visita; visita di cortesia, di convenienza, di piacere; visita di studio, culturale, turistica; la visita di una città, di un museo; biglietto da visita | fare una visita in chiesa, per pregare. dim. visitina, visituccia  accr. visitona    • 2 •   (med.) insieme delle osservazioni che il medico compie personalmente sul paziente per accertarne le condizioni di salute: visita medica, specialistica; visita ambulatoriale, a domicilio; visita di controllo; visita di leva; visita fiscale, quella richiesta da un'azienda, un ente per controllare l'effettivo stato di salute di un dipendente; passare la visita, sostenere gli esami medici previsti per l'arruolamento nell'esercito, per l'assunzione in una struttura pubblica o privata ecc. | marcare visita, detto di soldato, dichiararsi ammalato e richiedere una visita medica    • 3 •   ispezione: visita doganale dei bagagli | visita pastorale, quella che un vescovo deve compiere periodicamente per controllare lo stato spirituale, giuridico e amministrativo delle parrocchie della sua diocesi.
visitandina   s.f.  religiosa dell'ordine della visitazione fondato nel 1610 da francesco di sales e giovanna di chantal | usato anche come agg.  : suora visitandina. 
visitare   v. tr.  [io vì sito ecc.]    • 1 •   fare una visita a qualcuno o qualcosa: visitare i parenti, gli amici; visitare assisi, taormina; visitare le catacombe di roma, la fiera di milano | il signore lo ha visitato, (fig.) si dice di persona sottoposta a prove dolorose, intese come manifestazioni della volontà di dio e, quindi, come mezzo di perfezionamento morale    • 2 •   sottoporre a visita medica: il medico lo ha visitato ieri; farsi visitare da uno specialista  | (assol.) fare visite mediche: il dottore oggi non visita    • 3 •   (non com.) ispezionare, esaminare: il direttore ha visitato i nuovi locali  | visitarsi v. rifl.  (fam.) sottoporsi a visita medica; farsi visitare: è un po' che non sta bene, domani si visiterà. 
visitatore   s.m.    • 1 •   chi si reca in visita presso qualcuno; chi visita qualcosa, in partic. musei, esposizioni e sim.: un visitatore gradito, inopportuno; la mostra ha avuto un gran numero di visitatori    • 2 •   visitatore apostolico, prelato designato dalla santa sede a compiere un'ispezione a una diocesi o a un'istituzione ecclesiastica    • 3 •   (ant.) ispettore.
visitatrice   s.f.    • 1 •   donna che visita, che va in visita    • 2 •   donna che, per conto di un'associazione caritativa, visita le famiglie indigenti per portare a esse un aiuto concreto.
visitazione   s.f.    • 1 •   (ant.) visita    • 2 •   la visitazione, secondo il racconto evangelico, la visita fatta da maria vergine alla cugina elisabetta quando seppe che questa era incinta (di giovanni battista); nella liturgia cattolica, festa che si celebra il 31 maggio per ricordare tale avvenimento.
visiting professor   loc. sost. m. invar.  docente universitario che svolge un corso di lezioni presso un'università di un paese straniero; professore visitatore.
visivo   agg.  della vista, relativo alla vista o alla visione: organi visivi; facoltà visiva; memoria visiva; campo visivo, lo spazio che si abbraccia con l'occhio immobile (si dice, per analogia, anche di binocoli e sim.) | arti visive, le arti figurative | poesia visiva, fenomeno artistico, sorto negli anni '50 sulla scorta di precedenti esperienze del primo novecento, che costituisce una sorta di sintesi di poesia e disegno, in quanto mira a formare sulla pagina, con le parole del testo opportunamente disposte, immagini significative § visivamente avv.    • 1 •   relativamente alla vista    • 2 •   per mezzo della vista: percepire visivamente    • 3 •   in modo che stimoli la vista; visibilmente: rappresentare visivamente. 
visnuismo   o vishnuismo, s.m.  una delle tre grandi sette dell'induismo che venera visnu come dio supremo.
visnuita   o vishnuita, s.m.  e f.  [pl. m. -ti] seguace del visnuismo | usato anche come agg.  in luogo di visnuitico : setta visnuita. 
visnuitico   o vishnuitico, agg.  [pl. m. -ci] del visnuismo, dei visnuiti.
viso   (1) agg.  (ant.) visto, veduto: così, volgendosi a la nota sua, / fu viso a me cantare essa sustanza  (dante par.  vii, 4-5).
viso   (2) s.m.    • 1 •   volto, faccia: un bel viso; un viso tondo, affilato; lavarsi il viso; diventare rosso in viso; un viso serio, allegro, arcigno; un viso noto, familiare | un viso acqua e sapone, di donna, non truccato | viso a viso, faccia a faccia, vis-à-vis | a viso aperto, francamente | a viso fermo, impassibilmente | fare buon viso a qualcuno, riservargli una buona accoglienza | fare buon viso a cattivo gioco, a cattiva sorte, saper accettare con serenità anche i momenti di sfortuna, di difficoltà | visi pallidi, così, secondo la tradizione, venivano chiamati i bianchi dai pellirosse. dim. visetto, visino, visuccio  accr. visone  pegg. visaccio    • 2 •   (ant.) vista: oscura e profonda era e nebulosa / tanto che, per ficcar lo viso a fondo, / io non vi discernea alcuna cosa  (dante inf.  iv, 10-12) | (fig.) intelletto.
visone   s.m.    • 1 •   piccolo mammifero carnivoro con pelo bruno, morbido e lucente sul dorso, più chiaro sul ventre; originario dell'america del nord, ha corpo agile, lunga coda pelosa e zampe corte con dita unite da una membrana natatoria (fam.  mustelidi)    • 2 •   la pelliccia, molto pregiata, fornita da tale mammifero.
visonetto   s.m.  pelliccia che imita quella di visone, ma molto meno pregiata.
visore   s.m.    • 1 •   (foto.) apparecchio per guardare in trasparenza diapositive e negativi fotografici    • 2 •   microlettore    • 3 •   video; teleschermo; visualizzatore.
vispezza   s.f.  (non com.) l'essere vispo.
vispistrello   s.m.  (ant.) pipistrello: non avean penne, ma di vispistrello / era lor modo  (dante inf.  xxxiv, 49-50).
vispo   agg.  pronto e vivace, pieno di vita e di brio: vispo come un uccellino; è un bambino molto vispo; che occhietti vispi!  § vispamente avv. 
vissano   agg.  di visso, comune in provincia di macerata | razza vissana, razza ovina appenninica, di taglia media, molto robusta  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di visso.
visso   part. pass.  ant. di vivere : sarò qual fui, vivrò com'io son visso  (petrarca canz.  cxlv, 13)  agg.  (ant.) vissuto.
vissuto   part. pass.  di vivere  agg.    • 1 •   nei sign. del verbo    • 2 •   che ha esperienza della vita, che ne conosce tutti gli aspetti, belli e brutti: un uomo vissuto  | si dice di ciò di cui si è avuta esperienza viva e diretta: pagine di vita vissuta  s. m.  (psicol.) ciò che si vive quotidianamente; ciò che, pur appartenendo a un'esperienza precedente, è presente in modo vivo nella coscienza: il vissuto familiare, politico. 
vista   s.f.    • 1 •   il vedere; il senso che dà la facoltà di vedere : avere la vista buona, cattiva, debole; le malattie della vista; perdere la vista, diventare cieco; occhiali da vista, per correggere difetti visivi; esame della vista, dell'acutezza visiva, optometrico | avere la vista corta, vederci poco; (fig.) non essere lungimirante | avere la vista lunga, vedere bene; (fig.) essere lungimirante | a vista d'occhio, per quanto l'occhio può spaziare: la prateria si estendeva a vista d'occhio; un ragazzo che cresce a vista d'occhio, (fig.) molto rapidamente | punto di vista, nella prospettiva, il punto da cui è osservato un oggetto; (fig.) modo di valutare le cose, opinione: espresse il suo punto di vista sulla questione    • 2 •   possibilità di vedere: impedire, ostruire la vista; sottrarsi alla vista di qualcuno | perdere di vista qualcuno, (fig.) non avere più occasione di incontrarlo, non sapere più niente di lui | conoscere qualcuno di vista, (fig.) solo superficialmente, per averlo visto qualche volta | essere in vista, essere visibile; (fig.) essere imminente; essere conosciuto, importante: un quadro che è ben in vista; è in vista un cambiamento d'orario; un personaggio molto in vista | mettere in vista, esporre agli occhi di tutti | mettersi in vista, (fig.) farsi notare, mettersi in luce | avere in vista, (fig.) aspettarsi per un imminente futuro: ha in vista una promozione | in vista di, vicino, nei pressi di; (fig.) nell'imminenza di; in considerazione di: in vista del traguardo fece uno scatto; in vista del natale ha comprato i regali per i nipotini; in vista di quanto potrà accadere, sarà bene rimandare ogni decisione | guardare, sorvegliare a vista, tenere continuamente sott'occhio | sparare a vista, senza preavviso | volo a vista, (aer.) in base a ciò che vede il pilota, senza ausilio di strumenti | a vista, (comm.) senza dilazione, all'atto stesso della presentazione: tratta pagabile a vista    • 3 •   ciò che si vede, spazio visibile; veduta, scena, spettacolo: dalla finestra si godeva una vista incantevole; non resse alla vista di tanto strazio    • 4 •   (lett.) apparenza, aspetto esteriore: con lei va / gentilezza in vista umana  (poliziano) | in vista, all'apparenza: vidi presso di me un veglio solo, / degno di tanta reverenza in vista, / che più non dee a padre alcun figliuolo  (dante purg.  i, 31-33) | far vista di, fingere di | far bella vista, far bella mostra    • 5 •   occhiata, rapido esame: dare una vista al giornale  | a prima vista, alla prima occhiata, sul momento, sulle prime: a prima vista m'era parso un ottimo affare    • 6 •   (ant. , lett.) finestra: effigiata ad una vista / d'un gran palazzo, micòl ammirava  (dante purg.  x, 67-68).
vistare   v. tr.  (burocr.) mettere il visto a un documento: vistare un certificato. 
vistavision   ® s.m. invar.  (cine.) metodo di ripresa e di proiezione, oggi non più in uso, che consente di abbracciare un campo visivo più ampio del normale mediante l'uso di una macchina da presa e di un proiettore in cui la pellicola scorre orizzontalmente invece che verticalmente.
visto   part. pass.  di vedere   agg.  nei sign. del verbo | ben, mal visto, bene, male accetto | mai visto, nuovo; eccezionale, sbalorditivo: una bellezza mai vista  | visto che, dato che, considerato che, dal momento che  s.m.  (burocr.) formula, sigla con cui si attesta di avere letto un documento, un atto e di averlo approvato: apporre il visto; inviare una pratica al visto del direttore, inviarla al direttore perché apponga il visto | visto  (consolare, di entrata, di uscita), quello col quale l'autorità competente di uno stato, in mancanza di accordi diversi, riconosce validità a un passaporto straniero, consentendo al titolare di entrare nel proprio territorio o di uscirne: chiedere il visto per la cina. 
vistosità   s.f.    • 1 •   l'essere vistoso    • 2 •   (non com.) atto, atteggiamento vistoso; ostentazione.
vistoso   agg.    • 1 •   che attira la vista, l'attenzione: un ornamento vistoso; una bellezza vistosa    • 2 •   (estens.) che è di grande entità ingente: una vistosa ricompensa  § vistosamente avv. 
visuale   agg.  proprio della vista, che riguarda il vedere | angolo visuale, la prospettiva sotto cui si vede qualcosa; punto di vista (anche fig.)  s.f.    • 1 •   vista, prospettiva; possibilità di vedere: coprire, togliere la visuale    • 2 •   in ottica, la linea ideale che va dall'occhio all'oggetto osservato § visualmente avv.  relativamente alla vista, alla visuale.
visualità   s.f.  carattere di ciò che si percepisce con la vista | effetto visuale prodotto da un'immagine (si riferisce spec. alla moderna grafica, al design e sim.).
visualizer   s.m. invar.  nella grafica pubblicitaria, chi dà forma visiva all'idea di partenza, preparando il bozzetto di quella che sarà la rappresentazione definitiva.
visualizzare   v. tr.    • 1 •   esprimere per mezzo di immagini: visualizzare mediante un grafico i risultati di un'inchiesta    • 2 •   rendere visibile: visualizzare un corpo trasparente opacizzandolo    • 3 •   far comparire su un teleschermo: visualizzare su un videoterminale una pagina di informazioni. 
visualizzatore   s.m.  (elettron.) dispositivo di uscita di una calcolatrice o di un elaboratore elettronico che visualizza su schermo video i risultati delle operazioni o elaborazioni effettuate.
visualizzazione   s.f.  il visualizzare, l'essere visualizzato.
visura   s.f.  (burocr.) visione, ispezione | visura catastale, controllo dei dati del catasto relativi a un immobile.
visus   s.m. invar.  potere visivo, capacità dell'apparato visivo di percepire immagini distinte | misura dell'acuità visiva, di solito espressa in decimi (con il massimo uguale a undici decimi).
vita   (1) s.f.    • 1 •   lo stato di attività naturale di un organismo che mette in moto e coordina le funzioni inerenti alla sua conservazione, sviluppo e riproduzione e alle sue relazioni con l'ambiente e gli altri organismi: la vita delle piante, degli animali; ambiente adatto alla vita dell'uomo; vita vegetativa, sensitiva, intellettiva; essere in vita; essere in fin di vita, tra la vita e la morte, sul punto di morire; non dare segni di vita, sembrare morto, essere come morto | togliere la vita a qualcuno, ucciderlo | togliersi la vita, suicidarsi | perdere la vita, morire | restare, rimanere in vita, sopravvivere | venire alla vita, nascere | dare la vita a qualcuno, procrearlo | dare la vita per qualcuno, qualcosa, sacrificarsi, dedicare tutto sé stesso o morire per qualcuno, qualcosa | ridare, restituire, rendere la vita a qualcuno, risuscitarlo o strapparlo alla morte | salvare la vita a qualcuno, scamparlo dalla morte | speranza di vita, (stat.) numero medio di anni che, secondo l'esperienza demografica, restano da vivere a una popolazione di una data età | questione di vita o di morte, di capitale importanza | vendere cara la vita, difendersi accanitamente | dovere la vita a qualcuno, essere riusciti a evitare la morte per merito di qualcuno | ne va della vita, è in gioco, si rischia la vita | dare vita, creare | dar vita a qualcosa, generarla, promuoverla | o la borsa o la vita, tradizionale intimazione dei rapinatori | pena la vita, sotto pena, minaccia di morte | filosofia della vita, corrente di pensiero affermatasi alla fine del sec. xix che opponeva ai metodi e ai valori del positivismo, e delle altre filosofie di impianto razionalistico, il ruolo dell'intuizione, dell'istinto, della libera volontà, dello slancio vitale | prov.  : finché c'è vita c'è speranza    • 2 •   il vivere particolare di ogni individuo: vita sana, attiva, onesta, agiata; vita privata, pubblica, associata, di relazione; la vita del contadino, del maestro, del ferroviere; il corso, le età della vita; avere vita breve, lunga; soffrì per tutta la vita  | a vita, per tutta la durata della vita: carcere a vita; senatore a vita  | avere una doppia vita, avere un modo di vivere segreto completamente diverso da quello che appare in pubblico | costo della vita, spesa sostenuta da una famiglia per i beni di consumo e i servizi necessari al proprio sostentamento; indice del costo della vita, misura delle variazioni del costo della vita nel tempo | vita da cani, faticosa, o piena di disagi | vita da nababbo, da re, da papa, piena di agi | dolce vita, modo di vivere ozioso e lussuoso, senza impegno né moralità (l'espressione si è diffusa con il film la dolce vita  di f. fellini, 1959) | fare una bella vita, vivere comodamente | fare la bella vita, essere dedito ai piaceri mondani | fare la vita, (gerg.) darsi alla prostituzione; donna di vita, prostituta; ragazzo di vita, ragazzo malavitoso disposto a prostituirsi | cambiare vita, redimersi | trascinare la vita, vivere stentatamente | rendere la vita difficile a qualcuno, ostacolarlo, creargli dei problemi | vita natural durante, per tutta la vita | l'alba, la primavera della vita, la giovinezza | il tramonto, l'autunno della vita, la vecchiaia. pegg. vitaccia    • 3 •   esistenza dopo la morte, per la fede nella sopravvivenza dell'anima: l'altra vita; la vita ultraterrena, eterna | passare a miglior vita, morire    • 4 •   il corso delle cose umane, il mondo: conoscere la vita; avere esperienza della vita    • 5 •   il complesso delle attività o manifestazioni di un ente, di un'istituzione e sim.; la durata di tali attività o manifestazioni, di un fenomeno ecc.: la vita di un partito; il giornale ebbe breve vita | vita media, (fis.) tempo medio di durata di una particella subatomica instabile, di un nucleo radioattivo e sim.    • 6 •   salute, vitalità: un ragazzo pieno di vita  | animazione, fermento: una città, una strada piena di vita; cercare di dare un po' di vita a una festa  | espressività, vivacità: una narrazione priva di vita, senza vita    • 7 •   ciò che dà valore, significato all'esistenza: il lavoro, lo studio è tutta la sua vita; quella donna è la sua vita    • 8 •   ciò che è necessario materialmente per vivere: lavora tutto il giorno per guadagnarsi la vita; la vita diventa sempre più cara; l'acqua e la luce sono la vita delle piante    • 9 •   essere vivente; persona: sulla luna non c'è traccia di vita; la guerra distrugge molte giovani vite    • 10 •   fama, notorietà: e tu ne' carmi avrai perenne vita / sponda che arno saluta in suo cammino  (foscolo sonetti)    • 11 •   biografia: scrivere la vita di napoleone. 
vita   (2) s.f.    • 1 •   la parte incavata del corpo umano sopra i fianchi; anche, la parte dell'abito o dell'indumento che la ricopre: afferrare qualcuno alla vita; abito con la vita stretta | giro vita, girovita | punto (di) vita, il punto di un abito che sta all'altezza della vita | vita di vespa, riferito a una donna, vita molto sottile. dim. vitina, vitino  (m.)    • 2 •   (estens.) la parte del corpo umano tra i fianchi e le spalle; busto: essere lungo, corto di vita | su con la vita!, dritto con le spalle!; (fig.) coraggio!.
vitacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni a cui appartiene la vite | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
vitaiolo   s.m.  (scherz.) chi fa vita mondana e gaudente.
vitalba   s.f.  arbusto rampicante con fiori bianchi molto profumati raccolti in pannocchie, e foglie pennate (fam.  ranuncolacee).
vitale   agg.    • 1 •   della vita, attinente alla vita e alle attività fondamentali di un organismo vivente: principio vitale; istinti vitali; energie vitali | valori vitali, le qualità, gli istinti, le energie utili alla vita, alle necessità primordiali dell'uomo, contrapposti ai valori dello spirito | spazio vitale, quello necessario alla vita di un individuo in una società o alla vita di un popolo fra gli altri popoli; per estens., spazio necessario per fare qualcosa    • 2 •   che dà e mantiene la vita, che serve ed è indispensabile alla vita: l'aria e l'acqua sono vitali per l'uomo    • 3 •   (fig.) di fondamentale importanza, essenziale: una questione vitale; ciò per me ha un interesse vitale    • 4 •   che ha vitalità (anche fig.): un bambino nato vivo e vitale; un organismo politico poco vitale  § vitalmente avv.  relativamente alla vita.
vitalismo   s.m.    • 1 •   (biol.) concezione che afferma la completa autonomia dei processi vitali da quelli non vitali e la loro irriducibilità a interpretazioni fisico-chimiche: il vitalismo aristotelico, settecentesco    • 2 •   (filos.) lo stesso che filosofia della vita    • 3 •   (estens.) manifestazione di vitalità nell'ambito individuale o sociale.
vitalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] sostenitore del vitalismo.
vitalistico   agg.  [pl. m. -ci] del vitalismo, dei vitalisti: teorie vitalistiche  § vitalisticamente avv.  in modo conforme ai principi del vitalismo.
vitalità   s.f.    • 1 •   l'essere vitale; capacità di vivere: un feto con poca, molta vitalità    • 2 •   (estens.) vigoria, vivacità, energia: un uomo che manca di vitalità  | (fig.) attitudine a mantenersi operante, attivo, efficiente: un settore economico dotato di grande vitalità; la vitalità di una teoria, di un'idea. 
vitaliziante   s.m.  (burocr.) l'ente, la parte che concede un vitalizio.
vitaliziare   v. tr.  [io vitalìzio ecc.] (burocr.) concedere un vitalizio a qualcuno.
vitaliziato   s.m.  (burocr.) la parte che beneficia di un vitalizio.
vitalizio   agg.  che dura tutta la vita: rendita vitalizia; assegno vitalizio; carica vitalizia; socio vitalizio   s.m.  (dir.) contratto con cui si cedono beni in cambio di una rendita vitalizia.
vitalizzare   v. tr.  rendere vitale | vitalizzarsi v. rifl.  divenire vitale.
vitame   s.m.  (non com.) quantità, insieme di vari tipi di viti.
vitamina   s.f.  (biol.) ciascuno degli appartenenti a un gruppo di sostanze organiche indispensabili per il normale compiersi dei processi biochimici fondamentali delle cellule animali; non vengono sintetizzate dall'organismo ma sono contenute in quasi tutti gli alimenti : vitamina liposolubile, idrosolubile; vitamina a, b 1; vitamine del gruppo b. 
vitaminico   agg.  [pl. m. -ci] di, delle vitamine: complesso vitaminico b; carenza vitaminica  | che contiene vitamine, ricco di vitamine: gli agrumi sono un alimento vitaminico; sostanze vitaminiche. 
vitaminizzare   v. tr.  arricchire con vitamine: vitaminizzare il latte. 
vitaminizzato   part. pass.  di vitaminizzare   agg.  arricchito con vitamine: fette biscottate vitaminizzate; latte vitaminizzato  | si dice di persona che appare sana e ben nutrita (spesso iron.): un ragazzo vitaminizzato. 
vitaminizzazione   s.f.  il vitaminizzare, l'essere vitaminizzato.
vitaminologia   s.f.  parte della biologia e della medicina che studia le vitamine e la loro azione sulla vita dell'organismo.
vitando   agg.  (lett.) da evitarsi | scomunicato vitando, nel diritto canonico, colui che, essendo incorso nella scomunica, deve essere evitato dai fedeli.
vitato   agg.    • 1 •   si dice di terreno coltivato a vite    • 2 •   si dice di albero cui si marita una vite.
vite   (1) s.f.    • 1 •   pianta legnosa rampicante con rami nodosi (tralci) dotati di viticci prensili, foglie (pampini) per lo più palmate e piccoli fiori giallo-verdognoli in grappolo; i suoi frutti (acini) sono bacche succose riunite in grappoli (uva) da cui si ricava il vino, o uve da mensa o da essiccazione (fam.  vitacee): un filare, un pergolato di viti; potare, innestare le viti; maritare la vite all'olmo | piangere come una vite tagliata, (fig.) a dirotto    • 2 •   nome di varie piante che per qualche carattere somigliano alla vite | vite bianca, brionia | vite del canada, pianta rampicante ornamentale, con foglie palmato-composte (fam.  vitacee).
vite   (2) s.f.    • 1 •   (fis.) macchina semplice, derivata dal piano inclinato, formata da un cilindro sulla cui superficie laterale è avvolta una sporgenza elicoidale; accoppiata con la corrispondente madrevite, costituisce una coppia elicoidale | vite senza fine, perpetua, uno dei due elementi di un tipo di ingranaggio (vite senza fine  - ruota elicoidale) caratterizzato da elevati rapporti di riduzione | vite di manovra, utilizzata per trasformare un moto rotatorio in un moto rettilineo | vite di archimede, coclea    • 2 •   (mecc.) organo di collegamento smontabile, costituito da un corpo cilindrico o leggermente conico (gambo) recante una sporgenza elicoidale (filetto), dotato a un'estremità di un ingrossamento (testa) variamente sagomato che ne consente la rotazione: stringere, allentare una vite con un cacciavite | vite maschio, vite propriamente detta | vite femmina, madrevite | vite autofilettante, vite in cui è il filetto stesso che crea, durante l'avvitamento, la filettatura della madre vite; è usata spec. nel collegamento di lamiere sottili o di materiali teneri (p. e.  legno, materie plastiche) | vite mordente, autofilettante per deformazione plastica del materiale in cui penetra (spec. legno) senza bisogno di foro preventivo | vite prigioniera, tutta filettata o filettata alle due estremità, senza testa; viene avvitata da un lato in un foro cieco e dall'altro resta libera consentendo l'avvitamento di un dado | vite madre, nel tornio parallelo, organo di manovra che consente l'avanzamento del carro | a vite, fatto a spirale: tappo, chiusura a vite | giro di vite, (fig.) irrigidimento, inasprimento di un gravame, di una disciplina, di un regime autoritario e sim. dim. viterella, vitina  accr. vitona, vitone  (m.)    • 3 •   (aer.) manovra acrobatica effettuata da un aereo che scende verticalmente compiendo, nello stesso tempo, un moto elicoidale: cadere in, a vite    • 4 •   tuffo a vite, (sport) con avvitamento.
vitella   s.f.  vacca giovane: vitella di, da latte.  dim. vitellina  | la carne di vitello o vitella macellati: costolette di vitella. 
vitellaio   s.m.    • 1 •   chi lavora pelli di vitello    • 2 •   chi commercia in vitelli.
vitellino   (1) agg.  (non com.) di vitello.
vitellino   (2) agg.  (biol.) che si riferisce al vitello dell'uovo: corpo vitellino; membrana vitellina  | sacco vitellino, annesso embrionale dei vertebrati; vescicola ombelicale.
vitello   (1) s.m.    • 1 •   il nato della vacca, maschio o femmina, finché conserva la dentizione di latte, cioè fino a un anno di vita | vitello d'oro, simbolo religioso fabbricato dagli ebrei durante la permanenza di mosè sul sinai e venerato con culto orgiastico: adorare il vitello d'oro, (fig.) venerare il denaro, perseguire bramosamente la ricchezza. dim. vitellino  accr. vitellone    • 2 •   la carne dell'animale macellato: arrosto di vitello; vitello al forno con patatine; nodini, spezzatini, fegato di vitello    • 3 •   la pelle di vitello conciata, usata in calzoleria e in pelletteria: una valigia, una borsa di vitello; una legatura in vitellino    • 4 •   vitello marino  o di mare, nome popolare della foca.
vitello   (2) s.m.  (biol.) parte dell'uovo che contiene le sostanze di riserva utilizzate dall'embrione durante il suo sviluppo.
vitellone   s.m.    • 1 •   accr.  di vitello 1; vitello grosso o che ha superato un anno di età | la carne dell'animale macellato: bistecche di vitellone    • 2 •   (fig.) giovane di provincia ozioso, frivolo, incapace di affrontare seriamente la vita (in questo senso il termine si è diffuso con il film i vitelloni  di f. fellini, 1953).
viterbese   agg.  di viterbo  s.m.  e f.  abitante, nativo di viterbo.
viteria   s.f.  l'insieme dei vari tipi di viti usate nei collegamenti meccanici.
viticchio   s.m.  (region.)    • 1 •   viticcio    • 2 •   ramo di una pianta rampicante    • 3 •   nome generico di piante rampicanti.
viticcio   s.m.    • 1 •   ciascuna delle appendici filiformi e prensili, derivate dalla trasformazione di foglie o di rami, che servono come organo di sostegno alle piante rampicanti    • 2 •   decorazione architettonica ispirata alla forma del viticcio o del tralcio di vite    • 3 •   candelabro o portalampada di metallo a braccia ritorte come viticci.
viticcioso   agg.  (bot.) dotato, fornito di viticci: piante viticciose. 
viticolo   agg.  che concerne la viticoltura: industria viticola. 
viticoltore   o viticultore, s.m.  agricoltore che si dedica alla coltura della vite.
viticoltura   o viticultura, s.f.    • 1 •   coltivazione della vite: dedicarsi alla viticoltura    • 2 •   scienza e tecnica della coltivazione della vite: esperto in viticoltura. 
vitifero   agg.  (rar.)    • 1 •   atto alla coltivazione della vite; coltivato a viti: zona vitifera    • 2 •   che concerne la viticoltura; viticolo.
vitigno   s.m.  la pianta della vite | ciascuna delle varietà di vite distinte in base alla morfologia delle foglie e dei frutti, all'epoca di maturazione e alle caratteristiche dei vini che producono.
vitiligine   s.f.  (med.) difetto di pigmentazione della pelle, non congenito ma di origine incerta, che si manifesta con più o meno numerose chiazze biancastre di varia grandezza e dal contorno irregolare.
vitina   s.f.    • 1 •   dim.  di vita    • 2 •   2 copribusto.
vitineo   agg.  (arch.) si dice di colonna con tralci di vite intrecciati.
vitino   s.m.  dim. di vita    • 2 •   | avere un vitino di vespa, un giro di vita molto sottile, detto di donna.
vitivinicolo   agg.  che riguarda la coltivazione della vite e la produzione di vino: cooperativa vitivinicola. 
vitivinicoltore   o vitivinicultore, s.m.  chi si occupa della viticoltura e della produzione del vino.
vitivinicoltura   o vitivinicultura, s.f.  il complesso delle attività relative alla coltivazione della vite e alla produzione del vino.
vitone   s.m.    • 1 •   accr.  di vite    • 2 •   2 vitone di culatta, grossa vite che in alcune antiche armi da fuoco portatili ad avancarica chiudeva la canna dalla parte della culatta.
vitral   ® s.m. invar.  prodotto ceramico usato per piastrelle da arredamento.
vitrano   s.m.  (min.) vitrite.
vitrectomia   s.f.  (med.) operazione di microchirurgia oculare che consiste nell'asportazione del corpo vitreo e nella sua sostituzione con una soluzione fisiologica.
vitreo   agg.    • 1 •   di, del vetro: pasta vitrea; splendore vitreo    • 2 •   simile al vetro: la trasparenza vitrea del cielo | occhi vitrei, immobili e inespressivi | corpo vitreo, (anat.) massa trasparente e gelatinosa che riempie la cavità del bulbo oculare compresa tra la retina e la faccia posteriore del cristallino | umor vitreo, (anat.) sostanza liquida contenuta nel corpo vitreo.
vitrex   ® s.m. invar.  vetro temperato per uso edilizio, che si produce in lastre variamente sagomate e colorate.
vitriolo    ⇨ vetriolo.
vitrite   s.f.  (min.) uno dei costituenti fondamentali del carbon fossile.
vitriuolo    ⇨ vetriolo.
vitta   s.f.    • 1 •   nell'antica roma, benda decorata che le matrone e le vestali portavano attorno al capo, per sostenere l'acconciatura | la benda con cui si cingeva la fronte il sacerdote pagano durante il sacrificio o con cui si avvolgevano le corna della vittima sacrificale e alcuni oggetti del culto; infula    • 2 •   (bot.) ciascuno dei canali secretori nel frutto delle ombrellifere.
vittima   s.f.    • 1 •   animale o essere umano offerto in sacrificio a una divinità: vittima propiziatoria, espiatoria; condurre la vittima all'altare    • 2 •   (estens.) chi perde la vita o subisce danni in circostanze particolari, spec. in un incidente, in una grave calamità ecc.: le vittime della guerra, del terremoto; rimanere vittima d'un incidente automobilistico; essere vittima di un'epidemia, d'una caduta | vittima del dovere, chi muore nell'adempimento del proprio dovere | le vittime della strada, del mare, i morti in incidenti stradali, marittimi    • 3 •   chi subisce l'odio, la persecuzione altrui o, più in generale, soffre le conseguenze di un'azione negativa esercitata da altri nei suoi confronti: tutto il popolo fu vittima del tiranno; le vittime del razzismo; essere vittima di una calunnia; restare vittima di un raggiro  | fare la vittima, (fam.) si dice di chi si sente, o vuol sembrare, perseguitato o trascurato.
vittimario   s.m.  nell'antica roma, assistente del sacerdote officiante, cui era affidato l'incarico di preparare la vittima e di sgozzarla sull'altare, secondo gli ordini del sacerdote.
vittimismo   s.m.  il fare la vittima; la disposizione ad atteggiarsi a vittima della sorte, delle circostanze o dell'ostilità altrui, e a lamentarsene.
vittimista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi indulge al vittimismo, chi ama atteggiarsi a vittima.
vittimistico   agg.  [pl. m. -ci] di, da vittimista; improntato a vittimismo: atteggiamento vittimistico  § vittimisticamente avv. 
vittimizzare   v. tr.  (non com.)    • 1 •   considerare, presentare come una vittima    • 2 •   imporre a qualcuno un trattamento repressivo, umiliante: vittimizzare i bambini. 
vittimizzazione   s.f.  (non com.) il vittimizzare, l'essere vittimizzato.
vitto   (1) s.m.  l'insieme dei cibi che costituiscono il nutrimento giornaliero o abituale, necessario al sostentamento di una o più persone: vitto abbondante, scarso, ricco, frugale; vitto vegetariano, in bianco; spese di vitto e alloggio  | mezzo vitto, quello ridotto che il medico prescrive a un malato; dieta.
vitto   (2) part. pass.  di vincere   agg.  (ant.) vinto.
vittore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (poet.) vincitore: d'alto / fiume... / il suono e la vittrice ira dell'onda  (leopardi ultimo canto di saffo  16-18).
vittoria   s.f.  il vincere, il riuscire vincitore in un confronto, una competizione, una lotta, una controversia e sim: vittoria militare, sportiva; una vittoria clamorosa, indiscussa, insperata; la vittoria italiana nella guerra del '15-18; riportare la vittoria in una gara ciclistica, in un torneo di calcio; ottenere la vittoria in una causa, in un processo; riuscire a terminare gli studi è stata per lui una vittoria; le vittorie della medicina | vittoria morale, quella di chi pur non essendo l'effettivo vincitore di una gara, una competizione ecc., per un insieme di circostanze, può essere considerato moralmente tale | avere la vittoria in pugno, in mano, essere certi di vincere | cantare vittoria, (fig.) esultare per aver vinto | vittoria!, grido di giubilo del vincitore | vittoria di pirro, (fig.) quella che procura più perdite e costa maggiori sacrifici ai vincitori che ai vinti (con riferimento alle disastrose vittorie ottenute dal re dell'epiro contro i romani a eraclea nel 280 a. c. e ad ascoli di puglia nel 279 a. c.) | la palma, la corona della vittoria, riconoscimento offerto al vincitore: conseguire la palma della vittoria, vincere | nel pugilato: vittoria ai punti, quella assegnata alla fine dell'incontro dalla giuria ed espressa in un punteggio convenzionale; vittoria prima del limite, quella attribuita prima del termine dell'incontro a uno dei due pugili per k. o. o squalifica dell'avversario.
vittoriale   agg.  (ant. , lett.) di vittoria, commemorativo di una vittoria.
vittoriano   agg.  che è proprio di un sovrano di nome vittorio o vittoria | per antonomasia, che è proprio, appartiene o si riferisce al lungo periodo di regno della regina vittoria d'inghilterra (1837-1901): età vittoriana; arte, letteratura vittoriana; stile vittoriano, in architettura, stile della seconda metà del sec. xix, di impronta sostanzialmente eclettica, all'interno del quale spiccano tendenze neogotiche e rinascimentali.
vittoriato   s.m.  moneta argentea romana, di età repubblicana, recante sul dritto la testa di giove e sul rovescio l'immagine della vittoria.
vittorioso   agg.    • 1 •   di vittoria: grida vittoriose    • 2 •   che ha riportato la vittoria: esercito, atleta vittorioso    • 3 •   in cui si è riportata la vittoria: battaglia vittoriosa; incontro vittorioso    • 4 •   di chi ha vinto: ritorno vittorioso  § vittoriosamente avv.  riportando vittoria: tagliare vittoriosamente il traguardo. 
vittuaglia   s.f.  (ant.) vettovaglia.
vituperabile   agg.  che può essere vituperato; degno di vituperio.
vituperando   agg.  (lett.) che deve essere vituperato.
vituperare   v. tr.  [io vitùpero ecc.] coprire di vituperi, di insulti; infamare, disonorare, screditare gravemente: vituperare aspramente, ingiustamente qualcuno; il medico cominciò a chieder perdono, e a pregargli per dio che nol dovessero vituperare  (boccaccio dec.  viii, 9).
vituperativo   agg.  (rar.) che porta vituperio; che è atto a vituperare.
vituperatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi vitupera.
vituperazione   s.f.  (rar.) il vituperare, l'essere vituperato.
vituperevole   agg.  (lett.) degno di vituperazione; vituperabile: comportamento vituperevole  § vituperevolmente avv. 
vituperio   ant. vitupero [vi-tu-pè-ro], s.m.    • 1 •   (non com.) grave disonore, infamia: arrecare vituperio; essere causa di vituperio  | (ant. , lett.) biasimo    • 2 •   ingiuria, grave insulto, improperio: coprire una persona di vituperi    • 3 •   persona o cosa che arreca vituperio o che è motivo di vergogna: quell'uomo è il vituperio della famiglia; ahi pisa, vituperio de le genti / del bel paese là dove 'l sì suona  (dante inf.  xxxiii, 79-80).
vituperoso   agg.  (non com.)    • 1 •   che è macchiato di vituperio, di infamia: un uomo vituperoso    • 2 •   che reca vituperio; infamante, disonorante: mestiere vituperoso, che disonora, disonorevole; un vecchio mal vissuto..., con le mani alzate sopra una canizie vituperosa  (manzoni p. s.  xiii)    • 3 •   pieno di vituperi; offensivo, ingiurioso: frasi vituperose  § vituperosamente avv. 
viuola    ⇨ viola 2.
viuzza   s.f.    • 1 •   dim.  di via    • 2 •   via angusta, vicolo.
viva   inter.  esprime approvazione, applauso, giubilo; si usa anche con i nomi plurali: viva la pace!; viva i lavoratori!; viva l'italia!  | viva dio!  (più com. vivaddio!), viva il cielo!, (antiq.) esclamazioni asseverative | viva la sincerità!, esclamazione di approvazione per quanto affermato con franchezza, o con ingenuo candore da qualcuno (spesso iron.)  s.m. invar.  approvazione entusiastica; evviva: il cantante apparve sul palco tra i viva del pubblico. 
vivacchiare   v. intr.  [io vivàcchio ecc. ; aus. avere] (fam.) vivere stentatamente, tirare avanti alla meglio: «come va?» «si vivacchia». 
vivace   agg.    • 1 •   (lett.) pieno di vita, che si sviluppa con rigoglio | pianta vivace, (bot.) che vive molti anni, perenne    • 2 •   detto di persona, che è animato da una grande vitalità, che esprime con prontezza le proprie energie fisiche e intellettive; in partic., di bambino, che è esuberante e irrequieto    • 3 •   (eufem.) che manifesta risentimento, animosità, asprezza polemica: una risposta vivace; un vivace battibecco    • 4 •   che rivela prontezza, acume, brio: avere un'intelligenza vivace; uno stile, un periodare vivace; guardare con occhio vivace, con sguardo attento ed espressivo    • 5 •   splendente, vivido, intenso: luce vivace; colori vivaci | allegro vivace, (mus.) indicazione dinamica di un brano musicale da eseguirsi con movimento molto veloce e animato    • 6 •   (poet.) perenne, inesauribile: e giuso, intra ' mortali, / se' di speranza fontana vivace  (dante par.  xxxiii, 11-12) § vivacemente avv. 
vivacità   s.f.  l'essere vivace: la vivacità dei bambini; vivacità d'ingegno; la vivacità di un colore. 
vivacizzare   v. tr.  rendere vivace; animare, movimentare, rallegrare: vivacizzare la festa; un colore che vivacizza l'arredamento; una disposizione tipografica che vivacizza la pagina. 
vivaddio   rar. viva dio, inter.  esclamazione asseverativa: vivaddio se ci vengo!. 
vivagno   s.m.    • 1 •   margine laterale di una pezza di tessuto, più fitto d'ordito e più resistente | (mar.) ciascuno degli orli laterali dei teli (ferzi) con cui si fanno le vele    • 2 •   (lett.) sponda, riva    • 3 •   (ant.) margine di un codice, di un libro e sim., sul quale si usava e si usa scrivere note e postille: solo ai decretali / si studia, sì che pare a' lor vivagni  (dante par.  ix, 134-135).
vivaio   s.m.    • 1 •   impianto di vasche o di piccoli bacini in cui si allevano o si mantengono vivi i pesci, i molluschi o i crostacei destinati alla riproduzione o al consumo    • 2 •   (agr.) terreno in cui si seminano e si coltivano varietà differenti di piante, fino al momento del trapianto in un luogo stabile    • 3 •   (fig.) ambiente in cui si formano individui, personalità destinati a distinguersi per doti, capacità particolari: la città di ferrara è stata nel rinascimento un vivaio di grandi artisti  | l'insieme degli individui che si formano in tale ambiente: una squadra con un vivaio ricco. 
vivaismo   s.m.  attività industriale che impianta vivai zootecnici o agricoli per la vendita su larga scala dei loro prodotti.
vivaista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] persona addetta a un vivaio, sia in piscicoltura sia in arboricoltura o floricoltura.
vivaistica   s.f.  attività di coltivazione in vivaio di piante ornamentali o da trapianto.
vivaistico   agg.  [pl. m. -ci] che concerne i vivai di pesci o di piante.
vivaldiano   agg.  del musicista veneto antonio vivaldi (1678-1741), o che si riferisce alla sua arte, al suo stile: i concerti vivaldiani delle «stagioni». 
vivanda   s.f.    • 1 •   cibo preparato per essere mangiato: tavola imbandita di vivande; una vivanda raffinata, prelibata | la mistica vivanda, (relig.) l'eucaristia. dim. vivandetta  pegg. vivandaccia    • 2 •   (ant.) vettovaglie, viveri di rifornimento: or dí a fra dolcin dunque che s'armi, /... / sì di vivanda, che stretta di neve / non rechi la vittoria al noarese  (dante inf.  xxviii, 55-59).
vivandare   v. intr.  [aus. avere] (lett.) consumare il pasto: poste le mense, a convivar si diêro, / e vivandò ciascuno a suo talento  (monti).
vivandiere   s.m.  [f. -a] chi, un tempo, si occupava della vendita o della distribuzione di vivande ai soldati nelle caserme, negli accampamenti e sim.
viva-voce  viva-voce loc. agg. invar.  si dice di apparecchio telefonico munito di un dispositivo in grado di amplificare il segnale in entrata e in uscita, che consente di parlare senza tenere in mano il microtelefono.
vivente   part. pres.  di vivere  agg.  che vive, che è in vita: gli esseri viventi; un organismo vivente  s. m.  e f.  persona che vive, che è in vita | vivente a carico, (burocr.) persona che vive a carico del capofamiglia.
vivenza   s.f.  (dir.) il vivere, spec. nella loc. vivenza a carico, con cui si designa la condizione di chi vive a carico di qualcuno.
vivere   (1) v. intr.  [pass. rem. io vissi  (ant. vivéi  o vivetti), tu vivésti ecc. ; fut. io vivrò  (ant. viverò) ecc. ; part. pass. vissuto  (ant. visso  e vivuto); aus. essere  e, meno com., avere]    • 1 •   di organismi vegetali o animali, avere vita, essere in vita: piante che vivono nell'acqua; la tigre vive in asia; i lombrichi vivono sottoterra    • 2 •   dell'uomo, esistere, condurre la propria vita; si dice per lo più con riferimento al tempo o alla durata della vita stessa o al modo o al luogo in cui si vive: essere  (o avere) vissuto ottant'anni; alessandro magno visse nel sec. iv a. c. ; un poeta vissuto nella seconda metà del cinquecento; vivere in pace, senza preoccupazioni; vivere in campagna, in città; vivere onestamente, religiosamente; vivere in miseria, negli agi, da gran signore; vivere del proprio lavoro, di espedienti, di rendita | cessare di vivere, morire | vivere alla giornata, procurandosi i mezzi di sostentamento di giorno in giorno, senza potere o volere preoccuparsi per il futuro; per estens., condurre l'esistenza senza fare programmi precisi, prendendo la vita così come viene | vivere di letteratura, di musica, di sport, (fig.) esserne molto appassionato | vivere di speranze, di illusioni, di sogni, (fig.) nutrirsene | vivere per qualcuno, dedicargli in modo esclusivo le proprie cure; vivere per qualcosa, farne il centro e il fine della propria esistenza | vivere sicuro, tranquillo, star sicuro, tranquillo: puoi vivere sicuro che ti restituirà fino all'ultimo centesimo    • 3 •   realizzare il minimo delle condizioni necessarie alla vita: ha appena di che vivere; questo non è vivere!; «come stai?» «si vive» | non lasciar vivere qualcuno, non dargli requie, importunarlo in continuazione | vivere e lasciar vivere, occuparsi delle proprie cose senza intervenire nelle faccende degli altri    • 4 •   comportarsi come è richiesto dalla vita di relazione, dalle convenzioni sociali: imparare a vivere; saper vivere  | godere la vita: un uomo che ha vissuto molto, che ha avuto una vita intensa, ricca di esperienze    • 5 •   (fig.) durare: la sua gloria vivrà eternamente | vive, (tip.) formula che, scritta sul margine della bozza, annulla una correzione precedente, reintegrando il testo originario | v. tr.    • 1 •   trascorrere (col compl. oggetto interno): vivere una vita serena, tranquilla    • 2 •   passare: vivere un brutto momento; vivere ore felici; vivere un'appassionante avventura    • 3 •   (fig.) sentire intensamente emozioni, provare sentimenti profondi: vivere il dolore degli altri; vivere la gioia del successo | vivere la parte, si dice dell'attore che si immedesima efficacemente nel personaggio che mette in scena.
vivere   (2) s.m.  [solo sing.]    • 1 •   il fatto di vivere; vita: sento gli avversi numi e le secrete / cure che al viver tuo furon tempesta  (foscolo sonetti) | il modo di vivere: il vivere degli antichi; amore per il quieto vivere; ma ove dorme il furor d'inclite gesta / e sien ministri al vivere civile / l'opulenza e il tremore  (foscolo sepolcri  137-139)    • 2 •   ciò che è necessario per vivere: il vivere è più caro di una volta. 
viveri   s.m. pl.  derrate alimentari, vettovaglie; l'insieme dei cibi che servono al sostentamento di una comunità: razionamento dei viveri; tagliare i viveri a una città assediata, impedirle di rifornirsene dall'esterno; tagliare i viveri a qualcuno, (fig.) privarlo dei mezzi di sussistenza.
viverra   s.f.  (zool.) genere di mammiferi carnivori diffuso in asia e in africa, dal corpo lungo, con pelame grigio a macchie nere; sono provvisti di ghiandole perineali che secernono una sostanza di odore molto intenso, usata in medicina e nell'industria dei profumi.
viverridi   s.m. pl.  (zool.) famiglia di mammiferi carnivori asiatici e africani, di piccole e medie dimensioni, dal corpo allungato, con muso appuntito e coda lunga; vi appartengono la viverra, lo zibetto, la mangusta ecc. | sing.  [-e] ogni mammifero di tale famiglia.
viveur   s.m. invar.  chi fa vita mondana, abbandonandosi ai piaceri; vitaiolo (oggi per lo più in senso scherz. o iron.).
vivezza   s.f.    • 1 •   (non com.) l'essere vivo    • 2 •   vivacità: vivezza d'ingegno, di stile, di colori    • 3 •   caratteristica di una rappresentazione figurativa o plastica di riprodurre soggetti animati o inanimati in modo che paiano vivi o reali: la vivezza di un ritratto, di una natura morta, di una statua. 
vivianite   s.f.  (min.) fosfato idrato di ferro bi- e trivalente, usato come pigmento nell'industria dei colori; originariamente incolore, all'aria diventa bruno-bluastro.
vivibile   agg.  che si può vivere; per estens., che è facile o gradevole da vivere: un'esperienza, un'esistenza vivibile  | in cui è facile o gradevole vivere, abitare: una città, un ambiente vivibile  § vivibilmente avv.  in modo che si possa vivere agevolmente.
vivibilità   s.f.  l'essere vivibile: la precaria vivibilità delle periferie urbane. 
vividezza   s.f.  l'essere vivido.
vivido   agg.    • 1 •   (lett.) pieno di vita, rigoglioso: pianta vivida    • 2 •   (lett.) che dà vita, vivificante: ebbra spirò le vivide / aure del franco lido  (manzoni adelchi)    • 3 •   intenso, luminoso, smagliante: una luce vivida; colori vividi    • 4 •   (fig.) pronto, acuto: un vivido ingegno  § vividamente avv. 
vivificamento   s.m.  (non com.) vivificazione.
vivificare   v. tr.  [io vivìfico, tu vivìfichi ecc.]    • 1 •   (non com.) rendere vivo, dotare di vita: dio vivificò adamo    • 2 •   (estens.) rendere più vitale e più forte, più vivace; rinvigorire, corroborare: il concime vivifica le piante; letture che vivificano la mente    • 3 •   (fig.) dare vivacità, rendere interessante: la sua presenza vivifica l'ambiente. 
vivificativo   agg.  (lett.) capace di vivificare; vivificatore.
vivificatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi vivifica: spirito vivificatore; forza vivificatrice. 
vivificazione   s.f.  il vivificare, l'essere vivificato.
vivifico   agg.  [pl. m. -ci] (lett.) che dà vita; vivificatore.
vivinatalità   s.f.  (stat.) la quantità dei nati vivi | quoziente di vivinatalità, in una determinata collettività, il rapporto tra il numero dei nati vivi e il numero complessivo dei nati, in un dato periodo di tempo.
viviparità   s.f.  (biol.) la condizione degli animali vivipari o delle piante vivipare.
viviparo   agg.  e s.m.    • 1 •   (zool.) si dice di ogni animale il cui embrione si sviluppa nel corpo materno traendo nutrimento dalla placenta, e il piccolo nasce libero e completamente formato: i mammiferi sono vivipari    • 2 •   (bot.) si dice delle specie vegetali nelle quali i semi germinano dentro al frutto mentre questo è ancora unito alla pianta madre.
vivisettorio   agg.  che concerne la vivisezione.
vivisezionare   v. tr.  [io vivisezióno ecc.]    • 1 •   sottoporre a vivisezione: vivisezionare un animale    • 2 •   (fig.) esaminare con estrema accuratezza, in ogni sua parte: vivisezionare un testo, un argomento. 
vivisezione   s.f.    • 1 •   dissezione anatomica di animali vivi a scopo di studio: campagna contro la vivisezione    • 2 •   (fig.) esame critico svolto con estrema minuziosità e accuratezza: la vivisezione di un testo poetico. 
vivo   agg.    • 1 •   che vive; vivente: i nati vivi; un uomo era ancora vivo sotto le macerie; non c'era anima viva, non c'era nessuno | farsi vivo, dare notizie di sé, farsi sentire o vedere | essere vivo e vegeto, in ottime condizioni di salute | mangiare vivo qualcuno, (fig.) minacciarlo, rimproverarlo aspramente | essere più morto che vivo, (iperb.) essere tramortito dalla paura o in cattive condizioni di salute | carne viva, privata dell'epidermide, quindi molto sensibile | roccia viva, non ricoperta da terriccio | opera viva, (mar.) la parte immersa dello scafo di una nave | forza viva, (fis.) energia cinetica di un corpo, pari alla metà del prodotto della sua massa per il quadrato della sua velocità | argento vivo, il mercurio | spigolo vivo, acuto, non smussato | spesa viva, il costo di materie prime, semilavorati, servizi ecc. impiegati per produrre un bene, escluso il guadagno del produttore    • 2 •   (estens.) che dura tuttora, che permane, che è in uso: un fatto vivo nella memoria di tutti; una tradizione ancora viva | lingua viva, lingua che si parla (contrapposta a lingua morta) | uso vivo della lingua, l'uso parlato attuale (in opposizione all'uso antico o letterario)    • 3 •   vivace: un ragazzo vivo; uno sguardo vivo ed espressivo | un ingegno vivo, pronto e versatile | una descrizione, una rappresentazione viva, di grande immediatezza ed efficacia espressiva | le forze vive della nazione, del paese, le categorie, le parti più operose e dinamiche    • 4 •   (fig.) forte, intenso: bisogno, sdegno vivo; un vivo rammarico, rincrescimento; vivi auguri | di vivo cuore, sinceramente, cordialmente | a viva voce, parlando direttamente con l'interlocutore, di persona | a viva forza, facendo uso delle maniere forti, con violenza | cuocere a fuoco vivo, a fiamma intensa  s.m.    • 1 •   spec. pl.  individuo vivente: i vivi e i morti    • 2 •   parte vitale e particolarmente sensibile di un organismo: la lama penetrò nel vivo della carne | toccare nel vivo, pungere sul vivo, (fig.) colpire nel punto debole, più sensibile | entrare nel vivo della questione, (fig.) affrontarne il punto più importante | vivo di volata, nelle armi da fuoco, estremità anteriore della canna; bocca    • 3 •   al vivo, aderendo alla realtà: ritrarre al vivo | dal vivo, prendendo a modello la realtà: disegno dal vivo; anche, a contatto diretto con la realtà: programma dal vivo, programma radiofonico e televisivo in diretta, non registrato in precedenza § vivamente avv.  in modo vivace; intensamente, calorosamente: protestare, ringraziare vivamente. 
vivucchiare   v. intr.  [io vivùcchio ecc. ; aus. avere] vivere stentatamente, miseramente.
vivuola    ⇨ viola 2.
viziare   v. tr.  [io vìzio ecc.]    • 1 •   indulgere nei confronti della condotta di qualcuno, consentendogli di acquisire abitudini e tenere comportamenti poco corretti: viziare i figli    • 2 •   (dir.) rendere invalido: un'omissione che vizia il contratto    • 3 •   causare un vizio, un difetto in qualcosa; rendere di minor pregio: un restauro che vizia la bellezza dell'opera  | viziarsi v. rifl.  prendere vizi o difetti: crescendo in quell'ambiente si è viziato  | (estens.) detto di cose, guastarsi, deteriorarsi: il vino al caldo si è viziato. 
viziato   part. pass.  di viziare   agg.    • 1 •   detto di persona, che ha abitudini e tiene comportamenti poco corretti dovuti a un'educazione troppo indulgente: ragazzo viziato.  dim. viziatello, viziatino    • 2 •   riferito a cosa, che presenta difetti, imperfezioni: una pietra viziata da un'incrinatura  | detto dell'aria, inquinata, malsana, irrespirabile: aria viziata per il fumo    • 3 •   (dir.) che presenta un vizio che ne inficia la validità: un contratto viziato nella forma §  viziatamente avv.  (non com.).
viziatura   s.f.    • 1 •   (non com.) il viziare, l'essere viziato    • 2 •   (med.) in un organismo, imperfezione congenita della forma di un organo: viziatura pelvica. 
vizietto   s.m.    • 1 •   vizio di poco conto    • 2 •   (fam.) tendenza omosessuale.
vizio   s.m.    • 1 •   la disposizione abituale al male; l'acquiescenza continua agli istinti più bassi (si contrappone a virtù): vivere nel vizio; un uomo pieno di vizi  | i sette vizi capitali, i sette peccati capitali | prov.  : l'ozio è il padre dei vizi, l'inattività spinge al vizio; il lupo perde il pelo, ma non il vizio, chi è avvezzo a fare il male, seguita a farlo. pegg. viziaccio    • 2 •   cattiva abitudine, che è o può risultare nociva a sé o agli altri: il vizio di fumare, del bere; il vizio del gioco, della droga; ha il vizio di mangiarsi le unghie, di parlare troppo.  dim. vizietto    • 3 •   difetto, imperfezione: quest'oggetto ha un vizio di lavorazione; un cavallo con un vizio alla gamba | vizio cardiaco, (med.) disturbo dell'attività cardiaca che deriva da un'alterazione delle valvole del cuore | vizio di mente, in medicina legale e in diritto penale, infermità mentale di un imputato che ne esclude, se totale, l'imputabilità o determina, se parziale, una riduzione della pena    • 4 •   (dir.) difetto della cosa venduta che la rende non idonea all'uso cui è destinata o ne diminuisce sensibilmente il valore | mancanza di un requisito di forma o di sostanza che rende non valido un atto giuridico: vizio di procedura, di consenso; questo documento ha un vizio di forma    • 5 •   errore, scorrettezza: vizio di ortografia, di sintassi. 
viziosità   s.f.  l'essere vizioso; carattere vizioso: la viziosità di una persona; la viziosità di un ragionamento. 
vizioso   agg.    • 1 •   che ha vizi, pieno di vizi: un uomo vizioso  | improntato, dedito al vizio: vita viziosa.  dim. viziosetto    • 2 •   difettoso, scorretto: pronuncia viziosa  | ragionamento vizioso, ragionamento errato, non valido perché errati ne sono i presupposti o perché dà come provato ciò che è da provare | circolo vizioso, (fig.) situazione senza via d'uscita, che ripropone sempre la difficoltà iniziale  s.m.  [f. -a] persona corrotta, depravata § viziosamente avv. 
vizzato   s.m.  (ant.) vitigno.
vizzo   agg.  che ha perduto la freschezza, la sodezza; appassito, flaccido: fiore vizzo; una mela vizza; un volto ormai vizzo. 
vocabolario   s.m.    • 1 •   lo stesso che dizionario : vocabolario della lingua italiana; il vocabolario degli accademici della crusca; vocabolario italiano-francese e francese-italiano.  dim. vocabolarietto, vocabolariuccio  accr. vocabolarione  pegg. vocabolariaccio    • 2 •   il complesso dei vocaboli e delle locuzioni di una lingua: la ricchezza del vocabolario italiano  | il complesso dei vocaboli e delle locuzioni usati da una persona o propri di un autore, una scuola letteraria, una disciplina, un'epoca ecc.: il vocabolario del manzoni; il vocabolario della fisica; avere un vocabolario ricco, povero, limitato; nel suo vocabolario non esiste la parola onestà, (fig.) non conosce l'onestà, non sa neppure che cosa sia.
vocabolarista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (non com.) chi compila un vocabolario.
vocabolaristico   agg.  [pl. m. -ci] (spreg.) da vocabolarista, da vocabolario: stile, linguaggio vocabolaristico. 
vocabolarizzare   v. tr.  inserire in un vocabolario.
vocabolarizzazione   s.f.  il vocabolarizzare, l'essere vocabolarizzato.
vocabolista   o vocabulista, s.m.  [pl. -sti] (ant.)    • 1 •   vocabolario, glossario: «il vocabulista» di luigi pulci    • 2 •   lessicografo.
vocabolo   s.m.  parola considerata come unità lessicale, con forma, significati, usi determinati: l'origine, la storia di un vocabolo; i vocaboli della lingua italiana; vocaboli popolari, culti, tecnici, dialettali. 
vocabulista    ⇨ vocabolista.
vocale   (1) agg.    • 1 •   della voce, che concerne la voce: corde vocali; canale vocale; organi vocali, quelli della fonazione    • 2 •   (mus.) per voce, per canto (in contrapposizione a strumentale): concerto, musica vocale    • 3 •   (poet.) canoro, sonoro; poetico: tanto fu dolce mio vocale spirto, / che, tolosano, a sé mi trasse roma  (dante purg.  xxi, 88-89) | dotato di voce, parlante: dove la vocal tomba di merlino / era nascosa in loco alpestro e fiero  (ariosto o. f.  vii, 38)  agg.  e s.m.  (eccl.) termine, oggi in disuso, con cui si qualificava il religioso o il canonico avente diritto alla parola e al voto nel capitolo della propria congregazione § vocalmente avv.  a voce; oralmente.
vocale   (2) s.f.    • 1 •   (ling.) il suono prodotto con un'emissione d'aria che non incontra occlusioni o restringimenti nel canale e nella cavità orale: vocale breve, lunga; vocale aperta, chiusa; vocale tonica, atona; le vocali in italiano sono sette, ma i segni che le rappresentano sono cinque    • 2 •   ciascuno dei segni grafici che rappresentano tali suoni.
vocalico   agg.  [pl. m. -ci] (ling.) che si riferisce alle vocali, che partecipa della natura delle vocali: suono vocalico  | triangolo vocalico, schema grafico che ordina le vocali di un sistema linguistico in base a determinate caratteristiche (in italiano, in base al grado di apertura e al luogo dell'articolazione).
vocalismo   s.m.  (ling.) il sistema vocalico di una lingua: il vocalismo dell'italiano. 
vocalist   s.m.  e f. invar.  chi esegue le parti vocali di un brano musicale; in partic., cantante solista di musica jazz, pop, rock | giovane cantante che accompagna, duetta o sostiene la voce del cantante protagonista di un concerto rock; corista.
vocalista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] adattamento it. dell'ingl. vocalist. 
vocalità   s.f.  (mus.)    • 1 •   il complesso delle qualità proprie della musica vocale    • 2 •   l'insieme delle caratteristiche tecniche e stilistiche di un cantante o di una produzione musicale: la vocalità della callas; la vocalità settecentesca, liederistica, verdiana. 
vocalizzare   v. tr.  (ling.) trasformare un suono consonantico in suono vocalico | v. intr.  [aus. avere] (mus.) fare vocalizzi | vocalizzarsi v. rifl.  (ling.) detto di suono consonantico, divenire vocalico.
vocalizzazione   s.f.    • 1 •   (ling.) trasformazione di una consonante in vocale    • 2 •   (mus.) vocalizzo.
vocalizzo   s.m.  (mus.) melodia o frammento melodico che viene eseguito cantando su una o più vocali, per lo più a scopo didattico.
vocare   v. tr.  [io vòco, tu vòchi ecc.] (ant.) chiamare; nominare; invocare.
vocativo   agg.  e s.m.  (gramm.) si dice di uno dei casi della declinazione indoeuropea, che esprime richiamo o invocazione a qualcuno o qualcosa cui ci si rivolge con un discorso diretto | «o» vocativo, la particella o  che, premessa al nome, esprime in italiano richiamo o invocazione.
vocazionale   agg.  che concerne la vocazione, che la favorisce o la rispetta: scelta vocazionale. 
vocazione   s.f.    • 1 •   (non com.) chiamata | complemento di vocazione, (gramm.) quello che indica la persona o la cosa chiamata o invocata (p. e.  : mi appello, o giudici, alla vostra clemenza)    • 2 •   (relig.) chiamata da parte di dio alla vita religiosa o a una particolare missione a servizio della chiesa o del prossimo: vocazione sacerdotale  o al sacerdozio; avere, non avere la vocazione    • 3 •   (estens.) inclinazione naturale verso un'arte, una professione, un genere di studi e sim.: ha una forte vocazione alla  (o per la) letteratura, all'insegnamento; fare qualcosa per vocazione    • 4 •   vocazione ereditaria, (dir.) la chiamata alla successione nel patrimonio del defunto in qualità di erede.
voce   ant. o dial. boce, s.f.    • 1 •   suono che, nel parlare o nel cantare, è prodotto dalla laringe nel momento in cui il flusso espiratorio incontra le corde vocali mettendole in vibrazione; anche, il timbro di tale suono, dovuto alla conformazione delle cavità (faringe, fosse nasali ecc.) che fungono da risuonatori: il volume, il tono, l'intensità della voce; una voce dal suono metallico; voce forte, sonora, piena, robusta, debole, fioca; voce argentina, limpida, chiara, squillante; voce roca, stridula, gutturale, nasale; voce di soprano, di mezzosoprano, di contralto, di tenore, di baritono, di basso; voce bianca, quella dei cantanti bambini o, un tempo, dei cantanti evirati; voce di testa, di gola, di petto; voce artificiosa, forzata; voce triste, irosa, gaia, lamentosa, di pianto, di preghiera; articolare, modulare la voce; alzare, abbassare la voce; parlare ad alta, a bassa voce | parlare sotto voce, con voce molto bassa | parlare a mezza voce, in tono sommesso | gridare con quanta voce si ha in corpo, con tutte le proprie forze | perdere la voce, diventare afono o muto; (fig.) non essere in grado di interloquire per imbarazzo, sbalordimento, timore e sim. | essere senza voce, essere afono | mutare voce, cambiarne il timbro, il tono; in partic., degli adolescenti, acquistare il timbro di voce di un adulto ' a voce, oralmente | a viva voce, parlando direttamente, di persona ' a una voce, parlando o gridando tutt'insieme; (fig.) di comune accordo | un fil di voce, una voce esile, debolissima | voce!, invito a un oratore, a un attore ecc. a parlare più forte ' rifare la voce a qualcuno, imitarne il modo di parlare, con intento caricaturale | fare la voce grossa, (fig.) cercare di imporsi assumendo un atteggiamento deciso o addirittura minaccioso | dar sulla voce a qualcuno, rimproverarlo, zittirlo, contraddirlo vivacemente ' coprire la voce di qualcuno, parlare tanto forte da non far sentire la voce dell'altro | dare una voce a qualcuno, (fam.) chiamarlo | saluto alla voce, (mar.) quello dell'equipaggio di una nave, che saluta all'unisono con tre 'urrà'. dim. vocetta, vocettina, vocina, vocino  (m.) accr. vociona, vocione  (m.) pegg. vociaccia    • 2 •   (estens.) il verso emesso dagli animali: la voce del leone, della civetta    • 3 •   (estens.) il suono di uno strumento musicale: la voce del violino, del pianoforte  | rumore o suono prodotto da una cosa: la voce del mare, del tuono    • 4 •   (fig.) persona che parla: non una voce si levò in sua difesa  | una voce nuova nel campo della poesia, una nuova personalità    • 5 •   (fig.) ammonimento, richiamo; insegnamento: ascolta la voce di tuo padre!; la voce della coscienza, della ragione, l'impulso interiore che spinge a comportarsi onestamente, razionalmente; la voce del cuore, del sangue, i sentimenti, gli impulsi dettati da legami affettivi o di parentela | sentire delle voci, fenomeno mistico individuale o collettivo per cui si crede di sentire richiami o ammonimenti da parte di esseri soprannaturali    • 6 •   (fig.) notizia di fonte indeterminata, non accertata: corre voce che ci sarà uno sciopero; spargere delle voci allarmanti; dare ascolto a voci non controllate  | (antiq.) opinione: la pubblica voce lo condanna  | dare buona, cattiva voce, (ant.) lodare, infamare | prov.  : voce di popolo, voce di dio, l'opinione più comune è spesso quella giusta    • 7 •   (ant.) fama: che se 'l conte ugolino aveva voce / d'aver tradita te de le castella  (dante inf.  xxxiii, 85-86)    • 8 •   (ant.) voto; diritto di voto ' avere voce in capitolo, anticamente, detto di religiosi, avere diritto di voto nel capitolo; (fig.) avere autorità, avere un'opinione influente; essere ascoltato: in quell'affare non ha voce in capitolo    • 9 •   parola | dare, passare la voce, diffondere una parola d'intesa, mettersi d'accordo    • 10 •   vocabolo, termine: le voci della lingua italiana; voce antiquata, d'uso letterario; voci straniere, forestierismi, barbarismi; voci nuove, neologismi | nella lessicografia, la trattazione del termine lemmatizzato; il lemma stesso: compilare una voce per un dizionario; un rinvio dalla voce x alla voce y    • 11 •   (gramm.) forma verbale: 'ho' è voce del verbo 'avere'; voce attiva, passiva    • 12 •   ciascun elemento dotato di una propria denominazione, inserito in un elenco organico: le voci di un bilancio; la voce 'uscite'    • 13 •   (mus.) ognuna delle parti che formano una composizione polifonica: madrigale a quattro voci  | parte vocale: concerto per orchestra e voce solista. 
vocero   s.m.  canto funebre di donne prezzolate.
vocianesimo   s.m.  il movimento culturale che fece capo alla rivista fiorentina «la voce» (1908-1916).
vociano   agg.  che concerne la rivista «la voce», pubblicata a firenze dal 1908 al 1916  agg.  e s.m.  [f. -a] si dice di chi collaborò a tale rivista o ne sostenne gli orientamenti: i poeti vociani; jahier fu un vociano. 
vociante   part. pres.  di vociare    • 1 •   agg.  si dice di un gruppo di persone le quali parlano ad alta voce facendo grande confusione: una folla  vociante.
vociare   (1) ant. dial. bociare, v. intr.  [io vócio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   parlare a voce alta facendo gran confusione: i bambini giocavano vociando    • 2 •   (estens.) spettegolare, fare commenti e dicerie.
vociare   (2) s.m.  [solo sing.]    • 1 •   il rumore prodotto dal parlare a voce alta    • 2 •   (estens.) insieme di pettegolezzi, di dicerie e commenti per lo più maligni: si fece un gran vociare su quell'episodio. 
vociatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi vocia.
vociferare   v. tr.  [io vocìfero ecc] spargere, diffondere una notizia, per lo più poco sicura (usato soprattutto nella forma impers.): si vocifera che avverranno dei cambiamenti  | v. intr.  [aus. avere] (non com.) parlare a lungo ad alta voce.
vociferatore   s.m.  [f. -trice] (non com.) chi vocifera; chi sparge notizie, spec. false o tendenziose.
vociferazione   s.f.  il vociferare, il diffondere notizie, spec. tendenziose o infondate.
vocio   ant. dial. bocio, s.m.  un vociare continuo.
vocoder   s.m. invar.  nelle comunicazioni telefoniche, apparecchio per la codificazione in entrata e la decodificazione in uscita della voce umana da trasmettere per mezzo di segnali elettrici.
vocoide   s.m.  in fonetica, espressione acustica di una vocale.
vodù    ⇨ vudu.
vodka   s.f. invar.  acquavite che si ottiene distillando mosti fermentati di cereali o patate, prodotta soprattutto in russia e in polonia, ma anche in finlandia, norvegia e svezia.
voga   s.f.    • 1 •   (mar.) il vogare; movimento dei remi che permette di far avanzare un'imbarcazione: voga alla veneziana, con un vogatore in piedi a poppa, che manovra un solo remo; voga arrancata, assai celere; voga corta, con palate che rimangono in acqua per poco tempo; voga lunga, con palate che rimangono in acqua per un tempo relativamente lungo; voga di coppia, con due remi per banco, maneggiati da due vogatori o, se la barca è stretta, da uno solo; voga di punta, con un solo vogatore e un solo remo per banco; voga reale, in cui i vogatori si sollevano dai banchi durante la palata in acqua per imprimere maggior forza al movimento    • 2 •   (fig.) moda; successo: tornano in voga le minigonne; un ballo molto in voga tra i giovani; canzone, attore in voga    • 3 •   (fig.) lena, entusiasmo: mettersi a lavorare con voga. 
vogare   v. intr.  [io vógo, tu vóghi ecc. ; aus. avere] (mar.) muovere i remi per far avanzare un'imbarcazione.
vogata   s.f.    • 1 •   il vogare: fare una bella vogata    • 2 •   la singola spinta o l'insieme delle spinte date con il remo per far avanzare la barca: vogata lunga, corta. 
vogatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi voga; rematore    • 2 •   attrezzo per la ginnastica che permette di eseguire movimenti analoghi a quelli di chi voga    • 3 •   (non com.) canottiera.
vogatura   s.f.  (non com.) il vogare; il modo in cui si voga.
vogavanti   s.m.  (mar.) nelle antiche navi a remi, ciascuno dei due rematori che vogavano in piedi, guidando la manovra di tutti gli altri; anche, il rematore più vicino alla corsia interna, che impugnava l'estremità del remo.
voglia   s.f.    • 1 •   desiderio di qualcosa; anche, capriccio, impulso passeggero: voglia di dormire, di correre; avrei voglia di fare una passeggiata; non ho nessuna voglia di scherzare; che voglia di un gelato!  | far venire la voglia, detto di cosa appetitosa o che mette desiderio | togliersi, levarsi la voglia di qualcosa, soddisfarne pienamente il desiderio: mi sono levato la voglia di una bella dormita  | restare con la voglia in corpo, col desiderio insoddisfatto | morire dalla voglia di qualcosa, (iperb.) desiderarla ardentemente. dim. voglierella, voglietta, vogliolina, vogliuzza  pegg. vogliaccia    • 2 •   (eufem.) desiderio sessuale: soddisfare le proprie voglie    • 3 •   volontà, propensione, buona disposizione: ha molta voglia di studiare  | fare qualcosa di buona voglia, contro voglia, volentieri, malvolentieri ' stare di buona voglia, di buon animo | avere voglia a, di..., (fam.) insistere inutilmente in un tentativo: hai voglia a  (o di) strillare, tanto non ti sente nessuno, per quanto tu possa strillare, non ti sentirà nessuno; anche ellittico: hai voglia!    • 4 •   (fam.) desiderio di mangiare o bere immediatamente un alimento o una bevanda particolari, che secondo la tradizione è tipico delle gestanti | (estens.) malformazione cutanea, generalmente un angioma, che secondo la credenza popolare è stata indotta nel feto dalla gestante la quale, nel momento in cui si è resa conto di non poter soddisfare una voglia, si è toccata una certa parte del corpo (corrispondente, appunto, a quella che nel figlio sarà segnata dalla malformazione): una voglia di vino, di fragola. 
voglienza   s.f.  (ant.) volontà.
voglioloso   agg.  (non com.) pieno di voglie, di capricci.
vogliosità   s.f.  (non com.) l'essere voglioso.
voglioso   agg.    • 1 •   che ha molte voglie, che prova un'intensa voglia di ciò che non ha: una donna vogliosa; essere voglioso di divertimenti    • 2 •   che mostra o esprime voglia, desiderio: sguardo voglioso    • 3 •   (lett.) desideroso, bramoso: lo dir de l'una e de l'altra la vista / mi fer voglioso di saper lor nomi  (dante purg.  xiv, 73-74)    • 4 •   (lett.) volenteroso § vogliosamente avv.  con voglia, con entusiasmo.
voi   ant. o poet. vui, pron. pers. m. e f. di seconda pers. pl.    • 1 •   si usa come soggetto rivolgendo il discorso a più persone; può essere sottinteso, a meno che non stabilisca contrapposizione o sia coordinato con un altro soggetto, o lo si voglia sottolineare enfaticamente: (voi) non abitate più qui?; quando (voi) andate via, chiamatemi; se voi lo consentirete, noi lo impediremo; lo faremo noi e voi insieme; voi qui?; pensateci voi!; poveri voi!  | dopo i verbi essere, parere, sembrare ecc.  con valore predicativo: siete voi?; non sembrate più voi    • 2 •   si usa come compl. oggetto o come compl. di termine (preceduto da a) quando si vuol dare a essi particolare rilievo (altrimenti è sostituito dalle forme atone ve, vi): ho chiamato voi, non loro; il regalo è stato fatto a voi, non a me  | è sempre usato negli altri compl. indiretti, preceduto da preposizione: posso venire con voi?; l'azione si ritorcerà contro di voi; da voi, a casa vostra, nella vostra famiglia, nel vostro paese e sim. | nelle comparazioni, dopo come  e quanto : nessuno si comporta come voi; ne so esattamente quanto voi  | nell'uso antico, poteva fungere da compl. di termine, senza la prep. a : non è l'affezion mia tanto profonda, / che basti a render voi grazia per grazia  (dante par.  iv, 121-122) | si rafforza se è seguito da stessi  o preceduto da anche, nemmeno, proprio, appunto ecc.  : siete stati voi stessi a volerlo; proprio voi dite questo? nemmeno voi eravate presenti?; lo ha detto appunto a voi    • 3 •   nell'uso antico o, ancora oggi, in quello pop. meridionale si impiega come pron. personale riferito a una singola persona, in segno di deferenza (invece di lei), oppure in segno di distacco verso chi è ritenuto di grado sociale o di rango inferiore; in questi casi il verbo si coniuga alla seconda persona del pl., mentre i participi e gli aggettivi restano al sing.: voi siete stato molto buono con noi; siete voi qui, ser brunetto?  (dante inf.  xv, 30)    • 4 •   con valore impersonale: quando voi considerate che..., quando si considera | in funzione di s.m.  indica il pronome voi  in quanto forma allocutiva: passare dal voi al tu, nel parlare; dare il  (o del) voi, parlare col voi, rivolgersi a qualcuno usando la seconda persona plurale.
voialtri   o voi altri, pron. pers. m. pl.  [f. -e] rafforzativo del pron. pers. voi, usato soprattutto per stabilire una contrapposizione: voialtri vi divertivate, noi lavoravamo. 
voilà   inter.  si usa per indicare il compimento rapido ed efficace di un'azione; equivale a 'ecco fatto': e voilà, il problema è risolto!. 
voile   s.m. invar.  tessuto leggerissimo trasparente, usato per abiti femminili, tende ecc.
voivoda   ant. vaivoda, s.m.  [f. voivòdina; pl. m. -di] (st.) nei paesi slavi, titolo dato al governatore di una provincia.
voivodato   s.m.  (st.) ufficio, carica e dignità di voivoda | territorio sul quale si esercitava la giurisdizione del voivoda.
volacchiare   v. intr.  [io volàcchio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   volare qua e là svolazzare    • 2 •   volare a malapena; volicchiare.
volanda   s.f.    • 1 •   spolvero di farina che si solleva nel macinare il grano    • 2 •   parte girevole della ruota del mulino.
volandiero   agg.  si dice di nave da trasporto, non adibita al traffico di linea, che viene noleggiata per singoli viaggi o a tempo determinato; anche, di quanto si riferisce a tali navi: traffico volandiero. 
volandola   s.f.    • 1 •   (non com.) volanda    • 2 •   nel processo di lavorazione della lana, cascame che si deposita sulle carde durante la pettinatura.
volano   s.m.    • 1 •   mezza sfera di sughero o di gomma, con una corona di penne conficcate nella faccia piana, che nel gioco del badminton si lancia con una racchetta o un tamburello    • 2 •   (mecc.) organo rotante caratterizzato da grande inerzia di rotazione, gener. costituito da una pesante corona circolare collegata a un mozzo da razze o da un disco; si usa come accumulatore di energia cinetica e in partic. come uniformatore del moto rotatorio | volano magnete, quello che, montato sull'albero motore di piccoli motori a scoppio monocilindrici a due tempi (p. e.  nei ciclomotori), oltre a regolarizzare il moto rotatorio dell'albero fornisce la corrente ad alta tensione necessaria a produrre la scintilla d'accensione e quella a bassa tensione necessaria ad alimentare la fanaleria ecc.    • 3 •   il complesso dei pezzi semilavorati tenuti a disposizione lungo la catena di montaggio per sopperire a eventuali carenze di materiale per la produzione.
volant   s.m. invar.  striscia di stoffa arricciata o pieghettata che si applica come guarnizione ai vestiti femminili.
volante   (1) part. pres.  di volare   agg.    • 1 •   che vola: insetto volante  | pesce volante, pesce provvisto di pinne pettorali molto sviluppate che gli permettono di compiere voli fuori dall'acqua (fam.  esocetidi) | cervo volante, grosso insetto coleottero; (fig.) aquilone    • 2 •   (estens.) che non ha una collocazione fissa, che è privo di un punto di riferimento stabile; non definitivo: presa (elettrica) volante  | traguardo volante, (sport) quello posto lungo il percorso di una gara ciclistica, con l'attribuzione di un premio al corridore che vi passa per primo    • 3 •   che si sposta rapidamente da un luogo a un altro: foglio volante, foglio di carta inserito in un libro di cui non fa parte; in bibliografia, foglio stampato che costituisce una pubblicazione a sé | maglia volante, nei lavori all'uncinetto, la maglia catena che inizia ogni lavoro | la (squadra) volante, squadra di polizia addestrata e attrezzata per interventi immediati | colonna volante, reparto militare pronto ad accorrere velocemente dove sia necessario | indossatrice volante, quella che non è impegnata stabilmente con una sola casa di moda, ma che si reca dove venga richiesta.
volante   (2) s.m.  (mecc.) organo, a forma di ruota, che serve a comandare un movimento; in partic., l'impugnatura circolare collegata a un mozzo centrale con cui si aziona lo sterzo degli autoveicoli: essere, stare al volante, guidare un autoveicolo ' asso del volante, campione di automobilismo. dim. volantino. 
volante   (3) s.m.  (rar.) adattamento it. del fr. volant. 
volantinaggio   s.m.  distribuzione di volantini ai passanti: volantinaggio politico, pubblicitario; fare volantinaggio davanti a una fabbrica  | volantinaggio casa per casa, fatto introducendo i volantini nelle cassette per la posta all'interno dei palazzi.
volantinare   v. tr.  divulgare, propagandare per mezzo di volantini: volantinare il testo dell'accordo  | (assol.) fare volantinaggio: volantinare davanti alle scuole. 
volantino   (1) s.m.    • 1 •   dim.  di volante    • 2 •   2 organo di manovra a forma di ruota o di disco che serve ad avviare e a mettere in funzione apparecchi meccanici, elettrici, idraulici ecc.: volantino d'elevazione, di direzione, nel cannone, le due manovelle che servono rispettivamente ad alzare o abbassare e a modificare orizzontalmente la linea di tiro.
volantino   (2) s.m.  foglietto stampato che viene distribuito al pubblico a scopo di pubblicità o di propaganda.
volantino   (3) s.m.    • 1 •   rete usata nel lago di garda per la pesca del carpione | (dial.) bolentino    • 2 •   nella caccia, piccione domestico che, lasciato libero, attira i colombacci verso la posta.
volapié   s.m. invar.  mossa del matador che, in corsa, colpisce frontalmente il toro con la spada.
volapü  k volapük;s.m. invar.  lingua artificiale ideata da johann schleyer intorno al 1880, che ebbe una certa diffusione sul finire del sec. xix.
volare   v. intr.  [io vólo ecc. ; aus. avere  e, negli usi estens. e fig. o quando ci si riferisce all'azione nel suo farsi, essere]    • 1 •   librarsi e muoversi nell'aria (detto di uccelli e di animali alati in genere): le aquile, i pipistrelli, le zanzare volano; il canarino è volato via dalla gabbia | non si sente volare una mosca, (fig.) c'è un gran silenzio | crederebbe che un asino voli!, (fig.) si dice di persona ingenua, disposta a credere alle cose più inverosimili    • 2 •   (estens.) sollevarsi da terra e muoversi nell'atmosfera o nello spazio (detto di aeromobili e di veicoli spaziali o delle persone che si trovano in essi): l'aereo volava a bassa quota; il satellite stava volando a trecento chilometri dalla terra; non aver mai volato, non aver mai viaggiato su un aereo | prestare servizio a bordo di un aeromobile come pilota o membro dell'equipaggio: volare sulle linee nazionali    • 3 •   spostarsi nell'aria grazie alle ali, detto di esseri mitici o immaginari: nell'immaginazione popolare gli angeli volano  | volare in cielo, in paradiso, (eufem.) morire    • 4 •   (estens.) venire sospinto e librarsi in aria, ricadendo al suolo lentamente, detto di cose leggere: le piume volavano per la stanza    • 5 •   (estens.) di cosa lanciata a distanza, compiere una traiettoria nell'aria: le pallottole volavano fischiando; il pallone volò fuori dal campo    • 6 •   (estens.) cadere giù, precipitare verso il basso: il malcapitato volò dal quarto piano; mozza la testa fe' volar dal busto  (monti)    • 7 •   (fig.) muoversi, spostarsi a grande velocità: l'auto volava sull'autostrada; volai alla stazione    • 8 •   (fig.) espandersi nell'aria: mille d'intorno a lui volano odori  (parini) | detto di parole, essere scambiate ad alta voce: durante il litigio volarono insulti pesanti  | diffondersi, spargersi velocemente: la sua fama è volata oltreoceano; la notizia volò di bocca in bocca    • 9 •   (fig.) riandare, ritornare, rivolgersi con la mente: il pensiero vola agli amici lontani; volare con la memoria agli anni della gioventù  | trascorrere, vagare col pensiero: volare sulle ali dell'immaginazione    • 10 •   (fig.) trascorrere, passare velocemente: il tempo vola; le vacanze sono volate via in un attimo    • 11 •   nel gergo dei drogati, provare un effetto di allucinazione in seguito all'assunzione di sostanze stupefacenti | v. tr.  nel gioco del tressette, riferito a carta, gettarla con slancio per avvertire il compagno che è l'unica che si possiede di quel seme.
volata   (1) s.f.    • 1 •   (non com.) il volare per un certo tratto ' una volata d'uccelli, uno stormo. dim. volatina    • 2 •   corsa assai rapida: faccio una volata a casa e torno | di volata, di corsa; molto velocemente, senza nessuna pausa: fare un lavoro tutto di volata    • 3 •   nel ciclismo, lo scatto finale che un corridore compie in prossimità del traguardo per aggiudicarsi la vittoria: battere gli avversari in volata | tirare la volata a qualcuno, correre alla massima velocità davanti a un compagno così da evitargli la resistenza dell'aria e consentirgli, in prossimità del traguardo, di scattare per la volata finale; (fig.) aiutare qualcuno ad affermarsi, sacrificandosi per lui    • 4 •   la parte anteriore del cannone, opposta alla culatta    • 5 •   nella tecnica mineraria, scoppio contemporaneo, o in rapida successione, di più mine    • 6 •   (mus.) rapida esecuzione di un gruppo di note in scala.
volata   (2) s.f.  nel gioco del tennis, colpo al volo.
volatica   s.f.  (pop.) irritazione della pelle, caratterizzata dalla comparsa di macchie rossastre.
volatico   agg.  [pl. m. -ci] (ant.) che vola; che si sposta rapidamente da un punto all'altro.
volatile   agg.    • 1 •   (rar.) capace di volare: gli animali volatili    • 2 •   (chim.) si dice di sostanza che evapora rapidamente, anche a temperatura ambiente: l'etere e il cloroformio sono volatili    • 3 •   (inform.) si dice di memoria che non conserva i dati che vi sono registrati quando cessa di essere alimentata elettricamente  s.m.  ogni animale che può volare: i volatili, per antonomasia, gli uccelli.
volatilità   s.f.    • 1 •   (chim.) proprietà delle sostanze volatili    • 2 •   (econ.) la caratteristica di certe variabili (prezzi, tassi di cambio ecc.) di essere difficilmente prevedibili: la volatilità delle quotazioni azionarie. 
volatilizzare   non com. volatizzare, v. tr.  (chim.) rendere volatile una sostanza, farla evaporare | v. intr.  [aus. essere], volatilizzarsi v. rifl.    • 1 •   evaporare rapidamente: l'etere volatilizza facilmente    • 2 •   (fig.) scomparire improvvisamente, dileguarsi (detto di persona): il ladro si è volatilizzato. 
volatilizzazione   s.f.  (chim.) il volatilizzare, il volatilizzarsi; evaporazione.
volatina   s.f.    • 1 •   dim.  di volata    • 1 •    • 2 •   (mus.) volata.
volativo   o volatio [vo-la-tì-o], agg.  (ant.) che vola  s.m.  (ant.) volatile; anche, insieme di volatili.
volatizzare    ⇨ volatilizzare.
volato   s.m.  (ant.) volo.
volatona   s.f. , o volatone s.m. , nel ciclismo, volata finale disputata da un folto gruppo di corridori.
volatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi vola, riferito a uccelli: il falco è un buon volatore. 
vol-au-vent  vol-au-vent s.m. invar.  preparazione culinaria costituita da un involucro di pasta sfoglia che si può farcire con ripieno a base di verdura, carne, frattaglie ecc.
volé  e volée;s.f. invar.  nel tennis, colpo al volo: volée di diritto, di rovescio; volée incrociata, smorzata. 
volemia   s.f.  (fisiol.) la quantità complessiva di sangue presente in un organismo.
volente   part. pres.  di volere   agg.  (non com.) che vuole; che è dotato di volontà: gli uomini sono esseri volenti | volente o nolente, che voglia o non voglia, per amore o per forza: volente o nolente, dovrà venire con noi  | volenti gli dei, (lett.) col favore, col volere degli dei  s.m.  e f.  (lett. rar.) chi vuole decisamente qualcosa: libertà non fallisce ai volenti  (berchet).
volenteroso   o volonteroso, agg.    • 1 •   che è frutto di buona volontà: un impegno volenteroso    • 2 •   pieno di buona volontà: un ragazzo, uno studente molto volenteroso    • 3 •   (ant.) desideroso: volonterosi di guadagnare assai e di spender poco  (boccaccio dec.  iv, 10) § volenterosamente avv.    • 1 •   in modo volenteroso, con buona volontà: prestarsi volenterosamente    • 2 •   volentieri.
volentieri   rar. volontieri, avv.    • 1 •   di buona voglia, con piacere: studiare, lavorare volentieri; verrò ben volentieri; bevo volentieri un buon bicchiere di vino | spesso e volentieri, (fam.) molto frequentemente: quest'orologio si ferma spesso e volentieri    • 2 •   si usa come cortese risposta affermativa: «vuoi uscire a fare due passi?» «volentieri!»  (o, rafforzato, «ben volentieri!»).
volere   (1) v. tr.  [pres. io vòglio  (tosc. vo', in proclisi), tu vuòi  (ant. o poet. vuo', in proclisi), egli vuòle  (poet. o dial. vòle), noi vogliamo, voi voléte, essi vògliono; fut. io vorrò ecc. ; pass. rem. io vòlli  (ant. vòlsi), tu volésti, egli vòlle  (ant. vòlse), noi volémmo, voi voléste, essi vòllero  (ant. vòlsero, vòllono, vòlsono); pres. congiunt. io vòglia, tu vòglia  (ant. vògli) ecc. ; cond. io vorrèi  (ant. vorrìa) ecc. ; part. pres. volènte  (ant. vogliènte); ger. volèndo  (ant. voglièndo); imp. vògli; part. pass. voluto.  usato come verbo indipendente, richiede l'ausiliare avere; come verbo servile, assume l'ausiliare richiesto dal verbo all'infinito con cui si accompagna (p. e. il caso ha voluto che ci rivedessimo; ho voluto sentire quello che diceva; sono voluto andarci da solo), ma con eccezioni, spec. in area sett. o, in generale, nei casi in cui si vuol dare maggiore risalto all'idea di volontà (ho voluto andarci da solo)]    • 1 •   (assol.) essere risoluto a fare, a ottenere qualcosa: chi vuole veramente, riesce sempre ad avere; volere è potere, una volontà ferma riesce a superare ogni ostacolo; capacità d'intendere e di volere, (dir.) la condizione per cui una persona è giuridicamente responsabile delle sue azioni | specificando ciò che si intende ottenere: vogliamo fatti, non parole; voleva indietro i soldi che gli aveva prestato; chi vuole il premio, deve meritarselo; voglio sapere tutto; voleva che te ne andassi; quando parla vuole essere ascoltato; puoi fare quello che vuoi  | preceduto da negazione e seguito dal compl. oggetto, non ammettere, non permettere: non voglio pettegolezzi; non voleva altre scuse  | preceduto da negazione e seguito da un verbo all'infinito o da una proposizione oggettiva, rifiutare di fare qualcosa o non accettare, non permettere che altri faccia qualcosa: non volle assolutamente vederlo; il cavallo s'impuntò e non volle più andare avanti; non ha voluto che i figli partissero | a volere, (fam.) se si vuole: a volere che tutto finisca in tempo, bisogna affrettarsi | neanche a volere, per indicare che è assolutamente impossibile fare o ottenere qualcosa: neanche a volere è possibile sbagliare | senza volere, involontariamente, senza intenzione: fare del male senza volere    • 2 •   disporre, stabilire, determinare in un certo modo (detto del destino, di dio, di una forza superiore alla volontà dell'uomo): la sorte ha voluto così; il signore non ha voluto che vivesse più a lungo  | preceduto da negazione e avendo come soggetto una cosa, esprime enfaticamente una resistenza alla volontà dell'uomo, che sembra rendere inutili i suoi sforzi: la macchina non ha voluto partire a nessun costo; nonostante le cure, questo mal di denti non vuol passare    • 3 •   desiderare più o meno intensamente: vuoi che andiamo in campagna o che restiamo in città?; voi volete la mia rovina; me ne vado, se vuoi; non sa neppure lui quello che vuole; chi la vuole in un modo e chi in un altro; la povera bestia voleva uscire dalla gabbia; vuole qualche altra cosa?; non lo vogliamo per amico, come socio; non voglio quella gente in casa mia; è un bel vestito, ma a quel prezzo nessuno lo vuole, lo compera | suo padre lo vuole medico, desidera che lo diventi ' ce n'è quanto ne vuoi, quanto ne volete, in grande quantità, in abbondanza ' come vuoi, quando volete, formule di risposta con cui ci si rimette alla volontà altrui ' volere piuttosto, preferire: voglio piuttosto andarci di persona che mandare un altro | volere una persona, cercare di lei per vederla o parlarle: chi mi vuole?; tuo zio ti voleva al telefono | voglio rovinarmi, (scherz.) si dice quando si sta per fare una spesa o una liberalità eccezionale o che si vuol far credere sia tale | voglio dire, volevo dire, formule con cui si intende correggere o precisare il proprio discorso: ho incontrato tuo fratello, voglio dire tuo cugino; non devi far nulla, voglio dire che ho già fatto tutto io | volevo ben dire!, per significare che la cosa era prevista e doveva accadere: ah!, sei venuto, volevo ben dire!  | prov.  : chi troppo vuole, nulla stringe    • 4 •   (lett.) pensare, ritenere: molti lo vogliono innocente  | (estens.) tramandare, affermare: la leggenda vuole che romolo e remo fondassero roma    • 5 •   permettere, consentire; accettare, gradire: se mio padre vuole, esco anch'io con te; vuole venire da me?; vuol favorire?; vuole ancora un po' di vino? | dio voglia che, dio volesse che, dio voglia!, dio volesse!, volesse il cielo!, frasi con cui si esprime il desiderio e l'augurio che una cosa sia o accada come si desidera ' se dio vuole, come augurio o ringraziamento: forse ora andrà meglio, se dio vuole; ce l'abbiamo fatta, se dio vuole!  | volere o no, volere o volare, (fam.) per amore o per forza | qui ti voglio!, si dice aspettando di vedere come una persona si comporterà alla prova dei fatti | l'hai voluto tu!, è colpa tua se ora ti trovi in queste condizioni    • 6 •   richiedere, pretendere: cosa vuoi ancora da me?; vuole troppo dai suoi dipendenti; queste piante vogliono molte cure; è un verbo che vuole l'ausiliare 'avere'; la buona educazione vuole che ci si comporti così  | esigere un determinato prezzo: quanto vuole per accomodarmi la radio?; per questa camicia vogliono troppo | prov.  : anche l'occhio vuole la sua parte, anche l'aspetto esteriore delle cose, delle persone, ha la sua importanza; ogni frutto vuole la sua stagione, ogni cosa va fatta al momento opportuno    • 7 •   con valore fraseologico, per conferire efficacia all'espressione: non volevo credere ai miei occhi; non si vuole ancora rassegnare; volete smettere di far chiasso?; non voler fare il pignolo a tutti i costi!; vuoi vedere che è stato proprio lui?, accennando a una supposizione; non vorrei sbagliarmi, penso, spero di non sbagliare | per indicare l'imminenza di un evento o la sua probabilità, la sua certezza: sembra che voglia piovere; questa faccenda vuole finire male | che vuoi, cosa vuole, che volete  e sim., si usano per introdurre una giustificazione, una scusa, per indicare rassegnazione, mostrare difficoltà e sim.: cosa vuoi, non ho potuto fare di più; che volete, era destino che finisse così!    • 8 •   volerci, essere necessario, opportuno: per comperare quell'auto ci vogliono troppi soldi; c'è voluto molto per convincerlo; ci vorrebbe un terno al lotto; quello è l'uomo che ci vuole; quel che ci vuole, ci vuole | ci vuol altro che..., per indicare che una persona o una cosa non è adatta, è insufficiente: ci vuol altro che un ragazzo per questo lavoro; ci vuol altro che le chiacchiere con lui; tu mi dici buone parole, ma ci vuol altro!  | volercene, occorrere, essere necessario: mettere tanto zucchero quanto ce ne vuole; li ho convinti, ma ce n'è voluto!, ma non è stato facile    • 9 •   voler bene, male, provare un sentimento di affetto, di odio: le vogliono tutti un gran bene, un bene dell'anima; c'è gente che mi vuol male | volerne a qualcuno, serbargli rancore per qualcosa    • 10 •   voler dire, significare: che cosa vuol dire questa parola?; che vuol dire questa confusione?; questo vuol dire che non possiamo più fidarci di lui; che vuol dir questa / solitudine immensa?  (leopardi canto notturno  88-89) ' non vuol dire, non ha importanza: se non puoi venire tu, non vuol dire, verrò io da te    • 11 •   (lett.) costruito impersonalmente, si deve, bisogna: a costor si vuole esser cortese  (dante inf.  xvi, 15)    • 12 •   usato nella seconda pers. sing. del pres. indic. ha funzione di congiunzione correlativa: vuoi... vuoi, sia... sia: vuoi per un motivo, vuoi per un altro è quasi sempre fuori casa. 
volere   (2) s.m.    • 1 •   volontà: seguire, rispettare il volere di qualcuno | a mio, tuo, suo ecc. volere, a mio, tuo, suo piacimento ' di mio, tuo, suo ecc. volere, di mia, di tua, di sua spontanea volontà ' il buon volere, la buona volontà, la buona disposizione    • 2 •   pl.  (non com.) intenti, propositi: concordia di voleri. 
volframio    ⇨ wolframio.
volgare   ant. vulgare, agg.    • 1 •   (non com.) del volgo, relativo al volgo: tradizioni, superstizioni volgari | latino volgare, quello dell'uso quotidiano, parlato in roma antica e nei territori latinizzati, da cui hanno avuto origine le lingue e i dialetti romanzi (si contrappone al latino classico o degli scrittori) | (lingua) volgare, la lingua usata nei territori latinizzati in quanto concretatasi in una propria tradizione scritta, distinta da quella del latino medievale; in partic., l'italiano scritto, dalle origini (sec. x circa) fino al rinascimento, considerato in contrapposizione al latino: il volgare fiorentino, napoletano; le opere in volgare di dante; petrarca scrisse in latino e in volgare; la nascita del volgare si fa coincidere tradizionalmente con il placito capuano del 960; letteratura volgare, in lingua volgare; autore volgare, che scrive in volgare | nome volgare di un animale, di una pianta, il nome con cui si indicano nell'uso comune, contrapposto al nome latino che hanno nella sistematica zoologica o botanica    • 2 •   (estens.) grossolano, sguaiato, triviale: persona volgare; gesto, parola volgare; una bellezza appariscente ma volgare  | comune, privo di qualsiasi qualità o valore; spregevole: questo quadro è una volgare imitazione; sono volgari menzogne, le sue!; è un volgare ladro  § volgarmente avv.    • 1 •   in modo triviale: parlare volgarmente    • 2 •   comunemente: il pollice è volgarmente detto 'dito grosso'    • 3 •   (lett.) in lingua volgare.
volgarismo   s.m.  parola, espressione propria della lingua volgare, spec. in quanto entrata nel latino medievale.
volgarità   s.f.    • 1 •   l'essere volgare; grossolanità, mancanza di finezza: volgarità di modi, d'animo    • 2 •   atto, parola volgare: dire volgarità. 
volgarizzamento   s.m.    • 1 •   il tradurre in volgare, spec. dal latino    • 2 •   (estens.) l'opera tradotta in volgare: un volgarizzamento dal latino. 
volgarizzare   v. tr.    • 1 •   esporre in forma accessibile a un pubblico non specializzato nozioni difficili e complesse: volgarizzare una scienza    • 2 •   tradurre in una lingua volgare, spec. dal latino o dal greco: annibal caro volgarizzò l'«eneide» di virgilio. 
volgarizzatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   chi divulga tra il pubblico nozioni difficili, argomenti e problemi di scienza e di cultura    • 2 •   chi un tempo traduceva in volgare, spec. dal latino o dal greco: davanzati fu il volgarizzatore degli «annali» di tacito. 
volgarizzazione   s.f.    • 1 •   il volgarizzare, il divulgare: la volgarizzazione dei principi della fisica quantistica    • 2 •   volgarizzamento.
volgata    ⇨ vulgata.
volgato    ⇨ vulgato.
volgere   ant. o poet. volvere, v. tr.  [pres. io vòlgo, tu vòlgi ecc. ; pass. rem. io vòlsi, tu volgésti ecc. ; part. pass. vòlto]    • 1 •   piegare, indirizzare verso un luogo o un punto (anche fig.): volgere lo sguardo lontano; volgere i passi verso un luogo; volgere la prua verso la riva; volgere le armi contro il nemico; volgere la mente a qualcuno; volgere il pensiero, le proprie attenzioni a qualcosa | volgere le spalle, mostrare le spalle a qualcuno; (estens.) fuggire; (fig.) ignorare, trascurare deliberatamente: volse le spalle alla fortuna  | volgere in fuga il nemico, farlo fuggire    • 2 •   (fig.) portare qualcosa da una condizione a un'altra, trasformarne l'aspetto, il contenuto, l'uso; mutare: volgere ogni cosa in burla, in ridicolo, in scherzo; volgere ad altro uso, destinare a un diverso impiego | volgere un brano in italiano, tradurlo | volgere in dubbio, mettere in dubbio    • 3 •   (lett.) girare, rigirare: io son colui che tenni ambo le chiavi / del cor di federigo, e che le volsi, / serrando e diserrando... (dante inf.  xiii, 58-60) | volgere nella mente, (fig.) meditare: volgere nella mente un nuovo piano    • 4 •   (ant.) avvolgere, circondare: come la cerchia che dintorno il volge  (dante inf.  xviii, 3) | v. intr.  [aus. avere  e, non com., essere]    • 1 •   piegare verso un luogo, una direzione; essere orientato: la strada volge a sinistra; questa valle volge a mezzogiorno | volgere in fuga, cominciare a fuggire: il nemico volse in fuga    • 2 •   avvicinarsi, approssimarsi: il sole volge al tramonto; il lavoro volge alla fine  | tendere: un azzurro che volge al turchino; il tempo volge al brutto; la faccenda volge al peggio    • 3 •   (lett.) trascorrere, essere in corso (detto del tempo): già 'l sesto anno volgea, ch'in oriente / passò il campo cristiano a l'alta impresa  (tasso g. l.  i, 6) | usato anche come s.m.  : con il volger del tempo, degli anni  | volgersi v. rifl.    • 1 •   voltarsi, girarsi verso qualcuno: volgersi indietro, a destra, da una parte; si volse verso di me | volgersi attorno, girare intorno lo sguardo ' volgersi in fuga, darsi alla fuga    • 2 •   (fig.) indirizzare la propria attività, dedicarsi a qualcosa: volgersi agli studi letterari  | v. rifl.  rivolgersi, riversarsi: l'ira popolare si volse contro di lui. 
volgimento   s.m.  (lett.) il volgere, il volgersi.
volgo   ant. vulgo, s.m.  [pl. -ghi] (lett.)    • 1 •   popolo, moltitudine: e da voi, duci gloriosi e magni, / pietate il vulgo apprenda  (tasso g. l.  xi, 2)    • 2 •   (spreg.) la parte più rozza e incolta del popolo: le chiacchiere, i pregiudizi del volgo  | (estens.) la parte più numerosa e anonima di una collettività: il volgo dei letterati. 
volgolo   s.m.  (tosc.) rotolo, rocchetto.
volicchiare   v. intr.  [io volìcchio ecc. ; aus. avere] volare malamente, a tratti.
voliera   s.f.  grande gabbia per gli uccelli.
volitare   v. intr.  [io vòlito ecc. ; aus. avere] (lett.) volare cambiando frequentemente direzione; svolazzare, detto spec. dei pipistrelli e delle farfalle: le farfalle bianche che volitavano sicure in tanta pace  (pirandello).
volitività   s.f.  (non com.) qualità di chi, di ciò che è volitivo: la volitività di un atto. 
volitivo   agg.    • 1 •   che ha o mostra grande forza di volontà determinato, deciso, energico: donna volitiva; carattere volitivo; sguardo, viso volitivo    • 2 •   della volontà, relativo alla volontà: atto volitivo; facoltà volitiva    • 3 •   (ling.) si dice di forma verbale, di frase o di costruzione che esprime volontà: congiuntivo volitivo  s. m.  [f. -a] persona dotata di grande forza di volontà § volitivamente avv. 
volizione   s.f.  (filos.) un atto del volere, in quanto porta al compimento di una determinata azione.
volley   s.m. invar.  (sport) abbr.  di volley-ball. 
volley-ball  volley-ball s.m. invar.  (sport) pallavolo.
vollista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) pallavolista.
volo   s.m.    • 1 •   la capacità di volare: il volo è proprio degli uccelli    • 2 •   l'azione del volare: il volo della rondine, di un coleottero, del pipistrello; un uccellino che spicca il primo volo  | il movimento di un aeromobile o di un altro oggetto nell'atmosfera: il volo degli aquiloni; un aeroplano in volo; levarsi, alzarsi in volo; volo spaziale, di un veicolo spaziale lanciato oltre l'atmosfera terrestre | volo battuto, quello degli uccelli quando le ali battono l'aria ' volo planato, con le ali aperte e ferme ' volo radente, di uccello o aeromobile, volo a bassissima quota, quasi rasente il terreno ' volo a vela, (aer.) quello degli alianti ' volo strumentale  o cieco, (aer.) effettuato ricorrendo soltanto alla consultazione degli strumenti di bordo ' linea di volo, il percorso fisso seguito da un aereo che fa servizio pubblico ' campo di volo, quello per il decollo e l'atterraggio degli aerei ' tiro a  (o al) volo, sport consistente nel cercare di colpire con un fucile da caccia un uccello in volo o un bersaglio inanimato lanciato in aria (p. e.  un piattello) | a, al volo, durante il volo; (fig.) immediatamente: prendere qualcosa al volo, riceverla prontamente da qualcuno che l'ha tirata, senza lasciarla cadere; capire a volo una domanda; afferrare al volo un'occasione | a volo d'uccello, dall'alto; (fig.) in modo rapido e sintetico, senza soffermarsi sui particolari: un paesaggio visto a volo d'uccello; scorrere il programma di studio a volo d'uccello  | di volo, in un volo, con gran rapidità: vado e torno in un volo  | prendere il volo, alzarsi in volo; (fig.) fuggire, sparire: i ladri hanno preso il volo; il bottino ha preso il volo  | dare il volo, lasciar libero di volare via (anche fig.): dare il volo a un uccello prigioniero; chi è costui che 'l nostro monte cerchia / prima che morte li abbia dato il volo...?  (dante purg.  xiv, 1-2) | volo di icaro, (fig.) progetto troppo ambizioso destinato a fallire    • 3 •   (estens.) stormo: un volo d'uccelli, d'aerei    • 4 •   (estens.) detto di cosa o di persona, il compiere una traiettoria in aria; l'essere lanciato a una certa altezza o il cadere dall'alto: il volo della palla; colpire la palla al volo, nel calcio, nel tennis, colpirla prima che rimbalzi per terra; fare un volo dalla finestra, da un albero, dalla roccia, precipitare; fare un volo per le scale, cadere, rotolare | viaggio a bordo di un aeromobile: da napoli a milano ci sono meno di due ore di volo  | corsa di trasporto aereo; l'aeroplano che fa servizio di trasporto: il volo parigi-londra è stato annullato; il volo da torino è in ritardo    • 5 •   (fig.) lo spaziare liberamente con la mente; l'aprirsi a più vaste dimensioni: i voli della fantasia; un volo poetico, lirico  | volo pindarico, brusco passaggio da un argomento all'altro, nel parlare o nello scrivere (con allusione a una caratteristica dello stile immaginoso del poeta greco pindaro, ca 518-438 a. c.).
volontà   ant. voluntà, voluntade, voluntate, s.f.    • 1 •   la capacità di volere, la facoltà di decidere consapevolmente il proprio comportamento in vista di un dato scopo: una volontà ferma, ferrea, indomabile, incerta, debole; avere forza di volontà; essere privo di volontà  | volontà di potenza, nella filosofia di f. w. nietzsche (1844-1900), la ricerca di affermazione dell'individuo contro ogni ostacolo e limite esterno, che sarebbe l'istinto fondamentale della vita | volontà generale, concetto della filosofia di j. j. rousseau (1712-1778) che sta alla base della teoria della sovranità popolare e indica la volontà del corpo sociale e politico considerato come un tutto unico di cui ciascun individuo è parte    • 2 •   atto del volere: fare qualcosa di propria spontanea volontà; forzare la volontà di qualcuno  | a mia, tua, sua ecc. volontà, secondo il volere mio, tuo, suo ecc. | a volontà, a piacere, quanto se ne vuole: mangiare a volontà    • 3 •   ciò che è oggetto del volere: imporre la propria volontà; sia fatta la volontà di dio; dettare le ultime volontà, le disposizioni testamentarie    • 4 •   buona disposizione a fare qualcosa: avere volontà di studiare, di lavorare  | buona volontà, nella filosofia kantiana, la volontà dettata dalla pura ragione del dovere; correntemente, bontà di propositi, impegno | cattiva volontà, tendenza a sottrarsi ai propri doveri, a non applicarsi    • 5 •   verbi di volontà, (gramm.) quelli che esprimono l'idea e l'azione del volere, del desiderare    • 6 •   (ant.) passione, concupiscenza.
volontariato   s.m.    • 1 •   il prestare servizio come volontario, detto di civili o militari: nei paesi moderni il volontariato militare è stato sostituito dalla coscrizione obbligatoria  | il periodo di servizio prestato: due anni di volontariato  | l'insieme del personale volontario    • 2 •   prestazione volontaria di lavoro, gratuita o semigratuita, fatta per acquisire la pratica necessaria allo svolgimento di un'attività professionale; in partic., l'attività prestata in qualità di assistente volontario in istituti universitari od ospedalieri | la durata di tale prestazione    • 3 •   attività volontaria e gratuita che gruppi di cittadini, generalmente riuniti in associazioni, svolgono a favore della collettività.
volontarietà   s.f.  carattere volontario: la volontarietà di una scelta. 
volontario   agg.    • 1 •   che è fatto consapevolmente e deliberatamente, che scaturisce da un atto di volontà del soggetto: omicidio volontario; esilio volontario; giurisdizione volontaria, nel diritto, il complesso degli interventi del giudice ordinario nei casi in cui manca una controversia tra parti, ma vi è un'esigenza di tutela di un pubblico interesse    • 2 •   (fisiol.) si dice di muscolo la cui contrazione è controllata dalla volontà    • 3 •   spontaneo, non forzato, non obbligatorio: offerta volontaria  agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi compie un'azione od offre la sua opera di propria volontà in partic., si dice di soldato che si è arruolato senza esservi obbligato: esule volontario; un esercito di volontari; un gruppo di volontari partì per i luoghi del disastro; volontario del sangue, donatore di sangue | che, chi opera in regime di volontariato: infermiere volontario  § volontariamente avv.  di propria spontanea volontà: presentarsi volontariamente. 
volontarismo   s.m.    • 1 •   caratteristica di ogni dottrina filosofica che affermi il primato della volontà sull'intelletto, dell'azione sulla conoscenza: il volontarismo del pensiero cristiano; il volontarismo nietzschiano; il volontarismo di m. blondel    • 2 •   l'atteggiamento di chi presume di controllare o risolvere ogni situazione con la pura volontà    • 3 •   corrente d'opinione che sostiene l'arruolamento volontario nell'esercito invece della coscrizione obbligatoria | l'arruolamento volontario di soldati; anche, l'insieme dei soldati volontari: il volontarismo nella resistenza. 
volontaristico   agg.  [pl. m. -ci] del volontarismo; che si basa sul volontarismo: dottrina volontaristica; atteggiamento volontaristico. 
volonteroso    ⇨ volenteroso.
volontieri    ⇨ volentieri.
volovelismo   s.m.  lo sport del volo a vela.
volovelista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) chi pratica il volovelismo.
volovelistico   agg.  [pl. m. -ci] del volovelismo, dei volovelisti: raduno volovelistico. 
volpacchiotto   s.m.  [f. -a]    • 1 •   volpe giovane    • 2 •   (fig. scherz.) furbacchione.
volpaia   s.f.  (non com.)    • 1 •   tana della volpe    • 2 •   (fig.) luogo incolto, squallido e disabitato.
volpara   s.f.  zolla erbosa, rivestita di paglia o strame e legata con rametti di salice, usata per otturare le falle negli argini dei fiumi.
volpare   v. intr.  [io vólpo ecc. ; aus. essere  e avere] (agr.) prendere la volpe, detto del grano: grano volpato. 
volpe   s.f.    • 1 •   mammifero carnivoro, comune in italia nelle zone boscose, con corpo snello, muso aguzzo, orecchie grandi e diritte, gambe piuttosto corte, lunga coda folta, pelliccia pregiata; è tradizionalmente considerata simbolo dell'astuzia (fam.  canidi) | far come la volpe con l'uva  (fig.), si dice di chi disprezza ciò che vorrebbe avere, per il solo fatto che non può ottenerlo (con riferimento alla nota favola di esopo). dim. volpetta, volpicella, volpicina, volpicino  (m.), volpina, volpino  (m.) accr. volpona, volpone  (m) pegg. volpaccia    • 2 •   la pelliccia di tale animale: un collo di volpe argentata    • 3 •   (fig.) persona molto astuta: è una vecchia volpe, a lui nessuno riesce a farla    • 4 •   (non com.) alopecia    • 5 •   (agr.) carie del frumento    • 6 •   (mar.) albero inclinato, gener. di acciaio, che fa da sostegno o rinforzo di una struttura.
volpeggiare   v. intr.  [io volpéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) comportarsi con astuzia degna di una volpe.
volpigno   agg.  (non com.) di, da volpe: muso volpigno. 
volpina   s.f.  (region) cefalo.
volpino   agg.  di, da volpe: muso volpino; astuzia volpina  | (cane) volpino, piccolo cane da compagnia con pelo lungo e folto, coda arrotolata e muso aguzzo § volpinamente avv.  (non com.) astutamente.
volpoca   s.f.  anatra selvatica con becco rosso e piumaggio verde, nero e bianco; rara in italia, vive presso le coste marine sabbiose; è detta anche tadorna  (ord.  anseriformi).
volpone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   accr.  di volpe    • 2 •   (fig.) persona astuta e sorniona.
volsco   agg.  [pl. m. -sci] che si riferisce a un'antica popolazione italica di stirpe osco-umbra, stanziata nel lazio nord-orientale  s.m.  [f. -a] chi apparteneva alla popolazione volsca.
volt   s.m. invar.  nel sistema internazionale, unità di misura della differenza di potenziale elettrico e della forza elettromotrice; è pari alla differenza di potenziale esistente tra due punti di un conduttore che, percorso dalla corrente costante di    • 1 •   ampere, dissipa la potenza di    • 1 •   watt per solo effetto joule.
volta   (1) s.f.    • 1 •   (non com.) il voltare, il voltarsi; ricorre soprattutto in alcune locuzioni | rispondere a volta di corriere, (antiq.) a stretto giro di posta, con la prima spedizione postale | dar di volta il cervello, (fam.) impazzire: gli ha dato di volta il cervello  | dar la volta, detto del vino, inacidirsi | dar volta a un cavo, (mar.) legarlo a qualcosa in modo che non scorra ' dar volta, (ant.) voltarsi, rivoltarsi; mutare posizione o direzione; tornare indietro: quella inferma / che non può trovar posa in su le piume, / ma con dar volta suo dolore scherma  (dante purg.  vi, 149-151); fuggì 'l serpente, e li angeli dier volta  (dante purg.  viii, 107) ' mettere in volta il nemico, (ant.) metterlo in fuga ' gran volta, (aer.) manovra acrobatica di un aereo che descrive un cerchio su un piano verticale, detto cerchio della morte; (sport) figura acrobatica compiuta dal ginnasta che ruota attorno alla sbarra    • 2 •   (sport) figura del pattinaggio artistico su ghiaccio o su rotelle, eseguita su un solo piede secondo un tracciato che descrive tre cerchi l'uno vicino all'altro    • 3 •   (metr.) una delle due parti in cui talora è divisa la sirima della canzone | il terzo periodo della stanza della ballata    • 4 •   (tip.) la facciata del foglio di stampa che viene impressa per seconda    • 5 •   (mus.) danza di andamento mosso, diffusa nei secc. xvi e xvii in gran parte dell'europa occidentale    • 6 •   direzione verso cui si va, ci si volge: partì alla volta di milano; venivano alla nostra volta, verso di noi    • 7 •   (fig.) momento in cui a qualcuno tocca di fare qualcosa; turno: entrerai quando sarà la tua volta; egli confermò, a sua volta, che sarebbe venuto  | occasione, circostanza propizia: verrà presto anche la tua volta; ogni cosa a sua volta, al momento opportuno    • 8 •   (estens.) tempo, momento in cui avviene o è avvenuto un fatto; occasione, circostanza: ti ricordi quella volta?; questa volta sono stato fortunato; per questa volta ti perdono; la prossima volta verremo con voi; è la prima e l'ultima volta che faccio questo; tutte le volte che lo vedo mi dice le stesse cose; una volta o l'altra dovrà accadere, prima o poi | una volta, un tempo, nel passato: c'era una volta..., inizio tradizionale delle fiabe | tutto in una volta, tutto insieme | volta per volta, di volta in volta, un po' per volta, a gradi, a più riprese, via via, caso per caso | uno, due per volta, uno, due alla volta, con valore distributivo | una (buona) volta, una volta tanto, in frasi esclamative, per esprimere impazienza, fastidio e sim.: sta' zitto una buona volta!; obbedisci una volta tanto! | una volta per sempre, una volta per tutte, riferito a cosa detta, stabilita in modo definitivo, per sempre ' una volta che, (fam.) dal momento che, giacché: una volta che lo sa, perché continua a far finta di nulla? | a volte, certe volte, delle volte, talora, talvolta; molte, tante volte, spesso; poche, rare volte, raramente    • 9 •   preceduto da un numerale, indica ripetizione (anche in usi iperb.): tre volte tre fa nove; gliel'ho detto cento, mille volte!. 
volta   (2) s.f.    • 1 •   (arch.) copertura a superficie curva di un edificio o di un ambiente, costituita da una struttura muraria compresa tra una superficie concava interna (intradosso) e la corrispondente superficie convessa esterna (estradosso); anche, la sola superficie concava interna: volta a botte, a costoloni, a vela, a crociera; la volta della cappella sistina fu affrescata da michelangelo | a volta, si dice di costruzione a forma di volta: tomba a volta.  dim. volticella, voltina  accr. voltone  (m.)    • 2 •   (estens.) nome generico di cose a forma di volta: la volta del cielo  | in anatomia: volta palatina, l'arco costituito dal palato duro; volta cranica, la parte superiore del cranio osseo; volta plantare, l'incavo della pianta del piede    • 3 •   (ant.) cantina: con pozzi d'acque freschissime e con volte di preziosi vini  (boccaccio dec.  i, introduzione).
volta   (3) s.m. invar.  (antiq.) volt.
voltabile   agg.    • 1 •   (non com.) che si può voltare    • 2 •   (ant.) volubile.
voltafaccia   s.m. invar.    • 1 •   (non com.) il voltarsi all'improvviso e bruscamente: il voltafaccia del cavallo; per non incontrarlo fece un rapido voltafaccia    • 2 •   (fig.) cambiamento improvviso di idee, di atteggiamenti; il venir meno inaspettatamente a impegni o a promesse: un improvviso voltafaccia che stupì tutti; un voltafaccia politico. 
voltafieno   s.m. invar.  macchina agricola usata per rivoltare il fieno rimasto sui campi dopo la falciatura, al fine di favorirne l'essiccamento.
voltagabbana   s.m.  e f. invar.  chi cambia disinvoltamente opinione secondo le convenienze.
voltaggio   s.m.  nell'uso corrente, differenza di potenziale elettrico, tensione elettrica; anche, forza elettromotrice.
voltaico   (1) agg.  [pl. m. -ci] del fisico alessandro volta (1745-1827) | arco voltaico, arco elettrico | pila voltaica, generatore statico di corrente elettrica continua.
voltaico   (2) agg.  [pl. m. -ci] si dice di ciascuna delle lingue sudanesi parlate dalle popolazioni che vivono lungo il fiume volta in africa.
voltaire   s.f. invar.  poltrona con braccioli e schienale alto leggermente inclinato all'indietro.
voltaismo   s.m.  (fis.) galvanismo.
voltamento   s.m.  (rar.) il voltare, il voltarsi.
voltametro   s.m.  (fis.) strumento costituito da una cella elettrolitica, che, misurando le masse delle sostanze che si depositano agli elettrodi, consente di determinare la quantità di elettricità che attraversa un elettrolita in un certo periodo di tempo.
voltampere   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della potenza di una corrente elettrica alternata; è pari a un volt moltiplicato per un ampere.
voltamperometro   s.m.  (fis.) strumento che misura la potenza di una corrente elettrica alternata.
voltamperora   s.m. invar.  (fis.) unità di misura dell'energia elettrica, pari alla potenza erogata da un voltampere in un'ora.
voltamperorametro   s.m.  (fis.) strumento per la misurazione dell'energia elettrica in voltamperora.
voltapietre   s.m. invar.  uccello costiero di media grandezza con piumaggio variopinto e lungo becco dalla punta all'insù, che gli consente di scovare sotto i sassi gli insetti e gli altri piccoli animali di cui si ciba (ord.  caradriformi).
voltare   v. tr.  [io vólto ecc.]    • 1 •   volgere, indirizzare in un altro senso; orientare altrove: voltare la testa; voltai l'automobile e tornai indietro    • 2 •   dirigere: voltare la prua verso la costa; voltare le armi contro qualcuno, rivoltarsi contro di lui con le armi    • 3 •   spostare, girare qualcosa in modo che presenti il lato opposto: voltare una moneta; voltare le pagine di un libro  | voltare pagina, (fig.) cambiare atteggiamento, comportamento, abitudini; anche, considerare definitivamente conclusa un'esperienza | voltare casacca, gabbana, (fig.) cambiare opinione o partito    • 4 •   girare, oltrepassare: voltare l'angolo  | (ant.) doppiare: volta sicilia, e per lo mar tirreno / costeggia de l'italia il lito ameno  (ariosto o. f.  xx, 100)    • 5 •   (ant.) trasferire ad altra persona debiti o crediti | v. intr.  [aus. avere] piegare in una certa direzione: la strada volta a sinistra  | voltarsi v. rifl.  girarsi, volgersi: voltarsi indietro; voltarsi dall'altra parte  | voltarsi e rivoltarsi nel letto, non riuscire a trovarvi la posizione giusta; per estens., non riuscire a prendere sonno | voltarsi contro qualcuno, ribellarglisi | non sapere dove  (o da che parte  o a chi) voltarsi, non sapere a chi chiedere aiuto o come uscire da una situazione difficile | v. rifl.  cambiare, tendere a mutare: il tempo si volta al peggio. 
voltastomaco   s.m.  [pl. invar.  o -chi, -ci] (fam.)    • 1 •   nausea, conato di vomito: avere il voltastomaco; provocare, dare il voltastomaco  | (fig.) ripugnanza, ribrezzo: il suo cinismo fa venire il voltastomaco    • 2 •   cosa nauseante, ributtante (anche fig.): la sua falsità è un vero voltastomaco. 
voltata   s.f.    • 1 •   il voltare: voltata di spalle; dare una voltata alla bistecca.  dim. voltatina    • 2 •   svolta, curva di una strada: voltata pericolosa. 
voltavite   s.m.  [pl. invar.  o -ti] (non com.) cacciavite.
volteggiamento   s.m.  (non com.) il volteggiare.
volteggiare   v. intr.  [io voltéggio ecc. ; aus. avere]    • 1 •   compiere, descrivere ampi giri nell'aria: le rondini volteggiavano attorno al campanile; l'aereo volteggiò a lungo nel cielo della città; le foglie volteggiano nell'aria    • 2 •   eseguire volteggi (col cavallo o su un attrezzo ginnico): il cavaliere volteggiò con grande perizia; gli atleti volteggiano sulle parallele  | (estens.) fare giravolte, muoversi girando, cambiando spesso direzione: i danzatori volteggiavano leggeri sulla pista  | v. tr.    • 1 •   far compiere volteggi a un cavallo    • 2 •   (ant.) percorrere all'intorno, bordeggiare, costeggiare: altri volteggiar l'africa, e seguire / tanto la costa de la negra gente  (ariosto o. f.  xv, 21).
volteggiatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi esegue volteggi, come esercizio di equitazione o di ginnastica: un abilissimo volteggiatore    • 2 •   (st.) soldato appartenente a un corpo di fanteria leggera istituito da napoleone nel 1804.
volteggio   s.m.    • 1 •   (non com.) il volteggiare    • 2 •   esercizio ginnico che consiste nel compiere figure acrobatiche stilizzate appoggiandosi su un attrezzo con le sole braccia | in equitazione, cambiamento di posizione del cavaliere in groppa al cavallo in corsa    • 3 •   (aer.) evoluzione acrobatica che comporta un capovolgimento dell'aereo.
voltelettrone   s.m.  (fis.) lo stesso che elettronvolt. 
volteriano    ⇨ volterriano.
volterrana   s.f.    • 1 •   (arch.) volta fatta con mattoni disposti di piatto    • 2 •   tipo di laterizio cavo di varia sezione usato spec. nella costruzione di solai.
volterrianesimo   s.m.  l'insieme delle teorie volterriane; movimento o atteggiamento di pensiero che a esse si richiama.
volterriano   o volteriano, agg.    • 1 •   relativo allo scrittore e pensatore francese voltaire (1694-1778): il sensismo volterriano    • 2 •   che per le sue caratteristiche ricorda il pensiero, lo spirito, lo stile di voltaire | (fig.) scettico, ironico, irreligioso: spirito volterriano  s. m.  [f. -a] seguace di voltaire, continuatore del pensiero di voltaire § volterrianamente avv.  alla maniera di voltaire.
voltiano   agg.  del fisico a. volta (1745-1827): le invenzioni, le esperienze voltiane. 
voltimetria   s.f.  (arch.) l'insieme delle misure rilevabili su una volta dalla sua parte interna.
voltimetro    ⇨ voltmetro.
voltinismo   s.m.  (zool.) frequenza con cui un animale si riproduce nell'arco di un anno.
voltmetrico   agg.  [pl. m. -ci] (fis.) del, relativo al voltmetro: misurazione voltmetrica. 
voltmetro   o voltimetro [vol-tì-me-tro], voltometro [vol-tò-me-tro], s.m.  (fis.) reometro industriale a lettura diretta per misurare la differenza di potenziale esistente tra due punti di un circuito elettrico.
volto   (1) s.m.  (ant. , region.) volta, copertura a volta; arco: di serpentin, di porfido le dure / pietre fan de la porta il ricco volto  (ariosto o. f.  xlii, 74).
volto   (2) s.m.  (lett.)    • 1 •   viso, faccia: volto delicato, roseo, sereno; essere triste in volto; avea sul volto / il pallor della morte e la speranza  (foscolo sepolcri  194-195) | cambiare in volto, mutare di espressione, spec. impallidendo o arrossendo    • 2 •   (fig.) aspetto esteriore, modo di presentarsi di qualcosa: i mille volti della realtà    • 3 •   (fig.) carattere, natura: ha rivelato il suo vero volto    • 4 •   (poet.) sguardo, occhi: tacito coram me ciascun s'affisse, / ignito sì che vincea 'l mio volto  (dante par.  xxv, 26-27).
voltoio   s.m.  (rar.) parte delle briglie dove si affibbiano le redini e si attaccano le campanelle.
voltolamento   s.m.  (non com.) il voltolare, il voltolarsi.
voltolare   v. tr.  [io vòltolo ecc.] voltare e rivoltare ripetutamente su sé stesso: voltolare una botte  | voltolarsi v. rifl.  rotolarsi, rivoltarsi più volte: voltolarsi nell'erba, nel letto. 
voltolino   s.m.  uccello di palude di media grandezza, con piumaggio bruno olivastro a macchie bianche e nere (ord.  gruiformi).
voltoloni   meno com. voltolone, avv.  (non com.) voltolandosi, rotolando ripetutamente su sé stesso.
voltometro    ⇨ voltmetro.
voltura   s.f.    • 1 •   (dir.) annotazione sui registri catastali del trasferimento della proprietà di un bene immobile | analoga annotazione, su appositi registri ufficiali, riguardante determinati beni mobili soggetti a registrazione (p. e.  automobili, navi)    • 2 •   cambiamento di intestazione di un contratto di utenza: la voltura del telefono, della luce. 
volturare   v. tr.  (burocr.) sottoporre a voltura: volturare un terreno, un contratto di utenza. 
volubile   agg.    • 1 •   (lett.) che gira: la volubile ruota della fortuna    • 2 •   (bot.) si dice di pianta o di organo che si avvolge a spirale attorno a un sostegno (p. e.  il fusto del fagiolo, i viticci della vite)    • 3 •   (poet.) fluente, scorrevole: così correan volubili e veloci / da la sua bocca le canore voci  (tasso g. l.  xx, 13)    • 4 •   (fig.) che cambia spesso opinione o atteggiamento: un tipo superficiale e volubile; avere un carattere volubile  | tempo volubile, incerto, variabile § volubilmente avv.  con volubilità, senza costanza.
volubilità   s.f.  l'essere volubile; incostanza, mutevolezza: la volubilità della sorte, di un carattere. 
volucella   s.f.  (zool.) genere di insetti con addome nero e giallo, lunghi circa 15 mm e simili al bombo, le cui larve si sviluppano nei nidi di vespe e bombi (fam.  sirfidi).
volume   s.m.    • 1 •   la porzione di spazio occupata da un corpo solido, liquido o aeriforme; la misura di tale porzione: il volume di una sfera; il volume di una tonnellata di acqua distillata è un metro cubo  | volume specifico, (fis.) rapporto tra il volume e la massa di un corpo, uguale all'inverso della densità assoluta del corpo | volume molare, (chim.) il volume occupato da una grammomolecola di una sostanza; è dato dal rapporto tra il peso molecolare della sostanza e la sua densità, espresso in grammi per unità di volume    • 2 •   (estens.) quantità di spazio indeterminata; mole, spessore, massa di qualcosa: la paglia occupa molto volume; un pacco di modesto volume; il volume delle acque; capelli che fanno volume, gonfi e vaporosi    • 3 •   (fig.) quantità, intensità, con riferimento a elementi o fenomeni immateriali: il volume degli affari, degli scambi con l'estero  | volume di traffico, il numero di veicoli e di pedoni che passano in un determinato punto in un dato intervallo di tempo | volume di gioco, (sport) nel calcio e in altri sport, la quantità di azioni svolte da una squadra durante la gara    • 4 •   l'intensità di un suono: alzare il volume della radio  | (estens.) il dispositivo che regola l'intensità sonora negli apparecchi di riproduzione e amplificazione acustica: girare il volume    • 5 •   nel linguaggio della critica d'arte, il modo in cui è realizzato il rapporto tra i pieni e i vuoti, all'esterno e all'interno di un edificio; la resa dei piani, del rilievo in una scultura; la forma plastica che una pittura realizza attraverso i valori prospettici e chiaroscurali: il gioco dei volumi nelle chiese barocche; la resa del volume in policleto, in henry moore; il volume nella «maestà» di giotto    • 6 •   (ant.) movimento di rivoluzione dei corpi celesti: quattromilia trecento e due volumi / di sol desiderai questo concilio  (dante par.  xxvi 119-120) | sfera celeste: lo real manto di tutti i volumi / del mondo  (dante par.  xxiii, 112-113)    • 7 •   (ant.) movimento avvolgente di una massa fluida; spira, voluta: fumo, fiamme, faville e vampi e nubi / e volumi di pece al ciel n'andaro  (caro)    • 8 •   nell'antichità greco-romana, rotolo di strisce di papiro che, incollate tra loro, formavano un unico lungo foglio usato per scrivere    • 9 •   in epoca moderna, libro; anche, ciascuna delle parti in cui è materialmente suddivisa un'opera di grandi dimensioni; tomo: un volume di 400 pagine; un volume rilegato in pelle; una storia d'italia in dieci volumi.  dim. volumetto  accr. volumone  pegg. volumaccio    • 10 •   (lett.) opera di un autore: o de li altri poeti onore e lume, / vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore / che m'ha fatto cercar lo tuo volume  (dante inf.  i, 82-84)    • 11 •   (inform.) ciascuna unità fisica di memoria di massa, indipendentemente dalla sua forma e capacità.
volumenometro   s.m.  (fis.) apparecchio per misurare il volume di corpi solidi, spec. se pulverulenti.
volumetria   s.f.    • 1 •   misurazione dei volumi, spec. di masse architettoniche | distribuzione dei volumi in un insieme architettonico    • 2 •   (chim.) metodo di analisi quantitativa con il quale si determina la quantità di sostanza contenuta in un dato volume di soluzione attraverso la misurazione della quantità di reagente titolato che si immette nella soluzione stessa.
volumetrico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   che concerne la misurazione del volume: calcolo volumetrico  | analisi volumetrica, (chim.) volumetria    • 2 •   che concerne il volume o i volumi: evidenza volumetrica; effetti volumetrici. 
volumico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   relativo al volume, detto di grandezza fisica: massa, elettricità, energia volumica    • 2 •   (rar.) nella critica d'arte, relativo al volume, agli effetti volumetrici.
voluminizzare   v. tr.  nell'industria tessile, sottoporre a voluminizzazione.
voluminizzazione   s.f.  nell'industria tessile, trattamento di testurizzazione volto a far aumentare di volume le fibre tessili.
voluminosità   s.f.  l'essere voluminoso: un mobile ingombrante per la sua voluminosità. 
voluminoso   agg.  che ha un notevole volume, che occupa molto spazio: un pacco voluminoso  | (estens.) pesante, grasso, detto di persona § voluminosamente avv. 
voluntà   voluntade  ⇨ volontà.
voluntary   s.m. invar.  (mus.) brano per organo, o anche per strumenti a fiato, in uso in inghilterra dal sec. xvi; si eseguiva facoltativamente durante le cerimonie religiose, ed era spesso improvvisato.
voluntate    ⇨ volontà.
voluta   s.f.    • 1 •   spira, avvolgimento, giro: volute di fumo; le volute del guscio della conchiglia    • 2 •   in pittura, scultura e architettura, elemento decorativo curvilineo o spiraliforme: le volute del capitello ionico; un mobile decorato a volute.  dim. volutina. 
volutabro   o voluttabro, s.m.  (lett. rar.) pozzanghera fangosa in cui si voltolano i porci; brago | (fig.) sozzura, laidume.
voluto   part. pass.  di volere  agg.  che risponde al volere, all'intenzione, al desiderio: ottenere l'effetto voluto  | (estens.) forzato e quindi poco spontaneo; artefatto: un atteggiamento voluto  § volutamente avv.  intenzionalmente: uno stile volutamente semplice. 
voluttà   s.f.    • 1 •   (ant. , lett.) piacere, diletto    • 2 •   il piacere che deriva dal soddisfacimento dei desideri sessuali; appagamento dei sensi, intensa emozione a esso legata: abbandonarsi alla voluttà; uno sguardo pieno di voluttà    • 3 •   (estens.) piacere, godimento acuto: bere con voluttà; assaporare un cibo con voluttà; la voluttà del potere, della vendetta, della sottomissione. 
voluttabro    ⇨ volutabro.
voluttuario   agg.  che soddisfa bisogni non strettamente indispensabili; non necessario: beni voluttuari; spese voluttuarie  § voluttuariamente avv. 
voluttuosità   s.f.  l'essere voluttuoso.
voluttuoso   agg.  (lett.) di persona, incline ai piaceri dei sensi: una donna voluttuosa  | di cosa, che dà, rivela voluttà, che è piena di voluttà: una musica voluttuosa; uno sguardo, un bacio voluttuoso  § voluttuosamente avv. 
volva   s.f.  in alcuni funghi, residuo del velo totale; sta alla base del gambo e ha solitamente forma di coppa.
volvaria   s.f.  fungo caratterizzato da un'ampia volva alla base del gambo (fam.  agaricacee).
volvente   agg.  (fis.) si dice dell'attrito che si produce tra due solidi che rotolano l'uno sull'altro.
volvere    ⇨ volgere.
volvocali   s.f. pl.  (bot.) ordine di alghe delle cloroficee, diffuse soprattutto nelle acque dolci e costituite da cellule munite di flagelli riuniti in colonie a forma di palla | sing.  [-e] ogni alga appartenente a tale ordine.
volvoce   s.m.  (bot.) genere di alghe verdi unicellulari a forma di sfera cava (ord.  volvocali).
volvolo   s.m.  (med.) torsione di un'ansa dell'intestino che provoca occlusione intestinale.
vombato   s.m.  massiccio mammifero marsupiale della tasmania, con zampe corte e pelame ispido di colore grigio-bruno.
vomeraia   s.f.  la parte lignea dell'aratro alla quale è fissato il vomere.
vomerale   s.m.  (ant.) lama del vomere; vomere.
vomere   lett. o region. vomero, s.m.    • 1 •   organo principale dell'aratro costituito da una lama d'acciaio che taglia orizzontalmente la terra già verticalmente tagliata dal coltro    • 2 •   (mil.) elemento metallico applicato alla coda dell'affusto di un pezzo d'artiglieria, che si conficca nel terreno per impedire lo spostamento all'indietro del pezzo provocato dal rinculo | (mar.) apparecchio per il dragaggio delle mine e delle torpedini ancorate; consiste in un sistema di cavi forniti di cesoie automatiche in grado di tagliare gli ormeggi delle mine    • 3 •   (anat.) piccolo osso impari situato verticalmente fra le cavità nasali; costituisce la parte ossea posteriore del setto nasale.
vomica   s.f.  (med.) emissione improvvisa e abbondante, attraverso la bocca, di materiale purulento raccoltosi nell'interno dei polmoni o dei bronchi.
vomicare   v. tr.  [io vòmico, tu vòmichi ecc.] (ant.) vomitare.
vomico   agg.  [pl. m. -ci] che provoca il vomito ' noce vomica, seme di un albero asiatico, da cui si estrae la stricnina.
vomire   v. tr.  [io vomisco, tu vomisci ecc.] (ant.) vomitare.
vomitamento   s.m.  (non com.) il vomitare.
vomitare   v. tr.  [io vòmito ecc.]    • 1 •   emettere dalla bocca il contenuto dello stomaco (anche assol.): vomitare il pranzo; un mal di mare che fa vomitare  | vomitare l'anima, (fam.) espellere dalla bocca quanto si aveva nello stomaco, con violenti conati | far vomitare, venire da vomitare, (fig.) si dice di persona o cosa che suscita grande disgusto: uno spettacolo da far vomitare; solo a vederlo mi viene da vomitare    • 2 •   (estens.) emettere, gettare fuori con violenza: il vulcano vomitò pietre e lava  | (fig.) proferire parole, espressioni violente: vomitare bestemmie, ingiurie. 
vomitaticcio   s.m.  ciò che è stato vomitato | (estens.) sostanza, poltiglia disgustosa.
vomitativo   agg.  che provoca il vomito; emetico.
vomitatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi vomita (anche fig.): bocca vomitatrice di insulti. 
vomitatorio   agg.  che provoca il vomito; vomitativo.
vomitevole   agg.    • 1 •   che suscita il vomito    • 2 •   (fig.) ributtante, stomachevole, disgustoso: uno spettacolo vomitevole. 
vomitivo   agg.  (non com.) vomico, vomitativo.
vomito   s.m.    • 1 •   evacuazione del contenuto gastrico dalla bocca: conati di vomito; avere il vomito  | far venire il vomito, (fig.) provocare ribrezzo, disgustare    • 2 •   (estens.) la materia vomitata: ripulire il pavimento dal vomito. 
vomitorio   (1) agg.  (rar.) vomico, vomitativo.
vomitorio   (2) s.m.  nei teatri e anfiteatri romani, ciascuno degli ingressi aperti sulla cavea, che permettevano l'accesso degli spettatori ai sedili.
vomizione   s.f.  nella terminologia medica, il vomitare: provocare la vomizione. 
vongolara   s.f.  attrezzo a forma di rastrello che, fissato a bordo di un'imbarcazione, si fa strisciare sul fondo marino sabbioso per pescare le vongole.
vongole   s.f. pl.  (zool.) famiglia di molluschi lamellibranchi che vivono sui fondi sabbiosi o fangosi dei litorali dei mari temperati, con conchiglia ovale bivalve finemente striata; molte specie sono pescate per la prelibatezza delle loro carni: zuppa di vongole; spaghetti alle  (con le) vongole  | sing.  [-a] ogni mollusco di tale famiglia.
vorace   agg.    • 1 •   che ha bisogno di una grande quantità di cibo per saziarsi (detto di animale): lupo vorace; insetti voraci  | (estens.) ingordo, avido nel mangiare (detto di persona): un bambino vorace    • 2 •   (fig. lett.) che distrugge con furia, con impeto rabbioso: la fiamma subita e vorace / non perdonò ad alcun, ma tutti estinse  (ariosto o. f.  xv, 3) § voracemente avv.  con voracità (anche fig.): mangiare voracemente; leggere voracemente ogni tipo di libro. 
voracità   s.f.  l'essere vorace: la voracità dei lupi; mangiare con voracità  | (fig.) l'essere avido, insaziabile: la voracità di uno strozzino; la voracità di un lettore. 
voragine   lett. vorago, s.f.    • 1 •   baratro profondo nel terreno: la frana ha aperto ampie voragini  | nei terreni calcarei o carsici, ampia caverna dalle sponde molto ripide    • 2 •   (estens.) gorgo, vortice d'acqua: la scialuppa si inabissò nella voragine    • 3 •   (fig.) ciò che assorbe molto denaro, che costituisce una causa continua di spesa: la costruzione della casa è stata una voragine per l'economia della famiglia    • 4 •   (fis.) punto o insieme di punti di un campo vettoriale in cui terminano le linee del campo stesso.
voraginoso   agg.  (lett.) che è pieno di voragini; che forma una o più voragini: quel divin suo scudo che di limo / giacerà ricoperto in qualche gorgo / voraginoso  (monti).
vorago    ⇨ voragine.
vorare   v. tr.  [io vóro ecc.] (ant.) divorare: cani e augelli voravanlo, né un solo / delle donne d'acaia occhio il piangea  (pindemonte).
voratore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (ant.)    • 1 •   che, chi divora; mangiatore    • 2 •   (fig.) annientatore, distruggitore: fracasso di guerra voratrice  (monti).
-voro  -voro secondo elemento di parole composte, di origine latina o di formazione moderna, dal lat. -vo°ru(m), deriv. di vora¯re  'divorare'; vale 'che mangia, che consuma, che assorbe' e sim. (carnivoro, idrovoro).
vorticale   agg.  che si muove in vortice: moto vorticale  s. m.  in fluidodinamica, linea che rappresenta un moto vorticoso.
vorticare   v. intr.  [io vórtico, tu vòrtichi ecc. ; aus. avere] girare vorticosamente: le foglie vorticavano nell'aria. 
vortice   s.m.    • 1 •   movimento rapido a spirale di una massa d'aria, d'acqua e sim.; per estens., la massa stessa che così si muove: vortice d'acqua; vortice di polvere  | in fluidodinamica, configurazione a spirale che si forma all'interno dei fluidi al di sopra di determinate velocità    • 2 •   (estens.) movimento rapido e vorticoso: il vortice della danza    • 3 •   (fig.) forza travolgente: essere preso nel vortice della passione, degli affari. 
vorticella   s.f.  (zool.) genere di protozoi a forma di calice peduncolato, provvisto di orlo ciliato (cl.  ciliati).
vorticismo   s.m.  movimento artistico inglese del primo novecento che si richiamò soprattutto al futurismo, rielaborandone i testi programmatici e le istanze espressive.
vorticoso   agg.    • 1 •   che è pieno di vortici; che produce vortici: acque vorticose; vento vorticoso    • 2 •   (estens.) che si muove come un vortice, con continue e rapide rotazioni: danza vorticosa    • 3 •   (fig.) che non ha tregua; velocissimo, incalzante: un ritmo di vita vorticoso; una serie vorticosa di scadenze, di impegni  § vorticosamente avv. 
voscenza   s.f.  (dial.) vostra eccellenza; titolo usato in sicilia nel rivolgersi a persone di riguardo.
vosco   pron.  (ant.) con voi: dio sia con voi, ché più non vegno vosco  (dante purg.  xvi, 141).
vossignoria   s.f.  la signoria vostra; titolo usato in passato nel rivolgersi a persone di riguardo.
vostro   agg. poss.  di seconda pers. pl.    • 1 •   che appartiene a voi; indica proprietà, possesso: la vostra casa; il vostro libro; il vostro cane    • 2 •   che è inerente a voi, particolare di voi o che proviene da voi, è manifestazione di voi: le vostre braccia; il vostro animo; la vostra mente; i vostri sentimenti; il vostro entusiasmo; ho ricevuto la vostra lettera; ai vostri tempi si pensava in modo diverso; lo fece per amor vostro  | con valore reciproco: il vostro amore, l'amore che vi lega    • 3 •   indica relazione di parentela; rifiuta l'art. determ. quando precede un s. che non sia pl. o accompagnato da attributo, apposizione o altra determinazione (vostro padre; vostra zia; le vostre sorelle; la vostra cara zia); accetta invece l'art. determ. quando precede un s. alterato o di tono affettuoso (il vostro fratellino; la vostra mamma; il vostro babbo); ma vi sono oscillazioni nell'uso region. (vostro papà; vostro fratello maggiore) | può indicare anche relazione di dipendenza, di lavoro, d'amicizia ecc.: il vostro maestro; il vostro medico; i vostri colleghi; i vostri amici    • 4 •   che è abituale, caratteristico di voi: fate sempre il vostro sonnellino pomeridiano?  | si omette quando è già chiara l'indicazione della persona o delle persone cui si fa riferimento: mettete il (vostro) cappello, signore; prendete i (vostri) libri   pron. poss.  di seconda pers. pl.    • 1 •   ha gli stessi usi e sign. dell'agg. ed è sempre preceduto dall'art. determ.: la nostra casa è più piccola della vostra; quel libro è mio, il vostro è questo  | in locuzioni ellittiche: i vostri  (genitori, parenti, amici, seguaci ecc.); sto dalla vostra  (parte); la vostra  (lettera) del 20 gennaio; ne avete fatta un'altra delle vostre  (sciocchezze, stranezze, marachelle e sim.)    • 2 •   con valore neutro, ciò di cui voi avete la proprietà, il possesso; i vostri averi, i vostri beni: accontentatevi del vostro  | preceduto dalla prep. di, con valore più generico: non ci avete messo molto di vostro in questo lavoro. 
votacessi    ⇨ vuotacessi.
votante   part. pres.  di votare    • 1 •   agg.  e s.m.  e f.    • 1 •   che, chi ha il diritto di voto; che, chi prende parte a una votazione: l'assemblea votante; l'elenco dei votanti; la percentuale dei votanti è alta    • 2 •   (non com.) che, chi fa un voto religioso.
votapozzi    ⇨ vuotapozzi.
votare   (1) ant. botare, v. tr.  [io vóto ecc.]    • 1 •   offrire in voto; per estens., consacrare, dedicare: votare la propria vita a dio, alla patria    • 2 •   sottoporre a votazione: è stata votata la legge sulle aree fabbricabili  | approvare, deliberare: la legge votata alla camera passa ora all'esame del senato; sostenere con il proprio voto: votare un candidato indipendente  | v. intr.  [aus. avere] dare il proprio voto, prendere parte a una votazione: votare per una persona, per un partito; ha votato l'85% degli elettori; votare a favore, contro; votare per alzata e seduta, con appello nominale, a scrutinio segreto |  votarsi v. rifl.  promettersi in voto; per estens., consacrarsi, dedicarsi: votarsi alla vergine; votarsi al sacrificio, allo studio  | non sapere a che santo votarsi, non sapere a chi chiedere aiuto in una situazione difficile.
votare   (2) e deriv.   ⇨ vuotare e deriv. 
votato   part. pass.  di votare    • 1 •   agg.    • 1 •   che è stato approvato con una votazione: il progetto votato    • 2 •   che si è consacrato, si è dedicato interamente: un uomo votato al sacrificio. 
votatore   s.m.  [f. -trice] (ant.) chi fa un voto religioso.
votazione   s.f.    • 1 •   il votare; procedimento con cui i componenti di un corpo elettorale o di un organo collegiale manifestano la propria volontà: votazione segreta, palese; fare una  votazione; comunicare l'esito di una votazione  | il risultato di tale operazione: votazione favorevole, contraria    • 2 •   il complesso dei voti riportati da uno studente in uno scrutinio o in un esame, oppure da un candidato in un concorso: essere promosso con una buona votazione. 
votazucchine    ⇨ vuotazucchine.
votivo   agg.  (relig.) che si riferisce a un voto; che viene offerto come voto: quadro votivo; lampada votiva; altare votivo, eretto per voto o destinato alla celebrazione delle messe per i defunti; messa votiva, che non segue l'ufficio del giorno o della festa e include parti variabili, adatte a circostanze e finalità particolari; iscrizione votiva, che spiega l'intenzione di un voto § votivamente avv.  per voto.
voto   (1) ant. boto, s.m.    • 1 •   (relig.) promessa solenne di compiere un determinato atto di culto, di carità o di rinuncia in segno di riconoscenza per una grazia ricevuta o anche per ottenere la liberazione da un male: fare un voto alla madonna, a sant'antonio; far voto di recarsi a un santuario; far voto di non fumare più; mantenere, osservare un voto; sciogliere un voto, adempierlo; sciogliere da un voto, liberare dall'obbligo di adempierlo | voto di povertà, castità, obbedienza, i tre voti emessi da chi entra nella vita religiosa | prendere, pronunciare i voti, entrare a far parte di una congregazione o di un ordine religioso | voti temporanei, perpetui, semplici, solenni, diversi tipi di voti pronunciati dai religiosi in relazione alla durata e all'importanza dell'impegno    • 2 •   la cosa che si offre per o in voto; ex voto: portare un voto alla madonna di pompei    • 3 •   spec. pl.  (fig. lett.) preghiera, vivo desiderio, augurio: formuliamo voti per la vostra guarigione; la riuscita dell'impresa è nei voti di tutti    • 4 •   espressione della volontà in procedimenti elettivi o deliberativi; ogni singolo suffragio dato a un candidato, a uno schieramento politico, a una proposta di legge e sim., o da essi ottenuto; per estens., votazione: avere diritto di, al voto; dare voto favorevole, contrario; procedere allo scrutinio dei voti; ottenere molti voti; mettere ai voti un disegno di legge; dopo la discussione si passò al voto; voto plurimo, quello che ha valore di più voti; voto consultivo, quello che esprime un parere non vincolante: voto deliberativo, quello che concorre a determinare una decisione; voto di fiducia, di sfiducia, quello che conferma o toglie il sostegno di un'assemblea all'organo di governo da essa espresso; voto di preferenza, quello dato a uno o più candidati della lista prescelta | voto di scambio, voto concesso a un candidato da un elettore o un gruppo di elettori in cambio della promessa di futuri favori in caso di elezione    • 5 •   nell'uso scolastico, valutazione di merito espressa per mezzo di numeri: avere dei bei voti, dei buoni voti; prendere un brutto voto; riportare voti alti, bassi; diplomarsi, laurearsi a pieni voti, col massimo dei voti.  pegg. votaccio. 
voto   (2) e deriv.   ⇨ vuoto e deriv. 
voucher   s.m. invar.  ricevuta di pagamento o tagliando di prenotazione rilasciato da un'agenzia turistica, in virtù del quale il turista può ottenere all'estero la prestazione di servizi da parte di determinati fornitori (alberghi, ristoranti, aziende di trasporto ecc).
voxel   s.m. invar.  (inform.) unità elementare dell'informazione visualizzata in forma tridimensionale sullo schermo di un calcolatore.
voyeur   s.m. invar.  persona che, per soddisfare i propri desideri erotici, è indotta a spiare atti intimi e rapporti sessuali compiuti da altri.
voyeurismo   s.m.  la perversione sessuale del voyeur.
vriesia   s.f.  (bot.) genere di piante tropicali americane, per lo più epifite, le cui brattee fiorali secernono sostanze mucillaginose (fam.  bromeliacee).
vu   o vi, s.f.  o m. invar.  nome della lettera v  e del suono che essa rappresenta.
vu cumprà   loc. sost. m. invar.  espressione con cui vengono definiti popolarmente i venditori ambulanti nordafricani.
vudu   o vudù, vodù, s.m. invar.    • 1 •   religione animistica e magica diffusa presso la popolazione nera e creola di haiti; è una commistione di elementi rituali cattolici e credenze e pratiche religiose di origine africana    • 2 •   ciascuno degli spiriti che sono oggetto di culto in tale religione  agg. invar.  del vudù: magia nera vudu. 
vui    ⇨ voi.
vulcanesimo    ⇨ vulcanismo.
vulcaniano   agg.  in vulcanologia, si dice di fase eruttiva caratterizzata da violenta emissione di vapori e materiali piroclastici; è detta anche pliniana. 
vulcanico   agg.  [pl. m. -ci]    • 1 •   di vulcano, che è proprio dei vulcani; relativo al vulcanismo: eruzione vulcanica; fenomeno vulcanico; gas vulcanici  | serbatoio vulcanico, cavità posta sotto la crosta terrestre dove è accumulato il magma | rocce vulcaniche, prodotte dall'eruzione di un vulcano ' lago vulcanico, formatosi nel cratere di un vulcano spento    • 2 •   (fig.) traboccante di idee, di iniziative; ricco di fantasia e di vitalità: un uomo vulcanico; un'indole vulcanica; un cervello, un ingegno vulcanico  § vulcanicamente avv.  dal punto di vista vulcanico | (fig.) in modo vulcanico.
vulcaniforme   agg.  che ha forma di vulcano.
vulcanio   agg.  (lett.) di vulcano, il dio del fuoco della mitologia classica: cinghiai sannuti alle vulcanie vampe / venìan distesi a brustolarsi  (monti).
vulcanismo   o vulcanesimo [vul-ca-né-si-mo], s.m.  (geol.) l'insieme dei fenomeni collegati all'effusione di magmi sulla crosta terrestre.
vulcanite   s.f.  (geol.) nome generico di ogni roccia effusiva.
vulcanizzante   part. pres.  di vulcanizzare  agg.  e s.m.  si dice di sostanza che favorisce il processo di vulcanizzazione.
vulcanizzare   v. tr.  sottoporre a vulcanizzazione: vulcanizzare il caucciù; vulcanizzare una gomma d'automobile. 
vulcanizzato   part. pass.  di vulcanizzare  agg.  che è stato sottoposto a vulcanizzazione: gomma vulcanizzata. 
vulcanizzatore   s.m.    • 1 •   [f. -trice] operaio che si occupa dei processi di vulcanizzazione    • 2 •   pressa usata per vulcanizzare i pneumatici.
vulcanizzazione   s.f.    • 1 •   trattamento chimico-termico, a base di zolfo o altre sostanze solforose, a cui vengono sottoposte le gomme naturali per aumentarne l'elasticità e la resistenza    • 2 •   il complesso dei procedimenti seguiti per la riparazione e la messa a nuovo dei pneumatici deteriorati.
vulcano   s.m.    • 1 •   apertura di varia forma della crosta terrestre dalla quale fuoriesce il magma sotto forma di lava più o meno fluida accompagnata da emanazioni gassose: un vulcano in eruzio ne; vulcano attivo, che dà luogo a fenomeni eruttivi; vulcano quiescente, che è temporaneamente in quiete; vulcano spento, che è inattivo per esaurimento del serbatoio vulcanico | vulcano di fango, (geol.) salsa | vulcano lunare, cratere lunare | avere la testa come un vulcano, essere un vulcano, (fig.) si dice di persona che è piena di idee e di iniziative, che è dotata di un'immaginazione fervida | dormire sopra un vulcano, (fig.) trovarsi in una situazione solo apparentemente tranquilla, in realtà esposta a gravi pericoli. dim. vulcanetto    • 2 •   montagna, per lo più a forma di cono, che deriva dalla solidificazione dei materiali eruttati.
vulcanologia   s.f.  branca della geofisica che studia i fenomeni dovuti all'attività dei vulcani o con questa connessi.
vulcanologico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla vulcanologia: ricerche vulcanologiche. 
vulcanologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di vulcanologia.
vulgare    ⇨ volgare.
vulgata   o volgata, s.f.    • 1 •   la versione latina della bibbia, in gran parte opera di san gerolamo (347-420 ca), adottata come testo ufficiale dalla chiesa cattolica romana fino al concilio vaticano ii    • 2 •   (filol.) il testo corrente di un'opera, nella forma trasmessa dalla tradizione: la vulgata dantesca. 
vulgato   o volgato, agg.  (lett.) divulgato, conosciuto | (filol.) si dice di testo diffuso da una tradizione manoscritta o a stampa.
vulgo    ⇨ volgo.
vulnerabile   agg.    • 1 •   che può essere ferito (anche fig.): achille era vulnerabile solo nel tallone; un temperamento, un animo vulnerabile, molto sensibile e fragile    • 2 •   (estens.) che può essere attaccato e danneggiato: il punto vulnerabile di una fortificazione    • 3 •   (fig.) con riferimento a idee, teorie, posizioni ideologiche e sim., che si può facilmente mettere in discussione, criticare, contraddire: una tesi vulnerabile in molti punti; il lato vulnerabile di un ragionamento. 
vulnerabilità   s.f.  l'essere vulnerabile (anche fig.).
vulnerante   part. pres.  di vulnerare   agg.  (zool.) si dice dell'apparato di attacco degli animali velenosi.
vulnerare   v. tr.  [io vùlnero ecc] (lett.)    • 1 •   ferire: la diresse minerva, e al dio l'infisse / sotto il cinto nell'epa, e vulnerollo  (monti)    • 2 •   (fig.) danneggiare, offendere: vulnerare la legge, un sacrosanto diritto, la sensibilità altrui. 
vulneraria   s.f.  (bot.) lo stesso che antillide. 
vulnerario   agg.  (non com.) che serve a curare piaghe e ferite: la salvia è una pianta vulneraria; balsamo vulnerario. 
vulnus   s.m. invar.  (dir.) lesione di un diritto.
vulture   s.m.  (ant.) avvoltoio.
vulva   s.f.  (anat.) l'insieme degli organi genitali esterni femminili.
vulvare   agg.  (anat. , med.) della vulva, relativo alla vulva: canale, orifizio vulvare; infiammazione, prurito vulvare. 
vulvaria   s.f.  pianta erbacea con foglie ovali e fiori che emanano un odore sgradevole (fam.  chenopodiacee).
vulvite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica della vulva.
vulvovaginale   agg.  (anat. , med.) che riguarda la vulva e la vagina: affezioni vulvovaginali. 
vulvovaginite   s.f.  (med.) infiammazione acuta o cronica della vulva e della vagina.
vumetro   s.m.  (fis.) strumento di misura ad ago, a diodi luminosi o a fluorescenza, presente su molti componenti delle apparecchiature di riproduzione ad alta fedeltà con la funzione di indicare l'intensità del segnale elettrico in ingresso o in uscita.
vuotacessi   non com. votacessi, s.m.  e f. invar.  chi per mestiere vuotava i pozzi neri; bottinaio.
vuotaggine   non com. votaggine, s.f.    • 1 •   l'essere vuoto, vacuo, privo di idee, di interesse    • 2 •   cosa insulsa, inconsistente.
vuotamento   rar. votamento, s.m.  (non com.) il vuotare, l'essere vuotato.
vuotapozzi   non com. votapozzi, s.m.  e f. invar.  chi per mestiere vuota e ripulisce i pozzi.
vuotare   non com. votare, v. tr.  [io vuòto  (antiq. o pop. io vòto) ecc. ; in tutta la coniugazione, -uò-  (antiq. o pop. -ò-) in posizione tonica, -uo-  (non com. -o-) in posizione atona] rendere vuoto, privare qualcosa del contenuto: vuotare un cassetto; vuotare una brocca, versarne il contenuto; vuotare un bicchiere, berne il contenuto o rovesciarlo; vuotare un piatto, mangiarne velocemente il contenuto; vuotare un negozio, la casa, sgombrarli; anche, svaligiarli | vuotare la borsa, le tasche a qualcuno, fargli spendere tutto il denaro che ha; anche, derubarlo di tutto | vuotare la sella, (ant.) cadere da cavallo: i cavallier di pregio e di gran pruova / votan le selle inanzi a sansonetto  (ariosto o. f.  xviii, 119) | vuotarsi v. rifl.  diventare vuoto, privo del contenuto, svuotarsi: la vasca s'è vuotata rapidamente; d'estate le città si vuotano, si spopolano.
vuotata   non com. votata, s.f.  il vuotare qualcosa, gener. per mettere ordine: dare una vuotata ai cassetti.  dim. vuotatina. 
vuotatore   non com. votatore, agg.  e s.m.  [f. -trice] che, chi vuota.
vuotatura   non com. votatura, s.f.  il vuotare, l'essere vuotato: la vuotatura di un recipiente. 
vuotazucchine   non com. votazucchine, s.m. invar.  coltello da cucina con lama a sezione semicircolare, usato per togliere la parte interna alle zucchine.
vuotezza   non com. votezza, s.f.  l'essere vuoto, vuotaggine (spec. fig.): vuotezza di idee, d'animo. 
vuoto   lett. o pop. voto, agg.    • 1 •   che non contiene nulla; che è privo del proprio contenuto: una bottiglia vuota; una scatola vuota; poltrona vuota, non occupata; appartamento vuoto, non abitato, sfitto, o senza mobili; teatro vuoto, senza spettatori, o con pochissimi spettatori | a mani vuote, (fig.) senza aver avuto od ottenuto quello che si sperava; senza portare nulla, senza regali o altro: restare, tornare a mani vuote; presentarsi, andare a una festa a mani vuote | testa vuota, (fig.) persona stupida o leggera, senza idee o interessi ' sentirsi la testa vuota, (fig.) essere molto stanchi e incapaci di concentrazione mentale | scena vuota, quando nessun personaggio è sulla scena | battuta vuota, (mus.) nella parte eseguita da uno strumento in un complesso, ciascuna delle battute durante le quali lo strumentista non suona | insieme vuoto, (mat.) che non contiene alcun elemento    • 2 •   (fig.) privo, mancante: frasi vuote di senso  | in partic., privo di significato, di idee, di contenuti: un discorso, uno stile vuoto; una vita vuota; giornate vuote    • 3 •   (arald.) si dice di figura rappresentata solo con la linea di contorno  s.m.    • 1 •   spazio vuoto; cavità: un vuoto nel muro; ci sono molti vuoti tra il pubblico, mancano molte persone; ritta vicino alla grata, con... le bianchissime dita intrecciate ne' voti  (manzoni p. s.  ix)    • 2 •   (fig.) mancanza, carenza: vuoto di potere; lasciare un vuoto incolmabile, andare via o morire, suscitando un grande rimpianto tra coloro che rimangono    • 3 •   recipiente vuoto: bisogna rendere i vuoti; vuoto a rendere, a perdere, da restituire o da non restituire al venditore    • 4 •   (filos.) lo spazio puro, privo di materia, postulato nell'antichità dai filosofi atomisti per spiegare il movimento degli atomi    • 5 •   spazio libero, sgombro, non occupato da corpi solidi: fissare il vuoto; essere sospeso nel vuoto; precipitare nel vuoto | cadere nel vuoto, (fig.) detto di parole, suggerimenti, proposte ecc., non essere raccolto, preso in considerazione | fare il vuoto intorno a sé, (fig.) rimanere isolato, far allontanare gli altri da sé anche, superare tutti per le proprie capacità    • 6 •   (fis.) condizione in cui si trova uno spazio privo di materia e di radiazioni, o contenente solo gas molto rarefatti: confezione sotto vuoto, preparazione di prodotti, spec. alimentari e farmaceutici, in recipienti chiusi privati il più possibile d'aria | vuoto spinto, quello prodotto con speciali apparecchiature, gener. a scopo scientifico | vuoto d'aria, (aer.) attenuazione dell'intensità di una corrente d'aria ascendente, che determina variazioni improvvise di quota degli aeromobili in volo    • 7 •   nella loc. avv. a vuoto, inutilmente, invano, senza effetto: parlare a vuoto; fare un tentativo a vuoto  | andare a vuoto, fallire, non avere effetto: un piano andato a vuoto  | mandare a vuoto, rendere vano, far fallire: mandare a vuoto un progetto, un tentativo | girare a vuoto, detto di ruote, ingranaggi e sim., girare liberamente, senza collegamenti con altri organi meccanici; (fig.) agire senza costrutto o risultati soddisfacenti, non essere di alcuna utilità | assegno a vuoto, (banc.) emesso senza adeguata copertura presso la banca | viaggiare a vuoto, senza carico di merci o senza passeggeri, detto di mezzi di trasporto § vuotamente avv.  in modo vuoto, banale, insignificante: parlare, vivere vuotamente. 
vuotometro   s.m.  (fis) strumento per la misurazione delle pressioni inferiori a quella atmosferica; vacuometro.
w   s.m.  o f.  ventitreesima lettera dell'alfabeto, il cui nome è vu doppio  o doppio vu; propria dell'alfabeto latino medievale, è entrata successivamente negli alfabeti di varie lingue moderne; in it. si incontra solo in parole straniere o semistraniere, dove è pronunciata come u  semivocale (water, west) o come v  (wafer, kiwi, watt) | w come washington, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle e abbreviazioni (p. e. w. c. , water closet; w. , per nomi propri come walter, wilma) | w. , (geog.) ovest (ingl. west) | w, (astr.) indica una particolare classe di stelle | w, (chim.) simbolo del wolframio (o tungsteno) | w, (fis.) simbolo del watt | w, simbolo di 'viva, evviva' (capovolta vale 'abbasso': m).
wafer   non com. vafer, s.m. invar.    • 1 •   varietà di biscotto formato da due cialde friabili che racchiudono uno strato di crema o cioccolato    • 2 •   in elettronica, piastrina molto sottile di silicio o di germanio sulla quale vengono fissati dispositivi a semiconduttori (diodi, circuiti integrati ecc.).
wagneriano   agg.  del musicista tedesco w. richard wagner (1813-1883), o che si riferisce alla sua musica, al suo stile  s.m.  [f. -a] seguace, ammiratore di wagner.
wagon-lit  wagon-lit s.m. invar.  carrozza ferroviaria con scompartimenti attrezzati a cabine con uno, due o tre letti; carrozza-letto, vettura-letto.
wagon-restaurant  wagon-restaurant s.m. invar.  carrozza ferroviaria attrezzata a salone ristorante.
wahhabismo   s.m.  (relig.) movimento rigorista islamico fondato in arabia nel sec. xviii che rifiuta tutte le pratiche non ispirate al corano e alla sunna.
wahhabita   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -i] seguace del wahhabismo.
waiting list   loc. sost. f. invar.  lista d'attesa (spec. quella di passeggeri in soprannumero in attesa di imbarco aereo).
walchiria    ⇨ valchiria.
walhall   o walhalla [pr.  / val'hala /], s.m. invar.  nella mitologia germanica, il paradiso degli eroi morti in battaglia, nel quale essi giungono guidati dalle valchirie e, tra esercizi d'armi e banchetti, si preparano alla battaglia finale in difesa del dio wotan.
walkie-cup  walkie-cup s.f. invar.  bicchiere di cartone cerato con coperchio e cannuccia nel quale possono essere trasportate bevande, da bersi passeggiando.
walkie-talkie  walkie-talkie s.m. invar.  radiotelefono portatile.
walkiria    ⇨ valchiria.
walkman   s.m. invar.  apparecchio stereofonico portatile per l'ascolto, mediante cuffia, di cassette registrate.
walk-over  walk-over s.m. invar.  nell'ippica, corsa in cui un cavallo rimane solo per il ritiro di tutti gli altri | in altri sport, gara in cui un corridore vince facilmente per la netta inferiorità degli avversari.
walser   s.m. pl.  abitanti di lingua tedesca del vallese svizzero e della valle di gressoney in val d'aosta  agg.  dei walser: dialetto walser. 
walzer   s.m. invar.  voce ted. comunemente adattata in valzer. 
wampum   s.m. invar.  presso le tribù pellirosse, ornamento costituito da una serie di conchiglie, usato non solo come monile, ma anche come moneta di scambio e come pegno di accordi stipulati.
wand   s.m. invar.  piccolo lettore ottico a forma di matita, usato alle casse dei negozi per rilevare i codici a barre degli articoli venduti.
wanted   agg. invar.  parola stampata su avvisi e manifesti accanto alla fotografia di una persona ricercata dalla polizia (spec. in film o telefilm americani).
wapiti   s.m. invar.  grande cervo dell'america settentrionale con corna molto sviluppate e mantello fulvo rossiccio nella parte anteriore, bianco nella posteriore (ord.  artiodattili).
war game   loc. sost. m. invar.    • 1 •   (mil.) battaglia simulata a tavolino, eseguita nelle accademie militari e nelle scuole di guerra come esercitazione di tattica bellica    • 2 •   qualunque gioco, elettronico o da tavolo, che simuli uno scontro armato fra truppe rivali.
warrant   s.m. invar.    • 1 •   nel linguaggio commerciale, nota di pegno    • 2 •   (fin.) tipo di opzione che dà al portatore la possibilità di acquistare un certo titolo entro un periodo e a un prezzo stabiliti.
wash-and-wear  wash-and-wear agg. invar.  si dice di tessuto di fibre sintetiche che, dopo essere stato lavato e asciugato, non richiede stiratura.
wash-board  wash-board s.m. invar.  strumento a percussione simile a un'asse da lavandaia, usato nelle più antiche forme di musica jazz.
wasp   s.m.  e f. invar.  negli stati uniti d'america, persona di pelle bianca di origine anglosassone e religione protestante, che si considera appartenente al nucleo originario e più importante della popolazione americana.
wassermann   s.f. invar.  (med.) reazione di ricerca che si effettua sul siero di sangue per accertare l'infezione sifilitica | usato anche come agg. invar.  : reazione wassermann. 
water   s.m. invar.    • 1 •   abbr.  di water-closet    • 2 •   il vaso di maiolica del gabinetto all'inglese.
water-closet  water-closet s.m. invar.  gabinetto all'inglese, cioè con vaso di maiolica e sciacquone.
waterloo   s.f. invar.  sconfitta grave, definitiva; disfatta.
waterpolista   s.m.  [pl. -sti] (sport) pallanuotista.
water-polo  water-polo s.m. invar.  (sport) pallanuoto.
waterproof   agg. invar.  impermeabile.
watt   s.m. invar.  (fis.) unità di misura della potenza elettrica nel sistema internazionale, pari alla potenza che dà origine alla produzione di energia di    • 1 •   joule in    • 1 •   secondo.
wattmetro   o wattometro [wat-to-me-tro; pr.  / vat'tometro /] s.m.  (fis.) strumento di misura della potenza elettrica, tarato in watt.
wattora   s.f.  (fis.) unità di misura di energia pari all'energia fornita in    • 1 •   ora dalla potenza di    • 1 •   watt.
wattorametro   s.m.  (fis.) strumento per misurare l'energia assorbita in un dato tempo da un circuito elettrico; contatore di energia.
wattsecondo   s.m.  (fis.) denominazione non scientifica del joule.
watusso   o vatusso, agg.  e s.m.  [f. -a]    • 1 •   che, chi appartiene a una popolazione di origine etiopica stanziata in ruanda, burundi e uganda, caratterizzata da altissima statura    • 2 •   (scherz.) si dice di persona magra e molto alta.
wavellite   s.f.  (min.) fosfato idrato di alluminio con struttura globulare raggiata, usato per l'estrazione di fosfati.
wa-wa  wa-wa s.f. invar.  speciale sordina per tromba usata dai sonatori di jazz.
web    ⇨ world wide web.
weber   s.m. invar.  (fis.) unità di misura del flusso di induzione magnetica nel sistema internazionale, pari al flusso di induzione che, concatenato con una sola spira, quando si annulla in    • 1 •   secondo induce in essa la forza elettromotrice di    • 1 •   volt.
weberiano   agg.  relativo a uno dei personaggi storici il cui cognome è weber; in particolare, al compositore tedesco c. m. von weber (1786-1826) o al sociologo tedesco m. weber (1864-1920).
weekend   anche week-end, s.m. invar.  fine settimana; in partic., il pomeriggio o l'intera giornata di sabato e la domenica, in quanto destinati al riposo e allo svago: andare in campagna per il weekend; fare un bel  (o un buon) weekend.
wehrmacht   s.f. invar.  denominazione delle forze armate della germania nazista.
welcome   inter.  benvenuto, benvenuti.
welfare   s.m. invar.    • 1 •   benessere: welfare pubblico    • 2 •   abbr. di welfare state. 
welfare state   loc. sost. m. invar.  (econ.) sistema sociale in cui lo stato garantisce a tutti i cittadini un livello minimo di reddito e l'accesso ai servizi ritenuti socialmente indispensabili.
welfarismo   s.m.  (econ.) tendenza favorevole al mantenimento o all'estensione dello stato del benessere; assistenzialismo.
well deck ship   loc. sost. f. invar.  (mar.) nave da carico nella quale il boccaporto della stiva si apre tra il castello di prua e il cassero centrale.
wellerismo   s.m.  frase sentenziosa, per lo più di tono scherzoso, che si attribuisce a un personaggio reale o immaginario (p. e.: «sento rumore» diceva brighella mentre lo bastonavano).
weltanschauung   s.f. invar.  (filos.) concezione, visione del mondo propria di un individuo, di un popolo o di un'età storica: il concetto di weltanschauung in w. dilthey. 
welter   s.m. invar.  (sport) nel pugilato e nella lotta, categoria di peso intermedia tra i pesi leggeri e i superwelter | (estens.) atleta che rientra in tale categoria di peso | si usa anche come agg. invar.  : peso welter. 
wertherismo   s.m.  (lett.) modo di sentire e di vivere segnato da ardente passionalità e da tormentosa irrequietezza.
wesleyano   agg.  che si riferisce all'ecclesiastico inglese john wesley (1705-1791), fondatore della chiesa metodista, o al suo pensiero teologico; per estens., metodista.
west   s.m. invar.  le regioni occidentali degli stati uniti e del canada: l'epoca della conquista del west. 
western   agg.  e s.m. invar.  si dice di film che ha per ambientazione le regioni occidentali degli stati uniti della seconda metà del sec. xix, e che narra storie avventurose i cui protagonisti sono soprattutto sceriffi, cow-boy e pellirosse; il genere cinematografico costituito da questi film | western all'italiana, filone cinematografico fiorente negli anni sessanta, che imitava i temi del genere western tradizionale, accentuandone di solito ironicamente e spettacolarmente gli aspetti più tipici.
whig   s.m. invar.  membro di un partito inglese fondato nel 1689, che rappresentava gli interessi della borghesia in contrasto con la vecchia aristocrazia e da cui, dopo il 1832, ebbe origine il partito liberale | anche come agg. invar.  : partito whig. 
whisky   o non com. whiskey, s.m. invar.  acquavite ottenuta dalla distillazione di mosti fermentati di uno o più cereali, spec. orzo, granturco, avena e segale; è prodotto tipico della scozia.
whist   s.m. invar.  gioco di carte inglese, di origine antica, simile al bridge.
who's who   loc. sost. m. invar.  pubblicazione in cui sono elencati in ordine alfabetico nomi di persone viventi distintesi in qualche campo, seguiti da una breve biografia.
widia   s.m. invar.  materiale costituito da un agglomerato sinterizzato di carburi di wolframio, molibdeno o tantalio con cobalto in funzione di legante; per la sua eccezionale durezza viene usato soprattutto per fabbricare placchette che costituiscono la parte tagliente di punte da trapano in grado di forare cemento, rocce ecc.
wigwam   s.m. invar.  tenda tipica dei pellirosse; è costituita da una serie di pali disposti in modo da formare una struttura conica o a cupola, ricoperta poi di pelli, stuoie o scorze d'albero.
wildcard   s.f. invar.  (inform.) simbolo che sostituisce un carattere o una stringa qualsiasi di caratteri; carattere jolly.
willemite   s.f.  (min.) silicato di zinco, contenente anche ferro e manganese, che si presenta in masse giallo-verdi o rossicce spesso fluorescenti, e che viene usato per l'estrazione dello zinco.
winch   s.m. invar.  (mar.) vinci.
winchester   ® s.m. invar.  denominazione di un tipo di carabina a ripetizione fabbricata negli stati uniti d'america e molto diffusa soprattutto per la sua maneggevolezza e rapidità di fuoco.
windsurf   s.m. invar.    • 1 •   tavola galleggiante munita di pinna e deriva mobile, in cui è inserito un albero con vela a tasca; il navigatore, in piedi, sfrutta la spinta del vento afferrandosi al boma arcuato; è detta anche tavola a vela    • 2 •   windsurfing.
windsurfer   s.m. invar.  (sport) windsurfista.
windsurfing   s.m. invar.  sport acquatico che si pratica con il windsurf.
windsurfista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] (sport) chi pratica il windsurfing.
wjm   s.f. invar.  lavorazione meccanica che si effettua mediante getti d'acqua ad alta pressione.
wolframio   o volframio, s.m.  (chim.) altro nome del tungsteno. 
wolframite   s.f.  (min.) minerale che si presenta in forma di cristalli tabulari o masse colonnari; è importante per l'estrazione del tungsteno (o wolframio).
won   s.m. invar.  unità monetaria della corea del nord e della corea del sud.
woofer   s.m. invar.  nei diffusori acustici ad alta fedeltà, altoparlante con cono di grande diametro, che serve per riprodurre la fascia di frequenza più bassa dello spettro udibile.
word processing   loc. sost. m. invar.  tecnica che consente di visualizzare testi scritti su uno schermo video e di elaborarli in vario modo e in varie fasi (correzione, inversione o sostituzione di paragrafi, marginatura, numerazione automatica delle pagine ecc) prima di stamparli; videoscrittura.
word processor   loc. sost. m. invar.  hardware e software necessari per la realizzazione di un word processing; sistema di videoscrittura.
work in progress   loc. sost. m. invar.  lavoro in corso di esecuzione, non ancora ultimato.
workshop   s.m. invar.  gruppo di lavoro; seminario di studi.
work song   loc. sost. m. invar.  (mus.) canto con cui gli schiavi neri statunitensi accompagnavano il lavoro nei campi; il genere costituito da questi canti, che con gli spiritual e i blues rappresentano il patrimonio più originale del folklore afroamericano.
work station   loc. sost. f. invar.  (inform.) terminale con proprie capacità di elaborazione, oppure elaboratore autonomo di elevata potenza e ampio corredo di periferiche, configurato per essere utilizzato da un solo utente per uno specifico tipo di applicazioni; stazione di lavoro.
world wide web   reso con la sigla www  o contratto in web, loc. sost. m. invar.  (inform.) in internet, tutte le risorse che possono essere raggiunte mediante il protocollo http (hypertext transport protocol) | usato anche come agg.  : sito web. 
wow   (1) s.m. invar.  nell'acustica dei sistemi elettromeccanici di riproduzione dei suoni, fluttuazione nelle basse frequenze dovuta a variazioni della velocità di rotazione del piatto di un giradischi o, in un magnetofono, della velocità di trascinamento del nastro magnetico.
wow   (2) inter.  (fam) esprime piacere, entusiasmo o divertito stupore.
wrestling   s.m. invar.  la lotta libera eseguita come forma di spettacolo.
würstel  würstel;s.m. invar.  salsiccia lunga e sottile di carne bovina, di solito affumicata; è prodotto tipico della germania e dell'austria.
x   s.m.  o f.  ventiquattresima lettera dell'alfabeto, il cui nome è ics; propria dell'alfabeto greco e latino, è entrata successivamente negli alfabeti di varie lingue moderne; in it. si incontra in grecismi e latinismi non assimilati, in parole straniere o semistraniere, e rappresenta il nesso di occlusiva velare sorda + spirante dentale sorda (xenofobia, xilofono, texano, mixer) | a x, a croce: gambe a x, storte, deformi | x come xeres, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | x, nella numerazione romana indica il 10; come ordinale vale `decimo' | x, (biol.) simbolo del cromosoma femminile | x, (mat.) simbolo indicante una variabile (indipendente) o una quantità indeterminata; nelle equazioni indica l'incognita; in un sistema di coordinate cartesiane, l'ascissa | raggi x, (fis.) raggi ro°ntgen | x, nei pronostici del totocalcio, indica pareggio | in funzione di agg.  si usa per indicare persona o cosa indeterminata o sconosciuta: fattore x | ora x, l'ora decisiva o molto attesa.
xantelasma   s.m.  [pl. - smi] (med.) xantoma della palpebra.
xantene   s.f.  (chim.) composto organico ossigenato a tre anelli esaatomici e tredici atomi di carbonio, costituente fondamentale di una classe di coloranti detti xantenici. 
xantenico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di composto derivato dallo xantene: colorante xantenico. 
xantina   s.f.  (chim.) alcaloide naturale con struttura derivante dalla purina, presente nei tessuti vegetali e nei secreti animali.
xanto-  xanto- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. xanthós  `giallo' (xantofilla).
xantoficee   s.f. pl.  (bot.) classe di alghe unicellulari o pluricellulari, che hanno colore verde giallastro per la presenza di xantofilla nel tallo | sing.  [-a] ogni alga appartenente a tale classe.
xantofilla   s.f.  (chim. biol.) pigmento giallo presente nelle foglie insieme alla clorofilla, e che appare con evidenza nelle foglie caduche autunnali.
xantogenato   s.m.  (chim.) sale o estere dell'acido xantogenico: xantogenato di cellulosa. 
xantogenico   agg.  [pl. m. -ci] (chim.) si dice di un acido derivato dall'acido carbonico per sostituzione di due atomi di ossigeno con zolfo e poi di un atomo di idrogeno con un radicale.
xantoma   s.m.  [pl. -mi] (med.) piccolo tumore cutaneo di colore giallastro, dovuto ad accumulo di derivati del colesterolo.
xantomatosi   s.f. invar.  (med.) malattia della pelle dovuta alla presenza di xantomi.
xantone   s.m.  (chim.) composto organico a struttura di chinone, usato come insetticida contro zanzare e termiti.
xantopsia   s.f.  (med.) disturbo visivo per cui gli oggetti appaiono colorati di giallo.
xenartri   s.m. pl.  (zool.) ordine di mammiferi con dentatura ridotta o incompleta, un tempo compresi fra gli sdentati; vi appartengono, tra gli altri, il formichiere, l'armadillo e il bradipo | sing.  [-o] ogni mammifero di tale ordine.
xeno   s.m.  elemento chimico di simbolo xe; è uno dei gas rari che si trovano nell'atmosfera.
xeno-  xeno- o seno-, primo elemento di parole composte della terminologia scientifica e dotta, dal gr. xénos  `straniero, ospite'; vale `straniero, estraneo, strano, ospite' (xenartri, xenofobia, xenoglossia, xenopo).
xenobio   s.m.  in biogeografia, organismo insediato eccezionalmente in un ambiente a cui, di norma, è estraneo; xenobionte.
xenobionte   s.m.  lo stesso che xenobio. 
xenobiosi   s.f.  (biol.) fenomeno per cui un animale si adatta a vivere nello stesso rifugio o nido di un altro animale di specie affine.
xenobiotico   agg.  e s.m.  [pl. m. -ci] si dice di sostanza priva di valore nutritivo, perciò inutilizzabile dal punto di vista energetico e nei processi di biosintesi.
xenodochio   o senodochio, s.m.  nel medioevo, ospizio nel quale si ospitavano gratuitamente forestieri e pellegrini.
xenodollaro   s.m.  (econ.) dollaro degli stati uniti d'america depositato presso banche operanti all'estero.
xenoecologia   s.f.  ramo dell'ecologia che studia le condizioni ambientali dello spazio extraterrestre e le possibilità che l'uomo ha di adattarvisi.
xenoecologico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla xenoecologia.
xenoecologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso di xenoecologia.
xenofilia   s.f.    • 1 •   tendenza a preferire tutto quello che è straniero    • 2 •   (zool.) caratteristica di un animale che vive in xenobiosi.
xenofilo   agg.    • 1 •   caratterizzato da xenofilia: gusti xenofili    • 2 •   (zool.) si dice di animale che pratica la xenofilia.
xenofobia   non com. senofobia, s.f.  odio, avversione per gli stranieri e per tutto ciò che è straniero.
xenofobico   non com. senofobico, agg.  [pl. m. -ci] di xenofobia, da xenofobo.
xenofobo   non com. senofobo, agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi prova xenofobia  agg.  che ae¯ ispirato a xenofobia: politica xenofoba, leggi xenofobe. 
xenogamia   s.f.  (bot.) impollinazione incrociata che si compie tra fiori portati da individui diversi di una stessa specie.
xenoglossia   non com. senoglossia, s.f.  fenomeno di tipo medianico per cui una persona, in particolari circostanze, parla una o più lingue che normalmente ignora.
xenolite   s.f.  (geol.) roccia estranea contenuta in una massa litoide di origine magmatica posteriore.
xenopo   s.m.  (zool.) genere di anfibi anuri africani, lunghi dai    • 3 •   ai 20 cm, con corpo estremamente liscio e provvisto di membrane natatorie; conducono vita subacquea.
xenotrapianto   s.m.  (med.) trapianto di un organo tra individui appartenenti a specie diverse.
xenotrapiantologia   s.f.  branca della trapiantologia che impianta organi appartenenti a individui di una specie su individui di un'altra specie (p. e.  organi di primati sull'uomo).
xenovaluta   s.f.  (econ.) valuta depositata presso banche operanti al di fuori del paese d'origine.
xeres   s.m. invar.  vino secco spagnolo di gradazione elevata; corrisponde allo sherry ambrato.
xero-  xero- primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico moderno, dal gr. xerós  `secco'; vale `secco, arido' (xerofito), oppure `a secco' (xerografia).
xerobio   agg.  (biol.) che vive, che può vivere in ambiente arido: fauna, flora xerobia   s.m.  ambiente biologico caratterizzato da scarsezza díacqua.
xerocopia   s.f.  copia xerografica.
xerocopiare   v. tr.  [io xerocúpio ecc] riprodurre col procedimento della xerografia: xerocopiare un documento, un disegno. 
xerocopiatrice   s.f.  macchina per fare xerocopie.
xeroderma   s.m.  [pl. -mi] (med.) affezione cutanea caratterizzata da abnorme secchezza della pelle e fine desquamazione.
xerofilo   agg.  (biol.) si dice di organismo animale o vegetale che predilige i luoghi aridi.
xerofito   agg.  (bot.) si dice di organismo vegetale che si adatta a un clima e a un suolo costantemente aridi.
xeroftalmia   s.f.  (med.) stato di particolare secchezza della congiuntiva e della cornea che deriva da una trasformazione dell'epitelio congiuntivale; xeroftalmo.
xeroftalmico   agg.  [pl. m. -ci] (med.) di xeroftalmia.
xeroftalmo   s.m.  (med.) xeroftalmia.
xerografia   s.f.  procedimento di stampa a secco effettuato mediante macchine che utilizzano l'elettricità statica; si impiega per la riproduzione di documenti.
xerografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla xerografia: procedimento xerografico  | ottenuto per mezzo della xerografia: copia xerografica. 
xeroradiografia   s.f.  procedimento radiografico che consente di ottenere radiogrammi di tipo xerografico invece che fotografico.
xeroradiografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a xeroradiografia.
xeroradiogramma   s.m.  [pl. -mi] registrazione ottenuta mediante xeroradiografia.
xerosfera   s.f.  (geog.) l'ambiente climatico dei deserti.
xerosi   s.f.  (med.) trasformazione dell'epitelio della congiuntiva che dà origine alla xeroftalmia.
xerotermo   agg.  (biol.) si dice di organismo vegetale che si adatta a un clima con forti escursioni termiche, e prevalentemente secco.
xerotipia   s.f.  lo stesso, ma meno com., che xerografia. 
xerotipico   agg.  [pl. m. -ci] lo stesso, ma meno com., che xerografico. 
xifoide   agg.  e s.m.  o f.  (anat.) si dice dell'appendice inferiore dello sterno.
xifoideo   agg.  (anat.) dello xifoide.
xifosuri   s.m. pl.  (zool.) ordine di artropodi marini, lunghi fino a 60 cm e assai simili ai crostacei, cui appartiene il limulo (cl.  merostomi) | sing.  [-o] ogni artropode di tale ordine.
xilano   s.m.  (chim.) ogni appartenente a una classe di polisaccaridi formati dall'associazione di molecole di xilosio, che si trovano spesso insieme alla cellulosa del legno.
xilema   s.m.  [pl. -mi] (bot.) la parte legnosa dei vegetali.
xilematico   agg.  [pl. m. -ci] (bot.) relativo allo xilema; legnoso.
xilene   s.m.  (chim.) nome comune a tre derivati dimetilici del benzene, ottenuti per distillazione del catrame di carbon fossile o per reforming delle nafte, e usati come solventi e nella produzione di materie plastiche.
xilenolo   s.m.  (chim.) ogni composto derivato da uno dei tre xileni per sostituzione di un atomo di idrogeno dell'anello benzenico con un ossidrile.
xilidina   s.f.  (chim.) ogni composto derivato da uno dei tre xileni per sostituzione di un atomo di idrogeno dell'anello benzenico con un gruppo amminico primario.
xilo-  xilo- ' silo-.
xilofago   o silofago, agg.  [pl. m. -gi] (zool.) si dice di animale che si ciba di legno: i tarli sono xilofagi. 
xilofonista   o silofonista, s.m.  e f.  [pl. m. -sti] suonatore di xilofono.
xilofono   o silofono, s.m.  strumento musicale costituito da una serie di tavolette di legno di diversa lunghezza e disposte in scala dalla più lunga alla più corta, che si percuotono con due mazzuoli.
xilografia   e deriv.  ' silografia e deriv. 
xilolite   s.f.  legno artificiale ottenuto per elevata compressione di cascami vegetali (p. e.  segatura), materiale inerte (p. e.  talco) e un adesivo; dotato di buona compattezza e resistenza, viene usato per rivestimenti, pavimentazione ecc.
xilolo   s.m.  (chim.) nome antiquato dello xilene. 
xilologia   e deriv.  ' silologia e deriv. 
xilomarimba   s.f.  (mus.) strumento che può offrire sia le caratteristiche sonore dello xilofono, sia quelle della marimba; largamente impiegato nel jazz, è talora usato anche nella musica colta contemporanea.
xilosio   s.m.  (chim.) zucchero a cinque atomi di carbonio, usato nella concia delle pelli e nell'alimentazione dei diabetici.
xiloteca   ' siloteca.
xoanon   s.m.  [pl. xòana] statua lignea destinata al culto, oppure votiva, appartenente alla fase più antica e primitiva dell'arte greca.
xografia   s.f.  (foto.) sistema di stampa a effetto tridimensionale che si ottiene da due fotografie stereoscopiche dello stesso soggetto.
xografico   agg.  [pl. m. -ci] (foto) di, relativo a xografia.
y   s.m.  o f.  venticinquesima lettera dell'alfabeto, il cui nome è ipsilon  (non com. ypsilon, antiq. o pop. ipsilonne) o i greco; propria dell'alfabeto greco e latino, è entrata successivamente negli alfabeti di varie lingue moderne; in it. si incontra solo in parole straniere o semistraniere, in cui rappresenta la semivocale i  (yankee, yard, yemenita), raramente la vocale i  (yprite, ytterbio) | y come yacht, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle e abbreviazioni (p. e. ny, sigla dello stato di new york (usa); y. c. i. , yachting club d'italia) | y, (chim.) simbolo dell'ittrio | y, (biol.) simbolo del cromosoma maschile | y, (mat.) simbolo indicante una variabile; in un'equazione in cui compaia anche la x, rappresenta la variabile dipendente; in un sistema di coordinate cartesiane, l'ordinata.
yacht   s.m. invar.  grossa imbarcazione privata da diporto, a vela o a motore; panfilo.
yachting   s.m. invar.  la navigazione da diporto | lo sport della navigazione da diporto, spec. a vela.
yachtsman   s.m. invar.  chi pratica lo yachting.
yak   s.m. invar.  mammifero ruminante del tibet, simile a un grosso bue gibboso, con mantello scuro formato da peli lunghissimi e ondulati, testa piccola, corna lisce (ord.  artiodattili).
yamatologia   e deriv.   ⇨ iamatologia e deriv. 
yang   s.m. invar.  nel taoismo, una delle due energie primarie complementari e opposte che determinano il mutamento e il divenire di tutte le cose; rappresenta il principio maschile e positivo (si contrappone a yin): il simbolo dello yin-yang. 
yankee   s.m.  e f. invar.  soprannome dato dagli inglesi agli abitanti della nuova inghilterra nel sec. xviii, passato poi a significare persona conservatrice, abile negli affari ecc.; divenne più tardi l'appellativo con cui i sudisti chiamavano i nordisti durante la guerra di secessione | oggi, americano degli stati uniti (per lo più scherz.  o spreg. , a seconda del contesto)  agg.  (scherz.  o spreg.) americano statunitense: parlare inglese con accento yankee. 
yard   s.m.  o f. invar.  unità di misura lineare inglese, pari a m 0,914; iarda.
yatagan   o iatagan, s.f. invar.  sciabola corta con lama ricurva a un solo taglio, che era tipica dei giannizzeri turchi.
yawl   s.f. invar.  iolla.
yé  -yé yé-yé;o ye-ye, inter.  intercalare caratteristico di certa musica leggera in voga nella prima metà degli anni sessanta  s.m. invar.  lo stile vocale della musica leggera caratterizzata da questo intercalare  agg. invar.  si diceva dei comportamenti, dell'abbigliamento, dello stile di vita dei cantanti ye-yé e dei loro giovani imitatori e ammiratori di quel tempo: ragazza, moda ye-ye. 
yearling   s.m.  puledro da corsa di un anno di età.
yemenita   agg.  [pl. m. -ti] dello yemen del nord o dello yemen del sud  s.m.  e f.  abitante, nativo dello yemen.
yen   s.m. invar.  unità monetaria del giappone.
yes-man  yes-man s.m. invar.  persona che per servilismo dice sempre sì ai suoi superiori, non esprime mai pareri in disaccordo con i loro.
yeti   s.m.  essere simile a un uomo gigantesco che si dice sia stato avvistato più volte nel versante sud dell'himalaya; è detto anche abominevole uomo delle nevi. 
yiddish   o jiddish, s.m.  lingua popolare parlata dalla comunità degli ebrei ashkenaziti; è un dialetto tedesco che fonde antichi elementi ebraico-aramaici con altri neolatini e slavi; si scrive in caratteri ebraici e possiede una copiosa produzione letteraria | anche come agg. invar.  : lingua, letteratura, cultura yiddish. 
yin   s.m. invar.  nel taoismo, una delle due energie primarie complementari e opposte che determinano il mutamento e il divenire di tutte le cose; rappresenta il principio femminile e negativo (si contrappone a yang).
ylang-ylang  ylang-ylang s.m. invar.  olio essenziale, usato in profumeria, che si estrae dai fiori della pianta indomalese cananga odorata  (fam.  anonacee).
yoga   s.m. invar.  metodo di autodisciplina che costituisce un vero e proprio sistema filosofico dell'induismo e viene praticato anche dal giainismo e dal buddhismo; attraverso l'esercizio di virtù etiche e di tecniche fisiche, mira a condurre lo spirito alla concentrazione, alla preghiera contemplativa e all'unione con l'assoluto | nell'uso corrente, insieme di esercizi respiratori e ginnici ispirati alle tecniche dello yoga, che oggi vengono praticati in campo sia sportivo sia medico  agg. invar.  dello yoga: posizioni yoga. 
yoghin    ⇨ yogin.
yoghurt    ⇨ yogurt.
yogin   o yoghin, s.m.  e f. invar.  chi pratica lo yoga.
yogurt   meno com. iogurt e yoghurt, s.m. invar.  latte coagulato per azione di vari fermenti, originario della bulgaria; è usato sia come alimento, sia come depurativo nei casi di intossicazioni intestinali e disturbi della digestione.
yogurtiera   s.f.  piccolo elettrodomestico per preparare in casa lo yogurt dal latte, mediante i fermenti vivi contenuti in qualche tipo di yogurt prodotto industrialmente.
yohimbe   s.f. invar.  albero tropicale delle rubiacee, diffuso in africa occidentale, dalla cui corteccia si ricava una sostanza usata dagli indigeni come eccitante e afrodisiaco; la droga stessa tratta dalla corteccia della pianta.
yohimbina   s.f.  (chim.) alcaloide, ricavato dalla corteccia di yohimbe, dotato di azione vasodilatatoria.
yole    ⇨ iole.
yorkshire   s.m.    • 1 •   razza suina inglese molto pregiata    • 2 •   abbr. corrente di yorkshire terrier. 
yorkshire terrier   loc. sost. m. invar.  cane da compagnia di taglia piccola, dal folto pelame serico di colore blu acciaio, con focature dorate, specie sulla testa.
younghiano   agg.  del poeta inglese e. young (1683-1765), o che si riferisce alla sua opera, al suo stile.
yo-yo  yo-yo ®, o iò-iò, s.m. invar.  giocattolo costituito da un disco di legno o di plastica con una profonda scanalatura, entro cui si avvolge una cordicella che si tiene in mano al capo estremo in modo che, lasciando cadere il disco, questo rotola lungo la cordicella che si svolge, e per inerzia continua a rotolare anche quando la cordicella si è svolta tutta, riavvolgendosi quindi all'insù e così via, alternatamente.
yprite    ⇨ iprite.
ypsilon    ⇨ ipsilon.
ytterbio    ⇨ itterbio.
yttrio    ⇨ ittrio.
yüan  yüan;s.m. invar.  unità monetaria della repubblica popolare cinese, la cui denominazione ufficiale è renminbi. 
yucca   s.f.  (bot.) genere di piante perenni diffuse nell'america settentrionale, con tronco alto da uno a più metri, foglie coriacee, spesso spinose all'apice, e fiori in pannocchie bianchi, di colore giallo-chiaro o violaceo; da alcune specie si ricavano fibre tessili (fam.  liliacee).
yuppie   s.m.  e f. invar.  (scherz.) giovane manager efficiente e carrierista | usato anche come agg. invar.  : look yuppie. 
yuppismo   s.m.  atteggiamento da yuppie (spec. scherz.  o spreg).
yurta   s.f.  tenda circolare a cupola, costituita da un'intelaiatura di bastoni incurvati e incrociati, ricoperta con strati di feltro e pelli; è tipica delle popolazioni mongole.
yuyu   s.m. invar.  piccola barca in uso nei porti e lungo le coste cinesi, manovrata da un solo uomo con un remo a poppa.
z   s.f.  o m.  ventiseiesima e ultima lettera dell'alfabeto (ventunesima dell'alfabeto italiano tradizionale), il cui nome è zeta; rappresenta l'affricata alveolare sorda (zio, marzo, partenza, azione, pazzo) o l'affricata alveolare sonora (zero, garza, analizzare, razzo) | z come zara, nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. z  è sigla automobilistica dello zambia) e abbreviazioni (z. d. g. , zona di guerra; z. , per nomi propri di persona come zaccaria, zeno, zaira  | z, (mat.) simbolo letterale di incognita, variabile o coordinata (si usa dopo x  e y) | z, (fis.) simbolo dell'impedenza.
zabaione   o zabaglione, s.m.    • 1 •   crema che si ottiene cuocendo a bagnomaria rosso d'uovo montato con zucchero e diluito con marsala o altro vino liquoroso: sbattere uno zabaione; paste, caramelle, gelato allo zabaione  | (estens.) liquore a base di zabaione: un bicchierino di zabaione.  dim. zabaioncino    • 2 •   (fig.) mescolanza disordinata di idee, parole in uno scritto o in un discorso.
zabro   s.m.  insetto coleottero di piccole dimensioni con corpo ovale allungato di colore nerastro; è dannoso alle graminacee e in particolare alle piante di frumento, delle quali divora i germogli.
zac   inter.  voce onom. che riproduce il rumore di un colpo secco, spec. se dato con un oggetto tagliente: zac!, con un colpo di scure tagliò il ramo. 
zacchera   s.f. , antiq. zacchero s.m. ,    • 1 •   schizzo di fango sui vestiti o sulle scarpe; pillacchera: ha un abito pieno di zacchere    • 2 •   (fig. non com.) inezia, bagattella, cosa da nulla.
zaccherone   s.m.  [f. -a] (fam.) chi s'inzacchera | (estens.) persona trasandata, sudicia.
zaccheroso   agg.  pieno di zacchere, inzaccherato: un vestito zaccheroso. 
zacchete   inter.  voce onom. analoga a zac. 
zaff    ⇨ zaffe.
zaffara    ⇨ zaffera.
zaffarancio   s.m.  negli antichi velieri da guerra, manovra di sgombero delle brande per approntare la nave al combattimento.
zaffare   v. tr.  turare o tamponare con uno zaffo: zaffare una botte; zaffare una ferita. 
zaffata   (1) s.f.    • 1 •   ondata improvvisa di cattivo odore: una zaffata di tanfo    • 2 •   getto o spruzzo di liquido o di sostanza gassosa che colpisce d'un tratto: essere investito da una zaffata di fumo. 
zaffata   (2) s.f.  (non com.) rimprovero, rabbuffo.
zaffatura   s.f.  lo zaffare, l'essere zaffato.
zaffe   o zaff, inter.  voce onom. che riproduce il rumore di un colpo secco e improvviso, o indica il gesto rapido con cui si afferra o si sottrae qualcosa: si avvicinò e zaffe! le prese la borsa. 
zaffera   o zaffara, s.f.  vernice di colore turchino cupo o violetto, usata nell'industria della maiolica.
zafferanato   agg.  (non com.)    • 1 •   che contiene zafferano: risotto zafferanato    • 2 •   che ha il colore dello zafferano.
zafferano   s.m.    • 1 •   pianta erbacea con fiori violacei a imbuto, i cui stimmi essiccati costituiscono una droga in forma di polvere gialla, usata in medicina e in cucina come condimento aromatizzante; croco (fam.  iridacee)    • 2 •   la droga stessa: risotto allo zafferano   agg. invar.  di colore giallo carico come quello della polvere di zafferano: una tuta zafferano | gabbiano zafferano, varietà di gabbiano dal piumaggio giallo.
zafferanone   s.m.  (bot.) lo stesso che cartamo. 
zaffete   inter.  voce onom. analoga a zaffe. 
zaffirino   agg.  (non com.)    • 1 •   di zaffiro: pietra zaffirina    • 2 •   simile a zaffiro, che ha il colore dello zaffiro: cielo zaffirino. 
zaffiro   ant. saffiro, s.m.    • 1 •   varietà di corindone di colore azzurro trasparente, usata come pietra preziosa | zaffiro d'acqua, pietra dura di colore azzurro chiaro, simile allo zaffiro ma di composizione chimica differente    • 2 •   colore azzurro limpido e trasparente: occhi, cielo di zaffiro; dolce color d'oriental zaffiro, / che s'accoglieva nel sereno aspetto / del mezzo, puro infino al primo giro  (dante purg.  i, 13-15).
zaffo   (1) s.m.    • 1 •   tappo di legno di forma tronco-conica, rivestito di stoppa o di tessuto, usato per chiudere il foro della botte o del tino; anche, sorta di cavicchio con cui si chiude la cannella della botte    • 2 •   batuffolo di cotone o di garza che si adopera per tamponare emorragie o per medicazioni    • 3 •   (mar.) tappo dell'alleggio.
zaffo   (2) s.m.  (ant.) sbirro, sgherro.
zafra   s.f.  la raccolta della canna da zucchero a cuba.
zagaglia   s.f.  arma primitiva simile a una lancia piccola e leggera, con punta di ferro a foglia di olivo: questo la inconscia zagaglia barbara / prostrò  (carducci).
zagagliata   s.f.  (rar.) colpo di zagaglia.
zaganella   s.f.  (ant.)    • 1 •   fune molto grossa    • 2 •   beffa, scherno.
zagara   s.f.  il fiore degli agrumi, spec. dell'arancio e del limone | l'essenza estratta da tali fiori.
zagarella   s.f.    • 1 •   (ant.) fettuccia, nastro    • 2 •   striscia scura lungo la schiena degli equidi, spec. degli asini.
zaidita   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -ti] che, chi appartiene a una setta musulmana sciita moderata, attualmente diffusa nello yemen.
zaino   (1) s.m.    • 1 •   sacco di materiale impermeabile o di grossa tela per riporvi arnesi, provviste, vestiario ecc.; si porta appeso alle spalle per mezzo di apposite cinghie ed è usato spec. da soldati, alpinisti, escursionisti: zaino in spalla!, zaino a terra!, comandi militari; zaino affardellato, che contiene tutto il corredo di un militare | a zaino, si dice di oggetti che si possono portare sulla schiena, appesi alle spalle come uno zaino, o anche di oggetti che ne ricordano la forma: pompa a zaino  recipiente portatile munito di pompa a mano e tubo con spruzzatore, usato in agricoltura per irrorare le piante con antiparassitari liquidi; serbatoio a zaino, tipo di serbatoio per l'acqua di scarico del water-closet. dim. zainetto    • 2 •   (non com.) sacco di pelle di capra o di pecora, con la parte pelosa all'esterno, usato dai pastori.
zaino   (2) agg.  si dice del mantello del cavallo, quando è di colore unico, senza macchie.
zairese   agg.  e s.m.  e f.  zairiano.
zairiano   agg.  dello zaire  s.m.  [f. -a] abitante, nativo dello zaire.
zama   s.f.  nome comune a un gruppo di leghe zinco-alluminio a elevato contenuto di zinco e con piccole quantità di rame e manganese, usate nella produzione di getti in conchiglia a pressofusione (p. e.  maniglie, rubinetti e sim.) che non richiedono grande resistenza meccanica.
zamberlucco   s.m.  [pl. -chi] larga e lunga sopravveste con cappuccio, usata un tempo dai turchi e dai popoli orientali in genere.
zambiano   agg.  dello zambia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo dello zambia.
zambo   s.m. invar.  meticcio americano i cui genitori sono uno indio e l'altro nero di origine africana.
zambra   s.f.  (ant.)    • 1 •   camera    • 2 •   gabinetto di decenza.
zambracca   o zambraccola [zam-bràc-co-la], s.f.  (ant.)    • 1 •   cameriera sudicia e sciatta    • 2 •   (estens.) prostituta.
zampa   s.f.    • 1 •   ciascuno degli arti degli animali; in partic., la parte dell'arto che tocca terra: le zampe del cavallo, del cane, della gallina, della mosca; le zampe anteriori, posteriori dei quadrupedi; animale a due, a quattro zampe; alzare, allungare le zampe  | in cucina, la parte inferiore dell'arto, dal ginocchio in giù: una zampa di maiale arrosto | zampe di gallina, (fig.) rughe sottili che si formano intorno agli occhi | a zampa di gallina, (fig.) si dice di scrittura brutta e illeggibile. dim. zampetta, zampetto  (m.), zampina, zampino  (m.) accr. zampona, zampone  (m.) pegg. zampaccia    • 2 •   spec. pl.  (scherz.) gamba dell'uomo: camminare a quattro zampe, carponi; andare a zampe all'aria, cadere rovinosamente; (fig.) fallire | mano dell'uomo: qua la zampa!; giù le zampe!, si dice in tono minaccioso a chi cerca di mettere le mani su qualcosa    • 3 •   (non com.) gamba, piede di un mobile: le zampe della sedia, dell'armadio    • 4 •   struttura o dispositivo che per forma o funzione ricorda l'arto di un animale: zampa di lepre, tratto piegato della rotaia di uno scambio; zampa di ragno, nei cuscinetti a strisciamento, ciascuna delle scanalature attraverso le quali si distribuisce il lubrificante; zampa di gallo, sostegno a forma di treppiede usato nelle fornaci per poggiarvi le ceramiche durante la cottura.
zampare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto di animali, spec. cavalli, battere il terreno da fermo, con la zampa anteriore, per inquietudine o impazienza | (non com.) tirare calci, dare zampate    • 2 •   (rar.) detto di persone, battere i piedi rumorosamente.
zampata   s.f.    • 1 •   colpo dato con la zampa | la zampata del leone, (fig.) azione particolarmente efficace con cui una persona esperta risolve una situazione; colpo vincente    • 2 •   (estens.) riferito a persona, calcio o manata violenta (per lo più scherz.): affibbiare una zampata a qualcuno  | (fig. non com.) villania, sgarbo: non fa che dare zampate a destra e a manca    • 3 •   orma lasciata dalla zampa di un animale: le zampate dei buoi sul terreno. 
zampeggiare   v. intr.  [io zampéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) battere il suolo con la zampa.
zampettare   v. intr.  [io zampétto ecc. ; aus. avere]    • 1 •   camminare muovendo rapidamente le zampe (detto di animali piccoli)    • 2 •   (scherz.) camminare a piccoli passi, saltellare (detto spec. di bambini).
zampetto   s.m.    • 1 •   dim.  di zampa    • 2 •   (gastr.) zampa macellata e lessata del maiale, del vitello o dell'agnello.
zampillamento   s.m.  (non com.) lo zampillare.
zampillante   part. pres.  di zampillare  agg.  che zampilla: acque zampillanti. 
zampillare   v. intr.  [aus. essere  e avere] uscir fuori a zampillo: l'acqua zampilla dalla roccia; il sangue zampillava dalla ferita. 
zampillio   s.m.    • 1 •   insieme di molti zampilli    • 2 •   uno zampillare continuo.
zampillo   s.m.  getto, per lo più sottile, di acqua o di altro liquido che esce con impeto da una stretta apertura e si innalza alquanto per ricadere poi in basso: gli zampilli della fontana. 
zampino   s.m.  dim. di zampa | mettere lo zampino in una faccenda, (fig.) intromettervisi in modo più o meno coperto per far volgere le cose secondo le proprie intenzioni | il diavolo ci ha messo lo zampino, (fig.) si dice quando un progetto non si è realizzato per un accidente imprevisto | prov.  : tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. 
zampirone   s.m.    • 1 •   spirale composta di sostanze la cui lenta combustione produce un fumo che uccide o allontana le zanzare e altri insetti    • 2 •   (scherz.) sigaretta di tabacco scadente.
zampogna   ant. o poet. sampogna, s.f.  strumento a fiato di origine pastorale simile alla cornamusa; è costituito da una o più canne sonore fissate ad altrettante aperture di un otre di pelle, entro cui si accumula l'aria immessavi dal suonatore tramite un cannello o un mantice manovrato con il braccio.
zampognare   v. intr.  [io zampógno ecc. ; aus. avere] (non com.) suonare la zampogna.
zampognaro   s.m.  suonatore di zampogna.
zampone   s.m.    • 1 •   accr.  di zampa    • 2 •   (gastr.) salume fresco di pasta grossa, insaccato nella cotenna della zampa del maiale, che si mangia lessato e tagliato a fette; è una specialità di modena.
zana   s.f.  (tosc.)    • 1 •   cesta di forma ovale poco profonda, fatta di stecche di legno intrecciate. dim. zanella    • 2 •   ciò che è contenuto in tale cesta: una zana di frutta    • 3 •   culla usata in passato nelle campagne, formata da una cesta posta su due supporti di legno convessi, in modo da poter dondolare.
zanca   s.f.    • 1 •   (ant.) gamba: volse la testa ov'elli avea le zanche  (dante inf.  xxxiv, 79)    • 2 •   pl.  (ant.) trampoli    • 3 •   (tecn.) estremità ricurva di una leva o di un'asta | in edilizia, pezzo metallico ricurvo a un'estremità, atto a fissare saldamente un elemento alle strutture murarie.
zanella   (1) s.f.  (tosc.)    • 1 •   dim.  di zana    • 2 •   fossetta che corre lungo una strada; cunetta | nelle stalle, la fossetta per raccogliere i rifiuti liquidi.
zanella   (2) s.f.  tessuto leggero di cotone, usato soprattutto per fodere.
zangola   s.f.  apparecchio costituito essenzialmente da un recipiente cilindrico di legno o di metallo, entro cui, mediante un agitatore, si sbatte la crema di latte per trasformarla in burro | (estens.) recipiente di legno o di altro materiale, di forma simile, destinato a vari usi.
zangolatore   s.m.  [f. -trice] nei burrifici, l'operaio addetto al funzionamento della zangola.
zangolatura   s.f.  fase della produzione del burro consistente nello sbattere la crema di latte.
zangone   s.m.  (non com.) forcaccio.
zanna   ant. sanna, s.f.    • 1 •   ciascuno dei due denti grossi e lunghi che sporgono dalla bocca di alcuni animali: le zanne dell'elefante, del cinghiale    • 2 •   (estens.) ciascuno dei denti dei grandi carnivori; in partic., ciascuno dei canini: le zanne dell'orso, del leone    • 3 •   (scherz.  o spreg.) ciascuno dei denti dell'uomo, soprattutto se lunghi e grossi; anche in usi espressivi, per indicare voracità o ferocia: affondare le zanne in qualcosa, divorarla; mostrare le zanne, assumere un atteggiamento minaccioso, aggressivo    • 4 •   dentaruolo.
zannata   (1) s.f.    • 1 •   colpo di zanna    • 2 •   il segno lasciato da tale colpo.
zannata   (2) s.f.  (non com.) azione, discorso da zanni; sciocchezza, pagliacciata.
zannesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da zanni: scherzo zannesco. 
zanni   s.m.    • 1 •   (teat.) personaggio della commedia dell'arte che rappresenta il servo scaltro e imbroglione, oppure il servo sciocco o finto sciocco dalle trovate burlesche e ridicole    • 2 •   (estens. rar.) buffone, pagliaccio: fare lo zanni. 
zannuto   ant. sannuto, agg.    • 1 •   che è fornito di zanne: ciriatto sannuto  (dante inf.  xxi, 122)    • 2 •   (scherz.  o spreg.) si dice di persona che abbia denti lunghi e grossi.
zanzara   s.f.    • 1 •   insetto dal corpo sottile con zampe e antenne lunghe e filiformi, frequente soprattutto nei luoghi umidi; la femmina punge l'uomo e gli animali per succhiarne il sangue (ord.  ditteri) | zanzara anofele  (o della malaria), che trasmette il plasmodio malarico. dim. zanzaretta, zanzarina, zanzarino  (m.) accr. zanzarona, zanzarone  (m.)    • 2 •   (fig.) persona noiosa, fastidiosa, dispettosa: quel bambino è una zanzara. 
zanzaricida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] si dice di insetticida specifico per le zanzare.
zanzariera   s.f.  velo leggero o rete metallica a maglie molto fitte che si mette intorno al letto o si fissa alle finestre per difendersi dalle zanzare.
zanzariere   s.m.  (non com.) zanzariera.
zanzarifugo   agg.  e s.m.  [pl. m. -ghi] si dice di prodotto che tiene lontano le zanzare.
zanzarone   s.m.    • 1 •   accr.  di zanzara    • 2 •   (pop.) tipula.
zanzero   s.m.  (ant.) compagno di baldoria: e' si vuole alquanto sollazzar con suoi zanzeri  (boccaccio dec.  ix, 8).
zapateado   s.m.  (mus.) danza popolare spagnola già nota nel xvi sec., di andamento vivace, in tempo ternario, eseguita battendo i talloni per segnare il ritmo.
zappa   s.f.    • 1 •   attrezzo agricolo manuale che consiste in una lama, per lo più di forma trapezoidale o rettangolare leggermente incurvata, infilata perpendicolarmente in un manico di legno; serve a rompere le zolle, fare solchi ecc. | zappa meccanica, zappatrice | darsi la zappa sui piedi, (fig.) danneggiare involontariamente sé stesso. dim. zappetta, zappetto  (m.), zappina, zappino  (m.) accr. zappona, zappone  (m.) pegg. zappaccia    • 2 •   (mil.) trincea piuttosto stretta, scavata molto vicino alle postazioni nemiche    • 3 •   in piemonte, nome di una rete usata per la pesca delle lamprede.
zappacavallo   s.f.  [pl. zappecavallo] macchina agricola a trazione animale, usata spec. in passato per la sarchiatura del terreno.
zappadore    ⇨ zappatore.
zappamento   s.m.  (non com.) lo zappare; zappatura.
zappare   v. tr.    • 1 •   lavorare la terra con la zappa; per estens., lavorare la campagna, fare il contadino (anche assol.): zappare l'orto; mettersi a zappare; dopo aver lavorato in fabbrica è tornato a zappare    • 2 •   (ant.) fare opere di fortificazione; scavare trincee    • 3 •   (non com.) zampare    • 4 •   (fig.) suonare uno strumento, scrivere o esercitare un'altra attività in modo rozzo, maldestro.
zappata   s.f.    • 1 •   colpo dato con la zappa: darsi una zappata sul piede    • 2 •   il lavorare la terra con la zappa: l'orto ha bisogno di una buona zappata.  dim. zappatina. 
zappaterra   s.m. invar.    • 1 •   chi zappa la terra; per estens., contadino    • 2 •   (fig.) persona rozza, ignorante, maleducata.
zappatore   ant. zappadore, s.m.    • 1 •   [f. -trice] chi per mestiere zappa la terra; per estens., contadino: e intanto riede alla sua parca mensa, / fischiando, il zappatore  (leopardi il sabato del villaggio  28-29)    • 2 •   soldato addetto a scavare trincee, gallerie ecc.  agg.  che zappa o è addetto a zappare: soldato zappatore. 
zappatrice   s.f.  lo stesso che sarchiatrice. 
zappatura   s.f.    • 1 •   lo zappare, l'essere zappato    • 2 •   la terra smossa zappando.
zappetta   s.f.    • 1 •   dim.  di zappa.  dim. zappettina    • 2 •   chiodo simile a una bulletta, con capocchia che per la forma ricorda una piccola zappa.
zappettare   v. tr.  [io zappétto ecc.] lavorare un poco, superficialmente, con la zappa: zappettare l'orto. 
zappettatura   s.f.  lo zappettare, l'essere zappettato.
zapping   s.m. invar.  cambio frenetico dei canali televisivi effettuato col telecomando, alla ricerca del programma più interessante.
zapponare   v. tr.  [io zappóno ecc.] lavorare con lo zappone.
zapponatura   s.f.  lo zapponare, l'essere zapponato.
zappone   s.m.    • 1 •   accr.  di zappa    • 2 •   zappa dalla lama più lunga, stretta e robusta del normale, usata per lavori di sterro su terreni sassosi e duri.
zaptiè   s.m.  soldato indigeno che faceva parte delle truppe coloniali italiane in libia, con compiti di polizia.
zar   antiq. czar, s.m. invar.  titolo che in passato si dava all'imperatore di russia e al re di bulgaria.
zara   s.f.  (ant.)    • 1 •   gioco d'azzardo, fatto con tre dadi, diffuso in italia nel medioevo: quando si parte il gioco de la zara, / colui che perde si riman dolente, / repetendo le volte, e tristo impara  (dante purg.  vi, 1-3) | ciascuno dei punti più bassi e perdenti in tale gioco    • 2 •   (estens.) danno, rischio | zara a chi tocca!, (fig.) chi ha il danno deve tenerselo.
zaratino   agg.  di zara, città della croazia  s.m.  [f. -a] abitante, nativo di zara.
zarevic   s.m.  nella russia zarista, il figlio dello zar designato come principe ereditario dell'impero.
zarina   s.f.    • 1 •   imperatrice di russia    • 2 •   moglie dello zar.
zarista   agg.  [pl. m. -sti] dello zar, del tempo degli zar: la russia zarista  agg.  e s.m.  e f.  sostenitore, fautore dello zar.
zarzuela   s.f.  (mus.) rappresentazione drammatica spagnola di antica tradizione e a carattere popolare, in cui parti parlate si alternano a parti cantate.
zatta   s.f.  (ant.) zattera.
zattera   s.f.    • 1 •   (mar.) galleggiante piatto, di forma per lo più rettangolare e senza sponde, usato per il trasporto e il deposito di merci o come imbarcazione di fortuna | zattera di salvataggio, galleggiante di forma ellittica, con bordi tubolari di alluminio sopraelevati rispetto alla piattaforma di legno, per il salvataggio di naufraghi. dim. zatterina, zatterino  (m.) accr. zatterona, zatterone  (m.)    • 2 •   nella fluitazione del legname, gruppo di tronchi riuniti saldamente tra loro    • 3 •   (edil.) soletta di notevoli dimensioni usata soprattutto per strutture di fondazione.
zatterante   s.m.  nelle valli da pesca, operaio che compie lavori di scavo del fondo stando su una zattera.
zatteriere   s.m.  nella fluitazione del legname, operaio addetto alla manovra di una zattera.
zatterino   s.m.    • 1 •   dim.  di zattera    • 2 •   piccola zattera usata per la pulizia dello scafo delle navi.
zatterone   s.m.    • 1 •   accr.  di zattera  | in partic., grossa zattera adibita al trasporto di materiale su un'altra imbarcazione | zatterone da sbarco, grosso galleggiante smontabile, a fondo piatto, usato durante la prima guerra mondiale per lo sbarco delle truppe    • 2 •   (edil.) lo stesso che zattera    • 3 •   spec. pl.  calzatura estiva femminile con suola di sughero molto alta.
zavorra   s.f.    • 1 •   l'insieme dei pesi imbarcati nelle stive o nelle parti inferiori di uno scafo per assicurarne la stabilità: caricare, scaricare la zavorra  | essere in zavorra, navigare in zavorra, si dice di nave che, essendo priva di carico, ha imbarcato un'adeguata quantità di zavorra per poter navigare con sicurezza    • 2 •   negli aerostati, insieme di sacchetti di sabbia o di altro materiale che serve a equilibrare la differenza tra la forza ascensionale e il carico    • 3 •   (fig. spreg.) cosa ingombrante, inutile, priva di valore: in casa ha solo qualche mobile di pregio, il resto è tutta zavorra  | persona di nessun conto: fra i suoi collaboratori c'è molta zavorra. 
zavorramento   s.m.  l'operazione di zavorrare una nave o un aerostato.
zavorrare   v. tr.  [io zavòrro ecc.] caricare con zavorra una nave o un aerostato.
zavorratore   s.m.  operaio portuale addetto a caricare e a disporre la zavorra su una nave.
zavorratura   s.f.  zavorramento.
zazzera   s.f.  capigliatura, soprattutto maschile, lunga sino al collo; per estens., capigliatura lunga e disordinata: portare, avere la zazzera; tagliati questa zazzera!  dim. zazzeretta, zazzerina  accr. zazzerone  (m.) pegg. zazzeraccia. 
zazzerina   s.f.    • 1 •   dim.  di zazzera    • 2 •   tipo di pettinatura per bambino o per ragazza, con capelli molto corti e volutamente scompigliati.
zazzeruto   agg.  e s.m.  [f. -a, rar.] (scherz.  o spreg.) che, chi porta la zazzera.
zdanovismo   s.m.  indirizzo di politica culturale, avviato in unione sovietica negli anni '30 e poi esteso ad altri paesi comunisti, che imponeva come unico canone estetico il realismo socialista e istituiva un duro controllo su ogni forma di attività intellettuale | (estens.) intervento soffocante del potere politico sulla cultura.
zeaxantina   s.f.  (chim.) colorante giallo derivato da un carotene che costituisce il pigmento giallo dei chicchi di granturco.
zebù   s.m.  mammifero ruminante simile al bue, con una gobba adiposa sul dorso, diffuso in asia e in africa come bestia da soma e da tiro (ord.  artiodattili).
zeba   s.f.  (ant.) capra: mei foste state qui pecore o zebe!  (dante inf.  xxxii, 15).
zebedei   s.m. pl.  (pop. eufem.) testicoli | rompere gli zebedei, (fig.) importunare, seccare.
zebra   s.f.    • 1 •   mammifero africano simile al cavallo, caratteristico per il mantello a fondo chiaro con strisce nere (ord.  perissodattili)    • 2 •   pl.  nella segnaletica stradale, zona zebrata riservata al passaggio dei pedoni.
zebrato   agg.  striato come il mantello della zebra: tessuto zebrato, a righe bianche e nere | nella segnaletica stradale, si dice di zona contrassegnata da strisce bianche parallele sul fondo scuro della strada, indicanti passaggio pedonale: attraversamento zebrato. 
zebratura   s.f.    • 1 •   il disegno a strisce bianche e nere del mantello delle zebre    • 2 •   qualsiasi disegno in cui si alternino strisce chiare e scure | zebrature stradali, quelle che indicano passaggi pedonali o segnalano ostacoli.
zecca   (1) s.f.  istituzione, per lo più pubblica, cui è affidata la coniazione di monete metalliche (nonché medaglie, sigilli, timbri, punzoni dello stato): una zecca clandestina, in cui si produce moneta falsa, gener. cartacea | nuovo di zecca, si dice di moneta appena coniata; (fig.) si dice di cosa appena acquistata o non ancora usata, o anche di idea originale, di notizia mai udita prima e sim.: un cappello nuovo di zecca; una barzelletta nuova di zecca. 
zecca   (2) s.f.  piccolo parassita cutaneo di molti vertebrati terrestri, dei quali succhia il sangue; ha corpo piatto e ovale con otto zampe e dorso coperto da un robusto scudo (cl.  aracnidi) | zecche di mare, nome comune di alcune specie di isopodi marini parassiti dei pesci.
zeccare   v. tr.  [io zécco, tu zécchi ecc.] (ant.) coniare monete alla zecca.
zecchiere   o zecchiero, s.m.  (ant.) chi dirige una zecca | chi lavora alla zecca.
zecchinetta   s.f. , region. zecchinetto s.m. , gioco d'azzardo con le carte, simile alla toppa. 
zecchino   s.m.  nome del ducato d'oro veneto del sec. xvi e, per estens., di altre monete auree di pari valore | oro (di) zecchino, oro purissimo.
zeccola   s.f.  (non com.)    • 1 •   pagliuzza, stecco, spina che rimane impigliata nel pelo degli animali, e spec. nella lana delle pecore    • 2 •   (fig.) cosa da nulla, inezia, bazzecola.
zeccolo   s.m.  (non com.)    • 1 •   zeccola    • 2 •   grumo di lana non ben pettinata.
zediglia    ⇨ cediglia.
zeffiro    ⇨ zefiro.
zefir   o zephir, s.m.  tessuto leggero di cotone, a righe o a piccoli quadretti.
zefiro   o zeffiro, s.m.  (lett.) vento primaverile dolce e leggero, che soffia da ponente: zefiro torna, e 'l bel tempo rimena  (petrarca canz.  cccx, 1) | (estens.) qualsiasi vento leggero; brezza.
zeiformi   s.m. pl.  (zool.) ordine di pesci marini con corpo compresso lateralmente, testa grossa, bocca protrattile, pinna dorsale anteriore a raggi spinosi; vi appartiene il pesce sampietro | sing.  [-e] ogni pesce appartenente a tale ordine.
zeismo   s.m.  (med.) tipo di pellagra provocata da un'alimentazione basata quasi esclusivamente sul granturco.
zelandese   agg.  della zelanda, provincia dei paesi bassi  s.m.  e f.  abitante, nativo della zelanda.
zelante   agg.    • 1 •   che ha, mostra zelo per qualcosa: una persona zelante del proprio dovere  | che sostiene con zelo un'idea, una causa: uno zelante difensore del governo    • 2 •   che svolge con zelo le mansioni affidategli: un maestro, un impiegato zelante  | (iron.  o spreg.) che svolge un compito con zelo eccessivo, rendendosi ridicolo | usato anche come s.m.  e f.  : non fare lo zelante!  § zelantemente avv. 
zelanteria   s.f.  (non com.) eccesso ostentato di zelo.
zelare   v. intr.  [io zèlo ecc. ; aus. avere] (non com.) avere zelo | v. tr.  (non com.) sostenere con zelo una causa, un'idea e sim.; caldeggiare.
zelatore   s.m.  [f. -trice]    • 1 •   (non com.) chi opera con zelo per il conseguimento di un fine: zelatore della pace    • 2 •   chi, facendo parte di talune associazioni religiose cattoliche, si dedica alla diffusione di una particolare devozione o alla raccolta di sussidi per iniziative della chiesa.
zelo   s.m.    • 1 •   impegno assiduo e diligente che si pone nell'operare, nell'agire, nel perseguire un fine: attendere con zelo ai propri doveri; lavorare con il massimo zelo  | (iron.) impegno eccessivo, ostentato: troppo zelo!    • 2 •   entusiasmo, fervore con cui si segue un'idea o ci si adopera per una causa: zelo religioso, apostolico, patriottico. 
zelota   s.m.  [pl. -ti] (st.) seguace dello zelotismo.
zelotismo   s.m.  partito politico e movimento religioso ebraico attivo in palestina nel i sec. d. c.; si opponeva tenacemente alla dominazione romana.
zembro    ⇨ cembro.
zen   s.m. invar.  scuola religiosa buddhista originaria della cina e poi diffusasi in giappone; attraverso una pratica contemplativa i suoi adepti mirano a cogliere l'identità dell'essere in ogni cosa ed esperienza, anche la più umile  agg. invar.  relativo allo zen: culto, arte zen. 
zend    ⇨ zendo.
zendado   meno com. zendale, s.m.  (ant. , poet.)    • 1 •   tessuto leggerissimo di seta; velo pregiato: venne avolta in un leggier zendado  (ariosto o. f.  vii, 28)    • 2 •   velo o scialle con cui le donne si coprivano la testa e le spalle    • 3 •   scialle veneziano, ampio e nero, con lunghe frange.
zendo   o zend, s.m.  denominazione, attualmente in disuso, della lingua avestica.
zenismo   s.m.  il movimento religioso, culturale e artistico ispirato allo zen.
zenista   agg.  e s.m.  e f.  [pl. m. -sti] che, chi appartiene allo zenismo.
zenit   s.m. invar.  (astr.) il punto della volta celeste perpendicolare al luogo in cui si trova l'osservatore.
zenitale   agg.  (astr.) dello zenit, relativo allo zenit; distanza zenitale, distanza angolare dallo zenit; stella zenitale, stella che passa allo zenit; telescopio zenitale, usato per osservare zone vicine allo zenit.
zenzero   s.m.    • 1 •   pianta aromatica originaria delle regioni tropicali dell'asia, dal cui rizoma si ricava una droga piccante (fam.  zingiberacee) | la droga stessa    • 2 •   (tosc.) peperoncino rosso.
zenziglio   s.m.  tipo di tabacco italiano da fiuto.
zeolite   s.f.  nome generico di un gruppo di minerali costituiti da alluminosilicati idrati, con ioni mobili (sodio, potassio, calcio), caratterizzati da una struttura ad anelli formati prevalentemente da 4, 6,    • 8 •   o 12 tetraedri, con presenza di cavità e canalicoli che ne determinano l'utilizzazione nell'industria chimica (p. e.  come setacci molecolari o come catalizzatori) | zeolite artificiale, materiale sintetico di struttura simile a quella naturale, di largo impiego nell'industria chimica.
zeolitico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla zeolite; costituito da zeolite: materiale zeolitico; roccia, struttura zeolitica. 
zephir    ⇨ zefir.
zeppa   s.f.    • 1 •   cuneo di legno o di altro materiale usato per otturare fessure o per dare stabilità a mobili traballanti | mettere una zeppa a qualcosa, (fig.) cercare di rimediare alla meglio a un guasto, a una situazione difficile e sim. | taglio a zeppa, in selvicoltura, metodo di taglio effettuato secondo due piani obliqui, in modo che nel tronco si formi un vano a cuneo. dim. zeppetta, zeppettina    • 2 •   (fig.) parola o frase inserita in un verso o in un brano di prosa senza una precisa ragione logica o estetica    • 3 •   gioco enigmistico in cui, inserendo una lettera o una sillaba in una parola, se ne ottiene un'altra di diverso significato (p. e.  pitone-pis tone; calo-cavo lo)    • 4 •   (non com.) rialzo di legno o di sughero sotto sandali e zoccoli.
zeppamento   s.m.  (non com.) lo zeppare, l'essere zeppato; inzeppamento.
zeppare   v. tr.  [io zéppo ecc.] (non com.) fissare con una zeppa; inzeppare.
zeppelin   s.m. invar.  grande dirigibile rigido, usato come aeromobile da bombardamento nel corso della prima guerra mondiale e come mezzo di trasporto passeggeri nel primo dopoguerra.
zeppo   (1) agg.  molto pieno, gremito (anche fig.): uno scaffale zeppo di libri; una traduzione zeppa di errori | pieno zeppo, pienissimo.
zeppo   (2) s.m.  (region.) rametto, fuscello; pezzettino di legno.
zeppola   (1) s.f.  (non com.) cuneo di legno o di metallo; zeppa.
zeppola   (2) s.f.  (spec. pl.) ciambella o frittella dolce tipica di alcune regioni dell'italia meridionale.
zerbineria   s.f.  (non com.) atto, comportamento da zerbinotto | insieme di zerbinotti.
zerbinesco   agg.  [pl. m. -schi] (non com.) di, da zerbinotto; ostentatamente galante: modi zerbineschi. 
zerbino   (1) s.m.  piccolo e spesso tappeto rettangolare, per lo più di fibre vegetali, che si pone davanti alle porte perché chi entra vi si pulisca le scarpe.
zerbino   (2) s.m.  (non com.) zerbinotto.
zerbinotto   s.m.  (iron.  o spreg.) giovane eccessivamente elegante e galante; bellimbusto, damerino.
zeriba   s.f.    • 1 •   recinto di canne, pali, spine secche e altro materiale simile, che in alcune regioni dell'africa settentrionale viene eretto a difesa delle abitazioni e dei campi    • 2 •   nel ciclismo, recinto adiacente alla pista nel quale i velocisti attendono il momento di gareggiare.
zero   s.m.  [pl. -ri]    • 1 •   numero iniziale della successione dei numeri naturali, fondamentale per la numerazione che si basa sulla posizione delle cifre; nel linguaggio comune, indica anche assenza di quantità: cominciare a contare dallo zero; molte culture ignorano lo zero    • 2 •   il punto di partenza di una serie, di una successione; lo stato iniziale di una grandezza che può variare nei due sensi opposti: il termometro segna zero, una temperatura di zero gradi celsius; essere sotto zero, a temperatura inferiore a zero gradi celsius; (fig.) avere il morale molto basso | zero assoluto, il punto più basso della scala delle temperature termodinamiche, corrispondente alla condizione di energia interna nulla ed equivalente a 273,15 ° c; è origine della scala assoluta delle temperature | sparare a zero, con l'arma in posizione orizzontale; (fig.) polemizzare aspramente contro qualcuno | tagliare i capelli a zero, rasarli completamente | ricominciare, ripartire da zero, dal nulla o, anche, dal punto di partenza | ridursi a zero, perdere tutto, ridursi in miseria    • 3 •   il punto più basso nelle vecchie votazioni scolastiche: prendere uno zero in matematica; zero spaccato, barrato da un tratto obliquo per impedirne la falsificazione in 6,    • 9 •   o 10, oppure (in informatica) la confusione con la lettera o; è usato normalmente in matematica come simbolo dell'insieme vuoto | meritare zero in qualcosa, (fig.) non saperne nulla, non valere niente in quel campo    • 4 •   (estens.) in una valutazione, la totale assenza di valore; nullità: essere, valere uno zero; considerare qualcuno uno zero  agg. num.  indica una quantità nulla: la squadra sconfitta prende zero punti | l'ora zero, la mezzanotte; anche, il momento terminale di un conteggio alla rovescia, quello che dà l'avvio a un'operazione | numero zero, il numero di prova di una pubblicazione quotidiana o periodica | gruppo zero  (o gruppo 0), tipo di sangue i cui globuli rossi mancano dei caratteristici antigeni detti a e b; è detto anche universale | crescita zero, situazione tipica di un sistema economico in stato stazionario, caratterizzata da un incremento nullo del prodotto lordo; anche, situazione demografica in cui il numero delle nascite corrisponde all'incirca a quello delle morti | grado zero, (ling.) nell'apofonia vocalica, il grado caratterizzato dall'assenza della vocale | segno, desinenza zero, (ling.) in una serie definita di desinenze o suffissi, nella declinazione dei nomi, nella coniugazione dei verbi ecc., l'assenza di una desinenza o di un suffisso, caratterizzante una determinata forma: in italiano, la seconda persona singolare dell'imperativo ha una desinenza zero nella prima e quarta coniugazione. 
zero zero sette   anche nella grafia 007, loc. sost. m. invar.  (scherz.)    • 1 •   agente segreto    • 2 •   (estens.) abile investigatore.
zervanismo    ⇨ zurvanismo.
zeta   s.f.  o m.  [pl. le zète  o le zèta  o gli zèta] nome della consonante z  e del suono che essa rappresenta: zeta sorda, sonora  | dall'a alla zeta, (fig.) dal principio alla fine.
zetacismo   s.m.    • 1 •   (ling.) trasformazione di una o più consonanti nel suono z    • 2 •   (med.) pronuncia difettosa del suono z. 
zetetica   s.f.  (filos.) nello scetticismo greco, la ricerca incessante del vero, alla quale si accompagna la convinzione che non si può mai attingerlo pienamente.
zetetico   agg.  [pl. m. -ci] (filos.) che è rivolto o tende alla ricerca del vero: i dialoghi zetetici di platone; l'atteggiamento zetetico degli scettici. 
zettatura   s.f.  (tecn.) la disposizione del filo su una bobina, un rocchetto o una matassa secondo linee incrociate, così da impedire che i vari strati di filo si compenetrino.
zeugita   s.m.  [pl. -ti] (spec. pl.) nell'antichità greca, piccolo e medio proprietario terriero, appartenente alla terza delle classi sociali in cui solone (sec. vi a. c.) aveva diviso la popolazione ateniese.
zeugma   s.m.  [pl. -mi] figura retorica consistente nel far dipendere da un unico termine due o più parole o enunciati, di cui uno solo è logicamente pertinente; p. e. parlare e lacrimar vedrai insieme  (dante inf.  xxxiii, 9), dove vedrai  si adatta soltanto a lacrimar, non a parlare. 
zeugmatico   agg.  [pl. m. -ci] di zeugma: costrutto zeugmatico. 
zeuzera   s.f.  farfalla dalle ali di color bianco screziato, le cui larve scavano gallerie negli alberi da frutto causando gravi danni (ord.  lepidotteri).
zia   s.f.  la sorella del padre o della madre, rispetto ai figli di questi: zia paterna, da parte di padre; zia materna, da parte di madre | (estens.) la moglie dello zio. dim. zietta, ziuccia. 
zibaldone   s.m.    • 1 •   vivanda preparata con molti ingredienti | (estens.) mescolanza di cose diverse; mucchio confuso di persone    • 2 •   libro, quaderno in cui si annotano senza ordine appunti, notizie, pensieri    • 3 •   (spreg.) scritto o discorso disordinato, fatto di idee, pensieri eterogenei.
zibellina   s.f.  (ind. tessile) operazione di finitura superficiale con cui si conferisce a un tessuto di lana un aspetto simile a quello di una pelliccia a pelo raso; per estens., tessuto di lana pregiata che ha subìto tale trattamento.
zibellino   s.m.  piccolo mammifero carnivoro siberiano con corpo allungato, zampe corte e pelliccia morbida molto pregiata | la pelliccia di questo animale.
zibetto   s.m.    • 1 •   mammifero carnivoro notturno dei paesi orientali, simile alla viverra, ma con pelliccia più morbida e pregiata    • 2 •   il prodotto secreto dalle ghiandole perineali di questo animale e della viverra, dall'odore intensissimo di muschio, usato in profumeria.
zibettone   s.m.  (chim.) chetone ciclico a diciassette atomi di carbonio costituente il principio odoroso dello zibetto.
zibibbo   s.m.  vitigno del tipo moscato con uva ad acini grossi e ovali, di sapore dolcissimo | l'uva stessa, che si consuma anche appassita, e il vino che se ne produce.
zic   inter.  voce onom. che riproduce il rumore di un taglio o di uno strappo decisi e rapidi.
ziffe   o zif, ziff, ziffete, inter.  voce onom. che riproduce il rumore di un colpo secco, dato per lo più con un oggetto tagliente.
zigano   o tzigano, s.m.  [f. -a]    • 1 •   zingaro, spec. delle regioni danubiane    • 2 •   (estens.) suonatore ambulante di violino  agg.  che è proprio degli zigani: musica, orchestra zigana; violino zigano. 
zigare   v. intr.  [io zigo, tu zighi ecc. ; aus. avere] (non com.) detto del coniglio, emettere il caratteristico verso stridulo.
zigena   o zighena, s.f.  nome di alcune specie di piccole farfalle diurne comuni sui prati, con ali strette a colori generalmente vivaci (ord.  lepidotteri).
ziggurat   o ziqqurat, s.m.  o f. invar.  torre templare tipica dell'antica mesopotamia, costituita da una serie di terrazze sovrapposte di ampiezza decrescente procedendo verso l'alto, sulla cui sommità sorgeva il santuario vero e proprio.
zighena    ⇨ zigena.
zigo-  zigo- primo elemento di parole composte della moderna terminologia scientifica, dal gr. zygón  'giogo'; vale 'coppia (simmetrica)' oppure 'accoppiamento, unione, congiunzione' (zigomorfo, zigomicete).
zigodattilo   agg.  (zool.) si dice del piede di alcuni uccelli quando le dita siano disposte due in avanti e due all'indietro.
zigofillacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante dicotiledoni diffuse nei luoghi salati e aridi della zona tropicale; vi appartiene il guaiaco | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
zigolo   meno com. zivolo, s.m.  nome di alcune specie di piccoli uccelli passeriformi dal becco conico breve e la coda forcuta.
zigoma    ⇨ zigomo.
zigomatico   agg.  [pl. m. -ci] dello zigomo, che riguarda lo zigomo: osso, muscolo zigomatico. 
zigomiceti   s.m. pl.  (bot.) ordine di funghi dei ficomiceti, detti comunemente muffe bianche  | sing.  [-e] fungo appartenente a tale ordine.
zigomo   non com. zigoma, s.m.  [pl. -mi] (anat.) ciascuna delle due sporgenze dell'osso mascellare superiore, sotto le orbite; per estens., i due rilievi corrispondenti delle guance: zigomi alti, sporgenti. 
zigomorfia   s.f.  (bot.) caratteristica del fiore zigomorfo.
zigomorfo   agg.  (bot.) si dice di organo vegetale (fiore, foglia ecc.) che può essere diviso in parti simmetriche da un solo piano di simmetria (p. e.  il fiore delle labiate).
zigosi   s.f.  (biol.) forma di riproduzione sessuale nella quale il gamete maschile e quello femminile si fondono a formare lo zigote.
zigospora   s.f.  (bot.) spora composta da due elementi di uguali dimensioni fusi insieme.
zigote   o zigoto, s.m.  (biol.) cellula con nucleo diploide originata dalla fusione del gamete maschile con quello femminile.
zigotico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) dello zigote, che si riferisce allo zigote.
zigoto    ⇨ zigote.
zigrinare   v. tr.    • 1 •   conciare una pelle in modo da conferirle l'aspetto granuloso e ruvido proprio dello zigrino; trattare una tela così da conferirle un aspetto simile allo zigrino    • 2 •   (mecc.) godronare: zigrinare l'impugnatura del calcio di una pistola  | stampare un tratteggio fittissimo.
zigrinato   part. pass.  di zigrinare  agg.    • 1 •   che ha l'aspetto dello zigrino: pelle zigrinata; tela zigrinata, usata per rilegare libri    • 2 •   (mecc.) godronato.
zigrinatura   s.f.  lo zigrinare, l'essere zigrinato; godronatura.
zigrino   s.m.    • 1 •   la pelle di alcuni squali, che per la sua granulosità, ruvidezza e durezza viene usata per levigare materie dure come avorio, ebano ecc.; conciata e lavorata, è adoperata per rivestire oggetti ornamentali    • 2 •   la pelle di alcuni animali (come cammello, asino, mulo) una volta resa ruvida e finemente granulosa attraverso la conciatura; è usata per valigie, astucci, rilegature di libri ecc.    • 3 •   godrone    • 4 •   (region.) sagrino.
zigzag   o zig zag, s.m. invar.    • 1 •   linea o movimento che procede spezzandosi in direzioni opposte e formando angoli come la z: lo zigzag di un sentiero in montagna | a zigzag, con continui cambiamenti di direzione: ricamo, disegno a zigzag; camminare, volare a zigzag; il sentiero procedeva a zigzag    • 2 •   in sartoria, sopraffilo eseguito a macchina.
zigzagare   non com. zizzagare, v. intr.  [io zigzago, tu zigzaghi ecc. ; aus. avere] procedere a zigzag: l'ubriaco camminava zigzagando. 
zillare   v. intr.  [aus. avere] (non com.) emettere zilli (detto di alcuni insetti): né ronzar api alle purpuree more, / né zillar cavallette  (pascoli).
zillo   s.m.  (non com.) verso acuto e sottile, tipico delle cavallette.
zimarra   s.f.    • 1 •   lunga veste di origine spagnola con bavero e maniche larghe che in passato le persone di riguardo portavano sopra le altre vesti come un soprabito. dim. zimarrina, zimarrino  (m.)    • 2 •   veste da camera, vestaglia: altri ti veste / la serica zimarra ove disegno / diramasi chinese  (parini)    • 3 •   (non com.) il soprabito nero e lungo del prete    • 4 •   (scherz.) cappotto lungo e malandato.
zimasi   s.f.  (chim. biol.) complesso di vari enzimi, presenti nelle cellule del lievito, che promuovono la fermentazione alcolica.
zimbalon   s.m. invar.  strumento musicale a corde, di origine orientale; si suona percotendo le corde con un martello di legno.
zimbellare   v. tr.  [io zimbèllo  (o zimbèllo) ecc.]    • 1 •   attirare gli uccelli con lo zimbello    • 2 •   (fig.) allettare con vezzi, moine, lusinghe.
zimbellatore   s.m.    • 1 •   il cacciatore che manovra lo zimbello    • 2 •   [f. -trice, pop. -tóra] (fig.) chi alletta, lusinga.
zimbellatura   s.f.  (non com.) lo zimbellare, l'essere zimbellato (anche fig.).
zimbelliera   s.f.  la corda o la leva alla quale è legato lo zimbello.
zimbello   s.m.    • 1 •   uccello vivo legato a un filo, che si fa svolazzare per attirare gli uccelli nella rete; uccello di richiamo    • 2 •   (fig.) qualsiasi mezzo od oggetto usato per allettare o lusingare | oggetto di scherno: è diventato lo zimbello di tutti. 
zimino   s.m.  salsa a base di spinaci, aglio, prezzemolo e altre verdure, usata soprattutto come condimento di piatti di pesce | la pietanza condita con tale salsa.
zimo-  zimo- primo elemento di parole composte della terminologia scientifica, dal gr. zy/mì  'lievito'; indica 'fermento, enzima' o fa riferimento ai fermenti, agli enzimi (zimoterapia).
zimogeno   agg.  (biol.) si dice del potere di produrre enzimi, proprio di determinate cellule o ghiandole  s.m.    • 1 •   ogni microrganismo che induce un processo fermentativo    • 2 •   proenzima.
zimologia   s.f.  lo stesso che enzimologia. 
zimoterapia   s.f.  (med.) terapia basata sull'azione di fermenti.
zinale   non com. zinnale, s.m.    • 1 •   (region.) lungo grembiule con pettorina, usato dagli artigiani o dalle donne per i lavori domestici    • 2 •   drappo con cui, in teatro, si nascondono i vuoti della scena.
zincaggio   s.m.  (chim.) metodo di separazione dell'argento dal piombo, consistente nell'aggiungere al piombo fuso una piccola quantità di zinco che trascina l'argento in superficie.
zincare   v. tr.  [io zinco  (o zinco), tu zinchi  (o zinchi) ecc.] ricoprire con uno strato di zinco: zincare una lamiera di ferro. 
zincato   part. pass.  di zincare   agg.  ricoperto di zinco: ferro zincato   s.m.  (chim.) composto che si ottiene sottoponendo l'ossido di zinco all'azione di un alcali.
zincatore   s.m.  operaio, tecnico addetto alla zincatura.
zincatura   s.f.    • 1 •   operazione consistente nel ricoprire oggetti di ferro o di acciaio con uno strato di zinco a scopo protettivo    • 2 •   lo strato di zinco che ricopre tali oggetti.
zincite   s.f.  (min.) ossido di zinco, che si presenta in masse granulari rosso scuro o rosso arancio, sfruttato per l'estrazione dello zinco.
zinco   s.m.  elemento chimico di simbolo zn; è un metallo bianco azzurrognolo, usato per fabbricare lastre di rivestimento od oggetti d'uso, nella ricopertura di altri metalli a scopo protettivo e nella produzione di ottoni, bronzi e altre leghe.
zincografia   s.f.    • 1 •   (tip.) procedimento chimico mediante il quale si ricavano, da fotografie e disegni, matrici incise su lastre di zinco    • 2 •   il laboratorio o il reparto della tipografia dove si fanno tali matrici.
zincografico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla zincografia: processo zincografico  | ottenuto per mezzo della zincografia: riproduzione zincografica. 
zincografo   s.m.  [f. -a] operaio addetto a lavori di zincografia.
zincone   o zingone, s.m.  (tosc.) mozzicone di ramo che resta attaccato all'albero dopo il taglio.
zincotipia   s.f.    • 1 •   zincografia    • 2 •   laboratorio per incisioni fotomeccaniche su zinco    • 3 •   la stampa che si ottiene dalla lastra di zinco incisa con procedimento fotomeccanico.
zincotipista   s.m.  e f.  [pl. m. -sti] chi è addetto a lavori di zincotipia.
zinganesco   agg.  [pl. m. -schi] (ant. , region.) zingaresco.
zinganetta   s.f.  farsa campestre, recitata e cantata all'aperto, tipica di alcune località toscane.
zingano    ⇨ zingaro.
zingaresca   s.f.    • 1 •   (mus.) rapsodia per violino solo o accompagnato, nella quale dopo un'introduzione lenta si succedono passi vivaci e brillanti; è derivata dalla tradizione gitana spagnola e ungherese    • 2 •   poesia popolare, fiorita nella prima metà del sec. xvii e ancora viva in toscana, recitata da zingari o da personaggi travestiti da zingari.
zingaresco   agg.  [pl. m. -schi] di, da zingaro: usanze zingaresche; condurre una vita zingaresca  s. m.  la lingua parlata dagli zingari § zingarescamente avv. 
zingaro   ant. o pop. zingano, s.m.  [f. -a]    • 1 •   appartenente a una popolazione di origine indiana diffusa nel vicino oriente, in europa, nell'africa del nord e in america, dove conduce vita prevalentemente nomade: una carovana di zingari; le musiche, le danze degli zingari  | vita da zingaro, errabonda, caratterizzata da continui spostamenti da un luogo all'altro. dim. zingarello    • 2 •   (fig.) persona dall'aspetto disordinato, trasandato | persona che si sposta continuamente da un luogo all'altro  agg.  (non com.) zingaresco.
zingiberacee   s.f. pl.  (bot.) famiglia di piante monocotiledoni tropicali, tra le quali lo zenzero | sing.  [-a] ogni pianta di tale famiglia.
zingone    ⇨ zincone.
zinia    ⇨ zinnia.
zinna   s.f.  (dial.) mammella.
zinnale    ⇨ zinale.
zinnia   pop. zinia, s.f.  pianta erbacea ornamentale con infiorescenze a capolino di vario colore (fam.  composite).
zinzino   s.m.  (fam.) piccolissima quantità di qualcosa: dammi uno zinzino di pane. 
zinzolino   s.m.  (tosc.) zinzino.
zio   s.m.  il fratello del padre o della madre, rispetto ai figli di questi: zio paterno, da parte di padre; zio materno, da parte di madre | (estens.) marito della zia | gli zii, lo zio e la zia | zio d'america, (scherz.) lo zio emigrato in america, da cui si avrà o si spera di avere una grossa eredità per estens., si dice di un parente molto ricco da cui si ricevono quattrini. dim. zietto, ziino, ziuccio  accr. zione. 
-zione  -zione suffisso di sostantivi derivati da verbi, che indicano l'atto, l'effetto dell'azione verbale (correzione, guarnizione); continua il lat. -tio¯ne(m). 
zip   s.m.  chiusura lampo.
zipolare   v. tr.  [io zìpolo ecc.] (non com.) chiudere con lo zipolo.
zipolo   s.m.  bastoncino di legno con un'estremità leggermente conica che serve per chiudere il foro di spillatura della botte e sim.
zippare   v. tr.  nel gergo informatico, comprimere un file mediante un apposito programma, in modo da ridurne le dimensioni e renderlo più facilmente gestibile.
ziqqurat    ⇨ ziggurat.
zirbo   s.m.  (rar.) omento | (estens.) pancia.
zirconato   s.m.  (chim.) ognuno dei sali dello zirconio, che si ottengono scaldando ad alta temperatura una miscela costituita da ossido di zirconio e dall'ossido o idrossido di un metallo monovalente o bivalente.
zircone   s.m.  (min.) silicato di zirconio, incolore o variamente colorato, usato come pietra semipreziosa.
zirconio   s.m.  elemento chimico di simbolo zr; metallo bianco argenteo, duro, poco fusibile, ha proprietà simili a quelle dell'acciaio inossidabile ed è usato soprattutto per leghe e per materiali refrattari.
zirlare   v. intr.  [aus. avere]    • 1 •   detto del tordo, emettere uno zirlo o degli zirli | (estens.) detto dei cacciatori, imitare per richiamo il verso del tordo    • 2 •   (estens.) emettere un verso acuto simile a quello del tordo, detto di pulcini, topi e altri animali.
zirlo   s.m.  il verso acuto caratteristico del tordo.
ziro   s.m.  (region.) sorta di grosso orcio per contenere olio o altri liquidi.
zita    ⇨ zito 1.
zitella   non com. zittella, s.f.  donna nubile | (scherz.  o spreg.) donna non sposata e non più giovane, a cui si attribuisce, come luogo comune, un carattere bisbetico, acido. accr. zitellona  pegg. zitellaccia. 
zitellaggio   s.m.  stato, condizione di zitella.
zitellesco   agg.  [pl. m. -schi] (scherz.  o spreg.) da zitella; bisbetico, acido: modi, comportamenti zitelleschi  § zitellescamente avv. 
zitellismo   s.m.  (scherz.  o spreg.) mentalità e comportamento da vecchia zitella.
zitello   rar.  zittello, s.m.  (ant.  o scherz.) uomo non sposato. accr. zitellone. 
zitellona   s.f.    • 1 •   accr.  di zitella    • 2 •   (scherz.  o iron.) donna non sposata, di età avanzata.
zitellone   s.m.    • 1 •   accr.  di zitello    • 2 •   (scherz.  o spreg.) uomo non sposato di età avanzata.
zither   s.m. invar.  (mus.) salterio da tavolo usato nella germania meridionale e in tirolo.
zito   (1) s.m. , o zita s.f. , (spec. pl.) pasta alimentare secca, lunga, bucata, di diametro maggiore rispetto ai bucatini. accr. zitone  (m.).
zito   (2) s.m.  [f. -a]    • 1 •   (ant.) uomo non sposato | fanciullo, ragazzo    • 2 •   (dial.) fidanzato; sposo nel giorno delle nozze  agg.  (ant.) puro, vergine, illibato: l'alma conserva zita con molta adornetate  (iacopone).
zittella    ⇨ zitella.
zittello    ⇨ zitello.
zittio   s.m.  lo zittire: gli zittii del pubblico. 
zittire   v. tr.  far tacere qualcuno emettendo un sibilo sordo: il pubblico insofferente zittì l'attore  | far ammutolire, togliere la parola: il padre lo zittì con uno sguardo  | v. intr.  [io zittisco, tu zittisci ecc. ; aus. avere]    • 1 •   (non com.) emettere con la bocca un sibilo sordo per far tacere qualcuno, e spec. un oratore, un attore, un cantante e sim., o per manifestargli la propria disapprovazione: appena il tenore prese una stecca, il pubblico cominciò a zittire    • 2 •   tacere, far silenzio: alle sue parole tutti zittirono. 
zitto   agg.  che tace, che non parla: stare, restare zitto, senza parlare, in silenzio, o anche senza protestare, senza reagire | far stare zitto qualcuno, farlo tacere; anche, impedirgli di protestare, di ribellarsi, oppure convincerlo a non divulgare segreti: nessuno mi farà stare zitto; lo hanno pagato per farlo stare zitto | zitto zitto, senza fiatare; alla chetichella: starsene zitto zitto in un angolo; zitti, zitti, nelle tenebre, a passo misurato, usciron dalla casetta  (manzoni p. s.  vii)  inter.  si usa per intimare il silenzio o per minacciare: stai zitto!; zitto, o guai a te!  s. m.  (non com.) bisbiglio, sussurro: non si udiva uno zitto. 
zivolo    ⇨ zigolo.
zizania   s.f.  pianta acquatica delle graminacee tipica delle regioni abitate dagli indiani d'america, che ne utilizzano le cariossidi della pannocchia come cibo.
zizza   s.f.  (ant. , dial.) mammella.
zizzagare    ⇨ zigzagare.
zizzania   ant. zizzaglia, s.f.    • 1 •   erba delle graminacee che infesta i campi di grano; loglio    • 2 •   (fig.) discordia, contrasto: seminare, spargere zizzania; mettere la zizzania fra due persone  | (non com.) la persona che provoca discordia.
zizzola   s.f.  (non com.) giuggiola.
zizzolo   s.m.  (tosc.) giuggiolo.
zloty   s.m. invar.  unità monetaria della polonia.
zoantari   s.m. pl.  (zool.) sottoclasse di celenterati cui appartengono, tra gli altri, le madrepore e le attinie | sing.  [-rio] ogni celenterato appartenente a tale sottoclasse.
zoccola   s.f.    • 1 •   (pop.) topo di fogna    • 2 •   (volg.) prostituta. dim. zoccoletta  accr. zoccolona. 
zoccolaio   s.m.    • 1 •   chi fa o vende zoccoli    • 2 •   (fig. non com.) persona dai modi rozzi e villani.
zoccolante   agg.  che calza gli zoccoli; è attributo popolare dei frati minori osservanti: (frati) zoccolanti. 
zoccolare   v. intr.  [io zòccolo ecc. ; aus. avere] (fam.) far rumore con gli zoccoli camminando.
zoccolata   s.f.  colpo dato con uno zoccolo.
zoccolatura   s.f.  (arch.) motivo che corre lungo la base di una parete, con funzione decorativa o protettiva.
zoccolio   s.m.  uno zoccolare continuato.
zoccolo   s.m.    • 1 •   calzatura in cui la suola è costituita da un unico pezzo di legno e la tomaia da una o più strisce di cuoio, allacciate o meno dietro il tallone; tipica in passato dell'abbigliamento contadino e di quello di alcuni ordini religiosi, è diffusa oggi come calzatura estiva, soprattutto nelle località marine: calzare gli zoccoli; andare con gli zoccoli.  dim. zoccoletto, zoccolino  accr. zoccolone  pegg. zoccolaccio    • 2 •   (fig. spreg.) persona rozza; buono a nulla    • 3 •   (zool.) grande unghia dura e resistente di cavalli, buoi, pecore ecc.    • 4 •   zolla di terra che si stacca dal terreno insieme all'erba o a una pianta    • 5 •   (estens.) strato di terra o di fango che si attacca alla suola delle scarpe; anche, lo strato di neve che rimane attaccata sotto gli sci o tra le punte dei ramponi da ghiaccio    • 6 •   basamento: lo zoccolo di una colonna; la statua fu posta su uno zoccolo di legno  | zoccolo duro, (fig.) il dato, l'elemento, la componente più compatta e resistente di una teoria, di una situazione, di un'organizzazione ecc.    • 7 •   (edil.) la parte inferiore e talvolta sporgente di un muro perimetrale, generalmente rivestita di lastre di pietra | striscia ornamentale o protettiva di marmo, legno o altro materiale alla base delle pareti di una stanza; battiscopa    • 8 •   (geol.) substrato rigido della crosta terrestre | zoccolo continentale, zona, dapprima a pendenza lieve e poi a pendenza più ripida, che congiunge la piattaforma continentale al letto profondo dell'oceano    • 9 •   nelle lampade elettriche, il supporto che si avvita o si innesta nel portalampada    • 10 •   (tip.) il legno di montaggio dei cliché o il blocco metallico che serve di supporto alle lastre stereotipe    • 11 •   la parte fissa dell'alzo delle armi da fuoco    • 12 •   in elettronica, supporto di un circuito integrato o di altro componente che ne assicura il contatto elettrico col sistema; connettore femmina.
zodiacale   agg.  dello zodiaco: segni zodiacali | luce zodiacale, luminosità diffusa, prodotta dalla radiazione di elettroni e altri corpuscoli solari, osservabile lungo la fascia dello zodiaco quando il sole è al di sotto dell'orizzonte di circa 15 gradi.
zodiaco   s.m.    • 1 •   in astronomia, fascia del cielo, limitata da due cerchi paralleli all'eclittica e distanti da questa 9 gradi a sud e 9 a nord, che si suddivide in 12 parti, ciascuna caratterizzata da una costellazione (ariete, toro, gemelli, cancro, leone, vergine, bilancia, scorpione, sagittario, capricorno, aquario, pesci)    • 2 •   in astrologia, il complesso delle dodici costellazioni, o segni, che compongono lo zodiaco.
zoea   s.f.  (zool.) stadio larvale della maggior parte dei crostacei decapodi; ha occhi peduncolati e cefalotorace rivestito da carapace.
zoepica   s.f.  la poesia epica che ha come protagonisti gli animali.
-zoico  -zoico secondo elemento di aggettivi e nomi composti della terminologia scientifica, dal gr. zo¯ikós  'di animale'; indica relazione con gli animali, o più specificamente relazione col comparire della vita nelle diverse ere geologiche (mesozoico).
zoidiofilia   s.f.  (bot.) impollinazione operata da animali.
zoidiofilo   agg.  (bot.) si dice di pianta la cui impollinazione avviene per opera di animali | impollinazione zoidiofila, zoidiofilia.
zoisite   s.f.  (min.) ortosilicato basico di alluminio e calcio che si presenta in cristalli prismatici o in masse granulari di color grigio-verde con lucentezza vitrea.
zolfaio   s.m.  (non com.) operaio che estrae o lavora lo zolfo.
zolfanello   meno com. solfanello, s.m.    • 1 •   fiammifero di legno con la capocchia di zolfo | accendersi come uno zolfanello, (fig.) detto di persona, essere facile all'ira    • 2 •   stoppino di cotone o canapa, immerso nello zolfo fuso, che si fa bruciare nelle botti per impedire l'acidificazione del vino.
zolfara    ⇨ solfara.
zolfare    ⇨ solfare.
zolfataio    ⇨ solfataio.
zolfatara    ⇨ solfatara.
zolfataro    ⇨ solfataio.
zolfifero    ⇨ solfifero.
zolfino   (1) meno com. zolfigno e solfino, agg.  (non com.) simile a zolfo: colore, odore zolfino. 
zolfino   (2) meno com. solfino, s.m.  zolfanello.
zolfo   antiq. solfo, s.m.  elemento chimico di simbolo s; è un non-metallo solido, giallo, molto diffuso in natura sia allo stato libero sia combinato in minerali (solfuri, solfati) e in sostanze organiche; insolubile in acqua, brucia con fiamma azzurra e odore pungente, ed è largamente usato nell'industria della gomma, dei coloranti, della cellulosa, dei fiammiferi, oltre che in agricoltura e in medicina; nei suoi composti ha diverse valenze, da    • 2 •   a 8: una miniera di zolfo | odore, puzza di zolfo, (fig.) intesi come segni di presenza demoniaca.
zoliano   agg.  dello scrittore francese e. zola (1840-1902), o che si riferisce alla sua opera o al suo stile.
zolla   s.f.    • 1 •   pezzo di terra compatta che l'aratro o altro strumento agricolo stacca dal terreno sodo: rompere, rivoltare le zolle; zolla erbosa; possedere poche zolle di terra, (fig.) avere un piccolo podere    • 2 •   pezzo compatto di un'altra sostanza o materia: una zolla di zucchero.  dim. zolletta    • 3 •   (geol.) ognuna delle grandi porzioni rigide in cui è divisa la litosfera.
zollare   v. tr.  [io zòllo  (o zòllo) ecc.] (non com.) ricoprire con zolle erbose.
zolletta   s.f.    • 1 •   dim.  di zolla    • 2 •   cubetto di zucchero compresso: zucchero in zollette.  dim. zollettina. 
zollosità   s.f.  (non com.) carattere di ciò che è zolloso: la zollosità di un terreno. 
zolloso   agg.  (non com.) pieno di zolle; coperto di zolle: un campo zolloso. 
zombare   v. tr.  [io zómbo ecc.] (pop. tosc.) picchiare con violenza.
zombata   s.f.  (pop. tosc.) colpo, percossa.
zombi   s.m.  e f. invar.    • 1 •   secondo taluni culti magico-religiosi diffusi nelle antille, spirito evocato dall'aldilà e incarnatosi in un cadavere; per estens., il cadavere stesso cui lo spirito ha ridato vita    • 2 •   (fig.) persona apatica, del tutto distaccata dal mondo che la circonda, incapace di qualsiasi reazione o intervento.
zompare   v. intr.  [io zómpo ecc. ; aus. essere  e avere] (dial.) saltare.
zompo   s.m.  (dial.) salto.
zona   s.f.    • 1 •   parte di superficie delimitata; striscia, fascia: le pareti sono a zone di vari colori; una zona illuminata; zone di luce, d'ombra | zona sferica, (geom.) la parte di una superficie sferica delimitata da due piani secanti paralleli | zona celeste, (astr.) porzione della sfera celeste compresa tra due meridiani e due paralleli celesti | zona terrestre, (geog.) ognuna delle cinque fasce (zone glaciali, zone temperate  e zona equatoriale) in cui si divide convenzionalmente la superficie terrestre e che sono delimitate dai circoli polari e dai tropici    • 2 •   regione, tratto di territorio circoscritto: una zona montuosa, pianeggiante, boscosa; zona alluvionata, terremotata | zona sismica, territorio in cui maggiore è la possibilità che si verifichino movimenti tellurici | zona franca, (dir.) parte del territorio di uno stato considerata fuori della linea doganale | zona di guerra, il territorio in cui si combatte e le immediate retrovie | zona territoriale, ciascuna delle circoscrizioni militari di carattere amministrativo nelle quali è suddiviso il territorio nazionale; anche, l'area a ridosso di quella in cui si combatte | zona smilitarizzata, striscia di territorio prossima alla frontiera nella quale uno stato si impegna a non condurre operazioni belliche e a non impiantare installazioni militari | zona calda, regione soggetta a forti tensioni politiche, etniche, economiche ecc., che rendono possibile un conflitto armato | zona d'influenza, nell'età del colonialismo, territorio non ancora sottoposto a dominio sul quale si riconosceva a uno o più stati la possibilità di operare liberamente; (fig.) settore all'interno del quale si esplica il potere o il predominio di qualcuno | zona depressa, area caratterizzata da un livello di attività economica e da un tenore di vita molto bassi; in partic., territorio depresso di uno stato che gode di agevolazioni finanziarie e tributarie intese a incentivarne lo sviluppo economico-sociale | zona economica esclusiva, (dir.) fascia di mare posta al di là delle acque territoriali in cui lo stato costiero gode di diritti sovrani di esplorazione e di sfruttamento    • 3 •   area urbana: zona residenziale, destinata esclusivamente a uso abitativo; zona verde, destinata a parco o a giardino; zona industriale, destinata all'insediamento di attività industriali; zona del silenzio, nella quale i veicoli non possono fare uso dei segnali acustici; zona disco, quella in cui alle automobili è consentita una sosta limitata indicata dal disco orario; consiglio di zona, organo collegiale elettivo dell'amministrazione locale    • 4 •   (sport) nel calcio, nella pallacanestro, nel rugby e in altri giochi di squadra, la parte del campo controllata da un giocatore: giocare in zona; essere fuori zona  | difesa, marcatura, gioco a zona, tattica di gioco per cui i giocatori controllano non direttamente gli avversari ma una data zona del campo (si contrappone a difesa, marcatura, gioco a uomo): applicare, attuare la zona; zona mista, tattica di gioco che prevede sia la marcatura a zona sia la marcatura a uomo | segnare in zona cesarini, fare goal negli ultimi minuti della gara, come riusciva spesso al calciatore r. cesarini (1906-1969); (fig.) riuscire in qualcosa all'ultimo minuto, in extremis    • 5 •   il nastro di carta bianca su cui viene impresso il testo di un messaggio ricevuto per mezzo del telegrafo; anche, il nastro perforato della telescrivente    • 6 •   nell'antichità greca, fascia di vario colore, spesso decorata con ricami e frange, che le donne usavano per tenere il peplo aderente al corpo | sciogliere la zona, (fig. lett.) andare sposa    • 7 •   (lett.) fascia che cinge la vita; cintura    • 8 •   (med.) herpes zoster.
zonale   agg.    • 1 •   (burocr.) di zona: commissariato zonale    • 2 •   (biol.) si dice di distribuzione di raggruppamenti animali e vegetali per zone.
zonare   v. tr.  [io zòno ecc.] (ant.) cingere.
zonato   agg.  (non com.) fatto a zone; distinto in più zone di diverso colore: struttura zonata; marmo zonato. 
zonatura   s.f.  divisione in zone | zonatura di un minerale, alternanza di strati che differiscono per composizione chimica o per colore.
zonazione   s.f.  suddivisione di un'area o di una regione in zone differenti per natura o per destinazione.
zoning   s.m. invar.  zonizzazione.
zonizzare   v. tr.  suddividere un'area, spec. urbana, in più zone secondo la loro diversa funzione e destinazione.
zonizzazione   s.f.  lo zonizzare, l'essere zonizzato; suddivisione di una città o di un'area urbana in zone a funzione e destinazione differenziata (zona residenziale, industriale, commerciale ecc.).
zonula   s.f.  (scient.) piccola zona | zonula di zinn, (anat.) formazione anatomica dell'occhio che ha la funzione di mantenere teso il cristallino.
zonzo   solo nella loc. andare a zonzo, passeggiare senza una meta, andare girellando qua e là.
zoo   s.m. invar.  recinto in cui vivono in cattività e sono esposti al pubblico animali esotici, selvatici o rari, in ambienti che talora ricreano abbastanza fedelmente quello naturale di provenienza; giardino zoologico | zoo safari, zoosafari.
zoo-  zoo- -zoo primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica, di origine greca o di formazione moderna, dal gr. zôion  'animale'; significa appunto 'animale' o indica più genericamente rapporto con la vita animale (zoologia, zootecnia; protozoo).
zoocenosi   s.f.  raggruppamento di animali che convivono in un certo ambiente.
zoocida   agg.  e s.m.  [pl. m. -di] antiparassitario.
zoocoltura   o zoocultura, s.f.  branca della zootecnia che studia l'allevamento e l'utilizzazione di alcuni animali utili all'uomo (polli, pesci, api ecc.).
zoocoria   s.f.  (bot.) disseminazione operata dagli animali.
zoocoro   agg.  (bot.) si dice di pianta il cui polline è disseminato da animali | disseminazione zoocora, zoocoria.
zoocultura    ⇨ zoocoltura.
zoofagia   s.f.  il nutrirsi di animali; condizione degli organismi zoofagi.
zoofago   agg.  [pl. m. -gi] si dice di animale o pianta che si nutre di animali.
zoofilia   s.f.    • 1 •   l'essere zoofilo; amore per gli animali    • 2 •   (psicol.) forma di perversione sessuale per cui si prova attrazione per gli animali    • 3 •   (bot.) zoidiofilia.
zoofilo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi ama e protegge gli animali | società zoofila, che ha come scopo la protezione degli animali.
zooflagellati   s.m. pl.  (zool.) gruppo di protozoi flagellati eterotrofi | sing.  [-o] ogni protozoo appartenente a tale gruppo.
zoofobia   s.f.  (psicol.) paura morbosa degli animali o di una determinata specie di animali.
zoofobo   agg.  e s.m.  [f. -a] che, chi soffre di zoofobia  agg.  (bot.) si dice di pianta provvista di qualche carattere che la protegge dal morso degli animali erbivori.
zooforo   agg.  e s.m.  (arch.) si dice del fregio dell'ordine ionico con figure di animali, posto tra l'architrave e la cornice.
zoogamete   s.m.  (biol.) gamete provvisto di flagelli che ne consentono il movimento.
zoogamia   s.f.  (bot.) zoidiofilia.
zoogamo   agg.  (bot.) zoidiofilo.
zoogenico   agg.  [pl. m. -ci] (geol.) zoogeno.
zoogeno   agg.  (geol.) si dice di roccia formata dall'accumulo di resti di animali fossili.
zoogeografia   s.f.  scienza che studia la ripartizione delle varie forme di vita animale sulla superficie terrestre.
zoogeografico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla zoogeografia.
zooglea   s.f.  (biol.) aggregazione di batteri in una massa gelatinosa da essi stessi prodotta.
zoognostica   s.f.  scienza applicata che studia i caratteri morfologici e fisiologici degli animali, la loro patologia e le loro attitudini, determinandone il valore funzionale e commerciale.
zooiatra   s.m.  e f. , o zooiatro s.m. , [pl. m. -tri] (non com.) veterinario.
zooiatria   s.f.  (non com.) veterinaria.
zooiatrico   agg.  [pl. m. -ci] (non com.) della zooiatria; veterinario.
zooiatro    ⇨ zooiatra.
zoolatra   s.m.  e f.  [pl. m. -tri] chi pratica la zoolatria.
zoolatria   s.f.  culto reso agli animali, proprio di molte religioni primitive.
zoolatrico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo a zoolatria.
zoologia   s.f.  branca della biologia che studia la vita del mondo animale in tutte le sue manifestazioni.
zoologico   agg.  [pl. m. -ci] della zoologia, che concerne la zoologia: scienze zoologiche | giardino zoologico, zoo | museo zoologico, che raccoglie ed espone animali imbalsamati.
zoologista   s.m.  [pl. -sti] commerciante o cacciatore di animali esotici destinati ai giardini zoologici.
zoologo   s.m.  [f. -a; pl. m. -gi] studioso, esperto di zoologia.
zoom   s.m. invar.  obiettivo fotografico e cinematografico a lunghezza focale variabile, che consente di ampliare o ridurre l'inquadratura mantenendo sempre a fuoco l'immagine.
zoomare    ⇨ zumare.
zoometria   s.f.  scienza che studia le dimensioni degli animali al fine di una loro corretta definizione morfologica.
zoomorfismo   s.m.    • 1 •   stile figurativo basato sulla rappresentazione di animali | rappresentazione di divinità in aspetto di animale    • 2 •   nella mitologia e in talune religioni, metamorfosi in animale.
zoomorfo   agg.  che ha forma di animale: idolo zoomorfo; rappresentazione zoomorfa | allucinazioni zoomorfe, (psich.) zoopsia.
zoomorfosi   s.f.  (biol.) mutamento della normale conformazione di una pianta a opera di animali parassiti.
zoonimo   s.m.  nome di animale, in quanto oggetto di studio linguistico.
zoonomo   s.m.  [f. -a] tecnico laureato specializzato nell'ottimizzazione degli allevamenti animali, attraverso la particolare cura dell'alimentazione, della riproduzione e dell'organizzazione ambientale.
zoonosi   s.f.  (med.) ogni malattia infettiva degli animali trasmissibile all'uomo.
zoopaleontologia   s.f.  studio paleontologico degli animali fossili.
zooparassita   s.m.  [pl. -ti] parassita degli animali.
zooplancton   s.m. invar.  (biol.) la componente animale del plancton.
zooplanctonico   agg.  [pl. m. -ci] (biol.) relativo allo zooplancton.
zooprofilattico   agg.  [pl. m. -ci] relativo alla profilassi delle malattie degli animali: centro zooprofilattico. 
zoopsia   s.f.  (psich.) allucinazione che consiste nella visione di piccoli animali raccapriccianti (p. e.  ragni, topi, scarafaggi).
zoosafari   o zoo safari, s.m.  parco custodito diviso in ampi recinti al cui interno vivono in relativa libertà animali esotici, visitabile in automobile o in pullman.
zoosemiotica   s.f.  studio della comunicazione animale.
zoospora   s.f.    • 1 •   (bot.) spora flagellata    • 2 •   (biol.) in molte specie di protozoi, cellula provvista di flagelli che le consentono una certa mobilità.
zootecnia   s.f.  scienza applicata che si occupa della riproduzione degli animali utili all'uomo, del miglioramento delle specie e della loro utilizzazione.
zootecnico   agg.  [pl. m. -ci] di, relativo alla zootecnia: progresso zootecnico | patrimonio zootecnico, il complesso degli animali d'allevamento di un'azienda, di una regione, di un paese  s.m.  [f. -a] chi studia la zootecnia o si occupa delle sue applicazioni pratiche.
zootomia   s.f.    • 1 •   dissezione degli animali    • 2 •   anatomia comparata.
zootossina   s.f.  (biol.) qualsiasi tossina di origine animale.
zoppaggine   s.f.  (non com.) l'essere zoppo.
zoppare   v. intr.  [io zóppo ecc. ; aus. essere] (tosc.) diventare zoppo.
zoppeggiare   v. intr.  [io zoppéggio ecc. ; aus. avere] (non com.) zoppicare.
zoppia   s.f.  (non com.) zoppaggine.
zoppicamento   s.m.  (non com.) lo zoppicare.
zoppicante   part. pres.  di zoppicare  agg.  che zoppica (anche fig.): andatura zoppicante; uno scolaro zoppicante in matematica | verso zoppicante, che ha un numero di sillabe diverso da quello che gli è proprio, o ha gli accenti che non cadono nelle sedi appropriate.
zoppicare   v. intr.  [io zòppico, tu zòppichi ecc. ; aus. avere]    • 1 •   camminare con difficoltà e in modo irregolare per infermità o imperfezione degli arti: zoppicare dalla nascita, in seguito a un incidente    • 2 •   (estens.) essere instabile; traballare (detto spec. di mobili): una sedia che zoppica    • 3 •   (fig.) essere incerto, lacunoso o difettoso in qualcosa: va bene in tutte le materie, ma zoppica in latino; un ragionamento che zoppica. 
zoppicatura   s.f.  (non com.) lo zoppicare | (fig.) imperfezione, irregolarità: le zoppicature di un ragionamento. 
zoppiconi   non com. zoppicone, avv.  zoppicando: camminare zoppiconi. 
zoppina   s.f.  nome pop. dell'afta epizootica. 
zoppo   agg.    • 1 •   che ha il difetto di zoppicare: essere zoppo dal piede sinistro; diventare, rimanere zoppo | piede zoppo, gamba zoppa, difettosi, che costringono a zoppicare | andare a piede zoppo, saltellare su una gamba sola, per gioco; (fig.) andare a rilento in qualcosa    • 2 •   (estens.) che ha gambe di lunghezza diseguale; instabile, traballante, detto spec. di mobili: un tavolino zoppo    • 3 •   (fig.) difettoso, incompleto, imperfetto: discorso, periodo zoppo; ragionamento zoppo; verso zoppo  s. m.  [f. -a] chi cammina zoppicando per un difetto permanente, congenito o acquisito | prov.  : chi va con lo zoppo impara a zoppicare, chi frequenta una cattiva compagnia finisce col prenderne i difetti. dim. zoppetto, zoppino  § zoppamente avv. 
zoratteri   s.m. pl.  (zool.) ordine di piccoli insetti delle regioni calde, privi di ali o con ali membranose e pelose, e apparato boccale masticatore | sing.  [-o] ogni insetto appartenente a tale ordine.
zorilla   s.f.  mammifero carnivoro africano simile a una puzzola, con pelo lungo bruno, striato o macchiato di bianco.
zoroastriano   agg.  di zoroastro; relativo allo zoroastrismo  s.m.  [f. -a] seguace dello zoroastrismo.
zoroastrismo   s.m.  sistema religioso persiano, fondato nel sec. vi a. c. da zoroastro, che si caratterizza per il dualismo tra il principio del bene, rappresentato dal dio mazdah, e quello del male, rappresentato da arimane.
zoster   agg. invar.  (med.) forma abbreviata per herpes zoster. 
zostera   s.f.  erba marina con foglie sottili in forma di nastri che, essiccate, si usano come materiale da imballaggio (fam.  potamogetonacee).
zoticaggine   s.f.  l'essere zotico.
zotichezza   s.f.    • 1 •   l'essere zotico    • 2 •   atto, discorso da zotico.
zotico   agg.  [pl. m. -ci] villano, rozzo, incivile: un uomo zotico; maniere, espressioni zotiche   s.m.  [f. -a] persona zotica. accr. zoticone  pegg. zoticaccio  § zoticamente avv. 
zozza   s.f.    • 1 •   (pop. tosc.) miscuglio di bevande alcoliche di pessima qualità    • 2 •   (non com.) gentaglia.
zozzo   e deriv.   ⇨ sozzo e deriv. 
zuavo   s.m.  soldato di uno speciale corpo di fanteria francese, creato in algeria nel 1830 | (estens.) militare appartenente a speciali corpi di fanteria, equipaggiati in modo simile agli zuavi francesi: zuavi pontifici   agg.  degli zuavi | alla zuava, alla maniera degli zuavi, spec. con riferimento a capi di vestiario foggiati sul modello dell'uniforme degli zuavi: calzoni alla zuava, calzoni molto ampi che terminano sotto il ginocchio, dove sono trattenuti da una fascia stretta; giacca alla zuava, giacca da donna, corta e con i lembi arrotondati.
zucca   s.f.    • 1 •   pianta erbacea annua con larghe foglie pelose, fiori campanulati gialli, frutti commestibili di forma e dimensioni diverse secondo le varietà (fam.  cucurbitacee) | zucca barucca, varietà di zucca bitorzoluta che si cuoce al forno e si mangia a fette | semi di zucca, brustolini | fiori di zucca, vivanda costituita dai fiori della zucca fritti dopo essere stati immersi in una pastella di uova e farina. dim. zucchetta, zucchina, zucchino  (m.), zucchetto  (m.), zucchettino  (m.)    • 2 •   (estens.) il frutto commestibile della zucca: zucca fritta; minestrone con la zucca    • 3 •   (fig. scherz.) la testa: battere la zucca contro uno spigolo; zucca pelata | non avere sale in zucca, essere privo di buon senso | è proprio una zucca!, si dice di persona tarda di mente, sciocca o testarda. accr. zuccona, zuccone  (m.) pegg. zuccaccia. 
zuccaia   s.f.  campo coltivato a zucche.
zuccaiola   s.f.  (zool.) grillotalpa.
zuccaro    ⇨ zucchero.
zuccata   s.f.    • 1 •   (scherz.) colpo dato con la testa contro qualcosa: dare una zuccata nel muro    • 2 •   dolce siciliano a base di zucca candita.
zuccheraggio   s.m.  pratica enologica consistente nell'aggiungere zucchero al mosto per farne aumentare la gradazione alcolica.
zuccherare   v. tr.  [io zùcchero ecc.] addolcire con lo zucchero un cibo o una bevanda: zuccherare il caffè, il tè. 
zuccherato   part. pass.  di zuccherare  agg.    • 1 •   addolcito con lo zucchero: caffè molto, poco zuccherato    • 2 •   (fig.) mellifluo, sdolcinato; zuccheroso: maniere, parole zuccherate. 
zuccheriera   s.f.  recipiente in cui si tiene lo zucchero | (estens.) la quantità di zucchero contenuta in tale recipiente.
zuccheriere   s.m.    • 1 •   proprietario di uno zuccherificio; industriale che opera nel settore della produzione dello zucchero    • 2 •   operaio addetto alle varie operazioni industriali connesse all'estrazione dello zucchero.
zuccheriero   agg.  che riguarda lo zucchero e la sua produzione: industria zuccheriera. 
zuccherifero   agg.  saccarifero.
zuccherificio   s.m.  stabilimento per la produzione dello zucchero.
zuccherino   agg.    • 1 •   che contiene zucchero: sostanza zuccherina    • 2 •   dolce come lo zucchero: pera zuccherina  s. m.    • 1 •   pasticca, confetto di zucchero: una scatola di zuccherini | non è uno zuccherino!, (fig.) non è cosa piacevole o facile: fare tutta quella strada a piedi non è uno zuccherino!    • 2 •   (fig.) contentino con cui si cerca di rendere accetta a una persona una cosa sgradevole: quando fu trasferito, gli diedero un premio come zuccherino  | situazione spiacevole che diventa accettabile se paragonata ad altre peggiori: la perdita del denaro gli parve uno zuccherino in confronto a quello che poteva accadere. 
zucchero   antiq. zuccaro, s.m.    • 1 •   sostanza dolce, bianca e cristallina, che si estrae dalla barbabietola o dalla canna da zucchero e serve a dolcificare cibi e bevande : zucchero in polvere, in zollette; zucchero greggio, raffinato; una bustina, un cucchiaio di zucchero; bere il caffè senza zucchero | zucchero vanigliato, profumato alla vaniglia | zucchero filato, ridotto a una sorta di soffice matassa mediante un particolare trattamento centrifugante | zucchero a velo, particolarmente fino, usato in pasticceria per spolverizzare i dolci e per preparare alcune creme | zucchero d'orzo, caramella a base di zucchero fuso | zucchero caramellato, caramello | carta da zucchero, quella di colore azzurro scuro, usata in passato per incartare lo zucchero; per estens., il colore stesso di tale carta: un vestito (color) carta da zucchero    • 2 •   (chim.) nome generico dei composti della classe dei carboidrati o glucidi: una dieta con pochi zuccheri | zucchero di frutta, fruttosio | zucchero d'uva, glucosio | zucchero di latte, lattosio | avere gli zuccheri nelle orine, (pop.) soffrire di diabete    • 3 •   (fig.) cibo o bevanda molto dolce: questa pesca è uno zucchero    • 4 •   (fig.) persona di carattere dolce e amabile; anche, persona melliflua: sembra severo, in realtà è uno zucchero; improvvisamente è diventato tutto zucchero e miele. 
zuccheroso   agg.  molto dolce, pieno di zucchero | (fig.) mellifluo, sdolcinato: una storia d'amore zuccherosa. 
zucchetta   s.f.    • 1 •   dim.  di zucca    • 2 •   (region.) zucchina.
zucchetto   s.m.    • 1 •   dim.  di zucca  | zucchina    • 2 •   copricapo a forma di piccola calotta sferica, portato dagli ecclesiastici, di colore diverso secondo la dignità | copricapo della stessa foggia portato dagli ebrei osservanti | (estens.) qualsiasi copricapo di forma simile. dim. zucchettino. 
zucchina   s.f. , o zucchino s.m.    • 1 •   dim.  di zucca    • 2 •   varietà di zucca con foglie pelose e fiori gialli, che produce frutti allungati, teneri, dal sapore delicato (fam.  cucurbitacee) | il frutto di questa pianta: zucchine fritte, lesse, ripiene; frittata con zucchine. 
zucconaggine   s.f.  l'essere zuccone.
zucconare   v. tr.  [io zuccóno ecc]    • 1 •   (non com.) rapare a zero    • 2 •   capitozzare.
zuccone   s.m.  [f. -a]    • 1 •   accr.  di zucca    • 2 •   (fig.) persona lenta a capire, di scarsa intelligenza | persona testarda, cocciuta. pegg. zucconaccio  agg.  poco intelligente, ottuso | testardo, caparbio.
zuccotto   s.m.    • 1 •   dolce semifreddo a forma di calotta, farcito con panna, cioccolato e canditi    • 2 •   (tosc.) zucchetto.
zuffa   s.f.    • 1 •   combattimento disordinato e violento; mischia: gettarsi, cacciarsi nella zuffa, nel vivo della battaglia    • 2 •   litigio violento in cui si viene alle mani; rissa: la discussione degenerò in una zuffa  | (estens.) discussione, polemica aspra e accanita.
zuffolo   s.m.  (non com.) zufolo.
zufolamento   s.m.  lo zufolare.
zufolare   ant. sufolare, v. intr.  [io zùfolo ecc. ; aus. avere] suonare lo zufolo | mandare un suono simile a quello dello zufolo | v. tr.    • 1 •   fischiettare: zufolare una canzonetta    • 2 •   (fig.) dire, riferire qualcosa all'orecchio di qualcuno: zufolare una notizia. 
zufolata   s.f.  lo zufolare una volta. dim. zufolatina. 
zufolatore   agg.  e s.m.  [f. -trice] (non com.) che, chi zufola.
zufolio   s.m.  uno zufolare prolungato.
zufolo   ant. sufolo, s.m.    • 1 •   strumento popolare a fiato, costituito da un piccolo cilindro cavo di legno di bosso o di canna con un taglio trasversale all'imboccatura e uno o più fori. dim. zufoletto, zufolino    • 2 •   fischietto di latta o plastica    • 3 •   (fig. non com.) persona sciocca; balordo.
zugo   s.m.  [pl. -ghi] (ant. , tosc.) sciocco, babbeo.
zuinglianesimo    ⇨ zwinglianesimo.
zulu   s.m.  e f. invar.    • 1 •   chi appartiene a una popolazione sudafricana di lingua bantu stanziata nel natal    • 2 •   (fig. spreg.) persona rozza e ignorante  agg. invar.  relativo alla popolazione degli zulu: la cultura zulu. 
zum   inter.  voce onom. con cui si intende riprodurre il suono di vari strumenti a percussione (piatti, grancassa ecc.), o anche, se ripetuto, l'elementare accompagnamento orchestrale di certe arie d'opera | anche in funzione di s.m. invar.  (spec. ripetuto).
zumare   o zoomare [pr.  / dzu'mare /], v. tr.  e intr.  [aus. dell'intr. avere]    • 1 •   effettuare una ripresa cinematografica o televisiva con lo zoom, portando velocemente in primo piano il soggetto prescelto: zumare su un particolare; zumare un attore    • 2 •   (fig.) scrivendo o parlando, scendere nei particolari di un fenomeno generale, illustrarne i dettagli.
zumata   s.f.  lo zumare: fare una zumata sul volto della protagonista del film. 
zuppa   s.f.    • 1 •   nome generico di vari tipi di minestre in brodo composte di ingredienti diversi, talora accompagnate da crostini di pane: zuppa di verdura, di pesce | fare la zuppa nel vino, nel latte, intingervi pane, biscotti o altro | zuppa inglese, dolce composto di strati di savoiardi o pan di spagna farciti di crema e cioccolato e inzuppati di liquore | se non è zuppa è pan bagnato, (fig.) si dice per sottolineare che la differenza tra due cose, persone o situazioni è solo apparente. dim. zuppetta, zuppettina, zuppina  accr. zuppona, zuppone  (m) pegg. zuppaccia    • 2 •   (fig.) mescolanza disordinata di cose eterogenee; confusione, pasticcio: questo tema non è che una zuppa di idee senza nesso  | discorso noioso e prolisso: non la smetteva più di parlare, che zuppa!. 
zuppare   v. tr.  (non com.) inzuppare, intingere.
zuppata   s.f.  (non com.) l'inzuppare un poco, una volta.
zuppetta   s.f.  dim. di zuppa  | fare la zuppetta, bagnare pane o biscotti nel latte, nel vino, nel sugo ecc.
zuppiera   s.f.  recipiente con coperchio, usato per servire in tavola la minestra: una zuppiera d'argento, di ceramica. 
zuppo   agg.  inzuppato, fradicio d'acqua: abiti zuppi di pioggia; essere tutto zuppo. 
zurighese   agg.  di zurigo  s.m.  e f.  abitante, nativo di zurigo.
zurvanismo   o zervanismo, s.m.  indirizzo teologico dello zoroastrismo che tentava di conciliare il dualismo tra il principio del bene e quello del male, interpretando mazdah e arimane come figli gemelli di un unico dio zurvan, il tempo.
zuzzurullone   o zuzzerellone, zuzzerullone, zuzzurellone, s.m.  [f. -a] (fam. tosc.) persona adulta sempre pronta a giocare e a scherzare come un bambino.
zwinglianesimo   o zuinglianesimo, s.m.  (relig.) zwinglismo.
zwingliano   agg.  del riformatore svizzero h. zwingli; relativo allo zwinglismo  s.m.  [f. -a] seguace dello zwinglismo.
zwinglismo   s.m.  (relig) dottrina riformata predicata in svizzera dal teologo e umanista h. zwingli (1484-1531), e caratterizzata da una accentuazione degli elementi più intransigenti del pensiero luterano; la chiesa a cui diede origine confluì in seguito nel calvinismo.
